ANNO 5 - NUMERO 04
1 APRILE 2012
MENSILE DEL TERRITORIO DI LERICI
a cura dell’Istituto Comprensivo di Lerici
Grazie Patriarca, ci mancherai
Nel giorno in cui Mons.
Moraglia assume la
guida del patriarcato
di Venezia (25 marzo),
ringraziandolo
della
sua disponibilità, presentiamo ai
lettori di Lerici In quest’intervista
che ci ha rilasciato poco prima della sua partenza. Nei quattro anni
che ha trascorso come vescovo alla
Spezia ha saputo farsi conoscere e
apprezzare non solo dai cattolici
praticanti ma dalla comunità
spezzina di tutte le estrazioni.
Laboratorio di
Giornalismo
delle scuole
medie F. Poggi
e P. Mantegazza
Lerici In… è un
allegato di Ameglia
Informa, registrato al
tribunale della Spezia
al n.2 del 4.2.1998
(stampato in proprio)
LERICI IN...
non ha alcun finanziamento pubblico e
si regge solo grazie
alla pubblicità degli
inserzionisti che
permettono la
D. Monsignor Moraglia, il
suo mandato di vescovo nella
diocesi della Spezia – Sarzana
– Brugnato è durato solo quattro anni, pochi ma sufficienti
per conoscere il nostro territorio: quali sono le priorità pastorali che Lei indicherebbe
volentieri al suo successore?
R. Inizio col dire che, innanzitutto, per il nuovo Vescovo dobbiamo pregare, poi impegnarci a farlo
sentire a casa sua e dirgli, con le
parole e l’accoglienza affettuosa,
che gli vogliamo bene. Poi al mio
successore dico che alla Spezia mi
sono trovato bene e che anche Lui
si troverà bene perché la gente è
buona e anche quando sembra esser lontana dalla vita della parrocchia, in realtà mantiene fermo il
senso di Dio; inoltre ho toccato
con mano che la gente capisce immediatamente quando una persona sta in mezzo a loro come Vescovo, ossia come amico, fratello e
padre.
Mons. Moraglia e a sin. Il suo stemma
D. Qual è stato l’episodio o
quali sono stati gli eventi che
l’hanno maggiormente coinvolta durante la sua permanenza
in questa diocesi?
R. Tanti sono gli episodi, ma
sono rimasto colpito specialmente
dal fatto che pure quelle persone
che sembrano per tipo di vita o
scelte molto sicure di sé, quasi
spavalde nell’affrontare la vita, in
realtà avvertono molto il bisogno
Dio e del rapporto con Lui; questa
constatazione è quella che mi ha
fatto riflettere di più in questi
quattro anni d’episcopato. Per
quanto poi riguarda episodi e fatti
pubblici, ìndico i tristi giorni
dell’alluvione, gli incontri con gli
operai in difficoltà, la Visita Pastorale, soprattutto il momento del
commiato, quando sia il Vescovo,
sia la Comunità visitata, avverti(Continua a pagina 2)
DISTRIBUZIONE
GRATUITA
alla popolazione
Visita il sito internet del Comune di Lerici, www.comune.lerici.sp.it o
quello della scuola, www.istitutocomprensivo-lerici.it con tutti i numeri di “Lerici In” a colori
(Continua da pagina 1)
vano la tristezza del distacco.
D. Quale messaggio vorrebbe lasciare in particolare alle nuove generazioni
della comunità ecclesiale
spezzina?
R. Ai giovani direi:
di non appiattirsi sull’esistente che è, poi, in realtà quello che molto spesso i media
hanno deciso che esista;
di non fare mai una determinata cosa solamente perché
gli altri (gli amici, i coetanei)
la fanno ma, piuttosto, di chiedersi sempre: perché la si fa e
se non sarebbe più giusto avere il coraggio di decidere in altro modo;
esistono nella vita scelte
COME FUNZIONA
IL SERVIZIO
DELLE FARMACIE
Le farmacie sono aperte dalle ore 8.30 alle 12.30 e dalle ore
16 alle 20 (sino al 24-10); chiuse i festivi e il lunedì mattina.
La farmacia di turno effettua il seguente orario di apertura: dalle ore 8.30 alle ore
13.00 e dalle ore 15.30 alle 21.
La farmacia di turno nelle
ore di chiusura garantisce il
servizio a chiamata con reperibilità del titolare. I turni delle farmacie iniziano alle ore 8.30 del
fondamentali da cui ne dipendono tante altre; prima di
prendere queste decisioni chiedo di pensarci bene, di consigliarsi, di non aver paura di
decidere in modo differente
dalla maggioranza delle persone che vi stanno attorno;
sappiate imporvi scelte di
vita più sobrie rispetto a quello
che potreste permettervi; insomma: sappiate fare a meno
di qualcosa, inizierete a essere
più liberi, innanzitutto da voi
stessi.
Infine: abbiate cura della
vostra fede; la fede è un dono
che Dio fa a tutti, a noi non
respingerlo; la fede, infatti, è
anche una responsabilità personale, non dimentichiamolo.
lunedì per terminare alle ore
8.30 del lunedì successivo.
•
•
•
•
Farmacie di turno
del mese di aprile 2012:
dal 26 marzo al 2 aprile e dal
23 al 30 aprile farmacia Ghigliazza di San Terenzo.
dal 2 al 9 aprile farmacia Giudici di Lerici,
dal 9 al 16 aprile farmacia Padre Pio di Tellaro (farmacia
Giudici di supporto nella stessa data),
dal 16 al 23 aprile farmacia
Bello di Lerici.
BREVE CURRICULUM
dei principali incarichi
S. E. Mons. Francesco Moraglia è nato a Genova il 25 maggio 1953 ed è stato ordinato presbitero il 29 giugno 1977; è dottore in Teologia Dogmatica.
Nel 1979 veniva nominato
viceparroco in una parrocchia
del centro di Genova, incarico
che ha conservato fino al 1988;
dal 1990 al 2007 è stato cappellano della Clinica Villa Serena,
insieme a questo ministero dal
1995 al 2007 la domenica ha
svolto l’aiuto pastorale in una
grande parrocchia del centro di
Genova.
Dal 1989 al 2007 è stato docente presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, sezione del Seminario di Genova.
Dal 2003 è Consultore della
Congregazione Vaticana per il
Clero. Dal 2004 al 2007 è stato
canonico effettivo del Capitolo
della Chiesa Metropolitana (Cattedrale di San Lorenzo).
Il 6 dicembre 2007 è stato
eletto alla sede vescovile della
Spezia-Sarzana-Brugnato.
Benedetto XVI lo ha nominato Patriarca di Venezia il 31
gennaio 2012 e il 25 marzo
prende possesso della nuova
diocesi.
Il 15 marzo 2012 la Città della Spezia gli ha conferito la cittadinanza onoraria.
La redazione, a suo insindacabile giudizio, potrà modificare, rinviare o rifiutare
la pubblicazione di scritti e annunci se non conformi all’etica ed allo spirito
della presente pubblicazione o per mancanza di spazio.
Sino a diverso orientamento, le lettere non vengono pubblicate. Gli articoli devono essere concordati preventivamente con il direttore responsabile.
La redazione si riunisce lun. e mer. dalle ore 14 alle 15. Gli scritti, le lettere e le
Redazione di Lerici richieste di pubblicità, complete di nome, indirizzo, telefono ed eventuale eGiorgia Milazzo Stella Polloni
mail, dovranno essere indirizzate alla redazione c/o la Direzione Didattica
Karl Horstmann Irene Gennaro
di Lerici piazza Bacigalupi, 5 o tramite e-mail a: l e r i c i . i n @ li be r o . i t .
Tommaso Terza- Carolina Saisi
no
Si avverte che, la pubblicazione non ha fine di lucro, quindi gli scritti, gli
Redazione di S. Terenzo articoli e le collaborazioni sono accettate a titolo gratuito e di volontariato.
Christopher Desalvo Nicolò Conti
Gli orari delle manifestazioni e le informazioni turistiche, nonostante la nostra
Virginia Bracco
Marco Meneghini
più scrupolosa precisione e attenzione, poiché predisposte con largo anticipo,
Andrea Gubertini
Edoardo Santoro
dovranno essere sempre verificate dai lettori interessati prima dell’evento.
Alessandro Vegnuti Pietro Tesi
Federico Buonanno Jacopo Collini
La tariffa per ogni modulo di pubblicità (1/3 di pagina circa) è di euro 70 + IVA,
Francesco Mencacci Matteo Basta
½ modulo è di euro 35 + IVA. Per la pubblicità si può contattare il n° di teleFrancesco Di Benedetto Chiara De Maria
Ilham El Hasnaoui Pietro Bragazzi fono 0187-601268 (anche fax e segreteria telefonica) o [email protected] .
Direttore Responsabile
Sandro Fascinelli
caporedazione
Maria Luisa Eguez
redattore docente
Gabriella Molli
LERICI IN… - aprile 2012
Pagina 2
SOSTA
E VIABILITÀ
A LERICI.
Sino al
14 giugno 2012
la ZTL (zona traffico limitato) è in vigore
solo il sabato, la domenica e i festivi dalle
ore 9 alle ore 19, dopo le ore 19 e sino alle ore
9 del giorno successivo il transito è libero.
ATTENZIONE al semaforo che segnala,
ai varchi, quando il transito è libero:
verde entrata libera - rosso ZTL in atto.
Da lunedì a venerdì, esclusi i festivi,
tutti i veicoli (anche senza pass) possono
transitare nella ZTL di Lerici e San Terenzo
con possibilità di parcheggio, a pagamento,
solo in loc. Erbetta e lungomare Venere Azzurra (Dall’1-10 al 30-04 in loc. La Vallata e Bagnara il parcheggio è gratis nei giorni feriali,
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non può sostare in altre aree all’interno della
zona a traffico limitato. Quando è in vigore la
ZTL chi non dispone di pass può parcheggiare
l'auto solo nei parcheggi a pagamento in Località Vallata (Lerici) e Bagnara (San Terenzo),
dove è previsto il servizio di bus navetta gratuito che collega i parcheggi con i centri storici.
Il transito di ciclomotori e motocicli è
sempre consentito liberamente; la sosta è
prevista negli spazi indicati dalla segnaletica.
Pass Provvisori in deroga (ad es. clienti
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debito riscontro ad esenzione
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Te m p o d i e r b i al l a R oc c h e t t a
La conoscenza degli erbi è
stata per me una grande scoperta. Passeggiando per i sentieri della Rocchetta con il mio
amico Marco ho scoperto un
mondo per me ancora sconosciuto.
Non pensavo che piante da
me considerate “erbacce”, potessero essere usate in cucina
e che fossero così buone. Marco mi ha raccontato che sua
nonna Diade si alzava alle
quattro del mattino per raccogliere gli erbi da vendere al
mercato E gli erbi facevano
sempre parte della sua cucina.
Ancora oggi lui porta avanti
questa cultura, già perché proprio di cultura si tratta e la
padronanza degli erbi, il loro
utilizzo, danno alla sua cucina
un sapore di altri tempi.
Marco prepara torte saporite con il tarassaco (o dente di
leone, noi ragazzi la conosciamo anche come piscialetto);
con le bietoline di campo e
la borragine bolliti prepara
fantastici ripieni per i ravioli,
oltre a utilizzarne i fiori per le
insalate.
Questo è il periodo degli
erbi amari che si possono
mangiare sia bolliti che in frittella. Alla Rocchetta se ne trovano molti; uno tra gli erbi
℡
preferiti da Marco, grazie al
suo sapore dolciastro e alle
sue proprietà diuretiche, è la
cicerbita.
Quando prepara le frittelle,
lui le fa così: lava, fa bollire gli
erbi e li strizza. A parte prepara una pastella con acqua, farina, sale e olio. Trita gli erbi,
li impasta con la pastella e li
frigge in olio bollente.
Mi ha raccontato che quando suo nonno prendeva troppo
sole in campagna, sua nonna
gli preparava degli infusi con
la pimpinella per diminuire
il male. Oggi si usa soprattutto bollita, condita con olio e
limone o nelle zuppe. Una
chicca sono gli asparagi selvatici (sparagin), ottimi per i
risotti, le minestre ma, in particolare, per le frittate.
Durante una passeggiata
con Marco sono stata assalita
dalla salsapariglia, detta anche “strappa braghe”, grazie
alle sue foglioline percorse da
piccole spine a forma di uncino. I suoi germogli sono commestibili e in cucina possono
sostituire l’asparago. Ottimi
mangiati in insalata o nelle
frittate.
Sempre passeggiando, Marco mi ha fatto prima sentire
l’odore e poi vedere il timo
NUMERI UTILI
PREFISSO TELESELETTIVO 0187
Carabinieri via XX Settembre 23 tel. 96 712 9
tutti i giorni, anche festivi dalle ore 8.00 alle 22.00 fax 967270
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LERICI
2012
LERICI IN…
IN…- -aprile
aprile
2012
selvatico che cresce in piccoli
cespugli e che lui usa in moltissimi piatti: sulla focaccia,
nel suo coniglio alla ligure, sui
ravioli, pestandolo con i pinoli
nel mortaio.
Ho descritto solo una piccola parte degli erbi presenti alla Rocchetta. Ma bisogna fare
molta attenzione, occorre una
guida alla raccolta. Per scegliere quelli giusti.
Giorgia Milazzo
Lezioni dell’Unitre del mese
di APRILE 2012 c/o piazza
Bacigalupi - Lerici ore 15.30.
Lunedì 2: cineforum con A. Petacco. Proiezione del film: “Benvenuti
al Sud” - martedì 3: avv.to E. Mari
“La responsabilità medica. Aspetti
pratici e considerazioni conclusive”
- martedì 10: lectio del prof. Riccardo Di Donato (Univer-sità di
Pisa, grecista) - venerdì 13: Giorgio Caproni e la sua produzione
poetica (prof. R. Centi) - vartedì
17: Excursus di dieci anni di amministrazione comunale (ing. Emanuele Fresco) - venerdì 20: lectio
del prof. Cesare Letta (Università
di Pisa, scienze storiche antiche) martedì 24: sintesi di letteratura
italiana (prof. R. Centi) - venerdì
27: lectio del prof. Mariano Andreucci (Università di Pisa, ingegnere informatico).
Unitre Lerici è presieduta dalla prof.ssa Margherita Bracco.
Con il mese di aprile Unitre Lerici termina l’anno accademico.
ufficio PASS tel. 960309
Anagrafe tel. 960253
altri uffici aperti con il seguente orario:
Ragioneria Tributi martedì, giovedì, sabato ore 9-12
URBANISTICA - apertura martedì e venerdì ore 9 12, sabato solo rilascio documenti
tel. 960248
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pomeriggio ore 15 - 19 escluso il sabato tel. 966053
CIMITERI per informazioni pratiche cimiteriali (c/o uff.
stato civile tel. 960253/18) Cimiteri: Lerici tel. 967237,
S. Terenzo tel. 971091, Tellaro s.n.t..
Pagina 4
“Erbi. Erbe mangerecce della Lunigiana e Val di Vara”
Ogni anno
Lerici In fa
un omaggio
agli
erbi
perché appartengono
a una cultura che sta
scomparendo. Quest’anno lo
ha fatto invitando un santerenzino doc: Nello Lombardi.
Perché proprio lui? Perché
è uno studioso del territorio e
fra le sue attività compare
quella di saper riconoscere,
raccogliere e utilizzare a scopo
alimentare, le erbe selvatiche
più comuni. Quelle che Giorgia della redazione di Lerici
ha detto di aver sempre classificato come “erbacce”.
Ebbene Nello Lombardi ci
ha regalato un’ora di piacevole
viaggio nel mondo degli erbi,
un tempo molto praticato,
scomparso dopo che il territorio ha perso i suoi caratteri
rurali più antichi.
Un viaggio mediato da un
filmato intitolato “Erbi. Erbe
mangerecce della Lunigiana e Val di Vara”, collegato
con un piccolo testo (95 pagine, 10 euro) distribuito dal Cai
di Sarzana. L’introduzione è
curata da un uomo di legge,
UBI
Remigio Pagliari, che è un fine
raccoglitore e studioso. Le foto
sono di Nello Lombardi e Benito Matera.
Sono sfilate davanti ai nostri occhi: acetosella, aglio selvatico (quello che puzza parecchio, ma ha tante virtù),
l’asparago, l’aspraggine (che a
Tellaro chiamano “a peosela”),
la cicoria amara, che poi tanto
amara non è, visto che si aggiunge nelle torte d’erbi.
Quasi tutti avevano sentito
parlare della borragine, ma
non del centocchio, che cresce
indesiderato persino sui balconi. La cicerbita è un amore di
erbo, che cresce tutto l’anno. E
le biospecie del nostro territorio sono tre. Tutti concordi nel
riconoscere il dente di leone e i
suoi soffioni. E anche l’erba
cipollina, che le mamme comprano dal verduraio.
Solo pochi sapevano del finocchietto selvatico e del luppolo. E nemmeno che le margheritine quando sono appena
spuntate deliziano un’insalata. O che le cimette di ortica
non pungono e sono usate per
fare la pasta fresca verde.
O vengono messe nei ravioli
e nelle torte d’erbi. Questi e
tanti altri erbi sono sfilati nel
filmato. E quando Nello Lombardi ha fatto vedere il rape-
Banco di San Giorgio
ronzolo (che è una delizia
d’erbo, tanto crudo che lessato) tutti hanno fatto riferimento al film Rapunzel.
Infine ha raccomandato di
non sradicare gli erbi, ma tagliarli con un coltellino al colletto, cioè rasoterra per permetterne la ricrescita.
La redazione di S. Terenzo
con la collaborazione di
Gabriella Molli
LA FESTA BUDDHISTA A
MONTI SAN LORENZO
Domenica 29 aprile dalle
ore 12 alle ore 18 al Tempio
Buddhista Musang Am, località Monti San Lorenzo,
si celebra la festa del Vesak, compleanno del Buddha Shakyamuni.
Durante questa festa del
“Buddha-bambino” si svolgeranno diverse manifestazioni:
ore 12 pranzo di beneficenza,
ore 14-18 canti spirituali, bagno alla statua del Buddhabambino, meditazione, musiche e letture in un clima festoso. Shakyiamuni, il fondatore
del buddhismo, visse in India
nel sesto secolo avanti Cristo.
Quest’anno è il 2.556 dell’Era
Buddhista.
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Pagina 5
Tellaro. La Gritta, cucina tra passato e presente
La Gritta. Il nome fa riferimento a un granchio presente
sulla scogliera di Tellaro.
La Gritta è il nome del ristorante aperto sulla piazza
del borgo negli anni Sessanta
da uno chef innamorato di
Tellaro: Lucio Ghiggini. Divenne meta fissa di Mario Soldati e di tutto un gruppo che
faceva capo al pittore Tomaino
e che animava le serate estive
tellaresi del tempo.
Oggi alla conduzione ci sono Enrico e Valentina che ne
hanno fatto un ristorante di
charme, ispirato all'idea di
quel mare su cui il ristorante
non si affaccia, ma che dalla
sala si ha un incantevole vista.
Intervista
D. Grande attenzione alla
cura del cibo e alla convivialità conservando sempre quell'aria marinara che fa parte
della personalità di Tellaro,
ma quando si comincia l'attività in un locale che ha già un
suo passato, si sente ancora
l'energia di ciò che è stato?
R. Sì, è stato proprio il suo
passato che ci ha fatti innamorare di questo locale e ancora
di più di questo borgo straordinario. Abbiamo scavato nei
ricordi di molti tellaresi e i
racconti che ci hanno riportato
sono memorabili e così le personalità che lo frequentavano.
Nostra ambizione sarebbe
quella di rivedere il borgo animato e frequentato come alcuni anni fa. È un grande peccato non promuovere una natura
e un paesaggio come questi.
D. Come vi ispirate alla
vecchia cucina del luogo?R. La Gritta nasce dalla
passione per la cucina di Valentina che decide di aprire il
ristorante a Tellaro con l'aiuto
di Enrico.
L'idea si concretizza in poco
più di un anno in un ambizioso progetto: Valentina in cucina, Enrico in sala cercando di
dare vita a un "ristorante dei
sapori" e all'esaltazione del
gusto con semplicità e naturalezza. Poi l'incontro con Guido
Varriale lo chef, entusiasta del
nostro progetto e con la stessa
idea di cucina.
Un connubio che ci ha portati all'obiettivo di deliziare i
clienti con proposte che rispecchiano la cultura e le risorse
offerte dal territorio; non risparmiandoci di sorprendere
con piacevoli particolari, mantenendo però immutati i veri
sapori.
Il desiderio è quello di veder rinascere un luogo in cui
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LERICI IN… - aprile 2012
Enrico, Valentina e Guido
sentirsi a casa propria, con il
calore e la semplicità che, come nient'altro, sono apprezzabili.
D. C'è un piatto particolare
che è la vostra eccezione di
cucina? Come si fa?
R. Sono molti i piatti che
abbiamo personalizzato, uno
tra questi è:
il tagliolino “La Gritta”,
una pasta di nostra produzione senza uova e servita con un
ragù di pesce e molluschi in
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per il sugo:
300 gr di vongole,
300 gr di cozze,
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brodo di pesce,
6 cucchiai di passata di pomodoro,
per la pasta:
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200 gr di semola rimacinata,
200 gr di acqua bollente.
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Pagina 6
PICCOLE OSSERVAZIONI
SUI SIMBOLI DI CILIEGIO
E NOCCIOLO
tratte dal libro “Florario. Miti,
leggende e simboli di fiori e
piante” di Alfredo Cattabiani
(Mondadori, 1996)
squa in Germania mi ha sollecitato una piccola ricerca.
Io amo molto andare a cercare i significati nascosti negli
usi e nei costumi. Lo faccio per
il cibo in particolare per quanto riguarda gli ingredienti di
preparazione.
E sul “Florario” ho trovato
alcune informazioni molto interessanti.
Nocciolo. Per i Celti il nocciolo, chiamato Coll, era l’albero della saggezza. E la nocciola, come tutti i frutti racchiusi
in una scorza (e simili perciò
all’uovo) con l’albero era il
simbolo di fecondità e nuova
vita.
Ciliegio. Il ciliegio nella
cultura celtica porta fecondità.
Il frutto raccoglie in sè il seme. Quindi c’è affinità con il
nocciolo. Regalare un ramo fiorito vuol dire dunque augurare nuova vita.
Fuoco. In molte civiltà si
bruciano i rami appesi per decorare la casa. Anche per i
Celti il fuoco è rigeneratore e
simbolo di vita, di rinnovamento e non di morte.
Quando ero piccola, mia
madre bruciava la mattina di
Pasqua i rami d’olivo benedetto appesi l’anno prima nel
giorno delle Palme sopra il mio
lettino.
Il pezzo di Karl sulla Pa-
G. Mol.
Usanze a confronto: la Pasqua in Germania
La Pasqua in Germania,
per gli aspetti religiosi è uguale a quella italiana, ma in casa
si festeggia in modo diverso.
L’abitazione viene decorata
con dei grandi mazzi di rami
di ciliegio o di nocciolo, messi
in un vaso con acqua, così crescono delle foglie nuove verdechiaro. I bambini, dopo aver
praticato due fori nel guscio
delle uova crude, vi soffiano
dentro per svuotarne l’interno,
poi le puliscono e le lasciano
asciugare.
I tuorli e gli albumi servono
poi per preparare una bella
omelette per la sera. I gusci
delle uova invece si colorano
con acquerelli e si appendono
con nastri di vari colori ai rami. Così diamo un saluto allegro alla primavera che entra
in casa.
Per il piacere dei bimbi esiste in Germania il cosiddetto
“Coniglio di Pasqua” che, secondo la leggenda, viene di
notte a nascondere le uova colorate o di cioccolato in giardino. Il mattino della domenica
di Pasqua i bambini escono a
cercare i dolci nascosti dal coniglio.
Quando tutto è stato trovato si fa la colazione di Pasqua:
uova sode precotte, colorate il
giorno prima con colori artificiali o con la buccia di cipolla
per ottenere un colore marrone o barbabietole rosse per il
rosso e così via. Si taglia
l’uovo, si toglie il tuorlo, lo si
mescola con senape, aceto, sale e pepe e si rimette tutto
nell’uovo per mangiarlo.
Poi c’è pure una torta a forma di agnello o coniglio e una
treccia o una corona di pasta
dolce lievitata.
Dopo colazione spesso si fa
una passeggiata.
Il Comune del paese organizza, talvolta il giorno prima
della domenica di Pasqua, un
enorme fuoco bruciando gli abeti di Natale, legna, rami e
foglie che nel corso dell’anno si
sono raccolte nel giardino. I
bimbi corrono intorno al fuoco
e infilano delle salsicce sugli
spiedini e le arrostiscono sulla
brace. Tutto ciò si festeggia insieme con amici o parenti.
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25 aprile: il suo nome era Enia Valtriani (2) erano rinchiusi in una casa. Le
Celebriamo
la Liberazione proseguendo il racconto della storia di Enia
Valtriani (nella foto) così
come ce l’ha
riferita il fratello Franco.
Nostro padre era caporeparto al cantiere del Muggiano. Lavorava a bordo dei sommergibili. Nel giugno del ’44 si trovava
nella base di Bordeaux e, a seguito dello sbarco degli Alleati
in Normandia, venne fatto prigioniero e fu internato senza
possibilità di dar sue notizie a
casa. Ritornerà in famiglia nel
settembre del ’44, ancora ignaro
della tragedia che si era abbattuta su di noi.
Mio fratello Loris, diciottenne, si era nel frattempo associato alla Brigata Lunense.
Mia madre era rimasta sola
con Enia, di ventun anni, e il
sottoscritto, di soli sei, ammalato di pleurite. Decise così di
sfollare a San Terenzo ai Monti,
in casa di una sua conoscente,
Iole Faccini in Piccioli. Lassù
era più vicina a Loris e poteva
sfamare meglio me.
La mattina del 19 agosto arriva nei paraggi una colonna di
nazisti. La gente va a nasconde-
re i suoi pochi beni (biancheria,
suppellettili) fuori del paese,
per paura di razzie. Enia e un
anziano del paese portano via
con una treggia un po’ di piatti
e di lenzuola. Vanno verso la
località Valla. Io piangevo perché volevo andare con mia sorella, ma lei mi manda dalla
mamma, assicurandomi che sarebbe rientrata presto. Ma i nazisti sono già là e bloccano chiunque vi arrivi. Walter Reder e
i suoi uomini si installano
nell’osteria di Mario Oligeri.
Il proprietario cerca di soddisfare tutte le richieste degli occupanti, offrendo loro tutto
quello che ha, ma alla fine gli
uccidono la moglie e tutti e cinque i suoi figli (Alfonsina 19
anni, Romano 17, Maria 15, Luigi 12 e Rita, 3 anni), che si erano rifugiati con gli altri nel podere di Valla abitato dalle famiglie Barucci e Cecchini.
Alle 13 e trenta ha inizio il
massacro della popolazione rastrellata: 103 vittime (69 donne
tra cui 15 bambine e 34 uomini
tra cui 11 bambini). Una bimba
di sette anni, Clara Cecchini,
pur gravemente ferita, riesce a
salvarsi fingendosi morta sotto i
corpi dei genitori; una giovane
madre, Alba Terenzoni, con sua
figlia di tre anni, Adelitta, riesce a salvarsi poco prima della
strage, gettandosi da una finestra quando ancora gli ostaggi
vittime sono state falciate a distanza ravvicinata da raffiche
di mitragliatrici pesanti già posizionate nel luogo della strage.
Al pomeriggio mia madre ed
io abbiamo visto in un locale
attiguo alla canonica il corpo di
don Michele Rabino, ucciso dai
nazisti in mattinata. Al momento del suo assassinio il parroco
stava dando da mangiare a dei
conigli. C’era vicino a lui una
ragazzina, Maria Vangeli di undici anni, che gli stava porgendo
delle tavole. Mentre il sacerdote
si accasciava davanti ai suoi
piedi, Maria, terrorizzata, trovava la forza di fuggire.
Il giorno dopo la scoperta,
mia madre con me per mano è
ritornata a piedi a Lerici.
Dove riposa ora Enia?
Un anno dopo, il 15 luglio
1945, mia madre è tornata a
San Terenzo Monti con mio zio
Bruno Taccola e “Biribigi”, il
noto personaggio che prestava
servizio alla Pubblica Assistenza, per recuperare il corpo di
Enia dalla fossa comune e riportarlo a Lerici. Scavarono e, tra
quei poveri resti, mia madre
riconobbe il vestitino a quadretti bianchi e blu di sua figlia.
Ora le spoglie di Enia si trovano nel cimitero di Narbostro,
a metà del viale centrale, sul
lato sinistro, e la lapide ne ricorda la fucilazione.
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Due profughi istriani raccontano… (1)
Nel Giorno del Ricordo
delle vittime delle foibe, le
scuole medie di Lerici e San
Terenzo hanno incontrato due
vittime dell’epurazione giuliano-dalmata.
L’evento è stato patrocinato
dal presidente dell’Associazione “Diritti e doveri per la giustizia nella libertà” con sede a
Ortonovo, Mario Battiglia,
ex-direttore didattico.
I due testimoni dell’esodo
sono Vittorio Sopracase, noto pittore spezzino, e Amorino
Armenio, esponente spezzino
dell’”Associazione Nazionale
Venezia-Giulia e Dalmazia”,
cui fanno capo le vittime della
pulizia etnica perpetrata dalle
milizie titine verso la popolazione italiana di quelle zone. È
un dramma per troppo tempo
ignorato a causa della realpolitik del secondo dopoguerra
che copriva connivenze ancora
oggi imbarazzanti e che solo
recentemente è stato riconosciuto con l’istituzione del
Giorno del Ricordo (legge n. 92
del 30 marzo 2004).
Vittorio e Amorino si sono
conosciuti quando avevano rispettivamente cinque e quattro
anni, alla Caserma “Ugo Botti” di Ruffino, dove erano stati
alloggiati i profughi trasportati in patria dai numerosi viag-
gi della nave “Toscana”.
Intervista:
D. Vittorio Sopracase, ci
può raccontare la storia di
suo padre?
R. A più di sessant’anni
dalla morte prematura, tragica e misteriosa del mio amato
padre, provo ancora dolore nel
ricordarlo e la rabbia (sì, la
rabbia) non si placa.
Mi tormenta questa sete
quotidiana di memoria, di
chiarezza, di giustizia. Perché
per così tanti anni ho dovuto
tacere, non ho potuto parlare
della scomparsa di mio padre?
Ora finalmente posso raccontare la storia della mia famiglia, quella del mio papà
Erminio, sparito, inghiottito
da una foiba. Era ora che in
Italia si cominciassero a dire
certe verità, si prendesse conoscenza delle tristi vicende di
tanti Italiani delle regioni del
nostro confine orientale. I
morti devono essere ricordati,
mio padre ha dato la vita per
la sua Patria.
Ed ecco la storia di mio padre, Erminio Sopracase, nato
a Gallesano (un paese a circa
5 chilometri dalla città di Pola). Egli diventa sottufficiale
della Marina italiana, sposa
una ragazza del suo paese e,
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LERICI IN… - aprile 2012
un grave incidente, rimane
leggermente menomato ad una gamba, per cui gli viene
assegnato un posto di lavoro
presso l’Arsenale militare marittimo di Pola.
Il quadro storico di quel periodo è molto complesso, ci
stiamo avvicinando verso la
conclusione della guerra e nella nostra Regione è in corso un
duro scontro tra le forze tedesche e le bande partigiane comuniste jugoslave.
Mio padre si reca ogni giorno al lavoro dal suo paese,
Gallesano, all’arsenale di Pola.
La guerra, se Dio vuole, termina e la speranza di tutti è
che con la pace, tornino giorni
sereni. Così non è: l’Istria subisce l’occupazione (non la liberazione) delle forze partigiane comuniste slave, che mettono in atto una dura repressione nei confronti della popolazione italiana.
Il 4 maggio 1945, a guerra
ormai finita, mio padre Erminio, viene prelevato e condotto
al Comando partigiano con la
scusa di volerlo interrogare.
Da allora se ne perdono le
tracce: sparito, svanito nel
nulla. Mia madre cerca di avere sue notizie, vuole sapere
dove si trovi, dove sia stato
portato. Nulla. Inizia così per
lei una vera e propria “odis-
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padre tra le persone che venivano condotte sull’orlo della
foiba. Mia madre non ha dubbi, mio papà Erminio è morto
in una foiba.
In che modo? Le persone
venivano legate insieme, una
dietro l’altra, con del filo di
ferro, molto spesso si sparava
solo al primo della fila, che
cadendo trascinava giù tutti
gli altri ancora vivi.
Mio padre è stato una delle
tante vittime dell’odio etnico
anti-italiano, non faceva poli-
tica, e mi chiedo ancora perché
sia morto. Pensate, non abbiamo mai saputo con certezza
dove si trova il suo corpo. Non
hanno nemmeno un briciolo di
comprensione per il dolore altrui, l’umanità di indicarci
dov’è.
A distanza di 67 anni non ci
viene ancora concesso di portare un fiore sulla foiba o sul
luogo dove giace per sempre
mio padre.
(segue)
L’uso delle parole inglesi nella lingua italiana
Nello sport sono utilizzati
normalmente i termini pressing, goal, offside, cross,
assist, fair play, time-out,
play-maker. Molte altre sono
le parole che potremmo analizzare in futuro ma, il concetto
importante è conoscere il significato delle stesse per non
utilizzarlo in modo inopportuno. Ad esempio, per indicare
tirocinio, si usa spesso la parola francese stage, attenzione
alla pronuncia, da non confondere con l'inglese "palco". Tirocinio è infatti work experience.
Nasce da un errore in buona fede il neologismo footing,
inesistente in inglese, che utilizza invece jogging...
(Continua da pagina 9)
sea”, va da un Comando partigiano all’altro, si reca presso
ospedali, prigioni, ma tutte le
ricerche risultano vane. Circola voce che mio padre sia stato
ucciso e gettato in una foiba,
ma non si sa con certezza se la
notizia risponde al vero e quale sia questa foiba e dove si
trovi. Si pensa possa trattarsi
della foiba di Vines, una località a 40 chilometri da Gallesano, questo perché qualcuno
dice di aver riconosciuto mio
Al giorno d'oggi, sempre più
spesso, si utilizzano termini
inglesi parlando nella propria
lingua madre. Analizzando
alcuni termini si può scoprire
che, pur essendo presente nella lingua italiana il termine
equivalente o il medesimo modo di dire, si tende ad utilizzare una parola anglofona che
ha la caratteristica di non dar
luogo a false interpretazioni e
definisce chiaramente un concetto ampio.
Nel caso del check-in, è
palese che si tratti di tutte
quelle formalità da espletare,
in ben determinate occasioni
come aereo o albergo, prima di
essere registrati come clienti e
vedersi assegnato il proprio
posto.
Un tempo si utilizzava la
parola “registrazione” ma poi
si doveva specificare il contesto o la tipologia mentre, nella
naturale evoluzione della lingua, fare il check-in rende immediato il concetto e non si
confonde con la registrazione
di un brano o un video.
Di certo possiamo sommariamente dividere in sette categorie, ovvero “mondi”, nelle
quali è più frequente incontrare questo fenomeno: sport, cibo, informatica, viaggi, bellezza, economia e lavoro.
Ultimamente si parla di
spread, che letteralmente significa diffusione, ma che ormai è comunemente usato per
indicare il differenziale tra i
bond tedeschi e quelli italiani.
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Il naufragio dell’Andrea Doria: un confronto con la Concordia
distanza di 55 anni:
26 luglio 1956 ore 10.09 - L’Andrea Doria affonda.
A destra il capitano di lungo corso Mario Maracci (1933-2000)
Il giovane santerenzino
che salvò il
giornale di bordo
La tragedia della “Costa
Concordia” ha riportato d’attualità il naufragio dell’”Andrea Doria”, l’ammiraglia della flotta mercantile italiana
degli anni ’50, che affondò a
poche miglia da New York dopo la collisione con la nave
svedese “Stockholm”.
Sull’Andrea Doria era imbarcato, con il grado di allievo
ufficiale di coperta, un giovane
santerenzino Mario Maracci,
con il quale avrei condiviso
una profonda amicizia anche
dopo il suo trasferimento a
Rimini. Mario si era diplomato
all’Istituto Nautico della Spezia e ha navigato, sia prima
che dopo il naufragio del Do-
ria, sempre sulle grandi navi
passeggeri della Società Italia.
Dopo la crisi delle navi passeggeri di linea è andato a lavorare all’aeroporto di Rimini,
ma non ha mai dimenticato il
suo antico amore per il mare,
è stato uno dei fondatori del
Circolo Velico Riminese, ha
organizzato molte regate veliche e esercitato la libera professione di perito marittimo.
Mario ci ha lasciato come
testimonianza un piccolo libro
che potete consultare presso la
biblioteca di Lerici dal titolo
“Sbarcato per affondamento
nave” come c’è scritto sul suo
libretto di navigazione. Ne riporto fra virgolette qualche
passo senza commentare le
differenze fra il comportamento del comandante e degli ufficiali delle due navi affondate a
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«25 luglio 1956 ore 23.10Un boato terrificante e i libri che
mi cadevano addosso, poi
l’altoparlante che annunciava:
personale a posto abbandono
nave………
26 luglio ore 2.40 - Il comandante mi consegna il giornale di bordo parte prima ed il
cifrario Nato dicendo a me e ad
un mio collega che siamo giovani, che ci salveremo e di salutare la sua famiglia...
ore 05.00 – Siamo rimasti in
12 a bordo, tutti riuniti sul ponte
di comando, la nave è ormai
sbandata di 40° e per camminare ci teniamo a delle cime...
ore 05.30 – È l’alba e la nave è ormai deserta. Viene sottobordo la nostra lancia n.11. Il
comandante dice che vuole rimanere a bordo, attendere
l’arrivo dei rimorchiatori e ci ordina di sbarcare. Scendiamo in
ordine inverso al grado.
Il comandante rimane a bordo dicendo: “Rimango qui, andate voi”. Il secondo risale a
bordo e noi ci apprestiamo a
seguirlo e solo allora scende
anche il Comandante Calamai
afferrato per le gambe dall’equipaggio. Alle 10.09 la nave va a
fondo»
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Il Museo del Giocattolo al Castello di Lerici
Sabato 31 marzo (ore 17) si
inaugura al castello di Lerici
la mostra del gioco e del giocattolo di Carlo Tacito Tonfoni. In tale occasione verrà emesso dalle Poste Italiane uno
speciale annullo con il francobollo di Pinocchio.
La mostra diventerà permanente per il suo carattere di unicità. Si tratta, infatti, di una raccolta di giocattoli storici, scelti
fra i quattromila che il collezionista ha accumulato in anni di
ricerca.
Carlo Tacito Tonfoni è venuto a trovarci a Lerici, durante il
laboratorio del lunedì (nella foto
con i ragazzi), e ci ha portati
dentro il mondo della sua infanzia, prima di tutto raccontando
la sua vita di bambino. Un mondo distante mille anni da quello
dei ragazzi di oggi. Un mondo
in cui, quando un bambino di
campagna per la prima volta
andava in città, aveva paura.
Per i ragazzi è stato come
penetrare in una dimensione
sconosciuta. Ascoltavano con
attenzione, calamitati come
quando vedono un film sul ritorno al passato. Carlo Tacito Tonfoni ha parlato di rituali popolari
(presenti ancora settanta anni
fa) per scacciare il malocchio di
cui le mamme avevano tanto
timore. E ha portato esempi di
figure fra il magico e il fiabesco
(come quello della “maimona”)
che fanno parte di eventi oscuri.
Aveva con sé il suo libro intitolato “Giochi, sghiribizzi e trastulli” (ed. Giacché) in cui parla
di altalena e di pampano. Di
ninne nanne e di filastrocche.
«Le mamme - ha detto - dovrebbero fare un corso di ninnananna prima di sposarsi, perché
le ninne-nanne sono una forma
rassicurante che sta sparendo».
Carlo Tacito Tonfoni ha lanciato anche due messaggi forti:
scrivete poesie, ha sottolineato,
e vi sentirete meglio. Pronti allo
studio, pronti alla vita. E non
abbiate fretta di crescere. Il momento che state vivendo ora è
unico. Tre sono le sue componenti: gioco, amore, amicizia.
Lo rimpiangerete, come lo rimpiango io.
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Roberto Ghisellini, direttore generale di Carispezia ha
dichiarato: «La campagna mutui casa che presentiamo si
pone il duplice obiettivo di ribadire la nostra disponibilità
verso le famiglie italiane, mettendo a loro disposizione for-
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pre, anche sè stessa in tutte le
fasi della sua vita. Questo ritrovarsi ed accogliersi le permetterà di “fare le valigie” e
partire per quella grande dimensione in cui tutto ha inizio
e apparente fine. Ottimi gli
arrangiamenti musicali che
spaziano dalla ninna-nanna
ottocentesca e tosca “Coscin di
pollo” al melodico e dal rock al
rap, con il coro “Fabrizio De
André” e l’orchestra delle medie “Silvio Pellico” (al pianoforte Antonio Antognetti). Ottima la scenografia virtuale
ideata da Fabio Di Salvo con
una superba Regina di Cuori
(Caterina Guzzanti). Molto
belli anche i costumi (Micol Di
Una maratona davvero entusiasmante quella che l’11,
12 e 13 marzo ha presentato al
Teatro Civico della Spezia la
rivisitazione/continuazione di
“Alice nel Paese delle Meraviglie” scritta e diretta da Gloria
Clemente. Una poetica metafora della vita in cui un’Alice
ormai anziana e senza più forze trova il coraggio di lasciarsi
coinvolgere ancora una volta
dal Cappellaio Matto (Enrico
Casale) a ricominciare il viaggio che la porterà nella dimensione dell’inconscio, del sogno,
della fantasia dove riconoscerà, assieme agli amici di sem-
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zioni molto convenienti, sostenendo così la ripresa del mercato. Ci distinguiamo per essere concreti e tempestivi e questa iniziativa lo testimonia
ancora”.
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•
giovedì 5 aprile ore 21 - prosa Il catalogo - Aide memorie
• Giovedì 19 aprile ore 10,00 prosa per le scuole - Quisquilla viaggio per un Angelo e un clown
• Mercoledì 25 aprile ore 21,00 prosa - Jacobs - spettacolo in
commemorazione della Resistenza. (ingresso gratuito)
Palma). E fra i giovani cantanti e ballerini che hanno interpretato questo commovente
spettacolo anche la nostra Irene Gennaro.
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P r i m ave r a, t e m p o d i al l e r gi e
Finalmente la primavera!
Chi di noi non ha pronunciato
questa frase avvertendo i primi tepori dopo l’inverno? Eppure per qualcuno questa esplosione di colori e di profumi
rappresenta il puntuale ritorno a un fastidioso e spesso invalidante problema: l’allergia.
L’allergia è una reazione di
difesa esagerata del nostro
sistema immunitario di fronte
a sostanze considerate erroneamente nocive e per questo
segnalate alla “memoria interna” del sistema stesso che costruirà un numero eccessivo di
anticorpi pronti a reagire ad
un eventuale secondo contatto
(processo di sensibilizzazione).
I motivi di questo errore sono
sconosciuti: si sa solo che esiste una certa ereditarietà.
Le sostanze che entrano in
gioco nelle allergie stagionali
(allergeni) sono quelle inspirate nell’aria, in genere pollini
presenti già da febbraio fino a
settembre ma che raggiungono
il momento di maggior concentrazione a maggio: olmo, pioppo, salice, betulla, quercia,
faggio, pino, ortica, tarassaco e
naturalmente parietaria e graminacee.
Oltre a questi stagionali è
importante citare anche gli
“allergeni domestici” presenti
tutto l’anno e che danno gli
stessi sintomi come le muffe,
la polvere da desquamazione
cutanea degli animali e il dermatofagoide, il prodotto fecale
dell’acaro che vive in ambienti
polverosi e umidi.
Circa il 15% della popolazione italiana (quasi 7 milioni
di persone) soffrono di allergie
stagionali senza distinzioni di
età e di sesso. I sintomi più
frequenti sono nasali (starnuti, secrezioni acquose, prurito,
costipazione), oculari (lacrimazione, prurito, gonfiore ecc),
cutanei (arrossamenti, prurito), respiratori (tosse secca, respiro breve e affannoso), generali (stanchezza e irritabilità).
In caso di allergia stagionale è sempre consigliabile eseguire dei test (Prick test, Rast,
provocazione bronchiale) per
conoscere e quindi combattere
il “nemico” anche se questo è
difficile sconfiggerlo definitivamente, bisognerebbe vivere
in una sfera stagna di cristallo. In effetti oltre ai tradizionali farmaci antiallergici
(antistaminici, steroidi ecc) o
alla immunoterapia, o al vaccino omeopatico o, ancora,
all’agopuntura, si può lavorare
su altri particolari accorgimenti.
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con laboratorio artigianale
LERICI via Roma 45
tel. 0187-967331
degustazione vini e aperitivi
ci trovate anche su Facebook: illice
su Internet: www.illice.it
LERICI IN… - aprile 2012
Il Gambero
Nero
BUONA
PASQUA
consigli:
• Creare innanzitutto in casa
un ambiente il più pulito
possibile e isolato dall’esterno: è quindi utile per
gli allergici l’installazione
dell’aria condizionata che
oltre a mantenere bassa
l’umidità dell’ambiente filtra l’aria rinfrescandola e
soprattutto permette di tenere porte e finestre chiuse.
Lo stesso dicasi per l’automobile.
• Integrare la dieta con Vitamine del gruppo C, B e K
(utili soprattutto per rinite e
congiuntivite).
• Assumere 50 gocce di Ribes
Nigrum al mattino, 50 gocce
di Rosmarinus officinalis prima di pranzo e 50 gocce di
Rosa canina prima di cena.
• Aiutarsi con la Fitoterapia:
esistono numerose erbe con
proprietà antiallergiche, ricordo fra tutte la Perilla e la
Adatoda.
• Non fumare ed evitare ambienti con fumatori.
• Evitare opere di giardinaggio o gite in campagna nei
momenti critici, eventualmente indossare una mascherina con filtro o i filtri
nasali di recente introduzione nelle farmacie.
• Prestare
attenzione alle
giornate secche e ventose (le
Ristorante
Il Gambero nero
TELLARO
Via Fiascherino, 108
tel.-fax 0187-965731
specialità di pesce
cantina vini
Par cheggi o pr i vat o
m a anche…
Camere doppie e triple con vista mare
www.ristorantegamberonero.it
Pagina 14
(Continua da pagina 14)
•
•
concentrazioni di pollini sono massime al contrario delle giornate piovose).
Preferire le vacanze al mare
piuttosto che in montagna.
Seguire il calendario pollinico dell’Associazione italiana
di aerobiologia che rileva le
concentrazioni dei 16 pollini
più allergizzanti nelle varie
zone di Italia nei diversi pe-
aggravano le allergie….
•
Rimane comunque sacrosanto
il consiglio di rivolgersi immediatamente al proprio medico
soprattutto alle prime avvisaglie di reazione generalizzata
(difficoltà respiratorie, orticaria diffusa) o in caso di sintoÈ infatti ormai dimostrato
mi persistenti e gravi.
che lo stress e la vita sregolata
Marco Sturlese
sono fattori che disarmonizzaMedico chirurgo
no il sistema immunitario e
riodi dell’anno.
Seguire semplici regole di
vita quali: dormire almeno 8
ore per notte, alimentarsi
tre volte al giorno, fare
un’attività fisica settimanale, evitare stress psico-fisici.
Torna il 20 aprile “L’Agave di cristallo”
La rassegna è nata nel
2005 ed è ricorrente alla fine
del mese di aprile / maggio.
L'Agave di Cristallo sta destando interesse nel mondo
cinematografico italiano e ha
il proposito di farsi notare anche dalle sponde internazionali. Cineasti, critici e appassionati ritengono che il tempo
giocherà a favore di questa
rassegna sia in termini di prestigio che di popolarità. Sino a
oggi, per ogni edizione, hanno
avuto nomination quattro film
per diverse sezioni, di recente
anche le Fiction italiane:
•
Miglior film italiano per la
qualità dei dialoghi - Sezione ultima stagione cinematografica.
•
Miglior film italiano per la
qualità dei dialoghi - Sezione antologia.
•
Miglior film straniero per
la qualità dei dialoghi - Se-
zione antologia.
Miglior Tv–Movie italiano
per la qualità dei dialoghi Sezione antologia.
Il 20 e 21 aprile sono le
date dell'edizione 2012; il giorno antecedente al Galà del 21
aprile al Teatro Astoria di Lerici, si terrà un incontro stampa/dibattito sui film candidati.
La direzione artistica è affidata allo stesso autore della
rassegna, lo spezzino Stefano
De Martino.
Fra le relazioni in atto la
proposta di una collaborazione
con il Festival del Cinema di
Roma, un sodalizio che potrebbe offrire nuovi scenari.
Il coordinamento e la costituzione della giuria sono affidati a Daniela Alviani (Roma),
mentre l'ufficio relazioni è ancora assegnato all'agenzia Riccardo Benini di Modena.
SF
•
FAR MACIA
GIUDICI
LERICI
via Pisacane,13
tel. 0187-967148
o r a r i o: 8 . 3 0 - 1 2 . 3 0 / 1 5 . 3 0 - 1 9 . 3 0
lunedì mattina e festivi chiuso
tutto lo staff della farmacia
è sempre disponibile per suggerimenti,
consigli ed eventuali indicazioni
LERICI IN… - aprile 2012
Lo sai che le tasse
italiane sono le più
alte del mondo?
Fra tassi
Sì, lo vedo!
Disegno: Fabiana Riera
Testo: redazione di San Terenzo
ORARIO SS. MESSE
Local it à Prefestivo
Leri ci
Festivo
(ora legale)
(ora legale)
(*San Rocco)
(*8.30) 10.00
11.30 18.30
S. Francesco 18.30
S.Terenzo 18.30
8.00 10.30,
18.30
Tellaro
19.00
11.00
La Serra
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Pugliola
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La spesa intelligente
da lunedì a sabato orario continuato ore 8.00 - 20.00
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nei nostri reparti trovate:
• gastronomia
• pane fresco e prodotti locali
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pesce fresco
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gelati e surgelati
prodotti alimentari
• cibo per gli animali
• prodotti per la casa e per
l’igiene
• ...e tanto altro ancora
Superato San Terenzo, ci trovate a sinistra, subito dopo la galleria degli Scoglietti
Un intero paese accanto alla scuola
Gli alunni della scuola primaria di Pugliola possono contare sull’aiuto di un intero paese per organizzare al meglio
le loro iniziative.
Il Gruppo Sportivo di Pugliola animato da Pietro Buffa,
Vittorio Cirillo, Renato Ratti,
Nico Solito e Ivano Trebino
(nella foto), in occasione delle
feste di autunno, Natale, carnevale e di fine anno offre ai
bambini una ricca e gustosa
merenda con sgabei, caldarroste, dolci… e li diverte con
pentolacce e karaoke.
La signora Sonia Leonardi
che gestisce due esercizi commerciali nel paese, il baredicola e la panetteria, ha offerto la sua collaborazione per
realizzare varie iniziative. Con
il contributo delle insegnanti,
dei rappresentanti di classe e
di tanti genitori si realizzano
piccole opere d’arte, per lo più
con materiali di riciclo, la cui
vendita permette di finanziare
alcuni acquisti della scuola.
Il parroco don Simone celebra la Messa in occasione di
Santa Lucia a cui è dedicata la
chiesa del paese, un importante appuntamento non solo per
gli scolari, ma anche per gli
LERICI IN… - aprile 2012
Ma tu, le paghi
le tasse?
Fra tassi
Testo: Angelo Cresci
Disegno: Fabiana Riera
Calevo Nestore & F. s.r.l.
Calevo Prefabbricati s.r.l.
magazzino
via Provinciale, 386
19030 Romito Magra
tel. 0187-988010 / 0187-988226
fax 0187-988403
stabilimento
Show room pavimenti, arredo
bagno, rivestimenti
GRUPPO CALEVO
dal 1888
abitanti. Tutti i genitori creano un bel clima di collaborazione, la scuola diventa
un’accogliente famiglia dove
tutti danno un contributo secondo il proprio talento.
Tutte queste persone cosa
chiedono in cambio? Solo, si fa
per dire, i sorrisi e le grida
gioiose dei bambini. Un grande grazie a questo piccolo
grande paese.
I genitori
materiale per l’edilizia,
caminetti e stufe, ferramenta,
idraulica, centro colore
via Montesagro, 11
19021 Arcola
tel. 0187-954392
fax 0187-986605
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lastre
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ferro lavorato
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aprile 2012 / anno 5