N° 28 - novembre/dicembre 2003
dell’
e dell’
E
L
A
A
D
N
SP
E
G
A
B
R
E
I
C
E
diffusione gratuita
Prendersi cura
di
sè
di Caterina Martucci
prevenendo
L’odio e la malattia
da emozioni inappropriate
Dopo l’amore, l’odio
I
l vero amore, che non ha contrario perché nasce al di là della mente, è molto raro; raro
quanto gli esseri consapevoli. Più spesso è la coppia di sentimenti amore/odio che ritma
i cosiddetti “rapporti amorosi”. Le polarità amore/odio sono interdipendenti, il positivo
contiene già in sé il negativo non ancora manifestato. Entrambi sono aspetti diversi della stessa disfunzione, in quanto vi è implicito un relazionarsi connesso a un senso di bisogno dell’altro, più che a un piacere di condivisione delle proprie ricchezze. E la condizione di bisogno porta con sé la gelosia, l’ossessività, il controllo, il risentimento fino a giungere all’odio.
Le cinque emozioni essenziali
L
e emozioni sono espressioni dell’attività psichica dell’individuo; sono movimenti di
energia che nascono all’interno in risposta a stimoli esterni. Sono eventi fisiologici e
fanno parte della normale natura dell’uomo. Il pensiero medico cinese riconosce “solo” cinque emozioni: la collera, l’euforia, la riflessione, la tristezza, la paura. Si tratta dei cinque stati emozionali essenziali, corrispondenti all’energia propria di ciascun organo, in quanto ogni emozione è espressione dell’attività funzionale di uno dei cinque organi. Ma ognuna
delle cinque emozioni essenziali porta con sé un corredo di altre emozioni accessorie.
● Al Fegato è connessa la collera (ma anche il senso di frustrazione, l’aggressività, il risentimento, la rabbia repressa, l’irritabilità, l’indignazione, l’animosità, il senso di colpa e l’odio).
● Al Cuore è connessa l’euforia (ma anche l’eccitazione, l’angoscia, l’apprensione, il desiderare, il rimpianto e il lamento, l’antipatia e l’odio).
● Alla Milza è associata la pensierosità /riflessione ( ma anche il rimuginare, la preoccupazione, il senso di inadeguatezza, lo sconforto, il dolore psichico mai finito).
● Al Polmone è connessa la tristezza (e la malinconia e la pena).
● Al Rene è connessa la paura (ma anche il timore e il terrore, l’ansietà cronica).
Le emozioni, la salute e la malattia
F
inché le emozioni vanno e vengono e fluiscono con misura e regolatezza esprimono i
fisiologici movimenti della struttura psichica dell’individuo. Talora, invece, le emozioni
possono divenire dannose e causare malattie. Ciò accade:
● quando l’emozione è troppo intensa rispetto alla capacità di sopportazione della persona.
● quando l’emozione non viene riconosciuta come tale, nè elaborata e compresa in modo appropriato, ma è repressa nell’inconscio.
6-
HOD 28
22 -23 Novembre
Incontro di “Qigong per tutti”
Ogni volta che le emozioni sono in
qualche modo inappropriate alterano i
movimenti fisiologici dell’energia del
corpo e il funzionamento degli organi.
D’altra parte, ogni volta che un organo
è ammalato le manifestazioni dello
stato patologico si manifestano anche
a livello emozionale. E il danno più
grande, sul piano della crescita umana
dell’individuo, sta nel fatto che tutte le
emozioni sregolate agitano il Cuore.
L’agitazione del Cuore turba la quiete interiore e allontana la possibilità “di agire in accordo con la
spontaneità del Dao (Via)”. Diventa perciò più difficile entrare in contatto con il proprio Sé originario, con la propria natura essenziale. Quando le
permettiamo di manifestarsi, essendo una emanazione dell’Essere universale, il suo agire è spontaneo, privo di sforzo e coincidente con il disegno
universale e la volontà dell’Esistenza.
Finalità dell’evento è imparare a
“regolare il corpo, il respiro e la
mente” per rimuovere ogni ostruzione, favorire il fluire dell’energia e
avvertire la pienezza della vita in
ogni cellula.
Il lavoro sul corpo, sul respiro e sulla mente saranno utilizzati anche
per accrescere la propria consapevolezza e la capacità di essere presenti all’esperienza del momento,
qualunque essa sia, fisica o emozionale, bella o brutta. Si può apprendere a riconoscere la ricchezza del nostro mondo interiore e
anche a divenirne testimoni, a essere osservatori sempre
meno identificati con ciò che accade nel nostro corpo e
nella nostra mente. Se posso essere “il testimone”, non sono il corpo e non sono la mente. Allora chi sono io? Si sperimenteranno tecniche di concentrazione e di meditazione, sia statiche che dinamiche, per entrare piano piano in
contatto con l’essenza del nostro essere.
Per informazioni rivolgersi a
Caterina Martucci, tel. 339/89.35.325
Come il sentimento dell’odio danneggia la persona
L’
odio è una emozione fredda; è una mescolanza di rabbia repressa, di risentimento e
di desiderio di vendetta. La sua presenza danneggia prevalentemente, secondo la medicina cinese, gli organi Cuore e Fegato. Se l’odio perdura può divenire estremamente dannoso e distruttivo; oltre a compromettere il funzionamento di Cuore e Fegato, rallenta la circolazione dell’energia e del sangue, fino a farle ristagnare. Tali disordini energetici possono anche complicarsi con comparsa di manifestazioni del fattore patogeno del Fuoco.
I sintomi e segni più frequenti sono: ● dolore al torace e agli ipocondri ● insonnia ● cefalea ● palpitazioni ● sensazione di amaro in bocca ● il sentirsi chiusi in se stessi ● tendenza all’ isolamento. Se il soggetto si abbandona, compiaciuto, al sentimento dell’odio, che
viene così sempre di più nutrito all’interno, la sua energia corretta ne risulterà indebolita,
l’essenza asciugata e la salute danneggiata sempre più.
Prevenzione
C
osa fare per vivere le proprie emozioni in modo appropriato, godere la ricchezza della propria vita emozionale senza esserne danneggiati? Possiamo imparare a vivere
l’emozione e nel contempo essere “colui che osserva” senza giudicare, senza reprimere, disponibile e aperto alle comprensioni che possono rivelarsi in questo ambiente di
neutralità. Nel prossimo numero approfondiremo come procedere in questo cammino che
è quello della disidentificazione dalla mente (pensieri ed emozioni) per incontrare il nostro
vero sé. È il cammino della meditazione.
(Continua)
ssa
Dott. Caterina Martucci - e-mail [email protected]
HOD 28 - 7
Un
punto di vista
di Luigi Anzoli
sull’
niziando a parlare dell’ira,
manifestazione fisica dell’odio e del rancore, non
si può evitare di prendere in
considerazione il fegato e il
suo reggente astrologico
“Sagittario - Giove”.
Sagittario è il centauro con
la freccia incoccata, pronta
ad essere scagliata lontano,
raffigurato mentre esprime
la tensione del suo corpo
per raggiungere un bersaglio,
per colpire dritto là dove sono le sue aspirazioni. Questo
è, tutto sommato, l’aspetto e
la funzione dell’organo.
Fegato: un “sistema” a sé
stante, che potremmo arrivare a considerare in qualche modo “anarchico” rispetto al resto del corpo, si
auto rigenera, mescola i due
tipi di circolazione, è responsabile (in quanto filtro) della
depurazione del sangue.
Perché definirlo “anarchico”?
Perché, pur essendo parte
dell’organismo, segue leggi
proprie e può modificare
sensibilmente l’umore dell’individuo attraverso le sue
secrezioni fisiche (la bile, per
esempio). Ma Giove è anche
l’ipofisi, quella regione del
I
8-
HOD 28
Sono purtroppo
sempre più frequenti
quei casi estremi
in cui si arriva
a odiare fino
all’eliminazione
fisica… Quando
si odia, esattamente
come quando si ama,
si prova sempre
e comunque
un sentimento
per qualcuno
o qualcosa…
Amore e odio, ira,
rancore, ironia
fanno parte
della nostra vita
eppure spesso non
capiamo…
Facciamo confusione.
Perché?
corpo da cui partono gli “ordini” per riversare i vari ormoni (endocrini ed esocrini)
e comunicare con se stessi e
con gli altri. Sappiamo bene
che gli “odori” (ovvero la
manifestazione sensibile di
una ghiandola esocrina) sono la prima forma di relazione sociale.
osì come noi comunichiamo verso l’esterno
con i nostri odori, allo
stesso modo il nostro corpo
ci parla attraverso sensazioni
provocate da determinate
secrezioni di ormoni endocrini, che fanno sì che lo stato generale sia disequilibrato. La momentanea interruzione di equilibrio serve per
portare a livello della coscienza una determinata situazione. Un esempio? Senza
andare nelle patologie, pensiamo a una situazione frequente: quando siamo indaffarati attorno a qualche lavoro siamo molto concentrati,
e di colpo avvertiamo “l’acquolina in bocca”, sintomo
della fame… guardiamo l’orologio e ci accorgiamo che
l’ora del pasto è passata. Che
C
cosa è successo? Il corpo ha
esaurito l’energia disponibile
proveniente dal pasto precedente e, prima di andare a intaccare le riserve accantonate, ci avverte della sua necessità di rinnovare il “carburante”.Allora dall’ipofisi parte un
segnale che ordina ad una serie di ghiandole di “aprirsi” e
di rovesciare nel sangue i
propri secreti. Questi ormoni
andranno a colpire dei recettori del cervello, ed ecco che
coscientemente avvertiamo
la sensazione della fame.
uesto piccolo esempio
serve per spiegare come il nostro organismo
sia un complesso e delicato
insieme di equilibri, e come
sia in grado di “parlare” con
la coscienza attraverso la
rottura momentanea degli
stessi equilibri, ad opera di
Giove. Nella mitologia classica, infatti, Giove è il “Padre
degli Dei” (dove per “Padre”
si legga “Ipofisi e Fegato” e
per “Dei” si legga “Organi”),
che con i suoi “fulmini” (stimoli elettrici indirizzati alle
ghiandole) regola il buon funzionamento del corpo. È lui
che detiene la carica di
“Giudice”, comanda e impartisce gli ordini per mantenere l’armonia e il benessere
dell’intero organismo.
Q
Ma l’ira che cosa
ha a che fare con tutto
questo discorso?
a un punto di vista energetico, l’ira si manifesta in forma patologica (o comunque incontrolla-
D
ta) quando Giove si trova in
una situazione deficitaria.
Ovvero, quando Fegato o Ipofisi non sono in equilibrio,
fatto che può dipendere da
una situazione oroscopica
(di Nascita o di Rivoluzione
Solare), ma può anche essere una reazione indotta da
cattive abitudini alimentari.
Potremmo dire che fa poca
differenza, dal momento che
le “cattive abitudini alimentari”, di solito, trovano un riscontro nel quadro astrologico. La persona, cioè, si trova spinta a seguire un tipo di
dieta oppure un comportamento che compromette la
funzionalità degli organi e ne
aggrava la disfunzione natale.
Di qualunque genere e origine sia, questo tipo di disfunzione provocherà un eccesso di ira.A loro volta odio e
rancore (e consimili), che
come detto all’inizio rappresentano la manifestazione fisica dell’ira, sono la cartina
tornasole di un cattivo rapporto con se stessi. Chi è in
pace con sé difficilmente riesce a provare “cattivi pensieri” verso gli altri. Chi è in
armonia con il proprio intimo adotta una “filosofia” che
lo guida negli atteggiamenti
nei riguardi del mondo esterno. Perciò, qualunque sia
la causa scatenante, l’iracondo entra nella sfera di Marte
(archetipo della guerra) facendo seguire ai suoi sentimenti delle vere e proprie
esplosioni d’ira.
Ma entra anche nella sfera
della Luna (archetipo del
sentimentalismo), divenendo
preda del suo stesso stimolo
iniziale: trovare le giustificazioni “logiche” ad un comportamento assurdo è tipico
di chi si trova in quella situazione.
Marte non soddisfatto, ira
non sfogata, daranno origine
a reazioni “lunari”, il riso e il
pianto incontrollati sono le
manifestazioni tipiche di una
caduta nel sentimentalismo.
Invece la manifestazione dell’ira (attenzione, NON l’ira)
che si riferisce a Marte, possiede un carattere apertamente distruttivo. Proviamo
ad immaginare un “padre degli dei” (Giove) che dà il via
libera al “guerriero per antonomasia” (Marte): il primo
inizia a lanciare fulmini a destra e a manca senza nemmeno prendere la mira; il secondo si preoccupa di guerreggiare appena può.
Ho sottolineato che è la manifestazione (Marte), e non
l’ira in sé (Giove) ad essere
distruttiva, perché spesso si
tende a confondere i confini
tra le due facendo di tutta
l’erba un fascio.
odio è una forma di
energia, e l’energia
non distrugge, crea…
forse a suo modo… forse
secondo un “sistema” poco
logico per la mentalità razionale umana… ma crea. Tra
L’
HOD 28 - 9
Odio e Amore prende le
mosse la Vita… l’uno non
esiste senza l’altro. Questa
doverosa citazione serve per
spiegare e in parte negare un
generalizzato pensiero che
vede l’odio come portatore
di distruzione. Siamo portati
a considerare l’odio come
distruttivo perché si tende
ad individuare nella rabbia
(sua manifestazione più evidente) la caratteristica negativa… tuttavia… ad un’attenta analisi si scoprirà che
non è così. Infatti, da un pun-
“
Esistono due Forze nell’universo:
l’Amore che unisce e l’Odio che separa; esiste
però una terza Forza, che pochi considerano
ma che è al pari delle altre: l’Ironia.
Questa ha la potenza di distruggere
qualunque cosa togliendo forza.
Per far fronte agli ostacoli, per superare momenti
di depressione, e per schermarsi dalle influenze
negative, bisogna riuscire a fare ironia .
”
(da “Kemi-Hathor” n. 51
www.kemi-hathor.it - www.kemiassociazione.it)
to di vista Alchimico, tutto
ciò che crea un “movimento” è da considerarsi portatore di magnetismo e, di
conseguenza, portatore di
vita. L’apparente incongruenza trova una sua spiegazione:
la carica devastante dell’odio
e della rabbia portano a deviare un corso magnetico
che da una direzione iniziale
si sposta verso un’altra…
non ad interrompere il
flusso. Quest’ultima è realmente “distruzione”.
L’ironia,
quella sì distrugge!
oglie le forze, fa scemare la carica magnetica,
spegne lentamente il
fuoco. E dalle ceneri che rimangono dopo l’ironia, non
è più possibile ottenere una
nuova vita… Non si può
perché l’ironia è l’unica
Forza in grado di togliere
qualunque movimento magnetico alle cose che tocca.
Solo per renderci conto vediamo un esempio analogico:
T
10 -
HOD 28
pensiamo all’abisso che esiste tra l’entusiasmo, la cocente delusione e la completa indifferenza. I primi due
muovono “qualche cosa”
dentro di noi. Creano una
serie di azioni e reazioni che
portano, come ultimo risultato all’ampliamento del
proprio bagaglio esperienziale. La terza è… il nulla… l’inerzia. Quello, il nulla, è la distruzione.
Mi rendo conto che questa è
una visione un po’ particolare, che si discosta molto da
quella “canonica”, ma bisogna tener sempre presente
che siamo soliti osservare le
cose dal NOSTRO PUNTO
DI VISTA, un punto di vista
umano che tende a vivere le
situazioni secondo il bipolarismo del pensiero: bene e
male, freddo e caldo, notte e
giorno, ecc.…
n realtà l’odio, la rabbia
sono “soltanto” l’antitesi
dell’amore… un po’ come l’acqua lo è del fuoco.
I
Ma essere l’antitesi di una
carica magnetica (quale è effettivamente l’amore) vuol
dire essere un’altra carica
magnetica di uguale intensità
ma di polarità opposta.
Possiamo quindi dire che l’amore è l’energia positiva e
l’odio è l’energia negativa.
Va da sé che l’energia non
può essere “cattiva”… è, e
rimane, energia. Sta all’uomo
imparare ad impiegare la carica magnetica dell’odio in
modo positivo e costruttivo.
Odio “costruttivo”?
o. Non sono impazzito.
Ho detto “carica magnetica” e non “odio”.
La qual cosa significa “sublimare” il carburante energetico che fornisce l’odio.Tutto qui.
Facciamo un esempio.
Quando siamo in preda alla
rabbia, proviamo a “spingerla
verso l’alto”: ci accorgeremo
di ottenere una calma immediata e di disporre di una notevole carica ad elevata intensità. Mandare la rabbia “in
alto” vuol dire infatti spingerla dal fegato (e più precisamente dalla zona corrispondente sulla colonna vertebrale) lungo l’asse. Si inizierà a sentire che la colonna
stessa si scalda, ma questa è
solo una delle tante sensazioni che si possono avvertire (ogni sensazione è soggettiva). Una prima sosta avviene comunque all’altezza del
cuore. Poi la rabbia riprende
la salita e, sempre sotto la
spinta volitiva, raggiungerà
l’ultima vertebra, all’attacca-
N
tura del cervello. Da lì “esce”
fuori dalla testa attraversando la fontanella posta sopra
il nostro capo. Ne segue un
senso di relax.
Fantasie? È sufficiente provare. L’esperimento empirico
darà sicuramente delle risposte diverse in ognuno di
noi, ma potrà dimostrare la
validità di quanto sopra.
Certo, non la prima né la seconda volta si otterranno
dei risultati… d’altro canto
anche l’idea di “arrabbiarsi
apposta” per provare sarebbe ridicolo.
Bisogna ricordarsi di questo
sistema e impiegarlo quando
se ne presenta l’occasione.
È necessario pazientare e riprovare fino a quando si imparerà a “sentire” nel modo
giusto il proprio corpo e
questo tipo di sensazioni. A
quel punto ci si renderà conto che anche l’energia della
rabbia (connessa o meno all’odio), svestita dalle pesantezze, diviene creativa. Infatti
non è stata scaricata verso la
Terra, ma è stata convogliata
verso il Cielo.
Inoltre, sempre rifacendosi
alla carica costruttiva dell’odio - rabbia, dobbiamo ricordare che il Sagittario (sede
del fegato) è rappresentato
come un centauro la cui
freccia incoccata è puntata
verso l’alto. Sarebbe una
contrarietà, quindi, considerare la rabbia come distruttiva (freccia puntata verso il
basso) poiché già il fegato, di
suo, tende a invertire la direzione e a spingerla verso il
cielo. Di conseguenza, agire
H O D 2 8 - 11
LE PIANTE
Il mondo vegetale può darci una mano a impostare queste linee guida. Tra gli Elixir Spagirici
troviamo:
● Santoreggia: è ottima come depurativo per il fegato, la sua appartenenza gioviniana le
consente di stimolare le difese eliminando le “tossine”. Parlando di “tossine psichiche” ci riferiamo a quelle che ci impediscono spesso la percezione nitida delle cose, colorandola con
sovrastrutture e pregiudizi (che in molti casi superano il ridicolo e il paradossale). Quante
volte ci è capitato, osservando il proprio passato, di ridere pensando a reazioni esagerate,
fuori luogo che alla luce del poi si sono rivelate assurde nella loro intensità? La Santoreggia
riesce a dipanare questa matassa, stimolando la depurazione “psichica” del fegato.
● Sambuco insieme a Betulla: entrambe sotto il segno di Venere, donano l’armonia e l’equilibrio, stimolando la fascia renale. È dai reni, infatti, che prende lo spunto iniziale quella
“corsa verso l’alto” della rabbia che possiamo sublimare con la volontà. I reni sono anche
quelli che sostengono l’intero individuo. Venere l’antagonista eppure l’amante di Marte, l’archetipo della guerra, colei che può piegarlo e costringerlo ai suoi voleri, incatenarlo al proprio essere e, soprattutto, costringerlo a dirigersi in una precisa direzione. Esattamente ciò
che dobbiamo imparare a fare con la rabbia (Marte). Perciò queste due piante di Venere,
soprattutto se associate tra loro, potranno dare quella forza intima adatta a superare le difficoltà.
Tra gli Elixir Spagirici di Ebers, invece, possiamo trovare il prodotto che porta equilibrio
nella stagione autunnale:
● NUT 139, è composto di ben 12 piante: Betulla, Edera, Sambuco, Cardo Mariano, Ortica,
Rosa Canina, Timo Serpillo, Bardana, Achillea, Lavanda, Melissa, Verbena.
Sarebbe troppo lungo e poco utile descrivere le caratteristiche di ognuna di queste piante,
poiché funzionano come un “unicum” per il bilanciamento energetico della zona renale. Sono
dodici perché rappresentano le qualità differenti che può assumere Venere in ognuno dei 12
segni zodiacali. Nut 139 è deputato alla purificazione energetica autunnale, poiché porta
con sé le caratteristiche di quel periodo astrologico.
In autunno la natura inizia a ritirarsi in se stessa: il seme si prepara a superare l’inverno per
sbocciare a nuova vita. È il momento astrologico (Bilancia) che vede come reggente Saturno:
l’archetipo della cristallizzazione, della concentrazione, del rallentamento del moto cinetico
e, quindi, della riflessione. Il “movimento” non è più “fuori di sé” (il frenetico andirivieni degli insetti, tipico della primavera e dell’estate), ma è proiettato “in sé” (la maggior parte
degli esseri si preparano al letargo). In questa fase dell’anno e della vita ci si prepara a star
soli con se stessi: è qui, in questo momento, che si può agire per riportare l’armonia venusina là dove i trascorsi passati hanno portato uno squilibrio. ■
12 -
HOD 28
in quel modo (secondo l’esempio) significa dare anche
la giusta dignità a quella che
è energia a disposizione e
che si manifesta (rabbia) a
seguito di uno stato emotivo (odio). Due sentimenti
che possono essere tranquillamente eliminati, mantenendo però intatta la carica magnetica pura e semplice (che
a questo punto è innocua).
Senza considerare, poi, che a
volte il confine tra amore e
odio è labile e può accadere
(più sovente di quanto si
pensi) di passare velocemente dall’uno all’altro stato, in
riferimento ad una stessa
persona o situazione. Anche
questa è un’ulteriore dimostrazione che si tratta della
“stessa” energia, la quale
possiede due polarità tra di
loro opposte. Infatti… quando si odia, esattamente come quando si ama, si prova
sempre e comunque un sentimento per qualcuno o
qualcosa. Il sentimento, a sua
volta, è la dimostrazione tangibile di un legame magnetico esistente tra due persone
o tra noi e una certa situazione.
i spiego: posso amare
oppure posso odiare
una persona, ma questo vuol dire che sono in
qualche modo unito a lei…
mentre non posso odiare o
amare qualcuno di cui non
mi interessa nulla. Infatti si
arriva ai casi estremi, tipici
della cronaca e purtroppo
sempre più frequenti, di coniugi che si separano e alla fine uno dei due arriva a odiare l’altro, ma lo odia anche
“solo perché esiste”, quindi
passa all’eliminazione fisica… in certi casi segue il suicidio dell’omicida.
Si scoprirà in seguito, leggendo i resoconti sui giornali,
sempre secondo un copione
già visto troppe volte, che la
vittima si era rifatta una vita.
Questo vuol dire che la vittima aveva intimamente interrotto ogni ponte con l’ex
coniuge. L’autore della strage
invece no. Ha continuato ad
alimentare il suo legame che
dalle iniziali mosse impostate
sull’amore spassionato si è a
breve convertito in odio. Ha
rivolto la sua freccia verso la
Terra e il risultato non si è
fatto attendere.
M
andare “verso l’alto”,
invece, vuol dire avere
una valvola di sfogo
“sopra”, buttare via le pesantezze psicologiche che possono portarci a “vivere in
modo negativo” quel sentimento. Già, perché, alla fine,
è tutto nelle mani dell’individuo. L’appesantimento psicologico, i pregiudizi insieme a
sovrastrutture interiori, possono aggravare un sentimento trasformandolo in odio o
rancore. Ma questo vuol dire che ci sono sistemi (uno è
l’esempio sopra riportato
della “spinta”) che possono
“alleggerire” queste sovrastrutture…
Vale sempre il discorso del
flusso delle energie: dipende
in che direzione decidiamo
di farle scorrere… poi l’energia ci pensa da sé a procedere… l’importante è riuscire a incanalarla correttamente. ■
M
Elixir Spagirici: E24 Santoreggia, E23 Sambuco, E6 Betulla,
Elixir spagirici di Ebers: NUT 139.
Sono prodotti che trovate nelle famacie.
design
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Via Moroni, 1 - 20146 Milano
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H O D 2 8 - 13
Dell’
odio
amore
e dell’
dall’odio.
Istintivamente
ricolleghiamo i fatti
della cronaca
a un sentimento
di odio: figli che
bruciano genitori
novantenni, madri
che sopprimono figli,
coppie che risolvono
i problemi
nel sangue, umani
che incendiano
la natura madre,
genocidi… Islam
contro occidente,
occidente contro
Islam, neonazisti
in Europa, terrorismo,
homo homini lupus...
14 - H O D 2 8
Si tratta davvero e solo di
odio?
S
i tratta di una cattiva educazione data ai nostri
giovani i quali non hanno
forse assorbito i corretti insegnamenti dai prototipi famigliari, dagli esempi dei genitori, dagli studi. E vanno dietro solo alle proprie convinzioni senza tener conto delle
convinzioni degli altri. Manca
il confronto. E il rispetto. Il rispetto verso il diverso.”
A parlare è Clara Costa Kopciowski, esponente di
spicco della cultura ebraica
milanese, autrice di nume© Corne/Resnick Stone
Siamo incalzati
rose pubblicazioni sulla vita e la tradizione ebraica,
tra cui “Shalom”, “La Bibbia
raccontata ai ragazzi” e l’ultimo “Compagni d’anima”.
Quindi lei direbbe che è
questo l’odio?
D
irei che l’odio è spesso
anche dettato dalle
troppe differenze sociali che
esistono: abbiamo popoli che
muoiono di fame e popoli
che godono di eccessiva abbondanza. È una continua
corsa per avere di più, sempre di più, perdendo di vista i
veri valori. L’odio non nasce
mai senza causa. Solo costruendo una società giusta
in cui non si permetta che alcuni siano affamati ed altri
siano perseguitati, in cui la
collettività si impegni a evitare ingiustizie, si aiuta l’amore
invece dell’odio.Se le ricchezze fossero più equamente divise, se ad ognuno, come è
detto nell’ebraismo, fosse insegnato a discutere, a esaminare i problemi sotto molteplici punti di vista in modo da
imparare a usare la propria
intelligenza, invece di ascoltare la voce di chi grida più forte; e se a ognuno fosse insegnato un mestiere, e la capacità di affrontare la vita con
un bagaglio culturale che
permetta di lavorare nel modo migliore nel campo che gli
è più congeniale, probabilmente la comprensione sarebbe maggiore. Non c’è pace
senza giustizia. Ma la giustizia non può prescindere dalla misericordia. Quindi ancora meglio dire: non c’è pace
senza misericordia.
Perché misericordia?
M
isericordia perché devi
sforzarti di comprendere le ragioni che hanno
spinto l’altro ad agire in un
certo modo. Misericordia in
quanto sei consapevole del
ruolo di responsabilità che
tu stesso devi assumere nella
costruzione della società per
evitare ingiustizie.
L’odio non è allora un sentimento innato?
L’
odio, secondo me non è
innato, semmai innato è
il senso di proprietà, che peraltro è un sentimento riprovevole. Secondo me l’odio è
il risultato di un grosso disagio morale, e psicologico.
L’odio sarebbe dunque esito
di particolari condizioni
ambientali di disagio, di
mancanza di strumenti di
lettura dei problemi…
I
n certi casi esito di condizioni ambientali, sì. Basti
pensare che al tempo degli
antichi Babilonesi, l’attuale
Iraq, si conosceva sulla canalizzazione dei fiumi e sull’irrigazione dei campi assai più di
oggi. Bisognerebbe insegnare
a mettere in opera certe tecniche che produrrebbero benefici effetti sulle coltivazioni dei
deserti, permettere a certe
popolazioni che stanno morendo di fame di avere quella
risorsa sul posto e poterla
usare per coltivare la terra. La
prima cosa che hanno dovuto fare gli ebrei pionieri in
Israele è stata portare acqua
nel deserto e prosciugare le
paludi. Però se non è accompagnato da una cultura, e da
una forte volontà e spirito di
sacrificio, questo non lo si
può inventare.
Per quel che riguarda l’odio
tra i popoli, esso è sovente
dovuto alla mancanza di
confronto: l’integralismo di
certi insegnamenti che non
ammettono altra verità che
la propria, che non consentono il confronto tra le varie verità per arrivare a una
verità che sia rispettosa della verità di ognuno è devastante. Però è il comportamento che è importante, più
che le credenze intime, o la
fede di ognuno. Se il comportamento fosse giusto nei
confronti di tutti, ecco che l’odio cadrebbe, perché sapremmo che ogni diverso ci
arricchisce con la propria diversità.
E allora che dire di un odio-
Intervista con Clara Kopciowski a cura di Angela Lanzi
H O D 2 8 - 15
“
Bisognerebbe
togliere alla radice
il male, intervenendo
prima che mente
e cuore vadano
alla deriva,
impegnandoci
a costruire
una società
che sia davvero
“per l’uomo .
”
Q
ui tocca un tasto estremamente dolente: io sono preoccupatissima e per i
miei fratelli in Israele e per i
miei nipoti. L’odio persiste, si
fa finta che l’antisemitismo sia
finito ma non è vero. Esso
serpeggia sia in oriente sia in
occidente. Dal ’47 ad oggi in
Palestina ci sono state solo
guerre che hanno ucciso tanti arabi ed ebrei. E le lacrime
della madre ebrea non sono
differenti dalle lacrime della
madre araba, anche se la madre ebrea non pensa che il figlio kamikaze possa ricevere
un premio da Dio per aver
ucciso degli innocenti. Ma
non dimentichiamo che proprio nel ’47, quando l’ONU
decise la spartizione della
Palestina fra arabi ed ebrei, gli
israeliano accettarono e gli
arabi rifiutarono attaccando
in forza lo Stato d’Israele.
Parlando dell’odio abbiamo
pensato di parlare con lei
perché gli ebrei “magister”
in qualche modo di un’esperienza di dolore prolungata,
rinnovata, hanno sicuramente qualcosa da insegnarci rispetto all’odio che
ha brutalizzato le loro vite.Lei prima diceva della necessità del confronto…
Jan Saudek,“To Heaven”, 1964.
16 -
persistente, organizzato, ciclico nei confronti degli
ebrei?
L
e dirò una cosa: gli ebrei
usciti dall’Egitto e arrivati
al Monte Sinai sono stati presenti quando Dio ha dato i
Comandamenti e poi hanno
studiato con Mosé il libro
della Torah, dove tra l’altro
HOD 28
hanno trovato scritto: «Rispetta lo straniero perché
fosti straniero in terra
d’Egitto». Ne viene un chiaro
insegnamento: che il maltrattamento che hai subito
non deve mai spingerti alla
vendetta, ma deve semmai
farti capire la sofferenza
che l’odio dell’altro ti produce ed evitare, proprio in
nome di quel Dio che ti ha
insegnato l’amore, di infliggere la stessa sofferenza
agli altri. La Torah dice:
«Ama il prossimo tuo come
te stesso».
Alle mie domande: che cosa
succede al popolo ebraico a
causa di tutto questo odio
subito per millenni... lavorano sul perdono?, lei mi diceva che lavorano sulla
comprensione dell’altro…
L
e voglio dire qualcosa sul
perdono. Dio per il solo
fatto che è misericordioso, è
un Dio che perdona. Però, nel
giorno del Kippur, giorno
dell’espiazione, Dio non ci
perdona se prima noi stessi
non abbiamo perdonato a
chi ci ha portato offesa. Non
possiamo pretendere che Dio
abbia della misericordia verso
di noi se noi non abbiamo
misericordia verso il nostro
prossimo.
Ma voglio aggiungere, e questo è il mio giudizio, molto
personale, ci tengo a dirlo
perché non lo si trova nella
Torah, che il nostro perdono
non serve a niente.
Il fatto che noi nel nostro
cuore perdoniamo o non
perdoniamo, non cambia la
situazione. Noi nel nostro
cuore possiamo perdonare,
possiamo far finta di perdonare - ai sentimenti non si
comanda - però se io vedo
che l’odio sussiste, se vedo
che l’insegnamento alla comprensione, all’accettazione,
all’ascolto del diverso non avviene, a che cosa serve perdonare? Forse potrebbe servire il mio insegnamento, se
riesco a darlo, se non mi mettono a tacere, come è stato
fatto nei confronti degli ebrei
per secoli. Perché tutta la conoscenza dell’ebraismo - che
ha portato al mondo il monoteismo e la Bibbia - è praticamente ignorata? Certo,
nella Torah troviamo dei passi molto duri che possono
dare l’impressione di un Dio
vendicativo.
Talvolta sono rimasta anch’io
colpita dalla durezza con cui
Dio dice «io vi punirò». Ma bisogna saper leggere la Torah
attraverso l’interpretazione e
un’approfondita conoscenza
del testo. Quando Dio dice
«io vi punirò» non intende un
intervento personale, quanto
una conseguenza della stessa
azione dell’uomo. Cioè, se
nelle punizioni si parla di malattie, di fenomeni meteorologici devastanti, di morte o di
guerre, queste non sono punizioni inviate da Dio, bensì
catastrofi provocate dal nostro stesso comportamento.
Sono avvertimenti che Dio ti
dà per richiamarti alla consapevolezza del tuo agire.
Diceva Einstein, «Qualsiasi
scienziato quando studia una
qualsiasi materia, non si dis-
tacchi mai dall’etica che deve
ispirare ogni sua azione». Se
noi distruggiamo la natura,
se coviamo odio nel cuore,
se vogliamo primeggiare,
essere più potenti, imporre
il nostro credo, il modo di
pensare, allora le conseguenze non possono essere
altro che guerre, tempeste e
odio.
Quindi siamo noi che creiamo l’odio…
S
ì. E le punizioni che Dio
preavvisa sono l’avvertimento che un padre dà a un
figlio quando il figlio diventa
grande e responsabile delle
proprie azioni.
«Stai attento figlio mio, perché
se non ti comporti secondo
giustizia, secondo amore, secondo misericordia, queste
sono le conseguenze che verranno». Ed è questo che insegnano tutti i profeti di Israele.
Nel libro di Hannah Arendt
“La banalità del male” viene
detto che le SS, questi volenterosi officianti di un male
assoluto, sono in realtà persone molto comuni. Ciò significa che il Male alberga
in noi e che dall’oggi al domani ci possiamo trasformare in mostri se non abbiamo attenzione per il nostro mondo interiore, per la
nostra etica?
Possiamo dire che l’insegnamento profondo dell’ebraismo è «sorveglia il tuo
mondo interiore e dài buoni
esempi all’esterno?».
ì, esattamente.
S
Dunque questo ti impedisce
di diventare un banale officiante del male, perché sei
persona consapevole che si
rispetta e rispetta gli altri?
ì. Tenga sempre conto che
questi casi drammatici sono il risultato di un enorme
disagio psicologico. Bisognerebbe togliere alla radice il
male, intervenendo prima che
mente e cuore vadano alla
deriva, impegnandoci a costruire una società che sia
davvero “per l’uomo”.
S
Anche qui il discorso è ciclico: l’uomo va alla deriva per
condizioni mal esercitate,
correggendo queste condizioni non si riproduce più il
fenomeno…
I
n realtà ci stiamo avviando
verso una condizione per
nulla migliore di quelle precedenti. I fatti ce lo dimostrano.
Siamo ancora in tempo o
prendere in mano la situazione?.. non so, ho molti dubbi, il
mondo è grande… ma proprio perché ci sono i mass
media che ci permettono di
arrivare lontani, dovremmo
adoperarli per trasmettere il
bene e non per consegnare
soprattutto ai giovani modelli negativi che possono incoraggiare altre derive.
Quindi l’applicazione del
principio di giustizia e com-
H O D 2 8 - 17
di citarla correttamente: «Se
questo è il nostro destino,
sopportiamolo con grazia».
Qui siamo nel rapporto “necessario” tra vittima e carnefice, o c’è un’assoluta confidenza in Dio?
prensione parte da noi e dovrebbe contagiare gli altri
con cui noi interagiamo. E
così facendo, l’applicazione
sul piano politico di questi
principi verso la costruzione
di una società “giusta” non
dovrebbe più produrre, culturalmente e politicamente,
l’avvento di altre shoah, tipo
i curdi, e altri ancora…
Come si sente l’ebreo sofferente da millenni rispetto
alla shoah degli altri?
U
n sentimento di condivisione, di disperazione e
anche di insuccesso. Perché,
evidentemente, qualcosa non
ha funzionato. E se ancora
dopo millenni e dopo milioni
d’anni dalla creazione dell’uomo siamo in questa situazione, se dopo l’insegnamento delle religioni monoteiste
siamo ancora a questo punto, l’insegnamento non ha
funzionato. E ne siamo responsabili tutti.
Il monoteismo insegna che
Dio è unico. Ma non è stata
ribadita e recepita appieno
l’unicità dell’umanità. Siamo
stati creati tutti dal medesimo
Dio, deriviamo tutti dalla medesima coppia: siamo dunque tutti fratelli.
Ultimissima cosa. Del “Diario” di Etty Hillesum scritto
ad Auschwitz, mi ha colpito
moltissimo una frase, spero
18 -
HOD 28
Q
ui le dò ancora una risposta molto personale,
anche se ritengo che sarebbe
condivisa da tutto il popolo
ebraico che ha pagato spesso
con la vita l’impegno a portare al mondo, attraverso la
Bibbia e il suo insegnamento
d’amore e di giustizia, la parola di Dio. Non sopportiamo con grazia. Al contrario,
dobbiamo agire: aiutiamoci
a vicenda per costruire un
mondo migliore. ■
Clara Costa
Kopciowski, esponente
di spicco della cultura ebraica
milanese, è nata a Roma il 24
settembre 1927. Ha operato a
lungo accanto al marito,
Rav Elia Kopciowski
che era molto attivo in dibattiti
e conferenze nell’ambito
della comunità ebraica italiane
e in ambito ecumenico. Ha svolto
professione di insegnante
ed è autrice di numerose
pubblicazioni sulla vita
e la tradizione ebraica.
Con “Shalom”, edito da Mursia,
ha ricevuto nel 1972
il Premio Castello e, nel 1982
ha pubblicato con AMZ
“La Bibbia raccontata ai ragazzi”,
divenuta presto un punto
di riferimento per l’educazione
religiosa di base. Ultimamente
ha pubblicato “Compagni
d’anima”, con Global Trends.
i
segreti
della
vita
Dal discepolo di un grande Maestro
indiano, i segreti per una vita più felice
a cura di Ananda Edizioni
O
gni ambito della nostra vita può essere
reso più appagante, se
si conoscono i giusti segreti! È
questo il messaggio che Swami
Kriyananda ci comunica in
questa serie di piccoli e preziosi libretti, che toccano ogni aspetto dell’esistenza. Ciascun
libretto contiene trentun segreti, uno per ogni giorno del mese, una frase ispirante per dare
colore e significato alle proprie
giornate. Ogni pagina è un piccolo mondo di immagini e parole, per impreziosire e nutrire lo
spirito e aiutarci a liberare il
potere nascosto in noi.
Le splendide immagini di ogni
libricino sono fotografie inedite dello stesso Kriyananda,
scattate durante i suoi viaggi in
tutto il mondo, cercando di
catturare le diverse sfaccettature della vita e della natura umana. Lo stile di Swami Kriyananda è caratterizzato da estrema
semplicità, solido pragmatismo
e profonda chiarezza interiore.
Proprio per queste ragioni,
questi libretti sono diventati
best-seller mondiali.
Finalmente vengono anche
proposti in Italia, in una collana in progressiva espansione;
i titoli attualmente pubblicati
sono otto (Segreti dell’amore, della felicità, dell’amicizia,
del successo, della meditazione, del matrimonio, della pace interiore e per portare la pace sulla Terra),
ma quelli scritti originariamente dall’autore sono più di venti! Si possono usare in vari modi: come una lettura
veloce, “in pillole”, o come un
vero e proprio strumento di
trasformazione personale.
L’autore stesso suggerisce di ripetere diverse volte la frase del
giorno: dapprima ad alta voce,
poi sussurrandola e infine solo
mentalmente, lasciando che le
parole penetrino sempre più
profondamente dentro di sé.
Consiglia inoltre di tenere
aperto il libro alla pagina del
pensiero prescelto, di rileggerlo
durante i momenti liberi e di
collegarlo quanto più possibile
a situazioni reali della propria
vita. In questo modo, il pensiero entrerà a far parte totalmente della coscienza e sarà possibile acquisire giorno per giorno una comprensione completa dell’argomento, facendo
proprie queste verità.
È bello scoprire che i segreti dell’esistenza sono davvero semplici!
H O D 2 8 - 19
Ecco un assaggio di questi
Segreti… un vero antidoto all’odio e alla depressione…!
I Segreti della
guarigione emozionale
Il segreto per superare
la rabbia è abbandonare
1
ogni desiderio personale, connettendo le tue emozioni a un
arco più vasto di sentimenti:
amore per un amico, gioia nella libertà dalle circostanze esteriori, rispetto per il diritto altrui
di prendere le proprie decisioni
e commettere i propri errori.
2
Il segreto per superare
l’ansia è fare del tuo meglio nel presente, senza attaccamento per i risultati, con la
consapevolezza che ciò che ti
appartiene di diritto ti giungerà
prima o poi, mentre tutto il re-
sto, anche se acquisito, si rivelerà evanescente.
3
Il segreto per superare
la depressione è l’attività
utile, rivolta al servizio non
egoistico agli altri. Non cercare
di trovare la via d’uscita dal
tunnel con il ragionamento individuale, ma eleva vigorosamente il tuo livello di energia
dal cuore al cervello, canalizzandolo in un’attività creativa
esterna o nell’aiuto agli altri.
4
Il segreto per superare
la depressione è affermare mentalmente: «Non sono
i miei stati d’animo e non sono
soggetto agli umori degli altri.
Sono il re del regno dei miei
pensieri e sentimenti!» In ciò
che fai cerca di essere una causa e non un effetto. Non farti
Gli insegnamenti
manipolare dalle circostanze.
5
Il segreto per superare
la solitudine è sviluppare
la compagnia di “amici” interiori: pensieri creativi, alti ideali e
nobili aspirazioni. Visualizza la
tua mente come una nazione
popolata da cittadini felici e automotivati
6
Il segreto per superare
il senso di offesa è non
aspettarsi nulla dagli altri, cosicché le loro parole ed azioni ti
troveranno sempre nella pace
interiore. Dirigi l’attenzione
verso l’esterno donandoti agli
altri, anziché rimanere centrato
sulle tue aspettative nei loro
confronti.
7
Il segreto per superare
l’amarezza è non indul-
universali della
REALIZZ AZIONE DEL SÉ
por tati nel mondo occidentale dal Maestro spirituale
PARAMHANSA YOGANANDA
e Hatha Yoga il lunedì dalle 18.00 alle 19.30 e dalle 20.00
Il Gruppo di meditazione Ananda Lombardia si riunisce
alle 21.30, in via Parravicini 16, Milano (zona Stazione
per offrire a tutti l'occasione di partecipare a pratiche e
Centrale). Per informazioni: Baladev 348.2616102,
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❁ Hatha Yoga ❁ Esercizi di ricarica per
Antonella 348.7045564
corpo e mente ❁ Affermazioni di
Ananda Lombardia ha altri centri di mediguarigione ❁ Karma e Reincarnazione ❁
tazione a BERGAMO, COMO, BUSTO
Supercoscienza ❁ Rapporto tra preghiera
ARSIZIO, CARATE BRIANZA.
e meditazione ❁ Kriya Yoga
Mettendo in pratica questi insegnamenti
potrai vivere un'esistenza più felice,
raggiungendo la perfetta armonia di corpo,
mente e anima.
«Non pensate che la Divina Gioia sia lontana da
Ci incontriamo ogni mercoledì dalle
voi ed essa sarà sempre con voi.» P. Yogananda
19.00 alle 20.30 e dalle 20.30 alle 22.15
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20 -
HOD 28
Chi è Swami Kriyananda
Insegnante spirituale, scrittore e compositore di fama internazionale, Swami
Kriyananda (J. Donald Walters) è conosciuto come uomo di profonda visione e
di solido pragmatismo.
Nato in Romania da genitori americani e divenuto discepolo nel 1948 del grande maestro indiano Paramhansa Yogananda, autore di “Autobiografia di uno
Yogi”, Swami Kriyananda ha diffuso in tutto il mondo gli insegnamenti di
Yogananda della realizzazione del Sé, mostrandone l’applicazione in ogni ambito dell’esistenza quotidiana: gli affari, i rapporti con gli altri, il matrimonio, l’arte,
l’educazione, la vita comunitaria ecc. Su questi argomenti, Kriyananda ha scritto
più di ottanta libri, pubblicati in ventisei lingue in novanta Paesi. Ha composto
inoltre più di quattrocento brani musicali, per ispirare negli altri una visione elevata dell’esistenza.
L’opera più importante della sua vita è stata la realizzazione del sogno di
Yogananda di creare una “comunità di fratellanza mondiale”. Le comunità
Ananda, veri e propri laboratori viventi, accolgono oggi in tutto il mondo oltre mille residenti, animati dal desiderio di una “vita semplice con alti ideali”. Di questo ideale comunitario, Kriyananda dice: “La sfida è di abbracciare un nuovo stile di vita, uno stile non facile sotto molti aspetti, ma che merita infinitamente gli
sforzi fatti per conseguirlo. Quando infatti mi trovo sulla terra di Ananda e mi
guardo intorno, spesso penso, così come tanti altri membri di questa comunità:
«Se solo la gente conoscesse tutto questo: sarebbe il solo modo in cui vorrebbe vivere!» (da “Città di Luce”). Kriyananda vive per molti mesi all’anno nella comunità Ananda nei pressi di Assisi, dove condivide con ospiti e residenti le sue
esperienze di vita sul sentiero spirituale. È l’unico discepolo diretto di Yogananda
che vive e insegna in Europa. ■
gere nel pensiero che ti meriti
dalla vita più di quanto stai ottenendo. La vita, infatti, calibra
sempre esattamente ciò che ti
meriti da essa.
8
Il segreto per superare
la paura è cercare la pace
nel tuo calmo centro interiore
dove nulla ti può toccare: né
fuoco, né tempesta, né perdita
alcuna e neppure la morte.
9
Il segreto per superare
il senso di colpa è abbandonare il passato, perché
tutto ciò che è stato fatto non
può essere cambiato. Cerca di
fare del tuo meglio da oggi in
poi, e sempre meglio, finché
quel “meglio” diventerà il meglio assoluto di te.
10
Il segreto per superare la negatività è
comprendere che ciò che possiedi nel mondo è un riflesso di
ciò che sei dentro di te. Lavora
alla tua trasformazione personale. Smetti di pensare che il
mondo deve soddisfare ogni
tuo desiderio. Piuttosto concentrati su ciò che puoi donare
al mondo.
11
Il segreto per superare l’insicurezza è
vedere te stesso seduto nel
cuore dell’infinito. Invia raggi di
fede e di buona volontà a tutti,
e la vita ti sosterrà in qualunque difficoltà.
12
Il segreto per superare la gelosia è rea-
lizzare che nessun essere umano appartiene a qualcun altro:
ognuno sta solo di fronte all’eternità. Ciascuno deve crescere
al suo proprio ritmo per trovare il suo posto nel cosmico
schema delle cose.
13
Il segreto per superare la presunzione è
vedere l’universo come centro
ovunque e circonferenza in
nessun luogo. Ogni essere
umano vive nel cuore di una
realtà più vasta. Ricorda che l’esigenza di ciascuno di cercare il
suo personale approccio alla
verità è importante quanto il
tuo. Soprattutto, vedi la presenza di Dio al centro dell’universo come il suo vero fattore
creativo.
14
Il segreto per superare la paura della
morte è approfondire la consapevolezza di quella parte
centrale del tuo essere che non
cambia mai e che si intreccia
come un filo sull’arazzo della
vita fra circostanze apparentemente disconnesse. La coscienza del cambiamento è collegata alla paura della morte,
ma vedere l’immutabilità nel
cuore del cambiamento è il segreto dell’immortalità. ■
Per informazioni sugli
insegnamenti di Yogananda,
ma anche per chi volesse
acquistare il libro di S. Kriyananda
“Il matrimonio come espansione
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H O D 2 8 - 21
Alcuni pazienti
che soffrono
ad esempio di mal di
testa o di cervicale,
si rivolgono
all’osteopata
con sintomi
non facilmente
riconducibili
alla sofferenza
psichica.A seguito
di trattamenti
ed esami
più approfonditi
però, mostrano
spesso sindromi
ansiose/depressive.
Cosa succede
e in che modo
si pone l’osteopatia
di fronte a queste
situazioni?
Ne abbiamo parlato
con l’osteopata Dr.
Dr. Fabrizio Bettinelli
22 -
HOD 28
Le mani
sulle cicatrici
dell’odio
Dottor Bettinelli, per quanto ha potuto constatare nella sua esperienza di osteopata, come si manifesta la
sintomatologia ansiosa/depressiva?
nnanzitutto con una perdita di armonia che, seppur senza segni oggettivi, rappresenta spesso la situazione d’ansia, angoscia, depressione inerente allo stato psichico dell’individuo. La
manifestazione che però porta al consulto osteopatico potrà essere la cervicalgìa, oppure la dorsalgìa o la cefalèa, senza che tutta la serie di esami effettuati dal paziente abbiano riscontrato alcuna positività. La reazione agli stimoli esterni determina una risposta organica di difesa: l’angoscia è spesso provocata da irrisolte dinamiche relazionali interpersonali.
I sentimenti di rancore o di odio risultano i più complessi da analizzare e rielaborare. In quanto rimossi e censurati fin dall’origine, causano poi inevitabilmente somatizzazioni anche gravi.
Inoltre, il più delle volte l'ansia non è riconosciuta come tale a livello cosciente, bensì rimane latente condizionando la vita di relazione. In modo inconscio l’angoscia può anche essere un’esigenza dell’individuo per affrontare in modo soddisfacente lo
stress quotidiano. Infatti, quando dall’esterno vengono avanzate
troppe richieste, per poterle fronteggiare l’essere umano deve
adattarsi. A seconda della caratterialità del soggetto,la forma che
I
ciascuno di noi trova può essere appunto classificata come stress, ansia, angoscia,
esuberanza, aggressività, introversione, estroversione,
adattamento, difesa, conflittualità ecc.; ma si potranno
manifestare anche le cosiddette “malattie psicosomatiche”, come conseguenza inconscia del disagio individuale. È molto comune che uno
stato ansioso o depressivo,
senza bisogno di giungere alle
patologie conclamate di schizofrenia, si associ a disagio o
malessere difficilmente definibile dal soggetto, ma risultato
dalla distonìa neurovegetativa
ingenerata.
Quali sono, dunque, le ripercussioni tangibili a livello fisico di una situazione ansiosa/depressiva?
e affezioni determinate
da tale situazione solitamente coinvolgono le sfere
respiratorie (dispnéa, distonìa), l’apparato cardiaco (aritmìe, tachicardìa), l’apparato
vascolare, l’apparato digestivo (nausea, vomito, dispepsìa,
L
gastralgìe, costipazione, stipsi
o diarrea ecc.), l’apparato urinario (poliùria, pollachiùria) e
l’apparato genitale (impotenza, eiaculazione precoce
ecc.). Quando la causa di tali
anomalie funzionali è a livello
psichico, però, almeno inizialmente gli esami specifici condotti sui pazienti sono negativi; ma se la situazione perdura, è possibile che la degenerazione determini una vera
malattia funzionale.
Come si pone l’osteopata di fronte ad una situazione di ansia/depressione?
er fronteggiare tale situazione l’osteopata ha tre
chiavi d’accesso: la presenza,
la parola e il trattamento. Ciò
non significa, però, che debba
assumersi ruoli che non gli
competono (quelli dello psicologo/psicanalista), mirando
piuttosto ad affrontare la globalità dell’individuo attraverso l’esame di un’entità più interna e impalpabile, l’io soggettivo, che determina in ogni
forma l’andamento e la funzione. Il consulto all’osteopa-
P
ta non avviene praticamente
mai con un paziente che chiede di alleviare il suo stato ansioso/depressivo.
Anzi, la domanda viene posta
in modo indiretto, con la richiesta di migliorare le condizioni funzionali o i sintomi associati. In effetti, il paziente
non sa di essere in una condizione psicofisica “compromessa” in modo globale, ed è
in funzione delle sue particolari caratteristiche che l’osteopata deciderà come affrontare il trattamento.
Ad esempio?
n caso di malessere legato
alla sfera psicoemotiva, “la
nuca e gli elementi facciali”
offrono al primo esame una
sorta di “trasparenza dello
stato sintomatologico”:la palpazione cranica offrirà i riscontri più disparati. Nessuna
porzione più del volto, infatti,
è lo specchio dello stato
emotivo di ogni individuo.
All’osteopata il compito di
saperla leggere e interpretare, anche perché l'espressione visiva può mantenere un
atteggiamento che simula lo
I
Impariamo ad ascoltare il linguaggio del nostro corpo
H O D 2 8 - 23
stato d’ansia anche se in realtà in quel momento l’individuo è sereno, mentre la porzione rachidèa cervicale può
essere in un certo modo
considerata come “un’entità
psicologica”, in quanto riflette
sensibilmente ed in modo
pressoché immediato lo stato d’animo del paziente.
Se l’osteopata riscontra un
aspetto di retrazione di alcuni muscoli,o di eccessiva contrattura e, contemporaneamente, trova un cranio “duro” e un’espressione mimica
facciale caratteristica dell’individuo non tranquillo, deve
affrontare un trattamento
con tecniche esecutive e
“modalità particolari” delle
tecniche note, ovvero utilizzare il linguaggio che quei tessuti in quel momento sono in
grado di comprendere.
Le tecniche di rilasciamento,
quindi, dovranno essere più
lente, più dolci, ripetitive e
tranquillizzanti del solito.
Esiste uno stretto rapporto
fra tensione “alta”, sviluppata
a livello della porzione cervicale, e strutture inferiori, in
base al legame creato dal
plesso solare, nervo vago, sfera gastroesofagea. Per questa
ragione, l’approccio osteopatico per una situazione ansiogena può iniziare non tanto
24 - H O D
28
dalla sfera cranica quanto dall’addome, plesso solare e zone collegate.
Alcuni autori definiscono lo
sterno come “tamburo psicoemozionale o centro dell’ansia”, per l'implicazione
principale dello stato ansiogeno che coinvolge primariamente la sfera viscerale.
A livello addominale il modo
di manifestarsi della sofferenza di origine psicoemotiva ha
un’espressione particolare.
Appare quindi inutile il trattamento di queste strutture
(muscolari addominali) quando la causa primaria è a livello di plesso solare: la distensione addominale è una conseguenza, non un elemento
causale.
In cosa consiste la programmazione del trattamento osteopatico generale?
ssa dovrà tener conto
dell’integrità funzionale
dell’individuo. Lo stato ansioso/depressivo ha una notevole influenza sulla funzione della sfera gastrodigerente e necessita di un tempo adeguato
per condurre un esame approfondito. Nel quadro ansioso/depressivo, spesso il
transito intestinale avviene a
fatica e il colon evidenzia in
generale un aspetto di spasticità.
Oltre all'aspetto craniosacrale (che evidenzierà soprattutto perturbazioni del ritmo,
solitamente rallentato rispetto alla norma), l’osteopata
dovrà tener conto anche di
quello strutturale muscolo-
E
scheletrico, aponevrotico, articolare generale e viscerale.
La terapia craniosacrale (come quella fasciale), dopo aver
individuato l’alterazione dei
ritmi, ne riequilibra la ciclicità
alterata.
Nel quadro ansioso/depressivo l’aspetto craniosacrale e
fasciale avranno certamente
un’importanza preponderante. Altrettanto importante,
inoltre, è spiegare la motivazione di tale coinvolgimento
che, pur essendo secondario
al disagio psichico, non va trascurato.
Ancora una volta vogliamo
sottolineare che il trattamento osteopatico ha sempre come obiettivo ultimo quello
del riequilibrio e del ripristino di efficaci condizioni funzionali, che equivalgono allo
stato di benessere e quindi di
salute dell’individuo. ■
Dr. Fabrizio Bettinelli
D. O. Doctor
of Osteopathy U.S.A.
Centro Medico di Ortopedia
Osteopatia Fisiokinesiterapia
AB BORGONUOVO
Via dell’Annunciata 12
20121 MILANO
Tel-Fax 02 29.06.19.90-8
L’arte del Benessere
Ricercare l’equilibrio, riconquistare l’armonia e lasciarsi alle spalle lo stress
e la stanchezza rappresentano l’espressione di un nuovo stile di vita,
la ricerca del Sé. In questo quadro si inserisce il nostro obbiettivo: considerare
la persone come un tutt’uno con la natura, un equilibrio sottile di sostanza,
di interiorità ed esteriorità.
È infatti partendo dalle radici che il nostro centro si dedica alla cura
degli inestetismi. Ciascuno di noi, seppur in modo diverso, è sottoposto a stress
sviluppando disequilibri che necessitano di cure e attenzioni mirate. Ma uno degli
elementi che accomuna tutti è l’acqua, il mare, immensa fonte di rigenerazione.
Il corpo umano è composto di elementi minerali indispensabili alla vita,
che assimila sotto forma di sali. Da qui la scelta di utilizzare
prodotti di origine marina, ricchi di iodio e oligoelementi che permettono
di effettuare trattamenti efficaci e duraturi.
A questo si somma l’efficacia dei massaggi, della stimolazione di alcuni punti
del corpo, pratiche che derivano da discipline orientali che si avvalgono
di esperienze millenarie.
Avvalendoci di tecniche del passato e di prodotti naturali, intendiamo soddisfare
il bisogno di armonia tra corpo e mente.
design
L’arte del Benessere
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esclusivamente femminile, proponiamo:
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dolore e stress.
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yang (il sovrappiù) e il suo opposto, lo yin (apatia, depressione,
rilassamento eccessivo).
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● Shiatsu: ripristina l’equilibrio fra struttura, mobilità e sistema energetico.
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di Ayurveda di Firenze”).
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● L’arte del Benessere in collaborazione con l' “Istituto Italiano di Ayurveda di Firenze” ospiterà corsi di approfondimento sulle tecniche di
massaggio ayurvedico e sui principali metodi di trattamento che l'Ayurveda offre. Questi giorni di corso, oltre che un momento di approfondimento e di crescita professionale, possono diventare l’occasione per un
confronto, e uno scambio.
H O D 2 8 - 25
Il termine psicodramma deriva dal greco
psiché (“anima - soffio vitale”), e dràma
(“azione - spettacolo scenico”), e indica
uno strumento volto ad esplorare il mondo interno delle persone e le relazioni
attraverso l'azione e la rappresentazione scenica.
lavorare con lo
psicodramma
di Anna Ruschena
L
o psicodramma può essere usato in parecchi contesti: formativo, educativo, terapeutico e per la crescita personale, sia
con gruppi di adulti che con bambini. La sua
peculiarità è proprio quella di basarsi sulla rappresentazione scenica anziché sul resoconto
verbale. Cosa che non significa eliminare la parola e gli scambi verbali, bensì utilizzarli come
momento di riflessione per condividere quanto sperimentato attraverso l'azione. Ogni aspetto di sé, sia esso un sogno, un ricordo, un
desiderio, un'immagine, un'emozione, un ruolo, una situazione giocosa o problematica può
prendere forma in un teatro di psicodramma e
può essere un'occasione per conoscere di più
se stessi e gli altri.
Le origini
A
quasi trent'anni dalla morte di Moreno
(1974), ideatore dello psicodramma,
siamo di fronte ad un progressivo diffondersi del suo metodo sia in Italia che in parecchi altri paesi. Ma chi è Moreno?
Per tutta la vita uomo di azione, controcorrente, ribelle ed entusiasta, deve alla sua forte
energia creativa la spinta a trovare sempre
nuove forme di espressione attraverso il teatro,
la letteratura, la poesia, la medicina, la terapia
di gruppo.
26 -
HOD 28
Rumeno di nascita, già nella fanciullezza si trasferisce a Vienna dove, mentre studia medicina, partecipa ai fermenti e ai movimenti culturali della Vienna degli anni venti. Per un certo
periodo si occupa a tempo pieno di teatro e
nel '22 dà vita all' “Impromptu Theatre” (teatro
improvvisato) meglio conosciuto come Teatro
della Spontaneità, forma teatrale in cui gli attori mettono in scena pezzi di improvvisazione
su temi suggeriti dal pubblico. Proprio attraverso questa pratica, Moreno si rese conto del
valore catartico e terapeutico del teatro. Il suo
temperamento e il desiderio di trasformare la
realtà, lo spingono a intervenire in situazioni
difficili di disagio ed emarginazione sociale
(profughi, prostitute). Là dove ai benpensanti
del tempo ogni possibilità di evoluzione sembrava impossibile egli riuscì, creando un contesto di lavoro di gruppo accogliente e non
giudicante, ad accendere scintille di vita e di
trasformazione positiva.
Tipica del suo modo di pensare e di porsi di
fronte alla realtà è una frase rivolta a Freud durante un incontro che ebbe con lui «Il mio lavoro comincia dove finisce il suo: lei analizza i
sogni delle persone, io le aiuto a sognare ancora». In particolare, fu attratto dal mondo dei
bambini (“spontaneità nella sua forma vivente”), per i quali divenne un punto di riferimen-
I fondamenti del metodo
F
in dai primi suoi scritti Moreno si è occupato della spontaneità e del suo rapporto con la creatività: i due cardini del suo
metodo. Quando una persona è spontanea
agisce fluidamente (proprio come un bambino), in armonia col proprio sentire, sperimentando il piacere di porsi e di esprimersi in modo adeguato ai propri bisogni, emozioni e sentimenti. Quando al contrario non lo è, possono
nascere comportamenti rigidi o stereotipati
che creano ansia e disagio ma che è difficile
superare.
“
Nell'età adulta spesso la spontaneità
diminuisce ma in condizioni adeguate
la si può recuperare nuovamente.
I
”
l “setting psicodrammatico” è un po' come
una palestra in cui le persone trovano gli
strumenti adatti a stimolare la spontaneità: attraverso attività semplici e piacevoli che
non generano ansia, attraverso il gioco ed il
“far finta che”, si può riassaporare quel “mondo bambino” che è ancora vivo in noi, ma al
quale lasciamo poco spazio, impegnati come
siamo a costruirci dei ruoli che crediamo ci aiutino ad affrontare meglio la vita, ma che spesso sentiamo stretti e “non del tutto nostri”.
Esprimere la spontaneità nei rapporti interpersonali significa agire sì dei ruoli coerenti con il
contesto in cui ci troviamo, rispettando però al
contempo i propri bisogni ed esigenze interne:
“ruoli autentici” che permettono alle emozioni
di esprimersi. Tutto ciò porta ad uno stato di
benessere che fa emergere potenzialità e risorse da utilizzare poi in modo creativo nelle
varie situazioni quotidiane.
Vivere in un gruppo
C
entrale nello psicodramma è anche il
valore del gruppo come luogo di continui accadimenti e scambi (emozionali,
corporei e di pensiero) basati sulla confidenza,
la parità, la libertà di espressione e l'assenza di
giudizio.
Il conduttore non dà mai interpretazioni di
quanto accade, ma guida costantemente il
gruppo attraverso continue proposte di azione
che permettano ad ognuno di manifestare le
proprie emozioni e di
confrontarsi con le
proprie verità soggettive in un continuo
processo di espressione e ricerca.
Ritornando a Moreno, così egli era solito esprimersi in riferimento al suo
lavoro di gruppo:
«La gente si ammala in gruppo, e in gruppo
può
guarire
Illustrazione di George Barbier
to, all' inizio coinvolgendoli in giochi spontanei
ed improvvisati nei parchi, in seguito creando
per loro un vero e proprio teatro.
Nel '25 Moreno va in America dove lavora come medico e contemporaneamente mette a
punto gli aspetti teorici della sua metodologia.
Nel '36 apre a Beacon il primo teatro di psicodramma, adiacente alla clinica psichiatrica da
lui fondata, che funzionerà come comunità terapeutica residenziale fino al 1967, anno in cui
fonda il “Moreno Institute” (centro di formazione per psicodrammatisti). Successivamente
apre nuovi teatri (anche in Europa) e alla sua
morte (1974) lascia alla moglie Zerka l'eredità
di diffondere lo Psicodramma.
H O D 2 8 - 27
meglio». In ogni incontro di psicodramma c'è
azione, movimento, gioco, uso del corpo; cir-
colano idee e parole in un susseguirsi di eventi che, alternando i momenti ludico-liberatori a
quelli di riflessione, permettono alle persone
di fare incontri veri e conoscersi, spesso, in
modo anche molto profondo.
Particolare attenzione viene anche dedicata alle storie personali che vengono messe in scena con l'aiuto di tutti. Si entra così in quella situazione che lo psicodramma definisce come
“semi-realtà”, dove fatti reali ed emozioni si intrecciano facendo sì che l'aspetto emozionale,
vissuto nella pienezza del “qui e ora”, balzi in
primo piano.
Che fare dell'odio in psicodramma?
D
entro di noi si muovono sempre le emozioni, e tuttavia l'incontro con il mondo emozionale non è sempre facile. In
particolare quando sono
chiamate in causa emozioni
negative quali rabbia, invidia,
gelosia, disprezzo e odio, nasce l' inquietudine e ci si mette in allarme perché non vogliamo riconoscerci in esse.
Cerchiamo così di metterle a
tacere con la ragione, proprio
come se non ci appartenessero. Tale atteggiamento è facilmente comprensibile poiché viviamo in un mondo
che separa nettamente il nero dal bianco, il bene dal male, l'amore dall'odio. IUn
mondo che ci spinge sempre
a scegliere se stare da una
parte o dall'altra. Può succedere allora che tutto ciò che
ci richiama il male venga ricacciato giù, in fondo a noi,
nella speranza che si dissolva
e passi. In questo modo dimentichiamo che il mondo
28 -
HOD 28
delle passioni non è lineare,
ma è un mescolarsi continuo
di forze opposte: nella tenerezza ci può essere anche del
fastidio, nel desiderio di abbandonarsi all'altro quello di
rifiutarlo, nell'amore l'odio.
Mettere a tacere questi aspetti conflittuali della vita è
illusorio e porta a vivere a
metà e nell'ambivalenza. Gli
ammortizzatori esistenziali
che servono a tener lontane
le emozioni negative limitano anche la possibilità di
esprimere pienamente quelle positive, e un po' alla volta
viene meno la “passione per
la vita”.
Come dice Pablo Neruda:
“
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
”
T
enersi dentro tutte le
emozioni negative non
le fa però spegnere:
temporaneamente sembrano addormentate ma poi si
riattivano, ci afferrano di nuovo e col passar del tempo
possono maturare, radicarsi
e a volte trasformarsi in odio.
L'odio che sta dentro di noi
“cova” silenzioso e si alimenta di tutto il rimuginare che fa
la nostra mente. Reprimerlo
è illusorio ma esprimerlo ci fa
paura perché è profondamente legato all'idea di distruzione.
Così spesso esso si manifesta
con scatti d'ira o rabbie improvvise e indifferenziate che
possono anche investire situazioni o persone sbagliate
(l'emozione “si attacca” ad
oggetti che non sono quelli
che l'hanno generata).
Nella nostra civiltà l'archetipo dell'odio è dato dall'episodio biblico di Caino ed
Abele. Abele era pastore di
greggi, Caino lavoratore del
suolo. Entrambi facevano offerte al Signore, ma il Signore
gradiva le offerte di Abele e
non quelle di Caino: così
Caino portò Abele in un campo, alzò la mano verso il fratello e lo uccise.
Possiamo immaginare l'invidia e la gelosia provati da
Caino verso Abele per non
essere il preferito dal Padre,
così come possiamo immaginare il rancore trasformatosi
in odio continuamente trattenuto e alla fine esploso. Ma
non possiamo non soffermarci a riflettere che essi erano fratelli e che Caino, pur
odiando Abele, contemporaneamente lo amava.
Che ci piaccia o no riconoscerlo, noi tutti, con i nostri
amori e i nostri odi mescolati assieme, con le nostre parti di luce e di ombra, siamo
un po' come Abele e un po'
come Caino. Quando queste
parti sono in contatto tra loro, il nostro dialogo interno è
vivo ed agiamo come soggetti consapevoli, senza il timore
di cadere vittime di emozioni
incontrollabili. Quando le
due parti sono separate e
quella negativa è stata ricacciata in fondo, il dialogo interno si interrompe, sentiamo di agire in modo quasi
forzato e a volte abbiamo disagio o paura.
L
o Psicodramma, proprio perché è una situazione protetta, crea
le condizioni adatte a far riemergere questa parte di noi
che non accettiamo affinché
possa dialogare con l'altra, e
a far affrontare il rischio di assumere atteggiamenti e di
esprimere sentimenti (anche
i più “inaccettabili” come l'odio) che non sempre rendiamo visibili nella vita di tutti i
giorni. Il gioco scenico psicodrammatico ha delle peculiarità che lo rendono particolarmente efficace:
● Permette di vivere un'esperienza sia corporea che
verbale (l'odio è quasi inesprimibile solo attraverso la
sua descrizione).
● Nel “qui e ora” scenico dà
la possibilità, attraverso continue inversioni di ruolo, di
mettersi nei panni degli altri
significativi di una vicenda,
dando così voce, oltre che al
proprio punto di vista, anche
a quello altrui.
A
ttraverso l'io che agisce mettiamo in moto anche l'io che osserva, e tutto ciò permette di
vivere una situazione con
quella distanza riflessiva indispensabile per farci accettare
i nostri sentimenti per quello
che sono, senza scivolare
nella rimozione o nella loro
espressione impulsiva.
Percorrendo questa strada,
anche ciò che in un primo
tempo ci appare come un limite quasi invalicabile, si può
trasformare in un'occasione
di crescita individuativa.
Inoltre, dato che l'odio appartiene all'umano sentire, la
sua espressione spesso crea
nel gruppo momenti di profondo rispecchiamento, evocando in ognuno situazioni
caratterizzate da sentimenti
analoghi.
A
ttraverso questo continuo rispecchiarsi, riconoscersi, confrontarsi, differenziarsi, le persone si sentono sempre più
unite fra loro e il gruppo costruisce la sua storia. ■
Dott.ssa Anna Ruschena,
Direttore di Psicodramma
e Conduttore della Compagnia
di Playback Theatre “I Lunamboli”,
organizza:
●
Corsi in Tecniche Attive
per la crescita personale
e lo sviluppo dei
vari linguaggi espressivi.
● Corsi di Formazione
per la gestione dei gruppi
con metodi attivi.
Presso lo Studio T.E.A.
via Pasteur 15 - Milano
(MM1 Pasteur)
Per informazioni:
02/26.14.73.41
335/66.47.044
[email protected]
H O D 2 8 - 29
Quando
l’intestino si
ARRABBIA
di Raffaella Ferrari
È preoccupante?
N
o, se dalle analisi non
risultano problemi
particolari e viene esclusa
qualsiasi altra patologia.
Ma allora a cosa
è dovuta?
È
successo
che l’intestino si è “iper-sensibilizzato” e la sua muscolatura si contrae più intensamente del dovuto in se30 -
HOD 28
I consigli alimentari
●
Fate tanti piccoli pasti nell’arco della
giornata.
● Mangiate senza fretta.
● Preferite il riso alla pasta: le fibre che
contiene aiutano a regolarizzare l’attività
intestinale, inoltre è un ottimo astringente
in caso di diarrea e calma gli spasmi intestinali.
● Sì alla carne, meglio se magra (vitello,
pollo, tacchino); evitate invece gli affettati che possono irritare l’intestino.
● Frutta con moderazione: consumate principalmente mele e pere, che facilitano la
digestione.
● Preferite la verdura cotta a quella cruda,
troppo irritante.
● Da evitare: latte e latticini freschi, caffè,
tè e cioccolata, alcolici, bibite gassate,
spezie e legumi che in diversi modi “stuzzicano” esageratamente l’intestino, finendo per irritarlo.
E i consigli sempre utili…
● Migliorate la vostra qualità di vita, elimi-
nando fonti di arrabbiature e di stress.
● Praticate regolare attività fisica.
● Seguite la terapia farmacologica prescritta o utilizzate i rimedi naturali
più indicati. ■
Le illustrazioni di questa pagina sono di Cristina Corvaglia
L
a sindrome del colon irritabile (meglio conosciuta come “colite spastica”) è uno dei disturbi senza cause organiche più frequente nei paesi occidentali.
Ne soffre almeno il 15% della popolazione, colpisce soprattutto le donne e può
causare gonfiore e dolore addominale (in
particolare sul lato sinistro), diarrea o stitichezza.
In realtà la causa scatenante di questa
sindrome non è ancora del tutto chiara,
ma sicuramente chi ne soffre sa che l’intestino si vendica di ogni piccolo strappo
alla regola, di un bicchiere di troppo, di
un’arrabbiatura o di un periodo di stress
eccessivo.
guito a stimoli di varia natura. Questo
porta ad un‘attività disordinata e incontrollata del colon, che può scatenare episodi molto violenti di diarrea seguiti da
periodi di eccessiva distensione addominale e quindi di stipsi. Alcune persone
inoltre lamentano anche difficoltà digestiva, pancia gonfia e dolente.
Come curarsi
S
e il gastroenterologo ha escluso un’origine patologica del problema, diventa importante adottare uno stile di vita
sano e regolare, con precise indicazioni
Il nostro suggerimento
C
hi soffre di colite spastica non dovrebbe mai far uso di lassativi: questi
farmaci per loro natura muovono l’intestino spingendolo a contrarsi e non fanno altro che instaurare un circolo vizioso; così, dopo un momentaneo miglioramento, si assiste a un peggioramento dei
sintomi.
Meglio preferire rimedi naturali “dolci”
come menta, melissa, achillea, camomilla
e tiglio per la loro attività antispastica e
calmante, oppure
finocchio e anice
perché riducono il
gonfiore. Possono essere utilizzati sotto
forma di infusi, tinture idroalcoliche, o
presi in capsule. ■
Milano - via Pagliano, 11 - 20149 - tel/fax 02/460902
L’Osteopatia è un’arte (è una pratica esclusivamente manuale),
una scienza (si basa sull’approfondita conoscenza dell’anatomia
e della fisiologia), una filosofia. Praticata da seri e preparati
professionisti con una formazione pluriennale presso istituti e
scuole riconosciute dal R.O.I. (Registro Osteopati d’Italia,
www.roi.it).
I campi di applicazione non hanno limitazione se non nel caso di
affezioni virali acute.
Cefalea
Disturbi della vista
Disturbi dell’udito
Patologie dolorose croniche
Scoliosi
Disfunzioni viscerali
Traumatismi, lombalgia
e cervicalgia
● Gravidanza e traumi da parto.
Pratichiamo, inoltre: ● Rieducazione posturale
(RPG) e Funzionale post trauma e post operatorio (NO
STRUMENTALE), ● Terapia Cranio Sacrale,
● Endermologie (LPG).
●
●
●
●
●
●
●
H O D 2 8 - 31
illustrazione di Ilaria Comolo
Tutti gli esseri umani quando provano forti emozioni, le ripercuotono sul proprio
organismo. Questo processo viene definito “somatizzazione”. Gli effetti delle emozioni sull’organismo si verificano principalmente negli organi che sono al di fuori
del nostro controllo cosciente, e in particolare sull’intestino.
Sentimenti forti come odio o rabbia vengono “trattenuti”: invece di insultare, litigare ed esternare l’aggressività, si rilasciano in modo inconsapevole i contenuti
intestinali (spasmi e scariche diarroiche),
oppure l’intestino si “stringe” e diventa
“rosso dalla rabbia” (stipsi e irritazione).
Anche l’ansia e lo stress vengono somatizzati a livello intestinale: l’organismo
produce cortisolo (l’ormone che serve al
nostro corpo in caso di “minaccia dall’esterno”) in quantità eccessiva, provocando tensioni addominali. In questi casi bisogna cercare di eliminare tutto ciò che è
fonte di tensione emotiva, di stress e di ansia. E lo specialista può decidere di utilizzare insieme ai classici antispastici, anche
farmaci sedativi o antidepressivi. Possono
giovare anche alcune tecniche di rilassamento come yoga, meditazione, training
autogeno ecc., e nei casi più gravi un programma di psicoterapia mirata. ■
alimentari capaci di alleviare i sintomi evitando che la situazione peggiori.
design
Emozioni e intestino
di Elena Marinoni
Si salvi chi
Papaya
Non c’è giornale che non ne parli diffusamente, soprattutto da quando
le cosiddette “pillole di giovinezza” di papaya (FPP) sono arrivate nelle mani
di Giovanni Paolo II, donate in aiuto al Parkinson che lo tormenta
dall’immunologo Luc Montagnier. Ma cos’è questa sostanza antiossidante
naturale contenuta in un frutto esotico finora meno noto di altri? E,
soprattutto, è vero che viene in soccorso dei nostri processi di invecchiamento?
I
l sistema immunitario ci difende da tutte le aggressioni, comprese quelle interne. Ma questo
sistema di difesa naturale, con l’età, diventa meno efficace lasciando la porta aperta ai microrganismi patogeni che possono, così, moltiplicarsi
più facilmente. Di conseguenza, è molto importante avere a disposizione prodotti che, da una
parte, contrastino la formazione di radicali liberi
e, dall’altra, stimolino il sistema immunitario, in
alcuni casi altamente compromesso.
È questo il pensiero del Professor Luc Montagnier, presidente della fondazione mondiale per
la ricerca e la prevenzione dell’Aids presso l’Istituto Pasteur di Parigi, che da anni conduce studi
su pazienti sieropositivi in Costa d’Avorio. Egli ha
verificato che l’estratto di papaya fermentata, utilizzato in combinazione con terapie classiche,
aumenta notevolmente le difese immunitarie innalzando i livelli dei linfociti e riducendo la proliferazione del virus.
L
e preparazioni di papaya fermentata (FPP)
vengono prodotte a partire dai frutti non geneticamente modificati di Carica Papaya (pianta
tropicale originaria delle Filippine) che, dopo un
processo di fermentazione, vengono seccati e
frantumati fino alla consistenza di polvere fine,
quindi confezionati in bustine da 3 grammi senza aggiunta di coloranti e conservanti.
Oltre a stimolare le difese naturali, l’FPP ha dimo-
32 -
HOD 28
strato elevate proprietà antiossidanti che giocano
un importante ruolo protettivo nei confronti dell’eccesso di radicali liberi responsabili dell’invecchiamento precoce delle cellule e di alcune malattie senili. Nel nostro corpo un eccesso di radicali liberi può essere causato da esposizione ad
inquinanti fisici (raggi UVA e UNB, radiazioni), inquinanti ambientali (tabacco, monossido di carbonio, ozono, solventi), inquinanti nutrizionali
(pesticidi, detergenti), inquinanti idrici (batteri, virus, parassiti).
Nell’organismo i radicali liberi vengono controllati da diversi sistemi antiossidanti: molecole antiossidanti provenienti dai cibi (vitamine A, C ed E,
selenio, zinco) ed enzimi specifici. Se in eccesso, i
radicali liberi diventano nocivi ed aggrediscono le
nostre cellule alterando i lipidi, le membrane cellulari e il DNA. L’accumulo di radicali liberi porta
a errori genetici che generano cellule imperfette e
invecchiamento precoce della pelle (rughe, macchie, mancanza di elasticità), degli occhi (cataratta, degenerazione maculare), del cervello (degenerazione neuronale, Alzheimer), di alcuni organi (diabete, complicazioni cardio-vascolari, arteriosclerosi, artrite, reumatismi, atrofie muscolari).
Cos’è esattamente l’FPP?
L’
FPP è un complemento alimentare ideale,
completamente naturale, ad azione anti-invecchiamento che non presenta i rischi associati
alle terapie ormonali sostitutive, né effetti collaterali. La sua azione principale risiede nel ripristino
delle normali funzioni cellulari dell’intero organismo, bilanciando il rapporto ossidanti/antiossidanti soprattutto durante le malattie. Diversi
studi e progetti di ricerca hanno dimostrato e
stanno verificando la sua azione positiva su varie
malattie infettive (raffreddore, influenza, mal di
gola), stati infiammatori, lesioni e affaticamento.
Quando va preso?
L’
FPP deve essere preso lontano dai pasti, lasciando sciogliere il contenuto della bustina
sotto la lingua. Meglio non bere o mangiare per
30 minuti prima e dopo l’assunzione.
Per una prevenzione anti-invecchiamento
e in dermatologia si consiglia l’assunzione di una
bustina al giorno per cicli di trattamento di 2/3
mesi l’anno.
Per un’azione anti- radicali liberi si utilizzano da 1 a 3 bustine al giorno fino al miglioramento delle condizioni generali e alla diminuzione della sensazione di affaticamento.
Come fortificante delle difese immunitarie
si consiglia l’uso di: 2 bustine al giorno per 2/3
giorni fin dalla comparsa dei primi sintomi (raffreddore, influenza, mal di gola), in quanto agisce
più prontamente sulla fase iniziale dell’invasione
batterica o virale.
M
a indipendentemente dalle posologie consigliate, ognuno può adattare il trattamento preventivo a seconda delle condizioni ambientali a cui è esposto. Chi non fuma,
non beve alcolici, svolge attività fisica
regolarmente e non vive in ambienti
ad alto tasso di inquinamento, potrà
assumere l’FPP per 2/3 cicli di trattamento durante l’arco dell’anno. Per
chi è più esposto a stress ambientali e
ad abitudini nocive (fumo, alcol, sedentarietà) sono consigliati trattamenti più lunghi e regolari.
Può essere preso anche dai diabetici: una bustina di FPP equivale a meno di mezza zolletta di
zucchero, pari all’1% del valore raccomandato
giornalmente. Sottolineo che l’assunzione in gravidanza deve essere limitata e, soprattutto, con-
cordata col medico curante. Infatti la papaya
contiene papaina, un enzima che in alcuni casi
può causare irritazione gastrica.
N
umerosi studi scientifici stanno esaminando, con ottimi risultati e totale innocuità,
l’efficacia clinica dell”FPP in pazienti affetti da
epatite B, diabete insulino-dipendente, tumori e
sottoposti a radiazioni terapeutiche o accidentali. Sembra inoltre poter essere utilizzato per alcune malattie degenerative cerebrali quali Alzheimer e Parkinson (nelle quali vengono prodotte grosse quantità di ossidanti), considerando
che, spesso, i pazienti affetti da tali sindromi, dopo 8/10 anni non rispondono più alle terapie
classiche. In questo caso però, l’FPP non deve essere considerato un sostitutivo ma, unicamente,
un valido integratore delle normali terapie. Lo
stesso Professor Montagnier ha evidenziato che
il futuro della medicina debba essere diretto verso la prevenzione poiché meno costosa per la
società, migliore per il singolo individuo e preferibile alla medicina curativa o alla chirurgia mutilante. Meglio trattare persone ancora in buona
salute piuttosto che aspettare che le loro condizioni peggiorino, talvolta irrimediabilmente. L’FPP
è un ottimo integratore alimentare che può aiutarci a mantenere l’organismo in buona salute e
a combattere naturalmente le più comuni e frequenti patologie stagionali.
Farmacia Marinoni
Corso Buenos Aires, 55 - Milano
Tel. 02 29 40 05 13 - Fax 02 29 51 37 32
H O D 2 8 - 33
Origine
a preparazione del seitan deriva da un procedimento che ha antiche origini orientali.
Probabilmente furono dei monaci buddisti
del XVII secolo a scoprire per primi come il glutine sottoposto ad un particolare procedimento di
lavorazione potesse acquisire una sostanza fibrosa
simile alla carne.
L
Caratteristiche tradizionali
un prodotto totalmente vegetale, digeribile
perché composto essenzialmente da acqua
(70/75%), proteine (15/17%), carboidrati
(8/10%) e pochi grassi. Rispetto al frumento intero
ha però perso nel dilavamento una parte di vitamine e minerali.
È
Involtini di seitan
design
INGREDIENTI ● 1/2 dl di acqua ● una confezione di seitan naturale ● 2/3 cucchiai di tamari ● 20 ravanelli di media grandezza.
PREPARAZIONE Bollite in una pentola a pressione l’acqua e il tamari. Lavorate e appiattite
una noce di seitan su un tagliere precedentemente bagnato fino a ottenere la base dell’involtino, ponete due ravanelli al centro dell’impasto e richiudetelo sigillandone i bordi. Ripetete l’operazione fino all’esaurimento dei ravanelli. Riponete gli involtini così ottenuti nella
pentola uno accanto all’altro. Coprite la pentola e cuocete per 30 minuti. Potete presentarli
semplicemente così o con una salsa fatta con
acqua, tamari, zenzero e cipollotto. ■
Ragù di seitan
INGREDIENTI ● 400 g di seitan fresco ● 3 cipolle ● 2 carote ● 2 rape ● uno spicchio d’aglio ● un cucchiaio di shoyu ● un cucchiaio di
olio extra vergine ● timo e alloro.
PREPARAZIONE Tagliate il seitan in bastoncini e saltatelo in una padella appena unta
con l’olio. Aggiungete le cipolle affettate, aspettate qualche minuto e unite le rape e le altre verdure con gli aromi. Ammorbidite con lo
shoyu e una tazza di acqua calda, e cuocete il
tutto per circa mezz’ora aggiungendo se necessario altra acqua. Potete condire la pasta,
ma è anche ideale sulla polenta. ■
Proprietà
l seitan tradizionale viene anche chiamato “la
bistecca di grano” sia perché si presenta,come
già detto,molto simile ad una fetta di carne,sia
perché viene spesso utilizzato nelle diete vegetariane come sostitutivo proprio di questa.
I
Modalità di cottura e di consumo
Il seitan può essere consumato in molti modi, secondo le ricette più tradizionali della carne, ma bisogna fare attenzione perché richiede una cottura
più breve. È ottimo grigliato, preparato in arrosto,
affettato sul pane, o cotto sulla piastra. Il seitan naturale può essere lavorato per creare deliziosi involtini o polpettoni, oppure tagliato a cubetti e, aggiungendo verdure, preparato sotto forma di spiedini. ■
NaturaSì a Milano si trova in Via Fara, 35 - Via Millelire, 14 - Viale Cassala, 61
Via Melzo con Via Lambro, 7 - Via Petiti, 6 - E-mail: [email protected]
34 -
HOD 28
Illustrazione di ilaria Comolo
Il Seitan
Secondo i dati dell’osservatorio
IsmeaNielsen sugli acquisti
delle famiglie italiane,
si evidenzia nel primo
trimestre del 2003 un
incremento significativo nel consumo di pasta, pari a + 3,7%, a
vantaggio di tutte le
tipologie: pasta di semola, all’uovo, secca e
fresca, ripiena e confezionata.
Più nel dettaglio, la ripresa dei consumi di
pasta secca è pari al
4,6% rispetto al primo
trimestre dello scorso
anno. Trend positivo
anche per prodotti
biologici, normali e integrali, a conferma di
un andamento indubbiamente
positivo
che, nell’arco degli ultimi dodici anni, ha
portato il consumo
pro capite da 25 a 28
kg. Parallelamente il
settore si è giovato di
un aumento della produzione e delle esportazioni.
La
PASTA
è
nuda
di Fulvio Simoni
agionando su questi dati, appaiono lontani i tempi in cui la pasta, alimento simbolo della cucina italiana, era finita sul banco
degli imputati come principale causa di sovrappeso e obesità,
da parte di sostenitori di improbabili diete iperproteiche, ipocaloriche
e via dicendo, completamente svincolate dal contesto storico-socialeambientale in cui viviamo e che, gastronomicamente parlando, si riassume coi termini di “dieta mediterranea”.
Al contrario, alimento versatile per eccellenza, la pasta si è progressivamente assimilata a culture alimentari molto lontane - si pensi al
Giappone, paese tradizionalmente legato al riso - e si è conquistata la
grande considerazione di molti grandi cuochi del mondo, fra i quali il
catalano Ferran Adria che l’ha definita “l’alimento più moderno”.
La pasta è un prodotto relativamente neutro, il cui pregio principale
è quello di esaltarsi ed esaltare condimenti e sughi assai variabili tra
loro; su questo punto occorre agire per ottenere un piatto equilibrato e completo. Di fatto essa fornisce un apporto non trascurabile di
proteine vegetali, seppure di medio valore biologico: in particolare è
carente di alcuni amminoacidi essenziali, mentre fornisce
un buon apporto di metionina; può essere pertanto integrata perfettamente con dei legumi, complementari
sotto il profilo proteico e nutrizionale.
Ciò che le conoscenze scientifiche ci insegnano,
pertanto, è già evidente e presente nella nostra tradizione alimentare, in particolare in preparazioni un tempo appartenenti alla cosiddetta cucina povera di origine
contadina, oggi veri e propri piatti prelibati per
R
H O D 2 8 - 35
palati esigenti.Allo stesso modo va interpretata l’atavica usanza di condire la pasta con del formaggio
per completare il piatto sul piano proteico.
Sotto il profilo prevalentemente calorico sembra
ormai appurato che, a parità di apporto calorico,
sia il rapporto fra grassi e carboidrati a fare la differenza. In particolare, nei regimi dimagranti può
risultare utile diminuire drasticamente l’apporto di
grassi a favore di carboidrati complessi contenuti
in pasta, pane, riso. Detto questo, appare evidente
che, in ragione di uno stile di vita maggiormente
sedentario e meno dispendioso sul piano fisico,
possa risultare conveniente concepire la pasta, nelle sue diverse preparazioni, come piatto unico, evitando di farla seguire da secondi piatti altrettanto
sostanziosi e complessi.
te più elevati vi è essenzialmente un costo di lavorazione maggiore, oltre che una selezione severissima dei grani duri da miscelare; in particolare alcune fasi produttive risultano molto più lunghe, con
tempi che vanno dalle 24 ore fino ad alcuni giorni
per certi formati. La distribuzione più limitata e una
maggiore difficoltà nell’accesso agli spazi pubblicitari sono ulteriori voci che contribuiscono ad incrementare il prezzo del prodotto finito, che tuttavia è
in grado di offrire una qualità,dei sapori e delle sensazioni assolutamente preclusa alla seppur ottima
produzione industriale.
Un piatto di... storia
arlare di pasta, pane e più in generale di qualunque prodotto derivato dai cereali, significa analizzare una delle fasi evolutive più importanti nella storia dell’umanità. Vuol dire porre
l’attenzione sul rivoluzionario passaggio da una vita
nomade e seminomade ad una vita stanziale, e alla
nascita di una primordiale forma di agricoltura organizzata e programmata.I cereali primitivi - tra cui
le varietà di frumento monococcum, dicoccum e
altri - erano caratterizzati da spighe fragili che a
P
arà utile soffermarci brevemente sulle piccole realtà produttive di tipo artigianale, vero e
proprio fiore all’occhiello nel settore e diffuse prevalentemente in Abruzzo, Campania e Puglia.
Alfieri di tradizioni secolari oscurate dai grandi
marchi nazionali industriali, si sono conquistate nel
tempo una folta schiera di appassionati e intenditori disposti a un esborso maggiore per
ALCUNI EVENTI PASTAIOLI
assicurarsi prodotti
di eccellente livello ● IN LAZIO A GENNAIO
qualitativo. Alla base Gara di pastasciutta durante la festa di S. Antonio Abate a Farnese (Viterbo). Per indi prezzi decisamen- formazioni: tel. 0761 45 83 81.
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Nella piazza principale di Castel d'Ario (Mantova) si svolge la tradizionale
Bigolada. La festa è chiamata così per i bigoli, tipici spaghetti del luogo. Per
informazioni: tel. 0376 66 06 38.
Una scena di “Miseria e nobiltà”, 1954
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36 -
EMILIA ROMAGNA IN MARZO (1A DOMENICA DI QUARESIMA)
Festa dei maccheroni a Imola (Bologna). Per informazioni Comitato organizzatore: tel. 0542 68 19 21.
●
NELLE MARCHE IN MARZO
A Mondolfo (Pesaro) Spaghettata di Quaresima, festa con degustazione di
spaghetti. Per informazioni Regione Marche Servizio Turismo-Ancona: tel.
071 80 62 284.
A Roma inoltre si trova il Museo Nazionale delle Paste Alimentari -
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Piazza Scanderbeg, 117 - Aperto tutti i giorni, compresa la Domenica, dalle
9.30 alle 17.30: tel. 060 96 91 119 / 69 91 120.
Per ulteriori informazioni: www.pasta.it ■
maturità si spezzano per favorire la disseminazione naturale della semente: questo ha posto all’uomo, che nel frattempo aveva imparato a conoscerne l’elevato potere nutrizionale, il problema della
raccolta e della semina, che doveva avvenire in momenti opportuni.
Tutto ciò ha imposto una disciplina e delle regole:
si è costituito un calendario per le varie operazioni e, in pratica, si è sviluppata una cultura.
Le civiltà stanziali si sono sviluppate sulla coltivazione di orzo e frumento (civiltà mesopotamiche e di rimando mediterranee - europee), riso
(civiltà orientali, indonesiane, indiane e cinesi),
mais (maja, aztechi, civiltà precolombiane in genere). Ovunque, il successo dei cereali è stato sancito dal loro elevato apporto nutrizionale, dalla relativa facilità di conservazione, lavorazione e trasporto e dalla semplice constatazione che i prodotti da essi derivati, in primis il pane, non stancano.L’uomo, una volta constatata la possibilità di
sminuzzare e triturare i cereali, ha dapprima iniziato ad impastarla con acqua, cuocendo l’impasto su
pietre roventi e al calore del fuoco fino ad ottenere focacce primitive o pane azimo. Da qui
alla sperimentazione di altre forme di cotture siano esse in brodo o in acqua - il passo è breve.
Per questo motivo risulta abbastanza capzioso il
tentativo di attribuire l’invenzione della pasta a
qualche popolo o civiltà particolare. È più facile
che vi si sia giunti parallelamente e che non si debba parlare di “invenzione”, quanto della naturale
conseguenza dell’evoluzione umana e dello sfruttamento delle risorse disponibili.
Tra i primi documenti relativi a una
preparazione riconducibile alla nostra
pasta, c’è il De rerum coquinaria libri di
Apicio, nel quale si descrive un tipo di timballo
racchiuso da “lagana” (sing. laganum, una sorta di
lasagna ante litteram). Per diversi secoli non si hanno più documenti certi, mentre per quanto riguarda un particolare formato - i maccheroni - alcuni imputano la loro invenzione agli arabi ed individuano nella Sicilia la terra di origine: qui, nei pressi di Palermo, si produceva una pasta a forma di fili, conosciuta con il termine arabo “itriyah” e ancora oggi sono conosciuti i vermicelli di Tria.
Ma occorre fare chiarezza sul termine “maccaroni”, dapprima utilizzato piuttosto genericamente
Come cuocere la pasta
Sebbene si tratti di una cosa piuttosto semplice, alcuni piccoli accorgimenti possono risultare preziosi per la preparazione di un piatto
impeccabile in tutti i suoi aspetti.
La pentola, innanzitutto: è bene che sia piuttosto grande, con altezza superiore al diametro. Quindi, sarebbe di regola utilizzare un litro di acqua per cento grammi di pasta, ma è
meglio abbondare affinché la temperatura rimanga costante durante la cottura.
Un’ulteriore aggiunta di olio può essere consigliata per la cottura di sfoglie grandi come
lasagne o per pasta fresca, affinché non si attacchino.Il sale va aggiunto nella misura di
circa 10 grammi per litro e la cottura risulta
agevolata coprendo la pentola per circa 2/3.
Ed eccoci ai tempi di cottura: spesso non possono essere determinati perfettamente a priori, ed è sempre meglio assaggiare la pasta per
determinare empiricamente il raggiungimento
della giusta consistenza, definita, come sappiamo, dall’espressione “al dente”. ■
per individuare varie tipologie di paste ripiene o
anche gnocchetti di semola, e comunque dall’etimologia incerta.
La confusione regna fino al ’700 quando i maccheroni vengono di fatto adottati dai napoletani nell’accezione di paste lunghe trafilate.
A partire dal secolo successivo, infine, si ha la definitiva coniazione del termine spaghetti, che pone fine agli equivoci e definisce una volta per tutte
un termine univoco per indicare il formato di pasta più famoso e celebre del mondo, la cui invenzione - sicuramente - non è attribuibile ai Cinesi,
visto che documenti d’epoca lasciano pochi dubbi
sul fatto che fossero già conosciuti prima che
Marco Polo facesse ritorno dal suo lungo viaggio in
oriente. Non occorre nemmeno cadere nella tentazione di attribuire ai napoletani l’invenzione di
questo formato di pasta, sebbene essi li abbiano
esaltati e in qualche modo adottati, facendone la
base dell’alimentazione popolare già a partire dal
’600 e dando origine ad un binomio inscindibile
che nell’immaginario collettivo sopravvive ancora
oggi. ■
H O D 2 8 - 37
fai noi
da
Occorrente
●
●
Cornice in legno o cartone;
Pasta di vari formati, fusilli, rigatoni, farfalle, ditalini rigati;
● Colla polivinica (o vinilica)??? (la
trovate nei colorifici o cartolerie);
● Un pennello piatto;
● Una bomboletta di oro spray (nei
colorifici);
● Flatting per finitura (anche spray,
più comodo da usare).
testo e disegni di
Cristina Corvaglia
Come fare
nnanzitutto disponete la pasta su della carta da giornale, in modo che i
pezzi non si tocchino. Quindi prendete la bom boletta spray color oro,
spruzzate in modo uniforme e attendete i tempi di asciugatura consigliati (quanto tempo e si deve girare la pasta anche dall’altra parte????). A
questo punto, iniziate a spennellare con la colla un primo angolo della
cornice e attaccate la pasta liberando la fantasia.
I
na volta ricoperta la cornice con la pasta,
tornate a spennellare il tutto (???) con un
sottile strato di colla per assicurarsi un
fissaggio ottimale. Alla fine, quando la colla è
asciutta, stendete il flatting di finitura per lucidare la cornice così ultimata.
U
L’Idea in più da regalare
alle vostre bimbe
Sarà divertente comporre collane e braccialetti infilando maccheroni, penne e ditalini
rigati laccati d’oro, facendoci aiutare da
un filo d’elastico fermato alla fine con
un semplice nodino. ■
E per chiudere: Vuoi una cornice
di pasta su commissione?
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38 -
HOD 28
SPECIALE
ERBAGENDA
È lei! È un’agenda valida fino al 2007,
è un libro di ricette per la salute di tutti
i giorni, per la tua bellezza, da mangiare...
è un meraviglioso e utile regalo
di Natale per te e gli altri.
Decotto per digerire
INGREDIENTI PER 4 TAZZE ❋ la scorza di un’intera arancia ❋ un
litro d’acqua ❋ miele quanto basta.
PREPARAZIONE Unite la scorza all’acqua, mettete sul fuoco e
portate a ebollizione, lasciate bollire per una decina di minuti.
Quindi fate riposare (fino a quando si può bere senza scottarsi),
aggiungete il miele e sorseggiate. Da bere dopo mangiato. ■
Crema di arancio
P
rendete un bicchiere di
succo di arancia fresco,
aggiungete due cucchiai di
latte o yogurt, un cucchiaio
di miele e mescolate. ■
Cara, vecchia sana magia
S
entite desiderio di maternità ma i figli non arrivano? Strofinatevi sul ventre polvere di zafferano,
tutte le mattine. Si dice che questa pratica propizi la
fertilità e favorisca le gravidanze ma attenzione, l’agognato pargolo che nasce sotto gli auspici dello zafferano... sarà inevitabilmente un maschietto. ■
d.it
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Cara, vecchia sana magia
L’
arancio, e in particolare i suoi
fiori, sono utilizzati nella magia
per attirare l’amore. Forse non tutti
sanno che se una fanciulla vuole
propiziare il matrimonio potrà spargere in un venerdì di luna piena i
fiori profumati di questa pianta e...
magia vuole che entro l’anno troverà l’uomo giusto. Chi invece, indifferente alle lusinghe di Venere, preferisse propiziare il denaro e la prosperità, dovrà mettere le bucce del frutto a seccare su un fornello appena
spento, o tra le braci ancora rosse
del camino. Il profumo sprigionato
pare attirare la buona sorte, la prosperità e il denaro, oltre che addolcire l’atmosfera col suo aromatico
fumo. ■
S. Maria Madre di Dio
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8.00
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11,00
Antica ricetta di conserva
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12,00
INGREDIENTI ❋ 12 arance ❋ 1 limone ❋ zucchero ❋ 4 cucchiai di ottimo Rum ❋ acqua.
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13,00
PREPARAZIONE Foracchiate la buccia
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14,00
delle arance con la forchetta e, cambiando l’acqua mattina e sera, tenetele a mollo per tre giorni. Tagliatele
a fette sottili eliminando tutti i semi,
pesatele, aggiungete tanta acqua
quanta è la metà del loro peso e fate
bollire il tutto per dieci minuti.
Aggiungete il limone tagliato a fette
e senza semi, lo zucchero in quantità uguale al peso delle arance e
rimestate finché il composto inizierà
anch’esso a bollire. Per accertarvi
che la cottura sia giusta, versate un
cucchiaio su un piatto: se stenta a
scorrere vuol dire che è pronta.
Lasciate intiepidire, aggiungete il
Rum e mettetela negli appositi
vasetti a chiusura ermetica. ■
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15,00
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16,00
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20,00
SS. Basilio e Gregorio
Pastasciutte da
Hollywood
“
Vorrei qualcosa
da mangiare, qualcosa
di leggero... qualche
panino, qualche acciuga,
un po’ di burro, carne, pesce,
contorno e antipasto. Antipasto sì,
io per antipasto prendo pasta e fagioli!
disegni e testo di
Francesca Carmelini
”
(Totò in “Fifa e arena”)
Ingredienti
Pasta e fagioli alla napoletana
● mezzo
chilo di fagioli
cannellini
● un sedano
● un ciuffo di basilico
● cinque pomodorini
(di Pachino)
● aglio
● olio extravergine d'oliva
● due manciate di tubetti
o pasta spezzata
(“Totò sexy” di M. Amendola - 1963)
Preparazione
A
mmollare i fagioli qualche ora e lessarli,
eventualmente con una foglia d'alloro, per un'ora.
Soffriggere due cucchiaiate di olio con qualche
spicchio d'aglio a seconda dei gusti ed il sedano
tritato grossolanamente, aggiungere i pomodori,
il basilico e il peperoncino spezzettato a mano. Dopo
una ventina di minuti unire tre quarti dei fagioli con
un po’ della loro acqua, e aggiustare di sale. Da quando riprende a bollire far cuocere
ancora una decina di minuti, passare tutto al passaverdure e rimettere sul fuoco con i
fagioli rimasti e un po’ di acqua o brodo vegetale. Buttare la pasta nel momento in cui la
minestra riprende a bollire, cuocere al dente e servire con un filo di olio a crudo. È meglio
tiepida, o anche il giorno dopo. ■
Spaghetti alla puttanesca
Ingredienti
● 350
g di spaghettini
● 300 g di pomodoro da sugo
● olive di Gaeta e capperi
● acciughe sotto sale o pasta d'alici
● olio extravergine d'oliva
● aglio, sale e pepe
● peperoncino e prezzemolo
44 -
HOD 28
(“Spaghetti house”, di G. Paradisi
con Nino Manfredi e Leo Gullotta - 1982 )
Preparazione
S
nocciolare le olive, far rinvenire
i capperi in acqua tiepida, pelare
i pomodori e tagliarli a filetti.
Soffriggere olio, aglio e peperoncino
,aggiungere i pomodori , i capperi e le
olive e cuocere una ventina di minuti.
Sciaquare bene le acciughe e spezzettarle,
tritare il prezzemolo e unire al sugo
ben ristretto.
Condire gli spaghettini al dente
e aggiungere altro peperoncino a piacere.
Ingredienti
Minestra di pasta e broccoli
(“Roma città aperta”, di R. Rossellini
con Anna Magnani - 1945)
Preparazione
ulire e tagliare sottilmente il broccolo,
soffriggerlo con olio, aglio e peperoncino.
PSpostare
il tutto in una pentola capiente, unire
300 g di broccoli
● 150 g di bavette o pane
abbrustolito
● concentrato di pomodoro
● aglio
● olio, sale
● peperoncino
● dado vegetale
●
un paio di litri di brodo vegetale e un cucchiaio di concentrato di pomodoro.
Portare a bollore e cuocere per una quarantina di minuti.
Quando si vuole buttare la pasta lasciar prima evaporare l'acqua in eccesso, altrimenti
mettere il pane abbrustolito sul fondo dei piatti e
versare la minestra ben calda. ■
Ingredienti
● 350
gr spaghetti o tagliolini
● carciofi
● 250 gr pomodoro da sugo
● aglio
● olio extravergine d'oliva
● sale e pepe.
Spaghetti con i carciofi
(“Il postino”, di M. Radford con Massimo Troisi,
Philippe Noiret - 1994)
Preparazione
P
ulire i carciofi, tagliarli a spicchi e rosolarli in olio e aglio.
“Sfilettare” i pomodori e privarli dei semi, unirli al
soffritto e aggiustare di sale.
Lasciar cuocere fino a che i carciofi non siano
teneri.
Scolare la pasta al dente e ripassarla nel sugo
velocemente.
Terminare con un giro di olio a crudo
e una spolverata di pepe. ■
H O D 2 8 - 45
fai noi
Pasta
al sale
da
come quando e perché
di Cristina Bertoli
La storia
nche se in Italia la tecnica di modellare la
pasta al sale si è diffusa solo negli ultimi anni, in realtà l’arte di realizzare queste creazioni
risale all’antichità ed è ancora particolarmente
diffusa nel Nord Europa, dove è legata soprattutto alle decorazioni natalizie in onore di Santa
Claus. Modellare la pasta al sale è un passatempo rilassante, facilissimo, divertente e di estrema soddisfazione. È sufficiente un po’ di pazienza e manualità per vedere realizzati deliziosi oggetti, degni della vetrina di un negozio di
bomboniere.
A
L’impasto
i sono diverse ricette:l’impasto classico è
formato in parti uguali di farina 00 e sale
C
(che volendo si può macinare per ottenere un
impasto più omogeneo) amalgamati piano a
mano unendo acqua fredda, fino ad ottenere una
pasta duttile ed elastica. Volendo si può aggiungere qualche goccia di olio di vaselina o vinavil.
Mentre, se la pasta risultasse troppo compatta
oppure troppo morbida, si potrà aggiungere, a
seconda dei casi, acqua o farina. Con questa ricetta, una volta modellato l’oggetto del desiderio, occorre una cottura a forno bassissimo.
Una simpatica variante, che al contrario non
richiede alcuna cottura, consiste in un impasto
di maizena e vinavil (in parti uguali), a cui si aggiunge olio di vaselina e succo di limone.
L’importante in questo caso è far cuocere il tutto a fuoco lento, prima di modellare la pasta,
fino ad ottenere un impasto omogeneo.Volendo,
una volta pronto e messo dentro un sacchetto di
plastica, l’impasto si può conservare in frigo.
hi poi volesse colorare la pasta prima di
modellarla, può farlo aggiungendo alla
C
stessa un po’ di colore a tempera e lavorando fino ad ottenere una gradazione omogenea (lavorando meno si ottiene l’effetto sfumato che è di
grande impatto), oppure aggiungendo colori naturali: curry, paprica, zafferano, caffè, cacao, (o
46 -
HOD 28
farine integrali per dare diversi effetti speciali).
Ad ogni modo, prima di modellarlo, è sempre
meglio far riposare l’impasto una ventina di minuti.
La lavorazione
Per lavorare la pasta sono indispensabili:
● matterello e coltello a lama piatta (per le fenditure);
● stuzzicadenti (per praticare piccoli fori)
● fil di ferro;
● tronchesini e pinze per formare i ganci che
serviranno come anima interna della scultura o
come estremità per appenderla al muro.
e varie parti dell’oggetto si preparano separatamente e si uniscono usando un pennellino e un po’ d’acqua. Attenzione, mai usare
collanti. Modellando la pasta sarà la fantasia a
suggerire qualsiasi altro attrezzo per le vostre
“creature”: ad esempio un semplice spremiaglio
o uno schiacciapatate servono per creare capelli, spaghetti, o rotolini di pasta.
L
n effetto molto scenografico si ha premendo la pasta sulla parte posteriore di una foglia: in questo modo tutte le venature saranno
trasferite alla foglia in pasta.
Inoltre, alla pasta modellata si possono aggiungere elementi esterni come: chiodi di garofano,
bastoncini, pizzi, nastri o stoffe.
U
L’asciugatura
M
ai usare alte temperature, altrimenti il vostro oggetto rischia di riempirsi di piccole
crepe. Meglio il forno elettrico, e il forno a gas
va usato con lo sportello semi aperto. La temperatura di cottura è intorno ai 70/100° C, non oltre. Tutti gli oggetti vanno appoggiati su un foglio di alluminio che andrà staccato al termine
della cottura. Non esiste un tempo per la cottura completa: dipende dalla grandezza dell’oggetto e dal forno. Un ultimo bellissimo tocco
dopo la cottura si ottiene conferendo all’oggetto piccole sfumature con l’acquerello.
Il finishing
umidità è il grande nemico della pasta al
sale. È per questo che una volta cotti, tutti
gli oggetti vanno protetti con una vernice trasparente: l’ideale è il flatting da barca.In questo
modo si evitano la formazione di muffe e l’aggressione da parte dei vermetti esterni.
Dopo un paio di anni sarà necessario trattare
nuovamente la scultura con una più recente mano di vernice. ■
L’
Chi fosse interessato a
ulteriori
approfondimenti sulla pasta al sale o a far
realizzare su commissione oggetti
particolari e personalizzati (targhette,
segnaposti, composizioni natalizie e pasquali), bomboniere
per battesimi, comunioni e cresime, nozze, lauree, può mettersi
in contatto con Cristina Bertoli via mail a questo indirizzo:
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H O D 2 8 - 47
a cura di Fulvio Simone
Che il
sia con
NOI
L’andamento del mercato dei prodotti Bio
è in continua crescita. È prevedibile, nel
medio periodo, un rallentamento o i margini di crescita sono ancora ampi?
llo stato attuale delle cose, non c’è alcun
motivo di temere un rallentamento della
crescita nel mercato dei prodotti Bio, soprattutto in un paese come l’Italia in cui la diffusione di
questa cultura alimentare è relativamente recente. Rimangono ampi margini di crescita e del resto, secondo i dati diffusi dal ITC di Ginevra, la
produzione biologica è destinata a crescere al
ritmo del 20% annuo fino a raggiungere,nel 2005,
una quota di mercato agroalimentare del 5/10%
nei paesi industrializzati.
A
Com’è la situazione in Italia?
e consideriamo la spesa pro capite nei
paesi europei, l’Italia è ancora molto
indietro rispetto a paesi di più forte e consolidata tradizione “Bio” quali Danimarca,
Svizzera, Austria e Germania. Per altro, secondo quanto diffuso recentemente dalla
CIA (Confederazione Italiana Agricoltura), nei primi mesi del 2003 abbiamo
avuto un notevole incremento di
S
48 -
HOD 28
consumi, pari a +21%, in parte dovuto alla prepotente entrata in scena della Grande Distribuzione. Se poi consideriamo l’aspetto produttivo,
e non dei consumi, l’Italia si è rivelata paese virtuoso sul piano della produzione biologica; il medesimo rapporto della CIA ci informa che ormai
il 10% delle imprese agricole (circa 60.000 imprese) adotta un disciplinare di produzione biologica. Pochissimi paesi al mondo fanno di meglio; per questo mi sento di dire che il quadro
complessivo è positivo e induce ad un certo ottimismo.
Cosa cerca il consumatore nei prodotti Bio?
nnanzitutto, in linea puramente generale, esistono due tipi di consumatori: quelli di più
lunga data, generalmente di cultura medio-alta (e
tra loro inserirei anche i vegetariani, vegani, sostenitori di cibi macrobiotici ecc…) che da sempre sono alla ricerca di qualità e di un benessere
“psico - fisico” e hanno individuato nel mondo
del biologico alcune risposte a questa loro esigenza. Si tratta di consumatori per lo più informati, avveduti, che hanno nei piccoli produttori e
negozi specializzati il punto di riferimento privilegiato per i loro acquisti.
I
I disegni della scritta “bio”e nelle pagine sono state tratte da “Erbagenda”,
illustrata da Ilaria Comolo e Cristina Corvaglia
Il mondo alimentare sta davvero diventando sempre più Bio?
Che significa in realtà, cosa bisogna guardare e cosa scegliere…
Esiste una maggiore attenzione dei consumatori nei confronti
di una buona alimentazione? Ne abbiamo parlato con Alessandro Pozzi,
responsabile del Bio Store di Milano ed editore della rivista Bio Magazine.
Prodotti biologici.
Alimenti per intolleranti.
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design
Una fetta, via via più consistente, di consumatori
è invece un’acquisizione recente. Sostanzialmente, i fattori che spingono con forza questo settore sono riconducibili ai numerosi scandali alimentari degli ultimi anni: lo scandalo BSE, ad esempio, è stato fondamentale! Ha suscitato allarme e creato nei consumatori l’esigenza di maggiore sicurezza alimentare. Una domanda che ha
trovato “idealmente” risposta in un sistema produttivo più sano, genuino e in grado di fornire alimenti “migliori” sul piano organolettico.
Ovviamente tutto questo è stato ben recepito
anche dalla Grande Distribuzione, che all’interno
dei suoi punti vendita promuove linee di prodotti Bio legati spesso a grandi aziende e multinazionali di produzione tradizionale che, potendo
disporre anche di portentosi strumenti di marketing e commercializzazione, tentano di differenziare la
loro offerta e andare incontro alle mutate esigenze alimentari dei consumatori. Con
buona probabilità il cliente da supermercato è meno
informato e consapevole di
quanto, ad esempio, lo siano
i miei clienti.
Molti vengono attratti dal
marchio, dalla confezione “ammiccante” ma, in fondo, non sanno orientarsi in
modo appropriato nell’offerta sempre più ampia
e possono inconsapevolmente andare incontro a
brutte sorprese.Anche nel mondo del biologico
la qualità risulta essere piuttosto eterogenea.
Per concludere, non trascurerei fra i fattori che
contribuiscono al successo di questi prodotti, il
consolidarsi di una coscienza ecologista che
spinge verso un’agricoltura più rispettosa dell’ambiente. È anche presente il tentativo di contrastare il continuo deterioramento della qualità
della vita, soprattutto nelle grandi città: inquinamento, traffico, stress… si cerca di riappropriarsi di un legame con la terra anche grazie a queste rinnovate abitudini alimentari.
Cosa possiamo dire riguardo alle possibili
truffe ai danni di consumatori a livello di
prodotti Bio? A volte si sente parlare con
H O D 2 8 - 49
sospetto riguardo a
questo settore,
non a caso proprio nel momento in cui inizia ad
imporsi….
vviamente, ogni tanto si
leggono sui giornali interventi che mettono in guardia da possibili truffe, o partono campagne sfavorevoli alla
produzione Bio. Personalmente credo che, come
in tutti i campi, anche qua ci siano furbi e speculatori, produttori che cavalcano l’onda del successo senza rispettare le regole. Ma non si deve
mai generalizzare. I produttori in Italia sono sottoposti a controlli rigorosi da parte di otto enti
accreditati a livello nazionale che svolgono periodici e attenti controlli. È possibile che qualcuno riesca a sfuggire a questa rete, e in questo caso va giustamente individuato e perseguito, anche perché con il suo comportamento disonesto
non arreca certo vantaggio al settore.
O
E per quanto riguarda i prezzi?
n altro luogo comune riguardo la produzione Bio è proprio legata ai prezzi, ritenuti talora proibitivi. Naturalmente con il progressivo aumento delle quote di mercato i prezzi si stanno livellando, e le differenze con i prodotti tradizionali non sono più così grandi. Occorre tener presente che se i costi di produzione possono essere inferiori (per il minor ricorso
a trattamenti, sostanze chimiche di sintesi, lavorazioni invasive dei terreni, diserbo ecc.), le rese
sono spesso più basse e questo si avverte sul
prezzo finale. Facciamo l’esempio della pasta: in
genere la differenza di prezzo è di circa il 30%, sicuramente non trascurabile. Ma in questo 30%
sono racchiuse differenze sostanziali, quali la
scelta più accurata del frumento (di coltivazione
biologica e di provenienza nazionale), lavorazioni
tradizionali con trafilature in bronzo, essiccazione naturale che impiega anche diversi giorni.
U
In definitiva…
la qualità finale del prodotto è forse, in proporzione, più elevata di quanto non lo sia la
differenza di prezzo…
L
50 -
HOD 28
Sarebbe certo ipocrita sostenere che i prodotti
Bio sono a portata di tutti, che non ci siano limitazioni per i ceti sociali più bassi; ma non è l’unico settore in cui vi sono tali differenze.
Qual è il livello informativo dei consumatori e come viene affrontato l’argomento
da giornali specializzati e non?
ipende dai periodi, dai giornali… Diciamo
che talvolta si assiste a campagne di stampa piuttosto negative sui prodotti Bio; altre volte
se ne parla invece bene; vi sono anche enti pubblici che hanno rivisto le proprie posizioni. Ad
esempio, il Comune di Milano distribuirà agli studenti delle scuole un opuscolo informativo sull’alimentazione biologica, e nella pratica molte
mense scolastiche si stanno convertendo a questi prodotti, cosa che non mi pare di poco conto. Insomma, la stampa (e non solo) si è accorta
dell’attenzione dei consumatori alla buona alimentazione. Quando nel 1999 cominciai a
editare un giornale dedicato totalmente al biologico mi prendevano quasi
per matto; oggi grossi gruppi
editoriali stampano riviste
totalmente dedicate all’argomento.
rmai tutti i maggiori
gruppi di grande distribuzione hanno linee di prodotti
certificate biologiche, ed esistono supermercati
interamente dedicati al Bio. Il consumatore si informa e sempre di più chiede questi prodotti, soprattutto ora che così tanti problemi, dall’inquinamento agli scandali alimentari, creano ansia e
incertezza per il futuro. Insomma, l’informazione
sta arrivando abbastanza bene, anche se avendo
due punti vendita, uno a Milano e uno a Piacenza,
notiamo che tra le due città esiste una differenza sensibile di richiesta prodotti: il milanese è
molto più attento e scrupoloso, il piacentino si
avvicina con maggiore diffidenza. ■
D
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Vivere Bio...
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Rivista distribuita gratuitamente in lombardia patrocinata dal
Musica Psichica
“
Chiudo gli occhi, respiro lentamente, la musica accarezza la mia Anima.
Tutto sembra già più chiaro nella mia mente.Sento una voce dentro di me.
È la parte più profonda del mio Essere. Quella parte
che m’indica pensieri ed emozioni da ascoltare, per vivere veramente il mio vero IO .
”
L
a musica è il linguaggio “più antico del mondo”. Arriva direttamente dentro di noi, ci parla, ci sostiene,
ci emoziona, ci dà coraggio, ispirazione! Il canto è stato il primo modo degli esseri umani per comunicare l’uno con l’altro, è per questo che ha la grande capacità di unire le persone.
Quando cantiamo, non importa se lo facciamo di professione o sotto la doccia, rendiamo libera la nostra
Anima, ci permettiamo di esprimerci in modo spontaneo. I bambini sono maestri in questo, qualsiasi emozione provano cantano: di gioia, di dolore, di vittoria…
Il Canto Psichico lavora in questo modo, cioè parla direttamente alla nostra Anima.
I
canti si possono fare sia per gruppi sia per una singola persona. Si lavora sempre facendo l’”interiorizzazione” di un concetto che avviene attraverso il canto. Come avviene tutto questo? È molto semplice, il
“cantante” si siede vicino alla persona (qui parliamo della seduta individuale), e con una breve meditazione
interiorizza il concetto scelto, ad esempio “Il Benessere”. A questo punto il cantante diventa un canale per
suoni e parole che creano delle vibrazioni. Intanto la persona è rilassata, ad occhi chiusi, e ascolta il messaggio che in questo caso gli darà una sensazione di benessere, ma non solo. Grazie al canto avrà la possibilità di capire qual è il “suo” benessere, e come può raggiungerlo. A qualcuno possono arrivare vibrazioni molto dolci, messaggi come quello di disegnare tutti i
giorni perché, alla sua Anima, è questo ciò che manca. Ma ogni canto è “unico”, perché ogni essere è
diverso dall’altro! Anche nei gruppi, il tema scelto
sarà qualcosa che,”in quel momento”, è importante
per tutti i presenti! (Per i gruppi preparo una lista di
temi da scegliere insieme!). Il canto dura circa una
mezz’ora, quindi si interpretano le sensazioni e i
messaggi che sono arrivati alle persone. I temi su
cui fare i canti sono tantissimi: per rilassarsi c’è
“Eliminare l’Ansia”, per sviluppare l’intuizione
“Ascoltare l’intuizione”, per la creatività “Esprimere la Creatività”, e per l’Amore, “Aprirsi all’Amore”! Possiamo anche fare un canto per sentire la
Terapie dolci, che riportano
nostra unione con l’Universo, e sul sentire la prealla “guarigione”
senza di Dio! ■
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MUSICA PSICHICA
CANTO PSICHICO
con armonia e gioia!
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52 -
HOD 28
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lavora con le Terapie Alternative: con il Rebirthing
e con la Tecnica Vibrazionale.
In particolare con la Tecnica Vibrazionale usa
il Canto Psichico e l’attivazione del talenti!
Guida le persone, in ogni seduta e in ogni gruppo,
creando sempre percorsi unici per ciascuno,
sostenendo tutti ad esprimere
la propria creatività e i propri talenti!
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“Lo Shiatsu in manette e lo Shiatsuka al guinzaglio”
Quale futuro per l'Operatore Shiatsu secondo la Proposta di Legge dell'On. Lucchese?
In riferimento al dibattito che sta avvenendo a livello politico istituzionale e, in particolare,
alla proposta dell’On. Lucchese riguardante la regolamentazione delle Medicine e Discipline non convenzionali,
diventa assolutamente necessario ribadire quanto segue:
“La richiesta che gli operatori del settore Shiatsu avanzano al mondo politico istituzionale è quella di vedere riconosciuta e regolamentata la propria disciplina, permettendo così agli operatori di esercitare la loro attività in piena dignità e
autonomia professionale. Allo stesso tempo però, chiedono che tutto ciò avvenga nel rispetto delle caratteristiche di questa professione che in Italia, sin dai primi anni settanta, si è fatta conoscere grazie ai suoi specifici connotati e caratteristiche irrinunciabili. Mancante queste, lo Shiatsu non corrisponderebbe a ciò che gli Operatori e il pubblico finora hanno conosciuto come tale.”
Infatti, la più importante novità di questa disciplina in ambito sociale non sta soltanto nel miglioramento che può arrecare ad algie dell'apparato locomotore o affini, ma soprattutto nel riequilibrio che lo Shiatsu ha sulla persona in quanto
benessere globale psicofisico.
È considerato fondamentale alla lettura di una eventuale regolamentazione su questa disciplina, la comprensione dell’
“approccio globale ed unitario della salute dell'uomo” per lo Shiatsu, l’acquisizione nella consapevolezza della complessità del sistema vigente, della stretta integrazione tra livelli fisiologici, energetici e psichici, nonché dell’importanza dell’equilibrio tra individuo e ambiente. Tutto ciò al di fuori dell'attuale ambito sanitario e universitario per come oggi si
propongono.
Questi sono i requisiti essenziali perché lo Shiatsu mantenga la sua dignità ed efficacia nel proporsi nella società, ma
anche perché la disciplina dello Shiatsu possa collaborare con il mondo medico e ospedaliero, come tra l'altro é stato
fatto in molti casi in Italia e nel mondo.
L’ambiente naturale dell’apprendimento Shiatsu sono le attuali scuole di formazione associate alle rispettive federazioni.
La grande maggioranza degli insegnanti di Shiatsu non sono laureati e perciò non possono per legge insegnare come docenti all'università. Inoltre quasi tutti coloro che sono laureati non hanno la laurea in professione sanitaria.
Tutto ciò non viene considerato nella Proposta di Legge dell'On. Lucchese, che inserisce all'interno di un campo già regolamentato (l'attuale sanitario universitario convenzionale) discipline che convenzionali non sono e che hanno assoluto
bisogno di essere riconosciute con la loro “anima” portante, base del loro successo. Nel nostro caso, lo Shiatsu sarebbe
insegnato da qui a pochi anni da personale universitario incompetente del settore solo perché laureato. In sostanza, non
sarebbe permesso di insegnare il vero Shiatsu, quello che oggi viene riconosciuto per tale. D'altra parte, la commissione
ministeriale, organo decisionale sulla disciplina dello Shiatsu, sarebbe rappresentata in minoranza dagli esperti del settore Shiatsu e in maggioranza da burocrati del settore politico sanitario, uno dei quali in rappresentanza della Facoltà
di Veterinaria!!!
Con queste prospettive tecnico-filosofiche del progetto di legge Lucchese, abbiamo buon motivo per ironizzare (ma mica
tanto) dicendo: “Lo Shiatsu in manette e lo Shiatsuka al guinzaglio”.
Lo Shiatsu è una disciplina seria. L’Operatore è un professionista che ha già un curriculum professionale, e i professionisti operatori e insegnanti sono già oggi controllati da regolamenti e codici deontologici delle relative federazioni di categorie. Riteniamo che non sia serio né corrisponda ai desideri del consumatore utente denaturalizzare lo Shiatsu dando
in mano la sua formazione a persone che non hanno una esperienza adeguata né tanto meno una visione filosofica
adatta alla diffusione della disciplina.
“Una regolamentazione che non rispetti la reale identità dello Shiatsu è sicuramente di totale danno alla disciplina stessa e agli attuali “riceventi” che usufruiscono da decenni di tale beneficio. Una regolamentazione, invece, che rispetti le
caratteristiche dei connotati e tradizione dello Shiatsu che si è fatto conoscere ed ha avuto successo in Italia, può permettere a migliaia di operatori Shiatsu e insegnanti Shiatsu di poter lavorare riconosciuti dalle Istituzioni, divulgando
nella società un’antica disciplina riproposta a livello mondiale in forma moderna, di cui la maggioranza dei cittadini é
ormai a conoscenza da tempo.”.
Douglas Gattini - Presidente della Federazione Italiana Shiatsu
Per ulteriori informazioni: [email protected] - www.italiashiatsu.com
N.b: I virgolettati sono frasi tratte da documenti pubblici FIS-FNSS)
Vivere in armonia e salute
è una questione anche di energia
L
o shiatsu risveglia la forza vitale, elimina lo stress che accumuliamo ogni giorno e,
grazie al tocco sapiente di chi ci tratta, apre il circuito dei meridiani rendendoci più
forti e reattivi. Obiettivo è il benessere generale.
Flora Curci, operatrice shiatsu zen, con studio a Milano in via Sirtori 14 (Porta Venezia),
tel. 02 20 47 689, offre un’occasione davvero speciale per i lettori di Hod:
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Propongo una seduta di “Attenzione globale” a prezzo scontato: comprende una diagnosi energetica addominale, un intervento
sui “vuoti e i pieni” dei canali energetici (meridiani) e un relax totale. Grazie a questo trattamento mal di schiena, cefalea, dolori
articolari e cervicali, coliti, ansia, stress e insonnia migliorano nettamente. “Attenzione globale” dura un’ora, il prezzo pieno è 42 e,
le clienti che presenteranno una copia di
questo articolo pagheranno 36 e. .
"
Cosa vuol dire
praticare
lo shiatsu zen?
S
ignifica che c’è maggiore morbidezza e che le eventuali pressioni sono
dolci, anche se non manca lo stretching.
Come dice il mio maestro Tetsugen, lo
shiatsu zen è essere attivi con il corpo, la
mente, lo spirito, anche se si è distesi comodamente sul tatami e tutto il movimento è fatto dall’operatore. ■
54 -
HOD 28
Intelligenza Relazionale
ssere in relazione, vivere la relazione, relazionarsi, assumere
la responsabilità della relazione... concetti che rimandano ad
un legame, ad un intreccio, ad un annodamento... relazione
come capacità di essere in contatto, di sentire il rapporto con l’altro...
...l’altro che è fuori di me e l’altro che è in me… ...il mio mondo interno, l’insieme degli aspetti che costituiscono la mia persona (sensazioni, emozioni, immaginazioni, pensieri...)...
... l’essere in contatto che si basa su di una competenza fondativa:
la consapevolezza, come presenza, come attenzione, come “esserci”
laddove le cose accadono...
E
a capacità di porsi in relazione è una competenza che, come ogni altra,
può essere accresciuta, stimolata,
sostenuta, accompagnata, ampliata, approfondita...
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L
avorare sulla relazione
implica mettere in gioco
le proprie competenze,
assaporare le proprie modalità di
essere in rapporto a sé e agli altri,
vivere esperienze e attribuire significato a queste, portando coscienza ai vissuti per trasformarli
in apprendimento emozionale,
creativo e infine concettuale.
H O D 2 8 - 55
Attività Settimanale
del Centro
ad ingresso gratuito per i soci
Lunedì ore Autoguarigione per l'Ambiente
Meditazione guidata
Pratica per purificare il corpo la mente
e l’ambiente
●
n metodo speciale per purificare e rigenerare
l’ecosistema basato sulla saggezza tantrica:
come riconoscere l’interdipendenza tra il mondo
interiore e l’universo intero per potersi collegare
con la pura energia delle cinque Grandi Madri de
gli elementi interni ed esterni (acqua fuoco ven
to terra e spazio)
U
Martedì e Giovedì ore Guru Puja (Lama Champa)
Preghiera e Meditazione
●
a Guru Puja è uno dei testi basilari di studio e di
pratica della tradizione Ghelupa È possibile nel
partecipare alla celebrazione seguire la recitazio
ne con un testo (sadana) oppure rilassarsi e medi
tare in silenzio Un’occasione per accumulare me
riti sul cammino spirituale e dedicare quest’ ener
gia all’esaudimento dei propri desideri Chi lo desi
dera può portare un’offerta di cibo che verrà con
divisa con tutti i partecipanti
L
Mercoledì
● Ore Autoguarigione Tantrica
NgalSo Meditazione guidata
● Ore Autoguarigione Tantrica
NgalSo Meditazione guidata
na tecnica di meditazione per rilassare e cura
re il corpo la parola e la mente Si avvale della
combinazione di mantra gesti simbolici (mudra)
visualizzazioni e respirazioni per agire sui chakra e
i canali di energia che costituiscono il corpo e la
mente sottili L’Autoguarigione Tantrica ci insegna
a riconoscere la relazione tra i disturbi emozionali
e quelli fisici e potenzia l’energia aurica ■
U
56 -- H
HO
OD
D
2
28
8
Kunpen Lama
APPUNTAMENTI
CON LAMA GANGCHEN RINPOCHE
Sabato e Domenica
Novembre ore Iniziazione dei 5 Zambala
Zambala è considerato la divinità per l’incremento
della “ricchezza” Questa pratica è in relazione al
le famiglie dei Dyani Buddha:
Zambala bianco famiglia di Vairochana elimi
na le malattie la povertà il karma negativo e gli
ostacoli rafforza tutte le virtù e la ricchezza realizza il potere di pacificazione;
●
● Zambala rosso famiglia di Amitaba attrae
amicizie ricchezza e abbondanza realizza il po
tere in genere;
Zambala giallo famiglia di Ratnasambava in
crementa il karma positivo la longevità la sag
gezza e soddisfa le necessità materiali e spirituali
realizza il potere dell’incremento;
●
● Zambala nero famiglia di Akshobia rimuove i
disturbi mentali e le malattie protegge dai furti e
provvede alle necessità basilari di ognuno rea
lizza il potere di stabilità;
● Zambala verde famiglia di Amogasiddi aiuta a
portare a compimento le azioni purifica i blocchi
che provocano azioni sfortunate e interferenze realizza il potere che tutto compie
Sab e Dom Dicembre
ore Iniziazione di Vajrapani
ajrapani è la speciale manifestazione di
Buddha Shakayamuni che soggioga le
V
afflizioni mentali e le trasforma in energie
di protezione e guarigione Detentore del
dorje ha accesso a tutti i segreti della men
Breve Biografia di Lama Gangchen Rinpoche
Gangchen
Istituto nato nel 1989
per la diffusione e lo studio
della Filosofia Buddhista Tibetana,
dell’Arte e della Cultura
Medica Himalayana,
dell'Autoguarigione Tantrica NgalSo
e dell’Educazione alla Pace
Associato all'Unione
Buddhista Italiana
te conscia e inconscia affrontandoli e fa
cendo pace con loro Dal punto di vista tan
trico la malattia mentale può dipendere da
una esperienza traumatica Lama
Gangchen ci insegna come trasformare i
demoni del nostro mondo interiore e ci
conduce a riscoprire la natura di puro cri
stallo della nostra mente
Con la partecipazione
di Lama Michel Rinpoche.
la Segreteria del Centro
è aperta dal lunedì al venerdì
dalle ore 10 alle 12.30
e dalle 15 alle 19
PER INFORMAZIONI
E ISCRIZIONI AI CORSI:
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Lama Gangchen Rinpoche è nato nel Tibet occidentale
nel Giovanissimo è stato riconosciuto come la rein
carnazione di un Lama guaritore e all’età di anni fu in
vestito col titolo di guida spirituale del monastero di
Gangchen Choepeling
A anni ha ricevuto il diploma “kachen” di solito con
ferito dopo vent’anni di studio Fra i e i anni ha stu
diato medicina astrologia meditazione e filosofia in due
delle principali università monastiche del Tibet: Sera e
Tashi Lhumpo Ha inoltre studiato a Gangchen Gompa
Tropu Gompa e nel monastero di Neytsong È stato di
scepolo di alcuni dei più importanti Lama della tradizio
ne Ghelupa come SS Trjichang Rinpoche Nel in
esilio in India ha continuato gli studi all'università
“Varanasi Sanskrit” a Benares e nel ha ricevuto il
grado di Geshe Rigram (simile a un dottorato) dall’uni
versità monastica di Sera nell'India del sud Dopo la lau
rea ha lavorato come lama guaritore nelle Comunità ti
betane in Nepal in India e nel Sikkim ha salvato la vita
di molte persone ed è stato nominato medico privato
della Famiglia Reale Nel visitando l’Europa per la
prima volta ha preso la residenza e la cittadinanza italia
na Lo stesso anno ha aperto il suo primo centro euro
peo: Karuna Choetsok a Lesbos in Grecia Qui ha pianta
to un albero della bodhi nel “giardino di Buddha” con cui
ha consacrato l’inizio di una lunga serie di statue thanke
ed immagini di Buddha per la pace nel mondo Dal ha viaggiato in tutto il mondo curando insegnando e
guidando molti pellegrinaggi in alcuni dei luoghi santi
più importanti Da anni promuove un progetto molto
importante: l’integrazione fra la medicina tibetana (un
incredibile tesoro ancora sconosciuto al genere umano)
con la medicina allopatica
Lama Gangchen Rin
poche è il detentore di
un liniaggio antico ed
ininterrotto di Maestri
Tantrici nato ai tempi
di Buddha Shakyamuni
L’autoguarigione Tan
trica Ngalso è basata
sugli antichi insegna
menti del Buddha ma è
adattato alla gente mo
derna
Attualmente ha più di
centri per l'educa
zione della pace inte
riore e gruppi di studio
in tutto il mondo ■
H O D 2 8 - 57
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H O D 2 8 - 59
Reiki
di Gaetano Vivo,
Maestro di Reiki
L'
appoggiare le mani sul corpo non è
un'idea del tutto sconosciuta. Se un nostro figlio si fa male o se ci facciamo
male noi stessi, la prima cosa che ci viene in
mente di fare è mettere le mani sulla parte ferita per sentirci meglio. Il contatto fisico fornisce calore e sentimenti di tenerezza e amore, e
molte terapie lo prevedono come parte di un
processo di guarigione.
I
l Reiki non è una religione né un culto, ma
è una guarigione naturale che fornisce energia nella forza vitale. Il terapista Reiki
riceve questa energia e attraverso le proprie
mani la canalizza nel corpo del paziente. Si
prova un senso di benessere totale quando si
opera sui centri di energia nel corpo.
La guarigione non è certo soltanto rimuovere
un sintomo, come si pensa comunemente, ma
è un processo completo e risolve appieno la
causa della malattia stessa.
Sebbene il Reiki sia nato in Oriente, oggi viene usato in larghissima scala soprattutto in
Occidente ed è praticato per guarire una serie
di malattie diverse sia mentali sia fisiche. È
uno dei doni più belli che si possano ricevere
e dividere con altri, é amore universale, compassione, armonia ed equilibrio, tutte qualità
che ci portano verso un senso di integrità, attraverso un sentiero di gioia e felicità.
60 -
HOD 28
I
l Reiki è una semplice tecnica praticata con
l'imposizione delle mani sul corpo. È un
contatto terapeutico che permette all'energia di attraversare il corpo del paziente attraverso le mani del terapista che canalizza un'energia pura e purificatrice da una forza superiore che, in questa sede, chiamiamo Universo.
Praticare il Reiki è un buon esercizio per gli
studenti. Si esegue prima a livello mentale e
poi a quello fisico. È bene sottoporre a Reiki
ciò che si mangia, ciò che si beve, gli animali domestici, le medicine che si assumono, le
piante di casa, la stanza in cui si dorme, la
propria abitazione. Si sarà piacevolmente sorpresi dalla vibrante energia dalla quale si sarà
circondati. L'universo ci fornisce una certa
quantità di energia giornaliera.
Molte persone oggi si stanno avvicinando al
Reiki, consapevoli del benessere che i trattamenti Reiki sprigionano. È una terapia molto
rilassante che guarisce dallo stress, dall'ansia
e da tutto ciò che quotidianamente mina il nostro stato fisico.
L'energia Reiki che il terapista trasmette al
paziente è un'energia purificatrice che spazza
via quella di cui il corpo non ha più bisogno e
che in qualche modo si è accumulata nel corpo stesso. Il trattamento di Reiki funziona liberando i chakra da energie non volute (per
alcuni “energia negativa”). I chakra sono cen-
tri di energia. Ce ne sono molti nel nostro corpo, ma noi c'interesseremo solo dei sette maggiori.
Il Reiki si trasmette attraverso
un rituale iniziatico.
iniziazione o armonizzazione
connette il maestro alla fonte
dell'energia universale per tutta
la vita. Il collegamento alla fonte e l'abilità di canalizzare l'energia s'incrementano maggiormente nei successivi
momenti del rito. Per connettersi all'energia universale il ricevente pone le
proprie mani su se stesso o su altri per
fare in modo che l'energia scorra attraverso di lui automaticamente.
Durante il trattamento nel terapista
avviene una crescita del KI che lo
porta a sentirsi energizzato e in grado
di eseguire anche più trattamenti, uno
dopo l'altro.
Le sue energie non si esauriranno mai
perché provengono dalla Forza
Universale di cui egli è tramite.
Il terapista non assorbe alcuna energia dal paziente. Essa, infatti, è eliminata attraverso le
estremità del paziente stesso (dita delle mani
e dei piedi).
Questa è la differenza basilare che intercorre
tra Reiki e Pranoterapia.
● Il Reiki guarisce qualunque tipo di problema, basta desiderarlo veramente a livello
inconscio.
● Pensieri e sentimenti di rancore sono le
cause principali della restrizione dello scorrere dell'energia KI.
● La mente è responsabile della maggior parte delle malattie nel mondo moderno.
● Il Reiki opera direttamente sul subconscio
che racchiude questi pensieri e sentimenti e
spezza questo circolo vizioso mandando
via i pensieri negativi per sempre.
L'
D
opo questa fase di "eliminazione" e pulizia, il KI è libero di scorrere nel corpo
equilibrando le funzioni del corpo fisico e restaurando condizioni di salute ottimali.
Se si pensa ad una casa piena di luci il processo di iniziazione non è altro che l'azione di
accendere le luci nella casa. Gli interruttori
che sono collegati alle luci rappresentano i
chakra. I chakra collegano il corpo fisico alla
supercoscienza. Queste luci richiedono riparazioni e devono essere testate per assicurare
che non ci siano.
T
rovo che in Italia esista una grande disinformazione sul Reiki per merito di alcuni maestri senza scrupoli che hanno fatto
del Reiki soltanto un business lucrativo. Il
Reiki non è tutto ciò, è giusto che i lettori sappiano che il Reiki è soltanto amore, e può essere donato soltanto con la bontà e la compassione che ogni essere umano ha dentro di sé,
basta soltanto risvegliare il nostro cuore a tale
disciplina. ■
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H O D 2 8 - 61
Prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici
Dieci week end all’anno per tre anni di intenso studio
e di profonda alchimia spirituale
La scuola intende preparare al discepolato e al cammino iniziatico,
fornendo gli strumenti teorici e pratici per focalizzare stabilmente la propria coscienza
sul piano dell’anima, requisito fondamentale per potere operare
nel campo della guarigione esoterica. Il programma estremamente vasto,
spazier dalla conoscenza dei chakra, dell aura, dei corpi sottili,
al carma, alla psicologia esoterica, alla conoscenza e all uso delle energie di raggio.
Un guaritore esoterico deve poter aiutare i suoi fratelli a far fluire l energia dell anima,
fonte di ogni vera guarigione, e deve sapere come questo pu avvenire
in pratica. L iscrizione alla scuola comporta una decisa scelta di vita
nel senso della trasformazione del proprio s inferiore e del servizio agli altri.
Chi non avesse questi precisi intenti sappia che non potr essere accettato
nella scuola, che sar fra l altro a numero chiuso.
Per informazioni: Massimo Rodolfi tel-fax 059/93.73.27
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Arte del massaggio
Il messaggio del massaggio
L’
Arte del Massaggio è una scuola di Massaggio che presenta una metodologia nuova e rivoluzionaria per quanto riguarda la cura del corpo.
Ognuno di noi ha difficoltà a prendersi cura quotidianamente del proprio fisico. Abbiamo completamente ignorato il vecchio detto: mens sana in corpore sano,per cui sempre di più ci ammaliamo e ci indeboliamo.Lo scopo di questa scuola è di riprendere in mano il proprio corpo e quindi la propria vita,conoscere quel meraviglioso mondo del contatto fisico che ci riappropria della nostra
vitalità. Nei corsi si impara il massaggio ma non solo, ci si massaggia a vicenda, si sviluppa la sensibilità tattile a
cui noi insegnanti del Metodo diamo enorme attenzione. Ci si riappropria del nostro “sentire”, si sviluppa la
tecnica e insieme la sensibilità e intuizione personale.
I corsi sono strutturati in modo tale che i partecipanti oltre a sviluppare la conoscenza del Massaggio, sviluppano contemporaneamente una grossa Crescita Personale. I corsi sono ludici, abbiamo deciso di insegnare
con il gioco concetti e temi importanti perché nella semplicità tutto è più facile ed entrano maggiormente le
nozioni.I nostri corsi sono un cocktail esplosivo di vitalità in cui ogni partecipante può attingere differenti ispirazioni. Inoltre, imparando il Massaggio si può essere utili al prossimo. Portando una Metodologia nuova, questa scuola è utile sia ai professionisti del settore che a persone digiune in questo campo.
Per tutti quelli che desiderano crescere e migliorarsi: Questa scuola è per Voi.
Isabella Tavilla, massoterapista, dall’89 lavora nell’ambito
delle tecniche di massaggio, integrando e approfondendo le metodologie orientali
con quelle occidentali. Collabora con medici e terapeuti a Milano.
Corsi di:
● Massaggio classico (Metodo Isabella Tavilla)
I° - II° - III° livello
● Linfodrenaggio
● Massaggio con Floriterapia (Fiori Italiani)
● Tecnica Metamorfica
● Serate promozionali del massaggio
(Metodo Isabella Tavilla)
●
Serate esperienziali sui Fiori Italiani
Arte del Massaggio
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Via Milani, 3 - Milano
Tel. 02/70.63.61.87 - 338/98.66.242
e-mail: [email protected]
www.artedelmassaggio.it
este
✩
Feste
✩
Feste
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Feste
✩
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Feste
Feste tradizionali nelle nostre regioni
a cura di Marina Robbiani
Cosa: Fiera dei pastori
Come: Assolutamente da non perdere questo incredibile mercato storico delle statuine da presepe.
Ne troverete di ogni dimensione, materiale e soggetto, compresi i personaggi di attualità.
Dove: A Napoli, in via S. Gregorio Armeno
Quando: nei mesi di novembre e dicembre
Note: tel. 081 55 23 148
Cosa: Festa di S. Andrea
Come: Tradizione vuole che si accenda un grande falò su cui cuocere le triglie da mangiare tutti
insieme. Segue processione in costume.
Dove: A Presicce (Lecce)
Quando: ultima domenica di novembre
Note: tel. 0833 72 64 05
Cosa: Natale
Come: Per Santa Lucia è costume preparare “la
cuccia natalizia”, e cioè presepi di tutte le dimensioni, da grandi in miniatura allestiti sia nelle chiese che nei quartieri.
Dove: A Paola (Cosenza)
Quando: 13-31 dicembre
Note: tel. 0982 58 34 85
Cosa: Presepe artistico
Come: Famosa per le sue pregiate ceramiche,
Castelli propone il suo presepe artistico-tradizionale con figure in ceramica a grandezza naturale.
Un’occasione in più, se viaggiate da queste parti,
per fermarvi.
Dove: A Castelli (Teramo), chiesa di S. Maria e SS.
Salvatore
Quando: nel mese di dicembre
Note: tel. 0861 97 95 50
Cosa: Fiera del radicchio
Come: Si festeggia il radicchio rosso trevigiano,
tra bancarelle a volontà.
Dove: A Treviso, in piazza dei Signori sotto la
64 -
HOD 28
Loggia del Palazzo del Trecento
Quando: 14 dicembre
Note: tel. 0422 54 96 48
Cosa: Fiaccolata della pastorella
Come: Una fiaccolata con musica e canti di
Natale arriva in piazza dove viene costruito un
grande falò attorno a cui si aspetta la messa di
mezzanotte.
Dove: A Canneto sull’Oglio (Mantova)
Quando: 24 dicembre
Note: tel. 0376 71 700
Cosa: Il getto dei fiori
Come: Il tutto nasce da una leggenda che racconta di come, all’epoca della strage degli innocenti, in val Gardena i bambini, gettati dai soldati
romani giù dalla montagna, si trasformarono, cadendo, in fiori. In ricordo di questa storia, un
gruppo di sciatori vestiti con i costumi tradizionali raggiunge un dirupo e getta fiori nel burrone.
Dove: A Selva di Val Gardena (Bolzano)
Quando: 28 dicembre
Note: tel. 0471 79 51 22
Cosa: Fagiolata
Come: Risale, pare, al 1200 ed è la festa padronale di S. Defendente. Per questa occasione si raccolgono fagioli casa per casa e si cuociono in piazza
allargando il banchetto a tutti i presenti.
Dove: Ad Asti
Quando: 2 gennaio
Note: tel. 0141 20 60 61
Cosa: Nott de bisò
Come: Dopo aver mangiato specialità locali e bevuto vin brulé, si brucia il fantoccio del “Niballo”
(una volgarizzazione di Annibale), un rogo che ha
l’intento di scacciare i vecchi guai e di propiziare
l’anno nuovo.
Dove: A Faenza (Ravenna), in piazza del Popolo
✩
✩
Feste
✩
Feste
✩
Feste
Quando: 5 gennaio
Note: tel. 0546 69 12 95
Cosa: Il pignarul
Come: Si tratta di un corteo presieduto dal
“Vecchio Venerando”, dai re Magi e dai paesani recanti doni in natura da regalare ai presenti. Una
volta raggiunto il castello di Coja, si dà il via al
grande pignarul (falò) dal cui fumo si traggono
auspici: “Se volge a oriente, l’annata sarà propizia,
se dirige a occidente ci saranno difficoltà.” A questo punto si accendono gli altri falò preparati tutt’intorno. Molto suggestiva, è un’usanza proveniente dai Celti, che erano soliti accendere grandi
fuochi propiziatori al dio Beleno.
Dove: A Tarcento (Udine)
Quando: 6 gennaio
Note: tel. 0432 78 56 22
✭✭✭✭✭✭✭✭
Cosa: I presepi viventi fanno parte di una
nostra antica tradizione che ancora oggi si
incontra in tutta Italia, da nord a sud. Ve ne
segnaliamo alcuni tra i più folcloristici:
Come: Dietro una stella cometa illuminata si snoda il corteo dei pastori in costume che, attraversando il paese, arriva alla capanna della Natività,
con figure viventi.
Dove: A Viola (Cuneo)
Quando: 24 dicembre
Note: tel. 0174 73 121
Come: Il presepe vivente si svolge nelle grotte di
tufo di origine paleolitica.
Dove: A Montenero di Bisaccia (Campobasso)
Quando: 24 dicembre
Note: tel. 0875 95 921
✩
Feste
✩
Feste
✩
Feste
primo presepe vivente. Ecco dunque riproposta
l’antica rappresentazione a partire dalla sera della
vigilia di Natale, quando degli araldi a cavallo invitano i fedeli a salire al santuario con una fiaccolata. Qua si svolge la rievocazione della leggenda di
S. Francesco e durante la messa di mezzanotte
viene distribuito del fieno benedetto. Il rito si ripete la notte del 26 dicembre e del 6 gennaio.
Dove: A Greccio (Rieti), Santuario di San Francesco
Quando: 24, 26 dicembre e 6 gennaio
Note: tel. 0746 75 01 27
Come: In questo caso è tutto il paese che viene
trasformato in un grande, collettivo presepe.
Dove: A Vallo di Nera (Perugia)
Quando: periodo natalizio
Note: tel. 0743 61 61 43
Come: Si chiama “Come a Betleem” ed è la fedele
ricostruzione di un villaggio della Palestina ai tempi della nascita di Gesù. È un vero spettacolo, il
presepe vivente si avvale di centinaia di “attori”.
Dove: A L’Aquila, nella frazione di Pianola
Quando: 25 dicembre
Note: tel. 0862 63 51 02
Come: Una processione in costume va in piazza,
dove compone il presepe.
Dove: A Argegno (Como)
Quando: 1° gennaio
Note: tel. 031 82 12 16. ■
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Come: Antico luogo di predicazione di S.
Francesco, si deve proprio a Greccio la nascita del
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ella tradizione dei nativi d’America, Pow Wow era una grande festa. Molti
Indiani, appartenenti a tribù diverse, si radunavano, danzavano, giocavano
e condividevano le loro esperienze e quello che avevano scoperto e imparato. Era un grande momento d’incontro degli Uomini, della Terra e delle Energie per
ritrovare un senso d’identità e unità.
l concetto di Pow Wow oggi può insegnarci a radunare il meglio delle nostre
energie e dei nostri talenti. Trovarci assieme, per condividere le nostre
scoperte e le nuove informazioni, rafforza la nostra capacità di guarire noi stessi e di vivere in armonia con il pianeta.
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mente e spirito, in modo semplice e naturale.
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Bach, i Massaggi Anti-Stress ed Energetico, le sedute di Pranoterapia,
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movenze lente e armoniose del Tai
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costante aggiornamento delle tue conoscenze. ■
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Metamorfosi
Sciolgo la matematica materia,
con la leggerezza dello spirito.
La mia metamorfosi.
La tua sarà diversa.
Sarà la tua!
Pensieri per la Nuova Era è una
raccolta di “scritti” che vuole
dare, ad un mondo che va sempre di fretta, in giornate sempre
più piene e caotiche, l’immediatezza di una frase che possa far
riflettere, in cui ritrovarsi, di cui
si possa dire “è quello che sento
anch’io”!
Camminando in giro per la città,
guardando la televisione, ascoltando la radio si è travolti da
mille messaggi, soprattutto pubblicitari, il cui fine è quello di
creare delle necessità per vendere qualcosa.Mille messaggi che
ci chiedono!
Questi scritti, invece, vogliono
DARE!!!
Dare una parola di conforto, di
speranza, d’ispirazione. Usate
questo libro, lasciate che diventi
un “piccolo compagno di viaggio” nella vita di tutti i giorni.
Aprite a caso le pagine e lasciate che il testo vi dia un messaggio, una conferma, o semplicemente vi permetta di farvi delle
domande!
Leggere è molto importante. La
vita si crea tutti i giorni sulla base di quello che pensiamo. La
maggior parte di questi pensieri
ci arrivano dalla nostra educazione. Le nostre esperienze personali, ciò che riusciamo a “fare
nostro” dell’esperienza delle altre persone, sia parlando con loro sia leggendo, ci porta ad ampliare la nostra mente. Più la
mente è aperta, più sarà varia e
completa la nostra vita!
Questi scritti sono il mio piccolo
contributo, sia come essere umano sia come Terapista. Anch’io
parlo con molte persone, leggo e
mi approprio di ciò che ritengo
utile dell’esperienza degli altri.
Siamo tutti uniti da un sottile, invisibile ma forte filo blu, e lo
scambio d’informazioni è la ragione per cui siamo nati in questo pianeta insieme a tante altre
persone.
Vi mando un caro abbraccio,
sperando che queste parole così
come i miei Pensieri vi possano
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Stella Romanelli
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Garibaldi;
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Natale e la vigilia);
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“Mercatino di Natale” a Bressanone (Bolzano), piazza del Duomo
(chiuso il giorno di Natale e il primo
dell’anno);
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piazza S. Ambrogio;
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stiglione Olona (Varese), centro storico;
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centro storico;
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storico;
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Roma, Grand Hotel Parco dei Principi (via Frescobaldi, per conferma tel. 06/36.30.72.20);
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Langhirano (Parma), centro commerciale;
● 8 Dicembre - “Mercatino dell’antiquariato,
modernariato e artigianato” a Calusco d’Adda (Bergamo), centro storico;
● 8 Dicembre - “Fiera dell’Antiquariato” a
Sansepolcro (Arezzo), piazza S. Chiara e via
L. Pacioli;
● 8 Dicembre - “Mercatino di Natale” a Agra (Varese), centro storico;
● 13 Dicembre - “S. Lucia in fiera” a Napoli,
via S. Lucia (per conferma tel. 081.62.19.51);
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Novegro (Milano), Parco Esposizioni;
● 13 Dicembre - “Mercatino di Natale” a
Gussago (Brescia), piazza V. Veneto;
● 13 e 14 Dicembre - “Fiera di S. Lucia” a
Trento, centro storico;
● 14 Dicembre - “Mercatino di artigianato”
a Verrès (Aosta), centro storico;
● 14 e 15 Dicembre - ”Mercatino dei Miracoli” a Venezia, campo S. Maria Nova;
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a Roma, piazza Augusto Imperatore. ■
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Natural 1 è una rivista mensile di informazione
tecnico-scientifica nel campo del naturale.
●
Contenuti: I principali temi di cui si occupa sono:
Cosmetica Naturale - Fitoterapia - Nutraceutica.
Vi collaborano i più quotati esperti del settore a livello internazionale.
All’interno della rivista sono presenti inoltre numerose rubriche
di attualità, che spaziano dall’informazione legale a quella
del fiscalista, a quella delle Associazioni, alle notizie internazionali.
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(cm 21x27), Natural 1 ha come caratteristica essenziale
la cura posta nella ricerca fotografica/iconografica e l’alta qualità
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Periodicità: mensile. Le uscite previste nell’arco dell’anno sono dieci
(gennaio/febbraio e luglio/agosto numeri unici).
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Diffusione: Distribuita in abbonamento postale, la rivista raggiunge
non solo tutte le Erboristerie, ma anche le Farmacie con reparto
erboristeria, i Negozi di alimentazione naturale, i Centri benessere,
le Aziende produttrici e distributrici italiane ed estere nei settori
di riferimento, le Università, gli Enti, le Biblioteche,
le Associazioni, le Camere di Commercio, le Ambasciate,
i Consolati e le principali fiere in Italia e all’estero.
Questa iniziativa editoriale, prima di una serie che si sta già
sviluppando coinvolgendo anche Internet, è il risultato
del lavoro e dell’esperienza della G & V nel settore
dell’editoria/prodotti naturali e risale al 1978.
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L’Iridologia
a storia della scuola di Iridologia e Naturopatia "Luigi Costacurta", prima iniziativa in Italia per la formazione di operatori sanitari non medici, prende il via da
un fatto reale accaduto alla fine dell'Ottocento, quando il medico ungherese
Iganz Peczely raccolse un gufo con la gamba spezzata. Accortosi che in un occhio
dell'uccello era comparsa una macchia, Peczely si rese conto della relazione tra la
zampa e la macchia nell'iride e nel 1880 pubblicò la sua prima ricerca sull’iridologia.
In seguito furono diversi gli studiosi che, sia a livello nazionale che internazionale, si
interessarono del problema. Tra essi ricordiamo il cileno Lezaeta nonché proprio il
suo discepolo Luigi Costacurta, che attraverso i suoi studi ha perfezionato la Mappa
iridologica rendendola in grado di indicare la posizione dei vari disturbi o alterazioni
nell'organismo.
Tra le opere di Luigi Costacurta, si annovera un Trattato di Iridologia che resta fondamentale per l’apprendimento della disciplina scientifica.
L
el 1988 Luigi Costacurta dava inizio all'attività dell'Accademia Nazionale
di Scienze Igienistiche Naturali "Galileo Galilei" e alla Scuola di Iridologia
e Naturopatia che ha lo scopo di formare iridologi naturopati operatori
non medici, corrispondenti agli Heilpraktiker della Germania, che da tempo svolgono la propria attività curando e assistendo quei cittadini che non credono nei sussidi terapeutici della medicina convenzionale, bensì ripongono le loro speranze di salute nelle risorse della natura.
Questa attività si è inserita e sviluppata in una diffusa tradizione di medicina naturale caratteristica delle regioni mitteleuropee come l'idrotermofangoterapia, l'iridologia
e la fitoterapia. A questo filone mitteleuropeo della medicina naturale rappresentato
da Hahn, Priessnitz, Kneipp, Rikli, Kuhne, Felke si collega il cileno Manuel Lezaeta
Acharan, che sviluppa il pensiero scientifico dell'igiene naturale enunciando la teoria
dell'equilibrio termico, in seguito integrata, sistematizzata ed arricchita da Luigi
Costacurta.
N
Accademia Nazionale di Scienze Igienistiche Naturali Galileo Galilei di
Trento ha privilegiato la ricerca alla scoperta e alla divulgazione dei rimedi fondamentali: si occupa quindi dalla fitoterapia alla fienoterapia,
dall'idroterapia all'alimentazione naturista. A sua volta Luigi Costacurta ha formato un gruppo di discepoli a cui sono tuttora affidate l'organizzazione e la direzione
dell'Accademia, spalancando così ai malati le porte della medicina naturale e della
guarigione. ■
L'
Per informazioni ed iscrizioni
ACCADEMIA "G. GALILEI" – Largo N. Sauro, 11 – 38100 Trento
tel. e fax 0461 98 51 02 - e-mail: [email protected]
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HOD 28
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HOD Benessere N° 28 - novembre