CONSIGLIO PROVINCIALE DI CREMONA ADUNANZA DEL GIORNO 7 DICEMBRE 2010 L'anno duemiladieci, questo giorno sette del mese di dicembre alle ore 14:50 in Cremona, nell'apposita sala del Palazzo della Provincia si è riunito, a seguito di invito del Presidente, il Consiglio Provinciale con l'intervento dei Sigg.: Presenti Assenti Agazzi Antonio Araldi Massimo Barbati Filippo Benzoni Maurizio Biondi Giovanni Bonaventi Piergiacomo Borghetti Maurizio Castellani Vera Chioda Francesco Degani Fabrizio Doldi Andrea Dusi Giampaolo Gallina Gabriele Gelmini Manuel Ghidotti Carlalberto Ghillini Cesare X X X X X X X X X X X X X Presenti Assenti X X X - Losio Ivan Mainardi Cesare Malvezzi Carlo Mazzocco Franco Milesi Clara Rita Rossi Luca Salini Massimiliano Torchio Giuseppe Trespidi Giuseppe Vailati Eugenio Virgilio Leonardo Zaghen Ernesto Zanacchi Maria Rosa Zanisi Giacomo Maria Zelioli Rossella Presenti n. 26 Assenti n. 5 1 X X X X X X X X X X X X X X X - Risultano altresì presenti gli Assessori: Presenti Assenti BONGIOVANNI FILIPPO CAPELLETTI CHIARA FONTANELLA GIUSEPPE LENA FEDERICO LEONI GIOVANNI Presenti Assenti X - ORINI PAOLA X - X X - PINOTTI GIANLUCA SCHIAVI SILVIA X X - X X - SOCCINI MATTEO X - Partecipa il Segretario Generale della Provincia : Dott. Giorgio Lovili Il Presidente del Consiglio, Dott. Carlalberto Ghidotti constatando che gli intervenuti costituiscono il numero legale, dichiara aperta la seduta ed invita il Consiglio alla trattazione degli oggetti posti all'ordine del giorno. Il Presidente del Consiglio nomina scrutatori, ai sensi dell’art. 65 del Regolamento degli Organi Istituzionali, i Consiglieri Chioda e Gallina per la maggioranza e il Cons. Vailati per la minoranza Si dà atto che nel corso della seduta si sono verificati i seguenti movimenti fra i Sigg. Consiglieri: - Durante la comunicazione preliminare in ordine alla questione Tamoil entrano i Cons. Agazzi, Zanacchi e Doldi. I presenti sono n. 29. - Durante la presentazione della proposta n. 7876 (Relazione previsionale e programmatica – Bilancio triennale 2011/2013 e Bilancio di previsione per l’esercizio 2011) entra il Cons. Malvezzi. I presenti sono n. 30. 2 - Prima della votazione sulla proposta n. 7884 (Mozione presentata dalla Cons. Milesi relativamente a : “Gomme da neve a bordo, ritiriamo l’ordinanza o diamo un contributo alle famiglie”), escono i Cons. Zaghen e Araldi. I consiglieri sono n. 28 e in tal numero rimangono fino al termine della seduta. Inizio ore 14,30 PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Mi ha domandato la parola il Presidente Salini per una comunicazione su Tamoil. Gliela lascio. Prego, Presidente. COMUNICAZIONE PRELIMINARE DEL PRESIDENTE SALINI SULLA VICENDA TAMOIL PRES. SALINI Come sapete, in questi giorni ci sono stati diversi momenti di lavoro a cui le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali e l’Azienda hanno partecipato, affinché l’esito della prima fase del lavoro del tavolo sull’unità di crisi Tamoil istituito presso il nostro territorio riunitosi per due volte qui in Provincia, diventasse oggetto di lavoro in un tavolo nazionale per la convocazione del quale, si ritenne di chiedere l’intervento della Regione Lombardia, segnatamente del Presidente Formigoni e che sollecitasse l’attivazione di questo tavolo e la Prefettura per la funzione che, com’è 3 noto ricopre, in qualità di rappresentante del Governo sul territorio. Questo è accaduto e l’intervento sia della Prefettura che della Regione Lombardia e se mi è concesso, la compatezza e la chiarezza dell’esito del lavoro del tavolo sull’unità di crisi, hanno consentito che questo tavolo nazionale sia stato tempestivamente convocato, peraltro, anche presieduto da una convocazione delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali, presso la Commissione attività produttive del Senato. Questi due elementi di lavoro, in particolare il tavolo riunitosi ieri alla presenza del Ministro Romani, hanno dato e mi sento il dovere di rispondere positivamente alla sollecitazione che ho ricevuto da alcuni di voi di comunicare l’esito di questo lavoro, hanno dato un esito che in questo momento non è tale da fugare le preoccupazioni che tutti noi abbiamo, evidentemente. Perché la drammaticità della crisi di Tamoil rimane purtroppo intatta, la preoccupazione sul tema occupazionale rimane altissima come sempre, sapete che la preoccupazione sull’occupazione riguarda gli interni e gli esterni e quindi, l’indotto, però si registra in sede politica ma, non solo in sede politica perché il contenuto del lavoro di ieri è stato dotato di un livello di praticità e di pragmaticità davvero confortante, si registra una presa di posizione molto forte da parte del Governo, che ha chiesto con forza e con argomenti perlopiù mutuati dall’esito del lavoro del tavolo sull’unità di crisi, quantomeno l’annullamento del termine perentorio proposto alle organizzazioni sindacali da Tamoil per la fine di maggio come inizio dell’attività di dismissione, l’annullamento di quel termine e l’inizio di un lavoro sulla costruzione di un Piano industriale, fino ad ora non presentato, per la costruzione di piani industriali che consentono di conoscere nel merito il futuro dell’insediamento produttivo. Per cui, il tavolo sull’unità di crisi territoriale che aveva unanimemente respinto la proposta di dismissione avanzata ai sindacati, dopo avere incassato il 4 sostegno della Regione Lombardia, ha incassato, di fatto, il sostegno anche del Governo che si è unito, respingendo quel termine e chiedendo che venga presentato un Piano industriale che ci consenta di capire innanzitutto le ragioni della proposta e in secondo luogo, di negoziare sulla base di argomenti industriali non sulla base di comunicati stampa. Questo elemento è un elemento che pertanto ripeto, come dicevo in premessa, non ha tolto drammaticità alla situazione, la strada rimane in salita ma, ha certamente conferito ancora maggiore forza all’azione intrapresa da questo territorio. Erano presenti oltre le istituzioni anche i parlamentari del nostro territorio, l’Onorevole Pizzetti, l’Onorevole Comaroli, l’Onorevole Torazzi, la Senatrice Fontana, oltre com’è ovvio, il Comune, la Provincia e la Regione attraverso l’Assessore Rossoni. Era presente anche l’Onorevole Torchio, il Presidente della Provincia prima del sottoscritto che conosce molto bene la materia per averla affrontata prima di me, non senza drammaticità e mi pare che si possa condividere il giudizio che la strada intrapresa, ripeto, pure in salita, è la strada giusta, la strada della condivisone trasversale di una battaglia assolutamente sacrosanta. Segnalo inoltre che, l’Amministrazione Provinciale ha segnalato al Ministro, come già fatto anche in sede di discussione del tavolo sull’unità di crisi, che dal punto vista ambientale, visto che vi è anche un grosso tema importante riguardante il presidio delle prescrizioni di tipo ambientale, ecco, dal punto di vista ambientale l’esito della Conferenza dei servizi sulla messa in sicurezza operativa del sito ha generato una serie di prescrizioni, rispettando le quali il sito è in sicurezza. Pertanto, attuando le prescrizioni uscite dalla Conferenza dei servizi nella prima parte del 2010, inerenti la messa in sicurezza operativa del sito, quel sito non è incompatibile con un’attività di tipo industriale E segnatamente con l’attività di raffinazione. Non vi è incompatibilità fra le condizioni attuali del 5 sito, e l’attività di raffinazione. Vale a dire la messa in sicurezza operativa è in grado con le proprie prescrizioni, di assicurare che non vi siano nuovi sversamenti. Questo argomento è un argomento importante, non significa che il sito non sia inquinato, significa che l’inquinamento è fermo, è stato fermato, e che quindi, è possibile effettuare attività di raffinazione. Per cui, è possibile respingere la proposta di mantenere solo magazzino. Quindi, vi è una convergenza tra l’azione principale del negoziato che riguarda l’occupazione e l’azione connessa a questa ma, non principale, che riguarda il presidio di tipo ambientale. Le due cose convergono nell’assicurare la possibilità che si mantenga l’attività e quindi, l’occupazione. È chiaro che però, è questo il motivo per cui siamo tutti preoccupati, l’occupazione si mantiene se l’investitore continua ad investire. Speriamo che anche i competitors di Tamoil, sollecitati dal Governo, possano decidere di fare valutazioni industriali più approfondite su quel sito. Ciò detto su questo non aggiungo altro, avendomi dato la parola il Presidente la tengo ancora per 20 secondi, per riferire rispetto ad un argomento che abbiamo toccato nell’ultimo Consiglio e che abbiamo toccato anche in sede di discussione all’interno della Commissione Bilancio, che riguardava l’intervento proposto da alcuni Consiglieri per gli accadimenti del Veneto. Allora, vi è stata una discussione in Consiglio, una discussione in Commissione a cui è seguita una discussione in Giunta. La discussione in Giunta che ha cercato di tenere conto di tutte le delucidazioni che sono emerse, si è conclusa con la disponibilità da parte di questa Giunta, diciamo, a brevissimo termine, a valutare un’erogazione simbolica tra 5.000 e i 10.000 Euro, che chiaramente, non preclude che per eventi calamitosi di pari gravità, possono accadere anche in altre situazioni. È chiaro, tengo a precisarlo, che si tratta di un intervento che si ha la consapevolezza che si tratti di un intervento simbolico ma, gli 6 argomenti emersi dalla discussione, ci hanno permesso, tutti gli argomenti previsti nella discussione, ci hanno permesso di comprendere come anche un intervento di tipo simbolico a seconda di come viene poi destinato, penso ad esempio ai suggerimenti che sono emersi nell’intervento del Consigliere Dusi, a seconda di come destinato, può generare molto. È chiaro che questo, è inutile precisarlo, non preclude che i singoli Consiglieri come tutti i cittadini, liberamente possono decidere di aderire al dramma della popolazione veneta, come di altre popolazioni, con liberalità personale. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La ringrazio Presidente. Sappiamo benissimo che le comunicazioni non danno spazio a un dibattito comunque, visto che si tratta di un argomento così importante, non nego sicuramente la parola al Consigliere Chioda. Prego, Consigliere. CONS. CHIODA Voglio fare giusto due considerazioni. Intanto ringrazio la Giunta, il Presidente per la sensibilità dimostrate e soprattutto, nell’avere colto il messaggio che era quello del gesto simbolico. E seconda cosa ... devolvere il proprio gettone di presenza a favore di questa causa quindi, ecco, a favore delle popolazioni alluvionate ... L’ultima considerazione onde snellire le pratiche relative all’utilizzo di fondi, chiedo se è possibile devolvere una somma ad uno specifico Comune. È possibile accertare la possibilità di farlo, anche navigare su internet ... i Comuni più colpiti ... risultava semplice come considerazione. Per quanto mi riguarda il suo 7 suggerimento con il Comune di Caldonio in Provincia di Vicenza in quanto è senza dubbio uno dei Comuni più colpiti. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La ringrazio Consigliere Chioda. Consigliere Torchio, prego. CONS. TORCHIO Per associarmi e per dire che in queste vicende purtroppo c’è già una consuetudine che parte dall’Irpinia, dove abbiamo adottato San Michele di Serino, e in questi giorni è passato l’anniversario che tutta la comunità s’era mossa anche con una sinergia complessiva. Quindi, le istituzioni, i privati, le diocesi e chiunque, aveva concentrato di un unico punto: San Michele di Serino, perché per poter fare un’azione incisiva, occorre un coordinamento complessivo di tutte le iniziative. E questo è il primo punto e quindi, ben venga l’indicazione che è stata formulata alla quale anch’io penso di aderire. Debbo tuttavia soggiungere che non so come si farà nei confronti dei colleghi di Giunta ad individuare il gettone di una seduta ... Poi spetterà a loro, chiaramente, nessuno vuole interferire in questi fatti che sono liberi ed autonomi da parte delle persone, però mi risulta abbastanza problematico trovare la modalità. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La ringrazio Consigliere Torchio. Consigliere Dusi, prego. Prenotate magari ... il pulsante il vostro intervento, così io ho modo di verificare la vostra prenotazione. Prego. 8 CONS. DUSI (fuori microfono) PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La ringrazio Consigliere Dusi. Consigliere Gallina, prego. CONS. GALLINA Io come avevo già accennato la volta scorsa, sono contrario alla devoluzione del gettone in queste circostanze. Quindi, io dichiarò che non devolverò il mio gettone, che tra l’altro non prendo neanche! Fornirò l’importo equivalente del gettone fuori dal ruolo di Consigliere Comunale. Non so nemmeno quanto sia il gettone; però tale importo lo renderò disponibile affinché possa venire aggiunto all’eventuale cifra che verrà concordato di inviare a chi deciderete di inviare. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La ringrazio Consigliere Gallina. Consigliere Virgilio. CONS. VIRGILIO ... con quest’atto simbolico di solidarietà, con l’auspicio che la stessa attenzione e lo stesso gesto si potrà avere nei confronti di altri episodi, altri contesti, altre situazioni. E quindi, aderiamo sia come gruppo, sia personalmente. 9 PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La ringrazio Consigliere Virgilio. Allora bene, possiamo dare inizio alla trattazione dei punti iscritti all’ordine del giorno. Allora Milesi, prego. CONS. MILESI Io mi associo al Consigliere Virgilio in quanto, lui ha detto che comunque è stato anche detto poi dal Presidente che per qualsiasi altra necessità dovesse accadere qualcosa di così grave com’è accaduto nel Veneto, anche quindi per altre situazioni e altre realtà, altre Regioni d’Italia, possa essere fatto lo stesso trattamento e quindi, devolvendo una congrua cifra per quanto è nelle possibilità nei momenti di crisi la Provincia possa appunto elargire. Anch’io per solidarietà comunque, come gesto simbolico, perché con questo atto comunque, con il gettone di presenza dei Consiglieri, sono sicuramente un gesto simbolico, mi associo a devolverlo e comunque, chi sarà poi credo, non so se il ragioniere o comunque chi altro provvederà a devolverlo. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La ringrazio Consigliere Milesi. Consigliere Trespidi. CONS. TRESPIDI Sì, mi sembra che sia un approdo più che positivo, perché ha consentito alla Commissione affari istituzionale e Bilancio di valutare la questione ma, di valutarla anche nella Capigruppo per cui, credo che la soluzione 10 individuata dalla Giunta sia la soluzione migliore. Chiedo ai Consiglieri della Lega di individuare la persona e quindi, indichino quello che fa la raccolta della devoluzione da parte dei Consiglieri e di Assessori e che soprattutto si individui insieme il Comune al quale devolvere la cifra che si è raccolta. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Bene, grazie Consigliere Trespidi. Mi ha domandato la parola per un chiarimento l’Assessore Lena, prego. ASS. LENA Non è un chiarimento. È che io sposo in pieno la richiesta di Chioda, quindi, definiamo quale può essere la devoluzione da parte degli Assessori. Io come Assessore quindi, sono a disposizione. Poi, concordiamo se la cifra deve essere quella oppure un'altra, ci mettiamo d’accordo e spero appunto, di riuscire a risolvere questa cosa in tempi stretti. Per quanto riguarda quello detto da Virgilio, io non ho nulla in contrario a dire che vedremo, speriamo di non averne bisogno, ovviamente, però è chiaro che se ci saranno delle emergenze, noi dovremo rispondere comunque. Quindi, non è che adesso è un'emergenza del nord e allora bisogna rispondere e da un'altra parte invece l’emergenza non c’è ... perché questo era un po’ il sottinteso di Virgilio. Quindi, chi vivrà, vedrà insomma, sotto questo aspetto. Ok? PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI 11 La ringrazio Assessore. Mazzocco, prego. Consigliere Mazzocco. CONS. MAZZOCCO Grazie Presidente ... Consiglieri. Per chi deve occuparsi, noi chiederemo la disponibilità del Presidente del Consiglio a nome di tutto il Consiglio che porti avanti questa cosa. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Volentieri Consigliere, volentieri. Consigliere Borghetti, prego. CONS. BORGHETTI Si sente? Per dire che il gruppo del PDL condivide la scelta della Giunta, che recepisce anche quello che era stato il dibattito e alcune richieste e quindi, della devoluzione della cifra che sarà simbolica, però sicuramente ovviamente fa parte anche di altre considerazioni che riguardano il particolare stato economico anche della nostra Provincia. Per cui, noi lo condividiamo. Un inciso su una questione di altri paesi, città, italiane che possono essere in difficoltà. Io non faccio in questi casi un discorso istituzionale, mi sembra perfino pleonastico, doverlo dire, perché a me risulta che anche la Provincia, lo so perché c’ero presente, con il Presidente Torchio quando è successo e quando è successa la questione dell’Abruzzo ha devoluto, se non ricordo male, 25.000 Euro magari Torchio mi... Quindi, voglio dire, la Provincia è sempre stata, non vedo perché adesso bisogna stare qui a spiegare che ... è sempre stato così. Almeno, quando io ho partecipato e ho guardato sui giornali, ho visto che 12 la Provincia è stata solidale rispetto alle gravi difficoltà degli altri. L’ultimo inciso riguarda la questione della devoluzione come noi abbiamo già detto l’altra volta, siccome si tratta di cose esclusivamente personali, lascikamo libero ai vari Consiglieri e Assessori per quanto riguarda il nostro gruppo, di agire come meglio lo ritengono, e anche di dire o non dire quello che uno fa, perché pensiamo che in questi casi occorra la massima libertà e sensibilità nel fare le cose. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La ringrazio Consigliere Borghetti. Gallina, prego. CONS. GALLINA Per una precisazione. Cioè se si devolve il gettone, il gettone resta nelle casse e quindi, non c’è bisogno di nessuna raccolta o mi sbaglio? Uno devolve il gettone e resta nelle casse si aggiunge... PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI ... ci adopereremo per trovare una soluzione ottimale. CONS. GALLINA No, perché se viene dato fuori, allora stiamo facendo tutti quello che sto facendo io. Cioè nel senso... approfondite questa cosa. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI 13 Avremo sicuramente modo di trovare una soluzione ottimale per risolvere anche questo problema. Mi adopererò in prima persona io per cercare di raccogliere in maniera pulita questo nel senso ... da dove levarli e così. Passiamo alla trattazione del punto n°1 se non ci s ono più interventi. Il punto n°1 come concordato in ufficio di presidenza tratta di: Oggetto n. 1 dell'Ordine del giorno RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA. BILANCIO TRIENNALE 2011/2013. BILANCIO DI PREVISIONE PER L’ESERCIZIO 2011. PROGRAMMA TRIENNALE 2011/2013 ED ELENCO ANNUALE LAVORI PUBBLICI. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Abbiamo impostato i lavori garantendo ad ogni Assessore un quarto d’ora circa, per esporre la propria partita. Lascio la parola al primo Assessore al Presidente Salini, Bilancio, prego. PRES. SALINI Secondo me possiamo anche dedicare meno di un quarto d’ora... no, ho deciso parlo prima io, perché c’era una versione che prevedeva che facessimo prima il giro degli Assessori. Però possiamo anche dedicare meno di un quarto d’ora a testa anche per lasciare spazio poi alla discussione in sede di approvazione per cui, vedete voi cari Assessori, quanto dedicare. Allora, la discussione di questo Bilancio è una 14 discussione che arriva al termine di un percorso molto difficile, drammatico, sul quale siamo intervenuti più volte, sia negli altri Consigli, che nel dibattito politico generale che ha riguardato il nostro territorio e il paese più complesso. Un dibattito che ha visto colpita la nostra Provincia e la finanza pubblica nel suo complesso da una novità davvero imponente. La novità è quella della decisione definitiva da parte del Ministro Tremonti di assegnare a tutte le propaggini della dorsale amministrativa del nostro paese, l’onere di farsi carico della riduzione del debito pubblico. È chiaro che la distribuzione di questo onere avviene in maniera diversa a seconda dell’impostazione del Bilancio dei singoli Enti, quello che però è stato evidente a tutti è che, di fatto, al di là della diversa struttura del patto di stabilità, a seconda che si stia parlando della Regione, piuttosto che della Provincia, o la diversa, diciamo, distribuzione delle entrate e dei costi a seconda dell’Ente di cui si sta discutendo, però, di fatto, i tagli di cui discutiamo, sono tagli che si sono distribuiti in maniera sostanzialmente lineare su tutto il territorio. E questo ha generato non poche discussioni anche in sede politica, oltre che tecnica. Quello che rimane è che il nostro come gli altri territori, ha ricevuto per quello che riguarda il Bilancio di Amministrazione Provinciale, un grosso pugno nello stomaco che ha dei numeri ben precisi, che oggi io ho anche il compito di riportare, senza però concentrare l’attenzione solo sui numeri, perché è chiaro che in una sede politica com’è la sede del Consiglio Provinciale, la discussione oltre che raccogliere tutti gli argomenti di tipo numerico, diciamo, visto che stiamo parlando di Bilancio, deve arrivare a formulare delle ipotesi di proposta che siano tali da tenere conto del mandato politico che abbiamo ricevuto. Le cifre sono preoccupanti, sono meno preoccupanti in alcuni punti rispetto a quelle anticipate all’inizio della manovra, però restano preoccupanti. Abbiamo sui tagli per quello che riguarda i trasferimenti 15 statali su corrente, diciamo, pari a 2.000.000 di Euro per il 2011 e 3.300.000 per il 2012 e il 2013. Ricorderete, e qui faccio un piccolo inciso, l’ho fatto anche in Commissione Bilancio, mi sembra doveroso farlo anche davanti a tutti i Consiglieri. Ricorderete che le prime cifre indicate a questo riguardo erano diverse, si parlava di 3.500.000 sul 2011 e 5.000.000 sul 2012 e sul 2013. Ecco, il ridimensionamento di questo taglio, è stato determinato dall’esito della discussione tra lo Stato e i territori, e le Province, l’esito di questa discussione ha fatto sì che il taglio riguardi anche le grandi Province, cioè le 22 grandi Province che nella fase iniziale della discussione non erano coinvolte da questo taglio. La ragione in breve per cui non erano coinvolti da questo taglio le 22 grandi Province tra cui Milano, Bergamo, ecc. e che queste Province sono Province che non ricevono trasferimenti dallo Stato in parte corrente. Non le ricevono, perché hanno un assetto delle entrate tale, per cui, quando si decise di assegnare alle Province qualche anno fa, una parte del gettito IRPEF che è quella parte di cui stiamo discutendo e che per la Provincia di Cremona viaggia intorno ai 7.000.000/8.000.000 di Euro, notate un taglio di 2.000.000 o 3.000.000 su 7.000.000 non è quindi poco. Ecco, in quella fase si stabilì che le entrate correnti di queste grandi Province fossero tali da non rendere necessario questo trasferimento per queste 22 Province. Va da se che nel momento in cui il taglio, scusate i tecnicismi, però nel momento in cui il taglio riguarda i trasferimenti dello Stato, chi non riceve i trasferimenti dallo Stato, non riceve il taglio. Ma, questo è un assurdo, perché la motivazione per cui queste 22 grandi Province non ricevono il trasferimento dallo Stato, è semplicemente determinato dal fatto che hanno altre entrate molto più elevate. Allora, giustamente la discussione si è articolata in modo tale che il taglio che almeno fosse lineare. Ecco, diciamo, che riguardasse tutti. E quindi, il nostro pacchetto di taglio si è 16 proporzionalmente ridimensionato, pur rimanendo un importante importo come vi dicevo, di 2.000.000 sul 2011 e 3.300.000 su il 2012 e 2013. Vi è poi un altro elemento da segnalare fra i tanti elementi complessi da gestire in questo Bilancio, l’elemento che riguarda l’aggravio del vincolo sul patto di stabilità. Nel senso che, a fronte di un saldo che sul prossimo esercizio che ci era stato indicato originariamente pari a +1.500.000 di Euro circa, il saldo positivo che ci vede imposto a questo punto è pari a 2.600.000 circa. Quindi, dobbiamo essere un po’ più bravi di quanto si era ipotizzato originariamente, al momento in cui si stabilirono i vincoli del patto di stabilità. È chiaro che ancora anche quest’anno la battaglia delle Province, dei territori in generale a questo riguardo si è articolata e si è concentrata soprattutto per quanto riguarda il patto di stabilità ... Allora, giustamente, la discussione si è articolata in modo tale che il taglio che questo sì, fosse lineare, ecco, diciamo, che riguardasse tutti. E quindi, il nostro pacchetto di taglio si è proporzionalmente ridimensionato pur rimanendo un importante importo come vi dicevo, di 2.000.000 sul 2011 e 3.300.000 sul 2012/2013. E poi, un altro elemento da segnalare fra i tanti elementi complessi da gestire in questo Bilancio, l’elemento che riguarda l’aggravio del vincolo sul patto di stabilità. Nel senso che a fronte di un saldo che sul prossimo esercizio che ci era stato indicato originariamente pari +1.500.000 di Euro circa, il saldo positivo che viene imposto a questo punto è pari a 2.600.000 circa, quindi, dobbiamo essere un po’ più bravi, di quanto si era ipotizzato originariamente al momento in cui si stabilirono i vincoli del patto di stabilità. È chiaro che ancora anche quest’anno la battaglia delle Province e dei territori in generale a questo riguardo si è articolata e si è concentrata soprattutto per quanto riguarda il patto di stabilità. Sulla richiesta di poter usufruire di una quota superiore dei famosi residui passivi, si parla di questi residui sempre, residui passivi, di una 17 quota superiore allo 0,75% che è il limite oltre il quale oggi noi non possiamo andare nell’utilizzo appunto dei residui passivi, la richiesta è stata ancora che si potesse andare fino alla soglia del 4% ma, ad oggi non abbiamo notizie positive in merito. Per cui, la stretta diciamo, legato al patto di stabilità rimane di fatto invariata, anzi, maggiore per il saldo di 2.600.000 che riferivo. È chiaro che poi tutto quello che mi sembra che non è chiaro o su cui sarà necessario avere dei chiarimenti, ci sarà poi un momento nella discussione che ci consentirà eventualmente di entrare nel merito ammesso che sia questa la sede, ecco, di entrare nel merito dei residui passivi. Per quel che riguarda le entrate. Per quel che riguarda le entrate tributarie, cioè la parte più importante diciamo, delle nostre entrate, poi altre forme di entrata di cui discuteremo dopo. Per quanto riguarda le entrate tributarie che sono state derivanti dall’addizionale dell’energia elettrica. L’entrata riguarda anche il tributo sulla tutela ambientale, l’imposta Provinciale di trascrizione, la RC auto, la TOSAP, e alcuni canoni minori. Su questo capitolo abbiamo stimato un entrata sostanzialmente invariata rispetto all’attuale esercizio. Abbiamo stimato un lieve aumento pari allo 0,67% andando a cubare entrate tributarie pari ad Euro 27.620.000 a fronte dei 26.500.000 di quest’anno, quindi, di fatto, un entrata invariata. I segnali sulla base dei quali abbiamo stimato in questo caso a differenza di altri, che non ci siano diminuzione anzi, un leggerissimo, quasi impercettibile aumento, le ragioni sono segnalate da alcuni trend che riguardano soprattutto il mercato delle auto che sembra dare qualche piccolo segnale, diciamo, di ripartenza ma, di fatto, non abbiamo toccato questa entrata. Vi è poi invece però sugli altri titoli secondo e il terzo, in particolare il secondo, delle entrate, i trasferimenti Regionali, in particolare, dove abbiamo invece com’è noto, un impatto più grave, sono stati riportati nella relazione che avete ricevuto alcuni dati 18 generali che riguardano la Regione Lombardia, ne parlavamo anche in Commissione, per quello che riguarda i trasferimenti correnti da Regione Lombardia, vedremo su scala Regionale una diminuzione che è imponente e quindi, da 254.000.000 del 2010 scenderemo a 197.000.000 nel 2011 e per quanto riguarda i trasferimenti in conto capitale segnalo pochi dati, perché mi sembrano quelli più significativi, avremo un taglio che va sempre su scala Regionale, da 31.000.000 di Euro a 22.000.000 di Euro. Le ricadute di questi tagli sui trasferimenti correnti da parte della Regione, trasferimenti conto capitale, le ricadute poi, le vedremo più avanti, perché vi sono alcuni indici che sono calcolati nella costruzione del Bilancio, che sono parametrati in base a queste entrate, vedremo quali sono le conseguenze a cascata, un po’ negative di queste diminuzioni di trasferimenti. Poi, non mi soffermo oltre sulle altre voci, comunque, come sapete, tra questi trasferimenti che vengono ridotti, ci sono alcuni trasferimenti importanti come quelli che riguardano il trasporto pubblico, anche di questo abbiamo discusso abbastanza estesamente in Commissione, è chiaro che si dovrà definire in modo completo, l’Assessore Leoni sta seguendo la partita attentamente, quale sarà la qualità, la caratterizzazione più precisa dei tagli sul tema del TPL che è uno dei temi più sensibili perché non è dato oggi sapere con certezza definitiva quale sarà il rapporto fra il taglio dei trasferimenti e l’aumento delle tariffe, perché è noto che le economie a questo riguardo, possono essere raggiunte giocando su entrambe le leve, sia sui trasferimenti, che sull’aumento delle tariffe. A quanto pare sarà prevalente il ritocco in aumento delle tariffe, rispetto al ritocco in diminuzione dei trasferimenti. Passiamo poi sempre per rimanere sulla segnalazione degli argomenti più importanti, per poi arrivare alla fine con delle conclusioni di tipo più politico, al tema dello stock di indebitamento che è consentito 19 all’Amministrazione Provinciale a queste condizioni generali. Noi oggi abbiamo uno stock di indebitamento che è pari a 103.000.000 di Euro circa. È importante ricordare che è cresciuto progressivamente negli anni questo indebitamento, tanto più che si segnala un aumento a partire dagli 88.000.000 per esempio, del 2007 agli attuali 103.000.000 e quindi, un aumento di circa il 17% del nostro debito. Al punto tale che oggi, essendoci alcuni parametri che adesso vediamo subito, siamo messi nelle condizioni per l’esercizio 2011 di non contrarre mutui per una cifra superiore a 3.000.000 di Euro. Detto fatto, noi assumeremo mutui pari solo al totale dei mutui che chiudiamo. Non andiamo oltre. Quindi, avremo il massimo, potremo accedere al massimo 3.000.000 di Euro di nuovi mutui, che verranno come sapete, ne abbiamo parlato parecchie volte, così distribuiti, cioè 2.500.000 sulla manutenzione straordinaria delle strade e 0,500.000 di Euro sull’edilizia scolastica. Lo metto anche in Commissione e lo ripeto qua, non sono questi gli unici investimenti che facciamo sulle strade e sull’edilizia scolastica, perché non si fa tutto con mutui, si fa anche con altre fonti, diciamo, ci sono altre fonti finanziarie che consentono di fare strade e di ristrutturare gli edifici scolastici con mutui, la distribuzione su 3.000.000 sarà questa: 1.500.000 sulle strade e 500.000 sull’edilizia scolastica e le ragioni ci sono, sono contenute nel Piano delle opere pubbliche e quindi, la distribuzione è qui adeguatamente motivata. Per quel che riguarda lo stock di indebitamento, è importante rilevare anche un dato che è presente nella relazione, che riporto anche adesso. Che è il carico di suggestione anche di tipo politico. Noi sappiamo che, tra i sette parametri che sono indicati dalla normativa in argomento, e che vanno ad integrare qualora non venissero rispettati, la qualifica di Ente deficitario, cioè il mancato rispetto della maggioranza di questi sette parametri impone che l’Ente sia definito un Ente deficitario, noi abbiamo 20 un parametro di questi sette che non rispettiamo, che riguarda proprio questo pacchetto di mutui. È un parametro che non rispettiamo da molto tempo, quest’Amministrazione io dico giustamente decide di non rispettare, da qualche esercizio, non diversi, però da qualche esercizio sì, perché la decisione di assumere mutui è sempre una decisione connessa ad investire sul territorio. Però qual è questo parametro? É utile ricordarlo, per dire anche come dobbiamo lavorare. Il parametro stabilisce anche come molti di voi sanno, che il 140% la soglia oltre il quale non è possibile andare, per l’indebitamento di un Amministrazione Provinciale, è il 140% del totale dei primi tre titoli di entrata. E i primi tre titoli di entrata sono le entrate tributarie, le entrate che dicevamo che abbiamo descritto poco fa, le entrate derivanti da trasferimenti Regionali che è al titolo secondo, e al titolo terzo sono alcuni canoni, adesso non mi ricordo quali siano, comunque un titolo minore. Il totale nel 2010 dei primi tre titoli era pari a 74.000.000 di Euro. Questo significa che per non superare il 140% come limite che ricordavo, lo stock di mutui non deve superare i 103.000.000/104.000.000. Il piccolo particolare è che nel 2011 per le ragioni che dicevo poco fa, il titolo secondo si ridurrà drasticamente, per cui, la somma dei primi tre titoli non sarà pi 74.000.000 ma, sarà 60.000.000 di Euro per cui, in punto di diritto lo stock di indebitamento di quest’Amministrazione non dovrebbe superare gli 84.000.000. E’ invece evidente che, come dicevo prima, staremo per le ragioni che dicevo, intorno i 103.000.000/104.000.000 di Euro. Per cui, su questo punto continuiamo a decidere di non rispettare il parametro. Non siamo un Ente deficitario perché sono sette parametri, questo è uno dei sette, però resta il fatto che questo limite non lo possiamo rispettare. Vi è poi un ulteriore considerazione sempre a riguardo del tema oltre alle molte altre, però non possiamo rimanere qua una vita, un ulteriore considerazione che depone 21 a favore della scelte di non superare i 3.000.000 di Euro per i nuovi mutui che riguarda l’impatto degli oneri finanziari. Abbiamo, infatti, un aumento del 21,67% degli oneri finanziari nel corso degli ultimi anni dal 2007 al 2010 siamo passati da 6.000.000 di Euro di oneri finanziari, e ben 7.500.000 di Euro. Quindi, questo segnala un ulteriore argomento a rinforzo della decisione di mantenere questi mutui ma, non assumerne troppi in più. È chiaro poi che ci sono altre considerazioni un po’ particolari, ne dico solamente ancora una, che mette in collegamento questo tema dello stock di indebitamento, con il tema dei vincoli del patto di stabilità. Un argomento che spesso si discute e che segnala un po’ una delle gravi stranezze dell’impostazione del patto di stabilità che davvero costituisce una delle questioni che più andrebbero riviste nel modo di concepire i nostri Bilanci. Questa stranezza riguarda come vengono trattate le rate dei mutui nel patto di stabilità. E lo dicevamo anche questo in Commissione. Le rate dei mutui sono già considerate in uscita ma, non in entrata. Per cui, noi abbiamo l’uscita intera della rata del mutuo, capitale più interessi che va a gravare negativamente sui calcoli del vincolo del patto di stabilità ma, in entrata a riequilibrarlo non ce l’abbiamo la rata del mutuo, questo aggrava ulteriormente il rapporto che l’Amministrazione ha con la propria capacità di indebitarsi per realizzare opere. Comunque, andando avanti mi avvio velocemente alla conclusione. Abbiamo segnalato le tappe del federalismo fiscale, ci sono alcune novità che abbiamo anche queste già discusso, avremo a partire dal 2012 l’annullamento delle entrate legate all’addizionale per l’energia elettrica, questa entrata diventerà un entrata interamente statale, mentre, sempre nel 2012 verrà interamente consegnata nelle mani dell’Amministrazione Provinciale e consegnato il Governo di una delle entrate che oggi governiamo solo in parte, che è quella delle RC auto. Non significa una 22 modifica dell’introito, significa una modifica dell’assetto del Governo di quest’entrata nel senso che, oggi l’Amministrazione Provinciale subisce questa entrata, non potremo controllare in alcun modo se effettivamente tutte le entrate che gli spettano arrivino. Non ha la leva per controllarle, per la verità sarà molto difficile capire come questa leva potrà essere gestita anche nel 2012. Certo è che un’adeguata verifica, sistematica verifica di questa entrata, si stima possa generare un aumento della spesa pari a due punti e mezzo. Per quel che riguarda la modifica degli aspetti delle altre entrate avremo a partire dal 2013 avremo una revisione delle entrate anche a riguardo del bollo auto, cioè una parte dell’entrata del bollo che oggi sta in capo alla Regione, verrà trasferito alle Province in misura proporzionale alla diminuzione dei trasferimenti Regionali, ci sono una serie di artifici di questo genere, comunque, tutti elementi che fanno capire quanto in realtà in riassetto dei meccanismi sulle entrate pubbliche, non è tale da consentire grandi speranze, o in parte l’economia, o le entrare rimangono decisamente ridotte. E se mi è consentito dirvi, gli elementi che oggi discutiamo non sono nemmeno elementi che possono far pensare ad un’effettiva attuazione del federalismo fiscale, perché perlopiù sono tutti ripieghi questi. La vera attuazione di una riforma in senso autenticamente federalista, non è qui ravvisabile per quello che riguarda le Province. Quali sono i tagli più importanti alla spesa corrente che quest’Amministrazione ha deciso di attuare sulla base di molte delle sollecitazioni che ho cercato di riprodurre nella prima parte di questa relazione. I tagli li conoscete, alcuni sono imposti, alcuni sono stati decisi. Li passo in rassegna velocemente. Innanzitutto il taglio dell’80% delle consulenze, il divieto di effettuare spese di sponsorizzazione a terzi, l’obbligo della riduzione al 50% per le spese di emissione, la riduzione del 50% per le attività di formazione rispetto a quelle sostenute nell’anno 23 precedente, la riduzione del 20% della spesa sostenuta per il parco auto, purtroppo la riduzione del 30% per le manutenzioni ordinarie delle strade, la manutenzione del 30% per la manutenzione dei fabbricati, la riduzione del 42% del settore provveditorato e quindi, una spesa in valore assoluto pari a circa 650.000 Euro, quindi, sugli acquisti. Il 20% e quindi circa 60.000 Euro sui servizi informativi. Verrà ottenuto un risparmio di circa 80.000 Euro, cioè verranno tolte spese per 80.000 Euro sull’assetto con cui viene oggi costruita l’assegnazione dei buoni mensa ai dipendenti, non riducendo i buoni mensa ma, semplicemente modificando il metodo di distribuzione. Ci sarà subito nell’immediato una riduzione pari a 130.000 Euro per i costi degli uffici perché vi è un passaggio dal Pirellino quindi, di Via Dante di alcuni nostri uffici qui negli uffici di Via Belfuso con relativo poi trasferimento, perché il Pirellino viene occupato dal provveditorato, se non sbaglio, giusto? Sì. La riduzione di 25.000 Euro ulteriori rispetto a quelli già applicate per quote associative, la rimozione del 30% sulle quote consortili dei parchi, ricordo sempre che noi spendiamo circa 250.000 Euro all’anno come Provincia, per sostenere i parchi. Non è che ce ne ritornano indietro tantissimi di questi, quindi, comunque, una doverosa purtroppo e annunciata anche alle altre Province riduzione del 30% su questo capitolo di spesa, una rimodulazione anche questa condivisa con il territorio grazie ad un lavoro di dettaglio dell’Assessore Orini sulla spesa riguardante l’università per un totale pari al 20%. Il 20% della media, non significa su tutti gli atenei, c’è stata una rimodulazione appunto faticosa che è stata orchestrata dall’Assessore Orini, più una serie di altri tagli che chiaramente, non vado a riportare, perché sono molti e sono anche di dettaglio. Come sapete, la spesa di personale è una spesa che le normative sui Bilanci pubblici ci costringono a contenere, c’è un dato che mi sembra opportuno ricordare. Sapete che spesso abbiamo... anche 24 questo io riporto tutte le sollecitazioni che abbiamo portato anche in Commissione. Sapete che abbiamo spesso discusso del limite del 20% sulle assunzioni. Cioè le assunzioni dell’esercizio successivo non possono superare il 20% delle cessazioni dell’anno precedente. C’è un limite però superato il quale non è più consentito superato ili quale non è più consentito neanche questo 20%. Questo limite è il 40% della spesa del titolo primo. Cioè fatto 100 la spesa del titolo primo, superato il 40% della stessa come spese di personale, si perde il diritto anche a quel 20% di assunzioni per l’anno successivo. C’è un piccolo particolare. Che il titolo primo è diminuito da 63.000.000 a 58.000.000. Per cui, oggi noi non assumendo nessuno, andiamo a quasi il 40%, cioè andiamo al 37%. Per cui, tra un attimo non abbiamo più neanche titolo per quel 20% di assunzioni. Ci siamo cautelati facendo sì che i concorsi quest’anno sul tema... beh, l’abbiamo già discusso molte volte il tema dei precari, il tema dei contratti a tempo determinato, l’abbiamo concentrato il grosso dei concorsi in modo tale da poter tentare di dare un primo accenno di risposta alla domanda che ci arrivava, però resta il fatto che questo limite, stiamo raggiungendo anche il limite oltre il quale non potremo fare neanche il 20% di assunzioni. Per cui, sono tutte sollecitazioni che piaccia o non piaccia, ci arriva dalla normativa molto stringente sui Bilanci pubblici. Bene. Io mi fermo sulle considerazioni numeriche, perché onestamente non ho grande passione per i numeri e temo che questa scarsa passione sia condivisa anche dai Consiglieri. Per fare alcune considerazioni di tipo generale, prima di dare la parola agli Assessori. Mi sono preso un po’ più di tempo io, mi dovete perdonare. Considerazioni di tipo generale sono le seguenti: la prima riguarda il fatto che, va bene la fantasia, va bene il tentativo di risolvere, di ovviare, alla mancanza di risorse con tentativi creativi, definiamoli tali, di riassetto del Bilancio per 25 mantenere alto il valore di tensione del territorio e assicurare comunque al territorio un livello dignitoso di sviluppo. Però è vero anche che oltre un certo limite la fantasia fa fatica anche ad esercitarsi. Si fa fatica ad inventarsi le entrate, bisogna decidere di ridurre le uscite, come siamo stati costretti a fare e lo abbiamo appena detto, però bisogna più che limitarsi ad inventare formule nuove per finanziare gli investimenti, bisogna veramente decidere di cambiare metodo anche di far politica. Cioè la vera novità è probabilmente consegnata nelle mani di chi a livello territoriale è chiamato, lo dico prima di tutto a me stesso, è chiamato a limitare al minimo gli ambiti su cui giocare diciamo, la politica e la contrapposizione legittima, perché le differenze culturali ci sono e vanno anche mantenute e confermate attraverso proposte politiche che spesso inevitabilmente sono distinte. Però è chiaro che lo spazio della contrapposizione deve assumersi la responsabilità di limitarlo il più possibile e quindi, il primo vero sussulto di responsabilità che ci dobbiamo proporre per rispondere a questa sollecitazione che arriva dalla stretta finanziaria, è di ridurre al minimo la contrapposizione. Vi è un argomento, per esempio, sul quale spesso abbiamo discusso, è emerso anche in sede di discussione alla Commissione Bilancio, l’argomento delle entrate, derivante dal Piano cave del nostro territorio. Per ragioni a volte corrette e a volte meno, però certamente abbiamo e legittimamente lo ripeto, discusso su questo tema, abbiamo ognuno avanzato una posizione e quest’Amministrazione ha segnalato un proprio approccio al tema della pianificazione, anche se in realtà non abbiamo ancora affrontato il tema vero e proprio della pianificazione arriverà nel 2013, però abbiamo affrontato com’è noto la revisione e ci siamo su alcune cose divisi. Ecco, sono arrivate sollecitazioni, in particolare ne è arrivata una che riguarda il tema della condivisione sull’argomento delle cave di prestito, d’una maggiore 26 condivisone dico a livello politico e a livello di Consiglio sul tema dell’individuazione delle cave di prestito, mi sembra che ad esempio quello sia un argomento su cui la nostra reazione, deve essere una reazione positiva. La direzione corretta per come l’abbiamo interpretata anche a livello di Giunta è quella di fare in modo da un lato di evitare il più possibile che anche attraverso la pianificazione dei siti estrattivi si favoriscano fenomeni di infiltrazione malavitosa ma, soprattutto, che attraverso una vera condivisione di questa pianificazione ci sia una politica di quest’Amministrazione orientata alla realizzazione delle opere in tempi ragionevoli, attraverso un utilizzo del suolo e del territorio, compatibile con la tradizione del territorio stesso. E che questa richiesta vada poi nella direzione di impattare anche positivamente su una voce di entrata del nostro Bilancio, perché come vedete, incidono positivamente sulle entrate del nostro territorio ma, che quell’entrata debba essere governata attraverso una condivisione politica la più alta possibile, io mi sento di dire questa è una corretta sollecitazione a cui questa Giunta e questo Consiglio risponderà. Ma, risponderà cercando di tenere alto il livello della collaborazione e della corresponsabilità, correggendo il tiro, e tenendo invece alta la posizione in altri casi. Per quel che riguarda l’assetto istituzionale io ho fatto una provocazione. Ho fatto una provocazione che qui voglio riportare, è riportata anche nella relazione di Bilancio, ed è questa: la questione dell’ipotesi di collaborazione fino all’ipotesi di una fusione fra le Province di Cremona e Mantova che, evidentemente oggi si configura come una forte provocazione, ci nasce dall’avere visto che il nostro territorio, dopo la normativa che costringe i Comuni, ne abbiamo parlato mille volte, lo riportiamo velocemente, normativa che oggi obbliga i Comuni a fare i servizi in forma associativa, Comuni sotto i 5.000 abitanti, a fare una serie di servizi in forma associata, è partito un dibattito che ha 27 avuto un momento centrale qua a livello territoriale nel momento di lavoro avuto con la presenza dell’Assessore Maccari poco tempo fa, un dibattito sul modo di aggregazione fra gli Enti locali. Un dibattito che quest’Amministrazione ha colto, ha fatto proprio, un progetto su cui il laboratorio strategico lavora, un lavoro sull’aggregazione di Enti locali che deve precedere la realizzazione, la proposta di servizi in forma associata. Cioè abbiamo discusso della possibilità che quei tentativi che l’Unione dei Comuni ha fatto, anche l’Assessore Lena come Assessore ai piccoli Comuni ne è ben consapevole, i vari tentativi spesso purtroppo falliti, perché bisogna anche riconoscerlo, che con l’unione dei Comuni si sono fatti, tentando di mettere in condivisione molti servizi, oggi possono trovare una miglior realizzazione, se preceduti da un effettiva aggregazione delle strutture Comunali, almeno parte di queste. Non significa imporre alcunché, non certo imporre la fusione fra Comuni ma, certamente proporre che per aree, per grandi aree, i Comuni decidano di svolgere, e abbiamo degli esempi che adesso io riporto, che sono già in atto, svolgere servizi in forma associata ma, non prima di avere aggregato le proprie strutture. Non è detto da nessuna parte che assicurare identità al proprio campanile, cosa che fra l’altro io rispetto molto, io sono un fermo sostenitore della bellezza e dell’utilità di campanili, anche di certi campanilismi ma, non è detto da nessuna parte che il rispetto per il proprio campanile sia necessariamente che bisogna avere per ogni Comune un ufficio tecnico distinto, per ogni Comune una ragioneria distinta, per ogni Comune una Segreteria Comunale distinta, e per ogni Comune... Sindaco, arriviamo a livello migliore per quello del... no, arriviamo anche lì, perché la provocazione diventa proposta quando si arriva fino a lì. Io sono d’accordo con la battuta del Consigliere Araldi. Allora, se è vero com’è vero che è possibile condividere le strutture, questa è una prima risposta 28 politica e amministrativa a questa stretta finanziaria. Se è vero com’è vero che 5/10 Comuni possono condividere un unico ufficio tecnico, un’unica Segreteria Comunale, un unico ufficio del personale, ed eventualmente anche altre forme, se è vero che questo sta accadendo, se è vero che questo non è compatibile con la sicurezza con il mantenimento del campanile, della propria identità, è vero anche che questo può accadere in tutta la Provincia. Questo deve accadere in tutta la Provincia ma, non semplicemente perché le Province sono vicine ma, perché magari le Province, com’è stato detto, devono condurre battaglie Comuni. Questo è lo spirito con cui si è deciso di, per una battuta come provocazione, ma, attraverso un lavoro che è la continuità di questo lavoro che si sta facendo sui Comuni, e che gli Assessori Lena e Leoni stanno facendo sui Comuni, in collaborazione con l’Assessore Maccari, lo stesso si può fare per le Province, perché condurre una battaglia corretta sul tema energetico, sul tema dell’agricoltura, sul tema dell’ambiente, sul tema delle infrastrutture, sul tema della navigazione del Po tra Cremona e Mantova, significa che ad un certo punto si potrà anche decidere che queste due Province costituiscono un’unica grande battaglia politica e istituzionale con dei livelli superiori. E che se non decidono a breve di condurle insieme queste battaglie, alla fine, perderemo tutti. Un po’ perché i finanziamenti sono finiti, un po’ perché il livello di scelta della battaglia, il livello di capacità propositiva in queste giuste battaglie, divisi e meno efficaci che uniti. E questo davvero, lo dico con convinzione, non è necessario aspettare di avere tutti la stessa fede politica per poter decidere di accettare queste sfide e i nostri Sindaci ce lo stanno dimostrando, perché sono diverse le situazioni sul nostro territorio che, stanno dimostrando che alcuni già sono arrivati a quello che segnalava il Consigliere Araldi, alcuni pur piccoli ma, si parte dal piccolo per arrivare al grande, stanno decidendo di fondersi 29 con i Comuni. Ci sono 3/4 situazioni nel nostro territorio che stanno andando in questa direzione. Non sono grandi situazioni ma, sono situazioni che vanno aiutate, stimate, a volte corrette, perché non sempre questi progetti sono progetti che nascono, diciamo, sulla base di situazioni difendibili, però certamente vanno osservate. Particolare rilievo che normalmente l’elemento da cui si parte è la scuola, il primo punto... e questo mi da una grande soddisfazione e speranza, perché normalmente l’argomento su cui gli Enti locali si incontrano, o si scontrano ma, soprattutto si incontrano, per decidere di razionalizzare senza diminuire l’offerta educativa, che possono assicurare ai ragazzi, e questo è un elemento su cui l’Amministrazione Provinciale tenta di essere presente il più possibile, certamente questa è una delle situazioni sulle quali con più forza potremo dare, come dire, una risposta costruttiva, continuando ad investire, come abbiamo tentato di fare proponendo questo Bilancio, nonostante la stretta. È chiaro che un altro modo di investire, e questa è un’opinione mia personale, è anche dismettere patrimonio o partecipazioni. È evidente che un modo per razionalizzare l’assetto del proprio Bilancio, concentrandosi sulle priorità, è anche dismettere ciò che non è indispensabile. La mia personale opinione è che ci sono parti di patrimonio e alcune partecipazioni, che in passato sicuramente hanno avuto ragione d’essere, ma, che oggi di fronte a questa situazione di carattere finanziario non prima di avere fatto un’adeguata discussione politica in questa sede consiliare, però devono essere dismesse. Devono essere dismesse per molte ragioni. La prima è per razionalizzare la spesa, la seconda è per incominciare a dare il nostro contributo a quella che in modo trasversale da destra a sinistra è stata definita la grande epoca delle liberalizzazioni, mai iniziata. Mai, di fatto, iniziata, se non con timidi accenni. Questi elementi sono elementi sui quali con coscienza politica 30 possiamo decidere di ragionare, affinché la stretta di Bilancio a cui siamo sottoposti, si trasformi in un’occasione. Non in un’occasione tout court, perché è chiaro che la difficoltà è conclamata, ce l’abbiamo davanti agli occhi, mi basta leggere i numeri che ho tentato di leggere poco fa per comprenderla. Però è chiaro che questo è l’elemento. Non è il momento per quest’Amministrazione, ne parlavamo anche in Commissione, di provocare politicamente il territorio con azioni eclatanti, è certamente il momento della prudenza ma, in quella prudenza io ci metto anche la decisione di condividere alcuni grandi temi su cui trasversalmente, e ci stiamo arrivando, purtroppo partendo da quelli più drammatici, su cui trasversalmente concepire il Governo del territorio. Secondo me si può fare, ce la stiamo facendo, correggendoci reciprocamente, stiamo riuscendo almeno ad individuare quali sono questi temi. Gli strumenti ci sono, le Commissioni, le Consulte, il rapporto con il territorio. Non credo di bestemmiare dicendo il rapporto fra i partiti. Qualcuno dice quali partiti. Io dico i partiti ci sono, e in quest’occasione anche quest’occasione, questa stretta economica, questa fase di passaggio istituzionale mette alla prova anche loro, e mi pare che stiano tentando di rispondere e qua e là ci stiano anche riuscendo, con mia grande soddisfazione, perché rimango convinto dell’utilità e della necessità di forze politiche consapevoli, perché anche l’attività istituzionale sia accompagnata e continuamente corretta. Questo è il Bilancio, lo riproponiamo e che adesso gli Assessori brevemente illustreranno settore per settore. C’è molto da discutere ma, credo che più che da discutere, e che più che da contrapporsi ci sia molto da collaborare per provare ancora un po’ a realizzare quel progetto di Governo su cui una parte abbastanza rilevante di questo territorio, ha deciso di far convergere il proprio consenso. Ma, soprattutto, per apportare le inevitabili correzioni, tali da non stravolgerlo ma, certamente 31 da adeguarlo alle nuove esigenze emerse in questo anno e mezzo. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Presidente. Possiamo proseguire con l’esposizione del Bilancio con l’Assessore Cappelletti. Prego, Assessore. ASS. CAPPELLETTI Molto brevemente, per estrema sintesi perché il Bilancio ampiamente illustrato dal Presidente che ha anche la delega appunto al Bilancio e quindi, immagino che non vi offenderete se il mio intervento sarà di 2/3 minuti massimo ma, è evidente che ogni ambito ha la possibilità, eventualmente, di essere approfondito in una seconda occasione, è vero che questo è un momento particolarmente difficile in cui ci viene chiesto di ripensarci, è vero che la congiuntura economica e la difficoltà di Bilancio è uno stimolo a rivederci e a ripensarci, è vero che il settore cultura della Provincia di Cremona ha anche la possibilità di avere uno strumento in più che permette un ripensamento e un modo di reinventarsi che è il distretto culturale. Quindi, è evidente che la relazione al Bilancio del settore cultura per quanto riguarda il 2011 ruota fondamentalmente intorno al distretto culturale e all’occasione che Fondazione Cariplo ha dato dalla Provincia di Cremona, di intraprendere veramente un percorso di distrettualizzazione per quanto riguarda le attività e le iniziative culturali. Quella necessità di operare come abbiamo scritto nei principi elencati nella carta del distretto, di trovare un apertura del processo decisionale e di democraticità delle decisioni, con riferimento alla programmazione delle attività, cioè la 32 capacità di far sedere intorno ad un tavolo tutta una serie di soggetti che ci permettono di programmare e concordare una serie di attività senza eccessive dispersioni di energie, siano esse economiche, siano esse umane. Inoltre, la capacità di integrare pubblico e privato anche attraverso la piena inclusione dei procedimenti decisionali degli organismi e tavoli di concertazione e programmazione già esistenti come avviene nel sistema teatrale e museale e bibliotecario. Quindi, in quella che è la difficoltà economica di questo momento, è evidente che tutto il percorso che nel 2011 metteremo in campo con il distretto culturale, sia sul piano politico che è dato dalla cabina di regia, sia sul piano tecnico che sarà dato dalla costituzione dell’ufficio del distretto, ci permetterà di lavorare seriamente su un nuovo percorso per quanto riguarda il sistema culturale. Per quanto riguarda sempre per estrema sintesi gli altri ambiti di intervento del mio settore che sono le biblioteche, i musei, i beni culturali, teatri e spettacolo, troverete nella relazione al Bilancio per tutti questi settori una forte segnalazione: la capacità di integrarsi su quel percorso del distretto culturale. Proprio perché non deve rimanere uno slogan il distretto culturale o il bancomat di questi tre anni per tentare di sopravvivere ma, affinché il distretto culturale sia in grado di valorizzare quel patrimonio culturale che c’è sul nostro territorio. L’altro intervento che riguarda il mio settore sono la promozione educativa e culturale, la Legge 9/93 che, come sapete è una Legge delegata dalla Regione Lombardia, per il 2011 anche in questo settore, c’è l’intenzione di rivedere quelli che sono gli obiettivi che la Provincia di Cremona si prefigge per l’elaborazione di questo bando, al fine anche in questo caso di spingere e stimolare il territorio a fare riferimento ai principi fondamentali del distretto cultuale. Chiudo, quindi, credo anche in meno di due minuti. Politiche giovanili e sport. Questi probabilmente, sono i due settori che soffrono maggiormente e 33 quindi, l’intenzione del mio settore è quello di tentare nel 2011 di sviluppare nuove strategie che integrino questi due settori, ovvero, quelli delle politiche integrate tra sport e scuola, sport e sociale, sport e turismo, sport e salute. Questo perché credo che sia il vero lavoro per mettere in campo delle azioni che diano senso, sia alle politiche giovanili, sia allo sport, essendo comunque entrambe funzioni non delegate né dallo Stato, né dalla Regione e quindi, nascono su una spinta propulsiva di questa Provincia che deve poi collaborare con i soggetti che ci sono sul territorio. L’ultimo accenno e chiudo veramente, lo sport dovrebbe beneficiare nel 2011 di una persona ad esso dedicata nel mio settore, nessuna persona proveniente dall’esterno ma, anche in questo caso una persona interna alla Provincia di Cremona, la quale appunto, dovrebbe riuscire ad elaborare una serie di progettualità su questi obiettivi che ci siamo prefissi e nel 2011 l’impegno che mi sono presa con il CONI è quello di ripristinare il Premio Ferri. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La ringrazio Assessore Cappelletti. Lascio la parola all’Assessore Bongiovanni, prego. ASS. BONGIOVANNI Anch’io vi ruberò pochi minuti del mio tempo, anche perché qua l'Assessore alla mia sinistra ha già detto che dovrà parlare per lungo tempo quindi, non voglio tediare troppo. Va bene, alla mia sinistra e non alla mia destra. Torniamo in noi. Come sapete, nel mio assessorato si continuerà ciò che è già incominciato nel 2010 e che avete sotto gli occhi. 34 Una semplificazione normativa e una funzionalizzazione dell’apparato burocratico e l’obiettivo della trasparenza verso la collettività. Sono due le Leggi che, diciamo, caratterizzano il nostro agire e l’assessorato, la cosiddetta Riforma Brunetta e la Legge 69/2009. La Riforma Brunetta porterà entro la fine di quest’anno a vedere, a modificare il Regolamento degli uffici e dei servizi che, fra l’altro vi è stato presentato ieri, la Legge 69/2009 porterà quello che è forse la massima forma di trasparenza, cioè la pubblicità legale, degli atti attraverso internet. Allora in quel momento lì davvero ogni singolo membro appartenente alla nostra collettività, alla nostra Provincia, può vedere in qualsiasi momento qual è l’attività della Provincia. Perché è tutto pubblico su internet e non ha bisogno di venire a vedere un albo pretorio che per la loro forma ormai da millenni se non secoli, è sempre stato difficile da usufruire. Quindi, dal 1° gennaio 2011 la pubblicazione albo pretorio on line, che è già presente ma che effettivamente sarà operativo al 100% con tanto di Regolamento per l’utilizzo e per rendere chiaro a tutta la cittadinanza come funzionano queste pubblicazioni. Nel corso del 2010 al fine di agevolare la partecipazione, se vi ricordate, sono state approvate le modifiche al Regolamento degli istituti di partecipazione, inserendo il Regolamento sul referendum, inserendo la possibilità di petizione, proposte, e si vorrà continuare in questi anni sviluppando queste possibilità di partecipazione, abbiamo di recente istituito le Consulte territoriali dei Sindaci che sono andate a sostituire quelle che erano i Circondari. Non dimentichiamo poi, nell’ottica di quello che ha detto il Presidente poco fa, che nell’ottica della razionalizzazione c’è bisogno di sobrietà all’interno degli uffici e quindi, uniformare il modo di fare gli atti, cercare semplificazioni burocratiche che portano sicuramente a dei risparmi. Un'altra cosa importante che ci tengo a sottolineare, è gli organi e l’Associazione a cui la Provincia partecipa o 35 comunque, di cui era associata. Vi avevo detto già nell’ambito della presentazione l’anno scorso che ci sarebbe stato un monitoraggio per vedere diciamo, qual era il reale e fattivo contributo di queste Associazioni in termini strategici per l’Ente, si è quindi arrivati a una decisione da parte della Giunta di abbandonare alcune Associazioni, di riconfermare la presenza in altre, alla fine il risparmio è stato di circa 25.000 Euro non è quello che conta, è il fatto che si aderisce ad un organo, ad un’Associazione, che bisogna essere convinti che vi siano dei risultati per l’Ente che in alcuni casi, purtroppo, non si sono visti. Per altri organi invece, siamo riusciti ad azzerare la nostra quota di partecipazione. È in elaborazione anche, saremo in questo caso pronti anche a breve, l’attuazione di quello che era stato il regolamento approvato nel corso del precedente mandato, della precedente Amministrazione, nel Regolamento delle sponsorizzazioni. In questo momento, stiamo individuando la possibilità di bandi per proporre a soggetti economici terzi che possono essere interessati, iniziative che siano sponsorizzabili all’interno della Provincia consentendo così di reperire risorse per poter dare alcuni servizi che l’Amministrazione deve rendere al proprio territorio e che i tagli di cui ha parlato prima il Presidente mettono in seria discussione. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La ringrazio Assessore. Assessore Pinotti, prego. ASS. PINOTTI Bene. Prima di passare in rassegna per punti quelle che saranno le aree di azione che caratterizzeranno l’area agricoltura e ambiente, caccia e 36 pesca nel 2011, mi preme chiarire qual è il contesto all’interno del quale svolgeremo queste attività. Mentre, abbiamo trascorso l’intero anno 2010 a riorganizzare l’intera macchina amministrativa per poter realizzare l’attività in questo mandato amministrativo, l’anno prossimo sarà l’anno ultimo per poter conseguire uno degli obiettivi di sostenibilità ambientali in merito a tutte le attività che si articolano all’interno della nostra Provincia, all’interno del territorio Provinciale. Infatti, abbiamo dedicato, abbiamo dato la chiara indicazione agli uffici di lavorare su scenari di medio e lungo termine e quindi, di lavorare su tutte le pianificazioni che ci consentono all’interno del nostro settore di introdurre appunto quello che è il criterio della sostenibilità e quindi, di sostenibilità non solo del comparto agricolo, anticipando quelle che sono le indicazioni che arrivano anche dall’Unione Europea in merito alla definizione della politica agricola comunitaria 2014/2020 ma, anche delle attività produttive e quindi, strettamente legata a quella che è l’area ex ambiente, quindi, le attività produttive in senso lato. Per poter conseguire questi obiettivi abbiamo appunto individuato un modello, un approccio molto chiaro all’interno di tutte le pianificazioni di settore, in maniera tale da affrontare in maniera approfondita ad esempio, l’utilizzo del suolo cremonese, da questo presupposto ne derivano gli elementi e le linee di indirizzo sia per lo sviluppo imprenditoriale e quindi, di occupazione del nostro suolo ma, anche di sviluppo agricolo nel nostro territorio. Inoltre, per poter articolare in maniera capillare questo modello, abbiamo intrapreso già in questi mesi, un’attività di costante affiancamento e di confronto con tutti gli Enti che a vario titolo, sulla nostra Provincia, possono aiutarci a concretizzare questo modello. Parlo in primis, ad esempio, dell’interlocuzione con i Comuni che è stata molto forte appunto, in questi mesi ma, anche con altre realtà che si occupano di attività produttive sul nostro territorio. Inoltre, per poter raggiungere questi... visto 37 che è venuta meno tutta quell’attività che era collaterale e che ritenevo poco importante perché accessoria e non cuore dell’attività amministrativa dell’area agricoltura e ambiente, ci siamo concentrati per dare grande efficacia nell’attività amministrativa all’interno dei nostri uffici. Quindi, devo dire che il cuore di tutta la programmazione 2011 è proprio la traduzione del concetto di sostenibilità. Quindi, a partire dall’utilizzo del suolo, dall’utilizzo dell’acqua e quindi, sulla determinazione, incidere sulla decisione di Regione Lombardia in merito all’utilizzo dell’acqua, lavorare con i Comuni per mettere a fuoco la qualità delle acque nel nostro territorio e occuparci anche, della fertilità dei suoli. Noi pensiamo che da qui possa arrivare una green economy agricola che, anticipa quelle che saranno tutte le linee, noi l’abbiamo detto un anno fa, poi, il 17 di novembre il commissario all’agricoltura dell’Unione Europea le ha sancite in maniera molto chiara nella politica agricola comunitaria, poter anticipare alcune linee di sviluppo che verranno direttamente finanziate dall’Unione Europea. Si tratta di una nuova ridetemrinazione dell’economia agricola. Pongo un accento su questo aspetto perché, lo ricordo sempre, nella nostra Provincia con l’84% di territorio agricolo forestale con l’attività agricola che è la prima economia con un indotto molto ramificato e capillare, pensiamo che l’intera visione agricoltura e ambiente, possa incarnare nella maniera più appropriata lo sviluppo futuro della nostra Provincia. Nello specifico, in merito alla programmazione e alla programmazione residua del programma di sviluppo rurale che scadrà nel 2013, noi proseguiremo, come abbiamo fatto nei mesi precedenti, nella richiesta di burocratizzazione che riteniamo ancora piuttosto sostenuta, per il comparto agricolo, in merito a tutti e quattro gli assi di finanziamento del programma di sviluppo rurale. Abbiamo chiesto anche e chiederemo il rifinanziamento di alcune misure specifiche del programma di sviluppo 38 rurale che, hanno trovato grande accoglimento nella nostra Provincia e che vedono il loro budget completamente esaurito. Inoltre, proseguirà l’attività istruttoria di collaudo per le misure previste dal programma di sviluppo locale e mi riferisco all’area soprattutto Casalasca dove troviamo il GAL, il GAL Olio Po, che ha una dotazione di 6.500.000 di Euro con misure piuttosto interessanti. Per quando riguarda la direttiva nitrati, noi riteniamo che nel concetto di sostenibilità rientri la valorizzazione della sostanza organica quindi, proseguiremo a contestare i presupposti di questa direttiva dell’unione europea che causa molti problemi per i nostri allevamenti e che non coglie un dato molto particolare che è quello relativo alla fertilità dei nostri suoli che, vedono una sostanza organica sotto l’1,5% quindi, una soglia di grande preoccupazione. Per quanto riguarda invece, le politiche attive a favore dei distretti che si sono costituiti a metà di quest’anno e che sono stati riconosciuti da Regione Lombardia, in merito al distretto del pomodoro, il distretto dell’energia, il distretto del vivaismo, siamo molto attenti nella definizione dei passaggi successivi che Regione Lombardia ha individuato, come ad esempio l’individuazione di misure dedicate nel programma di sviluppo rurale per quelle realtà che hanno inteso distrettualizzarsi. Si tratta di un passaggio molto importante di organizzazione del settore produttivo che non possiamo non cogliere. Per quanto riguarda invece, la progettazione e in particolare modo l’assistenza alle attività agricole, devo dire che nel 2011 partirà quel progetto di assistenza alle attività agricole, unico nell’intera Regione Lombardia, che è stato ideato da noi con l’Associazione Provinciale allevatori, con un’attività di collaborazione molto buona con l’Azienda Sanitaria Locale, in modo tale da fornire un’assistenza preventiva in merito alla sicurezza negli ambienti di lavoro, sicurezza alimentare, sicurezza nell’utilizzo del farmaco, corretta gestione dei rifiuti, e benessere animale 39 nelle Aziende agricole, che avevano visto molte Aziende agricole destinatarie di sanzioni e di decadenza di finanziamenti per non essere stato in grado di ottemperare ad una normativa molto voluminosa in costante aggiornamento da parte dell’unione europea e non solo. Per questo motivo, partirà quest’attività preventiva di assistenza che consentirà alle nostre Aziende agricole di trovarsi completamente in ordine con gli adempimenti normativi, prima dei controlli ufficiali. Faccio riferimento ai controlli dell’ASL e della Provincia di Cremona. Proseguirà l’azione didattica all’interno delle scuole per l’anno 2010/2011, che ha già visto attualmente una forte richiesta di adesione e inoltre, proseguiranno tutti quei progetti in campo ittico per il ripopolamento dei nostri fiumi con specie autoctone. Devo dire che nel concetto di sostenibilità rientrano anche questi progetti, perché la buona qualità ittica dei nostri fiumi, ci consente di parlare della qualità delle acque che è un altro aspetto che noi non possiamo più rimandare. Quindi, utilizzo del suolo, fertilità dei suoli, quantità dell’acqua, qualità dell’acqua. Sono presupposti sui quali tutti gli elementi di pianificazione della Provincia di Cremona, dovranno concentrarsi. Inoltre, per quanto riguarda la forestazione, la sensibilità ambientale e dell’attività agricola, sono aperti i bandi del programma di sviluppo rurale relativamente all’imboscamento e ai pagamenti ambientali e devo dire che proprio a questo proposito, siamo molto impegnati con Regione Lombardia a promuovere una nuova misura di coltivazione dei terreni, quella che in Regione Lombardia individua come agricoltura blu e a me piace meglio individuarla come agricoltura rigenerativa che, consentono di promuovere le pratiche agricole che verranno finanziate già nello spazio residuo della programmazione agricola e comunitaria fino al 2013 che diventeranno l’ossatura della nuova politica comunitaria, in merito dicevo, a tecniche di lavorazione che consentono di incrementare 40 la fertilità dei suoli. Quindi, sostenibilità ambientale e dell’attività agricola che si traduce con una rigenerazione della fertilità dei terreni, che l’utilizzo degli stessi per consentire agli agricoltori, di poter continuare a produrre, occupandosi anche della salvaguardia dei presupposti che consentono questa produzione. Verrà inoltre licenziato un nuovo piano di edilizia forestale, piano sul quale abbiamo lavorato fin da subito per snellire tutta la questione dei patrimonio arboreo e forestale della nostra Provincia, gestione che era gravata da vincoli che oramai non solo gli agricoltori ma, faccio riferimento anche ad esempio ai Consorzi di bonifica che non riuscivano più a fare manutenzione sui loro corsi d’acqua, perché era passata l’idea di poter prevedere una forestazione anche di canali artificiali costruiti per bonificare e quindi, per allontanare le acque in eccesso dal nostro territorio, soprattutto nella parte a sud est della Provincia di Cremona, quindi, arriverà a conclusione anche il Piano di indirizzo forestale. Continuerà inoltre, la gestione delle nostre ZPS, dei nostri siti di interesse comunitario, che proprio nello scorso Consiglio sono stati interessati dall’approvazione dei Piani di gestione. Per quanto riguarda l’attività venatoria procederanno gli studi sulla consistenza della fauna e sulle dinamiche delle popolazioni in essere, sulla salvaguardia degli habitat, in maniera tale da mantenere le potenzialità faunistiche del nostro territorio. Inoltre, proseguiremo l’attività di divulgazione di Piani che sono stati i piani di controllo delle specie dannose che sono stati approvati quest’anno. Faccio espresso riferimento al Piano della nutria che ci vede proprio in questi giorni impegnati in una grande attività di divulgazione. Così come verrà divulgato il Piano ittico Provinciale che abbiamo approvato recentemente. Inoltre, in merito all’attività di recupero della fauna selvatica, devo dire che abbiamo sottoscritto proprio la convenzione con il WWF per proseguire a Cascina Stella l’attività di recupero degli 41 animali e della fauna selvatica ferita. Per quanto riguarda la fabbrica dell’energia siamo arrivati a conclusione di questo importantissimo progetto che ha una dotazione finanziaria di 2.500.000 di Euro, e che ha visto una grande attività di riprogrammazione proprio nel corso del 2010, in merito al coinvolgimento dell’Ente strumentale di Regione Lombardia per l’attività di ricerca con il Politecnico di Milano e l’ITIS di Cremona in merito all’attività energetica che si è venuta ad installare nella nostra Provincia e negli ultimi anni. Inoltre proseguirà anche l’attività del Green Public attraversano non solo la fiera ma, anche proprio quell’attività di promozione presso i nostri amministratori locali, per buone pratiche di appalti pubblici. Per quanto riguarda il Piano rifiuti è partito in questi mesi il primo passaggio fondamentale per poter procedere alla nuova pianificazione che è l’indagine merceologica che ci consente di individuare quali sono, e qual è la qualità dei rifiuti che vengono prodotti nella nostra Provincia. A breve affronteremo il forum rifiuti. Nel 2011 verrà proprio dato invece il Piano rifiuti. Piano quinquennale grande e molto strategico per la Provincia di Cremona che deve cogliere alcuni aspetti cardine che sono la prevenzione dei rifiuti, il riutilizzo e quindi, il riciclo delle materie che possono essere ancora utilizzate, riduzione della pericolosità dei rifiuti, la minimizzazione del ricorso alla discarica, la valorizzazione della raccolta differenziata e del recupero di materie ed energia da rifiuti, rispettare il principio di autosufficienza del bacino di riferimento della nostra Provincia e inoltre, rafforzare la termovalorizzazione con nuove tecnologie. Questo è un dibattito che abbiamo in corso con la AEM per poter dare nuova vita all’inceneritore attualmente presente, e in Provincia di Cremona appunto, nel Comune di Cremona. Noi riteniamo che questo ci consentirà di cogliere a partire dall’anno prossimo, anche nuovi indirizzi di smaltimento dei fanghi di depurazione... 42 PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Mi perdoni Assessore, scusi. Vogliamo mantenere un po’ di silenzio per cortesia? ASS. PINOTTI ...che non potranno più essere smaltiti sui nostri campi. Inoltre, verrà fatta un approfondimento sull’utilizzo della Frazione unica che già adesso in Provincia di Cremona viene utilizzata in parte per la produzione di energia, mentre, rimane il Casalasco in merito al quale ho fatto proprio un incontro qualche settimana fa, per poter rendere possibile questo anche nel Casalasco. Per quanto riguarda il Piano cave nel 2011 esprimerà tutte le sue potenziliatà la revisione appena congedata, che lo ripeto, ha visto quantitativi minimi individuati per arrivare alla nuova pianificazione nel 2013, e ha portato a rispondere ad una precisa sollecitazione da parte dei territori di tre Amministrazioni Comunali, in merito all’utilizzo in merito al settore delle argille. Incominceremo da subito, dall’anno prossimo, uno studio molto approfondito, in maniera tale da poter avere il tempo necessario per poter condividere tutta una serie di criteri che dovranno essere colti con la nuova programmazione che dovrà essere approvata entro la prima metà del 2013. Quindi, inizieremo da subito proprio per l’indagine sulla potenzialità della nostra Provincia di poter fornire diverse categorie merceologiche che vengono invidiate nel Piano cave ma, non solo. Di poter definire quali sono le risposte che questo Piano dovrà soddisfare e in quale misura. In merito alle fonti rinnovabili noi abbiamo parlato di sostenibilità dell’attività agricola, ed è per questo motivo che 43 proprio due settimane fa abbiamo ottenuto dal tavolo UPL Ambiente in Regione Lombardia, di poter essere capofila del tavolo che dovrà proporre a Regione Lombardia le linee guida per la localizzazione degli impianti di energie rinnovabili e faccio riferimento agli impianti a biomasse in genere, e quindi, impianti a biogas e biomasse legnose, ed impianti fotovoltaici con un accento molto particolare agli impianti fotovoltaici a terra, in merito ai quali sapete già come la penso da tempo. Questo ci consentirà di dire qual è il modello migliore nella nostra Provincia che è la prima Provincia che viene in Italia come produzione di energia da biogas, in merito alla loro localizzazione. Inoltre, un focus particolare lo dedicheremo al micro e al mini idroelettrico, visto che il progetto finanziato dall’unione europea definito progetto SMART ha consentito di avere delle linee guida per poter pianificare anche questa produzione da fonti rinnovabili. Aree e riserve naturali. Proseguiranno l’anno prossimo entreranno nel vivo, i progetti finanziati da Cariplo e Regione Lombardia, per gli interventi nelle aree tutelate. Inoltre, proprio in questo specifico settore stiamo elaborando quelli che sono i nuovi criteri di naturalità, ritenendo che la nuova naturalità della Provincia di Cremona non debba passare attraverso l’individuazione di isole all’interno della Provincia ma, debba essere una naturalità che per gradi differenti e con regole differenti, deve interessare l’intero territorio Provinciale, non solamente delle riserve isolate. Per quanto riguarda l’educazione ambientale ho già detto che al di là dell’attività di promozione dell’attività proseguirà anche del l’attività bosco agroalimentare didattico e nelle del scuole centro di documentazione ambientale presso il politecnico. Devo dire che, in merito ad un impegno che ci eravamo presi di poter rendere divulgabile via internet sul sito web tutte le pubblicazioni della Provincia di Cremona, proprio stamattina mi è stata presentata la biblioteca digitale che abbiamo 44 realizzato e quindi, dall’anno prossimo sarà in rete sul sito internet della Provincia di Cremona la nostra biblioteca che ci consentirà, in un momento di ristrettezze, di poter andare avanti a fare divulgazione senza stampare volumi che a volte possono rimanere nei magazzini. Per quanto riguarda la promozione e la comunicazione, sono due aspetti sui quali siamo concentrati e nel 2011 promuoveremo tutta una serie di incontri con diverse realtà produttive e quindi, agricoltori ma, non solo, attività produttive che afferiscono agli uffici dell’ex Torre Ambiente in maniera tale che ci sia proprio quest’attività di consultazione e di accompagnamento delle diverse realtà produttive, per poter in questo modo qua non solo prevenire alcuni problemi ed essere a servizio del territorio ma, per poter realizzare meglio quell’idea molto chiara che abbiamo di sviluppo, in area di agricoltura e ambiente nella Provincia di Cremona. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La ringrazio Assessore Pinotti. Nel frattempo è ritornata l’Assessore Orini, le lascio la parola. Facciamo i cavalieri, dai. Lasciamo la parola ad Orini? All’Assessore Fontanella? Assessore Fontanella. ASS. FONTANELLA Le scelte programmatiche per il Bilancio 2011 si inseriscono in un disegno più ampio che caratterizzerà l’intera attività del mandato. Le linee generali dell’azione amministrativa si orienteranno ad una valorizzazione del patrimonio esistente attraverso il completamento delle opere di adeguamento normativo in materia di sicurezza, prevenzione incendi, ed infortuni ed eliminazione delle barriere architettoniche. Ciò appare 45 particolarmente importante nel campo dell’edilizia scolastica media superiore, come continuazione del lavoro svolto nel corso degli ultimi anni, e anche perché legati a delle precise scadenze di Legge. In particolare nel 2011 si avvieranno i lavori di adeguamento normativo dell’ITIS Galilei di Crema, con opere finalizzate alla messa in sicurezza, prevenzione e riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità degli elementi anche non strutturali nei seguenti istituti: APC di Cremona per un valore di Euro 1.000.000, ITIS Toriani di Cremona per un importo di Euro 500.000, ITIS Galilei di Crema per un importo di 650.000 Euro. Le opere rientrano in un programma straordinario stralcio di interventi urgenti sul patrimonio edilizio scolastico approvato nell’intesa Stato-Regione. Nel corso del 2010 è stato completato il progetto di eliminazione delle barriere architettoniche nel complesso di Via Palestro, mediante la riqualificazione di tutti i blocchi dei servizi igienici. La realizzazione del progetto tuttavia, è condizionata dai tagli imposti dalla Legge 122/2010 e dai vincoli del patto di stabilità. È intenzione di quest’Amministrazione tuttavia, candidare il progetto alle forme di finanziamento intraviste dai bandi INAIL, nel caso in cui i bandi medesimi vengano riproposti. In aggiunta ai lavori di adeguamento normativo, continuerà nell’ottica di razionalizzazione delle varie sedi scolastiche, attraverso la progettazione di nuove strutture come l’ampliamento del polo scolastico di Via Piacenza, di Via Libero a Crema, con l’intento di limitare la suddivisone di scuole complesse in più sedi. A tale proposito proseguirà la trattativa già avviata con il Comune di Crema, la stesura dell’accordo quadro destinato a governare lo sviluppo del polo scolastico Crema Sud, dove potrà trovare realizzazione in luogo vicino, classico, linguistico e sociopsicopedagogico, oltre ad una nuova palestra ad un’aula magna al servizio di tutte le scuole che gravitano nella zona. Analoga attenzione dovrà essere posta alle sedi destinate ad uffici e 46 servizi. Nel 2011 si prevede di completare e appaltare il progetto di riqualificazione del primo piano di Palazzo Starnatrecco ex appartamento del Preside, destinato ad uffici e spazi espositivi che potrà essere utilizzato per attività del nuovo distretto culturale, oltre ad altri progetti di minore entità, destinati ad interventi di manutenzione straordinaria di scuole e fabbricati Provinciali. La cui realizzazione è subordinata alla positiva conclusione dell’alienazione immobiliare. Particolare attenzione viene posta nello sviluppo del progetto di recupero della Caserma Goito Monastero di Santa Monica, destinato alla nuova struttura della Provincia. Nel corso del 2011 è prevista la definizione di approvazione della variante urbanistica da parte del Comune di Cremona. La realizzazione di un progetto preliminare, la definizione del Piano economico nonché la progettazione delle opere di completamento del primo lotto lavori, la realizzazione di una centrale termina e della cabina elettrica. Sono previsti altresì lavori di consolidamento di alcune strutture particolarmente annoverate, nonché la messa in sicurezza dei tratti di copertura degradati, in parte già collassati. Nel corso del 2011 assumerà particolare importanza il Piano della razionalizzazione dell’alienazione immobiliare in quanto i minimi imposti dalla Legge 122/2010 limitano in maniera drastica la capacità di investimento dell’Ente. È indispensabile pertanto, operare in due direzioni: contenere le spese correnti, soprattutto di gestione, e procedere all’alienazione del patrimonio disponibile, al fine di acquisire risorse per gli investimenti, limitando il ricorso dei mutui. Nel corso del 2011 pertanto, si attuerà una razionalizzazione degli uffici che consentirà di abbandonare la sede della Regione di Via Dante 136 e il risparmio di circa 140.000.000 Euro. Contemporaneamente continua il Piano delle alienazioni immobiliari, con l’obiettivo di rendere utili le case cantoniere ancora disponibili e la ex sede del Genio Civile. Proseguirà altresì l’attività 47 di valorizzazione dei compendi immobiliari di Bormio e Maderno, nonché le trattative con i soggetti titolari di diritti reali per giungere ad una definitiva alienazione degli immobili. Continuerà invece, il rapporto di partenariato con i Comuni di Cremona e Crema, Regione Lombardia, ed università presenti sul territorio, per il completamento e la valorizzazione delle sedi e dello sviluppo delle nuove proposte formative, in particolare, è previsto il completamento del primo lotto delle opere di rinforzo delle tegole di copertura presso l’Università di Crema e l’apertura del secondo lotto. Nel campo dell’energia proseguirà l’esperienza ormai consolidata della gestione calore, per contenere i consumi e ridurre le emissioni in atmosfera, anche attraverso il consolidamento della rete urbana con il teleriscaldamento. Saranno realizzati altresì dall’attuale gestione degli impianti termici, l’impianto fotovoltaico della potenza di circa 3 chilowatt presso Via Dogali e un impianto di tipo solare termico presso i magazzini della manutenzione stradale di Cremona. Nel campo delle energie rinnovabili, verranno portati a termine ed attivati gli impianti per la produzione di energia elettrica, tramite pannelli fotovoltaici, attualmente in corso di realizzazione presso i due ITIS di Cremona e Crema, meditante convenzione della Provincia con la partecipata SCRP di Crema. Mentre, si valuterà la possibilità di realizzare un impianto analogo su tetto del nuovo convitto di Pandino attualmente in fase di completamento. Per quanto riguarda i servizi generali, al provveditorato l’assegnazione limitata di risorse a disposizione non posso che soddisfare immediatamente le esigenze emerse dalla rilevazione, finalizzata ai piani di approvvigionamento, con l’auspicio che nel reperimento di nuove risorse, le stesse vengano indirizzate a detta priorità. Si proseguirà nella razionalizzazione delle forniture di beni e servizi, dedicando particolare attenzione a garantire risparmi economici, incrementando l’utilizzo 48 dell’informatica, delle procedure on line, e da quanto previsto in materia di acquisti verdi. Si continuerà con la piattaforma Regionale SINTEL per la gestione delle gare telematiche e l’utilizzo delle convenzioni proposte da CONSIP e dalla centrale Regionale acquisti. Tenendo conto dei risultati ottenuti e delle limitazioni finanziarie, sarà ulteriormente sviluppato il progetto di utilizzazione condiviso tra i settori delle autovetture, la cui titolarità passerà esclusivamente sotto la responsabilità del Provveditorato, al fine di razionalizzare acquisizioni e gestioni. Un ulteriore ed importante tassello per la razionalizzazione della spesa e dell’utilizzo delle risorse interne, concerne le esternalizazioni tramite gara di appalto del servizio di manutenzione del parco automezzi nel periodo 2011/2012. Per quanto riguarda le attività a supporto degli istituti scolastici nel 2011 è previsto l’arredo del nuovo convitto della scuola casearia standard realizzata a Pandino. Il servizio di assicurazione provvederà nella gestione delle attività finalizzate alla corretta analisi e gestione dei rischi dell’Ente, mediante il trasferimento degli stessi alle compagnie assicurative, utilizzando fra l’altro polizza idonea da un punto di vista normativo ed economico. Saranno garantite l’analisi dei rischi di copertura assicurativa dell’Ente, la corretta gestione dei sinistri attivi, la corretta gestione dei sinistri passivi, il recupero crediti relativo a sinistri a danno del patrimonio Provinciale. Di supporto al servizio occorrerà un brooker individuato nel 2010 mediante la procedura di gara che assisterà la Provincia. Fra l’altro, l’ordine e la stima ai fini assicurativi del patrimonio Provinciale, all’analisi delle problematiche, alla verifica dello scadenziario degli obblighi degli adempimenti connessi dalla gestione delle polizze, alla gestione dei rapporti con le compagnie assicurative, nonché all’adeguamento delle coperture in funzione, delle esigenze interne, e all’affidamento degli oneri di coperture che si rendessero necessari. Si riproporrà in caso di concreto 49 interessi dei Comuni Provinciali, l’avvio di una gara per l’aggiudicazione di polizze convenzioni aperte, con l’intento di reperire per tutti gli Enti aderenti, la possibilità di garantirci una copertura assicurativa riferita ai rischi più Comuni, in uno standard qualitativo ed adeguato a prezzi interessanti. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Assessore Fontanella. Assessore Orini, prego. ASS. ORINI Buonasera. Non vi leggerò tutta la relazione, anche perché siete in possesso sia dei fogli, sia del formato informativo e quindi, mi soffermerò soprattutto su qualche concetto e qualche passaggio che, a mio parere, possono essere particolarmente rilevanti. Innanzitutto sul fatto che i settori dell’istruzione e formazione professionale e lavoro, pur nelle loro specificità sono chiaramente ricollegati fra di loro, perché com’è logico, la preparazione e l’aggiornamento professionale, e la loro piena espressione nel mondo del lavoro, implicano uno stretto collegamento tra questi ambiti. E poi, il difficile momento di crisi economica che ci spinge a ricollegare in modo ancora più forte questi settori. Ciò trova un espressione per così dire normativa, nella cosiddetta cassa integrazione in deroga, gestita a livello di istruttoria intermedia proprio dall’Ente Provincia, là dove l’erogazione degli ammortizzatori sociali, è legata proprio alla riqualificazione professionale e quindi, si connette direttamente alla formazione. Ma, direi che anche al di fuori di questo settore, è indispensabile pensare all’istruzione e alla formazione, pur non togliendo il 50 valore intrinseco che essi hanno per la maturazione complessiva della persona, in collegamento con il mondo del lavoro. Proprio per questo, è tanto più importante il ruolo che la Provincia via, via ha sempre più assunto nella programmazione scolastica. Mi riferisco al monitoraggio degli ambiti scolastici, il cosiddetto dimensionamento ma, mi riferisco anche al Piano dell’offerta formativa. Il lavoro compiuto ma, che si farà anche in furto, è molto indirizzato al controllo, ma anche all’aggiornamento dell’offerta formativa e di istruzione della nostra Provincia. Ricordo a questo proposito come l’offerta appunto, del nostro territorio Provinciale sia molto ricca, molto variegata, e questo già è avvenuto per il primo anno in cui è stata presentata con l’applicazione della riforma ma, è valido anche per l’anno successivo. Si sta compiendo in questo senso, un lavoro che conferma i nuovi indirizzi di studio già approntati nello scorso anno scolastico. Faccio solo degli esempi, riferendomi agli indirizzi di tecnico grafico, tecnico turistico, ai nuovi indirizzi inerenti l’istruzione artistica, multimediale a Cremona, scenografico a Crema, e il nuovo indirizzo delle scienze applicate attribuito sia ai licei scientifici che a quelli che venivano chiamati istituti tecnici, che come molte scuole, altra novità sono assolte allo stato di IIS cioè Istituti di Istruzione Superiore, avendo più ordine di scuola. Devo poi sottolineare la presenza nella nostra Provincia del liceo musicale che è stato attribuito, uno dei pochi concessi in tutto il paese, alla IIS Liuteria Antonio Stradivari. La scelta è stata compiuta ed è confermata dalla Provincia in connessione, non solo ad organismi inerenti all’ambito scolastico ma, anche a quelle che sono le forze economiche produttive del territorio. Ricordo a questo proposito che la Provincia si è impegnata anche a garantire lo start up di quest’importante indirizzo, così come ricordo che per la valorizzazione della cultura musicale ma, anche della tradizione artistica e artigianale legata all’ambito musicale, in altre parole 51 sto parlando della liuteria ma, anche dell’arte organaria, si pensa anche, e già nella delibera era prevista, ad un apertura di una sede anche nel territorio cremasco del liceo musicale. Altra importante novità che riguarda l’ambito dell’istruzione, già avviata nel 2010, è costituita dall’impegno della Provincia a contribuire alle spese del trasporto dei disabili frequentanti le scuole superiori. Questo impegno è reso possibile anche da uno stanziamento Regionale, e si concretizzerà ma, già è stato avviato, in una contribuzione diretta ai Comuni là dove sia l’Ente pubblico che sopperisce a questo bisogno, o le famiglie là dove sia la famiglia stessa a occuparsi del trasporto, appunto, dell’alunno disabile. Altro ambito di impegno inerente l’istruzione riguarda l’orientamento scolastico, reso ancora più importante dai cambiamenti riguardanti soprattutto la scuola superiore. È un impegno che la Provincia prevede di continuare a portare avanti, in sinergia con i Comuni, in particolare, i Comuni di Cremona, Crema e Casalmaggiore, e attraverso soprattutto ma, non solamente, due momenti clou: il salone dello studente che riguarda l’area Cremonese e Casalasca e il link che riguarda l’area Cremasca. In tutti questi ambiti molto forte è la collaborazione con l’ufficio scolastico territoriale, ex provveditorato. Riguardo al settore universitario, come già accennato dal Presidente, purtroppo gravita sui tagli imposti dalla finanziaria all’Ente Provinciale, determinano purtroppo, una minore capacità di intervento e possibilità di intervento, anche se, lo dico con forza, si auspicano e si prevedono, successive integrazioni in caso di positive evoluzioni della situazione di Bilancio. In questo settore si vuole comunque mantenere un notevole appoggio, soprattutto nel caso di situazioni che vedano in gioco le cosiddette vocazioni territoriali di cui spesso si parla, mi riferisco ad esempio al settore agroalimentare e al settore musicologico, o situazioni di cambiamento in cui gli atenei si ricollegano anche ai bisogni dei cittadini, 52 ad esempio, è in corso un evoluzione per così dire, dell’Università di Crema in risposta anche ad un lavoro fatto in ambito territoriale. Nel contempo, sono stati avviati con i Comuni la Camera di Commercio con le due AXU e con le stesse realtà accademiche, degli approfondimenti tesi a rendere più coerente e proficua la presenza universitaria da anni spezzettata, cercando forme di programmazione che ricolleghino in modo più razionale le varie realtà universitarie, legate lo ricordo, a differenti atenei, presenti nel nostro territorio, al fine di connettere in modo più efficace, l’offerta universitaria alla nostra realtà economica, sociale e culturale. Per quanto riguarda la formazione professionale, mi soffermo brevemente sul rapporto tra Provincia e CR.FORMA l’Azienda speciale della Provincia, continuerà ovviamente, il nostro impegno, soprattutto a livello di programmazione e di indirizzo. Devo sottolineare comunque, come l’offerta di CR.FORMA presenti già ampi ambiti di azione, articolandosi su due sedi territoriali, Cremona e Crema, e spaziando dai cosiddetti DDIF cioè i corsi rientranti ancora nel diritto dovere alla formazione che vanno dall’area meccanica, ai servizi di ristorazione, dall’area elettrica all’ambito estetico. Per passare ai corsi cosiddetti autofinanziati e progetti inerenti l’apprendistato, arrivando al settore d’eccellenza concernente l’artigianato artistico, articolato nei corsi di restauro dei beni culturali a Cremona e arte organaria unico corso in tutto il paese a Crema. Sempre nel contesto della formazione professionale, devo ricordare che la Provincia però ha recentemente acquisito, parlo di poche settimane fa, anche un ruolo maggiore nella programmazione generale degli Enti di formazione. Sarà un ruolo che ovviamente, avremo modo di esplicare soprattutto dall’anno prossimo in avanti ma, potrà essere molto interessante per quella connessione con il mondo del lavoro di cui parlavo. Devo infine ricordare come la formazione professionale, ho 53 già accennato ma, lo sottolineo ancora, è importante là dove si sposano le politiche del lavoro, consentendo soprattutto nel caso della cassa in deroga, la riqualificazione professionale che può essere di aiuto per il reinserimento nel mondo del lavoro. Infine, ricordo, che questo collegamento tra il mondo del lavoro, dell’istruzione, della formazione, necessita anche di dati. Per sapere qual è il fabbisogno lavorativo e occupazionale, anche in proiezione del nostro territorio, a questo proposito è stata avviata con il SIES, un’analisi proprio sul fabbisogno professionale del territorio, partendo dal settore metalmeccanico, per poi spaziare in previsione ad altri settori. Venendo alle cosiddette politiche del lavoro, sto terminando, comunque, l’attuale situazione caratterizzata da momenti di crisi esplosiva, non devo ricordare la crisi Tamoil o prima, la crisi Sapo, ancora, la crisi che colpisce il territorio con Aziende del territorio Casalasco, con echi appunto, di crisi si accompagna a situazioni meno eclatanti ma, che ci dicono di un deficit occupazionale sempre più evidente. A questo proposito, ricordo che continuerà l’azione della Provincia, collegata con l’uso del cosiddetto fondo di solidarietà, che come sapete, va incontro a particolari categorie svantaggiate, mirano all’incentivazione delle assunzioni, e all’appoggio alle cooperative di tipo B. Ricordo anche che continuerà l’impegno dei nostri centri dell’impiego, situati a Cremona, Crema, Casalmaggiore, Soresina, per favorire l’inserimento o il reinserimento nel mondo del lavoro. Inoltre, proseguirà il nostro impegno per l’inserimento dei lavoratori disabili sulla base della Legge 68/99. Ultimamente quest’azione è stata ulteriormente incentivata, proprio dal fondo di solidarietà di cui parlavo prima, che dà un appoggio e un sostengo alle cooperative di tipo B che, come sapete, prendono commesse dalle Aziende che in quel mondo espletano il loro obbligo nei confronti dei disabili, avviando però tutta un’azione di monitoraggio 54 certamente utile ai disabili stessi. Ecco, non mi ripeto, riguardo alle analisi sul fabbisogno lavorativo a cui ha accennato riguardo all’ambito della formazione, e concludo sottolineando come tutti i compiti, gli impegni a cui si è accennato in parte presi, che in parte proseguiranno, in parte che si prenderanno, verranno attuati sotto il segno della collaborazione e della concertazione, pur nel rispetto dei diversi ruoli, tra l’Ente stesso e gli altri soggetti attivi in tutti gli ambiti da noi prima toccati. Quindi, negli ambiti educativi ma, anche negli ambiti lavorativi, partendo che so, dalla collaborazione con le realtà scolastiche e formative, per arrivare alla concertazione con le forze sindacali e con gli esponenti del mondo imprenditoriale ed economico. Questo sembra il miglior metodo per affrontare la situazione di crisi e per cominciare a pensare seriamente anche al futuro nei termini di sviluppo economico ma, non soltanto, del nostro territorio. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Assessore Orini. Lascio la parola all’Assessore Lena. Prego, Assessore. ASS. LENA Intanto voglio rassicurarvi rispetto all’anno scorso che ho fatto un intervento da 35 minuti, quest’anno non sarà così. Voglio evitare gli svenimenti che ci sono stati. Io direi che il Bilancio 2011 si focalizza per quanto mi riguarda, su due cardini fondamentali che, uno è riuscire a mantenere l’esistente e quindi, mi riferisco all’attività in essere ad oggi, e le progettualità che ci sono già in cantiere. E l’altro è gestire le risorse 55 economiche con la massima attenzione e quindi, massimo risparmio e oculatezza nella spesa. Questo, com’è stato già ripetuto dai miei colleghi, è il momento di metterci di fronte ai nostri obiettivi e mettere alla prova noi stessi. Perché? Perché è chiaro che tutti vorrebbero mantenere la famiglia con 10.000 Euro al mese, in realtà è meno facile farlo con 10 o con 1.000 Euro al mese. Questa considerazione lapalissiana perché? Perché dal punto di vista amministrativo, siamo più vicini alla seconda ipotesi, in questo momento, piuttosto che alla prima. Quindi, bisogna fare di necessità virtù e, a mio avviso in questo momento non ci sono alternative. Per quanto mi riguarda, adesso entro nel merito dei settori. Per quanto riguarda la Polizia Provinciale vogliamo continuare uno scopo di miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza della Polizia Provinciale, soprattutto dei nuclei, nuclei che sono stati costituiti quest’anno, nuclei che sono di due tipi: il nucleo ambientale che è formato da 5 o 6 Agenti e da 2 Ufficiali, i quali si dedicano al controllo ambientale, territoriale, e di tipo venatorio. Sono servizi di vigilanza e prevenzione, sostanzialmente, fanno riferimento ad agenti che sono specialisti ambientali. L’altro nucleo è il nucleo stradale, formato da 6 o 7 Agenti e da un Ufficiale, che fanno servizi di Polizia stradale e quindi, dovremmo migliorare ed estendere la presenza sul territorio mediante l’utilizzo ovviamente di autoveicoli ma, anche di moto e pattuglie. Quest’attività è già iniziata e ovviamente, fa riferimento solo al periodo estivo. Ma, è un incentivo che vogliamo portare nel 2011. Per quanto riguarda la prevenzione e l’aggiornamento degli Agenti, continueremo nell’utilizzo della strumentazione informatica e migliorare quindi, la formazione degli agenti sotto quest’aspetto, e cercare di arrivare ad un efficiente servizio amministrativo per quanto riguarda i verbali del Codice della Strada. Questo perché? Perché quando ci sono delle contestazioni, c’è un iter abbastanza pesante e qui cerchiamo di 56 trovare una soluzione per snellirlo il più possibile. Sempre per la formazione degli agenti faccio riferimento al completamento delle tecniche operative e di difesa personale: perché il completamento? perché i corsi sono iniziati già quest’anno nel 2010. In riferimento invece, alla situazione del cittadino, continueremo con i corsi di formazione nelle scuole secondarie per quanto riguarda il patentino dei ragazzi, ci sarà un aggiornamento per altri agenti, l’anno sorso era 1, quest’anno siamo arrivati a 4, ci sono parecchie richieste e quindi, cerchiamo di aumentare il numero degli Agenti in grado di fornire questo servizio nelle scuole. Ovviamente devono essere corsi per Agenti per un maggiore aggiornamento in materia di Codice della Strada, e un altro servizio sulla sicurezza dei cittadini per noi molto importante è il servizio di pattugliamento dei piccoli Comuni. Io ho chiesto che facciano un pattugliamento a piedi, per almeno il 20% per il tempo che hanno a disposizione nei loro servizi. Un'altra iniziativa invece, è relativa alle informazioni per le persone della terza età dove il target quindi, è over 65. Cioè quelle persone che sono più esposte a rischio truffa, raggiri, esposizione ai furti, rapine e scippi. Questi sono per le persone anziane nei momenti di aggregazione dove li accomunano le problematiche quotidiane. Perché la popolazione anziana nei piccoli Comuni? Perché solitamente nelle città i soggetti anziani sono già seguiti o dovrebbero essere già informati dalle Polizie Locali e quindi, nessuno ha mai pensato di fare questo tipo di operazione per gli anziani dei piccoli Comuni. È chiaro che sarà un’attività da organizzare a costi minimi. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI 57 C’è un sottofondo un po’ antipatico. Chi vuole parlare, può accomodarsi nella sala accanto, ascoltiamo l’Assessore. Grazie. Prego, Assessore ... ASS. LENA Grazie. È chiaro che questa sarà un’organizzazione a costi minimi, tendenti quindi, ad essere utilizzati in orari di servizio, ed è un progetto che è condiviso con il settore delle politiche sociali e pari opportunità. Ultima cosa per quanto riguarda la Polizia Provinciale. Noi abbiamo 2 Agenti in uscita e entreranno altri due Agenti a sostituirli proprio in questo periodo. Questo per dire che, nonostante il momento particolarmente difficile, c’è una certa attenzione da parte di quest’Amministrazione per quanto riguarda la sicurezza. Sulla Protezione Civile. Allora, gli obiettivi in materia di Protezione Civile sono i Piani di emergenza comunale. Questa è una cosa che ho ripetuto molte volte. Sono stati sollecitati diverse volte, dall’ultimo censimento del 2008 abbiamo i Piani per 60 Comuni su 115, quindi, solo il 52% ha risposto positivamente a questo tipo di esigenza, e il 67% di questi 60, hanno il Piano che è non conforme alle direttive Regionali e quindi, in poca sostanza, abbiamo una situazione non particolarmente piacevole su questo aspetto. Solo 6 Comuni nel 2010 su più di 115, hanno richiesto finanziamenti alla Regione per la stesura dei Piani. Perché sono importanti questi Piani? Direi per due fattori fondamentali. Primo, perché i Sindaci quando siamo in caso di calamità devono sapere chi fa le cose. Quindi, non andare in panico e fare mille telefonate in giro senza sapere bene come organizzare la cosa. E due, perché i Piani di emergenza comunale sono necessari alla Provincia per aggiornare il proprio Piano Provinciale di emergenza. L’abbiamo chiesto all’Assessore La Rossa nel momento in cui è venuto nella nostra Provincia 58 a fare un incontro con i Sindaci, e abbiamo parlato anche di Piani di emergenza Comunale di riaprire il bando regionale, perché ovviamente questi Piani devono essere in qualche modo supportati economicamente. Per quanto riguarda la colonna mobile, dovremo pensare ad un potenziamento. Questo potenziamento è legato al fatto che i mezzi sono comunque arrivati ma, non tutte le attrezzature. Quando il tutto sarà completamente nelle nostre mani, dovremo capire quali mancanze ci sono. Faccio un esempio. Non sempre le attrezzature sono complete. Perché non so, ad esempio ii mandano delle tende con gli impianti di luce insufficienti, mandando dei fuoristrada senza impianto di radiocomunicazione, cose di questo tipo. Quindi, dovremo in qualche modo integrare queste mancanze. Altro aspetto che verrà toccato è la Consulta del volontariato di Protezione Civile, ovvero, come si organizza il volontariato di Protezione Civile è stata fatta questa modifica in modo provvisorio all’inizio di quest’anno, a febbraio. Però è chiaro che questa era la fase di studio per capire se poteva funzionare o meno così com’era stata modificata, ci saranno poi dei passaggi in Commissione e in Consiglio Provinciale. Abbiamo modificato le aree, rispetto al passato, da due sono diventate tre e quindi, il Cremonese, il Cremasco e il Casalasco, e nella Consulta ci saranno 2 rappresentanti per area. Questo perché? Perché poi questi 6 eletti entreranno a far parte del Consiglio Provinciale e avranno dei compiti consuntivi sull’operatività dei volontari di Protezione Civile con insieme ovviamente agli uffici provinciali del settore e al sottoscritto. Anche il Regolamento Provinciale di Protezione Civile verrà aggiornato. Che cos’è il Regolamento Provinciale di Protezione Civile? Sono praticamente le regole interne a livello provinciale, che definiscono i rapporti fra i gruppi, Associazioni e Protezione Civile stessa. Esiste ovviamente un Regolamento aggiuntivo al Regolamento Regionale che ha 59 determinate caratteristiche. Noi però abbiamo voluto darci una qualche regola in più, specialmente in riferimento alle regole di conferimento delle risorse economiche Provinciali, ai vari gruppi per le Associazioni. L’obiettivo è quello di destinare le risorse alle organizzazioni, sulla base dell’impegno e della partecipazione alle esercitazioni e alla disponibilità dell’emergenza, quindi, non darle in maniera piatta, però cerchiamo di usare quello che chiamo la parola chiave meritocrazia. Chi più da, più riceve. Io so che è un obiettivo ambizioso ma, è quello di riuscire a portare i volontari ad avere un efficienza media che sia almeno il 60/70% dell’efficienza che hanno i Vigili del Fuoco. So che il Consigliere Araldi su questa cosa dissente ma, io ogni volta lo ripeto, e credo che questo sia un obiettivo ambizioso a cui tendere, perlomeno. Per quanto riguarda l’innovazione per i piccoli Comuni, io direi che una certa attenzione è già stata data nel momento stesso in cui si è parlato di Polizia Provinciale e quindi, di quel 20% del loro tempo dedicato ai piccoli Comuni e anche a quel progetto di informazione legato ai furti per quanto riguarda gli anziani. L’altro aspetto però, è quello della problematica di sviluppare un CST un Centro Servizi Territoriali, perché le economie sono in difficoltà per tutti, soprattutto i costi informatici sono pesanti, soprattutto per quei Comuni che sono più piccoli e che hanno più difficoltà a gestirli. Attualmente c’è in sintesi il sistema informativo territoriale che offre degli applicativi legati al PGT e al catasto, poi, ovviamente, non è sufficiente, bisogna cercare di incrementare per esempio l’anagrafe estesa, piuttosto che i tributi. Un progetto che partirà nel futuro immediato e che è stato riconosciuto un finanziamento Regionale è l’ufficio virtuale. Cos’è l’ufficio virtuale? È un office e quindi: word, excel e power point in open source quindi, tramite la Provincia potrà essere usufruito questo tipo di servizio, di utilizzo di questi applicativi, senza dover pagare le licenze. Questo da parte dei Comuni. E 60 ci sarà anche un’assistenza virtuale e quindi, un’assistenza tecnica fatta dal remoto, sempre ovviamente, per questi piccoli Comuni. Fa parte dello stesso progetto ma, è un'altra voce, è il VOIP per i Comuni. VOIP è un software di telefonia che può essere costitutivo per i Comuni. Quindi, se n’è parlato diverse volte, è inutile però farlo ai livelli applicativi e poi, non avere una rete di comunicazione. È un po’ come dire compriamo la Ferrari ma, poi andiamo in giro sugli sterrati. Quindi, è chiaro che non ha molto senso. E quindi, il progetto di banda larga che doveva iniziare partirà e sarà un progetto di posizionamento appunto, della fibra ottica sulla Provincia. Per quanto riguarda il turismo va bene, qui ci sono le deleghe Regionali, ho ancora pochissimo tempo. Quindi, continueremo con gli esami legati alle promozioni turistiche, proseguirà l’Osservatorio Provinciale sul turismo e quindi, la rilevazione dei flussi turistici e l’aggiornamento delle banche dati. Questa è la cosa che facciamo in Camera di Commercio e i Comuni di Cremona, Crema e Casalmaggiore. I progetti integrati d’area e quindi, sviluppo turistico, co-finanziati dalla Regione, un esempio di progetto è “Isole e foreste”, di cui voi avete già sentito parlare. Il sistema turistico poi in Lombardia, continueremo anche a proseguire questa integrazione con le altre Province. Nel 2010 partono due nuovi progetti che sono l’accoglienza e l’ospitalità, con quattro interventi il Sistema nella Provincia di Cremona, e un altro progetto è Acqua e Natura. Anche qui quattro interventi di soggetti aderenti al sistema della Provincia di Cremona. Adesso poi avremo le risposte dalla Regione Lombardia, credo a breve. Continuerà la governance sul turismo e quindi, quel tavolo territoriale di informazione per le nuove proposte da condividere con gli Enti partecipanti al tavolo. L’unico nuovo progetto sarà un progetto che si chiama Visibilia, un progetto fatto in collaborazione con le Province di Lodi, Como e Monza, e co-finanziato da Fondazione 61 Cariplo, in collaborazione con Italia Nostra, la parte lombarda di Italia Nostra. È un progetto di turismo giovanile, un turismo quindi, attualmente non preso in considerazione, di età fra i 20 e i 30 anni. In cosa consiste? Consiste nel fare una mappatura dei luoghi legati alla cultura, quindi, musei, eventi culturali, concerti e feste padronali, oppure la mappatura di percorsi ciclistici stradali e fluviali, per esempio uno degli obiettivi è fare l’Eco Cremona in canoa, la recettività hotel, ostelli, bad and breakfast, campeggi. Questo per fare un turismo innovativo e quindi, non convenzionale che rompe gli schemi con il solito turismo legato e orientato ai bambini, alle famiglie e agli anziani. Ed è sostenuto da strumenti interattivi e dinamici ovvero, quindi, andando sul portale web 2.0 si fa un marketing attuale. Quindi, si parla di community, di social network, applicazione smartphone e quant’altro. Ci sarà anche una piccola parte cartacea affidata al Touring Club Italiano. Quindi, lo schema progettuale sarà l'analisi del territorio, lo studio e la definizione dei percorsi, l'implementazione di mezzi di comunicazione e promozione del progetto. Per quanto riguarda Expo sarò brevissimo. Il tavolo territoriale di coordinamento in forma ristretta ha già cominciato a prendere in considerazione i progetti che sono in stato più avanzato. Perché? Perché la Società Soge da quando si è chiuso Expo Shanghai, quindi alla fine di novembre, ed è partito Expo Milano, ha cominciato a chiederci progetti, perché vogliono cominciare a capire effettivamente quali sono le realtà sul territorio lombardo e non solo. Quindi, abbiamo già iniziato a fare questo tipo di attività, e nel breve pensiamo che comunque l’accelerazione ci sarà a gennaio, perché nelle feste natalizie non credo che il Soge ci chieda ulteriori accelerazioni. A questo punto quindi, la considerazione finale è che credo sia un Bilancio un po’ povero, è inutile nascondercelo, lo possiamo anche dire e parafrasando il calcio, mi viene da dire che più che 62 a puntare ad una vittoria, stiamo cercando di fare una gara di contenimento. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Assessore Lena. È il momento dell’Assessore Leoni. Prego, Assessore. ASS. LEONI Logicamente io ho diviso la mia relazione in riferimento ai settori di mia competenza. Per quanto riguarda la pianificazione territoriale, con costante impegno e come sempre sostenuto, e cioè che le tematiche connesse al territorio vanno condivise con i Sindaci, applicando in questo modo a pieno il concetto di sussidiarietà, si promuoverà in collaborazione con Regione Lombardia e di concerto con i Comuni, la progettazione e l’attuazione di attività per favorire la gestione unificata dei servizi alla luce dell’esposizione dell’art. 14 della Legge 122/2010. Contemporaneamente si predisporrà l’incrementazione di attività di supporto ai Comuni, attraverso la realizzazione di attività di sinergica con l’agenzia del territorio e con le Aziende pubbliche. Fondamentalmente si opera per valorizzare il territorio attraverso la realizzazione di Piani d’area, si gestiscono accordi di programma per favorire lo sviluppo di attività con importanti risvolti per l’interesse pubblico, si lavora di concerto con i Comuni per l’ottimizzazione della pianificazione dei servizi pubblici, per conoscere il patrimonio edilizio dismesso, e per costruire politiche di marketing imprenditoriali. Per quanto riguarda le infrastrutture e le reti stradali, a fronte del rispetto del patto di stabilità e della realistica e oggettiva difficoltà in riferimento alle risorse 63 finanziarie, causato dalla congiuntura nazionale che vede il taglio dei trasferimenti agli Enti locali, sia a livello nazionale che Regionale, in modo serio e realistico, non è possibile collocare l’esecuzione delle opere già definite dal precedente programma triennale, se non dopo il 2012. Quest’Amministrazione ha comunque dovuto rinunciare alla possibilità di pianificare e verificare la fattibilità a medio e lungo termine, di eventi infrastrutturali, mirati sul territorio tali da consentire anche con finanziamenti limitati, di proseguire l’ambizioso programma di diminuzione dell’incidentalità stradale, che già vede la Provincia di Cremona superare i livelli medi di diminuzione rispetto al trend nazionale e Regionale. Allo stesso tempo rimane alta l’attenzione sulle grandi infrastrutture, alcune in fase di esecuzione, come la Paullese, e la Brebemi, ed altre da realizzare come l’autostrada Cremona-Mantova, e il terzo ponte. Come già più volte affermato le infrastrutture oltre ad essere realizzate vanno poi garantite in termini di manutenzione. Sulle basi tecniche e scientifiche effettuate dagli uffici tecnici competenti, sono stati realizzati puntuali interventi di asfaltatura sulle strade Provinciali, con le economie attuali si riuscirà solo a garantire, come in un recente passato, forse solo uno stato di manutenzione ahimè appena sufficiente. Trasporti e intermodalità. Le competenze amministrative della Provincia nei trasporti di merci e persone, sono molteplici e attinenti ai servizi di trasporto pubblico di linea interurbano, non di linea ferroviaria merci, fluviale nonché le funzioni in materia di Motorizzazione Civile e trasferimenti dello Stato. Come diceva prima il Presidente, anche quel settore del trasporto pubblico TPL a fronte del rispetto del patto di stabilità, della realistica ed oggettiva difficoltà nel reperimento di risorse finanziarie causate dalla congiuntura nazionale e quindi, del taglio del trasferimento agli Enti locali sul livello nazionale e Regionale, si doveva affrontare nel 2011 scelte difficili, rivolte comunque a 64 garantire i servizi. Tali servizi, sia a livello nazionale che Regionale, si potranno anche verificare riduzioni di offerta chilometrica, e cambiamenti gestionali. Scelte territoriali che interessano più Province e Comuni Capoluogo, le azioni di agenzia extra istituzionali, modifica dei bacini di riferimento con possibile passaggio da due lotti a un unico lotto provinciale che includa anche l’urbano. Ciò premesso, si cercherà comunque di migliorare la qualità del servizio, oltre che la sua efficacia, operando per il miglioramento degli investimenti tecnologici e infrastrutturali. Infatti, per quanto riguarda gli interventi sulle infrastrutture, dopo l’ottimo risultato ottenuto recentemente del previsto finanziamento del raddoppio ferroviario di Cavatigozzi, la Provincia continuerà sempre a farsi promotrice con la Regione per migliorare le condizioni dei luoghi di interscambio e in particolare, per migliorare alcune stazioni ferroviarie quali Cremona ma, soprattutto, per garantire le migliori condizioni di viaggio ai pendolari. Particolare attenzione sarà dedicata all’intermodalità, attraverso le azioni concertate con le Province limitrofe, con le quali si sta operando per il funzionamento dell’Agenzia denominata ALOT. Porto di Cremona: per quanto riguarda la navigazione e il porto di Cremona, le principali iniziative messe in campo dalla Provincia riguardano la gestione di aree urbanizzate per magazzini accordati. Il termine intermodale e le strategie per lo sviluppo della navigabilità del porto, e lo sviluppo dell’intermodalità interlogistica tra Pizzighettone, Cremona, e Casalmaggiore. In questi anni si è teso perseguire l’incremento delle qualità dei servizi portuali e della movimentazione, al fine di garantire a chi è già insediato ma, soprattutto ai nuovi imprenditori, di sviluppare la proficua attività di carattere commerciale e industriale, nel prossimo triennio gli interventi progettuali da sviluppare riguardano lo sviluppo del sistema della navigabilità, delle attività portuali, ad esse connesse particolarmente quelle relative al 65 potenziamento dell’intermodalità. Nella fattispecie, le funzioni e le attività di programmazione 2011 si riferiscono per la sub area di Cremona, alla promozione di accordi con soggetti competenti per la realizzazione e gestione degli accordi ferroviari e stradali con il porto, e in particolare del terminal. Realizzazione di nuove opere e interventi di manutenzione. Nel corso del 2011 a seguito dei finanziamenti assegnati da Regione Lombardia anche se ahimè contenuti e tagliati, si realizzerà la sistemazione delle coperture dei capannoni portuali, con la sostituzione di tetti in fibra di cemento amianto, la sistemazione di piazzali portuali, la sistemazione e manutenzione dei raccordi ferroviari. Il completamento dell’illuminazione del terminal porto, e l’aggiornamento della segnaletica relativa. La realizzazione di un impianto antincendio automatico, all’interno del capannone della darsena del porto. Piste ciclabili: per quanto attiene l’intermodalità il Piano dei percorsi ciclopedonali è composto da oltre 200 chilometri di itinerari di interesse culturale e turistico per primo, sono ciclabili la cinta muraria del canale Bacchei, l’Antica Regina, della Guardia del Po. Al fine di garantire la circolazione cicloturistica del territorio Provinciale e migliorarla, si continuerà in un fattivo lavoro di manutenzione ricercando risorse d’intesa con il settore turismo. E proprio stamattina abbiamo fatto la Conferenza stampa dove abbiamo presentato il progetto legato all’Expo del 2015 su 11 Comuni del Cremasco da Rivolta d’Adda fino a Formigara, più due partner come le parrocchie di Formigara e Casaletto e il Parco Nord e Navigare l’Adda, un progetto di una portata totale di 7.000.000 di Euro, con il 50% del finanziamento europeo, attraverso il percorso Regionale. Anche questo con la finalità che sto dicendo ora, bisogna cercare di incrementare i percorsi ciclabili e rendere le condizioni necessarie al servizio del turismo. Nel 2011, infatti, si dovrebbe realizzare anche la pista ciclabile provinciale dicevo prima, la 66 Postumia e si concluderà il percorso di collegamento da Cremona e Robecco d’Oglio, tratto di collegamento con le piste della Provincia di Brescia. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Ha terminato. Grazie Assessore. La parola all’Assessore Schiavi, prego. ASS. SCHIAVI Buongiorno. La congiuntura economica ormai da tempo non favorevole, ha tratteggiato un quadro di bisogni sociali in aumento, diverse per tipologie e per portata, rispetto a quanto è tipicamente presente nell’immediato passato. In modo particolare, è stato sollecitato un intervento pronto e purtroppo in aumento, da parte del settore pubblico. A fronte di tale domanda lo scorso anno la Provincia di Cremona ha intrapreso un percorso preciso di impegno responsabile che anche quest’anno conferma a cui intende dare continuità. Il perno centrale intorno al quale si continuerà ad organizzare le politiche sociali, sarà più che mai la famiglia, declinata secondo le tre macro aree della prima infanzia, persona anziana e disabilità. L’impegno si conferma molto concreto, se osserviamo la costanza degli stanziamenti importanti all’interno di un Bilancio in drammatica contrazione. L’obiettivo dunque, sarà quello di continuare il percorso intrapreso, fintanto che il monitoraggio di processo e dei risultati in corso d’opera, continuerà a dirci che stiamo operando con profitto. Io ho articolato la presentazione secondo le tre deleghe ma, naturalmente il metodo di lavoro prevede che i compiti vengano affrontati in modo coordinato ed integrato, giustamente, perché 67 sono, di fatto, interponessi e i loro confini sfumano l’uno sull’altro. La distinzione solo per chiarezza espositiva. Per quanto riguarda le politiche sociali che rientrano in questo ambito importanti deleghe Regionali come gli interventi di assistenza e di supporto alle persone con disabilità sensoriale, finalizzata all’integrazione sociale e scolastica. Anche in questo ambito, troverà applicazione il principio generale, secondo il cui si vuole tenere in giusto conto il ruolo del privato sociale ed in particolare delle Associazioni maggiormente rappresentative, con le quali, si intende continuare ad intensificare un dialogo iniziato lo scorso anno e rivelatosi costante, costruttivo, ed utile alla pianificazione di interventi di effettiva risposta ai bisogni e alla valutazione dei risultati intrapresi. C’è poi la formazione degli operatori sociosanitari da definirsi come sempre, in sintonia con le istanze espresse dal territorio, nel rispetto delle linee guida Regionali. Infine, l’assunzione, la promozione e lo sviluppo di un nuovo modello della rete degli osservatori Provinciali sull’immigrazione, a supporto dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità, così come definito dalla nuova convenzione quinquennale siglata ad aprile. Accanto a queste tipiche attività delegate, la Provincia intende farsi promotrice di un ricco paniere di iniziative, al fine di organizzare un servizio integrativo di risposta al costante bisogno sociale, anche in virtù dei compiti che assegnano il Testo Unico su degli Enti locali, e la Legge Regionale 3/2008. In particolare ma, in modo non esaustivo, si sottolinea per l’ambito tematico dei minori, l’impegno forte nel sostegno alle famiglie con minori condizioni di disagio, a seconda della logica del progetto sociale, definito in collaborazione con i Comuni, e i distretti e supporto da uno stanziamento finanziario di risorse cospicue. Si segnala inoltre, l’avvio delle introduzioni sul nostro territorio di strumenti importanti ed innovativi per affrontare l’emergenza di situazioni di disagio che sfocia in atti oltre 68 illecito. Si porta poi all’attenzione nell’ambito tematico delle persone anziane, l’impegno a proseguire la proficua collaborazione con gli attori istituzionali del terzo settore, sui tavoli tematici a vocazione sociale, presso i competenti Enti di gestione sociosanitaria del territorio, nonché la volontà di farsi promotore della discussione della conoscenza delle esperienze più significative realizzate nella nostra Provincia, così da rendere il nostro territorio un riferimento di buone prassi. Sono invece rivolte più tipicamente alla popolazione immigrata le iniziative coordinate con il Consiglio territoriale per l’immigrazione, istituito presso la Prefettura. Le azioni di coordinamento e supporto alle iniziative collegate all’introduzione della certificazione del livello di conoscenza della lingua italiana, finalizzata all’ottenimento del permesso CE per soggiornanti di lungo periodo, nonché la definizione di un nuovo modello di mediazione culturale. Appare chiaro che i progetti di tale portata, non possono essere realizzati senza l’ausilio di strumenti adeguati, sia in fase di programmazione, che di implementazione e soprattutto, di riconversione e monitoraggio dei risultati raggiunti. Perciò nell’arco del mandato si intende dare via ad un sistema informativo e sociale informatizzato che integri i dati che la Provincia raccoglie tramite gli osservatori, con i dati dei Comuni, dei distretti e le evidenze del terzo settore. Si lavorerà per realizzare uno strumento integrato con Comuni e distretti, sui dati della spesa sociale, così da costruire non solo uno strumento di rilevazione ma, anche di analisi di lavoro, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia degli interventi effettuati. Il coordinamento dei soggetti erogatori delle politiche, le sinergie con gli operatori del privato sociale e ridurre eventuali duplicazioni in zone grigie. Per far ciò è necessaria una mappatura organica dei servizi pubblici e privati che, raccoglie informazioni spesso frammentate e che renda fruibili gli operatori ed i cittadini, in modo 69 pubblico o ... in base alle necessità e abilitazioni. Naturalmente lo sforzo è quello di introdurre positivamente tutti gli ambiti di azione. Per quanto poi riguarda la delega all’associazionismo, il rapporto con il mondo associativo continuerà ad essere caratterizzato dalla consapevolezza che il terzo settore è ormai in grado di rappresentare un partner del dialogo sociale. In altre parole, è corretto che rappresenti un soggetto attivo della pianficazione e della programmazione sociale e non sia solo un fruitore passivo o un mero esecutore. Ciò in virtù del suo ruolo di garante della libertà di scelta responsabile del cittadino, all’interno di un’offerta plurima, libera e di qualità. Per questo, in coerenza con le linee guida Regionali per la valorizzazione degli Enti del terzo settore, nell’ambito dei nuovi servizi alla persona, che è in fase di definizione, si proseguirà nel dialogo e nella collaborazione più pregnante con il terzo settore, in modo da valorizzare le capacità progettuali, attraverso una progettualità comune e condivisa, sia nei ruoli dei capofila, che di partner. Si cercherà sempre più di estendere la rete delle collaborazioni in uno sforzo sinergico e virtuoso, per dare attuazione a progettualità importanti e utili per il territorio che, abbiano la capacità di conferire all’esperienza cremonese la dovuta visibilità ed il riconoscimento come premessa per sviluppare la capacità di attrarre risorse e sperimentazioni sul nostro territorio. L’azione sarà dunque tesa a compiere uno sforzo di promozione tangibile della cittadinanza attiva. Saranno molte le iniziative concrete che discenderanno da questa impostazione, vorrei solo accennare al tavolo famiglia, conciliazione e solidarietà sociale, a cui verrà affidato il compito anche di rappresentare il vero fulcro del coordinamento degli sforzi nel campo sociale. Un accenno merita anche il Protocollo Mondo Insieme, che è stato sottoscritto con lo scopo di diventare uno strumento in grado si volgere un ruolo di facilitatore dell’associazionismo migrante, nella propria espressione del se, in un 70 dialogo con gli Enti pubblici e con la Società civile. Molto diffondere la conoscenza delle regole di convivenza, e del mondo dei diritti servizi e dei doveri normative. Da ultimo, non si possono non ricordare le deleghe regionali che impongono il presidio dei registri provinciali del volontariato e dell’associazionismo e dell’albo Regionale di cooperative sociali, come il servizio al mondo associativo. Alla Provincia sono affidati i compiti di diffusione delle informazioni, assistenza nello svolgimento dei compiti più amministrativi, raccolta di analisi dei dati relativi alla dimensioni del terzo settore, in modo particolare, si intende promuovere l’iscrizione a registro come strumento utile alle Associazioni stesse, non oneroso, né burocratico, bensì necessario per un vero riconoscimento come interlocutore tutelato. Per quanto riguarda poi, il bando biennale per l’erogazione dei contributi a sostegno del volontariato e dell’associazionismo, quest’anno verrà il monitoraggio dei progetti in corso d’opera e la vigilanza sul realizzato. Nonché il recupero della rendicontazione delle azioni implementate. Arriviamo alla delega sulle pari opportunità. Nella definizione delle politiche di pari opportunità la Provincia non può prescindere dal proprio doppio ruolo, come Ente pubblico territoriale, e come operatore di lavoro. Per quanto riguarda la Provincia come luogo di lavoro si intende proseguire ad incrementare la positiva collaborazione con l’Assessore e la strutture preposta alla questione del personale, così da implementare nell’Ente condizioni di pari opportunità ed effettive politiche di conciliazione, perseguite anche tramite la relazione del Piano delle azioni positive, e un puntuale monitoraggio delle condizioni di benessere interno all’Ente. Inoltre, si intendono favorire i lavori del Comitato per le pari opportunità, e del Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing, nonché del successivo Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora, contro le 71 discriminazioni, in ottemperanza alla pubblicazione del collegato lavoro. Per quanto riguarda poi la Provincia come Ente pubblico, si pone sul territorio come promotore di questi principi, si intende proseguire il percorso iniziato con il progetto Professione Mamma, al fine di dotare la Provincia di un servizio importante di conciliazione, vista sia nell’ottica del servizio alla prima infanzia, sia come opportunità lavorativa per soggetti che potrebbero incontrare difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro, partendo proprio dall’opportunità offerta dal progetto Professione Mamma, s’intende perseguire l’obiettivo ambizioso ma, possibile, di attivare sul nostro territorio un’effettiva rete di conciliazione, intesa come coordinamento congiunto, ed orientato all’azione dei soggetti attuatori della conciliazione. Il nostro territorio è pronto a questo salto di qualità, perché ha già espresso ottime basi di collaborazione sia continuativa, e vanta la redazione di accordi formalizzati, dal momento che, tutto questo riceve il definitivo inquadramento e deve essere pronto per svolgere azioni positive di conciliazione e diventare recettore attivo di politiche Regionali destinate all’attuazione della conciliazione. Naturalmente questo focus sulla declinazione delle pari opportunità come politiche di conciliazione non farà dimenticare le altre importanti sfaccettature della tematica. La Provincia di Cremona sarà attenta e attiva, e parteciperà alle iniziative messe in capo dal Dipartimento dei diritti per le pari opportunità, ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza, sull’origine etnica e finalizzata alla costruzione di una rete integrata di centri territoriali contro tutti gli ambiti di discriminazione. Da ultimo, si intende proseguire l’intrapresa ottimizzazione della disciplina della Commissione di parità, al fine di renderla uno strumento di azione efficace ed efficiente, non solo titolato formalmente a svolgere un ruolo a sostegno alla realizzazione di 72 condizioni di effettiva parità fra uomo e donna, in tutti gli aspetti della vita. In conclusione, preme sottolineare come collaborazione e integrazione sia una chiave di lettura trasversale ad ogni livello di pianificazione e implementazione dell’azione, nelle politiche messe in atto nei singoli ambiti del bisogno sociale, nel rapporto con gli assessorati ed i settori dell’Amministrazione che si occupano delle tematiche più strettamente interconnesse, come le politiche giovanili ed educative e del lavoro. Lo sviluppo economico e la gestione del personale, nel rapporto con gli altri Enti pubblici con il mondo no profit, ciò con lo scopo di ottimizzare le gestioni, e fornire una risposta di qualità alle istanze del territorio. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie a lei, Assessore Schiavi. Assessore Soccini, prego, a lei la parola. ASS. SOCCINI Il Bilancio di previsione per l’anno 2011 unisce tutti gli interventi previsti a sostegno delle attività produttive presenti sul territorio. Premessa fondamentale è comunque la considerazione di come la crisi produttiva continua ad avere importanti ripercussioni, e si sostiene che la situazione permarrà critica anche nel prossimo anno. Tale difficile situazione investe in modo rilevante il tema dell’attività dell’assessorato. Il programma focalizza alcuni contenuti volti prioritariamente alla valorizzazione di strumenti di programmazione negoziata, finalizzati alla condivisione dei progetti territoriali con il livello di Governo Regionale, anche nell’ottica di una maggiore possibilità di attrazione di risorse di soggetti pubblici e privati, come il distretto del commercio e il polo della meccanica del 73 Castelleonese. Organismi di raccordo fra i quali si intende sviluppare un rapporto funzionale orientato all’approfondimento di temi e contenuti specifici che, potranno essere determinati dal livello di Consulta economica. I temi dell’innovazione produttiva e organizzativa e commerciale delle Aziende, e il sostegno alla ricerca, nei precedenti anni, ambiti di intervento sostenuti attraverso risorse appostate direttamente a Bilancio ed erogate nei bandi annuali, possono nell’attuale contesto essere sostenuti congiuntamente attraverso il sostegno ai soggetti operanti nel campo della formazione del sistema della conoscenza e della ricerca. Particolare attenzione è riservata alle integrazioni fra gli interventi individuati nell’accordo quadro territoriale, quindi, trattato in sede di Consulta economica. In teoria viene integrato il riordino delle risorse che risultano essere ogni giorno e ogni mese che passa, sempre più limitate. Nell’anno 2011 non è possibile consegnare appostamenti di Bilancio ad hoc per azioni specifiche su innovazione e export, tradizionalmente svolti in collaborazione con la Camera di Commercio. Nello stesso contesto si propone di sostenere l’attività di organismi di garanzia ... presenti sul territorio che da anni sono sempre stati sostenuti in collaborazione anche con la camera di commercio. Tra l’altro il sistema di garanzia fidi ha conosciuto recentemente una fase di trasformazione assai rilevante, a livello soprattutto Regionale. Peraltro nel caso in cui eventuali mutate condizioni economiche lo permetteranno, sarà valutato se e come intervenire per il consolidamento e l’aiuto a questi organismi. L’attuale limitatezza delle risorse induce l’Amministrazione a valutare con molta attenzione il proprio intervento, in effettive ricadute sulle Aziende del territorio. E intende approfondire l’efficacia dell’azione svolta dall’Ente. In ottica di una maggiore comprensione delle ricadute economiche collegate non solo ai comparti produttivi 74 tradizionalmente di competenza dell’assessorato ma, anche lo sviluppo di temi collegati ad altri assessorati, come ad esempio l’agricoltura, il turismo, che potranno essere visti, e saranno visti in una sede unitaria di sviluppo dell’economia. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Assessore. Con Soccini abbiamo terminato l’esposizione degli Assessori. Lascio ora la parola per la conclusione al Ragioniere Capo per l’esposizione analitica con l’utilizzo anche di alcune slide. Attendiamo che i tecnici ci diano la luce. Prego, Ragioniere. RAG. CAPO ANTONIOLI Allora, intanto che si accendono le slide. Il problema è la presentazione del Bilancio e il CD che vi è stato consegnato. Nel CD sono stati consegnati i documenti ufficiali che dovranno essere approvati nella prossima seduta. Quindi, contengono le relazioni del Presidente, della Giunta e degli Assessori, la relazione previsionale e programmatica 2011/2013 e questo è il documento principale del nostro Bilancio. Il Bilancio annuale 2011, il Bilancio triennale ’11 e ’13, la relazione tecnica stesa dall’ufficio finanziario, la presentazione che viene proposta appunto per facilitare la lettura e non perdersi nei meandri dei programmi e dei progetti di cui si compone l’intero atto, l’elenco dei lavori pubblici 2011 e 2013, il parere del Collegio dei Revisori dei Conti, l’inventario dei beni demaniali e patrimoniali. Ecco, questo è tutto il contenuto del CD. Se qualcuno avesse difficoltà nella lettura o è più facilitato al documento contabile, il settore finanziario è disponibile alla consegna del relativo documento. Ecco, la prima slide è relativa al quadro riassuntivo 75 dell’esercizio 2011. Quindi, il Bilancio pareggia tra entrate e uscite per 136.464.460. Se noi escludiamo dal Bilancio i servizi del conto terzi quindi, il titolo 6° nelle entrate e il titolo 4° nell’usci ta, il Bilancio di previsione totalizza 118.649.490. Premetto allora che il Bilancio di previsione 2011 è stato steso e licenziato dalla Giunta nella seduta del 10 giugno, con la normativa che è attualmente in vigore. Quindi, con un patto di stabilità che è stato approvato da un ramo del Parlamento, quindi, dalla Camera, e si trova attualmente all’esame della Commissione del Senato e andrà in Senato. Quindi, questo è già stato comunque costruito tutti i documenti in base a questa normativa. La successiva slide è la composizione del Bilancio pluriennale 2011/2013. Quindi, evidenzia per ciascun anno del triennio l’evoluzione delle entrate e delle uscite, e pareggi complessivi 442.093.780 comprese le partite di giro. Ecco l’avanzo di Amministrazione viene applicato solo nel primo esercizio ai sensi della normativa vigente. Il totale delle entrate con esclusione dei servizi per conto terzi. La presente tabella evidenzia l’affronto delle entrate del nostro Bilancio 2011 escluse le partite di giro sempre dell’entrata. Nella prima colonna con un totale di 174.445.850 sono riportate le previsioni iniziali dell’esercizio 2010. Nella seconda, le previsioni assestate per l’esercizio 2010 che corrispondono a 202.710.214,98 che sono ancora previsioni assestate, non accertate, che le vedremo in sede di rendiconto della gestione. Nella terza colonna nella previsione 2011 che si riduce a 118.649.490. La parte corrente della formazione del Bilancio dal punto di vista economico, per le entrate ammonta ai primi tre titoli che totalizza 59.226.180. Ecco, in questa slide qui abbiamo la distribuzione delle entrate a modo grafico con le torte, dove, vediamo che le entrate tributarie e le entrate extratributarie quindi, le entrate nostre Provinciali, rappresentano 33,02%, i trasferimenti il 16,89 e quindi, per un totale del 50%. Le alienazioni e i trasferimenti in conto 76 capitale sono il 46,37 e l’accensione di mutui il 2,81%. Questa è la distribuzione delle entrate per istogrammi e si entra alla slide n°5. La 7 ecco, rappresenta le entrate in modo grafico, cioè la provenienza dove la Provincia va a prendere le sue entrate, sia correnti, che in conto capitale. Il totale di 117.577.490 in quanto, non si è aggiunto l’avanzo di Amministrazione di 1.072.000 per questo importo. Ecco, qui non mi ripeto, è la fiscalità locale dal nostro Ente, dove vengono indicate attualmente le entrate Provinciali, nell’importo previsto, l’abbiamo già ricordato più volte, quindi, non soffriremo più di tanto. Le entrate in conto capitale sono le entrate straordinarie che finanziano gli investimenti. La voce trasferimenti di capitale, comprende le previsione di trasferimento da parte della Regione per le opere pubbliche. L’assunzione di mutui indicata come diceva il Presidente, è però indicata in 3.333.000 perché ci sono 333.000 che sono economie di mutui degli esercizi precedenti, risparmi di mutui, già in ammortamento che utilizzeremo per finanziare opere nel campo dell’edilizia. Qui abbiamo la ripartizione delle entrate in conto capitale e quindi, indica la percentuale delle entrate straordinarie dell’esercizio 2011. Alcuni investimenti dovranno essere realizzati con l’introito delle case cantoniere, del terreno dell’ex centro di allevamento di Brancieri e dei reliquati stradali. Di notevole importanza sono i trasferimenti provenienti dallo Stato nel campo dell’edilizia scolastica e quindi, è il primo anno dove registriamo un notevole incremento di questi trasferimenti. Le alienazioni risultano elevate nell’importo in quanto, è stato iscritto e profuso come partita di giro, tanto entra e tanto dovrebbe uscire, importo di Maderno e di Bormo, l’eventuale alienazione per l’importo di Maderno e per l’importo di Bormo. Quindi, attualmente questa vendita non finanzia alcun intervento diretto Provinciale. Il totale delle uscite. Quindi, passiamo al totale delle uscite. Questa scheda indica le uscite in pareggio con l’entrata di 77 118.649.490. Anche qui la spesa corrente del 47,66%, il rimborso dei prestiti del 2,51 e la spesa di investimento il 49,83%. La scheda n°12 indica le uscite principali della Provincia e quindi, sono questi macro contenitori e indicano le finalità dei propri interventi programmati nell’anno 2011. quindi, abbiamo una spesa di personale che è nell’importo di 19.379.750. Teniamo presente che la spesa di personale è quel contenitore che viene continuamente tenuto sotto controllo da parte di tutti i soggetti proposti al controllo dei nostri Bilanci, con una parte della Corte dei Conti, in particolare modo. Noi siamo tenuti alla riduzione costante anno per anno, e attualmente al 31/12 sono 479 dipendenti, ai quali si aggiungeranno le assunzioni programmate nel 2011. Dell’obbligo quindi, siamo tenuti all’obbligo della riduzione, all’obbligo dei vincoli imposti dagli articoli 9 e 14 del Decreto 78. Il problema è che nell’anno 2011 e 2013, non sono previsti aumenti contrattuali e quindi, l’importo è bloccato dalla contrattazione. L’Ente ha previsto poi la riduzione del trattamento economico complessivo superiore a 90.000 Euro a 150.000 Euro. Il trattamento economico complessivo per gli anni 2011 e 2013 per i singoli dipendenti ivi compreso il trattamento economico accessorio, non dovrà superare quello del 2010. Nelle altre spese per le prestazioni quindi di collaborazione autonoma, il Consiglio sarà chiamato a deliberare il limite delle spese degli incarichi che quest’anno è determinato in 729.600 di cui 125.000 è quella branca di studi e consulenze che la norma impone di ridurre al 20%. Saremo tenuti a rispettare tutti i tagli che la normativa prevede per l’emissione, la formazione e l’acquisto delle manutenzioni, e dovremo verificare che i trasferimenti posti in essere dalla Provincia a favore di Enti, la loro partecipazione deve essere onorifica, e quindi, è escluso solo il rimborso di spese e le 30 Euro per presenza. Il fondo di riserva in questa voce è limitata a 200.000.000 Euro, ed è pari allo 0,35. 78 Allora, la n°13 è la distribuzione delle spese corr enti per funzioni. La scheda evidenzia la percentuale attribuita a ciascuna funzione, in rapporto al totale del titolo primo che sono 56.548.150. La funzione prima che è l’Amministrazione generale, è pari al 22,30%. Nella predisposizione del Bilancio abbiamo tenuto presente anche la distribuzione nelle altre funzioni per il rispetto della normativa dell’allocazione in Bilancio delle diverse voci, perché il finanziamento delle funzioni principali, fondamentali dell’Ente, avverranno sulla base appunto, di questa spesa. Il core business quindi, della Provincia sono le indicazioni di tutte le altre voci e quindi, dell’istruzione pubblica, della cultura, dei trasporti e del territorio. Teniamo presente che il disegno di Legge 2259 ha modificato le funzioni fondamentali della Provincia, andandole a confermare per alcune, quelle previste dalla 267, o assegnandone delle altre. La scheda 14 è la distribuzione delle spese in conto capitale per funzioni. Quindi, qui avevamo visto la spesa corrente, questa è quella in conto capitale e quindi, del titolo secondo delle uscite, totalizza 59.127.340. Abbiamo le diverse percentuali che a affiancano i relativi importi assoluti. Ecco, dalla 15 alla 23 diamo una scorsa veloce perché è la spesa distinta per funzioni, relativamente ad alcuni specifici interventi sia correnti che in conto capitale. Ciascuna scheda poi, risulta l’attribuzione della spesa complessiva della funzione in rapporto al numero degli abitanti della Provincia al 31/12/2009 che sono stati di 362.013. Andiamo fino alla 23 ognuno dopo potrà verificarle e guardarlo con tranquillità. Ecco, dalla 24 alla 25 qui abbiamo riportato appunto, per facilitare la lettura del Bilancio, le spese principali correnti raggruppate per progetti della relazione previsionale e programmativa divisi per programmi. Quindi, questi sono i diversi progetti del programma dell’ambiente, indicati nella relazione, i relativi importi con l’oggetto del progetto. La scheda 26 anche questa è 79 dell’agricoltura, caccia e pesca, ed è stata costruita nella stessa voce. Contengono sia le entrate e quindi, le relative spese provenienti dalla Regione, sia le risorse messe a disposizione da parte dell’Ente. La scheda 27 la formazione professionale, il trasferimento che noi diamo all’Azienda speciale CR.FORMA del costo del personale trasferito all’Azienda stessa. La scheda 28 è denominata mercato del lavoro. Sono le risorse disponibili sia Regionali che Provinciali, e si auspica che la Regione provveda ad integrare questi fondi, al fine di poter far fronte o prevenire le eventuali emergenze per la difesa dei posti di lavoro. La cultura. Sono indicate le partecipazioni agli Enti culturali, finanziate con risorse Provinciali, gli interventi nel sistema teatrale museale dello spettacolo, per la gestione della rete bibliotecaria cremonese e il consolidamento del distretto culturale. La scheda 30 è istruzione e ricerca. Sono stati indicati i corsi di trasporto degli studenti per attività didattiche, oltre al sostegno alle università, gli incentivi per il miglioramento dell’offerta formativa. Resta aperto anche qui il problema del trasporto degli studenti disabili con la Regione. La scheda 31, indica la Protezione Civile, l’importo finanziato con mezzi Provinciali e Regionali, a sostegno delle Associazioni di volontariato e della Protezione Civile. La 32 sono gli interventi nel campo del turismo. La 33 è quella voce forte e relativa ai trasporti, si tenga presente che nel 2011 la Provincia dovrà effettuare la gara, ed è in gran parte finanziato dall’intervento Regionale anche se, da diversi anni la Provincia interviene con diversi importi ad integrare il mancato trasferimento Regionale. La 34 sono gli interventi delle politiche sociali sul territorio e le risorse risultano confermate rispetto all’importo del 2010. Questo è il servizio al cittadino quindi, l’attività dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, il nostro porto di Cremona, e quindi, la gestione corrente del porto di Cremona e quindi, gli introiti, questi vincolati sono gran parte degli 80 introiti che si percepisce dalla gestione di questo settore. Ecco, dal 37 qui cominciano gli investimenti che la Provincia ha programmato e che trovano corrispondenza nel programma delle opere pubbliche. Quindi, da queste schede qui noi abbiamo tutti divisi per anni e quindi, la viabilità il 2011, il 2012, il 2013 e quindi, opere finanziate in gran parte con i contributi Regionali che dovranno trovare conferma. Ecco, dalla scheda 41 alla scheda 44 sono gli interventi invece, nel campo dell’edilizia, gran parte finanziati con contributi statali, con devoluzione di mutui. Ecco, la scheda 45 abbiamo gli interventi per le piste ciclabili, raccordi ferroviari e il porto di Cremona, sempre nei tre anni considerati. L’innovazione tecnologica e quindi, gli interventi per il sistema informativo, la sicurezza del cittadino, quindi, della Polizia Locale, gli interventi dell’agricoltura finanziati con la Regione Lombardia. I mutui che andremo ad assumere nel triennio e quindi, 3.000.000 nel 2011, 2012 e 2013, sono stati indicati questi importi nella speranza che quel rapporto si riesca a mantenere, e che le entrate siano volano per l’effettivo sviluppo del territorio. Le alienazioni nel 2011, come dicevo, ci sono questi 17.000.000 perché comprendono i 13.400.000 e 2.300.000 per le vendite rispettivamente di Maderno e Bormo. Nel 2012 dovremo vendere, nella relazione tecnica trovate tutti i palazzi che potrebbero essere venduti e nel 2013 alcune azioni. Ecco, questo è l’elenco delle partecipazioni della Provincia di Cremona e quindi, con la percentuale di partecipazione e l’importo posseduto dall’Ente. Ecco, qui ci siamo permessi di indicare, siccome su alcuni quotidiani è uscito che gli Enti locali sono in difficoltà per i relativi pagamenti, abbiamo ritenuto opportuno indicare i tempi che la Provincia di Cremona attualmente sta cercando anche di migliorare, cioè dalle fatture pervenute dal 1/1 al 30/11 sono in numero di 8.704. Abbiamo pagato al 30 novembre fatture per 8.618 nel titolo primo. Ne restano escluse 86 che 81 non è nemmeno l’1%. Di queste, 8.618 entro 50 giorni le abbiamo pagate per il 51% quindi sono 4.425, sono state pagate fra i 50 e i 60 giorni 1.537 cioè 17,83 e quindi complessivamente circa il 70%, mentre il 30% le abbiamo pagate oltre i 60 giorni dalla data di Protocollo. Si tenga anche presente che tutte le fatture quest’anno siamo riusciti a pagarle relative agli investimenti quindi, del titolo secondo nelle opere stradali dell’edilizia e i contributi nel campo agricolo, entro 30 giorni dalla data del certificato di pagamento dei lavori. Anticipando le somministrazioni di mutui da parte della Cassa Depositi e Prestiti. Questo è permesso in quanto l’Ente come fondo di cassa è capiente, detenendo alla data odierna, circa 65.000.000 di cui 34.000.000 vincolati e il resto liberi, in parte in banche d’Italia e in parte sul conto corrente del tesoriere. Quindi, a dimostrazione che l’Ente non ha e non farà neanche nel 2011 ricorso all’anticipazione di cassa. L’ultima slide è buona cosa, che ci ricordiamo delle tappe del federalismo Provinciale. Cioè il Bilancio Provinciale che noi presentiamo è il Bilancio delle normative attualmente in vigore. Queste sono in itinere e riteniamo opportuno che il Consiglio sia edotto, anche di quello che verranno modificati i nostri cespiti. L’imposta Provinciale di trascrizione rimarrà confermata anche successivamente, senza però non è stato previsto alcuna percentuale di aumento. Il TEFA che è la Tassa sui rifiuti applicata dai Comuni, resta confermata a favore delle Province. Il tributo speciale del deposito in discarica resta invariato, la TOSAP non ha alcuna modifica anche se per noi è un importo limitato. La compartecipazione all’IRPEF che adesso ci hanno tagliato, verrà abrogata dal 2012. L’addizionale Provinciale sull’accisa dell’energia elettrica viene abrogata dal 2012. Quindi, in compenso cosa ci troviamo? Imposta RC auto dal 2012 diventa un tributo derivato della Provincia, però lo potrà aumentare del 2,5% solo dal 2014. La compartecipazione all’accisa della benzina, decorrerà dal 82 2012 quindi, scomparirà, perché attualmente è della Regione, scomparirà dalla Regione e diventerà Provinciale. Però verranno eliminati tutti i trasferimenti statali. Verranno soppressi. Dal 2013 dovranno essere eliminati, soppressi i trasferimenti Regionali e si dovrà trovare, verrà assegnata la tassa automobilistica, una compartecipazione all’introito della tassa automobilistica Regionale. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Ringrazio il Ragionier Antonioli per l’esposizione. Ricordo che la data per la discussione è stata fissata per il 21 dicembre. Ricordo che si ha la possibilità di controbattere tutte le relazioni. Per completare il punto di Bilancio possiamo passare direttamente all’esposizione del punto n°2. Oggetto n. 2 dell'Ordine del giorno RATIFICA DELIBERA GIUNTALE N.587 DEL 23/11/2010 AI SENSI DELL’ART. 42, COMMA 4, E DELL’ART. 175 COMMA 4, DEL DECRETO LEGISLATIVO 267/2000. RAG. CAPO ANTONIOLI E’ una semplice delibera che è stata assunta il 23/11/2010, l’abbiamo dovuta assumere perché sapete che le variazioni possono essere assunte entro il 30 novembre. Noi avevamo già deliberato l’assestamento di Bilancio, però è possibile l’assunzione di questo atto, in quanto, ci è pervenuta la comunicazione da parte della Regione Lombardia dell’assegnazione di 160.662,13 da erogare nel campo dei trasporti alle ditte. Quindi, essendo una somma vincolata non influenza la natura 83 economica del Bilancio, e quindi, è possibile procedere alla variazione sia dell’entrata, che dell’uscita. Quindi, il Consiglio è chiamato solo a ratificare l’atto. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Ragioniere. Ci sarà un’unica votazione. Se non vi sono richieste di intervento, passiamo alla votazione. Andiamo direttamente alla votazione? Che avverrà per alzata di mano, è molto più svelta. Nessun altro Consigliere chiede di intervenire per cui il Presidente del Consiglio pone ai voti palesi (per alzata di mano) la deliberazione in argomento ed accerta – con l'assistenza degli scrutatori – l'esito della votazione: presenti n. 30 Consiglieri; votanti n. 29 (temporaneamente assente Virgilio); favorevoli n. 27; astenuti n. 2 (Dusi e Milesi). La deliberazione è approvata a maggioranza. L'atto viene inserito al n. 145 del registro delle deliberazioni PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Ci occorre l’Assessore Orini per la trattazione del punto... no, non lo so io... eccola. Intanto lascio la parola all’Assessore Orini per la presentazione del punto n.3. Oggetto n. 3 dell'Ordine del giorno CONVENZIONE TRA L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA, LA PROVINCIA DI CREMONA E IL COMUNE DI CREMONA PER IL 84 SOSTEGNO AL CORSO DI LAUREA IN LETTERE E BENI CULTURALI PRESSO LA FACOLTÀ DI MUSICOLOGIA DI CREMONA. ASS. ORINI Grazie. La convenzione che è stata presentata oggi all’interno dell’apposita Commissione istruzione, riguarda appunto la Provincia di Cremona, il Comune di Cremona, e il corso di laurea in Lettere e Beni culturali presso la facoltà di musicologia che ha sede a Cremona. Ricordo che la convenzione si pone in continuità con le precedenti convenzioni, a partire dall’anno accademico 2001/2002 quando appunto è stato istituito un corso di laurea in Scienza del testo letterario e della cultura musicale. Poi, nel corso degli anni sono cambiati a volte i termini che hanno indicato il corso di laurea, però in sostanza, con una notevole continuità, è continuata appunto, l’attività di musicologia che ricordo si collega a quella che è la tradizione culturale e artistica del nostro territorio. Anche qui penso di non dover spendere troppe parole, perché più volte abbiamo sottolineato come il nostro territorio si caratterizzi per la grande tradizione musicale che fra l’altro, da quest’anno scolastico trova anche nel comparto delle superiori, diciamo, la sua espressione nell’appena istituito Liceo musicale. Ricordo che il contributo della Provincia di Cremona è di 43.900 Euro annui. Ricordo che tale contributo si accompagna anche a degli impegni reciproci, che riguardano noi ma, anche la facoltà stessa, e anche qui sottolineo come l’art. 3 della convenzione, articolo forse a volte un po’ sottaciuto o dimenticato, parli di un comitato di coordinamento che è istituito fra gli Enti convenzionati e che si riunirà almeno due volte l’anno. Questo Comitato avrà come membri il Preside della facoltà stessa di musicologia un suo delegato, il Presidente della Provincia o suo delegato 85 e quindi, un suo rappresentante della Provincia, e Sindaco suo delegato e quindi, rappresentante del Comune, oltre ad un altro funzionario nominato dall’Università. L’importanza di questo coordinamento è evidente nella visione a cui prima abbiamo accennato, di rendere meno estemporanea e frammentaria la presenza universitaria sul nostro territorio ma, inscriverla in un progetto più generale che porti ad una reale valorizzazione diciamo, di quelle che possono essere le potenzialità del nostro territorio, e se ne parlava anche stamattina in Commissione, anche con un’azione volta a rendere attrattiva questa facoltà, ricollegandola anche alle altre realtà musicali, sia dell’educazione e sia della cultura musicale in generale presenti sul territorio. Renderla attrattiva anche e soprattutto per chi viene da fuori, rispetto diciamo, alla città di Cremona e al territorio cremonese. Ecco, io penso che sia importante prendersi un po’ quest’impegno, all’interno di questo coordinamento per renderlo sempre più attivo. Detto questo, ripeto, penso che sia anche giusto sottolineare come la facoltà di musicologia abbia recentemente partecipato e collaborato con altre attività sempre legate alla valorizzazione musicale. L’accordo di rete, per esempio, per la valorizzazione dell’educazione musicale e della tradizione liuteria e organaria che si sta costituendo, già c’è stata una riunione, devo dire, con un'ampia partecipazione da tutto il territorio Provinciale, ha visto accanto agli altri livelli educativi, mi riferisco alle scuole medie musicali, mi riferisco al liceo musicale, mi riferisco all’ITIA, mi riferisco anche alle Associazioni artigiane che agiscono nel tempo dell’artigianato musicale, ha visto anche la presenza devo dire molto collaborativa, della facoltà di musicologia. E questo mi sembra importante per il futuro di questo ambito nel nostro territorio. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI 86 Grazie Assessore. È aperto il dibattito. Consigliere Araldi, prego. CONS. ARALDI Signor Presidente, mi sembra molto utile per un tentativo di ragionamento e di riflessione su quella che è diventata oggi l’università d’Italia e nello specifico a Cremona. L’archiginnasio a Bologna è la sede storica dell’università. I portici dell’archiginnasio sono completamente decorati con tondi che fotografano i migliori allievi che nei 500 anni che precedono hanno frequentato l’Università di Bologna e si scopre che c’è gente che veniva da Casalmaggiore, da Cremona, da Crema, da Castelleone, da Soresina no ma, questo è soltanto un incidente, Presidente Salini. Voglio dire laurearsi a Bologna soprattutto in alcune facoltà, era un di più di valore rispetto alla laurea in altri atenei. E non è un caso se Bologna è ancora l’unica Università italiana nelle cento università migliori del mondo. Le altre università italiane sono dopo il trecentesimo posto. Forse siamo subito dopo Katmandù ma, non sono sicuro. Questo ragionamento vuole indurci a riflettere sul fatto che, l’università deve ritornare ad essere ovunque un centro di eccellenza del sapere. Allora le università devono preoccuparsi di migliorare la loro capacità, piuttosto che di espandersi con delle generazioni. Allora musicologia. Questa mattina l’Assessore mi ha detto che il 78% degli studenti di musicologia sono di Cremona. Questo se da una parte risponde ad un bisogno, non lo so se è un bisogno, un opportunità, per i cremonesi, significa che questa scuola non ha capacità attrattive nei confronti dell’universo mondo. Invece, io credo che si debba creare una scuola a cui uno che partecipa dice io mi sono laureato a Cremona. Questo credo che debba essere lo sforzo. E la Provincia non 87 dovrebbe lesinare sforzi in questo senso, condizionando anche l’Università di Pavia, a ragionare in questi termini. Dopo di che, il contributo che la Provincia dovrebbe dare a mio parere, alla struttura universitaria è piuttosto di borse di studio per studenti meritevoli. Perché sarebbe l’unico modo per vedere declinata quella meritocrazia di cui sento continuamente parlare, e che non vedo assolutamente praticare. Allora, io voterò a favore di questa delibera, con la speranza che il contributo dell’Assessore e del Presidente, nell’ambito di quell’organismo di cui si parla, riesca ad avere questa funzione. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Consigliere Araldi. La parola al Consigliere Gelmini. CONS. GELMINI Grazie Presidente. Poche parole per sottolineare il voto favorevole della Lega Nord a questa convenzione, e per prendere spunto anche dalle parole del Consigliere Araldi e dalla Commissione di stamattina, per fare qualche riflessione. Sicuramente questa convenzione va nell’ottica di valorizzare la specificità del nostro territorio e le tradizioni come quelle musicali e quindi, crediamo che sia un contributo giusto quello che viene dato alla facoltà di musicologia. Nello stesso tempo, apprezziamo la volontà dell’Assessore Orini, di voler attivare finalmente quel controllo, quel Comitato di coordinamento sancito nell’art. 3 al fine di verificare magari con attenzione come vengono impiegati questi fondi, come vengono spesi e di essere ancora più partecipe nell’imporre una didattica e una serie di percorsi di studio veramente legati al nostro territorio. 88 Perché questo credo che sia il vero succo, nettare, di questa convenzione. Detto questo, l’auspicio credo di tutti, sia quello che la facoltà diventi veramente un centro di eccellenza a livello lombardo, a livello nazionale. Questo è un auspicio che ci sentiamo di condividere, e a questo punto, affermo che il gruppo della Lega Nord darà voto favorevole. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie a lei, Gelmini. Non vedo altre prenotazioni. Dusi. Prego, parli pure non la vedo qua, comunque... Provi a parlare, perché lo vedo illuminato. Parli ora o taccia per sempre. CONS. DUSI Allora, stamattina la Commissione ha toccato l’argomento di musicologia e lettere in quel di Cremona. Devo rilevare una cosa che sicuramente è all’interno degli atti, cioè il calo delle risorse che non è di poco conto ma, si parla di quasi un 20% in meno rispetto alla precedente, diciamo, elargizione. E che naturalmente, tocca anche un aspetto di preoccupazione da parte di chi è responsabile, perché il responsabile naturalmente ha sottoscritto questa intesa ma, naturalmente l'ha sottoscritta con una funzione ben chiara che è quella che qualora ci fossero ulteriori risorse, sarebbe opportuno metterle in campo e cercare di favorirne l’utilizzo in situazioni dove già i tagli a livello nazionale ma, in tutto il territorio, creano problematiche anche di buona gestione, perché questo è quello che si pensa nel rispetto di questa convenzione. Araldi tocca nel suo discorso una questione che va verso le grandi Università. E naturalmente le grandi Università hanno dato anche dei grandi nomi, 89 hanno portato dei grandi nomi. Ma, a Cremona io dico che serve un plagio per coloro che si sono impegnati a favorire l’Università a Cremona. Credo che coloro che hanno lavorato e che hanno impegnato tutto il loro sapere per riuscire a portare in un luogo importante per la musica, importante per l’arte musicale, sono riusciti a portare anche uno strumento di cultura di questa arte e diciamo, di questa riconoscenza. Gli Stradivari non sono personaggi normali, sono grandi personaggi, i violini cremonesi sono grandi strumenti, e credo che mettere in campo, e chi ha voluto mettere in campo questa buonissima idea, io la chiamo, la creazione di uno studio forte, di uno studio importante, un iter importante dove i personaggi sono importanti, sono stati anche grandi personaggi importanti, ecco. Per questo io dico attenzione e grande attenzione a questo aspetto. Grande attenzione perché l’aspetto è troppo importante. E se oggi oltre il 70% dei giovani che compongono questa scuola universitaria sono cremonesi, significa che molto probabilmente si sta creando un tessuto importante di capacità ma, di conoscenza e di approfondimento di questa conoscenza che, secondo me, non può essere sottovalutato. È chiaro, vediamo anche qualche giapponese, qualche cinese, qualche personaggio dell’est asiatico, e anche alcuni europei che vengono a Cremona. Sono pochi oggi, non sono la maggioranza. Però è chiaro che questo è un sintomo secondo me, di grande rilevanza, perché penso che questo sia uno dei sintomi che, non soltanto tradurrà opportunità sul territorio nella Provincia ma, questa professionalità verrà esportata anche in luoghi lontani, dove, molto probabilmente verrà predisposta e verrà messa in mostra la cultura del territorio cremonese, la cultura creata da questi grandi personaggi che abbiamo voluto a Cremona e che, secondo me, solo con un’azione politica forte si può sostenere. Quindi, le risorse su questa questione credo non dovevano essere tagliate, per conto mio. Poi, si è fatta una valutazione 90 complessiva. Mi auguro che ci siano possibilità di attraversare percorsi, perché secondo me su queste cose qui vanno anche fatte iniziative progettuali, e qui secondo me è il responsabile che di fronte a Leggi Regionali, europee e nazionali, può, dico io può, verificare se ci sono le condizioni per attivare in quel di Cremona, le opportunità di fare arrivare altri soldini che, secondo me potrebbero non soltanto essere di buona prospettiva per il futuro immediato ma, che potrebbero essere di grande prospettiva per il futuro di avvenire e quindi, ritengo che questa cosa qui che possa essere una delle convenzioni, in base alle quali, mi dispiace dire che il mio voto sarà un voto di astensione critico soltanto e solo perché ci sono meno risorse ma, pensare che in prospettiva, molto probabilmente, credo che sarà opportuno che chi ha le responsabilità del settore sia battagliero e ne faccia una battaglia di principio, perché credo che è proprio qui che le battaglie si fanno e si possono vincere. Credo che nel rispetto del miglioramento della cultura ma, di una certa cultura che è quella che viene da lontano nel nostro territorio, che viene da personaggi importanti e che può soltanto essere benefica per il futuro se assoggettata con risorse adeguate e a finanziamenti e stanziamenti condivisi con chi deve poi operare. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Consigliere Dusi. Consigliere Zanacchi ho visto in prenotazione. CONS. ZANACCHI Ecco, adesso credo che la voce sia sufficientemente stentorea. Allora, stavo dicendo per quanto riguarda il punto il gruppo del PD approverà la 91 convenzione. Ecco, oggi credo che abbiamo rimarcato, il gruppo del PD l’aveva già sollevato questo problema in una precedente riunione della Commissione scuola, che va fatta una riflessione profonda rispetto al ruolo che le università devono avere sul nostro territorio. Credo che si stia concludendo una seconda fase. Araldi citava la fase delle grandi università, dell’università, lui ha parlato di Bologna, io parlo di Pavia, naturalmente, essendo la mia Università, e poi altre università di grande prestigio che ci sono nel nostro territorio. La seconda fase è stata quella dell’università diffusa. Noi abbiamo perso il treno della grande università, chi ha la mia età ricorda per anni ed anni abbiamo lamentato lo scippo di Piacenza dell’Università cattolica di agraria, poi, ci siamo un po’ rifatti nel momento del periodo delle università per cui, anche Cremona ha invece colto quest’occasione ed è riuscita a portare nel proprio territorio una sede di università. Questo è stato sicuramente, secondo me, un momento importante che non va rifiutato, perché abbiamo risposto ad un’esigenza. Naturalmente però abbiamo anche sollevato una questione, cioè forse adesso siamo, come dicevo prima, ad un ulteriore fase. Perché anche dai dati che ci sono consegnati oggi, ecco, personalmente rilevo alcune cose. Rispetto a musicologia il fatto che l’80% sia cremonese, dimostra che risolve un problema locale ma, non diventa quel punto di riferimento che si pensava di cogliere e di realizzare con un corso specifico di musicologia. E questo ovviamente, non è una cosa di poco conto. Rimarco anche che altre università stanno perdendo iscritti. A parte il settore sanitario che passa da 255 a 312 iscritti, complessivamente tutti gli allievi da un anno all’altro, passano da 2.155 a 1.892. Quindi, molto probabilmente qui si tratta di rivitalizzare questo. L’altro aspetto, ecco, mi permetto di dire che forse, l’accantonamento della proposta relativa al complesso dei monasteri che, aveva un po’ lo scopo di creare un sistema nell’ambito 92 musicale dei grandi studi musicali e musicologici, dove pensavamo, almeno le Amministrazione precedenti, pensavano di concentrare lì la scuola di musicologia, la scuola di liuteria, la Stauffer e quant’altro, ecco, l’accantonamento di quest’idea, di questa proposta, sicuramente, ecco, non va nella direzione da noi auspicata e da noi in precedenza prevista. E quindi, questo secondo me è invece un discorso che andrebbe rivisto, nel senso questo accantonamento andrebbe rivisto e andrebbe forse come dire, ricolta quest’occasione e questa opportunità dall’attuale Amministrazione. Proprio perché o si fa sistema, e lo si fa anche come dire, strutturalmente, oppure il declino, come si evince anche da questi dati, può essere un dato reale e forse, anche inevitabile ed ineluttabile. Quindi, d’accordo sull’approvazione di questa convenzione, mi pare che sia opportuno questa costituzione del tavolo che è stata anche inserita nella convenzione, ecco, però auspico veramente una riflessione ampia e anche con dei protagonisti che l’altra volta non sono venuti per la verità, perché quello che avevamo chiesto noi, era un interlocuzione diretta con i vari presidi di facoltà, coi i vari docenti, mentre, ci sono stati dati solo degli elementi numerici e degli elementi diciamo statistici. Mentre, si tratta forse di approfondire il tema con maggiore coralità e anche con una interlocuzione un po’ diretta rispetto a questi attori. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Consigliere Zanacchi. La parola al Consigliere Torchio, prego. CONS. TORCHIO 93 Non voglio far perdere tempo rispetto al punto 4 sul quale è concentrata anche l’attenzione della stampa ma, su questo argomento spendo due parole perché è troppo pregnante rispetto all’indice di qualità che la città vuole esprimere. Nel ’50 è nata questa scuola di musicologia, nell’83 è stata trasformata in facoltà, nell’87 abbiamo avuto i primi laureati, nel 2001 è partita questa ulteriore specificità, un corso di laurea in scienze del testo letterario, di cultura musicale, con le sue evoluzioni. Quindi, è un percorso che non è nato ora per Cremona, e quindi, rappresenta un elemento di peculiarità. Ma, perché il 95% extraterritoriale a musicologia, e il 70% cremonese a questa facoltà. Non c’è compenetrazione ha detto Araldi ma, probabilmente anche gli altri. Cosa fare allora rispetto a questo contesto? La collega Zanacchi ha toccato un argomento importante. Come possiamo relazionarci, essendo dispensatori di risorse a fondo perduto, rispetto alle tante iniziative universitarie della Provincia di Cremona, se non abbiamo il bene di un colloquio con il Preside o con i responsabili dei corsi. Come può la Giunta orientarsi se nelle varie istituzioni unitarie degli Enti cremonesi, cremaschi e quant’altro, non ha una possibilità di interfacciare rispetto alla missione? Io spendo un minuto per dire: l’Assessore Pinotti ci ha parlato di tre distretti che stanno venendo avanti a livello agricolo. Bene, uno è su Canneto, il florovivaismo, l’altro è su Lodi quello del latte con la Cooperativa Sant’Angiolina, il terzo delle agro-energie con lo sforzo che gli riconosco di tre Province ma, c’è sempre il tentativo di fare riferimento al Polo tecnologico. E noi che cosa ci teniamo qui la Cattolica e il Politecnico se non li facciamo diventare vettori di questo strumento? Prima o poi chiederemo o chiederanno di chiudere, come già c’è qualche iniziativa sul politecnico, dove abbiamo messo 4.000.000 di Euro di capitalizzazione: il Comune e la Provincia. Allora, facciamo un ragionamento su questo, nel senso dell’impegno che si deve profondere 94 sul territorio, perché ha senso un radicamento territoriale universitario, se produce risultati anche per le amministrazioni locali. Non esattamente nel concetto della vacca da mungere ma, nel concetto opposto del frutto che può dare. E in questo senso io lo vedo, è per questo che lo voto, però deve esserci un esame critico complessivo, per parlare anche con i lor signori, perché questo non è solo esattoriale ma, è un luogo dove si fa una politica legata anche allo sviluppo del territorio. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Consigliere Torchio. Agazzi. CONS. AGAZZI Molto brevemente solo per annunciare ovviamente il sostegno a questa proposta di convenzione da parte del gruppo del Popolo della Libertà, con l’apprezzamento che va espresso e quindi, si concretizza appunto, in un sostegno fattivo in termini di voto, in direzione di tutte quelle iniziative che, si mettono in campo per trasmettere il sapere. L’Università è un ambito di trasmissione del sapere. Tuttavia, vi è un articolo in questa convenzione, che secondo noi è davvero cruciale. Certamente se l’Assessore mi ascolta. Ed è un articolo, in questa proposta di convenzione, che secondo noi è cruciale, ed è l’art. 5. Semplicemente la volontà di parlare e di essere ascoltato, perché altrimenti è un parlare improduttivo, se non viene recepito. Dicevo che vi è un articolo che è l’articolo 5 che secondo me è cruciale anche per venire incontro a tutto quanto questo dibattito, pur breve, ha dato come indicazione all’Amministrazione. Però il fatto che sia stato inserito questo articolo, già dice che è un modo di procedere che vi è 95 proprio. Ed è l’art. 5 dove si dice: l’Università si impegna a fornire agli Enti sottoscrittori della presente convenzione su richiesta e direi chiedetelo, tutti i dati relativi al numero degli studenti iscritti e frequentanti alla loro provenienza ed eventualmente... eventualmente, io quell’avverbio lì l’avrei anche tolto, cioè certamente, agli esiti occupazionali. Perché sottolineo questi aspetti? Perché può diventare un criterio acquisire questi dati, può diventare un criterio anche per ripensare alla presenza del sistema universitario su questo territorio Provinciale. Diceva bene, credo, Torchio prima di me, siamo dispensatori di risorse ma, è necessario, è inevitabile, è profondamente giusto controllare gli esiti di questo nostro dispensare risorse. E il criterio del legame che si crea, o si crea troppo poco, tra Università e mondo del lavoro, secondo me è un criterio fondamentale. Cioè sapere che tipi di laureati creiamo, se sono dei laureati che hanno una connessione effettiva con il mondo del lavoro. Ecco perché sicuramente il sostegno a questa convenzione anche perché contiene al proprio interno un articolo che da l’idea che verrà monitorato l’impiego di queste risorse, soprattutto gli esiti che queste Università daranno in termini di immissione nel mondo del lavoro, ecco. Per cui, voto favore e indicazione a procedere proprio in questa direzione, anche per ripensare al sistema universitario sul territorio Provinciale. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Consigliere Agazzi. L’Assessore Cappelletti ha chiesto di contribuire alla discussione. Prego, Assessore. Se è indifferente facciamo parlare prima l’Assessore e poi, parla lei. Prego, Assessore. 96 ASS. CAPPELLETTI Solo una velocissima precisazione, proprio perché ci tengo anche per il tipo di lavoro che si sta facendo ed è fondamentalmente in risposta alla Consigliera Zanacchi, quando richiama la Giunta ad un ripensamento rispetto all’allocazione anche evidentemente delle sedi, l’allocazione diventa praticamente definitiva, perché all’interno del distretto culturale l’allocazione di Palazzo Pallavicino verrà il liceo musicale, Palazzo Raimondi quale sede di musicologia sono diventati due punti cardini sui quali Fondazione Cariplo per approvare il progetto complessivo ha dato il suo parere favorevole, tanto è vero che c’è un cospicuo finanziamento che arriva al Comune di Cremona tramite il distretto culturale, per la sistemazione di Palazzo Raimondi. Anche perché all’interno del distretto culturale invito ovviamente di nuovo i Consiglieri a leggerlo, c’è una chiara vocazione musicale del territorio che ospita un progetto molto articolato in cui sono legate quindi, anche il liceo musicale e la facoltà di musicologia. E in risposta di conseguenza, e chiudo, al Consigliere Araldi, la facoltà di musicologia è un elemento determinante per la tenuta del distretto culturale, a testimonianza di quella vocazione territoriale che dicevo prima ma, concordo pienamente sul fatto che la facoltà di musicologia e credo adesso anche al lavoro dell’Assessore Orini, qualcosa al territorio è ora che cominci a restituirlo progettando e collaborando insieme, capendo anche le esigenze del territorio che vuole interpretare la nuova vocazione culturale, per cui, la facoltà di musicologia, potrebbe essere un elemento di grandissimo aiuto. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI 97 La ringrazio Assessore. Consigliere Milesi, prego. CONS. MILESI Io premetto, l’ho detto anche stamattina in Commissione Istruzione che, naturalmente non posso che condividere la possibilità che comunque, il polo universitario, la facoltà di musicologia di lettere e beni culturali, sia presente e continui ad esserci a Cremona. È sicuramente molto importante. E anzi, premetto che le Università e non solo quelle ma, anche gli altri corsi di laurea presenti a Cremona, dovrebbero essere anche implementati maggiormente. Quindi, tutti dovremmo lavorare in questo senso. Purtroppo però a livello statale questo non ci aiuta, perché i tagli indiscriminati che sono stati fatti nei giorni scorsi o comunque, da questo Governo, relativi alla cultura e relativi all’istruzione, sono sotto gli occhi di tutti e le manifestazioni che in questi giorni si stanno organizzando, lo dimostrano. Ecco, il Governo si è dimostrato culturalmente ignorante, ed è logico che voglia tagliare la cultura. Le teste pensanti sono troppo pericolose per questo Governo e perché appunto è meglio gestire il consenso attraverso l’ignoranza. Io ritengo che sia necessario crescere culturalmente. L’hanno detto anche in una mobilitazione nazionale in novembre, a difesa del diritto alla cultura il FAI, l’ANCI, la Federcultura. Posso concludere con qualcosa che sento. L’arte, la musica e la poesia non hanno e non devono avere un colore politico. Questa è la loro magia. La cultura invece questa è tra virgolette, l’hanno detto altre persone: “è lo strumento che ci permette di giudicare anche chi ci governa.” Io quindi, pur condividendo la possibilità e l’importanza di questa convenzione che comunque, vuole dare qualcosa all’Università, ritengo che lo stato debba 98 garantire la sopravvivenza dell’Università e della scuola, e pertanto, come voto di protesta, voterò astenuto. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Consigliere Milesi. Se non vi sono più interventi, è possibile passare alla votazione che sarà duplice per l’immediata esecutività. Quindi, invito tutti i Consiglieri a prendere posto. Nessun altro Consigliere chiede di intervenire per cui il Presidente del Consiglio pone ai voti palesi (per alzata di mano) la deliberazione in argomento ed accerta – con l'assistenza degli scrutatori – l'esito della votazione: presenti n. 30 Consiglieri; votanti n. 26 (temporaneamente assenti Doldi, Malvezzi, Virgilio, Zaghen); favorevoli n. 24; astenuti n. 2 (Dusi e Milesi). La deliberazione è approvata a maggioranza. Il presidente del Consiglio pone ora ai voti palesi (per alzata di mano) l'immediata eseguibilità del presente provvedimento ed accerta – con l'assistenza degli scrutatori – l'esito della votazione: presenti n. 30 Consiglieri; votanti n. 27 (temporaneamente assenti Doldi, Malvezzi, Zaghen); favorevoli n. 27. La deliberazione è immediatamente eseguibile. L'atto viene inserito al n. 146 del registro delle deliberazioni PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI 99 Come convenuto nell’ufficio di presidenza trattiamo l’ultimo punto prima di terminare la seduta odierna: Oggetto n. 5 dell'Ordine del giorno MOZIONE PRESENTATA DALLA CONS. MILESI RELATIVAMENTE A GOMME DA NEVE A BORDO, RITIRIAMO L’ORDINANZA O DIAMO UN CONTRIBUTO ALLE FAMIGLIE. CONS. MILESI Gomme da neve a bordo, ritiriamo l’ordinanza o diamo un contributo alle famiglie. Con riferimento alla nuova ordinanza la n°251 emessa dal settore infrastrutture stradali della Provincia di Cremona che stabilisce il differimento al 3 dicembre 2010 l’entrata in vigore dell’obbligo che tutti i veicoli abbiano a bordo catene, oppure, in alternativa, siano muniti di pneumatici invernali, idonei alla marcia su neve o su ghiaccio fino al 31 marzo 2011. Considerato che, la nostra Provincia si trova nel bel mezzo della Pianura Padana e non come ha scritto sul sito del Ministero del Turismo qualche mese fa il Ministro Brambilla, che la nostra Provincia è coperta da verdi colline, considerazione poi tolta il giorno dopo l’uscita di un articolo apparso sul quotidiano La Provincia di Cremona. Ribadendo la necessità di fare giusta e necessaria informazione ed educazione in tema di sicurezza stradale, a tutti i livelli istituzionali con opportune risorse, ritengo di fare alcune precisazioni. Preso atto che l’art. 122 del Regolamento del Codice della Strada al comma 8 recita: il segnale catene per neve deve essere usato per indicare l’obbligo di circolare a partire dal punto d’impianto del segnale, con catene da neve o con pneumatici da neve. Chiedo: le nostre strade Provinciali sono tutte attrezzate con segnali 100 di questo tipo? Omologati, aggiungo. Preso atto che la riforma del Codice della Strada consente agli Enti proprietari di imporre gomme e catene a bordo, anche quando la strada è asciuttissima ma, non ha cancellato l’obbligo di avvisare i guidatori con la prescritta “segnaletica”. E affinché le sanzioni siano reputate valide su tutte le strade su cui è in vigore l’ordinanza deve obbligatoriamente essere posta l’apposita segnaletica. Considerato che, la segnaletica di Legge non sembra esistere ancora in quelle Province che hanno emesso ordinanze di questo tipo, i Ministeri delle infrastrutture e dell’interno sono tuttora impegnati a stabilire le caratteristiche dei nuovi segnali, mi domando quanto impiegheranno a stabilirlo? Inoltre, quando pure i segnali saranno stati disegnati e fabbricati, occorrerà metterli ovunque, anche le Provinciali del cremonese sono un reticolo pieno d’incroci, come quelle del Milanese da dov’è partita l’ordinanza. Considerato che, le catene da neve sono un pratico sistema per superare le situazioni di neve improvvisa con forti pendenze, non bisogna dimenticare due aspetti negativi dell’accoglimento. Molte vetture di ultima generazione hanno, infatti, ruote cosiddette di dimensioni generose e come viene scritto nel libretto di circolazione di alcune, non sono catenabili. Questo per un oggettivo discorso di ingombro. Le catene andrebbero a sfregare all’interno del passo ruota, danneggiando i freni, le sospensioni e bracci della scatola guida. Inoltre, per Legge, con le catene non si possono superare i 50 chilometri orari nella velocità massima. Ritenendo che l’ordinanza avrebbe senso solo in momenti di vera emergenza, ritenendo che le catene da neve a bordo da montare dovrebbero essere consentite solo in caso di necessità, cioè nel caso in cui il manto stradale è coperto interamente di neve o ghiaccio, e quando non danneggino il manto stradale, altrimenti ben presto ci troveremo a dover ripristinare tutti i manti stradali della Provincia. Visto il momento di 101 forte crisi che grava sulle famiglie cremonesi e italiane tutte, preso atto che a prescindere dagli obblighi c’è un fatto incontrovertibile: si avverte sempre più la necessità di una corretta educazione stradale. Ritenendo di informare che in altri stati forse un po’ più nordici del nostro, succede questo: Austria: dal 1° novembre al 15 aprile è con sentito recarsi in Austria con autoveicoli di peso inferiore a 3,5 tonnellate in condizioni climatiche tipicamente invernali, cioè neve, ghiaccio e neve bagnata, e solo nel caso in cui siano mancati quattro pneumatici invernali e si abbiano catene da neve a bordo da montare sulle ruote motrici in caso di necessità. Le catene da neve sono consentite con alternativa solo nel caso in cui il manto stradale sia coperto interamente da neve o ghiaccio, e quando non danneggino il manto stradale stesso; Estonia: obbligo di circolazione per tutti i veicoli nazionali e stranieri, con pneumatici invernali dal 1° dicembre a fine febbraio con possibilità di estensione dal periodo in relazione alle condizioni climatiche. Non sono permessi i chiodi; Finlandia: obbligo di pneumatici invernali dal 1° dicembre a f ine febbraio per tutti i veicoli che circolano sul territorio siano essi immatricolati... PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Mi scusi. Stiamo un po’ in silenzio, ascoltiamo il Consigliere parlare. Prego. CONS. MILESI Francia: non c’è obbligo di pneumatici invernali, salvo apposita segnalazione dei cartelli stradali. Addirittura su particolari tipologie di strade, può essere prescritto l’utilizzo di catene. Sono ammessi 102 pneumatici chiodati da inizio novembre a fine marzo, limiti di velocità di 90 chilometri orari sulle strade extraurbane e di 50 chilometri orari in città. Il veicolo deve essere identificato con un adesivo che segnala i pneumatici chiodati. Germania: non esiste ancora una normativa che impone l’uso di pneumatici invernali su tutte le strade. L’obbligo in alternativa le catene da neve invece, sancite su alcuni percorsi montani in particolari condizioni climatiche, previa segnalazione con cartelli stradali specifici. Non sono ammessi pneumatici chiodati. Lettonia: obbligo di pneumatici invernali per tutti i veicoli dal 1° dicembre a fine febbraio. Li tuania: obbligo di pneumatici invernali per tutti i veicoli dal 1° dicembre al 1° maggio; Norvegia: tutti i veicoli immatricolati nel paese hanno l’obbligo di circolare con i pneumatici invernali, quelli con targa estera ne sono esenti ma, è consigliato l’uso. Polonia: non è previsto alcun obbligo di pneumatici invernali ma, il buonsenso ne consiglia l’utilizzo. Repubblica Ceca: non c’è alcun obbligo di impiego di pneumatici invernali ma, il clima ne consiglia l’uso. Slovenia: dal 15 novembre al 15 marzo vige l’obbligo di equipaggiamento invernale vale a dire almeno due pneumatici invernali su due ruote motrici, o comunque, quattro pneumatici estivi con profondità del battistrada di almeno 4 millimetri; Spagna: non è previsto alcun obbligo di pneumatici invernali, seppure in zone montane ci possono essere tratti regolamentati da cartelli che impongono pneumatici MPS o catene da neve; Svezia: l’obbligo di circolazione con pneumatici invernali è imposto soltanto per i veicoli non nazionali ma, è vivamente suggerito anche per le auto straniere; Svizzera: sostanzialmente non c’è obbligo imposto ma, l’uso dei pneumatici ... è tradizionalmente diffuso, le compagnie di assicurazioni che emettono polizze casco ne risarciscono in parte i danni riportati alla vettura se equipaggiata con pneumatici estivi durante la stagione invernale. Catene e chiodi sono ammessi e il loro uso anche per i veicoli 103 4x4 regolamentato da cartelli stradali con limitazione della velocità a 80 chilometri orari sulle strade extraurbane ... chiede al Presidente Salini che qualora non volesse far ritirare l’ordinanza, desse all’ufficio preposto l'impegno di almeno un capitolo di spesa per elargire un contributo per l’acquisto di catene da neve alle famiglie cremonesi, coinvolgendo l’intero Consiglio in questa mozione. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Consigliere è aperto il dibattito. Consigliere Araldi, prego. CONS. ARALDI Mi è sfuggita la normativa relativa all’Arabia Saudita. Consiglierei comunque di cogliere l’aspetto positivo di questa storia, di quest’episodio, di questa vicenda che, segna chiaramente come ugualmente il Presidente della Giunta Regionale di Lombardia che impropriamente ritiene di essere un governatore si preoccupa della nostra salute, ed è giusto che prenda delle precauzioni. Mi aspetto infatti, che questa sia la prima di una serie di ordinanze. Immagino che la prossima sarà l’obbligo di avere l’ombrello in macchina da settembre a marzo. O in alternativa, quello che nell’800 chiamavano palamidone. Palamidone è un termine desueto, lo dico a lei Presidente, perché è troppo giovane per ricordarselo, è un impermeabile lunghissimo con cappuccio, che deve arrivare a 10 centimetri da terra. Giolitti che era solito portare un affare come questo, era infatti nominato palamidone, il vecchio Giolitti, naturalmente. La terza ordinanza che mi aspetto in questi giorni, è l’obbligo, sempre da settembre a marzo di munirsi di mutande di lana lunghe. Doverosamente bianche per i 104 maschietti, con una piccola eccezione per la Lega che le può mettere verdi, e per le femminucce invece, mutande di lana lunghe colorate con alcuni elementi di fru-fru che caratterizzano. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Consigliere Araldi. Consigliere Mazzocco, prego. CONS. MAZZOCCO Prima di entrare nel merito della mozione della collega Milesi, volevo fare una dichiarazione in questo senso, visto quello che c’è scritto sui giornali in questi giorni. Perché al di là di qualche normale differenza di opinioni su singoli temi che mi sembra fisiologico, e la consapevolezza che tutto ha un margine di miglioramento, il gruppo Lega Nord esprime un giudizio favorevole riguardo all’attività svolta dai nostri Assessori, da tutti gli Assessori di questa maggioranza. Noi auspichiamo che il lavoro di questa Giunta si svolga sempre più in sinergia con i Consiglieri, in modo che si riducano le possibili incomprensioni, che possono essere generate dalla mancanza di comunicazione. Detto questo, noi abbiamo manifestato le nostre perplessità riguardo al testo della prima ordinanza, perché mi risulta che questa sia stata modificata. Noi pensiamo che i cittadini debbono essere informati correttamente e si debba dare loro la possibilità e il tempo di adeguarsi alle direttive. Ora io capisco il più che probabile sconcerto della gente a fronte in un susseguirsi di ordinanze in un lasso di tempo limitato. Probabilmente tutta questa vicenda avrebbe potuta essere gestita meglio. Mi sento però di affermare che le modifiche apportate, vengono incontro a parte delle osservazioni fatte dai Consiglieri e dai 105 suddetti cittadini. E quindi, esprime apprezzamento per il lavoro svolto dall’Assessore e dagli uffici. Credo che il tema della sicurezza stradale sia assolutamente importante. E su questo dovremo fare quindi una riflessione. Credo che le catene servano in caso di neve ma, in generale, siano più utili le gomme invernali, anche se il costo di queste rappresenta per molti un ostacolo. Io penso che potremo comunque fare una campagna di sensibilizzazione riguardo alla necessità di aumentare la sicurezza stradale, promovendo l’acquisto di catene e gomme invernali, magari per queste ultime, potremo chiedere un contributo ai costruttori, affinché con adeguati sconti possiamo incentivarne l’uso. La collega Milesi che ringrazio per il tema sollevato, chiedo, viste le modifiche sopravvenute, se può considerare il ritiro della mozione. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Consigliere. Consigliere Borghetti, prego. CONS. BORGHETTI Vista anche l’ora, cercherò di essere il più coinciso possibile soprattutto, parlerò di questa ordinanza e non di quelle che potrebbero venire dopo. Prima ancora devo fare però una precisazione, che ci tengo a dire che il gruppo del PDL ha la totale fiducia di tutti gli Assessori nominati dal Presidente Salini, dal primo che siede nei banchi della Giunta alla sua destra, e dal primo che siede nei suoi banchi alla sua sinistra. È solo per dire che non c’è né un primo e né un ultimo, non ho capito proprio... Non solo questo qui. Chiaramente esprimiamo anche la nostra approvazione, condivisione, del loro operato, nell’arrivare a svolgere tutte le operazioni 106 che sono necessarie affinché venga rispettato un programma per il quale il Presidente salini è stato eletto, e noi l’abbiamo sottoscritto. Venendo al tema specifico, faccio presente che uno dei temi cardini che sono stati nel programma del Presidente Salini al momento dell’elezione era la sicurezza e questo qui è un dato di fatto. Evidentemente la Giunta, che è l’organo esecutivo della Provincia, ha inteso soprattutto valorizzare questo tema, sul quale, io ripeto, noi ci eravamo espressi in campagna elettorale quando abbiamo chiesto il voto ai cittadini. Ovviamente, i Consiglieri provinciali, svolgendo anche compiutamente la loro azione prevista dall’istituto democratico, portano le istanze dei cittadini essendo stati eletti. E a questo punto abbiamo fatto alcune valutazioni, come Consiglieri, innanzi tutto sulla tempistica. È evidente che questo tema che è venuto fuori in corso d’opera chiaramente, è venuto perché c’è una normativa intervenuta che è quella del nuovo Codice della Strada, che lascia ai Sindaci per le Strade comunali e al Presidente della Provincia per le Strade Provinciali, la facoltà di emettere ordinanze su questa questione. Però come sappiamo, tutti i provvedimenti obbligatori per cui, comportano anche l’acquisto di un qualche elemento, hanno necessariamente bisogno di un certo tempo, e questo qui lo portiamo proprio come istanza da parte dei cittadini, affinché innanzi tutto si possono tutti quanti premunire per tempo e, dall’altro lato, non comportino delle alterazioni di quello che è il mercato che, di nuovo sarebbero poi a svantaggio dei cittadini. Perché ovviamente, le misure di sicurezza riguardo sia le catene che le gomme, hanno costi, hanno costi variabili, a seconda delle case. Tra l’altro affrontandole in un breve tempo è facile la possibilità che i negozianti o comunque, i venditori, non fossero forniti a sufficienza di tutta l’ampia categoria delle catene e quindi, evidentemente, chi è più avvantaggiato è stato quello che se ne è premunito prima e quindi, magari ha privilegiato il 107 basso costo, piuttosto che un altro. Faccio un breve inciso alla Consigliera Milesi per un’esperienza personale. Vedo che è molto esperta in queste cose, mi sembra che ci sia, l’abbia detto, forse ho sbagliato, un imprecisione. Ci sono gomme non catenabili, lo dico per esperienza diretta. Ma, non è che non sono catenabili, sono catenabili solo che un set di gomme per le cosiddette non catenabili, credo che questo, ho provato io l’anno scorso, 350 e 400 Euro, perché dovevo andare in montagna, là sì che c’è l’obbligo delle catene. Dal mio punto di vista ho deciso di non andare in montagna ma, dopo anche di cambiare la macchina. Ma, questo cosa vuol dire? Vuol dire che... qual è l’elemento cardine? Che noi siamo adesso in un periodo difficile, particolarmente gravoso per quanto riguarda i cittadini, e quindi, tutto quello che comporta, che difficilmente con gli equilibri economici all’interno di ogni famiglia che risultano molto più precari rispetto a tempo fa, e quindi, tutto quello che comportano quelle spese, è sicuramente influente e quindi, tutti quanti sono molto più sensibili. Tenendo presente anche questo problema, credo che fosse soprattutto questo problema. Io credo che un ordinanza di questo tipo, qualora visto e considerato che lo dice la Legge, sicuramente, ha la sua validità, necessita di tempi molto più lunghi affinché possa essere applicata. Quello che penso io, e questo lo dico a titolo personale, qui sono state fatte anche delle battute sugli oggetti. Ma, se noi riteniamo in effetti ci sono degli elementi di sicurezza per la macchina, sarebbe molto più giusto che già le macchine uscissero dalle concessionarie con l’elemento obbligatorio. Perché voi non avete nessuna macchina, nessun altro veicolo, che esce fuori dal concessionario, se non c’è la ruota di scorta, la ruota di scorta è obbligatoria. Allora, ha molto più senso, perché allora si regola sul mercato in un altro modo, chi va ad acquistare il mezzo non è condizionato da altre questioni. Alla luce di tutto questo, io resto del 108 parere che questa ordinanza per il momento dovrebbe essere sospesa, e riportarla in un ambito almeno molto più lungo riguardo all’anno venturo. Anche perché dico questo, perché effettivamente poi anche i cittadini che hanno già acquistato le catene in virtù di un ordinanza che è stata emessa, ovviamente, non vengono ... nemmeno penalizzati, anche perché hanno risposto a una sensibilizzazione sul tema che è sicuramente corretta. E quindi, ecco, di valutare questa possibilità io ho visto, e ho preso atto che la Giunta ha deciso per limitarla solo al periodo di neve, però chiederei anche da parte dei cittadini e dalle istanze che ci sono, effettivamente, di poter proporla almeno per l’anno prossimo. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La ringrazio Consigliere Borghetti. Ho visto delle prenotazioni. Consigliere Trespidi, prego. CONS. TRESPIDI A me sembra che nell’elencazione di tutte le misure e i provvedimenti a favore della sicurezza stradale, mi sembra che l’elencazione fatta dal primo intervento mancavano le cose vere e giuste, nella direzione di avere maggiore sicurezza. Io credo che l’intento dell’ordinanza che era già stata emessa paro, paro l’anno scorso, perché non è di quest’anno l’ordinanza, l’ordinanza era in vigore anche l’anno scorso negli stessi termini. Mi sembra che nella gestione di com’è stata emanata stavolta, da com’è stata presa, i comportamenti o il modo che si è comportata la nostra Amministrazione, alla fine, sembra che crede poco anche lei nel provvedimento che ha emanato. 109 Mentre, credo invece, che il provvedimento vada sostenuto, almeno io credo personalmente, come UDC avevo ritenuto che il provvedimento andava sostenuto. Credo però che, adesso non lo so a che stato dell’arte è la terza ordinanza, per cui, molto probabilmente l’ordinanza non viene sospesa come chiedeva Borghetti ma, molto probabilmente diventa inefficace perché in sostanza, riprenderebbe solamente che si mettono le catene quando nevica, cosa che è già in vigore da tempo, per cui, per queste cose qui non c’è bisogno di provvedimenti di ordinanza. Credo invece, che sulla sicurezza stradale bisognerebbe andare un po’ più in là. Ad esempio, il discorso degli alcool test che oggi vengono previsti per quanto riguarda i controlli a campione o altro. Prima era un provvedimento che, prima di mettersi in macchina aveva il meccanismo che chi faceva l’alcool test per cui, se non eri adatto a guidare la macchina non partiva, però sembra che questa cosa qui sia in divenire ma, di ricchissima applicazione. Qualcuno dice che lo stanno già sperimentando, però potrebbe essere una vera misura di sicurezza stradale. Credo però che a questo punto annullare l’ordinanza non abbia senso, neanche ritirarla, se è vero che è stata modificata per cui, come dire, l’obbligatorietà c’è solamente in caso di neve, credo che la cosa riprende i suoi binari. Rimanendo in tema di sicurezza stradale, l’Assessore alla sicurezza ci ha detto che per quanto riguarda la Polizia Provinciale, ci sono 6 o 7 agenti preposti a fare i controlli sulle strade Provinciali, credo, quantomeno, va a fare i controlli nel territorio Provinciale. Ecco, io credo che da questo punto di vista, di prevedere in Bilancio che ci siano 25.000 Euro destinati all’acquisto di un telelaser e quindi, 6.000 Euro destinati a pagare gli straordinari alla Polizia Provinciale che è fare questi controlli, sia una cosa fuori luogo che venga fatta dalla Provincia, perché qui continuiamo per apporre competenze a competenze che sono già negli altri corpi di Polizia e gli altri già preposti a 110 fare questo tipo di azione. Io dico punitiva, perché non è preventiva, preferirei che anzi, preferisco che i 25.000 Euro che sono al Bilancio preventivo vengano destinati a fare azione preventiva ed educativa sulla sicurezza stradale, non punitiva, com’è previsto e come viene concepita in fase di Bilancio preventivo. Quindi, credo che, io non devo dare a nessun Assessore attestato di fiducia o altro, io credo che l’operato che è stato fatto dalla dirigente del settore e anche dall’Assessore, sia stato un lavoro condivisibile, molto probabilmente tenuto conto di questa esperienza per il futuro, sarebbe opportuno coinvolgere le Consulte dei Sindaci e anche con loro fare un’azione e non dico educativa ma, quantomeno concertata anche insieme a loro, considerato che abbiamo strumenti a disposizione, utilizziamoli. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La ringrazio Consigliere Trespidi. Consigliere Biondi, prego. CONS. BIONDI Credo che intanto come dire, per onestà intellettuale si debba riconoscere insomma, che questa è una vicenda gestita molto male, insomma. Poi cerchiamo di uscirne assieme ma, riconoscere che un ordinanza che viene messa dopo qualche giorno viene portata avanti di un po’ poi ci si rende conto che quella non è la soluzione giusta e adesso si trova un'altra soluzione. Ecco, io credo che se siamo tutti d’accordo, e io ne sono convinto fino infondo, che il tema della sicurezza in generale ma, quello della sicurezza stradale debba essere affrontato seriamente anche da un Amministrazione Provinciale, io credo che questo non sia il modo di 111 gestire le cose, ecco. Io credo che in politica, l’ho detto più volte, il metodo è sostanza e quindi, se si ha anche un obiettivo positivo ma, poi si sbagliano i modi, si sbagliano i tempi, io credo che poi bisogna avere il coraggio di riconoscere di avere sbagliato e credo che sia la parte tecnica, che la parte politica su questa vicenda qualche responsabilità precisa ce l’hanno e mi piacerebbe insomma, che in questo caso venisse riconosciuta. Io credo che la soluzione che avete adottato nelle ultime 24 ore è una soluzione sbagliata, è una soluzione insoddisfacente, è una toppa che è peggiore del buco, e quindi, io mi colloco su un impostazione dell’intervento di Borghetti. Mi pare che il Capogruppo del PDL abbia evidenziato correttamente e linearmente, coerentemente, tutti gli elementi problematici di questa vicenda, e stia dicendo a questo Consiglio di sospendere quest’ordinanza, se ho capito bene, però se non ho capito bene correggimi, Borghetti, di prenderci il tempo necessario per fare in modo che questa scelta quando verrà fatta, sia una scelta in qualche modo coerente, capita dai cittadini, e che vada nella direzione giusta. Io ho ricevuto fra l’altro, proprio in questi giorni, credo che l’abbiano ricevuta anche alcuni di voi, una nota che arriva dalla CNA dove, gli stessi gommisti e le stesse officine esprimono la loro difficoltà, difficoltà oggettiva ad andare incontro alla richiesta, e guardate che il problema secondo me non è tanto sulle catene da neve che va bene, che uno si mette in macchina quando nevica, e questo è evidente e fra l’altro io non è che abbia visto tantissime macchine con le catene nel nostro territorio, secondo me il problema invece, è quello di creare le condizioni affinché con il tempo si arrivi ad avere pneumatici invernali ecco. Io credo che questo dovesse essere l’obiettivo, è lì il salto di qualità a livello di sicurezza e se vogliamo arrivare lì, dobbiamo cercare di fare in modo che i cittadini siano messi nelle condizioni di fare questa scelta, di poterla fare e 112 quindi, di avere il tempo di programmare i costi per le officine che ci sia il tempo di avere il materiale e quindi, come dire, un percorso che va gestito, dicevo, con più equilibrio. Ecco, quindi, se il Consiglio Provinciale è d’accordo, io credo che si possa recepire questa proposta che ha fatto il Capogruppo del PDL, chiedere la sospensione di questo intervento, che mi pare peraltro, vada anche incontro a molte cose che ho letto dagli amici della Lega, perché capisco che in questo momento sia giusto per ragioni politiche esprimere la solidarietà nei confronti della Giunta, dell’Assessore che, fra l’altro, nessuno della minoranza in questi giorni ha messo in discussione, però mi pare di avere letto che anche la posizione della Lega andava in questa direzione. Adesso io non so se è cambiata quest’ultima decisione se Giunta ha modificato qualcosa, però io credo che se questo Consiglio decidesse di mettere i cittadini nella condizione temporale di potersi adeguare ad un provvedimento che ha un senso, stabilendo un tempo congruo, io credo che questa possa essere una scelta che può trovare da parte del Consiglio una convergenza. Oltretutto mi sembra una proposta costruttiva piuttosto quella di dire no, va bene, la ritiriamo, punto e basta, assumetevi la vostra responsabilità perché comunque, come dire, la vostra figura l’avete già fatta. Quindi, io invece credo che possiamo uscire con una posizione condivisa e penso che non abbia parlato a titolo personale il Capogruppo del PDL e io sono disponibile a sostenere almeno questa volta, invece, sono disponibile a sostenere la sua posizione. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Mi chiede la parola il Presidente. Prego, Presidente Salini. 113 PRES. SALINI Ho chiesto il permesso, non ho voluto farlo d’imperio, ecco. Solo per precisare che l’ordinanza è sottoscritta da un dirigente e quindi, non è nel potere né della Giunta, né del Consiglio di ritirarla. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Consigliere no, io ho il Consigliere Virgilio iscritto. (voci fuori microfono) Uno alla volta. D’accodo. Do la parola a Dusi, invitandolo la prossima volta a premere il pulsante. Dusi, prego. Se il Dusi non parla, perde il posto. CONS. DUSI Innanzi tutto le ordinanze sono ordinanze quando possono essere eseguite. Perché sennò non sono ordinanze. Sono cose diverse dalle ordinanze, sono cose che vorrei dire non ordinano perché non possono essere eseguite, sono pagliacciate. Io dico che un dirigente che abbia un po’ di buonsenso, non può fare un ordinanza il 24, emettendo un ordinanza di gomme e catene per il 25. Non può fare un ordinanza il 26 e mettere l’ordinanza per il giorno 3, non è questo il sistema, metodo, e modo di affrontare problemi così gravosi, così gravi, ma anche così importanti, credo, per i cittadini del territorio Provinciale di Cremona. È per questo che dico che quando si ordina, anche se è un dirigente, il dirigente va richiamato al rispetto delle regole. Credo che il dirigente non sia un soggetto che non può essere richiamato. Io penso che proprio perché se un dirigente sbaglia, anzi, deve essere richiamato ma, ancor di più oggi. Perché oggi ci troviamo con il 60/70% della gente che non ha né catene, 114 né gomme, ed è in cerca di catene e di gomme da 10 giorni e che quindi, si trova a fronteggiare una situazione che secondo me è paradossale, perché fa la fila, perché rischia di pagare le stesse catene e le stesse gomme il doppio, perché questo è quello che sta avvenendo, e che quindi, credo che sia la cosa completamente sbagliata. Ed è per questo che, io penso che informare il dirigente che questa ordinanza non ha senso ma, può essere evitata e comunque, può essere sospesa, credo che sia la cosa fondamentale, perché signor Presidente, oggi dichiaro, sappiamo che una grossa fetta di cittadini della Provincia di Cremona, me compreso, non hanno le gomme da neve e non ha le catene, perché non ce ne sono, perché sul territorio non ce n’è. Addirittura, hanno stipulato su quel di Parma e su quel di Brescia. Addirittura hanno già sbancato le officine di Parma e di Brescia e i magazzini di Parma e di Brescia. Ora, queste cose non si fanno. E secondo me non si fanno in una situazione di questo tipo. Ma, secondo me vanno gestite ed affrontate in un modo diverso, in un modo più responsabile, in un modo che permetta poi di affrontare le ordinanze, che l’ordinanza possa essere motivo di adempimento e di completamento di quanto si va ad ordinare. Questa è secondo me la posizione. Ritengo opportuno quindi, appoggiare quanto ha detto il Capogruppo di maggioranza, chiedendo la sospensione. Dopo di che, secondo me servono un paio di mesi, però fra l’altro... serviranno minimo un paio di mesi perché la stragrande maggioranza dei cittadini possono mettersi quantomeno nel rispetto dell’eventuale ordinanza in regola e quindi, credo che si possa poi attivare veramente l’ordinanza e far funzionare quello che dovrebbe funzionare ma, con il buonsenso. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI 115 Grazie Consigliere Dusi. Consigliere Virgilio. CONS. VIRGILIO Sì, signor Presidente. A questo punto io chiederei alla Consigliera Milesi che ha presentato l’ordine del giorno, eventualmente di modificare il dispositivo finale e di introdurre, appunto, quest’esigenza che è largamente condivisa della sospensione. In questo modo, credo che possiamo così consentire al dirigente di cambiare per la quarta volta il dispositivo. Mi domando per quale motivo l’abbia cambiato nel corso di queste settimane, probabilmente perché come dire, c’è stata una pressione politica. E quindi, non credo che sia come dire, legittimo e giusto scaricare tutto sulla figura di un tecnico. Cioè questa cosa è andata a suscitare un dibattito politico. Io condivido il ragionamento di responsabilizzare i cittadini, anche alla luce dei tagli che abbiamo precedentemente visto con la presentazione del Bilancio. Però io credo che, un Amministrazione deve venire incontro a quest’aspettativa. E quindi, mettersi in un ottica di accompagnare determinati processi, sensibilizzare. Questa cosa non è stata gestita particolarmente bene. Io ho provato a vedere la polemica rispetto alla tanto discussa ordinanza che è uscita in Provincia di Milano. Lì c’è stato un preavviso di quasi un mese. È uscita il 19 ottobre, per entrare in vigore quasi un mese dopo, il 14 novembre. Noi abbiamo fatto questo percorso all’interno di 8/9 giorni. E quindi, questa tempistica non ha consentito nessun tipo di comunicazione con i Sindaci, nessun tipo di comunicazione con i consumatori, nessun tipo di comunicazione con i fornitori. E poi, c’è un aspetto di carattere forse un po’ più politico. Io ho apprezzato molto le parole della Lega e del PDL anzi, di alcuni esponenti del PDL che hanno manifestato contrarietà 116 rispetto a questo provvedimento. Però io da questo punto di vista mi chiedo quale tipo di feedback ci sia fra i Consiglieri di maggioranza e la loro Giunta, perché nel momento in cui questa contrarietà poteva avvenire un attimo prima, noi ci risparmiavamo tutto questo disagio e tutto questo clamore, tutta questa difficoltà a livello di informazione da parte dei cittadini. Mi dispiace dell’atteggiamento della Lega, perché la Lega è passata dallo sfiduciare l’Assessore di riferimento, qualche giorno fa... (voce fuori microfono) PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Comprendo, ma non è obbligatoria la presenza, quindi, formalmente, non posso che invitare, non posso obbligare nessuno. Prego, Virgilio. CONS. VIRGILIO Stavo dicendo che mi dispiace per l’atteggiamento che ha avuto la Lega. Io ho condiviso molto anche la sua battaglia in questi giorni. Ho trovato eccessivo da parte del loro Segretario questo atteggiamento di sfiducia verso l’Assessore, a quanto pare oggi loro vanno a sfiduciare il loro Segretario, perché vanno a smentire tutto un percorso anche forse eccessivamente polemico. Io sono per la sospensione perché tre ordinanze nell’arco di 10 giorni, sono forse un po’ troppo eccessive, potremo andare a creare confusione. Credo che invece, si potrebbe andare a ripristinare un percorso anche virtuoso, di condivisione con i nostri Sindaci, noi abbiamo istituito le Consulte, le Consulte potrebbero essere uno strumento adeguato per un confronto sereno, per magari, porre in essere un ordinanza che pone anche dei limiti, dei divieti. Però 117 credo che sia importante andarla a condividere con il territorio, con le Associazioni dei consumatori, per esempio. Per questo motivo, chiedo alla Consigliera Milesi di modificare il suo dispositivo finale, e di introdurre l’esigenza di sospendere questa ordinanza. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Consigliere Virgilio. Consigliere Agazzi, prego. CONS. AGAZZI Io brevissimo, anche perché ho solo 44 secondi mi hanno detto. Quindi, il tempo necessario per esprimere forse un po’ in controtendenza una preoccupazione che investe l’aspetto amministrativo nel momento in cui l’amministrare ha delle ricadute molto concrete sui cittadini, sul loro quotidiano, e sulle loro spese. La preoccupazione è di questo genere, ecco perché è un po’ in controtendenza, un eventuale sospensione anche di questa terza versione dell’ordinanza, secondo me, acuisce il problema della disparità tra le situazioni di fatto che nel frattempo si sono create. Perché qualcuno ha già provveduto all’acquisto, qualcuno magari è già pure stato sanzionato, per non averlo fatto e quindi, la mia preoccupazione, non lo so, sto parlando in maniera teorica, non ho dati... Ecco, allora questa è una situazione di fatto che per fortuna non si è determinata. Si è però sicuramente determinata la situazione di fatto di chi ha provveduto ad adeguarsi all’ordinanza vigente in quel preciso momento. Ecco, la mia preoccupazione è che un quarto intervento acuisca il problema d’una disparità fra situazioni di fatto determinatesi nel resto del mondo che non si è adeguato, sostanzialmente, e alla fine ha 118 avuto ragione, ecco. Finisco. È evidente che questo se accade, contiene in se un deficit di programmazione. Pur tuttavia dico, la situazione attuale, cioè la terza versione dell’ordinanza, è così poco impattante, sostanzialmente, così ridotta nei suoi effetti, che forse, potrebbe considerare di preservarla evitando di creare altre disparità. Io sto cercando di ragionare sulla base della concretezza in essere. E dal punto di vista politico l’ultima preoccupazione me la consentirete di esprimerla, riguarda le nostre maggioranze in alcuni Enti locali del territorio Provinciale, che hanno una discreta capacità e tendenza ad annunciare mozioni di sfiducia nei confronti di Assessori. Ecco, comunque l’Assessore Leoni ha la nostra fiducia. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Consigliere Agazzi. Vedo iscritto Torchio. Prego, Consigliere. CONS. TORCHIO Il dibattito ha messo in luce che non c’è un argomento politico e quindi, gli accenti dell’ultimo intervento mi sembrano da escludere, perché nessuno ha chiesto la testa di qualcuno, si è solo insistito per intervenire su un provvedimento che è nelle facoltà di un dirigente, però ha avuto un implicazione esterna, talmente forte, talmente evidente che ha portato il mondo politico a fare le valutazioni e delle riflessioni. E in questo caso se è vero che esiste la Legge Bassanini che assegna al dirigente l’autonomia d’intervento, è altrettanto vero, però che esiste il momento amministrativo e politico che può fare la differenza. Ed è in questo senso che interventi molto sereni dei colleghi di maggioranza e ritengo anche di opposizione, si 119 sono rivolti. Il provvedimento non s’ha da fare, va tolto. Se io debbo riferirmi a quello che è successo in questi giorni, posso dire di imprese che hanno speso anche diverse decine di biglietti da 1.000 Euro per mettere in regola i loro autocarri. E in un momento di difficoltà, posso dire che la confrontazione con Mantova, con cui si vuole fare un ragionamento superiore in termini territoriali, dimostra che Mantova non ha, in questo caso come diverse Province finitime adottato questi provvedimenti, anche Province che hanno rilevanti superfici rivestite a montagna e a collina. Allora c’è un problema, sostanzialmente, di attenzione rispetto a questa equità che va dimostrato nei fatti. Io penso che, in questo caso la politica riassumerebbe un po’ anche un significato di rispetto di quella che è la volontà degli amministrati. E si tradurrebbe sicuramente in un momento che passato il giorno di domani in cui ci può anche essere qualche polemica, possa portare tante persone che si sono ribellate in questi giorni, me compreso, perché giro da quattro giorni con un chiodo in una ruota e non riesco a toglierlo, per fortuna, perché se lo togliessi andrei a piedi, mentre, invece, per fortuna tengo il chiodo perché... e non ho trovato ancora né a Cremona, vi dicono i nomi e gli indirizzi, né a Bozzolo chi è in grado di togliere un chiodo, ho sempre davanti una muraglia umana, di persone imbufalite che chiedono di fare in un anno la fornitura. Allora, di fronte ad un gesto di questo tipo, la politica può fare un passaggio superiore che è quello di ritirare il provvedimento. E non me ne voglia il funzionario, a cui io rivolgo tutta la mia stima. Ma, ci sono delle cose che sono più forti, l’evidenza e la realtà sono più forti delle ordinanze, soprattutto quando siamo accerchiati da altri territori che queste ordinanze non hanno fatto. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI 120 Grazie. La parola al Consigliere Barbati. CONS. BARBATI Grazie Presidente. Bene la misura legata alla sicurezza ma, bisognava lasciare ai cittadini il tempo per attrezzarsi ed informarsi. Così lo scorso 7 novembre il Presidente della Provincia di Milano Livio Podestà ha sentenziato attraverso il mezzi di stampa, di ritirare la stessa ordinanza che era stata presentata nella Provincia di Milano, appunto. Mi dispiace deludere qualche collega del Centrosinistra, semmai aveva pensato qualcosa di diverso ma, noi non abbiamo nessuna mozione di sfiducia, né nei confronti dell’Assessore, né nei confronti del nostro Segretario. Abbiamo con forza voluto chiarire la nostra posizione in merito ad un provvedimento che non ci piaceva, così come concepito in tutta velocità. Apprendo oggi dai giornali e da quanto ho sentito nel Consiglio Provinciale, che la posizione dell’Assessore e dei dirigenti è molto cambiata. La stessa Provincia, Il Quotidiano, dichiara che l’ordinanza è drasticamente cambiata. Per cui, ritengo che dobbiamo considerare il fatto che molti cittadini si sono già attrezzati. Per cui, se noi sospendiamo l’ordinanza, questi cittadini oltre al danno subirebbero anche la beffa, a mio parere. Per cui, ritengo che un passo in avanti l’Assessore ed i dirigenti l’abbiano fatto. Mi permetto solo di ricordare una cosa all’Assessore Leoni. Ho letto anche... io faccio parte del gruppo Lega Nord ho letto sui giornali che ha ricevuto la solidarietà di alcuni Assessori, e questo mi fa piacere, però devo anche dire che se avesse continuato con quel provvedimento, avrebbe perso la solidarietà dei cittadini. E questo, tu che hai fatto il Sindaco, lo sai meglio di me, per uno che fa politica e che 121 amministra, è una delle cose peggiori. Quindi, torno a dire che sono soddisfatto, in parte, delle modifiche che sono state apportate a questa ordinanza. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Barbati. Non vedo attualmente altre prenotazioni da parte dei Consiglieri Provinciali. Tocca a Milesi, sì. CONS. MILESI Il Consiglio, o comunque, l’opinione di Virgilio Capogruppo del PD, chide di modificare la parola ritirare con la sospensione dell’ordinanza. Quindi, io ritengo e chiedo di sospendere l’ordinanza emessa dall’ufficio preposto. E chiedo naturalmente, che venga messa in votazione. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie. Allora, mi chiede la parola l’Assessore Leoni. Prego, Assessore. ASS. LEONI Solo per dare due o tre precisazioni prettamente tecniche per dare la possibilità ai Consiglieri di meglio definire e affrontare la chiusura di questa partita. Ci tengo a precisare come giustamente non mi ricordo chi l’ha anticipato, che l’ordinanza non nasce in quest’ambito 2010 ma, è un percorso iniziato nel 2009 con ordinanza già vigente nel 2009, un ordinanza che era nata su un bisogno nel 2009 e sull’esigenza legata 122 prettamente ad una situazione di pericolosità legata al Peduncolo, e vi spiego anche, quindi vi do le delucidazioni in merito, in quell’occasione che cosa successe. Fondamentalmente al Peduncolo si fermò il traffico perché non essendo regolamentato quel dislivello stradale da quota 0 a quota +6, quel dislivello stradale aveva creato delle condizioni di pericolosità grave, tanto è vero che dei camion e autoarticolati si giravano su se stessi bloccando il traffico di quella infrastruttura. A fronte di quell’esperienza, oserei dire la prima volta, come Amministrazione Provinciale, ci siamo messi in gioco come giustamente diceva Borghetti, su quelle che erano le linee programmatiche, sulla sicurezza, e abbiamo iniziato a ragionare sul percorso da portare avanti. Quest’anno abbiamo riproposto oserei dire, la medesima impostazione di ordinanza, con tutti i riferimenti di Legge, e limitata esclusivamente, lo sottolineo e lo rimarco, ai punti critici della Provincia, non sui 200 e rotti chilometri di Strade Provinciali, solo nei punti pericolosi della Provincia, legati ad un obiettivo che è unico e unico tema: la sicurezza delle famiglie. La sicurezza che è messa in discussione dal senso civico delle persone: cremonesi, o bresciane, o quelle che siano. Chi vive la strada si deve porre il problema della responsabilità civica nei confronti degli altri che vivono la strada. Questa è la modificazione nobile, credo, permettetemi, per la quale siamo andati avanti sul nostro percorso. Limitando e lo ribadisco ancora, esclusivamente i punti critici. È vero, non si può negare, è vero, la tempistica. La cittadinanza probabilmente, con quella ordinanza del 2009 probabilmente non ne ha preso atto o non ha recepito quell’ordinanza. Oggi probabilmente ha avuto più clamore. Ben venga, mi viene da dire, perché comunque un risultato positivo, permettetemi, l’abbiamo ottenuto. Abbiamo sensibilizzato la gente, non abbiamo creato psicosi come 123 qualche Consigliere ha tentato di fare. Perché ... oggi nessuna multa è stata fatta. Io ho taciuto, mi scusi. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La prego di lasciar parlare l’Assessore, Consigliere. ASS. LEONI Sto dicendo praticamente che a fronte dell’azione, a fronte dell’ordinanza, ponendo l’ascolto al territorio e ai cittadini, quelli che hanno come diceva giustamente il Consigliere Agazzi, che si sono attivati per ottemperare a quell’ordinanza, abbiamo pensato di approfondire in modo molto attento l’argomento a livello di Ministero, abbiamo avuto dei chiarimenti sull’interpretazione della norma, e abbiamo cercato di andare incontro in modo condiviso con il Prefetto, in modo fortemente condiviso con il Prefetto, proprio legandoci a quella che è la motivazione vera e forte dell’ordinanza, la sicurezza, e abbiamo valutato le varie opzioni con il Prefetto, sospendere l’ordinanza o migliorare quella in essere vigente che tutt’oggi è vigente. Ebbene, abbiamo condiviso con il Prefetto, che l’azione giuridicamente sostenibile sarebbe stata solo ed esclusivamente quella di andare incontro ai cittadini, creando le condizioni temporali, legate alla specifica della situazione meteo. Perché è quello che dice l’interpretazione della norma. Quindi, l’ordinanza sarà vigente e potrà essere applicata solo dove i punti critici sono segnalati da cartellonistica, e solo in caso di neve e condizioni meteo fortemente insostenibili. Faccio tesoro delle indicazioni della Lega, faccio tesoro delle indicazioni dei Consiglieri, e sarà mio compito nel 2011 fare un passaggio con le Consulte dei Sindaci, per 124 creare o tentare di creare una formazione culturale che oggi manca, per portare a far capire alla gente che non sono le catene che risolvono i problemi in Pianura Padana, ma sono le gomme termiche. Quindi, da subito inizieremo con le Consulte, come primo argomento, sarà quello di fare vera informazione affinché nel 2011 e nel 2012 si possa arrivare a pensare che tutto il territorio correttamente segnalato, possa essere applicata un ordinanza estesa su tutto il territorio. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Assessore. Consigliere Mazzocco. CONS. MAZZOCCO ... Noi come Lega Nord riteniamo di respingere questa proposta, e se viene mantenuta, voteremo contro anche alla mozione. Noi sentito anche l’Assessore, riteniamo che potevamo sicuramente lavorare meglio, e ne siamo tutti consapevoli. Però quello che è stato fatto mi sembra che vada incontro a tante richieste di Consiglieri. Adesso sospendere quest’ordinanza vorrebbe creare maggiore sconcerto nei cittadini, vorrebbe dire creare confusione più di quanto già ce ne sia. I propositi dell’Assessore sono positivi, tengono conto delle osservazioni di tutti i Consiglieri, però per noi ripeto, con il proposito di migliorarci per il futuro, riteniamo che questa ordinanza debba rimanere così com’è stata espressa nell’ultima stesura. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI 125 Grazie Mazzocco. Assessore Lena, prego. ASS. LENA Volevo solo fare due considerazioni ovviamente, non legate all’ordinanza, perché ne avete già parlato voi. Voglio solo ricordarvi una cosa: quando nevicherà e vi ritroverete su qualche cavalcavia o sotto qualche sottopasso, con qualche camion di traverso, pensate se l’avete tolta o meno l’ordinanza. Detto questo, faccio riferimento a Trespidi che mi ha tirato in ballo prima. Ha parlato di un capitolo di 25.000 Euro, parlando di autovelox. Cioè un autovelox più altre cose, non c’è solo un autovelox. Va bene, telelaser, il telelaser costa meno, probabilmente, sì. Detto questo, faccio soprattutto un conto sui 15.000 Euro di straordinari. Allora, se vanno bene, non ho capito a cosa dovrebbero andare bene questi 15.000 Euro. Sta di fatto che noi abbiamo gli Agenti della Polizia Provinciale dalle sette del mattino alle sette di sera, sabato e domenica compresi. Però se abbiamo la necessità per farli uscire di notte, e qui mi riferisco a controllare il fiume se pescano di frodo, piuttosto che fare gli alcool test di notte, dobbiamo avere gli straordinari per pagarli, altrimenti non escono. Quindi, questa critica mi è sembrata un po’ gratuita. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie a lei, Assessore. Dobbiamo mettere in votazione... (voci fuori microfono) allora, se vuole fare un intervento è ancora aperta, non è ancora chiusa. CONS. MAZZOCCO (FUORI MICROFONO) 126 ASS. LENA (FUORI MICROFONO) CONS. MANARDI ... Indipendentemente se ho le catene o meno. Perché se questo è il ragionamento, il primo ragionamento da fate non è dire ai cittadini di mettere le catene o le ruote da neve. Il primo ragionamento da fare è di rendere sicure le strade. Ecco perché chiedo la sospensione di quell’ordinanza. Poi il problema della coerenza è un problema che non tocca la Lega. Hanno sfiduciato il loro Segretario e hanno assolto quello che dovevano sfiduciare. Una coerenza perfetta. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Mainardi. Consigliere Trespidi, prego. CONS. TRESPIDI Dichiarazione di voto. Ringrazio il Vice Presidente del chiarimento sui 15.000 Euro per lo straordinario, però com’erano messi nel Bilancio preventivo sembravano destinati a quella che era la sorveglianza e quindi, gli interventi da fare sulle strade con il tele laser. Prendo atto che non è così, per cui, rimane sempre la questione del telelaser. Non sarò scomunicato se dico che sono d’accordo con la posizione della Lega, perché comunque, la posizione che ho già espresso prima rispetto all’ordinanza, ritenevo che comunque, deve rimanere in piedi anche se così riformulata, praticamente, è come se l’avessero ritirata. 127 PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Consigliere Trespidi. Consigliere Gallina, prego. CONS. GALLINA Sì, grazie. Io farò un intervento per dichiarazione di voto, credo un pochino più concreto degli altri. Noi adesso dobbiamo decidere se votare o no una mozione; non dobbiamo decidere se sia buona una cosa o buona l’altra. Tutti hanno fatto il loro intervento, hanno detto come la pensano, benissimo, abbiamo tante idee diverse. Adesso dobbiamo fare un passo avanti. Bisogna votare o non votare una mozione! La mozione originale recita: chiedo al Presidente che, qualora non volesse far ritirare l’ordinanza... PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Emendata è sospendere, se non sbaglio questo. CONS. GALLINA Far ritirare o sospendere, il concetto non cambia! In ognuno di questi due casi non è possibile votare questa mozione, perché il Presidente non può fare nessun atto che obblighi un dirigente a ritirare l’ordinanza emessa. La seconda parte della richiesta della mozione, invece, merita un altro ragionamento. Sarebbe stata anche votabile la seconda parte; sarebbe possibile infatti impegnare risorse come richiesto, ma in questo caso però, 128 non sono d’accordo sul merito e quindi, avrei votato comunque contro anche se fosse stato possibile votare la mozione. Concludendo, oggi con la mozione modificata ed emendata, si chiede la sospensione. Né il Presidente, né la Giunta, possono fare alcun atto che impegni il dirigente a modificare quello che il dirigente ritiene di fare nei limiti delle sue competenze. Quindi, c’è da decidere se votare o no una mozione. Come ho già spiegato questa mozione secondo me non è ammissibile. Se non venisse ritirata ovviamente il PDL voterà contro, come voterebbe sempre contro ad una mozione che fosse inammissibile. Ognuno ha la propria idea sul fatto delle gomme da neve o dell’ordinanza o non ordinanza, non entro in merito. Questa mozione però non può essere accolta, deve essere votata e bisogna votare contro. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI Grazie Gallina. Consigliere Virgilio. CONS. VIRGILIO Vorrei chiedere a questo punto al Segretario generale se è ammissibile o no. Ricordando la nostra mozione sul... (voci fuori microfono) non discutiamo sul niente, che senso ha? (voci fuori microfono) PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI 129 Allora, mi chiedono di rimanere in silenzio. Signori, per cortesia. Se abbiamo terminato gli interventi è possibile mettere in votazione la mozione. Nessun altro Consigliere chiede di intervenire per cui il Presidente del Consiglio pone ai voti palesi (per alzata di mano) la mozione in argomento ed accerta – con l'assistenza degli scrutatori – l'esito della votazione: presenti e votanti n. 28 Consiglieri; favorevoli n. 10; contrari n. 18 (Salini, Ghidotti, Gallina, Agazzi, Malvezzi, Doldi, Chioda, Barbati, Mazzocco, Gelmini, Zanisi, Degani, Trespidi, Bonaventi, Ghillini, Losio, Rossi, Borghetti). La mozione è respinta L'atto viene inserito al n. 147 del registro delle deliberazioni PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE GHIDOTTI La seduta è tolta. Buona serata. Grazie. Fine ore 20,00 130