Istituto Comprensivo
di Scuola dell'Infanzia, Primaria
e Secondaria di Primo grado
“G.TALIERCIO”
Via del Commercio 1 Marina di Carrara
Tel.0585/788353 Fax 0585/788372
DOCUMENTO DI
VALUTAZIONE DEI RISCHI PER
LA SICUREZZA E LA SALUTE
NEI LUOGHI DI LAVORO
ai sensi art. 28 e 29 del D.lgs 81/08 del 09-04-08
1
DOCUMENTO DI
VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SICUREZZA E LA
SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO
ai sensi art. 28 e 29 del D.lgs 81/08 del 09-04-08
Data
Descrizione
Rev.
Redatto
05/11/2010
Aggiornamento sulla valutazione
dei rischi per la salute e la
sicurezza ex art. 4 comma 2 D.
Lgs. 626/94
0
Scaletti Andrea
Lucetti Francesco
Aggiornamento sulla valutazione
dei rischi per la salute e la
sicurezza ex D. Lgs. 81/08
1
Scaletti Andrea
Lucetti Francesco
Aggiornamento sulla valutazione
dei rischi per la salute e la
sicurezza ex D. Lgs. 81/08
2
Scaletti Andrea
Lucetti Francesco
01/07/2013
01/09/2014
Il Responsabile S.P.P.
Scaletti Andrea
Carrara, 01 Settembre 2014
2
Approvazione
Emissione
Il Datore di lavoro
Diamanti Antonella
INDICE
GENERALE
1.0
2.0
3.0
4.0
5.0
- GLOSSARIO
- PREMESSA
- METODOLOGIA DI LAVORO
- DESCRIZIONE DEI CRITERI ADOTTATI
- DESCRIZIONE DEI LUOGHI DI LAVORO E DELLA
ATTIVITA' AZIENDALE
6.0 - VALUTAZIONE RISCHI
7.0 - RISCHI CONNESSI ALLA MANSIONE
8.0 - IDENTIEICAZIONE DEI LAVORATORI ESPOSTI
9.0 - RISCHI CONNESSI ALLE MANSIONI E RELATIVI
INTERVENTI Dl PREVENZIONE
10.0 - ADEMPIMENTI IN CASO DI INFORTUNIO
11.0 - SCELTA DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE
INDIVIDUALE
12.0 - INDIVIDUAZIONE DELLE MISURE PRIORITARIE
13.0 - DISPOSIZIONI GENERALI PER L’UTILIZZO DEI VDT
14.0 - CARATTERISTICHE GENERALI DELLA VALUTAZIONE
15.0 - NOTA FINALE
ALLEGATO 1
A. Documentazione OBBLIGATORIA GENERALE
B. Documentazione OBBLIGATORIA SPECIFICA
C. Documentazione NECESSARIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
ALLEGATO 2
Presidi Sanitari per il pacchetto di medicazione
ALLEGATO 2 bis
Prevenzione delle malattie a trasmissione ematica
ALLEGATO 3
Presidi Antincendio
ALLEGATO 4
Elenco Dipendenti e Mansioni
ALLEGATO 5
Planimetrie dei plessi
3
3
5
9
10
15
19
32
43
47
47
55
55
55
57
58
59
Il presente documento illustra il complesso delle operazioni concernenti
l’aggiornamento della "Valutazione dei Rischi", effettuate ai sensi dell’Articolo
29 del Decreto Legislativo n° 81 del 09 aprile 2008.
La relazione di seguito riportata è il frutto di un’attenta analisi della normativa
in essere oltre ad una serie di valutazioni precise in relazione all’intero “Sistema
Sicurezza” nel luogo di lavoro e di studio.
La Dirigente Scolastica
Diamanti Antonella
Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione
Scaletti Andrea
4
1.0
- GLOSSARIO
1.1 Definizioni
Si adottano nel presente documento, le seguenti definizioni in accordo con l’art. 2
del D.Lgs 81/08
a) «lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge
un'attivita' lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o
privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere,
un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al
lavoratore cosi' definito e' equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di societa',
anche di fatto, che presta la sua attivita' per conto delle societa' e dell'ente stesso;
l'associato in partecipazione di cui all'articolo 2549, e seguenti del codice civile; il
soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui
all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni
delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e
lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del
mondo del lavoro; l'allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante
ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature
di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature
fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l'allievo sia effettivamente
applicato alle strumentazioni o ai laboratori in questione; il volontario, come definito
dalla legge 1° agosto 1991, n. 266; i volontari del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco e della protezione civile; il volontario che effettua il servizio civile; il lavoratore
di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni;
b) «datore di lavoro»: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o,
comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l'assetto dell'organizzazione nel cui
ambito
il
lavoratore
presta
la
propria
attivita',
ha
la
responsabilita'
dell'organizzazione stessa o dell'unita' produttiva in quanto esercita i poteri
decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il
dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente
qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest'ultimo sia preposto ad un ufficio
avente autonomia gestionale, individuato dall'organo di vertice delle singole
amministrazioni tenendo conto dell'ubicazione e dell'ambito funzionale degli uffici nei
5
quali viene svolta l'attivita', e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In
caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra
indicati, il datore di lavoro coincide con l'organo di vertice medesimo;
c) «azienda»: il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o
privato;
d) «dirigente»: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri
gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, attua le direttive
del datore di lavoro organizzando l'attivita' lavorativa e vigilando su di essa;
e) «preposto»: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di
poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli,
sovrintende alla attivita' lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute,
controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un
funzionale potere di iniziativa;
f) «responsabile del servizio di prevenzione e protezione»:
persona in possesso delle capacita' e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32
designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di
prevenzione e protezione dai rischi;
g) «addetto al servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso delle
capacita' e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32, facente parte del servizio di
cui alla lettera l);
h) «medico competente»: medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti
formativi e professionali di cui all'articolo 38, che collabora, secondo quanto previsto
all'articolo 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed
e' nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri
compiti di cui al presente decreto;
i) «rappresentante dei lavoratori per la sicurezza»: persona eletta o designata per
rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della
sicurezza durante il lavoro;
l) «servizio di prevenzione e protezione dai rischi»: insieme delle persone, sistemi e
mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attivita' di prevenzione e protezione
dai rischi professionali per i lavoratori;
m) «sorveglianza sanitaria»: insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello
stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all'ambiente di lavoro, ai fattori
6
di rischio professionali e alle modalita' di svolgimento dell'attivita' lavorativa;
n) «prevenzione»: il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo
la particolarita' del lavoro, l'esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi
professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell'integrita' dell'ambiente
esterno;
o) «salute»: stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente
solo in un'assenza di malattia o d'infermita';
p) «sistema di promozione della salute e sicurezza»: complesso dei soggetti
istituzionali che concorrono, con la partecipazione delle parti sociali, alla
realizzazione dei programmi di intervento finalizzati a migliorare le condizioni di
salute e sicurezza dei lavoratori;
q) «valutazione dei rischi»: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la
salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell'ambito dell'organizzazione in cui essi
prestano la propria attivita', finalizzata ad individuare le adeguate misure di
prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a
garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza;
r) «pericolo»: proprieta' o qualita' intrinseca di un determinato fattore avente il
potenziale di causare danni;
s) «rischio»: probabilita' di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle
condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure
alla loro combinazione;
t) «unita' produttiva»: stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o
all'erogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale;
u) «norma tecnica»: specifica tecnica, approvata e pubblicata da un'organizzazione
internazionale, da un organismo europeo o da un organismo nazionale di
normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria;
v) «buone prassi»: soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa
vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a
promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei
rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, elaborate e raccolte dalle regioni,
dall'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL),
dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e
dagli organismi paritetici di cui all'articolo 51, validate dalla Commissione consultiva
7
permanente di cui all'articolo 6, previa istruttoria tecnica dell'ISPESL, che provvede a
assicurarne la piu' ampia diffusione;
z) «linee guida»: atti di indirizzo e coordinamento per l'applicazione della normativa
in materia di salute e sicurezza predisposti dai Ministeri, dalle regioni, dall'ISPESL e
dall'INAIL e approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
aa) «formazione»: processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed
agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e
procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei
rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei
rischi;
bb) «informazione»: complesso delle attivita' dirette a fornire conoscenze utili alla
identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro;
cc) «addestramento»: complesso delle attivita' dirette a fare apprendere ai lavoratori
l'uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di
protezione individuale, e le procedure di lavoro;
dd) «modello di organizzazione e di gestione»: modello organizzativo e gestionale
per la definizione e l'attuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza, ai
sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n.
231, idoneo a prevenire i reati di cui agli articoli 589 e 590, terzo comma, del codice
penale, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della
salute sul lavoro;
ee) «organismi paritetici»: organismi costituiti a iniziativa di una o piu' associazioni
dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano
nazionale, quali sedi privilegiate per: la programmazione di attivita' formative e
l'elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di
azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro; l'assistenza alle imprese
finalizzata all'attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attivita' o funzione
assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento;
ff)
«responsabilita'
sociale
delle
imprese»:
integrazione
volontaria
delle
preoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro attivita'
commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.
8
2.0 - PREMESSA.
Il concetto di Sicurezza nel campo delle attività lavorative umane, qualunque
esse siano, ha oggi assunto un significato che coincide con quelli che sono i
principi della Qualità.
Infatti, i principi su cui si basano i due concetti possono essere riassunti nei
seguenti punti:
1) La Sicurezza come la Qualità, inizia dalla Direzione
2) La Sicurezza come la Qualità, é un programma permanente.
3) La Sicurezza come la Qualità, si basa fondamentalmente sulla realizzazione
della prevenzione e non sulla azione riparatrice
4) La Qualità come la Sicurezza, deve essere presente in tutte le fasi del ciclo di
vita dei prodotti e in tutte le fasi dei processi produttivi.
5) La Qualità come la Sicurezza, è misurabile.
6) La Qualità come la Sicurezza, é compito di tutti.
7) La Qualità come la Sicurezza, si raggiunge attraverso la formazione.
Di fronte a tali coincidenze é inevitabile giungere alla conclusione che qualità e
sicurezza sono due facce di una stessa medaglia, ed una impostazione corretta
in uno qualsiasi di questi due campi avrà immancabilmente ripercussioni
favorevoli sull'altro.
Nei sette punti precedenti é racchiusa la filosofia del D.Lvo 81/08, con cui lo
Stato Italiano ha recepito otto Direttive della Comunità Europea concernenti
l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e
della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro.
La "valutazione del rischio", così come prevista dal D.Lvo. 81/08, va intesa
come l'insieme di tutte quelle operazioni, conoscitive ed operative, che devono
essere attuate per addivenire ad una "Stima del Rischio" di esposizione ai
fattori di pericolo per la sicurezza e la salute dei lavoratori in relazione alla
programmazione degli interventi di prevenzione e protezione per l'eliminazione
o la riduzione dei rischi secondo quanto previsto dall'art. 3 del citato Decreto.
In definitiva, obiettivo della valutazione del rischio, é quello di realizzare uno
strumento in grado di permettere al Datore di Lavoro di individuare le misure
di prevenzione e di pianificarne l'attuazione, il miglioramento ed il controllo.
Scopo del presente lavoro é pertanto, l'elaborazione del documento previsto
all'art. 17 decreto legislativo 81/08, da redigere da parte del datore di lavoro,
che in sostanza deve ottemperare ai seguenti obblighi:
 effettuare la valutazione dei rischi
 procedere alla stesura del piano di sicurezza
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 istituire il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP)
 nominare il Responsabile del SPP
 prendere atto della nomina del Rappresentante dei Lavoratori per la
Sicurezza
 informare e formare gli addetti relativamente alle lavorazioni, ai processi
produttivi, ai mezzi impiegati, agli ambienti di lavoro, ai criteri
organizzativi seguiti
 procedere agli aggiornamenti del piano di sicurezza in funzione delle mutate
condizioni dei luoghi di lavoro conseguentemente agli aggiornamenti dei
processi produttivi
 procedere al miglioramento dell'efficacia delle misure protettive adottate in
funzione dello stato dell'arte.
Particolarmente, per ciò che riguarda l'ambiente scolastico, alle scuole di ogni
ordine e grado ed agli Istituti di Istruzione Universitari, le Norme del Decreto
81/08 si applicano tenendo conto delle particolari esigenze connesse al tipo di
attività svolta, che dovranno essere identificate con Decreti dei Ministeri
competenti. In ogni caso in ogni scuola dovranno essere attuate ed applicate le
seguenti Normative relative alla sicurezza dei luoghi di lavoro:
 Decreto Legislativo n. 81/08
 Altri successivi Decreti che hanno recepito specifiche Direttive U.E. come il
D.P.R. n. 459/96 sulla sicurezza delle Macchine, oppure come il D.Lgs. n.
493 sulla "Segnaletica di Sicurezza".
 Leggi e decreti previgenti come il D.P.R. 547/55 e D.P.R. 303/56, D.Lgs.
277/91
I decreti sopra elencati valgono anche per gli allievi, poiché (art. 3, comma 2,
D.Lgs.81/08) "sono equiparati ai lavoratori gli allievi degli istituti di
istruzione ed universitari ed i partecipanti ai corsi di formazione nei quali
si faccia uso di laboratori, macchine, apparecchi ed attrezzature di lavoro
in genere agenti chimici, fisici e biologici".
3.0 - METODOLOGIA DI LAVORO
Per la predisposizione del documento di valutazione é stata seguita una
metodologia di lavoro che, così come previsto dal Decreto Legislativo, si
articoli attraverso varie fasi sviluppate in collaborazione tra il Responsabile
del S.P.P., il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, gli stessi lavoratori
che, per la mansione che eseguono, o per il ruolo che occupano, possono
fornire informazioni utili allo sviluppo del lavoro, il medico competente
nominato dal Datore di Lavoro, ove la tipologia di attività lo preveda, ed
eventualmente i Consulenti esterni in qualità di supporto del Responsabile del
servizio.
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In via del tutto generale, le varie fasi attraverso le quali si articola un lavoro del
tipo in esame, possono essere sintetizzate nei seguenti punti:
1. definizione di un programma per la valutazione del rischio
2. esame sistematico delle attività e del luogo di svolgimento delle stesse
3. identificazione dei potenziali rischi/pericoli;
4. identificazione degli operatori esposti;
5. previsione degli eventi indesiderati che possono attivare i pericoli
6. valutazione dei rischi in ordine alla probabilità di accadimento dell'evento
indesiderato e dei danni conseguenti allo scopo di definire il grado di
adeguatezza degli opportuni provvedimenti.
7. individuazione dei provvedimenti necessari all’eliminazione dei rischi
8. relazione finale/documento della sicurezza
Nel caso specifico dell'ambiente di lavoro scuola, la metodologia seguita
nell'analisi dei rischi ha tenuto conto del contenuto specifico del D.Lvo 81/08,
della Circolare del Ministero del Lavoro n. 102/95 in data 7/8/95 e dei
documenti emessi dalla Comunità Europea.
A norma delI'art. 17 del D.Lvo n. 81/08, la valutazione dei rischi per la
sicurezza e la salute dei lavoratori è il primo e più importante adempimento da
ottemperare da parte del datore di lavoro per arrivare a una conoscenza
approfondita di qualunque tipo di rischio presente nella propria realtà
aziendale; passo questo che è preliminare a tutta la successiva fase di
individuazione delle misure di prevenzione e protezione e di programmazione
temporale delle stesse.
In particolare è prescritta l'elaborazione di un documento contenente:
 una relazione sulla valutazione dei rischi:
 l'individuazione delle misure di prevenzione e protezione da attuare in
conseguenza degli esiti della valutazione;
 il programma di attuazione delle misure di prevenzione e protezione
individuate.
Da un punto di vista generale il decreto impone che la relazione sulla
valutazione dei rischi debba contenere una descrizione dei «criteri adottati per
la valutazione stessa» . Questo orientamento di fondo è ripreso e confermato
nel documento “Orientamenti riguardo alla
valutazione dei rischi sul
lavoro”, emesso dalla Comunità Europea Dg v/e/2 unità medicina e igiene del
lavoro (Cee), allo scopo di "fornire orientamenti riguardo alle modalità della
valutazione dei rischi sul lavoro" attraverso una descrizione dei "passi da
compiere in vista dell'identificazione dei mezzi più opportuni per eliminare i
rischi, oppure per controllarli".
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Si afferma poi, che "l'obiettivo della valutazione dei rischi consiste nel
consentire al datore di lavoro di prendere i provvedimenti che sono
effettivamente necessari per salvaguardare la sicurezza e la salute dei
lavoratori".
La determinazione della funzione di rischio presuppone di definire un modello
dell'esposizione dei lavoratori a un dato pericolo, che consenta di porre in
relazione l'entità del danno atteso con la probabilità del suo verificarsi, e questo
per ogni condizione operativa all'interno di certe ipotesi al contorno.
Le linee guida contenute negli orientamenti C.E.E. consigliano di riservare
solamente ad “alcuni problemi complessi” l'adozione di “un modello
matematico di valutazione dei rischi quale ausilio in sede decisionale”, come
tale “riservato agli specialisti”, mentre nella grande maggioranza dei posti di
lavoro, l'espressione matematica di ciò che può essere considerato un rischio
accettabile è sostituita dalla messa in atto di un modello di buona pratica
corrente.
Tradotto in pratica, ciò significa che, almeno nella generalità delle aziende e
delle situazioni, scuola in particolare, il rischio sul lavoro non potrà che
essere valutato con mezzi più semplici e, in generale, anche più efficaci e
speditivi.
Uno strumento generale di valutazione dei rischi professionali dovrà quindi
rifarsi, almeno in prima istanza, a criteri operativi semplificati che consentano
di soddisfare comunque alcuni requisiti, peraltro definiti in altrettante fasi dalle
stesse linee guida europee:
1. assicurare la maggiore sistematicità possibile al fine di garantire
l'identificazione di tutti i possibili rischi presenti; volendo specificare più in
dettaglio, questo include due momenti concettualmente distinti:
 individuazione e caratterizzazione delle fonti potenziali di pericolo
(sostanze, macchinari, agenti nocivi ecc...).questa fase deve consentire di
conoscere le evidenze oggettive di tipo tecnico e organizzativo che possono
generare rischi per i lavoratori. Il rischio si genera nel caso in cui,
evidentemente, siano presenti lavoratori esposti a ciascuna fonte individuata;
 individuazione e caratterizzazione dei soggetti esposti: esame di ciascun
gruppo di soggetti esposti alla fonte di pericolo e individuazione del tipo di
esposizione in funzione di una molteplicità di parametri, che vanno rilevati
(fattori di prevenzione e protezione dei soggetti a rischio), quali:
- grado di formazione/informazione;
- tipo di organizzazione del lavoro ai fini della sicurezza;
- influenza di fattori ambientali, psicologici specifici;
- presenza e adeguatezza dei dispositivi di protezione individuale;
- presenza e adeguatezza di sistemi di protezione collettivi;
- presenza e adeguatezza di piani di emergenza, evacuazione, soccorso;
- sorveglianza sanitaria
12
2. Procedere alla valutazione dei rischi in senso stretto, per ciascuno dei rischi
individuati alla fase 1: ciò significa poter emettere un giudizio di gravità del
rischio e quindi di conformità e adeguatezza della situazione in essere, rispetto
alle esigenze di prevenzione e protezione dai rischi.
3. Consentire l'individuazione delle misure di prevenzione e protezione da
attuare in conseguenza degli esiti della valutazione e stabilire il programma di
attuazione delle stesse in base a un ordine di priorità.
Per affrontare il problema della valutazione sono state impiegate liste di
controllo ,strumento comunemente adottato in tutte le procedure di Audit su
problemi, quale è quello della Sicurezza del lavoro, che necessitano della
raccolta di una serie di evidenze molto diversificate (aspetti tecnici,
organizzativi, procedurali, psicologici, comportamentali ecc...) e difficilmente
trattabili con metodologie rigide o pseudomatematiche. In effetti i vantaggi che
la lista di controllo presenta sono molteplici:
• facilità e versatilità di utilizzo (adattabilità a una molteplicità di realtà
aziendali, possibilità di esaminare l'azienda secondo diverse fasi e diverse
priorità);
• facilità di aggiornamento (aggiunta di nuovi questionari per nuove richieste
normative, nuovi rischi, evoluzione delle conoscenze);
• versatilità per il successivo trattamento delle informazioni raccolte.
Soprattutto, la lista di controllo, ove debitamente costruita e aggiornata,
costituisce uno strumento che, nelle mani dell'esperto, fornisce un aiuto a
non dimenticare aspetti che possono essere rilevanti anche se non
immediatamente evidenti; in tal senso essa costituisce lo strumento che viene
incontro nel modo più naturale alle esigenze della fase 1 della valutazione,
ossia la sistematicità.
Elenco dei fattori di rischio identificati all’interno dell’Istituto
RISCHI PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI
1.
2.
3.
4
5.
6.
7.
8.
9.
10.
13
Aree di transito
Spazi di lavoro
Scale
Attrezzature
Attrezzi manuali
Manipolazione manuale di oggetti
Immagazzinamento di oggetti
Impianti elettrici
Rischi di incendio ed esplosione
Rischi chimici
RISCHI PER LA SALUTE DEI LAVORATORI
11.
12.
13.
14.
15.
16.
Esposizione ad agenti chimici
Climatizzazione locali di lavoro
Esposizione a rumore
Microclima termico
Esposizione a radiazioni ionizzanti
Esposizione a radiazioni non ionizzanti
ASPETTI
17.
18.
19.
20.
21.
22.
23.
24.
25.
26.
27.
ORGANIZZATIVI E GESTIONALI
Organizzazione del lavoro
Compiti, funzioni e responsabilità
Analisi, pianificazione e controllo
Formazione
Informazione
Partecipazione
Norme e procedimenti di lavoro
Manutenzione
Dispositivi di protezione individuale
Emergenza, pronto soccorso
Sorveglianza sanitaria
Le liste di controllo fanno riferimento ai fattori di rischio elencati in tabella 1.
Come si osserva, vi sono tre categorie di fattori di rischio:
I. rischi per l'incolumità fisica dei lavoratori e studenti (dal n. 1 al n. 10);
Il. rischi per la salute dei lavoratori e studenti (dal n. 13 al n. 19);
III. il terzo gruppo comprende più propriamente una serie di fattori gestionali di
prevenzione, in quanto in essi vengono esaminate le misure generali di tutela e
prevenzione presenti, aventi a che fare con gli aspetti organizzativi e procedurali
Per "fattore di rischio" si deve quindi intendere ogni aspetto che può in qualche
modo generare o influenzare il livello dì rischio professionale individuabile all'interno
della attività, si tratti di fattori materiali (sostanze pericolose, macchinari ecc.) o di
fattori organizzativi e procedurali (sorveglianza sanitaria, piani di emergenza,
istruzioni, libretti di manutenzione ecc.).
All'interno della singola lista di controllo, il fattore di rischio viene analizzato sotto i
due principali aspetti che caratterizzano la fase dell'identificazione dei rischi:
 le diverse tipologie e forme che le fonti di pericolo connesse a quel fattore di
rischio possono assumere e, contestualmente, le diverse misure protettive e
preventive che ciascuna di esse può o deve presentare:
 le diverse misure di prevenzione e protezione che i soggetti a rischio possono o
debbono avere, sia di tipo collettivo che individuale, legate per lo più ad aspetti
organizzativi e formativi.
Nell'analisi del fattore di rischio i vari punti di verifica sono stati esplicitati
tenendo presenti, in linea generale, tre classi di riferimenti:
• le richieste specifiche della normativa in vigore;
• gli standard internazionali di buona tecnica;
• la rispondenza al «buon senso ingegneristico»;
14
Questo significa che le liste di controllo sono state redatte mediante l'analisi
accurata della normativa vigente e degli standard internazionali di buona
pratica, integrando questo insieme di norme e standard, ove possibile, con
indicazioni derivanti dal buon senso ingegneristico. La definizione della scala
delle probabilità fa riferimento principalmente all'esistenza di una correlazione
più o meno diretta tra la carenza riscontrata e il danno ipotizzato; in secondo
luogo all'esistenza di dati statistici noti a riguardo, a livello di azienda o di
comparto di attività; infine, un criterio di notevole importanza è quello del
giudizio soggettivo di chi è direttamente coinvolto nella realtà lavorativa, che
spesso costituisce l'unica fonte di tipo pseudostatistico disponibile. Tale
giudizio può essere misurato in modo indiretto attraverso il livello di sorpresa
che l'evento provocherebbe, secondo una prassi molto interessante utilizzata a
riguardo in alcuni paesi anglosassoni.
La scala di gravità del danno chiama invece in causa la competenza di tipo
sanitario e fa riferimento principalmente alla reversibilità o meno del danno,
distinguendo tra infortunio ed esposizione acuta o cronica. L'insieme di tutte le
liste compilate, corredate dalle suddette valutazioni e dalle indicazioni delle
azioni correttive e della loro priorità, costituisce il cuore del documento di
valutazione dei rischi da custodire in azienda in quanto ne contiene tutti gli
elementi essenziali
 la relazione sulla valutazione (l'insieme delle liste debitamente compilate)
con i criteri adottati per la valutazione stessa (connaturati nell'impianto
metodologico delle liste di controllo e nella procedura di applicazione);
 l'individuazione delle misure di prevenzione e protezione da attuare e delle
attrezzature di protezione (ritrattabili nelle risposte ai singoli punti di
verifica);
 il programma di attuazione delle misure (priorità, così come scaturiscono
dalle valutazioni delle carenze riscontrate). L'insieme delle liste di controllo
costituiscono una raccolta di circa mille punti di verifica.
Per ogni punto di verifica l'utilizzatore dovrà specificare se la verifica é
positiva o negativa; la verifica è positiva se per la specifica situazione di
rischio sono già stati previsti in azienda i necessari interventi di prevenzione e
mitigazione; è negativa in caso contrario.
Inoltre, per ciascuna situazione di rischio, 1’utilizzatore è invitato a valutare
l'effettivo pericolo che stanno correndo i lavoratori esposti e a classificarlo in
una scala crescente di effetti potenziali.
4.0 - DESCRIZIONE CRITERI ADOTTATI
Riassumendo quanto sopra, per la concreta attuazione di quanto disposto dal
Decreto Legislativo in ordine alla valutazione dei rischi in ambiente di lavoro,
si sono seguiti i seguenti criteri generali distinti in fasi applicative:
15
Fase 1 - Definizione di un programma per la valutazione del rischio
La fase programmatica per la definizione del programma seguito, è derivata
dalla individuazione della tipologia da azienda in esame, ed in particolare,
relativamente alle attività lavorative.
Fase 2 - Raccolta di dati per l'indagine preliminare
Esame sistematico delle attività, del luogo di svolgimento delle singole
lavorazioni, delle attività dei lavoratori presenti.
L'esame viene effettuato con l'ausilio di punti di verifica predisposti in apposite
liste di controllo in cui vengono esaminate le mansioni e le relative attività
svolte, le macchine e le apparecchiature utilizzate, l'ambiente di lavoro.
Fase 3 - Identificazione dei potenziali rischi/pericoli.
Come già anticipato, con il termine “pericolo” si intende la proprietà intrinseca
di una determinata sostanza avente potenzialità di causare danni.
Analogamente, con il termine “rischio” si intende la probabilità che sia
raggiunto il livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o
esposizione. Questa fase viene eseguita attraverso una accurata descrizione del
ciclo lavorativo dell'ambiente di lavoro preso in esame.
Fase 4 - Quantificazione del rischio stesso. Gravità e probabilità degli effetti.
Vengono considerate le dimensioni possibili del danno derivante da un
determinato rischio in termini di conseguenze, probabilità di accadimento e
conseguente livello di rischio.
Fase 5 Individuazione dei gruppi di operatori omogeneamente esposti.
Il concetto di esposizione ad un fattore di rischio viene associato da una parte
ad un pericolo connesso all'utilizzo dì attrezzatura, sostanza, metodologia di
lavoro, comunque pericolosa, dall'altra alla mansione svolta dall'operatore, alle
persone che si trovano effettivamente esposte al pericolo.
Fase 6 - Stima della gravità e della probabilità degli effetti.
Sono state considerate le dimensioni possibili del danno derivante da un
determinato rischio in termini di una gamma di conseguenze, ed in particolare:
• lesioni e/o disturbi lievi
• lesioni o disturbi di modesta entità
• lesioni o patologie gravi
• incidente mortale
Stimando nel contempo la probabilità di accadimento di danni, il livello di
probabilità di accadimento viene espresso con giudizi di gravità in scala
crescente.
Vengono adottati semplici stimatori del rischio complessivo, che tengono conto
contemporaneamente della probabilità e gravità degli effetti dannosi.
L'adozione di criteri di classificazione risulta utile al fine della
programmazione degli interventi seguendo una scala di priorità.
16
 Stima dei rischi
Viene effettuata una valutazione preliminare classificando, ove possibile, i
rischi tra: i - rischi evidenti: derivanti cioè da violazioni palesi di norme di
legge o di buona tecnica per i quali sono immediatamente evidenziabili le
misure di bonifica e gli interventi da adottare; ii - rischi dubbi: casi dove sono
state adottate precauzioni o misure di controllo la cui efficacia è tutta da
verificare e per i quali occorrono azioni di approfondimento di valutazione dei
rischi; iii - rischi accettabili o insignificanti: casi in cui non sono necessarie
ulteriori azioni in condizioni di normali attività, con la riserva di valutare
eventualmente i rischi in modo più dettagliato per condizioni di esercizio
eccezionali o particolari. In ogni caso, tenendo conto della situazione
riscontrata, viene effettuata una prima stima del rischio basandosi su una scala
di tipo semi-quantitativo, rimandando eventuali approfondimenti anche di tipo
analitico e strumentale (valutazione del rischio residuo) dopo le azioni di
bonifica o di miglioramento delle misure di sicurezza esistenti.
In particolare la determinazione dell’esposizione dei lavoratori ad agenti fisici
e chimici ed il relativo confronto con i valori adottati di TLV-TWA (valori
limite di soglia) è invocato anche ai fini della scelta delle caratteristiche dei
DPI da adottare. Il metodo semi-quantitativo utilizzato per la valutazione del
rischio è conforme a quanto riportato nella letteratura più recente ed è legato
alla definizione del rischio come funzione direttamente proporzionale delle
dimensioni del possibile danno (magnitudo) e della probabilità del verificarsi
dell’evento che conduce al danno stesso. Le variabili specificate (probabilità e
danno) si considerano distribuite su una scala semiquantitativa così composta:
PROBABILITÀ
DANNO
improbabile / possibile / probabile
lieve / modesto / grave
RISCHIO
Trascurabile
Medio
Alto
Molto alto
i potenziali pericoli non sono significativi, o sono ben controllati,
azioni correttive in programma di adeguamento
rischi non trascurabili, valutare miglioramento dei controlli,
programma di adeguamento breve-medio termine
rischi elevati, controlli non adeguati, programma di inteventi
prioritario
Sono necessari interventi urgenti di adeguamento
PROBABILITÀ EVENTO-RISCHIO
DANNO ATTESO
danno/ patologia lieve
danno/patologia modesta
danno/patologia grave
17
improbabile
possibile
probabile
trascurabile
trascurabile/medio
medio/alto
trascurabile/medio
medio/alto
alto/molto alto
medio
alto
molto alto
Fase 7 - Identificazione di un elenco di azioni prioritarie per l'eventuale
adeguamento. Programma di prevenzione integrata.
Le azioni, misure e soluzioni individuate allo scopo di contenere i rischi,
dovranno essere intraprese secondo le indicazioni di un programma di
attuazione. Tale programma avrà lo scopo di migliorare nel tempo, la situazione
aziendale dal punto di vista della esposizione ai rischi derivanti dalle
lavorazioni.
Quanto sopra sarà valutato dal datore di lavoro in accordo con il servizio di
prevenzione e protezione, il medico competente ed il rappresentante dei
lavoratori.
Come previsto dal D.Lvo 81/08, sarà comunque attivato e proseguito il
programma periodico di informazione e formazione degli addetti, dei
programmi di manutenzione periodica di tipo preventivo e, ove necessario,
della formalizzazione delle procedure lavorative relative alle singole
lavorazioni.
Fase 8 - Programma di attuazione delle misure di sicurezza.
Sulla base dei risultati ottenuti dalla valutazione dei rischi e dalla
individuazione delle priorità si definisce un programma di attuazione delle
misure volte al miglioramento della sicurezza e salute dei lavoratori sui luoghi
di lavoro.
Fase 9 - Controllo ed efficacia della misure adottate.
Il procedimento di valutazione dei rischi è un processo dinamico e soprattutto
ha come scopo il mantenimento di un adeguato livello di sicurezza nel tempo,
ciò si ottiene anche attraverso una pianificazione dei controlli di efficacia
Fase 10 - Documento sulla sicurezza.
Il documento sulla sicurezza viene elaborato nei seguenti punti:
• Identificazione dell'azienda o della unità produttiva, con particolare
riferimento alla quantificazione degli ambienti di lavoro ed alla descrizione
sommaria del tipo di intervento realizzato ai fini del Documento della
Sicurezza.
• Stima dei dati rilevati relativi alla identificazione delle Sorgenti di rischio ed
alla individuazione dei rischi da esposizione
• I risultati della valutazione dei rischi residui dedotti o misurati ed il
conseguente "Programma Integrato di Interventi di Prevenzione",
prevedendo in particolare:
a) le misure di sicurezza da porre in atto
b) le azioni di formazione e informazione da realizzare
c) un piano per la revisione periodica del processo di valutazione del rischio in
relazione alla variazione dei cicli lavorativi o all'azione di controllo.
18
5.0 - DESCRIZIONE DEI LUOGHI DI LAVORO E DELLA ATTIVITÀ
L'Istituto Comprensivo Taliercio è composto da sei plessi:
due Scuole dell'Infanzia: Lunense e Giampaoli
tre Scuole Primarie: A.M. Menconi, Doganella e D. Giromini;
la Scuola Secondaria di I°grado G. Taliercio.
Le scuole Doganella, Giampaoli e Taliercio sono nel medesimo complesso.
5.1 a- SCHEDA DESCRITTIVA degli ISTITUTI
Ragione Sociale
Settore di appartenenza
Attività svolta
Datore di lavoro
SCUOLA Secondaria di I°grado G. Taliercio
Tel.
Fax.
Responsabile del servizio di
prevenzione e protezione
Tel.0585/788353
Pubblica amministrazione - Scuola
didattica, amministrativa, sorveglianza allievi, pulizie
Diamanti Antonella
nata a Carrara (MS) , il 06/10/1949
c. fisc. DMNNNL49R46B832A
Fax 0585/788372
Scaletti Andrea
Nato a Firenze (FI)
il 09/04/1971
c.fisc. SCLNDR71D09D612V
(Collab. scolastico)
Rappresentante dei lavoratori Sig. Lucetti Francesco
Nato a Carrara ( MS )
il 02/06/1969
c.fisc. LCTFNC69H02B832R
Docenti - Biglioli - Della Mora (p.t.)
Responsabile antincendio
e
Bertocchi – Menconi
(p.1)
Prof.Andrea Scaletti
(p.t) e (p.1)
Responsabile evacuazione
(p.t)
Responsabile primo soccorso Docenti Vegetti - Coccia
e
Ratti - Ricci
(p.1)
Non previsto
Medico competente
insegnanti : 110
N. dipendenti (si intende per
Personale ATA: 25
tutto l'Istituto Comprensivo)
1020 circa
Numero di studenti
(si intende per tutto l'Istit.Compr.)
Orario di lavoro
Tempo indirizzo ordinario:
Tempo indirizzo musicale:
Orario segreteria
(ubicata in Via Commercio,1)
19
dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle 13.00
dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle 13.00
con due rientri pomeridiani:
Martedì dalle 14.00 alle 17.00
Venerdì dalle 14.00 alle 16.00
dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle 13.00, più 3
ore pomeridiane di strumento
Dal Lunedì al Sabato: dalle 8 alle 9; dalle 12 alle 13
Martedì Giovedì e Venerdì: dalle 14,30 alle 17,00
5.2
a- DESCRIZIONE LUOGHI Dl LAVORO
A – Piano terra e Piano primo
La SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO “G. TALIERCIO” occupa
l’edificio ubicato in Via Marco Polo, 1 in località Marina di Carrara nel
Comune di Carrara (MS) situato in una zona verde ai margini dei parchi delle
ville Giampaoli e Ceci. Nella scuola ci sono spazi adeguati per il normale
funzionamento e per diversi laboratori. Vi è un ampio spazio esterno dove e'
possibile effettuare attività di giardinaggio e attività motoria all'aria aperta ,
attualmente, comprende:
- N
14
aule
- N
1 Palestra per il gioco della pallavolo, pallamano,
pallacanestro.
- N
1 locale adibito ad Aula Magna dotata di palco per
rappresentazioni teatrali.
- N
1 Aula di recupero/potenziamento.
- N
1
locale adibito a Laboratorio musicale
- N
1
locale adibito a Laboratorio multimediale
- N
1
locale adibito a Laboratorio di educazione artistica
- N
1
locale adibito a Laboratorio scientifico
- N
1 Serra esterna all'istituto
- N
1
locale adibito a aula multiuso
- N
1
locale adibito a mensa con lavastoviglie
- N
1
locale adibito a cucina
- N
10 locale adibito a servizi igienici
- N
1
locale adibito a ufficio di vice-presidenza e segreteria
- N
1
locale adibito a aula insegnanti
- N
1
locale adibito a magazzino
- N
1 locale per arte e immagine
- Nessun
locale adibito ad archivio
- Nessun
locale adibito a biblioteca
Aula tipo per la didattica.
Le aule sono ampie e sufficientemente illuminate; dotate di banchi e
sedie con altezza variabile adattati all’età dei bambini. Sono attrezzate
con lavagne, armadi per contenere libri e materiale didattico .
Sala mensa
Nella sala mensa è presente una lavastoviglie, un lavabo e un mobile per le
stoviglie.
20
Impianto elettrico
L'impianto elettrico interno ai locali è conforme alla normativa, e subisce
regolare manutenzione. Non esistono rischi di contatto diretto con parti nude in
tensione, normalmente accessibili e nei locali sono previste prese e spine
conformi alle Norme CEI.
In caso di manutenzione straordinaria o ampliamenti/rifacimenti sostanziali
dell’impianto elettrico è stata rilasciata una dichiarazione di conformità alle
norme CEI da parte della ditta installatrice.
Antincendio/vie ed uscite d’emergenza
Le porte antipanico si trovano in prossimità degli ingressi principali e
all’interno delle aule adibite a mensa scolastica e vengono utilizzate come
vie di fuga durante le emergenze.
All'interno dell'Istituto vi sono porte di compartimentazione che separano la
scuola Secondaria di I grado “Taliercio” dalla scuola Primaria
“Doganella”.
I punti di ritrovo si trovano nel parco sul retro dell'Istituto, come si evince da
planimetrie (all.5) .
5.1 b- SCHEDA DESCRITTIVA degli ISTITUTI
Ragione Sociale
Settore di appartenenza
Attività svolta
Datore di lavoro
SCUOLA Primaria “Doganella”
Tel.
Fax.
Responsabile del servizio di
prevenzione e protezione
Tel.0585/788353
Pubblica amministrazione - Scuola
didattica, amministrativa, sorveglianza allievi, pulizie
Diamanti Antonella
nata a Carrara (MS) , il 06/10/1949
c. fisc. DMNNNL49R46B832A
Fax 0585/788372
Scaletti Andrea
Nato a Firenze (FI)
il 09/04/1971
c.fisc. SCLNDR71D09D612V
(Collab. scolastico)
Rappresentante dei lavoratori Sig. Lucetti Francesco
Nato a Carrara ( MS )
il 02/06/1969
c.fisc. LCTFNC69H02B832R
Docenti Bonfigli – Borelli – Brusa - Conti
Responsabile antincendio
Arch.Andrea Scaletti
(p.t) e (p.1)
Responsabile evacuazione
Responsabile primo soccorso Docenti Dell’Amico - Menconi M.V. - Zanobini
Non previsto
Medico competente
Insegnanti : 110
N. dipendenti (si intende per
Personale ATA: 25
tutto l'Istituto Comprensivo)
1020 circa
Numero di studenti
(si intende per tutto l'Istituto
Comprensivo)
21
Orario di lavoro
Tempo con una organizzazione
modulare in verticale, su 5 giorni
settimanali.
Orario segreteria
(ubicata in Via Commercio,1)
5.2
Lunedì, Mercoledi. Giovedì: dalle 8.10 alle 16.15
Martedì e Venerdì dalle 8.10 alle 12.45
Dal Lunedì al Sabato: dalle 8 alle 9; dalle 12 alle 13
Martedì Giovedì e Venerdì: dalle 14,30 alle 17,00
b- DESCRIZIONE LUOGHI Dl LAVORO
A – Piano terra e Piano primo
La SCUOLA PRIMARIA “DOGANELLA” occupa l’edificio ubicato in Via
Marco Polo, 2 in località Marina di Carrara nel Comune di Carrara (MS)
occupa l'ala nord dello stesso edificio che ospita la Scuola media “Taliercio”,
possiede un ampio giardino per l'attività motoria, ludica e per lo studio
ambientale. Un bosco limitrofo facilita osservazioni e studio dell'ambiente.
attualmente, comprende:
-
N
N
N
N
N
N
5
1
2
1
4
1
aule
locale adibito a aula multimediale
locali adibiti a mensa
locale adibito a cucina
locale adibito a servizi igienici
locale adibito a aula insegnanti e multiuso
Aula tipo per la didattica.
Le aule sono ampie e sufficientemente illuminate; dotate di banchi e
sedie con altezza variabile adattati all’età dei bambini. Sono attrezzate
con lavagne, armadi per contenere libri e materiale didattico .
Sala mensa
Nella sala mensa è presente una lavastoviglie, un lavabo e un mobile per le
stoviglie.
Impianto elettrico
L'impianto elettrico interno ai locali è conforme alla normativa, e subisce
regolare manutenzione. Non esistono rischi di contatto diretto con parti nude in
tensione, normalmente accessibili e nei locali sono previste prese e spine
conformi alle Norme CEI.
In caso di manutenzione straordinaria o ampliamenti/rifacimenti sostanziali
dell’impianto elettrico è stata rilasciata una dichiarazione di conformità alle
norme CEI da parte della ditta installatrice.
22
Antincendio/vie ed uscite d’emergenza
Le porte antipanico si trovano in prossimità degli ingressi principali e
all’interno delle aule adibite a mensa scolastica e vengono utilizzate come
vie di fuga durante le emergenze.
All'interno dell'Istituto vi sono porte di compartimentazione che separano la
scuola Secondaria di I grado “Taliercio” dalla scuola Primaria
“Doganella”.
I punti di ritrovo si trovano nel parco sul retro dell'Istituto, come si evince da
planimetrie (all.5) .
5.1 c- SCHEDA DESCRITTIVA degli ISTITUTI
Ragione Sociale
Settore di appartenenza
Attività svolta
Datore di lavoro
SCUOLA Primaria “D.Giromini”
Tel.
Fax.
Responsabile del servizio di
prevenzione e protezione
Tel.0585/788353
Pubblica amministrazione - Scuola
didattica, amministrativa, sorveglianza allievi, pulizie
Diamanti Antonella
nata a Carrara (MS) , il 06/10/1949
c. fisc. DMNNNL49R46B832A
Fax 0585/788372
Scaletti Andrea
Nato a Firenze (FI)
il 09/04/1971
c.fisc. SCLNDR71D09D612V
(Collab. scolastico)
Rappresentante dei lavoratori Sig. Lucetti Francesco
Nato a Carrara ( MS )
il 02/06/1969
c.fisc. LCTFNC69H02B832R
Docenti Boggia –- Pianadei - Lucetti
Responsabile antincendio
Andrea Scaletti
(p.t) e (p.1)
Responsabile evacuazione
Responsabile primo soccorso Docenti Cucurnia – Bombarda. - Sechi - Vasti
Non previsto
Medico competente
N. dipendenti (si intende per Insegnanti : 110
tutto l'Istituto Comprensivo) Personale ATA: 25
1020 circa
Numero di studenti
(si intende per tutto l'Istituto
Comprensivo)
Orario di lavoro
Tempo indirizzo ordinario:
Lunedì, mercoledì, venerdì e sabato mattino dalle 8.10 8.15 alle 12.35 Martedì e giovedì mattino dalle 8.10 - 8.15
alle 12.35 e pomeriggio dalle 13.35 alle 15.30 per la
classe III
Dal Lunedì al sabato compreso ore 8.00-13.00
Orario segreteria
(ubicata in Via Commercio,1)
Dal Lunedì al Sabato: dalle 8 alle 9; dalle 12 alle 13
Martedì Giovedì e Venerdì: dalle 14,30 alle 17,00
Tempo indirizzo con 2 rientri:
23
5.2
c- DESCRIZIONE LUOGHI Dl LAVORO
A – Piano terra e Piano primo
La SCUOLA PRIMARIA “D.GIROMINI” occupa l’edificio ubicato in Via
Commercio, 1 in località Marina di Carrara nel Comune di Carrara (MS) in
posizione centrale. L'edificio è ampio e luminoso, disposto su due piani; le aule
sono utilizzate per i moduli, per recupero, per i sussidi. Vi è una piccola
palestra, locali adibiti a mensa, una sala riunioni. La scuola possiede anche un
laboratorio linguistico modernamente attrezzato. Al secondo piano si trovano la
Direzione e gli uffici di segreteria.
Inoltre, fa parte della costruzione un cortile interno utilizzato per attività
ricreative e attività motorie, attualmente, comprende:
-
N
N
N
N
N
N
N
N
N
N
N
N
6
1
1
1
4
1
1
1
1
1
1
1
aule
locale adibito a aula multimediale
locale adibito a mensa
locale adibito a cucina
locale adibiti a servizi igienici
locale adibito a ufficio di presidenza
locale adibito a aula insegnanti
locale adibito a magazzino
locale adibito ad aula magna
locale adibito a segreteria
locale adibito ad archivio
locale adibito a biblioteca
Aula tipo per la didattica.
Le aule sono ampie e sufficientemente illuminate; dotate di banchi e
sedie con altezza variabile adattati all’età dei bambini. Sono attrezzate
con lavagne, armadi per contenere libri e materiale didattico .
Sala mensa
A causa del sisma del 27/01/2012 un'intera ala dell'edificio scolastico, dove era
presente la mensa scolastica è stata resa inagibile con ordinanza del Sindaco del
Comune di Carrara.
Impianto elettrico
L'impianto elettrico interno ai locali è conforme alla normativa, e subisce
regolare manutenzione. Non esistono rischi di contatto diretto con parti nude in
tensione, normalmente accessibili e nei locali sono previste prese e spine
conformi alle Norme CEI.
In caso di manutenzione straordinaria o ampliamenti/rifacimenti sostanziali
dell’impianto elettrico è stata rilasciata una dichiarazione di conformità alle
24
norme CEI da parte della ditta installatrice.
Antincendio/vie ed uscite d’emergenza
Le porte antipanico si trovano in prossimità degli ingressi principali e
all’interno delle aule adibite a mensa scolastica e vengono utilizzate come
vie di fuga durante le emergenze.
I punti di ritrovo si trovano nel cortile esterno sul retro della scuola e nella pineta
antistante la scuola stessa, come si evince da planimetrie (all.5)
5.1 d- SCHEDA DESCRITTIVA degli ISTITUTI
Ragione Sociale
Settore di appartenenza
Attività svolta
Datore di lavoro
SCUOLA Primaria “A.M.Menconi”
Tel.
Fax.
Responsabile del servizio di
prevenzione e protezione
Tel.0585/788353
Pubblica amministrazione - Scuola
didattica, amministrativa, sorveglianza allievi, pulizie
Diamanti Antonella
nata a Carrara (MS) , il 06/10/1949
c. fisc. DMNNNL49R46B832A
Fax 0585/788372
Scaletti Andrea
Nato a Firenze (FI)
il 09/04/1971
c.fisc. SCLNDR71D09D612V
(Collab. scolastico)
Rappresentante dei lavoratori Sig. Lucetti Francesco
Nato a Carrara ( MS )
il 02/06/1969
c.fisc. LCTFNC69H02B832R
Docenti Cecconi - Cinotti – Pocai - Felici
Responsabile antincendio
Andrea Scaletti
(p.t) e (p.1)
Responsabile evacuazione
Bontempi – Dalle Mura
Responsabile primo soccorso Docenti
Giovanetti – Vanello
Non previsto
Medico competente
Insegnanti : 105
N. dipendenti (si intende per
Personale ATA: 24
tutto l'Istituto Comprensivo)
1030 circa
Numero di studenti
(si intende per tutto l'Istituto
Comprensivo)
Orario di lavoro
Tempo indirizzo con due
rientri:
Orario segreteria
(ubicata in Via Commercio,1)
25
Lunedì, mercoledì, venerdì e sabato mattino
dalle 8.10 - 8.15 alle 12.35
Martedì e giovedì mattino dalle 8.10 - 8.15 alle 12.35 e
pomeriggio dalle 13.35 alle 15.35
Dal Lunedì al Sabato: dalle 8 alle 9; dalle 12 alle 13
Martedì Giovedì e Venerdì: dalle 14,30 alle 17,00
5.2
d- DESCRIZIONE LUOGHI Dl LAVORO
A – Piano terra e Piano primo
La SCUOLA PRIMARIA “A.M.MENCONI” occupa l’edificio ubicato in Via
Muttini, in località Marina di Carrara nel Comune di Carrara (MS)
in zona centrale e di recente espansione urbanistica. L'edificio, posto su due
piani, ha una struttura moderna. Le aule sono ben posizionate e luminose; la
scuola è dotata di una palestra ed è circondata da un ampio giardino recintato.
Il plesso confina con la scuola materna e il liceo psicopedagogico.
Attualmente, comprende:
-
N
N
N
N
N
N
N
N
N
N
Nessun
Nessun
12
1
1
1
9
1
1
1
1
1
aule
locale adibito a aula multiuso
locale adibito a mensa
locale adibito a cucina
locale adibito a servizi igienici
locale adibito a ufficio di vice-presidenza
locale adibito a aula insegnanti
locale adibito a magazzino
locale adibito a biblioteca
locale adibito a laboratorio multimediale
locale adibito ad archivio
locale adibito ad aula magna
Aula tipo per la didattica.
Le aule sono ampie e sufficientemente illuminate; dotate di banchi e
sedie con altezza variabile adattati all’età dei bambini. Sono attrezzate
con lavagne, armadi per contenere libri e materiale didattico .
Sala mensa
Nella sala mensa è presente una lavastoviglie, un lavabo e un mobile per le
stoviglie.
Impianto elettrico
L'impianto elettrico interno ai locali è conforme alla normativa, e subisce
regolare manutenzione. Non esistono rischi di contatto diretto con parti nude in
tensione, normalmente accessibili e nei locali sono previste prese e spine
conformi alle Norme CEI.
In caso di manutenzione straordinaria o ampliamenti/rifacimenti sostanziali
dell’impianto elettrico è stata rilasciata una dichiarazione di conformità alle
norme CEI da parte della ditta installatrice.
26
Antincendio/vie ed uscite d’emergenza
Le porte antipanico si trovano in prossimità degli ingressi principali e
all’interno delle aule adibite a mensa scolastica e vengono utilizzate come
vie di fuga durante le emergenze.
I punti di ritrovo si trovano nell'area verde esterna all'edificio, come si evince dalle
planimetrie (ALL.5)
5.1 e- SCHEDA DESCRITTIVA degli ISTITUTI
Ragione Sociale
Settore di appartenenza
Attività svolta
Datore di lavoro
SCUOLA dell'Infanzia Giampaoli
Tel.
Fax.
Responsabile del servizio di
prevenzione e protezione
Tel.0585/788353
Pubblica amministrazione - Scuola
didattica, amministrativa, sorveglianza allievi, pulizie
Diamanti Antonella
nata a Carrara (MS) , il 06/10/1949
c. fisc. DMNNNL49R46B832A
Fax 0585/788372
Scaletti Andrea
Nato a Firenze (FI)
il 09/04/1971
c.fisc. SCLNDR71D09D612V
(Collab. scolastico)
Rappresentante dei lavoratori Sig. Lucetti Francesco
Nato a Carrara ( MS )
il 02/06/1969
c.fisc. LCTFNC69H02B832R
Docenti
Calzolai – Fortunati - Tarantola
Responsabile antincendio
Andrea Scaletti
(p.t) e (p.1)
Responsabile evacuazione
Responsabile primo soccorso Docenti Canova - Bugliani - Moracchioli - Pellegrini
Non previsto
Medico competente
Insegnanti : 110
N. dipendenti (si intende per
Personale ATA: 25
tutto l'Istituto Comprensivo)
1020 circa
Numero di studenti
(si intende per tutto l'Istituto
Comprensivo)
Orario di lavoro
Tempo indirizzo ordinario:
Orario segreteria
(ubicata in Via Commercio,1)
5.2
dal lunedì al venerdi dalle 8,00 alle 16,00
Dal Lunedì al Sabato: dalle 8 alle 9; dalle 12 alle 13
Martedì Giovedì e Venerdì: dalle 14,30 alle 17,00
e- DESCRIZIONE LUOGHI Dl LAVORO
A – Piano terra e Piano primo
La SCUOLA dell'INFANZIA GIAMPAOLI occupa l’edificio ubicato in Via
Marco Polo, 2 in località Marina di Carrara nel Comune di Carrara (MS)
27
ubicato all'interno di un ampio spazio verde, nella stessa struttura della scuola
elementare di Doganella. Il parco e la pineta che circondano la scuola fanno sì i
bambini possano svolgere molte attività anche all'aria aperta. attualmente,
comprende:
-
N
N
N
N
N
N
N
4
1
1
1
1
1
1
aule
locale adibito a aula multiuso
locale adibito a mensa
locale adibito a cucina
locale adibito a servizi igienici
locale adibito a aula insegnanti
locale adibito a salone per gioco e attività di grande gruppo.
-
N
1
locale adibito a magazzino
- Nessun
- Nessun
- Nessun
locale adibito a segreteria
locale adibito ad archivio
locale adibito a biblioteca
Aula tipo per la didattica.
Le aule sono ampie e sufficientemente illuminate; dotate di banchi e
sedie con altezza variabile adattati all’età dei bambini. Sono attrezzate
con lavagne, armadi per contenere libri e materiale didattico .
Sala mensa
Nella sala mensa è presente una lavastoviglie, un lavabo e un mobile per le
stoviglie.
Impianto elettrico
L'impianto elettrico interno ai locali è conforme alla normativa, e subisce
regolare manutenzione. Non esistono rischi di contatto diretto con parti nude in
tensione, normalmente accessibili e nei locali sono previste prese e spine
conformi alle Norme CEI.
In caso di manutenzione straordinaria o ampliamenti/rifacimenti sostanziali
dell’impianto elettrico è stata rilasciata una dichiarazione di conformità alle
norme CEI da parte della ditta installatrice.
Antincendio/vie ed uscite d’emergenza
Le porte antipanico si trovano in prossimità degli ingressi principali e
all’interno delle aule adibite a mensa scolastica e vengono utilizzate come
vie di fuga durante le emergenze.
I punti di ritrovo si trovano nel parco sul retro esterno dell'Istituto, come si
evince da planimetrie (all.5) .
28
5.1 f- SCHEDA DESCRITTIVA degli ISTITUTI
Ragione Sociale
Settore di appartenenza
Attività svolta
Datore di lavoro
SCUOLA dell'Infanzia Lunense
Tel.
Fax.
Responsabile del servizio di
prevenzione e protezione
Tel.0585/788353
Pubblica amministrazione - Scuola
didattica, amministrativa, sorveglianza allievi, pulizie
Diamanti Antonella
nata a Carrara (MS) , il 06/10/1949
c. fisc. DMNNNL49R46B832A
Fax 0585/788372
Scaletti Andrea
Nato a Firenze (FI)
il 09/04/1971
c.fisc. SCLNDR71D09D612V
(Collab. scolastico)
Rappresentante dei lavoratori Sig. Lucetti Francesco
Nato a Carrara ( MS )
il 02/06/1969
c.fisc. LCTFNC69H02B832R
Docenti Bertolini – Bertucci - Mussi - Rocchi
Responsabile antincendio
Andrea Scaletti
(p.t) e (p.1)
Responsabile evacuazione
Responsabile primo soccorso Docenti Magni – Di Biasio - Micheloni D.
Non previsto
Medico competente
Insegnanti : 110
N. dipendenti (si intende per
Personale ATA: 25
tutto l'Istituto Comprensivo)
1020 circa
Numero di studenti
(si intende per tutto l'Istituto
Comprensivo)
Orario di lavoro
Tempo indirizzo ordinario:
Orario segreteria
(ubicata in Via Commercio,1)
5.2
dal lunedì al venerdi dalle 8,00 alle 16,00
Dal Lunedì al Sabato: dalle 8 alle 9; dalle 12 alle 13
Martedì Giovedì e Venerdì: dalle 14,30 alle 17,00
f- DESCRIZIONE LUOGHI Dl LAVORO
A – Piano terra e Piano primo
La SCUOLA dell'INFANZIA LUNENSE occupa l’edificio ubicato in Via
Lunense, in località Marina di Carrara nel Comune di Carrara (MS)
in una zona centrale densamente abitata adiacente al liceo psicopedagogico, il
plesso è attiguo alla scuola elementare A.M. Menconi. E' circondata da un
giardino che la mette in comunicazione con le due scuole vicine.
Attualmente, comprende:
- N
- N
- N
29
3
1
1
aule
locale adibito a salone per gioco e attività di grande gruppo.
locale adibito a mensa
-
N
N
N
N
N
Nessun
Nessun
1
3
1
1
1
locale adibito a cucina
locale adibito a servizi igienici
locale adibito a aula insegnanti
locale adibito a magazzino
locale adibito a segreteria
locale adibito ad archivio
locale adibito a biblioteca
Aula tipo per la didattica.
Le aule sono ampie e sufficientemente illuminate; dotate di banchi e
sedie con altezza variabile adattati all’età dei bambini. Sono attrezzate
con lavagne, armadi per contenere libri e materiale didattico .
Sala mensa
Nella sala mensa è presente una lavastoviglie, un lavabo e un mobile per le
stoviglie.
Impianto elettrico
L'impianto elettrico interno ai locali è conforme alla normativa, e subisce
regolare manutenzione. Non esistono rischi di contatto diretto con parti nude in
tensione, normalmente accessibili e nei locali sono previste prese e spine
conformi alle Norme CEI.
In caso di manutenzione straordinaria o ampliamenti/rifacimenti sostanziali
dell’impianto elettrico è stata rilasciata una dichiarazione di conformità alle
norme CEI da parte della ditta installatrice.
Antincendio/vie ed uscite d’emergenza
Le porte antipanico si trovano in prossimità degli ingressi principali e
all’interno delle aule adibite a mensa scolastica e vengono utilizzate come
vie di fuga durante le emergenze.
I punti di ritrovo si trovano nell'area verde esterna all'Istituto, come si evince da
planimetria (all. 5)
5.3
a,b,c,d,e,f- DESCRIZIONE DELL'ATTIVITÀ SVOLTA
Presso l’Istituto Comprensivo sono occupati insegnanti e bidelli
rispettivamente con mansioni didattiche e di sorveglianza studenti e pulizie.
L'attività di questa azienda scuola si esplica di norma in base ad un orario
curricolare che investe le ore mattutine, e, per alcuni giorni settimanali, le
prime ore pomeridiane.
30
Personale insegnante
Gli insegnanti svolgono le seguenti mansioni:
attività didattico educative, attività relazionali ed attività di sorveglianza sui
minori in base a quanto previsto dall'articolazione dell'orario delle lezioni ed ai
tempi intermedi delle stesse.
Personale ausiliario
Il personale ausiliario, svolge le seguenti mansioni: sorveglianza studenti,
accoglienza genitori, compiti di carattere materiale inerenti il servizio,
compreso lo spostamento delle suppellettili, pulizia dei locali, spazi scolastici
ed arredi.
5.4 – N.° DIPENDENTI E MANSIONI
L’istituto occupa un totale di 110
varie discipline.
insegnanti con funzioni di docenza nelle
Il personale A.T.A. comprende 24 collaboratori scolastici oltre al Direttore
dei Servizi Generali e Amministrativi.
Complessivamente sono presenti 32 classi e 7 sezioni di Scuola Materna
per un numero di circa 1020 alunni circa.
In allegato si riporta l’elenco nominativo del personale e la relativa mansione
Elenco dei dipendenti e mansioni vedi ALLEGATO 4
5.5
- ELENCO MACCHINE E MATERIALI UTILIZZATI
Per lo svolgimento delle attività didattiche e non, si utilizzano sostanzialmente
le seguenti attrezzature e materiali:

31
Videoterminali
Materiali per fotocopiatrice
Carta, materiale di facile consumo (colla, das, tempere, pennarelli….)
Gesso
Prodotti vari per pulizia, alcool e detergenti
6.0
VALUTAZIONE
DEI RISCHI
6.1- PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO
Si riportano di seguito le tipologie di rischio individuate nello svolgimento
dell’attività.
PERICOLI PER LA
PERICOLI PER LA
SICUREZZA
SALUTE
Al Infortunio da
attrezzature
B1 Correlati all'utilizzo di
VDT
C1: Correlati alla organizzazione del
lavoro
A2 Impianti elettrici
B2 Correlati alla qualità
dell’aria
C2 Correlati a compiti, funzioni e
responsabilità
A3 Aree di transito e
luoghi di lavoro
A5 Infiammabili
B3 Correlati al microclima
A6 Incendio
ASPETTI ORGANIZZATIVI
B5 Correlati alla esposizione
ad agenti fisici, rumore,
vibrazioni ....
B6 Correlati alle condizioni
illuminotecniche
A7 Eventi sismici
6.1.1
- FATTORI DI RISCHIO AMBIENTALI
 1.1 Condizioni generali dell'ambiente, ed in particolare:
Problemi di carattere strutturale
Legati soprattutto alla carenza di manutenzione strutturale degli edifici che
portano ad infiltrazioni di umidità nelle pareti, disconnessioni nei pavimenti,
rottura di infissi, carenze di imbiancatura, etc .
Problemi impiantistici derivanti da mancanza di manutenzione o non
rispondenza alle norme di buona tecnica di:
- Impianto elettrico
- Impianto termico
Sicurezza antincendio con particolare riferimento alla definizione di un piano
di evacuazione, identificazione dei percorsi, simulazione, etc
Impianti di laboratorio
• 1.2 Condizioni microclimatiche .
• 1.3 Condizioni illuminotecniche.
• 1.4 Inquinamento indoor.
• 1.5 Inquinamento da rumore.
32
• 1.6 Arredi ed attrezzature.
Per ciò che riguarda quest'ultima voce si è tenuto conto nella valutazione dei
rischi, dei pericoli derivanti da spigoli vivi, vetri senza le caratteristiche
antisfondamento, superfici vetrate prive di sistemi antisoleggiamento, tavoli e
sedie a disposizione di docenti e studenti non ergonomicamente corretti per
mancanza di regolabilità in altezza.
6.1.2 STATI DI NON SALUTE CONNESSI AL LAVORO
• 2.1 Stress
• 2.2 Posture
6.1.3 - RISCHI CONNESSI ALLE MANSIONI SVOLTE DALLE VARIE FIGURE
PROFESSIONALI
•
•
•
•
•
3.1 Dirigente Scolastico
3.2 Docente
3.3 Direttore dei servizi amministrativi/Responsabile amministrativo
3.4 Assistente amministrativo
3.5 Assistente tecnico
• 3.6 Collaboratore scolastico
• 3.7 Collaboratore scolastico tecnico
• 3.8 Studente
In dettaglio si ha:
6.1.1 - RISCHI AMBIENTALI
Occorre tenere conto delle caratteristiche dei luoghi di lavoro stabilite dal
decreto legislativo 81/08, relativamente ai seguenti punti:
• Tutti i pavimenti devono essere esenti da protuberanze, cavità, piani inclinati
pericolosi ed essere fissi, stabili ed antisdrucciolevoli.
• Tutte le pareti debbono essere dipinte a tinte chiare e possibilmente lavabili
per una altezza pari a 200 cm.
• Tutte le vetrate, pareti traslucide o trasparenti siano realizzate in modo da
non essere pericolose ed in materiali di sicurezza fino ad 1 mt da terra
• Le finestre dovrebbero avere spigoli arrotondati per risultare sicure quando
sono aperte e poter essere pulite in tutta sicurezza.
Le condizioni generali dell'ambiente devono essere esaminate con riferimento
a:
• Affollamento
L'eccessivo affollamento porta di per se rischi ed é uno stato generalizzato
nelle scuole in genere. questa situazione non é direttamente modificabile dal
personale della scuola.
• Evacuazione dei locali
Occorre tener conto dell'organizzazione degli spazi, che nelle aule, uffici e
laboratori devono consentire un agevole deflusso
33
Le vie di circolazione sia interne che esterne devono essere sgombre. Se sono
presenti oggetti che non possono essere rimossi devono essere opportunamente
segnalati
Ai sensi del D.L.gs. citato deve essere posto in opera opportuna segnaletica dì
sicurezza con segnali luminosi ed acustici. La segnaletica in uso dovrà
comprendere i seguenti segnali:
di colore rosso per indicare divieti, pericolo ed allarme, per consentire
l'identificazione del materiale antincendio ed il riconoscimento della loro
ubicazione
colore giallo o giallo-arancio per i segnali di avvertimento
colore azzurro per i segnali che prescrivono opportuni comportamenti od
azioni specifiche
colore verde per indicare porte, uscite, percorsi, vale a dire segnali di
salvataggio e soccorso
• Funzionamento della struttura
I luoghi di lavoro, gli impianti, i dispositivi di sicurezza devono essere
sottoposti a regolari e periodici controlli per verificarne il funzionamento ed
ovviare ad eventuali difetti
• Condizioni di igiene
La scarsa od assente manutenzione accelererebbe il processo di degrado
determinando condizioni igieniche non soddisfacenti
Nella struttura in esame si ha in particolare:
Rischi connessi all'impianto elettrico
Le condizioni di manutenzione dell’impianto possono essere considerate
sufficienti
TIPOLOGIA DI RISCHIO:
Contatti diretti
Probabilità
Danno atteso
Possibile
Modesto
Rischio
Medio
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Contatti indiretti
Probabilità
Danno atteso
Probabile
Modesto
Rischio
Medio
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Innesco incendio
Probabilità
Danno atteso
Improbabile
medio
Rischio
Medio-Basso
Rischio incendio
Si rileva in generale un discreto affollamento che può costituire problemi in
caso di evacuazione. In tutte le scuole è installato un sistema di illuminazione
34
di emergenza in grado di coprire in modo adeguato tutte le aree con presenza di
persone.
La segnaletica relativa è ben segnalata. Gli estintori presenti sono in numero
adeguato.
Attualmente gli edifici non sono provvisti di C.P.I. (Certificato prevenzione
incendi) anche se sono in corso le procedure atte ad ottenerlo e sono stati
eseguiti i necessari lavori di adeguamento.
Sono installate porte tagliafuoco e le opportune compartimentazioni.
In ogni struttura è presente un locale esterno a maggior rischio costituito dalla
centrale termica per il riscaldamento ambienti ad esclusione della scuola
dell'Infanzia “Lunense” che possiede una caldaia murale esterna.
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Incendio - infortunio
Danno atteso
Grave
TIPOLOGIA DI RISCHIO:
Danno atteso
Grave
TIPOLOGIA DI RISCHIO:
Danno atteso
Grave
Rischio
Medio-Basso
Probabilità
Probabile
Incendio in centrale termica
Probabilità
Improbabile
Rischio
Basso
Incendio nel locale biblioteca
Probabilità
Improbabile
Rischio
Basso
Rischi connessi ad eventi sismici
Si rileva un discreto affollamento che può costituire impedimento o essere
causa di infortuni nella fase di evacuazione degli edifici. La relativa segnaletica
risulta idonea.
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Sisma
Danno atteso
Grave
Probabilità
Possibile
Rischio
Medio-Alto
Rischi connessi all'utilizzo della struttura
Gli armadi dei laboratori ed in alcune aule speciali sono ancora del tipo in
legno o metallo, comunque con vetrate di debole consistenza, facilmente
frangibili.
Le finestre sono dotate di vetro non frangibile ma comunque di sufficiente
consistenza
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Investimento di materiali, plafoniere, vetrate e/o
armadi
Danno atteso
Probabilità
Rischio
Grave
Probabile
Basso
35
In genere nei corridoi di transito le porte si aprono verso l’interno.
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Ferite per urti spigoli finestre e/o porte
Danno atteso
Probabilità
Rischio
Medio
Probabile
Medio-Basso
6.1.2 - Condizioni microclimatiche
Nei locali/luoghi di lavoro devono essere garantite condizioni microclimatiche
idonee. La temperatura dei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo
umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto della tipologia del lavoro
stesso. Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tenere
conto dell'influenza che possono esercitare sopra di essa il grado di umidità ed
il movimento dell'aria concomitante.
La temperatura dei locali in genere deve essere conforme alla loro destinazione
specifica. La temperatura media ritenuta confortevole varia fra i 18 ed i 24 con
una umidità relativa tra il 40 ed il 60% con movimento di aria inferiore a 0.3
m/sec.
Rischi
 da sbalzi termici ( raffreddamento)
 da ventilazione scorretta (reumatismi, raffreddamento)
 da umidità non idonea
 concentrazione di fattori di rischio biologico
 accumulo di cariche elettrostatiche
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Condizioni microclimatiche
Danno atteso
Medio
Probabilità
Possibile
Rischio
Medio-Basso
In alcuni locali si presentano condizioni di eccessivo assolamento .
6.1.3 Condizioni illuminotecniche
Il D.L.gs 81/08 dà indicazioni precise per una corretta illuminazione dei luoghi
di lavoro.
Per quanto riguarda l'intensità della luce (illuminamento) devono essere
assicurati i seguenti valori minimi:
Ambienti destinati a deposito di grossi materiali
Corridoi, scale e passaggi
lavori grossolani
lavori di media finezza
lavori fini
lavori finissimi
ed in funzione del tipo di attività:
36
10 lux
20 lux
40 lux
100 lux
200 lux
300 lux
Uffici con VDT
Ambiente di lavoro
Zona di digitazione
Lettura testi
UFFICIO TECNICO
Ambiente di lavoro
sui tavoli da lavoro
Sala riunioni
200
150-300 lux
200-300 lux
300-350 lux
200
500
500 lux
1000 lux
300 lux
Rischi
 Affaticamento visivo
 affaticamento generale
 infortunio per scarsa illuminazione
 abbagliamento solare o da lampade
Relativamente alla tipologia di attività svolte nell’Istituto, la illuminazione
naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro, risulta adeguata
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Condizioni illuminotecniche
Danno atteso
Medio
Probabilità
Possibile
Rischio
Medio-Basso
6.1.4 - INQUINAMENTO INDOOR
I livelli di qualità dell'aria vengono considerati accettabili quando non vi è
presenza di inquinanti noti in concentrazione che possano provocare effetti
avversi, cronici od acuti, sulla salute delle persone esposte. Una insufficiente
qualità dell'aria influenza negativamente la sensazione di benessere delle
persone e ne riduce le capacità lavorative.
Nelle aule, poiché non viene sempre rispettato il corretto rapporto
cubatura/numero occupanti, le condizioni dell'aria peggiorano con il protrarsi
della permanenza delle classi, soprattutto nella stagione invernale.
Norme per la qualità dell'aria
Uffici
Spazio ufficio
Area VDT
Aula magna
Scuola
Aule
Laboratori
36.0 mc/ora per persona
36.0 mc/ora per persona
36.0 mc/ora per persona
28.0 mc / ora per persona
36.0 mc / ora per persona
Altre forme di inquinamento indoor, specificatamente all'ambiente scolastico,
37
possono essere individuate nell'amianto, materiali da rivestimento, arredamento
e prodotti per le pulizie.
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Inquinamento indoor
Danno atteso
Basso
Probabilità
Bassa
Rischio
Medio-Basso
6.1.5 INQUINAMENTO DA RUMORE
L'ambiente in cui si svolgono le attività didattiche è inserito in un contesto
urbanizzato, anche se periferico, di per se stesso fonte di disturbo (traffico e
rumore urbano).
In sede di organizzazione planimetrica, ove possibile, le aule sono state
allocate nelle zone più tranquille. Le aule più rumorose, aula per attività
motorie e refettorio, non interferiscono con l’attività didattica in aula.
Se è vero che difficilmente il rumore all'interno della scuola può creare
ipoacusie, è anche vero che esso può procurare danni extra uditivi a livello di
depressione, irritabilità, perdita della memoria ed abbassamenti cronici della
voce.
Rischi: possibili danni di natura extra uditiva soprattutto a livello del sistema
nervoso.
Gli edifici in esame, anche se inseriti in una zona ad alta densità di traffico,
sono posizionati ad una certa distanza dalla strada principale, per cui
l’inquinamento acustico provocato da fattori esterni risulta contenuto.
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Inquinamento da rumore
Danno atteso
Basso
Probabilità
Poco probabile
Rischio
Medio-Basso
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Inquinamento da rumore aula per attività motorie,
refettorio
Danno atteso
Modesto
Probabilità
Possibile
Rischio
Medio
6.1.6 - ARREDO
La norma UNI 7713 approvata con D.M. 2 marzo 1978 detta i riferimenti
tecnico normativi relativi all'arredo scolastico, tavoli e sedie in particolare.
Un sedile ergonomico da lavoro dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:
• Sicurezza. Il sedile non deve essere causa o mezzo di infortunio.
Caratteristiche di un sedile ergonomico da lavoro:
• Praticità. Il sedile deve essere maneggevole nell'uso ed igienico nel
rivestimento.
• Adattabilità. Il sedile deve potersi adattare alle misure della persona che lo
usa.
• Comfort. Il sedile deve avere le sue componenti conformate in funzione delle
38
curve del corpo.
• Solidità. Il sedile deve resistere all'usura ed essere affidabile nel tempo
• Adeguatezza. Il sedile deve essere adatto al tipo di lavoro e di ambiente a cui
è destinato.
Rischi: danni derivanti da posture non corrette.
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Arredo
Danno atteso
Medio
Probabilità
Possibile
Rischio
Medio-Basso
Non sempre risultano ergonomicamente corretti in generale i posti di lavoro
degli studenti od alle postazioni di videoterminali.
6.2.1 - STRESS
E' la risposta dell'organismo a cause che tendono a modificare lo stato di
equilibrio psicofisico.
Cause dello stress possono essere:
 Sotto/sovra stimolazione
 Rumore
 Condizioni ambientali sfavorevoli tipo microclima o illuminazione
inadeguata.
 Ritmi di lavoro: le continue sollecitazioni e variazioni e l'eccessiva
attenzione causano tensioni, ansietà, fatica, nervosismo, depressione ed
isolamento.
 Ripetitività delle mansioni, monotonia e sensazione di svolgere un lavoro
noioso e privo di significato possono essere causa di depressione e perdita di
identità.
Rischi: patologie di origine psicosomatica
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Stress
Danno atteso
Medio/basso
Probabilità
Possibile
Rischio
Medio-Basso
6.2.2- POSTURE
Per postura si intende la posizione che assume il corpo in un preciso momento
o durante lo svolgimento di una operazione. Le posizioni abituali spesso poco
congrue, che si tengono durante il lavoro o gli sforzi fatti, possono portare
soprattutto a malattie a carico della colonna vertebrale.
E' assai importante avere una educazione posturale, abituandosi ad assumere
posture fisiologicamente corrette nelle varie fasi operative
Rischi: patologie a carico della colonna vertebrale
39
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Posture
Danno atteso
Medio
Probabilità
Possibile
Rischio
Medio-Basso
Di seguito viene riportata l’analisi dei rischi derivanti dalle esercitazioni nei
laboratori in genere.
1.
Aree di transito
La disposizione delle macchine utensili all’interno dei laboratori è tale da
garantire adeguate vie di transito permanentemente sgombre da ostacoli fissi
e/o mobili
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Cadute - scivolamenti - inciampi a livello
Danno atteso
Medio
2.
Probabilità
Possibile
Rischio
Basso
Spazi di lavoro
Gli spazi di lavoro risultano adeguati alla mansione da svolgere
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Cadute - scivolamenti - inciampi a livello
Danno atteso
Lieve
Probabilità
Possibile
Rischio
Trascurabile
6.4 - RISCHI CONNESSI ALL’ ATTIVITA’ IN PALESTRA
In alcuni plessi è presente una vera e propria palestra, in altre le attività di
educazione motoria e sportive vengono svolte anche nel cortile della scuola, quando
possibile. La palestra non presenta particolari pericoli legati alla struttura.
.Attrezzature e macchine
Le attrezzature normalmente utilizzate raggruppate per attività sono:
Cavalletti, pedane, funi, tappetini, ecc.
Queste attrezzature sono utilizzate in
vario modo per creare dei percorsi di
allenamento.
Palloni, cerchi, coni, birilli, ecc.
Sono utilizzati per svolgere diversi esercizi
e giochi.
I principali rischi sono dovuti a:
 Rischio elettrico: è legato alla possibilità di elettrocuzione per contatto con cavi
elettrici con rivestimento isolante non integro.
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Rischio elettrico
Danno atteso
Medio
40
Probabilità
Possibile
Rischio
Medio
 Attrezzature utilizzate: è possibile, in relazione al fatto che potrebbe essere
presente materiale ingombrante, che diventi significativo il rischio di urti, tagli e
abrasioni; inoltre lo svolgimento di attività ginniche con attrezzi particolari
sottopone sia il docente incaricato che gli studenti al rischio di cadute. E’ da
rilevare inoltre che non sempre le attrezzature a disposizione risultano idonee
all’uso che se ne fa.
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Attrezzature
Danno atteso
Modesta
Probabilità
Possibile
Rischio
Medio
 Antincendio e Gestione delle Emergenze: sono implementate procedure di gestione
delle emergenze , i mezzi di estinzione e le vie di esodo sono funzionali. Il livello
di rischio è essenzialmente legato al possibile affollamento dei locali in cui si
svolgono le attività.
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Infortuni conseguenti a carenza di illuminazione
Danno atteso
Trascurabile
Probabilità
Improbabile
Rischio
Minimo
 Illuminazione generale come fattore di sicurezza: il rischio è collegato al livello non
idoneo dell’illuminazione dei locali o dei passaggi per cui è possibile inciampare,
scivolare o urtare contro elementi ingombranti e sporgenti.
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Infortuni conseguenti a carenza di illuminazione
Danno atteso
Trascurabile
Probabilità
Improbabile
Rischio
Minimo
 Condizioni microclimatiche: le condizioni di discomfort sono nella maggior parte dei
casi dovute all’assenza o ad un errato dimensionamento degli impianti di
ventilazione e di condizionamento/riscaldamento il che comporta spesso
temperature nei locali troppo calde o troppo fredde e sbalzi sensibili da un
ambiente all’altro.
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Infortuni conseguenti a carenza di illuminazione
Danno atteso
Trascurabile
Probabilità
Improbabile
Rischio
Minimo
 Illuminazione generale come fattore di igiene: le situazioni di discomfort sono
generalmente legate al non corretto livello di illuminamento che può determinare
un eccessivo affaticamento della vista, più raramente i problemi sono legati a
fenomeni di abbagliamento dovuti ad elevati contrasti di luminanza.
TIPOLOGIA DI RISCHIO: Infortuni conseguenti a carenza di illuminazione
Danno atteso
Trascurabile
41
Probabilità
Improbabile
Rischio
Minimo
Interventi previsti
 I depositi degli attrezzi devono essere tenuti ordinatamente, devono essere dotati
di idonee attrezzature per riporre materiali in sicurezza.
 Proteggere i corpi illuminanti e i vetri con barriere antisfondamento.
 Dotare i locali di attrezzature idonee.
 Garantire condizioni microclimatiche favorevoli migliorando il sistema di
ventilazione e quello di condizionamento/riscaldamento.
 Adeguare gli impianti elettrici in particolare per i luoghi a maggior rischio, come
quelli degli spogliatoi, dei locali docce, ecc., dove presenti;
 Antincendio e Gestione delle Emergenze: garantire l’idoneità delle vie di fuga e
d’esodo in funzione degli affollamenti previsti, specie nel caso in cui i locali
chiusi possono ospitare il pubblico.
 La presenza attenuta e costante del personale docente ed addetto alla
sorveglianza impedisce l’utilizzo improprio dell’attrezzatura ed evita gli eventuali
ferimenti accidentali.
6.5 .ATTIVITA’ DI SOSTEGNO
In presenza di alunni portatori di handicap o con problemi specifici di apprendimento
viene affiancato ai docenti un insegnante di “sostegno” che segue in maniera
specifica questi ragazzi ed è di supporto alla classe.
Attrezzature e macchine
Non esistono particolari attrezzature utilizzate in questa fase che, per molti aspetti,
risulta simile alla fase didattica normale se si esclude la parte relativa ai sussidi
didattici elettronici che non sempre sono necessari prediligendosi la didattica
frontale. Le eventuali attrezzature sono di sussidio alle eventuali protesi degli allievi.
Il fattore di rischio
I principali elementi di rischio sono:
 Rischio elettrico: è legato alla possibilità di elettrocuzione, durante l’utilizzo di
particolari attrezzature elettriche (computer, lavagna luminosa, ecc.), per contatto
con cavi elettrici con rivestimento isolante non integro.
 Utenze elettriche: il rischio è legato al numero di prese a disposizione, il problema
ha una frequenza significativa nel caso siano presenti laboratori didattici,
soprattutto di informatica, dove spesso le prese vengono sovraccaricate.
 Illuminazione generale come fattore di sicurezza: il rischio è collegato al livello non
idoneo dell’illuminazione di alcuni locali o passaggi per cui è possibile inciampare,
scivolare o urtare contro elementi ingombranti o sporgenti.
 Antincendio e Gestione delle Emergenze: sono implementate procedure di gestione
delle emergenze , i mezzi di estinzione e le vie di esodo sono funzionali. Il livello
di rischio è essenzialmente legato alla peculiarità delle persone presenti.
 Condizioni microclimatiche: le condizioni di discomfort sono nella maggior parte
dei casi dovute all’assenza o ad un errato dimensionamento degli impianti
riscaldamento il che comporta spesso temperature nei locali troppo calde o troppo
fredde, sbalzi sensibili da un ambiente all’altro e scarso ricambio di aria.
 Rumore: il rischio è legato sia al contesto urbano in cui l’edificio scolastico è
inserito che alle condizioni in cui si svolge l’attività didattica, in particolare al
42
numero degli alunni presenti in aula ed agli spazi a disposizione per lo
svolgimento delle lezioni.
 Rischio posturale: possono essere assunte posture non ergonomiche durante lo
svolgimento delle lezioni che possono portare a malattie a carico della colonna
vertebrale.
 Illuminazione generale come fattore di igiene: le situazioni di discomfort sono
generalmente legate al non corretto livello di illuminamento delle aule che può
determinare un eccessivo affaticamento della vista, più raramente i problemi sono
legati alla presenza di elevati contrasti di luminanza nel campo visivo del docente
dovuti alla mancanza, alle finestre, di tende parasole, è bene sottolineare che
l’influenza di questo elemento di discomfort è attenuata dal fatto che la posizione
di lavoro non è necessariamente fissa durante lo svolgimento delle lezioni.
 Organizzazione del lavoro: la ripetitività delle attività, la scarsa possibilità di
avanzamento di carriera nonché la scarsa valorizzazione dell’acquisizione della
professionalità nel corso degli anni possono provocare situazioni di stress. A
queste cause di stress legate all’ordinamento del personale docente, si aggiunge
quello più legato all’attività specifica svolta, ed in particolare la costante e
continua vigilanza degli alunni nonché le modalità e la costanza dei rapporti
interpersonali con questi. Fonte di stress è in questo caso rappresentata dalle
caratteristiche specifiche delle attività di sostegno agli studenti portatori di
handicap.
Interventi possibili
 Formazione ed informazione sulle corrette posture da adottare durante lo
svolgimento delle lezioni, ed in particolar modo per le attività che comportano la
movimentazione dei carichi:
 Verifica dello stato di conservazione delle attrezzature utilizzate durante l’attività ;
 Maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro;
 Migliorare i sistemi di riscaldamento dell’aria.
 Migliorare le condizioni di illuminamento, sia come fattore di sicurezza che come
fattore di igiene, attraverso l’aumento della potenza degli impianti e garantendo,
attraverso una periodica e sistematica attività manutentiva, la costante
disponibilità, specie degli impianti di emergenza.
7.0 - RISCHI CONNESSI ALLE MANSIONI
7.1 – DIRIGENTE SCOLASTICO
Nel caso di questa figura si ravvisano rischi relativamente alla fatica mentale e
dello stress causati da compiti di responsabilità e al fatto di essere figura unica
nell'istituto. Incidono pesantemente sui Dirigenti Scolastici:
- la frustrazione derivante da rapporti fortemente gerarchizzati con
l'amministrazione centrale.
- l'impatto con continue pastoie burocratiche che rendono difficile la
gestione dell’istituto.
- la delicatezza dei vari rapporti relazionali da intrattenere. Difficoltà a
garantire la funzionalità del servizio, senza strumenti di gestione
effettiva del personale.
43
7.2 - DOCENTE
Nell'ambito delle attività esercite dai docenti si ravvisano in particolare:
attività di assistenza, concentrata essenzialmente nei primi giorni di scuola
- attività relazionali
- attività didattico educative
I fattori di rischio variano in modo considerevole in relazione alla prevalenza
delle attività svolte, ad esempio si concentrano in momenti specifici della
attività didattica, uso di laboratori in particolare
RISCHI
- rumorosità
- stress
- sforzo vocale
- allergie
- infortuni
- posture
- rischio biologico
La Rumorosità é una delle condizioni caratteristiche del lavoro dei docenti.
Essa é sottoposta a variazione in relazione a:
- numero e caratteristiche degli allievi
- disponibilità degli spazi
- tipo delle attività svolte
STRESS specifico nel lavoro docente
- rapporto relazionale stretto con gli allievi in ogni fascia di età
- obblighi di vigilanza
- impossibilità di appoggiarsi a collaudati modelli comportamentali
sempre riproducibili
- forti livelli di instabilità nella impostazione del dialogo educativo
- ripetitività nelle modalità di erogazione del servizio
- scarsa gratificazione
- scarsa visibilità sociale
- scarso riconoscimento economico
- difficoltà di cambio di mansione senza introdurre elementi di
discontinuità nella carriera
- scarso riconoscimento della professione acquisita
- difficoltà ad utilizzare integralmente la professione acquisita
- scarse possibilità di carriera
44
SFORZO VOCALE
Può essere amplificato dalle condizioni di rumorosità e dalle modalità di
approccio con l'aula
ALLERGIE
Derivano in larga misura dalla cattiva climatizzazione.
Hanno una certa incidenza anche le allergie da polveri di gesso ed altre allergie
derivanti dalla cattiva manutenzione dei locali
INFORTUNI E POSTURE
Gli incidenti sono più frequenti nelle palestre, nei laboratori e nelle officine e
quindi riguardano in modo particolare i docenti che le conducono. Il perfetto
stato di manutenzione dei locali e delle attrezzature e la continua attenzione
servono certamente a ridurre i raschi.
RISCHIO BIOLOGICO
Esiste particolarmente per tutti i docenti che si trovano a costante relazione con
molti soggetti
7.3- DIRETTORE DEI SERVIZI AMMINISTRATIVI
Svolge attività lavorativa di rilevante complessità ed avente rilevanza esterna.
Sovrintende con autonomia operativa ai servizi amministrativi e contabili e ne
cura l'organizzazione svolgendo funzione di coordinamento, promozione delle
attività e verifica dei risultati conseguiti, rispetto agli obiettivi assegnati ed agli
indirizzi impartiti dal personale amministrativo a da quello addetto ai servizi
generali posti alle sue dirette dipendenze. E' funzionario delegato.
Provvede alla esecuzione delle delibere del Consiglio di Istituto, e firma
congiuntamente al Presidente tutti i documenti contabili concernenti la gestione
autonoma dell'Istituto
Organizza i servizi amministrativi dell'unità scolastica od educativa ed è
responsabile del funzionamento degli stessi.
RISCHI
- Fatica mentale
- rischio biologico
- stress
- esposizione a campi elettromagnetici
- esposizione a sostanze di fotoriproduzione
- esposizione a rumorosità ambientale
7.4- ASSISTENTE AMMINISTRATIVO
Esegue attività lavorativa richiedente specifica preparazione professionale e
capacità di esecuzione delle procedure anche con l'utilizzazione di strumenti di
tipo informatico.
45
Ha autonomia operativa nella predisposizione, istruzione e redazione degli atti
amministrativi.
Svolge attività di diretta ed immediata collaborazione con il responsabile
amministrativo.
Ha competenza diretta nella tenuta dell'archivio e del protocollo. Ha rapporti
con l'utenza ed assolve i servizi esterni connessi con il proprio lavoro.
RISCHI
- infortuni
- esposizione a sostanze per la fotoriproduzione
- di tipo allergologico
- di disturbi cutanei
- esposizione ad agenti biologici
- di reazioni da stress
- rischi derivanti da posture inadeguate
7.5- ASSISTENTE TECNICO
Esegue attività lavorativa richiedente specifica preparazione professionale,
conoscenze di strumenti e tecnologie anche complessi, con capacità di
utilizzazione degli stessi, nonché di esecuzione di procedure tecniche ed
informatiche.
Svolge attività di supporto tecnico alla funzione docente.
E’ addetto alla conduzione tecnica dei laboratori, garantendone l’efficienza e la
funzionalità in relazione al progetto annuale di utilizzazione didattica.
All’interno di questo istituto sono presenti i seguenti laboratori :
Laboratorio di informatica/multimediale
Gli impianti e le attrezzature elettriche impiegate devono essere realizzate e
mantenute secondo i criteri della regola dell’arte ed in conformità a quanto
indicato nelle norme CEI.
Le macchine e le attrezzature utilizzate devono essere rispondenti alle vigenti
norme di sicurezza, tipicamente D.Lgs 81/08
RISCHI
- da uso di videoterminali
- da radiazioni ionizzanti
- elettrici
7.6- COLLABORATORE SCOLASTICO
E' addetto ai servizi generali della scuola con compiti di accoglienza e
sorveglianza nei confronti degli alunni e del pubblico; di pulizia del materiale
presente nei locali, degli spazi scolastici e degli arredi; di vigilanza sugli
alunni, di custodia e sorveglianza generica sui locali scolastici e di
collaborazione con i docenti.
46
RISCHI
- stress
- rischi per la salute connessi alla operazioni di pulizia infortuni per caduta o
scivolamento
- dermatiti da contatto irritanti od allergiche
- esposizione a sostanze per la fotoriproduzione
7.7- STUDENTE
Gli studenti sono esposti a molti dei fattori di rischio esaminati
precedentemente, ed anzi la loro esposizione risulterà più lunga in ragione dei
tempi di permanenza a scuola.
RISCHI
- da ambiente da postura
- da movimentazione manuale dei carichi
- esposizione ad agenti fisici, chimici e biologici
- da fatica mentale e stress
8.0 - IDENTIFICAZIONE DEI LAVORATORI ESPOSTI
Relativamente alla tabella di cui alle pag. precedenti possono essere definiti e a
cui sono soggette le varie categorie di lavoratori operanti nel campo scolastico.
Categoria
PERSONALE DOCENTE
Tipologia di rischio
PERSONALE
A1-A2-A3-A4-A6-A7-B2-B3-B4 -CI
A.T.A.
PERSONALE AUSILIARIO
A2-A3- A6- A7-B2-B3- B6- C1 -C2
A2-A3-A4-A6-A7-B1-B3-B6-CI-C2
9.0 - RIASSUNTO DELLE TIPOLOGIE DI RISCHI CONNESSI ALLE
MANSIONI E RELATIVI INTERVENTI DI PREVENZIONE
9.1 DIRIGENTE SCOLASTICO
PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO
INTERVENTI DI PREVENZIONE
Disturbi da stress e fatica mentale,
dovuti a:
Carico di lavoro mentale -
creare una struttura interna che consenta
47
responsabilità
di delegare compiti e responsabilità al
personale dipendente a diverso livello
Organizzazione appropriata dei
compiti e funzioni interne
Impatto con continue pastoie
burocratiche che rendono difficile
la gestione dell'istituto
delicatezza dei rapporti relazionali
da intrattenere
difficoltà a garantire la funzionalità reale attivazione dei meccanismi di
del servizio senza strumenti di
autonomia finanziaria e funzionale
gestione effettiva del personale
9.2 – DOCENTE
PRINCIPALI
FATTORI DI
RISCHIO
INTERVENTI DI PREVENZIONE
rumorosità
interventi di insonorizzazione delle aule speciali
(palestra ed aula magna)con pannelli fonoassorbenti
e migliore disposizione degli spazi
maggiore flessibilità nella organizzazione del lavoro
riconoscimento delle competenze
reale attivazione dei meccanismi incentivanti
Insonorizzazione delle aule
tecniche di educazione vocale
organizzazione del lavoro
sostituzione delle lavagne con lavagne luminose,
lavagne a fogli mobili, o lavagne in cui sia possibile
scrivere utilizzando pennarelli
migliore pulizia dei locali per garantire un ambiente che
sia il meno saturo possibile di germi
maggiore attenzione alla postura
educazione posturale
fornitura di arredi idonei
stress
sforzo vocale
allergie
infortuni e posture
9.3 ASSISTENTE TECNICO
PRINCIPALI FATTORI DI
RISCHIO
INTERVENTI DI PREVENZIONE
rumorosità
interventi di insonorizzazione nelle aule speciali
48
infortunio durante la
comportamenti corretti
preparazione delle
controllo della sicurezza delle macchine ed
attrezzature di esercitazione attrezzature
regolare manutenzione delle attrezzature
mantenimento delle condizioni strutturali di
adeguatezza del locale
mantenimento delle condizioni di sicurezza per il
movimento delle persone nei pavimenti dei posti
di lavoro ed i passaggi
elettrico
posture inadeguate
Rispetto dei criteri previsti dalla norma CEI 64-8
soprattutto in materia di protezione dai rischi di
contatto diretto ed indiretto con parti in tensione
postazioni di lavoro a norma di legge
9.4 - RESPONSABILE AMMINISTRATIVO – IMPIEGATI
PRINCIPALI FATTORI DI
RISCHIO
Fatica mentale
rischio biologico
stress
infortuni da elettrocuzione
INTERVENTI DI PREVENZIONE
prevedere spazi di lavoro opportunamente isolati
dal punto di vista acustico
segregare le macchine più rumorose
(fotocopiatrici)
cambio d'aria
pulizia dei locali
maggiore flessibilità nella organizzazione del
lavoro
riconoscimento delle competenze
reale attivazione dei meccanismi incentivanti
miglioramento delle condizioni illuminotecniche,
microambientali, di rumorosità
Adeguamento degli spazi alle funzioni da
svolgere
verifica rispondenza dell' impianto elettrico alla
vigente NORMA CEI 64-8 al fine di prevenire i
rischi da contatti diretti od indiretti con parti in
tensione
esposizione a sostanze per la formare il personale sulle procedure da utilizzare
fotoriproduzione
durante la sostituzione del toner
fornire adeguati DPI
esposizione a rumorosità
segregare od isolare le macchine più rumorose
ambientale
Infortuni
diversificazione dei compiti da eseguire con
49
posture inadeguate
pericoli per la vista
rotazione delle mansioni spazi di autoorganizzazione del lavoro
postazioni di lavoro a norma di legge
in caso di uso di VDT occorrerà particolare
attenzione alle condizioni illuminotecniche.
Per attività di ufficio valori compresi fra 200 e
500 lux. In caso di ambienti con VDT
mediamente 200-250 lux utilizzando sistemi di
illuminazione localizzata
9.5 COLLABORATORE SCOLASTICO
PRINCIPALI FATTORI DI
RISCHIO
INTERVENTI DI PREVENZIONE
stress
rischi per la salute connessi alle
operazioni di pulizia
tenere un continuo livello di attenzione
essere informati sulla natura fisica, le
proprietà chimiche ed i possibili rischi
che possono derivare dall'uso di tali
prodotti e le misure da prendere in caso di
infortunio e rispettare le norme
antinfortunistiche
infortuni per caduta o scivolamento adottare scarpe antisdrucciolo
dermatiti da contatto irritanti od
evitare il contatto con i prodotti da pulizia
allergiche
usando sempre i guanti
rischi da movimentazione dei
impiegare due o più persone per il
carichi
sollevamento di carichi
adottare ausili a norma di legge
rischi da elettrocuzione
controllare che gli apparecchi siano a
norma prima di usarli
fare uso corretto degli strumenti elettrici
tagli
usare attrezzature per la presa, adeguati
contenitori per i rifiuti, guanti
antinfortunistici
- ADDETTO ALLE FOTOCOPIE
PRINCIPALI FATTORI DI
RISCHIO
INTERVENTI DI PREVENZIONE
stress
tenere un continuo livello di attenzione
esposizione a radiazioni non formare il personale affinché durante
ionizzanti
l’esecuzione delle fotocopie venga tenuto chiuso
il portello della fotocopiatrice
rischio chimico dovuto ad
formare il personale sulle procedure da utilizzare
50
esposizione a toner
inquinamento dell’aria
rischio posturale
esposizione a rumore
durante la sostituzione del toner
fornire adeguati DPI
disporre la fotocopiatrice in un locale aerato con
ricambio d’aria sufficiente
adeguare le postazioni di lavoro dotandole di
sedie ergonomicamente regolabili in altezza in
funzione della posizione del tavolo e della
fotocopiatrice stessa
nei casi in cui il lavoro é continuativo occorre
stabilire della pause di riposo
verificare periodicamente il buon funzionamento
della macchina
collocare la macchina in un locale destinato
specificamente a questa funzione
9.7 STUDENTI
PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO
INTERVENTI DI PREVENZIONE
da ambiente
educazione posturale
da postura
banchi e sedie regolabili
da movimentazione manuale dei carichi soluzioni tecniche per il contenimento del
peso dei libri
esposizione ad agenti fisici chimici e
utilizzare adeguati DPI
biologici
da fatica mentale e stress
soluzioni organizzative volte ad
ottimizzare il lavoro
9.8 NOTE PER LE LAVORATRICI IN GRAVIDANZA
La tutela della salute delle lavoratrici madri attraverso l’eliminazione o riduzione
dell’esposizione a fattori di rischio professionali per le gravide , per l’embrione ed il
feto, con particolare attenzione a fattori di rischio abortigeni, mutageni e teratogeni,
ha comportato la valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici
gestanti, puerpere o in periodo di allattamento fino a sette mesi dopo il parto, per le
lavoratrici addette alle lavorazioni.
A seguito della suddetta valutazione, sono state individuate le seguenti misure di
prevenzione e protezione da adottare:
51
Verranno modificati i ritmi lavorativi, in modo che essi non siano eccessivi e,
che non comportino una posizione particolarmente affaticante.
In caso di ulteriori prescrizioni specifiche, esse verranno indicate nelle singole
attività lavorative oggetto della valutazione dei rischi, riportate nel seguito.
Le lavoratrici addette alle rispettive mansioni ed il rappresentante per la
sicurezza sono stati informati sui risultati della valutazione e sulle
conseguenti misure adottate
9.9 STRESS LAVORO-CORRELATO
La valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), deve riguardare tutti i rischi
per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di
lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavorocorrelato, secondo i contenuti dell’ accordo europeo dell’8 ottobre 2004.
Lo stress, potenzialmente, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque
lavoratore, a prescindere dalla dimensione dell’azienda, dal campo di attività, dal
tipo di contratto o di rapporto di lavoro. In pratica non tutti i luoghi di lavoro e non
tutti i lavoratori ne sono necessariamente interessati. Considerare il problema dello
stress sul lavoro può voler dire una maggiore efficienza e un deciso miglioramento
delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, con conseguenti benefici economici
e sociali per le aziende, i lavoratori e la società nel suo insieme.
Lo stress è uno stato, che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche,
psicologiche o sociali e che consegue dal fatto che le persone non si sentono in
grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti.
L’individuo è capace di reagire alle pressioni a cui è sottoposto nel breve termine, e
queste possono essere considerate positive (per lo sviluppo dell’individuo stesso),
ma di fronte ad una esposizione prolungata a forti pressioni egli avverte grosse
difficoltà di reazione. Inoltre, persone diverse possono reagire in modo diverso a
situazioni simili e una stessa persona può, in momenti diversi della propria vita,
reagire in maniera diversa a situazioni simili. Lo stress non è una malattia ma una
esposizione prolungata allo stress, può ridurre l’efficienza sul lavoro e causare
problemi di salute. Lo stress indotto da fattori esterni all’ambiente di lavoro può
condurre a cambiamenti nel comportamento e ridurre l’efficienza sul lavoro. Tutte le
manifestazioni di stress sul lavoro non vanno considerate causate dal lavoro stesso.
Lo stress da lavoro può essere causato da vari fattori quali il contenuto e
l’organizzazione del lavoro, l’ambiente di lavoro, una comunicazione “povera”, ecc.
I sintomi più frequenti sono : affaticamento mentale, cefalea, gastrite, insonnia,
modificazione dell’umore, depressione ed ansia, dipendenza da farmaci.
I fattori che causano stress possono essere :
- lavoro ripetitivo ed arido
- carico di lavoro e di responsabilità eccessivo o ridotto
- rapporto conflittuale adulti – allievi
- conflitti nei rapporti con colleghi e superiori
- fattori ambientali (rumore,...)
Occorre provvedere alla tutela, in particolare, della salute psichica lesa o messa in
pericolo dalla cattiva organizzazione delle risorse umane, la tutela del rischio
specifico da stress lavorativo di una particolare categoria di lavoratori che in ragione
delle peculiarità della prestazione lavorativa sono i soggetti più esposti alla sindrome
in esame.
Ed è in quest’ottica che verranno effettuati adeguati controlli periodici sui
lavoratori., in quanto solo attraverso i singoli controlli è possibile acquisire quelle
conoscenze sulla base delle quali il datore di lavoro è in grado di evitare il rischio
specifico dello stress lavorativo (ad esempio non assegnare turni notturni ad una
persona che ha già manifestato e magari curato sindromi depressive) con una
diversa organizzazione del personale, secondo il normale criterio del prevedibile ed
evitabile.
In linea generale si provvederà, inoltre, a:
- Dare ai singoli lavoratori la possibilità di scegliere le modalità di esecuzione
del proprio lavoro;
- Diminuire l’entità delle attività monotone e ripetitive;
52
-
Aumentare le informazioni concernenti gli obiettivi;
Sviluppare uno stile di leadership;
Evitare definizioni imprecise di ruoli e mansioni.
Distribuire/comunicare efficacemente gli standard ed i valori dell’organizzazione a tutti i livelli organizzativi, per esempio tramite manuali destinati al
personale, riunioni informative, bollettini;
Fare in modo che gli standard ed i valori dell’organizzazione siano noti ed
osservati da tutti i lavoratori dipendenti;
Migliorare la responsabilità e la competenza del management per quanto
riguarda la gestione dei conflitti e la comunicazione;
Stabilire un contatto indipendente per i lavoratori;
Coinvolgere i dipendenti ed i loro rappresentanti nella valutazione del rischio
e nella prevenzione dello stress psicofisico e del mobbing
9.10
USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO
Come indicato all’ art. 69 del D.Lgs. 81/08, si intende per attrezzatura di lavoro
qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto destinato ad essere usato
durante il lavoro, mentre si intende per uso di un’attrezzatura di lavoro qualsiasi
operazione lavorativa connessa ad una attrezzatura di lavoro, quale la messa in
servizio o fuori servizio, l'impiego, il trasporto, la riparazione, la trasformazione, la
manutenzione, la pulizia, il montaggio, lo smontaggio
Qualsiasi zona all'interno ovvero in prossimità di una attrezzatura di lavoro nella
quale la presenza di un lavoratore costituisce un rischio per la salute o la sicurezza
dello stesso viene definita zona pericolosa e qualsiasi lavoratore che si trovi
interamente o in parte in una zona pericolosa viene definito quale lavoratore
esposto.
9.11
REQUISITI DI SICUREZZA
Come indicato all’ art. 70 del D.Lgs. 81/08, le attrezzature di lavoro messe a
disposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifiche disposizioni
legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto. Per
le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e
regolamentari o messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente
all’emanazione di norme legislative e regolamentari di recepimento delle direttive
comunitarie di prodotto verrà controllata la conformità ai requisiti generali di
sicurezza riportati nell’ allegato V del D.Lgs. 81/08.
Le attrezzature di lavoro costruite secondo le prescrizioni dei decreti ministeriali
adottati ai sensi dell’articolo 395 del decreto Presidente della Repubblica 27 aprile
1955, n. 547, ovvero dell’articolo 28 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n.
626, potranno essere considerate conformi, come indicato al comma 3 dello stesso
art. 70 del D.Lgs. 81/08.
Saranno messe a disposizione dei lavoratori esclusivamente attrezzature conformi
ai requisiti di sicurezza indicati, idonee ai fini della salute e sicurezza ed adeguate al
lavoro da svolgere o adattate a tali scopi che devono essere utilizzate
conformemente alle disposizioni legislative di recepimento delle direttive
comunitarie.
All'atto della scelta delle nuove attrezzature di lavoro, come indicato all’ art. 71,
comma 2, del D.Lgs. 81/08, il datore di lavoro prenderà in considerazione:
le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere;
53
i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
i rischi derivanti dall’impiego delle attrezzature stesse
i rischi derivanti da interferenze con le altre attrezzature già in uso.
Al fine di ridurre al minimo i rischi connessi all’uso delle attrezzature di lavoro e
per impedire che dette attrezzature possano essere utilizzate per operazioni e
secondo condizioni per le quali non sono adatte, verranno adottate adeguate misure
tecniche ed organizzative e verranno rispettate tutte quelle riportate nell’allegato VI
del D.Lgs. 81/08.
Tutte le attrezzature di lavoro sono state installate correttamente e si controllerà,
tramite un preposto a ciò incaricato, che le stesse vengano utilizzate
conformemente alle istruzioni d’uso.
Si assicurerà, inoltre, che le attrezzature di lavoro:
siano oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza
dei requisiti di sicurezza
siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e libretto di
manutenzione
siano assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza
eventualmente stabilite con specifico provvedimento regolamentare o in relazione al
grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione
9.12
CONTROLLI E REGISTRO
Verrà, curata la tenuta e l’aggiornamento del registro di controllo delle attrezzature
di lavoro per le quali lo stesso è previsto.
Per le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione
si provvederà a che le stesse vengano sottoposte a un controllo iniziale (dopo
l'installazione e prima della messa in esercizio) e ad un controllo dopo ogni
eventuale successivo montaggio, al fine di assicurarne l'installazione corretta e il
buon funzionamento.
Per le attrezzature soggette a influssi che possono provocare deterioramenti
suscettibili di dare origine a situazioni pericolose, si provvederà a che esse siano
sottoposte a:
controlli periodici, secondo frequenze stabilite in base alle indicazioni fornite dai
fabbricanti, ovvero dalle norme di buona tecnica, o in assenza di queste ultime,
desumibili dai codici di buona prassi;
controlli straordinari al fine di garantire il mantenimento di buone condizioni di
sicurezza, ogni volta che intervengano eventi eccezionali che possano avere
conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza delle attrezzature di lavoro, quali
riparazioni, trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi prolungati di
inattività.
I controlli, volti ad assicurare il buono stato di conservazione e l’efficienza a fini di
sicurezza delle attrezzature di lavoro saranno effettuati da persona competente.
I risultati dei controlli saranno riportati per iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi
tre anni, verranno conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza.
9.13
INFORMAZIONE E FORMAZIONE
Come indicato nell’ art. 73 del D.Lgs. 81/08, per ogni attrezzatura di lavoro messa a
disposizione, i lavoratori incaricati dell’uso disporranno di ogni necessaria
informazione e istruzione e riceveranno una formazione adeguata in rapporto alla
sicurezza, relativamente:
54
alle condizioni di impiego delle attrezzature; alle situazioni anormali prevedibili.
I lavoratori saranno informati sui rischi cui sono esposti durante l’uso delle proprie
attrezzature di lavoro, sui rischi relativi alle attrezzature di lavoro presenti
nell’ambiente immediatamente circostante, anche se da essi non usate
direttamente, nonché sui cambiamenti di tali attrezzature, come indicato al comma 2
dell’ art. 73 del D.Lgs. 81/08
Tutte le informazioni e le istruzioni d’uso verranno impartite in modo comprensibile
ai lavoratori interessati e ci si accerterà che esse siano state recepite.
Per le attrezzature che richiedono, in relazione ai loro rischi, conoscenze e
responsabilità particolari di cui all’ art. 71, comma 7, del D.Lgs. 81/08, verrà
impartita una formazione adeguata e specifica, tale da consentirne l’utilizzo delle
attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano
essere causati ad altre persone.
10.0 ADEMPIMENTI IN
CASO DI INFORTUNI
Il D.P.R 1124 stabilisce che il personale docente e non docente e gli studenti
che operino in palestre, laboratori, o che usino impianti, macchine od
attrezzature, debbano essere coperti da polizza assicurativa INAIL.
Gli incidenti intervenuti devono essere quindi denunciati all’INAIL.
11.0- SCELTA DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI
PERSONALE AUSILIARIO
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE MANI E
Guanti contro le aggressioni chimiche
DELLE BRACCIA
PERSONALE INCARICATO DELLA GESTIONE DELLE EMERGENZE
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE MANI
Guanti antitermici
E BRACCIA
12.0 - INDIVIDUAZIONE DELLE MISURE PRIORITARIE DI CARATTERE
STRUTTURALE E OPERATIVO/PROCEDURALE
ZONA/MANSIONE
Aula di speciali in
genere
Locale fotocopiatrici
Quadri elettrici in
genere
55
SITUAZIONE
RISCONTRATA
Postazioni di lavoro
(sedie) non
ergonomicamente
corrette
MISURE
Curare dal punto di vista ergonomico le
postazioni di lavoro. Formazione ed
informazione sulle corrette posture da
adottare durante lo svolgimento delle
lezioni
Eseguire frequenti aperture delle finestre
verso l’esterno
Mettere in atto sistema di chiusura con
chiave in dotazione al bidello di piano
Officine e laboratori
in genere
Tutto il complesso
scolastico
Palestra
In genere
Aule didattiche
Tutto il complesso
scolastico
Tutto il complesso
scolastico
Tutto il complesso
scolastico
magazzino
Laboratori/AULE
SPECIALI
Collaboratori
scolastici
Tutto il personale in
genere
Tutto il personale
Collaboratori
scolastici
12.1
Verifica costante dello stato di conservazione
delle attrezzature utilizzate durante l’attività;
Divieto di utilizzo di utenze non a norma
rispetto ai requisiti minimi di sicurezza
elettrica;
La presenza attenta e costante del docente
impedisce l'utilizzo improprio degli strumenti
a disposizione e quindi evita ferimenti
accidentali non legati all'attività didattica.
Una preparazione teorica sull'uso degli
strumenti induce negli studenti la
consapevolezza del rischio;
Dotare i locali di attrezzature idonee e
migliorare la dotazione di arredi di servizio.
Evitare di approntare gli impianti elettrici
provvisori con soluzioni non rispondenti alle
norme di sicurezza.
Evitare l’accatastamento, sia pure
momentaneo, del materiale nei corridoi e vie
di transito.
Verificare sempre, all’inizio di ogni a.s.
l’adeguatezza delle vie di fuga in base agli
affollamenti massimi previsti.
I depositi degli attrezzi devono essere tenuti
ordinatamente, devono essere dotati di idonee
attrezzature per riporre materiali in sicurezza.
Utilizzo di dispositivi di protezione
individuale (guanti, indumenti protettivi,
calzature di sicurezza, occhiali e/o visiera).
Formazione ed informazione sulle posture
ergonomiche e sulle metodiche operative per
la pulizia dei locali.
Dotazione delle schede di sicurezza dei
prodotti utilizzati e formazione del personale.
Formazione ed informazione sui piani di
evacuazione.
Presenza costante dei collaboratori scolastici
per coordinare afflusso e deflusso.
- Rischi da struttura e/o impiantistica
Gli edifici necessitano di interventi di manutenzione e risanamento strutturale.
E’ necessario produrre i documenti tecnici e legali relativi alla impiantistica elettrica e
termoidraulica e provvedere al completamento delle opere necessarie per
l’ottenimento del C.P.I..
Occorre provvedere alla revisione semestrale ed alla ricarica annuale degli estintori
portatili.
Più in generale, al fine della riduzione della tipologia di rischio in esame occorre
56
provvedere alla adozione di misure specifiche quali:
 Formazione specifica del personale da adibire alle operazioni specifiche di
antincendio, pronto soccorso ed evacuazione
 Periodiche esercitazioni di evacuazione
 Messa a norma e manutenzione programmata degli impianti ed attrezzature in uso
con la predisposizione di un registro dei controlli periodici
 Verificare che vie di uscita siano sempre fruibili
 E' fatto divieto di compromettere la agevole apertura e funzionalità delle uscite di
sicurezza durante il periodo di attività della scuola, verificarne l'efficienza prima
dell'inizio delle lezioni
 Evidenziare le vie di uscita mediante apposita segnaletica conforme alla normativa
vigente
Predisporre apposita segnaletica di sicurezza indicante l’ubicazione degli estintori
portatili
 Definire un protocollo di verifica e manutenzione programmatica
 Verifica semestrale degli estintori antincendio a cura di ditta specializzata
 Controllo visivo della percorribilità delle vie di uscita (sgombre da ostacoli,
facilmente apribili)
 Macchine utensili ed attrezzature in genere
13.0- DISPOSIZIONI GENERALI PER L'UTILIZZO DEI VIDEOTERMINALI
• SPAZIO
Il posto di lavoro deve essere ben dimensionato e allestito in modo che vi sia spazio
sufficiente per permettere cambiamenti di posizione e di movimenti operativi
• TASTIERA
La tastiera deve essere inclinabile e dissociata dallo schermo per consentire al
lavoratore di assumere posizione confortevole e tale da non provocare l'affaticamento
delle braccia e delle mani.
Lo spazio davanti alla tastiera deve essere sufficiente onde consentire un appoggio per
le mani e le braccia dell'utilizzatore
La tastiera deve avere una superficie opaca onde evitare riflessi. I simboli dei tasti
devono presentare sufficiente contrasto ed essere leggibili dalla normale posizione di
lavoro
• PIANO DI LAVORO
Il piano di lavoro deve avere una superficie poco riflettente, essere di dimensioni
sufficienti e permettere una disposizione flessibile dello schermo, della tastiera e dei
documenti e del materiale accessorio
In particolare il piano di lavoro deve avere:
profondità adeguata (mm. 90 cm.), larghezza sufficiente (mm. 160cm.), spazio per le
gambe, sufficiente stabilità ( esente da vibrazioni), colore neutro
• SEDILE DI LAVORO
Il sedile di lavoro deve permettere all'operatore una certa libertà di movimento ed una
posizione corretta. Deve avere:
altezza regolabile, base stabile, piano imbottito, schienale alto e regolabile
57
• VIDEO
Il video deve essere:
regolabile ed inclinabile, avere leggibilità, essere riconoscibile ai bordi, avere
nitidezza dei contorni, avere immagine stabile, avere luminosità regolabile, non avere
farfallamento, non avere ronzio
• ILLUMINAZIONE
L'illuminazione generale, ovvero l'illuminazione specifica (lampade di lavoro) devono
garantire un'illuminazione sufficiente e un contrasto appropriato tra lo schermo e
l'ambiente, tenuto conto delle caratteristiche del lavoro e delle esigenze visive
dell'utilizzatore.
Fastidiosi abbagliamenti e riflessi sullo schermo o su altre attrezzature devono essere
evitati.
• RIFLESSI ED ABBAGLIAMENTI
I posti di lavoro devono essere sistemati in modo che le fonti luminose quali le
finestre e le altre aperture, le pareti trasparenti o traslucide, nonché le attrezzature e le
pareti di colore chiaro non producano riflessi sullo schermo.
Le finestre devono essere munite di opportuno dispositivo di copertura regolabile per
attenuare la luce diurna che illumina il posto di lavoro.
 SVOLGIMENTO QUOTIDIANO DEL LAVORO
Il lavoratore, qualora svolga la sua attività per almeno quattro ore consecutive, ha
diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di
attività.
Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva aziendale.
In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l'interruzione, il lavoratore ha
comunque diritto ad una pausa di 5 minuti ogni 20 di applicazione continuativa a VDT
E' esclusa la cumulazione delle interruzioni all'inizio ed al termine dell'orario di
lavoro.
58
14.0 - CARATTERISTICHE GENERALI VALUTAZIONE DEI RISCHI
Il presente aggiornamento del documento di valutazione dei rischi é stato
effettuato dal datore di lavoro in collaborazione con:
 Responsabile del servizio prevenzione e protezione interno.
 Responsabile del servizio prevenzione e protezione esterno.
 dipendente
□ territoriale
Rappresentante dei Lavoratori
Sig. Lucetti Francesco
quale Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza dell'ISTITUTO
COMPRENSIVO TALIERCIO, dall’Anno Scolastico 2013/2014, ai sensi
dell’ art. 18 del D. LGS. 626/94, dichiara di essere stato consultato
tempestivamente in merito alla stesura della presente relazione sulla
valutazione dei rischi, ai sensi dell’art.9 comma 1 lettera b) del citato D. LGS
626/94 e del D.Lgs. 81/2008
Firma
Timbro e Firma del Datore di Lavoro
15.0
- NOTA FINALE
Il presente documento è stato:
 posto all'ordine del giorno degli argomenti della riunione periodica di
sicurezza
 sottoposto all’ att.ne del Rappresentante dei Lavoratori in data: 1/09/2014
 il presente documento è la revisione n° 02
59
ALLEGATO 1
A- Documentazione OBBLIGATORIA GENERALE
(di pertinenza dell’ Istituto scolastico)
esistente
si
no
Documento sulla valutazione dei RISCHI
Nomina del Responsabile S.P.P.
Nomina Lavoratori designati
(gestione emergenze - primo soccorso)
Lettera di “richiesta d’intervento” all’ente
proprietario dell’immobile
Piano di emergenza
Documentazione attività Formativa Informativa - Addestramento (allegato 1)
Elenco e caratteristiche D.P.I. (+ istruzioni)
X
X
Dir.Did. e Plessi
X
Plessi
X
Comune
X
Plessi
X
Plessi
(allegato 2)
Schede di sicurezza sostanze e preparati
(allegato3)
Registro Infortuni
Ing. Marchetti - e
RSPP
Diamanti Antonella
Plessi- Dir.Did. –
Circolare n°16
Collaboratori scolastici
3.12.2008
X
X
Plessi
X
Direzione
Didattica
esistente
si
no
Abitabilità
Certificato Prevenzione Incendi ovvero
Nulla Osta Provvisorio
Collaudo statico
Copia denuncia impianto messa a terra
Dichiarazione conformità impianti elettrici
(31/12/99 )
Documentazione impianto riscaldamento
centralizzato >34.8 kW o >30.000 kcal/h
(libretto ISPESL)
Copia denuncia di protezione dalle scariche
atmosferiche ( mod. A ) vidimato ovvero
dichiarazione - calcolo struttura autoprotetta
X
(di pertinenza dei lavoratori e loro organizzaz.))
esistente
Collaboratori scolastici
reperibile presso
ente
nome persona
referente
Comune Carrara
Ing. Marchetti
X
X
Comune Carrara
Ing. Marchetti
Comune Carrara
Ing. Marchetti
X
Comune Carrara
Ing. Marchetti
X
Comune Carrara
Ing. Marchetti
X
Comune Carrara
Ing. Marchetti
X
si
60
Diamanti Antonella
A.SCALETTI
(di pertinenza dell’Ente propr. dell’edificio)
Nomina R.L.S. (Rappresentanti dei
lavoratori per la Sicurezza)
reperibile presso
ente
nome persona
referente
X
no
reperibile presso
ente
Direzione
Didattica
nome persona
referente
LUCETTI
B. Documentazione OBBLIGATORIA SPECIFICA
N.B. indicare nella colonna “esistente” se tale documentazione non è pertinente
mediante la sigla n.p.
(di pertinenza dell’Istituto scolastico)
Libretti apparecchi di sollevamento con
portata > 200 kg
Libretti di altre apparecchiature soggette ad
omologazione
Istruzioni per l’uso macchine marcate CE
Documento di valutazione rumore
D.Lgs.277/91 (allegato 4)
Nomina medico competente
Elenco lavoratori soggetti ad Accertamento
Sanitario
Prescrizioni e/o Disposizioni organi vigilanza
Documentazione vaccinazioni
Documentazione di denuncia emissioni in
atmosfera DPR 203/89
Documentazione smaltimento rifiuti speciali
(di pertinenza dell’Ente prop. dell’edificio)
esistente
si
no
reperibile presso
nome persona
referente
n.p.
X
Plessi
DSGA BONIZZI
X
Plessi
DSGA BONIZZI
X
X
n.p.
n.p.
n.p.
n.p.
n.p.
esistente
si
no
Denuncia impianti elettrici in luoghi con
n.p.
pericolo di esplosione (mod. C) vidimata
Prescrizioni e/o Disposizioni organi vigilanza n.p.
Libretto/i ascensore/i o montacarichi
n.p.
61
ente
reperibile presso
ente
nome persona referente
C. Documentazione NECESSARIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
(di pertinenza dell’Istituto scolastico)
Planimetria della scuola con destinazione
d’uso dei locali
Lay-out dei locali adibiti ad attività di
laboratorio
Elenco dei presidi sanitari e loro ubicazione
esistente
si
no
reperibile presso
ente
nome persona
referente
X
Plessi
Dirigente
X
Plessi
Dirigente
X
Plessi
Elenco del contenuto dei presidi sanitari
X
Plessi
Elenco delle macchine/attrezzature e VDT
X
Plessi
Elenco delle sostanze pericolose utilizzate nei
laboratori e in altre lavorazioni
Caratteristiche degli impianti di ventilazione
n.p.
generale, localizzata e di condizionamento
Elenco dei presidi antincendio e loro
X
ubicazione
Misure tecniche, organizzative, procedurali
n.p.
identificate per lavorazioni particolari
Elenco delle mansioni con obbligo d’uso dei
X
DPI
Documentazione dei verbali di esercitazioni
X
(evacuazioni ecc.)
Presenze giornaliere nel plesso scolastico
X
(media/potenziale)
62
X
Dirigente+
RSPP+ RLS
Dirigente+ RSPP+
FIG.SENS.
Dirigente+
RSPP+RLS
Plessi
DSGA Bonizzi
Plessi
Dirigente.+
RSPP+RLS
Plessi- Dir.Did. –
Collaboratori scolastici
Circolare n°
Plessi
Dirigente+ RSPP+
FIG.SENS.
Plessi
Dirigente
ALLEGATO 2
Presidi Sanitari per il pacchetto di medicazione
Ogni cassetta di Pronto Soccorso, tipo pensile da cucina, (opportunamente
segnalata e dotata di serratura) deve contenere almeno:
















63
Una confezione di sapone liquido.
Una confezione di guanti monouso in vinile o in lattice.
Un paio di forbici.
Una confezione di clorossidante elettrolitico al 5% (es. AMUCHINA al
10% pronto ferite).
Una confezione di acqua ossigenata F.U. 10 vol. da 100 g.
N. 2 bende orlate da 5 cm.
Un rotolo di cerotto premedicato alto 8 cm (es. ANSAMED).
Una confezione di cerotti premedicati di varie misure.
Una confezione di cotone idrofilo da 100 g.
N. 10 compresse di garze sterili 10x10 in buste singole.
Una confezione di rete elastica di misura media.
N. 2 lacci emostatici.
Un termometro.
N. 2 confezioni di ghiaccio pronto uso istantaneo.
N. 2 confezioni di ghiaccio pronto uso da conservare in ghiacciaia (es.
COLDHOT-PACKS).
N. 2 sacchetti monouso per la raccolta dei rifiuti sanitari.
ALLEGATO
2 bis - Prevenzione delle malattie a trasmissione ematica
Da affiggere all’interno della cassetta di Pronto Soccorso
Al fine di evitare la trasmissione di malattie che si trasmettono con
liquidi organici infetti, in particolare sangue (epatite B - epatite C - AIDS
ecc.), si danno le seguenti indicazioni:
 E’ necessario indossare guanti monouso ogni volta si preveda di
venire in contatto con liquidi organici di altre persone (es. per
medicazioni, igiene ambientale)
 Gli strumenti didattici taglienti (forbici, punteruoli, cacciaviti ecc.)
devono essere o strettamente personali o, se imbrattati di sangue,
opportunamente disinfettati.
 Il disinfettante da utilizzare per le superfici e/o i materiali imbrattati di
sangue o altri liquidi organici è l’ipoclorito di sodio al 5-6% di cloro
attivo. In pratica si procede come indicato di seguito:
- indossare guanti monouso
- allontanare il liquido organico dalla superficie
- applicare una soluzione formata da: 1 l di acqua e 200 ml di
ipoclorito di sodio al 5-6% di cloro attivo
- lasciare la soluzione per 20’
- sciacquare con acqua
N.B.: è necessario controllare la composizione dell’ipoclorito di sodio
da utilizzare e verificare la concentrazione di cloro attivo sia al 5-6%
66
ALLEGATO 3
Presidi Antincendio e REGISTRO ANTINCENDIO
( da ritenersi non esaustiva e da integrarsi dopo aver effettuato il PIANO DI EVACUAZIONE)
UBICAZIONE
MEZZI di
ESTINZIONE
TIPO
N°...
P
Per ogni plesso si fa
riferimento alle
planimetrie
ALLEGATO 5
-LegendaMezzi di estinzione:
I = Idrante, N = Naspo,
M = Manichetta, E = Estintore,
67
CONTROLLO
SEMESTRALE
( nome della ditta )
VARIE
Tipo:
P = Polvere, H = Halon,
AC = Acqua, CO2 =Anidride carbonica,
S = Schiuma,
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scuola media statale - Istituto Comprensivo "G.Taliercio"