Anno XXVIII (XLIV) - N° 1 - GENNAIO 2011 • Via S. Lucia Filippini n° 25 • Tel. 826050 • Montefiascone (VT) - "Poste Italiane SpA • Sped. in A.P. - Art. 1 Comma 2 D.L. 353 del 24/12/2003 - DCB Centro Viterbo"
«La Voce»- Mensile di Montefiascone - Direttore Agostino Ballarono e-mail: [email protected]
- Responsabile Angelo Gargiuli
D i r e z i o n e , r e d a z i o n e : 0 1 0 2 7 M o n t e f i a s c o n e , V i a S.L. Filippini, 2 5 - Tel. 8 2 6 0 5 0 - A u t o r i z z . Tribunale d i V i t e r b o n° 2 7 2 del 4 - 1 2 - 1 9 8 2
Tipo-Lito «Silvio Pellico» di Marroni e C. s.n.c. - Via Paternocchio, 35 - Montefiascone - Tel. e Fax: 0 7 6 1 . 8 2 6 2 9 7 - e-mail: [email protected]
SALUTO ED AUGURIO
A tutte le componenti
della S. Chiesa di Viterbo
A tutti coloro che - Istituzioni e cittadini vivono nel territorio dell'Alta Tuscia
F
40
Grazia e pace!
Con il 16 marzo 2010 ho consegnato al Santo
Padre Benedetto XVI - a norma delle disposizioni del Codice di Diritto canonico - la lettera
di dimissioni dal servizio episcopale nella
Diocesi di Viterbo per raggiunti limiti di età (can.
401).
I Vescovi nelle Chiese sono successori degli
Apostoli, sono cioè "invitati".
La loro missione - che è consacrazione per
sempre - non finisce mai: è grazia dello Spirito
Santo. Ma le condizioni di essa sono determinate all'interno della comunità ecclesiale, cum
Petro et sub Petro, per un'azione di comunione
e di collegialità.
Ora il mio mandato di Vescovo e Viterbo è compiuto. Fino all'ingresso canonico in Diocesi del
successore, seguiterò il mio ordinario ministero
episcopale e avremo modo di incontrarci e
salutarci ancora. Innanzitutto per dire il grazie
del cuore a Dio, alla Chiesa e, singolarmente,
al Santo Padre Benedetto XVI - che è venuto a
confermarci il suo affetto con la Visita pastorale del 6 settembre 2009 - e per riesprimere a
ciascuno di voi la comunione intensa e commossa che ci ha legati in questi tredici anni che
hanno segnato il cammino: a partire da Rieti,
attraverso Sora-Aqulno-Pontecorvo, Aversa e
nei molteplici servizi locali, regionali e nazionali (CEI).
Ma ora subito tutta l'attenzione - cordiale e gioiosa - si apre al futuro e si concentra sulla persona del successore, il Santo Padre Benedetto
XVI ha nominato - ed è gioia - come nuovo
Vescovo della Diocesi di Viterbo
S.E. Mons. Lino Fumagalli
finora Vescovo di Sabina e Poggio Mirteto
Carissimo Vescovo Lino, amico, fratello:
vieni. Ecco la Chiesa che il Signore ti affida,
sua Sposa acquistata col sangue, suo Campo
dalia coltivazione impegnativa; Casa della sua
Parola e del suo Pane e, soprattutto, popolo
adunato nel nome della Trinità e famiglia chiamata a vivere della legge nuova dell'amore.
Tutte le componenti ecclesiali: presbiteri, diaconi, seminaristi, religiosi e religiose, di vita attiva
e contemplativa; il laicato nelle diverse età,
condizioni di vita, esperienze associative; insieme alla comunità civile, ai diversi livelli e nei differenti ambiti, dentro i complessi dinamismi
sociali, spesso fragili, difficili e preoccupanti per
non poche categorie, con le Istituzioni del territorio,
ti attendiamo
con cuore aperto, con animo fiducioso, con
intensa preghiera per camminare nella verità e
nella carità, per crescere nella fede e promuovere ogni persona verso una società di giustizia, di solidarietà, di pace.
E' una Chiesa in cammino. E' un territorio carico di speranze. E' questa una Diocesi nella
quale le tante memorie sono eredità preziosa,
ma per la quale il futuro è un bisogno e un compito.
Con questi sentimenti mi è caro consegnare a
te, cara Chiesa di Viterbo, che, per tredici anni
ho amato e servito, il primo saluto del nuovo
Vescovo, in attesa di consegnargli il
"Pastorale", segno della missione che il
Signore nella decisione del Santo Padre
Benedetto XVI, ha ora voluto affidargli.
Ci stringe tutti il vincolo della preghiera, della
comunione fraterna, dell'affetto.
Le Sante e i Santi che, come stelle, segnano
questo territorio, dal 1986 nella sua configurazione ecclesiastica di una Diocesi, la Vergine
Maria, Madonna della Quercia sua celeste
Patrona, a te, carissimo fratello Lino, danno
con tutti noi il "benvenuto".
Come tuo fratello e predecessore ti abbraccio a
nome di tutta la Chiesa di
Viterbo, nel bacio santo del
nostro Signore Gesù.
Viterbo,
11 dicembre 2010
+ Lorenzo
Chiarinelli
Vescovo di
Viterbo
S,E, Rema Mons, Lino Fumagalli
nuovo Vescovo di Viterbo
Il
Santo
Padre
Benedetto XVI ha
accettato la rinuncia
al governo pastorale della diocesi di
Viterbo, presentata
da
S.E. Mons.
Lorenzo Chiarinelli,
in conformità al can.
401 §1 del Codice di
Diritto Canonico.
Il Papa ha nominato vescovo della
diocesi di Viterbo
S.E. Rev.ma Mons.
Lino
Fumagalli,
finora vescovo della
diocesi suburbicaria
di Sabina-Poggio
Mirteto.
Ai fedeli della Chiesa Santa di Dio
che è in Viterbo
Carissimi,
le vie spesso imperscrutabili del Signore, hanno voluto che le
nostre vite s'incontrassero per camminare insieme per realizzare il
progetto di Dio su di noi.
Tutto è grazia e tutto concorre al bene di coloro che confidano nel Signore.
Vengo a Voi con umiltà, come padre, fratello ed amico, desideroso di essere in mezzo a Voi, insieme con i nostri Presbiteri, presenza viva del Cristo Buon Pastore. M'inserirò nel solco tracciato
dal caro fratello ed amico Mons. LORENZO CHIARINELLI che
con intelligenza d'amore, dedizione generosa e vivacità pastorale
ha guidato la nostra Chiesa per più di tredici anni.
Grazie, carissimo Don Lorenzo, siamo sicuri che continuerai
il Tuo servizio pastorale tra noi con la preghiera ed il fraterno e prezioso consiglio.
Mi permetto di formulare, miei cari fratelli, un desiderio che
vorrei caratterizzasse il nostro cammino pastorale: il Servo di Dio
Giovanni Paolo il nella Novo Millennio Ineunte (43), c'invitava a
fare della Chiesa la casa e la scuola della Comunione che ci spinge a portare lo sguardo del cuore sul mistero della Trinità che abita
in noi e la cui luce va colta anche sul volto dei fratelli che ci stanno accanto vedendo tutto ciò che di positivo c'è nell'altro per accoglierlo e valorizzarlo come un dono di Dio: un dono per me.
Accogliamoci quindi come un dono di Dio: Voi tutti come
dono prezioso per me, dono da ricevere, valorizzare, far crescere;
ed io, con le mie debolezze e limiti, come dono di Dio per Voi, per
un cammino comune di Santità e Testimonianza del Vangelo.
Ringrazio Dio per il dono che mi fa affidandomi la Chiesa di
Viterbo e, in attesa di vedere i Vostri volti ed ascoltare la Vostra
voce, affido tutti alla materna intercessione della Madonna della
Quercia, nostra Patrona, ed invoco sulla nostra Chiesa l'abbondanza delle Benedizioni del Signore.
Poggio Mirteto, sabato 11 dicembre MMX
S. Damaso I, papa
+ LINO FUMAGALLI
(segue a pag. 2)
i
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
pag. 2
Per Benedetta XVI
otto viaggi nel 20 ì I
Tre viaggi e mezzo in Italia, quattro viaggi e mezzo all'estero. Più due appuntamenti natalizi
nel segno dell'amore verso i fratelli più svantaggiati. L'agenda di Benedetto XVI per la fine dell'anno e il 2011 si completa con l'indicazione di dieci itinerari, alcuni già noti da tempo, altri pubblicati ieri dalla Sala Stampa della Santa Sede, ma tutti uniti dall'unico filo rosso della sollecitudine
pastorale verso situazioni e Chiese particolari.
LE VISITE
ALL'ESTERO
S U A ECCELLENZA REVERENDISSIMA
MONS.
VESCOVO
LINO
FUMAGALLI
DELLA DIOCESI
DI VITERBO
I. NOTIZIE BIOGRAFICHE
L'Ecc.mo Mons. Lino Fumagalli è nato a Roma (La Storta)
il 13 maggio 1947. Ha compiuto gli studi liceali, filosofici e teologici presso il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni. Ha poi conseguito la licenza in Teologia presso la Pontificia Università
Gregoriana e la licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia
Università Lateranense. È stato ordinato sacerdote il 24 luglio
1971 per la diocesi di Porto-Santa Rufina.
S a r a n n o
toccati tre
Paesi europei e uno
africano.
Si completa il
panorama
dei
viaggi all'estero di
Benedetto XVI per
il 2011. Finora
papa Ratzinger ha
compiuto 18 visite
fuori dall'Italia nei
suoi cinque anni e
mezzo di pontificato.
L'anno prossimo all'elenco si
aggiungeranno
altre quattro destinazioni, due delle
quali (Croazia e
Benin) prima di
ora mai toccate
dal
Pontefice
tedesco.
7-8 maggio
Aquileia
Venezia
19 giugno
San Mari
Montefel
0
l
11 settembre
Ancona
9 ottobre
I Lamezia Terme 1
Serra San Bruni
Il primo viaggio sarà proprio in
Croazia, il 4 o 5
giugno. Il Papa
sarà a Zagabria in
occasione della Giornata nazionale delle Famiglie Cattoliche Croate che ha come motto "Insieme
in Cristo" e si recherà in preghiera alla tomba del beato cardinale Alojzije Stepinac, che fu arcivescovo di Zagabria dal 1937 al 1960 e venne perseguitato dal regime comunista di Tito, morendo da martire.
Madrid, per la Giornata Mondiale della Gioventù, la seconda meta estera del 2011. il viaggio
è in programma dal 18 al 21 agosto. Poco più di un mese dopo (22-25 settembre) è previsto l'itinerario in Germania con tappe nella capitale Berlino, a Fruburgo e Erfurt.
Infine l'Africa, e precisamente in Benin (dal 18 al 20 novembre), per la consegna del documento post-sinodale del Sinodo africano, li Benin è anche la patria del cardinale Bernardin Gantin,
già decano del collegio cardinalizio, morto nel 2008. (M.Mu.)
Questi gli incarichi più importanti da lui ricoperti:
1971 - 1972: Vicario della parrocchia di Fatima alla Massimilla.
1972 - 1977: Vicario della parrocchia di S. Giuseppe a S.
Marinella.
1977 - 1984: Parroco di Santa Angela Merici a Santa Severa.
1978- 1999: Docente presso il Pontificio Collegio Leoniano di
Anagni.
1981 - 1999: Docente presso l'Istituto di Scienze Religiose della
Pontificia Università Gregoriana di Roma.
1984 - 1993: Rettore del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni.
1984 - 1999: Direttore del Centro Regionale Vocazioni del Lazio
1989 - 1999: Vicario Episcopale per la Pastorale e per la Vita
Religiosa della diocesi di Porto-Santa Rufina.
1990 - 1999: Canonico della Cattedrale di Porto-Santa Rufina.
1996 - 1999: Parroco della Cattedrale di Porto-Santa Rufina.
1998 - 1999: Segretario della Commissione Presbiterale Italiana
Eletto alla sede vescovile di Sabina - Poggio Mirteto il 31
dicembre 1999, ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 20
febbraio 2000. Attualmente è Membro della Congregazione
delle Cause dei Santi. Inoltre, nell'ambito della Conferenza
Episcopale Italiana è Membro della Commissione episcopale per
l'Educazione cattolica, la scuola e l'università.
I I . L O STEMMA EPISCOPALE
La blasonatura di S.E. Mons.
M U
Fumagalli si compone dei seguenti eiementi: sullo Scudo azzurro si stagliano
tre Stelle d'oro, una Rosa a cinque petali e Ancora di color argento.
dello scudo richiama la
Chiesa e la Vergine Maria, Madre della
Chiesa; le tre
simboleggiano
JjJ^jÌ®^
la Trinità ed insieme le tre virtù teologali:
Tt* ^ J ^ i j S z
Fede, Speranza e Carità, la Rosa a cinque petali simboleggia il mondo e
l'Ancora è segno dell'Incarnazione. Compito della Chiesa, sull'esempio della Vergine Maria, e del Vescovo, è annunciare al
mondo l'Amore del Padre del Figlio e dello Spirito Santo rendendo sempre vivo ed attuale il mistero dell'Incarnazione.
l'azzurro
Stelle d'oro
Nel suo ministero il Vescovo è chiamato a gettare sempre le
reti confidando nella presenza del Signore:
è il motto riportato nel cartiglio (cfr. Le 5,5).
CALENDARIO PARROCCHIALE
Sabato 8 gennaio:
ore 19,00: Corso per fidanzati presso le
Maestre Pie. Iscrizione e primo incontro.
Lunedì 17 g e n n a i o :
S. Antonio abate.
Le Sante M e s s e si celebreranno soprattut-
7,30
8
Divino Amore
S. Maria delle Grazie
Corpus Domini - Le Coste
S. Pietro - Benedettine
Villa S. Margherita
In Verbo Tuo laxabo
rete,
to nella C h i e s a di S. A n d r e a ore 8 - 9 - 10
- 11.
Da martedì 18 al 2 5 g e n n a i o :
Settimana di preghiera per l'unità del cristiano - C h i e s a Divino A m o r e ore 16,30 17,30.
MONTEFIASCONE
Mercoledì 2 f e b b r a i o :
Presentazione del Signore.
ore 17,00: in S. Margherita - Benedizione
delle candele e Processione all'interno
della Chiesa.
XV
Giornata
Mondiale
della
Vita
Consacrata.
D o m e n i c a 6 febbraio:
XXXIII Giornata per la vita.
10,30
11,30
S. Margherita
S. Flaviano
Corpus Domini - Le Coste
S. Giuseppe - Le Mosse
S. Maria del Giglio -
8,15
S. Maria del Riposo (Fiordini)
Cripta di S. Lucia Filippini
9
S. Francesco
Villa S. Margherita
S. Francesco
9,30
Corpus Domini - Le Coste
S. Maria del Giglio - Zepponami
10
S. Flaviano
S. Giuseppe - Le Mosse
S. Maria della Vittoria (P. Cappuccini)
Villa S. Margherita
S. Flaviano
MESSA VESPERTINA FESTIVA DEL SABATO
16,30
S. Maria del Giglio - Zepponami
17,00
S. Margherita
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
pag. 13
VECCHIE FOTO
1951
Esequie del Vescovo Giovanni Rosi.
Dopo di lui ci sono stati altri tre: Luigi Boccadoro, Fiorino
Tagliaferri, Lorenzo Chiarinelli. Ora Vescovo di Viterbo e della
nostra ex diocesi di Montefiascone e Acquapendente: Sua
Ecc.za Mons. Lino Fumagalli.
Quanti sono i preti presenti? Li riconoscete? D. Egisto
Fatiganti, Mons. D. Primo Gasbarri, Mons. Dino Tommasini,
Mons. Amedeo l o m b a r i , ecc. ecc.
Lascio a tutti la possibilità di vederli e riconoscerli. I più ormai
sono in Paradiso.
N O M I , COGNOMI E SOPRANNOMI
NELLA M O N T E F I A S C O N E DEL TARDO MEDIOEVO
di GIANCARLO
BRECCOLA
ancora presenti a Montefiascone, Vannis, tadei, Nardi, Nicolai, belli, mancinis,
° SCARINCI
lucarini, dominici, Leonardi, Vence guerra, Gregorij, Galeocti, Angeli, Rossectr, o
Per quanto riguarda il cognome
nei centri vicini, Lorenzini, gambacortis, morelli, Jordano, petrìpaoli, marchionnis,
Scarinzi che compare negli atti del
Vecchiarelli, Anselmi, cristofori, Baldini, Maziocti.
1453, merita ricordare come uno
dei primi vescovi della diocesi monSicuramente soprannomi si possono considerare gli appellativi aggiunti ad antotefiasconese fosse proprio un
nij mancinis alias LAMELAGRASSA, Johannis gani alias MALFAZA [bruttafaccia], domiNicola Scarinci romano. La sua
nici simonis alias PINZO, Hjoanne alias GOBO DI RAMONA, antonij alias CAPPELLECTO,
data di nomina appare controversa
Jacobi alias CIPICCIA; mentre probabili sono quelli di Lodovicus filius menico MOLe oscilla tra 1378,' il 1379,2 il 1381,3
TIDINARIJ, petripaoli PELOSI, petri Stephani PAPARONI, Angeli FARFOSI.
e il 1384." Meno discussa risulta la
TIAZ.XA.DI
FE
sua nomina a Commissario generaÌAN
4.1 notai
le in spiritualibus di tutta la provin6ATEOLOM'
5
cia del Patrimonio. Nicola muore
Tra i cognomi dei notai che nella
nel 1398,6 ma sembra probabile
seconda metà del XV secolo rogavano
che siano rimasti a Montefiascone
a Montefiascone, oltre ai già citati
uno o più membri della famiglia.
ANGELI
(Petrus
ser Angeli
de
L'abitazione principale della famiMontefiascone / 1496-1520; Baptista
glia, facendo riferimento ad un disePetrutius Angeli de Montefiascone /
gno sul quale compare l'indicazione
1493-1555), e L U C A R I N J (Johannes
toponomastica Strada di Scarinci,7
quondam Antonii Johannis LUCARINJ de
doveva trovarsi all'altezza delMontefiascone / 1466-1470), compaiol'odierna via XXIV Maggio. Strada
no, Lucas quondam M A T H E J de
Porta Romana (oggi di Borgheriglia), piazza di
prossima alla chiesa di San
Montefiascone
(1449-1482),
San Bartolomeo (oggi Largo Barbarigo) e
Bartolomeo ove avvenne, adì primo
Lanzilloctus R I C C I A R E L L U S quondam
strada
di
Scarinci
(oggi
via
XXIV
Maggio)
Ottobre 1636, l'homicidio [...] di
Ritij de Montefiascone (1473-1527),
in un disegno tratto dal "CABREO DELLE
Mutio Scarinci cittadino principale di
Alexander
magistri
PETRI
de
COMENDE DI MONTEFIASCONE E VITERBO",
detta Città che serviva Messa."
Montefiascone (1473-1517), Andreas
Regia Bibliotheca Melitensis, Malta.
Diversi elementi della famiglia
olim Antonij de G U A D A G N I N E de
seguitano poi a comparire, con vari
Montefiascone (1479-1505), Julius
ruoli e funzioni, nei documenti comunali del X^
J U S T U S ser Luce de Montefiascone
e XVIII.
Stemma del notaio Andrea Guadagnini,
(1482-1483), Bisentinus J U S T U S ser
cancelliere della città di Montefiascone
Luce de Montefiascone (1484-1503),
tratto dal primo volume delle
0
BISENZI
Dominicus
Petri
CORRIGIE
de
Riformarne comunali
Hetena Valentina filia francisci de bisentio
Montefiascone (1485-1518), Simon
apparteneva a quel ramo della famigli Bisenzi,
Johannis FASTELLI de Montefiascone (1495-1513).'°
trasferitasi
a
originaria
di
Bisenzo,
Montefiascone in epoca non conosciuta. La
(4 - segue)
data (1453) del documento in questione costituisce, ad oggi, il termine ante quem di questo
spostamento, che potrebbe anche risalire al
periodo della demolizione del castello di
' E U B E L , CONRADUS, Hierarchia Catholica MediiAevi, Monaco 1 9 1 3 , p. 3 4 8 .
2
Bisenzo voluta, nel 1261, da papa Urbano IV
CAPPELLETTI, GIUSEPPE, Le chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni,
a seguito dell'omicidio di Guiscardo di
Venezia 1844-1871, voi. V, p. 646.
3
Pietrasanta, governatore della Provincia, perUGHELLI, FERDINANDO, Italia Sacra, Tomus Prlmus (1644), Roma 1643-1662, col. 979
petrato da Giacomo di Guittone di Bisenzo.
-983.
4
Elementi della famiglia, molti dei quali con
Dalla "Galleria dei Vescovi" una volta esistente presso la Curia vescovile di
ruoli importanti nell'ambito della comunità
Montefiascone.
s
montefiasconese, compaiono, fino al XVIII
Breve di Urbano VI: Dilecto fii. Nicoiao ep. Montisflasconis. Dat. Rome apud s.
Stemma araldico dei Bisenzi: partisecolo, in vari documenti civili e religiosi. Tra
Petrum, Pont, nostr. an. IV, AV (Archivio Vaticano), Registro Tomo I, f. 1 3 1 , PIERI BUTI
to d'oro e d'azzurro alla pergola
questi, a memoria del santo protettore di
1 8 7 0 , p. 1 6 6 .
troncata dell'uno e dell'altro.
Bisenzo, frequentemente ricorre il nome
6
EUBEL 1 9 1 3 , p . 3 4 8 .
7
Agapito; troviamo poi altri personaggi con il
RBM (Regia Biblioteca Melitensis), Cabreo delle Comende di Montefiascone e
nome di Angelo, Francesco, Nicola, Tranquillo, Angela, Anna Maria, Giovanni
Viterbo e tutti i suoi membri - fatto fare dali'iil.mo sig. Fra' Signorino Gattinara priore
Battista, Maria Ippolita. Un Fabrizio, notaio a Montefiascone, nel 1715 trascrisse
del Bagliaggio di s. Eufemia Com.re di dette Comende - l'anno 1625, n. 5.642, foglio
i due statuti della città, Statuti Veteris Civitatis Montis Falisci e Statuti novi Civitatis
18r, Malta.
Montis Falisci. L'abitazione della famiglia doveva trovarsi lungo il Borgo Minore,
B
INSOLERA, GIOVANNI, Discorsi, Annali e Privilegij di Corneto dell'Archidiacono Mutio
oggi via Bixio. Lo stemma araldico dei Bisenzi era "partito d'oro e d'azzurro alla
Polidori, Tarquinia 2007, p. 151.
9
pergola troncata dell'uno all'altro".
° CLAUDIO D E DOMINICIS - MIOVANNA ARCANGELI, Lapide di Bartolomea della Tolfa Appunti Genealogici ed Araldici sulle due Famiglie, in "Bollettino della Società
Tarquiniense d'Arte e Storia", Tarquinia 1993.
° A L T R E FAMIGLIE E SOPRANNOMI
10
Ringrazio Fabrizio T. Fagliari Zeni Buchicchio per l'indicazione.
Oltre ai più documentati cognomi "storici", se ne trovano altri, meno celebri ma
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
pag. 10
Mala sanità: ma
è
tutta vera?
di Paolo
Pezzato
(Seconda parte)
diritto fondamentale e
Nella prima parte ho cercato di mettere in evidenza quel particolare conflitto
costituzionale garanmedico-società che si è venuto determinando, che col tempo ha cominciato a
tito che non può esseprendere forza e che ha portato sempre più a parlare di "malasanità", usando
re sacrificato in nome
questo termine in maniera troppo facile e inflazionata. Si è vista la tendenza della
di una logica econoGiurisprudenza, sia civile che penale, orientarsi in maniera più decisa a favore dei
mica.
pazienti danneggiati di quanto non fosse prima e, di conseguenza, dimostrarsi più
severa nei giudizi contro la classe medica. Si è visto il vorticoso giro di costi dovuti alle sempre più numerose richieste di risarcimenti dei danni.
Si è visto che i progressi compiuti dalla Scienza Medica hanno determinato
un corposo aumento della domanda di prestazioni sanitarie proprio perché la
gente capisce che il livello di benessere psicofisico e di qualità della vita oggi può
essere salvaguardato o riacquistato in maniera molto più attendibile di qualche
decennio fa. Sta di fatto che, nel momento attuale, il paziente-utente è certamente assai più informato di prima, esigente nei confronti del Servizio Sanitario
Nazionale e può beneficiare di una vastissima scelta di servizi e prestazioni offerte sia nell'ambito della sanità pubblica che privata. Da queste considerazioni
ripartiamo per evidenziare che proprio questa continua e crescente richiesta di
prestazioni sanitarie, di livello sempre più elevato, ha finito col determinare un
progressivo cambiamento dell'attività medica come eravamo abituati a conoscerla nonché di tutto ciò che ruota intorno alla Sanità.
Alla vita ed alla
salute delle persone
non può certo darsi un
prezzo anche se, certamente, la loro tutela
comporta un costo
sociale non indifferente. Senza dubbio, però,
le osservazioni di cui
sopra hanno determinato, a poco a poco, un
significativo irrigidimento ed allontanamento delle posizioni del paziente-utente
dagli operatori della sanità che ha portato ad un graduale deterioramento di quel
rapporto fiduciario che dovrebbe invece legarli favorendo anche una condivisione
del percorso diagnostico-terapeutico. Ma la logica aziendale inaspettatatamente
questo ha determinato.
qui prese avvio il cosiddetto processo di aziendalizzazione. Tuttavia, c'è chi in tale
processo ha ravvisato quasi esclusivamente un'operazione di natura economica,
basata soprattutto sul controllo della spesa, del tutto svincolata dalle implicazioni
di carattere etico e deontologico che devono caratterizzare un Servizio Sanitario.
Con i decreti legislativi n. 502/92 e 517/93 si avviò una sostanziale trasformazione della Sanità italiana resasi necessaria dall'esigenza di trovare rimedio e correttivi alle inefficienze ed agli sprechi del vecchio sistema. Tra l'altro, il cambiamento che si stava verificando non era che una naturale conseguenza dell'evoluzione sociale, economica e tecnologica che stava accentuandosi in quegli anni. A
proposito di quanto detto, facciamoci una bella risata per sdrammatizzare il
discorso. Proprio nei primi tempi in cui le UU.SS.LL. divennero "AA.SS.LL. (cioè
aziendali), ad una persona anziana che si lamentava sconsolata perché non riusciva ad ottenere un'autorizzazione dai competenti uffici, si cercò di spiegare che
tale difficoltà era dovuta al fatto che da USL eravamo passati ad Azienda. Così
ancora più incavolata rispose "alla montefiasconese": "Qué nun adè 'n azienda!...
qué adè 'na fattoria!!".
maggiore informazione e consapevolezza da parte del cittadino-utente die propri
diritti che è venuto determinandosi un aumento esponenziale del contenzioso in
materia sanitaria: il fenomeno delle cause instaurate dagli utenti per responsabilità civile nei confronti del personale medico, come visto nella prima parte, ha
assunto, nel giro di pochi anni, dimensioni paradossali con riflessi inimmaginabili
sul mercato assicurativo e sulle professioni giuridiche.
In questa situazione,
A questo si aggiunga, in campo medico, l'uso della tecnologia esaspeE di qui ha purtroppo preso forza e giustificazione
rata che ha teso ad allontanare sempre di più il personale sanitario dal malato incentivando, invece, un rapporto arido e artificiale tra malato e macchi- l'attuale politica dei "tagli".
na. Ormai è remoto quel sapiente ed alto ruolo del medico che elaborava la
A questo punto, bisogna cercare in tutti i modi di recuperare la centralidiagnosi sulla base della conoscenza e dell'esperienza scaturita dall'osser- tà del paziente tanto da ottenere la considerazione dell'Uomo non solo
vazione e dell'affondamento delle dita nel corpo del paziente.
come apparato a cui restituire benessere fisico, ma come Persona nella sua
interezza, con esigenze fisiche, psichiche, morali e sociali.
Quel rapporto fiduciario profondo che dovrebbe, dunque, instaurarsi tra il
Alla base di un buon sistema sanitario c'è sempre e comunque un rapPaziente ed il Medico è venuto ad incrinarsi in maniera accentuata e si è spersoporto di rispetto e di reciproca fiducia tra il Malato ed il Medico; il diritto del
nalizzato in nome di una Medicina sempre più tecnologica ed iperspecialistica.
primo di recuperare una situazione di benessere deve rappresentare lo
Fu così che, agli inizi degli anni Novanta, proprio dall'esigenza di maggior
scopo ultimo e nobile della professione del secondo.
offerta di servizi sanitari, alla domanda di salute del cittadino-utente si decise di
ricorrere ad un modello di sistema sanitario basato sul concetto di azienda Di
Come già detto, è proprio dal decadimento di tale legame, unitamente alla
Ritorniamo seri. Si sono, dunque, andate affermando due concezioni contrapposte e, probabilmente, insanabili delle cure sanitarie: una prima che
continua a porre al centro degli interventi sanitari la promozione e la tutela
della salute e della vita umana in tutte le sue forme; una seconda che prende in considerazione le stesse finalità solfando facendone un problema di
costi e di impegno di risorse. Ecco quindi, che l'introduzione del concetto di
Azienda ha senza dubbio contribuito a determinare una sorta di disumanizzazione del concetto di Sanità anche se
ovvero
accantonare valori fondamentali quali il rispetto incondizionato ed insopprimibile
della salute e della vita umana.
aziendalizzare non doveva significare
far prevalere la logica economica sul benessere del paziente-utente
Il diritto alla tutela della salute è, infatti, un
si è accertato che circa due terzi dei contenziosi in
ambito sanitario derivano da una insufficiente comunicazione tra gli utenti
e gli operatori della Sanità, non tanto da errori tecnico-diagnostici. Sta di
fatto che attualmente c'è sempre più difficoltà a reperire sul mercato, delle
Compagnie assicurative che si dimostrano disponibili ad offrire copertura ai sinistri che si verificano nelle Aziende Sanitarie. Se si trovano, i relativi premi da
pagare per le polizze RCT sono onerosissimi.
Fine del rapporto umano Medico-Paziente, aumento esponenziale dei
ricorsi in materia sanitaria. Questa è la realtà. Da questa situazione e da questo circolo vizioso attualmente non se ne esce. Come fare? A tale domanda può
darsi una risposta solo cercando di analizzare profondamente la materia in
tutta la sua complessità cercando soprattutto di rimettere in piedi quel dialogo, quella fiducia e quella serena autocritica tra utenti e classe medica
che divenga però costruttiva, ossia che permetta a tutti gli operatori (che
possono sbagliare) di poter anche "imparare dall'errore" per tentare di ricostruire, con molta pazienza, e per quanto sarà possibile, quel rapporto di
comunicazione, di reciproca ¡fiducia e rispetto che deve sussistere tra
Paziente - utente e Medico.
Ne trarrà profondo beneficio, anche in termine di immagine, la Sanità tutta, i
singoli operatori ma, soprattutto, l'Uomo che proprio nella sua condizione di malato merita ancora più rispetto ed attenzione.
Orario ferroviario bocciato dai pendolari
Dopo attenta verifica della struttura dell'orario
della Viterbo-Attigliano-Orte-Roma si è notato che
sono stati notevolmente allungati sia le soste nelle
stazioni, senza reali necessità, sia i tempi di percorrenza avendo adottato, a parametro d'impostazione
di percorrenza, i più bassi ranghi di velocità della
linea, senza parlare poi dei tempi per gli incroci.
L'attuale orario è il peggiore di quelli varati negli
ultimi vent'anni. Per coprire la distanza tra Viterbo ed
Orte, 52 kilometri, s'impiegano dai 58 ai 62 minuti per
una velocità media di 58 chilometri orari quando la
linea ha una velocità media di 80 chilometri orari, si
sfrutta quindi metà velocità di quella consentita.
Nella stazione di Montefiascone, Grotte,
Sipicciano, senza alcuna necessità reale, la sosta è
passata da 30 a 60 secondi, mentre nelle stazioni di
Artigliano, Orte e Tiburtina è stata portata addirittura
a 120 con una perdita di tempo totale, sulle sei fermate, di ben 5 minuti. Senza dimenticare che nella
stazione di Bassano in Teverina per far salire 2 per-
sone e farle scendere altre 2 si è applicato il tempo di
60 secondi quando ne bastano 15; 45 secondi in più,
dunque, di tempo perduto. Nell'elaborazione delle
percorrenze sono stati inseriti minuti di allungamenti
ingiustificati per un totale di 4 minuti.
Nel calcolare la velocità di marcia è stata adottata, inesattamente, la più bassa velocità del rango A,
anziché quella media del rango B ed ignorata completamente quella massima del rango C con una perdita di tempo globale di altri 5 minuti.
Nell'effettuazione degli incroci poi, nonostante la tecnologia moderna dell'elettrificazione dei deviatoi e
l'operazione di telecomando dei medesimi, è stato
applicato un tempo addirittura di 8 minuti doppio di
quello di trent'anni fa, al tempo del vapore e della tecnologia meccanica, quando gli scambi si giravano a
mano e dopo essersi recati a piedi per un tempo di 4
minuti. Il tempo perduto pertanto consta, globalmente, di 14 minuti. Nel 1999-2001 il diretto 3349, effettuato con materiale Ale 801-940 con velocità massi-
ma 130 chilometri l'ora, Viterbo-Roma impiegava 88
minuti, oggi lo stesso treno, sullo stesso tracciato,
effettuato con materiale con velocità massima di 160
chilometri l'ora, impiega 102 minuti. Un aumento di
percorrenza di ben 14 minuti. Basta pensare che tra
Roma Tib.na e Roma T.ni, 6 chilometri, impiega ben
9 minuti alla velocità di 30 chilometri l'ora. Con un
orario fatto bene, senza i suddetti fronzoli e perdite di
tempo, Viterbo-Roma si può coprire con un tempo
massimo di 85 minuti, e Viterbo-Orte in 45 minuti.
Questi sono i tempi buoni ed accettabili.
Pendolari obbligati ad alzarsi prima al mattino per
arrivare più tardi e poi, si dice che non è vero il detto:
"dove finisce la logica inizia la ferrovia". Rivedere
questo orario è estremamente urgente e necessario
proprio per ridare a questo servizio una sua validità e
considerare la dignità delle persone che lo usano. In
questo senso si stanno raccogliendo le firme proprio
per sollecitare l'azienda a rivedere e correggere le
suddette contraddizioni abbondantemente profuse in
esso.
Movimento Pendolari Alto Lazio
Rap. Pietro Brigliozzi
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
NOTA DI AGRICOLTURA
Le previsioni
pag. 13
L'ANGOLO
a cura di GIMBERTO
del
tempo
Per esperienza diretta sulla propria
pelle, gli agricoltori sanno bene che
l'agricoltura è una fabbrica a cielo aperto, in altre parole non ha un tetto che la
protegge dalle avversità meteorologiche. Come tale è una attività scoraggiante, che stimola appena qualche
nuova forza di lavoro e solo per l'incentivo che l'uomo, come tutti gli altri esseri viventi sulla terra, vive solo grazie al
cibo prodotto in modo diretto o indiretto
dal regno vegetale. A voler essere
pignoli e ragionare scientificamente,
possiamo affermare che l'unica nostra
fonte di cibo dipende esclusivamente
dal processo fotosintetico; così è chiamato quel processo che trasforma le
sostanze minerali in sostanze organiche grazie all'energia del sole che reagisce con la verde clorofilla contenuta nelle foglie delle piante.
È facile capire che lo sviluppo vegetale da cui dipendono tutte le produzioni agricole, è
strettamente legato agli umori del cielo ed ai fenomeni meteorologici che vi si susseguono
e che va studiato a fondo perché riguardano direttamente proprio la nostra sopravvivenza.
Considerato che le produzioni dell'agricoltura dipendono dall'andamento delle stagioni e
dalle loro variazioni spesso capricciose ed imprevedibili, è necessario tentare di prevedere i cambiamenti atmosferici, così preziosi per le coltivazioni nei campi.
L'uomo delle caverne, aguzzando l'intuito, imparò a coltivare le piante, manifestando
così il primo segno di civilizzazione, ma ebbe anche la necessità di farsi una prima rudimentale cognizione sulle continue evoluzioni e variazioni del tempo. Tenendo a mente il
susseguirsi dei fenomeni atmosferici, ebbe le prime conferme delle stagioni ed il sole e la
pioggia diventarono sempre più oggetto di indagine. I diversi fenomeni meteorologici
diventarono sempre meno misteriosi ed apparvero più intuitive le piogge, gli improvvisi
temporali, i lampi di luce e di fuoco nel cielo e le violente grandinate. Però le cose proseguirono sempre intuitivamente ed empiricamente fino al 1600, quando ebbe inizio la
meteorologia moderna con l'invenzione del termometro, dell'igroscopio e del barometro,
che misero a disposizione tutta una serie di dati utili come base di partenza per lo studio
delle condizioni e delle previsioni atmosferiche. Pian piano le nazioni più evolute distribuirono su tutto il territorio nazionale le stazioni di rilevamento e nacquero così le previsioni
del tempo, benché limitate nell'area ristretta dei confini dei singoli stati.
Durante la guerra in Crimea, a metà del XIX secolo, una violenta tempesta provocò un
disastro navale. L'astronomo Terrier, direttore dell'osservatorio di Parigi di quell'epoca,
ebbe l'incarico di studiare le ragioni per cui si era prodotto l'eccezionale fenomeno meteorologico. Dai risultati delle indagini condotte nei vari osservatori astronomici europei, lo
scienziato concluse che la tempesta aveva attraversato tutta l'Europa da ovest ad est, per
cui se i vari osservatori fossero stati collegati telegraficamente si sarebbe potuto segnalare in tempo l'evento meteorologico. Da tale avvenimento nacque il primo impulso alla creazione di un servizio di previsioni meteorologiche internazionali. Da allora l'uomo ha incominciato a sfruttare in modo scientifico le previsioni del tempo per organizzare sempre
meglio le sue attività. Conoscere con un certo anticipo le condizioni del tempo è necessario per il marinaio, l'aviatore, il turista e per tanti altri settori delle attività umane, ma soprattutto interessa l'agricoltore per poter meglio gestire la conduzione della propria attività in
aperta campagna.
GIMBERTO
y\
proposito
RIFLESSIONE
di
Vitalia: il comune
sentire degli italiani
La classe dirigente non è selezionata dal merito, ma
dai rapporti personali: fa premio provenire dalla cordata
giusta. Ci fu un tempo, più felice di questo, in cui era
Ministro dell'Istruzione Francesco De Sanctis. Un uomo
che aveva passato la vita a distinguere il bene dal male
e il bello dal brutto. Un giorno rimproverò i colleghi in
Parlamento con queste parole: "Quando la reazione ci
viene a fare visita non dice: io sono la reazione!". Tutte
le reazioni sono venute con questo linguaggio: che
è necessaria la vera libertà e che bisogna ricostruire l'ordine morale!
Oggi, i reazionari sono annidati in ogni schieramento politico, sia a destra e sia a sinistra. Sono i mercanti
di voti, i trasformisti di ieri e di domani, gli opportunisti
che usano la politica come proseguimento degli
affari e come un modo per fare denaro. Anche a causa
di costoro l'Italia fatica a credere in se stessa e nel proprio futuro.
È un dato di fatto: in nessun Paese è così netta la
separazione tra ricchezza e cultura. La ricerca e le arti
sono viste come un onere per lo Stato, non come un
investimento e la crescita economica, laddove ci sia,
non è pari alla crescita culturale. La preparazione non è
premiante e né premiata e la classe dirigente non è
selezionata dal merito, ma da altro...
I nuovi politici non escono dalle "grandes écoles" ma
dalle famiglie dei vecchi politici.
Quel che conta non è studiare, sacrificarsi, fare
esperienze, rischiare, mettersi in gioco, andare all'estero, ma è inserirsi in una rete di relazioni in cui si entra
per nascita, per matrimonio o per cooptazione, sempre
con il solito miraggio della scorciatoia, della botta di fortuna e del colpaccio, anche attraverso l'uso spregiudicato del proprio corpo o del "mercimonio" tra sesso e televisione o seggio parlamentare.
Eppure in un mondo globale che tende a diventare
sempre più uniforme spetta a noi italiani "riscoprirci"
diversi e unici e valorizzare i nostri splendori e le nostre
ricchezze che non potranno portarci via.
Ecco, allora, la necessità di una nuova e davvero
bella politica, che sappia riawicinare gli eletti agli elettori, i rappresentanti ai rappresentati; magari con il ritorno a quei collegi uninominali usciti dalla grande mobilitazione degli anni Novanta, suscitata da un uomo moderato, che però seppe parlare all'Italia, cioè Mario Segni.
Una politica che non neghi le tante piccole patrie italiane, ma sia in grado di rappresentarle in un'unica grande
identità nazionale: L'ITALIA DI TUTTI GLI ITALIANI!
Il Presidente del Corteo Storico Gabriele
auguri di Buone Feste e di Buon
Il Presidente del Corteo Storico si onora di fare i più sentiti auguri di
Buone Feste e di Buon Anno a tutto il Direttivo, ai collaboratori ed a
tutti i figuranti del Corteo Storico.
Auguri particolari ai nostri amati, fedeli ed appassionati Sponsor per la
sensibilità e l'entusiasmo che dimostrano nel sostenere il Corteo Storico,
con la speranza che siano da esempio e da traino per far nascere e stimolare la stessa passione a nuovi Sponsor e fare in modo che il nostro
Corteo Storico possa crescere e migliorare sempre più come vanto della
Comunità Montefiasconese.
Sentiti auguri e sentiti ringraziamenti al Settore del Turismo del
Comune di Montefiascone per aver dimostrato sensibilità degna di nota.
Con orgoglio rivolgiamo di cuore tanti Auguri di Buone Feste e di Buon
Anno ed anche tanta gratitudine all'Arma dei Carabinieri della
Caserma di Montefiascone, ai Vigili Urbani ed alla Associazione
ASVOM locale per la preziosa e paziente collaborazione, per la disponibilità e la professionalità dimostrata nell'espletamento del servizio pubbi-
DELLA
Prof. Silvia
Manzi
Anno
Somigli
fa gli
co durante le nostre uscite e manifestazioni.
Oltre a porgere i più sentiti Auguri di Buone Feste e di Buon Anno,
assicuriamo anche di ricordare sempre nelle nostre preghiere il Decano
della Cattedrale di S. Margherita Don Agostino Ballarotto, perché possa
mantenersi in ottima salute e vivere a lungo e seguitare per tanti anni
ancora ad ospitarci nei locali dell'ex Orfanotrofio.
Tanti Auguri anche al Parroco della parrocchia di S. Flaviano, Don
Luciano Trapè, per l'ospitalità della ormai tradizionale S. Messa del
Corteo Storico.
Auguri particolari alla prof.ssa llda Pappagallo, per la indispensabile
e preziosa collaborazione, che lavora indefessa e magistralmente benché
dietro le quinte.
In finale abbiamo riservato i più sentiti e calorisi auguri di Buone Feste
e di Buon Anno alla eccellente massima autorità del Comune di
Montefiascone, Dott. Francesco Tarricone per la encomiabile disponibilità e sensibilità nei riguardi del nostro Corteo Storico.
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
pag. 10
Taccuino economico e t r i b u t a r i o Lo Psicologo
risponde...
a c u r a d e l D o t t . Luca R a d i c a t i e d e l l a D o t t . s s a P a o l a C i r i p i c c h i o
Cari lettori, dopo quasi due anni di discussioni e rinvìi alle commissioni parlamentari, lo scorso
19 ottobre, è stato approvato definitivamente il Collegato Lavoro.
Tra le tante altre novità, le nuove norme contengono anche modifiche alla legge 104 sui permessi pe. l'assistenza alle persone disabili, il ricorso all'arbitrato per le controversie lavorative,
nuove sanzioni per i lavoratori in nero e molto altro.
Ma andiamo nel dettaglio della riforma:
Apprendisti a 15 anni: I ragazzi che hanno compiuto il quindicesimo anno di età potranno
assolvere all'ultimo anno di obbligo di istruzione attraverso l'apprendistato, previo accordo tra
Regioni, Ministero del Lavoro e Ministero dell'Istruzione.
Aspettativa: Con il collegato lavoro, anche per i dipendenti pubblici, è prevista la possibilità di
poter ricorrere all'istituto dell'aspettativa non retribuita e senza decorrenza dell'anzianità di servizio, per un periodo massimo di dodici mesi, anche per avviare attività professionali e imprenditoriali.
Certificati di malattia: A partire dal 1 gennaio 2011 viene esteso anche al datore di lavoro privato, l'obbligo di trasmissione telematica della documentazione del personale dipendente in
malattia, questo con l'obiettivo di monitorare costantemente e tempestivamente l'andamento
delle assenze nel settore pubblico e privato.
Ispezioni: Con il collegato Lavoro, si prevede che il personale addetto alle ispezioni, acceda
presso i luoghi di lavoro nei modi e nei tempi consentiti dalla legge. Alla conclusione delle attività di verifica, (compiute nel corso del primo accesso) viene rilasciato al datore di lavoro o alla
persona presente all'ispezione il verbale di primo accesso ispettivo, che deve contenere, tra l'altro, l'identificazione dei lavoratori trovati a svolgere la loro mansione e la descrizione delle
modalità del loro impiego. Nel caso in cui, il personale ispettivo rilevi inadempimenti (che portano come conseguenze sanzioni amministrative), questi prowederà a diffidare il trasgressore
alla regolarizzazione delle inosservanze, entro il termine di 30 giorni dalla data di notificazione
del verbale. Nel caso non venga rispettata la diffida, il trasgressore è ammesso al pagamento
di una somma, pari all'importo della sanzione, nella misura, pari ad un quarto di quella stabilita
in modo fisso dalla legge.
Lotta al lavoro sommerso: Una importante novità riguarda la lotta al lavoro sommerso. Nel
caso in cui i datori di lavoro privati assumano alle proprie dipendenze dei soggetti, senza preventiva comunicazione al Collocamento, verrà applicata una ulteriore sanzione amministrativa fino a 12mila euro per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo. Precedentemente l'importo della sanzione era di 8mila euro
per ciascun lavoratore irregolare, maggiorato di 30 euro per ciascuna giornata di lavoro irregolare. Tutte queste sanzioni non saranno applicate qualora, dagli adempimenti di carattere contributivo precedentemente assolti, si evidenzi comunque la volontà, da parte del datore stesso,
di non occultare il rapporto. Si prevede, infine, che nel settore del turismo, il titolare dell'azienda, che non sia in possesso di uno o più dati anagrafici inerenti al lavoratore, può integrare la
comunicazione entro il terzo giorno successivo a quello dell'instaurazione del rapporto di lavoro, purché dalla comunicazione risultino in maniera esplicita la tipologia contrattuale e l'identificazione del prestatore di lavoro. Tali norme non si applicano nel caso di lavoro domestico.
Permessi per l'assistenza a portatori di handicap: Sono oggetto di revisione anche le norme
sul diritto di ottenere 3 giorni di permesso mensile retribuito, per l'assistenza a familiari, parenti o affini con handicap in situazione di gravità, e sulla possibilità di scelta della sede di lavoro,
in relazione ad analoga esigenza.
Inoltre le pubbliche amministrazioni, in caso di minori con handicap in situazione di gravità e di
età non superiore ai tre anni, dovranno comunicare alla Funzione pubblica alcuni dati relativi ai
propri dipendenti che fruiscano dei permessi mensili retribuiti summenzionati o dei permessi
retribuiti previsti (nel limite di 2 ore quotidiane). L'Inps creerà una banca dati dove far confluire
le comunicazioni.
Forze armate, di Polizia, Vigili del Fuoco: Introdotto il riconoscimento normativo delle funzioni specifiche delle Forze armate, di Polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Viene
attribuito al Cocer (Consiglio centrale di rappresentanza militare) un ruolo negoziale, ai fini dell'attuazione della specificità in materia di trattamento economico delle forze armate e delle forze
di polizia a ordinamento militare.
Laurea
Il giorno 13 dicembre 2010, il già affermato Fisioterapista
si
è
brillantemente
laureato
presso
l'Università "La Sapienza" di Roma, I
Facoltà di Medicina e Chirurgia, in
"Dirigente delle professioni sanitarie della
riabilitazione", con votazione di 110 su 110
e lode, discutendo la tesi "Sicurezza sul
lavoro in riabilitazione: ruolo e competenze del safety leader", relatore Chiar.mo
Prof.ssa Silvia Mendico.
Antonio Minetola,
Al nostro concittadino i migliori auguri
per una brillante carriera nella sanità, da
parte nostra, dei genitori Giuseppe e
Rossana, della nonna Tina, del fratello
Marco, della fidanzata Barbara e di tutti gli
amici.
Mi sale l'ansia ogni
volta che...
Cara dott.ssa Cosimi,
Mi chiamo Antonia, le scrivo in quanto ho un problema, anche
se non so se può essere definito tale, da tanti anni.
Sicuramente è un grande disagio che vivo e che spesso,
durante la mia vita, mi ha causato tante limitazioni,
lo sono una persona molto ansiosa, ci sono nata così, io sono
sempre stata e questo mi ha fatto sentire un po' svantaggiata
rispetto agli altri anche se, bene o male, ho fatto tutto. Per
farle capire, mi sale l'ansia ogni volta che sento un'ambulanza, ogni volta che devo allontanarmi da casa, ogni volta che
mi ritrovo a fare una nuova esperienza mi sale un'ansia enorme, e peggio che mai, chi mi sta accanto non mi sopporta più.
I miei figli dicono che si sentono male anche loro e mio marito ogni volta che mi prende l'ansia comincia ad urlare e a dire
che non mi sopporta più e che lo faccio star male. Non è
un'esagerazione, io so che è così, perché lo vedo che quando a me prende l'ansia, lui dopo poco, mi dice di avere dolori
alla pancia e battiti del cuore strani. La mia domanda è,
secondo lei si cura dall'ansia? I miei familiari si possono
ammalare avendo io una situazione così?
Grazie e un caro saluto.
Cara Antonia,
la sua è una condizione molto comune e molto diffusa. C'è da
fare una distinzione tra ansia e disturbi d'ansia. L'ansia è una
reazione fisiologica del nostro corpo, normale, naturale e funzionale, che hanno tutti gli esseri umani. Questa si attiva nel
momento in cui si percepisce un evento, una situazione come
"minacciosa" o pericolosa per me. Un esempio è una situazione di pericolo, come un incidente grave, una violenza o una
catastrofe naturale. Chi vive infatti tali situazioni ha immediatamente l'attivazione fisiologica dell'ansia (battito cardiaco
accelerato, fiato corto, tremolio, sudorazione eccessiva, mani
fredde, senso di vuoto alla testa, ecc.) in quanto interpreta a
livello mentale, la situazione come pericolosa per la propria
incolumità. Un disturbo d'ansia si può considerare invece, una
manifestazione d'ansia che compare in situazione non di pericolo e di non palese pericolosità: guidare l'auto e rimanere
imbottigliati, prendere un ascensore, trovarsi ad affrontare
nuove situazioni, ecc. Con una reazione relativa d'ansia molto
accentuata, come un tremolio forte della muscolatura, un battito particolarmente accentuato e una relativa attenzione
verso tutti i sintomi fisici molto forte. Questo fa aumentare in
maniera massiva la condizione d'ansia perdendo spesso di
vista il pericolo o la minaccia presunta percepita.
Questo meccanismo, come può ben capire, si può imparare a
gestire nel momento in cui ci si rende consapevoli. Di conseguenza la sua affermazione circa "l'essere nata ansiosa" trova
poco fondamento in quanto, gran parte dei comportamenti
ansiosi sono appresi, cioè li ha imparati durante la sua crescita e di conseguenza può "disimpararli" con la consapevolezza e la tecnica giusta.
Dunque alla sua domanda circa la cura dell'ansia le rispondo
certo che sì, in quanto è un disturbo che si può curare. Per
quanto riguarda i suoi familiari è indubbio, come anche lei si è
accorta, che vengono fortemente influenzati dalle sue reazioni emotive e che in qualche modo anche in loro si vengano a
creare dei modi di reagire a determinate situazioni in modo
simile al suo. lo non parlerei di "ammalarsi" quanto di ricevere una maggiore sensibilità verso sintomi e situazioni che
creano allerta. Quello che posso dirle è di chiedere aiuto,
prima di tutto per se stessa, per scegliere di vivere in maniera serena e di gustarsi finalmente una vita serena e sensa
l'ansia. Si ricordi, si può vivere senza quella sensazione e tensione costante, sta a lei decidere.
Un saluto ed in sincero augurio.
Dott.ssa Monia Cosimi
(Psicologo, Consulente Familiare, Psicoterapeuta Training)
Potete scrivere a: Dott.ssa Monia Cosimi
Via Zepponami n. 6/F - 01027 Montefiascone
email: [email protected]
pag. 13
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
P R O P O N I M E N T I PER L ' A N N O
NUOVO
A proposito dì politica, arroganza e stile
Inizia un nuovo anno e come ci fa riflettere l'opera "Il Venditore di
Almanacchi" di Giacomo Leopardi prevale il desiderio di una vita migliore.
Si spera che l'anno a venire lasci alle spalle i vizi umani e riscopra le virtù.
Lasci l'arroganza dei modi di agire e riscopra lo stile dei buoni sentimenti.
Riflettiamo, su ciò che vorremmo lasciare e su ciò che vorremmo mantenere.
Nel nostro povero e malconcio paese intere generazioni sono cresciute
davanti ad una tv che demolisce sistematicamente valori come la famiglia,
l'amicizia, l'onestà morale e intellettuale, la legalità, la lealtà, il rispetto per
il prossimo, inviando il messaggio che vincente è solo il ricco, il potente, il
famoso, l'arrogante, il maleducato, il bugiardo. E questo con la scusa che
gli italiani amano vedere questi spettacoli, passano sopra a tutto, si appassionano, piangono e ridono. Ne sono una prova il successo dei cosiddetti
reality show (grande fratello, isola dei famosi...). Questo vuoto culturale è
l'ambiente propizio per nutrire e coltivare l'arroganza. L'arroganza anche di
parte della nostra classe politica locale che gioca sullo scambio tra diritti e
favori, priva di progettualità, dedita al piccolo cabotaggio, pur di racimolare
un po' di consenso che gli consenta di rimanere a galla; utilizzando pacchetti di voti come merce di scambio.
Gli ultimi avvenimenti hanno lasciato l'amaro in bocca a quei cittadini
che hanno creduto nella svolta, nel cambiamento del modo di amministrare
la cosa pubblica. Non sono bastati l'entusiasmo di alcuni pur volenterosi
giovani a cambiare una mentalità fatta di ambizioni smodate, di presunzione, incapacità al dialogo, arretratezza culturale e di nuovo arroganza.
L'arroganza come noto nasce dall'impunità e non ha niente di nobile, di
disinteressato, di generoso, è la caratteristica di chi si arroga inesistenti
diritti per calpestare quelli degli altri, una categoria di "intoccabili" a cui
tutto è permesso. Arrogante può essere il dirigente che maltratta i sottoposti, il giovanotto che non cede il posto all'anziano nell'auto, ma anche un
politico inesperto incapace di mediare. Lo stile anche in politica è un'altra
cosa. Richiede cura di sè, tempi lunghi, voglia di capire, mettersi nei panni
dell'altro. Va a braccetto con l'umiltà, sa quando parlare e quando tacere,
riconosce chi sa di più e si mette in ascolto. Difficilmente chi ha stile alza la
voce, perché basta l'autorevolezza delle parole a convincere della bontà
delle proprie idee. Quelli che hanno stile non sono in tanti, ma fanno la differenza e quando li incontri, senti nostalgia delle loro parole, di intuizioni
luminose. Per fortuna esistono anche cittadini di Montefiascone che piangono pensando all'impoverimento culturale pericolosamente in atto in un
paese che meriterebbe altro. Anche questi hanno stile. Ed allora come cittadini di Montefiascone auguriamoci che l'anno appena iniziato ci porti amministratori credibili, capaci, autorevoli e che abbiano stile. Buon anno.
Anna Molinaro Carelli
Ugo Roberto Carini
Per Anna
Un pensiero grato a te, Anna cara, la "nostra"preside d'un tempo e per sempre.
Siamo venuti, noi tuoi vecchi insegnanti, all'intitolazione dell'Istituto comprensivo
di Montefiascone al tuo nome e sul volto di tutti c'erano gli stessi ricordi e la stessa
commozione.
La serata ci ha riportato al periodo più bello, direi anche più epico della nostra
vita professionale. Tu ci hai fatto capire che quando ci si pone di fronte agli alunni
bisogna dissipare dal cuore pensieri su chi possa essere bravo e chi no, chi buono
o chi cattivo, chi simpatico o chi antipatico, ma, prima ancora di insegnare è necessario far percepire ai ragazzi il nostro amore: questo non lo abbiamo dimenticato.
Durante l'incontro si è percepito un miracolo: eravamo tanti, ma la presenza più
vera e tangibile era la tua e quando guardavamo la tua fotografia e il tuo viso dolce
e penetrante abbiamo sentito il bisogno di ringraziarti perché tu sei stata una di quelle rare persone capaci di rendere intorno a te tutti un po'migliori.
Una tua vecchia profesoressa
"Anna Molinaro in Carelli" è il nome dell'Istituto comprensivo della
città. Dopo un lungo iter procedurale durato quasi un anno, sabato 27
novembre alle ore 16,00, si è tenuta la cerimonia di intitolazione in una
gremita aula magna della scuola "Odorardo Golfarelli" con proiettata sul
grande schermo del palco la foto dell'ex preside Anna Molinaro.
Alla presenza di circa duecento persone, tra autorità, insegnanti,
genitori e alunni, il dirigente scolastico Vincenzo De Benedetti ha ufficializzato il nome dell'Istituto comprensivo scoprendo la lapide che verrà
posta sulla facciata della scuola "Odoardo Golfarelli" di Via Cassia, sede
centrale dell'istituto comprensivo, che racchiude tre ordini di scuole: dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Presenti anche l'ex sindaco Ferdinando Fumagalli, l'ex vice sindaco
Carla Pepponi accompagnata dal marito Giuseppe Bartoleschi, il parroco della chiesa di S. Flaviano don Luciano Trapè.
La cerimonia ha visto un'introduzione da parte della vice preside
Cinzia Capuani, a cui è seguito un brano del coro della scuola
"Alessandro Manzoni" diretto dal professor Bordini. Poi la parola è passata a Vincenzo De Benedetti che ha esposto al pubblico la motivazione
che ha portato all'intitolazione dell'istituto alla Molinaro e tutto il lungo iter
procedurale.
Poi sono intervenuti alcuni ex studenti e alcune persone che sono
state in contatto con Anna Molinaro, nell'ordine: l'ex alunno Renato
Trapè noto medico e politico della città, l'ex vice preside Franca
Oriandini, l'ex rettore del Seminario don Aldo Bellocchio che ha letto un
passo dell'omelia del vescovo Boccadoro in occasione del funerale della
Molinaro. Poi la cerimonia è stata nuovamente allietata dall'esibizione
del coro della scuola Manzoni diretto dalla professoressa Scipioni.
Poi il momento più significativo ed emotivo: lo scoprimento della lapide affidata al fratello della Molinaro e alla nipote Giulia Carelli e benedetta dal Decano di S. Margerita, dopo aver pronunciato poche ma significative parole riguardanti la persona della preside Anna Carelli.
Hanno concluso brillantemente la stupenda manifestazione i professori di musica Aronne, Paolucci, Alessandri e Bellavia seguiti poi dai
brani tratti da "Misa Criolla" di Ramirez da parte del coro della scuola
Manzoni.
M.M.
Anno Domini 1111 Deuc (Defuk)
MONTEFIASCONE Nel salone
della biblioteca comunale
il 16 dicembre alle ore
16,30 è stato
presentato il
libro "Anno
Domini 1111
D e u c
(Defuk)" dello
s t o r i c o
Marcello
Mari, edito dal Comune di Montefiascone, alla presenza di una folta platea.
Dopo la premessa del presidente de "L'Acropoli" Renato Trapè, associazione che ha
curato la manifestazione, è stata la volta dell'autore Mari che ha soprattutto ringraziato
la signora Carla Pepponi in Bartoleschi, assente per motivi familiari, che ha voluto, quando era assessore alla cultura e vice-sindaco della città, la realizzazione del libro. Poi due
delle massime personalità provinciali in ambito culturale: Romualdo Luzi e Giuseppe
Rescifina. Luzi, presidente del Consorzio delle Biblioteche, ha accentrato la sua relazione sulla leggenda analizzando come nasce, cresce e si diffonde, poi del vino moscatello, ed infine ha esposto una severa critica sugli interventi avvenuti in S. Flaviano, da
parte della Soprintendenza, dove è collocata la tomba del nostro personaggio, sul rifacimento del pavimento e il relativo svuotamento delle tombe sottostanti. Rescifina, giornalista professionista, si è soffermato, con un intervento molto incisivo, sul personaggio
e sulla "sigla" est, est, est, che è uno sponsor eccezionale conosciuto non solo in Italia
ma in tutto il mondo. È seguito un buffet.
A tutti i presenti è stata consegnata una copia del libro. Marcello Mah tratta del famoso personaggio Deuc dopo una minuziosa ricerca, in ottanta pagine, divise in otto capitoli. Il volume è ricco di stampe della città attraverso i secoli, di disegni, fotografie e stemmi. Un libro che non può assolutamente mancare nelle biblioteche ed arricchisce la cultura locale. Lo si può trovare presso la biblioteca comunale in forma gratuita fino ad
esaurimento delle copie.
Michele Mari
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
pag. 10
LA PAGINA DI SCRAPANTE
IL SILENZIO, NEMICO DELLA LIBERTÀ
E' necessario risvegliare nei cittadini l'amore per l'incontro e il civile confronto - E' necessario stimolare i giovani ad una consapevole cura del patrimonio culturale e tradizionale E' necessario credere nella forza delle idee e della solidarietà, contro l'indifferenza e la prepotenza - La più recente pubblica disillusione: il sito web, mistero buffo...
di Giacomo Carìoti
I miei interventi su queste pagine, non a tutti
sono sempre piaciuti. Qualcuno infatti ha voluto
vedere nelle mie note - certo critiche, ma mai bassamente polemiche - un attentato alla "normalità
delle cose": il che, tradotto, vuol dire all'andazzo da
tutti accettato, o meglio dire, subito. Sta di fatto
che, grazie a "La Voce", e grazie anche a qualche
mia punzecchiata, qualcosa in questi anni si è
smosso, e l'attenzione alla comunità - specie da
parte di certe pubbliche figure o istituzioni più pigre
delle altre - si è sicuramente accentuata, anche se,
ahimè, non del tutto e non generalmente affermata.
Anche non volendo entrare nelle pieghe amministrative, basti ricordare qualche piccola affermazione
delle esigenze popolari, da noi sollecitate e, a vantaggio di tutti, risolte: come la maggiore attenzione
alla segnaletica e alla condizione delle strade, l'apposizione delle protezioni e dei dossi rallentatori in
via Bandita e in altre zone a rischio, la rotatoria e la
rimozione degli spuntoni all'ingresso del cimitero,
ecc. ecc.: è la riprova che, se i cittadini segnalano le
omissioni, qualcosa di buono può anche succedere,
pur se a fatica.
Vorrei poi ricordare una mia grande soddisfazione, che è al tempo stesso una grande sofferenza:
l'aver fatto per molti mesi una rubrica, e averla poi
dovuta abbandonare per mancanza di sostegno collaborativo (lo chiedevo specialmente ai giovani...),
nonostante il generale consenso e l'aspettativa.
* Si tratta, ricorderete, de "I protagonisti di
casa nostra", un vero e proprio almanacco della
nostra gente, una memoria storica importante, che
dovrebbe essere riconosciuta come un valore civile
e municipale da tutelare. Rivolgo un appello a tutti
coloro che hanno apprezzato quella rubrica, e che
vorrebbero vederla ancora su queste pagine: contattatemi, facciamola insieme. Sono sempre raggiungibile, al telefono (335 6460055) o via mail
(comunicazione@ katamail.com).
* Un'altra importante "battaglia" è stata (e continua ad essere...) quella contro l'amianto, un pericolo nascosto nelle nostre case (...più ancora del
radon!), cui sia le autorità comunali che quelle sanitarie locali fanno orecchie da mercante, assumendosi gravi responsabilità: speriamo che con il tempo
e l'insistenza, la sensibilità pubblica prevalga sulle
comode ma quanto mai perniciose "opportunità".
Certo, in un paese dove un orrendo abusivismo edilizio dilaga - distruggendo di fatto l'immagine nazionale e internazionale di Montefiascone, considerata
oggi alla stregua di una periferia urbana degradata),
è difficile pensare ad interventi sull'amianto, anche
se interessano la salute pubblica: ma bisogna battersi perchè il più sostanziale interesse collettivo
prevalga.
Su troppe cose si sorvola, il più delle volte per
ragioni bassamente elettorali, connesse al malcostume politico: bisognerebbe superare, con uno
sforzo di generale buona volontà, questo impedimento che è la causa del modestissimo posizionamento di Montefiascone nella considerazione della
più vasta opinione pubblica.
II punto di riferimento più evidente, e quotidianamente riscontrabile, di un degrado che tutti dobbiamo sforzarci di superare, sta nei rapporti fra i pubblici poteri - che si dovrebbero, più propriamente, chiamare pubblici servizi - e i cittadini. Ancora oggi,
nonostante promesse propagandistiche, e i riconoscibili ed encomiabili sforzi di qualcuno, questi rapporti sono improntati alla sudditanza, alla saccenteria, alla mancanza di trasparenza: del resto, cosa ci
si può aspettare, quando è possibile che un cittadino possa essere cacciato in malo modo da un pubblico ufficio dove era in attesa di ottenere risposte
mai date?
* Recentemente abbiamo avuto modo di provare l'ennesima grave disillusione. Avevamo appreso
dalla stampa locale che il sito ufficiale del Comune
di Montefiascone era stato radicalmente rinnovato,
con tutta una serie di iniziative di comunicazione
improntate alla trasparenza. Abbiamo esultato, e
siamo andati a verificare. Alla luce dei fatti, quella
notizia, diramata dal Comune stesso, si è rivelata un
flop, tanto più grave perchè indebitamente esaltato.
Abbiamo scritto una lettera aperta a Stefano Angeli
e all'Amministrazione - pubblicata su varie testate
locali, e sui siti di OnTuscia, Occhioviterbese e
LaTuaVoce, dove è sempre leggibile in archivio.
Chiedevamo conto della inesistenza di quanto promesso, specialmente riguardo: alla ...inaccessibilità
delle procedure "di accesso"; alla inesistenza della
trasparenza promessa, con omissione di buona
parte dei dati, peraltro predisposti nell'apposito elenco; alla impraticabile e sostanzialmente inutile formulazione del settore biblioteca (che dovrebbe
essere il più importante sul piano culturale); alla parzialità e faziosità delle notizie riprese dalla stampa;
alla asserita esistenza di un fantomatico Ufficio
Stampa, di cui non si conosce né il responsabile che, detto per inciso, dovrebbe, in osservanza di
legge, obbligatoriamente essere un giornalista - né
la struttura di riferimento; alla scandalosa gestione
del sistema PEC (Posta Elettronica Certificata)
dal quale è impresa ardua, per non dire impossibile,
ottenere le dovute risposte, dal vertice del Comune
come dai responsabili degli uffici e dei servizi: un
vero e proprio labirinto senza uscita che, se fosse
raccontato al ministro Brunetta gli provocherebbe un
eccesso di bile.
Il responsabile del CED, Stefano Angeli, è stato
gentile, e mi ha risposto tempestivamente, riconoscendo, con molta civiltà, le anomalie evidenziate.
Le responsabilità delle omissioni e dei travisamenti
evidentemente non sono sue. Non altrettanto hanno
fatto altri responsabili municipali cui la lettera era
congiuntamente indirizzata. Se questa è trasparenza, figuriamoci il buio. Lascia davvero sconcertati il
fatto che, di fronte ad una pubblica legittima richiesta di chiarimenti, nessun altro senta il dovere di
spiegare le cose, e di impegnarsi a cambiarle. Tanto
è vero che le cose sono rimaste come erano prima
della nostra segnalazione; e il tanto decantato sito
web "della trasparenza" è rimasto lì, a languire nella
sua insipienza.
Giacomo Carioti
[email protected]
Il documentario è incentrato
sul quotidiano lavoro di Angelino
Sassara, pescatore di Marta
PREMIATO
"ANGELINO>,
IL PESCATORE
DEL LAGO"
Il documentario "Angelino, il pescatore del
Lago" ha ottenuto a Roma il primo premio nell'ambito della rassegna nazionale "Gemini Muse
2010", quest'anno intitolata "L'Eroe", ossia dedicata agli Eroi della vita quotidiana.
Il film, ideato dal giornalista televisivo
Daniele Carioti e basato sul suo reportage, con
la regia di Luca Annovi, è ambientato a Marta,
ed è incentrato sulla vita ed il lavoro di
il più popolare dei pescatori del Lago di Bolsena.
Il riconoscimento attribuito a quest'opera,
prodotta da "Ematube" di Emanuele Carioti, rappresenta un importante pubblico tributo alla cultura e alle tradizioni della Tuscia, di cui l'antico
ed immutato mestiere della pesca è uno dei più
significativi punti di riferimento.
Il filmato, di cui la prima copia verrà donata
al Comune di Marta per il suo archivio storico, è
visibile sul web all'indirizzo: http://www.ematube.it/video.asp?id=1884.
Angelino Sassara,
Vanno nuovo
L'anno nuovo è già tornato
quello vecchio se ne è andato
ci ha lasciato gioie e pene
sia nel male che nel bene.
Qualche volta ci ha sorriso
spesse volte ci ha deluso
si è mostrato insufficiente
al cospetto della gente.
A questo nuovo benvenuto
rivolgiamo un bel saluto
per il bene nazionale
che non faccia mai del male.
Senza pene e senza affanni
ne pericoli e malanni
ci dia un filo di speranza
a mantenere la pazienza.
Che sia prospero e fecondo
per il bene di questo mondo
ci faccia stare più al sicuro
e fiduciosi nel futuro
porti sempre l'allegria
pace e bene e così sia.
Vincenzo
Severini
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
pag. 13
Bibbia e vita cristiana
Due anni fa si è svolto il Sinodo dei Vescovi
che ha discusso sull'importanza della Bibbia
nella vita della Chiesa. Il nostro quindicinale,
VITA della Diocesi, aveva presentato l'avvenimento con alcuni articoli nei mesi di ottobre e
novembre del 2008 per informare tempestivamente i lettori sul dibattito in corso all'interno
della Chiesa a proposito dei libri sui quali si fonda
la fede cristiana.
Il 30 settembre u.s. Benedetto XVI ha firmato
l'Esortazione Apostolica Postsinodale che presenta le conclusioni dei lavori svolti dai Vescovi
durante le sessioni del Sinodo. Il tempo dedicato
alla stesura del documento pontificio può sembrare molto lungo, ma non lo è se si tiene conto
dell'importanza e complessità dell'argomento
trattato e dell'estensione che ha assunto: 124
paragrafi che occupano 200 pagine del libretto
stampato con L'Osservatore Romano.
Il documento del Papa ripropone nelle tre
parti in cui è suddiviso, le grandi linee su cui
hanno discusso i Vescovi. La prima parte analizza la Bibbia in sé come parola che Dio rivolge
all'uomo che è invitato a dare la sua risposta
attraverso la conoscenza e l'interpretazione della
parola stessa.
La seconda parte riflette sul rapporto tra
parola di Dio e Chiesa nelle sue manifestazioni
ed attività, a partire dalla Liturgia per arrivare alle
diverse situazioni nella vita dei cristiani. La terza
parte si apre ad una visione universale che considera la Bibbia come il messaggio rivolto da Dio
a tutti i suoi figli con i quali vuole entrare in dialogo, attraverso e nonostante le differenze tra culture e religioni diverse.
Evidentemente questa affermazione è una conseguenza del fatto che noi consideriamo la
Bibbia "ispirata" da Dio agli uomini che l'hanno
scritta.
Ispirazione biblica e verità
"La riflessione teologica ha sempre considerato ispirazione e verità come due concetti chiave per un'ermeneutica ecclesiale delle sacre
Scritture. Tuttavia, si deve riconoscere l'odierna
necessità di un approfondimento adeguato di
queste realtà, così da poter rispondere meglio
alle esigenze riguardanti l'interpretazione
dei
testi sacri secondo la loro natura" (19).
Il documento dedica ventun paragrafi al problema dell'ermeneutica, cioè dell'interpretazione della Bibbia in modo corretto e adeguato alle
esigenze delle scienze bibliche attuali. In questo
contesto si affrontano temi fondamentali come il
rapporto tra fede e ragione, la relazione tra la
Bibbia ebraica e quella cristiana (tra Antico e
Nuovo Testamento), l'interpretazione fondamentalista della Sacra Scrittura, conseguenze nel
dialogo ecumenico. Ampio spazio è dedicato come è giusto - al posto riservato alla Bibbia
nella vita della Chiesa cattolica, sia nelle celebrazioni liturgiche ufficiali (numeri 5 0 - 7 1 ) che
nelle altre occasioni in cui i fedeli vengono a contatto con la Parola di Dio (nn. 72 - 89).
Boggio
La terza parte del documento nasce dalla
convinzione che la Bibbia ha un valore e una
destinazione universali, anche se la prima consegna da parte di Dio è avvenuta ad un popolo
particolare entro il quale si è compiuta la vicenda
storica sfociata nella nascita del cristianesimo.
Dal n. 90 al n. 98 si presenta la responsabilità della Chiesa nell'annuncio della Parola, si
elencano alcune categorie alle quali è destinata
la Parola (nn. 99 - 108), per passare ad auspicare un dialogo tra le diverse culture (nn.. 109 -116)
e religioni (nn. 117 -120).
Indicazioni per un cammino biblico
Da alcuni anni la nostra rivista offre una pagina di riflessione su temi riguardanti la Bibbia, sia
in modo diretto che come confronto con le provocazioni derivanti dalla società contemporanea.
L'esortazione post sinodale incoraggia in diversi
punti un'ampia conoscenza della Bibbia da parte
di tutti i cristiani, attraverso tutti i mezzi messi a
disposizione della pastorale dalle tecniche
moderne, tra cui mantiene un posto privilegiato la
stampa.
Vogliamo continuare in questo impegno confortati dalla parola dei Vescovi e del Papa,
sapendo che la Bibbia è un tesoro inesauribile e una fonte perenne che può soddisfare in
continuazione la nostra sete di verità.
Libri Antico
Testamento
GLI INIZI
DI ISRAELE
K LE LEtilil
Un punto fermo per i cristiani
La conclusione del documento pontificio mi
sembra che meriti una sottolineatura particolare,
in quanto afferma la consapevolezza "di trovarci
di fronte, sia nella sacra Scrittura che nella
Tradizione viva della Chiesa, alla Parola definitiva di Dio sul cosmo e sulla storia" {121). La conseguenza di questa fede dovrebbe essere una
qualità che troppo spesso è assente nella vita dei
cristiani: la gioia. "L'Assemblea sinodale ci ha
permesso di sperimentare quanto è contenuto
nel messaggio
giovanneo:
l'annuncio
della
Parola crea comunione e realizza la gioia. Si tratta di una gioia profonda che scaturisce dal cuore
stesso della vita trinitaria e che si comunica a noi
nel Figlio. Si tratta della gioia come dono ineffabile che il mondo non può dare" (123).
Mi auguro che non sfugga a nessuno l'affermazione che per i cristiani la sacra Scrittura e la
Tradizione sono la "Parola definitiva di Dio sul
cosmo e sulla storia" e che da ciò nasce "la
gioia" che ci è comunicata in Gesù, in un tempo
di smarrimento intellettuale di fronte a proposte
alternative di fedi e di modelli di vita, di fronte ad
un appiattimento di valori da cui si cerca di far
emergere come prevalente un'ideologia basata
sul numero e sulla forza degli aderenti, la presa
di posizione di Benedetto XVI dovrebbe eliminare ogni dubbio sull'atteggiamento che i cristiani
dovrebbero avere a proposito della loro fede.
I tentennamenti a cui sembrano soggetti certi
ambienti cristiani riguardo alla Bibbia, confrontata alla leggera con altri libri considerati sacri da
altre religioni, mettono in discussione il riconoscimento della verità presentata dalla Bibbia.
II documento post sinodale richiama quanto
affermato nella "Dei Verbum" a questo proposito
e ricorda che non si tratta di una verità in qualsiasi campo del sapere umano, ma di ciò che si riferisce
al
rapporto
dell'uomo
con
Dio.
di Padre Giovanni
LA STORIA
1)1 ISRAELE
/
POESIA
E SAPIENZA
QUOTIDIANA
PROFETI
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
pag. 10
La
pagina
dei
ricordi
I personaggi presenti nella foto sono tutti importanti: il Vescovo
Lorenzo - il mercoledì santo del 2005 - sta per fare un omaggio a
Sua Ecc.za Mons. Dante Bernini, dietro il Vescovo c'è Mons. Pietro
Condoli, nostro Vicario Generale, il diacono a fianco del Vescovo
è l'attuale Direttore Ufficio Stampa, D. Emanuele Germani.
A tutti formuliamo i nostri Auguri sinceri per il loro avvenire e
attualmente per il Nuovo Anno 2011!
Sua Ecc.za Mons. Giovanni D'Ascenzi
È Sua Ecc.za Mons. D'Ascenzi, da tempo ormai infermo e silenzioso,
anche se comprende e riconosce. È assistito dalla sig.na Greis
che per lui, è come una figlia. C'è
che gli prende
una mano e
dall'altra parte del letto.
Auguri filiali, Mons. D'Ascenzi, per il suo onomastico (27/12 S. Giovanni)
e per il suo compleanno (il 6 gennaio entra nel 91° anno).
D. Agostino
padre Terenzio,
Auguri cordiali e felicitazioni!
Sr. Emanuela Vanich.
Sono le tre Maestre Pie insieme alla loro Superiora:
Auguri cordiali e felicitazioni alle Maestre Pie di Montefiascone e di Roma, in modo particolare a tre di loro che hanno celebrato il 50° di oblazione
religiosa (avvenuta il 21/09/1960) e sono:
Sr. Marisa e Sr. Settimia
sono impegnate a vivere in Albania per portare aiuto materiale e spirituale a quella popolazione uscita da una lunga "prigionia" comunista.
Hanno celebrato durante queste feste natalizie il loro 50°, perché è il periodo più libero per loro.
Sr. Giuseppina Sebastiani, Sr. Settimia Bassanelli, Sr. Marisa Contrucci.
Sono i collaboratori fissi de "La Voce". Solo alcuni non sono potuti venire.
Ognuno di loro ha un compito ben preciso.
Il pranzo ci è stato offerto dal Ristorante "Da Rita" alle
Grazie e alla fine c'è stato anche il dolce "La Voce".
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
Albania
-
Albero dell1 amicizia
Sezione Montefiascone
Via Bixio, 6
tel./fax 0 7 6 1 . 8 2 6 2 8 8
TU
CHE
pag. 13
Nuova
sede AVIS
NE DICI
^JTGNORE
NATALE FACCK
UN B E L L ' A L B E R I
¡DENTRO IL M I O C L O R E
[E C i A T T A C C O I N V E C E DEI]
E C A L I . I N O M I 1)1 T I T T I I MIEI|
M I C I ? GLI A M I C I L O N T A N I E VICIN
• M
v
wfm'mm •^mrnmammmmm
.LI A N T I C H I E I N U O V I . Q U E L L I ( HE VEDO;
T I T T I I G I O R N I E Q U E L L I C H E V t . l H ) DI K M>0¡
QUELLI C H E R I C O R D O S E M P R E E Q l E H I CHE ALLE
VOLTE RESTANO DIMENTICATE QUELLI COSTANTI E
-
jÉ'
Q U E L L I I N T E R M I T I ENTI. (QUELLI P E L L E O R E D I F F I C H J E
Q U E L L I D E L L E O R E A L L E G R E . Q U E L L I C H E S E N Z A V O L E R L O MI
-EGRE. Q l
HANNO
MENTE
QUELLI C
MMRQEHM
SE Q U E L L I
C H E MI
, » | | p D E V O N O g O E Q U E a j A l Q j M U D E T O MOLTO. I MIEI AMICI S E M P L I C I *
K I) I MIEI A M I C I I M P O R T A N T I . I N O M I DI T l T T H j t F X T T O ^ O N Q G I A - PASSATI
N E L L A MIA VITA. UN' A L B E R O C O N R A D I C I M O L T O P R O F O N D E P E R C H E ' I L O R O
N O M I NON E S C A N O M AI DAL M I O C I O R E . UN A L B E R O DAI R A M I M O L T O
G R A N D I , P E R C H E ' I NUOVI N O M I V E N U T I DA T U T T O IL
M O N D O SI U N I S C A N O Al GIÀ*
ESISTENTI, I N ALBERO
CON UN'OMBRA M O L T O
G R A D E V O L E P E R C H E ' LA
N O S T R A A M I C I Z I A SIA UN
M O M E N T O DI R I P O S O D U R A N T E
La Sezione AVIS di Montefiascone, in occasione delle Festività Natalizie,
desidera rivolgere, insieme agli auguri di Buon Natale e sereno Anno Nuovo,
i ringraziamenti a "La Voce" ed al suo Direttore, per l'insostituibile contributo
offerto all'Associazione mediante lo spazio concesso tutti i mesi sul periodico, per le comunicazioni e le informazioni della Sezione.
Continuando quindi a fruire dell'ospitalità de "La Voce", l'AVIS di
Montefiascone è orgogliosa di comunicare l'apertura della nuova Sede
Sociale, in Piazza Vittorio Emanuele, che è stata inaugurata domenica
19 dicembre nel corso di una semplice, ma significativa cerimonia che
ha visto il tradizionale taglio del nastro, la benedizione impartita dal
Decano Don Agostino ed i ringraziamenti del Presidente dell'AVIS a tutti
coloro che hanno contribuito con la loro generosità alla realizzazione
della Sede. Nell'occasione la Sezione ha voluto porgere alla cittadinanza gli
Auguri di Buone Feste offrendo un piccolo buffet a base di cioccolata calda
(apprezzatissima anche per la rigida temperatura) e di pasticceria natalizia,
accompagnata dalla musica di un simpatico piano bar.
La rilevanza dell'avvenimento, sottolinea il Consiglio Direttivo della
Sezione, non riguarda soltanto la realizzazione dell'opera, che rappresenta
sicuramente un traguardo importante per l'AVIS, ma anche il significato, non
solo simbolico, del luogo fisico di riferimento per le attività e le finalità statutarie dell'Associazione, situata per di più in pieno Centro Storico, in un locale concesso dall'ultima Amministrazione Comunale, che consente ampia visibilità e facilità di accesso.
Il Presidente
LF. L O T T E D E L L A VITA!!!!!!!!!
Auguri di Buon Natale e
Un Anno Nim\o pieno di Gioia.
P E R S H l ME VJF.T K R I S H T I L I N D J E N
D I I E V I T I N E R I 2011!!
Don Giuseppe, don Rolando e don Dormii
Montefiascone
Gli auguri dell'UCIIM di MontefiasconeII fotoclub
informa
Il 2010 per il mondo della scuola e per i giovani tutti è stato un anno particolarmente "vivace": riforme su riforme, proclami su proclami...
I giovani hanno bisogno di educatori (genitori, insegnanti, allenatori....) che siano
punti di riferimento accoglienti, coerenti e abbiano un profondo senso etico e morale.
Dagli Orientamenti pastorali della CEI alle lettere del Santo Padre, l'attenzione
del mondo cattolico, laico ed ecclesiastico, è posta sul futuro di questi giovani che
sembrano distanti, "virtuali"... ma che sono come non mai bisognosi di incoraggiamento verso un futuro pieno di sogni, ideali e speranze.
Dopo gli eventi degli anni passati, "Oltre l'emergenza: educare a scuola" con il
Prof. Don Carlo Nanni, Rettore della Università Pontificia Salesiana e "Crescere bene
a scuola - Alleanza tra famiglia e scuola" con le relazioni di José Mannu, Psichiatra
ASL Roma B e Consulente Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro, e Simona
Del Re, Ufficio Studi UCIIM, la sezione UCIIM di Montefiascone, intitolata alla
prof.ssa Ida Minciotti, in collaborazione con l'Istituto Maestre Pie Filippine, si propone per il prossimo anno di continuare il proprio servizio di promozione con iniziative per la formazione e l'aggiornamento pedagogico-didattico, tecnologico, disciplinare dei docenti, dei dirigenti e dei formatori in presenza e on-line.
Al fine di stimolare l'innovazione costante e motivata, per non perdere quello che
c'era e c'è di buono ancora nella scuola italiana, curerà in particolare i seguenti ambiti: formazione long life dei docenti, dei dirigenti e dei formatori; supporto, per docenti
e studenti, all'acquisizione di adeguate e motivate competenze tecnologiche; promozione della dimensione europea dell'educazione; promozione del dialogo interculturale nella società globalizzata; ricerche e sperimentazioni su argomenti disciplinari e
trasversali e su tematiche pedagogico-didattiche; pubblicazioni online e cartacee;
consulenza su gestione scolastica e progetti europei. Per questo nuovo anno gli
auguri a tutti i soci sono stati fatti con un testo di Santa Lucia Filippini. E proprio con
queste parole che rinnoviamo gli auguri a tutta la città.
"Soggiorna Egli sulla terra,
perché a noi ha ceduto il cielo;
giace sul fieno,
per dare a noi di calpestar le stelle;
vagisce tra due animali,
per farci conversare con gli Angeli;
trema nudo di panni,
per ammantare noi
di luce e di gloria immortale".
Santa Lucia Filippini
f^toclub
Il Fotoclub Montefiascone si è regolarmente costituito ad agosto 2010 e
recentemente ha organizzato, ad agosto scorso in occasione della Fiera del
Vino, la 1 a Est! Est! Est... emporanea Città di Montefiascone che ha visto
numerose adesioni dalle regioni limitrofe oltre che da appassionati nostri concittadini e che ha avuto il suo momento culminante con la Mostra delle foto
dei vincitori presso la Biblioteca Comunale.
Attualmente conta più di 10 iscritti ed è nostra intenzione coinvolgere più
appassionati per poter realizzare nuove iniziative (come corsi fotografici tenuti da fotografi professionisti, workshop fotografici in esterna e in sala posa,
mostre fotografiche, ecc.) che possano accrescere la cultura e la visibilità
della nostra magnifica cittadina, Montefiascone.
Chiunque fosse interessato, anche solo per ricevere informazioni, può
contattare: Enrico 345.5122298 - Giancarlo 328.2878077. Oppure visitare il
sito: www.fotoclubmontefiascone.it.
Il presidente del Fotoclub Montefiascone
Enrico Maria Ranaldi
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
pag. 10
"LA VOCE" E' GRATA Al SUOI
CAVALIERI: Giusti Silvana, Bousquet Luciano e Giulio,
Severini Vincenzo, Pina, Manzi Amanzio, Ricci Armando, famiglia Stefanoni Settimio e figli, Brachino Nello, Morano Mario,
Lanzi Danilo, Rosetta Renato (Renzo), Ciucci Elio, De Grossi
Livio, Menghini Antonio, Marziantonio Ferruccio, Mauri Silvia,
Pappagallo llda, Signora Moncelsi, D. Giacinto Pascarella,
Paparello Gianluigi, Camicia Mosca Anna, Taddei Orfeo,
Piciollo Adalgisa, Carlo Albert Belella - America, famiglia
Semini Zini, Serravalle Liliana, Cappelloni Vannino, Tranquilli
Adua, Caprini Giorgio, Nevi Mario e Faina Ida, Ceccarelli
Agostino, Presciuttini Giuseppe e Fanali Antonella, Rosetta
Duilio, Cappannella Franca, Ricci Damiano, classe 1950,
Piacentini Fiorina, Trapè Anna, Biancalana Ugo, Ranucci
Marisa, Sciuga Mauro, Battistoni Laura, Notazio Euro, Ricci
Vincenzo, Mezzetti Leone I. e Manzi Domenica, Trippa
Salvatore, Parti Stefania, Fanali M. Roberta, Bucaccio Giulio.
BENEMERITI: Filiè Loretta, Bacchiarri Aldo, Tashi llirjan,
Tabarrini Leonella, Mecali Anna Maria, Paolini Carlo,
Broccoletti Marisa, Lanzi Renato, Mocini Alvaro, Cuccodoro
Anna Rita, Pigliavento Loretta, Mancini Ada, Boccalini Ferrari
Fulvio, Morano Gino, Boccalini Goffredo, Fiorucci Antonella,
Genovesi Mauro (Spendi bene), Moisè Felice, Belella
Massimo, Chiodo Antonio, Tofanicchio Piero, Maurizi Alberto,
Tofanicchio Elia, Pezzato Ardelio, Corinti Giacinto,
Associazione sportiva D. Ruli, Santini Umberto, Angeloni
Paola, Circolo Anziani, Minetola Antonio, Ricci Angela Liliana,
Bronzetti Adriana, Cocciola Maria Cristina, Mocini Armando,
Vincenzoni Domenico, Cicoria Igino, Zerbini Mario, Sbarra
Odorico, Castellani Fernando.
AMICI: Scorzino Rosa, Alice De Marchi nata a Viterbo da
Camicia Cinzia, Arcieri Falisci, Pelecca Giuliana, Bracoloni
Angelo, Paoletti Italo, Paoletti Antonio, Selvi Marco, Ranucci
Ventura, Stefanoni Pericle, Salvatori Nello, Paoletti Anolide,
Pigliavento Corrado, Ferlicca Mimmo, Menghini Franco,
Menghini Silvia, Camicia Bruno.
Amici della Cattedrale
Sono entrati a far parte degli "Amici della Cattedrale":
Monanni Dante, Bartoleschi Franco, Falchetti Concetta,
Maccaroni Rita, Ciucci Maria Fides, Ciripicchio Margherita,
Marinelli Ines, Brachino Ines, Ballarotto Armida, Ferri
Annunziata, Presciuttini Ottavia, Trapè Fiora, Filiè Antonio,
Chiricotto Lidia, Siga Zampetta, Canulli Anna, Mecali
Valentino, Mariotti Gertrude, Ricca Gabriella, Saleppichi Elide,
Menghini Giacomo, Bacchiarri Aldo e Annita, Marsiglioni
Antonietta, Talucci Peruzzi Vittorio, N.N., Nardini Lilla, Putano
Bisti Vittoria, Severini Radicati Irene, Santarelli Pia, Manzi
Bruna, Manzi Amanzio, Menghini Alzirdo e De Michele Eloisa
(50° di matrimonio), Lanzi Danilo, il marito prò lacoponi Emma,
Ludovica Marianello di Stefano, Mauri Silvia, signora Moncelsi,
Taddei Orfeo, Di Marco Alberto e Panichi Laura per il 25° di
matrimonio, Castellani Nicola morendo ha lasciato una buona
offerta alla Chiesa, dono di D. Angelo, fratello e sorella in
memoria della sorella Clara, Mezzetti Stefanoni Rita, Paiolo
Enrico.
Anagrafe cittadina
NATI: Zargiu Cristina Elena di Zargiu Vasile Octavian e
Zargiu Camelia Nicoleta (1/12), Ranucci Serena di Riccardo e
Bendia Monia (16/12), Mecali Ludovica di Federico e Marucci
Vania (12/12), Aprilotti Aurora di Riccardo e Ambrogini
Tiziana (21/12), Pinelli Diego di Franco e Finauro Maria Elisa
(19/11), Grancini Chiara di Roberto e Paoletti Simonetta
(14/11), Pesci Giulia di Francesco e Guerrini Paola (16/11),
Silvi Alessio di Massimiliano e Ceccarini Valentina (22/11),
Lucci Giorgia di Alessio e Starnini Arianna (9/12), Poole
Emma di John Martin e Nisi Cristiana (7/12), Bronzetti
Alessio di Paolo e Stefanoni Debora (3/12), Barberi Michelle
di Fabio e Okwe Lingolo Martine (9/12), Spinazzoia Mattia di
Marco e Sguazzini Tiziana (17/12).
MORTI: Lozzi Pietro (n.25/5/22 m.30/11), Ferri Lorenzo
(n.9/8/51 m.10/12), Trapè Corrado (n.17/5/25 m.12/12), Farina
Giuseppa (n.7/2/22 m.23/12), Piergiovanni Massimo
(n. 13/8/47 m.20/11), Castellani Nicola (n.8/8/22 m.1/12),
Cevolo Gina (n.4/12/23 m.10/12), Giraldo Giuseppe (n.10/4/27
m.24/11), Pepponi Maria (n. 10/1/29 m.13/12), Nami Vito
(n.15/6/41 m.14/12), Andreoni Rina (n.14/9/24 m.19/12),
Maiucci Giacinto (n.19/11/36 m.20/12).
' E c o * *
Astronomia
d i
Z c p p o r r c i m i
di A.
Cempanari
Deep Impact incontra
la cometa Hartley 2
Intorno alle ore 14 del 4 novembre scorso, la sonda Deep Impact ha sorvolato la
cometa Hartley 2 a quasi 23 milioni di chilometri dalla terra, realizzando così, una serie
di immagini straordinarie. Dalla distanza di
soli 700 chilometri la sonda ha scattato
numerose fotografie ad altissima definizione.
L'aspetto del nucleo cometario, lungo 2
chilometri e largo 500 metri, ricorda quello di
un birillo da bowling. Dalle immagini vi vede
finalmente chiaro e con estrema certezza che
la vicinanza del Sole provoca una intensa
evaporazione del ghiaccio cometario che
ricopre il nucleo con getti di polvere e vapore illuminate dal Sole e che emergono violentemente e vanno a formare la chioma della cometa.
"Befana
ieri ed
oggi"
"Prima di tutto, vorrei, da queste pagine, inviare i più fervidi Auguri per il 2011, anche nell'auspicio che il nostro mensile venga letto da un sempre maggior numero di persone.
Dopo tale premessa passiamo a delle riflessioni su una Festività, passata quando verrà
pubblicato il presente articolo, ma ben viva non solo nel cuore di tutti i bambini, ma pure nel
nostro intimo. Con ciò, s'intenda come non mi senta un "Befano"...
Scherzi a parte, rapportiamo la "Festa dell'Infanzia" antica con quelle di oggi. Credo proprio ci sia un vero abisso. Dove sono andati a finire quei profumi antichi di legna, quelle candeline che ornavano l'albero di Natale, ora sostituite da batterie, belle pure, orientaleggianti
più o meno sicure specie per i bambini? Tutto sembra svanito nel nulla insieme alle "stombolate" che costituivano un punto d'incontro tra vicini e parenti mentre oggi si nota esattamente
il contrario: quasi ci si evita. Senza andar tanto indietro nel tempo, si deve pur notare come i
bambini si accontentavano davvero di poco: di torroncini che venivano appesi con la famosa
"calza" insieme a qualche frutto o qualche giocattololino. Direte che sono tempi passati, al che
ribatto come allora si vedeva dipinto sui volti innocenti dei bimbi, il vero sorriso, una gioia indicibile. Oggi li vedi quasi scontenti, anche se i genitori spendono fior di Euro per loro. Perché
non esiste più la vera felicità nemmeno nei loro occhi limpidi come l'acqua di un laghetto alpino? Eppure si dice che questa è l'Epoca del benessere. Un falso benessere, sottolinerei perché non fondato su sani principi di famiglia i cui componenti sono separati o addirittura fondata sulle coppie di fatto e, peggio ancora sulle cosiddette "famiglie allargate"... Cosa possono
imparare i bambini da questi ambienti familiari che, magari, sazia tutte le loro fantasie, senza
badare a seminare nel loro cuore il vero Amore?
Che differenza dunque tra l'Epifania di ieri e quella di oggi anche se resta sempre la tradizione dei doni, portata, tramite il Vangelo dai Magi. Il nostro sta diventando, ammettiamolo,
un Mondo troppo arido ed egoistico, nonché c'è un ipermaterialismo davvero galoppante mentre i valori spirituali passano troppo in seconda linea. Non dico, in quanto non sarà possibile,
perché si va, bene o male che sia, avanti, ma sarebbe davvero auspicabile riscoprire tante
cose passate, rispolverarle modernizzandole un po', ma soprattutto riassaporando insieme ai
vecchi profumi della resina degli abeti, del "pangiallo", della tombola, dell'acre fumo di legna
quell'atmosfera ben più pulita e pura in cui si viveva e di cui il Mondo di oggi ha infinitamente
bisogno. Il nostro è un Mondo megalomane, arrivista, troppo chiusi come ermetiche scatole
cinesi ed è per questo che, tornando proprio alla festa della Befana dovremmo (il condizionale è d'obbligo!) capire come solo con l'umiltà interiore e tornando interiormente proprio come
i bambini troveremo la vera via verso una felicità da trasfondere alle nuove generazioni che,
credo, ignorano, purtroppo che significato ha tale parola: Felicità. ESSA SIGNIFICA, prima di
tutto, sapersi accontentare e penso proprio che imparare ai figli questo, anche dicendo "no"
qualche volta, sia loro un valido insegnamento ed un vero arricchimento interiore che li sproni ad affrontare la vita coi suoi lati positivi, ma anche con quelli negativi, proprio imparando a
rinunciare. Auguro un Felice Anno Nuovo, sempre auspicandolo migliore del precedente.
Coraggio, dunque ed... Avanti tutta!".
Paparello Gianluigi
Smarrita attrezzatura fotografica
Il giorno 08/12/2010, nel lungolago tra Montefiascone e Marta, ho "smarrito" uno zaino
contenente vecchio materiale fotografico. A chi ne è al momento in possesso, vorrei ricordare che si tratta di attrezzatura da 'amatore' e che non ha certo il valore commerciale che
poteva avere qualche anno fa, prima dell'avvento del digitale. Inoltre, usarla o cercare di
venderla a terzi la esporrebbe a rischi di natura legale.
Se invece mi riconsegnerà l'intera attrezzatura nelle stesse condizioni di quando ne è
entrato in possesso, non avrò difficoltà ad elargire una LAUTA RICOMPENSA IN CONTANTI, anche nel più completo anonimato. Mi contatti nuovamente al 349.0955093.
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
Auguri..
un po'
fastidiosi?!
Quest'anno voglio porgere auguri particolari... auguri scomodi che disturbano... che
infastidiscono...
Mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente, come indesidera-
ti.
* Gesù... che nasce per amore...
nausea
ci dia la
di una vita egoista... assurda...
senza spinte verticali... e ci conceda la forza di inventarci un'esistenza carica di donazione... di preghiera... di silenzio... di coraggio.
Il
che dorme sulla paglia... ci
il sonno e faccia sentire il guanciale del nostro letto
come un
finché non
ospitalità ad uno
sfrattato... ad un
ad un
Dio... che diventa uomo, ci faccia sentire dei
ogni volta che la
diventa idolo della nostra vita...; il
progetto dei nostri giorni...; la
strumento delle nostre scalate.
che solo nello
degli animali trova la culla ove deporre con tenerezza il
del suo grembo... ci costringa, con i suoi
a sospendere lo strugaccetterà lo stergimento di tutte le nenie natalizie,... finché la nostra coscienza
degli uomini... o il
oI
di una clinica... diventino
di una vita soppressa.
che nello
di mille porte chiuse è il
di tutte le
le sbornie dei nostri cenoni,
i piaceri delle nostre
tombolate... provochi corti circuiti allo spreco delle nostre luminarie... fino a quando... non
saremo in crisi per la sofferenza di
che
per il loro
figlio... senza
senza
senza
senza
* Gli
che annunciano la
portino
turbando la nostra
e ci permettano di
che... poco più lontano di una spanna... si
ingiustizie... si
la gente... si
armi... si
la terra
degli umili... si
i popoli allo sterminio per la fame... con l'aggravante
* Bambino...
tolga
duro,
macigno...
avremo dato
marocchino...
povero di passaggio...
vermi
carriera
sorpasso...
schiena del prossimo...
* Maria...
sterco
frutto
occhi feriti,
ipocrita
co
bidone della spazzatura... inceneritore...
tomba... senza croce...
* Giuseppe...
sconforto
simbolo
delusioni paterne..., disturbi
rimproveri
tanti genitori
versano lacrime segrete
fortuna...
salute...
lavoro...
gioia di vivere...!!!
Angeli...
pace...
guerra...
sonnolenta tranquillità
vedere
consumano
sfrutta
fabbricano
militarizza
condannano
del
nostro complice silenzio.
* I Poveri... che accorrono alla Grotta... mentre i potenti tramano nell'oscurità e la
città dorme nell'indifferenza, ci facciano capire che, se anche noi vogliamo vedere "Una
grande luce"... dobbiamo partire dagli ultimi.
Che I
di chi gioca
della gente... sono
le pellicce... comprate con le tredicesime di
fanno bella figura...
elemosine
sulla pelle
tranquillanti inutili, che
stipendi multipli...
fanno
bella figura... ma non scaldano.
* I Pastori... che vegliano nella notte, facendo la guardia al gregge... scrutando
l'aurora., ci diano... il senso della storia... l'ebbrezza delle attese... il gaudio dell'abbandono in Dio... la gioia del perdono...
Ispirino un desiderio profondo di vivere poveri... che poi... è l'unico modo... per
morire ricchi!!!
Un cristiano
Ricordiamoli
cosi!
Insieme e felici, prima che il tempo e
la sofferenza trasformassero i loro corpi,
ma non la grande fede e il profondissimo
amore verso i figli e i nipoti che tanto adoravano. Una vita all'insegna dell'umiltà,
dedita solo al lavoro, ai sacrifici e alla
famiglia, sorretta dall'amore e dalla speranza, che mai veniva meno anche nei
momenti più difficili.
"L'Elvira e zi Pietro". Così li conoscevano tutti.
L'infermiera, amata da colleghi e
malati, che aveva sempre un sorriso e
una parola di conforto per tutti, generosa,
disponibile, altruista. E proprio l'ospedale
che l'ha fatta conoscere a tutti ha accolto
il suo ultimo respiro dopo un lungo calvario in altre strutture. Era destino che la
sua missione dovesse finire lì, dove
tanto aveva dato.
Troppo piccola quella bottega da
calzolaio per contenere tutti gli amici che
ogni giorno si incontravano dal zi Pietro
per parlare e polemizzare del più e del
meno, soprattutto di politica e di sport
che non li vedeva mai d'accordo. Eppure
quei pochi metri erano il paradiso terrestre per lui, altro che le Canarie!
E finita un'epoca e nemmeno sembra vero. L'epoca in cui sono vissuti l'infermiera del fu grande ospedale di
Montefiascone e il calzolaio della piazza, vicino alla fontana.
Ci mancherete tanto e per sempre
cara Mamma e caro Babbo.
Anna Maria e Alcide
pag. 13
"Gocce di rugiada
all' alba di un amore"
È il tema che sottende la fatica letteraria di Patrizia Torri, montefiasconese doc, speaker radiofonica e poetessa per vocazione. Una vocazione particolare quella di Patrizia Torri, che non intende cedere, come lei
stessa confessa nella prefazione al volume, alla "superficialità, indifferenza... che uccidono i sentimenti, rendendoci apatici ed insofferenti, diversi da come vorremmo essere". È uno sforzo quotidiano, quello di Patrizia
Torri, di uscire dalla monotonia, dalla routine intesa come un subire perché alla fine ciò che conta è che "l'alba sorride al giorno/e il tramonto alla
notte... quando i pensieri si fanno più intensi che mai.../il domani ci appare migliore di oggi".
Ecco, quello che potrebbe essere considerato il filo conduttore di una
vita spesa per la poesia: la speranza, cantata e celebrata attraverso quelle che Patrizia Torri definisce "canti dell'anima: meditazioni, riflessioni,
ricordi, gioie, sofferenze, esperienze intime, sensazioni, emozioni...".
Insomma, tanti piccoli quadretti di vita quotidiana affidati al ritmare dei
versi dell'anima, la cui bellezza lasciamo volentieri all'attenzione ed alla
squisita sensibilità del futuro ed ipotetico lettore. Ciò che possiamo dire
invece di Patrizia Torri è che, attraverso questa sua raccolta, ella impreziosisce il tempo con un ulteriore tocco di eleganza e di raffinatezza, ben
lungi, però, dalla spocchia piccolo borghese che si fregia di una cultura
autoreferenziale, per aprirsi invece al confronto con la cultura del nostro
tempo: da un lato petali di rose che salutano la nascita dell'uomo come
segno di "smisurato amore", dall'altro lato il Mistero dell'anima, la cui
forma e la cui bellezza avevamo dimenticato ed il cui bisogno di una casa
oggi, pur con tutte le brutture del nostro tempo, ci costringono, invece,
"Dove i nostri occhi non vedono/... a scrutare l'orizzonte della grandezza
del cuore". "La poesia per l'autrice è tessuto biologico dell'essere, è l'impronta dell'iride, un piccolo gesto che invade tutto il corpo rinveste il
mondo, poesia è riflessione, esperienza, è sempre ascoltare il proprio
viaggio interiore, poesia è emozione, è esistere, è lingua del tempo". La
raccolta di poesie di Patrizia Torri è stata, poi, oggetto di riflessione e
meditazione, nel corso di un pomeriggio domenicale presso Mondolibri,
nell'ambito della Manifestazione Eventi in libreria, a cura dell'associazione Perle d'Autore. Alla presentazione è intervenuta la dottoressa Maria
Grazia Landi, che si è soffermata su alcune poesie sottolineandone il collegamento con le inquietudini, le ansie, l'amore, le speranze del nostro
tempo. C'è ancora spazio per la poesia in un mondo che sembra essere
percorso da nuovi brividi di futurismo, che si entusiasma fin quasi al cieso
delirio per laza tecnologica, anche se questa spesso e volentieri tocca
l'uomo fin nel suo tessuto più intimo? lo credo di sì, fin tanto che nell'uomo, in ciascun uomo ci sarà spazio per lo stupore e per la meraviglia, che
come diceva Platone sono l'aurora del pensiero.
Giuseppe Bracchi
Stazione nel d e g r a d o
Le intemperie, piuttosto violente, degli ultimi giorni hanno notevolmente aggravato la situazione, che di per sè già versava in condizioni
poco soddisfacenti, del parcheggio V. Insogna che si trova nei pressi
della stazione ferroviaria falisca.Le piante, messe a dimora a suo tempo,
per dare un tocco di sana urbanizzazione a tutta l'area, sono state le più
danneggiate. Molti rami sono stati spezzati dal forte vento e sono cadute sulle auto in sosta. Altre piante sono cresciute nel tempo passato
senza che alcuno abbia provveduto alla loro potatura e rimozione. Grave
realtà, in quanto, con il crescere, hanno creato lesioni nel muro di cinta.
Non si può non biasimare il fatto che, da parte dell'Amministrazione
comunale, le piante che si sono seccate non sono state mai sostituite
nonostante le ripetute segnalazioni e richieste da parte dei pendolari che
spesso si domandano ma il "partito dei verdi" dove?! Perché tace?!
Quello che era un fiore all'occhiello per Montefiascone prima e per tutta
la frazione di Stefanoni ora è divenuto quasi una area caotica. Alcuni cittadini proprietari di camper, in modo abitrario, lo hanno scambiato per il
proprio garage cosicché i pendolari devono parcheggiare lungo la strada
ed a questi signori, che abusivamente occupano posti auto, nessuno dice
nulla. Ancora una volta si deve sottolineare che buona responsabilità di
tale degrado è da addebitare alla poca, per non dire nulla, sorveglianza
della Polizia Locale che non vigila con costanza e determinazione. Va
anche segnalata la completa assenza dei competenti uffici tecnici del
comune in quanto mai si sono preoccupati di rinfrescare la segnaletica,
specialmente quella orizzontale, che termina i posti auto come pure non
ha mai installato, all'inizio, il cartello con la dicitura "riservato alle sole
auto". Non ci si può dimenticare che l'area del parcheggio è proprietà
delle Ferrovie ed il Comune ha la gestione e la manutenzione del parcheggio stesso. Chiediamo al Commissario Tarricone un segno anche
perché se prosegue il degrado ci potrebbe essere un dietro front
dell'Ente FS. La stessa cosa si deve dire per la sala d'aspetto che, aperta, fa tanto comodo ed è sicuro riparo dalle intemperie in attesa dei treni.
Purtroppo, alcuni vandali dimostrando la loro alta inciviltà, compreso
qualcuno che abita in quei dintorni, visto che le forse preposte poco vigilano, hanno imbrattato tutti i muri sia esterni che della sala d'aspetto, con
le famose bombolette, in modo osceno.
Pietro Brigliozzi
pag. 10
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
Vincenzo Pigliavento
E' giunto il momento di sciogliere le vele (2Tm.4,6)
29.6.22 - 29.10.2010
Flaviano Presciuttini
Giancarlo Ludovisi Rubbi
7.2.26 - 2.11.2010
17.10.2010
Caro
nonno,
oggi tutti noi guardiamo il cielo con
altri occhi, con gli
occhi pieni di lacrime per aver perso
te, una persona
veramente importante nella nostra
vita, un pilastro su
cui contare sempre, nelle occasioni
felici e in quelle tristi, una persona
sempre
allegra,
sempre scherzosa
e con il sorriso sulle labbra, sempre disponibile con tutti.
Eri una persona speciale che noi abbiamo avuto la
fortuna di avere come nonno, una spalla su cui piangere e un morbido cuscino su cui riposare. Purtroppo il 2
novembre te ne sei andato all'improvviso senza nemmeno darci il tempo di dirti quanto veramente ti vogliamo
bene anche se era una cosa data per scontata e se ti
facevamo arrabbiare ti volevamo e ti vorremo per sempre un bene speciale. Hai lasciato un grande vuoto dentro di noi, rimarrai per sempre nei nostri cuori. Ti vogliamo bene, continuerai da lassù per sempre a vegliare su
di noi. Grazie di tutto.
Giulia, Benedetta, Irene, Lorenzo e Giacomo
Natalina Grillo
26.9.23 - 22.11.2010
La tua semplicità e la tua
forza d'animo ci
accompagnano
ogni giorno anche
se tu ci hai lasciati.
Ci mancherai
tanto nonna.
/ tuoi nipoti
Orlando Mecali
7.4.22 - 23.10.2010
Sposo di Ida
Porroni,
rimasta
sola nella casa, ha
avuto una figlia:
Anna Maria, simpatica insegnante, che
ricorda con vero
affetto suo padre
insieme allo sposo e
alle due figlie felicemente sposate.
Oltre ai nipoti,
ora ci sono anche i
pro-nipoti.
Elia Femminella
19.6.28 - 3.11.2010
In poco tempo, nello spazio di pochi giorni ha perduto la figlia e il genero. Era l'unica figlia e la sua morte è
stata anche la sua. Aveva perduto il marito da alcuni
anni, che si chiamava Romitelli Felicetto.
Morta la figlia ha cercato di prendere il suo posto per
i due nipoti. Ha preferito, però, incontrarsi con i suoi nella
vita eterna di Dio.
Grazie per averci insegnato come percorrere la
giusta via della rettitudine, della bontà, della sincerità, amandoci ogni giorno della tua esistenza.
Resterai sempre nei nostri cuori.
Mauro Ludovisi Rubbi
Omero Cordovani
7.4.38 - 2.11.2010
Di nome facevi
Omero,
eri esile e assai
burbero, molto
strano nei comportamenti
anche se non
erano tuoi i
lamenti, della
Piazza un'anima vissuta,
che a volte,
colpa dell'apparenza
non
intensamente
"conosciuta"...
la tua pelle scura infondeva paura;
ma non capivano chi veramente avesse un cuore
d'oro.
Poi una normale serata da dove la tua vita era
cominciata decidesti che era l'ora di tornare alla
dimora dove ad aspettarti vi era parte della famiglia
felici per il ritorno di un piccolo ma Grande uomo...
Andrea
Sarai ricordato sempre con tanto affetto. Tu che
nella vita spesso hai sofferto, trovato forza e aiuto nei
tuoi cari di reagire, il 2 novembre '10 hai deciso di
lasciarci in maniera silenziosa come del resto era
stata la tua vita.
Resterai sempre nel cuore delle sorelle Cesara,
Gilda e Maria e dei familiari tutti...
Augurandoti un felice viaggio dopo un difficile
percorso nella vita terrena, ci salutiamo per l'ultima
volta.
Jonathan Moggi
7.12.85 - 11.11.2010
Lo zio Carmelo ha composto tre poesie in
occasione della sua morte; ne avevamo messa
una sola, non essendo possibile pubblicarle tutte e
tre. Poi abbiamo dovuto rimandarla in questo
numero.
Condoglianze dallo zio Carmelo
Amaro pianto per i suoi cari e genitori
per la scomparsa del figliol te ne addolori
in fondo al cuor rimane solo tanta tristezza
e il dolor non fa posto nemmeno alla carezza.
C a r o
babbo,
la
tua
morte
per me è un
dolore fortiss i m o .
Nonostante
tu sia stato
tanto
a
lungo
con
me (avevi 88
anni ma con
la lucidità e
la memoria
di un giovane) non era
ancora abbastanza.
La tua presenza, la tua voce, i tuoi abbracci,
il tuo sorriso, il tuo amore per la vita, per la famiglia erano motivo di gioia per me e Renato, per
tutti i tuoi nipoti e i tuoi cari.
Grazie per essere stato mio padre.
Ora hai raggiunto la mamma, la tua adorata
moglie Assunta, che ti mancava tanto!
Riposate in pace.
Tua figlia Loretta
Lorenzo Ferri
9.8.51 - 10.12.2010
Caro
Lorenzo,
ci hai
lasciato
senza farci
rendere
conto
di
ciò
che
stava succedendo
ed il dolore
è ancora
più forte
perché
non abbiamo avuto il
tempo di prenderci cura di te come avremmo
voluto.
Un pensiero forse ci può lievemente consolare: tu avresti preferito così, conoscendoti adesso
starai sorridendo e facendo una delle tue battute.
Ci hai lasciato la tua ironia, la tua bontà, la tua
infaticabile voglia di fare, la tua disponibilità verso
tutti, l'amore che ci hai dato; tutto ciò non può
essere cancellato nemmeno dal dolore del distacco e per questo resterai sempre nei nostri cuori.
I tuoi cari
La moglie, il figlio ed i famigliari ringraziano
tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore
riscaldando con la vicinanza e l'affetto quel triste
momento.
Jonathan era inciso il suo nome nella mente
cresciuto a Montefiascone amato da tutta la gentegiovane e bello con la chioma d'oro
con la pupilla color del mare
gustarsi ancor il mondo intero
dal primo giovanil lo percuote
di esser amante delle due ruote
quel che piace al mondo sembra tutto vero!
Quando si nasce la vita ci dispone
ciascun di noi segnato l'ha il destino
chi sotto la buona stella ve lo pone
e chi su l'irto e spinato fa il cammino
Dio che non fa distinzione
ti guarda ti protegge e t'è vicino
di meditar sugli anni ancor verd
la vita presto non si può perde!
pag. 13
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
Luci e ombre della famiglia:
Dove sta
Nicola Castellani
andando?
Laura Benedetti
22.8.22- 1.12.2010
Esposito
"Se riparte la famiglia, riparte l'Italia",
frase suggestiva e quanto mai appropriata,
del Presidente Forum delle Famiglie,
Francesco Belletti, su Avvenire, in occasione
della Conferenza Nazionale della Famiglia.
Tempo di crisi dunque, e la Chiesa, sostenitrice indifesa della famiglia, attraverso le parole
del Papa esorta che "la Conferenza
Nazionale della Famiglia non deve restare un
evento isolato, ma deve collocarsi entro un
adeguato percorso di preparazione ecclesiale e culturale, un itinerario con iniziative concrete delle famiglie". Benedetto XVI dunque,
guarda ai bisogni estremi della famiglia, e
soprattutto si rivolge con fermezza alle parrocchie, alle diocesi, perché siano veicolo di
I novelli sposi Laura Benedetti e Vittorio
educazione morale e spirituale per i bambini,
Esposito, salutano il Vescovo Boccadoro,
adolescenti, e giovani, per aiutarli a scoprire
che ha celebrato il loro matrimonio
quella "città interiore" che è in ognuno di
loro, per viverla e esplorarla, e consapevolmente affrontare gli incidenti di percorso che
incontreranno sul loro cammino. Se la famiglia riparte, riparte da qui, perché il futuro appartiene ai giovani. Gli ultimi tragici avvenimenti, ci portano seriamente a riflettere e a chiederci: quanto peso ha oggi la famiglia le cui funzioni sono in declino? Una famiglia investita dalla complessità esistenziale, frustrata da divorzi e separazioni, che spesso si tramutano in vere e proprie tragedie, ci si domanda mai: perché? La famiglia dunque, sempre più
ristretta, ha una funzione economica più limitata e non può fare da intermediaria fra l'individuo e la collettività. Ma, è anche vero, che l'uomo deve essere disciplinato da una forza
superiore, una forza dominante; e, come ci suggerisce Tocqueville: "È la fede che meglio di
ogni altra creerà una disciplina nell'uomo, e cioè, la fede religiosa". Guardando l'altra faccia della medaglia, l'uomo non vede in chi lo rappresenta esempi edificanti e modelli da
seguire; la mancanza di un dialogo costruttivo, le tensioni sempre più aspre, a volte motivate da questioni private, mentre problemi urgenti attendono risoluzioni, tutto ciò debilita la
società e l'uomo si sente abbandonato a se stesso. "La situazione in cui versa oggi la famiglia, si presenta dunque, come un insieme di luci e di ombre. Questo rivela che la storia non
è semplicemente un progresso necessario verso il meglio, ma un evento di libertà, anzi un
combattimento fra libertà che si oppongono fra loro, cioè, secondo l'espressione di S.
Agostino, un conflitto fra due amori: "L'amore di Dio spinto fino al disprezzo di sé, e l'amore di sé spinto fino al disprezzo di Dio".
Ne consegue che solo l'educazione all'amore radicato nella fede può portare ad acquisire la capacità di interpretare "i segni dei tempi" che sono l'espressione storica di questo
duplice amore"1 Dunque, famiglia rialzati! Rialzati, perché siamo ancora sconvolti e prostrati dal dramma della giovane Sarah, vittima di chissà quali oscure macchinazioni, e dallo
spettacolo mediático dove tutto e niente si da per certo.
E a lei, in questo Natale, che ancora una volta ci addita la via privilegiata da percorrere, a lei io dedico questi miei versi:
Quell'azzurro che rifulge fra i capelli di grano maturo
come rugiata del mattino che riposa lieve
fra virgulti colorati della giovinezza.
Il tuo sorriso splende e ancora ti fa bella
attraverso il video freddo che non traspira dell'amore un palpito.
Mille e mille i cuori in attesa nei giorni cupi del dolore
e chi ti strappò agli anni verdi nell'impeto di un'ira oscura
nulla più chiede al Dio del perdono l'abisso non si colma con le parole.
Giacevi nel fondo gelido e al di sopra di te un raggio di sole o un batter d'ali
e le notti si susseguono senza luci di stelle
che ad una ad una si schiudono in un silenzioso pianto.
' Familiaris Consortio
Nasce il 22 agosto 1922 e lo stesso giorno viene battezzato da
Sua Ecc.za Mons. Giovanni Rosi. I nomi che gli vengono messi
sono: Nicola, Giovanni Battista, Antonio. Papà suo è Angelo
figlio di Camillo, la madre è Elena Basili figlia di Achille.
È cresimato il 6 settembre 1930 dal Vescovo Rosi ed ha come
padrino Paolo Panichi.
Appartiene sicuramente ad una delle famiglie più in vista della
cittadina di Montefiascone.
Crescendo ha avuto sempre il suo impegno per quanto riguarda la vita religiosa della sua città falisca, prima nell'Azione Cattolica,
era l'unica associazione in quel periodo di tempo, poi nella famosa
"Lega di Perseveranza" ancora in vigore fino all'anno 2000, come
pure è stato sempre l'anima
della
Scuola
Cantorum
di
S.
Margherita, fino a rivestirne la presidenza per
diversi anni.
Sposatosi in età inoltrata con la sig.na Marisa
Bracoloni, ha continuato
sempre nel suo impegno
pastorale, anche dopo la
salita al cielo della sposa,
spostando la sua attività
nella bella chiesa di S.
Francesco, a due passi
dalla sua casa, e qui ha
esercitato per alcuni anni
il compito di lettore, cantore, finché ha potuto; ha
regalato alla stessa chiesa: un calice e una pisside per le ostie che attualSono Marisa e Nicola, forse il giorno stesmente vengono usati.
so del matrimonio e ora si trovano tutti e
Sul piano civile è
due in Paradiso a festeggiare insieme ai
loro genitori
stato nominato Direttore
della Banca Cattolica il 1 0
Marzo 1960, avendo come vice-direttore e cassiere il sig. Augusto
Volpini e applicato contabile il sig. Mario Mari. La sede era in un
primo tempo nei locali della casa del sig. Angelo Castellani, poi nei
locali adiacenti alla casa di S. Andrea e infine nella nuova sede
posta in piazza Indipendenza ma sfociando anche in Via S. Lucia
Filippini.
L
a
Banca
Cattolica
ha avuto il
suo meritato sviI u p p o
anche per
l'opera
svolta dal
s i g .
Nicola,
che
l'ha
diretta fino
all'anno
1 9 8 5,
È l'inaugurazione della nuova sede della Banca
mettendo
Cooperativa Cattolica, il presidente, Alessandro Fioretti,
taglia il nastro avendo al suo fianco il Direttore Nicola
le basi per
Castellani, dopo la benedizione impartita dal
un
suo
Vescovo Luigi Boccadoro. È l'anno 1985.
sviluppo
posteriore, che tutti conosciamo.
Uomo retto, scrupoloso, dedito al suo lavoro, ha cercato di
rispettare sempre tutti, con buoni rapporti per i suoi famigliari, in
particolare con il fratello Gabriele, la sorella Mirella, mentre l'altro
fratello Giorgio l'attendeva da molti anni in cielo.
Gli ultimi anni l'ha trascorsi a Villa Serena (ex Onpi) per non
essere di peso a nessuno, anche se era amorevolmente assistito
soprattutto dal fratello Gabiele. Arrivederci, Nicola, ci siamo voluti
sempre bene ed ora che vivi in Dio continua a pregare per i tuoi
amici che si trovano ancora a lottare in questa vita.
Abbi ora pace in Dio Padre. Speriamo di continuare la nostra
amicizia nell'eternità divina.
Nuovo presidente AIDO di Montefiascone
L'ing. Antonio Moscetti è il nuovo presidente dell'Associazione Donatori Organi
"Ornella Cacalloro" di Montefiascone. Così hanno deciso i soci riuniti nell'assemblea svoltasi il 27 novembre u.s. Oltre al presidente il direttivo vede alla vicepresidenza Fabiola
Starnini, segretario Angelo Bracoloni, amministratore Gianfranco Gamberi e consigliere
Monia Paolini, Francesco Moscetti, Aldo Terazzi, Maria Teresa Ricci, Giovannina
Scoponi. Rinnovato anche il Collegio revisori dei conti con presidente Claudio Presciuttini,
componenti Paolo Scoponi e Tommaso Lozzi. Nel successivo incontro il neo presidente ha
voluto ringraziare il suo predecessore Tommaso lozzi per l'impegno profuso nel promuovere
le attività dell'associazione e ha quindi brevemente illustrato d'accordo con il direttivo gli scopi
e le iniziative da intraprendere per il futuro. "La prima iniziativa consisterà nel coinvolgimento delle scuole che rientra nel progetto di sensibilizzazione degli alunni alla tematica del dono.
È proprio attraverso questa via che noi crediamo si possa sensibilizzare la popolazione e le
comunità. Vogliamo rendere consapevoli I giovani e, tramite loro, tutti gli altri nostri concittadini cha la cultura ed il valore del dono sono essenziali per la vita sociale. Tale impostazione
non è slegata dall'informazione capillare e chiara di cosa voglia dire l'essere un donatore. Ciò
che più di altro ci preme comunicare è come questo gesto d'amore verso il prossimo, chiunque esso sia, abbia un'importanza fondamentale non solo per la sopravvivenza di un individuo in difficoltà ma soprattutto per la crescita di tutta la comunità". Da parte nostra non possiamo che augurare al nuovo presidente e a tutta l'associazione un augurio di buon lavoro.
pag. 10
RUBRICA
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
A CURA
DI
IMPERO
GIANLORENZO
RICETTE
DI
Banca Cattolica: un "Natale di solidarietà"
NONNA
ORLANDA
con gli anziani di Villa Serena
Per la prima volta la Banca Cattolica del gruppo Creval (Credito Valtellinese) ha festeggiato
il Natale 2010 con una sociale alla casa di riposo di Villa Serena.
Il presidente dalla Banca Cattolica, gruppo Creval Valtellinese, Ingegner Walter Pasqua,
insieme al vicepresidente avvocato Angelo Angeloni, gli amministratori Pietro Lefevre, Ugo
Leonardi, Domenico Batinelli, Ciro Parrino, Pietro Elia, Diego Muffatti e Marco Sala, oltre al
direttore generale Luciano Ventanni, a differenza degli altri anni, hanno deciso di festeggiare il
Natale 2010 insieme a tutti i dipendenti, con una cena sociale e solidale nel salone delle feste
degli anziani ospiti della casa di riposo di Villa Serena.
Un Natale che conclude l'anno 2010, un anno importante per la Banca Cattolica di
Montefiascone incorporata nel gruppo Creval, che proprio a fine anno, nel mese di novembre, ha
effettuato con successo la migrazione dell'istituto di credito falisco nel sistema informativo del
Gruppo Credito Valtellinese. A questo punto si è conclusa l'integrazione organizzativa della Banca
nel Gruppo Creval con la piena integrazione e l'ampliamento della gamma di procedure e offerte
a tutti i soci e clienti dei prodotti e servizi bancari del Gruppo. Banca Cattolica è la prima banca
"pilota" del gruppo Creval, che da martedì 2 novembre ha adottato la nuova procedura di sportello. Procedura del nuovo sistema informatico bancario che sarà progressivamente esteso a tutte
le filiali delle banche territoriali del Gruppo Creval, più di 540 filiali distribuite in dieci regioni.
Efficienza e la versatilità delle procedure informatiche consentiranno di ottimizzare i tempi di esecuzione e quindi migliorare i servizi verso la clientela. Il personale della Banca nei mesi di settembre e ottobre ha seguito appositi corsi di formazione. Eccellente la collaborazione del personale del Gruppo Credito Valtellinese, in particolare di quelli di Bankadati, la società di gestione
dell'IT di tutto il Gruppo, che ha svolto attività di tutoraggio presso le filiali. Soddisfatti dell'esito
sia l'Amministratore Delegato del Creval Miro Fiordi, il presidente di Banca Cattolica ingegner Valter Pasqua, e soprattutto, il direttore generale dottor Luciano Ventanni.
L'amministratore delegato di Villa Serena ingegner Massimo Forti, insieme al presidente
Angelo Ubaldi e cda della struttura sanitaria falisca, con il benestare del commissario straordinario del comune di Montefiascone dottor Francesco Tarricone oltre che del socio di maggioranza Geress dottor Manfredi Genova, hanno aderito di buon grado alla proposta di Banca
Cattolica di festeggiare insieme il Natale 2010, insieme agli anziani della casa di riposo e Rsa falisca Villa Serena, casa di riposo ex ONPI (Opera Nazionale Pensionati Italiani) con 200 posti letto
(120 pi casa di riposo e 80 pi di Rsa), è gestita in convenzione, da una società mista pubblicoprivata costituita dal Comune stesso (socio al 51%) e da un imprenditore privato (società Geress
Seri socio al 49%) selezionato con una gara pubblica. La gestione mista costituisce una delle
nuove prospettive di sviluppo dei sistemi di welfare di Montefiascone che potrebbe rappresentare una modalità per gestire in maniera efficiente tutti gli altri servizi socio-sanitari (o sanitari)
senza abdicare alla visione solidaristica che queste attività debbono comunque garantire, in altri
termini la scommessa è quella di coniugare armonicamente "le ragioni dell'etica con quelle dell'economia".
La società Geress S.c.r.l. è responsabile della gestione dell'intero complesso Villa Serena.
Festa della Santa Famiglia": Villa
S. Margherita, omelia di padre Terenzio
Splendida omelia di padre Terenzio del 26 dicembre 2010 sulla santa Famiglia di Nazareth,
che Dio ci ha dato come un vero modello di vita; famiglia intesa anche come luogo di lavoro e
assistenza malati. Omelia tratta dal discorso del Papa Paolo VI tenuto nella casa di Nazareth il 5
gennaio 1964. "La Chiesa, dopo aver celebrato il Natale di Gesù, celebra la festa della Sacra
Famiglia. L'amore, per sua natura, crea altro amore. La famiglia che in questo periodo è così
presa di mira e poco apprezzata. Eppure è nella famiglia che l'essere umano cresce, sia fisicamente che psicologicamente. Per questo le famiglie devono guardare alla famiglia di Nazareth.
La casa di Nazareth è la scuola dove si comincia a comprendere la vita di Gesù. In questa
famiglia Gesù è cresciuto ed ha vissuto la maggior parte della sua esistenza terrena, in questa
famiglia è stato educato, ha praticato un mestiere, ha creato rapporti tra persone, ne ha condiviso la storia. Ha avuto accanto una madre e un padre amorevoli che gli sono stati maestri. L'amore
che ha unito la Santa Famiglia deve essere collante per tutte le famiglie e le comunità come quella di Villa S. Margherita. Giuseppe quale padre attento e premuroso ha avuto il compito di salvare la sua famiglia, così noi dobbiamo salvaguardare la nostra comunità.
Oh! silenzio di Nazareth, insegnaci ad essere fermi nei buoni pensieri... Insegnaci quanto importante e necessari siano il lavoro di preparazione, lo studio, la meditazione e la preghiera
che Dio solo vede nel segreto. Infine impariamo la lezione del lavoro. Dalla casa di Nazareth!
desideriamo comprendere e celebrare la legge della fatica umana; qui nobilitare la dignità del
lavoro in modo che sia sentita da tutti; ricordare, sotto questo tetto, che il lavoro non può essere fine a se stesso, ma che riceve la sua libertà ed eccellenza, non solamente da quello che si
chiama valore economico, ma anche da ciò che lo volge al suo nobile fine e salutare gli operai
di tutto il mondo e mostrare loro il grande modello, il loro divino fratello..., Cristo nostro
Signore". Padre Terenzio ha concluso ricordando che: "chi onora il padre vivrà a lungo; chi onora
la madre è come chi accumula tesori" e in ricordo di tutte le mamme ha detto: "Sostenta tuo
padre, sostenta tua madre. E quand'anche avrai sostenuta tua madre, non comprenderai mai i
dolori, non comprenderai gli strazi che ha patito per te; non compenserai gli atti d'amore con cui
essa ti ha portato in grembo; non compenserai il nutrimento che ti ha dato, premendo soavemente le poppe sulle tue labbra con tenerezza d'affetto; non compenserai la fame che ha sopportato
per te quando non voleva mangiare nulla che ti potesse nuocere, né toccar nulla che danneggiasse il latte. Per te lei ha digiunato, per te ha mangiato, per te ha rifiutato il cibo che pur desiderava, per te ha preso il cibo che pur non le piaceva, per te ha vegliato, per te ha pianto: e tu
permettari che lei viva nel bisogno? O figlio, che terribile giudizio vai a cercare, se non sostenti
colei che ti ha partorito! Tu devi quello che hai a colei alla quale devi quello che sei".
Carnevale 2011: nelVaria c'è
odor di Castagnole
Ricetta di quelle che si girano da sole nella padella mentre friggono
Castagnole e bustrenghe, frappe, struffoli e... ravioli
Il carnevale entro il 17 gennaio 2011, festa di S. Antonio abate
e si concluderà (dopo 50 giorni) !'8 Marzo 2011, il giorno della
festa della Donna.
La quaresima inizia il 9 Marzo con il Mercoledì delle Ceneri e si
concluderà (dopo 46 giorni) il 24 Aprile 2011 con la Pasqua.
Castagnole... grosse e tonde, che si
girano da sole
Ricetta.
3 uova e 3 cucchiai di olio, 9 cucchiai di zucchero, 1
limone grattugiato e poi spremuto, 1 bustina pane Angeli, 1 di
vaniglia, un pizzico di cannella, un bicchierino di sambuca,
mezzo bicchiere di latte, farina quanto basta.
Lo sapevate che le castagnole si cuociono da sole senza
girarle nell'olio che frigge?
Provare per credere: in 1 litro di olio di semi, dentro un tegame
piccolo e alto (l'olio non deve mai friggere forte) mettere la pasta
delle castagnole con un cucchiaio bagnato per farla scivolare. A
metà cottura le castagnole si girano da soie, scolare, ricoprire di
zucchero.
Ravioli di ricotta o "tacconi"
Ricetta: 1 kg di ricotta, 3 etti di zucchero, 3 rossi d'uovo, cannella, 3 bicchierini di liquore oppure le gocce profumate della farmacia Braguti.
Per preparare la pasta usare 3 uova, 3 cucchiai di latte e 3 di olio
extra vergine d'oliva dei colli falisci, 3 cucchiai di zucchero e farina, riempite con l'impasto, friggere in olio abbondante in padella
larga.
Frittelle
bustrenghe
Ricetta: fatte con il zampetto di maiale sotto sale (se fresco met-
tere sotto sale per 3/4 giorni), farlo bollire e con il brodo lattiginoso (il brodo di zampetto di maiale si può sostituire mettendo il lievito nel latte tiepido), impastare 2 uova, 2 bustine di vaniglia, 1
limone grattugiato, cannella e uvetta, 1 bicchierino di sambuca,
200 gr. di riso e un pizzico di lievito di birra, farina, friggere in olio.
Frappe e struffoli
Ricetta:
Pasta dolce con farina, uova, zucchero, olio extra vergine d'oliva, un bicchierino di liquore forte tipo alchermes (o rhum
o grappa), un pizzico di lievito di birra, padella grande e dopo
cotte vanno ricoperte con miele o zucchero a velo così come
nella variante degli "struffoli" (palline fritte).
M a s s i m i l i a n o Feloni
Il
giovane
Massimiliano
Fetoni il 19 ottobre 2010 si è laureato con lode
all'Università
della Tuscia di
Viterbo, Facoltà
di "Economia e
Tecnica
dei
M e r c a t i
Finanziari".
Relatore professor
Michele Salvatore
De Savio, tesi di
laurea: "Cessione
dell'impresa bancaria".
Felicissimi tutti
i familiari e gli
amici del neo dottore Massimiliano, soprattutto mamma Nadia e
babbo Domenico Fetoni.
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
pag. 13
L ' p e r e t t a ¿¡¡g.Poinm
Ricordare l'Operetta è come ritrovare nello scrigno dei nostri ricordi alquanto lontani un importante periodo della spensierata vita giovanile fatta di cose più semplici, meno impegnate e assai distanti da tutto ciò che talvolta fa oggi lo spettacolo. Trame da suscitare il riso
per quei tempi quando la grazia ed il rispetto altrui era un modo di vita, con i suoi intrecci già spigliati ma sicuramente piacevoli, con i finali dove si trovava l'accomodamento a tutto e dove "tutti vissero felici e contenti". Questo genere di spettacolo, la gaiezza, la sottile trama,
la continua parodia, le danze, i canti e la coreografia, piacevano a tutti.
Già nel 700 se ne parlò con brevi opere comiche, ma l'operetta nacque solo nell'800 come derivazione dell'opera buffa, o meglio delTopera-comique francese e del Singspiel tedesco che avevano in comune il dialogo parlato alternato a brani cantati assoli, duetti, terzetti ed anche a concertazioni piacevoli ma, ancor più piacenti erano le danze alle quali facevano da cornice lo sfarzo della coreografia. Per
i suoi argomenti essa è stata posta nella musica leggera avendo un tono generale più superficiale, parodistico e qualche volta piccante.
Operette minori
M a nel suo attuale significato si può dire
che essa sia stata applicata per la prima volta
alla produzione di Florimond Hervè (1852 1982) che c o m p o s e una sessantina di operette, la più popolare delle quali fu certamente
"Manzelle Nilouche" (1883) che conquistò il
pubblico parigino per il suo piacevole intreccio
e il lieto finale. Molti furono i compositori di
operette; g e n e r e adatto al gusto e alla dimensione culturale della borghesia francese ed
austriaca fin de s i e d e che a v e v a una predilezione per le storie sentimentali e alquanto
disinvolte.
Citiamo di seguito alcuni autori e titoli di
operette:
Jacques Offenbach - Charles Lecocq Franz v o n S u p p l é - J o h a n n Straub jr. Franz Lehàr - William S c h w e n c k Gilbert e
Arthur Sullivan - Carlo L o m b a r d o - Virgilio
Ranzato - G i u s e p p e Pietri.
Orfeo all'inferno di O f f e m b a c h (1858), La
v e d o v a allegra di Franz Lehar (1905), La
Principessa della C z a r d a di K a l m a n (1915),
Scugnizza di Mario Costa (1922) e Addio
Giovinezza di G i u s e p p e Pietri (1912).
Jacques Offenbach
È stato
il più illustre
rappresentante di questo g e n e r e
in Francia
(1810
rese f a m o s o
perché ben
si a d a t t a v a
ai divi canori del s u o
tempo
ed
era ammirata
per
le
d a n z e e lo
spirito frizz a n t e .
Derivante
dall'operetta
viennese
appare
la
produzione
ungherese
di E m m e r i c h Kaluran (1882 - 1953) autore
della f a m o s a "Principessa della Czarda" e "La
c o n t e s s a Maritza" (1924) che conquistarono il
pubblico con le facili melodie e i ritmi pieni di
fuoco tzigano.
Nel 1930 R a p h Benatsky e Robert Stolz
acquistarono larga notorietà con il "cavallino
bianco" che girò tutto il m o n d o anche perché
questo tipo di operetta preludeva alla Rivista;
è d'obbligo ricordare "La c a s a delle tre ragazze" di Bertè (1858 - 1924). Mentre a V i e n n a
trionfava Strauss, in Inghilterra si sviluppavano operette argute del Sullivan che furono
replicate per molti anni consecutivi.
La S p a g n a ne propose solo una m a di
f a m a internazionale, era u n a zarzuela che per
lo spirito satirico di derivazione offembacchiana intitolata "La g r a n via" fu portata a d ottenere un successo mondiale.
1 88 0)
a v e v a già
s c r i t t o
canzonette e parodie
tratte
dalle favole "di L a
Fontaine"
e migliorò
In Italia
q u a n d o c o m p o s e la m u s i c a di s c e n a per la
c o m m e d i a di Alfred De Musset "Le chandelier"
cotenente la c a n z o n e " C h a n s o n d e Fortunio"
(1849) che gli diede notorietà.
Lo seguì "Fleur d e t h è e La fille d e
M a d a m e Angot" (1872) ed e b b e fortuna con
"Giroflé et Giroflà" (1874) e d a allora la serie
dei suoi successi fu ininterrotta anche attraverso la fusione c o n il gusto v i e n n e s e di
"Franz Suppè" (1819 - 1899).
Franz Lehar
L'autore che fece parlare di più fu Franz
Lehar con i suoi valzer (1870 - 1948) e la sua
operetta "La v e d o v a allegra" (1905) che lo
In Italia, nei primi del '900, alcuni compositori si dedicarono a tale genere
scrivendo
lavori
la
cui
n a t u r a sta t r a
l'operistica e la
canzonettistica.
Primo fra tutti fu
G i u s e p p e Pietri
( 1 8 8 6 - 1946)
che
esordì
nella
delicata
"Addio
giovin e z z a " (1912)
scrivendo
poi
"La donna perduta" (1923), "Primarosa"
(1926), "Rompicollo" (1928); e Mario Pasquale
C o s t a (1838 - 1 9 3 3 ) opere ove e m e r g o n o "Il re
di chez M a x i m e e Scugnizza".
Non possiamo dimenticare che si dedicarono alle operette anche alcuni compositori
d'opera quali "Ruggero Leoncavallo con la
Reginetta delle rose" e altre e Mascagni con il
"Sì".
C o n questi ricordiamo "Ezio Carabella"
(1891) autore di molta musica.
Stati Uniti
A n c h e negli Stati Uniti l'operetta alla fine
dell'800 si affermò simile nella f o r m a a quella
e u r o p e a m a basata, specialmente nelle ultime
composizioni, sulla formula jazz o derivata
dagli spettacoli dei ministreels. Uno dei primi
compositori americani fu "Victor Herbert (1859
- 1924) autore a n c h e di concerti per violoncello e per o r c h e s t r e s i n f o n i c h e ; scrisse "il
Principe Anania" (1892) seguito d a oltre trenta
operette. Colse il maggior successo c o n quella ridotta in film il cui titolo era 'Terra senza
donne". Un altro compositore fu J e r o m e K e r m
(il cui m a g g i o r s u c c e s s o f u " S h o w - b o a t "
(1928).
C o m u n q u e la m u s i c a di queste operette fu
s e m p r e più influenzata d a trame leggermente
legate tra loro, nate dalle prime c o m m e d i e
musicali m a questo si avverte soltanto in qualche autore che si riallaccia alla antica musica
operettistica c o m e in "Oklaoma" (1945), di
Roggers (1902), " A n n a prendi il fucile" (1946)
di Irving Berlin (1888), "Baciami Kate" (1948)
di Cole Porter e "Faccia buffa" di George
Gershwin (1898 - 1937). Di Cole Porter sono
le f a m o s e canzoni "Night a n d day e Begin ti
Begin" (1934).
In Italia, s c o m p a r s a l'Operetta, n e s s u n a
rivista merita m e n z i o n e per la sua parte musicale ridotta a d un semplice spettacolo di varietà; il suo s u c c e s s o non proviene più dal filo
conduttore m a dai singoli partecipanti allo
spettacolo di varietà.
Desidero terminare ricordando un'operetta
d a tutti conosciuta ed apprezzata:
La vedova allegra
di Franz Léhar
La bella, giovane e ricchissima v e d o v a di
un banchiere del p a e s e di Marsovia vive alleg r a m e n t e a Parigi suscitando le apprensioni
dei ministri che t e m o n o che l'ingente patrimonio v e n g a trasferito nelle mani di un marito
straniero.
M a n d a n o perciò sulle sue tracce l'avvenente principe Danilo il quale s ' i n n a m o r a della
bella v e d o v a e d o p o qualche equivoco e
bisticcio riesce a riportarla in patria e a sposarla, salvando patrimonio e amore.
Q u e s t a operetta è molto f a m o s a grazie ad
una fortunata versione cinematografica.
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
pag. 10
La Pastorella - Domenica
19 dicembre
Domenica mattina, 19 Dicembre, nel centro storico di Montefiascone si
viveva un'atmosfera magica di tempi lontani:
La Domenica mattina prima del Natale, la nostra città era imbiancata dalla
neve, fra canti e suoni natalizi sfilava la PASTORELLA, ideata e organizzata dal
"Laboratorio della Creatività" di Saskia Hélène Menting. Questa manifestazione fa rivivere da ormai diciannove anni una vecchia tradizione.
Per l'occasione le bambine e i bambini si sono travestiti da piccoli pastorelli e
da graziose contadinelle portando con se un canestrino. Cantavano brani natalizi e suonavano strumenti a percussione per le vie di Montefiascone. La tradizione vuole che i bambini vengano premiati con dolci e caramelle da parte dei genitori e dei negozianti...
Il "concertino" ha avuto inizio nella piazza S. Margherita per continuare nella
Via Porticella, dove i pastorelli hanno cantato davanti al bellissimo Presepe e lì
sono stati offerti cioccolata calda e biscotti dagli abitanti di questa via. Poi la
Pastorella si è recata a Largo Plebiscito per continuare verso Piazza Vittorio
Emanuele, dove i ragazzi hanno cantato brani natalizi sotto il grande albero di
Natale.
Tiro con
l'arco
Travolgente la marcia
di Carlo Chiodo
arciere
dei Falisci
Dopo aver vinto per la seconda volta consecutiva "la
Rondine
d'Argento"
nella
gara
nazionale
di
Montefiascone, vince per la seconda volta consecutiva la
"Stella di Natale" a Terni, altra vittoria in quel di Soriano,
dove hanno ben figurato anche le squadre Seniores terza
classificata, e la squadra Master prima classificata.
Significativi i punteggi ottenuti da Carlo Chiodo che lo
vedono sesto nel ranking nazionale su 982 atleti figuranti
e a 12 punti da Galliazzo vincitore delle Olimpiadi.
Buona anche la posizione della squadra dei Falisci nel
ranking nazionale, risulta infatti 33 su 170 squadre.
Continua la serie positiva della Compagnia Arcieri Falisci,
nata nel 1974, e sempre a disposizione con i suoi impianti all'aperto e al chiuso, il suo materiale arcieristico, per
fare provare a chiunque lo voglia, questa nostra disciplina.
Per informazioni contattare lo 347.9379189.
[email protected]
CAMPIONATI ITALIANI
TAEKWONDO: BRONZO
A MONTEFIASCONE
Tutti gli atleti associati della A.S.D. RULI TAEKOWNDO di Montefiascone, vogliono fare i complimenti
all'istruttore Roberto Cicoria, per il bel risultato recentemente ottenuto; si sono svolti i campionati nazionali di
ponsee a Roma il 4 dicembre scorso, Il falisco ha ottenuto il bronzo nella categoria over 36.... soddisfacente a sentire lui, ottimo diciamo noi, e complimenti vivissimi, da
parte di tutti.
2010, ore
11¿0/13,00
La mattinata si è conclusa in festa nel Prato Giardino dove tutti i bambini
hanno ricevuto i tanto attesi e meritati dolcetti.
Hanno partecipato alla Pastorella: Francesco Andoifi, Rachele Borgna,
Giacomo Bruni, Alice Conti, Alessandro Funari, Ester Ludovisi, Guglielmo
Ludovisi, Federica Palmucci, Martina Pienabarca, Ludovica Pienabarca, Bianca
Salvi, Giacomo Tamburini, Susanna Ugolini.
Questa manifestazione faceva parte degli eventi natalizi organizzati
dall'Amministrazione Comunale di Montefiascone.
Abbiamo cercato così di creare un po' di atmosfera natalizia nella nostra città.
Saskia H. Menting
Bravi sul serio per aver creato in città una vera atmosfera natalizia. Si poteva, però, e spero che avvenga in seguito, che i ragazzi possano anche entrare in
Chiesa per partecipare alla S. Messa, coinvolgere altri ragazzi e altri genitori e
fare il giro solito per le vie del centro città e terminare a Prato Giardino.
Sono certo che la brava Saskia apprezzerà la nostra noticina.
Mondo
illuso
La vita, quando meno te lo aspetti,
distrugge tutto ciò che hai costruito,
par che si diverta a farti dei dispetti,
par che solo di ciò tenga appetito,
tu ti illudi e molto ti diletti
che vorresti arrivare all'infinito,
ma arriva lei, coperta col suo manto,
ti dice: "Basta, per te è finito il canto".
Mai e poi mal avrei creduto a tanto,
che l'amore da morto risorgeva:
lo sto vedendo io col cuore affranto;
la sorte che mi è toccata non doveva,
io ho perduto, ha vinto il camposanto,
ha vinto lei che nel letto giaceva
in quelle condizioni, poveretta,
sol della morte sentiva tanta fretta.
Addio, amore, addio, adorata Betta,
sono il tuo Checco, il tuo diletto sposo;
a me è caduta in capo una saetta,
senza di te non trovo più riposo,
quanto ora vorrei tenerti stretta,
ma, a dir la verità, poco ne oso
perché in passato tu, mia dolce sposa,
quel che ti ho offerto è stata poca cosa.
Tu sei stata una donna deliziosa,
oserei ancor dir donna esemplare,
con me sei stata sempre premurosa
ed io non ho saputo mai apprezzare;
ancora eri grande, seria, virtuosa
che io non potrò mai dimenticare,
ed ora io con gran rimorso e pianto
spero ripagarti venendo al camposanto.
Francesco Gerboni
Facciate storiche falische
a cura di Pietro Brigliozzi
Siamo ancora in via del fosso: la facciata che ammiriamo è di notevole interesse sia per la sua struttura che per la
tecnica con cui è stata realizzata.
La facciata è costituita da pietra locale. Ogni pietre è
perfettamente squadrata e quasi con misure uguali. L'arco e
gli stipiti del portoncino sono semplici, ma perfettamente
geometrici. L'arco è sormontato dal contro arco di pietre
intercalate da laterizi; la chiave di volta è perfettamente collocata al centro dell'arco. La facciata, come altre, sembra
mancare di marcapiano, ma, osservandola attentamente
nella sua unità, risulta divisa.
Sul contro arco, infatti, vi è una fila di pietre pressoché
perfettamente piana; quella fila è il finto marcapiano. Un
modo di costruire molto elegante per l'epoca, e anche qui
siamo alla fine dell'ottocento i primi del novecento nel secolo e nel millennio ormai passati da un decennio.
Da notare la "gattarola" in basso a destra del portoncino.
Ottimo il restauro che ne è stato fatto.
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
Auguri
nonna
i
a
Gina!
pag. 13
LA
DI
PAURA
AMARE
i
nostro
faro,
il
nostro
punto di
r iferi mento...
o g n i
v o l t a
che pas-
Dimmi gioventù d a chino sguardo,
non sai rimirar aurora e tramonto,
ti lasci spaventar dal firmamento,
accecata dalla violenza del mondo.
La tua furiosa corsa sulla strada,
è conduttrice del terrestre pianto,
è solitaria amicizia nella notte brava,
disconoscente del valor di vita.
s i a m o
Fratini
il giorno 28 giugno 2010 è venuto alla luce
a far compagnia alla sorellina Marta.
Per la gioia di p a p à R o b e r t o e m a m m a
Giovanna, i nonni materni Giuseppe e Giuliana e son
sicuro che mi stanno guardando dal cielo anche i miei
nonni paterni Giuseppe e Marta.
Leonardo
Leonardo Barzellotti
lei è lì...
a curare
le
sue
a m a t e
piante, intorno al tavolo e ai fornelli ad organizzare un po' tutto il vicinato a fare i fiori per la
sua amata Madonna delle Grazie.
Donna piccola m a energica, come poche
ce ne sono, colonna portante della sua famiglia
nei momenti di gioia e dolori, sposa, madre,
nonna perfetta. Auguri d a chi vi stima e d a chi
ha cercato di imparare come essere una donna
d'altri tempi.
Letizia
Settimio Stefanoni
È conos c i u t o
soprattutto
con il nome
di Bruno e
vive
da
d i v e r s o
La nonna Cristiana annuncia che il 21 novembre
presso l'Ospedale di Orvieto è nato
che le
ha riempito il cuore di gioia e tanta felicità. È l'orgoglio
di m a m m a Chiara Caprini, papà Antonio Barzellotti e
del nonno Giorgio.
Il nostro augurio è il che il Signore posi lo sguardo
su di lui e lo guidi durante il percorso della vita.
Nostro dolce piccolo amore.
Leonardo,
Alice De Marchi
tempo
a
Villa
S.
Margherita,
specie dopo
la salita al
cielo
della
sposa.
Il
30
gennaio p.v. compie 91 anni, ci vede poco, m a
è sempre sereno e pronto alla battuta. A m a la
poesia e riportiamo una delle ultime.
Per i 100 anni mancano solo 9. Uno sprint
finale! Auguri!
Deluso il pescator
Quando non prende
Triste è il cacciator
Quando non coje
Stanco è il bifolchetto
Quando scioje
Manca il pescetto e l'uccelletto
Manca la mentuccia, l'olio e il sale,
per fare l'acquacotta non c'è neanche il pane.
Sente il pecoraro che
Borbotta che la misura
Dell'olio è piccoletta
Per fare buona l'acquacotta.
I nonni Gigliola e Lorenzo, anche a nome dei
nonni Albertina e Pino, si sono presentati una domenica alla Messa delle ore 12, nel santuario di S. Lucia
per dare la notizia della nascita della nipotina
giorno 16 novembre del 2010.
La gioia più grande è della m a m m a di Alice,
Cinzia Camicia, residente a Viterbo insieme allo
sposo Alessandro De Marchi.
I figli sono la vera ricchezza della vita.
De Marchi ti
Alice
Se spera che more
La pecoretta.
Per consumare la pagnotta
Se fa lo stozzato con
Un po' d e tonnarella e qualche
Fiore de ricotta, e a sera
Tutti intorno al
Focolare a la balocca.
Questa cecità del mondano nulla,
contraria in tutto e tutti i valori,
trova solo potenza nel branco,
sfiduciata sorride dell'altrui travaglio.
Guarda un dì nell'azzurro cielo,
troverai l'affidamento in luce d'intelletto.
Una mano troverai amica e compagna,
conduttrice in veritiera gioia.
Giornalmente nel tuo prossimo vedrai
il sorriso,
un calor di vita infocherà il cuore,
è quel frutto che il cielo dona,
a chi con amore a Lui si affida.
Su gioventù rispondi alla ragione,
unisci la tua gioia all'altrui vita,
nessuno calpesterà il tuo capo,
poiché il maligno vedrai schiacciato.
Lorenzo
Presciuttini
Terremoto
ad Haiti
Un terrificante boato sospinge
Nel cielo una nuvola cupa
Che, di nero, quel mare
Smeraldo, cattiva, dipinge.
Trema la terra sotto i nudi
Piedi, ancora segnati
Dalle catene malvagie
D'antica memoria;
quel ferro è caduto
ma è diventato miseria.
Sibilia, torva,
La falce della morte
In quell'arido campo
Di spighe patite,
Ma d'animo forte.
Nulla risparmia
In quella macabra danza:
la bianca dimora di ricco cernente
e la baracca di legno
con solo una stanza.
Macerie d'intorno,
ammassi di corpi
ricoperti dalla polvere, soffocata
dalle lacrime di bambini
che la m a m m a han perduta.
La distruzione è compiuta,
m a d a sotto una bara di sassi
due piccole braccia
al cielo si levano
e urlando di gioia
stringono certe quell'Uomo,
che d a lontano è venuto
a portare speranza e ridare la vita.
Ferruccio
Marziantonio
LA VOCE - n° 1 - Gennaio 2011
pag. 10
Tre nuovi laureati
P r e s s o l ' U n i v e r s i t à " L a S a p i e n z a " d i R o m a , ll° f a c o l t à d i M e d i c i n a e C h i r u r g i a ( s e d e d i V i t e r b o ) - L a u r e a S p e c i a l i s t i c a i n
S c i e n z e d e l l e P r o f e s s i o n i S a n i t a r i e T e c n i c h e D i a g n o s t i c h e ci s o n o s t a t i t r e n o s t r i c o n c i t t a d i n i l a u r e a t i e s o n o :
Paolini Carlo
Sposato
con
Camilli Monica,
con
u n figlio,
Raffaele, di 7
anni, ha discusso la tesi di laurea il 18/11/2010
dal titolo: "Analisi
e Gestione di un
programma
di
Screening
Mammografico"
riportando
la
votazione
di
110/110.
Soddisfazione
del padre Aldo,
della madre Nevi Chiara, della sorella Monia e
di tanti amici e parenti.
A n n a Rita
Cuccodoro
Il 18 novembre
ha discusso la
tesi "Analisi del \
sistema valuta- \
tivo del personale in ambito \
sanitario".
Relatore il Dott.
H
M a u r i z i o
Bezzini,
voto
r i p o r t a t o :
Tashi l l i r j a n
Che grossa soddisfazione per tutta la famiglia:
della sposa Aurelia, dei figli Iris e François. La
tesi discussa il 10.12 è stata "Proposta di un programma di corso di laurea in terapia
occupazionale in Albania".
Relatore la Dott.ssa Rita De Santis
Soddisfazione
di tutta la famiglia, compresi i ^ ^
famosi
nonni
™
che l'hanno assistita dal cielo: Vincenzo e
Francesca.
C o m p l i m e n t i c a r i l a u r e a t i , c o n t i n u a t e a f a r v i o n o r e p e r v o i , i v o s t r i f a m i l i a r i e t u t t e le n u m e r o s e p e r s o n e c h e a v r a n n o b i s o g n o
della vostra specializzazione.
Centro Diurno Anziani
di Montefiascone
Il giorno 27 novembre 2010 si è riunita l'Assemblea dei Soci per approvare il bilancio preventivo 2011 e per discutere vari argomenti legati
all'andamento del Centro stesso. Tutti i punti all'ordine del giorno sono
stati approvati all'unanimità.
E' stato deciso di fare una donazione del ricavato di una pesca di beneficenza all'interno del Centro, tra i tesserati (avendo come premi lavori
di cucito e ricamo realizzati dalla donne del Centro).
All'autoambulanza del 118 sono stati donati due apparecchi F98
Sfigmomanometro Life Plus PALTD805 Pulsossimetro Dimed a colori
per pressione e battiti cardiaci. Il nostro impegno nel sociale è stato ed
è possibile solo grazie al contributo e all'entusiasmo dei soci che hanno
sempre sostenuto questo tipo di iniziative.
Un grazie, inoltre, va esteso anche alle varie associazioni quali: AVIS,
Solidarietà Falisca, 118 e Protezione Civile, con le quali il nostro centro
collabora fattivamente.
Auguri di buon anno a tutti da parte dei soci di questo centro, con la
speranza che continui a guidarci il desiderio di realizzare iniziative
benefiche a favore della nostra comunità cittadina.
Il Presidente
Ugolini
Arcangelo
E sono arrivati i 90!
Il giorno 30 settembre, circondata dall'amore dei figli Nando, Nardino e
Nello, dalle nuore Elsa, Gigliola e Patrizia, dai nipoti Gabriele, Sonia,
Emanuela e Daniele e dalla sorella Iolanda, ha festeggiato questo ambito traguardo Irma "Mimma" Sguazzino.
Ancora tanti auguri da tutta la famiglia... aspettando i 100!
Pax!
Lodato e adorato il Santissimo
Sacramento
La Madre Priora e la Comunità Monastica, la famiglia e i fratelli
del Cammino Neocatecumenale annunciano con gioia che
Domenica 9 gennaio 2011 alle ore 16,30
Festa del Battesimo di Gesù
durante la celebrazione eucaristica presieduta da
S. Ecc. Mons. Lorenzo Chiarinelli Vescovo di Viterbo
Sr. Maria Verònica Penatiel Fernández
emetterà la sua Professione Temporanea.
Ringraziamo quanti condivideranno la nostra gioia
unendosi alla nostra preghiera.
*
Monastero San Pietro - Benedettine del Santissimo Sacramento
Via Garibaldi, 31 - Montefiascone - Tel. 0761.826066 - Fax 0761.769365
e-mail: [email protected] - www.monasterosanpietromontefiascone.com
Potete versare:
- s u l c.c. n° 1 8 5 3 / 7 6 p r e s s o l a B a n c a C a t t o l i c a
- s u l c.c. n ° 1 0 / 6 1 2 6 8 p r e s s o l a C a s s a d i R i s p a r m i o d i M o n t e f i a s c o n e
• inviare
tramite
c. c. postale
n. 12158010
intestato
a
P a r r o c c h i a S. M a r g h e r i t a
01027
Montefiascone
• c o n s e g n a r e a d A n g e l o M e n g h i n i p r e s s o i l n e g o z i o i n V i a S. L u c i a F i l i p p i n i p r e o c c u p a n d o v i d i m e t t e r e i l v o s t r o n o m e p e r e s s e r e i n s e r i t i n e l l a r u b r i c a "La Voce è grata ai suoi .
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S,E, Rema Mons, Lino Fumagalli nuovo Vescovo di Viterbo