Giuseppe Rinaldi
VITA DI UN REPARTO
PER LA VITA
con la collaborazione di
ANGELO CAPOZZI
Reparto di Patologia
e Terapia Intensiva Neonatale
di Foggia
I miei ringraziamenti vanno essenzialmente a
tutti i colleghi che con sollecitudine hanno fornito dati e testimonianze del lavoro svolto, agli
amministratori che hanno consentito la crescita del reparto, alla FASNE e in genere a tutti coloro che con pazienza mi sono stati vicini. Un grazie particolare alla dr.ssa Gabriella
Marciello che ha creduto in questo lavoro.
Per la migliore comprensione del testo, le parti
riportate in corsivo sono articoli giornalistici,
interventi televisivi o documenti ufficiali. Le
parti riportate in colore sono invece contributi e testimonianze.
Giuseppe Rinaldi
“La vita di un reparto per la vita”
© 2010
Foto reparto di: Franco Cautillo
Vignette di: dr. Fabio Ferro
Logo reparto: dr.ssa Maria Gallo
Logo F.A.S.NE.: arch. Nazareno Gabrielli
Impaginazione, grafica e stampa:
Grafiche Grilli srl - Foggia
A Mariateresa
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Premessa di
Angelo Capozzi
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l dr. Rinaldi mi ha proposto di aiutarlo nell’elaborazione
di un progetto editoriale avente per oggetto la storia del
Reparto foggiano di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale, perché ho accumulato delle esperienze nel settore, anche
se relativamente ad altri contenuti: le tradizioni della provincia di Foggia. Ha pensato a me anche perché sono un animatore e potevo aiutarlo a non sviluppare il volume in una forma eccessivamente tecnicistica. Serviva anche una voce narrante, esterna, che raccontasse e che lo aiutasse a non scivolare nell’autocelebrazione. Lo ringrazio per aver scelto me per i
suddetti motivi e per avermi fatto partecipe di una storia straordinaria, dal punto di vista umano, ma anche sociale. Abbiamo dato al volume un taglio “espressivo”, perché potesse essere letto, con piacevole interesse, anche dai non addetti ai lavori. Un aspetto molto interessante, che è poi emerso, è che
per trattare la storia del Reparto foggiano si sono dovute delineare situazioni che riguardano l’intera storia della Neonatologia Italiana. Abbiamo usato interviste, riportato trasmissioni televisive, vignette per non annoiare il lettore e per farci perdonare le molteplici esposizioni tecniche che, comunque, erano necessarie per mettere in risalto l’importanza di
certe dinamiche.
Quando si elencano i numerosi convegni e corsi a cui il Gruppo foggiano ha partecipato come protagonista, non si è voluto
sottolineare la sua bravura, ma le dinamiche che lo hanno visto inserito in pieno, e spesso come punto di riferimento, in un
cammino di crescita e di aggiornamento costante. È solo cono-
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scendo le altre realtà e collaborando con esse che il Reparto di
Foggia ha potuto sviluppare tutte le sue potenzialità.
In qualità di studioso di “fenomeni umani” devo, però, ammettere che un po’ abbiamo fallito e non poteva essere altrimenti.
La storia del Reparto in oggetto non si poteva descrivere in un
libro di 300 pagine. Lo strumento stesso del libro, al di là del
fattore numero di pagine, è limitante per descrivere un’esperienza che è stata di una portata eccezionale, dove i drammi, le
gioie, le sconfitte, le vittorie, i mille sentimenti, le mille sensazioni erano, si può dire, realtà quotidiane. Come si fa a descrivere, con uno strumento così limitato, la lotta per la vita, che
generalmente è un’esperienza eccezionale e che nel Reparto
era invece il vissuto di ogni giorno? Come descrivere lo spirito di sacrificio, la disponibilità, l’abnegazione, la generosità di
tanti medici e infermieri, che sapevano di svolgere un ruolo di
grande importanza sociale e morale, ma che si portavano dietro
anche un carico di responsabilità enorme? Abbiamo fatto del
nostro meglio, ma il tema, a mio parere, deve essere ripreso,
con la tecnica del documentario, delle interviste ai protagonisti, del film-racconto, producendo materiali diversi dal libro,
che abbiano un potere maggiore di rappresentare l’esperienza
umana del Reparto di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale
di Foggia.
Come nell’ascolto di una musica sinfonica stupenda non si
trovano le parole per descriverla, per tratteggiare le diverse
emozioni, così è successo trattando l’argomento in questione. Si
dice che il contrappunto era meraviglioso, che le melodie erano
straordinarie, ma solo chi ha vissuto l’ascolto della sinfonia sa
quali emozioni essa suscita. Aspettiamo quindi il nascere di
nuove iniziative relative al Reparto di Neonatologia e Terapia
Intensiva Neonatale foggiano, anche perché la documentazione
raccolta, meticolosamente, è davvero enorme, completa, variegata.
Inoltre, sono testimone del fatto che il dr. Rinaldi, quando
ha potuto, ha evitato di ripetere il suo nome, per non cadere nell’autocelebrazione; ma, comunque, il suo nome si ritrova
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spesso, perchè è stato il coordinatore di un’esperienza, il primario che ha voluto e saputo responsabilizzare i suoi collaboratori; è stato lui che ha portato avanti, dirigendo la sua squadra, un progetto grandioso, che sapeva di poter sviluppare solo grazie alla totale disponibilità del suo Gruppo. Nel libro ogni
collaboratore ha partecipato con un piccolo intervento, ma siamo convinti che ognuno, riportando il suo vissuto possa scrivere, senza problemi, un altro libro. Il dr. Rinaldi, come un vero allenatore, ha capito che il Reparto poteva essere grande solo avendo una grande squadra, curando le singole “vocazioni”
e abilità, per metterle a disposizione di un progetto comune,
diventato LA VITA DI UN REPARTO PER LA VITA, che tanto
lustro ha dato alla città di Foggia.
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Introduzione di
Franco MACAGNO
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uarant’anni di amicizia hanno indotto il dr. Rinaldi a sottoporre alla mia lettura questo libro della memoria, prima di consegnarlo alla stampa. Grande onore e gran piacere
per me. Con riferimento agli accenni musicofili della premessa di Angelo Capozzi, mi esimo da un ulteriore contrappunto, per non correre rischi di sbilanciare la complessa partitura dalla composizione armonica già in bozza.
Piuttosto, considerando che la fruizione di una sinfonia, ed in
particolare il godimento delle emozioni che suscita e l’ascolto
dei suoi vari tempi non può prescindere dalla conoscenza del
motivo ispiratore e del contesto in cui si sviluppano le varie
azioni, confesso che la lettura della “summa dauniana” ha
elicitato in me una massa di ricordi, dei quali alcuni possono
ben costituire lo scenario che accoglie tutto quanto con umiltà, obiettività e giusta soddisfazione come ci propone l’Autore
sotto il titolo “Vita di un reparto per la vita”.
Con il dr. Rinaldi e con tanti, tanti colleghi ed amici, neonatologi italiani della vecchia guardia, ho avuto la grande fortuna di vivere l’avventura del sorgere e dell’evolversi della
Neonatologia a partire dagli anni ’60, allorché, nel momento
in cui la Pediatria era ormai decisamente avviata, nel solco
degli indirizzi di medicina generale, alla identificazione e caratterizzazione della c.d. super specialità (gastroenterologia
pediatrica, cardiologia pediatrica e così via), cogliemmo i nuovissimi stimoli emergenti in modo prepotente nella letteratura
neonatologica, che ci permisero di differenziarci cogliendo
le peculiarità della nuova disciplina, da pochi anni in fase
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di avanzata gestazione anche in Italia, quale evoluzione della
tradizionale assistenza attuata negli storici Centri Immaturi
sorti negli anni precedenti in molte sedi ospedaliere, soprattutto nel Nord. Il principale elemento caratterizzante la dicotomia Pediatria-Neonatologia ebbe come radice l’esigenza
di garantire al neonato “in particolare a quello a rischio più
elevato e accolto in reparti di Terapia Intensiva dedicati” livelli
ottimali di assistenza 24/24 ore attraverso una professionalità
medico-infermieristica multidisciplinare offerta al letto del
paziente ed estesa a 360° (pneumologia, cardiologia, neurologia, gastroenterologia pediatrica, ecc.), accompagnata da analoghe attenzioni rivolte all’accudimento ed al soddisfacimento
dei bisogni di base (prevenzione dell’infezione, allattamento,
attaccamento parentale, stimolazioni adeguate, ecc.). In questa
scelta quasi obbligata è prevalso l’atteggiamento di privilegiare nella routine le competenze del neonatologo espresse accanto all’incubatrice, rispetto al coinvolgimento nella routine
di colleghi specificamente competenti in area superspecialistica, ma di necessità disponibili solo per consulenza, e quasi
mai 24/24 ore, soprattutto nei giorni festivi. Ciò comportò uno
sforzo di acculturamento notevole, sostenuto non a caso dai
pediatri più giovani e più entusiasti di fronte a questa nuova
frontiera, e la dimostrazione sul campo di un’estrema disponibilità personale nell’affrontare i disagi connessi a turni di
lavoro pesanti e poco programmabili a causa della sproporzione tra carichi di lavoro e organico a disposizione.
L’attivazione delle unità di terapia intensiva neonatale e il loro
continuo adattamento strutturale ed organizzativo alle esigenze emergenti (assistenza a neonati a rischio sempre più
elevato e loro sopravvivenza in progressivo aumento) hanno
costituito al tempo stesso un miraggio ed un premio per ogni
neonatologo… arrancante con entusiasmo in un mare di difficoltà pratiche.
Sullo schermo descrittivo che il dr. Rinaldi ci presenta nel
volume, dominato dalle figure storiche più rappresentative
(Bucci, Moretti, Marini, Orzalesi, per citare solo alcuni fonda-
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tori degli anni ’60), nel corso della lettura di questa storia scorrono ricordi antichi e recenti della Neonatologia Italiana, che
consegniamo ai colleghi più giovani quali radici professionali
da curare e da far crescere con passione e con dedizione in un
momento in cui le conoscenze scientifiche, che ai nostri tempi
già scorrevano veloci, hanno poi preso a galoppare ed ora
evolvono con la rapidità del fulmine, ponendo sempre più gli
addetti al neonato di fronte a seri problemi di aggiornamento
al fine di soddisfare, in modo adeguato ai tempi, i nuovi bisogni di salute dei cittadini più deboli tra i deboli, i neonati, il
nostro avvenire.
Con riferimento alla situazione italiana, pescando tra gli innumerevoli ricordi, elenco alcuni quadri succedutisi nell’arco di
mezzo secolo sulla scena che accoglie la rappresentazione e gli
attori che sviluppa il copione dall’Autore tratteggiato.
Anni ’60. Progettazione e ristrutturazione di nuove unità di
assistenza al neonato con avvio delle primordiali unità di terapia intensiva. Obiettivi principali erano la nutrizione (enterale
e parenterale) e la ventilazione meccanica estesa ai nati molto
pretermine. Primissimi accessi del neonatologo in sala parto.
Adeguamento delle banche del latte umano. Trasferimenti
in incubatrici dedicate dei neonati a rischio elevato. Avvio
delle procedure di studio emodinamico nel nato cardiopatico
e degli interventi di cardiochirurgia neonatale. Avvio delle
politiche di centralizzazione delle condizioni di rischio perinatale.
Anni ’70. Prime esperienze di accesso libero dei genitori nei
reparti di terapia intensiva neonatale e nuovi indirizzi per la
promozione dell’allattamento materno. Primi trasporti neonatali assistiti dall’équipe neonatologica medico-infermieristica.
Improvvisa impennata della disponibilità di tecnologie dedicate: applicazione della pressione positiva continua di fine
espirazione, monitoraggio continuo endo-luminale e transcutaneo dei gas ematici, ecografia cerebrale e TAC cerebrale, monitoraggio della ROP e crioterapia, endoscopia gastroduodenale e tonometria, prime valutazioni della meccanica
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respiratoria e nuove tecniche di ventilazione (jet ventilation,
alte frequenze, ecc.). Chiusura farmacologica del dotto arterioso. Uso sistematico delle pompe di perfusione. Avvio degli
screening delle malattie metaboliche. Passaggio dai programmi di “centralizzazione” alla “regionalizzazione” delle cure
perinatali. Primi corsi di rianimazione in sala parto.
Anni ’80. Progettazione e utilizzo dei primi programmi di
raccolta dati su banda magnetica e loro elaborazione per il
miglioramento delle cure. Ecodoppler a colori ed ecocardiografia. Cure posturali e Fisiochinesiterapia in Terapia Intensiva Neonatale, e avvio del follow-up a seguire. Strategie di
prevenzione delle infezioni. Monitoraggio continuo della
pressione arteriosa (incruento) e della PVC (pressione venosa
centrale). Valutazione scintigrafica nefro-urologica e cardiopolmonare. Estensione dello screening delle malattie metaboliche e dell’ipotiroidismo. Avvio dei registri sovra-regionali
e/o nazionali delle malformazioni congenite. Estensione nella pratica clinica dell’uso del surfactante esogeno. Screening
universale dell’ipoacusia. Identificazione dei nuovi requisiti
strutturali, tecnologici ed organizzativi delle UU.OO. di Neonatologia e prime applicazioni degli standard.
Anni ’90. Nuove tecniche di ventilazione (HFO: alta frequenza
oscillatoria). Dalla TAC alla RMN, alla PET. Protesizzazione
precoce dell’ipoacusia. Dalle SDO neonatologiche ai DRG.
Novità in cardiologia interventistica (tecniche di accesso endoluminale di correzione di stenosi polmonare, DIA, DIV, PDA).
Trapianti renali nella prima infanzia. Laserterapia della ROP.
Nuove tecniche di derivazione liquorale. Prime esperienze
nella terapia con NO (Ossido Nitrico inalato). Impiego dei
probiotici e applicazione nelle banche del latte dei dispositivi
HACCP. Profilassi passiva ed attiva dell’epatite B. Primi protocolli dedicati al sollievo del dolore nel neonato.
Anni 2000. Ossigenazione in fase liquida. Brain cooling: primi
trials. Monitoraggio continuo dell’ossigenazione del paziente
e adattamento continuo dell’ossigenoterapia. Nuovi protocolli di assistenza alla nascita dei nati di età gestazionale <26
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settimane. Avvio delle profilassi con anticorpi monoclonali
anti-VRS (Virus Respiratorio Sinciziale).
Su questo scenario i neonatologi di lungo corso hanno trovato
nel quotidiano grandi soddisfazioni sotto il profilo professionale ed ancora più umano, altamente gratificanti l’impegno
del loro lavoro 24/24 ore. L’entusiasmo che ha sostenuto questi
sforzi culturali e professionali è il miglior testimone da trasmettere ai giovani che hanno orientato nell’alveo neonatologico il loro percorso professionale, augurando loro di raccogliere
sempre con commozione i frutti del loro impegno rappresentati dallo sguardo e da un sorriso di un neonato sano e sereno
e dalle parole di ringraziamento dei suoi genitori.
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Nota di
Giuseppe Rinaldi
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l 28 settembre 2007 è stata la mia giornata di saluto e di commiato dal Reparto di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale: giornata attesa, ma anche in gran parte temuta.
Sarei stato pronto ai diversi ritmi e alle diverse responsabilità?
In breve, mi ero sufficientemente preparato ad un tale cambiamento di vita?
Entrato oramai a far parte della schiera dei primari “a riposo”,
che fino a quel giorno sembrava non potesse appartenermi,
mi convincevo sempre più che gli anni a venire li avrei dedicati, oltre ai numerosi nuovi impegni, anche ai ricordi che mi
avrebbero fatto compagnia, trasformandomi in “custode della memoria” del Reparto, consapevole che tali pezzi di storia
sarebbero stati utili non solo a me, ma anche a quanti mi sono stati vicino in questo lungo viaggio e a quelli che avrebbero voluto avvicinarsi ad essi per lavoro o per semplice curiosità.
È difficile che un uomo d’azione, come me, potesse pensare di
ritrovarsi per le mani ricordi, articoli, spezzoni, lettere tali da
trasformare un taccuino d’appunti in una agenda di viaggio.
Però avevo preso l’abitudine di scrivere, sin dall’inizio della
mia vita professionale, di volta in volta, quasi automaticamente, quelle che erano piccole storie, visioni, sfumature, scene che
ricordavo e descrivevo nei minimi particolari, quasi le vedessi al rallentatore: prendeva forma il resoconto della mia storia
professionale.
Cercai quindi di mettere ordine in questi spezzoni di vita, provai a seguire un ordine cronologico, spesso cancellando e ri-
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scrivendo tante parole, lasciando solo alcune meditazioni e riflessioni: era importante per me capire quello che avevo voluto
essere, quello che avevo creduto di essere, quello che ero stato veramente.
Lentamente prendevo coscienza che quelle mie considerazioni,
raccolte e messe insieme, potevano interessare anche altri. Così nasce, parallela alla mia, la storia del Reparto che ho diretto per tanti anni. Ho sempre creduto nel forte senso del gruppo come obiettivo chiaro, esterno alla propria persona, ho sempre creduto nel Noi e mai nell’io e sono sicuro di essere riuscito a creare non solo un gruppo di lavoro unito, compatto, forte
all’interno, che potesse essere di riferimento per i neonatologi
della regione Puglia, per una collaborazione sempre più stretta, ma che anche potesse essere pronto al confronto con i neonatologi degli altri centri TIN nazionali: solo così, con un linguaggio comune, si poteva crescere tutti insieme per migliorare l’assistenza al neonato piccolissimo.
Nell’avventura di un libro spesso si diventa rigidi, non si lascia
passare la frase inesatta o debole che però si vorrebbe lasciare così, spontanea; si rilegge una pagina incerta, c’è la ricerca
di indicazioni precise e utili, spesso ci si approva e a volte ci si
contraddice… Questo è successo anche a me e, con quello stesso entusiasmo che avevo posto nella mia vita lavorativa, ho affrontato le incertezze dell’elaborato, scoprendo così che i giudici più rigidi non sono gli altri, gli esperti o gli ipotetici lettori, ma noi stessi.
Mi chiedevo se era possibile condividere con gli altri i sogni e i
rimpianti. Io credo di sì se nella vita e nel lavoro si è spinti dalla passione, se si è in grado di gestire emozioni e sentimenti, se
si crede fino in fondo nel proprio lavoro, se si crede che la conoscenza dovrebbe essere anche e soprattutto trasmissione…
avevo molte cose da dire, emozioni e sentimenti da trasmettere. Di qui la nascita di questo libro: una storia che non vuole essere né un romanzo, né un trattato, ma una ricostruzione carica di valore umano, arricchita dalla fedeltà ai fatti.
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Confido nella capacità di voi lettori di riconoscere la buona fede, la genuinità dei ricordi, l’entusiasmo nel lavoro e la curiosità nella vita, che sono stati per me lo stimolo più forte per andare avanti.
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CAPITOLO I
NASCITA DEL REPARTO
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LA NASCITA
DEL REPARTO
P
er descrivere la storia della Neonatologia foggiana (e non
solo) è necessario ripercorrere le varie tappe che ne hanno caratterizzato la realizzazione, a partire dal lontano febbraio 1965, nello studio del prof. A. Colarizi, direttore della Cattedra di Pediatria dell’Università di Roma.
Un giovane medico, Giuseppe Rinaldi, dopo aver superato la
prova di ammissione alla Scuola di Specializzazione in Pediatria, discuteva con il Direttore circa l’impossibilità di essere
presente di mattina in corsia, in quanto impegnato sino alle ore
14.00 al Poligono di Nettuno (Roma), come sottotenente medico. Sembrava persa ogni speranza di essere ammesso alla frequenza, in quanto il pomeriggio in clinica erano presenti solo i medici di guardia. Nel mentre si discuteva, si affacciò nella stanza il dottor Marcello Orzalesi che, dopo aver ascoltato le
difficoltà del giovane medico, spontaneamente offrì la sua disponibilità alla frequenza pomeridiana nel suo Reparto di Patologia Neonatale.
Il dott. Orzalesi era da poco rientrato dall’America dove a Boston aveva soggiornato in qualità di Fellow per tre anni presso il
Children’s Hospital Medical Center, Harvard University. In questo centro era stato chiamato dal prof. Giovanni Bucci che rientrava in Italia, a Roma, con un prezioso bagaglio culturale neonatologico, allora novità assoluta nel campo pediatrico italiano.
Da questi maestri della Scuola Romana il nostro specializzando
apprese avidamente le basi scientifiche dell’assistenza neonatale
e scoprì l’importanza del lavoro di équipe, dinamica tanto fondamentale quanto poco attuata, allora, nel campo assistenziale.
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Visita di Paolo VI ai piccoli
pazienti ricoverati in
Clinica Pediatrica.
Da sinistra
prof. A. Colarizi,
S.S. Paolo VI,
prof. Stegagno;
in fondo il dr. Rinaldi
Dopo un periodo trascorso nei reparti Lattanti e Divezzi con
il prof. Giorgio Maggioni, la frequenza nei reparti di Patologia Neonatale del dott. Orzalesi e Immaturi del prof. Bucci monopolizzò l’interesse del giovane foggiano, che nel dicembre
1967, dopo aver conseguito la specializzazione in Pediatria e
rifiutato una borsa di studio di un anno offertagli dal prof. Colarizi, decise di prendere la via del rientro a Foggia. Era spinto dall’entusiasmo di mettere a disposizione le conoscenze acquisite in favore dei neonati dauni e dal desiderio che anche
nel Meridione, dove, all’epoca, il tasso di mortalità infantile
era il più alto d’Italia, potessero sorgere centri pilota di Neonatologia.
Infatti in quegli anni l’assistenza ai neonati, ed in particolare
ai prematuri, consisteva nell’applicare la regola del “meno lo
tocchi e meglio è”, intendendo con ciò che il modo migliore per
ottenere la loro sopravvivenza fosse l’isolamento più assoluto
e la manipolazione ridotta al minimo per non mettere in pericolo il loro fragile equilibrio fisiologico. L’affidarsi alle capacità
naturali di recupero che ogni neonato poteva avere era, infatti, alla base dell’assistenza intensiva. La mortalità dei neonati
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Menaggio (Como).
23-25 settembre 1967.
XXXII Congresso
Nazionale SIP. In
primo piano il dr.
Rinaldi, alle sue
spalle (a destra) si
intravedono
il prof. Giuffrè ed
il dr. Capotorti
piccolissimi era molto alta: negli anni ’60 sopravvivevano solo
il 10%, negli anni ’70 il 20%.
Al rientro a Foggia, il dr. Rinaldi prese a frequentare la Sezione di Pediatria degli Ospedali di Via Arpi, in attesa di trovare una sistemazione definitiva. Nell’ottobre 1968 risultava vincitore al Concorso di Assistente della Divisione di Pediatria
dell’Ospedale Civile di Legnano, con presidente della commissione esaminatrice il prof. Schwarz Tiene, Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Milano, uno dei maestri della Pediatria Italiana.
Il Presidente dell’Ospedale prof. Borioli, al quale il nostro era
stato segnalato dalla Commissione, fu molto accogliente offrendogli anche la disponibilità a cercare per lui una sistemazione
logistica. Ma, nonostante tutte le offerte, il desiderio di poter
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essere utile ai neonati patologici della sua città lo portò a rientrare immediatamente a Foggia e ad aspettare che i suoi sogni
si realizzassero.
L’attesa fu breve perché nel luglio 1969 presso la Divisione di
Pediatria degli OO. RR. di Foggia, che riapriva le sue corsie,
prese servizio il nuovo Primario prof. Dino Curatolo (della
Scuola Romana del prof. Frontali), che desiderava avere un pediatra esperto in problemi neonatali.
Il dr. Rinaldi ricorda così il prof. Curatolo:
“Cominciò insieme la nostra storia nel Reparto di
Pediatria: io come assistente con competenze neonatologiche e lui come Primario. Se è vero, com’è
vero, che esistono persone carismatiche, dotate di
grande temperamento e carattere, in grado di trasmettere “rispetto innato” e allo stesso tempo essere fonte di consigli preziosi e rassicuranti, una
di quelle era, senza ombra di dubbio, il prof. Curatolo. Il suo ingresso in Reparto era stato preannunciato da un alone di mistero: descritto come persona austera, sicura di sé, tanto da farcelo a volte
considerare inavvicinabile, mi rivolgevo a lui quasi con soggezione.
Durante la controvisita scrutava prima e solo dopo toccava il piccolo paziente con quel suo fare sicuro che destava in me, giovanissimo, un senso
di ammirazione e di venerazione. In quel clima
di “sacro” silenzio, pendevo dalle sue parole e dai
suoi gesti: era sempre in grado di fare chiarezza
nelle menti di noi giovani assistenti, ancora troppo acerbi ed impulsivi.
Erano quelle visite, al letto del piccolo paziente,
grandi lezioni di medicina e di vita, per me che
cercavo di carpire anche i più piccoli segreti: seppe valorizzare, sin dal primo momento, le mie
competenze specifiche.
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Da sinistra:
prof. Del Bianco,
prof. Malaguzzi-Valeri,
in piedi il prof. Curatolo
Elegante nei modi e nell’essere, sicuro e rassicurante sempre, resterà per me un “maestro” della
pediatria, a cui penso con gratitudine e stima”.
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SEMINARIO SU
“SCIENZE DI BASE APPLICATE
ALLA MEDICINA PERINATALE”
COMO
Determinante fu, nel 1970, l’invito del prof. Bianchi di Donna
Sibilla a partecipare, a Como, al Seminario su “Scienze di Base
applicate alla Medicina Perinatale”. Erano incontri tra i maggiori esponenti pediatrici ed ostetrici europei che si confrontavano su problematiche di patologia perinatale con 200 giovani
pediatri italiani, che in seguito assunsero la responsabilità di
molti centri italiani di Neonatologia.
In tale Seminario venne evidenziata la necessità della istituzione, nei Piani Sanitari Regionali, di una “Unità Neonatale Pilota”, che potesse fornire, nel giro di poco tempo, proposte valide
per ridurre la mortalità infantile che in Italia, paese industrializzato e con discreto livello socio-economico, era ancora molto alta (35 bambini per 1000), sullo stesso piano, quasi, dei paesi in via di sviluppo. I concetti base discussi nel Seminario sono stati riportati dal dr. Rinaldi in una pubblicazione del 1973
(“Requisiti minimi di un reparto di Neonatologia”). Tali riflessioni divennero, in seguito, il punto di partenza dell’organizzazione del Centro Immaturi (Sezione della Divisione di Pediatria) da lui diretto.
“Se è vero – come è vero – che nel nostro paese la perdita di vita nel periodo perinatale costituisce un grave problema, ciò deve significare che è necessario un impegno
urgente per l’adeguamento delle strutture assistenziali
là dove esistano e per la creazione di nuove strutture che
possano raggiungere la periferia più lontana e disagiata.
Occorre predisporre un piano di azione assai vasto al
quale siano congiuntamente chiamati a partecipare, oltre al personale medico e paramedico, il maggior numero di operatori sanitari e sociali, di uomini politici e di
governo.
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In questo piano, la parte assegnata ai Pediatri e al Personale paramedico specializzato in assistenza pediatrica
deve essere assai rilevante. Occorre creare équipe di pediatri e di personale di assistenza dediti esclusivamente
alla medicina neonatale, addestrati nell’impiego di tecniche particolari quali l’incannulamento dei vasi ombelicali, le infusioni nelle vene periferiche di neonati piccolissimi, la exanguino-trasfusione, l’uso di monitor, di
respiratori, ecc.
Nei centri di assistenza neonatale, l’attività del pediatra
deve essere la diretta continuazione di quella dell’ostetrico: sono pertanto indispensabili una stretta integrazione
ed un continuo scambio di informazioni tra le due équipe
che devono agire in perfetta consonanza, favorendo frequenti incontri interdisciplinari cui siano invitati a partecipare infermieri ed ostetriche allo scopo di discutere
casi clinici, effetti positivi o negativi di tecniche in uso,
di proporre programmi organizzativi e nuovi schemi comuni di terapia e di ricerca. Questo comune scambio di
esperienze deve essere tra l’altro favorito dalla particolare ubicazione dei centri di neonatologia che, nei grandi
ospedali a carattere regionale, è auspicabile siano dislocati nei reparti di Pediatria in strutture contigue alle unità di terapia prenatale, allo scopo di consentire la massima rapidità di intervento.”
(Giuseppe Rinaldi,
Requisiti minimi di un reparto di neonatologia,
La Gazzetta Sanitaria Dauno Lucana n. 3, 1973, p. 19)
Al centro di uno dei dibattiti del Seminario di Como ci fu il
problema della valutazione neurologica del danno cerebrale ed
il prof. Minkowski, Direttore del Centro di Ricerche Biologiche
Neonatali dell’Ospedale Port-Royal di Parigi, con le sue collaboratrici C. Dreyfus Brisac e Saint-Anne Dargassies, diede un
contributo nuovo ed estremamente interessante.
La strada era ormai segnata e si sapeva dove e come arrivare.
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“Cominciai a ricercare e frequentare i migliori
centri italiani ed esteri di assistenza neonatale:
nell’aprile 1971 uno stage di una settimana presso
la Clinica Pediatrica dell’Università di Berna diretta dal prof. Ettore Rossi, insieme a 200 pediatri scelti; nel maggio dello stesso anno frequenza al Primo
Corso Nazionale di Aggiornamento in Rianimazione presso l’Ospedale Maggiore di Milano diretto
dal prof. Antonio Fantoni; nel settembre ritorno al
Centro Pilota romano diretto dal prof. Bucci per
15 giorni; dal 22 al 26 maggio frequenza al Primo
Corso Nazionale di Aggiornamento in Medicina
Perinatale con i prof. B. Candiani e G. Roversi della
Prima Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Milano, massimi esponenti del settore”.
(Dr. Rinaldi)
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CAPITOLO II
PRIMI ANNI
DELL’ASSISTENZA PERINATALE
A FOGGIA
RAZIONALIZZAZIONE
DELL’ASSISTENZA PERINATALE
NELL’OSPEDALE MATERNITà
GIORNATE JONICHE
INCONTRI DAUNI
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SITUAZIONE
DELL’ASSISTENZA PERINATALE
A FOGGIA
NEGLI ANNI ’70
A
lla fine degli anni ’60 e nel corso di tutto il decennio successivo l’offerta territoriale di servizi per l’area MaternoInfantile era limitata quasi esclusivamente ai consultori facenti
capo all’O.N.M.I. (Opera Nazionale Maternità e Infanzia).
A Foggia e provincia i bisogni ostetrico-ginecologici erano soddisfatti dalle ostetriche condotte, dagli specialisti ambulatoriali
dei vari enti mutualistici, dalla Divisione Ostetrica dell’Ospedale Specializzato Provinciale di Maternità diretta dal prof. Amilcare Volpe, e da liberi professionisti (ginecologi ed ostetriche).
L’assistenza pediatrica specialistica, invece, era garantita, oltre
che nei consultori O.N.M.I. distribuiti sul territorio in maniera disomogenea, negli ambulatori specialistici delle mutue e
nella Sezione Ospedaliera di Pediatria con responsabile il dott.
Gerardo Cela.
Questa era la situazione foggiana quando si aprì il Centro Immaturi: era l’11 febbraio 1970.
Tale data storica ricorda il trasferimento della Sezione Ospedaliera di Pediatria, trasformata in Divisione, dalla sede di via Arpi all’Ospedale di Viale Pinto, dove era stato previsto il Centro
Immaturi ubicato in fondo ai locali della Pediatria.
Iniziava così un riconoscimento al neonato patologico che poteva usufruire di strutture sanitarie specifiche e contigue alla
Divisione di Ostetricia (dal ’76 diretta dal prof. Edgardo Landi),
allo scopo di consentire la massima rapidità di intervento nel
caso di parti a rischio.
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Piantina della
strutturazione
del Centro Immaturi
“Il centro, strutturato in ambienti per non più di
quattro posti-letto, separati da ampie vetrate per
consentire un più agevole controllo, era organizzato
in maniera da costringere ad un percorso obbligato.
Le camere di degenza erano distribuite secondo un
percorso di rischio, da quelle destinate a terapia intensiva, a quelle di terapia intermedia, a quelle, avvicinandosi verso l’uscita, di terapia minima. Ciò, oltre
a consentire la concentrazione in una sola camera
dei neonati a rischio più elevato, significava che i
neonati prossimi alla dimissione erano già praticamente fuori dall’area perimetrale vera e propria.
Nelle camere di degenza trovavano posto quattro
incubatrici munite di servo-care e ciascun postoletto era munito di una testata per ossigeno e numerose prese elettriche.
Il centro era inoltre dotato di un apparecchio radiologico mobile con tempi brevi di esposizione,
che consentiva di eseguire radiogrammi standard
senza spostare il neonato dalla incubatrice.
Oltre alle attrezzature di base erano presenti pompe di infusione, analizzatori di ossigeno, incubatrici a cielo aperto per piccoli interventi chirurgici,
monitors cardio-respiratori, apnea monitors (famoso materassino munito di allarme acustico che
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Il dr. Rinaldi con la
collaborazione di
Suor Giulia Mozzillo
durante una esecuzione
di exanguinotrasfusione
entrava in funzione quando l’apnea si prolungava
oltre un certo limite stabilito).
Il centro era inoltre fornito di un laboratorio (gestito dallo stesso personale medico 24 ore su 24) ed un
lactarium che veniva considerato il reparto sterile
per eccellenza, la centrale, cioè dove si confezionava la “salute” dei neonati”. (Giuseppe Rinaldi)
Lactarium
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Incubatrici d’epoca
- anno 1947 - della
Vecchia Maternità
Provinciale - dono
dell’Amministrazione
Provinciale di
Foggia al Reparto di
Neonatologia e Terapia
Intensiva Neonatale
nell’anno 2001
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Nel corso degli anni, come vedremo, il centro ha subito continue modifiche secondo le necessità emergenti dall’assistenza
(1984, 1990 e 1999).
All’inizio il personale medico era costituito da due sole unità
(dr. G. Rinaldi, dr. U. Gentile per pochi mesi e poi dr. A. Romondia sino al 1975), e quello infermieristico da puericultrici
molto volenterose (Maria Villani e Colomba Massaro) e qualche
professionale fornita dalla Divisione di Pediatria.
Nel 1971 (prot. 9744 del 4-12-71) veniva conferito al dr. Rinaldi
l’incarico di Consulente di Pediatria dell’Ospedale Specializzato
Provinciale di Maternità sito in via Arpi. Si trattava dell’unico
punto nascita di Foggia, la “Vecchia Maternità” con una Divisione di Ostetricia senza assistenza neonatale, che ricoverava i
neonati patologici al Brefotrofio avvalendosi dell’opera del prof.
Filippo De Capua, come Responsabile e di due pediatri, dott.ssa
E. Fuiano e dott. N. Salcuni, come Assistenti. Come locali offriva
soltanto qualche ampia stanza con alcune incubatrici.
A quei tempi ai neonati prematuri non veniva offerta una dignità assistenziale, contando molto sulle risorse naturali del
neonato in difficoltà.
Si può comprendere lo stato d’animo di chi, formatosi nella
culla della neonatologia italiana, a Roma, desiderava offrire ai
neonati patologici la più adeguata assistenza.
L’occasione del 30° anno d’insegnamento del prof. A. Colarizi
permise al dr. Rinaldi di ritornare in clinica pediatrica, a Roma,
con il prof. Curatolo, suo Primario, ed il dr. Romondia, col quale condivise, agli inizi, l’interesse neonatologico, con il lavoro:
“Due casi di embriopatia amniogenetica” (Acta Pediatrica Latina Vol. XXVI fasc. 6 – 1973).
Il dr. Rinaldi ricorda con commozione il dr. Romondia, suo
compagno iniziale di avventura, sottolineandone la serietà,
l’impegno, la caparbietà di ricerca diagnostica, doti che, in seguito, hanno trovato piena applicazione nella Direzione della
Divisione di Pediatria dell’Ospedale di Cerignola (FG), prima,
e poi al rientro a Foggia, come Direttore della locale Divisione
di Pediatria.
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INCONTRO DI NEONATOLOGIA
FOGGIA
Nell’ottobre dello stesso anno venne organizzato a Foggia il
primo incontro con i neonatologi pugliesi, tra i quali i tarantini
A. Di Comite e P. Famà animatori in seguito delle Giornate
Neonatologiche Joniche, con il prof. Federico Vecchio, Direttore
della Cattedra di Pediatra dell’Università di Bari, che partecipò
con molti suoi collaboratori, tra i quali i professori F. Schettini,
N. Rigillo, A. Mautone ed L. Armenio. Con alcuni di questi in
seguito il personale del Reparto foggiano contribuì a “scrivere”
la storia della neonatologia pugliese.
Tra i temi della giornata fu riservato al gruppo foggiano di trattare il “Neonato da madre diabetica” e la “Validità dell’esame
neurologico in epoca neonatale”.
Intanto nel 1973 veniva creata la Sezione Neonatale-Immaturi
aggregata alla Divisione di Pediatria degli “OO.RR.” per l’assistenza ai neonati a rischio, e dal 19-09-1974, veniva affidato l’incarico di aiuto al dr. Rinaldi, con delibera n. 486 del 23-07-75.
Nel dicembre del ’74 il prof. Curatolo scrive alla Direzione degli
Ospedali Riuniti:
“Dichiaro che il dott. Giuseppe Rinaldi, aiuto incaricato
della Sezione Immaturi aggregata alla Divisione Pediatrica dal 19/9/74, ha svolto in effetti funzioni di aiuto già
dal momento della istituzione di tale Sezione, approvata
dal Comitato Regionale di controllo in data 28/11/1973.
Il dott. Rinaldi ha dimostrato di possedere una eccellente
preparazione, oltre che una naturale, fine versatilità nel
delicato settore della Neonatologia.
In tutto questo periodo ho avuto modo di apprezzare,
inoltre, le non comuni doti di serietà e di attaccamento
al dovere del dott. Rinaldi, il quale “vive” la vita del
Reparto affidatogli, con intensa partecipazione, non curante dell’orario di lavoro, sempre pronto, in qualsiasi
momento fosse richiesto il suo intervento.
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In piedi
il prof. Marcello Orzalesi
Ritengo pertanto doveroso segnalare il dott. Rinaldi
come elemento altamente qualificato, certamente tra i
giovani medici del nostro Ospedale maggiormente meritevoli di stima e considerazione. Il Primario Dino Curatolo”.
II CORSO TEORICO-PRATICO
FOGGIA
Al II Corso Teorico-Pratico di Aggiornamento Professionale
per Medici, organizzato presso l’Ordine dei Medici di Foggia,
dal 9 novembre 1974 al 2 febbraio 1975, il dr. Rinaldi partecipò
come relatore responsabile della Sessione “Convulsioni in età
neonatale e pediatrica”.
“Nell’anno 1975 fui uno dei dieci partecipanti a frequentare, a Roma, presso il centro del prof. Bucci, la
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Specializzazione in Neonatologia. Quanti sacrifici,
quante corse, quante guardie notturne ravvicinate
in ospedale, per avere un giorno libero alla settimana, per essere a Roma, dove, in agosto, consumai l’intero mese di ferie ospedaliere, frequentando
notte e giorno il Reparto Immaturi.
Alla fine, il 7-11-75 conseguii il diploma di specialista in Neonatologia (unico anno in cui fu permessa la qualifica da specialista) unitamente agli altri
nove colleghi (G. Citro, A. Scarcella, A. D’Onofrio,
V. Pascale, A.M. Bartolomei, G. Spennati, A. Vendemmiati, A. Benincori, G.C. Polidori) oltre ai dottori R. Agostino e S. Nodari che erano al contempo
docenti e discenti.
Negli anni a seguire tutti, tranne il dr. S. Nodari
prematuramente scomparso, abbiamo diretto strutture di assistenza neonatale e terapia intensiva diffondendo la cultura neonatologica che i due grandi maestri prof. G. Bucci e M. Orzalesi ci avevano
amorevolmente trasmesso. La loro fu la Scuola che
pose le radici per lo sviluppo dei successivi rami
dell’«Albero neonatologico» su tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento al centro-sud”.
(dr. Rinaldi)
Riportiamo con piacere la testimonianza del prof. Gianfranco
Spennati, già Direttore della Neonatologia e Terapia Intensiva
dell’Aquila, il quale descrive il vissuto degli specializzandi in
Neonatologia nell’esperienza romana:
“Per i neonatologi della nostra generazione la frequenza al Corso di Specializzazione in Neonatologia presso la Clinica Pediatrica dell’Università “La
Sapienza” di Roma è stata una esperienza fondamentale dal punto di vista professionale e ricca di
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conoscenze umane e di incontri amicali che durano
tuttora. Alcuni degli iscritti avevano già frequentato da specializzandi in Pediatria la Clinica romana, ma altri colleghi provenivano da altre sedi. In
cuore nostro ci consideravamo dei privilegiati per
la opportunità di acquisire un titolo specialistico
tra i primi del nostro paese e per avere la possibilità di approfondire la teoria e la pratica in un
settore ancora poco sviluppato nella sanità italiana.
Di fatto, in quegli anni, esistevano solamente tre
“Santuari Neonatologici”, che si trovavano (al di
fuori di Roma), a Milano ed a Parma, dove era possibile attingere il sapere più aggiornato delle cure
neonatologiche.
I docenti della Clinica Pediatrica erano responsabili
degli insegnamenti teorici delle varie materie e, in
periodi stabiliti, gli specializzandi frequentavano
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Prof. Giovanni Bucci,
Direttore del Corso
di Specializzazione in
Neonatologia
a tempo pieno i Reparti di Patologia Neonatale e
di Terapia Intensiva sotto la guida dei medici in
organico. Una volta alla settimana si svolgevano
degli incontri dove venivano discussi i casi clinici
presentati dagli specializzandi oppure recensioni
di articoli di interesse particolare. Direttore del
Corso di Specializzazione era il prof. Giovanni Bucci, Responsabile del Reparto con la collaborazione
dei professori Patrizia Colarizi, Giovanni Marzetti,
Modesto Mendicini, Giorgio Savignoni. La notorietà del prof. Bucci in campo neonatologico varcava
i confini nazionali ed alcune sue ricerche cliniche
erano costantemente citate nella letteratura internazionale.
Anche ai nostri giorni il prof. Bucci è considerato
un “padre” dei neonatologi italiani e gode di altissima stima e considerazione. Cordiale, ma di
parole essenziali, ha insegnato a curare i neonati seguendo un rigore scientifico sempre fondato
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su basi razionali accertate e condivise evitando
il ricorso a mode estemporanee non sicuramente
provate. Quando in occasione dei meeting settimanali venivano presentati dagli specializzandi i
casi clinici o le recensioni di articoli scientifici, i
commenti del prof. Bucci erano attesi con notevole
apprensione…”.
A livello nazionale, nell’aprile 1976, con la pubblicazione del
Libretto Rosso, riguardante i “Requisiti e raccomandazioni per
l’assistenza perinatale in Italia”, si ponevano le basi per l’integrazione delle competenze ostetrico-ginecologiche e pediatriconeonatologiche, per capire la complessità dei problemi connessi
all’assistenza alla gravida e principalmente al feto-neonato.
Questa pubblicazione ha raccolto al tempo stesso le più importanti indicazioni della letteratura internazionale riguardanti
gli standard, i criteri organizzativi e quelli strutturali di area
materno-infantile e le ormai numerose esperienze nazionali,
grazie al lungo lavoro intrapreso da un apposito comitato permanente ostetrico-pediatrico per la medicina perinatale, istituito in occasione del Convegno Nazionale di Salsomaggiore
(Parma) dell’ottobre 1971. Il comitato ebbe come coordinatore
ginecologo-ostetrico il prof. A. Bompiani e coordinatore pediatrico il prof. G. Bucci.
Nel corso degli anni la pubblicazione di atti congressuali, di
documenti, di convegni, sia a livello regionale che nazionale,
dedicati allo studio degli aspetti scientifici ed organizzativi
dell’assistenza perinatale, hanno consentito, come vedremo,
progressi straordinari nel campo delle conoscenze scientifiche,
della formazione professionale (sia medica che infermieristica),
delle tecnologie sempre più avanzate e delle normative riguardanti l’assistenza materno-infantile.
Del Libretto Rosso, nelle sue varie edizioni (del ’90 e del ’97), ci
si avvalse per l’organizzazione e la programmazione dei reparti
di assistenza perinatale.
Non è stato certo casuale che nel principale documento norma-
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tivo tutt’ora vigente (D.M. del 24.4.2000: Adozione del Progetto
Obiettivo Materno-Infantile relativo al Piano Sanitario Nazionale per il triennio 1998-2000) si trovino ricomprese gran parte delle indicazioni riportate nell’ultima edizione del Libretto
Rosso.
Sino al giugno 1978 l’assistenza neonatale a Foggia era così assicurata:
a) Sezione Neonatale-Immaturi aggregata alla Divisione di Pediatria degli “Ospedali Riuniti”, cui competeva oltre l’assistenza a tutti i neonati a rischio di Foggia e Provincia, anche
l’assistenza ai neonati sani della Divisione di Ostetricia degli
“Ospedali Riuniti” di Foggia;
b) Servizio di Neonatologia della Maternità Provinciale per i
neonati sani della relativa Divisione di Ostetricia, trasferitosi
da Via Arpi nel plesso della Nuova Maternità, istituito con
delibera approvata dal Comitato Provinciale di Controllo il
17/06/75, trasformato in Sezione di Assistenza Neonatale
con dieci posti-letto dal CPC il 10/01/77 n. 7355, ed in Divisione di Neonatologia nel 1978.
Nel giugno 1978, la Regione Puglia, al fine di apportare una
adeguata tutela sanitaria ai neonati a rischio, istituiva con la
Legge Regionale n. 25 del 29/06/78 (art. 7) una Unità di Terapia
Intensiva Neonatale per almeno ogni quindicimila parti all’anno. Le direttive regionali stabilivano, inoltre, la strutturazione
e le attrezzature per ogni Unità Intensiva individuandola per
Foggia e Provincia nel Presidio “Ospedali Riuniti” di Foggia;
trasformando la già esistente Sezione Neonatale-Immaturi in
Sezione Autonoma di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale,
con conseguente trasformazione del posto di Aiuto in Aiuto
Dirigente (Primario). L’organico medico all’epoca comprendeva il posto di Aiuto Dirigente (dr. Giuseppe Rinaldi), otto posti di Assistente (coperti, in parte, dai dr. Nazario Nargiso, dr.
Rosario Magaldi, dr. Giuseppe Gallo, dr. Antonio Clemente),
due capo-sala, sedici infermieri professionali, dieci vigilatrici
d’infanzia.
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Nel giugno 1980 la Divisione di Ostetricia degli “Ospedali
Riuniti” di Foggia, con la Sezione di Assistenza Neonatale, veniva trasferita nei locali all’uopo previsti, del nuovo Presidio
Maternità Provinciale, sito in viale Luigi Pinto, ottemperando
così agli elementari concetti di organizzazione dipartimentale
dell’assistenza materno-infantile.
Non avveniva, però, il contestuale trasferimento della Sezione
Autonoma di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale, presso
i locali frapposti tra le due Divisioni Ostetriche e le rispettive
sezioni di assistenza neonatale.
Tale discrepanza viene sottolineata dal dr. Rinaldi:
“Infatti, con il passare dei giorni, il nostro trasferimento subiva manovre di sabotaggio da parte di
singoli operatori sanitari, ingegneri ed amministratori dell’Ospedale Maternità, che avrebbe dovuto
accoglierci.
Tentammo di richiamare l’attenzione sul problema,
con due lettere inviate al Presidente del Comitato di Gestione della USL/F8, in data 24/6/1982 e
25/10/1982, senza ottenere alcun riscontro, anzi,
constatammo l’assoluta insensibilità alla soluzione del problema.
D’altro canto non erano pochi i disagi e non mancava qualche incidente durante il trasferimento
dei neonati patologici dalla Maternità agli OO.RR.,
dove ci avevano lasciati isolati e lontani dai punti
nascita”.
Non tollerando ulteriormente il silenzio alle nostre sollecitazioni verbali e scritte, esasperati per
la mancata realizzazione dei requisiti minimi di
assistenza intensiva, in data 1/12/1982, inviammo
una formale protesta al Presidente ed al Coordinatore Sanitario dell’USL FG/8”.
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Da sinistra: prof.
C. Del Bianco, primario
della Divisione di
Ostetricia della Vecchia
Maternità, padre
C. De Flumeri e padre
L. Carozza, dietro
l’ostetrica L. Trifiletti
Intanto erano trascorsi dieci anni di impegno in difesa dei neonati a rischio, per cui si ritenne necessario conoscere lo stato dell’assistenza perinatale nella provincia di Foggia, avvalendosi di un
questionario inviato a tutti i Centri-Nascita dell’intera provincia.
L’iniziativa fu aggiornata negli anni successivi, a livello regionale, per fornire elementi utili per un Piano Regionale Ospedaliero,
che prevedesse diversi livelli dell’assistenza neonatale.
“Dall’analisi dei dati emerge la necessità di programmare
l’assistenza perinatale, attribuendo lo spazio appropriato
ed i fondi adeguati alle diverse aree di intervento: quella
degli interventi semplici e soprattutto precoci, così come
all’area degli interventi più sofisticati, evitando lo sperpero
di risorse economiche e professionali in iniziative frammentarie e comunque al di fuori di una programmazione”.
(Estratto da “Organizzazione dell’assistenza perinatale:
l’esperienza della Provincia di Foggia”. Rivista Siciliana di
Medicina Prenatale, Neonatale, Pediatrica e Genetica. Anno
II – Fascicolo n. 1, p. 93, 1983)
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III CONVEGNO NAZIONALE
OSTETRICO-PEDIATRICO
SALSOMAGGIORE
Nell’ottobre 1980 al III Convegno Nazionale Ostetrico-Pediatrico di Salsomaggiore il dott. Rinaldi presentò uno studio clinico
anatomo-patologico su 215 riscontri autoptici nei neonati con
età gestazionale maggiore di 28 settimane dimostrando che
l’asfissia (nei prematuri), le malformazioni congenite (nei neonati a termine) e l’RDS erano le cause più frequenti di morte
(Atti del III Convegno Nazionale Ostetrico-Pediatrico, pp. 405415, Fontanellato, Parma, 1982).
CONVEGNO DIBATTITO
SULLA SALUTE NEURO-PSICHICA
FOGGIA
Il 23 gennaio 1982 si tenne a Foggia un Convegno Dibattito su
“La difesa della salute neuro-psichica del bambino” e il dr. Rinaldi relazionò su “Prevenzione del danno neurologico in età
neonatale” nella tavola rotonda moderata dal dr. Angelo Spina.
Il ricordo di quest’ultimo, venuto a mancare nel gennaio 2008,
accompagna costantemente il dr. Rinaldi. Tra i due c’è stato un
percorso parallelo non solo ospedaliero; infatti al dr. Spina si
deve la nascita e l’evoluzione della Neuropsichiatria Infantile
a Foggia, ma anche un fraterno rapporto di amicizia, frutto di
obiettivi ed interessi condivisi.
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AGGIORNAMENTO IN NEONATOLOGIA
PER IL MERIDIONE
REGGIO CALABRIA
Il dr. Pasquale Serrao, Primario Neonatologo di Reggio Calabria,
organizzò nel novembre ’82 uno dei primi Corsi di Aggiornamento Neonatologico Italiano, avvalendosi della collaborazione
del dr. Concolino, neonatologo ospedaliero storico di Catanzaro,
e della Scuola Romana (Bucci e Orzalesi), che partecipò fattivamente alla riuscita della manifestazione. Fu l’occasione per i
neonatologi meridionali di incontrarsi per la prima volta e fare
una programmazione comune per l’assistenza neonatale. Il dr.
Rinaldi partecipò con la comunicazione “La sopravvivenza e le
cause di morte dei neonati con peso alla nascita di 1500 grammi
o meno” (G. Rinaldi et al. Rivista Siciliana di Medicina Prenatale, Pediatrica e Genetica, Anno II, fasc. n. 1, pp. 53-56, 1983).
4° GIORNATE JONICHE
GROTTAGLIE (TA)
A settembre, a Grottaglie, si tennero le “Giornate Joniche di Neonatologia”, organizzate dal dr. A. Di Comite, con una Tavola
Rotonda sulle problematiche neonatologiche pugliesi, che vide la
partecipazione della prof.ssa Mautone (Bari), del dr. Guadalupi
(Brindisi), del dr. Rinaldi (Foggia), del dr. Ruggero (Lecce) e del
dr. Vitacco (Taranto).
Per fornire qualche informazione in più sulle Giornate Joniche,
per evidenziare il confronto che i neonatologi pugliesi hanno
avuto nel corso degli anni, riportiamo il contributo fornitoci
dall’ideatore delle “Giornate”, dr. Antonio Di Comite:
“LE GIORNATE JONICHE DI NEONATOLOGIA
(1979-1999)
Un “amarcord” su convegni che hanno fatto la storia
della pediatria pugliese.
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Le diciotto edizioni delle Giornate Joniche di Neonatologia (1979-1999) rappresentano la prova del far “cultura
pediatrica”, a cominciare dai primi giorni della vita del
bambino, anche perché la Puglia è stata fra le primissime
Regioni italiane a legiferare sulla organizzazione ospedaliera ed extra ospedaliera della neonatologia.
La prima edizione – 1979 – Riva dei Tessali (Castellaneta
Marina-TA) vide il “top” della cultura universitaria ed
ospedaliera pugliese di ambito dell’età evolutiva, raccolta
intorno a un grande maestro di pediatria, il prof. Federico
Vecchio, Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Bari, per discutere di “problematiche di patologia
neonatale” emerse dal nostro territorio, che già da dieci
anni prima si era organizzato in ogni centro pugliese di
vita ospedaliera.
Il “Decennale della Divisione di Neonatologia
dell’Ospedale SS.ma Annunziata di Taranto” (sorta
sulla volontà del prof. Aldo Crocco, il fondatore della
pediatria ospedaliera di Taranto, negli anni cinquanta
del secolo scorso) fu il coagulo di esperienze esposte e
rivenienti dai Centri di Foggia, Taranto, Bari, Lecce e
Brindisi e dalle strutture provinciali dove volenterosi si
prodigarono acchè assistenza e cultura scientifica camminassero parallelamente: e così alle Giornate Joniche
si videro unite quella dauna di Pugnochiuso-Vieste (dr.
Rinaldi e coll., 1993) quelle jonico salentine di Torre
Canne (Brindisi) 1989 dott. Giuseppe Latini e Giuseppe Colucci; quella di Lecce (1991) organizzata dal dott.
Raffaele Longo a cui partecipò il prof. Giovanni Bucci
di Roma. Per la prima volta in Italia si parlò di bioetica
del neonato a Taranto (1988), con una relazione tenuta
dal maestro di pediatria il prof. Roberto G. Burgio, Cattedratico di Pavia.
La manifestazione più affollata fu quella dauno-garganica
del 1993, in cui si parlò di “Puglia neonatologica”, a cui
convennero, per tre giorni, tutti i neonatologi pugliesi, con
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la partecipazione di Marcello Orzalesi, che guidò la riunione dedicata ai neonati di peso minore di 1.500 grammi.
Le altre sedi delle Giornate Joniche di Neonatologia furono individuate presso tutte le sedi operative di neonatologia: a Martina Franca (1980), organizzata dal dott.
Antonio Padovano (“problematiche neonatologiche d’oggi”); nel 1981 a Taranto si discusse di “perinatologia attuabile”.
A Grottaglie (Ta) con Giorgio Loiodice discutemmo animatamente, con la supervisione di Pier Paolo Mastroiacovo, epidemiologo della “Cattolica” di Roma (autore della
prima indagine nazionale sulle malformazioni congenite,
a cui parteciparono tutte le neonatologie pugliesi), come
rilevare i dati patologici e fare denuncia adeguata e sistemica delle malformazioni (in quanto le segnalazioni
all’Istat erano obsolete, come se le patologie in Italia non
esistessero).
Nel 1983, a Manduria (Ta), il dottor Aldo Cosma scelse
di discutere delle emergenze neonatologiche anche dal
punto di vista infettivologico: parteciparono, da Bari, il
prof. Ughetto de Santis, Primario all’Ospedale Giovanni
XXIII, e l’indimenticabile prof. Ivan Papadia, Direttore
dell’Ospedale Pediatrico di Bari, che egli aveva portato
alla eccellenza.
A Massafra, la “Tebaide d’Italia”, il dottor Vito Donvito
scelse di affrontare il problema della Università a Taranto: fu invitato un grande dell’Accademia dei Lincei, il
prof. Cosimo D. Fonseca, Magnifico Rettore dell’Università di Basilicata (1984). La “Storia della Medicina” fu
affrontata dal prof. Gianni Giacovelli, storico, che parlò
dei “riti di passaggio” in pediatria.
La “genetica e le sue applicazioni in pediatria e ostetricia” fu il tema che sviluppò il prof. Angelo Carbonara,
Cattedratico di Torino che tornò nella sua patria, Castellaneta, su invito dei dottori indigeni C. Galgano, F.
Moramarco (1985).
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Nel 1987 ci recammo a Ginosa coll’amico dott. Vincenzo
D’Alconzo e discutemmo di “neonatologia pratica al letto
del malato” con i pediatri di base. Nel 1986, a Mottola,
col dott. P. Gentile, affrontammo il problema del “trasporto neonatale” con l’apporto del dott. Giuseppe Rinaldi, che era stato fondatore in Puglia e che aveva risolto i
problemi degli ospedali periferici nell’emergenza. Infine,
in territorio barese, col dott. Giuseppe Basile, Primario
Pediatra, nel 1994 parlammo non solo di “Neonatologia fra mito e scienza”, ma si affrontò col prof. Antonio
Leggio, Chirurgo Pediatra dell’Università di Bari,il tema
delle “ernie inguinali del lattante”.
Ma non è tutto. Eminenti studiosi hanno affollato le
Giornate Neonatologiche di Puglia: fra questi il nefrologo di Losanna, il prof. JP Guignard, il prof. Matteo
Adinolfi del Guy’s H. di Londra, il prof. Krisna Murty, famoso nutrizionista dell’Università di New Orleans, con la dott.ssa Margherita Caroli, rappresentante
dell’Italia nel Consiglio d’Europa e nostra conterranea
presso l’ospedale di Brindisi.
Al termine di questa carrellata essenziale, non possiamo non plaudire all’opera dei neonatologi pugliesi, da
Peppino Rinaldi, Angelina Mautone, Giuseppe Latini,
Raffaele Longo, l’indimenticabile Peppino Famà e lo scrivente, Tonino di Comite, che, da pionieri, promossero la
neonatologia in queste contrade pugliesi.
Un grazie ai miei collaboratori, Luciano De Vita, Piero
Saracino, Rossana Pilone, Pinuccio Merico e tanti altri
giovani che si donarono alla creazione delle Giornate
Joniche di Neonatologia, nate su ispirazione del nostro
prof. Aldo Crocco, ricordiamolo, il creatore della pediatria
ospedaliera di Taranto”.
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I INCONTRO TEORICO PRATICO
DI TERAPIA INTENSIVA
BARI
Ad ottobre 1982, organizzato dalla prof.ssa Mautone, si tenne
a Bari il 1° Incontro Teorico-Pratico di Terapia Intensiva Neonatale. Le “Tecniche di alimentazione” furono oggetto della
trattazione da parte del Gruppo foggiano.
Finalmente nel dicembre 1983 avvenne il trasferimento della
Sezione Autonoma di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale
nel Presidio Maternità Provinciale, dopo tante sollecitazioni e
proteste. Addirittura i medici e gli infermieri furono costretti
a eseguire personalmente tale trasferimento, trasportando a
braccio le incubatrici, le suppellettili e lo strumentario del laboratorio, per guadagnare tempo e vedere realizzato il sogno
tanto atteso della contiguità con le divisioni ostetriche.
I problemi, però, non erano risolti in quanto furono a loro assegnate solo due stanze al secondo piano del Presidio Maternità
Provinciale, tanto che la scrivania del Primario fu sistemata
nell’atrio di accesso al reparto dove si svolgeva il colloquio con
i genitori dei bambini ricoverati, che invece avrebbe richiesto
un ambiente riservato per la privacy.
Il Reparto
dopo il trasferimento
in Maternità (1984)
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Dopo il trasferimento, la situazione non si era normalizzata del
tutto in quanto continuava ancora il ricovero di neonati a rischio
e patologici presso la Divisione di Neonatologia – Maternità Provinciale Foggia, procedendo tardivamente al loro trasferimento
presso la Sezione Autonoma di Terapia Intensiva, la sola responsabile dell’assistenza ai neonati patologici. In data 17/12/1984 si
inviava al Presidente del Comitato di Gestione ed al Direttore
Sanitario degli OO. RR. e della Maternità, oltre che al Presidente dei Diritti del Malato, una comunicazione sull’inosservanza
delle disposizioni ribadite nell’incontro tenuto il 31/10/83, con
il Coordinatore Sanitario dr. Edmondo Russo.
Così nel 1985, con atto n. 1539 del 15/10/85, il Comitato di Gestione deliberava l’unificazione del Nido annesso alla Divisione
di Pediatria degli “Ospedali Riuniti” alla Divisione di Neonatologia della Maternità Provinciale.
Si concludeva così questo “cammino dipartimentale” con percorso molto travagliato, ma alla fine la “cultura” prevalse, ridando fiducia a chi credeva nella programmazione. Questo
cammino organizzativo, soprattutto la raggiunta continuità
intramuraria e un sistema assistenziale ostetrico-neonatale più
efficiente furono la premessa essenziale per avere:
- la riduzione dei casi di emergenza neonatale;
- la possibilità di prevedere alcune situazioni difficili al
momento del parto e di attrezzarsi per tempo, e opportunamente, a questo;
- la continuità terapeutica;
- la possibilità di assicurare una prognosi quoad vitam e
quoad valetudinem a diversi neonati, anche estremamente
prematuri, decisamente migliore.
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I CONGRESSO NAZIONALE
Gruppo di lavoro di neonatologia
CEFALù
Al 1° Congresso Nazionale del Gruppo di Lavoro di Neonatologia (GLN) della SIP, tenutosi a Cefalù nell’aprile 1983, il Gruppo
foggiano del Reparto di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale presentò una comunicazione riguardante “La nascita di un
bambino malformato: colloquio con i genitori”.
Con un’indagine prospettiva volta a ricercare ed a catalogare le
reazioni di 11 coppie di genitori di neonati ricoverati con malformazioni congenite evidenti e tali da determinare reazioni
immediate, veniva sottolineata “…l’importanza della comunicazione chiara, precoce e comprensibile affidata ad una persona sensibile
e cosciente dell’importanza del proprio ruolo, altrimenti i genitori restano increduli ulteriormente e cominciano a rivolgersi a più persone
in cerca di colui che sia d’accordo con loro a negare lo verità” (G.
Rinaldi, G. Marciello, et al., Archivio Siciliano di Medicina e
Chirurgia, vol. XXIV, 1983, p. 696).
Riportiamo una intervista televisiva al dr. Rinaldi, dell’aprile
1985, da parte del giornalista Gianni Piomelli, di Video-Foggia,
nella trasmissione “Specchio Segreto”.
L’intervista ha subito dei tagli e delle modificazioni per rendere
più sintetico il testo:
Piomelli: Il vostro Reparto risolve i problemi sia di
Foggia che della provincia?
Rinaldi: Forse anche di più, perché in effetti a livello
regionale non ancora sono presenti reparti organizzati
come il nostro.
Piomelli: Vi riferite soltanto a quei neonati che accusano forme patologiche o in genere il bambino appena
nato riceve una assistenza metodica?
Rinaldi: Per quanto riguarda la mia attività, essa si
riferisce solo ai neonati patologici, cioè neonati che presentano grossi problemi alla nascita.
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Nel contempo, mi corre l’obbligo di chiarire che a Foggia
ogni neonato che nasce riceve un’assistenza immediata
dai colleghi neonatologi che sono presenti in sala parto e
seguono il neonato normale dal momento della nascita fino al momento della dimissione, con eccellenti risultati.
Piomelli: Ritornando al neonato patologico, voglio porre una domanda di ordine etico-medico: fino a che punto
è giusto che il neonatologo intervenga per risolvere eventuali situazioni a rischio di handicap?
Rinaldi: Questa è una domanda che risveglia la crisi
che ci attanaglia tutte le volte che ci troviamo di fronte
ad un bambino con gravi problemi, perché ci siamo resi
conto, nel corso degli anni, che nessuno di noi può dire
di conoscere il limite oltre il quale non andare con la
rianimazione strumentale, limite oltre il quale non spingersi ad assistere un bambino che chiede aiuto. Ogni
volta, veramente, viviamo questo dramma, perché ci
rendiamo conto che non sempre conosciamo le conseguenze… però è anche vero che noi siamo intenzionati a
dare tutto l’aiuto possibile, regolandoci di volta in volta
sul da farsi. E questo perché se è vero che con questo
tipo di assistenza possono sopravvivere bambini con
esiti neurologici (anche a distanza di tempo), è anche
vero che abbiamo dei bambini per i quali non volevamo
spendere nemmeno un soldo e poi sono sopravvissuti
in discrete condizioni: non più tardi di un mese fa una
donna è arrivata in Maternità e, dal primo controllo
eco-cardiografico, si è messo in evidenza l’arresto cardiaco del feto. Allora si è deciso per la morte in utero
e così, con una certa calma, si è preparato il cesareo,
facendo trascorrere un’ora e mezza, perché si era certi che il neonato era morto. Invece dopo alcuni minuti
dalla nascita il piccolo ha cominciato a respirare. È stato
subito rianimato e con enorme soddisfazione possiamo
dire che abbiamo salvato una vita, badando anche alla
qualità della vita.
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Piomelli: Dottore, poniamo il caso di un neonato con
una grave forma di patologia e che la madre venga a
chiedere di non intervenire o peggio di far morire il proprio figlio, come gestite la cosa?
Rinaldi: Questo problema lo vivo spesso, perché di
fronte a bambini per i quali il futuro non sembra roseo,
ma neanche rosa pallido, noi siamo impegnati sul fronte
della vita e cerchiamo di coinvolgere i genitori e nel contempo anche il personale paramedico, per vedere qual è
la migliore soluzione del caso. Però noi cerchiamo di dare
assistenza sempre e comunque.
Piomelli: Anche a prescindere da quello che dicono i
genitori?
Rinaldi: Cerchiamo di coinvolgere i genitori anche perché bisogna tenere presente una cosa: il primo approccio
di un padre e di una madre con un bambino che presenta
problemi e che loro si aspettano sano e bello, è caratterizzato da uno stato depressivo, per cui i genitori in quel
momento non si trovano nelle migliori condizioni per
prendere una decisione. Allora noi, in questi casi, cerchiamo di avere una comunicazione abbastanza chiara
con loro e partecipata; di essere di supporto alla coppia
per trovare una giusta soluzione, per tenere nella giusta
considerazione i desiderata dei genitori, senza abdicare
al ruolo del medico, che è quello di dare aiuto e assistenza
e di agire nel migliore interesse del neonato.
Piomelli: C’è sempre un’opzione per la vita?
Rinaldi: Decisamente, non interrompiamo mai l’assistenza, o per lo meno la riduciamo al minimo quando ci
rendiamo conto di trovarci di fronte a situazioni irreversibili, ma tenendo sempre presente le enormi capacità di
recupero che i neonati hanno.
Piomelli: Grandi forme di patologia possono dipendere
anche dai genitori?
Rinaldi: Sì, esiste una quota di patologie malformative
che possono trovare riscontro nel patrimonio genetico dei
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genitori. Però bisogna essere molto prudenti e non bisogna colpevolizzare eventuali situazioni. Bisogna innanzitutto predisporre una buona consulenza per permettere
alla coppia di trovarsi nelle migliori condizioni.
Piomelli: Allora certe coppie non dovrebbero sposarsi?
Rinaldi: Chi desidera avere una famiglia o avere una
compagna, non significa che non abbia diritto a sposarsi
e questo non implica che necessariamente debba avere un
figlio. Bisogna consigliare una buona consulenza genetica per valutare le percentuali di rischio di un’eventuale
ereditarietà. Bisogna lasciare la coppia libera di decidere
e trovare la soluzione migliore alla propria condizione,
decidere di avere o non avere il figlio, vivendo in piena
libertà il loro rapporto di amore.
Piomelli: Se non ho capito male, non è che le malattie
ereditarie si trasmettono sempre al figlio, ci può essere
sempre un intervento vostro per prevenire…
Rinaldi: Bisogna fare delle distinzioni. Le tare ereditarie in quanto tali hanno sempre un certo rischio di ripresentarsi e si può anche prevedere quello che è il rischio
sotto l’aspetto genetico. La coppia, comunque, deve essere lasciata libera di riflettere sulla propria condizione.
Piomelli: Ci sono certe mamme che preferiscono prendersi cura personalmente del neonato, a fronte di altre
che si attengono scrupolosamente alle decisione del medico, lei cosa ci può dire al riguardo?
Rinaldi: Io credo che il migliore medico del neonato sia
la madre. Questo rapporto diretto madre-figlio lo osserviamo anche nel mondo degli animali. (…). La madre
avverte ogni sfumatura di malessere che può avere il
neonato. E noi ci stiamo preparando per una nuova fase, diversa da quella che vedeva, fino a poco tempo fa,
le madri allontanate dai propri bambini. Nel prossimo
futuro dobbiamo riportare il neonato accanto alla madre,
restaurare il rooming-in. È vero che le strutture possono
limitare tali rapporti, in realtà il problema è essenzial-
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mente culturale. I parenti, che così numerosi vanno a
trovare in Maternità le puerpere ed il neonato, subito
dopo la nascita, devono rendersi conto di alcune norme
igieniche da tenere. Noi medici, d’altro canto, abbiamo
violentato la natura, abbiamo cercato di un evento assolutamente naturale, di assumere una dignità a spese del
rapporto madre-bambino. Noi medici ci siamo costruiti degli spazi, privando i neonati di quella vicinanza
materna, che io ritengo indispensabile per lo sviluppo
neuro-comportamentale del piccolo.
Piomelli: Vorrei chiedere ancora: i medici del suo Reparto forniscono solo assistenza sanitaria o attuano forme di educazione per la mamma, in senso lato?
Rinaldi: Approfitto della domanda per sottolineare il
fatto che ho un personale medico, ma anche paramedico,
eccellente; è difficile trovare della gente così ben disposta
a collaborare come fanno loro. Devo dare atto ai miei
colleghi e alle infermiere della loro grande disponibilità.
È importante che si faccia non solo la terapia relativa
alla patologia, ma anche la prevenzione. Noi curiamo
molto questo rapporto, questa comunicazione con i genitori: dedichiamo loro molto tempo. È commovente vedere
come il personale si prenda carico della cura di questi
bambini rendendo partecipi anche la madre e il padre.
Noi abbiamo parlato sempre della madre, ma abbiamo
riscoperto la figura del padre, che deve essere ancora valorizzata e che ha la stessa dignità della madre. Il papà
e la mamma partecipano alle cure di questi neonati. E
questo è importantissimo nelle coppie che hanno il primo bambino. È necessario dare un’informazione che sia
abbastanza serena. Non creare con loro un rapporto di
clientela, ma bisogna dare alla coppia le informazioni
per vivere serenamente certe situazioni difficili di patologia.
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V INCONTRO DAUNO
MEDICINA PERINATALE
FOGGIA
Nel maggio 1986 il dr. Rinaldi organizzò a Foggia il V Incontro
Dauno di Medicina Perinatale per conto del Gruppo di Lavoro
di Neonatologia Sez. Apulo-Lucana, a cui parteciparono tutti i
Responsabili dei Centri Pugliesi con i loro collaboratori.
“Il quinto incontro delle “Giornate Daune di Medicina Perinatale” ha inteso mettere in luce le moderne conoscenze di prevenzione del travaglio pretermine e degli handicaps in sala parto e le possibilità diagnostiche
prenatali della patologia malformativa. Inoltre sono state evidenziate le indagini epidemiologiche condotte nella Regione Puglia a proposito degli esiti a distanza di
alcuni problemi del neonato a rischio (problemi oculistici, nutrizionali, neurologici e respiratori), e l’organizzazione della Medicina Perinatale su tutto il territorio pugliese.
La speranza è che la conoscenza della realtà, anche se
problematica, porti in un prossimo futuro ad una migliore riorganizzazione dell’assistenza materno-infantile nella Regione Puglia”.
(Giuseppe Rinaldi, Prefazione V Incontro Dauno di Medicina Perinatale, Humana Centro Studi, 1986)
2° CONGRESSO NAZIONALE
gruppo di lavoro di neonatologia
ABANO TERME (PD)
Nel giugno ’86 si tenne ad Abano Terme (Padova) il 2° Congresso Nazionale del Gruppo di Lavoro di Neonatologia della SIP. Il Gruppo foggiano (G. Rinaldi, R. Magaldi, G. Gallo, G.
Marciello e A. Spina) presentò le seguenti comunicazioni:
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- Follow-up respiratorio di neonati ad alto rischio, sopravvissuti dopo trattamento con ventilazione meccanica.
- Follow-up neurologico di neonati con peso alla nascita
uguale o inferiore a 1500 g.
- Dipartimento di Emergenza USL/FG8: utilizzo del sistema
di trasporto dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale.
VIII GIORNATE JONICHE
DI NEONATOLOGIA
MOTTOLA
Nel settembre dello stesso anno si tennero a Mottola (TA), con
la collaborazione del dr. Gentile, Aiuto-Dirigente dell’Ospedale
mottolese, le VIII Giornate Joniche di Neonatologia, dove vennero discusse le problematiche riguardanti il trasporto neonatale e le patologie metaboliche. La Gazzetta del Mezzogiorno,
in data 13/9/86, riporta:
“Il dott. Giuseppe Rinaldi di Foggia farà il punto sulle conseguenze psicofisiche dei neonati di basso peso alla nascita che sono stati sottoposti a terapia intensiva.
La struttura Neonatologico-Intensiva di Foggia è quella meglio attrezzata della nostra Regione e quindi è un
punto di riferimento per le altre”.
L’efficienza del Centro foggiano è sottolineata anche in un articolo
di Enzo Lordi pubblicato su “Puglia” il 28 maggio 86, alla pag. 14.
“«L’obiettivo che si prefigge un Centro di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale» – dice il dr. Rinaldi – «non
è solo quello di tenere comunque in vita dei neonati gravi, ma di affidare alla società degli individui che non siano, domani, un peso per essa»”.
“Foggia possiede uno dei 5 centri di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale della Puglia, e possiamo affer-
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mare, “senza arrossire” ma con dati di fatto inoppugnabili che esso, per assistenza respiratoria è unico in tutta la Regione. A confermarlo non è tanto il Primario dr.
Giuseppe Rinaldi, che gli ha dedicato più di un decennio delle proprie energie, quanto la nuda realtà. Al Centro della Terapia Intensiva Neonatale della USL di Foggia affluiscono in numero sempre crescente ricoveri non
solo dalla provincia di Foggia, ma dallo stesso capoluogo regionale, oltreché dalle province limitrofe di Avellino e dal Molise”.
“«I consensi continuano a piovere sul nostro centro in
cui sono state attivate» – dice il dr. Rinaldi – «prime in
tutta la Regione, sofisticate apparecchiature di assistenza strumentale al neonato. Sono stati trattati neonati
bisognevoli di assistenza intensiva respiratoria, cardiologica, neurologica e neonati venuti alla luce molto prima del termine».
“Sono sopravvissuti neonati che per la legge italiana sono prodotti abortivi, in ultima analisi, è stata assicurata
un’assistenza al neonato a rischio probabilmente all’altezza dei migliori centri italiani. Per quanto riguarda i neonati piccolissimi al di sotto di un chilo di peso, la sopravvivenza è uguale a quella dei più sofisticati centri d’Italia;
la mortalità neonatale, ad un mese di vita, è per il Dipartimento Materno-Infantile dell’USL di Foggia del 6,6 per
1000 di fronte al 14 per 1000 dell’intera regione.
Per ottenere risultati così qualificanti sono necessarie,
a monte, una struttura e una organizzazione che molti ci invidiano”.
Un altro dei dati qualificanti del centro è l’«umanizzazione del rapporto madre-neonato in ospedale. Sostenuti dalla copiosa letteratura esistente sull’argomento» –
conclude il dr. Rinaldi – «dobbiamo contribuire, anche
strutturalmente, alla ricostituzione del rapporto madrefiglio minacciata da paraventi tecnologici, a volte eccessivi, a volte francamente ingiustificati».
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Ottobre ’86: gastroschisi. Il 25 ottobre viene eseguito un intervento eccezionale nel Reparto di chirurgia pediatrica della “Maternità”. Da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, nella stessa data, riportiamo:
“Una corsa contro il tempo. E contro la morte. Maddalena, una bambina nata giovedì sera all’Ospedale di
Cerignola con l’addome aperto e l’intestino fuori, ora è
nell’incubatrice del Reparto di Patologia e Terapia Intensiva della Maternità di Foggia. Per oltre due ore l’équipe
della Chirurgia Pediatrica ha operato quel corpicino per
correggere la “malformazione nel più breve tempo possibile e completare l’evoluzione embriologica” come sostiene
il primario della Chirurgia Pediatrica, Ermanno Perrotti,
che quattro volte in passato, quando era all’Ospedale dei
Bambini “Umberto I” di Brescia, ha avuto a che fare con
casi simili (…). Quello di Maddalena è un caso raro (il
primo in Capitanata); ne capita uno ogni 30000 nascite:
gastroschisi, questo è il termine scientifico della malformazione che arresta lo sviluppo dell’embrione nella primissima età della vita fetale (…)”. (Gianni Rinaldi)
NUOVO DIRETTIVO sezione
APULO-LUCANA DI PEDIATRIA
BARI
Nel mese di novembre si è riunita a Bari, nell’aula “F. Vecchio”
della Clinica Pediatrica dell’Università di Bari, l’assemblea ordinaria dei soci della Società Italiana di Pediatria Sezione Apulo-Lucana (618 iscritti), per procedere alla elezione del Consiglio Direttivo per il biennio 1986-88. Il nuovo consiglio direttivo è risultato essere: prof. Papadia, Presidente, prof. De Mattia, Vice Presidente, e i dottori Rinaldi, Loiodice, Marranzini,
Pellecchia e Torelli, Consiglieri.
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CONVEGNO
“LA SOFFERENZA FETO-NEONATALE”
ROMA
Nel novembre ’86 al Convegno “La Sofferenza Feto-Neonatale”, tenuto a Roma dal Gruppo di Lavoro di Neonatologia della Regione Lazio, il Gruppo di Foggia presentò il Poster: “Prognosi immediata e a distanza dei neonati con peso nascita ≤
1000 g”.
Furono riportati i dati di 75 neonati con peso alla nascita ≤ 1000
g., ricoverati presso la Patologia e Terapia Intensiva Neonatale
dell’USL FG/8, valutando la prognosi immediata ed il followup neurologico almeno ad un anno di vita.
Dalla relazione dell’attività di Reparto del 1986, inviata al Direttore Sanitario dell’USL FG/8 riguardante 667 neonati, con un incremento del 9% circa rispetto all’anno precedente, riportiamo:
“Prospettive. Otto i punti essenziali per proseguire sulla via del miglioramento e dell’affinamento delle tecniche assistenziali ai neonati patologici e specialmente a
quelli ad alto rischio:
a) Applicabilità completa della Legge Regionale n.
25/1978, con necessità di RIORDINO DIPARTIMENTALE, per accentrare tutti i neonati patologici nell’unico Centro di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale previsto dalla predetta legge per la provincia di Foggia, e come da delibere dell’USL FG/8,
dell’Assemblea Generale dell’USL FG/8, e dal Piano
Regionale. Questo riordino dipartimentale è stato già
stimolato in varie occasioni, ultima in ordine di tempo la proposta del 19 gennaio 1987.
b) Dotare il Reparto di Patologia e Terapia Intensiva
Neonatale di ALTRE CAMERE DI DEGENZA, per
soddisfare le crescenti richieste di assistenza intensiva neonatale.
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c) Vista anche la necessità di dover assistere lattanti
abbisognevoli di assistenza respiratoria, inviati dal
Centro di Rianimazione diretto dal dr. Aloi, si richiede di dotare il Reparto dell’attrezzatura necessaria per l’assistenza intensiva per due posti letto: respiratori a pressione, cardiorespirografi telemetrici,
p02 – pC02 transcutanee, monitors per pressione arteriosa.
d) Portare a soluzione completa il problema del trasporto del neonato a rischio (…), inquadrandolo nell’ottica del Dipartimento di Emergenza.
e) Completare la fornitura dell’ecotomografo cerebrale.
f) Urgenza dell’ampliamento della pianta organica del
personale medico.
g) Copertura totale della pianta organica paramedica,
attualmente coperta per circa 2/3, indispensabile per
il funzionamento del Reparto.
h) ISTITUZIONE DEL CENTRO DI GENETICA.
Nella speranza che ancora una volta tali prospettive non
vengano disattese e che il tanto auspicato Dipartimento Materno-Infantile, anche nella nostra provincia, possa essere “partorito” da una nuova mentalità culturalmente rinnovatrice ed al passo con i tempi, La saluto fiducioso.
Foggia, lì 29 aprile 1987
Giuseppe Rinaldi”.
INCONTRO “ATTUALITà IN TERAPIA
INTENSIVA NEONATALE”
BRINDISI
Il 29 novembre 1986 il dr. Rinaldi partecipò all’Incontro su “Attualità in Terapia Intensiva Neonatale”, organizzato a Brindisi dal dr. Giuseppe Latini, con la relazione “Limiti di vivibilità del neonato di peso molto basso in Puglia”. Alcuni dati del-
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la sua relazione sono riportati dalla rivista “Neonatologica 4,
pp. 349-356, 1987”.
“Gli autori valutano l’esperienza nell’assistenza di 75
neonati con peso alla nascita ≤ 1000 g., osservati nel periodo 1980 – giugno 1985. (28% la sopravvivenza del
gruppo totale: 21 pazienti). (…). È stata valutata 800
grammi la “soglia” di peso per una aspettativa di vita
normale più ottimistica, ed una Età Gestazionale limite
per la vitalità di 26 settimane (…). Il follow-up neurologico dopo almeno un anno di vita ha evidenziato in 3
casi (15,8%) handicaps maggiori, in 2 casi (10,5%) un
danno minore non invalidante; 14 i pazienti con followup normale (73,7%). Questo costituisce un prognostico accettabile per la fascia dei neonati con peso ≤ 1000
grammi alla nascita”.
Gli stessi concetti ampliati sono stati ripresi dalla rivista “Pediatria oggi” vol. VII n. 3 pp. 241-249, 1987, dai dr. Rinaldi e
Gallo. In tale lavoro si sottolinea anche l’importanza assistenziale del personale infermieristico.
Le iniziative del dr. Giuseppe Latini, con gli incontri brindisini,
che facevano seguito alle Giornate Ioniche organizzate dal dr.
Antonio Di Comite a Taranto e provincia, alle Giornate Daune
di Medicina Perinatale ed ai Corsi di Aggiornamento TeoricoPratico organizzati a Foggia dal dr. Rinaldi ed agli Incontri di
Medicina Perinatale, organizzati a Bari dalla prof.ssa Mautone, segnalano il fermento culturale della Neonatologia Pugliese fondato sull’aggiornamento permanente, non solo del personale medico, ma anche di quello infermieristico.
DIRETTIVO NAZIONALE
DEL GRUPPO DI LAVORO di neonatologia
della società italiana di pediatria 1987
Per il triennio 1987-90, il dr. Rinaldi viene eletto, unitamente ai
professori Bracci, Colarizi, Serra e Citro, Consigliere Naziona-
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le del Gruppo di Lavoro di Neonatologia (GLN) della SIP, con
Presidente il prof. Antonio Marini.
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CAPITOLO III
APERTURA DELLA CHIRURGIA
PEDIATRICA/NEONATALE
PRIMI CONTATTI NAZIONALI
E INTERNAZIONALI
ISTITUZIONE MINISTERIALE
DEL TRASPORTO NEONATALE
SPERIMENTAZIONE SURFATTANTE
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N
el 1987, dopo anni di attesa, viene finalmente consegnata
l’Unità Mobile di Trasporto Neonatale. Da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 26/9/87 riportiamo:
“L’ambulanza è stata acquistata dall’Unità Sanitaria
Locale foggiana, per un costo intorno ai 90 milioni di lire, e messa a disposizione non solo del Reparto di Terapia Intensiva Neonatale: sarà infatti utilizzata per qualsiasi altra emergenza che riguardi bambini fino ai 10
anni di età per i quali si renda necessaria un’assistenza
intensiva continuata. Proprio la possibilità di prestare
all’interno dell’ambulanza la medesima assistenza che
si assicura nel centro specializzato, fa dell’unità mobile
un acquisto “azzeccato”, giusto. Da quattro anni i sanitari del reparto si battevano con gli organi dirigenti dell’USL per l’acquisto di un “esemplare” quasi unico. A spiegare la necessità di acquistare l’unità mobile è
il primario della terapia intensiva neonatale, Giuseppe
Rinaldi. “Le statistiche in nostro possesso parlano chiaro – sottolinea –. In sette anni di attività si è notato che
un trasporto del paziente, affidato a mani inesperte, incide sulla qualità di vita del neonato sopravvissuto”. In
altre parole, il bimbo “in-born” (nato nel reparto) vive
meglio di quello “out-born” (nato in un centro non specializzato e successivamente trasportato alla divisione
di terapia intensiva). “Il miglior trasporto resta quello in utero: è la mamma cioè ad essere ricoverata in una
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struttura specializzata dove partorisce. Ma quando tutto ciò non è possibile, per molteplici ragioni, ecco l’importanza della “unità mobile”, afferma il primario. Attualmente un neonato venuto alla luce prematuramente o cardiopatico, nato lontano dal centro, viene condotto al reparto in condizioni frettolose e precarie da personale inesperto, “aggiungendo trauma a trauma con conseguenze neurologiche talvolta catastrofiche”, spiegano
i sanitari. “Il trasporto operato su un’ambulanza dotata delle strutture necessarie e con personale medico e paramedico specializzato – aggiunge Giuseppe Gallo, neonatologo – garantisce la indispensabile continuità assistenziale che dalla nascita sino al ricovero non deve in
alcun modo venire meno” (…).
L’unità mobile, che attende di essere utilizzata per la prima volta, dispone “di un vano sterilizzato, un respiratore automatico, ovviamente di una incubatrice, tre bombole di ossigeno, una di anidride e una di aria compressa,
oltre a monitoraggio” spiega il dr. Nazario Nargiso che,
insieme al primario e ai colleghi Giuseppe Gallo e Rosario Magaldi, si è battuto per l’acquisto dell’ambulanza, destinata ad essere utilizzata non solo in provincia,
ma anche nell’ambito regionale con la possibilità di raggiungere altre regioni, considerato che il reparto di terapia intensiva neonatale della Maternità di Foggia è uno
dei migliori di tutto il Meridione”. (Anna Langone)
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Il dr. Montrone durante
il trasporto di un
neonato
CONVEGNO
PATOLOGIA RESPIRATORIA
ASIAGO (VI)
Particolarmente importante fu la partecipazione al “Convegno
sulla Patologia Respiratoria del Neonato tenutosi ad Asiago il
10 ottobre 1987, incontro interregionale organizzato dai dottori Demi e Grassi della locale Patologia Neonatale.
La Puglia fu rappresentata dal dr. Latini con la “Valutazione su
eventuali effetti della pressione positiva continua (CPAP) sulla diuresi” e dal Gruppo foggiano (Gallo, Picca, Magaldi, Marciello, Rinaldi) con due comunicazioni:
- “Follow-up respiratorio dei neonati sopravvissuti all’assistenza ventilatoria con intubazione tracheale”. Venne riportata per la prima volta l’incidenza della BPD (Displasia Bronco-Polmonare), patologia che in
seguito sarà oggetto di particolare interesse da parte
del Gruppo.
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-
Il neonato di peso molto basso (≤ 1500 gr.): variazione degli indici di sopravvivenza nel periodo 1980-86
nell’U.T.I.N. dell’USL FG/8 di Foggia.
(Atti del “Convegno sulla Patologia Respiratoria del Neonato”, Regione Veneto, 1987, pp. 6 e 36)
Di rilievo il contributo dato dal dr. Vito Picca, che, nonostante
la brevità della sua permanenza nel Reparto, riuscì a trasfondere nel Gruppo le sue conoscenze e competenze sulla rianimazione, migliorando molto l’assistenza ventilatoria dei neonati piccolissimi ricoverati.
Nel novembre dello stesso anno agli incontri scientifici brindisini il dr. Rinaldi presentò per la prima volta una relazione dal tema: “Moderni concetti nella terapia della MIP col surfattante”.
Si segnalava la possibilità di una terapia sperimentale con surfattante suppletivo, sostanza tensioattiva necessaria per la maturazione polmonare nel feto umano anche a età gestazionali molto basse.
Riapertura Reparto Chirurgica Pediatrica di Foggia. Da “La
Gazzetta del Mezzogiorno” del 12/4/87, riportiamo:
“Ha riaperto i battenti. Ma la speranza è che non si conceda più pause o interruzioni. Dopo polemiche, dissensi, improvvisi abbandoni e richieste di trasferimento, la
Chirurgia Pediatrica è di nuovo in attività. Francesco
Marinaccio, già aiuto della Chirurgia Generale, ha praticamente preso il posto del primario Ermanno Perrotti
ora a Brescia. Ma forse il dato più importante di questa
nuova funzionalità del reparto è la sintonia delle operazioni con l’unità di terapia intensiva neonatale. Un primo passo dunque verso quel sogno chiamato Dipartimento, più volte sventolato e sistematicamente buttato
all’aria, svanito. Che sia la volta buona per il definitivo
assetto? (…)”. (Anna Langone)
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Nel corso degli anni successivi, questo interrogativo ha trovato
risposta positiva per la bravura del dr. Marinaccio, e non solo,
ma anche per la disponibilità continua ed instancabile a favore
di ogni neonato, anche il più piccolo (resteranno sensazionali
alcuni interventi chirurgici su neonati piccolissimi, con peso inferiore al chilogrammo), che avesse bisogno di assistenza.
A tal proposito riportiamo la testimonianza del dr. Francesco
Marinaccio:
“21 aprile 1987: Inizia la Grande Avventura Chirurgica
Chi di noi, adulto o bambino, non ha provato disagio se non paura ad entrare in un ospedale? Ebbene, è capitato a me, adulto e per di più aiuto da anni di Chirurgia Generale, quando ebbi l’incarico di
sostituire momentaneamente il primario di Chirurgia Pediatrica trasferito in altra sede.
“Ad evitare interruzione all’attività chirurgica pediatrica e conseguenti disagi ai bambini che sono
in attesa di essere ricoverati in assenza del primario trasferito in altra sede, la signoria vostra è assegnata a detta divisione”: questa la lettera inviatami
dall’allora Direttore Sanitario dott. E. Russo .
È il 18 aprile del 1987. Questa data segnerà il cammino della mia vita professionale e non solo. Non
era proprio nei miei programmi quello di divenire
Chirurgo Pediatra, anche perché questo comporterà da parte mia una nuova specializzazione che mi
vedrà nuovamente studente.
Ho provato disagio e paura entrando nella Divisione di Terapia Intensiva Neonatale, lontana anni luce dalla mia “cultura di chirurgia degli adulti”. Il
neonato ricoverato in UTIN è un bambino ben diverso dal neonato ideale, spesso prematuro o malformato, minuto di aspetto e dalla sopravvivenza
incerta, lontano dai canoni estetici della pubblici-
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tà. Un approccio diverso e difficile perché nuovo,
quello con questo paziente. Troppo piccolo per rispondere alle tue domande, troppo piccolo per raccontarti le sue sofferenze. Bisogna imparare a leggere il linguaggio del suo volto, del suo pianto, della sua postura.
Col tempo ho capito che non è solo lo sforzo fatto
dal medico ma anche dal neonato che cerca di comunicare con lui. Quando tutto è risolto il piccolo
sembra riconoscere, tra tanti, il tuo sguardo. È uno
sguardo di complicità: insieme abbiamo lottato e
abbiamo vinto.
21 Aprile 1987: ha inizio la grande avventura. Bisogna attivare immediatamente il servizio delle urgenze chirurgiche pediatriche e neonatali. Queste
sono assicurate per l’intero arco delle 24 ore da me
e dalla dottoressa Maria Nobili, unica collaboratrice… e per lungo tempo.
In verità devo dire che ho avuto anche altri preziosi
collaboratori: la mia famiglia e la mia sposa in particolare che ha creduto nella bellezza di quell’avventura sopportando le mie prolungate ore in ospedale e condividendo gioie e dolori.
La maggior parte, infatti, delle anomalie congenite richiede correzioni chirurgiche precoci nei primi giorni o settimane di vita, in quanto mettono in
pericolo la vita dei piccoli pazienti. Questa chirurgia è polimorfa e impegnativa; molto coinvolgente
perché “a rischio”, ma esaltante allo stesso tempo.
Il pensiero va a quelle affezioni considerate emergenze serie, quali l’ernia diaframmatica, il volvolo dell’ansa di Toldt, le occlusioni intestinali…, impegnative per l’intera équipe chirurgica e intensivista.
Dai risultati conseguiti dall’espletamento di questo
tipo di chirurgia si misurano le capacità organiz-
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zative e l’efficienza di una équipe di chirurghi e intensivisti che collaborano in simbiosi.
Per mia fortuna ho incontrato non solo dei bravi
professionisti che hanno reso possibile questa bella avventura, ma anche amici con i quali si è creato un rapporto che è andato al di là di quello meramente professionale.
Nell’ultimo decennio di questa attività, buona parte di affezioni che esitavano in alta mortalità hanno avuto un altissimo indice di sopravvivenza e di
pieno recupero anatomico e funzionale. È stato un
lavoro vissuto e sofferto da tutti noi, a tutti i livelli
di responsabilità. In questo cammino abbiamo tratto tesoro sia dai nostri errori sia dalle idee innovatrici desunte dai convegni ai quali spessissimo abbiamo partecipato portando la nostra esperienza.
L’elevato grado non solo di sopravvivenza, ma di
guarigione completa e definitiva, è da ascrivere a
vari “fattori” quali: il monitoraggio diagnostico ed
ecografico del feto, il timing chirurgico, le migliori
conoscenze delle fisiologia del neonato, il miglioramento anestesiologico, la microchirurgia, ma soprattutto ai presidi di terapia intensiva, respiratoria, nutrizionale pre e post-operatoria messi in atto
dalla nostra Terapia Intesiva. Grazie alla fortunata
collaborazione con il Gruppo di Terapia Intensiva
Neonatale coordinato dal dr. Rinaldi, è stato possibile ottenere tali risultati in un certo numero di piccolissimi (dai 600 ai 900 g di peso) che non sarebbero – in un passato recente – “mai nati”.
“Per far diventare realtà un grande sogno, il primo requisito è una grande capacità di sognare; il
secondo è la perseveranza – una fede nel sogno”
(Hans Selye).
Questi anni vissuti e sofferti mi hanno portato a riflettere, sempre più di frequente, sull’autentico va-
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lore della vita. L’uomo è proprio quell’essere – diceva Heidegger – che mette in questione la vita, che
si interroga sul significato ultimo dell’esistere, anche se non sempre riesce nel proposito di sciogliere tutti i suoi dubbi. E l’interrogazione sulla vita
non può mai essere accantonata se non per un certo tempo.
Questo mio, questo nostro lavoro, (con i colleghi
intensivisti), è stato difficile, duro, a volte triste, a
volte esaltante… ma sempre finalizzato al bene del
piccolo.
Il valore dell’oggetto conosciuto mi ha toccato e
ha provocato una emozione, uno stato d’animo
che posso individuare con la parola “sentimento”; e questo sentimento ha attraversato e penetrato l’orizzonte della mia esperienza.
In questa avventura, accanto alla certezza della assoluta inadeguatezza dei miei mezzi, ho però sempre avvertito – e confessato – la presenza di una
“Persona viva” che ha voluto che tutto ciò si realizzasse. La vita necessita continuamente di altra vita per poter vivere”.
Il dr. Francesco
Marinaccio, Direttore
della Struttura
Complessa di Chirurgia
Pediatrica Ospedaliera,
durante un intervento
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GIORNATA DI AGGIORNAMENTO
IN MEDICINA PERINATALE
BARI
I dati della letteratura sull’uso del surfattante, sulla sua efficacia, sulle controversie e sui problemi eventuali a lungo termine,
furono ripresi successivamente il 28 gennaio 1988 nella “Giornata di Aggiornamento in Medicina Perinatale” tenutasi a Bari nella relazione dei drr. Rinaldi e Gallo: “Trattamento convenzionale e sostitutivo del RDS del pretermine”. Essi comunicarono che:“Attualmente il gruppo in Italia di sperimentazione policentrica, che fa capo al prof. Robertson come coordinatore generale e
al prof. Cosmi responsabile per l’Italia, ha iniziato la terza fase dello studio sul trattamento sostitutivo con surfactant esogeno del RDS
del neonato, allargando l’indagine ad altre Unità di Terapia Intensiva Neonatale, fra cui la Nostra” (Atti della Giornata di Aggiornamento in Medicina Perinatale – Bari, 28 Gennaio 1988, p. 98).
VI INCONTRO DAUNO
DI MEDICINA PERINATALE
FOGGIA
Il 3 marzo 1988 si tenne a Foggia il VI Incontro Dauno di Medicina Perinatale dal tema “Il follow-up del neonato a rischio”. Si
discusse dei problemi neuropsichici (dr. R. Paludetto), respiratori ed auxologici (prof.ssa P. Colarizi) e sensoriali (dr. S. Chiappe),
con la moderazione del prof. N. Rigillo e del dr. G. Rinaldi.
XI EUROPEAN CONGRESS
OF PERINATAL MEDICINE
ROMA
Nell’aprile 1988 all’XI Congresso Europeo di Medicina Perinatale, il Gruppo foggiano ebbe un riconoscimento indiretto
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a livello europeo. In questo contesto, però, il dr. Rinaldi visse
un’esperienza molto particolare, che lui stesso racconta:
“Avevamo inviato una comunicazione «Survival
and outcome of infants weighing 1000 g. or less at
birth: a six-year experience.» - Una settimana prima fummo avvertiti che avremmo rappresentato
l’Italia nella sessione del Meeting relativo alle esperienze assistenziali perinatali nei neonati con peso inferiore al chilo. Il confronto, tutto in inglese,
sarebbe avvenuto con le esperienze di altri gruppi
europei ed extraeuropei.
Lo stupore e la paura, in me, la fecero da padrone e
nonostante avessi preparato il testo in un buon inglese, quando il chairmen disse: “And now Italy,
with doctor Rinaldi!”… Volevo morire…
Riusciì a leggere la relazione, ma durante la discussione il prof. Duc di Zurigo mi fece una domanda
in inglese, che io non capii e chiesi la traduzione al
moderatore prof. M. Orzalesi, mio vecchio maestro.
Il suddetto chiese a Duc di esprimersi in italiano,
In piedi il dr. Rinaldi
durante la relazione,
al tavolo
il prof. M. Orzalesi
e il prof. H.J. Woraschk
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visto che lui conosceva la lingua. Quello per tutta
risposta replicò che ad un congresso internazionale
bisognava conoscere l’inglese da programma. Andai in tilt, dando una “qualche” risposta. Alla fine
del Meeting chiesi ai miei collaboratori di riportarmi immediatamente via, maledicendo il momento
in cui avevo “superato i miei limiti”.
A bilanciare questa situazione di frustrazione uscirono tre articoli trionfalistici sulla sanità foggiana ed in particolare sul Reparto di Terapia Intensiva Neonatale su “Puglia” e “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Riportiamo solo quest’ultimo pubblicato, sulle pagine regionali, in data 15/4/88:
“Riconoscimento europeo per l’Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’USL FG/8 diretta da Giuseppe Rinaldi, premiata nel corso dell’Undicesimo Congresso Europeo di Medicina Perinatale svoltosi a Roma. Il gruppo di
lavoro dell’unità ha rappresentato l’Italia nella sessione
del Meeting relativo alle esperienze assistenziali perinatali nei neonati con peso inferiore ad un chilo. Il raffronto è stato fatto con le esperienze di altri gruppi europei
(le due Germanie, Olanda, Spagna, Cecoslovacchia, Inghilterra, Svezia, Bulgaria, Francia, Iugoslavia e Irlanda) ed extraeuropee (USA e Canada) rilevando la ragguardevole percentuale di sopravvivenza del 38% nella
fascia dei neonati con peso-nascita sotto al chilo”.
Tale risultato è frutto dell’équipe medica formata dai dottori
Rinaldi, Magaldi, Nargiso, Gallo, Popolo, Di Gianni, Montrone, Litta e Marciello, mentre la parte infermieristica, comprese
le puericultrici, era costituito da Capra, Margotta, Zizzi, Masucci, De Leonardis, Nesta, Susca, Cancellara, Lepore, Mileti,
Ruberto, Menichella, Bonfiglio, Potenza, Lauriola, Gentile, Di
Mauro, Bux, Fania e Miccoli.
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Parte dell’equipe medica
del Reparto (1988)
Da sinistra dr. Gallo,
dr. Nargiso, dr. Di Gianni,
dr. Rinaldi, dr.ssa Litta,
dr. Popolo e dr. Magaldi
Allo stesso congresso fu presentata anche la comunicazione
“Legionellosis in neonatal period: the first case reported in
Italy” frutto della collaborazione con l’Istituto di Microbiologia dell’Università di Bari, diretto dal prof. Donato Fumarola.
“RIFLESSIONI POSTUME. Superata la prima fase
traumatico-depressiva, in seguito l’esperienza romana al Congresso Europeo di Medicina Perinatale
fu rivissuta da me come una grande conquista.
Infatti l’attenzione, piano piano, cominciava a rivolgersi ad un lontano ospedale del Meridione, e per lo
stesso reparto di Foggia cominciava un’altra era.
Sì, perché al di là del prestigio e della soddisfazione che mi inorgogliva, non lo nascondo, finalmente
il nostro operato poteva confrontarsi con quello di
altri centri di terapia intensiva di grande esperienza, finalmente cioè cominciavamo a fare dei bilanci,
a scoprire come e quanto si poteva migliorare, ma
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anche cominciavamo a riconoscere alcuni risultati
positivi, frutto del nostro impegno costante e continuo. Da allora sono stati tanti i gruppi di studio a
cui il nostro reparto ha partecipato anzi, molte volte, i nostri dati sono stati punto di riferimento sia
per il contributo numerico apportato, sia per l’accuratezza della raccolta stessa dei dati. Tutto questo ha rappresentato e rappresenta tuttora per noi
una crescita atta a migliorare i nostri comportamenti, a modificare alcuni atteggiamenti di assistenza, a
credere fermamente che si può e si deve fare e dare
di più, sulla spinta proprio del confronto altamente
scientifico tra centri di assistenza neonatale diversi
ma che operano per lo stesso fine”. (G. Rinaldi)
INCONTRO SU
“LE INFEZIONI DELLE VIE URINARIE”
ROMA
Il 7 maggio, presso l’Aula Brasca del Policlinico “Gemelli”, in
Roma, si tenne una riunione su “Le infezioni delle vie urinarie in età neonatale. Indagine policentrica e follow-up”, che vide la partecipazione dei responsabili dei singoli centri partecipanti, tra i quali quello foggiano.
X GIORNATE JONICHE
DI NEONATOLOGIA
TARANTO
In data 9 e10 settembre 1988 il dr. Rinaldi fu invitato come moderatore alle X Giornate Joniche di Neonatologia “DE ETHICA
NEONATORUM…”.
Nella cornice della Scuola Sindacale CISL di Taranto ebbe luogo la X edizione con una imponente partecipazione di studiosi
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X Giornate Joniche di
Neonatologia
da tutt’Italia, perché per la prima volta si discuteva, nel nostro
paese, di bioetica; la relazione fu tenuta dal prof. Burgio, Direttore della Clinica Universitaria di Pediatria di Pavia, che mise
in evidenza la tematica intitolata “De ethica neonatorum”.
46° CONGRESSO NAZIONALE
Della società italiana di PEDIATRIA
TORINO
Nel mese di ottobre, il XLVI Congresso Nazionale di Pediatria
si tenne a Torino e il Gruppo foggiano, preso in considerazione
per la prima volta a livello nazionale, partecipò con una relazione tenuta dal dr. Rinaldi in collaborazione con Stefano Chiappe
di Cagliari, Patrizia Colarizi di Roma, Roberto Paludetto di Napoli, dal titolo “Il destino dei bambini già di basso peso alla nascita” (Rivista Italiana di Pediatria «IJP», vol. 14 – n. 5, 1988)
Programma Ministeriale: Servizi di Trasporto Neonatale.
Nello stesso anno, il 22 dicembre 1988 si visse un evento fon-
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damentale per l’assistenza neonatale: il Ministero della Sanità,
con decreto legislativo, individuava nell’ambito del Programma di Salute Materno-Infantile, su proposta del prof. E. Guzzanti, la realizzazione di un servizio di trasporto neonatale come progetto pilota, con varie possibilità:
1) potenziamento S.T.N. già esistenti (Roma, Foggia, Pavia).
2) istituzione di S.T.N. in realtà dove esistono Centri T.I.N.
(Roma, Milano, Napoli, Caserta, Palermo).
3) organizzazione di un Centro T.I.N. e di un S.T.N. in una
città dove ancora queste strutture non esistono (Bari).
Veniva così riconosciuta a livello nazionale la realtà della Sezione Autonoma di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale di
Foggia, che sin dagli anni ’80, come già ricordato, aveva iniziato le prime esperienze di trasporto neonatale sia per la propria
Provincia che per le altre Province pugliesi, con autoambulanze pubbliche non attrezzate allo scopo, con incubatrici di trasporto inadeguate e scarsamente funzionali e senza assistenza
di personale qualificato.
Riportiamo la testimonianza del periodo vissuto dal 1983 al
2002 dal dr. Rocco Agostino, che rappresentava la punta di diamante del Centro del prof. Bucci:
“È arrivato un bambino, pesa 1100 g, ha una temperatura rettale di 31.5 °C!”
Siamo a febbraio 1983 e, con Sandro Nodari abbiamo appena finito di stampare il grafico che correla la mortalità con la temperatura rettale al ricovero, relativa a tutti i bambini con peso < 1500 g (circa
250) ricoverati nel decennio 73-82 al centro di Terapia Intensiva Neonatale dell’Università “La Sapienza” di Roma, diretto dal prof. Giovanni Bucci.
Siamo sgomenti: il 50% è arrivato con una temperatura <35 °C e il 10% con una temperatura <32 °C e
di questi ultimi quasi nessun sopravvissuto nonostante l’approccio assistenziale intensivo che già al-
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lora comprendeva la ventilazione meccanica, l’alimentazione parenterale, etc.
Ecco allora che è arrivato un nuovo bambino destinato a morire di … freddo!.
“Non possiamo accettare tutto questo, dobbiamo
organizzare un servizio attrezzato per il trasporto
neonatale” disse Sandro che aveva appena trovato
un libro scritto da Ferrara sull’esperienza da lui fatta in Canada relativa al trasporto neonatale.
Colleghi di buona volontà come Macagno a Udine e
Rinaldi a Foggia avevano cominciato, saltuariamente e in maniera del tutto volontaristica, a trasportare, con incubatrice e neonatologo a bordo, i neonati più fragili andandoli a prendere direttamente nel
centro trasferente.
Con la frenesia che ci caratterizzava, scriviamo un
documento puntualizzante la necessità di allestire
un servizio di trasporto neonatale con tutti i dettagli relativi alla pianificazione, all’organizzazione, al personale, alle attrezzature e lo portiamo alle autorità competenti (università, comune, provincia, regione). Solo il sindaco di Roma sembra sensibile, tant’è che emette una ordinanza che permette di attivare per il solo mese di agosto e solo
per la città di Roma, un Servizio per il Trasporto di
Emergenza Neonatale (STEN). Il 6 agosto 1983 facciamo il primo trasporto di un neonato pretermine di 1000 g che arriva con una temperatura di 36
°C e sopravvive!
Da allora il servizio non si è più fermato ed è il primo STEN in Europa con personale e attrezzature
clandestine ma dedicate solo al trasferimento neonatale. Nel 1988 l’incontro con Elio Guzzanti, allora direttore Sanitario dell’Ospedale Bambino Gesù, che si sensibilizza al problema, suggerisce di inserire nella sigla la parola “emergenza” (nasce così
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l’acronimo STEN), accoglie l’istanza di adoperarsi
per allargare il servizio ad altre regioni. Nel 1989 il
CIPE delibera e finanzia l’istituzione di altre 13 unità operative distribuite in varie regioni.
Finalmente nel 1991 una delibera regionale ufficializza lo STEN acquisendo ambulanze e incubatrici
da trasporto, assumendo medici e infermieri e attivando altre due unità operative per coprire le esigenze di tutta la regione Lazio.
Intanto, grazie al finanziamento del CIPE, lo STEN
viene attivato in Lombardia, nel Friuli, nella Puglia,
in Campania, in Liguria, nel trentino e nel 1995 si
forma il gruppo di studio per il trasporto neonatale che elegge segretario Rocco Agostino.
Tre indagini conoscitive, l’ultima nel 2000, documentano la continua ma lenta espansione del servizio nelle varie regioni e il contributo dello STEN
al miglioramento della sopravvivenza neonatale.
Nell’aprile del 2002 viene pubblicato il libro sul trasferimento neonatale ad opera di Rocco Agostino, Giuseppe Rinaldi e Giulio Seganti, edito da Verduci.
Ho lasciato lo STEN nel 2002 dopo aver assistito al
trasporto di quasi 30.000 neonati con l’impegno di
molti giovani colleghi e tanti infermieri che hanno
sempre interpretato questo lavoro con grande abnegazione e con incredibile entusiasmo: a loro va il
mio personale, affettuoso ringraziamento.
Tornando al decreto del 22/12/88, il Ministro De Lorenzo assegnò alle Regioni, con vincolo di destinazione, le risorse necessarie.
La Regione Puglia, su proposta dell’Assessore alla Sanità Tommaso Marroccoli, con decreto approvato il 17/4/1991, previde l’istituzione di due livelli del servizio: il primo attivabile
in ogni UTIN avrebbe garantito il trasporto diretto alla stessa UTIN e collegato con altri sistemi di trasporto di emergen-
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Il Servizio di Trasporto
ed Emergenza
Neonatale in Puglia
za con le associazioni di volontariato del settore; il secondo dedicato con il personale dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari e degli
Ospedali Riuniti di Foggia, avrebbe garantito il trasporto da e
per le UTIN.
Come copertura territoriale la U.T.I.N. di Foggia avrebbe assicurato il fabbisogno di tutta la Capitanata e il Nord-Barese,
mentre l’Unità Operativa di Bari tutta la zona cittadina, il SudBarese ed il Salento.
L’avvio del Progetto Pilota Nazionale nell’ambito della Protezione Materno-Infantile fu problematico ma i programmatori del Ministero della Sanità hanno continuato a considerare
la questione anche nei piani triennali successivi, sino a quello
dell’ultimo triennio 2006-2009, dove viene prevista l’attivazione del trasporto neonatale in emergenza nell’ambito della rete
emergenza-urgenza di cui al numero unico “118”.
Il Gruppo foggiano ha fatto del trasporto un’esperienza pilota,
anticipando i tempi legali; infatti i primi risultati riguardanti i
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trasporti effettuati nei due semestri del 1987 e primo semestre
del 1988 furono riferiti in occasione del II Corso di Aggiornamento in Neonatologia dell’Italia Centrale tenutosi a San Benedetto del Tronto il 30 settembre. Già in tale occasione il Gruppo sottolineò l’importanza del trasporto in “utero” e che un sistema di trasporto del tipo presentato, rielaborato opportunamente, si poteva facilmente integrare nei Dipartimenti di Emergenza ed Accettazione (D.E.A.) che si andavano programmando nelle varie regioni, per gli aspetti pediatrici.
CONVEGNO
UMANIZZAZIONE CURE NEONATALI
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)
Con l’attività del trasporto il Gruppo foggiano comprese subito
gli aspetti psicologici ad esso collegati, documentandone l’importanza al Convegno sulla “Umanizzazione delle cure neonatali” tenutosi presso l’Ospedale Generale Regionale “Miulli” di
Acquaviva delle Fonti (BA), organizzato dal dr. Savino Mastropasqua, Primario Neonatologo esperto innovatore anch’egli
della Scuola romana, allievo stimato del prof. Orzalesi.
Rileviamo da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, del 23 ottobre
1988:
“Punto di riferimento specifico è stato il neonato e
l’umanizzazione auspicabile delle cure che gli si devono. L’avanzamento tecnologico dell’assistenza al neonato specialmente a rischio – ha detto il dr. Savino Mastropasqua, primario neonatologo del Miulli – non trascuri gli aspetti umani di quel delicato rapporto che unisce i
genitori dal momento della nascita in poi (…). È possibile questo, oggi nei nostri ospedali, al capezzale del neonato? «Il nato, ha detto la prof.ssa Mautone, prende tutte
le iniziative che gli sono possibili e consentite per tenere
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il contatto con la madre. Lo stesso mondo animale ce ne
offre l’esempio. Ma la nostra struttura è, spesso, contro
questo primo, iniziale, importantissimo rapporto. Il nostro sistema può limitarlo molto e, per esempio, il prematuro può rimanere anche tre mesi separato dalla madre
(…). Per i nati pretermine è stata documentata un’alterazione degli adattamenti cognitivi a seguito della privazione della interazione precoce madre-figlio (…). Sulla
scorta di queste premesse e della ormai collaudata organizzazione attuata, il dr. Rinaldi, primario neonatalogo
degli Ospedali Riuniti di Foggia, ha illustrato un piano
organico posto a disposizione della Regione per una razionalizzazione del settore”. (Nicola Simonetti)
TERZO CONGRESSO NAZIONALE
DEL Gruppo di lavoro
di neonatologia
STRESA
Dopo l’invito come relatore al XLVI Congresso Nazionale di Torino, anche il Gruppo di Lavoro di Neonatologia volle la partecipazione del dr. Rinaldi al 3° Congresso Nazionale del Gruppo, tenutosi a Stresa dal 30 maggio al 2 giugno 1989. Egli partecipò con i professori Priolisi, Mandruzzato, Rubaltelli e Giuffrè alla Tavola Rotonda “Il ritardo di crescita intrauterina” con
la relazione sui “Quadri Clinici”. Da ricordare la presenza del
prof. Antonino Priolisi, antesignano della Neonatologia siciliana, legato da amicizia al dr. Rinaldi che divenne molto profonda negli ultimi tempi della sua vita.
A Stresa il Gruppo di Foggia (Rinaldi, Gallo) fu presente anche
con una comunicazione in collaborazione con la Scuola Romana (Ferrante, Ferrazzano, Monti), dal titolo “Disgenesia gonadica mista in un neonato: problema dell’attribuzione del sesso”.
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IV WORKSHOP
ON SURFACTANT
GOTTINGEN
Il 25 maggio, al Congresso Internazionale di Gottingen, i 27
Centri Europei partecipanti allo Studio Multicentrico Europeo
sull’utilizzo terapeutico e preventivo di un Surfattante di origine suina, chiamato Curosurf, presentarono i primi dati su 39
neonati trattati. Tra gli altri partecipò il Gruppo foggiano, con i
dottori Rinaldi e Magaldi, contribuendo, anche successivamente, alla consistenza della casistica.
Riguardo al ruolo del surfattante nelle sindromi respiratorie
riportiamo maggiori informazioni attraverso la testimonianza
del dr. Rosario Magaldi:
“Ero arrivato a Foggia nel marzo 1980 con l’autonomia del Reparto di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale, a seguito della legge regionale 25/1978, trasferendomi dalla Lombardia, dove lavoravo da un anno circa, dopo l’esperienza di Cooperazione Tecnica
con i Paesi in Via di Sviluppo, in Africa, per due anni, con il CUAMM/Medici con l’Africa di Padova.
Già da alcuni anni si lavorava molto; negli anni
1987-1988 forse o quasi certamente eravamo l’unico centro della Regione in cui veniva fatta assistenza ventilatoria e molti Ospedali regionali ed extraregionali ci onoravano da anni del trasferimento di
neonati patologici o del trasporto “in utero” di gravidanze a rischio.
Sulla scia e sull’entusiasmo del dr. G. Rinaldi, avevamo voglia di competere o meglio di confrontarci
con umiltà, ma tanto orgoglio, con i più importanti centri italiani.
Molte le partecipazioni a vari congressi con presentazione di abstracts che riportavano le nostre casistiche, i nostri risultati. La considerevole numero-
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sità di neonati patologici trattati, di neonati ad alto
rischio (con peso nascita sotto i 1500 grammi e con
peso nascita sotto i 1000 grammi) ci aveva introdotto anche nella raccolta dati (network) che iniziava
in quel periodo sotto la spinta del Centro di Udine,
guidato dal prof. F. Macagno, e coordinato dal collega R. Furlan.
E i risultati non tardarono ad arrivare. All’XI Congresso Europeo di Medicina Perinatale ci fu permesso di relazionare sulla casistica degli ultimi sei
anni relativa ai neonati con peso nascita inferiore a
1000 grammi.
Fu un ulteriore passo avanti. Il prof. C. Zunin, insieme al suo compianto collega microbiologo R. Bisecchia (Brescia) – purtroppo deceduto precocemente
per incidente stradale – hanno voluto fortemente la
nostra partecipazione allo Studio Policentrico Italiano sulle Infezioni Ospedaliere in Neonatologia. Mi
fu assegnato il compito di coordinatore in loco della
ricerca, ed incominciai ad imparare la meticolosità,
la necessità e l’importanza della raccolta dati.
Quasi contemporaneamente il prof. G. Bevilacqua
(Parma), osservando le nostre varie casistiche che
andavamo pubblicando in continuazione, ci ha invitato a partecipare ai vari trials sull’uso del surfattante esogeno nel distress respiratorio del neonato.
È stata la prima esperienza di partecipazione ad un
trial sperimentale internazionale, coinvolgente ed interessante. Stupore e meraviglia forse sono i termini
esatti per descrivere l’effetto sorprendente sulla ventilazione polmonare dei prematuri dopo l’utilizzo di
questo farmaco. Si apriva una grande strada nel trattamento dell’insufficienza respiratoria del neonato,
ed essere stati coprotagonisti riempie di gioia.
Credo che l’Istituto Farmacologico Chiesi non finirà
mai di ringraziarci per il lavoro svolto, con una pre-
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cisione anche di registrazione delle schede. Quando
la FDA, prima di introdurre il farmaco negli USA,
ha fatto svolgere indagini sulla correttezza dei trials
svolti, Foggia è stato uno dei tre centri internazionali sottoposti a verifica per la numerosità dei casi,
e le due società (una svizzera, e l’altra inglese) che
hanno svolto separatamente il controllo hanno apprezzato il lavoro, la correttezza e la precisione di
raccolta dei dati, rilasciando anche relativi certificati di qualità di sperimentatori.
Zunin, Bevilacqua…, e la dott.ssa ML. Moro
dell’Istituto Superiore di Sanità ci ha invitato a partecipare all’interessante studio multicentrico sulle
infezioni nosocomiali nelle TIN. Un lavoro importantissimo, massacrante: ogni giorno, per un anno
intero, andava aggiornata la scheda relativa ad ogni
neonato ricoverato in terapia intensiva neonatale.
Anche questo incarico di coordinamento in loco mi
fu affidato dal Dr. G. Rinaldi.
E da lì in poi varie e varie partecipazioni a studi
multicentrici internazionali e nazionali, con l’ultima
pubblicazione sulla prestigiosa rivista JAMA (2009;
302(13): 1421-1428).
La mia pignoleria professionale, come dicono i colleghi di reparto (a me piace, o mi illudo di chiamarla precisione) mi deriva anche da queste esperienze, e di questo, e non solo di questo, non posso che
ringraziare chi mi ha preceduto nella direzione del
Reparto, il dr. G. Rinaldi, tutto il gruppo di amici/
colleghi e tutte le infermiere con cui ho avuto ed ho
il piacere di lavorare insieme, in una esperienza entusiasmante ed irripetibile di vita”.
Nel mentre si entrava nei circuiti nazionali ed internazionali
con studi policentrici, anche a Foggia proseguiva la razionalizzazione dell’assistenza neonatale in quanto il Comitato Re-
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gionale, in data 23/3/1989 con provvedimento n. 987, ribadito nella lettera regionale del 14/4/90, confermava la seguente
organizzazione dei tre reparti Pediatrici/Neonatali:
1. Divisione di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale con
competenza per tutta la patologia neonatale, sotto la responsabilità del dr. Giuseppe Rinaldi, primario di ruolo,
dotata di 28 posti-letto (6 per terapia intensiva neonatale;
12 per terapia intermedia, e 10 per patologia neonatale cosiddetta minima), e con un organico medico di 9 unità (1
primario, 4 Aiuti, e 4 Assistenti), e di personale infermieristico di 2 caposale, 20 infermieri professionali, 10 vigilatrici d’infanzia, 3 puericultrici e 4 ausiliari;
2. Divisione di Neonatologia, diretta dal dr. Erminio La Marca,
primario facente funzioni, con assistenza per tutti i neonati
sani e rianimazione primaria in sala parto, mediante l’unificazione dei due Nidi delle due Divisioni di Ostetricia;
3. Divisione di Pediatria con assistenza dei pazienti al di sopra dell’età neonatale e fino ai 14 anni , con scorporazione
del Nido, riunito funzionalmente con quello della Divisione di Neonatologia della Maternità Provinciale.
Finalmente si raggiungeva il riordino dell’organizzazione assistenziale che veniva anche confermato, definitivamente in seguito, dalla sentenza del TAR Puglia n. 1041/93 a cui si erano
rivolti i drr. Erminio La Marca, Alberto De Carlo, Paolo Tanzi e
Raffaele Rainone, sanitari della Divisione di Neonatologia della Maternità Provinciale.
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CAPITOLO IV
EMERGENZA A NEONATOLOGIA:
“INFeRMIERI O CHIUSURA”
RISTRUTTURAZIONE DEL REPARTO
NASCITA DELLA F.A.S.NE.
CORSI DI AGGIORNAMENTO
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L’
anno 1990 è stato un anno storico per il reparto foggiano,
caratterizzato da avvenimenti che parevano non collegati tra loro e vissuti, apparentemente, con stati d’animo diversi,
ma tutti fondamentali, e consequenziali, per capire il raggiungimento di alcuni obiettivi.
EMERGENZA A NEONATOLOGIA:
PIù INFERMIERI
O LA CHIUSURA
Il primo evento è a cavallo tra la fine dell’1989 e l’inizio del
1990, vissuto in maniera intensa e drammatica da tutto il Gruppo che nella compattezza trovò la forza per reagire.
Cosa era successo? L’impegno quotidiano, la disponibilità ad
offrire assistenza a tutti i neonati bisognevoli, la professionalità raggiunta, l’utilizzo di tecnologie avanzate avevano determinato un notevole incremento dei ricoveri, tanto che nel corso
dell’anno non furono accettati 101 bambini: 21 di Foggia, 71 di
altre città pugliesi e 9 provenienti dalla Basilicata e dal Molise.
Nel corso dell’anno era stata più volte segnalata ai dirigenti sanitari ed amministrativi la carenza del personale infermieristico, senza ricevere alcuna risposta. Peggiorando la situazione,
il 20 dicembre furono segnalate le ulteriori difficoltà che minavano la sicurezza dell’assistenza fornita al Prefetto di Foggia,
dr. Capriulo, all’Assessore alla Sanità della Regione Puglia, dr.
Marzo, e al Presidente dell’USL FG/8 Dal Maso.
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La realtà era che su un totale di 34 unità stabilite dalla pianta
organica non aggiornata, mancavano otto infermiere, alle quali
andavano aggiunte le unità assenti per malattia o gravidanza,
senza sostituzioni, e due trasferimenti in atto, anch’essi senza
sostituzione. Si era raggiunto il limite di sicurezza assistenziale, per cui il 12 gennaio il dr. Rinaldi fece alla giornalista Anna
Langone de “La Gazzetta del Mezzogiorno” un’auto-denuncia,
dichiarando che il Reparto di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale non era in grado di assicurare il minimo di prestazioni in condizioni di sicurezza, data la carenza assoluta del personale infermieristico.
La denuncia del Primario, unitamente a quella degli aiuti, dr.
Magaldi e dr. Gallo, seguiva di qualche giorno quella fatta dal
prof. Vecchi dell’Ospedale “Mayer” di Firenze. Le dichiarazioni
fatte alla stampa locale furono immediatamente riprese da quella Nazionale, dalla TV di Stato (TG 3, TG 2, TG 1), dalle televisioni private (Tele Norba, Tele Blu, Telefoggia e Antenna Sud).
Il caso finì in Parlamento sia al Senato con i senatori Berlinguer,
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Merigi e i foggiani Montinaro e Iannone del PCI, che alla Camera con gli onorevoli Galante e Cannelonga (foggiani), Brescia, Civita, Nardone, Perinei e Petrocelli.
Fu presentata una interrogazione a risposta scritta al Ministro
della Sanità per sapere quali decisioni intendesse prendere per
superare la gravissima situazione esistente e quali interventi
strutturali volesse proporre e perseguire per gli Ospedali Riuniti di Foggia. Ormai era scoppiato il caso. Fu richiamata l’attenzione nazionale degli addetti ai lavori e non; molti furono
gli attestati di solidarietà fatti recapitare in Reparto. Si ebbe la
solidarietà del Presidente della Società Italiana di Pediatria,
prof. Salvioli, di quello della Società Italiana di Neonatologia,
prof. Rondini, dei colleghi di tutta Italia, da molte cliniche pediatriche universitarie e, tanto per descrivere il vissuto del momento, ci furono anche ordini del giorno presso consigli comunali di piccole cittadine pugliesi, che sollecitavano l’intervento immediato della Regione, in nome delle tante vite di piccoli
bambini salvati nel Reparto di Terapia Intensiva di Foggia.
Il clima divenne più acceso dopo il dibattito televisivo su RAI 1,
nella trasmissione “UNO Mattina”, diretta da Puccio Corona.
L’Assessore alla Sanità della Regione Puglia replicò immediatamente su “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 16/1/1990:
“È possibile che vi siano difficoltà, da parte dell’USL del
capoluogo dauno, nel reperire personale precario per la
sostituzione degli assenti o dei non idonei (…). Si può
affermare che una Divisione come quella della T.I.N.
dell’Ospedale Maternità, che ha l’88 per cento del tasso
d’utilizzo dei suoi posti letto, non può non essere guardata dalla Regione e dalla USL con grande interesse.
Ogni azione va intrapresa perché possa operare al meglio delle proprie possibilità. Se questo non dovesse essere avvenuto in passato, occorre che si ripari al più presto.
Di qui a presentare la situazione del reparto in termini
drammatici, o ad invocare irritualmente e ingiustificatamente interventi prefettizi, ce ne corre moltissimo”.
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Le TV ne hanno parlato! Riportiamo, per motivi di sintesi e nello stesso tempo per dare un’idea del clamore suscitato, le parole
pronunciate dai giornalisti conduttori in apertura di servizio:
Sabato 13 gennaio il giornalista Altomare, Rai 3
Altomare: Parliamo della Patologia e Terapia Intensiva Neonatale di Foggia, che ha otto posti letto per i neonati più gravi, uno dei Reparti più efficienti, si afferma,
del Meridione, tanto da essere punto di riferimento per
i piccoli pazienti non solo pugliesi, ma anche per quelli
delle altre regioni del Sud Italia. Un Reparto però inaffidabile, a detta del Primario dr. Rinaldi, per mancanza
di personale paramedico. Da qui la conseguente riduzione del livello di assistenza, ma soprattutto la impossibilità di ricoverare tutti i neonati a rischio: ben 101 non
sono stati accettati dallo scorso anno, già una ventina
dall’inizio di questo anno…
Lunedì 15 gennaio il giornalista Puccio Corona,
Rai 1
Corona: È di poco tempo fa la drammatica
denuncia del prof. Vecchi dell’Ospedale “Meyer” di Firenze, costretto a rinunciare al ricovero di neonati per l’inadeguatezza della
struttura, ma Firenze purtroppo non è un caso isolato. A Foggia il Primario della Patologia
e Terapia Intensiva Neonatale degli OO.RR.,
Giuseppe Rinaldi, si è autodenunciato chiedendo la chiusura del suo Reparto per mancanza di personale. Una richiesta drastica, probabilmente, ma dettata dalla esasperazione di chi è costretto a negare il proprio aiuto a neonati in pericolo di vita. Il dr. Rinaldi ha accolto gentilmente il nostro invito ed è presente oggi nel nostro studio per spiegarci meglio la situazione. Dr. Rinaldi come
è arrivato ad una decisione così sofferta? …
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Mercoledì 16 gennaio il giornalista Daniele Amoroso, Telenorba
Amoroso: Nascere a rischio è il tema
di questa sera, un dibattito che abbiamo
organizzato all’indomani del caso Foggia
e di tutte le polemiche che hanno fatto seguito. Un Primario del capoluogo dauno
che ha bloccato i ricoveri nel Reparto di
Terapia Intensiva e si è autodenunciato. A distanza di
qualche giorno, a Bari, un altro Primario ha denunciato carenze strutturali e di personale, la prof.ssa Mautone. Si tratta di rilievi gravissimi che hanno aperto uno
squarcio improvviso, ma è solamente l’ennesima crepa
che viene ad aprirsi nel malandato edificio della sanità.
Noi abbiamo riunito in questo dibattito i principali protagonisti di questa polemica, insieme all’Assessore Regionale alla Sanità, Corradino Marzo…
Alcuni giorni dopo, la giornalista Lucia La Gatta, Teleblu
La Gatta: Firenze, Milano, Bari ed infine Foggia. Queste città hanno un problema in comune: prestare assistenza ai neonati che hanno bisogno di terapia intensiva per sopravvivere e vincere la morte. Personale paramedico trasferito in altri reparti, pochi medici, insomma la Cicogna è malata. Il caso, a Foggia, è scoppiato
dopo le dichiarazioni del prof. Rinaldi della Patologia e
Terapia Intensiva. Questo Reparto non è più sicuro per
i neonati, ha affermato Rinaldi…
Per rispondere alla solidarietà di tanti neonatologi italiani, il dr.
Rinaldi decise di scrivere, a tutti, una lettera, in data 18/1/90
che si riporta per intero:
“Cari amici, grati della solidarietà che ci avete espresso per la nostra iniziativa di questi giorni, in difesa dei
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“neonati critici” che vengono affidati alle nostre cure, vi
riferiamo degli ultimi sviluppi della vicenda. Siamo certi che una mobilitazione che viene da diverse realtà territoriali possa contribuire ad una più organica e rapida soluzione di alcuni dei molti problemi che affliggono l’assistenza neonatale.
Abbiamo cercato di far fronte a tante richieste di assistenza con l’impegno personale e attivando al massimo
le strutture disponibili, pur consapevoli di non potere,
in tali condizioni limite, garantire in ogni momento e a
tutti i ricoverati il massimo dell’efficienza. Chi conosce
questi problemi, capisce come questo va ad aggiungersi
al già alto livello di stress tipico di questi reparti (il noto
fenomeno del bourn-out). Tutto questo è stato fatto presente ai dirigenti sanitari ed amministrativi, ma non c’è
stata risposta. Interessato il Prefetto, la sua alta sollecitazione non è ugualmente riuscita a smuovere la situazione. Nel frattempo, ed è una situazione che ormai perdura da circa un mese, non sono più stati accettati ricoveri neonatali da fuori città.
Nel 1989 sono stati rifiutati 101 ricoveri, a cui, riteniamo, solo in minima parte si è riusciti a dare risposta altrove, vista la scarsità dei posti-letto di Terapia Intensiva Neonatale in Puglia e la mancanza di un servizio di
trasporto neonatale regionale (solo il n/s reparto svolge,
in pronta disponibilità, questo servizio con unità mobile di Terapia Intensiva Neonatale, ma la Puglia è lunga
più di 400 km).
Perdurando una situazione ormai insostenibile (…) abbiamo coinvolto il quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno” su cui abbiamo denunciato la situazione di rischio per la scarsità di personale paramedico, la necessità di integrare almeno l’organico scoperto o, altrimenti,
di chiudere il reparto.
La denuncia ha avuto vasta eco in televisioni locali e nazionali (non coinvolte direttamente da noi), come avre-
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te saputo; evidentemente la salute dei neonati è un problema sentito abbastanza o, nella peggiore delle ipotesi,
fa “notizia”.
Dobbiamo registrare numerosi attestati di solidarietà,
sia da parte di chi, personaggio importante o semplice
cittadino, è stato toccato dal problema (persino da genitori di neonati deceduti o sopravvissuti con gravi handicaps), sia da parte di operatori ed équipe che, come noi,
vivono ogni giorno questi problemi, non solo sul piano
organizzativo e professionale, ma anche su quello emotivo. Pensiamo importante che anche voi facciate sentire la vostra voce presso i nostri amministratori di USL
e regionali. In ogni caso teniamoci in contatto per gli
sviluppi della vicenda e per eventuali iniziative comuni
successive. Grazie ancora di esserci stati vicini”.
Giuseppe Rinaldi.
Il dr. Rinaldi inviava una risposta anche al prof. Salvioli, Presidente della Società Italiana di Pediatria, al quale era da tempo
Il prof. Gianpaolo
Salvioli
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legato da un rapporto di amicizia e di profonda stima professionale, ringraziandolo per la sensibilità dimostrata nell’occasione e comunicandogli il consiglio ricevuto dal prof. Rondini,
Segretario del Gruppo di Neonatologia, di utilizzare la sensibilità pubblica, sviluppatasi intorno alla vicenda, per spingere
le autorità ministeriali verso una più rapida e positiva risoluzione delle diverse questioni sul tappeto riguardanti la riorganizzazione dei servizi perinatali.
Nel corso dei giorni, il Comitato di Gestione dell’USL si riunì ripetutamente per cercare punti deboli per un’azione punitiva nei
confronti dei medici che si erano autodenunciati, ma la ricerca
non diede risultati e l’unica risposta possibile fu: “Sensazionalismo e protagonismo non aiutano nessuno”. Per rispondere al
Ministro De Lorenzo, l’Assessore Regionale Corradino Marzo
inviò in data 18 gennaio un funzionario del proprio Assessorato,
il dott. Michele Petroli, che, dopo la sua visita ispettiva ed i colloqui con il personale in servizio, riconobbe non solo la necessità
di apportare alcune modifiche alla pianta organica con l’arrivo
di 10 infermieri da assumere quanto prima, ma anche la necessità di nuove, ulteriori apparecchiature per assicurare ai piccoli pazienti ricoverati un’assistenza più adeguata. Risultato finale: dopo 15 giorni dalla clamorosa autodenuncia, su “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 29/1/1990 il Presidente dell’USL FG8,
Renato Dal Maso, unitamente al Comitato di Gestione, affermava: “Il reparto di Terapia Intensiva Neonatale adesso funziona
in maniera quasi ottimale”. Era finito un incubo.
II GIORNATA
DI MEDICINA PERINATALE
BARI
La drammaticità dei problemi dell’assistenza al neonato a rischio nella Regione Puglia, che gli organi di informazione avevano riportato nel mese di gennaio in seguito alla clamorosa
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autodenuncia del dr. Rinaldi, venne sottolineata in un’occasione particolarmente qualificata: la Seconda Giornata di Medicina Perinatale tenutasi a Bari l’8 febbraio, organizzata dalle
Cattedre di Patologia Ostetrico-Ginecologica e di Neonatologia dell’Università di Bari. Diversi interventi dei convenuti ribadirono l’urgenza di risolvere i problemi dell’assistenza neonatale, esistenti, in varia misura, nelle diverse realtà territoriali ed il prof. Rondini, Segretario Nazionale del Gruppo di Lavoro di Neonatologia della Società Italiana di Pediatria, fu ricevuto, con il dr. Rinaldi, dall’Assessore Regionale alla Sanità
della Regione Puglia, on. Corradino Marzo, il quale anticipò il
lavoro preparatorio che aveva già posto in essere, dopo l’autodenuncia, ribadendo tutto il suo impegno affinché i provvedimenti più opportuni per risolvere le questioni sul tappeto venissero presi nei tempi più brevi. Il prof. Rondini, Direttore della T.I.N. dell’Università di Pavia, artefice di una “fucina” di neonatologi emergenti ed instancabile animatore, per
molti anni, della Cultura Neonatologica, ancora una volta si
era battuto con vigore a favore delle problematiche richiamate dal dr. Rinaldi. Diversi colleghi del Gruppo pavese, formati
alla scuola del prof. Rondini, hanno occupato, in seguito, progressivamente la responsabilità di molti Centri di Terapia Intensiva dell’Italia del Nord.
TERZO CORSO DI AGGIORNAMENTO
IN NEONATOLOGIA
DELL’ITALIA MERIDIONALE
PUGNOCHIUSO
Non si era ancora spento il clamore della protesta, che una nuova iniziativa veniva promossa dal Gruppo foggiano: il “Terzo
Corso di Aggiornamento in Neonatologia dell’Italia Meridionale”. Tale corso, tenutosi a Pugnochiuso (FG) nel mese di maggio,
richiamò centinaia di medici coinvolti nell’evento nascita.
Tenendo fede al titolo del Corso si diede particolare attenzio-
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Da sinistra
il dr. Rinaldi, i proff.
Schettini, Salvioli e
Rondini
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ne ad alcuni aspetti propri della realtà meridionale, nel campo dell’assistenza neonatale, specie del neonato a rischio e del
suo eventuale trasporto.
Si discussero indagini condotte dal Gruppo di Lavoro di Neonatologia sul problema del neonato di peso molto basso che in
Italia risultava avere un’incidenza sulle nascite pari all’0,74%
(Bonanno, Rinaldi e Popolo per la situazione dell’Italia Meridionale, Magaldi per la Regione Puglia). Nella Regione Puglia,
invece, l’incidenza media presso i 69 punti-nascita esistenti, sia
pubblici che privati., risultava dello 0,61% con oscillazioni tra
lo 0,49 e lo 0,84 fra le varie province.
Circa le ragioni di tale incidenza, il dr. Rinaldi (con i suoi collaboratori Litta e Popolo) escludeva l’influenza, in gravidanza, del fattore socio-economico o del fumo, sottolineando invece l’importanza delle minacce di aborto, della gestosi, del
diabete e soprattutto del trasporto in utero intraregionale ed
extraregionale. Inoltre il Gruppo mise in evidenza che il basso
peso alla nascita e la stessa morbilità neonatale potevano es-
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sere sensibilmente ridotte da una migliore distribuzione delle
T.I.N. (5 quelle esistenti con soli 22 posti letto di Terapia Intesiva a fronte dei 70 necessari), che avrebbe eliminato la polverizzazione dei punti-nascita e garantito l’addestramento adeguato del personale specie quello addetto al trasporto.
L’iter del progetto di trasporto neonatale venne illustrato, durante il corso, dal prof. Guzzanti, Componente della Commissione di Studio del Ministero. Le due letture magistrali “Il neonato di peso basso, molto basso… quanto basso?” e “Il danno
iatrogeno in Neonatologia” furono tenute rispettivamente dai
prof. Bucci e Orzalesi, ancora una volta maestri della Neonatologia Italiana e grandi amici del Gruppo foggiano. La possibilità di conoscere la realtà neonatologica meridionale ed in particolare quella pugliese, anche alla luce della più alta mortalità
dei neonati di peso inferiore al chilo e mezzo, diviene indispensabile per gli interventi correttivi e migliorativi, vista anche la
presenza di Amministratori e Responsabili della Sanità, che
cortesemente portarono il loro contributo ai lavori in corso.
Da sinistra: i proff.
Palermo, De Curtis,
Rinaldi, Armenio,
Salvioli, Mazzaglia,
Bonanno e Priolisi
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FIOCCO ROSA
NEL REPARTO
DI TERAPIA INTENSIVA
I risultati visibili e concreti della necessità della riorganizzazione assistenziale neonatale si ebbero proprio nel Reparto foggiano, che nel mese di ottobre inaugurava una nuova Unità di Terapia Intensiva, con più personale, più posti letto, nuove attrezzature e nuovi locali ricavati riattivando alcuni ambienti già a
disposizione del Reparto. Alla giornalista Anna Langone, che
chiedeva al dr. Rinaldi “Cosa cambierà per i piccoli pazienti?”,
riprendiamo la risposta pubblicata da “La Gazzetta del Mezzogiorno” dell’11 ottobre ’90:
”Intanto non dovremo più rifiutare i ricoveri – spiega il
dr. Rinaldi – vista la disponibilità di 2 posti in più. Poi
cambierà la qualità dell’assistenza. Pensi che grazie a
queste apparecchiature forniteci dall’USL dietro finanziamento regionale, i genitori potranno restare a stretto
contatto con il loro bambino, cosa che prima, per motivi
logistici, non poteva avvenire (…). Le nuove 10 incubatrici saranno prive di cavi e fili volanti, legacci che prima ostacolavano anche il lavoro di medici ed infermieri.
In più le apparecchiature si avvarranno di alettoni fissi
al soffitto, uno stratagemma studiato dalla équipe e rubato dalle sale operatorie, allo scopo di migliorare l’agibilità della sala che ospita i piccoli…”
Il nuovo Reparto era frutto della razionalizzazione dell’assistenza neonatale che gli operatori del settore e l’équipe foggiana, in particolare, predicavano da tempo.
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Dopo la
ristrutturazione
del 1990
Personale medico
e paramedico dopo
l’inaugurazione
del Reparto, con
l’arcivescovo
Monsignor Casale,
padre Crispino
De Flumeri e
don Luigi Nardella
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47° CONGRESSO NAZIONALE
Società italiana di pediatria
CAGLIARI
Il lavoro svolto da Rinaldi e dai collaboratori Litta, Popolo,
Magaldi e Marciello, sui neonati di peso molto basso realizzato nei punti nascita dell’intera regione, venne particolarmente apprezzato al Congresso Nazionale della Società Italiana di
Pediatria, tenutosi a Cagliari, dal 3 al 6 ottobre. In tale occasione il dr. Rinaldi venne eletto Consigliere del Consiglio direttivo Nazionale della Società Italiana di Pediatria (SIP), che contava circa 7000 iscritti, per il triennio 1990-93.
Inoltre furono oggetto di comunicazione indagini multicentriche frutto della collaborazione con varie università italiane
coordinate dal prof. Bucci dell’Università di Roma. Le comunicazioni furono: “Sopravvivenza dei neonati di peso molto
basso in rapporto alla nascita extramoenia ed a situazioni sfavorevoli di età gestazionale e peso” (M. Fasella, R. Agostino,
G. Rinaldi e G. Bucci, Rivista Italiana di Pediatria, ed. Minerva Medica, vol. 16, suppl. al n. 4, p. 126, Torino1990), “Sopravvivenza e quadro radiologico polmonare in rapporto all’approccio assistenziale iniziale in neonati di peso molto basso”
(A. M. Delfino, R. Agostino, G. Rinaldi, G. Bucci et al., Idem,
pp. 144-145).
ROSS CONFERENCE
SABAUDIA
Nell’ottobre si tenne in Italia, a Sabaudia, una Ross Conference in Pedriatic Research, che riuniva i principali esperti italiani,
sul “Neonato con peso alla nascita estremamente basso” ed il
dr. Rinaldi fu invitato come discussant sulla relazione del prof.
G. Bevilacqua “L’uso profilattico e terapeutico del surfattante
suppletivo” presentando i risultati dei primi venti casi trattati dal Centro foggiano.
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Frutto della collaborazione multicentrica (Roma, Padova, Napoli, Foggia e Reggio Calabria) diretta dal prof. Bucci, fu anche
la comunicazione “Setting ventilatorio massimo, sopravvivenza ed esiti bronco-polmonari nei neonati di peso molto basso
con grave patologia respiratoria” (Atti del Convegno, Ed. Humana, p. 66, 1992) al Primo Simposio Italo-Ungherese (“Nuove Tendenze in Pediatria, Neonatologia e Cardiologia Pediatrica”), Roma 12-13 ottobre.
XVII CONGRESSO NAZIONALE
DI NEUROPEDRIATRIA
ROMA
Sempre nell’ottobre al XVII Congresso Nazionale della Società
Italiana di Neuropediatria, tenutosi a Roma, l’esperienza foggiana fu illustrata dal dr. Di Gianni (con Rinaldi e Gallo), con
la comunicazione “L’EEG nell’encefalopatia ipossico-ischemica del neonato a termine” (Atti del Convegno, Ed. Humana, p.
377, 1992).
Dalla testimonianza del dr. Angelo Mario Di Gianni risulta
l’impegno profuso.
“Fu per puro caso che, nel gennaio del 1988, iniziai
il mio primo incarico di assistente medico nella TIN
degli Ospedali Riuniti di Foggia. Ero giovane e con
tanta voglia di fare, conobbi Giuseppe Rinaldi, primario del reparto, persona con molto entusiasmo e
tanti progetti. Già da allora la Struttura era di notevole livello, di fama nazionale e con apprezzabile
pubblicazione scientifica; ciò grazie anche alle capacità e all’impegno dei suoi collaboratori.
Un ottimo reparto, una valida èquipe: nei fui subito
conquistato. Così iniziò il mio percorso di neonatologo, guidato da Giuseppe Rinaldi per 20 anni.
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Ross Conference on
Pediatric Research
(1990)
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La direzione Rinaldi era caratterizzata da un continuo fermento organizzativo e scientifico, teso al miglioramento e perfezionamento di tutti gli aspetti
gestionali e assistenziali. Il primario era di sprone
per tutti i suoi collaboratori e in ciascuno di essi riusciva a cogliere le varie inclinazioni per ottenerne il meglio, suscitando nei diretti interessati gratificazione professionale.
In me colse subito la passione per la neurologia e fu
così che negli anni 1990-’91 ebbi la possibilità di frequentare uno stage in Neurofisiologia presso la Clinica Pediatrica dell’Università di Modena.
Negli anni successivi assecondò anche la mia più
grande passione: l’eco-Doppler cerebrale. Nel luglio
1997 mi spinse a frequentare il “Service de Medicine Neonatale de la Maternitè Port-Royal de Hopital
Cochin” a Parigi, dove lavorava Michelle MonsetCouchard, colei che introdusse in Europa l’Ecografia Cerebrale del neonato.
Ho sempre ammirato in Giuseppe Rinaldi la grande
stima mostrata verso i propri collaboratori e la capacità di affidare ad ognuno un campo di interesse
da coltivare con impegno e portare a confronto con
le eccellenze nazionali dei vari settori. Il suo staff
medico era motivo di orgoglio che esternava anche
fuori dal reparto, con i vari colleghi ai congressi;
per tutti ha sempre avuto parole di elogio.
Naturalmente, come per ogni gestione, vi è sempre
il rovescio della medaglia; a volte si è parlato di lui
come di un primario autoritario ed accentratore, altre volte come di un primario paternalista. Io credo,
però, che in realtà egli abbia interpretato appieno il
ruolo manageriale che gli veniva richiesto.
Come definire il mio rapporto con Giuseppe Rinaldi in questi 20 anni? Forse freddo e distaccato, soprattutto a causa del mio carattere schivo e riserva-
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to? Forse tiepido e fattivo? In sede di bilancio, tuttavia, devo riconoscere che mi è stato concesso tanto spazio per cui ne è scaturita una collaborazione
molto stimolante e produttiva.
Tralasciando gli aspetti puramente assistenziali, vorrei qui ricordare la grande fiducia accordatami per la
stretta collaborazione nelle gare d’appalto per i medical device e gli elettromedicali, l’aiuto nella preparazione delle presentazioni di Power-Point, le numerose pubblicazioni scientifiche prodotte, l’organizzazione degli eventi formativi per l’aggiornamento
del personale della TIN e successivamente di tutto il
Dipartimento. Inoltre la collaborazione nel progetto ministeriale “Videoconnessione Interospedaliera”
(dal 1999 al 2004), coordinato dalla Cardiochirurgia
dell’Ospedale “Giovanni XXIII” di Bari.
Magari qualche anno fa, se mi fosse stato chiesto un
giudizio a caldo su questa collaborazione, non l’avrei
mai detto, ma oggi con un’analisi a freddo, dopo aver
sedimentato e metabolizzato questo ventennio, mi
sento di dire, con affetto: grazie dottor Rinaldi.
IX INCONTRO DAUNO
FOGGIA
All’inizio dell’anno 1991, nel mese di aprile, si tenne il Nono
Incontro Dauno di Medicina Perinatale a Foggia, organizzato
dalla Divisione di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale con
una larga partecipazione di neonatologi, ostetriche, infermieri,
allievi di scuole infermieristiche dell’intera regione. Particolare
interesse suscitò la presentazione di screening ecografico cerebrale, renale e del bacino, evidenziando l’affidabilità, l’accuratezza diagnostica e l’assenza di rischio della metodica.
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IV CORSO DI AGGIORNAMENTO
IN NEONATOLOGIA
L’AQUILA
Nel mese di giugno venne organizzato a L’Aquila il IV Corso di Aggiornamento in Neonatologia dell’Italia Centrale dal
dr. G. Spennati, collega esperto formatosi anch’egli alla Scuola Romana col primo gruppo del prof. Bucci. In quell’occasione la dr.ssa Marciello ed il dr. Gallo presentarono l’esperienza
della diagnostica ecografica della D.C.A. (displasia congenita
dell’anca), riferendo l’esperienza relativa a 508 neonati per un
totale di 1016 anche esaminate nel corso del 1990. La dr.ssa Litta presentò “Analisi dei fattori di rischio ostetrico-neonatali in
pazienti con N.E.C. (28/2562 neonati osservati nella Divisione tra l’1/1/86 ed il 31/12/90 con un’incidenza dello 0,9%) (R.
Litta, R. Magaldi, G. Marciello, M. Rinaldi e G. Gallo, Atti del
Convegno, Ed. C. del Romano, p. 37, L’Aquila 1991).
III INCONTRO
ITALO-GRECO
CORFù
Nell’ambito del terzo incontro Italo-Greco, di Pediatria Pratica,
tenutosi a Corfù nel mese di giugno, il prof. Ambrosioni invitò
il dr. Rinaldi a tenere un aggiornamento su “Divezzamento: linee guida” (“Il Pediatra”, n. 20, anno ’91, Roma, p. 33-37).
48° CONGRESSO NAZIONALE
società italiana di pediatria
GENOVA
La tematica che il Gruppo foggiano stava affrontando nell’assistenza neonatale fu oggetto di comunicazione al XLVIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria tenutosi a
Genova:
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- “Assistenza neonatale in Puglia: considerazione sui dati statistici ISTAT” (si evidenziavano i progressi dell’assistenza neonatale in Puglia),
- “Surfactant naturale suino” nel RDS neonatale (esperienza della Terapia Neonatale di Foggia riguardante 20/98
pazienti – 11 trattati e 9 controlli),
- “Infezioni ospedaliere nella patologia neonatale e T.I.N.
di Foggia” (dati riguardanti un’indagine policentrica con
riferimento solo ai 266 neonati ricoverati nella Reparto
foggiano). Le comunicazioni sono riportate sulla Rivista
Italiana di Pediatria vol. 17, 1991.
IV CORSO DI AGGIORNAMENTO
ITALIA MERIDIONALE
AMALFI
Nel mese di ottobre, ad Amalfi, al IV Corso di Aggiornamento
dell’Italia Meridionale per medici ed infermieri professionali,
il Gruppo portò la propria esperienza sulla diagnosi ecografica
del danno neurologico con il dr. Gallo, esperto ecografista formatosi alla Scuola di Pavia, unitamente alla dr.ssa Marciello. Il
gruppo delle infermiere, con la caposala G. Pesante, si soffermò sull’assistenza infermieristica al neonato neurologico (Atti
del Corso, pp. 46-53 e 55-64).
L’impegno del Reparto era ormai orientato alla predizione, nei
neonati dimessi, delle possibili sequele neurologiche con l’uso
combinato dell’esame neuro-comportamentale e degli esami
strumentali quali l’ultrasonografia, la TAC e la risonanza magnetica nucleare (RMN). La casistica degli esiti neurologici nei
neonati di peso molto basso assistiti presso il Reparto in due
quinquenni successivi (1980-84:187 neonati e 1985-89:315 neonati) fu oggetto della relazione “Valutazione neurologica del
neonato di peso molto basso dopo la dimissione”, presentata
al XXXII Congresso Nazionale A.O.G.O.I. tenutosi a Lecce dal
2 al 5 ottobre, dal dr. Rinaldi.
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F.A.S.NE.
(Foggia Amici per lo Sviluppo
della Neonatologia)
FOGGIA
Sulla scorta di altre esperienze nazionali sorse anche a Foggia la F.A.S.NE., una associazione senza fini di
lucro, creata da alcuni genitori ed operatori sanitari con lo scopo di essere di supporto al piccolo nato e alla sua famiglia. L’associazione si proponeva, e si propone ancora oggi, di sostenere
la ricerca e l’aggiornamento per il personale medico ed infermieristico, oltre che garantire apparecchiature sempre più sofisticate e funzionali per migliorare la qualità dell’assistenza ai
neonati ricoverati nel Reparto di Patologia e Terapia Intensiva
Neonatale degli Ospedali Riuniti di Foggia. Nel tempo lo statuto dell’associazione fu richiesto come modello da diversi istituti universitari ed ospedalieri.
Il dr. Vittorio
Postiglione, Presidente
della F.A.S.NE.
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Intanto, con l’utilizzazione di tecniche assistenziali sempre più
sofisticate ed invasive in età neonatale, si assisteva ad un netto miglioramento della mortalità infantile che in circa l’80% dei
casi riconosceva una causa nell’epoca neonatale. Così i limiti di
vivibilità, che nel 1984, nel Centro di Foggia, erano collocati intorno alla 26.ma settimana di gestazione, ovvero ad un peso alla nascita intorno agli 800 g., nel 1992 scesero intorno alla 24.ma
settimana di gestazione e un peso intorno ai 500 g. Essendosi ridotta la mortalità e la morbilità dei “neonati di peso molto basso”, tra 1000 e 1500 g., l’interesse dei neonatologi, degli ostetrici
e dei genitori cominciò a spostarsi verso i neonati con peso alla
nascita “estremamente basso” (inferiore, cioè, a 1000 g.).
Tutto questo grazie anche alla stretta collaborazione con le
Divisioni di Ostetricia dirette dal dr. P. Lauriola e dal dr. G.P.
Flaminio, particolarmente attenti alla cura delle gravide a rischio.
PRIMO CORSO TEORICO-PRATICO
RESIDENZIALE DI NEONATOLOGIA
FOGGIA
Pubblichiamo, in relazione al Corso Teorico-Pratico, un’intervista al dr. Rinaldi riportata sul “Roma” del 9 luglio 1992:
”Quello che ci siamo prefissi – spiega il dr. Rinaldi – è
di far sopravvivere un maggior numero di bambini pretermine con peso inferiore al chilogrammo” ed i risultati
conseguiti fino ad ora dall’équipe medica del Reparto sono senz’altro incoraggianti. La mortalità di questi bambini è progressivamente diminuita: si è passati dal 60%
a meno del 30%, con una sopravvivenza del 70%. “La
nostra preoccupazione – continua il primario – è anche
quella di restituire alla società dei bambini sani, rivolgendo la nostra attenzione, in modo particolare, alla valutazione della situazione neurologica, per individuare,
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Da sinistra: Montrone,
Marciello, Di Gianni,
Gallo, Rinaldi, Nargiso,
Litta, Magaldi, Popolo
preventivamente, eventuali lesioni a carico del sistema
nervoso centrale, servendoci di elettroencefalografia-poligrafica neonatale”.
Alla realizzazione di questo programma contribuivano i dottori Gallo e Marciello con l’ecografia cerebrale, il dr. Di Gianni con l’elettroencefalografia e la dr.ssa Litta con il follow-up.
Dallo stesso articolo riportiamo:
“Un altro obiettivo da raggiungere è quello dell’aggiornamento continuo che – come sottolinea Rinaldi – viene
curato in modo particolare con due incontri mensili. A
partire dal 28 settembre, poi, e fino al primo ottobre organizzeremo a Foggia, un corso di tirocinio teorico-pratico per i Neonatologi dell’Italia Meridionale: la mattina ci saranno le lezioni ed il pomeriggio i quaranta medici che interverranno al corso faranno esercitazioni pratiche presso la nostra divisione per problemi riguardanti
la Ventilazione, l’Alimentazione Parenterale, la Valuta-
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zione del danno neurologico e una esercitazione di Genetica che si svolgerà presso l’Ospedale di San Giovanni
Rotondo, dove esiste un centro specializzato”.
“Abbiamo voluto sperimentare – afferma il dr. Rinaldi
nella prefazione del volume degli atti – questa modalità di aggiornamento nell’intento di favorire uno scambio più diretto delle esperienze assistenziali tra i partecipanti del corso. I lavori presentati affrontano da angolature diverse alcuni argomenti di Neonatologia in cui
si affacciano stimolanti novità, pur tra problemi ancora
aperti: il trattamento ventilatorio delle sindromi respiratorie neonatali (Mendicini, Agostino e Rinaldi) e quello
sostitutivo con surfactant esogeno (Magaldi), l’applicazione sempre più diffusa della nutrizione parenterale totale nell’assistenza al neonato di peso molto basso (Popolo, Gatta, Haas e Mastropasqua), la valutazione diagnostica per immagini del danno cerebrale neonatale (Gallo
e Zobel Beomonte), il perfezionamento delle metodiche di
laboratorio applicate allo studio delle sindromi congeniGruppo del Follow-up.
Da sinistra: Taurino,
Fiscarelli, Iliceto,
Simone, Minelli,
seduta Litta
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R i n a l d i
te su base ereditaria (Dalla Piccola e Zelante) (…). Spero
che tutti i partecipanti al corso approfittino della presenza dei professori Macagno, Orzalesi e Salvioli, dalla cui
esperienza pluriennale nel campo dell’assistenza neonatale potranno attingere conoscenze e stimolo per affrontare i
problemi con cui si cimenta il Neonatalogo di oggi”.
Grande riconoscenza il Gruppo foggiano ha conservato per i
prof. Macagno ed Orzalesi, ai quali spesso è ricorso per problematiche particolari, di difficile soluzione, invitandoli anche in
Reparto come “Visiting Professor”.
Il prof. Orzalesi, divenuto Segretario del Gruppo di Lavoro di
Neonatologia, nella relazione del 7/12/92, inviata a tutti i soci,
sottolineava l’importanza dell’aggiornamento e la formazione
permanente nell’Assistenza Infermieristica Neonatale, tenutasi a Stresa, dicendo:“ Dobbiamo rilevare con soddisfazione che alla suddetta iniziativa si sono affiancati corsi di aggiornamento teorico-pratico, alcuni di lunga tradizione (Roma) ed altri di nuova istituzione (Foggia, Trapani) e che ha già trovato una prima applicazione l’istituto di “Visiting Professor” in alcune sedi (Cesena, Cosenza,
Foggia, Reggio Calabria)”.
4° CONGRESSO NAZIONALE
gruppo di lavoro di neonatologia
PISA
Al 4° Congresso Nazionale del Gruppo di Lavoro di Neonatologia della Società Italiana di Pediatria, tenutosi a Pisa dal 15 al
18 giugno, il Reparto fu presente con 4 comunicazioni:
- “EEG – poligrafia nella leucomalacia periventricolare
(PVL)” (A. M. Di Gianni, G. Rinaldi, G. Marciello, R. Magaldi, G. Gallo),
- “Leucomalacia periventricolare del pretermine: nostra
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esperienza preliminare” (G. Gallo, G. Marciello, A. M. Di
Gianni, M. Rinaldi),
- “Displasia toracica asfissiante: contributo clinico” (R. Magaldi, R. Litta, G. Montrone, M. Rinaldi),
- “La sindrome di Pena – Shokeir II : contributo clinico di
2 casi” (G. Rinaldi, R. Magaldi, G. Popolo, N. Nargiso, L.
Zelante).
(Atti IV Congresso G.L.N., Pisa 1992)
Si trattò dell’ultimo Congresso Nazionale del gruppo di lavoro di
Neonatologia in quanto con il presidente prof. Orzalesi si provvide alla fondazione della Società Italiana di Neonatologia (SIN).
INCONTRO
DI MEDICINA PERINATALE
BARI
Agli inizi di ottobre si tenne, a Bari, un incontro di Medicina
Perinatale organizzato dai prof. Mautone e Selvaggi. Nella Sessione sulla Patologia della Gravidanza e Nutrizione Fetale, relazionarono i professori Lo Verro (“Ipertensione in gravidanza”), Rinaldi (“Il neonato con I.U.G.R.”), Greco (“Diabete in
gravidanza”) e Laforgia (“Il neonato di madre diabetica”).
Per meglio significare l’attività svolta nel ’92 riportiamo alcune
parti di due articoli pubblicati sul “Roma” (marzo ’93, il primo
di Carmine Castoro, il secondo di Patrizio Mannu):
“E poi attrezzature all’avanguardia (…) screening ad
ampio raggio, un’intera équipe di Trasporto Neonatale
composta da medici ed infermieri esperti in terapia intensiva neonatale dotata di un’Unità Mobile con incubatrice provvista di ventilatore meccanico, una regolare attività seminariale interdisciplinare con un meeting
di aggiornamento ogni 15 giorni e la visita di un professore universitario ogni due mesi per una sorta di campo base medico con tutto l’organico del reparto (…). «Le
cose vanno bene – sottolinea il primario – perché c’è una
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grande disponibilità da parte dell’intero personale infermieristico, una partecipazione totale alla sorte dei bambini gravi che vengono ricoverati da noi, una predisposizione all’accoglienza, visti i drammi che si consumano
a livello familiare dopo la nascita di un bambino che i genitori si aspettavano sano. Ai miei infermieri posso chiedere di tutto, anche prestazioni supplementari, raddoppi di turno (…). C’è un’umanizzazione che non si ritrova in altri reparti – incalza Rinaldi – io dico che siamo
una piccola comunità. Eppure avremmo bisogno di miglioramenti strutturali per garantire un’assistenza sempre più completa, non solo per la prevenzione e il trattamento della morbilità infantile, ma anche per il supporto psicologico agli stessi genitori. Dovremmo costituire dei nuclei familiari allargati intorno al bambino che
sta male, i genitori dovrebbero imparare col nostro aiuto a non rifiutarlo, a non aver paura della sua patologia,
dovrebbero prendere maggiore dimestichezza con lui, e
per far questo occorrerebbe una sorta di piccola foresteria per accoglierli quando vengono da fuori Foggia, fargli consumare un pasto col figlioletto; invece abbiamo locali abbastanza stretti, sono costretti ad entrare in orari
di visita specifici, gli organismi competenti al riguardo
non ci danno ancora risposte convincenti.”
“Circa il trasporto Foggia fa parte con Roma e Udine della “triade della salvezza” (…). Agli apparecchi
dell’Unità si dedica adesso un nucleo specifico sollevato
da altri incarichi: si parla di quattro medici e sei vigilatrici di infanzia che collaboreranno con la divisione, ma
copriranno anche l’intero territorio.
A questo punto, forse, tocca dare qualche dato: nel 1992 i
trasporti in ambulanza sono stati 100, i trasporti in “utero” 75. Trasporto in utero? Certo, una nuova frontiera
che Rinaldi non manca di sperimentare. «Più che operare sul neonato – dice – stiamo cercando di operare, per
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così dire, a monte trasportando la madre da un ospedale
all’altro. Non nascondo che ci sono state delle difficoltà
anche di ordine culturale, la chiusura per interventi del
genere era totale e solo adesso stiamo superando i gap».
Avanti di questo passo si arriverà all’elitrasporto allora?
Non proprio, l’elicottero per interventi del genere non è
necessario, quello che interessa non è guadagnare tempo. Il concetto è un altro. «La filosofia dell’Unità mobile
– spiega Rinaldi – è quella della continuità dell’assistenza che sarà fornita nell’ambulanza lungo tutto il viaggio,
una sala operatoria su quattro ruote, insomma. Altra cosa importante è la particolare conformazione morfologica della nostra regione, le enormi pianure possono tranquillamente essere percorse su gomme. Differente è il caso della Lucania, dove l’elicottero permetterebbe il raggiungimento di zone montagnose impervie».
Nel mese di marzo, il 18-19-20 si tenne a L’Aquila un Corso Teorico-Pratico di Nutrizione Parenterale in Neonatologia a numero chiuso ed il dr. Rinaldi fu invitato come coordinatore.
4th WORKSHOP
NEPHROLOLGY
ROMA
Di particolare importanza fu il “4th International Workshop on
Neonatal Nephrology” che ha visto riuniti a Roma, dal 6 all’8
maggio, oltre 300 fra pediatri, neonatologi, ostetrici, perinatologi, ecografisti, chirurghi pediatri, con l’intervento di numerosi
professori italiani e stranieri, delle diverse discipline. Il Gruppo foggiano fu presente con la moderazione del dr. Rinaldi in
una sessione e la presentazione di una comunicazione “Uropatie malformative: diagnosi prenatale e riscontro neonatale”
(M. Rinaldi, G. Popolo, A. M. Di Gianni, P. Lauriola, R. Magaldi e G. Rinaldi) (Atti del Convegno, p. 197).
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Papa Giovanni Paolo II
con i neonatologi
partecipanti
al Convegno
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Il dr. Rinaldi con S.S.
Giovanni Paolo II.
A sinistra del Papa
il dr. Longo di Lecce
Nella seconda giornata del convegno, i partecipanti si sono trasferiti nei Palazzi Vaticani, dove il Santo Padre Giovanni Paolo II, li ha ricevuti nella Sala Clementina, rivolgendo il Suo saluto e impartendo loro la Sua benedizione. Riportiamo dal testo del Pontefice:
“(…) Nell’ambito dello sforzo di promuovere e incoraggiare le conquiste al servizio della vita, che deve essere
di tutti, la vostra professione diventa missione, il vostro
amore per i piccoli pazienti è espressione di autentico
servizio alla vita e la volontà di non arrendervi di fronte alle tante difficoltà testimonianza esemplare di solidarietà umana (…)”.
Particolarmente gradita giunse, nel mese di aprile, la richiesta
del Sovrintendente Sanitario dr. Salvatore Rubino, dell’Ospediale Pediatrico “Bambino Gesù”, di inviare il dr. Giulio Seganti e il dr. Massimo Pennacchia presso il Centro di Foggia. Dalla
lettera del 17/4/93 prot. 1550/93 riportiamo: “Nella previsione
di una nuova organizzazione dell’area di neonatologia dell’Ospedale
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“Bambino Gesù”, comprendente una terapia intensiva ed un servizio
di trasporto affidati ai Neonatologi, desidero prendere contatti, tramite i miei collaboratori, per una visione diretta dell’organizzazione degli spazi, delle attrezzature e del personale di quel settore”.
II CONVEGNO NAZIONALE
INFERMIERISTICO
STRESA
Al II Convegno per l’Aggiornamento e la Formazione permanente nell’assistenza infermieristica neonatale, tenutosi ancora
a Stresa, dal 12 al 15 maggio, nell’ambito dell’uso di surfattante
in neonatologia un intervento preordinato fu riservato al Gruppo foggiano sulla “Somministrazione del surfattante”.
GIORNATE NEONATOLOGICHE
DAUNO-JONICO-SALENTINE
PUGNOCHIUSO (FG)
L’esigenza di amalgamare le esperienze con le necessità organizzative dell’assistenza neonatale della Regione Puglia, spinse
il dr. Rinaldi ad organizzare, presso l’incantevole baia garganica
di Pugnochiuso (FG), le “Giornate Neonatologiche Dauno-Jonico-Salentine”, per la prima volta riunite insieme dalla Sezione
Apula del Gruppo di Lavoro di Neonatologia della S. I. P.
Ad un giornalista che chiedeva come si collocasse Foggia nella mappa sanitaria della neonatologia e quali fossero le aspettative del Convegno, il dr. Rinaldi rispondeva:
“Il Congresso di oggi riunisce le tre iniziative pugliesi di Foggia, Taranto e Brindisi. Nella stupenda cornice di Pugnochiuso si è concentrata, per motivi di economia e di opportunità, un’occasione particolare, ricca di
temi interessanti che vanno dall’Ematologia (Carapella,
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Schettini, de Stasio), alla Nefrologia neonatale (Ianniruberto, Guignard e Lubrano), al problema del Followup del neonato a rischio (Salvioli, Cavazzuti, Rinaldi,
Curcio). I congressisti, oltre 400, saranno interessati al
«Controllo della circolazione e dell’ossigenazione cerebrale del neonato» dalla trattazione del prof. Duc di Zurigo e uguale attenzione verrà data al settore dell’infettivologia neonatale con particolare riguardo alla «Infezione da parvovirus B 19 in epoca neonatale» (Fumarola).
Le cinque province pugliesi, rappresentate dalla De Simone (BA), Rosati (BR), Litta (FG), Longo (LE) e Vitacco (TA) – ha continuato il dr. Rinaldi – offriranno il loro
contributo alla lettura del quadro complessivo del destino, in Puglia, del neonato al di sotto dei 1500 gr. Quanto alla situazione foggiana, non possiamo che ritenerci
soddisfatti di quanto, la nostra città, fa nel settore specifico, perché a fronte di una precaria situazione, pressoché generalizzata, segnatamente in tema di posti letto, Foggia non solo dispone di congrui impianti ma anzi offre ospitalità ad un buon 50% di piccoli ospiti di altre zone del territorio nazionale e non solo per una questione di spazi”. (Roma, Carmine Castoro)
Nel saluto d’apertura del Convegno il dr. Rinaldi volle dedicare i lavori al “padre spirituale” dell’Ospedale Pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari.
Riportiamo:
“Propongo di esordire con un segno di unanime riconoscimento nei confronti di un collega che soltanto qualche mese fa ci ha lasciato, dopo aver impresso un segno
indelebile nel cammino della Pediatria con il suo concreto operare in difesa del bambino malato. Ivan Papadia è il padre spirituale dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII ed alla sua memoria dedichiamo queste nostre
giornate con la certezza che solo seguendo l’esempio di
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Maria Teresa CostaRinaldi consegna la
targa ricordo alla
dr.ssa Longo-Papadia
uomini illustri che ci hanno preceduto possiamo spianare la strada futura.”
Per evidenziare la figura del prof. Duc, di Zurigo, riportiamo la
testimonianza del prof. Paolo Giliberti, attuale Presidente della Società Italiana di Neonatologia:
“PUGNOCHIUSO, 1993
Come furono difficili i primi anni ’90! Lo furono
sul piano personale e lo furono sul piano professionale. Ad Aprile del 1990 ero approdato al Monaldi,
quale vincitore del concorso a Primario di Neonatologia, ma tutto quello che trovai, furono due stanze vetuste, una delle quali, evidentemente uno studio medico, era arredata da una scrivania , una se-
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Il prof. Duc
col dr. Rinaldi
dia malridotta, un piccolo armadio ed un piano lavoro dove appariva del tutto improbabile poter visitare un bambino.
Che errore madornale che ho fatto, pensai ripetutamente in quei giorni e nei mesi successivi: a Napoli è già difficile conservare quel poco che esiste,
figurati costruire qualcosa dal nulla, soprattutto in
un Ospedale che sembra avere una vocazione cardiologica – cardiochirurgica, ha una forte tradizione pneumologica, ma di certo non conosce il neonato, tanto che molti dei dirigenti non riescono nemmeno a pronunciare correttamente la parola neonatologia.
Seguirono anni di estenuanti colloqui, di lunghe attese per ottenere l’approvazione degli atti amministrativi, propedeutici alla realizzazione di un reparto di terapia intensiva neonatale, anni di isolamento dal mondo, anche per problemi personali tanto
gravi da non lasciarti fiato.
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C’era poi all’interno dell’Ospedale una sostanziale ostilità verso il nuovo, che ostacolava il progetto , lo rallentava, lo distorceva. Allora capii che se
volevo veramente avere una chance, dovevo fare
in modo che tutte le figure decisionali assolvessero al loro compito, senza comprendere completamente l’intera progettualità. La cortina di silenzio
incominciò a funzionare: Si costruì il reparto, venne realizzato il programma di allestimento, giunsero le attrezzature e furono completati i concorsi
per il personale, in un tempo tutto sommato brevissimo di meno di due anni. Vidi così arrivare i
primi medici, si materializzò davanti ai miei occhi
un gruppetto di giovani infermiere, ma poi dovetti
attendere la soluzione di qualche situazione politica per vedermi assegnata la restante parte dell’organico medico.
Era il 1993. I problemi personali continuavano ad
esserci, ma volgevano al meglio. Nell’Ospedale bisognava attendere adempimenti residuali per poter iniziare.
Inattesa mi giunse una telefonata da Zurigo, dalla
quale apprendo della presenza di Gabriel Duc ad
un Congresso a Pugnochiuso. Certo ho desiderio di
rivedere il mio maestro. Quante cose mi ha insegnato! Mi ha insegnato la corretta metodologia dell’approccio clinico, basata sulla ricerca delle prove, ma
mi ha soprattutto insegnato che se vuoi veramente
curare il neonato, ne devi avere cura.
Andai a Pugnochiuso, ma confesso di non ricordare molto, tranne i colloqui con Duc, pieni di sentimenti di amicizia, di stima, pieni di osservazioni e
consigli professionali ed una serata, dove mi trovai
seduto di fronte Giuseppe Rinaldi. Non ci conoscevamo, ma facemmo amicizia, parlando io dei miei
problemi di lavoro e lui delle sue battaglie a Fog-
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gia per costruire una terapia intensiva, che ancora oggi è un importante punto di riferimento, non
solo regionale. Giuseppe amava l’approccio gentile dell’assistenza al neonato, voleva una terapia intensiva rispettosa del neonato, aveva largamente
capito l’importanza delle cure di seguito dopo la
fase intensiva.
Ne nacque una amicizia ed una stima che continuano ancora oggi.
Oggi Peppino è felicemente in pensione, sapendo
di aver speso al meglio la sua vita professionale, sapendo che chi ama il neonato non potrà dimenticarlo.
Napoli, 2010”
Il dr. Rinaldi taglia la
torta in occasione
del Convegno
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“BAMBINO PROGETTO SALUTE”
1993
PORTONOVO (AN)
Il prof. Caramia, instancabile organizzatore degli Incontri Internazionali Multidisciplinari, che teneva annualmente a Portonovo, nel 1993 (18 giugno) invitava il dr. Rinaldi a partecipare ad
una Tavola Rotonda con i professori Orzalesi, Rondini, Dimita, De Betman (Parigi), sul “Neonato con insufficienza respiratoria, anossia cerebrale e danno neurologico. Attualità diagnostiche, terapeutiche, prognostiche e assistenza domiciliare”.
Prendiamo dal sito “www.bambinoprogettosalute.it” del prof.
Caramia, la storia dei Congressi Internazionali “Bambino Progetto Salute”:
“I Congressi Internazionali “Bambino Progetto Salute”, giunti nel 2007 alla XXIV edizione, sono nati in seguito ad un incontro avvenuto nell’autunno 1982 con
il compianto prof. Ettore Rossi, a quel tempo Direttore
della Clinica Pediatrica di Berna, il prof. Giorgio Maggioni, già Direttore della Clinica Pediatrica di Ancona e
a quel tempo da poco trasferitosi all’Università “La Sapienza” di Roma, il prof. Gianni Bona e da chi ha il piacere di presentarvi questo sito.
Lo scopo era quello di proporre progressi scientifici, confronti culturali strettamente collegati alla ricerca in ambito dell’età evolutiva, non solo nazionali ed europei, e
riflessioni sul modo di essere e di vivere la nostra professione.
In tutti questi anni, che possono sembrare pochi per chi
legge, ma che sono tanti per chi li ha intensamente vissuti, si è cercato di favorire incontri fra scienza medica,
tecnologia e dimensione umanistica della medicina, che
deve tenere come riferimento centrale il bambino, il rispetto della qualità della vita, senza accanimenti terapeutici, la sua dignità e il rapporto medico-paziente, per-
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ché l’anima della medicina, di questa nobile arte, si trova
nella relazione fra chi guarisce e chi è guarito.
Sono stati affrontati e dibattuti, da numerosi studiosi di
fama nazionale ed internazionale, italiani e stranieri, i più
attuali argomenti del momento, favorendo quella diffusione delle conoscenze che è alla base del progresso” (…).
INCONTRO ITALO-GRECO
SKIATOS
Continuava anche la tradizione degli Incontri “Italo-Greco di
Pediatria Pratica”, a Skiatos (21-23 giugno), organizzati dal
prof. G. Ambrosioni dell’Ospedale Maggiore di Bologna e dal
prof. G. Karpousas dell’Università di Salonicco. Al dr. Rinaldi
veniva assegnato il tema “L’addome acuto neonatale: problemi medici”, mentre al prof. Pavesio “Le meningiti batteriche”,
nella seduta moderata dal prof. Bona.
LONDRA-OXFORD
La partecipazione al Seminario Scientifico sui Surfattanti tenutosi a Londra ed Oxford dal 30 giugno al 4 luglio 1993, permise al dr. Rinaldi di confrontare le esperienze sull’argomento. Il Seminario, infatti, organizzato dalla Wellcome Foundation Limeted intese sviluppare le conoscenze dei partecipanti sulla terapia dell’RDS e sull’organizzazione sanitaria di alcuni centri londinesi all’avanguardia nel trattamento di questa patologia.
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2nd Word Congress
of Perinatal Medicine
roma
Dal 19 al 24 settembre si tenne a Roma 2nd Word Congress of Perinatal Medicine. Il Gruppo presentò due comunicazioni:
- “Relation between lasting interictal EEG monitoring and
neurological outcome in neonatal seizures”.
- “Neuro developmental outcome two years after natural surfactant treatment for neonatal respiratory distress
syndrome (RDS)”. (Atti del Congresso, Monduzi Editore, Bologna 1993, pp. 600-606, pp. 1205-1209)
Nel mese di settembre aveva termine per il dr. Rinaldi la carica di Consigliere nel Comitato Direttivo Nazionale della Società Italiana di Pediatria per il triennio 1990-93. Di lui il prof. A.
Rubino, Presidente del Direttivo, dice:
“La Società Italiana di Pediatria è grata al dott. Rinaldi
per la partecipazione attiva e continua alle attività del
Comitato Direttivo nell’intero triennio, per l’impareggiabile lavoro svolto, per la qualità dei suoi contributi alle decisioni e agli orientamenti del Direttivo”.
Nello stesso mese di settembre la dr.ssa Litta, responsabile
dell’ambulatorio neonatale di follow-up, partiva in comando
per l’America per uno stage di un anno, presso l’Università di
Cleveland dalla prof.ssa Hack, maestra mondiale del followup neonatale.
INCONTRO GLn
BOLOGNA
Il 13 ottobre del 1993, nel corso di un Incontro del Gruppo di Lavoro di Neonatologia (GLN) della SIP Regione Emilia, l’espe-
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rienza sul trasporto del Gruppo di Foggia venne “esportata” a
Bologna in un confronto con quella dei centri dell’Emilia Romagna. Particolarmente interessante fu il confronto tra il dr. Rinaldi, che evidenziava i vantaggi del trasporto nel ridurre la mortalità dei neonati, ed il dr. Andreotti (Bologna), che ne sosteneva l’inutilità.
Si teneva a Milano, dal 14 al 16 novembre, il VI Congresso Nazionale O.I.G.I.G. ed il Gruppo foggiano fu presente con la comunicazione “Neonato IUGR: esperienze della USL FG/8 nel
quinquennio 1986-90” (Atti del Congresso CIC Edizioni Internazionali, pp. 401-403).
CORSO DI AGGIORNAMENTO
NAZIONALE GLN
MILANO
Al Corso di Aggiornamento Nazionale del Gruppo di Lavoro
di Neonatologia (GLN) tenutosi a Milano (25-27 novembre) la
Sessione sulla Farmacologia Neonatale fu moderata dal prof.
Orzalesi e dal dr. Rinaldi. Il Gruppo foggiano fu presente con
alcune comunicazioni:
- VLBW e malattia polmonare cronica: follow-up respiratorio (Magaldi et al).
- La nutrizione parenterale mediante catetere venoso centrale per via percutanea: esperienza dell’UTIN FG/8 (Popolo et al.).
- Valutazione dei criteri predittivi di reintubazione del
neonato nel corso di divezzamento respiratorio (Di Gianni et al.).
- Emorragia peri-intraventricolare nei neonati di peso molto basso: diagnosi ecografica e controllo autoptico (Marciello et al.).
La dr.ssa Marciello, del periodo pavese e del suo successivo impegno nel campo ecografico, così ricorda:
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“Quando il dott. Rinaldi chiedeva, non c’era possibilità di tirarsi indietro: sì, perché lui riusciva a
guardare oltre, a guardare lontano, al di là delle nostre incertezze, dubbi e difficoltà.
Fu così per me quando mi propose di occuparmi
di Ecografia Neonatale, a cui cominciavo ad avvicinarmi con molta cautela utilizzando un vecchio
apparecchio ecografico Toshiba in dotazione al nostro reparto. Mille problemi, mille domande (ce la
farò, non ce la farò, come farò a frequentare un centro lontano da Foggia con due figli ancora piccoli,
sarò all’altezza di quello che mi si chiede?): era però
l’occasione da non perdere per il mio futuro professionale. Partecipai così nel settembre del 1993 alle
selezioni scritte per l’ammissione al corso di ecografia presso il Policlinico S. Matteo di Pavia. Superato l’esame, iniziai la mia avventura, durata sei mesi,
presso la Divisione di Patologia Neonatale a Pavia.
Il corso, ufficialmente riconosciuto dalla Soc. Ital.
di Ultrasonologia, era il primo corso per ecografisti neonatali tenuto in Italia, organizzato dal prof.
G. Rondini. Le attività diagnostico-didattiche erano
sotto la guida della dr.ssa A. Ometto, le cui capacità professionali erano altamente riconosciute in tutta Italia. Un’esperienza importante e grande per la
mia formazione: il campo dell’ecografia cominciava
a schiarirsi e a diventare per me sempre più familiare, tutti i più piccoli segreti venivano da me piano piano scoperti, tanti i confronti continui con gli
altri quindici colleghi provenienti da tutt’Italia con
i quali ho stretto da allora un forte legame di amicizia, stima e affetto. Superai brillantemente il colloquio finale, riportando quel Diploma di Ecografista
Neonatale di cui ancora oggi vado tanto fiera. Da allora il servizio di Ecografia Neonatale della nostra
divisione è diventato una realtà: l’ecografia cerebra-
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le, renale e delle anche sono attività sempre in forte crescita, e rappresentano un punto di riferimento per tutta la nostra Provincia.
A volte non bisogna rimandare certe occasioni, ma
viverle pienamente nonostante le difficoltà e le incertezze: solo così si superano certe sfide. Ancora
una volta il mio Primario aveva avuto ragione!”
SENSIBILIZZAZIONE F.A.S.NE.
FOGGIA
In occasione delle festività natalizie, il Presidente dell’Associazione F.A.S.NE. dr. Vittorio Postiglione organizzò una settimana di sensibilizzazione a favore dei neonati ad alto rischio, affetti da estrema prematurità o da malattie congenite. Durante
la settimana di beneficenza (dall’1 al 10 dicembre) fu organizzata una “festa” per genitori e bambini ricoverati negli ultimi
anni, con un mercatino di oggetti realizzati dagli stessi iscritti
all’associazione, situato nei pressi dell’ingresso dell’Ospedale
Maternità dell’Ospedale Riuniti.
Il 10 dicembre, presso la Sala Turtur degli Ospedali, si ebbe la
serata conclusiva con la partecipazione massiccia di tanti ex
prematuri con i loro genitori. La serata fu animata dallo spettacolo di burattini dei “Burambò”, dalle musiche dei Sailing Ship
e dalla Corale Polifonica “Z. Kodaly” diretta da S. Zicolillo.
A Roma, all’Hotel Parco dei Principi, nel mese di febbraio in occasione del Congresso Internazionale, nella ricorrenza del 40°
anno di fondazione dell’Istituto ”Gregorio Mendel”, il Gruppo foggiano, con il dr. Di Gianni, presentò la comunicazione
“Differenze cliniche fra neonati singoli e gemelli VLBW” esaminando 335 neonati VLBW ricoverati nel quinquennio 198892 (2072 nati singoli e 63 gemelli).
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CORSO DI AGGIORNAMENTO
IN NEUROLOGIA DELL’INFANZIA
E DELL’ADOLESCENZA
FOGGIA
Al Corso di Aggiornamento in Neurologia dell’Infanzia e
dell’Adolescenza, tenutosi a Foggia nel periodo gennaio-aprile ed organizzato dal dr. Angelo Spina, il dr. Rinaldi presentò
una relazione “Evoluzione del danno neurologico nel neonato di basso peso”, riportando i dati del follow-up a due anni
di 129 VLBW dimessi dal Reparto nel triennio 1990-92, sottolineando l’importanza di prolungare il follow-up nel controllo longitudinale dei neonati VLBW dimessi dalla TIN. L’ambulatorio del Reparto segue, infatti, il destino dei neonati a rischio sostenendo le famiglie in tutto il percorso successivo alla
nascita specie quando compaiono problemi. I genitori vengono accompagnati nelle valutazioni che riguardano il fabbisogno dei piccoli sia esso di tipo neurologico che chirurgico, ortopedico, auxologico.
La valutazione del danno neurologico, a medio e lungo termine, è un ambito nel quale il Gruppo si è particolarmente specializzato. Il rientro della dr.ssa Litta, dopo l’esperienza a Cleveland, ha consentito la formazione di un team di esperti con
le dott.sse Minelli e Taurino e la psicologa dr.ssa Iliceto. Come vedremo in seguito tale programma di sorveglianza a lungo termine (fino a 10 anni di età, in special modo nei neonati
VLBW), ha consentito al Gruppo di seguire una casistica molto ampia, accumulando un’esperienza riconosciuta ed apprezzata non solo dai genitori dei bimbi, ma anche dalla classe medica nazionale.
Riportiamo la testimonianza della dr.ssa Litta sull’evento:
“Non è facile riassumere trenta anni vissuti in Terapia Intensiva Neonatale. Le esperienze, le emozioni ed i ricordi hanno coinvolto la mente ed il cuore
in un unicum indistinguibile. È stata una crescita
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lenta ma tangibile, pur tra tante difficoltà e duro lavoro, mitigati dall’entusiasmo e da piccole e grandi soddisfazioni.
Al dr. Rinaldi riconosco il merito di aver coinvolto
noi tutti in questo cammino, confortati dalla costante presenza e dall’inesauribile incoraggiamento.
Nel 1983, qualche mese dopo l’assunzione mi è stata
offerta la possibilità di frequentare la Divisione di
Neonatologia di Udine, diretta dal prof. Macagno,
per cimentarmi con un programma di informatizzazione dei dati perinatali , rivelatosi indispensabile per la ricerca e le verifiche periodiche del nostro lavoro. Quella tra il 1993 ed il 1994 a Cleveland,
negli USA, resta un’esperienza indimenticabile sul
piano umano e professionale. L’amorevole attenzione del dottor Avroy Fanaroff, direttore al Rainbow
Babies and Children Hospital della Università Case
Western Reserve, ha lasciato tracce anche nei miei
familiari pienamente coinvolti in quest’avventura.
Mi si è dispiegato un nuovo mondo che ha ampliato le competenze nella cura dei piccoli prematuri in
un rapporto costruttivo con i familiari. L’esperienza
si è allargata anche a corsi teorico-pratici di Circolazione Extracorporea Prolungata (ECMO) ; l’attività di Follow-up del neonato a rischio, diretta dalla
dr.ssa Maureen Hach, grande esperta nella valutazione neurologica dei prematuri critici, resta tuttavia l’eredità più importante di quel soggiorno.
Mi è stata offerta, al ritorno a Foggia, la possibilità di avviare un’esperienza analoga che ha incontrato la piena adesione dei genitori. Ne fa fede l’alto
grado di adesione al programma di persone di varia estrazione sociale e residenti anche in città molto lontane.
Individuare in una fase precoce eventuali deficit
neurologici, porvi tempestivamente rimedio in mo-
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do da contenerne i riflessi, rapportarsi con una serie
di realtà italiane tessendo una rete di relazioni proficue e stimolanti resta il lascito di quella esperienza
che, lungi dal considerarsi stabilizzata, apre sempre
nuovi orizzonti. Non credo siano molti quelli che
possono affermare di aver trovato l’America in Italia, posso farlo con piena convinzione grazie al dottor Rinaldi , ai miei colleghi, agli infermieri ed all’
ambiente estremamente stimolante in cui ho avuto
la fortuna di lavorare”.
II CONGRESSO NAZIONALE
PEDIATRIA OSPEDALIERA
ROMA
Dal 13 al 15 gennaio, a Roma, presso l’Hotel Hilton, si tenne il
II Congresso Nazionale di Pediatria Ospedaliera, con la presenza del prof. Mario Calvani. La Tavola Rotonda su “Attualità in Neonatologia: ventilazione meccanica in epoca neonatale”, Presidente il prof. Bucci, vide come relatori i professori Marzetti (introduzione), Colombo (“Modelli di ventilazione
meccanica”), Caliumi Pellegrini (“Nuovi Trigger nella VM”),
Rondini (“I surfattanti suppletivi in corso di VM), Mosca (“Metodiche particolari di ventilazione”), Rinaldi (“I divezzamenti
difficili”), Pedrotti (“Strategie per ridurre al minimo la VM”),
Mazzaglia (“Terapie farmacologiche in corso di VM”) e Console (“L’impatto delle complicazioni”).
Venne presentata una comunicazione su “Divezzamento respiratorio del neonato: nostra esperienza” (G. Rinaldi, A.M. Di
Gianni, R. Magaldi, GF. Maffei).
Circa le modalità ventilatorie il Centro foggiano ha cercato di
essere sempre all’avanguardia, come si rileva dall’esperienza
del dr. Maffei:
“Era il mese di Aprile del 1992, quando entrò in Reparto una nuova apparecchiatura per la ventilazio-
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ne neonatale. Fu subito uno stupore collettivo tra
medici ed infermieri; un timore quasi riverenziale verso quel macchinario imponente, semplice ma
allo stesso tempo oscuro nella sua funzionalità che
ricordava molto, una volta accesso, il rumore di una
lavatrice, tanto che ancor oggi qualche operatore dice: “Dottore, che mette in funzione la lavatrice?”.
Venivano stravolte le comuni conoscenze sulla ventilazione meccanica ed il filmato che venne proiettato dall’ingegnere, lo ricordo ancor oggi, mostrava
un prematuro di 700 grammi ventilato con questa
macchina, che vibrava vistosamente incutendo paura e perplessità. Magaldi ed io fummo inviati dal dr.
Rinaldi ad approfondire il funzionamento di questa
nuova macchina. Il dr. Magaldi andò a Milano (Clinica Mangiagalli – prof. Marini), dove era in uso da
qualche mese, mentre io, nello stesso periodo, andai ad Udine (prof. Macagno), dove avevano già una
buona esperienza con questo ventilatore.
Al rientro ci confrontammo nelle diverse esperienze e stilammo un protocollo operativo per questa
macchina. Esattamente due mesi dopo, ai primi di
giugno, fu ricoverato nel ns. reparto C.V. neonato a
termine con grave sindrome di aspirazione meconiale. Già dal primo momento capimmo che forse
era giunto il momento per provare la nuova apparecchiatura. Tuttavia iniziammo con la ventilazione
convenzionale, con cui l’esperienza ormai decennale ci faceva sentire più sicuri nell’operare quotidiano, ma dopo diversi giorni i risultati erano deludenti. A quel punto, forse per disperazione, forse un po’
anche per curiosità, decidemmo di avviare la nuova metodica ventilatoria. Mi ricordo che l’ansia era
davvero palpabile, perché nonostante gli studi fatti in proposito era la prima volta che ci trovavamo
a ventilare con una macchina che raggiungeva fre-
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quenze sovra fisiologiche (intorno ai 900 atti per minuto). Per diverse mattine nel caldo luglio foggiano
ci siamo ritrovati ai piedi della culla di quel neonato
cercando di capire quali erano i migliori parametri
da impostare sulla macchina, e se tutto ciò che stavamo facendo era veramente utile per la sua salute (poco importava se qualcuno del gruppo si stava
giocando le ferie estive). Comunque alla fine grazie
al Buon Dio abbiamo goduto della più alta ricompensa che un medico possa ambire, la guarigione
del proprio paziente, che senza ombra di dubbio in
assenza del suo intervento non ce l’avrebbe mai fatta. Per me questa è stata la prima certamente, ma
non credo la più importante, gratificazione che ho
ricevuto dal reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale di Foggia”.
CORSO DI AGGIORNAMENTO
REGIONALE PER IL PERSONALE
INFERMIERISTICO
DI ASSISTENZA NEONATALE
FOGGIA
Nel mese di marzo il Personale Infermieristico del Reparto si
assunse la responsabilità e l’onere di gestire direttamente (infermieri-docenti) le relazioni del Corso di Aggiornamento regionale per il personale infermieristico dei Reparti di Assistenza Neonatale, organizzato a Foggia dalla F.A.S.NE. Dopo la lettura magistrale del dr. Rinaldi sull’«Adattamento alla vita extrauterina» all’apertura del Corso, in seguito si è parlato:
- “Routine assistenziale per il neonato nelle prime ore di
vita” (vigilatrici d’infanzia Ricucci e Lena).
- “Rianimazione ed emergenze in sala parto” (inf. Lepore,
vig. Trisolino e Di Mauro).
- “Assistenza ventilatoria al neonato patologico” (inf. Cancellara e Masucci).
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- “Aspetti infermieristici del trasporto del neonato a rischio” (vig. Mileti e Principe, inf. De Leonardis).
- “Maternage e igiene posturale del neonato ricoverato in
UTIN” (terapista Montanino).
- “Allattamento al seno” (puericultrici Ferrara, Fiscarelli, Ventrudo).
- “Nutrizione in un Reparto di Patologia Neonatale” (vigg.
Nesta, Fania e Di Pace).
- “Assistenza infermieristica al neonato neurologico” (inff.
Pesante e Musone).
Dalla prefazione degli Atti del Convegno riportiamo:
“I notevoli progressi, compiuti negli ultimi venti anni
nell’assistenza del neonato, hanno permesso una riduzione notevole della mortalità e della morbilità neonatale. Anche le più sofisticate tecniche assistenziali ai neonati con patologia sono diventate una pratica routinaria nella maggior parte dei Centri di Patologia Neonatale. Abbiamo pensato, dunque, con il personale di assistenza di preparare questo corso di aggiornamento per
offrire alle infermiere, puericultrici, caposale che lavorano nella nostra regione, una possibilità di scambio culturale e di approfondimento delle tecniche di assistenza
per il neonato pugliese.” (Rinaldi)
4TH MEETING
IN NEONATOLOGY
BOSCO (PG)
Nei giorni 21-23 aprile 1994, in occasione del 4th Meeting: Current topics in Neonatology presso il Relais “San Clemente” Bosco – Perugia, i Presidenti prof. Giovanni Bucci ed Antonio Marini discussero sulle problematiche emergenti in Neonatologia
con molti colleghi responsabili di Terapie Intensive, tra i quali anche il dr. Rinaldi.
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Il prof. F. Macagno
con il dr. G. Rinaldi
“BAMBINO
PROGETTO SALUTE” 1994
PORTONOVO (AN)
Nel mese di maggio il prof. Caramia chiamò il dr. Rinaldi come moderatore, con il prof. Macagno, al Congresso di Portonovo (AN) CHILD. HEALTH PLAN – Advances in neonatology and Pediatrics.
Nel mese di agosto il prof. Vaclav, cattedratico dell’Università
“Carlo V” di Praga, reduce da una visita in altri ospedali pugliesi, viene a Foggia nel Reparto di Terapia Intensiva Neonatale, dove esprime particolare apprezzamento per i progressi
compiuti nella ventilazione meccanica, nel monitoraggio della
funzionalità polmonare e nell’applicazione del software per la
nutrizione parenterale totale. Da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 27 agosto ’94, riportiamo:
“Il prof. Vaclav si è soffermato con interesse anche sulle apparecchiature e sulle terapie utilizzate nel reparto
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per la funzionalità cerebrale. Un’attenzione non casuale
quella dello studioso straniero, visto che in Polonia l’etica impedisce l’accanimento terapeutico sui neonati: «Noi
siamo molto meno aggressivi» - ha detto il prof. Vaclav;
per questo la mortalità neonatale in quella nazione è ancora molto alta (…). Da parte del prof. Vaclav, è stata
profilata l’ipotesi di uno scambio di professionalità tra
l’Università di Praga e la Divisione degli OORR. Al dr.
Rinaldi, che faceva notare come il proprio fosse un reparto ospedaliero e non una clinica universitaria, il prof.
Vaclav ha replicato «Si sbaglia questo è un centro universitario a tutti gli effetti» (…). La sua presenza a Foggia cade, (…) nel momento in cui i Neonatologi hanno
deciso di rendere noto il successo conseguito con Principia Del Cambio, la bimba lucana che alla nascita pesava meno di mezzo chilo, restituita alla vita dopo mille malattie”. (Langone)
Sul “caso Principia” da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 24
agosto si evidenzia:
“Principia, sei mesi compiuti ieri, pesa due chili e novecento grammi e per i suoi genitore è… un gigante. La
bimba, appena nata, dopo solo 25 settimane di gestazione, metteva insieme appena 460 grammi, una circostanza che lascia pochissime possibilità di sopravvivenza (…).
Nata il 24 febbraio nella Maternità di Foggia, insieme al
gemello Biagio di 900 grammi (morto a 20 ore di vita),
ha subito presentato una grave sindrome respiratoria,
fronteggiata con surfattante e intubazione, che è durata
due settimane. Difficile alimentarla: la somministrazione del latte è stata interrotta alla diciannovesima giornata, per enterite necrotizzante. Obbligatoria l’alimentazione con flebo, ma quando questo problema viene superato, ecco un’emorragia cerebrale. Per fortuna l’episo-
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dio non lascia segni dal punto di vista neurologico, ma
gli attenti controlli cui Principia è sottoposta nel reparto diretto dal dr. Rinaldi consentono di scoprire in tempo una grave malattia agli occhi, che richiede due ricoveri a S. Giovanni Rotondo, per eseguire la crioterapia.
Al rientro a Foggia, il 4 luglio, il problema oculistico è
risolto, ma viene riscontrata un’ernia ovarica a sinistra
(…). Comunque il 4 agosto Principia è in gran forma e
viene dimessa: al primo controllo è risultata cresciuta di
700 grammi”. (Langone)
II CORSO
TEORICO-PRATICO
DI NEONATOLOGIA
FOGGIA
Organizzato dall’Associazione F.A.S.NE. con il patrocinio
Gruppo di Lavoro di Neonatologia della SIP e della USL FG/8,
si tenne a Foggia dal 5 all’8 settembre 1994.
Gli argomenti trattati affrontarono diversi aspetti dell’assistenza neonatale sotto lo stimolo offerto da Moderatori esperti quali il prof. Marcello Orzalesi (Presidente Nazionale del Gruppo
di Lavoro di Neonatologia), il prof. Giampaolo Salvioli (PastPresidente della SIP) e il prof. Franco Macagno (Primario Neonatologo di Udine). In particolare, si discusse di:
- assistenza neonatale (in sala parto: dr. Magaldi, al nido:
dr. Di Comite, nell’UTIN: dr. Chirico, al neonato cardiopatico: dr. Balducci),
- neurologia neonatale (convulsioni: dr. Di Gianni, followup neurologico: dr.ssa Litta);
- assistenza respiratoria (tecniche e modalità di ventilazione: dr. Maffei, dipendenza dalla ventilazione artificiale:
dr. Rinaldi);
- comunicazione all’interno dell’UTIN (dr. Pedrotti);
- alimentazione (allattamento al seno: prof.ssa Mautone, al
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neonato in terapia intensiva: dr. Popolo, difficoltà nell’alimentazione naturale del neonato patologico: prof. Macagno, al neonato pretermine: prof. Faldella).
Gli argomenti più propriamente clinici furono completati da
esercitazioni pratiche tenute in gruppi ristretti di partecipanti: ventilazione meccanica, screening ecografico, trasporto neonatale, EEG in epoca neonatale, nutrizione parenterale, emogasanalisi arteriosa, monitoraggio cardiorespirografico in terapia intensiva. Gli argomenti trattati furono pubblicati su “Aggiornamenti in Neonatologia vol. 2, n.1, Roma 1994.
Dal settimanale “Protagonisti” del 24 settembre 1994, alla giornalista Varone, che chiese al dr. Rinaldi “Foggia un’isola felice
per i nuovi nati?”, riportiamo la risposta:
“I dati ISTAT relativi al triennio 89-91 registrano,
ab inizio, una percentuale di mortalità infantile pari
all’11,2 per mille nati, valori che cominciano a decrescere già nel ’90, anno in cui la mortalità infantile scende
al 10,2 per mille, fino a giungere all’8,1 nel 1991. Attualmente il settimanale “Il Mondo” ha evidenziato un
ulteriore calo nel numero dei nati che non superano il
primo anno di vita. Se il valore del 6,60 è reale, vuol dire che l’opera di riduzione della mortalità infantile ha
sortito effetti insperati tanto da consentire di allineare
la nostra situazione a livello della Lombardia, e questo
ci conforta molto”.
50° CONGRESSO NAZIONALE
della società italiana DI PEDIATRIA
ROMA
Si tenne a Roma, dal 21 al 24 settembre ed il Gruppo foggiano
fu presente con la comunicazione: “Sequenza di Poland-Moebius: contributo clinico”.
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XVII CORSO DI AGGIORNAMENTO
DI NEONATOLOGIA
ROMA
Si tenne a Roma dal 14 al 17 novembre dello stesso anno. Alla
Tavola Rotonda: “Regionalizzazione del Servizio di Trasporto
neonatale” parteciparono i professori Agostino (Roma), Console (Milano), Costa (Roma), De Curtis (Napoli), Donzelli (Firenze), Macagno (Udine), Pagani (Como) e Rinaldi (Foggia).
Quest’ultimo presentò i dati riguardanti i primi quattro anni di
esperienza del trasporto del Team foggiano (1 gennaio 1988-31
dicembre 1991), riguardanti 784 neonati trasportati.
XV GIORNATE JONICHE
NOCI
Si tennero nel novembre ’94 a Noci (BA) sul tema “Neonatologia fra mito e scienza”, organizzate dal dr. Di Comite in collaborazione con il dr. Basile. Fra gli altri studiosi, relatori della Seconda Sessione furono i professori Ambrosioni (Bologna), Tatò
(Verona), Bonioli (Genova), Rubaltelli (Padova) e Rinaldi (Foggia). Quest’ultimo relazionò su “Aspetti neurologici del followup nel neonato a rischio di peso inferiore a 1500 grammi”. Argomento ripresentato come Lettura Magistrale su “Destino del
neonato di basso peso”, negli Incontri di Pediatria Specialistica
tenutosi a Milano nell’Aula Magna dell’Istituto Scientifico “S.
Raffaele” organizzato dal prof. Chiumello il 17 dicembre.
Nel corso dell’anno 1995 il dr. Rinaldi viene eletto come Neonatologo nel Direttivo Regionale Pugliese di Medicina Perinatale.
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INCONTRO ROP
E PROBLEMATICHE
SAN GIOVANNI ROTONDO (FG)
Nel mese di gennaio si tenne a San Giovanni Rotondo un incontro di Neonatologia: “La ROP e le sue problematiche” organizzato dal dr. Luigi Gatta, Primario Neonatologo dell’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”, che per molti anni ha
condiviso con competenza l’assistenza dei neonati patologici dauni con il Gruppo foggiano. Moderatori dell’incontro furono la prof.ssa Mautone e il dr. Rinaldi, mentre come relatori si alternarono i prof.ri E. Campos (“Storia ed Eziopatogenesi della ROP”), V. Console (“la ROP oggi”), A. De Fazio (“Problemi organizzativi e protocollo di sorveglianza”) e M.T. Marsili (“Diagnosi e trattamento ROP”). La collaborazione con il
gruppo della ROP divenne sempre più intensa, visto il legame di reciproca stima che univa il dr. Rinaldi al prof. Console
e il lavoro prezioso del dr. V. Fredella ed in seguito del prof. N.
Delle Noci, Direttore della Cattedra di Oculistica dell’Università di Foggia con tutta la sua Scuola.
Il prof. V. Console
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II CONVEGNO
DI NEONATOLOGIA
ROMA
Nel mese di aprile il prof. Marcello Assumma organizzò presso
l’Auditorium Pontificia Università Urbaniana, il II Convegno
di Neonatologia “I problemi a distanza del neonato a rischio e
l’assistenza nel territorio”. Con la Presidenza del prof. Rondini, i problemi “Polmonari” furono trattati dal dr. Rinaldi (Foggia), mentre quelli “Auxologici” dal dr. Spennati (L’Aquila) e
quelli “Ematologici” dalla prof.ssa Carapella De Luca (Roma).
A quest’ultima il Centro foggiano fu particolarmente legato,
ricorrendo alla sua enorme disponibilità ed esperienza per le
problematiche ematologiche neonatali.
Particolare emozione suscitò, nel dr. Rinaldi, mentre relazionava, l’ingresso in aula del prof. Giorgio Maggioni, Maestro della Pediatria Italiana, suo indimenticabile insegnante durante il
Corso di Specializzazione in Clinica Pediatrica.
CONVEGNO
NEONATOLOGICO
TRENTO
Il 21 e il 22 aprile il dr. Dino Pedrotti, attivo difensore dello stato di salute del neonato (non solo trentino), organizzò un Convegno Neonatologico ed alla “Tavola Rotonda” sulla “Epidemiologia perinatale area-based e confronto con i dati trentini”,
moderata dai professori Rondini e Rubaltelli, invitò i dottori
Bonati, Corchia, Macagno, Rinaldi (con la relazione “Informatizzazione dei dati perinatali dei VLBW di tutta la provincia di
Foggia), De Vonderweid e Mastropasqua.
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CONVEGNO
NEONATOLOGIA PEDIATRIA OGGI
BOLOGNA
Il prof. Ambrosioni, Primario Pediatra e Neonatologo
dell’Ospedale “C.A. Pizzardi”, il primo giugno organizzò a Bologna il Convegno “Neonatologia Pediatria… oggi” e la Sessione riguardante l’apparato respiratorio fu affidata alla Moderazione del prof. Salvioli, con relatori il prof. Marini (“Recenti acquisizioni nell’uso del surfattante) ed il dr. Rinaldi (“Il followup respiratorio del lattante dimesso dall’UTIN”). Il prof. Marini, Direttore della Cattedra di Patologia Neonatale, Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia Clinica “Mangiagalli” di Milano, con il prof. Bucci ed il prof. Moretti nella fase iniziale, ha
rappresentato per la Neonatologia italiana un continuo punto
di riferimento, per la sua enciclopedica preparazione culturale
legata non soltanto al campo della neonatologia.
Il collega Rinaldo Zanini, attuale Direttore del Dipartimento
Materno-Infantile dell’Ospedale “A.Manzoni” di Lecco lo ricorda così:
Ricordare e dare testimonianza del professor Antonio Marini è davvero difficile perché la sua naturale
“prorompenza” lo ha reso personaggio “pubblico”
con azioni e comportamenti frequentemente sotto
gli occhi di tutti. Ricordo con particolare nostalgia
le sue lezioni durante il corso per la specializzazione in neonatologia.
Lezioni, con grande frequenza, fatte sulla mia pelle di allievo più anziano e con maggiore esperienza lavorativa. In quegli anni lavoravo, infatti, come
Aiuto (termine ormai desueto ma a cui sono affezionato) in Terapia Intensiva Neonatale a Lecco. Il
mio orario di lavoro prevedeva una notte di guardia in modo che smontando al mattino potessi frequentare le lezioni. Allora l’età contribuiva, in mo-
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do sostanziale, a sostenermi nella attenzione in tarda mattinata a lezione.
Bene, ogni volta la lezione del Professore iniziava
con “…dr. Zanini ci dica come è andata la sua notte, che casi ha affrontato, che cosa ha fatto, illustri
ai suoi colleghi come ha affrontato…”.
Ovviamente mi era impossibile, dopo le prime parole, contrastare la marea montante della cultura
scientifica e dell’esperienza clinica del Professore
ed io al massimo fungevo da sponda per rilanciare, o meglio, far rimbalzare (come a biliardo), il suo
obiettivo didattico.
Fantastico, da piccoli gesti di un medico di guardia
si spaziava in ambiti di fisiologia in ogni settore, un
filo rosso univa il quotidiano della attività in una
TIN ai grandi problemi della medicina.
Così per tutte le settimane, per un semestre. Ogni
volta, pur in totale assenza di volontà di mettere in
luce i miei limiti di conoscenze scientifiche, venivo
travolto dalla sua “enciclopedica” cultura.
Un “massacro”.
Alla fine venne il momento dell’esame, come al solito mi recai a Milano dopo uno smonto notte. Ricordo con lucidità una notte di particolare fatica, due
trasporti con neonati gravi recuperati da altri ospedali. Soltanto l’importanza dell’occasione e l’impossibilità di negoziare la data di un esame mi portarono a Milano quel mattino.
Arrivo quasi puntuale, il Professore appena mi vede mi dice “ se la Commissione non ha nulla in contrario vorrei chiamare per primo il dr. Zanini, …dr.
Zanini si accomodi”.
Aiuto, e adesso? Come al solito, come a lezione? No
magari ha percepito sul mio volto la stanchezza della nottata passata tutta sulle ambulanze e mi vuole
consentire di tornare a casa!
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Il prof. Antonio Marini
con il prof. Franco
Macagno
Non ricordo le domande, mi pare di aver risposto
decentemente.
Sicuramente ricordo l’emozione alla fine del breve
esame nel sentirmi dire “…bene dr. Zanini, penso
che i suoi Colleghi e la Commissione non abbiamo
nulla in contrario se adesso lei viene da questa parte
del tavolo e continua con noi come esaminatore”.
Professore, grazie anche per questo. Da allora il nostro rapporto professionale si è fatto sempre più
stretto e quotidiano specialmente nei suoi anni di
presidenza della Società Italiana di Neonatologia.
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“BAMBINO PROGETTO SALUTE”
1995
PORTONOVO (AN)
Agli Incontri Internazionali Multidisciplinari “Bambino: Progetto-Salute ‘95”, organizzati dal prof. Caramia, il 16 e 17 giugno a Portonovo (AN), il Gruppo foggiano comunicò i risultati su “CLD e follow-up respiratorio ad un anno di vita corretto dei 336 VLBW del quinquennio 1989-93 ricoverati nella
“UTIN di Foggia”.
I CONGRESSO NAZIONALE
società italiana di neonatologia
E III CONVEGNO NAZIONALE
INFERMIERISTICO
MONTECATINI
Nel “I Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia” il Gruppo foggiano presentò diverse comunicazioni:
- “La nutrizione parenterale: risultati di un quinquennio
nel Reparto di Patologia Neonatale e Terapia Intensiva
dell’USL FG/3” (Popolo et al.).
- “La lissencefalia tipo I: neuroimmagini e quadro EEG”
(Gallo et al.).
- “Nato da madre con iperparatiroidismo primario: contributo clinico” (Taurino et al.).
- “Stato socio-economico e mortalità nei VLBW della provincia di Foggia negli anni 1989-93. Analisi annuale per
fasce di peso” (Magaldi, Coviello et al.).
- “Mortalità nei VLBW della provincia di Foggia negli anni 1989-93 in rapporto all’Apgar al quinto minuto” (Magaldi, Coviello, Litta et al.).
- “Sindrome da Trisomia 9 p: descrizione di un caso” (Marciello et al.).
Nel III Convegno Nazionale per l’Aggiornamento e la Formazione Permanente Infermieristica Neonatale (21-24 giugno), fu
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riservato al dr. Rinaldi la Moderazione nella Sessione dedicata a
“La Care come risposta delle esigenze del pretermine”, ed alla
fisioterapista Montanino la relazione su “Contenimento posturale”. Nella Tavola Rotonda dal titolo “Inserimento dei neoassunti e orientamento all’attività di servizio”, relazionò l’infermiera Nesta, mentre in quella sul “Ruolo infermieristico nella
prevenzione delle infezioni” comunicò l’infermiera A. Cancellara sulla gestione dell’accesso venoso profondo.
IV GIORNATE SALENTINE
DI NEONATOLOGIA ESSENZIALE
RAVELLO (SA)
Nello splendido scenario della “Villa Rufolo” di Ravello (12-14
ottobre 1995), il dr. Citro organizzò tali giornate ed alla Sessione su “Problemi respiratori”, con Presidenza Bucci e Moderazione Miraglia Del Giudice e Macagno, chiamò come relatori
Tripodi, Tortorolo, Papoff, Orzalesi e Rinaldi sul tema “Outcome respiratorio e sequele polmonari tardive nei VLBW”.
XII GIORNATA
DI MEDICINA PERINATALE
FOGGIA
Fu organizzata dal Gruppo foggiano e dal prof. Selvaggi, della Cattedra di Ostetricia e Ginecologia di Bari, presso la Sala
Convegni Ordine dei Medici di Foggia, il 13 novembre 1995.
Nella sessione su “Maturità polmonare perinatale”, moderata
dai professori Mautone e Restaino, il dr. Rinaldi relazionò su
“Dall’ontogenesi… al danno polmonare acuto e cronico”, con
interventi preordinati (Surfattante: Magaldi; Ruolo del surfattante: Mastropasqua; Valutazione della funzionalità polmonare in terapia intensiva neonatale: Maffei).
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CONVEGNO
DI ALLErGOLOGIA
LAGONEGRO (PZ)
Il prof. Paolo Giliberti il 16 dicembre coinvolse il dr. Rinaldi in
un “Incontro di allergologia pediatrica” che si tenne a Lagonegro: “Il bambino atopico: esperienze a confronto”.
II CORSO AGGIORNAMENTO
INFERMIERISTICO
FOGGIA
Nel mese di marzo (28-29) 1996, visto il successo dell’edizione precedente, la F.A.S.NE. organizzò a Foggia il II Corso Residenziale di Aggiornamento Infermieristico dei Reparti di Assistenza Neonatale a numero chiuso, di 40 partecipanti. Tra le
I partecipanti
al Corso
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relatrici, oltre al Gruppo foggiano, l’a.i.d. Trainotti (Trento) e
la v.i. Pozzi (Policlinico “Gemelli” di Roma). Le richieste furono talmente numerose da creare problemi nell’accettazione e
il questionario distribuito alla fine delle due giornate mise in
evidenza il soddisfacimento generale e l’auspicio di corsi successivi. Le relazioni furono pubblicate su “Neonatologica Infermieristica” vol. 8, n. 1, supplemento 1996, Edizioni MedicoScientifiche Pavia.
II EUROPEAN
PAEDIATRIC CONGRESS
BERLINO
Si tenne a Berlino dal 24 al 26 aprile 1996 ed il Gruppo foggiano fu presente con la comunicazione “Morbilità and outcome
in very low birth weight (VLBW) single v/s twins”.
V INCONTRO NAZIONALE
DI NEONATOLOGIA
ISCHIA
Il 2-3-4 maggio 1996, nel V Incontro Nazionale di Neonatologia ad Ischia, con la relazione “Profilassi e Terapia della BDP/
CLD”, il dr. Rinaldi mise in evidenza, in campo terapeutico, le
nuove prospettive del miglioramento del potenziale antiproteasico, sia attraverso l’uso di antiossidanti come la vit. A, sia
attraverso l’utilizzo di anti-proteasi naturali o di tipo ricombinante (Atti dell’Incontro p. 17-27, Pronto Stampa, Napoli).
II CORSO DI AGGIORNAMENTO
INFERMIERISTICO
IESI
L’infermiera professionale G. Nesta, del team infermieristico
foggiano, fu invitata a Iesi (AN), dal 16 al 18 maggio 1996, al II
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Corso di Aggiornamento Regionale per Personale Infermieristico, diretto dal prof. Orzalesi, con la relazione “Assistenza al
neonato patologico”.
Dopo 15 giorni, il 30 maggio, al Congresso di Maiori – Costiera
Amalfitana, “Il pediatra, il neonatologo e l’infermiere professionale in terapia intensiva”, il dr. Popolo e l’inf. prof. Nesta portarono la loro esperienza su “La gestione dell’accesso venoso profondo” di 114 neonati, bisognosi di nutrizione parenterale totale
nel periodo compreso tra agosto 1991 e marzo 1995.
Riguardo la nutrizione parenterale riportiamo le riflessioni odierne dell’esperto del Reparto foggiano, dr. Giuseppe Popolo:
“Un episodio ricordo con piacere: il momento in cui
introducemmo l’alimentazione parenterale nel Reparto foggiano, sollecitati insistentemente dal Primario. C’era grande difficoltà nell’alimentare soprattutto i prematuri che frequentemente presentavano intolleranza alimentare e che venivano nutriti per via parenterale con semplici soluzioni glucosate ipocaloriche, attraverso vene periferiche. Dopo una NEC o un intervento chirurgico di resezione intestinale, seguiva sistematicamente una inadeguata nutrizione calorico-proteica. Spesso era possibile vedere neonati, sottoposti a tali interventi chirurgici o prematuri, che avevano superato un grosso problema respiratorio, andare incontro a malnutrizione, sepsi e talvolta all’exitus. Seguendo l’indirizzo del Gruppo lombardo di Studio per la Nutrizione Parenterale in epoca neonatale (formato dai
colleghi quali Ekema, Gancia, Maccabruni, Motta,
Tagliabue ed altri), cercammo di trovare soluzioni
al gravoso problema nutrizionale.
Ricordo che in compagnia di due infermieri professionali del Reparto (Domenico Masucci e Antonietta Cancellara) partecipammo, nel marzo 1990, al
Corso di Alimentazione Parenterale, a Triuggio, un
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piccolo borgo alla periferia di Milano. Qui fummo
ospitati in un convento e frequentammo un corso
“full-immersion”. Senza badare alla maniera spartana con la quale venivamo ospitati (letti duri… da
cella francescana, colazione pranzo e cena molto
frugali), fummo veramente felici di usufruire delle
novità tecniche di quella esperienza e ricordo che
eravamo impazienti di rientrare in Reparto per mettere in pratica tutto quello che avevamo appreso.
Durante il ritorno pensavamo a come coinvolgere il
personale tutto nell’applicazione delle nuove tecniche, soprattutto nel preparare le miscele per la NP e
nel posizionare un catetere venoso centrale. Grazie
all’appoggio morale e paterno del dr. Rinaldi, al finanziamento della USL, a poco a poco le nuove tecniche di alimentazione parenterale divennero una
consuetudine. È da venti anni che le sacche per l’alimentazione parenterale vengono preparate dal personale infermieristico del nostro Reparto ed ormai
tutti i colleghi sono capaci di posizionare un catetere venoso centrale. La mia più grossa soddisfazione fu constatare una maggiore sopravvivenza dei
prematuri, sicuramente dovuta ad un’alimentazione più appropriata. Come conseguenza della competenza raggiunta, fui coinvolto dal Gruppo storico nazionale di nutrizione parenterale e successivamente divenni Consigliere per un biennio del Gruppo di Studio Nazionale “Nutrizione e Metabolismo”
della SIN. Questo fu per me, ovviamente, fonte di
grande soddisfazione”.
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BAMBINO
PROGETTO SALUTE ’96
PORTONOVO (AN)
Nel giugno dello stesso anno si tennero gli Incontri Internazionali Multidisciplinari “Bambino: Progetto Salute ‘96”, organizzati dal prof. Caramia. Alla Tavola Rotonda su “Development
of the respiratory system”, con Presidenza del prof. Rubaltelli, relatori furono i dottori Dani (Rovigo), Nyagu (Ukraine), Rinaldi (Foggia): quest’ultimo relazionò su “Sviluppo e maturazione polmonare normale”.
VIII INCONTRO
ITALO-GRECO
DI PEDIATRIA PRATICA
OSTUNI
L’incontro venne organizzato dal prof. Ambrosioni e dal prof. Panteliadis ad Ostuni dal 25 al 28 giugno 1996 ed il dr. Rinaldi, con il
dr. Spyriglou moderò la sessione “Poster e Comunicazione”.
52° CONGRESSO NAZIONALE
DELLA SOCIETà ITALIANA DI PEDIATRIA
MONTECATINI
2° congresso nazionale
società italiana di neonatologia
In occasione della Settimana Pediatrica Nazionale, tenutasi a
Montecatini Terme dal 22 al 26 settembre 1996 , nell’ambito del
LII, Congresso Nazionale della SIP si tenne il II Congresso Nazionale della SIN. Il dr. Rinaldi, con il prof. Marini, moderò la Tavola
Rotonda su “Il destino del neonato di peso molto basso”. Relatori
i professori S. Chiappe, P. Colarizi, A. Ometto e C. Vegni.
Il Gruppo foggiano presentò anche un Poster su “Outcomes degli ELBW nella TIN di Foggia: confronto tra due trienni (198688 e 1992-94)”.
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Caricatura di Franco
Cordelli.
Da sinistra: Rinaldi,
Colarizi, Marini,
Vegni, col dito alzato
Chiappe
XIII INCONTRO DAUNO
DI MEDICINA PERINATALE
FOGGIA
Con la Presidenza del prof. Bucci ebbe luogo, il 2 ottobre 1996 a
Foggia, il Convegno su “Problematiche respiratorie del neonato”.
Si sono alternati nella trattazione dei diversi argomenti i dottori
Maffei, Mastropasqua, Latini, Vitacco, Magaldi, Gatta, Zimbalatti, Gallo, Longo, Mautone e l’infermiere professionale Nesta.
XXIV GIORNATE
MEDICHE DAUNE
FOGGIA
Alle XXIV Giornate Mediche Daune, tenute a Foggia, dal 3 al 5
ottobre 1996, sul tema “Attualità in tema di obesità”, i dottori
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Rinaldi e Magaldi presentarono la relazione su “I fattori di rischio-obesità in età evolutiva”.
I CONVEGNO MERIDIONALE
DI PEDIATRIA E NEONATOLOGIA
SIBARI
Grande partecipazione di medici e di personale infermieristico, si ebbe al Convegno organizzato a Sibari (CS) dal dr. Scarpelli, il 16 novembre 1996 con la presenza dei prof. F. Chiappe
(Cagliari), G. Ugazio (Brescia), C. Vullo (Ferrara) e G. Rinaldi
(Foggia). Quest’ultimo relazionò su “La gestione intra ed extra
ospedaliera del neonato con malattia respiratoria cronica”.
CONVEGNO
OSPEDALE MIULLI
ACQUAVIVA DELLE FONTI
Nell’ambito dei programmi di aggiornamento e formazione
promossi dall’Ospedale “F. Miulli”, si tenne il 30 novembre
1996, ad Acquaviva (Bari), un Convegno su “Follow-up del neonato a rischio” con la presidenza del prof. Bucci, i dottori Colarizi e Rinaldi moderarono la Tavola Rotonda su “Finalità, organizzazione e risultati”.
I CONFERENZA DIDATTICA
DELL’UNIVERSITà
DEGLI STUDI DI BARI
FOGGIA
Nel mese di dicembre 1996 (12-13-14) si tenne a Foggia, organizzata dal prof. Livrea, la I Conferenza Didattica. Nell’ambito
della collaborazione fra SSN e Università, il dr. Rinaldi si soffermò su “La formazione specialistica: tirocinio in Neonatolo-
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gia”, portando l’esperienza dei medici specializzandi in Pediatria al 4° anno, che effettuano uno stage presso la TIN di Foggia. Altre relazioni presentate dal dr. Rinaldi: “D.U. in Scienze
Infermieristiche: indirizzi di assistenza generale pediatrica” e
“Corsi teorico-pratici residenziali in Neonatologia nell’esperienza della TIN dell’USL FG/3”.
Nel 1996, giunse anche a Foggia, dopo che era stata già fornita ad alcuni altri centri di Terapia Intensiva Neonatale, una incubatrice da trasporto dotata di respiratore, che il cabarettista Ezio Greggio, su segnalazione del prof. Rondini, Segretario Nazionale della Società di Neonatologia, aveva acquistato
e donato al Reparto con i proventi derivanti dalla vendita di
un suo libro.
Nel marzo del 1997 tornarono in Reparto i genitori di un bambino affetto da una malattia del metabolismo, per coinvolgere il dr. Rinaldi, e i suoi collaboratori, in una iniziativa mirante all’emanazione di una legge che tutelasse i malati di malattie metaboliche. “La Gazzetta del Mezzogiorno”, del 12 marzo del 1997, riporta:
“Battersi per il diritto alla salute. È ciò che da due
anni fa una coppia di lucerini, genitori di un bambino affetto dalla malattia delle urine a sciroppo d’acero,
più semplicemente una malattia del metabolismo degli
aminoacidi che causa danni cerebrali irreversibili. Il loro bambino, «solo per miracolo», come loro stessi affermano, è riuscito a salvarsi. Un miracolo possibile grazie all’immediata diagnosi effettuata nel Reparto di Neonatologia diretto da Giuseppe Rinaldi. Questa malattia
colpisce un bambino ogni 200 mila nati, ed i primi sintomi si avvertono dopo un paio di giorni dalla nascita.
«Quando nascono stanno bene – spiega Rinaldi – ma dopo 4-5 giorni si registrano i primi danni cerebrali fino a
giungere alla morte se non si riesce a diagnosticare per
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tempo il tipo di malattia». Ed in questo caso i tempi sono stati veramente brevissimi (…). Oggi, il piccolo Angelo è un bambino come tanti altri della sua età, cresce,
cammina, piange quando fa i capricci e ride quando gioca con i genitori, la sorellina, ma il suo calvario non è finito. Infatti, è costretto ad una dieta particolare e a fare
prelievi settimanali per controllare il livello delle proteine nel sangue. «Ci sono ancora tante difficoltà – commenta il padre del bambino – perché si parla e si fa poco per le malattie metaboliche. Per questo abbiamo chiesto l’intervento del Ministro della Sanità Rosy Bindi, affinché venga emanata una legge che colmi questa lacuna portando certezza ai malati, alle famiglie ed anche ai
medici e agli operatori sanitari». E in preparazione c’è
un disegno di legge regionale da affiancare ad un complesso lavoro di ricerca che il signor Rossi, sta portando
avanti con altri volontari e responsabili dell’associazione nazionale Cometa, una struttura di volontariato nata due anni fa, e che riunisce le associazioni che si occupano delle malattie metaboliche”. (Lucia La Gatta)
CONVEGNO APULO-LUCANO
DI PRIMAVERA
TARANTO
Nel marzo 1997, per conto della Società Italiana di Pediatria
Preventiva e Sociale, la Sezione Apulo-Lucana tenne a Taranto
un Convegno “Per una cultura di medicina preventiva e sociale in età evolutiva nel Mezzogiorno d’Italia”. La Prima Sessione vide la partecipazione della dr.ssa Litta (Foggia), con i dottori De Vita e Merico (Taranto), con la relazione “Madri e padri
adolescenti: le esperienze di Taranto e Foggia”.
La Seconda ebbe come Moderatori il prof. Armenio e il dr. Rinaldi e come Relatori i professori Chiumello e De Mattia.
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1° CORSO INTERNAZIONALE
IN NEONATOLOGIA
PALERMO
Dal 7 al 9 aprile si tenne a Palermo, presso il Centro “Paolo Borsellino”, il Primo Corso Internazionale di Aggiornamento in Neonatologia organizzato dal dr. Ubaldo Dimita, Primario della
Neonatologia e Terapia Intensiva dell’Ospedale “Buccheri La
Ferla”, struttura religiosa convenzionata del “Fatebenefratelli”
di Palermo. Grosso merito del dr. Dimita, oltre a quello di riunire relatori internazionali affermati, fu la ricerca di un rapporto
stretto con i colleghi ostetrici e l’introduzione, nel suo Reparto,
dell’Umanizzazione delle cure materno-infantili, con particolare attenzione alla diade madre-bambino. Il suo progetto era quello di ricreare in corsia un registro professionale, comportamentale e relazionale da applicare al trattamento farmacologico del paziente, quasi come se si trattasse di una sorta di terapia di complemento.
6° INCONTRO NAZIONALE
DI NEONATOLOGIA
ISCHIA
Al sesto incontro organizzato dalla Società Italiana Medici Ospedalità Privata, a Ischia l’1-3 maggio 1997, con la presidenza del
prof. Salvioli e la Moderazione dei dottori Paludetto e Rinaldi,
relazionarono il prof. Ciccimarra (“Il neonato di madre diabetica”) e il prof. Barberi (“Ipoglicemie persistenti del neonato”).
BAMBINO
PROGETTO SALUTE ’97
PORTONOVO
Al Convegno tenutosi ad Ancona, a Portonovo, dal 15 al 17
maggio, il dr. Rinaldi con il prof. Ziino ed il prof. Bona, moderarono la sessione su “Umanizzazione dell’assistenza”.
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Da sinistra:
Bona, Rinaldi, Ziino
XXVII JOURNEÈ NATIONALES
DE NEONATOLOGIE
PARIGI
Di notevole interesse fu la partecipazione del dr. Rinaldi alla Riunione annuale di Insegnamento Postu-niversitario tenutasi a
Parigi nel maggio 1997, presso l’Hopital de Port-Royal, organizzata dal prof. J.P. Relier. Presso il suddetto ospedale, in seguito,
soggiornarono per uno stage di diversi mesi i dottori M. Rinaldi e R. Magaldi, per un periodo più breve il dr. Di Gianni.
WORKSHOP
ALIMENTAZIONE DEL PRETERMINE
ACQUAVIVA DELLE FONTI
Proseguendo gli incontri organizzati dal dr. S. Mastropasqua,
presso l’Ospedale Generale Regionale “F. Miulli”, Acquaviva delle Fonti (BA), il 31 maggio 1997 si tenne un Workshop
sull’alimentazione del neonato pretermine. Nella seduta moderata dal prof. N. Rigillo, il dr. Rinaldi presentò “La nutrizione parenterale: quando e perché?”.
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CONVEGNO AIEOP
SAN GIOVANNI ROTONDO
Presso l’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”, il 5 luglio
1997, si tenne un convegno di aggiornamento su “Applicazioni
terapeutiche dei fattori di crescita emopoietici: quando e come
in età pediatrica”. Il dr. Rinaldi, unitamente al dr. L. Gatta, organizzatore dell’incontro, moderò la seduta che vide relatori brillanti quali i professori Chirico, Buonocore, Locatelli e Arrigini.
1° CONVEGNO
SULLA VENTILAZIONE OSCILLATORIA
BOLOGNA
A Bologna, il 24, 25 settembre 1997, si tenne il 1° Convegno
del Gruppo di Studio sulla ventilazione oscillatoria ad alta frequenza della SIN su “Assistenza respiratoria nel neonato: vecchi e nuovi approcci”. Alla Tavola Rotonda su “La Terapia Intensiva Neonatale alle soglie del 2000; minimal handling care
e nuove tecniche ventilatorie: quali strategie e per quali neonati?”, moderati dai professori Marini e Tancredi, parteciparono
come opinionisti i professori Donzelli (Firenze), Fabris (Torino),
Kinsella (Denver, Colorado), Macagno (Udine), Milerand (Stoccolma), Minton (Provo, Utah), Rinaldi (Foggia). Dagli Atti del
Convegno citiamo:
“Il dr. Rinaldi parlò dell’uso del surfattante, sia nella
profilassi che nella terapia riportando l’esperienza del
Centro foggiano risalente al 1988, anno in cui la TIN
di Foggia venne coinvolta nel programma di collaborazione multicentrica europea di valutazione, nella terapia della RDS neonatale, dell’efficacia di un surfattante suppletivo naturale non modificato, di origine suina.
Il Gruppo di Foggia ha partecipato a due studi di collaborazione multicentrica europea. Il primo, chiuso nel
maggio 1991 prevedeva il confronto di un trattamento
precoce, early, (…) verso un gruppo di controllo che ri-
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ceveva trattamento tardivo, late. Il secondo studio a cui
il Gruppo ha partecipato, iniziato nel secondo semestre
dell’anno 1991 e terminato nel primo semestre dell’anno 1993, era finalizzato alla valutazione dell’efficacia del
Curosurf, somministrato alla nascita in sala parto, nella
prevenzione dell’RDS nei prematuri. In tale occasione il
dr. Rinaldi accennò anche all’utilizzo dei surfattanti di
terza generazione considerati più efficaci e meglio tollerati, costituti da fosfolipidi associati a miscele sintetiche
di proteine ricombinanti e peptici sintetici.”
53° CONGRESSO NAZIONALE
della società italiana DI PEDIATRIA
MONTECATINI
Nella Settimana Pediatrica Nazionale, tenutasi a Montecatini Terme, dal 4-8 ottobre 1997, in occasione del 53° Congresso
Nazionale della SIP, nell’ambito del 5° Congresso del Gruppo
di Lavoro di Pediatria Ospedaliera della SIP, il dr. Rinaldi tenne l’aggiornamento su “Meningiti ad esordio neonatale. Epidemiologia di uno studio multicentrico in 21 TIN italiane”. Il
Gruppo presentò con la dr.ssa Taurino il Poster “Utilizzo di Eritropoietina umana ricombinante: risultati di uno studio randomizzato nella Divisione di Patologia Neonatale e Terapia Intensiva dell’USL FG/3” (RIP 53° vol. 23, n. 4, p. 745-753, 1997).
3° CONGRESSO NAZIONALE
DELLA SOCIETà ITALIANA
DI NEONATOLOGIA
PAESTUM
Venne organizzato dal 14 al 18 ottobre 1997 e il dr. Rinaldi relazionò su “Attualità in tema di terapia della BPD”. Il Gruppo
foggiano presentò una comunicazione dal titolo “Weaning nei
VLBW della TIN di Foggia negli anni ’92-’96”.
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CAPITOLO V
CORSI DI RIANIMAZIONE
CARDIO-RESPIRATORIA
incontri di medicina
perinatale
UMANIZZAZIONE DELLE CURE
E PROMOZIONE
DELL’ALLATTAMENTO MATERNO
PROGETTo MINISTERIALe
VIDEO-CONNESSIONE
ULTERIORE RISTRUTTURAZIONE
DEL REPARTO
CORSI DI AGGIORNAMENTO
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CORSO DI RIANIMAZIONE
CARDIORESPIRATORIA NEONATALE
FOGGIA
I
l 9, 10 maggio e il 17, 18 novembre 1997, presso il Reparto
foggiano si svolsero i primi due corsi di rianimazione in accordo alle indicazioni fornite dall’American Heart Association
e dall’American Accademy of Pediatrics e sotto il patrocinio
della Società Italiana di Neonatologia, limitati a 40 partecipanti in numero di uno per ogni centro.
Dalla presentazione del Corso riportiamo:
“L’evento nascita è, probabilmente, il momento più complesso e pericoloso che ciascun essere vivente incontra
nella propria esistenza. Il passaggio, dalla vita intra-uterina a quella extra-uterina, prevede una serie di aggiustamenti fisiologici molto complessi e interconnessi tra
di loro. Fortunatamente, in oltre il 90% dei neonati, tale passaggio si compie senza alcuna difficoltà e senza alcun intervento da parte di terzi. Purtroppo, però, in meno del 10% dei nati sono richiesti interventi rianimatori in generale e proprio a questi si indirizza il Corso di
Rianimazione Neonatale che oggi prende inizio. Paradossalmente l’esigua percentuale, a cui si fa riferimento, si traduce, nella realtà foggiana, in circa 350 nati l’anno che richiedono manovre rianimatorie. Le conseguenze,
legate al non ricevimento di una adeguata assistenza alla nascita, possono altresì tradursi o nella morte del neonato stesso o peggio nella comparsa di danni neurologici, che si ripercuoteranno per tutta la vita del soggetto
in questione. Da ciò deriva l’importanza di una cono-
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Medici partecipanti
al Corso
scenza approfondita delle pratiche rianimatorie neonatali, anche perché una valida rianimazione di un neonato solitamente viene coronata da un successo terapeutico, a differenza di ciò che accade, invece, nel bambino o
peggio nell’adulto. E proprio questo successo terapeutico rappresenta una delle esperienze più gratificanti che
un operatore sanitario possa ricevere nel corso della sua
professione”. (G. Rinaldi)
XVII GIORNATE
JONICO-SALENTINE
LECCE
“Dal 5 al 6 dicembre 1997 si tennero a Lecce nel Grand
Hotel Tiziano le XVII Giornate Jonico-Salentine di Neonatologia organizzate dal dott. Raffaele Longo, Primario
Neonatologo di Lecce, in collaborazione col dott. Di Comite, la Società di Pediatria (prof. L. Giuffrè), la Società
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di Medicina Perinatale (prof. G. Bevilacqua) e la Società di Neonatologia (prof. G. Bucci) (…). Vi fu anche una
seduta dedicata a “Puglia Neonatologica”. Parteciparono anche i cattedratici pugliesi Lucio Armenio, Nicola Rigillo e Franco Schettini, nonché la prof.ssa Angela
Mautone e tutti i Primari neonatologi indigeni (Rinaldi,
Latini, Longo, Famà, Gatta e Di Comite)”. (Le Giornate Joniche di Neonatologia di A. Di Comite, 2006)
Nel 1997 su Journal of Epidemiology and Biostatistic vol. 2, n.
3, 171-178, furono presentati i risultati dei 13 centri di 3° livello presenti nelle regioni meridionali italiane (Abruzzo, Puglia
e Calabria), nella pubblicazione “The Southern Italy Neonatal
Intensive Care Units Network: very low birth-weight outcomes for 1994”. Il Gruppo italiano fu coordinato dal dr. Bonati
dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “M. Negri” e si avvalse della collaborazione dei Neonatologi dei Centri partecipanti, tra i quali quelli del Gruppo foggiano.
ELBW UP DATE ’98
BOLOGNA
Il prof. Ambrosioni organizzò, il 3 e 4 marzo, a Bologna, un
Congresso dal titolo “Il neonato di peso estremamente basso
(ELBW: Up date ’98). Alla tavola rotonda, moderata dal prof.
Bucci, sui “Primi cruciali momenti di vita del neonato ELBW”
presero parte i dottori Rinaldi (“Accoglienza del neonato ELBW nella UTIN”), Zanini (“Il trasporto”) e Zorzi (“Rianimazione in sala parto”) (Atti Developmental Physiopathology and
Clinics, pp. 11-14, 1998).
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Sul “Quotidiano” di Foggia, 14-03-’98, una coppia di genitori
di Corato (BA), ringrazia ufficialmente il Reparto di Terapia Intensiva Neonatale di Foggia:
“(…). Lo scorso 9 febbraio verso le ore 12,00 nell’ospedale di Corato, è venuta alla luce la piccola Francesca.
Alla gioia, ben presto, si univa la disperazione: Francesca, infatti, era in costante cianosi. Dopo vari tentativi
di farla riprendere, la piccola è stata trasferita dall’ospedale di Corato a quello di Foggia, presso la Divisione di
Patologia e Terapia Intensiva Neonatale. Fin dal suo arrivo nell’ospedale di Foggia Francesca è stata sottoposta
a intensi ed immediati accertamenti. A sera inoltrata il
responso: Francesca è affetta da persistenza della circolazione fetale. I genitori hanno capito subito la gravità del
caso. Ma le solerti cure ed una adeguata terapia intensiva, protrattasi fino al 17 febbraio, hanno restituito ai genitori la piccola Francesca, bella e sana. In questo calvario, i genitori della piccoletta hanno potuto toccare con
mano le alte doti professionali ed umane del dr. G. Rinaldi, Primario del Reparto, nonché la sua instancabile
presenza tra i suoi piccoli ammalati ed i suoi collaboratori e l’encomiabile organizzazione interna del reparto.
Dina e Savino La Marca, genitori di Francesca, additano all’opinione pubblica, attraverso il “Quotidiano” la
qualificata assistenza offerta dai medici e dal personale
infermieristico di quel reparto”.
(Mario De Benedittis)
7° CONGRESSO NAZIONALE
DI MEDICINA PERINATALE
BARI
Il 7° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina
Perinatale fu organizzato a Bari, dal 25 al 28 marzo 1998, dai
professori Mautone e Selvaggi. Alla Tavola Rotonda su “Pro-
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tocolli di prevenzione e terapia del distress respiratorio neonatale”, moderata dai professori Nappi (Bari) e Marini (Milano), si alternarono come relatori i professori Cosmi (Roma),
Padovani (Verona), Orzalesi (Roma) e Rinaldi (Foggia). Il dr.
Rinaldi discusse su “Il surfattante sostitutivo: esperienza nella TIN di Foggia e protocolli di terapia”. Allo stesso Congresso la dr.ssa Litta presentò la comunicazione “Confronto della
prognosi dei nati ELBW tra due periodi” (62 neonati, 1990-92
e 76 neonati, 1993-95).
Riportiamo le esperienze della prof.ssa Angela Mautone, animatrice ed organizzatrice, a Bari, degli Incontri di Medicina Perinatale:
“Sono partita dalla Clinica Pediatrica con esperienza prevalente in campo ematologico; la mia avventura Neonatologica è iniziata nel 1972 con una Borsa di Studio per la frequenza di 3 mesi in un Centro Neonatologico straniero. Frequentai il reparto
di Neonatologia e Terapia Intensiva dell’Università
di Zurigo, alloggiato letteralmente in una palazzina
assieme al Reparto di Ostetricia. Fin dal primo momento, perciò, mi resi conto che il Pediatra, che si occupa di neonati sani o patologici che siano, non può
prescindere dalla conoscenza minuziosa della gravidanza e della sua evoluzione, né vivere in contrapposizione con lo Specialista Ostetrico. Nel padiglione delle Cliniche ostetriche-ginecologiche (4 Divisioni) con un numero di nati di circa 3500/anno iniziai,
così, una esperienza impagabile di Medicina Perinatale che diveniva progressivamente una realtà nella assistenza materno-infantile a Bari. La formazione
del Pediatra-Neonatologo, destinata ad essere la figura centrale nella cura e nella gestione del neonato sia
sano che critico, viene attuata, e progressivamente
raggiunta, con corsi di aggiornamento di Medicina
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Perinatale, organizzati in associazione con gli Ostetrici, sulla scorta di periodici incontri interni di discussione su casi clinici, che di volta in volta si presentavano alla nostra osservazione.
Entrata in punta di piedi, ma con decisione, nella
sala da parto, dove fino ad allora il Collega Ostetrico gestiva madre e neonato sano, mentre l’Anestesista gestiva il neonato critico, riuscii a prendermi carico della gestione globale del neonato. A Bari, grazie alla collaborazione di illuminati colleghi Ostetrici (in particolare del Presidente della Società Italiana
di Medicina Perinatale) e con l’aiuto di uno sparuto gruppetto di Pediatri all’epoca guardati con diffidenza e incredulità, creai, nell’ambito della Pediatria, un Team di Medici, ognuno con competenze
specifiche, dediti alla cura ed allo studio della disciplina neonatologica, che diventava sempre più
aggiornata e si spingeva, in campo assistenziale, al
raggiungimento di traguardi fino ad allora ritenuti impossibili. La formazione dei tanti medici come
me affascinati dal campo delle cure neonatologiche, iniziava pertanto “naturalmente” nei padiglioni delle Cliniche Ostetriche. L’esperienza acquisita
negli anni ed il crescente miglioramento delle cure
al neonato, mi ha consentito di impegnarmi con successo nella didattica di insegnamento della Neonatologia nel Corso di laurea di Medicina e Chirurgia
e nella Direzione della 1° Scuola di Specializzazione in Pediatria nella quale ancora è attivo l’indirizzo
in Neonatologia. Il lavoro di organizzazione e standardizzazione dell’assistenza al neonato sano per il
Gruppo di Lavoro di Neonatologia, sorto nell’ambito della Pediatria negli anni ’80, anche in qualità di
responsabile per la Regione Puglia, ha motivato l’organizzazione annuale di incontri scientifici di Medicina Perinatale, che hanno sempre richiamato un
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folto gruppo di partecipanti ed un coinvolgimento
sempre più allargato a branche specialistiche chirurgiche, anche in campo neonatale. Detta così, la storia della Neonatologia barese sembra fatta di rose e
fiori: la realtà è stata tutt’altra cosa. Innumerevoli le
battaglie vinte con la tenacia, con la presenza, con la
dimostrazione che pur lavorando nelle ristrettezze
e nel disagio, i risultati sono stati ottenuti. Primo fra
tutti insostituibile il risultato della vittoria sulla “non
cultura” in ambito neonatologico. Per concludere la
storia mi è stato chiesto anche un “aneddoto”: ebbene, eccolo. Dicembre del ’78: neonato a termine di 12
ore nato “benissimo” che sta “malissimo”. Ha una
cardiopatia congenita che si sta scompensando. Si
organizza il trasporto per l’Ospedale di Potenza, allora disponibile per il trattamento della cardiopatia.
Si parte con il neonato in infusione ombelicale e ambulanza attrezzata all’occorrenza con incubatore, ossigeno ecc.. Salgo nell’ambulanza e alloggio nel vano
posteriore su di un sediolino accanto all’incubatore:
non siamo nemmeno usciti dal corridoio del Pronto
Soccorso che il flacone dell’infusione, sull’asta a tre
piedi, mi cade sulla testa. Come se niente fosse lo rimetto in sesto e si riprende il viaggio portando il neonato a destinazione in salvo. Quando si dice: il bernoccolo della neonatologia della Mautone!”.
7° INCONTRO NAZIONALE
DI NEONATOLOGIA
ISCHIA
Al 7° Incontro Nazionale tenuto ad Ischia, dal 29 aprile all’1 maggio 1998, il dr. Rinaldi, con il dr. Ziino, moderò le relazioni dei professori Donzelli (“LC – Pufa nell’alimentazione del neonato pretermine”) e Vigi (“Latti formulati: passato, presente e futuro”).
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Da sinistra:
Donzelli, Rinaldi, Vigi
1° EDIZIONE GIORNATE
NEONATALOGICHE INTERAMNENSI
TERNI
Il Direttore del Dipartimento Materno-Infantile di Terni, dr.
Mario Fornaci, organizzò a Terni dal 14 al 16 maggio 1998, la
1° Edizione delle Giornate Neonatologiche Interamnensi ed invitò il dr. Rinaldi a tenere la relazione “Prevenzione della patologia polmonare cronica”.
LA NEONATOLOGIA:
DALLA RICERCA ALLA CLINICA
CASERTA
Grande successo ebbe il Simposio Internazionale “La Neonatologia: dalla Ricerca alla Clinica”, organizzato a Caserta, dal 22
al 23 maggio 1998, nella suggestiva Cappella Palatina del Palazzo Reale dal compianto Ubaldo Dimita, Neonatologo esperto, indomito e coraggioso, allievo del prof. Orzalesi. Dall’invito
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giunto al dr. Rinaldi, riportiamo “Stiamo preparando una riunione internazionale che vuole rendere omaggio alla Neonatologia tutta e agli uomini che negli ultimi anni con il loro impegno e con il loro
modo di operare hanno permesso il miglioramento continuo di questa
branca della medicina. Premieremo alcune figure istituzionali, come
esempio, ma siamo pienamente convinti che senza l’impegno di tanti
non avremmo mai raggiunto i nostri buoni risultati.
Per tale motivo vorremmo che tu fossi presente ed ospitarti a Caserta, in occasione di questa festa, riconoscenti per il ruolo e l’impegno
profuso da te e dal tuo gruppo per il raggiungimento dei livelli assistenziali odierni”.
“C’eravamo proprio tutti e fu l’ultima occasione per
rendere omaggio ad un Amico protagonista e punta avanzata della Neonatologia centro-meridionale”. (G. Rinaldi)
CONVEGNO “IL PEDIATRA,
IL NEONATOLOGO E L’INFERMIERE
PROFESSIONALE”
PAESTUM
Nei giorni 11-13 giugno 1998 si è tenuto a Paestum il 3° Convegno “Il Pediatra, il Neonatologo, l’Infermiere Professionale in
Terapia Intensiva”. Il dr. Rinaldi ha partecipato ai lavori congressuali con la relazione “Management del neonato ELBW in
terapia intensiva neonatale nei primi giorni di vita”.
Nel mese di agosto il Ministro Bindi visitò gli Ospedali Riuniti
di Foggia, soffermandosi nei Reparti di Neonatologia-Terapia
Intensiva e di Chirurgia Pediatrica. Dall’articolo de “La Gazzetta del Mezzogiorno” riportiamo:
“Ines, poco più che neonata, succhia tranquilla il suo
ciucciotto, per niente impressionata dai flash e dalla fol-
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Il dr. Rinaldi
con il Ministro
della Sanità Rosy Bindi
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la che sta attorno al suo lettino. È ricoverata in Chirurgia Pediatrica ed è fra i più giovani pazienti incontrati
dal ministro della sanità Rosy Bindi, durante la sua visita a Foggia. Accompagnata dai parlamentari Luigi Follieri e Franco Carella, dal questore Visone, dal Prefetto
Fusco e dal direttore amministrativo dell’azienda ospedali riuniti, Morlacco, l’on. Bindi ha riservato al capoluogo un’oretta, quella più calda del pomeriggio. Prima
tappa Anatomia Patologica, dove il ministro ha inaugurato la nuova biblioteca, poi rapido passaggio all’Ospedale di Maternità, nel Reparto di Neonatologia diretto
dal dott. Giuseppe Rinaldi. Indossato il camice verde, il
Ministro ha trascorso un po’ di tempo con i piccoli ricoverati in terapia intensiva e all’uscita si è definita molto soddisfatta. “Oggi – ha dichiarato alla Gazzetta – ho
visto una pagina di buona sanità. Si dice sempre che la
buona sanità è solo al Nord, io continuo a ripetere che
vi sono luoghi di eccellenza anche al Sud”. Possibile che
nei “nostri” ospedali non vi sono problemi? “Non mi
permetto di entrare nel merito di soluzioni che spettano alla Regione, anche se gli ultimi fatti – è la risposta
– dimostrano che una vigilanza e un controllo maggiore da parte centrale sono necessari. La Puglia sta approvando il piano ospedaliero: vedremo”. L’esigenza di controlli rigorosi permane soprattutto in materia di aziende ospedaliere, candidate, con la recente autonomia, alla
competizione e all’utilizzo di maggiori risorse: “È vero,
la moltiplicazione delle aziende ospedaliere può risultare, se non si stabilisce un sistema di controlli molto serio e raffinato, un consumo di risorse”.
Ha puntato sul concetto di collaborazione tra pubblico
e privato il dott. Rinaldi: “Ho mostrato al ministro l’intero reparto – dice – ha visto che non vi sono differenze tra Nord e Sud. Le ho detto che è un risultato dovuto
anche al grande aiuto che abbiamo dai genitori dei bimbi
ricoverati e questo ci permette di lavorare con una certa
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serenità”. Il sorriso e i disegni dei bambini hanno fatto
da cornice all’arrivo in Chirurgia Pediatrica, dove l’on.
Bindi è stata accolta dal responsabile dott. Marinaccio e
dall’aiuto Niglio”. (Anna Langone)
54° CONGRESSO NAZIONALE
società italiana di pediatria
TORINO
In occasione del Centenario della Società Italiana di Pediatria
si tenne a Torino la Settimana Pediatriaca Nazionale dal 20 al
24 settembre 1998. Nell’ambito della Sessione S.I.N. “Attualità in Neonatologia”, con la Presidenza della prof.ssa Carapella, espertissima ematologa neonatale ed amica del Centro foggiano, il dr. Rinaldi moderò la relazione del prof. Bracci e le comunicazioni dei dottori Borrelli, Somaschini e Lanzi.
IV CONGRESSO nazionale
SOCIETà ITALIANA DI NEONATOLOGIA
RIMINI
Nel mese di ottobre 1998, dal 22 al 24, si tenne a Rimini il Congresso di Neonatologia “Trasporto e rianimazione”. Il dr. Rinaldi, con il Presidente Bucci, moderò la Tavola Rotonda “Costiefficienza-efficacia”. Il Gruppo foggiano presentò un Poster su
“Concordanza diagnostica clinico-autoptica nel quinquennio
93-97. Correlazione tra neonati inborn e trasportati”.
In tale data terminava il triennio 1995-98 durante il quale il dr.
Rinaldi, aveva svolto il ruolo di Consigliere del Gruppo di Lavoro Trasporto Neonatale della SIP. Alle votazioni per il triennio successivo, il dr. Rinaldi venne eletto Segretario Nazionale
del Gruppo, succedendo al dr. R. Agostino.
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Da sinistra: dr. Rinaldi
e prof. Bucci
Dal comunicato stampa diffuso dall’Azienda Ospedaliera degli OORR di Foggia, ripreso dai giornali “Puglia” e “La Gazzetta del Mezzogiorno”, riportiamo:
“Un importante riconoscimento all’Azienda Ospedaliera OORR, è pervenuto da parte del Ministro della Sanità Bindi, che ha nominato il dr. Giuseppe Rinaldi, Primario dell’Unità Operativa Aziendale Patologia Neonatale e Terapia Intensiva, componente della Commissione
Nazionale incaricata di predisporre una proposta di linee guida sulla istituzione ed il funzionamento del Dipartimento Materno-Infantile”.
“I Dipartimenti costituiscono un modello organizzativo
per rendere razionale, omogeneo e efficiente il percorso
diagnostico e terapeutico mediante l’integrazione funzionale di più settori di attività. Compito della Commissione è quello di delineare un Dipartimento MaternoInfantile, che abbia un modello organizzativo costituito dalle unità operative ospedaliere e/o territoriali, affini
Da sinistra: Montrone,
Iacobellis, Popolo, Rinaldi,
Maffei, Di Gianni
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e complementari, che perseguono comuni obiettivi e che
sono pertanto operativamente interdipendenti, pur mantenendo una propria autonomia e responsabilità professionali ben definite. Gli obiettivi rispettano quelli predefiniti ed individuati nei Piani Sanitari Nazionali e Regionali.” (“Puglia” 29 gennaio 1998)
Circa il problema dell’UMANIZZAZIONE delle cure, riprendiamo un articolo di Daniela Corfiati del settimanale “Protagonisti” del 28 novembre 1998, che potremmo chiamare “umanizzazione: marsupio-terapia e cura delle coccole”:
“Da cinque anni il dr. Giuseppe Rinaldi e i suoi collaboratori applicano un approccio gentile nella cura e assistenza dei neonati prematuri. Dalla marsupio-terapia
alla terapia delle coccole pazienti, genitori e personale
medico si integrano in un nuovo modo di confrontarsi
col dolore e di trattare la malattia (…). Il prof. Rinaldi
e la sua équipe stanno provando a ricalibrare i rapporti in corsia e i segni di questa lenta, ma costante marcia di avvicinamento alla “umanizzazione”, sono ben
visibili nel reparto di patologia neonatale (…). “La nascita del bambino pretermine – spiega la dottoressa Gabriella Marciello – è diversa dalla nascita di un neonato a termine (…) per i prematuri si impone il distacco
dalla madre e il ricovero di urgenza, e poi segue il periodo dell’osservazione del nato, in cui gli vengono somministrate quelle cure mediche necessarie a fargli acquisire una giusta stabilizzazione e a permettergli l’adattamento alla vita extrauterina”. È una vera e propria lotta per la sua sopravvivenza. Ma, se in passato si era ritenuto che il solo modo efficace di sostenere questa battaglia fosse una ottimale dotazione tecnologica, oggi questa certezza non è più così solida. Dal 1987 l’orario di
ingresso dei genitori al reparto di Neonatologia è stato
prolungato per consentire una maggiore presenza, so-
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prattutto della madre, accanto al loro piccolo nelle incubatrici. L’intuizione si è rivelata proficua, non solo sotto il profilo dell’attenuazione delle apprensioni e dei disturbi depressivi delle madri, ma anche per la stessa stabilizzazione fisiologica dei nati pretermine. “Da un po’
di anni si è capovolto il concetto di assistenza – continua il dr. Rinaldi – nel senso che si è cercato di affiancare, alle pur necessarie cure mediche, le cure dell’amore che proviene dalla coppia genitoriale e naturalmente,
in via preliminare, dalla vicinanza del corpo della madre. L’«I Care» è diventato l’elemento portante della nostra assistenza a questi neonati”. Da mezzogiorno alle
19.30 di tutti i giorni, le mamme possono entrare liberamente nel reparto e partecipare all’assistenza fornita ai
neonati dal personale medico ed infermieristico; ma sono loro che diventano protagoniste della fase più cruciale e importante del nuovo corso della cura, spetta a loro cioè la messa in pratica della marsupio-terapia e della normale terapia delle coccole. In un tenero abbraccio al seno materno, il piccolo, è indotto a recuperare le
stesse sensazioni che lo hanno accompagnato nell’utero
e la madre può abbandonarsi, anche per più ore, al piacere di ritrovare il figlio. Meglio se il rito viene scandito
da una dose esagerata di carezze, dolci paroline sussurrate all’orecchio, canti sommessi di nenie e filastrocche
per riportare il bambino a sentire la vicinanza con l’or-
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ganismo che lo ha concepito. “Con la marsupio-terapia
si permette al bambino di stare a contatto di pelle con la
madre – puntualizza il primario –; non appena i neonati
hanno una stabilizzazione cardio-respiratoria, vengono
prelevati dall’incubatrice e adagiati sul seno nudo della
madre, ogni giorno per un certo numero di ore. Questo
produce vantaggi notevoli: maggiore stabilità della frequenza respiratoria e cardiaca, miglioramento dell’ossigenazione, riduzione dell’attività motoria afinalizzata,
una riduzione del pianto data dal senso di consolazione del rapporto madre-bambino, aumento del numero di
donne che allattano”. Anche l’ambiente diventa oggetto
di modificazione per affermare la cura della persona, come spiega ancora Rinaldi: “Cerchiamo di ammorbidire
il contesto ambientale in cui si trovano i bambini: le luci sono sempre basse e spesso si sta al buio, regna un silenzio ovattato, e le stesse incubatrici vengono sistemate come dei nidi per favorire il contenimento posturale.
Il bambino, che è stato nel liquido amniotico, che ha vissuto nel movimento continuo dell’utero, non può essere messo su di una superficie piana, ma si deve ricreare una condizione quanto più possibile similare a quella
di origine” (…). “I bambini che curiamo non sono come
quelli belli e sani che siamo abituati a vedere nelle pubblicità – precisa la dottoressa Marciello –; alcuni di essi pesano anche 700-800 grammi e sono nascosti da un
groviglio di cavi, elettrodi, cerotti e tubicini. All’inizio,
i genitori, hanno bisogno molto del sostegno di medici
e del personale paramedico, per superare la crisi del distacco. Molti cadono in preda ai sensi di colpa, si sentono responsabili di aver fatto nascere un bimbo impreparato alla vita, fragilissimo e sofferente. È molto importante, nei primi giorni, star loro vicino, rispondere alle loro domande, anche quelle che sembrano più banali;
ma loro devono capire quanto sono importanti, quanto e
forse più di noi medici, in questa fase. Insomma, non de-
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vono scappare, ma esserci”. All’inizio devono imparare
a tenerlo in braccio, ad accarezzare quel fragile esserino
che sta tutto nel palmo di una mano. Alle madri viene
chiesto di fissare lo sguardo negli occhi del piccolo, quasi che una sorta di insondabile e silenziosa comunicazione possa trasmettere i benefici di questa voglia amorosa,
che chiama la vita. “Appena possibile, cerchiamo di vestire il neonato, con cuffiette e calzini, in modo che i genitori non lo percepiscano più solo come un ammalato.
Alcuni registrano delle cassette con delle filastrocche e
noi le facciamo ascoltare ai bambini in momenti particolari della giornata. È importante dare subito il nome
ai bambini, perché questo li fa diventare persone e non
semplici numeri e arricchisce il colloquio tra le famiglie
e i sanitari di un calore confidenziale”.”
A conferma dei contenuti del suddetto articolo, riportiamo la
lettera che la coppia Flavio Ferrari e Antonella Caruso ha inviato, in data 9 dicembre 1998, al Direttore Generale della Azienda Ospedaliera OORR dott. Francesco Orfino:
“Egregio Direttore, Le scriviamo per raccontarle cosa
sono stati per la nostra giovane famiglia i 49 giorni trascorsi nel Reparto di Patologia Neonatale e Terapia Intensiva diretta dal dr. Giuseppe Rinaldi. Stefano, il nostro primo figlio, ha deciso, malgrado tutto, di nascere
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in anticipo di 2 mesi. Il 2 settembre di quest’anno a sole 29 settimane e non proprio “ciaciotto” visto il suo peso, kg 1,590, Stefano ha fatto il suo ingresso nel Reparto
di Terapia Intensiva, dopo aver ricevuto un’ottima assistenza durante il parto nella Divisione di cui è responsabile il dott. Cesare Trojsi.
Fragile, indifeso, con tutte le complicazioni che una nascita prematura comporta, Stefano ha ricevuto, a nostro
avviso, non solo le migliori cure possibili, ma soprattutto tanto amore. Affetto di cui siamo stati circondati anche noi in quei 2 mesi, durante i quali abbiamo imparato tante cose sui bambini, sulla loro vulnerabilità, ma
soprattutto sulla loro grande capacità di reagire alle difficoltà, alle complicazioni legate alla loro prematurità.
L’ambiente della Terapia Intensiva non è certo familiare né tanto meno intimo. Ricordo che la mattina dopo il
parto, quando per la prima volta sono andata a trovare
Stefano, ho avuto l’impressione di essere stata catapultata in un altro mondo, dove non mi sarei ambientata. I
monitors, quel suono inconfondibile di ogni incubatrice, il tubicino per l’ossigeno, e Stefano così piccolo e già
al suo primo impatto con la sanità. Non era così che immaginavo il giorno della nascita di mio figlio. Ma dietro
quelle incubatrici ho scoperto un altro mondo.
Il reparto diretto dal dottor Rinaldi è tutt’altro che artificiale. Tutti: medici, infermieri, puericultrici, assistenti, ripeto tutti, non sono solo altamente qualificati, rigorosi e professionalmente capaci, ma sono prima di tutto
dei compagni di viaggio che fanno sentire i genitori come a casa propria, mai degli esclusi. Un reparto dove si
è capaci di grande pazienza, comprensione e solidarietà. Dove i bambini sono Stefano, Francesco, Michela,
Claudia… dei bambini e poi dei pazienti e i genitori affrontano con più serenità la loro prima grande sofferenza: la separazione, per un parte della giornata, dal proprio bambino. Così a casa, soprattutto la sera, le fanta-
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sie e i fantasmi che il trauma di una nascita prematura
comporta, sono meno angosciose.
Un bambino prematuro ha molte esigenze, prima fra tutte ha un immenso bisogno di comunicare. E per questo abbiamo trovato straordinariamente coinvolgente la
marsupio-terapia, o terapia delle coccole. Siamo così diventati per Stefano mamma e papà canguro, e oggi siamo certi che se, a lui ha fatto bene, a noi è servito ancor di più.
Stefano oggi è un bel bambino sano, che cresce a vista
d’occhio. È soprattutto un bambino sereno e questo è
anche merito dell’équipe del dottor Rinaldi, che abbiamo deciso di ringraziare anche con questa nostra lettera. Oggi ci chiediamo: e se quel reparto non fosse esistito a Foggia, ma soprattutto se non fosse così com’è? Ovvero culturalmente sempre proiettato verso un’assistenza migliore, eccellente. Questo è quello che noi riteniamo debba essere il ruolo della sanità pubblica, punto di
riferimento insostituibile del cittadino”.
Dal primo gennaio 1999, il dr. Nicola Soccio, Dirigente Medico di secondo livello (primario) della Divisione di Neonatologia, che si occupa dell’assistenza ai neonati sani, viene collocato a riposo per raggiunti limiti d’età. La copertura del posto
di dirigente viene soppressa e l’incarico viene affidato ad interim al dr. Rinaldi (delibera N. 1438 DEL 15/12/98). Si completa così il processo di razionalizzazione delle strutture pediatriche neonatali presenti a Foggia, con l’Unità Operativa Complessa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, a direzione unica.
Il dr. Rinaldi aveva conosciuto il dr. Soccio nel 1964, durante il tirocinio post-laurea, nel Reparto di Medicina Generale
dell’Ospedale di Foggia, con la Sezione aggregata di Pediatria,
dove il suddetto era assistente volontario. Nel 1999 entrambi
risultarono vincitori del concorso di assistente, presso la Sezione (divenuta Divisione) di Pediatria. In seguito il dr. Soccio di-
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venne Aiuto, fedele e stimato, del prof. Curatolo, sino al marzo 1992 anno in cui, in seguito a pubblico concorso, assunse la
Direzione della Divisione di Neonatologia.
Riportiano, a seguito, il ricordo del dr. Nardella, collaboratore
del dr. Soccio, sia nell’esperienza pediatrica che in quella neonatale:
Il dott. Soccio è stato un pioniere della pediatria foggiana, ancor prima della venuta del prof. Curatolo
e quindi della istituzione della Divisione di Pediatria. In quell’epoca spesso mi ricordava che insieme
al prof. Cela, altro illustre successivo Primario della Divisione, dirigeva una realtà che dipendeva, tra
mille difficoltà organizzative e strutturali, dalla Divisione di Medicina, cercando, tuttavia, di apportare nella pediatria della città tutte le novità che potessero garantire un miglioramento concreto dello
stato di salute dei piccoli pazienti ricoverati. In effetti le condizioni in cui si trovò ad operare nella fase iniziale della sua attività, possono sicuramente
essere definite eroiche; erano periodi in cui, nonostante tutto, non esisteva una grande cultura preventiva dello stato di salute, l’organizzazione territoriale dell’assistenza pediatrica era di là da venire e, pertanto, nella struttura ospedaliera afferivano sia le situazioni banali che quelle critiche con richiesta di risoluzione di casi più gravi, mediamente, di quelli odierni, con disponibilità tecnologiche
e strutturali nettamente inferiori rispetto alle attuali. Ma, nonostante ciò, l’impegno e la conoscenza
erano tali da permettere al dr. Soccio di fronteggiare con sicurezza e capacità situazioni anche ad alto
rischio. Ed in effetti ciò che più colpiva una persona che entrava per la prima volta in contatto con lui
era una sorta di rassicurante contatto, basato, però,
non su situazioni teoriche, ma su dati di fatto con-
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creti, oltre i quali non osava sbilanciarsi; e devo dire
che questo suo modo di comportarsi ha permeato la
mia attività professionale, cioè il non mistificare né
in senso positivo, né negativo una realtà che può essere un sintomo, una malattia o qualcos’altro; credo
che un medico debba avere sempre un tale comportamento, che per alcune persone risulta spontaneo,
ma, qualora non lo fosse, bisogna sforzarsi perché lo
diventi; e la stessa cosa si dica del giudizio sull’operato dei colleghi; non ho mai sentito da parte sua fare apprezzamenti o dare giudizi negativi in nessuna circostanza, anche quando sussistevano forse i
presupposti per comportarsi diversamente. Nei riguardi del personale non medico ha sempre tenuto
un comportamento cordiale e ossequioso, mantenendo, però, sempre un garbato distacco che, in verità, non si avvertiva più di tanto; in effetti ai buoni
rapporti con il personale infermieristico egli teneva
parecchio e lo possiamo considerare un vero educatore in tal senso; generazioni di infermieri professionali si sono formati con lui al tempo della Scuola
per infermieri professionali e la cura e la meticolosità con cui preparava le sue lezioni mi stupiva.
Per quanto mi riguarda posso dire senza ombra di
dubbio che i suoi consigli e la sua metodologia professionale mi sono stati e sono tuttora di grande aiuto, e anche tutti gli altri colleghi che hanno avuto la
fortuna di incontrarlo nel loro cammino hanno avuto modo di apprezzare le Sue grandi doti professionali ed umane; la sue famose tabelle sulla reidratazione, che noi avevamo scherzosamente definito “il
Vangelo secondo Nicola” dopo tanti anni sono ancora presenti nella nostra struttura e ad esse ancora
si attinge nel calcolo dei liquidi da infondere.
Per alcuni mesi, dopo il pensionamento del prof.
Curatolo, il dott. Soccio ha diretto la Divisione di
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Pediatria degli Ospedali Riuniti di Foggia e, successivamente, la Divisione di Neonatologia, dove
ha concluso la sua carriera nel 1998; in quel periodo
le nostre strade si sono divise ma gli incontri, più
occasionali, sono stati sempre improntati a grande cordialità e senso di profonda stima e ringraziamento da parte mia.
CORSO UNICEF
PROMOZIONE ALLATTAMENTO MATERNO
FOGGIA
Il primo impegno del dr. Rinaldi come responsabile della Neonatologia fu ristrutturare logisticamente l’assistenza al neonato sano con l’introduzione del “rooming-in” e preparare il personale ad incoraggiare le donne che lo desiderano, ad allattare
al seno i propri figli. Su segnalazione del dr. Davanzo, del Comitato della Promozione all’Allattamento Materno, si organizzò a Foggia un Corso di Formazione invitando come docenti
la dr.ssa Dalla Barba di Padova, l’ostetrica Gennaretti di Cesena e l’infermiera Pavan di Trieste. Così si legge nel comunicato
stampa, n. 28 del 13/4/99 dell’Azienda Ospedaliera:
“Si è appena concluso presso gli OO.RR. di Foggia un
Corso di Allattamento al seno destinato ad operatori sanitari. Vi hanno partecipato 20 operatori dei Reparti di
Patologia Neonatale, Neonatologia, Ostetricia (…). A
fronte dei benefici del latte materno, scientificamente
provati, recenti studi rilevano infatti una scarsa cultura dell’allattamento al seno. A Foggia si stima che solo il 40% dei circa 3.500 bambini nati in un anno viene allattato esclusivamente a seno. Una percentuale che
il personale sanitario conta di raddoppiare nel corso del
primo anno dell’adozione del decalogo OMS – UNICEF
per promuovere l’allattamento al seno dentro l’ospedale.
Motivi di ordine sociale, culturale ed economico hanno
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minato nel tempo la pratica millenaria dell’allattamento al seno, costretta a subire le aggressioni della pubblicità, delle compagnie produttrici di alimenti per bambini, sempre meno rispettose delle norme etiche, dimentiche del milione di neonati che ogni anno muore nel mondo per il ricorso al latte artificiale.
Nel 1994 il settore è stato finalmente regolamentato dal
Decreto Legge n. 500 sulla commercializzazione di latte artificiale, che, sulla base di un codice internazionale
approvato nel 1981 dall’Assemblea Mondiale della Sanità, vieta, tra l’atro, agli operatori sanitari, di distribu-
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ire alle mamme campioni di latte artificiale. Una pratica
del tutto assente nei reparti di Maternità degli Ospedali Riuniti di Foggia, decisi a chiudere le porte a qualsiasi forma pubblicitaria che interferisca con l’allattamento al seno. In un ambiente già bene avviato verso la creazione di un ospedale a misura di bambino, gli obiettivi da perseguire sono l’allattamento del bambino entro
mezz’ora dalla nascita, la promozione del “rooming-in”,
cioè la possibilità per madre e figlio di stare nella stessa
stanza, l’abolizione di tettarelle e succhiotti nel periodo
dell’allattamento al seno.
Le proposte dei corsisti, emerse a conclusione delle lezioni, sono state esposte alla presenza del dr. Morlacco, Direttore Amministrativo dell’Azienda Mista e del dr. Rinaldi, Primario dei Reparti di Neonatologia e Patologia
Neonatale, nonché Coordinatore del Corso. Tra le altre
indicazioni, l’individuazione di locali ospedalieri da dedicare alle madri nutrici che abitano fuori Foggia.”
7° CONVEGNO NAZIONALE
PEDIATRIA OSPEDALIERA
ROMA
Dal 21 al 23 gennaio 1999 i professori Perletti e Pieragostini organizzarono a Roma, presso l’Auditorium del Massimo, il “7°
Congresso Nazionale del Gruppo di Studio di Pediatria Ospedaliera”, invitando tra gli altri relatori anche il dr. Rinaldi.
I INCONTRO SCIENTIFICO
MATERA
Il dr. Savino Mastropasqua, dinamico Primario Neonatologo,
già esponente del Gruppo Neonatologico del prof. Orzalesi, organizzò, il 20 febbraio 1999, il I Incontro Scientifico della Sezione
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Apulo-Lucana della Società Italiana di Neonatologia ed i neonatologi foggiani relazionarono su “Rianimazione neonatale”.
V CONGRESSO NAZIONALE
Società italiana di neonatologia
STRESA
Dal 14 al 17 aprile 1999, si tenne a Stresa il V Congresso Nazionale Società Italiana di Neonatologia, in collaborazione con la
NEO-NED (The Dutch Neonatal Network) ed il dr. Rinaldi relazionò su “Weaning respiratorio in VLBW”, nella Sessione riguardante le tecniche diagnostiche nella patologia respiratoria,
unitamente al dr. Giordano (“L’indagine nella patologia respiratoria del neonato”), al prof. Romagnoli (“Criteri ottimali per
l’estubazioni”), e al dr. Villamor (“Persistent pulmonary hypertension of the newborn”).
Furono presentati nella Sessione Poster:
- “Trasferimento e mortalità in Italia”, con la collaborazione del Gruppo romano (dr. Agostino) e di Lecco (dr. Zanini).
- “Ventilazione meccanica e danno cerebrale in neonati
VLBW”.
- “Concordanza diagnostica clinico-autoptica nel quinquennio ’93-’97 Correlazione tra neonati inborn e trasportati”.
(Atti “Developmental Physiopatology and Clinics”, suppl. Vol. 9, n.1,
1999)
8° INCONTRO NAZIONALE
DI NEONATOLOGIA
ISCHIA
Alla fine del mese di aprile 1999, ad Ischia, venne organizzato
l’8° Incontro Nazionale di Neonatologia e nella Sessione “Ca-
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re in Neonatologia”, il dr. Rinaldi fu invitato come Moderatore con la collega Paola Greci (Napoli).
Sull’importanza degli incontri neonatologici di Ischia leggiamo le riflessioni attuali del dr. Giustardi, organizzatore dei suddetti incontri:
“Il 2010 è il XXI anno nel quale si realizza l’incontro
nazionale di Neonatologia che rappresenta un momento di scambio, di informazioni e conoscenze tra
neonatologi professionisti e giovani medici all’inizio della loro carriera. Da 21 anni questo evento apporta sempre un valore aggiunto a tale disciplina,
in quanto sono trattate tematiche sempre innovative ed aggiornate agli ultimi lavori scientifici nazionali ed internazionali.
Vari ed interessanti sono gli argomenti e gli spunti, che emergono da questi incontri su una materia come la Neonatologia sempre in continuo movimento.
Abbiamo sempre cercato di rendere questo momento non solo come un incontro di trasferimento di conoscenze ma è stato sempre basato su metodologie
didattiche interattive, come lavori di gruppo su casi clinici e role planing.
Sono stati sempre ben accolti uditori e studenti universitari ai quali è stata fornita la possibilità di relazionarsi con direttori di Asl, Rettori di Università italiane di medicina, con Direttori sanitari e Primari.
Ogni anno sono invitati professionisti internazionali che svolgono la loro professione con l’ utilizzo di
tecniche dell’ umanizzazione delle cure in ospedale
come l’ospedale svedese di Stoccolma, il Carolinska,
e professionisti degli ospedali americani.
Quest’incontro non è solo un momento di formazione, ma è un evento che offre la possibilità di un’in-
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tegrazione sociale tra due generazioni diverse, tra
medici professionisti e giovani medici.
Se ancora oggi svolgiamo tale incontro è perché noi
crediamo nelle nostre idee e nella possibilità che esse si possano evolvere ed arricchire di nuove scoperte scientifiche, rendendo il momento pre-post
della nascita la cosa più naturale che ci sia.
I partecipanti, provenienti da varie regioni d’ Italia,
portano le loro esperienze ed il loro impegno per
migliorare le condizioni di vita, la crescita e le terapie farmacologiche per i neonati italiani.
Tale evento ha affrontato tematiche relative a svariati argomenti neonatologici: la nutrizione del prematuro, del neonato e del bambino; l’importanza
dell’allattamento al seno; l’applicazione della marsupioterapia; l’assistenza del neonato in sala parto con la dimostrazione di diverse manovre rianimatorie; l’importanza della comunicazione bidirezionale tra operatori sanitari e la triade; la priorità
dell’educazione prenatale”.
3° CORSO TEORICO-PRATICO
DI NEONATOLOGIA
FOGGIA
Il 4 e 5 giugno 1999 venne organizzato dalla F.A.S.NE., a Foggia, il 3° Corso teorico-pratico residenziale di Neonatologia” (a
numero chiuso). Dalla presentazione degli Atti riportiamo:
“Abbiamo voluto questo terzo incontro teorico-pratico
residenziale di Neonatologia, a carattere monotematico,
riguardante una patologia purtroppo ancora in auge, il
Neonato Asfittico, quale espressione viva dell’impegno
culturale, clinico ed organizzativo da parte dell’U.O.
della Patologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospe-
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dale di Foggia. Il tema dell’incontro, viene affrontato
sotto molteplici aspetti quali:
- rilevazione dei fattori di rischio perinatali
- prevenzione del danno asfittico attraverso una adeguata rianimazione in sala parto
- analisi dei fattori patogenetici della patologia polmonare associata a trattamento ventilatorio
- protocollo diagnostico-assistenziale e follow-up neurologico
- management metabolico-nutrizionale.
(…). È oramai nostra convinzione, essendo giunti alla terza edizione del Corso, che il comune arricchimento culturale, che deriva da questo tipo di incontri, scaturisce non
tanto e non solo dall’ascolto delle varie relazioni, ma soprattutto dalla discussione che ne segue, dallo scambio alla pari di esperienze e punti di vista diversi.” (G. Rinaldi)
LA RICERCA
IN NEONATOLOGIA
OSTUNI (BR)
Il Convegno, organizzato annualmente dal dr. Latini, Primario Neonatologo di Brindisi, quest’anno si è svolto il 19 giugno
1999, a Ostuni Marina, presso il Centro Congressi del Grand
Hotel “Masseria Santa Lucia”, con il tema “La Ricerca in Neonatologia e Pediatria: Aspetti Metodologici, Clinici ed Etici”.
V CONVEGNO AGGIORNAMENTO
INFERMIERISTICO
STRESA (VB)
Il “V Convegno Nazionale per l’Aggiornamento e la Formazione Permanente Infermieristica Neonatale” ritorna al Centro Congressi di Stresa, dal 23-25 giugno 1999. Alla Tavola Ro-
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tonda “L’inserimento degli infermieri neo-assunti in Neonatologia”, l’esperienza di Foggia fu presentata dall’i.p. Lepore su
“La Care: dall’apprezzamento di una filosofia all’acquisizione
di una mentalità” e l’i.p. Salvatore relazionò su “La Care: problemi della realizzazione”.
55° CONGRESSO NAZIONALE
società italiana DI PEDIATRIA
BOLOGNA
Il 55° Congresso Nazionale di Pediatria si tenne a Bologna, dal
19 al 23 settembre 1999 con la Presidenza del prof. Liborio Giuffrè. Il Gruppo foggiano presentò due Poster:
- Weaning respiratorio nei VLBW: esperienza della TIN
di Foggia.
- Impatto degli steroidi su assistenza respiratoria e danno
cerebrale nei neonati VLBW.
(Atti su RIP vol. 25, suppl. al n. 4, pp. 106 e 107, 1999)
1° CONGRESSO
DI NEONATOLOGIA
MONTE SILVANO LIDO (PE)
Il 1° Congresso Interregionale di Neonatologia e Pediatria
(Abruzzo, Molise, Marche e Umbria), fu organizzato dal dr.
Vincenzo Angelozzi, Primario Neonatologo di Pescara, a Montesilvano Lido, nei giorni 7, 8 e 9 ottobre 1999. La IV Sessione
sul danno neurologico, con la Moderazione dei professori Bracci (Siena) e Allemand (Roma) relazionarono il dr. L. Ramenghi
di Pescara (“Migrazione di cellule gliali: implicazioni nella patologia della sostanza bianca nel pretermine”), il prof. Ferrari
di Modena (“Indici precoci del danno neurologico”), e il dr. Rinaldi di Foggia (“Follow-up neurologico del neonato VLBW a
due e quattro anni di vita”).
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CONVEGNO
NEONATO PREMATURO
NELLA PROVINCIA DI TARANTO
Il 30 ottobre 1999 il dr. Giuseppe Famà, primario neonatologo
della Patologia Neonatale di Taranto, riunì diversi primari neonatologi pugliesi al Convegno “Il neonato prematuro nella
provincia di Taranto”. “Dal Centro Immaturi all’UTIN: i risultati di 30 anni di impegno professionale”.
CORSO SU
CONTROVERSIE SUI DRG
SAN GIOVANNI ROTONDO (FG)
Nel mese di novembre 1999, presso “Casa Sollievo della Sofferenza”, si tenne, il 4, 5 e 6, un corso per medici ospedalieri
“Tra razionalizzazione delle risorse e qualità dell’assistenza:
la nuova sfida del medico ospedaliero”. Alla Tavola Rotonda
su “Controversie sui DRG” partecipò il dr. Rinaldi per l’ambito neonatologico.
2° WORLD CONGRESS
OF PEDIATRIC INFECTIOnS
MANILA (FILIPPINE)
Il Centro di Foggia fu presente al Congresso Mondiale di Pediatria di Malattie Infettive, tenutosi a Manila, dal 2 al 5 novembre
1999, con la relazione “Palivizumab-expanded access study in
1998-99 – Northern Hemisphere”.
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CONGRESSO NAZIONALE
MEDICINA PERINATALE
TORINO
Al Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Perinatale, “La nascita alle soglie del 2000”, tenutosi a Torino dal
2 al 4 dicembre 1999, il Presidente prof. Claudio Fabris volle come Moderatore il dr. Rinaldi.
“Con il prof. Claudio Fabris mi lega non solo una
stretta collaborazione professionale di grande stima, ma anche un rapporto di sincera amicizia basata su una comune visione della vita”. (dr. Rinaldi)
Il prof. Claudio Fabris
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Il dr. Matteo Rinaldi
alle prese
con la video-connessione
PROGETTO MINISTERIALE
VIDEO-CONNESSIONE
Dopo una fase organizzativa, durata circa un anno, con l’installazione di complesse apparecchiature all’avanguardia, frutto di
un Progetto sperimentale di Ricerca per lo studio delle cardiopatie congenite, promosso e finanziato dal Ministero della Sanità, il Centro di Foggia ebbe la possibilità di effettuare videoconnessioni e video-conferenze con le U.O. degli Ospedali “Di
Summa” di Brindisi e “Vito Fazi” di Lecce, sotto la Direzione
del prof. P. Arciprete, Direttore della Cardiochirurgia dell’Ospedale “Giovanni XXIII” di Bari. Il Programma di Ricerca, partito
all’inizio di settembre, prevedeva tra l’altro lo studio epidemiologico delle cardiopatie congenite, la possibilità di perfezionare
la diagnosi con l’ausilio della video-connessione, l’eventuale gestione a distanza del paziente e il follow-up. Tale sistema, oltre
alla video-multiconferenza, consentiva di trasmettere registrazioni ecocardiografiche, immagini radiografiche e quanto altro
potesse essere utile nella gestione, a distanza, del paziente.
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Da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 31 ottobre 1999 riportiamo l’articolo dal titolo “Il «miracolo» Giovanni Pio”:
“(…). Quando è nato era trasparente, aggiunge la zia Tina. Giovanni Pio, che porta lo stesso nome del nonno paterno cui somiglia moltissimo, aveva invece tanta voglia
di farcela e ha superato alla grande patologie cerebrali, respiratorie, visive, insomma tutti i problemi di salute frequenti in un neonato prematuro. Un prematuro proprio al
limite di sopravvivenza, visto che Giovanni Pio è venuto
alla luce dopo appena 23 settimane di gestazione. “Era l’8
giugno – ricorda mamma Luigia – avevo dei dolori e andai all’ospedale, mai pensavo che fossero le doglie”. Qualche ora più tardi il bimbo è nato ed è stato subito trasferito nel reparto di Neonatologia diretto dal Giuseppe Rinaldi. Prima di Giovanni Pio nessun bambino così piccolo era sopravvissuto, ma tra incubatrici e tubi è avvenuto il prodigio. Nel reparto, fra cure e coccole di infermiere
e medici, Giovanni Pio ha trascorso tutta l’estate e in settembre ha fatto anche la sua prima grande conquista: Miss
Italia Manila Nazzaro, che ha voluto tenerlo tra le braccia
durante la sua visita nel reparto. Poi, dopo cinque mesi di
attesa spasmodica da parte dei genitori, il 22 ottobre Giovanni Pio era arrivato in famiglia, dove è diventato subito l’adorabile tiranno di casa”. (Anna Langone)
Qui di seguito riportiamo un altro articolo (“La Gazzetta del
Mezzogiorno”, del 17 ottobre 1999), che ci sembra meritevole (anche perché il neonato è stato ricoverato in Neonatologia
dopo la nascita), dal titolo “Foggia, donna dice no all’aborto e
muore per dare alla luce il figlio”:
“Morire a trent’anni, per dare alla luce il secondo figlio. È toccato ad una casalinga della provincia di Foggia, una donna che, dopo il parto, ha trascorso un paio di settimane tra nefrologia e rianimazione, lottando,
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sperando con tutte le forze di farcela. Invece si è spenta
qualche ora dopo aver parlato col marito, contento perché era uscita dalla rianimazione. (…): altri congiunti
della casalinga sono morti per patologie renali. (…). E
la donna cosa pensava? “Mia moglie aggiunge l’uomo –
ha saputo subito della malattia. Insieme abbiamo parlato della possibilità di abortire, ma lei non l’avrebbe mai
fatto. Era consapevole di rischiare molto, ma non avrebbe mai rinunciato al bambino”. La gravidanza prosegue,
tra cure e ricoveri, mentre la povera donna, per via della malattia, continua a gonfiarsi. A fine settembre arriva il giorno tanto atteso: il bimbo nasce, la mamma entra
in nefrologia. Le sue condizioni peggiorano rapidamente e dopo la nefrologia per lei si aprono le porte della rianimazione: “Lì hanno fatto l’impossibile – dice il marito – ma ormai mia moglie era piena di liquidi che avevano danneggiato tutti gli organi vitali. Hanno aspettato
troppo, è questo che penso: perché non è stata anticipata
la nascita del bambino? Ormai i prematuri sopravvivono anche a cinque mesi: perché non hanno salvato mia
moglie?”. (…). Quasi per una legge di compensazione
di cui sfuggono i criteri, in questi giorni un’altra puerpera a rischio ce l’ha fatta. Una donna di 24 anni, anche
lei foggiana, malata di fibrosi cistica (una malattia che
rende difficile persino raggiungere la maggiore età) ha
partorito due gemelli.” (Anna Langone)
Nel mese di novembre si è inaugurata una nuova ala del Centro di Terapia Intensiva Neonatale degli Ospedali Riuniti di
Foggia. Dal Comunicato stampa dell’Azienda Ospedaliera riportiamo:
“Sono stati ampliati gli spazi e realizzati otto posti letto (tra cui due di isolamento) dotati di modernissime
apparecchiature:
- Ogni coppia di posto letto viene servita da una co-
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Piantina del Reparto
Inaugurazione
del Reparto. Da
sinistra il direttore F.
Orfino, l’Arcivescovo
D.U. D’Ambrosio, il
dr. G. Rinaldi e padre
L. Carozza
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lonna pensile ancorata al soffitto da cui si dipartono due bracci oscillanti dotati di tutti gli accessori
necessari (prese elettriche e per gas medicali, aspirazione, pompe di infusione,…). Ogni braccio è dotato
di binari su cui si agganciano due ripiani con braccio orientabile (uno per il Respiratore ed uno per il
Monitor).
- I respiratori sono di ultima generazione (presso-volumetrici), in grado di adeguare automaticamente, real time, il setting ventilatorio alle esigenze cliniche
del paziente.
- I monitors multiparametrici rilevano in modo “non invasivo” (i dati vengono rilevati da un sensore a temperatura ambiente col semplice contatto sulla cute
del neonato) tutte le funzioni vitali del neonato: attività cardio-respiratoria, pressione arteriosa, saturazione dell’ossigeno.
- Il neonato può essere accolto in modernissime incubatrici o in cullette appositamente studiate per poter assistere un neonato critico.
Il live motive che anima tutti i componenti dell’equipe
è stato sempre quello di cercare di offrire al neonato sofferente tutte le proprie energie psicofisiche e quanto di
meglio viene proposto dal progresso scientifico. I frutti di tanto impegno non si sono certo fatti attendere: i
trends di morbilità e di mortalità, anche e soprattutto
per i cosiddetti microneonati o extremely (peso nascita
tra 500 e 1000 grammi), sono andati via via allineandosi con quelli nazionali, colmando, almeno nel settore
neonatale, il gap con i più attrezzati Centri delle Regioni del Nord.”
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8° CONGRESSO NAZIONALE
DI PEDIATRIA OSPEDALIERA
NAPOLI
Il Gruppo di Studio di Pediatria Ospedaliera tenne l’8° Congresso Nazionali, a Napoli dal 27 al 29 gennaio 2000. La tavola
rotonda riguardante la Neonatologia “La Care e la continuità
assistenziale: perché è difficile cambiare?” si svolse con la Presidenza del prof. A. Marini e la Moderazione del prof. U. Flauto e del dr. G. Rinaldi.
II INCONTRO SCIENTIFICO
DI NEONATOLOGIA
FOGGIA
In data 19 febbraio 2000, si è tenuto a Foggia il “II Incontro
Scientifico della Società Italiana di Pediatria. Sezione PugliaBasilicata”. È stato un momento di meditazione, a cui hanno
partecipato Pediatri di Base, Neonatologi, Ostetriche e Personale Infermieristico su una tematica di estrema attualità: l’allattamento al seno.
La prima parte dell’incontro verteva su argomenti di carattere
generale (allattamento ed alimentazione materna, farmaci ed
allattamento), mentre nella seconda parte sono state esposte le
esperienze della Neonatologia foggiana ed il managment domiciliare riportando altresì le riflessioni e le problematiche rilevate dai pediatri di base.
Durante la manifestazione vi è stata, inoltre, la consegna di due
targhe ricordo ai dottori Antonio Di Comite e Giuseppe Famà,
per la loro instancabile attività nel promuovere la Neonatologia nella Regione Puglia.
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TELEMEDICINA
“THE LANCET”
Sulla rivista “The Lancet” (vol. 355, p. 728, febbraio 2000), veniva segnalato “Telemedicine used to diagnose mycetoma”, un caso raro di micetoma occludente il ventricolo destro, evidenziato
mediante telemedicina tra il gruppo foggiano ed il Centro di Cardiochirurgia di Bari, diretto dal prof. Arciprete. Tale segnalazione rientrava nel Progetto Ministeriale (della durata di due anni)
finalizzato allo studio e alla cura delle cardiopatie congenite.
Come esempio di proficua collaborazione tra la Neonatologia
foggiana e la Cardiochirurgia barese riportiamo da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 10 luglio:
“Un bimbo di un mese e mezzo, del peso di appena 800
grammi, è stato operato al cuore agli Ospedali Riuniti.
(…). L’intervento non è cosa consueta per Foggia, vista
l’assenza della Cardiochirurgia, ma è stato possibile grazie alla collaborazione avviata tra la Divisione di Neonatologia e l’Ospedaletto dei Bambini “Giovanni XXIII”
di Bari. “Il piccolo – spiega il primario di Neonatologia
Giuseppe Rinaldi – è nato a 24 settimane, cioè a poco più
di cinque mesi di gestazione. Ha sofferto di asfissia, di
sindrome respiratoria e poi la persistenza del dotto arterioso di Botallo, che non è stato possibile fronteggiare
con la terapia medica. Viste le condizioni del bambino,
era impensabile trasferirlo per operarlo: di qui la richiesta avanzata all’Ospedale “Giovanni XXIII”. A Rispondere è stato il primario della Divisione di Cardiochirurgia pediatrica Paolo Arciprete (…). “Fase determinante – dice il prof. Arciprete – è stato il teleconsulto tenuto
con i colleghi di Foggia. Una possibilità che solo la Puglia ha. Poi c’è stato l’intervento di microchirurgia, che
ha richiesto il trasferimento a Foggia di una intera sala
operatoria. Un evento inconsueto, ma possibile quando
si uniscono gli entusiasmi”.
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9° INCONTRO NAZIONALE
DI NEONATOLOGIA
ISCHIA
Inaugurato dai professori Giuffrè, Marini, Selvaggi, Tancredi
e Giustardi, il “9° Incontro Nazionale di Neonatologia”, tenutosi ad Ischia, dal 4 al 6 maggio, ha visto la Lettura Magistrale
del prof. Armido Rubino.
I dottori Falco e Rinaldi moderarono la tavola rotonda su “Revisione critica di alcune metodiche in medicina perinatale, le
novità in genetica medica ed il parto pretermine”, con i relatori i professori Bevilacqua, Scarano e Di Renzo.
Nella prima fila, da
sinistra: Marini,
Giuffrè, Tancredi,
Giustardi. Nella
seconda fila: Marzetti,
Serra, Rinaldi.
A sinistra della
colonna: De Curtis.
Sullo sfondo: Spennati
Da sinistra:
dr. Giliberti,
dr. Spennati,
dr. Rinaldi,
prof. Rubino
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Riportiamo la lettera che il dr. Stefano Villani ha inviato in data 22/05/2000 al Direttore Generale dell’Azienda OORR dr.
Francesco Orfino:
“Pregiatissimo Direttore Generale,
sono un cardiologo specialista ambulatoriale della ASL
FG/3 e FG/1 e Le scrivo perché sento il dovere di manifestare pubblicamente la mia grande soddifazione di cittadino che ha avuto la fortuna di poter curare la figlia nel
reparto di Neonatologia degli OO.RR. di Foggia, diretto dal dr. Giuseppe Rinaldi.
In un periodo in cui si portano alla ribalta della cronaca
solo episodi di “malasanità”, è bene che invece si esaltino le virtù professionali ed umane di operatori sanitari che quotidianamente prestano la loro opera con diligenza e dedizione.
La mia vicenda è iniziata il 6/01/2000, quando mia moglie ha partorito prematuramente alla 25ª settimana la
nostra cara Anna. Nonostante si trattasse di un giorno festivo e di un orario particolare (ore 23.59) abbiamo avuto a nostra disposizione tutto il personale che il
particolare momento richiedeva: ginecologi, anestesisti,
neonatologi, infermieri, ostetriche, nutrici, i quali hanno permesso alla nostra bambina, nonostante le critiche
condizioni, di combattere la sua battaglia per la vita.
Non è possibile descrivere lo stato d’animo di due genitori costretti improvvisamente, come in un incubo, a vivere un dramma la cui protagonista è la propria figliuola.
Per fortuna sul nostro cammino abbiamo incontrato il
dr. G. Rinaldi e la sua équipe, che momento dopo momento hanno saputo somministrare alla nostra cara Anna tutte le cure che ella richiedeva e Le assicuro, egregio
Direttore, che, in qualità di medico, ho potuto apprezzare la loro preparazione professionale, l’esperienza, lo
spirito di iniziativa nei momenti critici, la tranquillità
di chi è padrone della materia.
Ma decantare solo le virtù professionali sarebbe davve-
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ro riduttivo: Le posso assicurare che non ho mai visto in
tanti anni curare un paziente con tanto amore e dedizione, come fosse un proprio figlio.
Mia figlia è rimasta in ospedale per quattro mesi e quattro giorni e in tutto questo tempo abbiamo avuto sempre il conforto professionale ed umano da parte di tutti:
medici, caposala, infermieri, nutrici, agenti tecnici. Non
ho mai colto in nessuno un gesto di insofferenza, ma solo comprensione e solidarietà.
Onore dunque al dr. G. Rinaldi che è riuscito a creare un
reparto efficientissimo, capace di affrontare qualunque
patologia la scienza sia in grado di curare.
Mia figlia adesso vive felicemente a casa nostra, miracolosamente sana e salva: Le lascio immaginare la nostra
gioia. Per questo non potremo mai ringraziare abbastanza il reparto di Neonatologia, nella persona del dr. G. Rinaldi e di tutti coloro che ci lavorano, per averci fatto abbracciare la nostra piccola Anna.
Distinti saluti Stefano Villani”.
QUINTE
GIORNATE PEDIATRICHE
ISOLA D’ELBA
Grande affluenza congressuale ed enorme soddisfazione, per
le tematiche esposte, si ebbero alle “Quinte Giornate Pediatriche” dell’Isola d’Elba dall’1 al 3 giugno 2000, organizzate dai
drr. Rizzo (Portoferraio) e Zanardi (Padova).
Nell’ambito delle attualità in Neonatologia si ebbe un dibattito
“Workshop: CPAP – indicazioni e modalità di utilizzo in neonatologia”, condotto dai dottori Zanardo e Rinaldi (Atti Meeting Internazionale 2000).
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CORSI INTERREGIONALI
DI RIANIMAZIONE
CHIETI
Per fornire le competenze mediche teorico-pratiche della rianimazione neonatale in sala parto ed informare con un protocollo comune, nei vari punti nascita, la gestione del neonato in sala parto si tennero in Italia, sotto la spinta del dr. Giliberti, Segretario del Gruppo di Studio della Rianimazione Cardiorespiratoria del Neonato, corsi interregionali di rianimazione neonatale.
A Chieti, dal 22 al 24 giugno 2000, si tenne quello interregionale (Abruzzo, Campania, Molise, Puglia) a numero chiuso (40
partecipanti) con gli Istruttori i drr. De Cesaris (Pescara), De
Vita (Taranto), Di Fabio (Chieti), Domizio (Chieti), La Forgia
(Bari), Maffei (Foggia), Mantovanelli (L’Aquila), Popolo (Foggia) e Santilli (Campobasso). Le Letture Magistrali su “Danno
ipossico-ischemico” furono tenute dai dottori Spennati (eziologia), Sabatino (patogenesi), Angelozzi (clinica), Rinaldi (prognosi) e Giliberti (aspetti peculiari della rianimazione del neonato VLBW).
III INCONTRO SCIENTIFICO
DELLA SIP SEZIONE APULO-LUCANA
SAN GIOVANNI ROTONDO (FG)
Nel mese di giugno 2000 si tenne alla “Casa Sollievo della Sofferenza” San Giovanni Rotondo, il III Incontro Scientifico della Società Italiana di Neonatologia Sezione regionale di Puglia
e Basilicata, sul tema “Trasporto in utero – trasporto di emergenze neonatali”.
Il dr. Di Gianni, nella Tavola Rotonda moderata dal prof. Selvaggi, Presidente SIMP, e dal dr. Rinaldi, relazionò su “Team
di trasporto dell’UTIN di Foggia: esperienza degli ultimi 10
anni”.
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XII INCONTRO ITALO-GRECO
CAPO SOUNION (GRECIA)
Al XII Incontro Italo-Greco di pediatria pratica, tenutosi a Capo
Sounion dal 27 al 30 giugno 2000, organizzato dai professori Ambrosioni e Carpousas, il dr. Rinaldi portò l’esperienza dell’ampia casistica del Reparto con la relazione “Follow-up neurologico dei VLBW in continuità con il Pediatra di famiglia”.
PALIVIZUMAB
PROFILASSI ANTI VRS
Per ridurre sensibilmente la mortalità associata all’infezione del
virus respiratorio sinciziale (VRS), la S.I.N. ha condotto in Italia
un’indagine sull’utilizzo di un anticorpo monoclonale specifico
anti VRS, sviluppato con la tecnica del DNA ricombinante. Nello studio nazionale, Foggia fece parte dei 28 Centri che reclutarono 144 bambini ai quali fu somministrato il Palivizumab, dimostrandone la tollerabilità e l’efficacia (G. V. Zuccotti, L. Giuffrè, A. Marini (…) G. Rinaldi, Immunoprofilassi dell’infezione
da VRS in lattanti ad alto rischio: impiego del Palivizumab e
sua tollerabilità, I.J.P. 2000, vol. 25, n. 3, p. 456-462, 2000).
I responsabili dei Centri partecipanti all’indagine presero parte
successivamente, a Parigi, l’8 e il 9 settembre al Simposio “Advances in Prevention and Treatmend of Respiratory Tract Diseases”, presso il CNIT Convention Centre.
8° CONGRESSO nazionale
DELLA Società italiana
di medicina perinatale
PARMA
L’8° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Perinatale, si tenne dal 14 al 16 settembre 2000, a Parma. Nell’am-
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bito del Simposio satellite dell’Association International for the
surfactant sistem ci fu una Tavola Rotonda su “Indagine conoscitiva multicentrica sull’impiego in Italia del Surfattante nella pratica clinica”, con la partecipazione di tutti i responsabili
dei Centri, tra i quali il dr. Rinaldi.
All’inaugurazione del Congresso il prof. Manlio Moretti, in
qualità di Presidente, diresse la Lettura Magistrale del prof.
Battaglia di Denver su “Problemi etici nelle malformazioni congenite”. Al prof. Moretti, Maestro, con Bucci e Marini, agli albori della Neonatologia, fu tributato un applauso prolungato per
il suo impegno costante nell’ambito della Medicina Perinatale.
L’allievo, prof. Giulio Bevilacqua, così lo ricorda:
“Il prof. Manlio Moretti, si è ritirato dal servizio,
per raggiunti limiti di età, nel 2004, quando era Professore ordinario di Pediatria e Direttore dell’Istituto di Puericultura e Medicina Neonatale presso
l’Università di Parma.
La maggior parte della sua vita professionale e
umana l’ha trascorsa a Parma, città che lui e la sua
famiglia hanno adottato come seconda patria.
Laureato nel 1954 in Medicina e Chirurgia all’Università di Parma, dopo alcuni anni trascorsi nella
Clinica Pediatrica dell’Università di Napoli, nel 1962
è ritornato stabilmente a Parma concentrando tutta
la sua attività professionale all’ambito neonatale,
quale responsabile del Reparto di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale di questa Università.
L’intensa attività scientifica e di ricerca di Moretti è
documentata da oltre 380 pubblicazioni scientifiche,
rivolte prevalentemente ai problemi della madre e
del neonato. È stato tra i neonatologi un convinto
sostenitore della necessità di una stretta collaborazione ostetrico-neonatale. Tale attività può essere
sintetizzata in 2 monografie, una “Il neonato ad alto
rischio” e la seconda “Requisiti e raccomandazioni
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Il prof. Moretti
col dr. Rinaldi
per l’assistenza perinatale ospedaliera in Italia”, che
sono state pietre miliari per la cura dei neonati, soprattutto dei più piccoli: i prematuri.
La sua preparazione scientifica è stata ampiamente
riconosciuta in campo nazionale ed internazionale.
Moretti, infatti, è stato Presidente di numerose società scientifiche tra le quali quella di Neonatologia e
quella di Terapia Intensiva (SITI). In particolare è stato socio fondatore, oltre che Presidente, della Società
Italiana di Medicina Perinatale (SIMP) che riunisce
ostetrici e neonatologi interessati alla cura e allo studio dei problemi della madre e del bambino.
Chi l’ha conosciuto, accanto alla sua preparazione
scientifica, ha potuto apprezzare le sue straordinarie doti umane. Pioniere della Neonatologia, era prima che scienziato, medico con un profondo rispetto
della vita e dei neonati.
Questa sua sensibilità umana si concretizzava, anche fuori dall’attività professionale, nella valorizzazione della famiglia e dell’amicizia.
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I colleghi e i collaboratori hanno sempre trovato in
lui, oltre al maestro, l’uomo, pronto a discutere pacatamente e pazientemente i più svariati problemi,
capace di accettare consigli e suggerimenti.
I suoi collaboratori non erano solo colleghi di lavoro, ma diventavano parte integrante della sua vita
personale e della sua famiglia.
La perdita dell’amatissima sposa, signora Tullia,
che l’ha accompagnato e sostenuto per lunghi anni in questo suo progetto professionale e umano,
aveva reso più tristi gli ultimi anni della sua vita,
nonostante la presenza e la vicinanza dei figli e dei
nipoti.
Anche dopo il suo ritiro, Manlio aveva sempre continuato a interessarsi dei problemi della Neonatologia ed anche di quelli del reparto, sempre pronto a partecipare a ogni iniziativa che era proposta
nell’ambito dell’Università o dell’Ospedale.
Fra le valli dell’Alto Adige, da lui tanto amate, ha
concluso serenamente i suoi giorni, nel 2006, all’età
di 74 anni.
Con Manlio Moretti ho avuto la possibilità di condividere, per oltre 30 anni, le principali tappe della
mia formazione professionale e umana, quest’ultima estesa in modo non formale anche alle nostre
famiglie e per questo mi è gradito esprimere la gratitudine più sincera a lui e alla sua famiglia per i
tanti momenti di gioia e di successi”.
PROGETTO EURONIC
LANCET E JOURNAL
OF PEDIATRICS
Si concludeva, nell’anno 2000, un grande studio, finanziato dalla CEE, denominato Euronic, condotto negli anni 1994-96, che
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coinvolse 11 paesi europei. Si trattava di un progetto finalizzato ad indagare quali fossero i pareri e le prassi adottate dalle
TIN europee in relazione al background socio-culturale, etico
e legale dei diversi paesi interessati. Il progetto coinvolse 140
Centri (tra i quali Foggia), 1400 neonatologi e circa 3400 infermieri che risposero su:
- Propensione a non iniziare e/o sospendere il trattamento.
- Rapporto tra medico e genitori e grado di coinvolgimento di questi ultimi sulle decisioni inerenti il neonato. I dati derivanti dalle risposte al questionario furono oggetto
di diverse pubblicazioni, tra cui:
- M. Cuttini (...), and other membres of the Euronic Study Group, End-of-life decisions in neonatal intensive care: physicians’ self-reported practices in seven European
countries. (The Lancet, vol. 355 – June 17, 2000)
- Richard de Leeuw (…), and other membres of the Euronic Study Group, Treatment choices for extremely preterm infants: An international perspective. (The Journal
of Pediatrics, vol. 137, n. 5, 2000)
56° CONGRESSO NAZIONALE
della società italiana di pediatria
PALERMO
Alla fine di settembre 2000, in occasione del 56° Congresso della Società Italiana di Pediatria, a Palermo, la Pediatria italiana
visse un momento molto triste: la perdita improvvisa del prof.
Liborio Giuffrè, Presidente della SIP. Al riguardo il dr. Rinaldi ricorda:
“La tristezza era sul volto di tutti, la chiesa era traboccante e molti furono costretti a restare fuori, a
seguire in silenzio le esequie, in lacrime. Ero particolarmente scosso, perché legato da grandissima
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Il prof. Giuffrè con la
sua Scuola
amicizia e da enorme stima per l’uomo, prima ancora che per le sue notevoli capacità professionali. Avevo vissuto intensamente, a Roma, con lui e
con Rondini e Macagno, dal febbraio ’88 al febbraio
’89, l’esperienza di progettazione presso il Ministero della Salute, per la elaborazione e predisposizione del Progetto Obiettivo Materno-Infantile.”
Per evidenziare le doti umane dell’amico Giuffrè ci avvaliamo
della testimonianza di uno dei suoi tanti discepoli: Giuseppe
Attardo, attuale Direttore facente funzioni della Neonatologia
e Terapia Intensiva Ospedale Civico di Palermo:
“Liborio Giuffrè, Presidente della S.I.P. dal 1997,
muore prematuramente il 2 ottobre 2000 a Palermo, sua città natale, all’età di 64 anni, durante il
56° Congresso Nazionale di Pediatria da Lui stesso
organizzato.
Dopo la Laurea, conseguita a Palermo, fu ricercatore presso la John Hopkins University di Baltimora;
nei primi anni 80 divenne presidente dell’Opera
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Universitaria di Palermo e successivamente nel 1985
Ordinario di Pediatria dell’Università degli Studi
di Palermo e Direttore della divisione di Pediatria
e Neonatologia dell’Istituto Materno Infantile. Fece
parte, inoltre, del Consiglio Superiore di Sanità e fu
membro della commissione unica del farmaco.
Negli anni aveva fortemente contribuito alla crescita
dell’Università di Palermo ed era diventato un punto di riferimento per la Pediatria Nazionale, quale
genetista stimato in tutto il mondo. È stato facile
per me descrivere la carriera e l’impegno Scientifico del “Prof.“, così lo chiamavo nel quotidiano, più
difficile raccontare in poche righe dell’ uomo, con
il quale ho vissuto quotidianamente per vent’anni
una splendida esperienza umana e professionale,
che ancora oggi porto ad esempio.
Ripensando al Prof., come Uomo, per descriverlo mi
vengono in mente tre aggettivi “Rigoroso, Affettuoso, Esemplare”.
Un Vero Maestro, con un grande carisma, che prima
ti conquistava e poi ti portava a dare il massimo, ma
mai ti chiedeva più di quanto lui stesso non fosse
disposto a dare. Insegnava a credere nei veri valori, mettendo in primo piano il rispetto per la vita,
la famiglia, e le istituzioni. Progettare e realizzare
era il suo quotidiano, instancabile nel suo impegno
per la difesa dei bambini sofferenti. Per sintetizzare
la sua figura mi vengono in mente due episodi, che
meglio lo rappresentano. Fu il primo a soccorrere il
Presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella, nell’attentato del 6 gennaio del 1980, in cui rimase
ucciso. Il suo volto segnato dal dolore per la tragica
fine dell’amico, che abitava a pochi metri da casa sua,
fu ripreso ed immortalato dai fotografi e fece il giro
del mondo. Come se il destino nella sua vita lo portasse ad essere sempre un protagonista esemplare.
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Il prof. Giuffrè
con un piccolo nato
pretermine
L’altro episodio riguarda un piccolo mistero che per
anni nessuno all’Istituto Materno Infantile, riuscì a
spiegare. Purtroppo come in tutte le UTIN, capitava
che alcuni neonati non riuscissero a sopravvivere, e
per 24 ore venivano riposti in una camera non aperta al pubblico. Spesso al momento del trasferimento
venivano ritrovati dei fiori, che né i parenti né altri avevano messo. Solo dopo anni il mistero mi fu
svelato: all’alba di una mattina quando, dopo una
dura notte di guardia, affacciato ad una finestra,
vidi il Prof. che frettolosamente entrava in camera
mortuaria con un mazzo di fiori in mano.
Caro Prof., continui a vivere sempre nel cuore di molti che come me hanno avuto il privilegio e l’onore di
apprezzarti. Con affetto Giuseppe Attardo”.
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Il dr. Rinaldi moderò la Sessione Poster del 6° Congresso della
Società Italiana di Neonatologia, che si svolgeva in contemporanea al 56° Congresso Italiano di Pediatria.
Il Reparto foggiano, inoltre, fu presente con tre comunicazioni:
- “Peritonite meconiale fetale a risoluzione spontanea”
(Maffei et al.).
- “Trend management VLBW e incidenza lesioni cerebrali, anni 1991-1998” (Villani et al.).
- “Dieci anni di attività dello STEN di Foggia: ruolo dell’assistenza perinatale nei VLBW”. Quest’ultima fu particolarmente interessante perché valutava nell’arco di dieci anni
di attività (’89-’98) il ruolo dell’assistenza perinatale nei neonati pretermine di due popolazioni: inborn e trasferiti.
(Rivista Italiana di Pediatria, vol. 26, suppl. n. 4, agosto 2000)
IV INCONTRO
SCIENTIFICO SIN
BARI
Nel mese di dicembre, a Bari, organizzato dalla prof.ssa Mautone e dal dr. Mastropasqua si svolse il IV Incontro Scientifico
monotematico della Sezione Puglia-Basilicata della Società Italiana di Neonatologia su “L’asfissia feto-neonatale”. Nel corso
dell’incontro il dr. Maffei relazionò su “Patologia respiratoria
in corso di asfissia” ed il dr. Rinaldi moderò, con il dr. Longo,
la Sessione su “Diagnostica strumentale e terapia”.
1° INCONTRO
TRA NEONATOLOGO
E PEDIATRA DI BASE
FOGGIA
Nel mese di marzo del 2001, con il coinvolgimento dei Pediatri
di base di Foggia e provincia, il Gruppo foggiano organizzò il 1°
Incontro tra Neonatologi e Pediatri di Base, presso la Sala Con-
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vegno Ordine dei Medici. L’incontro, dedicato al “Follow-up del
neonato a rischio: collegamento tra ospedale e territorio”, moderato dal dr. Rinaldi, vide la partecipazione numerosa dei pediatri di base ed un dibattito interattivo sulle problematiche che il
neonato di basso peso può presentare dopo la dimissione.
18° INCONTRO PEDIATRICO
OSTIA LIDO (ROMA)
Durante il 18° Incontro Pediatrico, dal 15 al 17 marzo 2001, con
oltre 800 iscritti, furono proposti argomenti contingenti e quotidiani per coloro che operano ed hanno potere decisionale e
d’orientamento (pediatri, ostetrici, infermieri e quanti altri) per
la salute del bambino, così da fornire semplificazioni e soluzioni ai vari problemi in discussione.
Il dr. Rinaldi fu chiamato a trattare un argomento concreto: “Il
futuro del nato da condizioni di tossicodipendenza”.
INTERNATIONAL
WORKSHOP
SIENA
All’Europe Against Infant Brain Injury (Euraibi International
Workshop) tenutosi a Siena, dal 5 al 7 aprile 2001, il Gruppo
foggiano presentò due Poster:
- “Motor and cognitive development of VLBWI” (R. Litta,
G. Marciello et al.).
- “Rate of brain damage according to different policiers of
treatment for VLBW” (M. Rinaldi, R. Magaldi et al.). (Atti Biology of the Neonate 2001, 80 : 98 : 99)
A proposito delle modifiche assistenziali proposte nel ’99, relative alla promozione dell’allattamento al seno, il dr. Rinaldi
sottolineava:
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“Dopo il 1999, anno in cui furono analizzate le cause che portavano al fallimento dell’allattamento materno con latte artificiale, rilevato che tra i fattori
principali che lo ostacolavano, nella struttura ospedaliera, c’erano quelli legati ad un ritardato contatto madre-neonato dopo il parto, venne introdotta la pratica del rooming-in ed istituiti incontri bisettimanali di informazione. Veniva promossa una
maggiore sensibilità e cultura sui vantaggi del latte materno, restituendo così alle mamme la fiducia sulla propria capacità di allattamento, riducendo
così, in loro la tensione e lo stress. A distanza di due
anni si vollero confrontare i risultati ottenuti prendendo in considerazione il primo semestre 2001. In
tale periodo sono stati presi a campione una coorte di 439 nati, che alla dimissione erano allattati al
seno. Alle mamme di questi neonati proponemmo
un questionario alla dimissione e successivamente
un’intervista telefonica relativa alla durata dell’allattamento. Dallo studio dei dati evidenziammo che
ad un mese dal parto l’allattamento esclusivo al seno era praticato dal 91% del campione, tenendo presente che nel ’98 eravamo al 70%. Questa percentuale si manteneva elevata (76% al secondo mese, con
valori del 50% al terzo mese e 25% dopo il decimo
mese). Queste percentuali degli allattati esclusivamente al seno, sia ad un mese di vita che nei mesi
successivi, sono state più elevate rispetto ai dati degli anni precedenti. Per cui ci sentiamo di affermare
che la cultura dell’allattamento al seno prolungato è
in incremento, e che una costante informazione, sui
benefici e vantaggi, costituisce un fattore decisivo
per ottenere risultati sempre più soddisfacenti. Tali vantaggi, rilevati nei neonati a termine, ha avuto
dei riflessi anche nella promozione dell’utilizzo del
latte materno nei prematuri ricoverati in Patologia
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e Terapia Intensiva Neonatale, dove ci si avvale anche di una Banca del Latte Umano Donato (BLUD),
istituita per la prima volta in Puglia circa due anni
fa nell’ambito di un programma di umanizzazione
del Reparto”.
(Atti 9° Congresso Nazionale SIN, Napoli, 21 – 24 maggio, 2003)
Da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, aprile 2001, riportiamo un
trafiletto dal titolo “E qui il latte va in banca”:
“Si riesce a mettere insieme mezzo litro di latte al giorno,
offerto da tre neo-mamme, ma se la cultura della donazione del latte materno fosse più diffusa la Banca del Latte custodirebbe un tesoro. Ne è convinta la dott.ssa Giovanna Minelli che segue l’iniziativa avviata da qualche
mese nel reparto di Neonatologia. “Ogni mattina – spiega il medico – un’auto raccoglie il latte presso le abitazioni delle mamme che hanno accettato di donarlo. Per capire l’importanza di questo gesto, si pensi ad un neonato di
800 grammi e a quanto più aiutarlo il latte di donna”.
Una volta in reparto, prima della somministrazione, il
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latte viene pastorizzato a 63 gradi e mezzo. “Le donatrici
– aggiunge il medico – vengono sottoposte ad anamnesi
di carattere medico e sullo stile di vita. Il latte viene donato soltanto da donne sane, ma sono ancora poche. Chi
può aiutarci, lo faccia subito””. (Anna Langone)
7° CONGRESSO NAZIONALE
Società italiana di neonatologia
CHIETI
Nel mese di giugno 2001 (20-23), si tenne a Chieti il 7° Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia. Il Gruppo
foggiano partecipò, oltre che il dr. Rinaldi nella veste di “Guest
discussant”, con molte comunicazioni che riflettevano l’attività di Reparto nei vari campi:
- “CPAP nasale profilattica vs rescue nel neonato pretermine: risultati preliminari di uno studio multicentrico randomizzato-controllato” (F. Sandri (…), M. Rinaldi).
- “Fattori di rischio dell’emorragia polmonare massiva nei
VLBWI: uno studio retrospettivo di cinque anni” (G. F.
Maffei ed al.).
- “Micetoma intracardiaco ostruente il ventricolo destro”
(A. Rinaldi, P. Arciprete et al.).
- “Sepsi acquisita da candida: sopravvivenza ed esiti” (M.
Rinaldi, L. Taurino, et al.).
- “Neonato con grave idrocefalo triventricolare e micetomi intrarenali” (G. Villani et al.).
- “Epatite citotossica da cisapride: descrizione di un caso
in epoca neonatale” (R. Magaldi et al.).
FORUM PROGETTO OBIETTIVO
MATERNO-INFANTILE
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)
Il 9 giugno 2001 fu organizzato ad Acquaviva delle Fonti, dal
prof. Macagno, nella sala convengo dell’Ospedale, un Forum
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dal tema “Progetto Obiettivo Materno-Infantile”, con la partecipazione di tutti i responsabili delle TIN pugliesi.
Il primo luglio 2001, un articolo de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, mette in rilievo che a Foggia c’è il tasso di mortalità
infantile più basso della regione Puglia:
“Il dato relativo al numero dei nati vivi che muoiono nel
primo anno di vita è riferito dal Bollettino della Società Italiana di Medicina Perinatale. Secondo la pubblicazione, che riprende gli ultimi dati ISTAT, a fronte di
una mortalità infantile del 6,2 per mille in Italia, Foggia
è al 5,9 per mille, contro il 6,6 di Brindisi, il 6,7 di Bari,
l’8,6 di Taranto ed il 9,5 di Lecce. Dall’indagine risulta
che la Puglia, in ambito nazionale, si colloca alle ultime
posizioni, con la Campania, la Calabria e la Sicilia. (…).
“Nel bacino di Foggia – dice il primario di Neonatologia
Giuseppe Rinaldi – esistono due Neonatologie di terzo
livello, Foggia e San Giovanni Rotondo” (…).
I risultati potrebbero essere migliorati. “Vi sono delle
semplici strategie di prevenzione – aggiunge Rinaldi –
come la concentrazione delle gravidanze a rischio nei centri di terzo livello, la diffusione regionale delle cure perinatali, con la chiusura dei centri che fanno nascere meno
di cinquecento bambini all’anno”. (Anna Langone)
5° WORLD CONGRESS
OF PERINATAL MEDICINE
BARCELLONA
Al 5° Congresso Mondiale di Medicina Perinatale, tenutosi a
Barcellona, dal 23 al 27 settembre 2001, il Gruppo foggiano presentò due comunicazioni:
- Bronchopulmonary Dysplasia (BPD) in the VLBWI. In
Neonatal Intensive Care Unit” (Maffei et al.).
- Bronchopulmonary Dysplasia (BPD) in the VLBWI: Respiratory Follow-up at 24 Months of Life” (M. Rinaldi et al.).
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57° CONGRESSO NAZIONALE
società italiana DI PEDIATRIA
VENEZIA
Al Congresso Italiano di Pediatria, tenutosi a Venezia, dal
29 settembre al 3 ottobre 2001, il Gruppo foggiano presentò
una comunicazione su “Organizzazione del trasporto neonatale sul territorio nazionale: stato di attuazione”. L’indagine
ha permesso di conoscere lo stato dei servizi di trasporto neonatale di emergenza (STEN) sul territorio nazionale, riferibile
all’anno 1999, individuandone le problematiche annesse. I dati ottenuti,mediante un questionario inviato ai responsabili regionali della SIN, sono stati paragonati con quelli del 1994 del
Gruppo romano del dr. Agostino. Circa la copertura STEN sul
territorio nazionale, le regioni provviste di U.O. STEN sono 14
su 20, ma solo 7 su 20 sono a totale copertura regionale: 3 con
U.O. dedicate (Lazio, Liguria e Campania) e 4 con U.O. attivabili su richiesta (Lombardia, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige). In 7 regioni su 20, la copertura STEN
del territorio, è solo parziale.
3
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CORSO DI PERFEZIONAMENTO
IN MEDICINA MATERNO-FETALE
FOGGIA
Dall’1 al 5 ottobre 2001 si svolse un Corso di Perfezionamento
in “Medicina Materno-Fetale”, organizzato dal prof. Pietropaolo, Direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Foggia. Particolarmente interessanti gli argomenti
trattati, due dei quali “Il neonato con difetto di crescita: problemi alla nascita” ed “Il nato da madre diabetica”, furono affidati al dr. Rinaldi.
VI GIORNATE
PEDIATRICHE
MARATEA
Alle VI Giornate Pediatriche di Maratea, tenutesi dal 12 al 13
ottobre 2001, con la Presidenza del prof. Rubaltelli, il dr. Rinaldi presentò i dati del “Follow-up del neonato di basso peso”,
riguardanti l’ampia casistica del Reparto foggiano, nella seduta che vide il dr. Corchia presentare i dati dei nati di peso inferiore a 1500 grammi nelle TIN italiane.
I CONGRESSO
FACOLTà DI MEDICINA
E CHIRURGIA
FOGGIA
Il Primo Congresso della Facoltà di Medicina e Chirurgia di
Foggia, con la Presidenza del prof. L. Ambrosi, si tenne il 13 e
14 novembre 2001 presso l’Auditorium Amgas. Nella Sessione
riguardante “Attualità in Patologia Materno-Infantile”, il dr.
Rinaldi, con il prof. Selvaggi, moderò le relazioni del prof. Greco (“Le gestosi”), del prof. Angarano (“HIV e HCV in gravidanza”) e del prof. Pietropaolo (“Medicina perinatale”).
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CORSO RESIDENZIALE
DI NEONATOLOGIA
LAINATE (MI)
Il Gruppo foggiano partecipò con interesse al Corso Residenziale organizzato dal prof. Macagno a Lainate, dal 3 al 5 dicembre 2001, col tema “Le linee guida in Neonatologia”.
TOPICS IN PATOLOGIA
CARDIORESPIRATORIA NEONATALE
BRINDISI
Il dr. Latini organizzò il 14 dicembre 2001, a Brindisi, per conto della Sezione Apulo-Lucana della SIN, un Convegno: “TOPICS in patologia cardio-respiratoria neonatale”. Nel “Focus:
Distress respiratorio neonatale” furono impegnati come relatore il dr. Matteo Rinaldi (“Infant flow: nuove applicazioni), e
come moderatore della tavola rotonda (“Casi clinici particolari in patologia cardiorespiratoria neonatale”) il dr. Giuseppe Rinaldi.
RIUNIONE REGIONALE
Società italiana di neonatologia
BARI
Il 18 maggio 2002, nell’ambito della SIN regionale, tenne banco “Il neonato ELBW. Fisiologia di un feto, patologia di un neonato”, con la presentazione dei dati pugliesi di sopravvivenza
per i neonati ELBW (confronto 1999-2001). Relatrice fu la prof.
ssa Mautone, con la moderazione dei dr. Rinaldi e dr. Laforgia.
Nell’ambito dei casi clinici, il dr. Magaldi presentò l’incidenza
di “Trasfusioni e retinopatia del prematuro”.
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AGGIORNAMENTO
REFLUSSO VESCICO-URETERALE
FOGGIA
Il 25 maggio 2002, presso l’Aula Magna dell’Università degli
Studi di Foggia, si tenne un Corso di Aggiornamento “Stato
dell’arte sul reflusso vescico-ureterale in età pediatrica”. Nella prima Sessione, moderata dai prof. Leggio e Schettini, si sono succeduti:
- Dr.ssa Riccipepitoni: “Fisiologia della funzione vescicale. Epidemiologia ed eziologia del reflusso vescico-ureterale.
- Prof. Greco: “Ruolo della diagnosi prenatale nel reflusso vescico-ureterale.
- Dr. Rinaldi: “Inquadramento del neonato con reflusso vescico-ureterale”.
- Prof. Iolascon: “Ruolo dell’analisi genetica nella patologia da reflusso vescico-ureterale.
Il dr. Rinaldi per la sua relazione si avvalse della collaborazione
del dr. Gabriele Villani, di cui riportiamo l’esperienza:
“Era il 17 febbraio del 1991, ero andato a trovare
un’amica che aveva appena partorito, quando incontrai il dottor Giuseppe Rinaldi sul pianerottolo del terzo piano, il quale mi disse: “Gabriele, vuoi
frequentare il mio reparto?” Io risposi: “e perché
no?”. Ci conoscevamo già, perché frequentavamo
entrambi ambienti diocesani del laicato cattolico.
Per la verità, in passato avevo già avuto a che fare col reparto di Terapia Intensiva Neonatale degli
Ospedali Riuniti di Foggia quando, ancora studente
di medicina, circa otto anni prima, vi era stato ricoverato un mio nipotino. Avendo avuto modo di apprezzare già allora il lavoro che si svolgeva, colsi al
volo l’occasione che, anni dopo, mi venne offerta.
Frequentando e vedendo i miei colleghi all’opera,
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capii subito che colui il quale sarebbe diventato il
mio primario, era un vero talent scout.
Dopo circa un anno di volontariato, al concorso mi
piazzai a metà graduatoria e fui assunto solo l’anno successivo. Il dottor Rinaldi mi affidò l’incarico
di approfondire la diagnostica, la terapia e il follow
up delle patologie renali neonatali – cosa che faccio
tuttora – ed io cercai di non tradire la sua fiducia,
impegnandomi e seguendo il suo esempio di dare
al lavoro più di quanto mi venisse richiesto.
E così, nell’ambito delle patologie renali neonatali abbiamo ottenuto ragguardevoli risultati: una
crescita, costante negli anni, documentabile, della
quantità e della qualità degli interventi; la ristrutturazione e l’ammodernamento delle apparecchiature dell’ambulatorio; l’elaborazione di un apposito
data-base elettronico per l’archivio e l’elaborazione
statistica dei casi clinici, utile strumento ancora oggi attuale; la stretta collaborazione a livello nazionale col Gruppo di Studio di Nefrologia Neonatale della Società Italiana di Neonatologia; numerose
pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali; interventi a congressi nazionali.
Col passare degli anni, l’incarico di “Dismorfologia
(screening patologia renale)”, affidatomi nel 1996 e
confermato nel 2003, divenne nel 2007 “Incarico dirigenziale di attività ad elevata professionalità in
Patologia renale neonatale”.
Ma il riconoscimento più confortante di tanto impegno ci è pervenuto dai genitori dei nostri piccoli pazienti: abbiamo realizzato e distribuito, in via
sperimentale per circa un anno, un questionario di
soddisfazione dell’utente, al fine di migliorare la nostra disponibilità nei confronti dell’utenza. Circa le
domande inerenti al rapporto umano e professionale e l’organizzazione dell’attività, per un punteg-
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gio da 1 a 7, la media delle risposte ha conferito un
punteggio di 6.43. Merita una menzione particolare la voce “attenzione ricevuta dal personale infermieristico: 6.6” per ricordare Italia, l’infermiera che
ha collaborato con noi per tanti anni, ed il suo grande cuore.
Nei tempi più recenti, la stima reciproca si è concretizzata nel diventare promotori e contribuire, attraverso meeting perinatologici, pubblicazioni scientifiche, interventi pubblici, conferenze, articoli su riviste e quotidiani, al vivace dibattito nazionale che
ha portato all’elaborazione nel 2008 del documento
del Consiglio Superiore di Sanità: “Raccomandazioni per le cure perinatali nelle età gestazionali estremamente basse”, pietra miliare per la salvaguardia
della vita e della dignità del neonato prematuro.
È stata ed è solo stima reciproca? No, di più: la condivisione di un ideale dentro un’amicizia vera”.
8° CONGRESSO NAZIONALE
DELLA Società italiana di neonatologia
GENOVA
Dal 29 maggio al 1 giugno 2002 si tenne a Genova, al Centro
Congressi Magazzini del Cotone, l’8° Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia. Il Gruppo foggiano (dr.ssa
Litta) con il Gruppo di Udine (dr.ssa Chiandotto) presentarono la relazione “Follow-up di 2 distinte coorti di neonati VLBW
accolti presso l’UTIN di Udine e di Foggia e valutati con criteri omogenei nel periodo perinatale, a 2 e 7 anni”. Furono presentate, inoltre, due comunicazioni:
- “Trasporto neonatale assistito e regionalizzazione
dell’assistenza perinatale: 1994-1999”, in collaborazione col Gruppo romano (dr. Agostino).
- “La retinopatia della prematurità: incidenza e fattori di
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rischio nei VLBW con EG di 23-32 settimane nel decennio 1990-1999”.
XXII INCONTRO
DI PRATICA PEDIATRICA
SABAUDIA
Nell’ambito del Seminario di Studio del Circeo, nei giorni 4-7
giugno 2002, dal titolo “XXII Incontro di Pediatria Pratica”, la
terza giornata fu dedicata alla Neonatologia, con relatori: G.
Compagnoni, P. Giliberti, G. Rinaldi, G. Corsello, G. Chiumello
e F. Macagno. Con la coordinazione di M. Castello e la moderazione di F. Mosca e di M. De Curtis, il dr. Rinaldi con la relazione “Trasporto neonatale” analizzò la situazione nazionale del
servizio di trasporto d’emergenza neonatale, rilevata mediante questionario inviato ai Presidenti regionali della SIN. Nelle
conclusioni, riportate negli atti, rilevava che:
“Occorre incrementare ulteriormente la centralizzazione delle gravidanze a rischio ed il trasporto in “utero”,
in modo da limitare l’attività delle STEN esclusivamente alle situazioni non prevedibili e non procrastinabili.
Al ruolo didattico che l’équipe del trasporto svolge durante le fasi di assistenza nell’ospedale trasferente, cioè
l’outreach education, è auspicabile un aggiornamento
continuo del personale medico e paramedico. A tale scopo, già da alcuni anni, la Società Italiana di Neonatologia organizza corsi di rianimazione neonatale”.
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Da sinistra:
dr. Cimmino, prof.
Sabatino, dr. Angelozzi,
dr. Mastropasqua, prof.
Giliberti, prof. Spennati,
prof. Carnielli , dr. Rinaldi
e dr. Riboldi
CORSO NAZIONALE
DI RIANIMAZIONE NEONATALE
NAPOLI
La conclusione di Sabaudia, del dr. Rinaldi, trovava conferma
nell’ulteriore Corso Nazionale di Rianimazione Neonatale organizzato a Napoli, dal 20 al 22 giugno 2002, dal prof. Paolo
Giliberti, Coordinatore nazionale del Programma di Rianimazione Neonatale della SIP. Il Gruppo foggiano fu presente con
i suoi istruttori (dr. Maffei e dr. Popolo), mentre il dr. Rinaldi si
soffermò con una Lettura Magistrale su “Neuroprotezione del
neonato asfittico”.
CORSO DI EDUCAZIONE
PEDIATRICA CONTINUA
FOGGIA
Il 15 giugno si tenne a Foggia, nel 2002, nell’ambito del Corso di
Educazione Pediatrica Continua una giornata dedicata a “Nuo-
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va Nutrizione Pediatrica”. Lo scopo del convegno fu quello di
far luce su moderni aspetti dell’alimentazione della madre e
del bambino, per sfatare alcuni miti e indirizzare la pediatria di
famiglia alla conoscenza di corrette regole per l’alimentazione
nell’età evolutiva. Nell’ambito della prevenzione delle malattie legate alla nutrizione “sbagliata”, prime fra queste l’obesità, il dr. Rinaldi relazionò su “Allattamento al seno”.
Riportiamo tre articoli de “La Gazzetta del Mezzogiorno”,
maggio 2002, per descrivere le situazioni drammatiche, cariche di emozioni contrastanti, che si vivevano, quando i casi di
neonati assistiti erano problematici.
Mio figlio? Volevo morisse. Poi ha vinto la speranza. “Il nostro bambino ce la farà”. Cosa c’è di più disperato della speranza? E se la speranza è quella di veder sopravvivere il proprio figlio, contro ogni ragionevole previsione, che nome ha questo sentimento? Se fosse legale
l’eutanasia, questo sarebbe un caso emblematico.
Secondo piano dell’ospedale di Maternità, Reparto di
Neonatologia: in uno degli otto lettini di terapia intensiva c’è Francesco (un nome di fantasia), tenuto in vita
dalle macchine. Il bimbo ha circa due mesi e i suoi occhi
non hanno mai visto oltre il respiratore. Mamma Anna
e papà Giuseppe vengono a Foggia una – due volte a settimana, da un paese del Molise, in cui vivono. Francesco
ha un gemello, ma questo non basta a lenire la sofferenza dei genitori, che hanno conosciuto lo sconforto assoluto, quello che spinge a chiedersi qual è davvero il bene
per la propria creatura. “Lo confesso – dice la giovanissima Anna – quando ho saputo che mio figlio doveva vivere così, ho pensato: è meglio che muoia. Io sono sempre stata per l’eutanasia, mi sembra una grande scelta
d’amore, perché se vuoi bene a una persona non puoi accettare di vederla soffrire, non ti rassegni alla sua vita
ridotta a un vegetale. Quando questa scelta passa però
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sulla tua pelle, tutto cambia”. Come? “Il dolore si evolve verso la speranza, la più caparbia – è la risposta – vede, io so che dobbiamo andare avanti per l’altro bambino,
che è sano ed ha tutto il diritto di avere il nostro amore,
ma come faccio a spiegare che non riusciamo a goderci
neanche lui? La nostra vita è un tunnel d’ansia: appena il piccolo che vive con noi cambia il ritmo del respiro, ci allarmiamo, pensiamo che anche lui possa star male come Francesco. Ormai abbiamo smesso di progettare
il nostro futuro, la nostra vita la viviamo di ora in ora,
col cellulare acceso anche di notte per sapere di Francesco e iperpreoccupati per la salute del gemello”. La giovane coppia, durante l’ultima visita a Francesco, ha fatto tappa anche a San Giovanni Rotondo perché, insieme
ai familiari e agli amici più cari, c’è anche la fede a sorreggerli in questa prova di coraggio, ma la dose di forza
occorrente è sovrumana. Giuseppe deve continuare a lavorare, Anna il suo impiego l’ha lasciato e non sa se potrà mai farvi ritorno, nella migliore delle ipotesi con un
part-time. “Mi muovo in una casa che era stata preparata per accogliere due neonati, con due culle, due corredini, tutto doppio – dice Anna con tristezza – ogni cosa
che mi circonda mi parla di Francesco e non riesco neppure a pensare che lui, la sua cameretta, non l’ha mai vista”. (Anna Langone)
Rinaldi: “È bene tenerlo così?”. La difficile scelta
del medico, tra problemi etici e “accanimento”. “Il
bambino ha una grave compromissione neurologica, da
cerebropatia prenatale. Qui da noi è arrivato dopo essere stato in altri due ospedali. Le aspettative di vita? Può
vivere, anche per anni, soltanto attaccato al respiratore”: il primario di Neonatologia, Giuseppe Rinaldi, descrive lo stato clinico del piccolo Francesco. Nel suo studio vi sono icone bizantine alle pareti, il testo del Padre
Nostro su di un armadietto, un volume di Fonti France-
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scane sulla scrivania, ma la fede di cui il dr. Rinaldi non
ha mai fatto mistero non rende più semplice parlare del
suo stato d’animo: “In questi casi – dice Rinaldi – il medico non ha una linea di comportamento netta, nel senso che di fronte a ogni bambino tenuto in vita dall’assistenza ventilatoria nascono problemi di carattere etico,
deontologico, medico-legale, scientifico”.
Senza trascurare il dettaglio crudo, ma pure reale, che i
lettini in terapia intensiva sono soltanto 8, su cui gravano almeno 200 dei 400 piccoli accolti ogni anno nel
Reparto. “Il problema – riflette Rinaldi – è questo: fino
a che punto possiamo disporre della vita? È chiaro che
io ho l’obbligo di agire nel maggiore interesse del neonato, ma è anche vero che questo interesse può non coincidere con quello della famiglia e della società. Nello specifico, chi può dire che tenere così questo bambino significhi non fargli del male?”. Non è un caso che, sui medici e paramedici di terapia intensiva neonatale, sia stata
condotta un’indagine europea, per evidenziare proprio
le difficoltà di tipo etico, psicologico, umano, cui sono
esposti ogni giorno.
Francesco è nato, come detto, in un’altra regione, al termine di una gravidanza gemellare che la mamma descrive tranquilla, seguita da tutti i controlli del caso. I
problemi sono emersi subito dopo il parto. “Il bambino
è stato portato in rianimazione – racconta la mamma –
poi, da lì, in un altro ospedale della nostra regione e soltanto dopo ore a Foggia. Io sono sicura che i problemi di
Francesco si potessero prevedere. Qualcuno ha sbagliato, ma adesso interessa soltanto che Francesco viva”.”
(Anna Langone)
Ciao piccolo Angelo. Non ce l’ha fatta.
A tre mesi esatti ha smesso di respirare il bimbo che era
tenuto in vita dalle macchine. Il neonato ricoverato in
Terapia Intensiva Neonatale era il gemello di un bambi-
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no sano, che vive con i genitori in un’altra regione.
“Abbiamo fatto di tutto – dice il primario di Neonatologia, Giuseppe Rinaldi – ma questi casi ci mettono a dura
prova e ogni visita diventa un esame di coscienza”.
Il papà e la mamma, che non hanno potuto tenere fra le
braccia il loro figlioletto, hanno sperato sino all’ultimo
“il bambino, aggiunge Rinaldi, è cresciuto, grazie agli
antidolorifici non è mai apparso sofferente ed era in quella fase di stasi che faceva sperare anche noi”.
Invece nulla e la morte del piccolo ha prostrato anche le
infermiere che si occupavano di lui. Non è un caso che
in Neonatologia sia sempre presente una psicologa, per
fornire supporto ai genitori, ma anche per prevenire il
born-out del personale (Anna Langone).
Per testimoniare il livello raggiunto di “umanizzazione”, riportiamo l’esperienza di una coppia costretta, per la patologia multiforme del loro bambino, al ricovero in diversi Reparti assistenziali:
“Valmorea (Como) 25/08/’02. Cari dottori, infermieri e
personale tutto della T.I.N., chi vi scrive sono i genitori di Enrico Salvadè. Solo adesso, da quando c’è stato il
trasferimento da Foggia, possiamo dire di aver trovato
la strada giusta, poiché Enrico, dopo tanti tentativi terapeutici, ha cominciato a star bene. Sta crescendo, sfiora i 5 kg. di peso, è molto vispo, mangia le prime pappe
e farfuglia già qualche parolina. Insomma, ci sono tutti
i presupposti per fare di Enrico un bambino sano e forte. Noi genitori siamo senz’altro più sereni, guardiamo
ora al futuro con molto più ottimismo, ed è in questo clima di serenità che abbiamo trovato la forza e la voglia
di scrivervi per ringraziarvi infinitamente per tutto ciò
che avete fatto per il nostro piccolo Enrico. Grazie per
l’enorme pazienza e disponibilità che avete dimostrato
nei confronti di noi genitori confusi, impauriti e debo-
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li. Non ci avete mai fatto sentire “di troppo” e ci siamo
sempre sentiti fiduciosi che il nostro bambino fosse assistito al meglio delle vostre possibilità. È stato un viaggio
lungo e doloroso ma, grazie a Dio, è andato a buon fine.
Noi oggi ringraziamo Dio che tutto ciò è successo, sia
accaduto lì a Foggia. Purtroppo in nessun altro ospedale, in seguito, (lo diciamo con estrema sincerità) abbiamo trovato la stessa comprensione e umanità ricevuta
da voi!!! In attesa di venire a trovarvi con il nostro piccolo, vi auguriamo tanta serenità e tanto bene. Un abbraccio forte a tutti!
Marco/Patrizia”
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CAPITOLO VI
COLLABORAZIONE
CON LA CARDIO-CHIRURGIA
MEDICI E MAGISTRATI
A CONFRONTO:
PROBLEMI ETICI E LEGALI
DELL’ASSISTENZA NEONATALE
CORSI DI AGGIORNAMENTO
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l Reparto, che normalmente si avvale della collaborazione
multidisciplinare, ancora una volta ricorre alla cooperazione con il Reparto di Cardiochirurgia del “Giovanni XXIII” di
Bari. Rileviamo da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, del 19 luglio 2002:
“Neonato operato, è tutto ok. Sta bene Giovanni Pio,
il bimbo di 950 grammi sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, per la chiusura del dotto arterioso di
Botallo, nel Reparto di Neonatologia. L’operazione, eseguita dal primario di cardiochirurgia dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bari, Paolo Arciprete (grazie alla collaborazione avviata da tempo tra il nosocomio barese e
il reparto diretto da Giuseppe Rinaldi) è un intervento non molto frequente. “Il fatto di operare su un bimbo
nato al quinto mese, che pesa meno di un chilo – dice il
prof. Arciprete – accentua le difficoltà”. La prognosi rimane riservata, ma l’operazione, precisa il cardiochirurgo, è andata bene e il bimbo si riprenderà nel giro di alcuni giorni (…). La mamma del piccolo, la signora Maria, è felice: il peggio adesso è passato e non vede loro di
portare a casa il suo bambino, dove lo attendono, con il
papà, una sorellina di 9 anni e un fratello di 18 (…).”
(Anna Langone)
Come riscontro alla notizia riportata dal giornale, giunse al dr.
Rinaldi, in data 24 agosto 2002, una lettera di auguri per l’inter-
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vento e nello stesso tempo di ringraziamento per un’assistenza fornitagli dal Reparto nel 1972:
“Egregio dottore, sono un ragazzo che vuole esprimervi le più vive congratulazioni per aver effettuato, circa
un mese fa, un intervento molto delicato, insieme ai colleghi dell’Università di Bari, se non erro, salvando così
la vita ad un neonato prematuro ed evitandogli una vita successiva con problemi, bensì sana quando diverrà
più grande. Io, allo stesso tempo, sono molto legato a voi,
poiché nel 1972, quando nacqui, ebbi gravi problemi di
salute a causa del vaccino antipolio Sabin somministratomi all’età di tre mesi, senza che ai miei genitori venissero illustrate le complicanze a cui potevo andare incontro. Grazie all’incoscienza di alcuni medici del Centro di
Igiene di Foggia, ho rischiato di morire, o di restare paralizzato per una tetraparesi spastica. Proprio lei, in persona, insieme ad altri medici stupendi, come Mastrangelo,
Romondia ed altri, che mi sfuggono, dichiaraste ai miei
genitori che il mio era un caso raro e potevo ritenermi
miracolato. Proprio l’8/12/72, giorno dell’Immacolata,
mi ripresi piano piano, anche se poi ho continuato le cure fino all’età di 17 anni, presso la struttura dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma. Credo pertanto che tra un
po’ di tempo lei andrà in pensione per limiti di età, spero
che non verrà rimpianto il lavoro svolto da lei e dai suoi
assistenti in tutti questi anni, sperando che chi le succederà nell’incarico riesca ad imitare il vostro impegno lavorativo. Purtroppo nel vostro Reparto vi sono neonati che soffrono e che riescono a superare brillantemente
la loro malattia anche con la mano di Dio, oltre che con
la vostra. Concludo sperando in futuro di incontrarci e
credo che questo le farà piacere, oppure per lo meno di
ricevere una vostra missiva di risposta che terrò gelosamente conservata. Ancora auguri per l’intervento effettuato recentemente. Francesco Cappiello”.
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CORSO
DI AGGIORNAMENTO INTERREGIONALE
LECCE
Il 13 e 14 settembre 2002, si organizzò a Lecce, presso il Grand
Hotel Tiziano, il Primo Corso Interregionale di Aggiornamento in Neonatologia (Puglia, Lucania e Calabria). La I Sessione,
“L’esperto risponde”, vide come presidente il dr. G. Rinaldi,
mentre come esperti si alternarono il prof. C. De Felice (“Danni della sostanza bianca cerebrale: patogenesi, diagnosi ed esiti”) ed il prof. M. Orzalesi (“Corticosteroidi e cure perinatali”).
La III Sessione, “Esperienze regionali a confronto”, mise in evidenza le diverse realtà neonatologiche esistenti nelle tre regioni partecipanti.
3° CORSO TEORICO-PRATICO
DI AGGIORNAMENTO
FOGGIA
Nei giorni 20 e 21 settembre 2002, nell’Aula Magna della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Foggia, si tenne il
3° Corso Teorico-Pratico di Aggiornamento per il personale infermieristico di Neonatologia: Esperienze a confronto. Dal comunicato stampa del 18 settembre 2002 ricaviamo:
“Nei due giorni di lavoro, venerdì 20 e sabato 21 settembre, le scuole delle cinque province pugliesi si confronteranno sui problemi più attuali della professione infermieristica, in strutture di particolare e delicato impegno come la Neonatologia, dall’assistenza in sala parto all’accoglienza del neonato in Terapia Intensiva, dal
controllo delle infezioni all’alimentazione parenterale,
dalla cartella infermieristica neonatale al rapporto con i
genitori del prematuro e alla disciplina infermieristica.
Intenso, quindi, il programma che prevede, tra l’altro,
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la lettura magistrale del dr. Rinaldi su “L’allattamento
al seno” e due laboratori su “Rianimazione in sala parto” e “Il trasporto neonatale”. Considerato l’alto numero di iscrizioni già pervenute, anche da infermieri di altre regioni italiane, la Struttura di Patologia e Terapia
Intensiva Neotanatale, che organizza l’aggiornamento a
riconosciuti livelli di eccellenza, realizzerà in tempi brevi un Corso bis di aggiornamento sulle stesse tematiche,
ugualmente dotato dei crediti formativi ECM, già concessi dal Ministero della Salute”.
Dalla introduzione degli Atti del Convegno, riprendiamo le
considerazioni del prof. Franco Macagno:
“L’assitenza infermieristica al neonato è in continua
evoluzione ed è dominata da un sentire, un essere ed un
fare sempre più complessi e coinvolgenti tutta la personalità di chi è chiamato ad assolvere un’assistenza così delicata.
Tra l’atteggiamento professionale più rispettoso possibile
dell’evolvere degli eventi fisiologici e l’intervento basato
sulle competenze specialistiche tecnologiche più invasive
e sofisticate, tra la crescente richiesta di maggiore umanizzazione e l’esigenza di interventi operativi più tempestivi e solleciti a salvaguardia del feto-neonato in stato di sofferenza, tra la richiesta di cure di sollievo dalla
sofferenza, talora commiserevoli, e l’intensivismo dominato dalla speranza e dal bisogno di dare sempre di più a
chi soffre di più, tra la grinta dimostrata al neonato nel
tentativo estremo di aiutarlo a “farcela” alla commozione quando si ritiene che la battaglia sia ormai perduta:
in questo scenario più che mai la conoscenza più consolidata e la novità fornita dall’aggiornamento permanente rappresentano la lampada che illumina il cammino assistenziale e sostiene l’infermiere nei momenti più difficili della professione”.
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58° CONGRESSO NAZIONALE
Società italiana di pediatria
MONTECATINI TERME
Dal 28 settembre al 2 ottobre 2002 il prof. Franco Tancredi organizzò, a Montecatini Terme, il 58° Congresso Nazionale della
Società Italiana di Pediatria. La Sessione “Nutrizione e crescita dei VLBW prima e dopo la dimissione”, presieduta dal prof.
Marini e moderata dal prof. Fabris e dal dr. Rinaldi, vide le relazioni dei professori Rigo (“I fabbisogni nutrizionali e la nutrizione parenterale”), De Curtis (“L’alimentazione enterale”),
Bertino (“Crescita postnatale: quale standard?”) e Vigi (“La nutrizione nel 1° anno di vita”).
VI CONVEGNO NAZIONALE formazione
INFERMIERISTICA NEONATALE
VERONA
Nei giorni dall’9 all’11, di ottobre 2002, si tenne a Verona, al Palazzo della Gran Guardia, il VI Convegno Nazionale per l’Ag-
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giornamento e la Formazione Permanente Infermieristica Neonatale. Il gruppo infermieristico foggiano presentò due relazioni:
- L’Ospedale tradizionale visitato dall’UNICEF: esperienza di un’Azienda Foggiana (V. Villani, G. Desantis, R. De
Angelis, A. Agriesti, G. Russo, M. R. Iliceto).
- La comunicazione infermieri, medici e genitori: vissuto a distanza di tempo (A. Salvatore, G. Nesta, A. Mileti, M. R. Iliceto).
Il dr. Rinaldi fu il Presidente della Sessione “La comunicazione infermieri-medici-genitori”.
WORKSHOP
PROBLEMI NEONATOLOGICI
BARI
L’8 febbraio 2003, organizzato dalla prof.ssa Mautone e dal
prof. Schettini, si tenne a Bari un Workshop “Problemi neonatologici per il Pediatra di Famiglia”.
WORKSHOP
“OSSIDO DI AZOTO”
ROMA
Nei giorni 13 e 14 marzo 2003, si tenne a Roma, organizzato
dal Gruppo di Studio di Pneumologia Neonatale della Società Italiana di Neonatologia (SIN), un Workshop su “Ossido di
Azoto per via inalatoria” in Terapia Intensiva Neonatale, con
la partecipazione di diversi responsabili dei Centri di T.I.N., tra
i quali il dr. Rinaldi.
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CONVEGNO
DI NEONATOLOGICA INFERMIERISTICA
ASSISI
Dal 20 al 23 marzo 2003, in occasione delle Giornate UmbroLombarde di Neonatologia e Pediatria, si tenne in Assisi un
Convegno di “Neonatologica Infermieristica” sull’attualità
nell’assistenza infermieristica neonatale e pediatrica. Il dr. Rinaldi fu invitato in qualità di Presidente di Sessione.
Banca del latte umano. Dal comunicato stampa dell’Azienda
Sanitaria degli OO.RR., del marzo 2003, estrapoliamo:
“Dal 2001 a Foggia la Banca del Latte Umano Donato.
Per l’alimentazione dei neonati altamente a rischio, ricoverati presso l’Unità di Terapia Intensiva Neonatale degli OO.RR. di Foggia, è stata costituita, presso la stessa
Azienda Ospedaliera, la “BLUD”, ovvero la “Banca del
Latte Umano Donato”, nata esattamente nel dicembre
2001 e che ad oggi ha raccolto circa 200 litri del prezioso
alimento. La “BLUD” è il primo esempio in Puglia del
programma di “umanizzazione” delle strutture di assistenza ospedaliera che rappresenta uno degli obiettivi più importanti nell’assistenza del neonato prematuro. È di pochi giorni fa la notizia che anche all’Ospedale “Di Venere” a Bari è sorta un’analoga iniziativa, per
la quale la Banca foggiana è stata, per altro, consultata, avendo accumulato esperienza e capacità organizzative funzionali.
Un bilancio considerato “estremamente significativo
e positivo” dal dott. Giuseppe Rinaldi, direttore della
Struttura di Terapia Intensiva Neonatale dove è situata
la Banca che conserva, pastorizza e scongela il latte ritirato giornalmente al domicilio delle mamme donatrici
dal personale addetto al Servizio Prelievi Domiciliari”.
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CONGRESSO NAZIONALE
“TRASPORTO NEONATALE:
UPDATE”. FOGGIA
Dal comunicato stampa del 19 marzo 2003, dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, rileviamo:
“Con la lettura magistrale introduttiva del prof. F. Macagno (Udine), Presidente della Società Italiana di Neonatologia, su “Cinquant’anni di trasporto neonatale”, si
aprono domenica 6 aprile a Foggia, alle ore 9.30 nell’Auditorium della Facoltà di Agraria dell’Università di Foggia, i due giorni di lavori del convegno nazionale organizzato dall’Azienda ospedaliero-universitaria “Ospedali Riuniti” di Foggia, Struttura di Patologia e Terapia intensiva Neonatale, diretta dal dr. Giuseppe Rinaldi, presidente del Convegno.
“Trasporto neonatale: update” è il tema del convegno,
articolato in sessioni di lavoro su “L’ambulanza neonatale” (H. Messner, Bolzano), “Cartella clinica computerizzata del trasporto” (G. Segante, Roma), “Assistenza infermieristica in ambulanza” (A. Salvatore, Foggia),
“Stabilizzazione del neonato critico” (G. Popolo, R. Magaldi, Foggia), “Trasporto ed emergenza respiratoria”
(G. F. Maffei, M. Rinaldi, Foggia), “Rischi del trasporto neonatale” (M. Gente, Roma), “Trasporto neonatale e servizio territoriale del 118” (R. Agostino, Roma),
“Il servizio del 118 nella Regione Puglia” (E. Morlacco,
Ares Regione Puglia), “Trasporto neonatale: rapporto
madre-figlio” (M. Orzalesi, L. Aite, Roma). Di assoluto
rilievo i Presidenti delle Sessioni A. Iolascon, A. Mautone, F. Tancredi, G. Rinaldi ed i moderatori V. Vitacco, L.
Esposto, V. Console, S. Mastropasqua, L. Falco, R. Longo, L. Gatta e G. Latini.
Nel pomeriggio di domenica, 6 aprile, è prevista anche
una Tavola Rotonda sulle responsabilità e gli aspetti me-
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dico-legali del trasporto neonatale, secondo il taglio interpretativo del Magistrato (L. Giorgio, Foggia), del Medico Legale (V. Fineschi, Foggia), del Penalista (A. Manna, Foggia), dell’Ostetrico (L. Greco, Foggia), e del Neonatologo (R. Zanini, Lecco).
Si terranno, inoltre, esercitazioni pratiche su “Ambulanza ed incubatrice da trasporto”, “Assistenza ventilatoria in ambulanza”, “Farmaci e procedure di urgenza”, con G. Montrone, A. Di Gianni, G. Villani, tutti
della Struttura di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale degli OO.RR. di Foggia”.
Riportiamo, per meglio illustrare la problematica del trasporto, il discorso introduttivo del dr. Rinaldi, segretario nazionale
del Gruppo di Studio del Trasporto Neonatale:
“Il trasporto neonatale riveste un ruolo quanto mai attuale per le molteplici implicazioni sociali che lo stesso
comporta, come il diritto di ogni neonato, dovunque egli
nasca, ad avere le migliori cure possibili, e per l’impegno
di risorse umane ed economiche che lo stesso richiede.
Mi è stato insegnato: la storia è maestra di vita.
Per tale motivo la valutazione dell’evoluzione del trasporto negli ultimi 30 anni, ovvero il riconoscimento degli errori fatti e delle conquiste raggiunte, non può che
arricchire il nostro bagaglio culturale ed essere d’insegnamento per i futuri sviluppi. E sono sicuro che il Prof.
Macagno, con la sua lettura magistrale, non potrà che
appagare la nostra comune ricerca di conoscenza.
Ma il futuro è già iniziato, se pensiamo a quanti progressi sono stati compiuti. Una cartella informatizzata
era impensabile fino a 10 anni fa e certamente non si potevano neanche immaginare gli enormi vantaggi derivanti dalla creazione di un database che contenesse tutte le informazioni analitiche riguardanti il neonato da
trasportare. Solo un’attenta analisi di quanto viene fat-
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to, ci permette di riconoscere i nostri errori e di porre rimedio. Oggi siamo già nel futuro. E quanta importanza
assolvesse, nel trasporto, il ruolo umano e professionale
dell’infermiere certamente non era compiutamente valorizzato negli anni addietro. Sarà la Sig.ra De Bellis a
sottolineare tale ruolo, che prevede una specifica preparazione basata non solo sulla perfetta conoscenza di tutte le attrezzature in dotazione (incubatrice da trasporto, monitors multiparametrici, apparecchiature proprie
dell’ambulanza…), ma anche la capacità di mettere in
atto le manovre rianimatorie neonatali e le comuni procedure assistenziali. Tutte queste innovazioni tecnologiche, oggi, permettono e promettono grandi sviluppi.
Ambulanze sempre più sofisticate e confortevoli sono
messe al servizio di medici ed infermieri affinché possano esprimere al meglio la loro professionalità, nel curare
e trasportare un neonato malato e sono certo che il Dr.
Messner ci fornirà un chiaro quadro della situazione attuale e di quelle che sono le future prospettive.
Nel corso degli anni, poi, abbiamo anche assistito ad una
mutazione della filosofia dello stesso trasporto, passando dal concetto di “accorri e preleva” a quello di “stabilizza il neonato prima di trasportarlo”.
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Questo orientamento ha evitato che gli interventi e le
emergenze durante il trasporto, in primo luogo quelle respiratorie, potessero costituire elementi di ulteriore morbilità per il neonato stesso.
È anche vero che, a tutt’oggi, non si può ancora parlare
di trasporto senza rischi, però questo dato ci deve stimolare sempre ad ulteriori progressi.
Uno degli aspetti oggigiorno più sentiti è rappresentato
dalle responsabilità medico-legali che il trasporto comporta. È senz’altro una materia delicata, in continua
evoluzione e che deve permeare l’operato di chi quotidianamente si dedica con entusiasmo a tale lavoro.
Recentemente è stato istituito il 118 nella nostra provincia e ciò per un Foggiano verace come me, è senz’altro fonte di orgoglio. Ma quale sarà il ruolo del Trasporto Neonatale nell’ambito di tale Servizio territoriale?
Personalmente credo che, dall’integrazione di un nuovo
Servizio istituzionalizzato con la decennale esperienza
di Neonatologi nell’ambito del trasporto ed emergenza
neonatale, non può che scaturirne un proficuo vantaggio per tutta la popolazione.
Comunque, per concludere, mi sia consentito ancora di
ricordare quale dramma rappresenta il trasporto neonatale per una neo-famiglia che si vede allontanare il proprio figlio per motivi di salute. Un valido servizio di trasporto non può prescindere da questo importante aspetto: l’umanizzazione delle cure deve iniziare già al momento del prelevamento del neonato, per permettere un
sereno ingresso dei genitori in un mondo nuovo, quello
della Terapia Intensiva Neonatale. Sono questi gli argomenti che ci terranno compagnia in questi due giorni,
trattati da colleghi di regioni da tempo approdate all’istituzione dello STEN, con modelli organizzativi a volte
diversi, ma certamente, come citava il Prof. Macagno
nell’introduzione al libro “Il trasferimento neonatale”,
da noi pubblicato (Verduci Editore), “l’organizzazione
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del trasporto si rivela un momento fortemente aggregante tra gli operatori dei punti di nascita e rappresenta un
ottimo volano nella diffusione delle conoscenze e questo può risultare utile nell’aggiornamento permanente e
nell’acquisizione di nuove competenze a vantaggio della
popolazione più debole: il neonato critico”.
Per valutare lo stato assistenziale nel Reparto, riportiamo l’intervista al dr. Rinaldi, pubblicata su “La Grande Provincia”,
del 15 aprile 2003:
“Obiettivo: umanizzare la cura. “Fondamentale è
creare un ambiente sereno”. Il Reparto di neonatologia di Foggia è una struttura all’avanguardia nella cura
e l’assistenza ai nati prematuri. Ne abbiamo parlato con
Giuseppe Rinaldi direttore della Struttura di Patologia
Neonatale e Terapia Intensiva del Policlinico foggiano.
Su cosa si basa principalmente l’attività del reparto di Neonatologia?
Tutta la nostra attività è tesa naturalmente a migliorare
la sopravvivenza di neonati che vengono alla vita con un
peso molto basso, ovvero intorno al chilo e mezzo o addirittura inferiore al chilo, pertanto cerchiamo di dare loro tutta l’assistenza possibile affinché in futuro possano
avere una buona qualità della vita. Spesso questi neonati
sono il frutto di gravidanze difficili, portate avanti dalla coppia con estrema difficoltà, quindi puntiamo molto sull’umanizzazione delle cure, fattore fondamentale
per dare serenità a quei genitori magari traumatizzati
dall’evento della nascita di un bambino piccolissimo di
appena 500 grammi.
Qual è l’indice di sopravvivenza dei neonati che
nascono così prematuri?
Ormai questi bimbi fanno parte della storia: l’indice di
vivibilità che prima era a 26 settimane di età gestazionale, attualmente è sceso a 24 e addirittura anche a 23
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settimane. Parliamo quindi di neonati di cinque mesi,
quelli che per legge italiana sono considerati “prodotti abortivi”.
La sopravvivenza può essere esente da “danni”?
Immediatamente noi garantiamo assistenza ventilatoria
(per consentire poi ai bambini di avere un’autonomia respiratoria) e nutrizionale (anche attraverso il latte materno, arricchito, donato alla Banca del Latte Umano). Successivamente valutiamo l’eventuale danno neurologico,
sempre in agguato, e per questo li monitoriamo attentamente e costantemente attraverso l’ecografia cerebrale ed
altre indagini. Siamo dotati anche di un ottimo ambulatorio di ecografia per la lussazione congenita dell’anca e
le patologie renali. Inoltre, ci avvaliamo in particolar modo della collaborazione dei colleghi oculisti nel monitoraggio del danno che potrebbe verificarsi a carico della retina. In questo caso si eseguono trattamenti con la laser
terapia e con la crioterapia e credo che la Scuola di Oculistica di Foggia, diretta dal prof. Delle Noci sia tra i pochi centri in Italia ad eseguire questo tipo di interventi.
Tuttavia, con il miglioramento dell’assistenza ventilatoria, che può essere convenzionale, oscillatoria e, a breve, anche all’ossido nitrico, si è ridotto di molto il numero di bambini che vanno incontro a queste affezioni visive. Sono circa trent’anni che svolgiamo attività assistenziale e devo dire che l’indice di sopravvivenza dei neonati del nostro centro è abbastanza buono, tant’è che è allineato ai centri maggiormente qualificati non solo in Italia ma anche all’estero. Ultimamente sono in corso degli
studi in collaborazione con il prof. Franco Bagnoli, Direttore dell’Unità di T.I.N. di Siena tesi a valutare i possibili ed eventuali rapporti che intercorrono tra affezioni
materne e nascita prematura.
I bambini, dopo le “dimissioni”, necessitano sempre di essere seguiti?
Una volta nati, con o senza problemi, vengono comun-
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que seguiti a lungo termine e per questo c’è un’unità
che si occupa appositamente del follow-up. È importante per i genitori avere un punto di riferimento a cui rivolgersi per trovare soluzioni a eventuali problemi futuri. In questo campo siamo un centro all’avanguardia,
basti pensare che i nostri dati lo scorso anno sono stati
portati in un congresso nazionale di Neonatologia, nel
corso del quale la struttura di Patologia Neonatale e Terapia Intensiva foggiana è stata presa come modello di
assistenza a distanza. Un altro dei punti qualificanti è
il nostro trasporto neonatale, partito alla fine degli anni ’70 come unico centro regionale, tutt’ora tale, creato
per prelevare in tutta la regione quei bambini che nascono improvvisamente in reparti non attrezzati, per una
terapia intensiva. Adesso questo trasporto dovrebbe rientrare anche nell’ambito del 118 e mi pare che la regione Puglia si stia orientando a estendere il nostro modello organizzativo alle altre aziende provinciali.
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Quali sono le situazioni più frequenti che colpiscono i neonati prematuri?
Sicuramente la estrema immaturità di tutti gli organi,
e in particolare dell’apparato respiratorio. È indispensabile quindi intervenire tempestivamente per sopperire a queste situazioni di deficit. Al proposito, siamo stati
i primi in Italia ad utilizzare un tipo di farmaco tensioattivo e ad elaborare dei protocolli assistenziali. I nostri
bambini sono entrati a far parte di uno studio che successivamente ha consentito alla ditta del farmaco la sua
commercializzazione, autorizzata sia dal Ministero che
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma siamo
anche punto di riferimento per le patologie chirurgiche:
da tempo svolgiamo un’attività dipartimentale, seppure non ancora riconosciuta a livello amministrativo, in
quanto collaboriamo strettamente con le sale parto e con
tutti gli altri operatori sanitari che agiscono nella sfera
della medicina neonatale”.
Incontro conviviale
del personale del Reparto
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III CORSO INTERREGIONALE
DI RIANIMAZIONE NEONATALE
FOGGIA
Per illustrare i contenuti e le motivazioni del Corso di rianimazione, tenutosi il 24 e 25 aprile, leggiamo l’articolo de “La grande Provincia”, del 23 aprile 2003:
“Il protocollo didattico dell’Accademia Americana di Pediatria per le sale parto. Si svolgerà domani e dopodomani, presso l’Aula Magna dell’Università di Foggia, il
III Corso Interregionale di Rianimazione Neonatale riservato a 36 partecipanti delle regioni Puglia e Basilicata. Il Corso è accreditato al programma di formazione
nazionale “Educazione Continua in Medicina”, e rientra nel piano strutturale della Società Italiana di Neonatologia, il cui scopo è finalizzato a creare uno staff di
esperti in grado di fornire assistenza completa ai neonati nel momento dell’adattamento alla vita extrauterina.
“In tutte le città d’Italia deve essere garantita la stessa
attesa di vita a tutti i bambini” – spiega Giuseppe Rinaldi, coordinatore per l’Italia Meridionale del programma, nonché direttore della struttura di Patologia Intensiva Neonatale del Policlinico del capoluogo. “Abbiamo
già provveduto a formare gli istruttori regionali, adesso tocca ai provinciali – continua – è necessario dare la
possibilità a tutto il personale di assistenza di sala parto
di conoscere le manovre di rianimazione neonatale. Solo
in questo modo sarà possibile dare un’adeguata e uguale assistenza a tutti i bambini che necessitano di cure specifiche e tempestive”. Importato nel nostro territorio negli anni novanta e poi esteso a tutte le regioni con l’individuazione di tre responsabili per il Nord, il Centro e il
Meridione, il Corso Interregionale di Rianimazione Neonatale nasce su iniziativa dell’illustre Accademia Americana di Pediatria, che ha provveduto altresì a stilare il
programma e ad elaborare il corso nelle sue varie fasi.
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Durante le lezioni sono previste attività ed esercitazioni pratiche come, ad esempio, la ventilazione con pallone
e maschera, il massaggio cardiaco esterno, l’intubazione endotracheale e test di autovalutazione della capacità pratica di ogni corsista. Il ricco programma sarà concluso dalla relazione del presidente del corso dr. Rinaldi
che provvederà ad illustrare le problematiche, anche in
relazione agli aspetti etici”. (Mariella Bulso)
Tale Corso Interregionale è stato ripetuto a Lecce, il 9 e 10 ottobre 2003.
9° CONGRESSO NAZIONALE
Società Italiana di Neonatologia
NAPOLI
Il Congresso è stato organizzato dal prof. Franco Macagno, dal
21 al 24 maggio 2003, presso il Centro Congressi Hotel Continental-Castel dell’Ovo di Napoli. Dal giornale “Stampa Sud”,
del 22 maggio 2003, riportiamo:
“Al 9° Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia, che si svolgerà a Napoli dal 21 al 24 maggio
prossimo, sarà il Direttore della Struttura di Neonatalogia e Terapia Intensiva Neonatale degli “OO.RR.” di
Foggia, dott. Giuseppe Rinaldi, a presentare l’indagine
conoscitiva nazionale sul servizio di trasporto neonatale presso le T.I.N. italiane nell’anno 2002, elaborata con
i dati raccolti in 102 centri su 108, in collaborazione con
l’analoga struttura dell’Ospedale “S. Giovanni Calibita
- Fatebenefratelli” di Roma.
Sarà anche presentato il rapporto sullo stato di attuazione del trasporto neonatale di emergenza (STEN) nella
regione Puglia e comunicazioni:
- “L’ospedale tradizionale visitato dall’UNICEF: esperienza dell’Azienda foggiana”.
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- “Grave anemia neonatale causata da massiva trasfusione feto-materna: è prevedibile?”.
- “Isoimmunizzazione tipo KELL: causa rara di ascite
fetale”.
- “Idrotorace come complicanza della cateterizzazione
della vena giugulare esterna”.
- “Differenze sessuali nell’outcome dei VLBW: è ancora presente lo svantaggio del sesso maschile?”.
- “Eventi antecedenti la diagnosi di pneumotorace nei
neonati con assistenza ventilatoria: studio caso-controllo”.
- “Stenotrophomonas Maltophilia: un germe emergente”.
Interessante anche il lavoro sulla “Comunicazione infermieri-medici-genitori: vissuto a distanza di tempo”, che
evidenzia la necessità dell’accoglimento in corsia dei genitori dei bambini ricoverati, e delle madri in particolare, introducendo la metodica della CARE e spingendo il
personale ad una maggiore attenzione non solo ai bisogni
psichici e fisici del bambino ma anche ad una maggiore
sensibilità verso le esigenze della madre. Il dott. Giuseppe Rinaldi sarà poi a Padova, il 30 maggio, invitato al
“Convegno sul trasporto del neonato critico nella
regione Veneto”, dove terrà l’illustrazione dell’indagine
sul trasporto neonatale in Italia nell’Aula Magna del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova”.
CONVEGNO “UP-DATE
IN NEUROLOGIA NEONATALE”
TARANTO
Il 28 giugno 2003, presso il Centro Congressi Circolo Ufficiali M.
M., organizzati dal dr. Vitacco, si tenne il Convegno su “Up date in
Neurologia Neonatale”. Il dr. Rinaldi partecipò in qualità di relatore su “Il parto pretermine: problemi ostetrici e neonatologici”.
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CONVEGNO
NEONATO PREMATURO
PESCARA
Il 6 settembre 2003, organizzato dal dr. Vincenzo Angelozzi,
Direttore dell’U.O. di Neonatologia e TIN di Pescara, si tenne
presso l’Aula Magna dell’Ospedale “S. Spirito” un Convegno
su “Il neonato prematuro tra ospedale e territorio”. Al dr. Rinaldi fu assegnata la Lettura Magistrale su “Follow-up neurocomportamentale longitudinale del prematuro asfittico”.
59° CONGRESSO NAZIONALE
DELLA Società italiana di pediatria
ROMA
Presso l’Hotel Cavalieri Hilton, dal 27 settembre al 1 ottobre
2003, si tenne a Roma il 59° Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria (S.I.P.) con la presidenza del prof. Francesco Tancredi.
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CONGRESSO NAZIONALE
PROBLEMI MEDICO-LEGALI
FOGGIA
Il Convegno organizzato dalla Struttura di Patologia e Terapia Intensiva all’Ordine dei Medici, il 3 e 4 ottobre, così viene descritto dalla stampa. Dalla “Grande Provincia” del 2 ottobre 2003:
“Medici e Magistrati a confronto sull’assistenza neonatale. Rinaldi: “Non si accetta più che un bambino possa morire“.
La responsabilità medico-legale nell’assistenza ostetrica e neonatale, lo scottante argomento al centro del convegno nazionale che si terrà domani a Foggia. Medici,
Pediatri, Magistrati e Legali provenienti da tutta Italia, oltre che ai responsabili delle associazioni italiane di
Pediatria, di Neonatologia e di Medicina Perinatale faranno il punto sui problemi medico-legali, quindi sulla responsabilità professionale, e discuteranno la validità delle principali linee guida in Ostetricia e Neonatologia. Organizzato dalla struttura di Patologia e Terapia
Intensiva Neonatale degli Ospedali Riuniti, diretta da
Giuseppe Rinaldi, l’evento si svolgerà presso l’Auditorium dell’Ordine dei Medici.
“In un momento particolare come questo – spiega Rinaldi – in cui la medicina è diventata particolarmente punitiva nei confronti dei medici, è arrivato il momento di
fare chiarezza. Oggi la mentalità della gente è cambiata:
mentre in passato si accettava quasi con rassegnazione
l’ineluttabilità di una malattia, oggi non si accetta più
che un bambino possa morire o che delle terapie non possano funzionare. C’è una sorta di accanimento nei confronti dei medici e li si vuole colpevolizzare ad ogni costo. Se fino a non molto tempo fa i neonati di 23 o 24 settimane non sopravvivevano, attualmente, grazie al miglioramento tecnologico, riusciamo ad assistere bambini
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per il quali mai prima si sarebbe tentata una rianimazione. Quindi si è avuto un aumento della sopravvivenza
e, in maniera parallela, anche un aumento dei problemi
neurologici – aggiunge. A questo punto bisogna chiarire
in che modo e fino a che punto si può e si deve intervenire per risolvere le varie problematiche assistenziali”.
Problematiche che oggi hanno posto forti interrogativi
di tipo legale, etico, sociale e clinico a livello mondiale, a
cui ancora non si riesce a dare una risposta definitiva ed
univoca. Dallo studio europeo “Euronic”, ad esempio, è
emerso che anche in Gran Bretagna e Olanda, i comportamenti dei medici e del personale paramedico nei confronti dei limiti della vivibilità e dell’assistenza neonatale è differente anche tra i diversi componenti dell’equipe assistenziale all’interno degli stessi reparti di terapia
intensiva. Medici che, spesso, devono fare i conti anche
con i parenti dei pazienti, per i quali deve essere tentata ogni strada per garantire la sopravvivenza ai loro cari. “È un problema mondiale – conclude Rinaldi. Anche
in America c’è la medesima situazione. È insorta una
nuova medicina, per l’appunto punitiva, perché nessuno più è disposto ad accettare la malattia e le sue eventuali complicanze. Basti pensare che l’ospedale di Trieste oggi non trova più un’assicurazione a coprirlo a causa di queste problematiche”.
In particolare, dei problemi medico-legali in tema di prevenzione del danno feto-neonatale, si discuterà nella sessione presieduta dal professor Carrieri, con relazione sulle possibilità e limiti degli attuali metodi per la valutazione della sofferenza fetale, con il punto di vista del medico legale, Aristide Norelli di Firenze, e del magistrato,
Rocco Blaiotta di Roma. Presenterà il convegno il prof.
Giulio Bevilacqua, Presidente della Società Italiana di
Medicina Perinatale.” (Mariella Bulso)
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Dall’articolo de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, uscita alcuni giorni dopo:
“Eutanasia neonatale. Nessuno può decidere di un feto malformato”.
“Un atteggiamento di tolleranza nei confronti della soppressione dei neonati portatori di handicap, ancor di più,
la legalizzazione di tale prassi, oltre a costituire obiettivamente una biasimevole pratica selettiva, potrebbe attenuare il dovere di solidarietà sociale verso i portatori di
handicap e le loro famiglie”: è quanto afferma Giuseppe
Rinaldi, primario del Dipartimento Materno-Infantile
degli Ospedali Riuniti, organizzatore di un seguitissimo
meeting sulle cure terminali del neonato. Un argomento delicato e complesso che ha sollevato un dibattito oltre
l’incontro svoltosi qualche giorno fa. Di qui l’intervento di Rinaldi. “I neonati – dice il medico – debbono essere oggetto di particolarissime e fermissime tutele, vanno
difesi come soggetti deboli contro tutte le indebite prevaricazioni nei loro confronti, che minacciano il diritto alla
vita e alla salute. D’altra parte, per impedire che l’azione medica si trasformi in accanimento, occorre che la decisione di interrompere i trattamenti sia riservata solo
quando essi risultino futili, non proporzionati e privi di
alcuna prospettiva terapeutica per il paziente”.
Il pensiero sulla rianimazione in sala parto: “Al meeting – puntualizza Rinaldi – è stato ribadito più volte
che in ordine al diritto di nascere nessuno può sentirsi
legittimato a decidere della vita del feto “vitale” ancorché malato o malformato o presumibilmente destinato a
cattiva qualità di vita extrauterina, come in tale senso
già si esprime la legge 194/78”. Insomma «il concetto
di “qualità della vita” è estremamente soggettivo – aggiunge Rinaldi – e nessuno si può arrogare il diritto di
decidere se la vita di una persona sarà degna di essere
vissuta o meno, tanto più che alla nascita di un neona-
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to prematuro di tutto si può essere certi tranne che della
prognosi». E quindi è vero che «chi cura i neonati è più
esposto a rischio di denunce – conclude il primario – ma
non esiste “una vita non giusta” e ogni nato ha diritto
alle cure, così come ogni famiglia di persona disabile ha
già dalla nascita diritto alla massima assistenza da parte della società e dello Stato». (Anna Langone)
Studio RADAR
In questo periodo si concludeva lo studio RADAR, diretto dal
prof. Giovannini, di tipo osservazionale, prospettico e longitudinale che ha coinvolto 9 centri pediatrici di terzo livello (tra
cui Foggia) sulla valutazione della “Patologia respiratoria in
bambini ospedalizzati nei primi due anni di vita per infezioni virali delle basse vie respiratorie: 1 anno di follow-up”. (Minerva Pediatrica, vol. 55, pp. 1-7, 2003)
INCONTRO
DI NEONATOLOGIA
SAN GIOVANNI ROTONDO
Organizzato dal dr. Luigi Gatta, Direttore dell’U.O. Neonatologia e TIN Ospedale I.R.C.C.S. “Casa Sollievo della Sofferenza”, si tenne nei giorni 10, 11 ottobre2003, un Incontro di Neonatologia su “La prevenzione della patologia e la promozione della salute del bambino”. Il Gruppo foggiano, con il dr. Di
Gianni, relazionò su “Il trasporto neonatale di emergenza in
Puglia oggi”.
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CORSO DI FORMAZIONE
“ACCREDITAMENTO FUNZIONE
NEONATOLOGICA”
BARI
Con la presidenza della prof.ssa Mautone e del dr. Rinaldi, il
18 ottobre 2003, il Gruppo di Studio Qualità delle Cure in Neonatologia (Zanini, Maccabruni, Pugni e Marangone), organizzò a Bari, presso l’Hotel Sheraton, un Corso di Formazione per
l’utilizzo del Manuale “Accreditamento volontario della funzione neonatologica”. Il corso, a numero chiuso (30 neonatologi/pediatri), fornì le conoscenze di base sulla Qualità in ambito assistenziale e fornì la possibilità di applicazione del Manuale nelle Neonatologie.
MEETING REGIONALE
DANNO NEUROLOGICO
FANO
Il dr. Rinaldi partecipò come relatore (“Follow-up longitudinale del neonato a rischio”) al Meeting regionale tenutosi a Fano
il 30/10/2003, organizzato dal prof. Carnielli su “Danno neurologico da asfissia perinatale”.
NEW TRENDS
IN NEONATOLOGY
BRINDISI
Anche nell’anno 2003 il dr. Latini organizzò, dal 20 al 22 novembre, presso il Centro Congressi Grand Hotel, tenuto a Moreno (Mesagne), un Convegno su “New trends in Neonatology”, con la partecipazione di esperti relatori stranieri e di responsabili neonatologi delle Terapie Intensive pugliesi.
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II CORSO TEORICO-PRATICO
RESIDENZIALE
ROMA
Organizzato dal prof. M. Orzalesi, Direttore del Dipartimento
di Neonatologia Medica e Chirurgica, si tenne a Roma, presso l’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù”, il II Corso TeoricoPratico Residenziale per medici ed infermieri su “Servizio di
trasporto ed emergenza neonatale (STEN)”. Le relazioni della
prima giornata furono tenute da: dr. Gente (“Venti anni di storia dello STEN”), dr. Di Lallo (“Epidemiologia dello STEN”),
dr. Agostino (“Valutazione dello STEN da parte dell’utente”),
dr. Rinaldi (“Lo STEN in altre regioni”), dr. Seganti (“Sistema
informativo e cartella clinica del trasporto”) e dr.ssa Guadagni
(“Farmaci per emergenze e rianimazione”).
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CORSO DI AGGIORNAMENTO
IL NEONATO PREMATURO
ACQUAVIVA DELLE FONTI
Il dr. Luigi Esposito riunì i Neonatologi pugliesi il 9 dicembre
2003 ad Acquaviva delle Fonti (Ba), per un Corso di Aggiornamento per medici ed infermieri su “Il neonato prematuro: le
sue sequele e le sue opportunità”. In tale occasione furono effettuate le votazioni per l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo Regionale S.I.N.: il dr. Vitacco venne eletto presidente.
CORSO
“APPROPRIATEZZA E MANAGEMENT
PER DIREZIONE U.O.”
MILANO
Dall’1 al 5 marzo 2004, il dr. Rinaldi prese parte al Corso “Appropriatezza e management per la direzione di Unità Operativa”, organizzato dalla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università “Luigi Bocconi” di Milano, per la Società Italiana di
Neonatologia.
PEDIATRIC
CARDIAC SURGERY
BARI
Il 27 marzo 2004, presso la Villa Romanazzi, si tenne a Bari un
evento congressuale che raccolse Cardiochirurghi, Neonatologi, Patologi ed Intensivisti per affrontare il problema delle
cardiopatie ad indicazione chirurgica del bambino pretermine.
Organizzato dal prof. Paolo Arciprete, Direttore della Cardiochirurgia Pediatrica dell’Ospedale Giovanni XXIII, il congresso “The Premature baby: an increasing challenge for Pediatric
Cardiac Surgery”, vide la partecipazione del dr. G. Rinaldi co-
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me chairmen, mentre i dottori M. Rinaldi e G. Maffei relazionarono su “The Immature lung”.
3° CORSO TEORICO-PRATICO
PER MEDICI ED INFERMIERI
CAMPOBASSO
Nei giorni 22, 23 aprile 2004, organizzato dal dr. A. Vendemmiati, Direttore del Dipartimento Materno-Infantile dell’Azienda Ospedaliera, a Campobasso si riunì il Gruppo di Studio “Il
dolore del neonato” per il 3° Corso Teorico-Pratico Residenziale “Aiutami a non soffrire”. Il Gruppo si propose di divulgare le conoscenze raggiunte sulla sofferenza determinata dal
dolore, sui danni, anche irreversibili, che provoca nel neonato e sulle possibilità che esistono per limitarne gli effetti. Il dr.
Rinaldi moderò la seconda Sessione con le relazioni del prof.
Ferrari (“Dolore e stress”), della dr.ssa Fede (“Assistenza allo
sviluppo neurocomportamentale del neonato in terapia intensiva”), della dr.ssa Pugliese (“Esperienza e contenimento del
dolore nella TIN”) e della dr.ssa Gaiani (“Dolore nel tempo –
tempo del dolore”).
CORSO DI AGGIORNAMENTO
SULL’EMERGENZA-URGENZA
TARANTO
Il 15 maggio 2004, presso l’Auditorium Masseria Vaccarella (Taranto), si tenne un Corso di Aggiornamento sulle “Linee guida e percorsi diagnostico-terapeutici nell’emergenza-urgenza pediatrica”. Nella sessione neonatologica, con la presidenza del prof. L. Castaldi, si alternarono come oratori, tra gli altri, il prof. Simeoni (Marsiglia) sulle “Emergenze respiratorie
neonatali” ed il dr. Rinaldi sulle “Emergenze-urgenze neonatali da sepsi”.
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10° CONGESSO NAZIONALE
Società italiana di neonatologia
MANTOVA
Con la presidenza del prof. Giorgio Rondini, dinamico e instancabile organizzatore, si tenne a Mantova, dal 16 al 19 maggio 2004, il 10° Congresso Nazionale della Società Italiana di
Neonatologia (SIN). In una città stupenda, con qualche disagio alberghiero, vista la notevole affluenza di partecipanti, nella Sessione dedicata alle attualità, si alternarono il dr. Rinaldi
(“La stabilizzazione ed il trasporto del neonato critico”), il dr.
Zanardo (“Taglio cesareo elettivo a termine: implicazioni per
il neonato”), il prof. Marseglia (“Uso degli idrolisati di riso”),
il prof. Chirico (“Oligo elementi nel neonato”) ed il dr. Agosti
(“Vitamina K e malattia emorragica”).
Il Gruppo foggiano presentò le seguenti comunicazioni:
- “Weaning from assisted ventilation of the VLBW” (G.F.
M. Maffei, M. Rinaldi, G. Popolo, R. Magaldi e G. Rinaldi).
- “Stato di attuazione dello STEN in Puglia” (G. Rinaldi,
A. M. Di Gianni, G. Popolo, G. Montrone, G. Villani, M.
Rinaldi, G. F. Maffei, L. Taurino, G. Minelli, R. Litta, G.
Marciello e R. Magaldi).
- “Sepsi nei VLBW: un’analisi degli ultimi quattro anni”
(L. Taurino, A. M. Di Gianni, R. Magaldi, R. Antonetti, A.
Di Taranto, G. Montrone, M. Rinaldi e G. Rinaldi).
CORSO DI FORMAZIONE
CONTINUA IN PEDIATRIA
FOGGIA
Il 26 giugno 2004, presso l’Ordine dei Medici di Foggia, in collaborazione con i Pediatri di famiglia, il dr. Rinaldi organizzò,
con il suo Gruppo (Marciello, Di Gianni, Minelli, M. Rinaldi e
Magaldi) un Corso di Formazione Continua su “Danno perinatale, precocità e modalità dell’intervento riabilitativo. La ria-
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bilitazione cognitiva”. Con la collaborazione del prof. Albertini, i relatori avviarono una riflessione sul bambino con danno
perinatale, che coinvolse molti operatori, i quali, con diverse
modalità di intervento, gestiscono le numerose problematiche
sollevate da tali quadri.
MEETING TREATMENT
OF HYDRONEPHROSIS
FOGGIA
Il 28 e il 29 giugno 2004, a Foggia, venne organizzato, dal
prof. Bartoli, Direttore della Cattedra di Chirurgia Pediatrica dell’Università di Foggia, il 2nd UPDATE MEETING ON
“PHYSIOPATHOLOGY AND TREATMENT OF HYDRONEPHROSIS IN PEDIATRIC AGE”, con il contributo anche dei
dottori Rinaldi e Villani.
CONVEGNO
PUGLIA PEDIATRIA
MARINA DI OSTUNI (BR)
Nei primi giorni di luglio 2004 (1-2-3) le società SIP, SIMEUP,
SIN Puglia riunirono, ad Ostuni, presso il Grand Hotel Rosa
Marina, la Pediatria pugliese. Nella Sessione SIN, con presidente Giorgio Rondini, parteciparono il dr. Rinaldi (“Il trasporto
neonatale in Puglia”), il dr. Stronati (“Cytomegalovirus in età
neonatale”), il dr. Laforgia (“Sviluppo neurologico nei VLBW”)
e la caposala Tagliente (“La CARE del neonato”).
60° CONGRESSO
società italiana di pediatria
NAPOLI
Dal 30 settembre al 4 ottobre 2004, presso la Mostra d’Oltremare, si svolse a Napoli il 60° Congresso Nazionale della Società
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Italiana di Pediatria (SIP), con la presidenza del prof. Franco
Tancredi. Il Comitato Organizzatore designò il dr. Rinaldi quale Discussant della Sessione di “Aggiornamenti in tema di terapia intensiva, con discussione di Poster selezionati e comunicazioni di giovani ricercatori”.
Il Gruppo foggiano presentò:
- “Mortalità ed outcome respiratorio pre-dimissione nei
VLBW di peso appropriato e piccoli per età gestazionale” (G. F. Maffei, R. Magaldi, G. Popolo, G. Montrone, R.
Litta, G. Rinaldi).
- “Tamponamento cardiaco: possibile emergenza neonatale” (G. Popolo, M. Rinaldi, G. F. Maffei, R. Magaldi, G.
Rinaldi).
- “Mortalità neonatale precoce (MNP): considerazioni in
rapporto al servizio di trasporto ed emergenza neonatale” (G. Rinaldi, R. Magaldi, G. Popolo, A. M. Di Gianni,
M. Rinaldi e G. Villani).
- “Follow-up longitudinale a 7 anni dei VLBW: esiti neurologici, cognitivi e scolastici” (R. Litta, L. Taurino, G. Minelli, M. Iliceto, G. Marciello, M. Rinaldi, A. M. Di Gianni e G. Rinaldi).
- “Epidemiologia delle cardiopatie congenite presso gli
OO.RR. di Foggia negli anni 2001-2003” (M. Rinaldi, F.
Palma, A. Candela, A. Cella, P. Arciprete, R. Ieva e M. Di
Biase).
- “Ruolo dell’ecocardiografia tridimensionale live (3D) nella diagnosi del canale atrio-ventricolare” (M. Rinaldi, R.
Ieva, M. Correale, M. De Biase e G. Rinaldi).
Riportiamo la testimonianza del Dott. Matteo Rinaldi.
Estate 1999… trent’anni compiuti da poco… Bologna,
i colli, i giardini Margherita, le osterie ma anche il
“Sant’Orsola” con la sua Terapia Intensiva Neonatale, gli “strutturati”, gli specializzandi, i medici frequentatori ed io con il mio dottorato di ricerca in
Medicina Materno Infantile e dell’Età Evolutiva…
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Si preparano studi nazionali con altri colleghi, si va
a congressi, si sostituisce “a tempo perso” qualche
pediatra di famiglia e poi,un giorno, suona il telefono ed ecco l’offerta fatta dai colleghi pugliesi.
Tutto cambia: lasciare Bologna, i tanti amici e colleghi e tra questi non posso non citare il per me impareggiabile prof. Salvioli.
Rieccomi così in Puglia: pochi mesi trascorsi presso la Neonatologia di San Giovanni Rotondo, finché
il 13 dicembre 1999 sono assunto presso la Divisione di Patologia Neonatale e Terapia Intensiva degli
“Ospedali Riuniti” di Foggia.
Vi risparmio il noioso ripetersi di domande del tipo
“Tu sei il figlio del Primario… ma come fai?!” eccetera… La fortuna (ma probabilmente non si è trattato solo di fortuna) vuole che nel giro di pochi mesi mi trovo inserito a pieno titolo in tante attività di
reparto, dal Trasporto Neonatale di cui avevo tanto sentito parlare fino ad essere responsabile di vari
studi nazionali ed internazionali. Sicuramente uno
dei ricordi più belli riguarda la collaborazione tramite video-conferenza con i colleghi della CardioChirurgia di Bari. I dubbi professionali erano tanti: andrò in un centro dove potrò crescere? Sarò ben
visto dai colleghi? Avrò ancora contatti con il resto
del mondo? Mi faranno scontare le “angherie” del
primario? Ma nel giro di poco tempo i miei dubbi
vengono fugati.
Inoltre, in contemporanea alla mia assunzione in reparto, prendeva l’avvio l’Università con il corso di
Laurea di Medicina: iniziò così con il prof. Pettoello-Mantovani una collaborazione che, ancora oggi,
mi permette di svolgere le Lezioni di Neonatologia
al Corso di Laurea in Medicina (quanto tempo era
passato da quando accompagnavo il prof. Salvioli
per proiettargli le diapositive sulle vaccinazioni!).
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Oggi, dopo dieci anni, tante cose sono cambiate,
tante persone sono andate vie (tra i miei ricordi più
cari, l’ultimo pomeriggio lavorativo del dott. Nazario Nargiso), tanti i suggerimenti ricevuti, tante le
esperienze che oggi fanno di me un medico fiero e
orgoglioso di occupare questo posto in parte temuto. Pochi i rimpianti che mi lascio alle spalle perché
sostituiti ogni giorno dall’entusiasmo, dalla voglia
di fare e di dare sempre di più per questo reparto
che faceva parte della mia vita… forse da sempre.
AGGIORNAMENTO
INTERDISCIPLINARE
SAN GIOVANNI ROTONDO
Il dr. Rinaldi diresse il corso di “Aggiornamento Interdisciplinare di Neuroradiologia Pediatrica e Neonatale”, organizzato
a S. G. Rotondo (FG), nei giorni 22 e 23 ottobre 2004, presso la
Sala Congressi I.R.C.C.S. “Casa Sollievo della Sofferenza”. Il
corso fu finalizzato all’aggiornamento continuo professionale degli Operatori Professionali che operano prevalentemente
in strutture dotate di reparti di Pediatria e Neonatologia, con
particolare riferimento alle tecniche di indagine in diagnostica
per Immagini in Neuroradiologia.
Una delle Letture Magistrali fu tenuta dal dr. Rinaldi (“Miglioramento delle capacità organizzative e del livello di integrazione e di responsabilizzazione degli operatori”).
GIORNATE SU
“URGENZE-EMERGENZE”
OROSEI (NU)
Durante le giornate su “Urgenze-Emergenze” nel neonato e nel
bambino, tenutesi a Orosei (Nuoro), dal 22 al 23 ottobre 2004,
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nell’ambito della Sessione riguardante il trasporto neonatale, si
ebbe un interessante confronto sulla realtà esistente in Russia
ed in Italia, relatori: prof. S. P. Shepetkov ed il dr. Rinaldi.
La organizzazione nazionale e territoriale del trasporto neonatale fu ripresentato alle V Giornate Neonatologiche Casertane,
organizzate dal dr. Luigi Falco, nei giorni 5 e 6 novembre 2004
ed al convegno “Moderna assistenza gravida-neonato”, tenutosi a Lagonegro il 27 novembre. In tale occasione il dr. Rinaldi
presentò un’ipotesi di trasporto per la regione lucana.
CONVEGNO
DI ENDOCRINOLOGIA PERINATALE
SIENA
Nei giorni 25 e 26 novembre 2004, organizzato dal prof. Bagnoli, si tenne a Siena un convegno sull’endocrinologia perinatale.
La Sessione riguardante il ruolo degli ormoni sull’apparato respiratorio fu moderata dai dottori G. Rinaldi e O. S. Saia. I dottori M. Rinaldi e R. Magaldi presentarono alcune comunicazioni e Poster frutti della collaborazione con i colleghi della clinica
senese e delle TIN di Bergamo, di Torino e di Milano.
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CAPITOLO VII
SINTESI DELL’ATTIVITà DEL CENTRO
ULTIMI ANNI E CONGEDO
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er una valutazione dell’attività dei medici del Reparto di
Terapia Intensiva Neonatale, nel 2005, riprendiamo un’intervista fatta al dr. Rinaldi dalla giornalista Tiziana Daniello e
pubblicata sul “Corriere del Sud” in data 30 marzo.
DOVE NASCE IL FUTURO
Un centro di riferimento internazionale
impegnato a promuovere la vita
È un Reparto con una storia assistenziale di oltre 30 anni, in cui sono state utilizzate costantemente tutte le novità tecniche assistenziali”. Sono le parole del Dr. Giuseppe Rinaldi, Direttore della Struttura Complessa di
Neonatologia-Terapia Intensiva Neonatale.
“In questi anni – aggiunge – abbiamo dato vita ad un
gruppo di lavoro particolarmente esperto nel quale ogni
collaboratore si è impegnato in uno specifico campo
dell’assistenza neonatale”.
Possiamo parlare di una “scuola foggiana” di neonatologia competente, dovunque, in tutti i campi
assistenziali neonatali?
Sicuramente un campo che in particolar modo abbiamo
privilegiato è quello dell’assistenza ventilatoria. L’insufficienza respiratoria, dovuta alla carenza di produzione
di surfattante (sostanza prodotta da un tipo di cellule
polmonari), è una delle problematiche che maggiormen-
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te interessano i neonati prematuri. Il surfattante serve
sostanzialmente a tenere distesi gli alveoli polmonari.
Primi in Europa, insieme al mio collaboratore Dr. Rosario Magaldi, abbiamo sperimentato circa 20 anni fa,
in uno studio multicentrico, l’uso del surfattante d’origine animale, suino, prodotto dalla Ditta Chiesi di Parma. Con questo farmaco e con la tecnologia avanzata di
cui siamo attualmente dotati (ventilazione sincronizzata, ventilazione ad alta frequenza, e possibilità d’uso, se
necessario, in associazione anche dell’ossido nitrico, vasodilatatore specifico dei vasi polmonari) diamo la possibilità ai neonati di respirare meglio. L’aspetto assistenziale respiratorio è affidato ai Dr. Giuseppe Popolo e
Gianfranco Maffei. Parliamo di neonati anche al di
sotto delle 25 settimane di vita. Siamo riusciti a dare
possibilità di sopravvivenza a neonati che per la legge
sono prodotti abortivi; sono neonati di soli 160 giorni, e
per la legge italiana prodotto abortivo è un feto con età
inferiore a 180 giorni.
Un altro campo di nostro interesse è quello legato all’attività dell’ambulatorio di Follow-up diretto dalla Dr.ssa
Rosangela Litta, che per un anno intero, circa 15 anni fa, è stata in comando in America presso l’Università di Cleveland, dalla Prof.ssa Hack, maestra mondiale del follow-up neonatale. L’ambulatorio segue il destino dei neonati a rischio, sostenendo le famiglie in tutto
il percorso successivo alla nascita specie, quando compaiono problemi: i genitori possono essere accompagnati nelle valutazioni che riguardano i fabbisogni di questi
piccoli siano essi neurologici, chirurgici, ortopedici, etc.
La valutazione del danno neurologico è un altro campo
nel quale siamo particolarmente esperti, con una valutazione sia strumentale sia dell’indice di intelligenza di
questi bambini, supportati dalla presenza della Psicologa, Dr.ssa Maria Rosaria Iliceto, che si dedica esclusivamente a questi neonati, già durante la degenza in re-
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parto, ed effettuando, una volta che questi ultimi vengono dimessi, una serie di valutazioni psicometriche programmate. Il tutto viene completato dalla presenza di un
servizio di ecografia cerebrale, veramente all’avanguardia, diretto dalla Dr.ssa Gabriella Marciello, con l’ausilio del Dr. Angelo Mario Di Gianni.
Per l’assistenza dei neonati a rischio, la competenza e la
responsabilità è affidata al Dr. Rosario Magaldi. Altro
campo di nostro interesse è quello delle infezioni prenatali e postnatali; per questo campo infettivo (molto importante per qualsiasi terapia intensiva, neonatale e pediatrica o dell’adulto) da anni il Centro, da me diretto,
fa parte del Gruppo di studio delle Infezioni Ospedaliere in Terapia Intensiva Neonatale, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità; la responsabilità è affidata al
Dr.ssa Lucia Taurino.
La nascita di un bambino con una cardiopatia congenita sconvolge l’armonia e l’equilibrio familiare oltre i limiti della gravità della malattia stessa,
perché il cuore rappresenta nell’immaginario collettivo il fulcro centrale dell’organismo. Qual è allora, l’atteggiamento che voi specialisti adottate
nel presentare l’evento ai genitori e quali sono le
tecniche utilizzate per questa patologia?
La prima assistenza viene fatta dal personale medico ed
infermieristico del reparto. Tra le prerogative assistenziali che ci siamo imposti l’umanizzazione è fondamentale: il supporto è dato dal nostro personale e cerchiamo
di sostenere i genitori alla notizia di un problema del loro bambino, notizia che sempre in un primo momento crea un grave impatto nei familiari. Coordinati dalla Psicologa, tutto il personale assistenziale si attiva e
supporta i genitori perché accettino la diagnosi in modo sereno. Responsabile per le cardiopatie congenite è il
Dr. Matteo Rinaldi; unitamente all’importante ausilio
che viene offerto dai colleghi della cardiologia della no-
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stra Azienda, alcuni dei quali brillantemente preparati,
come il Dr. Riccardo Ieva che si occupa della ecografia
cardiologica neonatale. Oggigiorno è possibile fare delle
valutazioni in tempo reale con videoregistrazione con il
centro di Cardiochirurgia e Cardiologia di Bari, diretto
dal Prof. Paolo Arciprete.
In base a quanto detto finora, quanto è importante una diagnosi prenatale?
La diagnosi prenatale è fondamentale, perché offre al medico e, conseguentemente, ai genitori le migliori informazioni possibili sui rischi della nascita di un bambino affetto da un’anomalia congenita o da una malattia
genetica, prima della comparsa di sintomi, che possono
verificarsi anche dopo alcuni anni. Con la diagnosi precoce è possibile programmare anche l’eventuale iter chirurgico, come nel caso di situazioni compromettenti la
funzionalità renale. Di conseguenza i neonati hanno la
possibilità di nascere in un posto adeguato come la nostra Azienda, ed avere immediatamente idonee cure chirurgiche, presso i nostri reparti di chirurgia pediatrica
ospedaliera ed universitaria. Ai dr. Gabriele Villani e
Gerardo Montrone è affidato lo screening, subito dopo
la nascita, dei reni e delle vie urinarie, oltre il follow-up
dei pazienti affetti da uropatia malformativa.
Come vengono nutriti i neonati prematuri e quelli
affetti da patologie?
Con l’assistenza e il supporto del personale sia del nido
sia della terapia intensiva i nostri neonati usufruiscono
del latte materno. Non è mai superfluo sottolineare che
il latte materno è fondamentale per la crescita dei neonati non solo a termine ma in modo particolare in quelli
pretermine. Negli ultimi tempi, circa il 95% di neonati
dimessi dal nido sono in allattamento al seno, mentre il
40% di neonati in terapia intensiva prendono latte materno. Al riguardo abbiamo creato una Banca del Latte Materno; essa è abbastanza rifornita, non solo, dalle
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mamme dei neonati degenti ma anche da volontari che
portano il latte da casa. La responsabilità, del coordinamento e funzionamento, è delle Dr.sse Giovanna Minelli, per la terapia intensiva, ed Alessandra Campanella, per il nido.
Quali sono i vantaggi dell’allattamento al seno
per la mamma e il neonato?
Per il bambino l’allattamento al seno, da un punto di
vista psicologico, è molto importante perché accentua
il rapporto con la madre. Una madre che riesce a dare il
latte al proprio bambino è una mamma che molte volte
trova la sua serenità, e questo contatto rafforza l’equilibrio del sistema neurovegetativo del neonato. In letteratura è ampiamente descritto il vantaggio dell’allattamento al seno anche da un punto di vista intellettivo;
i neonati che prendono latte materno presentano, a distanza di tempo, un quoziente intellettivo superiore ai
neonati che assumono latte artificiale. In sintesi grazie
all’allattamento materno viene ridotta una larga gamma di patologie.
Tiziana Daniello
I CONGRESSO NAZIONALE
TRASPORTO
PALERMO
In occasione del V Corso Internazionale di Fisiopatologia Neonatale, organizzato a Palermo l’1 e 2 Aprile 2005 dal Dr. Bartolomeo Spinella, primario del Reparto di Neonatologia Ospedale “Buccheri La Ferla Fatebenefratelli”, si tenne anche il I° Congresso Nazionale del Gruppo di studio sul Trasporto Neonatale della SIN. Relatori furono il dr. Labonia sull’umanizzazione del trasporto neonatale, il dr. Messner sui mezzi di trasporto neontale, il dr. Agostino sulle esperienze del proprio Istituto e il dr. Rinaldi sul trasporto neonatale in Italia.
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Riportiamo la testimonianza del dr. Giuseppe Gallo che nei
primi 15 anni ha collaborato in maniera decisiva alla vita del
Reparto ed in particolare alla nascita del Trasporto Neonatale in Puglia.
Questa “raccolta di storie” è per me una buona occasione per rivedere alcuni passaggi di vita: bilanci forse è troppo, o troppo presto.
Mentre provo a riguardare una messe di fatti, di
volti, ricostruiti a fatica, quelle che inquadro invece,
forte e chiaro, sono le emozioni e le relazioni.
Non sono più da tempo nel gruppo dei Neonatologi
dell’ Ospedale di Foggia e per questo mi manca la
dimensione della quotidianità e della consuetudine, qualche dettaglio. Posso però raccontare di come un gruppo di giovanissimi medici e infermiere hanno avviato, ormai qualche decennio fa, una
esperienza umana, prima che professionale, in una
disciplina assistenziale, quella della terapia intensiva neonatale, che all’ epoca faceva i primi passi,
uscendo dalla dimensione pionieristica, per assumere la dignità scientifica, in questo Ospedale come in altri più blasonati, in Italia e altrove.
Di quel clima, al limite dell’ avventura, conservo la
percezione netta, così come quella di un avvio professionale per me, fondamentalmente casuale ( mi
accingevo ad un impegno disciplinare in altra direzione, quando mi fu proposta quest’ altra strada ),
che ha corrisposto, lo posso dire oggi, con non voluta retorica, a distanza di anni dalla fine di quel percorso professionale, ad un intimo, forse non completamente consapevole, imperativo di far qualcosa di
importante per questa terra, l’ occasione di un’esperienza privilegiata.
Se mi addentrassi nei tanti momenti in cui ho sentito, emotivamente quanto consapevolmente, di vi-
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vere un’esperienza umana assolutamente particolare, annoierei chi legge con una lunga categoria di
eventi, relazioni occasionali e percezioni che, dopo
un po’, sembrerebbero tutte simili.
Al contrario, la ricchezza e la specificità di ognuno
di quei momenti mi consiglia piuttosto di sceglierne alcuni qua e là, andando a memoria, sperando
che restituiscano la vitalità delle relazioni piuttosto
che il fatto in sè, anche a distanza di anni.
Mi ritorna alla memoria il periodo di aggiornamento presso la terapia intensiva neonatale dell’Inselspital di Berna, dove grazie alla disponibilità di alcuni colleghi di varia nazionalità, appresi le basi
dell’ assistenza ventilatoria dei neonati. Da lì ci siamo avviati, era trenta anni fa, verso un più appropriato uso della tecnologia applicata all’assistenza.
Penso a quel bambino, cardiopatico congenito, (era
un lontano pronipote dell’eroe albanese della resistenza agli ottomani ) con un nome e cognome troppo grandi per la fragilità derivante dalla sua malattia, che mi indusse all’epoca a dedicargli una poesia, nata dal suo rocambolesco trasferimento aereo
verso l’Ospedale dove avrebbe dovuto essere operato.
Penso alla forza attonita di quella mamma, alla quale, sulla base dei riscontri ecografici cerebrali, con
la tempestività che la tecnologia ormai ci permetteva, dovemmo pronosticare un avvenire di sviluppo neuro-muscolare scadente.
E non dimentico quel bambino, tanto grave, in bradicardia estrema, che, sostenuti da apparecchiature
sofisticate e con esperienza ancora iniziale, curammo tanto intensamente da sfiorare il limite dell’accanimento terapeutico, e che ci sorprese riprendendo le funzioni vitali, mentre non gli avremmo attribuito pressocchè nessuna possibilità di farcela.
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Le persone con cui ho lavorato in Neonatologia sono tante, qualcuna non c’è più, nominandole farei
torto alle altre. Con ognuna ho stretto una relazione
non riproducibile. Da tutte ho avuto: spero di aver
dato qualcosa.
11° CONGRESSO NAZIONALE
SOCIETà ITALIANA DI NEONATOLOGIA
MONTECATINI TERME (PT)
Riprendiamo al riguardo dal “Quotidiano di Foggia” in data
22 giugno 2005: Neonatologia foggiana, en plein al congresso
di Montecatini.
“La Terapia Intensiva Neonatale degli Ospedali Riuniti di Foggia, diretta dal dr. Giuseppe Rinaldi Direttore
anche del Dipartimento Materno-Infantile del Policlinico foggiano, è stata protagonista all’XI Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia svoltosi
a Montecatini Terme a maggio scorso. Il dr. Rinaldi ha
presentato l’indagine conoscitiva nazionale sul Servizio
di Trasporto ed Emergenza Neonatale (STEN) nell’anno 2002. L’indagine, svolta ed elaborata completamente
presso la TIN di Foggia è stata molto apprezzata sia per
la quantità dei contenuti informativi, sia perché ha visto coinvolte per la prima volte tutte le Unità di Terapia
Intensiva Neonatale Italiana. Con questa indagine si è
potuto fotografare la situazione nazionale dell’assistenza neonatale, attraverso l’analisi dell’organizzazione sul
territorio nazionale dello STEN. Alla relazione principale hanno fatto da cornice ben 10 lavori scientifici presentati dalla Terapia Intensiva Neonatale di Foggia, alcuni in collaborazione con centri nazionali, altri multidisciplinari con centri internazionali (Svizzera) e con le
Cattedre di Oftalmologia, Cardiologia e Genetica Medica dell’Università di Foggia.
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Di seguito gli studi scientifici presentati e gli autori:
- “Mortalità ed outcome respiratorio predimissione nei
VLBW di peso appropriato e piccoli per Età Gestazionale“ (GF. Maffei, R. Magaldi, M. Rinaldi, G. Popolo, G. Montrone, R. Litta e G. Rinaldi)
- “Lo stato dell’assistenza respiratoria nelle TIN italiane indagine conoscitiva a cura del gruppo di pneumologia neonatale” (Soffritti S, Vento G, …GF. Maffei, M. Rinaldi …) – ricerca multicentrica nazionale.
- “Raccolta dati sull’allattamento materno nelle Terapie Intensive Neonatali: una nuova proposta” R. Davanzo, C. Agostoni ….. G. Rinaldi ….)- ricerca collaborativa multicentrica nazionale.
- “Tamponamento cardiaco: possibile emergenza neonatale” (G. Popolo, M. Rinaldi, GF Maffei, R. Magaldi, G. Rinaldi).
- “Fattori di rischio della retinopatia del prematuro nei
VLBW” (GF. Maffei, R. Litta, G. Popolo, R. Magaldi, G. Marciello, A.M. Di Gianni, N. Delle Noci, G.
Rinaldi) – ricerca con la Cattedra di Oftalmologia
dell’Università di Foggia.
- “Ruolo dell’ecocardiografia tridimensionale live (3D)
nella diagnosi del canale atrio-ventricolare” (M. Rinaldi, R. Ieva, M. Correale, M. De Biase, G. Rinaldi) – ricerca con la Cattedra di Cardiologia dell’Università di Foggia.
- ” I deficit congeniti del surfattante nel caso di distress respiratorio del neonato a termine” (M. Somaschini, I. Sassi, …. R. Magaldi,…) - ricerca collaborativa multicentrica nazionale.
- “Angioma cavernoso parieto – occipitale destro” –
(A.M. Di Gianni, G. Marciello, M. Rinaldi).
- “Arterial ischemic stroke associated with protein C
and S deficiency. Case report” – (GF. Maffei, A. Rinaldi, M. Margaglione) – ricerca con l’istituto di Ge-
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Trasporto di un neonato
stabilizzato
netica Medica ed Oncologia della Svizzera Meridionale e con la Cattedra di Genetica Medica dell’Università di Foggia.”
- “Descrizione di un caso atipico di duplicazione pielo-ureterale in neonato VLBW” (G. Villani, G. Montrone, G. Rinaldi).
PERCORSI ASSISTENZAILI
IN NEONATOLOGIA
SENIGALLIA (AN)
In occasione delle votazioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Pediatria regione Marche, il 18 giugno 2005 si tenne a Senigallia un convegno su “Percorsi assistenziali in Neonatologia”. Nella sessione “trasporto del neonato”
con la presidenza del prof. G. Coppa si alternarono : la dott.
ssa Migliozzi “il trasporto in utero ed in termoculla nelle Mar-
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che” il dr. Cester “quali sono le donne da trasferire”, dr. Gancia “quali sono i neonati da trasferire” ed il dr. Rinaldi “la stabilizzazione del neonato prima del trasporto”.
Dopo le giornate di Medicina Perinatale ed i corsi di aggiornamento, dal 2005 il Direttore del dipartimento Materno Infantile e della S.C. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale,
dr. Rinaldi, pensò di organizzare delle conferenze clinico-patologiche con discussione epicritica dei casi clinici.
L’evento, ripetuto successivamente ogni anno, aveva la caratteristica di affrontare attraverso la presentazione di relazioni
scientifiche e la discussione interdisciplinare di casi clinici emblematici, le varie patologie della sfera materno-infantile. Il corso dal marzo all’ottobre di ogni anno si articolava in 17 sessioni monotematiche, affrontando argomenti di interesse multidisciplinare (dalla fecondazione, alla vita fetale, alla patologia
neonatale, alla correzione chirurgica sino all’età pediatrica). Gli
obiettivi del corso consistevano nel:
- fornire un aggiornamento sulle problematiche ostetriche, fetali e neonatali nel neonato pretermine, a termine con basso
peso alla nascita o nel neonato chirurgico;
- fornire un aggiornamento delle conoscenze sull’outcome a
breve e lungo termine;
- fornire un aggiornamento delle conoscenze sui rapporti fra
accrescimento, genetica e metabolismo e sui criteri di selezione dei bambini che potrebbero trarre beneficio dal trattamento con ormone della crescita;
- fornire una messa a punto sui rapporti fra basso peso alla nascita, malformazioni congenite e rischio metabolico in
età adulta;
- miglioramento dell’approccio relazionale inter-disciplinare
fra gli operatori che si prendono cura della prima infanzia,
a partire dalla vita fetale fino all’età pediatrica.
Lo stesso interesse di aggiornamento fu offerto al personale infermieristico dei reparti di assistenza neonatale, nei mesi di ot-
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tobre-novembre 2005. Tale corso si articolava in 4 sessioni per
affrontare le problematiche dei vari aspetti assistenziali nei reparti di Neonatologia/TIN. Per ogni anno si sono svolte 2 o 3
edizioni, per dare la possibilità a più infermieri della stessa U.O.
di partecipare. Gli obiettivi principali tenuti presenti erano:
- aggiornamento e formazione teorico-pratica per infermieri
al fine del miglioramento della qualità attraverso la revisione di processi assistenziali;
- fornire le competenze teorico-pratiche in tema di rianimazione neonatale per l’assistenza infermieristica al neonato
patologico, gestione della BLUD, trasporto neonatale;
- uniformare i protocolli assistenziali delle varie Unità Operative nella gestione del neonato;
- migliorare l’organizzazione delle procedure assistenziali al
fine di risparmio delle risorse e di ottimizzazione dei processi.
Riportiamo la lettera pervenuta al Direttore della Struttura in
data 30 agosto 2005 dai genitori di due gemelline ricoverate in
reparto.
“Noi, genitori delle gemelline Ciacca Rosa e Maria Caterina nate prematuramente il 23 luglio 2005 e immediatamente ricoverate presso il reparto di Terapia Intensiva Neonatale di codesta Azienda Ospedaliera, vogliamo esprimere attraverso queste poche righe tutta la nostra gratitudine a voi direttore e all’intera équipe medico-infermieristica. Questa ha assistito le nostre bambine non solo con grande professionalità ma con altrettanto amore materno ed ha confortato e rassicurato noi genitori nei momenti più difficili ed ha gioito con noi nei
momenti più belli.
Durante tutto il periodo di ricovero delle bambine abbiamo vissuto infatti sentimenti contrastanti:dalla preoccupazione ed ansia dei primi giorni siamo passati alle
belle aspettative degli ultimi; dai pianti nel vedere le no-
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stre piccole creature ingarbugliate in un reticolo di tubi, aghi, cerotti, e macchinari che squillavano di continuo, alla gioia di trovarle a sorpresa nel Reparto di subintensiva, man mano liberate dai quei grovigli di fili che
stringevano il cuore di noi genitori.
È impossibile comunicare l’immensa gioia che provavamo ad ogni piccolo progresso, ma è doveroso ed inevitabile ringraziare quanti ci hanno permesso di viverla.
Grazie, grazie, grazie dalle gemelline Rosa e Maria Caterina e dai loro genitori Nicola ed Angela”.
Foggia, lì 30 agosto 2005
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II INTERNATIONAL WORKSHOP
“GASTROINTESTINAL failure in children”
PUGNOCHIUSO
Dal 22 al 24 settembre 2005 si tenne a Pugnochiuso (FG) il Convegno internazionale “Meet the Expert on Gastrointestinal failure in children”, organizzato dalla S.C. di Chirurgia Pediatrica
di Foggia (Prof. Bartoli) e da quella di Bari (Prof. Leggio).
La V sessione riguardante la nutrizione artificiale si avvalse dei
relatori: dr. Gentile (“Central venous access in children”) dr. Rinaldi (“Total parenteral nutrition in neonates”) e il Prof. Pannella (“Parenteral nutrition in gastrointestinal failure”).
TELECONFERENZA
“LA ROP”
BARI-FOGGIA
Il 12 novembre 2005 si tenne a Bari organizzato dalla Prof.ssa
Mautone e dal Prof. Borgia un convegno sulla ROP. Nella sede
di Bari erano presenti i dr. Laforgia (“Ipotesi patogenetiche”)
ed il dr. Manzionna (“Programma di sorveglianza nelle UTIN”)
mentre in collegamento in teleconferenza con il dipartimento
di Oftalmologia dell’Università di Foggia il dr. Rinaldi (“Prematurità e ROP: nostra esperienza”).
NEW TRENDS
IN NEONATOLOGY
MESAGNE (BR)
Dal 17 al 19 novembre 2005 il dr. Latini riunì i colleghi neonatologi pugliesi come chairmen con luminari relatori stranieri, (Gordon Avery, Alan Jobe, Ola Sangstadt, Rolf Zatterstom e
Umberto Simeone).
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Da La Gazzetta del Mezzogiorno del 4 dicembre 2005 rileviamo
una iniziativa del Dipartimento Materno-Infantile dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria
“DONATE 11 INCUBATRICI ALL’IRAQ. Ospedali Riuniti, Neonatologia “esporta” la sanità dove
governa la guerra. Gli Ospedali Riuniti doneranno 11
incubatrici ad un ospedale di Baghdad. Inoltre il nosocomio foggiano ospiterà per due settimane un medico ed
un ingegnere iracheno per un periodo di formazione finalizzato all’uso delle incubatrici. …L’idea è partita un
anno fa con la visita foggiana di Riyadh Al-Adhadh (medico specialista in tecniche di riabilitazione), accompagnato dalla moglie Samara Ahmmad Khdir (insegnante e membro dell’Iraq Women Society). La coppia visitò
il nosocomio e in quella occasione ci fu l’impegno degli
Ospedali Riuniti a donare le incubatrici ad un ospedale della capitale irachena. Sulle prime i medici foggiani
avevano pensato di portare direttamente le apparecchiature a Baghdad ma l’ipotesi è stata scartata per le innegabili difficoltà organizzative e di sicurezza. Per questa
ragione le incubatrici saranno inviate nella capitale irachena con il contributo della Nunziatura Apostolica del
Vaticano a Baghdad.” (Anna Langone)
Personale medico
(dr.ssa Marciello,
dr. Rinaldi Matteo e
dr. Rinaldi Giuseppe) e
infermieristico (De Lia,
Colangelo, Esposto, Nesta,
Mileti) con l’Arcivescovo
di Foggia-Bovino, Mons.
Francesco Pio Tamburrino.
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Nel 2005 viene assunto a tempo indeterminato il dr. Adolfo
Cella:
“La mia esperienza lavorativa presso la Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale degli Ospedali
Riuniti di Foggia ha avuto inizio nell’estate del 2001
quando ho cominciato a lavorare in reparto in qualità di Dirigente Medico dapprima con incarichi a
tempo determinato e successivamente a tempo indeterminato dopo il concorso espletato nel 2005.
Già durante il corso di specializzazione in Pediatria presso l’Università degli Studi di Bologna avevo mostrato particolare interesse per la Neonatologia e la TIN ed era nata in me l’ambizione di svolgere un giorno la mia attività lavorativa presso un
reparto di cure intensive neonatali.
Quando si è prospettata la possibilità di lavorare
presso il reparto diretto dal dott. Rinaldi ero convinto che per me potesse essere una importante opportunità; ero a conoscenza infatti che si trattava di
un centro d’eccellenza, altamente specializzato, che
negli anni era diventato tra i migliori in assoluto in
Italia, dove avrei potuto lavorare con una équipe
di colleghi che da anni operavano con dedizione e
grande impegno in questo delicato settore.
Ricordo il primo colloquio con il dott. Rinaldi;
ero fortemente motivato ed entusiasta ma al tempo stesso anche preoccupato per le difficoltà che
potevano attendermi. Il direttore mi disse di stare tranquillo e mi esortò ad impegnarmi sempre
al massimo delle mie possibilità, ad apprendere
il più possibile dai colleghi più “anziani” del reparto ma anche a studiare e ad aggiornarmi continuamente.
Sono grato soprattutto a lui se oggi sono integrato
nel gruppo dei colleghi con i quali lavoro, se ho po-
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tuto ulteriormente “crescere” e perfezionare metodiche quali quelle ecografiche di anche e reni.
Ho sempre apprezzato e cercato di far tesoro dei
consigli e dei suggerimenti che il dott. Rinaldi quotidianamente mi dava e che spero mi abbiano aiutato a crescere sia da un punto di vista umano che
professionale.”
CORSO DI AGGIORNAMENTO
INFEZIONI PERINATALI
BARI
Organizzato dal prof. L. Selvaggi, si tenne a Bari il 1 Aprile 2006
presso la Villa Romanazzi un Corso di aggiornamento “Up-date in Infezioni Perinatali”. La IV sessione, moderata dai proff.
G. Lo Verro e S. Schonauer , si avvalse delle relazioni del prof.
Greco (“Infezione fetale e morte intrauterina”) del dr. Rinaldi (“Infezioni fetali e danno neurologico”) del prof. E. Di Naro
(“Infezione fetale e rischio di parto pretermine”) e del prof. Resta (“Infezione fetale e istomorfologia placentare”).
XIX GIONATE JONICHE
DI NEONATOLOGIA
TARANTO
Dopo sei anni dall’ultimo incontro, i neonatologi tarantini, diretti dal dr. Vincenzo Vitacco, celebrarono le XIX giornate di
neonatologia a Taranto il 19 e 20 maggio 2006. Nella II sessione moderata dal dr. Rinaldi e dal dr. Esposito, si alternarono il
prof. Bevilacqua (“Il grande prematuro”) il dr. Giliberti (“L’uso
dell’iNO nell’ipertensione polmonare persistente del neonato”) ed il prof. Romagnoli (“La displasia bronco-polmonare del
pretermine”).
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12° CONGRESSO NAZIONALE
società italiana di neonatologia
MONTECATINI TERME
Dal 28 al 31 maggio 2006 si tenne a Montecatini il XII Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia (SIN). Nella sessione “Organizzazione” con la presidenza del Prof. M. Orzalesi e la moderazione dei dr. Giliberti e dr. Rinaldi relazionarono: F. Mosca (“Strutture di una moderna patologia neonatale”), G. Ferrara (“Rapporti tra la Direzione Sanitaria e i reparti”) T. Langiano (“DRG”), C. Corchia (“Volumi di attività e risorse umane nelle TIN”) ed R. Bellù (“ Le linee guida per la
pratica clinica”).
Nella sessione poster il gruppo foggiano presentò:
- Monitoraggio dell’allattamento materno nelle Terapie Intensive Neonatali. Primi risultati di uno studio multicen-
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trico Italiano (R. D’Avanzo, S. De Marini, M. Assumma ….
G. Rinaldi)
- Assistenza ventilatoria e danno cerebrale nei VLBW di peso appropriato e piccoli per età gestazionale (GF. Maffei, G.
Marciello, A.M. Di Gianni, M. Rinaldi, G. Popolo, R. Magaldi, G. Rinaldi)
CONVEGNO NAZIONALE
VIRUS RESPIRATORIO
SINCIZIALE
UDINE
Il prof. Macagno organizzò ad Udine presso il centro Convegni Paolino da Aquileia un Convegno Nazionale Esperti a Confronto sul “Virus Respiratorio Sinciziale” dal laboratorio alla
pratica clinica quotidiana. Il dr. Rinaldi con il prof. Romagnoli
moderò la II Sessione riguardante le categorie a rischio e le infezioni da VRS.
INCONTRI SU ATTUALITà
IN GASTROENTEROLOGIA
OSTUNI
Il 9 settembre 2006 presso la biblioteca comunale di Ostuni il
dr. Rinaldi partecipò come moderatore al II incontro SIP-SIN
Puglia “Attualità in gastroenterologia pediatrica e neonatale”
organizzato dai dr. Colucci e dr. Vitacco.
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5° CONgressO NAZIONALE
COMLAS
COORDINAMENTO MEDICI LEGALI
AZIENDE SANITARIE
GENOVA
Nel novembre 2006 si è tenuto a Genova il 5° Congresso Nazionale COMLAS su: “Processi avanzati e priorità delle Medicine Legali del Servizio Sanitario Nazionale”.
Nella sessione dedicata alle “Linee guida tra Ostetricia/Ginecologia e Medicina Legale: il parto come causa del danno prenatale e neonatale” era presente il gruppo di Foggia, con la
partecipazione del prof. V. Fineschi su “Il danno cerebrale prenatale e neonatale: una corretta diagnostica medico-legale”; il
prof. P. Greco su “Parto cesareo: sicurezza per la madre e per il
feto”; la dr.ssa G. Marciello su “La diagnosi di sofferenza fetale pre-parto: opinioni a confronto” e la prof.ssa E. Turillazzi su
“La gestione del parto fisiologico”.
Il gruppo foggiano si avvalse in seguito della preziosa collaborazione della Scuola del prof. Fineschi per affrontare i problemi
etici che animavano ormai la Neonatologia Nazionale.
WORKSHOP
“ADVANCES IN NEONATAL
RESPIRATORY CARE”
MIAMI
Organizzato dal prof. Bancalari, il dr. Rinaldi partecipò dal
9-11 novembre alla Conference International Neonatology 2006
presso the University of Miami Miller School of Medicine Department of Pediatrics Division of Neonatology.
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INCONTRO
“PERCORSI DIAGNOSTICOSTRUMENTALI”
CERIGNOLA (FG)
Dal Dipartimento Materno Infantile del presidio Ospedaliero
“G. Tatarella” di Cerignola fu organizzato un corso di formazione continua sulla gestione del travaglio di parto fisiologico.
Il dr. Rinaldi tenne una lettura magistrale su “Assistenza e Rianimazione Neonatale”.
CONVEGNO
SU PROBLEMI NEONATOLOGICI
BRINDISI
In occasione del XX anniversario dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale di Brindisi il dr. Latini riunì i colleghi neonatologi pugliesi presso l’Aula Magna Ospedale “Di Summa”. Il dr.
Rinaldi partecipò all’evento come moderatore sulle problematiche del follow-up del neonato a rischio (dr. Quartulli) e sulla
diagnostica delle cardiopatie congenite (dr. Rosati).
XXXIV GIORNATE
MEDICHE DAUNE
FOGGIA
Il 14 dicembre 2006 presso l’Auditorium “Vincenzo Lanza “
dell’Ordine dei Medici, in occasione delle XXXIV Giornate Mediche Daune sull’Adolescenza, il dr. Rinaldi fu il presidente
della IV sessione: l’Adolescenza nella vita sociale.
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CORSO IN
NEFRO-UROLOGIA NEONATALE
LECCE
Il dr. R. Longo organizzò il 4 maggio 2007 a Lecce, nell’Aula
Polo Didattico Direzione Generale A.U.S.L. Lecce, un Corso di
aggiornameto in nefro-urologia neonatale. La III sessione venne moderata dai drr. Mastropasqua e Rinaldi con le relazioni
del dr. Del Cuore (“Valutazione clinica ed ecografica della patologia malformativa delle vie urinarie”) e del dr. Agostiniani
(“Il color doppler nella patologia renale”).
II CONVEGNO
SULL’ELISOCCORSO
MASSA CARRARA
Presso l’aeroporto Cinquale di Massa nei giorni 16-17 maggio
2007 venne organizzato dal dr. A. Baratta, responsabile del servizio di soccorso di Massa, un Convegno-Mostra di mezzi, tecnologie e servizi per l’elisoccorso.
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Nella sessione dedicata al Trasporto Neonatale parteciparono
il dr. R. Agostino (“Trasporto neonatale in Europa”) il dr. P. Tagliabue (“Il sistema di trasporto neonatale d’emergenza: lo stato dell’arte in Italia”) la dr.ssa Bonacci (“Il trasporto neonatale
in Liguria”) il dr. Marrone (“Il trasporto assistito del neonato
nell’area fiorentina”) il dr. Rinaldi (“Indagine conoscitiva sul
Servizio di Trasporto Neonatale in Italia”) ed il dr. Messner (“Il
Trasporto neonatale in elicottero”).
Riportiamo la testimonianza del. dr. Gerardo Montrone responsabile della Struttura Semplice di Trasporto di Emergenza Neonatale.
“Durante il recente Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria a Padova, ho incontrato
un anziano collega, il quale mi ha ricordato uno dei
miei primi trasporti di emergenza neonatale. Mi ha
riempito di gioia la sua testimonianza di questo nostro incontro avvenuto in un ospedale del Sud della
Puglia tanti anni fa, nel lontano 1988, presso la divisione di Pediatria da lui diretta. Si trattava di trasferire nel nostro Reparto un neonato che non poteva
essere assistito lì per l’estrema prematurità, ai limiti della vivibilità per l’epoca, nato a 26 settimane di
età gestazionale con un peso di circa 700 grammi.
Io, giovane medico appena specializzato, in servizio ancora con incarico temporaneo presso l’Unità
di Terapia Intensiva Neonatale degli Ospedali Riuniti di Foggia, ad andare fui spronato, come di solito faceva, dal dottor Rinaldi, con un mio vissuto
di ansia e, insieme, di soddisfazione: l’ansia, perché
non mi sentivo ancora preparato sufficientemente, e
la soddisfazione per la fiducia accordatami.
Mentre il collega mi ricordava questo episodio, mi è
tornato alla mente il senso di sollievo che lessi, allora, nei suoi occhi per la mia presenza, nonostante la
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giovane età, e ciò mi riempì di orgoglio. Recentemente mi è stato riferito che il bambino di allora, oggi uomo, gode di buona salute. A questo punto mi piace
sottolineare la capacità che aveva il dottor Rinaldi di
stimolarci per farci crescere nella professione.
Il trasporto neonatale di Foggia, tra i primi in Italia
ed operativo già da qualche anno, nel 1991, con delibera del Consiglio Regionale per il piano di attivazione del Servizio di Trasporto d’Emergenza Neonatale, divenne finalmente una realtà strutturata. Negli anni questa realtà è andata continuamente crescendo allargando il suo raggio d’azione anche alle regioni limitrofe. Tale crescita era in rapporto al
continuo ammodernamento delle attrezzature, ad
un’impeccabile organizzazione del servizio, ma soprattutto al miglioramento della mortalità e della
morbilità dei neonati trasportati, nonostante le inevitabili condizioni di rischio aggiuntivo che un servizio di rianimazione mobile comporta, per quanto perfettamente organizzato e con personale altamente qualificato, può comportare.
Dunque, di strada se ne è fatta parecchio da quella mia prima esperienza, fino ad arrivare al 2007,
anno in cui il dottor Rinaldi mi ha gratificato, affidandomi l’incarico di responsabile della Struttura
Semplice di “Urgenza Neonatale Territoriale”, appena istituita.
Ripercorrendo con la memoria gli anni trascorsi insieme, la stima, l’affetto e la gratitudine per il dottor Rinaldi sono sentimenti più che mai vivi nel mio
cuore, e gli auguro che questa sua fatica abbia il meritato successo a coronamento di una vita dedicata
al bene della Neonatologia”.
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CORSO DI
TOSSICOLOGIA CLINICA
FOGGIA
Dal 6 marzo al 14 giugno 2007 si tenne a Foggia un Corso di formazione teorico pratico in tossicologia clinica organizzato dalla
dr.ssa Lepore responsabile della Struttura Semplice di Tossicologia. Il dr. Rinaldi il 22 maggio tenne una lettura su “Le tossico dipendenze: rapporto madre-feto”. La parte pratica riguardante i casi clinici fu presentata dal dr. Popolo.
13° COGRESSO NAZIONALE
DELLA Società italiana di neonatologia
RIMINI
Con la Presidenza del Prof. Claudio Fabris si tenne a Rimini nei
giorni 20-23 maggio 2007 il XIII Congresso Nazionale della Società
Italiana di Neonatologia (SIN) per medici ed infermieri. È la prima
volta che il congresso è aperto anche al personale infermieristico a
sottolineare il ruolo fondamentale del binomio medico- infermiere
nelle discipline neonatologiche. Il dr. Rinaldi fu invitato come Moderatore in occasione della sessione “Livelli di cure neonatali” relatori furono il dr. Gagliardi (“Necessità di una revisione?”) il dr.
Zorzi (“Requisiti strutturali ed organizzativi”), il dr. Memo (“Appropriatezza delle pratiche diagnostiche e terapeutiche “) ed il dr.
Giliberti (“Trasporto del neonato : quando e come”).
Il gruppo foggiano fu presente anche con poster e comunicazioni:
- Epidemiologia dell’allattamento materno nelle UTIN. Risultati finali di uno studio multicentrico italiano. (R. Davanzo, S. Demarini, M. Assumma, R. Bellù, E. Bertino, …..
G. Minelli, …G. Rinaldi).
- Sindrome di Bruck: contributo clinico preliminare (M. Rinaldi, R. Magaldi, L. Zelante, L. Taurino, A.M. Di Gianni,
G. Rinaldi)
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Livelli plasmatici di cortisolo nella prima settimana di vita
nel neonato “healty” di peso compreso fra 500 e 1500gr. (F.
Bagnoli, R. Magaldi, M. Rinaldi, E. Nistri, et al).
Un caso di idronefrosi neonatale di notevoli dimensioni
(G. Villani, G. Montrone, G. Popolo).
La nascita di un neonato SGA può costituire un fattore di
rischio per la malattia celiaca ? (M. Baldassarre, A.Laneve,
A. Mautone, V. Vitacco, G. Rinaldi et al).
CONVEGNO
DI NEFROLOGIA PEDIATRICA
FOGGIA
Il 9 giugno 2007 presso la “Sala del Tribunale” Palazzo Dogana a Foggia, il dr. Romondia, Direttore della S.C. di Pediatria
Ospedaliera, organizzò un Convegno su “Nefrologia pediatrica up-date”. Il dr. Rinaldi moderò, durante la prima sessione,
le relazioni della dr.ssa Gigante (“La ricerca genetica nella sindrome nefrosica”) i dr. Chiggeri e Coppo (“Sindrome nefrosica idiomatica “) e la prof.ssa Penza (“Indicazioni alla biopsia
renale”).
Riportiamo la lettera che il dott. Tommaso Moretti, Direttore
Generale degli OO.RR. ha inviato in data 27 agosto 2007, al dr.
Rinaldi in occasione del suo pensionamento:
“Carissimo dottore, con grande sincerità devo dirLe che
il suo prossimo pensionamento mi rattrista come uomo
e come amministratore.
Lei è stato, presso questa azienda ospedaliero-Universitaria, un pioniere di una Sanità migliore e più qualificata.
La Sua professionalità ha varcato i confini della nostra
Puglia imponendosi all’attenzione del resto del Paese.
Lei, con la sua équipe, ha fatto cose egregie suscitan-
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do l’ammirazione e il compiacimento di illustri Scuole di Neonatologia verso le quali, grazie ai livelli raggiunti, non poteva sussistere nè giustificarsi alcun senso di inferiorità.
Proprio per questo nei suoi riguardi ho sempre avuto rispetto ed attenzione. Inutile dirLe che mi sono sinceramente legato alla sua persona e con Lei mi sono confidato
fiducioso nei momenti più difficoltosi ed impegnativi.
Al di là del suo indiscusso valore professionale, Lei è
apparso ai miei occhi come un uomo speciale: fedele alle istituzioni e votato completamente alla cura dei piccoli infermi.
L’ospedale e tutti noi, i Suoi colleghi, i Suoi collaboratori
dell’assistenza sentiremo la sua mancanza. Senza di Lei
verrà meno qualcosa di importate per il nostro Presidio
Ospedaliero. Verrà meno, in definitiva, un ostinato costruttore dell’immagine e della reputazione degli Ospedali Riuniti di Foggia nel settore neonatologico.
L’intera Capitanata, e più ancora la città di Foggia, Le
devono essere riconoscenti per ciò che ha saputo realizzare e difendere in questi lunghi anni.
Buona fortuna, gentile Direttore, sia coraggioso e forte
in questo distacco che, peraltro, non è mai definitivo se
si sono creati vincoli affettivi e culturali forti con i propri allievi e viva felice e sereno per tutto il tempo che il
Signore vorrà concederLe.
Con affetto e stima.
Tommaso Moretti, Direttore Generale OO.RR.”.
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28 SETTEMBRE 2007
CAPOLINEA
“Quel giorno c’erano proprio tutti a salutarmi.
Le parole sentite e sincere del Direttore Generale
Tommaso Moretti, accompagnate dal riconoscimento del mio lavoro prestato nella struttura ospedaliera, insieme alle parole commosse del Direttore Sanitario Deni Procaccini, mi hanno davvero emozionato e confortato. L’amico Procaccini ha elencato, inoltre, le mete raggiunte dal reparto tutto, grazie non
solo al mio impegno professionale e scientifico, ma
anche alla capacità di aver fatto crescere lo spirito
di gruppo, guidato da un obiettivo comune, in cui
tutti abbiamo creduto.
Il dr. Rosario Magaldi, mio successore, ha ricordato
come “il futuro abbia un cuore antico”, sottolineando così la volontà e il desiderio di seguire una strada già tracciata in tutti gli anni precedenti: “non si
può sapere dove si vuole arrivare se non si sa da
dove veniamo e dove siamo diretti, ma la strada
già tracciata dal dott. Rinaldi, questa strada lunga
e spesso in salita, continueremo a percorrerla tutti noi”.
Commovente per me è stato anche rivedere tanti
colleghi di vecchia data, già in pensione e non (Spina, Rizzitelli, Di Carlo, Del Bianco, Nargiso, Pistoia,
Greco, Marinaccio, Flaminio, Russo, Stoppino, la ca-
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posala Pesante… e tanti altri), ed ascoltare il racconto di alcuni genitori che anni prima avevano vissuto l’esperienza di un figlio prematuro assistito nel
nostro reparto. Si trattava di visi familiari che mi
avevano accompagnato in questo percorso davvero lungo, dove non sono mancati momenti difficili,
di sconforto, di lotte e di conquiste, di rinunce e di
passi indietro, in cui ero sempre sostenuto, comunque, dalla convinzione di dover dare e fare di più,
per migliorare l’assistenza al neonato piccolissimo
ricoverato nel nostro centro.
Alla fine ho salutato tutti con grande commozione:
“Quanto a me… è giunto
il momento di sciogliere le vele.
Ho combattuto la buona battaglia
ho terminato la mia corsa.
Ho conservato…” (San Paolo)
Ho conservato il desiderio di farmi prossimo,
ora mi resta, cari collaboratori tutti,
solo la gioia di vedervi ancora uniti,
tesi ad offrire assistenza premurosa ed affettuosa
a quei neonati che il Signore vorrà affidarvi…
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Indice ESSENZIALE
DEGLI argomenti
Allattamento: 200, 230, 257, 290
Assistenza Perinatale a Foggia: 35, 41, 47, 56, 96, 197
Congressi Nazionali GLN SIN: 57, 62, 92, 126, 161, 167, 175, 190,
203, 233, 240, 267, 294, 304, 311
Congressi Nazionali SIP: 25, 86, 114, 120, 154, 167, 175, 190, 207,
225, 235, 255, 269, 279
Corsi di Aggiornamento Residenziali: 42, 109, 121, 133, 149,
153, 163, 205, 253, 278, 297
Corsi di Rianimazione Cardio-respiratoria: 179, 219, 242, 266
F.A.S.NE. 122, 144, 149, 153, 163, 205
Giornate Joniche: 51, 63, 85, 133, 155, 180, 303
Incontri Dauni di Medicina Perinatale: 41, 62, 81, 119, 162, 168
Lettere dei genitori: 182, 195, 217, 243, 246, 252, 298
Surfattante: 76, 81, 93, 114, 121, 125, 140, 158, 158, 162, 174, 183,
221, 287, 295
Trasporto: 73, 86, 106, 111, 128, 141, 155, 181, 190, 203, 220, 228,
235, 240, 241, 258, 264, 267, 273, 275, 278, 279, 282,
283, 291, 294, 296, 308, 309, 311
Umanizzazione: 60, 64, 91, 128, 172, 192, 196, 217, 239, 246, 254,
261, 289, 298
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Indice
Premessa di Angelo Capozzi............................................................................. pag.
5
Introduzione di Franco Macagno.............................................................. »
»
15
Capitolo I............................................................................................................................. »
21
Capitolo II........................................................................................................................... »
33
»
71
»
99
Nota di Giuseppe Rinaldi....................................................................................... La nascita del Reparto
Primi anni dell’assistenza perinatale a Foggia
9
Razionalizzazione dell’assistenza perinatale
nell’Ospedale Maternità
Giornate Joniche
Incontri Dauni
Capitolo III......................................................................................................................... Apertura della Chirurgia Pediatrica Neonatale
Primi contatti nazionali ed internazionali
Istituzione Ministeriale del Trasporto Neonatale
Sperimentazione Surfattante
Capitolo IV......................................................................................................................... Emergenza a Neonatologia: infermieri o chiusura
Ristrutturazione del Reparto
Nascita della F.A.S.NE.
Corsi di Aggiornamento
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Capitolo V. .......................................................................................................................... pag. 177
Corsi di Rianimazione cardio-respiratoria
Incontri di Medicina Perinatale
Umanizzazione delle cure
Promozione Allattamento Materno
Progetto Ministeriale Video-connessione
Ulteriore ristrutturazione del Reparto
Corsi di Aggiornamento
Capitolo VI.......................................................................................................................... Collaborazione con la Cardiochirurgia
» 249
Medici e Magistrati a confronto:
problemi etici e legali dell’assistenza neonatale
Corsi di Aggiornamento
Capitolo VII........................................................................................................................ Sintesi dell’attività del Centro
Ultimi anni e congedo
320
» 285
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Allegato - Società Italiana di Neonatologia