Anno XXVIII (XLIV) - N° 1 - GENNAIO 2011 • Via S. Lucia Filippini n° 25 • Tel. 826050 • Montefiascone (VT) - "Poste Italiane SpA • Sped. in A.P. - Art. 1 Comma 2 D.L. 353 del 24/12/2003 - DCB Centro Viterbo" «La Voce»- Mensile di Montefiascone - Direttore Agostino Ballarono e-mail: [email protected] - Responsabile Angelo Gargiuli D i r e z i o n e , r e d a z i o n e : 0 1 0 2 7 M o n t e f i a s c o n e , V i a S.L. Filippini, 2 5 - Tel. 8 2 6 0 5 0 - A u t o r i z z . Tribunale d i V i t e r b o n° 2 7 2 del 4 - 1 2 - 1 9 8 2 Tipo-Lito «Silvio Pellico» di Marroni e C. s.n.c. - Via Paternocchio, 35 - Montefiascone - Tel. e Fax: 0 7 6 1 . 8 2 6 2 9 7 - e-mail: [email protected] SALUTO ED AUGURIO A tutte le componenti della S. Chiesa di Viterbo A tutti coloro che - Istituzioni e cittadini vivono nel territorio dell'Alta Tuscia F 40 Grazia e pace! Con il 16 marzo 2010 ho consegnato al Santo Padre Benedetto XVI - a norma delle disposizioni del Codice di Diritto canonico - la lettera di dimissioni dal servizio episcopale nella Diocesi di Viterbo per raggiunti limiti di età (can. 401). I Vescovi nelle Chiese sono successori degli Apostoli, sono cioè "invitati". La loro missione - che è consacrazione per sempre - non finisce mai: è grazia dello Spirito Santo. Ma le condizioni di essa sono determinate all'interno della comunità ecclesiale, cum Petro et sub Petro, per un'azione di comunione e di collegialità. Ora il mio mandato di Vescovo e Viterbo è compiuto. Fino all'ingresso canonico in Diocesi del successore, seguiterò il mio ordinario ministero episcopale e avremo modo di incontrarci e salutarci ancora. Innanzitutto per dire il grazie del cuore a Dio, alla Chiesa e, singolarmente, al Santo Padre Benedetto XVI - che è venuto a confermarci il suo affetto con la Visita pastorale del 6 settembre 2009 - e per riesprimere a ciascuno di voi la comunione intensa e commossa che ci ha legati in questi tredici anni che hanno segnato il cammino: a partire da Rieti, attraverso Sora-Aqulno-Pontecorvo, Aversa e nei molteplici servizi locali, regionali e nazionali (CEI). Ma ora subito tutta l'attenzione - cordiale e gioiosa - si apre al futuro e si concentra sulla persona del successore, il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato - ed è gioia - come nuovo Vescovo della Diocesi di Viterbo S.E. Mons. Lino Fumagalli finora Vescovo di Sabina e Poggio Mirteto Carissimo Vescovo Lino, amico, fratello: vieni. Ecco la Chiesa che il Signore ti affida, sua Sposa acquistata col sangue, suo Campo dalia coltivazione impegnativa; Casa della sua Parola e del suo Pane e, soprattutto, popolo adunato nel nome della Trinità e famiglia chiamata a vivere della legge nuova dell'amore. Tutte le componenti ecclesiali: presbiteri, diaconi, seminaristi, religiosi e religiose, di vita attiva e contemplativa; il laicato nelle diverse età, condizioni di vita, esperienze associative; insieme alla comunità civile, ai diversi livelli e nei differenti ambiti, dentro i complessi dinamismi sociali, spesso fragili, difficili e preoccupanti per non poche categorie, con le Istituzioni del territorio, ti attendiamo con cuore aperto, con animo fiducioso, con intensa preghiera per camminare nella verità e nella carità, per crescere nella fede e promuovere ogni persona verso una società di giustizia, di solidarietà, di pace. E' una Chiesa in cammino. E' un territorio carico di speranze. E' questa una Diocesi nella quale le tante memorie sono eredità preziosa, ma per la quale il futuro è un bisogno e un compito. Con questi sentimenti mi è caro consegnare a te, cara Chiesa di Viterbo, che, per tredici anni ho amato e servito, il primo saluto del nuovo Vescovo, in attesa di consegnargli il "Pastorale", segno della missione che il Signore nella decisione del Santo Padre Benedetto XVI, ha ora voluto affidargli. Ci stringe tutti il vincolo della preghiera, della comunione fraterna, dell'affetto. Le Sante e i Santi che, come stelle, segnano questo territorio, dal 1986 nella sua configurazione ecclesiastica di una Diocesi, la Vergine Maria, Madonna della Quercia sua celeste Patrona, a te, carissimo fratello Lino, danno con tutti noi il "benvenuto". Come tuo fratello e predecessore ti abbraccio a nome di tutta la Chiesa di Viterbo, nel bacio santo del nostro Signore Gesù. Viterbo, 11 dicembre 2010 + Lorenzo Chiarinelli Vescovo di Viterbo S,E, Rema Mons, Lino Fumagalli nuovo Vescovo di Viterbo Il Santo Padre Benedetto XVI ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Viterbo, presentata da S.E. Mons. Lorenzo Chiarinelli, in conformità al can. 401 §1 del Codice di Diritto Canonico. Il Papa ha nominato vescovo della diocesi di Viterbo S.E. Rev.ma Mons. Lino Fumagalli, finora vescovo della diocesi suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto. Ai fedeli della Chiesa Santa di Dio che è in Viterbo Carissimi, le vie spesso imperscrutabili del Signore, hanno voluto che le nostre vite s'incontrassero per camminare insieme per realizzare il progetto di Dio su di noi. Tutto è grazia e tutto concorre al bene di coloro che confidano nel Signore. Vengo a Voi con umiltà, come padre, fratello ed amico, desideroso di essere in mezzo a Voi, insieme con i nostri Presbiteri, presenza viva del Cristo Buon Pastore. M'inserirò nel solco tracciato dal caro fratello ed amico Mons. LORENZO CHIARINELLI che con intelligenza d'amore, dedizione generosa e vivacità pastorale ha guidato la nostra Chiesa per più di tredici anni. Grazie, carissimo Don Lorenzo, siamo sicuri che continuerai il Tuo servizio pastorale tra noi con la preghiera ed il fraterno e prezioso consiglio. Mi permetto di formulare, miei cari fratelli, un desiderio che vorrei caratterizzasse il nostro cammino pastorale: il Servo di Dio Giovanni Paolo il nella Novo Millennio Ineunte (43), c'invitava a fare della Chiesa la casa e la scuola della Comunione che ci spinge a portare lo sguardo del cuore sul mistero della Trinità che abita in noi e la cui luce va colta anche sul volto dei fratelli che ci stanno accanto vedendo tutto ciò che di positivo c'è nell'altro per accoglierlo e valorizzarlo come un dono di Dio: un dono per me. Accogliamoci quindi come un dono di Dio: Voi tutti come dono prezioso per me, dono da ricevere, valorizzare, far crescere; ed io, con le mie debolezze e limiti, come dono di Dio per Voi, per un cammino comune di Santità e Testimonianza del Vangelo. Ringrazio Dio per il dono che mi fa affidandomi la Chiesa di Viterbo e, in attesa di vedere i Vostri volti ed ascoltare la Vostra voce, affido tutti alla materna intercessione della Madonna della Quercia, nostra Patrona, ed invoco sulla nostra Chiesa l'abbondanza delle Benedizioni del Signore. Poggio Mirteto, sabato 11 dicembre MMX S. Damaso I, papa + LINO FUMAGALLI (segue a pag. 2) i LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 pag. 2 Per Benedetta XVI otto viaggi nel 20 ì I Tre viaggi e mezzo in Italia, quattro viaggi e mezzo all'estero. Più due appuntamenti natalizi nel segno dell'amore verso i fratelli più svantaggiati. L'agenda di Benedetto XVI per la fine dell'anno e il 2011 si completa con l'indicazione di dieci itinerari, alcuni già noti da tempo, altri pubblicati ieri dalla Sala Stampa della Santa Sede, ma tutti uniti dall'unico filo rosso della sollecitudine pastorale verso situazioni e Chiese particolari. LE VISITE ALL'ESTERO S U A ECCELLENZA REVERENDISSIMA MONS. VESCOVO LINO FUMAGALLI DELLA DIOCESI DI VITERBO I. NOTIZIE BIOGRAFICHE L'Ecc.mo Mons. Lino Fumagalli è nato a Roma (La Storta) il 13 maggio 1947. Ha compiuto gli studi liceali, filosofici e teologici presso il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni. Ha poi conseguito la licenza in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e la licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense. È stato ordinato sacerdote il 24 luglio 1971 per la diocesi di Porto-Santa Rufina. S a r a n n o toccati tre Paesi europei e uno africano. Si completa il panorama dei viaggi all'estero di Benedetto XVI per il 2011. Finora papa Ratzinger ha compiuto 18 visite fuori dall'Italia nei suoi cinque anni e mezzo di pontificato. L'anno prossimo all'elenco si aggiungeranno altre quattro destinazioni, due delle quali (Croazia e Benin) prima di ora mai toccate dal Pontefice tedesco. 7-8 maggio Aquileia Venezia 19 giugno San Mari Montefel 0 l 11 settembre Ancona 9 ottobre I Lamezia Terme 1 Serra San Bruni Il primo viaggio sarà proprio in Croazia, il 4 o 5 giugno. Il Papa sarà a Zagabria in occasione della Giornata nazionale delle Famiglie Cattoliche Croate che ha come motto "Insieme in Cristo" e si recherà in preghiera alla tomba del beato cardinale Alojzije Stepinac, che fu arcivescovo di Zagabria dal 1937 al 1960 e venne perseguitato dal regime comunista di Tito, morendo da martire. Madrid, per la Giornata Mondiale della Gioventù, la seconda meta estera del 2011. il viaggio è in programma dal 18 al 21 agosto. Poco più di un mese dopo (22-25 settembre) è previsto l'itinerario in Germania con tappe nella capitale Berlino, a Fruburgo e Erfurt. Infine l'Africa, e precisamente in Benin (dal 18 al 20 novembre), per la consegna del documento post-sinodale del Sinodo africano, li Benin è anche la patria del cardinale Bernardin Gantin, già decano del collegio cardinalizio, morto nel 2008. (M.Mu.) Questi gli incarichi più importanti da lui ricoperti: 1971 - 1972: Vicario della parrocchia di Fatima alla Massimilla. 1972 - 1977: Vicario della parrocchia di S. Giuseppe a S. Marinella. 1977 - 1984: Parroco di Santa Angela Merici a Santa Severa. 1978- 1999: Docente presso il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni. 1981 - 1999: Docente presso l'Istituto di Scienze Religiose della Pontificia Università Gregoriana di Roma. 1984 - 1993: Rettore del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni. 1984 - 1999: Direttore del Centro Regionale Vocazioni del Lazio 1989 - 1999: Vicario Episcopale per la Pastorale e per la Vita Religiosa della diocesi di Porto-Santa Rufina. 1990 - 1999: Canonico della Cattedrale di Porto-Santa Rufina. 1996 - 1999: Parroco della Cattedrale di Porto-Santa Rufina. 1998 - 1999: Segretario della Commissione Presbiterale Italiana Eletto alla sede vescovile di Sabina - Poggio Mirteto il 31 dicembre 1999, ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 20 febbraio 2000. Attualmente è Membro della Congregazione delle Cause dei Santi. Inoltre, nell'ambito della Conferenza Episcopale Italiana è Membro della Commissione episcopale per l'Educazione cattolica, la scuola e l'università. I I . L O STEMMA EPISCOPALE La blasonatura di S.E. Mons. M U Fumagalli si compone dei seguenti eiementi: sullo Scudo azzurro si stagliano tre Stelle d'oro, una Rosa a cinque petali e Ancora di color argento. dello scudo richiama la Chiesa e la Vergine Maria, Madre della Chiesa; le tre simboleggiano JjJ^jÌ®^ la Trinità ed insieme le tre virtù teologali: Tt* ^ J ^ i j S z Fede, Speranza e Carità, la Rosa a cinque petali simboleggia il mondo e l'Ancora è segno dell'Incarnazione. Compito della Chiesa, sull'esempio della Vergine Maria, e del Vescovo, è annunciare al mondo l'Amore del Padre del Figlio e dello Spirito Santo rendendo sempre vivo ed attuale il mistero dell'Incarnazione. l'azzurro Stelle d'oro Nel suo ministero il Vescovo è chiamato a gettare sempre le reti confidando nella presenza del Signore: è il motto riportato nel cartiglio (cfr. Le 5,5). CALENDARIO PARROCCHIALE Sabato 8 gennaio: ore 19,00: Corso per fidanzati presso le Maestre Pie. Iscrizione e primo incontro. Lunedì 17 g e n n a i o : S. Antonio abate. Le Sante M e s s e si celebreranno soprattut- 7,30 8 Divino Amore S. Maria delle Grazie Corpus Domini - Le Coste S. Pietro - Benedettine Villa S. Margherita In Verbo Tuo laxabo rete, to nella C h i e s a di S. A n d r e a ore 8 - 9 - 10 - 11. Da martedì 18 al 2 5 g e n n a i o : Settimana di preghiera per l'unità del cristiano - C h i e s a Divino A m o r e ore 16,30 17,30. MONTEFIASCONE Mercoledì 2 f e b b r a i o : Presentazione del Signore. ore 17,00: in S. Margherita - Benedizione delle candele e Processione all'interno della Chiesa. XV Giornata Mondiale della Vita Consacrata. D o m e n i c a 6 febbraio: XXXIII Giornata per la vita. 10,30 11,30 S. Margherita S. Flaviano Corpus Domini - Le Coste S. Giuseppe - Le Mosse S. Maria del Giglio - 8,15 S. Maria del Riposo (Fiordini) Cripta di S. Lucia Filippini 9 S. Francesco Villa S. Margherita S. Francesco 9,30 Corpus Domini - Le Coste S. Maria del Giglio - Zepponami 10 S. Flaviano S. Giuseppe - Le Mosse S. Maria della Vittoria (P. Cappuccini) Villa S. Margherita S. Flaviano MESSA VESPERTINA FESTIVA DEL SABATO 16,30 S. Maria del Giglio - Zepponami 17,00 S. Margherita LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 pag. 13 VECCHIE FOTO 1951 Esequie del Vescovo Giovanni Rosi. Dopo di lui ci sono stati altri tre: Luigi Boccadoro, Fiorino Tagliaferri, Lorenzo Chiarinelli. Ora Vescovo di Viterbo e della nostra ex diocesi di Montefiascone e Acquapendente: Sua Ecc.za Mons. Lino Fumagalli. Quanti sono i preti presenti? Li riconoscete? D. Egisto Fatiganti, Mons. D. Primo Gasbarri, Mons. Dino Tommasini, Mons. Amedeo l o m b a r i , ecc. ecc. Lascio a tutti la possibilità di vederli e riconoscerli. I più ormai sono in Paradiso. N O M I , COGNOMI E SOPRANNOMI NELLA M O N T E F I A S C O N E DEL TARDO MEDIOEVO di GIANCARLO BRECCOLA ancora presenti a Montefiascone, Vannis, tadei, Nardi, Nicolai, belli, mancinis, ° SCARINCI lucarini, dominici, Leonardi, Vence guerra, Gregorij, Galeocti, Angeli, Rossectr, o Per quanto riguarda il cognome nei centri vicini, Lorenzini, gambacortis, morelli, Jordano, petrìpaoli, marchionnis, Scarinzi che compare negli atti del Vecchiarelli, Anselmi, cristofori, Baldini, Maziocti. 1453, merita ricordare come uno dei primi vescovi della diocesi monSicuramente soprannomi si possono considerare gli appellativi aggiunti ad antotefiasconese fosse proprio un nij mancinis alias LAMELAGRASSA, Johannis gani alias MALFAZA [bruttafaccia], domiNicola Scarinci romano. La sua nici simonis alias PINZO, Hjoanne alias GOBO DI RAMONA, antonij alias CAPPELLECTO, data di nomina appare controversa Jacobi alias CIPICCIA; mentre probabili sono quelli di Lodovicus filius menico MOLe oscilla tra 1378,' il 1379,2 il 1381,3 TIDINARIJ, petripaoli PELOSI, petri Stephani PAPARONI, Angeli FARFOSI. e il 1384." Meno discussa risulta la TIAZ.XA.DI FE sua nomina a Commissario generaÌAN 4.1 notai le in spiritualibus di tutta la provin6ATEOLOM' 5 cia del Patrimonio. Nicola muore Tra i cognomi dei notai che nella nel 1398,6 ma sembra probabile seconda metà del XV secolo rogavano che siano rimasti a Montefiascone a Montefiascone, oltre ai già citati uno o più membri della famiglia. ANGELI (Petrus ser Angeli de L'abitazione principale della famiMontefiascone / 1496-1520; Baptista glia, facendo riferimento ad un disePetrutius Angeli de Montefiascone / gno sul quale compare l'indicazione 1493-1555), e L U C A R I N J (Johannes toponomastica Strada di Scarinci,7 quondam Antonii Johannis LUCARINJ de doveva trovarsi all'altezza delMontefiascone / 1466-1470), compaiol'odierna via XXIV Maggio. Strada no, Lucas quondam M A T H E J de Porta Romana (oggi di Borgheriglia), piazza di prossima alla chiesa di San Montefiascone (1449-1482), San Bartolomeo (oggi Largo Barbarigo) e Bartolomeo ove avvenne, adì primo Lanzilloctus R I C C I A R E L L U S quondam strada di Scarinci (oggi via XXIV Maggio) Ottobre 1636, l'homicidio [...] di Ritij de Montefiascone (1473-1527), in un disegno tratto dal "CABREO DELLE Mutio Scarinci cittadino principale di Alexander magistri PETRI de COMENDE DI MONTEFIASCONE E VITERBO", detta Città che serviva Messa." Montefiascone (1473-1517), Andreas Regia Bibliotheca Melitensis, Malta. Diversi elementi della famiglia olim Antonij de G U A D A G N I N E de seguitano poi a comparire, con vari Montefiascone (1479-1505), Julius ruoli e funzioni, nei documenti comunali del X^ J U S T U S ser Luce de Montefiascone e XVIII. Stemma del notaio Andrea Guadagnini, (1482-1483), Bisentinus J U S T U S ser cancelliere della città di Montefiascone Luce de Montefiascone (1484-1503), tratto dal primo volume delle 0 BISENZI Dominicus Petri CORRIGIE de Riformarne comunali Hetena Valentina filia francisci de bisentio Montefiascone (1485-1518), Simon apparteneva a quel ramo della famigli Bisenzi, Johannis FASTELLI de Montefiascone (1495-1513).'° trasferitasi a originaria di Bisenzo, Montefiascone in epoca non conosciuta. La (4 - segue) data (1453) del documento in questione costituisce, ad oggi, il termine ante quem di questo spostamento, che potrebbe anche risalire al periodo della demolizione del castello di ' E U B E L , CONRADUS, Hierarchia Catholica MediiAevi, Monaco 1 9 1 3 , p. 3 4 8 . 2 Bisenzo voluta, nel 1261, da papa Urbano IV CAPPELLETTI, GIUSEPPE, Le chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, a seguito dell'omicidio di Guiscardo di Venezia 1844-1871, voi. V, p. 646. 3 Pietrasanta, governatore della Provincia, perUGHELLI, FERDINANDO, Italia Sacra, Tomus Prlmus (1644), Roma 1643-1662, col. 979 petrato da Giacomo di Guittone di Bisenzo. -983. 4 Elementi della famiglia, molti dei quali con Dalla "Galleria dei Vescovi" una volta esistente presso la Curia vescovile di ruoli importanti nell'ambito della comunità Montefiascone. s montefiasconese, compaiono, fino al XVIII Breve di Urbano VI: Dilecto fii. Nicoiao ep. Montisflasconis. Dat. Rome apud s. Stemma araldico dei Bisenzi: partisecolo, in vari documenti civili e religiosi. Tra Petrum, Pont, nostr. an. IV, AV (Archivio Vaticano), Registro Tomo I, f. 1 3 1 , PIERI BUTI to d'oro e d'azzurro alla pergola questi, a memoria del santo protettore di 1 8 7 0 , p. 1 6 6 . troncata dell'uno e dell'altro. Bisenzo, frequentemente ricorre il nome 6 EUBEL 1 9 1 3 , p . 3 4 8 . 7 Agapito; troviamo poi altri personaggi con il RBM (Regia Biblioteca Melitensis), Cabreo delle Comende di Montefiascone e nome di Angelo, Francesco, Nicola, Tranquillo, Angela, Anna Maria, Giovanni Viterbo e tutti i suoi membri - fatto fare dali'iil.mo sig. Fra' Signorino Gattinara priore Battista, Maria Ippolita. Un Fabrizio, notaio a Montefiascone, nel 1715 trascrisse del Bagliaggio di s. Eufemia Com.re di dette Comende - l'anno 1625, n. 5.642, foglio i due statuti della città, Statuti Veteris Civitatis Montis Falisci e Statuti novi Civitatis 18r, Malta. Montis Falisci. L'abitazione della famiglia doveva trovarsi lungo il Borgo Minore, B INSOLERA, GIOVANNI, Discorsi, Annali e Privilegij di Corneto dell'Archidiacono Mutio oggi via Bixio. Lo stemma araldico dei Bisenzi era "partito d'oro e d'azzurro alla Polidori, Tarquinia 2007, p. 151. 9 pergola troncata dell'uno all'altro". ° CLAUDIO D E DOMINICIS - MIOVANNA ARCANGELI, Lapide di Bartolomea della Tolfa Appunti Genealogici ed Araldici sulle due Famiglie, in "Bollettino della Società Tarquiniense d'Arte e Storia", Tarquinia 1993. ° A L T R E FAMIGLIE E SOPRANNOMI 10 Ringrazio Fabrizio T. Fagliari Zeni Buchicchio per l'indicazione. Oltre ai più documentati cognomi "storici", se ne trovano altri, meno celebri ma LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 pag. 10 Mala sanità: ma è tutta vera? di Paolo Pezzato (Seconda parte) diritto fondamentale e Nella prima parte ho cercato di mettere in evidenza quel particolare conflitto costituzionale garanmedico-società che si è venuto determinando, che col tempo ha cominciato a tito che non può esseprendere forza e che ha portato sempre più a parlare di "malasanità", usando re sacrificato in nome questo termine in maniera troppo facile e inflazionata. Si è vista la tendenza della di una logica econoGiurisprudenza, sia civile che penale, orientarsi in maniera più decisa a favore dei mica. pazienti danneggiati di quanto non fosse prima e, di conseguenza, dimostrarsi più severa nei giudizi contro la classe medica. Si è visto il vorticoso giro di costi dovuti alle sempre più numerose richieste di risarcimenti dei danni. Si è visto che i progressi compiuti dalla Scienza Medica hanno determinato un corposo aumento della domanda di prestazioni sanitarie proprio perché la gente capisce che il livello di benessere psicofisico e di qualità della vita oggi può essere salvaguardato o riacquistato in maniera molto più attendibile di qualche decennio fa. Sta di fatto che, nel momento attuale, il paziente-utente è certamente assai più informato di prima, esigente nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale e può beneficiare di una vastissima scelta di servizi e prestazioni offerte sia nell'ambito della sanità pubblica che privata. Da queste considerazioni ripartiamo per evidenziare che proprio questa continua e crescente richiesta di prestazioni sanitarie, di livello sempre più elevato, ha finito col determinare un progressivo cambiamento dell'attività medica come eravamo abituati a conoscerla nonché di tutto ciò che ruota intorno alla Sanità. Alla vita ed alla salute delle persone non può certo darsi un prezzo anche se, certamente, la loro tutela comporta un costo sociale non indifferente. Senza dubbio, però, le osservazioni di cui sopra hanno determinato, a poco a poco, un significativo irrigidimento ed allontanamento delle posizioni del paziente-utente dagli operatori della sanità che ha portato ad un graduale deterioramento di quel rapporto fiduciario che dovrebbe invece legarli favorendo anche una condivisione del percorso diagnostico-terapeutico. Ma la logica aziendale inaspettatatamente questo ha determinato. qui prese avvio il cosiddetto processo di aziendalizzazione. Tuttavia, c'è chi in tale processo ha ravvisato quasi esclusivamente un'operazione di natura economica, basata soprattutto sul controllo della spesa, del tutto svincolata dalle implicazioni di carattere etico e deontologico che devono caratterizzare un Servizio Sanitario. Con i decreti legislativi n. 502/92 e 517/93 si avviò una sostanziale trasformazione della Sanità italiana resasi necessaria dall'esigenza di trovare rimedio e correttivi alle inefficienze ed agli sprechi del vecchio sistema. Tra l'altro, il cambiamento che si stava verificando non era che una naturale conseguenza dell'evoluzione sociale, economica e tecnologica che stava accentuandosi in quegli anni. A proposito di quanto detto, facciamoci una bella risata per sdrammatizzare il discorso. Proprio nei primi tempi in cui le UU.SS.LL. divennero "AA.SS.LL. (cioè aziendali), ad una persona anziana che si lamentava sconsolata perché non riusciva ad ottenere un'autorizzazione dai competenti uffici, si cercò di spiegare che tale difficoltà era dovuta al fatto che da USL eravamo passati ad Azienda. Così ancora più incavolata rispose "alla montefiasconese": "Qué nun adè 'n azienda!... qué adè 'na fattoria!!". maggiore informazione e consapevolezza da parte del cittadino-utente die propri diritti che è venuto determinandosi un aumento esponenziale del contenzioso in materia sanitaria: il fenomeno delle cause instaurate dagli utenti per responsabilità civile nei confronti del personale medico, come visto nella prima parte, ha assunto, nel giro di pochi anni, dimensioni paradossali con riflessi inimmaginabili sul mercato assicurativo e sulle professioni giuridiche. In questa situazione, A questo si aggiunga, in campo medico, l'uso della tecnologia esaspeE di qui ha purtroppo preso forza e giustificazione rata che ha teso ad allontanare sempre di più il personale sanitario dal malato incentivando, invece, un rapporto arido e artificiale tra malato e macchi- l'attuale politica dei "tagli". na. Ormai è remoto quel sapiente ed alto ruolo del medico che elaborava la A questo punto, bisogna cercare in tutti i modi di recuperare la centralidiagnosi sulla base della conoscenza e dell'esperienza scaturita dall'osser- tà del paziente tanto da ottenere la considerazione dell'Uomo non solo vazione e dell'affondamento delle dita nel corpo del paziente. come apparato a cui restituire benessere fisico, ma come Persona nella sua interezza, con esigenze fisiche, psichiche, morali e sociali. Quel rapporto fiduciario profondo che dovrebbe, dunque, instaurarsi tra il Alla base di un buon sistema sanitario c'è sempre e comunque un rapPaziente ed il Medico è venuto ad incrinarsi in maniera accentuata e si è spersoporto di rispetto e di reciproca fiducia tra il Malato ed il Medico; il diritto del nalizzato in nome di una Medicina sempre più tecnologica ed iperspecialistica. primo di recuperare una situazione di benessere deve rappresentare lo Fu così che, agli inizi degli anni Novanta, proprio dall'esigenza di maggior scopo ultimo e nobile della professione del secondo. offerta di servizi sanitari, alla domanda di salute del cittadino-utente si decise di ricorrere ad un modello di sistema sanitario basato sul concetto di azienda Di Come già detto, è proprio dal decadimento di tale legame, unitamente alla Ritorniamo seri. Si sono, dunque, andate affermando due concezioni contrapposte e, probabilmente, insanabili delle cure sanitarie: una prima che continua a porre al centro degli interventi sanitari la promozione e la tutela della salute e della vita umana in tutte le sue forme; una seconda che prende in considerazione le stesse finalità solfando facendone un problema di costi e di impegno di risorse. Ecco quindi, che l'introduzione del concetto di Azienda ha senza dubbio contribuito a determinare una sorta di disumanizzazione del concetto di Sanità anche se ovvero accantonare valori fondamentali quali il rispetto incondizionato ed insopprimibile della salute e della vita umana. aziendalizzare non doveva significare far prevalere la logica economica sul benessere del paziente-utente Il diritto alla tutela della salute è, infatti, un si è accertato che circa due terzi dei contenziosi in ambito sanitario derivano da una insufficiente comunicazione tra gli utenti e gli operatori della Sanità, non tanto da errori tecnico-diagnostici. Sta di fatto che attualmente c'è sempre più difficoltà a reperire sul mercato, delle Compagnie assicurative che si dimostrano disponibili ad offrire copertura ai sinistri che si verificano nelle Aziende Sanitarie. Se si trovano, i relativi premi da pagare per le polizze RCT sono onerosissimi. Fine del rapporto umano Medico-Paziente, aumento esponenziale dei ricorsi in materia sanitaria. Questa è la realtà. Da questa situazione e da questo circolo vizioso attualmente non se ne esce. Come fare? A tale domanda può darsi una risposta solo cercando di analizzare profondamente la materia in tutta la sua complessità cercando soprattutto di rimettere in piedi quel dialogo, quella fiducia e quella serena autocritica tra utenti e classe medica che divenga però costruttiva, ossia che permetta a tutti gli operatori (che possono sbagliare) di poter anche "imparare dall'errore" per tentare di ricostruire, con molta pazienza, e per quanto sarà possibile, quel rapporto di comunicazione, di reciproca ¡fiducia e rispetto che deve sussistere tra Paziente - utente e Medico. Ne trarrà profondo beneficio, anche in termine di immagine, la Sanità tutta, i singoli operatori ma, soprattutto, l'Uomo che proprio nella sua condizione di malato merita ancora più rispetto ed attenzione. Orario ferroviario bocciato dai pendolari Dopo attenta verifica della struttura dell'orario della Viterbo-Attigliano-Orte-Roma si è notato che sono stati notevolmente allungati sia le soste nelle stazioni, senza reali necessità, sia i tempi di percorrenza avendo adottato, a parametro d'impostazione di percorrenza, i più bassi ranghi di velocità della linea, senza parlare poi dei tempi per gli incroci. L'attuale orario è il peggiore di quelli varati negli ultimi vent'anni. Per coprire la distanza tra Viterbo ed Orte, 52 kilometri, s'impiegano dai 58 ai 62 minuti per una velocità media di 58 chilometri orari quando la linea ha una velocità media di 80 chilometri orari, si sfrutta quindi metà velocità di quella consentita. Nella stazione di Montefiascone, Grotte, Sipicciano, senza alcuna necessità reale, la sosta è passata da 30 a 60 secondi, mentre nelle stazioni di Artigliano, Orte e Tiburtina è stata portata addirittura a 120 con una perdita di tempo totale, sulle sei fermate, di ben 5 minuti. Senza dimenticare che nella stazione di Bassano in Teverina per far salire 2 per- sone e farle scendere altre 2 si è applicato il tempo di 60 secondi quando ne bastano 15; 45 secondi in più, dunque, di tempo perduto. Nell'elaborazione delle percorrenze sono stati inseriti minuti di allungamenti ingiustificati per un totale di 4 minuti. Nel calcolare la velocità di marcia è stata adottata, inesattamente, la più bassa velocità del rango A, anziché quella media del rango B ed ignorata completamente quella massima del rango C con una perdita di tempo globale di altri 5 minuti. Nell'effettuazione degli incroci poi, nonostante la tecnologia moderna dell'elettrificazione dei deviatoi e l'operazione di telecomando dei medesimi, è stato applicato un tempo addirittura di 8 minuti doppio di quello di trent'anni fa, al tempo del vapore e della tecnologia meccanica, quando gli scambi si giravano a mano e dopo essersi recati a piedi per un tempo di 4 minuti. Il tempo perduto pertanto consta, globalmente, di 14 minuti. Nel 1999-2001 il diretto 3349, effettuato con materiale Ale 801-940 con velocità massi- ma 130 chilometri l'ora, Viterbo-Roma impiegava 88 minuti, oggi lo stesso treno, sullo stesso tracciato, effettuato con materiale con velocità massima di 160 chilometri l'ora, impiega 102 minuti. Un aumento di percorrenza di ben 14 minuti. Basta pensare che tra Roma Tib.na e Roma T.ni, 6 chilometri, impiega ben 9 minuti alla velocità di 30 chilometri l'ora. Con un orario fatto bene, senza i suddetti fronzoli e perdite di tempo, Viterbo-Roma si può coprire con un tempo massimo di 85 minuti, e Viterbo-Orte in 45 minuti. Questi sono i tempi buoni ed accettabili. Pendolari obbligati ad alzarsi prima al mattino per arrivare più tardi e poi, si dice che non è vero il detto: "dove finisce la logica inizia la ferrovia". Rivedere questo orario è estremamente urgente e necessario proprio per ridare a questo servizio una sua validità e considerare la dignità delle persone che lo usano. In questo senso si stanno raccogliendo le firme proprio per sollecitare l'azienda a rivedere e correggere le suddette contraddizioni abbondantemente profuse in esso. Movimento Pendolari Alto Lazio Rap. Pietro Brigliozzi LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 NOTA DI AGRICOLTURA Le previsioni pag. 13 L'ANGOLO a cura di GIMBERTO del tempo Per esperienza diretta sulla propria pelle, gli agricoltori sanno bene che l'agricoltura è una fabbrica a cielo aperto, in altre parole non ha un tetto che la protegge dalle avversità meteorologiche. Come tale è una attività scoraggiante, che stimola appena qualche nuova forza di lavoro e solo per l'incentivo che l'uomo, come tutti gli altri esseri viventi sulla terra, vive solo grazie al cibo prodotto in modo diretto o indiretto dal regno vegetale. A voler essere pignoli e ragionare scientificamente, possiamo affermare che l'unica nostra fonte di cibo dipende esclusivamente dal processo fotosintetico; così è chiamato quel processo che trasforma le sostanze minerali in sostanze organiche grazie all'energia del sole che reagisce con la verde clorofilla contenuta nelle foglie delle piante. È facile capire che lo sviluppo vegetale da cui dipendono tutte le produzioni agricole, è strettamente legato agli umori del cielo ed ai fenomeni meteorologici che vi si susseguono e che va studiato a fondo perché riguardano direttamente proprio la nostra sopravvivenza. Considerato che le produzioni dell'agricoltura dipendono dall'andamento delle stagioni e dalle loro variazioni spesso capricciose ed imprevedibili, è necessario tentare di prevedere i cambiamenti atmosferici, così preziosi per le coltivazioni nei campi. L'uomo delle caverne, aguzzando l'intuito, imparò a coltivare le piante, manifestando così il primo segno di civilizzazione, ma ebbe anche la necessità di farsi una prima rudimentale cognizione sulle continue evoluzioni e variazioni del tempo. Tenendo a mente il susseguirsi dei fenomeni atmosferici, ebbe le prime conferme delle stagioni ed il sole e la pioggia diventarono sempre più oggetto di indagine. I diversi fenomeni meteorologici diventarono sempre meno misteriosi ed apparvero più intuitive le piogge, gli improvvisi temporali, i lampi di luce e di fuoco nel cielo e le violente grandinate. Però le cose proseguirono sempre intuitivamente ed empiricamente fino al 1600, quando ebbe inizio la meteorologia moderna con l'invenzione del termometro, dell'igroscopio e del barometro, che misero a disposizione tutta una serie di dati utili come base di partenza per lo studio delle condizioni e delle previsioni atmosferiche. Pian piano le nazioni più evolute distribuirono su tutto il territorio nazionale le stazioni di rilevamento e nacquero così le previsioni del tempo, benché limitate nell'area ristretta dei confini dei singoli stati. Durante la guerra in Crimea, a metà del XIX secolo, una violenta tempesta provocò un disastro navale. L'astronomo Terrier, direttore dell'osservatorio di Parigi di quell'epoca, ebbe l'incarico di studiare le ragioni per cui si era prodotto l'eccezionale fenomeno meteorologico. Dai risultati delle indagini condotte nei vari osservatori astronomici europei, lo scienziato concluse che la tempesta aveva attraversato tutta l'Europa da ovest ad est, per cui se i vari osservatori fossero stati collegati telegraficamente si sarebbe potuto segnalare in tempo l'evento meteorologico. Da tale avvenimento nacque il primo impulso alla creazione di un servizio di previsioni meteorologiche internazionali. Da allora l'uomo ha incominciato a sfruttare in modo scientifico le previsioni del tempo per organizzare sempre meglio le sue attività. Conoscere con un certo anticipo le condizioni del tempo è necessario per il marinaio, l'aviatore, il turista e per tanti altri settori delle attività umane, ma soprattutto interessa l'agricoltore per poter meglio gestire la conduzione della propria attività in aperta campagna. GIMBERTO y\ proposito RIFLESSIONE di Vitalia: il comune sentire degli italiani La classe dirigente non è selezionata dal merito, ma dai rapporti personali: fa premio provenire dalla cordata giusta. Ci fu un tempo, più felice di questo, in cui era Ministro dell'Istruzione Francesco De Sanctis. Un uomo che aveva passato la vita a distinguere il bene dal male e il bello dal brutto. Un giorno rimproverò i colleghi in Parlamento con queste parole: "Quando la reazione ci viene a fare visita non dice: io sono la reazione!". Tutte le reazioni sono venute con questo linguaggio: che è necessaria la vera libertà e che bisogna ricostruire l'ordine morale! Oggi, i reazionari sono annidati in ogni schieramento politico, sia a destra e sia a sinistra. Sono i mercanti di voti, i trasformisti di ieri e di domani, gli opportunisti che usano la politica come proseguimento degli affari e come un modo per fare denaro. Anche a causa di costoro l'Italia fatica a credere in se stessa e nel proprio futuro. È un dato di fatto: in nessun Paese è così netta la separazione tra ricchezza e cultura. La ricerca e le arti sono viste come un onere per lo Stato, non come un investimento e la crescita economica, laddove ci sia, non è pari alla crescita culturale. La preparazione non è premiante e né premiata e la classe dirigente non è selezionata dal merito, ma da altro... I nuovi politici non escono dalle "grandes écoles" ma dalle famiglie dei vecchi politici. Quel che conta non è studiare, sacrificarsi, fare esperienze, rischiare, mettersi in gioco, andare all'estero, ma è inserirsi in una rete di relazioni in cui si entra per nascita, per matrimonio o per cooptazione, sempre con il solito miraggio della scorciatoia, della botta di fortuna e del colpaccio, anche attraverso l'uso spregiudicato del proprio corpo o del "mercimonio" tra sesso e televisione o seggio parlamentare. Eppure in un mondo globale che tende a diventare sempre più uniforme spetta a noi italiani "riscoprirci" diversi e unici e valorizzare i nostri splendori e le nostre ricchezze che non potranno portarci via. Ecco, allora, la necessità di una nuova e davvero bella politica, che sappia riawicinare gli eletti agli elettori, i rappresentanti ai rappresentati; magari con il ritorno a quei collegi uninominali usciti dalla grande mobilitazione degli anni Novanta, suscitata da un uomo moderato, che però seppe parlare all'Italia, cioè Mario Segni. Una politica che non neghi le tante piccole patrie italiane, ma sia in grado di rappresentarle in un'unica grande identità nazionale: L'ITALIA DI TUTTI GLI ITALIANI! Il Presidente del Corteo Storico Gabriele auguri di Buone Feste e di Buon Il Presidente del Corteo Storico si onora di fare i più sentiti auguri di Buone Feste e di Buon Anno a tutto il Direttivo, ai collaboratori ed a tutti i figuranti del Corteo Storico. Auguri particolari ai nostri amati, fedeli ed appassionati Sponsor per la sensibilità e l'entusiasmo che dimostrano nel sostenere il Corteo Storico, con la speranza che siano da esempio e da traino per far nascere e stimolare la stessa passione a nuovi Sponsor e fare in modo che il nostro Corteo Storico possa crescere e migliorare sempre più come vanto della Comunità Montefiasconese. Sentiti auguri e sentiti ringraziamenti al Settore del Turismo del Comune di Montefiascone per aver dimostrato sensibilità degna di nota. Con orgoglio rivolgiamo di cuore tanti Auguri di Buone Feste e di Buon Anno ed anche tanta gratitudine all'Arma dei Carabinieri della Caserma di Montefiascone, ai Vigili Urbani ed alla Associazione ASVOM locale per la preziosa e paziente collaborazione, per la disponibilità e la professionalità dimostrata nell'espletamento del servizio pubbi- DELLA Prof. Silvia Manzi Anno Somigli fa gli co durante le nostre uscite e manifestazioni. Oltre a porgere i più sentiti Auguri di Buone Feste e di Buon Anno, assicuriamo anche di ricordare sempre nelle nostre preghiere il Decano della Cattedrale di S. Margherita Don Agostino Ballarotto, perché possa mantenersi in ottima salute e vivere a lungo e seguitare per tanti anni ancora ad ospitarci nei locali dell'ex Orfanotrofio. Tanti Auguri anche al Parroco della parrocchia di S. Flaviano, Don Luciano Trapè, per l'ospitalità della ormai tradizionale S. Messa del Corteo Storico. Auguri particolari alla prof.ssa llda Pappagallo, per la indispensabile e preziosa collaborazione, che lavora indefessa e magistralmente benché dietro le quinte. In finale abbiamo riservato i più sentiti e calorisi auguri di Buone Feste e di Buon Anno alla eccellente massima autorità del Comune di Montefiascone, Dott. Francesco Tarricone per la encomiabile disponibilità e sensibilità nei riguardi del nostro Corteo Storico. LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 pag. 10 Taccuino economico e t r i b u t a r i o Lo Psicologo risponde... a c u r a d e l D o t t . Luca R a d i c a t i e d e l l a D o t t . s s a P a o l a C i r i p i c c h i o Cari lettori, dopo quasi due anni di discussioni e rinvìi alle commissioni parlamentari, lo scorso 19 ottobre, è stato approvato definitivamente il Collegato Lavoro. Tra le tante altre novità, le nuove norme contengono anche modifiche alla legge 104 sui permessi pe. l'assistenza alle persone disabili, il ricorso all'arbitrato per le controversie lavorative, nuove sanzioni per i lavoratori in nero e molto altro. Ma andiamo nel dettaglio della riforma: Apprendisti a 15 anni: I ragazzi che hanno compiuto il quindicesimo anno di età potranno assolvere all'ultimo anno di obbligo di istruzione attraverso l'apprendistato, previo accordo tra Regioni, Ministero del Lavoro e Ministero dell'Istruzione. Aspettativa: Con il collegato lavoro, anche per i dipendenti pubblici, è prevista la possibilità di poter ricorrere all'istituto dell'aspettativa non retribuita e senza decorrenza dell'anzianità di servizio, per un periodo massimo di dodici mesi, anche per avviare attività professionali e imprenditoriali. Certificati di malattia: A partire dal 1 gennaio 2011 viene esteso anche al datore di lavoro privato, l'obbligo di trasmissione telematica della documentazione del personale dipendente in malattia, questo con l'obiettivo di monitorare costantemente e tempestivamente l'andamento delle assenze nel settore pubblico e privato. Ispezioni: Con il collegato Lavoro, si prevede che il personale addetto alle ispezioni, acceda presso i luoghi di lavoro nei modi e nei tempi consentiti dalla legge. Alla conclusione delle attività di verifica, (compiute nel corso del primo accesso) viene rilasciato al datore di lavoro o alla persona presente all'ispezione il verbale di primo accesso ispettivo, che deve contenere, tra l'altro, l'identificazione dei lavoratori trovati a svolgere la loro mansione e la descrizione delle modalità del loro impiego. Nel caso in cui, il personale ispettivo rilevi inadempimenti (che portano come conseguenze sanzioni amministrative), questi prowederà a diffidare il trasgressore alla regolarizzazione delle inosservanze, entro il termine di 30 giorni dalla data di notificazione del verbale. Nel caso non venga rispettata la diffida, il trasgressore è ammesso al pagamento di una somma, pari all'importo della sanzione, nella misura, pari ad un quarto di quella stabilita in modo fisso dalla legge. Lotta al lavoro sommerso: Una importante novità riguarda la lotta al lavoro sommerso. Nel caso in cui i datori di lavoro privati assumano alle proprie dipendenze dei soggetti, senza preventiva comunicazione al Collocamento, verrà applicata una ulteriore sanzione amministrativa fino a 12mila euro per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo. Precedentemente l'importo della sanzione era di 8mila euro per ciascun lavoratore irregolare, maggiorato di 30 euro per ciascuna giornata di lavoro irregolare. Tutte queste sanzioni non saranno applicate qualora, dagli adempimenti di carattere contributivo precedentemente assolti, si evidenzi comunque la volontà, da parte del datore stesso, di non occultare il rapporto. Si prevede, infine, che nel settore del turismo, il titolare dell'azienda, che non sia in possesso di uno o più dati anagrafici inerenti al lavoratore, può integrare la comunicazione entro il terzo giorno successivo a quello dell'instaurazione del rapporto di lavoro, purché dalla comunicazione risultino in maniera esplicita la tipologia contrattuale e l'identificazione del prestatore di lavoro. Tali norme non si applicano nel caso di lavoro domestico. Permessi per l'assistenza a portatori di handicap: Sono oggetto di revisione anche le norme sul diritto di ottenere 3 giorni di permesso mensile retribuito, per l'assistenza a familiari, parenti o affini con handicap in situazione di gravità, e sulla possibilità di scelta della sede di lavoro, in relazione ad analoga esigenza. Inoltre le pubbliche amministrazioni, in caso di minori con handicap in situazione di gravità e di età non superiore ai tre anni, dovranno comunicare alla Funzione pubblica alcuni dati relativi ai propri dipendenti che fruiscano dei permessi mensili retribuiti summenzionati o dei permessi retribuiti previsti (nel limite di 2 ore quotidiane). L'Inps creerà una banca dati dove far confluire le comunicazioni. Forze armate, di Polizia, Vigili del Fuoco: Introdotto il riconoscimento normativo delle funzioni specifiche delle Forze armate, di Polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Viene attribuito al Cocer (Consiglio centrale di rappresentanza militare) un ruolo negoziale, ai fini dell'attuazione della specificità in materia di trattamento economico delle forze armate e delle forze di polizia a ordinamento militare. Laurea Il giorno 13 dicembre 2010, il già affermato Fisioterapista si è brillantemente laureato presso l'Università "La Sapienza" di Roma, I Facoltà di Medicina e Chirurgia, in "Dirigente delle professioni sanitarie della riabilitazione", con votazione di 110 su 110 e lode, discutendo la tesi "Sicurezza sul lavoro in riabilitazione: ruolo e competenze del safety leader", relatore Chiar.mo Prof.ssa Silvia Mendico. Antonio Minetola, Al nostro concittadino i migliori auguri per una brillante carriera nella sanità, da parte nostra, dei genitori Giuseppe e Rossana, della nonna Tina, del fratello Marco, della fidanzata Barbara e di tutti gli amici. Mi sale l'ansia ogni volta che... Cara dott.ssa Cosimi, Mi chiamo Antonia, le scrivo in quanto ho un problema, anche se non so se può essere definito tale, da tanti anni. Sicuramente è un grande disagio che vivo e che spesso, durante la mia vita, mi ha causato tante limitazioni, lo sono una persona molto ansiosa, ci sono nata così, io sono sempre stata e questo mi ha fatto sentire un po' svantaggiata rispetto agli altri anche se, bene o male, ho fatto tutto. Per farle capire, mi sale l'ansia ogni volta che sento un'ambulanza, ogni volta che devo allontanarmi da casa, ogni volta che mi ritrovo a fare una nuova esperienza mi sale un'ansia enorme, e peggio che mai, chi mi sta accanto non mi sopporta più. I miei figli dicono che si sentono male anche loro e mio marito ogni volta che mi prende l'ansia comincia ad urlare e a dire che non mi sopporta più e che lo faccio star male. Non è un'esagerazione, io so che è così, perché lo vedo che quando a me prende l'ansia, lui dopo poco, mi dice di avere dolori alla pancia e battiti del cuore strani. La mia domanda è, secondo lei si cura dall'ansia? I miei familiari si possono ammalare avendo io una situazione così? Grazie e un caro saluto. Cara Antonia, la sua è una condizione molto comune e molto diffusa. C'è da fare una distinzione tra ansia e disturbi d'ansia. L'ansia è una reazione fisiologica del nostro corpo, normale, naturale e funzionale, che hanno tutti gli esseri umani. Questa si attiva nel momento in cui si percepisce un evento, una situazione come "minacciosa" o pericolosa per me. Un esempio è una situazione di pericolo, come un incidente grave, una violenza o una catastrofe naturale. Chi vive infatti tali situazioni ha immediatamente l'attivazione fisiologica dell'ansia (battito cardiaco accelerato, fiato corto, tremolio, sudorazione eccessiva, mani fredde, senso di vuoto alla testa, ecc.) in quanto interpreta a livello mentale, la situazione come pericolosa per la propria incolumità. Un disturbo d'ansia si può considerare invece, una manifestazione d'ansia che compare in situazione non di pericolo e di non palese pericolosità: guidare l'auto e rimanere imbottigliati, prendere un ascensore, trovarsi ad affrontare nuove situazioni, ecc. Con una reazione relativa d'ansia molto accentuata, come un tremolio forte della muscolatura, un battito particolarmente accentuato e una relativa attenzione verso tutti i sintomi fisici molto forte. Questo fa aumentare in maniera massiva la condizione d'ansia perdendo spesso di vista il pericolo o la minaccia presunta percepita. Questo meccanismo, come può ben capire, si può imparare a gestire nel momento in cui ci si rende consapevoli. Di conseguenza la sua affermazione circa "l'essere nata ansiosa" trova poco fondamento in quanto, gran parte dei comportamenti ansiosi sono appresi, cioè li ha imparati durante la sua crescita e di conseguenza può "disimpararli" con la consapevolezza e la tecnica giusta. Dunque alla sua domanda circa la cura dell'ansia le rispondo certo che sì, in quanto è un disturbo che si può curare. Per quanto riguarda i suoi familiari è indubbio, come anche lei si è accorta, che vengono fortemente influenzati dalle sue reazioni emotive e che in qualche modo anche in loro si vengano a creare dei modi di reagire a determinate situazioni in modo simile al suo. lo non parlerei di "ammalarsi" quanto di ricevere una maggiore sensibilità verso sintomi e situazioni che creano allerta. Quello che posso dirle è di chiedere aiuto, prima di tutto per se stessa, per scegliere di vivere in maniera serena e di gustarsi finalmente una vita serena e sensa l'ansia. Si ricordi, si può vivere senza quella sensazione e tensione costante, sta a lei decidere. Un saluto ed in sincero augurio. Dott.ssa Monia Cosimi (Psicologo, Consulente Familiare, Psicoterapeuta Training) Potete scrivere a: Dott.ssa Monia Cosimi Via Zepponami n. 6/F - 01027 Montefiascone email: [email protected] pag. 13 LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 P R O P O N I M E N T I PER L ' A N N O NUOVO A proposito dì politica, arroganza e stile Inizia un nuovo anno e come ci fa riflettere l'opera "Il Venditore di Almanacchi" di Giacomo Leopardi prevale il desiderio di una vita migliore. Si spera che l'anno a venire lasci alle spalle i vizi umani e riscopra le virtù. Lasci l'arroganza dei modi di agire e riscopra lo stile dei buoni sentimenti. Riflettiamo, su ciò che vorremmo lasciare e su ciò che vorremmo mantenere. Nel nostro povero e malconcio paese intere generazioni sono cresciute davanti ad una tv che demolisce sistematicamente valori come la famiglia, l'amicizia, l'onestà morale e intellettuale, la legalità, la lealtà, il rispetto per il prossimo, inviando il messaggio che vincente è solo il ricco, il potente, il famoso, l'arrogante, il maleducato, il bugiardo. E questo con la scusa che gli italiani amano vedere questi spettacoli, passano sopra a tutto, si appassionano, piangono e ridono. Ne sono una prova il successo dei cosiddetti reality show (grande fratello, isola dei famosi...). Questo vuoto culturale è l'ambiente propizio per nutrire e coltivare l'arroganza. L'arroganza anche di parte della nostra classe politica locale che gioca sullo scambio tra diritti e favori, priva di progettualità, dedita al piccolo cabotaggio, pur di racimolare un po' di consenso che gli consenta di rimanere a galla; utilizzando pacchetti di voti come merce di scambio. Gli ultimi avvenimenti hanno lasciato l'amaro in bocca a quei cittadini che hanno creduto nella svolta, nel cambiamento del modo di amministrare la cosa pubblica. Non sono bastati l'entusiasmo di alcuni pur volenterosi giovani a cambiare una mentalità fatta di ambizioni smodate, di presunzione, incapacità al dialogo, arretratezza culturale e di nuovo arroganza. L'arroganza come noto nasce dall'impunità e non ha niente di nobile, di disinteressato, di generoso, è la caratteristica di chi si arroga inesistenti diritti per calpestare quelli degli altri, una categoria di "intoccabili" a cui tutto è permesso. Arrogante può essere il dirigente che maltratta i sottoposti, il giovanotto che non cede il posto all'anziano nell'auto, ma anche un politico inesperto incapace di mediare. Lo stile anche in politica è un'altra cosa. Richiede cura di sè, tempi lunghi, voglia di capire, mettersi nei panni dell'altro. Va a braccetto con l'umiltà, sa quando parlare e quando tacere, riconosce chi sa di più e si mette in ascolto. Difficilmente chi ha stile alza la voce, perché basta l'autorevolezza delle parole a convincere della bontà delle proprie idee. Quelli che hanno stile non sono in tanti, ma fanno la differenza e quando li incontri, senti nostalgia delle loro parole, di intuizioni luminose. Per fortuna esistono anche cittadini di Montefiascone che piangono pensando all'impoverimento culturale pericolosamente in atto in un paese che meriterebbe altro. Anche questi hanno stile. Ed allora come cittadini di Montefiascone auguriamoci che l'anno appena iniziato ci porti amministratori credibili, capaci, autorevoli e che abbiano stile. Buon anno. Anna Molinaro Carelli Ugo Roberto Carini Per Anna Un pensiero grato a te, Anna cara, la "nostra"preside d'un tempo e per sempre. Siamo venuti, noi tuoi vecchi insegnanti, all'intitolazione dell'Istituto comprensivo di Montefiascone al tuo nome e sul volto di tutti c'erano gli stessi ricordi e la stessa commozione. La serata ci ha riportato al periodo più bello, direi anche più epico della nostra vita professionale. Tu ci hai fatto capire che quando ci si pone di fronte agli alunni bisogna dissipare dal cuore pensieri su chi possa essere bravo e chi no, chi buono o chi cattivo, chi simpatico o chi antipatico, ma, prima ancora di insegnare è necessario far percepire ai ragazzi il nostro amore: questo non lo abbiamo dimenticato. Durante l'incontro si è percepito un miracolo: eravamo tanti, ma la presenza più vera e tangibile era la tua e quando guardavamo la tua fotografia e il tuo viso dolce e penetrante abbiamo sentito il bisogno di ringraziarti perché tu sei stata una di quelle rare persone capaci di rendere intorno a te tutti un po'migliori. Una tua vecchia profesoressa "Anna Molinaro in Carelli" è il nome dell'Istituto comprensivo della città. Dopo un lungo iter procedurale durato quasi un anno, sabato 27 novembre alle ore 16,00, si è tenuta la cerimonia di intitolazione in una gremita aula magna della scuola "Odorardo Golfarelli" con proiettata sul grande schermo del palco la foto dell'ex preside Anna Molinaro. Alla presenza di circa duecento persone, tra autorità, insegnanti, genitori e alunni, il dirigente scolastico Vincenzo De Benedetti ha ufficializzato il nome dell'Istituto comprensivo scoprendo la lapide che verrà posta sulla facciata della scuola "Odoardo Golfarelli" di Via Cassia, sede centrale dell'istituto comprensivo, che racchiude tre ordini di scuole: dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Presenti anche l'ex sindaco Ferdinando Fumagalli, l'ex vice sindaco Carla Pepponi accompagnata dal marito Giuseppe Bartoleschi, il parroco della chiesa di S. Flaviano don Luciano Trapè. La cerimonia ha visto un'introduzione da parte della vice preside Cinzia Capuani, a cui è seguito un brano del coro della scuola "Alessandro Manzoni" diretto dal professor Bordini. Poi la parola è passata a Vincenzo De Benedetti che ha esposto al pubblico la motivazione che ha portato all'intitolazione dell'istituto alla Molinaro e tutto il lungo iter procedurale. Poi sono intervenuti alcuni ex studenti e alcune persone che sono state in contatto con Anna Molinaro, nell'ordine: l'ex alunno Renato Trapè noto medico e politico della città, l'ex vice preside Franca Oriandini, l'ex rettore del Seminario don Aldo Bellocchio che ha letto un passo dell'omelia del vescovo Boccadoro in occasione del funerale della Molinaro. Poi la cerimonia è stata nuovamente allietata dall'esibizione del coro della scuola Manzoni diretto dalla professoressa Scipioni. Poi il momento più significativo ed emotivo: lo scoprimento della lapide affidata al fratello della Molinaro e alla nipote Giulia Carelli e benedetta dal Decano di S. Margerita, dopo aver pronunciato poche ma significative parole riguardanti la persona della preside Anna Carelli. Hanno concluso brillantemente la stupenda manifestazione i professori di musica Aronne, Paolucci, Alessandri e Bellavia seguiti poi dai brani tratti da "Misa Criolla" di Ramirez da parte del coro della scuola Manzoni. M.M. Anno Domini 1111 Deuc (Defuk) MONTEFIASCONE Nel salone della biblioteca comunale il 16 dicembre alle ore 16,30 è stato presentato il libro "Anno Domini 1111 D e u c (Defuk)" dello s t o r i c o Marcello Mari, edito dal Comune di Montefiascone, alla presenza di una folta platea. Dopo la premessa del presidente de "L'Acropoli" Renato Trapè, associazione che ha curato la manifestazione, è stata la volta dell'autore Mari che ha soprattutto ringraziato la signora Carla Pepponi in Bartoleschi, assente per motivi familiari, che ha voluto, quando era assessore alla cultura e vice-sindaco della città, la realizzazione del libro. Poi due delle massime personalità provinciali in ambito culturale: Romualdo Luzi e Giuseppe Rescifina. Luzi, presidente del Consorzio delle Biblioteche, ha accentrato la sua relazione sulla leggenda analizzando come nasce, cresce e si diffonde, poi del vino moscatello, ed infine ha esposto una severa critica sugli interventi avvenuti in S. Flaviano, da parte della Soprintendenza, dove è collocata la tomba del nostro personaggio, sul rifacimento del pavimento e il relativo svuotamento delle tombe sottostanti. Rescifina, giornalista professionista, si è soffermato, con un intervento molto incisivo, sul personaggio e sulla "sigla" est, est, est, che è uno sponsor eccezionale conosciuto non solo in Italia ma in tutto il mondo. È seguito un buffet. A tutti i presenti è stata consegnata una copia del libro. Marcello Mah tratta del famoso personaggio Deuc dopo una minuziosa ricerca, in ottanta pagine, divise in otto capitoli. Il volume è ricco di stampe della città attraverso i secoli, di disegni, fotografie e stemmi. Un libro che non può assolutamente mancare nelle biblioteche ed arricchisce la cultura locale. Lo si può trovare presso la biblioteca comunale in forma gratuita fino ad esaurimento delle copie. Michele Mari LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 pag. 10 LA PAGINA DI SCRAPANTE IL SILENZIO, NEMICO DELLA LIBERTÀ E' necessario risvegliare nei cittadini l'amore per l'incontro e il civile confronto - E' necessario stimolare i giovani ad una consapevole cura del patrimonio culturale e tradizionale E' necessario credere nella forza delle idee e della solidarietà, contro l'indifferenza e la prepotenza - La più recente pubblica disillusione: il sito web, mistero buffo... di Giacomo Carìoti I miei interventi su queste pagine, non a tutti sono sempre piaciuti. Qualcuno infatti ha voluto vedere nelle mie note - certo critiche, ma mai bassamente polemiche - un attentato alla "normalità delle cose": il che, tradotto, vuol dire all'andazzo da tutti accettato, o meglio dire, subito. Sta di fatto che, grazie a "La Voce", e grazie anche a qualche mia punzecchiata, qualcosa in questi anni si è smosso, e l'attenzione alla comunità - specie da parte di certe pubbliche figure o istituzioni più pigre delle altre - si è sicuramente accentuata, anche se, ahimè, non del tutto e non generalmente affermata. Anche non volendo entrare nelle pieghe amministrative, basti ricordare qualche piccola affermazione delle esigenze popolari, da noi sollecitate e, a vantaggio di tutti, risolte: come la maggiore attenzione alla segnaletica e alla condizione delle strade, l'apposizione delle protezioni e dei dossi rallentatori in via Bandita e in altre zone a rischio, la rotatoria e la rimozione degli spuntoni all'ingresso del cimitero, ecc. ecc.: è la riprova che, se i cittadini segnalano le omissioni, qualcosa di buono può anche succedere, pur se a fatica. Vorrei poi ricordare una mia grande soddisfazione, che è al tempo stesso una grande sofferenza: l'aver fatto per molti mesi una rubrica, e averla poi dovuta abbandonare per mancanza di sostegno collaborativo (lo chiedevo specialmente ai giovani...), nonostante il generale consenso e l'aspettativa. * Si tratta, ricorderete, de "I protagonisti di casa nostra", un vero e proprio almanacco della nostra gente, una memoria storica importante, che dovrebbe essere riconosciuta come un valore civile e municipale da tutelare. Rivolgo un appello a tutti coloro che hanno apprezzato quella rubrica, e che vorrebbero vederla ancora su queste pagine: contattatemi, facciamola insieme. Sono sempre raggiungibile, al telefono (335 6460055) o via mail (comunicazione@ katamail.com). * Un'altra importante "battaglia" è stata (e continua ad essere...) quella contro l'amianto, un pericolo nascosto nelle nostre case (...più ancora del radon!), cui sia le autorità comunali che quelle sanitarie locali fanno orecchie da mercante, assumendosi gravi responsabilità: speriamo che con il tempo e l'insistenza, la sensibilità pubblica prevalga sulle comode ma quanto mai perniciose "opportunità". Certo, in un paese dove un orrendo abusivismo edilizio dilaga - distruggendo di fatto l'immagine nazionale e internazionale di Montefiascone, considerata oggi alla stregua di una periferia urbana degradata), è difficile pensare ad interventi sull'amianto, anche se interessano la salute pubblica: ma bisogna battersi perchè il più sostanziale interesse collettivo prevalga. Su troppe cose si sorvola, il più delle volte per ragioni bassamente elettorali, connesse al malcostume politico: bisognerebbe superare, con uno sforzo di generale buona volontà, questo impedimento che è la causa del modestissimo posizionamento di Montefiascone nella considerazione della più vasta opinione pubblica. II punto di riferimento più evidente, e quotidianamente riscontrabile, di un degrado che tutti dobbiamo sforzarci di superare, sta nei rapporti fra i pubblici poteri - che si dovrebbero, più propriamente, chiamare pubblici servizi - e i cittadini. Ancora oggi, nonostante promesse propagandistiche, e i riconoscibili ed encomiabili sforzi di qualcuno, questi rapporti sono improntati alla sudditanza, alla saccenteria, alla mancanza di trasparenza: del resto, cosa ci si può aspettare, quando è possibile che un cittadino possa essere cacciato in malo modo da un pubblico ufficio dove era in attesa di ottenere risposte mai date? * Recentemente abbiamo avuto modo di provare l'ennesima grave disillusione. Avevamo appreso dalla stampa locale che il sito ufficiale del Comune di Montefiascone era stato radicalmente rinnovato, con tutta una serie di iniziative di comunicazione improntate alla trasparenza. Abbiamo esultato, e siamo andati a verificare. Alla luce dei fatti, quella notizia, diramata dal Comune stesso, si è rivelata un flop, tanto più grave perchè indebitamente esaltato. Abbiamo scritto una lettera aperta a Stefano Angeli e all'Amministrazione - pubblicata su varie testate locali, e sui siti di OnTuscia, Occhioviterbese e LaTuaVoce, dove è sempre leggibile in archivio. Chiedevamo conto della inesistenza di quanto promesso, specialmente riguardo: alla ...inaccessibilità delle procedure "di accesso"; alla inesistenza della trasparenza promessa, con omissione di buona parte dei dati, peraltro predisposti nell'apposito elenco; alla impraticabile e sostanzialmente inutile formulazione del settore biblioteca (che dovrebbe essere il più importante sul piano culturale); alla parzialità e faziosità delle notizie riprese dalla stampa; alla asserita esistenza di un fantomatico Ufficio Stampa, di cui non si conosce né il responsabile che, detto per inciso, dovrebbe, in osservanza di legge, obbligatoriamente essere un giornalista - né la struttura di riferimento; alla scandalosa gestione del sistema PEC (Posta Elettronica Certificata) dal quale è impresa ardua, per non dire impossibile, ottenere le dovute risposte, dal vertice del Comune come dai responsabili degli uffici e dei servizi: un vero e proprio labirinto senza uscita che, se fosse raccontato al ministro Brunetta gli provocherebbe un eccesso di bile. Il responsabile del CED, Stefano Angeli, è stato gentile, e mi ha risposto tempestivamente, riconoscendo, con molta civiltà, le anomalie evidenziate. Le responsabilità delle omissioni e dei travisamenti evidentemente non sono sue. Non altrettanto hanno fatto altri responsabili municipali cui la lettera era congiuntamente indirizzata. Se questa è trasparenza, figuriamoci il buio. Lascia davvero sconcertati il fatto che, di fronte ad una pubblica legittima richiesta di chiarimenti, nessun altro senta il dovere di spiegare le cose, e di impegnarsi a cambiarle. Tanto è vero che le cose sono rimaste come erano prima della nostra segnalazione; e il tanto decantato sito web "della trasparenza" è rimasto lì, a languire nella sua insipienza. Giacomo Carioti [email protected] Il documentario è incentrato sul quotidiano lavoro di Angelino Sassara, pescatore di Marta PREMIATO "ANGELINO>, IL PESCATORE DEL LAGO" Il documentario "Angelino, il pescatore del Lago" ha ottenuto a Roma il primo premio nell'ambito della rassegna nazionale "Gemini Muse 2010", quest'anno intitolata "L'Eroe", ossia dedicata agli Eroi della vita quotidiana. Il film, ideato dal giornalista televisivo Daniele Carioti e basato sul suo reportage, con la regia di Luca Annovi, è ambientato a Marta, ed è incentrato sulla vita ed il lavoro di il più popolare dei pescatori del Lago di Bolsena. Il riconoscimento attribuito a quest'opera, prodotta da "Ematube" di Emanuele Carioti, rappresenta un importante pubblico tributo alla cultura e alle tradizioni della Tuscia, di cui l'antico ed immutato mestiere della pesca è uno dei più significativi punti di riferimento. Il filmato, di cui la prima copia verrà donata al Comune di Marta per il suo archivio storico, è visibile sul web all'indirizzo: http://www.ematube.it/video.asp?id=1884. Angelino Sassara, Vanno nuovo L'anno nuovo è già tornato quello vecchio se ne è andato ci ha lasciato gioie e pene sia nel male che nel bene. Qualche volta ci ha sorriso spesse volte ci ha deluso si è mostrato insufficiente al cospetto della gente. A questo nuovo benvenuto rivolgiamo un bel saluto per il bene nazionale che non faccia mai del male. Senza pene e senza affanni ne pericoli e malanni ci dia un filo di speranza a mantenere la pazienza. Che sia prospero e fecondo per il bene di questo mondo ci faccia stare più al sicuro e fiduciosi nel futuro porti sempre l'allegria pace e bene e così sia. Vincenzo Severini LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 pag. 13 Bibbia e vita cristiana Due anni fa si è svolto il Sinodo dei Vescovi che ha discusso sull'importanza della Bibbia nella vita della Chiesa. Il nostro quindicinale, VITA della Diocesi, aveva presentato l'avvenimento con alcuni articoli nei mesi di ottobre e novembre del 2008 per informare tempestivamente i lettori sul dibattito in corso all'interno della Chiesa a proposito dei libri sui quali si fonda la fede cristiana. Il 30 settembre u.s. Benedetto XVI ha firmato l'Esortazione Apostolica Postsinodale che presenta le conclusioni dei lavori svolti dai Vescovi durante le sessioni del Sinodo. Il tempo dedicato alla stesura del documento pontificio può sembrare molto lungo, ma non lo è se si tiene conto dell'importanza e complessità dell'argomento trattato e dell'estensione che ha assunto: 124 paragrafi che occupano 200 pagine del libretto stampato con L'Osservatore Romano. Il documento del Papa ripropone nelle tre parti in cui è suddiviso, le grandi linee su cui hanno discusso i Vescovi. La prima parte analizza la Bibbia in sé come parola che Dio rivolge all'uomo che è invitato a dare la sua risposta attraverso la conoscenza e l'interpretazione della parola stessa. La seconda parte riflette sul rapporto tra parola di Dio e Chiesa nelle sue manifestazioni ed attività, a partire dalla Liturgia per arrivare alle diverse situazioni nella vita dei cristiani. La terza parte si apre ad una visione universale che considera la Bibbia come il messaggio rivolto da Dio a tutti i suoi figli con i quali vuole entrare in dialogo, attraverso e nonostante le differenze tra culture e religioni diverse. Evidentemente questa affermazione è una conseguenza del fatto che noi consideriamo la Bibbia "ispirata" da Dio agli uomini che l'hanno scritta. Ispirazione biblica e verità "La riflessione teologica ha sempre considerato ispirazione e verità come due concetti chiave per un'ermeneutica ecclesiale delle sacre Scritture. Tuttavia, si deve riconoscere l'odierna necessità di un approfondimento adeguato di queste realtà, così da poter rispondere meglio alle esigenze riguardanti l'interpretazione dei testi sacri secondo la loro natura" (19). Il documento dedica ventun paragrafi al problema dell'ermeneutica, cioè dell'interpretazione della Bibbia in modo corretto e adeguato alle esigenze delle scienze bibliche attuali. In questo contesto si affrontano temi fondamentali come il rapporto tra fede e ragione, la relazione tra la Bibbia ebraica e quella cristiana (tra Antico e Nuovo Testamento), l'interpretazione fondamentalista della Sacra Scrittura, conseguenze nel dialogo ecumenico. Ampio spazio è dedicato come è giusto - al posto riservato alla Bibbia nella vita della Chiesa cattolica, sia nelle celebrazioni liturgiche ufficiali (numeri 5 0 - 7 1 ) che nelle altre occasioni in cui i fedeli vengono a contatto con la Parola di Dio (nn. 72 - 89). Boggio La terza parte del documento nasce dalla convinzione che la Bibbia ha un valore e una destinazione universali, anche se la prima consegna da parte di Dio è avvenuta ad un popolo particolare entro il quale si è compiuta la vicenda storica sfociata nella nascita del cristianesimo. Dal n. 90 al n. 98 si presenta la responsabilità della Chiesa nell'annuncio della Parola, si elencano alcune categorie alle quali è destinata la Parola (nn. 99 - 108), per passare ad auspicare un dialogo tra le diverse culture (nn.. 109 -116) e religioni (nn. 117 -120). Indicazioni per un cammino biblico Da alcuni anni la nostra rivista offre una pagina di riflessione su temi riguardanti la Bibbia, sia in modo diretto che come confronto con le provocazioni derivanti dalla società contemporanea. L'esortazione post sinodale incoraggia in diversi punti un'ampia conoscenza della Bibbia da parte di tutti i cristiani, attraverso tutti i mezzi messi a disposizione della pastorale dalle tecniche moderne, tra cui mantiene un posto privilegiato la stampa. Vogliamo continuare in questo impegno confortati dalla parola dei Vescovi e del Papa, sapendo che la Bibbia è un tesoro inesauribile e una fonte perenne che può soddisfare in continuazione la nostra sete di verità. Libri Antico Testamento GLI INIZI DI ISRAELE K LE LEtilil Un punto fermo per i cristiani La conclusione del documento pontificio mi sembra che meriti una sottolineatura particolare, in quanto afferma la consapevolezza "di trovarci di fronte, sia nella sacra Scrittura che nella Tradizione viva della Chiesa, alla Parola definitiva di Dio sul cosmo e sulla storia" {121). La conseguenza di questa fede dovrebbe essere una qualità che troppo spesso è assente nella vita dei cristiani: la gioia. "L'Assemblea sinodale ci ha permesso di sperimentare quanto è contenuto nel messaggio giovanneo: l'annuncio della Parola crea comunione e realizza la gioia. Si tratta di una gioia profonda che scaturisce dal cuore stesso della vita trinitaria e che si comunica a noi nel Figlio. Si tratta della gioia come dono ineffabile che il mondo non può dare" (123). Mi auguro che non sfugga a nessuno l'affermazione che per i cristiani la sacra Scrittura e la Tradizione sono la "Parola definitiva di Dio sul cosmo e sulla storia" e che da ciò nasce "la gioia" che ci è comunicata in Gesù, in un tempo di smarrimento intellettuale di fronte a proposte alternative di fedi e di modelli di vita, di fronte ad un appiattimento di valori da cui si cerca di far emergere come prevalente un'ideologia basata sul numero e sulla forza degli aderenti, la presa di posizione di Benedetto XVI dovrebbe eliminare ogni dubbio sull'atteggiamento che i cristiani dovrebbero avere a proposito della loro fede. I tentennamenti a cui sembrano soggetti certi ambienti cristiani riguardo alla Bibbia, confrontata alla leggera con altri libri considerati sacri da altre religioni, mettono in discussione il riconoscimento della verità presentata dalla Bibbia. II documento post sinodale richiama quanto affermato nella "Dei Verbum" a questo proposito e ricorda che non si tratta di una verità in qualsiasi campo del sapere umano, ma di ciò che si riferisce al rapporto dell'uomo con Dio. di Padre Giovanni LA STORIA 1)1 ISRAELE / POESIA E SAPIENZA QUOTIDIANA PROFETI LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 pag. 10 La pagina dei ricordi I personaggi presenti nella foto sono tutti importanti: il Vescovo Lorenzo - il mercoledì santo del 2005 - sta per fare un omaggio a Sua Ecc.za Mons. Dante Bernini, dietro il Vescovo c'è Mons. Pietro Condoli, nostro Vicario Generale, il diacono a fianco del Vescovo è l'attuale Direttore Ufficio Stampa, D. Emanuele Germani. A tutti formuliamo i nostri Auguri sinceri per il loro avvenire e attualmente per il Nuovo Anno 2011! Sua Ecc.za Mons. Giovanni D'Ascenzi È Sua Ecc.za Mons. D'Ascenzi, da tempo ormai infermo e silenzioso, anche se comprende e riconosce. È assistito dalla sig.na Greis che per lui, è come una figlia. C'è che gli prende una mano e dall'altra parte del letto. Auguri filiali, Mons. D'Ascenzi, per il suo onomastico (27/12 S. Giovanni) e per il suo compleanno (il 6 gennaio entra nel 91° anno). D. Agostino padre Terenzio, Auguri cordiali e felicitazioni! Sr. Emanuela Vanich. Sono le tre Maestre Pie insieme alla loro Superiora: Auguri cordiali e felicitazioni alle Maestre Pie di Montefiascone e di Roma, in modo particolare a tre di loro che hanno celebrato il 50° di oblazione religiosa (avvenuta il 21/09/1960) e sono: Sr. Marisa e Sr. Settimia sono impegnate a vivere in Albania per portare aiuto materiale e spirituale a quella popolazione uscita da una lunga "prigionia" comunista. Hanno celebrato durante queste feste natalizie il loro 50°, perché è il periodo più libero per loro. Sr. Giuseppina Sebastiani, Sr. Settimia Bassanelli, Sr. Marisa Contrucci. Sono i collaboratori fissi de "La Voce". Solo alcuni non sono potuti venire. Ognuno di loro ha un compito ben preciso. Il pranzo ci è stato offerto dal Ristorante "Da Rita" alle Grazie e alla fine c'è stato anche il dolce "La Voce". LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 Albania - Albero dell1 amicizia Sezione Montefiascone Via Bixio, 6 tel./fax 0 7 6 1 . 8 2 6 2 8 8 TU CHE pag. 13 Nuova sede AVIS NE DICI ^JTGNORE NATALE FACCK UN B E L L ' A L B E R I ¡DENTRO IL M I O C L O R E [E C i A T T A C C O I N V E C E DEI] E C A L I . I N O M I 1)1 T I T T I I MIEI| M I C I ? GLI A M I C I L O N T A N I E VICIN • M v wfm'mm •^mrnmammmmm .LI A N T I C H I E I N U O V I . Q U E L L I ( HE VEDO; T I T T I I G I O R N I E Q U E L L I C H E V t . l H ) DI K M>0¡ QUELLI C H E R I C O R D O S E M P R E E Q l E H I CHE ALLE VOLTE RESTANO DIMENTICATE QUELLI COSTANTI E - jÉ' Q U E L L I I N T E R M I T I ENTI. (QUELLI P E L L E O R E D I F F I C H J E Q U E L L I D E L L E O R E A L L E G R E . Q U E L L I C H E S E N Z A V O L E R L O MI -EGRE. Q l HANNO MENTE QUELLI C MMRQEHM SE Q U E L L I C H E MI , » | | p D E V O N O g O E Q U E a j A l Q j M U D E T O MOLTO. I MIEI AMICI S E M P L I C I * K I) I MIEI A M I C I I M P O R T A N T I . I N O M I DI T l T T H j t F X T T O ^ O N Q G I A - PASSATI N E L L A MIA VITA. UN' A L B E R O C O N R A D I C I M O L T O P R O F O N D E P E R C H E ' I L O R O N O M I NON E S C A N O M AI DAL M I O C I O R E . UN A L B E R O DAI R A M I M O L T O G R A N D I , P E R C H E ' I NUOVI N O M I V E N U T I DA T U T T O IL M O N D O SI U N I S C A N O Al GIÀ* ESISTENTI, I N ALBERO CON UN'OMBRA M O L T O G R A D E V O L E P E R C H E ' LA N O S T R A A M I C I Z I A SIA UN M O M E N T O DI R I P O S O D U R A N T E La Sezione AVIS di Montefiascone, in occasione delle Festività Natalizie, desidera rivolgere, insieme agli auguri di Buon Natale e sereno Anno Nuovo, i ringraziamenti a "La Voce" ed al suo Direttore, per l'insostituibile contributo offerto all'Associazione mediante lo spazio concesso tutti i mesi sul periodico, per le comunicazioni e le informazioni della Sezione. Continuando quindi a fruire dell'ospitalità de "La Voce", l'AVIS di Montefiascone è orgogliosa di comunicare l'apertura della nuova Sede Sociale, in Piazza Vittorio Emanuele, che è stata inaugurata domenica 19 dicembre nel corso di una semplice, ma significativa cerimonia che ha visto il tradizionale taglio del nastro, la benedizione impartita dal Decano Don Agostino ed i ringraziamenti del Presidente dell'AVIS a tutti coloro che hanno contribuito con la loro generosità alla realizzazione della Sede. Nell'occasione la Sezione ha voluto porgere alla cittadinanza gli Auguri di Buone Feste offrendo un piccolo buffet a base di cioccolata calda (apprezzatissima anche per la rigida temperatura) e di pasticceria natalizia, accompagnata dalla musica di un simpatico piano bar. La rilevanza dell'avvenimento, sottolinea il Consiglio Direttivo della Sezione, non riguarda soltanto la realizzazione dell'opera, che rappresenta sicuramente un traguardo importante per l'AVIS, ma anche il significato, non solo simbolico, del luogo fisico di riferimento per le attività e le finalità statutarie dell'Associazione, situata per di più in pieno Centro Storico, in un locale concesso dall'ultima Amministrazione Comunale, che consente ampia visibilità e facilità di accesso. Il Presidente LF. L O T T E D E L L A VITA!!!!!!!!! Auguri di Buon Natale e Un Anno Nim\o pieno di Gioia. P E R S H l ME VJF.T K R I S H T I L I N D J E N D I I E V I T I N E R I 2011!! Don Giuseppe, don Rolando e don Dormii Montefiascone Gli auguri dell'UCIIM di MontefiasconeII fotoclub informa Il 2010 per il mondo della scuola e per i giovani tutti è stato un anno particolarmente "vivace": riforme su riforme, proclami su proclami... I giovani hanno bisogno di educatori (genitori, insegnanti, allenatori....) che siano punti di riferimento accoglienti, coerenti e abbiano un profondo senso etico e morale. Dagli Orientamenti pastorali della CEI alle lettere del Santo Padre, l'attenzione del mondo cattolico, laico ed ecclesiastico, è posta sul futuro di questi giovani che sembrano distanti, "virtuali"... ma che sono come non mai bisognosi di incoraggiamento verso un futuro pieno di sogni, ideali e speranze. Dopo gli eventi degli anni passati, "Oltre l'emergenza: educare a scuola" con il Prof. Don Carlo Nanni, Rettore della Università Pontificia Salesiana e "Crescere bene a scuola - Alleanza tra famiglia e scuola" con le relazioni di José Mannu, Psichiatra ASL Roma B e Consulente Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro, e Simona Del Re, Ufficio Studi UCIIM, la sezione UCIIM di Montefiascone, intitolata alla prof.ssa Ida Minciotti, in collaborazione con l'Istituto Maestre Pie Filippine, si propone per il prossimo anno di continuare il proprio servizio di promozione con iniziative per la formazione e l'aggiornamento pedagogico-didattico, tecnologico, disciplinare dei docenti, dei dirigenti e dei formatori in presenza e on-line. Al fine di stimolare l'innovazione costante e motivata, per non perdere quello che c'era e c'è di buono ancora nella scuola italiana, curerà in particolare i seguenti ambiti: formazione long life dei docenti, dei dirigenti e dei formatori; supporto, per docenti e studenti, all'acquisizione di adeguate e motivate competenze tecnologiche; promozione della dimensione europea dell'educazione; promozione del dialogo interculturale nella società globalizzata; ricerche e sperimentazioni su argomenti disciplinari e trasversali e su tematiche pedagogico-didattiche; pubblicazioni online e cartacee; consulenza su gestione scolastica e progetti europei. Per questo nuovo anno gli auguri a tutti i soci sono stati fatti con un testo di Santa Lucia Filippini. E proprio con queste parole che rinnoviamo gli auguri a tutta la città. "Soggiorna Egli sulla terra, perché a noi ha ceduto il cielo; giace sul fieno, per dare a noi di calpestar le stelle; vagisce tra due animali, per farci conversare con gli Angeli; trema nudo di panni, per ammantare noi di luce e di gloria immortale". Santa Lucia Filippini f^toclub Il Fotoclub Montefiascone si è regolarmente costituito ad agosto 2010 e recentemente ha organizzato, ad agosto scorso in occasione della Fiera del Vino, la 1 a Est! Est! Est... emporanea Città di Montefiascone che ha visto numerose adesioni dalle regioni limitrofe oltre che da appassionati nostri concittadini e che ha avuto il suo momento culminante con la Mostra delle foto dei vincitori presso la Biblioteca Comunale. Attualmente conta più di 10 iscritti ed è nostra intenzione coinvolgere più appassionati per poter realizzare nuove iniziative (come corsi fotografici tenuti da fotografi professionisti, workshop fotografici in esterna e in sala posa, mostre fotografiche, ecc.) che possano accrescere la cultura e la visibilità della nostra magnifica cittadina, Montefiascone. Chiunque fosse interessato, anche solo per ricevere informazioni, può contattare: Enrico 345.5122298 - Giancarlo 328.2878077. Oppure visitare il sito: www.fotoclubmontefiascone.it. Il presidente del Fotoclub Montefiascone Enrico Maria Ranaldi LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 pag. 10 "LA VOCE" E' GRATA Al SUOI CAVALIERI: Giusti Silvana, Bousquet Luciano e Giulio, Severini Vincenzo, Pina, Manzi Amanzio, Ricci Armando, famiglia Stefanoni Settimio e figli, Brachino Nello, Morano Mario, Lanzi Danilo, Rosetta Renato (Renzo), Ciucci Elio, De Grossi Livio, Menghini Antonio, Marziantonio Ferruccio, Mauri Silvia, Pappagallo llda, Signora Moncelsi, D. Giacinto Pascarella, Paparello Gianluigi, Camicia Mosca Anna, Taddei Orfeo, Piciollo Adalgisa, Carlo Albert Belella - America, famiglia Semini Zini, Serravalle Liliana, Cappelloni Vannino, Tranquilli Adua, Caprini Giorgio, Nevi Mario e Faina Ida, Ceccarelli Agostino, Presciuttini Giuseppe e Fanali Antonella, Rosetta Duilio, Cappannella Franca, Ricci Damiano, classe 1950, Piacentini Fiorina, Trapè Anna, Biancalana Ugo, Ranucci Marisa, Sciuga Mauro, Battistoni Laura, Notazio Euro, Ricci Vincenzo, Mezzetti Leone I. e Manzi Domenica, Trippa Salvatore, Parti Stefania, Fanali M. Roberta, Bucaccio Giulio. BENEMERITI: Filiè Loretta, Bacchiarri Aldo, Tashi llirjan, Tabarrini Leonella, Mecali Anna Maria, Paolini Carlo, Broccoletti Marisa, Lanzi Renato, Mocini Alvaro, Cuccodoro Anna Rita, Pigliavento Loretta, Mancini Ada, Boccalini Ferrari Fulvio, Morano Gino, Boccalini Goffredo, Fiorucci Antonella, Genovesi Mauro (Spendi bene), Moisè Felice, Belella Massimo, Chiodo Antonio, Tofanicchio Piero, Maurizi Alberto, Tofanicchio Elia, Pezzato Ardelio, Corinti Giacinto, Associazione sportiva D. Ruli, Santini Umberto, Angeloni Paola, Circolo Anziani, Minetola Antonio, Ricci Angela Liliana, Bronzetti Adriana, Cocciola Maria Cristina, Mocini Armando, Vincenzoni Domenico, Cicoria Igino, Zerbini Mario, Sbarra Odorico, Castellani Fernando. AMICI: Scorzino Rosa, Alice De Marchi nata a Viterbo da Camicia Cinzia, Arcieri Falisci, Pelecca Giuliana, Bracoloni Angelo, Paoletti Italo, Paoletti Antonio, Selvi Marco, Ranucci Ventura, Stefanoni Pericle, Salvatori Nello, Paoletti Anolide, Pigliavento Corrado, Ferlicca Mimmo, Menghini Franco, Menghini Silvia, Camicia Bruno. Amici della Cattedrale Sono entrati a far parte degli "Amici della Cattedrale": Monanni Dante, Bartoleschi Franco, Falchetti Concetta, Maccaroni Rita, Ciucci Maria Fides, Ciripicchio Margherita, Marinelli Ines, Brachino Ines, Ballarotto Armida, Ferri Annunziata, Presciuttini Ottavia, Trapè Fiora, Filiè Antonio, Chiricotto Lidia, Siga Zampetta, Canulli Anna, Mecali Valentino, Mariotti Gertrude, Ricca Gabriella, Saleppichi Elide, Menghini Giacomo, Bacchiarri Aldo e Annita, Marsiglioni Antonietta, Talucci Peruzzi Vittorio, N.N., Nardini Lilla, Putano Bisti Vittoria, Severini Radicati Irene, Santarelli Pia, Manzi Bruna, Manzi Amanzio, Menghini Alzirdo e De Michele Eloisa (50° di matrimonio), Lanzi Danilo, il marito prò lacoponi Emma, Ludovica Marianello di Stefano, Mauri Silvia, signora Moncelsi, Taddei Orfeo, Di Marco Alberto e Panichi Laura per il 25° di matrimonio, Castellani Nicola morendo ha lasciato una buona offerta alla Chiesa, dono di D. Angelo, fratello e sorella in memoria della sorella Clara, Mezzetti Stefanoni Rita, Paiolo Enrico. Anagrafe cittadina NATI: Zargiu Cristina Elena di Zargiu Vasile Octavian e Zargiu Camelia Nicoleta (1/12), Ranucci Serena di Riccardo e Bendia Monia (16/12), Mecali Ludovica di Federico e Marucci Vania (12/12), Aprilotti Aurora di Riccardo e Ambrogini Tiziana (21/12), Pinelli Diego di Franco e Finauro Maria Elisa (19/11), Grancini Chiara di Roberto e Paoletti Simonetta (14/11), Pesci Giulia di Francesco e Guerrini Paola (16/11), Silvi Alessio di Massimiliano e Ceccarini Valentina (22/11), Lucci Giorgia di Alessio e Starnini Arianna (9/12), Poole Emma di John Martin e Nisi Cristiana (7/12), Bronzetti Alessio di Paolo e Stefanoni Debora (3/12), Barberi Michelle di Fabio e Okwe Lingolo Martine (9/12), Spinazzoia Mattia di Marco e Sguazzini Tiziana (17/12). MORTI: Lozzi Pietro (n.25/5/22 m.30/11), Ferri Lorenzo (n.9/8/51 m.10/12), Trapè Corrado (n.17/5/25 m.12/12), Farina Giuseppa (n.7/2/22 m.23/12), Piergiovanni Massimo (n. 13/8/47 m.20/11), Castellani Nicola (n.8/8/22 m.1/12), Cevolo Gina (n.4/12/23 m.10/12), Giraldo Giuseppe (n.10/4/27 m.24/11), Pepponi Maria (n. 10/1/29 m.13/12), Nami Vito (n.15/6/41 m.14/12), Andreoni Rina (n.14/9/24 m.19/12), Maiucci Giacinto (n.19/11/36 m.20/12). ' E c o * * Astronomia d i Z c p p o r r c i m i di A. Cempanari Deep Impact incontra la cometa Hartley 2 Intorno alle ore 14 del 4 novembre scorso, la sonda Deep Impact ha sorvolato la cometa Hartley 2 a quasi 23 milioni di chilometri dalla terra, realizzando così, una serie di immagini straordinarie. Dalla distanza di soli 700 chilometri la sonda ha scattato numerose fotografie ad altissima definizione. L'aspetto del nucleo cometario, lungo 2 chilometri e largo 500 metri, ricorda quello di un birillo da bowling. Dalle immagini vi vede finalmente chiaro e con estrema certezza che la vicinanza del Sole provoca una intensa evaporazione del ghiaccio cometario che ricopre il nucleo con getti di polvere e vapore illuminate dal Sole e che emergono violentemente e vanno a formare la chioma della cometa. "Befana ieri ed oggi" "Prima di tutto, vorrei, da queste pagine, inviare i più fervidi Auguri per il 2011, anche nell'auspicio che il nostro mensile venga letto da un sempre maggior numero di persone. Dopo tale premessa passiamo a delle riflessioni su una Festività, passata quando verrà pubblicato il presente articolo, ma ben viva non solo nel cuore di tutti i bambini, ma pure nel nostro intimo. Con ciò, s'intenda come non mi senta un "Befano"... Scherzi a parte, rapportiamo la "Festa dell'Infanzia" antica con quelle di oggi. Credo proprio ci sia un vero abisso. Dove sono andati a finire quei profumi antichi di legna, quelle candeline che ornavano l'albero di Natale, ora sostituite da batterie, belle pure, orientaleggianti più o meno sicure specie per i bambini? Tutto sembra svanito nel nulla insieme alle "stombolate" che costituivano un punto d'incontro tra vicini e parenti mentre oggi si nota esattamente il contrario: quasi ci si evita. Senza andar tanto indietro nel tempo, si deve pur notare come i bambini si accontentavano davvero di poco: di torroncini che venivano appesi con la famosa "calza" insieme a qualche frutto o qualche giocattololino. Direte che sono tempi passati, al che ribatto come allora si vedeva dipinto sui volti innocenti dei bimbi, il vero sorriso, una gioia indicibile. Oggi li vedi quasi scontenti, anche se i genitori spendono fior di Euro per loro. Perché non esiste più la vera felicità nemmeno nei loro occhi limpidi come l'acqua di un laghetto alpino? Eppure si dice che questa è l'Epoca del benessere. Un falso benessere, sottolinerei perché non fondato su sani principi di famiglia i cui componenti sono separati o addirittura fondata sulle coppie di fatto e, peggio ancora sulle cosiddette "famiglie allargate"... Cosa possono imparare i bambini da questi ambienti familiari che, magari, sazia tutte le loro fantasie, senza badare a seminare nel loro cuore il vero Amore? Che differenza dunque tra l'Epifania di ieri e quella di oggi anche se resta sempre la tradizione dei doni, portata, tramite il Vangelo dai Magi. Il nostro sta diventando, ammettiamolo, un Mondo troppo arido ed egoistico, nonché c'è un ipermaterialismo davvero galoppante mentre i valori spirituali passano troppo in seconda linea. Non dico, in quanto non sarà possibile, perché si va, bene o male che sia, avanti, ma sarebbe davvero auspicabile riscoprire tante cose passate, rispolverarle modernizzandole un po', ma soprattutto riassaporando insieme ai vecchi profumi della resina degli abeti, del "pangiallo", della tombola, dell'acre fumo di legna quell'atmosfera ben più pulita e pura in cui si viveva e di cui il Mondo di oggi ha infinitamente bisogno. Il nostro è un Mondo megalomane, arrivista, troppo chiusi come ermetiche scatole cinesi ed è per questo che, tornando proprio alla festa della Befana dovremmo (il condizionale è d'obbligo!) capire come solo con l'umiltà interiore e tornando interiormente proprio come i bambini troveremo la vera via verso una felicità da trasfondere alle nuove generazioni che, credo, ignorano, purtroppo che significato ha tale parola: Felicità. ESSA SIGNIFICA, prima di tutto, sapersi accontentare e penso proprio che imparare ai figli questo, anche dicendo "no" qualche volta, sia loro un valido insegnamento ed un vero arricchimento interiore che li sproni ad affrontare la vita coi suoi lati positivi, ma anche con quelli negativi, proprio imparando a rinunciare. Auguro un Felice Anno Nuovo, sempre auspicandolo migliore del precedente. Coraggio, dunque ed... Avanti tutta!". Paparello Gianluigi Smarrita attrezzatura fotografica Il giorno 08/12/2010, nel lungolago tra Montefiascone e Marta, ho "smarrito" uno zaino contenente vecchio materiale fotografico. A chi ne è al momento in possesso, vorrei ricordare che si tratta di attrezzatura da 'amatore' e che non ha certo il valore commerciale che poteva avere qualche anno fa, prima dell'avvento del digitale. Inoltre, usarla o cercare di venderla a terzi la esporrebbe a rischi di natura legale. Se invece mi riconsegnerà l'intera attrezzatura nelle stesse condizioni di quando ne è entrato in possesso, non avrò difficoltà ad elargire una LAUTA RICOMPENSA IN CONTANTI, anche nel più completo anonimato. Mi contatti nuovamente al 349.0955093. LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 Auguri.. un po' fastidiosi?! Quest'anno voglio porgere auguri particolari... auguri scomodi che disturbano... che infastidiscono... Mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente, come indesidera- ti. * Gesù... che nasce per amore... nausea ci dia la di una vita egoista... assurda... senza spinte verticali... e ci conceda la forza di inventarci un'esistenza carica di donazione... di preghiera... di silenzio... di coraggio. Il che dorme sulla paglia... ci il sonno e faccia sentire il guanciale del nostro letto come un finché non ospitalità ad uno sfrattato... ad un ad un Dio... che diventa uomo, ci faccia sentire dei ogni volta che la diventa idolo della nostra vita...; il progetto dei nostri giorni...; la strumento delle nostre scalate. che solo nello degli animali trova la culla ove deporre con tenerezza il del suo grembo... ci costringa, con i suoi a sospendere lo strugaccetterà lo stergimento di tutte le nenie natalizie,... finché la nostra coscienza degli uomini... o il oI di una clinica... diventino di una vita soppressa. che nello di mille porte chiuse è il di tutte le le sbornie dei nostri cenoni, i piaceri delle nostre tombolate... provochi corti circuiti allo spreco delle nostre luminarie... fino a quando... non saremo in crisi per la sofferenza di che per il loro figlio... senza senza senza senza * Gli che annunciano la portino turbando la nostra e ci permettano di che... poco più lontano di una spanna... si ingiustizie... si la gente... si armi... si la terra degli umili... si i popoli allo sterminio per la fame... con l'aggravante * Bambino... tolga duro, macigno... avremo dato marocchino... povero di passaggio... vermi carriera sorpasso... schiena del prossimo... * Maria... sterco frutto occhi feriti, ipocrita co bidone della spazzatura... inceneritore... tomba... senza croce... * Giuseppe... sconforto simbolo delusioni paterne..., disturbi rimproveri tanti genitori versano lacrime segrete fortuna... salute... lavoro... gioia di vivere...!!! Angeli... pace... guerra... sonnolenta tranquillità vedere consumano sfrutta fabbricano militarizza condannano del nostro complice silenzio. * I Poveri... che accorrono alla Grotta... mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, ci facciano capire che, se anche noi vogliamo vedere "Una grande luce"... dobbiamo partire dagli ultimi. Che I di chi gioca della gente... sono le pellicce... comprate con le tredicesime di fanno bella figura... elemosine sulla pelle tranquillanti inutili, che stipendi multipli... fanno bella figura... ma non scaldano. * I Pastori... che vegliano nella notte, facendo la guardia al gregge... scrutando l'aurora., ci diano... il senso della storia... l'ebbrezza delle attese... il gaudio dell'abbandono in Dio... la gioia del perdono... Ispirino un desiderio profondo di vivere poveri... che poi... è l'unico modo... per morire ricchi!!! Un cristiano Ricordiamoli cosi! Insieme e felici, prima che il tempo e la sofferenza trasformassero i loro corpi, ma non la grande fede e il profondissimo amore verso i figli e i nipoti che tanto adoravano. Una vita all'insegna dell'umiltà, dedita solo al lavoro, ai sacrifici e alla famiglia, sorretta dall'amore e dalla speranza, che mai veniva meno anche nei momenti più difficili. "L'Elvira e zi Pietro". Così li conoscevano tutti. L'infermiera, amata da colleghi e malati, che aveva sempre un sorriso e una parola di conforto per tutti, generosa, disponibile, altruista. E proprio l'ospedale che l'ha fatta conoscere a tutti ha accolto il suo ultimo respiro dopo un lungo calvario in altre strutture. Era destino che la sua missione dovesse finire lì, dove tanto aveva dato. Troppo piccola quella bottega da calzolaio per contenere tutti gli amici che ogni giorno si incontravano dal zi Pietro per parlare e polemizzare del più e del meno, soprattutto di politica e di sport che non li vedeva mai d'accordo. Eppure quei pochi metri erano il paradiso terrestre per lui, altro che le Canarie! E finita un'epoca e nemmeno sembra vero. L'epoca in cui sono vissuti l'infermiera del fu grande ospedale di Montefiascone e il calzolaio della piazza, vicino alla fontana. Ci mancherete tanto e per sempre cara Mamma e caro Babbo. Anna Maria e Alcide pag. 13 "Gocce di rugiada all' alba di un amore" È il tema che sottende la fatica letteraria di Patrizia Torri, montefiasconese doc, speaker radiofonica e poetessa per vocazione. Una vocazione particolare quella di Patrizia Torri, che non intende cedere, come lei stessa confessa nella prefazione al volume, alla "superficialità, indifferenza... che uccidono i sentimenti, rendendoci apatici ed insofferenti, diversi da come vorremmo essere". È uno sforzo quotidiano, quello di Patrizia Torri, di uscire dalla monotonia, dalla routine intesa come un subire perché alla fine ciò che conta è che "l'alba sorride al giorno/e il tramonto alla notte... quando i pensieri si fanno più intensi che mai.../il domani ci appare migliore di oggi". Ecco, quello che potrebbe essere considerato il filo conduttore di una vita spesa per la poesia: la speranza, cantata e celebrata attraverso quelle che Patrizia Torri definisce "canti dell'anima: meditazioni, riflessioni, ricordi, gioie, sofferenze, esperienze intime, sensazioni, emozioni...". Insomma, tanti piccoli quadretti di vita quotidiana affidati al ritmare dei versi dell'anima, la cui bellezza lasciamo volentieri all'attenzione ed alla squisita sensibilità del futuro ed ipotetico lettore. Ciò che possiamo dire invece di Patrizia Torri è che, attraverso questa sua raccolta, ella impreziosisce il tempo con un ulteriore tocco di eleganza e di raffinatezza, ben lungi, però, dalla spocchia piccolo borghese che si fregia di una cultura autoreferenziale, per aprirsi invece al confronto con la cultura del nostro tempo: da un lato petali di rose che salutano la nascita dell'uomo come segno di "smisurato amore", dall'altro lato il Mistero dell'anima, la cui forma e la cui bellezza avevamo dimenticato ed il cui bisogno di una casa oggi, pur con tutte le brutture del nostro tempo, ci costringono, invece, "Dove i nostri occhi non vedono/... a scrutare l'orizzonte della grandezza del cuore". "La poesia per l'autrice è tessuto biologico dell'essere, è l'impronta dell'iride, un piccolo gesto che invade tutto il corpo rinveste il mondo, poesia è riflessione, esperienza, è sempre ascoltare il proprio viaggio interiore, poesia è emozione, è esistere, è lingua del tempo". La raccolta di poesie di Patrizia Torri è stata, poi, oggetto di riflessione e meditazione, nel corso di un pomeriggio domenicale presso Mondolibri, nell'ambito della Manifestazione Eventi in libreria, a cura dell'associazione Perle d'Autore. Alla presentazione è intervenuta la dottoressa Maria Grazia Landi, che si è soffermata su alcune poesie sottolineandone il collegamento con le inquietudini, le ansie, l'amore, le speranze del nostro tempo. C'è ancora spazio per la poesia in un mondo che sembra essere percorso da nuovi brividi di futurismo, che si entusiasma fin quasi al cieso delirio per laza tecnologica, anche se questa spesso e volentieri tocca l'uomo fin nel suo tessuto più intimo? lo credo di sì, fin tanto che nell'uomo, in ciascun uomo ci sarà spazio per lo stupore e per la meraviglia, che come diceva Platone sono l'aurora del pensiero. Giuseppe Bracchi Stazione nel d e g r a d o Le intemperie, piuttosto violente, degli ultimi giorni hanno notevolmente aggravato la situazione, che di per sè già versava in condizioni poco soddisfacenti, del parcheggio V. Insogna che si trova nei pressi della stazione ferroviaria falisca.Le piante, messe a dimora a suo tempo, per dare un tocco di sana urbanizzazione a tutta l'area, sono state le più danneggiate. Molti rami sono stati spezzati dal forte vento e sono cadute sulle auto in sosta. Altre piante sono cresciute nel tempo passato senza che alcuno abbia provveduto alla loro potatura e rimozione. Grave realtà, in quanto, con il crescere, hanno creato lesioni nel muro di cinta. Non si può non biasimare il fatto che, da parte dell'Amministrazione comunale, le piante che si sono seccate non sono state mai sostituite nonostante le ripetute segnalazioni e richieste da parte dei pendolari che spesso si domandano ma il "partito dei verdi" dove?! Perché tace?! Quello che era un fiore all'occhiello per Montefiascone prima e per tutta la frazione di Stefanoni ora è divenuto quasi una area caotica. Alcuni cittadini proprietari di camper, in modo abitrario, lo hanno scambiato per il proprio garage cosicché i pendolari devono parcheggiare lungo la strada ed a questi signori, che abusivamente occupano posti auto, nessuno dice nulla. Ancora una volta si deve sottolineare che buona responsabilità di tale degrado è da addebitare alla poca, per non dire nulla, sorveglianza della Polizia Locale che non vigila con costanza e determinazione. Va anche segnalata la completa assenza dei competenti uffici tecnici del comune in quanto mai si sono preoccupati di rinfrescare la segnaletica, specialmente quella orizzontale, che termina i posti auto come pure non ha mai installato, all'inizio, il cartello con la dicitura "riservato alle sole auto". Non ci si può dimenticare che l'area del parcheggio è proprietà delle Ferrovie ed il Comune ha la gestione e la manutenzione del parcheggio stesso. Chiediamo al Commissario Tarricone un segno anche perché se prosegue il degrado ci potrebbe essere un dietro front dell'Ente FS. La stessa cosa si deve dire per la sala d'aspetto che, aperta, fa tanto comodo ed è sicuro riparo dalle intemperie in attesa dei treni. Purtroppo, alcuni vandali dimostrando la loro alta inciviltà, compreso qualcuno che abita in quei dintorni, visto che le forse preposte poco vigilano, hanno imbrattato tutti i muri sia esterni che della sala d'aspetto, con le famose bombolette, in modo osceno. Pietro Brigliozzi pag. 10 LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 Vincenzo Pigliavento E' giunto il momento di sciogliere le vele (2Tm.4,6) 29.6.22 - 29.10.2010 Flaviano Presciuttini Giancarlo Ludovisi Rubbi 7.2.26 - 2.11.2010 17.10.2010 Caro nonno, oggi tutti noi guardiamo il cielo con altri occhi, con gli occhi pieni di lacrime per aver perso te, una persona veramente importante nella nostra vita, un pilastro su cui contare sempre, nelle occasioni felici e in quelle tristi, una persona sempre allegra, sempre scherzosa e con il sorriso sulle labbra, sempre disponibile con tutti. Eri una persona speciale che noi abbiamo avuto la fortuna di avere come nonno, una spalla su cui piangere e un morbido cuscino su cui riposare. Purtroppo il 2 novembre te ne sei andato all'improvviso senza nemmeno darci il tempo di dirti quanto veramente ti vogliamo bene anche se era una cosa data per scontata e se ti facevamo arrabbiare ti volevamo e ti vorremo per sempre un bene speciale. Hai lasciato un grande vuoto dentro di noi, rimarrai per sempre nei nostri cuori. Ti vogliamo bene, continuerai da lassù per sempre a vegliare su di noi. Grazie di tutto. Giulia, Benedetta, Irene, Lorenzo e Giacomo Natalina Grillo 26.9.23 - 22.11.2010 La tua semplicità e la tua forza d'animo ci accompagnano ogni giorno anche se tu ci hai lasciati. Ci mancherai tanto nonna. / tuoi nipoti Orlando Mecali 7.4.22 - 23.10.2010 Sposo di Ida Porroni, rimasta sola nella casa, ha avuto una figlia: Anna Maria, simpatica insegnante, che ricorda con vero affetto suo padre insieme allo sposo e alle due figlie felicemente sposate. Oltre ai nipoti, ora ci sono anche i pro-nipoti. Elia Femminella 19.6.28 - 3.11.2010 In poco tempo, nello spazio di pochi giorni ha perduto la figlia e il genero. Era l'unica figlia e la sua morte è stata anche la sua. Aveva perduto il marito da alcuni anni, che si chiamava Romitelli Felicetto. Morta la figlia ha cercato di prendere il suo posto per i due nipoti. Ha preferito, però, incontrarsi con i suoi nella vita eterna di Dio. Grazie per averci insegnato come percorrere la giusta via della rettitudine, della bontà, della sincerità, amandoci ogni giorno della tua esistenza. Resterai sempre nei nostri cuori. Mauro Ludovisi Rubbi Omero Cordovani 7.4.38 - 2.11.2010 Di nome facevi Omero, eri esile e assai burbero, molto strano nei comportamenti anche se non erano tuoi i lamenti, della Piazza un'anima vissuta, che a volte, colpa dell'apparenza non intensamente "conosciuta"... la tua pelle scura infondeva paura; ma non capivano chi veramente avesse un cuore d'oro. Poi una normale serata da dove la tua vita era cominciata decidesti che era l'ora di tornare alla dimora dove ad aspettarti vi era parte della famiglia felici per il ritorno di un piccolo ma Grande uomo... Andrea Sarai ricordato sempre con tanto affetto. Tu che nella vita spesso hai sofferto, trovato forza e aiuto nei tuoi cari di reagire, il 2 novembre '10 hai deciso di lasciarci in maniera silenziosa come del resto era stata la tua vita. Resterai sempre nel cuore delle sorelle Cesara, Gilda e Maria e dei familiari tutti... Augurandoti un felice viaggio dopo un difficile percorso nella vita terrena, ci salutiamo per l'ultima volta. Jonathan Moggi 7.12.85 - 11.11.2010 Lo zio Carmelo ha composto tre poesie in occasione della sua morte; ne avevamo messa una sola, non essendo possibile pubblicarle tutte e tre. Poi abbiamo dovuto rimandarla in questo numero. Condoglianze dallo zio Carmelo Amaro pianto per i suoi cari e genitori per la scomparsa del figliol te ne addolori in fondo al cuor rimane solo tanta tristezza e il dolor non fa posto nemmeno alla carezza. C a r o babbo, la tua morte per me è un dolore fortiss i m o . Nonostante tu sia stato tanto a lungo con me (avevi 88 anni ma con la lucidità e la memoria di un giovane) non era ancora abbastanza. La tua presenza, la tua voce, i tuoi abbracci, il tuo sorriso, il tuo amore per la vita, per la famiglia erano motivo di gioia per me e Renato, per tutti i tuoi nipoti e i tuoi cari. Grazie per essere stato mio padre. Ora hai raggiunto la mamma, la tua adorata moglie Assunta, che ti mancava tanto! Riposate in pace. Tua figlia Loretta Lorenzo Ferri 9.8.51 - 10.12.2010 Caro Lorenzo, ci hai lasciato senza farci rendere conto di ciò che stava succedendo ed il dolore è ancora più forte perché non abbiamo avuto il tempo di prenderci cura di te come avremmo voluto. Un pensiero forse ci può lievemente consolare: tu avresti preferito così, conoscendoti adesso starai sorridendo e facendo una delle tue battute. Ci hai lasciato la tua ironia, la tua bontà, la tua infaticabile voglia di fare, la tua disponibilità verso tutti, l'amore che ci hai dato; tutto ciò non può essere cancellato nemmeno dal dolore del distacco e per questo resterai sempre nei nostri cuori. I tuoi cari La moglie, il figlio ed i famigliari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore riscaldando con la vicinanza e l'affetto quel triste momento. Jonathan era inciso il suo nome nella mente cresciuto a Montefiascone amato da tutta la gentegiovane e bello con la chioma d'oro con la pupilla color del mare gustarsi ancor il mondo intero dal primo giovanil lo percuote di esser amante delle due ruote quel che piace al mondo sembra tutto vero! Quando si nasce la vita ci dispone ciascun di noi segnato l'ha il destino chi sotto la buona stella ve lo pone e chi su l'irto e spinato fa il cammino Dio che non fa distinzione ti guarda ti protegge e t'è vicino di meditar sugli anni ancor verd la vita presto non si può perde! pag. 13 LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 Luci e ombre della famiglia: Dove sta Nicola Castellani andando? Laura Benedetti 22.8.22- 1.12.2010 Esposito "Se riparte la famiglia, riparte l'Italia", frase suggestiva e quanto mai appropriata, del Presidente Forum delle Famiglie, Francesco Belletti, su Avvenire, in occasione della Conferenza Nazionale della Famiglia. Tempo di crisi dunque, e la Chiesa, sostenitrice indifesa della famiglia, attraverso le parole del Papa esorta che "la Conferenza Nazionale della Famiglia non deve restare un evento isolato, ma deve collocarsi entro un adeguato percorso di preparazione ecclesiale e culturale, un itinerario con iniziative concrete delle famiglie". Benedetto XVI dunque, guarda ai bisogni estremi della famiglia, e soprattutto si rivolge con fermezza alle parrocchie, alle diocesi, perché siano veicolo di I novelli sposi Laura Benedetti e Vittorio educazione morale e spirituale per i bambini, Esposito, salutano il Vescovo Boccadoro, adolescenti, e giovani, per aiutarli a scoprire che ha celebrato il loro matrimonio quella "città interiore" che è in ognuno di loro, per viverla e esplorarla, e consapevolmente affrontare gli incidenti di percorso che incontreranno sul loro cammino. Se la famiglia riparte, riparte da qui, perché il futuro appartiene ai giovani. Gli ultimi tragici avvenimenti, ci portano seriamente a riflettere e a chiederci: quanto peso ha oggi la famiglia le cui funzioni sono in declino? Una famiglia investita dalla complessità esistenziale, frustrata da divorzi e separazioni, che spesso si tramutano in vere e proprie tragedie, ci si domanda mai: perché? La famiglia dunque, sempre più ristretta, ha una funzione economica più limitata e non può fare da intermediaria fra l'individuo e la collettività. Ma, è anche vero, che l'uomo deve essere disciplinato da una forza superiore, una forza dominante; e, come ci suggerisce Tocqueville: "È la fede che meglio di ogni altra creerà una disciplina nell'uomo, e cioè, la fede religiosa". Guardando l'altra faccia della medaglia, l'uomo non vede in chi lo rappresenta esempi edificanti e modelli da seguire; la mancanza di un dialogo costruttivo, le tensioni sempre più aspre, a volte motivate da questioni private, mentre problemi urgenti attendono risoluzioni, tutto ciò debilita la società e l'uomo si sente abbandonato a se stesso. "La situazione in cui versa oggi la famiglia, si presenta dunque, come un insieme di luci e di ombre. Questo rivela che la storia non è semplicemente un progresso necessario verso il meglio, ma un evento di libertà, anzi un combattimento fra libertà che si oppongono fra loro, cioè, secondo l'espressione di S. Agostino, un conflitto fra due amori: "L'amore di Dio spinto fino al disprezzo di sé, e l'amore di sé spinto fino al disprezzo di Dio". Ne consegue che solo l'educazione all'amore radicato nella fede può portare ad acquisire la capacità di interpretare "i segni dei tempi" che sono l'espressione storica di questo duplice amore"1 Dunque, famiglia rialzati! Rialzati, perché siamo ancora sconvolti e prostrati dal dramma della giovane Sarah, vittima di chissà quali oscure macchinazioni, e dallo spettacolo mediático dove tutto e niente si da per certo. E a lei, in questo Natale, che ancora una volta ci addita la via privilegiata da percorrere, a lei io dedico questi miei versi: Quell'azzurro che rifulge fra i capelli di grano maturo come rugiata del mattino che riposa lieve fra virgulti colorati della giovinezza. Il tuo sorriso splende e ancora ti fa bella attraverso il video freddo che non traspira dell'amore un palpito. Mille e mille i cuori in attesa nei giorni cupi del dolore e chi ti strappò agli anni verdi nell'impeto di un'ira oscura nulla più chiede al Dio del perdono l'abisso non si colma con le parole. Giacevi nel fondo gelido e al di sopra di te un raggio di sole o un batter d'ali e le notti si susseguono senza luci di stelle che ad una ad una si schiudono in un silenzioso pianto. ' Familiaris Consortio Nasce il 22 agosto 1922 e lo stesso giorno viene battezzato da Sua Ecc.za Mons. Giovanni Rosi. I nomi che gli vengono messi sono: Nicola, Giovanni Battista, Antonio. Papà suo è Angelo figlio di Camillo, la madre è Elena Basili figlia di Achille. È cresimato il 6 settembre 1930 dal Vescovo Rosi ed ha come padrino Paolo Panichi. Appartiene sicuramente ad una delle famiglie più in vista della cittadina di Montefiascone. Crescendo ha avuto sempre il suo impegno per quanto riguarda la vita religiosa della sua città falisca, prima nell'Azione Cattolica, era l'unica associazione in quel periodo di tempo, poi nella famosa "Lega di Perseveranza" ancora in vigore fino all'anno 2000, come pure è stato sempre l'anima della Scuola Cantorum di S. Margherita, fino a rivestirne la presidenza per diversi anni. Sposatosi in età inoltrata con la sig.na Marisa Bracoloni, ha continuato sempre nel suo impegno pastorale, anche dopo la salita al cielo della sposa, spostando la sua attività nella bella chiesa di S. Francesco, a due passi dalla sua casa, e qui ha esercitato per alcuni anni il compito di lettore, cantore, finché ha potuto; ha regalato alla stessa chiesa: un calice e una pisside per le ostie che attualSono Marisa e Nicola, forse il giorno stesmente vengono usati. so del matrimonio e ora si trovano tutti e Sul piano civile è due in Paradiso a festeggiare insieme ai loro genitori stato nominato Direttore della Banca Cattolica il 1 0 Marzo 1960, avendo come vice-direttore e cassiere il sig. Augusto Volpini e applicato contabile il sig. Mario Mari. La sede era in un primo tempo nei locali della casa del sig. Angelo Castellani, poi nei locali adiacenti alla casa di S. Andrea e infine nella nuova sede posta in piazza Indipendenza ma sfociando anche in Via S. Lucia Filippini. L a Banca Cattolica ha avuto il suo meritato sviI u p p o anche per l'opera svolta dal s i g . Nicola, che l'ha diretta fino all'anno 1 9 8 5, È l'inaugurazione della nuova sede della Banca mettendo Cooperativa Cattolica, il presidente, Alessandro Fioretti, taglia il nastro avendo al suo fianco il Direttore Nicola le basi per Castellani, dopo la benedizione impartita dal un suo Vescovo Luigi Boccadoro. È l'anno 1985. sviluppo posteriore, che tutti conosciamo. Uomo retto, scrupoloso, dedito al suo lavoro, ha cercato di rispettare sempre tutti, con buoni rapporti per i suoi famigliari, in particolare con il fratello Gabriele, la sorella Mirella, mentre l'altro fratello Giorgio l'attendeva da molti anni in cielo. Gli ultimi anni l'ha trascorsi a Villa Serena (ex Onpi) per non essere di peso a nessuno, anche se era amorevolmente assistito soprattutto dal fratello Gabiele. Arrivederci, Nicola, ci siamo voluti sempre bene ed ora che vivi in Dio continua a pregare per i tuoi amici che si trovano ancora a lottare in questa vita. Abbi ora pace in Dio Padre. Speriamo di continuare la nostra amicizia nell'eternità divina. Nuovo presidente AIDO di Montefiascone L'ing. Antonio Moscetti è il nuovo presidente dell'Associazione Donatori Organi "Ornella Cacalloro" di Montefiascone. Così hanno deciso i soci riuniti nell'assemblea svoltasi il 27 novembre u.s. Oltre al presidente il direttivo vede alla vicepresidenza Fabiola Starnini, segretario Angelo Bracoloni, amministratore Gianfranco Gamberi e consigliere Monia Paolini, Francesco Moscetti, Aldo Terazzi, Maria Teresa Ricci, Giovannina Scoponi. Rinnovato anche il Collegio revisori dei conti con presidente Claudio Presciuttini, componenti Paolo Scoponi e Tommaso Lozzi. Nel successivo incontro il neo presidente ha voluto ringraziare il suo predecessore Tommaso lozzi per l'impegno profuso nel promuovere le attività dell'associazione e ha quindi brevemente illustrato d'accordo con il direttivo gli scopi e le iniziative da intraprendere per il futuro. "La prima iniziativa consisterà nel coinvolgimento delle scuole che rientra nel progetto di sensibilizzazione degli alunni alla tematica del dono. È proprio attraverso questa via che noi crediamo si possa sensibilizzare la popolazione e le comunità. Vogliamo rendere consapevoli I giovani e, tramite loro, tutti gli altri nostri concittadini cha la cultura ed il valore del dono sono essenziali per la vita sociale. Tale impostazione non è slegata dall'informazione capillare e chiara di cosa voglia dire l'essere un donatore. Ciò che più di altro ci preme comunicare è come questo gesto d'amore verso il prossimo, chiunque esso sia, abbia un'importanza fondamentale non solo per la sopravvivenza di un individuo in difficoltà ma soprattutto per la crescita di tutta la comunità". Da parte nostra non possiamo che augurare al nuovo presidente e a tutta l'associazione un augurio di buon lavoro. pag. 10 RUBRICA LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 A CURA DI IMPERO GIANLORENZO RICETTE DI Banca Cattolica: un "Natale di solidarietà" NONNA ORLANDA con gli anziani di Villa Serena Per la prima volta la Banca Cattolica del gruppo Creval (Credito Valtellinese) ha festeggiato il Natale 2010 con una sociale alla casa di riposo di Villa Serena. Il presidente dalla Banca Cattolica, gruppo Creval Valtellinese, Ingegner Walter Pasqua, insieme al vicepresidente avvocato Angelo Angeloni, gli amministratori Pietro Lefevre, Ugo Leonardi, Domenico Batinelli, Ciro Parrino, Pietro Elia, Diego Muffatti e Marco Sala, oltre al direttore generale Luciano Ventanni, a differenza degli altri anni, hanno deciso di festeggiare il Natale 2010 insieme a tutti i dipendenti, con una cena sociale e solidale nel salone delle feste degli anziani ospiti della casa di riposo di Villa Serena. Un Natale che conclude l'anno 2010, un anno importante per la Banca Cattolica di Montefiascone incorporata nel gruppo Creval, che proprio a fine anno, nel mese di novembre, ha effettuato con successo la migrazione dell'istituto di credito falisco nel sistema informativo del Gruppo Credito Valtellinese. A questo punto si è conclusa l'integrazione organizzativa della Banca nel Gruppo Creval con la piena integrazione e l'ampliamento della gamma di procedure e offerte a tutti i soci e clienti dei prodotti e servizi bancari del Gruppo. Banca Cattolica è la prima banca "pilota" del gruppo Creval, che da martedì 2 novembre ha adottato la nuova procedura di sportello. Procedura del nuovo sistema informatico bancario che sarà progressivamente esteso a tutte le filiali delle banche territoriali del Gruppo Creval, più di 540 filiali distribuite in dieci regioni. Efficienza e la versatilità delle procedure informatiche consentiranno di ottimizzare i tempi di esecuzione e quindi migliorare i servizi verso la clientela. Il personale della Banca nei mesi di settembre e ottobre ha seguito appositi corsi di formazione. Eccellente la collaborazione del personale del Gruppo Credito Valtellinese, in particolare di quelli di Bankadati, la società di gestione dell'IT di tutto il Gruppo, che ha svolto attività di tutoraggio presso le filiali. Soddisfatti dell'esito sia l'Amministratore Delegato del Creval Miro Fiordi, il presidente di Banca Cattolica ingegner Valter Pasqua, e soprattutto, il direttore generale dottor Luciano Ventanni. L'amministratore delegato di Villa Serena ingegner Massimo Forti, insieme al presidente Angelo Ubaldi e cda della struttura sanitaria falisca, con il benestare del commissario straordinario del comune di Montefiascone dottor Francesco Tarricone oltre che del socio di maggioranza Geress dottor Manfredi Genova, hanno aderito di buon grado alla proposta di Banca Cattolica di festeggiare insieme il Natale 2010, insieme agli anziani della casa di riposo e Rsa falisca Villa Serena, casa di riposo ex ONPI (Opera Nazionale Pensionati Italiani) con 200 posti letto (120 pi casa di riposo e 80 pi di Rsa), è gestita in convenzione, da una società mista pubblicoprivata costituita dal Comune stesso (socio al 51%) e da un imprenditore privato (società Geress Seri socio al 49%) selezionato con una gara pubblica. La gestione mista costituisce una delle nuove prospettive di sviluppo dei sistemi di welfare di Montefiascone che potrebbe rappresentare una modalità per gestire in maniera efficiente tutti gli altri servizi socio-sanitari (o sanitari) senza abdicare alla visione solidaristica che queste attività debbono comunque garantire, in altri termini la scommessa è quella di coniugare armonicamente "le ragioni dell'etica con quelle dell'economia". La società Geress S.c.r.l. è responsabile della gestione dell'intero complesso Villa Serena. Festa della Santa Famiglia": Villa S. Margherita, omelia di padre Terenzio Splendida omelia di padre Terenzio del 26 dicembre 2010 sulla santa Famiglia di Nazareth, che Dio ci ha dato come un vero modello di vita; famiglia intesa anche come luogo di lavoro e assistenza malati. Omelia tratta dal discorso del Papa Paolo VI tenuto nella casa di Nazareth il 5 gennaio 1964. "La Chiesa, dopo aver celebrato il Natale di Gesù, celebra la festa della Sacra Famiglia. L'amore, per sua natura, crea altro amore. La famiglia che in questo periodo è così presa di mira e poco apprezzata. Eppure è nella famiglia che l'essere umano cresce, sia fisicamente che psicologicamente. Per questo le famiglie devono guardare alla famiglia di Nazareth. La casa di Nazareth è la scuola dove si comincia a comprendere la vita di Gesù. In questa famiglia Gesù è cresciuto ed ha vissuto la maggior parte della sua esistenza terrena, in questa famiglia è stato educato, ha praticato un mestiere, ha creato rapporti tra persone, ne ha condiviso la storia. Ha avuto accanto una madre e un padre amorevoli che gli sono stati maestri. L'amore che ha unito la Santa Famiglia deve essere collante per tutte le famiglie e le comunità come quella di Villa S. Margherita. Giuseppe quale padre attento e premuroso ha avuto il compito di salvare la sua famiglia, così noi dobbiamo salvaguardare la nostra comunità. Oh! silenzio di Nazareth, insegnaci ad essere fermi nei buoni pensieri... Insegnaci quanto importante e necessari siano il lavoro di preparazione, lo studio, la meditazione e la preghiera che Dio solo vede nel segreto. Infine impariamo la lezione del lavoro. Dalla casa di Nazareth! desideriamo comprendere e celebrare la legge della fatica umana; qui nobilitare la dignità del lavoro in modo che sia sentita da tutti; ricordare, sotto questo tetto, che il lavoro non può essere fine a se stesso, ma che riceve la sua libertà ed eccellenza, non solamente da quello che si chiama valore economico, ma anche da ciò che lo volge al suo nobile fine e salutare gli operai di tutto il mondo e mostrare loro il grande modello, il loro divino fratello..., Cristo nostro Signore". Padre Terenzio ha concluso ricordando che: "chi onora il padre vivrà a lungo; chi onora la madre è come chi accumula tesori" e in ricordo di tutte le mamme ha detto: "Sostenta tuo padre, sostenta tua madre. E quand'anche avrai sostenuta tua madre, non comprenderai mai i dolori, non comprenderai gli strazi che ha patito per te; non compenserai gli atti d'amore con cui essa ti ha portato in grembo; non compenserai il nutrimento che ti ha dato, premendo soavemente le poppe sulle tue labbra con tenerezza d'affetto; non compenserai la fame che ha sopportato per te quando non voleva mangiare nulla che ti potesse nuocere, né toccar nulla che danneggiasse il latte. Per te lei ha digiunato, per te ha mangiato, per te ha rifiutato il cibo che pur desiderava, per te ha preso il cibo che pur non le piaceva, per te ha vegliato, per te ha pianto: e tu permettari che lei viva nel bisogno? O figlio, che terribile giudizio vai a cercare, se non sostenti colei che ti ha partorito! Tu devi quello che hai a colei alla quale devi quello che sei". Carnevale 2011: nelVaria c'è odor di Castagnole Ricetta di quelle che si girano da sole nella padella mentre friggono Castagnole e bustrenghe, frappe, struffoli e... ravioli Il carnevale entro il 17 gennaio 2011, festa di S. Antonio abate e si concluderà (dopo 50 giorni) !'8 Marzo 2011, il giorno della festa della Donna. La quaresima inizia il 9 Marzo con il Mercoledì delle Ceneri e si concluderà (dopo 46 giorni) il 24 Aprile 2011 con la Pasqua. Castagnole... grosse e tonde, che si girano da sole Ricetta. 3 uova e 3 cucchiai di olio, 9 cucchiai di zucchero, 1 limone grattugiato e poi spremuto, 1 bustina pane Angeli, 1 di vaniglia, un pizzico di cannella, un bicchierino di sambuca, mezzo bicchiere di latte, farina quanto basta. Lo sapevate che le castagnole si cuociono da sole senza girarle nell'olio che frigge? Provare per credere: in 1 litro di olio di semi, dentro un tegame piccolo e alto (l'olio non deve mai friggere forte) mettere la pasta delle castagnole con un cucchiaio bagnato per farla scivolare. A metà cottura le castagnole si girano da soie, scolare, ricoprire di zucchero. Ravioli di ricotta o "tacconi" Ricetta: 1 kg di ricotta, 3 etti di zucchero, 3 rossi d'uovo, cannella, 3 bicchierini di liquore oppure le gocce profumate della farmacia Braguti. Per preparare la pasta usare 3 uova, 3 cucchiai di latte e 3 di olio extra vergine d'oliva dei colli falisci, 3 cucchiai di zucchero e farina, riempite con l'impasto, friggere in olio abbondante in padella larga. Frittelle bustrenghe Ricetta: fatte con il zampetto di maiale sotto sale (se fresco met- tere sotto sale per 3/4 giorni), farlo bollire e con il brodo lattiginoso (il brodo di zampetto di maiale si può sostituire mettendo il lievito nel latte tiepido), impastare 2 uova, 2 bustine di vaniglia, 1 limone grattugiato, cannella e uvetta, 1 bicchierino di sambuca, 200 gr. di riso e un pizzico di lievito di birra, farina, friggere in olio. Frappe e struffoli Ricetta: Pasta dolce con farina, uova, zucchero, olio extra vergine d'oliva, un bicchierino di liquore forte tipo alchermes (o rhum o grappa), un pizzico di lievito di birra, padella grande e dopo cotte vanno ricoperte con miele o zucchero a velo così come nella variante degli "struffoli" (palline fritte). M a s s i m i l i a n o Feloni Il giovane Massimiliano Fetoni il 19 ottobre 2010 si è laureato con lode all'Università della Tuscia di Viterbo, Facoltà di "Economia e Tecnica dei M e r c a t i Finanziari". Relatore professor Michele Salvatore De Savio, tesi di laurea: "Cessione dell'impresa bancaria". Felicissimi tutti i familiari e gli amici del neo dottore Massimiliano, soprattutto mamma Nadia e babbo Domenico Fetoni. LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 pag. 13 L ' p e r e t t a ¿¡¡g.Poinm Ricordare l'Operetta è come ritrovare nello scrigno dei nostri ricordi alquanto lontani un importante periodo della spensierata vita giovanile fatta di cose più semplici, meno impegnate e assai distanti da tutto ciò che talvolta fa oggi lo spettacolo. Trame da suscitare il riso per quei tempi quando la grazia ed il rispetto altrui era un modo di vita, con i suoi intrecci già spigliati ma sicuramente piacevoli, con i finali dove si trovava l'accomodamento a tutto e dove "tutti vissero felici e contenti". Questo genere di spettacolo, la gaiezza, la sottile trama, la continua parodia, le danze, i canti e la coreografia, piacevano a tutti. Già nel 700 se ne parlò con brevi opere comiche, ma l'operetta nacque solo nell'800 come derivazione dell'opera buffa, o meglio delTopera-comique francese e del Singspiel tedesco che avevano in comune il dialogo parlato alternato a brani cantati assoli, duetti, terzetti ed anche a concertazioni piacevoli ma, ancor più piacenti erano le danze alle quali facevano da cornice lo sfarzo della coreografia. Per i suoi argomenti essa è stata posta nella musica leggera avendo un tono generale più superficiale, parodistico e qualche volta piccante. Operette minori M a nel suo attuale significato si può dire che essa sia stata applicata per la prima volta alla produzione di Florimond Hervè (1852 1982) che c o m p o s e una sessantina di operette, la più popolare delle quali fu certamente "Manzelle Nilouche" (1883) che conquistò il pubblico parigino per il suo piacevole intreccio e il lieto finale. Molti furono i compositori di operette; g e n e r e adatto al gusto e alla dimensione culturale della borghesia francese ed austriaca fin de s i e d e che a v e v a una predilezione per le storie sentimentali e alquanto disinvolte. Citiamo di seguito alcuni autori e titoli di operette: Jacques Offenbach - Charles Lecocq Franz v o n S u p p l é - J o h a n n Straub jr. Franz Lehàr - William S c h w e n c k Gilbert e Arthur Sullivan - Carlo L o m b a r d o - Virgilio Ranzato - G i u s e p p e Pietri. Orfeo all'inferno di O f f e m b a c h (1858), La v e d o v a allegra di Franz Lehar (1905), La Principessa della C z a r d a di K a l m a n (1915), Scugnizza di Mario Costa (1922) e Addio Giovinezza di G i u s e p p e Pietri (1912). Jacques Offenbach È stato il più illustre rappresentante di questo g e n e r e in Francia (1810 rese f a m o s o perché ben si a d a t t a v a ai divi canori del s u o tempo ed era ammirata per le d a n z e e lo spirito frizz a n t e . Derivante dall'operetta viennese appare la produzione ungherese di E m m e r i c h Kaluran (1882 - 1953) autore della f a m o s a "Principessa della Czarda" e "La c o n t e s s a Maritza" (1924) che conquistarono il pubblico con le facili melodie e i ritmi pieni di fuoco tzigano. Nel 1930 R a p h Benatsky e Robert Stolz acquistarono larga notorietà con il "cavallino bianco" che girò tutto il m o n d o anche perché questo tipo di operetta preludeva alla Rivista; è d'obbligo ricordare "La c a s a delle tre ragazze" di Bertè (1858 - 1924). Mentre a V i e n n a trionfava Strauss, in Inghilterra si sviluppavano operette argute del Sullivan che furono replicate per molti anni consecutivi. La S p a g n a ne propose solo una m a di f a m a internazionale, era u n a zarzuela che per lo spirito satirico di derivazione offembacchiana intitolata "La g r a n via" fu portata a d ottenere un successo mondiale. 1 88 0) a v e v a già s c r i t t o canzonette e parodie tratte dalle favole "di L a Fontaine" e migliorò In Italia q u a n d o c o m p o s e la m u s i c a di s c e n a per la c o m m e d i a di Alfred De Musset "Le chandelier" cotenente la c a n z o n e " C h a n s o n d e Fortunio" (1849) che gli diede notorietà. Lo seguì "Fleur d e t h è e La fille d e M a d a m e Angot" (1872) ed e b b e fortuna con "Giroflé et Giroflà" (1874) e d a allora la serie dei suoi successi fu ininterrotta anche attraverso la fusione c o n il gusto v i e n n e s e di "Franz Suppè" (1819 - 1899). Franz Lehar L'autore che fece parlare di più fu Franz Lehar con i suoi valzer (1870 - 1948) e la sua operetta "La v e d o v a allegra" (1905) che lo In Italia, nei primi del '900, alcuni compositori si dedicarono a tale genere scrivendo lavori la cui n a t u r a sta t r a l'operistica e la canzonettistica. Primo fra tutti fu G i u s e p p e Pietri ( 1 8 8 6 - 1946) che esordì nella delicata "Addio giovin e z z a " (1912) scrivendo poi "La donna perduta" (1923), "Primarosa" (1926), "Rompicollo" (1928); e Mario Pasquale C o s t a (1838 - 1 9 3 3 ) opere ove e m e r g o n o "Il re di chez M a x i m e e Scugnizza". Non possiamo dimenticare che si dedicarono alle operette anche alcuni compositori d'opera quali "Ruggero Leoncavallo con la Reginetta delle rose" e altre e Mascagni con il "Sì". C o n questi ricordiamo "Ezio Carabella" (1891) autore di molta musica. Stati Uniti A n c h e negli Stati Uniti l'operetta alla fine dell'800 si affermò simile nella f o r m a a quella e u r o p e a m a basata, specialmente nelle ultime composizioni, sulla formula jazz o derivata dagli spettacoli dei ministreels. Uno dei primi compositori americani fu "Victor Herbert (1859 - 1924) autore a n c h e di concerti per violoncello e per o r c h e s t r e s i n f o n i c h e ; scrisse "il Principe Anania" (1892) seguito d a oltre trenta operette. Colse il maggior successo c o n quella ridotta in film il cui titolo era 'Terra senza donne". Un altro compositore fu J e r o m e K e r m (il cui m a g g i o r s u c c e s s o f u " S h o w - b o a t " (1928). C o m u n q u e la m u s i c a di queste operette fu s e m p r e più influenzata d a trame leggermente legate tra loro, nate dalle prime c o m m e d i e musicali m a questo si avverte soltanto in qualche autore che si riallaccia alla antica musica operettistica c o m e in "Oklaoma" (1945), di Roggers (1902), " A n n a prendi il fucile" (1946) di Irving Berlin (1888), "Baciami Kate" (1948) di Cole Porter e "Faccia buffa" di George Gershwin (1898 - 1937). Di Cole Porter sono le f a m o s e canzoni "Night a n d day e Begin ti Begin" (1934). In Italia, s c o m p a r s a l'Operetta, n e s s u n a rivista merita m e n z i o n e per la sua parte musicale ridotta a d un semplice spettacolo di varietà; il suo s u c c e s s o non proviene più dal filo conduttore m a dai singoli partecipanti allo spettacolo di varietà. Desidero terminare ricordando un'operetta d a tutti conosciuta ed apprezzata: La vedova allegra di Franz Léhar La bella, giovane e ricchissima v e d o v a di un banchiere del p a e s e di Marsovia vive alleg r a m e n t e a Parigi suscitando le apprensioni dei ministri che t e m o n o che l'ingente patrimonio v e n g a trasferito nelle mani di un marito straniero. M a n d a n o perciò sulle sue tracce l'avvenente principe Danilo il quale s ' i n n a m o r a della bella v e d o v a e d o p o qualche equivoco e bisticcio riesce a riportarla in patria e a sposarla, salvando patrimonio e amore. Q u e s t a operetta è molto f a m o s a grazie ad una fortunata versione cinematografica. LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 pag. 10 La Pastorella - Domenica 19 dicembre Domenica mattina, 19 Dicembre, nel centro storico di Montefiascone si viveva un'atmosfera magica di tempi lontani: La Domenica mattina prima del Natale, la nostra città era imbiancata dalla neve, fra canti e suoni natalizi sfilava la PASTORELLA, ideata e organizzata dal "Laboratorio della Creatività" di Saskia Hélène Menting. Questa manifestazione fa rivivere da ormai diciannove anni una vecchia tradizione. Per l'occasione le bambine e i bambini si sono travestiti da piccoli pastorelli e da graziose contadinelle portando con se un canestrino. Cantavano brani natalizi e suonavano strumenti a percussione per le vie di Montefiascone. La tradizione vuole che i bambini vengano premiati con dolci e caramelle da parte dei genitori e dei negozianti... Il "concertino" ha avuto inizio nella piazza S. Margherita per continuare nella Via Porticella, dove i pastorelli hanno cantato davanti al bellissimo Presepe e lì sono stati offerti cioccolata calda e biscotti dagli abitanti di questa via. Poi la Pastorella si è recata a Largo Plebiscito per continuare verso Piazza Vittorio Emanuele, dove i ragazzi hanno cantato brani natalizi sotto il grande albero di Natale. Tiro con l'arco Travolgente la marcia di Carlo Chiodo arciere dei Falisci Dopo aver vinto per la seconda volta consecutiva "la Rondine d'Argento" nella gara nazionale di Montefiascone, vince per la seconda volta consecutiva la "Stella di Natale" a Terni, altra vittoria in quel di Soriano, dove hanno ben figurato anche le squadre Seniores terza classificata, e la squadra Master prima classificata. Significativi i punteggi ottenuti da Carlo Chiodo che lo vedono sesto nel ranking nazionale su 982 atleti figuranti e a 12 punti da Galliazzo vincitore delle Olimpiadi. Buona anche la posizione della squadra dei Falisci nel ranking nazionale, risulta infatti 33 su 170 squadre. Continua la serie positiva della Compagnia Arcieri Falisci, nata nel 1974, e sempre a disposizione con i suoi impianti all'aperto e al chiuso, il suo materiale arcieristico, per fare provare a chiunque lo voglia, questa nostra disciplina. Per informazioni contattare lo 347.9379189. [email protected] CAMPIONATI ITALIANI TAEKWONDO: BRONZO A MONTEFIASCONE Tutti gli atleti associati della A.S.D. RULI TAEKOWNDO di Montefiascone, vogliono fare i complimenti all'istruttore Roberto Cicoria, per il bel risultato recentemente ottenuto; si sono svolti i campionati nazionali di ponsee a Roma il 4 dicembre scorso, Il falisco ha ottenuto il bronzo nella categoria over 36.... soddisfacente a sentire lui, ottimo diciamo noi, e complimenti vivissimi, da parte di tutti. 2010, ore 11¿0/13,00 La mattinata si è conclusa in festa nel Prato Giardino dove tutti i bambini hanno ricevuto i tanto attesi e meritati dolcetti. Hanno partecipato alla Pastorella: Francesco Andoifi, Rachele Borgna, Giacomo Bruni, Alice Conti, Alessandro Funari, Ester Ludovisi, Guglielmo Ludovisi, Federica Palmucci, Martina Pienabarca, Ludovica Pienabarca, Bianca Salvi, Giacomo Tamburini, Susanna Ugolini. Questa manifestazione faceva parte degli eventi natalizi organizzati dall'Amministrazione Comunale di Montefiascone. Abbiamo cercato così di creare un po' di atmosfera natalizia nella nostra città. Saskia H. Menting Bravi sul serio per aver creato in città una vera atmosfera natalizia. Si poteva, però, e spero che avvenga in seguito, che i ragazzi possano anche entrare in Chiesa per partecipare alla S. Messa, coinvolgere altri ragazzi e altri genitori e fare il giro solito per le vie del centro città e terminare a Prato Giardino. Sono certo che la brava Saskia apprezzerà la nostra noticina. Mondo illuso La vita, quando meno te lo aspetti, distrugge tutto ciò che hai costruito, par che si diverta a farti dei dispetti, par che solo di ciò tenga appetito, tu ti illudi e molto ti diletti che vorresti arrivare all'infinito, ma arriva lei, coperta col suo manto, ti dice: "Basta, per te è finito il canto". Mai e poi mal avrei creduto a tanto, che l'amore da morto risorgeva: lo sto vedendo io col cuore affranto; la sorte che mi è toccata non doveva, io ho perduto, ha vinto il camposanto, ha vinto lei che nel letto giaceva in quelle condizioni, poveretta, sol della morte sentiva tanta fretta. Addio, amore, addio, adorata Betta, sono il tuo Checco, il tuo diletto sposo; a me è caduta in capo una saetta, senza di te non trovo più riposo, quanto ora vorrei tenerti stretta, ma, a dir la verità, poco ne oso perché in passato tu, mia dolce sposa, quel che ti ho offerto è stata poca cosa. Tu sei stata una donna deliziosa, oserei ancor dir donna esemplare, con me sei stata sempre premurosa ed io non ho saputo mai apprezzare; ancora eri grande, seria, virtuosa che io non potrò mai dimenticare, ed ora io con gran rimorso e pianto spero ripagarti venendo al camposanto. Francesco Gerboni Facciate storiche falische a cura di Pietro Brigliozzi Siamo ancora in via del fosso: la facciata che ammiriamo è di notevole interesse sia per la sua struttura che per la tecnica con cui è stata realizzata. La facciata è costituita da pietra locale. Ogni pietre è perfettamente squadrata e quasi con misure uguali. L'arco e gli stipiti del portoncino sono semplici, ma perfettamente geometrici. L'arco è sormontato dal contro arco di pietre intercalate da laterizi; la chiave di volta è perfettamente collocata al centro dell'arco. La facciata, come altre, sembra mancare di marcapiano, ma, osservandola attentamente nella sua unità, risulta divisa. Sul contro arco, infatti, vi è una fila di pietre pressoché perfettamente piana; quella fila è il finto marcapiano. Un modo di costruire molto elegante per l'epoca, e anche qui siamo alla fine dell'ottocento i primi del novecento nel secolo e nel millennio ormai passati da un decennio. Da notare la "gattarola" in basso a destra del portoncino. Ottimo il restauro che ne è stato fatto. LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 Auguri nonna i a Gina! pag. 13 LA DI PAURA AMARE i nostro faro, il nostro punto di r iferi mento... o g n i v o l t a che pas- Dimmi gioventù d a chino sguardo, non sai rimirar aurora e tramonto, ti lasci spaventar dal firmamento, accecata dalla violenza del mondo. La tua furiosa corsa sulla strada, è conduttrice del terrestre pianto, è solitaria amicizia nella notte brava, disconoscente del valor di vita. s i a m o Fratini il giorno 28 giugno 2010 è venuto alla luce a far compagnia alla sorellina Marta. Per la gioia di p a p à R o b e r t o e m a m m a Giovanna, i nonni materni Giuseppe e Giuliana e son sicuro che mi stanno guardando dal cielo anche i miei nonni paterni Giuseppe e Marta. Leonardo Leonardo Barzellotti lei è lì... a curare le sue a m a t e piante, intorno al tavolo e ai fornelli ad organizzare un po' tutto il vicinato a fare i fiori per la sua amata Madonna delle Grazie. Donna piccola m a energica, come poche ce ne sono, colonna portante della sua famiglia nei momenti di gioia e dolori, sposa, madre, nonna perfetta. Auguri d a chi vi stima e d a chi ha cercato di imparare come essere una donna d'altri tempi. Letizia Settimio Stefanoni È conos c i u t o soprattutto con il nome di Bruno e vive da d i v e r s o La nonna Cristiana annuncia che il 21 novembre presso l'Ospedale di Orvieto è nato che le ha riempito il cuore di gioia e tanta felicità. È l'orgoglio di m a m m a Chiara Caprini, papà Antonio Barzellotti e del nonno Giorgio. Il nostro augurio è il che il Signore posi lo sguardo su di lui e lo guidi durante il percorso della vita. Nostro dolce piccolo amore. Leonardo, Alice De Marchi tempo a Villa S. Margherita, specie dopo la salita al cielo della sposa. Il 30 gennaio p.v. compie 91 anni, ci vede poco, m a è sempre sereno e pronto alla battuta. A m a la poesia e riportiamo una delle ultime. Per i 100 anni mancano solo 9. Uno sprint finale! Auguri! Deluso il pescator Quando non prende Triste è il cacciator Quando non coje Stanco è il bifolchetto Quando scioje Manca il pescetto e l'uccelletto Manca la mentuccia, l'olio e il sale, per fare l'acquacotta non c'è neanche il pane. Sente il pecoraro che Borbotta che la misura Dell'olio è piccoletta Per fare buona l'acquacotta. I nonni Gigliola e Lorenzo, anche a nome dei nonni Albertina e Pino, si sono presentati una domenica alla Messa delle ore 12, nel santuario di S. Lucia per dare la notizia della nascita della nipotina giorno 16 novembre del 2010. La gioia più grande è della m a m m a di Alice, Cinzia Camicia, residente a Viterbo insieme allo sposo Alessandro De Marchi. I figli sono la vera ricchezza della vita. De Marchi ti Alice Se spera che more La pecoretta. Per consumare la pagnotta Se fa lo stozzato con Un po' d e tonnarella e qualche Fiore de ricotta, e a sera Tutti intorno al Focolare a la balocca. Questa cecità del mondano nulla, contraria in tutto e tutti i valori, trova solo potenza nel branco, sfiduciata sorride dell'altrui travaglio. Guarda un dì nell'azzurro cielo, troverai l'affidamento in luce d'intelletto. Una mano troverai amica e compagna, conduttrice in veritiera gioia. Giornalmente nel tuo prossimo vedrai il sorriso, un calor di vita infocherà il cuore, è quel frutto che il cielo dona, a chi con amore a Lui si affida. Su gioventù rispondi alla ragione, unisci la tua gioia all'altrui vita, nessuno calpesterà il tuo capo, poiché il maligno vedrai schiacciato. Lorenzo Presciuttini Terremoto ad Haiti Un terrificante boato sospinge Nel cielo una nuvola cupa Che, di nero, quel mare Smeraldo, cattiva, dipinge. Trema la terra sotto i nudi Piedi, ancora segnati Dalle catene malvagie D'antica memoria; quel ferro è caduto ma è diventato miseria. Sibilia, torva, La falce della morte In quell'arido campo Di spighe patite, Ma d'animo forte. Nulla risparmia In quella macabra danza: la bianca dimora di ricco cernente e la baracca di legno con solo una stanza. Macerie d'intorno, ammassi di corpi ricoperti dalla polvere, soffocata dalle lacrime di bambini che la m a m m a han perduta. La distruzione è compiuta, m a d a sotto una bara di sassi due piccole braccia al cielo si levano e urlando di gioia stringono certe quell'Uomo, che d a lontano è venuto a portare speranza e ridare la vita. Ferruccio Marziantonio LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011 pag. 10 Tre nuovi laureati P r e s s o l ' U n i v e r s i t à " L a S a p i e n z a " d i R o m a , ll° f a c o l t à d i M e d i c i n a e C h i r u r g i a ( s e d e d i V i t e r b o ) - L a u r e a S p e c i a l i s t i c a i n S c i e n z e d e l l e P r o f e s s i o n i S a n i t a r i e T e c n i c h e D i a g n o s t i c h e ci s o n o s t a t i t r e n o s t r i c o n c i t t a d i n i l a u r e a t i e s o n o : Paolini Carlo Sposato con Camilli Monica, con u n figlio, Raffaele, di 7 anni, ha discusso la tesi di laurea il 18/11/2010 dal titolo: "Analisi e Gestione di un programma di Screening Mammografico" riportando la votazione di 110/110. Soddisfazione del padre Aldo, della madre Nevi Chiara, della sorella Monia e di tanti amici e parenti. A n n a Rita Cuccodoro Il 18 novembre ha discusso la tesi "Analisi del \ sistema valuta- \ tivo del personale in ambito \ sanitario". Relatore il Dott. H M a u r i z i o Bezzini, voto r i p o r t a t o : Tashi l l i r j a n Che grossa soddisfazione per tutta la famiglia: della sposa Aurelia, dei figli Iris e François. La tesi discussa il 10.12 è stata "Proposta di un programma di corso di laurea in terapia occupazionale in Albania". Relatore la Dott.ssa Rita De Santis Soddisfazione di tutta la famiglia, compresi i ^ ^ famosi nonni ™ che l'hanno assistita dal cielo: Vincenzo e Francesca. C o m p l i m e n t i c a r i l a u r e a t i , c o n t i n u a t e a f a r v i o n o r e p e r v o i , i v o s t r i f a m i l i a r i e t u t t e le n u m e r o s e p e r s o n e c h e a v r a n n o b i s o g n o della vostra specializzazione. Centro Diurno Anziani di Montefiascone Il giorno 27 novembre 2010 si è riunita l'Assemblea dei Soci per approvare il bilancio preventivo 2011 e per discutere vari argomenti legati all'andamento del Centro stesso. Tutti i punti all'ordine del giorno sono stati approvati all'unanimità. E' stato deciso di fare una donazione del ricavato di una pesca di beneficenza all'interno del Centro, tra i tesserati (avendo come premi lavori di cucito e ricamo realizzati dalla donne del Centro). All'autoambulanza del 118 sono stati donati due apparecchi F98 Sfigmomanometro Life Plus PALTD805 Pulsossimetro Dimed a colori per pressione e battiti cardiaci. Il nostro impegno nel sociale è stato ed è possibile solo grazie al contributo e all'entusiasmo dei soci che hanno sempre sostenuto questo tipo di iniziative. Un grazie, inoltre, va esteso anche alle varie associazioni quali: AVIS, Solidarietà Falisca, 118 e Protezione Civile, con le quali il nostro centro collabora fattivamente. Auguri di buon anno a tutti da parte dei soci di questo centro, con la speranza che continui a guidarci il desiderio di realizzare iniziative benefiche a favore della nostra comunità cittadina. Il Presidente Ugolini Arcangelo E sono arrivati i 90! Il giorno 30 settembre, circondata dall'amore dei figli Nando, Nardino e Nello, dalle nuore Elsa, Gigliola e Patrizia, dai nipoti Gabriele, Sonia, Emanuela e Daniele e dalla sorella Iolanda, ha festeggiato questo ambito traguardo Irma "Mimma" Sguazzino. Ancora tanti auguri da tutta la famiglia... aspettando i 100! Pax! Lodato e adorato il Santissimo Sacramento La Madre Priora e la Comunità Monastica, la famiglia e i fratelli del Cammino Neocatecumenale annunciano con gioia che Domenica 9 gennaio 2011 alle ore 16,30 Festa del Battesimo di Gesù durante la celebrazione eucaristica presieduta da S. Ecc. Mons. Lorenzo Chiarinelli Vescovo di Viterbo Sr. Maria Verònica Penatiel Fernández emetterà la sua Professione Temporanea. Ringraziamo quanti condivideranno la nostra gioia unendosi alla nostra preghiera. * Monastero San Pietro - Benedettine del Santissimo Sacramento Via Garibaldi, 31 - Montefiascone - Tel. 0761.826066 - Fax 0761.769365 e-mail: [email protected] - www.monasterosanpietromontefiascone.com Potete versare: - s u l c.c. n° 1 8 5 3 / 7 6 p r e s s o l a B a n c a C a t t o l i c a - s u l c.c. n ° 1 0 / 6 1 2 6 8 p r e s s o l a C a s s a d i R i s p a r m i o d i M o n t e f i a s c o n e • inviare tramite c. c. postale n. 12158010 intestato a P a r r o c c h i a S. M a r g h e r i t a 01027 Montefiascone • c o n s e g n a r e a d A n g e l o M e n g h i n i p r e s s o i l n e g o z i o i n V i a S. L u c i a F i l i p p i n i p r e o c c u p a n d o v i d i m e t t e r e i l v o s t r o n o m e p e r e s s e r e i n s e r i t i n e l l a r u b r i c a "La Voce è grata ai suoi .