n. 82
Novembre 2012
mensile di informazione in distribuzione gratuita
IL PREMIO
TERAMO
È TORNATO
PAOLO
DI SABATINO
pag. 4
NUOVA STAGIONE,
NUOVA DANZA
ITALIANA
pag. 18
CINEMA
pag. 26
SOMMARIO
n. 82
3 Prati di Tivo
4 Il Premio Teramo è tornato
6 L’Amaro di Cyrano
8 Teramo Culturale - Mariella Converti
9 Il Commercio non ha età
10 Paolo Di Sabatino
11 Chiodi sulla scia di Berlusconi?
12 Grandi Rischi, Gran Varietà
13 Note Linguistiche
14 Abusivo chi legge
16 Varrassi, ecce manager
18 Teramo Culturale - Stagione di Danza
20 La Ramiera
22 In Giro
24Musica
25 Il Gattopardo con gli Stivali
26Cinema
28Pallamano
29 Coldiretti informa
30Calcio
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Direttore Responsabile: Biagio Trimarelli
Redattore Capo: Maurizio Di Biagio
Hanno collaborato: Mimmo Attanasii, Raffaello Betti,
Luca Cialini, Maurizio Di Biagio, Maria Gabriella Di Flaviano,
Carmine Goderecci, Silvio Paolini Merlo,
Antonio Parnanzone, Sirio Pomante, Leonardo Persia,
Sergio Scacchia
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di chi scrive e non impegnano in alcun modo né la Redazione
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L’Editoriale
Prati
di Tivo
L
a recente vicenda dei Prati di Tivo ci
ha fatto comprendere, se ce ne fosse
stato bisogno, del reiterato nanismo
imprenditoriale della nostra industria
turistica, tanto decantata ma, all’atto pratico,
carente sotto molti punti di vista. Sul banco
degli imputati lo strabismo dei nostri operatori
e dei rappresentanti politici del posto, dei
sindaci dalle fasce tricolori obnubilati da
rancori non sempre da riconducibili a
malumori politici. In questi anni sono fioccate
sanzioni amministrative nei confronti degli
impianti di risalita, quelli che ora saranno
gestiti dalla Sangritana a saldo zero, forse per
un mal di pancia, per uno sguardo di brutto,
in una sorta di avvitamento economico del
tipo muoia Sansone con tutti i Filistei, quando
invece ci giunge in redazione un depliant
della stazione sciistica La Thuile (un migliaio
di Km. circa da noi), piena zeppa di occasioni
e opportunità da far impallidire ancor di più
la nostra beata e peones inanità sul campo.
Premettendo che è opportuno fare tutti i
distinguo del caso con un posto di eccezionale
vitalità e neve, collocata nell’arco alpino, dove
anche una semplice baita di rimessaggio
macina moneta, comunque scorrere le
dalla
Redazione
offerte de La Thuile rende sempre più ridicoli
i nostri operatori con le loro offerte e beghe.
Chiaramente non mettiamo in conto i 160
km di piste del sito valdostano, ma partiamo
invece dall’area snowkite e snowpark,
dal piacere dello snow board e da tanta
poudreuse per i freerider, dal pacchetto “Sci
Senza Confini” con gli albergatori e i ristoratori
che offrono 7 notti in hotel a mezza pensione
con 6 giorni di ski pass compresi. Proseguiamo
con la località riservata ai piccoli amici a
contatto con la natura e gli animali, con lo
sleddog, ma anche con attività ricreative
organizzate dal Bosco Incantato; il piacere dei
primi passi sugli sci nel Fantaski, attrezzato
parco giochi sulla neve e il puro divertimento
con lo snowtubing. Poi ancora: momenti
wellness da vivere nei centri benessere che si
trovano in paese, percorsi eno-gastronomici;
poi il grande igloo tecnologico Jagerdome
che durante il giorno offrirà a tutti il piacere di
condividere tante attività di intrattenimento
sulla neve, mentre la sera cambierà pelle per
diventare un locale après-ski, con bar, musica,
esibizioni dal vivo di DJ famosi a grandi livellui
e giochi di luci per creare la giusta atmosfera.
Poco tempo fa abbiamo parlato con il
presidente della Sangritana Di Nardo, uno che
ci crede ai Prati di Tivo: il suo sogno era quello
di aprire altre due piste ma sono in molti a non
farglielo fare. Detto tutto.
Ps.: loro esistono con le mail e le offerte: noi
oltre agli spot su qualche emittente locale
(boh!), cosa facciamo per far sapere che ci
siamo pure noi? n
3
di
4
L’evento dell’anno
CULTURA
n.82
Il Premio
Teramo
è tornato
Il 10 novembre si è tenuta la cerimonia
di premiazione della XLII edizione.
Una Sala San Carlo stracolma ha applaudito
le vincitrici Arianna Curci, Francesca Diano,
Patrizia Lombardi e Carola Susani.
Sirio
Pomante
[email protected]
delle prospettive future.
Si è appena conclusa la XLII edizione del Premio Teramo. La
cerimonia si è svolta il 10 novembre, a un anno esatto dalla
sua nomina a Segretario. Che cosa ha fatto in questi dodici
mesi per rimettere in pista il Premio?
«Abbiamo compiuto un’operazione di ristrutturazione generale. Il
Premio ha la caratteristica di essere un organismo interno all’Amministrazione Comunale e questo ha reso necessari alcuni interventi che
non era possibile rinviare. Il primo è stato l’approvazione dei “Criteri di
regolamentazione”, un impianto regolamentare ufficiale che fissasse
il funzionamento del Premio Teramo. Prima dell’approvazione dei
“Criteri”, il Premio non disponeva di uno strumento che ne disciplinasse il funzionamento e i bandi delle varie edizioni: questa lacuna è
stata colmata. Adesso è come se il Premio avesse un piano regolatore.
Un’altra lacuna colmata è quella della sede, che abbiamo trovato a
Casa Urbani. Gianni Tarli ci ha donato un nuovo logo, che abbiamo registrato secondo le norme di legge, con ciò sistemando un altro aspetto
sinora lasciato da parte. A Tarli va un forte ringraziamento anche per la
realizzazione dei Premi consegnati alle vincitrici dell’edizione appena
conclusa: Arianna Curci, Francesca Diano, Patrizia Lombardi e Carola
Susani».
La sua Segreteria si è distinta per un certo rigore “montiano”,
quanto a contenimento delle spese…
«La XLII edizione del Premio Teramo è costata grosso modo la metà
dell’edizione precedente, che risale al giugno del 2010. Ma più che
tagli, abbiamo ottimizzato le spese. Questo ci ha permesso di fare le
A
stesse cose con costi assai ridotti».
del Museo Archeologico la cerimonia conclusiva della XLII edizione. In
quello dei giurati. Adesso sono tutti sullo stesso piano. Naturalmente
questa intervista, Gambacorta racconta dodici mesi di lavoro e parla
è stato ridotto anche il compenso del Segretario. Un grande suppor-
Nel concreto dove siete intervenuti?
colloquio con Simone Gambacorta, Segretario del Premio
«Prima di tutto abbiamo ridotto i compensi dei componenti della
Teramo. Giornalista e critico letterario, classe 1978, Gambacorta
Giuria. Ma oltre a ridurre i compensi, abbiamo ridotto anche il numero
è stato incaricato di guidare il Premio il 10 novembre 2011 e,
dei giurati: da nove a sette. In più, a differenza di quanto avveniva in
a distanza di un anno esatto, si è tenuta nella Sala San Carlo
passato, il compenso del Presidente della Giuria è stato equiparato a
La platea della Sala San Carlo
Da sinistra, il Segretario del
Premio Teramo Simone Gambacorta,
le vicnitrici Carola Susani, Arianna Curci,
Francesca Diano e Patrizia Lombardi,
il Sindaco di Teramo Maurizio Brucchi,
la Presidente di Giuria Raffaella Morselli
Paolo Giuseppe Oreglia. Luigiaurelio Pomante
5
ha condotto con la consueta professionalità
n.82
conti sotto l’impeccabile regia di Silvio Araclio
e con l’accompagnamento al violino del M°
la serata. È per questo che ho avuto modo di
accorgermi di una cosa».
Di cosa?
«Che al Premio Teramo vogliono bene in tanti. Stiamo parlando di una realtà che realizzò
la sua prima edizione nel 1959. Il Premio è
parte della storia culturale della nostra città
ed è un punto di riferimento per quanto
riguarda il racconto nel panorama della
narrativa italiana. Il fatto che i partecipanti e
la cittadinanza rispondano concretamente, è
indicativo circa il senso e la “necessità” del
Premio. Guardi che l’Italia è zeppa di premi,
ma pochi possono vantare “titoli” come il
Teramo. C’è anche da dire che la natura
istituzionale del Premio Teramo, il suo essere
“parte” del Comune, è qualcosa di estremamente significativo sia a livello simbolico che
La platea della Sala San Carlo vista dall’alto
to lo abbiamo ricevuto dagli sponsor che
pubblico alla cerimonia di premiazione è
hanno sostenuto le tre sezioni: i club Lions,
stata una risposta molto al di sopra delle
Panathlon e Rotary per il “Premio Teramo”;
aspettative. La Sala San Carlo era stracolma,
la Banca di Teramo per il Premio “Mario
c’era gente in piedi, molti, purtroppo, non
Pomilio”, riservato a uno scrittore abruzzese;
sono riusciti a entrare. I libri con i racconti,
il Gruppo Giovani Imprenditori Edili Ance, il
che abbiamo pubblicato nonostante il con-
Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria
tenimento delle spese, sono andati a ruba.
e l’Unione Giovani Dottori Commercialisti
Tengo a ricordare che il libro è stato dedicato
ed Esperti Contabili per il Premio “Giaco-
alla memoria di Rocco Porreca, grande e
mo Debendetti”, riservato a uno scrittore
indimenticabile persona».
giovane. La Camera di Commercio ha invece
Ricordava che il Premio è un organismo
sponsorizzato il Premio Teramo Speciale. Un
interno al Comune. Che supporto ha ri-
contributo decisivo lo abbiamo ricevuto dalla
cevuto dall’Amministrazione cittadina?
Fondazione Tercas. L’intervento di questi
«E’ vero, è un organismo interno al Comune
interlocutori ha permesso di ottenere un
e tutte le attività che lo riguardano passano
doppio risultato: dimezzare le spese e vedere
attraverso gli uffici competenti. Per parte
coinvolti nel Premio Teramo importanti attori
mia, ho ricevuto un supporto che non esito
della nostra realtà. A ciascuno degli sponsor
a definire eccezionale. Il Sindaco Brucchi ha
va il nostro ringraziamento».
seguito tappa dopo tappa ogni operazione
Questi interventi hanno ridotto la visi-
lavorando gomito a gomito col Direttore
bilità del Premio?
Generale del Comune, Furio Cugnini, e col
«Direi di no. Per esempio, le spese per la co-
Dirigente del Settore Cultura, Fulvio Cupaiolo.
municazione le abbiamo contenute, ma non
Altrettanto importanti sono stati il Presidente
le abbiamo trascurate. Il discorso è sempre lo
della Commissione Cultura, Marco Tancredi,
stesso: abbiamo ottimizzato. Grazie al web e
l’Assessore agli eventi, Guido Campana, e
a Facebook, abbiamo attivato un passaparola
la Segreteria del Sindaco, a cominciare da
mediatico che ha portato a un aumento dei
Vinicio Ciarroni. Lo stesso Rocco Porreca
concorrenti rispetto all’edizione passata:
è stato vicinissimo al Premio. Definirei poi
397 contro 370. Il dato segna l’interruzione
impareggiabile l’impegno dei funzionari e dei
di quel trend di calo che si stava registrando.
dipendenti del Settore Cultura. Vorrei anche
Per il futuro dovremo cercare di tornare ai
ringraziare gli attori Eugenia Rofi, Piergiusep-
grandi numeri che il Premio in passato ha
pe Di Tanno e Bartolomeo Giusti, che nella
toccato. Devo anche dire che l’affluenza di
cerimonia di premiazione hanno letto i rac-
a livello fattuale: è la “certificazione” della
vocazione culturale di Teramo. La cultura
di una città va avanti anche grazie a quelle
che a me piace chiamare “infrastrutture”:
biblioteche, università, premi, musei. Queste
“infrastrutture” sono importanti come una
strada o un ponte: solo che invece che merci,
fanno transitare idee, favoriscono confronti,
creano scambio. Di solito si pensa alla cultura
come a qualcosa di astratto, ma basta farsi
due conti, dati alla mano, per scoprirne le
potenzialità in termini economici. Per dire: in
Gran Bretagna il Pil della cultura sfiora il 4%
di quello complessivo».
Per concludere, possiamo parlare di
rinascita del Premio Teramo?
«Non esageriamo. Rinascita è una parola
grossa. Le parole grosse richiedono conferme. Meglio parlare di ripartenza. Il Premio
Teramo è vivo, e questo per ora conta». n
di
6
Prenotazione a babbo morto
SATIRA
n.82
L’amaro
di Cyrano
contro il logorio della vita moderna
Mimmo
Attanasi
[email protected]
e basso adriatico. Viste le manifeste, superiori condizioni di vita in
Abruzzo, il tempo si è voluto adeguare alla “meritocrazia”, ridondante cavallo di battaglia del governatore Chiodi.
http://www.iltempo.it/abruzzo/2012/10/11/1368612-chiodi_nella_rosa_candidati_premier.shtml
In questi tre anni sono stati eliminati i vitalizi dei consiglieri regionali
dopo avere ridotto le indennità, cancellato circa 250 poltrone di enti
e agenzie regionali, tagliato i compensi ai componenti dei consigli di
amministrazione, ridotto il numero dei dipendenti regionali, assorbito
le Agenzie regionali e ridotto i Consorzi fidi eliminato le Comunità
montane al livello del mare.
http://www.regione.abruzzo.it/xStampa/index.asp?modello=UltimaA
gStampa&servizio=xList&template=default&msv=menuUlNot2
M
Una locuzione con 3 ridurre, 2 eliminare, 1 cancellare, 1 tagliare, 1
cartella, che la letteratura volgare racconta come atto ultimo prima
goduta tutta, la prostata. Quante pisciate sui muri a disegnare
della fine di ogni vita terrena, potrebbe essere tanto un atto dovuto
arabeschi con gli amici dopo una sbronza. Fare concorrenza ai cani
in un normale addestramento ambientale giusto così per farti capire
senza il bisogno di alzare la gamba o di annusare prima. Il fiuto mi
assorbire su 57 lemmi. In tre anni e con questi verbi, addirittura una
i giunge notizia che Jasesbarde, il factotum di Jasechrist, si
“scimmia bene addestrata”, che gli manca solo la parola, l’Abruzzo lo
stia attivando per evadere una pratica sanitaria che riguar-
portava a livelli socio economici pari, se non superiori, a quelli degli
derebbe la mia permanenza su questa valle abruzzese di
scandinavi. Senza spulciarsi e battendosi le mani da sola nei comizi.
lacrime e sangue. La concretizzabile uscita della fatidica
Comunque vada, sarà un successo. La mia ecografia. Me la sono
come vanno le cose lassù nell’alto dei
serve adesso. Nel mezzo del cammino della mia vita mi faccio due
cieli, quanto l’assolutezza dell’Altissimo in
conti. Vivo e sopravvivo e poi cerco
prima Persona nell’esigere uno specifico
di tornare a vivere invece di correre
fascicolo. E se non Gli va di fulminarti con
dietro al destino.
una saetta manifestandosi in tutta la Sua
A testa alta. Senza arrossire. In tanti
grandezza ti spedisce subdolamente in
abbassano lo sguardo quando incro-
un Centro Unico di Prenotazione della
ciano il mio. Politici che mi hanno tolto
ASL.
il saluto e che prima scendevano in
Sotto consiglio del mio medico, a metà
pigiama sotto casa a comprare il latte
ottobre 2012 vado a fare capoccetta
fresco nella mia bottega. Glielo servivo
in uno sportello del CUP di Teramo.
con il sorriso.
Esibisco con mano tremante l’impegna-
E chissenefrega! Presidenti compagni di
tiva per un’ecografia al basso ventre. Il
scuola di mia moglie che guardano alto
solerte impiegato mi propone veloce-
quando hanno la sfortuna di incocciarmi.
mente la data della prima disponibilità
E c’è pure chi mi evita perché è venuto
aziendale a 40 km di distanza per poi appuntarmi che la prostata,
a conoscenza che mi sono messo contro
quella mia, sarà ultra risuonata a fine febbraio 2013. Salvo comprova-
una società mista sospettata da uomini delle istituzioni di essere
ta e documentabile certificazione della esistenza in vita.
stata un serbatoio di voti di scambio, una scatola di clientelismo, un
Vorrei chiedergli al tizio di là dal vetro il costo degli accertamenti, ma
meccanismo per il riciclaggio di denaro sporco. Così ha osservato
poi un lampo scuro mi attraversa i pensieri, una smorfia sulle labbra
William Doyle sui duelli tra Romney e Obama:
mi fa desistere dal mio intento. Se tre mesi sono tanti da passare
<<Le conversazioni ufficiali tanto quanto quelle private diventano
per Rosanna Fratello, che pubblicamente in una sua celebre canzone
immediatamente una faccenda di interesse pubblico: quando uno è
ha smentito seccamente di essere una santa, figuriamoci per me
il presidente e parla, deve sapere che ogni singola sillaba può tornare
che palle aspettare tutto quel tempo con una ghiandola grande
a morderlo. Altrimenti è stupido>> (FQ, del 1 settembre 2012)
come un pallonetto di salsicce sotto strutto stretta fra le gambe.
Con la prostata o senza, venite pure avanti poeti sgangherati, inutili
Cerco conforto. Lo trovo a Porta a Porta, non quella della spazzatura
cantanti di giorni sciagurati, buffoni che campate di versi senza
ma su Raiuno, da Bruno Vespa. Il Presidente della regione Abruzzo,
forza avrete soldi e gloria ma non avete scorza; godetevi il successo,
pronto forse anche per il premierato e che non dispiace al Cavaliere
godete finché dura ché il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
di Arcore, ha messo in risalto la virtuosità della regione Abruzzo da
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l’ignoranza
tempo presa a modello e messa a giro per l’Italia attraverso uno
dei primi della classe. Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
stupefacente (oppiaceo?) riordino del sistema sanitario, la riduzione
però non la sopporto la gente che non sogna. Gli orpelli? L’arrivismo?
del debito e dei costi della politica. La nostra regione è divenuta così
All’amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco.
virtuosa da fare desistere perfino il meteo dall’occuparsi del medio
(Francesco Guccini, Cyrano)
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di
8
Silvio
Paolini Merlo
Teramo culturale
CULTURA
n.82
Mariella
Converti
[email protected]
mente indirizzato, se non profondamente accettato, e questo credo
sia stato dal principio alla fine il caso di Mariella. Paradossalmente,
il suo talento si è rivelato per lei il più grande nemico, un morbo
che ne alimentava ogni fibra e nello stesso tempo la dilaniava. Tutto
ciò che per altri era il risultato di anni e anni di studio, era per lei
il fluire spontaneo di un’istante inafferabile, non solo incontenibile
ma praticamente ingovernabile. Restano quelle poche, meravigliose
tracce della sua arte rimaste fissate in video e in foto, che rievocano
momenti felici della storia culturale cittadina, ma che rivelano senza
dubbi di sorta una carriera d’artista fatta di grandi esordi più che di
grandi traguardi.
La parabola interrotta
di un talento selvaggio.
Le sue numerose attitudini, dopo le esperienze liceali e le importanti
collaborazioni con Luciano Paesani, sono rimaste prive di guida, le
sue esperienze formative a Broadway e poi a Parigi, seguite agli anni
– decisivi – con Liliana Merlo, che ne è stata la prima e fondamentale
Q
mentore artistica, non ne hanno minimamente temprato l’indole
inesorabile una coltre fitta, la sua scuola è rimasta senza seguito ed
delle proprie ali, Mariella ha come scelto di ritirarsi nel suo nido.
è oggi praticamente estinta, e la sua figura, salvo il vibrante ricordo
E così il Laboratorio di Arte e Spettacolo, nato nel 1979, che non
ribelle. Il suo lavoro non ha mai oltrepassato la sfera dell’autodidatta,
ualcuno avrà ricordato Mariella, in cuor suo, lo scorso 26
le sue potenzialità si sono presto arenate per mancanza di fiducia,
agosto. Dieci anni prima, stroncata nel giro di pochi mesi,
quella che avrebbe potuto schiuderle ben altri scenari e fornirle ben
scompariva a Teramo all’età di 46 anni. Ma sul destino di
altre possibilità di riuscita. Ha goduto delle sollecitazioni giuste, di
Mariella, dopo il clamore e la commozione di allora, è calata
occasioni gratificanti, ma non appena iniziato il volo con la sola forza
che la figlia Elisa Di Eusanio – sua prima e
direi unica erede artistica – le ha dedicato
in città nel 2005, è calata come in un limbo
era danza ma che non era ancora teatro,
Mariella Converti con Vincenzo Mambella
in L’uomo che incontrò se stesso (1994)
presto affidato ad altri, e le prove strepitose
ne La mamma buonanima della Signora di
letargico.
Feydeau o l’altra, non meno notevole, nel
Mi torna alla mente la convinta ma un po’
riallestimento de L’uomo che incontrò se
frettolosa proposta di un consigliere comu-
stesso di Antonelli, che approderà al Flaiano
nale e di un gruppo consiliare provinciale di
di Roma, sono rimaste senza seguito.
intitolarle il teatro cittadino, ma l’episodio
L’associazione Sirio, l’intuizione del caffè-
riaffiora al pari del suo impegno per l’Unicef,
teatro “Hypsis”, intraprese presto fallite in
o del rituale greco-bizantino seguito per la
una cittadina dalla quale Mariella si era forse
messa funebre: dettagli, curiosità, che del
attesa troppo, e troppo in fretta. E infine
personaggio Mariella dicono molto e nello
la malattia, che ne ha sospeso l’esistenza
stesso tempo nulla.
al suo apice, senza concederle neppure la
Chi era Mariella? Un esempio molto raro,
chance di una rivincita in età matura.
tra i più rari e preziosi che Teramo possa
Un video su di lei è stato pubblicato in questi
contare, di un’artista di grande talento,
giorni su YouTube dal canale dell’Archivio
di grande bellezza, di grande intelligenza.
Liliana Merlo. Vi si mostrano alcuni estratti
Formatasi danzatrice con la Merlo, presto
dalle rarissime documentazioni audiovisive
attratta dal teatrodanza e dal teatro di prosa,
che ne testimoniano l’attività, vuoi di attrice
ugualmente versata per i ruoli drammatici e per quelli comici, dove
che di danzatrice e coreografa. In un caso si tratta di letture dan-
le sue doti di attrice letteralmente sfavillavano, era allo stesso tempo
nunziane tratte dal Poema paradisiaco, per le quali nel 1989 creava
una personalità incostante, antimetodica, insicura sino alla fobia, di
anche una serie di commenti coreografici; nell’altro di due scene
grande fragilità emotiva. Questo non la rendeva diversa da molti altri
tratte dal primo e secondo atto de L’uomo che incontrò se stesso,
attori, come ben noto. In tutti noi coesistono certezze ed esitazioni, e
nelle quali è “Sonia”, la moglie fedifraga ritrovata dal marito al tempo
negli artisti autentici spesso esse si compendiano magicamente, tra-
del loro matrimonio, in virtù di uno strano quanto beffardo sortilegio.
sfigurandosi in impensate alchimie. Nel caso di Mariella, almeno per
Sono documenti che dicono più di mille parole di lei, del suo essere
certi versi, è stato certamente così: una volta sul palcoscenico, tutte
artista senza sforzo, raffinata e animalesca, della disinvoltura che le
le sue paure e insicurezze sparivano. Ma appena fuori, a contatto col
veniva dalla danza, della versatilità propria dell’estro, dell’ironia di
mondo reale, tornavano all’assalto. Era come un pesce capace di vi-
una verve innata e istrionica, ricca di continui cambi di registro ma
vere solo a grandi profondità, un animale raro destinato a estinguersi
direi più estrosa che meditata, capace di donare l’ebbrezza di impen-
se lasciato fuori della propria riserva.
nate stratosferiche e di improvvisi vuoti d’aria. Spiragli di potenzialità
Si dirà il talento: ma il talento in sé può non bastare, se non corretta-
perdute. n
di
ATTUALITÀ
Storie teramane
Il commercio
non ha età
La storia del 96enne Berardo Ruffini
che lascia la sua attività dopo 64 anni
Maurizio
Di Biagio
www.mauriziodibiagio.blogspot.com
n.82
break Berardo - “La parola sempre quella giusta”. Nel 1950, dopo due anni
fuori, il commerciante apre la sua attività a Teramo. “Ora però l’artigianato
non c’è più”. Da giovane era un valente podista, faceva i 5 mila e i 10
mila e se alla fine del suo viaggio gli chiedi della vita e del suo significato,
Berardo senza respirare ti guarda in faccia e attende….attende…attende,
fino a quando ti ricorda che “spesso ci scordiamo che prima o poi finisce
tutto. Se ne fossimo consapevoli che l’esistenza è temporanea, saremmo
meno cattivi”. Però poi ripiomba in quella cattiveria. Ha smesso di fumare
da dieci anni perché soffriva di svenimenti, si fa i suoi due caffè al giorno,
va pazzo per i fagioli e per le verdure e in tv si vede un po’ di sport, calcio
va bene, ma se c’è l’atletica è meglio. E se cerchi di prenderlo in castagna
con una domanda del tipo: che c’è nell’aldilà? lui si riprende il suo tempo
di reazione ma questa volta ti replica dicendoti che “è una domanda un
po’ difficile”. E te lo ripete. Crede in Dio ma per certe cose Berardo ha
l’accortezza di riporre le sue curiosità nella scatola posta nella mensola
V’
più alta del suo piccolo negozio: da afferrare solo in caso di trasloco.
parata militare, pigiami celesti incassati in scatole dentro una vetrinetta
Teramo…”. Non me ne sono accorto subito, ma ciò che Berardo Ruffini
di legno smaltata di bianco e un quadretto superstizioso di Gesù Cristo
voleva dirmi della vita era proprio il suo aspetto minimo e più bello. “E’
contornato da piccole foglie verdi. Due occhi fiammeggiano stanchi dietro
una gioia avere una famiglia”- mi saluta. Si emoziona un tantino il sindaco
un piccolo bancone e in lui indugia la fissità di chi rimane incredulo allo
Brucchi a consegnare a Palazzo di Città la targa commemorativa per i 64
scorrere di una vita di corse, di guerra e di commercio. Tanto commercio,
anni di commercio al 96enne Berardo Ruffini: “Queste sono belle storie”,
un oceano, dagli inizi nel 1948 a Castellalto sino ad oggi, col sorriso dei
mormora nella sala consiliare. Ci parla a lungo, lo scruta, lo rabbonisce,
giusti e con la vita di chi se l’è davvero sudata. Berardo Ruffini ha 96 anni
e gli chiede quando chiuderà la sua attività. Stupito il commerciante gli
ma non li dimostra e dopo 64 anni dietro al bancone lascia, cede l’attività,
risponde con un sorriso furbo e gli occhi vispi -“io chiudo ogni sera”- la-
vende il suo piccolo
sciando sui volti dei tanti intervenuti una riga di sorriso acquiescente.
negozio con gli infissi
Brucchi gli regala un commento istituzionale, insomma a nome di tutti i
dell’entrata ancora
Teramani lo ringrazia per tutto ciò che ha fatto per la vita commerciale di
di alluminio color oro
questa città. Lui rinserra le piccole spalle e vestito a festa, come poche
sbiadito. Che cos’è
volte gli capita, si rimpettisce dentro una giacca a larghi sbuffi. Con gli
il commercio? gli
occhi turgidi ringrazia a suo modo, posizionando davanti a sé sua moglie
scandisco ben bene
Bruna, dandole un merito ed una precisa collocazione fisica. Per lui è un
le parole. Allarga il
giorno storico. L’assessore Cozzi ne approfitta per commentare come una
suo sorriso, si siede,
volta il negozio era meta non solo di acquisti ma anche di scambi, di bat-
risponde con meditata
tute, di chiacchiere, “in questo modo si fidelizzava il cliente, il commercio
vigilanza: “E’ un dono”
purtroppo si è trasformato” e certo non in meglio. n
Prima di andarmene gli rifilo un’altra domanda di quelle: la vita, che cos’è
è una perfetta immobilità in tutte le cose nella merceria Ruffini
la vita? Lui non si scompone: “la vita – risponde a se stesso – la vita...
lungo il corso vecchio. Dietro di lui appare una volta celeste con
mhhhh”- pensa per lunghi secondi, poi svicola: “E’ una gioia avere una
galassie e stelle di bottoni di ogni fatta e colore. Poi ancora bot-
famiglia, io portavo a spasso il mio piccolo lungo il fiume, sa prima c’era
toni viola e blu appuntati su un cartoncino bianco come in una
una stradina che costeggiava il Tordino, poi andavo a veder le partite del
dice, con la sua voce
flautata e negli anni
più debole. “Non è per
tutti”. “Trattare col pubblico è un’arte, saper conoscere senza difficoltà
chi hai di fronte, non è mai semplice”. Lui ha cominciato la sua arte
pedalando e pedalando, mulinando la sua catena poco oliata su per le
salite di Canzano e Castellalto: un panino e via. Erano gli anni Cinquanta,
la guerra era finita da poco e c’era da rifare l’Italia caduta in vergogna.
La moglie dietro al bancone e lui con la sua valigia attaccata alla bici a
vendere maglie, pigiami e bottoni nelle case dove spesso gli offrivano
il pranzo, perché il suo panino con la frittata impietosiva. La sua storia
somiglia molto a quella di tanti Italiani di quel tempo: uno che odiava gli
Inglesi in tempo di guerra perché, come dice lui, “erano cattivi e facevano
i supereroi”, se non gli sbruffoni. Poi 4 anni di prigionia in Egitto, dopo
averle buscate a Tripoli e Bengasi. “Mai la superbia in commercio”- fa il
9
10
dalla
Teramani DOC
EVENTI
n.82
Redazione
Paolo Di Sabatino
Un italiano in America,
a suonare con i migliori
jazzisti yankee
[email protected]
Il repertorio è contenuto nel cd “live” della
Ruggiero intitolato Souvenir d’Italie, pubblicato nel febbraio 2007 e contenente anche
Canzone tra le guerre, brano presentato
al 57° Festival di Sanremo con Paolo al
pianoforte. In quegli anni Paolo Di Sabatino
spicca il volo ed inizia la collaborazione
a Borgo Spoltino (Selva Alta di Mosciano
come pianista e compositore allo spettacolo
Sant’Angelo) per l’appuntamento inaugurale
Serata d’onore con Cavuti e gli attori Michele
della rassegna “Non solo jazz”, che prosegue
Placido e Giorgio Albertazzi.
con la programmazione dopo il successo
te 2007 è il pianista dello spettacolo “Un
di pubblico dei concerti svoltisi da giugno
uomo in frac – Concerto tributo a Domenico
a metà Ottobre. Paolo Di Sabatino senza
Modugno” (con produzione del Dvd) andato
dubbio dà lustro alla nostra città: è uno dei
in onda sull’ammiraglia delle reti nazionali,
musicisti più apprezzati in Italia, e come
Raiuno, con la partecipazione di artisti quali:
pesso sono gli Italiani ad ingaggiare,
abbiamo potuto notare, anche all’estero.
Giancarlo Giannini, Antonella Ruggiero, Fabio
ed anche in maniera lauta, frotte di
Colto e raffinato, questo è indiscutibile,
Concato, Simone Cristicchi, Neffa, Morgan,
jazzisti statunitensi perlopiù di alto
tanto che il suo stato di grazia lo riflette su
Raiz, Dolcenera, e Gigliola Cinquetti.
livello. Tranne rarissime eccezioni.
piano e spartito, con arie che si rincorrono
Nel 2008 effettua il tour teatrale e inizia la
Questo è il caso del pianista e compositore
rigorose e graziose, in una spirale di genialità
fruttuosa relazione artistica con il cantante
teramano Paolo Di Sabatino che aggiunge
e preziosismi. Nato a Teramo il 26 Settembre
Mario Biondi registrando nello stesso anno
un’ulteriore gemma al proprio cammino
del 1970, inizia giovanissimo lo studio del
il primo cd in trio (con M. Siniscalco e G. Di
artistico, già ricco e prestigioso. Non capita
pianoforte sotto la guida del padre Vincenzo
Sabatino) per l’etichetta giapponese Atelier
tutti i giorni infatti ricevere una telefonata dal
e si diploma nel 1990 col massimo dei voti, la
Sawano e un altro con il gruppo Tango or not
vibrafonista Mark Sherman e dal sassofonista
lode e la menzione speciale, presso il Conser-
tango del quale è leader insieme a Davide
Bob Franceschini per essere invitati ad unirsi
vatorio di Bari.
Cavuti e a cui hanno partecipato tra gli altri
al loro progetto (TH3M), assieme anche ad
Nel 1994, nello stesso Conservatorio, con-
anche Paola Turci, Javier Girotto, Michele
Adam Nussbaum, uno delle massime autorità
segue il diploma di Musica Jazz. La sua fama
Placido, Caterina Vertova.
quando si parla di batteria, anzi di drums.
lo porta a numerose trasmissioni nazionali e
Nel 2009 Mario Biondi inserisce due canzoni
Al Teramano è capitato, ed è roba da far
festival e club di primo piano. Ha suonato con
co-firmate da Paolo nel suo cd If. A dicembre
tremare i polsi, vista la rilevanza dei nomi in
i migliori e la lista è lunga.
dello stesso anno è invitato in Giappone per
questione, e visto anche l’impegno della tour-
E’ pianista e arrangiatore (insieme a Ruggieri
un mini-tour di quattro concerti. Nelle vesti di
née che si snoderà in dieci tappe: Ferrara,
e Roberto Colombo) del progetto “Canzo-
compositore, ha scritto, insieme a Cavuti, un
Avellino, Ascoli Piceno, Piombino, Corinaldo,
ni fra le guerre” della cantante Antonella
brano inserito nella colonna sonora del film
e altro ancora con una puntata in Slovenia.
Ruggiero, nel quale vengono rivisitati classici
“Vallanzasca, gli angeli del male” di Michele
Il 20 novembre TH3M Project si è esibita
della canzone italiana tra gli anni ’20 e ’40.
Placido, presentato al festival del cinema di
S
Nell’esta-
Venezia del 2010.
Il sogno di Paolo resta sempre quello, non
è un mistero: vedere un giorno a Teramo la
nascita di un polo culturale. “Un posto – dice
- dove farsi una birra con gli amici e ascoltare
un po’ di musica jazz, classica, oppure assistere ad una presentazione di un libro o
ad una piéce teatrale, cultura a tutto tondo
insomma”.
Questo il suo scopo attuale e intende perseguirlo senza un attimo di requie. Qualche
anno fa individuò pure la location: “Regina
Margherita ad esempio non è male, vicino al
centro cittadino, eccezionalmente fruibile”.
Un polo culturale “che sia un vanto per questa nostra cara Teramo: il mio sogno – insiste
– sarebbe quello di ricevere un giorno la
telefonata e vedermi assegnato l’incarico per
sviluppare questa meravigliosa idea”. n
di
ATTUALITÀ
Politica
Chiodi
sulla scia
di Berlusconi?
Mazzarelli non conferma ma soprattutto non smentisce le
voci che danno il governatore nella rosa dei cinque per la
nomina a candidato premier per il Pdl
C
Maurizio
Di Biagio
www.mauriziodibiagio.blogspot.com
11
n.82
Chiodi conserverebbe le qualità che l’ex premier predilige: bello soprattutto, bucherebbe il video, è rassicurante e soprattutto il suo nome sarebbe
condiviso dalla componente cattolica. Certo, l’unica variabile – e che
variabile! – che potrebbe minare dalle fondamenta il magnifico riconoscimento per il commercialista teramano resta il Pdl stesso: tra la rottamatrice Santanchè che non ne può più nemmeno dei colonnelli ex An, un
Fiorito che ha dato la spinta finale ad un sistema non più sopportabile,
e lo stesso Berlusconi che vuole abbandonare l’agorà politico, diventare
candidato premier per una forza politica che non c’è più, sarebbe davvero
una beffa. Comunque sempre un risultato da mettere in bacheca, che
fa curriculum, che potrebbe tornare utile ed essere sfoderato in caso
di costruzione di nuova forza politica di centro. Lo stesso Gianni Letta,
uno dei suoi principali sponsor, avrebbe spinto la causa Chiodi con una
certa vigoria. Infine ciliegina sulla torta, l’invito di Chiodi nel salotto buono
di Bruno Vespa, la cosiddetta terza camera, a rappresentare la regione
virtuosa che sta uscendo dal guado dopo aver risanato i conti della sanità
ed aver evitato un reale default alla greca. Un viatico davvero emblematico, una medaglia da apporre al petto. Per di più il governatore, che
rientra nella corrente di Quagliariello (l’unico tra i big al funerale di Antonio
Tancredi), sarebbe anche inserito nel listino romano dei deputati: non è
he potesse avere un futuro e anche radioso all’interno del Pdl,
un mistero che il Teramano punti anche a fare l’onorevole, eventualmente
Gianni Chiodi lo percepì quel giorno sul palco del Palascapriano a
in questa circostanza il suo paracadute in caso di mancata rielezione a
Teramo quando il premier Berlusconi lo ricoprì di parole d’affetto:
governatore o a candidato premier. Forse a questo punto un eventualità
“Abbiamo un bel presidente” sibilò alla presentazione del candi-
sempre più vicina: un’opportunità, questa molto reale per Chiodi, anche
dato governatore, esaltando la sua bellezza fisica e rimirandoselo con
perché una consiliatura regionale tra i banchi dell’opposizione non è certo
una certa soddisfazione. E per uno come lui che sull’estetica ha fondato
la sua massima aspirazione. “Se vado a Roma – sostenne in quel suo
uno dei valori preminenti del suo fare politica, significava che il Teramano
ultimo giorno da sindaco di Teramo – sicuramente non ci andrò in veste di
avrebbe potuto giocarsi le sue carte all’interno del partito. Poi la sua
peones”. Ma cosa dice Berlusconi? Solo poche settimane fa l’ex premier
storia scritta sul campo può aver fatto il resto. A sentire il segretario della
rilasciò una dichiarazione in cui ribadiva che era difficile fare nomi “per-
presidenza della giunta regionale, Enrico Mazzarelli, che dall’emittente
ché dietro questi si instaurerebbero subito delle polemiche”. Ne sarebbe
televisiva teramana Teleponte non ha confermato ma soprattutto nem-
nata una mezza guerra: allora l’ordine impartito agli addetti è il silenzio
meno smentito i rumors che vogliono il governatore abruzzese inserito
assoluto, da rispettare fermamente. Mazzarelli in tv frattanto elogia il
nella lista di cinque nominativi di pidiellini che dovrebbero correre per
governatore: “C’è molto apprezzamento nei suoi confronti per la politica
divenire candidato premier, non può che far salire ulteriormente le quo-
di risanamento condotta fin qui e se l’Abruzzo viene preso a modello è
tazioni del Teramano. L’interessato continua a sminuire la portata delle
senza dubbio merito suo che è riuscito ad abbattere il debito pubblico del
affermazioni che rimbalzano negli ambienti politici e giornalistici, parla di
25% e a risanare la sanità; se oggi ci possiamo permettere di acquistare
fantapolitica, ma intanto sono frequenti le puntate nella capitale: da un
tecnologia, assumere nuovi infermieri e medici e soprattutto diminuire le
sondaggio commissionato da Berlusconi che lo vede ben posizionato,
tasse, questo è grazie a Chiodi e alla sua politica di risanamento”. n
12
Satira ma non troppo
SATIRA
n.82
Grandi rischi
o gran varietà?
Grandi “recchie” e cervello fino!
G
dalla
Redazione
[email protected]
mensaje que está alcanzando la comunidad internacional en estas horas
es de puro transformismo itálico.
Accurate but at the same time reassuring statements were
released concerning the “predictability of scientifically
unpredictable calamitous events”. Intolerably incompatible. The message
that is gaining consensus lately among the international community
focuses on quintessential Italian chicanery.
“Una condanna ingiusta, assurda e incomprensibile inflitta a
studiosi che non avrebbero mai potuto prevedere un evento
sismico”. Come libero cittadino e contribuente pretendo che si rendano
noti i fatti accaduti. Non intendo sovvenzionare con i miei soldi
operazioni mediatiche studiate a tavolino da chi dovrebbe interessarsi
della protezione delle popolazioni di territori a rischio di calamità naturali
e invece organizza operazioni mediatiche.
rande ed immeritata eco ha suscitato la notizia della condanna
dei componenti la Commissione Grandi Rischi che alla fine di
Marzo del 2009 tranquillizzavano gli aquilani sulla possibilità,
nell’immediato, del verificarsi di eventi sismici. Noi ce lo siamo
chiesti, senza purtroppo essere stati capaci di darci una risposta.
Poi c’è stata una riflessione: se i terremoti non sono scientificamente
prevedibili, e su questo siamo perfetta.. mente d’accordo, come cazzo vi
è venuto in mente di rasserenare quei poveracci che con tutto quel “tretticare” avrebbero preferito dormire all’addiaccio? Noi, egregi componenti
la Commissione Grandi rischi, ve lo spieghiamo in tre lingue:
C’è davvero molto imbarazzo nel mondo accademico, tra gli
scienziati, i ricercatori, tra tutti coloro che si occupano di
sismologia. Un malessere morale percepito all’indomani della sentenza
di condanna a sei anni di reclusione per omicidio colposo, emessa dal
Tribunale dell’Aquila, a carico dei membri di una commissione scientifica,
per avere rassicurato, disinformato una popolazione già sotto stress da
numerose scosse di terremoto.
Hay de veras mucha incomodidad en el mundo académico, entre
“Una condena injusta, absurda, incomprensible infringida a
estudiosos que no podrían haber previsto un evento sísmico”.
Como libre ciudadano y contribuyente pretendo que se den a conocer
los hechos acaecidos. No intento subvencionar con mi dinero operaciones mediáticas planeadas por quienes deberían interesarse por la
protección de las poblaciones de territorios en riesgo de desastres
naturales, y que organizan, en cambio, operaciones mediáticas.
“It was an unjust, absurd and incomprehensible sentence
passed on scholars who could never have predicted an
earthquake”. As a free citizen and taxpayer I demand that what
happened be made clear to everybody. I have no wish to subsidize with
my money a well-planned media campaign organised by the very same
people whose duty should have been to take care of the protection of
the people living in earthquake prone territories.
“è più un’operazione mediatica”.
“es más bien una operación mediática”.
los científicos, los investigadores, entre todos los que se ocupan
de sismología. Un malestar moral percibido al día siguiente de la sentencia
“is a media campaign”.
de la condena a seis años de reclusión por homicidio culposo, emitida por el
Tribunal de L’Aquila, a cargo de los miembros de una comisión científica, por
haber tranquilizado, desinformado a una población que ya estaba bajo estrés
después de numerosos sismos.
There has been a really great embarrassment in the academic
world, among scientists, researchers and anybody involved in
seismology. An evident moral unease is perceived in the aftermath of the
sentence to six years imprisonment for manslaughter issued by the
Non è perché siamo spaventati e preoccupati, ma è perché
vogliamo tranquillizzare la gente... facciamo parlare i massimi
scienziati nel campo della sismologia”.
No es porque estemos asustados y preocupados, es porque
queremos tranquilizar a la gente... hagamos hablar a los
científicos más calificados en el campo de la sismología.
Court of L’Aquila to the members of a scientific advisory board accused
It is not because we are scared and worried, but because we
of having reassured, misinformed the population already under stress
want to reassure the people... let’s have the top scientists in
because of a long sequence of tremors.
the field of seismology talk.
Dichiarazioni rigorose ma anche rassicuranti sulla “prevedibilità di eventi calamitosi scientificamente non prevedibili”. Una
incompatibilità intollerabile. Il messaggio che in queste ore sta
raggiungendo la comunità internazionale è di puro trasformismo italico.
Declaraciones rigurosas pero también tranquilizadoras sobre
http://www.corriere.it/cronache/12_ottobre_22/sentenza-grandi-rischi_
a6f15a5e-1c59-11e2-b6da-b1ba2a76be41.shtml
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/22/terremoto-dellaquila-processo-grandi-rischi-tutti-imputati-condannati-a-6-anni/389935/
la “previsibilidad de acontecimientos calamitosos científica-
http://www.slate.com/blogs/future_tense/2012/10/30/l_aquila_earthqua-
mente no previsibles”. Una incompatibilidad intolerable. El
ke_manslaughter_case_the_importance_of_scientists_saying.html n
a cura di
CULTURA
Note linguistiche
Una
curiosità
Maria Gabriella
Di Flaviano
[email protected]
n.82
Quando l’inizio ufficiale dell’anno, molto tempo dopo, venne
anticipato a gennaio, i vecchi nomi rimasero perché i contadini
pensavano più alle stagioni del loro lavorio che alla divisione
fatta dai governanti. Cambiarono, invece, i nomi di quintilius e
sestili che diventarono Iulius ed Augustus (luglio e agosto), per
ricordare Giulio Cesare e Ottaviano Augusto.
Perché il nono mese dell’anno
si chiama settembre?
I
nomi degli ultimi quattro mesi dell’anno richiamano i numeri
sette, otto, nove e dieci, dal latino septem, octo, novem,
decem. Ma perché il nome non corrisponde alla collocazione del mese nell’anno? I latini antichi erano in genere un
popolo contadino che conformava le istituzioni e la lingua alle
abitudini e alle esigenze dell’agricoltura. Per il contadino l’anno
cominciava non a gennaio ma ll’inizio della primavera quando,
dopo la stasi invernale, si riprendevano i lavori agricoli all’aria
aperta. Quindi il nome del mese corrispondeva alla sua collocazione numerica nell’arco dell’anno.
13
Durante la Rivoluzione francese si introdussero nomi nuovi
che si ispiravano alle condizioni meteorologiche e alle stagioni:
nevoso, piovoso, ventoso, messidoro, fruttidoro, brumaio, ecc.
L’innovazione fu dettata non tanto da necessità pratiche,
quanto dall’intenzione di abolire tutto ciò che avesse sentore di
vecchio, secondo la nuova ideologia rivoluzionaria.
Alla fine della rivoluzione tutto ritornò come prima, ossia i mesi
ripresero i loro nomi tradizionali. n
14
Teramo
ATTUALITÀ
n.82
Abusivo
chi legge
dalla
Redazione
[email protected]
stale. L’intervento dell’uomo sul lungofiume per il presidente dell’associazione avrebbe rialzato perfino gli argini e deviato il corso del
fiume aumentandone la velocità per via del letto sempre più stretto:
“Una sorta di imbuto che a Carapollo ha danneggiato un ponticello”.
Olivieri chiede la bonifica del sito e segnala anche uno scarico sul
fiume di un allevamento, che in precedenza durante i giorni di piena
ha causato anche il fenomeno dell’acqua marrone. Non mancano
nemmeno i rifiuti edilizi e una bombola di gas vicino ad un pilone di
un viadotto.
L’altro abusivismo che Marcello Olivieri combatte con forza è quello
delle affissioni. Con l’arrivo della bella stagione sistematicamente il
Il fenomeno delle casupole e
delle affissioni abusive
fenomeno esplode fino a tratteggiare situazioni al limite del decoro
urbanistico. Sagre, kermesse, cinema all’aperto, tutti o quasi hanno
il proprio manifesto
abusivo che si va ad
affiggere, quasi sempre
L’
di notte, nei posti più disparati. “E’ uno scempio
abusivismo è una parola
cui dobbiamo mettere
“abusata” da queste parti,
riparo almeno cercando
non poteva essere diversa-
di ridimensionare subito
mente. C’è quello edilizio,
il fenomeno”
quello bancario, finanziario, ma
ammette il
anche l’abusivismo che riguarda
vice sindaco di
le piccole casupole che stanno
Teramo, Alfonso
fiorendo lungo le rive del Tordino
Di Sabatino. Una
o l’abusivismo delle affissioni
delle prime misu-
pubblicitarie, due argomenti molto
re prese dall’am-
cari a Marcello Olivieri, presidente
ministrazione è
di Teramo Vivi
stata quella di
Città.
esternalizzare
C’è di tutto lungo
il servizio di
gli argini del
accertamento e
fiume: piccole
di riscossione dei
abitazioni, vecchi
tributi di affissione all’Ica srl. “A costo zero per le casse comunali”
frigoriferi, allacci
precisa Di Sabatino.
Enel non regolari,
Scatterà un aggio del 23% solo dopo che la ditta riuscirà a garantire
pozzi non regola-
a Piazza Orsini una prima cifra di 660 mila euro di imposte recupera-
mentati, eternit,
te: “Per noi è molto vantaggioso”. I dipendenti dell’Ica srl, che si sono
roulotte, e per
già riversati sulle strade per monitorare il fenomeno delle affissione
finire anche
abusive, al momento non possono comminare sanzioni, ma solo
diverse discariche a cielo aperto. La denuncia è di Marcello Olivieri
dopo che i suoi addetti diverranno pubblici ufficiali. Difficile contra-
ma il problema ormai è presente da tempo sul territorio, tanto che
stare il fenomeno: “L’imposta è molto volatile e poi su 10 sanzioni se
è stato oggetto anche di diversi interventi in consiglio comunale. In
ne paga mezza” prosegue Di Sabatino. Inoltre negli stessi manifesti
Piazza Orsini si era ventilata l’ipotesi della realizzazione di piccoli orti
resta difficile individuare riferimenti tali da ricondurre all’eventuale
urbani sulla scia dell’Emilia Romagna da assegnare a pensionati così
responsabile e non manca nemmeno chi nell’ufficio pubbliche affis-
da abbellire gli argini del fiume.
sioni fornisca generalità false.
Tra confinanti dei piccoli terreni appaiono anche le minacce, “o me-
“Ancora una volta – dichiara Olivieri - prendo atto che associazioni e
glio alcuni abusivi avrebbero intimidito i propri vicini”. “Possibile che
Pro loco imbrattano le nostre mura e strade con manifesti abusi-
il Demanio non controlli tutto ciò?” è la domanda che si pone Olivieri
vi, oltretutto vantando in modo inappropriato il logo della città di
che denuncia anche il caso di “alcuni che per lasciare i terreni, pur
Teramo. Dopo aver notato come alcuni manifesti gettino nel ridicolo
non essendone proprietari, chiederebbero soldi in cambio”.
l’amministrazione comunale, Olivieri invita Di Sabatino “a decurtare
Si segnalano anche piccole casupole che hanno la base di cemento,
direttamente dai contributi pubblici le multe per affissioni abusive
con sedie e armadi: veri e propri bungalow. Le indagini fin qui svolte
che vengono contestate ad associazioni o pro loco e a pretendere il
sono giunte ad un’operazione di sgombero da parte del Corpo fore-
rimborso per le spese occorrenti per togliere i manifesti abusivi”. n
NON SIAMO
“RIMASTI ALLA FINESTRA”
La determinazione, l’attenzione, l’idea di creare un prodotto di
qualità non erano solo delle promesse. Oggi tutto questo è realtà. Non siamo “rimasti alla finestra”, ma in questi anni abbiamo
cercato di più, abbiamo sviluppato nuovi progetti, perché, la
nostra crescita, l’abbiamo affidata ad una qualità sempre maggiore. Abbiamo migliorato la nostra produzione, il grado di efficienza nella realizzazione dei nostri infissi, e la soddisfazione
dei nostri clienti, sempre maggiori, è la conferma che abbiamo
sempre operato con professionalità e serietà. Il privato, l’impresa
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nell’evoluzione del nostro mondo affinché non smettessero di
parlare di noi... bene naturalmente!
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di
16
Uomini e sanità
ATTUALITÀ
n.82
Varrassi
ecce manager: la storia dell’uomo
tra promozioni e cadute
Maurizio
Di Biagio
www.mauriziodibiagio.blogspot.com
che, di ritorno da un convegno in Grecia, vide i Nas sigillare il Centro
di Fecondazione assistita del Mazzini (perché senza autorizzazione),
caso che seguiva quello di Robimarga, delle auto blu e delle promozioni di medici amici: il peso era diventato appunto una zavorra
pesantissima. Chiodi non poteva più permettersi di essere tirato
quotidianamente in ballo dai suoi detrattori per questioni di sanità.
Il fuoco nemico andava a nozze con un Varrassi così. Cosicché la
Regione Abruzzo a Ottobre lanciò l’ipotesi di rescissione del suo
contratto, in Agosto prorogato per altri 18 mesi, ma messo in discussione in virtù di un articolo (il 3 bis, comma 7 del D.Lgs 502/92)
che prevede la revoca in caso di grave responsabilità nella gestione.
G
Una revoca, per la verità, a detta dei consiglieri regionali Pd,
nità, di quella dei Teramani e del governatore Chiodi, ma soprattutto
al manager la giunta regionale si sarebbe esposta ad un probabile
del Pdl che l’ha voluto a direttore generale di questa Asl forse anche
contenzioso con lo stesso. “Il capolavoro – aggiunsero i due Pd - sta
perché rispondesse a direttive e logiche ben precise: non è un caso
nel fatto che la Regione Abruzzo potrebbe essere condannata a
che la Procura stia indagando anche su discutibili promozioni di
pagare Varrassi per tutti mesi prorogati ed un altro manager in sua
medici targati tutti Popolo della Libertà.
sostituzione.
Lui è stato il portatore sano di una politica sanitaria malata: ha
Quello che ci preoccupa maggiormente – conclusero - è l’arrogan-
incubato peraltro senza mai ammalarsi del virus e l’ha trasmessa
za nell’uso del potere da parte di Chiodi e company che oltre a farci
tra i quattro presidi. Il governatore Chiodi l’ha scaricato un bel gior-
pagare più soldi per la direzione generale, indeboliscono l’offerta
no d’Ottobre quando ha capito che il manager gli avrebbe aperto
sanitaria teramana che tanti operatori ogni giorno con sacrificio e
una falla sul fianco della sua nave che a quel punto veleggiava col
abnegazione cercano di assicurare agli utenti dimostrando profes-
vento in poppa verso i lidi del virtuosismo. Un direttore generale di
sionalità e qualità”. Ci sono invece altri, come ad esempio Robert
una Asl a lui cara monitorato costantemente dalla Procura poteva
Verrocchio, che mettono il dito nella piaga: il sistema di nomina del
rappresentare un problema, perché, come recita il detto popolare, la
manager appunto, che dovrebbe essere invece più meritocratico e
moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto.
trasparente.
Troppi punti oscuri dunque per lo zar di Circonvallazione Ragusa
Il coordinatore provinciale del Pd si è sempre auspicato che venisse
Giuseppe Di Luca e Claudio Ruffini, arrivata dopo l’acquisizione
iustino Varrassi. Lo vedi. È un uomo. Possiede la ieraticità
degli atti d’indagine presso la Procura di Teramo, atti che però
di una statua romana con le ciocche di capelli di marmo di
erano già acquisibili dal mese di Luglio perché non più coperti da
Carrara incollate sulla tempia proprio come sopra il busto di
segreto istruttorio e che avrebbero già portato la non riconferma di
Pompeo e il dramma della sanità in una mano. Della sua sa-
Varrassi. Invece con la proroga di ulteriori diciotto mesi di incarico
ripensato il sistema pensando anche ad una commissione terza ma
soprattutto che il direttore generale fosse scelto fuori dai giochi
politici, “quelli che poi danno la stura a medici amici e promozioni
amiche”. Insomma, tutta una serie di obblighi politici che dovranno
per forza di cose essere riveduti per tornare nella normalità delle
cose, altrimenti sarà sempre una procura a dettare gli appuntamenti
dell’uomo di Circonvallazione Ragusa, sfiduciato non solo dal suo
mandante ma anche da tutti i suoi utenti.
“A fianco dell’albo previsto dalla legge nazionale, al cui interno il
governatore ha piena facoltà di scegliere i vari manager si può pensare ad una commissione terza – proseguì il segretario Pd - composta da autorevoli esponenti del mondo accademico, della medicina,
dell’economia e della giurisprudenza. Dobbiamo tornare a favorire
il merito e la competenza rispetto alla fedeltà ad una tessera di
partito. Il problema per la nostra provincia non è Varrassi, ma i suoi
obblighi politici”.
Chiodi, si sa, da un certo momento in poi non ha creduto più
ciecamente al suo Varrassi. Quel Chiodi che molti dicono puntare a
Montecitorio non può permettersi strascichi del genere.
“Quella di Varrassi non è solamente un’operazione politica, di
mezzo c’è la sanità” riferì il governatore. Di sicuro sarà un iter molto
complesso che prevede diversi passaggi tecnici tra cui inizialmente
i 10 giorni per la notifica al manager, che dovrà poi replicare con le
sue controdeduzioni entro 30 giorni.
circostanziato: “Quello che sta accaden-
motivazione” precisò davanti alle teleca-
Quindi pertanto, come detto, con lo spettro
do – disse - è da ricondurre a ragioni
mere di Raitre.
di un contenzioso che potrà portare la
politiche che renderebbero consigliabili le
E lanciò pure un appello: “Mi auguro che
17
vicenda per le lunghe, tanto che dalla
mie dimissioni”. E durante la conferenza
i funzionari della Regione non si siano
stessa Asl di Circonvallazione Ragusa si at-
stampa della presentazione degli Uccp si
sostituiti ai giudici nella valutazione delle
n.82
tendevano le plausibili dimissioni da parte
lasciò andare: spiegò subito che è in attesa
indagini che sono ancora in corso”. Con
di Varrassi per evitare appunto le forche
Chiodi, poi, sempre a detta del manager,
caudine di un passaggio che si apre ai
il rapporto fiduciario non era ancora rotto.
ricorsi al Tar, e con la prospettiva probabile
E a proposito del suo operato alla Asl di
di una Regione Abruzzo che si costituisca a
Teramo, Varrassi replicò così: “A fine Agosto
sua volta parte civile.
ho avuto un’approvazione totale dell’atti-
Un muro contro muro che in molti volevano
vità fatta in questi due entusiasmanti anni;
evitare, perché ora l’ente potrebbe trovarsi
non so cosa possa essere successo in
a lavorare a scartamento ridotto, metten-
questo ulteriore mese e mezzo che possa
do in crisi l’operato, l’amministrazione e i
aver inficiato la mia efficacia alla guida di
servizi della Asl, con gli stessi utenti che
questa azienda”.
probabilmente potrebbero essere penaliz-
Il direttore generale dichiarò pure che
zati dalla vicenda.
essendo stato chiamato dal governatore
Senza contare poi l’eventuale prospettiva
Chiodi, alla presenza di tutta la giunta, fu
del ricorso al commissario straordinario, se
lo stesso governatore che gli comunicò
davvero le cose andranno per le lunghe. Un
che c’era questa indispensabilità dell’atto:
commissario, così come prevede il Decreto
“Io gli ho risposto che ero ben felice che
Balduzzi, da scegliere nell’apposito albo
la cosa si facesse per un motivo sempli-
o tra i due direttori più anziani tra quello
cissimo: perché penso che sia un atto
dovuto da parte della Regione, l’ho detto e
amministrativo e sanitario. Ma cosa fa e
che cosa dice il manager? Se all’inizio si
della notifica delle decisioni, e quindi anche
lo ripeto, poi il futuro ci dirà quali sono le
era trincerato dietro un mutismo assoluto,
di inoltrare le sue controdeduzioni, e che
verità, quali invece le cose che sono frutto
lasciando trapelare uno stringato “è un
le sue dimissioni a questo punto sono da
di illazioni, di menzogne, di pettegolezzi, io
atto dovuto”, col tempo iniziò a sciogliersi
considerarsi “un’opzione remota”: “Non
non lo so e non voglio nemmeno pronun-
passando ad un commento un po’ più
ci penso assolutamente e non ne vedo la
ciami su questo per ovvi motivi”. n
di
18
Teramo culturale
CULTURA
n.82
Silvio
Paolini Merlo
Nuova stagione,
nuova danza italiana
nel segno di Liliana Merlo
L
[email protected]
mostra e un volume, a fronte di un discorso
del tutto nuovo per la nostra regione come
una stagione ordinaria di danza, malgrado
le difficoltà crescenti di un momento storico
in cui tutti gli sprechi del passato ricadono
sulla sola cosa che non sarà mai zavorra, la
cultura, primo fondamentale bene dell’Italia
e dell’umanità intera. Dal convegno questo
dato di fatto è emerso con estrema chiarezza:
una vera e propria “cultura della danza”, cui
la Merlo e le altre pioniere della danza italiana
naturalmente aspiravano, non esiste ancora
nel nostro paese. Esiste una “pratica”, assai
a terza edizione delle “Serate Liliana
è abissale. L’affetto, i bei ricordi tra i tantissimi
Merlo” della Riccitelli, che si accingono
che l’hanno avuta per maestra, sono forti e
a ripartire dopo i trascorsi successi ac-
nitidi. Ma se dai ricordi si passa alla storia, e
compagnandosi a un ampio evento per
alle tappe reali di questa storia, la situazione
il decimo anniversario della scomparsa della
cambia radicalmente: tutto svanisce nell’aned-
Merlo, potrà apparire un caso di ridondanza
doto personale. E questo è solo il male minore,
mediatica. In effetti è lecito chiedersi il perché
perché nasce da un’arretratezza endemica
di tanta reiterata attenzione per un personag-
della nostra prospettiva storica generale. Da
gio non solo non teramano né abruzzese ma
qui l’esigenza di realizzare un convegno, una
legato a un’arte spesso dichiarata effimera.
Questo fatto è in sé non solo singolare, ma
intrigante. Che senso ha, in provincia, conti-
La mostra sulle pioniere della danza italiana all’Archivio di Stato
Silvio Paolini Merlo e Maurizio Cocciolito
nuare a scommettere sulla danza cosiddetta
“classica”, quando a farla da padroni sono
diffusa, che è cosa molto diversa. Ma ad esse-
talk-show politici, sport in ogni salsa e intratte-
re emerso con eguale evidenza è che Liliana
nimento di pura evasione?
Merlo è stata un caso unico, tra i più unici di
Personalmente ho più di una risposta pos-
tutto lo scenario della danza italiana del Nove-
sibile, ma preferisco soffermarmi sul caso
cento. Quello che appare come un desiderio
emblematico di Liliana Merlo. Ancora oggi, su
di ricordare il bel tempo che fu, è o dovrebbe
questa figura la sperequazione tra notorietà e
significare per i teramani più attenti l’occasio-
conoscenza, tra simpatia e volontà di capire
ne propizia per riappropriarci di ciò che stiamo
perdendo, di ciò che ci ha aiutato a migliorare,
che ha rappresentato la nostra vera forza, la
Compagnia EgriBiancoDanza, in scena a Teramo a febbraio
nostra eccellenza, la nostra identità, la nostra
capacità di guardare al futuro. Se non sarà
questo, il nostro passato agirà su di noi come
un freno, qualcosa di bello ma inutile.
Diamo uno sguardo al nuovo cartellone della
stagione di danza: si inizia con Lo Schiaccianoci, una delle partiture più geniali di Ciaikovsky
e uno dei massimi capolavori del teatro di
balletto. Si prosegue con una novità assoluta
di una delle maggiori compagnie di danza
italiane, il Balletto di Milano, che proporrà una
Serata Ravel tutta dedicata alla messa in scena di numerose tra le più acclamate pagine
di Maurice Ravel, compositore molto attento
al balletto anche per via delle sue collaborazioni con Ida Rubinstein e coi Balletti Russi
di Diaghilev. Si concluderà con la compagnia
EgriBiancoDanza, prosecuzione dei “Balletti di
Stagione
Internazionale
di Danza
2012/2013
Serate
Liliana Merlo
Lo Schiaccianoci, Balletto di Mosca, “La Classique”
D
opo lo straordinario successo dello
Susanna Egri”, tra le pioniere di quella nuova
prima stagione di danza è nata a Teramo
danza italiana cui il decennale di Liliana Merlo
prima che a L’Aquila o Pescara, dove non ce
è stato dedicato. Questo potrebbe essere
n’è mai stata una.
l’inizio, secondo il mio desiderio, di una sezio-
La terza stagione di danza conclude per la
ne della stagione teramana dedicata a tutte
prima volta nella storia della nostra città il
quelle realtà che sono scaturite dal lavoro
ciclo dei tre più grandi balletti del mondo:
delle “pioniere”, di quei giovani coreografi che
Bella Addormentata, Lago dei Cigni, Schiaccia-
come Raphael Bianco, che ci proporrà una
noci. Non credo sia un vanto per la Riccitelli
delle sue ultime creazioni dedicata non a caso
o per me: questo forse, prima o poi, sarebbe
proprio al senso del fare danza oggi, hanno
avvenuto comunque.
proseguito il lavoro di quel nuovo corso della
Ma di certo non avrebbe avuto lo stesso si-
danza italiana che oggi tende a scomparire o
gnificato se quella figura non si fosse fermata
ad essere misconosciuto. Potrà forse apparire
qui, e se quella scuola non avesse operato
una semplice curiosità da rotocalco, ma la
così bene e per così tanto tempo. n
scorso anno, torna, nel Teatro Comunale
di Teramo, alle ore 21, la “Stagione
Internazionale di Danza 2012/2013
Serate Liliana Merlo”.
La Stagione, giunta alla III edizione, organizzata
dalla Società della Musica e del Teatro “Primo
Riccitelli” di Teramo, a cura di Silvio Paolini
Merlo, vedrà alternarsi sul palco ballerini di
livello internazionale.
Martedì 18 Dicembre 2012
Danza Classica
BALLETTO DI MOSCA “La Classique”
Lo Schiaccianoci
Balletto in 2 atti
Libretto: Marius Petipa, dal racconto
Dance, dance, dance
“Schiaccianoci e il Re dei Topi”
di E. T. A. Hoffmann
Coreografia: Marius Petipa,
riviste da Valery Kovtun
Musica: Pyotr I. Ciaikovsky
Scenografie: Evgeny Gurenko
Ideazione costumi: Elik Melikov
Lunedì 28 Gennaio 2013
Danza Neoclassica
BALLETTO DI MILANO
Soirée Ravel - Bolero
Coreografie: Adriana Mortelliti
Lighting Design: Jean Paul Carradori
Musiche: Maurice Ravel
Mercoledì 27 Febbraio 2013
Danza Contemporanea
COMPAGNIA EGRIBIANCODANZA
Dance, Dance, Dance
Coreografia: Raphael Bianco
Disegno Luci: Enzo Galia
Costumi: Sartoria Artistica Teatrale
Musiche: David Hykes, John Cage, John Adams
di
20
In giro
LUOGHI
n.82
La Ramiera
di Villa Tordinia
un’occasione perduta!
N
ell’elenco delle opere dell’uomo e della natura da dichiarare
patrimonio dell’Umanità Unesco, tra ben note meraviglie come
cattedrali, ambienti naturali e altro sparso nel mondo, occupano
un posto anche le forme con cui l’uomo esprime il suo talento e
il suo ingegno.
Nella famosa lista compaiono almeno due insediamenti industriali, uno
in provincia di Caserta, l’altro nel
bergamasco per l’Italia.
Spiccano anche le prodigiose ferrovie delle pendici dell’Himalaya e un
complesso di lavorazione dell’acciaio risalente al 1700.
È certo un’esagerazione indirizzare il
discorso verso l’antico insediamento della “ramiera” di Villa Tordinia
di Teramo, però quel tetto crollato,
quell’erbaccia che copre tutto,
quell’abbandono senza geografia o memoria non fa onore alla città.
Il manufatto cadente è un raro esempio di archeologia industriale.
È una reminiscenza statica di percorsi umani che motiverebbero senza
indugio il recupero di una struttura avulsa dal tessuto urbano ma così radicata nei suoi abitanti e nella memoria collettiva. Ristrutturare l’edificio
significherebbe andare oltre il semplice bene culturale.
Sarebbe riproporre, magari con una struttura museale, la testimonianza
di un’attività lavorativa che, insieme alla fornace Gattarossa, poco distan-
Sergio
Scacchia
[email protected]
te e di cui nulla è rimasto, ha dato benessere ai teramani, influendo negli
stili di vita, nelle capacità tecniche e imprenditoriali del nostro territorio.
Già nel 1997, quando si davano per imminente la realizzazione di un
grande parco nel Tordino e il risanamento biologico dell’ecosistema
fluviale, si parlava di grandi progetti per il riutilizzo di questa straordinaria
testimonianza del passato.
Professionisti come Gabriele Pietrinferni, Paolo Assenti e Hector Cavone,
concepirono un progetto che avrebbe dato di nuovo senso all’antico
opificio, abbandonato sul greto del Tordino, vittima dell’indifferenza e
dell’abbandono.
Questo bene della collettività sarebbe divenuto una struttura al servizio
del nascente Parco Fluviale.
Un sito naturalistico che avrebbe raggiunto anche la Piana di Villa Butteri,
dove si sarebbe realizzata un’area ricreativa della città.
Come tutti ben sapranno, nulla di tutto ciò è accaduto se si eccettui la
creazione di un piccolo tratto del sentiero fluviale.
La destinazione di questo “Centro del rame” sarebbe stata comprensiva
di più attività, una struttura con più offerte di funzioni, tale da inserire il
complesso in un circuito virtuoso, turistico
e produttivo. Il sito sarebbe diventato
scuola, museo, esposizione e produzione
di oggetti in rame con vendita, foresteria
e ristorante.
Tutto questo, solleticando l’interesse di
operatori privati che sicuramente avrebbero avuto giovamento sotto il profilo
imprenditoriale della gestione di queste
attività economiche.
La sezione della didattica in particolare
avrebbe ospitato le discipline inerenti lo
studio dei metalli
e del rame come
applicazione nel
settore dell’edilizia
e dell’oggettistica
in generale. Addirittura l’ambizioso
progetto avrebbe
strizzato l’occhio
alle scuole
pubbliche a livello
regionale (e non
solo della Regione
Abruzzo), favorite anche dai programmi dell’Assessorato alla Formazione Professionale, per far soggiornare gli studenti e far loro apprendere
le tecniche della lavorazione artigiana e delle innovazioni nell’uso dei
metalli. La produzione, poi, poteva avvalersi di un apposito laboratorio di
design per la realizzazione dei prototipi, con uso della grafica computerizzata per un lavoro d’ideazione prima della fase di creazione del
manufatto con successiva vendita dei prodotti artigianali.
Dato che ormai sta prendendo sempre più piede un turismo adulto,
sviluppato tra vecchi campanili e fatiscenti ciminiere, si può ben dire che
la ramiera è un’altra occasione perduta per Teramo. n
(Foto di Lucio De Marcellis)
PRESENTAZIONE DOMANDE DI CONTRIBUTO
VENERDI’ 21 DICEMBRE 2012
è il termine unico per la presentazione di tutte le domande di contributo alla
FONDAZIONE TERCAS per progetti da realizzarsi o avviarsi nell’anno 2013.
Le istanze dovranno pervenire inderogabilmente entro il suddetto termine al seguente indirizzo:
Fondazione Tercas, Largo Melatini, 17/23, 64100 Teramo.
Non farà fede il timbro di accettazione postale per cui non saranno prese in considerazione domande
pervenute oltre il suddetto termine anche se accettate dall’ufficio postale entro la medesima data.
Nel caso di consegna manuale, la proposta dovrà pervenire negli uffici della Fondazione Tercas entro le
ore 12.00 del giorno venerdì 21 dicembre 2012.
Per leggere gli Avvisi, scaricare i Modelli di Domanda e conoscere le Modalità di Presentazione di ogni
tipo di richiesta e/o progetto consultare il sito:
www.fondazionetercas.it
di
22
Sergio
Scacchia
In giro
LUOGHI
n.82
Sul Crinale degli
Acquaviva...
Un percorso turistico da percorrere in bici ma anche in auto!
[email protected]
Il panorama sul mare e sui piccoli casali sottostanti è fantastico. Il borgo si caratterizza per
i suoi murales sulle facciate delle case aventi
per tema scene di vita rurale.
Una sosta al bar e subito si prende confidenza
con gli anziani del posto. L’intraprendente
custode del campo sportivo funge da guida
turistica spontanea.
Fa notare la lapide con i nomi delle vittime
delle bombe inglesi che, dalle altitudini di
Atri sparavano contro i tedeschi posti a valle
dell’abitato.
Alcune bombe purtroppo colpirono nove
cittadini. Era il 24 marzo 1944.
Dall’Area marina protetta del Cerrano
al Parco nazionale Gran Sasso-Monti
della Laga, passando per l’Oasi dei
calanchi di Atri e per la Riserva
naturale di Castel Cerreto.
e ventilato, nonostante il gran caldo. Sotto di
Ripartiamo percorrendo la via principale,
noi lo stupendo mare dell’oasi del Cerrano.
ancora una sosta per le foto nella parte alta
Ripani, appassionato di foto, ci regala in que-
del paese dove c’è una piana con una minu-
sto servizio alcune belle istantanee.
scola ma poetica pineta, quindi discesa fino a
Il rumore della città, la sua esuberanza finisce
riprendere la strada principale SP 28 che sale
in questa campagna, dove il silenzio pare ca-
nella città ducale di Atri.
derti addosso e c’è tutto il tempo da dedicare
Chi ha la bici da strada pedalerà qui, chi
a se stessi. Il traffico è quasi nullo.
possiede una mountain bike potrà percorrere
I membri del Coordinamento ciclabili
l’ombreggiata stradina brecciosa che s’imboc-
er un turista il blu è sempre blu. Per
teramane hanno ribattezzato questo percorso
ca appena cento metri a destra del bivio.
quelli, invece, che cercano di vivere in
il Crinale degli Acquaviva, dal nome della
Traffico zero.
pienezza la propria terra e si prendono
potente famiglia che ha governato per molto
Siamo ormai su Via di Fonte Canale e scorgia-
la briga di guardare il cielo, il mare,
tempo i borghi di mezzo Abruzzo teramano,
mo ai margini della strada un caratteristico
accarezzare con gli occhi il paesaggio, è facile
scrivendo innumerevoli pagine di storia.
lavatoio con numerosi archi gotici e vasche:
scoprire i blu grigi, i blu scuri, le mille tonalità
Siamo partiti di buon’ora da Pineto attraverso
per i dovuti approfondimenti http://www.
di una località indimenticabile.
la ciclabile costiera che tocca anche l’Area
comune.atri.te.it/index.asp?todo=citty&subto
Penso a questo mentre pedalo con l’amico
Marina protetta della Torre di Cerrano, puntan-
do=fontane
Lucio De Marcellis e e il maestro di mountain
do verso Mutignano, piccolo paese d’arte a
Entriamo nella splendida città d’arte di Atri
bike Dario Ripani, su di un crinale panoramico
circa sei chilometri.
attraverso l’antica porta San Domenico (sec
P
XVI) e, subito a destra, notiamo l’interessante
facciata della chiesa di San Giovanni Battista
(sec XIV). Poco più avanti il belvedere, con
vista sull’Adriatico e sui Monti Gemelli.
Una viuzza ad angolo e siamo catapultati nella
bella Piazza Duchi d’Acquaviva con il caratteristico e omonimo palazzo.
Qui incontriamo Adriano De Ascentiis, direttore dell’Oasi WWF dei calanchi di Atri che ci
accoglie nel centro informazioni per accompagnarci in una breve visita alla vicina oasi, circa
un chilometro fuori il paese.
Ma ecco una bandiera, attaccata dietro una
bici. È quella gialla della Fiab. Tante due ruote
colorate al seguito; signore e signori di mezza
età. Il meno giovane ha settantatré anni.
Il gruppo è costituito da veneziani; ci raccontano che ogni anno pedalano in una zona
d’Europa. Questa volta hanno scelto con
soddisfazione l’Abruzzo.
Pernottano a Roseto e oggi sono arrivati qua,
nel borgo storico. Hanno bici tutto sommato
Mutignano
In vista di Cellino
Riprendiamo a pedalare verso il suggestivo
vedersi le bocche di uscita dell’acqua e
paese di Cellino Attanasio, in grado di gene-
le strutture metalliche per il movimento
rare un incontro emozionale tra patrimonio
rotatorio delle macine.
23
storico-artistico, peculiarità artigianali ed
Altra meta interessante è Penna Sant’An-
enogastronomiche.
drea, il paese del Laccio d’amore.
n.82
Fortunatamente gli operai sono al lavoro per
Volendo invece proseguire lungo il crinale, ci
sistemare l’aspetto delle mura esterne, lato
si dirige verso la località Monte Giove dove,
sud, dopo i recenti lavori di allargamento
diversi anni fa, furono trovati resti archeolo-
della piazza soprastante. Pedaliamo nelle vie
gici dell’Età del Ferro.
interne. Sono molto affascinanti alcuni scorci
È possibile effettuare una visita nell’area
sui torrioni e sulle mura con merlature.
di Riserva naturale di Castel Cerreto e poi
Dopo la pausa al bar di nuovo a pedalare.
proseguire per Colledoro e scendere a
normali, con qualche cambio di velocità. Ep-
Ricordiamo che chi vuole percorrere solo un
Isola del Gran Sasso. Poco prima di
pure sono riusciti a inerpicarsi fino a 450 metri
tratto di crinale ogni tanto trova un bivio con
Colledoro, si può decidere di visitare Castel
circa di quota. Approfittiamo per scattare
relativa diramazione che scende sul fondoval-
Castagna o, ancor prima, Ronzano per la
festosamente delle foto.
le del Vomano dal quale far ritorno al punto di
visita alla celebre abbazia.
È la conferma che, la salita dal mare alla città
partenza.
I più allenati invece possono addirittura
degli Acquaviva, è fattibile da tutti quelli che
Cermignano è sede di un antico castello
proseguire ancora lungo il crinale che oltre
hanno un minimo di allenamento, indipenden-
fortificato come gli altri borghi appena visitati.
Colledoro s’inerpica per poggi, scendendo a
temente dall’età.
Panoramico il suo belvedere da dove si può
Castelli nel cuore della Valle Siciliana! n
Ci rechiamo nel centro dell’Oasi dei calanchi
ammirare il bacino del Piomba e una scultura
per una breve visita. La vista spazia dall’Adria-
commemorativa ai caduti della Patria, opera
tico alla Majella e al Gran Sasso.
realizzata nel 1922 dallo scultore teramano
Una breve pausa per un panino e subito
Pasquale Morganti.
riprendiamo a pedalare, in lieve saliscendi, sul
Da qui si può scendere a Montegualtieri
Crinale. Da qui si gode una vista a 360°.
per una visita all’omonima torre triangolare e
Da queste parti le numerose aziende vitivini-
al vecchio mulino di Maiorino Francia, lungo
cole offrono interessanti visite turistiche.
il Vomano, risalente al 1868. Prodigiose a
I calanchi di Atri
(Foto Dario Ripani con la collaborazione di
Lucio De Marcellis)
La tabellonistica della Cicloippovia
dei calanchi di Atri
di
24
Luca
Cialini
Parliamo di Musica
n.82
Musica
Latina
[email protected]
Nel 2002 la band incide “Beat.it” dove si
e percussioni, si passa ai fiati con l’utilizzo
scosteranno dal acid-jazz, per abbracciare
di trombe, mentre la chitarra o passa in
uno stile più rock’ n roll anni ’60 ispirandosi
secondo piano, o scompare del tutto. Non
a band storiche come i The Small Faces. Nel
a caso, la maggior parte delle band e poi
2004 la band incide per la Records Kicks,
in seguito delle orchestre di Mambo, esa-
“Italian Playboys”, che li porterà in tour per
sperano l’uso di percussioni e di fiati. Negli
l’Europa e poi negli Stati Uniti.
anni ’50 assistiamo ad un grande balzo
I ragazzi piacentini insomma, regalano
mediatico dove il Mambo vole verso nuovi
grande musica e per le loro capacità, sono
continenti, soprattutto dopo la fine della
apprezzati
guerra mondiale. Proprio in questo periodo,
all’estero suo-
il Mambo si tinge di rosa, di fatti oltre alla
nando in grandi
danza tipica dove spesso vi ballavano solo
eventi come il
H
donne, si inserisce la voce che inizialmente
Bourges Festival
vedeva un duo uomo-donna, ma ben presto
Francia, L’Euro
ei mambo, mambo italiano! La
la maggior parte degli artisti del Mambo
Ye Ye – Spagna,
ricordate?
puntarono sulla voce femminile. Nel ballo
ma anche come apertura di concerti per
Parliamo oggi del Mambo, genere
invece venne promossa la figura maschile
artisti come Manu Chao, J.Taylor Quartet e
musicale latino americano sorto
da affiancare alla donna. Tra gli artisti più
tanti altri.
sul finire degli anni ’30 a Cuba, con origini
noti del nuovo Mambo (internazionale) di
Sono apparsi in oltre, nella compilation
dall’Africa centrale; infatti, mambo significa
certo riconosciamo Perez Prado e Xavier
dell’etichetta discografica Acid Jazz
parlare con gli dei nella lingua kikongo, nella
Cugat, quest’ultimo sposato con una donna
Records, e nei programmi radiofonici della
Repubblica del Kongo.
americana che divenne poi cantante della
BBC1. Nel 2009 la band presenta due brani
La sua nascita avviene per mano di due
band; fu il primo caso in cui il Mambo oltre
intediti “drummore” e “Fast Girls & Sexy
noti musicisti del posto, Orestes e Chaco
ad essere uscito dalla madre patria, coinvol-
Cars”, brani compresi nel novo album.
Lopez, duo chitarristico di Son Cubano, che
se “stranieri” nelle bande/orchestre.
Attualmente la band gira in tour, portaban-
idearono una musica ballabile con alcune
In seguito il Mambo non rimase immune
diera di una realtà italiana spesso sottova-
differenze dal classico Son.
dalle influenze esterne, nuove percussioni
lutata. Andate su youtube e digitate Link
Sostanzialmente il Mambo si differenziava
e ritmiche da amalgamare, nuovi stili sia di
Quartet… buon ascolto! n
dal Son solo a livello di percussioni; congas,
fiati che di voce, e negli anni ’60 troviamo
bonghi, claves, maracas e la cabasa nello
di fatti nuovi artisti conosciuti come Tito
specifico, richiedendo così un maggior nu-
Puente, Mongo Santamaria, Celia Cruz,
MUSICA
ve e dal classico gruppo formato da chitarre
Mambo
Cheo Feliciano, Ray Barretto, Eddie Palmieri,
che alla tradizione aggiunsero un pizzico di
novità.
Parliamo di una Band
LINK QUARTET
Quando la qualità della musica italiana avvolte rimane nell’ombra. Oggi parlo di questa band niente male di nome Link Quartet
di Piacenza. La band nasce nel 1993 da
un’idea di Giulio Cardini – chitarra, a seguire
mero di musicisti in una banda. Per esaltare
troviamo il batterista Riccardo Bergonzi,
il suono e renderlo più ballabile, Orestes
Renzo Bassi al Basso e Maurizio Girgenti
e Lopez aggiunsero ritmiche veloci, simili
alle tastiere, in seguito sostituito da Paolo
a quelle africane. Anche il ballo fu pratica-
Negri specializzato nel suonare il famoso
mente parte fondamentale del Mambo, tan-
organi Hammond. La band si presenta con
to da trasformare una banda in un vero e
un buon Acid Jazz italiano, con incursioni
proprio corpo musicale – danzante e dando
Funky e Fusion all’interno. Il primo album
una forma ben precisa al ballo del Mambo.
si intitola “Episode One” tramite etichetta
Con il passare del tempo, il Mambo si evol-
spagnola Animal records, inciso nel 2001.
di
Mimmo
Attanasi
SATIRA
Rimembranze
Il Gattopardo
con gli stivali
25
[email protected]
n.82
d’ogni santi. Il ticket costa 10 euro in più e la colpa è di Monti. Fai la fila
di un anno per la TAC però ti senti già un po’ meglio perché se quelli là
dietro al vetro si aspettano che campi ancora dodici mesi, tanto grave
non è il tuo state di salute. Porca miseria, te l’avrebbero fatta subito.
Col cazzo! Mia madre è morta prima. Fate sempre attenzione alle
“promesse illusorie di un computer”. Economia, Orazio, economia! Gli
arrosti del banchetto funerario sono serviti a guarnire, ancora caldi, la
tavolata di quello nuziale. Ah, Orazio, ti giuro che piuttosto che vivere un
tale giorno, avrei voluto confrontarmi in cielo con il più intimo dei miei
nemici! <<Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore
La sconfitta del drago
continueremo a crederci il sale della terra>>.“C’è in alcune comunità un
attivismo, una voglia di fare, che sono insiti. La differenza, storicamente,
A
in Italia, non la fa la quantità di denaro destinato agli aiuti ma la capacità
di progettualità di ogni singolo territorio”.
quei tempi e ancora oggi, il processo illuministico allarmava e
(http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/16/terremoto-gabrielli-emiliani-
allarma facendo temere alle fasce economicamente più consoli-
si-sono-comportati-meglio-degli-aquilani/383799/)
date l’imminenza di un riassetto socioculturale. L’angoscia della
E noi qui invece è che siamo nati... n
perdita del potere. Tancredi nel Gattopardo ha una frase pre-
veggente: <<Bisogna che tutto cambi perché tutto resti come prima>>.
Conservare il potere nelle mani di chi lo ha sempre avuto, nonostante
il cambiamento. E di questo controverso personaggio così ha scritto
Tomasi di Lampedusa: <<egli militava nella profittevolissima sfumatura
di “estrema sinistra della estrema destra”, trampolino magnifico che
doveva poi permettergli acrobazie ammirevoli e ammirate>>.
(Il Gattopardo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa)
...ìllàpisse infilato fra l’orecchio e l’asticella degli occhiali, la punta
bagnata dalla lingua e giù a strisciare piste di polvere di carbonio.
Un’ematite di pensieri scritti, che sono mutati, nel trascorrere di mezzo
secolo e spero
solo di una piccola
parte della mia vita,
in una miriade di
unità di definizione
di uno stato logico.
Tanti bit digitati in
una rete diven-
L’Oggetto del Desiderio
All’Ombra
della Sfinge
L’
di
Carmine
Goderecci
di Oro e Argento
amore per l’egittologia emerge
dopo la scoperta nel 1922 della
tomba di Tutankhamon e provoca
una corsa alla ripresa in gioielleria
tata strumento
di motivi egizi, dai geroglifici, alla
indispensabile per
rappresentazione dello scarabeo, che
chi ha un sacco di
diventano motivo ornamentale per
domande da fare,
pendenti, orecchini, placche per brac-
una terapia efficace
ciali. Inoltre, sull’onda dell’attrazione
per tutti quelli che
verso l’antichità provocata da questo
hanno tante rispo-
ritrovamento archeologico, nel corso
ste da dare. Dopo la recente approvazione delle virtuose norme sulla
degli anni venti e dei primi anni trenta vengono prodotti spettacoli
transitorietà della vita terrena in Abruzzo, il malcostume dei politicanti
in cui le protagoniste, ad ogni apparizione sullo schermo appaiono
gattopardeschi della mutua tiene sospesi in uno spazio mentale ambi-
ricoperte di maestosi gioielli. Cleopatra fra tutte.
guo, nel quale chi non è soggetto alla sua subordinazione non sempre
L’ambientazione di questi film in pae-
capisce. I potenti accostano il popolo formicaio all’inquietante quanto
si lontani e poco conosciuti, i costumi
prevedibile orco ingannato e sconfitto dal Gatto con gli stivali. E come
colorati, i gioielli sfarzosi, determina-
accade sempre nelle narrazioni popolari, di nascondere il raccapriccio
no nelle donne comuni l’amore per
con l’uso dell’ironia, la sconfitta del drago è assicurata con un lieto fine
l’esotico che trova la sua massima
inatteso dalle caste effimere e irresponsabili della propria vulnerabilità
espressione nei gioielli colorati in
intellettuale.
stile decò importati dalla Francia a
Fatti i conti, tutto costa di più. Piove, la colpa è del Governo. Paravento
cominciare dal 1925, creati anche
da gioiellieri americani, conquistati
anch’essi dal fascino dell’esotico. n
di
26
cine-festival
CINEMA
n.82
Aspettando
non Godo(t)
L’ultimo Balabanov,
da Venezia-Orizzonti
Leonardo
Persia
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contro quattro, uno che ne stende quattro: eroe killer. Una specie
di improbabile Fuga da San Pietroburgo post-sovietica, precipitata,
con lo stacco di montaggio successivo, in un TG a tutto campo, poi
nella serie assortita di immagini vuote determinata dallo zapping.
L’allargamento del campo, fino alla localizzazione del bar dove si
ridimensiona il televisore acceso, con il gestore che cambia i canali,
ci riporta alla realtà, ma si fa per dire. Siamo nel deserto catodico/
caotico, de-localizzato, de-realizzato, del nuovo medioevo post-postmoderno. Il tono del film ne mima la frammentazione: saltellante,
composito, sconnesso, mix di generi e registri, eppur sempre uguale.
Che il bandito della sparatoria sia vero o fiction poco importa. Non
esiste più distinzione tra il vero e il falso. I nomi dei protagonisti
hanno lo stesso nome (e a volte persino il mestiere) degli attori (non
professionisti).
In una sauna, Sanja (il solito Aleksandr Mosin), il killer, per niente
S
pentito, propone il viaggio purificatore
Lo fanno adesso quattro derelitti di San
be the place. Davanti a un’icona, in chiesa,
Pietroburgo, che con una donna diventa-
recita le preghiere della Torre di Thomas
no cinque, lungo una strada orizzontale
Moore, rimando alla torre miracolosa del
che non diventerà mai verticale, alla
posto da raggiungere. Sembra che ognuno
faccia di Michail Bachtin e del cammino
ambisca a liberarsi del proprio ruolo,
trascendente del suo eroe. Siamo sulla
assumendone uno contrario. Oppure la
distesa sconfinata del nulla del dopo-
propria identità è così evanescente da
dopo comunismo. Anche questa è una
poter tranquillamente convivere con l’al-
carcassa di storia giunta al capolinea della
tra opposta. Il bandito edonista diventa il
Storia. Ja tože chocu (Me Too) si rivela
francescano promotore del pellegrinaggio,
una nuova Fine di San Pietroburgo che
il cantante pare aver perso il dono della
postula, immagina, sogna senza colpo
voce o perlomeno si rivela laconico.
ferire. L’apologo acre di ogni Primavera
Vale pure per il personaggio a seguire:
contemporanea sfociante nell’Inverno
l’eslege ubriacone sregolato Matvei (Jurij
(persino nucleare). Senza alcun concreto
Matveev), internato in una clinica da cui
attacco al Palazzo d’Inverno.
l’amico Sanja lo preleva stendendo a terra
Dopo l’errore, c’è la riparazione. Compiu-
gli infermieri. Dimostra un insospettabile
to il delitto, sorge la fantasticheria (e la
attaccamento alla famiglia, esigendo che
religione). La Zona, o Interzona, è il luogo
a viaggiare con loro, nella Land Cruiser
mi(s)tico dove salvarsi, un sistema di
nera, ci sia pure il padre, vecchio militare,
a Oleg (Oleg Garkusha), un chitarrista
e GODot non arriva, bisogna cer-
(anche nella vita, il leader degli Auktyon)
carlo. Lo facevano Freak e Jajà di
introdotto nei titoli di testa, depresso buf-
Beket (Davide Manuli, 2008), nella
fo in cerca di salvezza al di fuori del rock. I
desolazione del dopo-dopostoria.
suoi occhi sono spenti, eppure there must
significazione ultraterreno, da Tarkovskij
silenzioso e pacifico (altro contrappasso).
a Zeldovich, a Cronenberg (da Burroughs). L’isola della felicità di
Invece Alisa, o Lyuba (Alisa Sitikova), reclutata sulla strada (poco
Balabanov, dove i quattro intendono recarsi, è una località devastata
kerouachiana), è una dottoressa in filosofia diventata prostituta per
dalla radioattività, perennemente innevata e disseminata di cadaveri,
aiutare la madre malata. Tradirà ulteriormente il proprio destino,
una specie di doppio di Chernobyl e di un’imminente (neo) pere-
offrendo il suo corpo nudo alla neve, atto di espiazione e sacrificio.
strojka. Una leggenda riferita da un pope defunto vuole che in loco
Ma il verticale alto, ammesso che sia tale, è subito dislocato in un
possa esserci il traghettamento a caso verso una radicale alterità di
verticale basso. Dal giù al più giù, fino alla sparizione fisica o a quella
beatitudine. Per alcuni, non per chiunque: una specie di provvidenza
diegetica. L’assoluto dei pellegrini in Suv diventa la cancellazione
degradata a gratta e vinci. Ricorda quasi la campanelliana Città del
totale, i cinque sono Stalker del niente. Il viaggio è contornato di
Sole, senza sole, vista dal galeotto alcolizzato di Cargo 200 (2007).
stasi morale, fonemi e musica a palla, più sorsi abbondanti di vodka.
La materializzazione di uno sproloquio alla portata di tutti, vetrina di
Anche perché «l’alcool abbassa il livello radiazioni nel sangue»: una
un atarassico ottimismo democratico.
delle tante scemenze da qualcuno sentenziate impassibilmente, e
Il post-atomico morale viene rivelato prima ancora dei titoli, con una
da qualcun altro ascoltate con altrettanta impassibilità. I dialoghi del
sparatoria western all’interno di uno spazio urbano periferico. Uno
film sono la conseguenza della fine del senso e del senso della vita.
Si può dire che lo spettro dei vecchi valori
causale tra i mass media e la vita media
umani(stici) permane, parafrasando Beckett,
rappresentata. Esistenza monotona, seriale,
come gelida (e stralunata) parola senza
continuamente scissa. Piena di informazio-
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atto. O atto meccanico, privo di significato.
ni, senza nessuna informazione. Pur nella
La realtà odierna è per niente distante dal
paradossale ricerca di una via d’uscita,
n.82
grottesco di questa vicenda, dove ogni
pur nella tipologia variegata dei caratteri
azione diventa una stasi, la rivoluzione una
presentati. Quell’ «anch’io» del titolo
controriforma. Non esiste attraversamento,
diventa l’intercalare che non attesta alcun
sono aboliti i riti di passaggio. Nonostante
desiderio, denunciando piuttosto la volontà
l’azione, il movimento, l’espiazione, appare
compulsiva di stringersi attorno al gruppo.
tutto e sempre uguale, piatto e liscio. A
Una passività della coscienza, un falso mo-
meno che la predestinazione della grazia
vimento ascendente. Godot, è chiaro, non
non sia proprio una spoliazione di tutte
arriva neanche stavolta. n
le cose, l’annullamento nella morte, alter
comunismo. L’auspicio di Matveev dinanzi al
fuoco: l’anno zero di una nuova era glaciale.
sense della rappresentazione combacia
Il film è allora caratterizzato dal continuo
con l’entropia del non-sense rappresentato.
raffreddamento, neutralizzante, di situa-
Sembra un Bulgakov disseccato, furibondo
zioni romanzesche, ridotte a silhouette
ma stanco, dal racconto «telefonato»: un
drammaturgiche (la miseria, la malattia…)
accumulo di dati arido, privo di progresso,
e caratteriali (il bandito, il cantante…). Si
replica del mondo globalizzato.
rivela lo scheletro di situazioni narrative
A conferma della coabitazione tra fiction e
altrimenti più tonde e avvincenti. Il vero
realtà (e concreta realtà, ahimé, della fic-
plot sono i disjecta universali, la fine delle
tion), a un certo punto il figlio di Balabanov
grandi narrazioni, il testo per nulla. Non
entra in scena come anchor-boy televisi-
gira a vuoto (come spettatori e critici hanno
vo, una specie di veggente decorativo e
lamentato riguardo, per esempio, alla parte
anonimo. Il regista stesso appare invece
in auto, dove in sostanza non accade niente
as himself nel prefinale, filmaker in cerca
e il tempo risulta eccessivamente dilatato):
anch’egli della felicità, prima che la morte
incarna espressamente il vuoto. Il non-
lo colga. Esiste, evidentemente, un nesso
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Pallamano
n.82
SPORT
I Campionati,
Maschile e
Femminile
e... la Nuova Federazione
dalla
Redazione
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un team che potesse difendere con un minimo di decoro il titolo appena
conquistato. Senza contare la negativa ricaduta d’immagine sulla città.
Una crisi che ha portato l’H.C. Teramo 2002 vicinissima all’abbandono
dell’attività agonistica e che si è ripercossa chiaramente ed in maniera
pesante sul rendimento della squadra nelle prime uscite stagionali. Alla
sconfitta nella prima gara di supercoppa contro l’eterna antagonista Salerno hanno fatto seguito le sconfitte nelle prime gare di campionato. Senza
contare che la pioggia non è mancata sul bagnato. La sfortuna infatti, sotto
forma di infortuni, ha colpito anche la squadra che ha dovuto fare a meno
di diverse atlete, in particolare di Daniela Palarie capocannoniere negli
ultimi campionati e del capitano Elena Krese. Infortuni che hanno fortemente condizionato il cammino fin qui percorso. Nel frattempo la società,
approfittando della sosta del campionato, sembra si stia ricompattando
con il contributo del general manager Canzio, di Egidio Romano e dell’instancabile allenatore Serafino Labrecciosa i quali nei limiti delle scarse
possibilità economiche cercheranno di rafforzare il parco giocatrici. Per
quanto concerne invece la società maschile, la Teknoelettronica Teramo,
I
dopo le due vittorie iniziali, sono giunte due preventivabili sconfitte contro
del presidente Domenico Carnevale si aprisse un futuro roseo e pieno di
nostra notazione sulle recenti elezioni che hanno rinnovato la Presidenza
successi, certificato al Palasannicolò dalla massiccia presenza delle istitu-
e l’Organico della Federazione di Pallamano, Federazione che dopo l’ormai
zioni e di un foltissimo pubblico di circa 2000 spettatori.
lontana scomparsa di Concetto Lo Bello ha vissuto un lungo periodo di
Quando poi, nel mese di settembre, la Società si presentava agli sportivi
stasi che si accompagnato a quello generale di questo sport a livello eu-
teramani nella splendida cornice di Piazza Martiri della Libertà dando di sé
ropeo. La candidatura di Pierluigi Montauti, patron della Coppa Interamnia
l’immagine di una rinnovata e più ambiziosa organizzazione societaria, con
supportata da quanti volevano un radicale e profondo cambiamento nella
l’inserimento nel proprio organico di nuove figure dirigenziali quali l’addet-
conduzione, nulla ha potuto contro lo strapotere dell’uscente e riconfer-
to al marketing, alla comunicazione ed altre ancora, nulla faceva presagire
mato avvocato Purromuto. Ora c’è in atto una contestazione del risultato
che di lì a poco si sarebbe entrati in una fase di crisi profondissima che
da parte della parte soccombente, con ricorsi presentati all’autorità
ha portato in brevissimo tempo la società teramana a dover rinunciare
competente ventilando ipotesi di brogli. Ma queste polemiche non fanno
prima alle Coppe europee e poi all’apporto di diverse atlete che erano
certamente bene alla pallamano che dopo aver vissuto un ormai lontano
state protagoniste di primissimo piano nella stupenda cavalcata che aveva
decennio di forte crescita sembra si sia ripiegato su se stesso. Mancano
portato alla conquista del primo scudetto tricolore della storia sportiva
infatti impianti sportivi e società forti che riescano ad attrarre su questo
teramana. A tutto ciò seguiva il disgregamento della società, con le dimis-
sport l’attenzione dei media e di conseguenza di capitali che riescano a far
sioni a catena dei nuovi dirigenti e le ovvie difficoltà per l’assemblaggio di
fare al movimento della pallamano l’ulteriore salto di qualità. n
le più accreditate squadre per la vittoria finale nel Girone e del Campio-
l 19 maggio scorso, il fischio finale dell’incontro da parte dei direttori di
nato. Quindi riscatto in casa con il Noci e successiva sconfitta a Gaeta.
gara, sanciva la conquista dello scudetto nel Campionato di Pallamano
Comunque un discreto cammino per la giovanissima squadra teramana
femminile da parte del dell’H.C. Teramo 2002. In un tourbillon di emo-
che lotta per centrare l’obiettivo Play Off, obiettivo che così come stanno
zioni, di entusiasmo sfrenato, sembrava che per la società teramana
le cose rappresenterebbe un bel successo. Infine non può mancare una
di
ECONOMIA
Coldiretti informa
Raffaello
Betti
Olio d’oliva
“Made in Teramo”
Produzione in crescita e di qualità,
ma occhio alle contraffazioni
Direttore Coldiretti Teramo
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n.82
te da alte temperature, bassa umidità e
assenza di pioggia ha infatti scongiurato
l’attacco di questo insetto la cui larva è una
minatrice della drupa dell’olivo.
La produzione olivicola è solidamente
presente nel teramano da tempi antichissimi ed è oggi una realtà economica di tutto
rispetto: «è per questa ragione che, a difesa
di questa eccellenza, la Coldiretti si sta
impegnando con insistenza nella difesa dei
consumatori dalle numerose contraffazioni
dell’olio extravergine di oliva – ha spiegato
Flaviano Di Giovanpietro, agronomo e
dirigente della Coldiretti provinciale e Presidente dell’Aprol di Colonnella
– e stiamo in proposito avviando una campagna informativa sull’avvio
Q
dei controlli per denunciare quei prodotti che non rispettano i requisiti
fino a novembre il processo di raccolta delle olive e della produzione di
processo produttivo discutibile che non tiene conto delle norme, della
olio e, secondo le stime dell’Aprol, Cooperativa di produttori olivicoli, la
rigorosità nella selezione delle olive e di un’attenta molitura. L’Aprol
campagna olivicola locale si prospetta particolarmente positiva. Il clima
Abruzzo, fondata nel 1978 come associazione di produttori di olive, nel
degli ultimi mesi ha infatti favorito la crescita delle olive che non sono
2005 è diventata una cooperativa agricola e si impegna nella diffusio-
state compromesse dall’attacco della mosca olearia e non hanno subito
ne delle conoscenze scientifiche e tecniche sull’olivicoltura ai fini del
attacchi fitosanitari forti. Il susseguirsi di giornate estive caratterizza-
miglioramento della qualità della produzione di olive e di olio. n
previsti dalla legge. Basti sapere che alcuni sistemi di lavorazione
uest’anno la produzione di olio nel teramano sarà di buon livello
comportano un innalzamento degli achil esteri, sostanze impercettibili
qualitativo e, in termini quantitativi, in controtendenza rispetto a
al palato, ma indici di scarsa qualità e di assenza di proprietà e benefici
una media nazionale che fa stimare una flessione di circa il 10%
che invece contraddistinguono gli oli extravergini autentici». Lo stesso
rispetto allo scorso anno. Inizia infatti questo mese, per protrarsi
prezzo dei “falsi” oli notevolmente più basso, è un indicatore di un
di
30
Antonio
Parnanzone
Calcio
SPORT
n.82
Il Teramo
lavora
per una
crescita
sana
L’
[email protected]
Ne consegue che tutto è più complesso e
d’Accio ad incitare il diavolo. Alla sicurezza
disciplinato per garantire atleti e orga-
negli stadi non si può rinunciare perché
nizzazione del campionato. In tempi di
non si può pregiudicare la tranquillità di
ristrettezze economiche l’occhio al bilancio
chi cerca nella partita di calcio il piacere
è opportuno e indispensabile, e così anche
per un gioco amato che spesso va oltre la
il Teramo ha ritenuto che qualche giovane
sua peculiarità. Negli ultimi tempi sembra
in più potesse essere una buona politica da
avviata una inversione di tendenza che nel
seguire per integrare i fondi necessari per
tempo dovrebbe portare alla eliminazione
la gestione attraverso i contributi federali.
delle barriere dagli stadi.
Molte società, infatti, si sono orientate
Accelerare, con le dovute cautele, il pro-
opportunamente in tal senso. Il Teramo,
cesso in atto potrebbe incoraggiare chi al
costruito con giocatori giovani e con altri
momento trova la tale motivazione per non
più esperti, ha dimostrato di esserci, magari
recarsi allo stadio.
senza imporsi alla maniera della passata
La squadra merita veramente pochi
stagione, cogliendo buone prestazioni ed
spettatori? Dipende dai punti di vista. Se
altre un po’ meno.
non sovrasta gli avversari con prolungato
Nel calcio la matematica vale poco e niente
è scontato. Non strafare e cercare nel
buon lavoro un obiettivo a portata di mano,
anche se non di altissimo profilo, è una
politica giusta per l’immediato.
Belle prestazioni, specie fuori casa, altre
meno convincenti per di più davanti al
proprio pubblico, è il primo bilancio di
impatto con il professionismo è
un‘annata che dovrebbe assicurare tranquil-
stato soft e in crescendo.
D’altra parte non si poteva pretendere di entrare a far parte di una
categoria dove “professionismo” è sinonimo
di regole più severe da rispettare e dove
l’attività di chi la esercita è un lavoro e non
più un diletto in parte lasciato al tempo
libero.
lità, senza rinunciare a sorprese che strada
possesso palla, nemmeno subisce l’azione
facendo potrebbero anche maturare.
allo stesso modo.
Chi dice che manca qualche pedina impor-
Dietro sembra essere ben coperta e le
tante nel reparto avanzato, chi ritiene che
poche reti subite dimostra che c’è poco
è questione di tempo per vedere all’opera
spazio per gli avanti avversari.
un’ottima squadra, altri più parsimoniosi
Il centrocampo non è tanto inferiore a quelli
plaudono alla politica giovane scelta dalla
di altre squadre che al momento sembrano
società. Il dibattito sembra creare interesse,
più quotate per effetto della miglior posizio-
purtroppo fuori dallo stadio, perché dentro
ne in graduatoria o per le credenziali iniziali.
sono pochi ad entrarci. Poco pubbli-
Le critiche maggiori le raccoglie il reparto
co, meno della passata stagione, meno
avanzato, vuoi per le scelte tattiche di Cap-
abbonati e meno paganti. Vuol dire meno
pellacci di giocare con una sola punta, vuoi
interesse? Probabilmente no.
per l’assenza prolungata di Bucchi, vera
Il momento di difficoltà che l’intera nazione
punta di diamante del reparto.
attraversa ha il suo peso e se poi ci si
Se qualche aggiustamento potrebbe essere
mettono anche le ferree norme di sicurezza
necessario o opportuno per una migliore
per l’accesso agli stadi, ne scaturisce un
efficienza, aspettare ancora un po’ potreb-
mix poco favorevole per convincere i tifosi
be essere anche una soluzione per capire il
a recarsi nel nuovo comunale di Piano
vero valore della squadra. n
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