94° Stagione Concertistica 2015/2016
Martedì 01 dicembre 2015
Teatro Sperimentale, ore 21.00
QUARTETTO GRINGOLTS
ILYA GRINGOLTS violino
ANAHIT KURTIKYAN violino
SILVIA SIMIONESCU viola
CLAUDIUS HERRMANN violoncello
60121 ANCONA, Via degli Aranci 2, tel. e fax 071/2070119 www.amicimusica.an.it [email protected] P. IVA 00733590426
PROGRAMMA
JOHANNES BRAHMS (Amburgo, 1833 – Vienna, 1897)
Quartetto per archi in do minore op. 51 n.1
1. Allegro
2. Romanza. Poco Adagio
3. Allegro molto moderato e comodo. Trio: Un poco più animato
4. Allegro
Quartetto per archi in la minore op. 51 n. 2
1. Allegro non troppo
2. Andante moderato
3. Quasi Minuetto, moderato. Trio: Allegretto vivace
4. Finale. Allegro non assai
***
Quartetto per archi n. 3 in si bemolle maggiore op. 67
1. Vivace
2. Andante
3. Agitato. Allegro non troppo. Trio. Coda.
4. Poco Allegretto con variazioni
NOTE AL PROGRAMMA
Johannes Brahms, Quartetto per archi in do minore op. 51 n. 1
Genesi. Tra idee improvvise e ripensamenti, desiderio di sperimentare e timori, pare che il
proposito di comporre i due Quartetti op. 51 sia nato in Brahms già intorno al 1859, quando inizia a
farne cenno nella sua fitta corrispondenza con il violinista József Joachim e l’amica Clara
Schumann. Al 1868 risale forse un’esecuzione privata di una versione provvisoria. L’anno
successivo Brahms fa dono di queste partiture a Clara e nell’estate di quattro anni dopo, a Tutzing,
finalmente il compositore considera l’opera compiuta e i due Quartetti vengono eseguiti per la
prima volta, in forma privata. Pubblicata a Berlino da Simrock, la prima esecuzione pubblica del
Quartetto in do minore ha luogo l’11 dicembre 1873 a Vienna, Großer Musikvereinsaal,
nell’esecuzione del Quartetto Hellmesberger.
Struttura. Un Allegro apre la partitura: al primo vigoroso tema in crescendo risponde il secondo
cantabile e costruito su terze e seste dei violini. Lo sviluppo vede le due idee scorrere separatamente
e poi riunirsi per procedere insieme fino alla ripresa, dopo la quale una coda accenna al secondo
tema, torna al primo e infine conclude.
Il secondo movimento è una Romanza. Poco Adagio dall’aria inizialmente contemplativa, dopo di
che un secondo motivo in terzine si sovrappone all’idea iniziale e la rafforza.
Meditativo l’Allegro molto moderato e comodo seguente, dall’umore melanconico e nostalgico, che
nel Trio centrale (Un poco più animato) si esprime come una canzone, lungo un ritmo di valzer che
porta segni e espressioni di temi popolari viennesi.
Torna la tensione nel movimento finale, Allegro: chiari gli elementi di ogni tema principale
ascoltato finora, che si incrociano tra loro. E, come un ciclo che si conclude, il clima si fa di nuovo
appassionato, in alcuni momenti dolce, per tornare alfine ad una virtuosistica serietà.
Ricezione. Benché fin da giovane Johannes Brahms abbia scritto per organici formati da pochi
strumenti, senza peraltro terminare o pubblicare le sue prime composizioni, è solo verso i trent’anni
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che il musicista si dedica con una certa regolarità alla musica da camera. Il momento della maturità
coincide con l’interesse del compositore verso la musica per quartetto d’archi, un genere non
affrontabile a cuor leggero, visto il modello beethoveniano così difficile da equiparare.
Annus mirabilis. Nel 1859 Charles Dickens pubblica A Tale of Two Cities, il Big Ben suona per la
prima volta, Henri Dunant fonda la Croce Rossa, Charles Darwin pubblica L’origine delle specie e
Karl Marx Per la critica dell’economia politica, nascono Elias Disney, padre di Walt, Giovanni
Capurro, autore de ‘O sole mio, muoiono Bettina Brentano, amica di penna di Goethe, Louis Spohr,
inventore della mentoniera del violino.
Johannes Brahms, Quartetto per archi in la minore op. 51 n. 2
Genesi. Entrambi i Quartetti dell’op. 51 sono dedicati da Brahms all’amico chirurgo e musicista
dilettante viennese Theodor Billroth. Completato, come il precedente, nel 1873 il Quartetto in la
minore tuttavia viene eseguito per la prima volta più tardi, il 3 dicembre 1875 a Vienna, Großer
Musikvereinsaal, ancora una volta dal Quartetto Hellmesberger.
Struttura. Tre i motivi alla base del primo movimento, Allegro non troppo, costruito in perfetta
forma-sonata. Il primo violino porta il tema iniziale, con grandi intervalli le cui note corrispondono
alle iniziali della massima preferita dal violinista Joseph Joachim “Frei aber einsam” (Libero ma
solo). Subentra un motivo secondario che anticipa l’entrata del secondo tema agli archi nel registro
acuto, accompagnati da viola e violoncello. Un altro motivo secondario precede il terzo tema
principale, fino allo sviluppo, succinto, e alla ripresa che chiude su una coda fresca e animata.
Segue un Andante moderato basato su una frase melodica cantata dal primo violino e ripresa dal
violoncello, e poi a canone dal secondo e primo violino. Nella parte centrale appare un motivo che
fa da tema alla coda conclusiva.
Quasi Menuetto, moderato è il terzo movimento cui segue un Allegretto vivace dalla forma libera,
che si spinge ben al di là degli schemi tradizionali. In luogo del consueto Trio, nella sezione
centrale appare una sorta di scherzo fondato su un intermezzo dalle sembianze contrappuntistiche.
Il finale è un Allegro non assai che si propone con una prima idea “zingaresca” e dal carattere di
rondeau. Due sono i temi principali, il primo sincopato e il secondo melodico, e tre quelli secondari,
il primo e il secondo ritmici, il terzo melodico. La coda riporta la prima idea motivica, che,
dapprima tranquilla, conclude con foga la composizione.
Ricezione. Percorrendo un cammino che dall’ardore giovanile lo porterà ad un atteggiamento più
maturo e consapevole, Brahms riesce a trovare un suo proprio personalissimo gusto nel mettere
insieme timbriche strumentali, così nei quartetti con pianoforte, come nelle sonate per violino o
violoncello o clarinetto e pianoforte, nei sestetti a corde, nei trii, quartetti e quintetti per ensemble
diversi, componendo, infine, per ogni tipo possibile di organico cameristico.
Annus mirabilis. Nel 1873 Fëdor Dostoevskij pubblica I demoni, Jules Verne Il giro del mondo in
ottanta giorni. Émile Zola Il ventre di Parigi, Arthur Rimbaud Una stagione all’inferno, viene
fondata la Tuborg e la rivista L’illustrazione italiana, nasce Enrico Caruso, muore Alessandro
Manzoni.
Johannes Brahms, Quartetto per archi n. 3 in si bemolle maggiore op. 67
Genesi. Delle tre uniche partiture di quartetti per archi autorizzate da Brahms alla pubblicazione,
l’ultima, il Quartetto n. 3 op. 67, viene abbozzata già all’inizio del 1875 e terminata durante l’estate
successiva a Ziegelhausen, in prossimità di Heidelberg. Dedicata all’amico Th. W. Engelmann di
Utrecht, con il quale il musicista ha una densa corrispondenza da lunga data, la composizione fa la
sua prima apparizione pubblica alla Singakademie am Unter den Linden di Berlino il 30 ottobre
1876, nell’esecuzione del Quartetto Joachim. Un mese più tardi, il successo riscontrato in Germania
si rinnova a Vienna, questa volta per mano del Quartetto Hellmesberger.
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Struttura. Si fa più attento ed esigente il trattamento delle parti concertanti, fino a diventare
ridondante fin dal primo movimento, Vivace, compendio di idee motiviche e temi che rimandano
reciprocamente provocazioni fatte di tempi diversi e inflessioni talvolta contrastanti.
Si torna a uno stile di scrittura più usuale per il compositore nel secondo movimento, Andante, dalla
linea melodica meditativa e che ricorda frasi musicali affini al modo delle sue sinfonie o dei suoi
concerti.
Il cammino si fa increspato nel terzo movimento, Agitato. Allegro non troppo, abitato da motivi di
danza che nel Trio trovano la loro essenza e natura.
Infine, Brahms espone tutta la sua inventiva nelle variazioni che animano l’ultimo movimento,
Poco Allegretto con variazioni, frammentario, zigano, potente.
Ricezione. Dal punto di vista formale, mentre la forma-sonata rimane tangenziale a quella
beethoveniana, l’idea di base e le fonti d’ispirazione se ne discostano per necessità espressive che
rispettano in ogni caso l’attenzione alle tecniche d’esecuzione di ogni strumento. La produzione
cameristica di Brahms è, nella totalità dei casi, capace di mediare fra impeto spontaneo e rigore
formale, nel rispetto delle regole compositive, considerato dal compositore una condizione
necessaria al raggiungimento proprio di quella ricercata libertà stilistica. Libertà anche di creare
silenzi, zone d’ombra nelle quali la narrazione si sospende per dar vita ad un sapore di nostalgia, di
necessità di pace, prima di riprendere il racconto.
Annus mirabilis. Nel 1875 inizia la costruzione del Teatro Massimo di Palermo, vengono fondati
la Società napoletana di storia patria, il Partito Socialdemocratico di Germania, l’azienda di
orologeria Bulova, la Toshiba, Guy de Maupassant scrive La mano dello scorticato, Fëdor
Dostoevskij L’adolescente, Jules Verne L’isola misteriosa, Giovanni Verga Eros, Carlo Collodi
inizia I racconti delle fiabe tradotte da Perrault, nasce Louis Cartier, fondatore dell’omonima casa
orologiaia, muore Carl Heinrich Theodor Knorr, creatore dell’omonima industria alimentare.
Anna Cepollaro
16 novembre 2015
QUARTETTO GRINGOLTS
Equilibrio mirabile, estrema chiarezza delle voci che disegnano un tessuto musicale finissimo e di
ampio respiro. The Indipendent.
Il modo in cui il Gringolts Quartet delinea l’architettura delle opere che affronta è semplicemente
miracoloso, e questo lascia all’ascoltatore il desiderio sincero di riascoltarli. Stephen Pritchard, The
Guardian, 21 Giugno 2014.
Il Quartetto Gringolts è il punto d’incontro di quattro personalità artistiche provenienti da ambiti
culturali ed esperienze professionali diverse (il russo Ilya Gringolts, primo premio al Concorso
Paganini di Genova, l’armena Anahit Kurtikyan, prima parte nell’Orchestra dell’Opera di Zurigo, la
rumena Silvia Simionescu, primo premio ai Concorsi di Brescia e Osaka, il tedesco Claudius
Hermann, primo violoncello dell’Opera di Zurigo), ma legati da una comune, forte passione per il
quartetto d’archi. Nel corso della stagione 2013/14 il Quartetto è stato ospite di importanti
Istituzioni musicali europee quali il Festival di Lucerna, l’Oleg Kagan Musikfest di Kreuth, la
Filarmonica di San Pietroburgo, la Società dei Concerti di Milano, il Menhuin Festival di Gstaadt e
il Festival di Salisburgo. Il Gringolts Quartet ha collaborato con Jorg Widman, Leon Fleischer,
David Geringas, Eduard Brunner. Il loro debutto discografico per Onyx nel 2011 con i 3 quartetti di
Schumann, assieme al pianista Peter Laul, è stato accolto da eccellenti giudizi della critica
discografica e scelto come miglior incisione dalla “Diskotek im Zwei” su Radio DSR. La loro
registrazione in prima mondiale del quintetto di Walter Braunfels per due violoncelli, con David
Geringas, è stata premiata con il Supersonic Award dalla rivista “Pizzicato” e con l’ECHO Classic
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2013, il più ambito riconoscimento della critica discografica tedesca. Nella primavera 2014 sono
stati pubblicati i 3 quartetti di Brahms assieme al Quintetto op. 34 con il pianista Peter Laul, per
Orchid Classics. I membri del Gringolts Quartet suonano preziosi strumenti italiani: Ilya Gringolts
uno Stradivari del 1718, Anahit Kurtikyan un Camillo Camilli del 1733, Silvia Simionescu una
viola Jacobus Januarius del 1660 e Claudius Hermann uno straordinario violoncello Maggini del
1600, appartenuto in passato al Principe Galitsin, intimo amico di Beethoven, che per primo eseguì
gli ultimi quartetti del grande compositore tedesco su questo strumento.
***
ABBONAMENTI:
Concerto compreso nell’abbonamento alla Stagione 2015/2016 degli Amici della Musica
BIGLIETTI
INTERI: € 22.00
RIDOTTI: € 13.50
(Riservato a: Palchettisti; Amici delle Muse; dipendenti di aziende sponsor; titolari Marche Teatro Card
e Opera Card; ARCI; UNITRE; studenti universitari; giovani da 19 a 26 anni; invalidi e disabili – un
biglietto omaggio per l’accompagnatore)
RIDOTTI EXTRA: € 4.00
(Gruppi di allievi di Scuole Medie Inferiori e Superiori; bambini e ragazzi fino a 19 anni)
Ingresso gratuito riservato a n. 10 studenti dell’Università Politecnica delle Marche: per ritirare il
biglietto gratuito, presentarsi muniti di libretto universitario presso la biglietteria del Teatro delle Muse
dalle ore 9.30 del giorno del concerto, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
BIGLIETTERIA:
Tel. 071 52525 – Fax 071 52622
[email protected]
PER INFO:
Società Amici della Musica “Guido Michelli”
Via degli Aranci, 2
Tel. – fax: 071/2070119 (Lun. – ven. 9.30 – 17.00)
[email protected]
www.amicimusica.an.it
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