n. 82 Novembre 2012 mensile di informazione in distribuzione gratuita IL PREMIO TERAMO È TORNATO PAOLO DI SABATINO pag. 4 NUOVA STAGIONE, NUOVA DANZA ITALIANA pag. 18 CINEMA pag. 26 SOMMARIO n. 82 3 Prati di Tivo 4 Il Premio Teramo è tornato 6 L’Amaro di Cyrano 8 Teramo Culturale - Mariella Converti 9 Il Commercio non ha età 10 Paolo Di Sabatino 11 Chiodi sulla scia di Berlusconi? 12 Grandi Rischi, Gran Varietà 13 Note Linguistiche 14 Abusivo chi legge 16 Varrassi, ecce manager 18 Teramo Culturale - Stagione di Danza 20 La Ramiera 22 In Giro 24Musica 25 Il Gattopardo con gli Stivali 26Cinema 28Pallamano 29 Coldiretti informa 30Calcio è possibile scaricare il pdf di questo e degli altri numeri dal sito web www.teramani.info scriveteci a [email protected] Direttore Responsabile: Biagio Trimarelli Redattore Capo: Maurizio Di Biagio Hanno collaborato: Mimmo Attanasii, Raffaello Betti, Luca Cialini, Maurizio Di Biagio, Maria Gabriella Di Flaviano, Carmine Goderecci, Silvio Paolini Merlo, Antonio Parnanzone, Sirio Pomante, Leonardo Persia, Sergio Scacchia Gli articoli firmati sono da intendersi come libera espressione di chi scrive e non impegnano in alcun modo né la Redazione né l’Editore. Non è consentita la riproduzione, anche solo parziale, sia degli articoli che delle foto. Ideazione grafica ed impaginazione: Antonio Campanella Periodico Edito da “Teramani”, di Marisa Di Marco Via Carlo Forti, 41/43 - 64100 - Teramo - Tel 0861.250930 Organo Ufficiale di informazione dell’Associazione Culturale Project S. Gabriele Via Carlo Forti, 41/43 - 64100 - Teramo - Tel 0861.250930 Registro stampa Tribunale di Teramo n. 1/04 del 8.1.2004 Stampa Bieffe - Recanati Per la pubblicità: Tel. 0861 250930 347.4338004 - 333.8298738 Teramani è distribuito in proprio L’Editoriale Prati di Tivo L a recente vicenda dei Prati di Tivo ci ha fatto comprendere, se ce ne fosse stato bisogno, del reiterato nanismo imprenditoriale della nostra industria turistica, tanto decantata ma, all’atto pratico, carente sotto molti punti di vista. Sul banco degli imputati lo strabismo dei nostri operatori e dei rappresentanti politici del posto, dei sindaci dalle fasce tricolori obnubilati da rancori non sempre da riconducibili a malumori politici. In questi anni sono fioccate sanzioni amministrative nei confronti degli impianti di risalita, quelli che ora saranno gestiti dalla Sangritana a saldo zero, forse per un mal di pancia, per uno sguardo di brutto, in una sorta di avvitamento economico del tipo muoia Sansone con tutti i Filistei, quando invece ci giunge in redazione un depliant della stazione sciistica La Thuile (un migliaio di Km. circa da noi), piena zeppa di occasioni e opportunità da far impallidire ancor di più la nostra beata e peones inanità sul campo. Premettendo che è opportuno fare tutti i distinguo del caso con un posto di eccezionale vitalità e neve, collocata nell’arco alpino, dove anche una semplice baita di rimessaggio macina moneta, comunque scorrere le dalla Redazione offerte de La Thuile rende sempre più ridicoli i nostri operatori con le loro offerte e beghe. Chiaramente non mettiamo in conto i 160 km di piste del sito valdostano, ma partiamo invece dall’area snowkite e snowpark, dal piacere dello snow board e da tanta poudreuse per i freerider, dal pacchetto “Sci Senza Confini” con gli albergatori e i ristoratori che offrono 7 notti in hotel a mezza pensione con 6 giorni di ski pass compresi. Proseguiamo con la località riservata ai piccoli amici a contatto con la natura e gli animali, con lo sleddog, ma anche con attività ricreative organizzate dal Bosco Incantato; il piacere dei primi passi sugli sci nel Fantaski, attrezzato parco giochi sulla neve e il puro divertimento con lo snowtubing. Poi ancora: momenti wellness da vivere nei centri benessere che si trovano in paese, percorsi eno-gastronomici; poi il grande igloo tecnologico Jagerdome che durante il giorno offrirà a tutti il piacere di condividere tante attività di intrattenimento sulla neve, mentre la sera cambierà pelle per diventare un locale après-ski, con bar, musica, esibizioni dal vivo di DJ famosi a grandi livellui e giochi di luci per creare la giusta atmosfera. Poco tempo fa abbiamo parlato con il presidente della Sangritana Di Nardo, uno che ci crede ai Prati di Tivo: il suo sogno era quello di aprire altre due piste ma sono in molti a non farglielo fare. Detto tutto. Ps.: loro esistono con le mail e le offerte: noi oltre agli spot su qualche emittente locale (boh!), cosa facciamo per far sapere che ci siamo pure noi? n 3 di 4 L’evento dell’anno CULTURA n.82 Il Premio Teramo è tornato Il 10 novembre si è tenuta la cerimonia di premiazione della XLII edizione. Una Sala San Carlo stracolma ha applaudito le vincitrici Arianna Curci, Francesca Diano, Patrizia Lombardi e Carola Susani. Sirio Pomante [email protected] delle prospettive future. Si è appena conclusa la XLII edizione del Premio Teramo. La cerimonia si è svolta il 10 novembre, a un anno esatto dalla sua nomina a Segretario. Che cosa ha fatto in questi dodici mesi per rimettere in pista il Premio? «Abbiamo compiuto un’operazione di ristrutturazione generale. Il Premio ha la caratteristica di essere un organismo interno all’Amministrazione Comunale e questo ha reso necessari alcuni interventi che non era possibile rinviare. Il primo è stato l’approvazione dei “Criteri di regolamentazione”, un impianto regolamentare ufficiale che fissasse il funzionamento del Premio Teramo. Prima dell’approvazione dei “Criteri”, il Premio non disponeva di uno strumento che ne disciplinasse il funzionamento e i bandi delle varie edizioni: questa lacuna è stata colmata. Adesso è come se il Premio avesse un piano regolatore. Un’altra lacuna colmata è quella della sede, che abbiamo trovato a Casa Urbani. Gianni Tarli ci ha donato un nuovo logo, che abbiamo registrato secondo le norme di legge, con ciò sistemando un altro aspetto sinora lasciato da parte. A Tarli va un forte ringraziamento anche per la realizzazione dei Premi consegnati alle vincitrici dell’edizione appena conclusa: Arianna Curci, Francesca Diano, Patrizia Lombardi e Carola Susani». La sua Segreteria si è distinta per un certo rigore “montiano”, quanto a contenimento delle spese… «La XLII edizione del Premio Teramo è costata grosso modo la metà dell’edizione precedente, che risale al giugno del 2010. Ma più che tagli, abbiamo ottimizzato le spese. Questo ci ha permesso di fare le A stesse cose con costi assai ridotti». del Museo Archeologico la cerimonia conclusiva della XLII edizione. In quello dei giurati. Adesso sono tutti sullo stesso piano. Naturalmente questa intervista, Gambacorta racconta dodici mesi di lavoro e parla è stato ridotto anche il compenso del Segretario. Un grande suppor- Nel concreto dove siete intervenuti? colloquio con Simone Gambacorta, Segretario del Premio «Prima di tutto abbiamo ridotto i compensi dei componenti della Teramo. Giornalista e critico letterario, classe 1978, Gambacorta Giuria. Ma oltre a ridurre i compensi, abbiamo ridotto anche il numero è stato incaricato di guidare il Premio il 10 novembre 2011 e, dei giurati: da nove a sette. In più, a differenza di quanto avveniva in a distanza di un anno esatto, si è tenuta nella Sala San Carlo passato, il compenso del Presidente della Giuria è stato equiparato a La platea della Sala San Carlo Da sinistra, il Segretario del Premio Teramo Simone Gambacorta, le vicnitrici Carola Susani, Arianna Curci, Francesca Diano e Patrizia Lombardi, il Sindaco di Teramo Maurizio Brucchi, la Presidente di Giuria Raffaella Morselli Paolo Giuseppe Oreglia. Luigiaurelio Pomante 5 ha condotto con la consueta professionalità n.82 conti sotto l’impeccabile regia di Silvio Araclio e con l’accompagnamento al violino del M° la serata. È per questo che ho avuto modo di accorgermi di una cosa». Di cosa? «Che al Premio Teramo vogliono bene in tanti. Stiamo parlando di una realtà che realizzò la sua prima edizione nel 1959. Il Premio è parte della storia culturale della nostra città ed è un punto di riferimento per quanto riguarda il racconto nel panorama della narrativa italiana. Il fatto che i partecipanti e la cittadinanza rispondano concretamente, è indicativo circa il senso e la “necessità” del Premio. Guardi che l’Italia è zeppa di premi, ma pochi possono vantare “titoli” come il Teramo. C’è anche da dire che la natura istituzionale del Premio Teramo, il suo essere “parte” del Comune, è qualcosa di estremamente significativo sia a livello simbolico che La platea della Sala San Carlo vista dall’alto to lo abbiamo ricevuto dagli sponsor che pubblico alla cerimonia di premiazione è hanno sostenuto le tre sezioni: i club Lions, stata una risposta molto al di sopra delle Panathlon e Rotary per il “Premio Teramo”; aspettative. La Sala San Carlo era stracolma, la Banca di Teramo per il Premio “Mario c’era gente in piedi, molti, purtroppo, non Pomilio”, riservato a uno scrittore abruzzese; sono riusciti a entrare. I libri con i racconti, il Gruppo Giovani Imprenditori Edili Ance, il che abbiamo pubblicato nonostante il con- Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria tenimento delle spese, sono andati a ruba. e l’Unione Giovani Dottori Commercialisti Tengo a ricordare che il libro è stato dedicato ed Esperti Contabili per il Premio “Giaco- alla memoria di Rocco Porreca, grande e mo Debendetti”, riservato a uno scrittore indimenticabile persona». giovane. La Camera di Commercio ha invece Ricordava che il Premio è un organismo sponsorizzato il Premio Teramo Speciale. Un interno al Comune. Che supporto ha ri- contributo decisivo lo abbiamo ricevuto dalla cevuto dall’Amministrazione cittadina? Fondazione Tercas. L’intervento di questi «E’ vero, è un organismo interno al Comune interlocutori ha permesso di ottenere un e tutte le attività che lo riguardano passano doppio risultato: dimezzare le spese e vedere attraverso gli uffici competenti. Per parte coinvolti nel Premio Teramo importanti attori mia, ho ricevuto un supporto che non esito della nostra realtà. A ciascuno degli sponsor a definire eccezionale. Il Sindaco Brucchi ha va il nostro ringraziamento». seguito tappa dopo tappa ogni operazione Questi interventi hanno ridotto la visi- lavorando gomito a gomito col Direttore bilità del Premio? Generale del Comune, Furio Cugnini, e col «Direi di no. Per esempio, le spese per la co- Dirigente del Settore Cultura, Fulvio Cupaiolo. municazione le abbiamo contenute, ma non Altrettanto importanti sono stati il Presidente le abbiamo trascurate. Il discorso è sempre lo della Commissione Cultura, Marco Tancredi, stesso: abbiamo ottimizzato. Grazie al web e l’Assessore agli eventi, Guido Campana, e a Facebook, abbiamo attivato un passaparola la Segreteria del Sindaco, a cominciare da mediatico che ha portato a un aumento dei Vinicio Ciarroni. Lo stesso Rocco Porreca concorrenti rispetto all’edizione passata: è stato vicinissimo al Premio. Definirei poi 397 contro 370. Il dato segna l’interruzione impareggiabile l’impegno dei funzionari e dei di quel trend di calo che si stava registrando. dipendenti del Settore Cultura. Vorrei anche Per il futuro dovremo cercare di tornare ai ringraziare gli attori Eugenia Rofi, Piergiusep- grandi numeri che il Premio in passato ha pe Di Tanno e Bartolomeo Giusti, che nella toccato. Devo anche dire che l’affluenza di cerimonia di premiazione hanno letto i rac- a livello fattuale: è la “certificazione” della vocazione culturale di Teramo. La cultura di una città va avanti anche grazie a quelle che a me piace chiamare “infrastrutture”: biblioteche, università, premi, musei. Queste “infrastrutture” sono importanti come una strada o un ponte: solo che invece che merci, fanno transitare idee, favoriscono confronti, creano scambio. Di solito si pensa alla cultura come a qualcosa di astratto, ma basta farsi due conti, dati alla mano, per scoprirne le potenzialità in termini economici. Per dire: in Gran Bretagna il Pil della cultura sfiora il 4% di quello complessivo». Per concludere, possiamo parlare di rinascita del Premio Teramo? «Non esageriamo. Rinascita è una parola grossa. Le parole grosse richiedono conferme. Meglio parlare di ripartenza. Il Premio Teramo è vivo, e questo per ora conta». n di 6 Prenotazione a babbo morto SATIRA n.82 L’amaro di Cyrano contro il logorio della vita moderna Mimmo Attanasi [email protected] e basso adriatico. Viste le manifeste, superiori condizioni di vita in Abruzzo, il tempo si è voluto adeguare alla “meritocrazia”, ridondante cavallo di battaglia del governatore Chiodi. http://www.iltempo.it/abruzzo/2012/10/11/1368612-chiodi_nella_rosa_candidati_premier.shtml In questi tre anni sono stati eliminati i vitalizi dei consiglieri regionali dopo avere ridotto le indennità, cancellato circa 250 poltrone di enti e agenzie regionali, tagliato i compensi ai componenti dei consigli di amministrazione, ridotto il numero dei dipendenti regionali, assorbito le Agenzie regionali e ridotto i Consorzi fidi eliminato le Comunità montane al livello del mare. http://www.regione.abruzzo.it/xStampa/index.asp?modello=UltimaA gStampa&servizio=xList&template=default&msv=menuUlNot2 M Una locuzione con 3 ridurre, 2 eliminare, 1 cancellare, 1 tagliare, 1 cartella, che la letteratura volgare racconta come atto ultimo prima goduta tutta, la prostata. Quante pisciate sui muri a disegnare della fine di ogni vita terrena, potrebbe essere tanto un atto dovuto arabeschi con gli amici dopo una sbronza. Fare concorrenza ai cani in un normale addestramento ambientale giusto così per farti capire senza il bisogno di alzare la gamba o di annusare prima. Il fiuto mi assorbire su 57 lemmi. In tre anni e con questi verbi, addirittura una i giunge notizia che Jasesbarde, il factotum di Jasechrist, si “scimmia bene addestrata”, che gli manca solo la parola, l’Abruzzo lo stia attivando per evadere una pratica sanitaria che riguar- portava a livelli socio economici pari, se non superiori, a quelli degli derebbe la mia permanenza su questa valle abruzzese di scandinavi. Senza spulciarsi e battendosi le mani da sola nei comizi. lacrime e sangue. La concretizzabile uscita della fatidica Comunque vada, sarà un successo. La mia ecografia. Me la sono come vanno le cose lassù nell’alto dei serve adesso. Nel mezzo del cammino della mia vita mi faccio due cieli, quanto l’assolutezza dell’Altissimo in conti. Vivo e sopravvivo e poi cerco prima Persona nell’esigere uno specifico di tornare a vivere invece di correre fascicolo. E se non Gli va di fulminarti con dietro al destino. una saetta manifestandosi in tutta la Sua A testa alta. Senza arrossire. In tanti grandezza ti spedisce subdolamente in abbassano lo sguardo quando incro- un Centro Unico di Prenotazione della ciano il mio. Politici che mi hanno tolto ASL. il saluto e che prima scendevano in Sotto consiglio del mio medico, a metà pigiama sotto casa a comprare il latte ottobre 2012 vado a fare capoccetta fresco nella mia bottega. Glielo servivo in uno sportello del CUP di Teramo. con il sorriso. Esibisco con mano tremante l’impegna- E chissenefrega! Presidenti compagni di tiva per un’ecografia al basso ventre. Il scuola di mia moglie che guardano alto solerte impiegato mi propone veloce- quando hanno la sfortuna di incocciarmi. mente la data della prima disponibilità E c’è pure chi mi evita perché è venuto aziendale a 40 km di distanza per poi appuntarmi che la prostata, a conoscenza che mi sono messo contro quella mia, sarà ultra risuonata a fine febbraio 2013. Salvo comprova- una società mista sospettata da uomini delle istituzioni di essere ta e documentabile certificazione della esistenza in vita. stata un serbatoio di voti di scambio, una scatola di clientelismo, un Vorrei chiedergli al tizio di là dal vetro il costo degli accertamenti, ma meccanismo per il riciclaggio di denaro sporco. Così ha osservato poi un lampo scuro mi attraversa i pensieri, una smorfia sulle labbra William Doyle sui duelli tra Romney e Obama: mi fa desistere dal mio intento. Se tre mesi sono tanti da passare <<Le conversazioni ufficiali tanto quanto quelle private diventano per Rosanna Fratello, che pubblicamente in una sua celebre canzone immediatamente una faccenda di interesse pubblico: quando uno è ha smentito seccamente di essere una santa, figuriamoci per me il presidente e parla, deve sapere che ogni singola sillaba può tornare che palle aspettare tutto quel tempo con una ghiandola grande a morderlo. Altrimenti è stupido>> (FQ, del 1 settembre 2012) come un pallonetto di salsicce sotto strutto stretta fra le gambe. Con la prostata o senza, venite pure avanti poeti sgangherati, inutili Cerco conforto. Lo trovo a Porta a Porta, non quella della spazzatura cantanti di giorni sciagurati, buffoni che campate di versi senza ma su Raiuno, da Bruno Vespa. Il Presidente della regione Abruzzo, forza avrete soldi e gloria ma non avete scorza; godetevi il successo, pronto forse anche per il premierato e che non dispiace al Cavaliere godete finché dura ché il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura di Arcore, ha messo in risalto la virtuosità della regione Abruzzo da e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l’ignoranza tempo presa a modello e messa a giro per l’Italia attraverso uno dei primi della classe. Io sono solo un povero cadetto di Guascogna stupefacente (oppiaceo?) riordino del sistema sanitario, la riduzione però non la sopporto la gente che non sogna. Gli orpelli? L’arrivismo? del debito e dei costi della politica. La nostra regione è divenuta così All’amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco. virtuosa da fare desistere perfino il meteo dall’occuparsi del medio (Francesco Guccini, Cyrano) n È arrivata la tua nuova vicina di casa. Risparmia subito il 10% sulla bolletta del gas metano. JULIA SERVIZI PIÙ gestione vendita gas metano Il risparmio sul gas metano. 64021 Giulianova (Te) c.so Garibaldi, 65 64100 Teramo (Te) via Vincenzo Irelli, 31 - c/o Obiettivo Casa Tel: 085 8001111 - 085 8007651 Fax: 085 8025783 [email protected] - www.juliaservizi.it di 8 Silvio Paolini Merlo Teramo culturale CULTURA n.82 Mariella Converti [email protected] mente indirizzato, se non profondamente accettato, e questo credo sia stato dal principio alla fine il caso di Mariella. Paradossalmente, il suo talento si è rivelato per lei il più grande nemico, un morbo che ne alimentava ogni fibra e nello stesso tempo la dilaniava. Tutto ciò che per altri era il risultato di anni e anni di studio, era per lei il fluire spontaneo di un’istante inafferabile, non solo incontenibile ma praticamente ingovernabile. Restano quelle poche, meravigliose tracce della sua arte rimaste fissate in video e in foto, che rievocano momenti felici della storia culturale cittadina, ma che rivelano senza dubbi di sorta una carriera d’artista fatta di grandi esordi più che di grandi traguardi. La parabola interrotta di un talento selvaggio. Le sue numerose attitudini, dopo le esperienze liceali e le importanti collaborazioni con Luciano Paesani, sono rimaste prive di guida, le sue esperienze formative a Broadway e poi a Parigi, seguite agli anni – decisivi – con Liliana Merlo, che ne è stata la prima e fondamentale Q mentore artistica, non ne hanno minimamente temprato l’indole inesorabile una coltre fitta, la sua scuola è rimasta senza seguito ed delle proprie ali, Mariella ha come scelto di ritirarsi nel suo nido. è oggi praticamente estinta, e la sua figura, salvo il vibrante ricordo E così il Laboratorio di Arte e Spettacolo, nato nel 1979, che non ribelle. Il suo lavoro non ha mai oltrepassato la sfera dell’autodidatta, ualcuno avrà ricordato Mariella, in cuor suo, lo scorso 26 le sue potenzialità si sono presto arenate per mancanza di fiducia, agosto. Dieci anni prima, stroncata nel giro di pochi mesi, quella che avrebbe potuto schiuderle ben altri scenari e fornirle ben scompariva a Teramo all’età di 46 anni. Ma sul destino di altre possibilità di riuscita. Ha goduto delle sollecitazioni giuste, di Mariella, dopo il clamore e la commozione di allora, è calata occasioni gratificanti, ma non appena iniziato il volo con la sola forza che la figlia Elisa Di Eusanio – sua prima e direi unica erede artistica – le ha dedicato in città nel 2005, è calata come in un limbo era danza ma che non era ancora teatro, Mariella Converti con Vincenzo Mambella in L’uomo che incontrò se stesso (1994) presto affidato ad altri, e le prove strepitose ne La mamma buonanima della Signora di letargico. Feydeau o l’altra, non meno notevole, nel Mi torna alla mente la convinta ma un po’ riallestimento de L’uomo che incontrò se frettolosa proposta di un consigliere comu- stesso di Antonelli, che approderà al Flaiano nale e di un gruppo consiliare provinciale di di Roma, sono rimaste senza seguito. intitolarle il teatro cittadino, ma l’episodio L’associazione Sirio, l’intuizione del caffè- riaffiora al pari del suo impegno per l’Unicef, teatro “Hypsis”, intraprese presto fallite in o del rituale greco-bizantino seguito per la una cittadina dalla quale Mariella si era forse messa funebre: dettagli, curiosità, che del attesa troppo, e troppo in fretta. E infine personaggio Mariella dicono molto e nello la malattia, che ne ha sospeso l’esistenza stesso tempo nulla. al suo apice, senza concederle neppure la Chi era Mariella? Un esempio molto raro, chance di una rivincita in età matura. tra i più rari e preziosi che Teramo possa Un video su di lei è stato pubblicato in questi contare, di un’artista di grande talento, giorni su YouTube dal canale dell’Archivio di grande bellezza, di grande intelligenza. Liliana Merlo. Vi si mostrano alcuni estratti Formatasi danzatrice con la Merlo, presto dalle rarissime documentazioni audiovisive attratta dal teatrodanza e dal teatro di prosa, che ne testimoniano l’attività, vuoi di attrice ugualmente versata per i ruoli drammatici e per quelli comici, dove che di danzatrice e coreografa. In un caso si tratta di letture dan- le sue doti di attrice letteralmente sfavillavano, era allo stesso tempo nunziane tratte dal Poema paradisiaco, per le quali nel 1989 creava una personalità incostante, antimetodica, insicura sino alla fobia, di anche una serie di commenti coreografici; nell’altro di due scene grande fragilità emotiva. Questo non la rendeva diversa da molti altri tratte dal primo e secondo atto de L’uomo che incontrò se stesso, attori, come ben noto. In tutti noi coesistono certezze ed esitazioni, e nelle quali è “Sonia”, la moglie fedifraga ritrovata dal marito al tempo negli artisti autentici spesso esse si compendiano magicamente, tra- del loro matrimonio, in virtù di uno strano quanto beffardo sortilegio. sfigurandosi in impensate alchimie. Nel caso di Mariella, almeno per Sono documenti che dicono più di mille parole di lei, del suo essere certi versi, è stato certamente così: una volta sul palcoscenico, tutte artista senza sforzo, raffinata e animalesca, della disinvoltura che le le sue paure e insicurezze sparivano. Ma appena fuori, a contatto col veniva dalla danza, della versatilità propria dell’estro, dell’ironia di mondo reale, tornavano all’assalto. Era come un pesce capace di vi- una verve innata e istrionica, ricca di continui cambi di registro ma vere solo a grandi profondità, un animale raro destinato a estinguersi direi più estrosa che meditata, capace di donare l’ebbrezza di impen- se lasciato fuori della propria riserva. nate stratosferiche e di improvvisi vuoti d’aria. Spiragli di potenzialità Si dirà il talento: ma il talento in sé può non bastare, se non corretta- perdute. n di ATTUALITÀ Storie teramane Il commercio non ha età La storia del 96enne Berardo Ruffini che lascia la sua attività dopo 64 anni Maurizio Di Biagio www.mauriziodibiagio.blogspot.com n.82 break Berardo - “La parola sempre quella giusta”. Nel 1950, dopo due anni fuori, il commerciante apre la sua attività a Teramo. “Ora però l’artigianato non c’è più”. Da giovane era un valente podista, faceva i 5 mila e i 10 mila e se alla fine del suo viaggio gli chiedi della vita e del suo significato, Berardo senza respirare ti guarda in faccia e attende….attende…attende, fino a quando ti ricorda che “spesso ci scordiamo che prima o poi finisce tutto. Se ne fossimo consapevoli che l’esistenza è temporanea, saremmo meno cattivi”. Però poi ripiomba in quella cattiveria. Ha smesso di fumare da dieci anni perché soffriva di svenimenti, si fa i suoi due caffè al giorno, va pazzo per i fagioli e per le verdure e in tv si vede un po’ di sport, calcio va bene, ma se c’è l’atletica è meglio. E se cerchi di prenderlo in castagna con una domanda del tipo: che c’è nell’aldilà? lui si riprende il suo tempo di reazione ma questa volta ti replica dicendoti che “è una domanda un po’ difficile”. E te lo ripete. Crede in Dio ma per certe cose Berardo ha l’accortezza di riporre le sue curiosità nella scatola posta nella mensola V’ più alta del suo piccolo negozio: da afferrare solo in caso di trasloco. parata militare, pigiami celesti incassati in scatole dentro una vetrinetta Teramo…”. Non me ne sono accorto subito, ma ciò che Berardo Ruffini di legno smaltata di bianco e un quadretto superstizioso di Gesù Cristo voleva dirmi della vita era proprio il suo aspetto minimo e più bello. “E’ contornato da piccole foglie verdi. Due occhi fiammeggiano stanchi dietro una gioia avere una famiglia”- mi saluta. Si emoziona un tantino il sindaco un piccolo bancone e in lui indugia la fissità di chi rimane incredulo allo Brucchi a consegnare a Palazzo di Città la targa commemorativa per i 64 scorrere di una vita di corse, di guerra e di commercio. Tanto commercio, anni di commercio al 96enne Berardo Ruffini: “Queste sono belle storie”, un oceano, dagli inizi nel 1948 a Castellalto sino ad oggi, col sorriso dei mormora nella sala consiliare. Ci parla a lungo, lo scruta, lo rabbonisce, giusti e con la vita di chi se l’è davvero sudata. Berardo Ruffini ha 96 anni e gli chiede quando chiuderà la sua attività. Stupito il commerciante gli ma non li dimostra e dopo 64 anni dietro al bancone lascia, cede l’attività, risponde con un sorriso furbo e gli occhi vispi -“io chiudo ogni sera”- la- vende il suo piccolo sciando sui volti dei tanti intervenuti una riga di sorriso acquiescente. negozio con gli infissi Brucchi gli regala un commento istituzionale, insomma a nome di tutti i dell’entrata ancora Teramani lo ringrazia per tutto ciò che ha fatto per la vita commerciale di di alluminio color oro questa città. Lui rinserra le piccole spalle e vestito a festa, come poche sbiadito. Che cos’è volte gli capita, si rimpettisce dentro una giacca a larghi sbuffi. Con gli il commercio? gli occhi turgidi ringrazia a suo modo, posizionando davanti a sé sua moglie scandisco ben bene Bruna, dandole un merito ed una precisa collocazione fisica. Per lui è un le parole. Allarga il giorno storico. L’assessore Cozzi ne approfitta per commentare come una suo sorriso, si siede, volta il negozio era meta non solo di acquisti ma anche di scambi, di bat- risponde con meditata tute, di chiacchiere, “in questo modo si fidelizzava il cliente, il commercio vigilanza: “E’ un dono” purtroppo si è trasformato” e certo non in meglio. n Prima di andarmene gli rifilo un’altra domanda di quelle: la vita, che cos’è è una perfetta immobilità in tutte le cose nella merceria Ruffini la vita? Lui non si scompone: “la vita – risponde a se stesso – la vita... lungo il corso vecchio. Dietro di lui appare una volta celeste con mhhhh”- pensa per lunghi secondi, poi svicola: “E’ una gioia avere una galassie e stelle di bottoni di ogni fatta e colore. Poi ancora bot- famiglia, io portavo a spasso il mio piccolo lungo il fiume, sa prima c’era toni viola e blu appuntati su un cartoncino bianco come in una una stradina che costeggiava il Tordino, poi andavo a veder le partite del dice, con la sua voce flautata e negli anni più debole. “Non è per tutti”. “Trattare col pubblico è un’arte, saper conoscere senza difficoltà chi hai di fronte, non è mai semplice”. Lui ha cominciato la sua arte pedalando e pedalando, mulinando la sua catena poco oliata su per le salite di Canzano e Castellalto: un panino e via. Erano gli anni Cinquanta, la guerra era finita da poco e c’era da rifare l’Italia caduta in vergogna. La moglie dietro al bancone e lui con la sua valigia attaccata alla bici a vendere maglie, pigiami e bottoni nelle case dove spesso gli offrivano il pranzo, perché il suo panino con la frittata impietosiva. La sua storia somiglia molto a quella di tanti Italiani di quel tempo: uno che odiava gli Inglesi in tempo di guerra perché, come dice lui, “erano cattivi e facevano i supereroi”, se non gli sbruffoni. Poi 4 anni di prigionia in Egitto, dopo averle buscate a Tripoli e Bengasi. “Mai la superbia in commercio”- fa il 9 10 dalla Teramani DOC EVENTI n.82 Redazione Paolo Di Sabatino Un italiano in America, a suonare con i migliori jazzisti yankee [email protected] Il repertorio è contenuto nel cd “live” della Ruggiero intitolato Souvenir d’Italie, pubblicato nel febbraio 2007 e contenente anche Canzone tra le guerre, brano presentato al 57° Festival di Sanremo con Paolo al pianoforte. In quegli anni Paolo Di Sabatino spicca il volo ed inizia la collaborazione a Borgo Spoltino (Selva Alta di Mosciano come pianista e compositore allo spettacolo Sant’Angelo) per l’appuntamento inaugurale Serata d’onore con Cavuti e gli attori Michele della rassegna “Non solo jazz”, che prosegue Placido e Giorgio Albertazzi. con la programmazione dopo il successo te 2007 è il pianista dello spettacolo “Un di pubblico dei concerti svoltisi da giugno uomo in frac – Concerto tributo a Domenico a metà Ottobre. Paolo Di Sabatino senza Modugno” (con produzione del Dvd) andato dubbio dà lustro alla nostra città: è uno dei in onda sull’ammiraglia delle reti nazionali, musicisti più apprezzati in Italia, e come Raiuno, con la partecipazione di artisti quali: pesso sono gli Italiani ad ingaggiare, abbiamo potuto notare, anche all’estero. Giancarlo Giannini, Antonella Ruggiero, Fabio ed anche in maniera lauta, frotte di Colto e raffinato, questo è indiscutibile, Concato, Simone Cristicchi, Neffa, Morgan, jazzisti statunitensi perlopiù di alto tanto che il suo stato di grazia lo riflette su Raiz, Dolcenera, e Gigliola Cinquetti. livello. Tranne rarissime eccezioni. piano e spartito, con arie che si rincorrono Nel 2008 effettua il tour teatrale e inizia la Questo è il caso del pianista e compositore rigorose e graziose, in una spirale di genialità fruttuosa relazione artistica con il cantante teramano Paolo Di Sabatino che aggiunge e preziosismi. Nato a Teramo il 26 Settembre Mario Biondi registrando nello stesso anno un’ulteriore gemma al proprio cammino del 1970, inizia giovanissimo lo studio del il primo cd in trio (con M. Siniscalco e G. Di artistico, già ricco e prestigioso. Non capita pianoforte sotto la guida del padre Vincenzo Sabatino) per l’etichetta giapponese Atelier tutti i giorni infatti ricevere una telefonata dal e si diploma nel 1990 col massimo dei voti, la Sawano e un altro con il gruppo Tango or not vibrafonista Mark Sherman e dal sassofonista lode e la menzione speciale, presso il Conser- tango del quale è leader insieme a Davide Bob Franceschini per essere invitati ad unirsi vatorio di Bari. Cavuti e a cui hanno partecipato tra gli altri al loro progetto (TH3M), assieme anche ad Nel 1994, nello stesso Conservatorio, con- anche Paola Turci, Javier Girotto, Michele Adam Nussbaum, uno delle massime autorità segue il diploma di Musica Jazz. La sua fama Placido, Caterina Vertova. quando si parla di batteria, anzi di drums. lo porta a numerose trasmissioni nazionali e Nel 2009 Mario Biondi inserisce due canzoni Al Teramano è capitato, ed è roba da far festival e club di primo piano. Ha suonato con co-firmate da Paolo nel suo cd If. A dicembre tremare i polsi, vista la rilevanza dei nomi in i migliori e la lista è lunga. dello stesso anno è invitato in Giappone per questione, e visto anche l’impegno della tour- E’ pianista e arrangiatore (insieme a Ruggieri un mini-tour di quattro concerti. Nelle vesti di née che si snoderà in dieci tappe: Ferrara, e Roberto Colombo) del progetto “Canzo- compositore, ha scritto, insieme a Cavuti, un Avellino, Ascoli Piceno, Piombino, Corinaldo, ni fra le guerre” della cantante Antonella brano inserito nella colonna sonora del film e altro ancora con una puntata in Slovenia. Ruggiero, nel quale vengono rivisitati classici “Vallanzasca, gli angeli del male” di Michele Il 20 novembre TH3M Project si è esibita della canzone italiana tra gli anni ’20 e ’40. Placido, presentato al festival del cinema di S Nell’esta- Venezia del 2010. Il sogno di Paolo resta sempre quello, non è un mistero: vedere un giorno a Teramo la nascita di un polo culturale. “Un posto – dice - dove farsi una birra con gli amici e ascoltare un po’ di musica jazz, classica, oppure assistere ad una presentazione di un libro o ad una piéce teatrale, cultura a tutto tondo insomma”. Questo il suo scopo attuale e intende perseguirlo senza un attimo di requie. Qualche anno fa individuò pure la location: “Regina Margherita ad esempio non è male, vicino al centro cittadino, eccezionalmente fruibile”. Un polo culturale “che sia un vanto per questa nostra cara Teramo: il mio sogno – insiste – sarebbe quello di ricevere un giorno la telefonata e vedermi assegnato l’incarico per sviluppare questa meravigliosa idea”. n di ATTUALITÀ Politica Chiodi sulla scia di Berlusconi? Mazzarelli non conferma ma soprattutto non smentisce le voci che danno il governatore nella rosa dei cinque per la nomina a candidato premier per il Pdl C Maurizio Di Biagio www.mauriziodibiagio.blogspot.com 11 n.82 Chiodi conserverebbe le qualità che l’ex premier predilige: bello soprattutto, bucherebbe il video, è rassicurante e soprattutto il suo nome sarebbe condiviso dalla componente cattolica. Certo, l’unica variabile – e che variabile! – che potrebbe minare dalle fondamenta il magnifico riconoscimento per il commercialista teramano resta il Pdl stesso: tra la rottamatrice Santanchè che non ne può più nemmeno dei colonnelli ex An, un Fiorito che ha dato la spinta finale ad un sistema non più sopportabile, e lo stesso Berlusconi che vuole abbandonare l’agorà politico, diventare candidato premier per una forza politica che non c’è più, sarebbe davvero una beffa. Comunque sempre un risultato da mettere in bacheca, che fa curriculum, che potrebbe tornare utile ed essere sfoderato in caso di costruzione di nuova forza politica di centro. Lo stesso Gianni Letta, uno dei suoi principali sponsor, avrebbe spinto la causa Chiodi con una certa vigoria. Infine ciliegina sulla torta, l’invito di Chiodi nel salotto buono di Bruno Vespa, la cosiddetta terza camera, a rappresentare la regione virtuosa che sta uscendo dal guado dopo aver risanato i conti della sanità ed aver evitato un reale default alla greca. Un viatico davvero emblematico, una medaglia da apporre al petto. Per di più il governatore, che rientra nella corrente di Quagliariello (l’unico tra i big al funerale di Antonio Tancredi), sarebbe anche inserito nel listino romano dei deputati: non è he potesse avere un futuro e anche radioso all’interno del Pdl, un mistero che il Teramano punti anche a fare l’onorevole, eventualmente Gianni Chiodi lo percepì quel giorno sul palco del Palascapriano a in questa circostanza il suo paracadute in caso di mancata rielezione a Teramo quando il premier Berlusconi lo ricoprì di parole d’affetto: governatore o a candidato premier. Forse a questo punto un eventualità “Abbiamo un bel presidente” sibilò alla presentazione del candi- sempre più vicina: un’opportunità, questa molto reale per Chiodi, anche dato governatore, esaltando la sua bellezza fisica e rimirandoselo con perché una consiliatura regionale tra i banchi dell’opposizione non è certo una certa soddisfazione. E per uno come lui che sull’estetica ha fondato la sua massima aspirazione. “Se vado a Roma – sostenne in quel suo uno dei valori preminenti del suo fare politica, significava che il Teramano ultimo giorno da sindaco di Teramo – sicuramente non ci andrò in veste di avrebbe potuto giocarsi le sue carte all’interno del partito. Poi la sua peones”. Ma cosa dice Berlusconi? Solo poche settimane fa l’ex premier storia scritta sul campo può aver fatto il resto. A sentire il segretario della rilasciò una dichiarazione in cui ribadiva che era difficile fare nomi “per- presidenza della giunta regionale, Enrico Mazzarelli, che dall’emittente ché dietro questi si instaurerebbero subito delle polemiche”. Ne sarebbe televisiva teramana Teleponte non ha confermato ma soprattutto nem- nata una mezza guerra: allora l’ordine impartito agli addetti è il silenzio meno smentito i rumors che vogliono il governatore abruzzese inserito assoluto, da rispettare fermamente. Mazzarelli in tv frattanto elogia il nella lista di cinque nominativi di pidiellini che dovrebbero correre per governatore: “C’è molto apprezzamento nei suoi confronti per la politica divenire candidato premier, non può che far salire ulteriormente le quo- di risanamento condotta fin qui e se l’Abruzzo viene preso a modello è tazioni del Teramano. L’interessato continua a sminuire la portata delle senza dubbio merito suo che è riuscito ad abbattere il debito pubblico del affermazioni che rimbalzano negli ambienti politici e giornalistici, parla di 25% e a risanare la sanità; se oggi ci possiamo permettere di acquistare fantapolitica, ma intanto sono frequenti le puntate nella capitale: da un tecnologia, assumere nuovi infermieri e medici e soprattutto diminuire le sondaggio commissionato da Berlusconi che lo vede ben posizionato, tasse, questo è grazie a Chiodi e alla sua politica di risanamento”. n 12 Satira ma non troppo SATIRA n.82 Grandi rischi o gran varietà? Grandi “recchie” e cervello fino! G dalla Redazione [email protected] mensaje que está alcanzando la comunidad internacional en estas horas es de puro transformismo itálico. Accurate but at the same time reassuring statements were released concerning the “predictability of scientifically unpredictable calamitous events”. Intolerably incompatible. The message that is gaining consensus lately among the international community focuses on quintessential Italian chicanery. “Una condanna ingiusta, assurda e incomprensibile inflitta a studiosi che non avrebbero mai potuto prevedere un evento sismico”. Come libero cittadino e contribuente pretendo che si rendano noti i fatti accaduti. Non intendo sovvenzionare con i miei soldi operazioni mediatiche studiate a tavolino da chi dovrebbe interessarsi della protezione delle popolazioni di territori a rischio di calamità naturali e invece organizza operazioni mediatiche. rande ed immeritata eco ha suscitato la notizia della condanna dei componenti la Commissione Grandi Rischi che alla fine di Marzo del 2009 tranquillizzavano gli aquilani sulla possibilità, nell’immediato, del verificarsi di eventi sismici. Noi ce lo siamo chiesti, senza purtroppo essere stati capaci di darci una risposta. Poi c’è stata una riflessione: se i terremoti non sono scientificamente prevedibili, e su questo siamo perfetta.. mente d’accordo, come cazzo vi è venuto in mente di rasserenare quei poveracci che con tutto quel “tretticare” avrebbero preferito dormire all’addiaccio? Noi, egregi componenti la Commissione Grandi rischi, ve lo spieghiamo in tre lingue: C’è davvero molto imbarazzo nel mondo accademico, tra gli scienziati, i ricercatori, tra tutti coloro che si occupano di sismologia. Un malessere morale percepito all’indomani della sentenza di condanna a sei anni di reclusione per omicidio colposo, emessa dal Tribunale dell’Aquila, a carico dei membri di una commissione scientifica, per avere rassicurato, disinformato una popolazione già sotto stress da numerose scosse di terremoto. Hay de veras mucha incomodidad en el mundo académico, entre “Una condena injusta, absurda, incomprensible infringida a estudiosos que no podrían haber previsto un evento sísmico”. Como libre ciudadano y contribuyente pretendo que se den a conocer los hechos acaecidos. No intento subvencionar con mi dinero operaciones mediáticas planeadas por quienes deberían interesarse por la protección de las poblaciones de territorios en riesgo de desastres naturales, y que organizan, en cambio, operaciones mediáticas. “It was an unjust, absurd and incomprehensible sentence passed on scholars who could never have predicted an earthquake”. As a free citizen and taxpayer I demand that what happened be made clear to everybody. I have no wish to subsidize with my money a well-planned media campaign organised by the very same people whose duty should have been to take care of the protection of the people living in earthquake prone territories. “è più un’operazione mediatica”. “es más bien una operación mediática”. los científicos, los investigadores, entre todos los que se ocupan de sismología. Un malestar moral percibido al día siguiente de la sentencia “is a media campaign”. de la condena a seis años de reclusión por homicidio culposo, emitida por el Tribunal de L’Aquila, a cargo de los miembros de una comisión científica, por haber tranquilizado, desinformado a una población que ya estaba bajo estrés después de numerosos sismos. There has been a really great embarrassment in the academic world, among scientists, researchers and anybody involved in seismology. An evident moral unease is perceived in the aftermath of the sentence to six years imprisonment for manslaughter issued by the Non è perché siamo spaventati e preoccupati, ma è perché vogliamo tranquillizzare la gente... facciamo parlare i massimi scienziati nel campo della sismologia”. No es porque estemos asustados y preocupados, es porque queremos tranquilizar a la gente... hagamos hablar a los científicos más calificados en el campo de la sismología. Court of L’Aquila to the members of a scientific advisory board accused It is not because we are scared and worried, but because we of having reassured, misinformed the population already under stress want to reassure the people... let’s have the top scientists in because of a long sequence of tremors. the field of seismology talk. Dichiarazioni rigorose ma anche rassicuranti sulla “prevedibilità di eventi calamitosi scientificamente non prevedibili”. Una incompatibilità intollerabile. Il messaggio che in queste ore sta raggiungendo la comunità internazionale è di puro trasformismo italico. Declaraciones rigurosas pero también tranquilizadoras sobre http://www.corriere.it/cronache/12_ottobre_22/sentenza-grandi-rischi_ a6f15a5e-1c59-11e2-b6da-b1ba2a76be41.shtml http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/22/terremoto-dellaquila-processo-grandi-rischi-tutti-imputati-condannati-a-6-anni/389935/ la “previsibilidad de acontecimientos calamitosos científica- http://www.slate.com/blogs/future_tense/2012/10/30/l_aquila_earthqua- mente no previsibles”. Una incompatibilidad intolerable. El ke_manslaughter_case_the_importance_of_scientists_saying.html n a cura di CULTURA Note linguistiche Una curiosità Maria Gabriella Di Flaviano [email protected] n.82 Quando l’inizio ufficiale dell’anno, molto tempo dopo, venne anticipato a gennaio, i vecchi nomi rimasero perché i contadini pensavano più alle stagioni del loro lavorio che alla divisione fatta dai governanti. Cambiarono, invece, i nomi di quintilius e sestili che diventarono Iulius ed Augustus (luglio e agosto), per ricordare Giulio Cesare e Ottaviano Augusto. Perché il nono mese dell’anno si chiama settembre? I nomi degli ultimi quattro mesi dell’anno richiamano i numeri sette, otto, nove e dieci, dal latino septem, octo, novem, decem. Ma perché il nome non corrisponde alla collocazione del mese nell’anno? I latini antichi erano in genere un popolo contadino che conformava le istituzioni e la lingua alle abitudini e alle esigenze dell’agricoltura. Per il contadino l’anno cominciava non a gennaio ma ll’inizio della primavera quando, dopo la stasi invernale, si riprendevano i lavori agricoli all’aria aperta. Quindi il nome del mese corrispondeva alla sua collocazione numerica nell’arco dell’anno. 13 Durante la Rivoluzione francese si introdussero nomi nuovi che si ispiravano alle condizioni meteorologiche e alle stagioni: nevoso, piovoso, ventoso, messidoro, fruttidoro, brumaio, ecc. L’innovazione fu dettata non tanto da necessità pratiche, quanto dall’intenzione di abolire tutto ciò che avesse sentore di vecchio, secondo la nuova ideologia rivoluzionaria. Alla fine della rivoluzione tutto ritornò come prima, ossia i mesi ripresero i loro nomi tradizionali. n 14 Teramo ATTUALITÀ n.82 Abusivo chi legge dalla Redazione [email protected] stale. L’intervento dell’uomo sul lungofiume per il presidente dell’associazione avrebbe rialzato perfino gli argini e deviato il corso del fiume aumentandone la velocità per via del letto sempre più stretto: “Una sorta di imbuto che a Carapollo ha danneggiato un ponticello”. Olivieri chiede la bonifica del sito e segnala anche uno scarico sul fiume di un allevamento, che in precedenza durante i giorni di piena ha causato anche il fenomeno dell’acqua marrone. Non mancano nemmeno i rifiuti edilizi e una bombola di gas vicino ad un pilone di un viadotto. L’altro abusivismo che Marcello Olivieri combatte con forza è quello delle affissioni. Con l’arrivo della bella stagione sistematicamente il Il fenomeno delle casupole e delle affissioni abusive fenomeno esplode fino a tratteggiare situazioni al limite del decoro urbanistico. Sagre, kermesse, cinema all’aperto, tutti o quasi hanno il proprio manifesto abusivo che si va ad affiggere, quasi sempre L’ di notte, nei posti più disparati. “E’ uno scempio abusivismo è una parola cui dobbiamo mettere “abusata” da queste parti, riparo almeno cercando non poteva essere diversa- di ridimensionare subito mente. C’è quello edilizio, il fenomeno” quello bancario, finanziario, ma ammette il anche l’abusivismo che riguarda vice sindaco di le piccole casupole che stanno Teramo, Alfonso fiorendo lungo le rive del Tordino Di Sabatino. Una o l’abusivismo delle affissioni delle prime misu- pubblicitarie, due argomenti molto re prese dall’am- cari a Marcello Olivieri, presidente ministrazione è di Teramo Vivi stata quella di Città. esternalizzare C’è di tutto lungo il servizio di gli argini del accertamento e fiume: piccole di riscossione dei abitazioni, vecchi tributi di affissione all’Ica srl. “A costo zero per le casse comunali” frigoriferi, allacci precisa Di Sabatino. Enel non regolari, Scatterà un aggio del 23% solo dopo che la ditta riuscirà a garantire pozzi non regola- a Piazza Orsini una prima cifra di 660 mila euro di imposte recupera- mentati, eternit, te: “Per noi è molto vantaggioso”. I dipendenti dell’Ica srl, che si sono roulotte, e per già riversati sulle strade per monitorare il fenomeno delle affissione finire anche abusive, al momento non possono comminare sanzioni, ma solo diverse discariche a cielo aperto. La denuncia è di Marcello Olivieri dopo che i suoi addetti diverranno pubblici ufficiali. Difficile contra- ma il problema ormai è presente da tempo sul territorio, tanto che stare il fenomeno: “L’imposta è molto volatile e poi su 10 sanzioni se è stato oggetto anche di diversi interventi in consiglio comunale. In ne paga mezza” prosegue Di Sabatino. Inoltre negli stessi manifesti Piazza Orsini si era ventilata l’ipotesi della realizzazione di piccoli orti resta difficile individuare riferimenti tali da ricondurre all’eventuale urbani sulla scia dell’Emilia Romagna da assegnare a pensionati così responsabile e non manca nemmeno chi nell’ufficio pubbliche affis- da abbellire gli argini del fiume. sioni fornisca generalità false. Tra confinanti dei piccoli terreni appaiono anche le minacce, “o me- “Ancora una volta – dichiara Olivieri - prendo atto che associazioni e glio alcuni abusivi avrebbero intimidito i propri vicini”. “Possibile che Pro loco imbrattano le nostre mura e strade con manifesti abusi- il Demanio non controlli tutto ciò?” è la domanda che si pone Olivieri vi, oltretutto vantando in modo inappropriato il logo della città di che denuncia anche il caso di “alcuni che per lasciare i terreni, pur Teramo. Dopo aver notato come alcuni manifesti gettino nel ridicolo non essendone proprietari, chiederebbero soldi in cambio”. l’amministrazione comunale, Olivieri invita Di Sabatino “a decurtare Si segnalano anche piccole casupole che hanno la base di cemento, direttamente dai contributi pubblici le multe per affissioni abusive con sedie e armadi: veri e propri bungalow. Le indagini fin qui svolte che vengono contestate ad associazioni o pro loco e a pretendere il sono giunte ad un’operazione di sgombero da parte del Corpo fore- rimborso per le spese occorrenti per togliere i manifesti abusivi”. n NON SIAMO “RIMASTI ALLA FINESTRA” La determinazione, l’attenzione, l’idea di creare un prodotto di qualità non erano solo delle promesse. Oggi tutto questo è realtà. Non siamo “rimasti alla finestra”, ma in questi anni abbiamo cercato di più, abbiamo sviluppato nuovi progetti, perché, la nostra crescita, l’abbiamo affidata ad una qualità sempre maggiore. Abbiamo migliorato la nostra produzione, il grado di efficienza nella realizzazione dei nostri infissi, e la soddisfazione dei nostri clienti, sempre maggiori, è la conferma che abbiamo sempre operato con professionalità e serietà. Il privato, l’impresa di costruzione, i nostri rivenditori costantemente accompagnati nell’evoluzione del nostro mondo affinché non smettessero di parlare di noi... bene naturalmente! Via Piane - Zona Artigianale 64046 - Montorio al Vomano (Te) Tel. 0861/598493 fax 0861/500134 [email protected] INFISSI IN ALLUMINIO - ALLUMINIO/LEGNO - PVC - PERSIANE IN ALLUMINIO - PORTONCINI di 16 Uomini e sanità ATTUALITÀ n.82 Varrassi ecce manager: la storia dell’uomo tra promozioni e cadute Maurizio Di Biagio www.mauriziodibiagio.blogspot.com che, di ritorno da un convegno in Grecia, vide i Nas sigillare il Centro di Fecondazione assistita del Mazzini (perché senza autorizzazione), caso che seguiva quello di Robimarga, delle auto blu e delle promozioni di medici amici: il peso era diventato appunto una zavorra pesantissima. Chiodi non poteva più permettersi di essere tirato quotidianamente in ballo dai suoi detrattori per questioni di sanità. Il fuoco nemico andava a nozze con un Varrassi così. Cosicché la Regione Abruzzo a Ottobre lanciò l’ipotesi di rescissione del suo contratto, in Agosto prorogato per altri 18 mesi, ma messo in discussione in virtù di un articolo (il 3 bis, comma 7 del D.Lgs 502/92) che prevede la revoca in caso di grave responsabilità nella gestione. G Una revoca, per la verità, a detta dei consiglieri regionali Pd, nità, di quella dei Teramani e del governatore Chiodi, ma soprattutto al manager la giunta regionale si sarebbe esposta ad un probabile del Pdl che l’ha voluto a direttore generale di questa Asl forse anche contenzioso con lo stesso. “Il capolavoro – aggiunsero i due Pd - sta perché rispondesse a direttive e logiche ben precise: non è un caso nel fatto che la Regione Abruzzo potrebbe essere condannata a che la Procura stia indagando anche su discutibili promozioni di pagare Varrassi per tutti mesi prorogati ed un altro manager in sua medici targati tutti Popolo della Libertà. sostituzione. Lui è stato il portatore sano di una politica sanitaria malata: ha Quello che ci preoccupa maggiormente – conclusero - è l’arrogan- incubato peraltro senza mai ammalarsi del virus e l’ha trasmessa za nell’uso del potere da parte di Chiodi e company che oltre a farci tra i quattro presidi. Il governatore Chiodi l’ha scaricato un bel gior- pagare più soldi per la direzione generale, indeboliscono l’offerta no d’Ottobre quando ha capito che il manager gli avrebbe aperto sanitaria teramana che tanti operatori ogni giorno con sacrificio e una falla sul fianco della sua nave che a quel punto veleggiava col abnegazione cercano di assicurare agli utenti dimostrando profes- vento in poppa verso i lidi del virtuosismo. Un direttore generale di sionalità e qualità”. Ci sono invece altri, come ad esempio Robert una Asl a lui cara monitorato costantemente dalla Procura poteva Verrocchio, che mettono il dito nella piaga: il sistema di nomina del rappresentare un problema, perché, come recita il detto popolare, la manager appunto, che dovrebbe essere invece più meritocratico e moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto. trasparente. Troppi punti oscuri dunque per lo zar di Circonvallazione Ragusa Il coordinatore provinciale del Pd si è sempre auspicato che venisse Giuseppe Di Luca e Claudio Ruffini, arrivata dopo l’acquisizione iustino Varrassi. Lo vedi. È un uomo. Possiede la ieraticità degli atti d’indagine presso la Procura di Teramo, atti che però di una statua romana con le ciocche di capelli di marmo di erano già acquisibili dal mese di Luglio perché non più coperti da Carrara incollate sulla tempia proprio come sopra il busto di segreto istruttorio e che avrebbero già portato la non riconferma di Pompeo e il dramma della sanità in una mano. Della sua sa- Varrassi. Invece con la proroga di ulteriori diciotto mesi di incarico ripensato il sistema pensando anche ad una commissione terza ma soprattutto che il direttore generale fosse scelto fuori dai giochi politici, “quelli che poi danno la stura a medici amici e promozioni amiche”. Insomma, tutta una serie di obblighi politici che dovranno per forza di cose essere riveduti per tornare nella normalità delle cose, altrimenti sarà sempre una procura a dettare gli appuntamenti dell’uomo di Circonvallazione Ragusa, sfiduciato non solo dal suo mandante ma anche da tutti i suoi utenti. “A fianco dell’albo previsto dalla legge nazionale, al cui interno il governatore ha piena facoltà di scegliere i vari manager si può pensare ad una commissione terza – proseguì il segretario Pd - composta da autorevoli esponenti del mondo accademico, della medicina, dell’economia e della giurisprudenza. Dobbiamo tornare a favorire il merito e la competenza rispetto alla fedeltà ad una tessera di partito. Il problema per la nostra provincia non è Varrassi, ma i suoi obblighi politici”. Chiodi, si sa, da un certo momento in poi non ha creduto più ciecamente al suo Varrassi. Quel Chiodi che molti dicono puntare a Montecitorio non può permettersi strascichi del genere. “Quella di Varrassi non è solamente un’operazione politica, di mezzo c’è la sanità” riferì il governatore. Di sicuro sarà un iter molto complesso che prevede diversi passaggi tecnici tra cui inizialmente i 10 giorni per la notifica al manager, che dovrà poi replicare con le sue controdeduzioni entro 30 giorni. circostanziato: “Quello che sta accaden- motivazione” precisò davanti alle teleca- Quindi pertanto, come detto, con lo spettro do – disse - è da ricondurre a ragioni mere di Raitre. di un contenzioso che potrà portare la politiche che renderebbero consigliabili le E lanciò pure un appello: “Mi auguro che 17 vicenda per le lunghe, tanto che dalla mie dimissioni”. E durante la conferenza i funzionari della Regione non si siano stessa Asl di Circonvallazione Ragusa si at- stampa della presentazione degli Uccp si sostituiti ai giudici nella valutazione delle n.82 tendevano le plausibili dimissioni da parte lasciò andare: spiegò subito che è in attesa indagini che sono ancora in corso”. Con di Varrassi per evitare appunto le forche Chiodi, poi, sempre a detta del manager, caudine di un passaggio che si apre ai il rapporto fiduciario non era ancora rotto. ricorsi al Tar, e con la prospettiva probabile E a proposito del suo operato alla Asl di di una Regione Abruzzo che si costituisca a Teramo, Varrassi replicò così: “A fine Agosto sua volta parte civile. ho avuto un’approvazione totale dell’atti- Un muro contro muro che in molti volevano vità fatta in questi due entusiasmanti anni; evitare, perché ora l’ente potrebbe trovarsi non so cosa possa essere successo in a lavorare a scartamento ridotto, metten- questo ulteriore mese e mezzo che possa do in crisi l’operato, l’amministrazione e i aver inficiato la mia efficacia alla guida di servizi della Asl, con gli stessi utenti che questa azienda”. probabilmente potrebbero essere penaliz- Il direttore generale dichiarò pure che zati dalla vicenda. essendo stato chiamato dal governatore Senza contare poi l’eventuale prospettiva Chiodi, alla presenza di tutta la giunta, fu del ricorso al commissario straordinario, se lo stesso governatore che gli comunicò davvero le cose andranno per le lunghe. Un che c’era questa indispensabilità dell’atto: commissario, così come prevede il Decreto “Io gli ho risposto che ero ben felice che Balduzzi, da scegliere nell’apposito albo la cosa si facesse per un motivo sempli- o tra i due direttori più anziani tra quello cissimo: perché penso che sia un atto dovuto da parte della Regione, l’ho detto e amministrativo e sanitario. Ma cosa fa e che cosa dice il manager? Se all’inizio si della notifica delle decisioni, e quindi anche lo ripeto, poi il futuro ci dirà quali sono le era trincerato dietro un mutismo assoluto, di inoltrare le sue controdeduzioni, e che verità, quali invece le cose che sono frutto lasciando trapelare uno stringato “è un le sue dimissioni a questo punto sono da di illazioni, di menzogne, di pettegolezzi, io atto dovuto”, col tempo iniziò a sciogliersi considerarsi “un’opzione remota”: “Non non lo so e non voglio nemmeno pronun- passando ad un commento un po’ più ci penso assolutamente e non ne vedo la ciami su questo per ovvi motivi”. n di 18 Teramo culturale CULTURA n.82 Silvio Paolini Merlo Nuova stagione, nuova danza italiana nel segno di Liliana Merlo L [email protected] mostra e un volume, a fronte di un discorso del tutto nuovo per la nostra regione come una stagione ordinaria di danza, malgrado le difficoltà crescenti di un momento storico in cui tutti gli sprechi del passato ricadono sulla sola cosa che non sarà mai zavorra, la cultura, primo fondamentale bene dell’Italia e dell’umanità intera. Dal convegno questo dato di fatto è emerso con estrema chiarezza: una vera e propria “cultura della danza”, cui la Merlo e le altre pioniere della danza italiana naturalmente aspiravano, non esiste ancora nel nostro paese. Esiste una “pratica”, assai a terza edizione delle “Serate Liliana è abissale. L’affetto, i bei ricordi tra i tantissimi Merlo” della Riccitelli, che si accingono che l’hanno avuta per maestra, sono forti e a ripartire dopo i trascorsi successi ac- nitidi. Ma se dai ricordi si passa alla storia, e compagnandosi a un ampio evento per alle tappe reali di questa storia, la situazione il decimo anniversario della scomparsa della cambia radicalmente: tutto svanisce nell’aned- Merlo, potrà apparire un caso di ridondanza doto personale. E questo è solo il male minore, mediatica. In effetti è lecito chiedersi il perché perché nasce da un’arretratezza endemica di tanta reiterata attenzione per un personag- della nostra prospettiva storica generale. Da gio non solo non teramano né abruzzese ma qui l’esigenza di realizzare un convegno, una legato a un’arte spesso dichiarata effimera. Questo fatto è in sé non solo singolare, ma intrigante. Che senso ha, in provincia, conti- La mostra sulle pioniere della danza italiana all’Archivio di Stato Silvio Paolini Merlo e Maurizio Cocciolito nuare a scommettere sulla danza cosiddetta “classica”, quando a farla da padroni sono diffusa, che è cosa molto diversa. Ma ad esse- talk-show politici, sport in ogni salsa e intratte- re emerso con eguale evidenza è che Liliana nimento di pura evasione? Merlo è stata un caso unico, tra i più unici di Personalmente ho più di una risposta pos- tutto lo scenario della danza italiana del Nove- sibile, ma preferisco soffermarmi sul caso cento. Quello che appare come un desiderio emblematico di Liliana Merlo. Ancora oggi, su di ricordare il bel tempo che fu, è o dovrebbe questa figura la sperequazione tra notorietà e significare per i teramani più attenti l’occasio- conoscenza, tra simpatia e volontà di capire ne propizia per riappropriarci di ciò che stiamo perdendo, di ciò che ci ha aiutato a migliorare, che ha rappresentato la nostra vera forza, la Compagnia EgriBiancoDanza, in scena a Teramo a febbraio nostra eccellenza, la nostra identità, la nostra capacità di guardare al futuro. Se non sarà questo, il nostro passato agirà su di noi come un freno, qualcosa di bello ma inutile. Diamo uno sguardo al nuovo cartellone della stagione di danza: si inizia con Lo Schiaccianoci, una delle partiture più geniali di Ciaikovsky e uno dei massimi capolavori del teatro di balletto. Si prosegue con una novità assoluta di una delle maggiori compagnie di danza italiane, il Balletto di Milano, che proporrà una Serata Ravel tutta dedicata alla messa in scena di numerose tra le più acclamate pagine di Maurice Ravel, compositore molto attento al balletto anche per via delle sue collaborazioni con Ida Rubinstein e coi Balletti Russi di Diaghilev. Si concluderà con la compagnia EgriBiancoDanza, prosecuzione dei “Balletti di Stagione Internazionale di Danza 2012/2013 Serate Liliana Merlo Lo Schiaccianoci, Balletto di Mosca, “La Classique” D opo lo straordinario successo dello Susanna Egri”, tra le pioniere di quella nuova prima stagione di danza è nata a Teramo danza italiana cui il decennale di Liliana Merlo prima che a L’Aquila o Pescara, dove non ce è stato dedicato. Questo potrebbe essere n’è mai stata una. l’inizio, secondo il mio desiderio, di una sezio- La terza stagione di danza conclude per la ne della stagione teramana dedicata a tutte prima volta nella storia della nostra città il quelle realtà che sono scaturite dal lavoro ciclo dei tre più grandi balletti del mondo: delle “pioniere”, di quei giovani coreografi che Bella Addormentata, Lago dei Cigni, Schiaccia- come Raphael Bianco, che ci proporrà una noci. Non credo sia un vanto per la Riccitelli delle sue ultime creazioni dedicata non a caso o per me: questo forse, prima o poi, sarebbe proprio al senso del fare danza oggi, hanno avvenuto comunque. proseguito il lavoro di quel nuovo corso della Ma di certo non avrebbe avuto lo stesso si- danza italiana che oggi tende a scomparire o gnificato se quella figura non si fosse fermata ad essere misconosciuto. Potrà forse apparire qui, e se quella scuola non avesse operato una semplice curiosità da rotocalco, ma la così bene e per così tanto tempo. n scorso anno, torna, nel Teatro Comunale di Teramo, alle ore 21, la “Stagione Internazionale di Danza 2012/2013 Serate Liliana Merlo”. La Stagione, giunta alla III edizione, organizzata dalla Società della Musica e del Teatro “Primo Riccitelli” di Teramo, a cura di Silvio Paolini Merlo, vedrà alternarsi sul palco ballerini di livello internazionale. Martedì 18 Dicembre 2012 Danza Classica BALLETTO DI MOSCA “La Classique” Lo Schiaccianoci Balletto in 2 atti Libretto: Marius Petipa, dal racconto Dance, dance, dance “Schiaccianoci e il Re dei Topi” di E. T. A. Hoffmann Coreografia: Marius Petipa, riviste da Valery Kovtun Musica: Pyotr I. Ciaikovsky Scenografie: Evgeny Gurenko Ideazione costumi: Elik Melikov Lunedì 28 Gennaio 2013 Danza Neoclassica BALLETTO DI MILANO Soirée Ravel - Bolero Coreografie: Adriana Mortelliti Lighting Design: Jean Paul Carradori Musiche: Maurice Ravel Mercoledì 27 Febbraio 2013 Danza Contemporanea COMPAGNIA EGRIBIANCODANZA Dance, Dance, Dance Coreografia: Raphael Bianco Disegno Luci: Enzo Galia Costumi: Sartoria Artistica Teatrale Musiche: David Hykes, John Cage, John Adams di 20 In giro LUOGHI n.82 La Ramiera di Villa Tordinia un’occasione perduta! N ell’elenco delle opere dell’uomo e della natura da dichiarare patrimonio dell’Umanità Unesco, tra ben note meraviglie come cattedrali, ambienti naturali e altro sparso nel mondo, occupano un posto anche le forme con cui l’uomo esprime il suo talento e il suo ingegno. Nella famosa lista compaiono almeno due insediamenti industriali, uno in provincia di Caserta, l’altro nel bergamasco per l’Italia. Spiccano anche le prodigiose ferrovie delle pendici dell’Himalaya e un complesso di lavorazione dell’acciaio risalente al 1700. È certo un’esagerazione indirizzare il discorso verso l’antico insediamento della “ramiera” di Villa Tordinia di Teramo, però quel tetto crollato, quell’erbaccia che copre tutto, quell’abbandono senza geografia o memoria non fa onore alla città. Il manufatto cadente è un raro esempio di archeologia industriale. È una reminiscenza statica di percorsi umani che motiverebbero senza indugio il recupero di una struttura avulsa dal tessuto urbano ma così radicata nei suoi abitanti e nella memoria collettiva. Ristrutturare l’edificio significherebbe andare oltre il semplice bene culturale. Sarebbe riproporre, magari con una struttura museale, la testimonianza di un’attività lavorativa che, insieme alla fornace Gattarossa, poco distan- Sergio Scacchia [email protected] te e di cui nulla è rimasto, ha dato benessere ai teramani, influendo negli stili di vita, nelle capacità tecniche e imprenditoriali del nostro territorio. Già nel 1997, quando si davano per imminente la realizzazione di un grande parco nel Tordino e il risanamento biologico dell’ecosistema fluviale, si parlava di grandi progetti per il riutilizzo di questa straordinaria testimonianza del passato. Professionisti come Gabriele Pietrinferni, Paolo Assenti e Hector Cavone, concepirono un progetto che avrebbe dato di nuovo senso all’antico opificio, abbandonato sul greto del Tordino, vittima dell’indifferenza e dell’abbandono. Questo bene della collettività sarebbe divenuto una struttura al servizio del nascente Parco Fluviale. Un sito naturalistico che avrebbe raggiunto anche la Piana di Villa Butteri, dove si sarebbe realizzata un’area ricreativa della città. Come tutti ben sapranno, nulla di tutto ciò è accaduto se si eccettui la creazione di un piccolo tratto del sentiero fluviale. La destinazione di questo “Centro del rame” sarebbe stata comprensiva di più attività, una struttura con più offerte di funzioni, tale da inserire il complesso in un circuito virtuoso, turistico e produttivo. Il sito sarebbe diventato scuola, museo, esposizione e produzione di oggetti in rame con vendita, foresteria e ristorante. Tutto questo, solleticando l’interesse di operatori privati che sicuramente avrebbero avuto giovamento sotto il profilo imprenditoriale della gestione di queste attività economiche. La sezione della didattica in particolare avrebbe ospitato le discipline inerenti lo studio dei metalli e del rame come applicazione nel settore dell’edilizia e dell’oggettistica in generale. Addirittura l’ambizioso progetto avrebbe strizzato l’occhio alle scuole pubbliche a livello regionale (e non solo della Regione Abruzzo), favorite anche dai programmi dell’Assessorato alla Formazione Professionale, per far soggiornare gli studenti e far loro apprendere le tecniche della lavorazione artigiana e delle innovazioni nell’uso dei metalli. La produzione, poi, poteva avvalersi di un apposito laboratorio di design per la realizzazione dei prototipi, con uso della grafica computerizzata per un lavoro d’ideazione prima della fase di creazione del manufatto con successiva vendita dei prodotti artigianali. Dato che ormai sta prendendo sempre più piede un turismo adulto, sviluppato tra vecchi campanili e fatiscenti ciminiere, si può ben dire che la ramiera è un’altra occasione perduta per Teramo. n (Foto di Lucio De Marcellis) PRESENTAZIONE DOMANDE DI CONTRIBUTO VENERDI’ 21 DICEMBRE 2012 è il termine unico per la presentazione di tutte le domande di contributo alla FONDAZIONE TERCAS per progetti da realizzarsi o avviarsi nell’anno 2013. Le istanze dovranno pervenire inderogabilmente entro il suddetto termine al seguente indirizzo: Fondazione Tercas, Largo Melatini, 17/23, 64100 Teramo. Non farà fede il timbro di accettazione postale per cui non saranno prese in considerazione domande pervenute oltre il suddetto termine anche se accettate dall’ufficio postale entro la medesima data. Nel caso di consegna manuale, la proposta dovrà pervenire negli uffici della Fondazione Tercas entro le ore 12.00 del giorno venerdì 21 dicembre 2012. Per leggere gli Avvisi, scaricare i Modelli di Domanda e conoscere le Modalità di Presentazione di ogni tipo di richiesta e/o progetto consultare il sito: www.fondazionetercas.it di 22 Sergio Scacchia In giro LUOGHI n.82 Sul Crinale degli Acquaviva... Un percorso turistico da percorrere in bici ma anche in auto! [email protected] Il panorama sul mare e sui piccoli casali sottostanti è fantastico. Il borgo si caratterizza per i suoi murales sulle facciate delle case aventi per tema scene di vita rurale. Una sosta al bar e subito si prende confidenza con gli anziani del posto. L’intraprendente custode del campo sportivo funge da guida turistica spontanea. Fa notare la lapide con i nomi delle vittime delle bombe inglesi che, dalle altitudini di Atri sparavano contro i tedeschi posti a valle dell’abitato. Alcune bombe purtroppo colpirono nove cittadini. Era il 24 marzo 1944. Dall’Area marina protetta del Cerrano al Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga, passando per l’Oasi dei calanchi di Atri e per la Riserva naturale di Castel Cerreto. e ventilato, nonostante il gran caldo. Sotto di Ripartiamo percorrendo la via principale, noi lo stupendo mare dell’oasi del Cerrano. ancora una sosta per le foto nella parte alta Ripani, appassionato di foto, ci regala in que- del paese dove c’è una piana con una minu- sto servizio alcune belle istantanee. scola ma poetica pineta, quindi discesa fino a Il rumore della città, la sua esuberanza finisce riprendere la strada principale SP 28 che sale in questa campagna, dove il silenzio pare ca- nella città ducale di Atri. derti addosso e c’è tutto il tempo da dedicare Chi ha la bici da strada pedalerà qui, chi a se stessi. Il traffico è quasi nullo. possiede una mountain bike potrà percorrere I membri del Coordinamento ciclabili l’ombreggiata stradina brecciosa che s’imboc- er un turista il blu è sempre blu. Per teramane hanno ribattezzato questo percorso ca appena cento metri a destra del bivio. quelli, invece, che cercano di vivere in il Crinale degli Acquaviva, dal nome della Traffico zero. pienezza la propria terra e si prendono potente famiglia che ha governato per molto Siamo ormai su Via di Fonte Canale e scorgia- la briga di guardare il cielo, il mare, tempo i borghi di mezzo Abruzzo teramano, mo ai margini della strada un caratteristico accarezzare con gli occhi il paesaggio, è facile scrivendo innumerevoli pagine di storia. lavatoio con numerosi archi gotici e vasche: scoprire i blu grigi, i blu scuri, le mille tonalità Siamo partiti di buon’ora da Pineto attraverso per i dovuti approfondimenti http://www. di una località indimenticabile. la ciclabile costiera che tocca anche l’Area comune.atri.te.it/index.asp?todo=citty&subto Penso a questo mentre pedalo con l’amico Marina protetta della Torre di Cerrano, puntan- do=fontane Lucio De Marcellis e e il maestro di mountain do verso Mutignano, piccolo paese d’arte a Entriamo nella splendida città d’arte di Atri bike Dario Ripani, su di un crinale panoramico circa sei chilometri. attraverso l’antica porta San Domenico (sec P XVI) e, subito a destra, notiamo l’interessante facciata della chiesa di San Giovanni Battista (sec XIV). Poco più avanti il belvedere, con vista sull’Adriatico e sui Monti Gemelli. Una viuzza ad angolo e siamo catapultati nella bella Piazza Duchi d’Acquaviva con il caratteristico e omonimo palazzo. Qui incontriamo Adriano De Ascentiis, direttore dell’Oasi WWF dei calanchi di Atri che ci accoglie nel centro informazioni per accompagnarci in una breve visita alla vicina oasi, circa un chilometro fuori il paese. Ma ecco una bandiera, attaccata dietro una bici. È quella gialla della Fiab. Tante due ruote colorate al seguito; signore e signori di mezza età. Il meno giovane ha settantatré anni. Il gruppo è costituito da veneziani; ci raccontano che ogni anno pedalano in una zona d’Europa. Questa volta hanno scelto con soddisfazione l’Abruzzo. Pernottano a Roseto e oggi sono arrivati qua, nel borgo storico. Hanno bici tutto sommato Mutignano In vista di Cellino Riprendiamo a pedalare verso il suggestivo vedersi le bocche di uscita dell’acqua e paese di Cellino Attanasio, in grado di gene- le strutture metalliche per il movimento rare un incontro emozionale tra patrimonio rotatorio delle macine. 23 storico-artistico, peculiarità artigianali ed Altra meta interessante è Penna Sant’An- enogastronomiche. drea, il paese del Laccio d’amore. n.82 Fortunatamente gli operai sono al lavoro per Volendo invece proseguire lungo il crinale, ci sistemare l’aspetto delle mura esterne, lato si dirige verso la località Monte Giove dove, sud, dopo i recenti lavori di allargamento diversi anni fa, furono trovati resti archeolo- della piazza soprastante. Pedaliamo nelle vie gici dell’Età del Ferro. interne. Sono molto affascinanti alcuni scorci È possibile effettuare una visita nell’area sui torrioni e sulle mura con merlature. di Riserva naturale di Castel Cerreto e poi Dopo la pausa al bar di nuovo a pedalare. proseguire per Colledoro e scendere a normali, con qualche cambio di velocità. Ep- Ricordiamo che chi vuole percorrere solo un Isola del Gran Sasso. Poco prima di pure sono riusciti a inerpicarsi fino a 450 metri tratto di crinale ogni tanto trova un bivio con Colledoro, si può decidere di visitare Castel circa di quota. Approfittiamo per scattare relativa diramazione che scende sul fondoval- Castagna o, ancor prima, Ronzano per la festosamente delle foto. le del Vomano dal quale far ritorno al punto di visita alla celebre abbazia. È la conferma che, la salita dal mare alla città partenza. I più allenati invece possono addirittura degli Acquaviva, è fattibile da tutti quelli che Cermignano è sede di un antico castello proseguire ancora lungo il crinale che oltre hanno un minimo di allenamento, indipenden- fortificato come gli altri borghi appena visitati. Colledoro s’inerpica per poggi, scendendo a temente dall’età. Panoramico il suo belvedere da dove si può Castelli nel cuore della Valle Siciliana! n Ci rechiamo nel centro dell’Oasi dei calanchi ammirare il bacino del Piomba e una scultura per una breve visita. La vista spazia dall’Adria- commemorativa ai caduti della Patria, opera tico alla Majella e al Gran Sasso. realizzata nel 1922 dallo scultore teramano Una breve pausa per un panino e subito Pasquale Morganti. riprendiamo a pedalare, in lieve saliscendi, sul Da qui si può scendere a Montegualtieri Crinale. Da qui si gode una vista a 360°. per una visita all’omonima torre triangolare e Da queste parti le numerose aziende vitivini- al vecchio mulino di Maiorino Francia, lungo cole offrono interessanti visite turistiche. il Vomano, risalente al 1868. Prodigiose a I calanchi di Atri (Foto Dario Ripani con la collaborazione di Lucio De Marcellis) La tabellonistica della Cicloippovia dei calanchi di Atri di 24 Luca Cialini Parliamo di Musica n.82 Musica Latina [email protected] Nel 2002 la band incide “Beat.it” dove si e percussioni, si passa ai fiati con l’utilizzo scosteranno dal acid-jazz, per abbracciare di trombe, mentre la chitarra o passa in uno stile più rock’ n roll anni ’60 ispirandosi secondo piano, o scompare del tutto. Non a band storiche come i The Small Faces. Nel a caso, la maggior parte delle band e poi 2004 la band incide per la Records Kicks, in seguito delle orchestre di Mambo, esa- “Italian Playboys”, che li porterà in tour per sperano l’uso di percussioni e di fiati. Negli l’Europa e poi negli Stati Uniti. anni ’50 assistiamo ad un grande balzo I ragazzi piacentini insomma, regalano mediatico dove il Mambo vole verso nuovi grande musica e per le loro capacità, sono continenti, soprattutto dopo la fine della apprezzati guerra mondiale. Proprio in questo periodo, all’estero suo- il Mambo si tinge di rosa, di fatti oltre alla nando in grandi danza tipica dove spesso vi ballavano solo eventi come il H donne, si inserisce la voce che inizialmente Bourges Festival vedeva un duo uomo-donna, ma ben presto Francia, L’Euro ei mambo, mambo italiano! La la maggior parte degli artisti del Mambo Ye Ye – Spagna, ricordate? puntarono sulla voce femminile. Nel ballo ma anche come apertura di concerti per Parliamo oggi del Mambo, genere invece venne promossa la figura maschile artisti come Manu Chao, J.Taylor Quartet e musicale latino americano sorto da affiancare alla donna. Tra gli artisti più tanti altri. sul finire degli anni ’30 a Cuba, con origini noti del nuovo Mambo (internazionale) di Sono apparsi in oltre, nella compilation dall’Africa centrale; infatti, mambo significa certo riconosciamo Perez Prado e Xavier dell’etichetta discografica Acid Jazz parlare con gli dei nella lingua kikongo, nella Cugat, quest’ultimo sposato con una donna Records, e nei programmi radiofonici della Repubblica del Kongo. americana che divenne poi cantante della BBC1. Nel 2009 la band presenta due brani La sua nascita avviene per mano di due band; fu il primo caso in cui il Mambo oltre intediti “drummore” e “Fast Girls & Sexy noti musicisti del posto, Orestes e Chaco ad essere uscito dalla madre patria, coinvol- Cars”, brani compresi nel novo album. Lopez, duo chitarristico di Son Cubano, che se “stranieri” nelle bande/orchestre. Attualmente la band gira in tour, portaban- idearono una musica ballabile con alcune In seguito il Mambo non rimase immune diera di una realtà italiana spesso sottova- differenze dal classico Son. dalle influenze esterne, nuove percussioni lutata. Andate su youtube e digitate Link Sostanzialmente il Mambo si differenziava e ritmiche da amalgamare, nuovi stili sia di Quartet… buon ascolto! n dal Son solo a livello di percussioni; congas, fiati che di voce, e negli anni ’60 troviamo bonghi, claves, maracas e la cabasa nello di fatti nuovi artisti conosciuti come Tito specifico, richiedendo così un maggior nu- Puente, Mongo Santamaria, Celia Cruz, MUSICA ve e dal classico gruppo formato da chitarre Mambo Cheo Feliciano, Ray Barretto, Eddie Palmieri, che alla tradizione aggiunsero un pizzico di novità. Parliamo di una Band LINK QUARTET Quando la qualità della musica italiana avvolte rimane nell’ombra. Oggi parlo di questa band niente male di nome Link Quartet di Piacenza. La band nasce nel 1993 da un’idea di Giulio Cardini – chitarra, a seguire mero di musicisti in una banda. Per esaltare troviamo il batterista Riccardo Bergonzi, il suono e renderlo più ballabile, Orestes Renzo Bassi al Basso e Maurizio Girgenti e Lopez aggiunsero ritmiche veloci, simili alle tastiere, in seguito sostituito da Paolo a quelle africane. Anche il ballo fu pratica- Negri specializzato nel suonare il famoso mente parte fondamentale del Mambo, tan- organi Hammond. La band si presenta con to da trasformare una banda in un vero e un buon Acid Jazz italiano, con incursioni proprio corpo musicale – danzante e dando Funky e Fusion all’interno. Il primo album una forma ben precisa al ballo del Mambo. si intitola “Episode One” tramite etichetta Con il passare del tempo, il Mambo si evol- spagnola Animal records, inciso nel 2001. di Mimmo Attanasi SATIRA Rimembranze Il Gattopardo con gli stivali 25 [email protected] n.82 d’ogni santi. Il ticket costa 10 euro in più e la colpa è di Monti. Fai la fila di un anno per la TAC però ti senti già un po’ meglio perché se quelli là dietro al vetro si aspettano che campi ancora dodici mesi, tanto grave non è il tuo state di salute. Porca miseria, te l’avrebbero fatta subito. Col cazzo! Mia madre è morta prima. Fate sempre attenzione alle “promesse illusorie di un computer”. Economia, Orazio, economia! Gli arrosti del banchetto funerario sono serviti a guarnire, ancora caldi, la tavolata di quello nuziale. Ah, Orazio, ti giuro che piuttosto che vivere un tale giorno, avrei voluto confrontarmi in cielo con il più intimo dei miei nemici! <<Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore La sconfitta del drago continueremo a crederci il sale della terra>>.“C’è in alcune comunità un attivismo, una voglia di fare, che sono insiti. La differenza, storicamente, A in Italia, non la fa la quantità di denaro destinato agli aiuti ma la capacità di progettualità di ogni singolo territorio”. quei tempi e ancora oggi, il processo illuministico allarmava e (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/16/terremoto-gabrielli-emiliani- allarma facendo temere alle fasce economicamente più consoli- si-sono-comportati-meglio-degli-aquilani/383799/) date l’imminenza di un riassetto socioculturale. L’angoscia della E noi qui invece è che siamo nati... n perdita del potere. Tancredi nel Gattopardo ha una frase pre- veggente: <<Bisogna che tutto cambi perché tutto resti come prima>>. Conservare il potere nelle mani di chi lo ha sempre avuto, nonostante il cambiamento. E di questo controverso personaggio così ha scritto Tomasi di Lampedusa: <<egli militava nella profittevolissima sfumatura di “estrema sinistra della estrema destra”, trampolino magnifico che doveva poi permettergli acrobazie ammirevoli e ammirate>>. (Il Gattopardo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa) ...ìllàpisse infilato fra l’orecchio e l’asticella degli occhiali, la punta bagnata dalla lingua e giù a strisciare piste di polvere di carbonio. Un’ematite di pensieri scritti, che sono mutati, nel trascorrere di mezzo secolo e spero solo di una piccola parte della mia vita, in una miriade di unità di definizione di uno stato logico. Tanti bit digitati in una rete diven- L’Oggetto del Desiderio All’Ombra della Sfinge L’ di Carmine Goderecci di Oro e Argento amore per l’egittologia emerge dopo la scoperta nel 1922 della tomba di Tutankhamon e provoca una corsa alla ripresa in gioielleria tata strumento di motivi egizi, dai geroglifici, alla indispensabile per rappresentazione dello scarabeo, che chi ha un sacco di diventano motivo ornamentale per domande da fare, pendenti, orecchini, placche per brac- una terapia efficace ciali. Inoltre, sull’onda dell’attrazione per tutti quelli che verso l’antichità provocata da questo hanno tante rispo- ritrovamento archeologico, nel corso ste da dare. Dopo la recente approvazione delle virtuose norme sulla degli anni venti e dei primi anni trenta vengono prodotti spettacoli transitorietà della vita terrena in Abruzzo, il malcostume dei politicanti in cui le protagoniste, ad ogni apparizione sullo schermo appaiono gattopardeschi della mutua tiene sospesi in uno spazio mentale ambi- ricoperte di maestosi gioielli. Cleopatra fra tutte. guo, nel quale chi non è soggetto alla sua subordinazione non sempre L’ambientazione di questi film in pae- capisce. I potenti accostano il popolo formicaio all’inquietante quanto si lontani e poco conosciuti, i costumi prevedibile orco ingannato e sconfitto dal Gatto con gli stivali. E come colorati, i gioielli sfarzosi, determina- accade sempre nelle narrazioni popolari, di nascondere il raccapriccio no nelle donne comuni l’amore per con l’uso dell’ironia, la sconfitta del drago è assicurata con un lieto fine l’esotico che trova la sua massima inatteso dalle caste effimere e irresponsabili della propria vulnerabilità espressione nei gioielli colorati in intellettuale. stile decò importati dalla Francia a Fatti i conti, tutto costa di più. Piove, la colpa è del Governo. Paravento cominciare dal 1925, creati anche da gioiellieri americani, conquistati anch’essi dal fascino dell’esotico. n di 26 cine-festival CINEMA n.82 Aspettando non Godo(t) L’ultimo Balabanov, da Venezia-Orizzonti Leonardo Persia [email protected] contro quattro, uno che ne stende quattro: eroe killer. Una specie di improbabile Fuga da San Pietroburgo post-sovietica, precipitata, con lo stacco di montaggio successivo, in un TG a tutto campo, poi nella serie assortita di immagini vuote determinata dallo zapping. L’allargamento del campo, fino alla localizzazione del bar dove si ridimensiona il televisore acceso, con il gestore che cambia i canali, ci riporta alla realtà, ma si fa per dire. Siamo nel deserto catodico/ caotico, de-localizzato, de-realizzato, del nuovo medioevo post-postmoderno. Il tono del film ne mima la frammentazione: saltellante, composito, sconnesso, mix di generi e registri, eppur sempre uguale. Che il bandito della sparatoria sia vero o fiction poco importa. Non esiste più distinzione tra il vero e il falso. I nomi dei protagonisti hanno lo stesso nome (e a volte persino il mestiere) degli attori (non professionisti). In una sauna, Sanja (il solito Aleksandr Mosin), il killer, per niente S pentito, propone il viaggio purificatore Lo fanno adesso quattro derelitti di San be the place. Davanti a un’icona, in chiesa, Pietroburgo, che con una donna diventa- recita le preghiere della Torre di Thomas no cinque, lungo una strada orizzontale Moore, rimando alla torre miracolosa del che non diventerà mai verticale, alla posto da raggiungere. Sembra che ognuno faccia di Michail Bachtin e del cammino ambisca a liberarsi del proprio ruolo, trascendente del suo eroe. Siamo sulla assumendone uno contrario. Oppure la distesa sconfinata del nulla del dopo- propria identità è così evanescente da dopo comunismo. Anche questa è una poter tranquillamente convivere con l’al- carcassa di storia giunta al capolinea della tra opposta. Il bandito edonista diventa il Storia. Ja tože chocu (Me Too) si rivela francescano promotore del pellegrinaggio, una nuova Fine di San Pietroburgo che il cantante pare aver perso il dono della postula, immagina, sogna senza colpo voce o perlomeno si rivela laconico. ferire. L’apologo acre di ogni Primavera Vale pure per il personaggio a seguire: contemporanea sfociante nell’Inverno l’eslege ubriacone sregolato Matvei (Jurij (persino nucleare). Senza alcun concreto Matveev), internato in una clinica da cui attacco al Palazzo d’Inverno. l’amico Sanja lo preleva stendendo a terra Dopo l’errore, c’è la riparazione. Compiu- gli infermieri. Dimostra un insospettabile to il delitto, sorge la fantasticheria (e la attaccamento alla famiglia, esigendo che religione). La Zona, o Interzona, è il luogo a viaggiare con loro, nella Land Cruiser mi(s)tico dove salvarsi, un sistema di nera, ci sia pure il padre, vecchio militare, a Oleg (Oleg Garkusha), un chitarrista e GODot non arriva, bisogna cer- (anche nella vita, il leader degli Auktyon) carlo. Lo facevano Freak e Jajà di introdotto nei titoli di testa, depresso buf- Beket (Davide Manuli, 2008), nella fo in cerca di salvezza al di fuori del rock. I desolazione del dopo-dopostoria. suoi occhi sono spenti, eppure there must significazione ultraterreno, da Tarkovskij silenzioso e pacifico (altro contrappasso). a Zeldovich, a Cronenberg (da Burroughs). L’isola della felicità di Invece Alisa, o Lyuba (Alisa Sitikova), reclutata sulla strada (poco Balabanov, dove i quattro intendono recarsi, è una località devastata kerouachiana), è una dottoressa in filosofia diventata prostituta per dalla radioattività, perennemente innevata e disseminata di cadaveri, aiutare la madre malata. Tradirà ulteriormente il proprio destino, una specie di doppio di Chernobyl e di un’imminente (neo) pere- offrendo il suo corpo nudo alla neve, atto di espiazione e sacrificio. strojka. Una leggenda riferita da un pope defunto vuole che in loco Ma il verticale alto, ammesso che sia tale, è subito dislocato in un possa esserci il traghettamento a caso verso una radicale alterità di verticale basso. Dal giù al più giù, fino alla sparizione fisica o a quella beatitudine. Per alcuni, non per chiunque: una specie di provvidenza diegetica. L’assoluto dei pellegrini in Suv diventa la cancellazione degradata a gratta e vinci. Ricorda quasi la campanelliana Città del totale, i cinque sono Stalker del niente. Il viaggio è contornato di Sole, senza sole, vista dal galeotto alcolizzato di Cargo 200 (2007). stasi morale, fonemi e musica a palla, più sorsi abbondanti di vodka. La materializzazione di uno sproloquio alla portata di tutti, vetrina di Anche perché «l’alcool abbassa il livello radiazioni nel sangue»: una un atarassico ottimismo democratico. delle tante scemenze da qualcuno sentenziate impassibilmente, e Il post-atomico morale viene rivelato prima ancora dei titoli, con una da qualcun altro ascoltate con altrettanta impassibilità. I dialoghi del sparatoria western all’interno di uno spazio urbano periferico. Uno film sono la conseguenza della fine del senso e del senso della vita. Si può dire che lo spettro dei vecchi valori causale tra i mass media e la vita media umani(stici) permane, parafrasando Beckett, rappresentata. Esistenza monotona, seriale, come gelida (e stralunata) parola senza continuamente scissa. Piena di informazio- 27 atto. O atto meccanico, privo di significato. ni, senza nessuna informazione. Pur nella La realtà odierna è per niente distante dal paradossale ricerca di una via d’uscita, n.82 grottesco di questa vicenda, dove ogni pur nella tipologia variegata dei caratteri azione diventa una stasi, la rivoluzione una presentati. Quell’ «anch’io» del titolo controriforma. Non esiste attraversamento, diventa l’intercalare che non attesta alcun sono aboliti i riti di passaggio. Nonostante desiderio, denunciando piuttosto la volontà l’azione, il movimento, l’espiazione, appare compulsiva di stringersi attorno al gruppo. tutto e sempre uguale, piatto e liscio. A Una passività della coscienza, un falso mo- meno che la predestinazione della grazia vimento ascendente. Godot, è chiaro, non non sia proprio una spoliazione di tutte arriva neanche stavolta. n le cose, l’annullamento nella morte, alter comunismo. L’auspicio di Matveev dinanzi al fuoco: l’anno zero di una nuova era glaciale. sense della rappresentazione combacia Il film è allora caratterizzato dal continuo con l’entropia del non-sense rappresentato. raffreddamento, neutralizzante, di situa- Sembra un Bulgakov disseccato, furibondo zioni romanzesche, ridotte a silhouette ma stanco, dal racconto «telefonato»: un drammaturgiche (la miseria, la malattia…) accumulo di dati arido, privo di progresso, e caratteriali (il bandito, il cantante…). Si replica del mondo globalizzato. rivela lo scheletro di situazioni narrative A conferma della coabitazione tra fiction e altrimenti più tonde e avvincenti. Il vero realtà (e concreta realtà, ahimé, della fic- plot sono i disjecta universali, la fine delle tion), a un certo punto il figlio di Balabanov grandi narrazioni, il testo per nulla. Non entra in scena come anchor-boy televisi- gira a vuoto (come spettatori e critici hanno vo, una specie di veggente decorativo e lamentato riguardo, per esempio, alla parte anonimo. Il regista stesso appare invece in auto, dove in sostanza non accade niente as himself nel prefinale, filmaker in cerca e il tempo risulta eccessivamente dilatato): anch’egli della felicità, prima che la morte incarna espressamente il vuoto. Il non- lo colga. Esiste, evidentemente, un nesso 28 Pallamano n.82 SPORT I Campionati, Maschile e Femminile e... la Nuova Federazione dalla Redazione [email protected] un team che potesse difendere con un minimo di decoro il titolo appena conquistato. Senza contare la negativa ricaduta d’immagine sulla città. Una crisi che ha portato l’H.C. Teramo 2002 vicinissima all’abbandono dell’attività agonistica e che si è ripercossa chiaramente ed in maniera pesante sul rendimento della squadra nelle prime uscite stagionali. Alla sconfitta nella prima gara di supercoppa contro l’eterna antagonista Salerno hanno fatto seguito le sconfitte nelle prime gare di campionato. Senza contare che la pioggia non è mancata sul bagnato. La sfortuna infatti, sotto forma di infortuni, ha colpito anche la squadra che ha dovuto fare a meno di diverse atlete, in particolare di Daniela Palarie capocannoniere negli ultimi campionati e del capitano Elena Krese. Infortuni che hanno fortemente condizionato il cammino fin qui percorso. Nel frattempo la società, approfittando della sosta del campionato, sembra si stia ricompattando con il contributo del general manager Canzio, di Egidio Romano e dell’instancabile allenatore Serafino Labrecciosa i quali nei limiti delle scarse possibilità economiche cercheranno di rafforzare il parco giocatrici. Per quanto concerne invece la società maschile, la Teknoelettronica Teramo, I dopo le due vittorie iniziali, sono giunte due preventivabili sconfitte contro del presidente Domenico Carnevale si aprisse un futuro roseo e pieno di nostra notazione sulle recenti elezioni che hanno rinnovato la Presidenza successi, certificato al Palasannicolò dalla massiccia presenza delle istitu- e l’Organico della Federazione di Pallamano, Federazione che dopo l’ormai zioni e di un foltissimo pubblico di circa 2000 spettatori. lontana scomparsa di Concetto Lo Bello ha vissuto un lungo periodo di Quando poi, nel mese di settembre, la Società si presentava agli sportivi stasi che si accompagnato a quello generale di questo sport a livello eu- teramani nella splendida cornice di Piazza Martiri della Libertà dando di sé ropeo. La candidatura di Pierluigi Montauti, patron della Coppa Interamnia l’immagine di una rinnovata e più ambiziosa organizzazione societaria, con supportata da quanti volevano un radicale e profondo cambiamento nella l’inserimento nel proprio organico di nuove figure dirigenziali quali l’addet- conduzione, nulla ha potuto contro lo strapotere dell’uscente e riconfer- to al marketing, alla comunicazione ed altre ancora, nulla faceva presagire mato avvocato Purromuto. Ora c’è in atto una contestazione del risultato che di lì a poco si sarebbe entrati in una fase di crisi profondissima che da parte della parte soccombente, con ricorsi presentati all’autorità ha portato in brevissimo tempo la società teramana a dover rinunciare competente ventilando ipotesi di brogli. Ma queste polemiche non fanno prima alle Coppe europee e poi all’apporto di diverse atlete che erano certamente bene alla pallamano che dopo aver vissuto un ormai lontano state protagoniste di primissimo piano nella stupenda cavalcata che aveva decennio di forte crescita sembra si sia ripiegato su se stesso. Mancano portato alla conquista del primo scudetto tricolore della storia sportiva infatti impianti sportivi e società forti che riescano ad attrarre su questo teramana. A tutto ciò seguiva il disgregamento della società, con le dimis- sport l’attenzione dei media e di conseguenza di capitali che riescano a far sioni a catena dei nuovi dirigenti e le ovvie difficoltà per l’assemblaggio di fare al movimento della pallamano l’ulteriore salto di qualità. n le più accreditate squadre per la vittoria finale nel Girone e del Campio- l 19 maggio scorso, il fischio finale dell’incontro da parte dei direttori di nato. Quindi riscatto in casa con il Noci e successiva sconfitta a Gaeta. gara, sanciva la conquista dello scudetto nel Campionato di Pallamano Comunque un discreto cammino per la giovanissima squadra teramana femminile da parte del dell’H.C. Teramo 2002. In un tourbillon di emo- che lotta per centrare l’obiettivo Play Off, obiettivo che così come stanno zioni, di entusiasmo sfrenato, sembrava che per la società teramana le cose rappresenterebbe un bel successo. Infine non può mancare una di ECONOMIA Coldiretti informa Raffaello Betti Olio d’oliva “Made in Teramo” Produzione in crescita e di qualità, ma occhio alle contraffazioni Direttore Coldiretti Teramo 29 n.82 te da alte temperature, bassa umidità e assenza di pioggia ha infatti scongiurato l’attacco di questo insetto la cui larva è una minatrice della drupa dell’olivo. La produzione olivicola è solidamente presente nel teramano da tempi antichissimi ed è oggi una realtà economica di tutto rispetto: «è per questa ragione che, a difesa di questa eccellenza, la Coldiretti si sta impegnando con insistenza nella difesa dei consumatori dalle numerose contraffazioni dell’olio extravergine di oliva – ha spiegato Flaviano Di Giovanpietro, agronomo e dirigente della Coldiretti provinciale e Presidente dell’Aprol di Colonnella – e stiamo in proposito avviando una campagna informativa sull’avvio Q dei controlli per denunciare quei prodotti che non rispettano i requisiti fino a novembre il processo di raccolta delle olive e della produzione di processo produttivo discutibile che non tiene conto delle norme, della olio e, secondo le stime dell’Aprol, Cooperativa di produttori olivicoli, la rigorosità nella selezione delle olive e di un’attenta molitura. L’Aprol campagna olivicola locale si prospetta particolarmente positiva. Il clima Abruzzo, fondata nel 1978 come associazione di produttori di olive, nel degli ultimi mesi ha infatti favorito la crescita delle olive che non sono 2005 è diventata una cooperativa agricola e si impegna nella diffusio- state compromesse dall’attacco della mosca olearia e non hanno subito ne delle conoscenze scientifiche e tecniche sull’olivicoltura ai fini del attacchi fitosanitari forti. Il susseguirsi di giornate estive caratterizza- miglioramento della qualità della produzione di olive e di olio. n previsti dalla legge. Basti sapere che alcuni sistemi di lavorazione uest’anno la produzione di olio nel teramano sarà di buon livello comportano un innalzamento degli achil esteri, sostanze impercettibili qualitativo e, in termini quantitativi, in controtendenza rispetto a al palato, ma indici di scarsa qualità e di assenza di proprietà e benefici una media nazionale che fa stimare una flessione di circa il 10% che invece contraddistinguono gli oli extravergini autentici». Lo stesso rispetto allo scorso anno. Inizia infatti questo mese, per protrarsi prezzo dei “falsi” oli notevolmente più basso, è un indicatore di un di 30 Antonio Parnanzone Calcio SPORT n.82 Il Teramo lavora per una crescita sana L’ [email protected] Ne consegue che tutto è più complesso e d’Accio ad incitare il diavolo. Alla sicurezza disciplinato per garantire atleti e orga- negli stadi non si può rinunciare perché nizzazione del campionato. In tempi di non si può pregiudicare la tranquillità di ristrettezze economiche l’occhio al bilancio chi cerca nella partita di calcio il piacere è opportuno e indispensabile, e così anche per un gioco amato che spesso va oltre la il Teramo ha ritenuto che qualche giovane sua peculiarità. Negli ultimi tempi sembra in più potesse essere una buona politica da avviata una inversione di tendenza che nel seguire per integrare i fondi necessari per tempo dovrebbe portare alla eliminazione la gestione attraverso i contributi federali. delle barriere dagli stadi. Molte società, infatti, si sono orientate Accelerare, con le dovute cautele, il pro- opportunamente in tal senso. Il Teramo, cesso in atto potrebbe incoraggiare chi al costruito con giocatori giovani e con altri momento trova la tale motivazione per non più esperti, ha dimostrato di esserci, magari recarsi allo stadio. senza imporsi alla maniera della passata La squadra merita veramente pochi stagione, cogliendo buone prestazioni ed spettatori? Dipende dai punti di vista. Se altre un po’ meno. non sovrasta gli avversari con prolungato Nel calcio la matematica vale poco e niente è scontato. Non strafare e cercare nel buon lavoro un obiettivo a portata di mano, anche se non di altissimo profilo, è una politica giusta per l’immediato. Belle prestazioni, specie fuori casa, altre meno convincenti per di più davanti al proprio pubblico, è il primo bilancio di impatto con il professionismo è un‘annata che dovrebbe assicurare tranquil- stato soft e in crescendo. D’altra parte non si poteva pretendere di entrare a far parte di una categoria dove “professionismo” è sinonimo di regole più severe da rispettare e dove l’attività di chi la esercita è un lavoro e non più un diletto in parte lasciato al tempo libero. lità, senza rinunciare a sorprese che strada possesso palla, nemmeno subisce l’azione facendo potrebbero anche maturare. allo stesso modo. Chi dice che manca qualche pedina impor- Dietro sembra essere ben coperta e le tante nel reparto avanzato, chi ritiene che poche reti subite dimostra che c’è poco è questione di tempo per vedere all’opera spazio per gli avanti avversari. un’ottima squadra, altri più parsimoniosi Il centrocampo non è tanto inferiore a quelli plaudono alla politica giovane scelta dalla di altre squadre che al momento sembrano società. Il dibattito sembra creare interesse, più quotate per effetto della miglior posizio- purtroppo fuori dallo stadio, perché dentro ne in graduatoria o per le credenziali iniziali. sono pochi ad entrarci. Poco pubbli- Le critiche maggiori le raccoglie il reparto co, meno della passata stagione, meno avanzato, vuoi per le scelte tattiche di Cap- abbonati e meno paganti. Vuol dire meno pellacci di giocare con una sola punta, vuoi interesse? Probabilmente no. per l’assenza prolungata di Bucchi, vera Il momento di difficoltà che l’intera nazione punta di diamante del reparto. attraversa ha il suo peso e se poi ci si Se qualche aggiustamento potrebbe essere mettono anche le ferree norme di sicurezza necessario o opportuno per una migliore per l’accesso agli stadi, ne scaturisce un efficienza, aspettare ancora un po’ potreb- mix poco favorevole per convincere i tifosi be essere anche una soluzione per capire il a recarsi nel nuovo comunale di Piano vero valore della squadra. n