Il saluto del
Sindaco
Cari concittadini,
Eccoci di nuovo all’appuntamento con
L’Arione, con il numero che esce a ridosso delle festività natalizie e della fine dell’anno.
È tempo di bilanci ed è tempo di auguri. Io
non voglio parlarvi di bilanci, non voglio rimarcare i risultati di un lavoro di squadra che
è sottoposto allo sguardo ed al giudizio di tutti, voglio piuttosto parlarvi del futuro.
Viviamo in tempi difficili per le amministrazioni pubbliche: le comunità crescono, si sviluppano e le risorse calano inesorabilmente.
Non credo che si tratti soltanto di una circostanza legata alla grave crisi economica che
tutto l’occidente sta attraversando, sono convinto invece che si tratti di una svolta epocale. La situazione, vorrei sbagliarmi, non sarà
mai più quella di prima. Anche se gli indici economici miglioreranno, le risorse a disposizione
delle amministrazioni locali tenderanno a stabilizzarsi verso il basso. Certo non è una buona cosa, ma dovremo farci i conti. Servirà per
lo meno a ricordarci che il nostro patrimonio è
proprio nostro e quindi che va trattato con cura
e rispetto.
Mi stanno a cuore molte cose, ma quelle cui
tengo di più sono quelle che riguardano il settore dei servizi e della sicurezza. È ormai indispensabile mettere concretamente in cantiere
la nuova sede dei Vigili del Fuoco, che svolgo-
no un ruolo centrale per la nostra sicurezza,
così come, su un altro fronte, ritengo altrettanto importante garantire sedi adeguate alle associazioni del paese. Credo che questi interventi
non siano da considerare come “spese” ma
come investimenti che daranno alla comunità
un grande ritorno in termini di qualità della
vita. Nello stesso modo deve essere considerata la realizzazione della nuova palestra: non si
tratta di un capriccio riservato agli sportivi,
ma il modo corretto di rispondere alla domanda di spazi adeguati e specifici per le molte attività che riguardano anche ragazzi e anziani.
Sono interventi di grande impegno economico,
ma non siamo disposti per questo motivo a rinunciare.
Per quanto riguarda la sicurezza, è necessario perfezionare la viabilità nel quartiere delle
scuole, dove è indispensabile realizzare nuovi
marciapiedi e dare un assetto definitivo a tutto
il settore.
Faremo in modo che il servizio di polizia municipale sia potenziato, che i controlli siano ancora più attenti ed efficaci, che continui la sinergia con il prezioso lavoro dei carabinieri. Per
fare questo c’è bisogno della collaborazione di
tutti, singoli cittadini e associazioni: ad esempio, sento il dovere di ringraziare il nucleo dei
Carabinieri di fatto per la loro attività di protezione del transito dei ragazzi verso le scuole.
Sono convinto inoltre che abbiamo un’altra
importante risorsa, che rivela ancora di più il
suo valore in un momento come questo: la collaborazione sempre più stretta con i comuni vicini. Premetto che non sto pensando minimamente di entrare nel merito della completa autonomia decisionale dei nostri vicini, voglio comunque insistere sull’importanza di allargare
ulteriormente le intese che già ci sono e di individuare nuovi settori nei quali sia possibile
collaborare con l’intento di ottimizzare i costi
e allo stesso tempo mettere a disposizione dei
cittadini servizi di qualità. Tutto ciò che riusciremo a risparmiare grazie alle gestioni comuni, sarà investito nei progetti di cui ho parlato
sopra.
Questi sono i miei propositi e quelli dell’ Amministrazione per il prossimo futuro.
Non mi rimane che farvi gli auguri.
A tutti, al Consiglio Comunale, ai collaboratori, ai cittadini l’augurio di trascorrere in
salute, pace e serenità le prossime festività.
Emiliano Beozzo
L’
ARIONE
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L’editoriale
di Lorenzo Lucianer
Mi ero riproposto di non scrivere questo editoriale. Poi mi son detto che non stava bene andarsene senza salutare.
Lasciando oggi L’Arione, saluto dunque i lettori
che da tredici anni, 26 numeri, seguono con passione, per quanto ne so, questo giornale.
Saluto i compagni di viaggio che, nei Comitati di
Redazione, si sono avvicendati al desk de L’Arione, in una staffetta con la quale ho condiviso questo
lungo percorso, tracciato nella vita e nella storia di
Aldeno.
Collaboratori, qualcuno anche amico, che hanno dato a questo vostro giornale l’anima che lo ha
mosso, che ne hanno fatto il raccoglitore e, spero, il
testimone non muto di una collettività.
Un giornale che è nato, al di là delle definizioni
tecniche, come uno strumento di narrazione, di indagine, di memoria: tre poli attorno al quale si realizza la ricomposizione della comunità attraverso la
scrittura. Questo - e non un mero bollettino di delibere - è quello che hanno voluto Fulvio Baldo,
Daniele Baldo ed Alida Cramerotti e questo è ciò
che, fino ad oggi, con Emiliano Beozzo, a dispetto
di altre tentazioni e di altre voglie, L’Arione è riuscito ad essere.
Ne abbiamo già parlato come di un’agorà, una
piazza nella quale avvengono incontri e confronti,
rappresentazioni, racconti che qualcuno - abbiamo
la presunzione di immaginare - leggerà con curiosità anche fra qualche anno, quando il filtro del tempo e delle generazioni renderà interessante il paragone con ciò che è stato. Questo, uno strumento
critico e degno di consultazione, è perlomeno quel-
L’
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ARIONE
lo che si intendeva consegnare al futuro, il progetto
al quale sono stato chiamato ed il solo che ho considerato. Dunque, un’operazione culturale, più che
politica. Per questa seconda sarebbe bastato davvero il bollettino delle delibere e dei bilanci. Più impegnativo era – ed è stato – realizzare la prima, ma
era, a mio modo di vedere, anche l’unica ipotesi progettuale che meritasse l’impegno con il quale ci si è
mossi, tutti insieme, in questi anni e fino ad ora.
Oltre a questo aspetto, per così dire, esterno, va
considerato un risvolto interno tutt’altro che secondario, capace di diffondere i semi di buoni frutti:
L’Arione cioè come una palestra letteraria e giornalistica. Molti di voi, ma anche molti di noi della redazione, si sono cimentati con la scrittura per la prima
volta proprio su queste pagine, hanno conosciuto
l’emozione dell’esporsi ad un giudizio più ampio,
pubblicando il proprio lavoro, hanno atteso per la
prima volta con trepidazione il riscontro dei lettori,
mescolando gli umori dell’entusiasmo e del timore.
E’ stato così per chi ha raccontato la vita, le iniziative, l’idealità delle associazioni, per chi si è cimentato
nell’analisi economica, per chi ha scritto della scuola, delle aziende, per chi ha proposto ritratti di persone, per chi ha messo a nudo un po’ d’anima nelle
poesie, per chi ha scavato negli archivi, per chi ha
indagato tendenze e presenze, per chi ha ricostruito
percorsi di cultura, di tradizione, per chi si è appassionato al confronto delle visioni ideali e politiche.
Scorrendo le pagine e L’Arione, mi accorgo che
le firme sugli articoli pubblicati in questi 25 numeri
sono davvero tante e di come la varietà dei generi
trattati sia stupefacente, per un paese di tremila ani-
me. E mi accorgo degli evidenti progressi che la scrittura ed i contenuti dei lavori pubblicati hanno manifestato, nell’evoluzione del giornale. Non è un contributo da poco, nella crescita collettiva. Significa che
l’occasione è stata còlta.
Questo dice molto anche sull’intelligenza, la creatività, la vivacità di un paese. Forse non racconta
abbastanza di certe pieghe del suo carattere scontroso, quello che in fondo distingue un po’ gli aldenesi, di quella tendenza al confronto – diciamo così –
vigoroso, che si è preferito incorniciare nel quadro di
reciproci ruoli politici; ma si è voluto investire nell’incoraggiamento delle positività, piuttosto che dar corso
al dilagare dei veleni. L’Arione ha dimostrato che si
può fare, che persone di buona volontà, intellettualmente oneste, possono condividere proficuamente
un terreno sul quale costruire.
E’ questo che auguro al futuro di questo giornale
ed è la natura di questo augurio che mi lega, ancora
una volta, alla memoria di Daniele.
Per ciò che mi riguarda, e per ciò che attiene alle
ragioni di questo commiato, dico solo, con un nodo
in gola, che non me la sento di espormi all’insulto
ulteriore di chi pretende di fare di questo giornale la
palestra per un rozzo esercizio di demagogia, umiliando la redazione de L’Arione con un vaniloquio
becero, ombra del confronto che in altre, più difficili,
ma più opportune sedi, non è in grado di sostenere
ed ignorando, o forse calpestando di proposito, l’anima ed i contenuti di un giornale che è scrigno anche
di tutte le vostre voci, di impegno personale e di passione collettiva, che meritano maggiore rispetto. Toccherà ad altri scegliere, se lo si vorrà, di proseguire
sulla strada tracciata o di procedere su percorsi nuovi. Non ho la presunzione di pensare che la formula
di questo giornale sia la migliore possibile, né tantomeno che sia immutabile. Ma questo giudizio, direbbe un narratore accorto come Carlo Lorenzini, compete ai lettori, non ai direttori. Ed io condivido.
Dunque, ai miei collaboratori, a Cristina Cont in
particolare, capace, colta, preziosa fiancheggiatrice
in tante ore di lavoro, ad Alida Cramerotti, appassionata presidente del Comitato di Redazione, che
ha sin qui difeso con tenacia le origini e la natura de
L’Arione, ai redattori, a quelli che hanno saputo superare ostacoli e che hanno dato intelligenza, tempo
e qualità a questo giornale, ai sindaci dei quali ho
apprezzato l’impegno, a tutti coloro che mi hanno
sostenuto in questi anni, la mia gratitudine.
A tutti voi, lettori, rivolgo il ringraziamento per la
splendida, impagabile occasione che il vostro consenso mi ha offerto, di tornare in un certo modo dentro il mio paese, di poter dialogare ancora con le
persone ed i luoghi che mi hanno conosciuto.
L’
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Scuola: lavorare
insieme per crescere
di Antonietta Decarli
Antonietta Decarli, nuova dirigente scolastica, riceve il testimone
da Maurizia Manto, nel segno della continuità didattica e progettuale.
907 alunni, 120 docenti, 26
La scuola
non docenti, 6 plessi, 1800 genitori: numeri importanti, impegnativi, indicativi di una realtà complessa e ricca; in poche parole ho provato a sintetizzare l’istituto Comprensivo di Aldeno-Mattarello in
cui mi trovo a lavorare dal primo
di settembre di quest’anno. Mi
chiamo Antonietta Decarli e sono
subentrata nella dirigenza della
scuola alla dottoressa Maurizia
Manto che mi ha proprio letteralmente consegnato nelle mani l’Istituto. Perché sostengo questo?
Perché, oltre alle circolari, ai do-
Antonietta Decarli.
L’
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cumenti, alle carte che puntualmente abbondano sulla scrivania, mi ha
consegnato un libretto che si intitola “Progetto d’Istituto” Anni scolastici 2009/2012. È, questo, un
documento importante, la carta
fondamentale che riporta i principi ispiratori che danno la fisionomia della scuola e che mi sento di
condividere in toto. Così il mio intento è quello di continuare con le
stesse linee educative e con lo
stesso pensiero.
Vorrei ora ritornare ai numeri
che hanno costituito l’incipit di
questa breve presentazione per
esprimere alcune riflessioni.
907 alunni: essi sono gli attori
principali della scuola e il centro
del processo educativo. Mi piacerebbe che la scuola realizzasse
concretamente il significato del
verbo educare (educere): “tirare
fuori” con l’insegnamento le disposizioni naturali delle persone, farle
crescere e maturare dal punto di
vista morale e intellettuale.
120 docenti: essi sono gli artefici del processo educativo. Sono
chiamati ad un compito non certo
facile e non certo facilitato dai tempi odierni in cui si vivono cambiamenti, anche repentini, in cui esistono tanti concorrenti che fungono da agenzie educative alternative, in cui certi valori tradizionali
sono minacciati. Ma questo panorama viene superato dall’entusiasmo, dall’impegno e dal senso di
responsabilità professato dagli insegnanti che, nonostante tutto, accettano la sfida educativa.
26 non docenti: essi sono indispensabili perché l’organizzazione
quotidiana dell’istituto continui, perché la burocrazia non sommerga le
azioni, perché gli ambienti siano confortevoli e accoglienti per permettere un lavoro sereno e efficace.
Il mercatino natalizio di beneficienza organizzato dagli studenti delle Medie.
la disposizione al dialogo e alla
collaborazione che deve esistere
tra scuola e famiglie basata sulla
condivisione di obiettivi comuni:
considerare i ragazzi delle persone da rispettare, cercando di portarli verso l’acquisizione di una
capacità critica, di una capacità di
comunicazione, di una capacità di
assunzione di responsabilità.
L’auspicio è che la mia azione
tenga sempre presenti gli obiettivi
delineati, certa che con la condivisione del lavoro con i collaboratori, con i docenti, con gli alunni,
con i genitori e con i rappresentanti del territorio, il compito risulterà meno difficile.
La scuola
6 plessi: le scuole sono ubicate
in comuni e circoscrizioni diversi,
perciò è importante e direi anche
indispensabile, colloquiare e interagire con tutti, all’insegna di una
volontà di condividere uno scopo
comune: fare attenzione alla crescita e alla maturazione dei ragazzi, alunni per noi, cittadini per il
territorio.
1800 genitori circa: essi sono
attori importanti nel dialogo educativo. La scuola trentina, soprattutto dopo la legge 5 del 2006, si
è sempre caratterizzata per essere attenta e aperta al contributo
che può derivare dalla collaborazione con le famiglie. Non mancano gli organismi istituzionali : i rappresentanti dei genitori, la consulta, il nucleo interno di valutazione,
il consiglio dell’istituzione; ma al di
là della normativa, ciò che conta è
Ragazzi in palestra.
L’
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La nuova scuola
materna
di Michele Lucianer*
Si è inaugurato con questo anno scolastico il nuovo edificio, erede
del primo asilo di Aldeno, costruito nel 1955. Un’istituzione fondamentale, quella della scuola materna, perché da qui parte la formazione degli uomini e dei cittadini del domani.
Se è vero che i vecchi, all’ap-
La scuola
prossimarsi della fine dei loro anni,
dovrebbero ostinarsi a piantare
alberi, per significare che la vita ha
un passo più ampio e un respiro
più lungo di quelli che scandiscono i tempi di un’esistenza singola,
quasi che il dare inizio a qualcosa
di cui si sa non si vedrà la fine sia
la testimonianza visibile della speranza e insieme della certezza che
la vita è più forte della fine di una
vita, allora, quando una comunità,
come ha fatto e sta facendo quella
di Aldeno, costruisce una nuova
scuola, vuole dire che sta pensando al futuro, a un tempo in cui i
costruttori di oggi non ci saranno
più: perché quella scuola è il tron-
co dal quale si dirameranno i rami
e le foglie che saranno le donne e
gli uomini di domani; perché quella scuola è l’arco saldo e teso dal
quale partono, come frecce scagliate oltre l’orizzonte, le vite dei
bambini di oggi, destinate a cadere non sappiamo dove e quanto
lontano, ma sicuri comunque che
– se la mano dell’arciere è salda –
cadranno come cade il seme sparso nella terra fertile e irrigata; perché quella scuola è il luogo dove
si scommette su delle vite piccole
e fragili, perché quelle promesse
di vita trovino, tra fatica ed entusiasmo, il loro posto nel mondo.
Una comunità che costruisce scuole è una comunità che
Taglio del nastro alla presenza delle autorità.
L’
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ARIONE
considera il presente un trampolino di lancio verso il futuro; è una
comunità che crede che il compito di oggi sia non certo quello di
preparare ai suoi figli una strada
comoda e segnata, ma quello di
dar loro gli strumenti e la forza
perché siano capaci di tracciare,
quando sarà l’ora, le proprie strade, meglio se non comode e non
segnate, perché sono queste, le
strade che val la pena di percorrere.
Sono passati tanti anni dai
giorni lontani in cui Aldeno apriva
la sua prima scuola materna e
guardiamo con un misto di tenerezza, di ammirazione e di stupore
i visi severi, quasi febbrili e ancora
scavati dalla guerra dei protagonisti di allora, che le foto in bianco
e nero ci restituiscono come riemersi da un fondale dimenticato:
ma se i volti sono diversi, uguale e
intatto è lo spirito che anima i costruttori di scuole di ieri e di oggi,
perché oggi come ieri chi costruisce scuole porta in cuore un sogno che trasforma il presente in
una speranza di futuro.
Forse il modo migliore di
celebrare la nuova scuola è quello
miglia felice e serena. Ma sappiamo anche che la nostra comunità
non ha costruito una scuola per poi
abbandonarla a se stessa, come se
ai bambini e alle maestre bastasse
una scatola vuota. Le grandi vetrate, che tanta luce fanno entrare,
faranno entrare anche lo sguardo
di tutti noi: così che ognuno di noi
possa e debba essere responsabile di quel sorriso, per custodirlo
e proteggerlo come la cosa più
preziosa e delicata, per sentirsi
madre e padre di quel sorriso,
quasi che il percorso – bello e tremendo come un esercito schierato a battaglia – che separa il bambino dal diventare una donna o un
uomo abbia ciascuno di noi come
sentinella e garante. Perché il sorriso – serio e sereno – di un bambino è il mattone di cui la scuola è
fatta ed è la certezza che domani,
qualunque sarà la vita che quel
bambino avrà in sorte, la saprà
guardare con fiducia, riconoscenza e consapevolezza.
* Presidente Comitato di Gestione della Scuola Materna
Emanuele Mosna di Aldeno
L’
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La scuola
di far tacere le parole, che tentano
faticosamente di esprimere un sentimento troppo grande per loro, di
entrare nella nuova scuola e di
guardare in silenzio le sue aule spaziose, il suo corridoio ampio e pieno di luce, le sue finestre che si
aprono al mondo e che lo fanno
entrare in essa, i suoi angoli più
nascosti: e poi immaginare l’infinito numero dei giochi, dei canti,
delle risate, delle lacrime, dei sorrisi, delle corse, delle piccole delusioni, delle grandi conquiste e di
tutti gli altri istanti di cui è fatta la
vita di un bambino. Perché la
scuola, alla fine, è tutta lì: la sua
pietra angolare poggia sul sorriso
di un bambino che esce di scuola
un po’ più grande e un po’ più forte, un po’ più consapevole e un po’
più fiducioso di come è entrato.
Poi, certo, una scuola è
come la nostra casa: per quanto
bella sia, nulla garantisce che in
quella casa vivrà davvero una fa-
Diversità e
ricchezza
di Carlo Bridi
Una campagna di sensibilizzazione nella scuola per riconoscere il
valore della diversità naturale e culturale e per allontanare la paura dell’altro.
Ad Aldeno è andato in catte-
La scuola
dra il tema della biodiversità. L’iniziativa è stata della dirigente scolastica Antonietta Decarli, su proposta dell’Associazione Scuola
Senza Frontiere ed ha visto la partecipazione attiva, oltre che delle
prime classi delle medie, anche
dell’Amministrazione comunale,
per il tramite della vice sindaco
Alida Cramerotti, che ha aperto i
lavori della giornata.
Cramerotti ha evidenziando
come Aldeno sia da sempre un
comune attento all’ambiente e
quindi ai temi della biodiversità e
come, con il progetto “Rispettare il mondo”, si sia voluto far crescere nei ragazzi una sensibilità verso la nostra terra, da amare e rispettare. Forte il richiamo della
dirigente Decarli, che ha ricordato ai ragazzi come la salvezza del
pianeta dipenda dal comportamento di ciascuno di noi e come il
futuro sia nelle mani delle giovani
generazioni. D’altro canto, lo slogan “Aldeno fa la differenza” è
la dimostrazione dell’attenzione
che questa comunità riserva ai problemi ambientali. La dirigente scolastica ha quindi sottolineato l’im-
L’intervento di Carlo Bridi alle Medie di Aldeno.
L’
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portanza dell’attività dell’Associazione Scuole Senza Frontiere e
come le testimonianze del Segretario Carlo Bridi, siano quanto mai
puntuali ed efficaci per un diverso
modello di sviluppo, più compatibile e più solidale.
E’ toccato dunque a Carlo Bridi presentare il tema nell’anno, che
le Nazioni Unite hanno dedicato
alla biodiversità. Egli ha sottolineato innanzi tutto come il rispetto
della diversità debba partire da
quella fra le persone, fra i compagni di scuola, dove sono sempre
più numerosi le ragazze ed i ragazzi
di provenienza extra comunitaria.
I loro valori vanno visti come una
ricchezza e non come un pericolo
da combattere, ha sottolineato, ricordando poi come altrettanto rispetto dovrebbe però esserci per
i cristiani in quei paesi dove i mussulmani sono maggioranza: in realtà – ha detto Bridi - siamo in presenza nel solo Medio Oriente di
65 milioni di cristiani sottoposti a
persecuzioni come 2000 anni fa.
Parlando delle problematiche
legate alla perdita di biodiversità,
alle sue conseguenze ed a cosa
ciascuno di noi può fare ogni giorno per frenare la perdita di biodi-
sollecitato il relatore - può fare
qualcosa nelle tante piccole scelte
quotidiane: da un minor spreco
dell’acqua potabile e del cibo, ad
un minor consumo di energia elettrica. A questo proposito, Bridi
ha ricordato alcuni dati dello scandalo: l’Italia ha superato gli USA
per l’incidenza dell’obesità nei
bambini: siamo al 30%. Questo,
mentre nel Sud del mondo 300
milioni di bambini soffrono la fame
e la sete, con il risultato che ogni 6
secondi muore un bambino nella
più completa indifferenza dei mass
media e dell’opinione pubblica.
Numerose le proposte che hanno riscosso l’attenzione dei ragazzi:
tra le altre, la creazione dell’orto
scolastico, con la collaborazione
del Comune e l’avvio di gemellaggi
fra la Scuola media di Aldeno e
una scuola della Karamoja, regione povera dell’Uganda.
La scuola
versità, che oggi ha raggiunto limiti inimmaginabili fino a pochi anni
fa (nell’ordine di 74 specie di piante ed animali che spariscono ogni
giorno) il relatore ha sottolineato
l’esigenza di un diverso modello di
sviluppo.
Le cause dell’accelerazione
nella perdita di specie di animali e
piante - ha informato - secondo
gli scienziati sono da ricercare nelle
modificazioni climatiche conseguenti all’enorme emissione di anidride carbonica nell’atmosfera,
che comporta conseguenze drammatiche. Se ne sono resi conto
anche i 23 mila partecipanti al vertice mondiale di Cancun in Messico che, seppur all’ultimo momento, hanno approvato un documento con il quale si impegnano tutti
gli Stati a trovare dei rimedi per
ridurre l’emissione della CO2 nell’atmosfera, prima che sia troppo
tardi.
Ma anche ciascuno di noi - ha
L’
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Luci della ribalta
di Samuele Cont
La storia della C.O.F.A. (Coro, Orchestra, Filodrammatica Aldeno), nelle memorie di Rina Cont, protagonista di un’indimenticabile
stagione artistica.
È sempre difficile preparare un
Società
articolo descrivendo in maniera fedele le emozioni e le parole che ci
vengono raccontate. Lo è ancor di
più se queste parole si riferiscono ad
accadimenti risalenti a molti anni fa,
che quindi costituiscono la memoria
storica del paese. E’ con questa convinzione che mi appresto a sentire
curioso le parole di Rina Cont, circa
la sua esperienza all’interno della
C.O.F.A.. L’idea di partenza era
quella di un’intervista, con un elenco di domande appuntate sopra ad
un foglio. Ma ovviamente la teoria è
sempre diversa della pratica, e le
proprie previsioni lasciano spesso il
tempo che trovano.
Mentre sono in viaggio per Riva
del Garda, dove abita Rina, penso
alle mie domande e a quello che
conosco circa le vicende della
C.O.F.A.. Ben poco in realtà. Solo
alcune citazioni lette sui numeri passati dell’Arione e qualche discorso
sentito qua e là. Tutt’altra cosa che
poter sentire questo racconto dalla
viva voce di chi ha vissuto questa
esperienza da protagonista e poterne vedere il volto emozionato mentre ci ripensa.
Mentre mi fa accomodare a casa
sua la prima cosa che salta all’occhio è la fotografia di Aldeno in
mostra sopra la televisione. “El me
paes” come recita una sua poesia.
Rina Cont e Modesto Baldo a Merano per un concorso. Appuntato sul petto, il distintivo
della C.O.F.A.
L’
12
ARIONE
Più di cinquant’anni che abita a Riva
e ancora questo amore in bella vista. Poi sposto un po’ lo sguardo e
sul tavolo compare un foglio in cui si
è appuntata alcuni nomi e alcune informazioni per rinfrescare la memoria. Probabilmente questi possono
essere solo piccoli dettagli, ma aiutano a capire l’attaccamento e la partecipazione che successivamente
hanno accompagnato le parole.
Appena inizia a raccontarmi di
questi argomenti l’idea di fare un’intervista viene subito dimenticata per
lasciare spazio libero al susseguirsi
dei ricordi.
La C.O.F.A. (Coro, Orchestra
e Filodrammatica Aldeno) nasce
nell’immediato dopoguerra per rispondere all’esigenza del paese di
rimanere unito e compatto, dopo gli
accadimenti di quegli anni e alla forte migrazione che ne era seguita.
Bisogna immaginare la tensione e le
sofferenze subite, la voglia di tornare a vivere e divertirsi, le difficoltà e
i pericoli dell’uscire dal paese. Lo
statuto viene stilato da Emilio Maule
e Modesto Baldo. Gli spettacoli proposti dalla C.O.F.A., chiamati riviste e simili ad operette musicate e
recitate, venivano messi in scena nel
teatro di Aldeno, sempre pieno, e
Da sinistra Silvano Baldo, don Mario Miorelli, Erminio Peterlini, Sergio Bisesti, Alberto
Lucianer, Marisa Bauer, Italo Nicolodi, Marcello Enderle, Mario Muraglia, Dario Battisti, Raffaella Baffetti, attori con la Filodrammatica del 1959 in “Credo”.
Mafalda Maule, Raffaella Baffetti,
Bruna Cimadom, Mario Muraglia,
Lorenza Bottura e Bruno Motta.
Il successo della C.O.F.A. non
si limitava al teatro di Aldeno ma si
estendeva anche ai paesi nei dintorni, i quali venivano raggiunti per mezzo di un camioncino, sul quale la
compagnia sedeva comodamente
sulle casse dell’uva. Il viaggio d’andata era solitamente tranquillo (per
non rovinarsi la voce), mentre durante il ritorno era normale lasciarsi
andare a canti e festeggiamenti, coinvolgendo anche i passanti che si incontravano. Di rilievo erano state le
uscite a Merano e a Fucine, in val di
Sole, dove un gruppo di francesi entusiasti avevano subissato gli artisti
di richieste per tutta la notte.
Fra un ricordo e l’altro, cercando di non sbagliarsi e di non dimenticare alcun nome, Rina fa emergere
dalla memoria alcuni piccoli episodi
che testimoniano l’entusiasmo di tutti
i membri della compagnia.Ad esempio, durante una rappresentazione,
mentre in scena si cantavano gli assoli e il coro stava dietro le quinte in
attesa, si ruppe il tavolo su cui stavano alcuni coristi ed attori, facendoli finire tutti a gambe all’aria. Nonostante alcune ferite e lo spavento,
questi cercarono subito di ricomporsi
e tornarono sulla ribalta senza interrompere lo spettacolo. In un’altra
occasione capitò qualcosa per cui
non si poteva concludere la rivista,
ma questo non scoraggiò gli artisti:
Bruno Giovannini con la fisarmonica e Rina Cont decisero di improvvisare sul palco un continuo di canzoni, intrecciate una all’altra, che fu
chiamato per questo “El minestròm”.
Da queste parole si capisce che
la C.O.F.A. non è stata solo
l’espressione artistica di un gruppo
di persone, ma soprattutto la volontà di questi di stare uniti e fare comunità, in un momento in cui questo
risultava particolarmente difficile. Vi
era il desiderio di provare a cambiare le cose e questo poteva avvenire solamente impegnandosi e mettendosi attivamente in gioco, ognuno portando le proprie capacità.
Chissà se queste considerazioni possono essere attuali...
L’
ARIONE 13
Società
coinvolgevano all’incirca 150 persone, fra coro, orchestra e filodrammatica. Rina faceva parte del coro,
nato su iniziativa di Modesto Baldo
e Dario Battisti, personaggio che riusciva a coinvolgere moltissime persone, provenienti sia dall’ambito
parrocchiale che non. Di Dario si
ricorda una voce di notevole impatto e il suo “volt” in cui si eseguivano
le prove. Fra i componenti del coro,
oltre i già citati Modesto e Dario, si
ricordano le due sorelle Zanotti (soprano), Natale Baldo, Roberto Pescador (tenore) ed Enrico Baldo. Un
ricordo particolare è rivolto ad un
duetto che Rina eseguì assieme a
Dario Battisti nel 1950, per uno spettacolo svoltosi sulla piazza della chiesa dal titolo “Campanile sera” e che
fu registrato dalla RAI di Torino e
trasmesso alla radio. Il disco che fu
inciso in quell’occasione aveva la
caratteristica di iniziare la registrazione dal centro, anziché dall’esterno com’era consuetudine. Le canzoni, le voci registrate e anche il
suono delle campane fu mandato
agli emigrati in America, come
espressione delle volontà di riavvicinarsi fra paesani.
Le voci erano accompagnate
da un’orchestra di circa 25 elementi, fra cui prevaleva la “cornetta” di
Alessandro Maistri Bezèc (che “faceva rimbombare il teatro”), il violino di Remo Malfatti, il piano di
Renato Giovannini, la fisarmonica
del fratello Bruno e il “vacon” di
Guido Baffetti.
A queste due realtà si univa la
filodrammatica. Sul palco si alternavano vari attori, fra cui si ricorda
Cavalieri e maestri
del lavoro
di Lucio Bernardi
Due riconoscimenti che premiano poche persone, dei quali possono
fregiarsi anche alcuni aldenesi.
Il primo Maggio 1898, Um-
Società
berto I, con il Regio Decreto n° 195
istituiva una decorazione al merito
agrario ed industriale, ad esclusiva
assegnazione di grandi proprietari
terrieri e lungimiranti industriali, ed
una medaglia d’onore da conferirsi
ai lavoratori dipendenti. Tre anni
dopo, con il R.D. n° 168, Vittorio
Emanuele III° istituì “L’Ordine Cavalleresco al Merito Agrario, Industriale e Commerciale” che unificava le due decorazioni, parificando
il titolo assegnato agli imprenditori
con quello dei lavoratori. Nel decennio che va dal 1911 al 1921,
l’onorificenza viene rivista in due
occasioni ed a seguito di mutate interpretazioni, avviene una nuova
differenziazione delle decorazioni
L’
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con l’attribuzione di un diverso riconoscimento ad imprenditori e lavoratori dipendenti. Il R.D. n° 3167
del 30 Dicembre 1923 sancisce definitivamente i due percorsi. Il primo è la decorazione dell’ “Ordine
Cavalleresco al Merito del Lavoro”, destinata a quegli imprenditori
che si sono distinti nei diversi settori dell’economia, contribuendo
allo sviluppo sociale, occupazionale
e tecnologico e alla crescita del prestigio del “made in Italy”. I cavalieri vengono nominati annualmente
dal Capo dello Stato il 2 Giugno, in
occasione della Festa della Repubblica, nel numero massimo di 25
all’anno e la cerimonia di consegna
avviene solitamente nel corso del
mese di Ottobre al Quirinale. L’al-
tro è la “Stella al merito del lavoro” che viene conferita a quei cittadini italiani, lavoratori dipendenti,
distintisi per singolari meriti di perizia, laboriosità e buona condotta
morale; la decorazione comporta il
titolo di “Maestro del lavoro”. E’
assegnata il 1º Maggio, festa del lavoro, con decreto del Presidente
della Repubblica, su proposta del
Ministro del lavoro e, per quelle riservate ai lavoratori italiani all’estero, di concerto con il Ministero degli
Affari Esteri. Ogni anno possono
essere concesse al massimo 1.000
decorazioni, di cui 500 a lavoratori
che abbiano iniziato dalle categorie
contrattuali più basse. Con la Legge 29 ottobre 1965, n. 1230, venne prevista la possibilità di concedere la decorazione anche per
“onorare la memoria dei lavoratori
italiani, anche residenti all’estero,
periti o dispersi a seguito di eventi
di eccezionale gravità connessi al
lavoro”. La Stella al merito del lavoro viene concessa ai lavoratori
ed alle lavoratrici, cittadini italiani,
dipendenti di imprese pubbliche e
private, di enti, organizzazioni ed
associazioni legalmente riconosciute
a livello nazionale che si sono distinti per singolari meriti di perizia,
di qualificarsi come responsabile tecnico in una impresa edile. Nel corso
del 1952, un po’ sorprendentemente, viene individuato quale candidato a ricoprire il ruolo di contabile
della Cassa Rurale, resosi libero a
seguito del decesso del predecessore, signor Schir. Al momento dell’accettazione dell’incarico, con semplicità dichiara di non sapere nemmeno come fosse fatta una cambiale. Già nel 1954 la Cassa si sposta
nella nuova sede (immobile che attualmente ospita l’ufficio postale) ed
i dipendenti sono saliti a tre, in conseguenza all’incremento di rapporti
e relazioni sia personali che economiche. Nel 1968 viene realizzata la
nuova sede che, seppur ammodernata e riadattata, è quella che ancora oggi ospita gli uffici. Con questo
passaggio i dipendenti salgono a cinque e Camillo da contabile viene
nominato direttore. D’accordo con
il Consiglio di Amministrazione ha
l’intuizione nei primi anni settanta di
aprire uno sportello a Ravina: la
mossa si rivelerà importantissima
negli anni ottanta, quando la Cassa
svilupperà la propria attività sulla città
di Trento. Nel corso del suo mandato, dirige con dedizione ed attenzione l’azienda, cura la fusione con
la ex Cassa Rurale di Garniga e
l’apertura delle nuove filiali di Garniga Terme, Cimone e Mattarello.
Di fatto traghetta la Cassa dalla staticità degli anni seguenti al secondo
conflitto mondiale, alle soglie dello
sviluppo che porterà la Rurale aldenese alle dimensioni attuali. Nel frattempo ricopre gli incarichi di giudice
conciliatore, presidente di alcuni consorzi agrari e di parecchie associazioni di volontariato. La pensione
matura a fine 1987, quando Camillo Stedile passa il testimone al dott.
Silvio Franceschini. Nel 1985 gli viene concessa l’onorificenza di Maestro del Lavoro, che valorizza poi
come Console regionale e Consigliere nazionale dei Maestri del Lavoro dal 1990 al 1995.
Marcello Enderle, classe 1935.
A 15 anni inizia la propria vita lavorativa presso la Famiglia Cooperativa di Aldeno; sono gli anni
Camillo Stedile alla cerimonia “Decani della stella al merito del lavoro”.
L’
ARIONE 15
Società
laboriosità e buona condotta morale. Che hanno inventato ed innovato nel campo tecnico-produttivo
migliorando l’efficienza degli strumenti, delle macchine e dei metodi
di lavorazione. Che hanno contribuito in modo originale al perfezionamento delle misure di sicurezza
del lavoro e che si sono prodigati
per istruire e preparare le nuove generazioni nell’attività professionale.
In sintesi chi ottiene il titolo sono
quegli uomini o donne (senza distinzioni) che, nel proprio percorso nel
mondo del lavoro, hanno dimostrato doti professionali e qualità umane non comuni, che hanno dato loro
modo di distinguersi più di altri con
sano spirito costruttivo. Hanno permesso all’azienda, o alle aziende
dove hanno prestato servizio, di
crescere e radicarsi, coniugando
etica e professionalità anche per
essere d’esempio agli altri e soprattutto a chi era destinato un giorno a
raccoglierne il testimone.
Queste caratteristiche sono stata riscontrate anche a Camillo Stedile, Marcello Enderle e Mario
Failo, tre nostri concittadini che
possono fregiarsi di questa specialissima coccarda, di Maestro del
Lavoro, da mostrare con giusto
orgoglio all’occhiello della giacca e
dei quali ripercorriamo in sintesi la
vita lavorativa.
Camillo Stedile, anno di nascita
1924. All’età di nove anni rimane
orfano di madre e dopo che il padre
emigra in Francia, su consiglio del
nonno paterno, consegue la maturità scientifica. Entra nel mondo del
lavoro e svolge varie attività prima
Società
dove acquisisce conoscenza ed
esperienza, svolge puntualmente gli
incarichi che gli vengono assegnati
acquisendo autonomia ed intraprendenza. Oltre al lavoro, la sera
si sposta a Trento per frequentare
lezioni di ragioneria, contabilità e
merceologia. Lavoro e studio danno i primi frutti e, all’età di 25 anni,
gli viene proposto di diventare il
direttore della Cooperativa di Canal San Bovo; accettare significa
lasciare il paese e trasferirsi in un
luogo sconosciuto, molto distante
da casa per i collegamenti dell’epoca; prova insomma la sensazione
dell’emigrante. L’esperienza dura
poco e dopo soli 8 mesi accoglie
con entusiasmo una nuova proposta che lo porta più vicino a casa e
diventa direttore della Famiglia
Cooperativa di Besenello. In questa nuova realtà oltre ad alimentare, extra alimentare e ferramenta,
si vendono anche scorte agrarie e
materiali edili. In breve tempo introduce anche la vendita di elettrodomestici tradizionali, quali stufe e
cucine a gas ed elettrodomestici
innovativi per i tempi, quali frigo e
lavatrici. Nel corso del suo mandato ristruttura ed ammoderna per
ben due volte il negozio, che diventa
il punto di riferimento per l’intero
paese, non solo come “bottega” ma
soprattutto come luogo dove l’attenzione verso la persona diventa il
valore più alto da perseguire. La
meritata pensione arriva nel 1991,
dopo oltre 40 anni di lavoro e proprio in quell’anno gli viene conferita, con merito, la stella di Maestro
del Lavoro.
Mario Failo, nasce nel 1939. A
19 anni ottiene il diploma di ragioniere ed in seguito frequenta un corso formativo di sei mesi che, oltre a
trattare tematiche contabili, lo avvicina alla merceologia ed al vasto
mondo dei prodotti che si potevano trovare in un negozio dell’epoca. Superato l’esame finale nel
1959, entra nel SAIT ed il primo
incarico ricoperto è quello di ispettore delle cooperative amministrate. Il lavoro è quello di affiancare i
gerenti delle Famiglie Cooperative
che si trovavano in difficoltà economica, seguirle ed accompagnarle sino al risanamento finanziario ed
amministrativo. Il compito viene
svolto per 11 anni e nel 1970 Mario Failo è promosso responsabile
contabile della fatturazione per diventare, nei primi anni ottanta, re-
Mario Failo, a sinistra, riceve il riconoscimento.
L’
16
ARIONE
sponsabile della contabilità generale
del Consorzio. In questo lungo periodo oltre ad occuparsi della parte amministrativo-contabile cura
anche la parte organizzativa di acquisto, stoccaggio e cessione degli
innumerevoli prodotti che SAIT
commerciava. Nel 1987 passa, in
qualità di direttore, a gestire la concessione SAIT-AGIPGAS e ricopre questo incarico fino al pensionamento, che avviene nel 1997. Tra
i momenti della sua vita lavorativa
che ricorda con più intensità, Mario
Failo cita il dopo alluvione del 1966,
quando i gravi danni subiti a seguito
degli allagamenti dei magazzini ed
una grossa causa legale, avevano
compromesso la stabilità economica del consorzio per parecchi anni.
Un secondo periodo che egli rievoca con particolare emozione e che
ritiene determinante per lo sviluppo
della propria azienda, è stato, a fine
anni settanta, il passaggio dalla gestione amministrativa cartacea a
quella dei primi sistemi meccanografici, evolutisi successivamente in sistemi elettronici. Anche per Mario
Failo il riconoscimento di Maestro
arriva al momento del raggiungimento dell’età di pensionamento.
Tre lavoratori, nostri concittadini, da prendere ad esempio ed ai
quali guardare, nello stesso tempo,
come alla bandiera di una più vasta
realtà di lavoratori che, conducendo una vita professionale altrettanto dedita ed operosa, non sono stati
tuttavia gratificati dalla formalità di
un riconoscimento ambito e speciale, quale la Stella di Maestro del
Lavoro.
Fratelli d’Italia
di Maurizio Cadonna
“Qui ad Atene noi facciamo così. Un uomo che non si interessa allo
Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi
siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene
siamo in grado di giudicarla.”
da quando, nel 461 a.C., il grande statista ateniese Pericle si rivolgeva con queste parole ai suoi concittadini. “Consideriamo inutile
chi non si interessa alla vita dello Stato”: la chiusura, chiara e
semplice ad un tempo, del suo discorso, non lascia spazio ad interpretazioni e fa sorgere in ciascuno
una domanda: quanto mi interesso io alla vita del mio Stato, quanto sento mia la Repubblica italiana, come vivo questa appartenen-
za?
Nel 2011 ci saranno proposti i
festeggiamenti per i 150 anni dell’unità d’Italia. Ci saranno discorsi, manifestazioni, pubblicazioni e
servizi radio-televisivi. Abbiamo
voluto, per questa occasione, provare a chiedere ad alcuni bambini
delle scuole elementari e ad alcuni
ragazzi delle scuole medie cosa
significa per loro la parola “Italia”,
quale è il miglior pregio del nostro
Paese, quale un difetto da correggere, quali problemi, a loro pare-
Aldeno, 1919: l’emissario del governo (in divisa) comunica alla popolazione di Aldeno
l’annessione all’Italia unita. Alle spalle, i maggiorenti del paese: parroco, podestà e
medico tra gli altri.
re, devono essere affrontati.
“Italia” evoca “una bandiera,
la nazionale di calcio (ed era naturale!), uno stivale, un Paese
che non è sempre stato unito, il
posto in cui viviamo e dove abbiamo sempre da mangiare”.
Fra i pregi del nostro Stato troviamo “i monumenti (con una
preferenza per il Colosseo ed i
Fori romani…), le montagne ed
il mare, i posti belli (con una
menzione particolare per la Toscana…), i ricordi e le testimonianze della guerra, le canzoni popolari, gli usi e costumi, la cucina (invidiata e copiata da tutto il
mondo…), il lavoro (forse con
L’
ARIONE 17
Società
Sono passati quasi 2500 anni
Giuseppe Garibaldi, in una rappresentazione evocativa della Campagna dei Mille.
Società
uno sguardo alla situazione, per
certi aspetti privilegiata, del Trentino), le invenzioni (il genio italiano…), il carattere tendenzialmente simpatico della popolazione”.
Il principale difetto dell’Italia
appare essere la “politica” (e
come dare loro torto…!), seguito
dalle “organizzazioni criminali,
dall’inquinamento dell’ambiente, dal disordine collegato alla
spazzatura per le strade di qualche città, dall’edificazione selvaggia di alcune zone, dalla disoccupazione (e qui lo sguardo si
è spostato probabilmente dal Trentino al resto del Paese…).
Fra le problematiche da affrontare emerge “l’unità tra Nord e
Sud del Paese (ancora troppo
scarsa…), lo sviluppo di una
maggiore solidarietà verso i Paesi più poveri, l’integrazione con
gli stranieri che vengono da noi
per svolgere lavori che gli ita-
L’
18
ARIONE
liani non fanno più”.
Nei bambini e nei ragazzi troviamo infine la speranza, per il nostro Paese, “che tutti si realizzino secondo le proprie possibilità, che la scuola sappia preparare al lavoro, che ci siano condizioni buone di vita ed occupazione per tutti”.
“Unità d’Italia”, parola impegnativa, particolarmente in questo
tempo nel quale il nostro Paese è
messo a dura prova da una crisi
economica senza precedenti negli
ultimi decenni, che si trasforma rapidamente in crisi di rapporti sociali, in crisi delle famiglie, che non
riescono più a far fronte ai costi
della vita quotidiana, in crisi del
lavoro, con un aumento drammatico di padri, madri, giovani uomini e giovani donne che perdono la
propria occupazione e con essa la
prospettiva di un’esistenza dignitosa. “Unità d’Italia”, che diventa
quindi un richiamo forte alla soli-
darietà, alla coesione, alla reciproca
attenzione, allo scambievole aiuto.
“Questa unità è necessaria, e
se per disavventura si spezzasse,
giorni tristi attenderebbero il nostro Paese” – affermava, con sorprendente lungimiranza, il Presidente Sandro Pertini nel suo discorso
di insediamento il 9 luglio 1978.
E vorremmo concludere lasciando alle parole del Presidente
Carlo Azeglio Ciampi, tratte dal
discorso di fine anno del 2003, il
compito di esprimere l’augurio migliore per i 150 anni dell’unità
d’Italia.
“Professare la comune appartenenza alla stessa terra: uno
slancio di emozioni che nel mio
animo si identifica con l’amor di
Patria e con il sentimento dell’unità dell’Italia” – diceva con
convinzione il Presidente - perché
“ciò che ci unisce è molto più di
ciò che ci divide…”.
Un grazie infine ad Elisabetta,
Samuele, Sara, Gabriele, Patrizia,
Annalisa, Davide, che con le loro
opinioni ed i loro pensieri ci hanno
aiutato a scrivere questo articolo.
L’Italia prima dell’Unità.
Aggiungi un posto
a tavola
di don Daniele Morandini*
La tavola, auspicabilmente grande, è luogo d’incontro, di comunicazione e di scelta. L’invito è condivisione, integrazione, promessa
di altri incontri.
molte delle nostre case, il rito del
pranzo di famiglia. Ci si siede attorno alla tavola per un evento che
vale la pena di approfondire per il
valore che può avere.
Di tutto il mobilio che arreda
una casa, la tavola è forse l’elemento più eloquente. La sua grandezza, in particolare, dice molto
dei padroni di casa: se sono una
famiglia piccola o numerosa, se per
loro la tavola è semplicemente un
luogo su cui consumare il cibo
oppure uno spazio per stare tutti
insieme anche con gli ospiti. Che
tristezza una tavola piccola, alla
quale non si possono invitare «gli
altri», una tavola stretta, magari
addirittura «a scomparsa». La tavola è il luogo attorno al quale si
consuma un rito proprio, fra tutti
gli animali, solo all’essere umano:
quello di mangiare insieme e non
in competizione con i propri simili.
E, mangiando, parlare insieme: la
tavola è il luogo privilegiato per la
parola scambiata, per il dialogo: si
comunica attraverso il cibo che si
mangia e attraverso le parole che
si scambiano. Mentre uno parla,
gli altri mangiano e ascoltano, poi
i ruoli si invertono quasi sponta-
neamente: chi tace smette di mangiare e inizia a parlare e chi ascolta riprende a mangiare. Forse, anche a questo serviva l’ingiunzione
di «non parlare a bocca piena».
Non è che magari il poco tempo
per mangiare insieme nelle famiglie “moderne” non sia alla fine
solo l’espressione del poco dialogo e ascolto che viviamo? Dell’incapacità di confrontarci? Chissà
che trovandosi di più attorno ad
un tavolo forse le associazioni, i
partiti, le persone smusserebbero
molte divergenze e magari riderebbero anche di più?
Nessuna idealizzazione però in
questa intima connessione tra il
mangiare e il parlare: quando ci si
siede a tavola, mescolato al desi-
derio e al bisogno di mangiare, c’è
anche un sentimento di aggressività verso l’altro; oppure c’è il
mutismo ostile che trasforma lo
stare insieme in fastidio reciproco.
Se è degna di tal nome, la tavola
la si accende quando ci sono invitati. Invitare qualcuno: parenti,
amici, conoscenti, è un atto di grande fede, di profonda fiducia nell’altro: significa infatti chiamarlo,
eleggerlo, distinguerlo tra gli altri
conoscenti; significa confessare il
desiderio di stare insieme, di
ascoltarsi, di conoscersi maggiormente.
Chi non pratica questa ospitalità vive «poco» e solo. Non conosce la gioia che è maggiore nell’invitare che nell’essere invitati.
Società
Durante le feste si ripete, in
Festa del Ringraziamento.
L’
ARIONE 19
Società
Occorrerebbe saper invitare senza mai pensare alla reciprocità:
l’atto in sé è ricompensa. Non è
un caso che anche nel Vangelo,
uno degli insegnamenti di Gesù riguarda proprio l’invito a tavola:
«Quando offri un pranzo o una
cena, non invitare i tuoi amici, né i
tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i
ricchi vicini, perché anch’essi non
ti invitino a loro volta e tu abbia il
contraccambio». Poter dire in verità «la mia casa è aperta, la mia
tavola non è solo per me e per i
miei» significa aprirsi agli altri, dar
loro fiducia, disporsi a lasciarsi arricchire dalla loro presenza, a nutrirsi di sapienza e di amicizia, a
veder dischiudersi nuovi orizzonti.
Non si tratta di fare della propria
tavola un «salotto» che esibisca il
benessere raggiunto, bensì di saper vivere la fraternità, lo stare insieme, l’amicizia gratuita. Quando
c’è un ospite a tavola, cresce la
capacità di benedizione e di gratitudine, così che quando giunge il
momento dei saluti alla fine del
pasto ci si apre a una promessa
orientata al futuro: ci sarà ancora
Attività all’oratorio.
L’
20
ARIONE
Don Daniele, disinvolto conduttore dei ritrovi in oratorio.
un domani per ritrovarci, avremo
ancora nuove possibilità di incontro. La tavola è il luogo della fiducia nell’altro, dello sperare insieme qualcosa di comune per il futuro, dell’amore nello scegliere,
preparare, offrire e servire il cibo
agli altri. In questa scuola di umanizzazione tre elementi legano il pasto dall’inizio alla fine: il pane, le
bevande e la parola. Ma è la parola che costituisce il legame più profondo fra tutti gli attori del pasto: è
la parola che narra gli alimenti diversi che giungono in tavola, è la
parola che unisce i presenti e gli
assenti, i commensali e gli altri, è la
parola che mette in relazione il passato con il presente, aprendoli al
futuro. La parola a tavola può essere davvero strumento di comunione, mezzo privilegiato per conferire senso al pasto, per valorizzare il gusto degli alimenti, per suscitare l’arte dell’incontro. Stare a tavola insieme è un linguaggio universale tra i più determinanti e decisivi
per l’umanizzazione di ciascuno di
noi. A tavola, piccoli e grandi, vecchi e giovani, genitori e figli, siamo
tutti commensali, tutti con lo stesso
diritto di parola e con lo stesso diritto al cibo che arricchisce la tavola. Davvero stare a tavola è molto
più che saper nutrirsi: è saper vivere.
Buon Natale a tutti, sedetevi a
tavola con la famiglia e gli amici,
spegnete la televisione e aiutate
anche i bambini a stare lì con voi e
a parlare, rimaneteci a lungo… non
sarà tempo buttato via.
*Parroco di Aldeno,Cimone
e Garniga Terme
Il presepe
degli Innocenti
di Cristina Cont
panni il Figliol compose,
e nell’umil presepio
soavemente il pose;
e l’adorò: beata!
Innanzi al Dio prostrata,
che il puro sen le aprì.
Alessandro Manzoni
(Inni Sacri)
Sono trascorsi quasi ottocento anni da quando San Francesco, nel 1223, realizzò, a
Greccio, il primo presepe vivente. Eppure la vista di una mangiatoia con Gesù Bambino ada-
giato sopra il pagliericcio lascia
ancor oggi incantati piccoli e
grandi.
Un presepe assai originale,
ad Aldeno, è quello che Italo Innocenti, in collaborazione con i
generi Mauro Goller e Claudio
Cortelletti, ha realizzato nel portico della sua casa di via Filzi. È
già qualche anno che i tre si cimentano con cartapesta, polistirolo, terracotta ed altro, ma solo
l’anno scorso il risultato della
lunga sperimentazione è stato
concesso al pubblico.
Con orgoglio, Italo e Mauro
mi invitano ad entrare nella
Italo Innocenti e Mauro Goller davanti al loro presepe.
Il lampionaio.
struttura che ospita l’opera,
portata a compimento da qualche giorno: più grande, tecnologica e ricca di dettagli, rispetto a quella del 2009. Ogni anno
si aggiunge, si mette a punto, si
espande, si creano nuovi effetti
speciali.
Mauro, affascinato fin da piccolissimo dai presepi, ha cominciato a lavorarci da Settembre.
Quasi quattro mesi di fatiche ed
otto di idee, progetti e prove,
ci racconta. Di notte al volante
del camion a macinare chilometri sulle salite del Trentino; i pomeriggi, le sere, i sabati e le do-
L’
ARIONE 21
Società
La mira Madre in poveri
Il castello di Erode.
Società
meniche riservate al presepe: le
ore dedicate a questa passione
non si possono contare. Lui è
lo scenografo del gruppo: fondali, effetti speciali, strutture di
cartapesta, personaggi. Per il
presepe di quest’anno ha costruito una nuova capanna, più
ampia e curata nei dettagli. Le
statuine arrivano da lontano:
Marche, Napoli, Calabria, soprattutto.
Italo è il responsabile del luo-
La lisciva.
go che accoglie il presepe: ogni
anno trova il modo per rendere
più accogliente ed ampio lo spazio. Per l’anno venturo ha già in
mente di creare un’impalcatura
in pendenza, così da accrescere il senso della profondità.
Claudio, l’ingegnere informatico del trio, si occupa invece
dei congegni elettronici. Tutto è
computerizzato e, nella struttura, si nascondono quasi cento
prese elettriche. Solo per le
Nella falegnameria.
L’
22
La Natività.
ARIONE
stelle si contano oltre duecento
led a fibre ottiche, e poi ci sono
i lampi, i fulmini, la neve, la nebbia, il fumo dei comignoli, i suoni.
Per gustare appieno l’opera
- e proprio di un’opera d’arte
si tratta - bisogna concedersi un
po’ di tempo. Si entra nella nicchia, che può ospitare contemporaneamente non più di una
decina di visitatori. Si viene subito avvolti dal magico clima del
Al mulino.
presepe, immersi in un’atmosfera senza tempo, non più
gravati dalle preoccupazioni,
lentamente catturati dal mistero della Natività. Sembra quasi
di percepire il profumo del legno appena segato, quello del
grano odoroso di macina,
l’umidità dell’acqua, il frinire
dei grilli, i teneri vagiti del
Bambinello, il fiato tiepido del
bue e dell’asinello, simboli
della natura madre, immanca-
bili in ogni presepe.
La rappresentazione è suddivisa in sequenze. All’inizio tutto è assopito, ma dopo qualche
attimo è l’alba che si annuncia
con i suoi colori tenui e allora
comincia il risveglio di tutto il
villaggio: il vecchietto, ancora in
pigiama, apre la finestra e si stira, la massaia s’affaccia al balcone per stendere i panni appena lavati, il lampionaio s’appresta a calare lo spegnimoccolo
Il cestaio.
Nell’orto.
sulla fiamma dei fanali, lungo le
strade non ancora illuminate
dall’elettricità. A poco a poco
la luce si fa più intensa ed ecco
il giorno. Lo spazzacamino, il
calzolaio, il pescatore, i muratori, il cestaio, i segantini, tutti
affaccendati nelle loro arti, così
come il contadino, che nel piccolo podere si accinge a vendemmiare la sua preziosa vigna
di Merlot.
Le donne, dentro e fuori le
Società
La tosatura.
L’
ARIONE 23
Società
case, fanno la lisciva, pasturano le galline, cardano la lana,
raccolgono la verdura e preparano la polenta, abituale pietanza sulla tavola dei poveri. Lo
sguardo lentamente si aggira e
coglie un nuovo personaggio,
scorge del fumo che fuoriesce
dai comignoli, un gorgogliare
d’acqua che scaturisce dalla
fontana, si accorge dell’angelo
che muove le ali…
A bocca aperta ti coglie il
tramonto, che tutto veste di rosso e poi la notte, che scende placida mentre nella volta celeste
compaiono, lentamente, senza
rumore alcuno, stelle, luna, una
cometa. E non vorresti il buio,
il silenzio della musica, la fissità
dei personaggi, ai quali la delicata arte di Italo, Mauro e
L’
24
ARIONE
Claudio ha dato un soffio d’anima, quasi liberandoli dalla materia di cui son fatti. Vorresti
calarti nella vita di queste figure
di cartapesta, per non dover affrontare la trappola di un tempo senza poesia che ti aspetta
al varco, appena oltrepassata la
soglia della nicchia.
Il presepe è visitabile al civico n. 10/3 di via Fabio Filzi, fino
al 6 Gennaio, dalle 16.30 alle
21.00.
Mondo Merlot
vuol dire Aldeno
di Lara Coser*
Un marchio originale che identifica sempre più l’economia agricola del paese. Grazie alla rassegna, si aprono ogni anno spazi nuovi
di mercato. Il valore del volontariato.
pre più spesso di parlare o di vedere il logo MondoMerlot e di
associarlo immediatamente ad Aldeno. E la cosa avviene con lo
stesso automatismo anche se invertiamo i termini. Ad Aldeno si
affianca sempre di più MondoMerlot. Questo significa che in termini
di marketing territoriale si sta raggiungendo l’obiettivo che era stato chiaramente indicato fin dall’inizio con la realizzazione di questo
evento: porre Aldeno come luogo
di riconoscimento del Merlot, promuovendo a livello nazionale il
nostro paese e il suo storico vitigno.
Già, perché il Merlot ad Aldeno ha una storia antica legata alla
lavorazione di questo vino da sempre presente sulla nostra tavola e
poi via via divenuto un prodotto
importante ed apprezzato sia in
purezza che in taglio bordolese,
nonostante alcuni periodi di incertezza e difficoltà vissuti dal mercato enoico in questi anni. Partendo quindi dal presupposto di un
prodotto coltivato da sempre sul
nostro territorio, abbiamo costruito l’evento MondoMerlot che oggi
rappresenta la rassegna più impor-
tante e prestigiosa fra le sei che si
svolgono in Trentino e che si propongono di valorizzare il territorio
attraverso il vino. Questa affermazione è avvalorata, oltre che dalla
presenza di nomi illustri del mondo enogastronomico nazionale e
internazionale, quali Vittorio Frescobaldi, Riccardo Cotarella, Diego Planeta, Ezio Vizzari (direttore
Guide L’Espresso), il neo campione del mondo dei sommelier Luca
Gardini, Pino Khail (direttore Civiltà del bere), Ezio Rivella, Cesare Pillon, Giuseppe Vaccarini,
Alberto Lupini (direttore Italia a
Tavola), Carlo Cambi, Adua Villa
(enogastronomia e sommelier de
“La Prova del Cuoco”), Mario
Fregoni, Claudio Melis ecc., anche dagli attestati che puntualmente
arrivano da operatori di settore,
media e opinion leader ed è sostenuta anche dal dato incontrovertibile che MondoMerlot è una
delle pochissime rassegne enologiche che nel 2010 non ha subito
flessioni nella partecipazione degli
espositori, ma, viceversa, ha visto
ancora un incremento nelle adesioni di aziende, soprattutto nazionali.
In questo contesto va ricordato l’intervento di Alessandro Torcoli, caporedattore della prestigiosa rivista “Civiltà del bere”, alla
Economia
Sì proprio così. Succede sem-
Sala tasting nel teatro comunale.
L’
ARIONE 25
Economia
conferenza stampa di Palazzo
Roccabruna a Trento: “Da un’inchiesta molto ampia sul settore
vinicolo, con 100 aziende leader
interpellate, alla domanda “Con
quali uve avete prodotto i vostri nuovi vini” la risposta più
gettonata è stata: Merlot!”
Manifestazione, dicevamo, in
crescita e che si sta sempre più
affermando, grazie all’impostazione progettuale d’origine che ha
messo al centro dell’evento la qualità prima di tutto. In internet, cliccando mondo merlot escono circa 118.000 voci, mentre il sito di
MondoMerlot è visitato da
14.000 contatti e per un sito di
pura promozione territoriale è un
risultato di assoluta eccellenza.
MondoMerlot non è infatti una
sagra o una festa popolare come
lo è stata la Festa dell’uva che si
svolgeva negli anni ’60. Sono cambiati i tempi, è cambiata la società
e il modo di vivere, anche se
l’obiettivo in fondo è rimasto lo
stesso: quello di legare Aldeno ad
un evento di grande respiro che
promuova in ambito nazionale (in
Una splendida immagine di Sala Grande al Castello del Buonconsiglio, durante l'evento New Merlot.
epoca di globalizzazione non possiamo più permetterci di pensare
solo al contesto locale, richiudendoci entro i nostri confini) il territorio trentino, il vino e le aziende.
Significativo in proposito il passaggio dell’intervista che il Presidente della Cantina Aldeno, Alessandro Bertagnolli, ha rilasciato al
quotidiano Il Trentino: “Quest’anno la cantina è diventata parte
integrante di MondoMerlot.
Nell’arco delle giornate della
mostra sono passate attraverso
la nostra struttura più di mille
persone”.
In ambito nazionale numerosi
La degustazione dei vincitori nella sala di Palazzo Geremia a Trento.
L’
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ARIONE
gli attestati ricevuti per il successo
della nostra manifestazione: pubblichiamo di seguito parte (per ragioni di spazio) di alcuni interventi
apparsi su testate e siti web.
Stefano Tesi, giornalista: “Una
kermesse a misura d’uomo (e di
vino) che brilla per professionalità e per passione. E’ però la
formula della kermesse che mi
è parsa particolarmente azzeccata. Accanto a un nutrito calendario di iniziative collaterali. Ho scoperto una mostra raccolta, quasi intima, con un che
di familiare che riconcilia con
l’occasione. Ci si serve da soli,
ma nella sala sono a disposizione i sommelier per qualunque
necessità. Il visitatore ha così la
possibilità di toccare la bottiglia, scrutarla, soppesarla, compulsarla per tutto il tempo che
vuole. Fuori, sobrie tensostrutture per gli incontri e gli stand
gastronomici, senza effluvi e
senza spiacevoli atmosfere da
sagra. Un valore aggiunto che
non ha prezzo e che, a mio modestissimo parere, rilancia l’idea
I commissari del concorso al lavoro.
giovani promettenti chef stellati a
livello europeo, che ha aderito con
grande piacere ed entusiasmo (veramente per pochi euro) al nostro
invito, instaurando, con l’organizzazione della manifestazione, un
solido rapporto umano di amicizia
e collaborazione, che ha permesso di realizzare alcuni apprezzatissimi eventi di alta cucina etica, con
prodotti a km zero.
Lo stesso spirito di grande
umanità, passione ed amicizia lo
ha riservato a MondoMerlot
Adua Villa, giornalista, esperta
enogastronoma e volto noto della trasmissione Rai La prova del
La sala ristorazione presso la Cantina Aldeno.
Cuoco, che ha animato la degustazione di Palazzo Geremia a
Trento e successivamente il talk
show di Melis presso la Cantina
Aldeno, assieme al giornalista Rai
Nereo Pederzolli e al sommelier
Marco Larentis. Sul sito
www.aduavilla.it, uno dei più
cliccati del settore, da un paio
d’anni si parla di MondoMerlot.
Possiamo senz’altro affermare
che ora l’evento incomincia a dare
i suoi buoni frutti: il binomio Aldeno-Merlot è consolidato ed è oramai un dato di fatto. Di tutto questo beneficia anche la produzione
di uve Merlot sul territorio aldenese che rappresenta il 22% del
conferito alla Cantina di Aldeno e
soprattutto la commercializzazione che, pur nelle difficoltà attuali
del mercato vinicolo, ha ora il vantaggio di avere ridotto a zero le
giacenze di Merlot in Cantina.
Cosa che, in questi anni, non avviene per altre strutture vinicole
trentine.
Per concludere, alcune considerazioni anche di ordine finanziario sull’edizione 2010 di Mondo-
L’
ARIONE 27
Economia
delle fiere tematiche capaci di
coagulare intorno a sè, senza
costi eccessivi nè dispersioni di
spazio o di energie, gli specialisti e i cultori di certi settori”.
Simone De Nicola, giornalista:
“Ho partecipato con piacere e
grande emozione alla degustazione di sabato al castello Buonconsiglio di Trento, New Merlot,
dove quattro grandi produttori
hanno scelto il palcoscenico di
MondoMerlot per presentare la
nascita dei loro quattro capolavori: due in anteprima assoluta
mondiale e due che hanno debuttato recentemente”.
Cesare Pillon, giornalista:
“MondoMerlot è una manifestazione che, concentrandosi su un
vitigno internazionale, ha il coraggio di andare controcorrente”.
MondoMerlot non è comunque un evento riservato solo al vino,
ma anche alla gastronomia in abbinamento al vino. La nostra rassegna si è incontrata in questi ultimi due anni con la scuola di cucina di Claudio Melis, uno dei più
Adua Villa con il sig. Corsi dell'az. La Cura premiato quale migliore Merlot del concorso.
Economia
Merlot. Coerentemente al periodo di difficoltà economiche e di
restrizione dei fondi pubblici, c’è
stato un ridimensionamento dei
costi della manifestazione che non
si può paragonare ad una festa
popolare, ma deve essere vista
come uno strumento di marketing
territoriale. Quello che vediamo
in paese durante le giornate di
MondoMerlot, corrisponde solo
ad una parte, alla punta dell’iceberg di tutto l’evento che inizia a
prendere corpo nei primi mesi
dell’anno, prosegue poi con la
promozione al Vinitaly di Verona
e successivamente con la Mostra
dei Vini del Trentino e si collega
a tutte le attività di promozione
turistica che l’A.P.T. di Trento
sviluppa, anche per MondoMerlot.
Il costo globale dell’edizione
2010 è pari a 138 mila Euro e viene finanziato con il pagamento diretto da parte della Provincia Autonoma di Trento attraverso Trentino Marketing per circa 45 mila
Euro, mentre altri 15 mila Euro
L’
28
ARIONE
corrispondono a fatture pagate
direttamente dalla Cantina di Aldeno per l’acquisto di materiali e
l’allestimento della sala ristorante.
Transita quindi dal bilancio comunale una cifra residua di poco inferiore a 78 mila Euro che, a sua
volta, è coperta per 38 mila Euro
da contributi di enti privati e per
18.500 Euro da contributi di enti
pubblici (BIM, Comprensorio,
Regione). Rimane quindi a carico
delle casse comunali la cifra di 17
mila Euro circa. Rispetto al 2009,
la spesa complessiva si è ridotta
di 12 mila Euro, mentre la quota
a carico del Comune di Aldeno si
è contratta di 8 mila Euro. Si tratta sempre di una cifra che, è bene
sottolineare, viene “investita” e non
“spesa” per promuovere il territorio ed i suoi prodotti.
A nome di tutto il Comitato
Organizzatore voglio ringraziare
l’Amministrazione comunale di
Aldeno per la lungimiranza che ha
avuto, dieci anni or sono, nel far
nascere MondoMerlot: un evento che ha avuto anche il merito di
accompagnare la Cantina di Aldeno in un percorso di crescita
qualitativa, che molto probabilmente non avrebbe potuto svolgere da sola. Infine l’ultimo ringraziamento lo riservo ai più di
cento volontari che in modo del
tutto gratuito offrono, attraverso
le associazioni locali, il loro tempo libero e la loro generosa disponibilità alla buona riuscita di
MondoMerlot.
*Membro del comitato organizzatore di MondoMerlot
L’intervento del comico Lucio Gardin a chiusura della manifestazione.
In tavola Merlot
e cucina etica
di Nereo Pederzolli
Grande riscontro per MondoMerlot, tra degustazioni memorabili a
Palazzo Geremia e nel suggestivo castello del Buonconsiglio. Merlot
per un confronto aperto alle nuove tendenze e all’ecosostenibilità.
Etica e valore del cibo, per
La cucina a “chilometri zero” allestita alla Cantina Sociale.
questo vitigno riesca a coniugare
piacevolezza con versatilità, potenza e carezzevoli sensazioni gu-
Da sinistra: Nereo Pederzolli, giornalista e critico enogastronomico, Adua Villa, Marco Larentis e Claudio Melis.
stative. Palazzo Geremia – storica
sede comunale di Trento – ha trasformato la degustazione in un
evento culturale di rara suggestione. Cento persone, ognuna con 13
bicchieri davanti, hanno potuto
degustare il meglio del Merlot. E
ancora una volta questa importante
tipologia non ha tradito le attese.
Lo hanno ribadito i relatori –
da Alessandro Torcoli, giornalista
di Civiltà del Bere, ad Adua Villa,
volto noto de ‘La prova del cuoco’ – ma soprattutto i produttori
dei vini premiati. Con una simpatica sorpresa finale: il Premio a
Giannola Nonino, donna friulana
ai vertici dell’arte distillatoria internazionale, per una grappa di vinac-
L’
ARIONE 29
Economia
un Merlot che coniughi habitat e
piacevolezza. Grande riscontro di
pubblico – almeno 5 mila i visitatori – ma soprattutto una manifestazione che ha saputo coniugare
divertimento con responsabilità. A
partire dalle degustazioni. Specialmente quella a Palazzo Geremia di
Trento.
Milletrecento bicchieri, un ‘parterre’ da grandi occasioni per una
degustazione che ha del memorabile. Sulla scena i Magnifici 13,
ovvero i Merlot che hanno vinto il
recente concorso di Mondomerlot. Vini interpreti assoluti di come
Economia
ce Merlot, ritenuta tra i migliori
‘spiriti’ del mondo.
Trento, Aldeno e Merlot. Un
connubio vincente. Che è stato
consolidato da una singolare quanto esclusiva degustazione anche al
Castello del Buonconsiglio, il simbolo dell’autonomia trentina. A dimostrazione di come Mondomerlot sia riuscito a coinvolgere tutta
la comunità locale.
Del resto il Merlot è un vino che
dialoga con altri. Lo fa da sempre. E’ nella sua indole. Coniuga
territorio con innovazione, ha carattere e personalità di stampo internazionale che invitano al confronto. Vino per giuste sfide qualitative, per dimostrare la sua versatilità. Merlot variegato, vino di e
per la qualità. Anche la più esclusiva. Che non guarda al passato,
L’
30
ARIONE
ai miti dell’enologia tradizionale,
ma si apre al futuro. Proprio per
questo al Castello del Buonconsiglio si è parlato di ‘New Merlot –
la rivincita del piacere’.
Poi Aldeno s’è ripresa tutta la
scena. Con un convivio tra Merlot e Alta cucina. Quella curata da
Claudio Melis, chef di fama internazionale. Ha messo nel piatto una
serie di leccornie basate sull’etica, nel massimo rispetto di chi produce gli ingredienti ( a Km zero)
elaborando un menù esclusivo a
prezzi popolari. Contro gli sprechi, per il recupero degli avanzi.
Una proposta di cucina democratica’. Con il Merlot a scandirne i
ritmi.
Tutta la comunità aldenese ha
risposto con entusiasmo agli stimoli
sensoriali e culturali di una rasse-
gna che s’interroga su come coniugare lavoro viticolo, economia
locale, usi e costumi rurali. Sempre con il Merlot come ‘indicatore’, senza forzature, semplicemente con l’intento di rendere Aldeno
assolutamente autorevole. Rilanciando altre sfide e l’appuntamento
per i primi d’ottobre del 2011.
La Rurale
contro la crisi
di Lucio Bernardi
Ancora una volta la funzione sociale del credito cooperativo emerge
dai rischi della crisi economica. Coesione, solidarietà, sostegno all’impresa ed alle famiglie sono la formula per resistere e ripartire.
L’intervista a Pio Zanella, direttore della Cassa Rurale.
que anni che ricopre questo incarico, ci fa un primo bilancio?
Innanzitutto, porgo un saluto a
tutti i lettori dell’Arione e ringrazio
la Redazione per questa opportunità. Sono stato nominato direttore nel periodo in cui la nostra Cassa era in forte espansione e raggiungeva dimensioni molto importanti. Nei primi tre anni del mio
mandato la crescita è continuata
confermando il trend degli esercizi precedenti e questo ci ha portati a raggiungere il traguardo di
quinta Cassa Rurale della nostra
Provincia. Negli ultimi due anni, a
seguito della crisi, i mercati hanno
subito un forte rallentamento ed
anche i nostri indici patrimoniali ne
hanno risentito: siamo rimasti fra
le prime cinque Casse, ma con un
indice di crescita più contenuto. Da
sottolineare, comunque, che dal
2005 ad oggi la Cassa ha visto incrementare le proprie masse amministrate del 42%, il patrimonio
del 43%, i soci del 37% e i dipendenti del 14%. Purtroppo, negli
ultimi due anni l’andamento economico “stressato” ha messo a
nudo alcune criticità ed anche l’in-
dice delle posizioni definite “non
performing” ha subito un notevole
incremento, attestandosi su livelli
mai raggiunti prima. Ritengo importante dedicare un’ultima riflessione al coefficiente di solvibilità, parametro che indica la capacita di
solvibilità di una banca in relazione agli impegni assunti: tale indice,
costantemente monitorato dagli
organi di vigilanza, a seguito di
un’attenta politica reddituale ha
raggiunto un valore più consono
per una Cassa delle nostre dimensioni e si è attestato vicino all’11%,
maggiore di tre punti rispetto al
minimo previsto.
Direttore, ha fatto un breve
accenno alla crisi: che cosa ci
può dire al riguardo?
La crisi, iniziata ormai da più di
due anni, ha interessato nella fase
iniziale i mercati finanziari, spostandosi successivamente sull’economia reale e, proprio in questo periodo, sta interessando nuovamente il settore finanziario. Si sta rivelando lunga, densa di incertezze e
sta mettendo a dura prova sia i
comparti che i soggetti economici. Ormai, da molti mesi, si sente
ripetere che i valori del PIL, del
reddito reale delle famiglie, della
domanda di beni e servizi, degli
Pio Zanella, direttore della Cassa Rurale di Aldeno e Cadine.
L’
ARIONE 31
Economia
Direttore, sono quasi cin-
investimenti delle aziende, dell’export di prodotti nazionali e della
sfiducia dei risparmiatori hanno un
andamento negativo, con percentuali di notevole evidenza. È inoltre risaputo come la crisi stia mettendo in difficoltà pure alcuni Stati
membri della Comunità Europea:
Grecia, Irlanda e Portogallo, infatti, sono osservati speciali da
parte della Comunità e della Banca Centrale. Dovendo far fronte
a continue operazioni speculative, questi Paesi si vedono costretti
a contrastarle riconoscendo un
maggiore tasso d’interesse per
indurre i risparmiatori alla sottoscrizione delle proprie emissioni
di titoli di stato. Tale comportamento porta all’incremento del
debito pubblico, mettendo a repentaglio gli equilibri economici
dello stesso Stato in prima battuta e del sistema Europa successivamente.
Economia
Cosa sta facendo la Cassa
Rurale per il proprio territorio?
L’
32
ARIONE
Da sempre, la Cassa cerca di
interpretare la propria dimensione
di banca del territorio. Fra le proprie priorità strategiche pone pure
quella di fungere da volano di sviluppo, non solo economico, ma
anche morale, cercando di tessere relazioni che si fondano su rapporti di reciprocità. Alla luce di
questo obiettivo, nel corso degli
ultimi anni la Cassa ha recepito ed
attivato, a favore di famiglie ed
imprese, tutte quelle iniziative che
tendono a metterle nelle condizioni di affrontare al meglio le criticità
derivanti da questo periodo. Da
tener presente, però, che diventa
indispensabile analizzare questi interventi, facendo riferimento a
nuovi parametri e criteri di valutazione, in quanto quelli utilizzati fino
a qualche tempo fa non sono più
attuali a causa della rapida evoluzione delle situazioni di mercato.
Diventa pertanto imprescindibile
fondare relazioni e contratti su basi
di sostenibilità, al fine di garantire
continuità e vicinanza anche in futuro.
Che tipo di rapporti intrattenete con la Federazione della Cooperazione?
La Federazione è il nostro organo di rappresentanza politica
che fornisce a tutti gli aderenti associati servizi di vigilanza, di consulenza e di utilità alla gestione
delle rispettive cooperative. È
un’istituzione a cui facciamo riferimento e con il quale abbiamo attivato rapporti di fattiva e positiva
collaborazione. Abbiamo già ricordato che la crisi ha avuto anche
qualche effetto positivo, riportando prepotentemente alla ribalta lo
strumento cooperativo, sia a livello nazionale che internazionale: a
partire proprio dalla cooperazione di credito, dove gli operatori
si sono finalmente accorti dell’affidabilità del credito cooperativo
basato sui valori relazionali, sulla
trasparenza e su maggiori controlli
democratici. Siamo consapevoli,
però, che questo strumento funzioni bene solo se ogni singolo
cooperatore e ogni realtà cooperativa si impegnano ad innovare
ed andare al di là dei propri confini, stringendo alleanze forti per
fare sistema. Nella nostra quotidianità, quindi, cerchiamo di costruire relazioni con l’intero sistema cooperativo, nella profonda
convinzione di quanto sia importante impegnarsi per percorrere
la strada dell’unità del movimento cooperativo, in quanto questo
può garantire futuro ad un’esperienza che per il Trentino è stata
e rimane, davvero, fondamentale.
Un socio anziano.
turo delle comunità che abitano
quei territori. La piccola banca di
comunità di Caia nasce, infatti, con
l’idea di mutuare i principi e l’esperienza del Progetto Microcredito
- da anni attivato in terra africana
dai soggetti sopra menzionati - arricchendola naturalmente della
possibilità del risparmio e strutturandola in una nuova esperienza
che potrà continuare anche in futuro in completa autonomia: dà,
insomma, vita ad un sogno che si
realizza per il futuro di questa terra.
Ancora una volta, il modello
delle Casse Rurali Trentine diventa una storia da cui attingere, oltre
che un’occasione per stringere
nuovi patti di solidarietà fra territori lontani. Il Mozambico sta cambiando rapidamente: nel complesso, la congiuntura economica di
sviluppo e di rapida crescita che
interessa il Paese in generale e che
vede l’affermazione di una piccola-media impresa, richiamano per
certi versi la situazione del Trentino di fine Ottocento, quando, più
di cento anni fa, le esperienze di
Credito Cooperativo muovevano
i loro primi passi. In questa situazione, i progetti di micro-credito e
di risparmio-credito si sono rivelati segnali visibili di quanto piccoli
finanziamenti possano fare da volano per l’economia locale e di
quanto sia cresciuta negli anni questa coscienza tra la popolazione,
assieme al senso di responsabilità
nei confronti del credito e dell’importanza del risparmio nell’ottica
di un futuro migliore per sé e per
la propria famiglia.
La nostra azione, quindi, è volta a sostenere un’iniziativa che cerca di contribuire ad un’adeguata
redistribuzione a livello globale
delle risorse e, nello stesso tempo, rappresenta una grande opportunità di crescita, di arricchimento tecnico e valoriale per tutta
la nostra Cassa Rurale: in questo
rivivono intensamente le esperienze
che ci portano a confrontarci con
quei principi ideali che hanno ispirato, più di un secolo fa, la nascita
della cooperazione trentina.
L’
ARIONE 33
Economia
La Cassa Rurale si distingue per un’intensa attività di
promozione culturale e sociale. Molto significativo è l’intervento di microcredito sostenuto in Mozambico: che cosa rappresenta questo progetto di cooperazione internazionale?
La Cassa Rurale di Aldeno e
Cadine, il Consorzio Associazioni
con il Mozambico e la Provincia
Autonoma di Trento hanno dato
vita ad un progetto di sviluppo
particolarmente significativo per le
comunità mozambicane del distretto di Caia. Si tratta di un percorso
lungo e complesso, che ha potuto
contare sulla partecipazione attiva
di tante persone, enti ed istituzioni
e che nell’Agosto scorso ha portato all’inaugurazione di una piccola Cassa Rurale nel distretto di
Sena, in questo momento il fulcro
commerciale ed economico della
zona, pur essendo a 60 km dal suo
capoluogo. Questo risultato rappresenta sicuramente un evento
che può incidere sullo sviluppo fu-
La gonna di Jenny
di Lorenzo Lucianer
Bruno Giovannini, la musica popolare, la musica sacra. Una lunga
parabola tra le note, sotto le luci di un teatro, nella luce discreta di
un portico, di una chiesa, di una stanza.
Che resta della musica, Bru-
Protagonisti
no? Nel silenzio della neve che
cade dentro la piscina vuota, sulla
siepe sempreverde indifferente alle
stagioni, al di là del cancelletto socchiuso, sopra le orme passate, i
margini smussati da altra neve, il
campanello muto. Che resta della
musica?
Sottofondo di bagliori catodici
nella cucina tiepida, cellula isolata
della casa, il freddo fuori, a riempire le altre stanze in penombra. Il
pianoforte nella penombra e nel
freddo.
Le dita smagrite reclamano accordi forti ed agili dalla tastiera,
scorrono ancora potenti, bianco,
Bruno Giovannini al piano.
L’
34
ARIONE
nero, bianco, bianco, nero, bianco. Residui di sinapsi antiche, mantenute con lungo esercizio passionale, legame biologico con l’arte, il
ballo, il riso, le ragazze, con la solennità degli aromi d’incenso e l’eco
di navate sacre.
Le mani di Bruno Giovannini
hanno ottantadue anni, gli occhi
venti. E’ stato male qualche tempo
fa. Mi invita a sorridere insieme della
sequenza di farmaci su un tavolino,
dello scadenzario che gli ricorda,
incollato al vetro della credenza, gli
appuntamenti con il beneficio delle
molecole. Vorrebbe disfarsi dell’inciampo. Vorrebbe nascondere
quelle brevi amnesie che gli negano
un nome o una parola. Vorrebbe
risalire questo gradino, che il malessere gli ha messo sotto i piedi,
improvviso. Ma non può buttare le
medicine, la musica lo trattiene, ha
un debito con l’arte che lo lega alla
vita, al ricordo di suo padre, della
sua Elde irrequieta e festosa, ai suoi
figli laureati e musicisti. I farmaci allontanano altri gradini.
Bruno è venuto al mondo nell’autunno del ’28, nella casa di zia
Carmela, uno spigolo tra via Altinate e via della Chiesa, in piazza
della Torre. Quinto dei sette figli di
Oreste, un uomo a metà guado fra
i faticatori della terra ed un benessere borghese, mezzo contadino e
mezzo amministratore di terre blasonate, dei Lenner di Rovereto, dei
veneti Piccinini, che avevano campagna alla Baja, nella piana aldenese.
Prima di lui c’erano Carmen,
Margherita, Mario, Renato. Poi
sarebbero arrivati Franco, nel ’32,
e Renzo, nel ’41. Sette figli, tanti,
ma non era un’eccezione, ai tempi.
E Mussolini premiava le famiglie
numerose esentandole dalle tasse.
Dunque, nonostante le molte bocche a tavola, Bruno poté frequen-
tare le medie e diplomarsi al Liceo
classico Prati, in via Santa Trinità,
a Trento, con il preside Rodolfo
Lakner, raffinato filologo e grecista
quanto rigoroso interprete di una
disciplina rude, bacchettate sulle
nocche per una sigaretta fumata al
gabinetto, per uno sgarro in classe.
Anni di studio e bicicletta, avanti ed
indietro da Aldeno, fino all’arrivo
della corriera, nel ’45. Era stata una
festa: la mamma, Anna Perini, aveva radunato i ragazzi: “Vardà, matelòti, quéla lì l’è la coriéra!”
Ma non si poteva sempre pagare il biglietto: soltanto qualche
volta, quando pioveva ed allora la
corriera faceva risparmiare bronchite e fatica, rimandando d’un
giorno l’ossessione del risparmio.
Bruno perse suo padre appena finita la guerra e si diplomò nel ’48.
Morì giovane, Oreste Giovannini, a cinquantatrè anni. Era stato
presidente della Cantina vècia, la
Sociale, aveva guidato la Banda
musicale del paese. Seminando
note, aveva lasciato le sue tracce
di musicante anche in famiglia. Praticava il violino, poi aveva recuperato un enorme piano a coda dal
dopo la messa granda, a casa di
Modesto Baldo, ‘l Nadal, nacque
l’idea della COFA, Coro, Orchestra, Filodrammatica Aldeno: il
parroco, don Tobia, la finalizzò ad
un programma artistico di sonate
ed operette. Il prete diteggiava l’organo abbastanza bene, ma soprattutto sapeva vergare la musica con
la medesima disinvoltura delle parole. Dunque, forniva di spartiti e
guida la nuova orchestrina, alla quale approdavano via via anche altri
appassionati: ‘l Minco, Domenico
Pescador, violinista, suo figlio Luigi, ‘l Gigiòti, che l’aveva binà
‘nséma ‘n tambùr, Guido Baffetti,
che aveva aggiunto al gruppo un
contrabbasso. E poi “el Mòser”
Mario, con la sua chitarra d’accompagnamento, Bruno Baldo,
anche lui uno dei “Nadài”, ed ancora Carlo Mosna, anch’egli al violino: “El fago piànzer!” esclamava con enfasi commossa, accarezzando il suo strumento, lui, un omone dalle mani come badili, tra le quali
il legno sembrava sempre sul punto di frantumarsi come una crosta
“L’organo non è difficile. Le due tastiere sovrapposte sono uguali, servono solo per
variare il timbro...”
L’
ARIONE 35
Protagonisti
“Le dita smagrite reclamano accordi forti
ed agili dalla tastiera...”
vecchio teatro comunale di via
Roma, nella casa dei Rodàri, lo
aveva salvato da vandalismi ed incuria e lo aveva custodito in via Altinate, insieme al suo violino ed alla
chitarra, che aveva imparato a suonare da autodidatta.
Era amico di Silvio Bettali, un
pianista cieco che aveva passato
qualche anno in conservatorio, più
compositore che interprete, il quale ogni tanto, alla fine di un pranzo
a crauti e pancetta, colmava qualche lacuna tecnica o teorica dei
commensali radunati in casa Giovannini.
Era un sodalizio divertente, allargato: Alessandro Maistri, l’Isandro Bezèk, suonava la chitarra,
Remo Malfatti il violino, come ‘l
Fernando, Ferdinando Rossi, che
l’era bravo, ma ‘l sonava ‘l violim come ‘na stèla, suonava il violino come un ciocco di legno. Si
imparava copiando, un giro armonico era una conquista che passava di mano in mano.
Il gruppetto si organizzò meglio,
nel ‘45, quando una domenica,
L’orchestrina aldenese negli anni ’30. Al
centro, il suonatore cieco Silvio Bettali.
Protagonisti
di pane.
Era una sorta di comune musicale, ci si avvicendava alle tastiere
del piano e della fisarmonica, agli
archetti, al plettro. C’erano anche
le voci, come quella baritonale di
Enrico, ‘l Rico Baldo, che metteva
in melodia i versi della Mafalda, sua
moglie, e come quella di Dario Battisti, il tenore. Insomma, un fervore, una colonna sonora che in qualche misura distoglieva l’animo dai
fumi ancor acri della guerra, sovrastati, un po’ alla volta, dalle volute
di valzer, mazurke e polke, che il
gruppo esercitava nel portico riparato di Dario Battisti, in via Giacometti.
Nel gruppo, pian piano, entravano anche i giovani: Oreste aveva
comprato una fisarmonica e Bruno
ci si applicava, imparava a leggere
la musica, diventava bravo in questo humus di note paesane e, nel
frattempo, si laureava, sostenuto
dalla famiglia e un po’ schernito dai
L’
36
ARIONE
fratelli: “E’ arivà ‘l sapiènte!”, lo
apostrofavano, di ritorno dall’università.
Dopo il liceo, aveva fatto il primo biennio di agraria, a Bologna,
iscritto per procura (il viaggio costava) dall’amico Flavio Bonatti,
che vi frequentava veterinaria. Quindi, sollecitato da alcuni ex compagni del Prati, aveva optato per
scienze forestali in Toscana e per
una tesi sul cancro del castagno, il
22 Luglio del ’53. Una scelta che
gli aveva dato presto un impiego,
dapprima provvisorio, ai Bacini
Montani e poco dopo definitivo,
alla Forestale, in Regione, a Trento.
La famiglia aveva cambiato
casa, in quegli anni. S’era trasferita, pianoforte, violino e bagagli, a
casa Maestranzi, in via Giacometti. Finiti gli studi, a Bruno toccò di
fare il militare, dall’autunno del ’54
alla primavera del ’56: prima a Verona, poi alla Cecchignola di Roma,
infine tra le guardie di frontiera a
Merano, con il primo scaglione del
1933.
Ripreso il lavoro, tornò ad occuparsi di torrenti, briglie, rogge,
alvei ed argini. Tornò alla sua musica, si fidanzò.
Era arrivata ad Aldeno una romagnola di Forlì, Elde Casadei. Un
cognome che oggi pare evocativo,
a pensarci. Nel ’53 aveva vinto un
concorso per l’insegnamento dell’educazione tecnica e poteva scegliere fra Trento e Teramo. Venne
al Nord e conobbe Bruno.
Era Elde a guidare le danze. Fu
Elde a fidanzarsi con lui, Elde a
parlare di matrimonio. La ricordano le sue studentesse: più idee che
tempo per metterle in pratica, fantasiosa, colorata, comunicativa,
coinvolgente, mai ferma, la passione per le recite. Bruno ne parla con
un sorriso, evoca un’immagine di
De Andrè-Lee Masters “A me ricordava la gonna di Jenny, in un
ballo di tanti anni fa…” Ancora
musica, nel fruscio di una agile danza con la vita, nell’agile corsa delle
mani sul pianoforte.
Elde, il complemento di Bruno,
Al centro della foto il parroco, don Tobia, l’iniziatore dell’attività artistico-musicale ad
Aldeno.
s’erano mai sentite messe e prediche così corte. Più che in sacristia,
lo si trovava a pedalare sui mantici
dell’armonium, in canonica, o chino alla scrivania a ricopiare righi e
partiture per orchestrali, con la perpetua, la Fanny, che lo doveva chiamare venti volte per la cena.
Erano gli anni delle operette.
Don Giongo aveva trovato in Aldeno lo spirito ed il seguito che gli
serviva. La COFA riprese vigore,
andarono in scena “Le Streghe”,
“La serenata agli spettri”, “Occhio di falco”, “Il casino di campagna”. Però, a supporto di cantanti ed attori aldenesi - Raffaella
Baffetti, Mario Muraglia, Dario
Battisti, Enrico Baldo e tanti altri –
gli orchestrali erano furesti: il parroco-musicista voleva una qualità
che, secondo il suo gusto, i suonatori aldenesi non sempre garantivano. E don Giongo amava l’applauso, se lo garantiva con quegli orchestrali costosi, che gli davano
occasione di raccogliere il successo a braccia aperte, con grandi in-
Don Valerio Bottura (di spalle con la chierica) accanto alla folla per la sua prima messa
ad Aldeno.
All’organo, in chiesa.
chini al pubblico plaudente. Fu così
che la COFA si riempì di debiti e
che l’ultima rappresentazione del
“Casino di campagna”, dopo
Romagnano, Volano e Ravina,
Mattarello, si tenne ad Aldeno per
ripianare i conti. Andò in scena però
con i gratuiti musicisti del paese:
Silvio Bettali al piano, Bruno Giovannini alla fisarmonica, Lisandro
Maistri alla tromba.
Tuttavia, per i nostri suonatori,
la vera platea era fuori dal teatro,
nella piazza, per le vie, nei cortili
dove il suono stesso, rimbalzando
tra i portici ed i muri delle case, richiamava ogni volta una piccola folla
di estimatori.
Erano in voga disinvolti medley
di valzer che mischiavano Fior
trentino al Bel Danubio blu, a Les
pattineurs, mazurke come Farfalle dorate, marce e marcette, e pezzi strappalacrime come il Fior di
Roccia che evocava, nel testo di
Romano Joris, l’epopea di Katzenau. Solo dopo la guerra ci si dovette arrendere al tango, disarmonico, negli accordi in minore come
nel ritmo, per il gruppo di Bruno
L’
ARIONE 37
Protagonisti
più pacato e riflessivo, paziente
quanto bastava a compensare.
Dopo il matrimonio, nel ’58,
abitarono un anno a casa Maestranzi ed altri quattro mesi dall’Amelia Pescador, in via Degasperi, prima di entrare a casa INA, in
via Verdi, con Sergio Bisesti, Bruno Motta, Carlo Giovannini, Dario
Battisti, Silvino Cont “Dormi”.
Bruno ed Elde stavano al primo
piano e le armonie del pianoforte
dilagavano, nei pomeriggi di primavera, dalla finestra aperta sul balcone, verso Sud.
Un’ora, due di studio, ogni giorno, o quasi. Era la sua ricerca personale, il suo contributo al collettivo musicale aldenese, che si spartiva tra le serenate e le operette di
don Luigi Giongo.
Era arrivato in paese all’inizio
degli anni ’50, dopo don Giuseppe
Rigotti, questo parroco di poche
parole e con la velleità del comporre. Non mancava ai suoi doveri,
certo; ma pareva a disagio con un
piviale sulle spalle. In paese non
Protagonisti
Giovannini. “Cossa èlo ‘sto cionfcionf !?” esclamava accigliato Fernando Rossi, disgustato per il finale tronco che bruscamente abbandonava la Cumparsita al suo destino. Ma così voleva il pubblico,
che ascoltava la radio ed avanzava
richieste.
“G’avèm dat dentro fim al
‘90", dice Bruno Giovannini. Anche dopo aver cambiato casa ed
aver costruito nel ’71, con la sua
Elde, la bella villa di via Degasperi,
in fondo al paese, di fronte al verde
dei meleti. Piscina e grande giardino, un salone per il pianoforte e per
la musica, che condivideva con la
famiglia e gli amici. “G’avèm dat
dentro” anche con il gruppo decimato dal tempo: el Lisandro è
morto all’ospizio di Nomi ad 85
anni, prima di lui se ne era andato
Guido Baffetti, anche Remo Malfatti era andato avanti, come Dario
Battisti. Natale Baldo, “el Nadalìm”, era andato a lavorare a Mori
e lì aveva preso commiato dalla vita
e dalla musica. Don Giongo era stato trasferito ad altra parrocchia ed
era morto in un incidente di mac-
L’
38
ARIONE
china.
Bruno si dedicava sempre più
assiduamente al coro della chiesa,
seguendo anche in questo la tradizione di famiglia. Lo zio Attilio ne
era stato il primo direttore, il fratello Renato l’ultimo. Bruno Giovannini ne aveva accolto il testimone e
s’era ingegnato all’organo, quello
splendido Mascioni del 1928, che
don Rino Rosa, parroco dopo don
Giongo, aveva proditoriamente tolto dal corale, sopra l’ingresso di
San Modesto, mortificandone la
bella facciata di canne argentee dietro la cortina dell’altar maggiore. E
solo per non veder la gente voltare
la testa, di tanto in tanto, quando
Dario Battisti o Enrico Baldo intonavano il Te Deum. Un organo che
aveva accompagnato per cinquant’anni, con Silvio Bettali e con
Tullio “Zima” Cimadom i misteri
gaudiosi e dolorosi del paese, solennità, funerali, messe cantate,
matrimoni. Bettali aveva eseguito la
Missa Pontificalis del Perosi, nel
’43, quando don Valerio Bottura
aveva detto nel suo paese la prima
Messa. Cimadom era alla tastiera
quando don Giampietro Baldo aveva presieduto la sua, nel Luglio del
1977.
Ma l’organo non è né il pianoforte, né la fisarmonica: “Non è difficile - ricorda Bruno – le due tastiere sovrapposte sono uguali,
servono solo per variare il timbro, ma tutti i tiranti e soprattutto la pedaliera richiedono una
confidenza che si acquisisce solo
da giovani”.
Giovani come i suoi figli quan-
do, ancora bambini, hanno cominciato a studiare la musica, naturale
come il respiro. Due ne hanno fatto
una professione: Marina si è diplomata al Conservatorio di Trento in
pianoforte, ed adesso insegna a
quello di Bolzano; Manuela si è diplomata in viola a Parma ed oggi
suona ed insegna musica a Cagliari; Massimo ha cominciato con il
violoncello, ma poi s’è trovato al
bivio, tra lo strumento ed ingegneria. Ha scelto calcoli e progetti. Due
su tre, però. Una continuità che va
avanti con i nipoti, i figli di Marina,
15 e 7 anni.
Nel 2001 è morta Elde. La
malattia aveva annunciato la fine
con anticipo di anni. Lungo, estenuante cammino verso l’oblio dell’Alzheimer. La casa è cambiata,
sono rimaste le visite dei figlioli,
l’allegria dei nipotini. Marina che
prepara il sugo, le telefonate mediterranee di Manuela, la presenza di Massimo.
Forse non basta, però. Negli
occhi chiari di Bruno galleggia la
nostalgia. La musica è eterna, la
musica non muore, la musica non
si corrompe col tempo. Una melodia è una vibrazione che si può riprodurre intatta per secoli. La musica è lì, adamantina, indifferente al
tempo che irrigidisce le dita dei suoi
sacerdoti, che rende incerta la loro
voce.
Pensieri che Bruno non dice,
velati e rivelati dai silenzi.
Ma quando l’accordo dello
Steinway perfora il silenzio, solo
allora, si sente nella penombra il fruscio della gonna di Jenny.
Una vita al rovescio
di Mattia Maistri
Angelica Moratelli, 16 anni e un posto tra le migliori 800 tenniste al
mondo. Con la voglia di non fermarsi più.
mediatamente di Angelica: il sorriso, lo sguardo determinato e la
confidenza con il dialetto. Un mix
che ne rivela l’identità profonda
di ragazza solare e decisa che non
si è montata la testa. Del resto
c’è ben poco da rimirarsi, nonostante i successi, quando ogni
giorno è una corsa contro il tempo per coniugare sport e scuola.
Senza dimenticare la vita relazionale. Insomma, una vita di sacrifici.
* * *
Beh, non è facile allenarsi sei
giorni a settimana a Verona, giocare il campionato a squadre la
domenica mentre si frequenta la
scuola a Trento e si abita ad Aldeno...
Piano, piano, andiamo con
calma. Partiamo dall’inizio.
Ho cominciato a giocare a
tennis quando avevo 5 anni per
seguire le orme di mio fratello
Andrea (quattro anni più grande
di lei, ndr) che frequentava un
circolo a Rovereto. Fin da subito mi hanno notato e ho cominciato a svolgere gli allenamenti
con la squadra agonistica e nel-
l’arco di un paio di anni sono
entrata nel giro della Nazionale
giovanile.
Non hai perso tempo!
Eh eh, no... Diciamo che ho
anche avuto la fortuna che uno
degli osservatori per conto della Nazionale fosse un trentino,
Enrico Slomp (che ora lavora
per conto della Nazionale giovanile australiana) che mi ha
visto giocare e si è entusiasmato.
Fortuna e talento. Ma a quel
punto cosa è successo alla tua
vita?
Un cambiamento radicale. I
miei compagni sono diventati il
mio maestro tecnico Simone
Andreoli e il borsone da viaggio.
Parlaci un po’ del tuo maestro. Una figura fondamentale,
se non sbaglio?
Simone mi segue fin dai primi passi e per me è diventato un
punto di riferimento. Dal punto
di vista tecnico essere seguita
per 11 anni dalla stessa persona mi ha dato l’opportunità di
progredire molto, facendo un
lavoro pignolo che sta dando i
suoi frutti. Conta molto che il
tuo allenatore ti conosca bene.
Anzi, mi conosce così bene che
a volte mi ha pure fatto da genitore e fratello.
Addirittura...
Racconto un episodio per farti capire. Ci trovavamo in Croazia per un torneo quando al tavolo del ristorante dell’albergo
mi cadde un dente da latte. Per
rassicurarmi Simone mi raccontò la storia del ragno che porta
i soldi ai bambini per ogni dente perso. Mi rincuorai, solo che
quella sera il dente rimase sul
Il rovescio, il colpo preferito da Angelica.
L’
ARIONE 39
Lo sport
Tre cose mi colpiscono im-
sacrificio che era tutt’altro che
una vacanza.
tavolo e venne perso. Ero disperata perché pensavo che il ragno non sarebbe arrivato. Il
mattino dopo, invece, sotto il
cuscino trovai ugualmente una
moneta...
sempre in giro ad allenarmi o a
giocare ai tornei. Comunque,
tutto sommato, alle elementari
ho vissuto bene il rapporto con
i miei compagni. Mentre alle
medie è stato difficile.
Il rapporto con il proprio allenatore è fondamentale. Ma
con i tuoi coetanei come ti trovi?
Sai, quando si viaggia per
tutta Italia mentre i tuoi coetanei non sono nemmeno usciti
dal paese, per forza ti senti diversa. Però non l’ho mai percepito come un peso, anzi. L’opportunità di viaggiare e fare
molte esperienze mi ha dato una
marcia in più.
Per lo studio?
Non solo. Riuscire a fare tutto è stata dura, ma ho trovato
negli insegnanti delle ottime persone che mi hanno prestato attenzione, senza tuttavia regalarmi nulla. Il vero problema, strano a dirsi, era che nonostante
mancassi spesso, riuscivo comunque ad avere buoni risultati a scuola. E questo mandava
sulle furie alcuni della classe, in
particolare le ragazze. Pensa
che, per invidia, quando tornavo dai tornei e chiedevo i compiti spesso me li davano sbagliati o incompleti. Per loro ero sempre “in vacanza”, ma non sapevano cosa significasse a quell’età mettere da parte gli svaghi per portare avanti una passione sportiva di alto livello. Un
Lo sport
Eppure, essere “diversi”
non semplifica la vita...
Hai ragione. A scuola, ad
esempio, sono sempre stata vista come la pecora nera perché
mancavo spesso o solo perché
non partecipavo alle feste di
compleanno in paese perché ero
L’
40
ARIONE
Ed ora come riesci a combinare studio e sport?
Purtroppo a Trento l’unico
istituto che prevede un percorso ad hoc per chi svolge agonismo ad un certo livello è il Pozzo, un istituto per geometri. Ma
io non volevo diplomarmi come
geometra, così sono stata costretta ad iscrivermi ad un liceo
linguistico in una scuola privata, dove spesso mi capita di essere l’unica allieva.
Da sola? Non ti manca la
vita di classe?
Mi manca, eccome! Però
questi sono i limiti dell’Italia e
del Trentino in particolare. So
che all’estero, ad esempio nei
Paesi Bassi, i licei per gli sportivi che fanno agonismo ci sono.
Da sola in campo, da sola in
classe. Non dirmi che sei da
sola anche nella vita sentimentale?
(Sorride convinta) Non ho tempo né per il moroso, né per la
vita notturna. Ma ho tante amicizie, soprattutto maschili perché le ragazze sono davvero
“cattive” e se possono metterti
un ago sotto il piede lo fanno. E
poi c’è mio fratello, con il quale
ho un legame stupendo.
E con il tuo paese che rapporto hai?
Purtroppo quasi nullo, visto
Non senti mai nostalgia di
casa?
Un po’, ma non troppo. Diciamo che mi sono abituata presto: a 12 anni sono andata a
Parigi da sola, proprio il giorno
dopo l’esplosione di una bomba
carta sotto l’albergo dove ero
ospitata. Ero talmente spaventata che mi sono ritrovata a parlarmi da sola allo specchio per
rassicurarmi. Ma è mia mamma
che sta più in apprensione quando sono fuori. Poco tempo fa,
ad esempio, ero su un volo per
Liverpool e siccome l’aereo aveva dei gravi ritardi non sono riuscita a comunicarlo a casa. Non
ti dico che voce agitata aveva
lei quando ho finalmente telefonato nel cuore della notte...
Viaggiando così tanto immagino che avrai dovuto imparare anche l’inglese.
Beh, senza inglese non si
mangia. Nel vero senso della
parola! Nessuno all’estero conosce l’italiano e quindi ormai mi
sono abituata a parlare inglese,
per comunicare con gli altri atleti o anche semplicemente per
ordinare al ristorante.
Parliamo più in dettaglio
degli aspetti tecnici del tuo
sport. In quale categoria militi?
Bisogna fare una distinzione,
tra campionato a squadre e individuale. Con il mio circolo tennis (CT Scaligero di Verona) ho
recentemente vinto il campionato di serie C e ho ricevuto proposte per andare a giocare in
Circoli che militano in serie B o
addirittura in serie A. Ma allo
Scaligero mi trovo benissimo e
per ora non ho intenzione di spostarmi.
Lo stesso circolo, tra l’altro,
di una famosa tennista regionale, Mara Santangelo.
Sì. Molti dicono che le assomiglio fisicamente e come modo
di giocare. Magari riuscissi anche a percorrere la sua stessa
strada...
A livello individuale quali risultati hai ottenuto?
Sul piano individuale esistono 4 gruppi di classifica, in ordine crescente dal livello più
basso fino al gruppo 1 che racchiude le vere e proprie professioniste. Io attualmente sono nel
gruppo 2 e lo scorso anno sono
stata la migliore tennista italiana nata nel 1994. Poi quest’anno sono riuscita ad entrare nella classifica mondiale, ottenendo ad ottobre la posizione n.
744.
Intendi la stessa classifica
dove si trovano tenniste come
le sorelle Williams o Caroline
Wozniacki?
Sì! Si entra in quella classifica quando si partecipa a tornei
che abbiano un montepremi minimo di 10.000 dollari. E vi si
arriva solo se nel proprio Paese
si è raggiunta una certa posizione.
Lo sport
che sono continuamente in viaggio. Tuttavia mantengo ancora
dei buoni contatti con un paio
di amiche d’infanzia e con il
gruppo di amici di mio fratello
Andrea. Tuttavia sono felice
quando qualcuno del paese si
interessa dei miei risultati sui
giornali o tramite mia mamma.
Ed accade spesso, per fortuna.
Angelica con la Nazionale italiana.
L’
ARIONE 41
si conclude in 3-4 colpi mi innervosisco, perché non mi diverto.
Il divertimento è importante anche ad alto livello?
Fondamentale. Quest’anno
sono partita malissimo. Quando, invece, sono riuscita a trovare calma in me e a divertirmi
durante le partite sono arrivati
i migliori risultati di sempre.
Angelica allo smash.
Lo sport
Insomma, hai fatto il grande salto! Ma come farai a scalare la classifica?
Ogni anno bisogna confermare (e aumentare, se possibile) i punti che si sono realizzati
l’anno precedente. Il punteggio
è stabilito a seconda delle avversarie che si riescono a superare. Più un’avversaria è forte
e maggiore sarà il punteggio
guadagnato se si riesce a sconfiggerla. A questi punti si aggiungono poi quelli bonus che si
ottengono vincendo i tornei.
Quest’anno al torneo di Monteroni d’Arbia ho sconfitto Angelica Rosch che è stata anche la
n. 80 al mondo. Nello stesso torneo ho sconfitto Anastasia Grymalska, una delle più forti giovani tenniste italiane, giocando
una partita praticamente perfetta.
Come esiste la vittoria perfetta esisterà anche la sconfitta più bruciante...
L’
42
ARIONE
Non ricordarmelo! Al torneo
di Imola stavo vincendo nei
quarti di finale 7-6, 5-1. Praticamente avevo la vittoria in tasca. Ma mi è venuta la classica
“paura di vincere” e ho buttato
tutto al vento, perdendo la partita.
La componente psicologica
è determinante in quei casi,
no?
Assolutamente. Superati i 16
anni i colpi sono stati memorizzati alla perfezione e il lavoro di
allenamento è tutto fisico e psicologico. Vince chi riesce ad
imporre la propria forza fisica e
a leggere meglio la partita. Insomma, bisogna affinare la forza e la strategia.
Quale tipo di gioco ti si addice di più?
Ho un buon servizio e un discreto diritto. Ma la mia arma
vincente è il rovescio. Mi piace
poi tirare forte e se il gioco non
Quanto conta il fisico nel
tennis femminile?
Sempre di più. Tra le professioniste il gioco risulta più fisico che tecnico ed è per questo
che si fa un grande lavoro in
palestra. Anche se è una delle
mie preoccupazioni...
Per la fatica?
No, perché vorrei riuscire ad
indossare sempre un vestitino
carino, senza preoccuparmi
troppo dei muscoli!
Dato che la condizione fisica è così importante, bisogna fare attenzione agli infortuni...
In passato ho perso ben due
anni per problemi fisici, tra mononucleosi, mal di schiena e dolori alla spalla. Sono stati due
anni di calvario, anche perché
la Federazione si lamentava dei
miei continui stop, come se lo
facessi apposta!
Capisco, le Federazioni non
brillano per umanità. Ora però
i problemi sono stati superati e
sei lanciata verso un avvenire
ricco di speranze. Come ti vedi
nel futuro?
Mi immagino una tennista
professionista, anche perché mi
sono sacrificata così tanto in
questi anni che non voglio mollare proprio ora.
che va gustato pienamente, senza
fretta. Per non perdere il sorriso
troppo presto, ma imparare ad
assaporare i dettagli, giorno dopo
giorno. Del resto sono proprio
quelli, i dettagli, che fanno la differenza nella vita. Tutto il resto è
volume.
Il sorriso di Angelica campeggia sul suo volto anche alla fine
dell’intervista. Così come la sua
determinatezza. Farà strada, questa ragazza. Ma, se ce lo permette, le vogliamo ricordare di non
pretendere di raggiungere subito
l’apice del proprio successo. Il
gusto della conquista e del desiderio, infatti, è un bene prezioso
2006
2008
2009
2010
Campionessa italiana categoria under 12 a squadre con A.T. Verona
Con la nazionale classificata alla fase finale della Winter Cup
Semifinale al Torneo Internazionale under 14 Galeja, Maribor (Slovenia)
Finale Torneo Internazionale Correggio under 14
Finale all’Open di Montecchio
Semifinale all’Open di Villafranca
Finale all’Open di Viserba
Vittoria all’Open di Rovereto
Vittoria all’Open di Bolzano
Vittoria all’Open di Sommacampagna
Promozione in serie B a squadre con il C.T. Scaligero
Vittoria all’Open di Trento
Finale all’Open di Bolzano
Quarti di finale al 10’000$ a Imola
Ottavi di finale al 25’000$ a Monteroni d’Arbia
Ottavi di finale al 10’000$ a Todi
Ottavi di finale al 25’000$ a Helsinki
Miglior ranking WTA: n. 744 (25 ottobre 2010)
L’
ARIONE 43
Lo sport
I migliori risultati di Angelica dal 2006
Prelievi
a chilometri zero
di Cristina Cont
Si risparmiano tempo e chilometri col nuovo servizio ambulatoriale
in paese.
Mentre impaginiamo questo
Attualità
numero de L’Arione arriva il primo bilancio dell’apertura del nuovo Centro Prelievi per le analisi
del sangue: nelle due ore di apertura sono stati 31 i cittadini di Aldeno che si sono rivolti al servizio. I vantaggi sono apparsi subito evidenti, a cominciare dall’ora-
rio di apertura, dalle 7 alle 9, abbondantemente in anticipo sui
consueti orari di lavoro. Prestazioni rapide, referti altrettanto
veloci e risparmio di tempo e chilometri sono gli altri argomenti
che annunciano i successi di questa iniziativa del Comune di Aldeno, primo, tra i comuni minori
Il punto prelievi presso l’ambulatorio comunale, in via Florida, 1.
L’
44
ARIONE
del Trentino, ad organizzarsi in
questo modo. Già 24/48 ore
dopo il prelievo il medico curante dell’assistito ha il referto a disposizione sul proprio computer
e dopo qualche giorno lo stesso
viene consegnato, per il tramite di
un corriere, direttamente a casa,
con una spesa di 2 Euro oltre al
ticket. Due Euro, rispetto ai 4 del
viaggio in pullman a Trento. Si è
calcolato che queste prime 31
persone che hanno inaugurato il
servizio, hanno risparmiato la bellezza di 1.500 chilometri e il relativo tempo, considerando la necessità di recarsi nel capoluogo
sia per il prelievo che per il ritiro
dei risultati.
La correttezza e la sicurezza
nelle operazioni di prelievo vengono garantite dalla presenza di un
medico e di un infermiere del Laboratorio Analisi Adige di Trento,
con il quale comune e Azienda sanitaria provinciale hanno stipulato
la convenzione.
Questo servizio sarà integrato,
a partire dalla prossima privavera, dal presidio di guardia medica
a disposizione dei censiti di Aldeno, Cimone, Garniga Terme, Mattarello, Ravina e Romagnano.
Il Comun Comunale
del volontariato
di Alida Cramerotti*
Grande mobilitazione delle associazioni aldenesi impegnatesi per la
buona riuscita della manifestazione.
“Comun Comunale”, ospitata ad
Aldeno lo scorso mese di giugno,
si è chiusa con una grande soddisfazione sia degli organizzatori che
del numeroso pubblico che ha presenziato ai vari eventi. Preme ricordare ancora una volta che gran parte di tale successo è da attribuire
alla mobilitazione che le forze del
volontariato locale hanno messo in
campo per l’occasione. Senza l’aiuto dei numerosi volontari delle associazioni presenti nel nostro pae-
se, ai quali va aggiunta la disponibilità dei proprietari dei volti utilizzati per la ristorazione, l’Amministrazione comunale non avrebbe
certo potuto far fronte al grande
impegno rappresentato dall’organizzazione dell’evento, se non destinando ad esso importanti risorse
economiche che oggi come oggi
sono sempre difficili da reperire nei
bilanci comunali. Proprio per tale
ragione, così come avvenuto in occasione dell’edizione ospitata ad
Aldeno nel 2004, l’Amministrazio-
ne comunale ha proposto di utilizzare l’eventuale avanzo tra le spese e le entrate, riferite all’allestimento dei volti ed all’acquisto dei beni
destinati al settore ristorazione, a
favore delle associazioni stesse. A
manifestazione conclusa il saldo tra
le spese e le entrate sopra citate è
risultato essere in positivo per 9.800
Euro, che verranno destinati all’acquisto di due nuove tendoni ed un
impianto di amplificazione.
*Assessore alla Cultura
La mostra fotografica allestita da Remo Mosna per il Comun Comunale, racconta storie e personaggi di Aldeno.
L’
ARIONE 45
Attualità
L’edizione numero venti del
Anna e la bellezza
di Giovanni Mosna
“È vero, principe, che una volta avete detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza?” (F. M. Dostoevski, L’Idiota).
- Altroché, se ghe n’era de
Acquerelli
belle! No le era tante ma ghe
n’era…
Anna guardava lontano attraverso la finestra mentre se ne stava quasi accucciata accanto alla
stufa a legna, su una seggiola bassa (ho taià via le gambe, cossì la è
pù comoda per star chi a stizzar...).
Guardava, senza fissare nulla di
preciso, né il caco con le rare foglie e i frutti gialli, né il vigneto ormai spoglio che saliva dolcemente
verso la montagna a confinare col
bosco. Ogni tanto qualcosa richiamava la sua attenzione. Nella penombra me ne accorgevo perché
piegava il capo verso la spalla e si
sporgeva e sembrava che prestasse attenzione a qualche particolare oltre i vetri dell’infisso…chissà,
un merlo che planava, un passero
che saltellava, una foglia secca che
cadeva lentamente. Poi il suo
sguardo tornava distante, quasi
velato. Pensava… era la sua postura. Una postura che conoscevo bene perché l’avevo imparata,
si fa per dire, da mio padre. È un
modo di starsene assorti, rimanere concentrati su se stessi e allo
stesso tempo presenti, quasi in
automatico, senza perdere il con-
L’
46
ARIONE
trollo sul mondo circostante. È stupefacente, pur senza prestare attenzione ci si accorge del minimo
movimento, della più piccola variazione che interviene nel campo
visivo.
- Zerto che ghe n’era, no
tante come adesso… adesso le
par tutte belle, le è ben vestide,
ben nutride, curate nei minimi
dettagli. Adesso esser belle è
deventà quasi ‘na professiom,
en laoro.
- L’è bem bel però che ghe
sia ‘na bella zoventù
- Zerto che l’è bel, no critico miga, meio cossì. Na volta la
zent la gaveva altri pensieri…
per ‘na dona starse dreo l’era
en lusso. Le era sempre piene de
fioi e de laoro. Laorar e ubidir
ai omeni. Anca el me om… - e si
girò indicando con lo sguardo la
foto incorniciata d’argento che
occupava quasi tutto lo spazio di
una mensola in legno dipinto posta a lato della vetrina – che ‘l me
voleva bem, ma bem sul serio,
en zerte robe l’era come i altri…
- El te comandava?
- No, quelo no, ma el saveva che l’era elo el capo, la era
cossì per tutti… l’era en mondo
cossì: tutti al so posto. E le done
soto! Ma l’era naturale, prima
vegniva tante altre robe… perfim le bestie, per zerti.
- El so, el so, la me conteva
anca me mama… Ma se la era
sì dura, come feve a ennamorarve?
- Anca l’amor l’era en lusso. Per mi no, per mi no la è stada cossì, noi ne sem parladi tre
ani prima de decider de sposarne, ma tante le se trovava zà
cargade dei fioi prima de aver
el temp de domandarse se ‘l so
om el ghe piaseva. E se anca le
se fussa accorte de nò, no ghera gnent da far, bisognava star
lì e sciao.
- Sat che el me mete tristezza ‘sto discorso, par impossibile…
- Verità, caro, l’è la verità.
L’amor sel lezeva sui libri, quei
che lezeva, o sel ascoltava ‘n le
canzom, perché quele le ghera,
poche anca de quele, ma le ghera.
- Eret bella ti, Anna?
- Normale, gh’avevo en bel
corpo, i diseva, do bei oci e bei
cavei. Ghe tegnivo ai cavei. I lavavo e i petenavo de spess, me
sia tut en mondo de sogni.
- Sognar l’è bel…
- No te m’hai capì, me par
en mondo che approfitta dei so
sogni, che dopera i so sogni per
far soldi, perché ala fin l’è sol i
soldi che conta. E varda che a
esser belle ghe vol temp e fadiga… e soldi.
- Bem, però se le riesce a
farse strada…
- Te dirai che parlo per invidia, ma no l’è cossì. Forse, se
tutte ‘ste robe le ghe fussa stade quando ero zovena, magari
me saria lassada ciapar anca
mi… Adesso som vecia e no g’ho
pù bisogn de piaserghe a nessum, basta che me piasa a mi…
e me par ‘na gran libertà…
Si fa silenzio. Non ho più voglia di ribattere. Nella vecchia cucina è quasi buio, guardando dalla
finestra mi accorgo che l’ombra
del crepuscolo è già calata sul vigneto e su bosco. La montagna è
una massa scura che fa da sfondo. La guardo accucciata sulla sua
seggiola dalle gambe corte, minuta, esile, tanto che sono ancora
stupito dalla forza delle sue parole e dalla lucidità del suo pensiero.
- Libertà dalla bellezza…
eppure… finim sempre per ubbidirghe a qualcoss, per esser
come i vol i altri. Esser quei che
volem noi l’è difizile. Anca perche l’è difizile capir chi che
sem. Bisogneria fermarse e pensar, torse el temp… e bisogneria farlo quando s’è zoveni,
quando temp, en teoria, se ghe
n’ha de pù. Anca se scoprir de
esser libera a ottant’ani, me
par zà en gran guadagno. Me
sento libera e, no sta rider, anca
bella e senza rimpianti.
Acquerelli
fevo la drezza, no ghera miga
acconciature, la drezza enrudolada sul dedreo… ma i era bei,
neri… come quei de me mama.
E dopo, vardavo de esser sempre neta e regolada, tegnivo quei
do vestidei che gavevo come se
fussa reliquie, i metevo per nar
a messa e dopo me cambiavo
subito per no strazzarli.
- Bem, per fortuna che
adesso no la è pù cossì…
- Zerto, valà che avem patì
assà noi… Sat però che tut ‘sto
parlar de bellezza adesso el me
mette a disagio? Me par massa,
par che sia l’unica roba che conta… Dopo l’è anca la televisiom
che esagera tut. Veder tute ‘ste
file de putele che se fa esaminar, i le misura, i le analizza, i
varda se le bone de parlar, de
balar, de cantar… Le me fa
pecà, come. Perché me par che
L’
ARIONE 47
Ma ti, de chi set?
di Massimiliano Cont
e Samuele Cont
Polachéti e grii. Prosegue la ricerca sulle origini dei più curiosi e
storici tra i soprannomi delle famiglie aldenesi.
La loro storia dei soprannomi
aldenesi è inevitabilmente intrecciata
con quella dei nostri avi, così che la
ricerca e il loro racconto diventano
l’occasione per scavare nelle vecchie storie del paese e nel nostro
passato, cercando di dare un volto
e contorni a ciò che l’uso e la consuetudine rischiano di far passare
per qualcosa di scontato.
La storia
“Polachéti”
Polachét, oltre ad essere diventato per estensione il soprannome di tutta la famiglia Aldrighetti,
identifica uno specifico luogo nel-
la parte nord-ovest del paese, all’interno dei Vignali dei Molini,
compreso tra via Martignoni e via
al Bondone ed in cui sorge una
particolare e caratteristica costruzione a torretta, oggi ampliata e
ristrutturata.
Il soprannome è collegato,
stando alle informazioni sin qui reperite, ad un nostro compaesano
di origine polacca che risiedeva in
tale torre negli anni antecedenti alla
Grande Guerra del ‘14-‘18.
Come allora e così fino al
1992, anno di passaggio agli attuali proprietari, l’intero podere
Giuseppe Aldrighetti e Oliva Cont, i Polachéti.
L’
48
ARIONE
La casa dei “Polachéti”, in via Martignoni.
apparteneva al parroco reggente
del paese e fu proprio uno di questi che concesse alla famiglia Aldrighetti, più precisamente nel lontano 1933 a Giuseppe Aldrighetti
ed alla moglie Oliva Cont, di trasferirvisi per evitare l’allora temuta tos caìna, la pertosse, che si
era diffusa nella loro casa di residenza originaria, non molto distante e sita in via Roma all’altezza dell’incrocio con via Giovanni XXIII, verso via Martignoni.
La famiglia Aldrighetti, vivendo per anni in tale edificio ed ampliandolo, pur sempre mantenendone la caratteristica torretta, ha
acquisito di riflesso il relativo soprannome che, ad oggi, non risulta più essere solamente tale, data
la rinnovata presenza di origini
polacche attualmente residente in
paese.
Attualmente, a seguito della
recente ristrutturazione, nella casa
storica di famiglia, è tornata a vivere una nostra compaesana di
origini polacche. Un’informazione
che vale la pena di sottolineare vista la curiosa coincidenza del caso.
Agàpito e Rosa Rossi, i Grii. Al centro Clara, la maestra Grila.
accurato degli abitanti. Il cognome Rossi proviene proprio dal
colloquio avvenuto fra il funzionario del comune e uno degli avi di
famiglia, Agapito. Egli, sentendosi
chiedere il nome, rispose prontamente: “No me vedet en facia
come che som? Apunto, Rossi
me ciamo!”
Da Agàpito Rossi proviene il
ceppo dei Grii, di cui si ricordano
la moglie Rosa Màrchel ed i sei
figli: Casimiro, Giuseppe, Maria,
Natalia, Assunta e Clarina (premiata anche dal comune di Aldeno con una medaglia d’oro come
riconoscimento per aver insegnato nel paese per oltre 40 anni). La
ragione del soprannome Grii è
molto incerta, ma l’ipotesi più probabile è quella che si riferisce alla
caratteristica della famiglia, ed in
particolare di Agapito, capace di
parlare molto e di sapersi sempre
far intendere. “L’ultima parola l’è
sempre del Grilo!”
L’
ARIONE 49
La storia
“Grii”
L’altro soprannome di cui si
cercherà di definire l’origine è
quello dei Grii. Tale appellativo
riguarda alcune famiglie di Aldeno
di cognome Rossi e la sua provenienza risulta essere abbastanza
incerta. Pure le origini della famiglia Rossi, che negli anni si è sviluppata ad Aldeno, sono perlopiù
misteriose e vaghe. Pare che un
avo di famiglia nobile risalente ai
primi dell’800 avesse concluso
qualche affare non proprio gradito al re e per questo furono costretti a fuggire da ricercati dal
paese di Varignano. Un’altra versione riguarda la possibilità che essi
dovettero scappare come conseguenza per aver partecipato ai
moti rivoluzionari della carboneria.
In ogni caso essi si trasferirono a
Cimone, e più precisamente in località Buzzi. Essendo una famiglia
benestante poterono subito comprarsi dei piccoli appezzamenti terrieri e un gregge di pecore, iniziando così una nuova vita come contadini, lontano da occhi indiscreti.
Passati gli anni, si trasferirono poi
ad Aldeno, sempre mantenendosi
nell’anonimato. Nel frattempo
l’Italia si era evoluta e anche ad
Aldeno ci fu un censimento più
Grazie Giuliano!
di Rudy Cimadom
Tutti complici nella festa a sorpresa che ha salutato il “pensionamento” del Vigile Volontario Giuliano Baldo.
“Grazie Giuliano”: è con
Associazioni
queste parole che abbiamo accolto la sera del 25 giugno scorso il
nostro vigile Giuliano Baldo “Gasperim”, volontario del Corpo
dei Pompieri di Aldeno dal 1971.
Lo statuto, infatti, prevede che al
compimento del sessantesimo
anno di età, gli appartenenti al
Corpo non possano più parteci-
pare all’attività di emergenza. Insomma, un prudente ed affettuoso pensionamento, accompagnato da una festa a sorpresa.
Con una banale scusa abbiamo indotto Giuliano, ignaro di
quanto stesse per accadere, a
raggiungerci in caserma.
Eravamo circa sessanta persone, tra vigili, ex vigili e famigliari,
ad attendere in silenzio l’arrivo del
festeggiato. Appena si è aperta la
porta, tutti in coro, abbiamo intonato una canzone di Jimmy Fontana intitolata “La nostra favola”,
memorabile pezzo degli anni settanta a lui molto caro.
L’improvvisata è riuscita alla
perfezione e l’emozione in tutti noi
era evidentissima. Un caloroso
Giuliano Baldo saluta dalla campagnola. Con lui Lorenzo Baldo (a destra) e, dietro, Oscar Beozzo e Luciano Baldo.
L’
50
ARIONE
Per Giuliano Baldo festa a sorpresa.
A Giuliano Baldo
(ex Pompier)
di Ivo Condini Mosna
nat ormai tanti anni fa
chi ghe passa i ne va fieri
d’er fermà calamità
Ciao divisa da Pompier,
dopo trentanove ani,
‘n do te hai fat el to dover
al servizio dei paesani.
d’esser pronti ad aiutar
chi ghe n’ha necessità
quando gh’è ‘n foc da smorzar
o incidente capità.
Resta sì la nostalgia
de la squadra che se lassa,
dover dir adess som via,
vegn en grop’ che no’ te passa.
Or te cambi compagnia
no’ te sei pù co’ i attivi
ma con noi za nadi via,
che è restà ancora vivi.
Ma po’ ‘l temp cancela tut
se guariss da le feride
se coerze ‘l bel e ‘l brut
e la vita ancor sorride.
Benvenuto te disem
e co’ i altri en compagnia
anca noi te festeggiem
tutti ‘nsema en allegria.
L’è ‘n bel corpo i Pompieri
Bravo Giuliano!
L’
ARIONE 51
Associazioni
applauso ha riscaldato l’inizio della serata e dopo un brindisi di augurio è seguito un momento ufficiale.
Alla presenza del Sindaco,
sono stati ricordati l’impegno
svolto da Giuliano, dapprima
come militare a Roma presso il
Corpo Nazionale dei Vigili del
Fuoco, poi a Trento, come vigile
ausiliario presso il Corpo Permanente. Infine, per 39 anni, come
vigile del fuoco volontario nel
Corpo di Aldeno.
Nell’occasione è stata consegnata un targa ricordo e l’ex vigile Ivo Condini ha recitato una poesia in dialetto, da lui stesso composta.
E’ seguita una cena, grazie alla
disponibilità di Gianluca Oliana
che, con grande professionalità,
ci ha proposto un menù in grande
stile che ha suscitato i complimen-
ti di tutti.
La festa si è protratta fino a
notte fonda, con la soddisfazione
di tutti per aver trascorso una indimenticabile serata all’insegna
della semplicità, dell’amicizia e
del legame che unisce tutti coloro
che, per tanti anni, dedicano le
proprie energie al volontariato ed
alla solidarietà.
Vigili del Fuoco Volonari Aldeno: novità nel direttivo
Associazioni
Il 2010 ha caratterizzato alcuni cambiamenti nelle cariche istituzionali del Corpo dei
Vigili del Fuoco Volontari di Aldeno. Siamo quindi particolarmente riconoscenti a Sergio Bridi per l’impegno profuso in 18 anni come vice comandante. Sergio Bridi ha
passato il testimone a Damiano Muraglia. Daniele Vettori è stato eletto nuovo capo
squadra e Alessio Baldo magazziniere. Le altre cariche di capo squadra (Mirco Baldo),
capo plotone (Diego Bridi) e di comandante (Rudy Cimadom) sono state riconfermate
per i prossimi cinque anni.
Nuove leve entrate a far parte del Corpo da pochissimo sono: Anna Innocenti, Omar
Carpentari e Andrea Coser. A loro va il nostro migliore augurio di buon lavoro. Attualmente il Corpo quindi è composto da 22 vigili.
Le nuove leve: Anna Innocenti, Omar Carpentari, Andrea Coser.
L’
52
ARIONE
Con Jenia
nel cuore
di Paola Davi
e Petra Donati
Dare e ricevere: offrire una vacanza ad un bambino di Cernobyl è
uno scambio alla pari.
Il Comitato Aiutiamoli a Vivere di Aldeno promuove, dal
1997, l’accoglienza di un gruppo di bambini provenienti dalle
zone contaminate di Chernobyl.
Abbiamo voluto quest’anno rivolgere alcune domande a Petra, una mamma che nel 2010 ha
accolto nella sua famiglia un
bambino bielorusso, facendo
così la sua prima esperienza.
Jenia con i piccoli Daniel e Samuel Dallago.
I bambini bielorussi ospiti delle famiglie di Aldeno.
biamo ricevuto dalla scuola il foglio informativo del Comitato
Aiutiamoli a Vivere di Aldeno,
eravamo già a conoscenza di
questo progetto. Abbiamo partecipato ad una serata durante la
quale ci sono state date le informazioni necessarie per conoscere più da vicino questa iniziativa.
Una profonda riflessione ci ha
portato a decidere di aderire al
progetto di accoglienza.
Quali erano i vostri dubbi
prima di ospitare un bambino proveniente da zone contaminate?
Inizialmente le perplessità
erano molte, quelle più importanti riguardavano sicuramente la
comunicazione e il rapporto tra i
nostri figli e il bambino accolto.
L’
ARIONE 53
Associazioni
Come siete venuti a conoscenza del progetto Chernobyl e dell’accoglienza dei
bambini?
Quando, l’anno scorso, ab-
La comprensione reciproca inizialmente non è stata semplice
per la diversità della lingua, ma
la buona volontà da parte di tutti
ha reso le cose possibili. L’esperienza e i consigli delle famiglie
che avevano già aderito a questo progetto sono state di grande aiuto.
Fin dall’inizio i nostri figli Daniel e Samuel hanno accolto Jenia
in modo molto spontaneo, come
solo i bambini sanno fare. Sono
stati gioiosi compagni di gioco e
non vedono l’ora che Jenia ritorni.
Che cosa vi ha lasciato questa esperienza?
Ci ha dato la possibilità di
comprendere e imparare tante
cose ed è quindi stata sicuramente positiva. Abbiamo cercato di accogliere Jenia nel migliore dei modi, senza riempirlo di
regali, ma dandogli tutto l’affet-
to possibile, considerando sempre che, dopo il mese di permanenza, lui sarebbe ritornato nella
sua famiglia e nella sua realtà.
Jenia è un bambino educato e
molto sensibile, che ha dimostrato coraggio nell’adattarsi alle
varie situazioni, cosa veramente
ammirabile per un bambino di
soli otto anni.
Questa esperienza è sicuramente un impegno, ma anche un
semplice gesto per donare un po’
d’amore a chi vive situazioni disagiate, portando ad entrambi un
grande arricchimento.
Noi tutti non vediamo l’ora di
riabbracciare Jenia.
Associazioni
Il Comitato Aiutiamoli a Vivere di Aldeno coglie l’occasione per porgere i più sinceri auguri di buone feste a tutta la comunità.
Ringrazia le famiglie ospitanti
e quanti negli anni hanno sostenuto il progetto di accoglienza.
Chi desidera provare questa
forte ma altresì gratificante esperienza accogliendo per un mese
un bambino bielorusso nella propria famiglia può partecipare alla
serata informativa che si terrà nellaSala della Biblioteca, lunedì 10
Gennaio 2011, alle 20.30.
L’
54
ARIONE
Solo le pietre sanno
di Ugo Cont
Ristrutturata a cura della locale sezione S.A.T. di Aldeno una vecchia fornace per la produzione della calce: una “calchera”.
mento, da un’idea sgorgata senza
troppa convinzione, ma poi ripresa, buttata lì e allargata nel consenso all’interno della nostra Sezione.
Veniva puntualmente riproposta
ogni qualvolta ci si trovava a passare dal sentiero che, dalla galleria
sopra la forra della Valle degli Inferni, al bivio, porta alla chiesetta
di Postàl o a Cimone.
Erano solo sassi seminascosti che
ormai pochi vedevano, ma che conservavano una memoria non scritta,
una memoria di tempi aspri, avari,
di sudori e fatiche. Non è una novità, molti paesi delle prealpi calcaree
svolgevano l’attività della cottura
della calce con le “calchère” e qua e
là se ne vedono di ristrutturate.
Ad Aldeno mancava questa
pagina di storia aperta sul terreno,
mancava questa testimonianza.
Quindi, osservando la “calchèra”,
l’ampiezza e la particolarità della
costruzione a botte ci siamo sentiti
spinti a restituire alla comunità questa memoria.
Ricevuta la piena disponibilità al
progetto dalla famiglia Gottardi (siamo su proprietà privata) e beneficiati dall’appoggio di persone del
mestiere quali Bruno Beozzo e Ti-
ziano Baldo, che hanno messo a
disposizione tempo, attrezzatura,
mezzi e materiale edilizio, il progetto ha potuto avere un inizio e arrivare ad una conclusione. Un grazie
particolare va dunque a loro e a tutti
quanti hanno tirato su le maniche!
Abbiamo iniziato con l’incoscienza di chi non sa il lavoro che
lo aspetta. Liberiamo prima l’area
dalla vegetazione e quei pochi sassi visibili testimoni del passato.
Sono pietre rimaste sole, sole come
tante altre disperse sui nostri luoghi, sole nei terrazzamenti sui pendii, sole nei bordi e sui selciati di
antiche mulattiere, segnate dai solchi dei “bròzi”, sole nei ponti e sugli archi che univano sponde e pareti opposte. Qualcuna porta una
data, un’altra una croce, sono ri-
maste soltanto loro a sapere. Ora
che se ne sono andati via tutti.
Adesso qui, nel nostro tempo, la
società dei villaggi è cambiata, miseria e tabù sono solo vocaboli non
più vissuti sulla pelle delle persone,
un certo bigottume è quasi sparito
e se c’è non fa più notizia. Ma è
giusto che le pietre testimoni dei
tempi cadano nell’oblio? Oppure
meritano il rispetto per il sudore
assorbito da chi era costretto a gestire un’economia chiusa e stentata? L’uomo quando ha voluto lasciare un segno lo ha lasciato nella
pietra, dai primi nomadi cacciatori
delle caverne, dai potenti sistemi che
hanno costruito gli imperi, agli artisti e architetti che, con monumenti
e palazzi, hanno costruito le città.
La pietra porta i segni dei millenni,
Associazioni
Il fatto è nato, in un primo mo-
All’opera per la ricostruzione della calchèra.
L’
ARIONE 55
A lavori ultimati, così si presenta il reperto ai visitatori.
Associazioni
conserva l’anima dell’umanità, ci
lascia un senso di eternità. La pietra sa. Quando noi andiamo a visitare le città andiamo ad osservare
le particolarità dei centri storici,
delle parti vecchie, dove spesso si
usava la pietra, non andiamo nei
comodi quartieri moderni di periferia, tutti uguali e uniformati che
non ci trasmettono emozioni particolari. Solamente a chi sa guardare, non basta solo vedere, solamente a chi vuole conoscere le proprie
radici e capire così la pianta che è,
solamente a costoro le pietre sanno trasmettere e rivelare sensazioni
tattili, visioni, messaggi, traducendo l’eternità in un presente.
Le sentiamo allora le pietre, parlano una lingua loro, ecco, si allarga una percezione, si intravede un
mondo che si incrocia in parte con
quello raccontato dai nostri vecchi;
vediamo un mondo di lunghi inverni e di primavere troppo a lungo
attese, di gente con il volto serrato
nelle rughe, impenetrabile. Un mondo dove i bambini diventano troppo presto adulti dopo un’adolescenza di umili sogni, senza incantesimi di consumismi e mode det-
L’
56
ARIONE
tate. Un mondo dove le donne nascondono nei larghi vestoni scuri un
corpo che dell’amore porta un dovere di peso e fatica; donne libere
come i capelli legati nelle trecce dei
cric, le crocchie che celano il mistero d’una lunghezza che non si
lascia immaginare. Un mondo di
uomini schivi, soli, che guardano il
cielo solo quando deve piovere e,
nei campi degli altri, piove sempre
meglio o c’è più sole. E la speranza
non dà mai più. Uomini che cercano nelle osterie un sorriso lasciandosi al vino, tanto sanno che la terra domani sarà ancora bassa e
dura, per questo sono avari di tenerezze con i loro figli e con le loro
spose. Non si possono però biasimare, anche per loro la giovinezza
è durata poco. Qualcuno di loro si
ribella a un destino che lo ha reso
diverso da come sarebbe stato sotto un cielo diverso, guarda alla vallata con occhi misteriosi, persi ad
inseguire pensieri di cambiamento,
pensieri di esodo. Questo ci possono raccontare le pietre. Scavando troviamo un cucchiaio arrugginito, chi avrà preso parole per averlo perso?
Il lavoro prosegue pietra su pietra, Ennio sempre presente, Erminio instancabile, Ermanno dedito a
sostituire manici di picconi e pale
rotti nello zelo.
Per la parte didattica, preparata a tavolino, la sezione S.A.T. di
Vigolo Vattaro ci ha concesso alcune foto che chiariscono la procedura del lavoro svolto nella calchèra. Loro si erano attivati nel
1994 in una impegnata rievocazione, con la cottura vera e propria
della calce. Questo materiale didattico è stato magistralmente impaginato da Dario in un cartellone esposto sulla bacheca posta in loco.
Vi invitiamo a fare una passeggiata, sono venti minuti da Aldeno,
magari con figli o nipoti; è un’occasione per raccontare.
In conclusione bisogna però,
consentitemi, parlare anche degli
aspetti negativi della nostra attività
sul territorio, nell’allargamento e
recupero dei sentieri. C’è un “ragazzaccio” (ma sono alcuni) ignorante, nel senso che ignora proprio
regolamenti, proprietà e divieti che,
con moto da cross, rovina il fondo
e la quiete dei pochi luoghi rimasti.
Lo perdono e perdono anche i loro
genitori, ignoranti anche loro (ignorano ciò che fanno i figli!). Sono sicuro che questi “ragazzacci” quando un giorno prenderanno coscienza (e magari avranno dei figli) vedranno il loro seminato, i segni lasciati; le pietre non saranno “tenere” con loro, parleranno duro al loro
animo, ma perdoneranno con speranza perché solo le pietre sanno e
sanno capire l’uomo.
Donare il sangue,
donare la vita
di Alberto Baldo
La solidarietà è una virtù dei
poveri?
Provocatorio certamente questo
interrogativo! Lasciamoci coinvolgere
in una riflessione serena al di là di vuote
asserzioni o di pregiudizi sociali; nel
contempo però questa affermazione
è basata pur su dati verificabili.
Ad Aldeno varie sono le attività
di volontariato sociale; lo abbiamo
sottolineato anche domenica 14 novembre durante la Festa del Ringraziamento. Ma se volgiamo la nostra
attenzione in modo particolare al volontariato sociale, anonimo e gratuito, notiamo che vi aderiscono, lavorano e si spendono generosamente
persone che per estrazione economico-sociale si possono definire “normali”: giovani e adulti, operai, contadini, piccoli artigiani, impiegati con
qualifiche esecutive. Ed è confortante vederne l’impegno, la dedizione,
l’entusiasmo in un lavoro costante
spesso nascosto. E gli abbienti, quelli
che vengono definiti benestanti, quelli
che hanno la garanzia di un ottimo
reddito? Sia chiaro che non si vuole
qui proporre alcuna contrapposizione o esprimere una valutazione di giudizio su una persona solo considerando il reddito economico ma perché, ci chiediamo, queste persone
sentono meno l’impegno nel volontariato, quello sociale, gratuito, anonimo, quello che offre fraternamente
il proprio impegno, il proprio dono
senza magari voler sapere chi lo riceve? Perché non scoprire il dovere e il
piacere di un dono importante, gratuito prima di scoprire che di fronte
ad una grave malattia, una condizione economica di forte garanzia poco
serve e il proprio “sistema di sicurezza” è fragile, impotente e magari si ha
bisogno della solidarietà e di quell’impegno di altri, fino a quel momento
dimenticati?
E quale dono è più prezioso che
quello del proprio sangue come fanno i volontari dell’Avis?
E’, quello dell’Avis, un volontariato che trova la sua motivazione
nell’intimità della persona, della vita,
nel dovere della fratellanza con chi
soffre, con chi, con l’aiuto di un medico, tu puoi salvare. Basta soltanto
voler conoscere questa potenzialità,
saper superare il più recondito egoismo, forse anche quel velo preconcetto, di paura. Il mio sangue a disposizione di chi ha bisogno, di chi,
grazie a me, può vivere ancora; gratuitamente, anonimamente una goccia della mia vita offerta alla vita altrui. E’ questo certamente molto più
di un aiuto in denaro, di un aiuto materiale; è una dimostrazione di una ricchezza personale interiore, di una
coscienza e sensibilità sociale.
A chi oggi si sente sicuro, a chi
non ha pensato che la salute a volte
diventa un dono impagabile che anche una condizione economicamente privilegiata non garantisce, chiediamo di essere ricchi di quella generosità gratuita e anonima, di guardare al
volontariato in Avis come ad un’occasione che ricambia intimamente ma
in modo forte.
Un grazie allora a tutti i donatori
di sangue ed di emoderivati della sezioneAvis diAldeno, Cimone e Garniga Terme, in particolar modo ai giovani. Per la loro generosità rappresentano un valore aggiunto tra la popolazione dei tre paesi.
L’
ARIONE 57
Associazioni
Riflessioni su un gesto di anonima generosità, di fronte al dono impagabile e fragile della salute.
Una luce
sempre accesa
a cura del Club Altinum
Condividere con la comunità del paese l’esperienza della lotta all’alcooldipendenza: una fonte di energia alla quale attingere per
superare le tante difficoltà.
L’incontro settimanale del 25
Associazioni
Novembre del nostro Club Altinum, si è aperto alla Comunità di
Aldeno in occasione della S. Messa celebrata presso la Casa degli
Anziani, come ormai consuetudine da diversi anni, per ricordare
gli amici che sono stati con noi e
che sempre vivono nella nostra
memoria.
Nell’interessante e toccante
omelia, il nostro Parroco, Don
Daniele, recentemente tornato da
un viaggio nella grande metropoli
di New York, ci ha raccontato una
sua riflessione sulla Fede.
La grande Cattedrale
Newyorkese di S. Patrizio, vista
dall’ Empire State Building, il più
alto grattacielo della città, pareva
quasi scomparire in mezzo a tutte
le altre imponenti costruzioni della
L’
58
ARIONE
città. Così anche Dio, nella sua
straordinaria grandezza, spesso
viene “nascosto” e quasi “soffocato”, da tutto quello che per noi
sembra essere sempre più importante e prioritario. E così la nostra
Fede si indebolisce. Ma Lui c’è!
Questa riflessione ci ha fatto
pensare anche allo stato d’animo
che può provare la persona con
problemi di alcol. Spesso la depressione, la disperazione e la sfiducia prendono il sopravvento,
soffocando quella forza di riprendersi, che comunque c’è dentro ad
ognuno di noi.
Ma probabilmente, i miracoli
esistono! Frequentando il Club,
condividendo le sofferenze, ma
anche le risorse, quella forza che
pensavamo perduta riesce ad
emergere. Ritornano voglia di vi-
vere e dignità, precedentemente
perdute dentro ad un bicchiere.
I traguardi raggiunti dovrebbero essere sempre motivo di orgoglio e di esempio, testimonianze
quotidiane del nostro vivere.
E’ per questo, quindi, che l’occasione di giovedì è stato un evento “speciale” che ha visto il nostro
Club interagire proprio con la sua
Comunità, con la partecipazione di
molte persone, rappresentanti di
associazioni, Don Daniele e il Sindaco che ha voluto con entusiasmo ribadire, oltre alla sua soddisfazione nell’essere presente, l’importanza che il Club riveste nella
comunità, anello indispensabile di
una catena di solidarietà.
Il nostro grazie va a tutti coloro che hanno contribuito concretamente e con il loro cuore alla riuscita di questa serata che ci ha fatto
sentire più vicini, che ci ha fatto ricordare i nostri amici scomparsi
attraverso la presenza dei loro cari
e che ci ha dato un’occasione (che
confidiamo non resti unica) di sentirci veramente parte di questa
Comunità.
Questa messa “in memoria”, ma
non solo, sarà una luce che vogliamo mantenere sempre accesa!
Ma è più bello
farlo al Circolo
di Michele Bottura
Azione e reazione in atmosfera controllata: dinamiche di gruppo al
Circolo Giovanile, con interferenze estemporanee.
Fuori, un tempo da lupi. Tre settimane di pioggia. Porca vacca!
Che si fa? Il problema sussisteva
ormai da ore. Il Signor B. non riusciva a darsi pace. Andiamo al circolo, pensò. Almeno c’è qualcuno. L’ unica via d’uscita. Simmaccheppalle.
Appena arrivato, aprì la porta
e trovò il Signor C. sdraiato sul
divano. Lo salutò, ottenne poco
più di un rumore sordo proveniente
da un gola molto deep. Si avviò
con fare da duro verso l’interno
del suddetto circolo ricreativo culturale artistico un po’ eclettico. E
passionale anche. Poche persone.
I signori S. e M. alla postazione
console che urlano imprecazioni
contro un apparecchio che fa vedere le immagini. La scena era più
triste di quanto si aspettasse, così
il Signor B. si avviò desolato verso un frigo che -ahimè- risultava
essere vuoto. La desolazione regnava sovrana. Entrarono, nell’ordine, il signor D., la Signora D. e il
Signore alto e cattivo. Con la loro
comparsa, la banda smise di suonare. Strana coincidenza, pensò il
Signor B. Decise di smetterla di
pensare, perchè ciò lo portava a
ragionamenti e a conclusioni che
lui stesso non riusciva a capire.
Dopodichè, porse i suoi umili saluti alla combriccola appena arrivata, ovvero i Signori F., M. e E.
Grandi feste e celebrazioni. Poi, di
nuovo noia. La popolazione del
CG cominciò ad affluire nella Sala
delle Riunioni e delle Decisioni
Importanti per buttare giù un’ idea
sul da farsi. Sono momenti molto
intensi, quelli. C’è chi dice lì, c’è
chi dice qui, c’è chi dice sì, c’è chi
dice no. C’è anche Vasco. Si passa
agli insulti in un batter d’occhio e
in men che non si dica il dado è
tratto. Si passa alle mani con la
velocità del battito d’ali di una farfalla e la fantasia potrebbe volare
ben oltre, se su questi articoli non
ci fosse il divieto di raccontare fatti
(seppur veri, ve lo assicuro) che
terminano con una scena degna dei
migliori film splatter. Peccato. Ma
torniamo alla narrazione degli
eventi. Eravamo rimasti alla discussione sul da farsi. I primi temerari
raggiunsero un accordo e si fiondarono in un ridente club per nobili alquanto borghesi in quel di
Salorno. Che fissa...per loro. Neanche a dirlo, i Signori E.,C. (salute!), B., M., F. e un gruppo di
ragazzi che si fanno chiamare Ra-
Associazioni
Era buio e faceva freddo.
L’
ARIONE 59
Associazioni
mones non avevano ancora trovato un accordo. I Ramones se ne
andarono presto, perchè si accorsero che non erano al chiassoso
CBGB della caotica NY, ma al
deprimente CG della desertica
Al(deno). In quel momento arrivarono la signora A. e il Signor
Do. (perchè il Signor D. già esisteva se ben ricordate). Il loro ritardo oramai-non-più-occasionale
diede fastidio alla troupe. Il freddo entrò dalla porta portando con
se desolazione e smarrimento. “Io
la fuori non ci vado”.”Ho freddo
ragazzi”. “Piove ancora?”. “Scusa, perchè stai nascondendo il mio
portafoglio nella tua giacca?” . Ah,
quanta ilarità e gioia di vivere in
quei ragazzi. Peccato che erano
quasi le dodici meno un’ ora, e
nessuno aveva mosso un dito. Con
sempre meno timidezza, i nostri
eroi arrivarono ad intavolare una
discussione sui massimi sistemi,
per poi concludere il tutto con una
briscolata da panico. Ah, il cavallo di bastoni! Ah, le coppe! Due
dinàri non sono sufficienti! Si per-
L’
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ARIONE
deva e si vinceva. Ecchissenefrega, l’importante era aver trovato
qualcosa da fare. I ragazzi erano
felici. La loro serata era salva.
Certo, un concerto degli amati
Pooh sarebbe stato meglio. Ma
anche un torneo di briscola con
carte rigorosamente piacentine e
una musica muy psichedelica di
sottofondo non sono male.
Le belve della notte, ormai paghe della serata si ritirarono nei loro
appartamenti. Ok, stasera non
hanno fatto rockenrolla. Non hanno ballato fino alla morte. Non ce
n’era bisogno. Hanno imparato
una lezione molto importante, ovvero che il CG è lì per e con loro.
Li coccola nei momenti difficili, li
scuote nelle calde serate-concerto, gli rimbocca le coperte prima
di andare a letto, li abbraccia e li
bacia. Questo altro non è che un
ringraziamento al fantastico CG e
ai suoi muri colorati, all’allegria,
alla gioia e agli abbracci affettuosi.
Perchè è bello guardare la tv,
ma lo è di più se ogni cinque minuti devi alzarti per abbassare,
perchè il comando non va, come
di solito accade al CG. Perchè se
devi andare al bagno, noi possiamo aprire e guardarti, tanto non
c’è la chiave. Perchè la porta crolla. Perchè il frigo è vuoto. Sempre. Perchè la musica si sente
male. Perchè il computer è lento.
Perchè fa caldo, se fuori fa freddo. Perchè se c’è luce, c’è vita. E
se c’è Aia, c’è gioia. Quindi venite a scoprire le bellezze del CG.
Perché stare con gli amici è figo,
ma è più bello farlo al circolo.
Energia pulita
al rifugio
di Ezio Mosna
Potenziato l’impianto a pannelli solari in Valstornada.
rifugio cacciatori Valstornada,
dopo la decisione della direzione
dell’A.R.C.A. di rinnovare tutto
l’impianto elettrico del rifugio,
mettendolo a norma di legge si è
pensato di potenziare l’impianto
fotovoltaico aumentando i pannelli
e passando dai 12 volt a 220 volt
con 1,5 KW di potenza. Il lavoro
eseguito dalla ditta CEMA di Aldeno è stato portato a termine a
regola d’arte. Diverse sono state
le giornate di lavoro eseguite dai
soci cacciatori dagli scavi, al supporto logistico per la ditta operan-
te. Ora soddisfatti del lavoro possiamo dire di avere un rifugio al-
l’avanguardia e a disposizione di
tutti quanti lo frequentano.
Il rifugio cacciatori Valstornada come si presenta con i nuovi pannelli fotovoltaici
La colletta
degli Alpini
di Cornelio Muraglia
Il giorno 27-11-2010 “Giornata nazionale della colletta alimentare” il gruppo alpini di Aldeno ha collaborato con il banco alimentare del Trentino Alto Adige e
grazie alla generosità della popo-
lazione di Aldeno ha raccolto
presso la famiglia cooperativa di
Aldeno, circa undici quintali di generi di prima necessità che saranno consegnati a famiglie in stato di
povertà.
L’
ARIONE 61
Associazioni
Autunno denso di lavori per il
Ma che spettacolo!
di Lara Coser
Il programma dell’Associazione Teatro e Spettacolo: appuntamenti
con dramma e commedia, umorismo e storia. Tante e di qualità le
proposte del cinema, anche per bambini e famiglie.
Oltre al teatro di prosa in cui
Associazioni
la parola è l’elemento più importante, il teatro può avere forme diverse che differiscono per area di
nascita, ma non solo: anche per il
diverso utilizzo delle componenti
della rappresentazione e per i fini
artistici che esse definiscono.
Sono proprio queste “varietà di
forme teatrali” a caratterizzare la
stagione che, anche quest’anno,
l’Amministrazione Comunale, con
l’Associazione Teatro e Spettacolo, è lieta di presentare.
L’apertura del calendario è stata riservata, ai primi di dicembre,
al Teatro Stabile di Bolzano con
L’
62
ARIONE
“Avevo un bel pallone rosso” di
Angela Demattè, regia di Carmelo Rifici, uno dei più interessanti
giovani registi italiani. Questo bel
testo della giovane autrice e attrice trentina, ma milanese d’adozione, ha vinto nel giugno del 2009
la cinquantesima edizione del Premio Riccione per il Teatro, il più
prestigioso riconoscimento italiano per la drammaturgia contemporanea. Si racconta la tragedia
del terrorismo con le sue vittime
innocenti, i furori giovanili, gli “anni
di piombo” che hanno bruciato una
generazione, l’incomunicabilità tra
padri e figli. I dialoghi si svolgono
dal 1965 al 1975, l’ultimo anno di
università di Margherita Cagol alla
facoltà di sociologia di Trento, l’incontro e il matrimonio con Renato
Curcio, la presa di coscienza politica, il trasferimento a Milano nel
1969, l’entrata nella clandestinità
e la fondazione delle BR, fino alla
morte violenta di Mara, avvenuta
in uno scontro a fuoco con i carabinieri il 5 giugno 1975. In scena
due personaggi: Margherita, interpretata dalla stessa Demattè e, nel
ruolo del padre, il miglior attore
trentino, Andrea Castelli.
La stagione teatrale prosegue
a gennaio con il recital dedicato a
Giorgio Gaber: non il solito e ripetitivo concerto, bensì un vero
omaggio all’artista, ideato ed interpretato da Michele Comite, bravissimo e apprezzato attore trentino. L’altro spettacolo in cartellone a fine dello stesso mese è
“Stare Mèsto – Città Vecchia”,
tratto dal panorama della cultura
ebraica e proposto in occasione
della giornata della memoria.
Forma diversa hanno i due
spettacoli successivi. A febbraio
torna a far divertire il pubblico di
ogni età, il vulcanico attore trentino Mario Cagol. Questo spettacolo in dialetto presenta alcune riflessioni sulla quotidianità, raccontate con la solita spassosissima
verve che contraddistingue il suo
originalissimo interprete. Gli ingredienti dichiarati dalla vincente ricetta dello spettacolo “Dormo e
s’ciao” sono: grande divertimento, risate sincere, voglia di svagarsi
e di passare una serata in compagnia. Proseguiremo le risate in
marzo, grazie allo spettacolo brillante di e con Loredana Cont
“Do(n)ne”: Anita Garibaldi, la
ai bambini delle scuole materna,
elementare e media. Appuntamenti
pensati per favorire l’incontro tra
nuove generazioni e mondo del
teatro, ma anche, come nel caso
dello spettacolo sulle cosiddette
morti bianche, quale occasione per
far riflettere i ragazzi più grandi in
un contesto ambientale nuovo e
diverso dal solito.
Grazie alla sinergia nata tra
Coordinamento Teatrale Trentino
e Comuni, fra cui anche Aldeno,
continua da qualche anno il progetto “Il piacere del cinema”. I film
che proponiamo in questa rassegna autunnale sono per il venerdì
sera “La solitudine dei numeri primi” di Saverio Costanzo, “L’apprendista stregone” di Jon Turteltaub, “Niente paura” di Piergior-
gio Gay, “Inception” di Christopher
Nolan, “La passione” di Carlo
Mazzacurati, “Stanno tutti bene”
di Kirk Yones. Sempre apprezzati
sono i film della domenica pomeriggio , spazio riservato ai più piccoli, con “Shrek e vissero felici e
contenti” di Mike Mitchell, “Sansone” di Tom Dey, “Cattivissimo
me” di Pierre Coffin.
In conclusione, desidero esprimere un ringraziamento sentito a
tutti i componenti dell’Associazione Teatro e Spettacolo per il loro
impegno ed il supporto nell’organizzazione e nella realizzazione
della stagione teatrale appena iniziata e a nome della stessa associazione, auguro a tutti voi un Buon
Natale ed un sereno Anno Nuovo.
Associazioni
Madonna, la sorella di Dante. Tre
donne divertenti, ricche di umanità, interpretate dall’autrice con
garbo ed intelligenza satirica e con
un notevole dose di ironia e autoironia. Tre donne assolutamente
difficili da dimenticare…
In chiusura di stagione, l’omaggio al teatro amatoriale è affidato
alla nostra Filodrammatica che,
rinnovata in parte nei propri componenti e con la sapiente guida del
suo regista, Mauro Bandera, non
mancherà di divertire il pubblico
con le beghe e le disavventure de
“L’eredità dela pòra Sunta”.
Accanto alle proposte rivolte al
pubblico adulto non mancheranno, come ormai è tradizione, quelle
dedicate alla scuola, con gli spettacoli proposti in orario di lezione
La filodrammatica di Aldeno, ai tempi degli esordi.
L’
ARIONE 63
Armigeri cercansi
di Alessandro Cimadom
Aperta la campagna di arruolamento dell’Ordine della Torre. In
progetto spettacoli e coreografie.
È passato già un anno dalla
Associazioni
fondazione dell’Associazione Culturale “Ordine della Torre” ed è con
grande piacere che siamo su queste pagine a condividere con tutti i
lettori de l’Arione le esperienze che
abbiamo vissuto in questo importante anno di attività. Grazie a questo strumento di formazione possiamo aprirci alla comunità e far
conoscere il nostro gruppo e le sue
finalità. Speriamo dunque che queste poche righe che ora andremo a
stendere possano avere parte attiva nel mondo del dialogo e del confronto che una comunità deve avere e che deve stimolare.
La cosa che più vogliamo marcare è la completa apertura che
l’associazione vuole avere nei confronti di tutta la popolazione di Al-
I membri dell’Ordine della Torre.
L’
64
ARIONE
deno e dei paesi vicini.
Quello che vogliamo fare è migliorare e rendere sempre più grande e spettacolare ciò che avete
potuto assaggiare durante la festa
del Comun Comunale lo scorso giugno. Combattimenti fra uomini (e
donne) armati, un accampamento
attrezzato che si arricchirà via via
di personaggi che rievocano gli antichi mestieri, momenti didattici, riuscendo a condire il tutto con un po’
di recitazione e comicità. Stiamo
preparando uno spettacolo che
narri le vicende della potente famiglia nobile dei Castelbarco, una
casata che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia del nostro
comune e di quelli limitrofi. Avvincenti coreografie belliche sono accompagnate da maestose colonne
sonore, servono nuovi combattenti
che osino mettersi in gioco in un’attività che regala molte soddisfazioni ma che non richiede un eccessivo sforzo. Provare per credere.
Il nostro invito si rivolge a tutte
le fasce d’età, dai giovani fino ai
pensionati (che non sono meno giovani), e sappiamo che siete tanti!
Aldeno è ricco di realtà associazionistiche e, al contrario di altre
comunità, noi possiamo vantare
un’intensa partecipazione da parte
dei giovani. Stranamente le fasce
“più mature” sembrano non avere
una presenza così importante in termini di numeri: è a loro che vogliamo porgere un invito speciale. Vorremmo che l’Ordine della Torre
fosse un gruppo che unisce le generazioni nella passione comune del
riscoprire le nostre radici.
(www.ordinedellatorre.blogspot.com)
Emozioni in musica
di Gloria Bernardi
Un appello a chi opera professionalmente nella sanità, affinchè porti
un ulteriore contributo di credibilità e convincimento nella campagna per la donazione di sangue.
fare degli incontri inaspettati e curiosi che rimangono impressi dentro noi stessi per molto tempo, grazie all’intensità che li contraddistingue. In un recente viaggio in treno, ho condiviso il tragitto con un
signore di circa 70 anni dotato di
una vivacità e di un’intelligenza affascinanti. L’incontro è iniziato,
come di solito succede, parlando
del tempo e della scarsa efficienza
della burocrazia in Italia. Si è instaurata fin da subito una sorta di
simpatia reciproca che ci ha portati a raccontarci un sacco di cose
senza nemmeno sapere, fino alla
fine del viaggio, l’una il nome dell’altro. Questo signore mi ha raccontato di essere stato, nel corso
della sua vita, un grande amante
dei viaggi, di aver visto quasi tutto
il mondo, perché la sua curiosità è
sempre stata così grande da non
riuscire a frenarla. Ad un certo
punto questo signore mi ha detto
che uno dei posti più emozionanti
ed indimenticabili che avesse mai
visto sono state le cascate Iguazù
in Brasile. Il nome Iguazù, ha poi
continuato il signore, viene dalle
parole guaranì y che vogliono dire
acque, e guasu che vuol dire grandi,
ed una leggenda racconta che un
dio pretendeva sposare una bellissima ragazza chiamata Naipù,
Associazioni
A volte la casualità ci porta a
L’
ARIONE 65
Associazioni
che però scappò con il suo amato
Caroba in canoa. Arrabbiato, il dio
modificò il fiume – continua la leggenda - creando le cascate, nelle
quali Naipù cadde trasformandosi in roccia, mentre Caroba si trasformò in albero. Si narra ancora
oggi che da questa posizione, i due
amanti continuino ad osservarsi.
Ognuno dei bandisti della Banda Sociale di Aldeno, se fosse stato al mio posto, avrebbe reagito
come me a quel nome e a quel racconto, perchè per la Banda di Aldeno Iguazù vuol dire Michele
Ascolese, Iguazù Project ed
un’esperienza meravigliosa rimasta nel cuore di musicisti e pubblico. La stessa emozione, mi è poi
venuto in mente, affiorerebbe alla
citazione di posti come Banyeres
de Mariola, Fano, San Gimignano, Anterselva, luoghi dove la Banda di Aldeno, assieme al Presidente ed al Maestro, ha lasciato un
ottimo ricordo e dai quali si è portata via nuove amicizie, una visio-
L’
66
ARIONE
ne diversa di musica e panorami
mozzafiato.
Essere un componente della
Banda è un’opportunità oltre che
un serio impegno. Certi tipi di
esperienze sono davvero uniche e
così particolari che solamente partecipare all’attività della Banda può
permettere di affrontare. Al Concerto di Natale, ad esempio, concerto che si terrà come ogni anno
nel Teatro Comunale di Aldeno la
sera del 25 Dicembre, verrà proposto un Concerto per Fagotto
solista di Frigyes Hidas nel quale
si cimenterà il nostro concittadino
Igor Delaiti, eccellente fagottista
dal curriculum ricco di riconoscimenti. Il programma del Concerto di Natale sarà veramente interessante e ricco di emozioni. Del
resto, chi ci segue con costanza sa
bene che emozioni ed intensità non
mancano mai quando suona la
Banda.
A proposito di emozioni, è sicuramente da ricordare la Messa
di Santa Cecilia che si è tenuta la
sera del 21 novembre scorso nella Chiesa Parrocchiale di Aldeno.
La Banda ha proposto oltre ad un
Adagio di Anton Bruckner, la suggestiva Dusk di Steven Bryant e
la dolcissima Innocence 3 tempo
di Saga Candida del giovane musicista ed autore americano Bert
Appermont. Ma il brano che ha
riscosso maggiori consensi è stato
senz’altro il “Tu che di gel sei cinta” tratta dall’Opera Turandot di
Giacomo Puccini, che ha visto la
collaborazione della Banda con
un’altra importante e straordinaria artista di Aldeno, la mezzo soprano Monica Zeni che con l’occasione ringraziamo per aver messo così a disposizione le sue eccellenti doti di interprete.
A Settembre sono iniziati i corsi
di teoria, solfeggio e le prove della Bandina: l’entusiasmo dei piccoli musicisti non manca e la disponibilità degli insegnanti nemmeno: ottime premesse per un anno
scolastico ricco di soddisfazioni.
Infine, il sito della Banda Sociale di Aldeno
www.bandasocialealdeno.it è in
fase di ristrutturazione grazie alla
disponibilità e all’impegno di alcuni
bandisti, che intendono dare allo
stesso una veste più moderna ed
aggiornata. Chiediamo quindi un
po’ di pazienza in attesa di poter
godere del risultato.
Ai lettori de “L’Arione” la Banda Sociale di Aldeno, il Presidente
Walter Rossi ed il Maestro Paolo
Cimadom, augurano un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo.
La vita, dall’incubo
dell’AIDS
a cura di Alma e Rosanna
Riceviamo dalla nostra amica,
Tina Barbieri, ora volontaria in Cameroun, ma in Africa da trent’anni,
una lettera tanto bella che la vogliamo proporre per intero, senza togliere
nemmeno una virgola: “Mentre il
sole si spinge prepotente tra le nubi
e la nebbia densa di umidità, per
riscaldare questo nuovo giorno, le
mamme della nostra maternità
partoriscono numerose e i loro lamenti si tramutano in splendidi sorrisi appena il piccolino saluta, col
primo grido, l’entrata in questo
mondo. Qualche minuto fa è nato
il 24° bimbo di questa notte piena
di vita, di movimento, di fatica, di
creatività, per dare, spazio, assistenza, cure necessarie a tutte, per
ospitare dignitosamente 51 mamme in una maternità che conta 32
posti letto. C’e l’abbiamo fatta
certi che tra una settimana, i venti
posti letto della nuova ala, saranno pronti per soddisfare questa abbondanza di vita, che fa del nostro
centro, un CENTRO PILOTA per
l’accompagnamento dei bimbi dal
concepimento all’età scolare, delle mamme e delle famiglie di ogni
condizione sociale. Da sette anni
abbiamo un’attenzione particolare per le mamme sieropositive all’
HIV, per evitare la trasmissione del
virus dalla mamma al nascituro,
durante la gravidanza, al momento del parto, con l’allattamento
materno. Questo accompagnamento che non è solo sanitario, ma
anche psicosociale, ci ha permesso di avere risultati sorprendenti;
dal gennaio 2008 ad oggi la trasmissione è zero per cento… Un
traguardo meraviglioso che dà a
queste mamme la certezza di essere mamme a pieno titolo, capaci di dare la vita come tutte le
donne e darla in pienezza.E’ veramente stupendo condividere le
emozioni e la gioia quando annunciamo che il bimbo è sieronegativo, occhi grandi, splendenti, spesso pieni di lacrime di felicità….Vi
lascio immaginare… La prossima
settimana apriremo la nuova ala,
cinque camere di quattro letti, luminose, coloratissime, ben arredate, con materassi solidi, biancheria linda e profumata, zanzariere efficaci, culle bellissime. Una
sala di neonatologia con due modernissime incubatrici, sarà disponibile per ridurre al minimo le
complicanze da parti difficili. Il
laboratorio analisi sarà arricchito di nuovi apparecchi sanitari,
così pure il servizio ecografia,
sarà attrezzato con un nuovo
moderno apparecchio. Ci siamo
indebitati per dare il meglio, ma
ce la faremo a onorare i nostri impegni, perché quando ci si impegna per la VITA e per dare a tutti
il DIRITTO ALLA SALUTE, il sostegno di molti non mancherà.
Don Milani diceva “Tutto è speranza perché tutto è fatica. Finché c’è fatica c’è speranza” Vi garantisco che dopo una notte come
questa in cui sei persone hanno
condiviso dolori e gioie con 24
partorienti, 24 nuovi nati, 24 famiglie e hanno ricercato soluzioni non semplici, l’affermazione di
don Milani è carica di SENSO e
di SPERANZA.
Da Yaoundè un saluto africanissimo ricco di sorrisi, di grida
di neonati e di energia vitale”. Yaoundè 01/10/2010 Tina Barbieri
Anche noi del Gruppo Missionario
abbiamo contribuito a quest’opera
e ne siamo fieri. Con l’occasione
AUGURIAMO a tutte le persone
della nostra Comunità, Enti compresi, che gentilmente contribuiscono
allo scopo missionario, un Santo e
gioioso Natale e un sentito ringraziamento.
L’
ARIONE 67
Associazioni
Arriva da Yaoundè, in Cameroun, il racconto di una ordinaria e
straordinaria giornata africana.
Il mestiere
dell’animatore
di Mattia Baffetti
Relazione e comunicazione alla base dei seminari di formazione
proposti dall’associazione Noi e dalla parrocchia.
A fine ottobre i giovani ani-
Associazioni
matori delle attività di oratorio ed
un paio di giovanissimi “aspiranti
animatori” hanno avuto la possibilità di partecipare ad alcuni brevi seminari, guidati dal professor
Flavio Antolini, incentrati sulle seguenti tematiche: fisiologia della
comunicazione, figura e ruolo dell’animatore, concetto di esperienza. Tralasciando le numerose
sfaccettature e tematiche di questi incontri, che spero abbiano
fornito ai ragazzi buoni spunti di
riflessione e di auto-riflessione, ciò
che mi preme sottolineare è quanto emerso dalla discussione sulla
“figura dell’animatore di attività
Il sito web della parrocchia.
ricreative e socio-assistenziali”. I
giovani, intelligentemente coinvolti
da Antolini in lavori di gruppo e
in una sorta di forum finale, hanno delineato la figura dell’animatore con una sequenza di “carat-
Gli animatori al seminario del prof. Flavio Antolini.
L’
68
ARIONE
teri fondamentali” raggruppabili
per aree tematiche: positività, creatività, relazione d’aiuto, serietà
e confini, leadership e team, empatia, responsabilità e valori. Da
ultimo essi hanno individuato il
“filo rosso” che lega tutti questi
aspetti e che è stato riconosciuto
nella capacità di relazionarsi e
comunicare con gli altri.
Relazione e comunicazione
quindi.
Ho trovato essere una piacevole coincidenza che in questo
stesso periodo siano giunte a
compimento due iniziative, promosse dall’Associazione NOI
congiuntamente alla parrocchia,
volte proprio a stabilire relazioni
ed a potenziare la comunicazione.
Secondo elemento: dopo tre
mesi di fervida e travagliata attività è giunto definitivamente a conclusione il progetto della pubblicazione “Un Natale con i fiocchi”
per l’Avvento 2010. Quando, a
settembre, si è deciso di stamparne 5.000 copie penso che più
d’uno abbia avuto qualche perplessità; il coraggio (o la follia, se
volete) è stato invece premiato e,
ad oggi, la giacenza residua è
poca cosa. Quasi 5.000 copie distribuite in due mesi in tutta la
provincia e non solo, da Cavareno a Fiera di Primiero, da Gardolo a Verona, da Pera di Fassa
a Lasino… passando ovviamente per Aldeno! In maniera un po’
celebrativa e campanilista potremmo dire che in molte case
trentine il Natale avrà un retrogu-
sto aldenese. E’ quindi d’obbligo
ringraziare tutte le persone che si
sono spese gratuitamente per
l’ideazione, la progettazione, la
produzione, la promozione, la
vendita e la distribuzione di questo lavoro.
Un grazie di cuore, cioè, a chi
crede fermamente nella relazione
e nella comunicazione e non smette di praticare l’una e l’altra all’interno dell’Associazione.
Associazioni
Primo elemento: da ottobre all’indirizzo
web
www.parrocchiealciga.eu è infatti
visitabile il sito internet delle parrocchie di Aldeno, Cimone e Garniga Terme, con articoli, foto, bollettini parrocchiali, notizie dell’Associazione NOI e molto altro ancora. La compresenza in
un’unica pagina di tre parrocchie
e un’associazione rappresenta di
per sé un tentativo di collaborazione e di sinergia, oltre che di comunicazione. Il media scelto si
aggiunge poi ad altri canali tradizionali per ampliare l’offerta e la
capacità di coinvolgimento. Qualsiasi suggerimento critico è ben
accetto e, se riguarda l’Associazione, può essere inoltrato direttamente al nuovo indirizzo
[email protected].
L’
ARIONE 69
La vita guarda
sempre avanti
di Marcello Enderle
L’Università della Terza Età e del Tempo Disponibile ad Aldeno: un
intenso programma di cultura e di conoscenza.
Era l’anno 2002 quando il
Associazioni
nostro compianto sindaco Daniele Baldo, approfittando dell’offerta fornita dall’UTETD di Trento,
ebbe l’idea di istituire anche ad
Aldeno una sede periferica dell’Università della Terza Età. Aveva compreso che nel paese molte persone adulte sentivano il bisogno di riempire una pur piccola parte del loro tempo col riaccostarsi a interessi culturali di vasto respiro. Nel momento dell’esplosione di internet, delle informazioni veloci tramite e-mail,
dei social-network, dei virtual
market rivolti soprattutto ai giovani ma di più difficile accesso a
chi, adulto, si sentiva impreparato e a disagio ad accostarsi al
mondo della informazione hi-tec,
percepì il bisogno di andare oltre
un piano di politiche socio-sanitarie rivolte agli adulti del paese:
andava incentivato un forte e diffuso stimolo culturale, occorreva
mettere a frutto la maggiore disponibilità di tempo libero verso
adeguate e nuove forme di relazione sociale che potessero far ri-
Gli alunni dell’ UTETD, durante la lezione di Storia delle Civiltà del Mondo tenuta dal
prof. Vittorio Campero.
L’
70
ARIONE
scoprire e sviluppare nuovi interessi indirizzati alla conoscenza di
temi e prospettive culturali nuove. La terza età doveva essere
“vita in avanti”
L’Amministrazione Comunale
colse e fece proprio questo spunto. Stipulò la convenzione necessaria per iniziare il percorso culturale di UTETD e mise a disposizione la sala consigliare per le
lezioni, il personale dell’ufficio per
l’espletamento delle pratiche inerenti le iscrizioni e le attrezzature
richieste dagli insegnanti e necessarie per le varie lezioni e attività.
Il primo anno accademico iniziò a novembre 2002; gli iscritti
erano 45 di Aldeno, 6 di Cimone
e 4 di Garniga Terme. L’attività
culturale e formativa fu suddivisa
in quattro cicli di argomento: geografia, diritto successorio, aspetti medici della terza età, storia dell’arte.
In totale 18 lezioni di 2 ore ciascuna.
Dalle prime lezioni subito si
evidenziò che chi vi partecipava
era molto attento e interessato a
sviluppare una crescita culturale
individuale. Si vide come le lezioni
fossero seguite e vissute con in-
lità degli argomenti scelti e trattati, che hanno spaziato dalla Medicina alla Geografia, dal Diritto
alla Storia Dell’Arte, dalla Storia
del Trentino alla Psicologia, dalla
Storia delle Religioni a “Il Cittadino e le Istituzioni”, dalla Storia
delle Civiltà Pre-moderne alle
Patologie Reumatiche, dall’Uso
dei Farmaci alle Patologia Respiratorie e Cerebrovascolari, dall’Arte di non Invecchiare alle
scienze naturali, dal Viaggio nel
cosmo all’Educazione alla Mondialità, dalla Bibbia e il Cinema
alle Energie nucleari e Alternative, fino alla Storia degli ultimi cento anni.
Temi sentiti partecipati e approfonditi, anche grazie all’indiscussa capacità didattica dei vari
docenti susseguitisi negli anni, i
quali hanno saputo stimolare l’attenzione e l’interesse dei presenti, avvalendosi anche di mezzi audiovisivi per rendere più facilmente assimilabile l’argomento trattato.
Da non dimenticare anche le
altre attività formative e di socializzazione parallelamente organizzate negli anni accademici, come
varie visite al Castello del Buon
Consiglio, al Mart e a Casa Depero, in occasione di mostre di
particolare interesse storico e culturale. In collaborazione con la
Presidenza del Consiglio Provinciale si è visitato il Museo Cimbro, Il Museo degli Usi e Costumi, il Forte Belvedere di Lavarone, Casa Degasperi a Pieve Tesino, il Museo Civico di Rovere-
to, Villa Margon e il Castel Thun.
Inoltre sono state effettuate
gite culturali guidate di un giorno
a Palazzo Ducale con la Residenza Ducale e la città di Modena, al
Museo e al ghetto ebraico di Venezia, a varie Ville Venete e alla
città di Vicenza con il suo Teatro
Olimpico. Sono state ancora effettuate le gite socio culturali di
due giorni ad Assisi, Todi e Spoleto, a Siena, Volterra e San Gimignano, al Lago di Costanza, a
Maiano, Canton san Gallo, a
Camaldoli, a Lucerna ed a Berna
in Svizzera, ad Acqui Terme, a
Torino al Museo Egizio, in Slovenia, al Lago di Bled, a Cortona, Arezzo.
Infine, in collaborazione con il
coordinamento giovani, è stato
attuato il corso di informatica dal
titolo “Nonni e Nipoti al PC” e,
come avviene da vari anni, corsi
di acquagym presso la piscina di
Madonna Bianca.
E’ questa la riprova della vivacità e della coesione del gruppo che ha vissuto e vive questi
momenti di formazione con partecipazione e curiosità costanti.
Crediamo quindi doveroso rivolgere un caloroso ringraziamento
a quanti hanno permesso e ancora incentivano la realizzazione di
questa importante esperienza formativa e di socializzazione, la cui
ricaduta è e sarà indubbiamente
molto importante per lo sviluppo
di una cosciente etica civile basata sull’impegno e sulla responsabilità personale nei confronti
della comunità locale.
L’
ARIONE 71
Associazioni
terventi spontanei e richieste pertinenti di approfondimento degli
argomenti trattati.
A marzo 2003 terminò il primo anno accademico e l’ultimo
incontro realizzò la programmazione dell’anno successivo. Fu
quella un’occasione molto importante poiché si attuò il bilancio dell’attività svolta e da esso maturò
un coinvolgimento verso una scelta motivata degli argomenti per
l’anno 2003-2004: era progettare un tassello della propria formazione, indirizzare interessi e
confronti.
Fu veramente quella la riprova del successo dell’iniziativa: un
momento di partecipazione e socializzazione. Il tutto poi si concluse con uno spuntino e un brindisi di saluto.
Quello che è iniziato, è il nono
anno accademico e si può senza
ombra di dubbio affermare che la
nostra è ormai una realtà fortemente radicata nel paese, molto
apprezzata e in crescita. Gli iscritti
sono 83: 64 donne e 19 maschi.
La fascia d’età degli iscritti è compresa tra i 46 e gli 86 anni e va
sottolineato che la presenza maschile è un dato che colloca Aldeno in prima fila tra le sedi
UTETD, con il 29% di maschi
iscritti.
Notevole è anche la frequenza alle lezioni, che mediamente si
aggira sull’80% degli iscritti.
Se vogliamo fare un bilancio
di questi nove anni di attività possiamo senz’altro definirli molto
positivi. Basti evidenziare la qua-
Club 3P: prospettive
di rilancio
di Ermanno Moratelli
Si punta sui giovani agricoltori per recuperare ruolo e progettualità
per la campagna aldenese.
Il Club 3P di Aldeno ha com-
Associazioni
piuto 50 anni ed è uno dei più vecchi di tutta la provincia di Trento.
Il simbolo delle 3P sta a indicare
altrettante parole: provare, produrre e progredire, che sono state il motto di generazioni di giovani agricoltori con un estrazione
ben precisa e cioè di appartenenza alla Coldiretti, il maggiore sindacato agricolo del Trentino.
E’ nato negli anni in cui era
molto sentita la cooperazione intesa come spirito corporativo,
come nucleo di aggregazione per
affrontare le diverse problematiche che, vuoi per le scarse risorse economiche del tempo o per
le poche conoscenze tecniche, richiedevano ancora una forte coesione, con l’idea che l’unione fa
la forza.
Lo spirito costitutivo si rivolse
L’
72
ARIONE
in due direzioni ben precise: come
elemento propositivo proiettato
nella vita agricola non solo del paese e come gruppo di gestione di
attrezzi agricoli che, per il loro costo e la loro complessità di utilizzo, non potevano essere acquistati o gestiti dalla singola azienda.
Nel corso dei decenni, dopo
aver contribuito in maniera sostanziale alla vita delle cooperative, all’amministrazione comunale
e alla crescita complessiva dell’agricoltura, la prima funzione si
è affievolita o dissolta completamente, anche in seguito ai cambiamenti sociali, alla minore volontà di impegno e, non da ultimo, alle comodità raggiunte. La
seconda funzione è invece ancora oggi attiva e il Club 3P di Aldeno, con una base di 41 soci,
gestisce un patrimonio costituito
da 11 attrezzi.
Il primo compianto Presidente fu Umberto Cont a cui sono
succeduti altri 7 Presidenti, fino
all’ultimo ancora in carica da 12
anni, Ermanno Moratelli. L’attuale
Consiglio di Amministrazione, nominato ad inizio 2010, è composto, oltre che dal Presidente, dai
consiglieri Danilo e Nicola Baldo,
Renato Coser, Claudio Moratelli
e Roberto Ruzz, mentre le funzioni di segretario sono svolte da
Gastone Dallago.
Il Club 3P non è un ente di lucro, si autofinanzia e continua ad
occuparsi di agricoltura. Nell’ultimo periodo, vista l’età media dei
propri soci, circa 40 anni, si è
confrontato con l’opportunità di
aprire le porte ai giovani agricoltori del paese. La prospettiva futura è di riappropriarsi un ruolo
preciso e ritornare ad essere un
punto di riferimento sociale e culturale per la categoria. La necessità di aumentare e migliorare il
confronto fra i vari attori del comparto, superando alcune contrapposizioni, che negli ultimi anni si
sono create nel paese, è un nodo
fondamentale a cui il Club vuole
provare a dare delle risposte.
Cogliamo l’occasione, nel ringraziare la rivista L’Arione per lo
spazio concessoci, per invitare tutti
i giovani agricoltori che lo desiderano ad entrare a far parte della
compagine sociale del Club 3P di
Aldeno e, visto l’avvicinarsi del
Santo Natale, per porgere i nostri
migliori auguri di Buone Feste.
I Carabinieri
per Aldeno
di Renzo Beozzo
Anche la A.N.C. Sezione di
Aldeno C.re Primo Daldoss, nel
suo ultimo consiglio ha fatto una
seria riflessione sull’anno 2010,
che volge ormai al termine.
Durante questo 2010, sono
state effettuate varie attività, tra le
quali spiccano la cena sociale e la
festa dell’Arma. La consueta cena
sociale, tenutasi a fine Marzo, ha
visto una notevole partecipazione,
oltre che delle autorità, anche dei
soci con i famigliari, e dei simpatizzanti. La festa dell’Arma, invece, si è svolta al parco delle Albere a fine Maggio ed è stata rovinata dal maltempo, fatto che accade ormai sfortunatamente da tre
edizioni. Si sta dunque pensando
di riorganizzarla in modo diverso.
È inoltre bene ricordare la ricorrenza della Virgo Fidelis, patrona dell’Arma, appuntamento
annuale del 21 Novembre, alla
quale hanno partecipato, oltre ad
una nostra rappresentanza, autorità militari e civili, tra le quali vogliamo ricordare il Maresciallo
Comandante della stazione di Aldeno, Erminio Paternuosto, e il
Sindaco di Aldeno, Emiliano Beozzo, che desideriamo ringraziare
per la sua presenza e l’attenzione
sempre viva verso la nostra associazione.
Come già detto lo scorso anno,
all’interno della sezione si è costituito un gruppo denominato “Nucleo di fatto”. Al compimento del
primo anno di attività di questo
gruppo, il bilancio è sicuramente
positivo. I servizi effettuati sono
stati organizzati dal coordinatore
del gruppo Oreste Zanotti, al quale
va il nostro apprezzamento per
l’impegno e la passione profusi, in
collaborazione con il Comando
C.C. Stazione di Aldeno, il Comune di Aldeno e la Polizia Locale. Per citare alcuni dei servizi svolti, si possono menzionare: Giro del
Trentino, Gran fondo Charly Gaul,
Comun Comunale e MondoMerlot.
Vorremmo poi esprimere un
ringraziamento particolare ai soci,
nonché membri del Nucleo di fatto, Tommaso Saccomanno e Carlo Capello che, tutte le mattine, a
turno, sono presenti sull’incrocio
tra via Florida e via del Porto per
permettere un attraversamento più
sicuro agli scolari. In merito a questo servizio, ci piacerebbe poter
fare di più, come richiesto dal Sindaco, ma ciò ci è impossibile in
quanto quasi tutti i nostri iscritti lavorano e sono dunque impossibilitati a rendersi disponibili per tale
attività.
Ricordiamo, infine, due dei nostri soci fondatori che sono deceduti nell’arco di questo 2010: Italo Linardi e Albino Beozzo.
Colgo qui l’occasione, a nome
del Presidente Ermanno Moratelli
e di tutto il Consiglio, per augurare Buon Natale e Buon Anno a tutti
i nostri iscritti e simpatizzanti.
Carabinieri in congedo aiutano i più piccoli nell’attraversamento degli incroci.
L’
ARIONE 73
Associazioni
Fine anno. Tempo di bilanci e riflessioni sul passato, tempo di propositi per il futuro.
No alla
pena di morte
di Alida Cramerotti*
Anche il Comune di Aldeno aderisce alla giornata mondiale delle
Città per la Vita.
In molti avranno notato che,
Amministrazione e politica
dalla fine di novembre, sul nostro
municipio è apparso uno striscione sul quale risalta la scritta “Non
c’è giustizia senza la vita” e che
testimonia l’adesione del nostro
comune alla Giornata Mondiale
delle Città per la Vita - Città
contro la pena di morte, che si
celebra ogni 30 novembre, in ricordo dell’anniversario della prima abolizione della pena capitale
ad opera di uno Stato (il Granducato di Toscana), avvenuta nel
1786.
L’iniziativa è nata grazie all’impegno della Comunità di Sant’Egidio, protagonista, dalla seconda
metà degli anni ’90, di una forte
L’
74
ARIONE
ed incisiva battaglia contro la pena
capitale, considerata la sintesi di
molte violazioni dei diritti umani:
una forma di tortura mentale dei
condannati, in contraddizione con
una visione riabilitativa della giustizia, causa di legittimazione di una
cultura di morte che colpisce in
maniera sproporzionata minoranze politiche, etniche, religiose e
sociali.
Un impegno, quello della Comunità di Sant’Egidio, che nel
2002 ha prodotto la nascita del
Movimento mondiale delle Città
per la Vita - Città contro la Pena
di Morte e che ha dato vita all’Appello per una Moratoria Universale. Vi hanno aderito leader religiosi di tutte le principali tradizioni
religiose mondiali, credenti e non
credenti, firmando un manifesto
morale, sottoscritto anche da otre
cinque milioni di persone in 153
paesi del mondo e che è stato consegnato alle Nazioni Unite alla vigilia del voto della storica Risoluzione del 18 dicembre 2007.
In tale occasione, per la prima volta a grande maggioranza,
gli Stati Membri dell’ONU hanno solennemente affermato che la
pena di morte ed il cammino ver-
so la sua abolizione definitiva è
una questione rilevante nella crescita del rispetto universale dei
diritti umani e non una questione
di giustizia interna dei singoli Paesi.
A metà degli anni settanta i Paesi che avevano abolito la pena di
morte erano poco più di 20; oggi
sono 141 i Paesi che per legge
(130) o in pratica, pur permanendo negli ordinamenti giuridici, non
una giustizia capace di rispettare
la vita in ogni corcostanza.
Quest’anno sono state 1300 le
Città per la Vita nel mondo che,
nelle giornate dal 28 al 30 novembre, hanno illuminato e decorato
un monumento, un edificio o un
luogo particolarmente significativo,
quale simbolo dedicato all’iniziativa e che hanno predisposto iniziative culturali e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
Nel nostro caso la scelta com-
piuta dal Consiglio comunale, unanime nel deliberare l’adesione all’iniziativa, è stata quella di individuare il municipio, quale edificio
significativo del comune, da decorare con apposito striscione, mentre per le iniziative a carattere culturale saranno privilegiate, nel corso dell’anno, quelle rivolte a sensibilizzare gli studenti delle scuole
presenti sul nostro territorio.
*Assessore alle Politiche Sociali
L’
ARIONE 75
Amministrazione e politica
la utilizzano più.
Va tuttavia osservato che, seppur la pena capitale sia avvertita
nella coscienza di tanti come un
residuo del passato, così come a
lungo sono stati schiavitù e tortura, poi rifiutati dalla coscienza collettiva, il cammino verso la sua
abolizione resta lungo e difficile,
richiede un allargamento del consenso ed un sempre maggiore impegno delle società civili, in sinergia con Stati ed Organismi internazionali.
In tal senso la giornata Mondiale delle Città per la Vita – Città
contro la Pena di Morte rappresenta un’importante iniziativa che,
nel corso degli anni, ha riunito numerose amministrazioni locali e
società civili, per promuovere universalmente questa battaglia, tanto decisiva per l’intera umanità e
per sensibilizzare le Istituzioni verso
Un asilo per
Paganica
di Emiliano Beozzo*
Grande prova di solidarietà dimostrata dai Comuni di Aldeno, Cimone e Garniga Terme
Come promesso nell’estate
Amministrazione e politica
2009, i Comuni di Aldeno, Cimone e Garniga Terme hanno portato a termine il progetto di solidarietà a favore delle popolazioni terremotate denominato “Il mio impegno per l’Abruzzo”, grazie anche alla raccolta-punti legata alla
differenziazione dei rifiuti.
Il sistema già lo conosciamo, in
quanto Aldeno ha fatto scuola negli anni scorsi. Questa volta tuttavia, anziché mettere in palio dei
premi per i cittadini “ricicloni”, si è
scelto di convertire i punti in denaro da devolvere all’Abruzzo,
attraverso il progetto promosso
dalla Provincia Autonoma di Tren-
to.
Anche le scuole elementari di
Aldeno hanno dato il proprio contributo ideando una raccolta fondi
basata sul progetto “A piedi a
scuola”, un sistema che, allo stesso tempo, educa e pensa al prossimo. La partecipazione è stata
ammirevole così anche i piccoli
studenti hanno potuto donare un
proprio contributo per i bimbi dell’Abruzzo.
Contestualmente abbiamo
aperto un conto corrente presso
la Cassa Rurale di Aldeno e Cadine per facilitare versamenti volontari da parte dei nostri concittadini e bisogna dire che il paese
I sindaci di Cimone, Aldeno e Garniga Terme con l’assessore Lia Giovanazzi Beltrami.
L’
76
ARIONE
ha dimostrato la volontà di non tirarsi mai indietro.
Il 19 ottobre 2010, quindi, nel
corso di una breve cerimonia presso l’assessorato provinciale alla
solidarietà internazionale e alla
convivenza, assieme a Damiano
Bisesti, sindaco di Cimone, e Andrea Friz, sindaco di Garniga Terme, è stato consegnato all’assessore Lia Beltrami, nella sua veste
di coordinatrice del Tavolo per
l’Abruzzo, un assegno di 26.800
Euro.
L’assessore Beltrami, dopo
aver espresso compiacimento per
la solidarietà concretizzata dai tre
comuni, ha annunciato che l’assegno sarà trasferito, su scelta condivisa dai tre Sindaci, al Consorzio dei Comuni trentini che, per il
tramite della Caritas de L’Aquila,
contribuirà alla realizzazione di un
Asilo Nido a Paganica, aperto
anche ai bambini della frazione di
Tempera. “Quaranta bambini troveranno un tetto per crescere in
perfetta serenità - ha sintetizzato
l’assessore Lia Giovanazzi Beltrami - e dodici persone avranno un
lavoro grazie alla gara di solida-
rietà che ha coinvolto l’intero
Trentino”.
Dobbiamo sentirci orgogliosi
per il contributo dato alla costruzione di questa struttura e quando
penseremo al piccolo sforzo fatto
per collezionare i punti premio
L’assegno di 26.800 Euro.
presso il Centro Raccolta Materiali, o agli alunni coinvolti nei percorsi pedonali per raggiungere la
scuola, potremo pensare anche
alla felicità di quei quaranta bimbi
ospitati nel nuovo asilo nido di
Paganica.
Intendo, quindi, ringraziare anche a nome dei Sindaci di Cimone
e Garniga Terme, tutti i partecipanti a tale iniziativa, le persone che
hanno versato fondi personali sul
conto corrente aperto dal Comune di Aldeno e la Cassa Rurale che
ha dimostrato ancora una volta di
essere attenta e presente al momento opportuno.
* Sindaco di Aldeno
Così si presentava Paganica dopo il terremoto.
L’
ARIONE 77
Amministrazione e politica
Il nuovo asilo sarà costruito con
legno trentino, con una spesa assai contenuta (300.000 euro) grazie per l’impegno gratuito di progettisti e di maestranze ed alle donazioni di ditte trentine che lavorano proprio nel settore del legno
e della bioedilizia. Quello che il
Trentino, entro la primavera del
2011, donerà a Paganica e alle
famiglie di Tempera (paese interamente distrutto dal terremoto)
sarà un altro piccolo gioiello per
trovare un nuovo impulso ad andare avanti.
Pannelli solari
al centro sportivo
di Alessandro Bridi*
Continua l’impegno dell’Amministrazione nel favorire l’utilizzo di
fonti di energia rinnovabile.
Nel corso dei mesi di Otto-
Amministrazione e politica
bre e Novembre, in collaborazione con la Società Sportiva Aldeno, è stato interamente realizzato
e installato il nuovo impianto di
energia solare termica a pannelli
per la produzione di acqua calda
presso gli impianti sportivi del
Comune di Aldeno.
Questo intervento merita particolare attenzione, non solo per la
bontà e l’economicità che garantirà al Comune, ma anche perché
la costruzione e l’installazione dei
pannelli solari termici è stata interamente effettuata, sotto la guida
di esperti del settore, da un gruppo di ragazzi iscritti alle giovanili
di calcio (i “Giovanissimi”, ragazzi
di circa 14 anni di età) della Società Sportiva Aldeno.
Il progetto, denominato “progetto di autocostruzione”, ha come
scopo l’abbattimento del consumo di energia presso gli impianti,
con la conseguente diminuzione dei
costi e delle immissioni in atmosfera di anidride carbonica e la
sensibilizzazione di adulti e ragazzi
sui vantaggi derivanti dall’uso dell’energia solare.
Come detto, nell’autocostruzione sono stati coinvolti direttamente i ragazzi delle squadre
sportive che hanno beneficiato in
tal modo di una esauriente lezio-
I pannelli fotovoltaici, opera degli atleti “Giovanissimi” della Società Sportiva Aldeno.
L’
78
ARIONE
ne tecnico-pratica sulla tecnologia solare, con la possibilità di conoscere a fondo i pannelli solari
termici e di poterli realmente costruire, di capirne il funzionamento, la manutenzione, l’utilità ambientale e la convenienza economica.
I pannelli sono già installati e,
come conferma Remo Cramerotti, presidente della Società Sportiva, al quale va un sincero ringraziamento per la collaborazione e
la ricerca di volontari adulti necessari per le diverse lavorazioni, sono
perfettamente funzionanti e hanno
cominciato a dare i primi frutti in
termini di risparmio energetico,
nonostante il periodo poco soleggiato. I ragazzi hanno apprezzato
l’iniziativa partecipando con grande entusiasmo e dedicandosi con
attenzione e grande impegno alla
costruzione dei pannelli.
Dopo la realizzazione e la messa in opera dei pannelli solari, in
collaborazione con la cooperativa
Kosmos che ha seguito gli aspetti
tecnico-pratici dell’intervento, saranno svolte diverse attività formative presso le scuole elementari e
medie al fine di dare seguito al progetto, con la possibilità di visitare
Concludendo, voglio comunicare a tutti che, in questi giorni, sta
per essere approvato dall’Assemblea del consorzio ASIA, il Regolamento definitivo per l’applicazione della cosiddetta “tariffa puntuale” che permetterà, in maniera graduale, di pagare il servizio in base
agli effettivi svuotamenti di rifiuto
secco non riciclabile. In armonia
con le richieste della Provincia, tale
metodo sarà presumibilmente applicato a partire dal prossimo
mese di marzo.
Infine auguro a tutti voi un sereno Natale e un felice 2011.
*Assessore all’Ambiente
UFFICIO TECNICO COMUNALE di ALDENO
AMIANTO: Comunicazione, Censimento, Risanamento.
Con il presente avviso, si rende noto che presso il Servizio Territorio e
Lavori Pubblici è disponibile la modulistica relativa alla verifica della presenza di amianto sul territorio comunale.
La normativa prevede la valutazione, il controllo, la manutenzione e la
bonifica di materiali contenenti amianto presenti nelle strutture edilizie.
Il criterio di valutazione del rischio è piuttosto articolato e porta ad
analizzare i diversi aspetti del problema.
L’Ufficio Tecnico sarà a disposizione della popolazione che intendesse
verificare l’eventuale presenza di amianto, allo scopo di definire una strategia di intervento.
L’
ARIONE 79
Amministrazione e politica
il nuovo impianto in opera, leggendo e analizzando i dati energetici.
Il progetto si completerà quindi
con il monitoraggio dell’impianto
nei prossimi tre anni, per controllarne le rese energetiche e verificarne gli effettivi benefici nelle
emissioni di CO2.
Questo progetto è stato effettuato a costo zero per il paese: la
Provincia Autonoma di Trento ha
infatti finanziato interamente l’opera e l’acquisto dei materiali necessari.
Con l’inizio dell’anno prossimo, come segnalato nel precedente
numero de “L’Arione”, partiranno altre iniziative, con lo scopo di
favorire l’utilizzo di nuove tecnologie per lo sfruttamento di fonti
rinnovabili e per informare tutti i
cittadini che necessitano di maggiori chiarimenti.
Aldeno Insieme
Immaginare un
paese...
È con il solito entusiasmo che
Amministrazione e politica
mi appresto a scrivere alcune riflessioni legate alle iniziative che il
nostro gruppo vuole portare avanti
e alle proposte in cantiere. Mi sembra un atto dovuto per rendere
conto circa il mandato che ci è stato affidato.
Innanzitutto la nostra posizione sulla questione della strada “della Gottarda”: Aldeno Insieme aveva presentato una mozione in data
23/09/09 nella quale si ribadiva
che quella strada dovrà essere utilizzata per il traffico lento, in particolare quello dei mezzi agricoli. Un
eventuale allargamento, invece,
porterebbe inevitabilmente ad un
aumento del traffico automobilistico e toglierebbe spazio a chi gode
di questo percorso a piedi o in bicicletta, sminuendo le caratteristiche del paesaggio agricolo circostante. Per i tanti contadini che
conferiscono il raccolto alla SFT,
inoltre, questa strada deve rappresentare una valida via di transito
che fa risparmiare tempo e garantirà maggiore sicurezza, togliendo
dalla strada provinciale il passaggio dei trattori.
Altro fronte che ci vedrà im-
L’
80
ARIONE
fine di ottimizzarne le risorse. La
forza di queste alleanze sta nella
possibilità di creare canali e aprire tavoli di confronto con le amministrazioni limitrofe, mantenendo rapporti paritari basati sul rispetto e sulla apertura, pensando
ad altri sviluppi oltre alle convenzioni già in essere.
pegnati nei prossimi mesi, è l’avvio delle neo-istituite Comunità di
Valle. Nel nostro caso, tuttavia,
si parla di un “ambito” che comprende Trento, Cimone e Garniga Terme e che aprirà una nuova
fase istituzionale per il paese. La
nostra peculiarità è data dalla vicinanza ad una realtà complessa
come il comune di Trento e dal
rapporto, da avvalorare e consolidare, con i due comuni di Cimone e Garniga Terme. Le competenze che la legge attribuisce a
questo nuovo organismo sono
attinenti alle politiche della casa,
ai servizi pubblici locali, alle politiche sociali e all’urbanistica. Proprio per l’importanza di queste
materie, riteniamo fondamentale
cucire rapporti istituzionali con le
altre amministrazioni coinvolte, al
Il nostro paese è cambiato negli ultimi anni: si vedono volti nuovi, di giovani coppie, di bambini
piccoli e di ragazzi, di persone che
hanno scelto questo luogo come
terra nella quale stabilirsi con le
proprie famiglie. Accoglienza ed
identità, apertura al nuovo e conservazione della specificità, sono
dunque le grandi tematiche attuali.
Come fare affinché Aldeno sia capace di affrontare la modernità,
mantenendo le caratteristiche e le
peculiarità di una piccola comunità che crede ancora nella convivenza? Quale società ci attende,
quali rapporti, quale visione di futuro? Dobbiamo impegnarci tutti
per creare un paese dove ci sia
spazio per la tradizione e per l’innovazione; dove gli anziani possano contribuire con la saggezza degli anni e la memoria della storia
e le canzoni moderne, dove il dialetto sappia dialogare con le lingue del mondo, dove la diversità
si traduca in curiosità e ricchezza,
dove la gratuità animi i rapporti tra
le persone, dove il giudizio lasci
spazio alla condivisione.
Ognuno, indistintamente, si
deve attrezzare per favorire lo sviluppo in questa direzione, perché
tutti abbiamo potenzialità diverse
e uniche. Così il nostro paese sarà
ancora migliore di quanto non lo
sia già!
Questi spunti, che derivano da
una personale e modesta riflessione
ancorché condivisa con il mio
gruppo, vogliono solo essere la
prospettiva in cui cogliere il Natale come momento di coesione tra
gli uomini di qualsiasi nazionalità e
confessione. Per poter continuare
a “immaginare un paese” come ci
ha indicato il nostro indimenticabile Daniele Baldo.
In questo spirito rivolgo a tutti i
migliori e sinceri auguri per le prossime festività natalizie.
Amministrazione e politica
passata, tramandata come ”maestra di vita”; dove le famiglie trovino servizi e spazi di incontro;
dove gli adulti si sentano chiamati
al servizio della propria comunità
nella gestione della cosa pubblica;
dove i giovani possano crescere
in un ambiente sano e culturalmente aperto al mondo; dove ci si possa ancora conoscere e chiamare
per nome; dove la difficoltà di uno
diventi la preoccupazione di tutti.
Dobbiamo sforzarci perché in paese risuonino le canzoni “de stì ani”
L’
ARIONE 81
Aldeno per il Futuro
Gli interrogativi sulla
Comunità di Valle
Trento va da sola? Speriamo di no, ci siamo anche noi!
Il 24 ottobre si sono svolte in
Amministrazione e politica
Trentino le elezioni per le comunità di valle.
Questi nuovi organi sostituiscono i comprensori, svolgendo le attività ora esercitate da tali enti, oltre a molte altre che saranno trasferite progressivamente, così recita la legge, dalla Provincia e in
modo volontario dai comuni.
Quindi, mentre il comprensorio era un “braccio operativo” della
provincia, con limitato potere decisionale e compiti prettamente
operativi, la comunità è titolare di
funzioni proprie e può adottare le
politiche più rispondenti alle esigenze del proprio territorio.
Le Comunità sono costituite
obbligatoriamente dai comuni appartenenti a un determinato territorio. La Provincia è suddivisa
in 16 territori e in 15 di questi
si costituiscono le Comunità.
Nel territorio denominato “Val
d’Adige” non si è prevista invece la costituzione dell’ente
Comunità, ma ai comuni in
esso ricompresi (Trento, Aldeno, Cimone e Garniga Terme)
sono comunque trasferite funzioni amministrative, da svol-
L’
82
ARIONE
gere in modo associato con le
modalità che tali comuni definiranno tramite una apposita convenzione.
Non vogliamo, in quest’articolo, esprimere dubbi o consensi che
l’avvento di questi nuovi enti possono aver suscitato nella popolazione, ma si vuole riflettere sul tipo
di rapporto che terrà il comune di
Aldeno con le amministrazioni appartenenti alla “Comunità” in cui è
inserito.
Ci chiediamo, perché non appartenere a una vera Comunità di
Valle ma essere convenzionati con
il Comune di Trento.
Inoltre molti cittadini, del territorio “Val d’Adige”, si sono interrogati del perché non hanno potuto esprimere la propria preferenza elettorale e quindi influire de-
mocraticamente alla nascita della
nuova Comunità.
A seguito delle polemiche apparse sui quotidiani locali nel settembre 2009, in cui il Sindaco di
Trento deplorava l’obbligo di consorziarsi con altri tre Comuni che
sono disomogenei al capoluogo
per dimensioni, problemi ed esigenze, noi di Aldeno per il futuro abbiamo portato il problema
all’attenzione del consiglio comunale di Aldeno mediante
un’interrogazione del 26 settembre 2009 in cui esprimevamo la nostra preoccupazione e
chiedevamo se la Giunta si era
attivata prendendo una posizione in merito e se aveva intrapreso un confronto approfondito sul tema con i gli altri tre
Comuni e la Provincia.
Il Sindaco, in quell’occasione,
esprimeva la sua tranquillità in
merito presentandoci gli ottimi rapporti con Trento e le rassicurazioni recepite dagli incontri avuti sia
con l’ente provinciale sia con il sindaco del capoluogo…
A smentire questa dichiarazione e a conferma delle nostre preoccupazioni il 17 dicembre 2009,
dove collaboreranno, per esempio nella gestione della polizia
locale e per alcune scuole elementari e medie .”
Consideriamo che il comune
di Aldeno sia rimasto alla finestra, non ha saputo anticipare
l’evento e comprendere l’importanza di questo nuovo soggetto che andrà a modificare le
regole del governo del territorio e la gestione dei servizi locali. Avrebbe dovuto, con largo
anticipo, porsi come uno dei protagonisti di questo cambiamento incontrando la propria popolazione e aprendo con essa un
dialogo e un confronto.
Riteniamo che il peso politico
e il potere decisionale, quando ci
si deve confrontare con altri soggetti, è profondamente influenzato
dai numeri. I paesi di Aldeno, Cimone e Garniga Terme hanno una
popolazione che assieme non cor-
risponde neppure a quella di una
circoscrizione di Trento.
Le tre amministrazioni, già molto tempo fa, avrebbero dovuto iniziare un percorso per valutare assieme esigenze e priorità comuni,
arrivando al tavolo con la città capoluogo con il massimo della coesione.
Fare previsioni oggi di quali
saranno i cambiamenti è veramente
difficile, ci auguriamo per il futuro
che i “piccoli” comuni uniti siano
attivi, mantengano le proprie autonomie, abbiano un ruolo importante all’interno del nuovo assetto
amministrativo e che questo cambiamento, nato con tanta difficoltà, si trasformi in una vera opportunità per tutti e quattro i comuni.
Essendo prossime le festività,
vogliamo porgere a tutti Voi gli
auguri di un buon Natale e di un
felice nuovo anno.
L’
ARIONE 83
Amministrazione e politica
il Consiglio comunale di Trento
impegnava il Sindaco e la Giunta
del capoluogo a trovare un accordo per consentire (al comune di
Trento) di partire al più presto con
la gestione autonoma delle funzioni trasferite, senza il condizionamento di una convenzione obbligatoria con i tre Comuni contermini.
Il 19 settembre 2010 il sindaco di Trento ribadiva le sue perplessità sulla nuova comunità Val
d’Adige dichiarando ai giornali
che “Avevamo chiesto la possibilità di ripensare alla legge,
ma a questo punto se una convenzione con gli altri Comuni
va fatta devono essere chiari i
settori in cui Trento è pienamente autonoma: urbanistica,
politiche sociali, politiche culturali e istruzione. La convenzione dovrà stabilire, dove i
Comuni saranno autonomi e
Lega Nord
Trento mangerà in un sol
boccone Aldeno, Cimone
e Garniga
di Mirko Bisesti
Lo svuotamento delle compe-
Amministrazione e politica
tenze dei comuni calerà su Aldeno
come una stangata. Più di un anno
fa scrissi domandandomi quale
senso potesse avere una Comunità di Valle formata dai comuni di
Aldeno, Cimone, Garniga e Trento. Tre realtà che assieme fanno
circa 5.000 abitanti e uno che da
solo ne fa più di 100.000. Ma, visto che ora le altre comunità sono
andate al voto e si andranno a formare a breve, noi siamo rimasti
esclusi e ci toccherà fare qualcosa
nonostante i vari ritardi, proroghe
e quant’altro. Le competenze per
costituire il nuovo soggetto “Territorio della Valle dell’Adige” verranno richieste ai comuni. Agire
sarà inevitabile, anche perché la
nostra amministrazione, a capo del
paese da ben 20 anni, da sempre
tende ad essere orientata più verso Trento che verso una propria
autonomia. Basti ricordare la cessione dell’acquedotto, prima di
proprietà comunale, i vigili urbani
cittadini in paese da alcuni anni e
soprattutto l’espansione edilizia
che avrà il paese: tutto ciò fa pensare a una vicinanza non solo geografica ma soprattutto di progetto politico.
L’
84
ARIONE
La convenzione che verrà proposta toglierà in pratica tutti i poteri reali e concreti al nostro municipio! Questo nuovo ente, ovviamente a Trento, sarà responsabile
della commissione edilizia, del piano urbanistico, dell’assistenza scolastica, dei servizi socio-assistenziali e altro, lasciando a noi i vigili
del fuoco, il volontario sociale per
i servizi locali e poco altro. Il Comune di Aldeno si troverà a trattare con Trento sempre come soggetto non voluto e minoritario.
Non solo, ma si dovrà affrontare la questione della legittimità e
della costituzionalità di questa convenzione, visto che non sono previste elezioni dirette (nemmeno per
la nomina del 50% degli eletti
come è appena avvenuto nelle altre comunità).
Stiamo a vedere. Sta di fatto
che la politica miope delle ultime
amministrazioni non solo porterà
il nostro comune a perdere tantissime competenze, ma potrebbe
persino far sì che l’organo municipale di Aldeno sparisca del tutto.
E con lui tutto il suo orgoglio che
però, politicamente, ha indirizzato
male, non capendo la battaglia per
la difesa e l’incremento del potere
dei comuni condotta dalla Lega:
una battaglia portata avanti con
successo nei comuni amministrati
dai leghisti. Una difesa dell’istituzione comunale e dell’autonomia
locale in cui, in Trentino, solo la
Lega Nord crede fermamente.
Vorrei, poi, riservare queste
ultime righe al mio precedente intervento su questo notiziario dell’agosto 2010. Lo dedicai esclusivamente al costo sproporzionato dell’ Arione, 12.000 Euro per
un semestrale di un’ottantina di
pagine scarse, che decantano
le vicissitudini o il curriculum
vitae dei soliti personaggi, nella maggior parte dei casi politicamente schierati con la maggioranza. E questo ha mandato su
tutte le furie il “direttore” che, vistosi attaccato nel suo pensiero
bensì la minoranza. Fu il consigliere Manuel Cont (anno
1995) ha lanciare l’idea, e da
allora l’Arione è espressione
solo del pensiero di alcuni. Vorrei ricordare che, per protesta,
i membri del notiziario delle due
minoranze di allora si dimisero
dal comitato di redazione vista
la piega che aveva preso fin da
subito il progetto. Vedi, “direttore”, io non dico di fare politica
ma, dai pochi anni che milito nella
Lega, “faccio politica” mettendoci la faccia. Diversamente da
come fanno molti par tuo, che impartiscono dogmi coperti dalla
patina dorata e intoccabile del loro
ruolo - per così dire - “informativo”. Non arriverei mai a dire che
non sei degno di far parte della
comunità di Aldeno – come tu hai
fatto con me. Non voglio giudicare le tue capacità giornalistiche –
come tu hai fatto con la mia pas-
sione (e non professione!) politica. Vorrei solo ricordarti che tutti i
rappresentanti delle minoranze che
mi hanno preceduto hanno avuto
problemi con te.
Al prossimo consiglio comunale chiederò formalmente le tue dimissioni. Ed ora dedicami pure un
altro editoriale”
Restando nel campo della libertà
di stampa, vi consiglio di ascoltare
Radio Padania Libera. Ad Aldeno la frequenza è 107.900.
Amministrazione e politica
unico, ha voluto paragonare la mia
idea libera al più buio pensare del
periodo leninista del secolo scorso. La prossima volta, invece di
rivolgermi al 15% dell’elettorato
del Paese per sapere cosa scrivere, lo chiederò all’illustre direttore. Altro che democraticità di intenti, se non la pensi come lui ti
brucia prima che i lettori leggano il tuo punto di vista. L’editoriale del “direttore” Lucianer
annichilisce la posizione espressa
nelle quattro righe concesse alle
minoranze, presentando in prima
pagina il suo pesantissimo punto
di vista e “democraticissimo” filtro. Questa è la democrazia di chi
si proclama difensore della biblioteca di Alessandria ma che poi riporta fatti non veri!
Non fu l’allora vice sindaco
Daniele Baldo a volere l’Arione, come afferma erroneamente il nostro amato direttore,
L’
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Lettere
Lettere
Riceviamo e pubblichiamo alcuni degli attestati di stima a L’Arione,
inviati dai lettori alla Redazione.
L’
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Lettere
L’
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Lettere
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Le scelte
dell’Amministrazione
Vi proponiamo una selezione delle delibere e delle determinazioni
più rilevanti.
Delibere del
Consiglio Comunale
Trento per la gestione associata e coordinata del servizio di Polizia Locale.
per la disciplina dei referendum popolari
comunali.
n. 23 del 26.08.2010
Convenzione fra il Comune di Aldeno e
il Comune di Cimone dd. 1 dicembre 2006
per lo svolgimento del servizio di gestione
associata dell’Ufficio Tecnico comunale. Approvazione modifiche.
Delibere della
Giunta Comunale
n. 111 del 04.10.2010
Individuazione del corrispettivo da chiedersi per la riproduzione di copia di documenti amministrativi e di fotocopia in generale da parte degli uffici municipali. Modifica
della deliberazione giuntale nr. 28 del
09.02.2009.
n. 27 del 11.10.2010
Approvazione convenzione fra il Comune di Aldeno ed il Comune di Cimone per lo
svolgimento del servizio di spazzatrice meccanica con operatore di proprietà del Comune di Cimone.
n. 92 del 12.08.2010
T.I.A. Tariffa di Igiene Ambientale – Cessioni di fabbricato per breve periodo a titolo
di comodato gratuito a collaboratori. Atto di
indirizzo.
n. 95 del 30.08.2010
Adesione alla Convenzione con Equitalia Trentino Alto Adige S.p.A. per l’utilizzo
dei servizi on-line.
n. 114 del 04.10.2010
Organizzazione manifestazione “XI
Edizione Mondo Merlot” e VIII concorso
Nazionale “Merlot d’Italia”. Approvazione del
progetto organizzativo. Atto di indirizzo.
n. 100 del 13.09.2010
Nomina Comitato organizzatore della
VIII Edizione del Concorso Nazionale “Merlot d’Italia” (13 – 14 – 15 e 16 ottobre 2010),
indetto dal Comune di Aldeno e ufficialmente autorizzato ai sensi dell’articolo 27 della
legge 10.02.1992 n. 164 e del D.M.
08.03.1994 n. 335.
n. 116 del 11.10.2010
Approvazione schema di convenzione
tra Comune di Aldeno ed ASIA per la gestione di un Centro di Raccolta Materiali di rifiuti
provenienti da raccolta differenziata nell’area
recintata della p.f. 1361/1 in C.C. Aldeno sul
Comune di Aldeno – disciplina e divisione
dei compiti.
n. 121 del 25.10.2010
Tracciabilità dei pagamenti conseguenti
ai contratti di appalto di lavori pubblici, di
servizi e di forniture (Legge 13.08.2010 n.
136). Atto di indirizzo.
n. 33 del 30.11.2010
Approvazione convenzione fra il Comune di Aldeno e il Comune di Garniga Terme
per lo svolgimento del servizio di Asilo Nido.
n. 101 del 13.09.2010
VIII Edizione del Concorso Nazionale
“Merlot d’Italia” (13, 14 – 15 e 16 ottobre
2010), indetto dal Comune di Aldeno e ufficialmente autorizzato ai sensi dell’articolo
27 della legge 10.02.1992 n. 164 e del D.M.
08.03.1994 n. 335. Nomina del pubblico ufficiale incaricato della anonimizzazione dei
campioni; nomina del responsabile della segreteria e della documentazione contabile;
nomina del Presidente della commissione
di degustazione.
n. 34 del 30.11.2010
Approvazione Convenzione fra i Comuni di Aldeno, Garniga Terme, Cimone e
n. 109 del 27.09.2010
Nomina della Commissione tecnica prevista dall’art. 7 del regolamento comunale
n. 28 del 11.10.2010
Modifica al Regolamento comunale in
materia di Polizia Mortuaria e Ordinamento
dei servizi funerari e cimiteriali.
n. 30 del 30.11.2010
Presa d’atto della relazione della Giunta
Comunale al Consiglio Comunale in ordine
alle risultanze complessive di bilancio nonché allo stato di attuazione dei programmi.
n. 32 del 30.11.2010
Approvazione modifiche di adeguamento del Regolamento comunale dei Servizi di
smaltimento dei rifiuti urbani al D.Lgs.
3.04.2006 n. 152 e s.m..
n. 130 del 22.11.2010
Presa d’atto della fusione per incorporazione Dolomiti Energia S.p.a. con sede in
Trento, in Trentino Servizi s.p.a. con sede
in Rovereto e scorporo ramo d’azienda da
Dolomiti energia S.p.a. e conferimento nella società Dolomiti Reti S.p.a. in ordine alla
concessione in esclusiva del pubblico servizio di distribuzione del gas metano, di acqua potabile e di fognatura.
L’
ARIONE 89
Amministrazione e politica
AREA ISTITUZIONALE
n. 133 del 29.11.2010
Indennità di carica agli Amministratori
comunali. Presa d’atto.
n. 154 del 02.09.2010
Rimborso quota spese cremazione
defunti.
n. 135 del 03.12.2010
Indizione prova selettiva per esami per
la formazione di una graduatoria di merito
per urgente assunzione a tempo determinato, con rapporto di lavoro a tempo pieno,
nella figura professionale di “Operaio qualificato categoria B livello base 1^ posizione
retributiva”, ai sensi del C.C.P.L. 2002-2005
e s.m.. Atto di indirizzo politico – amministrativo.
n. 156 del 03.09.2010
Corso Adobe CS3 per Biblioteca comunale.
Determinazioni del
Segretario Comunale
n. 129 del 14.07.2010
Liquidazione contributo per interventi su
facciata esterna degli edifici in centro storico.
n. 130 del 14.07.2010
Impegno di spesa per pubblicità del regolamento relativo al Concorso Nazionale
“Merlot d’Italia”.
Amministrazione e politica
n. 133 del 20.07.2010
Richiesta merito allo svolgimento di un
concertino musicale nell’ambito della manifestazione “Calici di Stelle” che si terrà il
giorno Venerdì 6 agosto 2010 in Piazza C.
Battisti adiacente alla Chiesa Parrocchiale
del Comune di Aldeno. Autorizzazione in
materia di prevenzione inquinamento acustico ai sensi dell’art. 11 del decreto del Presidente della Giunta provinciale 26 novembre 1998, n. 38-110/Leg..
n. 136 del 30.07.2010
Affido dell’incarico per la pubblicazione
sulla rivista “Italia Più” di una pagina redazionale sul MondoMerlot.
n. 142 del 05.08.2010
Richiesta dd. 28.07.2010 in merito allo
svolgimento di due concerti musicali all’aperto nell’ambito del progetto “Stage on
the Stage – Live at Albere Rock” che si
terrà nei giorni Venerdì 10, Sabato 11 e, in
caso di maltempo, Domenica 12 settembre 2010 presso il parco fluviale in loc. Albere. Autorizzazione in materia di prevenzione inquinamento acustico ai sensi dell’art. 11 del decreto del Presidente della
Giunta provinciale 26 novembre 1998, n.
38-110/Leg..
n. 143 del 06.08.2010
Progettazione grafica e pubblicazione
del notiziario comunale. Impegno di spesa
per il numero 25.
L’
90
ARIONE
n. 159 del 07.09.2010
Adesione all’offerta per la fornitura a
noleggio di n. 2 copiatori multifunzionali per
gli Uffici comunali.
n. 163 del 15.09.2010
Incarico Grafiche Dalpiaz stampa pieghevoli “Proposte per il tempo libero”.
n. 164 del 15.09.2010
Incarico alla ditta Grafiche Dalpiaz per
la grafica e la stampa di pieghevoli e locandine per l’Inaugurazione della nuova Scuola
Materna e Asilo Nido di Aldeno.
n. 165 del 15.09.2010
Incarico alla ditta Digital Service S.r.l.
per la progettazione grafica e realizzazione
di due striscioni a soggetto “Campagna
Nastro Rosa “ e “Giornata Mondiale contro
la Pena di Morte”.
n. 173 del 04.10.2010
Affidamento incarico per organizzazione della 8ª Edizione del Concorso Nazionale “Merlot d’Italia” alla ditta GRIFFE s.n.c. di
Isera (TN).
n. 175 del 08.10.2010
MondoMerlot 2010 – 11^ Edizione Mostra dei Merlot d’Italia: affidamento incarico
servizio organizzativo Agenzia L’Orizzonte
n. 176 del 12.10.2010
MondoMerlot 2010 - 8ª Edizione del
Concorso Nazionale “Merlot d’Italia” e 11ª
Edizione della Mostra dei Merlot d’Italia: impegni di spesa per affidamento di servizi di
varia natura.
n. 182 del 19.10.2010
MondoMerlot 2010 - 11ª Mostra Nazionale “Merlot d’Italia”. Iniziativa TOP Merlot.
Impegno di spesa.
n. 183 del 19.10.2010
MondoMerlot - 11ª Mostra Nazionale
Merlot d’Italia. Acquisto premio “Daniele
Baldo” presso la ditta Mastro 7.
n. 184 del 19.10.2010
MondoMerlot 2010 - 8ª Edizione del
Concorso Nazionale “Merlot d’Italia” e 11ª
Edizione della Mostra dei Merlot d’Italia:
impegni di spesa per affidamento di servizi
di ristorazione.
n. 195 del 08.11.2010
Affido del servizio di allestimento e sorveglianza e affido del servizio di pulizia presso il Teatro comunale di Aldeno.
n. 196 del 08.11.2010
MondoMerlot 2010 – 8a Edizione del
Concorso Nazionale “Merlot d’Italia” e 11a
Edizione della Mostra dei Merlot d’Italia: acquisto omaggi.
n. 198 del 17.11.2010
Asilo Nido: approvazione graduatoria
per inserimenti nel mese di GENNAIO 2011.
n. 211 del 30.11.2010
Acquisto scaffalatura per Biblioteca
comunale.
n. 213 del 03.12.2010
Indizione avviso di prova selettiva per
esami per la formazione di una graduatoria per assunzioni con rapporto di lavoro a
tempo determinato nella figura professionale di operaio qualificato, categoria B, livello base.
n. 214 del 06.12.2010
Indennità di carica agli Amministratori
comunali. Liquidazione arretrati.
Determinazioni del Responsabile del
Servizio Territorio e Lavori Pubblici
n. 67 del 15.11.2010
Concessione aree destinate a posteggi per mercato ambulante: posteggio nr.
QUATTRO.
Determinazioni del Caposervizio
Contabilità e Bilancio
n. 8 del 16.08.2010
Svincolo fidejussione bancaria della
Cassa Rurale di Aldeno e Cadine b.c.c. prestata a favore del Comune di Aldeno.
n. 9 del 02.09.2010
Biblioteca comunale: approvazione rendiconto ITEA S.p.A. per spese condominiali
relative al periodo 01.07.2007 – 30.06.2008.
Impegno di spesa per il periodo 01.07.2009
– 30.06.2010.
n. 11 del 05.11.2010
Asilo Nido: approvazione graduatoria
straordinaria per inserimenti anticipati nel
mese di novembre 2010 – sede di Aldeno.
OPERE PUBBLICHE, URBANISTICA
URBANISTICA,,
CANTIERE COMUNALE
nuovo prospetto di spesa . Atto di Indirizzo.
n. 19 del 27.07.2010
Progetto preliminare dei lavori di “Opere
di urbanizzazione a servizio del Polo scolastico in Aldeno (TN)”. Espressione parere ai sensi dell’art. 27 dello Statuto comunale.
n. 99 del 13.09.2010
Acquisto da parte del Comune della
p.f. 1437/5 in C.C. Aldeno di proprietà dei
sigg. Perini Mario, Foladori Claudia e Cramerotti Marco. Atto di indirizzo.
n. 20 del 27.07.2010
Progetto preliminare dei lavori “Opere
esterne a completamento del progetto di
ristrutturazione” della scuola media Statale di Aldeno in p.ed. 749. Espressione parere ai sensi dell’art. 27 dello Statuto comunale.
n. 21 del 27.07.2010
Progetto preliminare dei lavori di “Sistemazione area cimiteriale di Aldeno”.
Espressione parere ai sensi dell’art. 27 dello
Statuto comunale.
Delibere della
Giunta Comunale
n. 90 del 12.08.2010
Annullamento per errore materiale di
deliberazione giuntale nr. 89 del 26.07.2010
ad oggetto “Progetto esecutivo dei lavori
di consolidamento in somma urgenza di
un ammasso roccioso a monte della strada comunale “via alla Busa” nel Comune di
Aldeno. Approvazione in linea tecnica del
progetto esecutivo” e nuova adozione.
n. 94 del 30.08.2010
Proroga locazione alla Società Cont
Luca e Stefano S.n.c. locali p.ed. 484, edificio ex Acli, per esercizio commerciale:
approvazione schema contrattuale. Periodo 01.09.2010 – 31.08.2011.
n. 96 del 06.09.2010
Lavori per la realizzazione di un nuovo
archivio nel sottotetto del Municipio di Aldeno: approvazione in linea tecnica progetto esecutivo.
n. 98 del 06.09.2010
“Mountain&Garda Bike – segnaletica
itinerari di mountain bike”. Adesione all’inziativa promossa dall’APT Trento, Monte
Bondone, Valle dei Laghi. Approvazione
n. 102 del 13.09.2010
Acquisizione a titolo gratuito di terreni
provinciali siti in località Maso Canova in
Aldeno, da destinare a fermata di autobus
e bacino di raccolta acqua.
n. 107 del 27.09.2010
Lavori per la realizzazione di una nuova pavimentazione su via Altinate, via Giacometti e Piazza Garibaldi nell’ambito dell’intervento di riqualificazione del nucleo
centrale di Aldeno. Approvazione in linea
tecnica del progetto esecutivo.
n. 110 del 04.10.2010
Ideazione e gestione di un progetto
volto a promuovere e incentivare l’applicazione di fonti rinnovabili e di tecnologie per
l’efficienza energetica presso i residenti del
comune di Aldeno. Incarico alla ditta Habitech - Distretto Tecnologico Trentino
S.c.a.r.l..
n. 112 del 04.10.2010
Realizzazione di un progetto unitario
di certificazione ambientale e registrazione EMAS fra i Comuni di Aldeno, di Cimone
e di Garniga Terme. Approvazione progetto. Impegno di spesa per ulteriore incarico
alla ditta DOC SERVICE.
n. 120 del 18.10.2010
Progetto “Calcio al sole: un calcio alla
CO2”. Attuazione progetto e affido lavori e
prestazioni alla Kosmos Soc. Coop. con
sede a Salorno (BZ).
n. 122 del 25.10.2010
Progetto esecutivo dei lavori di bonifica nel tratto di parete compreso fra la parte iniziale della SP 25 ed il cimitero di Aldeno. Approvazione in linea tecnica del progetto esecutivo e atto di indirizzo.
n.126 del 25.10.2010
Acquisizione a titolo gratuito di porzio-
ne di area p.ed. 377/8 siti in località in Aldeno,
per rettifica e allargamento sede viaria pubblica posta all’interno e al servizio del PAG 1.
Approvazione contratto preliminare.
n. 128 del 15.11.2010
Completamento dell’impianto di illuminazione pubblica dell’abitato di Aldeno – 1o
lotto: Approvazione variante.
n. 131 del 29.11.2010
Lavori per la sostituzione del generatore di calore presente nella centrale termica della sede municipale di Aldeno: incarico al Per. Ind. Lucio Gasperi dello studio GB Tecnici Associati di Trento per la
progettazione dell’impianto tecnologico
(euro 4.284,00=).
n. 134 del 03.12.2010
Lavori per la messa a norma della centrale termica dell’edificio di proprietà del
Comune di Aldeno a servizio della ex Scuola Elementare: approvazione in linea tecnica del progetto.
Determinazioni del
Segretario Comunale
n. 134 del 23.07.2010
Lavori di realizzazione di un parcheggio pubblico in via Borelli ad Aldeno. Liquidazione dell’indennità di espropriazione a
favore delle co-eredi del defunto Coser Elia
fu Bonaventura.
n. 137 del 30.07.2010
Approvazione atti propedeutici per gara
ufficiosa relativa alla fornitura, confezione,
trasporto e posa in opera di tendaggi e
sistemi di oscuramento per l’Asilo Nido e la
Scuola Materna del Comune di Aldeno.
Determinazioni a contattare.
n. 146 del 17.08.2010
Aggiudicazione gara tendaggi Asilo
Nido e Scuola materna.
n. 147 del 17.08.2010
Aggiudicazione e integrazione fornitura arredi Asilo Nido alla ditta Giochimpara
S.r.l..
n. 149 del 20.08.2010
Approvazione della perizia riguardan-
L’
ARIONE 91
Amministrazione e politica
Delibere del
Consiglio Comunale
te i lavori di ripristino e finitura strade nel
Comune di Aldeno: via 25 Aprile.
n. 151 del 24.08.2010
Incarico alla Ditta PERINI ANTONIO
di Aldeno dell’appalto per la sistemazione
dei pianali delle pareti attrezzate della Scuola Elementare di Aldeno.
n. 152 del 27.08.2010
Apertura strada forestale in loc.
Valstornada del Comune di Aldeno.
n. 155 del 02.09.2010
Approvazione perizia e affido lavori per
rifacimento della segnaletica orizzontale nel
centro abitato di Aldeno.
n. 157 del 03.09.2010
Acquisto materiale per la nuova segnaletica verticale in Via alle Albere, Via 25
Aprile, Via della Croce e sulla strada contraddistinta dalle pp.ff. 3373/4 e 1434 del
C.C. Aldeno.
Amministrazione e politica
n. 158 del 07.09.2010
Incarico alla Ditta NATAM S.r.l. di Trento
dell’appalto per la fornitura di una macchina lavapavimenti per la Scuola Media di
Aldeno.
n. 160 del 07.09.2010
Incarico alla Ditta GIOCHIMPARA S.r.l.
di Pergine dell’appalto per la fornitura e posa
di n. 2 tabelloni basket completi di canestro per la Scuola Media di Aldeno.
n. 167 del 20.09.2010
Affido del servizio di pulizia presso la
locale palestra della Scuola Media di Aldeno alla ditta “Gentilini Renata” di Zambana
(TN).
zio di noleggio di mezzi con conducente
per operazioni di sgombero neve per il
periodo dal 01.11.2010 al 15.04.2011.
n. 41 del 16.08.2010
Lavori per la realizzazione del Parcheggio Insegnanti del cortile della ex scuola
materna e asilo nido in via della Croce ad
Aldeno.
n. 193 del 02.11.2010
Progetto “Calcio al sole: un calcio alla
CO2”. Approvazione Certificato Regolare
Esecuzione e contabilità.
n. 42 del 17.08.2010
Lavori per la realizzazione di una piccola area verde all’esterno della cucina
della nuova scuola materna.
n. 194 del 02.11.2010
Progetto “Calcio al sole: un calcio alla
CO2”. Approvazione della spesa complessivamente sostenuta.
n. 45 del 24.08.2010
“Lavori vari, di modesta entità, per il
completamento di alcuni locali del fabbricato destinato ad Asilo Nido e Scuola Materna nel Comune di Aldeno.” (E 4.158,95.)
n. 197 del 15.11.2010
Rifoderatura puff Sezione Ragazzi c/o
Biblioteca comunale.
n. 202 del 23.11.2010
Acquisto sedie, listelli appendi fogli e
combinatore telefonico per la Scuola Media e la Scuola Elementare di Aldeno.
n. 203 del 23.11.2010
Incarico alla Ditta F.lli Zanotti S.r.l. di
Trento dell’appalto per la fornitura di un
arieggiatore e uno spandiconcime per il
campo da calcio degli Impianti Sportivi del
Comune di Aldeno.
n. 204 del 24.11.2010
Approvazione contratto con la Ditta
SICUR PIU’ S.r.l. di Rovereto per la manutenzione dell’impianto di rilevazione incendio del teatro comunale di Aldeno per il
periodo 24.11.2010 – 23.11.2013.
n. 205 del 26.11.2010
Progetto esecutivo dell’impianto fotovoltaico per la nuova sede della scuola
materna ed asilo nido di Aldeno: approvazione della spesa complessivamente sostenuta.
n. 185 del 20.10.2010
Affidamento incarico per l’esecuzione
del controllo tecnico e verifica delle condizioni di sicurezza delle strutture da installare nel Teatro comunale e presso la Cantina di Aldeno per la manifestazione “Mondo Merlot 2010” all’ing. Ennio Zandonai.
n. 206 del 26.11.2010
Approvazione contratto con la Ditta
CE.MA. IMPIANTI S.r.l. di Aldeno per la
manutenzione dell’impianto elettrico, dell’impianto di illuminazione e dell’impianto luci
di emergenza del teatro comunale di Aldeno per il periodo 06.12.2010 – 05.12.2013.
n. 191 del 29.10.2010
Rinnovo affidamento alla Ditta Baldo
Lorenzo di Aldeno dell’appalto per il servi-
n. 216 del 09.12.2010
Incarico alla Ditta TASIN CARLO & C.
S.n.c. di Trento dell’appalto per la fornitura
92
ARIONE
Determinazioni del Responsabile del
Servizio Territorio e Lavori Pubblici
n. 192 del 29.10.2010
Rinnovo affidamento alla Ditta Baldo
Emanuele di Aldeno dell’appalto per il servizio di noleggio di mezzi con conducente
per operazioni di sgombero neve per il
periodo dal 01.11.2010 al 15.04.2011.
n. 180 del 18.10.2010
Rinnovo affidamento alla Ditta GIEMME
di Menestrina Daniele di Aldeno del servizio concernente l’esercizio, la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti
termici degli edifici comunali per la stagione 2010-2011.
L’
di sale ad uso disgelo stradale.
n. 49 del 21.09.2010
Lavori per la fornitura e posa in opera
di due portoni da installare sulla nuova struttura di Asilo Nido e Scuola Materna nel
Comune di Aldeno.
n. 50 del 04.10.2010
“Lavori per la realizzazione di un nuovo archivio nel sottotetto del Municipio di
Aldeno: approvazione a tutti gli effetti del
progetto esecutivo”.
n. 51 del 04.10.2010
Lavori per sostituzione della caldaia da
effettuarsi presso la stazione dei carabinieri di Aldeno.
n. 53 del 07.10.2010
“Lavori per la fornitura, posa in opera
e l’installazione del corrimano da posizionare lungo la scala esterna del Municipio
di Aldeno.” (E 716,85.-)
n. 57 del 19.10.2010
“Intervento per la costruzione di una
parete divisoria in cartongesso per la realizzazione dell’archivio storico nel sottotetto del Municipio del Comune di Aldeno.” (E
3.648,35.-)
n. 59 del 21.10.2010
Progetto “CALCIO AL SOLE: un calcio alla CO2”. Assistenze varie.
n. 65 del 11.11.2010
Progetto esecutivo dell’impianto fotovoltaico per la nuova sede della scuola
materna e asilo nido del Comune di Aldeno. Approvazione della contabilità finale e
del Certificato di Regolare Esecuzione.
v OL
ONT
ARIA
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TUR
A , SPOR
OLONT
ONTARIA
ARIATO
TO,, CUL
CULTUR
TURA
SPORTT
n. 91 del 12.08.2010
Scarto e vendita materiale librario della Biblioteca comunale.
n. 108 del 27.09.2010
Convenzione con l’Istituto Comprensivo Aldeno-Mattarello e l’Associazione Sportiva Ginnastica Aldeno, la Società Sportiva
Aldeno e la S.A.T. – Sezione di Aldeno per
l’utilizzo della palestra della Scuola Media.
n. 93 del 23.08.2010
Attivazione corsi nell’ambito dell’attività formativa dell’Università della Terza Età
e del Tempo Disponibile (UTETD) per l’anno accademico 2009/2010: approvazione
rendiconto spese.
n. 117 del 18.10.2010
Erogazione contributo per gestione
amministrativa ed organizzativa della Stagione di prosa 2010/2011 a favore dell’Associazione per il Coordinamento Teatrale
Trentino di Trento.
n. 97 del 06.09.2010
Determinazione contributi comunali
2010 nei settori delle attività sportive.
n. 118 del 18.10.2010
Determinazione contributo per integrazione della retta di inserimento in case di
Riposo di persone anziane inabili.
n. 103 del 20.09.2010
Promozione dell’attività sportiva per i
giovani. Approvazione convenzione con
Trento Funivie s.p.a. per la concessione
di skipass a prezzo agevolato per bambini
e ragazzi inverno 2010-2011.
n. 104 del 20.09.2010
Università della Terza Età e del Tempo
Disponibile. Convenzione con l’Istituto Regionale di Studi e Ricerca Sociale di Trento
per le attività fornite negli Anni Accademici
2009/2010 – 2010/2011 – 2011/2012. Approvazione del programma UTEDT 2010/
2011.
n. 105 del 20.09.2010
Concessione contributo straordinario
al Corpo Volontario dei Vigili del Fuoco di
Aldeno.
n. 123 del 25.10.2010
Concessione erogazione straordinaria all’Associazione “Ordine della Torre –
Compagnia di Rievocazione storica medievale” di Aldeno per distribuzione materiale informativo.
n. 125 del 25.10.2010
Approvazione progetto di prevenzione e promozione rivolto ai minori e agli adolescenti (progetti sociali ex legge 285/1997
e L.P. 14/1991 art. 23) valevole per il periodo 01 aprile - 31 dicembre 2010.
Determinazioni del
Segretario Comunale
n. 153 del 31.08.2010
Progetto A.R.Ci.Ma.Ga. 2010 – Pro-
getto n. 7: “Stage on the Stage”. Impegni di
spesa vari.
n. 161 del 10.09.2010
Progetto A.R.Ci.Ma.Ga 2010 – Progetto n. 7: “Stage on the Stage”. Impegni di
spesa vari.
n. 170 del 01.10.2010
Progetto A.R.Ci.Ma.Ga 2010 – Progetto n. 9: “Educare Diversa-Mente”. Impegno di spesa.
n. 177 del 15.10.2010
Progetto A.R.Ci.Ma.Ga 2010 – Progetto n. 10: “Giovani attivi”. Impegno di spesa.
n. 189 del 27.10.2010
Progetto A.R.Ci.Ma.Ga. 2010 – Progetto n. 4: “Punti di vista”. Impegno di spesa.
n. 190 del 27.10.2010
Conferimento incarico di collaborazione e consulenza a favore del Comune di Aldeno per il progetto di prevenzione e promozione rivolto ai giovani ed
agli adolescenti (ottobre – dicembre
2010).
n. 199 del 18.11.2010
Progetto Giovani: impegno di spesa serata coscritti 1992.
n. 218 del 14.12.2010
Progetto Giovani: organizzazione progetto denominato “Christmas’s Cup 2010".
L’ALBO TELEMATICO
La Legge n. 69 del 18 giugno 2009 riconosce l’effetto di pubblicità legale solamente agli
atti e ai provvedimenti amministrativi pubblicati dagli Enti Pubblici sui propri siti informatici.
In particolare l’art. 32, comma 1 della legge, nell’ambito della progressiva eliminazione degli
sprechi relativi al mantenimento dei documenti in forma cartacea, ha sancito che “a far data dal
1 gennaio 2010 (poi prorogato al 1 gennaio 2011, N.d.r.), gli obblighi di pubblicazione di
atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la
pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati”.
In conseguenza di ciò dal 1 gennaio prossimo il cittadino non vedrà più esposte all’albo
pretorio ad es. le deliberazioni di Giunta e Consiglio, le determinazioni dei Responsabili degli uffici,
le pubblicazioni di matrimonio ecc., potendo consultare detti atti sul sito del comune
www.comune.aldeno.tn.it alla sezione “albo telematico”, direttamente da casa o dalla
postazione sita presso la biblioteca comunale.
Il Segretario comunale
L’
ARIONE 93
Amministrazione e politica
Delibere della
Giunta Comunale
La lente
d’ingrandimento
Questo spazio approfondisce alcune delle delibere e delle determinazioni più importanti degli organi comunali. I titoli dei provvedimenti sono riportati, assieme ad un breve estratto, nella sezione dedicata all’interno del Notiziario.
Non si entra qui nel merito delle motivazioni o dei risultati, essendo
sotto gli occhi di tutti e trattati in maniera più dettagliata in altri
spazi, ma si intende aggiungere delle informazioni che di solito, per
una questione di spazio, non trovano altra pubblicità se non quella
obbligatoria presso la sede comunale.
“CONCESSIONE IMMOBILI COMUNALI IN COMODATO GRATUITO A TRENTINO NETWORK S.R.L.”
Concessione in comodato gratuito a Trentino Network S.r.l. di porzioni di diversi immobili comunali per la realizzazione del progetto WiNet (rete wireless) nei Comuni della Provincia di Trento.
GIUNTA COMUNALE - estratto dal verbale di deliberazione n°17 del 08 Febbraio 2010
OGGETTO Concessione in comodato gratuito a Trentino Network S.r.l. di porzioni di diversi immobili comunali per la realizzazione dell’infrastruttura in rete wireless nella Provincia di Trento.
La lente d’ingrandimento
La delibera, senza impegno di spesa, è relativa alla concessione in comodato gratuito a Trentino Network
S.r.l. di alcune zone di edifici pubblici del Comune di Aldeno, per la predisposizione degli apparati e delle antenne
radio di proprietà della Provincia.
Tali attrezzature, una volta attivato dall’amministrazione il contratto presso la società di riferimento, potranno
consentire il collegamento ad internet in varie zone del paese, anche in spazi aperti, in maniera gratuita e veloce.
L’installazione di tali attrezzature rientra nel progetto provinciale WiNet, progetto mirato alla realizzazione di una rete senza fili per il collegamento ad Internet.
In particolare, dato che:
- sul territorio sono già installate n.3 attrezzature similari;
- la convenzione con Trentino Network S.r.l. risulta meritevole di approvazione;
- vi è un interesse collettivo (operatori economici e privati cittadini) per un veloce accesso alla rete Internet che
potrebbe essere attivato su tale rete;
con questa delibera sono state concesse alcune porzioni di immobili per l’installazione delle attrezzature
necessarie.
Le porzioni concesse sono:
- tetto e sottotetto del Municipio;
- palo della pubblica illuminazione in Località Chiausa;
- palo della pubblica illuminazione in Loc. Parco – via Torre Faro del Campo sportivo.
“NUOVA PAVIMENTAZIONE VIA ALTINATE, VIA GIACOMETTI E PIAZZA GARIBALDI”
A completamento della pavimentazione del centro storico, iniziata nel lontano 1996 e portata
avanti nel corso degli anni, si riportano le delibere relative alla consulenza ed al progetto esecutivo di completamento in alcune zone mancanti: via Altinate, via Giacometti e Piazza Garibaldi.
GIUNTA COMUNALE - estratto dal verbale di deliberazione n°82 del 01 Giugno 2009
OGGETTO Lavori per la realizzazione di nuove pavimentazioni in Altinate, via Giacometti e Piazza Garibaldi.
Incarico di consulenza per la Progettazione Esecutiva e Direzione Lavori alI’arch. Renzo Micheletti (euro 3.120,00=).
Vista la necessità di completare la pavimentazione del centro storico del paese, si è proceduto con
l’affidamento all’Arch. Micheletti dell’incarico di consulenza per la fase di progettazione e di esecuzione
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ARIONE
per le opere di completamento delle vie indicate. La scelta era ritenuta necessaria per garantire la continuità
architettonica delle opere già realizzate, in base alle considerazione ed ai progetti redatti sempre dal medesimo
professionista incaricato della consulenza.
L’importo della consulenza, ritenuto congruo con le normative vigenti e conveniente per l’Amministrazione rispetto all’affidamento dell’incarico di completa progettazione, era di euro 2.500,00 extra IVA e oneri previdenziali.
GIUNTA COMUNALE - estratto dal verbale di deliberazione n°107 del 27 Settembre 2010
OGGETTO Lavori per la realizzazione di una nuova pavimentazione su via Altinate, via Giacometti e Piazza
Garibaldi nell’ ambito dell’ intervento di riqualificazione del nucleo centrale di Aldeno. Approvazione in linea
tecnica del progetto esecutivo.
La predisposizione del progetto esecutivo, a completamento della pavimentazione delle vie indicate, è
stata svolta internamente dal Servizio Territorio e Lavori Pubblici, precisamente dall’arch. Bassetti e dal geom.
DalMartello, su scorta della consulenza di cui alla delibera sopra indicata.
Le opere di pavimentazione di via Altinate, via Giacometti e Piazza Garibaldi presentano la seguente spesa,
tabellata nel quadro economico generale dell’opera, finanziato con contributo provinciale (• 112.000,00) e la
parte rimanente con altri mezzi a disposizione dell’Amministrazione:
A- Lavori a base di appalto
A1 - Via Giacometti
• 43.127,82
A2 - Via Altinate
• 53.053,54
A3 - Piazza Garibaldi
• 42.771,08
Totale A • 138.952,44
di cui oneri per la sicurezza • 4.168,57
“NUOVO ASILO NIDO E SCUOLA MATERNA DI ALDENO”
Il nuovo polo scolastico è un’opera importante e racchiude servizi ormai indispensabili alla
comunità. Le fasi finali dell’appalto rappresentano un momento significativo così come le opere
di fornitura degli arredi interni e di quanto sarà a disposizione degli utenti.
GIUNTA COMUNALE - estratto dal verbale di deliberazione n°55 del 4 Maggio 2010
OGGETTO Costruzione della nuova sede della Scuola materna e dell’Asilo nido comunale: approvazione
della IV perizia di variante in riduzione. Atto di indirizzo.
La delibera consiste nell’approvazione della IV perizia di variante in diminuzione, come redatta dal direttore
dei Lavori e datata Aprile 2010.
Una parte dei lavori, appaltati all’impresa COSBAU S.p.A. nel 2007, viene scorporata a causa delle difficoltà
oggettive dell’impresa, difficoltà tali da non permettere il completamento delle opere mancanti da contratto e
indicate nel certificato di ultimazione lavori emesso il 10 Marzo 2010.
Per tali opere è stato concesso un periodo di 60 giorni a partire dalla data del certificato stesso.
Visto che:
- non risulta possibile ottenere un maggior impegno dalla ditta nel portare a termine i lavori;
- le ditte presenti, in qualità di subappaltatrici, hanno ben presente le problematiche da risolvere e le forniture
da eseguire;
- l’affido in diretta amministrazione permette una continuità nelle forniture dei lavori e dei materiali, con un
fortissima riduzione dei tempi di ultimazione degli stessi, oltre che ovviare qualsiasi problematica a livello di
certificazione di conformità degli impianti;
- l’affido in diretta amministrazione consentirebbe di utilizzare lo sconto di gara oltre allo sconto fatto dal
subappaltatore verso l’impresa principale in difficoltà;
- con tale impostazione non si incide sugli stati di avanzamento presentati e sui certificati emessi dal Direttore dei Lavori, quindi su crediti maturati dalla ditta appaltatrice o da quelle subappaltatrici;
- non è un interesse primario l’eventuale contenzioso con l’impresa appaltatrice rispetto al vedere ultimata
l’opera entro il termine previsto per l’apertura, fissato al 01 settembre 2010, considerando che rimane in posses-
L’
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La lente d’ingrandimento
B - Somme a disposizione dell’Amministrazione
B1 - Imprevisti
• 11.116,19
B2 – Spese tecniche e oneri • 8.545,85
B3 – IVA 10% su A+B1
• 15.006,86
Totale B
• 34.668,90
TOTALE OPERA
• 173.621,34
so dell’amministrazione la cauzione definitiva depositata dall’appaltatore;
- la sede attuale dell’asilo e della scuola materna (ex-edificio in via Florida) è priva di alcuni requisiti importanti
che invece sono presenti nel nuovo edificio in corso di realizzazione;
- il completamento della nuova struttura entro l’inizio dell’anno scolastico, è necessario per soddisfare il
numero di richieste della comunità e per ottenere economie di riduzione dei costi fissi oltre che un servizio di
maggiore qualità.
In base a quanto sopra, con quest’ultima perizia sono state tolte le lavorazioni a carico della ditta visto
che non era in grado di garantirne il completamento nel termine perentorio dei 60 giorni assegnati,
quindi entro il 10 Maggio 2010 come indicato nel certificato di ultimazione lavori.
Il totale delle lavorazioni scorporate è pari a • 244.836,29, riducendo così l’importo contrattuale principale da • 3.207.036,84 a • 2.962.200,55, compresi oneri per la sicurezza, come da atto di sottomissione firmato
dall’impresa. Per effetto della riduzione dei lavori con la IV perizia in diminuzione, d.d. aprile 2010, viene inoltre
confermata l’ultimazione dei lavori in data 10 Marzo 2010 e quindi la validità del relativo certificato emesso il 24
Marzo 2010.
GIUNTA COMUNALE - estratto dal verbale di deliberazione n°65 del 31 Maggio 2010
OGGETTO Costruzione della nuova sede della Scuola materna e dell’Asilo nido comunale ad opera della ditta
Cosbau S.p.A.: incarico all’avv. Mario Maccaferri di consulenza legale.
La lente d’ingrandimento
Riprendendo quanto indicato nella delibera 55 al punto precendente, in data 18 maggio è stato eseguito lo
stato di consistenza dei lavori da parte del Direttore dei Lavori, per un importo definitivo di • 2.766.501,49,
con un credito netto della ditta pari a circa • 27.000,00.
Rispetto alla IV perizia di variante d.d. Aprile 2010, gli importi di perizia devono quindi essere ridotti di
ulteriori • 195.699,06, oltre all’importo di • 244.836,29 già diminuito con la perizia nominata, per un totale di
lavori mancanti pari a circa • 440.000,00 rispetto al contratto principale.
Rimandando a quanto indicato in precedenza, quali motivazioni alla base della procedura portata avanti, è
stata affidata all’avv. Mario Maccaferri del Foro di Trento, la consulenza legale per la procedura in
essere oltre che per la verifica delle attività a tutela dell’Ente e degli uffici comunali, estendendo
l’incarico per eventuali risposte in forma scritta ai legali che dovessero assumere la difesa o l’assistenza legale
alla ditta principale Cosbau S.p.A..
GIUNTA COMUNALE - estratto dal verbale di deliberazione n°66 del 14 Giugno 2010
OGGETTO Costruzione della nuova sede della Scuola materna e dell’Asilo nido comunal: affido opere di
completamento. Atto di indirizzo.
A seguito delle delibere precedenti, a completamento della procedura attivata, è stato formalmente quantificato e deliberato l’importo in diminuzione della IV perizia di variante. Come indicato in precedenza, viene confermato che l’importo totale da scorporare dall’appalto è pari a • 440.535,35 (• 244.836,29 + • 195.699,06), pur
mantenendo invariato l’importo complessivo dell’opera e pari a • 4.584.143,67.
Inoltre, per le motivazioni indicate in precedenza, vista l’urgenza di dare ultimate le opere, le lavorazioni da
eseguire in diretta amministrazione sono:
Opere e forniture da elettricista OS30
• 283.219,59
Opere e forniture da termoidraulico OS328 • 74.595,39
Opere e forniture da fabbro
• 36.982,38
Opere da pittore
• 12.473,25
Opere da falegname
• 22.613,43
Per velocizzare la ripresa delle lavorazioni si è deciso di procedere attraverso cottimi fiduciari alle imprese
subappaltatrici già presenti sul cantiere, in particolare:
Zeni Roberto s.n.c. (elettricista)
• 283.219,59
Zorzi geom. Mario S.r.l. (termoidraulico) • 74.595,39
3S Group (fabbro)
• 36.982,38
Bauflex Italiana S.r.l. (pittore)
• 12.473,25
Agnelli Porte (falegname)
• 22.613,43
Per quanto sopra indicato, soprattutto per le motivazioni legate alla messa in funzione della struttura nei
termini previsti, il presente atto di indirizzo equivale ad autorizzazione per gli uffici comunali a dare esecuzione
per il completamento delle opere mancanti.
Infine viene confermato il credito netto a favore dell’impresa, pari a • 27,00,00 come risultante dallo stato di
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consistenza, e viene rettificata la delibera n.55, sopra esposta, sospendendo la validità del certificato di
ultimazione e rimettendo all’andamento futuro ogni valutazione in merito all’attivazione dei rimedi
risarcitori nei confronti dell’appaltatore principale.
GIUNTA COMUNALE - estratto dal verbale di deliberazione n°63 del 24 Maggio 2010
OGGETTO Costruzione della nuova sede della Scuola materna e dell’Asilo nido comunale: fornitura e posa di
arredi, tendaggi e cucina asilo. Atto di indirizzo.
Per la messa in esercizio della struttura nei termini previsti, si è definito l’appalto di fornitura e posa delle
attrezzature necessarie, integrando gli arredi disponibili e recuperabili, in modo da rendere fruibile l’asilo nido e la
scuola materna agli utenti ed al personale addetto, offrendo un ambiente sicuro e confortevole oltre ad un
ambiente lavorativo armonico e funzionale.
In particolare l’atto di indirizzo definisce la seguente suddivisione degli importi:
- tendaggi, per un valore di circa 15.000,00 • IVA esclusa;
- mobilio e arredi, per un valore di circa • 70.000,00 IVA esclusa;
- cucina, per un valore di circa 40.000,00 • IVA esclusa.
L’atto era riconosciuto come immediatamente eseguibile in modo da autorizzare gli uffici competenti al fine di
adottare i necessari e tempestivi provvedimenti di incarico per le relative forniture e prestazioni di servizio.
“MODIFICA STATUTO COMUNALE: INTRODUZIONE PRINCIPIO DELL’ACQUA COME BENE COMUNE
NON SOGGETTO A PRIVATIZZAZIONE”
Accogliendo una mozione della minoranza, il consiglio comunale condivide e approva la modifica allo Statuto Comunale inserendo il principio dell’acqua come bene comune non soggetto a
privatizzazione.
Il consiglio comunale, considerando che:
- l’acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro degli
esseri viventi;
- l’acqua, pertanto, è un bene comune dell’umanità, il bene comune universale, un bene comune pubblico,
quindi indisponibile, il quale appartiene a tutti;
- il diritto all’acqua è inalienabile: l’acqua non può essere proprietà di nessuno, deve essere un bene equamente condiviso da tutti ed il suo accesso garantito a tutti come un servizio pubblico;
- l’accesso all’acqua, se non affrontato in maniera razionale e democratica, rappresenta una causa scatenante di tensione e conflitti all’interno della comunità internazionale ed una vera emergenza democratica;
e ritenendo necessario sancire che il servizio idrico deve essere pubblico e privo di rilevanza economica, con
14 voti favorevoli (10 Aldeno Insieme – 4 Aldeno per il Futuro) e 1 voto contrario (1 Lega Nord Trentino) su 15
presenti e votanti, ha modificato lo statuto vigente riconoscendo “l’acqua come bene comune e diritto umano,
naturale e universale” e inserendo il seguente articolo:
ART. 53bis
Definizione dei servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica
Il Comune, visti gli articoli 1, 2, 3, 5, 43, 114, 118 della Costituzione, riconosce i servizi pubblici locali quali:
servizio idrico, servizio sanitario, igiene pubblica, servizi sociali, istruzione pubblica, tutela dei beni culturali e
delle risorse ambientali e paesaggistiche e quant’altro riconoscerà il Consiglio comunale, di preminente interesse generale.
Riconosce il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano universale, indivisibile,
inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico.
Conferma il principio che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono
pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà; nonché il principio che in
ambito pubblico devono essere mantenute la proprietà delle reti e la gestione del sistema idrico integrato.
Riconosce al servizio idrico integrato lo status di servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e
senza fini di lucro, la cui gestione va attuata in forma pubblica e con la partecipazione delle comunità locali, in
quanto servizio pubblico essenziale per garantire il diritto universale all’acqua e pari dignità umana a tutti i
cittadini.
L’
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La lente d’ingrandimento
CONSIGLIO COMUNALE - estratto dal verbale di deliberazione n°16 del 23 Giugno 2010
OGGETTO Approvazione modifica dello Statuto comunale con introduzione del principio dell’acqua come
bene comune non soggetto a privatizzazione.
PROMEMORIA
Informazioni utili, di pronto impiego, per accedere ai servizi del Comune di Aldeno
COMUNE DI ALDENO tel. 842523 - 842711 - www.comune.aldeno.tn.it
Orario di apertura al pubblico: Dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 12.30
Orario ricevimento Sindaco
Orario ricevimento Vicesindaco e Assessori
Lun. 8.00 - 10.00 / 16.00 - 18.00
da Martedì a Sabato mattina previo appuntamento
Lun. 16.00 - 18.00
da Martedì a Sabato mattina previo appuntamento
Numero utile segnalazione guasti - Ufficio Tecnico 0461.843222 - Segreteria attiva 24 ore
BIBLIOTECA COMUNALE DI ALDENO tel. 0461.842816 Orario di apertura al pubblico:
Lunedì
20.00 - 22.00
14.00 - 18.00
Martedì - Mercoledì
14.00 - 18.00
8.30 - 11.30
Giovedì - Venerdì
14.00 - 18.00
POLIZIA MUNICIPALE
Vigili urbani Aldeno: tel. 0461.843188 - Centralino Polizia Municipale Trento: tel. 0461.889111
FARMACIA DOTT. G. BARBACOVI
Orario di apertura : 8.30 - 12.00 15.30 - 19.00 - Chiusura: sabato pomeriggio - tel. 0461.842956
DOTT. MARCO GIOVANNINI Via Florida, 1 - tel. 0461.843221 - cell. 335.364950 Orario di ricevimento:
Aldeno
Lunedì - Giovedì
8.00 - 10.30
Martedì
16.00 - 18.30
Venerdì
8.00 - 10.30 19.00 - 20.00
Sabato
su appuntamento
Cimone
Mercoledì
11.00 - 11.30
Garniga
Mercoledì
9.30 - 10.30
DOTT. MAURO LUNELLI Via Florida, 1 - tel. 0461.230976 - cell. 328.6912852 Orario di ricevimento:
Aldeno
Lunedì - Martedì - Mercoledì
9.00 - 12.30
Venerdì
15.00 - 19.00
Sabato
9.00 - 12.00
Cimone
Mercoledì
15.00 - 16.30
Garniga
Martedì
15.00 - 16.00
DOTT. MAURO PIFFER Via Roma, 38 - tel. 0461.842865 Orario di ricevimento:
Aldeno
15.00 - 19.00
15.00 - 19.00 su appuntamento
10.00 - 13.00
9.00 - 11.00
11.00 - 12.00
Lunedì
Mercoledì - Giovedì
Venerdì
Martedì
Martedì
Cimone
Garniga
Notizie utili
DOTT.SSA MARINA CESTELE - Pediatra
Aldeno: via Florida, 1 - Trento: Via Gramsci, 40/A
Tel. 340.1504738 preferibilmente dalle 8.00 alle 9.00 e al di fuori degli orari di visita per impegnative,
appuntamenti o informazioni in ambulatorio
Orario Trento (su appuntamento): Lunedì 14.00-16.30 - Martedì, Mercoledì, Venerdì 9.00 - 11.00
Aldeno (su appuntamento): Lunedì: 10.00-12.00, Mercoledì: 14.15 - 16.15, Giovedì: 9.00-11.00
PUNTO PRELIEVI Via Florida, 1
Martedì
7.00 - 9.00
CONSULTORIO INFERMIERISTICO Via Florida, 1 - tel. 0461.843221
dal Lunedì al Venerdì
9.30 - 10.00
ASSISTENZA SOCIALE tel.0461.843313
Assistente Sociale MARCO DEGASPERI - area minori - Martedì 10.00 - 12.00
Assistente Sociale MONICA SARTORI - area anziani - Mercoledì 10.00 - 12.00
Assistente sociale ALICE NARDIN - area adulti - Giovedì 10.00 - 12.00.
per gli altri giorni, su appuntamento, Lavis: tel. 0461.241988/246957/246820 - Trento: tel. 0461.412279
ORARIO APERTURA CRM (Centro Raccolta Materiali)
Martedì: 13.30-15.30 - Giovedì: 15.00-18.00 - Sabato: 9.00 - 12.30
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ARIONE
L’
RIONE
NOTIZIARIO DEL COMUNE
DI ALDENO
Anno 14 - N. 26 - Dicembre 2010
Autorizzazione n. 959 del 21/05/ 1997
del Tribunale di Trento
Presidente:
Alida Cramerotti
(Assessore alla Cultura)
Scuola: lavorare insieme per crescere di Antonietta Decarli
La nuova scuola materna di Michele Lucianer
Diversità e ricchezza di Carlo Bridi
Società
Luci della ribalta di Samuele Cont
Cavalieri e maestri del lavoro di Lucio Bernardi
Fratelli d’Italia di Maurizio Cadonna
Aggiungi un posto a tavola di don Daniele Morandini
Il presepe degli Innocenti di Cristina Cont
Economia
MondoMerlot vuol dire Aldeno di Lara Coser
In tavola Merlot e cucina etica di Nereo Pederzolli
La Rurale contro la crisi di Lucio Bernardi
Direttore responsabile:
Lorenzo Lucianer
Protagonisti
Comitato di Redazione:
Renzo Beozzo
Lucio Bernardi
Maurizio Cadonna
Riccardo Comper
Cristina Cont
Massimiliano Cont
Samuele Cont
Mattia Maistri (Vicedirettore)
Danilo Micheletti
Giovanni Mosna
Lo sport
Direzione - Redazione Amministrazione:
presso Comune di Aldeno
Piazza Cesare Battisti, 5
www.comune.aldeno.tn.it
Lettere e comunicazioni a:
L’ARIONE
presso Biblioteca comunale
Via Giacometti, 8
38060 Aldeno
Tel. 0461/842816
[email protected]
Grafica e impaginazione:
L’ORIZZONTE
Agenzia di pubblicità
38060 Aldeno
Via Verdi, 15/1
Tel. 0461/843200 Fax 0461/842943
www.lorizzonte.it
[email protected]
Stampa:
GRAFICHE DALPIAZ srl
38040 Ravina (TN)
z.i. Via Stella, 11/b
www.grafichedalpiaz.com
Tel. 0461/913545 Fax 0461/913186
Foto:
Remo Mosna
La gonna di Jenny di Lorenzo Lucianer
Una vita al rovescio di Mattia Maistri
Attualità
Prelievi a chilometri zero di Cristina Cont
Il Comun Comunale del volontariato di Alida Cramerotti
Aquerelli
Anna e la bellezza di Giovanni Mosna
La storia
Ma ti, de chi set? di Samuele Cont e Massimiliano Cont
Associazioni
Grazie Giuliano! di Rudy Cimadom
Con Jenia nel cuore di Paola Davi e Petra Donati
Solo le pietre sanno di Ugo Cont
Donare il sangue, donare la vita di Alberto Baldo
Una luce sempre accesa a cura del Club Altinum
Ma è più bello farlo al Circolo di Michele Bottura
Energia pulita al rifugio di Ezio Mosna
La colletta degli Alpini di Cornelio Muraglia
Ma che spettacolo! di Lara Coser
Armigeri cercansi di Alessandro Cimadom
Emozioni in musica di Gloria Bernardi
La vita dall’incubo dell’AIDS a cura di Alma e Rosanna
Il mestiere dell’animatore di Mattia Baffetti
La vita guarda sempre avanti di Marcello Enderle
Club 3P: prospettive di rilancio di Ermanno Moratelli
I Carabinieri per Aldeno di Renzo Beozzo
Amministrazione e politica
No alla pena di morte di Alida Cramerotti
Un asilo per Paganica di Emiliano Beozzo
Pannelli solari al centro sportivo di Alessandro Bridi
Aldeno Insieme
Aldeno per il Futuro
Lega Nord
Lettere
Le scelte dell’Amministrazione
La lente d’ingrandimento
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Indice
A
Il saluto del Sindaco di Emiliano Beozzo
L’editoriale di Lorenzo Lucianer
La scuola
Aldeno da non scordare
1957:
alle Albere (dove poi sorgerà il campo di
tamburello) i cavalieri di Aldeno, Renata
Maistri (prima a destra) e Giulio Gottardi
(primo a sinistra).
Sfilata in sella a Mezzocorona per
Renata Maistri (prima a sinistra). Al suo
fianco Lino Muraglia.
1957:
una delle vittoriose galoppate di Renata
Maistri.
In groppa ai cavalli avelignesi, sotto il
palco d’onore, ancora a Mezzocorona.
Scarica

Anno 14 - N. 26 - Dicembre 2010