ISTITUTO PROFESSIONALE STATALE “G.B. GARBIN”
PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
approvato nella seduta del Collegio Docenti, riunitosi in data 29.10.2014
adottato dal Consiglio di Istituto il 4/12/2014
INDICE
PRESENTAZIONE DELL’ISTITUTO
LE RISORSE
PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA
ATTIVITA’ DI ACCOGLIENZA INTEGRAZIONE
L’OFFERTA FORMATIVA
RISORSE PROFESSIONALI
L’ORGANIZZAZIONE
VALUTAZIONE DEL PIANO
INCARICHI DA PARTE DELLA DIRIGENTE
ALLEGATI
Storia dell’Istituto
Caratteristiche del territorio
L’individuazione dei bisogni
Politica: finalità ed obiettivi dell’istituto
L’ampliamento dell’offerta curricolare
Progetti professionalizzanti: Alternanza Scuola Lavoro - ECDL
Politica ambientale
Gli Studenti, le strutture, il personale, le risorse finanziarie, il
calendario scolastico, le reti
La valutazione delle prestazioni degli allievi
Griglia di valutazione della condotta
Criteri di promozione
Interventi didattici educativi integrativi
Studenti diversamente abili
Alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA)
Alunni con Bisogni Educatici Speciali (B. E. S. )
Alunni stranieri
Contatti con le figure di riferimento dell’Istituto
Percorsi quinquennali
Settore Produzioni Industriali dell’Abbigliamento e Moda
Servizi di Manutenzione e Assistenza Tecnica
Opzione Apparati, Impianti, Servizi Tecnici Industriali e Civili
Opzione Manutenzione Mezzi di Trasporto
Settore Servizi Commerciali
Opzione Promozione Commerciale e Pubblicitaria
Servizi Socio-Sanitari
Percorsi triennali
-operatore meccanico
-operatore dell’abbigliamento
-operatore amministrativo segretariale
-operatore ai servizi di promozione e accoglienza - servizi del
turismo
Risorse professionali
Organi collegiali
Consiglio d’istituto
Consigli di classe
Consulta provinciale degli studenti
Coordinatori e Collaboratori nei Consigli di Classe
Dipartimento disciplinare
Organizzazione funzionale
Funzioni strumentali
Organizzazione amministrativa
Gestione reclami
Commissioni
Responsabili di laboratorio
Griglie di valutazione
Piano delle Attività di Formazione
Progetti di ampliamento dell’offerta formativa
Regolamenti di Istituto (di DISCIPLINA p.119)
Regolamento Visite,Viaggi di Istruzione, Uscite Didattiche
Organigramma
Procedure previste per l’Accreditamento Regionale dell’Istituto come
Ente di Formazione nel settore dell’Istruzione Superiore e del settore
dell’Orientamento
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La presentazione dell’Istituto
STORIA DELL’ISTITUTO
IL NOME: Giovan Battista Garbin
L’I.P.S. “G. B. Garbin” trae il suo nome da Giovanni Battista Garbin, il maggiore mercante – imprenditore laniero di Schio nei primi anni
dell’Ottocento. Il suo opificio, primo "grandiosamente e completamente istituito", a superare la tradizionale forma di lavorazione a domicilio
e dove sono ormai concentrate quasi tutte le lavorazioni in una unica struttura, è fatto visitare all'arciduca austriaco Giovanni nel 1804 come
modello per altri lanieri veneti.
In quegli stessi anni, gli scledensi comprendono l’importanza della formazione dei giovani per il progresso sociale ed economico della città:
infatti, essi richiedono l'istituzione di una scuola di base che offra primi elementi della cultura e addirittura la nascita di tre pubbliche scuole"
per mettere i giovani in grado di seguire studi superiori preparatori ai percorsi universitari.
E’ questo il senso dell’intitolazione di una scuola, che mira a superare la divisione tra il ‘sapere’ e il ‘fare’ proponendo il ‘saper fare’,
attraverso il legame tra preparazione culturale e quella professionale.
L’Istituto nasce nel 1970 a Schio, con la sede centrale, offrendo ai quasi duecento studenti una formazione corrispondente alle esigenze del
settore meccanico, tipico della locale realtà produttiva: le qualifiche, solo triennali, sono quelle di tornitore e disegnatore meccanico, cui
successivamente, nel 1975/76, si aggiunge quella di congegnatore meccanico. L’evoluzione successiva della scuola va di pari passo con le
trasformazioni della realtà economica altovicentina, in espansione: l’Istituto si arricchisce di nuove sedi, ad Arsiero prima, poi ancora a
Schio, e a Thiene, e di nuove qualifiche, relativamente al settore elettrico – elettromeccanico, aziendale e della moda; progressivamente al
triennio iniziale si aggiunge un biennio post-qualifica.
Gli anni Ottanta sono caratterizzati da fermento e da sperimentazioni, anche assolutamente innovative, come nel settore aziendale. Il mondo
economico, nazionale ed europeo, in profonda trasformazione a livello organizzativo e tecnologico, comincia a definire i suoi nuovi bisogni:
non servono più lavoratori soltanto addestrati, servono lavoratori formati’, non puri esecutori, ma persone che pensano.
E’ necessaria una preparazione più generale e più solida, che renda capaci di affrontare il cambiamento.
Mutano progressivamente non solo i nomi delle qualifiche, ma anche le discipline, i programmi, la distribuzione delle ore.
Con il Progetto ’92, negli anni ’90, l’Istituto rafforza il suo tradizionale legame con il mondo del lavoro, attraverso gli stage e i corsi tenuti da
esperti esterni; contemporaneamente progetta, grazie alla notevole autonomia di cui già gode, percorsi attenti sia ai bisogni della realtà
sociale ed economica locale, nazionale ed europea.
A consolidare la collaborazione con il mondo produttivo concorre la realizzazione del progetti di Terza Area, a carattere professionalizzante,
progettati sulle richieste del territorio, finanziati con fondi ministeriali e regionali, tenuti anche con la collaborazione di Associazioni
Datoriali, da esperti del mondo del lavoro e che prevedono da quattro a sei settimane di stage individuale in azienda.
Dal 2002, poi, l’Istituto ottiene l’Accreditamento presso la Regione del Veneto come Ente di Formazione nel settore dell’Istruzione Superiore
e nel settore dell’Orientamento.
Grazie alla collaborazione stretta con il mondo del lavoro, il settore moda progetta nuovi laboratori attrezzati da imprenditori del settore che
hanno garantito anche le competenze professionali per formare la docenza.
Grazie a questa collaborazione, dal 2003 il settore moda viene coinvolto nella sperimentazione di nuovi percorsi in alternanza scuola lavoro.
Nel Veneto sono 9 gli istituti selezionati a partecipare alla sperimentazione, seguita dall’Ufficio Scolastico Regionale in collaborazione con le
Associazioni Categoriali, e di cui il Garbin è la scuola capofila. Il contatto diretto con le aziende (fino al ‘fare lezione’ in azienda) è
un’esperienza che porta all’aggiornamento delle proposte didattiche, nei contenuti e nelle metodologie. Seguendo le procedure operative
aziendali, largo spazio viene dato alla progettazione informatizzata di capi, grazie ad un laboratorio informatico dedicato, acquistato con il
contributo finanziario di Confindustria che fornisce anche il software di CAD Model ed un corso di aggiornamento per docenti, aperto a tutti
gli istituti professionali di moda della provincia, formando una rete di cui il Garbin è l’ispiratore.
Da questa ed altre sperimentazioni nascono poi le indicazioni che porteranno alla legislazione successiva che farà dell’alternanza scuola
lavoro una modalità formativa da attuare in tutte le tipologie di istituto superiore.
Proprio la riforma del riordino dei cicli ha rappresentato nell’ultimo triennio una sfida per la formazione professionale, con il prolungamento
del periodo di formazione scolastica esteso a cinque anni, con la cancellazione della possibilità di rilasciare il diploma di qualifica triennale e
la riscrittura dei percorsi formativi dei settori elettrico, elettronico e meccanico, unificati nella nuova figura del manutentore industriale, che
implica il possesso di competenze professionali che interessano tutti e tre i settori. Soprattutto la cancellazione dei percorsi di Terza Area ha
imposto la ricerca di nuove strade di collegamento con il mondo produttivo che hanno portato all’implementazione dei progetti in alternanza
scuola lavoro che prevedono oltre a brevi corsi formativi indirizzati all’inserimento nel mondo del lavoro, anche da quattro a sei settimane di
stage individuale in azienda.
L’Istituto anche negli ultimi due anni è stato capofila di una rete regionale per lo studio di modalità di valutazione dei livelli di possesso di
competenze ed è attualmente capofila di una rete regionale di istituti Professionali per l'alternanza scuola lavoro.
A partire da questo anno scolastico è stato attivato un nuovo corso di studi, Servizi Socio Sanitari, nelle due Sedi di Schio e Thiene.
Su questa sfida il “Garbin” continuerà ad impegnarsi nel futuro per offrire agli studenti la possibilità di conseguire il successo formativo che
soddisfi le loro esigenze personali e quelle del territorio.
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CARATTERISTICHE DEL TERRITORIO
Richieste di competenze e problemi del mondo del lavoro che si sta trasformando
Dal territorio dei comuni di Schio e Thiene proviene larga parte (circa l’85%) degli studenti.
La zona, tradizionalmente specializzata nel settore tessile e meccanico, presenta un'espansione recente, ancora in atto, del settore elettrico ed
elettronico.
Predomina la piccola azienda, sia di tipo artigianale che industriale, in un quadro produttivo estremamente articolato e vario.
E’ il sistema del ‘distretto’ specializzato in una ‘filiera’, dove la compressione dei costi si ottiene con la specializzazione delle aziende in
singole fasi del processo produttivo.
Nel settore meccanico ed elettromeccanico prevale la piccola industria, le aziende sono specializzate in lavorazioni di ‘segmento’, nessuna
azienda produce in modo verticalizzato un intero prodotto, ma utilizza e completa una catena di aziende che forniscono pezzi su
commissione.
Soltanto le industrie di media e grande dimensione forniscono macchinari o impianti completi, in genere su commissione.
Soltanto nel territorio di Schio troviamo la presenza di grandi e medie aziende a produzione integrale, soprattutto nel settore tessile. Si tratta
di un settore maturo, che sopravvive grazie al valore aggiunto di alta qualità.
Molte grandi aziende del tessile del Vicentino, tuttavia, non mantengono importanti linee produttive, conservano il settore di progettazione, le
scelte strategiche, preferendo alleggerire il settore di produzione, comprimendo i costi fissi di immobilizzo di capitale e trasferendo buona
parte della lavorazione a miriadi di ‘terzisti’, laboratori artigiani che producono su commessa e specifiche precise o delocalizzando all’estero.
CONSEGUENZE:
Ciò crea difficoltà nella individuazione di figure professionali da indirizzare al settore produttivo.
Spesso le aziende infatti lamentano un eccesso di preparazione teorica nei qualificati e nei diplomati, ed un livello alto di aspettative nello
studente, al momento dell’inserimento nel mondo del lavoro.
Spesso l’imprenditore chiede una migliore formazione pratica nel neoassunto, che permetterebbe un suo immediato inserimento nella catena
di produzione. Il lavoro, quindi sarebbe insieme rapidamente formativo e produttivo.
Nell’ultimo periodo, soprattutto nel settore tessile, si sta facendo strada l’esigenza di disporre di manodopera formata a più alto livello, da
inserire nella catena produttiva, dove l’informatizzazione ha toccato livelli elevati.
Le associazioni di categoria rivelano tuttavia una crescente consapevolezza, da parte del mondo economico, di una fase che sta evolvendosi
cui è necessario adeguarsi. In un sistema sempre più basato sulla risorsa umana, le richieste professionali non derivano solo dal curriculum
scolastico, gli aspetti più apprezzati su cui si concentrano le sollecitazioni sembrano essere, oltre alle conoscenze tecniche specifiche,
soprattutto i seguenti:
 padronanza delle lingue straniere;
 doti relazionali;
 conoscenza dell'informatica di base;
 capacità di integrarsi nel sistema aziendale;
 motivazione al lavoro di gruppo;
 disponibilità all'assunzione di responsabilità;
 flessibilità personale.
Nei giovani spesso si lamenta una difficoltà all’assunzione di responsabilità, una certa rigidità a spostarsi e a trasferirsi, una mancanza di
motivazioni, la scarsa comprensione dell'organizzazione in cui si trovano ad operare, le resistenze ad apprendere dall'esperienza e ad
adeguarsi al cambiamento;
L’Istituto si colloca nell'”Alto Vicentino”, territorio che offre agli abitanti numerosi servizi, a livello sia sociale sia culturale, e un
considerevole grado di benessere e sviluppo economico, grazie ad un fitto tessuto di imprese.
Il mondo del lavoro locale, in continua evoluzione, chiede soprattutto figure professionali qualificate. Di queste, il 70% può essere
preparato dall’I.P.S. “G.B. Garbin”, dove attualmente si formano figure tecnico-professionali intermedie (5 anni di corso).
L’INDIVIDUAZIONE DEI BISOGNI
L’individuazione dei bisogni cui l’O.d.F. ha inteso e intende dare risposta avviene attraverso azioni di monitoraggio interne ed esterne
all’istituto.
Per quanto riguarda la situazione interna, le esigenze si individuano attraverso:
 la raccolta storica dei risultati scolastici in itinere e a fine anno, in particolare di quelli relativi al biennio iniziale (insuccessi,
passaggi, …);
 la rilevazione delle percezioni, degli atteggiamenti sulla scuola e delle attese degli studenti e dei genitori in ingresso (tramite
questionari, colloqui con studenti e genitori);
 la lettura di documenti prodotti dagli studenti (relazioni, verbali delle assemblee di classe, giornalino di Istituto, …);
 l’osservazione di indicatori significativi di disagio (comportamenti non adeguati, note, sospensioni, ..);
 colloqui con il personale docente e non docente (in particolare della segreteria didattica) dell’istituto.
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Per quanto riguarda la conoscenza dei bisogni del territorio, si tengono presenti:
 risultati di ricerche sull’offerta e i bisogni formativi da più di un decennio, periodicamente, commissionate dalle Amministrazioni
locali a specifici enti di ricerca (in particolare I.S.R.E.: vd., ad es., indagine sull’offerta formativa dell’Altovicentino) e le indagini
regionali sui fabbisogni occupazionali dei settori produttivi;
 contatti con le associazioni di categoria professionali;
 le risultanze dell’attività del Comitato Tecnico Scientifico.
Oltre a questo i bisogni si rilevano attraverso:
 colloqui e incontri con genitori, i cui figli non necessariamente frequentano il “Garbin”;
 colloqui informali e incontri con rappresentanti di soggetti significativi interessati alle attività di orientamento ed ai risultati;
 la rilevazione degli atteggiamenti dei soggetti del territorio nei confronti dell’orientamento (questionari somministrati durante lo
svolgimento dell’iniziativa “forum per l’orientamento scolastico e formativo”);
 l’ascolto degli operatori di orientamento che svolgono la loro attività in sistemi diversi rispetto a quello dell’istruzione (CFP, Centri
per l’Impiego, ULSS);
 valutazioni e giudizi espressi dal mondo imprenditoriale nei confronti della preparazione degli allievi in stage ed in attività in
alternanza scuola lavoro.
CARATTERISTICHE DEL PIANO
Il Piano dell’Offerta Formativa dell’I.P.S. “G. B.GARBIN” di Schio-Thiene
 definisce l’offerta culturale, educativa e formativa dell’Istituto, tracciandone l’identità;
 implica assunzione di responsabilità e rispetto delle regole, da parte di tutti,
 si fonda sull’idea di centralità dello studente;
 prevede concrete azioni attente alla specificità dei bisogni degli studenti e delle famiglie;
 comporta la collegialità nella progettazione didattico – educativa e nella sua attuazione;
 promuove la multidisciplinarietà e l’interdisciplinarietà;
 risponde in modo sostanziale alla
normativa sull’ordinamento degli Istituti professionali, sull’autonomia, sull’estensione
dell’obbligo scolastico, sull’esame di stato;
 prevede momenti di autovalutazione e di valutazione per il miglioramento, svolta anche da soggetti “esterni”.
POLITICA: FINALITA’ ED OBIETTIVI DELL’ ISTITUTO
L’attività dell’Istituto si propone di formare ed educare ogni studente affinché divenga un cittadino consapevole dei propri diritti ed in grado
di assumersi le proprie responsabilità, per essere un protagonista attivo nella società e nel mondo del lavoro. La scuola fornisce ai giovani gli
strumenti necessari per imparare a conoscersi e a conoscere la realtà che li circonda, a saper prendere decisioni sul proprio futuro.
Importantissimo, proprio per le finalità specifiche di un Istituto Professionale, diventa fornire una solida preparazione culturale e tecnicoprofessionale che guidi gli studenti nella comprensione di una realtà in continua evoluzione e li metta in condizione di inserirsi con sicurezza
nel mondo del lavoro o proseguire gli studi.
Quindi, l’Istituto, nel rispetto della normativa, attraverso modalità di gestione improntate alla trasparenza, utilizzando le più idonee
metodologie e tecnologie didattiche offre un impianto educativo che promuova il successo formativo degli studenti
 nella crescita personale
 nella coscienza di sé come persona (piano dell’autovalutazione = autostima)
 nel rispetto dell’altro e dell’ambiente
 nella consapevolezza di essere cittadini con diritti e doveri (piano delle regole – orientamento nelle scelte di vita)
 nelle scelte (piano dell’orientamento)
 nella motivazione
 nella formazione professionale
 stimolandone la crescita culturale (piano delle conoscenze e competenze)
 costruendone le competenze professionali
 sostenendo i soggetti in difficoltà (prevenzione della dispersione) attraverso idonee iniziative di recupero e rimotivazione anche
attraverso interventi integrati tra Istituzione e Famiglie
 ricercando la stretta collaborazione con il mondo produttivo
INDIRIZZI GENERALI PER IL POF
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Promuovere la formazione personale e professionale degli studenti, consolidando gli apprendimenti di base;
Ridurre il tasso di dispersione scolastica con l'attivazione di iniziative volte alla motivazione allo studio, al sostegno per
l'acquisizione di un metodo di studio efficace, alle attività di recupero precoce (counselling, sportello disciplinare, corsi di recupero,
attività di peer education e tutoraggio...);
Attuare processi di miglioramento della didattica in relazione agli esiti finali raggiunti e ai risultati delle prove nazionali;
Sostenere una reale politica di integrazione ed inclusione dei diversi studenti iscritti;
Rafforzare la cultura del lavoro con attività di alternanza scuola-lavoro, "stage" aziendali, incontri con le associazioni di categoria;
Potenziare lo studio delle lingue comunitarie e dell'informatica anche con riferimento alla certificazione delle competenze;
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Proseguire nella politica di informatizzazione della scuola (investimenti per rete wifi, registro elettronico personale, ecc...);
Diffondere in tutte le sedi dell'Istituto buone prassi per il rispetto e la tutela dell'ambiente, perseguendo anche l'obiettivo della
certificazione;
Consolidare un confronto efficace tra scuola e mondo del lavoro territoriale anche mediante la formazione e l'attività del Comitato
Tecnico Scientifico.
STRATEGIE
 la sperimentazione di pratiche fondate sul principio della centralità del giovane che sta orientandosi,
al giovane sarà offerta la possibilità anche di porsi a servizio del gruppo, dei genitori (nel comunicare le informazioni utili acquisite
ad altri, nello svolgimento di ruoli di tutoraggio, nel contribuire alla valutazione delle azioni …)
 la valorizzazione delle competenze acquisite dal giovane, e quindi il riconoscimento dei percorsi formativi svolti;
 l’integrazione delle azioni di orientamento nella “normalità” del percorso didattico;
 il coinvolgimento sistematico dei genitori come componente fondamentale nel processo orientativo;
 ottimizzazione delle risorse esistenti;
 l’articolazione dell’offerta di orientamento, anche attraverso percorsi di laboratorio,
 la ricerca di modi e strumenti di comunicazione efficaci, efficienti e condivisi – fra cui il portale telematico
 attività di formazione ed aggiornamento per il personale per migliorare il processo di crescita
 monitoraggio dei bisogni formativi attraverso l’analisi delle aspettative degli studenti, delle famiglie, di agenzie operanti sul
territorio (USL) e nel mondo del lavoro (aziende ed associazioni di categoria)
 attività volte alla prevenzione dell’abbandono scolastico
 attività che vadano incontro alle esigenze formative degli studenti anche in riferimento alla salute, alle problematiche giovanili
 progetti didattico-educativi che siano di supporto e di consulenza agli allievi nelle attività di orientamento sia scolastico che nel
mondo lavorativo
 integrazione tra attività scolastiche ed extrascolastiche, sia nel settore formativo che professionale
 ricerca di elevati standard di sicurezza sul luogo di lavoro sia per gli alunni che per il personale
 procedure per il conseguimento della certificazione di rispetto ambientale EMAS III
L’Istituto garantisce la massima trasparenza negli impegni presi con studenti, famiglie e territorio attraverso strumenti che sono di pubblico
interesse e di pubblica visione:
 Stesura e pubblicazione della documentazione qualificante l’Istituto
 POF (anche in versione ridotta per genitori ed alunni)
 Carta dei Servizi
 Pubblicazione di un sito web d’istituto in cui sono accessibili
- le programmazioni disciplinari
- la modulistica
- il calendario degli impegni d’Istituto /il Piano annuale delle attività
- il Registro elettronico con assenze - valutazioni degli alunni (accesso dei genitori protetto da password) che dall’anno
scolastico 2013-2014 sostituisce i registri cartacei (sia il registro di classe che quello personale dell’insegnante),
prenotazione on line dei colloqui scuola-famiglia
 chiara definizione di compiti e competenze per tutte le figure con compiti organizzativi e di responsabilità
 individuazione di strumenti di progettazione, controllo e valutazione delle iniziative
LE COMPETENZE
Competenze trasversali
La società attuale e, nello specifico, il mondo del lavoro, ha bisogno di persone più preparate, sia culturalmente sia professionalmente, non
solo al momento dell’ingresso, ma anche nel tempo, dato che la vita media delle conoscenze utili è di 10 anni. Quindi è necessario che gli
studenti posseggano delle competenze generali per apprendere e continuare ad apprendere.
L’Istituto Professionale “G.B. Garbin”, opera secondo un progetto didattico – educativo completo attraverso:
 le materie culturali, letterarie, linguistiche e scientifiche che preparano culturalmente gli studenti,
 le materie di indirizzo che li formano professionalmente.
Le competenze ‘trasversali’ sono quelle che si sviluppano nella pratica didattica di tutte le discipline e nei progetti di ampliamento
dell’offerta formativa e che PERMETTONO ALLO STUDENTE DI ‘IMPARARE AD IMPARARE’.
Per quanto concerne le competenze trasversali gli studenti, al termine del corso di studi, sono in grado di:
 ascoltare con attenzione, prendere appunti e memorizzare;
 leggere e comprendere, analizzare, approfondire e argomentare i contenuti di un testo;
 operare sintesi;
 gestire i tempi;
 progettare e realizzare forme di scrittura, utilizzando linguaggi specifici;
 leggere e interpretare carte, grafici e dati statistici;
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


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
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costruire schemi, tabelle e grafici;
possedere e applicare concetti logico – matematici;
utilizzare con competenza gli strumenti di calcolo e misurazione;
riferire oralmente e per iscritto, in modo organico e chiaro, le conoscenze acquisite;
usare in modo autonomo l’elaboratore (PC);
conoscere l’uso professionale di Windows (ultime versioni) e pacchetti applicativi;
utilizzare strumenti di base per i vari indirizzi professionalizzanti;
I PROGETTI DI AMPLIAMENTO
dell’Offerta curricolare delle discipline
ACCOGLIENZA
Rivolta a tutti gli studenti, non soltanto nuovi iscritti. Rivolta specialmente a studenti con bisogni particolari, nell’ottica che ogni
studente è una persona con individualità e bisogni specifici.
Oltre ai progetti rivolti ai nuovi iscritti, il piano prevede l’accoglienza per tutti gli studenti con Bisogni Educativi e Didattici specifici
ORIENTAMENTO
IMPORTANZA DELL’ORIENTAMENTO:
Le azioni di orientamento promosse e realizzate dall’I.P.S. “G.B. Garbin” non si limitano al solo ambito interno, ma necessitano di uno
spazio più ampio, comprendente l’intera area altovicentina.
Muovendo infatti dall’esigenza di fronteggiare la problematicità delle situazioni che ordinariamente si presentano al suo interno, l’istituto ha
progressivamente acquisito consapevolezza di tale necessità e ha conseguentemente attivato iniziative mirate a:
 promuovere e sviluppare una rete territoriale di orientamento, coinvolgendo sia scuole di diverso ordine e grado, sia i soggetti
competenti del territorio;
 fornire supporti alle istituzioni scolastiche e agli enti locali nella fase di definizione delle politiche di orientamento;
 contribuire al coordinamento di servizi dedicati;
 progettare interventi specifici e mirati (analisi dei bisogni, delle risorse, delle strategie, ecc.);
 analizzare i fabbisogni di formazione/aggiornamento delle risorse;
 offrire consulenza alla gestione/pianificazione delle risorse economiche per interventi di orientamento;
 verificare, valutare e monitorare gli interventi;
 evidenziare il rapporto tra l’efficacia dell’orientamento e la qualità delle offerte formative
Progetti di orientamento
 Progetto ‘Accoglienza’ e 'Repetita iuvant': all’inizio del primo anno di frequenza nell’istituto, o dell'anno di ripetenza, gli studenti
vengono ‘accompagnati’ nella nuova classe in un percorso di informazione e autoconsapevolezza della scelta formativa intrapresa;
 Progetto C.I.C., (Centro di Informazione e Consulenza) con cui docenti esperti sono a disposizione di studenti, docenti, genitori
come sostegno al superamento delle difficoltà di inserimento nella nuova scuola o nella classe;
 Progetto assolvimento Obbligo Formativo Progetto Orientamento (‘Scuola aperta’, ‘Forum Orientamento’, ‘Orientamento in
rete’) a studenti di tutti gli anni di corso, perché la filosofia di fondo è che la scuola svolga costantemente un servizio di
orientamento, mirando a sviluppare nello studente le capacità di progettazione personale, di autovalutazione e di scelta.
Un’attenzione particolare è prestata all’attività di orientamento perché sia di effettivo aiuto agli studenti che operano la scelta di
proseguire gli studi o di entrare nel mondo del lavoro. A tal fine vengono promossi incontri informativi sulle offerte formative delle
Università Statali, dei principali Istituti post-secondari e con le Organizzazioni professionali del mondo del lavoro.
Da parecchi anni un docente, oltre al coordinamento di tale servizio, si occupa anche del riorientamento degli studenti che
intendono riconsiderare la scelta dell’indirizzo di studio a suo tempo effettuata (per le attività specifiche promosse vedi
ORIENTAMENTO).
 Passaggi tra organizzazioni formative diverse.
DA UNA SCUOLA SUPERIORE ALL’ALTRA. PASSAGGI FAVORITI NEL BIENNIO.
Per gli alunni delle classi prime, la cui frequenza è ancora obbligatoria, la legge prevede che la scuola superiore programmi e realizzi
interventi per
 motivare tutti gli allievi, favorendone l’esercizio del senso critico;

verificare la coerenza tra l’indirizzo scelto e le potenzialità e le attitudini individuali, al fine di confermare e rafforzare le
scelte effettuate o di individuare possibili percorsi alternativi;
 sostenere sul piano didattico gli allievi orientati a passare ad altro indirizzo di scuola secondaria superiore;
 realizzare percorsi mirati per gli allievi orientati ad uscire dal sistema scolastico.
PROGETTI DIDATTICI EXTRACURRICOLARI ‘TRASVERSALI’
Che mirano allo sviluppo di competenze ‘trasversali’
 Progetti di innovazione didattica
 Progetti di ampliamento dell’offerta formativa
 Progetti di Educazione alla Salute
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
educazione all’ambiente
educazione alla legalità sulla strada
educazione alla sessualità - affettività
prevenzione aids
prevenzione ai tumori in età giovanile
prevenzione infortuni sul lavoro
Progetto Assemblee: Educazione alla legalità
Educazione Ambientale
Progetto lettori di madrelingua
Soggiorno di studio all'estero
Viaggi e visite d’istruzione
PROGETTI PROFESSIONALI di approfondimento
Per vivere nella società d’oggi si chiede alle persone autonomia, senso di responsabilità e creatività. Anche nel mondo economico, con il
diffondersi dell'uso di complesse tecnologie, la persona è la vera ricchezza. A questa si richiede, oltre alle conoscenze tecniche specifiche,
 padronanza delle lingue straniere,
 conoscenza dell'informatica di base,
 doti relazionali, disponibilità al lavoro di gruppo,
 capacità di apprendere dall’esperienza,
 assunzione di responsabilità, flessibilità personale,
 motivazione.
Lo studente che frequenta l’I.P.S. “G.B. Garbin” compie un percorso di crescita umana e professionale, necessario per operare nel contesto
sociale e lavorativo in modo autonomo e responsabile. Perciò l’Istituto considera fondamentale investire sul rinforzo della motivazione
attraverso specifici progetti di orientamento e di potenziamento delle competenze professionali, rafforzando i rapporti stabiliti con 250
imprese, anche migliorando l’informazione delle persone coinvolte. In particolare, realizza:
 stage aziendali e iniziative professionalizzanti con esperti esterni;
 esperienze di alternanza scuola lavoro.
L’Alternanza Scuola Lavoro sta in un solco di continuità con gli stage e i tirocini realizzati tradizionalmente negli Istituti di Istruzione tecnica
e professionale, ma sono consistenti gli elementi di discontinuità che la nuova Alternanza pone:
- l’Alternanza viene istituzionalizzata nel sistema educativo nazionale;
- non si tratta più di esperienze ‘spot’ come nel caso degli stage nei percorsi formativi (nei quali l’accoglienza in impresa assume un ruolo
subordinato rispetto all’esperienza d’aula, rappresentando un’occasione a carattere applicativo di saperi scolastici), ma di percorsi che
vengono fin dall’origine concepiti, in una prospettiva pluriennale, come esperienze che debbono assicurare ai giovani l’orientamento, la
valorizzazione delle vocazioni personali e ‘oltre alle conoscenze di base, competenze spendibili nel mercato del lavoro’;
- il rapporto fra i partners (scuola e impresa) si fa più continuativo e strutturato, a partire dalla coprogettazione, per l’attuazione e la
valutazione congiunta dell’esperienza;
L'aspetto formativo pervade l'intera esperienza di alternanza, rendendola interessante in quanto valorizza competenze trasversali e
comportamentali di base. Al giovane coinvolto, infatti
 conferisce sicurezza
 affina il senso critico
 assicura spazi per la collaborazione
 permette di farsi conoscere
 permette di conoscere sul campo l'organizzazione aziendale.
L'alternanza, come strumento flessibile, non soltanto favorisce la personalizzazione degli interventi educativi; e se da un lato si può costituire
come proposta formativa articolata in percorsi integrati, in cui istituti scolastici e realtà lavorative mettono a disposizione situazioni di
apprendimento differenti per definire percorsi più completi, dall'altro essa si può anche configurare come risorsa per i ragazzi in difficoltà e
strumento efficace per contrastare la dispersione scolastica. Imparare attraverso il fare può, infatti, consentire agli studenti - soprattutto - a
quelli demotivati di recuperare gli stimoli per continuare ad apprendere, acquisendo un saper fare da potersi giocare anche nel contesto
scolastico.
L'alternanza è potenzialmente un moltiplicatore delle opportunità di successo per tutti.
L 'obiettivo dell'Alternanza Scuola Lavoro è quindi quello di:
 contribuire a far scoprire il lavoro e le competenze come momento fondamentale per la possibile realizzazione di sé, attraverso
l'integrazione e la valorizzazione di conoscenze teoriche e apprendimento dall'esperienza;
 contrastare il fenomeno dell'abbandono e la dispersione scolastica co-progettando percorsi individuali finalizzati al successo
formativo per quei giovani più propensi alla verifica di abilità e competenze in campo operativo;
 far conoscere la realtà aziendale e sviluppare idee imprenditoriali;
 collaborare con Enti, Aziende del territorio per aggiornare costantemente l’offerta formativa.
I percorsi in alternanza sono progettati ed attuati dall'istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, le
rispettive associazioni di rappresentanza, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura o con gli enti pubblici e privati, inclusi
quelli del terzo settore.
Presso tali enti i giovani trascorrono periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro.
8
La verifica del corretto svolgimento dei percorsi e la valutazione dell'apprendimento degli studenti in alternanza sono svolte dall'istituzione
scolastica con la collaborazione del tutor formativo esterno designato dall’azienda ospitante.
L'istituzione scolastica provvede alla certificazione delle competenze acquisite dai giovani a conclusione dei percorsi in alternanza scuolalavoro.
Dall’a.s. 2012-2013 è stata avviato un percorso di ASL all’estero che ha inizialmente coinvolto quattro studentesse del corso del quarto anno
di servizi turistici che hanno svolto un periodo di quattro settimane lavorative in Francia.
Dall’anno 2013-2014 sono moltiplicate le iniziative di apertura all’Europa delle attività di Istituto (v. tabelle dei progetti di ampliamento
dell’offerta formativa)
 ECDL (l’Istituto è accreditato come formatore e abilitato al rilascio della ECDL: European Computer Driving Licence)
La European Computer Driving Licence ( ECDL) è un certificato comprovante che, chi ne è in possesso, ha una conoscenza dei concetti
fondamentali dell'Informatica e sa usare un personal computer nelle applicazioni più comuni ad un livello di base.
Il programma internazionale dell'ECDL fa capo al CEPIS (Council of European Professional Informatics Societies), l'ente che riunisce le
associazioni europee di Informatica.
L'Italia è uno dei 17 Paesi membri ed è rappresentata dall'AICA, Associazione Italiana per l'Informatica ed il Calcolo Automatico.
La certificazione ECDL si basa su un documento concordato a livello europeo, il Syllabus, che costituisce uno standard di riferimento che
consente di uniformare i test, in qualunque Paese essi vengano effettuati.
L’ECDL Core Level costituisce ormai un riferimento non solo per la sua diffusione, ma anche per i riconoscimenti a livello istituzionale. A
tale riguardo, si possono citare in particolare i protocolli d’intesa a livello nazionale siglati da AICA con:
 il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (MIUR)
 la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).
In base a tali protocolli, al certificato ECDL vengono riconosciuti crediti formativi per gli esami di stato e per quelli universitari.
L’I.P.S. "G.B. Garbin", nella sua Sede Coordinata di Thiene, ha dal 2001 l’accreditamento come Test Center ECDL CORE LEVEL. Con
l’inizio del 2013 verrà aperta una succursale presso la Sede Centrale di Schio, vista la diffusa richiesta di studenti interni, ex studenti
dell’istituto e universitari di poter sostenere la certificazione, senza spostarsi nella sede di Thiene per sostenere gli esami.
Presso le sedi dell'Istituto sarà possibile seguire corsi di preparazione agli esami organizzati durante le lezioni curricolari, nell’ambito
dell’attività di compresenza delle discipline professionali, per gli studenti interni oppure corsi pomeridiani aperti a tutti (utenti interni ed
esterni) tenuti da docenti dell’istituto.




realizzazione di prodotti multimediali;
partecipazione a concorsi per la progettazione di soluzioni tecniche a problemi posti dalle aziende
progetti, in rete con scuole, enti e istituzioni, di formazione tecnica superiore e di formazione degli adulti;
iniziative di insegnamento della lingua straniera con lettore di madrelingua (in tutte le classi l’insegnamento tradizionale della
lingua straniera è affiancato da attività di esercizio nell’uso parlato della lingua, effettuato da esperti di madrelingua).
POLITICA AMBIENTALE DELL’I.P.S. “G.B. GARBIN”
L’I.P.S. “G.B. Garbin”, consapevole dell’importante ruolo che assume la scuola nell’educazione dei giovani, ritiene fondamentale
promuovere la salvaguardia dell’ambiente a favore delle generazioni presenti e future.
Nella piena convinzione che ogni tipo di attività antropica dipende dalla qualità delle interazioni fra società e ambiente, si impegna a definire
un proprio sistema di gestione ambientale che garantisca metodi, procedure e strumenti per promuovere ed applicare i seguenti principi:
 svolgere ogni attività nel pieno rispetto dell’ambiente, prevenendo l’inquinamento e riducendo al minimo l’impatto ambientale;
 coinvolgere Studenti, Genitori, Docenti e Personale A.T.A. nella definizione di processi, procedure, obiettivi e programmi relativi
alla Sistema di Gestione Ambientale;
 promuovere delle attività formative per gli studenti, curricolari ed extra-curricolari, finalizzate a conoscere meglio l’ambiente,
diffondendo la cultura dello sviluppo sostenibile nella sua dimensione ecologica, economica e sociale;
 sensibilizzare il personale della scuola, le famiglie, la comunità locale e tutte le parti interessate, favorendo il confronto sulle
tematiche ambientali;
 osservare il quadro normativo nazionale e comunitario, nonché gli impegni sottoscritti dall’Istituto anche in adeguamento ad
eventuali modifiche legislative;
 educare al rispetto dell’ambiente sollecitando costantemente gli studenti a farsi protagonisti e promotori di iniziative in tema di
educazione e di cultura ambientale;
 attuare un processo di misurazione e monitoraggio di indicatori per la verifica del Sistema di Gestione Ambientale e del
miglioramento continuo delle prestazioni ambientali;
 stabilire gli obiettivi e i programmi, allo scopo di tutelare l’ambiente, perseguendo un miglioramento continuo delle “performance”
ambientali, prevenendo situazioni di rischio;
 privilegiare la scelta di tecnologie eco-compatibili per le attività proprie dell’Istituto;
Per questi motivi, l’I.P.S. “G.B. Garbin” ha ritenuto opportuno aderire ai principi esposti nel Regolamento Comunitario Emas III,
impegnandosi a diffondere tali politiche alle diverse componenti scolastiche ed alle parti interessate.
9
Prendendo lo spunto dalle finalità dell’azione educativa tradizionalmente espresse nel P.O.F. del nostro Istituto e rispondendo ad uno
specifico invito del Comune, l'Istituto ha analizzato gli impatti ambientali delle proprie attività ed ha adottato regole interne per tenere sotto
controllo i propri impatti e migliorare le proprie e per “prestazioni ambientali”.
La certificazione da parte di un ente terzo indipendente del nostro Sistema di Gestione Ambientale favorirà il coinvolgimento dei ragazzi e
del personale in iniziative ambientali, il rafforzamento del senso di appartenenza alla scuola e di condivisione dei suoi obiettivi, il
miglioramento dell’immagine dell'Istituto ed il miglioramento dell’efficacia dei nostri processi. Tramite il Sistema di Gestione Ambientale,
adottato per attuare la Politica Ambientale e descritto dal Manuale e dalle Procedure, l'Istituto tiene sotto controllo le attività che comportano
consumo di risorse (acqua, combustibili, elettricità) e misura i consumi, tiene sotto controllo la produzione di rifiuti e l’uso di prodotti
chimici, definisce chiaramente i confini delle responsabilità tra la scuola e la Provincia di Vicenza, Ente proprietario dell’immobile che ci
ospita, ma soprattutto riconosce come fondamentale l’impatto indiretto dell’educazione scolastica sul comportamento di tutte le persone
coinvolte nel processo formativo, tra le quali, in particolare, gli studenti. Le regole del Sistema di Gestione Ambientale sono armonizzate con
le regole adottate per la gestione della sicurezza e dell’igiene del lavoro.
L’Istituto si impegna alle Certificazioni EMAS / ISO 14001/: Mantenimento certificazione
L’ UNI EN ISO 14001:2004, standard che propone un modello di sistema di gestione orientato alla protezione dell’ambiente, alla
prevenzione dell’inquinamento e allo sviluppo sostenibile.
RINA Services S.p.A. è la società operativa del Registro Italiano Navale, fondato a Genova nel 1861, una delle più antiche società di
classificazione navale ed oggi una delle 10 principali al mondo.
Nell’arco degli oltre 145 anni di esistenza, RINA Services ha progressivamente diversificato le proprie attività, trasferendo le capacità
acquisite e consolidate nel campo navale ad altri settori, che spaziano dalle certificazioni di qualità alle certificazioni ambientali di sistema e
di prodotto, alla certificazione della responsabilità sociale, ai servizi avanzati per l’industria, per offrire un sostegno strategico alle
organizzazioni che operano in campo nazionale ed internazionale, garantendo in tal modo all’Italia una presenza autorevole nel settore
marittimo, industriale e dei servizi.
Attraverso il Settore certificazione, RINA Services è membro del CISQ (Certificazione Italiana Sistemi Qualità) ed aderisce all’accordo
internazionale IQNet. RINA Services può vantare diversi riconoscimenti nazionali ed internazionali (SINCERT, INMETRO, UKAS, SAI,
BRC, MINISTERI) per la certificazione di sistema, di prodotto (certificazione volontaria e certificazione CE) e di personale. Attualmente
ammontano a 17.000 le aziende certificate.
LE RISORSE.
UTENTI
N. CLASSI TOTALE: 55
35 SCHIO
20 THIENE (+ 4 classi rispetto l’anno precedente)
Attualmente l’I.P.S. “G.B. Garbin” conta 1256 alunni, di cui 752 maschi e 500 femmine (98 in più dello scorso anno).
Gli studenti sono ora distribuiti in classi solo di nuovo ordinamento
indirizzo
classi
n. alunni
MANUTENZIONE
558
554
4
5
108
104
4
24
536
187
349
SERVIZI SOCIO-SANITARI
TOTALE
3
54
11
43
55
1256
856
400
tra cui 2 articolate:
3CMa e 3DMt articolata
4AMTH e 4APTH articolata
Gli alunni provengono dall’intero bacino di utenza dell’Altovicentino.
Residenza: comune
ARSIERO
Numero
21
BREGANZE
8
CALDOGNO
2
10
femmine
23
PRODUZIONI INDUSTRIALI - ARTIGIANALI
SERVIZI COMMERCIALI
maschi
CALTRANO
13
CALVENE
9
CARRE'
26
CHIUPPANO
13
COGOLLO DEL CENGIO
29
CORNEDO VICENTINO
5
COSTABISSARA
3
DUEVILLE
23
FARA VICENTINO
12
ISOLA VICENTINA
46
LUGO DI VICENZA
13
LUSIANA
2
MALO
87
MARANO VICENTINO
50
MASON VICENTINO
4
MIRA
1
MONTE DI MALO
21
MONTECCHIO PRECALCINO
25
PADOVA
1
PALERMO
1
PEDEMONTE
7
PIOVENE ROCCHETTE
POSINA
60
6
RECOARO TERME
12
ROANA
10
RONCO ALL'ADIGE
1
SAN VITO DI LEGUZZANO
30
SALCEDO
3
SANDRIGO
1
SANTORSO
51
SARCEDO
21
SCHIO
249
SOCCHIEVE
1
THIENE
115
TONEZZA DEL CIMONE
TORREBELVICINO
4
62
UDINE
1
VALDAGNO
29
VALDASTICO
8
VALLI DEL PASUBIO
37
VELO D'ASTICO
19
VICENZA
1
VILLAVERLA
36
ZANE'
40
ZUGLIANO
37
1256
TOTALE
11
E’ diminuito il numero di alunni stranieri che, attualmente, rappresentano il 20,78% (-1,22%) della popolazione scolastica
dell’Istituto.
Gli studenti stranieri iscritti provengono da 34 Paesi diversi, per la metà circa appartenenti all’area dell’ex-Yugoslavia e dell’est
Europa. Numerosi anche gli alunni dall’est asiatico (Cina, Bangladesh e Pakistan) e dal continente africano (Marocco, Ghana).
TOT. MASCHI TOT. FEMMINE
TOT. ALUNNI
756
500
1256
TOTALE ALUNNI CITTADINANZA STRANIERA
Alunni per Cittadinanza
ALBANESE
BANGLADESE
261
Numero
9
20
BOLIVIANA
1
BOSNIACA
21
BURKINA FASO (ALTO VOLTA)
2
CINESE
7
CINGALESE
1
COLOMBIANA
2
COSTARICANA
2
CROATA
2
DOMINICANA
1
EGIZIANA
1
ERITREA
1
GHANESE
29
INDIANA
3
ITALIANA
995
IVORIANA
1
KOSOVARA
7
MACEDONE
8
MAROCCHINA
30
MAURITANA
1
MOLDAVA
14
NIGERIANA
2
PAKISTANA
4
PERUVIANA
1
POLACCA
1
ROMENA
23
SENEGALESE
12
SERBA
38
SIERRA LEONE
1
SOMALA
3
TUNISINA
5
TURCA
1
UCRAINA
4
VIETNAMITA
3
TOTALE
1256
FLESSIBILITA’ DEL TEMPO – SCUOLA E DEL GRUPPO CLASSE
12
L’ORGANIZZAZIONE DELL’ATTIVITÀ DIDATTICA
L’attività didattica ordinaria si svolge prevalentemente per classi che vengono formate sulla base dei seguenti elementi:
 giudizio finale della scuola media inferiore;
 sesso;
 provenienza geografica.
Questo permette di organizzare gruppi classe che siano più omogenei tra loro.
È consentito ad ogni iscritto indicare un/a compagno/a che desidererebbe come compagno/a di classe, purché l’indicazione sia reciproca.
L’abbinamento gruppi-sezione avviene tramite sorteggio all’inizio dell’anno scolastico.
CALENDARIO SCOLASTICO
Il calendario scolastico prevede per il Veneto l’inizio delle lezioni il 15 settembre 20110 ed il termine delle stesse il 7 giugno 2015. Oltre alle
festività obbligatorie, sono previste: il ponte di Ognissanti (dal 1 al 2 novembre 2014), le vacanze natalizie (dal 24 dicembre 2014 al 6
gennaio 2015), il ponte di carnevale (dal 16 al 18 febbraio 2015), le vacanze pasquali (dal 2 al 7 aprile 2015), la festa del 25 aprile.
La prima prova per l’esame di stato è fissata per il 17 giugno 2015.
Il consiglio di Istituto nella seduta del 02-10-’14 ha programmato gli orari di apertura delle sedi per razionalizzarne l’utilizzo facilitando la
possibilità di realizzazione delle attività previste nel POF e l’accesso agli uffici di tutte le componenti della scuola.
L’orario di apertura, con programmazione plurisettimanale, per tutte le sedi, è il seguente:
Pubblico esterno
genitori e docenti
Segreteria
didattica
dal lunedì al venerdì
sabato
10.30 ÷ 13.00
10.30 ÷ 12.30
giovedì
15.00 ÷ 16.00
8.00 ÷ 8.10
Durante la ricreazione
Tutti i giorni
Alunni
Sede di Schio
Ufficio
personale
Pubblico esterno e
docenti
Ufficio
tecnico
Pubblico esterno
docenti e genitori
Mercoledì (preferibilmente
su appuntamento)
15.00 ÷ 16.00
Tutti i giorni
10.30 ÷ 12.30
lunedì
15.00 ÷ 16.00
lunedì mercoledì venerdì
10.30 ÷ 11.30
Per eventuali attività serali l’orario potrà slittare dalle ore 13.00 alle ore 19.00, salvo adattamenti in base agli orari previsti dalle attività del
P.O.F.
Nei mesi di luglio e agosto l’orario sarà normalmente antimeridiano.
Viene deliberata la chiusura della scuola nei giorni:
1.
la chiusura della scuola nei giorni:
24/12/2014
27/12/2014
31/12/2014
05/01/2015
04/04/2015
02/05/2015
18/07/2015
25/07/2015
01/08/2015
08/08/2015
14/08/2015
22/08/2015
Il personale ATA fruirà nei giorni di chiusura prioritariamente delle ore maturate in base all’art.54 del CCNL e/o provvederà al
completamento dell’orario settimanale in altra data.
2.
3.
4.
la chiusura della sede associata di Thiene nel periodo dal 07/08/2014 al 21/08/2014
ll personale della sede di Thiene eventualmente presente presterà servizio presso la sede di Schio;
Per la sede di Thiene verranno predisposti sopralluoghi per la verifica dello stato delle strutture.
L’anno scolastico è suddiviso in due quadrimestri con passaggio della valutazione intermedia alla fine di gennaio.
13
L’orario delle lezioni è articolato in 3 giorni con moduli orari da 60 minuti e 3 giorni, il martedì, giovedì ed il venerdì, con 6 moduli orari da
50 minuti con un intervallo tra la 3^ e 4^ ora di 15' nelle giornate con 5 ore di lezione e 10' in quelle con sei, per un totale di 32/33 moduli
orari settimanali.
Per la sede di Schio l’inizio delle lezioni è previsto alle 8.10 e la conclusione alle 13.20, mentre per la sede di Thiene l’inizio delle lezioni è
previsto alle 7.45 e la conclusione alle 12.55.
Le modifiche all'organizzazione del tempo scuola, secondo la normativa vigente, sono state adottate per favorire il successo formativo per
un’utenza in gran parte pendolare.
RISORSE
a) UMANE
PERSONALE ATA: N. 34 unità
1
DSGA (Sig.ra De Marchi Luana)
11
Assistenti amministrativi
(segreteria Amm.va e Affari generali;
segreteria Didattica)
7
Assistenti Tecnici
16
Collaboratori Scolastici
DOCENTI ORGANICO DI FATTO: N. 152
97 SCHIO
55 THIENE
b) STRUTTURALI
L’Istituto ha due sedi diverse:
sede centrale, Schio via Tito Livio, 7
Sede coordinata Thiene, v. Rasa, 6
Nella ex Sede staccata, Schio via G. Marconi
Presidenza e Segreteria
Settore Manutenzione
Settore Servizi Commerciali
Settore Servizi Commerciali
Settore produzione industriale – abbigliamento e moda
Settore Manutenzione
Settore Socio Sanitario
magazzini
Laboratori e aule speciali
Per lo svolgimento delle diverse attività didattiche e formative, ciascuna delle due sedi dispone di:
- palestra, aula magna, aula audiovisivi;
- aule per le attività degli studenti, locali per il ricevimento dei Genitori;
- biblioteca, per la valorizzazione della quale recentemente, si stanno attuando specifici interventi.
Per quanto riguarda poi gli indirizzi professionali, l’Istituto dispone dei seguenti laboratori, dislocati nelle sedi:
Aule di informatica dotate di:
PC multimediali;
Pacchetti software
 per la gestione aziendale;
 per l’indirizzo meccanico
 per l’indirizzo elettrico - elettronico
 per l’indirizzo moda
Laboratori di fisica e tecnologia;
Laboratori di officina meccanica;
Aule di disegno: per il settore meccanico e per il settore moda dotate di programmi CAD dedicati;
Laboratori di officina elettrica
Laboratorio di maglieria
Laboratorio di confezioni
14
c) TERRITORIALI
Nell'ambito della sua autonomia l’Istituto ha sviluppato una serie di rapporti con i seguenti enti, associazioni e istituzioni:
Associazioni donatori
Associazione Industriali di Schio – Thiene – Vicenza
API, Associazione Piccole e Medie Industrie
Confartigianato
Unioncamere di Vicenza
ASCOM Schio e Thiene
Amministrazione Comunale di Schio
Amministrazione Comunale di Thiene
Amministrazioni Comuni dell’Alto Vicentino
CROCE ROSSA Italiana
Agenzia delle Entrate di Schio e Thiene
Amministrazione Provinciale di Vicenza
Autoscuole del territorio
Azienda U.S.L. n. 4 di Thiene e n. 6 di Vicenza
Centro per l’impiego Schio-Thiene
Centro Produttività Veneto
Consorzio Polizia Locale “Nord est” di Thiene
Stazione Carabinieri di Schio e Thiene
Almeno 300 aziende del territorio di tutti i settori produttivi di varie dimensioni e tipologie
d) CULTURALI
Biblioteca Civica di Thiene
INVALSI
London School di Thiene
Redazioni giornalistiche locali di: Il Giornale di Vicenza, Il Gazzettino
Università di Padova-Verona-Venezia-Vicenza-Trento
Lyons Club – Progetto Studenti a teatro e Progetto Martina
e) RETI INTERISTITUZIONALI
L’Istituto inoltre fa parte di reti per la realizzazione di diversi progetti:
Rete per gli stage all’estero (Centro Produttività Veneto)
Centro Territoriale Servizi Scolastici di Thiene, Schio e Valdagno
Rete per l’integrazione degli studenti stranieri (Le radici e le ali - Scuola capofila: Istituto Comprensivo di Sarcedo e Santorso)
Reti per l’orientamento di Thiene e Schio
Rete delle Competenze (a livello regionale): scuola capofila Garbin Schio
Rete “IMAT” per l' ASL Indirizzo Manutenzione e Assistenza Tecnica (a livello regionale): scuola capofila Garbin Schio
Rete contro la Dispersione scolastica: scuola capofila Garbin Schio
f) FINANZIARIE (previsione lordi)
Contributi ordinari dallo Stato
Funzionamento amministrativo e didattico
46.515
Corsi di recupero, sostegno, sportello,
6.714
Piano Offerta Formativa
Fondo di Istituto
74.760
2) Finanziamenti da Enti Locali
Funzionamento amministrativo e didattico e manutenzione
3) Contributi da privati non vincolati
a) Studenti
b) Enti
26.445
95.000
4.500
La quota del contributo richiesto alle famiglie è di 95,00 EURO se l’alunno è il primo figlio o l’unico figlio frequentante il nostro Istituto,
45 EURO se l’alunno ha fratelli o sorelle già iscritti presso la nostra scuola.
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PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA
Secondo le aspettative e le esigenze di una didattica aggiornata nelle metodologie e nelle modalità operative, la programmazione didattica
trova realizzazione a due livelli:

Dipartimento per discipline
Vi vengono definiti gli obiettivi disciplinari, le metodologie d’insegnamento, le scelte dei contenuti essenziali, le modalità di verifica ed i
criteri di valutazione.
(le programmazioni di Dipartimento sono depositate agli atti della Scuola)

Consigli di classe
In questa sede le programmazioni delle singole discipline convergono in un piano di lavoro unitario, che tiene conto del profilo della
classe e si realizza nella condivisione degli obiettivi formativi, comportamentali e di apprendimento. Il Consiglio di Classe stila un
Documento di Classe che rappresenta il centro degli obiettivi condivisi dal Consiglio.
Ovviamente ogni Docente presenta il proprio piano di lavoro annuale per classe e per disciplina
(I Documenti di Classe ed i Piani di lavoro sono pubblicati nel sito dell’Istituto)
LA VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI DEGLI ALLIEVI
Gli insegnanti valutano le prestazioni, non le persone. Pertanto non esprimono giudizi su ciò che l'alunno è, ma su ciò che l'alunno ha
prodotto. In tal modo evita di incidere sul piano dell'autostima degli studenti.
Visti i DPR. 122/09 sulla Valutazione e 275/99 sull'Autonomia; e le Circolari Ministeriali n. 94 del 18 ottobre 2011 e n. 89 - del 18 ottobre
2012; considerate le esperienze maturate nel corso degli anni in relazione alla valutazione degli alunni; sottolineato che la valutazione è
espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente e che le istituzioni scolastiche sono chiamate ad individuare, nella
loro autonomia e nell’ambito delle prove previste per ciascun insegnamento (scritte, orali, pratiche e grafiche), modalità e forme di verifica
che ritengano funzionali all’accertamento dei risultati di apprendimento, declinati in competenze, conoscenze e abilità (vd. Regolamenti di
riordino e D.M. 139/2007 relativo all’obbligo d’istruzione); il Collegio dei Docenti ha deliberato in data 30.09.13 di:
 attribuire un voto unico anche nel I Quadrimestre per le discipline che prevedono una valutazione disgiunta;
 pervenire alla proposta del voto unico sia nel I che II Quadrimestre come espressione di una sintesi valutativa frutto di molteplici
forme di verifica: scritte, strutturate e non strutturate, grafiche, multimediali, laboratoriali, orali, documentali, per valorizzare
pienamente in ogni disciplina i vari stili di apprendimento, le potenzialità e le diverse attitudini degli studenti;
 fissare in almeno quattro per classe e per quadrimestre il numero di valutazioni per le discipline con un orario settimanale per classe
pari o superiore a quattro ore settimanali, e tre valutazioni per le discipline con un orario settimanale fino a tre ore per classe.
E’ obbligatorio comunicare e motivare il voto agli studenti, non solo delle verifiche scritte, ma anche delle verifiche/interrogazioni orali. Il
voto viene comunicato alle famiglie principalmente attraverso la tempestiva annotazione sul registro elettronico e può essere comunicato in
forma scritta attraverso il libretto delle comunicazioni scuola famiglia.
I compiti originali non vengono consegnati alle famiglie. Su richiesta dello studente o della famiglia è possibile avere la fotocopia delle
verifiche scritte.
a) Griglia di valutazione disciplinare
I criteri di valutazione delle verifiche sono resi trasparenti attraverso griglie di valutazione disciplinari definite nei Dipartimenti
disciplinari, adeguatamente illustrate agli studenti e pubblicate in allegato al P.O.F., che tengano conto delle indicazioni nazionali relative alla
Riforma dei cicli e dell’esigenza di certificare le competenze.
Le Griglie di Valutazione disciplinari forniranno indicatori e descrittori, descrizione dei comportamenti attesi e del livello del raggiungimento
degli stessi nelle aree di:
 Conoscenze;
 Abilità;
 Competenze.
b) Griglia di valutazione della condotta
Nel rispetto della normativa vigente in materia, il 23 ottobre 2012 il Collegio dei Docenti ha provveduto ad approvare una griglia di
valutazione del comportamento che tiene conto dei seguenti indicatori: Collaborazione, Partecipazione, Autonomia Responsabilità e
Correttezza Comportamento.
Nel Collegio Docenti del 30 settembre 2013 si delibera di :
 Riconfermare la griglia di valutazione già in uso nel nostro istituto;
 Giungere all'individuazione del voto da assegnare al singolo alunno dalla sintesi delle valutazioni attribuite in merito da tutti i docenti del
consiglio di classe;
 Impegnare i singoli docenti a far pervenire al coordinatore di classe la propria proposta di voto, almeno una settimana prima della data
dello scrutinio;
 Assegnare al coordinatore di classe il compito di proporre in sede di scrutinio la sintesi delle diverse proposte.
16
Valutazione del comportamento degli studenti. Voto di condotta.
10
9
8
7
6
5*
Collaborazione
Valorizza le
proprie e altrui
capacità,
riconoscendo i
diritti degli altri
Favorisce
l’interazione
positiva nella
classe
Gestisce con
Gestisce in modo
difficoltà
positivo situazioni
situazioni di
di conflitto
conflitto
Si lascia spesso
coinvolgere in
situazioni di
conflitto
Innesca situazioni di
conflittualità, non
riconoscendo i
diritti degli altri
Partecipazione
Partecipa
positivamente;
propone
approfondimenti e
avanza proposte
per la soluzione di
problemi
Interagisce
positivamente
con la classe e i
docenti, in modo
costante e
costruttivo
Interagisce
positivamente con
la classe e i
docenti, ma in
modo alterno
Raramente
pone
domande per
risolvere
difficoltà
È passivo nella
conduzione del
lavoro in classe;
pone domande
non sempre
pertinenti
Si rifiuta di
partecipare al lavoro
in classe
Autonomia
Responsabilità
Si sa inserire in
modo attivo e
consapevole
assumendosi
responsabilità
anche in ambiti
extracurricolari
Contribuisce a
mantenere un
clima positivo
all’interno della
classe
Sa controllarsi e
segue con discreta
autonomia le
attività
scolastiche
Aiutato,
riesce a
svolgere le
attività
Non riconosce i
Non riesce ad
propri limiti e non
essere autonomo e
accetta le ragioni
rifiuta gli stimoli
degli altri
Correttezza
Comportamento
Rispetta e invita
Rispetta le
gli altri a rispettare
regole
le regole
dell’istituto, e
dell’istituto,
mantiene un
mantiene un
atteggiamento e
atteggiamento e un
un linguaggio
linguaggio
adeguato
adeguato
Non sempre
rispetta le regole
Rispetta le regole Nel
dell’istituto pur
dell’istituto e
complesso
avendo un
mantiene un
rispetta le
comportamento
comportamento regole
rispettoso nei
corretto
dell’istituto
confronti delle
persone
Non rispetta le
regole dell’Istituto e
mantiene un
comportamento
irrispettoso verso
persone e cose
*Si specifica, in calce alla griglia, che le votazioni da 1 a 5 decimali saranno assegnate ad alunni che:
1) siano incorsi in violazioni di particolare ed oggettiva gravità che hanno comportato sanzione disciplinare con allontanamento
dalla comunità scolastica superiore ai 15 giorni per:
- reati che violano la dignità ed il rispetto della persona umana,
- comportamenti che abbiano messo in pericolo l’incolumità delle persone,
- gravi violazioni nell’adempimento dei propri doveri, nel rispetto delle regole che
governano la convivenza civile
2) dopo l’irrogazione della sanzione disciplinare, non abbiano dato segno di apprezzabili e concreti cambiamenti nel
comportamento, tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento nel percorso di crescita e maturazione personale.
c) Modalità di comunicazione delle valutazioni alle famiglie:
Nella consapevolezza che nel processo formativo il dialogo con i genitori e gli studenti è fondamentale, e deve avvenire con modalità le più
immediate possibili, viene proposto il consueto ricevimento settimanale dei genitori su appuntamento, che deve essere prenotato direttamente
dal genitore sia attraverso una comunicazione scritta sul libretto dello studente, controfirmata dal docente, sia con la modalità di prenotazione
online effettuata dal genitore, in possesso di password personale, sul sito della scuola, al link ‘registro online’. Le visite settimanali avranno il
seguente calendario:
 da lunedì 06 ottobre 2014 a sabato 18 gennaio 2015 per il I° quadrimestre,
 da giovedì 19 febbraio 2015 a mercoledì 10 maggio 2015 per il II° quadrimestre.
Inoltre, per casi particolari, i docenti danno la disponibilità a ricevere in momenti diversi dall’ora di ricevimento, se avvertiti con congruo
anticipo.
E’ previsto lo svolgimento di una visita generale dei Genitori (‘visitone’) per quadrimestre in date differenziate tra le sedi di Schio e Thiene,
sempre con prenotazione effettuata in precedenza con le modalità suesposte, secondo il calendario reso noto alle famiglie:
17
Primo Quadrimestre:
 sede di Schio giovedì 11 dicembre 2014 dalle ore 16,00 alle ore 20,00
 sede di Thiene venerdì 12 dicembre 2014 dalle ore 16,00 alle ore 20,00
Secondo Quadrimestre:
 sede di Thiene martedì 28 aprile 2015 dalle ore 16,00 alle ore 20,00
 sede di Schio mercoledì 29 aprile 2015 dalle ore 16,00 alle ore 20,00
Le pagelle verranno consegnate direttamente agli alunni dai coordinatori di classe, al termine degli scrutini di ogni classe.
Sarà, comunque, possibile durante la durata dell’anno scolastico la convocazione di consigli di classe e/o assemblee dei genitori ogni
qualvolta coordinatori di classe, docenti e rappresentanti ne ravvisassero l’opportunità.
L’ esito dello scrutinio finale, con la consegna di eventuali comunicazioni inerenti il recupero estivo in caso di scrutinio sospeso in
presenza di debiti formativi, verrà comunicato ai genitori dai coordinatori di classe, per tutte le sedi
Martedì 16 giugno 2015 dalle ore 17,00 alle ore 18,30
d) Criteri di promozione e ammissione agli esami di Stato
In ottemperanza alle nuove indicazioni a seguito della O.M. n. 92 del 5.11.07 sono stati adottati dei criteri comuni.
La valutazione di fine anno non deve essere un semplice calcolo aritmetico, ma partire dal processo di apprendimento dell’alunno.
Calcolo delle assenze per la validità dell’anno scolastico
Si ricorda che per procedere alla valutazione finale, ai fini della validità dell’anno scolastico, compreso quello relativo all’ultimo anno di
corso, la normativa (art. 14 del D.P.R. 122/09) prevede che ciascun studente abbia frequentato almeno ¾ dell’orario annuale personalizzato.
Il collegio dei docenti (delibera n. 3 del 28.04.2012) ha deliberato di derogare al limite massimo di assenze stabilito dalla normativa in base
ai seguenti criteri:
a) comprovati gravi motivi di salute, terapie e/o cure programmate adeguatamente documentate;
b) partecipazione ad attività sportive e agonistiche a livello regionale, nazionale o internazionale organizzate da federazioni riconosciute dal
C.O.N.I.;
e di affidare al Consiglio di Classe il compito di verificare la documentazione comprovante le assenze e la presenza di un congruo numero di
valutazioni degli apprendimenti.
1.
Criteri di promozione
Nei confronti degli studenti che presentino nello scrutinio finale voti non sufficienti, il Consiglio di Classe procede ad una valutazione
che tenga conto della possibilità per l'alunno di raggiungere gli obiettivi formativi e di contenuto propri delle discipline interessate, nei
tempi e con le modalità stabilite, nonché della possibilità di seguire proficuamente il programma di studi nell'anno scolastico successivo.
Nelle proprie valutazioni il Consiglio di Classe farà riferimento ai seguenti criteri:

Fino a 2 materie insufficienti il giudizio finale viene sospeso (il debito formativo dovrà essere saldato entro l'inizio
dell'anno scolastico successivo);

Con 4 o più materie insufficienti non si è ammessi alla classe successiva;

Con 3 materie insufficienti si fa riferimento alla seguente tabella:
4 e più insufficienze
3 insufficienze
2 insufficienze
1 insufficienza
2.
Indirizzi fino a 10 materie
Non promozione
-Non promozione (con 2 insufficienze gravi e 1
non grave)
-Sospensione del giudizio con una insufficienza
grave e due non gravi
-Sospensione del giudizio con tre insufficienze
non gravi
Sospensione del giudizio
Sospensione del giudizio
Indirizzi con più di 10 materie
Non promozione
Sospensione del giudizio
Sospensione del giudizio
Sospensione del giudizio
Criteri di ammissione agli esami di Stato
Come prevede la normativa vigente, l'ammissione all'esame di Stato potrà avvenire solo in presenza di una valutazione del
candidato da parte del Consiglio di Classe sufficiente in tutte le materie.
e) Valutazione dei crediti
Si ritiene utile riportare la definizione di credito scolastico.
18
Il credito scolastico è assegnato nel triennio (classi 3^ - 4^ - 5^) in base alla media dei voti conseguiti dall’alunno allo scrutinio finale.
Costituisce la base di calcolo del voto dell’esame finale. Il massimo di punti ottenibile è di 8 punti in 3^ e 4^ e 9 in 5^ (per un totale massimo
di 25 ):
Credito Scolastico (punti)
Media dei
3° anno
4° anno
5° anno
voti
M=6
3-4
3-4
4-5
6<M≤7
4-5
4-5
5–6
7<M≤8
5–6
5–6
6-7
8<M≤9
6–7
6–7
7–8
9 < M < 10
7-8
7-8
8-9
Il consiglio di classe, una volta definita la media dei voti, a cui concorre il voto di comportamento, opera all’interno della relativa banda di
oscillazione una scelta che tiene conto dei seguenti criteri:
1. attribuire d’ufficio il punteggio minimo della banda del credito spettante;
2. come criterio orientativo, con la media del punteggio fino a 0.49 per ogni fascia si attribuisce il punteggio minimo, da 0.5 si
assegna il punto in più del credito;
3. per il conseguimento del punteggio superiore, ogni Consiglio di Classe provvederà comunque a valutare caso per caso le
situazioni meritevoli di considerazione quali:
- presenza di eccellenza in alcune materie (valutazioni di 10 o 9 e media dell’8);
- certificazioni: di lingue, ECDL, Olimpiadi della Matematica e della Fisica, … ;
- comportamento sempre corretto e una valida motivazione allo studio;
- partecipazione al progetto di ASL in FSE;
- partecipazione ad attività qualificanti proposte dalla scuola (gare, …)
f) Modalità e tempi di recupero del debito formativo
Le prove di verifica del debito formativo si sono svolte tutte entro il 31.08.13, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. La
valutazione delle verifiche è avvenuta in termini di debito “saldato” ed è stata annotata nel registro dei verbali del Consiglio di Classe,
unitamente al voto conseguito nella verifica. Gli studenti e le loro famiglie sono stati tempestivamente informati della valutazione delle
singole prove e dell’eventuale assolvimento del debito formativo o della mancata promozione.
I.D.E.I. O INTERVENTI DIDATTICI EDUCATIVI INTEGRATIVI
Per gli studenti che durante l’anno scolastico rivelano carenze in materie specifiche sono organizzati dalla scuola interventi di sostegno, della
durata media di 8/10 ore ciascuno, sportelli disciplinari .
I Consigli di Classe decidono, sulla base dell’analisi della situazione delle classi, le modalità e i tempi di svolgimento dei corsi di recupero.
Tenuto conto del Decreto ministeriale n. 80 del 3 ottobre 2007 e dell’O.M. 92 del 5/11/07 sulle nuove modalità di recupero dei debiti
formativi nelle scuole secondarie superiori; considerato che subito dopo gli scrutini intermedi, le istituzioni scolastiche sono tenute ad
organizzare interventi didattico-educativi volti al recupero di quegli studenti che in quella sede abbiano presentato insufficienze in una o più
discipline, al fine di un tempestivo recupero delle carenze rilevate; tenuto conto che sono previste verifiche intermedie da parte dei docenti
delle discipline della classe di appartenenza; preso atto che nel caso in cui i genitori, o coloro che ne esercitano la relativa potestà, non
ritengano di avvalersi dell’iniziativa di recupero organizzata dalle scuole, debbono comunicarlo alla scuola stessa, fermo restando l’obbligo
per lo studente di sottoporsi alle verifiche;
A) verranno attivare le seguenti azioni di recupero o sostegno:
1. Corsi di recupero per classi aperte nelle seguenti discipline:
 Matematica;
 Lingua Straniera;
 Fisica (soltanto per l’indirizzo Manutenzione);
 Discipline di Indirizzo nei settori : commerciale, moda, manutenzione, socio sanitario.
I Corsi in oggetto saranno composti di moduli orari di 1,5 ore per un totale di 9 ore a corso compresa la prova
finale. I corsi saranno attivati con un numero minimo di 8 studenti.
2. Corsi di Sostegno per singole classi. Ogni corso può avere una durata variabile tra 8 e 10 ore. Ogni classe ha a disposizione
un budget di 25 ore complessive. Il corso di sostegno dovrà essere approvato dal Consiglio di Classe che darà priorità alle
discipline di indirizzo;
3. Sportelli di consulenza su domanda singola da parte degli studenti. La durata dell’attività con il singolo, o gruppetto di 4-5
studenti, varia tra i 15 e 20 minuti pro-capite;
4. Recupero in classe da parte del docente titolare, se le insufficienze riguardano un numero di alunni maggiore di metà
classe;
5. Studio individuale da parte dell’alunno da svolgere a casa secondo le indicazioni del singolo docente.
6. Il recupero/sostegno/potenziamento potrà essere svolto anche attraverso l’utilizzo di studenti tutor, della stessa o di altra
classe, che hanno manifestato particolari attitudini per le discipline oggetto di richiesta e che danno la propria disponibilità.
19
I corsi di recupero, organizzati dalla Dirigenza, si effettueranno entro 15 giorni dal termine degli scrutini del primo
quadrimestre. Per i corsi previsti nel secondo quadrimestre, si ipotizza il loro inizio dopo gli scrutini del 1° Quadrimestre.
La prova di recupero del I quadrimestre dovrà avvenire entro la fine del mese di marzo (max. 1^ settimana di aprile).
B) promuovere le eccellenze, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, mediante le seguenti azioni:
a) Corsi per il conseguimento del patentino ECDL;
b) Attività di lingua straniera finalizzate al conseguimento di certificazioni riconosciute a livello europeo;
c) Partecipazione a concorsi a livello Locale o Nazionale;
d) Partecipazione alle gare di Archimede e Olimpiadi della Matematica;
e) Partecipazione a percorsi di ASL finanziate dall’Unione Europea.
20
ATTIVITA’ DI ACCOGLIENZA ED INTEGRAZIONE
NOZIONE DI INTEGRAZIONE E DI INCLUSIONE
Integrazione: Fornire alle persone che incontrano problemi nell’esercizio dei diritti/doveri di cittadinanza un aiuto specifico
necessario per accedere ai predetti diritti/doveri; l’aiuto serve alla persona svantaggiata per accedere a quello che per gli altri corrisponde alla
“normalità”. L’integrazione investe prioritariamente sul soggetto in difficoltà e meno sul contesto di riferimento.
Inclusione: Progettare la “piattaforma della cittadinanza” in modo che ciascuna persona abbia la possibilità di esercitare diritti e
doveri come modalità ordinaria (“siamo tutti normali”). L’inclusività non è un aiuto per scalare la normalità, ma una condizione connaturata
e intrinseca della normalità, essa infatti interviene sul contesto non meno che sul soggetto. L’inclusività implica l’abbattimento degli ostacoli
all’apprendimento e la partecipazione ad esso.
Il passaggio è concreto: da una scuola basata sull’integrazione ad una strutturata sull’inclusione.
Una scuola inclusiva deve progettare se stessa per essere aperta a tutti. L’inclusività non è uno status, ma un processo in continuo
divenire: un processo basato sul cambiamento.
Il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento prevede l’individualizzazione di percorsi differenti al fine di ottenere risultati comuni con
la conseguente personalizzazione dei percorsi per CONTENUTI, METODI E RISULTATI; questo sia in termini didattici che in percorsi
innovativi e sperimentali, anche al fine di creare una documentazione di quanto si è svolto e di come sono stati realizzati i percorsi e di
verificare strategie e modalità di intervento adottate. Il tutto strutturato con un sistema di trasparenza dell’operato che escluda anche possibili
contenziosi.
A) STUDENTI DIVERSAMENTE ABILI
L’Istituto adotta un protocollo di accoglienza e di integrazione degli alunni diversamente abili che mira al loro inserimento effettivo e
proficuo nella realtà scolastica.
Obiettivi:
1. creare le condizioni affinché l’alunno/a possa star bene a scuola, maturi e apprenda le competenze possibili per realizzare il proprio
progetto di vita, compatibilmente con le sue effettive capacità, le sue difficoltà e i suoi bisogni;
2.costruire percorsi educativo-didattici in funzione dell’autonomia e dell’integrazione dei soggetti.
Il presente protocollo è stato formulato in base alla vigente normativa:
Legge 104 del 05.02.1992; Atto di indirizzo e coordinamento Decreto Presidenziale della Repubblica 24.02.1994, C.M. 364/1986; D.M.
331/98; DPR 616/77; D.M. 141/99; DPR 323/98; Linee guida per l’integrazione degli alunni con disabilità (agosto 2009)
L’alunno in situazione di handicap (legge 104/92 art. 3 ) è una persona che in un contesto classe in situazioni di parità, si trova in svantaggio
rispetto agli altri.
Il disabile è una persona che presenta bisogni fondamentali, identici a quelli di ogni individuo: intimità, autonomia, relazione, realizzazione e
proiezione nel futuro, condivisione e appartenenza.
L’alunno diversamente abile, pertanto, non è un soggetto aggiuntivo, deve essere incluso, integrato nella classe.
Una integrazione di qualità è quella che sa rispondere efficacemente alla complessità dei bisogni nei diversi campi di espressione della
persona in difficoltà. Essa deve essere presente significativamente dal punto di vista relazionale (essere accolta, averi ruoli veri, amicizie,
collaborazioni, ecc), cognitivo (imparare cose nuove, imparare a pensare, a risolvere problemi, sviluppare nuove capacità e competenze
dettate dai bisogni peculiari dell’alunno in difficoltà e dalle finalità della scuola) e psicologico (crescere nell’autostima, nell’autoefficacia,
nell’identità, nell’espressione delle emozioni ecc.).
Iscrizione
Al momento dell’iscrizione definitiva, che avviene nel mese di luglio, l’Istituto deve essere in possesso, oltre alla consueta documentazione
richiesta, delle seguenti certificazioni:
1. La Diagnosi Clinica (ULSS). Questo documento può essere anche compilato da un medico privato convenzionato.
2. La Diagnosi Funzionale (ULSS). Si tratta di un documento fondamentale per attivare il processo di integrazione. Diversamente dalla
certificazione medica non si limita ad accertare il tipo e la gravità del deficit, ma pone anche in evidenza le potenzialità dell'alunno.
3. I l verbale di accertamento rilasciato dall’UVMD, che è l’atto formale indispensabile per l’attivazione di tutte le forme di sostegno
previste dalla L. 104/92 per gli alunni con disabilità.
4. Il Profilo Dinamico funzionale. E’ aggiornato alla fine della terza media o all’ingresso nella scuola superiore oppure in itinere qualora
insorgessero significativi cambiamenti (ULSS, Docenti curriculari e specializzati, famiglia).
All'atto dell'iscrizione i genitori debbono segnalare particolari necessità (es. trasporto, esigenze alimentari, terapie da seguire, assistenza per
l'autonomia).
Le iscrizioni degli alunni individuati in situazione di handicap non possono essere rifiutate anche nel caso in cui vi sia un numero di
iscrizioni superiore alla capacità ricettiva della scuola (Legge 104/92).
Dopo l’iscrizione
- Formulazione di un progetto: il Consiglio di Classe ha il compito di redigere una ipotesi di progetto sull'assegnazione delle ore di
sostegno necessarie (art. 41 D.M. 331/98) e sulla formazione delle classi (D.M. 141/99).
21
-
Richiesta insegnante di sostegno: il Dirigente Scolastico, sulla base della diagnosi funzionale e sulla base del progetto formulato dal
Consiglio di Classe, inoltra al Direttore Scolastico Regionale la richiesta delle ore di sostegno necessarie. Nel caso la situazione del ragazzo
lo richieda è tenuto a fare richiesta di ore di sostegno ulteriori in deroga al rapporto 1/138 (art. 41 e 44 D.M. 331/98).
- Formazione delle classi: le classi in cui è presente un alunno in situazione di handicap non possono superare il numero di 25 alunni. Il
Consiglio di Classe tramite il Dirigente Scolastico, può richiedere al Direttore Scolastico Regionale la formazione di classi con un numero
non superiore a 20 alunni a condizione che dal progetto di integrazione formulato dal tutto il Consiglio di Classe risultino le ragioni del
minor numero di alunni, le finalità che si intendono perseguire e le metodologie didattiche che si intendono attivare (D.M. 141/99).
- Assistente per l'autonomia e la comunicazione: se la gravità dell'handicap lo richiede, il Dirigente Scolastico deve inoltrarne
tempestivamente una richiesta alla Provincia (art. 42 e 44 DPR 616/77; art. 13 comma 3 Legge 104/92).
I documenti dell’integrazione scolastica
Atto di indirizzo e coordinamento DPR 24.02.1994
La Diagnosi Clinica è redatta dalla ULSS o da un medico privato convenzionato e definisce la patologia specifica del disabile. Il suo
aggiornamento è strettamente legato all’evoluzione della patologia. E’ compito della scuola, all’inizio di ogni anno, accertarsi che non si
siano verificati cambiamenti.
La Diagnosi Funzionale deve contenere:
1. i dati anamnestici, clinico-medici, familiari e sociali;
2. il livello di funzionalità e di sviluppo dell’alunno in diverse aree di base;
3. i livelli di competenza raggiunti rispetto agli obiettivi e ai percorsi didattici della classe;
4. gli aspetti psicologici, affettivo-emotivi, comportamentali che devono determinare la qualità del rapporto educativo con l’alunno (Art. 3
legge 24.02.1994);
5. le indicazioni per l’integrazione scolastica.
Il Profilo dinamico funzionale (P.D.F.) è un documento conseguente la diagnosi funzionale e preliminare alla formulazione del PEI. Con
esso viene definita la situazione di partenza e le tappe di sviluppo conseguite o da conseguire. Mette in evidenza difficoltà e potenzialità
dell'alunno. Viene redatto con cadenza biennale (Legge 24.02.1994 art. 4).
Il Piano educativo individualizzato (P.E.I.) è redatto all'inizio (entro fine novembre) di ogni anno scolastico dal consiglio di classe, dall’
ULSS dalla famiglia ed è sottoposto a verifiche ed aggiornamenti periodici. Il PEI non coincide con il solo progetto didattico, ma consiste in
un vero e proprio progetto di vita in cui vengono definiti gli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all'integrazione
scolastica. Deve contenere: la descrizione di tutti gli interventi predisposti per l’alunno e naturalmente obiettivi (riconducibili o non
riconducibili ai programmi ministeriali, agli obiettivi minimi stabiliti in sede collegiale), contenuti, metodologie, strumenti e criteri di
valutazione (ordinaria o differenziata). Può contenere un progetto di alternanza scuola – lavoro. Di tale piano deve essere data copia alla
famiglia, fissando un termine per manifestare un formale assenso, in mancanza del quale il piano si intende accettato.
Gli operatori dell’integrazione scolastica
Il Dirigente Scolastico individua il coordinatore del Gruppo H dell’Istituto, tra i docenti del Collegio.
In casi particolari di studenti in situazione di Handicap che devono affrontare l’esame di stato, richiede al MIUR “buste supplementari” in
caso di forte handicap visivo.
Il Consiglio di Classe:
- Ha la responsabilità complessiva dell’integrazione dell’alunno.
- Deve prendere visione della documentazione. Il coordinatore deve assicurarsi che tutti gli insegnanti (comprese nuove nomine o supplenti)
prendano visione della documentazione.
- Può attuare progetti volti a sperimentare metodologie e modelli efficaci per l’integrazione.
- Può richiedere strumenti tecnici e ausili didattici.
- Può utilizzare tutte le opportunità offerte dall’autonomia scolastica: flessibilità oraria, modularità, classi aperte ecc.
- Qualora vengano accertati dall’alunno livelli di apprendimento corrispondenti agli obiettivi previsti non differenziati, delibera senza
necessità di prove di idoneità relative alle discipline dell’anno o degli anni precedenti, la valutazione dell’alunno non differenziata dal resto
della classe.
- Deve predisporre per la Commissione dell’Esame di Stato:
 la documentazione dello studente;
 l’eventuale richiesta di prove equipollenti e/o di assistenza e/o di tempi più lunghi sia per le prove scritte che per quelle orali;
 per i candidati che abbiano seguito un percorso differenziato, la richiesta di prove coerenti con il percorso e finalizzate al rilascio
dell’attestato;
 nel caso di candidati non vedenti, la richiesta al ministero della P.I. del testo delle prove in braille;
 in casi particolari la richiesta di buste supplementari o di prove suppletive;
 una relazione che potrebbe avere la seguente struttura:
 descrizione del deficit e dell’handicap;
 descrizione del percorso realizzato dall’alunno;
 conoscenze, competenze e capacità acquisite;
 difficoltà incontrate e come sono state superate o non superate;
 discipline per le quali sono stati adottati particolari criteri didattici;
 percorsi equipollenti eventualmente svolti;
 attività integrative e di sostegno svolte, anche in sostituzione parziale o totale di alcune discipline;
22
 risorse utilizzate;
 modalità di formulazione e realizzazione delle prove per la valutazione (con quali tecnologie, strumenti, modalità, contenuti, forme
di assistenza);
 richiesta di prove equipollenti e di assistenza (tipo di prova, tipo di assistenza – assistenza accompagnatore, assistente inteso come
aiuto per lo svolgimento delle prove, assistente per la comunicazione in generale – durata per le prove scritte);
 altre informazioni utili;
Il Gruppo H
In riferimento all’ art. 15 comma 2 legge 104/1992, si costituisce nell’Istituto il gruppo H. E’ un gruppo di studio e di lavoro composto dal
D.S. e dall’insieme di quelle figure che operano nell’Istituto e nelle strutture del territorio ad esse collegate, che sono direttamente interessate
nella gestione dei casi di alunni diversamente abili. Esso è formato da una componente stabile e da una componente variabile, in base
all’esigenze contingenti e si perfeziona per diventare operativo ogni volta che siano presenti all’interno dell’Istituto alunni con disabilità.
Compiti e competenze del Gruppo H:
1.
Formula proposte per la richiesta degli insegnanti di sostegno.
2.
Ripartisce con criteri congruenti le ore complessive di sostegno, assegnate all’inizio dell’anno scolastico alla scuola, tra gli alunni
con disabilità.
3.
Formula richieste motivate, tramite l’Istituto, per il fabbisogno urgente (attrezzature particolari, sussidi scolastici, contatti con
centri di riabilitazione, con ULSS, con altri enti territoriali, accordi d’orario).
4.
Rileva i problemi generali circa l’integrazione scolastica ed extra scolastica dell’handicap e del disagio.
5.
Promuove e collabora alle iniziative educative di integrazione predisposte dal P.O.F.
6.
Ha funzione di raccordo tra gli operatori della scuola, le agenzie educative extra scolastiche pubbliche e private, compreso il
volontariato, che operano nel campo del disagio e dell’handicap.
7.
Ha funzione di sensibilizzazione sociale circa il problema dell’handicap e del disagio.
8.
Si attiva per la “continuità” in collaborazione con gli insegnanti della scuola di provenienza.
9.
Prepara annualmente una relazione da sottoporsi al Collegio Docenti.
L’insegnante curriculare:
 pone attenzione al potenziale dell’alunno e non solo al suo handicap;
 adatta, quando è possibile gli obiettivi minimi concordati in sede di riunione di materia alla situazione particolare del ragazzo disabile,
altrimenti prevede un programma differenziato, non riconducibile agli obiettivi minimi;
 prevede di acquisire una formazione sulle tematiche attinenti l’integrazione per attivare strategie metodologiche e didattiche che si
possano attuare in classe anche senza l’intervento dei docenti specializzati;
 è coinvolto nella conduzione di strategie e di attività per l’integrazione;
 utilizza, quando è possibile, modelli modulari o unità didattiche definiti con chiarezza e in modo analitico nel PEI;
Insegnante di sostegno
L'Insegnante di sostegno è un docente, fornito di formazione specifica, assegnato alla classe in cui è presente l'alunno disabile. Non deve
essere considerato l'unico docente cui è affidata l'integrazione (C.M. 250/1985; nota n. 4088 2/10/02). La legge 104/1992 nell’art. 13 comma
6 cita “Gli insegnanti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione
educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di classe e dei collegi dei docenti (1 bis)”. Da cui
emerge che:
 l’insegnante di sostegno è una risorsa per l’intera classe;
 non è l’unico assegnatario dell’allievo in situazione di handicap;
 è assegnato alla classe quando è possibile assicurando la continuità educativa, secondo le aree disciplinari che il C.d.C ritiene più
opportune;
 è contitolare e corresponsabile nel C.d.C.;
 partecipa alla programmazione didattico-educativa della classe;
 partecipa a pieno titolo alle operazioni di valutazione con diritto di voto per tutti gli alunni;
 è di supporto alla classe nell’assunzione di strategie e tecniche pedagogiche, metodologiche e didattiche integrative e nell’adozione di
metodologie individualizzanti;
 propone interventi specializzati, centrati sulle caratteristiche e sulle risorse dell’allievo, a partire dalla conoscenza di metodologie
particolari che non sono in possesso dell’insegnante curriculare;
 prevede accordi di programma con servizi socio-assistenziali, culturali e sportivi;
 si occupa dell’orientamento dell’alunno disabile, favorendo la collaborazione tra il sistema scolastico e quello della formazione
professionale;
 può fare assistenza all’alunno disabile, (o come figura unica, o alternandosi con altri insegnanti) durante l’Esame di Stato, se durante l’anno
ha seguito l’alunno disabile ed ha fatto assistenza durante le prove di valutazione;
E’ richiesto dal Dirigente Scolastico (art. 41 e 44 D.M. 331/98). La quantificazione delle ore di sostegno necessarie risulta dalla diagnosi
funzionale e dal progetto formulato dal Consiglio di Classe.
Assistenza specialistica
Nel caso in cui la situazione dell'alunno lo richieda, oltre agli insegnanti curriculari e di sostegno, sono previste altre figure professionali per
affrontare problemi di autonomia e/o di comunicazione.
Il dirigente scolastico ne fa richiesta all'ente locale competente.
L’assistenza di base, che comprende l'accompagnamento dell'alunno in situazione di handicap dall'esterno all'interno della scuola e negli
spostamenti nei suoi locali, l’accompagnamento ai servi l'accompagnamento ai servizi igienici e la cura dell'igiene personale, coinvolge gli
23
operatori sanitari e i collaboratori scolastici che, per svolgere questa mansione, hanno frequentato un corso di formazione e ricevono un
premio incentivante (CCNL Comparto Scuola 15/02/01; nota MIUR n. 3390 del 30/11/01).
E’ responsabilità del dirigente scolastico, nell'ambito dei suoi poteri di direzione e coordinamento, assicurare in ogni caso il diritto
all'assistenza (nota MIUR n. 3390 del 30/11/01).
Può fare assistenza all’alunno disabile (o come figura unica, o alternandosi con altri insegnanti, assistenti, come chiaramente esposto nel
documento) durante l’esame di stato se durante l’anno l’assistente – educatore ha seguito l’alunno con handicap ed ha fatto assistenza
durante le prove di valutazione.
La famiglia
La famiglia deve essere coinvolta attivamente nel processo educativo dell’alunno pertanto il D.S., o il coordinatore del gruppo H
dell’Istituto, convoca la famiglia e presenta l’insegnante di sostegno e il consiglio della classe in cui l’alunno è stato inserito.
La valutazione del rendimento
Sulla base di quanto indicato dalla legge 104/92 art. 16, dall’O.M. n. 21 del 09.02.1994 art. 17 e dall’Indagine conoscitiva sull’integrazione
scolastica (del 28.01.1998) si desumono i seguenti punti fondamentali:
Valutazione del rendimento in itinere:
art. 16 comma 1 e comma 3 legge 104/92: “ 1. Nella valutazione degli alunni handicappati da parte degli insegnanti è indicato, sulla base del
piano educativo individualizzato, per quali discipline siano stati adottati particolari criteri didattici, quali attività integrative e di sostegno
siano state svolte, anche in sostituzione parziale dei contenuti programmatici di alcune discipline.” […] “3. Nell'ambito della scuola
secondaria di secondo grado, per gli alunni handicappati sono consentite prove equipollenti e tempi più lunghi per l'effettuazione delle prove
scritte o grafiche e la presenza di assistenti per l'autonomia e la comunicazione.”
In situazione di handicap fisico-sensoriale, sono di norma escluse valutazioni differenziate: va previsto l’uso di particolari strumenti didattici
per il raggiungimento di una preparazione conforme agli obiettivi didattici previsti dai programmi ministeriali o, comunque, ad essi
globalmente corrispondenti. In situazione di handicap psichico, ed eccezionalmente fisico-sensoriale, la valutazione deve comunque aver
luogo per il suo carattere formativo e per l’azione di stimolo che svolge nei confronti dell’allievo. La valutazione differenziata (non
riconducibile agli obiettivi e contenuti – neppure minimi – della programmazione di classe) ha valore legale solo ai fini della prosecuzione
degli studi e non per il conseguimento del titolo di studio conclusivo (in calce alla pagella e non sui tabelloni affissi all’albo della scuola, va
segnalato: valutazione riferita al PEI). Le valutazioni differenziate devono essere accettate con formale assenso dalle famiglie. In caso di
non assenso l’alunno va giudicato come tutti gli altri.
Valutazione delle prove di esame
Al fine del rilascio del titolo di studio sono importanti le conoscenze, le competenze e le capacità conseguite dall’alunno e non il percorso
fatto per conseguirle;
Le prove equipollenti prevedono che il candidato possa fruire sia di strumentazione tecnica (computer, dettatura all’insegnante di sostegno),
sia di modalità diverse (la prova è tradotta in quesiti con alcune possibili risposte chiuse, in prove strutturate, griglie) sia di contenuti
culturali differenti da quelli predisposti dal ministero per gli altri candidati (omogenee al programma svolto dal candidato, seguendo le
indicazioni del documento del C.d.C.);
Le prove equipollenti devono essere coerenti con il livello degli insegnamenti impartiti all’alunno disabile e idonee a valutare il progresso
dell’allievo in rapporto alle sue potenziali attitudini e al livello di partenza;
L e prove differenziate devono essere omogenee al percorso svolto, finalizzate all’attestazione delle competenze ed abilità acquisite,
spendibile come credito per l’inserimento lavorativo, per la frequenza di corsi di formazione professionale ecc. L’effettuazione delle prove
differenziate va indicata solo nella attestazione e non nei tabelloni affissi all’albo dell’istituto;
Lo svolgimento di prove scritte equipollenti può in casi eccezionali, su delibera della commissione di esame, effettuarsi in un numero
maggiore di giorni;
il colloquio si può realizzare mediante prove scritte, test o qualsiasi altra strumentazione che medi tra il candidato e l’esaminatore.
Indicazioni conclusive
Gite scolastiche:L'alunno disabile ha diritto a partecipare alle gite scolastiche in quanto la sua esclusione si tradurrebbe in un atto
discriminatorio. Il C.d.C. avrà cura di progettare visite e viaggi di istruzione con percorsi adeguati. La scuola è tenuta a predisporre tutte
le misure di sostegno e gli strumenti necessari, incluso la designazione di un accompagnatore che può essere qualunque membro della
comunità scolastica (art. 8 comma 2 C.M. 291/1992)
Uscite didattiche: l’Istituto organizza il trasporto per gli alunni con difficoltà motorie; i docenti in servizio o quelli che hanno organizzato
l’uscita si fanno carico dell’assistenza agli alunni in situazione di handicap fino all’arrivo dei genitori;
Entrata posticipata, uscita anticipata o assenza dell’insegnante di classe: in questi casi l’istituto individua i soggetti preposti
all’accoglienza, alla assistenza degli alunni in situazione di handicap, in altre classi.
Accordi di programma e convenzioni
Costituiscono uno strumento molto importante per la piena realizzazione dell'integrazione scolastica. Sono uno strumento giuridicamente
vincolante utilizzato quando un determinato programma di intervento richiede la partecipazione di diversi enti pubblici (art. 27 Legge
142/90) e privati.
Il progetto di integrazione dell'alunno disabile richiede l'intervento di diversi enti competenti. Gli accordi di programma garanti-scono
appunto il coordinamento tra i diversi servizi pubblici privati al fine di facilitare un inserimento
24
B) ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (DSA)
Per DSA si intendono i disturbi nell’apprendimento di alcune abilità specifiche che non permettono una completa autosufficienza nella
consueta attività didattica o che possono limitare in maniera importante alcune attività della vita quotidiana. I disturbi specifici di
apprendimento si verificano in soggetti che hanno intelligenza almeno nella norma, con caratteristiche fisiche e mentali pure nella norma, e
capacità di imparare. La difficoltà di questi studenti non è nella capacità di apprendimento, ma nelle abilità di utilizzare i normali strumenti
per accedere all’apprendimento stesso. I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) fanno parte della famiglia dei Disturbi Evolutivi
Specifici. Tra i DSA la legge prevede (L. 170/2010, art.1):

la dislessia, disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell’imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei
segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura;

la disgrafia, disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica;

la disortografia, disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica;

l a discalculia, disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e nella rielaborazione dei
numeri.
Le presenti indicazioni sono state formulate in base alla vigente normativa:
Legge 170 del 08.10.2010; Linee Guida Per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento del
12.07.2011; Legge 59 del 15.03.1997 (art. 21, personalizzazione dell’apprendimento); DPR 275/99 (regolamento recante norme in materia di
autonomia delle istituzioni scolastiche, art 4); Legge 53 del 28.03.2003 (Legge Moratti); Indicazioni per il Curricolo, (2007);
Raccomandazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio, 2006 (Le competenze-chiave per l’apprendimento permanente)
C.M. n. 4099 del 05.10.2004; C.M. n. 4674 del 10.05.2007; O.M. n. 30 del 10.03.2008 (Istruzioni e modalità operative per lo svolgimento
degli Esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico
2007/2008); C.M. n. 54 del 26.05.2008; DPR 122 del 22.06.2009 (in particolare l’art. 10); Circ. MIUR 28.05.2009
Per approfondire le problematiche relative all’inserimento in classe di studenti con diagnosi di DSA, l’Istituto ha ritenuto opportuno dotarsi
di un gruppo di lavoro specifico, composto da D.S., un referente e tre docenti rappresentanti di diverse aree disciplinari, e dalla figura
strumentale referente per la formazione. In particolare, l’azione del gruppo sarà mirata ai seguenti scopi:
A) Finalità generali
 Garantire il diritto dello studente con DSA all’istruzione;
 Garantire una formazione adeguata;
 Promuovere lo sviluppo delle potenzialità individuali;
 Ridurre i disagi relazionali ed emozionali;
 Incrementare la comunicazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante il percorso di istruzione e formazione;
 Assicurare uguali opportunità di sviluppo in ambito culturale e sociale.
B) Obiettivi specifici
 Favorire il successo scolastico degli studenti con DSA, anche attraverso misure didattiche di supporto;
 Sensibilizzare i docenti sulle problematiche relative ai DSA;
Fornire ai docenti un bagaglio di conoscenze, strategie didattiche, metodologiche e valutative specifiche;
 Promuovere forme di verifica e valutazione adeguate alle necessità formative degli studenti con DSA;
Indicazioni operative:
Iscrizione
1. Come previsto dalla normativa vigente, all’atto dell’iscrizione la famiglia comunica alla scuola la diagnosi di DSA;
2. Qualora ne sia in possesso, la famiglia trasmetterà una copia del PDP predisposto dalla scuola di provenienza ed eventuale altra
documentazione specialistica che riterrà opportuno presentare.
Accoglienza
1. Fin dall’iscrizione, la referente del gruppo di lavoro “Alunni con DSA”, contatterà la famiglia dello studente per raccogliere informazioni
sul pregresso scolastico e personale dell’alunno, così da programmare interventi specifici e suggerire al Consiglio di Classe un percorso
formativo adeguato.
2. All’inizio di ogni anno scolastico, il Consiglio di Classe accerta i livelli di competenza e le abilità dello studente, definisce il tipo di
percorso formativo da seguire ed elabora, in collaborazione con la famiglia, un piano didattico personalizzato (PDP). Il PDP è basato sui
bisogni reali dello studente e prevede la definizione degli appositi strumenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica. Copia del
PDP viene consegnata alla famiglia.
3. Durante i consigli di classe e gli scrutini il Consiglio di Classe verifica i progressi di apprendimento dello studente ed eventualmente
modifica il PDP in base ai risultati raggiunti.
Iter per la compilazione del PDP:
 Acquisizione della segnalazione specialistica;
 Incontro di presentazione tra: il Consiglio di Classe, la famiglia dello studente, Il Dirigente Scolastico, e/o il referente DSA;
25
 Predisposizione della bozza del PDP da parte del Consiglio di Classe;
 Stesura finale e sottoscrizione del documento (docenti e genitori dello studente. Il documento va sottoscritto anche dallo studente, se
maggiorenne).
Il PDP si sviluppa nei seguenti punti:
 Dati relativi allo studente (questa sezione contiene anche le indicazioni fornite dalla famiglia, dal lavoro di osservazione condotto a
scuola, le specifiche difficoltà individuate nello studente, i suoi punti di forza,…)
 Descrizione del funzionamento delle abilità strumentali
 Caratteristiche del processo di apprendimento (individuazione delle strategie utilizzate dallo studente nel processo di acquisizione e di
studio)
 Strategie per lo studio - strumenti utilizzati
 Individuazione di eventuali modifiche all’interno degli obiettivi disciplinari
 Strategie metodologiche e didattiche adottate
 Strumenti e misure di tipo compensativo e dispensativo
 Criteri e modalità di verifica e valutazione
 Assegnazione di compiti a casa e rapporti con la famiglia
Verifica e valutazione
Le modalità di verifica e i criteri di valutazione sono previsti dal PDP e sono legati al percorso didattico effettivamente svolto e agli strumenti
dispensativi e compensativi individuati nel PDP stesso.
La possibilità di adattamento dei programmi per gli alunni con diagnosi di DSA (L. n.170 8.10.2010) comporta, di conseguenza, anche un
adattamento della valutazione che dovrà essere attenta ai percorsi personali degli alunni. Andrà esclusa la valutazione degli aspetti che
costituiscono il disturbo stesso. La valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo,
devono tener conto delle specifiche situazioni degli studenti con DSA.
Nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove d’esame, sono adottati gli strumenti metodologici-didattici compensativi e dispensativi
ritenuti più idonei.
Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle
prove. (DPR 122/2009, art. 10; L. 170/2010 art. 5, c. 4)
C) ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES)
BISOGNO EDUCATIVO SPECIALE
La Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 e la C.M. 6/3/2013 hanno introdotto la nozione di BISOGNO EDUCATIVO SPECIALE (BES)
come categoria generale comprensiva di tutte le condizioni richiedenti l’impiego calibrato, in modo permanente o temporaneo, dei cinque
pilastri dell’inclusività:
1) individualizzazione (percorsi differenziati per obiettivi comuni);
2) personalizzazione (percorsi e obiettivi differenziati);
3) strumenti compensativi;
4) misure dispensative;
5) impiego funzionale delle risorse umane, finanziarie, strumentali e immateriali.
La formula “impiego calibrato” allude tanto al fatto che ciascuna delle cinque strumentalità potrà essere dosata in ragione delle esigenze di
ciascuno che alla possibilità che in esse vengano ricomprese anche azioni trans-didattiche quali servizi di aiuto alla persona, abbattimento e
superamento di barriere di varia natura etc.
A titolo di esempio, si riportano alcune delle tipologie di BES maggiormente ricorrenti in situazione scolastica: disabilità, DSA, altri disturbi
evolutivi specifici (deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, ADHD e spettro autistico di tipo lieve,
disturbo della condotta), alunno straniero non alfabetizzato, alunno con disagio sociale, etc.
FORMALIZZAZIONE DEI BES
Nella scuola inclusiva si deve sapere già prima “cosa si deve fare” quando c’è un alunno con BES; per questo è necessario avere conoscenza
preventiva delle varie tipologie di BES e delle risorse e delle strategie necessarie per operare con successo. Il riconoscimento formale
motivato e verbalizzato da parte del consiglio di classe (team docenti) è il primo momento che determina la carriera di inclusività progettata
per l’alunno con BES (diverso dalla disabilità o da un DSA o assimilabile, in quanto per questi la formalizzazione consegue a disposizione di
legge: 104/1992 e 170/2010 come integrata ai punti 1.2 e 1.3 della Direttiva Ministeriale del 27/12/2012).
OBIETTIVI E VALUTAZIONE
Tutti gli alunni riconosciuti interessati da interventi inclusivi e riportati nelle successive tabelle hanno diritto al seguente specifico piano:
 Piano Educativo Individualizzato ex art. 12, comma 5 della L. 104/1992, a favore degli alunni con disabilità;
 Piano Didattico Personalizzato ex art. 5 del DM N° 5669 del 12/7/2011 e punto 3.1 delle "linee guida" allegate, per gli alunni con
DSA o con disturbi riconducibili ex punto 1 della direttiva ministeriale del 27/12/2012;
 Piano Didattico Personalizzato per tutti gli alunni con BES diversi da quelli richiamati ai precedenti due punti
nei predetti Piani dovranno essere esplicitati, oltre che gli OBIETTIVI DIDATTICI, specifici OBIETTIVI DI SISTEMA di carattere
trasversale, quali:
26
1- ACCOGLIENZA: tutti gli alunni, inclusi quelli con BES, hanno diritto a due forme di accoglienza:
A) accoglienza di natura socio-affettiva nella comunità scolastica;
B) accoglienza in ragione del proprio stile cognitivo, ossia diritto ad una comunicazione didattica (vedere
successivo punto 3) che tenga conto delle proprie specifiche preferenze e risorse di apprendimento; a tale
riguardo si richiamano: canale iconico (preferenza per disegni, immagini, schemi etc), canale verbale
(preferenze per il testo scritto/orale), canale operativo-motorio (preferenza per manipolazioni, costruzioni etc);
2- BARRIERE ARCHITETTONICHE E NON (interne ed esterne alla scuola): individuazione delle possibili problematiche, proposta e
modalità di abbattimento;
3- COMUNICAZIONE DIDATTICA: oltre che per effetto di contenuti disciplinari e metodologici opportunamente selezionati, la
comunicazione didattica dovrà essere progettata in modo da risultare inclusiva, anche e soprattutto nel rispetto delle variabili di stile
comunicativo dell’alunno. Comprenderà la valutazione incoraggiante, l’attenzione per le preferenze dell’alunno, la cura della
prossemica, l’ascolto, il registro e il tono della voce, la modulazione dei carichi di lavoro etc.
CRITERI PER L’UTILIZZO FUNZIONALE DELLE RISORSE UMANE
Le categorie principali di risorse da impegnare nel processo inclusivo a favore degli alunni con disabilità sono:
 specialisti socio-sanitari;
 docente titolare di funzione strumentale afferente all’area dell’inclusione;
 docenti curricolari;
 docenti di sostegno;
 assistenti di primo livello ex art. 13, comma 3 della L. 104/1992;
 personale ATA che svolge incarichi specifici ex art. 47, comma 1 lettera “b” del CCNL.
di queste, hanno carattere intensivo (ovvero la “qualità” dell’intervento è direttamente collegata alla “quantità” oraria) le figure indicate alle
lettere “d”, “e”, “f”.
Per meglio organizzare gli interventi, l’Istituto si dota, dall’anno scolastico 2013-2014, del piano annuale di inclusione, approvato dal
Collegio Docenti nella seduta del 6 novembre 2013 ed allegato al verbale della seduta, a cui si rimanda per il testo completo.
D) ALUNNI STRANIERI
L’articolo 36, comma III, della legge 40/98 definisce le differenze linguistiche e culturali un valore da porre a fondamento del rispetto
reciproco e della tolleranza.
Pertanto, vista la presenza considerevole di alunni stranieri nella nostra scuola , l’Istituto Professionale “G.B. GARBIN”, per favorire la loro
integrazione, ha istituito una Commissione alunni stranieri ed ha confermato la sua pluriennale adesione al progetto “ Le radici e le ali “ in
cooperazione con altre scuole di Schio, Thiene e comuni limitrofi ; ha previsto, inoltre, dei corsi di italiano lingua 2 e dei corsi di
consolidamento della lingua italiana e della lingua dello studio. Il nostro istituto non si è posto solo obiettivi didattici nei confronti degli
studenti stranieri, ma anche obiettivi interculturali, perché è fondamentale, per la totalità degli allievi, conoscere culture, religioni, realtà
diverse per aprirsi all’altro senza pregiudizi.
Nell’ottica dell’integrazione come valore e come obiettivo generale il nostro Istituto si è posto due livelli di obiettivi da perseguire:
A) Finalità interculturali
o Insegnare ai ragazzi a confrontarsi con le differenze culturali e le diversità;
o Fornire loro le abilità, le conoscenze e le indicazioni comportamentali necessarie ad acquisire questa competenza (comunicazione
interculturale, analisi dei valori culturali, ecc…);
o Promuovere la tolleranza, il rispetto e la comprensione reciproca;
o Favorire l'inserimento degli studenti stranieri nella nuova realtà scolastica, intesa come interazione positiva e reciprocamente
costruttiva tra studenti immigrati e studenti italiani.
B) Obiettivi specifici
 Favorire l'acquisizione e il potenziamento di competenze linguistiche di base in relazione alla quattro abilità fondamentali
(ascoltare, leggere, parlare, scrivere), attraverso percorsi di prima/seconda alfabetizzazione ( livelli A1 e A2, lingua della
comunicazione);
 Favorire l'acquisizione di conoscenze, competenze e capacità specifiche (lingua dello studio);
 Affrontare conoscenze (disciplinari) attraverso percorsi di sostegno linguistico (Italiano L2 per lo studio, ovvero livello B1).
Indicazioni operative:
Iscrizione
1. Come previsto dalla normativa vigente, le iscrizioni di alunni stranieri possono essere richieste in qualsiasi momento dell’anno scolastico.
Gli alunni privi di documentazione anagrafica o in posizione di irregolarità vengono iscritti con riserva in attesa di regolarizzazione.
L’iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento del titolo di studio.
2. Oltre alla domanda di iscrizione predisposta dalla scuola, all’atto dell’iscrizione saranno richiesti i seguenti documenti:
1.
Permesso di soggiorno (nell’attesa del rilascio del permesso di soggiorno, il dirigente scolastico accetterà la ricevuta della
Questura attestante la richiesta)
2.
Documenti anagrafici (carta di identità, codice fiscale, certificato di nascita, atto di cittadinanza). I cittadini stranieri in regola
con il permesso di soggiorno hanno diritto all’autocertificazione (LL. 15/68, 127/97 e DPR 403/98), fermo restando il dovere
27
3.
4.
5.
di esibire il documento di riferimento, se richiesto e se reperibile agli atti di uffici italiani. In caso di discrepanza tra le
informazioni contenute nell’autocertificazione e documenti di riferimento, possono essere ritenuti validi i dati del permesso di
soggiorno.
Documenti sanitari che attestano l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie tradotto in italiano. In ogni caso, la mancanza
di vaccinazioni non può precludere l’ingresso a scuola, né la regolare frequenza.
Documenti scolastici: certificato attestante gli studi compiuti nel paese d’origine, o dichiarazione del genitore che attesti la
classe e il tipo di istituto frequentato.
In mancanza di documenti, la scuola è comunque tenuta all’iscrizione di un minore straniero, poiché la posizione di
irregolarità non influisce sull’esercizio di un diritto-dovere riconosciuto.
A) Finalità interculturali
o Insegnare ai ragazzi a confrontarsi con le differenze culturali e le diversità;
o Fornire loro le abilità, le conoscenze e le indicazioni comportamentali necessarie ad acquisire questa competenza (comunicazione
interculturale, analisi dei valori culturali, ecc…);
o Promuovere la tolleranza, il rispetto e la comprensione reciproca;
o Favorire l'inserimento degli studenti stranieri nella nuova realtà scolastica, intesa come interazione positiva e reciprocamente
costruttiva tra studenti immigrati e studenti italiani.
B) Obiettivi specifici
 Favorire l'acquisizione e il potenziamento di competenze linguistiche di base in relazione alla quattro abilità fondamentali
(ascoltare, leggere, parlare, scrivere), attraverso percorsi di prima/seconda alfabetizzazione ( livelli A1 e A2, lingua della
comunicazione);
 Favorire l'acquisizione di conoscenze, competenze e capacità specifiche (lingua dello studio);
 Affrontare conoscenze (disciplinari) attraverso percorsi di sostegno linguistico (Italiano L2 per lo studio, ovvero livello B1).
Indicazioni operative:
Iscrizione
1. Come previsto dalla normativa vigente, le iscrizioni di alunni stranieri possono essere richieste in qualsiasi momento dell’anno
scolastico. Gli alunni privi di documentazione anagrafica o in posizione di irregolarità vengono iscritti con riserva in attesa di
regolarizzazione. L’iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento del titolo di studio.
2. Oltre alla domanda di iscrizione predisposta dalla scuola, all’atto dell’iscrizione saranno richiesti i seguenti documenti:
3. Permesso di soggiorno (nell’attesa del rilascio del permesso di soggiorno, il dirigente scolastico accetterà la ricevuta della
Questura attestante la richiesta)
4. Documenti anagrafici (carta di identità, codice fiscale, certificato di nascita, atto di cittadinanza). I cittadini stranieri in regola
con il permesso di soggiorno hanno diritto all’autocertificazione (LL. 15/68, 127/97 e DPR 403/98), fermo restando il dovere di
esibire il documento di riferimento, se richiesto e se reperibile agli atti di uffici italiani. In caso di discrepanza tra le
informazioni contenute nell’autocertificazione e documenti di riferimento, possono essere ritenuti validi i dati del permesso di
soggiorno.
5. Documenti sanitari che attestano l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie tradotto in italiano. In ogni caso, la mancanza di
vaccinazioni non può precludere l’ingresso a scuola, né la regolare frequenza.
6. Documenti scolastici: certificato attestante gli studi compiuti nel paese d’origine, o dichiarazione del genitore che attesti la
classe e il tipo di istituto frequentato.
7. In mancanza di documenti, la scuola è comunque tenuta all’iscrizione di un minore straniero, poiché la posizione di irregolarità
non influisce sull’esercizio di un diritto-dovere riconosciuto.
Accoglienza
1. Nell’ambito della formazioni delle classi, si favorirà l’eterogeneità delle cittadinanze, evitando la concentrazione di
provenienze territoriali o religiose degli stranieri.
2. Solo specifiche esigenze didattiche potranno richiedere la formazione temporanea di gruppi omogenei.
3. Fin dall’iscrizione, il coordinatore di classe in stretta collaborazione con la famiglia dello studente, si adopererà per raccogliere
informazioni sul pregresso personale e scolastico dell’alunno, così da programmare interventi specifici e suggerire al Consiglio
di Classe un percorso formativo idoneo.
4. Il Consiglio di Classe, anche attraverso l'eventuale aiuto della commissione “alunni stranieri”, accerta i livelli di competenza e
le abilità dello studente, definisce il tipo di percorso formativo da seguire ed elabora un piano di studi personalizzato. I percorsi
didattici di apprendimento che si prospettano agli alunni stranieri sono diversi e legati alle loro effettive capacità, alle
precedenti esperienze scolastiche e ai loro reali bisogni.
5. Il Consiglio di Classe redige il Piano Educativo Personalizzato (PEP), basato sui bisogni reali dello studente e sul
monitoraggio dei progressi di apprendimento nella lingua italiana, e lo sottopone a verifica formale durante i consigli di classe e
gli scrutini. Copia del PEP viene consegnata alla famiglia.
6. Il Consiglio di Classe, valutando la specificità del singolo caso, può in alternativa al PEP predisporre una programmazione
facilitata.
Il PEP si sviluppa nei seguenti punti:

obiettivi educativi a lungo termine (fine del 1° anno o del biennio di studi a seconda della lingua di appartenenza)
28

obiettivi didattici specifici

contenuti

metodi e strumenti utilizzati

organizzazione degli interventi di sostegno

modalità di verifica

criteri di valutazione
I percorsi didattico-educativi da attuare per ogni alunno sono il frutto di una reale negoziazione tra tutti i soggetti interessati in modo da poter
utilizzare tutte le risorse della scuola e del territorio (umane, materiali, finanziarie, organizzative) in modo efficace.
Oltre all'organizzazione delle attività didattiche, si possono progettare interventi individuali o per ristretti gruppi di alunni al fine di
fronteggiare specifiche necessità.
Verifica e valutazione
Le modalità di verifica e i criteri di valutazione sono previsti dal PEP e sono legati ai percorsi didattici effettivamente svolti, frutto di un
lavoro comune dei docenti curricolari e di quelli responsabili dei corsi di alfabetizzazione e/o sostegno.
La pur significativa normativa esistente sugli alunni con cittadinanza non italiana non fornisce indicazioni specifiche a proposito di
valutazione degli stessi. Tuttavia, la possibilità di adattamento dei programmi per gli alunni stranieri (DPR 394 del 31.08.1999) comporta, di
conseguenza, anche un adattamento della valutazione che dovrà essere attenta ai percorsi personali degli alunni.
La valutazione privilegerà la valutazione formativa rispetto a quella “certificativa”. Essa prenderà in considerazione il percorso dello
studente, gli obiettivi raggiunti, gli obiettivi possibili, la motivazione, l’impegno e, soprattutto, le potenzialità di apprendimento dimostrate.
L’AREA DELL’INFORMAZIONE E DELLE REGOLE
Si ritiene fondamentale che tutti operino nel rispetto reciproco. Per questo si ritiene importante curare la diffusione delle informazioni, in
particolare di quelle riguardanti gli strumenti di convivenza che l’Istituto e le sue componenti si sono dati:
Il Piano dell’Offerta Formativa & Piano delle attività- (in particolare vi si riportano le date di convocazione dei Consigli di Classe)
 Il Regolamento di Istituto- (regole da seguire, perché a tutti sia garantito, alla luce delle normative,l’esercizio di diritti / doveri, per una
serena convivenza a scuola);
Le Carte dei Servizi- (regole etiche e metodologiche di comportamento secondo docenti, genitori e studenti),
 Il Regolamento di disciplina delle studentesse e degli studenti- (diritti - doveri degli allievi e interventi educativi, grazie ai quali essi
possano vivere l’esperienza scolastica con l’impegno e il senso di responsabilità necessari per il conseguimento dei loro obiettivi) .
 L’informativa su sicurezza e salute negli istituti di istruzione – (comportamenti da adottare in situazioni di rischio e/o pericolo)
INFORMAZIONI TRAMITE COLLOQUI. FIGURE DI RIFERIMENTO NELLA SCUOLA
negli orari già stabiliti e comunicati dal personale della segreteria didattica,
 coordinatore e docenti della classe (su appuntamento)
Su appuntamento:
sede centrale:
via Tito Livio 7 36015 SCHIO (VI)
Dirigente Scolastico: prof.ssa Marina Maino
primo collaboratore della Dirigente: prof. Paolo Vablè
tel. sede: 0445 523072 - Fax 0445 531109
E-MAIL - [email protected]
- [email protected]
Sede Coordinata via Rasa, 6 36016 THIENE
secondo collaboratore della Dirigente: prof. Federico Canale
sostituto del secondo collaboratore: prof. Giangaetano Bonato
tel. sede di Thiene: 0445 366277 – Fax 0445 384861
29
L’OFFERTA FORMATIVA - CARATTERISTICHE GENERALI
Nell’ultimo decennio, varie sono state le iniziative volte ad elevare il livello di istruzione degli studenti.
Da tempo il primo biennio di tutti gli Istituti Superiori ha un’impostazione abbastanza simile: si è capito infatti che i futuri cittadini e
lavoratori debbono possedere tutti una buona cultura generale di base. Questa maggiore affinità tra gli istituti, inoltre, facilita eventuali
passaggi degli studenti da un indirizzo all’altro, o da una scuola all’altra.
Le discipline si articolano in due aree:
Area comune: comprende le discipline a carattere più culturale, con obiettivi uguali a quelli delle altre qualifiche e simili a quelli degli altri
istituti superiori, in maniera da facilitare eventuali passaggi da una scuola all’altra;
Area di indirizzo (o professionalizzante): che comprende le materie dell’area professionale, che concorrono in maniera più mirata e
specifica a formare conoscenze e competenze più in linea con la qualifica professionale
Nel monoennio terminale, i progetti avranno carattere professionalizzante, e si reggeranno su progetti di alternanza scuola-lavoro.
Le discipline coprono 32 o 33 (prima classe) ore settimanali.
I PERCORSI FORMATIVI
L’Istituto propone due percorsi di formazione:
A) PERCORSI QUINQUENNALI - ISTITUTO PROFESSIONALE
B) PERCORSI TRIENNALI – CORSO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE
A) PERCORSI QUINQUENNALI - ISTITUTO PROFESSIONALE
Gli elementi distintivi che caratterizzano gli indirizzi dell’istruzione professionale all’interno del sistema dell’istruzione secondaria superiore
si basano, dunque, sull’uso di tecnologie e metodologie tipiche dei diversi contesti applicativi; sulla capacità di rispondere efficacemente alla
crescente domanda di personalizzazione dei prodotti e dei servizi, che è alla base del successo di molte piccole e medie imprese del made in
Italy; su una cultura del lavoro che si fonda sull’interazione con i sistemi produttivi territoriali e che richiede l’acquisizione di una base di
apprendimento polivalente, scientifica, tecnologica ed economica.
L’integrazione con il territorio e il mondo produttivo non è solo un metodo di lavoro, è un fattore imprescindibile per l’elaborazione del
piano dell’offerta formativa degli istituti professionali. Gli strumenti per intrecciare la progettazione didattica della scuola con i piani di
sviluppo locali e le esigenze formative degli studenti sono quelli offerti dall’autonomia didattica e organizzativa, arricchiti dalle opportunità
messe a disposizione delle scuole dal regolamento sul riordino.
L’esigenza di evitare la sovrapposizione con i percorsi degli altri ordini dell’istruzione secondaria superiore ha ricondotto l’insieme delle
proposte formative degli istituti professionali a due settori e sei indirizzi, che fanno riferimento a filiere produttive di rilevanza nazionale.
Le discipline dell’area di indirizzo, presenti in misura consistente fin dal primo biennio, si fondano su metodologie laboratoriali che
favoriscono l’acquisizione di strumenti concettuali e di procedure funzionali a preparare ad una maggiore interazione con il mondo del lavoro
e delle professioni da sviluppare nel triennio.
L’acquisizione delle competenze chiave di cittadinanza previste a conclusione dell’obbligo di istruzione consentono di arricchire la cultura di
base dello studente e di accrescere il suo valore anche in termini di occupabilità.
Il riordino degli istituti professionali risponde all’esigenza di organizzare percorsi formativi quinquennali, finalizzati al conseguimento di un
titolo di studio, fondati su una solida base di istruzione generale e tecnico-professionale riferita a filiere produttive di rilevanza nazionale
che a livello locale possono assumere connotazioni specifiche.
I nuovi istituti professionali sono caratterizzati da un riferimento prioritario ai grandi settori in cui si articola il sistema economico nazionale,
contraddistinti da applicazioni tecnologiche e organizzative che, in relazione alla filiera di riferimento, possono essere declinate in base alla
vocazione del territorio, ai progetti di sviluppo locale e ai relativi fabbisogni formativi.
Quindi l’offerta formativa si articola nei due macrosettori:
PRODUZIONE Industriale e artigianale che nel rispetto del tessuto produttivo locale prevede
 Produzione nel settore abbigliamento e moda
 Servizi di manutenzione e assistenza tecnica
 Servizi di manutenzione e assistenza tecnica – Opzione Manutenzione Mezzi di Trasporto
 Servizi di manutenzione e assistenza tecnica – Opzione Apparati, Impianti e Servizi Tecnici Industriali e Civili
SERVIZI
 Servizi Commerciali
 Servizi Commerciali opzione Promozione Commerciale e Pubblicitaria
 Socio-Sanitario
30
COMPETENZE DI AREA COMUNE PER TUTTI I DIPLOMATI
DEL SETTORE SERVIZI
E DEL SETTORE PRODUZIONI
A conclusione del percorso quinquennale, il Diplomato consegue i risultati di apprendimento in termini di competenze:
• Valutare fatti ed orientare i propri comportamenti in base ad un sistema di valori coerenti con i principi della Costituzione e con le carte
internazionali dei diritti umani.
• Utilizzare il patrimonio lessicale ed espressivo della lingua italiana secondo le esigenze comunicative nei vari contesti: sociali, culturali,
scientifici, economici, tecnologici.
• Stabilire collegamenti tra le tradizioni culturali locali, nazionali ed internazionali, sia in una prospettiva interculturale sia ai fini della
mobilità di studio e di lavoro.
• Utilizzare gli strumenti culturali e metodologici per porsi con atteggiamento razionale, critico e responsabile di fronte alla realtà, ai suoi
fenomeni, ai suoi problemi anche ai fini dell’apprendimento permanente.
• Riconoscere gli aspetti geografici, ecologici, territoriali dell’ambiente naturale ed antropico, le connessioni con le strutture
demografiche, economiche, sociali, culturali e le trasformazioni intervenute nel corso del tempo.
• Riconoscere il valore e le potenzialità dei beni artistici e ambientali, per una loro corretta fruizione e valorizzazione.
• Utilizzare e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale, anche con riferimento alle strategie espressive e agli strumenti
tecnici della comunicazione in rete.
• Padroneggiare la lingua inglese e, ove prevista, un’altra lingua comunitaria per scopi comunicativi e utilizzare i linguaggi settoriali relativi
ai percorsi di studio, per interagire in diversi ambiti e contesti professionali, al livello B2 quadro comune europeo di riferimento per le lingue
(QCER).
• Riconoscere gli aspetti comunicativi, culturali e relazionali dell’espressività corporea e l’importanza che riveste la pratica dell’attività
motorio-sportiva per il benessere individuale e collettivo.
• Utilizzare il linguaggio e i metodi propri della matematica per organizzare e valutare adeguatamente informazioni qualitative e
quantitative.
• Utilizzare le strategie del pensiero razionale negli aspetti dialettici e algoritmici per affrontare situazioni problematiche, elaborando
opportune soluzioni.
• Utilizzare i concetti e i modelli delle scienze sperimentali per investigare fenomeni sociali e naturali e per interpretare dati.
• Utilizzare le reti e gli strumenti informatici nelle attività di studio, ricerca e approfondimento disciplinare.
• Analizzare il valore, i limiti e i rischi delle varie soluzioni tecniche per la vita sociale e culturale con particolare attenzione alla sicurezza
nei luoghi di vita e di lavoro, alla tutela della persona, dell’ambiente e del territorio.
• Utilizzare i principali concetti relativi all'economia e all'organizzazione dei processi produttivi e dei servizi.
• Correlare la conoscenza storica generale agli sviluppi delle scienze, delle tecnologie e delle tecniche negli specifici campi professionali di
riferimento.
• Avere assimilato la cultura della sostenibilità dello sviluppo, aver compreso il valore del patrimonio ambientale del pianeta ed aver fatto
proprio l’impegno ad assumere comportamenti compatibili con la tutela dell’ambiente e la prevenzione dell’inquinamento
• Applicare le metodologie e le tecniche della gestione per progetti.
• Redigere relazioni tecniche e documentare le attività individuali e di gruppo relative a situazioni professionali.
• Individuare e utilizzare gli strumenti di comunicazione e di team working più appropriati per intervenire nei contesti organizzativi e
professionali di riferimento.
31
SETTORE PRODUZIONI INDUSTRIALI ED ARTIGIANALI
nelle IMPRESE DELL’ABBIGLIAMENTO E DELLA MODA
QUADRO ORARIO SETTIMANALE
ORARIO COMPLESSIVO SETTIMANALE: 33/32 ORE
CLASSE 1^ E 2^
AREA DI ISTRUZIONE GENERALE 20 ORE
(1° BIENNIO)
AREA DI INDIRIZZO 12 ORE
CLASSE 3^ 4^ 5^
AREA DI ISTRUZIONE GENERALE 15 ORE
(2° BIENNIO e 5° ANNO) AREA DI INDIRIZZO 17 ORE
DISCIPLINE
Discipline
area
comune
Discipline
area di
indirizzo
Lingua e letteratura italiana
Lingua inglese
Storia
Matematica
Diritto ed economia
Scienze della terra biologia
Scienze motorie e sportive
Religione o attività alternative
Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica
Scienze integrate: fisica (con 1 ora Laboratorio*)
Scienze integrate: chimica (con 1 ora Laboratorio *)
Tecnologie dell’Informazione e della comunicazione
Laboratori tecnologici ed esercitazioni **
Tecnologie applicate ai materiali e ai processi
produttivi
Tecniche di produzione e di organizzazione
Tecniche di gestione-conduzione di macchine e
impianti
1° biennio
2°biennio
quinto anno
cl. 1^
cl. 2^
cl. 3^
cl. 4^
cl. 5^
ore settimanali di lezione
4
4
4
4
4
3
3
3
3
3
2
2
2
2
2
4
4
3
3
3
2
2
/
/
/
2+
2
/
/
/
(1geo)
2
2
2
2
2
1
1
1
1
1
3
3
/
/
/
2
2
/
/
/
2
2
/
/
/
2
2
/
/
/
3
3
5
4
4
/
/
/
/
6
6
5
5
4
4
/
/
/
3
5
*Insegnamento in attività di laboratorio svolto congiuntamente da docente teorico e tecnico-pratico
** Insegnamento in attività di laboratorio svolto da docente tecnico-pratico
Il Diplomato nell’indirizzo PRODUZIONI INDUSTRIALI ED ARTIGIANALI
nelle IMPRESE DELL’ABBIGLIAMENTO E DELLA MODA
avrà competenze per:
-ideare/progettare –realizzare i prodotti delle imprese del settore moda e abbigliamento e
-seguirne la commercializzazione nei campi del marketing e della pubblicità
COMPETENZE PROFESSIONALI
o
o
o
o
o
o
o
o
Definire e pianificare fasi delle operazioni da compiere sulla base delle istruzioni ricevute e/o della documentazione di appoggio
(schemi, disegni, procedure, distinte materiali, ecc.) e del sistema di relazioni
Approntare strumenti, attrezzature e macchinari necessari alle diverse fasi di lavorazione sulla base della tipologia di materiali da
impiegare, delle indicazioni/procedure previste, del risultato atteso
Monitorare il funzionamento di strumenti, attrezzature e macchinari, curando le attività di manutenzione ordinaria
Predisporre e curare gli spazi di lavoro al fine di assicurare il rispetto delle norme igieniche e di contrastare affaticamento e malattie
professionali
Rappresentare figurini di capi d’abbigliamento nelle loro linee di base, proporzionati nei particolari esecutivi, evidenziando linea,
volume e forma
Rilevare le caratteristiche del tessuto e correggere eventuali difetti secondo le istruzioni
Elaborare tagli base, partendo da unità di misura prestabilite
Realizzare di capi d’abbigliamento in taglia, nel rispetto delle fasi di lavorazione
32
NEI LABORATORI MODA studenti e studentesse operano con attrezzature specifiche per la realizzazione di capi di abbigliamento,
imparano a progettare e disegnare collezioni di moda, progettano i modelli manualmente e con il software Cad Model; applicano le
procedure artigianali ed industriali nel rispetto delle norme di sicurezza; imparano a valutare la qualità del prodotto realizzato
33
SERVIZI DI MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA
QUADRO ORARIO SETTIMANALE
Servizi di manutenzione e assistenza tecnica
ORARIO COMPLESSIVO SETTIMANALE: 33/32 ORE
C L A S S E 1 ^ E 2 ^ ( 1 ° AREA DI ISTRUZIONE GENERALE 20 ORE
BIENNIO)
AREA DI INDIRIZZO 12 ORE
CLASSE 3^ 4^ 5^
AREA DI ISTRUZIONE GENERALE 15 ORE
(2° BIENNIO e 5° ANNO)
AREA DI INDIRIZZO 17 ORE
DISCIPLINE
Discipline area
comune
Discipline area di
indirizzo
Lingua e letteratura italiana
Lingua inglese
Storia
Matematica
Diritto ed economia
Scienze della terra e biologia
Scienze motorie e sportive
Religione o attività alternative
Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica
Scienze integrate:fisica (con 1 ora laboratorio*)
Scienze integrate: chimica (con 1 ora laboratorio*)
Tecnologie dell’Informazione e della comunicazione
Laboratori tecnologici ed esercitazioni **
Tecnologie meccaniche ed applicazioni
Tecnologie elettrico-elettroniche ed applicazioni
Tecnologie e tecniche di installazione e manutenzione
1° biennio
2°biennio
quinto anno
cl. 1^ cl. 2^ cl. 3^ cl. 4^
cl. 5^
ore settimanali di lezione
4
4
4
4
4
3
3
3
3
3
2
2
2
2
2
4
4
3
3
3
2
2
/
/
/
2+1
2
/
/
/
(geo)
2
2
2
2
2
1
1
1
1
1
3
3
/
/
/
2
2
/
/
/
2
2
/
/
/
2
2
/
/
/
3
3
4
3
3
/
/
5
5
3
/
/
5
4
3
/
/
3
5
8
*Insegnamento in attività di laboratorio svolto congiuntamente da docente teorico e tecnico-pratico
** Insegnamento in attività di laboratorio svolto da docente tecnico-pratico
Diplomato nell’indirizzo
MANUTENZIONE EASSISTENZA TECNICA
avrà competenze per gestire, organizzare, effettuare interventi di:
- installazione e manutenzione ordinaria
- diagnostica - r iparazione - collaudo
di apparecchiature, sistemi, impianti e apparati tecnici.
COMPETENZE PROFESSIONALI:
Nel percorso scolastico, con lezioni in aula e nei laboratori tecnici, meccanici, elettrici, elettronici, lo studente impara a
- comprendere, interpretare e analizzare schemi e impianti
- utilizzare con l’applicazione della normativa sulla sicurezza, strumenti e tecnologie specifiche
- utilizzare la documentazione tecnica prevista dalla normativa per garantire la corretta funzionalità di apparecchiature, impianti e sistemi
tecnici per i quali cura la manutenzione
- utilizzare correttamente strumenti di misura, controllo e diagnosi
- Garantire e certificare la messa a punto degli impianti e delle macchine a regola d’arte, collaborando alla fase di collaudo e installazione
Nei laboratori tecnologici gli studenti al termine del percorso sono in grado di:
• controllare e ripristinare, durante il ciclo di vita degli apparati e degli impianti, la conformità del loro funzionamento alle
specifiche tecniche, alle normative sulla sicurezza degli utenti e sulla salvaguardia dell’ambiente;
• osservare i principi di ergonomia, igiene e sicurezza che presiedono alla realizzazione degli interventi;
• organizzare e intervenire nelle attività per lo smaltimento di scorie e sostanze residue, relative al funzionamento delle
macchine, e per la dismissione dei dispositivi;
• utilizzare le competenze multidisciplinari di ambito tecnologico, economico e organizzativo presenti nei processi lavorativi e
nei servizi che lo coinvolgono;
• gestire funzionalmente le scorte di magazzino e i procedimenti per l’approvvigionamento;
• reperire e interpretare documentazione tecnica;
• assistere gli utenti e fornire le informazioni utili al corretto uso e funzionamento dei dispositivi;
34
• agire nel suo campo di intervento nel rispetto delle specifiche normative ed assumersi autonome responsabilità;
• segnalare le disfunzioni non direttamente correlate alle sue competenze tecniche;
• operare nella gestione dei sevizi, anche valutando i costi e l’economicità degli interventi.
SERVIZI DI MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA
QUADRO ORARIO SETTIMANALE
Opzione Servizi di manutenzione e assistenza tecnica
opzione Apparati,impianti e servizi tecnici industriali e civili
ORARIO COMPLESSIVO SETTIMANALE: 33/32 ORE
CLASSE 1^ E 2^
AREA DI ISTRUZIONE GENERALE 20 ORE
(1° BIENNIO)
AREA DI INDIRIZZO 12 ORE
CLASSE 3^ 4^ 5^
AREA DI ISTRUZIONE GENERALE 15 ORE
(2° BIENNIO e 5° ANNO) AREA DI INDIRIZZO 17 ORE
DISCIPLINE
Discipline
area comune
Discipline
area di
indirizzo
Lingua e letteratura italiana
Lingua inglese
Storia
Matematica
Diritto ed economia
Scienze della terra e biologia
Scienze motorie e sportive
Religione o attività alternative
Tecnologie e tecniche di rappresentazione
grafica
Scienze integrate:fisica (con 1 ora
laboratorio*)
Scienze integrate: chimica (con 1 ora
laboratorio*)
Tecnologie dell’Informazione e della
comunicazione
Laboratori tecnologici ed esercitazioni **
Tecnologie meccaniche ed applicazioni
Tecnologie elettrico-elettroniche
dell’automazione ed applicazioni
Tecnologie e tecniche di installazione e
manutenzione
di apparati e impianti civili e industriali
1° biennio
2°biennio
quinto anno
cl. 1^ cl. 2^ cl. 3^ cl. 4^
cl. 5^
ore settimanali di lezione
4
4
4
4
4
3
3
3
3
3
2
2
2
2
2
4
4
3
3
3
2
2
/
/
/
2+1
2
/
/
/
(geo)
2
2
2
2
2
1
1
1
1
1
3
3
/
/
2
2
/
/
/
2
2
/
/
/
2
2
/
/
/
3
/
3
/
4
5
3
4
3
4
/
/
5
5
3
/
/
3
5
7
*Insegnamento in attività di laboratorio svolto congiuntamente da docente teorico e tecnico-pratico
** Insegnamento in attività di laboratorio svolto da docente tecnico-pratico
Diplomato nell’indirizzo
MANUTENZIONE EASSISTENZA TECNICA
opzione Apparati, impianti e servizi tecnici industriali e civili
avrà competenze per gestire, organizzare, effettuare interventi di:
-installazione e manutenzione ordinaria
-diagnostica
-riparazione
-collaudo i apparecchiature, sistemi, impianti e apparati tecnici.
La figura professionale del manutentore, con competenze trasversali e integrate negli ambiti meccanico-elettrico-elettronico, offre un
importante servizio di assistenza tecnica alle imprese di produzione di sistemi e impianti e in tutti i casi in cui si richiedono interventi
specialistici di alto livello nella messa a punto e nel mantenimento della funzionalità degli stessi, con precisi riferimenti alla sicurezza e al
risparmio energetico.
COMPETENZE PROFESSIONALI:
35
Nel percorso scolastico, con lezioni in aula e nei laboratori tecnici, meccanici, elettrici, elettronici, lo studente impara a
- comprendere, interpretare e analizzare schemi e impianti
- utilizzare tecnologie avanzate di disegno e progettazione (Autocad/Visicam/Cad elettrico)
- utilizzare con l’applicazione della normativa sulla sicurezza, strumenti e tecnologie specifiche
- utilizzare la documentazione tecnica prevista dalla normativa per garantire la corretta funzionalità di apparecchiature, impianti e sistemi
tecnici per i quali cura la manutenzione
- utilizzare correttamente strumenti di misura, controllo e diagnosi
- garantire e certificare la messa a punto degli impianti e delle macchine a regola d’arte, collaborando alla fase di collaudo e installazione
- eseguire operazioni di assemblaggio
- lavorare con banchi prova opportunamente attrezzati con applicazioni
- pneumatiche/elettropneumatiche/oleodinamiche/elettrodinamiche
- realizzare impianti elettrici, illuminotecnici, dispositivi con sensori, trasduttori,
- microprocessori
- realizzare impianti di automazione programmati con PLC
- garantire e certificare la messa a punto degli impianti e delle macchine a regola d’arte, collaborando alla fase di collaudo e installazione
Nei laboratori tecnologici gli studenti al termine del percorso sono in grado di:
• controllare e ripristinare, durante il ciclo di vita degli apparati e degli impianti, la conformità del loro funzionamento alle
specifiche tecniche, alle normative sulla sicurezza degli utenti e sulla salvaguardia dell’ambiente;
• osservare i principi di ergonomia, igiene e sicurezza che presiedono alla realizzazione degli interventi;
• organizzare e intervenire nelle attività per lo smaltimento di scorie e sostanze residue, relative al funzionamento delle
macchine, e per la dismissione dei dispositivi;
• utilizzare le competenze multidisciplinari di ambito tecnologico, economico e organizzativo presenti nei processi lavorativi e
nei servizi che lo coinvolgono;
• gestire funzionalmente le scorte di magazzino e i procedimenti per l’approvvigionamento;
• reperire e interpretare documentazione tecnica;
• assistere gli utenti e fornire le informazioni utili al corretto uso e funzionamento dei dispositivi;
• agire nel suo campo di intervento nel rispetto delle specifiche normative ed assumersi autonome responsabilità;
• segnalare le disfunzioni non direttamente correlate alle sue competenze tecniche;
• operare nella gestione dei servizi, anche valutando i costi e l’economicità degli interventi.
36
SERVIZI DI MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA
Opzione Manutenzione Mezzi di Trasporto
QUADRO ORARIO SETTIMANALE
ORARIO COMPLESSIVO SETTIMANALE: 33/32 ORE
CLASSE 1^ E 2^
AREA DI ISTRUZIONE GENERALE 20 ORE
(1° BIENNIO)
AREA DI INDIRIZZO 12 ORE
CLASSE 3^ 4^ 5^
AREA DI ISTRUZIONE GENERALE 15 ORE
(2° BIENNIO e 5° ANNO) AREA DI INDIRIZZO 17 ORE
1° biennio
2°biennio
quinto anno
cl. 1^ cl. 2^ cl. 3^ cl. 4^
cl. 5^
ore settimanali di lezione
4
4
4
4
4
DISCIPLINE
Discipline area
comune
Lingua e letteratura italiana
Lingua inglese
Storia
Matematica
Diritto ed economia
Scienze della terra e biologia
Discipline area di
indirizzo
Scienze motorie e sportive
Religione o attività alternative
Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica
Scienze integrate:fisica (con 1 ora laboratorio*)
Scienze integrate: chimica (con 1 ora laboratorio*)
Tecnologie dell’Informazione e della comunicazione
Laboratori tecnologici ed esercitazioni **
Tecnologie meccaniche ed applicazioni
Tecnologie elettrico-elettroniche dell’automazione
ed applicazioni
Tecnologie e tecniche di diagnostica e manutenzione
di mezzi di trasporto
3
2
4
2
2+1
(geo)
2
1
3
2
2
2
3
/
/
3
2
4
2
2
3
2
3
/
/
3
2
3
/
/
3
2
3
/
/
2
1
3
2
2
2
3
/
/
2
1
/
/
/
/
4
5
5
2
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/
/
/
/
3
5
4
2
1
/
/
/
/
3
4
3
/
/
3
5
7
*Insegnamento in attività di laboratorio svolto congiuntamente da docente teorico e tecnico-pratico
** Insegnamento in attività di laboratorio svolto da docente tecnico-pratico
E’ a partire dal terzo anno che il percorso di Manutenzione Mezzi di Trasporto si distingue
Assitenza Tecnica. Il primo biennio è comune, e fornisce competenze tecniche di base.
dal percorso di Manutenzione e
Diplomato nell’indirizzo
MANUTENZIONE EASSISTENZA TECNICA
Opzione MANUTENZIONE MEZZI DI TRASPORTO
sarà specializzato nella manutenzione, diagnostica, riparazione degli apparati e degli impianti di mezzi di trasporto di vario tipo e dei
relativi servizi tecnici.
Avrà competenze per:
- Comprendere, interpretare e analizzare documentazione tecnica
- Utilizzare strumenti e tecnologie specifiche nel rispetto della normativa sulla sicurezza
- Seguire le normative tecniche e le prescrizioni di legge per garantire la corretta funzionalità del mezzo di trasporto e delle relative parti
- Individuare i componenti che costituiscono il sistema e i materiali impiegati, per intervenire nel montaggio, nella sostituzione dei
componenti e delle parti, nel rispetto delle modalità e delle procedure stabilite.
- Utilizzare correttamente strumenti di misura, controllo e diagnosi, eseguire le regolazioni dei sistemi e degli impianti relativi al mezzo di
trasporto.
- Garantire e certificare la messa a punto a regola d’arte del mezzo di trasporto e degli impianti relativi, collaborando alle fasi di
installazione, collaudo ed assistenza tecnica degli utenti.
- Agire nel sistema della qualità, gestire le esigenze del committente, reperire le risorse tecniche e tecnologiche per offrire servizi efficaci ed
economicamente correlati alle richieste
37
SETTORE SERVIZI
QUADRO ORARIO SETTIMANALE
servizi commerciali
ORARIO COMPLESSIVO SETTIMANALE: 33/32 ORE
CLASSE 1^ E 2^
AREA DI ISTRUZIONE GENERALE 20 ORE
(1° BIENNIO)
AREA DI INDIRIZZO 12 ORE
CLASSE 3^ 4^ 5^
AREA DI ISTRUZIONE GENERALE 15 ORE
(2° BIENNIO e 5° ANNO) AREA DI INDIRIZZO 17 ORE
DISCIPLINE
Discipline area comune
Discipline area di indirizzo
Lingua e letteratura italiana
Lingua inglese
Storia
Matematica
Diritto ed economia
Scienze della terra e biologia
Scienze motorie e sportive
Religione o attività alternative
Scienze integrate:fisica
Scienze integrate: chimica
Informatica e laboratorio
Tecniche professionali dei servizi
commerciali*
Seconda lingua straniera
Diritto/Economia
Tecniche di comunicazione
1° biennio
2°biennio
quinto anno
cl. 1^ cl. 2^ cl. 3^ cl. 4^
cl. 5^
ore settimanali di lezione
4
4
4
4
4
3
3
3
3
3
2
2
2
2
2
4
4
3
3
3
2
2
/
/
/
2+1
2
/
/
/
(geo)
2
2
2
2
2
1
1
1
1
1
2
/
/
/
/
/
2
/
/
/
2
2
/
/
/
5
5
8
8
8
3
3
/
/
3
4
2
3
4
2
3
4
2
(*Insegnamento in attività di laboratorio svolto congiuntamente da docente teorico e tecnico-pratico)
Al termine del percorso quinquennale di istruzione professionale del settore “Servizi”, indirizzo “Servizi commerciali” lo studente
deve essere in grado di:
• individuare le tendenze dei mercati locali, nazionali e internazionali; interagire nel sistema azienda e riconoscere i diversi modelli di
strutture organizzative aziendali; svolgere attività connesse all’attuazione delle rilevazioni aziendali con l’utilizzo di strumenti tecnologici e
software applicativi di settore; contribuire alla realizzazione dell’amministrazione delle risorse umane con riferimento alla gestione delle
paghe, al trattamento di fine rapporto ed ai connessi adempimenti previsti dalla normativa vigente; interagire nell’area della logistica e della
gestione del magazzino con particolare attenzione alla relativa contabilità; interagire nell’area della gestione commerciale per le attività
relative al mercato e finalizzate al raggiungimento della customer satisfaction; partecipare ad attività dell’area marketing ed alla realizzazione
di prodotti pubblicitari; realizzare attività tipiche del settore turistico e funzionali all’organizzazione di servizi per la valorizzazione del
territorio e per la promozione di eventi; applicare gli strumenti dei sistemi aziendali di controllo di qualità e analizzare i risultati; interagire
col sistema informativo aziendale anche attraverso l’uso di strumenti informatici e telematici
Il Diplomato nell’indirizzo SERVIZI COMMERCIALI
avrà competenze nelle aree di:
amministrazione delle imprese
marketing
comunicazione ed economia sociale
promozione delle vendite e dell’immagine aziendale
comunicazione in due lingue straniere
COMPETENZE PROFESSIONALI
o
Definire e pianificare attività da compiere sulla base delle istruzioni ricevute e/o della documentazione di appoggio (documenti,
procedure, protocolli, ecc.) e del sistema di relazioni.
38
o
o
o
o
o
o
o
Approntare strumenti, attrezzature necessari alle diverse attività sulla base delle indicazioni/procedure previste, del risultato atteso.
Monitorare il funzionamento di strumenti, attrezzature, curando le attività di manutenzione ordinaria.
Predisporre e curare gli spazi di lavoro al fine di assicurare il rispetto delle norme igieniche e di contrastare affaticamento e malattie
professionali.
Collaborare alla gestione dei flussi informativi e comunicativi con le tecnologie e la strumentazione disponibile.
Redigere comunicazioni anche in lingua straniera e documenti sulla base di modelli standard per contenuto e forma grafica.
Redigere, registrare e archiviare documenti amministrativo-contabili.
Curare l’organizzazione di riunioni, eventi e viaggi di lavoro in coerenza con gli obiettivi e le necessità aziendali.
NEI LABORATORI DI INFORMATICA E NELLE AULE MULTIMEDIALI CON LAVAGNE INTERATTIVE gli studenti svolgono fin
dal primo anno attività di casi professionali e impresa simulata, imparano ad utilizzare software di contabilità, svolgono attività didattica
multimediale e on-line anche nelle lingue straniere, si muovono nel web interattivo e utilizzano tecnologie avanzate di comunicazione
Il diplomato è in possesso di una valida cultura di base e di una preparazione professionale che gli consentono sicure competenze operative.
In particolare svolge compiti di redazione della corrispondenza ordinaria, anche in due lingue straniere, di protocollo, archivio, compilazione
di documenti, esecuzione e rielaborazione delle rilevazioni contabili, gestione aziendale e video scrittura sull'elaboratore elettronico.
QUADRO ORARIO SETTIMANALE
opzione PROMOZIONE COMMERCIALE E PUBBLICITARIA
ORARIO COMPLESSIVO SETTIMANALE: 33/32 ORE
CLASSE 1^ E 2^
AREA DI ISTRUZIONE GENERALE 20 ORE
(1° BIENNIO)
AREA DI INDIRIZZO 12 ORE
CLASSE 3^ 4^ 5^
AREA DI ISTRUZIONE GENERALE 15 ORE
(2° BIENNIO e 5° ANNO)
AREA DI INDIRIZZO 17 ORE
DISCIPLINE
Discipline area comune
Discipline area di indirizzo
Lingua e letteratura italiana
Lingua inglese
Storia
Matematica
Diritto ed economia
Scienze della terra e biologia
Scienze motorie e sportive
Religione o attività alternative
Scienze integrate:fisica
Scienze integrate: chimica
Informatica e laboratorio
Tecniche professionali dei servizi commerciali*
Seconda lingua straniera
Economia aziendale
Storia dell’arte ed Espressioni graficoartistiche
Tecniche di comunicazione
1° biennio
2°biennio
quinto anno
cl. 1^ cl. 2^ cl. 3^ cl. 4^
cl. 5^
ore settimanali di lezione
4
4
4
4
4
3
3
3
3
3
2
2
2
2
2
4
4
3
3
3
2
2
/
/
/
2+1
2
/
/
/
(geo)
2
2
2
2
2
1
1
1
1
1
2
/
/
/
/
/
2
/
/
/
2
2
/
/
/
5
5
8
8
8
3
3
2
2
2
3
3
3
2
2
2
/
/
2
2
*Insegnamento in attività di laboratorio svolto congiuntamente da docente teorico e tecnico-pratico
Il Diplomato nell’indirizzo
SERVIZI COMMERCIALI opzione PROMOZIONE COMMERCIALE E PUBBLICITARIA
avrà competenze nelle aree di:
– promozione delle vendite e dell’immagine aziendale
– marketing
– amministrazione delle imprese
Tali competenze consentono l’inserimento in ogni settore operativo della comunicazione visiva e pubblicitaria
COMPETENZE PROFESSIONALI
39
2
o
o
o
o
o
o
o
o
o
14Definire e pianificare attività da compiere sulla base delle istruzioni ricevute e/o della documentazione di appoggio (documenti,
procedure, protocolli, ecc.) e del sistema di relazioni.
Approntare strumenti, attrezzature necessari alle diverse attività sulla base delle indicazioni/procedure previste, del risultato atteso.
Monitorare il funzionamento di strumenti, attrezzature, curando le attività di manutenzione ordinaria.
Predisporre e curare gli spazi di lavoro al fine di assicurare il rispetto delle norme igieniche e di contrastare affaticamento e malattie
professionali.
Collaborare alla gestione dei flussi informativi e comunicativi con le tecnologie e la strumentazione disponibile.
Redigere comunicazioni anche in lingua straniera e documenti sulla base di modelli standard per contenuto e forma grafica.
Redigere, registrare e archiviare documenti amministrativo-contabili.
Curare l’organizzazione di riunioni, eventi e viaggi di lavoro in coerenza con gli obiettivi e le necessità aziendali.
Saper impostare secondo criteri di efficacia la comunicazione aziendale con strumenti multimediali, con particolare riferimento all’uso
consapevole di tecniche di comunicazione pubblicitaria
NEI LABORATORI DI INFORMATICA E NELLE AULE MULTIMEDIALI CON LAVAGNE INTERATTIVE gli studenti svolgono fin
dal primo anno attività di simulazione di casi professionali e impresa simulata, imparano ad utilizzare software di contabilità, si muovono nel
web interattivo e utilizzano tecnologie avanzate di comunicazione.
Particolare attenzione sarà rivolta agli aspetti comunicativi, anche attraverso l’educazione all’immagine, alla storia dell’arte e alle espressioni
grafico-artistiche.
40
NUOVO CORSO – anno scolastico 2014/15
INDIRIZZO SOCIO SANITARIO
L’indirizzo “Socio-sanitario” ha lo scopo di far acquisire allo studente, a conclusione del percorso quinquennale, le competenze necessarie
per organizzare ed attuare, in collaborazione con altre figure professionali, interventi adeguati alle esigenze socio-sanitarie di persone e comunità, per la promozione della salute e del benessere bio-psico-sociale.
L’identità dell’indirizzo si caratterizza per una visione integrata dei servizi sociali e sanitari nelle aree che riguardano soprattutto la media zione familiare, l’immigrazione, le fasce sociali più deboli, le attività di animazione socio-educative e culturali e tutto il settore legato al be nessere.
Le innovazioni in atto richiedono che lo studente sviluppi competenze comunicative e relazionali nonché scientifiche e tecniche correlate
alla psicologia generale ed applicata, alla legislazione socio-sanitaria, alla cultura medico-sanitaria.
Le competenze che si acquisiscono, al termine del percorso quinquennale, si collocano al confine tra i vari ambiti sociosanitari e assisten ziali e si avvalgono di un organico raccordo tra le discipline dell’Area di istruzione generale e le discipline dell’Area di indirizzo.
Nel secondo biennio, l’utilizzo di saperi, metodi e strumenti specifici dell’asse scientifico-tecnologico consente al diplomato di rilevare e in terpretare i bisogni del territorio e promuovere, nel quotidiano, stili di vita rispettosi della salute e delle norme igienico-sanitarie. Le disci pline afferenti all’asse storico-sociale consentono di riconoscere le problematiche relative alle diverse tipologie di persone, anche per azioni
specifiche di supporto.
Un ampio spazio è riservato, soprattutto nel quinto anno, allo sviluppo di competenze organizzative e gestionali, grazie ad un ampio utilizzo
di stage, tirocini, alternanza scuola lavoro, al fine di consentire agli studenti un efficace orientamento per inserirsi nei .successivi contesti di
lavoro e di studio ( ITS- Università).
QUADRO ORARIO ANNUALE
Attività e insegnamenti obbligatori dell’area generale
1° anno
Lingua e letteratura italiana
132
Lingua Inglese
99
Storia
66
Matematica
132
Scienze Integrate(Scienze della terra e Biologia) + Geografia
66 + 33
Diritto ed Economia
66
Scienze Motorie e sportive
66
Religione cattolica o attività alternative
33
Attività e insegnamenti obbligatori nell’Area di Indirizzo
1° anno
Scienze Integrate (Fisica)
66
Scienze Integrate (Chimica)
Scienze Umane e Sociali
132
di cui in compresenza
66*
Elementi di storia dell’arte ed espressioni grafiche
di cui in compresenza
2° anno
132
99
66
132
66
66
66
33
2° anno
3° anno
132
99
66
99
4° anno
132
99
66
99
5° anno
132
99
66
99
66
33
3° anno
66
33
4° anno
66
33
5° anno
99
132
165
99
66
99
132
165
99
66
66
132
66
33*
Educazione Musicale
di cui in compresenza
66
33*
Metodologie Operative
Seconda Lingua straniera***
Igiene e Culture Medico-sanitarie
Psicologia generale ed applicata
Diritto e legislazione socio-sanitaria
Tecnica amministrativa ed economia sociale
66**
66
41
66**
66
99**
99
132
132
99
B) PERCORSI TRIENNALI – CORSI IeFP (Istruzione e Formazione Professionale)
In base ad un accordo Stato Regione del Veneto, l’Istituto professionale può attivare, su richiesta dell’Utenza percorsi triennali finalizzati alla
formazione di figure professionali richieste dal territorio e che l’Istituto tradizionalmente presenta nella propria offerta formativa.
Pertanto l’Istituto Garbin ha chiesto alla Regione del Veneto l’attivazione di quattro corsi triennali:
Operatore Meccanico
Operatore della Moda
Operatore Amministativo-segretariale
Operatore ai servizi di promozione ed accoglienza, indirizzo Servizi del Turismo
L’area culturale o dell’ istruzione generale comprende le discipline di carattere ‘culturale’ e scientifico (italiano, storia, matematica, scienze
…), indispensabili
 per ‘imparare ad imparare’,
 per acquisire un metodo di studio,
 per avere le conoscenze di base per approfondire le competenze tecnologiche e pratiche
L’area di ‘indirizzo’ comprende le discipline di carattere tecnologico e ‘pratico’ da spendere direttamente nell’attività lavorativa.
Vengono apprese in aula, in maniera teorica, e in attività ‘pratica’ di laboratorio.
Le materie di indirizzo mantengono un numero maggiore di ore, proprio perché il corso è orientato all’immediato inserimento nel mondo del
lavoro.
Particolarmente importante risulta l’attività di stage in azienda per permettere allo studente di apprendere in azienda, ma anche di farsi
conoscere dalle aziende del territorio.
CORSO TRIENNALE
QUALIFICA DI OPERATORE MECCANICO
QUADRO ORARIO SETTIMANALE
QUADRO ORARIO SETTIMANALE
Aree disciplinari
1° anno
Ore
annue
4 132
2 66
Lingua italiana
Lingua straniera: Inglese
AREA SCIENTIFICA
Matematica
Scienze Integrate/Applicate - fisica
AREA STORICO-SOCIO-ECONOMICA
Storia
Diritto Economia
Ed. Motoria
IRC
Area culturale
AREA TECNOLOGICA-informatica
AREA PROFESSIONALE disegno CAD
Tecnologia meccanica
AREA TECNICO OPERATIVA laboratorio Lavorazioni
meccaniche
Laboratorio elettrico
Laboratorio sistemi automazione
Lab. Macchine utensili
Lab. CNC
Moduli obbligatori Accoglienza / Accompagnamento al lavoro /
Sicurezza
Area professionale
ore settimanali totali
stage
Ore settimanali di lezione
2° anno
Ore annue
4
2
132
66
3
2
99
66
2
3
66
99
2
1
66
33
2
1
66
33
2
1
66
33*
2
1
66
33*
2
66
2
1
66
33
2
1
Tot. 429
66
33
2
3
4
4
66
99
132
132
2
66
Tot. 561
2
1
Tot. 495
2
4
3
66
33
66
132
99
3 99
3 99
2 66
Moduli svolti dal docente di diritto* 1^ e 2^
15- Tot. 495
32
1056
3° anno
Ore annue
17- Tot. 561
32
80
1056
3
4
3
99
132
99
3
3
3
99
99
99
19- Tot. 627
32
160
1056
Alla fine del percorso triennale gli studenti possono: inserirsi nel mondo del lavoro per operare nei processi di: fabbricazione
assemblaggio commercializzazione di prodotti industriali e artigianali delle imprese meccaniche
Qualora nel corso del triennio gli studenti manifestino spiccate attitudini ed adeguato interesse, possono essere guidati nel passaggio
42
al corso di diploma quinquennale
CORSO TRIENNALE
QUALIFICA DI OPERATORE DELLA MODA
QUADRO ORARIO SETTIMANALE
QUADRO ORARIO SETTIMANALE
Aree disciplinari
1° anno
Ore annue
4 132
2 66
2 66
3 99
2 66
Lingua italiana
Lingua straniera: Inglese
Matematica
Scienze Integrate/Applicate
Storia
Ed. Motoria
IRC
Tecnologia dei materiali
Laboratorio di modellistica
Laboratorio di confezione
Disegno professionale
Diritto Economia
Moduli obbligatori Accoglienza / Accompagnamento al lavoro /
Sicurezza
Storia della moda e del costume
ore settimanali totali
stage
Ore settimanali di lezione
2° anno
Ore annue
4 132
2 66
2 66
2 66
2 66
3° anno
Ore annue
3 99
2 66
2 66
- 2 66
2 66
1 33
Tot. C. 528
2 66
5 165
5 165
4 132
2 66
1 33
Tot. C 495
1 33
5 165
5 165
4 132
1(+1*) 66
1*
2
1
Tot c 396
1
6
5
4
1(+1*)
1*
16 - Tot. P. 528
32
17- Tot. P. 561
32
80
1056
2 66
20 - Tot. P. 660
32
160
1056
1056
6c
33
33
198
165
132
66
Alla fine del percorso triennale gli studenti possono inserirsi nel mondo del lavoro per
- progettare/ realizzare i prodotti delle imprese del settore moda e abbigliamento
Qualora nel corso del triennio gli studenti manifestino spiccate attitudini ed adeguato interesse, possono essere guidati nel passaggio
al corso di diploma quinquennale
CORSO TRIENNALE
QUALIFICA DI OPERATORE AMMINISTRATIVO SEGRETARIALE
QUADRO ORARIO SETTIMANALE
Aree disciplinari
Italiano
Storia
Scienze
Matematica
Inglese
Ed.Fisica
Religione
QUADRO ORARIO SETTIMANALE
Ore settimanali di lezione
1° anno
2° anno
Ore annue
4 132
4 132
2 66
2 66
2 66
2 66
3 99
3 99
3 99
3 99
2 66
2 66
1 33
1 33
Area culturale Tot.
17 561
17 561
Diritto sicurezza
3 99
3 99
Informatica
3 99
3 99
Lab. Informatica
2 66
2 66
Tecnica servizi commerciali
5 165
5 165
(compres. Laboratorio)
(2) 66
(2) 66
Francese
2 66
2 66
Tecniche di comunicazione
- - Moduli obbligatori Accoglienza / orientamento alla professione / Sicurezza
Area professionale tot.
15 495
15 495
stage
80
43
3° anno
3
2
2
3
2
1
13
3
3
1
7
(3)
3
2
99
66
66
99
66
33
429
99
99
33
231
99
99
66
19 627
160
1056
1056
1056
Alla fine del percorso triennale gli studenti possono inserirsi nel mondo del lavoro per
- Collaborare alla gestione di attività amministrativo segretariali in aziende di ogni tipo e dimensione
Qualora nel corso del triennio gli studenti manifestino spiccate attitudini ed adeguato interesse, possono essere guidati nel passaggio
al corso di diploma quinquennale
CORSO TRIENNALE
QUALIFICA DI OPERATORE AI SERVIZI DI PROMOZIONE ED ACCOGLIENZA
Indirizzo: SERVIZI DEL TURISMO
QUADRO ORARIO SETTIMANALE
QUADRO ORARIO SETTIMANALE
Ore settimanali di lezione
1° anno
2° anno
Ore annue
4 132
4 132
2 66
2 66
3 99
3 99
2 66
2 66
2 66
2 66
1 33
1 33
3 99
3 99
Area culturale tot.
17 561
17 561
Aree disciplinari
Italiano
Storia
Matematica
Scienze della terra
Ed.Fisica
Religione
Francese
Inglese
Economia Aziendale
Lab. Trattamento Testi Gestione della corrispondenza
3° anno
3
2
2
2
1
3
13
99
66
66
66
33
99
429
4 132
5 65
4 132
4 132
5 165
4 132
5 165
2 66
2
2 66
2 66
2 66
2 66
-
2 66
4 132
commerciale e della documentazione aziendale
Geografia Economica
Informatica Gestionale
Diritto – Economia Cultura della sicurezza e
dell’ambiente
Storia dell’arte – Cultura del territorio
Tecnica turistica e Amm.
stage
66
-
Moduli obbligatori Accoglienza / orientamento alla professione / Sicurezza
Area professionale tot.
15 495
15 495
80
1056
1056
19 627
160
1056
Alla fine del percorso triennale gli studenti possono inserirsi nel mondo del lavoro per
- Organizzare, promuovere, commercializzare pacchetti di soggiorno turistici
- Organizzare e promuovere eventi di carattere culturale - turistico
Qualora nel corso del triennio gli studenti manifestino spiccate attitudini ed adeguato interesse, possono essere guidati nel passaggio
al corso di diploma quinquennale
44
RISORSE UMANE E PROFESSIONALI
RISORSE UMANE
Gestione del personale
questo processo riguarda le modalità operative da seguire per gestire nel modo corretto tutti gli aspetti riguardanti i collaboratori. Questo
processo comprende tutte le attività per la definizione di un piano di formazione/aggiornamento in funzione delle esigenze dell’Istituto e
vengono contemplati tutti gli aspetti che riguardano la preparazione, conduzione e valutazione di un corso rivolto al personale dell’Istituto
L e risorse umane siano esse collaboratori interni e/o esterni vengono inseriti nell’Istituto assicurandosi che vengano sempre compresi i
compiti da svolgere e gli obiettivi da conseguire, curando che ciascun collaboratore sia consapevole di avere un ruolo e di influire sulla
qualità del servizio fornito allo studente e alla famiglia.
La struttura organizzativa dell’Istituto si articola in differenti ruoli, in funzione delle responsabilità all’interno dell’Istituto; tutte le risorse
interne possono essere classificate nel modo seguente:
• Direzione
• Direttore Servizi Generali Amministrativi
• Organizzazione didattica
docente interno / esterno - formatore
coordinatore di classe
coordinatore di Dipartimento
coordinatore di settore
• Settore servizi
Segreteria
Amministrazione
Ufficio tecnico
personale tecnico
collaboratori scolastici
Sono considerate risorse anche gli Organi collegiali
• Collegio docenti e sue articolazioni (Dipartimenti – Commissioni – Gruppi di lavoro)
• Consiglio di classe
• Consiglio di Istituto
• Comitato Genitori
• Commissioni
• Comitato studenti
• Consulta Provinciale degli studenti
Qui di seguito vengono elencate le principali responsabilità assegnate a ogni risorsa.
DIREZIONE
ha il compito di gestire l’Istituto e quello di mantenere vivo lo spirito e lo stile
educativo dell’Istituto
DIRETTORE SERVIZI GENERALI
AMMINISTRATIVI
ha il compito di curare il corretto funzionamento dei servizi del personale ATA
DOCENTE
ha il compito di organizzare i percorsi didattici e formativi degli allievi
scegliendo adeguate modalità di lavoro con appropriate metodologie di
insegnamento
COORDINATORE DI CLASSE
ha il compito di coordinare tutti gli interventi educativi, didattici e formativi di
classe
COORDINATORE DI DIPARTIMENTO
ha il compito di coordinare la programmazione per materia con tutti i docenti
della medesima disciplina
COLLABORATORE SCOLASTICO
ha il compito di svolgere tutte le attività inerenti la pulizia dei locali, di
accoglienza e di sorveglianza degli allievi; fornisce collaborazione ai docenti
PERSONALE TECNICO
ha il compito di mantenere in efficienza i laboratori; è di supporto tecnico alla
funzione docente
ha il compito di gestire gli aspetti amministrativi e fiscali dell’Istituto
AMMINISTRAZIONE
45
SEGRETERIA
ha il compito di assicurare informazioni e documentazione scolastica alle
famiglie e allievi e al personale interno
COLLEGIO DOCENTI
ha lo scopo di realizzare il coordinamento degli interventi delle singole
discipline e elaborare la programmazione educativa e didattica per l’Istituto.
Deliberare in merito al Piano delle Attività Annuali (PAA) ed i criteri di
gestione del fondo dell’istituzione scolastica
CONSIGLIO DI CLASSE
Ha lo scopo di realizzare il coordinamento degli interventi delle singole
discipline e elaborare la programmazione educativa e didattica della singola
classe
ha lo scopo di deliberare sulle linee strategiche che l’Istituto intende seguire e
deliberare il bilancio dell’Istituto
CONSIGLIO DI ISTITUTO
COMITATO GENITORI
ha lo scopo di affiancare gli organi collegiali nell’opera di sensibilizzazione, di
propaganda della scuola e di formazione permanente dei genitori
COMITATO STUDENTI
ha lo scopo di affiancare gli organi collegiali nell’opera di sensibilizzazione, di
propaganda della scuola e di formazione permanente dei genitori
DIPARTIMENTO
ha lo scopo di programmare e confrontare metodi di lavoro delle discipline
della stessa area , fare proposte di acquisto ed aggiornamento delle dotazioni
didattiche
hanno lo scopo di realizzare quanto pianificato nel POF
COMMISSIONI
RESPONSABILI DI PROGETTI
RESPO NSA BILE DEL “G RUPPO DI
LAVORO AMBIENTE” FINALIZZATO
ALLA REALIZZAZIONE DEL “SISTEMA
DI GESTIONE AMBIENTALE” ED ALLA
SUA CERTIFICAZIONE.
“GRUPPO DI LAVORO AMBIENTE”
FINALIZZATO ALLA REALIZZAZIONE
DEL “SISTEMA DI GESTIONE
AMBIENTALE”
hanno lo scopo di realizzare quanto pianificato nel POF portare a conclusione i
progetti approvati in Collegio Docenti, garantendone anche la documentazione
contabile
Il responsabile del Gruppo di Lavoro Ambiente in fase di impostazione del
SGA, prima della certificazione/registrazione:
assume il ruolo di Rappresentante della Direzione come previsto dal punto
4.4.1 della UNI EN ISO 14001:04;
coordina il GdLA, supportandone le attività, per la raccolta e l’aggiornamento
di informazioni e dati necessari per la costruzione del sistema;
elabora proposte di documenti e procedure del Sistema di Gestione
Ambientale, tenendo conto degli indirizzi dei consulenti e delle indicazioni
sulle attività membri del GdLA.
collabora con il responsabile qualità, supporta i membri del GdLA ed il
personale nell’applicazione delle procedure del Sistema di Gestione
Ambientale; applica direttamente le procedure specifiche del Sistema di
Gestione Ambientale (es.: gestione Non conformità, Azioni correttive e
preventive);
mantiene il collegamento tra il lavoro dei consulenti e le relative proposte di
impostazione del Sistema di Gestione ed i membri del GdLA;
partecipa ai corsi di formazione di approfondimento su EMAS e Supportare
l'individuazione di esigenze di formazione ambientale;
da avvio e sostiene i processi di informazione e comunicazione interna, in
particolare con i membri del GdLA, necessari perché il Sistema di Gestione
Ambientale sia impostato ed avviato efficacemente;
partecipa agli audit interni;
attiva e mantiene, con il supporto dei consulenti, i rapporti con il Verificatore
Ambientale.
Ha il compito di
assicurare che manuale e procedure siano definite, rese operative ed efficaci in
modo conforme alle norme di riferimento;
riferire al Dirigente i risultati della gestione ambientale;
collaborare con i colleghi, il personale ATA e gli studenti per l’applicazione
delle procedure e per proporre iniziative di miglioramento delle attività e delle
prestazioni ambientali della scuola.
elaborare proposte di documenti e procedure del Sistema di Gestione
46
RAPPRESENTANTI DELLA DIREZIONE
PER IL SISTEMA DI GESTIONE
AMBIENTALE
COORDINATORE ASL /
GRUPPO DI SETTORE / INDIRIZZO
Ambientale, tenendo conto degli indirizzi dei consulenti e delle indicazioni
sulle attività membri del GdLA.
Raccogliere e aggiornare informazioni e dati necessari per la costruzione del
sistema;
Ha il compito di
assicurare che manuale e procedure siano definite, rese operative ed efficaci in
modo conforme alle norme di riferimento;
riferire al Dirigente i risultati della gestione ambientale;
collaborare con i colleghi, il personale ATA e gli studenti per l’applicazione
delle procedure e per proporre iniziative di miglioramento delle attività e delle
prestazioni ambientali della scuola.
Ha il compito di coordinare l’attività di formazione di alternanza scuola lavoro
Ha lo scopo di programmare le figure professionali da formare nelle attività
didattiche sia curricolari che di alternanza scuola lavoro
GENERALITÀ
La Direzione dell’Istituto ritiene fondamentale il coinvolgimento di tutto il personale alla realizzazione degli obiettivi.
Per questo motivo vengono messe in atto le seguenti azioni:
• l’identificazione per ogni attività del processo delle risorse con competenze adeguate
• la formazione continua
• la definizione delle responsabilità
• la facilitazione del dialogo a tutti i livelli
• l’utilizzo delle tecnologie informatiche per facilitare lo scambio di suggerimenti e opinioni
FIGURE PROFESSIONALI
Le figure professionali presenti nell’Istituto sono le seguenti:
FIGURE PROFESSIONALI
DESCRIZIONE ATTIVITÀ

amministrativo
Svolge attività amministrative nelle seguenti quattro aree:
amministrativa, finanziaria, contabile e contrattuale (banche,
assicurazioni, fornitori ecc.).
Svolge attività di approvvigionamento relativamente alle necessità
interne dell’Istituto in collaborazione con il DSGA e la Direzione che
approva l’acquisto. Emette gli ordini di acquisto a fornitori.
Gestisce la documentazione scolastica inerente gli alunni (iscrizioni,
schede di valutazione, trasferimenti, certificati, nulla osta), la
documentazione di servizio dei docenti (stato di servizio, certificati), il
protocollo.

Collaboratore scolastico
Garantisce informazioni all’utenza e il controllo delle entrate e uscita
dalla scuola. Garantisce assistenza al personale insegnante e all’utenza.
Gestisce l’apertura e chiusura delle aule e il cambio d’aria e la pulizia
negli orari fissati.

Docente
Programma i percorsi didattici informativi degli allievi scegliendo
adeguate modalità di lavoro e appropriate metodologie di insegnamento,
in accordo con i colleghi. Definisce i libri di testo da adottare. Tiene i
rapporti con le famiglie degli allievi.
Possono svolgere attività di collaborazione con la Direzione con gli
incarichi di Vicario e Funzione Strumentale
Collabora con i docenti nella gestione dei laboratori. Ha la responsabilità
delle attrezzature presenti e del loro buon funzionamento. Deve
provvedere alla manutenzione in caso di necessità.
Tutto il personale viene preso in carico dall’Istituto in rispetto alla normativa vigente che regolamenta il personale di ruolo, incaricato e
supplente.

assistente tecnico
47
FORMAZIONE RIVOLTA AL PERSONALE DELLA SCUOLA
La scuola deve diventare luogo di formazione continua per tutte le componenti, un’organizzazione che apprende (learning organization) per
affrontare il continuo cambiamento, interno ed esterno; deve diventare cioè “entità in cui si processano informazioni e conoscenze di tipo
esplicito o tacito, per focalizzare l’attenzione sulle modalità con le quali le conoscenze si trasformano in innovazione”.
Di fronte ai recenti mutamenti organizzativi in atto, sembra di potere leggere bisogni di informazione e di formazione riguardanti:
una definizione più adeguata dei ruoli e della professionalità di chi opera nella scuola;
un quadro di ciò che implica per ciascuno l’innovazione;
una maggiore competenza comunicativa e relazionale.
Per il raggiungimento degli obiettivi didattici e di progetto, la Direzione dell’Istituto ha posto molta attenzione alla Formazione delle
persone, pianificando corsi interni o esterni in funzione delle necessità.
PIANO DI FORMAZIONE
(v. in allegato Piano Annuale delle Attività di Formazione e Aggiornamento 2014-2015)
É compito della Direzione in occasione della DEFINIZIONE DEL PIANO ANNUALE DI ATTIVITA’ redigere e/o aggiornare il Piano corsi
per il nuovo periodo. Per la sua preparazione devono essere valutati sempre i seguenti punti:
-gli aspetti del sistema di gestione
-la valutazione generale del livello di formazione
-le esperienze e conoscenze acquisite dal personale
-le capacità e le esperienze in relazione ai compiti da assegnare o assegnati
-la necessità di Formazione del personale
-innovazioni didattiche
-programmi e progetti didattici
-gli obiettivi che la scuola si pone nel nuovo periodo
La Direzione ritiene che la soddisfazione professionale sia una molla importante per favorire il cambiamento e il miglioramento della scuola.
La soddisfazione delle aspettative del personale diventa pertanto un motivo dominante della politica scolastica dell’Istituto, specialmente
quando queste aspettative si esprimono nella direzione della ricerca di una maggiore soddisfazione professionale, di una maggiore spinta alla
ricerca e allo stimolo all’innovazione.
A questo scopo la Direzione intende attivare, una analisi della soddisfazione del personale attraverso lo strumento di Questionari
soddisfazione personale scolastico.
L’ORGANIZZAZIONE
ORGANI COLLEGIALI
CONSIGLIO D’ISTITUTO (v. Regolamento di Istituto)
Componenti:
 Dirigente Scolastico.
 Rappresentanti del personale docente (8).
 Rappresentanti del personale amministrativo, tecnico, ausiliario (2).
 Rappresentanti degli studenti (4).
 Rappresentanti dei genitori (4).
Compiti
 Elabora e adotta gli indirizzi generali e determina il programma.
 Delibera il bilancio preventivo ed il conto consuntivo.
 Delibera in ambito organizzativo e di programmazione delle attività della scuola, fatte salve le competenze degli organi collegiali, per
quanto concerne:
 adozione e modifica del regolamento d’istituto,
 adozione e modifica del regolamento di disciplina,
 adattamento del calendario scolastico,
 criteri generali per il progetto educativo,
 criteri per la programmazione, attuazione e il monitoraggio delle attività extra scolastiche,
 promozione dei rapporti (anche in rete) con altre scuole e istituti.
 Indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione ad esse dei singoli docenti, all’adattamento dell’orario delle
lezioni e delle altre attività scolastiche.
 Esercita le funzione attribuite in materia di sperimentazione ed aggiornamento.
 Esercita le competenze in materia di uso delle attrezzature e degli edifici scolastici.
48


Delibera circa le iniziative volte all’attuazione dei progetti educativi alla saluta, al benessere, alla legalità, ecc.
Relaziona annualmente sulle materie di sua competenza.
GIUNTA ESECUTIVA (v. Regolamento di Istituto)
Componenti:
 Dirigente scolastico.
 Direttore amministrativo
 Un rappresentante della componente docenti del Consiglio d’Istituto.
 Un rappresentante della componente non docente del Consiglio d’Istituto.
 Un rappresentante della componente studentesca del Consiglio d’Istituto.
 Un rappresentante della componente genitori del Consiglio d,Istituto.
Compiti
 Predispone il bilancio preventivo e le eventuali variazioni, nonché il conto consuntivo.
 Prepara i lavori del Consiglio d’Istituto e ne predispone l’ordine del giorno delle sedute.
 Informa la Direzione in merito alle istanze presentate dalle componenti scolastiche.
COMPONENTI CONSIGLIO DI ISTITUTO 2013-2016
Dirigente Prof.ssa Marina Maino - Membro di diritto
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
COMPONENTE DOCENTI
BORRIERO MANUELA
CALIARO ESPEDITO
CARLOTTI VITTORIA
EBALGINELLI GIORGIO
NAPOLI VITALINA
PIANEGONDA PAOLA
PISTONE GIOVANNI
PONTICELLI ANNA ELISA
COMPONENTE A.T.A.
BORRIERO FRANCESCO
CAPPELLETTI GLORIA
COMPONENTE GENITORI
CAPPOZZO MICHEL
DALLA VECCHIA VIRGINIA
FANTON ANNA MARIA
PADOVAN UGO
COMPONENTE STUDENTI
15
16
17
18
TOMASI GIACOMO
4CMa
ROSSATO GIANMARCO 4BC
BICEGO LUCAS
4BCTH
MAZZOLA ANDREA
4AMTH
COMPONENTI GIUNTA ESECUTIVA
1
2
3
4
5
6
MAINO MARINA
DE MARCHI LUANA
PIANEGONDA PAOLA
BORRIERO FRANCESCO
FANTON ANNA MARIA
Dirigente Scolastico
Direttore Amministrativo
Componente Docenti
Componente A.T.A.
Componente Genitori
Componente Studenti
COMITATO GENITORI
Presidente
nominativo
CAPPOZZO LUIGINA
COLLEGIO DOCENTI
Componenti:
 Tutti i docenti dell’istituto.
Compiti
 Elabora i criteri di definizione e stesura del piano dell’offerta formativa (P.O.F.),
49













Identifica le aree di lavoro delle Figure Strumentali sulle specificità del P.O.F., ne determina le competenze professionali, attribuisce le
funzione e designa il docente responsabile per ciascuna funzione.
Valuta in sede di verifica del P.O.F. (entro il mese di giugno) l’attività svolta dai docenti incaricati delle funzioni obiettivo.
Approva accordi di interistituto e relativi progetti in rete.
Ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico, nel rispetto della libertà d’insegnamento.
Formula proposte
 per la formazione, la composizione delle classi e l’assegnazione alle stesse dei docenti,
 per la formulazione dell’orario delle lezioni,
 per lo svolgimento delle attività scolastiche, tenendo conto dei criteri generali indicati dal Consiglio
d’Istituto.
Delibera la suddivisione dell’anno scolastico in trimestri o quadrimestri.
Valuta periodicamente l’andamento complessivo della azione didattica in riferimento agli indicatori valutativi del P.O.F.
Delibera circa i criteri per lo svolgimento degli scrutini onde garantire il criterio della omogeneità
Provvede all’adozione dei libri di testo.
Provvede a dare indicazioni circa i sussidi didattici da acquistare al Consiglio di Istituto.
Approva o respinge eventuali iniziative di sperimentazioni didattiche.
Delibera il piano di aggiornamento e formazione dei docenti.
Elegge i membri del Comitato di valutazione e i membri delle varie commissioni da esso costituite.
CONSIGLIO DI CLASSE
Componenti:
 Tutti i docenti di una stessa classe.
Compiti
- stende il Documento di Classe, in cui devono essere esplicitati :
 il ‘Patto Formativo’, cioè gli obiettivi educativi attorno cui il C.d.C. lavorerà in accordo e le regole cui attenersi (nel rispetto delle
regole, norme, regolamenti ), n° delle verifiche giornaliere, controllo assenze, ritardi, trasparenza nella valutazione ...
 gli obiettivi disciplinari e pluridisciplinari (le programmazioni delle singole discipline)
 gli obiettivi ‘trasversali’ comuni (v. sopra POF)
- individua gli alunni che partecipano ai corsi di recupero,
- programma approfondimenti ed attività extracurricolari (visite, viaggi d’istruzione, adesione a concorsi, progetti, attività)
Il C.d.C. si riunisce secondo un calendario proposto all’inizio dell’anno scolastico. Nella prima riunione plenaria i Docenti presentano ai
Rappresentanti dei Genitori il Documento di Classe.
Il C.d.C. è coordinato da un docente Coordinatore di Classe, nominato dal Preside.
Rappresentanti dei Genitori e degli Studenti nei Consigli di classe
classe
1AC
1AC
1AC
1AC
1ACTH
1ACTH
1ACTH
1ACTH
1AM
1AM
1AM
1AM
1AMTH
1AMTH
1AMTH
1AMTH
1APTH
1APTH
categoria
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
nominatvo
BELFIORE DAVIDE
LAMBERT SANCHEZ DERECK ALEXANDER
SARTORI GIAN PIETRO
TONTI ALESSANDRO
BALASSO ENRICO
BORTOLOSO SOFIA
FRIGO DRUSIANA
TOMASI CATERINA
GRANELLO MILO
MAGRI GIOVANNI
ANZOLIN MAURO
CASOLIN ATTILIO
COLLAREDA MATTEO
SALMASO MATTEO
BIANCHI ADRIANA
SALMASO TIZIANO DEVIS
HOSSAIN ADITI
STIVANELLO MARIA
50
1APTH
1APTH
1AS
1AS
1AS
1AS
1ASTH
1ASTH
1ASTH
1ASTH
1BC
1BC
1BC
1BC
1BCTH
1BCTH
1BCTH
1BCTH
1BM
1BM
1BM
1BM
1BMTH
1BMTH
1BMTH
1BMTH
1BS
1BS
1BS
1BS
1CM
1CM
1CM
1CM
1DM
1DM
1DM
1DM
2AC
2AC
2AC
2AC
2ACTH
2ACTH
2ACTH
2ACTH
2AM
2AM
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
BUSOLINI MARIANNA
CAMPESE SONIA
PAMATO VERONICA
ROSSETTO MONICA
COLLAREDA ADELE
ZICARO FAUSTO
GRAZIANI SOFIA
TODESCHINI GIORGIA
EBERLE ROMINA
VIERO FRANCESCO
DAL MOLIN CRISTINA
ELMI KYEREWAA PRINCELA
MANFRIN STEFANO
MATTEAZZI ANDREA
CAROLLO SILVIA
GALVAN AURORA
CAPPOZZO LUIGINA
SPEROTTO PATRIZIA
ALCEQUIEZ SILVERIO ALAM RENNY
CANTON ANGEL
LIBERALOTTO LORENA
MANUZZATO LARA
EL HARRAS ISSAM
MONDAL KAPIL DEV
DALLA RIVA MARILENA
HAMMAMI KHALTHOUM
BALBO ANDREA
PEGORARO GIORGIA
DAL SANTO CARLO
DAL ZOTTO GIANCARLO
KAMAL SALEHIN
PUHOVAC RADE
BERTOLDO MAURIZIO
TAGLIAPIETRA DANIELA
TISATO DANIEL
ZAMMOUR KARIM
BORGO MIRCO
LAIN MARA
CASAROTTO MARIA TERESA
PUMILIA VERONICA
MARCANTE CARMEN
PIETROBELLI MARCELLA
SHABANA NADA
ZAVAGNIN SOFIA
BUSA MICHELA
GROTTO GIAMPAOLA
MARTIN PAUL FLORIN
SIDDIQUE ROMAN
51
2AM
2AM
2AMTH
2AMTH
2AMTH
2AMTH
2APTH
2APTH
2APTH
2APTH
2BC
2BC
2BC
2BC
2BCTH
2BCTH
2BCTH
2BM
2BM
2BM
2BM
2CC
2CC
2CC
2CC
2CM
2CM
2CM
2CM
2DM
2DM
2DM
2DM
3AC
3AC
3AC
3AC
3ACTH
3ACTH
3ACTH
3ACTH
3AM
3AM
3AM
3AM
3AMTH
3AMTH
3AMTH
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
CARRARO MIRIA
LABATE MARCO
PATWARI ERAZ AHMAD
SPINELLA STEFANO
VACCARI KATIA
VISONA' ALESSANDRA
MASSIGNANI ANGELICA
MILIVOJEVIC DRAGANA
CAPPOZZO MICHEL
MARANGON MARIA AGNESE
BABIC DAVID
CVETKOVIC ALEKSANDAR
BICEGO GIANLUCA
CALDERAN CRISTINA
BOGDANOVIC DANIJELA
MARANGONI ALICE
NELAJ ANIFE
DAL SANTO NICOLA
SABIR MOHAMED
VISENTIN GIANPAOLO
ZILIO MONICA
MANTOAN STEFANO
PAPALIA NATASHA
FILIPPI PAOLA
GIRONDI GLORIA
DIRCETTI ALBERTO
MEMO DENIS
DE FACCI ROBERTA
GRAZIAN FABIO
ZANELLA MATTIA
ZECCHINATI IVAN
SANTACATERINA ADRIANA
SANTACATTERINA GIAMPAOLO
FORZA JADE
ZATTARA GIACOMO
BONATO MONICA
PADOVAN UGO
DAL PRA' STEFANO
PASCA GEORGIANA DANIELA
CAPPI STEFANIA
PESAVENTO PATRIZIA
CUMERLATO MELTER GABRIELE
NOOR OMIT
DALLE MOLE ANNA
FONGARO DARIO
BIANCHI RAFFAELE
BORGO UMBERTO
DI SPIGNO UMBERTO
52
3AMTH
3APTH
3APTH
3APTH
3APTH
3BC
3BC
3BC
3BC
3BCTH
3BCTH
3BCTH
3BCTH
3BMa
3BMa
3BMa
3BMa
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
PERSONALE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
3CMa
3CMa
3DMt
3DMt
4AC
4AC
4AC
4AC
4ACTH
4ACTH
4ACTH
4ACTH
4AM
4AM
4AM
4AM
4AMTH
4AMTH
4APTH
4APTH
4BC
4BC
4BC
4BC
4BCTH
4BCTH
4BCTH
4BCTH
4BM
4BM
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
ZORDAN MONICA
GASPARON GIULIA
MUBASHAR KAINAT
CAVRARO GIANNI
DALLE NOGARE ELENA
BETTANIN MICHELE
ZAMBON ALESSANDRO
GIANOLI MONICA
SOFFIATO ALESSANDRA
BERGODI ELISA
BUSIN CARLOS ALBERTO
BABAI RENATA
BORTOLI MIRELLA
FONGARO DAVIDE
SPAGNOLO LUCA
FILIPPI LAURA
MANEA MORENO
LAMBERT SANCHEZ CIARENCE ALEXANDER
DALLA FINA CARLA
CRESTANI ANDREA
LANARO VILMA
CONGIU VALENTINA
ZORDAN GIADA
FRESCHI ANTONINO
ZICARO FAUSTO
MANZARDO GIULIO
SANDONA' NICOLE
DUSO GABRIELLA
GUERRA MARIA
CALGARO NICOLA
GASPARINI NICOLA
PESAVENTO UGO
SPEROTTO MONICA
GIUBBILINI FILIPPO
BUSETTA ANNALISA
MUNARO GLORIA
GIAVAZZI PAOLO
DEMIRI MARIGONA
VRANIC ANA
ADRIANI MARIANGELA
TESTOLIN DANIELA
BROTTO MARCO
PONZIO MATTIA
MARCHETTI ERICA
TESSARI ANNA MARIA
DAL SANTO LUCA
FRIZZO DAVIDE
53
4BM
4BM
4CC
4CC
4CC
4CC
4CMa
4CMa
4CMa
4CMa
4DMa
4DMa
4DMa
4DMa
5AC
5AC
5AC
5AC
5ACTH
5ACTH
5ACTH
5ACTH
5AM
5AM
5AM
5AM
5APTH
5APTH
5APTH
5BC
5BC
5BC
5BC
5BCTH
5BCTH
5BCTH
5BCTH
5BM
5BM
5BM
5BM
5CC
5CC
5CC
5CC
5CM
5CM
5CM
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
CASAROTTO ANNALI'
TRABUCCO NADIA
MUNARETTO SAMUELE
TALDO SARA
TOMMASI SILVIA
ZAVAGNIN VANNA
CERATO SERGIO
MONTEMAGGIORE MARCO
PERETTO EDOARDO
RIGHELE GRAZIANO
BUSIN NICOLO'
DALLE FUSINE GIUSEPPE
BUSIN NATALINO
TONIOLO MASSIMO
FASOLO NICOLE
MASSIGNANI MATTEO
MOLO NADIA
ZAMBON CATIA
DE MEO MICHELE
SIMIONATO ANNA
TRIGGIANO FRANCESCA
VALENTE GIORGIO
DELLAI RICCARDO
MARCHIORO RICCARDO
DELLAI FRANCESCA
RITARDATI CINZIA
RANDON GIULIA
VALE' EKATERINA
ROSSATO MARILENA
CAVEDON DARIO
TURCATO ANDREA
DALLA COSTA ROBERTO
MIGLIORANZA ISABELLA
MET HASA FRANCESKA
TOMASI MATTIA
COPIELLO NORBERTO
TOMASI GERARDO
BUSATO TOMMASO
VEGGIAN MICHELE
VACCARI CLAUDIO
VIGOLO SAMUELA
DALLA VECCHIA MARCO
SCHIRO DAVIDE
FANCHIN RAFFAELLA
GRAZIANI VITTORINA
FRIZZO ANDREA
TECCHIO LUCA
LOSCO MARIANGELA
54
5DC
5DC
5DC
5DC
5DM
5DM
5DM
5DM
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
ALUNNO
ALUNNO
GENITORE/TUTORE
GENITORE/TUTORE
LABBOZZETTA PAULA LUCIA
SPILLARE VANESSA
BETTINI FRANCO
DE PRETTO PIERLUIGI
GOLDIN ERIS
SANDRI DAVIDE
LAGHETTO FABIOLA
ZALTRON LIVIO
RAPPRESENTANTI NELLA CONSULTA PROVINCIALE DEGLI STUDENTI
Biennio 2014-2015
LUCATO LORENZO - Classe 5DC
DE MEO MICHELE – Classe 5ACTH
Il Coordinatore di Classe:
Nominato dalla Dirigente Scolastica
 Presiede il C.d.C: su delega della Dirigente Scolastica;
 Cura la compilazione del Documento di Classe e ne verifica il rispetto; ha il compito di presentare la documentazione di classe ai
genitori riuniti in assemblea
 Offre consulenza ed assistenza ai docenti di nuovo inserimento nel C.d.C.;
 Controlla dal Registro di Classe e dai libretti degli studenti i casi di ritardi reiterati, di assenze dubbie (su segnalazione dei Docenti) e li
trasmette ai Collaboratori del Preside, con cui concorderà le modalità di intervento;
 Trasmette ai collaboratori del Preside una scheda riassuntiva dei corsi di recupero avviati nella classe e, quando conclusi, un riassunto
dei risultati (quanti sufficienti, quanti insufficienti prima e dopo il corso ...);
 Coordina la realizzazione dei progetti o attività varie, curricolari ed extra-curricolari, approvati dal consiglio di classe o proposti
dall’Istituto in particolare controlla le modalità di organizzazione dei viaggi e delle visite di istruzione (firma la proposta di attività,
verifica la presenza di un congruo numero di accompagnatori; allega o fa allegare alla richiesta il programma di viaggio; lo trasmette
all’Ufficio Tecnico, con cui collabora fino alla realizzazione dell’iniziativa);
 Comunica sia al Dirigente Scolastico sia ai colleghi le situazioni problematiche che necessitano di richiamo o di provvedimenti
disciplinari
 Svolge un’azione incisiva nel creare positive dinamiche relazionali tra i colleghi membri del Consiglio di Classe ed è punto di
riferimento per i colleghi nuovi
 Cura le relazioni con le famiglie, informandole dell’esistenza di situazioni particolari sia in ambito didattico che disciplinare (anche
tramite l’invio di lettere informative);
 Tiene i rapporti con la classe, anche attraverso lo strumento dell’assemblea di classe, guidando gli studenti nella conduzione delle
Assemblee;
 Firma i verbali del C.d.C.
 I coordinatori delle classi quinte curano la compilazione del Documento di Classe finale e ne raccolgono la documentazione.
Il Coordinatore è coadiuvato da un Collaboratore del C.d.C. che lo affianca nello svolgimento delle attività e redige i verbali del C.d.C. In
caso di assenza del Collaboratore un supplente viene scelto dal Coordinatore
Coordinatori e Collaboratori nei Consigli di Classe a.s. 2014/2015
Sede di Schio
COORDINATORE
CLASSE
1AM
1BM
1CM
1DM
1AC
1BC
1AS
1BS
2AM
2BM
RAMON
MAULE
PISTONE
CARLOTTI
VABLE'
TORTI
EBALGINELLI
FUGAZZARO
PIANEGONDA
PIANEGONDA
SEGRETARIO
CARLOTTI
ROBERTO
SURDO
SMIDERLE
RIGHI
DELLA CORTE
VABLE'
D'AUTILIA
GIORDANO L.
PUPPI
55
2CM
2DM
2AC
2BC
2CC
3AM
3BMap
3CMa/3DMt
3AC
3BC
4AM
4BM
4CMa
4DMa
4AC
4BC
4CC
5AM
5BM
5CM
5DM
5AC
5BC
5CC
5DC
CLASSE
1AM TH
1BM TH
1AP TH
1AC TH
1BC TH
1AS TH
2AM TH
2AC TH
2BC TH
2AP TH
3AM TH
3AC TH
3BC TH
3AP TH
4AM/4AP TH
4AC TH
4BC TH
5AP TH
5AC TH
5BC TH
VERDE
CANNIZZARO
LAGRECA
NAPOLI
POTO
BONATO D.
BIZZOTTO
SCORTEGAGNA
BERTOLIN
ROANA
PROTO
GUIDA
BORRIERO
ZORDAN G.
BONATO D.
SACCO
BERTOLIN
CIOCCHETTA
PILATI
BORRIERO
LO BRUTTO
FUGAZZARO
APOLLONI
GRIGOLO
MEROLA
GARGANO
QUINTO
RIZZO
CASOLIN
MONTAGNA
MAULE
SMIDERLE
PUPPI
PIZZOLATO E.
CAPPOZZO
DAL SANTO T.
MACULAN
BORZI'
ZORDAAN Z.
GECCHELIN
SEGALLA
ROANA
SPADA
CASOLIN
CHEMELLO
PROTO
D'AUTILIA
MOCELLIN
EBALGINELLI
CAPPOZZO
Sede di Thiene
COORDINATORE
EBERLE
ZANONE
GRESELIN
CIOSCHI
DALLE RIVE
COPPOLA
CALIARO
CANALE
COPPOLA
PONTICELLI
FAMANELLI
PETROSINO
SAVIO
RUSSO
PRETO
SCAMUTZI
SCAMUTZI
DAL SANTO F.
GIORDANO
BONATO G.
SEGRETARIO
CANALE
POZZA
RUDELLA
GIANNICO
RUDELLA
CANALE
FAMANELLI
MIRIZZI
SAVIO
PINTO
ZANONE
BOSCARATO
CERBINO
PAULON
COSTA
MUNARI
GIOFFREDA
RUSSO
SMURRA
EBERLE
Il Dipartimento disciplinare
E’ un’articolazione del Collegio Docenti; ne fanno parte i docenti della stessa materia o di discipline affini.
Tutti gli insegnamenti sono riuniti nei seguenti dipartimenti:
Materie letterarie e Religione
Lingue straniere
Matematica, Informatica e Laboratorio, Tecnologie dell’informazione e della Comunicazione
56
Discipline Giuridiche
Scienze Integrate (Scienze della Terra e Biologia, Fisica – Chimica e relativi laboratori)
Scienze motorie e sportive
Materie Tecniche e Professionali:
 Settore Manutenzione ed assistenza tecnica (Laboratori Tecnologici ed esercitazioni, Tecnologie Meccaniche, Tecnologie
Elettrico-Elettroniche, Tecnologie e Tecniche di Installazione e di Manutenzione, Tecnologie e Tecniche di Rappresentazioni
Grafiche)
 Settore Produzioni Industriale e Artigianali – Abbigliamento e Moda (Tecnologie Tessili e dell’Abbigliamento, Progettazione
Tessile Abbigliamento, Moda e Costume, Laboratori Tecnologici ed Esercitazioni Tessili Abbigliamento, Tecnologie e Tecniche di
Rappresentazione Grafica, Storia della Moda e del Costume, Storia dell’Arte, Progettazione e Realizzazione del Prodotto)
 Settore Economico-Aziendale (Tecniche professionali dei servizi commerciali, Tecniche di comunicazione, Economia Aziendale,
Tecniche di distribuzione e marketing, Trattamento testi)
 Sostegno.
Il Dipartimento:
 individua al suo interno un responsabile dei lavori
 prevede nella riunione iniziale il piano delle attività;
 programma gli obiettivi minimi della disciplina (conoscenze, competenze);
 definisce i criteri comuni di valutazione (numero minimo di prove, definizione dei livelli minimi di sufficienza, valutazione
‘trasparente’ , comunicata e spiegata agli studenti);
 stabilisce contenuti, modalità di svolgimento e valutazione delle prove comuni da svolgere per classi parallele;
 definisce contenuti, modalità di svolgimento e verifica delle prove degli esami di qualifica;
 definisce e formalizza le proposte per l’adozione dei libri di testo;
 formula proposte per l’aggiornamento dei Docenti;
 gestisce le risorse materiali e tecniche di pertinenza del dipartimento in modo funzionale alla programmazione di indirizzo e di classe.
 definisce le modalità di utilizzazione degli strumenti didattici e dei laboratori in collaborazione con i responsabili.
 valuta le opportunità di visite guidate, di stage aziendali, di ogni altra attività che abbia attinenza col campo culturale o tecnologico del
dipartimento.
 organizza attività richieste dagli studenti e che riguardano la disciplina nel campo specifico del dipartimento.
 diffonde tra gli insegnanti le conoscenze sull’uso appropriato delle tecnologie, degli strumenti, dei processi ai fini didattici e della
professione.
 propone l’acquisto di materiale di consumo, di macchine ed attrezzature, lo scarico di quanto è diventato inservibile, le ristrutturazioni
che diano un assetto più efficiente dal punto di vista organizzativo e funzionale dei laboratori.
Il Responsabile di Dipartimento:
E’ nominato dalla Dirigente su proposta del Dipartimento;
 convoca il Dipartimento secondo un piano di attività previsto dal Dipartimento stesso;
 presiede e coordina le riunioni di programmazione disciplinare;
 concorda con i colleghi le modalità di impostazione dei programmi disciplinari (per unità didattiche, per moduli, tempi, tipologia e
frequenza delle verifiche, obiettivi)
 controlla che i programmi depositati in Presidenza rispondano a quanto concordato in sede di programmazione e siano funzionali al
P.O.F.
 verifica periodicamente (secondo criteri concordati con la Presidenza) che i programmi procedano con regolarità e, nel caso si presentino
difficoltà, concorda con i colleghi coinvolti le modalità per superarle;
 qualora lo ritenga necessario, concorda con la Presidenza la convocazione di riunioni di programmazione;
 rappresenta un punto di riferimento per i colleghi della stessa disciplina che per la prima volta insegnano nel nostro Istituto ed a loro
fornisce indicazioni su programmi e metodi.
 svolge funzioni di accoglienza dei Docenti di nuova nomina;
 controlla la preparazione delle prove comuni per classi parallele;
 controlla modalità di svolgimento delle prove parallele
 raccoglie i risultati complessivi delle prove parallele da sottoporre all’analisi del Dipartimento e del D.S.;
 cura la raccolta delle prove di verifica da conservare come supporto dell’attività didattica negli anni successivi.
 mantiene i contatti con i coordinatori degli altri dipartimenti
 coordina le proposte di acquisti e le presenta al Dirigente Scolastico
 coordina la discussione sull’adozione dei libri di testo e si fa promotore di scelte unitarie all’interno dell’Istituto
 è punto di riferimento per le proposte culturali della scuola: iniziative culturali extrascolastiche, bandi di concorso ecc
 mantiene costantemente informato il Dirigente Scolastico
DIPARTIMENTO
Responsabile
57
Segretario
Materie letterarie e Religione
Merola Giovanna
Ciocchetta
Stefania
Savio Lorella
Lingue straniere
Bertolin Eliana
Matematica, Informatica e Laboratorio, Tecnologie dell’informazione e della Comunicazione
Discipline Giuridiche
Giordano Maria
A rotazione
Ebalginelli Giorgio Roberto Lorenza
Scienze Integrate – (Scienze della Terra e Biologia, Fisica – Chimica e relativi laboratori)
Carlotti Vittoria
Gargano Carlo
Scienze motorie e sportive
Cappozzo Lidia
Quinto Gabriella
Materie Tecniche e Prof.li Settore Manutenzione ed assistenza tecnica (Laboratori Tecnologici ed
esercitazioni, Tecnologie Meccaniche, Tecnologie Elettrico-Elettroniche, Tecnologie e Tecniche di
Installazione e di Manutenzione, Tecnologie e Tecniche di Rappresentazioni Grafiche)
Materie Tecniche e Prof.li Settore Produzioni Industriale e Artigianali – Abbigliamento e Moda
(Tecnologie Tessili e dell’Abbigliamento, Progettazione Tessile Abbigliamento, Moda e Costume,
Laboratori Tecnologici ed Esercitazioni Tessili Abbigliamento, Tecnologie e Tecniche di rappresent.
Grafica-Storia della Moda e del Costume–Storia dell’Arte-Progettazione e Realizzazione del Prodotto)
Materie Tecniche e Prof.li Settore Econom./Az.le (Tecniche professionali dei servizi commerciali,
Tecniche di comunicazione, Economia Aziendale, Tecniche di distribuzione e marketing, Trattamento
testi)
Settore Servizi Socio-Sanitari (Scienze Umane e Sociali, Metodologie Operative, Storia dell'Arte,
Educazione Musicale)
Uricchio Vincenzo
Dal Santo
Tiziano
Sostegno
Crisafulli Assuntina De Lallo Lucia
Russo Stefania
Bonato Giangaetano Revrenna Marina
Smurra Linda
Liberatore
Rossella
Il Responsabile Progetti in Alternanza Scuola Lavoro:
E’ nominato dalla Dirigente;
agisce di concerto con la D.S., la DSGA, il Gruppo di settore
 tenuto conto delle indicazioni provenienti dai competenti settori della Regione Veneto, individua e struttura il corso, definisce
obiettivi e contenuti dei moduli;
 stabilisce il calendario;
 controlla la regolarità dello svolgimento dell’esperienza;
 definisce gli obiettivi formativi dello stage;
 organizza, coordina e controlla lo svolgimento delle attività di stage.
 coordina la valutazione dell’attività svolta nell’inserimento in azienda di concerto con il tutor aziendale
 predispone una valutazione dell’attività nella sua globalità
Comitato Tecnico Scientifico
Presieduto dalla Dirigente Scolastica, composto da Primo e Secondo Collaboratore, i Coordinatori di Dipartimento, le Figure Strumentali, 4
rappresentanti delle Associazioni Datoriali (Assindustria, A.P.I., ASCOM, Artigianato)
 analizza la struttura produttiva del territorio
 propone forme di collaborazione tra scuola e mondo del lavoro
 avanza proposte di aggiornamento didattico, specialmente in ordine allo sviluppo di competenze ‘trasversali’
Gruppo di Settore
Presieduto dalla D.S., composto da Responsabile dell’Alternanza scuola lavoro (funzione strumentale area 1) e dai docenti di materie
professionali e da rappresentanti del mondo produttivo:
 analizza i bisogni formativi territorio e definisce la figura professionale e il progetto formativo;
 offre consulenza nella definizione dei percorsi formativi ;
 discute proposte e problemi insorti nella gestione delle attività di alternanza scuola lavoro
 propone forme di diffusione sul territorio delle attività di Istituto
ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE
Lo staff di Direzione (Consiglio di Presidenza) è composto dalla Dirigente Scolastica, dalla Direttrice S.G.A., dai Collaboratori della
Dirigente responsabili di Sede, dalle funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa
 verifica le attività messe in atto dalla Scuola
 propone iniziative / progetti / attività
 prepara le riunioni del Collegio Docenti.
58
Dirigente scolastica
Detiene la rappresentanza dell’Istituto, la titolarità delle relazioni sindacali, i poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse
umane nel rispetto delle competenze degli organi collegiali
è garante della corretta attuazione delle attività del progetto
In generale, in qualità di legale rappresentante del soggetto proponente effettua
 la supervisione dell’attività, garantendo il rispetto dei contenuti approvati;
 il controllo della correttezza di utilizzo del finanziamento.
nell’O.d.F. (= Organismo di Formazione accreditato nell’esercizio di attività formativa in partenariato o in caso di progetti finanziati
dalla Regione o Enti esterni)
1. autorizza i docenti / formatori, con documento specifico, a svolgere attività extraufficio per la realizzazione delle iniziative previste
nei progetti; a tal fine dispone la consegna delle apposite schede regionali ai docenti interessati;
2. favorisce la possibilità di realizzare le attività previste, anche promuovendo la flessibilità dell’organizzazione scolastica;
3. nomina, in caso di necessità, i formatori esterni;
4. se necessario, sostiene l’azione del docente referente;
5. garantisce che le azioni attuate corrispondano a quelle previste e rispondano agli obiettivi elencati nei progetti
6. Verifica che le decisioni prese e le azioni da intraprendere siano rispettate
7. Assicura la gestione unitaria dell’istituzione e la finalizza all’obiettivo dell’efficacia formativa.
8. Stila il piano annuale delle attività
9. Propone il piano di incentivazione in base alle finalità del POF e del piano annuale delle attività
10. Promuove e coordina le attività connesse al miglioramento della qualità dell’Istituto
Cura





Predisposizione e gestione del budget dell’Istituto
Instaura e mantiene rapporti con l’esterno:istituzioni locali, organizzazioni produttive, associazioni
Rappresentanza dell’Istituto
Pianificazione dei fabbisogni di risorse necessarie al raggiungimento degli obiettivi dell’Istituto
Conseguimento degli obiettivi di qualità ed efficienza
Primo Collaboratore (prof. Paolo VABLE’):
FUNZIONE COORDINAMENTO PROGETTI
Si occupa di:
 coordinamento delle risorse professionali, interne ed esterne che intervengono nel progetto;
 valutazione di risorse professionali esterne da utilizzare nel progetto
 micro-progettazione didattica
 gestione degli strumenti di verifica e valutazione del processo formativo
 applicazione del sistema di qualità nello svolgimento del processo
 sostituisce la D.S. in caso di assenza o impedimento per quanto previsto dalla normativa vigente
 cura il collegamento tra i Collaboratori delle varie sedi
 valuta quantità e qualità delle risorse –
 organizza la gestione degli spazi / risorse nella Sede Centrale
 collabora con la D.S., prepara le riunioni degli Organi Collegiali e dello staff di Direzione
 organizza d’intesa con il Responsabile della Sicurezza le prove di evacuazione
 firma comunicazioni e note esplicative
 razionalizza le richieste delle componenti scolastiche (studenti, genitori, docenti)
 esercita il controllo sulla disciplina, firma i libretti assenza/permessi degli allievi, segnala alla Presidenza i casi dubbi
 predispone le comunicazioni relative agli impegni previsti dalla normativa (consigli di classe, scrutini, collegi, ecc.) e ne cura la
diffusione tempestiva
 si rapporta con i colleghi in caso di richiami di vario genere
 predispone la sostituzione dei docenti assenti con l’ausilio della segreteria
 redige i verbali del Collegio Docenti
Secondo Collaboratore della D.S. (sede Thiene- prof. Federico CANALE)
sostituisce la D.S. in caso di assenza o impedimento per quanto previsto dalla normativa vigente
 valuta quantità e qualità delle risorse
 firma comunicazioni e note esplicative
 razionalizza le richieste delle componenti scolastiche (studenti, genitori, docenti)
 esercita il controllo sulla disciplina, firma i libretti assenza/permessi degli allievi, segnala alla Presidenza i casi dubbi
59







controlla i turni di sorveglianza
cura la diffusione delle comunicazioni relative alle attività dell’Istituto
si rapporta con il personale di servizio nella sede in caso di richiami di vario genere
predispone la sostituzione dei docenti assenti con l’ausilio della segreteria
controlla e coordina le attività didattiche e quelle inserite nel POF
cura i rapporti con Distretto Scolastico, USL ed Enti locali.
redige i verbali del Collegio Docenti
CONSIGLIO DI PRESIDENZA
Composizione
Dirigente Scolastica, Collaboratore Vicario, Responsabili di sede e Sostituto, Collaboratore della D.S., Funzioni Strumentali
Prof.ssa Marina Maino (Dirigente Scolastica)
Prof. Paolo Vablè, primo collaboratore
Prof. Federico Canale (secondo collaboratore - responsabile di sede Thiene)
Prof. Michela Apolloni (funzione strumentale)
Prof. Lorella Savio (funzione strumentale)
Prof. Vittoria Carlotti (funzione strumentale)
Prof. Paola Pianegonda (funzione strumentale)
Prof. Giorgio Ebalginelli (funzione strumentale)
Prof. Santina Crisafulli (funzione strumentale)
1.
2.
3.
Verifica le attività messe in atto dalla scuola
Propone iniziative/progetti/attività
Prepara il collegio dei docenti
FUNZIONI STRUMENTALI AL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
Ogni figura funzione-strumentale:
 opera negli ambiti definiti dal Collegio, in coordinamento con i colleghi che svolgono le altre funzioni, con i collaboratori e il dirigente
scolastico
 è coordinatore e facilitatore perché i risultati del lavoro di ciascuno siano valorizzati e potenziati all’interno dell’organizzazione
 organizza incontri, in particolare con i soggetti e i gruppi dell’area di riferimento per potere conseguire risultati
 in quanto funzione strumentale, non è di per sé referente di progetti specifici dell’offerta formativa;
 promuove le iniziative dei gruppi dell’area di riferimento e ne favorirà il raccordo:
 data la complessità dell’istituto, coinvolge principalmente i referenti per le specifiche attività delle tre sedi; questi ultimi, a loro volta, in
ciascuna sede si faranno promotori delle azioni concordate.
FUNZIONI AREA ORIENTAMENTO
PROGETTO ORIENTAMENTO INTERNO – IN RETE
(prof. Michela APOLLONI)
FUNZIONE COORDINAMENTO PROGETTI
Al Responsabile compete
1. Analisi dei bisogni di orientamento all’interno dell’istituto e territoriali e progettazione di massima delle attività orientative
2. Analisi di fattibilità delle innovazioni in ambito di orientamento
3. Pianificazione e controllo delle attività di progettazione
4. Coordinamento metodologico progettuale dei docenti / formatori
5. Ricerca /sperimentazione di nuovi metodi/strumenti formativi porta a compimento il progetto, con la responsabilità di conseguire i
risultati prefissati, nei tempi previsti e nel rispetto dei costi preventivati.
In generale,
 svolge azione di sensibilizzazione alle istituzioni rispetto ad un approccio integrato all’orientamento;
 promuove lo sviluppo della rete territoriale;
 propone e costruisce il piano di intervento a livello di rete(obiettivi, progetti, azioni, verifiche);
 coordina le azioni, in collegamento con le istituzioni partner e del territorio
 progetta interventi (analisi dei bisogni, delle risorse, delle strategie, ecc.);
 individua i fabbisogni di formazione/aggiornamento delle risorse dedicate;
 partecipa alla gestione/pianificazione delle risorse economiche per gli interventi di orientamento;
 verifica, valuta e svolge il monitoraggio degli interventi (azioni/servizi).
In particolare si occupa di
60
1. Progettazione:
2. Pubblicizzazione:
3. Coordinamento generale delle azioni Gestisce il gruppo di coordinamento formato dai referenti dei partner che realizzano la specifica azione:
Coordina la realizzazione delle azioni
Compie periodicamente il monitoraggio dell’andamento dell’attività, segnalando immediatamente al responsabile del progetto eventuali
problemi
Coordinamento progetto
Ai Responsabili compete
1. Coordinamento delle risorse professionali, interne e esterne, che intervengono nel progetto;
2. Valutazione di risorse professionali esterne da utilizzare nel progetto
3. Micro-progettazione didattica
4. Gestione degli strumenti di verifica e valutazione del processo formativo
5. documentazione delle attività e proposte di miglioramento
Cura la realizzazione del progetto all’interno dell’Istituto,
Comunica con il responsabile del progetto e/o con il coordinatore di rete delle azioni specifiche:
Formazione orientante -docenza
OPERATORE DI ORIENTAMENTO (dott. Denise Cerisara)
Al Responsabile compete
1. Accoglienza e acquisizione/erogazione informazioni
2. Tutorato orientativo a supporto di percorsi scolastici e/o formativi
3. Accompagnamento orientativo nelle transizioni fra sistemi (istruzione-formazione-lavoro)
Su segnalazione e con il coinvolgimento dei docenti di classe e delle famiglie,
1. raccoglie gli elementi conoscitivi utili per l’efficacia dell’intervento, secondo la griglia predisposta, in collaborazione con il
coordinatore di classe;
2. offre interventi individualizzati di sostegno a giovani in situazione di difficoltà nella scelta e/o in situazioni di dis-orientamento, a
rischio di abbandono, svolgendo attività di counselling orientativo;
 stimolando la partecipazione attiva dei beneficiari;
 stimolando la rilettura del percorso formativo, attivando un processo di rielaborazione;
 unitamente alla definizione di possibili sviluppi tenendo presente la situazione del giovane insieme con un quadro
realistiche delle possibili direzioni da intraprendere.
3. aiuta il giovane ad implementare il proprio portfolio, in particolare nelle parti riservate alla riflessione autobiografica e alla
progettazione di percorsi di miglioramento;
4. arricchisce il quadro iniziale con altri dati, inserendoli in una griglia di osservazione da cui ricaverà una relazione finale;
5. condivide gli esiti dell’intervento con famiglie e docenti.
RELAZIONE CON IL CONTESTO ED IMPATTO SULLA SOCIETA’
l’Istituto ritiene di fondamentale importanza realizzare una scuola radicata nel territorio in cui ha sede, una scuola che raggiunga il suo
obiettivo primario, cioè la formazione dei giovani, non soltanto attraverso l’acquisizione di saperi sui manuali scolastici, ma anche attraverso
il consolidamento di competenze e capacità in situazione complesse nella realtà concreta del mondo.
A tal fine intende cogliere le opportunità offerte durante tutto il corso dell’anno scolastico dal mondo della cultura, del lavoro, delle strutture
educative, sanitarie, di assistenza, ecc. del territorio.
In particolare intende confermare e consolidare gli ottimi rapporti instaurati con:
 • altre scuole:
- le scuole medie per l’orientamento verso il nostro Istituto
- altre scuole superiori del territorio per la realizzazione di progetti comuni e in rete (es. orientamento) e per una politica
scolastica comune sul territorio
 • l’Università:
 • l’amministrazione della Regione Veneto per l’attuazione di alternanza scuola lavoro
 • l’amministrazione della Provincia di Vicenza
 • i Comuni di Thiene e Schio ed i comuni limitrofi, soprattutto per quanto riguarda le proposte degli Assessorati all’Istruzione e alle
Politiche Giovanili

ASL n. 4 Altovicentino per interventi sul disagio giovanile e nell’ambito dell’Educazione alla Salute
 L’Associazione Industriali della provincia di Vicenza, per l’attuazione di progetti in collaborazione
 Amministrazioni locali, Cooperative, Associazioni, imprese artigiane, industriali, del terziario per gli stage degli allievi.
La gestione di questi rapporti ricade sotto la diretta responsabilità della Direzione, soprattutto le relazioni con le Amministrazioni locali per
quanto riguarda
61



la pianificazione e la razionalizzazione dei servizi di supporto all’attività didattica;
programmazione trasporti, fondamentale in un Istituto che ha un vasto bacino d’utenza che tocca parecchi comuni dell’Altovicentino
piano provinciale per l’edilizia scolastica.
Per quanto riguarda tali rapporti contatti e comunicazioni con tali enti la frequenza è semestrale.
Lo stesso per quanto riguarda incontri programmati e formalizzati con i Dirigenti dell’Alto Vicentino, sia per il Piano trasporti
dell’Altovicentino, sia per lo studio ed analisi di eventuali razionalizzazioni dell’offerta formativa del territorio.
In ogni caso il Dirigente può delegare alcune relazioni con l’esterno:
Ogni Funzione Strumentale, nel proprio ambito di azione e responsabilità, su delega del Dirigente gestisce i rapporti con soggetti esterni
operanti sul territorio seguendo una procedura informativa:
 di ogni incontro stende e trasmette via e-mail al Dirigente breve resoconto; in caso di necessità la procedura può richiedere
verbalizzazioni scritte più formali ed il coinvolgimento di altre funzioni per la valutazione della congruità con il piano dell’offerta
formativa dell’Istituto di possibili collaborazioni
L’Ufficio Tecnico – Responsabile Prof. Filippo Lopresti
 mantiene le relazioni con l’Amministrazione Provinciale per quanto interessa la manutenzione dei locali e degli stabili dell’Istituto,
sia tramite contatti verbali sia in modo formalizzato tramite comunicazioni scritte registrate all’Ufficio Protocollo;
 tiene contatti con uguale procedure con le ditte appaltatrici di servizi scolastici dall’Amministrazione Provinciale
 L’Ufficio Tecnico mantiene i contatti con lo stesso sistema anche con le ditte esterne fornitrici di beni e servizi all’Istituto
Le funzioni strumentali:
Le funzioni strumentali elette come espressione del Collegio Docenti, agiscono su delega della Direzione ed avviano rapporti, con enti
esterni, ove possibile, sulla base di definizione di intenti comuni, sulla stipula di convenzioni, cui seguono il monitoraggio (comune se
possibile) delle attività e la valutazione
FUNZIONE strumentale: Area 1: Gestione del Piano dell’Offerta Formativa
PROGETTAZIONE E SVILUPPO prof. Giorgio EBALGINELLI
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
Aggiorna il documento del Piano dell’Offerta Formativa
Propone l’attivazione di nuovi indirizzi di studio
Sovrintende alle attività relative alle esperienze di alternanza scuola – lavoro e stage aziendali in Italia e all’Estero
Cura l’aggiornamento dei regolamenti interni alla scuola (istituto, disciplina, visite e viaggi di istruzione)
cura i rapporti con i partner in progetti di sperimentazione innovativi, come l’alternanza scuola-lavoro, con incontri sia con la
Direzione Scolastica Regionale, sia con il settore Formazione dell’Amministrazione Regionale
del Veneto e con i
Rappresentanti dell’Assindustria di Vicenza;
si fa promotore di progetti di collaborazione con Associazioni Datoriali, enti, singole aziende o associazioni.
Referente Piano di Valutazione Nazionale - segue le iniziative dell’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Scolastico
(INVALSI) e ne coordina la realizzazione nell’Istituto;
FUNZIONE strumentale: Area 2: Sostegno al lavoro dei docenti
FORMAZIONE / DOCENZA prof. Lorella SAVIO)
 Formazione e Sostegno ai Docenti
1.
Progetta e coordina le attività di formazione ed aggiornamento dei colleghi
2.
Cura il coordinamento dei dipartimenti disciplinari
3.
Cura l’accoglienza dei nuovi docenti
4.
Sovrintende alla programmazione didattica (educativa e disciplinare)
5.
Si occupa dei progetti CLIL
6.
Promuove e coordina azioni volte alla partecipazione di progetti per docenti e studenti a carattere europeo (Comenius,
gemellaggi, e-twinning, ...)
7.
Approfondisce i temi legati alla riforma della scuola secondaria
8.
Si raccorda con la figura RSPP per la redazione del Piano di Formazione sulla Sicurezza (Docenti e ATA)
FUNZIONE strumentale: Area 3: Interventi e servizi per studenti
TUTORING prof. Paola PIANEGONDA
1.
2.
3.
4.
Coordina le attività integrative curricolari ed extracurricolari
Coordina le attività di accoglienza degli studenti
Cura la diffusione delle informazioni relative alle attività delle Consulte Studentesche
Propone attività di prevenzione al disagio e alle dipendenze
62
5.
6.
Promuove iniziative per il benessere nella scuola, rivolta sia agli studenti che alle famiglie
Promuove iniziative di educazione al volontariato, alle pari opportunità e alla cittadinanza attiva
FUNZIONE strumentale Area4: orientamento
COORDINAMENTO PROGETTI/ORIENTAMENTO prof. Michela APOLLONI
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Orientamento
Coordina la Commissione Orientamento in entrata, in itinere, in uscita e il riorientamento
Partecipa alla progettazione e alla realizzazione delle attività di orientamento in entrata
Promuove azioni per l’individuazione di percorsi formativi alternativi e il passaggio agli stessi
Progetta e coordina le attività di orientamento universitario e al mondo del lavoro
Propone azioni per prevenire la dispersione scolastica
FUNZIONE AREA MARKETING / COMMERCIALE Dirigente Scolastica prof.ssa Marina MAINO
Cura particolarmente i rapporti con il mondo del lavoro.
La rapida evoluzione nelle scienze e nelle tecnologie dell'informazione ha determinato l'arricchimento del panorama delle professioni. I
cambiamenti tecnologici ed organizzativi che continuamente avvengono nelle realtà produttive non possono essere ignorati dal sistema
scolastico; quindi questa scuola mantiene attivo lo spazio di collaborazione che consenta lo scambio di esperienze e di conoscenze tra culture
tradizionalmente separate al fine di cooperare per il raggiungimento di obiettivi formativi comuni.
 collabora con i rappresentanti sul territorio delle Associazioni di categoria per l’individuazione delle figure professionali richieste e
la realizzazione degli opportuni percorsi formativi;
Area 5 INTEGRAZIONE ED INCLUSIONE prof. Santina CRISAFULLI
 Inclusione ed Integrazione
1.
Propone azioni relative agli alunni stranieri, studenti diversamente abili, DSA e BES
2.
Cura la redazione e l'aggiornamento dei protocolli di accoglienza per detti studenti
3.
Coordina il Gruppo per l'Inclusione (GLI) di Istituto
4.
Redige il Piano Annuale per l'Inclusione
Area 6 – QUALITA’ prof. Vittoria CARLOTTI
 Qualità
1.
Coordina la Commissione Qualità
2.
Organizza e sovrintende le attività per la certificazione
3.
Collabora nella redazione del Piano di Miglioramento di Istituto
4.
Propone azioni concrete per migliorare le aree di debolezza individuate dall’analisi dei dati raccolti, avendo come riferimento gli
obiettivi indicati nel Piano di Miglioramento di Istituto
5.
Predispone, coinvolgendo le varie figure interessate, procedure operative chiare in alcuni ambiti specifici (politica ambientale,
comunicazione ecc….. )
Per la realizzazione di tutte queste attività l’Istituto intende rinnovare o stipulare le convenzioni con tutti quegli enti con cui riterrà di poter
realizzare un progetto formativo rispondente ai criteri indicati nel POF.
L’Istituto collaborerà alla realizzazione di iniziative e di percorsi formativi con enti/associazioni/ istituzioni e aziende del territorio anche in
assenza di convenzioni.
MODALITA’ DI COORDINAMENTO E CONTROLLO DELLE ATTIVITA’
Il coordinamento e controllo delle attività avvengono costantemente, tramite l’organizzazione ed il funzionamento delle commissioni e dei
gruppi di lavoro.
Il piano annuale delle attività prevede la calendarizzazione degli incontri collegiali che permettono a vari livelli coordinamento e controllo
delle attività:
 consigli di classe (presieduti dal Dirigente scolastico o dal coordinatore di classe)
 riunioni di dipartimento disciplinare (presiedute dal coordinatore di dipartimento)
 riunioni gruppi di settore: tutor di ASL, coordinati dal D.S. (relazioni con l’esterno – funzione Marketing/commerciale) e dal
docente con funzione strumentale per l’area POF e referente dei progetti di ASL
 riunioni per l’aggiornamento del POF (presiedute dal docente con funzione strumentale per l’area 1)
 riunioni consiglio di presidenza (presiedute dal D.S.)
 riunioni funzioni strumentali al POF (coordinate dal D.S. o da docente con funzione strumentale per l’area 1)
ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA
63
SERVIZI AMMINISTRATIVI
Area personale amministrativo tecnico ed ausiliario
La funzionalità del servizio dipende della bontà del clima tra le diverse componenti che operano all'interno della scuola. Per facilitare i
rapporti interpersonali, favorire la trasparenza e la comunicazione la scuola garantisce i seguenti diritti del personale A.T.A:
diritto di conoscere con sufficiente anticipo le date di convocazione di riunioni che non siano state programmate all'inizio dell'anno e che
comportino impegni del personale A.T.A.;
diritto di essere informati con sufficiente anticipo sulla svolgimento di attività extrascolastiche degli alunni per l'eventuale preparazione dei
locali e per essere in grado di fornire eventuali informazioni;
diritto di essere ascoltati dal Capo d'Istituto e/o dal Responsabile Amministrativo prima di ricevere qualsiasi raccomandazione, richiamo
scritto o sanzione disciplinare.
FUNZIONI AMMINISTRATIVE
Il personale A.T.A è tenuto e rispettare l'autonomia, la professionalità, la vita privata e la riservatezza dei colleghi e del personale della
scuola.
In quest'ottica non esprime giudizi sulla professionalità, sulla vita privata dei colleghi e del personale della scuola, nemmeno in modo
indiretto. Il personale A.T.A. è tenuto a rispettare il segreto professionale nell'esercizio delle proprie funzioni.
Il personale A.T.A. non utilizza il proprio lavoro a scopi di interesse privato. Consapevole di svolgere una funzione educativa in
collaborazione con il personale docente, stabilisce con gli studenti relazioni positive in vista del raggiungimento degli obiettivi formativi
dell'Istituto.
Il personale A.T.A. assolve alle funzioni amministrative, contabili, gestionali, strumentali, operative e di sorveglianza connesse all'attività
della scuole, in collaborazione con il Capo d'Istituto e il personale docente
L'apertura degli uffici è fissata dalle ore 7.30 alle ore 14.30 dal lunedì al venerdì e dalle ore 7.30 alle ore 14.00 del sabato.
Le informazioni di carattere amministrativo-contabile-didattico vengono fornite dall'ufficio di segreteria.
L'Istituto, previo contatto anche telefonico, fissa in tempi celeri la disponibilità per appuntamenti personali o telefonici con l'utenza.
UFFICI FUNZIONANTI
DIRETTORE S.G.A. (servizi generali amministrativi)
GESTIONE ECONOMICO-FINANZIARIA DELL’OdF
Responsabile nominato dall’USP
È il segretario di Giunta del Consiglio di Istituto;
predispone il programma annuale di Istituto (Bilancio), coordina le attività degli Uffici e di tutto il personale ATA.
 Sovrintende ai servizi generali amministrativo-contabili,
 ne cura l’organizzazione svolgendo funzioni di coordinamento, promozione delle attività e verifica dei risultati conseguiti rispetto agli
obiettivi assegnati ed agli indirizzi impartiti, dal personale ATA, posto alle sue dirette dipendenze,
 ha autonomia operativa e responsabilità diretta nella definizione ed esecuzione degli atti a carattere amministrativi-contabile,
 assicura l’unitarietà della gestione dei servizi amministrativi e generali della scuola in coerenza rispetto alle finalità ed obiettivi
dell’istituzione scolastica, definite in particolare nel pof,
 fornisce consulenza amministrativo/contabile e normativa a tutte le Aree ed Attività,
 partecipa alla pianificazione del POF con verifica della fattibilità economico finanziaria dei progetti presentati ed elabora proposte di
aggiornamento dello stesso per le rispettive esigenze amministrative,
 si occupa della definizione dei budget dei progetti,
 si occupa dell’ottimizzazione dei flussi finanziari,
 si occupa di coordinamento/effettuazione attività di rendicontazione,
 nel caso di progetti realizzati in partnership o in rete con altri enti:
1. predispone, in collaborazione con il Dirigente ed il responsabile, la proposta di distribuzione del budget, nel dettaglio;
2. fornisce indicazioni al referente interno, ai referenti e agli altri responsabili amministrativi della rete, se necessario, riguardanti la
compilazione della modulistica;
3. collabora con il Dirigente e il Responsabile nella predisposizione delle convenzioni e dei contratti;
4. predispone strumenti per e raccoglie gli elementi utili al monitoraggio e alla rendicontazione;
5. invia alla Direzione Regionale nei tempi stabiliti
-le richieste del finanziamento;
-la rendicontazione in itinere e finale delle attività, utilizzando la modulistica richiesta;
6. tenendo presente il budget, cura che le spese per le risorse materiali inerenti alle iniziative attuate, sostenute nel periodo progettuale,
siano tutte documentate con fattura.
Ufficio DIDATTICA
64
Si occupa della gestione degli aspetti amministrativi che riguardano gli alunni e la didattica:
iscrizioni e certificati; libri di testo; iniziative didattiche ed extracurricolari; circolari di contenuto didattico per gli alunni, organizzazione
Esami di Stato.
Ufficio PERSONALE
Cura i rapporti tra l’Amministrazione centrale ed il personale:
segue il fascicolo giuridico-economico del personale docente ed ATA;
cura la preparazione dei contratti di lavoro con gli esperti esterni all’Istituto
Ufficio TECNICO
Ha compiti consultivi in merito a:
 acquisti
 sicurezza
 qualità
 organizzazione logistica degli ambienti e delle attrezzature.
Compiti di coordinamento:
 dei responsabili dei laboratori
 degli assistenti tecnici
 dei collaboratori tecnici addetti alle manutenzioni
 del magazzino.
Compiti di collaborazione:
 Formula il piano acquisti di attrezzature e materiali
 Effettua stime valutative dei manufatti alienabili o inventariabili, nonché dei danni provocati ad attrezzature o strutture al fine del
risarcimento
 Fa parte della commissione di collaudo dei beni inventariabili
 Intrattiene rapporti con tecnici esterni ed enti preposti ai controlli o proprietari degli edifici
 Predispone, istruisce e redige gli atti amministrativi dell’istituzione scolastica relativi agli acquisti:
 richiesta preventivi
 redazione di prospetti comparativi offerte e relazioni
 ordinazione del materiale
 gestione degli impegni di spesa
 rapporti con fornitori, rappresentanti ecc.
Relativamente ai beni inventariati di proprietà sia dell’istituto che della Provincia è addetto a:
 tenuta dei registri di inventario
 controllo dei registri di reparto
 proposte di scarico di materiale non più utilizzabile o non più rispondente alle normative di sicurezza.
Ha responsabilità diretta relativamente a:
 verifica materiale in entrata
 presa in carico e custodia del materiale
 consegna del materiale ai reparti
 gestione delle giacenze
 tenuta delle scritture di magazzino.
 Collabora con il “Responsabile della Sicurezza”, “il Servizio di Prevenzione e Protezione” ed i “Rappresentanti dei Lavoratori per la
Sicurezza “al fine di adempiere gli obblighi in materia di prevenzione e protezione previsti dalla normativa vigente, nei rispettivi ambiti
di competenza. In particolare collabora:
 alla redazione del documento relativo alla “Valutazione dei Rischi”
 alla redazione del “Piano di evacuazione e di emergenza”
 alla tenuta dei registri obbligatori degli impianti di competenza, alla fine del collaudo, delle verifiche periodiche e delle manutenzioni e
controlli programmati
 alla verifica dell’applicazione delle procedure di sicurezza.
 Raccoglie le segnalazioni relative alle situazioni di “non sicurezza”
 Si attiva per eliminare le situazioni di pericolo ricadenti nella sfera di controllo dell’Istituto o per coinvolgere le Istituzioni preposte.
Responsabile Sicurezza – prof. Pistone Giovanni
Collabora con la Direzione, con i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, con l’Ufficio Tecnico al fine di adempiere gli obblighi in
materia di prevenzione e protezione previsti dalla normativa vigente, nei rispettivi ambiti di competenza. In particolare coordina:
 la redazione del documento relativo alla ‘Valutazione dei rischi’;
 la redazione del ‘Piano di evacuazione ed emergenza’;
 la tenuta dei registri obbligatori degli impianti di competenza, al fine del collaudo, delle verifiche periodiche e delle manutenzioni e
controlli programmati;
65
la verifica dell’applicazione delle procedure di sicurezza;
pianifica il piano di formazione sicurezza, secondo le normative vigenti
Raccoglie le segnalazioni relative a situazioni di ‘non sicurezza’;
si attiva per eliminare le situazioni di pericolo ricadenti nella sfera di controllo dell’Istituto o per coinvolgere le istituzioni preposte.


MANSIONI E OBIETTIVI
L'ufficio Didattica garantisce il rilascio delle certificazioni di iscrizione, frequenza, conseguimento del titolo di studio, previa richiesta
scritta, telefonica o via e-mail nel tempo massimo di tre giorni lavorativi, nel normale orario di apertura della segreteria al pubblico e, per gli
allievi, all'inizio, all'intervallo e alla fine delle lezioni.
La maggior parte dell'attività amministrativa e di segreteria è svolta mediante l'utilizzo di strumenti e sistemi informatici, che consentono una
più efficiente e razionale erogazione dei servizi, anche in termini di riduzione dei tempi di attesa per l'utenza.
Viene garantito l'accesso ai documenti amministrativi, formati od utilizzati da questo Istituto a chiunque abbia un interesse giuridicamente
rilevante tranne nei casi espressamente vietati da disposizioni normative o regolamentari. Esso consiste nella visione dell'atto o nel rilascio di
copia previo pagamento del costo della riproduzione, secondo la normativa vigente.
Il Personale Tecnico
 garantisce la funzionalità e l'efficienza dei laboratori,
 provvede in modo tempestivo alle necessità di intervento
 garantisce l'assistenza e la collaborazione ai docenti nei laboratori e, a seconda delle necessità, anche negli Uffici amministrativi.
Il Personale Ausiliario:
 è preposto all'accoglienza degli alunni 30 minuti prima dell'inizio delle lezioni;
 provvede, in collaborazione con il personale docente, all'integrazione degli alunni portatori di handicap.
 provvede inoltre al ritiro e invio della corrispondenza presso l'Ufficio Postale, spostandosi dalla scuola allo stesso.
 mantiene mantenuto pulito, accogliente e sicuro l'ambiente scolastico;
 si adopera per assicurare condizioni di igiene e sicurezza dei locali e dei servizi, che permettono una permanenza a scuola
confortevole per alunni e personale;
 sorveglia l'accesso e lo spostamento nell'edificio scolastico degli studenti e del pubblico, durante l'attività scolastica ed
extrascolastica;
 cura l'aspetto esterno della scuola, effettuando anche lavori di giardinaggio.
 in caso di necessità, provvede a interventi di piccole riparazioni.
INFORMAZIONE
Nell'Istituto sono predisposti spazi ben visibili adibiti all'informazione, in particolare:
 orario di servizio
 organigramma degli uffici
 organigramma degli Organi Collegiali
 organico del personale docente ed A.T.A.
 albi d'istituto
Sono inoltre resi disponibili appositi spazi per:
 bacheca sindacale
 bacheca degli studenti
 bacheca dei genitori
 bacheca dei docenti
E' gestito un servizio di portineria che provvede a dare informazioni di carattere generale all'utenza indirizzandola agli operatori competenti.
Tutti gli operatori scolastici sono riconoscibili dal cartellino di identificazione.
FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO
Durante l'anno scolastico vengono organizzate attività di aggiornamento per il personale A.T.A.; detto personale ha diritto a parteciparvi
purché sia garantito il normale funzionamento delle attività dell'Istituto.
PERSONALE A.T.A. – FUNZIONI AGGIUNTIVE
Vicario del Direttore dei S.G.A.
Coordina le iniziative didattiche ed amministrative inerenti al Piano dell’Offerta Formativa ed i progetti in esso inseriti. Si fa carico delle
incombenze amministrative connesse alla fase di realizzazione dei progetti, collabora con i docenti fornendo loro materiali e
documentazioni necessarie, tiene sotto controllo il piano di tutti i progetti, data di inizio, fine, numero ore effettuate, nominativi dei docenti
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responsabili dei vari progetti collabora con la responsabile dell’area amministrativa per le nomine dei docenti interni su detti progetti ed ai
contratti con il personale esterno della scuola.
Sostituisce il responsabile Amministrativo in caso di assenza a qualsiasi titolo e collabora con lo stesso nelle pubbliche relazioni e nei
rapporti con gli enti esterni.
2 COORDINATORE DI AREA
Coordina l’area amministrativa della sede centrale, individuando le priorità per ottimizzare il servizio nei momenti di intensificazione.
Ha funzione di ottimizzare i rapporti con le altre componenti della scuola, valorizzando le diversità e promuovendo le potenzialità di
ciascuno.
3 COORDINATORE PROGETTO QUALITA’
Coordina nell’ambito degli uffici le attività proposte dal gruppo di lavoro del progetto qualità, in particolare l’utilizzo del sistema LOTUS
NOTES stimolandone l’ampliamento dell’utilizzo. Raccoglie proposte e suggerimenti da parte del personale amministrativo da comunicare
alla Commissione Qualità o al ‘gruppo di supporto del sistema’ individuato dalla commissione qualità.
4 COORDINATORE DI AREA DIDATTICA
Coordina l’area didattica della sede centrale mantenendo i collegamenti con le altre sedi. Coordina l’ufficio didattico individuando con il
gruppo le priorità per ottimizzare il servizio nei momenti di intensificazione del lavoro, sfruttando le potenzialità della strumentazione a
disposizione.
5 COORDINATORE DI PROGETTO
Coordina il personale amministrativo per ottimizzare le procedure informatiche: gestione dati fiscali, contributivi, statistici per via telematica.
Approfondisce l’uso di servizi messi a disposizione da altri Enti e collabora per snellire ed accelerare le procedure degli uffici.
Collabora con la presidenza e la segreteria amministrativa per le problematiche inerenti ai software in uso nella scuola.
COLLABORATORI SCOLASTICI
Supporto attività di segreteria –
E’ di supporto all’attività didattica amministrativa. Ha funzioni di controllo sugli atti esposti agli albi della scuola (docenti, alunni, ATA).
Inoltre provvede:
 al coordinamento delle attività necessarie all’organizzazione dei lavori in funzione delle attività didattiche, amministrative e nei
rapporti con il territorio,
 all’archiviazione dei documenti cartacei (registri e quanto concordato con gli uffici),
 al servizio fotocopie richieste dagli uffici,
 ai rapporti con l’Ufficio Tecnico (raccolta dati, segnalazione danni alla struttura e/o ai materiali dell’Istituto, richieste di intervento)
Centralino – Sede Centrale
Ha funzioni di supporto all’attività amministrativa e didattica, con particolari compiti di centralinista telefonica. Ha funzioni di controllo
sugli atti esposti agli albi della scuola. Provvede inoltre:
 al servizio fotocopie richieste dagli uffici,
 all’archiviazione dei documenti cartacei (registri e quanto concordato con gli uffici),
 al ricevimento delle telefonate di giustificazione delle famiglie richieste per la 5^ assenza
 alla tenuta del registro e al coordinamento delle attività svolte in collaborazione scuola-territorio (corsi serali).
Supporto attività di segreteria –
Ha funzioni di supporto all’attività amministrativa e didattica occupandosi di fotocopie. Collabora con le assistenti amministrative
dell’ufficio nei casi di richiesta delle stesse. Cura l’archiviazione dei documenti cartacei (registri, compiti ecc.). Ha funzioni di controllo sugli
atti esposti agli albi della scuola. Provvede inoltre:
-alla tenuta del registro delle attività svolte in collaborazione scuola-territorio (corsi serali)
-al coordinamento con l’Ufficio Tecnico della gestione delle schede magnetiche per la richiesta di fotocopie da parte del personale e degli
studenti (secondo il Regolamento di Istituto), annota su registro le fotocopie gratuite e la distribuzione di fotocopie a pagamento,
-provvede alla raccolta dei tagliandi di ricevuta delle circolari restituite dalle famiglie.
Supporto attività laboratori - sede di Thiene
Svolge attività di supporto al funzionamento dei laboratori e delle strumentazioni tecnologiche adibite ad uso didattico e cura le attività
inerenti alla piccola manutenzione di beni mobili ed immobili; fornisce inoltre attività di supporto ai laboratori. Collabora con gli assistenti
tecnici incaricati delle funzioni aggiuntive della sede centrale e con l’Ufficio Tecnico per pianificare eventuali interventi.
Supporto attività di segreteria – sede di Thiene
Ha compiti di supporto all’attività amministrativa e didattica. Cura l’archiviazione dei documenti cartacei (registri, compiti ecc.). Ha
funzioni di controllo sugli atti esposti agli albi della scuola. Provvede inoltre:
alla diffusione delle circolari
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al coordinamento con l’Ufficio Tecnico nella gestione delle schede magnetiche per la richiesta di fotocopie da parte del
personale e degli studenti (secondo il Regolamento di Istituto)
AREA TECNICA
Consegnatari laboratori
Sono subconsegnatari dei beni presenti in laboratorio e ne curano l’inventario
Stilano il regolamento di laboratorio e ne verificano l’attuazione
Segnalano eventuali carenze in merito alla sicurezza
Richiedono i materiali di consumo e le attrezzature didattiche
Segnalano eventuali anomalie di funzionamento delle apparecchiature o eventuali mancanze anomale di materiali o attrezzature.
1 – sede centrale responsabile laboratori informatici: Svolge attività di collaborazione con l’ufficio tecnico in merito alla gestione
organizzativa e nella predisposizione del piano acquisti. Coordina i progetti d’Istituto che richiedano competenze tecnico-informatiche.
2 - sede centrale responsabile laboratori meccanica Svolge, per la sede centrale di Schio, attività di collaborazione con l’ufficio tecnico in
merito alla funzione organizzativa dei laboratori del settore meccanico e coordina gli assistenti tecnici in base al settore e alla
specializzazione di riferimento. Cura e coordina gli interventi di manutenzione del settore meccanico.
3 – sede Thiene responsabile laboratori meccanica Svolge, per la sede coordinata di Thiene, attività di collaborazione con l’ufficio tecnico in
merito alla funzione organizzativa dei laboratori e coordina gli assistenti tecnici in base al settore e alla specializzazione di riferimento.
Coordina le attività e gli interventi di manutenzione della sede coordinata di Thiene.
4 – sede centrale responsabile magazzino svolge, in raccordo con l’Ufficio Tecnico attività di coordinamento in merito alla gestione
organizzativa e di manutenzione dei vari reparti della scuola, nella predisposizione degli acquisti e nella gestione delle scorte di magazzino.
VALUTAZIONE DEL PIANO - SODDISFAZIONE DEL CLIENTE
Attraverso la documentazione del rapporto sul Questionario di soddisfazione cliente compilato dallo studente e dalla famiglia alla fine di un
anno scolastico o di un progetto, l’Istituto è in grado di avere un quadro della soddisfazione del cliente.
Fanno comunque parte delle fonti per la misurazione e monitoraggio della soddisfazione dello studente e della famiglia anche:
• grado di soddisfazione delle aspettative dello studente e della famiglia sul piano amministrativo e didattico
• grado di soddisfazione dell’utente nell’utilizzo di attrezzature e laboratori
• efficienza del sito internet
• reclami degli studenti e delle famiglie
• comunicazioni dirette verbali o scritte con gli studenti e le famiglie
I questionari utilizzati, sottoscritti dagli studenti o genitori, prevedono una gradualità di valutazione.
Scopo della seguente procedura è definire come deve essere effettuato il controllo della soddisfazione del cliente, quali sono gli elementi di
cui si necessita avere un riscontro, le metodologie utilizzate per l’analisi e la metodologia di misurazione.
GESTIONE RECLAMI
Reclamo
I reclami sono messaggi che vengono trasmessi dal Cliente – studente, genitore, rappresentante di eventuali istituzioni territoriali - per
comunicare che alcuni aspetti del Servizio erogato non risultano coerenti con i requisiti previsti dalle normative vigenti o attesi dal
reclamante e costituiscono un aspetto tra i più rilevanti della vita dell’Istituzione scolastica.
Saper recepire e gestire i reclami rappresenta uno dei fattori fondamentali per poter soddisfare sempre meglio il proprio Cliente attraverso
azioni "mirate", in cui il Cliente stesso è direttamente coinvolto.
I reclami vengono usati dall’O.d.f. per attuare una Politica di miglioramento e sono degli indicatori del livello di soddisfazione della
clientela. Questi indicatori devono essere attentamente valutati per verificare la presenza di reali non conformità del servizio prima di fornire
una risposta al Cliente e di prendere delle decisioni correttive ed attuare azioni preventive.
Suggerimenti e Segnalazioni
I Suggerimenti sono comunicazioni che pervengono all'O.d.f. dai Clienti e che hanno lo scopo di offrire pareri o indicazioni per il
miglioramento dei Servizi erogati.
Le Segnalazioni di disfunzione sono comunicazioni da parte di uno studente o di un genitore di un cattivo funzionamento relativo alle
strutture, alle dotazioni o al servizio, ripristinabili con procedure manutentive o correttive .
I Suggerimenti e le Segnalazioni di disfunzione non sono considerate semplici Reclami, ma costituiscono messaggi importanti per l’analisi
dei bisogni e per il miglioramento della qualità del servizio.
La segnalazione di un reclamo può giungere:
 in forma scritta (anche via e-mail) direttamente dal cliente (studente, famiglia)
 con comunicazione verbale del cliente a personale dell’Istituto
La Dirigente Scolastica (D.S.) è responsabile:
- dell'analisi di: reclami ed eventuali suggerimenti/segnalazioni;
68
-
delle azioni correttive apportate;
della relazione semestrale al Consiglio di Istituto in merito ai reclami pervenuti nell’O.d.f.;
della attivazione di interventi per apportare miglioramenti strutturali che eliminano le non conformità;
Il Direttore Amministrativo e il Protocollo sono responsabili:
- del corretto e puntuale inoltro allo sportello informazioni dei reclami giunti in forma indiretta (lettere).
L’Ufficio Amministrativo viene considerato Ufficio di supporto allo sportello informazioni in quanto collabora con quest'ultimo
relativamente al reclamo indirizzato al Dirigente scolastico
Al fine di garantire la massima facilità d'accesso ai reclami la Direzione si impegna a:
- mettere in grado tutto il personale a contatto con il pubblico di indirizzarlo laddove può presentare un reclamo;
- consegnare allo studente neoiscritto e al genitore, all'atto dell’iscrizione, il modello e fornire informazioni in merito;
- mettere a disposizione della clientela un apposito numero telefonico abilitato a fornire informazioni sulle modalità di reclamo;
- allegare alla carta dei Servizi / al P.O.F. una sintetica scheda informativa relativa ai reclami;
In tutte le forme di comunicazione del reclamo, l'O.d.f. si impegna a mantenere un linguaggio e una terminologia semplice e chiara.
La chiusura del reclamo deve essere registrata sul modulo e alla Direzione spettano le attività di:
 verificare l’efficacia dell’intervento eseguito
 disporre eventualmente un nuovo intervento correlato al precedente
 registrare l’avvenuta verifica dell’efficacia
 consuntivare i costi della non qualità attraverso la valorizzazione delle ore indicate e dei costi sostenuti
La gestione del reclamo è uno strumento indispensabile per impostare efficaci Politiche Formative finalizzate al miglioramento continuo
della qualità dei servizi erogati.
I reclami costituiscono una preziosa fonte d'informazione, tale da poter trasformare i problemi in opportunità.
Allo sportello informativo compete:
a) l'aggiornamento del registro dei reclami e delle informazioni nel quale vengono annotati
in ordine cronologico i reclami e le richieste d'informazione pervenuti all’O.d.f.
b) l'archiviazione dell'intera pratica che contiene:
- il reclamo (lettera o modello);
- l'informazione fornita dall’Ufficio / Consiglio di Classe / operatore in merito alla contestazione;
- la copia della lettera di risposta.
Ogni 6 mesi lo sportello informazioni fornisce a tutti i responsabili / referenti / coordinatori dei Servizi una relazione riguardante i reclami ed
eventuali suggerimenti/segnalazioni pervenuti (per essere oggetto d'approfondimento finalizzato all'analisi della situazione, alla messa in
opera d'azioni di prevenzione e di miglioramento).
VALUTAZIONE DEL PIANO DELL’OFFERTA
PROCEDURA DI ANALISI E VERIFICA PERIODICA DI CONGRUITÀ DELLE POLITICHE E STRATEGIE RISPETTO AI
BISOGNI DEI CLIENTI
Analisi e verifiche dirette
 elaborazione dei dati raccolti attraverso i vari strumenti, formali e informali, da parte del responsabile e dei referenti;
 costruzione periodica – provvisoria - di quadri rappresentanti la situazione complessiva;
 incontri periodici di monitoraggio all’interno del gruppo di lavoro del progetto
 interpretazione ed evidenziazione dei punti di forza e di debolezza delle azioni;
 analisi dei fattori legati agli aspetti deboli e ulteriore verifica presso interlocutori rappresentativi, tra cui i diretti destinatari degli
interventi;
 confronto sull’analisi a livello territoriale più ampio, coinvolgendo il maggior numero di istituzioni
Analisi e verifiche indirette
Attenzione ai segnali rivelatori di un atteggiamento positivo nei confronti del progetto anche da parte di altri soggetti competenti in materia
non direttamente coinvolti (es. : valutazioni positive del progetto come risposta efficace a bisogni territoriali contenute in ricerche e studi
condotti al livello territoriale – v. ad es. ricerca dell’I.S.R.E. “L’offerta formativa dell’Altovicentino)
La valutazione si fonda su risultati osservabili, raggiunti in termini di apprendimenti / comportamenti e partecipazione / soddisfazione.
I soggetti che valutano
Ognuno nell’ambito delle proprie competenze
 Collegio dei Docenti e Dirigente Scolastica
 Consiglio di Istituto
 Referente del progetto Qualità / funzione strumentale “Gestione del piano dell’offerta formativa”
 Commissione mista autonomia /p.o.f., formata da componenti interne ed eventualmente, in caso di necessità, da rappresentanti di
enti e mondo del lavoro
 Docenti referenti dei progetti specifici
 Dipartimenti disciplinari
69





Gruppo di settore (DS, referente ASL, tutor di ASL - )
Comitato degli Studenti
Comitato dei Genitori
Gruppo del personale A.T.A.
Destinatari delle attività
Frequenza dei momenti valutativi del piano
La valutazione del piano generale si attua attraverso i seguenti momenti:
 Analisi iniziale del contesto di attuazione dell’intervento e definizione dei risultati attesi, secondo indicatori e descrittori specifici
 misurazione finale, in giugno, secondo gli stessi indicatori e descrittori specifici: confronto tra risultati attesi e risultati raggiunti
I progetti specifici di durata inferiore all’anno scolastico sono valutati secondo le stesse modalità, anche se in tempi più ristretti.
Gli strumenti della valutazione
Schede progettuali, piani di lavoro dei Dipartimenti, dei Consigli di Classe e individuali, questionari, test, griglie di osservazione, colloqui,
interviste.
DOCUMENTAZIONE, VERIFICA E VALUTAZIONE
AUTOVALUTAZIONE
Il ‘Garbin’ ha colto l’importanza di dotarsi di un metodo di autovalutazione e si è impegnato nel costruire un proprio sistema che
gradualmente si è andato affinando e concretizzando
In sede di valutazione della qualità dell’istruzione è opportuno prendere in considerazione i seguenti indicatori di funzionamento :
• l’attività concreta degli allievi (in ordine alle conoscenze, competenze, comportamenti..)
• l’attività concreta del personale utilizzato nella formazione
• le modalità di iterazione comunicativa e sociale tra formatori ed allievi
• l’organizzazione delle attività
• l’uso delle risorse materiali impegnate
Per ogni attività sono previste periodiche valutazioni in itinere in modo da poter valutare l’esigenza di modifiche di progetto, qualora i
risultati si discostino dalle attese.
Ogni attività svolta viene valutata in merito al raggiungimento degli obiettivi proposti innanzitutto da coloro che l’hanno realizzata (o dal
responsabile–coordinatore) o che sono stati coinvolti e, successivamente , dagli organi competenti (Comitato Tecnico-Scientifico, Collegio
dei docenti, Consiglio d’Istituto); pertanto di ogni attività si redige relazione finale.
In una riunione di fine anno le commissioni impegnate nelle attività faranno il punto della situazione esaminando i seguenti fattori :
• quali progetti sono stati portati a termine e quali no
• le motivazioni
• questionari e verifiche svolti in itinere
• questionari e verifiche di fine modulo
• valutazione dei periodici incontri con genitori e studenti (colloqui preliminari, sistemici, conclusivi)
• valutazione di incontri programmati con esperti
• indagini quantitative
• difficoltà incontrate
• risultati ottenuti
Il controllo dei risultati di fine progetto può avvenire utilizzando elementi diversi : raccolta dati, confronto di dati raccolti con dati attesi,
assemblea con genitori e/o studenti, grado di attuazione delle decisioni prese.
Entro il mese di giugno di ogni anno scolastico devono essere prodotte :
 Le relazioni dei consigli di classe sul lavoro svolto, sugli obiettivi cognitivi raggiunti, sulle capacità esercitate e le competenze
acquisite e contenenti anche le osservazioni critiche, corredate eventualmente dalla valutazione degli studenti.
 Dovranno essere menzionati il lavoro collegiale e i raccordi interdisciplinari svolti.
 Le modalità degli incontri docenti-genitori ,con particolare attenzione a casi difficili affrontati
 Le relazioni dei coordinatori sull’attività svolta dai dipartimenti
 Incontri docenti con genitori/studenti , attraverso gli Organi collegiali
 Le relazioni sulle singole attività extrascolastiche svolte;
 Le relazioni sulle attività di laboratorio e sulla biblioteca
 Le relazioni sull’attività sportiva
 Le relazioni sull’attività svolta dai docenti titolari di Funzione strumentale
 Le relazioni sullo svolgimento dei corsi di alternanza scuola lavoro
Il monitoraggio e la verifica finale di coordinamento è compito preminente della Funzione strumentale impegnata nella gestione del POF
Il Collegio dei docenti, valutata la documentazione, delibera in merito e può proporre modifiche, integrazioni ed aggiornamenti del POF.
2) MODALITÀ di DOCUMENTAZIONE
La segreteria centrale conserva:
70
• la documentazione annuale dell’attività didattica svolta, comprendente i piani di lavoro dei consigli di classe e le relazioni finali,
• copia delle prove scritte disciplinari e multidisciplinari somministrate agli studenti nelle singole classi,
• le relazioni circa le attività effettuate al fine di arricchire l’offerta formativa.
3) SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE DEL SISTEMA DI ISTRUZIONE
La scuola italiana sta per dotarsi di un sistema di Valutazione mirato a fornire elementi utili a promuovere, nell’ambito dell’ autonomia, il
miglioramento continuo del servizio reso.
Il sistema di valutazione presenta le seguenti caratteristiche:
a ) misura, scuola per scuola, il grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali stabiliti dall’ Alta Direzione , integrando gli obiettivi
nazionali con quelli dell’autonomia.
b) consente di individuare tempestivamente e sistematicamente gli eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi di cui in a) e di intervenire a
vari livelli di responsabilità, con le necessarie azioni correttive ed allocazioni di risorse
c) utilizza parametri coerenti con quelli usati dai servizi di valutazione comunitari e internazionali
In particolare:
-sono previste verifiche in due aree : linguistica e matematica
-le classi coinvolte sono :le seconde
-la somministrazione delle prove avviene durante il II quadrimestre
-le prove sono di apprendimento e sono trasmesse alle scuole dall’ INVaLSI
-la formazione dei responsabili regionali è a cura dall’ INVaLSI
-la formazione dei somministratori è curata dai responsabili d’Istituto
PROGETTO QUALITÀ’
FINALITÀ:
Ottenere l’accreditamento regionale
OBIETTIVI GENERALI:
-soddisfacimento delle esigenze di tutte le parti interessate nel rispetto dei fini istituzionali e delle norme vigenti;
-controllo dei processi e dei risultati, valorizzando quanto di positivo già esiste, evitando appesantimenti burocratici;
-miglioramento continuo.
OBIETTIVI A BREVE TERMINE:
1.Istituzione di un Sistema Garanzia Qualità
2.Riduzione della dispersione scolastica
3.Incremento delle attività di orientamento e di accoglienza e della sicurezza
4.Promozione di piani di addestramento/formazione del personale al fine di ottimizzare il processo di crescita
5.Partecipazione e coinvolgimento.
RISTESURA - DEFINIZIONE POF
OBIETTIVO
Obiettivo della seguente procedura è definire le regole per una corretta stesura del POF annuale per presentare il servizio offerto dall’Istituto
in modo uniforme e completo.
Le attività che si vogliono regolamentare per l’espletamento del servizio erogato sono le seguenti:
 valutare il POF in corso
 definire i criteri per la redazione del nuovo POF
 definire le responsabilità
 redigere e valutare il nuovo POF
RESPONSABILITÀ RISTESURA
Responsabilità della Direzione e della funzione strumentale per l’area 1 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE POF, è la valutazione di tutti
quegli aspetti che possono influire sulla completezza del POF nella fase di ristesura e revisione.
È pertanto loro compito riunirsi prima della fine dell’anno scolastico per effettuare tale valutazione e definire i criteri per la redazione del
nuovo documento. È loro responsabilità distribuire i compiti sia per la raccolta dei dati necessari alla valutazione iniziale sia per la redazione
del nuovo POF.
È responsabilità del Collegio docenti approvare i criteri per la redazione del nuovo POF.
VALUTAZIONE VERSIONE POF IN CORSO
L’intera attività di seguito descritta per la definizione del nuovo POF viene gestita come progetto secondo le linee indicate nella relativa
procedura. Qui di seguito vengono analizzate le varie fasi che si devono seguire per garantire un prodotto adeguato.
Nella fase di valutazione del POF in corso si devono valutare in modo critico tutte le sue parti:
 indice
 contenuti
 esposizione
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 uniformità
Tutte le valutazioni effettuate devono avere come base anche le informazioni fornite dai controlli effettuati dalla Direzione, dalla F.S. area 1,
sui progetti attuati, dalle valutazioni degli utenti (soddisfazione clienti), dai risultati attesi, dalle valutazioni e consigli dei singoli docenti e
personale dell’Istituto.
72
INCARICHI DA PARTE DELLA DIRIGENTE SCOLASTICA
RESPONSABILE DEL SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE:
Referente interno del Servizio Prevenzione e Protezione: Responsabile prof. Pistone Giovanni
RESPONSABILE DELLA PRIVACY: Responsabile DSGA De Marchi Luana .
RECUPERO E GESTIONE DEBITI - ESAME DI STATO: Prof. Vablè Paolo
COMMISSIONE ORARIO, Coordinatore: la DS Maino Marina
prof. Verde Salvatore (sede di Schio) - prof. Bonato Giangaetano (sede di Thiene)
 Contatta le diverse scuole per giungere alla stesura dell’orario di servizio per i docenti con più sedi;
 Segue le indicazioni fornite dalla DS nella redazione dell’orario stesso in merito a: giorni liberi, ore buche, spostamenti da una sede
all’altra
 Formula l’orario provvisorio e definitivo, compreso quello dei docenti di sostegno;
 Definisce una legenda comune nella definizione dell’orario delle due sedi;
 Fornisce la versione definitiva stampata alla DS;
 Quantifica per ogni docente i recuperi da effettuare derivanti dalla riduzione dell'ora di lezione in 2 giorni la settimana.
COMITATO TECNICO SCIENTIFICO Coordinatrice: la DS Maino Marina
Componenti: Vablè Paolo (Collaboratore Vicario), Canale Federico (Secondo Collaboratore), i Coordinatori di Dipartimento, le Funzioni
Strumentali, Rappresentanti delle Associazioni Datoriali (Assindustria, A.P.I., ASCOM, Artigianato …)
 analizza la struttura produttiva del territorio
 propone forme di collaborazione tra scuola e mondo del lavoro
 avanza proposte di aggiornamento didattico, specialmente in ordine allo sviluppo di competenze ‘trasversali’
ALTERNANZA SCUOLA LAVORO E STAGE LAVORATIVI Coordinatore: Ebalginelli Giorgio
Componenti: i coordinatori delle classi terze e quarte :
 Progettare e gestire esperienze di stage e ASL per gli studenti di 3^ e 4^;
 Seguire i progetti europei relativi a tale ambito e dare loro attuazione;
 Tenere i rapporti con le ditte
COMMISSIONE INNOVAZIONE E SPERIMENTAZIONE Coordinatore prof. Ebalginelli Giorgio (FS POF)
Componenti: Marina Maino (DS) Vablè Paolo (Collaboratore vicario), Canale Federico (Secondo Collaboratore) proff. Dalle Rive Antonio,
Bizzotto Roberto, Surdo, e componenti del Consiglio di Presidenza, Apolloni Michela (FS area Orientamento)
Compiti
 Elabora proposte di modifiche ai vari indirizzi e di nuove tipologie organizzative
 Esamina le nuove disposizioni in materia scolastica
 Predispone la documentazione da sottoporre al Collegio dei docenti in relazione alle nuove proposte organizzative e formative.
COMMISSIONE QUALITA’ ed autovalutazione Coordinatrice prof.ssa Carlotti Vittoria
Componenti: proff. Giordano Maria, Pistone Giovanni, Dal Santo T.
Compiti
 Progetta e gestisce le procedure di acquisizione di una certificazione ambientale
 Segue le procedure di controllo della certificazione di accreditamento dell’Istituto presso la Regione Veneto, nelle aree
Orientamento e Formazione
 Analizza i risultati dell’Istituto in un’ottica di Qualità e Miglioramento;
 Propone progetti migliorativi dell’offerta formativa dell’istituto
COMMISSIONE POF Coordinatore prof. Ebalginelli Giorgio
Componenti: proff. Zanone, Poto Domenico, Lagreca Giuseppe, Eberle, Smurra
1 rappresentante ATA
1 studente
1 genitore
Compiti
 Elabora le linee programmatiche del P.O.F.
 Predispone il P.O.F.
 Formula e/o elabora proposte di revisione del P.O.F.
 Esamina, sulla base dei bisogni emersi, proposte di aggiornamento o formazione.
 Verifica le attività inserite nel P.O.F.
 Coordina le attività di sperimentazione sull'autonomia

propone la revisione del Regolamento di Disciplina;
73

Redige il Regolamento di funzionamento del Collegio Docenti.
COMMISSIONE PROGETTI EUROPEI Coordinatrice: prof.ssa Pianegonda Paola
Componenti: Prof.ssa Mirizzi Anna
Compiti:
 Promuove iniziative per la diffusione di una dimensione europea all'interno dell'Istituto;
 Cerca contatti con l'esterno per attivare azioni di miglioramento nella conoscenza delle lingue straniere;
 Promuove contatti con enti ed istituzione per attivare gemellaggi con paesi esteri.
COMMISSIONE ACCOGLIENZA CLASSI PRIME Coordinatrice: prof.ssa Apolloni Michela
Componenti: Coordinatori classi prime, Coordinatore Dipartimento di Scienze Motorie, Materie Letterarie, Diritto, RSPP
Compiti:
 programmazione e gestione delle attività di accoglienza
GRUPPO DI LAVORO PER L'INCLUSIONE (GLI) – Coordinatrice: prof.ssa Crisafulli Santina
Componenti: Docenti di sostegno, proff. Marotta Salvatore, De Lallo
Compiti
 Propone soluzioni operative per migliorare l'integrazione e l'inclusione nella scuola;
 Redige il Piano Annuale dell’Inclusione (PAI);
 Cura gli eventuali aggiornamenti al pro-tocollo per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni diversamente abili;
 Cura i rapporti con le famiglie, i vari enti e i consigli di classe coinvolti;
 Propone attività per gli studenti diver-samente abili;
 Formula proposte per la richiesta degli insegnanti di sostegno;
 Ripartisce con criteri congruenti le ore complessive di sostegno, assegnate all’inizio dell’anno scolastico alla scuola, tra gli alunni
con disabilità;
 Formula richieste motivate, tramite l’Istituto, per il fabbisogno urgente (attrezzature particolari, sussidi scolastici, contatti con centri
di riabilitazione, con ULSS, con altri enti territoriali, accordi d’orario);
 Rileva i problemi generali circa l’integrazione scolastica ed extra scolastica dell’handicap e del disagio;
 Promuove e collabora alle iniziative educative di integrazione predisposte dal P.O.F.;
 Ha funzione di sensibilizzazione sociale circa il problema dell’handicap e del disagio;
 Si attiva per la “continuità” in collaborazione con gli insegnanti della scuola di provenienza;
 Prepara annualmente una relazione da sottoporrei al collegio docenti;
 Propone al collegio docenti iniziative di formazione specifica.
COMMISSIONE ALUNNI STRANIERI – Coordinatrice: prof.ssa Torti Maria Gisella
Componenti: Coppola Giuseppa, Ponticelli Anna Elisa,
Compiti
 Aggiorna il protocollo per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri;
 Cura i rapporti con le scuole della rete Le Radici e le Ali, e con le altre agenzie territoriali sensibili alla tematica dell’integrazione;
 Partecipa ad attività specifiche di formazione;
 Propone al collegio docenti iniziative di formazione specifica;
 Predispone progetti di attività per gli studenti stranieri;
 Raccoglie il materiale prodotto dai consigli di classe.
COMMISSIONE DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) – Coordinatrice: Crisafulli Santina
Componenti: proff.ssa Smurra e Lo Brutto
Compiti
 Redige e aggiorna il protocollo di lavoro per alunni con DSA;
 Propone al collegio docenti iniziative di formazione;
 Cura i rapporti con le famiglie interessate;
 Partecipa alle attività proposte da enti esterni sui DSA;
 Attiva i Consigli di Classe interessati per la predisposizione del PDP (Piano Didattico Personalizzato)
 Raccoglie il materiale prodotto dai vari consigli di classe;
 Raccoglie materiale informativo sui DSA e lo invia al responsabile del sito.
COMMISSIONE EDUCAZIONE ALLA SALUTE Coordinatrice: Costa Laura
Componenti: prof.ssa Ramon Loretta
Compiti:
 Realizza progetti per la promozione del benessere nella scuola, in particolare con attività volte alla prevenzione del tabagismo,
malattie sessualmente trasmissibili, obesità e anoressia, tossicodipendenze;
 Elabora il progetto donazioni e altri interventi di tipo psicologico-sociale all’interno della scuola;
 Collabora con le Amministrazioni locali soprattutto per l’organizzazione di interventi nel campo delle politiche giovanili;
74


Segue e coordina i contatti con le famiglie nell'ambito di specifici progetti o attività;
Diffonde nella scuola stili di vita sani ed appropriati.
COMMISSIONE VISITE E VIAGGI DI ISTRUZIONE Coordinatore: prof. Quinto
Componenti: proff. Russo Stefania, coadiuvati dall’ufficio tecnico;
Compiti:
 Collabora con l’Ufficio Tecnico nella proposta di mete per i viaggi di istruzione
 Gestisce l’organizzazione dei viaggi (stesura programmi di visite, raccolta adesioni, definizione e raccolta quote)
ORGANO DI GARANZIA Coordinatrice: Maino Marina (DS)
Componenti: proff. Eberle, Ebalginelli Giorgio
Compiti
 Esamina e valuta i ricorsi degli studenti sottoposti a procedimento disciplinare
COMITATO DI VALUTAZIONE DEL SERVIZIO Coordinatore: D.S.
Il comitato di valutazione è composto da quattro membri effettivi e da due membri supplenti.
Membri effettivi

Prof.ssa Carlotti Vittoria

Prof.ssa Giordano Maria

Prof.ssa Napoli Vitalina

Prof.ssa Borriero Manuela
membri supplenti :

Prof.ssa Roberto Lorenza

Prof. Marotta Salvatore
i docenti tutor dei docenti in anno di prova
Per il proff. Casolin Elisa, Surdo Tiziana (matematica): prof. Scortegagna Milva;
per la prof. Lovison Alberto (matematica): prof.ssa Scamutzi Valeria;
per i proff. D’Elia Daniela e Del Favero Andrea (chimica e fisica): prof. Vablè Paolo;
per i proff. Lo Brutto Ivana e Maculan Simone (italiano): prof. Apolloni Michela;
per i proff. Rudella Sandra e Mocellin Antonio (scienze motorie): prof.Preto Giulia;
per la prof. Mirizzi Anna (tecnica professionale servizi comm.): prof. Gaetano Bonato;
per le proff. Giustiniano Lavinia; Di Fuccia Teresa, Barile Francesca (sistegno): prof. Crisafulli Santina;
per le proff. Miceli Alessandra, Tommasello Maria, Baudo Mariella, Iodice Teresa, Salvo Giuseppa (sostegno): prof. Marotta S.;
per la prof. Sartori Paola (italiano): prof. Ciocchetta Stefania.
COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO Coordinatore: D.S.
1° e 2° Collaboratore, Coordinatori di Dipartimento Disciplinare, Figure Strumentali, Rappresentanti delle Associazioni Datoriali.
AMMINISTRATORE DI SISTEMA: prof. Lagreca Giuseppe
Compiti:
 Sovrintendere al funzionamento della rete, comprese le apparecchiature di protezione (firewall, filtri per la posta elettronica,
antivirus, ecc);
 Monitorare lo stato dei sistemi, con particolare attenzione alla sicurezza informatica;
 Effettuare interventi di manutenzione hardware e software su sistemi operativi e applicativi;
 Gestire le password di amministratore di sistema;
 Collaborare con il responsabile del trattamento dei dati personali e custode della password;
 Informare il responsabile del trattamento o il titolare in caso di mancato rispetto delle norme di sicurezza e in caso di eventuali
incidenti;
 Collaborare con i responsabili di sede e dei laboratori.
GRUPPO ‘WELLNESS’ (per il benessere nella scuola e contro la dispersione scolastica): Coordinatrice: prof. Pianegonda Paola,
Componenti: Borriero Manuela, Merola Giovanna, Maculan, Della Corte Michele, Petrosino Pietro, Scortegagna, Cannizzaro Anna
Compiti:
 Promuove azioni per il miglioramento del clima di classe e il benessere delle persone (studenti e personale);
 Coinvolge i Consigli di Classe nell'individuare situazioni di difficoltà e suggerire eventuali soluzioni;
 Redige progetti per promuovere un clima di istituto più sereno e rispettoso dell'ambiente e delle persone;
 Contatta eventuali esperti per possibili collaborazioni;
 Promuove azioni di formazione specifica per il collegio docenti nella gestione dei “casi difficili”.
RESPONSABILE DI LABORATORIO
75
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
E’ responsabile dei beni mobili di ogni singolo laboratorio (art. 17 D.I. 28.5.75)
Provvede al controllo del materiale
Coordina l’utilizzo del laboratorio
Predispone un regolamento per l’utilizzo del laboratorio
Segnala eventuali danni alle apparecchiature
Propone acquisti
E’ responsabile dei collaudi
Luogo
consegnatario
PALESTRA 70
CAPPOZZO LIDIA
LAB. AUTOMAZIONE 16
VERDE SALVATORE
OFFICINA MECCANICA 34 e AULA MISTA
AUTOMAZIONE CNC 3 THIENE
ZANONE RAFFAELLA
LAB. ABBIGLIAM. MODA EX COMBONIANI
GRESELIN SILVANA
LAB. MEZZI DI TRASPORTO
GUIDA MARTINO
LAB. MULTIMEDIALE 88
PIANEGONDA PAOLA
LAB. INFORMATICA 46 e ALA NUOVA
PIANEGONDA PAOLA
OFF. M. CONTROLLO e MACCHINE UTENSILI NUM.
69
PILATI WALTER
LAB. SALDATURA 65
PILATI WALTER
LAB. INFORMATICA 1, 5, 36 THIENE
REVRENNA MARINA
PALESTRA PESI 35 E TENSOSTRUTTURA THIENE
PRETO GIULIA
OFFICINA ELETTRICA 66 e 67
VERDE SALVATORE
LAB. ELETTRONICA 64 E MISURE ELETTRICHE 63 VERDE SALVATORE
Responsabile rete informatica: prof. Giuseppe Lagreca
Titolare privacy: prof.ssa Marina Maino
Responsabile trattamento dati personali: Luana De Marchi
Sostituta DSGA: M.Grazia Bertoldo
76
Sede
sede centrale
sede centrale
Thiene
Thiene
sede centrale
sede centrale
sede centrale
sede centrale
sede centrale
Thiene
Thiene
sede centrale
sede centrale
GRIGLIE DI VALUTAZIONE
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELL'IRC
giudizio
OTTIMO
DISTINTO
BUONO
DISCRETO
SUFFICIENTE
conoscenze
Ottima conoscenza e
presentazione ordinata degli
argomenti con proprietà di
linguaggio, apporti ed
approfondimenti personali
competenze
abilità
Comprende in modo
Analizza e valuta criticamente
approfondito ed è in grado di contenuti e procedure.
proporre analisi sintesi
Rielabora in modo autonomo
personali in modo originale. ed originale.
Si esprime in modo molto
appropriato.
Conoscenza completa e
Comprende ed è in
Individua e risolve problemi
ordinata degli argomenti con grado di proporre analisi e
complessi. Rielabora
qualche apporto personale sintesi personali. Si
correttamente cogliendo
esprime in modo appropriato. correlazioni tra più discipline.
Conoscenza completa degli
argomenti con qualche
apporto personale
Comprende ed è in grado di Rielabora correttamente
riproporre percorsi di analisi e cogliendo possibilità di
sintesi svolti in classe. Si
correlazione tra più discipline
esprime in modo corretto
Manifesta una corretta
Conoscenza generale di tutti comprensione di significati e
gli argomenti trattati
contenuti. Si esprime in
modo sufficientemente
corretto.
Abilità nel risolvere problemi
abbastanza semplici. Coglie
spunti per riferimenti
all'interno della disciplina.
Conoscenza degli argomenti Esplicita i significati anche
talvolta un po' superficiale e se frammentariamente.
frammentaria
Si esprime in modo
accettabile.
Riesce a cogliere la portata
dei problemi anche se in un
contesto nuovo e semplice,
fornendo prestazioni
complessivamente
adeguate alle richieste.
INSUFFICIENTE
Conoscenza degli argomenti Limitata comprensione dei
contenuti. Espressione
scarsa e frammentaria
incoerente
GRAVEMENTE
INSUFFICIENTE
Conoscenza nulla degli
argomenti
Si esprime in modo non
corretto
77
Non coglie appieno la
complessità dei problemi. Solo
guidato affronta situazioni
nuove in un contesto semplice
con prestazioni non adeguate
alle richieste.
Non sa orientarsi nelle
problematiche del dialogo
educativo
ITALIANO
Griglia di valutazione del biennio (scritto e orale)
CONOSCENZE
ABILITÀ
COMPETENZE
Indicatori
Contenuti disciplinari:
elementi della comunicazione verbale
e non verbale;
strutture essenziali dei testi narrativi, descrittivi,
espositivi, regolativi,
argomentativi, poetici;
principali strutture morfosintattiche
della lingua italiana;
elementi di analisi di testi letterari;
contesto storico di riferimento di alcuni
autori e opere;
linguaggi non verbali, lessico di base.
descrittori
Indicatori
Comprensione di messaggi verbali e non verbali;
decodificazione di linguaggi verbali e di forme di
comunicazione non verbale;
riconoscimento delle strutture di vari linguaggi;
interazione in conversazioni;
selezione di informazioni generali e specifiche;
uso del vocabolario.
Ha conoscenze decisamente ampie ed articolate;
dimostra piena padronanza dei linguaggi.
Sa comprendere testi e situazioni anche complessi;
sa interagire in modo sicuro con piena padronanza dei
linguaggi.
Comprende testi e situazioni anche di una certa complessità;
interagisce in modo sicuro, dimostrando padronanza dei
linguaggi.
Utilizza con sicurezza gli strumenti espressivi; interpreta e produce
testi con completa padronanza.
eccellente
10
Utilizza con disinvoltura i mezzi espressivi; interpreta e produce
testi con sicurezza e
correttezza.
ottimo
9
Conosce in modo approfondito e dimostra
una conoscenza dei linguaggi decisamente
soddisfacente.
Conosce in modo abbastanza approfondito e
dimostra sostanziale padronanza dei linguaggi.
Sa riconoscere con sicurezza elementi fondamentali e
dettagli di testi, sa interagire con soddisfacente padronanza.
Sa esprimersi con efficacia e produce testi usando un linguaggio
ricco e appropriato.
buono
8
Riconosce elementi e dettagli abbastanza precisamente e sa
interagire in modo chiaro.
Sa esprimersi in modo abbastanza autonomo e produce testi usando
un linguaggio abbastanza appropriato.
discreto
7
Ha conoscenze corrette, essenziali ma non
approfondite. Sa controllare i linguaggi, pur
con qualche errore.
Ha conoscenze imprecise e incomplete e un’
incerta conoscenza dei linguaggi.
Ha conoscenze frammentarie dei contenuti
e scarsa conoscenza dei linguaggi.
Ha conoscenze del tutto lacunose dei contenuti e
dimostra carenze gravi carenze nell’uso dei
linguaggi.
Ha conoscenze nulle o assolutamente scadenti.
Riconosce gli elementi fondamentali di un testo; sa
interagire, pur con qualche errore.
Si esprime in modo semplice; produce testi essenzialmente corretti.
sufficiente
6
Riconosce solo alcuni elementi fondamentali; interagisce
con qualche difficoltà.
Comprende con difficoltà, non è in grado di interagire in
modo autonomo.
Non è in grado di comprendere semplici testi; non sa
interagire.
Si esprime in modo non adeguato e produce testi
con lacune.
Espone in maniera confusa e scorretta; produce testi non
comprensibili.
Espressione del tutto inadeguata e incomprensibile.
insufficiente
5
gravemente
insufficiente
scarso
4
Non è in grado di comprendere alcun contenuto.
Inconsistenza di competenze.
nullo
2-1
Ha conoscenze ampie ed articolate;
dimostra piena conoscenza dei linguaggi.
descrittori
Indicatori
Utilizzo degli strumenti espressivi anche multimediali;
interpretazione di testi verbali e non verbali;
produzione autonoma di testi verbali e non verbali.
LIVELLO
descrittori
giudizio
voto
livello
A
B
C
D
3
ITALIANO
CONOSCENZE
Indicatori
Griglia di valutazione del triennio (orale)
ABILITÀ
Indicatori
COMPETENZE
Indicatori
Contenuti disciplinari: testi letterari e non (in prosa e
in versi); testi argomentativi di attualità e di storia.
Evoluzione della lingua e del sistema letterario
italiano dalle origini ad oggi.
Panoramica delle principali tematiche di tipo
culturale sviluppate tra XIII e XXI sec.
descrittori
Analisi
Sintesi
Contestualizzazione
Esposizione
Correlazione
Utilizzo di strumenti di comunicazione appropriati al settore
professionale di riferimento;
Redazione di relazioni tecniche.
descrittori
descrittori
giudizio
Conoscenza completa, approfondita e articolata
Comprensione sicura e autonoma
Parafrasi attendibile e molto curata nella scelta
dell’espressione
Analisi e sintesi autonome, approfondite
e critiche
Riconoscimento preciso e consapevole degli elementi
fondamentali di un testo
Collegamenti precisi, coerenti, con una pluralità di
approcci
Analisi e sintesi autonome, complesse e precise, con
contributi anche originali
Collegamenti coerenti e precisi anche in chiave
interdisciplinare
Analisi e sintesi abbastanza autonome
Riconoscimento chiaro dei tipi di testo Individuazione
quasi sempre precisa del
quadro culturale di riferimento
Esposizione brillante, corretta e fluente
Contributi originali all’interpretazione del testo, proposti in
chiave critica e in un quadro complessivo esauriente
Utilizzo del linguaggio tecnico-professionale preciso e
esauriente (relazione tecnica)
eccellente ottimo
10-9
Esposizione disinvolta, corretta e fluente
Frequenti osservazioni critiche
Utilizzo del linguaggio tecnico-professionale preciso
(relazione tecnica)
Esposizione chiara, corretta e abbastanza sciolta
Collegamenti anche originali tra testo, genere ed eventi
storico-biografici
Utilizzo del linguaggio tecnico-professionale appropriato
(relazione tecnica)
Esposizione semplice e lineare, con un ordine
riconoscibile
Collocazione per lo più corretta di un testo in rapporto
all’autore, al genere e al movimento culturale
Espressione abbastanza corretta
Utilizzo essenziale del linguaggio tecnico-professionale
(relazione tecnica)
Esposizione difficile e poco fluente
Collegamenti imprecisi o superficiali
Incerta la padronanza delle norme grammaticali
Utilizzo del linguaggio tecnico-professionale insufficiente
(relazione tecnica)
Molto faticosa, gravemente scorretta e confusa
Collegamenti errati, occasionali e superficiali
Scarsa padronanza linguistica
Utilizzo del linguaggio tecnico-professionale del tutto
inadeguato (relazione tecnica)
buono
8
discreto
7
sufficiente
6
insufficiente
5
gravemente
insufficiente
scarso
4-3
Inesistente o molto parziale e confusa, senza coerenza e
coesione, nessuna correlazione.
nullo
2-1
Conoscenza completa e sistematica
Comprensione sicura e abbastanza autonoma
Parafrasi attendibile ed espressiva
Conoscenza abbastanza esauriente
Comprensione corretta
Parafrasi attendibile e lineare
Conoscenza essenziale e
ricondotta alle linee generali di un testo o argomento
Parafrasi attendibile
Analisi/sintesi sufficientemente corretta e chiara, con
qualche incertezza
Rielaborazione essenziale di un testo nei suoi aspetti
fondamentali
Collegamenti semplici ed essenziali
Conoscenza incompleta e superficiale
Comprensione parziale, parafrasi incerta e poco
lineare
Analisi e sintesi parziali e imprecise
Qualche difficoltà di rielaborazione
Difficoltà di collocazione nel movimento culturale, nel
genere e nell’evento storico-biografico
Scarsa conoscenza, lacunosa e confusa
Comprensione sommaria, parafrasi approssimativa
Analisi approssimativa, sintesi incompleta
Confusione fra i vari tipi di testo e i loro elementi
Confusione nella collocazione di un testo
in rapporto a temi, autori e movimenti culturali
Nulla o del tutto frammentaria.
Nessuna o scarsa
LIVELLO
voto
livello
B
C
D
ITALIANO
Griglia di valutazione del triennio scritto (prima prova esame di stato)
ANALISI DEL TESTO (tipologia A)
Punti
1
MANCATA CONSEGNA O “FOGLIO IN BIANCO”
Indicatori
C
O
N
O
S
C
E
N
Z
E
descrittori
a. molteplici, organizzate efficacemente contestualizzazione
ampia ed esauriente
Quantità e qualità delle
conoscenze
(approfondimenti
contestualizzazione)
(3 punti max)
Analisi
(riconoscimento degli
aspetti stilistici,
metrici, strutturali)
C
A
P
A
C
I
T
A’
3
b. pertinenti, discusse
contestualizzazione efficace
c. sufficienti, corrette/contestualizzazione adeguata
2.5
d. parziali, poco approfondite e/o poco
precise/contestualizzazione parziale
e. scarse e/o poco pertinenti/contestualizzazione inadeguata
1.5
a. analisi corretta ed esauriente
b. analisi corretta, con qualche approfondimento
c. analisi svolta globalmente, ma con qualche imprecisione
3
2.5
2
d. analisi parziale e/o superficiale, non sempre corretta
1.5
2
1
e. analisi parziale, molto imprecisa ed errata
(3 punti max)
Interpretazione e
rielaborazione
(2,5 punti max)
1
a. interpretazione efficace, ampiamente motivata e con apporti
critici
b. interpretazione efficace, con qualche spunto di riflessione
2.5
c. interpretazione generalmente corretta, ma poco
rielaborata
d. interpretazione confusa, poco meditata e poco rielaborata
1.5
2
1
e. scarse capacità interpretative e rielaborative
0
a. piena comprensione del testo
Comprensione del testo
b. globale comprensione del testo
2
c.comprensione degli aspetti essenziali del testo
(2,5 punti max)
C
O
M
P
E
T
E
N
Z
E
2.5
Correttezza espositiva
(4 punti max)
1.5
d. parziale comprensione del testo
1
e. scarsa comprensione del testo
0
a. nessun errore o imprecisioni ininfluenti
2
b. qualche errore
Ortografia,
morfosintassi e
punteggiatura
Stile, competenze
lessicali
1.5
c. errori numerosi e/o gravi
1
a. esposizione fluida, lessico ricco ed efficace
2
b. esposizione scorrevole, lessico generalmente appropriato
1.5
c. esposizione pesante, lessico impreciso, elementare e ripetitivo
VOTO ...../10
1
PUNTEGGIO…./15
Quindicesimi
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
Decimi
1
2
2.5
3
3.5
4
4.5
5
5.5
6
6.5
7
7.5
8
8.5
9
9.5
10
ITALIANO
Griglia di valutazione del triennio scritto (prima prova esame di stato)
SAGGIO BREVE (tipologia B)
Punti
MANCATA CONSEGNA O “FOGLIO IN BIANCO”
Indicatori
C
O
N
O
S
C
E
N
Z
E
Quantità e qualità delle
conoscenze
Utilizzo dei dati forniti
e loro integrazione
(3 punti max)
Capacità
argomentative, di
analisi e di sintesi
C
A
P
A
C
I
T
A’
(3 punti max)
Capacità critiche e
rielaborative
1
descrittori
a. conoscenze pertinenti e molteplici, utilizzo pieno ed efficace
dei dati, ottima integrazione con le proprie esperienze culturali
b. conoscenze pertinenti, utilizzo adeguato dei dati, qualche
riferimento alle proprie esperienze culturali
c. conoscenze sufficienti ,utilizzo parziale dei dati,
occasionali riferimenti alle proprie esperienze culturali
d. conoscenze generiche, poco approfondite, utilizzo forzato dei
dati, riferimenti culturali poco significativi
e. conoscenze scarse, scarso utilizzo dei dati,scarsi riferimenti
culturali
a. ottime capacità argomentative, di analisi e sintesi, tesi
evidente, convincente e ampiamente dimostrata
b. discrete capacità argomentative, di analisi e sintesi, tesi
fondata e abbastanza discussa
c. sufficienti capacità argomentative, di analisi e sintesi, tesi
non sempre evidente
d. insufficiente capacità argomentative, di analisi e sintesi, tesi
poco riconoscibile
e. scarse capacità argomentative e di analisi e sintesi, tesi non
riconoscibile
a. ottime capacità rielaborative, spunti critici e di originalità
b. discrete capacità rielaborative
C
O
M
P
E
T
E
N
Z
E
(2,5 punti max)
Correttezza espositiva
(4 punti max)
Ortografia,
morfosintassi e
punteggiatura
Stile, registro
linguistico,
competenze lessicali
2
1.5
1
3
2.5
2
1.5
1
2.5
1.5
d. rielaborazione limitata e parziale
Comprensione
dell’argomento,
rispetto delle consegne
impostazione
del testo
2.5
2
c. osservazioni rielaborate in modo parziale
(2,5 punti max)
3
1
e. scarsa rielaborazione
a. piena comprensione dell’argomento, titolo originale ed
efficace, impostazione originale e rigorosa
b. discreta comprensione dell’argomento, titolo appropriato,
impostazione coerente
c. globale comprensione dell’argomento, titolo generico,
impostazione abbastanza coerente
d. parziale comprensione dell’argomento, titolo poco
significativo,
testo poco coerente e consequenziale
e. scarsa comprensione dell’argomento, titolo scarsamente
fondato, scarsa coerenza e consequenzialità del testo
a. nessun errore o imprecisioni ininfluenti
0
2.5
b. qualche errore
1.5
2
1.5
1
0
2
c. errori numerosi e/o gravi
1
a. esposizione fluida, registro pienamente adeguato, lessico
ricco e specifico
b. esposizione scorrevole, registro generalmente adeguato,
qualche imprecisione lessicale
c. esposizione pesante, registro inadeguato, lessico elementare e
ripetitivo
2
VOTO ...../10
1.5
1
PUNTEGGIO…./15
Quindicesimi
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
Decimi
1
2
2.5
3
3.5
4
4.5
5
5.5
6
6.5
7
7.5
8
8.5
9
9.5
10
ITALIANO
Griglia di valutazione del triennio scritto (prima prova esame di stato)
ARTICOLO DI GIORNALE (tipologia B)
Punti
MANCATA CONSEGNA O “FOGLIO IN BIANCO”
Indicatori
C
O
N
O
S
C
E
N
Z
E
Quantità e qualità delle
conoscenze
Utilizzo dei dati forniti
e loro integrazione
(3 punti max)
Capacità di analisi e
sintesi
(2,5 punti max)
C
A
P
A
C
I
T
A’
Capacità critiche e
rielaborative
(3 punti max)
Rispetto delle consegne
Impostazioni del testo
C
O
M
P
E
T
E
N
Z
E
(2,5 punti max)
Correttezza espositiva
(4 punti max)
Ortografia,
morfosintassi e
punteggiatura
Stile, registro
linguistico,
competenze lessicali
1
descrittori
a. conoscenze pertinenti e molteplici, utilizzo pieno ed efficace
dei dati, ottima integrazione con le proprie esperienze culturali
b. conoscenze pertinenti, utilizzo adeguato dei dati, qualche
riferimento alle proprie esperienze culturali
c. conoscenze sufficienti ,utilizzo parziale dei dati,
occasionali riferimenti alle proprie esperienze culturali
d. conoscenze generiche, poco approfondite, utilizzo forzato dei
dati, riferimenti culturali poco significativi
e. conoscenze scarse, utilizzo inadeguato dei dati,scarsi
riferimenti culturali
a. argomenti analizzati in modo esauriente ed efficacemente
selezionati
b. analisi e sintesi efficaci
c. analisi sufficiente, ma con qualche divagazione
d. analisi non sempre efficace e/o parziale
3
2.5
2
1.5
1
2,5
2
1,5
1
e. scarse capacità di analisi e sintesi, dispersione,
frammentarietà
a. tesi sostenute con argomentazioni logiche, convincenti,
rielaborate criticamente e in modo originale
b. argomentazioni logiche, qualche spunto personale
c. argomentazioni consequenziali, ma poco rielaborate
0
2,5
2
d. tesi non sempre chiaramente enucleate e poco rielaborate
1,5
3
e. tesi confuse, scarsa efficacia dimostrativa, scarsa
rielaborazione
a. titolo originale ed efficace destinazione editoriale pienamente
coerente, impostazione convincente e corretta dell’articolo
b. titolo pertinente, destinazione editoriale coerente,
impostazione corretta dell’articolo
c. titolo generico, destinazione editoriale generalmente
pertinente, sufficiente rispetto della struttura giornalistica
d. titolo poco significativo, destinazione editoriale poco
pertinente, parziale rispetto della struttura giornalistica
e. titolo inefficace, destinazione editoriale scarsamente fondata,
scarso rispetto della struttura giornalistica, coerenza e
consequenzialità del testo
a. nessun errore o imprecisioni ininfluenti, sintassi ben articolata
b. qualche errore, sintassi semplice, ma sostanzialmente
corretta
1
2.5
2
1.5
1
0
2
1.5
c. errori numerosi e gravi, sintassi involuta e scorretta
1
a. stile e registro pienamente adeguati, lessico ricco
2
b. stile e registro sufficientemente adeguati, lessico
generalmente appropriato
c. stile e registro inadeguati, lessico impreciso, ripetitivo
VOTO ...../10
1.5
1
PUNTEGGIO…./15
Quindicesimi
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
Decimi
1
2
2.5
3
3.5
4
4.5
5
5.5
6
6.5
7
7.5
8
8.5
9
9.5
10
ITALIANO
Griglia di valutazione del triennio scritto (prima prova esame di stato)
TEMA STORICO/ DI ATTUALITA’ (tipologia C/D)
Punti
MANCATA CONSEGNA O “FOGLIO IN BIANCO”
Indicatori
C
O
N
O
S
C
E
N
Z
E
3
b. pertinenti, abbastanza convincenti
2.5
Quantità e qualità delle
conoscenze
c. sufficienti, corrette
(3 punti max)
d. generiche, poco approfondite e/o poco precise
2
1.5
e. scarse e/o poco pertinenti
1
a. argomenti analizzati in modo esauriente ed efficacemente
selezionati, testo coeso ed organico
b. analisi e sintesi abbastanza efficaci, testo sufficientemente
coeso ed organico
c. analisi sufficiente, ma con qualche divagazione, generale
coesione ed organicità del testo
d. analisi non sempre efficace e/o parziale, testo poco organico
Capacità di
analisi,sintesi e di
organizzazione del
testo
C
A
P
A
C
I
T
A’
1
descrittori
a. pertinenti, molteplici, organizzate efficacemente
(2,5 punti max)
2,5
2
1,5
1
e. scarse capacità di analisi e sintesi, testo disorganico,
dispersivo, a tratti incoerente
a. tesi sostenute con argomentazioni logiche, convincenti,
rielaborate criticamente e in modo originale
b. argomentazioni logiche, qualche spunto personale
0
2,5
Capacità logicocritiche e rielaborative
c. argomentazioni consequenziali, ma poco rielaborate
2
(3 punti max)
d. tesi non sempre chiaramente enucleate e poco rielaborate
3
1,5
e. tesi confuse, non dimostrate né rielaborate
Aderenza alla traccia
Individuazione e
comprensione
dei nodi concettuali
C
O
M
P
E
T
E
N
Z
E
(2,5 punti max)
Correttezza espositiva
(4 punti max)
Ortografia,
morfosintassi e
punteggiatura
Stile, registro
linguistico,
competenze lessicali
1
a. piena rispondenza alla traccia,piena individuazione e
comprensione dei nodi concettuali
b. generale rispondenza alla traccia, discreta comprensione e
individuazione dei nodi concettuali
c. parziale rispondenza alla traccia, sufficiente
individuazione e comprensione dei nodi concettuali
d. parziale rispondenza alla traccia, parziale individuazione e
comprensione dei nodi concettuali
e. scarsa rispondenza alla traccia, scarsa individuazione e
comprensione dei nodi concettuali
a. nessun errore o imprecisioni ininfluenti
2.5
b. qualche errore
1.5
2
1.5
1
0
2
c. errori numerosi e/o gravi
1
a. esposizione fluida, registro pienamente adeguato, lessico
ricco ed efficace
b. esposizione scorrevole, registro generalmente adeguato,
lessico appropriato
c. esposizione pesante, registro inadeguato, lessico elementare e
ripetitivo
2
VOTO ...../10
1.5
1
PUNTEGGIO…./15
Quindicesimi
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
Decimi
1
2
2.5
3
3.5
4
4.5
5
5.5
6
6.5
7
7.5
8
8.5
9
9.5
10
STORIA Griglia di valutazione (biennio e triennio)
CONOSCENZE
ABILITÀ
COMPETENZE
Indicatori
Contenuti disciplinari
Indicatori
Individuazione delle coordinate spazio-temporali;
utilizzo delle fonti;
individuazione dei collegamenti testuali;
confronto tra passato e presente.
Indicatori
Esposizione
utilizzo del lessico specifico
acquisizione delle informazioni
interpretazione dei dati.
LIVELLO
descrittori
descrittori
descrittori
giudizio
voto
Ha conoscenze decisamente
ampie ed articolate.
Individua con precisione coordinate spazio-temporali;
usa con precisione e sicurezza le fonti;
individua con coerenza i collegamenti e opera confronti in modo
autonomo e critico.
Individua con precisione coordinate spazio-temporali;
comprende e usa correttamente le fonti;
individua con sicurezza i collegamenti e opera confronti in modo
autonomo.
Individua correttamente coordinate spazio-temporali;
usa coerentemente le fonti;
individua correttamente i collegamenti e opera confronti in modo
appropriato.
Individua coordinate spaziotemporali e usa le fonti in modo
corretto;
individua i collegamenti e opera confronti con sufficiente
sicurezza.
Individua coordinate spaziotemporali e usa le fonti in modo
essenzialmente apprezzabile;
individua i collegamenti e opera confronti in modo essenziale.
Espone con sicura padronanza di linguaggio acquisisce
con rapidità e sicurezza le informazioni;
interpreta con coerenza dati;
eccellente
10
Espone con piena correttezza di linguaggio acquisisce
con sicurezza le informazioni;
interpreta con coerenza i dati.
ottimo
9
Espone con correttezza di linguaggio acquisisce con
sicurezza informazioni;
interpreta con coerenza dati.
buono
8
Espone con sufficiente correttezza;
acquisisce le informazioni,interpreta i dati con
correttezza.
discreto
7
Espone in modo essenzialmente corretto;
acquisisce le informazioni e interpreta i dati in modo
sufficiente.
sufficiente
6
Ha conoscenze imprecise ed
incomplete.
Individua coordinate spaziotemporali e usa le fonti in modo
inadeguato;
individua i collegamenti e opera confronti con qualche difficoltà.
Espone in modo confuso;
acquisisce informazioni e interpreta i dati in modo
inadeguato.
insufficiente
5
Ha conoscenze molto
frammentarie.
Individua le coordinate spaziotemporali e usa le fonti con
difficoltà;
individua i collegamenti e opera confronti in modo
eccessivamente confuso.
Non individua coordinate spaziotemporali, né usa le fonti in
modo apprezzabile.
Non individua i collegamenti né opera confronti.
Espone in modo confuso e inappropriato; acquisisce
informazioni ed interpreta dati in modo confuso e
scorretto.
gravemente
insufficiente
4
Espone in modo del tutto inadeguato;
non acquisisce informazioni, non interpreta dati in
modo apprezzabile.
scarso
3
Non è in grado di individuare alcun contenuto in modo
significativo.
Evidenzia inconsistenza di competenze.
nullo
2-1
Ha conoscenze ampie ed
articolate.
Conosce in modo
approfondito.
Conosce in modo abbastanza
approfondito.
Ha conoscenze corrette,
essenziali ma non
approfondite.
Ha conoscenze del tutto
lacunose.
Non ha conoscenze.
livello
A
B
C
D
STORIA griglia di valutazione della TERZA PROVA
indicatori
C
O
N
O
S
C
E
N
Z
E
C
A
P
A
C
I
T
A’
C
O
M
P
E
T
E
N
Z
E
Conoscenza dei
contenuti
Comprensione,
analisi e
interpretazione
Padronanza del
linguaggio,
chiarezza e
correttezza
espositiva
descrittori
Punti
Livelli
Dimostra di non conoscere i
contenuti
Conosce i contenuti in modo
frammentario
Conosce i contenuti in modo
molto carente
Conosce i contenuti con lacune e
imprecisioni
Conosce i contenuti in modo
elementare
Conosce i contenuti pur in
modo non completo
Conosce i contenuti in modo
completo ed articolato
Conosce i contenuti in modo
approfondito e critico
Dimostra di non saper
comprendere
Comprende, analizza e interpreta
in modo lacunoso e superficiale
Comprende, analizza e interpreta
in modo parziale
Comprende, analizza e
interpreta in modo adeguato
pur con qualche imprecisione
Comprende, analizza e interpreta
in modo corretto ed approfondito
Comprende, analizza e interpreta
in modo approfondito ed originale
Dimostra di non aver padronanza
del linguaggio
1
nullo
2
scarso
3
4
gravemente
insufficiente
insufficiente
5
mediocre
6
sufficiente
7
buono
8
Ottimo
0
nullo
0,5
1
gravemente
insufficiente
insufficiente
2
sufficiente
2,5
Discreto
buono
ottimo
3
0
Si esprime in modo non corretto
con lessico talora inadeguato
Si esprime in modo lineare con
qualche imprecisione lessicale
Si esprime in modo corretto e
adeguato nel lessico
Si esprime in modo corretto e
originale nel lessico, con
personale convincimento
1
Nullo
Gravemente
insufficiente
insufficiente
2
sufficiente
3
Discreto
buono
ottimo
4
Punti
in
quindicesi
mi
…..…
…..…
…..…
VOTO ...../10
PUNTEGGIO…./15
Quindicesimi
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
Decimi
1
2
2.5
3
3.5
4
4.5
5
5.5
6
6.5
7
7.5
8
8.5
9
9.5
10
LINGUA STRANIERA - GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA PRODUZIONE ORALE
VALUTAZIONE IN
DECIMI E RELATIVI
DESCRITTORI
Con l’utilizzo anche dei
mezzi voti
CONOSCENZE
In termini di contenuti,
grammatica e lessico
Utilizzazione Delle
Conoscenze
In Termini di:
Comprensione,
Rielaborazione, capacità di
operare collegamenti
Utilizza le conoscenze in
modo sicuro. Produce un
discorso ben articolato.
Elabora collegamenti.
Utilizza le conoscenze in
modo sicuro.
Produce un discorso
coerente e coeso.
9/10 OTTIMO
Rivela una conoscenza
approfondita e
documentata dei contenuti
8 BUONO
Rivela una conoscenza
precisa dei contenuti
7 DISCRETO
Rivela una conoscenza
chiara dei contenuti
fondamentali richiesti.
Utilizza le conoscenze in
modo consapevole.
Produce un discorso
ordinato.
6 SUFFICIENTE
Rivela una conoscenza
essenziale dei contenuti
richiesti.
5 INSUFFICIENTE
Rivela una conoscenza
parziale e imprecisa dei
contenuti.
Utilizza le conoscenze in
modo fondamentalmente
corretto. Produce un
discorso semplice e
comprensibile, anche se
non sempre chiaro.
Utilizza le conoscenze in
modo impreciso. Produce
un discorso incompleto.
4 GRAVEMENTE
INSUFFICIENTE
Rivela una conoscenza
lacunosa dei contenuti.
3 QUASI NULLO
Rivela una conoscenza
molto scarsa dei contenuti.
2-1 NULLO
Rivela una conoscenza
quasi nulla/nulla dei
contenuti.
Utilizza le conoscenze in
modo scorretto. Produce un
discorso disordinato e
disorganico.
Utilizza le poche
conoscenze in modo
scorretto e inefficace. Non
riesce a produrre un
discorso comprensibile.
Non produce alcun
discorso.
ESPOSIZIONE
In termini di: scioltezza,
pronuncia, interazione ed
autonomia dell’esposizione
Si esprime in modo fluido,
sicuro e corretto. Usa un
lessico ricco. Interagisce in
modo naturale e spontaneo.
Si esprime in modo chiaro e
lineare, pur con alcune
incertezze grammaticali e/o
di pronuncia.
Usa un lessico preciso e
vario.
Si esprime in modo lineare
anche se con alcuni errori di
grammatica e/o di
pronuncia. Usa un lessico
appropriato, anche se
limitato.
Si esprime in modo
sostanzialmente efficace,
per con errori di
grammatica. Interagisce in
modo accettabile, anche se
con qualche incertezza.
Si esprime in modo
superficiale e talvolta
scorretto. Usa un lessico
impreciso e limitato.
Interagisce con difficoltà.
Si esprime in modo
scorretto. Usa un lessico
improprio. Non riesce ad
interagire.
Si esprime in modo
scorretto e incomprensibile.
Non riesce ad esprimersi.
LINGUA STRANIERA GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA PRODUZIONE SCRITTA
VALUTAZIONE IN
DECIMI E RELATIVI
DESCRITTORI
Con l’utilizzo anche dei
mezzi voti
9/10 OTTIMO
CONOSCENZE
In termini di contenuti,
grammatica e lessico
8 BUONO
Rivela una conoscenza
precisa dei contenuti
7 DISCRETO
Rivela una conoscenza
chiara dei contenuti
fondamentali richiesti.
6 SUFFICIENTE
Rivela una conoscenza
essenziale dei contenuti
richiesti.
5 INSUFFICIENTE
Rivela una conoscenza
parziale e imprecisa dei
contenuti.
4 GRAVEMENTE
INSUFFICIENTE
Rivela una conoscenza
lacunosa dei contenuti.
3 QUASI NULLO
Rivela una conoscenza
molto scarsa dei contenuti.
2-1 NULLO
Rivela una conoscenza
quasi nulla/nulla dei
contenuti.
Rivela una conoscenza
approfondita e
documentata dei contenuti
PRODUZIONE
In termini di: scioltezza ed
autonomia della
produzione, capacità di
operare collegamenti
Utilizza le conoscenze in
modo sicuro. Produce testi
ben organizzati, corretti e di
agevole lettura. Usa un
lessico ricco.
Produce testi ordinati e
sufficientemente elaborati
nel contenuto.
Usa un lessico preciso e
vario.
Produce un discorso
ordinato anche se con alcuni
errori di grammatica. Usa
un lessico appropriato,
anche se limitato.
Soddisfa le richieste
essenziali del compito
assegnato, pur producendo
elaborati non sempre ben
organizzati e con alcuni
errori di grammatica e
ortografia.
Produce un discorso
incompleto e talvolta
scorretto. Usa un lessico
impreciso e limitato.
Utilizza le conoscenze in
modo scorretto. Produce un
testo disordinato e
disorganico. Usa un lessico
improprio.
Assolve il compito
prescritto in modo
incompleto e inefficace.
Non riesce a produrre un
discorso comprensibile.
Non produce alcun testo.
ESAME DI STATO a.s. 2012/13
Candidato………………………………..
Classe………………
GRIGLIA DI VALUTAZIONE - TERZA PROVA SCRITTA
Disciplina: MATEMATICA-INFORMATICA
La commissione
Il Presidente
INDICATORE N.1
INDICATORE N.2
INDICATORE N.3
TOTALE
Punti 15
Conoscenza dell’argomento
Capacità espressiva/operativa
Descrittore
GRIGLIA
BIENNIO
per la
valutazione
delle prove
scritte e
orali di
Matematica,
Tecnologie
Nulla
o
scarsa
(p.1)
Descrittore
Gravem.
Insuff.
Insuff.
Suffic.
Discreta
Buona
Ottima
Nulla
o scarsa
lacunosa
incompleta
essenziale
adeguata
articolata
Ampia e
articolata
(p.8)
Gravi errori
di proced.
(p.0-1)
(p.2-3)
(p.4)
(p.5)
(p.6)
Uso di linguaggio
tecnico/specifico
(p.7)
Non adeguata
Suff. 10
Descrittore
Suff.
adeguata
Errori di
proced.o
Svolg.
imprecisioni
Sostanz
(p.2)
corretto
(p.3)
Adeguata
Non corretto
Impreciso
Completa
e articolata
(p.4)
(p.0-1)
S
u
f
f
C
o
r
r
e
t
t
o
Punteggio
ottenuto
Corretto
Preciso,
articolato
(p.3)
….…/15
Appropriato
(p.2)
dell’Informazione e della Comunicazione (biennio Manutenzione), Informatica e Laboratorio (biennio Servizi Commerciali):
Conoscenza
Abilità
di contenuti, formule, procedure e del linguaggio specifico
Applicazione di formule, proprietà, algoritmi e procedure
risolutive
Competenze
Utilizzo delle conoscenze per
1. applicare procedure di calcolo (solo Matematica)
Voto
2. confrontare e analizzare figure geometriche (solo Matem.)
3. risolvere problemi
(media delle
4. analizzare e interpretare dati
5. essere consapevoli di potenzialità e limiti delle tecnologie (Tecn.
dell’Informazione e della Comunicazione e Informatica e Laboratorio)
6. utilizzare e produrre testi multimediali (solo Informatica e Laboratorio)
Scala di
livello
Scala
numerica
Descrittori
Nullo
1
Scarso
Gravem.
insuff
Valut.
Scala di
livello
Scala
numerica
descrittori
Assente
Nullo
1
Da 2 a 3
Frammentaria
3,5 a4,5
Lacunosa
Scarso
Gravem.
Insuff
Insuff.
5-5,5
Incompleta
Sufficiente
6
Discreto
valut
Scala di
livello
Scala
numerica
descrittori
Assente
Nullo
1
Assente
Da 2 a 3
Scadente
Da 2 a 3
Improprio
Da 3,5 a4,5
Confusa
Scarso
Gravem.
Insuff
Da 3,5 a4,5
Insuff.
5-5,5
Imprecisa
Insuff.
5-5,5
Scorretto
Parzialmente
corretto
Essenziale
Sufficiente
6
Corretta
Sufficiente
6
Elementare
6,5-7
Fondamentale
Discreto
6,5-7
Appropriata
Discreto
6,5-7
Buono
7,5 - 8
Completa
Buono
7,5 - 8
Precisa
Buono
7,5 - 8
Distinto
8,5 -9
Approfondita
Distinto
8,5 -9
Rigorosa
Distinto
8,5 -9
Ottimo
9,5-10
Ampia
Ottimo
9,5-10
Articolata
Ottimo
9,5-10
Adeguato
Completo e
corretto
Completo e
articolato
Completo ed
efficace
valut
valutazioni)
GRIGLIA TRIENNIO
per la valutazione delle prove scritte e orali di Matematica e Informatica Gestionale:
Conoscenza
Competenze
Abilità
di contenuti, formule, procedure e del linguaggio specifico
Applicazione di formule, proprietà, algoritmi e procedure
risolutive
Scala di
livello
Scala
numerica
Descrittori
Scala di
livello
Scala
numerica
descrittori
Nullo
1
Assente
Nullo
1
Scarso
Gravem.
insuff
Da 2 a 3
Frammentaria
3,5 a4,5
Lacunosa
Scarso
Gravem.
Insuff
Insuff.
5-5,5
Incompleta
Sufficiente
6
Discreto
Valut.
valut
Voto
Utilizzo delle conoscenze per :
1. applicare procedure di calcolo e valutare informazioni
2. individuare le strategie per risolvere problemi
3. analizzare e interpretare dati, fenomeni sociali e naturali
4. essere consapevoli di potenzialità e limiti delle
tecnologie (Informatica)
Scala di
livello
Scala
numerica
descrittori
Assente
Nullo
1
Assente
Da 2 a 3
Scadente
Da 2 a 3
Improprio
Da 3,5 a4,5
Confusa
Scarso
Gravem.
Insuff
Da 3,5 a4,5
Insuff.
5-5,5
Imprecisa
Insuff.
5-5,5
Scorretto
Parzialmente
corretto
Essenziale
Sufficiente
6
Corretta
Sufficiente
6
Elementare
6,5-7
Fondamentale
Discreto
6,5-7
Appropriata
Discreto
6,5-7
Buono
7,5 - 8
Completa
Buono
7,5 - 8
Precisa
Buono
7,5 - 8
Distinto
8,5 -9
Approfondita
Distinto
8,5 -9
Rigorosa
Distinto
8,5 -9
Ottimo
9,5-10
Ampia
Ottimo
9,5-10
Articolata
Ottimo
9,5-10
Adeguato
Completo e
corretto
Completo e
articolato
Completo ed
efficace
valut
(media delle
valutazioni)
Griglia di valutazione di Scienze della Terra e Biologia
1. Conoscenze
Indicatori
L’alunno rivela conoscenza
di:
- concetti
- contenuti
- metodi e
procedimenti
- terminologia
specifica
2. Competenze
Indicatori
L’alunno sa osservare,
descrivere e analizzare
fenomeni della realtà
naturale
Comprende il principio di
causa – effetto
Usa in modo appropriato il
linguaggio
specificoRiconosce i
concetti di sistema e
complessità nelle varie
forme e nella loro dinamica
evolutiva
3. Abilità
Indicatori
saper applicare il principio
di causa – effetto
saper usare e leggere
adeguatamente schemi,
disegni, tabelle e mappe
saper applicare
nell’esperienza quotidiana i
principi teorici della
disciplina
assumere uno spirito di
cittadinanza attiva e
responsabile verso
l’ambiente e l’individuo
inteso come persona nel
contesto sociale
Scala di livello
Ottimo
Scala
numerica
9 – 10
Distinto
8
Buono
7
Sufficiente
6
Insufficiente
5
Gr. Insuff.
4
Scarso
3
Nullo
1-2
- conoscenze completamente assenti
Scala di livello
Scala
numerica
9 – 10
Descrittori
8
- autonomia completa in contesti diversi
7
6
- correttezza e linearità con eventuale supporto del
docente
- correttezza parziale e con supporto del docente
5
- superficialità e poca precisione
4
- presenza di lacune e scorrettezze
3
- presenza di diffuse e gravi lacune
1-2
- competenze completamente assenti
Descrittori
Ottimo
Scala
numerica
9 – 10
Distinto
8
Buono
7
Sufficiente
6
Insufficiente
5
- correttezza e linearità con eventuale
supporto del docente
- correttezza parziale e con supporto del
docente
- superficialità e poca precisione
Gr. Insuff.
4
- presenza di lacune e scorrettezze
Scarso
3
- presenza di diffuse e gravi lacune
Nullo
1-2
- abilità completamente assenti
Ottimo
Descrittori
- conoscenze complete e approfondite con
apporti personali
- conoscenze esaurienti e approfondite
- conoscenze esaurienti e abbastanza
organiche
- conoscenza dei concetti principali della
disciplina
- conoscenze superficiali e non sempre
organiche
- difficoltà diffuse nella organizzazione
delle conoscenze
- gravi lacune nella conoscenza degli
elementi principali delle disciplina
- autonomia completa e rigorosa con
contributi personali e in contesti diversi
Distinto
Buono
Sufficiente
Insufficiente
Gr. Insuff.
Scarso
Nullo
Scala di livello
- autonomia completa e rigorosa con
contributi personali e in contesti diversi
- autonomia completa in contesti diversi
Griglia di valutazione di Diritto
Conoscenze

Indicatori
Rivela una
conoscenza di

Conce
tti

Conte
nuti

Proce
dure
giuridicheburocratiche

Scala
numerica
10-9
Descrittori
 Completa e approfondita
Buono
8
 Ampia e precisa
Discreto
7
 Corretta e scorrevole
Sufficiente
6
 Minima ed essenziale
Insufficiente
5
 Parziale e imprecisa
Grav. Insuf.
4
 Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
Nullo
1
Ottimo
10-9
 Frammentaria e scadente
 Assente
Competenze
Utilizza le
conoscenze
per

Analiz
zare
- problemi
- tematiche
- fenomeni
economici
-casi pratici

Scala
di livello
Ottimo
 completo e articolato
Buono
8
 completo e corretto
Discreto
7
 complessivamente adeguato
Sufficiente
6
 essenziale ed elementare
Insufficiente
5
 parziale, impreciso, superficiale
Grav. Insuf.
4
 lacunoso e scorretto
Scarso
3-2
Nullo
1
 frammentario, improprio, disarticolato
 assente
Esposizione (orale e scritta)
Espone
in modo
proprietà
terminologica
(uso della
terminologia tecnica)
rigoroso
Correttezza e completezza del
discorso
organizzazione logica
accurato e articolato

originale ed
efficace
Ottimo
109
Buono
8
adeguato
preciso

coerente
Discreto
7
sostanzialmente
adeguato
sostanzialmente corretto (con
qualche lieve imprecisione)

chiaro e lineare
Sufficiente
6
essenziale

basico
Insufficiente
5
incerto
Impreciso e superficiale

Approssimativo
Grav. Insuf.
4
Improprio
Molto scorretto e incompleto

Confuso
Totalmente inadeguato
To t a l m e n t e s c o r r e t t o e
frammentario

Caotico
Assente
Assente

assente
Scarso
3-2
Nullo
1
essenziale
TERZA PROVA D’ESAME – CLASSE 5 t.g.a.
Parte di: DIRITTO-ECONOMIA
Candidato……………………………………………………….………Punteggio complessivo………….
Domanda n°1
Conoscenza
Argomento
Capacità di
sintesi
Capacità di
analisi
Esposizione
terminologia
tecnica
Punteggio
per
descrittore
Grav.
Insuff.
Grav.
Insuff.
Grav.
Insuff.
Grav.
Insuff.
Insuff.
Sufficiente
Buono
Ottimo
Insuff.
Sufficiente
Buono
Ottimo
Insuff.
Sufficiente
Buono
Ottimo
Insuff.
Sufficiente
Buono
Ottimo
1-7
8-9
10-11
12-13
14-15
DESCRITTORI E GRIGLIA VALUTATIVA:
1. Conoscenza degli argomenti proposti:
 Gravemente insufficiente = non conosce affatto i temi proposti
 Insufficiente = conosce parzialmente e non sempre correttamente i temi proposti
 Sufficiente = conosce in modo corretto ma limitato i temi proposti
 Buono = conosce in modo ampio i temi proposti
 Ottimo = conosce perfettamente i temi proposti
2. Capacità di sintesi:
 Gravemente insufficiente = non sa individuare alcun concetto chiave
 Insufficiente = sa individuare concetti chiave ma non sa collegarli
 Sufficiente = sa individuare concetti chiave e stabilire semplici collegamenti
 Buono = sa individuare concetti chiave e stabilire validi collegamenti
 Ottimo = sa individuare tutti i concetti chiave e stabilire le relative inferenze
3. Capacità di analisi
 Gravemente insufficiente = non sa analizzare alcun concetto
 Insufficiente = sa analizzare solo alcuni aspetti significativi
 Sufficiente = sa analizzare i principali aspetti significativi
 Buono = sa analizzare tutti gli aspetti significativi
 Ottimo = sa analizzare tutti gli aspetti significativi con approfondimenti critici e originali
4. Esposizione e utilizzo della terminologia tecnica Conosce e usa la terminologia
 In modo pressoché nullo
 In modo incerto
 Sufficientemente
 Adeguatamente
 Perfettamente
La griglia vale sia per la tipologia A che B. In tal caso la stessa griglia va utilizzata per ciascun quesito inserito nella prova.
Il punteggio finale sarà la media dei punteggi parziali.
GRIGLIA VALUTAZIONE ECONOMIA AZIENDALE
VOTO
CONOSCENZE
Esame di Stato
In
Decimi
In
Quindices
imi
In
Trentesi
mi
1
1
1
2
2-3
3
COMPETENZE
CAPACITÀ
Non espresse
Non evidenziate
Non attivate
2-5
Molto frammentarie
Non riesce ad utilizzare le scarse conoscenze
Non sa rielaborare
4-5
6-9
Frammentarie e piuttosto lacunose
Non applica le conoscenze minime anche se guidato.
Si esprime in modo scorretto ed improprio
Gravemente compromesse
dalla scarsità delle informazioni
4
6-7
10-14
Lacunose e parziali
Applica le conoscenze minime se guidato, ma con errori.
Si esprime in modo improprio.
Controllo poco razionale
delle proprie acquisizioni
5
8-9
15-19
Limitate e superficiali
Applica le conoscenze con imperfezione.
Si esprime in modo impreciso. Compie analisi parziali.
Gestisce con difficoltà situazioni semplici.
6
10
20
Sufficienti rispetto agli obiettivi minimi
ma non approfondite.
Applica le conoscenze senza commettere errori sostanziali.
Si esprime in modo semplice ma corretto.
Sa individuare elementi di base e li sa mettere in relazione.
Rielabora sufficientemente le informazioni
e gestisce situazioni semplici.
7
11-12
21-23
Ha acquisito contenuti sostanziali con alcuni
riferimenti interdisciplinari o trasversali.
Applica autonomamente le conoscenze anche a problemi più complessi,
ma con imperfezioni. Espone in modo corretto e linguisticamente
appropriato. Compie analisi coerenti.
Rielabora in modo corretto le informazioni
e sa gestire le situazioni nuove.
8
13
24-26
Ha acquisito contenuti sostanziali con alcuni approfondimenti
interdisciplinari e trasversali.
Applica autonomamente le conoscenze anche a problemi più complessi.
espone con proprietà linguistica e compie analisi corrette.
Rielabora in modo corretto e significativo.
27-29
Organiche, articolate
e con approfondimenti autonomi.
Applica le conoscenze in modo corretto ed autonomo
anche a problemi complessi.
Espone in modo fluido ed utilizza i linguaggi specifici.
Compie analisi approfondite e individua correlazioni precise.
Rielabora in modo corretto e critico ed esercita
un controllo intelligente delle proprie
acquisizioni.
Organiche, approfondite ed ampie.
Applica le conoscenze in modo corretto ed autonomo, anche a problemi
complessi, e trova da solo soluzioni migliori.
Espone in modo fluido, utilizzando un lessico ricco ed appropriato.
Sa rielaborare correttamente ed approfondire
in
modo autonomo e critico situazioni complesse,
con originalità e creatività. Ha attivato il
processo di interiorizzazione.
9
10
14
15
30
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLE ESERCITAZIONI GRAFICHE DI LABORATORI TECNOLOGICI ED ESERCITAZIONI : CAPI
SU MISURA
INDICATORI
Conoscenza delle fonti di
ispirazione per progettare
capi
Conoscenza delle
caratteristiche dei
materiali e del loro
utilizzo
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
1 CONOSCENZE
SCALA
DESCRITTORI
NUMERICA
10-9
□ Completa e approfondita
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
SCALA
NUMERICA
10-9
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
SCALA
NUMERICA
10-9
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
2 ABILITA’
INDICATORI
Selezione delle materie
prime e dei materiali più
idonei alla realizzazione
dei prodotti
Applicazione delle
procedure per realizzare
l’industrializzazione del
modello
DESCRITTORI
□ Completa e approfondita
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
3 COMPETENZE
INDICATORI
Taglio su tessuto e
confezione del capo
campione/prototipo
Sdifettamento
Qualità del prodotto
finito
DESCRITTORI
□ Completa e approfondita
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLE ESERCITAZIONI DI LABORATORI TECNOLOGICI ED ESERCITAZIONI :
CAMPIONI/PROTOTIPI
INDICATORI
Conoscenza delle
attrezzature di
laboratorio e del loro
uso
Conoscenza del ciclo
di lavorazione dei capi
trattati
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
1 CONOSCENZE
SCALA
DESCRITTORI
NUMERICA
10-9
□ Completa e approfondita
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
SCALA
NUMERICA
10-9
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
SCALA
NUMERICA
10-9
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
2 ABILITA’
INDICATORI
Utilizzo delle
attrezzature di
laboratorio ed
applicazione delle
procedure di intervento
in caso di
malfunzionamento
DESCRITTORI
□ Completa e approfondita
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
3 COMPETENZE
INDICATORI
Applicazione delle
procedure per la
confezione dei
manufatti di
campioni/prototipi
Qualità del prodotto
finito
DESCRITTORI
□ Completa e approfondita
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
96
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLE ESERCITAZIONI GRAFICHE DI LABORATORI TECNOLOGICI ED ESERCITAZIONI:
GRAFICO BASE
INDICATORI
Conoscenza delle
regole per la
costruzione del base
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
1 CONOSCENZE
SCALA
DESCRITTORI
NUMERICA
10-9
□ Completa e approfondita
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
SCALA
NUMERICA
10-9
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
SCALA
NUMERICA
10-9
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
2 ABILITA’
INDICATORI
Applicazione delle
regole nella
costruzione del base
DESCRITTORI
□ Completa e approfondita
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
3 COMPETENZE
INDICATORI
Ricavo delle varie parti
in velina ed
industrializzazione del
modello
DESCRITTORI
□ Completa e approfondita
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
97
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLE ESERCITAZIONI GRAFICHE DI LABORATORI TECNOLOGICI ED ESERCITAZIONI :
TRASFORMAZIONI
INDICATORI
Conoscenza della linea
essenziale dei capidella vestibilità -delle
tecniche di lettura del
figurino per la
trasformazione in
chiave modellistica dei
base
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
1 CONOSCENZE
SCALA
DESCRITTORI
NUMERICA
10-9
□ Completa e approfondita
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
SCALA
NUMERICA
10-9
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
SCALA
NUMERICA
10-9
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
2 ABILITA’
INDICATORI
Applicazione delle
procedure per
realizzare modelli di
varie fogge
DESCRITTORI
□ Completa e approfondita
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
3 COMPETENZE
INDICATORI
Ricavo delle varie parti
in velina ed
industrializzazione del
modello
DESCRITTORI
□ Completa e approfondita
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
98
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLE ESERCITAZIONI GRAFICHE DI LABORATORI TECNOLOGICI ED ESERCITAZIONI :
RELAZIONE TECNICA
INDICATORI
Lettura del figurino
con identificazione
della tipologia, del
target, della linea, del
modello base, della
vestibilità
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
1 CONOSCENZE
SCALA
DESCRITTORI
NUMERICA
10-9
□ Completa e approfondita
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
SCALA
NUMERICA
10-9
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
SCALA DI
LIVELLO
Ottimo
SCALA
NUMERICA
10-9
Distinto
8
□ Ampia e precisa
Buono
7
□ Accurata ma non completa
Sufficiente
6
□ Essenziale
Insufficiente
5
□ Parziale e imprecisa
Grav.insuff.
4
□ Lacunosa e confusa
Scarso
3-2
nullo
1
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
2 ABILITA’
INDICATORI
Descrizione delle
procedure per
realizzare la
trasformazione
proposta
Descrizione degli
accessori per la
confezione e delle
rifiniture degli interni
DESCRITTORI
□ Completa e approfondita
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
3 COMPETENZE
INDICATORI
Proprietà e precisione
del linguaggio tecnico
con capacità
argomentativa
DESCRITTORI
□ Completa e approfondita
□ Frammentaria
□ Quasi nulla
99
Griglia di valutazione di Tecnologie Applicate ai Materiali e ai Processi Produttivi

Indicatori
Scala
di livello
Rivela una
conoscenza dei
materiali tessili
(fibre e filati) e
della filiera tessile

Concetti

Contenut
i

Procedur
e

Lessico
specifico
di settore
Ottimo
10-9
Distinto
Scala
numerica
Descrittori
Quantità
Completa e approfondita
Qualità
Rigorosa, articolata
8
Ampia
Precisa
Buono
7
Fondamentale
Consapevole, chiara
Sufficiente
6
Minima
Elementare
Insufficiente
5
Parziale
Imprecisa
Grav. Insuf.
4
Lacunosa
Confusa
Scarso
3-2
Frammentaria
Scadente
Nullo
1
Assente
Assente

Utilizza le
conoscenze per
 Analizzare
problemi e
fenomeni
riguardanti
eventuali
difetti dei
tessuti
 Applicare
procedure di
rilevazione,
secondo
diversi
metodi, delle
caratteristich
e delle fibre
e dei filati
 Analizzare le
etichette di
manutenzion
e del tessile
 Definire le
sensazioni
tattili
 Selezionare
il materiale
idoneo alla
realizzazione
del capo
 Rielaborare
in modo:
Conoscenze
Competenze
Ottimo
10-9
completo, articolato ed efficiente
Distinto
8
completo e corretto
Buono
7
complessivamente adeguato
Sufficiente
6
essenziale, elementare
Insufficiente
5
parziale, impreciso, superficiale
Grav. Insuf.
4
lacunoso, scorretto
Scarso
3-2
Nullo
1
frammentario, improprio, disarticolato
assente
100

Espone in modo
Pertinenza della
risposta
Conoscenza dei
contenuti
Vocabolario
pertinente allo
specifico del
settore tessile
Rielaborazione e
trasposizione della
teoria nella pratica
Espressione (orale e scritta)
proprietà
terminologica (uso del
lessico specifico)

rigoroso
Ottimo
10-9
Distinto
8

Buono
7
 sostanzialmente
adeguato
Sufficiente
6
 essenzialmente
adeguato, comune
Insufficiente
5

Grav. Insuf.
4

Scarso
3-2
Nullo
1
adeguato
 Correttezza e
completezza del discorso

accurato e articolato

preciso e completo
 organizzazione
logica
 originale ed
efficace
 coerente
 sostanzialmente
corretto (con qualche
lieve imprecisione) e
completo
 essenzialmente
corretto e completo con
eventuale aiuto
dell’insegnante

chiaro e lineare

elementare
poco curato
 Impreciso o
superficiale

Approssimativo
Improprio
 Molto scorretto e
incompleto

Confuso
 Totalmente scorretto
e frammentario
 Assente

Caotico

assente
 Totalmente
inadeguato
 Assente
101
Storia dell’ Arte
Griglia di valutazione con indicatori e descrittori
INDICATORI
DESCRITTORI
Grav. Ins.
2-4
Insufficiente
4,5-5,5
Sufficiente
6
Più che suffDiscreto
6,5-7
PUNTEGGIO
FINALE
Più che discrPiù che buono
7,5-8,5
OttimoEccellente
9-10
MAX 10
CONOSCENZE:
Conoscere gli eventi artistici e la loro collocazione
spazio-temporale
Conoscere il lessico specialistico
CAPACITA’:
Saper analizzare un’opera d’arte dal punto di vista
del linguaggio formale, compositivo e tecnico.
Saper utilizzare con correttezza il lessico
specialistico per l’analisi delle opere.
Saper collegare tra loro e con il contesto socio
culturale in cui sono stati prodotti i vari fenomeni
artistici
COMPETENZE:
Utilizzare le conoscenze e le abilità per ricavare
informazioni dai dati studiati, riflettere sui fenomeni
e trarne considerazioni significative per la
rielaborazione personale;
Saper esporre in modo preciso e con una certa
originalità di impostazione.
Il punteggio finale deriva dalla media dei punteggi
assegnati agli indicatori
Esplicitazione dei descrittori
CONOSCENZE: conoscere gli eventi artistici e la loro collocazione spazio-temporale - conoscere il lessico specialistico
OTTIMO-ECCELLENTE 9-10: Ha capito la domanda e rivela una approfondita e organica conoscenza dei contenuti e del lessico
specialistico.
PIU’ CHE DISCR-PIU’ CHE BUONO 7.5-8.5: Ha capito la domanda e rivela una buona e articolata conoscenza dei contenuti e
del lessico specialistico.
PIU’ CHE SUFF-DISCR 6.5-7: Ha capito la domanda e rivela una conoscenza chiara dei contenuti fondamentali e dei principali
termini specialistici.
SUFFICIENTE 6: Ha sostanzialmente capito la domanda e rivela una conoscenza essenziale dei contenuti e di alcuni termini
specialistici.
INSUFFICIENTE 4.5-5.5 : Ha parzialmente capito la domanda e rivela una conoscenza imprecisa dei contenuti e del lessico
specialistico.
GRAV. INSUFFICIENTE.2-4 Non ha capito la domanda e rivela una conoscenza inadeguata dei contenuti e del lessico
specialistico.
CAPACITA’: saper analizzare un’opera d’arte dal punto di vista del linguaggio formale compositivo e tecnico – Saper collegare
tra loro i vari fenomeni artistici e con il contesto socio culturale in cui sono stati prodotti.
OTTIMO-ECCELLENTE 9-10
Sa applicare un’ analisi al testo figurativo sicura, organica e approfondita; ottimo utilizzodel
lessico specialistico.
PIU’ CHE DISCR-PIU’ CHE BUONO 7.5-8.5 Sa applicare un’ analisi al testo figurativo chiara e articolata; buon utilizzo del
lessico specialistico.
PIU’ CHE SUFF-DISCR 6.5-7: Sa applicare un’ analisi al testo figurativo corretta anche se improntata per linee fondamentali;
discreto utilizzo del lessico specialistico.
SUFFICIENTE 6: sa applicare un’ analisi al testo figurativo schematica ed essenziale, ma completa; esenziale utilizzo del lessico
specialistico.
INSUFFICIENTE 4.5-5.5 : Non applica un’ analisi corretta al testo figurativo; inadeguato utilizzo del lessico specialistico.
GRAV. INSUFFICIENTE. 2-4: Non applica un’ analisi al testo; scorretto utilizzo del lessico specialistico.
COMPETENZE: utilizzare le conoscenze e le abilità per ricavare informazioni dai dati studiati, riflettere sui fenomeni e trarne
considerazioni significative per la rielaborazione personale – Saper esporre in modo preciso e con una certa originalità di
impostazione.
OTTIMO-ECCELLENTE 9-10
Sa ricavare significative informazioni e considerazioni dai testi proposti; sa costruire un
discorso approfondito e organico, frutto di rielaborazione personale, sa sintetizzare.
PIU’ CHE DISCR-PIU’ CHE BUONO 7.5-8.5
Sa ricavare informazioni e considerazioni dai testi proposti; sa costruire un
discorso coerente, con elementi di rielaborazione personale, sa sintetizzare.
PIU’ CHE SUFF-DISCR 6.5-7
Sa ricavare essenziali informazioni dai testi proposti; sa costruire un discorso lineare, con
cenni di rielaborazione personale, sa sintetizzare in modo schematico.
SUFFICIENTE 6
Sa ricavare alcune informazioni dai testi proposti; sa costruire un discorso semplice e abbastanza
lineare, con alcuni cenni di rielaborazione personale, sa sintetizzare in modo non sempre efficace.
INSUFFICIENTE 4.5-5.5
Non sa ricavare opportune informazioni dai testi proposti; costruisce un discorso poco lineare,
non inserisce adeguati elementi di rielaborazione personale, non sa sintetizzare.
GRAV. INSUFFICIENTE. 2-4
Non sa ricavare informazioni dai testi proposti; costruisce un discorso disorganico, non
inserisce elementi di rielaborazione personale, non sa sintetizzare.
102
AREA DISCIPLINARE
ELETTRICO ELETTRONICO MECCANICA
Griglia di valutazione delle verifiche scritte e orali
(tutte le discipline)
INDICATORI
DESCRITTORI
Scarse
Ignora notizie essenziali e presenta importanti lacune sugli
argomenti richiesti.
1
Limitate
Dimostra diffuse lacune nella conoscenza degli argomenti
richiesti.
2
Sufficienti
Conosce gli aspetti essenziali degli argomenti richiesti e si
orienta con la guida dell’insegnante.
3
Dimostra possesso convincente dei diversi argomenti.
4
Rigorose
Dimostra di possedere conoscenze ampie, chiare e
approfondite su ogni argomento.
5
Scarse
Si esprime con difficoltà e scarso coordinamento.
0
CONOSCENZE
(1-5)
Sicure
ESPOSIZIONE
(adeguatezza
formale e ordine
logico)
(0-2)
/10
Limitate
Si esprime con alcune improprietà e organizza le informazioni
con difficoltà.
0,5
Sufficienti
Organizza in maniera coerente le informazioni, ma utilizzando
un linguaggio non sempre corretto.
1
Sicure
Rigorose
Si esprime con un linguaggio appropriato, organizzando
coerentemente le informazioni.
1,5
Si esprime con linguaggio rigoroso e con personale dialettica.
2
Scarse
Riferisce in modo mnemonico e non sa operare in contesti
semplici.
0
Limitate
Riferisce in modo non sempre convincente e necessita di
suggerimenti per operare con pertinenza.
1
Utilizza le informazioni in modo coerente e opera con
pertinenza.
2
COMPETENZE
Sufficienti
(0-3)
Sicure
Rigorose
Argomenta in modo convincente e sa operare in contesti
articolati.
Costruisce un discorso su ogni argomento e opera con
approfondimenti personali.
2,5
3
TOTALE
103
AREA DISCIPLINARE
ELETTRICO ELETTRONICO MECCANICA
Griglia di valutazione delle attività di laboratorio
(tutte le discipline)
F
A
S
I
1
2
3
4
5
INDICATORI
Progetto dello schema
/ pezzo
Scelta della
strumentazione /
attrezzature
Realizzazione del
circuito / pezzo
e verifica
Rilievo dei dati della
prova / pezzo
e collaudo
Elaborazione dati
della prova
VALUTAZIONE
/50
DESCRITTORI
Presenta gravi errori/lacune
da 1 a 4
Presenta incertezze
5
Sufficiente
6
Completa
da 7 a 8
Completa e approfondita (con elaborazione personale)
da 9 a 10
Presenta gravi errori/lacune
da 1 a 4
Presenta incertezze
5
Sufficiente
6
Completa
da 7 a 8
Completa e approfondita (con elaborazione personale)
da 9 a 10
Presenta gravi errori/lacune
da 1 a 4
Presenta incertezze
5
Sufficiente
6
Completa
da 7 a 8
Completa e approfondita (con elaborazione personale)
da 9 a 10
Presenta gravi errori/lacune
da 1 a 4
Presenta incertezze
5
Sufficiente
6
Completa
da 7 a 8
Completa e approfondita (con elaborazione personale)
da 9 a 10
Presenta gravi errori/lacune
da 1 a 4
Presenta incertezze
5
Sufficiente
6
Completa
da 7 a 8
Completa e approfondita (con elaborazione personale)
da 9 a 10
TOTALE
104
Griglia di valutazione di Educazione Fisica/ Scienze Motorie e sportive
1.CONOSCENZE
INDICATORI
Scala
DESCRITTORI
numerica
Rivela una conoscenza di :





Concetti
Contenuti
Percorsi e metodologie
Terminologia specifica
Conoscenza delle prassi motorie
10-9
Completa e approfondisce le conoscenze con apporti personali
8
Conosce in modo Completo
7
6
5
Conosce in modo esauriente
Conosce gli elementi principali della disciplina
Conosce superficialmente gli elementi principali della disciplina
3-4
Lacune molto diffuse nella conoscenza degli elementi principali della disciplina
1-2
Totalmente assente
2. COMPETENZE
INDICATORI
Scala
DESCRITTORI
numerica
10-9
Autonoma e completa con contributi personali
8
Consapevole
7
 Semplice e lineare
6
Essenziale
5
Settoriale
4-
 Insicura e parziale
3
 Parzialmente assente
1-2
 Totalmente assente
-.Padronanza del proprio corpo .
-Coordinazione, schemi motori, equilibrio,
capacità condizionali e coordinative
-Aspetti relazionali e cognitivi dei giochi
sportivi
-Sicurezza , prevenzione.
3.ABILITA’
10-9
-Saper fare, rielaborare e trasferire schemi
motori e di gestione di gioco e
di organizzazione arbitrale.
Essere in grado di assumere comportamenti
attivi finalizzati al miglioramento del
proprio benessere
-Mettere in pratica norme di comportamento
corrette e sicure ai fini della prevenzione
degli infortuni
-Saper usare il lessico specifico della
disciplina

Esegue qualsiasi compito motorio richiesto in modo corretto,
inserisce varianti ed è in grado di coordinare il lavoro di gruppo
8

Esegue il compito motorio richiesto in modo corretto ed efficace
7

Esegue il compito motorio richiesto in modo corretto
6

Esegue il compito motorio richiesto in forma globale
5

Esegue il compito motorio richiesto con pochi errori o con aiuto
4

Esegue il compito motorio richiesto ma con errori gravi
1-2-3

Non è in grado di eseguire il compito motorio richiesto
105
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA TERZA PROVA
DISCIPLINA: EDUCAZIONE FISICA
CANDIDATO…………………………………………………………………………….
CLASSE 5
Indicatori
Descrittori
Non conosce i contenuti
Punti
1
Livelli
Nullo
Conoscenza dei
contenuti
Conosce i contenuti in modo molto carente
2-3
Gravemente insufficiente
Conosce i contenuti in modo parziale
4-5
Insufficiente
Conosce i contenuti pur con qualche lacuna o
imprecisione
Conosce i contenuti in modo adeguato
6
Sufficiente
7
Discreto
Conosce i contenuti in modo abbastanza
completo
Conosce i contenuti in modo completo e
articolato
8
Buono
9
Ottimo
Dimostra di non avere alcuna padronanza del
linguaggio appropriato
Si esprime in modo non corretto, con lessico
errato o improprio
Si esprime in modo lineare con qualche
imprecisione
Si esprime in modo corretto e appropriato
0
Nullo
1
Insufficiente
2
Sufficiente
3
Buono
Dimostra di non sapere operare alcuna
connessione logica
Procede con scarso ordine logico e con
connessioni errate
Sintetizza i contenuti con una minima
rielaborazione
Sintesi e operatività corrette e motivate
0
Nullo
1
Insufficiente
2
Sufficiente
3
Buono
Padronanza del
linguaggio tecnico
specifico.
Chiarezza e
correttezza espositiva
Capacità operativa.
Capacità di sintesi e di
rielaborazione
PUNTEGGIO TOTALE
106
Punti ottenuti
OGGETTO: Valutazione ASL.
Il collegio docenti riunitosi in data 4/12/2013,
Visto in particolare l’art. 4 (Alternanza Scuola-Lavoro) della L. n. 53 del 28 marzo 2003;
Visti i DD.PP.RR. 122/09 sulla valutazione e 275/99 sull’autonomia scolastica;
Esaminate le circolari ministeriali n° 94 – Prot. n. 6828 del 18 ottobre 2011 e n° 89 – Prot. MIURAOODGOS/6751
del 18 ottobre 2012;
Sottolineato che la valutazione è espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente e che le
istituzioni scolastiche sono chiamate ad individuare nella loro autonomia e nell’ambito delle prove previste per
ciascun insegnamento (scritte, orali, pratiche e grafiche), modalità e forme di verifica che si ritengono
funzionali all’accertamento dei risultati di apprendimento, declinati in competenze, conoscenze e abilità (vd.
Regolamenti di riordino e D.M. 139/2007 relativo all’obbligo d’istruzione);
Valutate le caratteristiche dell’Istituto, le esperienze maturate nel corso degli anni in relazione alla valutazione degli
alunni e, soprattutto, alle scelte effettuate maturate da una pluriennale esperienza di stage lavorativi e di
esperienze di alternanza scuola- lavoro;
Richiamata la precedente delibera di Collegio Docenti n. 3 del 30.09.2013 (Valutazione e criteri di promozione);
Viste le proposte del Gruppo di Settore, formato dai Tutor scolastici per l’Alternanza Scuola-Lavoro;
Ritenuto qualificante per l’Istituto formalizzare una prassi condivisa già da tempo in atto nella scuola intesa a
valorizzare le esperienze di Alternanza Scuola-Lavoro vissute dagli studenti;
Considerate le posizioni emerse durante la discussione;
DELIBERA di
1. attribuire all’esperienza di ASL un voto in decimi secondo i criteri esposti nella circolare n. 74 del 25.10.2013
di seguito riportati:
 valutazione del tutor esterno;
 qualità della relazione scritta sull’esperienza, tenendo in particolare attenzione:
a) descrizione-analisi dell’azienda/ente di inserimento;
b) qualità della riflessione dello studente sull’esperienza (relazione di autoanalisi redatta dallo studente);
c) cura nella compilazione del ‘diario di bordo’ che ha accompagnato lo studente durante l’esperienza;
 qualità del colloquio sostenuto davanti al Consiglio di Classe;
2. riconoscere che l’Esperienza di Alternanza Scuola-Lavoro permette allo studente l’acquisizione delle principali seguenti competenze:
COMPORTAMENTALI
Ambiti di applicazione
1. rispettare le regole aziendali di comportamento
 orario di lavoro
 attrezzature e materiali
 norme di sicurezza
 cura del proprio aspetto
 riservatezza dei dati aziendali
2. collaborare allo svolgimento di un compito
 con i colleghi
 con i superiori
3. relazionarsi con i soggetti presenti in azienda
 con i colleghi
 con i superiori
 con i soggetti esterni
4. operare in autonomia e in modo responsabile
 assolvimento delle mansioni assegnate
TRASVERSALI
Ambiti di applicazione
5. riconoscere il proprio ruolo
 i compiti del proprio ruolo
 il proprio ruolo all’interno dell’organizzazione
107
6. comunicare in modo corretto e pertinente in
madrelingua
DISCIPLINARI/FORMATIVE
7. svolgere i compiti assegnati in modo corretto







8. comunicare in modo corretto e pertinente in
madrelingua
9. comunicare in lingua straniera
10. utilizzare linguaggi specifici
11. apprendere indicazioni operative relative ai compiti
assegnati
12. osservare e comprendere un ciclo lavorativo
13. inserirsi in un ciclo lavorativo




















con soggetti interni all’azienda
con soggetti esterni all’azienda
in forma orale
in forma scritta
Ambiti di applicazione
rispettando le consegne e i tempi di avvio ed esecuzione
utilizzando strumenti e modalità indicate
verificando che il risultato sia conforme alle richieste
con soggetti interni all’azienda
con soggetti esterni all’azienda
in forma orale
in forma scritta
con soggetti interni all’azienda
con soggetti esterni all’azienda
con i docenti del Consiglio di Classe
in forma orale e/o scritta
la lingua straniera
la terminologia tecnica
il linguaggio informatico
in forma orale
in forma scritta
su spiegazione del tutor aziendale
da documentazione consultata
per osservazione/indicazione di colleghi
raccogliendo dati
ipotizzando in anticipo situazioni operative
rispettando la tempistica del ciclo di produzione
fornendo ipotesi di soluzione di problemi
3. assegnare, per quanto esposto al punto precedente della presente delibera, il voto attribuito dal Consiglio di
Classe a tutte le discipline.
108
SCHEDA DI VALUTAZIONE ATTIVITA DI ALTERNANZA SCUOLA - LAVORO
Classe 4-5 Valutazione 20..
STAGE
N.
ALUNNI
ore di
stage
diario e
relazione
stage
giudizio
tutor interno
AREA COMUNE
giudizio
tutor
esterno
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
LEGENDA
OTTIMO
BUONO
SUFFICIENTE
INSUFFICIENTE
8,5 ->
7 -> 8
6 -> 6,5
1 -> 5,5
109
contenuti
capacità
espositiva
AREA PROFESSIONALE
conoscenza settore
linguaggio
tecnico
VALUTAZIONE
MEDIA
VOTO
FINALE
PROGETTI E ATTIVITA’
PROPOSTA CORSI DI FORMAZIONE PER DOCENTI a.s. 2014-15 adottata dal Collegio Docenti il 29/10/2014
Premessa: i corsi proposti sono ancora nella fase di ideazione; alcuni relatori sono già stati individuati e contattati, per alcuni corsi invece tale
operazione deve ancora essere attuata. Quanto a tempi, costi, tematiche trattate nei singoli incontri, saranno precisati non appena il tutto sarà
fissato.
GESTIONE DELLA CLASSE E DELLE SITUAZIONI CONFLITTUALI: STRATEGIE PRATICHE
Relatore: prof. Rita Minello, università di Venezia;
COSTRUIRE COMPETENZE IN ENTRATA
Relatore: dott. Rete dell’Orientamento
Obiettivo: azione di raccordo con i docenti di Italiano, Matematica, Lingua Straniera della scuola secondaria di 1° grado;
PROGETTO DIAGNOSI
Obiettivo: come leggere una diagnosi e compilare un corretto PDP;
SALVAGUARDIA VOCALE PER L’INSEGNANTE
Relatore: dott.Mariotto
Obiettivo: il corso mira a dare ai docenti strumenti per utilizzare la propria voce in modo corretto ed efficace evitando disturbi specifici;
LA DIGITALIZZAZIONE E L’APPRENDIMENTO
Relatore: CeIS
Obiettivo: intervento formativo per comprendere come la digitalizzazione ha modificato l’apprendimento dei nativi digitali;
ERASMUS: un’opportunità per gli scambi e la formazione linguistica
DIVERSAMENTE: AZIONI INTERCULTURALI
Relatore: CeIS
Obiettivo: fornisce ai docenti strumenti di lettura e modalità di risoluzione delle situazioni di conflitto;
BES:INDIVIDUAZIONE E GESTIONE DA PARTE DEL CdC
Relatore: dott.ssa Claudia Munaro
Obiettivo: Bisogni Educativi Speciali: come riconoscerli e proporre soluzioni;
VERSO IL CLIL
Corsi di Lingua Inglese per insegnanti;
ALIENARE IL CORPO PER RASSERENARE LA MENTE
(maestra Bruna Piccinelli):
Obiettivo: le arti marziali cinesi a servizio di una maggiore consapevolezza e controllo delle emozioni e delle tensioni per favorire un
miglior rapporto con la classe;
LA ROBOTICA EDUCATIVA
Relatore: Università di Padova
Obiettivo: guidare i docenti nell’adozione della robotica a scuola come strumento didattico;
INDIRIZZO MANUTENZIONE: UN PROFILO DA COSTRUIRE
Obiettivo: corso di aggiornamento per l’uso di pannelli didattici elettrici;
PERSONALE ATA – CORSO DI INFORMATICA – LA SEGRETERIA INFORMATIZZATA
Obiettivo: corso di 1 e 2 livello per i Collaboratori Scolastici; Corso di aggiornamento per Assistenti Amministrativi;
FORMAZIONE AMBIENTALE
ATTIVITA’ DI FORMAZIONE SULLA SICUREZZA
CORSO DI FORMAZIONE SULL’UTILIZZO AVANZATO DELLE FUNZIONI DI GOOGLE.
110
Schede Proget POF 2014/15
docente
responsabile
Russo Stefania
1
progetto
classi coinvolte
Schio
Obiettivi
tutte
2
“da Shakespeare”
Teatro a scuola
“Fare Impresa”
Scortegagna
Milva
3
Gare e concorsi
tutte
tutte
Torti Maria
Gisella
Bonato Daniela
4
Le radici e le ali
5
Certificazione esterna PET e
FIRST, FRANCESE DELF B1
alunni
stranieri
3^4^5^
alunni
stranieri
3^4^5^
Bertolin Eliana
6
Lettorato francese
2^3^4^ 5^serv.
Comm.
2^3^4^5^serv.Com
m.
Baudo Mariella
7
“La cultura del benessere”
2BC
Borriero Manuela
8
Antigone 2015
tutte
Savio Lorella
Lettorato Inglese
tutte
Fare teatro per favorire la crescita culturale, la socializzazione e l’autostima
Russo Stefania, Giordano Maria
5AP
Potenziare le conoscenze in ambito normativo e legislativo per consentire
alle alunne di diventare imprenditori.
Educare gli studenti ad un corretto utilizzo dello spirito di competizione e
dare loro la possibilità di affrontare problemi diversi da quelli
tradizionalmente proposti dalla scuola.
Favorire l’integrazione culturale degli alunni stranieri attraverso l’incremento
di competenze linguistiche: livello A1/A2
Proporre agli studenti la possibilità di ottenere una certificazione di liv. B1
(PET) e B2 (FCE) in base all’EQF, spendibile in campo scolastico e
lavorativo
Motivare lo studente allo studio della lingua, potenziandone le competenze
linguistiche (francese), approfondendo la conoscenza della cultura dei paesi
stranieri, attraverso la codocenza con insegnante di madrelingua francese.
Migliorare la propria autonomia personale e la consapevolezza nelle relazioni
sociali
Educare alla legalità, alla pace e alla convivenza, stimolare allo solidarietà
sviluppando l’accettazione delle diversità.
Russo Stefania, Dal Santo Fiorella
tutte
Tutti i docenti di matematica
Ponticelli Anna Elisa,Coppola Giuseppa,
Marotta Salvatore, Sartori Paola, Torti M.G.
Bonato Daniela,Torti M. Gisella, Dalla Riva
Morena, Bertolin Eliana
Docenti di francese delle classi interessate
CdC
Borriero – Grigolo – D’Autilia
2^ 3^ 4^ 5^
Utilizzare la lingua inglese, interagire con un parlante nativo, riflettere sulla
civiltà del paese straniero.
1^ 2^ 3^ 4^
Motivare gli studenti allo studio delle lingue straniere come strumento di
apertura culturale e professionale attraverso il soggiorno in paesi esteri
durante il periodo estivo.
Bertolin - Lagreca
Migliorare la competenza linguistica, educare alla diversità, rendere
stimolanti le lezioni di lingua inglese.
Motivare gli studenti all’uso delle lingue straniere e all’apertura culturale con
la proposta agli alunni di ospitare in famiglia per tre giorni un ragazzo
americano nel mese di giugno
Sviluppare competenze motorie, sportive, espressive attraverso le attività
proposte:
adesione al Centro sportivo scolastico ed ai Giochi Sportivi Studenteschi,
Torneo di Istituto di pallavolo, Fase di Istituto di Atletica leggera, Tiro con
l’arco, Adesione al progetto “ Giochi della Valleogra” attività motorie e
sportive organizzate in rete con il “Giefs” ( Gruppo insegnanti di Ed. fisica di
Schio), Giochi Sportivi Studenteschi, Torneo” NBA SCHOOLS CUP: Torneo
provinciale di basket a tre, Corso di danze caraibiche
SEDE DI THIENE.:
lezioni di danza - corso di equitazione - corsi di nuoto, corso di” primo
soccorso”
Puppi – Bonato – Chemello – Dalla Riva –
Proto - Torti
9
Pianegonda Paola
10
Viaggio studio in Inghilterra e
Francia
1^ 2^ 3^ 4^
Puppi Paola
11
EduCHANGE
4^ - 5^
Savio Lorella
12
People to people
tutte
tutte
Cappozzo Lidia
13
Attività motorie, sportive ed
espressive, comunicazione non
verbale
tutte
tutte
Tutti a casa
tutte 4^
tutte 4^
14
Gruppo di lavoro
Thiene
Stimolare alla solidarietà, responsabilità e partecipazione.
Docenti di Ed. Fisica
Esperti esterni
15
D’Autilia Ylenia
Bizzotto
Roberto
Costa Laura
16
Kairos: l’integrazione è al
contrario
Garbin Solidale
2^, 3^ Serv. Comm.
tutte
tutte
17
Volontariato: percorsi di impegno
etico e collaborazione sociale
1^3^4^5^
(indirizzo servizi
commerciali e socio
sanitario)
18
Oltre i confini:
la guerra vicina
1^3^5^
(indirizzo servizi
commerciali)
19
Cockpit
3^, 4^, 5^
(indirizzo:
manutenzione)
3^, 4^ (indirizzo:
manutenzione)
20
Gort-roboticagarbin
3^, 4^, 5^
(indirizzo:
manutenzione)
3^, 4^ (indirizzo:
manutenzione)
21
Laboratorio “Misure
Compatibilità
Elettromagnetica”
4^ e 5^ (indirizzo:
manutenzione)
22
SKAP
1^, 2^ (tutti gli
studenti), 3^, 4^
(studenti “peer”)
23
Costruiamo i nostri spazi
1^, 2^ (tutti gli
studenti), 3^, 4^
(studenti “peer”)
1^, 2^, 3^
(indirizzo: sociosanitario,
manutenzione,
commercialepubblicitaria)
24
Così fan tutti? Prevenzione
malattie a trasmissione sessuale
tutte 2^
tutte 2^
25
Educazione alla sessualità: spazio
teenager
tutte 2^
tutte 2^
26
Donazioni: una scelta
consapevole
tutte 4^
tutte 4^
Approfondire le tematiche della diversità e dell’integrazione e della
solidarietà
Sensibilizzare gli studenti alla conoscenza di situazioni di disagio del
territorio scledense per promuovere azioni solidali e di cittadinanza attiva.
Docenti delle classi disponibili.
Approfondire tematiche di volontariato attraverso lo sviluppo di due
percorsi:
- percorso ‘territorio occupato’ dedicato alla situazione dei territori occupati
in Palestina ed all’assistenza che gruppi scledensi offrono ad istituti
rieducativi di Betlemme per sordomuti;
- percorso ‘ volontariato sul territorio’, che propone incontri con
associazioni di volontariato del territorio
Sensibilizzare su tematiche di interculturalità, e di pace, attraverso la visione
di audiovisivi sulla guerra di Bosnia e la testimonianza di membri del
gruppo ‘il Filo’
Realizzare in scala 1:1 una cabina di pilotaggio di un aereo per
rendere più realistico l’uso di un software di simulazione di volo.
Acquisire competenze nel campo meccanico, elettronico ed
informatico, oltre che nozioni di base sulla dinamica del volo e
approfondimento della lingua inglese. Cooperare con gruppi di
studenti italiani ed europei e con l’aeroporto di Thiene.
Sviluppare tematiche di carattere tecnologico, scientifico ed
informatico nel campo della robotica con particolare attenzione al
campo dei droni e dei robot della Stazione Spaziale Internazionale
con la finalità di partecipare ai concorsi internazionali
ZEROROBOTICS (NASA – ESA) e ROBCUP.
Approfondire tematiche di carattere scientifico e tecnologico
attraverso la realizzazione di un laboratorio con poligono per
misure della radiofrequenza (compatibilità elettromagnetica) aperto
anche all’utilizzo da parte di Aziende del territorio.
Approfondire le tematiche sulla prevenzione dalle dipendenze da
alcool e dall’uso di internet con interventi nelle classi da parte di
studenti formati con apposito corso.
Sviluppare la sensibilità verso tematiche di benessere negli spazi
scolastici (insonorizzazione dell’Aula Magna, Totem informativo in
ingresso, allestimento sala musica, arredo pareti, segnaletica).
Acquisizione di competenze nel campo dell’acustica,
dell’illuminotecnica, della segnaletica.
Docente di Meccanica, di Elettronica,
di Inglese.
Sviluppare tematiche della prevenzione delle malattie a trasmissione
sessuale attraverso la riflessione sui comportamenti a rischio e lo sviluppo di
abilità ‘preventive’
Sviluppare competenze emotive e relazionali per aiutare a scegliere una vita
affettiva serena.
Conoscere i servizi offerti dal Consultorio Famigliare
Continuare l'impegno nella promozione di campagne informative nel campo
della donazione di sangue, midollo ed organi. Il progetto, la cui
responsabilità scientifica è del Centro Trapianti della nostra ULSS, prevede
di:-incontrare gli insegnanti di riferimento del progetto per presentare il
materiale disponibile e concordare le date degli incontri-realizzare gli
Ramon Loretta, Canale Federico, Operatori
ULSS, Volontario NPS
Noceto Guido, Torti Maria Gisella,
docente di Meccanica.
Grisolia Angelo, Uricchio Vincenzo
Ramon Loretta, Canale Federico, Docenti di
Lettere, Ed. Fisica e Diritto delle classi
seconde
Ramon Loretta
27
Sportello ascolto
Grigolo Lucia
28
Social Day 2015
terze e quarte
Rizzo Francesco
29
Scacchi e strategia aziendale
tutte
Bonato Daniela
30
Teatro
tutte
tutte
Carlotti
Vittoria
31
Progetto Certificazione
Ambientale
tutte
tutte
32
Progetto Classi Virtuose
tutte
tutte
Dalle Rive
Antonio
33
Certificazione ECDL
3^ 4^ 5^. Ex
studenti.
3^ 4^ 5^. Ex
studenti.
Pianegonda Paola
34
The best ones at Garbin
tutte
tutte
35
Imparo facendo
36
Realizzazione officina meccanica
per i mezzi di trasporto
37
Stampanti 3D
38
Made in Garbin
39
Laboratorio Packaging e
comunicazione visiva
Orientamento –Accoglienza –
Rimotivazione –
Repetita Iuvant
Prime servizi
commerciali
Indirizzo
manutenzione /
opzione mezzi di
trasporto
Indirizzo
Manutenzione
Indirizzo
manutenzione e
socio-sanitario
Indirizzo Servizi
Commerciali 3^/4^
tutte
Guida Martino
Apolloni Michela
40
Tutte
terze e quarte
Indirizzo
manutenzione e
socio-sanitario
tutte
interventi rivolti agli studenti che si svolgeranno radunando 2-3 classi per
due ore scolastiche
Lo Spazio Ascolto è un servizio a disposizione degli studenti costituisce con
l'obiettivo di offrire agli stessi e all'intera organizzazione della scuola la
possibilità di migliorare la comunicazione all'interno della scuola e tra la
scuola stessa e i servizi socio-sanitari
Educare alla legalità attraverso un percorso di cittadinanza gestito e
realizzato da giovani che prevede:formazione sui temi dei diritti,della pace e
della giustizia; una giornata finale simbolica (Social Day) in cui ragazze e
ragazzi scelgono di svolgere un'attività "lavorativa" presso un privato, un'
azienda, un ente ecc. disponibili a dar loro un lavoro in cambio di un
compenso/offerta devoluto ad una raccolta fondi destinati a progetti di
cooperazione
Questo gioco è un valido strumento per affinare le capacità di pianificazione
e decisionali.
Sviluppare l’apertura culturale degli studenti attraverso la fruizione
consapevole di spettacoli teatrali presso il ‘Teatro Civico’ scledense
Grigolo Lucia, Costa Laura
Rizzo
Bonato Daniela, Grigolo Lucia, Savio
Lorella
Approfondire l’Educazione ambientale di tutte le componenti scolastiche
Consolidare il sistema di gestione ambientale d’istituto
Mantenere la Certificazione EMAS / ISO 14001/
Sensibilizzare il personale della scuola e le famiglie al rispetto dell’ambiente
Migliorare le prestazioni delle classi nella differenziazione dei rifiuti,
attraverso l’assegnazione di premi finanziati con la collaborazione del
Comitato Genitori alle classi che avranno dimostrato maggiore sensibilità
sul tema ambientale attraverso comportamenti concretamente osservabili
Offrire la possibilità di conseguire la certificazione ECDL, attraverso il test
center dell’Istituto.
G. Bonato, M. Giordano, G. Lagreca, G. V.
Uricchio, rappr. Classe, U.T., F. Borriero, A.
Lanza
M. Giordano, G. Pistone, rappresentanti
Classe, personale ATA ( Collaboratori
Scolastici), genitori.
Valorizzare le eccellenze dell’Istituto attraverso l’organizzazione delle
premiazioni degli studenti che si sono distinti per meriti scolastici e sportivi
da realizzarsi a fine anno scolastico
Maggior motivazione allo studio; apprendimento sul campo; aumentare il
senso di responsabilità
Realizzazione di una officina per i mezzi di trasporto.
Pianegonda Paola, Cappozzo Lidia, Preto
Giulia
Montaggio stampante 3D e sua messa in funzione
Dal Santo Tiziano
Sviluppare competenze di carattere professionale e trasversale alle discipline
mediante la progettazione e realizzazione di prodotti da presentare a
concorsi o a incontri di orientamento
Approfondire tematiche di comunicazione visiva, marketing
Sviluppare la coscienza nello studente della necessità di effettuare scelte
consapevoli.
Tutte le attività di orientamento sono intese come servizio e supporto offerto
agli studenti nei momenti cruciali in cui si pone il problema scelta/decisione
e come supporto e sostegno per adeguare comportamenti alla scelta
effettuata
Bonato Giangaetano – Lagreca Giuseppe
CdC prime commerciali
Zordan D, Cappelletti G, Guerra A,
Ramazzina G, Lanza A
Maule -Pilati-Guida- Verde – Bizzotto e
docenti che si rendono disponibili
Docenti materie di indirizzo – Apolloni,
Comparin
Manut. Ass. Tecn. :Maule -Pilati-GuidaVerde-Servizi Commerciali: Della CorteLagreca-Ebalginelli- Poto – Servizi Socio
Sanitari: FugazzaroEbalginelliOrientamento in uscita:
Bizzotto Accoglienza -RimotivazioneInnovazione-Passaggi:Grigolo-Cappozzo-
Russo Stefania
41
Spettacolo di fine anno – Sfilata
di moda
Thiene
Dal Santo
Fiorella
42
Fancy Fashion
5^AP
43
Abiti delle 1^ Guerra Mondiale
5^AP
Ponticelli Anna
Elisa
44
Progetto Biblioteca
tutte
Preto Giulia
45
46
Lo sport come strumento di
integrazione
Corso di difesa personale
Marotta Salvatore
47
Costruiamo insieme il futuro
Grigolo Lucia
48
49
THE WELLNESS GARBIN: per
il benessere della scuola e contro
la dispersione scolastica
“Percorsi di legalità”
50
Peer tutoring
51
Impresa in azione
4AM
52
53
54
55
56
Cosa so delle mie emozioni?
A spasso per Thiene
Costruiamo insieme il futuro
La dimensione dell’altro
Vi accompagniamo al futuro
Terze
Allievi certificati
Allievi certificati
1AS
Classi 4^ - 5^
Maria Chiara
Frau
Pianegonda Paola
Crisafulli Santina
Smurra Linda
Tutte
Tutte
1BC, 2AM, 2AC,
5AC, 5BC, 5CC,
5DC
tutti i docenti e gli
studenti
Classi 3^ - 4^ - 5^
Tutte
tutti i docenti e gli
studenti
Classi 3^ - 4^ - 5^
Tutte
1AS – 1BS
Sviluppare competenze professionali e competenze di cittadinanza
attraverso la preparazione e l’allestimento di una manifestazione inserita nel
giugno thienese effettuata presso il Teatro comunale di Thiene dove gli
alunni presentano i lavori dell'anno scolastico allo scopo di promuovere e
valorizzare l'Istituto
Sviluppare competenze in ambito professionale attraverso la creazione di
collezioni di moda
Favorire l’autonomia dello studente nella ricerca di elementi utili come fonti
di ispirazione per la creazione delle collezioni; favorire il lavoro di gruppo.
Gestire il servizio di accesso alla Biblioteca di Thiene; incentivare
l’avvicinamento alla lettura degli studenti; fornire tecniche e strumenti di
ricerca di dati e fonti.
Potenziamento dell’autonomia sociale ed individuale degli alunni coinvolti
attraverso la pratica sportiva
Fornire nozioni, teoriche e pratiche, per gestire le situazioni di contrasto;
aumentare l’autostima; in formare gli alunni sulle associazioni del territorio.
Potenziare l’autonomia sociale di alunni certificati
Avviare azioni di sostegno a docenti e studenti che favoriscano condizioni di
benessere psicofisico, socioaffettivo-relazionale atte a prevenire forme varie
di disagio, anche con la collaborazione di associazioni di volontariato.
Fornire informazioni sull’organizzazione della comunità scolastica,
potenziare la sensibilità democratica degli allievi, favorire la socializzazione
trai rappresentanti eletti, sviluppare il senso della legalità in funzione di una
cittadinanza attiva e responsabile.
Responsabilizzare gli allievi più capaci promovendo inoltre la solidarietà tra
compagni.
Conoscere i modelli organizzativi e di gestione imprenditoriale, capire come
sviluppare una idea di business valorizzando la propria creatività.
Imparare a gestire le propria emotività.
Potenziare l’autonomia personale di alunni certificati
Potenziare l’autonomia sociale di alunni certificati
Conoscenza dei principali elementi della psicopedagogia applicata al lavoro.
Miglioramento delle prestazioni delle classi nella motivazione ed
orientamento allo studio delle discipline presentate.
Borriero-Preto-Mocellin-Lagreca-VerdeBizzotto-Guida-Grigolo-Ciocchetta
Sede Thiene: Manut. Ass. Tecn: CaliaroFrau-Zanone Servizi Comm.li: CaliaroBonato Servizi Socio Sanitari: Canale
Moda : Caliaro-Russo-Dal Santo-Greselin
Attività e azioni trasversali: Caliaro
-Bonato-Canale - Frau- Russo-Preto esperto esterno : Cerisara Denise
Tutti i docenti dell’area professionale Moda
ed altri che si rendano disponibili
Ponticelli Anna Elisa
Preto Giulia ed insegnanti di sostegno
Preto e psicologa del pronto soccorso di
Vicenza
Gruppo sostegno
Grigolo Lucia,Borriero Manuela, Merola
Giovanna, Scortegagna Milva, Cannizzaro
Anna
Gigolo L, Costa L
Grigolo L, Lagreca G
Associazione sintonia
Gruppo sostegno
Gruppo sostegno
Smurra – Liberatore - Laghetto
Canale – Bonato – Mirizzi
PROGETTI inseriti nella programmazione curricolare d’Istituto
docente
responsabile
progetto
57
Caliaro Espedito
ASL con finanziamento FSE
classi coinvolte
Schio
Thiene
Tutte le quarte
Manutenzione
Obiettivi
Approfondire le competenze professionali con un percorso biennale di 260
ore (laboratorio e tirocinio in azienda) finanziato dalla Regione del Veneto
Gruppo di lavoro
Caliaro Espedito – Guida Martino – Maule
Mauro
58
Tutte le quarte dei
Servizi
Commerciali
ASL con finanziamento FSE
59
Ebalginelli G.
Tutte le classi terze
Tutte le classi terze
Tutte le classi quarte
Tutte le classi
quarte
Stage classi terze
60
ASL nelle classi quarte
con contributi del FSE, per un gruppo di alunni da selezionare tra gli studenti
delle classi quarte che ne abbiano fatto richiesta
Approfondire le competenze professionali con un percorso biennale di 260
ore (laboratorio e tirocinio in azienda) finanziato dalla Regione del Veneto
con contributi del FSE, per un gruppo di alunni da selezionare tra gli studenti
delle classi quarte che ne abbiano fatto richiesta
Approfondire la consapevolezza delle scelte formative e professionali
attraverso uno stage di carattere orientativo di 80 ore da svolgere nel primo
periodo del 2° quadrimestre.
Approfondire le competenze professionali degli alunni attraverso un percorso
di alternanza scuola lavoro in azienda di 160 ore da svolgere nel periodo
giugno-luglio. Le operazioni di selezione degli studenti saranno svolte dai
Consigli di Classe e l’abbinamento studenti-aziende sarà a cura del tutor
scolastico (che seguirà l’inserimento in azienda degli studenti e la
valutazione delle attività svolte).
Caliaro Espedito - Bonato Giangaetano
Coordinatori delle classi terze
Coordinatori delle classi quarte
Libro dei REGOLAMENTI
di ISTITUTO
approvato dal
Consiglio di Istituto
in data 12.02.08
Con il seguente regolamento, rivolto a tutte le componenti, l’Istituto, tenuto conto delle sue specifiche condizioni e del contesto
sociale, culturale ed economico in cui opera, intende garantire un servizio, improntato su criteri di efficienza ed efficacia, espliciti e
trasparenti.
Oltre al presente regolamento, riferimenti a cui tutte le componenti devono attenersi, sono:
 la Costituzione italiana;
 la Dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo e del cittadino;
 la Convenzione internazionale dei diritti del minore.
Inoltre, per tutto quello che non è contemplato nel Regolamento di Istituto, si fa riferimento alle normative vigenti e alle sentenze del
Consiglio di Stato e della Corte dei Conti.
TITOLO I° – VITA INTERNA DELL’ISTITUTO
Dirigente Scolastico - Insegnanti - Personale non insegnante
Art. 1 - Conoscenza della normativa
Esplicano le funzioni e le mansioni stabilite dalle leggi dello Stato e dei regolamenti ministeriali.
Il dipendente della scuola è tenuto a conoscere la normativa riguardante la scuola in generale e specificamente per il personale
Docente l’Ordinamento degli Istituti Professionali, sia per quanto riguarda l’impostazione generale, sia per quanto riguarda la
specificità delle discipline.
Art. 2 - Esercizio della professione
I Docenti, il Dirigente Scolastico e il personale non Docente non utilizzano il proprio lavoro a scopi d’interesse privato. In particolare
non sfruttano la posizione che ricoprono a scuola per ottenere utilità che non spettino loro.
I Docenti che intendano svolgere un’altra attività, oltre all’insegnamento, devono preventivamente presentare la richiesta al Dirigente
Scolastico, cui spetta la facoltà di accordare il permesso, vista la normativa vigente.
Nell’espletamento dei propri compiti, il dipendente antepone il rispetto della legge e l’interesse pubblico agli interessi privati propri
ed altrui, ispira le proprie decisioni ed i propri comportamenti alla cura dell’interesse pubblico che gli è affidato. Durante le attività
scolastiche e l’orario di lavoro il dipendente non può assentarsi dal luogo di lavoro senza l’autorizzazione del Dirigente Scolastico.
Gli Insegnanti attestano la loro presenza a scuola attraverso la firma su registri, verbali, fogli di presenza per lo svolgimento delle
attività programmate.
Gli Insegnanti documentano la loro attività didattica redigendo in modo chiaro e specifico il diario quotidiano sia nel proprio registro
personale, che verrà periodicamente controllato dal Dirigente Scolastico, sia nel registro di classe.
Art. 3 - Registri di classe e personale
Nel registro di classe devono essere inserite attestazioni relative a fatti obiettivi inerenti allo svolgimento dell’attività scolastica. I
Docenti in servizio alla prima ora e all’ultima ora di lezione prelevano e ripongono rispettivamente i registri di classe in sala
Insegnanti. I Docenti segnaleranno alla Dirigenza eventuali danni o sparizioni dei registri di classe.
Ogni Docente deve tenere diligentemente il registro personale sul quale egli registra progressivamente, senza segni crittografici, i voti
di profitto, la materia spiegata, gli esercizi assegnati e corretti, le assenze e le mancanze degli alunni.
I registri in oggetto rientrano nella categoria degli atti pubblici.
Ogni danno arrecato dagli allievi ai registri di classe darà luogo a severe sanzioni disciplinari.
Periodicamente la Segreteria Didattica, su autorizzazione del Dirigente Scolastico, potrà ritirare per controlli i registri di classe. anche
durante le lezioni giornaliere
Art. 4 - Partecipazione agli Organi Collegiali
I Docenti sono tenuti a partecipare, laddove ne sia richiesta la presenza, alle sedute degli Organi Collegiali, con atteggiamento di
costruttiva collaborazione, nella consapevolezza dei propri diritti e doveri.
Gli Insegnanti si impegnano a rispettare e ad attuare le decisioni degli Organi Collegiali.
Gli Insegnanti e il Dirigente Scolastico rispettano il segreto professionale nell’esercizio delle loro funzioni.
Per quanto riguarda specificatamente i Consigli di Classe, Insegnanti e Dirigente Scolastico mantengono il riserbo sull’iter che ha
condotto alle decisioni prese.
Art. 5 - Comportamento tra colleghi e personale A.T.A.
Gli Insegnanti, il Dirigente Scolastico e personale A.T.A., nel rispetto reciproco, non esprimono giudizi sulla professionalità, sulla vita
privata dei colleghi e del personale della scuola, nemmeno in modo indiretto.
Art. 6 - Comportamento verso studenti e genitori
Gli Insegnanti e il Dirigente Scolastico, nella consapevolezza di rappresentare un modello educativo, nei confronti degli studenti e dei
genitori operano nel rispetto, nella correttezza, nella trasparenza e nella disponibilità, assumendo atteggiamenti controllati in classe e
nella scuola.
Gli Insegnanti e il Dirigente Scolastico sono imparziali di fronte agli studenti e rifiutano qualsiasi forma di pressione
(raccomandazioni, minacce, regalie o utilità).
Il Dirigente Scolastico è a disposizione degli alunni e dei genitori, nel limite del possibile, per problemi di ordine logistico,
organizzativo e didattico.
Art. 7 - Attività para-inter-extrascolastiche
Il Consiglio d'Istituto, sentite le istanze e le richieste espresse dalle varie componenti, delibera nel bilancio preventivo tutte le voci
relative alle iniziative per attività para-inter-extrascolastiche e dà i criteri per la loro programmazione o attuazione, di norma, entro i
primi tre mesi dell'anno scolastico.
Gli Insegnanti possono svolgere iniziative non curricolari solo successivamente all’approvazione del Collegio Docenti e dei rispettivi
Consigli di Classe, in seguito a delibera del Consiglio di Istituto. Se per la loro realizzazione si prevedono spese a carico dell’Istituto, i
Docenti dovranno rivolgersi preventivamente all’Ufficio Tecnico che provvederà direttamente all’acquisto secondo le norme. Nel caso
in cui l’attività abbia luogo durante l’orario di lezione e implichi una durata superiore al normale orario di presenza dell’Insegnante
responsabile, quest’ultimo, in sede di Consiglio di Classe, avviserà anticipatamente i Colleghi e provvederà al loro eventuale
coinvolgimento nell’organizzazione.
Art. 8 - Rapporti scuola famiglia
I Docenti curano i rapporti con i genitori degli alunni nelle rispettive classi secondo le modalità e i criteri proposti dal Collegio
Docenti e Consiglio d’Istituto compatibilmente con le esigenze di funzionamento dell’Istituto e in modo da consentire la concreta
accessibilità al servizio.
Il Dirigente Scolastico, sulla base delle proposte degli Organi Collegiali, predispone il piano annuale dei rapporti con le famiglie,
prevedendone le modalità operative di attuazione e i conseguenti impegni orari dei Docenti.
I Docenti sono tenuti ad avvertire tempestivamente, tramite la Segreteria, le famiglie in caso di scarso profitto degli allievi, al fine di
ricercare le più opportune soluzioni mirate ad un recupero individualizzato.
I colloqui dei genitori con gli Insegnanti sono programmati annualmente secondo le indicazioni del Collegio dei Docenti, su proposta
delle componenti interessate.
Per casi particolari, ogni Insegnante potrà, su richiesta, ricevere i genitori anche in ore diverse da quelle stabilite dal Collegio dei
Docenti.
Art. 9 - Visite e viaggi d'istruzione - stage
Le visite guidate e i viaggi d'istruzione costituiscono iniziative complementari delle attività istituzionali della scuola: sono perciò
effettuate per esigenze didattiche, connesse con i programmi d’insegnamento e con l’indirizzo degli studi, tenendo peraltro presenti i
fini di formazione generale e culturale.
Esse costituiscono inoltre utili occasioni per arricchire il patrimonio delle informazione che i giovani desiderano ricevere in materia
economica e professionale, per orientarsi più meditatamente nelle realtà scolastiche o in quelle successive. La materia è disciplinata
da circolari Ministeriali e a norme comunitarie.
La gestione delle attività rientra nella autonomia decisionale e nella responsabilità degli organi di autogoverno della scuola. Per la
programmazione e organizzazione ad effettuare le attività in oggetto si seguiranno le indicazioni della Dirigenza nel rispetto di quanto
indicato dagli organismi Collegiali.
Gli stage opportunamente progettati, in base alle normative vigenti, dai Consigli di Classe interessati saranno deliberati dal Consiglio
d’Istituto.
Art. 10 - Ufficio tecnico - Magazzino - Uffici di Segreteria
L’Ufficio Tecnico, il Magazzino e gli Uffici di Segreteria esplicano le loro funzioni in base alle attribuzioni previste dalle leggi dello
Stato, dai regolamenti ministeriali e secondo criteri stabiliti dal Consiglio di Istituto e le direttive del Dirigente Scolastico.
Art. 11 - Acquisti di materiali – Rapporti tra Istituto, Enti e Ditte.
Il materiale necessario per le esercitazioni dell’anno scolastico successivo sarà acquistato secondo le richieste fatte dagli Insegnanti in
collaborazione con gli Assistenti Tecnici. Dette richieste dovranno essere presentate all’Ufficio Tecnico entro il mese di gennaio e
dovranno far riferimento alle serie didattiche approntate per lo svolgimento del programma. La ripartizione della quota spettante a
ciascun indirizzo sarà fatta dal Consiglio d’Istituto in base a criteri di razionalità e di merito. Il materiale sarà disponibile entro
settembre dell’anno scolastico successivo a quello della richiesta.
L’Istituto garantisce le seguenti procedure negli acquisti e nelle vendite, in conformità alla lettera a) dell’art 34 del Decreto
Ministeriale 28/05/75, per cui con la delibera di acquisto o vendita provvederà a:
 Individuare le caratteristiche necessarie;
 Stabilire il prezzo massimo comprensivo di I.V.A.;
 Fissare la data e l’ora ultimative entro le quali dovranno pervenire alla Segreteria le relative offerte, indicando contestualmente la
data di apertura delle buste;
 Predisporre un unico dettaglio da utilizzare per tutti gli inviti;
 Informare che le richieste di preventivo dovranno essere minimo tre e le offerte dovranno pervenire in busta sigillata a mezzo di
raccomandata del servizio postale o a mano al Nostro protocollo;
 Informare che l’offerta dovrà pervenire sigillata e che sull’esterno dovrà essere indicato l’oggetto della fornitura e/o dell’acquisto,
nonché la data di scadenza dell’offerta e la dicitura “OFFERTA NON APRIRE”;
 Garantire che le buste verranno aperte in orario di servizio alla presenza di almeno tre persone di seguito indicate con sigla di
apertura:
1. Capo d’Istituto o suo delegato;
2. Responsabile Amministrativo;
3.Un componente il personale A.T.A. del Consiglio d’Istituto;
Nei casi particolari in cui l’acquisto o vendita non può avvenire nel rispetto della procedura indicata, il Consiglio d’Istituto può, su
proposta motivata della Giunta, adottare procedure diverse nel rispetto delle norme vigenti.
Il Consiglio d’Istituto fissa con apposita delibera il limite di spesa che il Dirigente Scolastico è autorizzato ad effettuar per il normale
funzionamento didattico amministrativo dell’Istituto.
TITOLO II° - DIRITTI E DOVERI DELLE COMPONENTI SCOLASTICHE
Art. 1 - Diritto di riunione
Tutte le componenti hanno il diritto di riunione all’interno dell’Istituto previa autorizzazione del Dirigente Scolastico o di un suo
delegato, compatibilmente con la disponibilità del personale ausiliario, con le modalità di cui agli artt. seguenti.
Art. 2 - Diritto di espressione
L’Istituto mette a disposizione delle componenti della scuola appositi spazi di affissione. E’ permessa l’affissione e/o la diffusione di
manifesti, ciclostilati, volantini che trattino argomenti di interesse scolastico, culturali, sindacali, prima dell’inizio o dopo il termine
delle lezioni o durante l’intervallo, dopo preventiva autorizzazione della Dirigenza.
Ogni forma di comunicazione deve essere firmata ed i firmatari se ne assumono piena responsabilità.
Nei locali dell’Istituto non è consentito fare collette, raccogliere firme, vendere biglietti di spettacoli, lotterie o altro senza il permesso
della Dirigenza.
Art. 3 - Assemblee studentesche
Gli studenti hanno il diritto di riunirsi in Assemblea nei locali della scuola.
Le Assemblee Studentesche, regolamentate dagli artt. 12/13/14 del D. L. n. 297/94, costituiscono occasione di partecipazione
democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli
studenti.
A richiesta degli studenti, le ore destinate alle Assemblee possono essere utilizzate per lo svolgimento di attività di ricerca, di
seminario e per lavori di gruppo.
Alle Assemblee Studentesche possono assistere il Dirigente Scolastico, o un suo delegato, e gli Insegnanti che lo desiderino.
Le Assemblee possono essere di Classe, della durata massima di due ore, e di Istituto, la cui durata va concordata con il Dirigente
Scolastico in rapporto alle ore di lezione di una giornata e di disponibilità dei locali.
E’ consentito lo svolgimento di un’Assemblea di Istituto e di una di Classe al mese. Altra Assemblea mensile può svolgersi fuori
dell’orario delle lezioni, subordinatamente alla disponibilità dei locali.
Per ogni Assemblea svolta dovrà essere redatto un verbale nel Registro dei verbali delle assemblee di classe, depositato nelle
Segreterie delle rispettive sedi.
Non possono avere luogo Assemblee nel mese conclusivo delle lezioni.
Art. 4 - Assemblea d’Istituto
In relazione all’elevato numero degli alunni e alla disponibilità dei locali, le Assemblee d’Istituto saranno tenute per sedi oppure due
sedi in un unico edificio.
L’Assemblea d’Istituto prevede la partecipazione degli studenti di tutte le classi o di classi parallele. Possono anche essere organizzate
assemblee in collaborazione con altri istituti.
Alle Assemblee d’Istituto svolte durante l’orario delle lezioni, ed in numero non superiore a quattro nell’arco dell’anno scolastico, può
essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti unitamente agli
argomenti da inserire nell’ordine del giorno. Detta partecipazione deve essere autorizzata dal Consiglio d’Istituto.
Per il proprio funzionamento, l’Assemblea d’Istituto si dà un regolamento che viene inviato obbligatoriamente in visione al Consiglio
d’Istituto, che ha la facoltà di esprimere le proprie eventuali richieste di modifiche e integrazioni.
Il regolamento generale sulle modalità di organizzazione delle assemblee di istituto va presentato dai rappresentanti degli studenti in
consiglio di istituto ad inizio mandato.
L’ordinato svolgimento dell’assemblea deve essere assicurato dal Comitato Studentesco o dal Presidente eletto dall’assemblea stessa.
E’ lasciato alla libera scelta dell’assemblea decidere se il Presidente di quest’ultima debba essere eletto di volta in volta o resti in
carica per un periodo più prolungato.
Durante l’Assemblea il Dirigente Scolastico, o un suo delegato, ha potere di intervento nel caso di violazione del regolamento o in
caso di constatata impossibilità di svolgimento dell’Assemblea. L’Assemblea d’Istituto convocata per l’intera durata delle ore di
lezione della giornata interrompe la normale attività didattica.
L’Assemblea di Istituto è convocata su richiesta della maggioranza del Comitato studentesco, o su richiesta del 10% degli studenti. La
data di convocazione e l’ordine del giorno devono essere preventivamente presentati al Dirigente Scolastico, con un preavviso non
inferiore ai cinque giorni.
Il Dirigente Scolastico preavviserà le famiglie degli studenti della data e dei locali in cui si terrà l’assemblea.
Non è consentito di frazionare il numero delle assemblee d’Istituto fino al raggiungimento delle ore complessive di una giornata di
lezione.
Art. 5 - Assemblea di classe
L’Assemblea di Classe prevede la partecipazione di tutti gli studenti della classe e l’assistenza, quali delegati del Dirigente Scolastico,
degli Insegnanti in servizio nella classe stessa. Gli allievi devono garantire il rispetto dei principi democratici di partecipazione di
ciascuno alla discussione.
Nel caso in cui quest’ultima riguardi i rapporti interpersonali studenti-Docenti, è necessario che gli argomenti vengano trattati con
serenità, correttezza e trasparenza, al fine di agevolare la reciproca comprensione e favorire un proficuo lavoro scolastico.
Ogni Assemblea può avere luogo una sola volta al mese; non è consentito recuperare nel/i mese/i successivo/i le ore eventualmente
non utilizzate ai fini dell’Assemblea nel mese precedente.
La durata di ciascuna Assemblea non può superare le due ore di lezione. L’Assemblea di Classe non può essere tenuta sempre lo
stesso giorno della settimana o sempre durante le ore di uno stesso Insegnante.
Le richieste per lo svolgimento, formulate dai rappresentanti di classe utilizzando l’apposito modulo da ritirare in Segreteria,
dovranno comprendere l’indicazione dell’ordine del giorno, l’ora di inizio, la durata e il giorno in cui l’Assemblea avrà luogo e
dovranno essere fatte pervenire al Collaboratore del Dirigente cinque giorni prima della data fissata per lo svolgimento.
L’autorizzazione allo svolgimento dell’Assemblea verrà annotata sul giornale di classe.
Per ogni Assemblea dovrà essere redatto un verbale nell’apposito registro che ogni volta verrà riconsegnato in Segreteria.
La gestione non ordinata e poco proficua dell’assemblea può causare, a giudizio della Dirigenza, la sospensione dell’effettuazione di
altre Assemblee durante l’anno scolastico.
Art. 6 - Comitato studentesco
I rappresentanti degli studenti nei Consigli di Classe costituiscono il Comitato Studentesco d’Istituto, di cui fanno parte anche i
rappresentanti degli studenti eletti nel Consiglio di Istituto. Può essere eletto il Presidente del Comitato. Il Comitato ha il compito di
coordinare l’attività degli studenti attinente alla vita della scuola, di preparare le Assemblee e di stimolare iniziative di Istituto.
La maggioranza del Comitato può richiedere la convocazione dell’Assemblea Studentesca d’Istituto.
Il Comitato si riunisce su richiesta del Presidente o di un terzo dei suoi membri.
Le sedute di norma si svolgono al di fuori dell’orario delle lezioni, previa autorizzazione del Dirigente Scolastico, cui va indirizzata
una richiesta che riporti l’ordine del giorno. Tuttavia il Dirigente Scolastico, quando ne reputi la necessità, può convocare il Comitato
o parte di esso e/o classi parallele anche durante le ore di lezione.
Delle riunioni sarà redatto verbale nell’apposito registro.
Art. 7 - Assemblea dei genitori
Le Assemblee dei genitori possono essere di Classe e d’Istituto. Oltre ai genitori, vi possono partecipare con diritto di parola Dirigente
Scolastico, Docenti e, se invitati, il personale Collaboratore Scolastico e gli studenti. Possono inoltre essere convocate Assemblee
congiunte di genitori ed alunni per le quali valgono le stesse norme di cui al presente articolo.
L’Assemblea di Classe è convocata su richiesta dei rappresentanti dei genitori eletti nel Consiglio di Classe o su richiesta di almeno
un quarto dei genitori.
L’Assemblea d’Istituto è convocata dal Presidente, quando sia stato eletto, o dal Comitato dei genitori o da un numero di genitori non
inferiore ad un decimo.
Le assemblee si svolgono di norma al di fuori dell’orario delle lezioni. Esse sono autorizzate, con la concessione dell’uso dei locali,
anche nelle ore serali, dal Dirigente Scolastico, al quale viene inviata la richiesta contenente l’ordine del giorno almeno cinque giorni
prima della data di svolgimento; l’avviso di convocazione viene esposto all’albo.
Art. 8 - Comitato dei genitori
I rappresentanti dei genitori eletti nei Consigli di Classe possono costituire il Comitato dei Genitori d’Istituto, di cui fanno parte anche
i genitori membri del Consiglio di Istituto, che non possono assumere cariche all’interno del Comitato. Fra i componenti viene eletto
il Presidente del Comitato.
Il Comitato ha il compito di coordinare l’attività dei genitori attinente alla vita della scuola, di preparare le Assemblee e di stimolare
iniziative di Istituto. Può invitare alle riunioni in qualità di consulenti altri genitori e/o esperti.
Il Comitato si riunisce su richiesta del Presidente o di un terzo dei suoi membri.
Le riunioni sono autorizzate dal Dirigente Scolastico, con la concessione dell’uso dei locali, anche nelle ore serali, al quale viene
inviata la richiesta scritta contenente l’ordine del giorno.
TITOLO III° - REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DEGLI ALUNNI (Delibera CdI 2/10/2014)
Vita della comunità scolastica
Art. 1 - Vita della comunità scolastica
L’Istituto “G.B. Garbin” è luogo di formazione ed educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della
coscienza critica. La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla
crescita della persona in tutte le sue dimensioni.
Doveri degli studenti
Art. 2 - Frequenza e impegno
Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente le lezioni e ad assolvere assiduamente gli impegni di studio.
Il numero massimo di assenze è fissato dal DPR 122 del 22/6/2009 e dal DPR 87/10, e pari al 25% delle ore di lezione previste nel
piano orario.
Deroghe: In base alla delibera del Collegio dei Docenti del 27/09/2012 vengono prese in considerazione
a.
b.
c.
Terapie o cure programmate
Ricoveri ospedalieri
Attività sportive a livello regionale o nazionale
Art. 3 - Rapporti con i compagni, con gli Insegnanti ed il personale A.T.A.
Nei rapporti con i compagni, con gli Insegnanti, con la Dirigente scolastica e con il personale A.T.A. gli studenti sono tenuti a comportarsi con educazione e rispetto di se stessi, degli altri e del luogo e a relazionarsi dialetticamente in modo democratico.
Art. 4 - Entrata ed uscita dalla scuola
Gli studenti sono tenuti ad essere puntualmente presenti all'inizio delle lezioni. L’entrata a scuola per recarsi nelle rispettive aule avviene con il suono della prima campanella. Entro il suono della seconda campanella, l’alunno deve trovarsi in classe. Il permesso di
entrata in ritardo o di uscita anticipata, permanenti o per un particolare periodo, è concesso dalla Dirigente Scolastica, o da un suo delegato, solamente per gravi e comprovati motivi; ritardi di entrata, dovuti a seri motivi e/o a causa di forza maggiore, comportano
l’ammissione in classe sin dalla prima ora; al suono della seconda campanella il collaboratore scolastico, chiude la porta di ingresso e
gli alunni, verranno ammessi in classe la seconda ora, attendendo nei locali indicati dalla dirigenza.
Chi è ammesso in classe con ritardo non può chiedere, nello stesso giorno, il permesso di uscire prima della fine delle lezioni, salvo
casi eccezionali accettati dalla Dirigenza.
Non sono ammessi più di quattro ritardi mensili, salvo casi eccezionali accettati dalla Dirigenza. I ritardi eccedenti vengono sanzionati
ciascuno con una nota.
Gli alunni minorenni non possono uscire da scuola da soli, ma solo accompagnati da un genitore o suo delegato. Per permettere l'uscita senza accompagnatore, il genitore deve darne il permesso comunicandolo telefonicamente alla scuola.
In caso di malore improvviso o di gravi motivi di famiglia, agli alunni possono essere concessi dalla Dirigente scolastica o da un suo
delegato, permessi in entrata e in uscita in deroga a quanto stabilito nei commi precedenti, sentiti in ogni caso i genitori e dopo aver ricevuto il consenso verbale degli stessi.
Art. 5 – Giustificazioni
Lo studente è tenuto a presentare la giustificazione dell’assenza al rientro a scuola. In caso di mancata giustificazione è riammesso alle
lezioni con l’implicito obbligo a presentare la giustificazione il giorno successivo. In caso di inadempienza viene comminata una sanzione disciplinare, cioè una nota scritta nel registro di classe, fermo restando l’obbligo dell’esibizione della giustificazione il giorno
successivo. Qualora l’alunno continui a non giustificare, si applica la sanzione della sospensione automatica di un giorno, previa comunicazione alla famiglia.
La quinta, decima, quindicesima, ventesima ecc. giustificazione di assenza, di entrata in ritardo e di uscita in anticipo devono essere
confermate direttamente dai genitori alla Segreteria, anche per via telefonica (il giorno stesso o al massimo il giorno successivo onde
evitare che i libretti rimangono in portineria). Ciò vale anche per gli studenti maggiorenni.
Se una assenza si protrae per più di 7 giorni, il coordinatore di classe avverte i genitori o chi ha la patria potestà. Periodicamente la
scuola comunque effettuerà controlli campione o su richiesta dei Docenti e avvertirà i genitori interessati.
Falsificazioni di firme saranno soggette a nota disciplinare e comunicazione alla famiglia
Le assenze collettive, pari ai 2/3 del totale degli alunni della classe, non autorizzate preventivamente o non dovute a malattie epidemiche certificate o a chiusure straordinarie dell’istituto decise dalle autorità competenti, saranno soggette a sanzione disciplinare deliberata dal consiglio di classe.
Ogni astensione collettiva dalle lezioni per essere considerata organizzata prevede il rispetto di una prassi:
a.
b.
c.
d.
le adesioni vanno deliberate dalla maggioranza dei rappresentanti di classe (secondo il parere degli studenti delle classi);
i rappresentanti di istituto comunicheranno alla Dirigenza in forma scritta le motivazioni della manifestazione almeno 3 giorni prima della data scelta;
comunque, nel caso di adesione a manifestazioni collettive, si richiede una dichiarazione di assenza con la dicitura “adesione
alla manifestazione”; non sarà accettata la dizione “sciopero”;
eventuali manifestazioni non possono impedire il normale svolgimento delle attività scolastiche; si raccomanda agli Insegnanti di interrogare solo i volontari e di concordare con i presenti le modalità delle lezioni.
Art. 6 - Presenza e comportamento in classe
All'inizio di ogni ora di lezione gli studenti sono tenuti ad essere ordinatamente presenti in classe. Nel passaggio da un'ora di lezione
all'altra gli studenti devono rimanere in classe.
Lo spostamento da un'aula all'altra deve avvenire in maniera ordinata e sollecita.
Durante le lezioni gli studenti sono tenuti a mantenere un comportamento che consenta il sereno svolgimento delle lezioni e un proficuo lavoro.
E' vietato consumare cibi e bevande, ad eccezione dell’acqua, durante lo svolgimento del lavoro in classe.
Per tutto l’arco della mattinata, è proibito far uso di telefoni cellulari, lettori CD, MP3, e altro sia per comunicazioni (telefonate, sms,
mms, collegamenti internet ecc.) che per registrazioni, foto e videoriprese, salvo esplicita autorizzazione da parte dell'insegnante per
finalità didattiche o per gravi e comprovati motivi.
Art. 7 - Uscite dalla classe
Il docente presente in classe non può far uscire dall’aula più di un alunno alla volta e comunque, la responsabilità dell’alunno rimane
in capo al docente che ne ha autorizzato l’uscita.
Durante il cambio dell’ora il docente uscente non deve autorizzare allontanamenti dalla classe.
Art. 8 - Comportamento durante l'intervallo
Durante l'intervallo gli alunni devono uscire dalle aule dopo aver aperto le finestre, spento le luci e chiuso le porte dell’aula.
La ricreazione si tiene negli spazi addebitamenti assegnati; non è consentito uscire dal perimetro della scuola, né ricevere persone non
autorizzate.
Non è consentito l'uso del motorino, né di altro mezzo di locomozione, nel cortile dell'istituto.
Art. 9 - Rispetto per l'ambiente scolastico e pulizia dei locali
Gli alunni sono tenuti a cestinare ogni rifiuto, involucro o residuo, utilizzando correttamente i contenitori per la raccolta differenziata
di carta, lattine, plastica e secco.
E' vietato imbrattare, sporcare o segnare gli ambienti e le attrezzature dell'Istituto; fa fede il verbale di consegna dell’aula.
Ogni danno arrecato dovrà essere ripagato dall’autore del danno o in mancanza del nominativo, dall’intera classe. Il valore del danno
verrà quantificato dal responsabile dell’ufficio tecnico. L’addebitamento minimo previsto per ogni danno è comunque non inferiore a
50,00 €.
L'uso dell’ascensore è consentito solo su autorizzazione della Dirigenza scolastica agli alunni diversamente abili o a chi, per infortuni
o altri documentati motivi, è impossibilitato ad utilizzare le scale.
Art. 10 - Cura per le attrezzature, i laboratori, la biblioteca e la palestra
L'utilizzo delle attrezzature va effettuato con la massima cura per evitare ogni danno; le apparecchiature portatili (TV, videoregistratori, lettori DVD, registratori-audio) devono essere usate sotto controllo dell'insegnante. Ogni uso improprio con danno implica il risarcimento dello stesso.
Nei laboratori, aule Lim, nella biblioteca ed in palestra si devono osservare le norme e le indicazioni previste dai regolamenti specifici.
Art. 11 - Uso del parcheggio
L'uso del parcheggio interno non è consentito agli studenti per la sosta di auto, mentre è possibile parcheggiare motocicli e biciclette
negli spazi adibiti. Poiché il parcheggio non è custodito, l'Istituto non è responsabile degli eventuali danni o furti a carico dei mezzi o
delle persone.
E' vietato parcheggiare davanti a porte e/o uscite di sicurezza dei locali dell'istituto.
Art. 12 - Divieto di fumare, di consumare bevande alcoliche e sostanze stupefacenti
Nell’ambito di un progetto di lotta alle dipendenze condiviso a livello di USL da tutti gli Istituti Superiori e su ottemperanza alla normativa nazionale, non è consentito fumare in nessuna delle aree di pertinenza dell’Istituto. E’ altresì vietato, per i medesimi motivi,
l’uso delle cosiddette ‘sigarette elettroniche’. E' tassativamente proibito introdurre e consumare bevande alcoliche e sostanze stupefacenti negli ambienti dell'istituto e nelle aree di pertinenza.
Art. 13 - Diffusione e affissione di scritti, volantini, manifesti ecc.
Per quanto riguarda la diffusione e l'affissione di scritti, volantini, manifesti ecc. all'interno della scuola è fatto obbligo di comunicazione e richiesta di autorizzazione alla Dirigente Scolastica o a un suo delegato. Non sarà in alcun modo ammessa l’affissione senza
l’esplicita firma dei proponenti e/o organizzatori di quanto esposto.
Art. 14 - Utilizzo dei locali della scuola in orari extra-scolastici
L'accesso ai locali dell'Istituto in orario extra-scolastico è ammesso previa autorizzazione della Dirigente scolastica o di un suo delegato. Per la regolamentazione dell'accesso è prevista l'apposizione della firma di presenza presso la portineria della scuola.
Art. 15 - Comportamento nell'ambito di attività parascolastiche (uscite sul territorio, viaggi e visite d'istruzione, manifestazioni sportive)
Qualsiasi tipologia di uscita è da considerarsi come "lezione svolta in altro luogo". Durante lo svolgimento di attività parascolastiche
gli alunni sono tenuti a comportarsi educatamente nei luoghi di visita e soggiorno, partecipare alle attività didattiche e a rispettare gli
orari e il programma prefissato per non causare contrattempi o disagi al gruppo, secondo quanto previsto dal Regolamento "
Visite/Viaggi di Istruzione e Uscite Didattiche".
Sanzioni e procedimenti disciplinari
Art. 16 – PREMESSE
A. Compito preminente della scuola è educare e formare, non punire. A questo principio è improntata qualsiasi azione disciplinare.
B. La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.
C.
Quando la mancanza si riferisce agli oggetti o alla pulizia dell’ambiente scolastico lo studente dovrà porvi rimedio riparando
o ripagando il danno e/o provvedendo alla pulizia in orario extrascolastico o durante le ricreazioni.
D. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio
della riparazione del danno
E. Le sanzioni devono specificare in maniera chiara le motivazioni che hanno reso necessaria l’irrogazione della stessa (art. 3 L.
241/90). Più la sanzione è grave e più sarà necessario il rigore motivazionale, anche al fine di dar conto del rispetto del principio di proporzionalità della sanzione stessa.
F.
Ogni consiglio di classe, potrà, in autonomia, deliberare di applicare al singolo caso la sanzione più idonea, a prescindere dal
numero dei richiami scritti per ogni singolo alunno. La sanzione può coinvolgere l’intera classe.
G. La sanzione deve essere irrogata in modo tempestivo per assicurarne la comprensione e quindi l’efficacia
H. Le sanzioni possono essere inflitte anche per mancanze commesse fuori della scuola ma che siano espressamente collegate a
fatti od eventi scolastici e risultino di tale gravità da avere una forte ripercussione sull’ambiente scolastico.
Art.17 - Comportamenti sanzionati
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
le assenze o ritardi non giustificati;
la mancanza del materiale occorrente per lo svolgimento dell’attività didattica;
il non rispetto delle consegne a casa;
il non rispetto delle consegne a scuola (riguardante, ad esempio, il comportamento durante gli intervalli, il mancato rientro al
termine dell’intervallo, l'abbigliamento che deve essere consono al luogo, ecc.);
il disturbo delle attività didattiche e nelle ipotesi più gravi l’interruzione del pubblico servizio (reato);
il linguaggio irriguardoso e offensivo verso gli altri (fatta salva l’ipotesi di reato;
le violenze psicologiche/ fisiche verso gli altri (fatta salva l’ipotesi di reato );
la compromissione dell’incolumità delle persone;
9.
il mancato rispetto delle diversità culturali o religiose;
10. il consumo di bevande alcoliche e sostanze stupefacenti negli ambienti dell'istituto (reato).
Art. 18 – Tipi di Sanzioni
Le sanzioni irrogabili per la mancata osservanza dei doveri stabiliti nel precedente titolo sono:
1.
2.
3.
4.
5.
il richiamo verbale;
il richiamo verbale con annotazione sul registro
l'invito alla riflessione individuale per alcuni minuti fuori dell’aula, sotto stretta sorveglianza del docente;
assegnazione di compiti per casa o attività scolastiche aggiuntive;
l'invito alla riflessione individuale per l’intera ora o gruppi di ore fuori dell’aula, sotto stretta sorveglianza di un docente o di
altro personale della Scuola;
6. l'annotazione del comportamento sul registro di classe;
7. l'annotazione del comportamento sul registro di classe seguita da segnalazione al coordinatore o alla Dirigente Scolastica;
8. la sospensione dalle lezioni con obbligo di frequenza con relativa comunicazione alle famiglie a mezzo telefono, mail o raccomandata A/R;
9. la sospensione senza possibilità di frequenza con relativa comunicazione alle famiglie a mezzo telefono, mail o raccomandata A/R;
10. la sospensione delle attività scolastiche oltre i quindici giorni.
Art. 19- Circostanze attenuanti o aggravanti
Nell’adozione dei provvedimenti disciplinari si tiene conto delle circostanze attenuanti o aggravanti.
Costituiscono circostanze attenuanti:




l’involontarietà;
la situazione di disabilità;
l’immediata assunzione delle proprie responsabilità;
la provocazione ricevuta.
Costituiscono circostanze aggravanti:




la recidiva;
commettere l’infrazione nei laboratori, nelle aule speciali, durante le visite di istruzione, durante le esperienze lavorative
svolte in realtà esterne alla scuola, nei soggiorni di studio all’estero, negli scambi culturali;
commettere l’infrazione in gruppo;
comportamenti offensivi o violenti nei confronti di soggetti diversamente abili o in situazioni di difficoltà.
Art. 20 - Organi competenti
Gli Organi competenti ad irrogare le suddette sanzioni sono:
1.
l'insegnante di classe per il richiamo verbale e l'annotazione del comportamento sul registro;
2.
l'insegnante della scuola e la Dirigente Scolastica per l'annotazione sul registro seguita da richiamo verbale;
3.
la Dirigente Scolastica o un suo delegato;
4.
il Consiglio di Classe;
5.
il Consiglio di Istituto;
6. la commissione d’esame nel caso di mancanze disciplinari commesse durante l’esame.
Art. 21 Procedimento
Ogni procedimento disciplinare nei confronti degli studenti prevede, dopo la contestazione degli addebiti, la possibilità di difesa e giustificazione da parte degli interessati, tranne la sospensione automatica.
La contestazione degli addebiti può anche essere verbale. Quando è scritta e notificata alla famiglia, anche in caso di alunni maggiorenni, entro 10 giorni dal ricevimento della contestazione, l’alunno può presentare una memoria giustificativa, sottoscritta dal genitore
se l’alunno è minorenne.
L’istruttoria di ogni procedimento è di competenza della Dirigente Scolastica, o di un suo delegato.
Fanno parte dell’istruttoria:






la ricezione del rapporto sull’infrazione;
gli accertamenti;
l’eventuale avvio del procedimento disciplinare;
la contestazione degli addebiti;
la relazione eventuale della Dirigente Scolastica all’organo competente ad irrogare la sanzione;
l’eventuale memoria giustificativa.
Art. 22 - Contraddittorio
Il contraddittorio è garantito dalla facoltà riconosciuta allo studente di presentare memoria difensiva, di esporre le proprie ragioni, di
presentare prove e testimoni.
Quando la competenza ad irrogare è del Consiglio di Classe o del Consiglio di Istituto il voto è segreto. In caso di parità la votazione è
ripetuta.
Di tale momento è redatto apposito verbale controfirmato dagli interessati.
Le sanzioni sono atti amministrativi, perciò non possono essere considerate dati sensibili, a meno che non facciano riferimento a terzi.
In questo caso il verbale indicherà con omissis l’identità delle persone coinvolte.
Art. 23 – Comportamenti sanzionati e sanzioni corrispondenti
COMPORTAMENTO
SANZIONATO
1.
2.
Assenze o ritardi
non giustificati
Reiterazione del-
ORGANO COMPETENTE
A DISPORRE LA SANZIONE


Docente
DS

Consiglio di classe

·Docente
SANZIONE

Invito alla riflessione individuale
per l’intera ora o gruppi di ore fuori dall’aula, sotto sorveglianza di
un docente o di altro personale della scuola

Annotazione del comportamento
sul registro di classe seguita da segnalazione al coordinatore o alla
dirigente scolastica.

·Sospensione automatica di un
PUBBLICITA’
PROVVEDIMENTO
Comunicazione alla
famiglia
Comunicazione alla
COMPORTAMENTO
SANZIONATO
3.
4.
5.
ORGANO COMPETENTE
A DISPORRE LA SANZIONE
SANZIONE
la mancanza di
giustificazione di
assenze/ritardi
dopo segnalazione da parte dei
docenti

·Coordinatore di
classe

·Consiglio di classe
Mancanza del
materiale occorrente

Docente

Richiamo verbale senza comunicazione

Coordinatore di
classe

Richiamo verbale con annotazione
sul registro on –line

Invito alla riflessione individuale
per l’intera ora o gruppi di ore fuori dall’aula, sotto sorveglianza di
un docente o di altro personale della scuola
Non rispetto delle consegne a
casa
Non rispetto delle consegne a
scuola esempi:
comportamento
durante gli intervalli, il mancato
rientro al termine
dell’intervallo,
l’abbigliamento
che deve essere
consono ecc.)
giorno, previa comunicazione alla
famiglia.

Docente

Richiamo verbale senza comunicazione

Coordinatore di
classe

Richiamo verbale con annotazione
sul registro on –line


Docente
DS

Richiamo verbale senza comunicazione

Consiglio di classe

Richiamo verbale con annotazione
sul registro on –line

Assegnazione di compiti per casa o
attività scolastiche aggiuntive
Invito alla riflessione individuale
per l’intera ora o gruppi di ore fuori dall’aula, sotto sorveglianza di
un docente o di altro personale della scuola


6.
PUBBLICITA’
PROVVEDIMENTO
Disturbo delle attività
didattiche e nelle ipotesi più gravi l’interruzione di pubblico
servizio ( reato)
famiglia
Comunicazione alla
famiglia
Comunicazione alla
famiglia
Comunicazione alla
famiglia
Annotazione del comportamento
sul registro di classe



Docente
DS
Consiglio di classe

Richiamo verbale
senza comunicazione

Consiglio di istituto

Richiamo verbale
con annotazione
Comunicazione alla famiglia
COMPORTAMENTO
SANZIONATO
ORGANO COMPETENTE
A DISPORRE LA SANZIONE
SANZIONE
PUBBLICITA’
PROVVEDIMENTO
sul registro on –
line





7.
Linguaggio irriguardoso e offensivo verso gli altri ( fatta salva l’ipotesi di reato)



Docente
DS
Consiglio di classe
Invito alla riflessione individuale
per l’intera ora o
gruppi di ore fuori
dall’aula, sotto
sorveglianza di un
docente o di altro
personale della
scuola
Annotazione del
comportamento
sul registro di
classe
Annotazione del
comportamento
sul registro di
classe seguita da
segnalazione al
coordinatore o alla
dirigenza scolastica
Sospensione dalle
lezioni con obbligo di frequenza
con relativa comunicazione alle famiglie a mezzo
mail o raccomandata A/R
Sospensione dalle
lezioni senza possibilità di frequenza con relativa comunicazione alle
famiglie a mezzo
mail o raccomandata A/R

Sospensione dalle
attività scolastiche
oltre i quindici
giorni

Richiamo verbale
senza comunicazione
Comunicazione alla famiglia
COMPORTAMENTO
SANZIONATO
ORGANO COMPETENTE
A DISPORRE LA SANZIONE
SANZIONE


Consiglio di istituto







Richiamo verbale
con annotazione
sul registro on –
line
Invito alla riflessione individuale
per alcuni minuti
fuori dall’aula sotto stretta sorveglianza del docente
Assegnazione di
compiti per casa o
attività scolastiche
aggiuntive
Invito alla riflessione individuale
per l’intera ora o
gruppi di ore fuori
dall’aula, sotto
sorveglianza di un
docente o di altro
personale della
scuola
Annotazione del
comportamento
sul registro di
classe
Annotazione del
comportamento
sul registro di
classe seguita da
segnalazione al
coordinatore o alla
dirigenza scolastica
Sospensione dalle
lezioni con obbligo di frequenza
con relativa comunicazione alle famiglie a mezzo
mail o raccomandata A/R
Sospensione dalle
lezioni senza possibilità di frequenza con relativa comunicazione alle
famiglie a mezzo
PUBBLICITA’
PROVVEDIMENTO
COMPORTAMENTO
SANZIONATO
ORGANO COMPETENTE
A DISPORRE LA SANZIONE
SANZIONE
PUBBLICITA’
PROVVEDIMENTO
mail o raccomandata A/R
8.
Violenze psicologiche -fisiche verso gli
altri ( fatta salva
l’ipotesi di reato)



Docente
DS
Consiglio di classe

Sospensione dalle
attività scolastiche
oltre i quindici
giorni

Richiamo verbale
senza comunicazione
Assegnazione di
compiti per casa o
attività scolastiche
aggiuntive
Invito alla riflessione individuale
per l’intera ora o
gruppi di ore fuori
dall’aula, sotto
sorveglianza di un
docente o di altro
personale della
scuola
Annotazione del
comportamento
sul registro di
classe
Annotazione del
comportamento
sul registro di
classe seguita da
segnalazione al
coordinatore o alla
dirigenza scolastica
Sospensione dalle
lezioni con obbligo di frequenza
con relativa comunicazione alle famiglie a mezzo
mail o raccomandata A/R
Sospensione dalle
lezioni senza possibilità di frequenza con relativa comunicazione alle
famiglie a mezzo
mail o raccoman-


Consiglio di istituto





Comunicazione alla famiglia
COMPORTAMENTO
SANZIONATO
ORGANO COMPETENTE
A DISPORRE LA SANZIONE
SANZIONE
PUBBLICITA’
PROVVEDIMENTO
data A/R
9.
Compromissione
dell’incolumità delle
persone



Docente
DS
Consiglio di classe

Sospensione dalle
attività scolastiche
oltre i quindici
giorni

Richiamo verbale
senza comunicazione
Assegnazione di
compiti per casa o
attività scolastiche
aggiuntive
Invito alla riflessione individuale
per l’intera ora o
gruppi di ore fuori
dall’aula, sotto
sorveglianza di un
docente o di altro
personale della
scuola
Annotazione del
comportamento
sul registro di
classe
Annotazione del
comportamento
sul registro di
classe seguita da
segnalazione al
coordinatore o alla
dirigenza scolastica
Sospensione dalle
lezioni con obbligo di frequenza
con relativa comunicazione alle famiglie a mezzo
mail o raccomandata A/R
Sospensione dalle
lezioni senza possibilità di frequenza con relativa comunicazione alle
famiglie a mezzo
mail o raccoman-


Consiglio di istituto





Comunicazione alla famiglia
COMPORTAMENTO
SANZIONATO
ORGANO COMPETENTE
A DISPORRE LA SANZIONE
SANZIONE
PUBBLICITA’
PROVVEDIMENTO
data A/R
10. Mancato rispetto delle diversità culturali o
religiose



Docente
DS
Consiglio di classe

Sospensione dalle
attività scolastiche
oltre i quindici
giorni

Richiamo verbale
senza comunicazione

Richiamo verbale
con annotazione
sul registro on –
line
Invito alla riflessione individuale
per alcuni minuti
fuori dall’aula sotto stretta sorveglianza del docente




11. Consumo di bevande
alcoliche e sostanze


Docente
DS

Assegnazione di
compiti per casa o
attività scolastiche
aggiuntive
Invito alla riflessione individuale
per l’intera ora o
gruppi di ore fuori
dall’aula, sotto
sorveglianza di un
docente o da altro
personale della
scuola
Annotazione del
comportamento
sul registro di
classe seguita da
segnalazione al
coordinatore o alla
dirigenza scolastica
Richiamo verbale
senza comunica-
Comunicazione alla famiglia
Comunicazione alla famiglia e
all’autorità di Pubblica Sicurez-
COMPORTAMENTO
SANZIONATO
ORGANO COMPETENTE
A DISPORRE LA SANZIONE
stupefacenti negli
ambienti dell’istituto
(reato)

Consiglio di classe

Consiglio di istituto
SANZIONE
zione







Richiamo verbale
con annotazione
sul registro on –
line
Invito alla riflessione individuale
per alcuni minuti
fuori dall’aula sotto stretta sorveglianza del docente
Assegnazione di
compiti per casa o
attività scolastiche
aggiuntive
Invito alla riflessione individuale
per l’intera ora o
gruppi di ore fuori
dall’aula, sotto
sorveglianza di un
docente o di altro
personale della
scuola
Annotazione del
comportamento
sul registro di
classe seguita da
segnalazione al
coordinatore o alla
dirigenza scolastica
Annotazione del
comportamento
sul registro di
classe seguita da
segnalazione al
coordinatore o alla
dirigenza scolastica
Sospensione dalle
lezioni con obbligo di frequenza
con relativa comunicazione alle famiglie a mezzo
mail o raccomandata A/R
PUBBLICITA’
PROVVEDIMENTO
za
COMPORTAMENTO
SANZIONATO
ORGANO COMPETENTE
A DISPORRE LA SANZIONE
12. Rimozione o danneggiamento dei segnali
di sicurezza (es.:
estintori, planimetrie
indicanti le vie di
fuga e i luoghi di raccolta, palette di segnalazione classe,
manichette, moduli
vari e qualsiasi materiale relativo alla sicurezza, ecc..)



·DS
·Consiglio di istituto
·RSPP

Docenti
SANZIONE

Sospensione dalle
lezioni senza possibilità di frequenza con relativa comunicazione alle
famiglie a mezzo
mail o raccomandata A/R

Sospensione dalle
attività scolastiche
oltre i quindici
giorni

Art. 437 del Codice Penale
Chiunque omette
di collocare impianti, apparecchi
o segnali destinati
a prevenire disastri o infortuni sul
lavoro, ovvero li
rimuove o li danneggia, è punito
con la reclusione
da sei mesi a cinque anni.


PUBBLICITA’
PROVVEDIMENTO
Comunicazione alla famiglia e
all’autorità di Pubblica Sicurezza
Se dal fatto deriva
un disastro o un
infortunio, la pena
è della reclusione
da tre a dieci anni
Art.24 - Scelta della sanzione
Nella scelta della sanzione da irrogare si dovrà considerare la gravità della violazione commessa valutata in rapporto alle circostanze
del caso specifico, alle modalità del comportamento, alla natura dolosa o colposa della violazione, alla gravità del danno o del disagio
cagionato, alla situazione personale dello studente e agli eventuali precedenti (recidiva).
Art. 25 - Riparazione del danno e ravvedimento
Ove possibile, deve essere considerata prioritariamente rispetto ad ogni altra sanzione la riparazione del danno materiale e il ravvedimento, è auspicabile il ravvedimento negli altri casi.
Art. 26 - Attività sostitutiva
Allo studente, sentito il parere vincolante del coordinatore di classe, può essere offerta la possibilità di frequentare le lezioni e prestare
attività sostitutive in favore della comunità scolastica: tali attività, la cui durata e gravosità dovranno essere commisurate all'entità della violazione commessa, saranno concordate dallo studente con la Dirigente Scolastica.
Art. 27 - Impugnazioni
Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso, da parte di chiunque vi abbia interesse, entro dieci giorni dalla comunicazione della
loro irrogazione, ad un apposito organo di garanzia che decide nel termine di dieci giorni.
Il Direttore dell’ufficio scolastico regionale, o un dirigente da questo delegato, decide in via definitiva sui reclami proposti dagli studenti o da chiunque vi abbia interesse, contro le violazioni del presente regolamento, anche contenute nel regolamento d’Istituto e
contro le violazioni del regolamento “Statuto delle Studentesse e degli Studenti”.
Art. 28 - Organo di Garanzia Disciplinare
Fanno parte dell'Organo di Garanzia: la Dirigente Scolastica, due Docenti designati dal collegio docenti, uno studente eletto dal comitato studentesco all’inizio dell’anno, un genitore eletto dal Consiglio di Istituto e da un rappresentante del personale Ata.
Il presidente dell’Organo di Garanzia è la Dirigente Scolastica.
L'Organo di Garanzia decide in camera di consiglio subito dopo aver sentito le ragioni dello studente interessato e dell'insegnante (o il
coordinatore di classe) o del Dirigente Scolastico che ha applicato o proposto la sanzione entro dieci giorni dall'impugnazione.
Lo stesso Organo di Garanzia decide, su richiesta degli studenti della scuola, anche in merito all’applicazione del presente regolamento.
Per la validità delle sedute è richiesta la presenza della maggioranza dei componenti: le deliberazioni sono prese a maggioranza dei
presenti.
In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale decide in via definitiva su reclami proposti dagli studenti
TITOLO IV° - REGOLAMENTO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI
Art. 1 – Composizione del Collegio
Il Collegio è costituito da tutti i Docenti in servizio nell’Istituto e dal Dirigente scolastico.
Art. 2 – Funzioni
Il Collegio dei Docenti ha funzioni di carattere esclusivamente didattico.
Art. 3 – Il Presidente
Il Collegio è presieduto dal Dirigente scolastico.
Sono funzioni del presidente: convocare il collegio, fissarne l’O.d.G., presiederne i lavori, firmarne il verbale.
In caso di assenza del Dirigente Scolastico il Collegio è presieduto dal primo collaboratore.
Art. 4 – Il Segretario verbalizzante
Le funzioni di segretario del Collegio sono affidate a rotazione ai collaboratori del Dirigente Scolastico.
Il segretario redige il verbale delle sedute e ne dà lettura al Collegio nella seduta successiva per l’approvazione. La comunicazione del
verbale avviene anche per via elettronica per permetterne la visione da parte di tutti i Docenti interessati.
Art. 5 – Convocazione del Collegio, deposito della documentazione
Il collegio è convocato:
 Dal Presidente con avviso scritto almeno 5 giorni prima della data della seduta. La convocazione deve contenere l’ordine del
giorno della discussione.



Contemporaneamente alla convocazione, il Presidente cura che siano depositati presso la segreteria dell’Istituto l’avviso di
convocazione e le proposte di deliberazione con la relativa documentazione istruttoria.
Dal Presidente, su richiesta scritta di almeno un terzo dei Docenti. In tal caso si osserveranno le norme contenute nel precedente
comma.
Nell'avviso di convocazione è indicata la durata della seduta.
Art. 6 – Ordine del giorno
L’O.d.G. è fissato dal Presidente.
Sono posti all’O.d.G. anche quegli argomenti la cui discussione sia richiesta per iscritto da almeno il 15% dei Docenti. La richiesta
deve essere presentata al Presidente almeno 10 giorni prima della convocazione del Collegio.
Non possono essere iscritti all'ordine del giorno oggetti già posti in votazione durante l'anno scolastico, e comunque non prima che
siano trascorsi sei mesi dalla precedente votazione.
Non possono essere proposti e discussi argomenti non presenti nell’O.d.G. a seduta in corso; in via eccezionale può essere discusso un
argomento se almeno il 75% dei presenti è favorevole, ma non può essere né votato né deliberato dal Collegio. La votazione potrà
essere effettuata nella seduta successiva.
Art. 7 – Validità delle sedute
La seduta è valida se è presente la metà più uno degli aventi diritto.
Art. 8 – Interventi, mozioni, emendamenti, dichiarazione di voto
Non è concesso alcun intervento su argomenti non presenti nell’O.d.G.
Per ogni punto all’O.d.G. è consentito di norma a ciascun Docente un solo intervento con possibilità di replica.
Durante la discussione possono essere presentati su ciascun oggetto
all’O.d.G.:
 mozioni
 emendamenti (aggiuntivi, modificativi, soppressivi).
Per essere discussi e votati è necessario che essi siano proposti per iscritto durante la discussione da almeno il 10% dei presenti.
Sulle mozioni e sugli emendamenti sono consentiti due interventi: uno pro e uno contro, per un massimo di 3 minuti ciascuno.
La dichiarazione di voto finale ha la durata massima di tre minuti.
Art. 9 – Votazione
Le votazioni avvengono in modo palese e per alzata di mano.
Le votazioni sono segrete solo quando si tratta di persone.
Art. 10 – Validità delle votazioni
Per la validità delle deliberazioni è richiesta la maggioranza semplice dei voti validamente espressi.
Nel raggiungimento di tale maggioranza non sono calcolati i voti degli astenuti, le schede bianche e quelle nulle.
TITOLO V° - REGOLAMENTO DELLA GIUNTA ESECUTIVA
Art. 1 – Compiti
La Giunta Esecutiva svolge compiti preparatori ed esecutivi nei riguardi del Consiglio d'Istituto: predispone il bilancio preventivo e il
consuntivo; prepara i lavori del Consiglio e cura l'esecuzione delle relative delibere.
Cura la preparazione degli atti da proporre all'approvazione del Consiglio.
In relazione all'affermato diritto d'iniziativa del Consiglio, la Giunta è tenuta ad eseguirne le determinazioni.
Art. 2 – Dirigenza – Sedute
Il Dirigente scolastico è Presidente della Giunta Esecutiva.
In caso di impedimento del Dirigente scolastico, le sedute della Giunta Esecutiva sono presiedute, per suo incarico, dal Docente primo
collaboratore.
Art. 3 – Sedute
La convocazione delle sedute della Giunta Esecutiva spetta al Dirigente scolastico.
Per la validità delle sedute è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica.
Le delibere della Giunta sono adottate a maggioranza dei voti espressi.
Art. 4 – Componenti della Giunta
Oltre al Dirigente scolastico fa parte della Giunta anche il Direttore dei servizi di segreteria, che svolge le funzioni di Segretario della
Giunta stessa.
Inoltre, eletti dal Consiglio d'Istituto, ne fanno parte:
 un rappresentante degli Insegnanti
 un rappresentante del personale non Docente
 un rappresentante dei genitori
 un rappresentante degli studenti.
Art. 5 – Decadenza
I membri della giunta, che non intervengono, senza giustificati motivi, a tre sedute consecutive dell'organo di cui fanno parte,
decadono dalla carica e vengono surrogati con le modalità previste.
TITOLO VI° - IL CONSIGLIO DI ISTITUTO
Art. 1 – Attribuzioni
Le attribuzioni del Consiglio sono fissate dalla normativa vigente.
Art. 2 – Validità del Consiglio
Il Consiglio di Istituto è validamente costituito anche nel caso in cui non tutte le Componenti abbiano eletto la propria rappresentanza;
la componente dei genitori è indispensabile, in quanto tra i genitori verrà eletto il Presidente e il Vice presidente del Consiglio stesso.
Art. 3 – Riunioni
Il Consiglio di Istituto si riunisce nei locali dell'edificio sede della Dirigenza in ore non coincidenti con l'orario delle lezioni; tuttavia
le riunioni possono effettuarsi anche in altra sede quando particolari situazioni lo richiedano.
Il limite massimo di durata per ogni singola riunione è fissato in tre ore.
Art. 4 – Presidente e Vice Presidente
Il Presidente è eletto da tutti i membri del consiglio tra i genitori che ne sono componenti. Per la 1^ votazione è richiesta la
maggioranza assoluta dei componenti, per la 2^ votazione la maggioranza relativa dei votanti.
In caso di assenza o impedimento del Presidente le sue funzioni sono esercitate dal Vicepresidente. In caso di assenza in
contemporanea del Presidente e del Vicepresidente, il Consiglio d'Istituto viene presieduto, con piene funzioni, dal consigliere anziano
presente.
Art. 12 – Cambio presidente
Quando il Presidente cessa le sue funzioni per effetto di dimissioni o per perdita dei requisiti, il Dirigente Scolastico indice, dopo la
relativa surroga del posto occupato dal genitore, una nuova elezione nell'ambito del consiglio stesso.
Art. 5 – Presenza del pubblico
Alle sedute del consiglio possono assistere, senza diritto di parola, solo gli elettori delle componenti rappresentate dal consiglio stesso
e i Rappresentanti dell'Amministrazione Provinciale. Inoltre non è ammesso il pubblico qualora siano in discussione argomenti
concernenti persone.
Art. 6 – Convocazioni
Il Consiglio d'Istituto è convocato dal Presidente su proposta della giunta esecutiva o su richiesta scritta e motivata di almeno un terzo
dei membri eletti. Il Presidente deve convocare il consiglio non oltre il settimo giorno dal ricevimento della richiesta di riunione.
Art. 7 – Ordine pubblico
Prima di ogni seduta del consiglio, gli aventi diritto ad assistervi, devono essere identificati da uno dei membri del consiglio. Per il
mantenimento dell'ordine, il Presidente esercita gli stessi poteri a tal fine conferiti dalla legge al Presidente del Consiglio Comunale.
Nel caso in cui la presenza del pubblico non consenta lo svolgimento regolare dei lavori, il Presidente può disporre la sospensione
della seduta e la sua prosecuzione con l'esclusione del pubblico stesso.
Art. 8 – Avviso di convocazione
L'avviso di riunione viene inviato almeno cinque giorni prima della data prevista per la seduta, con l'invio a tutti i componenti di copia
della lettera di convocazione per conoscenza. Contestualmente verrà utilizzato anche il mezzo informatico per spedire una mail di
convocazione a tutti i componenti dotati di indirizzo di posta elettronica.
Art. 9 – Assenze alle sedute
I membri impossibilitati ad intervenire devono far pervenire al Presidente o al Dirigente Scolastico la giustificazione dell'assenza.
Dopo tre assenze consecutive non giustificate, il consigliere decade dall'incarico e venire sostituito dal primo non eletto nelle
rispettive liste, fino ad esaurimento delle liste stesse. In caso di esaurimento delle liste stesse si procede ad elezioni suppletive.
Art. 10 – Sostituzioni del D.S.
Il Dirigente Scolastico impossibilitato alla presenza può essere sostituito dal suo vicario o da un altro dei suoi collaboratori a ciò
delegato.
Art. 13 – Verbali delle sedute
Il Segretario è scelto dal Presidente tra tutti i componenti eletti del consiglio ed ha l'incarico di redigere il verbale di ogni seduta. Gli
atti preparatori e il verbale, autenticato con la firma del Presidente, devono essere depositati in Segreteria. Il verbale è consultabile dai
membri del Consiglio e da chiunque ne abbia titolo e ne faccia richiesta, ai sensi della legge n.241 del 7.08.90.
Art. 14 – Numero legale
Trascorsi 15 minuti dall'orario stabilito per la seduta, il Presidente, costatata la mancanza del numero legale, rinvia la seduta ad altra
data - comunque entro 10 gg - e può decidere di far pubblicare all'albo della scuola il verbale della seduta dichiarata deserta con i
nomi dei presenti e degli assenti.
Art. 15 – Approvazione verbale delle sedute
Sul processo verbale della seduta precedente, che deve essere letto all'inizio della nuova seduta, ogni consigliere, ove ne ravvisi la
necessità, può richiedere d'intervenire per rettificare eventuali sue dichiarazioni non obiettivamente riportate o omesse dal verbale. Il
verbale si approva per alzata di mano, a maggioranza dei presenti.
Art. 16 – Ordine del giorno
L'ordine del giorno della convocazione è formulato dal Presidente su proposta della Giunta Esecutiva. Esso deve contenere argomenti
ben specifici e non indicazioni generiche. Copia di detto ordine deve essere affissa all'Albo di ogni sede. E' dovere del Presidente
porre in discussione tutti gli argomenti iscritti all'ordine del giorno, nella successione in cui appaiono. L'ordine di trattazione degli
argomenti può essere modificato su mozione d'ordine proposta al presidente e accolta all'unanimità.
Di norma non è consentito introdurre argomenti diversi da quelli iscritti all'ordine del giorno. Ogni consigliere ha facoltà di proporre
argomenti da inserire all'ordine del giorno che possono essere discussi nella medesima seduta, se esiste sufficiente documentazione, o
inseriti nell'ordine del giorno della seduta successiva, purché siano argomenti relativi alle competenze del consiglio d'istituto. Il
consiglio delibera per la discussione immediata o per il rinvio alla seduta successiva o per la non discussione.
Art. 17 – Mozioni e pregiudiziali
Prima che si inizi la discussione di un argomento, ognuno dei presenti può presentare una mozione d'ordine nel senso che la
discussione su detto argomento non debba svolgersi per questione pregiudiziale oppure che la discussione debba subire un rinvio
(questione sospensiva). La questione sospensiva può essere posta anche durante la discussione sull'argomento all'ordine del giorno.
Sulla mozione d'ordine i consiglieri possono esprimere brevemente il loro parere, dopo di che mediante votazione si deciderà a
maggioranza se accoglierla o no.
Art. 18 – Votazioni
Le votazioni del Consiglio d'Istituto avvengono per alzata di mano, oppure su richiesta, per appello nominale o a scrutinio segreto. Le
votazioni quando riguardano le persone avvengono sempre a scrutinio segreto.
Chiusa la discussione, al momento in cui inizia la votazione, nessuno può prendere più la parola su un argomento sottoposto al
giudizio del consiglio.
Nelle delibere a carattere economico non possono partecipare gli studenti minorenni.
Art. 20 – Delibere
Tutte le delibere vanno prese a maggioranza relativa dei presenti, salvo casi particolari che richiedano la maggioranza assoluta dei
componenti. In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente.
Art. 21 – Compiti e funzioni
Il Consiglio delibera ed approva il Programma Annuale e il Conto Consuntivo, verifica entro il mese di giugno lo stato di attuazione
del Programma al fine di eventuali modifiche da apportare. Delibera inoltre in ordine all'adesione a reti di scuole e consorzi; alla
partecipazione della scuola ad iniziative che comportino il coinvolgimento di agenzie, enti, università, soggetti pubblici o privati;
all'eventuale individuazione del superiore limite di spesa secondo quanto previsto dal regolamento di gestione amministrativocontabile. Delibera infine sulla determinazione dei criteri e dei limiti per lo svolgimento da parte del Dirigente di varie attività
negoziali. Ha potere deliberante per quanto concerne l'organizzazione e la programmazione della vita e dell'attività della scuola e in
particolare:
 adotta i regolamenti della scuola;
 determina il calendario scolastico annuale in relazione a quello emanato dalla Giunta Regionale;
 criteri generali e linee programmatiche per la programmazione educativa e quindi per il POF;
 criteri per la programmazione e l'attuazione delle attività para-inter-extrascolastiche;
 criteri generali per la formazione delle classi;
 criteri generali di assegnazione dei Docenti alle classi.
Si pronuncia su ogni altro argomento attribuito dal T.U., dalle leggi e dai regolamenti, alla sua competenza.
Art. 22 – Responsabilità
I componenti il Consiglio di Istituto sono responsabili degli atti compiuti collegialmente nell'esercizio delle loro funzioni. Essi
possono incorrere in illeciti amministrativi, civili e penali.
Art. 23 – Partecipazione rappresentanti Enti Locali
Al fine di approfondire l'esame dei problemi riguardante la vita e il funzionamento della scuola, che interessino anche le comunità
locali o componenti sociali e sindacati operanti nelle comunità stesse, il Consiglio d'Istituto può invitare a partecipare alle proprie
riunioni i rappresentanti della Provincia e dei suoi organi di decentramento democratico, delle Organizzazioni Sindacali, dei lavoratori
dipendenti ed autonomi, operanti nel territorio.
Art. 24 – Commissioni
Il Consiglio può costituire tra i propri membri Commissioni di Studio alle quali affidare l'esame di particolari argomenti e
l'elaborazione delle relative proposte di attuazione, da presentare al Consiglio stesso.
Art. 25 – Sospensione della seduta
Il Presidente sentito il parere dei presenti, ha facoltà di sospendere la seduta per un tempo limitato, o di rinviarla ove ne venga fatta
richiesta dalla maggioranza.
Art. 26 – Pubblicità degli atti
La pubblicità degli atti del consiglio d'istituto, disciplinata dall'art. 27 del D.P.R. n.416 del 31-5 -74 e dalla legge 241/90, deve
avvenire mediante affissione in apposito albo dell'istituto, e dei plessi, della copia integrale, sottoscritta e autenticata dal segretario del
consiglio, del testo delle deliberazioni adottate dal consiglio stesso. L'affissione all'albo avviene entro il termine massimo di 8 giorni
dalla relativa seduta del consiglio. La copia delle deliberazioni deve rimanere esposta per un periodo di 10 gg. La copia delle
deliberazioni da affiggere all'albo è consegnata al Dirigente Scolastico dal segretario del consiglio: il Dirigente Scolastico ne dispone
l'affissione immediata e attesta in calce ad esso la data iniziale di affissione. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le
deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell'interessato.
TITOLO VII° - REGOLAMENTO DELLE AULE SPECIALI
Tutti i locali diversi dalle aule normali
1.
Biblioteca
La Biblioteca è aperta a tutta la comunità scolastica dell’Istituto secondo criteri e orari sotto indicati.
La Biblioteca è accessibile per motivi di consultazione, studio e prestito tutti i giorni feriali secondo una scansione oraria stabilita per
sede, escluso il mese di Agosto.
I testi possono essere prestati a domicilio per un periodo non superiore ai 30 giorni. Enciclopedie, dizionari, riviste potranno essere
consultati sul posto, e sono quindi esclusi dal prestito.
Se non ci sono altre richieste i prestiti possono essere prorogati per altri 15 giorni.
Il personale della scuola potrà accedere per consultare testi, riviste, studiare, prendere in prestito libri e visionare videocassette sotto
personale responsabilità, nel rispetto degli orari su indicati, compatibilmente con le necessità didattiche dell’Istituto e con gli obblighi
di servizio, previa compilazione del Registro della Biblioteca, rivolgendosi all’incaricato.
Un responsabile provvederà a compilare con cura il registro dei prestiti e in caso di necessità dovrà prestare consulenza.
Le classi, nella loro interezza, potranno fruire della Biblioteca in orario di lezione solo se accompagnate da un Docente e previa
prenotazione (almeno due giorni prima), rivolgendosi all’incaricato.
Gli alunni potranno accedere al locale della Biblioteca a titolo personale per avere in prestito un libro, solo durante gli intervalli tra le
lezioni nel rispetto degli orari stabiliti .
Per l’uso della Biblioteca in orari non di lezione gli allievi, almeno due giorni prima, dovranno chiedere l’autorizzazione al Dirigente
Scolastico. La richiesta degli allievi minorenni dovrà contenere l’autorizzazione dei genitori riportante l’esonero di ogni responsabilità
da parte dell’Amministrazione Scolastica.
Coloro che accedono alla Biblioteca per un prestito avranno cura di compilare il relativo registro in modo da consentire sempre una
immediata verifica della dotazione libraria presente.
I ritardatari nella consegna saranno richiamati con comunicazione scritta. La mancata restituzione di un testo preso in prestito
comporta l’addebito del costo dell’esemplare secondo il prezzo corrente.
Nella programmazione delle proposte di acquisto si consulteranno anche i genitori, gli allievi o i loro rappresentanti.
Le riviste tecniche saranno custodite in appositi armadi nei laboratori specifici. Il prestito è consentito per un massimo di 15 giorni.
Per i ritardatari si veda il 11° capoverso del presente articolo.
2.
Aula Fotocopie – Servizio riproduzione copie
Possono usufruire gratuitamente del servizio fotocopie tutti gli Insegnanti per compiti e/o verifiche, lavori per approfondimento, fogli
di lavorazione, fac-simili e prestampati, lavori per progetti approvati dal Collegio dei Docenti.
Possono altresì fruire del servizio fotocopie senza oneri il personale degli uffici per il normale funzionamento didatticoamministrativo dell’Istituto.
In tutti gli altri casi le fotocopie sono effettuate a pagamento secondo quanto stabilito dal Consiglio d’Istituto.
E’ necessario che l’Insegnante faccia richiesta su apposito modulo, consegnandolo con almeno due giorni di anticipo in Stamperia.
Le fotocopie potranno essere ritirate presso l’addetto al servizio.
Solo gli uffici amministrativi potranno richiedere direttamente fotocopie all’addetto in servizio. L’orario del servizio sarà fissato dal
Dirigente Scolastico.
3.
Audiovisivi
L’Istituto è in possesso di strumenti multimediali, come supporto didattico:
 esse sono raccolte dentro ad un armadio in un locale appositamente predisposto.
 l’elenco delle videocassette è esposto in Biblioteca e nell’aula sopraindicata.
La visione del materiale da parte dei Docenti, sia per aggiornamento che per la didattica, deve essere programmata, almeno due giorni
prima dai Docenti stessi, compilando il modulo esposto nella sala Docenti.
Non è consentito mandare gli allievi in sala Docenti per la programmazione della visione.
Nella compilazione del modulo si dovrà indicare: la classe, il giorno e l’ora della proiezione, il tema ed il materiale da visionare.
I moduli verranno sostituiti ogni settimana dall’Ufficio Tecnico.
La visione degli audiovisivi avviene in locali appositamente predisposti o in classe con le postazioni mobili. Tutto il dispositivo
necessario richiesto dai Docenti per attività in classe sarà recapitato nelle aule stesse di utilizzo, dal Collaboratore Scolastico in
servizio sul piano. Sarà cura dello stesso Collaboratore Scolastico riporre il tutto in apposito locale, al termine delle lezioni del
mattino e/o del pomeriggio.
La responsabilità del contenuto proposto in visione alle classi è esclusiva del docente.
Per eventuali prestiti ad inizio di ogni anno scolastico verrà predisposta una circolare esplicativa conforme alle norme vigenti.
Comunque Il prestito ad alunni, genitori e personale dell’Istituto è consentito solo per il periodo che intercorre dalla fine delle lezioni
del giorno in cui si chiede il prestito all’inizio delle lezioni del giorno successivo, in modo da garantire la disponibilità di tutte le
videocassette durante l’orario scolastico.
L’uso del proiettore di diapositive, delle lavagne luminose o di altro materiale audiovisivo dovrà venire concordato con l’Ufficio
Tecnico (nelle sedi con i collaboratori del Dirigente Scolastico coadiuvati dalle rispettive Segreterie) almeno tre giorni prima del
giorno di utilizzo.
4.
Palestra
L’accesso alla palestra è consentito solamente sotto la visione di un Docente di educazione fisica.
Ogni allievo è tenuto a indossare idonee calzature per l’effettuazione delle varie attività fisiche.
L’uso di ogni attrezzatura ginnica è consentito solo sotto la supervisione del Docente di educazione fisica.
Per la sicurezza di tutte le attività ogni allievo è tenuto ad indossare abbigliamento idoneo (scarpe di ginnastica allacciate, maglietta o
casacca, pantaloncini comodi,…) e non devono essere indossati oggetti come bracciali, collane orologi, piercing e altro, che possono
arrecare danno a se stessi e ad altri.
Per una corretta igiene personale è utile portare un asciugamano e una maglietta di ricambio.
5.
Reparti di lavorazione e laboratori
Si distinguono in:
SETTORE MECCANICO:

REPARTI DI LAVORAZIONE;

OFFICINE;

LABORATORI TECNOLOGICI;

CAD-CAM;

PNEUMATICA;
SETTORE FISICO-SCIENTIFICO:

LABORATORIO FISICA-CHIMICA;
SETTORE ELETTRICO:

OFFICINE ELETTRICHE;

LABORATORI MISURE ELETTRICHE, ELETTRONICHE E SISTEMI;

IMPIANTI ELETTRICI
SETTORE INFORMATICO:

AULE E LABORATORI DI INFORMATICA;
SETTORE AZIENDALE:

AULE TRATTAMENTO TESTI E CONTABILITÀ’;
SETTORE MODA:

LABORATORI DI MODELLISTICA E CONFEZIONE
L'accesso delle classi alle aule speciali è regolato in base all'orario delle lezioni; ogni deroga dovrà avvenire col permesso del
Dirigente Scolastico.
La responsabilità delle aule speciali e delle attrezzature in esse contenute può essere attribuita ad un Docente (come per la palestra) o
ad un Assistente Tecnico, su nomina annuale del Dirigente Scolastico. Copia del presente regolamento va affisso in ciascuna delle aule
speciali.
Nei reparti di lavorazione e nei laboratori si svolge l’attività di esercitazioni pratiche che hanno come unico scopo la preparazione
tecnico-professionale degli alunni.
Per conseguire il più alto livello di formazione, ogni reparto di lavorazione e ogni laboratorio sono soggetti a disposizioni normative
rivolte a salvaguardare l’incolumità ed a prevenire ogni danno possibile.
In ogni reparto di lavorazione e in ogni laboratorio, l’alunno ha il suo posto e la dotazione per operare le esercitazioni.
L’alunno è tenuto ad indossare la tuta ed in genere gli indumenti previsti dalla vigente legge antinfortunistica e dalle tassative
prescrizioni della previdenza sul lavoro.
Inoltre, se non autorizzato dall’insegnante, non può usare macchine ed apparecchiature.
Tutti i richiami di avvertenza o di pericolo sono tassativi. E’ previsto che lo studente riceva un’adeguata informazione e formazione
(D.L. n. 626/94) da parte del personale Docente sull’uso e sui rischi derivanti dall’inosservanza delle norme in materia di sicurezza sui
luoghi di lavoro e gli obblighi che le stesse comportano per la salvaguardia della propria persona e di quella altrui. Comunque, in
generale, è sempre vietato avvicinarsi ai quadri di manovra, alle cabine elettriche, ai generatori ed a qualsiasi altro luogo pericoloso.
L’alunno è tenuto a denunciare subito ogni rottura o guasto ad apparecchiature, materiale, dotazione, strumentazione.
Qualsiasi infortunio, di qualsiasi entità, deve essere subito denunciato, condizione peraltro indispensabile per rendere operante
l’assicurazione.
Nessun alunno può essere utilizzato per manovra, servizio o lavoro, qualunque sia la specie e natura, quando non rientra nel ciclo
delle esercitazioni.
Per poter svolgere le esercitazioni pratiche nei reparti di lavorazione, gli allievi porteranno con sé gli indumenti prescritti dal
Regolamento di reparto, che indosseranno nel corridoio prima di entrare in presenza dell’Insegnante, e analogamente smetteranno al
termine delle lavorazioni.
Si allegano i regolamenti di reparto e laboratorio.
Il personale
L'accesso alle aule speciali e l'utilizzo delle attrezzature avviene sotto la responsabilità ed il controllo degli Insegnanti e degli
assistenti tecnici.
I Collaboratori Scolastici provvedono all'apertura ed alla chiusura delle porte, alla pulizia dei locali e degli arredi, e sorvegliano il
flusso degli studenti.
Gli Assistenti Tecnici sono responsabili delle attrezzature residenti nelle aule speciali, del loro normale funzionamento, della
manutenzione ordinaria e dell'applicazione delle norme di sicurezza.
Partecipano all'attività didattica secondo il programma, preparando i materiali necessari alle varie esercitazioni pratiche, ritirando e
verificando i materiali dal magazzino; sovrintendono alla consegna del materiale dato in carico agli studenti (il ritiro del materiale da
parte degli Assistenti Tecnici va eseguito nella prima ora di servizio del mattino), controllando il corretto uso delle macchine e
l'osservanza delle norme di sicurezza.
I Docenti, teorici e pratici, propongono le esercitazioni pratiche, in base ad una precisa programmazione didattica, e sono responsabili
di ogni aspetto didattico.
Il coordinamento tra le varie mansioni del personale è curato dal Responsabile Amministrativo, per quanto riguarda i Collaboratori
Scolastici, e dall'Ufficio Tecnico per quanto concerne i Docenti e gli Assistenti Tecnici.
I materiali
Le attrezzature delle aule speciali sono distinte in attrezzature fisse e mobili, in base alle loro facilità di spostamento; sono attrezzature
mobili sia gli strumenti ed i beni inventariati più piccoli, sia il materiale di consumo.
Le attrezzature fisse fanno parte della dotazione del reparto, e l'inventario corrispondente deve essere affisso alle pareti, il
responsabile di reparto deve controllare la loro efficienza e provvedere alla loro ordinaria manutenzione e al ripristino in caso di guasti
o danni.
Le attrezzature mobili vengono prese in carico dal magazzino in base alle necessità didattiche secondo il piano di lavoro e la
programmazione periodica. I buoni di prelevamento e di versamento devono essere vistati dall'Ufficio Tecnico. Le attrezzature
vengono riposte in opportuni armadi in relazione al loro uso: se tutti gli studenti del reparto possono disporre di tali attrezzature, esse
ricadono sotto il controllo del responsabile di reparto; se invece sono usate solo da specifiche classi, è l'Insegnante che provvede alla
custodia ed al controllo, e questo è il caso ad esempio dei pezzi in lavorazione, che richiedono elaborazioni successive.
Gli allievi sono responsabili de materiali presi in carico per la durata della lezione e devono controllarne la funzionalità e l'efficienza,
segnalando tempestivamente eventuali guasti.
Allievi
L'accesso degli allievi alle aule speciali può avvenire solo in presenza dell'Insegnante ordinario, e, in caso di sua assenza, essi
dovranno sostare davanti al reparto in attesa dell'ordine di servizio del Dirigente Scolastico, sotto la sorveglianza dei Collaboratori
Scolastici.
Gli allievi devono indossare gli indumenti di lavoro adatti ad esempio la divisa ginnica in palestra, la tuta o il grembiule nei reparti di
lavorazione, per ragioni di igiene, pulizia e sicurezza; il personale Docente controllerà l'osservanza di questa disposizione, prendendo
gli opportuni provvedimenti.
Durante l'intervallo tutti gli allievi dovranno lasciare il reparto, interrompendo le esercitazioni.
L'Insegnante avrà cura di provvedere, d'intesa con l’Assistente Tecnico di reparto, alla chiusura temporanea delle porte, all'arresto
delle macchine e all'osservanza di tutte le norme di sicurezza necessarie.
Alla fine della lezione, l'Insegnante farà in modo di facilitare le operazioni di consegna del materiale, di riordino del reparto e di
pulizia personale, in modo che al suono della campana il reparto sia in ordine e le scolaresche possano uscire. Comunque il tempo
previsto per tali operazioni non dovrà superare i 10 minuti, l'uscita dal reparto deve avvenire sotto il controllo dell'insegnante.
Gli allievi possono usare le attrezzature di reparto solo col permesso dell'Insegnante, e devono rispettare le norme di sicurezza e le
indicazioni relative con la massima attenzione e con un comportamento disciplinare corretto.
Norme di sicurezza
L'utilizzo delle aule speciali e delle attrezzature in dotazione è sottoposto rigidamente al rispetto delle norme di sicurezza per
prevenire ogni infortunio derivante da un loro uso non conforme.
Le norme vengono segnalate con opportuni cartelli segnalatori normalizzati e con specifiche azioni formative. Gli Insegnanti sono
tenuti ad illustrare agli allievi le norme ed a farle rispettare; ogni contravvenzione è a tutti gli effetti anche una mancanza disciplinare
e perseguibili secondo le norme della legge n. 626/94.
In caso di infortunio, chi lo subisce o ne è testimone deve segnalarlo con la massima tempestività, prendendo anche tutte le iniziative
opportune e prescritte; l'insegnante provvede ad avvisare il Dirigente Scolastico o il suo delegato e stenderà poi il rapporto
obbligatorio su apposito modulo.
Danni, guasti e furti
Qualsiasi danno, guasto o mancanza di attrezzature va segnalato al più presto al responsabile di reparto o all'Insegnante, che farà
denuncia all'Ufficio Tecnico utilizzando l'apposito modulo. Se il fatto si verifica durante le ore di lezione, sarà sempre l'Insegnante a
redigere il verbale di denuncia, e l'Ufficio Tecnico, d'intesa con gli Assistenti Tecnici, valuterà l'entità del danno e sceglierà il modo
ottimale per ripristinare l'attrezzatura, provvedendo ove possibile alla riparazione diretta.
In caso di furto o di danno colposo il responsabile sarà tenuto al risarcimento, completo o parziale; se non risulta chiaramente il
colpevole, saranno considerati responsabili tutti gli utenti del reparto.
Laboratorio di informatica e aule speciali con p.c.
Il laboratorio di informatica e le aule speciali con P.C. devono assolvere alle seguenti funzioni:

Consentire di svolgere il programma curricolare nelle materie in cui è previsto l'utilizzo del laboratorio di informatica e dei
P.C..

Consentire l'aggiornamento degli Insegnanti nell'uso delle tecnologie informatiche.

Qualificare l'insegnamento e contribuire all'immagine dell'Istituto.
Allo scopo di responsabilizzare gli alunni, e per conseguire il più alto livello di formazione, ogni laboratorio è soggetto a disposizioni
normative, rivolte a salvaguardare l'incolumità, ed a prevenire ogni danno possibile agli strumenti e alle macchine.
Possono accedere ai laboratori di informatica le seguenti classi:

tutte le classi con relativi Docenti secondo l'orario esposto nel laboratorio;

una qualsiasi classe nelle ore disponibili, previo accordo tra Docenti e Assistente Tecnico.
E' consentito l'uso dei laboratori di informatica, ai Docenti, agli alunni e ad altro personale scolastico, nelle fasce orarie in cui la
scuola è aperta e negli orari non impegnati da lezioni, solo con il permesso del Dirigente Scolastico.
Ogni posto di lavoro sarà sempre utilizzato dallo stesso allievo o gruppo di allievi, (precostituito dall'insegnante) che dovranno
compilare il registro di utilizzo computer con data, firma e classe, la firma attesterà, lo stato di corretto funzionamento di ogni
componente e della configurazione.
L'insegnante è totalmente responsabile del corretto uso delle attrezzature e del software durante le ore di lezione. In particolare il
Docente controllerà che ciascun allievo esegua solo le applicazioni proposte.
Gli allievi non devono usare comandi poco conosciuti, se non con la guida dell'Insegnante. Se per errore si dovessero eseguire dei
comandi che possono o hanno danneggiato il sistema, bisogna avvertire subito l'Insegnante e l'Assistente Tecnico.
Ogni atto vandalico o danno generico ai P.C. deve essere segnalati urgentemente all'Assistente Tecnico e al Dirigente scolastico.
Ogni file estraneo trovato nella directory principale o nelle specifiche applicazioni verrà cancellato.
I caricamenti di nuovi programmi devono essere autorizzati dal Dirigente Scolastico, ed effettuati dall'Assistente Tecnico.
Il laboratorio di informatica dovranno essere aperti solo, all'inizio delle lezioni, a cura dell'Assistente Tecnico o in mancanza di esso
dal Collaboratore Scolastico, il quale provvederà alla chiusura.
L'areazione e la pulizia dei locali, sono a cura del Collaboratore Scolastico, la pulizia dei P.C. è a cura dell'Assistente Tecnico.
Nei laboratori di informatica, è fatto divieto di fumare, mangiare, bere.
Durante l'intervallo gli studenti devono uscire dai laboratori.
Per eventuali danni software o hardware, l'istituto si riserva di chiedere risarcimento ai responsabili. In caso di sottrazione si riserva di
procedere dal punto di vista penale, oltre che dal punto di vista disciplinare.
Laboratori elettrici
Nei laboratori non si può entrare con zaini, cartelle, ecc.;
Non si può mangiare e bere.
Non si può andare da un posto di lavoro all’altro;
Non si possono usare i computer senza autorizzazione;
Gli attrezzi vanno utilizzati in maniera adeguata e responsabile;
L’esercitazione va verificata esclusivamente con la presenza dell’insegnante;
Gli alunni sono responsabili del materiale che viene loro consegnato;
Alla fine delle esercitazioni i posti di lavoro vanno idoneamente sistemati e puliti;
Nel laboratorio di misure elettriche gli sgabelli non devono essere posti sopra i banchi di lavoro.
I cassetti dei banchi non sono cestini.
I cavetti e gli strumenti di misura vanno sistemati in maniera ordinata negli appositi spazi.
TITOLO VIII° - Indicazioni finali
Il presente regolamento entra in vigore il giorno dopo l’approvazione da parte del Consiglio di Istituto.
E’ fatto obbligo a tutte le componenti della scuola di conoscere e di far rispettare il presente regolamento in tutte le sue parti
Regolamento Visite/Viaggi di Istruzione e Uscite Didattiche
Tenuto conto:
dei principi previsti dalla normativa vigente in materia;
dei criteri stabiliti in Consiglio di Istituto;
delle osservazioni rilevate in Collegio Docenti;
delle esigenze avanzate dal Responsabile dell'Ufficio Tecnico;
delle osservazioni desunte dalle relazioni dei docenti accompagnatori nei viaggi e visite di istruzione effettuate in precedenti anni
scolastici;
dopo attenta e approfondita riflessione, si emana il seguente
REGOLAMENTO
PER I VIAGGI DI ISTRUZIONE E LE USCITE DIDATTICHE
1) Viene istituita annualmente, su proposta del Collegio Docenti, la Commissione Visite e Viaggi di istruzione, formata da docenti e
un rappresentante dell’Ufficio tecnico con lo scopo di proporre mete e programmi di viaggio, coordinare le richieste pervenute,
predisporre e raccogliere la modulistica necessaria.
2) Per i viaggi di istruzione, il periodo previsto per tutte le classi, per evitare eccessivi problemi organizzativi, viene fissato
annualmente dalla Dirigente, sentita la Commissione Visite e Viaggi di Istruzione (denominata CVVI).
3) Il Consiglio di Classe, nella prima riunione utile dovrà approvare il programma della visita di istruzione, indicando gli
insegnamenti collegati alla visita di istruzione stessa e i nominativi di almeno due accompagnatori: un insegnante proponente organizzatore della visita e che, salvo impedimenti personali, parteciperà alla stessa, un insegnante supplente ed uno o più insegnanti
disponibili a partecipare, secondo le esigenze organizzative dell’Istituto e il numero di alunni della classe.
4) Il Coordinatore di Classe dovrà comunicare quanto previsto alla CVVI che avrà il compito di predisporre uno schema generale
delle visite e/o viaggi di istruzione programmati nell’intero istituto.
5) Qualora venissero a mancare gli insegnanti accompagnatori, o venisse meno il numero necessario di accompagnatori (di norma 1
ogni 15 studenti), il viaggio o la visita non avrà luogo.
6) Viaggi e visite di istruzione sono a tutti gli effetti attività didattica che il C.d.C. programma e prevede nel documento di classe,
perciò entro il mese di ottobre ogni C.d.C. deve formalizzare il piano per viaggi/visite e uscite didattiche, prevedendo la
partecipazione della totalità degli studenti della classe. Gli studenti possono collaborare all’organizzazione, fermo restando che il
titolare delle scelte rimane il C.d.C. Visite e viaggi devono comunque prefiggersi lo scopo di promuovere negli studenti un
accrescimento culturale e/o professionale.
7) Il C.d.C. può, con adeguate motivazioni, escludere la partecipazione di alcuni alunni al viaggio/visita di istruzione o ad altre uscite,
per motivi disciplinari o per la presenza di situazioni che riducano o annullino il raggiungimento degli obiettivi previsti dall'attività.
8) Il Consiglio di Classe può perciò, in caso di situazioni particolari, avanzare una proposta corredata di adeguate motivazioni (il
C.d.C. dovrà esplicitamente indicare quali motivi siano stati accettati come validi) da presentare alla CVVI contemporaneamente agli
altri documenti previsti al punto 10. Dette motivazioni servono a giustificare il viaggio/visita di istruzione effettuato con un numero di
partecipanti inferiore all’80% fino al minimo del 75% degli alunni frequentanti.
9) ll C.d.C. deve comunque prevedere l’organizzazione dell’attività didattica alternativa per gli alunni che non partecipano alla visita
di istruzione.
10) L'assenza degli alunni dal viaggio di istruzione o dall'uscita didattica dovrà essere regolarmente giustificata.
11) Le uscite didattiche e i viaggi connessi con l'attività sportiva o a carattere professionalizzante saranno autorizzati direttamente
dalla Dirigente, di norma, con richiesta scritta presentata almeno 15 giorni prima della data fissata per l'attività. Ogni classe potrà
effettuare due uscite didattiche per anno scolastico.
12) Il Coordinatore di Classe, o l’insegnante proponente - organizzatore all’uopo designato dal C.d.C., è responsabile di far pervenire
alla CVVI la necessaria documentazione tassativamente entro i termini stabiliti:
- con 45 giorni di anticipo, per i viaggi di più giorni (con l’esclusione delle classi quinte);
- con 15 giorni di anticipo per i viaggi di istruzione di un giorno e per le visite guidate ed uscite culturali.
La documentazione necessaria da presentare è la seguente:
1. Modulo di proposta del viaggio compilato in ogni sua parte, scaricabile dal sito web della scuola, sezione modulistica didattica;
2. Programma dettagliato della visita, con esplicitate le località dove effettuare i pernottamenti;
3. Elenco degli studenti partecipanti al viaggio/visita con le firme di adesione;
143
4. Modulo di autorizzazione controfirmato anche dal genitore di ogni studente scaricabile dal sito web della scuola, sezione
modulistica didattica;
5. Ricevuta del versamento del bollettino postale della quota forfetaria di anticipo che non sarà rimborsata (anche nel caso di mancata
partecipazione all'attività), solo per le visite e viaggi di più giorni.
Il saldo dovrà essere versato da tutti gli studenti tramite bollettino postale. La ricevuta di avvenuto pagamento dovrà essere
consegnata alla CVVI almeno tre giorni lavorativi prima della partenza.
13) La quota di anticipo è di € 50,00= per alunno per i viaggi di istruzione di più giorni.
14) Eventuali richieste di contributi della scuola sul costo di viaggi/visite di istruzione da parte degli alunni si presenteranno in forma
scritta all’atto dell’adesione alla gita corredate di documentazione:
- Certificazione ISEE (si ottiene gratuitamente presso un qualsiasi sportello CAAF).
In ogni caso gli studenti dovranno versare sia l’anticipo che il saldo delle quote previste.
15) Gli studenti che ne avranno diritto in base al reddito comprovato, otterranno un contributo fino ad un massimo dell’80% del costo
totale, tenuto conto del numero delle richieste e dell’entità del fondo disponibile.
Per ricostituire e mantenere un fondo per i suddetti contributi a studenti, su delibera del Consiglio di Istituto, il costo di viaggi/visite di
istruzione di ogni alunno viene maggiorato di 1€ al giorno.
16) Al termine della visita/viaggio di istruzione, il C.d.C. ne predispone l’attività di verifica e valutazione, concordandola con i
docenti degli insegnamenti collegati.
17) Gli insegnanti accompagnatori avranno cura di redigere insieme il programma della visita di istruzione, curando che non vi siano
inutili tempi morti. In particolare, dovranno essere predisposte e organizzate oltre alle attività di visita vere e proprie, anche quelle
ricreative: tutte le attività devono svolgersi con la presenza e il controllo da parte degli insegnanti accompagnatori.
18) Gli insegnanti accompagnatori prima della partenza dovranno concordare le modalità di effettuazione della visita di istruzione ed
illustrare alle classi il programma e le modalità stesse della visita di istruzione.
19) Il capo-comitiva effettuerà direttamente le prenotazioni relative alle visite a musei, monumenti, mostre, ...
20) Ciascun insegnante, di norma, non potrà partecipare a più visite di istruzione ed indicativamente non superare complessivamente i
6 giorni di impegno all’anno.
21) Più classi possono partecipare allo stesso viaggio, al fine di realizzare un risparmio sui costi.
22) Si ritiene opportuno individuare, oltre alla meta, il mezzo di trasporto più idoneo alle esigenze della scuola, nel rispetto della
normativa vigente.
23) Durante la visita/viaggio di istruzione non è consentito agli studenti allontanarsi autonomamente dalla comitiva o dall’albergo:
devono essere accuratamente evitati e prevenuti i comportamenti impropri.
24) Per i viaggi all'estero, almeno uno degli accompagnatori dovrà possedere una buona padronanza della lingua del Paese da visitare
o di una seconda lingua di diffusione europea.
25) I viaggi si dovranno concludere entro il 30 aprile di ogni anno.
26) I viaggi di istruzione avranno la seguente articolazione:
classi prime, seconde e terze: 1 giorno;
classi quarte: fino a 3 giorni in Italia;
classi quinte: fino ad un massimo di 5 giorni in Italia o all'estero.
Le classi che dovessero essere impegnate in scambi culturali non potranno effettuare viaggi di istruzione, ma solo uscite didattiche.
144
ALLEGATO AL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
Procedure previste per l’Accreditamento Regionale dell’Istituto come Ente di Formazione nel settore
dell’Istruzione Superiore e del settore dell’Orientamento
1. 1. 1 ORGANIGRAMMA
1. 1. 2. OBIETTIVI ASSEGNATI AI DIRETTORI E AI RESPONSABILI INCARICATI DELLE SINGOLE
FUNZIONI
1. 1. 3 MODALITA’ DI COORDINAMENTO E CONTROLLO DELLE ATTIVITA’
1. 2. 1 - POLITICHE E STRATEGIE DELL’OdF – individuazione dei bisogni
1. 2. 2 PROCEDURA DI ANALISI E VERIFICA PERIODICA DI CONGRUITÀ DELLE POLITICHE E
STRATEGIE RISPETTO AI BISOGNI DEI CLIENTI.
1. 3 – GESTIONE DEL PERSONALE - FORMAZIONE
2. 1. 1 - SODDISFAZIONE DEL CLIENTE
2. 1. 2 – GESTIONE DEI RECLAMI
3. 1. 1 - RELAZIONE CON IL CONTESTO ED IMPATTO SULLA SOCIETA’
145
3. 1. 1 ORGANIGRAMMA
146
RISORSE UMANE v. sopra: Organizzazione p. 44 e segg.
Gestione del personale
questo processo riguarda le modalità operative da seguire per gestire nel modo corretto tutti gli aspetti riguardanti i collaboratori.
Questo processo comprende tutte le attività per la definizione di un piano di formazione/aggiornamento in funzione delle esigenze
dell’Istituto e vengono contemplati tutti gli aspetti che riguardano la preparazione, conduzione e valutazione di un corso rivolto al
personale dell’Istituto
Le risorse umane siano esse collaboratori interni e/o esterni vengono inseriti nell’Istituto assicurandosi che vengano sempre compresi
i compiti da svolgere e gli obiettivi da conseguire, curando che ciascun collaboratore sia consapevole di avere un ruolo e di influire
sulla qualità del servizio fornito allo studente e alla famiglia.
La struttura organizzativa dell’Istituto si articola in differenti ruoli, in funzione delle responsabilità all’interno dell’Istituto; tutte le
risorse interne possono essere classificate nel modo seguente:
• Direzione
• Direttore Servizi Generali Amministrativi
• Organizzazione didattica
docente interno / esterno - formatore
coordinatore di classe
coordinatore di Dipartimento
coordinatore di settore (Tutor di ASL)
• Settore servizi
Segreteria
Amministrazione
personale tecnico
collaboratori scolastici
Sono considerate risorse anche gli Organi collegiali
• Collegio docenti
• Consiglio di classe
• Consiglio di Istituto
• Comitato Genitori
• Commissioni
• Comitato studenti
Qui di seguito vengono elencate le principali responsabilità assegnate a ogni risorsa.
L’ORGANIZZAZIONE
ORGANI COLLEGIALI
CONSIGLIO D’ISTITUTO
GIUNTA ESECUTIVA
COLLEGIO DOCENTI
COMMISSIONE AUTONOMIA/P.O.F.
Il Consiglio di Classe:
Il Coordinatore di Classe:
Il Dipartimento disciplinare
il Responsabile di Dipartimento:
Il Responsabile (‘Tutor’) di ASL:
Gruppo di settore (gruppo dei tutor di ASL)
ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA
SERVIZI AMMINISTRATIVI
DIRETTORE S.G.A. (servizi generali amministrativi)
Ufficio DIDATTICA:
Ufficio PERSONALE:
Ufficio TECNICO:
PROCEDURA PER L'ACQUISIZIONE DEI MATERIALI
Responsabile Sicurezza
147
AREA TECNICA
3. 1. 2. OBIETTIVI ASSEGNATI AI DIRETTORI E AI RESPONSABILI INCARICATI DELLE SINGOLE FUNZIONI
ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE
Dirigente scolastico
DIRETTORE S.G.A. (servizi generali amministrativi)
GESTIONE ECONOMICO-FINANZIARIA DELL’OdF
Collaboratore vicario:
FUNZIONE COORDINAMENTO PROGETTI
FUNZIONI STRUMENTALI AL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
Ogni figura funzione-strumentale:
FUNZIONI STRUMENTALI
COMPITI ED OBIETTIVI:
FUNZIONE strumentale: Area 1: Gestione del Piano dell’Offerta Formativa
PROGETTAZIONE E SVILUPPO
FUNZIONE strumentale: Area 2: Sostegno al lavoro dei docenti
FORMAZIONE / DOCENZA
FUNZIONE strumentale: Area 3: Interventi e servizi per studenti
TUTORING
FUNZIONE strumentale: Area 4: Rapporti con il territorio
MARKETING / COMMERCIALE
FUNZIONI AREA ORIENTAMENTO
PROGETTO ORIENTAMENTO INTERNO – IN RETE
OPERATORE DI ORIENTAMENTO (A)
OPERATORE DI-ORIENTAMENTO (B)
FUNZIONE – GESTIONE QUALITA’
La Direzione dell’Istituto nella convinzione della necessità di strutturare il funzionamento della scuola secondo criteri di qualità, nella
prospettiva futura di richiedere la Certificazione secondo le norme europee di qualità, delega al docente con Funzione Qualità, in
stretta collaborazione con l’omologa funzione aggiuntiva A.T.A., e con tutte le funzioni strumentali dell’Istituto la responsabilità di
promuovere e verificare, presso tutte le funzioni dell’Istituto, le attività che influenzano la qualità dei servizi erogati,
• i doveri e le autorità assegnati a ogni collaboratore
• le autorizzazioni a prendere decisioni relative ad azioni correttive
• i rapporti e le responsabilità fra differenti persone
• la comunicazione tra i vari collaboratori
• il modo in cui vengono assicurati l’addestramento e la formazione del personale
• la documentazione delle misure di controllo della qualità adottate
• gli indicatori di qualità
• prevenire gli episodi di non qualità di sistema
• evidenziare i problemi relativi alla qualità del servizio, processo o sistema
• proporre e avviare le azioni necessarie alla soluzione dei problemi individuati
• verificare l’attuazione delle azioni intraprese presso le funzioni dell’Istituto
• valutare l’adeguatezza del Sistema di Gestione
• promuovere e valutare l’efficacia dei programmi di miglioramento della qualità
La funzione Qualità ha il compito di aggiornare la Direzione sullo stato del Sistema di Gestione mediante relazioni periodiche.
Tali attività avranno come obiettivo finale la stesura del Manuale della Qualità caratterizzante il Sistema di Gestione per la Qualità
dell’Istituto.
3. 1. 3 MODALITA’ DI COORDINAMENTO E CONTROLLO DELLE ATTIVITA’
Il coordinamento e controllo delle attività avvengono costantemente, tramite l’organizzazione ed il funzionamento delle commissioni
e dei gruppi di lavoro.
Il piano annuale delle attività prevede la calendarizzazione degli incontri collegiali che permettono a vari livelli coordinamento e
controllo delle attività:
 consigli di classe (presieduti dal Dirigente scolastico o dal coordinatore di classe)
 riunioni di dipartimento disciplinare (presiedute dal coordinatore di dipartimento)
148




riunioni gruppi di settore (tutor ASL, coordinati dal D.S. e dal docente con funzione strumentale per le relazioni con
l’esterno – funzione Marketing/commerciale)
riunioni commissione POF (presiedute dal docente con funzione strumentale per l’area 1)
riunioni consiglio di presidenza (presiedute dal D.S.)
riunioni funzioni strumentali al POF (coordinate dal D.S. o dal do docente con funzione strumentale per l’area 1)
Di ognuna di queste riunioni, vengono verbalizzati ordine del giorno e conclusioni. I verbali sono a disposizione della Direzione. In
caso di non conformità verranno avviate procedure di intervento (identificazione della nonconformità – identificazione dell’azione
correttiva – avvio della procedura correttiva) in cui sono coinvolte la Direzione, il Responsabile del settore interessato e quanti
coinvolti nell’azione.
VERIFICA DELLA PROGETTAZIONE E DELLO SVILUPPO
L’attività di verifica della progettazione avviene in fase di progettazione operativa e vede il coinvolgimento della Direzione e del
Coordinatore di Dipartimento e di classe.
Nel caso di attività di ASL la fase si svolge in riunione di coordinamento del gruppo di settore presieduto dal Dirigente che si occupa
anche delle relazioni con l’esterno.
Il piano di lavoro, output operativo della progettazione, viene costantemente sottoposto a verifica durante lo svolgimento dell’attività
scolastica.
VALIDAZIONE DELLA PROGETTAZIONE E DELLO SVILUPPO
La condivisione del piano di lavoro con gli studenti e le famiglie e l’attivazione del progetto costituiscono la validazione del progetto.
La Validazione è il momento formale in cui vengono prese in considerazione tutte le fasi della programmazione/progettazione, i suoi
risultati e la documentazione relativa, al fine di confrontare questi aspetti con le esigenze del cliente-utente e definite nel Piano di
progettazione.
In particolare la validazione viene eseguita per assicurare che il servizio definito abbia le caratteristiche richieste dallo studente e dalla
famiglia; pertanto la validazione viene effettuata solamente dopo che i risultati del riesame e/o delle verifiche della progettazione
abbiano dato risultato positivo.
La validazione viene eseguita durante il primo Consiglio di classe all’inizio dell’anno illustrando alle famiglie la programmazione
didattica, la figura professionale da formare con le attività di ASL, il calendario delle attività.
TENUTA SOTTO CONTROLLO DELLE MODIFICHE DELLA PROGETTAZIONE E DELLO SVILUPPO
Per Modifica si intende ogni variazione volontaria rispetto a uno stato precedentemente considerato definitivo e documentato.
Le ragioni che generalmente comportano modifiche successive del progetto possono riassumersi nei seguenti punti:
• revisioni del piano di lavoro
• problemi di sviluppo, causati da errori che non sono stati corretti durante le prime fasi del progetto
• miglioramento di prestazioni, di qualità
• adeguamento a circolari ministeriali
• verifiche della progettazione
Le modifiche possono essere originate da diverse funzioni dell’Istituto o da fatti esterni alla scuola per cui si è reso necessario definire
nella procedura della progettazione l’iter gestionale da seguire e le responsabilità:
• identificazione del richiedente
• valutazione delle modifiche proposte
• modalità di valutazione delle modifiche proposte
• responsabilità per approvazione e accettazione modifiche
• registrazione e documentazione modifiche approvate
Le modifiche vanno segnalate nei Consigli di Classe e devono essere verbalizzate e comunicate ai genitori
PRODUZIONE ED EROGAZIONE DEI SERVIZI
È obiettivo dell’Istituto gestire in modo controllato il processo di erogazione del servizio, onde garantire che i servizi siano:
• conformi agli standard contrattuali anche definiti nel POF
• erogati in maniera controllata in conformità a quanto descritto nel POF
• forniti nell’ottica della piena soddisfazione e del superamento delle aspettative dello studente e della famiglia
• erogati nei tempi previsti
Il servizio offerto può essere suddiviso in:
• attività didattica curricolare
• attività extracurricolare
• servizi complementari
ATTIVITÀ DIDATTICA CURRICOLARE
In questa categoria sono incluse le materie del curricolo scolastico previste dai programmi ministeriali suddivisi per indirizzo e
materia. Queste attività vengono integrate con servizi di recupero e sostegno.
149
Coordinamento e controllo vengono verificate anche attraverso la predisposizione di verifiche per classi parallele che permettono di
verificare la programmazione per dipartimento.
Le verifiche parallele possono interessare anche contenuti di moduli comuni svolti nell’ambito di attività di ASL per figure
professionali simili.
ATTIVITÀ EXTRACURRICOLARE
Comprende tutte le attività non previste nel piano di studi ministeriale e che vengono proposte come integrative all’attività formativa;
fanno parte di questo gruppo le libere attività, sportive, scientifiche, letterarie e culturali rivolte alla singola classe o gruppo di allievi,
i servizi di recupero, sostegno e studio guidato, le visite culturali a musei mostre, le gite scolastiche.
In tali attività controllo e coordinamento avvengono a livello di Commissione, il Referente – Responsabile di progetto manterrà in
collegamento con gli uffici di supporto interessati (es. nel caso di visite e viaggi, l’Ufficio Tecnico) e al termine dell’attività presenterà
alla Direzione relazione sull’attività.
SERVIZI COMPLEMENTARI
I servizi complementari sono una serie di servizi indispensabili per completare l’offerta.
Fanno parte:
• portineria e centralino
• segreteria
• amministrazione
• biblioteca
TENUTA SOTTO CONTROLLO DELLE ATTIVITÀ DI PRODUZIONE E DI EROGAZIONE DI SERVIZI
L’attività curricolare viene svolta dai docenti durante l’orario scolastico delle lezioni, predisposto conformemente alle disposizioni
ministeriali di suddivisione oraria per materia.
L’erogazione dei servizi formativi, svolgimento delle lezioni, svolgimento dell’attività didattica vengono costantemente monitorati.
La qualità dell’educazione – istruzione – formazione viene valutata attraverso i risultati scolastici e la prosecuzione negli studi dei
singoli allievi.
L’attività extracurricolare viene svolta dai docenti o da personale esterno al Collegio docenti.
I servizi garantiti coprono l’attività scolastica e garantiscono allo studente e alla famiglia la sicurezza nell’Istituto, la comunicazione
alle famiglie, la salute dei ragazzi e la gestione amministrativa e burocratica di tutte le pratiche inerenti il servizio scolastico.
Fanno parte del servizio erogato anche gli incontri di natura collegiale o individuale con le famiglie per creare e consolidare un
costruttivo rapporto tra scuola e famiglia, sviluppando un dialogo approfondito sulle ragioni dell’educare e dell’istruire; docenti e
personale direttivo si fanno carico di creare un servizio permanente di comunicazione e dialogo con le famiglie.
La valutazione sui risultati avviene, poi, sulle valutazioni ottenute dagli studenti nelle prove di verifica, sul numero degli abbandoni,
sull’efficacia della preparazione degli studenti inseriti in azienda (stage) valutata dai tutor esterni.
VALIDAZIONE DEI PROCESSI DI PRODUZIONE E DI EROGAZIONE DI SERVIZI
La realtà operativa dell’Istituto prevede processi per i quali eventuali carenze possono evidenziarsi solo dopo che il servizio viene
erogato.
A questo fine l’Istituto ha deciso di utilizzare i monitoraggi messi in atto su performance future degli ex allievi sia in campo
professionale sia in campo scolastico e verifiche sulla continuità scolastica all’interno dell’Istituto.
Questi monitoraggi effettuati attraverso questionari e indagini, consentono la validazione del servizio erogato e permettono di mettere
in atto attività di miglioramento continuo.
MISURAZIONI, ANALISI E MIGLIORAMENTO
L’Istituto ha predisposto, a intervalli appropriati, misurazioni e valutazioni dei suoi servizi, la capacità dei processi, la soddisfazione
dello studente e della famiglia; la Direzione ha stabilito i criteri e gli obiettivi delle misure effettuate, in quanto queste valutazioni
servono per prendere decisioni in merito a eventuali azioni da intraprendere per correggere e/o migliorare il sistema.
L’adozione di tecniche statistiche e indicatori per la misurazione della qualità del servizio e del relativo processo di erogazione
rappresenta un utile strumento di valutazione dell’efficacia del sistema. In questo senso le tecniche statistiche rappresentano delle leve
utili al processo decisionale nel disegno dei processi o nella progettazione dei servizi.
Il Riesame eseguito dalla Direzione è un ulteriore strumento per promuovere l’adozione di approcci creativi e innovativi per i processi
di miglioramento.
MONITORAGGIO E MISURAZIONI
L’Istituto ha identificato metodologie necessarie per individuare le aree di miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia di tutto il
sistema come qui di seguito riportato:
• misure della soddisfazione dello studente e della famiglia
• verifiche ispettive interne
• misurazione e monitoraggio dei processi
• misurazione e monitoraggio dei servizi
150
VERIFICHE ISPETTIVE INTERNE
La Direzione dell’Istituto è consapevole che la gestione non può essere efficace se non ne viene sistematicamente verificata
l’adeguatezza e la corretta attuazione e, di conseguenza, se non vengono prontamente eliminate eventuali carenze riscontrate.
Per i motivi sopra esposti provvede a eseguire o far eseguire, in conseguenza di reclami, verifiche ispettive interne, aventi lo scopo di
condurre una analisi delle non-conformità.
Ogni verifica eseguita su una funzione dell’Istituto è documentata; i risultati sono riportati alla attenzione del responsabile di quella
funzione e della Direzione, che ha il compito di valutarli e adottare eventuali e tempestive azioni correttive.
MONITORAGGIO E MISURAZIONE DEI PROCESSI
Al fine di poter condurre analisi statistiche, risulta indispensabile la costante raccolta di dati e misure sugli aspetti caratterizzanti la
qualità, in base a cui prendere eventuali provvedimenti migliorativi o correttivi.
Il Sistema Informativo dell’Istituto rende possibile l’ottenimento dei dati utili alle elaborazioni basate su alcuni indicatori di
riferimento per la valutazione dell’andamento riscontrato:
• quantità iscrizioni
• % risultati finali degli alunni per classi
• efficacia dell’attività di recupero e potenziamento
• efficacia delle iniziative riguardanti l’orientamento scolastico e professionale
• numero reclami clienti-utenti
• grado di soddisfazione dello studente e della famiglia
Uno strumento nuovo per avere a portata di mano la documentazione per le normali attività d’Istituto è il sito web.
I n www.garbin.vi.it ogni dipendente dell’Istituto ha una propria casella di posta elettronica e nella homepage trova
un’organizzazione in database che gli permette immediato accesso alla modulistica, alle circolari, ad un forum e ad uno spazio aperto
anche alla rilevazione di disservizi e reclami.
COMUNICAZIONI AL PERSONALE
Trascurando le normali comunicazioni inerenti l’attività lavorativa quotidiana, le comunicazioni ai collaboratori possono dividersi in:



comunicazioni della Direzione/DSGA
comunicazioni al responsabile funzione
comunicazioni al singolo collaboratore
Queste comunicazioni possono essere trasmesse sia via e mail sia in modo cartaceo.
Tutte le comunicazioni devono essere chiare e di facile interpretazione, contenere tutte le informazioni relative, al fine di non lasciare
dubbi al destinatario; nel caso fosse necessario fare riferimento ad altre comunicazioni o ad altra documentazione questa deve essere
specificata e messa a disposizione dei collaboratori. Qui di seguito analizziamo le modalità relative ai tre tipi di comunicazione.
COMUNICAZIONI DELLA DIREZIONE
/ DSGA
Tutte le comunicazioni della scuola vengono affisse in bacheca e pubblicate sulla intranet a disposizione di tutti i collaboratori.
Riguardano principalmente aspetti di gestione della scuola , come ad esempio orari, ferie, eventi, sicurezza. Nella comunicazione deve
essere chiaramente evidenziato l’oggetto della comunicazione stessa e nel caso ci fosse una scadenza che impegna i collaboratori,
questa deve essere indicata in modo puntuale.
COMUNICAZIONI AL RESPONSABILE FUNZIONE
Questa tipologia di comunicazioni viene inviata al responsabile della funzione, indicando se dovrà informare i suoi collaboratori. In
questo caso saranno già elencati tutti i nomi delle persone a cui è indirizzata la comunicazione, che dovranno apporre la loro sigla a
fianco del nome.
Nel caso in cui la comunicazione, dopo che è stata visionata dalle persone indicate, debba essere ritornata al mittente questo deve
essere chiaramente specificato, come deve essere definita la data ultima per tale operazione di ritorno.
COMUNICAZIONI AL SINGOLO DIPENDENTE
Le comunicazioni di questo tipo sono generalmente di carattere strettamente personale. Pertanto, per rispettare la privacy del
collaboratore o la comunicazione viene chiusa in una busta o viene consegnata di persona al dipendente.
MODALITÀ DI COORDINAMENTO E CONTROLLO DELLE ATTIVITÀ
l’attività di rete e, nello specifico, l’attività interna all’O.d.F., è coordinata e monitorata attraverso
1.
incontri in presenza del gruppo di lavoro della rete, coordinati dal responsabile del progetto;
2.
sito interattivo organizzato con database per attività di rete
151
3.
linee guida contenenti la descrizione delle singole attività, con la definizione delle metodologie e degli strumenti;
4.
calendarizzazione - calendari
5.
documenti per lo svolgimento dell’attività
a.
programmazioni
b.
griglie di osservazione
c.
schede per relazioni
d.
questionari per gli operatori
e.
questionari per i beneficiari (giovani e genitori)
6.
interviste informali degli operatori e dei beneficiari
7.
prodotti dell’attività e documentazione varia
Uno strumento nuovo di coordinamento e monitoraggio, a disposizione della rete:
il sito www.orientamentoinrete.org, interattivo, organizzato tramite database ove raccogliere interventi, suggerimenti e
documentazione.
E’ organizzato in una serie di spazi in cui si collocano i documenti relativi al progetto, secondo categorie e, in alcuni casi, in
sottocategorie.
Gli ambiti sono i seguenti
○ Chi siamo;
○ Servizi dell’orientamento
○ Azioni e documentazione; per ciascuna azione sono state previste le seguenti sottocategorie:
o Analisi
o Progettazione
o Realizzazione
o Monitoraggio
○ Forum
○ Chat
○ Agenda
○ FAQ
○ Suggerimenti
○ Rubrica degli indirizzi
○ Portfolio delle competenze
Documenti cartacei contenenti elementi relativi al coordinamento e monitoraggio:

Schede di rilevazione delle attività di funzionamento della rete

Protocollo di Intesa con base per distribuzione del fondo

documento di monitoraggio intermedio

schede di monitoraggio relative alle specifiche azioni

documenti con elaborazione dei dati raccolti tramite questionari e interviste

presentazioni prodotte nell’ambito della realizzazione dell’attività

formulari dei progetti
relazioni finali
3. 2. 1 - POLITICHE E STRATEGIE DELL’OdF – individuazione dei bisogni
LA TIPOLOGIA DEGLI ALLIEVI
POLITICA DELL’O.d.F. - MISSION
FINALITA’ ED OBIETTIVI DELL’ ISTITUTO
OBIETTIVI DELL’ISTITUZIONE
STRATEGIE
AZIONI ATTIVATE
3. 2. 2 PROCEDURA DI ANALISI E VERIFICA PERIODICA DI CONGRUITÀ DELLE POLITICHE E STRATEGIE
RISPETTO AI BISOGNI DEI CLIENTI.
RISTESURA - DEFINIZIONE POF
OBIETTIVO
Obiettivo della seguente procedura è definire le regole per una corretta stesura del POF annuale per presentare il servizio
offerto dall’Istituto in modo uniforme e completo.
Le attività che si vogliono regolamentare per l’espletamento del servizio erogato sono le seguenti:

valutare il POF in corso

definire i criteri per la redazione del nuovo POF

definire le responsabilità
152

redigere e valutare il nuovo POF
RESPONSABILITÀ RISTESURA
Responsabilità della Direzione, della Commissione POF (coordinata dalla funzione strumentale per l’area 1 ORGANIZZAZIONE E
GESTIONE POF) e della Commissione Innovazione e sperimentazione (coordinata dalla funzione strumentale per l’area 1
ORGANIZZAZIONE E GESTIONE POF, composta dalle funzioni strumentali al POF, dal Consiglio di Presidenza e da
rappresentanti di dipartimenti disciplinari,) è la valutazione di tutti quegli aspetti che possono influire sulla completezza del POF nella
fase di ristesura e revisione.
È pertanto loro compito riunirsi prima della fine dell’anno scolastico per effettuare tale valutazione e definire i criteri per la redazione
del nuovo documento. È loro responsabilità distribuire i compiti sia per la raccolta dei dati necessari alla valutazione iniziale sia per la
redazione del nuovo POF.
È responsabilità del Collegio docenti approvare i criteri per la redazione del nuovo POF.
VALUTAZIONE VERSIONE POF IN CORSO
L’intera attività di seguito descritta per la definizione del nuovo POF viene gestita come progetto secondo le linee indicate nella
relativa procedura. Qui di seguito vengono analizzate le varie fasi che si devono seguire per garantire un prodotto adeguato.
Nella fase di valutazione del POF in corso si devono valutare in modo critico tutte le sue parti:
 indice
 contenuti
 esposizione
 uniformità
Tutte le valutazioni effettuate devono avere come base anche le informazioni fornite dai controlli effettuati dalla Direzione, dalla F.S.
area 1, sui progetti attuati, dalle valutazioni degli utenti (soddisfazione clienti), dai risultati attesi, dalle valutazioni e consigli dei
singoli docenti e personale dell’Istituto.
INDICE
Al fine di avere un documento efficace che sia un valido strumento per diffondere l’immagine dell’Istituto e di ausilio alle famiglie
per capire la proposta didattica e i servizi offerti, si rende necessario valutare la completezza degli argomenti presentati e la sequenza
espositiva adottata.
A questo proposito i valutatori dovranno apportare eventuali modifiche e integrazioni che scaturiscono dall’analisi approfondita
dell’intero documento.
CONTENUTI
Devono essere valutati tutti gli argomenti trattati, verificandone la completezza di informazioni, la facilità di comunicazione,
l’ampiezza della documentazione prodotta ed eventualmente schematizzarla per consentire una più rapida lettura del documento.
È compito della Commissione POF distribuire gli incarichi tra i vari docenti, Responsabili di Progetto e Funzioni strumentali.
È compito dei docenti incaricati valutare i contenuti e proporre opportune variazioni da consegnare alla Commissione.
ESPOSIZIONE E UNIFORMITÀ
È necessaria una verifica sulla forma espositiva dei contenuti; tenendo conto che i testi possono essere scritti da persone differenti si
rende necessario omogeneizzare la forma espositiva al fine di offrire un documento il più possibile unitario in tutte le sue parti.
A questo scopo è necessario verificare le terminologie adottate, l’ordine attribuito agli argomenti esposti, gli schemi esplicativi, i
riferimenti tra i diversi indirizzi scolastici e le parti di interesse comune.
Mettendo a confronto quanto scaturito dalla valutazione del POF in corso e il piano strategico dell’Istituto, (v. POF ‘Politiche’,
‘Strategie’ e v. incarichi conferiti alle funzioni strumentali ed alle figure di responsabili di gestione) è possibile far emergere eventuali
modifiche o aggiunte da apportare al documento.
Queste modifiche devono essere verbalizzate e valutate verificando se quanto emerso è conforme e coerente con i dati relativi ai
controlli alle richieste e aspettative dell’utenza (v. rilevazione delle aspettative dell’utenza), del personale dell’Istituto, con una
valutazione delle risorse necessarie e delle competenze presenti.
A questo scopo è da tenere presente quanto emerge dal documento Mappatura delle necessità dell’utenza derivante dalla
tabulazione del questionario fatto compilare dagli utenti per individuare le loro aspettative relativamente alla attività scolastica,
integrata dalle risultanze delle procedure previste (v. POF: procedura di rilevazione delle aspettative dell’utenza e procedura di
revisione di congruità della prestazione del servizio e delle aspettative dell’utenza).
Per tenere registrazione dei controlli e valutazioni effettuate la Direzione e la Commissione devono compilare il documento Controllo
finale POF che è suddiviso tra i controlli del POF in corso e i controlli da effettuare sul nuovo POF. Tutte le non conformità rilevate
nel vecchio POF devono essere risolte con la stesura della nuova versione.
Le non conformità rilevate dalla valutazione del nuovo POF dovranno essere corrette al fine di rendere conforme l’aspetto rilevato
critico. Nel caso si decidesse di mantenere la non conformità rilevata dovrà essere verbalizzata la motivazione.
Nella valutazione del POF in corso e per poter avere le basi su cui definire i criteri di redazione del nuovo POF, è necessario
analizzare quanto è scaturito dai controlli eseguiti dalla Commissione controllo progetti (D.S., F.S. area 1, DSGA, responsabile ufficio
amministrazione) che verifica la congruenza di progetti ed azioni formative con la mission dell’Istituto e con gli obiettivi del POF.
153
Dalla valutazione delle schede dei progetti e di programmazione didattica la Commissione provvederà a stendere un verbale finale e
da questo documento possono scaturire informazioni utili per orientare l’attività didattica e la relativa programmazione e
progettazione della stessa.
SODDISFAZIONE DEL CLIENTE
I risultati della ricerca di soddisfazione del cliente, o di altra informazione proveniente dagli utenti, costituisce un elemento
fondamentale di valutazione di quanto dover presentare sul POF, poiché dalla valutazione degli utenti emergono le loro aspettative
esplicite ed implicite.
In questa sede devono essere esaminati anche i reclami pervenuti nel periodo e le modalità di gestione e risoluzione degli stessi.
Bisogna ricordare durante questa fase di lavoro che la famiglia iscrivendo il proprio figlio all’Istituto si identifica con esso e approva
tutto quanto descritto sul POF.
Pertanto venire a conoscenza di tutti quegli aspetti attesi dalle famiglie e secondo queste non raggiunti ma effettuati dall’Istituto
significa che quanto descritto e la sua modalità di espressione sul POF non è chiara e/o lascia adito a interpretazioni differenti da
quello voluto.
Da tutte le attività effettuate sugli utenti possono scaturire nuovi progetti o servizi che possono diventare elementi di differenziazione
dell’offerta proposta dall’Istituto.
IL PERSONALE SCOLASTICO E IL POF
L’ultimo elemento per valutare in modo completo il POF in corso è analizzare come i docenti e il personale non docente si sentano
parte integrante dell’intera organizzazione, in quanto non è possibile parlare di attività didattica e servizi offerti senza spiegare come
tutto questo sia fornito attraverso un valido supporto da parte di tutti gli operatori della scuola.
Dalla valutazione del Questionario soddisfazione personale scolastico e dalla valutazione delle loro competenze, è possibile
garantire agli studenti e alle famiglie tutti i progetti e servizi presenti sul POF al massimo livello di qualità e nello stesso tempo
enfatizzare la professionalità del personale dell’Istituto.
IL NUOVO POF
Giunti a questo punto, è possibile definire come redigere il nuovo POF. In particolare devono essere specificati:
 indice del nuovo documento
 criteri per la stesura dei contenuti
 criteri di uniformità nell’esposizione
 terminologia
 schemi esplicativi
 ordine di esposizione
 progetto grafico
Stabiliti i criteri e approvati dal Collegio docenti, la Direzione deve attribuire alla Commissione il compito di redigere le singole parti
del POF come stabilito nell’indice, utilizzando tutto il materiale raccolto presso i docenti, i Responsabili Progetto, le Funzioni
Strumentali.
Compito della Direzione è raccogliere tutti i documenti prodotti, valutarne la congruità con quanto stabilito, attivare le eventuali
modifiche che si rendessero necessarie e dare alla stampa il documento, trasmissibile a tutto il personale via INTRANET d’Istituto.
154
4. 3 – GESTIONE DEL PERSONALE - FORMAZIONE
GENERALITÀ
La Direzione dell’Istituto ritiene fondamentale il coinvolgimento di tutto il personale alla realizzazione degli obiettivi.
Per questo motivo vengono messe in atto le seguenti azioni:
• l’identificazione per ogni attività del processo delle risorse con competenze adeguate
• la formazione continua
• la definizione delle responsabilità
• la facilitazione del dialogo a tutti i livelli
• l’utilizzo delle tecnologie informatiche per facilitare lo scambio di suggerimenti e opinioni
COMPETENZA, CONSAPEVOLEZZA E ADDESTRAMENTO
La Direzione ritiene che tutto il personale debba essere competente per tutte le attività a lui assegnate e che influenzano la qualità del
servizio, consapevole di fare parte di una organizzazione che opera secondo determinate regole e procedure, perciò ritiene che solo
tramite un costante aggiornamento professionale sia possibile conseguire i risultati di qualità preposti.
È responsabilità della Direzione, assicurarsi delle eventuali necessità di addestramento o formazione dei collaboratori, al fine di
qualificarli adeguatamente nei confronti dell’attività svolta.
Compito della Direzione è l’organizzazione di corsi per tutto il personale al fine di poter disporre di docenti con capacità
comunicativa, focalizzazione sui percorsi formativi, metodologie di insegnamento appropriate ed efficaci; di non docenti con capacità
pratiche sull’attività assegnata.
La Direzione ha pertanto previsto corsi di istruzione e di aggiornamento per mettere in grado tutto il personale di svolgere
correttamente la propria attività. L’addestramento può essere attivato:
• tramite la partecipazione a corsi o seminari specialistici presso Organizzazioni qualificate
• internamente a opera di Società esterne o Docenti qualificati esterni
• internamente a opera di Docenti qualificati interni alla struttura, qualora si tratti di addestramento su nuovi processi o su nuovi
metodi operativi
Nell’ottica dell’impegno teso ad assicurare un adeguato livello di addestramento ai collaboratori, viene esaminata periodicamente la
necessità di addestramento del personale. In tale occasione si determinano le modalità e i tempi di come fornire tale addestramento.
Annualmente viene preparato, nel Collegio di inizio anno un piano dei corsi per il personale; questo piano tiene conto oltre delle
necessità emerse dal riesame anche delle indicazioni fornite dal Collegio docenti, dal Consiglio di Istituto e dalle Commissioni.
Tutte le attività di formazione messe in atto per i collaboratori sono regolarmente documentate e ne è valutata l’efficacia. La
documentazione relativa viene regolarmente archiviata.
Obiettivo della seguente procedura è garantire che il processo di gestione del personale comprenda i seguenti aspetti:















corrispondenza tra i profili personali / professionali richiesti
coinvolgimento
incoraggiamento ad assumere iniziative e responsabilità
identificazione dei bisogni di comunicazione
monitorare la soddisfazione del personale
promuovere una cultura della ‘qualità’
responsabilizzare il personale con compiti di controllo
migliorare il flusso delle informazioni
ottimizzare il lavoro di gruppo
definire le responsabilità di pianificazione della formazione
definire le responsabilità per la preparazione e conduzione dei corsi
definire le modalità per redigere un piano dei corsi
definire le attività per la preparazione di un corso
definire le modalità di conduzione di un corso
definire quali documenti compilare e archiviare
RESPONSABILITÀ
In questo ambito le responsabilità sono suddivise tra le seguenti funzioni presenti nell’Istituto
DIREZIONE
 definisce i criteri di monitoraggio della soddisfazione del
personale
 condivide le informazioni e dialoga con il personale
 valuta e migliora l’efficacia della comunicazione
 esamina i curricula del personale docente
 assiste e controlla l’operato del personale
155
 presenta e favorisce l’inserimento del nuovo personale
 valuta e prende decisioni in funzione della soddisfazione
monitorata del personale
 presenta e favorisce l’inserimento dei nuovi insegnanti al
personale dell’Istituto e negli Organi Collegiali
 coordina l’attività formativa, monitorando l’adeguatezza
dei processi agli obiettivi stabiliti
 è responsabile del personale ATA
 condivide le informazioni e dialoga con il personale non
docente
 gestisce le presenze del personale docente e non docente
 elabora e controlla gli stipendi del personale
DSGA
La Direzione dell’Istituto, come responsabile dell’O.d.F: deve assicurarsi della disponibilità di risorse adeguate, deve incoraggiare
l'impegno di tutte le risorse cercando di portarlo ai massimi livelli. Alla Direzione con il supporto del Vicario, del DSGA e della
funzione FORMAZIONE/DOCENZA è affidato il compito di individuare le necessità di Formazione del personale e sono state
attribuite le seguenti responsabilità:
 preparare un piano annuale di corsi di Formazione
 scegliere il relatore esterno quando necessario
 controllare che la preparazione dei corsi sia in linea con gli obiettivi
 controllare che i corsi vengano condotti nei tempi e nei modi fissati
 controllare i feed back dei corsi
 compilare e archiviare i documenti relativi
 controllare l’efficacia dei corsi seguiti
Per rendere maggiormente efficaci i corsi di formazione la Direzione dell’Istituto ha deciso di demandare il compito di preparazione e
conduzione dei corsi anche a relatori esterni scelti di volta in volta in funzione degli argomenti da trattare.
Il coordinatore del corso di formazione deve preoccuparsi di tutti gli aspetti organizzativi e gestionali ivi compresi i contatti con i
relatori esterni, la definizione del calendario, la comunicazione al personale interessato, la preparazione del materiale necessario,
l’allestimento delle aule di lavoro e il controllo della disponibilità e funzionamento dei supporti multimediali
.
FIGURE PROFESSIONALI
Le figure professionali presenti nell’Istituto sono le seguenti:
FIGURE PROFESSIONALI

amministrativo
DESCRIZIONE ATTIVITÀ
Svolge attività amministrative nelle seguenti quattro aree:
amministrativa, finanziaria, contabile e contrattuale
(banche, assicurazioni, fornitori ecc.).
Svolge attività di approvvigionamento relativamente alle
necessità interne dell’Istituto in collaborazione con il
DSGA e la Direzione che approva l’acquisto. Emette gli
ordini di acquisto a fornitori.
Gestisce la documentazione scolastica inerente gli alunni
(iscrizioni, schede di valutazione, trasferimenti, certificati,
nulla osta), la documentazione di servizio dei docenti (stato
di servizio, certificati), il protocollo.

collaboratore scolastico
Garantisce informazioni all’utenza e il controllo delle
entrate e uscita dalla scuola. Garantisce assistenza al
personale insegnante e all’utenza. Gestisce l’apertura e
chiusura delle aule e il cambio d’aria e la pulizia negli orari
fissati.

Docente
Programma i percorsi didattici informativi degli allievi
scegliendo adeguate modalità di lavoro e appropriate
metodologie di insegnamento, in accordo con i colleghi.
156
Definisce i libri di testo da adottare. Tiene i rapporti con le
famiglie degli allievi.
Possono svolgere attività di collaborazione con la
Direzione con gli incarichi di Vicario e Funzione
Strumentale

assistente tecnico
Collabora con i docenti nella gestione dei laboratori. Ha la
responsabilità delle attrezzature presenti e del loro buon
funzionamento. Deve provvedere alla manutenzione in caso
di necessità.
Tutto il personale viene preso in carico dall’Istituto in rispetto alla normativa vigente che regolamenta il personale di ruolo, incaricato
e supplente.
FORMAZIONE DEL PERSONALE
La scuola deve diventare luogo di formazione continua per tutte le componenti, un’organizzazione che apprende ( learning
organization) per affrontare il continuo cambiamento, interno ed esterno; deve diventare cioè “entità in cui si processano
informazioni e conoscenze di tipo esplicito o tacito, per focalizzare l’attenzione sulle modalità con le quali le conoscenze si
trasformano in innovazione”.
Di fronte ai recenti mutamenti organizzativi in atto, sembra di potere leggere bisogni di informazione e di formazione riguardanti:
una definizione più adeguata dei ruoli e della professionalità di chi opera nella scuola;
un quadro di ciò che implica per ciascuno l’innovazione;
una maggiore competenza comunicativa e relazionale.
Per il raggiungimento degli obiettivi didattici e di progetto, la Direzione dell’Istituto ha posto molta attenzione alla Formazione delle
persone, pianificando corsi interni o esterni in funzione delle necessità.
Scopi di questa attività sono i seguenti:






definire le responsabilità di pianificazione della Formazione - Addestramento
definire le responsabilità per la preparazione e conduzione dei corsi
definire le modalità per redigere un piano dei corsi
definire le attività per la preparazione di un corso
definire le modalità di conduzione di un corso
definire quali documenti compilare e archiviare
PIANO DI FORMAZIONE
É compito della Direzione in occasione delLA DEFINIZIONE DEL PIANO ANNUALE DI ATTIVITA’ redigere e/o aggiornare il
Piano corsi per il nuovo periodo. Per la sua preparazione devono essere valutati sempre i seguenti punti:
 gli aspetti del sistema di gestione
 la valutazione generale del livello di formazione
 le esperienze e conoscenze acquisite dal personale
 le capacità e le esperienze in relazione ai compiti da assegnare o assegnati
 la necessità di Formazione del personale
 innovazioni didattiche
 programmi e progetti didattici
 gli obiettivi che la scuola si pone nel nuovo periodo
Da questa analisi è pertanto possibile identificare le necessità di Formazione del personale.
Deve essere analizzata dalla Direzione con la collaborazione del DSGA la possibilità di far seguire eventuali corsi esterni all’Istituto
presso Enti, Organizzazioni; questa valutazione deve tener conto anche dei costi e delle ubicazioni, al fine di non gravare troppo né
sulle capacità finanziarie della scuola, né sull’organizzazione dell’attività.
Per ogni corso in piano deve essere preparata dal responsabile della funzione (funzione strumentale al POF area 2 supporto all’attività
docente e funzione FORMAZIONE / DOCENZA) la Scheda corso che contiene i seguenti dati:
 data del corso
 titolo del corso
 obiettivi del corso
 descrizione degli argomenti trattati
 identificazione del personale a cui è rivolto
 identificazione del coordinatore del corso
157
 identificazione del relatore/docente del corso
 durata
 partecipanti al corso
Al temine del corso è previsto un Feedback corso che permetta di valutare l’interesse dimostrato dai partecipanti ed eventuali carenze
attraverso gli indicatori di qualità del corso. Questo consentirà di valutare:


la necessità di un ulteriore approfondimento della materia trattata
l’efficacia della comunicazione e della metodologia utilizzata
L’archiviazione del piano di formazione, delle schede corso, dei fogli presenza e di tutti i documenti di feed back è a cura dell’Ufficio
Personale
CONDUZIONE CORSO
È compito del coordinatore del corso far firmare a tutti i partecipanti la Scheda corso per conferma dell’iscrizione al corso e
predisporre i fogli firma per la rilevazione delle presenze che consegnerà al relatore/docente. Sarà cura del relatore/docente del corso
far firmare il Foglio di presenza al corso in occasione di ogni incontro/lezione e somministrare il questionario di feedback nelle
modalità e nei tempi concordati con il coordinatore del corso.
Al termine del corso sulla base dei fogli presenze e degli eventuali esiti di prove, … verrà predisposto dal coordinatore del corso
l’attestato finale che dovrà essere consegnato in originale al personale che ha frequentato il corso e passato in copia all’ufficio del
personale che lo inserirà nel Fascicolo personale del dipendente nella parte destinata ai corsi di aggiornamento. I fogli presenza e i
documenti di feedback dovranno essere consegnati al DSGA.
Per i corsi esterni all’istituto, sarà cura del personale che ha seguito il corso consegnare, al termine dello stesso, copia dell’attestato
all’ufficio del personale che provvederà alla suddetta archiviazione nel fascicolo personale. Il personale che ha seguito il corso esterno
dovrà anche compilare il questionario di feedback.
VALUTAZIONE EFFICACIA CORSO
Compito della Direzione è valutare l’efficacia del corso sul singolo partecipante. Questa attività, che può essere eseguita solamente
nel tempo e principalmente in modo oggettivo solo per l’attività di addestramento.
La valutazione avviene tramite l’osservazione dell’operato del corsista nello svolgimento delle proprie attività e rilevando i
cambiamenti intervenuti funzione degli argomenti sviluppati nel corso di formazione.
5. 1. 1 - SODDISFAZIONE DEL CLIENTE
Attraverso la documentazione del rapporto sul Questionario di soddisfazione cliente compilato dallo studente e dalla famiglia alla
fine di un anno scolastico o di un progetto, l’Istituto è in grado di avere un quadro della soddisfazione del cliente.
Fanno comunque parte delle fonti per la misurazione e monitoraggio della soddisfazione dello studente e della famiglia anche:
• grado di soddisfazione delle aspettative dello studente e della famiglia sul piano amministrativo e didattico
• grado di soddisfazione dell’utente nell’utilizzo di attrezzature e laboratori
• efficienza del sito internet
• reclami degli studenti e delle famiglie
• comunicazioni dirette verbali o scritte con gli studenti e le famiglie
I questionari utilizzati, sottoscritti dagli studenti o genitori, prevedono una gradualità di valutazione.
Scopo della seguente procedura è definire come deve essere effettuato il controllo della soddisfazione del cliente, quali sono gli
elementi di cui si necessita avere un riscontro, le metodologie utilizzate per l’analisi e la metodologia di misurazione.
Uno degli obiettivi che l’Istituto si è posto per operare in un regime di qualità è la soddisfazione delle esigenze e delle aspettative
dell’utenza a cui si rivolge intesa come studenti, famiglie e territorio. Gli obiettivi del piano di miglioramento della soddisfazione
degli utenti sono i seguenti:
 determinare le esigenze degli utenti e i requisiti di servizi atti a soddisfarle
 identificare eventuali discordanze tra la percezione degli utenti e quella
dell’Istituto e identificare i livelli qualitativi ideali per gli utenti
 monitorare costantemente i cambiamenti delle esigenze degli utenti, per
adattare i servizi erogati e l'organizzazione
 effettuare modifiche al servizio erogato e all’organizzazione per migliorare la qualità percepita dagli utenti
 avere sotto controllo l’immagine della scuola presso tutta l’utenza interessata
158
Questa procedura deve essere attivata per valutare le esigenze e la soddisfazione degli studenti, famiglie e territorio
La Direzione ha delegato la gestione del programma di ‘SODDISFAZIONE DEL CLIENTE’ alla funzione strumentale al POF per
l’area 1 e per l’area 2 e 3 che attivano il programma secondo un piano stabilito all’inizio di ogni anno scolastico o al termine di
progetti particolari.
Le due funzioni possono attivare inchieste finalizzate a obiettivi più generici di analisi delle aspettative del servizio da parte degli
utenti anche dopo la valutazione di reclami o suggerimenti presentati sia dalle famiglie sia dagli studenti.
Il punto di partenza per la realizzazione di un servizio formativo di qualità è la definizione dei suoi utenti, esterni e interni, e delle loro
aspettative.
Gli UTENTI ESTERNI dell’Istituto possono essere distinti in utenti diretti e utenti indiretti.
Come utente diretto viene riconosciuto dall’Istituto lo studente, principale fruitore del servizio didattico-formativo; l’interfaccia tra la
scuola e le famiglie si manifesta principalmente mediante il rapporto con gli studenti.
Come utenti indiretti la scuola considera le famiglie degli studenti e l’intero territorio, specialmente le agenzie formative, scolastiche
e non, il mondo produttivo.
Tra i UTENTI INTERNI va annoverato tutto il corpo insegnante e il personale tecnico amministrativo. Per quanto riguarda l’analisi della
soddisfazione del personale dell’Istituto si rimanda alla procedura di Gestione del personale che contempla anche questo aspetto.
In questa procedura vengono presi in esame esclusivamente utenti esterni, diretti e indiretti.
Sulla base delle caratteristiche e degli indicatori che verranno definiti in funzione della tipologia di inchiesta attivata devono essere
sviluppati questionari per la rilevazione della soddisfazione. I questionari utilizzati devono essere allegati in appendice alla
procedura.
È discrezione della Direzione pianificare se nell’arco dell’anno debbano essere considerati tutti gli elementi sopra elencati o se, per
motivi contingenti, può bastare solamente una valutazione di alcune voci.
L’Istituto deve eseguire almeno una volta all’anno una indagine indirizzata alle famiglie e al corpo insegnante.
È sempre a discrezione della Direzione, far eseguire un numero di interviste anche con una tempificazione differente da quella
prestabilita. Questo può accadere per motivazioni eccezionali, quali un elevato numero di reclami registrati in un periodo temporale
breve, un calo sensibile delle iscrizioni, la rilevazione di valutazioni dell’apprendimento non in linea con gli obiettivi.
In questi casi dovrà essere redatto un verbale al termine della valutazione eseguita sui risultati ottenuti contenente le osservazioni del
caso e se ritenuto indispensabile mettere in atto azioni correttive o preventive.
METODOLOGIE DI INCHIESTA E MISURAZIONE
Le metodologie di inchiesta che vengono utilizzate sono:
Questionari consegnati agli allievi o alle famiglie
analisi reclami
analisi risultati analisi di dati interni sul profitto in itinere dello studente
 sul profitto finale (di un’attività svolata, di un modulo, di un corso, di un anno scolastico
analisi di dati interni sulle percentuali di assenze (specialmente nei corsi di ASL)
sondaggi interni questionari vs il personale dell’Istituto
analisi dei dati sulle iscrizioni
interviste dirette e personali indirizzate alle famiglie
La metodologia da adottare dipende da quali informazioni la Direzione dell’Istituto vuole ottenere dalla utenza.
I questionari vengono fatti consegnare alle famiglie; è da considerare la metodologia standard di indagine molto mirata al servizio
appena erogato e diretta alle persone interessate.
I sondaggi interni sono diretti al personale dell’Istituto per avere una loro valutazione di come il servizio erogato viene percepito
nella scala gerarchica dell’utenza.
Le interviste dirette e personali vengono attivate su progetti impegnativi
159
L a misurazione del grado di soddisfazione clienti deve tenere conto del fatto che ogni utente ha esigenze diverse e diverse
percezioni della qualità. Per questo le risposte vengono codificate con una scala convenzionale da 1 (= molto insoddisfatto) a 5 (=
molto soddisfatto), che permette di quantificare il grado di insoddisfazione / soddisfazione dell’utente.
Statistiche relative alla soddisfazione cliente sono redatte dopo ogni indagine per valutarne l'andamento nel tempo.
Fondamentale per un Istituto Professionale è anche il grado di soddisfazione degli utenti esterni indiretti, particolarmente il mondo del
lavoro.
Questo livello di gradimento viene testato attraverso il giudizio delle aziende sul livello di qualità degli stage attuati nel triennio
finale,
 qualità organizzativa e qualità di interazione del personale scolastico con il personale delle aziende (tutor interni e tutor
esterni)
 qualità della preparazione professionale e personale degli studenti in stage
questo livello di gradimento viene misurato grazie a:
 diari di bordo degli studenti in stage
 il ‘libretto’ di stage
 quadri di valutazione dell’esperienza di stage, da compilare dai tutor esterni ed interni, in collaborazione
 numero di aziende disposte a ripetere in partnership l’esperienza di stage
I risultati della valutazione complessiva al termine dell’esperienza di stage vanno riassunti dal tutor interno-docente, in genere tutor di
ASL.
SODDISFAZIONE DEI CLIENTI ESTERNI (ambito orientamento)
Rilevazione dei bisogni tramite monitoraggio iniziale

Questionari somministrati agli studenti delle scuole medie durante il breve stage

Questionari di ingresso somministrati a ragazzi neoiscritti presso l’O.d.f. e ai genitori, in fase di accoglienza

Documenti prodotti autonomamente dagli studenti (testi inseriti nel portfolio, testimonianze nel giornale di istituto, temi in
classe, …)

Colloqui individuali e incontri collettivi con i genitori
 Incontro specifico (focus group), con i docenti/gli operatori con rivisitazione dell’attività tramite testimonianze dirette
e documentazione e dei risultati della precedente realizzazione
Rilevazione dei bisogni tramite monitoraggio intermedio (per eventuali interventi di aggiustamento delle attività)




osservazione dei comportamenti di studenti e genitori, riportata negli incontri di gruppo
colloqui individuali dei referenti con i beneficiari e con le famiglie
colloqui individuali dei referenti con altri docenti/operatori con cui gli studenti interagiscono
incontri di gruppo tra i diversi attori
Rilevazione dei bisogni a conclusione dei singoli interventi e del progetto
attraverso
 colloqui informali individuali con studenti, docenti operatori & genitori coinvolti
 incontri di gruppo con i soggetti coinvolti, dove avviene il confronto tra azione progettata e azione realizzata
 somministrazione di questionari: agli studenti, ai docenti, ai genitori
 relazioni dei referenti delle singole azioni
ascolto di richieste e proposte di miglioramento avanzate dai beneficiari
ALLEGATI: ESEMPI DI QUESTIONARI DI RILEVAZIONE – DIARI DI BORDO DI STAGE – LIBRETTI DI STAGE
GESTIONE RECLAMI
Nell’ottica di un continuo miglioramento del servizio offerto, è importante saper cogliere dagli utenti tutte le segnalazioni di eventuali
disfunzioni, i reclami e i loro suggerimenti.
In particolare i Reclami sono un elemento importante per attuare il miglioramento continuo di un servizio che vuole essere adeguato
alle richieste dei ragazzi e delle famiglie.
Ogni reclamo deve essere registrato sul modulo RECLAMI, da cui far scaturire un’azione che consenta la soluzione del problema. La
buona gestione di un reclamo si completa contattando la persona che ha reclamato per verificare insieme l’efficacia dell’azione
intrapresa.
160
5. 1. 3 – GESTIONE DEI RECLAMI
5. 2. 1 - RELAZIONE CON IL CONTESTO ED IMPATTO SULLA SOCIETA’
l’Istituto ritiene di fondamentale importanza realizzare una scuola “luogo di attenzione al presente” e “radicata nel territorio” in cui ha
sede, una scuola che raggiunga il suo obiettivo primario, cioè la formazione dei giovani, non soltanto attraverso l’acquisizione di
saperi sui manuali scolastici, ma anche attraverso il consolidamento di competenze e capacità in situazione complesse nella realtà
concreta del mondo.
A tal fine intende cogliere le opportunità offerte durante tutto il corso dell’anno scolastico dal mondo della cultura, del lavoro, delle
strutture educative, sanitarie, di assistenza, ecc. del territorio.
In particolare in questo anno scolastico 2003-2004 intende confermare e consolidare gli ottimi
rapporti instaurati con:
 • altre scuole:
- le scuole medie per l’orientamento verso il nostro Istituto
- altre scuole superiori del territorio per la realizzazione di progetti comuni e in rete (es. orientamento) e per una
politica comune scolastica sul territorio
 • l’Università:
 • l’amministrazione della Regione Veneto per l’attuazione di attività in partnership: Corsi di qualifica di secondo livello;
attuazione dell’art. 4 L.53/2003 (alternanza scuola lavoro
 • l’amministrazione della Provincia di Vicenza
 • il Comune di Thiene Schio ed i comuni limitrofi, soprattutto per quanto riguarda le proposte degli Assessorati all’Istruzione
e alle Politiche Giovanili
 • ASL n. 6 altovicentino per interventi sul disagio giovanile e nell’ambito dell’Educazione alla Salute
 L’Associazione Industriali della provincia di Vicenza, per l’attuazione di progetti in collaborazione
 Amministrazioni locali, Cooperative, Associazioni, imprese artigiane, industriali, del terziario per gli stage degli allievi.
La gestione di questi rapporti ricade sotto la diretta responsabilità della Direzione, soprattutto le relazioni con le Amministrazioni
locali per quanto riguarda
 la pianificazione e la razionalizzazione dei servizi di supporto all’attività didattica:
 programmazione trasporti, fondamentale in un Istituto che ha un vasto bacino d’utenza che tocca parecchi comuni
dell’altovicentino
 piano provinciale per l’edilizia scolastica.
Per quanto riguarda tali rapporti contatti e comunicazioni con tali enti la frequenza è semestrale.
Lo stesso per quanto riguarda incontri programmati e formalizzati con i Dirigenti dell’Alto Vicentino, sia per il Piano trasporti
dell’Altovicentino, sia per lo studio ed analisi di eventuali razionalizzazioni dell’offerta formativa del territorio.
In ogni caso il Dirigente può delegare alcune relazioni con l’esterno:
Ogni Funzione Strumentale, nel proprio ambito di azione e responsabilità, su delega del Dirigente gestisce i rapporti con soggetti
esterni operanti sul territorio seguendo una procedura informativa:
 di ogni incontro stende e trasmette via e-mail al Dirigente breve resoconto; in caso di necessità la procedura può richiedere
verbalizzazioni scritte più formali ed il coinvolgimento di altre funzioni per la valutazione della congruità con il piano
dell’offerta formativa dell’Istituto di possibili collaborazioni
L’Ufficio Tecnico
 mantiene le relazioni con l’Amministrazione Provinciale per quanto interessa la manutenzione dei locali e degli stabili
dell’Istituto, sia tramite contatti verbali sia in modo formalizzato tramite comunicazioni scritte registrate all’Ufficio
Protocollo;
 tiene contatti con uguale procedure con le ditte appaltatrici di servizi scolastici dall’Amministrazione Provinciale
 L’Ufficio Tecnico mantiene i contatti con lo stesso sistema anche con le ditte esterne fornitrici di beni e servizi all’Istituto
Le funzioni strumentali agiscono su delega della Direzione ed avviano rapporti, con enti esterni, ove possibile, sulla base di
definizione di intenti comuni, sulla stipula di convenzioni, cui seguono il monitoraggio (comune se possibile) delle attività e la
valutazione
Le funzioni strumentali:
area 1 - POF (progettazione e sviluppo)
 seguono i rapporti con le scuole partner nei progetti per l’orientamento dell’Istituto e per l’orientamento in rete;
 collaborano con altre scuole e/o organi funzionali per la realizzazione di un percorso integrato tra scuola e formazione
professionale, rivolto agli alunni a rischio di dispersione scolastica e formativa. Questo rapporto ha come obiettivo
l’integrazione scuola e formazione-obbligo scolastico;
 collaborano con l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Scolastico (INVALSI);
161


curano i rapporti con i partner in progetti di sperimentazione innovativi, come l’alternanza scuola-lavoro, con incontri
calendarizzati sia con la Direzione Scolastica Regionale, sia con il settore Formazione dell’Amministrazione Regionale del
Veneto e con i Rappresentanti dell’Assindustria di Vicenza;
si fanno promotori di progetti di collaborazione con Associazioni Datoriali, enti, singole aziende o associazioni.
area 2 - POF (formazione / docenza) segue
 L’individuazione di Enti esterni o formatori esterni con cui organizzare corsi di aggiornamento e formazione rivolti al
personale
Area coordinamento progetti
 Collabora con il Referente della Commissione per l’Educazione alla Salute per la stipula o la conferma di convenzioni con ·
ASL 6 Altovicentino per attivare interventi nell’ambito del ‘Progetto Educazione alla Salute’ per la prevenzione HIV;
prevenzione delle dipendenze; progetto donazioni e quanti altri interventi siano proposti in coerenza con i criteri presenti nel
POF e per poter attivare qualsiasi intervento “straordinario” di tipo psicologico-sociale all’interno della scuola.
 Collabora con le Amministrazioni locali soprattutto per l’organizzazione di interventi nel campo delle politiche giovanili;
 Segue e coordina i contatti con le famiglie: coordina le attività di gestione dei rapporti dell’istituzione con le famiglie;
 Segue le modalità di comunicazione dei referenti ai progetti di ampliamento dell’area dell’offerta formativa con enti e
soggetti esterni all’Istituto.
Area 4 – POF (Marketing / Commerciale) FUNZIONE RICOPERTA DALLA DIRIGENTE SCOLASTICA
Cura particolarmente i rapporti con il mondo del lavoro.
La rapida evoluzione nelle scienze e nelle tecnologie dell'informazione ha determinato l'arricchimento del panorama delle professioni.
I cambiamenti tecnologici ed organizzativi che continuamente avvengono nelle realtà produttive non possono essere ignorati dal
sistema scolastico; quindi questa scuola mantiene attivo lo spazio di collaborazione che consenta lo scambio di esperienze e di
conoscenze tra culture tradizionalmente separate al fine di cooperare per il raggiungimento di obiettivi formativi comuni.
 Cura i rapporti con gli enti esterni per quanto riguarda l’organizzazione dei corsi di qualifica di secondo livello.
 Mantiene i contatti con i competenti uffici della Regione Veneto sul tema;
 collabora con i rappresentanti sul territorio delle Associazioni di categoria per l’individuazione delle figure professionali da
formare;
 coordina l’organizzazione modulare dei corsi, secondo le richieste della Regione;
Tutor di ASL
 Individua i formatori esterni, ne acquisisce ‘curriculum’ e titoli culturali; (ne dà valutazione nell’ambito del monitoraggio dei
corsi attivati);
 individua ed intrattiene rapporti con aziende, amministrazioni locali, uffici, con cui stipulare convenzioni per l’attuazione di
periodi di ‘stage’ per gli studenti; tramite colloqui individuali con gli studenti individua possibili
enti/istituzioni/aziende/associazioni in cui realizzare lo stage
 guida la presentazione dello studente e l’ incontro con il referente in azienda, istituzione, associazione, ente
 concorda il patto formativo con i tutor esterni (contenente il progetto di stage, il periodo, la durata, gli estremi
dell’assicurazione)
 mantiene i contatti con i tutor aziendali verificando la congruità del percorso lavorativo in zienda con il percorso e gli
obiettivi formativi individuati;
Per la realizzazione di tutte queste attività l’Istituto intende rinnovare o stipulare le convenzioni con tutti quegli enti con cui riterrà di
poter realizzare un progetto formativo rispondente ai criteri indicati nel POF.
L’Istituto collaborerà alla realizzazione di iniziative e di percorsi formativi con enti/associazioni/ istituzioni e aziende del territorio
anche in assenza di convenzioni.
162
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