DOSSIER
Giovedì, 22 ottobre 2015
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Giovedì, 22 ottobre 2015
Articoli
22/10/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 19
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Bonifica sul colle del seminario
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Grande Guerra, in un' isola ecologica trovata la corrispondenza dei soldati
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Rispondono solo in 10 per 28 posti
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Università terza età: cominciate le lezioni
22/10/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20
E ora scende in campo il fronte del "no"
22/10/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20
Il rischio­Azzano Decimo s' allunga sul referendum
22/10/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 25
Una pedalata per presentare il nuovo progetto di mobilità
22/10/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 27
Profughi, ignobile ping­pong Ex Cie soluzione provvisoria
22/10/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 27
Il Pd poco incisivo sul territorio
22/10/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 27
Forum giovani, riapre il bando
22/10/2015 Primorski
Zaasne zaposlitve
22/10/2015 Primorski
Delavci e akajo na plae
MARCO BISIACH
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
L' INIZIATIVA "PULIAMO IL MONDO"
Bonifica sul colle del seminario
Domani alle 14 si riuniranno i volontari sotto l' egida di Legambiente
Arriva anche il turno di Gorizia, a "Puliamo il
mondo" 2015. Come annunciato, dopo le
giornate ecologiche promosse da
Legambiente e dalle amministrazioni locali in
diversi comuni in tutta la provincia isontina, ora
la manifestazione che da anni di prefigge di
coinvolgere la cittadinanza nella cura del
territorio e nella pulizia dell' ambiente dai rifiuti
abbandonati tocca anche il capoluogo. L'
appuntamento con la giornata goriziana di
"Puliamo il mondo" è per domani, a partire
dalle 14, quando i volontari si riuniranno sotto l'
egida di Legambiente ­ che provvederà a
dotare i partecipanti di guanti e sacchetti atti
alla pulizia ­ Comune, Provincia e Isontina
Ambiente.
L' iniziativa si concentrerà anche quest' anno
sul Colle del Seminario, dove oggi si trova la
sede goriziana dell' Università di Trieste. Ma
se nel recente passato le operazioni di
raccolta e asporto del materiale si svolsero sul
lato di via Alviano, questa volta i volontari
cercheranno di ripulire il più possibile gli spazi
verdi che si affacciano su via Blaserna e sul
piazzale della Casa Rossa. Qui ci si aspetta di
trovare per lo più sacchetti, lattine, bottiglie e
cartacce abbandonate tra incuria ed ignoranza
da passanti, automobilisti e soprattutto camionisti, che sostano numerosi sul piazzale durante la notte.
Difficilmente dunque, a meno di amare sorprese, dalla vegetazione salteranno fuori come in passato
rifiuti ingombranti, copertoni, elettrodomestici e simili. La pulizia non dovrebbe essere troppo
impegnativa, ma Legambiente invita tutti i volontari a presentarsi ugualmente con un abbigliamento
adeguato e con comode scarpe da ginnastica. In caso di meteo particolarmente avverso, l' operazione
sarà rinviata a data da destinarsi. "Puliamo il mondo", comunque, vuol essere un nuovo passo in avanti
verso il recupero completo e la valorizzazione del colle del Seminario, una delle aree verdi più grandi,
importanti e ricca di varietà di flora e fauna nel territorio comunale. Un luogo che in futuro potrebbe
ricoprire un ruolo importante anche dal punto di vista turistico, oltre che naturalistico. m.b.
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Gorizia
Grande Guerra, in un' isola ecologica trovata la
corrispondenza dei soldati
Il rinvenimento compiuto per caso da un collezionista a Gorizia. Era andato a portare
della carta al macero quando ha scorto un pacchetto ingiallito chiuso con dei laccetti. E
non era l' unico
«Non buttate via la storia». E' un episodio che
ha colpito moltissimo l' assessore Guido
Germano Pettarin, quello dell' epistolario della
Grande Guerra destinato al macero e salvato
per una pura casualità.
Un episodio purtroppo non nuovo o isolato,
tanto che Pettarin coglie l' occasione per
lanciare un appello a tutta la cittadinanza.
«Purtroppo in passato è capitato più volte, e
non solo a Gorizia ovviamente, che qualcuno
per distrazione o superficialità, liberandosi di
vecchi scatoloni impolverati e trovati in soffitta
o in cantina, gettasse via dei reperti storici
preziosissimi ­ dice Pettarin ­. E il caso della
corrispondenza del 1915 recuperata tra la
carta straccia ne è un limpido esempio. Per
quel che sarà possibile cercheremo di
valorizzare questo reperto, e sarebbe bello
magari poter organizzare un' esposizione,
anche in collaborazione con la Fondazione
Carigo". Al di là del singolo caso, però,
Pettarin allarga lo sguardo. «A ben vedere a
Gorizia manca ancora una storia quotidiana,
giorno per giorno, perché di storia ne abbiamo
fin troppa, ed il materiale è sterminato ­ dice ­.
Così chissà quanti goriziani, forse quasi tutti,
in un angolo della soffitta conservano vecchie
lettere o fotografie, o molto altro ancora.
Sarebbe bello e importante che il Comune potesse valorizzarle».
di Marco Bisiach Autentici tesori della storia salvati dal macero. Si dice che un giorno, molti anni fa, uno
storico dell' arte entrò in una macelleria di Firenze per comprarsi una bistecca. Il macellaio la preparò e
la avvolse diligentemente in un foglio di carta, consegnandola al cliente. Il quale, grazie al suo occhio
"allenato" notò che quella carta aveva qualcosa di speciale, riportava dei disegni un po' sbiaditi. Erano
disegni di Leonardo da Vinci, e si può solo immaginare la sorpresa del mondo ­ cliente e macellaio in
primis ­ nello scoprire che quella pila di vecchi fogli recuperati per caso in soffitta era in realtà una
raccolta di antichi disegni di Leonardo.
Ecco, un qualcosa del genere, fatte le debite proporzioni, è quanto successo a Gorizia, dove un
collezionista ha ripescato dal cumulo della carta straccia un epistolario risalente agli anni della Grande
Guerra, che ora, con pazienza e in rispettoso riserbo (è per questo che ci ha chiesto di non rivelare il
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
suo nome), sta cercando di ricostruire per poterlo magari un giorno rendere pubblico e mettere in
mostra, con il permesso dei suoi proprietari. Questa singolare storia comincia un giorno di un paio di
mesi fa, quando il protagonista, un goriziano con la passione per l' antiquariato ed i reperti storici, si è
recato in una delle isolette ecologiche della città per conferire il suo carico di carta da riciclare. Ha fatto
la fila e poi svuotato il sacco nel grande container dedicato. Ed è stato allora che la sua attenzione è
stata attratta da un pacchetto particolare.
«Essendo un appassionato del genere, ho subito capito che si trattava di qualcosa di insolito ­ racconta
l' uomo ­: un pacchettino di carta ingiallita chiuso con dei laccetti, come si faceva con le vecchie
corrispondenze.
In cima al cumulo di carta, poi, c' era una cartolina. Per curiosità la presi e la portai a casa con me,
sicuro che non avrei fatto torto a nessuno, trattandosi di qualcosa che era stato gettato via.
Quando la analizzai, a casa, mi accorsi però che era una cartolina di tipo militare, e risaliva al 1915, con
tanto di francobollo austroungarico e timbro della censura dell' esercito». La cartolina era stata spedita
da un ufficiale ad una donna goriziana, e parlava della situazione al fronte, nell' area di Bolzano. A quel
punto nel collezionista iniziarono a moltiplicarsi pensieri e domande.
«o passato un paio di notti insonni, a pensarci ­ racconta ­.
Forse nel pacchettino che avevo visto c' erano altre cartoline simili, e magari sotto ancora delle altre.
Possibile che qualcuno si fosse liberato di un reperto storico di tale interesse e pregio? Alla fine ho
deciso che non potevo lasciare che tutto finisse al macero, e così sono tornato all' isola ecologica e ho
chiesto di poter cercare meglio, nel cumulo di carta». Non senza fatica e pure con un po' di fortuna la
ricerca ha dato i suoi frutti, e dal container sono stati salvati diversi "pacchetti" di lettere e cartoline
postali. Dalle quali si riesce a ricostruire un frammento di storia dell' epoca. L' ufficiale austroungarico
scrive ad una donna, forse sua moglie, che vive tra Gorizia, Lubiana e Graz, arrivando a spedire anche
due o tre corrispondenze al giorno. Racconta della guerra, della vita al fronte, dei pensieri di quei giorni
tragici. «E, a giudicare da quanto emerge dalle lettere, pare che alla fine l' ufficiale deve essere morto in
battaglia ­ spiega il collezionista goriziano ­. Ma ho appena iniziato a riordinare e analizzare il materiale,
è presto per conoscere tutta la vicenda. Un giorno, quando il lavoro sarà completo, sarebbe bello poter
individuare eventuali parenti o eredi dei protagonisti dell' epistolario, e con il loro benestare magari
pubblicare la corrispondenza organizzando magari una mostra». Anche per questo l' uomo ha
contattato l' assessore comunale Guido Germano Pettarin, suo amico di vecchia data, per raccontargli
la sua vicenda e ipotizzare future iniziative pubbliche. Ci vorrà del tempo, chissà. Intanto, però, è già
bello sapere che un frammento inedito di storia goriziana, e non solo, è stato salvato dall' oblio.
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Gorizia
LAVORI SOCIALMENTE UTILI
Rispondono solo in 10 per 28 posti
La Provincia ha prorogato i termini per le domande fino al 26 ottobre
Ventotto posti di lavoro a tempo determinato
tramite lsu disponibili, ma poco più di una
decina di candidature. Sembra un paradosso,
in tempi di scarse opportunità lavorative come
questi, eppure è realtà.
Ci sono ancora molti posti liberi, tra quelli
offerti dai progetti di Lavori socialmente utili
(lsu) approvati dalla Provincia di Gorizia che
proprio per questo motivo ha deciso di
prorogare a lunedì 26 ottobre il termine per la
presentazione delle domande (che sarebbe
scaduto venerdì) presso uno dei Centri per l'
impiego di Gorizia, Monfalcone o Grado.
In totale i posti messi a disposizione sono 28,
con un contratto da 36 ore settimanali per la
durata di 52 settimane, di cui 23 direttamente
gestiti dalla Provincia e altri 5 tra Vigili del
fuoco, Tribunale e Procura. Al momento, tra
coloro che si sono candidati per poi ritirare la
domanda (avendo magari nel frattempo già
trovato altra collocazione), chi ha presentato
richiesta per più posizioni e chi non aveva i
requisiti per partecipare alla selezione,
sarebbero "coperti" solo la metà dei posti, e
dunque l' occasione è ancora ghiotta per tante
persone alla ricerca di un posto di lavoro.
Come è noto, i progetti Lsu si rivolgono a
soggetti posti in cassa integrazione a zero ore, in mobilità o titolari di un altro trattamento speciale di
disoccupazione. Sulla mancata adesione "in massa" alla selezione può aver influito anche il passaggio
in estate dei Centri per l' impiego (che concretamente raccolgono le candidature) dalla competenza
della Provincia a quella della Regione: è possibile che i nuovi meccanismi di comunicazione e
pubblicizzazione delle iniziative debbano essere ancora "oliati", e tornare ad essere efficaci come in
passato.
Per lo stesso motivo anche la tempistica per la pubblicità del bando è stata dettata in questo caso dalla
Regione e non dalla Provincia. In ogni caso, ciò che conta è che fino a lunedì diversi altri disoccupati
potranno cogliere l' occasione di un anno di lavoro. Dei 23 posti messi a disposizione direttamente dalla
Provincia, cinque complessivamente riguardano i Musei provinciali (3 per l' accoglienza al pubblico, in
Borgo Castello, a Palazzo Attems e alla Galleria Spazzapan di Gradisca, e 2 per il riordino dei beni).
Marco Bisiach.
MARCO BISIACH
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Gorizia
AMPIA OFFERTA DIDATTICA
Università terza età: cominciate le lezioni
Lunedì sono iniziate le lezioni ma il 30.mo
anno accademico dell' Università della Terza
Età di Gorizia (Ute) è già cominciato al Kulturni
center Lojze Bratuz dove Alessandro Quinzi
dei musei provinciali ha tenuto una prolusione
su Giuseppe Tominz in vista del suo 150.mo
anniversario della morte (avvenuta nel 1866 a
Gradiscutta).
Per meglio raccontare la figura e l' opera dell'
artista goriziano, Quinzi si è servito della
proiezione di lavori del "nostro" pittore. Ma all'
inaugurazione del nuovo anno accademico
dell' Ute non son mancati i discorsi di rito.
Sono, nello specifico, intervenuti l' assessore
comunale al Welfare, Silvana Romano, l'
assessore provinciale al Bilancio, Vesna
Tomsic, nonché Antonella Gallarotti per la
Fondazione Carigo e Antonio Spoldi della
Prefettura di Gorizia. Né, ovviamente, è
mancato l' intervento di Mario Ascari, al vertice
del sodalizio, il quale ha evidenziato come, al
momento, ci siano oltre cento nuove iscrizioni.
Inoltre, Ascari oltre a ricordare le numerose,
preziose collaborazioni dell' Ute con realtà del
territorio ha ringraziato il Comune che mette a
disposizione del sodalizio il Polivalente, sede
di gran parte dei corsi dell' Università della
Terza Età. Non è un caso, allora, che il libretto per il 30.mo anno accademico dell' Ute, dove sono
contenuti i dettagli di tutti i 97 corsi (di cui 10 nuovi) a cui dà vita, abbia in copertina proprio un'
immagine (a firma di Carlo Sclauzero) del portone d' ingresso del centro sociale Polivalente e il
Polivalente, sempre in un' immagine dello stesso fotografo, è presente anche nell' ultima pagina di tale
libretto. "Oggi l' Ute ha raggiunto un posizione di rilievo nel panorama culturale cittadino. È ampiamente
conosciuta e apprezzata anche da coloro che non ne fanno parte attiva ma che seguono e condividono l'
impostazione didattica e culturale che il consiglio direttivo negli anni le ha dato.
a.p.
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E ora scende in campo il fronte del "no"
A Ronchi dei Legionari si è costituito il Comitato: Fabrizio Bertini nominato coordinatore
all' unanimità
Come annunciato, a Ronchi dei Legionari si
passa al contrattatto. Nei giorni scorsi è stato
ufficialmente costituito il "Comitato per il NO
alla fusione" con Staranzano e Monfalcone.
Coordinatore del Comitato per il "No" è stato
nominato all' unanimità il dottor Fabrizio
Bertini, che s' è già messo al lavoro per la
programmazione delle iniziative che si
svilupperanno da qui a quando i ronchesi
saranno chiamati a dire come la pensano in
occasione del referendum che potrebbe
svolgersi la primavera prossima. I soci
fondatori hanno deliberato di costituire un
comitato temporaneo, denominato appunto
"Comitato per il NO alla fusione" delle tre
realtà e che si prefigge lo scopo unico di
promuovere e sostenere, sia nei confronti della
popolazione, sia delle amministrazioni
interessate, ogni iniziativa tesa a contrastare la
fusione dei comuni di Ronchi dei Legionari,
Staranzano e Monfalcone al fine di
salvaguardarne l' autonomia.
A questo fine gli organizzatori si dichiarano
intenzionati a promuovere ogni iniziativa utile e
necessaria volta a tutelare la qualità della vita
dei cittadini, in particolare agendo attraverso
campagne di sensibilizzazione dell' opinione
pubblica e di tutti gli organi istituzionali che abbiano il potere di intervenire in maniera diretta o indiretta
per garantire la partecipazione democratica alle decisioni. L' adesione al Comitato rimane aperta a
chiunque altro voglia sottoscrivere in ogni momento l' adesione, condividendone i principi ispiratori. Che
a Ronchi dei Legionari l' idea della fusione non "sfagioli" a molti, lo si era già capito da tempo.
In Consiglio comunale la maggioranza aveva espresso la sua posizione anche in occasione della
seduta che aveva deciso le modalità di svolgimento del referendum. Un "no" deciso è stato sottolineato
in più occasioni sia dal sindaco Roberto Fontanot, sia dal vicesindaco Livio Vecchiet, i quali si erano
resi protagonisti anche di una massiccia distribuzione di materiale informativo per contrastare l' ipotesi
di assimilare la cittadina a quelle vicine. Un "no" che prende spunto dalle specificità della realtà
ronchese e anche dal ruolo che l' amministrazione comunale svolge accanto a residenti e associazioni.
Per ulteriori informazioni e dichiarazioni, è possibile contattare l' indirizzo di posta elettronica
[email protected].
Luca Perrino.
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Il rischio­Azzano Decimo s' allunga sul referendum
Volpato lo esclude categoricamente: «Condizioni opposte». Fontanot invece tifa per il
bis bisiaco. E Gherghetta: «Consultiamo anche i Comuni minori»
di Tiziana Carpinelli Alcuni lo chiamano già
«rischio Azzano». Altri invece respingono il
corto circuito di domenica scorsa
sacramentando che no, un esito del genere qui
è impossibile. E così intanto, mentre si
procede a passi spediti verso il referendum
sulla fusione dei Comuni di Monfalcone,
Staranzano e Ronchi ­ che per questa
primavera con tutta probabilità manderà
gambe all' aria l' elezione di un nuovo sindaco
nella città dei cantieri e in quella dell' aeroporto
­ si costituisce formalmente il comitato del
"no". In simultanea, il presidente della
Provincia Enrico Gherghetta lancia la trovata
di «consultare anche i Comuni minori del
mandamento» per tastare gli umori su un'
aggregazione più estesa di enti, dati gli esiti
della sua proposta ai quesiti posti dal Pd
provinciale agli iscritti. Tradotto: domanda di
referendum­bis.
Lo scacco di Azzano Decimo e Pravisdomini,
quattro giorni fa, ha consegnato quasi in un
plebiscito (al 80,77% il no) la conservazione
dello status quo. Roba da far tremare le vene
nei polsi di chi in lungo e in largo in questi
mesi si è speso, nella nostra regione, per gli
accorpamenti.
Ma uno scenario così scioccante, per i fautori delle fusioni, potrebbe ricrearsi anche qui? A sentire
Maurizio Volpato, presidente di "Città Comune per...
", l' associazione riuscita nella titanica impresa di rastrellare 6.481 firme per indire la consultazione e
coinvolgere i cittadini nella scelta sul futuro del territorio, è inimmaginabile: «Intanto perchè le condizioni
di partenza sono estremamente differenti, se non addirittura opposte ­ esordisce ­. Lì la fusione è nata
dai partiti, in Consiglio comunale: fino a sei mesi prima i cittadini non ne avevano mai sentito parlare.
Da noi invece, di aggregare i tre territori, si discute almeno da vent' anni e il progetto Città comune,
anche attraverso le civiche e una rappresentanza di persone, ha portato le sue idee in aula. Il processo
è pertanto inverso. E poi non si può tralasciare che oltre 6mila cittadini hanno chiesto, con la loro firma,
di essere consultati. In ultimo quei due territori non risultano così compenetrati come Monfalcone,
Staranzano e Ronchi». E come la mettiamo con l' affluenza?
Città Comune immagina che, una volta lanciata la campagna referendaria, si assista a un tale
appassionarsi alla vicenda da gremire i seggi. Ipotesi non remota, viste le diverse discese in campo.
Intanto Roberto Fontanot, sindaco di Ronchi e aderente al Comitato del no, così commenta: «Io spero
vivamente che qui si riproponga la stessa situazione di domenica, che per me non sarebbe un rischio,
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bensì una fortuna. Ho seguito bene la vicenda di Azzano Decimo, poiché mia moglie è di Fiume Veneto:
il Pd dava per certa la vittoria del sì e questo la dice lunga; infatti il grande sconfitto del week­end è il
partito, nonché certi politici, come Panontin».
«La gente ­ sottolinea ­ non ha creduto alle favole sulla fusione.
È vero che qui di maxi­comune si parla da anni, ma sarebbe da chiedere agli ex sindaci di Monfalcone e
Staranzano perché non l' abbiano promosso anni fa, quando sarebbe stato più corretto, visto che oggi il
tutto è superato dalle Uti. Unioni che mettendo a comune l' 80% dei servizi sono già di per sè delle
grandi fusioni». «Chi ­ conclude Fontanot ­ ha messo in moto questo meccanismo infernale dovrebbe
fare una riflessione e rassegnare le dimissioni».
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medea
Una pedalata per presentare il nuovo progetto di
mobilità
MEDEA Sabato 31 ottobre, in concomitanza
con il primo anniversario dell' apertura della
ciclopedonale Versa­Judrio, i rappresentanti
del progetto "Muoviamoci", in collaborazione
con i Comuni di Medea e Romans,
propongono una ciclopedalata, con ritrovo
finale nell' area festeggiamenti del Comune di
Medea, dove verrà presentato il progetto.
Questo il programma: dalle 11.30 alle 12.30,
ritrovo dei partecipanti nel parcheggio interno
delle scuola primarie di Romans, da dove si
partirà in bicicletta verso Medea: subito dopo il
ponte sul Versa a Fratta, i ciclisti romanesi si
uniranno a quelli di Medea per percorrere
insieme un tratto dei nuovi percorsi
ciclopedonali. Dalle 12.30 alle 13 arrivo nell'
area festeggiamenti a Medea, dove dalle 13.15
alle 15 si terrà la presentazione ufficiale del
progetto "Muoviamoci", con successivo
rinfresco offerto dalla Cooperativa Arcobaleno
e dai Comuni di Medea e Romans. In caso di
maltempo si terrà soltanto la presentazione e il
rinfresco.
Il progetto "Muoviamoci", che è stato avviato
pochi mesi fa dalla Provincia di Gorizia
assieme ai Comuni di Romans e Medea, dalle
Cooperative Arcobaleno e Reset, dall'
Associazione tetraparaplegici e dalla Formedil, si propone di implementare e sviluppare la mobilità
sostenibile nel territorio dei due comuni. Il progetto prevede sia una valutazione delle difficoltà presenti
negli spazi pubblici e le relative proposte di superamento di tali difficoltà, sia la proposta di
implementare l' utilizzo delle vie ciclopedonali già esistenti e di individuare eventuali collegamenti con le
piste stesse o nuovi percorsi di nuovi tratti di collegamento con i Comuni limitrofi, coinvolgendo
attivamente la cittadinanza in questo percorso. In questi primi mesi è stato aperto uno sportello per i
cittadini nel municipio di Medea aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.
Successivamente è iniziata la rilevazione delle criticità presenti sul territorio.(e.c.
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Profughi, ignobile ping­pong Ex Cie soluzione
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L' INTERVENTOdi MARCO BARONE
Nel 2014, vista la oramai nota presa di
posizione del Comune di Gorizia, che ha
creato quello che possiamo definire come il
nuovo muro di Gorizia, sulla questione
richiedenti asilo "fuori convenzione", cioè che
fino a pochi giorni si trovavano in mezzo alla
strada senza alcun tipo di soccorso, nasceva
per impulso della Provincia di Gorizia il noto
campo che accoglieva per qualche tempo
diversi richiedenti asilo senza un tetto. Ed
allora in coordinamento con la Prefettura la
Provincia di Gorizia individuava in un' area di
sua proprietà, il campo sportivo di via Brass a
Gorizia, un sito alternativo dove poter ospitare
con i necessari requisiti di sicurezza e igiene
le persone ancora accampate nell' alveo dell'
Isonzo, tramite la realizzazione di una
contenuta struttura campale. E ciò avveniva
dopo una riunione operativa di verifica tra la
Protezione civile regionale e la Provincia di
Gorizia, allertati i coordinatori dei Gruppi
comunali di Protezione civile dei Comuni di
Gorizia, Gradisca d' Isonzo, Romans d' Isonzo,
Mariano del Friuli e Farra d' Isonzo, chiedendo
la loro disponibilità ad allestire il giorno dopo il
campo dei richiedenti asilo nel sito di proprietà
della Provincia. Cosa è mutato dal quel 2014
ad oggi?
La problematicità era la stessa. Ci si chiede perché è venuto meno quello spirito importante d' iniziativa
che ha caratterizzato il recentissimo passato? Come è noto il 14 ottobre, siamo stati ricevuti dal Prefetto.
Dopo il primo incontro del 9 ottobre, che è stato determinante per dare una svegliata al sistema, si è
messa in moto la macchina. In concomitanza con tale incontro si è verificata la nota questione sulle rive
del fiume. Eravamo in Prefettura ed arriva una telefonata di richiesta di aiuto. In tempo reale verranno
chiamati dal Questore i soccorsi, i vigili del fuoco che hanno supportato i volontariche erano sul posto. In
tale occasione è stato riferito al Prefetto che vi era forse la possibilità di avere uno spazio da parte della
Provincia.
La Prefettura, quando è stata sollecitata ad intervenire, stante quanto prospettato invitandola a
contattare la Provincia, ha fatto presente, in sede di colloquio, che ci sono delle procedure da rispettare
e che deve essere la Provincia a farsi avanti e che non sarebbero emerse obiezioni. Ora poniamo che l'
iniziativa dovesse prenderla la Prefettura come da normativa vigente, e che per ragioni varie e non
accettabili questa è tardata ad arrivare, vista la situazione emergenziale, per le pessime condizioni
meteo, vista la perdurante omissione di soccorso che sussisteva nei confronti dei richiedenti asilo
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lasciati per mesi in mezzo alla strada, e solo i volontari hanno evitato il peggio, è mai stata formalizzata
per iscritto una proposta od anche una rimostranza da parte della Provincia o della Regione alla
Prefettura? Perché muoversi solo nel pomeriggio del 14 ottobre tramite il consigliere provinciale Cosma
quando i giochi erano fatti? E' mai stata sollecitata per iscritto la Prefettura, da parte della Provincia o
Regione, ad intervenire, formalizzando il tutto, avviando attività di coordinamento, per cercare di porre
un rimedio alla situazione come emersa in città? E' stato avviato in questo periodo un Tavolo finalizzato
ad affrontare la citata emergenza, con Istituzioni, Enti locali e soggetti del mondo del volontariato e della
cooperazione sociale? Per affrontare l' urgente e temporanea sistemazione dei cittadini stranieri
richiedenti asilo che si trovano in stato di grave indigenza o vulnerabilità? O ci si è persi tutti dietro la
solita burocrazia? E nel mentre di questa ignobile partita a ping­pong i richiedenti asilo continuavano a
rimanere nel bel mezzo della strada. Certo, è ben noto quali siano le competenze della Provincia e della
Regione in materia, così come evidenti sono le responsabilità di questa amministrazione comunale di
Gorizia, ma quanto accaduto nel 2014 ha insegnato che se sussiste la volontà si può ben andare oltre la
triste burocrazia. E nel mentre volano accuse da parte di diverse realtà contro tutti assolvendo solo se
stessi, ad oggi i richiedenti asilo un tetto ove dormire lo hanno trovato e non per "merito" del Comune,
della Regione o della Provincia o della Chiesa. Non è una soluzione che piace, e non deve neanche
piacere, non può essere quella del ex Cie una soluzione definitiva. Non è più neanche possibile che
continui il mondo del volontariato a colmare le lacune delle Autorità competenti, che continui a colmare
un vuoto allucinante che si è venuto a determinare a Gorizia. E' necessario avviare urgentemente un
Tavolo che coinvolga tutte le realtà interessate per cercare di affrontare in modo definitivo questa
situazione.
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Il Pd poco incisivo sul territorio
Nella rubrica lettere dell'altrogiorno appare la
preghiera che Cingolani (Pd) rivolge a
Bianchini (Sel) affinchè il centrosinistra lavori
unito alla difesa della sanità goriziana. Non è
mia abitudine intervenire in questioni politiche
interne ad altri partiti ed anche in questo caso
mi astengo dal farlo, sopratutto alla luce della
sonora "trombatura" che il Pd stesso, nel suo
direttivo, ha recentemente dato alla coalizione
ampiamente sconfitta nel 2012 dal
centrodestra di Romoli, preannunciando la fine
di quel soggetto di cui facevano parte Gorizia
è Tua, Idv, Sel, Federazione delle Sinistre e
SSk mimetizzata nel Pd. Sono affari loro e
della loro compagine a cui i goriziani non
hanno dato fiducia, come non hanno dato
fiducia al candidatosindaco Cingolani. Mi
soffermo invece sull'elencazione che Cingolani
fa dei problemi e delle cancellazioni che la
sanità goriziana sta avendo dalla riforma
sanitaria Serracchiani­ Telesca in vigore da
gennaio 2015. Sono talmente tante le
soppressioni di reparti e di servizi che lo
stesso Cingolani evidenzia, che sarebbe
meglio tacere. Cingolani dimentica pure la
cancellazione del Punto nascita ­non cosa da
niente­, la mancata attuazione del Pronto
soccorso pediatrico su più ore e la revoca
della convenzione con Villa San Giusto del Centro Sla, trasferito e rimodulato al Fatebenefratelli. A
questo punto, il Pd goriziano ed anche isontino, dovrebbe avere legittimamente dei dubbi sull'azione
politica che sta portando al territorio, per la quale, utilizzo una chiosa non mia, ma di Livio Bianchini
(Sel), dove nella sua lettera di sabato scorso, egli afferma: "mi chiedo se Gorizia meriti questa classe
politica voltagabbana, mi chiedo se l'isontino meriti questo Pd targato Renzi­Serracchiani che anzichè
fare fronte comune e difendere in Fvg i diritti di salute dei cittadini passi il tempo a scipparsi un auto
medica, mi chiedo se questo Pd meriti i voti dei cittadini goriziani o monfalconesi che siano". Noi di
Forza Italia una risposta l'abbiamo da tempo! Fabio Gentile Gorizia
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
Forum giovani, riapre il bando
Previsti anche alcuni percorsi finalizzati all' apertura di una nuova impresa
Da questa settimana è riaperto il bando per la
raccolta delle adesioni 2016 al Forum giovani
della Provincia di Gorizia.
Si tratta di una realtà locale che esiste dal
2008, coordinata dall' ente intermedio, che
incentiva con varie iniziative l' elaborazioni di
progetti indirizzati al mondo giovanile, proposti
principalmente da associazioni ma anche da
singoli.
L' idea di fondo è di creare sul territorio un
luogo in cui i giovani possano sperimentare un
modello di partecipazione attiva alla vita
sociale della comunità ma anche esprimere le
proprie potenzialità e talvolta formarsi con
lezioni ad hoc.
In alcuni casi, come nell' ambito di progetti
come "Go labor", vengono avviati anche
percorsi finalizzati ad aprire una propria
impresa.
«Il Forum Giovani è aperto a tutti coloro,
singoli e associati, che interessati alla
realizzazione delle finalità istituzionali, ne
condividono lo spirito, gli ideali e le iniziative.
Vi possono aderire ­ spiega una nota della
Provincia ­ le persone di età compresa tra i 14
e i 35 anni e le associazioni giovanili, che
siano residenti, abbiano la propria sede o
svolgano la propria attività nel territorio provinciale di Gorizia».
Per il 2016 i moduli di iscrizione, che sono scaricabili dal sito della Provincia di Gorizia
www.provincia.gorizia.it alla sezione Bandi e concorsi, devono essere consegnati all' Ufficio Protocollo
della Provincia di Gorizia in Corso Italia n. 55, a mezzo raccomanda o tramite posta elettronica
certificata (provincia.gorizia@certgov.
fvg.it) entro il 30 novembre.
Per le domande inviate a mezzo raccomandata fa fede il timbro postale. (e.m.)
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Primorski
Gorizia
Zaasne zaposlitve
poslili bodo 28 delavcev, ki so na mobilnosti ali
v dopolnilni blagajni Pokrajinska uprava bo v
okviru projektov za socialno delo zagotovila
zaasno zaposlitev 28 delavcem, ki so trenutno
na mobilnosti oz. v dopolnilni blagajni. Vsi
bodo zaposleni z enoletnimi pogodbami in s
36­urnim delovnim urnikom. Trije bodo delali v
Pokrajinskih muzejih v grajskem naselju v
Gorici oz. v galeriji sodobne umetnosti
Spazzapan v Gradiu; pri pripravi fotografske
dokumentacije pokrajinskih zbirk bosta
soudeleeni e dve osebi, medtem ko bo za
vzdrevanje zelenih povrin ob nepremininah v
pokrajinski lasti in za ienje kolesarskih stez
skrbelo est ljudi. Pri rednem vzdrevanju
poslopij v pokrajinski lasti bosta sodelovala
dva delavca, za tajniko delo v glavnem tajnitvu
pokrajine potrebujejo dve osebi. En uslubenec
bo delal v pokrajinskih uradih za proraun in
osebje, dva bosta sodelovala pri promociji
portnih aktivnosti. e pet delavcev bo vkljuenih
v izvajanje raznih projektov. Pokrajina je dva
projekta za socialno delo razvila skupaj z
gorikem sodiem in pokrajinskim gasilskim
poveljstvom. Gorikemu sodiu bo dodeljen en
uslubenec, v uradih in skladiu goriki gasilcev
bodo delali trije delavci. Pronje za zaposlitev
zbirajo do vkljuno ponedeljka, 26. oktobra, v
pokrajinskih uradih za delo v Ulici Alfieri v Gorici in na Trgu Salvo d'Acquisto v Triu, ki sta odprta vsak
dan med 9.30 in 12.30. Vloijo jih lahko le delavci na mobilnosti ali v dopolnilni blagajni
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Primorski
Gorizia
Delavci e akajo na plae
Deelni svetnik stranke Forza Italia Rodolfo
Ziberna poziva deelno vlado, naj zagotovi
pomo delavcem propadle zadruge ITE. »Kot
znano je zadruga ITE, ki je imela 70
zaposlenih, la v steaj. 9. februarja je njeno
upravljanje prevzel steajni upravitelji. 31.
decembra lanskega leta je 30 delavcev
pristalo na vkljuitev v program mobilnosti,
tirideset jih je nadaljevalo z delom za podjetje
ITE ­ najprej pod upravljanjem steajnega
upravitelja in zatem pod okriljem podjetja
SITE. Do danes okrog 70 delavcev e ni prejelo
devetih pla, ki jim jih dolguje zadruga ITE,«
pravi Ziberna in pojasnjuje, da je 30 delavcev
na mobilnosti prejelo odpravnino zavoda
INPS, vendar e aka na odpravnino zadruge
ITE. »40 delavcev, ki so delali za asa
steajnega upravitelja, ni prejelo devetih pla in
niti odpravnine,« pravi Ziberna in razlaga, da
so izredno zaskrbljeni tudi sindikalni
predstavniki, saj naj bi jim steajni upravitelj ne
dal zadostnih zagotovil, da bodo delavci prejeli
denar, ki jim pripada. Zaradi tega Ziberna
poziva predsednico deele Deboro
Serracchiani in de­ elnega odbornika Sergia
Bolzonella, naj poseeta, da se bo zadeva
premaknila z mrtvega tira.
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