DOSSIER
Venerdì, 09 ottobre 2015
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Venerdì, 09 ottobre 2015
Articoli
09/10/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 42
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Raccolta fondi per il primo soccorso nelle scuole e negli istituti sportivi
09/10/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 34
TIZIANA CARPINELLI
Dodicesimo CantaFestival con meno canzoni per crisi
09/10/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 28
«Vogliono utilizzare il Convitto San Luigi per fare business»
09/10/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 28
Centro­sinistra in campo per chi dorme all' addiaccio
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Senza i volontari sarebbe un dramma
VINCENZO COMPAGNONE
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
provincia di gorizia
Raccolta fondi per il primo soccorso nelle scuole e
negli istituti sportivi
Reperire risorse per consentire a docenti,
personale Ata, allenatori e dirigenti sportivi di
frequentare gratuitamente i corsi di formazione
finalizzati all' apprendimento delle tecniche di
primo soccorso e delle modalità d' uso del
defibrillatore semiautomatico Dae in caso di
arresto cardiaco, oltre all' acquisto delle
relative attrezzature, da cedere in comodato
gratuito agli Istituti scolastici o alle associazioni
sportive. Con questo obiettivo la Provincia di
Gorizia, assieme al Coni, all' Associazione di
Volontariato Onlus "Confraternita di
Misericordia di Cormòns" e alla Fondazione
CariGo ha deciso di realizzare una raccolta
fondi dal nome "Grazie di Cuore. Uniti per uno
sport sicuro".
Il primo passo di questo progetto sarà un
evento pubblico che si terrà oggi alle 18 a
Palazzo Attems­Petzestein a Gorizia alla
presenza di Bruno Pizzul, del nuotatore
Lorenzo Glessi, del cestista Guido Visintin e
delle campionesse europee di softball Eva
Trevisan, Francesca Concina e Marta
Gasparotto. La Provincia di Gorizia, dopo i
12.000 euro già spesi per l' acquisto dei
defibrillatori necessari alle palestre provinciali
(utilizzate la mattina dalle scuole e nel
pomeriggio dalle associazioni sportive), ha deciso di devolvere alla causa altri 3.750 euro, di cui 2.250
per l' organizzazione di corsi di formazione e 1.500 per la stampa dei materiali promozionali legati al
progetto. La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ha, a sua volta, già deciso di donare 10.000
euro a "Grazie di cuore", oltre ai 40.000 già dedicati nei mesi scorsi. Altri fondi saranno messi a
disposizione dalle quattro BCC isontine.
«La volontà è quella di rendere più sicuro l' intero territorio isontino, aumentando la possibilità di salvare
vite umane in caso di arresto cardiaco durante l' attività sportiva e allo stesso tempo aiutare
concretamente tutte le associazioni nello svolgimento in sicurezza della pratica sportiva» commenta l'
assessore provinciale allo sport Vesna Tomsic.
«Come previsto dal Decreto Balduzzi, ogni associazione sportiva sarà obbligata ad avere almeno una
persona che ha frequentato il corso, presente a tutti gli allenamenti e alle gare». La Provincia di Gorizia
invierà a tutti i Comuni aderenti al progetto una scheda, chiedendo di verificare la presenza di
defibrillatori e di persone abilitate all' uso. Dopo una panoramica completa sulle associazioni che
operano sul territorio isontino, si potrà procedere all' attivazione di corsi specifici per l' uso del
defibrillatore.
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
tradizione a teatro
Dodicesimo CantaFestival con meno canzoni per
crisi
di Tiziana Carpinelli Si ripropone al suo
pubblico di aficionados il CantaFestival de la
Bisiacarìa, giunto alla 12ª edizione con la
baionetta tra i denti per sopravvivere ai tagli di
risorse. Tempi bui per cultura e tradizioni: in
un lasso certamente non prodigo di
finanziamenti anche la Pro Loco,
organizzatrice dell' evento, è costretta a
sofferti risparmi e così, da dodici canzoni,
quest' anno, si passa a dieci. Ma show must
go on e dunque veniamo alla scelta delle
finaliste. Numerosi gli elaborati giunti per
concorrere al festival bisiaco, manifestazione
che vanta il patrocinio di otto Comuni del
Mandamento, Provincia e Regione, nonché la
collaborazione della Fondazione Carigo e
delle Pro Loco, oltre alle maggiori associazioni
culturali del territorio.
Dopo alcune ore di ascolto e di discussione, la
speciale commissione composta da Brunella
Papa, presidente del sodalizio di via Mazzini,
Carlo Blasini, direttore artistico, Roberto
Montanari, coordinatore musicale, Orlando
Manfrini alias sior Anzoleto, Giorgio Iuretta,
vertice del Gruppo Incontri Bisiachi ed Edes
Cobai, poetessa, ha selezionato i dieci brani
finalisti che si contenderanno il podio della
manifestazione che si terrà sabato 24 ottobre al Teatro Comunale di corso del Popolo.
Diversi i temi presenti tra note e rime dialettali, aspetto positivamente rimarcato per quest' edizione:
amore, struggimenti e romanticismo da sempre la fanno da padrona, ma stavolta gli autori si sono
lasciati andare anche al sorriso, con pensieri ottimistici sulla vita, una buona dose di ironia e anche alla
memoria per le celebrazione del centenario della Grande Guerra.
«Siamo soddisfatti per la qualità dei brani pervenuti che, ricordo, vengono selezionati in forma anonima
­ spiega la presidente della Pro Loco Brunella Papa ­. Quest' anno i vari ulteriori tagli di contributi alla
manifestazione hanno messo in seria crisi l' organizzazione della kermesse, tanto da dover ridurre a
dieci il numero di canzoni ammesse alla serata finale». Due canzoni in meno rispetto alla passata
edizione, baciata da un folto pubblico. «In questi giorni ­ prosegue Papa ­ stiamo valutando altre vie per
poter garantire quantomeno la produzione del cd musicale, vero segno tangibile del Festival nel tempo,
e per organizzare delle serate a tema finalizzate alla divulgazione del dialetto bisiac. Ciò affinché l'
ascolto delle canzoni non si esaurisca nella finale a teatro».
Infine è già da tempo partito il grande lavoro di arrangiamento, prove e incisioni delle canzoni finaliste.
Si sta ultimando altresì la stesura del libretto coi testi delle canzoni, le curiosità e le foto su autori e
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
cantanti.
Tutti potranno ascoltare i nuovi e inediti brani del CantaFestival de la Bisiacarìa e incoronare il migliore
motivetto durante la grande serata finale del 24 ottobre a teatro.
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Gorizia
«Vogliono utilizzare il Convitto San Luigi per fare
business»
Romoli chiude la porta in faccia a Genna e denuncia: un minore non accompagnato
"rende" 120 euro il giorno
di Vincenzo Compagnone Il caso San Luigi,
dopo l' arrivo dei primi gruppetti di minori
richiedenti asilo (ragazzi bengalesi, kosovari,
afghani e pakistani) spediti dal Comune di
Trieste, città che non riesce più ad arginare i
flussi in arrivo dalla rotta balcanica, fa
registrare ogni giorno nuove puntate. Oggi la
notizia è che un incontro in programma in
municipio fra Romoli e l' imprenditore triestino
Michele Genna, in predicato di rilevare la
gestione del convitto, è saltato per il secco
rifiuto del sindaco.
Porte in faccia a Genna La riunione sarebbe
dovuta avvenire ieri alle 16, ma Romoli ha
metaforicamente sbattuto la porta in faccia a
Genna, che in questa caotica telenovela si
muove, di fatto, come plenipotenziario dei
Salesiani e autentico deus ex machina dell'
operazione di compravendita della struttura.
Gli ha fatto sapere che si sarebbe trattato di un
incontro inutile, dal momento che faceva testo
quanto l' Ufficio comunale urbanistica aveva
già scritto all' imprenditore. E cioè che la
destinazione d' uso del convitto, che
tecnicamente è una "casa per ferie" (cioè una
struttura per l' accoglienza di persone o
gruppi, gestita senza finalità di lucro da parte
di un ente religioso) non può essere modificata in quanto ciò comporterebbe una variante al Piano
regolatore. Genna, nella sua richiesta inviata al Comune su carta intestata dei Salesiani, chiedeva di
poter operare al San Luigi a diverso titolo, e cioè come ente privato (si è sempre parlato di una onlus da
lui capitanata) essendoci in ballo degli introiti di tipo commerciale.
Il business non va giù al sindaco Ma Romoli, al riguardo, è esplicito: «Si stanno avverando i nostri
sospetti. E cioè che si voglia utilizzare il San Luigi per fare business. È semplice: i minori non
accompagnati rendono ai gestori fino a 120 euro al giorno a differenza dei migranti maggiorenni per i
quali si ottengono 35 euro. Il vantaggio è evidente. Farò tutto il possibile affinchè il convitto non diventi
un Centro per l' accoglienza dei minori. Gorizia ha già subìto un danno per la decisione dei Salesiani di
abbandonare una struttura che da 120 anni offriva servizi per la comunità per i giovani. Ora, con l' uso
che ne vogliono fare, al danno si aggiunge la beffa».
Incontro col questore Il sindaco si è recato anche dal questore Pillinini, per prospettargli il quadro della
situazione: «Ho avuto la conferma ­ osserva ­ che né la Questura né la Prefettura, oltre al sottoscritto,
erano state informate dell' arrivo dei minori da Trieste», un trasferimento del quale si è occupato
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Gorizia
materialmente il Dijaski Dom (la casa dello studente sloveno triestina) al quale il Comune giuliano si
appoggia come una sorta di pronto intervento in caso di situazioni d' emergenza legate all' arrivo di
giovani migranti.
Romoli fa sapere che il questore si incontrerà anche con Michele Genna.
Tweet tra Gentile e Cosolini Il fatto che al Comune di Gorizia non sia stato comunicato l' arrivo dei
minori è stato oggetto di un botta e risposta, ieri su Twitter, fra il capogruppo di Forza Italia Fabio
Gentile e il sindaco di Trieste Roberto Cosolini: «Ci spieghi Cosolini ­ ha scritto Gentile ­, perché e con
quale autorizzazione si spostano i profughi minori da Trieste a Gorizia». Immediata la replica: «Basta
studiarsi le norme».
E la controreplica di Gentile: «Appunto, spiegale a me o a Romoli». Il Comune di Trieste, visto che
continua a farsi carico dei minori sistemati solo provvisoriamente al San Luigi, non era tenuto
formalmente ad avvertire il sindaco di Gorizia. Ma, forse, sarebbe stata sufficiente una telefonata o una
e­mail.
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
L' APPELLo
Centro­sinistra in campo per chi dorme all' addiaccio
Mentre il caso San Luigi continua a tenere
banco, si avvia a diventare incandescente la
situazione sul fronte degli altri profughi, quelli
adulti, afghani e pakistani, con particolare
riferimento a quanti, ormai da mesi, pernottano
all' addiaccio (attualmente sono oltre 120, visto
che per una trentina c' è la valvola di sfogo
rappresentata dal dormitorio Caritas di
Piazzutta) per la mancanza di strutture
convenzionate in cui accoglierli.
Ieri le segreterie dei partiti del centro­sinistra
(Pd, Sel, Italia dei Valori e Rifondazione
comunista) hanno sottoscritto un appello
urgente indirizzato al prefetto Isabella Alberti e
al sindaco Ettore Romoli e, per conoscenza,
all' Azienda sanitaria.
«Riteniamo doveroso ­ si legge nella missiva ­
segnalarvi le precarie condizioni igienico­
sanitarie in cui versa la popolazione straniera,
attualmente presente sul territorio del Comune
di Gorizia in attesa delle pratiche espletate
dalla Questura. Tale situazione, di cui
abbiamo potuto più volte renderci
personalmente conto, ci impone il dovere,
costituzionale, di chiedere con urgenza un
intervento diretto delle autorità preposte. Le
persone, in attesa dei documenti, dal 23
maggio scorso si trovano nelle condizioni di non disporre né di un tetto né tanto meno di appropriati
servizi igienici, con la conseguente difficoltà di espletare i più basilari bisogni primari in condizioni di
igiene e decoro per la persona.
Questo, come è evidente, comporta gravi preoccupazioni di ordine sanitario, oltreché essere una
condizione che ci interroga e ci indigna profondamente».
«Alcune persone riunite in associazione di volontariato ­ prosegue la lettera ­ sono attualmente
impegnate a garantire, sostituendo i responsabili delle Istituzioni, il minimo indispensabile di assistenza,
come la cena e un cambio di abiti. Con l' avvicinarsi della brutta stagione e il conseguente
peggioramento delle condizioni climatiche e delle temperature, le condizioni sopra esposte non
potranno che peggiorare, come segnalato più volte anche a mezzo stampa dai responsabili dell'
Azienda per l' assistenza sanitaria numero 2, mettendo a rischio sia la salute degli ospiti sia quello della
popolazione locale. Riteniamo di fare il nostro dovere di cittadini nel segnalare la situazione, con l'
auspicio che vogliate dare risoluzione a questa problematica nel più breve tempo possibile». E nell' aria
ci sono forme di protesta. Anche clamorose.
(vi.co.)
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Senza i volontari sarebbe un dramma
La senatrice Pd critica sull' accoglienza ai richiedenti asilo afghani e pakistani
«Domenica, unico giorno di sospensione dell'
attività parlamentare, ho voluto verificare
personalmente le condizioni in cui vivono i
circa 150 ragazzi afghani e pakistani fuori
convenzione nel quartiere della Madonnina di
Gorizia, dove ho preso consapevolezza di
quanto sia ai limiti della dignità umana la loro
quotidianità, resa sopportabile grazie alla
generosità della Caritas, del parroco e dei
volontari della Parrocchia; dopo cena, una
quarantina di questi giovai fruirà di un
ricovero, gli altri affronteranno un' altra notte
all' addiaccio».
A raccontarlo è la senatrice goriziana del
Partito democratico Laura Fasiolo. «Molti di
loro sono febbricitanti ­prosegue la
parlamentare ­, alcuni hanno problemi ai piedi
e alle gambe, altri alla schiena. C' è chi ­ mi
hanno riferito i volontari ­ ha problemi più seri.
In questi giorni alcuni ragazzi sono stati
denunciati perché sorpresi a dormire sotto i
porticati di un condominio. Anche la notte tra
domenica e lunedì la dimora è stata per
molti... le rive dell' Isonzo, al riparo dalla
pioggia grazie ad alcuni teli.
Ho sentito il dovere di riportare in Senato
questa testimonianza, dopo aver ascoltato
varie autorità locali ­ racconta ancora Fasiolo ­. Confermo il mio impegno a sostenere nelle sedi
parlamentari le ragioni dell' accoglienza in emergenza sempre, in prospettiva dell'"accoglienza diffusa",
praticata nelle più avanzate realtà comunali italiane».
«Il Paese, la nostra giunta e l' assessorato provinciale e la nostra Regione, insieme con alcuni sindaci,
hanno maturato pratiche di eccellenza nel campo dell' accoglienza, anche se davvero la percentuale dei
Comuni disponibili è assai limitata ­ ha aggiunto la parlamentare dem goriziana ­. A maggior ragione,
va apprezzata la disponibilità dei sindaci pionieri, che hanno espresso attraverso il loro esempio una
leadership da imitare. Un grazie vada a quei sindaci che hanno saputo gestire, con coraggio, situazioni
complesse, difficili da conciliare con i modesti bilanci e con le esigenze della popolazione. Ma anche
alla Caritas diocesana, alla Croce rossa, ai volontari di varie associazioni, ai Medici Senza Frontiere,
che si sono spesi garantendo i servizi necessari». (chr.s.
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