Internet News
Maggio 2007
Selezione di informazioni economiche
dai più importanti siti internet italiani
31 maggio 2007
Eventi e indicatori:
http://www.comune.brescia.it/statistica
Catalogo pubblicazioni Unità di Staff Statistica:
http://www.comune.brescia.it/statistica
Internet news:
http://www.comune.brescia.it/statistica
INTERNET NEWS
Internet News è ottenuto mediante la consultazione di alcuni dei più importanti siti internet di informazione
italiani, in particolare delle pagine di economia, o di istituti di ricerca pubblici e privati, ad accesso gratuito.
La selezione degli articoli viene ottenuta tramite ricerca con “parole chiave”:
inflazione, prezzi, commercio, consumatori, distribuzione commerciale, economia
o in base alle valutazioni del selezionatore, dettate dalle rilevanze del momento.
Questa pubblicazione viene realizzata nell’ambito delle attività di documentazione per la “Rilevazione ISTAT
dei prezzi al consumo per il calcolo degli indici dei prezzi al consumo” e ha lo scopo di fornire informazioni
sullo scenario economico entro il quale i prezzi si formano.
Principali fonti degli articoli:
Agenzie di stampa e giornali quotidiani
ADNkronos on line - Italy Global Nation
http://www.adnkronos.it/
AFFARI ITALIANI – Quotidiano on line
http://canali.libero.it/affaritaliani/
AGI on line
http://www.agi.it/
ANSA.it
http://www.ansa.it/
Bresciaoggi
http://www.bresciaoggi.it/
EuroNews
http://www.euronews.net/
GOOGLE News Italia - Motore di ricerca di news
http://news.google.it/
Il Brescia
http://www.ilbrescia.com/
Il Corriere della sera
http://www.corriere.it/
Il Giornale
http://www.ilgiornale.it/
Il Giornale di Brescia
http://www.giornaledibrescia.it/
Il Sole 24 ore
http://www.ilILSOLE24ORE.com/
In Italia on line
http://www.italiaonline.it/
Italiaoggi
http://www.italiaoggi.it/
La Repubblica
http://www.repubblica.it/
La Stampa Web
http://www.lastampa.it/
QuiBrescia.it
http://www.quibrescia.it/
RAI news 24
http://www.rainews24.it/
TG Fin
http://www.TGFin.it/
Istituti di ricerca pubblici e privati, Associazioni di categoria
AltroConsumo
http://www.altroconsumo.it/
AGCM - Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
http://www.agcm.it/
CNCU - Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti
http://www.tuttoconsumatori.it/
Confartigianato – Centro studi
http://www.confartigianato.it/
Confcommercio – Centro studi
http://www.confcommercio.it/
Confindustria – Centro studi
http://www.confindustria.it/
INFOCOMMERCIO - News
http://www.infocommercio.it
ISAE – Istituto di Studi e Analisi Economica
http://www.isae.it/
ISMEA - Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare
http://www.ismea.it/
ISTAT – Istituto Nazionale di Statistica
http://www.istat.it/
LAVOCE Info
http://www.lavoce.info/
Movimento Consumatori
http://www.movimentoconsumatori.it/
Internet News è a cura di Marco Palamenghi - Unità di staff Statistica - Comune di Brescia.
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dell’Amministrazione comunale, della Commissione comunale di controllo per la rilevazione dei prezzi al
consumo o dei suoi membri. Documenti, dati e informazioni sono tratti da soggetti terzi e riflettono le loro
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relazione al contenuto, alla natura, alla veridicità e alla correttezza di materiali, dati e informazioni pubblicati,
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Brescia farà in modo di adottare ogni misura ragionevolmente esigibile per evitare che siano pubblicate
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informazioni o opinioni violino i propri diritti, è pregato di rivolgersi l’Unità di staff Statistica del Comune di
Brescia per le necessarie rettifiche.
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INTERNET NEWS
Sommario
Siti internet per approfondimenti: .................................................................................................. 4
--------------------------------------------------------------------------------------------- ........................................ 4
ISMEA.it ....................................................................................................................................... 4
Indicatori e prezzi dei prodotti agricoli e della pesca sui mercati all’origine ................................... 4
MAPOSSERVA.it.......................................................................................................................... 4
L'Osservatorio Prezzi del Ministero dello Sviluppo Economico ..................................................... 4
ISTAT.it ........................................................................................................................................ 5
Prezzi: dati congiunturali............................................................................................................... 5
AGENZIATERRITORIO.it ............................................................................................................. 6
Agenzia del Territorio – Osservatorio del Mercato Immobiliare ..................................................... 6
--------------------------------------------------------------------------------------------- ........................................ 6
ISTAT.it ........................................................................................................................................ 7
Indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali ................................................................ 7
ISAE.it .......................................................................................................................................... 9
Commento ISAE ai dati ISTAT sulla stima preliminare del PIL...................................................... 9
ISTAT.it ...................................................................................................................................... 10
Indici dei prezzi al consumo........................................................................................................ 10
INFOCOMMERCIO.it.................................................................................................................. 12
Normativa regionale: Lombardia, autorizzazioni sanitarie ........................................................... 12
GIORNALEDIBRESCIA.it ........................................................................................................... 13
Stati generali, avanti con l’istruzione ........................................................................................... 13
GIORNALEDIBRESCIA.it ........................................................................................................... 14
Il caso «phone center» passa dal Tar alla Corte Costituzionale .................................................. 14
ISAE.it ........................................................................................................................................ 15
La fiducia dei consumatori recupera in maggio ........................................................................... 15
GIORNALEDIBRESCIA.it ........................................................................................................... 17
Flero, gnocchi di riso cinesi all’Ogm............................................................................................ 17
Latte crudo, la Regione introduce limiti più severi per il commercio ............................................ 17
ISTAT.it ...................................................................................................................................... 18
Indice del valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio................................................... 18
ALTROCONSUMO.it .................................................................................................................. 21
Navigare costa piu' caro in Italia. Operatori appiattiti su Telecom ............................................... 21
GIORNALEDIBRESCIA.it ........................................................................................................... 22
«Latte cattivo», frode da 26 milioni di euro.................................................................................. 22
Dalle fatture false all’«ombra» delle quote latte........................................................................... 23
«Il latte è nero». Colpa del vino................................................................................................... 23
ISMEA.it ..................................................................................................................................... 24
Mercato debole per gli oli di oliva................................................................................................ 24
Mais nelle campagne italiane: in calo del 5% le semine 2007..................................................... 24
Semi oleosi, arretrano in Italia soia e girasole............................................................................. 24
ISTAT.it ...................................................................................................................................... 25
Stima anticipata della dinamica di alcuni aggregati economici nelle grandi ripartizioni geografiche25
ISAE.it ........................................................................................................................................ 27
A maggio la fiducia dei commercianti italiani si mantiene stabile................................................. 27
INFOCOMMERCIO.it.................................................................................................................. 28
La bolla immobiliare ricerca il commerciale................................................................................. 28
TGFin ......................................................................................................................................... 29
Ocse: Italia, giù l'inflazione.......................................................................................................... 29
ALTROCONSUMO.it .................................................................................................................. 29
Se accuse provate gli utenti dovranno essere risarciti ................................................................ 29
ISTAT.it ...................................................................................................................................... 30
Indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali .............................................................. 30
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Siti internet per approfondimenti:
--------------------------------------------------------------------------------------------ISMEA.it
Indicatori e prezzi dei prodotti agricoli e della pesca sui mercati all’origine
Sin dal 1965 l’Ismea ha istituito, in accordo con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la
rete di rilevazione dei prezzi all’origine, con l’obiettivo di monitorare il mercato dei prodotti agricoli e della
pesca sui mercati all’origine nazionali.
Tendenze Mensili – Andamento medio mensile
Tendenze Settimanali – Andamento medio settimanale
Ultime Quotazioni - Rilevazioni degli ultimi 7 giorni
Indice Prezzi - Dal 1977 i prezzi rilevati sono utilizzati per l’elaborazione dell’indice dei prezzi all’origine dei
più importanti prodotti agricoli, che rappresenta uno dei principali compiti istituzionali dell’Istituto. L’attività di
rilevazione dei prezzi ed elaborazione dell’indice è compresa nel Piano Statistico Nazionale. Sono riportati
gli indici dei prezzi per filiera con il grado di dettaglio della categoria e del prodotto.
Indice Costi - L’indice elaborato dall’Ismea si differenzia dall’indice dei prezzi dei prodotti acquistati dagli
agricoltori elaborato dall’Istat, poiché l’Ismea si pone nell’ottica dell’azienda agricola e considera tutte le
spese che l’azienda sostiene per ottnere prodotti agricoli, compreso il costo del lavoro dipendente. Sono
riportati gli indici dei prezzi dei mezzi correnti alla produzione per categoria di spesa e per filiera con il
grado di dettaglio del totale agricoltura e della varietà.
Import Export - Sono riportati le medie dei prezzi per il commercio con l'estero per filiera con il grado di
dettaglio dell'aggregato di prodotto e del prodotto.
Settori di analisi:
Generale
Cereali e coltivazioni industriali
Frutta
Ortaggi
Fiori e piante
Vini
Oli e olive mensa
Animali e carni
Lattiero caseari
www.ismea.it
MAPOSSERVA.it
L'Osservatorio Prezzi del Ministero dello Sviluppo Economico
L'Osservatorio Prezzi è un nuovo servizio di informazione, trasparenza e orientamento ai consumatori
realizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), Direzione generale Armonizzazione del Mercato
e Tutela dei Consumatori in collaborazione con le Amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, con
l'ISTAT, l'UNIONCAMERE, le le Associazioni dei Consumatori, le parti sociali e con l'IPI. L'iniziativa
rappresenta un punto di riferimento, sia per i consumatori, sia per gli operatori economici, per documentarsi
sull'andamento dei prezzi dei beni e dei servizi di largo consumo sulla loro variabilità e sulle dinamiche
inflazionistiche.
Come funziona l'Osservatorio nazionale prezzi:
È stato individuato un paniere composto da beni e servizi, che rispecchia le voci di spesa più comuni delle
famiglie italiane. Di questi vengono periodicamente rilevati i prezzi e le tariffe assicurando - quanto a
numero di osservazioni, struttura merceologica del paniere, copertura territoriale - un sufficiente grado di
rappresentatività. Per ciascun prodotto vengono rilevati i prezzi medi, minimi e massimi tenendo conto delle
diverse fasce di consumo e delle diverse aree territoriali e quale elemento principale dell'"informazione al
consumatore", ne vengono comunicati i livelli sull'intero territorio nazionale.
Le fonti dell'Osservatorio nazionale Prezzi
ISTAT – ACNIELSEN – EUROSTAT – INFOMERCATI - ISMEA
www.maposserva.it/
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ISTAT.it
Prezzi: dati congiunturali
Prezzi al consumo
- -Indici dei prezzi al consumo (NIC, FOI)
- -Indici dei prezzi al consumo armonizzati per i Paesi U.E. - Italia
- -Indici armonizzati dei prezzi al consumo per i paesi U.E. - indici generali per paese
Prezzi alla produzione
- -Indici dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali
- -Indici del costo di costruzione di un fabbricato residenziale
- -Indici dei costi di costruzione di un tronco stradale - Trimestrale
- -Indici dei costi di costruzione di un capannone industriale - Trimestrale
Le statistiche dei prezzi sono rivolte a produrre indicatori idonei ad esprimere la dinamica temporale media
dei prezzi praticati nelle diverse operazioni di mercato e nelle diverse fasi della commercializzazione dei
prodotti mercificati.
Strumento metodologico fondamentale di tale sistema sono i numeri indici, che esprimono le variazioni nel
tempo dei prezzi di un campione di prodotti riferito ad un determinato periodo scelto come base.
Allo stato attuale il sistema degli indici dei prezzi risulta così articolato:
1. Indici relativi alla fase della produzione, che misurano l'andamento dei prezzi dei prodotti nel primo stadio
della loro commercializzazione sul mercato interno. Gli indici di questo gruppo riguardano solo i beni e si
dividono in:
- - indici dei prezzi della produzione agricola, a loro volta distinti in indici dei prodotti e dei servizi
acquistati dagli agricoltori ed indici dei prezzi alla produzione dei prodotti venduti dagli agricoltori;
- - indici dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali
- - indici del costo di costruzione di alcuni manufatti dell’edilizia (fabbricato residenziale, capannone
industriale e tronco stradale.
2. Indici dei prezzi al consumo, che si riferiscono alla fase di scambio in cui l'acquirente e' un consumatore
finale; gli indici elaborati sono:
- - indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività;
- - indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi della Unione Europea
- - indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati.
www.istat.it/prezzi/dati_congiunturali/
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AGENZIATERRITORIO.it
Agenzia del Territorio – Osservatorio del Mercato Immobiliare
Osservatorio del mercato immobiliare
Il Decreto legislativo del 30 luglio 1999, n. 300, stabilisce (comma 3, articolo 64) che L’Agenzia del
Territorio gestisce l’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI). L’Osservatorio ha il duplice obiettivo di
concorrere alla trasparenza del mercato immobiliare e di fornire elementi informativi alle attività dell’Agenzia
del Territorio nel campo dei processi estimali. Ciò avviene, da un lato, mediante la gestione di una banca
dati delle quotazioni immobiliari, che fornisce una rilevazione indipendente, sull’intero territorio nazionale,
delle quotazioni dei valori immobiliari e delle locazioni, dall’altro, valorizzando a fini statistici e di
conoscenza del mercato immobiliare le banche dati disponibili nell’amministrazione e, più in generale,
assicurando la realizzazione di analisi e studi..
La Direzione Centrale Osservatorio del Mercato Immobiliare è strutturata come segue:
- Ufficio Analisi e Studi
- Area Osservatorio Valori di Mercato
o Ufficio Metodologie dell'Osservatorio
o Ufficio Gestione Banca Dati
L’attività di rilevazione ed elaborazione dei dati sul territorio nazionale ai fini della determinazione delle
quotazioni immobiliari è svolta dagli Uffici Provinciali del Territorio. Presso ciascun ufficio operano dei
tecnici rilevatori del mercato immobiliare, che svolgono attività diretta secondo Piani Operativi di
Rilevazione i cui obiettivi sono stabiliti all’inizio di ogni anno.
L’attività degli Uffici Provinciali si avvale anche della rete costituita dai rapporti di collaborazione siglati
dall’Agenzia con alcune importanti associazioni ed ordini professionali al fine di garantire, in modo stabile e
trasparente, fonti informative necessarie a svolgere le indagini di mercato, nonché la partecipazione degli
operatori tecnici e di mercato al Comitato consultivo misto. L’Agenzia del Territorio ha ritenuto importante
costruire un rapporto di collaborazione, su base strutturale, stabile e visibile, in particolare con le
associazioni degli intermediari immobiliari. Collaborazione che prevede un’attività operativa sinergica, per
l’ampliamento dei flussi informativi, per il miglioramento e lo sviluppo della rilevazione attraverso la
cooperazione:
- nella ricerca degli elementi tecnico economici contenuti in apposite schede di rilevazione;
- nella fornitura delle indicazioni dell’andamento del mercato immobiliare.
Allo stato attuale tali rapporti sono stati siglati con le seguenti strutture ed organizzazioni:
- FIAIP - Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali
- FIMAA - Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari
- CNI - Consiglio Nazionale degli Ingegneri
- AICI - Associazione Italiana Consulenti Immobiliari
Sono inoltre stati siglati accordi di collaborazione finalizzati allo studio e alla conoscenza del mercato
immobiliare, con alcuni istituti di area scientifica, istituti universitari e enti pubblici:
- Nomisma
- Fondazione Istituto Guglielmo Tagliacarne
- Tecnoborsa
- Cresme
- Istat
- Econpubblica - Università Bocconi
- Agenzia delle Entrate
www.agenziaterritorio.it/servizi/osservatorioimmobiliare/index.htm
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ISTAT.it
30 aprile 2007
Indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali
Marzo 2007
L’Istituto nazionale di statistica comunica che, sulla base degli elementi finora disponibili, nel mese di marzo
2007 l’indice generale dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali venduti sul mercato interno con
base 2000=100 è risultato pari a 119,4, con un aumento dello 0,4 per cento rispetto al mese precedente e
un aumento del 3,8 per cento rispetto al mese di marzo 2006. L’indice calcolato al netto dell’energia ha
registrato una variazione congiunturale pari a più 0,3 per cento, mentre quella tendenziale è stata pari a più
4,0 per cento. La variazione della media dell’indice generale negli ultimi dodici mesi rispetto a quella dei
dodici mesi precedenti è risultata pari a più 5,4 per cento. La variazione della media dell’indice generale del
primo trimestre del 2007 rispetto a quella del primo trimestre del 2006 è stata pari a più 3,9 per cento.
Analisi per raggruppamento principale di industrie
In termini congiunturali, i prezzi dei beni di consumo hanno registrato una diminuzione dello 0,1 per cento, i
prezzi dei beni strumentali e dei beni intermedi un aumento, rispettivamente, dello 0,3 e dello 0,4 per cento
e quelli dell’energia un aumento dell’1,2 per cento. Rispetto al mese di marzo 2006, si registrano le
seguenti variazioni: più 1,8 per cento per i beni di consumo (più 2,6 per cento per i beni di consumo
durevoli e più 1,7 per cento per i beni di consumo non durevoli), più 2,3 per cento per i beni strumentali, più
6,4 per cento per i beni intermedi e più 3,4 per cento per l’energia. Nel primo trimestre del 2007,
l’incremento più elevato rispetto allo stesso periodo del 2006 è stato registrato dal raggruppamento dei beni
intermedi (più 6,7 per cento).
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Analisi per settore di attività economica
L’aumento congiunturale più rilevante è stato registrato nel settore dei prodotti petroliferi raffinati (più 3,9
per cento). Incrementi congiunturali significativi sono stati inoltre riscontrati nei settori dei metalli e prodotti
in metallo (più 0,9 per cento determinato dal rialzo dei prezzi che ha interessato sia il comparto metallurgico
che quello dei prodotti in metallo), della carta e prodotti di carta, stampa ed editoria (più 0,4 per cento) e
delle macchine ed apparecchi meccanici (più 0,3 per cento). Diminuzioni congiunturali sono state registrate
nei settori dell’energia elettrica, gas e acqua (meno 0,5 per cento, determinato principalmente dalla
diminuzione del prezzo del gas naturale distribuito), dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (meno 0,2
per cento, determinato principalmente dalla diminuzione del prezzo della carne e prodotti a base di carne),
dei prodotti delle miniere e delle cave (meno 1,0 per cento) e dei prodotti chimici e fibre sintetiche ed
artificiali (meno 0,1 per cento). Rispetto al mese di marzo 2006, gli aumenti più rilevanti sono stati registrati
nei settori dell’energia elettrica, gas e acqua (più 11,0 per cento), dei metalli e prodotti in metallo (più 10,3
per cento), del legno e prodotti in legno (esclusi i mobili) (più 5,8 per cento) e degli altri manufatti (compresi
i mobili) (più 5,1 per cento). Variazioni tendenziali in diminuzione si registrano nei settori dei prodotti
petroliferi raffinati (meno 4,5 per cento) e dei prodotti delle miniere e delle cave (meno 0,7 per cento). Nel
primo trimestre 2007, gli incrementi più elevati rispetto allo stesso periodo del 2006, sono stati registrati nei
settori dell’energia elettrica, gas e acqua (più 11,8 per cento), dei metalli e prodotti in metallo (più 10,7 per
cento) e del legno e prodotti in legno (esclusi i mobili) (più 5,9 per cento).
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ISAE.it
15 Maggio 2007
Commento ISAE ai dati ISTAT sulla stima preliminare del PIL
(I trimestre 2007)
• Si modera, secondo le attese, l’attività economica nel primo trimestre, rimanendo, comunque, su un
sentiero positivo; la frenata ha risentito della battuta d’arresto del settore industriale e di un probabile
indebolimento delle componenti interne ed esterne della domanda
• L’ISAE stima un’accelerazione dell’evoluzione del PIL nel secondo trimestre, grazie al recupero della
produzione manifatturiera previsto per i mesi primaverili
• Nell’insieme queste tendenze e il quadro moderatamente favorevole prospettato dagli indicatori
anticipatori potrebbero condurre, nella media del 2007, a una crescita del PIL più robusta di uno-due decimi
di punto rispetto a quella (1,8%) stimata dall’ISAE alla fine del mese di marzo
Secondo le valutazioni preliminari diffuse oggi dall'ISTAT, il prodotto interno lordo italiano (PIL) nel primo
trimestre dell’anno ha registrato un aumento sui tre mesi precedenti pari allo 0,2%. La dinamica è risultata,
secondo le attese, in frenata rispetto al ritmo molto robusto dell’ultimo trimestre 2006, risentendo del passo
indietro sperimentato, tra gennaio e marzo, dall’industria. L’evoluzione del PIL si è mantenuta comunque su
un sentiero positivo, grazie alla compensazione fornita dagli altri settori produttivi. Dal lato della domanda,
l’attenuazione dell’attività economica a inizio d’anno dovrebbe avere riflesso una pausa negli andamenti
tanto della domanda interna, quanto di quella estera. Con il dato del primo trimestre, la crescita acquisita
per il 2007, quella cioè che si otterrebbe se il livello del PIL rimanesse invariato per il resto dell’anno sui
livelli dei primi tre mesi, sarebbe pari all’1,4%.
L’ISAE stima un’evoluzione del PIL favorevole nel secondo trimestre del 2007, con una accelerazione della
dinamica rispetto al periodo gennaio-marzo. Il recupero della produzione industriale previsto per i mesi
primaverili (secondo la stima ISAE, l’attività manifatturiera aumenterebbe dello 0,6% rispetto al primo
trimestre, nei dati destagionalizzati e corretti per i giorni lavorati) sosterrebbe l’andamento complessivo
dell’economia. Nella direzione del mantenimento di un’intonazione positiva, ma comunque più moderata
rispetto alle dinamiche dell’ultima parte del 2006, si muove anche l’indicatore anticipatore dell’attività
economica elaborato dall’ISAE, in rialzo contenuto nelle valutazioni riferite a gennaio-marzo. Nell’insieme,
queste tendenze potrebbero condurre a una crescita del PIL nella media del 2007 marginalmente più
robusta, per uno-due decimi di punto, di quella (1,8%) avanzata dall’ISAE a fine marzo.
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ISTAT.it
16 Maggio 2007
Indici dei prezzi al consumo
Aprile 2007
Le rilevazioni correnti sui prezzi al consumo svolte dall’Istituto nazionale di statistica danno luogo ad un
sistema di indici costituito da:
-indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC);
-indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (FOI);
-indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’Ue (IPCA).
Ai sensi della legge 5.2.1992, n. 81, i due indici nazionali, espressi entrambi in base 1995=100, sono
calcolati anche al netto dei consumi dei tabacchi. Nel mese di aprile 2007 l’indice nazionale dei prezzi al
consumo per l’intera collettività comprensivo dei tabacchi è stato pari a 131,4, registrando una variazione di
più 0,2 per cento rispetto al mese di marzo e una variazione di più 1,5 per cento rispetto allo stesso mese
dell’anno precedente; al netto dei tabacchi l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività,
pari a 130,9, ha presentato nel mese di aprile 2007 una variazione congiunturale di più 0,2 e una variazione
tendenziale di più 1,5 per cento.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, comprensivo dei tabacchi, nel
mese di aprile 2007 è stato pari a 130,2, con una variazione di più 0,2 per cento rispetto a marzo e una
variazione di più 1,5 per cento rispetto ad aprile 2006; le corrispondenti variazioni registrate dall’indice
calcolato al netto dei tabacchi sono state, rispettivamente, più 0,2 e più 1,4 per cento, mentre il livello
dell’indice è stato pari a 129,2. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), che a partire dagli indici
relativi a gennaio 2006 viene diffuso in base 2005=100, nel mese di aprile è stato pari a 104,1 registrando
una variazione di più 0,6 per cento sul piano congiunturale e una variazione di più 1,8 per cento in termini
tendenziali. L’IPCA viene inviato mensilmente all’Eurostat secondo un calendario prefissato. Tale indice,
relativo al mese di aprile 2007, verrà diffuso da Eurostat in data odierna, contestualmente a quelli degli altri
paesi della Ue.
Indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC)
Nel mese di aprile gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per i capitoli Servizi ricettivi e
di ristorazione (più 0,8 per cento), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 0,4 per cento) e Trasporti,
Comunicazioni e Altri beni e servizi (più 0,3 per cento per tutti e tre); variazioni nulle si sono verificate nei
capitoli Servizi sanitari e spese per la salute e Istruzione; variazioni negative si sono registrate nei capitoli
Ricreazione, spettacoli e cultura (meno 0,4 per cento) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno
0,2 per cento). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e
tabacchi (più 4,4 per cento), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 2,7 per cento) e Servizi ricettivi
e di ristorazione (più 2,5 per cento); variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli
Comunicazioni (meno 10,0 per cento) e Servizi sanitari e spese per la salute (meno 0,7 per cento).
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Indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI)
Gli aumenti congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Servizi ricettivi e di ristorazione (più
0,6 per cento), Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Trasporti, Comunicazioni e Altri beni e servizi (più
0,4 per cento per tutti e quattro); variazioni nulle si sono verificate nei capitoli Servizi sanitari e spese per la
salute e Istruzione; variazioni negative si sono registrate nei capitoli Ricreazione, spettacoli e cultura (meno
0,3 per cento) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 0,1 per cento). Gli incrementi tendenziali
più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (più 4,7 per cento), Prodotti alimentari
e bevande analcoliche (più 2,7 per cento) e Servizi ricettivi e di ristorazione e Altri beni e servizi (più 2,5 per
cento per entrambi); variazioni tendenziali negative si sono registrate nei capitoli Comunicazioni (meno 10,3
per cento) e Servizi sanitari e spese per la salute (meno 0,5 per cento).
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Indice armonizzato dei prezzi al consumo per i paesi dell’Unione europea (IPCA)
(comprensivo delle riduzioni temporanee di prezzo) – Italia
Gli aumenti congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Abbigliamento e calzature (più 4,2 per
cento), Servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,9 per cento), Prodotti alimentari e bevande analcoliche e Altri
beni e servizi (più 0,4 per cento per entrambi); una variazione nulla si è registrata nel capitolo Istruzione;
variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Ricreazione, spettacoli e cultura (meno 0,4
per cento) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 0,2 per cento). Gli incrementi tendenziali più
elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (più 4,5 per cento), Servizi sanitari e
spese per la salute (più 3,8 per cento) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 2,8 per cento); una
variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo Comunicazioni (meno 9,9 per cento).
INFOCOMMERCIO.it
Normativa regionale: Lombardia, autorizzazioni sanitarie
(17/05/2007)
Aboliti in Lombardia il libretto sanitario e le autorizzazioni sanitarie per l’esercizio di imprese alimentari. Con
legge n. 8, del 2 aprile 2007, la Regione, al fine di semplificare gli adempimenti connessi alla tutela della
salute, mediante la disciplina di un sistema integrato di prevenzione e controllo basato sull’appropriatezza e
sull’evidenza scientifica, sull’efficacia e sulla semplificazione dell’azione amministrativa e sulla
razionalizzazione del sistema sanitario regionale, ha abolito, fra gli altri, oltre al libretto di idoneità sanitaria
di cui all’articolo 4, comma 4, della legge regionale 4 agosto 2003, n. 12 (Norme relative a certificazioni in
materia di igiene e sanità pubblica), il certificato medico di non contagiosità richiesto agli alimentaristi dopo
l’assenza per malattia oltre i cinque giorni, il certificato di idoneità fisica per l’assunzione di apprendisti, il
certificato di idoneità fisica alla qualifica di responsabile tecnico all’esercizio dell’attivita` di autoriparazione,
l’obbligo di vidimazione del registro degli infortuni di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale 12 settembre 1958. La legge ha poi soppresso le autorizzazioni sanitarie di cui all’articolo 2 della
legge 30 aprile 1962, n. 283 (Modifica degli articoli 242, 243, 247, 250 e 262 del testo unico delle leggi
sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265: Disciplina igienica della produzione della
vendita delle sostanze alimentari e delle bevande) ed agli articoli 25, 26 e 44 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 marzo 1980, n. 327 (Regolamento di esecuzione della legge 30 aprile 1962, n. 283, e
successive modificazioni, in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze
alimentari e delle bevande). L’autorizzazione sanitaria di cui alla legge n. 283, in realtà, doveva già
intendersi sostituita da una semplice DIA sulla base del Regolamento CE n. 852/04, come specificato dalle
Linee Guida della Conferenza permanente Stato-Regioni del 9 febbraio 2006.
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GIORNALEDIBRESCIA.it
16-5-2007
Procede a ritmo serrato l’azione bandiera finalizzata all’innalzamento del livello formativo e coordinata
dall’Università Cattolica
Stati generali, avanti con l’istruzione
Presentati i primi dati, continua la ricerca sull’abbandono scolastico
I ventenni bresciani diplomati sono il 65% del totale: una percentuale inferiore di quasi tre punti rispetto a
quella lombarda e addirittura di 11 rispetto all’italiana. Per non parlare della lontananza dall’obiettivo fissato
nel 2000 a Lisbona dal Consiglio europeo, secondo il quale entro il 2010 almeno l’85% dei ventiduenni
dovrà aver completato l’istruzione secondaria superiore. Parte da qui - da questo e da altri dati già
disponibili a livello locale e nazionale, ma rielaborati dal Laboratorio di ricerca e intervento sociale
dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia - quell’ulteriore ricerca che è la fase centrale dell’azione
affidata al coordinamento della Cattolica dalla Conferenza degli Stati generali dell’economia e della società
bresciane al fine di innalzare i livelli di istruzione superiore e universitaria. L’azione - diretta dai professori
Ruggero Eugeni e Mario Taccolini - procede secondo il «progetto di fattibilità» che indica anche i tempi di
ogni fase. Così, nei giorni scorsi si è svolto il previsto workshop, con la presentazione dei primi dati raccolti
e il confronto tra studiosi del fenomeno dell’abbandono scolastico e operatori della scuola, amministratori
ed esperti in comunicazione. Tra gli altri, hanno partecipato gli assessori alla Pubblica istruzione di
Provincia e Comune, Giampaolo Mantelli e Carla Bisleri, e il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale,
Giuseppe Colosio. Si è trattato del primo momento di riflessione e definizione degli obiettivi e degli
strumenti nell’ambito della cosiddetta «azione bandiera 1» individuata dagli Stati generali, che coinvolge
anche l’Università degli studi di Brescia, la Regione Lombardia, la Provincia, il Comune, la Camera di
commercio, l’Usp e il Centro formativo professionale «Giuseppe Zanardelli».
Se il primo - e più eclatante - dato portato sul tavolo del laboratorio è quello relativo al tasso di diploma in
provincia di Brescia, altri elementi vanno ovviamente presi in considerazione per avere un quadro il più
possibile completo della situazione. Tanto per cominciare, la ricognizione dei ricercatori dell’Università di
via Trieste ha evidenziato come nelle scuole superiori bresciane siano pochi gli studenti che interrompono
gli studi durante l’anno scolastico. Le interruzioni formalizzate, finalizzate all’inserimento in un’altra scuola,
sono infatti il 2,3%: una percentuale in linea con quella nazionale del 2,2%. Invece quelle non formalizzate,
che tendenzialmente portano all’abbandono vero e proprio, sono lo 0,7%, meno della metà di quelle
nazionali (1,5%). Insomma: gli indici di adesione dello studente al percorso formativo durante l’anno
scolastico sono positivi. Durante l’estate, però, può consumarsi la rottura con la scuola, soprattutto se lo
studente è reduce da un insuccesso che lo induce a pensare alla possibilità di entrare nel mondo del
lavoro. Anche su questo punto i dati parlano chiaro: la scuola bresciana è legittimamente selettiva, con il
12,5% di studenti non ammessi alla classe successiva a quella frequentata o non diplomati né licenziati alla
fine del ciclo di studi, mentre la percentuale nazionale è dell’11,4%; ma la provincia di Brescia ha un tasso
di ripetenza locale soltanto del 6,5% (contro il 6,9% italiano). Ed è proprio in questa «forbice» - ossia nella
differenza tra il 12,5% dei «fermati» e il 6,5% di chi, tra questi, decide di andare avanti nonostante il
risultato negativo - che avviene la fuoriuscita dal mondo della scuola. Un fenomeno che tuttavia nel nostro
territorio sembra essere monitorabile più che altrove e comunque riassorbito nel lavoro e nella formazione
professionale. Un dato è particolarmente significativo al riguardo: le imprese bresciane richiedono soltanto il
diploma di scuola media inferiore al 39,5% dei nuovi assunti, contro il 30,2% lombardo. D’altro canto, il
contesto si sta muovendo proprio per rispondere all’esigenza delle imprese di disporre di manodopera non
necessariamente qualificata ma dotata di forti specializzazioni. Lo strumento è il potenziamento dell’offerta
di formazione professionale per i giovani che escono dalle scuole medie inferiori e intendono inserirsi
rapidamente nel mondo del lavoro. Negli ultimi quattro anni il numero degli iscritti ai diversi corsi è
aumentato in modo deciso: la ricerca in corso darà conto anche di questo. Ma scopo del- l’«azione
bandiera 1» è anche mettere in rete le diverse esperienze e valutarne l’efficacia, nella convinzione che la
frammentarietà delle diverse offerte formative è un ostacolo per l’innalzamento del livello formativo.
Ora l’indagine continuerà con interviste a studenti e famiglie, rappresentanti del mondo imprenditoriale e
scolastico, dell’orientamento al lavoro e del collocamento. Seguirà la mappatura delle strutture e delle
iniziative esistenti. E tutti i risultati saranno presentati in un convegno internazionale, occasione per
confrontarsi con esperienze europee in situazioni vicine a quelle del territorio bresciano. Ma non sarà un
lavoro esclusivamente teorico: la terza fase dell’azione consisterà in una campagna di comunicazione
rivolta alla società civile e alla classe politica e imprenditoriale bresciana. Obiettivo: persuadere i vari
soggetti a incentivare la prosecuzione degli studi da parte dei giovani bresciani. Ben oltre il tempo della
stessa azione. (s.)
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GIORNALEDIBRESCIA.it
18-5-2007
GIUSTIZIA & SOCIETÀ
AL GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ UNA DELLE VERTENZE PIÙ CONTROVERSE E DIBATTUTE
Il caso «phone center» passa dal Tar alla Corte Costituzionale
Il «caso» phone center finisce a Roma. Mercoledì il Tar ha trasmesso alla Consulta gli atti dei 9 ricorsi
contro la chiusura ordinata dal Comune. Nel frattempo, i siti telefonici restano aperti almeno fino a
sentenza.
Tutto confermato. Come aveva anticipato il dispositivo del Tar di Brescia pubblicato lo scorso 8 marzo, sarà
la Corte costituzionale a pronunciarsi sulla legittimità ed efficacia della legge regionale 3 marzo 2006
numero 6, che obbliga i Comuni a «cancellare» i phone center non in regola con la nuova disciplina.
Lo ribadisce, e compiutamente motiva, l’ordinanza di 21 pagine firmata dal giudice relatore Mauro Pedron e
controfirmata dal presidente Gianluca Morri, della prima sezione del tribunale amministrativo di via Malta,
depositata mercoledì pomeriggio. Sentenza rinviata, dunque, per i nove ricorsi presentati da altrettanti
gestori di phone center attivi nel centro cittadino contro la chiusura intimata da Palazzo Loggia col supporto
delle deliberazioni adottate dall’Asl in tema di igiene pubblica. Confermata, perciò, anche la sospensione
dell’ordine di chiusura dei siti telefonici, prevalentemente gestiti da cittadini extracomunitari, come lo stesso
Tar aveva decretato in via cautelare, preannunciando l’intervento della Consulta.
I tre giudici amministrativi (oltre ai già citati Morri e Pedron, anche Stefano Mielli) hanno infatti dichiarato
non manifestamente infondata l’eccezione di legittimità della legge regionale in relazione agli articoli 3, 41,
97 e 117 della Costituzione, come affermato dai difensori dei ricorrenti.
Su questo punto il Tar chiede ora il pronunciamento dei giudici delle leggi. Che in particolare dovranno dire
se siano stati violati i principi di parità dei diritti dei cittadini di fronte alla legge (articolo 3) e di libertà
dell’iniziativa privata (articolo 41); se la Regione Lombardia abbia esorbitato dalla sua competenza
legislativa (articolo 117), attribuendosi una giurisdizione propria dello Stato, esclusiva nella materia dei
servizi di comunicazione elettronica (i phone center non appartengono al settore commercio, precisa il Tar);
se infine la pubblica amministrazione abbia proceduto con equilibro, ragionevolezza e imparzialità
considerato che l’obbligo di adeguamento intimato agli interessati «non prevede graduazioni che
consentano la prosecuzione dell’attività in loco sulla base di un’autorizzazione in deroga, ma lascia la sola
alternativa tra la cessazione dell’attività e la rilocalizzazione (articolo 97)».
Censure al carattere sostanzialmente retroattivo della legge, alla mancanza di proroghe per eventualmente
adeguare i phone center alla più recente normativa, alle prescrizioni urbanistiche e igienico-sanitarie, fanno
da corollario alle pregiudiziali questioni di costituzionalità.
Gli atti del procedimento sono stati quindi trasmessi alla Consulta affinché decida in modo esauriente e
risolutivo. La sentenza forse entro l’estate. È molto attesa. Potrà mettere la parola fine alle accese
polemiche che hanno investito gli schieramenti politici, le istituzioni e coinvolto l’opinione pubblica, non solo
a Brescia. (esseci)
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ISAE.it
22 Maggio 2007
La fiducia dei consumatori recupera in maggio
• L’indice destagionalizzato cresce da 107,9 a 109,5 recuperando parte della flessione di aprile. L’indice
grezzo passa da 107,8 a 110,9; quello depurato anche dai fattori erratici da 109,6 a 109,1
• Il recupero è diffuso a tutti i principali indicatori che compongono la fiducia, ed è particolarmente intenso
per le valutazioni sul risparmio, con le valutazioni sulla sua convenienza presente che segnano un massimo
storico
• L’indice riferito alla sola situazione personale degli intervistati aumenta da 112,5 a 116,9 e quello relativo
alla situazione corrente passa da 114,3 a 116,6 massimo dal giugno 2002; l’indice relativo alle attese
aumenta da 100,6 a 101,7 mentre quello relativo al quadro economico generale scende lievemente da 97,5
a 96,1
• I consumatori confermano una ripresa della dinamica inflazionistica corrente e soprattutto di quella futura
• Il recupero a livello nazionale è tuttavia sintesi di andamenti differenziati sul territorio: la fiducia risulta in
miglioramento nel Nord (passando rispettivamente da 109,3 a 110,8 e da 110,7 a 111,9 nel Nord Ovest e
nel Nord Est) e soprattutto nel Mezzogiorno, dove aumenta da 105,5 a 108,8; scende invece lievemente nel
Centro (da 109,6 a 109,2)
La fiducia dei consumatori italiani
Secondo l’inchiesta condotta dall’ISAE su un campione di 2000 intervistati tra i giorni 1 e 15 del mese, la
fiducia dei consumatori recupera a maggio parte della brusca flessione registrata il mese precedente,
passando a 109,5 (da 107,9). L’indice grezzo sale a 110,9 (da 107,8) attestandosi sui valori di inizio d’anno,
mentre quello depurato anche dai fattori erratici – che risente maggiormente dei passati andamenti della
serie storica - accusa una ulteriore moderata flessione a 109,1 da 109,6. Migliorano nettamente le
valutazioni sulla situazione personale, che si confermano comunque su livelli inferiori a quelli medi del
primo trimestre, con il relativo indicatore che guadagna oltre quattro punti, posizionandosi a 116,9 da 112,5
di aprile. Migliorano anche il clima corrente che - passando da 114,3 a 116,6 - si posiziona sui massimi dal
giugno del 2002 e quello futuro (da 100,6 a 101,7). Peggiorano per contro le opinioni sul quadro economico
generale il cui indicatore scende da 97,5 a 96,1 in prossimità del valore di inizio d’anno. Relativamente
all’andamento dell’inflazione, i consumatori confermano giudizi di un’accelerazione della dinamica
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inflazionistica corrente e soprattutto manifestano attese di una nuova accelerazione di prezzi per i prossimi
12 mesi. Il recupero della fiducia a livello nazionale è tuttavia sintesi di andamenti differenziati sul territorio:
l’indice risulta in miglioramento nel Nord (passando rispettivamente da 109,3 a 110,8 e da 110,7 a 111,9
nel Nord Ovest e nel Nord Est) e soprattutto nel Mezzogiorno, dove aumenta da 105,5 a 108,8. Peggiora
invece lievemente nel Centro (da 109,6 a 109,2).
Quadro economico generale
Riguardo alla situazione economica del paese, nonostante i giudizi siano a maggio in lieve recupero
rispetto ad aprile, si accentua il pessimismo circa le attese. In particolare, il saldo dei giudizi sulla situazione
corrente recupera da -71 a -68, mentre quello sulle attese si deteriora da -25 a -29, minimo dal gennaio del
2006. Peggiorano anche le valutazioni sul mercato del lavoro, con il saldo relativo alle attese di incremento
della disoccupazione che aumenta, infatti, da 34 a 37, valutazione più sfavorevole dallo scorso ottobre. Dal
lato dei prezzi, il saldo relativo ai giudizi sugli incrementi registrati negli ultimi 12 mesi aumenta da 51 a 53,
in prossimità dei valori di inizio d’anno: anche se diminuiscono dal 18 al 16 per cento quanti reputano i
prezzi “molto” aumentati, diminuiscono proporzionalmente in misura maggiore quanti li ritengono stabili (dal
22 al 18%) e aumentano dal 39 al 41% quanti li giudicano “abbastanza” aumentati rispetto ai 12 mesi
precedenti. Si manifestano inoltre marcati timori di accelerazione della dinamica inflazionistica per i
prossimi 12 mesi, con il relativo saldo che passa da -14 a 2, tornando per la prima volta positivo dall’agosto
dello scorso anno. In particolare, nonostante si riduca dal 6 al 4 per cento la quota di coloro che si
attendono un “forte aumento”, diminuisce anche marcatamente quella di quanti si attendono una
stabilizzazione (dal 45 al 33%), mentre si amplia la percentuale di coloro che prevedono un aumento di
uguale o minore entità (rispettivamente dal 23 al 31% e dal 17 al 22%).
Situazione personale
I giudizi e le previsioni sulla situazione personale degli intervistati segnano, invece, un netto miglioramento
rispetto allo scorso mese, particolarmente dovuto alle opinioni sul risparmio. Le valutazioni sulle future
possibilità di effettuare risparmi recuperano, infatti, quasi completamente la fortissima flessione di aprile,
passando a -64 da -83 (il saldo era pari a -57 in marzo). I consumatori inoltre esprimono giudizi
marcatamente favorevoli riguardo alla convenienza presente del risparmio, con il saldo che aumenta da
125 a 138, massimo storico dell’indagine. Le valutazioni circa il bilancio familiare rimangono stabili ed
orientate alla prudenza (il saldo è pari ad 1 come in aprile); recuperano tuttavia moderatamente sia i giudizi
sulla situazione economica della propria famiglia (da -44 a -40) sia le attese personali per i prossimi dodici
mesi (da -14 a -13). I consumatori si mantengono tuttavia pessimisti circa la convenienza attuale
all’acquisto di beni durevoli, con il saldo che si posiziona a -93 (era -92 in aprile), né mostrano segnali di
disponibilità riguardo alle intenzioni future d’acquisto, con il saldo ponderato grezzo che diminuisce da -4 a 5.
La fiducia dei consumatori su base territoriale
La ripresa della fiducia dei consumatori registrata a livello nazionale è la sintesi di andamenti differenziati
sul territorio: l’indice risulta in miglioramento nel Nord e nel Mezzogiorno mentre è in lieve calo nel Centro.
A migliorare sono soprattutto i giudizi e le previsioni sulla situazione economica personale e le opinioni sul
quadro corrente mentre segnali contrastanti provengono dalle valutazioni sul quadro economico generale e
da quelle sul quadro futuro. Nord Ovest: la fiducia recupera nel Nord Ovest passando da 109,3 a 110,8
riportandosi sui livelli dello scorso settembre. L’aumento dell’indice è dovuto soprattutto al deciso
miglioramento delle valutazioni sul quadro economico personale, su quello corrente e su quello futuro. Le
opinioni sul quadro economico generale, pur essendo ottimiste, registrano un incremento più contenuto.
Nord Est: anche in questa ripartizione l’indice della fiducia torna a migliorare: l’indicatore sale passando da
110,7 a 111,9 riportandosi, anche in questo caso, sui livelli dello scorso settembre; il recupero della fiducia
è dovuto ad un ottimismo diffuso delle opinioni sulla situazione economica personale e ad un recupero di
fiducia su quadro corrente. Invece, risultano improntate al pessimismo sia le valutazioni sulla situazione
economica generale sia quelle sul quadro futuro. Centro: nel Centro la fiducia scende per il secondo mese
consecutivo, passando da 109,6 a 109,2 e rimanendo ancora sui livelli medi dello scorso agosto; il
peggioramento dell’indicatore è correlato ad un deterioramento massiccio delle valutazioni sul quadro
economico generale e di quelle sul quadro futuro; invece sono improntate all’ottimismo le opinioni sul
quadro personale e su quello corrente. Mezzogiorno: il Mezzogiorno è la ripartizione in cui l’indicatore della
fiducia registra l’incremento più marcato: l’indice sale da 105,5 a 108,8 portandosi sui livelli di giugno 2006.
In questo caso il miglioramento dell’indice è essenzialmente dovuto ad un diffuso ottimismo delle opinioni
sul quadro economico personale e su quello corrente, mentre è più contenuto il recupero delle valutazioni
sul quadro economico generale e su quello futuro.
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INTERNET NEWS
GIORNALEDIBRESCIA.it
22-5-2007
SEQUESTRATI DAL NAS, NOTA DI GREENPEACE
Flero, gnocchi di riso cinesi all’Ogm
FLERO - Gnocchi cinesi a base di riso transgenico illegali. I carabinieri del Nas di Brescia, al comando del
luogotenente Giuseppe Scaletta, ne hanno sequestrate 11.180 confezioni di circa 40 chilogrammi ciascuna
nel deposito in uso ad un’azienda di import-export gestita da cinesi, a Flero.
L’intervento dei militari, che dipendono dal Ministero della Salute, risale ai primi giorni di maggio. Le analisi
svolte all’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) di Roma, dove sono stati inviati campioni del prodotto,
hanno confermato che i generi alimentari in questione contengono un Ogm risultato illegale in Italia. Tutto è
stato dunque posto sotto sequestro.
Secondo l’associazione ambientalista Greenpeace, che ha diffuso ieri la notizia del sequestro
successivamente confermata da fonti investigative, «il prodotto contenuto nelle confezioni è risultato
positivo alla presenza di riso transgenico illegale Bt63». Per la stessa associazione, «la scoperta di riso
Ogm illegale in prodotti di provenienza cinese venduti in Italia evidenzia un grave problema di
contaminazione dai contorni incerti».
«Si tratta di riso transgenico illegale - prosegue la nota di Greenpeace - mai approvato da nessuna autorità
al mondo. Probabilmente è solo la punta dell’iceberg, dato che potrebbero essere contaminati prodotti
contenenti riso di ogni genere, dagli alimenti per bambini allo yogurt».
«Sono notizie molto preoccupanti - avverte Federica Ferrario, responsabile della Campagna Ogm di
Greenpeace -. Per questo, da tempo, abbiamo scritto ai ministri competenti perchè in Italia ed in Europa
vengano adottate immediatamente tutte le misure necessarie - controlli, ritiri immediati, un sistema di
monitoraggio per i Paesi ad alto rischio di contaminazione - per bloccare questa contaminazione». «Per
tutelare i consumatori - conclude Ferrario - è necessario rendere immediatamente pubbliche tutte le
informazioni sui prodotti sequestrati: marca, tipo di prodotto, azienda importatrice».
Secondo Greenpeace, «il riso Ogm illegale è stato modificato per essere resistente agli insetti e contiene
una proteina, la Cry1Ac, che ha già prodotto reazioni allergiche nei topi».
Greenpeace chiede inoltre al Governo italiano di adottare misure immediate per proteggere i consumatori,
fornendo tutte le informazioni necessarie per evitare i prodotti contaminati e prevenendo futuri ingressi di
riso illegale in Italia.
27-5-2007
NUOVE NORMATIVE
Latte crudo, la Regione introduce limiti più severi per il commercio
MILANO - L’Assessorato alla sanità della Regione Lombardia ha emanato una circolare con cui si
regolamenta la commercializzazione del latte crudo vaccino. Questo tipo di latte, non avendo subito alcun
trattamento termico, è particolarmente deperibile, deve essere conservato al fresco (circa 4 gradi) e deve
essere consumato nel più breve tempo possibile, meglio se entro le 24 ore dalla produzione.
La vendita di latte crudo ha ripreso piede con l’installazione di distributori automatici posti sia in allevamento
che al di fuori e alimentati direttamente dai produttori. La circolare regionale introduce limiti più severi per la
commercializzazione del latte crudo, spiega le tecniche per il controllo delle macchine erogatrici, indica i
provvedimenti da adottare nel caso di superamento dei limiti igienico-sanitari e obbliga ad alcune note
informative per i consumatori.
Il limite di accettabilità dei germi a 30 gradi non deve superare il contenuto di 50.000 per millilitro e le cellule
somatiche devono essere inferiori alle 300.000 per millilitro. Le sostanze inibenti non devono superare i
limiti del regolamento Cee n. 2377/90.
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ISTAT.it
23 maggio 2007
Indice del valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio
Marzo 2007
L’Istituto nazionale di statistica comunica che nel mese di marzo 2007 l'indice generale del valore delle
vendite del commercio fisso al dettaglio, con base 2000=100, è risultato pari a 104,8 con un aumento del
2,6 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La crescita tendenziale relativa al totale delle
vendite è la sintesi di risultati positivi che hanno riguardato sia le vendite di prodotti alimentari (più 3,6 per
cento) sia quelle di prodotti non alimentari (più 2,0 per cento). Per una migliore interpretazione degli
indicatori qui presentati occorre considerare che essi si riferiscono al valore corrente delle vendite e
incorporano, quindi, la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi. A marzo 2007 l’indice destagionalizzato
del valore del totale delle vendite al dettaglio, pari a 109,6, ha registrato un incremento dello 0,5 per cento
rispetto al precedente mese di febbraio. Il valore delle vendite di prodotti alimentari, il cui indice
destagionalizzato è risultato pari a 117,1, ha registrato una variazione dello 0,8 per cento rispetto al mese
precedente; il valore delle vendite di prodotti non alimentari, il cui indice destagionalizzato è risultato pari a
104,8, è aumentato in termini congiunturali dello 0,3 per cento.
Analisi secondo la forma distributiva
L’aumento tendenziale pari a 2,6 per cento del valore del totale delle vendite è la risultante di variazioni
positive sia delle vendite della grande distribuzione (più 3,5 per cento), sia di quelle delle imprese operanti
su piccole superfici (più 2,0 per cento). La dinamica delle vendite della grande distribuzione è risultata più
favorevole rispetto a quella delle vendite delle imprese operanti su piccole superfici sia per i prodotti
alimentari (più 3,6 rispetto a più 3,3 per cento) sia per i prodotti non alimentari (più 2,9 rispetto a più 1,8 per
cento). Nel primo trimestre del 2007 il valore del totale delle vendite ha registrato un aumento tendenziale
dell’1,0 per cento per le vendite sia della grande distribuzione sia delle imprese operanti su piccole
superfici. Anche le vendite di prodotti alimentari e quelle di prodotti non alimentari hanno segnato, nel
confronto tendenziale relativo ai primi tre mesi dell’anno, una crescita dell’1,0 per cento. Nel mese di marzo
2007 tutte le forme di vendita della grande distribuzione hanno registrato variazioni tendenziali positive
(Tabella 3).
Gli incrementi più elevati hanno riguardato gli hard discount (più 6,7 per cento), i supermercati (più 3,4 per
cento) e gli ipermercati (più 3,2 per cento). Nel periodo gennaio-marzo 2007 tutte le tipologie della grande
distribuzione hanno segnato, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un aumento del valore delle
vendite, ad eccezione degli ipermercati che hanno subito una flessione dello 0,7 per cento. Gli hard
discount hanno registrato l’incremento di maggiore entità (più 4,1 per cento), seguiti dagli altri specializzati
(più 3,4 per cento).
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Analisi secondo la dimensione delle imprese
Con riferimento alla dimensione delle imprese (Tabella 4), nel mese di febbraio 2007 il valore delle vendite
ha registrato aumenti tendenziali del 2,5 per cento nelle piccole imprese, 1,1 per cento nelle medie imprese
e 3,3 per cento nelle grandi imprese. Nel primo trimestre del 2007 il valore delle vendite ha segnato,
rispetto allo stesso periodo del 2006, variazioni positive dello 0,8 per cento nelle piccole imprese e nelle
medie imprese e dell’1,3 per cento nelle grandi imprese.
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Analisi secondo la tipologia merceologica dei prodotti non alimentari
Con riferimento al valore delle vendite di prodotti non alimentari, nel mese di marzo 2007 (Tabella 5) si
sono registrati incrementi nella totalità dei gruppi di prodotti. Gli aumenti più elevati hanno riguardato i
gruppi di calzature, articoli in cuoio e da viaggio (più 3,8 per cento), abbigliamento e pellicceria (più 3,4 per
cento) e utensileria per la casa e ferramenta (più 3,3 per cento). Nei primi tre mesi del 2007 gli incrementi
tendenziali più consistenti hanno riguardato i gruppi calzature, articoli in cuoio e da viaggio (più 2,4 per
cento) e utensileria per la casa e ferramenta (più 2,3 per cento), mentre l’unica variazione negativa ha
riguardato il gruppo altri prodotti (meno 0,4 per cento).
Giorni di apertura dichiarati dalle imprese commerciali
Nel mese di marzo 2007 le imprese al dettaglio hanno dichiarato un numero medio di giorni di apertura pari
a 26,4. Gli esercizi della grande distribuzione sono rimasti aperti, in media, per 27,1 giorni e le imprese
operanti su piccole superfici per 26,0 giorni. Rispetto a marzo 2006 il numero medio dei giorni di apertura è
rimasto invariato per le imprese della grande distribuzione ed è diminuito di 0,1 giorni per le imprese
operanti su piccole superfici.
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ALTROCONSUMO.it
Inchiesta tariffe Adsl in Europa.
Navigare costa piu' caro in Italia. Operatori appiattiti su Telecom
24-05-2007
I contratti dei provider italiani per connettersi in Rete sono spesso più costosi di quelli offerti dagli altri
operatori europei. Nel nostro Paese la concorrenza continua a essere praticamente assente. E' quanto
emerge dall'inchiesta internazionale che Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, ha
condotto sulle tariffe ADSL di otto Paesi europei: oltre all'Italia, Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi,
Portogallo, Regno Unito, Spagna.
Un'importante nota positiva da registrare: il tempo gioca a favore dei navigatori in Italia. Rispetto
all'inchiesta di Altroconsumo condotta due anni fa, infatti, il costo mensile dei contratti italiani oggi è
diminuito. Se si considera un contratto flat base, oggi si pagano circa 20 euro al mese, contro i 30 euro nel
2005. Anche la velocità di connessione è aumentata a 2000Kbit/s. Ma nel complesso i migliori contratti in
Europa distanziano quelli italiani in convenienza e in velocità massima di connessione. Il mercato in Italia è
ingessato, la concorrenza non gioca e tutti gli operatori sono allineati sui prezzi dell'ex monopolista,
Telecom Italia. Con ripercussioni sull'effettiva convenienza delle offerte.
Alcuni esempi in cifre: per un uso medio della Rete (un'ora al giorno di connessione, 30 al mese) la forbice
delle tariffe in Europa è ampia: si va dai 10 euro offerti dal provider olandese 12Move ai 47,44 euro dello
spagnolo Telefonica. Ai primi posti in classifica si trova l'italiano Tele2 Adsl Flat 2 Mega che costa
comunque 18,90 euro al mese, cioè molto di più dei contratti meno cari nei Paesi Bassi e in Francia. Per un
uso elevato della Rete (5 ore al giorno di connessione, 150 al mese), ben cinque Paesi su sette sono più
convenienti dell'Italia: Francia, Paesi Bassi, Germania, Regno Unito, e Portogallo offrono tariffe più
contenute. I contratti più economici del Bel Paese, Tiscali Adsl 12 Mega Flat e Wind Libero Mega sono a
29,95 euro, cioè il doppio rispetto al più conveniente in Europa, il provider francese Club Internet (14,90
euro).
Altroconsumo giudica positivamente la delibera dell'AGCOM approvata ieri sulla banda larga all'ingrosso.
Dovremmo assistere infatti a riduzioni di prezzi al consumo e migliori prestazioni grazie all'abbandono del
costo al dettaglio (retail minus) nella formazione del prezzo all'ingrosso. Altroconsumo chiede all'AGCOM di
vigilare in vista dell'offerta che Telecom dovrà fare, in base alla nuova delibera dell'Autorità, entro quindici
giorni. Prezzi all'ingrosso da parte di Telecom Italia sproporzionati, rispetto alle pratiche più competitive in
Europa, non dovranno essere accettati nell'interesse della concorrenza, dei consumatori, e della
modernizzazione del Paese. Con investimenti più efficienti nel settore, e più efficace concorrenza tra
operatori, si potrebbe così colmare la distanza che divide il nostro Paese in zone raggiunte dalla banda
larga e zone non ancora coperte da infrastrutture di accesso a larga banda, con i cittadini divisi tra chi è
privilegiato e chi invece è di serie B.
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GIORNALEDIBRESCIA.it
24-5-2007
Il Nucleo di Polizia tributaria delle Fiamme gialle di Bergamo smantella un giro truffaldino a cavallo
dell’Oglio
«Latte cattivo», frode da 26 milioni di euro
Tredici persone nei guai, diversi i bresciani. Due stabilimenti sequestrati, uno a Ludriano
Alla francese. Operazione «Lait Mauvais». Latte cattivo, forse giunto proprio da Oltralpe, di certo almeno in
un caso dal Belgio. Ma buono per far cassa: solo la frode fiscale connessa ammonta a 26 milioni di euro.
Era il latte (ma anche panna e derivati) fornito «in nero» da azienda ignota che una volta, sfuggito ai
controlli sanitari e di qualità, finiva con l’essere lavorato e immesso sul mercato da una presunta
associazione a delinquere smantellata dalla Procura e dalle Fiamme gialle di Bergamo, al termine di
un’indagine che ha portato in carcere tre persone, altrettante ne ha viste ristrette ai domiciliari, e sette
sottoposte all’obbligo di firma. «Centrali» operative del giro erano due stabilimenti, entrambi ora vincolati da
sequestro preventivo: uno è quello della «Fara.Lat» a Fara Gera d’Adda (Bg), il secondo è nel Bresciano, a
Ludriano di Roccafranca, dove i sigilli sono stati apposti alle porte della Compagnia Lattiero Casearia (Clc)
Srl di via Roccafranca, ove in particolare il latte sarebbe stato «allungato» e reso qualitativamente migliore
con l’aggiunta artificiosa di latte in polvere e acqua. Sullo sfondo una decina di «aziende fantasma» o
dedite a tutt’altra attività, i cui responsabili provvedevano, stando alla ricostruzione degli inquirenti, ad
emettere fatture false, documenti di trasporto e sanitari fittizzi, attraverso i quali veniva «certificata» la
provenienza del latte.
A finire nei guai a Ludriano è stato Francesco Pergola, 47 anni, originario del Milanese e amministratore di
fatto della Clc, cui viene contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla
produzione di falsi documenti di trasporto di prodotti lattiero-caseari. E l’attenzione degli investigatori in
grigio-verde, guidati dal magg. Enrico Nencini, si è concentrata inizialmente proprio su di lui, a seguito di
una segnalazione pervenuta alla Procura orobica da parte dell’Ispettorato centrale del Ministero delle
Politiche agricole, che nell’ambito di un controllo antifrode aveva evidenziato come il Pergola, già nel 2005,
fosse finito nei guai per un giro truffaldino di latte adulterato, su cui aveva indagato il pm Ilda Boccassini. Il
sospetto degli ispettori romani è che fosse in atto un tentativo di riprendere l’attività interrotta. Tanto più che
anche allora finì sotto sequestro un deposito a Ludriano, anche se la GdF assicura non trattarsi della stessa
struttura.
In carcere, in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip bergamasco, sono finiti anche
due fratelli di Pontirolo (Bg), Pietro e Antonio Angelotti, rispettivamente di 42 e 53 anni, titolari della
Fara.Lat, cui viene contestata l’associzione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, in commercio e alla
produzione di falsi documenti di trasporto. Assieme al Pergola, in sostanza, sono ritenuti i «promotori»
dell’associazione criminale. Un 60enne di Gavardo, un 50enne di Forte dei Marmi (Ms) e un 35enne di
Milano sono invece i tre soggetti ora ai domiciliari, considerati come coinvolti direttamente
nell’organizzazione del meccanismo fraudolento. Obbligo di dimora, infine, per due chimici e vari
«prestanome» (tra cui un palazzolese, un bedizzolese e un ludrianese), cui si aggiungono dieci indagati a
piede libero.
Nel corso dei mesi, il fascicolo del pm Mauro Clerici ha finito col rimpolparsi di intercettazioni telefoniche e
verbali di perquisizioni effettuate in vari stabilimenti di ditte del settore tra Lombardia, Lazio e Campania,
regione in cui sono stati sequestrati macchinari e materiale da imballaggio, che si ritengono utilizzati per
riconfezionare prodotti invenduti dopo un «ritocco» della data di scadenza.
A Ludriano, il latte veniva lavorato e confezionato o trasformato in prodotti caseari, per essere poi venduto
a catene della grande distribuzione. Le Fiamme gialle stimano che ne siano stati commercializzati 500mila
kg in cinque anni. Nessun rischio in ogni caso per i consumatori - tengono ad evidenziare gli inquirenti perché comunque il latte non era adulterato. Preziosa, nel quadro dell’indagine, è stata la collaborazione
dell’Ufficio Veterinario dell’Asl di Bergamo, e c’è da scommettere che questa collaborazione proseguirà
anche nella nuova fase dell’indagine cui saranno chiamati i militari della GdF, come preannunciato ieri in
conferenza stampa dallo stesso procuratore di Bergamo. Dopo il blitz di lunedì scorso, infatti, si tratta ora di
risalire al fornitore «reale» del latte... cattivo.
Gianluca Gallinari
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COME FUNZIONAVA IL MECCANISMO TRUFFALDINO
Dalle fatture false all’«ombra» delle quote latte
Falsa la provenienza del latte. Falsi i documenti di trasporto e quelli sanitari. False le fatture emesse dalle
dieci «cartiere», con sede legale a Brescia, Borgosatollo, San Pancrazio di Palazzolo e Calcinato.
Un quadro tutt’altro che confortante quello tracciato dagli inquirenti orobici, che hanno anche ricostruito il
complesso meccanismo messo in atto dal sodalizio.
LA MERCE. Gli investigatori ritengono che a fornire la materia prima alla Fara.Lat, vi fosse un’azienda
tuttora sconosciuta, che provvedeva a cedere il latte (o la panna, ecc.) «in nero», senza alcuna
fatturazione. Quale fosse la reale provenienza del latte resta una delle incognite dell’inchiesta, un vero
rompicapo per gli uomini delle Fiamme Gialle, che tuttavia hanno delineato due ipotesi ritenute le più
plausibili. Da un lato c’è il sospetto che possa trattarsi di «sforamenti» di produzione rispetto alle quote latte
imposte dall’Unione Europea, rimessi in circolo surrettiziamente e magari formalmente distrutti sulle carte
ufficiali. La seconda possibilità è che si trattasse di latte con proprietà organolettiche scadenti o che non
aveva superato i controlli previsti. Stando alle carte la «materia prima» giungeva alla Fara.Lat da Austria e
Germania, anche se le Fiamme Gialle non hanno trovato alcun riscontro al riguardo, ma documentato solo
l’arrivo di un Tir dal Belgio, con una piccola partita. Quasi certamente la merce giungeva dalla Francia o
dalla Spagna, e in ogni caso dall’area comunitaria.
LA FRODE FISCALE. Oltre a falsificare la provenienza dei prodotti lattiero-caseari, il meccanismo ideato
dall’organizzazione criminale ha consentito - secondo l’accusa - una ingente frode fiscale, quantificata in
oltre 26 milioni di euro: attraverso una messe di fatture false, infatti, venivano attestate spese e costi, che le
Fiamme Gialle ritengono nella realtà mai sostenuti. Grazie ad essi però veniva dichiarato un indebito
credito Iva.
L’origine del prodotto del resto era «mascherata» grazie documenti fittizzi emessi dalle dieci «cartiere»,
imprese risultate di fatto inattive e riconducibili a soggetti che, dietro compenso, avrebbero fatto da
«prestanome».
«Gli accertamenti fiscali esperiti nei confronti della Fara.Lat - recita una nota della GdF - hanno permesso,
infatti, di scoprire la totale falsità degli acquisti provenienti dalle imprese "cartiere" le quali, a loro volta,
risultavano acquistare prodotti da società estere sulla scorta di documenti fiscali parimenti fasulli».
A quel punto, il latte veniva «sistematicamente sottratto ai previsti controlli sanitari grazie alla falsificazione
dei documenti di trasporto e delle certificazioni di provenienza». Poi, il prodotto veniva venduto direttamente
dalla Fara.Lat ad altre imprese di trasformazione di tutta Italia, tra le quali anche la Clc Srl. Manipolato e
allungato - anche per migliorarne la qualità - il prodotto lavorato veniva quindi messo in vendita.
INTERROGATORIO. Per questo pomeriggio è atteso l’interrogatorio di garanzia dei tre detenuti, che
compariranno davanti al gip orobico. Mentre non è stato possibile conferire con il legale di Pergola, il
difensore dei fratelli Angellotti, l’avv. Giuseppe Villa, che parla di «situazione anomala», fa sapere che
nell’interrogatorio «chiederemo sia fatta chiarezza circa le numerose le contraddizioni del quadro
accusatorio, specie circa la provenienza del latte».
CONVERSAZIONE INTERCETTATA
«Il latte è nero». Colpa del vino
Una partita di latte... nero. Uno scherzo della natura? Una fornitura di merce geneticamente modificata?
Nulla di tutto questo. Già, perché di mezzo c’era un imprevisto trattamento... al vino. La vicenda è emersa
nel quadro delle indagini della GdF orobica, che in una delle numerose intercettazioni telefoniche cui sono
stati sottoposti i vari indagati, ha raccolto anche una conversazione dai toni quantomeno surreali.
«Il latte è arrivato nero» avrebbe esordito uno dei due interlocutori. E alla sorpresa dell’altro la spiegazione
sarebbe giunta logica e inoppugnabile: «L’autocisterna che ce l’ha portato aveva trasportato prima un
carico di vino. È stata lavata male. E così, il latte da bianco che era è diventato nero». Un bel guaio, che
rischiava di costringere i vari soggetti a buttare l’intera partita. Un danno enorme. E allora? La
conversazione prosegue, con le valutazioni dei due interlocutori sulle tecniche impiegabili per «sbiancare» il
latte...
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ISMEA.it
Mercato debole per gli oli di oliva
Roma, 9 maggio 2007
Prezzi in calo per gli oli di oliva sui mercati nazionali. L'analisi settimanale dell'Ismea, basata sulle rilevazioni nelle
principali piazze italiane, rivela una forte stagnazione degli scambi causata da una domanda in flessione soprattutto al
Sud Italia, dove le quotazioni franco frantoio hanno registrato diffuse riduzioni. I cali più evidenti, sia per gli extravergini
che per gli oli lampanti, si rilevano in Calabria dove i ribassi, rispetto a fine aprile, sono risultati di oltre il 3%. Meno
marcate le correzioni in Puglia, con flessioni settimanali dello 0,9% a Bari e dello 0,7% nelle province di Taranto e
Lecce. Il prezzo medio nazionale degli oli di oliva extravergini è sceso, secondo i calcoli dell'Ismea, a 3,12 euro al
chilo registrando una riduzione dell'1% in una settimana e del 21,5% rispetto all'anno scorso. Per gli oli vergini e i
lampanti il calo su base annua ha invece sfiorato il 26%. Anche all'estero il mercato rivela un andamento negativo dei
prezzi. In Spagna, primo produttore europeo e mondiale, gli oli extravergini, quotati a meno di 2,60 euro al chilo,
hanno accusato in una settimana perdite tra il 2 e il 3 per cento. Rispetto al maggio del 2006 i listini risultano inferiori
di circa il 24%. La situazione è in forte peggioramento, infine, anche in Grecia. A preoccupare gli operatori sono le
previsioni di un abbondante raccolto 2007 di olive e l'attuale fase di forte stagnazione della domanda. La pressione
dell'offerta, soprattutto di oli di maggiore qualità, ha trascinato i prezzi al ribasso. I valori attuali, - comunica l'Ismea che per gli extravergini si aggirano sui 2,75 euro al chilo, registrano su base annua un calo di circa il 24%.
Mais nelle campagne italiane: in calo del 5% le semine 2007
Roma, 24 maggio 2007
La forte crescita delle superfici a frumento, con le operazioni favorite in Italia dalle ottime condizioni climatiche nel
periodo di semina dei cereali autunno-vernini, ha comportato quest'anno una riduzione degli investimento a
granoturco. Lo rileva l'Ismea sulla base di un'indagine realizzata su un campione di aziende agricole nazionali, in
collaborazione con l'Unione seminativi. Secondo le stime le semine a mais avrebbero registrato quest'anno una
contrazione del 5,1% rispetto alla scorsa campagna, attestandosi attorno a 1.052.000 ettari. In Veneto, in particolare,
dove il mais raggiunge la maggiore estensione a livello regionale, le superfici, secondo i calcoli dell'Ismea, si sono
ridotte del 10%, scendendo al di sotto dei 280.000 ettari. Meno evidente il calo degli investimenti in Lombardia, dove si
prevedono circa 257.000 ettari (-2%), mentre il Piemonte avrebbe seminato il 2% in più delle superfici 2006,
spingendosi fino a 193.000 ettari. Sempre al Nord le stime Ismea rivelano riduzioni del 2% in Emilia Romagna
(110.000 ettari) e del 12% in Friuli Venezia Giulia, dove si prevede quest'anno una superficie di circa 95.000 ettari.
Tutte in calo le regioni centrali (particolarmente accentuate le contrazioni in Toscana e nelle Marche), mentre al Sud,
dove il granoturco assume però un peso inferiore rispetto al resto d'Italia, si rileva un incremento dell'11% in
Campania, a fronte di riduzioni in tutte le altre regioni, ad eccezione delle Isole. Il calo delle semine - spiega ancora
l'Ismea - sembra contrastare con l'andamento al rialzo dei prezzi del granoturco, che in quest'ultima annata (la
campagna deve comunque ancora concludersi) hanno raggiunto in media 157 euro alla tonnellata, registrando un
aumento del 23% su base annua. Sugli orientamenti degli agricoltori hanno però influito altri fattori: dalla decisione di
puntare con maggiore determinazione sul frumento, che come il mais ha potuto comunque beneficiare in questi mesi
di forti aumenti di prezzo, al rischio siccità, che in previsione di un calo delle rese ha disincentivato gli investimenti
nelle colture più irrigue.
Semi oleosi, arretrano in Italia soia e girasole
Roma, 29 maggio 2007
Semine in forte calo in Italia per le oleaginose. Lo rileva un'indagine Ismea, condotta con la collaborazione dell'Unione
seminativi, che quantifica le perdite di superficie rispetto al 2006 attorno al 13% per la soia e al 29% per il girasole. Il
fenomeno - spiega l'Ismea - al pari di quanto già riscontrato per il mais, trova una sua spiegazione nel forte aumento
degli investimenti a cereali autunno-vernini, in particolare a frumento tenero e duro, che hanno sottratto quest'anno
diverse migliaia di ettari alle colture primaverili. Nel complesso, secondo le stime, le superfici a soia sarebbero scese a
154.700 ettari circa (-13,1%), facendo segnare su base annua riduzioni di oltre l'11% in Veneto e del 36% in EmiliaRomagna. Negativi gli sviluppi anche nelle campagne lombarde, dove si stima una contrazione di circa l'8%, mentre in
Piemonte, l'unica regione in controtendenza, si prevede un aumento dell'1,5% (invariate le semine in Friuli Venezia
Giulia). Riguardo al girasole, dall'indagine Ismea emerge nel complesso una superficie 2007 di 102.400 ettari circa (29,2%). Al Centro Italia, dove la coltura è più diffusa, si prevedono riduzioni del 30% in Umbria e del 27% nelle
Marche, con punte negative del 38% in Toscana. In forte calo il girasole anche al Nord, specialmente in EmiliaRomagna e Piemonte, con esiti in prevalenza negativi anche nelle regioni meridionali. Sulle scelte degli agricoltori
hanno pesato quest'anno, almeno per il girasole, anche gli sviluppi deludenti dell'ultima campagna di
commercializzazione, che ha visto i prezzi alla produzione ridursi in media del 3%. Per la soia, al contrario, le
quotazioni, trainate dai rincari sui mercati internazionali, sono aumentate mediamente del 5%, registrando comunque
un andamento meno brillante rispetto a quello dei frumenti.
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ISTAT.it
29 maggio 2007
Conti economici territoriali
Stima anticipata della dinamica di alcuni aggregati economici nelle grandi
ripartizioni geografiche
Anno 2006
L’Istat rende disponibile la stima della dinamica dei principali aggregati economici per le grandi ripartizioni
geografiche italiane (Nord-Ovest, Nord- Est, Centro e Mezzogiorno). Tali informazioni, diffuse in anticipo
rispetto ai tempi tradizionali di rilascio, costituiscono un’analisi territoriale preliminare delle serie di
contabilità nazionale per l’anno 2006. Gli aggregati presi in considerazione sono: unità di lavoro, valore
aggiunto, prodotto interno lordo (Pil), consumi finali interni e spesa delle famiglie per consumi finali.
Il miglioramento della tempestività nel rilascio delle stime territoriali è uno degli obiettivi del progetto
“Informazione statistica territoriale e settoriale per le politiche strutturali 2001-2008”, previsto da una
convenzione, stipulata nel settembre 2001, tra Istat e Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione
del Ministero dello Sviluppo economico, e cofinanziato dai Fondi Strutturali comunitari.
Informazioni territoriali più dettagliate, relative al periodo 2000-2005, saranno diffuse nei prossimi mesi. In
particolare: entro l’estate 2007 le stime dei conti regionali completi; tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008
quelle degli occupati interni, delle unità di lavoro e del valore aggiunto a livello provinciale, così come le
stime degli occupati interni e del valore aggiunto nei Sistemi locali del lavoro. Nello stesso arco temporale
verranno rese disponibili anche le stime anticipate di alcuni aggregati regionali relative al 2006.
Il differimento temporale nella disponibilità delle stime a livello territoriale rispetto a quelle nazionali è
fortemente condizionato dalla disponibilità dei dati di base. Il completamento della base informativa
necessaria avviene, infatti, dopo circa 19 mesi dalla fine dell’anno di riferimento: le valutazioni rilasciate
prima di tale scadenza non possono che essere incomplete (nel numero di variabili stimate e nelle
disaggregazioni territoriali e settoriali), oltre che provvisorie, in attesa dei successivi aggiornamenti costruiti
su una base informativa più ampia e consolidata.
Principali risultati
Nel 2006 la congiuntura economica italiana torna ad essere positiva: il prodotto interno lordo (Pil) cresce
dell’1,9%, le unità di lavoro dell’1,6% e la produttività del lavoro (misurata dal rapporto tra Pil e unità di
lavoro) dello 0,2%. La spesa per consumi finali interni registra un aumento dell’1,2%, la componente dei
consumi delle famiglie dell’1,6%. Nelle ripartizioni geografiche gli andamenti risultano differenziati, con il
Nord-Ovest e il Nord-Est che evidenziano risultati migliori rispetto alla media nazionale, al contrario del
Centro e del Mezzogiorno. Nel Nord-Ovest il Pil segna una crescita del 2,0%, le unità di lavoro dell’1,9%;
conseguentemente, la produttività del lavoro risulta in leggera ripresa (+ 0,1%) (Tavola 1). Dinamiche
positive anche per i consumi finali interni (+1,3%), in particolare per la componente di spesa delle famiglie
(+1,8%). La ripresa del Pil è dovuta alla crescita piuttosto vigorosa del settore industriale (+2,4%) e dei
servizi (+1,7%) a fronte del calo del settore agricolo (-2,8%) (Tavola 2).
Il Nord-Est mostra la performance migliore tra le ripartizioni: il Pil cresce infatti del 2,3%, le unità di lavoro
dell’1,8% e la produttività del lavoro dello 0,5%. La spesa per consumi finali interni segnala un incremento
dell’1,5%, con un tasso di crescita della spesa delle famiglie pari al 2,1%. Al risultato economico positivo
della ripartizione contribuisce soprattutto il settore industriale (+3,1%) e quello dei servizi (+1,8%) mentre
l’agricoltura registra un forte calo, pari al 4,8%. Risultati positivi anche per il Centro, dove il Pil e le unità di
lavoro aumentano rispettivamente dell’1,8% e dell’1,4% e la produttività del lavoro è in ripresa (+0,4%). Dal
lato della domanda i consumi finali crescono nel complesso poco e cioè dell’1,1% e la componente delle
famiglie dell’1,6%. Tutti i settori risultano in crescita: l’agricoltura dell’1,6%, unico valore positivo tra le
quattro ripartizioni geografiche, l’industria dell’1,8% e i servizi dell’1,5%.
Anche il Mezzogiorno evidenzia dinamiche positive, ma in misura inferiore rispetto alle altre ripartizioni; si
amplia così il divario con il resto del Paese sia per quanto riguarda le componenti dell’offerta sia per quelle
della domanda: il prodotto interno lordo e le unità di lavoro complessive aumentano dell’1,4%, con una
produttività media stabile rispetto al 2005; meno marcata la crescita dei consumi finali interni, pari allo
0,8%, e anche quella della spesa delle famiglie (+1,2%). Al risultato positivo del Pil contribuiscono le
performance dell’industria (+1,6%) e dei servizi (+1,4%), mentre l’attività agricola registra una flessione del
4,1%.
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ISAE.it
29 Maggio 2007
A maggio la fiducia dei commercianti italiani si mantiene stabile
• L’indicatore sintetico, considerato al netto della componente stagionale, si attesta a 108,3 (da 108,8).
Sono però meno favorevoli rispetto allo scorso mese le opinioni degli intervistati circa l’andamento sia
corrente che futuro delle vendite, mentre sono in netto ridimensionamento le giacenze di magazzino
• Tra le serie che non entrano nella definizione di fiducia, peggiorano drasticamente le attese sul volume
futuro degli ordini e tornano ad indebolirsi anche le aspettative sull’andamento del mercato del lavoro.
Quanto ai prezzi, la dinamica inflazionistica corrente è stabile, mentre si conferma in ulteriore attenuazione
quella futura
• Guardando alla disaggregazione per tipologia distributiva, la fiducia migliora da 94,4 a 97,2 nella grande
distribuzione, ma peggiora da 119,6 a 117,4 in quella tradizionale
Risultati generali
Secondo l’inchiesta condotta dall’ISAE dal primo al diciannove del mese su un panel di 1.000 imprese della
piccola e grande distribuzione, a maggio la fiducia dei commercianti italiani si conferma sostanzialmente
stabile sui livelli dello scorso mese. Al netto dei fattori stagionali, l’indice sintetico risulta infatti pari a 108,3
(era 108,8 in aprile), rimbalzando in prossimità del valore del maggio 2006. Rispetto alla precedente
rilevazione, le opinioni dei commercianti intervistati evidenziano un peggioramento relativamente
all’andamento sia corrente che futuro delle vendite, accompagnato però da un netto ridimensionamento
delle giacenze. Quanto alle variabili che non rientrano nella definizione di fiducia, peggiorano drasticamente
le attese sul volume futuro degli ordini e tornano ad indebolirsi anche le aspettative sull’andamento del
mercato del lavoro. Quanto alla dinamica inflazionistica, prevalgono i giudizi di stabilità, per quel che
riguarda i prezzi all’origine, e le aspettative di diminuzione, per quel che riguarda, invece, i prezzi di vendita.
Guardando alla disaggregazione per tipologia distributiva, le indicazioni che emergono non risultano
omogenee. La fiducia, , considerata al netto dei fattori stagionali, migliora infatti nella grande distribuzione
(97,2 da 94,4 in aprile), ma peggiora, al contrario, in quella tradizionale (117,4 da 119,6).
Situazione nel mese di riferimento (maggio 2007)
A maggio, i giudizi sull’andamento corrente degli affari tornano a peggiorare con il saldo destagionalizzato
della variabile che si riduce infatti da 12 (in aprile) a 9. Contestualmente, le imprese intervistate segnalano
un forte ridimensionamento del livello delle scorte di magazzino e il saldo della variabile (che peraltro non
risulta affetto da stagionalità) si dimezza, passando da 16 a 8. Infine, quanto alle tendenze dei prezzi dei
fornitori, prevalgono questo mese i giudizi di stabilità con il saldo destagionalizzato che si conferma, infatti,
pari a 37. Disaggregando i risultati per piccola e grande distribuzione, i giudizi espressi dagli intervistati
mostrano andamenti differenziati per quel che riguarda sia l’andamento delle vendite che la dinamica
corrente dei prezzi dei fornitori. In termini destagionalizzati, infatti, il saldo relativo alla prima variabile fa
registrare un ridimensionamento nella grande distribuzione (passando da 25 a 17), ma un lieve
miglioramento in quella tradizionale (1, 0 in
aprile); il saldo relativo alla seconda, al
contrario, mostra un forte aumento nella
distribuzione “moderna” (48, era 39 in
aprile), ma peggiora in quella tradizionale
(33, da 37). Segnali omogenei provengono
solo dal lato delle giacenze. Queste ultime,
in particolare, pur risultando in decumulo
con riferimento ad entrambe le tipologie di
vendita, evidenziano una contrazione
particolarmente
forte
nella
grande
distribuzione. Il saldo destagionalizzato
della variabile, infatti, si riduce da 11 a 9
nella distribuzione tradizionale, ma crolla da
24 a 7 in quella “moderna”.
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Previsioni per i mesi successivi
A maggio, in un quadro caratterizzato da un marcato e diffuso pessimismo riguardo al volume futuro degli
ordini, tutte le aspettative formulate dagli intervistati tornano nuovamente a peggiorare. In termini di saldi
destagionalizzati, in particolare, precipita da 18 (in aprile) a 3 quello relativo al volume degli ordini, scende
da 23 a 17 quello relativo al volume futuro delle vendite e si ridimensiona da 13 a 10 quello relativo, infine,
all’occupazione. Quanto alle intenzioni di modifica dei prezzi di vendita, l’inchiesta conferma un ulteriore
allentamento delle spinte inflazionistiche future, con il saldo grezzo della variabile che continua infatti a
scendere, passando da 12 a 10. Disaggregando i risultati per tipologia distributiva, il forte pessimismo
riguardo al volume futuro degli ordini, pur diffuso fra gli operatori di entrambe le tipologie di vendita, appare
particolarmente marcato nella grande distribuzione. Il saldo destagionalizzato della variabile, infatti, passa
da 0 a -8 nella distribuzione tradizionale, ma crolla da 48 a 26 in quella “moderna”. Quanto alle attese sul
volume futuro degli affari e dell’occupazione, i saldi destagionalizzati delle variabili hanno andamenti
disomogenei tra le due tipologie di vendita. Il saldo relativo all’andamento futuro delle vendite aumenta,
anche se di poco, nella grande distribuzione (31, era 30 in aprile), ma peggiora fortemente in quella
tradizionale (9 da 18); quello relativo alla seconda, diminuisce nella grande distribuzione (21, era 29 in
aprile), restando stabile invece, per il terzo mese consecutivo, in quella tradizionale (0). Riguardo, per
concludere, alle tendenze dei prezzi di vendita, il saldo grezzo della variabile aumenta nella grande
distribuzione (passando da 8 a 12), ma diminuisce, al contrario, in quella tradizionale (con riferimento alla
quale scende infatti da 15 a 8).
INFOCOMMERCIO.it
La bolla immobiliare ricerca il commerciale
(29/05/2007)
Il settimanale francese Lsa, nel suo numero del 3 maggio scorso, porta l’attenzione del lettore sulla
valorizzazione in atto degli immobili commerciali, chiedendosi, però, se le operazioni in atto in Europa siano
vantaggiose o meno per le catene distributive. Fra delle operazioni più recenti enumerate grande
importanza viene data a quella compiuta l’anno scorso da Jean-Charles Naouri che ha venduto a Metro i 19
ipermercati Casino e a Tesco 140 Leader Price, entrambi operanti in Polonia, per un valore complessivo di
884 milioni di euro, pari al 100% delle loro vendite. Ottimo affare, dal momento che Casino in Polonia
presentava performance molto mediocri. Come mai? Per la leva immobiliare: si stima che i muri valgano da
soli 550 milioni di euro. Buon colpo per Naouri, che, fra l’altro, nell’ottobre dell’anno prima aveva quotato in
borsa la finanziaria immobiliare Mercialys, in cui la sua quota del 60% era stata valutata dal mercato circa 1
miliardo di euro. E questo fa capire perché Sainsbury, che possiede un patrimonio immobiliare di più di 11
miliardi di euro, si trovi al centro di grosse speculazioni. Carrefour vede giungere quest’anno, nel suo
capitale, Calony Capital, proprietario degli immobili del gruppo alberghiero Accor valutati 25 miliardi di euro.
Ma è tutto il patrimonio di Carrefour che è al centro delle brame soprattutto dei fondi d’investimento,
attualmente in grande ricerca di settori produttivi, fra cui in buona posizione si trova quello commerciale. E i
distributori lo sanno e ne approfittano sia per annullare i propri debiti (è il caso di Lidl, oberato da un debito
di 15 miliardi che gli impedisce di svilupparsi nell’Europa orientale. che vende i muri di 182 pdv al fondo
australiano Babock & Brown per 1 miliardo di euro) sia per accelerare il proprio sviluppo (è il caso di Go
Sport e di Tesco: quest’ultimo è a caccia di liquidi per finanziare il suo sviluppo negli Usa e in Asia e sceglie
la forma sale & lease-back, che gli permette di rimanere in affitto negli immobili venduti) oppure per i due
motivi insieme (è il caso di Jardiland, che vende 57 punti di vendita francesi e di Lidl). La situazione,
sempre stando a Lsa, fa leva su due fattori, quello patrimoniale (il distributore mantiene in sua proprietà
l’essenziale dei muri) e quello finanziario (il distributore vende una parte più o meno importante dei suoi
immobili), elencando per entrambi i pro e i contro. I vantaggi della prima leva sono una gestione controllata
di fronte ai colpi di mercato dell’immobiliare, un attivo perenne che consolida il valore dell’impresa, la
gestione dello sviluppo a lungo termine e arma tattica di fronte alla concorrenza e margini meno ristretti
nella gestione dei punti di vendita; quelli della seconda sono l’accelerazione del ritmo delle operazioni e
l’aumento significativo del loro valore, i flussi di liquidità notevoli per finanziare lo sviluppo o per alleggerire
l’indebitamento e una grande prontezza nell’adattare i propri punti di vendita all’evoluzione del mercato e
della popolazione. Ma vi sono anche inconvenienti: per la leva patrimoniale, grande immobilizzo di capitali,
appesantimento del debito e mancanza di flessibilità nell’evoluzione della rete; per quella finanziaria,
esposizione ai rischi del mercato degli affitti, appesantimento dei costi nella gestione dei punti di vendita e
diminuzione degli attivi dell’impresa. E si riattiva l’eterna discussione se sia meglio, per una catena
distributiva che vuole adattarsi al mercato, abbandonare un sito, spostarsi dove questo cresce oppure
adattarsi con ampliamenti o restringimenti, essere in proprietà o in affitto.
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TGFin
29/5/2007
Ocse: Italia, giù l'inflazione
In aprile i prezzi si fermano all'1,5%
Ad aprile l'inflazione tendenziale nell'area dei Paesi Ocse è scesa al 2,2% contro il 2,4% di marzo. Lo ha
comunicato la stessa Organizzazione internazionale, secondo cui invece resta molto bassa l'inflazione in
Italia, scesa all'1,5% ad aprile contro l'1,7% di marzo in un'area euro dove l'indice dei prezzi resta fermo
all'1,9%.
L'Ocse precisa inoltre che in tutti i Paesi dell'area la media dei prezzi si è alzata dello 0,5% ad aprile
rispetto al mese precedente, mentre a marzo erano cresciuti dello 0,6% rispetto a febbraio.
Quanto all'area dell'euro, se ad aprile l'inflazione si ferma a quota 1,9% a livello tendenziale, a livello
congiunturale siamo allo 0,6% contro lo 0,7% di marzo.
In Italia infine i prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,2% ad aprile rispetto al mese di marzo.
ALTROCONSUMO.it
Ipotesi truffa misurazione gas.
Se accuse provate gli utenti dovranno essere risarciti
30-05-2007
Altroconsumo ha scritto oggi al presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, Alessandro Ortis,
chiedendo un incontro urgente per chiarire gli aspetti di competenza dell'Authority legati all'inchiesta della
Procura di Milano sull'ipotesi di truffa aggravata sulle misurazioni del gas in distribuzione in Italia.
L'associazione indipendente di consumatori chiede che gli utenti siano rassicurati fin d'ora sul fatto che,
accertate le responsabilità, siano previsti dei rimborsi automatici in bolletta o riduzioni tariffarie per
compensare gli importi illegittimamente versati dagli utenti.
"L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha come compito anche quello di vigilare sulle attività di
misurazione del settore gas" commenta Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo. "Attendiamo un
pronunciamento dell'Authority che chiarisca se si possano escludere dei danni ai consumatori, dato che i
vertici di Eni e AEM, due tra le otto società coinvolte nell'inchiesta giudiziaria, ne negano perentoriamente
l'esistenza" conclude Martinello.
Per Altroconsumo, i consumatori finali potrebbero essere stati comunque danneggiati dato che le errate
rilevazioni, frutto di un complesso calcolo, avrebbero comunque influito sulla determinazione della tariffa da
parte della Authority stessa.
Altroconsumo si costituirà parte civile in un eventuale processo penale, se dovesse emergere un'ipotesi di
truffa ai danni dei consumatori.
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ISTAT.it
30 maggio 2007
Indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali
Aprile 2007
L’Istituto nazionale di statistica comunica che, sulla base degli elementi finora disponibili, nel mese di aprile
2007 l’indice generale dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali venduti sul mercato interno con
base 2000=100 è risultato pari a 120,1 con un aumento dello 0,6 per cento rispetto al mese precedente e
un aumento del 3,4 per cento rispetto al mese di aprile 2006.
L’indice calcolato al netto dell’energia ha registrato una variazione congiunturale pari a più 0,4 per cento,
mentre quella tendenziale è stata pari a più 3,4 per cento.
La variazione della media dell’indice generale negli ultimi dodici mesi rispetto a quella dei dodici mesi
precedenti è risultata pari a più 5,2 per cento.
La variazione della media dell’indice generale nei primi quattro mesi del 2007 rispetto a quella dei primi
quattro mesi del 2006 è stata pari a più 3,7 per cento.
Analisi per raggruppamento principale di industrie
In termini congiunturali, i prezzi dei beni di consumo e dei beni strumentali hanno registrato un aumento
dello 0,2 per cento, i prezzi dei beni intermedi un aumento dello 0,9 per cento e quelli dell’energia un
aumento dell’0,7 per cento. Rispetto al mese di aprile 2006, si registrano le seguenti variazioni: più 1,9 per
cento per i beni di consumo, più 2,4 per cento per i beni strumentali, più 6,4 per cento per i beni intermedi e
più 0,8 per cento per l’energia. Nei primi quattro mesi del 2007, l’incremento più elevato rispetto allo stesso
periodo del 2006 è stato registrato dal raggruppamento dei beni intermedi (più 6,7 per cento).
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Analisi per settore di attività economica
Gli aumenti congiunturali più rilevanti sono stati registrati nei settori dei prodotti petroliferi raffinati (più 5,2
per cento) e dei metalli e prodotti in metallo (più 1,6 per cento). Incrementi congiunturali significativi sono
stati inoltre riscontrati nei settori del cuoio e prodotti in cuoio (più 0,7 per cento), dei prodotti chimici e fibre
sintetiche ed artificiali e dei prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (per entrambi più 0,4 per
cento). L’unica diminuzione congiunturale si riscontra nel settore dell’energia elettrica, gas e acqua (meno
2,6 per cento, determinato dalle diminuzioni del prezzo dell’energia elettrica e del gas naturale distribuito).
Rispetto al mese di aprile 2006, gli aumenti più rilevanti sono stati registrati nei settori dei metalli e prodotti
in metallo (più 10,5 per cento), del legno e prodotti in legno (esclusi i mobili) (più 5,5 per cento), degli altri
manufatti (compresi i mobili) (più 4,4 per cento) e dell’energia elettrica, gas e acqua (più 4,3 per cento).
Variazioni tendenziali in diminuzione si registrano nei settori dei prodotti petroliferi raffinati (meno 2,9 per
cento) e dei prodotti delle miniere e delle cave (meno 1,8 per cento).
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