Istituto Comprensivo di Scuola dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo grado “G.TALIERCIO” Via del Commercio 1 Marina di Carrara Tel.0585/788353 Fax 0585/788372 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO ai sensi art. 28 e 29 del D.lgs 81/08 del 09-04-08 1 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO ai sensi art. 28 e 29 del D.lgs 81/08 del 09-04-08 Data Descrizione Rev. Redatto 05/11/2010 Aggiornamento sulla valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza ex art. 4 comma 2 D. Lgs. 626/94 0 Scaletti Andrea Lucetti Francesco Aggiornamento sulla valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza ex D. Lgs. 81/08 1 Scaletti Andrea Lucetti Francesco Aggiornamento sulla valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza ex D. Lgs. 81/08 2 Scaletti Andrea Lucetti Francesco 01/07/2013 01/09/2014 Il Responsabile S.P.P. Scaletti Andrea Carrara, 01 Settembre 2014 2 Approvazione Emissione Il Datore di lavoro Diamanti Antonella INDICE GENERALE 1.0 2.0 3.0 4.0 5.0 - GLOSSARIO - PREMESSA - METODOLOGIA DI LAVORO - DESCRIZIONE DEI CRITERI ADOTTATI - DESCRIZIONE DEI LUOGHI DI LAVORO E DELLA ATTIVITA' AZIENDALE 6.0 - VALUTAZIONE RISCHI 7.0 - RISCHI CONNESSI ALLA MANSIONE 8.0 - IDENTIEICAZIONE DEI LAVORATORI ESPOSTI 9.0 - RISCHI CONNESSI ALLE MANSIONI E RELATIVI INTERVENTI Dl PREVENZIONE 10.0 - ADEMPIMENTI IN CASO DI INFORTUNIO 11.0 - SCELTA DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE 12.0 - INDIVIDUAZIONE DELLE MISURE PRIORITARIE 13.0 - DISPOSIZIONI GENERALI PER L’UTILIZZO DEI VDT 14.0 - CARATTERISTICHE GENERALI DELLA VALUTAZIONE 15.0 - NOTA FINALE ALLEGATO 1 A. Documentazione OBBLIGATORIA GENERALE B. Documentazione OBBLIGATORIA SPECIFICA C. Documentazione NECESSARIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI ALLEGATO 2 Presidi Sanitari per il pacchetto di medicazione ALLEGATO 2 bis Prevenzione delle malattie a trasmissione ematica ALLEGATO 3 Presidi Antincendio ALLEGATO 4 Elenco Dipendenti e Mansioni ALLEGATO 5 Planimetrie dei plessi 3 3 5 9 10 15 19 32 43 47 47 55 55 55 57 58 59 Il presente documento illustra il complesso delle operazioni concernenti l’aggiornamento della "Valutazione dei Rischi", effettuate ai sensi dell’Articolo 29 del Decreto Legislativo n° 81 del 09 aprile 2008. La relazione di seguito riportata è il frutto di un’attenta analisi della normativa in essere oltre ad una serie di valutazioni precise in relazione all’intero “Sistema Sicurezza” nel luogo di lavoro e di studio. La Dirigente Scolastica Diamanti Antonella Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione Scaletti Andrea 4 1.0 - GLOSSARIO 1.1 Definizioni Si adottano nel presente documento, le seguenti definizioni in accordo con l’art. 2 del D.Lgs 81/08 a) «lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attivita' lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore cosi' definito e' equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di societa', anche di fatto, che presta la sua attivita' per conto delle societa' e dell'ente stesso; l'associato in partecipazione di cui all'articolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l'allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l'allievo sia effettivamente applicato alle strumentazioni o ai laboratori in questione; il volontario, come definito dalla legge 1° agosto 1991, n. 266; i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile; il volontario che effettua il servizio civile; il lavoratore di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni; b) «datore di lavoro»: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l'assetto dell'organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attivita', ha la responsabilita' dell'organizzazione stessa o dell'unita' produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest'ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall'organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell'ubicazione e dell'ambito funzionale degli uffici nei 5 quali viene svolta l'attivita', e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l'organo di vertice medesimo; c) «azienda»: il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato; d) «dirigente»: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l'attivita' lavorativa e vigilando su di essa; e) «preposto»: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, sovrintende alla attivita' lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa; f) «responsabile del servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso delle capacita' e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi; g) «addetto al servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso delle capacita' e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32, facente parte del servizio di cui alla lettera l); h) «medico competente»: medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all'articolo 38, che collabora, secondo quanto previsto all'articolo 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed e' nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto; i) «rappresentante dei lavoratori per la sicurezza»: persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro; l) «servizio di prevenzione e protezione dai rischi»: insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attivita' di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori; m) «sorveglianza sanitaria»: insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all'ambiente di lavoro, ai fattori 6 di rischio professionali e alle modalita' di svolgimento dell'attivita' lavorativa; n) «prevenzione»: il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarita' del lavoro, l'esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell'integrita' dell'ambiente esterno; o) «salute»: stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un'assenza di malattia o d'infermita'; p) «sistema di promozione della salute e sicurezza»: complesso dei soggetti istituzionali che concorrono, con la partecipazione delle parti sociali, alla realizzazione dei programmi di intervento finalizzati a migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori; q) «valutazione dei rischi»: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell'ambito dell'organizzazione in cui essi prestano la propria attivita', finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza; r) «pericolo»: proprieta' o qualita' intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni; s) «rischio»: probabilita' di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione; t) «unita' produttiva»: stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all'erogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale; u) «norma tecnica»: specifica tecnica, approvata e pubblicata da un'organizzazione internazionale, da un organismo europeo o da un organismo nazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria; v) «buone prassi»: soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, elaborate e raccolte dalle regioni, dall'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e dagli organismi paritetici di cui all'articolo 51, validate dalla Commissione consultiva 7 permanente di cui all'articolo 6, previa istruttoria tecnica dell'ISPESL, che provvede a assicurarne la piu' ampia diffusione; z) «linee guida»: atti di indirizzo e coordinamento per l'applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza predisposti dai Ministeri, dalle regioni, dall'ISPESL e dall'INAIL e approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano; aa) «formazione»: processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi; bb) «informazione»: complesso delle attivita' dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro; cc) «addestramento»: complesso delle attivita' dirette a fare apprendere ai lavoratori l'uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro; dd) «modello di organizzazione e di gestione»: modello organizzativo e gestionale per la definizione e l'attuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, idoneo a prevenire i reati di cui agli articoli 589 e 590, terzo comma, del codice penale, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute sul lavoro; ee) «organismi paritetici»: organismi costituiti a iniziativa di una o piu' associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: la programmazione di attivita' formative e l'elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro; l'assistenza alle imprese finalizzata all'attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attivita' o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento; ff) «responsabilita' sociale delle imprese»: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro attivita' commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. 8 2.0 - PREMESSA. Il concetto di Sicurezza nel campo delle attività lavorative umane, qualunque esse siano, ha oggi assunto un significato che coincide con quelli che sono i principi della Qualità. Infatti, i principi su cui si basano i due concetti possono essere riassunti nei seguenti punti: 1) La Sicurezza come la Qualità, inizia dalla Direzione 2) La Sicurezza come la Qualità, é un programma permanente. 3) La Sicurezza come la Qualità, si basa fondamentalmente sulla realizzazione della prevenzione e non sulla azione riparatrice 4) La Qualità come la Sicurezza, deve essere presente in tutte le fasi del ciclo di vita dei prodotti e in tutte le fasi dei processi produttivi. 5) La Qualità come la Sicurezza, è misurabile. 6) La Qualità come la Sicurezza, é compito di tutti. 7) La Qualità come la Sicurezza, si raggiunge attraverso la formazione. Di fronte a tali coincidenze é inevitabile giungere alla conclusione che qualità e sicurezza sono due facce di una stessa medaglia, ed una impostazione corretta in uno qualsiasi di questi due campi avrà immancabilmente ripercussioni favorevoli sull'altro. Nei sette punti precedenti é racchiusa la filosofia del D.Lvo 81/08, con cui lo Stato Italiano ha recepito otto Direttive della Comunità Europea concernenti l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. La "valutazione del rischio", così come prevista dal D.Lvo. 81/08, va intesa come l'insieme di tutte quelle operazioni, conoscitive ed operative, che devono essere attuate per addivenire ad una "Stima del Rischio" di esposizione ai fattori di pericolo per la sicurezza e la salute dei lavoratori in relazione alla programmazione degli interventi di prevenzione e protezione per l'eliminazione o la riduzione dei rischi secondo quanto previsto dall'art. 3 del citato Decreto. In definitiva, obiettivo della valutazione del rischio, é quello di realizzare uno strumento in grado di permettere al Datore di Lavoro di individuare le misure di prevenzione e di pianificarne l'attuazione, il miglioramento ed il controllo. Scopo del presente lavoro é pertanto, l'elaborazione del documento previsto all'art. 17 decreto legislativo 81/08, da redigere da parte del datore di lavoro, che in sostanza deve ottemperare ai seguenti obblighi: effettuare la valutazione dei rischi procedere alla stesura del piano di sicurezza 9 istituire il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) nominare il Responsabile del SPP prendere atto della nomina del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza informare e formare gli addetti relativamente alle lavorazioni, ai processi produttivi, ai mezzi impiegati, agli ambienti di lavoro, ai criteri organizzativi seguiti procedere agli aggiornamenti del piano di sicurezza in funzione delle mutate condizioni dei luoghi di lavoro conseguentemente agli aggiornamenti dei processi produttivi procedere al miglioramento dell'efficacia delle misure protettive adottate in funzione dello stato dell'arte. Particolarmente, per ciò che riguarda l'ambiente scolastico, alle scuole di ogni ordine e grado ed agli Istituti di Istruzione Universitari, le Norme del Decreto 81/08 si applicano tenendo conto delle particolari esigenze connesse al tipo di attività svolta, che dovranno essere identificate con Decreti dei Ministeri competenti. In ogni caso in ogni scuola dovranno essere attuate ed applicate le seguenti Normative relative alla sicurezza dei luoghi di lavoro: Decreto Legislativo n. 81/08 Altri successivi Decreti che hanno recepito specifiche Direttive U.E. come il D.P.R. n. 459/96 sulla sicurezza delle Macchine, oppure come il D.Lgs. n. 493 sulla "Segnaletica di Sicurezza". Leggi e decreti previgenti come il D.P.R. 547/55 e D.P.R. 303/56, D.Lgs. 277/91 I decreti sopra elencati valgono anche per gli allievi, poiché (art. 3, comma 2, D.Lgs.81/08) "sono equiparati ai lavoratori gli allievi degli istituti di istruzione ed universitari ed i partecipanti ai corsi di formazione nei quali si faccia uso di laboratori, macchine, apparecchi ed attrezzature di lavoro in genere agenti chimici, fisici e biologici". 3.0 - METODOLOGIA DI LAVORO Per la predisposizione del documento di valutazione é stata seguita una metodologia di lavoro che, così come previsto dal Decreto Legislativo, si articoli attraverso varie fasi sviluppate in collaborazione tra il Responsabile del S.P.P., il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, gli stessi lavoratori che, per la mansione che eseguono, o per il ruolo che occupano, possono fornire informazioni utili allo sviluppo del lavoro, il medico competente nominato dal Datore di Lavoro, ove la tipologia di attività lo preveda, ed eventualmente i Consulenti esterni in qualità di supporto del Responsabile del servizio. 10 In via del tutto generale, le varie fasi attraverso le quali si articola un lavoro del tipo in esame, possono essere sintetizzate nei seguenti punti: 1. definizione di un programma per la valutazione del rischio 2. esame sistematico delle attività e del luogo di svolgimento delle stesse 3. identificazione dei potenziali rischi/pericoli; 4. identificazione degli operatori esposti; 5. previsione degli eventi indesiderati che possono attivare i pericoli 6. valutazione dei rischi in ordine alla probabilità di accadimento dell'evento indesiderato e dei danni conseguenti allo scopo di definire il grado di adeguatezza degli opportuni provvedimenti. 7. individuazione dei provvedimenti necessari all’eliminazione dei rischi 8. relazione finale/documento della sicurezza Nel caso specifico dell'ambiente di lavoro scuola, la metodologia seguita nell'analisi dei rischi ha tenuto conto del contenuto specifico del D.Lvo 81/08, della Circolare del Ministero del Lavoro n. 102/95 in data 7/8/95 e dei documenti emessi dalla Comunità Europea. A norma delI'art. 17 del D.Lvo n. 81/08, la valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori è il primo e più importante adempimento da ottemperare da parte del datore di lavoro per arrivare a una conoscenza approfondita di qualunque tipo di rischio presente nella propria realtà aziendale; passo questo che è preliminare a tutta la successiva fase di individuazione delle misure di prevenzione e protezione e di programmazione temporale delle stesse. In particolare è prescritta l'elaborazione di un documento contenente: una relazione sulla valutazione dei rischi: l'individuazione delle misure di prevenzione e protezione da attuare in conseguenza degli esiti della valutazione; il programma di attuazione delle misure di prevenzione e protezione individuate. Da un punto di vista generale il decreto impone che la relazione sulla valutazione dei rischi debba contenere una descrizione dei «criteri adottati per la valutazione stessa» . Questo orientamento di fondo è ripreso e confermato nel documento “Orientamenti riguardo alla valutazione dei rischi sul lavoro”, emesso dalla Comunità Europea Dg v/e/2 unità medicina e igiene del lavoro (Cee), allo scopo di "fornire orientamenti riguardo alle modalità della valutazione dei rischi sul lavoro" attraverso una descrizione dei "passi da compiere in vista dell'identificazione dei mezzi più opportuni per eliminare i rischi, oppure per controllarli". 11 Si afferma poi, che "l'obiettivo della valutazione dei rischi consiste nel consentire al datore di lavoro di prendere i provvedimenti che sono effettivamente necessari per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori". La determinazione della funzione di rischio presuppone di definire un modello dell'esposizione dei lavoratori a un dato pericolo, che consenta di porre in relazione l'entità del danno atteso con la probabilità del suo verificarsi, e questo per ogni condizione operativa all'interno di certe ipotesi al contorno. Le linee guida contenute negli orientamenti C.E.E. consigliano di riservare solamente ad “alcuni problemi complessi” l'adozione di “un modello matematico di valutazione dei rischi quale ausilio in sede decisionale”, come tale “riservato agli specialisti”, mentre nella grande maggioranza dei posti di lavoro, l'espressione matematica di ciò che può essere considerato un rischio accettabile è sostituita dalla messa in atto di un modello di buona pratica corrente. Tradotto in pratica, ciò significa che, almeno nella generalità delle aziende e delle situazioni, scuola in particolare, il rischio sul lavoro non potrà che essere valutato con mezzi più semplici e, in generale, anche più efficaci e speditivi. Uno strumento generale di valutazione dei rischi professionali dovrà quindi rifarsi, almeno in prima istanza, a criteri operativi semplificati che consentano di soddisfare comunque alcuni requisiti, peraltro definiti in altrettante fasi dalle stesse linee guida europee: 1. assicurare la maggiore sistematicità possibile al fine di garantire l'identificazione di tutti i possibili rischi presenti; volendo specificare più in dettaglio, questo include due momenti concettualmente distinti: individuazione e caratterizzazione delle fonti potenziali di pericolo (sostanze, macchinari, agenti nocivi ecc...).questa fase deve consentire di conoscere le evidenze oggettive di tipo tecnico e organizzativo che possono generare rischi per i lavoratori. Il rischio si genera nel caso in cui, evidentemente, siano presenti lavoratori esposti a ciascuna fonte individuata; individuazione e caratterizzazione dei soggetti esposti: esame di ciascun gruppo di soggetti esposti alla fonte di pericolo e individuazione del tipo di esposizione in funzione di una molteplicità di parametri, che vanno rilevati (fattori di prevenzione e protezione dei soggetti a rischio), quali: - grado di formazione/informazione; - tipo di organizzazione del lavoro ai fini della sicurezza; - influenza di fattori ambientali, psicologici specifici; - presenza e adeguatezza dei dispositivi di protezione individuale; - presenza e adeguatezza di sistemi di protezione collettivi; - presenza e adeguatezza di piani di emergenza, evacuazione, soccorso; - sorveglianza sanitaria 12 2. Procedere alla valutazione dei rischi in senso stretto, per ciascuno dei rischi individuati alla fase 1: ciò significa poter emettere un giudizio di gravità del rischio e quindi di conformità e adeguatezza della situazione in essere, rispetto alle esigenze di prevenzione e protezione dai rischi. 3. Consentire l'individuazione delle misure di prevenzione e protezione da attuare in conseguenza degli esiti della valutazione e stabilire il programma di attuazione delle stesse in base a un ordine di priorità. Per affrontare il problema della valutazione sono state impiegate liste di controllo ,strumento comunemente adottato in tutte le procedure di Audit su problemi, quale è quello della Sicurezza del lavoro, che necessitano della raccolta di una serie di evidenze molto diversificate (aspetti tecnici, organizzativi, procedurali, psicologici, comportamentali ecc...) e difficilmente trattabili con metodologie rigide o pseudomatematiche. In effetti i vantaggi che la lista di controllo presenta sono molteplici: • facilità e versatilità di utilizzo (adattabilità a una molteplicità di realtà aziendali, possibilità di esaminare l'azienda secondo diverse fasi e diverse priorità); • facilità di aggiornamento (aggiunta di nuovi questionari per nuove richieste normative, nuovi rischi, evoluzione delle conoscenze); • versatilità per il successivo trattamento delle informazioni raccolte. Soprattutto, la lista di controllo, ove debitamente costruita e aggiornata, costituisce uno strumento che, nelle mani dell'esperto, fornisce un aiuto a non dimenticare aspetti che possono essere rilevanti anche se non immediatamente evidenti; in tal senso essa costituisce lo strumento che viene incontro nel modo più naturale alle esigenze della fase 1 della valutazione, ossia la sistematicità. Elenco dei fattori di rischio identificati all’interno dell’Istituto RISCHI PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI 1. 2. 3. 4 5. 6. 7. 8. 9. 10. 13 Aree di transito Spazi di lavoro Scale Attrezzature Attrezzi manuali Manipolazione manuale di oggetti Immagazzinamento di oggetti Impianti elettrici Rischi di incendio ed esplosione Rischi chimici RISCHI PER LA SALUTE DEI LAVORATORI 11. 12. 13. 14. 15. 16. Esposizione ad agenti chimici Climatizzazione locali di lavoro Esposizione a rumore Microclima termico Esposizione a radiazioni ionizzanti Esposizione a radiazioni non ionizzanti ASPETTI 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. 26. 27. ORGANIZZATIVI E GESTIONALI Organizzazione del lavoro Compiti, funzioni e responsabilità Analisi, pianificazione e controllo Formazione Informazione Partecipazione Norme e procedimenti di lavoro Manutenzione Dispositivi di protezione individuale Emergenza, pronto soccorso Sorveglianza sanitaria Le liste di controllo fanno riferimento ai fattori di rischio elencati in tabella 1. Come si osserva, vi sono tre categorie di fattori di rischio: I. rischi per l'incolumità fisica dei lavoratori e studenti (dal n. 1 al n. 10); Il. rischi per la salute dei lavoratori e studenti (dal n. 13 al n. 19); III. il terzo gruppo comprende più propriamente una serie di fattori gestionali di prevenzione, in quanto in essi vengono esaminate le misure generali di tutela e prevenzione presenti, aventi a che fare con gli aspetti organizzativi e procedurali Per "fattore di rischio" si deve quindi intendere ogni aspetto che può in qualche modo generare o influenzare il livello dì rischio professionale individuabile all'interno della attività, si tratti di fattori materiali (sostanze pericolose, macchinari ecc.) o di fattori organizzativi e procedurali (sorveglianza sanitaria, piani di emergenza, istruzioni, libretti di manutenzione ecc.). All'interno della singola lista di controllo, il fattore di rischio viene analizzato sotto i due principali aspetti che caratterizzano la fase dell'identificazione dei rischi: le diverse tipologie e forme che le fonti di pericolo connesse a quel fattore di rischio possono assumere e, contestualmente, le diverse misure protettive e preventive che ciascuna di esse può o deve presentare: le diverse misure di prevenzione e protezione che i soggetti a rischio possono o debbono avere, sia di tipo collettivo che individuale, legate per lo più ad aspetti organizzativi e formativi. Nell'analisi del fattore di rischio i vari punti di verifica sono stati esplicitati tenendo presenti, in linea generale, tre classi di riferimenti: • le richieste specifiche della normativa in vigore; • gli standard internazionali di buona tecnica; • la rispondenza al «buon senso ingegneristico»; 14 Questo significa che le liste di controllo sono state redatte mediante l'analisi accurata della normativa vigente e degli standard internazionali di buona pratica, integrando questo insieme di norme e standard, ove possibile, con indicazioni derivanti dal buon senso ingegneristico. La definizione della scala delle probabilità fa riferimento principalmente all'esistenza di una correlazione più o meno diretta tra la carenza riscontrata e il danno ipotizzato; in secondo luogo all'esistenza di dati statistici noti a riguardo, a livello di azienda o di comparto di attività; infine, un criterio di notevole importanza è quello del giudizio soggettivo di chi è direttamente coinvolto nella realtà lavorativa, che spesso costituisce l'unica fonte di tipo pseudostatistico disponibile. Tale giudizio può essere misurato in modo indiretto attraverso il livello di sorpresa che l'evento provocherebbe, secondo una prassi molto interessante utilizzata a riguardo in alcuni paesi anglosassoni. La scala di gravità del danno chiama invece in causa la competenza di tipo sanitario e fa riferimento principalmente alla reversibilità o meno del danno, distinguendo tra infortunio ed esposizione acuta o cronica. L'insieme di tutte le liste compilate, corredate dalle suddette valutazioni e dalle indicazioni delle azioni correttive e della loro priorità, costituisce il cuore del documento di valutazione dei rischi da custodire in azienda in quanto ne contiene tutti gli elementi essenziali la relazione sulla valutazione (l'insieme delle liste debitamente compilate) con i criteri adottati per la valutazione stessa (connaturati nell'impianto metodologico delle liste di controllo e nella procedura di applicazione); l'individuazione delle misure di prevenzione e protezione da attuare e delle attrezzature di protezione (ritrattabili nelle risposte ai singoli punti di verifica); il programma di attuazione delle misure (priorità, così come scaturiscono dalle valutazioni delle carenze riscontrate). L'insieme delle liste di controllo costituiscono una raccolta di circa mille punti di verifica. Per ogni punto di verifica l'utilizzatore dovrà specificare se la verifica é positiva o negativa; la verifica è positiva se per la specifica situazione di rischio sono già stati previsti in azienda i necessari interventi di prevenzione e mitigazione; è negativa in caso contrario. Inoltre, per ciascuna situazione di rischio, 1’utilizzatore è invitato a valutare l'effettivo pericolo che stanno correndo i lavoratori esposti e a classificarlo in una scala crescente di effetti potenziali. 4.0 - DESCRIZIONE CRITERI ADOTTATI Riassumendo quanto sopra, per la concreta attuazione di quanto disposto dal Decreto Legislativo in ordine alla valutazione dei rischi in ambiente di lavoro, si sono seguiti i seguenti criteri generali distinti in fasi applicative: 15 Fase 1 - Definizione di un programma per la valutazione del rischio La fase programmatica per la definizione del programma seguito, è derivata dalla individuazione della tipologia da azienda in esame, ed in particolare, relativamente alle attività lavorative. Fase 2 - Raccolta di dati per l'indagine preliminare Esame sistematico delle attività, del luogo di svolgimento delle singole lavorazioni, delle attività dei lavoratori presenti. L'esame viene effettuato con l'ausilio di punti di verifica predisposti in apposite liste di controllo in cui vengono esaminate le mansioni e le relative attività svolte, le macchine e le apparecchiature utilizzate, l'ambiente di lavoro. Fase 3 - Identificazione dei potenziali rischi/pericoli. Come già anticipato, con il termine “pericolo” si intende la proprietà intrinseca di una determinata sostanza avente potenzialità di causare danni. Analogamente, con il termine “rischio” si intende la probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o esposizione. Questa fase viene eseguita attraverso una accurata descrizione del ciclo lavorativo dell'ambiente di lavoro preso in esame. Fase 4 - Quantificazione del rischio stesso. Gravità e probabilità degli effetti. Vengono considerate le dimensioni possibili del danno derivante da un determinato rischio in termini di conseguenze, probabilità di accadimento e conseguente livello di rischio. Fase 5 Individuazione dei gruppi di operatori omogeneamente esposti. Il concetto di esposizione ad un fattore di rischio viene associato da una parte ad un pericolo connesso all'utilizzo dì attrezzatura, sostanza, metodologia di lavoro, comunque pericolosa, dall'altra alla mansione svolta dall'operatore, alle persone che si trovano effettivamente esposte al pericolo. Fase 6 - Stima della gravità e della probabilità degli effetti. Sono state considerate le dimensioni possibili del danno derivante da un determinato rischio in termini di una gamma di conseguenze, ed in particolare: • lesioni e/o disturbi lievi • lesioni o disturbi di modesta entità • lesioni o patologie gravi • incidente mortale Stimando nel contempo la probabilità di accadimento di danni, il livello di probabilità di accadimento viene espresso con giudizi di gravità in scala crescente. Vengono adottati semplici stimatori del rischio complessivo, che tengono conto contemporaneamente della probabilità e gravità degli effetti dannosi. L'adozione di criteri di classificazione risulta utile al fine della programmazione degli interventi seguendo una scala di priorità. 16 Stima dei rischi Viene effettuata una valutazione preliminare classificando, ove possibile, i rischi tra: i - rischi evidenti: derivanti cioè da violazioni palesi di norme di legge o di buona tecnica per i quali sono immediatamente evidenziabili le misure di bonifica e gli interventi da adottare; ii - rischi dubbi: casi dove sono state adottate precauzioni o misure di controllo la cui efficacia è tutta da verificare e per i quali occorrono azioni di approfondimento di valutazione dei rischi; iii - rischi accettabili o insignificanti: casi in cui non sono necessarie ulteriori azioni in condizioni di normali attività, con la riserva di valutare eventualmente i rischi in modo più dettagliato per condizioni di esercizio eccezionali o particolari. In ogni caso, tenendo conto della situazione riscontrata, viene effettuata una prima stima del rischio basandosi su una scala di tipo semi-quantitativo, rimandando eventuali approfondimenti anche di tipo analitico e strumentale (valutazione del rischio residuo) dopo le azioni di bonifica o di miglioramento delle misure di sicurezza esistenti. In particolare la determinazione dell’esposizione dei lavoratori ad agenti fisici e chimici ed il relativo confronto con i valori adottati di TLV-TWA (valori limite di soglia) è invocato anche ai fini della scelta delle caratteristiche dei DPI da adottare. Il metodo semi-quantitativo utilizzato per la valutazione del rischio è conforme a quanto riportato nella letteratura più recente ed è legato alla definizione del rischio come funzione direttamente proporzionale delle dimensioni del possibile danno (magnitudo) e della probabilità del verificarsi dell’evento che conduce al danno stesso. Le variabili specificate (probabilità e danno) si considerano distribuite su una scala semiquantitativa così composta: PROBABILITÀ DANNO improbabile / possibile / probabile lieve / modesto / grave RISCHIO Trascurabile Medio Alto Molto alto i potenziali pericoli non sono significativi, o sono ben controllati, azioni correttive in programma di adeguamento rischi non trascurabili, valutare miglioramento dei controlli, programma di adeguamento breve-medio termine rischi elevati, controlli non adeguati, programma di inteventi prioritario Sono necessari interventi urgenti di adeguamento PROBABILITÀ EVENTO-RISCHIO DANNO ATTESO danno/ patologia lieve danno/patologia modesta danno/patologia grave 17 improbabile possibile probabile trascurabile trascurabile/medio medio/alto trascurabile/medio medio/alto alto/molto alto medio alto molto alto Fase 7 - Identificazione di un elenco di azioni prioritarie per l'eventuale adeguamento. Programma di prevenzione integrata. Le azioni, misure e soluzioni individuate allo scopo di contenere i rischi, dovranno essere intraprese secondo le indicazioni di un programma di attuazione. Tale programma avrà lo scopo di migliorare nel tempo, la situazione aziendale dal punto di vista della esposizione ai rischi derivanti dalle lavorazioni. Quanto sopra sarà valutato dal datore di lavoro in accordo con il servizio di prevenzione e protezione, il medico competente ed il rappresentante dei lavoratori. Come previsto dal D.Lvo 81/08, sarà comunque attivato e proseguito il programma periodico di informazione e formazione degli addetti, dei programmi di manutenzione periodica di tipo preventivo e, ove necessario, della formalizzazione delle procedure lavorative relative alle singole lavorazioni. Fase 8 - Programma di attuazione delle misure di sicurezza. Sulla base dei risultati ottenuti dalla valutazione dei rischi e dalla individuazione delle priorità si definisce un programma di attuazione delle misure volte al miglioramento della sicurezza e salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro. Fase 9 - Controllo ed efficacia della misure adottate. Il procedimento di valutazione dei rischi è un processo dinamico e soprattutto ha come scopo il mantenimento di un adeguato livello di sicurezza nel tempo, ciò si ottiene anche attraverso una pianificazione dei controlli di efficacia Fase 10 - Documento sulla sicurezza. Il documento sulla sicurezza viene elaborato nei seguenti punti: • Identificazione dell'azienda o della unità produttiva, con particolare riferimento alla quantificazione degli ambienti di lavoro ed alla descrizione sommaria del tipo di intervento realizzato ai fini del Documento della Sicurezza. • Stima dei dati rilevati relativi alla identificazione delle Sorgenti di rischio ed alla individuazione dei rischi da esposizione • I risultati della valutazione dei rischi residui dedotti o misurati ed il conseguente "Programma Integrato di Interventi di Prevenzione", prevedendo in particolare: a) le misure di sicurezza da porre in atto b) le azioni di formazione e informazione da realizzare c) un piano per la revisione periodica del processo di valutazione del rischio in relazione alla variazione dei cicli lavorativi o all'azione di controllo. 18 5.0 - DESCRIZIONE DEI LUOGHI DI LAVORO E DELLA ATTIVITÀ L'Istituto Comprensivo Taliercio è composto da sei plessi: due Scuole dell'Infanzia: Lunense e Giampaoli tre Scuole Primarie: A.M. Menconi, Doganella e D. Giromini; la Scuola Secondaria di I°grado G. Taliercio. Le scuole Doganella, Giampaoli e Taliercio sono nel medesimo complesso. 5.1 a- SCHEDA DESCRITTIVA degli ISTITUTI Ragione Sociale Settore di appartenenza Attività svolta Datore di lavoro SCUOLA Secondaria di I°grado G. Taliercio Tel. Fax. Responsabile del servizio di prevenzione e protezione Tel.0585/788353 Pubblica amministrazione - Scuola didattica, amministrativa, sorveglianza allievi, pulizie Diamanti Antonella nata a Carrara (MS) , il 06/10/1949 c. fisc. DMNNNL49R46B832A Fax 0585/788372 Scaletti Andrea Nato a Firenze (FI) il 09/04/1971 c.fisc. SCLNDR71D09D612V (Collab. scolastico) Rappresentante dei lavoratori Sig. Lucetti Francesco Nato a Carrara ( MS ) il 02/06/1969 c.fisc. LCTFNC69H02B832R Docenti - Biglioli - Della Mora (p.t.) Responsabile antincendio e Bertocchi – Menconi (p.1) Prof.Andrea Scaletti (p.t) e (p.1) Responsabile evacuazione (p.t) Responsabile primo soccorso Docenti Vegetti - Coccia e Ratti - Ricci (p.1) Non previsto Medico competente insegnanti : 110 N. dipendenti (si intende per Personale ATA: 25 tutto l'Istituto Comprensivo) 1020 circa Numero di studenti (si intende per tutto l'Istit.Compr.) Orario di lavoro Tempo indirizzo ordinario: Tempo indirizzo musicale: Orario segreteria (ubicata in Via Commercio,1) 19 dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle 13.00 dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle 13.00 con due rientri pomeridiani: Martedì dalle 14.00 alle 17.00 Venerdì dalle 14.00 alle 16.00 dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle 13.00, più 3 ore pomeridiane di strumento Dal Lunedì al Sabato: dalle 8 alle 9; dalle 12 alle 13 Martedì Giovedì e Venerdì: dalle 14,30 alle 17,00 5.2 a- DESCRIZIONE LUOGHI Dl LAVORO A – Piano terra e Piano primo La SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO “G. TALIERCIO” occupa l’edificio ubicato in Via Marco Polo, 1 in località Marina di Carrara nel Comune di Carrara (MS) situato in una zona verde ai margini dei parchi delle ville Giampaoli e Ceci. Nella scuola ci sono spazi adeguati per il normale funzionamento e per diversi laboratori. Vi è un ampio spazio esterno dove e' possibile effettuare attività di giardinaggio e attività motoria all'aria aperta , attualmente, comprende: - N 14 aule - N 1 Palestra per il gioco della pallavolo, pallamano, pallacanestro. - N 1 locale adibito ad Aula Magna dotata di palco per rappresentazioni teatrali. - N 1 Aula di recupero/potenziamento. - N 1 locale adibito a Laboratorio musicale - N 1 locale adibito a Laboratorio multimediale - N 1 locale adibito a Laboratorio di educazione artistica - N 1 locale adibito a Laboratorio scientifico - N 1 Serra esterna all'istituto - N 1 locale adibito a aula multiuso - N 1 locale adibito a mensa con lavastoviglie - N 1 locale adibito a cucina - N 10 locale adibito a servizi igienici - N 1 locale adibito a ufficio di vice-presidenza e segreteria - N 1 locale adibito a aula insegnanti - N 1 locale adibito a magazzino - N 1 locale per arte e immagine - Nessun locale adibito ad archivio - Nessun locale adibito a biblioteca Aula tipo per la didattica. Le aule sono ampie e sufficientemente illuminate; dotate di banchi e sedie con altezza variabile adattati all’età dei bambini. Sono attrezzate con lavagne, armadi per contenere libri e materiale didattico . Sala mensa Nella sala mensa è presente una lavastoviglie, un lavabo e un mobile per le stoviglie. 20 Impianto elettrico L'impianto elettrico interno ai locali è conforme alla normativa, e subisce regolare manutenzione. Non esistono rischi di contatto diretto con parti nude in tensione, normalmente accessibili e nei locali sono previste prese e spine conformi alle Norme CEI. In caso di manutenzione straordinaria o ampliamenti/rifacimenti sostanziali dell’impianto elettrico è stata rilasciata una dichiarazione di conformità alle norme CEI da parte della ditta installatrice. Antincendio/vie ed uscite d’emergenza Le porte antipanico si trovano in prossimità degli ingressi principali e all’interno delle aule adibite a mensa scolastica e vengono utilizzate come vie di fuga durante le emergenze. All'interno dell'Istituto vi sono porte di compartimentazione che separano la scuola Secondaria di I grado “Taliercio” dalla scuola Primaria “Doganella”. I punti di ritrovo si trovano nel parco sul retro dell'Istituto, come si evince da planimetrie (all.5) . 5.1 b- SCHEDA DESCRITTIVA degli ISTITUTI Ragione Sociale Settore di appartenenza Attività svolta Datore di lavoro SCUOLA Primaria “Doganella” Tel. Fax. Responsabile del servizio di prevenzione e protezione Tel.0585/788353 Pubblica amministrazione - Scuola didattica, amministrativa, sorveglianza allievi, pulizie Diamanti Antonella nata a Carrara (MS) , il 06/10/1949 c. fisc. DMNNNL49R46B832A Fax 0585/788372 Scaletti Andrea Nato a Firenze (FI) il 09/04/1971 c.fisc. SCLNDR71D09D612V (Collab. scolastico) Rappresentante dei lavoratori Sig. Lucetti Francesco Nato a Carrara ( MS ) il 02/06/1969 c.fisc. LCTFNC69H02B832R Docenti Bonfigli – Borelli – Brusa - Conti Responsabile antincendio Arch.Andrea Scaletti (p.t) e (p.1) Responsabile evacuazione Responsabile primo soccorso Docenti Dell’Amico - Menconi M.V. - Zanobini Non previsto Medico competente Insegnanti : 110 N. dipendenti (si intende per Personale ATA: 25 tutto l'Istituto Comprensivo) 1020 circa Numero di studenti (si intende per tutto l'Istituto Comprensivo) 21 Orario di lavoro Tempo con una organizzazione modulare in verticale, su 5 giorni settimanali. Orario segreteria (ubicata in Via Commercio,1) 5.2 Lunedì, Mercoledi. Giovedì: dalle 8.10 alle 16.15 Martedì e Venerdì dalle 8.10 alle 12.45 Dal Lunedì al Sabato: dalle 8 alle 9; dalle 12 alle 13 Martedì Giovedì e Venerdì: dalle 14,30 alle 17,00 b- DESCRIZIONE LUOGHI Dl LAVORO A – Piano terra e Piano primo La SCUOLA PRIMARIA “DOGANELLA” occupa l’edificio ubicato in Via Marco Polo, 2 in località Marina di Carrara nel Comune di Carrara (MS) occupa l'ala nord dello stesso edificio che ospita la Scuola media “Taliercio”, possiede un ampio giardino per l'attività motoria, ludica e per lo studio ambientale. Un bosco limitrofo facilita osservazioni e studio dell'ambiente. attualmente, comprende: - N N N N N N 5 1 2 1 4 1 aule locale adibito a aula multimediale locali adibiti a mensa locale adibito a cucina locale adibito a servizi igienici locale adibito a aula insegnanti e multiuso Aula tipo per la didattica. Le aule sono ampie e sufficientemente illuminate; dotate di banchi e sedie con altezza variabile adattati all’età dei bambini. Sono attrezzate con lavagne, armadi per contenere libri e materiale didattico . Sala mensa Nella sala mensa è presente una lavastoviglie, un lavabo e un mobile per le stoviglie. Impianto elettrico L'impianto elettrico interno ai locali è conforme alla normativa, e subisce regolare manutenzione. Non esistono rischi di contatto diretto con parti nude in tensione, normalmente accessibili e nei locali sono previste prese e spine conformi alle Norme CEI. In caso di manutenzione straordinaria o ampliamenti/rifacimenti sostanziali dell’impianto elettrico è stata rilasciata una dichiarazione di conformità alle norme CEI da parte della ditta installatrice. 22 Antincendio/vie ed uscite d’emergenza Le porte antipanico si trovano in prossimità degli ingressi principali e all’interno delle aule adibite a mensa scolastica e vengono utilizzate come vie di fuga durante le emergenze. All'interno dell'Istituto vi sono porte di compartimentazione che separano la scuola Secondaria di I grado “Taliercio” dalla scuola Primaria “Doganella”. I punti di ritrovo si trovano nel parco sul retro dell'Istituto, come si evince da planimetrie (all.5) . 5.1 c- SCHEDA DESCRITTIVA degli ISTITUTI Ragione Sociale Settore di appartenenza Attività svolta Datore di lavoro SCUOLA Primaria “D.Giromini” Tel. Fax. Responsabile del servizio di prevenzione e protezione Tel.0585/788353 Pubblica amministrazione - Scuola didattica, amministrativa, sorveglianza allievi, pulizie Diamanti Antonella nata a Carrara (MS) , il 06/10/1949 c. fisc. DMNNNL49R46B832A Fax 0585/788372 Scaletti Andrea Nato a Firenze (FI) il 09/04/1971 c.fisc. SCLNDR71D09D612V (Collab. scolastico) Rappresentante dei lavoratori Sig. Lucetti Francesco Nato a Carrara ( MS ) il 02/06/1969 c.fisc. LCTFNC69H02B832R Docenti Boggia –- Pianadei - Lucetti Responsabile antincendio Andrea Scaletti (p.t) e (p.1) Responsabile evacuazione Responsabile primo soccorso Docenti Cucurnia – Bombarda. - Sechi - Vasti Non previsto Medico competente N. dipendenti (si intende per Insegnanti : 110 tutto l'Istituto Comprensivo) Personale ATA: 25 1020 circa Numero di studenti (si intende per tutto l'Istituto Comprensivo) Orario di lavoro Tempo indirizzo ordinario: Lunedì, mercoledì, venerdì e sabato mattino dalle 8.10 8.15 alle 12.35 Martedì e giovedì mattino dalle 8.10 - 8.15 alle 12.35 e pomeriggio dalle 13.35 alle 15.30 per la classe III Dal Lunedì al sabato compreso ore 8.00-13.00 Orario segreteria (ubicata in Via Commercio,1) Dal Lunedì al Sabato: dalle 8 alle 9; dalle 12 alle 13 Martedì Giovedì e Venerdì: dalle 14,30 alle 17,00 Tempo indirizzo con 2 rientri: 23 5.2 c- DESCRIZIONE LUOGHI Dl LAVORO A – Piano terra e Piano primo La SCUOLA PRIMARIA “D.GIROMINI” occupa l’edificio ubicato in Via Commercio, 1 in località Marina di Carrara nel Comune di Carrara (MS) in posizione centrale. L'edificio è ampio e luminoso, disposto su due piani; le aule sono utilizzate per i moduli, per recupero, per i sussidi. Vi è una piccola palestra, locali adibiti a mensa, una sala riunioni. La scuola possiede anche un laboratorio linguistico modernamente attrezzato. Al secondo piano si trovano la Direzione e gli uffici di segreteria. Inoltre, fa parte della costruzione un cortile interno utilizzato per attività ricreative e attività motorie, attualmente, comprende: - N N N N N N N N N N N N 6 1 1 1 4 1 1 1 1 1 1 1 aule locale adibito a aula multimediale locale adibito a mensa locale adibito a cucina locale adibiti a servizi igienici locale adibito a ufficio di presidenza locale adibito a aula insegnanti locale adibito a magazzino locale adibito ad aula magna locale adibito a segreteria locale adibito ad archivio locale adibito a biblioteca Aula tipo per la didattica. Le aule sono ampie e sufficientemente illuminate; dotate di banchi e sedie con altezza variabile adattati all’età dei bambini. Sono attrezzate con lavagne, armadi per contenere libri e materiale didattico . Sala mensa A causa del sisma del 27/01/2012 un'intera ala dell'edificio scolastico, dove era presente la mensa scolastica è stata resa inagibile con ordinanza del Sindaco del Comune di Carrara. Impianto elettrico L'impianto elettrico interno ai locali è conforme alla normativa, e subisce regolare manutenzione. Non esistono rischi di contatto diretto con parti nude in tensione, normalmente accessibili e nei locali sono previste prese e spine conformi alle Norme CEI. In caso di manutenzione straordinaria o ampliamenti/rifacimenti sostanziali dell’impianto elettrico è stata rilasciata una dichiarazione di conformità alle 24 norme CEI da parte della ditta installatrice. Antincendio/vie ed uscite d’emergenza Le porte antipanico si trovano in prossimità degli ingressi principali e all’interno delle aule adibite a mensa scolastica e vengono utilizzate come vie di fuga durante le emergenze. I punti di ritrovo si trovano nel cortile esterno sul retro della scuola e nella pineta antistante la scuola stessa, come si evince da planimetrie (all.5) 5.1 d- SCHEDA DESCRITTIVA degli ISTITUTI Ragione Sociale Settore di appartenenza Attività svolta Datore di lavoro SCUOLA Primaria “A.M.Menconi” Tel. Fax. Responsabile del servizio di prevenzione e protezione Tel.0585/788353 Pubblica amministrazione - Scuola didattica, amministrativa, sorveglianza allievi, pulizie Diamanti Antonella nata a Carrara (MS) , il 06/10/1949 c. fisc. DMNNNL49R46B832A Fax 0585/788372 Scaletti Andrea Nato a Firenze (FI) il 09/04/1971 c.fisc. SCLNDR71D09D612V (Collab. scolastico) Rappresentante dei lavoratori Sig. Lucetti Francesco Nato a Carrara ( MS ) il 02/06/1969 c.fisc. LCTFNC69H02B832R Docenti Cecconi - Cinotti – Pocai - Felici Responsabile antincendio Andrea Scaletti (p.t) e (p.1) Responsabile evacuazione Bontempi – Dalle Mura Responsabile primo soccorso Docenti Giovanetti – Vanello Non previsto Medico competente Insegnanti : 105 N. dipendenti (si intende per Personale ATA: 24 tutto l'Istituto Comprensivo) 1030 circa Numero di studenti (si intende per tutto l'Istituto Comprensivo) Orario di lavoro Tempo indirizzo con due rientri: Orario segreteria (ubicata in Via Commercio,1) 25 Lunedì, mercoledì, venerdì e sabato mattino dalle 8.10 - 8.15 alle 12.35 Martedì e giovedì mattino dalle 8.10 - 8.15 alle 12.35 e pomeriggio dalle 13.35 alle 15.35 Dal Lunedì al Sabato: dalle 8 alle 9; dalle 12 alle 13 Martedì Giovedì e Venerdì: dalle 14,30 alle 17,00 5.2 d- DESCRIZIONE LUOGHI Dl LAVORO A – Piano terra e Piano primo La SCUOLA PRIMARIA “A.M.MENCONI” occupa l’edificio ubicato in Via Muttini, in località Marina di Carrara nel Comune di Carrara (MS) in zona centrale e di recente espansione urbanistica. L'edificio, posto su due piani, ha una struttura moderna. Le aule sono ben posizionate e luminose; la scuola è dotata di una palestra ed è circondata da un ampio giardino recintato. Il plesso confina con la scuola materna e il liceo psicopedagogico. Attualmente, comprende: - N N N N N N N N N N Nessun Nessun 12 1 1 1 9 1 1 1 1 1 aule locale adibito a aula multiuso locale adibito a mensa locale adibito a cucina locale adibito a servizi igienici locale adibito a ufficio di vice-presidenza locale adibito a aula insegnanti locale adibito a magazzino locale adibito a biblioteca locale adibito a laboratorio multimediale locale adibito ad archivio locale adibito ad aula magna Aula tipo per la didattica. Le aule sono ampie e sufficientemente illuminate; dotate di banchi e sedie con altezza variabile adattati all’età dei bambini. Sono attrezzate con lavagne, armadi per contenere libri e materiale didattico . Sala mensa Nella sala mensa è presente una lavastoviglie, un lavabo e un mobile per le stoviglie. Impianto elettrico L'impianto elettrico interno ai locali è conforme alla normativa, e subisce regolare manutenzione. Non esistono rischi di contatto diretto con parti nude in tensione, normalmente accessibili e nei locali sono previste prese e spine conformi alle Norme CEI. In caso di manutenzione straordinaria o ampliamenti/rifacimenti sostanziali dell’impianto elettrico è stata rilasciata una dichiarazione di conformità alle norme CEI da parte della ditta installatrice. 26 Antincendio/vie ed uscite d’emergenza Le porte antipanico si trovano in prossimità degli ingressi principali e all’interno delle aule adibite a mensa scolastica e vengono utilizzate come vie di fuga durante le emergenze. I punti di ritrovo si trovano nell'area verde esterna all'edificio, come si evince dalle planimetrie (ALL.5) 5.1 e- SCHEDA DESCRITTIVA degli ISTITUTI Ragione Sociale Settore di appartenenza Attività svolta Datore di lavoro SCUOLA dell'Infanzia Giampaoli Tel. Fax. Responsabile del servizio di prevenzione e protezione Tel.0585/788353 Pubblica amministrazione - Scuola didattica, amministrativa, sorveglianza allievi, pulizie Diamanti Antonella nata a Carrara (MS) , il 06/10/1949 c. fisc. DMNNNL49R46B832A Fax 0585/788372 Scaletti Andrea Nato a Firenze (FI) il 09/04/1971 c.fisc. SCLNDR71D09D612V (Collab. scolastico) Rappresentante dei lavoratori Sig. Lucetti Francesco Nato a Carrara ( MS ) il 02/06/1969 c.fisc. LCTFNC69H02B832R Docenti Calzolai – Fortunati - Tarantola Responsabile antincendio Andrea Scaletti (p.t) e (p.1) Responsabile evacuazione Responsabile primo soccorso Docenti Canova - Bugliani - Moracchioli - Pellegrini Non previsto Medico competente Insegnanti : 110 N. dipendenti (si intende per Personale ATA: 25 tutto l'Istituto Comprensivo) 1020 circa Numero di studenti (si intende per tutto l'Istituto Comprensivo) Orario di lavoro Tempo indirizzo ordinario: Orario segreteria (ubicata in Via Commercio,1) 5.2 dal lunedì al venerdi dalle 8,00 alle 16,00 Dal Lunedì al Sabato: dalle 8 alle 9; dalle 12 alle 13 Martedì Giovedì e Venerdì: dalle 14,30 alle 17,00 e- DESCRIZIONE LUOGHI Dl LAVORO A – Piano terra e Piano primo La SCUOLA dell'INFANZIA GIAMPAOLI occupa l’edificio ubicato in Via Marco Polo, 2 in località Marina di Carrara nel Comune di Carrara (MS) 27 ubicato all'interno di un ampio spazio verde, nella stessa struttura della scuola elementare di Doganella. Il parco e la pineta che circondano la scuola fanno sì i bambini possano svolgere molte attività anche all'aria aperta. attualmente, comprende: - N N N N N N N 4 1 1 1 1 1 1 aule locale adibito a aula multiuso locale adibito a mensa locale adibito a cucina locale adibito a servizi igienici locale adibito a aula insegnanti locale adibito a salone per gioco e attività di grande gruppo. - N 1 locale adibito a magazzino - Nessun - Nessun - Nessun locale adibito a segreteria locale adibito ad archivio locale adibito a biblioteca Aula tipo per la didattica. Le aule sono ampie e sufficientemente illuminate; dotate di banchi e sedie con altezza variabile adattati all’età dei bambini. Sono attrezzate con lavagne, armadi per contenere libri e materiale didattico . Sala mensa Nella sala mensa è presente una lavastoviglie, un lavabo e un mobile per le stoviglie. Impianto elettrico L'impianto elettrico interno ai locali è conforme alla normativa, e subisce regolare manutenzione. Non esistono rischi di contatto diretto con parti nude in tensione, normalmente accessibili e nei locali sono previste prese e spine conformi alle Norme CEI. In caso di manutenzione straordinaria o ampliamenti/rifacimenti sostanziali dell’impianto elettrico è stata rilasciata una dichiarazione di conformità alle norme CEI da parte della ditta installatrice. Antincendio/vie ed uscite d’emergenza Le porte antipanico si trovano in prossimità degli ingressi principali e all’interno delle aule adibite a mensa scolastica e vengono utilizzate come vie di fuga durante le emergenze. I punti di ritrovo si trovano nel parco sul retro esterno dell'Istituto, come si evince da planimetrie (all.5) . 28 5.1 f- SCHEDA DESCRITTIVA degli ISTITUTI Ragione Sociale Settore di appartenenza Attività svolta Datore di lavoro SCUOLA dell'Infanzia Lunense Tel. Fax. Responsabile del servizio di prevenzione e protezione Tel.0585/788353 Pubblica amministrazione - Scuola didattica, amministrativa, sorveglianza allievi, pulizie Diamanti Antonella nata a Carrara (MS) , il 06/10/1949 c. fisc. DMNNNL49R46B832A Fax 0585/788372 Scaletti Andrea Nato a Firenze (FI) il 09/04/1971 c.fisc. SCLNDR71D09D612V (Collab. scolastico) Rappresentante dei lavoratori Sig. Lucetti Francesco Nato a Carrara ( MS ) il 02/06/1969 c.fisc. LCTFNC69H02B832R Docenti Bertolini – Bertucci - Mussi - Rocchi Responsabile antincendio Andrea Scaletti (p.t) e (p.1) Responsabile evacuazione Responsabile primo soccorso Docenti Magni – Di Biasio - Micheloni D. Non previsto Medico competente Insegnanti : 110 N. dipendenti (si intende per Personale ATA: 25 tutto l'Istituto Comprensivo) 1020 circa Numero di studenti (si intende per tutto l'Istituto Comprensivo) Orario di lavoro Tempo indirizzo ordinario: Orario segreteria (ubicata in Via Commercio,1) 5.2 dal lunedì al venerdi dalle 8,00 alle 16,00 Dal Lunedì al Sabato: dalle 8 alle 9; dalle 12 alle 13 Martedì Giovedì e Venerdì: dalle 14,30 alle 17,00 f- DESCRIZIONE LUOGHI Dl LAVORO A – Piano terra e Piano primo La SCUOLA dell'INFANZIA LUNENSE occupa l’edificio ubicato in Via Lunense, in località Marina di Carrara nel Comune di Carrara (MS) in una zona centrale densamente abitata adiacente al liceo psicopedagogico, il plesso è attiguo alla scuola elementare A.M. Menconi. E' circondata da un giardino che la mette in comunicazione con le due scuole vicine. Attualmente, comprende: - N - N - N 29 3 1 1 aule locale adibito a salone per gioco e attività di grande gruppo. locale adibito a mensa - N N N N N Nessun Nessun 1 3 1 1 1 locale adibito a cucina locale adibito a servizi igienici locale adibito a aula insegnanti locale adibito a magazzino locale adibito a segreteria locale adibito ad archivio locale adibito a biblioteca Aula tipo per la didattica. Le aule sono ampie e sufficientemente illuminate; dotate di banchi e sedie con altezza variabile adattati all’età dei bambini. Sono attrezzate con lavagne, armadi per contenere libri e materiale didattico . Sala mensa Nella sala mensa è presente una lavastoviglie, un lavabo e un mobile per le stoviglie. Impianto elettrico L'impianto elettrico interno ai locali è conforme alla normativa, e subisce regolare manutenzione. Non esistono rischi di contatto diretto con parti nude in tensione, normalmente accessibili e nei locali sono previste prese e spine conformi alle Norme CEI. In caso di manutenzione straordinaria o ampliamenti/rifacimenti sostanziali dell’impianto elettrico è stata rilasciata una dichiarazione di conformità alle norme CEI da parte della ditta installatrice. Antincendio/vie ed uscite d’emergenza Le porte antipanico si trovano in prossimità degli ingressi principali e all’interno delle aule adibite a mensa scolastica e vengono utilizzate come vie di fuga durante le emergenze. I punti di ritrovo si trovano nell'area verde esterna all'Istituto, come si evince da planimetria (all. 5) 5.3 a,b,c,d,e,f- DESCRIZIONE DELL'ATTIVITÀ SVOLTA Presso l’Istituto Comprensivo sono occupati insegnanti e bidelli rispettivamente con mansioni didattiche e di sorveglianza studenti e pulizie. L'attività di questa azienda scuola si esplica di norma in base ad un orario curricolare che investe le ore mattutine, e, per alcuni giorni settimanali, le prime ore pomeridiane. 30 Personale insegnante Gli insegnanti svolgono le seguenti mansioni: attività didattico educative, attività relazionali ed attività di sorveglianza sui minori in base a quanto previsto dall'articolazione dell'orario delle lezioni ed ai tempi intermedi delle stesse. Personale ausiliario Il personale ausiliario, svolge le seguenti mansioni: sorveglianza studenti, accoglienza genitori, compiti di carattere materiale inerenti il servizio, compreso lo spostamento delle suppellettili, pulizia dei locali, spazi scolastici ed arredi. 5.4 – N.° DIPENDENTI E MANSIONI L’istituto occupa un totale di 110 varie discipline. insegnanti con funzioni di docenza nelle Il personale A.T.A. comprende 24 collaboratori scolastici oltre al Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi. Complessivamente sono presenti 32 classi e 7 sezioni di Scuola Materna per un numero di circa 1020 alunni circa. In allegato si riporta l’elenco nominativo del personale e la relativa mansione Elenco dei dipendenti e mansioni vedi ALLEGATO 4 5.5 - ELENCO MACCHINE E MATERIALI UTILIZZATI Per lo svolgimento delle attività didattiche e non, si utilizzano sostanzialmente le seguenti attrezzature e materiali: 31 Videoterminali Materiali per fotocopiatrice Carta, materiale di facile consumo (colla, das, tempere, pennarelli….) Gesso Prodotti vari per pulizia, alcool e detergenti 6.0 VALUTAZIONE DEI RISCHI 6.1- PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO Si riportano di seguito le tipologie di rischio individuate nello svolgimento dell’attività. PERICOLI PER LA PERICOLI PER LA SICUREZZA SALUTE Al Infortunio da attrezzature B1 Correlati all'utilizzo di VDT C1: Correlati alla organizzazione del lavoro A2 Impianti elettrici B2 Correlati alla qualità dell’aria C2 Correlati a compiti, funzioni e responsabilità A3 Aree di transito e luoghi di lavoro A5 Infiammabili B3 Correlati al microclima A6 Incendio ASPETTI ORGANIZZATIVI B5 Correlati alla esposizione ad agenti fisici, rumore, vibrazioni .... B6 Correlati alle condizioni illuminotecniche A7 Eventi sismici 6.1.1 - FATTORI DI RISCHIO AMBIENTALI 1.1 Condizioni generali dell'ambiente, ed in particolare: Problemi di carattere strutturale Legati soprattutto alla carenza di manutenzione strutturale degli edifici che portano ad infiltrazioni di umidità nelle pareti, disconnessioni nei pavimenti, rottura di infissi, carenze di imbiancatura, etc . Problemi impiantistici derivanti da mancanza di manutenzione o non rispondenza alle norme di buona tecnica di: - Impianto elettrico - Impianto termico Sicurezza antincendio con particolare riferimento alla definizione di un piano di evacuazione, identificazione dei percorsi, simulazione, etc Impianti di laboratorio • 1.2 Condizioni microclimatiche . • 1.3 Condizioni illuminotecniche. • 1.4 Inquinamento indoor. • 1.5 Inquinamento da rumore. 32 • 1.6 Arredi ed attrezzature. Per ciò che riguarda quest'ultima voce si è tenuto conto nella valutazione dei rischi, dei pericoli derivanti da spigoli vivi, vetri senza le caratteristiche antisfondamento, superfici vetrate prive di sistemi antisoleggiamento, tavoli e sedie a disposizione di docenti e studenti non ergonomicamente corretti per mancanza di regolabilità in altezza. 6.1.2 STATI DI NON SALUTE CONNESSI AL LAVORO • 2.1 Stress • 2.2 Posture 6.1.3 - RISCHI CONNESSI ALLE MANSIONI SVOLTE DALLE VARIE FIGURE PROFESSIONALI • • • • • 3.1 Dirigente Scolastico 3.2 Docente 3.3 Direttore dei servizi amministrativi/Responsabile amministrativo 3.4 Assistente amministrativo 3.5 Assistente tecnico • 3.6 Collaboratore scolastico • 3.7 Collaboratore scolastico tecnico • 3.8 Studente In dettaglio si ha: 6.1.1 - RISCHI AMBIENTALI Occorre tenere conto delle caratteristiche dei luoghi di lavoro stabilite dal decreto legislativo 81/08, relativamente ai seguenti punti: • Tutti i pavimenti devono essere esenti da protuberanze, cavità, piani inclinati pericolosi ed essere fissi, stabili ed antisdrucciolevoli. • Tutte le pareti debbono essere dipinte a tinte chiare e possibilmente lavabili per una altezza pari a 200 cm. • Tutte le vetrate, pareti traslucide o trasparenti siano realizzate in modo da non essere pericolose ed in materiali di sicurezza fino ad 1 mt da terra • Le finestre dovrebbero avere spigoli arrotondati per risultare sicure quando sono aperte e poter essere pulite in tutta sicurezza. Le condizioni generali dell'ambiente devono essere esaminate con riferimento a: • Affollamento L'eccessivo affollamento porta di per se rischi ed é uno stato generalizzato nelle scuole in genere. questa situazione non é direttamente modificabile dal personale della scuola. • Evacuazione dei locali Occorre tener conto dell'organizzazione degli spazi, che nelle aule, uffici e laboratori devono consentire un agevole deflusso 33 Le vie di circolazione sia interne che esterne devono essere sgombre. Se sono presenti oggetti che non possono essere rimossi devono essere opportunamente segnalati Ai sensi del D.L.gs. citato deve essere posto in opera opportuna segnaletica dì sicurezza con segnali luminosi ed acustici. La segnaletica in uso dovrà comprendere i seguenti segnali: di colore rosso per indicare divieti, pericolo ed allarme, per consentire l'identificazione del materiale antincendio ed il riconoscimento della loro ubicazione colore giallo o giallo-arancio per i segnali di avvertimento colore azzurro per i segnali che prescrivono opportuni comportamenti od azioni specifiche colore verde per indicare porte, uscite, percorsi, vale a dire segnali di salvataggio e soccorso • Funzionamento della struttura I luoghi di lavoro, gli impianti, i dispositivi di sicurezza devono essere sottoposti a regolari e periodici controlli per verificarne il funzionamento ed ovviare ad eventuali difetti • Condizioni di igiene La scarsa od assente manutenzione accelererebbe il processo di degrado determinando condizioni igieniche non soddisfacenti Nella struttura in esame si ha in particolare: Rischi connessi all'impianto elettrico Le condizioni di manutenzione dell’impianto possono essere considerate sufficienti TIPOLOGIA DI RISCHIO: Contatti diretti Probabilità Danno atteso Possibile Modesto Rischio Medio TIPOLOGIA DI RISCHIO: Contatti indiretti Probabilità Danno atteso Probabile Modesto Rischio Medio TIPOLOGIA DI RISCHIO: Innesco incendio Probabilità Danno atteso Improbabile medio Rischio Medio-Basso Rischio incendio Si rileva in generale un discreto affollamento che può costituire problemi in caso di evacuazione. In tutte le scuole è installato un sistema di illuminazione 34 di emergenza in grado di coprire in modo adeguato tutte le aree con presenza di persone. La segnaletica relativa è ben segnalata. Gli estintori presenti sono in numero adeguato. Attualmente gli edifici non sono provvisti di C.P.I. (Certificato prevenzione incendi) anche se sono in corso le procedure atte ad ottenerlo e sono stati eseguiti i necessari lavori di adeguamento. Sono installate porte tagliafuoco e le opportune compartimentazioni. In ogni struttura è presente un locale esterno a maggior rischio costituito dalla centrale termica per il riscaldamento ambienti ad esclusione della scuola dell'Infanzia “Lunense” che possiede una caldaia murale esterna. TIPOLOGIA DI RISCHIO: Incendio - infortunio Danno atteso Grave TIPOLOGIA DI RISCHIO: Danno atteso Grave TIPOLOGIA DI RISCHIO: Danno atteso Grave Rischio Medio-Basso Probabilità Probabile Incendio in centrale termica Probabilità Improbabile Rischio Basso Incendio nel locale biblioteca Probabilità Improbabile Rischio Basso Rischi connessi ad eventi sismici Si rileva un discreto affollamento che può costituire impedimento o essere causa di infortuni nella fase di evacuazione degli edifici. La relativa segnaletica risulta idonea. TIPOLOGIA DI RISCHIO: Sisma Danno atteso Grave Probabilità Possibile Rischio Medio-Alto Rischi connessi all'utilizzo della struttura Gli armadi dei laboratori ed in alcune aule speciali sono ancora del tipo in legno o metallo, comunque con vetrate di debole consistenza, facilmente frangibili. Le finestre sono dotate di vetro non frangibile ma comunque di sufficiente consistenza TIPOLOGIA DI RISCHIO: Investimento di materiali, plafoniere, vetrate e/o armadi Danno atteso Probabilità Rischio Grave Probabile Basso 35 In genere nei corridoi di transito le porte si aprono verso l’interno. TIPOLOGIA DI RISCHIO: Ferite per urti spigoli finestre e/o porte Danno atteso Probabilità Rischio Medio Probabile Medio-Basso 6.1.2 - Condizioni microclimatiche Nei locali/luoghi di lavoro devono essere garantite condizioni microclimatiche idonee. La temperatura dei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto della tipologia del lavoro stesso. Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tenere conto dell'influenza che possono esercitare sopra di essa il grado di umidità ed il movimento dell'aria concomitante. La temperatura dei locali in genere deve essere conforme alla loro destinazione specifica. La temperatura media ritenuta confortevole varia fra i 18 ed i 24 con una umidità relativa tra il 40 ed il 60% con movimento di aria inferiore a 0.3 m/sec. Rischi da sbalzi termici ( raffreddamento) da ventilazione scorretta (reumatismi, raffreddamento) da umidità non idonea concentrazione di fattori di rischio biologico accumulo di cariche elettrostatiche TIPOLOGIA DI RISCHIO: Condizioni microclimatiche Danno atteso Medio Probabilità Possibile Rischio Medio-Basso In alcuni locali si presentano condizioni di eccessivo assolamento . 6.1.3 Condizioni illuminotecniche Il D.L.gs 81/08 dà indicazioni precise per una corretta illuminazione dei luoghi di lavoro. Per quanto riguarda l'intensità della luce (illuminamento) devono essere assicurati i seguenti valori minimi: Ambienti destinati a deposito di grossi materiali Corridoi, scale e passaggi lavori grossolani lavori di media finezza lavori fini lavori finissimi ed in funzione del tipo di attività: 36 10 lux 20 lux 40 lux 100 lux 200 lux 300 lux Uffici con VDT Ambiente di lavoro Zona di digitazione Lettura testi UFFICIO TECNICO Ambiente di lavoro sui tavoli da lavoro Sala riunioni 200 150-300 lux 200-300 lux 300-350 lux 200 500 500 lux 1000 lux 300 lux Rischi Affaticamento visivo affaticamento generale infortunio per scarsa illuminazione abbagliamento solare o da lampade Relativamente alla tipologia di attività svolte nell’Istituto, la illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro, risulta adeguata TIPOLOGIA DI RISCHIO: Condizioni illuminotecniche Danno atteso Medio Probabilità Possibile Rischio Medio-Basso 6.1.4 - INQUINAMENTO INDOOR I livelli di qualità dell'aria vengono considerati accettabili quando non vi è presenza di inquinanti noti in concentrazione che possano provocare effetti avversi, cronici od acuti, sulla salute delle persone esposte. Una insufficiente qualità dell'aria influenza negativamente la sensazione di benessere delle persone e ne riduce le capacità lavorative. Nelle aule, poiché non viene sempre rispettato il corretto rapporto cubatura/numero occupanti, le condizioni dell'aria peggiorano con il protrarsi della permanenza delle classi, soprattutto nella stagione invernale. Norme per la qualità dell'aria Uffici Spazio ufficio Area VDT Aula magna Scuola Aule Laboratori 36.0 mc/ora per persona 36.0 mc/ora per persona 36.0 mc/ora per persona 28.0 mc / ora per persona 36.0 mc / ora per persona Altre forme di inquinamento indoor, specificatamente all'ambiente scolastico, 37 possono essere individuate nell'amianto, materiali da rivestimento, arredamento e prodotti per le pulizie. TIPOLOGIA DI RISCHIO: Inquinamento indoor Danno atteso Basso Probabilità Bassa Rischio Medio-Basso 6.1.5 INQUINAMENTO DA RUMORE L'ambiente in cui si svolgono le attività didattiche è inserito in un contesto urbanizzato, anche se periferico, di per se stesso fonte di disturbo (traffico e rumore urbano). In sede di organizzazione planimetrica, ove possibile, le aule sono state allocate nelle zone più tranquille. Le aule più rumorose, aula per attività motorie e refettorio, non interferiscono con l’attività didattica in aula. Se è vero che difficilmente il rumore all'interno della scuola può creare ipoacusie, è anche vero che esso può procurare danni extra uditivi a livello di depressione, irritabilità, perdita della memoria ed abbassamenti cronici della voce. Rischi: possibili danni di natura extra uditiva soprattutto a livello del sistema nervoso. Gli edifici in esame, anche se inseriti in una zona ad alta densità di traffico, sono posizionati ad una certa distanza dalla strada principale, per cui l’inquinamento acustico provocato da fattori esterni risulta contenuto. TIPOLOGIA DI RISCHIO: Inquinamento da rumore Danno atteso Basso Probabilità Poco probabile Rischio Medio-Basso TIPOLOGIA DI RISCHIO: Inquinamento da rumore aula per attività motorie, refettorio Danno atteso Modesto Probabilità Possibile Rischio Medio 6.1.6 - ARREDO La norma UNI 7713 approvata con D.M. 2 marzo 1978 detta i riferimenti tecnico normativi relativi all'arredo scolastico, tavoli e sedie in particolare. Un sedile ergonomico da lavoro dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: • Sicurezza. Il sedile non deve essere causa o mezzo di infortunio. Caratteristiche di un sedile ergonomico da lavoro: • Praticità. Il sedile deve essere maneggevole nell'uso ed igienico nel rivestimento. • Adattabilità. Il sedile deve potersi adattare alle misure della persona che lo usa. • Comfort. Il sedile deve avere le sue componenti conformate in funzione delle 38 curve del corpo. • Solidità. Il sedile deve resistere all'usura ed essere affidabile nel tempo • Adeguatezza. Il sedile deve essere adatto al tipo di lavoro e di ambiente a cui è destinato. Rischi: danni derivanti da posture non corrette. TIPOLOGIA DI RISCHIO: Arredo Danno atteso Medio Probabilità Possibile Rischio Medio-Basso Non sempre risultano ergonomicamente corretti in generale i posti di lavoro degli studenti od alle postazioni di videoterminali. 6.2.1 - STRESS E' la risposta dell'organismo a cause che tendono a modificare lo stato di equilibrio psicofisico. Cause dello stress possono essere: Sotto/sovra stimolazione Rumore Condizioni ambientali sfavorevoli tipo microclima o illuminazione inadeguata. Ritmi di lavoro: le continue sollecitazioni e variazioni e l'eccessiva attenzione causano tensioni, ansietà, fatica, nervosismo, depressione ed isolamento. Ripetitività delle mansioni, monotonia e sensazione di svolgere un lavoro noioso e privo di significato possono essere causa di depressione e perdita di identità. Rischi: patologie di origine psicosomatica TIPOLOGIA DI RISCHIO: Stress Danno atteso Medio/basso Probabilità Possibile Rischio Medio-Basso 6.2.2- POSTURE Per postura si intende la posizione che assume il corpo in un preciso momento o durante lo svolgimento di una operazione. Le posizioni abituali spesso poco congrue, che si tengono durante il lavoro o gli sforzi fatti, possono portare soprattutto a malattie a carico della colonna vertebrale. E' assai importante avere una educazione posturale, abituandosi ad assumere posture fisiologicamente corrette nelle varie fasi operative Rischi: patologie a carico della colonna vertebrale 39 TIPOLOGIA DI RISCHIO: Posture Danno atteso Medio Probabilità Possibile Rischio Medio-Basso Di seguito viene riportata l’analisi dei rischi derivanti dalle esercitazioni nei laboratori in genere. 1. Aree di transito La disposizione delle macchine utensili all’interno dei laboratori è tale da garantire adeguate vie di transito permanentemente sgombre da ostacoli fissi e/o mobili TIPOLOGIA DI RISCHIO: Cadute - scivolamenti - inciampi a livello Danno atteso Medio 2. Probabilità Possibile Rischio Basso Spazi di lavoro Gli spazi di lavoro risultano adeguati alla mansione da svolgere TIPOLOGIA DI RISCHIO: Cadute - scivolamenti - inciampi a livello Danno atteso Lieve Probabilità Possibile Rischio Trascurabile 6.4 - RISCHI CONNESSI ALL’ ATTIVITA’ IN PALESTRA In alcuni plessi è presente una vera e propria palestra, in altre le attività di educazione motoria e sportive vengono svolte anche nel cortile della scuola, quando possibile. La palestra non presenta particolari pericoli legati alla struttura. .Attrezzature e macchine Le attrezzature normalmente utilizzate raggruppate per attività sono: Cavalletti, pedane, funi, tappetini, ecc. Queste attrezzature sono utilizzate in vario modo per creare dei percorsi di allenamento. Palloni, cerchi, coni, birilli, ecc. Sono utilizzati per svolgere diversi esercizi e giochi. I principali rischi sono dovuti a: Rischio elettrico: è legato alla possibilità di elettrocuzione per contatto con cavi elettrici con rivestimento isolante non integro. TIPOLOGIA DI RISCHIO: Rischio elettrico Danno atteso Medio 40 Probabilità Possibile Rischio Medio Attrezzature utilizzate: è possibile, in relazione al fatto che potrebbe essere presente materiale ingombrante, che diventi significativo il rischio di urti, tagli e abrasioni; inoltre lo svolgimento di attività ginniche con attrezzi particolari sottopone sia il docente incaricato che gli studenti al rischio di cadute. E’ da rilevare inoltre che non sempre le attrezzature a disposizione risultano idonee all’uso che se ne fa. TIPOLOGIA DI RISCHIO: Attrezzature Danno atteso Modesta Probabilità Possibile Rischio Medio Antincendio e Gestione delle Emergenze: sono implementate procedure di gestione delle emergenze , i mezzi di estinzione e le vie di esodo sono funzionali. Il livello di rischio è essenzialmente legato al possibile affollamento dei locali in cui si svolgono le attività. TIPOLOGIA DI RISCHIO: Infortuni conseguenti a carenza di illuminazione Danno atteso Trascurabile Probabilità Improbabile Rischio Minimo Illuminazione generale come fattore di sicurezza: il rischio è collegato al livello non idoneo dell’illuminazione dei locali o dei passaggi per cui è possibile inciampare, scivolare o urtare contro elementi ingombranti e sporgenti. TIPOLOGIA DI RISCHIO: Infortuni conseguenti a carenza di illuminazione Danno atteso Trascurabile Probabilità Improbabile Rischio Minimo Condizioni microclimatiche: le condizioni di discomfort sono nella maggior parte dei casi dovute all’assenza o ad un errato dimensionamento degli impianti di ventilazione e di condizionamento/riscaldamento il che comporta spesso temperature nei locali troppo calde o troppo fredde e sbalzi sensibili da un ambiente all’altro. TIPOLOGIA DI RISCHIO: Infortuni conseguenti a carenza di illuminazione Danno atteso Trascurabile Probabilità Improbabile Rischio Minimo Illuminazione generale come fattore di igiene: le situazioni di discomfort sono generalmente legate al non corretto livello di illuminamento che può determinare un eccessivo affaticamento della vista, più raramente i problemi sono legati a fenomeni di abbagliamento dovuti ad elevati contrasti di luminanza. TIPOLOGIA DI RISCHIO: Infortuni conseguenti a carenza di illuminazione Danno atteso Trascurabile 41 Probabilità Improbabile Rischio Minimo Interventi previsti I depositi degli attrezzi devono essere tenuti ordinatamente, devono essere dotati di idonee attrezzature per riporre materiali in sicurezza. Proteggere i corpi illuminanti e i vetri con barriere antisfondamento. Dotare i locali di attrezzature idonee. Garantire condizioni microclimatiche favorevoli migliorando il sistema di ventilazione e quello di condizionamento/riscaldamento. Adeguare gli impianti elettrici in particolare per i luoghi a maggior rischio, come quelli degli spogliatoi, dei locali docce, ecc., dove presenti; Antincendio e Gestione delle Emergenze: garantire l’idoneità delle vie di fuga e d’esodo in funzione degli affollamenti previsti, specie nel caso in cui i locali chiusi possono ospitare il pubblico. La presenza attenuta e costante del personale docente ed addetto alla sorveglianza impedisce l’utilizzo improprio dell’attrezzatura ed evita gli eventuali ferimenti accidentali. 6.5 .ATTIVITA’ DI SOSTEGNO In presenza di alunni portatori di handicap o con problemi specifici di apprendimento viene affiancato ai docenti un insegnante di “sostegno” che segue in maniera specifica questi ragazzi ed è di supporto alla classe. Attrezzature e macchine Non esistono particolari attrezzature utilizzate in questa fase che, per molti aspetti, risulta simile alla fase didattica normale se si esclude la parte relativa ai sussidi didattici elettronici che non sempre sono necessari prediligendosi la didattica frontale. Le eventuali attrezzature sono di sussidio alle eventuali protesi degli allievi. Il fattore di rischio I principali elementi di rischio sono: Rischio elettrico: è legato alla possibilità di elettrocuzione, durante l’utilizzo di particolari attrezzature elettriche (computer, lavagna luminosa, ecc.), per contatto con cavi elettrici con rivestimento isolante non integro. Utenze elettriche: il rischio è legato al numero di prese a disposizione, il problema ha una frequenza significativa nel caso siano presenti laboratori didattici, soprattutto di informatica, dove spesso le prese vengono sovraccaricate. Illuminazione generale come fattore di sicurezza: il rischio è collegato al livello non idoneo dell’illuminazione di alcuni locali o passaggi per cui è possibile inciampare, scivolare o urtare contro elementi ingombranti o sporgenti. Antincendio e Gestione delle Emergenze: sono implementate procedure di gestione delle emergenze , i mezzi di estinzione e le vie di esodo sono funzionali. Il livello di rischio è essenzialmente legato alla peculiarità delle persone presenti. Condizioni microclimatiche: le condizioni di discomfort sono nella maggior parte dei casi dovute all’assenza o ad un errato dimensionamento degli impianti riscaldamento il che comporta spesso temperature nei locali troppo calde o troppo fredde, sbalzi sensibili da un ambiente all’altro e scarso ricambio di aria. Rumore: il rischio è legato sia al contesto urbano in cui l’edificio scolastico è inserito che alle condizioni in cui si svolge l’attività didattica, in particolare al 42 numero degli alunni presenti in aula ed agli spazi a disposizione per lo svolgimento delle lezioni. Rischio posturale: possono essere assunte posture non ergonomiche durante lo svolgimento delle lezioni che possono portare a malattie a carico della colonna vertebrale. Illuminazione generale come fattore di igiene: le situazioni di discomfort sono generalmente legate al non corretto livello di illuminamento delle aule che può determinare un eccessivo affaticamento della vista, più raramente i problemi sono legati alla presenza di elevati contrasti di luminanza nel campo visivo del docente dovuti alla mancanza, alle finestre, di tende parasole, è bene sottolineare che l’influenza di questo elemento di discomfort è attenuata dal fatto che la posizione di lavoro non è necessariamente fissa durante lo svolgimento delle lezioni. Organizzazione del lavoro: la ripetitività delle attività, la scarsa possibilità di avanzamento di carriera nonché la scarsa valorizzazione dell’acquisizione della professionalità nel corso degli anni possono provocare situazioni di stress. A queste cause di stress legate all’ordinamento del personale docente, si aggiunge quello più legato all’attività specifica svolta, ed in particolare la costante e continua vigilanza degli alunni nonché le modalità e la costanza dei rapporti interpersonali con questi. Fonte di stress è in questo caso rappresentata dalle caratteristiche specifiche delle attività di sostegno agli studenti portatori di handicap. Interventi possibili Formazione ed informazione sulle corrette posture da adottare durante lo svolgimento delle lezioni, ed in particolar modo per le attività che comportano la movimentazione dei carichi: Verifica dello stato di conservazione delle attrezzature utilizzate durante l’attività ; Maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro; Migliorare i sistemi di riscaldamento dell’aria. Migliorare le condizioni di illuminamento, sia come fattore di sicurezza che come fattore di igiene, attraverso l’aumento della potenza degli impianti e garantendo, attraverso una periodica e sistematica attività manutentiva, la costante disponibilità, specie degli impianti di emergenza. 7.0 - RISCHI CONNESSI ALLE MANSIONI 7.1 – DIRIGENTE SCOLASTICO Nel caso di questa figura si ravvisano rischi relativamente alla fatica mentale e dello stress causati da compiti di responsabilità e al fatto di essere figura unica nell'istituto. Incidono pesantemente sui Dirigenti Scolastici: - la frustrazione derivante da rapporti fortemente gerarchizzati con l'amministrazione centrale. - l'impatto con continue pastoie burocratiche che rendono difficile la gestione dell’istituto. - la delicatezza dei vari rapporti relazionali da intrattenere. Difficoltà a garantire la funzionalità del servizio, senza strumenti di gestione effettiva del personale. 43 7.2 - DOCENTE Nell'ambito delle attività esercite dai docenti si ravvisano in particolare: attività di assistenza, concentrata essenzialmente nei primi giorni di scuola - attività relazionali - attività didattico educative I fattori di rischio variano in modo considerevole in relazione alla prevalenza delle attività svolte, ad esempio si concentrano in momenti specifici della attività didattica, uso di laboratori in particolare RISCHI - rumorosità - stress - sforzo vocale - allergie - infortuni - posture - rischio biologico La Rumorosità é una delle condizioni caratteristiche del lavoro dei docenti. Essa é sottoposta a variazione in relazione a: - numero e caratteristiche degli allievi - disponibilità degli spazi - tipo delle attività svolte STRESS specifico nel lavoro docente - rapporto relazionale stretto con gli allievi in ogni fascia di età - obblighi di vigilanza - impossibilità di appoggiarsi a collaudati modelli comportamentali sempre riproducibili - forti livelli di instabilità nella impostazione del dialogo educativo - ripetitività nelle modalità di erogazione del servizio - scarsa gratificazione - scarsa visibilità sociale - scarso riconoscimento economico - difficoltà di cambio di mansione senza introdurre elementi di discontinuità nella carriera - scarso riconoscimento della professione acquisita - difficoltà ad utilizzare integralmente la professione acquisita - scarse possibilità di carriera 44 SFORZO VOCALE Può essere amplificato dalle condizioni di rumorosità e dalle modalità di approccio con l'aula ALLERGIE Derivano in larga misura dalla cattiva climatizzazione. Hanno una certa incidenza anche le allergie da polveri di gesso ed altre allergie derivanti dalla cattiva manutenzione dei locali INFORTUNI E POSTURE Gli incidenti sono più frequenti nelle palestre, nei laboratori e nelle officine e quindi riguardano in modo particolare i docenti che le conducono. Il perfetto stato di manutenzione dei locali e delle attrezzature e la continua attenzione servono certamente a ridurre i raschi. RISCHIO BIOLOGICO Esiste particolarmente per tutti i docenti che si trovano a costante relazione con molti soggetti 7.3- DIRETTORE DEI SERVIZI AMMINISTRATIVI Svolge attività lavorativa di rilevante complessità ed avente rilevanza esterna. Sovrintende con autonomia operativa ai servizi amministrativi e contabili e ne cura l'organizzazione svolgendo funzione di coordinamento, promozione delle attività e verifica dei risultati conseguiti, rispetto agli obiettivi assegnati ed agli indirizzi impartiti dal personale amministrativo a da quello addetto ai servizi generali posti alle sue dirette dipendenze. E' funzionario delegato. Provvede alla esecuzione delle delibere del Consiglio di Istituto, e firma congiuntamente al Presidente tutti i documenti contabili concernenti la gestione autonoma dell'Istituto Organizza i servizi amministrativi dell'unità scolastica od educativa ed è responsabile del funzionamento degli stessi. RISCHI - Fatica mentale - rischio biologico - stress - esposizione a campi elettromagnetici - esposizione a sostanze di fotoriproduzione - esposizione a rumorosità ambientale 7.4- ASSISTENTE AMMINISTRATIVO Esegue attività lavorativa richiedente specifica preparazione professionale e capacità di esecuzione delle procedure anche con l'utilizzazione di strumenti di tipo informatico. 45 Ha autonomia operativa nella predisposizione, istruzione e redazione degli atti amministrativi. Svolge attività di diretta ed immediata collaborazione con il responsabile amministrativo. Ha competenza diretta nella tenuta dell'archivio e del protocollo. Ha rapporti con l'utenza ed assolve i servizi esterni connessi con il proprio lavoro. RISCHI - infortuni - esposizione a sostanze per la fotoriproduzione - di tipo allergologico - di disturbi cutanei - esposizione ad agenti biologici - di reazioni da stress - rischi derivanti da posture inadeguate 7.5- ASSISTENTE TECNICO Esegue attività lavorativa richiedente specifica preparazione professionale, conoscenze di strumenti e tecnologie anche complessi, con capacità di utilizzazione degli stessi, nonché di esecuzione di procedure tecniche ed informatiche. Svolge attività di supporto tecnico alla funzione docente. E’ addetto alla conduzione tecnica dei laboratori, garantendone l’efficienza e la funzionalità in relazione al progetto annuale di utilizzazione didattica. All’interno di questo istituto sono presenti i seguenti laboratori : Laboratorio di informatica/multimediale Gli impianti e le attrezzature elettriche impiegate devono essere realizzate e mantenute secondo i criteri della regola dell’arte ed in conformità a quanto indicato nelle norme CEI. Le macchine e le attrezzature utilizzate devono essere rispondenti alle vigenti norme di sicurezza, tipicamente D.Lgs 81/08 RISCHI - da uso di videoterminali - da radiazioni ionizzanti - elettrici 7.6- COLLABORATORE SCOLASTICO E' addetto ai servizi generali della scuola con compiti di accoglienza e sorveglianza nei confronti degli alunni e del pubblico; di pulizia del materiale presente nei locali, degli spazi scolastici e degli arredi; di vigilanza sugli alunni, di custodia e sorveglianza generica sui locali scolastici e di collaborazione con i docenti. 46 RISCHI - stress - rischi per la salute connessi alla operazioni di pulizia infortuni per caduta o scivolamento - dermatiti da contatto irritanti od allergiche - esposizione a sostanze per la fotoriproduzione 7.7- STUDENTE Gli studenti sono esposti a molti dei fattori di rischio esaminati precedentemente, ed anzi la loro esposizione risulterà più lunga in ragione dei tempi di permanenza a scuola. RISCHI - da ambiente da postura - da movimentazione manuale dei carichi - esposizione ad agenti fisici, chimici e biologici - da fatica mentale e stress 8.0 - IDENTIFICAZIONE DEI LAVORATORI ESPOSTI Relativamente alla tabella di cui alle pag. precedenti possono essere definiti e a cui sono soggette le varie categorie di lavoratori operanti nel campo scolastico. Categoria PERSONALE DOCENTE Tipologia di rischio PERSONALE A1-A2-A3-A4-A6-A7-B2-B3-B4 -CI A.T.A. PERSONALE AUSILIARIO A2-A3- A6- A7-B2-B3- B6- C1 -C2 A2-A3-A4-A6-A7-B1-B3-B6-CI-C2 9.0 - RIASSUNTO DELLE TIPOLOGIE DI RISCHI CONNESSI ALLE MANSIONI E RELATIVI INTERVENTI DI PREVENZIONE 9.1 DIRIGENTE SCOLASTICO PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO INTERVENTI DI PREVENZIONE Disturbi da stress e fatica mentale, dovuti a: Carico di lavoro mentale - creare una struttura interna che consenta 47 responsabilità di delegare compiti e responsabilità al personale dipendente a diverso livello Organizzazione appropriata dei compiti e funzioni interne Impatto con continue pastoie burocratiche che rendono difficile la gestione dell'istituto delicatezza dei rapporti relazionali da intrattenere difficoltà a garantire la funzionalità reale attivazione dei meccanismi di del servizio senza strumenti di autonomia finanziaria e funzionale gestione effettiva del personale 9.2 – DOCENTE PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO INTERVENTI DI PREVENZIONE rumorosità interventi di insonorizzazione delle aule speciali (palestra ed aula magna)con pannelli fonoassorbenti e migliore disposizione degli spazi maggiore flessibilità nella organizzazione del lavoro riconoscimento delle competenze reale attivazione dei meccanismi incentivanti Insonorizzazione delle aule tecniche di educazione vocale organizzazione del lavoro sostituzione delle lavagne con lavagne luminose, lavagne a fogli mobili, o lavagne in cui sia possibile scrivere utilizzando pennarelli migliore pulizia dei locali per garantire un ambiente che sia il meno saturo possibile di germi maggiore attenzione alla postura educazione posturale fornitura di arredi idonei stress sforzo vocale allergie infortuni e posture 9.3 ASSISTENTE TECNICO PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO INTERVENTI DI PREVENZIONE rumorosità interventi di insonorizzazione nelle aule speciali 48 infortunio durante la comportamenti corretti preparazione delle controllo della sicurezza delle macchine ed attrezzature di esercitazione attrezzature regolare manutenzione delle attrezzature mantenimento delle condizioni strutturali di adeguatezza del locale mantenimento delle condizioni di sicurezza per il movimento delle persone nei pavimenti dei posti di lavoro ed i passaggi elettrico posture inadeguate Rispetto dei criteri previsti dalla norma CEI 64-8 soprattutto in materia di protezione dai rischi di contatto diretto ed indiretto con parti in tensione postazioni di lavoro a norma di legge 9.4 - RESPONSABILE AMMINISTRATIVO – IMPIEGATI PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO Fatica mentale rischio biologico stress infortuni da elettrocuzione INTERVENTI DI PREVENZIONE prevedere spazi di lavoro opportunamente isolati dal punto di vista acustico segregare le macchine più rumorose (fotocopiatrici) cambio d'aria pulizia dei locali maggiore flessibilità nella organizzazione del lavoro riconoscimento delle competenze reale attivazione dei meccanismi incentivanti miglioramento delle condizioni illuminotecniche, microambientali, di rumorosità Adeguamento degli spazi alle funzioni da svolgere verifica rispondenza dell' impianto elettrico alla vigente NORMA CEI 64-8 al fine di prevenire i rischi da contatti diretti od indiretti con parti in tensione esposizione a sostanze per la formare il personale sulle procedure da utilizzare fotoriproduzione durante la sostituzione del toner fornire adeguati DPI esposizione a rumorosità segregare od isolare le macchine più rumorose ambientale Infortuni diversificazione dei compiti da eseguire con 49 posture inadeguate pericoli per la vista rotazione delle mansioni spazi di autoorganizzazione del lavoro postazioni di lavoro a norma di legge in caso di uso di VDT occorrerà particolare attenzione alle condizioni illuminotecniche. Per attività di ufficio valori compresi fra 200 e 500 lux. In caso di ambienti con VDT mediamente 200-250 lux utilizzando sistemi di illuminazione localizzata 9.5 COLLABORATORE SCOLASTICO PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO INTERVENTI DI PREVENZIONE stress rischi per la salute connessi alle operazioni di pulizia tenere un continuo livello di attenzione essere informati sulla natura fisica, le proprietà chimiche ed i possibili rischi che possono derivare dall'uso di tali prodotti e le misure da prendere in caso di infortunio e rispettare le norme antinfortunistiche infortuni per caduta o scivolamento adottare scarpe antisdrucciolo dermatiti da contatto irritanti od evitare il contatto con i prodotti da pulizia allergiche usando sempre i guanti rischi da movimentazione dei impiegare due o più persone per il carichi sollevamento di carichi adottare ausili a norma di legge rischi da elettrocuzione controllare che gli apparecchi siano a norma prima di usarli fare uso corretto degli strumenti elettrici tagli usare attrezzature per la presa, adeguati contenitori per i rifiuti, guanti antinfortunistici - ADDETTO ALLE FOTOCOPIE PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO INTERVENTI DI PREVENZIONE stress tenere un continuo livello di attenzione esposizione a radiazioni non formare il personale affinché durante ionizzanti l’esecuzione delle fotocopie venga tenuto chiuso il portello della fotocopiatrice rischio chimico dovuto ad formare il personale sulle procedure da utilizzare 50 esposizione a toner inquinamento dell’aria rischio posturale esposizione a rumore durante la sostituzione del toner fornire adeguati DPI disporre la fotocopiatrice in un locale aerato con ricambio d’aria sufficiente adeguare le postazioni di lavoro dotandole di sedie ergonomicamente regolabili in altezza in funzione della posizione del tavolo e della fotocopiatrice stessa nei casi in cui il lavoro é continuativo occorre stabilire della pause di riposo verificare periodicamente il buon funzionamento della macchina collocare la macchina in un locale destinato specificamente a questa funzione 9.7 STUDENTI PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO INTERVENTI DI PREVENZIONE da ambiente educazione posturale da postura banchi e sedie regolabili da movimentazione manuale dei carichi soluzioni tecniche per il contenimento del peso dei libri esposizione ad agenti fisici chimici e utilizzare adeguati DPI biologici da fatica mentale e stress soluzioni organizzative volte ad ottimizzare il lavoro 9.8 NOTE PER LE LAVORATRICI IN GRAVIDANZA La tutela della salute delle lavoratrici madri attraverso l’eliminazione o riduzione dell’esposizione a fattori di rischio professionali per le gravide , per l’embrione ed il feto, con particolare attenzione a fattori di rischio abortigeni, mutageni e teratogeni, ha comportato la valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento fino a sette mesi dopo il parto, per le lavoratrici addette alle lavorazioni. A seguito della suddetta valutazione, sono state individuate le seguenti misure di prevenzione e protezione da adottare: 51 Verranno modificati i ritmi lavorativi, in modo che essi non siano eccessivi e, che non comportino una posizione particolarmente affaticante. In caso di ulteriori prescrizioni specifiche, esse verranno indicate nelle singole attività lavorative oggetto della valutazione dei rischi, riportate nel seguito. Le lavoratrici addette alle rispettive mansioni ed il rappresentante per la sicurezza sono stati informati sui risultati della valutazione e sulle conseguenti misure adottate 9.9 STRESS LAVORO-CORRELATO La valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavorocorrelato, secondo i contenuti dell’ accordo europeo dell’8 ottobre 2004. Lo stress, potenzialmente, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore, a prescindere dalla dimensione dell’azienda, dal campo di attività, dal tipo di contratto o di rapporto di lavoro. In pratica non tutti i luoghi di lavoro e non tutti i lavoratori ne sono necessariamente interessati. Considerare il problema dello stress sul lavoro può voler dire una maggiore efficienza e un deciso miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, con conseguenti benefici economici e sociali per le aziende, i lavoratori e la società nel suo insieme. Lo stress è uno stato, che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali e che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti. L’individuo è capace di reagire alle pressioni a cui è sottoposto nel breve termine, e queste possono essere considerate positive (per lo sviluppo dell’individuo stesso), ma di fronte ad una esposizione prolungata a forti pressioni egli avverte grosse difficoltà di reazione. Inoltre, persone diverse possono reagire in modo diverso a situazioni simili e una stessa persona può, in momenti diversi della propria vita, reagire in maniera diversa a situazioni simili. Lo stress non è una malattia ma una esposizione prolungata allo stress, può ridurre l’efficienza sul lavoro e causare problemi di salute. Lo stress indotto da fattori esterni all’ambiente di lavoro può condurre a cambiamenti nel comportamento e ridurre l’efficienza sul lavoro. Tutte le manifestazioni di stress sul lavoro non vanno considerate causate dal lavoro stesso. Lo stress da lavoro può essere causato da vari fattori quali il contenuto e l’organizzazione del lavoro, l’ambiente di lavoro, una comunicazione “povera”, ecc. I sintomi più frequenti sono : affaticamento mentale, cefalea, gastrite, insonnia, modificazione dell’umore, depressione ed ansia, dipendenza da farmaci. I fattori che causano stress possono essere : - lavoro ripetitivo ed arido - carico di lavoro e di responsabilità eccessivo o ridotto - rapporto conflittuale adulti – allievi - conflitti nei rapporti con colleghi e superiori - fattori ambientali (rumore,...) Occorre provvedere alla tutela, in particolare, della salute psichica lesa o messa in pericolo dalla cattiva organizzazione delle risorse umane, la tutela del rischio specifico da stress lavorativo di una particolare categoria di lavoratori che in ragione delle peculiarità della prestazione lavorativa sono i soggetti più esposti alla sindrome in esame. Ed è in quest’ottica che verranno effettuati adeguati controlli periodici sui lavoratori., in quanto solo attraverso i singoli controlli è possibile acquisire quelle conoscenze sulla base delle quali il datore di lavoro è in grado di evitare il rischio specifico dello stress lavorativo (ad esempio non assegnare turni notturni ad una persona che ha già manifestato e magari curato sindromi depressive) con una diversa organizzazione del personale, secondo il normale criterio del prevedibile ed evitabile. In linea generale si provvederà, inoltre, a: - Dare ai singoli lavoratori la possibilità di scegliere le modalità di esecuzione del proprio lavoro; - Diminuire l’entità delle attività monotone e ripetitive; 52 - Aumentare le informazioni concernenti gli obiettivi; Sviluppare uno stile di leadership; Evitare definizioni imprecise di ruoli e mansioni. Distribuire/comunicare efficacemente gli standard ed i valori dell’organizzazione a tutti i livelli organizzativi, per esempio tramite manuali destinati al personale, riunioni informative, bollettini; Fare in modo che gli standard ed i valori dell’organizzazione siano noti ed osservati da tutti i lavoratori dipendenti; Migliorare la responsabilità e la competenza del management per quanto riguarda la gestione dei conflitti e la comunicazione; Stabilire un contatto indipendente per i lavoratori; Coinvolgere i dipendenti ed i loro rappresentanti nella valutazione del rischio e nella prevenzione dello stress psicofisico e del mobbing 9.10 USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO Come indicato all’ art. 69 del D.Lgs. 81/08, si intende per attrezzatura di lavoro qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto destinato ad essere usato durante il lavoro, mentre si intende per uso di un’attrezzatura di lavoro qualsiasi operazione lavorativa connessa ad una attrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio, l'impiego, il trasporto, la riparazione, la trasformazione, la manutenzione, la pulizia, il montaggio, lo smontaggio Qualsiasi zona all'interno ovvero in prossimità di una attrezzatura di lavoro nella quale la presenza di un lavoratore costituisce un rischio per la salute o la sicurezza dello stesso viene definita zona pericolosa e qualsiasi lavoratore che si trovi interamente o in parte in una zona pericolosa viene definito quale lavoratore esposto. 9.11 REQUISITI DI SICUREZZA Come indicato all’ art. 70 del D.Lgs. 81/08, le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto. Per le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari o messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente all’emanazione di norme legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto verrà controllata la conformità ai requisiti generali di sicurezza riportati nell’ allegato V del D.Lgs. 81/08. Le attrezzature di lavoro costruite secondo le prescrizioni dei decreti ministeriali adottati ai sensi dell’articolo 395 del decreto Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, ovvero dell’articolo 28 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, potranno essere considerate conformi, come indicato al comma 3 dello stesso art. 70 del D.Lgs. 81/08. Saranno messe a disposizione dei lavoratori esclusivamente attrezzature conformi ai requisiti di sicurezza indicati, idonee ai fini della salute e sicurezza ed adeguate al lavoro da svolgere o adattate a tali scopi che devono essere utilizzate conformemente alle disposizioni legislative di recepimento delle direttive comunitarie. All'atto della scelta delle nuove attrezzature di lavoro, come indicato all’ art. 71, comma 2, del D.Lgs. 81/08, il datore di lavoro prenderà in considerazione: le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere; 53 i rischi presenti nell’ambiente di lavoro; i rischi derivanti dall’impiego delle attrezzature stesse i rischi derivanti da interferenze con le altre attrezzature già in uso. Al fine di ridurre al minimo i rischi connessi all’uso delle attrezzature di lavoro e per impedire che dette attrezzature possano essere utilizzate per operazioni e secondo condizioni per le quali non sono adatte, verranno adottate adeguate misure tecniche ed organizzative e verranno rispettate tutte quelle riportate nell’allegato VI del D.Lgs. 81/08. Tutte le attrezzature di lavoro sono state installate correttamente e si controllerà, tramite un preposto a ciò incaricato, che le stesse vengano utilizzate conformemente alle istruzioni d’uso. Si assicurerà, inoltre, che le attrezzature di lavoro: siano oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione siano assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza eventualmente stabilite con specifico provvedimento regolamentare o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione 9.12 CONTROLLI E REGISTRO Verrà, curata la tenuta e l’aggiornamento del registro di controllo delle attrezzature di lavoro per le quali lo stesso è previsto. Per le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione si provvederà a che le stesse vengano sottoposte a un controllo iniziale (dopo l'installazione e prima della messa in esercizio) e ad un controllo dopo ogni eventuale successivo montaggio, al fine di assicurarne l'installazione corretta e il buon funzionamento. Per le attrezzature soggette a influssi che possono provocare deterioramenti suscettibili di dare origine a situazioni pericolose, si provvederà a che esse siano sottoposte a: controlli periodici, secondo frequenze stabilite in base alle indicazioni fornite dai fabbricanti, ovvero dalle norme di buona tecnica, o in assenza di queste ultime, desumibili dai codici di buona prassi; controlli straordinari al fine di garantire il mantenimento di buone condizioni di sicurezza, ogni volta che intervengano eventi eccezionali che possano avere conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza delle attrezzature di lavoro, quali riparazioni, trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi prolungati di inattività. I controlli, volti ad assicurare il buono stato di conservazione e l’efficienza a fini di sicurezza delle attrezzature di lavoro saranno effettuati da persona competente. I risultati dei controlli saranno riportati per iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi tre anni, verranno conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza. 9.13 INFORMAZIONE E FORMAZIONE Come indicato nell’ art. 73 del D.Lgs. 81/08, per ogni attrezzatura di lavoro messa a disposizione, i lavoratori incaricati dell’uso disporranno di ogni necessaria informazione e istruzione e riceveranno una formazione adeguata in rapporto alla sicurezza, relativamente: 54 alle condizioni di impiego delle attrezzature; alle situazioni anormali prevedibili. I lavoratori saranno informati sui rischi cui sono esposti durante l’uso delle proprie attrezzature di lavoro, sui rischi relativi alle attrezzature di lavoro presenti nell’ambiente immediatamente circostante, anche se da essi non usate direttamente, nonché sui cambiamenti di tali attrezzature, come indicato al comma 2 dell’ art. 73 del D.Lgs. 81/08 Tutte le informazioni e le istruzioni d’uso verranno impartite in modo comprensibile ai lavoratori interessati e ci si accerterà che esse siano state recepite. Per le attrezzature che richiedono, in relazione ai loro rischi, conoscenze e responsabilità particolari di cui all’ art. 71, comma 7, del D.Lgs. 81/08, verrà impartita una formazione adeguata e specifica, tale da consentirne l’utilizzo delle attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altre persone. 10.0 ADEMPIMENTI IN CASO DI INFORTUNI Il D.P.R 1124 stabilisce che il personale docente e non docente e gli studenti che operino in palestre, laboratori, o che usino impianti, macchine od attrezzature, debbano essere coperti da polizza assicurativa INAIL. Gli incidenti intervenuti devono essere quindi denunciati all’INAIL. 11.0- SCELTA DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI PERSONALE AUSILIARIO DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE MANI E Guanti contro le aggressioni chimiche DELLE BRACCIA PERSONALE INCARICATO DELLA GESTIONE DELLE EMERGENZE DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE MANI Guanti antitermici E BRACCIA 12.0 - INDIVIDUAZIONE DELLE MISURE PRIORITARIE DI CARATTERE STRUTTURALE E OPERATIVO/PROCEDURALE ZONA/MANSIONE Aula di speciali in genere Locale fotocopiatrici Quadri elettrici in genere 55 SITUAZIONE RISCONTRATA Postazioni di lavoro (sedie) non ergonomicamente corrette MISURE Curare dal punto di vista ergonomico le postazioni di lavoro. Formazione ed informazione sulle corrette posture da adottare durante lo svolgimento delle lezioni Eseguire frequenti aperture delle finestre verso l’esterno Mettere in atto sistema di chiusura con chiave in dotazione al bidello di piano Officine e laboratori in genere Tutto il complesso scolastico Palestra In genere Aule didattiche Tutto il complesso scolastico Tutto il complesso scolastico Tutto il complesso scolastico magazzino Laboratori/AULE SPECIALI Collaboratori scolastici Tutto il personale in genere Tutto il personale Collaboratori scolastici 12.1 Verifica costante dello stato di conservazione delle attrezzature utilizzate durante l’attività; Divieto di utilizzo di utenze non a norma rispetto ai requisiti minimi di sicurezza elettrica; La presenza attenta e costante del docente impedisce l'utilizzo improprio degli strumenti a disposizione e quindi evita ferimenti accidentali non legati all'attività didattica. Una preparazione teorica sull'uso degli strumenti induce negli studenti la consapevolezza del rischio; Dotare i locali di attrezzature idonee e migliorare la dotazione di arredi di servizio. Evitare di approntare gli impianti elettrici provvisori con soluzioni non rispondenti alle norme di sicurezza. Evitare l’accatastamento, sia pure momentaneo, del materiale nei corridoi e vie di transito. Verificare sempre, all’inizio di ogni a.s. l’adeguatezza delle vie di fuga in base agli affollamenti massimi previsti. I depositi degli attrezzi devono essere tenuti ordinatamente, devono essere dotati di idonee attrezzature per riporre materiali in sicurezza. Utilizzo di dispositivi di protezione individuale (guanti, indumenti protettivi, calzature di sicurezza, occhiali e/o visiera). Formazione ed informazione sulle posture ergonomiche e sulle metodiche operative per la pulizia dei locali. Dotazione delle schede di sicurezza dei prodotti utilizzati e formazione del personale. Formazione ed informazione sui piani di evacuazione. Presenza costante dei collaboratori scolastici per coordinare afflusso e deflusso. - Rischi da struttura e/o impiantistica Gli edifici necessitano di interventi di manutenzione e risanamento strutturale. E’ necessario produrre i documenti tecnici e legali relativi alla impiantistica elettrica e termoidraulica e provvedere al completamento delle opere necessarie per l’ottenimento del C.P.I.. Occorre provvedere alla revisione semestrale ed alla ricarica annuale degli estintori portatili. Più in generale, al fine della riduzione della tipologia di rischio in esame occorre 56 provvedere alla adozione di misure specifiche quali: Formazione specifica del personale da adibire alle operazioni specifiche di antincendio, pronto soccorso ed evacuazione Periodiche esercitazioni di evacuazione Messa a norma e manutenzione programmata degli impianti ed attrezzature in uso con la predisposizione di un registro dei controlli periodici Verificare che vie di uscita siano sempre fruibili E' fatto divieto di compromettere la agevole apertura e funzionalità delle uscite di sicurezza durante il periodo di attività della scuola, verificarne l'efficienza prima dell'inizio delle lezioni Evidenziare le vie di uscita mediante apposita segnaletica conforme alla normativa vigente Predisporre apposita segnaletica di sicurezza indicante l’ubicazione degli estintori portatili Definire un protocollo di verifica e manutenzione programmatica Verifica semestrale degli estintori antincendio a cura di ditta specializzata Controllo visivo della percorribilità delle vie di uscita (sgombre da ostacoli, facilmente apribili) Macchine utensili ed attrezzature in genere 13.0- DISPOSIZIONI GENERALI PER L'UTILIZZO DEI VIDEOTERMINALI • SPAZIO Il posto di lavoro deve essere ben dimensionato e allestito in modo che vi sia spazio sufficiente per permettere cambiamenti di posizione e di movimenti operativi • TASTIERA La tastiera deve essere inclinabile e dissociata dallo schermo per consentire al lavoratore di assumere posizione confortevole e tale da non provocare l'affaticamento delle braccia e delle mani. Lo spazio davanti alla tastiera deve essere sufficiente onde consentire un appoggio per le mani e le braccia dell'utilizzatore La tastiera deve avere una superficie opaca onde evitare riflessi. I simboli dei tasti devono presentare sufficiente contrasto ed essere leggibili dalla normale posizione di lavoro • PIANO DI LAVORO Il piano di lavoro deve avere una superficie poco riflettente, essere di dimensioni sufficienti e permettere una disposizione flessibile dello schermo, della tastiera e dei documenti e del materiale accessorio In particolare il piano di lavoro deve avere: profondità adeguata (mm. 90 cm.), larghezza sufficiente (mm. 160cm.), spazio per le gambe, sufficiente stabilità ( esente da vibrazioni), colore neutro • SEDILE DI LAVORO Il sedile di lavoro deve permettere all'operatore una certa libertà di movimento ed una posizione corretta. Deve avere: altezza regolabile, base stabile, piano imbottito, schienale alto e regolabile 57 • VIDEO Il video deve essere: regolabile ed inclinabile, avere leggibilità, essere riconoscibile ai bordi, avere nitidezza dei contorni, avere immagine stabile, avere luminosità regolabile, non avere farfallamento, non avere ronzio • ILLUMINAZIONE L'illuminazione generale, ovvero l'illuminazione specifica (lampade di lavoro) devono garantire un'illuminazione sufficiente e un contrasto appropriato tra lo schermo e l'ambiente, tenuto conto delle caratteristiche del lavoro e delle esigenze visive dell'utilizzatore. Fastidiosi abbagliamenti e riflessi sullo schermo o su altre attrezzature devono essere evitati. • RIFLESSI ED ABBAGLIAMENTI I posti di lavoro devono essere sistemati in modo che le fonti luminose quali le finestre e le altre aperture, le pareti trasparenti o traslucide, nonché le attrezzature e le pareti di colore chiaro non producano riflessi sullo schermo. Le finestre devono essere munite di opportuno dispositivo di copertura regolabile per attenuare la luce diurna che illumina il posto di lavoro. SVOLGIMENTO QUOTIDIANO DEL LAVORO Il lavoratore, qualora svolga la sua attività per almeno quattro ore consecutive, ha diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività. Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva aziendale. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l'interruzione, il lavoratore ha comunque diritto ad una pausa di 5 minuti ogni 20 di applicazione continuativa a VDT E' esclusa la cumulazione delle interruzioni all'inizio ed al termine dell'orario di lavoro. 58 14.0 - CARATTERISTICHE GENERALI VALUTAZIONE DEI RISCHI Il presente aggiornamento del documento di valutazione dei rischi é stato effettuato dal datore di lavoro in collaborazione con: Responsabile del servizio prevenzione e protezione interno. Responsabile del servizio prevenzione e protezione esterno. dipendente □ territoriale Rappresentante dei Lavoratori Sig. Lucetti Francesco quale Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza dell'ISTITUTO COMPRENSIVO TALIERCIO, dall’Anno Scolastico 2013/2014, ai sensi dell’ art. 18 del D. LGS. 626/94, dichiara di essere stato consultato tempestivamente in merito alla stesura della presente relazione sulla valutazione dei rischi, ai sensi dell’art.9 comma 1 lettera b) del citato D. LGS 626/94 e del D.Lgs. 81/2008 Firma Timbro e Firma del Datore di Lavoro 15.0 - NOTA FINALE Il presente documento è stato: posto all'ordine del giorno degli argomenti della riunione periodica di sicurezza sottoposto all’ att.ne del Rappresentante dei Lavoratori in data: 1/09/2014 il presente documento è la revisione n° 02 59 ALLEGATO 1 A- Documentazione OBBLIGATORIA GENERALE (di pertinenza dell’ Istituto scolastico) esistente si no Documento sulla valutazione dei RISCHI Nomina del Responsabile S.P.P. Nomina Lavoratori designati (gestione emergenze - primo soccorso) Lettera di “richiesta d’intervento” all’ente proprietario dell’immobile Piano di emergenza Documentazione attività Formativa Informativa - Addestramento (allegato 1) Elenco e caratteristiche D.P.I. (+ istruzioni) X X Dir.Did. e Plessi X Plessi X Comune X Plessi X Plessi (allegato 2) Schede di sicurezza sostanze e preparati (allegato3) Registro Infortuni Ing. Marchetti - e RSPP Diamanti Antonella Plessi- Dir.Did. – Circolare n°16 Collaboratori scolastici 3.12.2008 X X Plessi X Direzione Didattica esistente si no Abitabilità Certificato Prevenzione Incendi ovvero Nulla Osta Provvisorio Collaudo statico Copia denuncia impianto messa a terra Dichiarazione conformità impianti elettrici (31/12/99 ) Documentazione impianto riscaldamento centralizzato >34.8 kW o >30.000 kcal/h (libretto ISPESL) Copia denuncia di protezione dalle scariche atmosferiche ( mod. A ) vidimato ovvero dichiarazione - calcolo struttura autoprotetta X (di pertinenza dei lavoratori e loro organizzaz.)) esistente Collaboratori scolastici reperibile presso ente nome persona referente Comune Carrara Ing. Marchetti X X Comune Carrara Ing. Marchetti Comune Carrara Ing. Marchetti X Comune Carrara Ing. Marchetti X Comune Carrara Ing. Marchetti X Comune Carrara Ing. Marchetti X si 60 Diamanti Antonella A.SCALETTI (di pertinenza dell’Ente propr. dell’edificio) Nomina R.L.S. (Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza) reperibile presso ente nome persona referente X no reperibile presso ente Direzione Didattica nome persona referente LUCETTI B. Documentazione OBBLIGATORIA SPECIFICA N.B. indicare nella colonna “esistente” se tale documentazione non è pertinente mediante la sigla n.p. (di pertinenza dell’Istituto scolastico) Libretti apparecchi di sollevamento con portata > 200 kg Libretti di altre apparecchiature soggette ad omologazione Istruzioni per l’uso macchine marcate CE Documento di valutazione rumore D.Lgs.277/91 (allegato 4) Nomina medico competente Elenco lavoratori soggetti ad Accertamento Sanitario Prescrizioni e/o Disposizioni organi vigilanza Documentazione vaccinazioni Documentazione di denuncia emissioni in atmosfera DPR 203/89 Documentazione smaltimento rifiuti speciali (di pertinenza dell’Ente prop. dell’edificio) esistente si no reperibile presso nome persona referente n.p. X Plessi DSGA BONIZZI X Plessi DSGA BONIZZI X X n.p. n.p. n.p. n.p. n.p. esistente si no Denuncia impianti elettrici in luoghi con n.p. pericolo di esplosione (mod. C) vidimata Prescrizioni e/o Disposizioni organi vigilanza n.p. Libretto/i ascensore/i o montacarichi n.p. 61 ente reperibile presso ente nome persona referente C. Documentazione NECESSARIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI (di pertinenza dell’Istituto scolastico) Planimetria della scuola con destinazione d’uso dei locali Lay-out dei locali adibiti ad attività di laboratorio Elenco dei presidi sanitari e loro ubicazione esistente si no reperibile presso ente nome persona referente X Plessi Dirigente X Plessi Dirigente X Plessi Elenco del contenuto dei presidi sanitari X Plessi Elenco delle macchine/attrezzature e VDT X Plessi Elenco delle sostanze pericolose utilizzate nei laboratori e in altre lavorazioni Caratteristiche degli impianti di ventilazione n.p. generale, localizzata e di condizionamento Elenco dei presidi antincendio e loro X ubicazione Misure tecniche, organizzative, procedurali n.p. identificate per lavorazioni particolari Elenco delle mansioni con obbligo d’uso dei X DPI Documentazione dei verbali di esercitazioni X (evacuazioni ecc.) Presenze giornaliere nel plesso scolastico X (media/potenziale) 62 X Dirigente+ RSPP+ RLS Dirigente+ RSPP+ FIG.SENS. Dirigente+ RSPP+RLS Plessi DSGA Bonizzi Plessi Dirigente.+ RSPP+RLS Plessi- Dir.Did. – Collaboratori scolastici Circolare n° Plessi Dirigente+ RSPP+ FIG.SENS. Plessi Dirigente ALLEGATO 2 Presidi Sanitari per il pacchetto di medicazione Ogni cassetta di Pronto Soccorso, tipo pensile da cucina, (opportunamente segnalata e dotata di serratura) deve contenere almeno: 63 Una confezione di sapone liquido. Una confezione di guanti monouso in vinile o in lattice. Un paio di forbici. Una confezione di clorossidante elettrolitico al 5% (es. AMUCHINA al 10% pronto ferite). Una confezione di acqua ossigenata F.U. 10 vol. da 100 g. N. 2 bende orlate da 5 cm. Un rotolo di cerotto premedicato alto 8 cm (es. ANSAMED). Una confezione di cerotti premedicati di varie misure. Una confezione di cotone idrofilo da 100 g. N. 10 compresse di garze sterili 10x10 in buste singole. Una confezione di rete elastica di misura media. N. 2 lacci emostatici. Un termometro. N. 2 confezioni di ghiaccio pronto uso istantaneo. N. 2 confezioni di ghiaccio pronto uso da conservare in ghiacciaia (es. COLDHOT-PACKS). N. 2 sacchetti monouso per la raccolta dei rifiuti sanitari. ALLEGATO 2 bis - Prevenzione delle malattie a trasmissione ematica Da affiggere all’interno della cassetta di Pronto Soccorso Al fine di evitare la trasmissione di malattie che si trasmettono con liquidi organici infetti, in particolare sangue (epatite B - epatite C - AIDS ecc.), si danno le seguenti indicazioni: E’ necessario indossare guanti monouso ogni volta si preveda di venire in contatto con liquidi organici di altre persone (es. per medicazioni, igiene ambientale) Gli strumenti didattici taglienti (forbici, punteruoli, cacciaviti ecc.) devono essere o strettamente personali o, se imbrattati di sangue, opportunamente disinfettati. Il disinfettante da utilizzare per le superfici e/o i materiali imbrattati di sangue o altri liquidi organici è l’ipoclorito di sodio al 5-6% di cloro attivo. In pratica si procede come indicato di seguito: - indossare guanti monouso - allontanare il liquido organico dalla superficie - applicare una soluzione formata da: 1 l di acqua e 200 ml di ipoclorito di sodio al 5-6% di cloro attivo - lasciare la soluzione per 20’ - sciacquare con acqua N.B.: è necessario controllare la composizione dell’ipoclorito di sodio da utilizzare e verificare la concentrazione di cloro attivo sia al 5-6% 66 ALLEGATO 3 Presidi Antincendio e REGISTRO ANTINCENDIO ( da ritenersi non esaustiva e da integrarsi dopo aver effettuato il PIANO DI EVACUAZIONE) UBICAZIONE MEZZI di ESTINZIONE TIPO N°... P Per ogni plesso si fa riferimento alle planimetrie ALLEGATO 5 -LegendaMezzi di estinzione: I = Idrante, N = Naspo, M = Manichetta, E = Estintore, 67 CONTROLLO SEMESTRALE ( nome della ditta ) VARIE Tipo: P = Polvere, H = Halon, AC = Acqua, CO2 =Anidride carbonica, S = Schiuma,