CONSIGLIO PROVINCIALE DI CREMONA
ADUNANZA DEL GIORNO 7 DICEMBRE 2010
L'anno duemiladieci, questo giorno sette del mese di dicembre alle ore
14:50 in Cremona, nell'apposita sala del Palazzo della Provincia si è
riunito, a seguito di invito del Presidente, il Consiglio Provinciale con
l'intervento dei Sigg.:
Presenti Assenti
Agazzi Antonio
Araldi Massimo
Barbati Filippo
Benzoni Maurizio
Biondi Giovanni
Bonaventi Piergiacomo
Borghetti Maurizio
Castellani Vera
Chioda Francesco
Degani Fabrizio
Doldi Andrea
Dusi Giampaolo
Gallina Gabriele
Gelmini Manuel
Ghidotti Carlalberto
Ghillini Cesare
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Presenti Assenti
X
X
X
-
Losio Ivan
Mainardi Cesare
Malvezzi Carlo
Mazzocco Franco
Milesi Clara Rita
Rossi Luca
Salini Massimiliano
Torchio Giuseppe
Trespidi Giuseppe
Vailati Eugenio
Virgilio Leonardo
Zaghen Ernesto
Zanacchi Maria Rosa
Zanisi Giacomo Maria
Zelioli Rossella
Presenti n. 26
Assenti n. 5
1
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
-
Risultano altresì presenti gli Assessori:
Presenti Assenti
BONGIOVANNI
FILIPPO
CAPELLETTI CHIARA
FONTANELLA
GIUSEPPE
LENA FEDERICO
LEONI GIOVANNI
Presenti
Assenti
X
-
ORINI PAOLA
X
-
X
X
-
PINOTTI GIANLUCA
SCHIAVI SILVIA
X
X
-
X
X
-
SOCCINI MATTEO
X
-
Partecipa il Segretario Generale della Provincia : Dott. Giorgio Lovili
Il Presidente del Consiglio, Dott. Carlalberto Ghidotti constatando che gli
intervenuti costituiscono il numero legale, dichiara aperta la seduta ed
invita il Consiglio alla trattazione degli oggetti posti all'ordine del giorno.
Il Presidente del Consiglio nomina scrutatori, ai sensi dell’art. 65 del
Regolamento degli Organi Istituzionali, i Consiglieri Chioda e Gallina per la
maggioranza e il Cons. Vailati per la minoranza
Si dà atto che nel corso della seduta si sono verificati i seguenti movimenti
fra i Sigg. Consiglieri:
-
Durante la comunicazione preliminare in ordine alla questione
Tamoil entrano i Cons. Agazzi, Zanacchi e Doldi. I presenti sono n.
29.
-
Durante la presentazione della proposta n. 7876 (Relazione
previsionale e programmatica – Bilancio triennale 2011/2013 e
Bilancio di previsione per l’esercizio 2011) entra il Cons. Malvezzi. I
presenti sono n. 30.
2
-
Prima della votazione sulla proposta n. 7884 (Mozione presentata
dalla Cons. Milesi relativamente a : “Gomme da neve a bordo,
ritiriamo l’ordinanza o diamo un contributo alle famiglie”), escono i
Cons. Zaghen e Araldi. I consiglieri sono n. 28 e in tal numero
rimangono fino al termine della seduta.
Inizio ore 14,30
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Mi ha domandato la parola il Presidente Salini per una comunicazione su
Tamoil. Gliela lascio. Prego, Presidente.
COMUNICAZIONE PRELIMINARE DEL PRESIDENTE SALINI SULLA
VICENDA TAMOIL
PRES. SALINI
Come sapete, in questi giorni ci sono stati diversi momenti di lavoro a cui
le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali e l’Azienda hanno
partecipato, affinché l’esito della prima fase del lavoro del tavolo sull’unità
di crisi Tamoil istituito presso il nostro territorio riunitosi per due volte qui in
Provincia, diventasse oggetto di lavoro in un tavolo nazionale per la
convocazione del quale, si ritenne di chiedere l’intervento della Regione
Lombardia, segnatamente del Presidente Formigoni e che sollecitasse
l’attivazione di questo tavolo e la Prefettura per la funzione che, com’è
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noto ricopre, in qualità di rappresentante del Governo sul territorio. Questo
è accaduto e l’intervento sia della Prefettura che della Regione Lombardia
e se mi è concesso, la compatezza e la chiarezza dell’esito del lavoro del
tavolo sull’unità di crisi, hanno consentito che questo tavolo nazionale sia
stato tempestivamente convocato, peraltro, anche presieduto da una
convocazione delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali, presso la
Commissione attività produttive del Senato. Questi due elementi di lavoro,
in particolare il tavolo riunitosi ieri alla presenza del Ministro Romani,
hanno dato e mi sento il dovere di rispondere positivamente alla
sollecitazione che ho ricevuto da alcuni di voi di comunicare l’esito di
questo lavoro, hanno dato un esito che in questo momento non è tale da
fugare le preoccupazioni che tutti noi abbiamo, evidentemente. Perché la
drammaticità
della
crisi
di
Tamoil
rimane
purtroppo
intatta,
la
preoccupazione sul tema occupazionale rimane altissima come sempre,
sapete che la preoccupazione sull’occupazione riguarda gli interni e gli
esterni e quindi, l’indotto, però si registra in sede politica ma, non solo in
sede politica perché il contenuto del lavoro di ieri è stato dotato di un
livello di praticità e di pragmaticità davvero confortante, si registra una
presa di posizione molto forte da parte del Governo, che ha chiesto con
forza e con argomenti perlopiù mutuati dall’esito del lavoro del tavolo
sull’unità di crisi, quantomeno l’annullamento del termine perentorio
proposto alle organizzazioni sindacali da Tamoil per la fine di maggio
come inizio dell’attività di dismissione, l’annullamento di quel termine e
l’inizio di un lavoro sulla costruzione di un Piano industriale, fino ad ora
non presentato, per la costruzione di piani industriali che consentono di
conoscere nel merito il futuro dell’insediamento produttivo. Per cui, il
tavolo sull’unità di crisi territoriale che aveva unanimemente respinto la
proposta di dismissione avanzata ai sindacati, dopo avere incassato il
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sostegno della Regione Lombardia, ha incassato, di fatto, il sostegno
anche del Governo che si è unito, respingendo quel termine e chiedendo
che venga presentato un Piano industriale che ci consenta di capire
innanzitutto le ragioni della proposta e in secondo luogo, di negoziare sulla
base di argomenti industriali non sulla base di comunicati stampa. Questo
elemento è un elemento che pertanto ripeto, come dicevo in premessa,
non ha tolto drammaticità alla situazione, la strada rimane in salita ma, ha
certamente conferito ancora maggiore forza all’azione intrapresa da
questo territorio. Erano presenti oltre le istituzioni anche i parlamentari del
nostro territorio, l’Onorevole Pizzetti, l’Onorevole Comaroli, l’Onorevole
Torazzi, la Senatrice Fontana, oltre com’è ovvio, il Comune, la Provincia e
la Regione attraverso l’Assessore Rossoni. Era presente anche
l’Onorevole Torchio, il Presidente della Provincia prima del sottoscritto che
conosce molto bene la materia per averla affrontata prima di me, non
senza drammaticità e mi pare che si possa condividere il giudizio che la
strada intrapresa, ripeto, pure in salita, è la strada giusta, la strada della
condivisone trasversale di una battaglia assolutamente sacrosanta.
Segnalo inoltre che, l’Amministrazione Provinciale ha segnalato al
Ministro, come già fatto anche in sede di discussione del tavolo sull’unità
di crisi, che dal punto vista ambientale, visto che vi è anche un grosso
tema importante riguardante il presidio delle prescrizioni di tipo
ambientale, ecco, dal punto di vista ambientale l’esito della Conferenza
dei servizi sulla messa in sicurezza operativa del sito ha generato una
serie di prescrizioni, rispettando le quali il sito è in sicurezza. Pertanto,
attuando le prescrizioni uscite dalla Conferenza dei servizi nella prima
parte del 2010, inerenti la messa in sicurezza operativa del sito, quel sito
non è incompatibile con un’attività di tipo industriale E segnatamente con
l’attività di raffinazione. Non vi è incompatibilità fra le condizioni attuali del
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sito, e l’attività di raffinazione. Vale a dire la messa in sicurezza operativa
è in grado con le proprie prescrizioni, di assicurare che non vi siano nuovi
sversamenti. Questo argomento è un argomento importante, non significa
che il sito non sia inquinato, significa che l’inquinamento è fermo, è stato
fermato, e che quindi, è possibile effettuare attività di raffinazione. Per cui,
è possibile respingere la proposta di mantenere solo magazzino. Quindi, vi
è una convergenza tra l’azione principale del negoziato che riguarda
l’occupazione e l’azione connessa a questa ma, non principale, che
riguarda il presidio di tipo ambientale. Le due cose convergono
nell’assicurare la possibilità che si mantenga l’attività e quindi,
l’occupazione. È chiaro che però, è questo il motivo per cui siamo tutti
preoccupati, l’occupazione si mantiene se l’investitore continua ad
investire. Speriamo che anche i competitors di Tamoil, sollecitati dal
Governo, possano decidere di fare valutazioni industriali più approfondite
su quel sito. Ciò detto su questo non aggiungo altro, avendomi dato la
parola il Presidente la tengo ancora per 20 secondi, per riferire rispetto ad
un argomento che abbiamo toccato nell’ultimo Consiglio e che abbiamo
toccato anche in sede di discussione all’interno della Commissione
Bilancio, che riguardava l’intervento proposto da alcuni Consiglieri per gli
accadimenti del Veneto. Allora, vi è stata una discussione in Consiglio,
una discussione in Commissione a cui è seguita una discussione in
Giunta. La discussione in Giunta che ha cercato di tenere conto di tutte le
delucidazioni che sono emerse, si è conclusa con la disponibilità da parte
di questa Giunta, diciamo, a brevissimo termine, a valutare un’erogazione
simbolica tra 5.000 e i 10.000 Euro, che chiaramente, non preclude che
per eventi calamitosi di pari gravità, possono accadere anche in altre
situazioni. È chiaro, tengo a precisarlo, che si tratta di un intervento che si
ha la consapevolezza che si tratti di un intervento simbolico ma, gli
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argomenti emersi dalla discussione, ci hanno permesso, tutti gli argomenti
previsti nella discussione, ci hanno permesso di comprendere come anche
un intervento di tipo simbolico a seconda di come viene poi destinato,
penso ad esempio ai suggerimenti che sono emersi nell’intervento del
Consigliere Dusi, a seconda di come destinato, può generare molto. È
chiaro che questo, è inutile precisarlo, non preclude che i singoli
Consiglieri come tutti i cittadini, liberamente possono decidere di aderire
al dramma della popolazione veneta, come di altre popolazioni, con
liberalità personale.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La ringrazio Presidente. Sappiamo benissimo che le comunicazioni non
danno spazio a un dibattito comunque, visto che si tratta di un argomento
così importante, non nego sicuramente la parola al Consigliere Chioda.
Prego, Consigliere.
CONS. CHIODA
Voglio fare giusto due considerazioni. Intanto ringrazio la Giunta, il
Presidente per la sensibilità dimostrate e soprattutto, nell’avere colto il
messaggio che era quello del gesto simbolico. E seconda cosa ...
devolvere il proprio gettone di presenza a favore di questa causa quindi,
ecco, a favore delle popolazioni alluvionate ... L’ultima considerazione
onde snellire le pratiche relative all’utilizzo di fondi, chiedo se è possibile
devolvere una somma ad uno specifico Comune. È possibile accertare la
possibilità di farlo, anche navigare su internet ... i Comuni più colpiti ...
risultava semplice come considerazione. Per quanto mi riguarda il suo
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suggerimento con il Comune di Caldonio in Provincia di Vicenza in quanto
è senza dubbio uno dei Comuni più colpiti. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La ringrazio Consigliere Chioda. Consigliere Torchio, prego.
CONS. TORCHIO
Per associarmi e per dire che in queste vicende purtroppo c’è già una
consuetudine che parte dall’Irpinia, dove abbiamo adottato San Michele di
Serino, e in questi giorni è passato l’anniversario che tutta la comunità
s’era mossa anche con una sinergia complessiva. Quindi, le istituzioni, i
privati, le diocesi e chiunque, aveva concentrato di un unico punto: San
Michele di Serino, perché per poter fare un’azione incisiva, occorre un
coordinamento complessivo di tutte le iniziative. E questo è il primo punto
e quindi, ben venga l’indicazione che è stata formulata alla quale anch’io
penso di aderire. Debbo tuttavia soggiungere che non so come si farà nei
confronti dei colleghi di Giunta ad individuare il gettone di una seduta ...
Poi spetterà a loro, chiaramente, nessuno vuole interferire in questi fatti
che sono liberi ed autonomi da parte delle persone, però mi risulta
abbastanza problematico trovare la modalità. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La ringrazio Consigliere Torchio. Consigliere Dusi, prego. Prenotate
magari ... il pulsante il vostro intervento, così io ho modo di verificare la
vostra prenotazione. Prego.
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CONS. DUSI (fuori microfono)
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La ringrazio Consigliere Dusi. Consigliere Gallina, prego.
CONS. GALLINA
Io come avevo già accennato la volta scorsa, sono contrario alla
devoluzione del gettone in queste circostanze. Quindi, io dichiarò che non
devolverò il mio gettone, che tra l’altro non prendo neanche! Fornirò
l’importo equivalente del gettone fuori dal ruolo di Consigliere Comunale.
Non so nemmeno quanto sia il gettone; però tale importo lo renderò
disponibile affinché possa venire aggiunto all’eventuale cifra che verrà
concordato di inviare a chi deciderete di inviare. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La ringrazio Consigliere Gallina. Consigliere Virgilio.
CONS. VIRGILIO
... con quest’atto simbolico di solidarietà, con l’auspicio che la stessa
attenzione e lo stesso gesto si potrà avere nei confronti di altri episodi, altri
contesti, altre situazioni. E quindi, aderiamo sia come gruppo, sia
personalmente.
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PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La ringrazio Consigliere Virgilio. Allora bene, possiamo dare inizio alla
trattazione dei punti iscritti all’ordine del giorno. Allora Milesi, prego.
CONS. MILESI
Io mi associo al Consigliere Virgilio in quanto, lui ha detto che comunque è
stato anche detto poi dal Presidente che per qualsiasi altra necessità
dovesse accadere qualcosa di così grave com’è accaduto nel Veneto,
anche quindi per altre situazioni e altre realtà, altre Regioni d’Italia, possa
essere fatto lo stesso trattamento e quindi, devolvendo una congrua cifra
per quanto è nelle possibilità nei momenti di crisi la Provincia possa
appunto elargire. Anch’io per solidarietà comunque, come gesto simbolico,
perché con questo atto comunque, con il gettone di presenza dei
Consiglieri, sono sicuramente un gesto simbolico, mi associo a devolverlo
e comunque, chi sarà poi credo, non so se il ragioniere o comunque chi
altro provvederà a devolverlo. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La ringrazio Consigliere Milesi. Consigliere Trespidi.
CONS. TRESPIDI
Sì, mi sembra che sia un approdo più che positivo, perché ha consentito
alla Commissione affari istituzionale e Bilancio di valutare la questione ma,
di valutarla anche nella Capigruppo per cui, credo che la soluzione
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individuata dalla Giunta sia la soluzione migliore. Chiedo ai Consiglieri
della Lega di individuare la persona e quindi, indichino quello che fa la
raccolta della devoluzione da parte dei Consiglieri e di Assessori e che
soprattutto si individui insieme il Comune al quale devolvere la cifra che si
è raccolta.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Bene, grazie Consigliere Trespidi. Mi ha domandato la parola per un
chiarimento l’Assessore Lena, prego.
ASS. LENA
Non è un chiarimento. È che io sposo in pieno la richiesta di Chioda,
quindi, definiamo quale può essere la devoluzione da parte degli
Assessori. Io come Assessore quindi, sono a disposizione. Poi,
concordiamo se la cifra deve essere quella oppure un'altra, ci mettiamo
d’accordo e spero appunto, di riuscire a risolvere questa cosa in tempi
stretti. Per quanto riguarda quello detto da Virgilio, io non ho nulla in
contrario a dire che vedremo, speriamo di non averne bisogno,
ovviamente, però è chiaro che se ci saranno delle emergenze, noi
dovremo
rispondere
comunque.
Quindi,
non
è
che
adesso
è
un'emergenza del nord e allora bisogna rispondere e da un'altra parte
invece l’emergenza non c’è ... perché questo era un po’ il sottinteso di
Virgilio. Quindi, chi vivrà, vedrà insomma, sotto questo aspetto. Ok?
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
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La ringrazio Assessore. Mazzocco, prego. Consigliere Mazzocco.
CONS. MAZZOCCO
Grazie Presidente ... Consiglieri. Per chi deve occuparsi, noi chiederemo
la disponibilità del Presidente del Consiglio a nome di tutto il Consiglio che
porti avanti questa cosa. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Volentieri Consigliere, volentieri. Consigliere Borghetti, prego.
CONS. BORGHETTI
Si sente? Per dire che il gruppo del PDL condivide la scelta della Giunta,
che recepisce anche quello che era stato il dibattito e alcune richieste e
quindi, della devoluzione della cifra che sarà simbolica, però sicuramente
ovviamente fa parte anche di altre considerazioni che riguardano il
particolare stato economico anche della nostra Provincia. Per cui, noi lo
condividiamo. Un inciso su una questione di altri paesi, città, italiane che
possono essere in difficoltà. Io non faccio in questi casi un discorso
istituzionale, mi sembra perfino pleonastico, doverlo dire, perché a me
risulta che anche la Provincia, lo so perché c’ero presente, con il
Presidente Torchio quando è successo e quando è successa la questione
dell’Abruzzo ha devoluto, se non ricordo male, 25.000 Euro magari
Torchio mi... Quindi, voglio dire, la Provincia è sempre stata, non vedo
perché adesso bisogna stare qui a spiegare che ... è sempre stato così.
Almeno, quando io ho partecipato e ho guardato sui giornali, ho visto che
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la Provincia è stata solidale rispetto alle gravi difficoltà degli altri. L’ultimo
inciso riguarda la questione della devoluzione come noi abbiamo già detto
l’altra volta, siccome si tratta di cose esclusivamente personali, lascikamo
libero ai vari Consiglieri e Assessori per quanto riguarda il nostro gruppo,
di agire come meglio lo ritengono, e anche di dire o non dire quello che
uno fa, perché pensiamo che in questi casi occorra la massima libertà e
sensibilità nel fare le cose. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La ringrazio Consigliere Borghetti. Gallina, prego.
CONS. GALLINA
Per una precisazione. Cioè se si devolve il gettone, il gettone resta nelle
casse e quindi, non c’è bisogno di nessuna raccolta o mi sbaglio? Uno
devolve il gettone e resta nelle casse si aggiunge...
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
... ci adopereremo per trovare una soluzione ottimale.
CONS. GALLINA
No, perché se viene dato fuori, allora stiamo facendo tutti quello che sto
facendo io. Cioè nel senso... approfondite questa cosa.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
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Avremo sicuramente modo di trovare una soluzione ottimale per risolvere
anche questo problema. Mi adopererò in prima persona io per cercare di
raccogliere in maniera pulita questo nel senso ... da dove levarli e così.
Passiamo alla trattazione del punto n°1 se non ci s ono più interventi. Il
punto n°1 come concordato in ufficio di presidenza tratta di:
Oggetto n. 1 dell'Ordine del giorno
RELAZIONE
PREVISIONALE
E
PROGRAMMATICA.
BILANCIO
TRIENNALE 2011/2013. BILANCIO DI PREVISIONE PER L’ESERCIZIO
2011. PROGRAMMA TRIENNALE 2011/2013 ED ELENCO ANNUALE
LAVORI PUBBLICI.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Abbiamo impostato i lavori garantendo ad ogni Assessore un quarto d’ora
circa, per esporre la propria partita. Lascio la parola al primo Assessore al
Presidente Salini, Bilancio, prego.
PRES. SALINI
Secondo me possiamo anche dedicare meno di un quarto d’ora... no, ho
deciso parlo prima io, perché c’era una versione che prevedeva che
facessimo prima il giro degli Assessori. Però possiamo anche dedicare
meno di un quarto d’ora a testa anche per lasciare spazio poi alla
discussione in sede di approvazione per cui, vedete voi cari Assessori,
quanto dedicare. Allora, la discussione di questo Bilancio è una
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discussione che arriva al termine di un percorso molto difficile,
drammatico, sul quale siamo intervenuti più volte, sia negli altri Consigli,
che nel dibattito politico generale che ha riguardato il nostro territorio e il
paese più complesso. Un dibattito che ha visto colpita la nostra Provincia
e la finanza pubblica nel suo complesso da una novità davvero imponente.
La novità è quella della decisione definitiva da parte del Ministro Tremonti
di assegnare a tutte le propaggini della dorsale amministrativa del nostro
paese, l’onere di farsi carico della riduzione del debito pubblico. È chiaro
che la distribuzione di questo onere avviene in maniera diversa a seconda
dell’impostazione del Bilancio dei singoli Enti, quello che però è stato
evidente a tutti è che, di fatto, al di là della diversa struttura del patto di
stabilità, a seconda che si stia parlando della Regione, piuttosto che della
Provincia, o la diversa, diciamo, distribuzione delle entrate e dei costi a
seconda dell’Ente di cui si sta discutendo, però, di fatto, i tagli di cui
discutiamo, sono tagli che si sono distribuiti in maniera sostanzialmente
lineare su tutto il territorio. E questo ha generato non poche discussioni
anche in sede politica, oltre che tecnica. Quello che rimane è che il nostro
come gli altri territori, ha ricevuto per quello che riguarda il Bilancio di
Amministrazione Provinciale, un grosso pugno nello stomaco che ha dei
numeri ben precisi, che oggi io ho anche il compito di riportare, senza però
concentrare l’attenzione solo sui numeri, perché è chiaro che in una sede
politica com’è la sede del Consiglio Provinciale, la discussione oltre che
raccogliere tutti gli argomenti di tipo numerico, diciamo, visto che stiamo
parlando di Bilancio, deve arrivare a formulare delle ipotesi di proposta
che siano tali da tenere conto del mandato politico che abbiamo ricevuto.
Le cifre sono preoccupanti, sono meno preoccupanti in alcuni punti
rispetto a quelle anticipate all’inizio della manovra, però restano
preoccupanti. Abbiamo sui tagli per quello che riguarda i trasferimenti
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statali su corrente, diciamo, pari a 2.000.000 di Euro per il 2011 e
3.300.000 per il 2012 e il 2013. Ricorderete, e qui faccio un piccolo inciso,
l’ho fatto anche in Commissione Bilancio, mi sembra doveroso farlo anche
davanti a tutti i Consiglieri. Ricorderete che le prime cifre indicate a questo
riguardo erano diverse, si parlava di 3.500.000 sul 2011 e 5.000.000 sul
2012 e sul 2013. Ecco, il ridimensionamento di questo taglio, è stato
determinato dall’esito della discussione tra lo Stato e i territori, e le
Province, l’esito di questa discussione ha fatto sì che il taglio riguardi
anche le grandi Province, cioè le 22 grandi Province che nella fase iniziale
della discussione non erano coinvolte da questo taglio. La ragione in
breve per cui non erano coinvolti da questo taglio le 22 grandi Province tra
cui Milano, Bergamo, ecc. e che queste Province sono Province che non
ricevono trasferimenti dallo Stato in parte corrente. Non le ricevono,
perché hanno un assetto delle entrate tale, per cui, quando si decise di
assegnare alle Province qualche anno fa, una parte del gettito IRPEF che
è quella parte di cui stiamo discutendo e che per la Provincia di Cremona
viaggia intorno ai 7.000.000/8.000.000 di Euro, notate un taglio di
2.000.000 o 3.000.000 su 7.000.000 non è quindi poco. Ecco, in quella
fase si stabilì che le entrate correnti di queste grandi Province fossero tali
da non rendere necessario questo trasferimento per queste 22 Province.
Va da se che nel momento in cui il taglio, scusate i tecnicismi, però nel
momento in cui il taglio riguarda i trasferimenti dello Stato, chi non riceve i
trasferimenti dallo Stato, non riceve il taglio. Ma, questo è un assurdo,
perché la motivazione per cui queste 22 grandi Province non ricevono il
trasferimento dallo Stato, è semplicemente determinato dal fatto che
hanno altre entrate molto più elevate. Allora, giustamente la discussione si
è articolata in modo tale che il taglio che almeno fosse lineare. Ecco,
diciamo, che riguardasse tutti. E quindi, il nostro pacchetto di taglio si è
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proporzionalmente ridimensionato, pur rimanendo un importante importo
come vi dicevo, di 2.000.000 sul 2011 e 3.300.000 su il 2012 e 2013. Vi è
poi un altro elemento da segnalare fra i tanti elementi complessi da gestire
in questo Bilancio, l’elemento che riguarda l’aggravio del vincolo sul patto
di stabilità. Nel senso che, a fronte di un saldo che sul prossimo esercizio
che ci era stato indicato originariamente pari a +1.500.000 di Euro circa, il
saldo positivo che ci vede imposto a questo punto è pari a 2.600.000
circa. Quindi, dobbiamo essere un po’ più bravi di quanto si era ipotizzato
originariamente, al momento in cui si stabilirono i vincoli del patto di
stabilità. È chiaro che ancora anche quest’anno la battaglia delle Province,
dei territori in generale a questo riguardo si è articolata e si è concentrata
soprattutto per quanto riguarda il patto di stabilità ... Allora, giustamente, la
discussione si è articolata in modo tale che il taglio che questo sì, fosse
lineare, ecco, diciamo, che riguardasse tutti. E quindi, il nostro pacchetto
di taglio si è proporzionalmente ridimensionato pur rimanendo un
importante importo come vi dicevo, di 2.000.000 sul 2011 e 3.300.000 sul
2012/2013. E poi, un altro elemento da segnalare fra i tanti elementi
complessi da gestire in questo Bilancio, l’elemento che riguarda l’aggravio
del vincolo sul patto di stabilità. Nel senso che a fronte di un saldo che sul
prossimo esercizio che ci era stato indicato originariamente pari
+1.500.000 di Euro circa, il saldo positivo che viene imposto a questo
punto è pari a 2.600.000 circa, quindi, dobbiamo essere un po’ più bravi,
di quanto si era ipotizzato originariamente al momento in cui si stabilirono i
vincoli del patto di stabilità. È chiaro che ancora anche quest’anno la
battaglia delle Province e dei territori in generale a questo riguardo si è
articolata e si è concentrata soprattutto per quanto riguarda il patto di
stabilità. Sulla richiesta di poter usufruire di una quota superiore dei famosi
residui passivi, si parla di questi residui sempre, residui passivi, di una
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quota superiore allo 0,75% che è il limite oltre il quale oggi noi non
possiamo andare nell’utilizzo appunto dei residui passivi, la richiesta è
stata ancora che si potesse andare fino alla soglia del 4% ma, ad oggi non
abbiamo notizie positive in merito. Per cui, la stretta diciamo, legato al
patto di stabilità rimane di fatto invariata, anzi, maggiore per il saldo di
2.600.000 che riferivo. È chiaro che poi tutto quello che mi sembra che
non è chiaro o su cui sarà necessario avere dei chiarimenti, ci sarà poi un
momento nella discussione che ci consentirà eventualmente di entrare nel
merito ammesso che sia questa la sede, ecco, di entrare nel merito dei
residui passivi. Per quel che riguarda le entrate. Per quel che riguarda le
entrate tributarie, cioè la parte più importante diciamo, delle nostre entrate,
poi altre forme di entrata di cui discuteremo dopo. Per quanto riguarda le
entrate tributarie che sono state derivanti dall’addizionale dell’energia
elettrica. L’entrata riguarda anche il tributo sulla tutela ambientale,
l’imposta Provinciale di trascrizione, la RC auto, la TOSAP, e alcuni
canoni
minori.
Su
questo
capitolo
abbiamo
stimato
un
entrata
sostanzialmente invariata rispetto all’attuale esercizio. Abbiamo stimato un
lieve aumento pari allo 0,67% andando a cubare entrate tributarie pari ad
Euro 27.620.000 a fronte dei 26.500.000 di quest’anno, quindi, di fatto, un
entrata invariata. I segnali sulla base dei quali abbiamo stimato in questo
caso a differenza di altri, che non ci siano diminuzione anzi, un
leggerissimo, quasi impercettibile aumento, le ragioni sono segnalate da
alcuni trend che riguardano soprattutto il mercato delle auto che sembra
dare qualche piccolo segnale, diciamo, di ripartenza ma, di fatto, non
abbiamo toccato questa entrata. Vi è poi invece però sugli altri titoli
secondo e il terzo, in particolare il secondo, delle entrate, i trasferimenti
Regionali, in particolare, dove abbiamo invece com’è noto, un impatto più
grave, sono stati riportati nella relazione che avete ricevuto alcuni dati
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generali che riguardano la Regione Lombardia, ne parlavamo anche in
Commissione, per quello che riguarda i trasferimenti correnti da Regione
Lombardia, vedremo su scala Regionale una diminuzione che è
imponente e quindi, da 254.000.000 del 2010 scenderemo a 197.000.000
nel 2011 e per quanto riguarda i trasferimenti in conto capitale segnalo
pochi dati, perché mi sembrano quelli più significativi, avremo un taglio
che va sempre su scala Regionale, da 31.000.000 di Euro a 22.000.000 di
Euro. Le ricadute di questi tagli sui trasferimenti correnti da parte della
Regione, trasferimenti conto capitale, le ricadute poi, le vedremo più
avanti, perché vi sono alcuni indici che sono calcolati nella costruzione del
Bilancio, che sono parametrati in base a queste entrate, vedremo quali
sono le conseguenze a cascata, un po’ negative di queste diminuzioni di
trasferimenti. Poi, non mi soffermo oltre sulle altre voci, comunque, come
sapete, tra questi trasferimenti che vengono ridotti, ci sono alcuni
trasferimenti importanti come quelli che riguardano il trasporto pubblico,
anche
di
questo
abbiamo
discusso
abbastanza
estesamente
in
Commissione, è chiaro che si dovrà definire in modo completo,
l’Assessore Leoni sta seguendo la partita attentamente, quale sarà la
qualità, la caratterizzazione più precisa dei tagli sul tema del TPL che è
uno dei temi più sensibili perché non è dato oggi sapere con certezza
definitiva quale sarà il rapporto fra il taglio dei trasferimenti e l’aumento
delle tariffe, perché è noto che le economie a questo riguardo, possono
essere raggiunte giocando su entrambe le leve, sia sui trasferimenti, che
sull’aumento delle tariffe. A quanto pare sarà prevalente il ritocco in
aumento delle tariffe, rispetto al ritocco in diminuzione dei trasferimenti.
Passiamo poi sempre per rimanere sulla segnalazione degli argomenti più
importanti, per poi arrivare alla fine con delle conclusioni di tipo più
politico, al tema dello stock di indebitamento che è consentito
19
all’Amministrazione Provinciale a queste condizioni generali. Noi oggi
abbiamo uno stock di indebitamento che è pari a 103.000.000 di Euro
circa. È importante ricordare che è cresciuto progressivamente negli anni
questo indebitamento, tanto più che si segnala un aumento a partire dagli
88.000.000 per esempio, del 2007 agli attuali 103.000.000 e quindi, un
aumento di circa il 17% del nostro debito. Al punto tale che oggi,
essendoci alcuni parametri che adesso vediamo subito, siamo messi nelle
condizioni per l’esercizio 2011 di non contrarre mutui per una cifra
superiore a 3.000.000 di Euro. Detto fatto, noi assumeremo mutui pari
solo al totale dei mutui che chiudiamo. Non andiamo oltre. Quindi, avremo
il massimo, potremo accedere al massimo 3.000.000 di Euro di nuovi
mutui, che verranno come sapete, ne abbiamo parlato parecchie volte,
così distribuiti, cioè 2.500.000 sulla manutenzione straordinaria delle
strade e 0,500.000 di Euro sull’edilizia scolastica. Lo metto anche in
Commissione e lo ripeto qua, non sono questi gli unici investimenti che
facciamo sulle strade e sull’edilizia scolastica, perché non si fa tutto con
mutui, si fa anche con altre fonti, diciamo, ci sono altre fonti finanziarie che
consentono di fare strade e di ristrutturare gli edifici scolastici con mutui, la
distribuzione su 3.000.000 sarà questa: 1.500.000 sulle strade e 500.000
sull’edilizia scolastica e le ragioni ci sono, sono contenute nel Piano delle
opere pubbliche e quindi, la distribuzione è qui adeguatamente motivata.
Per quel che riguarda lo stock di indebitamento, è importante rilevare
anche un dato che è presente nella relazione, che riporto anche adesso.
Che è il carico di suggestione anche di tipo politico. Noi sappiamo che, tra
i sette parametri che sono indicati dalla normativa in argomento, e che
vanno ad integrare qualora non venissero rispettati, la qualifica di Ente
deficitario, cioè il mancato rispetto della maggioranza di questi sette
parametri impone che l’Ente sia definito un Ente deficitario, noi abbiamo
20
un parametro di questi sette che non rispettiamo, che riguarda proprio
questo pacchetto di mutui. È un parametro che non rispettiamo da molto
tempo, quest’Amministrazione io dico giustamente decide di non
rispettare, da qualche esercizio, non diversi, però da qualche esercizio sì,
perché la decisione di assumere mutui è sempre una decisione connessa
ad investire sul territorio. Però qual è questo parametro? É utile ricordarlo,
per dire anche come dobbiamo lavorare. Il parametro stabilisce anche
come molti di voi sanno, che il 140% la soglia oltre il quale non è possibile
andare, per l’indebitamento di un Amministrazione Provinciale, è il 140%
del totale dei primi tre titoli di entrata. E i primi tre titoli di entrata sono le
entrate tributarie, le entrate che dicevamo che abbiamo descritto poco fa,
le entrate derivanti da trasferimenti Regionali che è al titolo secondo, e al
titolo terzo sono alcuni canoni, adesso non mi ricordo quali siano,
comunque un titolo minore. Il totale nel 2010 dei primi tre titoli era pari a
74.000.000 di Euro. Questo significa che per non superare il 140% come
limite
che
ricordavo,
lo
stock
di
mutui
non
deve
superare
i
103.000.000/104.000.000. Il piccolo particolare è che nel 2011 per le
ragioni che dicevo poco fa, il titolo secondo si ridurrà drasticamente, per
cui, la somma dei primi tre titoli non sarà pi 74.000.000 ma, sarà
60.000.000 di Euro per cui, in punto di diritto lo stock di indebitamento di
quest’Amministrazione non dovrebbe superare gli 84.000.000. E’ invece
evidente che, come dicevo prima, staremo per le ragioni che dicevo,
intorno i 103.000.000/104.000.000 di Euro. Per cui, su questo punto
continuiamo a decidere di non rispettare il parametro. Non siamo un Ente
deficitario perché sono sette parametri, questo è uno dei sette, però resta
il fatto che questo limite non lo possiamo rispettare. Vi è poi un ulteriore
considerazione sempre a riguardo del tema oltre alle molte altre, però non
possiamo rimanere qua una vita, un ulteriore considerazione che depone
21
a favore della scelte di non superare i 3.000.000 di Euro per i nuovi mutui
che riguarda l’impatto degli oneri finanziari. Abbiamo, infatti, un aumento
del 21,67% degli oneri finanziari nel corso degli ultimi anni dal 2007 al
2010 siamo passati da 6.000.000 di Euro di oneri finanziari, e ben
7.500.000 di Euro. Quindi, questo segnala un ulteriore argomento a
rinforzo della decisione di mantenere questi mutui ma, non assumerne
troppi in più. È chiaro poi che ci sono altre considerazioni un po’
particolari, ne dico solamente ancora una, che mette in collegamento
questo tema dello stock di indebitamento, con il tema dei vincoli del patto
di stabilità. Un argomento che spesso si discute e che segnala un po’ una
delle gravi stranezze dell’impostazione del patto di stabilità che davvero
costituisce una delle questioni che più andrebbero riviste nel modo di
concepire i nostri Bilanci. Questa stranezza riguarda come vengono
trattate le rate dei mutui nel patto di stabilità. E lo dicevamo anche questo
in Commissione. Le rate dei mutui sono già considerate in uscita ma, non
in entrata. Per cui, noi abbiamo l’uscita intera della rata del mutuo, capitale
più interessi che va a gravare negativamente sui calcoli del vincolo del
patto di stabilità ma, in entrata a riequilibrarlo non ce l’abbiamo la rata del
mutuo, questo aggrava ulteriormente il rapporto che l’Amministrazione ha
con la propria capacità di indebitarsi per realizzare opere. Comunque,
andando avanti mi avvio velocemente alla conclusione. Abbiamo
segnalato le tappe del federalismo fiscale, ci sono alcune novità che
abbiamo anche queste già discusso, avremo a partire dal 2012
l’annullamento delle entrate legate all’addizionale per l’energia elettrica,
questa entrata diventerà un entrata interamente statale, mentre, sempre
nel 2012 verrà interamente consegnata nelle mani dell’Amministrazione
Provinciale e consegnato il Governo di una delle entrate che oggi
governiamo solo in parte, che è quella delle RC auto. Non significa una
22
modifica dell’introito, significa una modifica dell’assetto del Governo di
quest’entrata nel senso che, oggi l’Amministrazione Provinciale subisce
questa entrata, non potremo controllare in alcun modo se effettivamente
tutte le entrate che gli spettano arrivino. Non ha la leva per controllarle,
per la verità sarà molto difficile capire come questa leva potrà essere
gestita anche nel 2012. Certo è che un’adeguata verifica, sistematica
verifica di questa entrata, si stima possa generare un aumento della spesa
pari a due punti e mezzo. Per quel che riguarda la modifica degli aspetti
delle altre entrate avremo a partire dal 2013 avremo una revisione delle
entrate anche a riguardo del bollo auto, cioè una parte dell’entrata del
bollo che oggi sta in capo alla Regione, verrà trasferito alle Province in
misura proporzionale alla diminuzione dei trasferimenti Regionali, ci sono
una serie di artifici di questo genere, comunque, tutti elementi che fanno
capire quanto in realtà in riassetto dei meccanismi sulle entrate pubbliche,
non è tale da consentire grandi speranze, o in parte l’economia, o le
entrare rimangono decisamente ridotte. E se mi è consentito dirvi, gli
elementi che oggi discutiamo non sono nemmeno elementi che possono
far pensare ad un’effettiva attuazione del federalismo fiscale, perché
perlopiù sono tutti ripieghi questi. La vera attuazione di una riforma in
senso autenticamente federalista, non è qui ravvisabile per quello che
riguarda le Province. Quali sono i tagli più importanti alla spesa corrente
che quest’Amministrazione ha deciso di attuare sulla base di molte delle
sollecitazioni che ho cercato di riprodurre nella prima parte di questa
relazione. I tagli li conoscete, alcuni sono imposti, alcuni sono stati decisi.
Li passo in rassegna velocemente. Innanzitutto il taglio dell’80% delle
consulenze, il divieto di effettuare spese di sponsorizzazione a terzi,
l’obbligo della riduzione al 50% per le spese di emissione, la riduzione del
50% per le attività di formazione rispetto a quelle sostenute nell’anno
23
precedente, la riduzione del 20% della spesa sostenuta per il parco auto,
purtroppo la riduzione del 30% per le manutenzioni ordinarie delle strade,
la manutenzione del 30% per la manutenzione dei fabbricati, la riduzione
del 42% del settore provveditorato e quindi, una spesa in valore assoluto
pari a circa 650.000 Euro, quindi, sugli acquisti. Il 20% e quindi circa
60.000 Euro sui servizi informativi. Verrà ottenuto un risparmio di circa
80.000 Euro, cioè verranno tolte spese per 80.000 Euro sull’assetto con
cui viene oggi costruita l’assegnazione dei buoni mensa ai dipendenti, non
riducendo i buoni mensa ma, semplicemente modificando il metodo di
distribuzione. Ci sarà subito nell’immediato una riduzione pari a 130.000
Euro per i costi degli uffici perché vi è un passaggio dal Pirellino quindi, di
Via Dante di alcuni nostri uffici qui negli uffici di Via Belfuso con relativo
poi trasferimento, perché il Pirellino viene occupato dal provveditorato, se
non sbaglio, giusto? Sì. La riduzione di 25.000 Euro ulteriori rispetto a
quelli già applicate per quote associative, la rimozione del 30% sulle quote
consortili dei parchi, ricordo sempre che noi spendiamo circa 250.000
Euro all’anno come Provincia, per sostenere i parchi. Non è che ce ne
ritornano indietro tantissimi di questi, quindi, comunque, una doverosa
purtroppo e annunciata anche alle altre Province riduzione del 30% su
questo capitolo di spesa, una rimodulazione anche questa condivisa con il
territorio grazie ad un lavoro di dettaglio dell’Assessore Orini sulla spesa
riguardante l’università per un totale pari al 20%. Il 20% della media, non
significa su tutti gli atenei, c’è stata una rimodulazione appunto faticosa
che è stata orchestrata dall’Assessore Orini, più una serie di altri tagli che
chiaramente, non vado a riportare, perché sono molti e sono anche di
dettaglio. Come sapete, la spesa di personale è una spesa che le
normative sui Bilanci pubblici ci costringono a contenere, c’è un dato che
mi sembra opportuno ricordare. Sapete che spesso abbiamo... anche
24
questo io riporto tutte le sollecitazioni che abbiamo portato anche in
Commissione. Sapete che abbiamo spesso discusso del limite del 20%
sulle assunzioni. Cioè le assunzioni dell’esercizio successivo non possono
superare il 20% delle cessazioni dell’anno precedente. C’è un limite però
superato il quale non è più consentito superato ili quale non è più
consentito neanche questo 20%. Questo limite è il 40% della spesa del
titolo primo. Cioè fatto 100 la spesa del titolo primo, superato il 40% della
stessa come spese di personale, si perde il diritto anche a quel 20% di
assunzioni per l’anno successivo. C’è un piccolo particolare. Che il titolo
primo è diminuito da 63.000.000 a 58.000.000. Per cui, oggi noi non
assumendo nessuno, andiamo a quasi il 40%, cioè andiamo al 37%. Per
cui, tra un attimo non abbiamo più neanche titolo per quel 20% di
assunzioni. Ci siamo cautelati facendo sì che i concorsi quest’anno sul
tema... beh, l’abbiamo già discusso molte volte il tema dei precari, il tema
dei contratti a tempo determinato, l’abbiamo concentrato il grosso dei
concorsi in modo tale da poter tentare di dare un primo accenno di
risposta alla domanda che ci arrivava, però resta il fatto che questo limite,
stiamo raggiungendo anche il limite oltre il quale non potremo fare
neanche il 20% di assunzioni. Per cui, sono tutte sollecitazioni che piaccia
o non piaccia, ci arriva dalla normativa molto stringente sui Bilanci
pubblici. Bene. Io mi fermo sulle considerazioni numeriche, perché
onestamente non ho grande passione per i numeri e temo che questa
scarsa passione sia condivisa anche dai Consiglieri. Per fare alcune
considerazioni di tipo generale, prima di dare la parola agli Assessori. Mi
sono preso un po’ più di tempo io, mi dovete perdonare. Considerazioni di
tipo generale sono le seguenti: la prima riguarda il fatto che, va bene la
fantasia, va bene il tentativo di risolvere, di ovviare, alla mancanza di
risorse con tentativi creativi, definiamoli tali, di riassetto del Bilancio per
25
mantenere alto il valore di tensione del territorio e assicurare comunque al
territorio un livello dignitoso di sviluppo. Però è vero anche che oltre un
certo limite la fantasia fa fatica anche ad esercitarsi. Si fa fatica ad
inventarsi le entrate, bisogna decidere di ridurre le uscite, come siamo
stati costretti a fare e lo abbiamo appena detto, però bisogna più che
limitarsi ad inventare formule nuove per finanziare gli investimenti, bisogna
veramente decidere di cambiare metodo anche di far politica. Cioè la vera
novità è probabilmente consegnata nelle mani di chi a livello territoriale è
chiamato, lo dico prima di tutto a me stesso, è chiamato a limitare al
minimo gli ambiti su cui giocare diciamo, la politica e la contrapposizione
legittima, perché le differenze culturali ci sono e vanno anche mantenute e
confermate attraverso proposte politiche che spesso inevitabilmente sono
distinte. Però è chiaro che lo spazio della contrapposizione deve
assumersi la responsabilità di limitarlo il più possibile e quindi, il primo
vero sussulto di responsabilità che ci dobbiamo proporre per rispondere a
questa sollecitazione che arriva dalla stretta finanziaria, è di ridurre al
minimo la contrapposizione. Vi è un argomento, per esempio, sul quale
spesso abbiamo discusso, è emerso anche in sede di discussione alla
Commissione Bilancio, l’argomento delle entrate, derivante dal Piano cave
del nostro territorio. Per ragioni a volte corrette e a volte meno, però
certamente abbiamo e legittimamente lo ripeto, discusso su questo tema,
abbiamo ognuno avanzato una posizione e quest’Amministrazione ha
segnalato un proprio approccio al tema della pianificazione, anche se in
realtà non abbiamo ancora affrontato il tema vero e proprio della
pianificazione arriverà nel 2013, però abbiamo affrontato com’è noto la
revisione e ci siamo su alcune cose divisi. Ecco, sono arrivate
sollecitazioni, in particolare ne è arrivata una che riguarda il tema della
condivisione sull’argomento delle cave di prestito, d’una maggiore
26
condivisone dico a livello politico e a livello di Consiglio sul tema
dell’individuazione delle cave di prestito, mi sembra che ad esempio quello
sia un argomento su cui la nostra reazione, deve essere una reazione
positiva. La direzione corretta per come l’abbiamo interpretata anche a
livello di Giunta è quella di fare in modo da un lato di evitare il più possibile
che anche attraverso la pianificazione dei siti estrattivi si favoriscano
fenomeni di infiltrazione malavitosa ma, soprattutto, che attraverso una
vera condivisione di questa pianificazione ci sia una politica di
quest’Amministrazione orientata alla realizzazione delle opere in tempi
ragionevoli, attraverso un utilizzo del suolo e del territorio, compatibile con
la tradizione del territorio stesso. E che questa richiesta vada poi nella
direzione di impattare anche positivamente su una voce di entrata del
nostro Bilancio, perché come vedete, incidono positivamente sulle entrate
del nostro territorio ma, che quell’entrata debba essere governata
attraverso una condivisione politica la più alta possibile, io mi sento di dire
questa è una corretta sollecitazione a cui questa Giunta e questo
Consiglio risponderà. Ma, risponderà cercando di tenere alto il livello della
collaborazione e della corresponsabilità, correggendo il tiro, e tenendo
invece alta la posizione in altri casi. Per quel che riguarda l’assetto
istituzionale io ho fatto una provocazione. Ho fatto una provocazione che
qui voglio riportare, è riportata anche nella relazione di Bilancio, ed è
questa: la questione dell’ipotesi di collaborazione fino all’ipotesi di una
fusione fra le Province di Cremona e Mantova che, evidentemente oggi si
configura come una forte provocazione, ci nasce dall’avere visto che il
nostro territorio, dopo la normativa che costringe i Comuni, ne abbiamo
parlato mille volte, lo riportiamo velocemente, normativa che oggi obbliga i
Comuni a fare i servizi in forma associativa, Comuni sotto i 5.000 abitanti,
a fare una serie di servizi in forma associata, è partito un dibattito che ha
27
avuto un momento centrale qua a livello territoriale nel momento di lavoro
avuto con la presenza dell’Assessore Maccari poco tempo fa, un dibattito
sul modo di aggregazione fra gli Enti locali. Un dibattito che
quest’Amministrazione ha colto, ha fatto proprio, un progetto su cui il
laboratorio strategico lavora, un lavoro sull’aggregazione di Enti locali che
deve precedere la realizzazione, la proposta di servizi in forma associata.
Cioè abbiamo discusso della possibilità che quei tentativi che l’Unione dei
Comuni ha fatto, anche l’Assessore Lena come Assessore ai piccoli
Comuni ne è ben consapevole, i vari tentativi spesso purtroppo falliti,
perché bisogna anche riconoscerlo, che con l’unione dei Comuni si sono
fatti, tentando di mettere in condivisione molti servizi, oggi possono trovare
una miglior realizzazione, se preceduti da un effettiva aggregazione delle
strutture Comunali, almeno parte di queste. Non significa imporre
alcunché, non certo imporre la fusione fra Comuni ma, certamente
proporre che per aree, per grandi aree, i Comuni decidano di svolgere, e
abbiamo degli esempi che adesso io riporto, che sono già in atto, svolgere
servizi in forma associata ma, non prima di avere aggregato le proprie
strutture. Non è detto da nessuna parte che assicurare identità al proprio
campanile, cosa che fra l’altro io rispetto molto, io sono un fermo
sostenitore della bellezza e dell’utilità di campanili, anche di certi
campanilismi ma, non è detto da nessuna parte che il rispetto per il proprio
campanile sia necessariamente che bisogna avere per ogni Comune un
ufficio tecnico distinto, per ogni Comune una ragioneria distinta, per ogni
Comune una Segreteria Comunale distinta, e per ogni Comune... Sindaco,
arriviamo a livello migliore per quello del... no, arriviamo anche lì, perché
la provocazione diventa proposta quando si arriva fino a lì. Io sono
d’accordo con la battuta del Consigliere Araldi. Allora, se è vero com’è
vero che è possibile condividere le strutture, questa è una prima risposta
28
politica e amministrativa a questa stretta finanziaria. Se è vero com’è vero
che 5/10 Comuni possono condividere un unico ufficio tecnico, un’unica
Segreteria Comunale, un unico ufficio del personale, ed eventualmente
anche altre forme, se è vero che questo sta accadendo, se è vero che
questo non è compatibile con la sicurezza con il mantenimento del
campanile, della propria identità, è vero anche che questo può accadere in
tutta la Provincia. Questo deve accadere in tutta la Provincia ma, non
semplicemente perché le Province sono vicine ma, perché magari le
Province, com’è stato detto, devono condurre battaglie Comuni. Questo è
lo spirito con cui si è deciso di, per una battuta come provocazione, ma,
attraverso un lavoro che è la continuità di questo lavoro che si sta facendo
sui Comuni, e che gli Assessori Lena e Leoni stanno facendo sui Comuni,
in collaborazione con l’Assessore Maccari, lo stesso si può fare per le
Province, perché condurre una battaglia corretta sul tema energetico, sul
tema dell’agricoltura, sul tema dell’ambiente, sul tema delle infrastrutture,
sul tema della navigazione del Po tra Cremona e Mantova, significa che
ad un certo punto si potrà anche decidere che queste due Province
costituiscono un’unica grande battaglia politica e istituzionale con dei livelli
superiori. E che se non decidono a breve di condurle insieme queste
battaglie, alla fine, perderemo tutti. Un po’ perché i finanziamenti sono
finiti, un po’ perché il livello di scelta della battaglia, il livello di capacità
propositiva in queste giuste battaglie, divisi e meno efficaci che uniti. E
questo davvero, lo dico con convinzione, non è necessario aspettare di
avere tutti la stessa fede politica per poter decidere di accettare queste
sfide e i nostri Sindaci ce lo stanno dimostrando, perché sono diverse le
situazioni sul nostro territorio che, stanno dimostrando che alcuni già sono
arrivati a quello che segnalava il Consigliere Araldi, alcuni pur piccoli ma,
si parte dal piccolo per arrivare al grande, stanno decidendo di fondersi
29
con i Comuni. Ci sono 3/4 situazioni nel nostro territorio che stanno
andando in questa direzione. Non sono grandi situazioni ma, sono
situazioni che vanno aiutate, stimate, a volte corrette, perché non sempre
questi progetti sono progetti che nascono, diciamo, sulla base di situazioni
difendibili, però certamente vanno osservate. Particolare rilievo che
normalmente l’elemento da cui si parte è la scuola, il primo punto... e
questo mi da una grande soddisfazione e speranza, perché normalmente
l’argomento su cui gli Enti locali si incontrano, o si scontrano ma,
soprattutto si incontrano, per decidere di razionalizzare senza diminuire
l’offerta educativa, che possono assicurare ai ragazzi, e questo è un
elemento su cui l’Amministrazione Provinciale tenta di essere presente il
più possibile, certamente questa è una delle situazioni sulle quali con più
forza potremo dare, come dire, una risposta costruttiva, continuando ad
investire, come abbiamo tentato di fare proponendo questo Bilancio,
nonostante la stretta. È chiaro che un altro modo di investire, e questa è
un’opinione
mia
personale,
è
anche
dismettere
patrimonio
o
partecipazioni. È evidente che un modo per razionalizzare l’assetto del
proprio Bilancio, concentrandosi sulle priorità, è anche dismettere ciò che
non è indispensabile. La mia personale opinione è che ci sono parti di
patrimonio e alcune partecipazioni, che in passato sicuramente hanno
avuto ragione d’essere, ma, che oggi di fronte a questa situazione di
carattere finanziario non prima di avere fatto un’adeguata discussione
politica in questa sede consiliare, però devono essere dismesse. Devono
essere dismesse per molte ragioni. La prima è per razionalizzare la spesa,
la seconda è per incominciare a dare il nostro contributo a quella che in
modo trasversale da destra a sinistra è stata definita la grande epoca delle
liberalizzazioni, mai iniziata. Mai, di fatto, iniziata, se non con timidi
accenni. Questi elementi sono elementi sui quali con coscienza politica
30
possiamo decidere di ragionare, affinché la stretta di Bilancio a cui siamo
sottoposti, si trasformi in un’occasione. Non in un’occasione tout court,
perché è chiaro che la difficoltà è conclamata, ce l’abbiamo davanti agli
occhi, mi basta leggere i numeri che ho tentato di leggere poco fa per
comprenderla. Però è chiaro che questo è l’elemento. Non è il momento
per quest’Amministrazione, ne parlavamo anche in Commissione, di
provocare politicamente il territorio con azioni eclatanti, è certamente il
momento della prudenza ma, in quella prudenza io ci metto anche la
decisione di condividere alcuni grandi temi su cui trasversalmente, e ci
stiamo arrivando, purtroppo partendo da quelli più drammatici, su cui
trasversalmente concepire il Governo del territorio. Secondo me si può
fare, ce la stiamo facendo, correggendoci reciprocamente, stiamo
riuscendo almeno ad individuare quali sono questi temi. Gli strumenti ci
sono, le Commissioni, le Consulte, il rapporto con il territorio. Non credo di
bestemmiare dicendo il rapporto fra i partiti. Qualcuno dice quali partiti. Io
dico i partiti ci sono, e in quest’occasione anche quest’occasione, questa
stretta economica, questa fase di passaggio istituzionale mette alla prova
anche loro, e mi pare che stiano tentando di rispondere e qua e là ci
stiano anche riuscendo, con mia grande soddisfazione, perché rimango
convinto dell’utilità e della necessità di forze politiche consapevoli, perché
anche l’attività istituzionale sia accompagnata e continuamente corretta.
Questo è il Bilancio, lo riproponiamo e che adesso gli Assessori
brevemente illustreranno settore per settore. C’è molto da discutere ma,
credo che più che da discutere, e che più che da contrapporsi ci sia molto
da collaborare per provare ancora un po’ a realizzare quel progetto di
Governo su cui una parte abbastanza rilevante di questo territorio, ha
deciso di far convergere il proprio consenso. Ma, soprattutto, per
apportare le inevitabili correzioni, tali da non stravolgerlo ma, certamente
31
da adeguarlo alle nuove esigenze emerse in questo anno e mezzo.
Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Presidente. Possiamo proseguire con l’esposizione del Bilancio
con l’Assessore Cappelletti. Prego, Assessore.
ASS. CAPPELLETTI
Molto brevemente, per estrema sintesi perché il Bilancio ampiamente
illustrato dal Presidente che ha anche la delega appunto al Bilancio e
quindi, immagino che non vi offenderete se il mio intervento sarà di 2/3
minuti massimo ma, è evidente che ogni ambito ha la possibilità,
eventualmente, di essere approfondito in una seconda occasione, è vero
che questo è un momento particolarmente difficile in cui ci viene chiesto di
ripensarci, è vero che la congiuntura economica e la difficoltà di Bilancio è
uno stimolo a rivederci e a ripensarci, è vero che il settore cultura della
Provincia di Cremona ha anche la possibilità di avere uno strumento in più
che permette un ripensamento e un modo di reinventarsi che è il distretto
culturale. Quindi, è evidente che la relazione al Bilancio del settore cultura
per quanto riguarda il 2011 ruota fondamentalmente intorno al distretto
culturale e all’occasione che Fondazione Cariplo ha dato dalla Provincia di
Cremona, di intraprendere veramente un percorso di distrettualizzazione
per quanto riguarda le attività e le iniziative culturali. Quella necessità di
operare come abbiamo scritto nei principi elencati nella carta del distretto,
di trovare un apertura del processo decisionale e di democraticità delle
decisioni, con riferimento alla programmazione delle attività, cioè la
32
capacità di far sedere intorno ad un tavolo tutta una serie di soggetti che ci
permettono di programmare e concordare una serie di attività senza
eccessive dispersioni di energie, siano esse economiche, siano esse
umane. Inoltre, la capacità di integrare pubblico e privato anche attraverso
la piena inclusione dei procedimenti decisionali degli organismi e tavoli di
concertazione e programmazione già esistenti come avviene nel sistema
teatrale e museale e bibliotecario. Quindi, in quella che è la difficoltà
economica di questo momento, è evidente che tutto il percorso che nel
2011 metteremo in campo con il distretto culturale, sia sul piano politico
che è dato dalla cabina di regia, sia sul piano tecnico che sarà dato dalla
costituzione dell’ufficio del distretto, ci permetterà di lavorare seriamente
su un nuovo percorso per quanto riguarda il sistema culturale. Per quanto
riguarda sempre per estrema sintesi gli altri ambiti di intervento del mio
settore che sono le biblioteche, i musei, i beni culturali, teatri e spettacolo,
troverete nella relazione al Bilancio per tutti questi settori una forte
segnalazione:
la capacità di integrarsi su quel percorso del distretto
culturale. Proprio perché non deve rimanere uno slogan il distretto
culturale o il bancomat di questi tre anni per tentare di sopravvivere ma,
affinché il distretto culturale sia in grado di valorizzare quel patrimonio
culturale che c’è sul nostro territorio. L’altro intervento che riguarda il mio
settore sono la promozione educativa e culturale, la Legge 9/93 che, come
sapete è una Legge delegata dalla Regione Lombardia, per il 2011 anche
in questo settore, c’è l’intenzione di rivedere quelli che sono gli obiettivi
che la Provincia di Cremona si prefigge per l’elaborazione di questo
bando, al fine anche in questo caso di spingere e stimolare il territorio a
fare riferimento ai principi fondamentali del distretto cultuale. Chiudo,
quindi, credo anche in meno di due minuti. Politiche giovanili e sport.
Questi probabilmente, sono i due settori che soffrono maggiormente e
33
quindi, l’intenzione del mio settore è quello di tentare nel 2011 di
sviluppare nuove strategie che integrino questi due settori, ovvero, quelli
delle politiche integrate tra sport e scuola, sport e sociale, sport e turismo,
sport e salute. Questo perché credo che sia il vero lavoro per mettere in
campo delle azioni che diano senso, sia alle politiche giovanili, sia allo
sport, essendo comunque entrambe funzioni non delegate né dallo Stato,
né dalla Regione e quindi, nascono su una spinta propulsiva di questa
Provincia che deve poi collaborare con i soggetti che ci sono sul territorio.
L’ultimo accenno e chiudo veramente, lo sport dovrebbe beneficiare nel
2011 di una persona ad esso dedicata nel mio settore, nessuna persona
proveniente dall’esterno ma, anche in questo caso una persona interna
alla Provincia di Cremona, la quale appunto, dovrebbe riuscire ad
elaborare una serie di progettualità su questi obiettivi che ci siamo prefissi
e nel 2011 l’impegno che mi sono presa con il CONI è quello di ripristinare
il Premio Ferri.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La ringrazio Assessore Cappelletti. Lascio la parola all’Assessore
Bongiovanni, prego.
ASS. BONGIOVANNI
Anch’io vi ruberò pochi minuti del mio tempo, anche perché qua
l'Assessore alla mia sinistra ha già detto che dovrà parlare per lungo
tempo quindi, non voglio tediare troppo. Va bene, alla mia sinistra e non
alla mia destra. Torniamo in noi. Come sapete, nel mio assessorato si
continuerà ciò che è già incominciato nel 2010 e che avete sotto gli occhi.
34
Una semplificazione normativa e una funzionalizzazione dell’apparato
burocratico e l’obiettivo della trasparenza verso la collettività. Sono due le
Leggi che, diciamo, caratterizzano il nostro agire e l’assessorato, la
cosiddetta Riforma Brunetta e la Legge 69/2009. La Riforma Brunetta
porterà entro la fine di quest’anno a vedere, a modificare il Regolamento
degli uffici e dei servizi che, fra l’altro vi è stato presentato ieri, la Legge
69/2009 porterà quello che è forse la massima forma di trasparenza, cioè
la pubblicità legale, degli atti attraverso internet. Allora in quel momento lì
davvero ogni singolo membro appartenente alla nostra collettività, alla
nostra Provincia, può vedere in qualsiasi momento qual è l’attività della
Provincia. Perché è tutto pubblico su internet e non ha bisogno di venire a
vedere un albo pretorio che per la loro forma ormai da millenni se non
secoli, è sempre stato difficile da usufruire. Quindi, dal 1° gennaio 2011 la
pubblicazione albo pretorio on line, che è già presente ma che
effettivamente sarà operativo al 100% con tanto di Regolamento per
l’utilizzo e per rendere chiaro a tutta la cittadinanza come funzionano
queste pubblicazioni. Nel corso del 2010 al fine di agevolare la
partecipazione, se vi ricordate, sono state approvate le modifiche al
Regolamento degli istituti di partecipazione, inserendo il Regolamento sul
referendum, inserendo la possibilità di petizione, proposte, e si vorrà
continuare in questi anni sviluppando queste possibilità di partecipazione,
abbiamo di recente istituito le Consulte territoriali dei Sindaci che sono
andate a sostituire quelle che erano i Circondari. Non dimentichiamo poi,
nell’ottica di quello che ha detto il Presidente poco fa, che nell’ottica della
razionalizzazione c’è bisogno di sobrietà all’interno degli uffici e quindi,
uniformare il modo di fare gli atti, cercare semplificazioni burocratiche che
portano sicuramente a dei risparmi. Un'altra cosa importante che ci tengo
a sottolineare, è gli organi e l’Associazione a cui la Provincia partecipa o
35
comunque, di cui era associata. Vi avevo detto già nell’ambito della
presentazione l’anno scorso che ci sarebbe stato un monitoraggio per
vedere diciamo, qual era il reale e fattivo contributo di queste Associazioni
in termini strategici per l’Ente, si è quindi arrivati a una decisione da parte
della Giunta di abbandonare alcune Associazioni, di riconfermare la
presenza in altre, alla fine il risparmio è stato di circa 25.000 Euro non è
quello che conta, è il fatto che si aderisce ad un organo, ad
un’Associazione, che bisogna essere convinti che vi siano dei risultati per
l’Ente che in alcuni casi, purtroppo, non si sono visti. Per altri organi
invece, siamo riusciti ad azzerare la nostra quota di partecipazione. È in
elaborazione anche, saremo in questo caso pronti anche a breve,
l’attuazione di quello che era stato il regolamento approvato nel corso del
precedente mandato, della precedente Amministrazione, nel Regolamento
delle sponsorizzazioni. In questo momento, stiamo individuando la
possibilità di bandi per proporre a soggetti economici terzi che possono
essere interessati, iniziative che siano sponsorizzabili all’interno della
Provincia consentendo così di reperire risorse per poter dare alcuni servizi
che l’Amministrazione deve rendere al proprio territorio e che i tagli di cui
ha parlato prima il Presidente mettono in seria discussione.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La ringrazio Assessore. Assessore Pinotti, prego.
ASS. PINOTTI
Bene. Prima di passare in rassegna per punti quelle che saranno le aree
di azione che caratterizzeranno l’area agricoltura e ambiente, caccia e
36
pesca nel 2011, mi preme chiarire qual è il contesto all’interno del quale
svolgeremo queste attività. Mentre, abbiamo trascorso l’intero anno 2010
a riorganizzare l’intera macchina amministrativa per poter realizzare
l’attività in questo mandato amministrativo, l’anno prossimo sarà l’anno
ultimo per poter conseguire uno degli obiettivi di sostenibilità ambientali in
merito a tutte le attività che si articolano all’interno della nostra Provincia,
all’interno del territorio Provinciale. Infatti, abbiamo dedicato, abbiamo
dato la chiara indicazione agli uffici di lavorare su scenari di medio e lungo
termine e quindi, di lavorare su tutte le pianificazioni che ci consentono
all’interno del nostro settore di introdurre appunto quello che è il criterio
della sostenibilità e quindi, di sostenibilità non solo del comparto agricolo,
anticipando quelle che sono le indicazioni che arrivano anche dall’Unione
Europea in merito alla definizione della politica agricola comunitaria
2014/2020 ma, anche delle attività produttive e quindi, strettamente legata
a quella che è l’area ex ambiente, quindi, le attività produttive in senso
lato. Per poter conseguire questi obiettivi abbiamo appunto individuato un
modello, un approccio molto chiaro all’interno di tutte le pianificazioni di
settore, in maniera tale da affrontare in maniera approfondita ad esempio,
l’utilizzo del suolo cremonese, da questo presupposto ne derivano gli
elementi e le linee di indirizzo sia per lo sviluppo imprenditoriale e quindi,
di occupazione del nostro suolo ma, anche di sviluppo agricolo nel nostro
territorio. Inoltre, per poter articolare in maniera capillare questo modello,
abbiamo intrapreso già in questi mesi, un’attività di costante affiancamento
e di confronto con tutti gli Enti che a vario titolo, sulla nostra Provincia,
possono aiutarci a concretizzare questo modello. Parlo in primis, ad
esempio, dell’interlocuzione con i Comuni che è stata molto forte appunto,
in questi mesi ma, anche con altre realtà che si occupano di attività
produttive sul nostro territorio. Inoltre, per poter raggiungere questi... visto
37
che è venuta meno tutta quell’attività che era collaterale e che ritenevo
poco importante perché accessoria e non cuore dell’attività amministrativa
dell’area agricoltura e ambiente, ci siamo concentrati per dare grande
efficacia nell’attività amministrativa all’interno dei nostri uffici. Quindi, devo
dire che il cuore di tutta la programmazione 2011 è proprio la traduzione
del concetto di sostenibilità. Quindi, a partire dall’utilizzo del suolo,
dall’utilizzo dell’acqua e quindi, sulla determinazione, incidere sulla
decisione di Regione Lombardia in merito all’utilizzo dell’acqua, lavorare
con i Comuni per mettere a fuoco la qualità delle acque nel nostro
territorio e occuparci anche, della fertilità dei suoli. Noi pensiamo che da
qui possa arrivare una green economy agricola che, anticipa quelle che
saranno tutte le linee, noi l’abbiamo detto un anno fa, poi, il 17 di
novembre il commissario all’agricoltura dell’Unione Europea le ha sancite
in maniera molto chiara nella politica agricola comunitaria, poter anticipare
alcune linee di sviluppo che verranno direttamente finanziate dall’Unione
Europea. Si tratta di una nuova ridetemrinazione dell’economia agricola.
Pongo un accento su questo aspetto perché, lo ricordo sempre, nella
nostra Provincia con l’84% di territorio agricolo forestale con l’attività
agricola che è la prima economia con un indotto molto ramificato e
capillare, pensiamo che l’intera visione agricoltura e ambiente, possa
incarnare nella maniera più appropriata lo sviluppo futuro della nostra
Provincia. Nello specifico, in merito alla programmazione e alla
programmazione residua del programma di sviluppo rurale che scadrà nel
2013, noi proseguiremo, come abbiamo fatto nei mesi precedenti, nella
richiesta di burocratizzazione che riteniamo ancora piuttosto sostenuta,
per il comparto agricolo, in merito a tutti e quattro gli assi di finanziamento
del programma di sviluppo rurale. Abbiamo chiesto anche e chiederemo il
rifinanziamento di alcune misure specifiche del programma di sviluppo
38
rurale che, hanno trovato grande accoglimento nella nostra Provincia e
che vedono il loro budget completamente esaurito. Inoltre, proseguirà
l’attività istruttoria di collaudo per le misure previste dal programma di
sviluppo locale e mi riferisco all’area soprattutto Casalasca dove troviamo
il GAL, il GAL Olio Po, che ha una dotazione di 6.500.000 di Euro con
misure piuttosto interessanti. Per quando riguarda la direttiva nitrati, noi
riteniamo che nel concetto di sostenibilità rientri la valorizzazione della
sostanza organica quindi, proseguiremo a contestare i presupposti di
questa direttiva dell’unione europea che causa molti problemi per i nostri
allevamenti e che non coglie un dato molto particolare che è quello
relativo alla fertilità dei nostri suoli che, vedono una sostanza organica
sotto l’1,5% quindi, una soglia di grande preoccupazione. Per quanto
riguarda invece, le politiche attive a favore dei distretti che si sono costituiti
a metà di quest’anno e che sono stati riconosciuti da Regione Lombardia,
in merito al distretto del pomodoro, il distretto dell’energia, il distretto del
vivaismo, siamo molto attenti nella definizione dei passaggi successivi che
Regione Lombardia ha individuato, come ad esempio l’individuazione di
misure dedicate nel programma di sviluppo rurale per quelle realtà che
hanno inteso distrettualizzarsi. Si tratta di un passaggio molto importante
di organizzazione del settore produttivo che non possiamo non cogliere.
Per quanto riguarda invece, la progettazione e in particolare modo
l’assistenza alle attività agricole, devo dire che nel 2011 partirà quel
progetto di assistenza alle attività agricole, unico nell’intera Regione
Lombardia, che è stato ideato da noi con l’Associazione Provinciale
allevatori, con un’attività di collaborazione molto buona con l’Azienda
Sanitaria Locale, in modo tale da fornire un’assistenza preventiva in merito
alla sicurezza negli ambienti di lavoro, sicurezza alimentare, sicurezza
nell’utilizzo del farmaco, corretta gestione dei rifiuti, e benessere animale
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nelle Aziende agricole, che avevano visto molte Aziende agricole
destinatarie di sanzioni e di decadenza di finanziamenti per non essere
stato in grado di ottemperare ad una normativa molto voluminosa in
costante aggiornamento da parte dell’unione europea e non solo. Per
questo motivo, partirà quest’attività preventiva di assistenza che
consentirà alle nostre Aziende agricole di trovarsi completamente in ordine
con gli adempimenti normativi, prima dei controlli ufficiali. Faccio
riferimento ai controlli dell’ASL e della Provincia di Cremona. Proseguirà
l’azione didattica all’interno delle scuole per l’anno 2010/2011, che ha già
visto attualmente una forte richiesta di adesione e inoltre, proseguiranno
tutti quei progetti in campo ittico per il ripopolamento dei nostri fiumi con
specie autoctone. Devo dire che nel concetto di sostenibilità rientrano
anche questi progetti, perché la buona qualità ittica dei nostri fiumi, ci
consente di parlare della qualità delle acque che è un altro aspetto che noi
non possiamo più rimandare. Quindi, utilizzo del suolo, fertilità dei suoli,
quantità dell’acqua, qualità dell’acqua. Sono presupposti sui quali tutti gli
elementi di pianificazione della Provincia di Cremona, dovranno
concentrarsi. Inoltre, per quanto riguarda la forestazione, la sensibilità
ambientale e dell’attività agricola, sono aperti i bandi del programma di
sviluppo rurale relativamente all’imboscamento e ai pagamenti ambientali
e devo dire che proprio a questo proposito, siamo molto impegnati con
Regione Lombardia a promuovere una nuova misura di coltivazione dei
terreni, quella che in Regione Lombardia individua come agricoltura blu e
a me piace meglio individuarla come agricoltura rigenerativa che,
consentono di promuovere le pratiche agricole che verranno finanziate già
nello spazio residuo della programmazione agricola e comunitaria fino al
2013 che diventeranno l’ossatura della nuova politica comunitaria, in
merito dicevo, a tecniche di lavorazione che consentono di incrementare
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la fertilità dei suoli. Quindi, sostenibilità ambientale e dell’attività agricola
che si traduce con una rigenerazione della fertilità dei terreni, che l’utilizzo
degli stessi per consentire agli agricoltori, di poter continuare a produrre,
occupandosi anche della salvaguardia dei presupposti che consentono
questa produzione. Verrà inoltre licenziato un nuovo piano di edilizia
forestale, piano sul quale abbiamo lavorato fin da subito per snellire tutta
la questione dei patrimonio arboreo e forestale della nostra Provincia,
gestione che era gravata da vincoli che oramai non solo gli agricoltori ma,
faccio riferimento anche ad esempio ai Consorzi di bonifica che non
riuscivano più a fare manutenzione sui loro corsi d’acqua, perché era
passata l’idea di poter prevedere una forestazione anche di canali artificiali
costruiti per bonificare e quindi, per allontanare le acque in eccesso dal
nostro territorio, soprattutto nella parte a sud est della Provincia di
Cremona, quindi, arriverà a conclusione anche il Piano di indirizzo
forestale. Continuerà inoltre, la gestione delle nostre ZPS, dei nostri siti di
interesse comunitario, che proprio nello scorso Consiglio sono stati
interessati dall’approvazione dei Piani di gestione. Per quanto riguarda
l’attività venatoria procederanno gli studi sulla consistenza della fauna e
sulle dinamiche delle popolazioni in essere, sulla salvaguardia degli
habitat, in maniera tale da mantenere le potenzialità faunistiche del nostro
territorio. Inoltre, proseguiremo l’attività di divulgazione di Piani che sono
stati i piani di controllo delle specie dannose che sono stati approvati
quest’anno. Faccio espresso riferimento al Piano della nutria che ci vede
proprio in questi giorni impegnati in una grande attività di divulgazione.
Così come verrà divulgato il Piano ittico Provinciale che abbiamo
approvato recentemente. Inoltre, in merito all’attività di recupero della
fauna selvatica, devo dire che abbiamo sottoscritto proprio la convenzione
con il WWF per proseguire a Cascina Stella l’attività di recupero degli
41
animali e della fauna selvatica ferita. Per quanto riguarda la fabbrica
dell’energia siamo arrivati a conclusione di questo importantissimo
progetto che ha una dotazione finanziaria di 2.500.000 di Euro, e che ha
visto una grande attività di riprogrammazione proprio nel corso del 2010,
in merito al coinvolgimento dell’Ente strumentale di Regione Lombardia
per l’attività di ricerca con il Politecnico di Milano e l’ITIS di Cremona in
merito all’attività energetica che si è venuta ad installare nella nostra
Provincia e negli ultimi anni. Inoltre proseguirà anche l’attività del Green
Public attraversano non solo la fiera ma, anche proprio quell’attività di
promozione presso i nostri amministratori locali, per buone pratiche di
appalti pubblici. Per quanto riguarda il Piano rifiuti è partito in questi mesi il
primo
passaggio
fondamentale
per
poter
procedere
alla
nuova
pianificazione che è l’indagine merceologica che ci consente di individuare
quali sono, e qual è la qualità dei rifiuti che vengono prodotti nella nostra
Provincia. A breve affronteremo il forum rifiuti. Nel 2011 verrà proprio dato
invece il Piano rifiuti. Piano quinquennale grande e molto strategico per la
Provincia di Cremona che deve cogliere alcuni aspetti cardine che sono la
prevenzione dei rifiuti, il riutilizzo e quindi, il riciclo delle materie che
possono essere ancora utilizzate, riduzione della pericolosità dei rifiuti, la
minimizzazione del ricorso alla discarica, la valorizzazione della raccolta
differenziata e del recupero di materie ed energia da rifiuti, rispettare il
principio di autosufficienza del bacino di riferimento della nostra Provincia
e inoltre, rafforzare la termovalorizzazione con nuove tecnologie. Questo è
un dibattito che abbiamo in corso con la AEM per poter dare nuova vita
all’inceneritore attualmente presente, e in Provincia di Cremona appunto,
nel Comune di Cremona. Noi riteniamo che questo ci consentirà di
cogliere a partire dall’anno prossimo, anche nuovi indirizzi di smaltimento
dei fanghi di depurazione...
42
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Mi perdoni Assessore, scusi. Vogliamo mantenere un po’ di silenzio per
cortesia?
ASS. PINOTTI
...che non potranno più essere smaltiti sui nostri campi. Inoltre, verrà fatta
un approfondimento sull’utilizzo della Frazione unica che già adesso in
Provincia di Cremona viene utilizzata in parte per la produzione di energia,
mentre, rimane il Casalasco in merito al quale ho fatto proprio un incontro
qualche settimana fa, per poter rendere possibile questo anche nel
Casalasco. Per quanto riguarda il Piano cave nel 2011 esprimerà tutte le
sue potenziliatà la revisione appena congedata, che lo ripeto, ha visto
quantitativi minimi individuati per arrivare alla nuova pianificazione nel
2013, e ha portato a rispondere ad una precisa sollecitazione da parte dei
territori di tre Amministrazioni Comunali, in merito all’utilizzo in merito al
settore delle argille. Incominceremo da subito, dall’anno prossimo, uno
studio molto approfondito, in maniera tale da poter avere il tempo
necessario per poter condividere tutta una serie di criteri che dovranno
essere colti con la nuova programmazione che dovrà essere approvata
entro la prima metà del 2013. Quindi, inizieremo da subito proprio per
l’indagine sulla potenzialità della nostra Provincia di poter fornire diverse
categorie merceologiche che vengono invidiate nel Piano cave ma, non
solo. Di poter definire quali sono le risposte che questo Piano dovrà
soddisfare e in quale misura. In merito alle fonti rinnovabili noi abbiamo
parlato di sostenibilità dell’attività agricola, ed è per questo motivo che
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proprio due settimane fa abbiamo ottenuto dal tavolo UPL Ambiente in
Regione Lombardia, di poter essere capofila del tavolo che dovrà proporre
a Regione Lombardia le linee guida per la localizzazione degli impianti di
energie rinnovabili e faccio riferimento agli impianti a biomasse in genere,
e quindi, impianti a biogas e biomasse legnose, ed impianti fotovoltaici con
un accento molto particolare agli impianti fotovoltaici a terra, in merito ai
quali sapete già come la penso da tempo. Questo ci consentirà di dire
qual è il modello migliore nella nostra Provincia che è la prima Provincia
che viene in Italia come produzione di energia da biogas, in merito alla
loro localizzazione. Inoltre, un focus particolare lo dedicheremo al micro e
al mini idroelettrico, visto che il progetto finanziato dall’unione europea
definito progetto SMART ha consentito di avere delle linee guida per poter
pianificare anche questa produzione da fonti rinnovabili. Aree e riserve
naturali. Proseguiranno l’anno prossimo entreranno nel vivo, i progetti
finanziati da Cariplo e Regione Lombardia, per gli interventi nelle aree
tutelate. Inoltre, proprio in questo specifico settore stiamo elaborando
quelli che sono i nuovi criteri di naturalità, ritenendo che la nuova
naturalità della Provincia di Cremona non debba passare attraverso
l’individuazione di isole all’interno della Provincia ma, debba essere una
naturalità che per gradi differenti e con regole differenti, deve interessare
l’intero territorio Provinciale, non solamente delle riserve isolate. Per
quanto riguarda l’educazione ambientale ho già detto che al di là
dell’attività
di promozione
dell’attività
proseguirà
anche
del
l’attività
bosco
agroalimentare
didattico
e
nelle
del
scuole
centro
di
documentazione ambientale presso il politecnico. Devo dire che, in merito
ad un impegno che ci eravamo presi di poter rendere divulgabile via
internet sul sito web tutte le pubblicazioni della Provincia di Cremona,
proprio stamattina mi è stata presentata la biblioteca digitale che abbiamo
44
realizzato e quindi, dall’anno prossimo sarà in rete sul sito internet della
Provincia di Cremona la nostra biblioteca che ci consentirà, in un
momento di ristrettezze, di poter andare avanti a fare divulgazione senza
stampare volumi che a volte possono rimanere nei magazzini. Per quanto
riguarda la promozione e la comunicazione, sono due aspetti sui quali
siamo concentrati e nel 2011 promuoveremo tutta una serie di incontri con
diverse realtà produttive e quindi, agricoltori ma, non solo, attività
produttive che afferiscono agli uffici dell’ex Torre Ambiente in maniera tale
che ci sia proprio quest’attività di consultazione e di accompagnamento
delle diverse realtà produttive, per poter in questo modo qua non solo
prevenire alcuni problemi ed essere a servizio del territorio ma, per poter
realizzare meglio quell’idea molto chiara che abbiamo di sviluppo, in area
di agricoltura e ambiente nella Provincia di Cremona.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La ringrazio Assessore Pinotti. Nel frattempo è ritornata l’Assessore Orini,
le lascio la parola. Facciamo i cavalieri, dai. Lasciamo la parola ad Orini?
All’Assessore Fontanella? Assessore Fontanella.
ASS. FONTANELLA
Le scelte programmatiche per il Bilancio 2011 si inseriscono in un disegno
più ampio che caratterizzerà l’intera attività del mandato. Le linee generali
dell’azione amministrativa si orienteranno ad una valorizzazione del
patrimonio
esistente
attraverso
il
completamento
delle
opere
di
adeguamento normativo in materia di sicurezza, prevenzione incendi, ed
infortuni ed eliminazione delle barriere architettoniche. Ciò appare
45
particolarmente importante nel campo dell’edilizia scolastica media
superiore, come continuazione del lavoro svolto nel corso degli ultimi anni,
e anche perché legati a delle precise scadenze di Legge. In particolare nel
2011 si avvieranno i lavori di adeguamento normativo dell’ITIS Galilei di
Crema, con opere finalizzate alla messa in sicurezza, prevenzione e
riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità degli elementi anche non
strutturali nei seguenti istituti: APC di Cremona per un valore di Euro
1.000.000, ITIS Toriani di Cremona per un importo di Euro 500.000, ITIS
Galilei di Crema per un importo di 650.000 Euro. Le opere rientrano in un
programma straordinario stralcio di interventi urgenti sul patrimonio edilizio
scolastico approvato nell’intesa Stato-Regione. Nel corso del 2010 è stato
completato il progetto di eliminazione delle barriere architettoniche nel
complesso di Via Palestro, mediante la riqualificazione di tutti i blocchi dei
servizi igienici. La realizzazione del progetto tuttavia, è condizionata dai
tagli imposti dalla Legge 122/2010 e dai vincoli del patto di stabilità. È
intenzione di quest’Amministrazione tuttavia, candidare il progetto alle
forme di finanziamento intraviste dai bandi INAIL, nel caso in cui i bandi
medesimi vengano riproposti. In aggiunta ai lavori di adeguamento
normativo, continuerà nell’ottica di razionalizzazione delle varie sedi
scolastiche, attraverso la progettazione di nuove strutture
come
l’ampliamento del polo scolastico di Via Piacenza, di Via Libero a Crema,
con l’intento di limitare la suddivisone di scuole complesse in più sedi. A
tale proposito proseguirà la trattativa già avviata con il Comune di Crema,
la stesura dell’accordo quadro destinato a governare lo sviluppo del polo
scolastico Crema Sud, dove potrà trovare realizzazione in luogo vicino,
classico, linguistico e sociopsicopedagogico, oltre ad una nuova palestra
ad un’aula magna al servizio di tutte le scuole che gravitano nella zona.
Analoga attenzione dovrà essere posta alle sedi destinate ad uffici e
46
servizi. Nel 2011 si prevede di completare e appaltare il progetto di
riqualificazione del primo piano di Palazzo Starnatrecco ex appartamento
del Preside, destinato ad uffici e spazi espositivi che potrà essere
utilizzato per attività del nuovo distretto culturale, oltre ad altri progetti di
minore entità, destinati ad interventi di manutenzione straordinaria di
scuole e fabbricati Provinciali. La cui realizzazione è subordinata alla
positiva conclusione dell’alienazione immobiliare. Particolare attenzione
viene posta nello sviluppo del progetto di recupero della Caserma Goito
Monastero di Santa Monica, destinato alla nuova struttura della Provincia.
Nel corso del 2011 è prevista la definizione di approvazione della variante
urbanistica da parte del Comune di Cremona. La realizzazione di un
progetto preliminare, la definizione del Piano economico nonché la
progettazione delle opere di completamento del primo lotto lavori, la
realizzazione di una centrale termina e della cabina elettrica. Sono previsti
altresì lavori di consolidamento di alcune strutture particolarmente
annoverate, nonché la messa in sicurezza dei tratti di copertura degradati,
in parte già collassati. Nel corso del 2011 assumerà particolare
importanza il Piano della razionalizzazione dell’alienazione immobiliare in
quanto i minimi imposti dalla Legge 122/2010 limitano in maniera drastica
la capacità di investimento dell’Ente. È indispensabile pertanto, operare in
due direzioni: contenere le spese correnti, soprattutto di gestione, e
procedere all’alienazione del patrimonio disponibile, al fine di acquisire
risorse per gli investimenti, limitando il ricorso dei mutui. Nel corso del
2011 pertanto, si attuerà una razionalizzazione degli uffici che consentirà
di abbandonare la sede della Regione di Via Dante 136 e il risparmio di
circa 140.000.000 Euro. Contemporaneamente continua il Piano delle
alienazioni immobiliari, con l’obiettivo di rendere utili le case cantoniere
ancora disponibili e la ex sede del Genio Civile. Proseguirà altresì l’attività
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di valorizzazione dei compendi immobiliari di Bormio e Maderno, nonché
le trattative con i soggetti titolari di diritti reali per giungere ad una
definitiva alienazione degli immobili. Continuerà invece, il rapporto di
partenariato con i Comuni di Cremona e Crema, Regione Lombardia, ed
università presenti sul territorio, per il completamento e la valorizzazione
delle sedi e dello sviluppo delle nuove proposte formative, in particolare, è
previsto il completamento del primo lotto delle opere di rinforzo delle
tegole di copertura presso l’Università di Crema e l’apertura del secondo
lotto. Nel campo dell’energia proseguirà l’esperienza ormai consolidata
della gestione calore, per contenere i consumi e ridurre le emissioni in
atmosfera, anche attraverso il consolidamento della rete urbana con il
teleriscaldamento. Saranno realizzati altresì dall’attuale gestione degli
impianti termici, l’impianto fotovoltaico della potenza di circa 3 chilowatt
presso Via Dogali e un impianto di tipo solare termico presso i magazzini
della manutenzione stradale di Cremona. Nel campo delle energie
rinnovabili, verranno portati a termine ed attivati gli impianti per la
produzione di energia elettrica, tramite pannelli fotovoltaici, attualmente in
corso di realizzazione presso i due ITIS di Cremona e Crema, meditante
convenzione della Provincia con la partecipata SCRP di Crema. Mentre, si
valuterà la possibilità di realizzare un impianto analogo su tetto del nuovo
convitto di Pandino attualmente in fase di completamento. Per quanto
riguarda i servizi generali, al provveditorato l’assegnazione limitata di
risorse a disposizione non posso che soddisfare immediatamente le
esigenze
emerse
dalla
rilevazione,
finalizzata
ai
piani
di
approvvigionamento, con l’auspicio che nel reperimento di nuove risorse,
le stesse vengano indirizzate a detta priorità. Si proseguirà nella
razionalizzazione delle forniture di beni e servizi, dedicando particolare
attenzione a garantire risparmi economici, incrementando l’utilizzo
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dell’informatica, delle procedure on line, e da quanto previsto in materia di
acquisti verdi. Si continuerà con la piattaforma Regionale SINTEL per la
gestione delle gare telematiche e l’utilizzo delle convenzioni proposte da
CONSIP e dalla centrale Regionale acquisti. Tenendo conto dei risultati
ottenuti e delle limitazioni finanziarie, sarà ulteriormente sviluppato il
progetto di utilizzazione condiviso tra i settori delle autovetture, la cui
titolarità
passerà
esclusivamente
sotto
la
responsabilità
del
Provveditorato, al fine di razionalizzare acquisizioni e gestioni. Un ulteriore
ed importante tassello per la razionalizzazione della spesa e dell’utilizzo
delle risorse interne, concerne le esternalizazioni tramite gara di appalto
del servizio di manutenzione del parco automezzi nel periodo 2011/2012.
Per quanto riguarda le attività a supporto degli istituti scolastici nel 2011 è
previsto l’arredo del nuovo convitto della scuola casearia standard
realizzata a Pandino. Il servizio di assicurazione provvederà nella gestione
delle attività finalizzate alla corretta analisi e gestione dei rischi dell’Ente,
mediante il trasferimento degli stessi alle compagnie assicurative,
utilizzando fra l’altro polizza idonea da un punto di vista normativo ed
economico. Saranno garantite l’analisi dei rischi di copertura assicurativa
dell’Ente, la corretta gestione dei sinistri attivi, la corretta gestione dei
sinistri passivi, il recupero crediti relativo a sinistri a danno del patrimonio
Provinciale. Di supporto al servizio occorrerà un brooker individuato nel
2010 mediante la procedura di gara che assisterà la Provincia. Fra l’altro,
l’ordine e la stima ai fini assicurativi del patrimonio Provinciale, all’analisi
delle problematiche, alla verifica dello scadenziario degli obblighi degli
adempimenti connessi dalla gestione delle polizze, alla gestione dei
rapporti con le compagnie assicurative, nonché all’adeguamento delle
coperture in funzione, delle esigenze interne, e all’affidamento degli oneri
di coperture che si rendessero necessari. Si riproporrà in caso di concreto
49
interessi dei Comuni Provinciali, l’avvio di una gara per l’aggiudicazione di
polizze convenzioni aperte, con l’intento di reperire per tutti gli Enti
aderenti, la possibilità di garantirci una copertura assicurativa riferita ai
rischi più Comuni, in uno standard qualitativo ed adeguato a prezzi
interessanti.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Assessore Fontanella. Assessore Orini, prego.
ASS. ORINI
Buonasera. Non vi leggerò tutta la relazione, anche perché siete in
possesso sia dei fogli, sia del formato informativo e quindi, mi soffermerò
soprattutto su qualche concetto e qualche passaggio che, a mio parere,
possono essere particolarmente rilevanti. Innanzitutto sul fatto che i settori
dell’istruzione e formazione professionale e lavoro, pur nelle loro
specificità sono chiaramente ricollegati fra di loro, perché com’è logico, la
preparazione e l’aggiornamento professionale, e la loro piena espressione
nel mondo del lavoro, implicano uno stretto collegamento tra questi ambiti.
E poi, il difficile momento di crisi economica che ci spinge a ricollegare in
modo ancora più forte questi settori. Ciò trova un espressione per così
dire normativa, nella cosiddetta cassa integrazione in deroga, gestita a
livello di istruttoria intermedia proprio dall’Ente Provincia, là dove
l’erogazione
degli
ammortizzatori
sociali,
è
legata
proprio
alla
riqualificazione professionale e quindi, si connette direttamente alla
formazione. Ma, direi che anche al di fuori di questo settore, è
indispensabile pensare all’istruzione e alla formazione, pur non togliendo il
50
valore intrinseco che essi hanno per la maturazione complessiva della
persona, in collegamento con il mondo del lavoro. Proprio per questo, è
tanto più importante il ruolo che la Provincia via, via ha sempre più
assunto nella programmazione scolastica. Mi riferisco al monitoraggio
degli ambiti scolastici, il cosiddetto dimensionamento ma, mi riferisco
anche al Piano dell’offerta formativa. Il lavoro compiuto ma, che si farà
anche in furto, è molto indirizzato al controllo, ma anche all’aggiornamento
dell’offerta formativa e di istruzione della nostra Provincia. Ricordo a
questo proposito come l’offerta appunto, del nostro territorio Provinciale
sia molto ricca, molto variegata, e questo già è avvenuto per il primo anno
in cui è stata presentata con l’applicazione della riforma ma, è valido
anche per l’anno successivo. Si sta compiendo in questo senso, un lavoro
che conferma i nuovi indirizzi di studio già approntati nello scorso anno
scolastico. Faccio solo degli esempi, riferendomi agli indirizzi di tecnico
grafico, tecnico turistico, ai nuovi indirizzi inerenti l’istruzione artistica,
multimediale a Cremona, scenografico a Crema, e il nuovo indirizzo delle
scienze applicate attribuito sia ai licei scientifici che a quelli che venivano
chiamati istituti tecnici, che come molte scuole, altra novità sono assolte
allo stato di IIS cioè Istituti di Istruzione Superiore, avendo più ordine di
scuola. Devo poi sottolineare la presenza nella nostra Provincia del liceo
musicale che è stato attribuito, uno dei pochi concessi in tutto il paese, alla
IIS Liuteria Antonio Stradivari. La scelta è stata compiuta ed è confermata
dalla Provincia in connessione, non solo ad organismi inerenti all’ambito
scolastico ma, anche a quelle che sono le forze economiche produttive del
territorio. Ricordo a questo proposito che la Provincia si è impegnata
anche a garantire lo start up di quest’importante indirizzo, così come
ricordo che per la valorizzazione della cultura musicale ma, anche della
tradizione artistica e artigianale legata all’ambito musicale, in altre parole
51
sto parlando della liuteria ma, anche dell’arte organaria, si pensa anche, e
già nella delibera era prevista, ad un apertura di una sede anche nel
territorio cremasco del liceo musicale. Altra importante novità che riguarda
l’ambito dell’istruzione, già avviata nel 2010, è costituita dall’impegno della
Provincia a contribuire alle spese del trasporto dei disabili frequentanti le
scuole superiori. Questo impegno è reso possibile anche da uno
stanziamento Regionale, e si concretizzerà ma, già è stato avviato, in una
contribuzione diretta ai Comuni là dove sia l’Ente pubblico che sopperisce
a questo bisogno, o le famiglie là dove sia la famiglia stessa a occuparsi
del trasporto, appunto, dell’alunno disabile. Altro ambito di impegno
inerente l’istruzione riguarda l’orientamento scolastico, reso ancora più
importante dai cambiamenti riguardanti soprattutto la scuola superiore. È
un impegno che la Provincia prevede di continuare a portare avanti, in
sinergia con i Comuni, in particolare, i Comuni di Cremona, Crema e
Casalmaggiore, e attraverso soprattutto ma, non solamente, due momenti
clou: il salone dello studente che riguarda l’area Cremonese e Casalasca
e il link che riguarda l’area Cremasca. In tutti questi ambiti molto forte è la
collaborazione con l’ufficio scolastico territoriale, ex provveditorato.
Riguardo al settore universitario, come già accennato dal Presidente,
purtroppo gravita sui tagli imposti dalla finanziaria all’Ente Provinciale,
determinano purtroppo, una minore capacità di intervento e possibilità di
intervento, anche se, lo dico con forza, si auspicano e si prevedono,
successive integrazioni in caso di positive evoluzioni della situazione di
Bilancio. In questo settore si vuole comunque mantenere un notevole
appoggio, soprattutto nel caso di situazioni che vedano in gioco le
cosiddette vocazioni territoriali di cui spesso si parla, mi riferisco ad
esempio al settore agroalimentare e al settore musicologico, o situazioni di
cambiamento in cui gli atenei si ricollegano anche ai bisogni dei cittadini,
52
ad esempio, è in corso un evoluzione per così dire, dell’Università di
Crema in risposta anche ad un lavoro fatto in ambito territoriale. Nel
contempo, sono stati avviati con i Comuni la Camera di Commercio con le
due AXU e con le stesse realtà accademiche, degli approfondimenti tesi a
rendere più coerente e proficua la presenza universitaria da anni
spezzettata, cercando forme di programmazione che ricolleghino in modo
più razionale le varie realtà universitarie, legate lo ricordo, a differenti
atenei, presenti nel nostro territorio, al fine di connettere in modo più
efficace, l’offerta universitaria alla nostra realtà economica, sociale e
culturale. Per quanto riguarda la formazione professionale, mi soffermo
brevemente sul rapporto tra Provincia e CR.FORMA l’Azienda speciale
della Provincia, continuerà ovviamente, il nostro impegno, soprattutto a
livello di programmazione e di indirizzo. Devo sottolineare comunque,
come l’offerta di CR.FORMA presenti già ampi ambiti di azione,
articolandosi su due sedi territoriali, Cremona e Crema, e spaziando dai
cosiddetti DDIF cioè i corsi rientranti ancora nel diritto dovere alla
formazione che vanno dall’area meccanica, ai servizi di ristorazione,
dall’area elettrica all’ambito estetico. Per passare ai corsi cosiddetti
autofinanziati e progetti inerenti l’apprendistato, arrivando al settore
d’eccellenza concernente l’artigianato artistico, articolato nei corsi di
restauro dei beni culturali a Cremona e arte organaria unico corso in tutto
il paese a Crema. Sempre nel contesto della formazione professionale,
devo ricordare che la Provincia però ha recentemente acquisito, parlo di
poche settimane fa, anche un ruolo maggiore nella programmazione
generale degli Enti di formazione. Sarà un ruolo che ovviamente, avremo
modo di esplicare soprattutto dall’anno prossimo in avanti ma, potrà
essere molto interessante per quella connessione con il mondo del lavoro
di cui parlavo. Devo infine ricordare come la formazione professionale, ho
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già accennato ma, lo sottolineo ancora, è importante là dove si sposano le
politiche del lavoro, consentendo soprattutto nel caso della cassa in
deroga, la riqualificazione professionale che può essere di aiuto per il
reinserimento nel mondo del lavoro. Infine, ricordo, che questo
collegamento tra il mondo del lavoro, dell’istruzione, della formazione,
necessita anche di dati. Per sapere qual è il fabbisogno lavorativo e
occupazionale, anche in proiezione del nostro territorio, a questo proposito
è stata avviata con il SIES, un’analisi proprio sul fabbisogno professionale
del territorio, partendo dal settore metalmeccanico, per poi spaziare in
previsione ad altri settori. Venendo alle cosiddette politiche del lavoro, sto
terminando, comunque, l’attuale situazione caratterizzata da momenti di
crisi esplosiva, non devo ricordare la crisi Tamoil o prima, la crisi Sapo,
ancora, la crisi che colpisce il territorio con Aziende del territorio
Casalasco, con echi appunto, di crisi si accompagna a situazioni meno
eclatanti ma, che ci dicono di un deficit occupazionale sempre più
evidente. A questo proposito, ricordo che continuerà l’azione della
Provincia, collegata con l’uso del cosiddetto fondo di solidarietà, che come
sapete,
va
incontro
a
particolari
categorie
svantaggiate,
mirano
all’incentivazione delle assunzioni, e all’appoggio alle cooperative di tipo
B. Ricordo anche che continuerà l’impegno dei nostri centri dell’impiego,
situati a Cremona, Crema, Casalmaggiore, Soresina, per favorire
l’inserimento o il reinserimento nel mondo del lavoro. Inoltre, proseguirà il
nostro impegno per l’inserimento dei lavoratori disabili sulla base della
Legge 68/99. Ultimamente quest’azione è stata ulteriormente incentivata,
proprio dal fondo di solidarietà di cui parlavo prima, che dà un appoggio e
un sostengo alle cooperative di tipo B che, come sapete, prendono
commesse dalle Aziende che in quel mondo espletano il loro obbligo nei
confronti dei disabili, avviando però tutta un’azione di monitoraggio
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certamente utile ai disabili stessi. Ecco, non mi ripeto, riguardo alle analisi
sul fabbisogno lavorativo a cui ha accennato riguardo all’ambito della
formazione, e concludo sottolineando come tutti i compiti, gli impegni a cui
si è accennato in parte presi, che in parte proseguiranno, in parte che si
prenderanno, verranno attuati sotto il segno della collaborazione e della
concertazione, pur nel rispetto dei diversi ruoli, tra l’Ente stesso e gli altri
soggetti attivi in tutti gli ambiti da noi prima toccati. Quindi, negli ambiti
educativi ma, anche negli ambiti lavorativi, partendo che so, dalla
collaborazione con le realtà scolastiche e formative, per arrivare alla
concertazione con le forze sindacali e con gli esponenti del mondo
imprenditoriale ed economico. Questo sembra il miglior metodo per
affrontare la situazione di crisi e per cominciare a pensare seriamente
anche al futuro nei termini di sviluppo economico ma, non soltanto, del
nostro territorio.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Assessore Orini. Lascio la parola all’Assessore Lena. Prego,
Assessore.
ASS. LENA
Intanto voglio rassicurarvi rispetto all’anno scorso che ho fatto un
intervento da 35 minuti, quest’anno non sarà così. Voglio evitare gli
svenimenti che ci sono stati. Io direi che il Bilancio 2011 si focalizza per
quanto mi riguarda, su due cardini fondamentali che, uno è riuscire a
mantenere l’esistente e quindi, mi riferisco all’attività in essere ad oggi, e
le progettualità che ci sono già in cantiere. E l’altro è gestire le risorse
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economiche con la massima attenzione e quindi, massimo risparmio e
oculatezza nella spesa. Questo, com’è stato già ripetuto dai miei colleghi,
è il momento di metterci di fronte ai nostri obiettivi e mettere alla prova noi
stessi. Perché? Perché è chiaro che tutti vorrebbero mantenere la famiglia
con 10.000 Euro al mese, in realtà è meno facile farlo con 10 o con 1.000
Euro al mese. Questa considerazione lapalissiana perché? Perché dal
punto di vista amministrativo, siamo più vicini alla seconda ipotesi, in
questo momento, piuttosto che alla prima. Quindi, bisogna fare di
necessità virtù e, a mio avviso in questo momento non ci sono alternative.
Per quanto mi riguarda, adesso entro nel merito dei settori. Per quanto
riguarda la Polizia Provinciale vogliamo continuare uno scopo di
miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza della Polizia Provinciale,
soprattutto dei nuclei, nuclei che sono stati costituiti quest’anno, nuclei che
sono di due tipi: il nucleo ambientale che è formato da 5 o 6 Agenti e da 2
Ufficiali, i quali si dedicano al controllo ambientale, territoriale, e di tipo
venatorio. Sono servizi di vigilanza e prevenzione, sostanzialmente, fanno
riferimento ad agenti che sono specialisti ambientali. L’altro nucleo è il
nucleo stradale, formato da 6 o 7 Agenti e da un Ufficiale, che fanno
servizi di Polizia stradale e quindi, dovremmo migliorare ed estendere la
presenza sul territorio mediante l’utilizzo ovviamente di autoveicoli ma,
anche di moto e pattuglie. Quest’attività è già iniziata e ovviamente, fa
riferimento solo al periodo estivo. Ma, è un incentivo che vogliamo portare
nel 2011. Per quanto riguarda la prevenzione e l’aggiornamento degli
Agenti, continueremo nell’utilizzo della strumentazione informatica e
migliorare quindi, la formazione degli agenti sotto quest’aspetto, e cercare
di arrivare ad un efficiente servizio amministrativo per quanto riguarda i
verbali del Codice della Strada. Questo perché? Perché quando ci sono
delle contestazioni, c’è un iter abbastanza pesante e qui cerchiamo di
56
trovare una soluzione per snellirlo il più possibile. Sempre per la
formazione degli agenti faccio riferimento al completamento delle tecniche
operative e di difesa personale: perché il completamento? perché i corsi
sono iniziati già quest’anno nel 2010. In riferimento invece, alla situazione
del cittadino, continueremo con i corsi di formazione nelle scuole
secondarie per quanto riguarda il patentino dei ragazzi, ci sarà un
aggiornamento per altri agenti, l’anno sorso era 1, quest’anno siamo
arrivati a 4, ci sono parecchie richieste e quindi, cerchiamo di aumentare il
numero degli Agenti in grado di fornire questo servizio nelle scuole.
Ovviamente
devono
essere
corsi
per
Agenti
per
un
maggiore
aggiornamento in materia di Codice della Strada, e un altro servizio sulla
sicurezza dei cittadini per noi molto importante è il servizio di
pattugliamento dei piccoli Comuni. Io ho chiesto che facciano un
pattugliamento a piedi, per almeno il 20% per il tempo che hanno a
disposizione nei loro servizi. Un'altra iniziativa invece, è relativa alle
informazioni per le persone della terza età dove il target quindi, è over 65.
Cioè quelle persone che sono più esposte a rischio truffa, raggiri,
esposizione ai furti, rapine e scippi. Questi sono per le persone anziane
nei momenti di aggregazione dove li accomunano le problematiche
quotidiane. Perché la popolazione anziana nei piccoli Comuni? Perché
solitamente nelle città i soggetti anziani sono già seguiti o dovrebbero
essere già informati dalle Polizie Locali e quindi, nessuno ha mai pensato
di fare questo tipo di operazione per gli anziani dei piccoli Comuni. È
chiaro che sarà un’attività da organizzare a costi minimi.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
57
C’è un sottofondo un po’ antipatico. Chi vuole parlare, può accomodarsi
nella sala accanto, ascoltiamo l’Assessore. Grazie. Prego, Assessore ...
ASS. LENA
Grazie. È chiaro che questa sarà un’organizzazione a costi minimi,
tendenti quindi, ad essere utilizzati in orari di servizio, ed è un progetto
che è condiviso con il settore delle politiche sociali e pari opportunità.
Ultima cosa per quanto riguarda la Polizia Provinciale. Noi abbiamo 2
Agenti in uscita e entreranno altri due Agenti a sostituirli proprio in questo
periodo. Questo per dire che, nonostante il momento particolarmente
difficile, c’è una certa attenzione da parte di quest’Amministrazione per
quanto riguarda la sicurezza. Sulla Protezione Civile. Allora, gli obiettivi in
materia di Protezione Civile sono i Piani di emergenza comunale. Questa
è una cosa che ho ripetuto molte volte. Sono stati sollecitati diverse volte,
dall’ultimo censimento del 2008 abbiamo i Piani per 60 Comuni su 115,
quindi, solo il 52% ha risposto positivamente a questo tipo di esigenza, e il
67% di questi 60, hanno il Piano che è non conforme alle direttive
Regionali e quindi, in poca sostanza, abbiamo una situazione non
particolarmente piacevole su questo aspetto. Solo 6 Comuni nel 2010 su
più di 115, hanno richiesto finanziamenti alla Regione per la stesura dei
Piani. Perché sono importanti questi Piani? Direi per due fattori
fondamentali. Primo, perché i Sindaci quando siamo in caso di calamità
devono sapere chi fa le cose. Quindi, non andare in panico e fare mille
telefonate in giro senza sapere bene come organizzare la cosa. E due,
perché i Piani di emergenza comunale sono necessari alla Provincia per
aggiornare il proprio Piano Provinciale di emergenza. L’abbiamo chiesto
all’Assessore La Rossa nel momento in cui è venuto nella nostra Provincia
58
a fare un incontro con i Sindaci, e abbiamo parlato anche di Piani di
emergenza Comunale di riaprire il bando regionale, perché ovviamente
questi Piani devono essere in qualche modo supportati economicamente.
Per quanto riguarda la colonna mobile, dovremo pensare ad un
potenziamento. Questo potenziamento è legato al fatto che i mezzi sono
comunque arrivati ma, non tutte le attrezzature. Quando il tutto sarà
completamente nelle nostre mani, dovremo capire quali mancanze ci
sono. Faccio un esempio. Non sempre le attrezzature sono complete.
Perché non so, ad esempio ii mandano delle tende con gli impianti di luce
insufficienti,
mandando
dei
fuoristrada
senza
impianto
di
radiocomunicazione, cose di questo tipo. Quindi, dovremo in qualche
modo integrare queste mancanze. Altro aspetto che verrà toccato è la
Consulta del volontariato di Protezione Civile, ovvero, come si organizza il
volontariato di Protezione Civile è stata fatta questa modifica in modo
provvisorio all’inizio di quest’anno, a febbraio. Però è chiaro che questa
era la fase di studio per capire se poteva funzionare o meno così com’era
stata modificata, ci saranno poi dei passaggi in Commissione e in
Consiglio Provinciale. Abbiamo modificato le aree, rispetto al passato, da
due sono diventate tre e quindi, il Cremonese, il Cremasco e il Casalasco,
e nella Consulta ci saranno 2 rappresentanti per area. Questo perché?
Perché poi questi 6 eletti entreranno a far parte del Consiglio Provinciale e
avranno dei compiti consuntivi sull’operatività dei volontari di Protezione
Civile con insieme ovviamente agli uffici provinciali del settore e al
sottoscritto. Anche il Regolamento Provinciale di Protezione Civile verrà
aggiornato. Che cos’è il Regolamento Provinciale di Protezione Civile?
Sono praticamente le regole interne a livello provinciale, che definiscono i
rapporti fra i gruppi, Associazioni e Protezione Civile stessa. Esiste
ovviamente un Regolamento aggiuntivo al Regolamento Regionale che ha
59
determinate caratteristiche. Noi però abbiamo voluto darci una qualche
regola in più, specialmente in riferimento alle regole di conferimento delle
risorse economiche Provinciali, ai vari gruppi per le Associazioni.
L’obiettivo è quello di destinare le risorse alle organizzazioni, sulla base
dell’impegno e della partecipazione alle esercitazioni e alla disponibilità
dell’emergenza, quindi, non darle in maniera piatta, però cerchiamo di
usare quello che chiamo la parola chiave meritocrazia. Chi più da, più
riceve. Io so che è un obiettivo ambizioso ma, è quello di riuscire a portare
i volontari ad avere un efficienza media che sia almeno il 60/70%
dell’efficienza che hanno i Vigili del Fuoco. So che il Consigliere Araldi su
questa cosa dissente ma, io ogni volta lo ripeto, e credo che questo sia un
obiettivo ambizioso a cui tendere, perlomeno. Per quanto riguarda
l’innovazione per i piccoli Comuni, io direi che una certa attenzione è già
stata data nel momento stesso in cui si è parlato di Polizia Provinciale e
quindi, di quel 20% del loro tempo dedicato ai piccoli Comuni e anche a
quel progetto di informazione legato ai furti per quanto riguarda gli anziani.
L’altro aspetto però, è quello della problematica di sviluppare un CST un
Centro Servizi Territoriali, perché le economie sono in difficoltà per tutti,
soprattutto i costi informatici sono pesanti, soprattutto per quei Comuni
che sono più piccoli e che hanno più difficoltà a gestirli. Attualmente c’è in
sintesi il sistema informativo territoriale che offre degli applicativi legati al
PGT e al catasto, poi, ovviamente, non è sufficiente, bisogna cercare di
incrementare per esempio l’anagrafe estesa, piuttosto che i tributi. Un
progetto che partirà nel futuro immediato e che è stato riconosciuto un
finanziamento Regionale è l’ufficio virtuale. Cos’è l’ufficio virtuale? È un
office e quindi: word, excel e power point in open source quindi, tramite la
Provincia potrà essere usufruito questo tipo di servizio, di utilizzo di questi
applicativi, senza dover pagare le licenze. Questo da parte dei Comuni. E
60
ci sarà anche un’assistenza virtuale e quindi, un’assistenza tecnica fatta
dal remoto, sempre ovviamente, per questi piccoli Comuni. Fa parte dello
stesso progetto ma, è un'altra voce, è il VOIP per i Comuni. VOIP è un
software di telefonia che può essere costitutivo per i Comuni. Quindi, se
n’è parlato diverse volte, è inutile però farlo ai livelli applicativi e poi, non
avere una rete di comunicazione. È un po’ come dire compriamo la Ferrari
ma, poi andiamo in giro sugli sterrati. Quindi, è chiaro che non ha molto
senso. E quindi, il progetto di banda larga che doveva iniziare partirà e
sarà un progetto di posizionamento appunto, della fibra ottica sulla
Provincia. Per quanto riguarda il turismo va bene, qui ci sono le deleghe
Regionali, ho ancora pochissimo tempo. Quindi, continueremo con gli
esami
legati
alle
promozioni
turistiche,
proseguirà
l’Osservatorio
Provinciale sul turismo e quindi, la rilevazione dei flussi turistici e
l’aggiornamento delle banche dati. Questa è la cosa che facciamo in
Camera di Commercio e i Comuni di Cremona, Crema e Casalmaggiore. I
progetti integrati d’area e quindi, sviluppo turistico, co-finanziati dalla
Regione, un esempio di progetto è “Isole e foreste”, di cui voi avete già
sentito parlare. Il sistema turistico poi in Lombardia, continueremo anche a
proseguire questa integrazione con le altre Province. Nel 2010 partono
due nuovi progetti che sono l’accoglienza e l’ospitalità, con quattro
interventi il Sistema nella Provincia di Cremona, e un altro progetto è
Acqua e Natura. Anche qui quattro interventi di soggetti aderenti al
sistema della Provincia di Cremona. Adesso poi avremo le risposte dalla
Regione Lombardia, credo a breve. Continuerà la governance sul turismo
e quindi, quel tavolo territoriale di informazione per le nuove proposte da
condividere con gli Enti partecipanti al tavolo. L’unico nuovo progetto sarà
un progetto che si chiama Visibilia, un progetto fatto in collaborazione con
le Province di Lodi, Como e Monza, e co-finanziato da Fondazione
61
Cariplo, in collaborazione con Italia Nostra, la parte lombarda di Italia
Nostra. È un progetto di turismo giovanile, un turismo quindi, attualmente
non preso in considerazione, di età fra i 20 e i 30 anni. In cosa consiste?
Consiste nel fare una mappatura dei luoghi legati alla cultura, quindi,
musei, eventi culturali, concerti e feste padronali, oppure la mappatura di
percorsi ciclistici stradali e fluviali, per esempio uno degli obiettivi è fare
l’Eco Cremona in canoa, la recettività hotel, ostelli, bad and breakfast,
campeggi. Questo per fare un turismo innovativo e quindi, non
convenzionale che rompe gli schemi con il solito turismo legato e orientato
ai bambini, alle famiglie e agli anziani. Ed è sostenuto da strumenti
interattivi e dinamici ovvero, quindi, andando sul portale web 2.0 si fa un
marketing attuale. Quindi, si parla di community, di social network,
applicazione smartphone e quant’altro. Ci sarà anche una piccola parte
cartacea affidata al Touring Club Italiano. Quindi, lo schema progettuale
sarà l'analisi del territorio, lo studio e la definizione dei percorsi,
l'implementazione di mezzi di comunicazione e promozione del progetto.
Per quanto riguarda Expo sarò brevissimo. Il tavolo territoriale di
coordinamento in forma ristretta ha già cominciato a prendere in
considerazione i progetti che sono in stato più avanzato. Perché? Perché
la Società Soge da quando si è chiuso Expo Shanghai, quindi alla fine di
novembre, ed è partito Expo Milano, ha cominciato a chiederci progetti,
perché vogliono cominciare a capire effettivamente quali sono le realtà sul
territorio lombardo e non solo. Quindi, abbiamo già iniziato a fare questo
tipo di attività, e nel breve pensiamo che comunque l’accelerazione ci sarà
a gennaio, perché nelle feste natalizie non credo che il Soge ci chieda
ulteriori accelerazioni. A questo punto quindi, la considerazione finale è
che credo sia un Bilancio un po’ povero, è inutile nascondercelo, lo
possiamo anche dire e parafrasando il calcio, mi viene da dire che più che
62
a puntare ad una vittoria, stiamo cercando di fare una gara di
contenimento. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Assessore Lena. È il momento dell’Assessore Leoni. Prego,
Assessore.
ASS. LEONI
Logicamente io ho diviso la mia relazione in riferimento ai settori di mia
competenza. Per quanto riguarda la pianificazione territoriale, con
costante impegno e come sempre sostenuto, e cioè che le tematiche
connesse al territorio vanno condivise con i Sindaci, applicando in questo
modo a pieno il concetto di sussidiarietà, si promuoverà in collaborazione
con Regione Lombardia e di concerto con i Comuni, la progettazione e
l’attuazione di attività per favorire la gestione unificata dei servizi alla luce
dell’esposizione dell’art. 14 della Legge 122/2010. Contemporaneamente
si predisporrà l’incrementazione di attività di supporto ai Comuni,
attraverso la realizzazione di attività di sinergica con l’agenzia del territorio
e con le Aziende pubbliche. Fondamentalmente si opera per valorizzare il
territorio attraverso la realizzazione di Piani d’area, si gestiscono accordi
di programma per favorire lo sviluppo di attività con importanti risvolti per
l’interesse pubblico, si lavora di concerto con i Comuni per l’ottimizzazione
della pianificazione dei servizi pubblici, per conoscere il patrimonio edilizio
dismesso, e per costruire politiche di marketing imprenditoriali. Per quanto
riguarda le infrastrutture e le reti stradali, a fronte del rispetto del patto di
stabilità e della realistica e oggettiva difficoltà in riferimento alle risorse
63
finanziarie, causato dalla congiuntura nazionale che vede il taglio dei
trasferimenti agli Enti locali, sia a livello nazionale che Regionale, in modo
serio e realistico, non è possibile collocare l’esecuzione delle opere già
definite dal precedente programma triennale, se non dopo il 2012.
Quest’Amministrazione ha comunque dovuto rinunciare alla possibilità di
pianificare e verificare la fattibilità a medio e lungo termine, di eventi
infrastrutturali,
mirati sul territorio
tali da
consentire anche
con
finanziamenti limitati, di proseguire l’ambizioso programma di diminuzione
dell’incidentalità stradale, che già vede la Provincia di Cremona superare i
livelli medi di diminuzione rispetto al trend nazionale e Regionale. Allo
stesso tempo rimane alta l’attenzione sulle grandi infrastrutture, alcune in
fase di esecuzione, come la Paullese, e la Brebemi, ed altre da realizzare
come l’autostrada Cremona-Mantova, e il terzo ponte. Come già più volte
affermato le infrastrutture oltre ad essere realizzate vanno poi garantite in
termini di manutenzione. Sulle basi tecniche e scientifiche effettuate dagli
uffici tecnici competenti, sono stati realizzati puntuali interventi di
asfaltatura sulle strade Provinciali, con le economie attuali si riuscirà solo
a garantire, come in un recente passato, forse solo uno stato di
manutenzione ahimè appena sufficiente. Trasporti e intermodalità. Le
competenze amministrative della Provincia nei trasporti di merci e
persone, sono molteplici e attinenti ai servizi di trasporto pubblico di linea
interurbano, non di linea ferroviaria merci, fluviale nonché le funzioni in
materia di Motorizzazione Civile e trasferimenti dello Stato. Come diceva
prima il Presidente, anche quel settore del trasporto pubblico TPL a fronte
del rispetto del patto di stabilità, della realistica ed oggettiva difficoltà nel
reperimento di risorse finanziarie causate dalla congiuntura nazionale e
quindi, del taglio del trasferimento agli Enti locali sul livello nazionale e
Regionale, si doveva affrontare nel 2011 scelte difficili, rivolte comunque a
64
garantire i servizi. Tali servizi, sia a livello nazionale che Regionale, si
potranno anche verificare riduzioni di offerta chilometrica, e cambiamenti
gestionali. Scelte territoriali che interessano più Province e Comuni
Capoluogo, le azioni di agenzia extra istituzionali, modifica dei bacini di
riferimento con possibile passaggio da due lotti a un unico lotto provinciale
che includa anche l’urbano. Ciò premesso, si cercherà comunque di
migliorare la qualità del servizio, oltre che la sua efficacia, operando per il
miglioramento degli investimenti tecnologici e infrastrutturali. Infatti, per
quanto riguarda gli interventi sulle infrastrutture, dopo l’ottimo risultato
ottenuto recentemente del previsto finanziamento del raddoppio ferroviario
di Cavatigozzi, la Provincia continuerà sempre a farsi promotrice con la
Regione per migliorare le condizioni dei luoghi di interscambio e in
particolare, per migliorare alcune stazioni ferroviarie quali Cremona ma,
soprattutto, per garantire le migliori condizioni di viaggio ai pendolari.
Particolare attenzione sarà dedicata all’intermodalità, attraverso le azioni
concertate con le Province limitrofe, con le quali si sta operando per il
funzionamento dell’Agenzia denominata ALOT. Porto di Cremona: per
quanto riguarda la navigazione e il porto di Cremona, le principali iniziative
messe in campo dalla Provincia riguardano la gestione di aree urbanizzate
per magazzini accordati. Il termine intermodale e le strategie per lo
sviluppo della navigabilità del porto, e lo sviluppo dell’intermodalità
interlogistica tra Pizzighettone, Cremona, e Casalmaggiore. In questi anni
si è teso perseguire l’incremento delle qualità dei servizi portuali e della
movimentazione, al fine di garantire a chi è già insediato ma, soprattutto ai
nuovi imprenditori, di sviluppare la proficua attività di carattere
commerciale e industriale, nel prossimo triennio gli interventi progettuali
da sviluppare riguardano lo sviluppo del sistema della navigabilità, delle
attività portuali, ad esse connesse particolarmente quelle relative al
65
potenziamento dell’intermodalità. Nella fattispecie, le funzioni e le attività
di programmazione 2011 si riferiscono per la sub area di Cremona, alla
promozione di accordi con soggetti competenti per la realizzazione e
gestione degli accordi ferroviari e stradali con il porto, e in particolare del
terminal. Realizzazione di nuove opere e interventi di manutenzione. Nel
corso del 2011 a seguito dei finanziamenti assegnati da Regione
Lombardia anche se ahimè contenuti e tagliati, si realizzerà la
sistemazione delle coperture dei capannoni portuali, con la sostituzione di
tetti in fibra di cemento amianto, la sistemazione di piazzali portuali, la
sistemazione e manutenzione dei raccordi ferroviari. Il completamento
dell’illuminazione del terminal porto, e l’aggiornamento della segnaletica
relativa. La realizzazione di un impianto antincendio automatico, all’interno
del capannone della darsena del porto. Piste ciclabili: per quanto attiene
l’intermodalità il Piano dei percorsi ciclopedonali è composto da oltre 200
chilometri di itinerari di interesse culturale e turistico per primo, sono
ciclabili la cinta muraria del canale Bacchei, l’Antica Regina, della Guardia
del Po. Al fine di garantire la circolazione cicloturistica del territorio
Provinciale e migliorarla, si continuerà in un fattivo lavoro di manutenzione
ricercando risorse d’intesa con il settore turismo. E proprio stamattina
abbiamo fatto la Conferenza stampa dove abbiamo presentato il progetto
legato all’Expo del 2015 su 11 Comuni del Cremasco da Rivolta d’Adda
fino a Formigara, più due partner come le parrocchie di Formigara e
Casaletto e il Parco Nord e Navigare l’Adda, un progetto di una portata
totale di 7.000.000 di Euro, con il 50% del finanziamento europeo,
attraverso il percorso Regionale. Anche questo con la finalità che sto
dicendo ora, bisogna cercare di incrementare i percorsi ciclabili e rendere
le condizioni necessarie al servizio del turismo. Nel 2011, infatti, si
dovrebbe realizzare anche la pista ciclabile provinciale dicevo prima, la
66
Postumia e si concluderà il percorso di collegamento da Cremona e
Robecco d’Oglio, tratto di collegamento con le piste della Provincia di
Brescia.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Ha terminato. Grazie Assessore. La parola all’Assessore Schiavi, prego.
ASS. SCHIAVI
Buongiorno. La congiuntura economica ormai da tempo non favorevole,
ha tratteggiato un quadro di bisogni sociali in aumento, diverse per
tipologie e per portata, rispetto a quanto è tipicamente presente
nell’immediato passato. In modo particolare, è stato sollecitato un
intervento pronto e purtroppo in aumento, da parte del settore pubblico. A
fronte di tale domanda lo scorso anno la Provincia di Cremona ha
intrapreso un percorso preciso di impegno responsabile che anche
quest’anno conferma a cui intende dare continuità. Il perno centrale
intorno al quale si continuerà ad organizzare le politiche sociali, sarà più
che mai la famiglia, declinata secondo le tre macro aree della prima
infanzia, persona anziana e disabilità. L’impegno si conferma molto
concreto, se osserviamo la costanza degli stanziamenti importanti
all’interno di un Bilancio in drammatica contrazione. L’obiettivo dunque,
sarà quello di continuare il percorso intrapreso, fintanto che il monitoraggio
di processo e dei risultati in corso d’opera, continuerà a dirci che stiamo
operando con profitto. Io ho articolato la presentazione secondo le tre
deleghe ma, naturalmente il metodo di lavoro prevede che i compiti
vengano affrontati in modo coordinato ed integrato, giustamente, perché
67
sono, di fatto, interponessi e i loro confini sfumano l’uno sull’altro. La
distinzione solo per chiarezza espositiva. Per quanto riguarda le politiche
sociali che rientrano in questo ambito importanti deleghe Regionali come
gli interventi di assistenza e di supporto alle persone con disabilità
sensoriale, finalizzata all’integrazione sociale e scolastica. Anche in
questo ambito, troverà applicazione il principio generale, secondo il cui si
vuole tenere in giusto conto il ruolo del privato sociale ed in particolare
delle Associazioni maggiormente rappresentative, con le quali, si intende
continuare ad intensificare un dialogo iniziato lo scorso anno e rivelatosi
costante, costruttivo, ed utile alla pianificazione di interventi di effettiva
risposta ai bisogni e alla valutazione dei risultati intrapresi. C’è poi la
formazione degli operatori sociosanitari da definirsi come sempre, in
sintonia con le istanze espresse dal territorio, nel rispetto delle linee guida
Regionali. Infine, l’assunzione, la promozione e lo sviluppo di un nuovo
modello della rete degli osservatori Provinciali sull’immigrazione, a
supporto dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità,
così come definito dalla nuova convenzione quinquennale siglata ad
aprile. Accanto a queste tipiche attività delegate, la Provincia intende farsi
promotrice di un ricco paniere di iniziative, al fine di organizzare un
servizio integrativo di risposta al costante bisogno sociale, anche in virtù
dei compiti che assegnano il Testo Unico su degli Enti locali, e la Legge
Regionale 3/2008. In particolare ma, in modo non esaustivo, si sottolinea
per l’ambito tematico dei minori, l’impegno forte nel sostegno alle famiglie
con minori condizioni di disagio, a seconda della logica del progetto
sociale, definito in collaborazione con i Comuni, e i distretti e supporto da
uno stanziamento finanziario di risorse cospicue. Si segnala inoltre, l’avvio
delle introduzioni sul nostro territorio di strumenti importanti ed innovativi
per affrontare l’emergenza di situazioni di disagio che sfocia in atti oltre
68
illecito. Si porta poi all’attenzione nell’ambito tematico delle persone
anziane, l’impegno a proseguire la proficua collaborazione con gli attori
istituzionali del terzo settore, sui tavoli tematici a vocazione sociale,
presso i competenti Enti di gestione sociosanitaria del territorio, nonché la
volontà di farsi promotore della discussione della conoscenza delle
esperienze più significative realizzate nella nostra Provincia, così da
rendere il nostro territorio un riferimento di buone prassi. Sono invece
rivolte più tipicamente alla popolazione immigrata le iniziative coordinate
con il Consiglio territoriale per l’immigrazione, istituito presso la Prefettura.
Le
azioni
di
coordinamento
e
supporto
alle
iniziative
collegate
all’introduzione della certificazione del livello di conoscenza della lingua
italiana, finalizzata all’ottenimento del permesso CE per soggiornanti di
lungo periodo, nonché la definizione di un nuovo modello di mediazione
culturale. Appare chiaro che i progetti di tale portata, non possono essere
realizzati
senza
l’ausilio
di
strumenti
adeguati,
sia
in
fase
di
programmazione, che di implementazione e soprattutto, di riconversione e
monitoraggio dei risultati raggiunti. Perciò nell’arco del mandato si intende
dare via ad un sistema informativo e sociale informatizzato che integri i
dati che la Provincia raccoglie tramite gli osservatori, con i dati dei
Comuni, dei distretti e le evidenze del terzo settore. Si lavorerà per
realizzare uno strumento integrato con Comuni e distretti, sui dati della
spesa sociale, così da costruire non solo uno strumento di rilevazione ma,
anche di analisi di lavoro, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia degli
interventi effettuati. Il coordinamento dei soggetti erogatori delle politiche,
le sinergie con gli operatori del privato sociale e ridurre eventuali
duplicazioni in zone grigie. Per far ciò è necessaria una mappatura
organica dei servizi pubblici e privati che, raccoglie informazioni spesso
frammentate e che renda fruibili gli operatori ed i cittadini, in modo
69
pubblico o ... in base alle necessità e abilitazioni. Naturalmente lo sforzo è
quello di introdurre positivamente tutti gli ambiti di azione. Per quanto poi
riguarda la delega all’associazionismo, il rapporto con il mondo associativo
continuerà ad essere caratterizzato dalla consapevolezza che il terzo
settore è ormai in grado di rappresentare un partner del dialogo sociale. In
altre parole, è corretto che rappresenti un soggetto attivo della
pianficazione e della programmazione sociale e non sia solo un fruitore
passivo o un mero esecutore. Ciò in virtù del suo ruolo di garante della
libertà di scelta responsabile del cittadino, all’interno di un’offerta plurima,
libera e di qualità. Per questo, in coerenza con le linee guida Regionali per
la valorizzazione degli Enti del terzo settore, nell’ambito dei nuovi servizi
alla persona, che è in fase di definizione, si proseguirà nel dialogo e nella
collaborazione più pregnante con il terzo settore, in modo da valorizzare le
capacità progettuali, attraverso una progettualità comune e condivisa, sia
nei ruoli dei capofila, che di partner. Si cercherà sempre più di estendere
la rete delle collaborazioni in uno sforzo sinergico e virtuoso, per dare
attuazione a progettualità importanti e utili per il territorio che, abbiano la
capacità di conferire all’esperienza cremonese la dovuta visibilità ed il
riconoscimento come premessa per sviluppare la capacità di attrarre
risorse e sperimentazioni sul nostro territorio. L’azione sarà dunque tesa a
compiere uno sforzo di promozione tangibile della cittadinanza attiva.
Saranno molte le iniziative concrete che discenderanno da questa
impostazione, vorrei solo accennare al tavolo famiglia, conciliazione e
solidarietà sociale, a cui verrà affidato il compito anche di rappresentare il
vero fulcro del coordinamento degli sforzi nel campo sociale. Un accenno
merita anche il Protocollo Mondo Insieme, che è stato sottoscritto con lo
scopo di diventare uno strumento in grado si volgere un ruolo di facilitatore
dell’associazionismo migrante, nella propria espressione del se, in un
70
dialogo con gli Enti pubblici e con la Società civile. Molto diffondere la
conoscenza delle regole di convivenza, e del mondo dei diritti servizi e dei
doveri normative. Da ultimo, non si possono non ricordare le deleghe
regionali che impongono il presidio dei registri provinciali del volontariato e
dell’associazionismo e dell’albo Regionale di cooperative sociali, come il
servizio al mondo associativo. Alla Provincia sono affidati i compiti di
diffusione delle informazioni, assistenza nello svolgimento dei compiti più
amministrativi, raccolta di analisi dei dati relativi alla dimensioni del terzo
settore, in modo particolare, si intende promuovere l’iscrizione a registro
come strumento utile alle Associazioni stesse, non oneroso, né
burocratico, bensì necessario per un vero riconoscimento come
interlocutore tutelato. Per quanto riguarda poi, il bando biennale per
l’erogazione
dei
contributi
a
sostegno
del
volontariato
e
dell’associazionismo, quest’anno verrà il monitoraggio dei progetti in corso
d’opera e la vigilanza sul realizzato. Nonché il recupero della
rendicontazione delle azioni implementate. Arriviamo alla delega sulle pari
opportunità. Nella definizione delle politiche di pari opportunità la Provincia
non può prescindere dal proprio doppio ruolo, come Ente pubblico
territoriale, e come operatore di lavoro. Per quanto riguarda la Provincia
come luogo di lavoro si intende proseguire ad incrementare la positiva
collaborazione con l’Assessore e la strutture preposta alla questione del
personale, così da implementare nell’Ente condizioni di pari opportunità ed
effettive politiche di conciliazione, perseguite anche tramite la relazione
del Piano delle azioni positive, e un puntuale monitoraggio delle condizioni
di benessere interno all’Ente. Inoltre, si intendono favorire i lavori del
Comitato per le pari opportunità, e del Comitato paritetico sul fenomeno
del mobbing, nonché del successivo Comitato Unico di Garanzia per le
pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora, contro le
71
discriminazioni, in ottemperanza alla pubblicazione del collegato lavoro.
Per quanto riguarda poi la Provincia come Ente pubblico, si pone sul
territorio come promotore di questi principi, si intende proseguire il
percorso iniziato con il progetto Professione Mamma, al fine di dotare la
Provincia di un servizio importante di conciliazione, vista sia nell’ottica del
servizio alla prima infanzia, sia come opportunità lavorativa per soggetti
che potrebbero incontrare difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro,
partendo proprio dall’opportunità offerta dal progetto Professione Mamma,
s’intende perseguire l’obiettivo ambizioso ma, possibile, di attivare sul
nostro
territorio
un’effettiva
rete
di
conciliazione,
intesa
come
coordinamento congiunto, ed orientato all’azione dei soggetti attuatori
della conciliazione. Il nostro territorio è pronto a questo salto di qualità,
perché ha già espresso ottime basi di collaborazione sia continuativa, e
vanta la redazione di accordi formalizzati, dal momento che, tutto questo
riceve il definitivo inquadramento e deve essere pronto per svolgere azioni
positive di conciliazione e diventare recettore attivo di politiche Regionali
destinate all’attuazione della conciliazione. Naturalmente questo focus
sulla declinazione delle pari opportunità come politiche di conciliazione
non farà dimenticare le altre importanti sfaccettature della tematica. La
Provincia di Cremona sarà attenta e attiva, e parteciperà alle iniziative
messe in capo dal Dipartimento dei diritti per le pari opportunità, ufficio per
la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle
discriminazioni fondate sulla razza, sull’origine etnica e finalizzata alla
costruzione di una rete integrata di centri territoriali contro tutti gli ambiti di
discriminazione.
Da
ultimo,
si
intende
proseguire
l’intrapresa
ottimizzazione della disciplina della Commissione di parità, al fine di
renderla uno strumento di azione efficace ed efficiente, non solo titolato
formalmente a svolgere un ruolo a sostegno alla realizzazione di
72
condizioni di effettiva parità fra uomo e donna, in tutti gli aspetti della vita.
In conclusione, preme sottolineare come collaborazione e integrazione sia
una chiave di lettura trasversale ad ogni livello di pianificazione e
implementazione dell’azione, nelle politiche messe in atto nei singoli
ambiti del bisogno sociale, nel rapporto con gli assessorati ed i settori
dell’Amministrazione che si occupano delle tematiche più strettamente
interconnesse, come le politiche giovanili ed educative e del lavoro. Lo
sviluppo economico e la gestione del personale, nel rapporto con gli altri
Enti pubblici con il mondo no profit, ciò con lo scopo di ottimizzare le
gestioni, e fornire una risposta di qualità alle istanze del territorio. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie a lei, Assessore Schiavi. Assessore Soccini, prego, a lei la parola.
ASS. SOCCINI
Il Bilancio di previsione per l’anno 2011 unisce tutti gli interventi previsti a
sostegno delle attività produttive presenti sul territorio. Premessa
fondamentale è comunque la considerazione di come la crisi produttiva
continua ad avere importanti ripercussioni, e si sostiene che la situazione
permarrà critica anche nel prossimo anno. Tale difficile situazione investe
in modo rilevante il tema dell’attività dell’assessorato. Il programma
focalizza alcuni contenuti volti prioritariamente alla valorizzazione di
strumenti di programmazione negoziata, finalizzati alla condivisione dei
progetti territoriali con il livello di Governo Regionale, anche nell’ottica di
una maggiore possibilità di attrazione di risorse di soggetti pubblici e
privati, come il distretto del commercio e il polo della meccanica del
73
Castelleonese. Organismi di raccordo fra i quali si intende sviluppare un
rapporto funzionale orientato all’approfondimento di temi e contenuti
specifici che, potranno essere determinati dal livello di Consulta
economica.
I
temi
dell’innovazione
produttiva
e
organizzativa
e
commerciale delle Aziende, e il sostegno alla ricerca, nei precedenti anni,
ambiti di intervento sostenuti attraverso risorse appostate direttamente a
Bilancio ed erogate nei bandi annuali, possono nell’attuale contesto
essere sostenuti congiuntamente attraverso il sostegno ai soggetti
operanti nel campo della formazione del sistema della conoscenza e della
ricerca. Particolare attenzione è riservata alle integrazioni fra gli interventi
individuati nell’accordo quadro territoriale, quindi, trattato in sede di
Consulta economica. In teoria viene integrato il riordino delle risorse che
risultano essere ogni giorno e ogni mese che passa, sempre più limitate.
Nell’anno 2011 non è possibile consegnare appostamenti di Bilancio ad
hoc per azioni specifiche su innovazione e export, tradizionalmente svolti
in collaborazione con la Camera di Commercio. Nello stesso contesto si
propone di sostenere l’attività di organismi di garanzia ... presenti sul
territorio che da anni sono sempre stati sostenuti in collaborazione anche
con la camera di commercio. Tra l’altro il sistema di garanzia fidi ha
conosciuto recentemente una fase di trasformazione assai rilevante, a
livello soprattutto Regionale. Peraltro nel caso in cui eventuali mutate
condizioni economiche lo permetteranno, sarà valutato se e come
intervenire per il consolidamento e l’aiuto a questi organismi. L’attuale
limitatezza delle risorse induce l’Amministrazione a valutare con molta
attenzione il proprio intervento, in effettive ricadute sulle Aziende del
territorio. E intende approfondire l’efficacia dell’azione svolta dall’Ente. In
ottica di una maggiore comprensione delle ricadute economiche collegate
non
solo
ai
comparti
produttivi
74
tradizionalmente
di
competenza
dell’assessorato ma, anche lo sviluppo di temi collegati ad altri
assessorati, come ad esempio l’agricoltura, il turismo, che potranno
essere visti, e saranno visti in una sede unitaria di sviluppo dell’economia.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Assessore. Con Soccini abbiamo terminato l’esposizione degli
Assessori. Lascio ora la parola per la conclusione al Ragioniere Capo per
l’esposizione analitica con l’utilizzo anche di alcune slide. Attendiamo che i
tecnici ci diano la luce. Prego, Ragioniere.
RAG. CAPO ANTONIOLI
Allora, intanto che si accendono le slide. Il problema è la presentazione
del Bilancio e il CD che vi è stato consegnato. Nel CD sono stati
consegnati i documenti ufficiali che dovranno essere approvati nella
prossima seduta. Quindi, contengono le relazioni del Presidente, della
Giunta e degli Assessori, la relazione previsionale e programmatica
2011/2013 e questo è il documento principale del nostro Bilancio. Il
Bilancio annuale 2011, il Bilancio triennale ’11 e ’13, la relazione tecnica
stesa dall’ufficio finanziario, la presentazione che viene proposta appunto
per facilitare la lettura e non perdersi nei meandri dei programmi e dei
progetti di cui si compone l’intero atto, l’elenco dei lavori pubblici 2011 e
2013, il parere del Collegio dei Revisori dei Conti, l’inventario dei beni
demaniali e patrimoniali. Ecco, questo è tutto il contenuto del CD. Se
qualcuno avesse difficoltà nella lettura o è più facilitato al documento
contabile, il settore finanziario è disponibile alla consegna del relativo
documento. Ecco, la prima slide è relativa al quadro riassuntivo
75
dell’esercizio 2011. Quindi, il Bilancio pareggia tra entrate e uscite per
136.464.460. Se noi escludiamo dal Bilancio i servizi del conto terzi quindi,
il titolo 6° nelle entrate e il titolo 4° nell’usci ta, il Bilancio di previsione
totalizza 118.649.490. Premetto allora che il Bilancio di previsione 2011 è
stato steso e licenziato dalla Giunta nella seduta del 10 giugno, con la
normativa che è attualmente in vigore. Quindi, con un patto di stabilità che
è stato approvato da un ramo del Parlamento, quindi, dalla Camera, e si
trova attualmente all’esame della Commissione del Senato e andrà in
Senato. Quindi, questo è già stato comunque costruito tutti i documenti in
base a questa normativa. La successiva slide è la composizione del
Bilancio pluriennale 2011/2013. Quindi, evidenzia per ciascun anno del
triennio l’evoluzione delle entrate e delle uscite, e pareggi complessivi
442.093.780 comprese le partite di giro. Ecco l’avanzo di Amministrazione
viene applicato solo nel primo esercizio ai sensi della normativa vigente. Il
totale delle entrate con esclusione dei servizi per conto terzi. La presente
tabella evidenzia l’affronto delle entrate del nostro Bilancio 2011 escluse le
partite di giro sempre dell’entrata. Nella prima colonna con un totale di
174.445.850 sono riportate le previsioni iniziali dell’esercizio 2010. Nella
seconda, le previsioni assestate per l’esercizio 2010 che corrispondono a
202.710.214,98 che sono ancora previsioni assestate, non accertate, che
le vedremo in sede di rendiconto della gestione. Nella terza colonna nella
previsione 2011 che si riduce a 118.649.490. La parte corrente della
formazione del Bilancio dal punto di vista economico, per le entrate
ammonta ai primi tre titoli che totalizza 59.226.180. Ecco, in questa slide
qui abbiamo la distribuzione delle entrate a modo grafico con le torte,
dove, vediamo che le entrate tributarie e le entrate extratributarie quindi, le
entrate nostre Provinciali, rappresentano 33,02%, i trasferimenti il 16,89 e
quindi, per un totale del 50%. Le alienazioni e i trasferimenti in conto
76
capitale sono il 46,37 e l’accensione di mutui il 2,81%. Questa è la
distribuzione delle entrate per istogrammi e si entra alla slide n°5. La 7
ecco, rappresenta le entrate in modo grafico, cioè la provenienza dove la
Provincia va a prendere le sue entrate, sia correnti, che in conto capitale.
Il totale di 117.577.490 in quanto, non si è aggiunto l’avanzo di
Amministrazione di 1.072.000 per questo importo. Ecco, qui non mi ripeto,
è la fiscalità locale dal nostro Ente, dove vengono indicate attualmente le
entrate Provinciali, nell’importo previsto, l’abbiamo già ricordato più volte,
quindi, non soffriremo più di tanto. Le entrate in conto capitale sono le
entrate straordinarie che finanziano gli investimenti. La voce trasferimenti
di capitale, comprende le previsione di trasferimento da parte della
Regione per le opere pubbliche. L’assunzione di mutui indicata come
diceva il Presidente, è però indicata in 3.333.000 perché ci sono 333.000
che sono economie di mutui degli esercizi precedenti, risparmi di mutui,
già in ammortamento che utilizzeremo per finanziare opere nel campo
dell’edilizia. Qui abbiamo la ripartizione delle entrate in conto capitale e
quindi, indica la percentuale delle entrate straordinarie dell’esercizio 2011.
Alcuni investimenti dovranno essere realizzati con l’introito delle case
cantoniere, del terreno dell’ex centro di allevamento di Brancieri e dei
reliquati stradali. Di notevole importanza sono i trasferimenti provenienti
dallo Stato nel campo dell’edilizia scolastica e quindi, è il primo anno dove
registriamo un notevole incremento di questi trasferimenti. Le alienazioni
risultano elevate nell’importo in quanto, è stato iscritto e profuso come
partita di giro, tanto entra e tanto dovrebbe uscire, importo di Maderno e di
Bormo, l’eventuale alienazione per l’importo di Maderno e per l’importo di
Bormo. Quindi, attualmente questa vendita non finanzia alcun intervento
diretto Provinciale. Il totale delle uscite. Quindi, passiamo al totale delle
uscite. Questa scheda indica le uscite in pareggio con l’entrata di
77
118.649.490. Anche qui la spesa corrente del 47,66%, il rimborso dei
prestiti del 2,51 e la spesa di investimento il 49,83%. La scheda n°12
indica le uscite principali della Provincia e quindi, sono questi macro
contenitori e indicano le finalità dei propri interventi programmati nell’anno
2011. quindi, abbiamo una spesa di personale che è nell’importo di
19.379.750. Teniamo presente che la spesa di personale è quel
contenitore che viene continuamente tenuto sotto controllo da parte di tutti
i soggetti proposti al controllo dei nostri Bilanci, con una parte della Corte
dei Conti, in particolare modo. Noi siamo tenuti alla riduzione costante
anno per anno, e attualmente al 31/12 sono 479 dipendenti, ai quali si
aggiungeranno le assunzioni programmate nel 2011. Dell’obbligo quindi,
siamo tenuti all’obbligo della riduzione, all’obbligo dei vincoli imposti dagli
articoli 9 e 14 del Decreto 78. Il problema è che nell’anno 2011 e 2013,
non sono previsti aumenti contrattuali e quindi, l’importo è bloccato dalla
contrattazione. L’Ente ha previsto poi la riduzione del trattamento
economico complessivo superiore a 90.000 Euro a 150.000 Euro. Il
trattamento economico complessivo per gli anni 2011 e 2013 per i singoli
dipendenti ivi compreso il trattamento economico accessorio, non dovrà
superare quello del 2010. Nelle altre spese per le prestazioni quindi di
collaborazione autonoma, il Consiglio sarà chiamato a deliberare il limite
delle spese degli incarichi che quest’anno è determinato in 729.600 di cui
125.000 è quella branca di studi e consulenze che la norma impone di
ridurre al 20%. Saremo tenuti a rispettare tutti i tagli che la normativa
prevede per l’emissione, la formazione e l’acquisto delle manutenzioni, e
dovremo verificare che i trasferimenti posti in essere dalla Provincia a
favore di Enti, la loro partecipazione deve essere onorifica, e quindi, è
escluso solo il rimborso di spese e le 30 Euro per presenza. Il fondo di
riserva in questa voce è limitata a 200.000.000 Euro, ed è pari allo 0,35.
78
Allora, la n°13 è la distribuzione delle spese corr enti per funzioni. La
scheda evidenzia la percentuale attribuita a ciascuna funzione, in rapporto
al totale del titolo primo che sono 56.548.150. La funzione prima che è
l’Amministrazione generale, è pari al 22,30%. Nella predisposizione del
Bilancio abbiamo tenuto presente anche la distribuzione nelle altre
funzioni per il rispetto della normativa dell’allocazione in Bilancio delle
diverse voci, perché il finanziamento delle funzioni principali, fondamentali
dell’Ente, avverranno sulla base appunto, di questa spesa. Il core
business quindi, della Provincia sono le indicazioni di tutte le altre voci e
quindi, dell’istruzione pubblica, della cultura, dei trasporti e del territorio.
Teniamo presente che il disegno di Legge 2259 ha modificato le funzioni
fondamentali della Provincia, andandole a confermare per alcune, quelle
previste dalla 267, o assegnandone delle altre. La scheda 14 è la
distribuzione delle spese in conto capitale per funzioni. Quindi, qui
avevamo visto la spesa corrente, questa è quella in conto capitale e
quindi, del titolo secondo delle uscite, totalizza 59.127.340. Abbiamo le
diverse percentuali che a affiancano i relativi importi assoluti. Ecco, dalla
15 alla 23 diamo una scorsa veloce perché è la spesa distinta per funzioni,
relativamente ad alcuni specifici interventi sia correnti che in conto
capitale.
Ciascuna
scheda
poi,
risulta
l’attribuzione
della
spesa
complessiva della funzione in rapporto al numero degli abitanti della
Provincia al 31/12/2009 che sono stati di 362.013. Andiamo fino alla 23
ognuno dopo potrà verificarle e guardarlo con tranquillità. Ecco, dalla 24
alla 25 qui abbiamo riportato appunto, per facilitare la lettura del Bilancio,
le spese principali correnti raggruppate per progetti della relazione
previsionale e programmativa divisi per programmi. Quindi, questi sono i
diversi progetti del programma dell’ambiente, indicati nella relazione, i
relativi importi con l’oggetto del progetto. La scheda 26 anche questa è
79
dell’agricoltura, caccia e pesca, ed è stata costruita nella stessa voce.
Contengono sia le entrate e quindi, le relative spese provenienti dalla
Regione, sia le risorse messe a disposizione da parte dell’Ente. La scheda
27 la formazione professionale, il trasferimento che noi diamo all’Azienda
speciale CR.FORMA del costo del personale trasferito all’Azienda stessa.
La scheda 28 è denominata mercato del lavoro. Sono le risorse disponibili
sia Regionali che Provinciali, e si auspica che la Regione provveda ad
integrare questi fondi, al fine di poter far fronte o prevenire le eventuali
emergenze per la difesa dei posti di lavoro. La cultura. Sono indicate le
partecipazioni agli Enti culturali, finanziate con risorse Provinciali, gli
interventi nel sistema teatrale museale dello spettacolo, per la gestione
della rete bibliotecaria cremonese e il consolidamento del distretto
culturale. La scheda 30 è istruzione e ricerca. Sono stati indicati i corsi di
trasporto degli studenti per attività didattiche, oltre al sostegno alle
università, gli incentivi per il miglioramento dell’offerta formativa. Resta
aperto anche qui il problema del trasporto degli studenti disabili con la
Regione. La scheda 31, indica la Protezione Civile, l’importo finanziato
con mezzi Provinciali e Regionali, a sostegno delle Associazioni di
volontariato e della Protezione Civile. La 32 sono gli interventi nel campo
del turismo. La 33 è quella voce forte e relativa ai trasporti, si tenga
presente che nel 2011 la Provincia dovrà effettuare la gara, ed è in gran
parte finanziato dall’intervento Regionale anche se, da diversi anni la
Provincia interviene con diversi importi ad integrare il mancato
trasferimento Regionale. La 34 sono gli interventi delle politiche sociali sul
territorio e le risorse risultano confermate rispetto all’importo del 2010.
Questo è il servizio al cittadino quindi, l’attività dell’Ufficio Relazioni con il
Pubblico, il nostro porto di Cremona, e quindi, la gestione corrente del
porto di Cremona e quindi, gli introiti, questi vincolati sono gran parte degli
80
introiti che si percepisce dalla gestione di questo settore. Ecco, dal 37 qui
cominciano gli investimenti che la Provincia ha programmato e che
trovano corrispondenza nel programma delle opere pubbliche. Quindi, da
queste schede qui noi abbiamo tutti divisi per anni e quindi, la viabilità il
2011, il 2012, il 2013 e quindi, opere finanziate in gran parte con i
contributi Regionali che dovranno trovare conferma. Ecco, dalla scheda 41
alla scheda 44 sono gli interventi invece, nel campo dell’edilizia, gran
parte finanziati con contributi statali, con devoluzione di mutui. Ecco, la
scheda 45 abbiamo gli interventi per le piste ciclabili, raccordi ferroviari e il
porto di Cremona, sempre nei tre anni considerati. L’innovazione
tecnologica e quindi, gli interventi per il sistema informativo, la sicurezza
del cittadino, quindi, della Polizia Locale, gli interventi dell’agricoltura
finanziati con la Regione Lombardia. I mutui che andremo ad assumere
nel triennio e quindi, 3.000.000 nel 2011, 2012 e 2013, sono stati indicati
questi importi nella speranza che quel rapporto si riesca a mantenere, e
che le entrate siano volano per l’effettivo sviluppo del territorio. Le
alienazioni nel 2011, come dicevo, ci sono questi 17.000.000 perché
comprendono i 13.400.000 e 2.300.000 per le vendite rispettivamente di
Maderno e Bormo. Nel 2012 dovremo vendere, nella relazione tecnica
trovate tutti i palazzi che potrebbero essere venduti e nel 2013 alcune
azioni. Ecco, questo è l’elenco delle partecipazioni della Provincia di
Cremona e quindi, con la percentuale di partecipazione e l’importo
posseduto dall’Ente. Ecco, qui ci siamo permessi di indicare, siccome su
alcuni quotidiani è uscito che gli Enti locali sono in difficoltà per i relativi
pagamenti, abbiamo ritenuto opportuno indicare i tempi che la Provincia di
Cremona attualmente sta cercando anche di migliorare, cioè dalle fatture
pervenute dal 1/1 al 30/11 sono in numero di 8.704. Abbiamo pagato al 30
novembre fatture per 8.618 nel titolo primo. Ne restano escluse 86 che
81
non è nemmeno l’1%. Di queste, 8.618 entro 50 giorni le abbiamo pagate
per il 51% quindi sono 4.425, sono state pagate fra i 50 e i 60 giorni 1.537
cioè 17,83 e quindi complessivamente circa il 70%, mentre il 30% le
abbiamo pagate oltre i 60 giorni dalla data di Protocollo. Si tenga anche
presente che tutte le fatture quest’anno siamo riusciti a pagarle relative
agli investimenti quindi, del titolo secondo nelle opere stradali dell’edilizia
e i contributi nel campo agricolo, entro 30 giorni dalla data del certificato di
pagamento dei lavori. Anticipando le somministrazioni di mutui da parte
della Cassa Depositi e Prestiti. Questo è permesso in quanto l’Ente come
fondo di cassa è capiente, detenendo alla data odierna, circa 65.000.000
di cui 34.000.000 vincolati e il resto liberi, in parte in banche d’Italia e in
parte sul conto corrente del tesoriere. Quindi, a dimostrazione che l’Ente
non ha e non farà neanche nel 2011 ricorso all’anticipazione di cassa.
L’ultima slide è buona cosa, che ci ricordiamo delle tappe del federalismo
Provinciale. Cioè il Bilancio Provinciale che noi presentiamo è il Bilancio
delle normative attualmente in vigore. Queste sono in itinere e riteniamo
opportuno che il Consiglio sia edotto, anche di quello che verranno
modificati i nostri cespiti. L’imposta Provinciale di trascrizione rimarrà
confermata anche successivamente, senza però non è stato previsto
alcuna percentuale di aumento. Il TEFA che è la Tassa sui rifiuti applicata
dai Comuni, resta confermata a favore delle Province. Il tributo speciale
del deposito in discarica resta invariato, la TOSAP non ha alcuna modifica
anche se per noi è un importo limitato. La compartecipazione all’IRPEF
che adesso ci hanno tagliato, verrà abrogata dal 2012. L’addizionale
Provinciale sull’accisa dell’energia elettrica viene abrogata dal 2012.
Quindi, in compenso cosa ci troviamo? Imposta RC auto dal 2012 diventa
un tributo derivato della Provincia, però lo potrà aumentare del 2,5% solo
dal 2014. La compartecipazione all’accisa della benzina, decorrerà dal
82
2012 quindi, scomparirà, perché attualmente è della Regione, scomparirà
dalla Regione e diventerà Provinciale. Però verranno eliminati tutti i
trasferimenti statali. Verranno soppressi. Dal 2013 dovranno essere
eliminati, soppressi i trasferimenti Regionali e si dovrà trovare, verrà
assegnata la tassa automobilistica, una compartecipazione all’introito della
tassa automobilistica Regionale.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Ringrazio il Ragionier Antonioli per l’esposizione. Ricordo che la data per
la discussione è stata fissata per il 21 dicembre. Ricordo che si ha la
possibilità di controbattere tutte le relazioni. Per completare il punto di
Bilancio possiamo passare direttamente all’esposizione del punto n°2.
Oggetto n. 2 dell'Ordine del giorno
RATIFICA DELIBERA GIUNTALE N.587 DEL 23/11/2010 AI SENSI
DELL’ART. 42, COMMA 4, E DELL’ART. 175 COMMA 4, DEL
DECRETO LEGISLATIVO 267/2000.
RAG. CAPO ANTONIOLI
E’ una semplice delibera che è stata assunta il 23/11/2010, l’abbiamo
dovuta assumere perché sapete che le variazioni possono essere assunte
entro il 30 novembre. Noi avevamo già deliberato l’assestamento di
Bilancio, però è possibile l’assunzione di questo atto, in quanto, ci è
pervenuta
la
comunicazione
da
parte
della
Regione
Lombardia
dell’assegnazione di 160.662,13 da erogare nel campo dei trasporti alle
ditte. Quindi, essendo una somma vincolata non influenza la natura
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economica del Bilancio, e quindi, è possibile procedere alla variazione sia
dell’entrata, che dell’uscita. Quindi, il Consiglio è chiamato solo a ratificare
l’atto.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Ragioniere. Ci sarà un’unica votazione. Se non vi sono richieste di
intervento, passiamo alla votazione. Andiamo direttamente alla votazione?
Che avverrà per alzata di mano, è molto più svelta.
Nessun altro Consigliere chiede di intervenire per cui il Presidente del
Consiglio pone ai voti palesi (per alzata di mano) la deliberazione in
argomento ed accerta – con l'assistenza degli scrutatori – l'esito della
votazione: presenti n. 30 Consiglieri; votanti n. 29 (temporaneamente
assente Virgilio); favorevoli n. 27; astenuti n. 2 (Dusi e Milesi).
La deliberazione è approvata a maggioranza.
L'atto viene inserito al n. 145 del registro delle deliberazioni
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Ci occorre l’Assessore Orini per la trattazione del punto... no, non lo so
io... eccola. Intanto lascio la parola all’Assessore Orini per la
presentazione del punto n.3.
Oggetto n. 3 dell'Ordine del giorno
CONVENZIONE TRA L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA, LA
PROVINCIA DI CREMONA E IL COMUNE DI CREMONA PER IL
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SOSTEGNO AL CORSO DI LAUREA IN LETTERE E BENI CULTURALI
PRESSO LA FACOLTÀ DI MUSICOLOGIA DI CREMONA.
ASS. ORINI
Grazie. La convenzione che è stata presentata oggi all’interno
dell’apposita Commissione istruzione, riguarda appunto la Provincia di
Cremona, il Comune di Cremona, e il corso di laurea in Lettere e Beni
culturali presso la facoltà di musicologia che ha sede a Cremona. Ricordo
che la convenzione si pone in continuità con le precedenti convenzioni, a
partire dall’anno accademico 2001/2002 quando appunto è stato istituito
un corso di laurea in Scienza del testo letterario e della cultura musicale.
Poi, nel corso degli anni sono cambiati a volte i termini che hanno indicato
il corso di laurea, però in sostanza, con una notevole continuità, è
continuata appunto, l’attività di musicologia che ricordo si collega a quella
che è la tradizione culturale e artistica del nostro territorio. Anche qui
penso di non dover spendere troppe parole, perché più volte abbiamo
sottolineato come il nostro territorio si caratterizzi per la grande tradizione
musicale che fra l’altro, da quest’anno scolastico trova anche nel comparto
delle superiori, diciamo, la sua espressione nell’appena istituito Liceo
musicale. Ricordo che il contributo della Provincia di Cremona è di 43.900
Euro annui. Ricordo che tale contributo si accompagna anche a degli
impegni reciproci, che riguardano noi ma, anche la facoltà stessa, e anche
qui sottolineo come l’art. 3 della convenzione, articolo forse a volte un po’
sottaciuto o dimenticato, parli di un comitato di coordinamento che è
istituito fra gli Enti convenzionati e che si riunirà almeno due volte l’anno.
Questo Comitato avrà come membri il Preside della facoltà stessa di
musicologia un suo delegato, il Presidente della Provincia o suo delegato
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e quindi, un suo rappresentante della Provincia, e Sindaco suo delegato e
quindi, rappresentante del Comune, oltre ad un altro funzionario nominato
dall’Università. L’importanza di questo coordinamento è evidente nella
visione a cui prima abbiamo accennato, di rendere meno estemporanea e
frammentaria la presenza universitaria sul nostro territorio ma, inscriverla
in un progetto più generale che porti ad una reale valorizzazione diciamo,
di quelle che possono essere le potenzialità del nostro territorio, e se ne
parlava anche stamattina in Commissione, anche con un’azione volta a
rendere attrattiva questa facoltà, ricollegandola anche alle altre realtà
musicali, sia dell’educazione e sia della cultura musicale in generale
presenti sul territorio. Renderla attrattiva anche e soprattutto per chi viene
da fuori, rispetto diciamo, alla città di Cremona e al territorio cremonese.
Ecco, io penso che sia importante prendersi un po’ quest’impegno,
all’interno di questo coordinamento per renderlo sempre più attivo. Detto
questo, ripeto, penso che sia anche giusto sottolineare come la facoltà di
musicologia abbia recentemente partecipato e collaborato con altre attività
sempre legate alla valorizzazione musicale. L’accordo di rete, per
esempio, per la valorizzazione dell’educazione musicale e della tradizione
liuteria e organaria che si sta costituendo, già c’è stata una riunione, devo
dire, con un'ampia partecipazione da tutto il territorio Provinciale, ha visto
accanto agli altri livelli educativi, mi riferisco alle scuole medie musicali, mi
riferisco al liceo musicale, mi riferisco all’ITIA, mi riferisco anche alle
Associazioni artigiane che agiscono nel tempo dell’artigianato musicale,
ha visto anche la presenza devo dire molto collaborativa, della facoltà di
musicologia. E questo mi sembra importante per il futuro di questo ambito
nel nostro territorio.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
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Grazie Assessore. È aperto il dibattito. Consigliere Araldi, prego.
CONS. ARALDI
Signor Presidente, mi sembra molto utile per un tentativo di ragionamento
e di riflessione su quella che è diventata oggi l’università d’Italia e nello
specifico a Cremona. L’archiginnasio a Bologna è la sede storica
dell’università. I portici dell’archiginnasio sono completamente decorati
con tondi che fotografano i migliori allievi che nei 500 anni che precedono
hanno frequentato l’Università di Bologna e si scopre che c’è gente che
veniva da Casalmaggiore, da Cremona, da Crema, da Castelleone, da
Soresina no ma, questo è soltanto un incidente, Presidente Salini. Voglio
dire laurearsi a Bologna soprattutto in alcune facoltà, era un di più di
valore rispetto alla laurea in altri atenei. E non è un caso se Bologna è
ancora l’unica Università italiana nelle cento università migliori del mondo.
Le altre università italiane sono dopo il trecentesimo posto. Forse siamo
subito dopo Katmandù ma, non sono sicuro. Questo ragionamento vuole
indurci a riflettere sul fatto che, l’università deve ritornare ad essere
ovunque un centro di eccellenza del sapere. Allora le università devono
preoccuparsi di migliorare la loro capacità, piuttosto che di espandersi con
delle generazioni. Allora musicologia. Questa mattina l’Assessore mi ha
detto che il 78% degli studenti di musicologia sono di Cremona. Questo se
da una parte risponde ad un bisogno, non lo so se è un bisogno, un
opportunità, per i cremonesi, significa che questa scuola non ha capacità
attrattive nei confronti dell’universo mondo. Invece, io credo che si debba
creare una scuola a cui uno che partecipa dice io mi sono laureato a
Cremona. Questo credo che debba essere lo sforzo. E la Provincia non
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dovrebbe
lesinare
sforzi
in
questo
senso,
condizionando
anche
l’Università di Pavia, a ragionare in questi termini. Dopo di che, il
contributo che la Provincia dovrebbe dare a mio parere, alla struttura
universitaria è piuttosto di borse di studio per studenti meritevoli. Perché
sarebbe l’unico modo per vedere declinata quella meritocrazia di cui sento
continuamente parlare, e che non vedo assolutamente praticare. Allora, io
voterò a favore di questa delibera, con la speranza che il contributo
dell’Assessore e del Presidente, nell’ambito di quell’organismo di cui si
parla, riesca ad avere questa funzione. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Consigliere Araldi. La parola al Consigliere Gelmini.
CONS. GELMINI
Grazie Presidente. Poche parole per sottolineare il voto favorevole della
Lega Nord a questa convenzione, e per prendere spunto anche dalle
parole del Consigliere Araldi e dalla Commissione di stamattina, per fare
qualche riflessione. Sicuramente questa convenzione va nell’ottica di
valorizzare la specificità del nostro territorio e le tradizioni come quelle
musicali e quindi, crediamo che sia un contributo giusto quello che viene
dato alla facoltà di musicologia. Nello stesso tempo, apprezziamo la
volontà dell’Assessore Orini, di voler attivare finalmente quel controllo,
quel Comitato di coordinamento sancito nell’art. 3 al fine di verificare
magari con attenzione come vengono impiegati questi fondi, come
vengono spesi e di essere ancora più partecipe nell’imporre una didattica
e una serie di percorsi di studio veramente legati al nostro territorio.
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Perché questo credo che sia il vero succo, nettare, di questa convenzione.
Detto questo, l’auspicio credo di tutti, sia quello che la facoltà diventi
veramente un centro di eccellenza a livello lombardo, a livello nazionale.
Questo è un auspicio che ci sentiamo di condividere, e a questo punto,
affermo che il gruppo della Lega Nord darà voto favorevole. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie a lei, Gelmini. Non vedo altre prenotazioni. Dusi. Prego, parli pure
non la vedo qua, comunque... Provi a parlare, perché lo vedo illuminato.
Parli ora o taccia per sempre.
CONS. DUSI
Allora, stamattina la Commissione ha toccato l’argomento di musicologia e
lettere in quel di Cremona. Devo rilevare una cosa che sicuramente è
all’interno degli atti, cioè il calo delle risorse che non è di poco conto ma, si
parla di quasi un 20% in meno rispetto alla precedente, diciamo,
elargizione.
E
che
naturalmente,
tocca
anche
un
aspetto
di
preoccupazione da parte di chi è responsabile, perché il responsabile
naturalmente ha sottoscritto questa intesa ma, naturalmente l'ha
sottoscritta con una funzione ben chiara che è quella che qualora ci
fossero ulteriori risorse, sarebbe opportuno metterle in campo e cercare di
favorirne l’utilizzo in situazioni dove già i tagli a livello nazionale ma, in
tutto il territorio, creano problematiche anche di buona gestione, perché
questo è quello che si pensa nel rispetto di questa convenzione. Araldi
tocca nel suo discorso una questione che va verso le grandi Università. E
naturalmente le grandi Università hanno dato anche dei grandi nomi,
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hanno portato dei grandi nomi. Ma, a Cremona io dico che serve un plagio
per coloro che si sono impegnati a favorire l’Università a Cremona. Credo
che coloro che hanno lavorato e che hanno impegnato tutto il loro sapere
per riuscire a portare in un luogo importante per la musica, importante per
l’arte musicale, sono riusciti a portare anche uno strumento di cultura di
questa arte e diciamo, di questa riconoscenza. Gli Stradivari non sono
personaggi normali, sono grandi personaggi, i violini cremonesi sono
grandi strumenti, e credo che mettere in campo, e chi ha voluto mettere in
campo questa buonissima idea, io la chiamo, la creazione di uno studio
forte, di uno studio importante, un iter importante dove i personaggi sono
importanti, sono stati anche grandi personaggi importanti, ecco. Per
questo io dico attenzione e grande attenzione a questo aspetto. Grande
attenzione perché l’aspetto è troppo importante. E se oggi oltre il 70% dei
giovani che compongono questa scuola universitaria sono cremonesi,
significa che molto probabilmente si sta creando un tessuto importante di
capacità ma, di conoscenza e di approfondimento di questa conoscenza
che, secondo me, non può essere sottovalutato. È chiaro, vediamo anche
qualche giapponese, qualche cinese, qualche personaggio dell’est
asiatico, e anche alcuni europei che vengono a Cremona. Sono pochi
oggi, non sono la maggioranza. Però è chiaro che questo è un sintomo
secondo me, di grande rilevanza, perché penso che questo sia uno dei
sintomi che, non soltanto tradurrà opportunità sul territorio nella Provincia
ma, questa professionalità verrà esportata anche in luoghi lontani, dove,
molto probabilmente verrà predisposta e verrà messa in mostra la cultura
del territorio cremonese, la cultura creata da questi grandi personaggi che
abbiamo voluto a Cremona e che, secondo me, solo con un’azione politica
forte si può sostenere. Quindi, le risorse su questa questione credo non
dovevano essere tagliate, per conto mio. Poi, si è fatta una valutazione
90
complessiva. Mi auguro che ci siano possibilità di attraversare percorsi,
perché secondo me su queste cose qui vanno anche fatte iniziative
progettuali, e qui secondo me è il responsabile che di fronte a Leggi
Regionali, europee e nazionali, può, dico io può, verificare se ci sono le
condizioni per attivare in quel di Cremona, le opportunità di fare arrivare
altri soldini che, secondo me potrebbero non soltanto essere di buona
prospettiva per il futuro immediato ma, che potrebbero essere di grande
prospettiva per il futuro di avvenire e quindi, ritengo che questa cosa qui
che possa essere una delle convenzioni, in base alle quali, mi dispiace
dire che il mio voto sarà un voto di astensione critico soltanto e solo
perché ci sono meno risorse ma, pensare che in prospettiva, molto
probabilmente, credo che sarà opportuno che chi ha le responsabilità del
settore sia battagliero e ne faccia una battaglia di principio, perché credo
che è proprio qui che le battaglie si fanno e si possono vincere. Credo che
nel rispetto del miglioramento della cultura ma, di una certa cultura che è
quella che viene da lontano nel nostro territorio, che viene da personaggi
importanti e che può soltanto essere benefica per il futuro se assoggettata
con risorse adeguate e a finanziamenti e stanziamenti condivisi con chi
deve poi operare.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Consigliere Dusi. Consigliere Zanacchi ho visto in prenotazione.
CONS. ZANACCHI
Ecco, adesso credo che la voce sia sufficientemente stentorea. Allora,
stavo dicendo per quanto riguarda il punto il gruppo del PD approverà la
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convenzione. Ecco, oggi credo che abbiamo rimarcato, il gruppo del PD
l’aveva già sollevato questo problema in una precedente riunione della
Commissione scuola, che va fatta una riflessione profonda rispetto al ruolo
che le università devono avere sul nostro territorio. Credo che si stia
concludendo una seconda fase. Araldi citava la fase delle grandi
università, dell’università, lui ha parlato di Bologna, io parlo di Pavia,
naturalmente, essendo la mia Università, e poi altre università di grande
prestigio che ci sono nel nostro territorio. La seconda fase è stata quella
dell’università diffusa. Noi abbiamo perso il treno della grande università,
chi ha la mia età ricorda per anni ed anni abbiamo lamentato lo scippo di
Piacenza dell’Università cattolica di agraria, poi, ci siamo un po’ rifatti nel
momento del periodo delle università per cui, anche Cremona ha invece
colto quest’occasione ed è riuscita a portare nel proprio territorio una sede
di università. Questo è stato sicuramente, secondo me, un momento
importante che non va rifiutato, perché abbiamo risposto ad un’esigenza.
Naturalmente però abbiamo anche sollevato una questione, cioè forse
adesso siamo, come dicevo prima, ad un ulteriore fase. Perché anche dai
dati che ci sono consegnati oggi, ecco, personalmente rilevo alcune cose.
Rispetto a musicologia il fatto che l’80% sia cremonese, dimostra che
risolve un problema locale ma, non diventa quel punto di riferimento che si
pensava di cogliere e di realizzare con un corso specifico di musicologia.
E questo ovviamente, non è una cosa di poco conto. Rimarco anche che
altre università stanno perdendo iscritti. A parte il settore sanitario che
passa da 255 a 312 iscritti, complessivamente tutti gli allievi da un anno
all’altro, passano da 2.155 a 1.892. Quindi, molto probabilmente qui si
tratta di rivitalizzare questo. L’altro aspetto, ecco, mi permetto di dire che
forse, l’accantonamento della proposta relativa al complesso dei
monasteri che, aveva un po’ lo scopo di creare un sistema nell’ambito
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musicale dei grandi studi musicali e musicologici, dove pensavamo,
almeno le Amministrazione precedenti, pensavano di concentrare lì la
scuola di musicologia, la scuola di liuteria, la Stauffer e quant’altro, ecco,
l’accantonamento di quest’idea, di questa proposta, sicuramente, ecco,
non va nella direzione da noi auspicata e da noi in precedenza prevista. E
quindi, questo secondo me è invece un discorso che andrebbe rivisto, nel
senso questo accantonamento andrebbe rivisto e andrebbe forse come
dire,
ricolta
quest’occasione
e
questa
opportunità
dall’attuale
Amministrazione. Proprio perché o si fa sistema, e lo si fa anche come
dire, strutturalmente, oppure il declino, come si evince anche da questi
dati, può essere un dato reale e forse, anche inevitabile ed ineluttabile.
Quindi, d’accordo sull’approvazione di questa convenzione, mi pare che
sia opportuno questa costituzione del tavolo che è stata anche inserita
nella convenzione, ecco, però auspico veramente una riflessione ampia e
anche con dei protagonisti che l’altra volta non sono venuti per la verità,
perché quello che avevamo chiesto noi, era un interlocuzione diretta con i
vari presidi di facoltà, coi i vari docenti, mentre, ci sono stati dati solo degli
elementi numerici e degli elementi diciamo statistici. Mentre, si tratta forse
di approfondire il tema con maggiore coralità e anche con una
interlocuzione un po’ diretta rispetto a questi attori. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Consigliere Zanacchi. La parola al Consigliere Torchio, prego.
CONS. TORCHIO
93
Non voglio far perdere tempo rispetto al punto 4 sul quale è concentrata
anche l’attenzione della stampa ma, su questo argomento spendo due
parole perché è troppo pregnante rispetto all’indice di qualità che la città
vuole esprimere. Nel ’50 è nata questa scuola di musicologia, nell’83 è
stata trasformata in facoltà, nell’87 abbiamo avuto i primi laureati, nel 2001
è partita questa ulteriore specificità, un corso di laurea in scienze del testo
letterario, di cultura musicale, con le sue evoluzioni. Quindi, è un percorso
che non è nato ora per Cremona, e quindi, rappresenta un elemento di
peculiarità. Ma, perché il 95% extraterritoriale a musicologia, e il 70%
cremonese a questa facoltà. Non c’è compenetrazione ha detto Araldi ma,
probabilmente anche gli altri. Cosa fare allora rispetto a questo contesto?
La collega Zanacchi ha toccato un argomento importante. Come possiamo
relazionarci, essendo dispensatori di risorse a fondo perduto, rispetto alle
tante iniziative universitarie della Provincia di Cremona, se non abbiamo il
bene di un colloquio con il Preside o con i responsabili dei corsi. Come
può la Giunta orientarsi se nelle varie istituzioni unitarie degli Enti
cremonesi, cremaschi e quant’altro, non ha una possibilità di interfacciare
rispetto alla missione? Io spendo un minuto per dire: l’Assessore Pinotti ci
ha parlato di tre distretti che stanno venendo avanti a livello agricolo.
Bene, uno è su Canneto, il florovivaismo, l’altro è su Lodi quello del latte
con la Cooperativa Sant’Angiolina, il terzo delle agro-energie con lo sforzo
che gli riconosco di tre Province ma, c’è sempre il tentativo di fare
riferimento al Polo tecnologico. E noi che cosa ci teniamo qui la Cattolica e
il Politecnico se non li facciamo diventare vettori di questo strumento?
Prima o poi chiederemo o chiederanno di chiudere, come già c’è qualche
iniziativa sul politecnico, dove abbiamo messo 4.000.000 di Euro di
capitalizzazione: il Comune e la Provincia. Allora, facciamo un
ragionamento su questo, nel senso dell’impegno che si deve profondere
94
sul territorio, perché ha senso un radicamento territoriale universitario, se
produce risultati anche per le amministrazioni locali. Non esattamente nel
concetto della vacca da mungere ma, nel concetto opposto del frutto che
può dare. E in questo senso io lo vedo, è per questo che lo voto, però
deve esserci un esame critico complessivo, per parlare anche con i lor
signori, perché questo non è solo esattoriale ma, è un luogo dove si fa una
politica legata anche allo sviluppo del territorio.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Consigliere Torchio. Agazzi.
CONS. AGAZZI
Molto brevemente solo per annunciare ovviamente il sostegno a questa
proposta di convenzione da parte del gruppo del Popolo della Libertà, con
l’apprezzamento che va espresso e quindi, si concretizza appunto, in un
sostegno fattivo in termini di voto, in direzione di tutte quelle iniziative che,
si mettono in campo per trasmettere il sapere. L’Università è un ambito di
trasmissione del sapere. Tuttavia, vi è un articolo in questa convenzione,
che secondo noi è davvero cruciale. Certamente se l’Assessore mi
ascolta. Ed è un articolo, in questa proposta di convenzione, che secondo
noi è cruciale, ed è l’art. 5. Semplicemente la volontà di parlare e di essere
ascoltato, perché altrimenti è un parlare improduttivo, se non viene
recepito. Dicevo che vi è un articolo che è l’articolo 5 che secondo me è
cruciale anche per venire incontro a tutto quanto questo dibattito, pur
breve, ha dato come indicazione all’Amministrazione. Però il fatto che sia
stato inserito questo articolo, già dice che è un modo di procedere che vi è
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proprio. Ed è l’art. 5 dove si dice: l’Università si impegna a fornire agli Enti
sottoscrittori della presente convenzione su richiesta e direi chiedetelo,
tutti i dati relativi al numero degli studenti iscritti e frequentanti alla loro
provenienza ed eventualmente... eventualmente, io quell’avverbio lì l’avrei
anche tolto, cioè certamente, agli esiti occupazionali. Perché sottolineo
questi aspetti? Perché può diventare un criterio acquisire questi dati, può
diventare un criterio anche per ripensare alla presenza del sistema
universitario su questo territorio Provinciale. Diceva bene, credo, Torchio
prima di me, siamo dispensatori di risorse ma, è necessario, è inevitabile,
è profondamente giusto controllare gli esiti di questo nostro dispensare
risorse. E il criterio del legame che si crea, o si crea troppo poco, tra
Università e mondo del lavoro, secondo me è un criterio fondamentale.
Cioè sapere che tipi di laureati creiamo, se sono dei laureati che hanno
una connessione effettiva con il mondo del lavoro. Ecco perché
sicuramente il sostegno a questa convenzione anche perché contiene al
proprio interno un articolo che da l’idea che verrà monitorato l’impiego di
queste risorse, soprattutto gli esiti che queste Università daranno in
termini di immissione nel mondo del lavoro, ecco. Per cui, voto favore e
indicazione a procedere proprio in questa direzione, anche per ripensare
al sistema universitario sul territorio Provinciale.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Consigliere Agazzi. L’Assessore Cappelletti ha chiesto di
contribuire alla discussione. Prego, Assessore. Se è indifferente facciamo
parlare prima l’Assessore e poi, parla lei. Prego, Assessore.
96
ASS. CAPPELLETTI
Solo una velocissima precisazione, proprio perché ci tengo anche per il
tipo di lavoro che si sta facendo ed è fondamentalmente in risposta alla
Consigliera Zanacchi, quando richiama la Giunta ad un ripensamento
rispetto all’allocazione anche evidentemente delle sedi, l’allocazione
diventa praticamente definitiva, perché all’interno del distretto culturale
l’allocazione di Palazzo Pallavicino verrà il liceo musicale, Palazzo
Raimondi quale sede di musicologia sono diventati due punti cardini sui
quali Fondazione Cariplo per approvare il progetto complessivo ha dato il
suo parere favorevole, tanto è vero che c’è un cospicuo finanziamento che
arriva al Comune di Cremona tramite il distretto culturale, per la
sistemazione di Palazzo Raimondi. Anche perché all’interno del distretto
culturale invito ovviamente di nuovo i Consiglieri a leggerlo, c’è una chiara
vocazione musicale del territorio che ospita un progetto molto articolato in
cui sono legate quindi, anche il liceo musicale e la facoltà di musicologia.
E in risposta di conseguenza, e chiudo, al Consigliere Araldi, la facoltà di
musicologia è un elemento determinante per la tenuta del distretto
culturale, a testimonianza di quella vocazione territoriale che dicevo prima
ma, concordo pienamente sul fatto che la facoltà di musicologia e credo
adesso anche al lavoro dell’Assessore Orini, qualcosa al territorio è ora
che cominci a restituirlo progettando e collaborando insieme, capendo
anche le esigenze del territorio che vuole interpretare la nuova vocazione
culturale, per cui, la facoltà di musicologia, potrebbe essere un elemento
di grandissimo aiuto.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
97
La ringrazio Assessore. Consigliere Milesi, prego.
CONS. MILESI
Io premetto, l’ho detto anche stamattina in Commissione Istruzione che,
naturalmente non posso che condividere la possibilità che comunque, il
polo universitario, la facoltà di musicologia di lettere e beni culturali, sia
presente e continui ad esserci a Cremona. È sicuramente molto
importante. E anzi, premetto che le Università e non solo quelle ma, anche
gli altri corsi di laurea presenti a Cremona, dovrebbero essere anche
implementati maggiormente. Quindi, tutti dovremmo lavorare in questo
senso. Purtroppo però a livello statale questo non ci aiuta, perché i tagli
indiscriminati che sono stati fatti nei giorni scorsi o comunque, da questo
Governo, relativi alla cultura e relativi all’istruzione, sono sotto gli occhi di
tutti e le manifestazioni che in questi giorni si stanno organizzando, lo
dimostrano. Ecco, il Governo si è dimostrato culturalmente ignorante, ed è
logico che voglia tagliare la cultura. Le teste pensanti sono troppo
pericolose per questo Governo e perché appunto è meglio gestire il
consenso attraverso l’ignoranza. Io ritengo che sia necessario crescere
culturalmente. L’hanno detto anche in una mobilitazione nazionale in
novembre, a difesa del diritto alla cultura il FAI, l’ANCI, la Federcultura.
Posso concludere con qualcosa che sento. L’arte, la musica e la poesia
non hanno e non devono avere un colore politico. Questa è la loro magia.
La cultura invece questa è tra virgolette, l’hanno detto altre persone: “è lo
strumento che ci permette di giudicare anche chi ci governa.” Io quindi,
pur condividendo la possibilità e l’importanza di questa convenzione che
comunque, vuole dare qualcosa all’Università, ritengo che lo stato debba
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garantire la sopravvivenza dell’Università e della scuola, e pertanto, come
voto di protesta, voterò astenuto.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Consigliere Milesi. Se non vi sono più interventi, è possibile
passare alla votazione che sarà duplice per l’immediata esecutività.
Quindi, invito tutti i Consiglieri a prendere posto.
Nessun altro Consigliere chiede di intervenire per cui il Presidente del
Consiglio pone ai voti palesi (per alzata di mano) la deliberazione in
argomento ed accerta – con l'assistenza degli scrutatori – l'esito della
votazione: presenti n. 30 Consiglieri; votanti n. 26 (temporaneamente
assenti Doldi, Malvezzi, Virgilio, Zaghen); favorevoli n. 24; astenuti n. 2
(Dusi e Milesi).
La deliberazione è approvata a maggioranza.
Il presidente del Consiglio pone ora ai voti palesi (per alzata di mano)
l'immediata eseguibilità del presente provvedimento ed accerta – con
l'assistenza degli scrutatori – l'esito della votazione: presenti n. 30
Consiglieri; votanti n. 27 (temporaneamente assenti Doldi, Malvezzi,
Zaghen); favorevoli n. 27.
La deliberazione è immediatamente eseguibile.
L'atto viene inserito al n. 146 del registro delle deliberazioni
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
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Come convenuto nell’ufficio di presidenza trattiamo l’ultimo punto prima di
terminare la seduta odierna:
Oggetto n. 5 dell'Ordine del giorno
MOZIONE PRESENTATA DALLA CONS. MILESI RELATIVAMENTE A
GOMME DA NEVE A BORDO, RITIRIAMO L’ORDINANZA O DIAMO UN
CONTRIBUTO ALLE FAMIGLIE.
CONS. MILESI
Gomme da neve a bordo, ritiriamo l’ordinanza o diamo un contributo alle
famiglie. Con riferimento alla nuova ordinanza la n°251 emessa dal settore
infrastrutture stradali della Provincia di Cremona che stabilisce il
differimento al 3 dicembre 2010 l’entrata in vigore dell’obbligo che tutti i
veicoli abbiano a bordo catene, oppure, in alternativa, siano muniti di
pneumatici invernali, idonei alla marcia su neve o su ghiaccio fino al 31
marzo 2011. Considerato che, la nostra Provincia si trova nel bel mezzo
della Pianura Padana e non come ha scritto sul sito del Ministero del
Turismo qualche mese fa il Ministro Brambilla, che la nostra Provincia è
coperta da verdi colline, considerazione poi tolta il giorno dopo l’uscita di
un articolo apparso sul quotidiano La Provincia di Cremona. Ribadendo la
necessità di fare giusta e necessaria informazione ed educazione in tema
di sicurezza stradale, a tutti i livelli istituzionali con opportune risorse,
ritengo di fare alcune precisazioni. Preso atto che l’art. 122 del
Regolamento del Codice della Strada al comma 8 recita: il segnale catene
per neve deve essere usato per indicare l’obbligo di circolare a partire dal
punto d’impianto del segnale, con catene da neve o con pneumatici da
neve. Chiedo: le nostre strade Provinciali sono tutte attrezzate con segnali
100
di questo tipo? Omologati, aggiungo. Preso atto che la riforma del Codice
della Strada consente agli Enti proprietari di imporre gomme e catene a
bordo, anche quando la strada è asciuttissima ma, non ha cancellato
l’obbligo di avvisare i guidatori con la prescritta “segnaletica”. E affinché le
sanzioni siano reputate valide su tutte le strade su cui è in vigore
l’ordinanza deve obbligatoriamente essere posta l’apposita segnaletica.
Considerato che, la segnaletica di Legge non sembra esistere ancora in
quelle Province che hanno emesso ordinanze di questo tipo, i Ministeri
delle infrastrutture e dell’interno sono tuttora impegnati a stabilire le
caratteristiche dei nuovi segnali, mi domando quanto impiegheranno a
stabilirlo? Inoltre, quando pure i segnali saranno stati disegnati e
fabbricati, occorrerà metterli ovunque, anche le Provinciali del cremonese
sono un reticolo pieno d’incroci, come quelle del Milanese da dov’è partita
l’ordinanza. Considerato che, le catene da neve sono un pratico sistema
per superare le situazioni di neve improvvisa con forti pendenze, non
bisogna dimenticare due aspetti negativi dell’accoglimento. Molte vetture
di ultima generazione hanno, infatti, ruote cosiddette di dimensioni
generose e come viene scritto nel libretto di circolazione di alcune, non
sono catenabili. Questo per un oggettivo discorso di ingombro. Le catene
andrebbero a sfregare all’interno del passo ruota, danneggiando i freni, le
sospensioni e bracci della scatola guida. Inoltre, per Legge, con le catene
non si possono superare i 50 chilometri orari nella velocità massima.
Ritenendo che l’ordinanza avrebbe senso solo in momenti di vera
emergenza, ritenendo che le catene da neve a bordo da montare
dovrebbero essere consentite solo in caso di necessità, cioè nel caso in
cui il manto stradale è coperto interamente di neve o ghiaccio, e quando
non danneggino il manto stradale, altrimenti ben presto ci troveremo a
dover ripristinare tutti i manti stradali della Provincia. Visto il momento di
101
forte crisi che grava sulle famiglie cremonesi e italiane tutte, preso atto
che a prescindere dagli obblighi c’è un fatto incontrovertibile: si avverte
sempre più la necessità di una corretta educazione stradale. Ritenendo di
informare che in altri stati forse un po’ più nordici del nostro, succede
questo: Austria: dal 1° novembre al 15 aprile è con sentito recarsi in
Austria con autoveicoli di peso inferiore a 3,5 tonnellate in condizioni
climatiche tipicamente invernali, cioè neve, ghiaccio e neve bagnata, e
solo nel caso in cui siano mancati quattro pneumatici invernali e si
abbiano catene da neve a bordo da montare sulle ruote motrici in caso di
necessità. Le catene da neve sono consentite con alternativa solo nel
caso in cui il manto stradale sia coperto interamente da neve o ghiaccio, e
quando non danneggino il manto stradale stesso; Estonia: obbligo di
circolazione per tutti i veicoli nazionali e stranieri, con pneumatici invernali
dal 1° dicembre a fine febbraio con possibilità di estensione dal periodo in
relazione alle condizioni climatiche. Non sono permessi i chiodi; Finlandia:
obbligo di pneumatici invernali dal 1° dicembre a f ine febbraio per tutti i
veicoli che circolano sul territorio siano essi immatricolati...
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Mi scusi. Stiamo un po’ in silenzio, ascoltiamo il Consigliere parlare.
Prego.
CONS. MILESI
Francia: non c’è obbligo di pneumatici invernali, salvo apposita
segnalazione dei cartelli stradali. Addirittura su particolari tipologie di
strade, può essere prescritto l’utilizzo di catene. Sono ammessi
102
pneumatici chiodati da inizio novembre a fine marzo, limiti di velocità di 90
chilometri orari sulle strade extraurbane e di 50 chilometri orari in città. Il
veicolo deve essere identificato con un adesivo che segnala i pneumatici
chiodati. Germania: non esiste ancora una normativa che impone l’uso di
pneumatici invernali su tutte le strade. L’obbligo in alternativa le catene da
neve invece, sancite su alcuni percorsi montani in particolari condizioni
climatiche, previa segnalazione con cartelli stradali specifici. Non sono
ammessi pneumatici chiodati. Lettonia: obbligo di pneumatici invernali per
tutti i veicoli dal 1° dicembre a fine febbraio. Li tuania: obbligo di pneumatici
invernali per tutti i veicoli dal 1° dicembre al 1° maggio; Norvegia: tutti i
veicoli immatricolati nel paese hanno l’obbligo di circolare con i pneumatici
invernali, quelli con targa estera ne sono esenti ma, è consigliato l’uso.
Polonia: non è previsto alcun obbligo di pneumatici invernali ma, il
buonsenso ne consiglia l’utilizzo. Repubblica Ceca: non c’è alcun obbligo
di impiego di pneumatici invernali ma, il clima ne consiglia l’uso. Slovenia:
dal 15 novembre al 15 marzo vige l’obbligo di equipaggiamento invernale
vale a dire almeno due pneumatici invernali su due ruote motrici, o
comunque, quattro pneumatici estivi con profondità del battistrada di
almeno 4 millimetri; Spagna: non è previsto alcun obbligo di pneumatici
invernali, seppure in zone montane ci possono essere tratti regolamentati
da cartelli che impongono pneumatici MPS o catene da neve; Svezia:
l’obbligo di circolazione con pneumatici invernali è imposto soltanto per i
veicoli non nazionali ma, è vivamente suggerito anche per le auto
straniere; Svizzera: sostanzialmente non c’è obbligo imposto ma, l’uso dei
pneumatici ... è tradizionalmente diffuso, le compagnie di assicurazioni
che emettono polizze casco ne risarciscono in parte i danni riportati alla
vettura se equipaggiata con pneumatici estivi durante la stagione
invernale. Catene e chiodi sono ammessi e il loro uso anche per i veicoli
103
4x4 regolamentato da cartelli stradali con limitazione della velocità a 80
chilometri orari sulle strade extraurbane ... chiede al Presidente Salini che
qualora non volesse far ritirare l’ordinanza, desse all’ufficio preposto
l'impegno di almeno un capitolo di spesa per elargire un contributo per
l’acquisto di catene da neve alle famiglie cremonesi, coinvolgendo l’intero
Consiglio in questa mozione.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Consigliere è aperto il dibattito. Consigliere Araldi, prego.
CONS. ARALDI
Mi è sfuggita la normativa relativa all’Arabia Saudita. Consiglierei
comunque di cogliere l’aspetto positivo di questa storia, di quest’episodio,
di questa vicenda che, segna chiaramente come ugualmente il Presidente
della Giunta Regionale di Lombardia che impropriamente ritiene di essere
un governatore si preoccupa della nostra salute, ed è giusto che prenda
delle precauzioni. Mi aspetto infatti, che questa sia la prima di una serie di
ordinanze. Immagino che la prossima sarà l’obbligo di avere l’ombrello in
macchina da settembre a marzo. O in alternativa, quello che nell’800
chiamavano palamidone. Palamidone è un termine desueto, lo dico a lei
Presidente, perché è troppo giovane per ricordarselo, è un impermeabile
lunghissimo con cappuccio, che deve arrivare a 10 centimetri da terra.
Giolitti che era solito portare un affare come questo, era infatti nominato
palamidone, il vecchio Giolitti, naturalmente. La terza ordinanza che mi
aspetto in questi giorni, è l’obbligo, sempre da settembre a marzo di
munirsi di mutande di lana lunghe. Doverosamente bianche per i
104
maschietti, con una piccola eccezione per la Lega che le può mettere
verdi, e per le femminucce invece, mutande di lana lunghe colorate con
alcuni elementi di fru-fru che caratterizzano.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Consigliere Araldi. Consigliere Mazzocco, prego.
CONS. MAZZOCCO
Prima di entrare nel merito della mozione della collega Milesi, volevo fare
una dichiarazione in questo senso, visto quello che c’è scritto sui giornali
in questi giorni. Perché al di là di qualche normale differenza di opinioni su
singoli temi che mi sembra fisiologico, e la consapevolezza che tutto ha un
margine di miglioramento, il gruppo Lega Nord esprime un giudizio
favorevole riguardo all’attività svolta dai nostri Assessori, da tutti gli
Assessori di questa maggioranza. Noi auspichiamo che il lavoro di questa
Giunta si svolga sempre più in sinergia con i Consiglieri, in modo che si
riducano le possibili incomprensioni, che possono essere generate dalla
mancanza di comunicazione. Detto questo, noi abbiamo manifestato le
nostre perplessità riguardo al testo della prima ordinanza, perché mi
risulta che questa sia stata modificata. Noi pensiamo che i cittadini
debbono essere informati correttamente e si debba dare loro la possibilità
e il tempo di adeguarsi alle direttive. Ora io capisco il più che probabile
sconcerto della gente a fronte in un susseguirsi di ordinanze in un lasso di
tempo limitato. Probabilmente tutta questa vicenda avrebbe potuta essere
gestita meglio. Mi sento però di affermare che le modifiche apportate,
vengono incontro a parte delle osservazioni fatte dai Consiglieri e dai
105
suddetti cittadini. E quindi, esprime apprezzamento per il lavoro svolto
dall’Assessore e dagli uffici. Credo che il tema della sicurezza stradale sia
assolutamente importante. E su questo dovremo fare quindi una
riflessione. Credo che le catene servano in caso di neve ma, in generale,
siano più utili le gomme invernali, anche se il costo di queste rappresenta
per molti un ostacolo. Io penso che potremo comunque fare una
campagna di sensibilizzazione riguardo alla necessità di aumentare la
sicurezza stradale, promovendo l’acquisto di catene e gomme invernali,
magari per queste ultime, potremo chiedere un contributo ai costruttori,
affinché con adeguati sconti possiamo incentivarne l’uso. La collega Milesi
che ringrazio
per il tema sollevato, chiedo, viste le modifiche
sopravvenute, se può considerare il ritiro della mozione. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Consigliere. Consigliere Borghetti, prego.
CONS. BORGHETTI
Vista anche l’ora, cercherò di essere il più coinciso possibile soprattutto,
parlerò di questa ordinanza e non di quelle che potrebbero venire dopo.
Prima ancora devo fare però una precisazione, che ci tengo a dire che il
gruppo del PDL ha la totale fiducia di tutti gli Assessori nominati dal
Presidente Salini, dal primo che siede nei banchi della Giunta alla sua
destra, e dal primo che siede nei suoi banchi alla sua sinistra. È solo per
dire che non c’è né un primo e né un ultimo, non ho capito proprio... Non
solo questo qui. Chiaramente esprimiamo anche la nostra approvazione,
condivisione, del loro operato, nell’arrivare a svolgere tutte le operazioni
106
che sono necessarie affinché venga rispettato un programma per il quale il
Presidente salini è stato eletto, e noi l’abbiamo sottoscritto. Venendo al
tema specifico, faccio presente che uno dei temi cardini che sono stati nel
programma del Presidente Salini al momento dell’elezione era la
sicurezza e questo qui è un dato di fatto. Evidentemente la Giunta, che è
l’organo esecutivo della Provincia, ha inteso soprattutto valorizzare questo
tema, sul quale, io ripeto, noi ci eravamo espressi in campagna elettorale
quando abbiamo chiesto il voto ai cittadini. Ovviamente, i Consiglieri
provinciali, svolgendo anche compiutamente la loro azione prevista
dall’istituto democratico, portano le istanze dei cittadini essendo stati eletti.
E a questo punto abbiamo fatto alcune valutazioni, come Consiglieri,
innanzi tutto sulla tempistica. È evidente che questo tema che è venuto
fuori in corso d’opera chiaramente, è venuto perché c’è una normativa
intervenuta che è quella del nuovo Codice della Strada, che lascia ai
Sindaci per le Strade comunali e al Presidente della Provincia per le
Strade Provinciali, la facoltà di emettere ordinanze su questa questione.
Però come sappiamo, tutti i provvedimenti obbligatori per cui, comportano
anche l’acquisto di un qualche elemento, hanno necessariamente bisogno
di un certo tempo, e questo qui lo portiamo proprio come istanza da parte
dei cittadini, affinché innanzi tutto si possono tutti quanti premunire per
tempo e, dall’altro lato, non comportino delle alterazioni di quello che è il
mercato che, di nuovo sarebbero poi a svantaggio dei cittadini. Perché
ovviamente, le misure di sicurezza riguardo sia le catene che le gomme,
hanno costi, hanno costi variabili, a seconda delle case. Tra l’altro
affrontandole in un breve tempo è facile la possibilità che i negozianti o
comunque, i venditori, non fossero forniti a sufficienza di tutta l’ampia
categoria delle catene e quindi, evidentemente, chi è più avvantaggiato è
stato quello che se ne è premunito prima e quindi, magari ha privilegiato il
107
basso costo, piuttosto che un altro. Faccio un breve inciso alla Consigliera
Milesi per un’esperienza personale. Vedo che è molto esperta in queste
cose, mi sembra che ci sia, l’abbia detto, forse ho sbagliato, un
imprecisione. Ci sono gomme non catenabili, lo dico per esperienza
diretta. Ma, non è che non sono catenabili, sono catenabili solo che un set
di gomme per le cosiddette non catenabili, credo che questo, ho provato io
l’anno scorso, 350 e 400 Euro, perché dovevo andare in montagna, là sì
che c’è l’obbligo delle catene. Dal mio punto di vista ho deciso di non
andare in montagna ma, dopo anche di cambiare la macchina.
Ma,
questo cosa vuol dire? Vuol dire che... qual è l’elemento cardine? Che noi
siamo adesso in un periodo difficile, particolarmente gravoso per quanto
riguarda i cittadini, e quindi, tutto quello che comporta, che difficilmente
con gli equilibri economici all’interno di ogni famiglia che risultano molto
più precari rispetto a tempo fa, e quindi, tutto quello che comportano
quelle spese, è sicuramente influente e quindi, tutti quanti sono molto più
sensibili. Tenendo presente anche questo problema, credo che fosse
soprattutto questo problema. Io credo che un ordinanza di questo tipo,
qualora visto e considerato che lo dice la Legge, sicuramente, ha la sua
validità, necessita di tempi molto più lunghi affinché possa essere
applicata. Quello che penso io, e questo lo dico a titolo personale, qui
sono state fatte anche delle battute sugli oggetti. Ma, se noi riteniamo in
effetti ci sono degli elementi di sicurezza per la macchina, sarebbe molto
più giusto che già le macchine uscissero dalle concessionarie con
l’elemento obbligatorio. Perché voi non avete nessuna macchina, nessun
altro veicolo, che esce fuori dal concessionario, se non c’è la ruota di
scorta, la ruota di scorta è obbligatoria. Allora, ha molto più senso, perché
allora si regola sul mercato in un altro modo, chi va ad acquistare il mezzo
non è condizionato da altre questioni. Alla luce di tutto questo, io resto del
108
parere che questa ordinanza per il momento dovrebbe essere sospesa, e
riportarla in un ambito almeno molto più lungo riguardo all’anno venturo.
Anche perché dico questo, perché effettivamente poi anche i cittadini che
hanno già acquistato le catene in virtù di un ordinanza che è stata
emessa, ovviamente, non vengono ... nemmeno penalizzati, anche perché
hanno risposto a una sensibilizzazione sul tema che è sicuramente
corretta. E quindi, ecco, di valutare questa possibilità io ho visto, e ho
preso atto che la Giunta ha deciso per limitarla solo al periodo di neve,
però chiederei anche da parte dei cittadini e dalle istanze che ci sono,
effettivamente, di poter proporla almeno per l’anno prossimo. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La ringrazio Consigliere Borghetti. Ho visto delle prenotazioni. Consigliere
Trespidi, prego.
CONS. TRESPIDI
A me sembra che nell’elencazione di tutte le misure e i provvedimenti a
favore della sicurezza stradale, mi sembra che l’elencazione fatta dal
primo intervento mancavano le cose vere e giuste, nella direzione di avere
maggiore sicurezza. Io credo che l’intento dell’ordinanza che era già stata
emessa paro, paro l’anno scorso, perché non è di quest’anno l’ordinanza,
l’ordinanza era in vigore anche l’anno scorso negli stessi termini. Mi
sembra che nella gestione di com’è stata emanata stavolta, da com’è
stata presa, i comportamenti o il modo che si è comportata la nostra
Amministrazione, alla fine, sembra che crede poco anche lei nel
provvedimento
che
ha
emanato.
109
Mentre,
credo
invece,
che
il
provvedimento vada sostenuto, almeno io credo personalmente, come
UDC avevo ritenuto che il provvedimento andava sostenuto. Credo però
che, adesso non lo so a che stato dell’arte è la terza ordinanza, per cui,
molto probabilmente l’ordinanza non viene sospesa come chiedeva
Borghetti ma, molto probabilmente diventa inefficace perché in sostanza,
riprenderebbe solamente che si mettono le catene quando nevica, cosa
che è già in vigore da tempo, per cui, per queste cose qui non c’è bisogno
di provvedimenti di ordinanza. Credo invece, che sulla sicurezza stradale
bisognerebbe andare un po’ più in là. Ad esempio, il discorso degli alcool
test che oggi vengono previsti per quanto riguarda i controlli a campione o
altro. Prima era un provvedimento che, prima di mettersi in macchina
aveva il meccanismo che chi faceva l’alcool test per cui, se non eri adatto
a guidare la macchina non partiva, però sembra che questa cosa qui sia in
divenire ma, di ricchissima applicazione. Qualcuno dice che lo stanno già
sperimentando, però potrebbe essere una vera misura di sicurezza
stradale. Credo però che a questo punto annullare l’ordinanza non abbia
senso, neanche ritirarla, se è vero che è stata modificata per cui, come
dire, l’obbligatorietà c’è solamente in caso di neve, credo che la cosa
riprende i suoi binari. Rimanendo in tema di sicurezza stradale,
l’Assessore alla sicurezza ci ha detto che per quanto riguarda la Polizia
Provinciale, ci sono 6 o 7 agenti preposti a fare i controlli sulle strade
Provinciali, credo, quantomeno, va a fare i controlli nel territorio
Provinciale. Ecco, io credo che da questo punto di vista, di prevedere in
Bilancio che ci siano 25.000 Euro destinati all’acquisto di un telelaser e
quindi, 6.000 Euro destinati a pagare gli straordinari alla Polizia
Provinciale che è fare questi controlli, sia una cosa fuori luogo che venga
fatta dalla Provincia, perché qui continuiamo per apporre competenze a
competenze che sono già negli altri corpi di Polizia e gli altri già preposti a
110
fare questo tipo di azione. Io dico punitiva, perché non è preventiva,
preferirei che anzi, preferisco che i 25.000 Euro che sono al Bilancio
preventivo vengano destinati a fare azione preventiva ed educativa sulla
sicurezza stradale, non punitiva, com’è previsto e come viene concepita in
fase di Bilancio preventivo. Quindi, credo che, io non devo dare a nessun
Assessore attestato di fiducia o altro, io credo che l’operato che è stato
fatto dalla dirigente del settore e anche dall’Assessore, sia stato un lavoro
condivisibile, molto probabilmente tenuto conto di questa esperienza per il
futuro, sarebbe opportuno coinvolgere le Consulte dei Sindaci e anche
con loro fare un’azione e non dico educativa ma, quantomeno concertata
anche insieme a loro, considerato che abbiamo strumenti a disposizione,
utilizziamoli.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La ringrazio Consigliere Trespidi. Consigliere Biondi, prego.
CONS. BIONDI
Credo che intanto come dire, per onestà intellettuale si debba riconoscere
insomma, che questa è una vicenda gestita molto male, insomma. Poi
cerchiamo di uscirne assieme ma, riconoscere che un ordinanza che
viene messa dopo qualche giorno viene portata avanti di un po’ poi ci si
rende conto che quella non è la soluzione giusta e adesso si trova un'altra
soluzione. Ecco, io credo che se siamo tutti d’accordo, e io ne sono
convinto fino infondo, che il tema della sicurezza in generale ma, quello
della sicurezza stradale debba essere affrontato seriamente anche da un
Amministrazione Provinciale, io credo che questo non sia il modo di
111
gestire le cose, ecco. Io credo che in politica, l’ho detto più volte, il metodo
è sostanza e quindi, se si ha anche un obiettivo positivo ma, poi si
sbagliano i modi, si sbagliano i tempi, io credo che poi bisogna avere il
coraggio di riconoscere di avere sbagliato e credo che sia la parte tecnica,
che la parte politica su questa vicenda qualche responsabilità precisa ce
l’hanno e mi piacerebbe insomma, che in questo caso venisse
riconosciuta. Io credo che la soluzione che avete adottato nelle ultime 24
ore è una soluzione sbagliata, è una soluzione insoddisfacente, è una
toppa che è peggiore del buco, e quindi, io mi colloco su un impostazione
dell’intervento di Borghetti. Mi pare che il Capogruppo del PDL abbia
evidenziato correttamente e linearmente, coerentemente, tutti gli elementi
problematici di questa vicenda, e stia dicendo a questo Consiglio di
sospendere quest’ordinanza, se ho capito bene, però se non ho capito
bene correggimi, Borghetti, di prenderci il tempo necessario per fare in
modo che questa scelta quando verrà fatta, sia una scelta in qualche
modo coerente, capita dai cittadini, e che vada nella direzione giusta. Io
ho ricevuto fra l’altro, proprio in questi giorni, credo che l’abbiano ricevuta
anche alcuni di voi, una nota che arriva dalla CNA dove, gli stessi
gommisti e le stesse officine esprimono la loro difficoltà, difficoltà oggettiva
ad andare incontro alla richiesta, e guardate che il problema secondo me
non è tanto sulle catene da neve che va bene, che uno si mette in
macchina quando nevica, e questo è evidente e fra l’altro io non è che
abbia visto tantissime macchine con le catene nel nostro territorio,
secondo me il problema invece, è quello di creare le condizioni affinché
con il tempo si arrivi ad avere pneumatici invernali ecco. Io credo che
questo dovesse essere l’obiettivo, è lì il salto di qualità a livello di
sicurezza e se vogliamo arrivare lì, dobbiamo cercare di fare in modo che i
cittadini siano messi nelle condizioni di fare questa scelta, di poterla fare e
112
quindi, di avere il tempo di programmare i costi per le officine che ci sia il
tempo di avere il materiale e quindi, come dire, un percorso che va gestito,
dicevo, con più equilibrio. Ecco, quindi, se il Consiglio Provinciale è
d’accordo, io credo che si possa recepire questa proposta che ha fatto il
Capogruppo del PDL, chiedere la sospensione di questo intervento, che
mi pare peraltro, vada anche incontro a molte cose che ho letto dagli amici
della Lega, perché capisco che in questo momento sia giusto per ragioni
politiche esprimere la solidarietà nei confronti della Giunta, dell’Assessore
che, fra l’altro, nessuno della minoranza in questi giorni ha messo in
discussione, però mi pare di avere letto che anche la posizione della Lega
andava in questa direzione. Adesso io non so se è cambiata quest’ultima
decisione se Giunta ha modificato qualcosa, però io credo che se questo
Consiglio decidesse di mettere i cittadini nella condizione temporale di
potersi adeguare ad un provvedimento che ha un senso, stabilendo un
tempo congruo, io credo che questa possa essere una scelta che può
trovare da parte del Consiglio una convergenza. Oltretutto mi sembra una
proposta costruttiva piuttosto quella di dire no, va bene, la ritiriamo, punto
e basta, assumetevi la vostra responsabilità perché comunque, come dire,
la vostra figura l’avete già fatta. Quindi, io invece credo che possiamo
uscire con una posizione condivisa e penso che non abbia parlato a titolo
personale il Capogruppo del PDL e io sono disponibile a sostenere
almeno questa volta, invece, sono disponibile a sostenere la sua
posizione.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Mi chiede la parola il Presidente. Prego, Presidente Salini.
113
PRES. SALINI
Ho chiesto il permesso, non ho voluto farlo d’imperio, ecco. Solo per
precisare che l’ordinanza è sottoscritta da un dirigente e quindi, non è nel
potere né della Giunta, né del Consiglio di ritirarla.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Consigliere no, io ho il Consigliere Virgilio iscritto. (voci fuori microfono)
Uno alla volta. D’accodo. Do la parola a Dusi, invitandolo la prossima volta
a premere il pulsante. Dusi, prego. Se il Dusi non parla, perde il posto.
CONS. DUSI
Innanzi tutto le ordinanze sono ordinanze quando possono essere
eseguite. Perché sennò non sono ordinanze. Sono cose diverse dalle
ordinanze, sono cose che vorrei dire non ordinano perché non possono
essere eseguite, sono pagliacciate. Io dico che un dirigente che abbia un
po’ di buonsenso, non può fare un ordinanza il 24, emettendo un
ordinanza di gomme e catene per il 25. Non può fare un ordinanza il 26 e
mettere l’ordinanza per il giorno 3, non è questo il sistema, metodo, e
modo di affrontare problemi così gravosi, così gravi, ma anche così
importanti, credo, per i cittadini del territorio Provinciale di Cremona. È per
questo che dico che quando si ordina, anche se è un dirigente, il dirigente
va richiamato al rispetto delle regole. Credo che il dirigente non sia un
soggetto che non può essere richiamato. Io penso che proprio perché se
un dirigente sbaglia, anzi, deve essere richiamato ma, ancor di più oggi.
Perché oggi ci troviamo con il 60/70% della gente che non ha né catene,
114
né gomme, ed è in cerca di catene e di gomme da 10 giorni e che quindi,
si trova a fronteggiare una situazione che secondo me è paradossale,
perché fa la fila, perché rischia di pagare le stesse catene e le stesse
gomme il doppio, perché questo è quello che sta avvenendo, e che quindi,
credo che sia la cosa completamente sbagliata. Ed è per questo che, io
penso che informare il dirigente che questa ordinanza non ha senso ma,
può essere evitata e comunque, può essere sospesa, credo che sia la
cosa fondamentale, perché signor Presidente, oggi dichiaro, sappiamo
che una grossa fetta di cittadini della Provincia di Cremona, me compreso,
non hanno le gomme da neve e non ha le catene, perché non ce ne sono,
perché sul territorio non ce n’è. Addirittura, hanno stipulato su quel di
Parma e su quel di Brescia. Addirittura hanno già sbancato le officine di
Parma e di Brescia e i magazzini di Parma e di Brescia. Ora, queste cose
non si fanno. E secondo me non si fanno in una situazione di questo tipo.
Ma, secondo me vanno gestite ed affrontate in un modo diverso, in un
modo più responsabile, in un modo che permetta poi di affrontare le
ordinanze, che l’ordinanza possa essere motivo di adempimento e di
completamento di quanto si va ad ordinare. Questa è secondo me la
posizione. Ritengo opportuno quindi, appoggiare quanto ha detto il
Capogruppo di maggioranza, chiedendo la sospensione. Dopo di che,
secondo me servono un paio di mesi, però fra l’altro... serviranno minimo
un paio di mesi perché la stragrande maggioranza dei cittadini possono
mettersi quantomeno nel rispetto dell’eventuale ordinanza in regola e
quindi, credo che si possa poi attivare veramente l’ordinanza e far
funzionare quello che dovrebbe funzionare ma, con il buonsenso.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
115
Grazie Consigliere Dusi. Consigliere Virgilio.
CONS. VIRGILIO
Sì, signor Presidente. A questo punto io chiederei alla Consigliera Milesi
che ha presentato l’ordine del giorno, eventualmente di modificare il
dispositivo finale e di introdurre, appunto, quest’esigenza che è
largamente condivisa della sospensione. In questo modo, credo che
possiamo così consentire al dirigente di cambiare per la quarta volta il
dispositivo. Mi domando per quale motivo l’abbia cambiato nel corso di
queste settimane, probabilmente perché come dire, c’è stata una
pressione politica. E quindi, non credo che sia come dire, legittimo e
giusto scaricare tutto sulla figura di un tecnico. Cioè questa cosa è andata
a suscitare un dibattito politico. Io condivido il ragionamento di
responsabilizzare i cittadini, anche alla luce dei tagli che abbiamo
precedentemente visto con la presentazione del Bilancio. Però io credo
che, un Amministrazione deve venire incontro a quest’aspettativa. E
quindi, mettersi in un ottica di accompagnare determinati processi,
sensibilizzare. Questa cosa non è stata gestita particolarmente bene. Io
ho provato a vedere la polemica rispetto alla tanto discussa ordinanza che
è uscita in Provincia di Milano. Lì c’è stato un preavviso di quasi un mese.
È uscita il 19 ottobre, per entrare in vigore quasi un mese dopo, il 14
novembre. Noi abbiamo fatto questo percorso all’interno di 8/9 giorni. E
quindi, questa tempistica non ha consentito nessun tipo di comunicazione
con i Sindaci, nessun tipo di comunicazione con i consumatori, nessun
tipo di comunicazione con i fornitori. E poi, c’è un aspetto di carattere forse
un po’ più politico. Io ho apprezzato molto le parole della Lega e del PDL
anzi, di alcuni esponenti del PDL che hanno manifestato contrarietà
116
rispetto a questo provvedimento. Però io da questo punto di vista mi
chiedo quale tipo di feedback ci sia fra i Consiglieri di maggioranza e la
loro Giunta, perché nel momento in cui questa contrarietà poteva avvenire
un attimo prima, noi ci risparmiavamo tutto questo disagio e tutto questo
clamore, tutta questa difficoltà a livello di informazione da parte dei
cittadini. Mi dispiace dell’atteggiamento della Lega, perché la Lega è
passata dallo sfiduciare l’Assessore di riferimento, qualche giorno fa...
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Comprendo, ma non è obbligatoria la presenza, quindi, formalmente, non
posso che invitare, non posso obbligare nessuno. Prego, Virgilio.
CONS. VIRGILIO
Stavo dicendo che mi dispiace per l’atteggiamento che ha avuto la Lega.
Io ho condiviso molto anche la sua battaglia in questi giorni. Ho trovato
eccessivo da parte del loro Segretario questo atteggiamento di sfiducia
verso l’Assessore, a quanto pare oggi loro vanno a sfiduciare il loro
Segretario, perché vanno a smentire tutto un percorso anche forse
eccessivamente polemico. Io sono per la sospensione perché tre
ordinanze nell’arco di 10 giorni, sono forse un po’ troppo eccessive,
potremo andare a creare confusione. Credo che invece, si potrebbe
andare a ripristinare un percorso anche virtuoso, di condivisione con i
nostri Sindaci, noi abbiamo istituito le Consulte, le Consulte potrebbero
essere uno strumento adeguato per un confronto sereno, per magari,
porre in essere un ordinanza che pone anche dei limiti, dei divieti. Però
117
credo che sia importante andarla a condividere con il territorio, con le
Associazioni dei consumatori, per esempio. Per questo motivo, chiedo alla
Consigliera Milesi di modificare il suo dispositivo finale, e di introdurre
l’esigenza di sospendere questa ordinanza.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Consigliere Virgilio. Consigliere Agazzi, prego.
CONS. AGAZZI
Io brevissimo, anche perché ho solo 44 secondi mi hanno detto. Quindi, il
tempo necessario per esprimere forse un po’ in controtendenza una
preoccupazione che investe l’aspetto amministrativo nel momento in cui
l’amministrare ha delle ricadute molto concrete sui cittadini, sul loro
quotidiano, e sulle loro spese. La preoccupazione è di questo genere,
ecco perché è un po’ in controtendenza, un eventuale sospensione anche
di questa terza versione dell’ordinanza, secondo me, acuisce il problema
della disparità tra le situazioni di fatto che nel frattempo si sono create.
Perché qualcuno ha già provveduto all’acquisto, qualcuno magari è già
pure
stato
sanzionato,
per
non
averlo
fatto
e
quindi,
la
mia
preoccupazione, non lo so, sto parlando in maniera teorica, non ho dati...
Ecco, allora questa è una situazione di fatto che per fortuna non si è
determinata. Si è però sicuramente determinata la situazione di fatto di chi
ha provveduto ad adeguarsi all’ordinanza vigente in quel preciso
momento. Ecco, la mia preoccupazione è che un quarto intervento
acuisca il problema d’una disparità fra situazioni di fatto determinatesi nel
resto del mondo che non si è adeguato, sostanzialmente, e alla fine ha
118
avuto ragione, ecco. Finisco. È evidente che questo se accade, contiene
in se un deficit di programmazione. Pur tuttavia dico, la situazione attuale,
cioè
la
terza
versione
dell’ordinanza,
è
così
poco
impattante,
sostanzialmente, così ridotta nei suoi effetti, che forse, potrebbe
considerare di preservarla evitando di creare altre disparità. Io sto
cercando di ragionare sulla base della concretezza in essere. E dal punto
di vista politico l’ultima preoccupazione me la consentirete di esprimerla,
riguarda le nostre maggioranze in alcuni Enti locali del territorio
Provinciale, che hanno una discreta capacità e tendenza ad annunciare
mozioni di sfiducia nei confronti di Assessori. Ecco, comunque l’Assessore
Leoni ha la nostra fiducia.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Consigliere Agazzi. Vedo iscritto Torchio. Prego, Consigliere.
CONS. TORCHIO
Il dibattito ha messo in luce che non c’è un argomento politico e quindi, gli
accenti dell’ultimo intervento mi sembrano da escludere, perché nessuno
ha chiesto la testa di qualcuno, si è solo insistito per intervenire su un
provvedimento che è nelle facoltà di un dirigente, però ha avuto un
implicazione esterna, talmente forte, talmente evidente che ha portato il
mondo politico a fare le valutazioni e delle riflessioni. E in questo caso se
è vero che esiste la Legge Bassanini che assegna al dirigente l’autonomia
d’intervento, è altrettanto vero, però che esiste il momento amministrativo
e politico che può fare la differenza. Ed è in questo senso che interventi
molto sereni dei colleghi di maggioranza e ritengo anche di opposizione, si
119
sono rivolti. Il provvedimento non s’ha da fare, va tolto. Se io debbo
riferirmi a quello che è successo in questi giorni, posso dire di imprese che
hanno speso anche diverse decine di biglietti da 1.000 Euro per mettere in
regola i loro autocarri. E in un momento di difficoltà, posso dire che la
confrontazione con Mantova, con cui si vuole fare un ragionamento
superiore in termini territoriali, dimostra che Mantova non ha, in questo
caso come diverse Province finitime adottato questi provvedimenti, anche
Province che hanno rilevanti superfici rivestite a montagna e a collina.
Allora c’è un problema, sostanzialmente, di attenzione rispetto a questa
equità che va dimostrato nei fatti. Io penso che, in questo caso la politica
riassumerebbe un po’ anche un significato di rispetto di quella che è la
volontà degli amministrati. E si tradurrebbe sicuramente in un momento
che passato il giorno di domani in cui ci può anche essere qualche
polemica, possa portare tante persone che si sono ribellate in questi
giorni, me compreso, perché giro da quattro giorni con un chiodo in una
ruota e non riesco a toglierlo, per fortuna, perché se lo togliessi andrei a
piedi, mentre, invece, per fortuna tengo il chiodo perché... e non ho trovato
ancora né a Cremona, vi dicono i nomi e gli indirizzi, né a Bozzolo chi è in
grado di togliere un chiodo, ho sempre davanti una muraglia umana, di
persone imbufalite che chiedono di fare in un anno la fornitura. Allora, di
fronte ad un gesto di questo tipo, la politica può fare un passaggio
superiore che è quello di ritirare il provvedimento. E non me ne voglia il
funzionario, a cui io rivolgo tutta la mia stima. Ma, ci sono delle cose che
sono più forti, l’evidenza e la realtà sono più forti delle ordinanze,
soprattutto quando siamo accerchiati da altri territori che queste ordinanze
non hanno fatto.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
120
Grazie. La parola al Consigliere Barbati.
CONS. BARBATI
Grazie Presidente. Bene la misura legata alla sicurezza ma, bisognava
lasciare ai cittadini il tempo per attrezzarsi ed informarsi. Così lo scorso 7
novembre il Presidente della Provincia di Milano Livio Podestà ha
sentenziato attraverso il mezzi di stampa, di ritirare la stessa ordinanza
che era stata presentata nella Provincia di Milano, appunto. Mi dispiace
deludere qualche collega del Centrosinistra, semmai aveva pensato
qualcosa di diverso ma, noi non abbiamo nessuna mozione di sfiducia, né
nei confronti dell’Assessore, né nei confronti del nostro Segretario.
Abbiamo con forza voluto chiarire la nostra posizione in merito ad un
provvedimento che non ci piaceva, così come concepito in tutta velocità.
Apprendo oggi dai giornali e da quanto ho sentito nel Consiglio
Provinciale, che la posizione dell’Assessore e dei dirigenti è molto
cambiata. La stessa Provincia, Il Quotidiano, dichiara che l’ordinanza è
drasticamente cambiata. Per cui, ritengo che dobbiamo considerare il fatto
che molti cittadini si sono già attrezzati. Per cui, se noi sospendiamo
l’ordinanza, questi cittadini oltre al danno subirebbero anche la beffa, a
mio parere. Per cui, ritengo che un passo in avanti l’Assessore ed i
dirigenti l’abbiano fatto. Mi permetto solo di ricordare una cosa
all’Assessore Leoni. Ho letto anche... io faccio parte del gruppo Lega Nord
ho letto sui giornali che ha ricevuto la solidarietà di alcuni Assessori, e
questo mi fa piacere, però devo anche dire che se avesse continuato con
quel provvedimento, avrebbe perso la solidarietà dei cittadini. E questo, tu
che hai fatto il Sindaco, lo sai meglio di me, per uno che fa politica e che
121
amministra, è una delle cose peggiori. Quindi, torno a dire che sono
soddisfatto, in parte, delle modifiche che sono state apportate a questa
ordinanza. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Barbati. Non vedo attualmente altre prenotazioni da parte dei
Consiglieri Provinciali. Tocca a Milesi, sì.
CONS. MILESI
Il Consiglio, o comunque, l’opinione di Virgilio Capogruppo del PD, chide
di modificare la parola ritirare con la sospensione dell’ordinanza. Quindi, io
ritengo e chiedo di sospendere l’ordinanza emessa dall’ufficio preposto. E
chiedo naturalmente, che venga messa in votazione.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie. Allora, mi chiede la parola l’Assessore Leoni. Prego, Assessore.
ASS. LEONI
Solo per dare due o tre precisazioni prettamente tecniche per dare la
possibilità ai Consiglieri di meglio definire e affrontare la chiusura di
questa partita. Ci tengo a precisare come giustamente non mi ricordo chi
l’ha anticipato, che l’ordinanza non nasce in quest’ambito 2010 ma, è un
percorso iniziato nel 2009 con ordinanza già vigente nel 2009, un
ordinanza che era nata su un bisogno nel 2009 e sull’esigenza legata
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prettamente ad una situazione di pericolosità legata al Peduncolo, e vi
spiego anche, quindi vi do le delucidazioni in merito, in quell’occasione
che cosa successe. Fondamentalmente al Peduncolo si fermò il traffico
perché non essendo regolamentato quel dislivello stradale da quota 0 a
quota +6, quel dislivello stradale aveva creato delle condizioni di
pericolosità grave, tanto è vero che dei camion e autoarticolati si giravano
su se stessi bloccando il traffico di quella infrastruttura. A fronte di
quell’esperienza, oserei dire la prima volta, come Amministrazione
Provinciale, ci siamo messi in gioco come giustamente diceva Borghetti,
su quelle che erano le linee programmatiche, sulla sicurezza, e abbiamo
iniziato a ragionare sul percorso da portare avanti. Quest’anno abbiamo
riproposto oserei dire, la medesima impostazione di ordinanza, con tutti i
riferimenti di Legge, e limitata esclusivamente, lo sottolineo e lo rimarco, ai
punti critici della Provincia, non sui 200 e rotti chilometri di Strade
Provinciali, solo nei punti pericolosi della Provincia, legati ad un obiettivo
che è unico e unico tema: la sicurezza delle famiglie. La sicurezza che è
messa in discussione dal senso civico delle persone: cremonesi, o
bresciane, o quelle che siano. Chi vive la strada si deve porre il problema
della responsabilità civica nei confronti degli altri che vivono la strada.
Questa è la modificazione nobile, credo, permettetemi, per la quale siamo
andati avanti sul nostro percorso. Limitando e lo ribadisco ancora,
esclusivamente i punti critici. È vero, non si può negare, è vero, la
tempistica. La cittadinanza probabilmente, con quella ordinanza del 2009
probabilmente non ne ha preso atto o non ha recepito quell’ordinanza.
Oggi probabilmente ha avuto più clamore. Ben venga, mi viene da dire,
perché comunque un risultato positivo, permettetemi, l’abbiamo ottenuto.
Abbiamo sensibilizzato la gente, non abbiamo creato psicosi come
123
qualche Consigliere ha tentato di fare. Perché ... oggi nessuna multa è
stata fatta. Io ho taciuto, mi scusi.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La prego di lasciar parlare l’Assessore, Consigliere.
ASS. LEONI
Sto dicendo praticamente che a fronte dell’azione, a fronte dell’ordinanza,
ponendo l’ascolto al territorio e ai cittadini, quelli che hanno come diceva
giustamente il Consigliere Agazzi, che si sono attivati per ottemperare a
quell’ordinanza, abbiamo pensato di approfondire in modo molto attento
l’argomento a livello di Ministero, abbiamo avuto dei chiarimenti
sull’interpretazione della norma, e abbiamo cercato di andare incontro in
modo condiviso con il Prefetto, in modo fortemente condiviso con il
Prefetto, proprio legandoci a quella che è la motivazione vera e forte
dell’ordinanza, la sicurezza, e abbiamo valutato le varie opzioni con il
Prefetto, sospendere l’ordinanza o migliorare quella in essere vigente che
tutt’oggi è vigente. Ebbene, abbiamo condiviso con il Prefetto, che l’azione
giuridicamente sostenibile sarebbe stata solo ed esclusivamente quella di
andare incontro ai cittadini, creando le condizioni temporali, legate alla
specifica della situazione meteo. Perché è quello che dice l’interpretazione
della norma. Quindi, l’ordinanza sarà vigente e potrà essere applicata solo
dove i punti critici sono segnalati da cartellonistica, e solo in caso di neve
e condizioni meteo fortemente insostenibili. Faccio tesoro delle indicazioni
della Lega, faccio tesoro delle indicazioni dei Consiglieri, e sarà mio
compito nel 2011 fare un passaggio con le Consulte dei Sindaci, per
124
creare o tentare di creare una formazione culturale che oggi manca, per
portare a far capire alla gente che non sono le catene che risolvono i
problemi in Pianura Padana, ma sono le gomme termiche. Quindi, da
subito inizieremo con le Consulte, come primo argomento, sarà quello di
fare vera informazione affinché nel 2011 e nel 2012 si possa arrivare a
pensare che tutto il territorio correttamente segnalato, possa essere
applicata un ordinanza estesa su tutto il territorio.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Assessore. Consigliere Mazzocco.
CONS. MAZZOCCO
... Noi come Lega Nord riteniamo di respingere questa proposta, e se
viene mantenuta, voteremo contro anche alla mozione. Noi sentito anche
l’Assessore, riteniamo che potevamo sicuramente lavorare meglio, e ne
siamo tutti consapevoli. Però quello che è stato fatto mi sembra che vada
incontro
a
tante
richieste
di
Consiglieri.
Adesso
sospendere
quest’ordinanza vorrebbe creare maggiore sconcerto nei cittadini,
vorrebbe dire creare confusione più di quanto già ce ne sia. I propositi
dell’Assessore sono positivi, tengono conto delle osservazioni di tutti i
Consiglieri, però per noi ripeto, con il proposito di migliorarci per il futuro,
riteniamo che questa ordinanza debba rimanere così com’è stata
espressa nell’ultima stesura. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
125
Grazie Mazzocco. Assessore Lena, prego.
ASS. LENA
Volevo solo fare due considerazioni ovviamente, non legate all’ordinanza,
perché ne avete già parlato voi. Voglio solo ricordarvi una cosa: quando
nevicherà e vi ritroverete su qualche cavalcavia o sotto qualche
sottopasso, con qualche camion di traverso, pensate se l’avete tolta o
meno l’ordinanza. Detto questo, faccio riferimento a Trespidi che mi ha
tirato in ballo prima. Ha parlato di un capitolo di 25.000 Euro, parlando di
autovelox. Cioè un autovelox più altre cose, non c’è solo un autovelox. Va
bene, telelaser, il telelaser costa meno, probabilmente, sì. Detto questo,
faccio soprattutto un conto sui 15.000 Euro di straordinari. Allora, se
vanno bene, non ho capito a cosa dovrebbero andare bene questi 15.000
Euro. Sta di fatto che noi abbiamo gli Agenti della Polizia Provinciale dalle
sette del mattino alle sette di sera, sabato e domenica compresi. Però se
abbiamo la necessità per farli uscire di notte, e qui mi riferisco a
controllare il fiume se pescano di frodo, piuttosto che fare gli alcool test di
notte, dobbiamo avere gli straordinari per pagarli, altrimenti non escono.
Quindi, questa critica mi è sembrata un po’ gratuita. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie a lei, Assessore. Dobbiamo mettere in votazione... (voci fuori
microfono) allora, se vuole fare un intervento è ancora aperta, non è
ancora chiusa.
CONS. MAZZOCCO (FUORI MICROFONO)
126
ASS. LENA (FUORI MICROFONO)
CONS. MANARDI
... Indipendentemente se ho le catene o meno. Perché se questo è il
ragionamento, il primo ragionamento da fate non è dire ai cittadini di
mettere le catene o le ruote da neve. Il primo ragionamento da fare è di
rendere sicure le strade. Ecco perché chiedo la sospensione di
quell’ordinanza. Poi il problema della coerenza è un problema che non
tocca la Lega. Hanno sfiduciato il loro Segretario e hanno assolto quello
che dovevano sfiduciare. Una coerenza perfetta.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Mainardi. Consigliere Trespidi, prego.
CONS. TRESPIDI
Dichiarazione di voto. Ringrazio il Vice Presidente del chiarimento sui
15.000 Euro per lo straordinario, però com’erano messi nel Bilancio
preventivo sembravano destinati a quella che era la sorveglianza e quindi,
gli interventi da fare sulle strade con il tele laser. Prendo atto che non è
così, per cui, rimane sempre la questione del telelaser. Non sarò
scomunicato se dico che sono d’accordo con la posizione della Lega,
perché comunque, la posizione che ho già espresso prima rispetto
all’ordinanza, ritenevo che comunque, deve rimanere in piedi anche se
così riformulata, praticamente, è come se l’avessero ritirata.
127
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Consigliere Trespidi. Consigliere Gallina, prego.
CONS. GALLINA
Sì, grazie. Io farò un intervento per dichiarazione di voto, credo un pochino
più concreto degli altri. Noi adesso dobbiamo decidere se votare o no una
mozione; non dobbiamo decidere se sia buona una cosa o buona l’altra.
Tutti hanno fatto il loro intervento, hanno detto come la pensano,
benissimo, abbiamo tante idee diverse. Adesso dobbiamo fare un passo
avanti. Bisogna votare o non votare una mozione! La mozione originale
recita: chiedo al Presidente che, qualora non volesse far ritirare
l’ordinanza...
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Emendata è sospendere, se non sbaglio questo.
CONS. GALLINA
Far ritirare o sospendere, il concetto non cambia! In ognuno di questi due
casi non è possibile votare questa mozione, perché il Presidente non può
fare nessun atto che obblighi un dirigente a ritirare l’ordinanza emessa. La
seconda parte della richiesta della mozione, invece, merita un altro
ragionamento. Sarebbe stata anche votabile la seconda parte; sarebbe
possibile infatti impegnare risorse come richiesto, ma in questo caso però,
128
non sono d’accordo sul merito e quindi, avrei votato comunque contro
anche se fosse stato possibile votare la mozione. Concludendo, oggi con
la mozione modificata ed emendata, si chiede la sospensione. Né il
Presidente, né la Giunta, possono fare alcun atto che impegni il dirigente a
modificare quello che il dirigente ritiene di fare nei limiti delle sue
competenze. Quindi, c’è da decidere se votare o no una mozione. Come
ho già spiegato questa mozione secondo me non è ammissibile. Se non
venisse ritirata ovviamente il PDL voterà contro, come voterebbe sempre
contro ad una mozione che fosse inammissibile. Ognuno ha la propria
idea sul fatto delle gomme da neve o dell’ordinanza o non ordinanza, non
entro in merito. Questa mozione però non può essere accolta, deve
essere votata e bisogna votare contro. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
Grazie Gallina. Consigliere Virgilio.
CONS. VIRGILIO
Vorrei chiedere a questo punto al Segretario generale se è ammissibile o
no. Ricordando la nostra mozione sul... (voci fuori microfono) non
discutiamo sul niente, che senso ha?
(voci fuori microfono)
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
129
Allora, mi chiedono di rimanere in silenzio. Signori, per cortesia. Se
abbiamo terminato gli interventi è possibile mettere in votazione la
mozione.
Nessun altro Consigliere chiede di intervenire per cui il Presidente del
Consiglio pone ai voti palesi (per alzata di mano) la mozione in argomento
ed accerta – con l'assistenza degli scrutatori – l'esito della votazione:
presenti e votanti n. 28 Consiglieri; favorevoli n. 10; contrari n. 18 (Salini,
Ghidotti, Gallina, Agazzi, Malvezzi, Doldi, Chioda, Barbati, Mazzocco,
Gelmini, Zanisi, Degani, Trespidi, Bonaventi, Ghillini, Losio, Rossi,
Borghetti).
La mozione è respinta
L'atto viene inserito al n. 147 del registro delle deliberazioni
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI
La seduta è tolta. Buona serata. Grazie.
Fine ore 20,00
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cp 7 dicembre 2010 - Provincia di Cremona