Assessorato alla Tutela della Salute e Sanità
Direzione Sanità
Gruppo tecnico regionale emergenze infettive
Piano per l’organizzazione regionale della risposta alle emergenze infettive
deliberato dalla Giunta regionale con DGR 10 – 11769 del 20 luglio 2009
NUOVA INFLUENZA
A(H1N1)v: PECULIARITÀ IN
AMBITO PEDIATRICO
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Gruppo tecnico regionale emergenze infettive
Piano per l’organizzazione regionale della risposta alle emergenze infettive
deliberato dalla Giunta regionale con DGR 10 – 11769 del 20 luglio 2009
Gestione del bambino con influenza
I bambini con influenza devono in generale essere gestiti a domicilio. Per quelli a rischio di malattia
grave o di complicanze può essere opportuno un controllo medico ripetuto, per identificare
precocemente l’aggravarsi della situazione e provvedere ad un eventuale ricovero.
Indicazioni al ricovero ospedaliero: bambini con segni e/o sintomi di influenza grave o complicata e
bambini di età < 3 mesi indipendentemente dal quadro clinico.
La diagnosi precisa del virus responsabile di una sindrome influenzale non è necessaria ai fini
terapeutici. In Pronto soccorso e in Ospedale la diagnosi eziologia è utile a fini epidemiologici solo
per i pazienti che necessitano di ricovero per complicanze correlate alla sindrome influenzale.
Non vi sono dati certi sulla durata dell’eliminazione del nuovo virus A H1N1; i virus influenzali
tendono però a replicarsi più a lungo nel bambino. Va sottolineato che un bambino con influenza
non dovrebbe ritornare in comunità prima di 7 giorni dall’inizio dei sintomi.
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Piano per l’organizzazione regionale della risposta alle emergenze infettive
deliberato dalla Giunta regionale con DGR 10 – 11769 del 20 luglio 2009
Terapia con antivirali
Il nuovo virus pandemico risulta sensibile agli inibitori della neuroaminidasi (oseltamivir e
zanamivir).
Poiché i dati disponibili suggeriscono che l’infezione da A/H1N1 causi nella stragrande
maggioranza dei casi una malattia respiratoria acuta autolimitantesi, i bambini che non
presentino complicanze e non rientrino nelle categorie a rischio non richiedono trattamento con
antivirali.
Un uso sistematico ed indiscriminato di antivirali favorisce inoltre la comparsa di ceppi virali
resistenti, come segnalato per l’influenza stagionale in paesi che ne hanno fatto largo impiego.
Casi sporadici di resistenza ad antivirali sono segnalati anche per virus influenzale A/H1N1.
Ricerche su modelli animali hanno mostrato una concentrazione del farmaco più elevata nel
sistema nervoso centrale in ratti giovani rispetto a quelli adulti; complicanze neurologiche tra i
pazienti in età pediatrica sono segnalate in paesi dove il prodotto è stato di largo impiego.
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L’uso di antibiotici non è raccomandato in corso di influenza in quanto non previene
eventuali sovrainfezioni batteriche e può anzi condurre ad un aumento del fenomeno
dell’antibioticoresistenza. D’altra parte, alcuni batteri possono complicare le infezioni da
virus influenzali. L’impiego di antimicrobici va quindi riservato solo ai casi con ragionevole
evidenza di infezione batterica invasiva o localizzata.
L’uso degli inibitori delle neuraminidasi nei bambini e adolescenti deve essere limitato
esclusivamente nei casi previsti dall’Ordinanza ministeriale firmata il 30 settembre 2009
e in corso di pubblicazione che comprendono: bambini con sindromi influenzali
appartenenti ai gruppi a rischio per gravi complicanze; bambini senza fattori di rischio ma
ricoverati in ospedale per sintomi gravi attribuibili all’infezione da virus influenzale;
bambini a rischio di gravi complicanze, non vaccinati, che abbiano avuto stretti contatti
con persone con diagnosi di infezione da virus A(H1N1)v.
Si prevede che nel periodo autunno-invernale le occasioni di possibile contatto con
persone infette potrebbero essere molte e prolungate nel tempo pertanto si raccomanda
l’uso profilattico del farmaco come previsto dall’Ordinanza esclusivamente nel casi che
ne possono realmente trarre beneficio.
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Nuova influenza A(H1N1)v: peculiarità in ambito pediatrico