Oer_b 2/04 2/04 Oer_b Oer_b rivista periodica osservatorio epidemiologico regione basilicata dicembre 2004 Direttore Giuseppe Montagano Codirettore Gabriella Cauzillo Direttore Responsabile Maurizio Vinci Direttore Scientifico Rocco Mazzarone Segretario Scientifico Rocco Galasso Responsabile editoriale Carlo Annona Massimiliano Gallo Comitato Scientifico Salvatore Barbuti Giorgio Casati Riccardo Capocaccia Nicola D’Andrea Vito Gaudiano Donato Greco Vito Lepore Ignazio Olivieri Ferdinando Romano Gennaro Straziuso Gianni Tognoni Giancarlo Vanini Francesco Vinci Felice Vitullo Comitato di Redazione Angela P. Bellettieri Rocco Calabrese Enzo Caruso Francesco Casino Michele De Lisa Egidio Giordano Espedito Moliterni Donato Muscillo Donato Pafundi Rocco G. Panarace Teresa Russo Gerardina Sorrentino Rosaria Tozzi Osservatorio Epidemiologico E-mail: [email protected] Segr. Scientifica E-mail: [email protected] Direttore E-mail: [email protected] Codirettore E-mail: [email protected] Progetto grafico impaginazione e stampa Ditta Grafiche Paternoster snc - Matera In copertina: All’interno: disegni di Charles Tanguy Ricerca grafica e iconografica: Dott.ssa Dina Sorrentino Norme per gli autori La rivista Oer_b pubblica editoriali, contributi scientifici originali, contributi brevi su problematiche locali, commenti sulla letteratura internazionale, oltre a Rubriche, Notizie, Letture e Lettere alla Redazione. É ammessa la lingua inglese solo per articoli originali e lettere. Vengono pubblicati contributi originali inviati a questa rivista. Gli articoli originali sono sottoposti al giudizio del Comitato Scientifico: la decisione definitiva è affidata al Comitato di Redazione. Gli Editoriali e gli Interventi vengono invece discussi ed approvati nel Consiglio di Direzione. Dattiloscritti devono essere redatti in doppia interlineatura, su una sola facciata di foglio. Gli Autori sono invitati a rimanere nell’ampiezza delle venti cartelle (5000 parole) per gli articoli originali e delle dieci cartelle (2000 parole) per gli editoriali, i contributi brevi su problemi locali e gli interventi (figure, tabelle e bibliografia compresi). Il testo dei contributi scientifici originali deve essere distribuito nel modo seguente: titolo, riassunto, introduzione, materiali e metodi, risultati, discussione e conclusioni, eventuali ringraziamenti, bibliografia. La prima pagina dovrà contenere: titolo, cognomi e nomi degli autori, seguiti dall’indicazione della loro istituzione di appartenenza. Dovrà inoltre essere indicato il nome e l’indirizzo dell’autore al quale si desidera siano inviate la corrispondenza e le bozze da correggere. Per tutti gli articoli e le rassegne è richiesto un riassunto non superiore alle 250 parole nella lingua originale. Inoltre, per articoli sottoposti in lingua inglese, è richiesto un esteso riassunto in italiano, non superiore a 4 cartelle dattiloscritte in doppia interlineatura. Per ridurre i tempi di pubblicazione, si raccomanda agli autori di inviare anche una copia del lavoro su supporto magnetico (floppy disk da 3.5), contenente il testo completo del lavoro, scritto preferibilmente utilizzando Microsoft Word. Figure e tabelle dovranno essere allegati al testo su fogli separati, ed essere numerati nell’ordine della citazione, con numeri arabi. Per ciascuno di essi dovrà essere indicata una didascalia breve ed autoesplicativa. Le figure dovranno essere inviate in originale, in forma adatta ad una riproduzione diretta. Bibliografia deve essere riportata su fogli a parte e numerata in ordine di citazione nel testo e deve essere citata nel testo mediante la stessa numerazione, racchiusa tra parentesi. Per la compilazione delle singole voci, seguire le norme adottate dalla U.S. National Library of Medicine. Ogni citazione di articoli, deve includere: i cognomi di tutti gli autori (se non sono più di sei) seguiti dalle iniziali dei nomi e se gli autori sono più di sei, citare soltanto i primi tre e aggiungere et al.; il titolo del lavoro; il titolo del periodico abbreviato come indicato in Index Medicus 1982; l’anno, volume, le pagine iniziale e finale. Ogni citazione di libro o capitolo o articolo in libro deve includere: il nome (o i nomi) dell’autore/autori, il titolo del lavoro, i nomi degli editors, il titolo del libro, il luogo di edizione, la casa editrice, la data di edizione, il numero del volume, le pagine iniziale e finale del capitolo o articolo. Esempi _rivista: Smith LA, McAdams HS. A cancer study. Eur J Cancer 1974; 2:125-132. _libro: Deignen J. Cytogenetics Studies in Rats. New York, Academic Press, 1969. _articolo e capitolo in un libro: Gorbo P. Methods of protein measurements. In: Williams YT, Sodeman WA Jr, eds, Methods of Measurements. New York, McGraw-Hill, 1969. VoI. 3, 220-236. Glossario ogni contributo dovrà contenere un glossario esplicativo dei termini tecnici e delle formule o degli indicatori utilizzati considerato il tipo di diffusione della rivista. I lavori vanno inviati, in triplice copia, presso: Oer_b, c/o Dipartimento di Sicurezza e Solidarietà Sociale Regione Basilicata, Ufficio Pianificazione Sanitaria, Via Anzio, 75, 85100 Potenza (telefono 0971- 448823 - fax 0971 448900). É preferibile l’invio mediante file Microsoft Word ai seguenti indirizzi: e-mail: [email protected] - [email protected]. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte dei testi forniti può essere riprodotta in alcun modo se non autorizzata. 1 2 Oer_b 2/04 EDITORIALE Editoriale Gli spettri del farmaco Dina Sorrentino1 – Maria Giovanna Trotta2 Servizio Osservatorio Epidemiologico Regionale Ufficio Attività Sanitarie di Prevenzione e Politiche del Farmaco - Regione Basilicata 1 2 Tra le tematiche di fondo presenti nel libretto ‘’Pensiamo alla salute’’ - costato complessivamente poco piu’ di 13,1 milioni di euro – e inviato dal Ministero della Salute nelle case degli italiani, è presente il paragrafo ‘’Il corretto uso del farmaco“ . Non è nelle intenzioni di questa Redazione dell’ OERB discettare sulle ragioni e sulla “ eziologia editoriale “ di questa encomiabile iniziativa ministeriale , ma riteniamo tuttavia necessario rimarcare la necessità di approfondimento del tema “ farmacovigilanza “ come parametro fondamentale di crescita della educazione sanitaria . E’ generalmente noto nella letteratura specialistica il caso eclatante che si verificò a Lubecca nel 1930 ,quando un vaccino antitubercolare proveniente da un lotto che per errore conteneva ceppi batterici non inattivati fu utilizzato per vaccinare 251 bambini (71 dei quali morirono successivamente di tubercolosi). Attualmente è l’intero processo che porta alla commercializzazione di un farmaco che è concepito per ridurre al minimo la probabilità che tali incidenti si verifichino. A monte del processo produttivo sono istituite determinate tappe da seguire per la sperimentazione di un farmaco, sia nella fase pre-clinica sia in quella che coinvolge le persone, con lo scopo di valutare al meglio il rapporto fra benefici e rischi prima della sua immissione in commercio. Alla informazione scientifica della produzione farmaceutica è però spesso contrapposto – sempre più spesso – una controinformazione anche di carattere scientifico tesa a demolire miti taumaturgici duri a morire ( Aspirina- Aulin – Prozac ecc. ); tutto ciò riteniamo segnali il fatto che esiste oggettivamente, e permane, una sottovalutazione della patologia da farmaci , che non riceve ancora oggi nelle sedi deputate l’attenzione che merita. Il tema riveste carattere di grande importanza e delicatezza per la sua notevole incidenza sul piano sociale non disgiunto dalla ben nota ed enorme portata strutturale – economica sul piano industriale. Il versante economico del processo produttivo non può non costituire – attesa la dimensione sopranazionale dell’ Impresa – un ostacolo serio alla corretta impostazione della ricerca e della sperimentazione chimico-farmaceutica. Sono in gioco infatti ingenti risorse economiche d’investimento ( una molecola munita di un’attività terapeutica degna d’attenzione, in media riesce a diventare farmaco in un tempo medio di 10 anni e un ritardo anche contenuto nel lancio di un farmaco costa ad un’azienda farmaceutica milioni di euro). Esiste peraltro- inutile negarlo - una problematica di ordine morale sulle normative relative alla fase dei test sperimentali pre-marketing specie se introdotti in aree e paesi poveri. Siamo di fatto distanti dalla radicalità di certa “controinformazione “ che tende alla criminalizzazione delle multinazionali del farmaco per la semplice ragione che crediamo – non da soli speriamo - nella capacità di controllo normativo delle istituzioni , valendo la regola e la necessità di denunciare le incongruenze scientifiche - in buona o cattiva fede – dei soggetti responsabili . Ribadiamo intanto che le informazioni sulla sicurezza ed efficacia di un farmaco, disponibili all’atto della sua immissione in commercio, non sono del tutto complete. Gli studi clinici pre-marketing si svolgono, per motivi“ pratici” , su popolazioni di pazienti numericamente contenute e con periodi di follow-up limitati nel tempo; non sono questi pertanto adatti ad evidenziare reazioni avverse ( ADR ) rare, ritardate o da uso protratto. Inoltre tali studi vengono condotti su pazienti selezionati, monitorati in centri specializzati. Questa condizione è molto lontana da quelle che sono le condizioni standard di uso di un nuovo farmaco, che potrà essere utilizzato in soggetti affetti da più patologie contemporaneamente, sottoposti ad altre terapie medicamentose e con differenti abitudini alimentari e voluttuarie (fumo, alcool ecc. ). Tutto questo può favorire la comparsa di danni da farmaci, non identificati nelle fasi pre-marketing. Per tutti questi motivi, si è sentita la necessità di istituire nell’ambito del Dipartimento il Servizio Regionale di Farmacovigilanza, i cui obiettivi sono: -individuare nel più breve tempo possibile nuove, in particolare gravi, reazioni avverse da farmaci recentemente immessi in commercio; -documentare l’incidenza degli effetti avversi da farmaci; -valutare la reale utilità di un medicamento, anche sotto il profilo di nuove possibili indicazioni; -promuovere un modo di prescrivere sempre più razionale (e quindi anche più economico). In questo numero della rivista OERB viene evidenziato il primo report di ADRs redatto a cura del Centro di Farmacovigilanza della regione Basilicata, allo scopo di fornire uno strumento che possa essere un costante punto di riferimento per gli operatori del settore e rendere più rapido il flusso delle informazioni di Farmacovigilanza in ambito regionale. Oer_b 2/04 Tumori e lavoro in Basilicata: normative e statistiche INAIL: quale futuro nell’integrazione ottimale tra SSR e INAIL Giuseppe Satriani Sovrintendente Medico Regionale, Direzione Regionale INAIL Basilicata-Potenza Riassunto Si propone di sensibilizzare i medici del territorio, i medici ospedalieri, i medici del lavoro, i medici competenti affinchè recepiscano l’obbligo di denuncia delle Malattie Professionali di cui all’art.139 del Testo Unico, indispensabile strumento per lo studio dei tumori lavoro-correlati e per la loro prevenzione, finalizzato quindi alla sicurezza dei lavoratori e ad una tutela assicurativa ottimale, alla luce del Decreto del Ministero del Lavoro del 27 aprile 2004 pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana n.134 del 10 giugno 2004. Discussione Si definiscono “professionali” i tumori nella cui genesi ha agito, come causa o concausa, l’attività lavorativa con esposizione ad agenti cancerogeni. Si dice CANCEROGENO qualsiasi agente (fisico, chimico o biologico) o miscela capace di provocare l’insorgenza del cancro o di aumentarne la frequenza in una popolazione esposta. I cancerogeni sono presenti ovunque, sia nell’ambiente di vita che nell’ambiente di lavoro. Le classificazioni dei cancerogeni, proposte dalle varie agenzie, non sono sempre univoche, concordanti e sono spesso datate. L’aspecificità delle neoplasie professionali e la variabilità dei livelli espositivi, obbligano il medico a fondare la sua valutazione non sulla presunzione del rischio, ma sulla dimostrazione di una eventuale esposizione pregressa. Le difficoltà che si incontrano in tale processo spesso scoraggiano le diagnosi di queste malattie professionali che risultano così ampiamente sottostimate. Solo alcune Regioni hanno sviluppato negli ultimi anni dei sistemi consultabili on-line di matrici professione-esposizione come strumento validato di documentazione per fornire informazioni sull’origine delle patologie neoplastiche, per facilitare la programmazione e la gestione di interventi di sorveglianza e di vigilanza in ambito occupazionale. I mezzi di comunicazione di massa rilevano con frequenza le incertezze degli enti preposti all’accertamento dei tumori di origine professionale, evidenziando i limiti e le inadeguatezze di un sistema di sicurezza sociale, certamente non al passo con i tempi. Nell’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali la causalità giuridica assume diverse connotazioni a seconda che la malattia sia o non sia inclusa nella tabella di legge (T.U. DPR n.1164/65). Nel primo caso opera la «presunzione legale dell’origine professionale» della malattia, per cui l’assicurato deve dimostrare l’esposizione ad una delle lavorazioni tabellate ed una malattia ad essa riferibile; non deve invece fornire la prova del rapporto di causalità fra la prima e la seconda. Nel caso di malattia non tabellata il diritto alle prestazioni CONTRIBUTI ORIGINALI assicurative è subordinato alla dimostrazione della causa lavorativa secondo i criteri ordinari: cronologico, qualitativo, quantitativo e modale. L’Istituto applica, allorquando esamina denunce di tumore (salvo i pochi casi tabellati), la classica criteriologia deduttiva medico-legale, integrata con il criterio statistico-epidemiologico, in carenza del quale, veramente, non può ammettersi alcuna diversificazione fra l’eziologia spontanea della malattia neoplastica -di norma a genesi multifattoriale- ed il ruolo causale o concausale del lavoro, che è fattore ovviamente pregiudiziale ad ogni ipotesi d’indennizzabilità nell’ambito dell’assicurazione sociale. Il criterio statistico-epidemiologico nella prospettiva della valutazione medico-legale rappresenta il punto di riferimento culturale ed operativo di migliore utilità per identificare la derivazione professionale della neoplasia. Difatti, solo a fronte di un’evenienza che si propone con ricorrenza statisticamente significativa nella esposizione ad un agente patogeno, può ammettersi il rapporto, che ben difficilmente può del pari individuarsi a fronte di un caso isolato per il quale si cerchi di definire a ritroso, una volta espressa la diagnosi, il rapporto etio-patogenetico col lavoro. Si avverte quindi un disagio medico, sempre più crescente, d’inadeguatezza formativa ed interdisciplinare nel settore dello studio degli agenti cancerogeni, a fronte di un flusso enorme di dati, che abbisogna di un sistema integrato, adatto ad una razionale interpretazione mediante la quale poter rispondere tempestivamente ai bisogni del lavoratore ai fini di una piena tutela dell’integrità psico-fisica e previdenziale. Si riportano di seguito pochi dati statistici per poter, almeno incidentalmente, trattare della situazione nella nostra Regione. Neoplasie denunciate nel 2003 in Basilicata Potenza 5 Matera 3 Basilicata 8 Fonte: Elaborazione SMR - Direzione INAIL Basilicata 3 4 Oer_b 2/04 Neoplasie denunciate in Italia, per Regione-Periodo 1994-2002 Regione 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 Totale Abruzzo 3 4 4 37 10 10 12 10 2 92 Basilicata 5 4 3 5 4 2 0 6 4 33 Calabria 19 7 1 1 13 16 19 46 5 127 Campania 17 24 18 16 16 24 19 32 13 179 Emilia 42 34 61 58 78 70 90 85 41 559 Friuli V.G. 41 47 64 62 49 71 65 72 129 600 Lazio 18 23 17 25 15 24 20 21 33 196 Liguria 7 11 14 34 82 105 108 90 93 544 Lombardia 38 45 57 56 66 80 123 117 61 643 Marche 6 5 13 14 12 8 8 33 20 119 Molise 0 14 5 0 3 2 3 2 1 30 Piemonte 91 126 135 200 159 176 128 117 56 1.188 Puglia 10 15 37 26 50 57 61 69 20 345 Sardegna 12 10 19 19 41 18 25 18 16 178 Sicilia 16 6 17 24 15 Il 21 20 16 146 Toscana 36 48 46 48 95 96 80 81 44 574 Trento-Bolzano 3 2 5 16 5 10 4 6 0 51 Umbria 3 7 6 18 4 8 17 20 7 90 Valle d’Aosta 0 0 2 0 1 1 1 1 0 6 Veneto 15 41 37 51 54 70 56 142 38 504 Totale 382 473 561 710 772 859 860 988 599 6.204 Fonte: INAIL Direzione Generale: Convegno SNOP di Pisa 2003 I dati dimostrano senza alcun dubbio che in Basilicata vi è una sottostima delle neoplasie professionali, con ogni probabilità da collegare a mancata denuncia all’INAIL. La rilevanza della morbi-mortalità occupazionale per l’epidemiologia lucana non ha bisogno di ulteriori argomentazioni, se non quella dell’urgente implementazione di un sistema di sorveglianza “ad hoc” in una Regione che presenta nuove realtà lavorative e, di conseguenza, nuovi rischi occupazionali ed ambientali. Negli ultimi dieci anni in Basilicata si è verificato un mutamento radicale e rapido delle attività economiche, caratterizzato soprattutto dalla creazione del polo automobilistico a Melfi e dall’ attivazione di un importante centro di estrazione idrocarburi nella Val d’Agri (oltre all’industria del salotto e della chimica), con la prospettiva, inoltre, di un ulteriore sviluppo di altri settori (trasporti, turismo, servizi diversificati in un processo di terziarizzazione). Sia in questo specifico contesto, sia ritornando, comunque, ad un discorso generale, si colloca la necessità di sviluppare un sistema integrato di sorveglianza epidemiologica delle Malattie Professionali, che, a partire dalle statistiche, possa svilupparsi nelle strutture sanitarie. Tutte le sopraindicate iniziative rischiano, peraltro, di essere frammentarie e sporadiche, se non si inquadrano in un contesto strutturato, organico e compartecipato, dove i soggetti pubblici, che esercitano funzioni che possono incidere sulla salute dei lavoratori, devono svolgere le loro azioni in modo coordinato e sinergicamente indirizzato al comune obiettivo. Proprio in questa direzione si muove l’art. 10 del Decreto Legislativo n. 38/2000. Con tale disposizione il legislatore, nell’affrontare il problema, ha ritenuto di non doverlo considerare in modo isolato e a se stante, bensì di inquadrarlo nel più vasto problema delle criticità che tuttora caratterizzano questo specifico versante. Il sistema di sicurezza, complessivamente considerato ancora oggi sconta la mancanza di un organico e facilmente accessibile quadro di riferimento scientifico-epidemiologico a livello nazionale, la scarsa e disomogenea diffusione e circolazione delle conoscenze tra gli operatori sanitari, l’assenza di punti centrali di raccolta di informazioni sulle caratteristiche e dimensioni del fenomeno. Tutte criticità che non possono non ricadere negativamente sul sistema assicurativo, e, prima ancora, su quello prevenzionale. Chiave di volta di questa rinnovata attenzione del decisore politico è stata la completa rielaborazione e l’ampliamento di portata dell’art. 139 del Testo Unico con il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 27 aprile 2004 (in G.U.134/04). Con esso si aggiorna l’elenco delle Malattie Professionali di cui all’art.139 del Testo Unico -proposto dalla Commissione scientifica all’uopo istituita ai sensi dell’art.10 del D.Lgs. CONTRIBUTI ORIGINALI 38/2000 -per le quali è sancito l’obbligo per ogni medico, che ne riconosca l’esistenza, di effettuarne la denuncia alle Direzioni Provinciali del Lavoro e/o alle Aziende Sanitarie Locali, nonché, ai sensi di quanto disposto dal citato art.10, all’INAIL. Detta denuncia/segnalazione, a differenza di quella prevista dall’art. 53 a scopi indennitari, ha finalità epidemiologiche, ispettive e prevenzionali. Il Decreto, con l’elenco allegato, è disponibile sulla rete internet (http://www.inail.it/basilicata/ link.htm). Il Decreto consente -ai sensi dell’art.10 comma 5 del D.Lgs. 38/2000- di avviare l’impianto, presso la banca dati INAIL, del “Registro nazionale delle malattie causate dal lavoro ovvero ad esso correlate” alimentato dalle denunce/segnalazioni di cui sopra. Da esso estrapoliamo le liste relative ai tumori professionali. Lista I-Malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità. Gruppo 6-Tumori Professionali. 01 Agenti Malattie Tumorali Codice Identificativo Amine aromatiche Tumori della vescica I.1.44 C67 Tumori della cute I.1.02 C44 Tumori del fegato I.1.02 C22 Tumori del polmone I.1.02 C34 Mesotelioma pleurico I.4.03 C45.0 Mesotelioma pericardico I.6.03 C45.2 Mesotelioma peritoneale I.6.03 C45.1 Mesotelioma t.vaginale del testicolo I.6.03 C45.7 Tumori del polmone I.4.03 C34 (benzidina,betanaftilamina,4-aminodifenile) 02 03 Arsenico e composti Asbesto 04 Benzene Tumori del sistema emolinfopoietico I.6.04 C96 05 Berillio e composti Tumori del polmone I.1.03 C34 06 Bisclorometiletere e clorometiletere Tumori del polmone I.1.54 C34 07 Cadmio e composti Tumori del polmone I.1.04 C34 08 Cloruro di vinile Angiosarcoma epatico I.1.34 C22.3 09 Cromo (composti esavalenti) Tumori del polmone I.1.05 C34 Tumori delle cavità nasali I.1.05 C30 Tumori dei seni paranasali I.1.05 C31 10 Erionite Mesotelioma pleurico I.6.10 C45.0 11 Nichel (composti del nichel) Tumori del polmone I.1.08 C34 Tumori delle cavità nasali I.1.08 C30 Tumori dei seni paranasali I.1.08 C31 12 Ossido di etilene Tumori del sistema emolinfopoietico I.06.12 C96.9 13 Talco contenente fibre asbestiformi Mesotelioma pleurico I.6.13 C45.0 Tumori del polmone I.6.13 C34 2,3,7,8-Tetracloro-dibenzo-para-diossina Tumori del polmone I.6.14 C34 14 15 Radiazioni inonizzanti Sarcoma dei tessuti molli I.6.14 C49.9 Linfoma non Hodgkin I.6.14 C85.9 Tumori solidi I.2.07 C80 Tumori del sistema emolinfopoietico I.2.07 C96 5 6 Oer_b 2/04 16 Radiazioni solari Epiteliomi cutanei-sedi fotoesposte I.5.07 C44 17 Radon e suoi prodotti di decadimento Tumori del polmone I.6.17 C34 18 Virus epatite B (infezione cronica) Epatocarcinoma I.6.18 C22.0 19 Virus epatite C (infezione cronica) Epatocarcinoma I.6.19 C22.0 20 Virus tipo I-Immunodeficienza acquisita Sarcoma di Kaposi I.6.20 C46 (con infezione) Linfoma non Hodgkin I.6.20 C85.9 Miscele Malattie Tumorali Codice Identificativo Fuliggine(*) Tumori della cute I.6.21 C44 Tumori del polmone I.6.21 C34 21 22 Olii di schisti bituminosi(*) Tumori della cute I.6.22 C44 23 Olii minerali non trattati o blandamente trattati(*) Tumori della cute Tumori del polmone I.6.23 C44 I.6.23 C34 24 Pece di catrame di carbone e catrame di carbone(*) Tumori della cute Tumori del polmone Tumori della laringe Tumori della cavità orale Tumori della vescica I.6.24 C44 I.6.24 C34 I.6.24 C32 I.6.24 C06.9 I.6.24 C67 25 Polveri di legno duro Tumori delle cavità nasali I.6.25 C30 Tumori dei seni paranasali I.6.25 C31 Lavorazioni/Esposizioni Tumori Professionali Codice Identificativo 26 Esposizioni a nebbie di acidi inorganici forti contenenti acido solforico Tumori del polmone Tumori della laringe I.6.26 C34 I.6.26 C32 27 Estrazione dell’ematite dal sottosuolo con esposizione al radon Tumori del polmone I.6.27 C34 28 Fabbricazione e riparazione di calzature Tumori delle cavità nasali I.6.28 C30 Tumori dei seni paranasali I.6.28 C31 Leucemie(**) I.6.28 C95.9 29 Fusione del ferro e dell’acciaio(*) Tumori del polmone I.6.29 C34 30 Industria della gomma Tumori della vescica I.6.30 C67 Tumori della pelvi e dei calici renali I.6.30 C65 Leucemie(**) I.6.30 C95.9 31 Produzione dell’alcool isopropilico(processo dell’acido forte) Tumori delle cavità nasali Tumori dei seni paranasali I.6.31 C30 I.6.31 C31 32 Produzione dell’alluminio(*) Tumori del polmone I.6.32 C34 Tumori della vescica I.6.32 C67 33 Produzione dell’auramina Tumori della vescica I.6.33 C67 34 Produzione del coke(*) Tumori della cute I.6.34 C44 Tumori del polmone I.6.34 C32 Tumori della vescica I.6.34 C67 Tumori della cute I.6.35 C44 Tumori del polmone I.6.35 C34 Tumori della vescica I.6.35 C67 Tumori della vescica I.6.36 C67 35 36 Produzione del gas dal carbone(*) Produzione di magenta (*)presenza di idrocarburi policiclici (I.P.A.) cancerogeni (**)per utilizzo di benzene CONTRIBUTI ORIGINALI 37 38 Produzione di mobili e scaffalature Attività del verniciatore Tumori delle cavità nasali I.6.37 C30 Tumori dei seni paranasali I.6.37 C31 Tumori del polmone I.6.38 C34 Tumori della vescica I.6.38 C67 Lista II - Malattie la cui origine lavorativa e’ di limitata probabilità. Gruppo 6 - Tumori Professionali Agenti e Lavorazioni Malattie Tumorali Codice Identificativo 01 Amine aromatiche[4,4’-metilenbis Tumori dell’apparato urinario (2-cloroanilina) (MOCA), orto-toluidina, 4-cloro-orto-toluidina] II.6.01 C68 02 Antiblastici del gruppo 1 e gruppo Tumori del sistema emolinfopoietico 2A della IARC (manipolazione da parte del personale addetto) II.6.02 C96.9 03 Asbesto Tumori della laringe II.6.03 C32 04 Difenili policlorurati (PCB) Tumori del fegato e vie biliari II.6.04 C22 Tumori del tratto digerente II.6.04 C26.0 Tumori del sistema emolinfopoietico II.6.04 C96.9 Melanoma cutaneo II.6.04 C43 05 1,3-Butadiene Tumori del sistema emolinfopoietico II.6.05 C96.9 06 Cloruro di vinile Epatocarcinoma II.6.06 C22.0 07 Creosoto Tumori della cute II.6.07 C44 08 Epicloridrina Tumori del polmone II.6.08 C34 09 Formaldeide Tumori delle cavità nasali II.6.09 C30 Tumori dei seni paranasali II.6.09 C31 Tumori del nasofaringe II.6.09 C11 Tumori del polmone II.6.10 C34 Tumori della vescica II.6.10 C67 11 Idrocarburi Policiclici Aromatici Tumori del polmone (IPA) Benzo[a]antracene,benzo[a]pi Tumori della cute rene, dibenzo[a,h]antracene Tumori della vescica II.6.11 C34 II.6.11 C44 II.6.11 C67 12 Radiazioni solari Melanoma cutaneo II.6.12 C43 13 Silice cristallina Tumori del polmone II.6.13 C34 14 Tetracloroetilene(percloroetilene) Linfoma non Hodgkin II.6.14 C85.9 Tumori dell’esofago II.6.14 C15.9 Tumori della cervice uterina II.6.14 C53.9 Linfoma non Hodgkin II.6.15 C85.9 Tumori del fegato e delle vie biliari II.6.15 C22 Tumori del rene II.6.15. C64 Tumori della cervice uterina II.6.15. C53.9 10 15 16 Gas di combustione motori diesel Tricloroetilene (trielina) Tolueni alfa-clorurati (esposizione Tumori del polmone combinata al benzal-cloruro, tri- Linfoma di Hodgkin cloruro di benzene, benzil cloruro e benzoil cloruro) II.6.16. C34 II.6.16 C81 17 Produzione di auramina Tumori della pelvi e dei calici renali II.6.17 C65 18 Produzione di Magenta Tumori della pelvi e dei calici renali II.6.18 C65 7 8 Oer_b 2/04 19 Attività di parrucchiere e di barbiere Tumori della vescica II.6.19 C67 20 Raffinazione del petrolio Leucemie II.6.20 C95.9 Tumori della cute II.6.20 C44 21 Vetri artistici, contenitori di vetro, vetro stampato (manifattura) Tumori della laringe Tumori del polmone Tumori dello stomaco Tumori dell’intestino II.6.21 C32.9 II.6.21. C34 II.6.21 C16.9 II.6.21 C17 22 Lavorazioni che hanno comportato l’esposizione professionale all’asbesto come da registro nazionale dei casi accertati di mesotelioma asbesto-correlati (art. 36 D.Lgs. 277/91DPCM 308/02) Mesotelioma pleurico Mesotelioma pericardico Mesotelioma peritoneale Mesotelioma t.vaginale del testicolo II.6.22 C45.0 II.6.22 C45.2 II.6.22 C45.1 II.6.22 C45.7 CONTRIBUTI ORIGINALI Lista III-Malattie la cui origine lavorativa e’ possibile. Gruppo 6 - Tumori Professionali. 01 Asbesto Tumori gastroenterici 02 Cloruro di vinile Tumori del polmone 03 Fibre ceramiche Tumori del polmone Mesotelioma pleurico 04 Fumo passivo (attività lavorative che espongono a fumo passivo) Tumori del polmone 05 Pesticidi non arsenicali (irrorazione e applicazione) Tumori del sist.emolinfopoietico Tumori del polmone Tumori della cute Tumori cerebrali 06 Sostanze del gruppo 2A IARC di cui non sono ancora definiti nell’uo- Tumori solidi mo gli organi bersaglio Acrilamide Bromuro di vinile Dibromoetile- Tumori del sist.emolinfopoietico ne Floruro di vinile Stirene 7,8 Ossido 1,2,3-Tricloropropano Tris (2,3Dibromopropil)fosfato E’ pertanto prezioso che tutti i medici della regione vengano a conoscenza della nuova normativa. solo così i sanitari, che, nel corso della loro attività professionale, riconoscessero, o ne avessero fondato sospetto, le malattie di cui al decreto, potranno darne segnalazione alle istituzioni interessate. La collaborazione di tutta la classe medica consentirà di predisporre tutte le misure atte a tutelare sempre più compiutamente i lavoratori e ad avviare un preciso piano per un’efficace prevenzione. Conclusioni In definitiva la soluzione voluta dal legislatore si ispira ad una logica di sinergie tra organismi competenti e di integrazione tra funzioni e finalità proprie di soggetti pubblici (dipartimento di prevenzione delle USL, ISPESL, INAIL), diversi ma tutti operanti per la tutela della salute nei luoghi di lavoro, in un quadro coordinato all’interno del quale l’INAIL si impegna con il ruolo di gestore del sistema assicurativo e, contemporaneamente, come azienda di servizi complessi specialistici nel nuovo welfare del paese, per un sistema informativo integrato dei tumori professionali mirato alla conoscenza del fenomeno, con l’obiettivo principale di attivare azioni che abbiano una ricaduta in termini essenzialmente preventivi, senza trascurare gli aspetti assicurativi, nel rispetto dei ruoli previsti dal legislatore per tutti gli attori coinvolti. 9 10 Oer_b 2/04 Bibliografia 1. Barrett J.C.: Mechanisms of action of known human carcinogens. In: Vainio H., Magee P.N., McGregor D.B., McMichael A.J. (eds): Mechanisms of Carcinogenesis in Risk Identification. Lyon: International Agency for Research on Cancer, 1992, pp. 115-134 (IARC Scientific Publication N. 116). 2. Bartsch H., Hemminki K, O’Neill I.K.: Methods for detecting DNA-damaging agents in humans: applications in cancer epidemiology and prevention. IARC Scientific Publications N.88, Lyon, 1988. 3. Bianco A.R.: Manuale di Oncologia Clinica. McGraw Hill, Milano, 1999. e 1994, n. 626 - Prime direttive per l’applicazione. 4. Binetti R., Marcello I., Zapponi G.: “Le sostanze cancerogene nell’ambiente di lavoro” EPC Editore, Roma 1996. 5. Bressa G.: “Il rischio cancerogeno”, Massa Editore, Milano 1997. 6. Casula D.: “Medicina del Lavoro”, Monduzzi Editore, Bologna 2003. 7. Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali, a norma dell’art. 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144 – Decreto legislativo 23/2/2000, n. 38. 8. Foà V., Ambrosi L.: “Medicina del lavoro”, UTET Editore, Torino 2003. 9. Iarc: Monographs on the evaluation of Carcinogenic risks to humans. IARC, Lyon, 1995. 10. International Agency For Research On Cancer. Complete list of all Monographs and Supplements published to date. The Internet. http://.93.51.164.11/monoeval/allmonos.html, Last update: 12 January 2001. 11. International Agency For Research On Cancer. Occupational Exposures in Insecticide Application and Sonze Pesticides. Lyon: IARC, 1991 (IARC Monographs for the Evaluation of the Carcinogenic Risks in Humans, Vol. 53). 12. International Agency For Research On Cancer: IARC Monographs for the evaluation of the carcinogenic risk of chemicals to humans. Suppl. 2: Long term and short term screening assays for carcinogens: a critical appraisal. IARC, Lyon, 1980. 13. International Agency For Research On Cancer: Monographs on the evaluation of carcinogenic risk to humans. 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Potenza ottobre 2002 21. Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro: Rapporto Annuale Regione Basilicata 2002. Potenza ottobre 2003 22. Marmo C., Di Agostino A., Melino C.: I Tumori Professionali. SEU, Roma, 2000. 23. Marmo C., Melino C.: “Protezione da agenti cancerogeni e mutageni”. Buffetti Editore, 2003. 24. Satriani G., Puglia M.: “Per una tutela assicurativa e solidaristica dei tumori lavoro-correlati nel nuovo INAIL. Rivisitazione, classificazione agenti cancerogeni, prospettive, proposte, revisione della metodologia medico-legale e valutazione del danno biologico”. Atti V Convegno Nazionale di Medicina Legale e Previdenziale INAIL, 20-22 Ottobre 2004 Santa Margherita di Pula (CA). 25. Scansetti G., Piolatto P.G., Perrelli G.: “Medicina del lavoro”, Edizioni Minerva Medica, Torino 2000. 26. Simionato L., Saracci R.: Cancer, occupational. In: Parmeggiani L. (ed): Encyclopaedia of Occupational Health and Safery. 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Rosalia Puzo2 Dirigente Ufficio Attività di Prevenzione e Politiche del FarmacoCentro di Coordinamento Regionale di Farmacovigilanza, Dipartimento Sicurezza e Solidarietà Sociale, Regione Basilicata 2 Ufficio Attività Sanitarie di Prevenzione e Politiche del FarmacoCentro di Coordinamento Regionale di Farmacovigilanza, Dipartimento Sicurezza e Solidarietà Sociale, Regione Basilicata 1 Introduzione La Farmacovigilanza è lo strumento migliore in possesso di operatori sanitari, ma anche di semplici cittadini, per diffondere la conoscenza e la prevenzione degli effetti secondari correlati all’ uso di sostanze farmacologicamente attive. Allo scopo di tutelare sempre di più la salute dei cittadini, tra gli obiettivi del P.S.N. vi sono quello di promuovere un corretto uso del farmaco e la farmacovigilanza. E’ quindi da tener presente che una informazione puntuale sui farmaci è doverosa da parte di tutti coloro che lavorano nel settore, allo scopo di comunicare che il cattivo uso, o addirittura l’ abuso dei farmaci, è dannoso per la salute e che avviare processi di razionalizzazione sull’ impiego dei farmaci è condizione indispensabile anche alla luce della particolare rilevanza della spesa farmaceutica. Chiaramente la Farmacovigilanza deve partire dall’identificazione del segnale di rischio, elemento che si avvale, come principale fonte di informazione, dei sistemi nazionali di segnalazione e dei Periodic Safety Update Reports (PSUR) presentati dall’industria. Il sistema di segnalazione da parte degli operatori sanitari riveste un ruolo da protagonista, ma è chiaro che dovrà essere adeguatamente rinforzato e soprattutto migliorato dal punto di vista qualitativo. La segnalazione delle reazioni avverse a farmaci (ADRs) rappresenta, infatti, il nucleo centrale di qualsiasi efficace sistema di farmacovigilanza, in quanto, come riportato da Leape e Coll. (New England Journal of Medicine 2002,347:1633-8) “il principale scopo della segnalazione di un evento avverso è quello di imparare dall’esperienza e condividere tale esperienza in modo che altri possano evitare che lo stesso evento avverso accada”. Nel 2001 è stata attivata dal Ministero della Salute la rete nazionale di Farmacovigilanza, quale utile strumento di comunicazione e d’informazione attraverso il quale i referenti della farmacovigilanza di Regioni, ASL, Aziende Ospedaliere, IRCCS e delle industrie farmaceutiche possono segnalare e ricevere informazioni sulle ADRs. Con DGR n. 16 del 08/01/2001 è stato istituito in Basilicata il Centro Regionale di Coordinamento di Farmacovigilanza collocato nell’ ambito dell’ Ufficio di Attività di Prevenzione e Politiche del Farmaco, all’ interno del Dipartimento di Sicurezza e Solidarietà Sociale, e composto, oltre che da professionalità strutturate, anche da sei farmacisti. Con il D.Lgs. n. 95 del 08/04/2003 è stata recepita la direttiva CE 2000/38 in materia di farmacovigilanza ed è stata elaborata un’unica normativa al fine di ottimizzare la sorveglianza delle reazioni avverse ai farmaci da parte delle Autorità sanitarie centrali e periferiche, delle aziende farmaceutiche, degli operatori sanitari, in modo da assicurare un sistema capace di evidenziare gli eventi gravi o inattesi e di valutare costantemente il profilo rischio-beneficio dei farmaci. Pertanto alla luce del D.Lgs. 95/2003, il Centro Regionale di Coordinamento di Farmacovigilanza vuole porsi come riferimento a livello regionale di tutte le problematiche inerenti il farmaco (uso,abuso,interazioni,consumo,profilo rischiobeneficio,reazioni avverse etc.). Esso svolge: - programmi di lavoro finalizzati al monitoraggio delle prescrizioni, con eventuale fornitura di dati nell’ambito di specifici monitoraggi di classi di farmaci più utilizzate; - archiviazione di dati riguardanti le ADRs pervenute nell’anno al fine di sensibilizzare gli operatori sanitari al tema farmacovigilanza; - attività di comunicazione mediante incontri periodici con MMG, PLS, MCA, allo scopo di discutere eventuali problematiche in tema di farmacovigilanza, incentivare la segnalazione di eventi avversi dovuti all’uso di farmaci, fornire note esplicative per la corretta compilazione della scheda di segnalazione di ADRs; - elaborazione della scheda iformativa di ritorno ai medici segnalatori ed ai referenti di farmacovigilanza delle Aziende Sanitarie contenente un report delle ADRs verificatesi per quel farmaco a livello nazionale e la valutazione dell’imputabilità del farmaco rispetto alla sospetta reazione avversa calcolata applicando l’algoritmo di Naranjo o di Jones . Il concetto di farmacovigilanza va man mano assumendo un significato diverso rispetto a quello che finora le è stato attribuito nel senso che la Farmaco vigilanza sta diventando sepre più una disciplina tesa a monitorare l’intera vita di un medicinale, dalle prime fasi della sua sperimentazione fino alla sua autorizzazione ed al periodo di commercializzazione ed uso. Tale attività potrà e dovrà garantire un precoce e tempestivo riconoscimento di segnale di allarme e dovrà essere utilizzata al fine di programmare idonei piani di sorveglianza postmarketing, disegnati allo scopo di confermare la sicurezza del farmaco nelle normali condizioni d’impiego. L’esperienza ci ha purtroppo insegnato che, soprattutto per i farmaci di nuova immissione e/o innovativi, il periodo più a rischio per l’emergere di problemi di sicurezza inattesi e comunque non rilevati nelle fasi sperimentali , è proprio quello delle fasi iniziali di commercializzazione. In questo numero di Oer_b viene presentato il primo report di ADRs segnalate all’ Assessorato Sicurezza e Solidarietà Sociale dal 1999 al 2003, allo scopo di fornire uno strumento che possa essere un costante punto di riferimento per gli operatori del settore. Per ottenere una lettura rapida ed utile, le ADRs sono state elaborate per ATC, nome commerciale, principio attivo, sesso, età ed Aziende; le stesse sono state classificate secondo la codifica internazionale ICD9 per opportuni confronti sia a livello nazionale che internazionale. Tale strumento pensiamo possa essere utile sia agli operatori del settore sia a noi tutti, in quanto il raggiungimento di un obiettivo non può in alcun modo prescindere da un’ analisi dello stato dell’ arte, che costituisce il dato base sul quale sviluppare le varie tappe da seguire per il raggiungimento del target prefisso. Riteniamo indispensabile fornire periodicamente una panoramica delle attività di segnalazione spontanea delle reazioni avverse da farmaci ed implementare, con opportuni progetti, il sistema della segnalazione spontanea al fine di contribuire sempre più alla cultura della Farmacovigilanza, proprio perché essa riveste duplice importanza: salute pubblica ed economia sanitaria regionale. 11 12 Oer_b 2/04 Materiali e metodi Per l’analisi delle ADRs è stato usato il metodo ICD9 che codifica le reazioni avverse secondo una metodica già ampiamente sperimentata. E’ da segnalare che il termine N.I.è stato utilizzato per mettere in luce alcuni campi che spesso non sono stati compilati (dechallange e rechallange). Sono state raccolte le schede provenienti dalle varie Aziende Sanitarie, inviate all’Assessorato Regionale Sicurezza e Solidarietà Sociale. L’elaborazione dei dati è avvenuta per ATC (classificazione anatomo-terapeutico-chimica): nome commerciale; principio attivo; sesso; età; distribuzione territoriale. Inoltre abbiamo inteso mettere in relazione, nel quadriennio, l’età e le ADRs (grafico n.7), il numero di casi per ATC (grafico n.8), il numero di casi per Azienda (grafico n.9). Commento Il 34% delle reazioni avverse ha interessato la fascia d’età compresa tra i 45 e i 64 anni, con prevalenza del sesso femminile. L’ apparato cardiovascolare mostra un picco elevato nell’ anno 1999, dovuto essenzialmente alle ADRs da Ace inibitori. Nel 2001, invece, la maggiore segnalazione di ADRs per i cardiovascolari, riguarda anche l’uso delle statine (non va dimenticato che in quell’ anno esplose il caso Lipobay). Nel quadriennio in questione l’ Azienda n.4 ha inviato il 54% delle reazioni avverse dell’ intero territorio regionale. Ai fini di una migliore gestione dei dati, allo scopo di tendere sempre di più ad una Farmacovigilanza detta “Attiva “, che possa svolgere un ruolo definito ed integrato sempre di più con la rete nazionale, volto soprattutto alla sorveglianza metodica e costante delle nuove molecole in commercio, l’Ufficio Attività di Prevenzione e Politiche del Farmaco si pone come obiettivo assoluto un maggiore coinvolgimento, sia degli operatori sanitari che del cittadino sul tema farmaco, inteso come corretto utilizzo e quindi miglioramento della qualità di vita. Nel corso del I° semestre 2004, presso il Centro di Farmacovigilanza della Regione Basilicata , sono pervenute dai referenti aziendali n.35 segnalazioni ADRs . Dall’esame delle ADRs pervenute emerge che le reazioni hanno interessato maggiormente la fascia di età 45-64 anni, con prevalenza del sesso femminile; l’ATC maggiormente interessato è J (antimicrobici generali sistemici); l’Azienda che ha registrato maggiori segnalazioni risulta essere l’Asl n.2. Conclusioni La segnalazione delle sospette reazioni avverse da farmaci (ADRs) rappresenta il nucleo centrale di qualsiasi efficace sistema di farmacovigilanza. Tuttavia questo strumento, negli anni scorsi, ha sempre trovato difficoltà a diffondersi in quanto, spesso la compilazione della scheda è stata considerata un obbligo anche fastidioso e non un importante contributo per monitorare la vita di un farmaco e confermare la sicurezza dello stesso nelle normali condizioni d’ impiego. Nella nostra Regione è presente il Centro di Coordinamento di Farmacovigilanza, che da circa due anni svolge un’azione capillare di informazione sulla farmacovigilanza ai medici operanti sul territorio regionale, mediante incontri programmati nelle 5 Asl in collaborazione con i rispettivi referenti aziendali. CONTRIBUTI ORIGINALI Storico completo ADRs 1999-2003 Anno 1999 Tabella1-Segnalazioni ADRs suddivise per sesso Sesso N. Casi M 22 F 34 Non Indicata (N.I.) 2 TOTALE 58 Tabella 2 e relativo grafico-Segnalazioni ADRs suddivise per territorio AZIENDA N. Casi Asl 1 5 Asl 2 0 Asl 3 0 Asl 4 48 Asl 5 5 S.CARLO 0 Nell’anno 1999 in Basilicata sono pervenute 58 segnalazioni di ADRs, di queste 34 interessano le femmine e 22 i maschi. L’Asl che ha segnalato di più è l’Asl 4, la fascia di eta’ 45-64 anni ha manifestato piu’ ADRs. Tabella 3 e relativo grafico-Segnalazioni ADRs per eta’ Eta’ N. Casi 0-14 1 15-44 8 45-64 25 65-74 12 75-84 11 Non Indicata 1 TOTALE 58 Tabella 4 e relativo grafico-Suddivisione per A.T.C. Gruppo anatomico principale N. casi A - Apparato gastrointestinale 0 B - Sangue ed organi emopoietici 2 C - App. cardiovascolare 43 D - App. dermatologico 0 G - App. genito-urinario 3 H - Ormoni sistemici 0 J - Antimicrobici generali sistemici 0 L - Antineoplastici 0 M - App.muscolo-scheletrico 1 N - Sistema nervoso centrale 7 R - Sistema respiratorio 1 S - Organi di senso 1 V - Vari 0 L’apparato cardiovascolare è l’ATC 1 che ha dato più ADRs 13 14 Oer_b 2/04 Prospetto esemplificativo ATC Farmaco Principio Attivo L02BB casodex cpr bicalutamide Sesso Reazione Avversa m edema arti inferiori o4o1 Codice Eta’ 60 Anno 1999 Azienda Dechal Rechal asl 1 ni no C04AD trental fl e.v. pentoxifillina m iperemesi o228 88 1999 asl 1 si no C09BA femipress cpr moexipril f tosse o513 40 1999 asl 1 si n.i. N03AG depakin 200 cpr sodio valproato m alopecia ooo2 10 1999 asl 1 n.i. n.i. G03CA estraderm tts 50+ estradiolo f ictus celebrale 1986 43 1999 asl 1 n.i. n.i. L02AB farlutal 10 mg cpr medrossiprogesterone C09BA acediur cpr captopril+idroclort iazide f tosse o513 78 1999 asl 4 si si J01FA mizar cpr flurotromicina n.i. agitazione o163 29 1999 asl 4 si no insonnia o183 C09AA acequin 20 cpr quinapril m tosse o513 65 1999 asl4 si no C09BA quinazide cpr quinapril+idroclort iazide f tosse o513 66 1999 asl 4 n.i. n.i. C09AA coversyl cpr perindopril f tosse o513 48 1999 asl 4 n.i. n.i. eruzione cutanea oo27 C09BA acesistem cpr enalapril+idroclort iazide f tosse o513 49 1999 asl 4 si si C09AA capoten 25 mg captopril f tosse o513 86 1999 asl 4 n. i. n.i. C09AA fosinopril cpr m tosse o513 57 1999 asl 4 si no C09AA gopten cpr trandolapril m tosse o513 56 1999 asl 4 si si C09BA cibadrex cpr benazepril+idroclor tazide f tosse o513 68 1999 asl 4 si no C09BA unipril 5 mg cpr ramipril f tosse o513 75 1999 asl 4 si no C09AA acequin 20 mg cpr quinapril m tosse o513 74 1999 asl 4 si no C09AA enapren 20 mg cpr enalapril f tosse o513 72 1999 asl 4 si no C09BA unipril 5 mg cpr ramipril m tosse o513 52 1999 asl 4 si si C09BA acediur cpr captopril+idroclort iazide f tosse o513 80 1999 asl 4 si no C09AA enalapril 20 mg cpr f tosse o513 71 1999 asl 4 si n.i. C09AA naprilene 20 mg cpr enalapril m tosse o513 43 1999 asl 4 si no C09BA acesistem cpr cenalapril+idroclort azide m tosse o513 72 1999 asl 4 n.i. n.i. C09AA gopten 0,5 mg cpr trandolapril m tosse o513 65 1999 asl 4 n.i. n.i. C09AA procaptan cpr perindopril f tosse o513 59 1999 asl 4 no no C09BA acediur cpr captopril+idroclort iazide f tosse o513 53 1999 asl 4 si no C09AA enapren 20 mg enalapril f tosse o513 60 1999 asl 4 n.i. n.i. C09AA alapril 20 mg cpr lisinopril f tosse o513 68 1999 asl 4 si si C09AA eliten cpr fosinopril f tosse o513 60 1999 asl 4 si no C09AA eliten cpr fosinopril f tosse o513 53 1999 asl 4 si no fosinopril C09AA eliten cpr m tosse o513 51 1999 asl 4 n.i. n.i. C09 ace-inibitore 5 mg cpr m angioedema ooo3 63 1999 asl 4 si no N06AA clomipramina cloridrato cpr f eritema cutaneo oo28 46 1999 asl 4 n.i. n.i. CONTRIBUTI ORIGINALI N06AA anafranil25 clomipramina N06AA anafranil 75 mg cpr clomipramina B01AC tiklid cpr ticlopidina C07AG carvipress C08CA C09AA m eritema cutaneo oo28 42 1999 asl 4 si no eritema cutaneo oo28 32 1999 asl 4 si no m diarrea o2o5 75 1999 asl 4 si no carvedilolo f edemi periferici o4o1 56 1999 asl 4 si no lacipil cpr lacidipina f edemi declivi o399 73 1999 asl 4 si no tensogard cpr fosinopril f tosse o513 79 1999 asl 4 si si C09BA quinazide cpr quinapril+idroclort iazide f tosse o513 58 1999 asl 4 si no C09AA quinapril m tosse o513 65 1999 asl 4 si no C09AA fosipress cpr fosinopril f tosse o513 75 1999 asl 4 si no G04CA omnic cpr tamsulosina m eiaculazione retrogada o2o6 56 1999 asl 4 si no f S01ED timoptol coll. timololo m congiuntivite o238 58 1999 asl 4 si n.i. C09AA procaptan cpr perindopril f tosse o513 45 1999 asl 4 si n.i. C09AA enapren enalapril f tosse o513 85 1999 asl 4 si no C09AA procaptan cpr perindopril f tosse o513 45 1999 asl 4 si n.i. C09AA fosinopril cpr m tosse o513 50 1999 asl 4 si no C09AA enalapril cpr m tosse o513 66 1999 f tosse o513 76 1999 asl 4 ni n.i. f tosse o513 53 1999 asl 4 si no C09AA converten cpr C09 ace inibitore enalaprilf n.i. asl 4 N02BA aspirina cpr acido acetil-salicilico gastralgia o268 n.i. 1999 asl 4 si no C09AA fosipres cpr fosinopril f tosse o513 84 1999 asl 4 si no N06AA anafranil 25 mg cpr clomipramina f eritema cutaneo oo28 58 1999 asl 5 n.i. n.i. dolori muscolari oo73 N06AA anafranil 10mg cpr clomipramina f dolore muscolo-scheletrico 1889 61 1999 asl 5 n.i. n.i. N06AA anafranil 25 mg cpr clomipramina m eritema cutaneo oo28 28 1999 asl 5 n.i. n.i. artralgia mialgia oo63 m tosse o513 62 1999 asl 5 n.i. n.i. f edema genitale 1o92 38 1999 asl 5 si no C09AA ramipril cpr M01AX aulin buste nimesulide 15 16 Oer_b 2/04 Anno 2000 Tabella 5 - Segnalazioni ADRs suddivisi per sesso Sesso N. Casi M 11 F 12 TOTALE 23 Tabella 6 e relativo grafico-Segnalazioni ADRs suddivisi per territorio AZIENDA N. Casi ASL 1 5 ASL 2 2 ASL 3 0 ASL 4 2 ASL 5 12 S.CARLO 2 Nel 2000 l’azienda che ha segnalato piu’ reazioni avverse e’ stata l’ asl 5. I gruppi anatomici principali che hanno presentato piu’ ADRs sono stati il gruppo N e il gruppo B. Tabella 8-Suddivisione per A.T.C. Gruppo anatomico principale Tabella 7-Segnalazione ADRs per età. N. Casi Età N. Casi A - apparato gastro-intestinale 0 0-14 0 B - sangue ed organi emopoietici 5 15-44 5 C - apparato cardiovascolare 1 45-64 8 D - apparato dermatologico 0 65-74 4 G - apparato genito-urinario 2 75-84 6 H - ormoni sistemici 0 N.I. 0 J - antimicrobici generali sistemici 2 TOTALE 23 L - antineoplastici 2 M - apparato muscolo scheletrico 3 N - sistema nervoso centrale 7 R - sistema respiratorio 0 S - organi di senso 0 V - vari 1 CONTRIBUTI ORIGINALI Prospetto Esemplificativo ATC Farmaco J01DA ceftriaxone L01BD caelix G04CB finastid C01A Principio Attivo Sesso Reazione Avversa Codice Eta’ Anno Azienda Dechall Rechall m aumento amilasi 11o1 75 2000 s. carlo si no doxorubicina f dermatite ooo7 53 2000 s. carlo ni no finasteride m ginecomastia o346 75 2000 asl 1 ni ni cervasta 0,2 cerivastatina f mialgia oo73 44 2000 asl 1 ni ni M01AX mesulid fast bust nimesulide m riduzione visus o237 65 2000 asl 1 ni ni J07BB fluarix vaccino inattivato m sindr. guillain- barret o125 44 2000 asl 1 ni ni N02AX fortradol tramadolo f coma i° grado oo91 71 2000 asl 1 ni no G03AA harmonet gestodene+etilenestr f adiolo cefalea disturbi visivi o1o9 29 2000 asl 2 ni ni L03AB roferon 3mi fiale interferone alfa m aumento transaminasi 1346 60 2000 asl 2 si no B01AC a.s.a. acido acetilsalicilico m emorragia gastrica o294 59 2000 asl 4 si no N02BA aspirinetta acido acetilsalicilico f allergia 1o58 63 2000 asl 4 si no B01AC cardioaspirin 100 cpr acido acetilsalicilico m orticaria oo44 76 2000 asl 5 si no M05BA alendros cpr acido alendronico f esofagite o3o9 76 2000 asl 5 si no V08AB iomeron 400 fiale iomeprolo m broncospasmo o511 63 2000 asl 5 no no N06AA laroxyl amitriptilina f allergia 1o58 50 2000 asl 5 si no N06AA anafranil 10 cpr clomipramina m tachicardia o224 34 2000 asl 5 si no B01AC cardioaspirin 100 cpr acido acetilsalicilico m gastroemorragia o294 75 2000 asl 5 ni ni N02BA aspirinetta acido acetilsalicilico f orticaria oo44 58 2000 asl 5 ni ni B01AC ascriptin acido acetil salicilico m gastroemorragia o294 75 2000 asl 5 ni ni B01AC ascriptin acido acetilsalicilico f gastroemorragia o294 68 2000 asl 5 si ni M05BA adronat acido alendronico f diarrea o2o5 65 2000 asl 5 si no N06AA anafranil sr 75 cpr clomipramina f astenia-tachicardia o716 34 2000 asl 5 ni ni tremori o154 N06AA laroxyl cpr amitriptilina f ipersensibilita’ o712 59 2000 asl 5 si no 17 18 Oer_b 2/04 Anno 2001 Tabella 9 - Segnalazioni ADRs suddivise per sesso Sesso N. Casi M 31 F 42 TOTALE 73 Tabella10 e relativo grafico. - Segnalazioni ADRs suddivise per territorio AZIENDA N° Casi ASL 1 13 ASL 2 3 ASL 3 3 ASL 4 38 ASL 5 11 S.CARLO 5 Tabella 11-Segnalazioni ADRs per età Età N. Casi 0-14 1 15-44 11 45-64 30 65-74 21 75-84 6 N.I. 4 TOTALE 73 Tabella 12- Suddivisione per (A.T.C.) Gruppo anatomico principale Casi A - apparato gastrointestinale 4 B - sangue ed organi emopoietici 7 C - apparato cardiovascolare 22 D - apparato dermatologico 0 G - apparato genito-urinario 1 H - ormoni sistemici 0 J - antimicrobici generali sistemici 15 L - antineoplastici 0 M - apparato muscolo scheletrico 9 N - sistema nervoso centrale 12 R - sistema respiratorio 2 S - organi di senso 1 V - vari 1 Nel 2001 anche le Aziende n.1 e n.5 hanno segnalato. CONTRIBUTI ORIGINALI Prospetto Esemplificativo ATC Farmaco Principio Attivo Sesso Reazione Avversa Codice Eta’ Anno Azienda Dechal Rechal B01AC ibustrin indobufene f eritema diffuso oo28 70 2001 s.carlo no si fastidi epi-gastrici o279 sudorazione intensa oo43 C09DA cotareg valsartan +idroclortiazide f fotodermatosi oo21 46 2001 s.carlo no si C10A cervasta 0.4 cerivastatina m rabdomiolisi asintomatica test lab. positivo 121o 34 2001 s.carlo no si B01AC tiklid ticlopidina clor. f agranulocitosi o57o 80 2001 s.carlo no si J01EE bactrim forte cpr cotrimoxazolo m eritema diffuso oo28 70 2001 s.carlo no si C10AA lipitor 10 atorvastatina m mialgie diffuse oo73 47 2001 asl 1 no si M01AH arofex 25+ rofecoxib f lieve insuff.renale o619 69 2001 asl 1 no si M01AC roxene fl piroxicam V07AB infasil sapone m orticaria acuta oo45 27 2001 asl 1 no si vasculite arti infer. oo85 A03FA peridon cpr domperidone f perdite metrorragiche o657 45 2001 asl 1 no si M01AH artilog 200 cpr celecoxib f proctorragia 1o14 52 2001 asl 1 no si M01AH celebrex 200 cpr celecoxib m melena da ulcera bulbare o3o6 72 2001 asl 1 no si C10AA torvast10 cpr atorvastatina f mialgia oo73 35 2001 asl 1 no si A02BC mepral 20+ omeprazolo m diarrea o205 27 2001 asl 1 no si A03FA peridon cpr domperidone N02AE subutex sub ling. buprenorfina m otalgia o260 28 2001 asl 1 no si J01MA avalox 400 moxifloxacina m anafilassi orticaria o714 44 2001 asl 1 no si G04CB finastid finasteride m riduzione della fertilita’ 1109 64 2001 asl 1 no si C10 stativa 0,2 cerivastatina f mialgia oo73 70 2001 asl 1 no si ipercolesterolemia o381 N02BA aspirinetta acido acetilsalicilico m gastroenterorragia o287 55 2001 asl 2 no si C10 cervasta 0.2 cerivastatina f mialgie oo73 60 2001 asl 2 no si C10AA torvast 10 atorvastatina f crampi muscolari art.inf. o939 70 2001 asl 2 no si C10 lipobay 0,2 cpr cerivastatina f mialgie oo73 51 2001 asl 3 si no astenia o716 stipsi o204 o514 69 2001 asl 3 si si o205 n.i. 2001 asl 3 si B01AC cardioaspirina 100 mg acidoacetilsalicilico m difficolta’ respiratoria A05AA deursil rr 450mg acido ursodesossicolico f diarrea C09AA renormax spirapril f tosse o513 55 2001 asl 4 no si C09BA accuretic quinapril+idroclor tiazide f dolori addominali o268 73 2001 asl 4 no si C09BA delapride delapril+indapamide f tosse o513 64 2001 asl 4 no si C09CA feloday felodipina m edemi declivi ooo7 69 2001 asl 4 no si C08CA lacirex lacidipina f dermatite pruriginosa con ecchimosi ooo7 59 2001 asl 4 no si C09CA pritor 80 telmisartan f nevrosi depressiva o189 59 2001 asl 4 no si C09AA renormax spirapril clor. f tosse o513 59 2001 asl 4 si no 19 20 Oer_b 2/04 R03DA bamifix bamifillina f dermatite orticariode diffusa ooo7 78 2001 asl 4 no si C08CA antacal 10 amlopidina besilato m edemi declivi o399 60 2001 asl 4 no si N07CA flunagen mite flunarizina diclor. m ipostenia muscolare o716 86 2001 asl 4 no si J01FA klacid 500 claritromicina f glossite o295 41 2001 asl 4 no si ageusia o266 C09DA cotareg valsartan+idroclort iazide f eruzione cutanea oo27 68 2001 asl 4 si no J05AB zovirax 400 aciclovir m cefalea vertigini o1o9 59 2001 asl 4 no si iperpiressia o894 orticaria oo44 55 2001 asl 4 no si angioedema al viso ooo3 J07BB influvac s vaccino inattivato f M01AH vioxx rofecoxib f edema arti inferiori o401 56 2001 asl 4 no si M01AH celecoxib celecoxib f algia addominale o268 56 2001 asl 4 no si diarrea o205 vertigini o158 87 2001 asl 4 no si gastralgia o268 N06DA donepezil donezepil f C10 lipobay 0,2 cerivastatina f artromialgia oo63 73 2001 asl 4 no si J01MA chimono lomefloxacina m rush cutaneo ooo7 74 2001 asl 4 no si C10AA lipitor 10 atorvastatina f distacco del 1136 68 2001 asl 4 no si C10AA torvast10 atorvastatina f mialgia diffusa oo73 63 2001 asl 4 si no astenia o716 f dolore epigastrico notturno o268 62 2001 asl 4 si no m dermatite da contat- oo49 to palpebrale 7 2001 asl 4 no si m tachicardia o224 54 2001 asl 4 no si f dermatite polimorfa ooo7 74 2001 asl 4 no si M05BA genalen S01 ossido giallo hg 29% ung. oftalmico R03AC foradil cps inal. N03AF carbamazepina B01AC ticlopidina dorom ticlopidina clor. m edema mani o401 72 2001 asl 4 no si J02AC diflucan 100 fluconazolo m dermatite bollosa 1884 30 2001 asl 4 no si J01CR unasyn sosp ampicillina +sulbactam m eritema cutaneo prurito oo28 17 2001 asl 4 no si N02BA aspirinetta acido acetilsalicilico f rinite,congiuntivite o539 61 2001 asl 4 no si J05AF zeffix cpr lamivudina m artralgia oo63 47 2001 asl 4 no si C04AX loftyl gtt buflomedil f vertigini o158 90 2001 asl 4 no si J01MA octegra moxifloxacina f epigastralgia dispnea o279 44 2001 asl 4 no si 77 2001 asl 4 no si N06DA acido alendronico formoterolo fumarato rivastigmina f vertigini o158 cefalea o109 malessere, o728 astenia o716 sonnolenza o197 N06DA rivastigmina m sonnolenza o197 55 2001 asl 4 no si N06DA donepezil f diarrea o205 67 2001 asl 4 no si N06DA donepezil f gastralgia o268 51 2001 asl 4 no si M04AA zyloric allopurinolo f orticaria oo44 72 2001 asl 4 si si B01AC cardioaspirina acido acetisalicilico f congiuntivite o238 63 2001 asl 4 no si J01MA avalox 400 moxifloxacina m nausea o308 48 2001 asl 5 si no dispepsia o279 CONTRIBUTI ORIGINALI J01MA B01AC B01AC octegra 400 a.s.a 300 a.s.a 100 moxifloxacina acido acetilsalicilico acido acetilsalicilico f m m vomito o228 tremori o154 artromialgia oo63 allergia 1058 edema diffuso o398 orticaria oo44 edema laringeo o522 33 2001 asl 5 si si 78 2001 asl 5 no si 76 2001 asl 5 no si B01AC a.s.a 500 acido acetilsalicilico m edema boccale 1485 54 2001 asl 5 no si J01CR augmentin bust 1g amoxicillina +ac. clavulanico f orticaria oo44 33 2001 asl 5 si si M01AH vioxx 25 rofecoxib f gonfiore diffuso, o400 50 2001 asl 5 no si orticaria oo44 orticaria oo44 56 2001 asl 5 no si asma 1367 dolori muscolari oo73 70 2001 asl 5 no si astenia o176 cefalea o109 dispnea o154 54 2001 asl 5 si no sudorazione intensa oo43 petecchie o459 71 2001 asl 5 si porpora o459 B01AC C10 ascriptin acido acetilsalicilico cervastastatina 0.2 f m J01DA diezime 1gr fl cefodizima m J01NA levoxacin250mg levofloxacina m 21 22 Oer_b 2/04 Anno 2002 Tabella 13 - Segnalazioni ADRs suddivise per sesso e relativo grafico Sesso Età M 28 F 32 TOTALE 60 Nel 2002 il sesso femminile e’ quello che ha presentato piu’ reazioni avverse. L’Asl n.4 e’ l’azienda che ha ricevuto maggiori segnalazioni. Tabella 14 - Segnalazioni ADRs per territorio e relativo grafico AZIENDA N. Casi ASL 1 10 ASL 2 7 ASL 3 0 ASL 4 41 ASL 5 2 S. CARLO 0 Tabella 15 - Segnalazioni ADRs per età Tabella 16 - Suddivisioni per A.T.C. Età N. Casi Gruppo Anatomico Principale CASI 0 - 14 3 A - apparato gastrointestinale 2 15 - 44 11 B - sangue ed organi omopoietici 8 45 - 64 20 C - apparato cardiovascolare 10 65 - 74 12 D - apparato dermatologico 0 75 - 84 11 G - apparato genito-urinario 3 N.I. 3 H - ormoni sistemici 0 TOTALE 60 J - antimicrobici generali sistemici 18 L - antineoplastici 1 M - apparato muscolo scheletrica 10 N - sistema nervoso centrale 6 R - sistema respiratorio 2 S - organi di senso 0 V - vari 0 Nel 2002 le segnalazioni spontanee hanno interessato maggiormente i farmaci antimicrobici con A.T.C. J CONTRIBUTI ORIGINALI Prospetto Esemplificativo ATC Farmaco J01MA norfloxacina cpr J01MA tavanic 500 cpr M01AH J01MA Principio Attivo Sesso Reazione Avversa Codice Eta’ Anno Azienda Dechall Rechall f spasmi muscolari e o116 58 2002 asl 1 si no stato di ansia o166 levofloxacina f tremori arti inferiori o154 85 2002 asl 1 si no solexa celecoxib m gastralgia o268 78 2002 asl 1 si ni meteorismo o285 avalov 400 mg moxifloxacina m rush eritematoso oo27 49 2002 asl 1 si no congiuntivite marcata o238 edema labbra lingua 1485 J01CR augmentin 1 gr cpr amoxicillina ac.clavulanico f dermatite esfoliativa ooo8 82 2002 asl 1 si no M01AB voltaren 100 mg cpr diclofenac f shoc anafilattico o713 75 2002 asl 1 si no M01AB artrotec 75 cpr diclofenac +misoprostol m trombocitopenia o594 27 2002 asl 1 si no M01AX rofecoxib 12,5 mg cpr f gastralgia o268 46 2002 asl 1 si no meteorismo o285 m anemia emolitica o548 27 2002 asl1 si no asl 1 si J01DA glazidim 1 gr fl im+ ceftazidima J01DA macladin cpr 500 mg claritromicina M01AH arofex 25 mg cpr rofecoxib f crisi ipertensiva o210 62 2002 A10BB solosa cpr glimepiride f fotosensibilita’ oo22 77 2002 asl 2 si no J07AX immucytal buste ribosomal+ klebsprotina m diarrea o205 3 2002 asl 2 si no orticaria-angioedema ooo3 B01AC cardioaspirina cpr 100 acidoacetilsalicilico f melena o306 79 2002 asl 2 si no C08CA adalat crono 60mg nifedipina m iperplasia gengivale o296 71 2002 asl 2 n.i. n.i. J07AX immucytal buste ribosomal+ klebsprotina m laringite o520 3 2002 asl 2 si si J01MA tavanic cpr levofloxacina m rush cutaneo oo27 95 2002 asl 2 no no B01AC cardirene 160 buste lisina acetilsalicilato m emorragia gastrica o294 77 2002 asl 2 n.i. n.i. B05AA gelplex fiale poligelina m rush cutaneo oo27 48 2002 asl 4 si n.i. dispnea o514 B05AA gelplex fiale poligelina m reazione orticarioide diffusa oo44 70 2002 asl 4 si n.i. B05AA gelplex fiale poligelina m reazione orticarioide oo44 52 2002 asl 4 si n.i. edema vie aeree o522 m edema rossore volto o602 85 2002 asl 4 si n.i. f palpitazioni o221 64 2002 asl 4 si no f iperemia congiuntivale o238 48 2002 asl 4 si no M04AA allopurinolo 300 mg os C09DA cotareg cpr C08CA lercanidipina valsartan+idroclort iazide 23 24 Oer_b 2/04 vampate di calore al volto N06AB sereupin 10 mgr paroxetina f o726 astenia arti inferiori oo88 irrequietezza o163 insonnia o183 61 2002 asl 4 si no M01AH artilog cpr celecoxib m dermatite allergica diffusa pruriginosa ooo7 49 2002 asl 4 si no J01MA flociprin cpr ciprofloxacina f vertigini o158 49 2002 asl 4 si no malessere generale o728 C08CA nifedipina r cpr 20 mg f iperplasia gengivale o296 78 2002 asl 4 n.i. n.i. N06DA donazepil f cefalea 0109 83 2002 asl 4 si no vomito 0228 N05AL sulamid cpr f galattorrea 0652 30 2002 asl 4 n.i. no L01XA oxaliplatino f riduzione improvvisa e progressiva del visus 257 55 2002 asl 4 no si J01FA miocamicina cp f gastralgia 0268 70 2002 asl4 si no C09DA ratacand plus cpr candesartan cilexetil idroclortiazide f parestesie arti inferiori o137 69 2002 asl 4 si no C09DA coaprovel cpr irbesartan idroclortiazide f acufeni 1255 65 2002 asl 4 si no C09DA combisartan cpr valsartan idroclortiazide f parestesie o173 60 2002 asl 4 si no J01MA octegra cpr moxifloxacina m nevralgie trigemino 1359 79 2002 asl 4 n.i. no C09DA combisartan cpr valsartan idroclortiazide f algie addominali o268 63 2002 asl 4 si no R06AX clever cpr ebastina f cefalea 0109 47 2002 asl 4 si no R06AX clever cpr ebastina f cefalea 0109 15 2002 asl 4 si no J01FA ketek cpr telitromicina f nauseai o308 73 2002 asl 4 si no vertigini o158 cefalea o109 parestesia o137 43 2002 asl 4 n.i. n.i. 44 2002 asl 4 si no asl 4 si G04BE viagra 50 mg cpr amisulpiride sildenafil m visione offuscata o257 visione offuscata o257 ridotto senso cromatico o237 o183 J01MA levofloxacina 500 mg cpr f insonnia mialgia arti inferiori oo73 B01AC ticlopidina cpr m insonnia o183 74 2002 B01AC ticlopidina cpr f dermatite diffusa oo28 39 2002 asl 4 si no eritemato-pruriginosa M01AX celecoxib cpr m anemia 0544 84 2002 asl 4 n.i. no N06DA rivastigmina cpr f vomito o228 69 2002 asl 4 n.i. no cefalea o109 J01MA avalox 400 mg cpr f capogiri parestesie o101 74 2002 asl 4 si no stato confusionale oo92 tonsillite follicolare o523 28 2002 asl 4 si n.i. visione offuscata o257 J01FA ketek 400 mg cpr moxifloxacina telitromicina m CONTRIBUTI ORIGINALI N05AH zyprexa 10 mg cpr olanzapina m priapismo o890 41 2002 asl 4 si n.i. C10AA lescol 80 mg cpr fluvastatina m mialgia diffusa oo73 35 2002 asl 4 si n.i. gastralgia o268 aritmia o433 J01MB cinobac cpr cinoxacina f shock anafilattico o713 49 2002 asl 4 n.i. n.i. G03AA miranova cpr levonorgestrel etinile- f stradiolo acufeni ipoacusia lievi vertigini 1368 44 2002 asl 4 si no J01MA avalox 400 mg cpr moxifloxacina m riduzione del visus o257 75 2002 asl 4 n.i. no C03AA idroclorotiazide cpr m riduzione del desiderio e potenza sessuale o182 67 2002 asl 4 n.i. n.i. G04CA teraprost-s cpr terazosina m tumefazione scrotale bilaterale oo37 69 2002 asl 4 si no N02AX contramal sr 100 mg cpr tramadolo clor. m ipotensione o212 54 2002 asl 4 si no vertigini o158 56 2002 asl 4 si no M01AH arofex cpr rofecoxib f conati di vomito o228 prurito oo24 conati di vomito o228 A10BG avandia 8 mg cpr rosiglitazone m angina instabile o422 57 2002 asl 4 no no M01AH solexa 200 mg celecoxib f dolori toracici sensazione cardiaca o718 53 2002 asl 4 si no B01AC cardioaspirina 100 mg cpr acido acetilsalicilico m orticaria oo44 59 2002 asl 5 si no edema della glottide o522 eruzione cutanea oo27 65 2002 asl 5 n.i. n.i. J01MA avalox 400 mg cpr moxifloxacina m 25 26 Oer_b 2/04 Anno 2003 Tabella 17 - Segnalazioni ADRs suddivise per sesso Sesso N. Casi M 17 F 25 N.I. 2 TOTALE 44 Tabella 18 e relativo grafico - Segnalazioni ADRs per territorio AZIENDA N. Casi ASL n. 1 4 ASL n. 2 25 ASL n. 3 0 ASL n. 4 9 ASL n. 5 0 SAN CARLO 6 Tabella 19 - Segnalazioni ADRs per età Tabella 20 - Suddivisione per ATC Età N. Casi 0-14 11 Gruppo Anatomico Principale N. casi 15-44 9 A - apparato gastrointestinale 2 45-64 5 B - sangue ed organi omopoietici 2 65-74 9 C - apparato cardiovascolare 2 75-84 5 D - apparato dermatologico 0 N.I. 1 G - apparato genito-urinario 1 TOTALE 40 H - ormoni sistemici 1 J - antimicrobici generali sistemici 26 L - antineoplastici 0 M - apparato muscolo scheletrica 3 N - sistema nervoso centrale 5 R - sistema respiratorio 2 S - Organi di senso 0 V - vari 0 Si evince chiaramente un incremento del numero di segnalazioni avverse relative all’anno 2003 nell’Asl n. 2. CONTRIBUTI ORIGINALI Prospetto esemplificativo ATC Farmaco Principio attivo Sesso Reazione Avversa Codice Eta’ Anno Azienda Dechal Rechal A07EC asacol schiuma rettale+ mesalazina f ipertransaminasemia 1346 44 2003 asl 1 si no H03AA eutirox 50 mg cpr levotiroxina sodica aumento colestatico 0351 C10AA torvast 20 mg cpr atovastatina m aumento creatinfosfokinasi 0791 34 2003 asl1 si no J04CA omnic 0,4 mg cpr tamsulosina m rinite 0539 55 2003 asl 1 si diarrea 0205 porpora trombocito 0592 1 2003 asl 1 n.i. n.i. J07CA infanrix hexa fiala vaccino esavalente m no penica idiopatica M01AX aulin 100 mg buste nimesulide f ematemesi e melena in data 27/07/03 morte 0297 85 2003 asl 2 n.i. n.i. J01FA claritromicina sosp. f vomito 0228 3 2003 asl 2 n.i. n.i. M05BA actonel cpr f colite 0271 70 2003 asl 2 si si J07AM anatossina tetanica m orticaria 0044 40 2003 asl 2 n.i. n.i. J01MA moxifloxacina cpr m aumento glicemia 0382 56 2003 asl 2 si si M01AB diclofenac fiale eg m labbro sup. gonfiato 0270 70 2003 asl 2 si no C09BA vasoretic cpr f edema angioneurotico 0003 65 2003 asl 2 si no J011CA amoxina sosp. m vomito 0226 1 2003 asl 2 si n.i. J01CR augmentin sosp. amoxina+ac.clavulanico f eritema perineale 0028 1 2003 asl 2 si n.i. J07CA infanrix hexa fiala vaccino esavalente m insonnia pianto 0183 3mesi 2003 asl 2 n.i. n.i. J07CA infanrix dtp fiala vaccino trivalente n.i. rossore punto d’ inie 0398 5 mesi 2003 asl 2 n.i. n.i. N05CF zolpidem cpr f debolezza muscolare 1128 49 2003 asl 2 n.i. n.i. R03BA lunibron aerosol flunisonide f tosse 0103 36 2003 asl 2 si no raucedine 0513 H02AB kenakort fiale triamcinolone f schock anafilattico 0713 82 2003 asl 2 n.i. n.i. J01MA tavanic 500 mg cpr levofloxacina f crisi vertiginose 0158 62 2003 asl 2 si no J07MA infanrix dtp fiala vaccino trivalente m edema nella sede di applicazione 0048 5 2003 asl 2 n. i. J07CA infanrix hexa fiala vaccino esavalente f gonfiore insonnia 0183 1 2003 asl 2 n.i. n.i. J07BC engerix bb fiale vaccino antiepatite b m acrodermatosi 1455 7 2003 asl 2 n.i. n.i. J07BC engerix bb fiala vaccino antiepatite b f acrodermatosi 1455 8 2003 asl 2 n.i. n.i. R06AE zirtec gtt cetirizina f pollachiuria 0606 9 2003 asl 2 si no J07 vaccino mpr m iperpiressia 0894 18 mesi 2003 asl 2 n.i. n.i. J01CR clavulin cpr amoxicillina+ac. clavulanico f pancreatite acuta 0314 41 2003 asl 2 si no J01DA cefixoral cpr cefixime m diarrea feci scure 0306 33 2003 asl 2 no no J07CA infanrix hexa fiala vaccino esavalente n.i. pianto persistente 1162 n.i. 2003 asl 2 n.i. n.i. J07AL pneumo 23 fiala vaccino pneumococcico m dolore arto sup. 1439 edema 0398 febbre 0725 71 2003 asl 2 no no tremori convulsioni 0154 76 2003 asl 4 si n.i. cardiopalmo 0093 N06AB paroxitina mes. cpr acido risedronico enalapril+ idroclortiazide f N03AX gabapentin cpr f rush maculopapuloso oo27 76 2003 asl 4 si no G04CA terazosina 2 mg cpr m diplopia prurito o241 74 2003 asl 4 si si arti inferiori oo24 27 28 Oer_b 2/04 J01CR augmentin cpr amoxicillina+ac. clavulanico m orticaria generale oo44 66 2003 asl 4 si n.i. J01MA avalox cpr moxifloxacina f mialgie diffuse oo73 43 2003 asl 4 si no A02BC esomeprazolo cpr m parestesia astenia o137 67 2003 asl 4 si n.i. arti inferiori o716 f eritema polimorfo oo28 44 2003 asl 4 no no f tachicardia o224 71 2003 asl 4 si n.i. nausea o3o8 26 2003 asl 4 n.i. n.i. J01XX monuril buste N06DA galantamina cpr J01MA fosfomicina f levofloxacina cpr orticaria tremori oo44 crampi addominali o268 J07CA infarix hexa fiala vaccino esavalente f crisi convulsiva oo93 <1 anno 2003 s. carlo no B01AB ecafast fl+ eparina sodica f trombocitopenia o594 79 2003 s. carlo J01XA targosid fl+ teiclopanina J01GB gentalyn fl gentamicina B01AC ticlopidina f leucopenia iperpiressia o9o8 83 2003 s. carlo si n.i. N03AA fenobarbital 100 mg cpr f sindrome steven-jhons oo42 74 2003 s .carlo si no VO4CK fluoresceina sodica 20% f eritema cutaneo oo28 70 2003 s. carlo si no VO4CK fluoresceina m eritema cutaneo oo28 55 2003 s. carlo si no si no no CONTRIBUTI ORIGINALI Il medico di famiglia e la campagna vaccinale antinfluenzale: una esperienza formativa e di ricerca. Raffaele Tataranno1, Giovanni Afferri2 1 Medico di Medicina Generale, Azienda Sanitaria Usl n.4Matera 2 Medico in formazione, Azienda Sanitaria Usl n.4-Matera per corrispondenza: dr. Raffaele Tataranno Via Vecellio 20- 75012 Bernalda (MT) tel/fax 0835/542255 e-mail:[email protected] Riassunto La malattia influenzale ha pesanti ricadute in termini di morbilità, ricorso alla ospedalizzazione, spesa sanitaria e mortalità, specie nei soggetti a rischio. La vaccinazione è il mezzo migliore per prevenirla e, nella promozione di tale pratica, il MMG è una figura importante per il peculiare rapporto con la popolazione. Gli Autori, tutor e tirocinante del Corso di Formazione in Medicina Generale, hanno condiviso l’obiettivo formativo di una ricerca/esercitazione rivolta alla popolazione assistita in carico. Per verificare l’efficacia della protezione conferita dal vaccino antinfluenzale, gli Autori hanno promosso la più ampia diffusione della vaccinazione durante la campagna autunnale e monitorato l’andamento dell’influenza durante un periodo di tre mesi. Pur nel contesto di una epidemia stagionale piuttosto mite, la popolazione più esposta si è confermata essere quella non vaccinata. I bambini che hanno contratto l’influenza in comunità e gli adulti che si sono ammalati per contagio intrafamiliare hanno formato il gruppo più numeroso. Bassa è stata, invece, la morbilità tra i soggetti vaccinati (“over 65” e “under 65” portatori di patologie croniche). Gli Autori concludono che una epidemia “controllata” è garanzia di un’assistenza qualitativamente superiore perché non gravata da un eccesso di prestazioni. Auspicano, inoltre, il raggiungimento di una copertura ancora più elevata tra le fasce che già beneficiano della vaccinazione gratuita ed una più estesa strategia vaccinale nella popolazione oggi esclusa. Una maggiore diffusione della pratica vaccinale, specie in età pediatrica, potrebbe ulteriormente contribuire alla interruzione della catena epidemiologica dell’infezione. 1. promuovere la massima diffusione della pratica vaccinale nella popolazione rappresentata dal carico di assistiti del MMG Tutor, secondo le indicazioni contenute nella Circ. n.5 del Min. Salute relativa alla campagna 2003-2004; 2. monitorare l’andamento delle ILI (Influenza Like Sindrome) nella popolazione durante la stagione invernale, per verificare l’efficacia della protezione nella popolazione vaccinata, rispetto a quella non vaccinata, anche in relazione alla ottimizzazione delle risorse per la conseguente riduzione di morbilità, ricorso a farmaci ed ospedalizzazione, ed in particolare: - se la copertura immunitaria della popolazione di ultrasessantacinquenni, già da tempo obiettivo delle campagne vaccinali, è soddisfacente; - se la vaccinazione, specie negli anziani, si conferma in grado di ridurre morbosità, complicazioni e ricorso al ricovero per forme influenzali anche non complicate; - se la quota di malattia a carico degli ultrasessantacinquenni riluttanti alla vaccinazione sia più o meno rilevante rispetto al sottogruppo protetto dalla vaccinazione; - se il massimo contributo al valore di incidenza totale è dato, come negli scorsi anni, dalla fascia di età 0-14 anni. La condivisione di questo impegno da parte del medico Tutor e del medico Tirocinante ha rappresentato l’occasione per una utile riflessione su alcune peculiari componenti del lavoro del MMG e sulla rilevanza degli aspetti preventivi nella nostra professione. Tale metodologia di approccio alla ricerca/formazione si colloca a buon motivo tra le attività didattiche del Corso di Formazione in Medicina Generale. Pertanto essa ha rappresentato la base per una originale Tesi conclusiva, maturata “sul campo”. Materiali e metodi In via preliminare è stato predisposto un protocollo di studio articolato in due fasi distinte, fase della vaccinazione e fase di osservazione, ed una scheda per il reclutamento dei casi. Fase della vaccinazione. Con il coinvolgimento attivo dei cittadini si è favorita un’ampia diffusione, anche al di fuori dell’offerta del SSN, della vaccinazione antinfluenzale nella popolazione, circa 1500 persone, rappresentata dal carico di assistiti del medico Tutor (figura1). Introduzione L’influenza è la terza causa di morte per patologia infettiva nei paesi ad economia avanzata, preceduta da AIDS e tubercolosi. Ad essa sono associate complicazioni, superinfezioni o patologie concomitanti e pesanti ricadute in termini di morbilità, ricorso a ricovero, spesa sanitaria, mortalità in soggetti a rischio per età o per importanti patologie. Il danno economico è determinato da costi diretti (spese per visite, ricoveri, farmaci o altre risorse), ed indiretti (produttività perduta per assenteismo). La vaccinazione antinfluenzale, specie negli anziani, è il mezzo migliore per prevenire la malattia e contribuire all’interruzione della catena epidemiologica dell’infezione. La presente ricerca è nata in occasione dell’annuale campagna di vaccinazione antinfluenzale, alla cui attuazione i MMG offrono un contributo decisivo, e si è sviluppata con un duplice obiettivo: Figura1: Distribuzione anagrafica della popolazione assistita La presenza di due medici, e di una collaboratrice di studio, ha permesso una buona ripartizione dei compiti e l’attivazione di strategie comunicative aggiuntive nei confronti degli assistiti, ad esempio valorizzando i tempi di attesa in studio. 29 30 Oer_b 2/04 In particolare, si è lavorato proprio tra chi tende a banalizzare l’influenza, ritenendola una non-malattia, con un sensibile aumento della pratica vaccinale antinfluenzale tra gli assistiti. Sono stati utilizzati sia il vaccino influenzale preparato con virus frammentati Split inattivati, sia quello inattivato con antigene di superficie adiuvato, consigliato per la sua maggiore immunogenicità, nei casi di pazienti a più elevato rischio. La vaccinazione antinfluenzale delle categorie previste dalla Circ. n.5 del Min. Salute (Tabella1) ha determinato la stratificazione della popolazione assistita in sottogruppi con caratteristiche diverse: 1. Soggetti in età infantile: non sottoposti a vaccinazione 2. Soggetti in età adulta: non sottoposti a vaccinazione 3. Soggetti in età adulta: vaccinati perché portatori di patologia ad alto rischio 4. Soggetti di età pari o > 65 anni: sottoposti a vaccinazione 5. Soggetti di età pari o > 65 anni: che hanno rifiutato la vaccinazione. Tabella 1: Soggetti a rischio* Categorie di soggetti cui i servizi territoriali di prevenzione devono offrire la vaccinazione antinfluenzale: 1 Soggetti di età pari o superiore a 65 anni 2 Soggetti in età infantile ed adulta affetti da: malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa la malattia asmatica), circolatorio, uropoietico; malattie degli organi emopoietici; diabete ed altre malattie dismetaboliche; sindromi da malassorbimento intestinale; “Affezione respiratoria acuta ad esordio brusco ed improvviso con febbre>38,5°C, accompagnata da almeno uno tra i seguenti sintomi generali: - cefalea, malessere generalizzato, sensazione di febbre (sudorazione, brividi), astenia. E da almeno uno dei seguenti sintomi respiratori: - tosse, faringodinia, congestione nasale”. La scheda di rilevazione degli elementi epidemiologici e clinici importanti (Tabella 2), concepita come uno strumento di facile utilizzo, riporta tutti i dati utili: data della consultazione, data di esordio, età, avvenuta vaccinazione o meno (abituale/occasionale), tipo di consultazione. La parte centrale della scheda contiene le notizie relative alla sintomatologia, alla presenza di eventuali patologie croniche, complicanze, o ad una gestione particolarmente gravosa/difficile del caso. L’ultima parte è dedicata alle decisioni terapeutiche (terapia, eventuale ospedalizzazione). Risultati La campagna vaccinale 2003 (Figura 2) ha raggiunto una copertura pari al 19% della popolazione (280/1467 assistiti). Scomponendo tale dato per fasce di età (figura 3), si osserva che: 1. Nella fascia pediatrica (0-14 anni) non è stata praticata alcuna vaccinazione, poiché nessuno dei 162 bambini presentava i requisiti previsti per la vaccinazione. 2. Nella fascia degli ultrasessantacinquenni (293 persone) sono state vaccinati 190 assistiti, pari ad una copertura del 65%: il 35% degli over 65 (103 anziani) non ha praticato la vaccinazione. 3. Nella fascia di età compresa tra 14 e 64 anni (1012 assistiti) la copertura vaccinale raggiunta è stata del 9% (90 vaccinati con le patologie previste dalla Circolare Ministeriale). fibrosi cistica; malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, inclusa l’infezione da HIV; patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici; 3. Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo 4. Personale di assistenza o contatti familiari di soggetti ad alto rischio 5. Bambini reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia disreattiva che richiede prolungata somministrazione di acido acetilsalicilico e a rischio di sindrome di Reye in caso di infezione influenzale. * Dalla Circolare n.5 del Ministero della Salute relativa alla campagna di vaccinazione antinfluenzale 2003-2004 Fase della osservazione. Il periodo di osservazione è stato fissato tra il 23.12.03 ed il 31.3.04. Durante tale periodo sono stati registrati tutti gli interventi/visite/consultazioni (ambulatoriali, domiciliari, mediate, telefoniche), in cui si sia riscontrata una sintomatologia ILI. Per la definizione clinica di caso ILI si è fatto riferimento alla già citata Circ. n.5 del Min. della Salute relativa alla “Campagna di vaccinazione antinfluenzale 2003-2004”: Figura 2: Copertura vaccinale della popolazione assistita CONTRIBUTI ORIGINALI Figura 3: Distribuzione delle vaccinazioni per fasce di età trattato di una gestione difficile/gravosa, l’uso di antibiotici è stato alquanto modesto (20 su 101), in nessun caso si è resa necessaria la ospedalizzazione. Figura 5: Incidenza cumulativa ILI su popolazione vaccinata e non. Il monitoraggio dei casi ILI reclutati ha permesso di osservare che: 1. L’epidemia influenzale 2003-2004, per quello che è dato osservare dai risultati dello studio, è apparsa piuttosto mite. In aggiunta a forme para-influenzali, con sintomi simili, ma meno accentuati, l’influenza “vera”, a partire dalla 3^-4^ settimana del monitoraggio ha colpito soprattutto i bambini, con il picco maggiore di incidenza intorno alla 7^-9^ settimana (figura 4). Figura 6: Incidenza ILI su pazienti non vaccinati per fasce di età. Figura 4: Epidemiologia influenzale 2003/2004 per fasce di età Discussione 2. Confrontando la morbilità complessiva nei due sottogruppi (soggetti vaccinati e non), si osserva come all’interno della popolazione assistita (1.467 assistiti), nel sottogruppo dei 280 vaccinati la morbilità complessiva registrata è stata dello 0,3% (1 caso); invece il sottogruppo dei 1.187 non vaccinati ha espresso una morbilità dell’8,4% (100 casi) (figura 5). 3. Osservando la distribuzione dei casi ILI tra i non vaccinati (figura 6) e tra i vaccinati (figura 7) nelle varie fasce di età, su 162 assistiti in età pediatrica, si sono verificati 44 casi (27%); nella fascia 15-64 anni, su 1012 assistiti si sono avuti 50 casi (5%); tra i 293 ultrasessantacinquenni, 7 casi, di cui sei in non vaccinati e solo uno tra i vaccinati. 4. Circa l’effetto protettivo della vaccinazione (figura 5), si osserva come solo un paziente tra i vaccinati (0,3%) ha presentato sintomatologia ILI, mentre nel più numeroso gruppo dei non vaccinati i casi sono ben 101 (8,4%). Calcolando pertanto la riduzione dell’indice di Rischio Relativo si ottiene una riduzione netta del 95,2% di incidenza. 5. Circa gli aspetti legati ai carichi di lavoro per la gestione dei casi individuati, 42 consultazioni sono avvenute al domicilio, prevalentemente per bambini, in nessun caso si è L’epidemia influenzale 2003-2004, è stata in Italia meno aggressiva rispetto all’anno scorso, anche se negli USA ed in alcuni Paesi del Nord Europa i casi di influenza hanno raggiunto un livello ragguardevole. I virus, secondo l’I.S.S., sono stati gli stessi dello scorso anno. Pertanto, chi si è vaccinato nel 2003 è risultato essere protetto. Il tasso di copertura vaccinale risultato dalla ricerca è del 69%, valore più alto rispetto alla media italiana attestata intorno al 54,7%. L’età pediatrica paga il maggior contributo in termini di morbilità influenzale, soprattutto i bambini tra 6 e 24 mesi o con infezioni respiratorie recidivanti. All’elevato numero di casi in età infantile può contribuire il più frequente ricorso al medico, rispetto all’adulto, che invece spesso ricorre all’autocura. Più frequentemente dell’adulto, il bambino ammala di patologie delle prime vie aeree e tale maggiore suscettibilità può essere correlata, oltre che all’esposizione al contagio interumano nelle comunità (asili, scuole), anche alla assente protezione vaccinale. Si discute sulla protezione vaccinale da riservare alla fascia 0-14 anni; alcune fonti internazionali indicano l’opportunità di vaccinare tra 6-24 mesi, per contribuire all’interruzione della catena epidemiologica. La popolazione anziana, più esposta ai pericoli dell’influenza, 31 32 Oer_b 2/04 mostra una morbilità bassa, perché efficacemente protetta dalla vaccinazione. Senza una copertura vaccinale alta la morbilità sarebbe stata di gran lunga superiore. La larga diffusione della pratica vaccinale tra gli anziani favorisce la cosiddetta herd immunity (immunità di comunità) in grado di contrastare efficacemente l’epidemia influenzale. Al crescere del numero dei vaccinati è minore il numero delle persone che si ammalano, ma diminuisce anche la probabilità di contagio. Tra gli anziani non vaccinati (103 su 293) ci sono però i “low-attenders”, frequentatori non assidui dello studio, poco attenti ai problemi della salute, diffidenti o contrari nei confronti della pratica vaccinale. Quanto alla fascia 15-64 anni, la protezione negli adulti portatori di patologie croniche è efficace: nessuno dei soggetti in tale età vaccinati ha presentato sintomatologia ILI, appartenendo i casi registrati tutti al sottogruppo dei non vaccinati. In tale fascia di età gli esclusi dalla vaccinazione, cioè gli adulti sani, ammontano a 922. Qui si è osservata una domanda spontanea di vaccinazione, talora sostenuta da esigenze di tipo lavorativo, ma spesso ingiustificata. Essa non trova attualmente risposta da parte del MMG, essendo la vaccinazione garantita dal SSN alle sole fasce a rischio. La risposta più opportuna è apparsa quella di promuovere, quando possibile, l’acquisto del vaccino a proprie spese con somministrazione dello stesso a cura del MMG. Fig 7: Incidenza ILI su pazienti non vaccinati per fasce di età. Conclusioni Si è promossa la maggior diffusione possibile della vaccinazione, ben sapendo di non poter raggiungere tutti i pazienti a rischio. Il tasso di copertura vaccinale è stato del 69%, valore più alto rispetto alla media italiana attestata intorno al 54,7%. E’ lecito chiedersi se coloro che accettano di vaccinarsi sono i più attenti alla cura della salute e magari i più sani. Per quanto è dato osservare, i pazienti con patologie croniche sono i primi a vaccinarsi, mentre gli scarsi frequentatori dello studio, i low-attenders (“teoricamente” i più sani), sono i più riluttanti: esiste uno zoccolo duro di pazienti, specie anziani, in apparente buona salute, che, considerando l’influenza una “banalità”, sono assolutamente contrari alla vaccinazione! Per quanto riguarda i carichi di lavoro legati all’epidemia, l’attività domiciliare richiesta per fronteggiare la morbilità appare elevata soprattutto in età pediatrica, in confronto all’attività ambulatoriale, telefonica e mediata. Essa appare legata alla assente copertura vaccinale e al più frequente ricorso al medico in caso di malattia febbrile nel bambino, rispetto all’adulto. La terapia è stata nella maggior parte dei casi sintomatica e l’utilizzo degli antibiotici molto contenuto.In nessun caso vi è stato ricorso alla ospedalizzazione, pertanto non si è reso necessario per il periodo di indagine il riscontro dei ricoveri ospedalieri, come previsto nel protocollo iniziale. La tipologia di contagio più ricorrente è stata quella intrafamiliare: l’esordio nei bambini avviene in ambito scolastico ed il contagio si estende a genitori; i nonni mostrano una buona protezione. In accordo con la letteratura internazionale, morbilità e mortalità per causa influenzale si riducono in proporzione alla diffusione della vaccinazione. E’ proponibile una protezione “sociale” di questa età attraverso l’estensione della vaccinazione? E’ noto che una più larga diffusione della pratica vaccinale nella popolazione può favorire la herd immunity (immunità di comunità) in grado di contrastare l’epidemia. Il beneficio della strategia vaccinale non si limita al solo vaccinato ma anche ai non vaccinati, per i quali si riduce il rischio di trasmissione della malattia. Nella realtà regionale Lucana, in cui persiste una tradizione di convivenza in famiglia “allargata” di nonni e nipoti a stretto contatto, la vaccinazione antinfluenzale dei bambini potrebbe contribuire all’interruzione della catena epidemiologica. Al momento attuale, la vaccinazione antinfluenzale si conferma essere un presidio efficace, sicuro, valido ed economico. E’ un intervento di grande valore preventivo in sanità pubblica, utile nelle persone a rischio per ridurre le complicanze legate all’influenza, ma altrettanto utile anche nei soggetti non a rischio, normalmente esclusi dalle campagne vaccinali per ragioni di costo-opportunità. E’ auspicabile una più ampia protezione specie nell’età pediatrica, che oggi paga il tributo più grande a questa epidemia stagionale. Laddove le risorse del SSN non rendano disponibile questa opportunità, andrà incoraggiata la vaccinazione volontaria, anche mediante l’acquisto personale del vaccino con somministrazione dello stesso a cura del MMG: una epidemia controllata è garanzia di un’assistenza di qualità superiore CONTRIBUTI ORIGINALI Bibliografia 1. B. M. Assael: Verso la pandemia influenzale? Il giorn. della vaccinazione Vol. 3 n. 6 dic. 2003 2. D. D’alessandro, A. Rossini: I vantaggi dell’associazione delle vaccinazioni antinfluenzale e antipneumococcica nell’anziano. Vaccinare oggi. Anno 2 n. 4 ott. 2003 3. Min. Salute: Vaccinazione antinfluenzale di massa in età pediatrica:quali evidenze. I.F. Anno X n.5-6 2003 4. M. Navarra: Il nuovo piano nazionale vaccini. Riv.S.I.M.G n./2001 5. Min. Salute: Circ. n. 5 del 22.7.2003: campagna di vaccinazione antinfluenzale 2003-2004 6. A. Sessa: Influenza, nuove armi contro il male di stagione, Riv. S.I.M.G. n. /2001 7. G. Grilli: Vaccinazione antinfluenzale: presente e futuro. Vaccinare oggi. Anno 2 n.4 ott. 2003 8. G. I. Colombo ed altri: I benefici economici della vaccinazione influenzale. Riv. S.I.M.G. 2002 9. K. Mcintosh et al.: Is it the time to give influenza vaccine to healthy infants? N. E. J. M. 2000; 342 33 34 Oer_b 2/04 Interventi di protesi d’anca in Basilicata Gabriella Cauzillo1, Carmela Saponara2, Dina Sorrentino1, Rosaria Tozzi1 Servizio Osservatorio Epidemiologico Regionale-Dipartimento Sicurezza e Solidarietà Sociale, Regione Basilicata Sistema Informativo Sanitario-Dipartimento Sicurezza e Solidarietà Sociale, Regione Basilicata 1 2 Introduzione La chirurgia ortopedica di tipo protesico è attualmente un valido supporto terapeutico in grado di curare efficacemente sia la patologia degenerativa che altre malattie articolari dolorose ed invalidanti. Le malattie più comuni che portano ad una sostituzione protesica dell’anca sono, oltre l’artrosi, gli esiti di frattura del collo del femore, gli esiti di displasia , le artriti reumatiche, etc. L’intervento di sostituzione protesica permette, a pazienti affetti da condizioni fisiche che compromettono una piena autonomia personale, il ripristino di un soddisfacente inserimento sociale, il mantenimento di proficue attività di relazione, il recupero di una buona qualità di vita, non solo perché si allevia la sintomatologia dolorosa ma perché si restituisce mobilità e funzionalità normali ad articolazioni seriamente compromesse, consentendo spesso, soprattutto a persone giovani ed allenate, persino l’esercizio di una certa pratica sportiva. Rilevazione Gli impianti di protesi d’anca prevedono tre tipologie di intervento: - la sostituzione totale o artroprotesi - la sostituzione parziale o endoprotesi - la sostituzione di un dispositivo precedentemente installato o riprotesizzazione (revisione). In Basilicata sono stati praticati nel quadriennio 2000-2003 un numero totale di interventi di sostituzione dell’anca (totale, parziale, revisione) pari a 1.248, così come documentano le tabelle successive. Dall’ archivio delle SDO sono stati estratti, per i soggetti residenti nella regione Basilicata, i record con codice intervento principale 815.1, 815.2, 815.3. Questi dati sono stati raggruppati nella tabella 1, riassuntiva del periodo considerato. Tabella1 - Interventi di protesi d’anca in residenti in Basilicata. Anni 2000-2003 Codice Intervento ICD-IX-CM Descrizione intervento 2000 2001 2002 2003 Totale 815.1 Sostituzione totale anca 120 208 171 222 721 815.2 Sostituzione parziale anca 141 97 96 124 458 815.3 Revisione di sostituzione anca 5 18 20 27 70 266 323 287 373 1249 Totale Nel periodo 2000/2003 si è avuta una media di circa 312 interventi/anno; di essi il 57.7% ha riguardato sostituzioni totali dell’anca; il 36,7% sostituzioni parziali; la revisione di sostituzione d’anca ha riguardato, mediamente, il 5.6% degli interventi. I reparti di ortopedia presenti in regione sono in numero di 9; di essi solo 1, afferente alla ASL.n.2, è centro privato accreditato (vedi tabella 2). Nella tabella di seguito riportata sono altresì specificati il numero di posti letto (Ordinari e in D.H.) attestati ad ogni singolo istituto di ricovero. Tabella 2 - Posti letto negli istituti di ricovero, reparto di ortopedia e traumatologia. Anno 2003. Istituti di Ricovero Ospedali Pubblici Posti letto in Regime Ordinario Posti letto in D.H. Totale Melfi 9 1 10 Pescopagano 26 1 27 Villa D’Agri 20 2 22 Lagonegro 10 2 12 Matera 48 0 48 Policoro 30 0 30 Stigliano 17 0 17 Az. Osp. San Carlo 52 0 52 Totale 212 6 218 30 0 30 Istituti di Cura Accreditati Casa di Cura Lucciconi CONTRIBUTI BREVI Gli interventi di protesi d’anca sono stati effettuati presso gli ospedali specificati nella successiva tabella 3 che ne riporta, per il quadriennio considerato, anche la casistica. Tabella 3 - Interventi di protesi d’anca in residenti in Basilicata, per ospedale. Anni 200-2003. Istituto di cura 2000 2001 2002 2003 Az. Osp. Ospedale San Carlo-Potenza 95 117 108 122 Ospedale di Matera 63 77 68 104 Casa di Cura Luccioni-Potenza 24 35 30 32 22 33 22 36 28 21 16 33 Ospedale di Policoro 21 21 24 33 Ospedale di Villa d’Agri-Marsicovetere 13 19 19 13 Totale 266 323 287 373 Presidio Ospedaliero Unificato Asl1 Ospedali di Pescopagano e Melfi Ospedali Riuniti del Lagonegrese Ospedale di Lagonegro Presidio Ospedaliero Unificato Asl5 Il tempo medio di ospedalizzazione, riferito a tutti gli interventi di protesi d’anca praticati (artroprotesi, endoprotesi, sostituzione di dispositivo precedentemente installato o revisione) è pari a 10,5 giornate di degenza. L’aumentato ricorso ad impianti protesici primari ha come conseguenza un incremento delle revisioni o riprotesizzazione, cioè la sostituzione completa o parziale di protesi già impiantate che, mobilizzatesi per varie cause, provocano, sovente, dolore. Oggi il principale problema è forse quello legato all’usura dei materiali che compongono le parti articolari anche se, allo stato, la sopravvivenza media degli impianti sembra superare i dieci anni nel 90% dei casi. Le diagnosi nelle sostituzioni totali (artroprotesi) e nelle sostituzioni parziali (endoprotesi), riferite all’anno 2002 e ricavate dalle schede SDO della regione Basilicata hanno riguardato soprattutto: Fratture e postumi di fratture (con circa il 52 % dei casi); Artrosi primaria e secondaria (con circa il 46% dei casi). La restante quota è ripartita tra le altre condizioni morbose che si giovano dell’intervento, quali: esiti di patologie congenite infantili, osteomielite, necrosi asettica della testa e del collo del femore, etc. Grafico 1- Interventi di protesi d’anca in residenti in Basilicata per ASL. Anni 2000-2003 Asl Num. ASL1 113 ASL2 627 ASL3 98 ASL4 312 ASL5 99 Anche in Basilicata, come nel resto d’Italia, gli interventi di protesi d’anca riguardano prevalentemente il sesso femminile che rappresenta circa il 68,8% della casistica considerata. Il valore percentuale, stabile nei singoli anni analizzati, sembra prevalere nelle classi di età superiore ai 75 anni. I maschi rappresentano il 31,2% del totale (vedi tabella 4). 35 36 Oer_b 2/04 Tabella 4 - Interventi di protesi d’anca in residenti in Basilicata per sesso, classe di età ed anno. Anni 2000-2003 classe di età 2000 2001 2002 2003 M F Totale M F Totale M F Totale M F Totale <65 anni 14 31 45 20 42 62 17 31 48 18 40 58 65-74 anni 30 65 95 38 66 104 35 68 103 46 72 118 75 anni e oltre 35 91 126 42 115 157 37 99 136 58 139 197 Totale 79 187 266 100 223 323 89 198 287 122 251 373 Riguardo alla mobilità ospedaliera attiva per protesi d’anca, la immigrazione che si registra da altre regioni sembra essere quasi esclusivamente di vicinanza se si considerano le località di provenienza dell’utenza (essenzialmente Puglia, Campania, Calabria) e le sedi di ricovero. Negli ultimi 3 anni, la immigrazione per DRG di protesi d’anca si è mantenuta piuttosto stabile. Nell’anno 2002 ha riguardato 77 persone, provenienti per il 43% dalla Puglia, per il 39% dalla Campania, per il 16% dalla Calabria. La quota restante (circa il 2%) ha riguardato, sebbene per piccolissimi numeri, poche altre regioni italiane. I casi di decesso in ospedale, in associazione a ricoveri per protesi d’anca, accaduti nel quadriennio considerato, sono stati complessivamente 12 (2 nel 2000, 4 nel 2001, 3 nel 2002 e 3 nel 2003). L’età media riscontrata, relativa alle persone decedute è di 87,3 anni. I decessi hanno riguardato 3 maschi e 9 femmine, pertanto con una significativa differenza tra i sessi essendo i deceduti per i 2/3 di sesso femminile. Per 5 anziani deceduti il codice di intervento ICD IX era 815.1, per i rimanenti 7 il codice d’intervento era 815.2. La mobilità ospedaliera passiva per protesi d’anca. Una quota rilevante di residenti (818 persone nel quadriennio considerato) si rivolge per l’intervento a strutture extraregionali; nel 94,5% si tratta di soggetti con una età che va dai 65 anni ed oltre. La successiva tabella n.5 riporta il numero di ricoveri anni 2000/2003 ripartiti per singolo anno e per codice di intervento. Tabella 5 - Ricoveri extraregionali per protesi d’anca nei residenti della Basilicata. Anni 2000-2003. Codice Intervento ICD-IX-CM 2000 2001 2002 2003 Descrizione intervento Casi di cui over 65 Casi di cui over 65 Casi di cui over 65 Casi di cui over 65 815.1 Sostituzione totale anca 140 76 174 116 156 100 176 100 815.2 Sostituzione parziale anca 26 21 13 12 23 22 30 30 815.3 Revisione di sostituzione anca 23 14 18 13 20 14 19 14 189 111 205 141 199 136 225 144 Totale Il numero totale di interventi di protesi d’anca di residenti in Basilicata,effettuati sia in strutture sanitarie regionali che extraregionali sono andati nel tempo aumentando. Sono stati: - 455 nel 2000, - 528 nel 2001, - 486 nel 2002, - 598 del 2003. Il grafico n.2, di seguito riportato, evidenzia l’andamento degli interventi di protesi d’anca per ricoveri regionali comparandoli con i ricoveri avvenuti in altre regioni. CONTRIBUTI BREVI Grafico 2-Andamento degli interventi di protesi d’anca per ricoveri regionali e ricoveri extra regionali in residenti in Basilicata. Anni 2000-2003. Conclusioni Gli interventi di protesi d’anca fanno registrare un moderato ma costante aumento non solo in Basilicata ma anche in altri contesti territoriali nazionali. Un pò ovunque, infatti, si riscontra un incremento di applicazioni proteiche le quali, realizzate in materiali di migliorate qualità e con un disegno sempre più combaciante con le fisiologiche dinamiche articolari, soddisfano a pieno le aspettative sia lavorative che ricreative di persone altrimenti non più in grado di condurre la propria esistenza secondo la qualità di vita attualmente percepita. Un problema con il quale, sicuramente, le strutture di assistenza si confronteranno in un prossimo futuro sarà certamente legato al maggior numero di interventi di revisione o “riprotesizzazione” che potrebbero rendersi necessari per l’usura dei materiali delle parti articolari, vale a dire della testa femorale e dell’acetabolo. Per quanto attiene al dato regionale, una attenta riflessione deve essere riservata all’elevato numero di interventi conseguenti a fratture o ad esiti di fratture (prima causa di intervento di protesi d’anca in Basilicata); ciò soprattutto per verificare se le circostanze che hanno concorso al trauma lesivo possono, in qualche modo, essere rimosse anche in considerazione che trattasi di popolazione non più giovane, che abbisogna di servizi sanitari e sociali coinvolgenti non solo l’aspetto riabilitativo ma più interamente le varie offerte della assistenza domiciliare. E’ necessaria, quindi, una costante opera di prevenzione di tutti i traumi ossei che potrebbero non solo minare gravemente ed irreversibilmente lo stato di salute delle persone anziane coinvolte, ma che, richiedendo nel tempo un puntuale monitoraggio delle condizioni fisiche di soggetti fragili e spesso al limite dell’autosufficienza, necessitano di un impegno di personale e di un impegno economico che potrebbero, altrimenti, essere indirizzati verso altre necessità. Da qui anche l’opportunità di un registro degli interventi di protesi d’anca, iniziativa nazionale cui anche la regione Basilicata vorrebbe offrire il proprio contributo, quale tappa indispensabile per monitorare una casistica in aumento, e promuoverne, per quanto possibile, la prevenzione, oltre che per confrontarsi sia all’interno che tra regioni. 37 Oer_b 2/04 La Basilicata in cifre: bilancio demografico anno 2003 Gabriella Cauzillo1, Gerardo Becce1, Carmela Saponara2, Dina Sorrentino1 Rosaria Tozzi1 Servizio Osservatorio Epidemiologico Regionale-Dipartimento Sicurezza e Solidarietà Sociale, Regione Basilicata Sistema Informativo Sanitario-Dipartimento Sicurezza e Solidarietà Sociale, Regione Basilicata 1 2 Le indagini riguardanti le componenti di una popolazione e la ricerca di eventuali cambiamenti o di variazioni quali-quantitative al suo interno suscitano molteplici interessi perché ad essi sono legati molti aspetti della organizzazione sociale ed economica di una comunità. Infatti, alla diversa prevalenza di talune fasce di età sono legati bisogni ed aspettative ad esse propri che abbisognano di adeguamenti continui perché ciascuno possa godere di beni e servizi comuni. Ogni società sviluppata è, pertanto, impegnata in indagini demografiche allo scopo di analizzare la sua popolazione sia nelle caratteristiche strutturali costantemente presenti sia nelle modifiche che un fisiologico adattamento può comportare, al fine di garantire nel territorio di residenza un’offerta appropriata. Popolazione residente in Basilicata dal 1861 al 2001(1) Censimenti Popolazione residente Variazione media annua*1.000 31-dic-1861 509 = 31-dic-1871 524 2.9 31-dic-1881 539 2.9 10-feb-1901 492 -4.8 10-giu-1911 486 -1.1 01-dic-1921 492 1.2 21-apr-1931 514 4.6 21-apr-1936 543 11.2 04-nov-1951 628 9.3 15-ott-1961 644 2.6 24-ott-1971 603 -6.6 25-ott-1981 610 1.2 20-ott-1991 611 0.1 21-ott-2001 598 -2.1 18 61 18 71 18 81 19 01 19 11 19 21 19 31 19 36 19 51 19 61 19 71 19 81 19 91 20 01 38 (1) Elaborazione degli autori su dati ISTAT L’andamento della popolazione residente in Basilicata ha mostrato, nel tempo, un’ evoluzione altalenante. A fronte di anni di relativa stabilità, si evidenziano due periodi di fortissima contrazione dei residenti in coincidenza, soprattutto, di due grandi ondate migratorie che hanno caratterizzato tutte le regioni italiane più povere: la prima, realizzatasi tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo verso altre nazioni straniere; la più recente, verificatasi tra gli anni ’70 e gli anni ’80, che ha registrato soprattutto una forte migrazione interna dal sud verso il nord del Paese. Movimento demografico in Basilicata anni 1971-2001(1) anno nati morti saldo naturale 1971 11292 4939 6353 1975 11107 5341 5766 1980 8574 5336 3238 1985 7915 5350 2565 1990 7708 5440 2268 1995 6237 5483 754 2001 5439 5459 -20 (1) Elaborazione degli autori su dati ISTAT RUBRICHE / NOTIZIE La comunità lucana residente costituisce, attualmente, una piccola percentuale (1%) dell’intera popolazione italiana. I dati della popolazione lucana residente di seguito riportati sono ricavati dagli uffici anagrafici dei 131 comuni presenti in Basilicata ed hanno come riferimento temporale il 31 dicembre 2003. La popolazione totale, residente a quella data, è di 597.000 unità, di essa il 51% è rappresentato dalla componente femminile e il 49% dalla componente maschile. Nella provincia di Potenza risiede il 65,8% del totale della popolazione; nella provincia di Matera il restante 34,2%. Provincia di Potenza Provincia di Matera Maschi 192.816 100.621 Femmine 199.938 103.625 Totale 392.754 204.246 La classe di età in cui ricade il maggior numero di abitanti è quella compresa tra i 35 e i 39 anni (46.065 unità), seguita, con piccoli margini di differenza, dalla fascia di età 30–34 anni e dalla fascia di età 25–29 anni. La comunità dei residenti più giovani (età compresa tra 0 e 14 anni) rappresenta il 15,3% della popolazione. La popolazione anziana (età uguale-superiore ai 65 anni ) costituisce il 19% della totalità dei lucani che vivono in regione; di essi il 44% (49.943 unità) è costituito da ultra 75enni. I grandi vecchi (età oltre gli 85 anni) sono 11.287, cioè il 10% degli anziani e l’1,8% dei residenti lucani. La componente femminile rappresenta il 60% degli ultra 75enni, e la sua percentuale si fa sempre più preponderante con il progressivo innalzamento dell’età. La maggiore presenza di soggetti di sesso femminile è, infatti, tipica delle società a più marcato invecchiamento ed è legata alla loro maggiore longevità. Il dato generale conferma l’aspetto relativo al progressivo invecchiamento della popolazione in Basilicata, in linea con il medesimo dato riscontrato nel resto d’Italia. Indicatori di struttura della popolazione regionale-anno 2003 Totale popolazione residente 597.000 % residenti 0-14 anni 15,3 % residenti 15-64 anni 65,7 % residenti 65 + anni 19,0 Indice di vecchiaia 123,8 Indice di dipendenza 52,3 Dei 597.000 lucani residenti, 127.563 unità (il 21,4% circa) risiede nei due comuni capoluoghi; 136.980 unità (il 23% circa) in comuni fra 10.001 e 20.000 abitanti; 135.495 unità (il 22,6% circa) in comuni tra i 5.001 e i 10.000 abitanti; 196.962 unità (il 33% circa) in comuni fino a 5.000 abitanti. In merito a quest’ultimo punto, si ricorda che i paesi lucani fino a 1.000 abitanti sono 23 (il 17,6% dei comuni); quelli con popolazione tra 1.001 abitanti e 3.000 sono 52 (il 39,7% dei comuni); quelli con popolazione tra 3.001 e 5.000 sono 22 (il 16,8 %). Quindi 75 comuni (cioè ben oltre il 50%) hanno meno di 3.000 cittadini residenti ed in essi vive solo il 19% della popolazione lucana stabilmente presente. Dislocati, per lo più, in zone poco produttive e più disagiate, sono i centri che hanno risentito e risentono tuttora di un costante calo demografico. Anche un recente studio dell’ISTAT sulla povertà relativa in Italia colloca la Basilicata tra le regioni dove il fenomeno sarebbe più diffuso; l’analisi dei dati rivela, infatti, come oltre il 25% delle famiglie residenti in regione vivrebbe in condizione di povertà relativa. 20 03 20 02 20 01 20 00 19 99 19 98 19 97 Nati in Basilicata anni 1997-2003 39 40 Oer_b 2/04 Come espresso dal grafico sopra riportato, la contrazione delle nascite, in atto già da alcuni anni, si conferma anche nel 2003. Nel 2003, i nati vivi sono stati 5.265, di cui 3.301 nella provincia di Potenza; 1.964 nella provincia di Matera, con un tasso di natalità regionale di 8,8 nati /1000 residenti. Una differente natalità caratterizza le due province; infatti, a fronte di un il tasso di natalità pari a 9,6/1000 riportato nella provincia di Matera, nella provincia di Potenza si registra una denatalità più pronunciata, con un tasso di natalità pari a 8,4/1000. Il dato medio regionale appare inferiore non solo al dato nazionale (9,6/1000) ma anche al medesimo dato riscontrato in altre regioni del Meridione. Confronto nati-mortalità in Basilicata (1997-2003) Nel 2003 il saldo naturale regionale fa registrare un valore negativo. La popolazione lucana, infatti, mostra una tendenza alla denatalità a fronte di una contenuta crescita della mortalità da cui una sempre più consistente presenza di anziani che ormai caratterizzano fortemente anche la attuale società lucana. Mortalità in Basilicata anni 1997-2003 Il numero dei deceduti è stato, nel 2003, di 5.649 unità, 3.830 nella provincia di Potenza e 1.819 nella provincia di Matera (tasso di mortalità regionale: 9,5/1000 abitanti). Inferiore al tasso di mortalità nazionale, pari a 10,2/1000 abitanti, il tasso di mortalità regionale mostra significative differenze tra le due province poiché nell’area potentina si riscontra una mortalità più elevata (tasso di mortalità:9,8/1000) rispetto all’area di Matera (tasso di mortalità:8,9/1000 abitanti). Il saldo naturale riscontrato nelle 2 province mostra un andamento nettamente differente poiché il saldo naturale negativo (numero di morti superiore ai nati) è esclusivamente a carico dell’ambito territoriale di Potenza, Matera, infatti, vanta un soddisfacente saldo naturale positivo. Saldo naturale-Dato provinciale e regionale, anno 2003. Nati Morti Saldo naturale Provincia di Potenza 3301 3830 -529 Provincia di Matera 1964 1819 145 Regione 5265 5649 -384 RUBRICHE / NOTIZIE Andamento di saldo naturale, saldo migratorio e demografico-Dato regionale, periodo 1971-2001. Anni Saldo naturale Saldo migratorio Saldo demografico 1971 6353 -10319 -3966 1975 5766 -2418 3348 1980 3238 -3131 107 1985 2565 -1183 1382 1990 2268 -924 1344 1995 754 2215 -1461 2001 -20 -1494 -1514 Per l’anno 2003, i dati relativi al saldo migratorio mettono in luce una condizione meno negativa del passato che riguarda entrambe le province lucane. A fronte di 986 trasferimenti all’estero di residenti, si annotano ben 2.315 iscrizioni dall’estero in Basilicata, con un bilancio migratorio di +777 unità per Potenza e di +552 unità per Matera, con un tasso migratorio estero regionale-anno 2003 di 2,2/1000 abitanti. Le migrazioni interne presentano, invece, un saldo negativo pari a -1.574 unità. Sebbene i numeri assoluti siano più negativi per la provincia di Potenza (-990 unità a fronte di -584 unità di Matera), in termini relativi il dato si capovolge poiché Matera appare maggiormente penalizzata. A fronte di un dato regionale medio di -2,6/1000 abitanti, la provincia di Potenza mostra un dato di -2,5/1000 e quella di Matera di -2,9/1000 abitanti 41 42 Oer_b 2/04 P.O.N. ATAS 2000 – 2006: l’ osservazione epidemiologica nel Mezzogiorno come funzione strategica nell’azione di tutela sanitaria e ambientale. Manuela Cocchi, 2Dina Sorrentino 1 Ministero della Salute Regione Basilicata – Servizio Osservatorio Epidemiologico 1 2 La ricerca Epidemiologica nelle regioni meridionali d’Italia ha compiuto una evoluzione qualitativamente significativa – del resto come tante altre attività di ricerca scientifica – con l’arrivo di sostanziali risorse finanziarie statali e comunitarie soltanto negli ultimi tre decenni . In anni non lontani del secondo ‘900 lo stato dell’arte era ben altro. In un’indagine sulle condizioni sanitarie della Basilicata pubblicata dalla rivista Nord e Sud sul finire degli anni ‘50, il professore Rocco Mazzarone , pioniere degli studi epidemiologici scriveva che: “..il numero dei posti letto per malati acuti negli ospedali di Basilicata è pari allo 0,9 per 1000 abitanti, il più basso dell’intero paese e gli stessi ospedali dei capoluoghi sono sprovvisti di servizio pediatrico, in una regione che vanta il tristissimo primato in Italia per la mortalità infantile ..(omissis).. L’assistenza sanitaria , nelle sue espressioni di medicina preventiva continuava ad essere esercitata nei soli uffici comunali d’igiene e le attività di medicina scolastica erano limitate ai soli due capoluoghi e sei comuni in tutto il territorio regionale. In questo contesto la stessa letteratura di medicina sociale era assai scarna. Il professore Donato Greco ha recentemente ricordato il suo primo incontro con Rocco Mazzarone nei corridoi del Laboratorio Provinciale di Igiene e Profilassi di Matera, in anni in cui la forte motivazione di impegno sociale sopperiva in entrambi alla scarsezza di risorse e strutture per la ricerca epidemiologica, in un mezzogiorno fortemente arretrato rispetto alla media nazionale ed europea anche – anzi soprattutto – nell’ambito di sanità pubblica . Non sembri gratuita questa digressione nel recente passato della Regione, poiché il relativamente recente sostegno comunitario alle necessità operative della ricerca e assistenza pubblica in tema di ambiente e salute nasce anche dal forte impegno politico e sociale delle personalità scientifiche più avvertite ed attive in quegli anni di “frontiera”. Il segno positivo marcato in Italia dall’attività ministeriale e regionale con la istituzione degli OER è rafforzato dalle attività di relazione e scambio tra la struttura dirigente ministeriale e regionale e la loro proiezione sul piano delle attività finanziare comunitarie . IL PROGETTO OPERATIVO (PO) MINISTERO DELLA SALUTE NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE ASSISTENZA TECNICA ED AZIONI DI SISTEMA (PON ATAS) 2000 – 2006 DEL QUADRO COMUNITARIO DI SOSTEGNO (QCS) OBIETTIVO 1 Riteniamo opportuno un richiamo alla definizione formale di tali attività finanziarie in ambito UE Attraverso la programmazione dei Fondi strutturali comunitari 2000-2006, definiti con il documento programmatico del Quadro comunitario di sostegno, l’Unione europea promuove lo sviluppo delle attività economiche, dell’occu- pazione e delle risorse umane, la tutela e il miglioramento dell’ambiente, l’eliminazione delle ineguaglianze e la promozione della parità tra uomini e donne. In questo scenario, per la prima volta è stato riconosciuto un ruolo al Ministero della salute, in quanto titolare di materia a carattere tipicamente trasversale, e partner delle Regioni in un programma di investimenti strutturali e tecnologici di sensibile impatto su tutto il territorio nazionale. Il Progetto operativo del Ministero si colloca nell’ambito del Programma operativo nazionale di Assistenza tecnica e azioni di sistema (PON ATAS) previsto dalla programmazione dei fondi strutturali comunitari 2000-2006. Gli interventi della politica di coesione economica e sociale sono programmati su base pluriennale rispetto a tutte le regioni degli Stati membri, con una focalizzazione su quelle meno avanzate, per favorirne l’adeguamento strutturale. In questo nuovo scenario, i dieci nuovi Paesi membri dell’UE sono destinatari, nell’ambito della Programmazione dei Fondi Strutturali 2000-2006, di un programma biennale da utilizzare per la realizzazione di studi di fattibilità, in vista della prossima programmazione per il 2007-2013. IL “P.O. SALUTE“ E GLI O.E.R. Il “PO Salute” si articola su una serie di temi focali che sono i seguenti e sono coerenti con quelli degli assi operativi del Quadro Comunitario di Sostegno dell’Obiettivo 1. 1. Ambiente e salute 2. Qualità della vita delle città 3. Reti e nodi di servizio In riferimento all’azione 3 si segnala il progetto “Assistenza tecnica e supporto metodologico operativo alla standardizzazione delle attività e dei prodotti delle funzioni di osservazione epidemiologica ed alla loro messa in rete” attualmente in corso (Data di conclusione prevista: 31 dicembre 2005). L’obiettivo del progetto è quello di fornire assistenza tecnica alle regioni ob.1 per la creazione o il consolidamento delle capacità del proprio osservatorio epidemiologico regionale in tema di analisi e valutazione epidemiologica dei bisogni sanitari e dei rischi per la salute. L’analisi epidemiologica è essenziale per garantire che la progettazione e la valutazione delle azioni dei POR siano anche fondate sul criterio dell’impatto sulla salute delle politiche strutturali e delle politiche di coesione sociale. Il principio è stato ribadito dal Consiglio Europeo a Lisbona nel 2000 e a Goteborg nel 2001 e costituirà uno dei criteri prioritari nella programmazione 2007-2013. Il progetto contiene attività sia di tipo trasversale, sia di tipo regionalizzate. Le prime hanno riguardato soprattutto la produzione di documentazione, manualistica e identificazione di buone pratiche sui metodi e modelli di osservazione epidemiologica utili per l’analisi e la valutazione dei bisogni sanitari e dei rischi della salute e sugli elementi costitutivi di una adeguata piattaforma informativa. Le seconde si sono sviluppate sulla base di piani di lavoro specifici per ciascuna Regione, elaborati congiuntamente tra i responsabili degli Osservatori, i responsabili del progetto del Ministero della Salute, gli esperti della “E.S.A.”, Associazione Temporanea aggiudicataria dell’attività. Ciascun piano e ha tenuto conto delle dotazioni in termini di risorse umane e strumentali di partenza e delle specificità locali. Per il monitoraggio dell’attuazione del progetto e la verifica dei risultati è stato costituito un apposito gruppo con RUBRICHE / NOTIZIE i responsabili dei sette osservatori epidemiologici regionali, l’Istituto Superiore di Sanità e i responsabili del progetto del Ministero della Salute. Inoltre, sempre nell’ambito delle attività su salute e ambiente, e a seguito del lavoro iniziato sul tema delle bonifiche , va segnalato il coinvolgimento del Ministero della Salute nel GRUPPO DI LAVORO OBIETTIVO “Analisi e proposte sulle problematiche del settore bonifiche” della Rete delle Autorità Ambiente e della Programmazione, coordinata dal Ministero dell’Economia. Quella sede permetterà di valutare in maniera ancora più diretta le criticità attuative delle Regioni e i loro bisogni di assistenza tecnica, rafforzando il lavoro in corso. Tra gli obiettivi del Gruppo di Lavoro è prioritario assistere le regioni, anche in collaborazione con il Progetto Operativo Salute (PON ATAS–rafforzamento degli Osservatori Epidemiologici Regionali-OER) nella diffusione di metodologie, buone pratiche e supporto alle competenze delle strutture regionali (ARPA e OER) nel campo della epidemiologia ambientale, con particolare riferimento ai siti di interesse nazionale. In Regione Basilicata, l’OERB ha in corso diverse attività di ricerca ed è attualmente coinvolto su più fronti in campo ambientale: - studio sui casi di mesotelioma in un’area appenninica nel territorio dell’ASL di Lagonegro (ASL 3), in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Università di Bari in relazione alla presenza di roccie verdi contenenti minerali di amianto (tremolite); - studio di coorte in relazione all’esposizione occupazionale a cloruro di vinile monomero (CVM) nella ex LIQUICHIMICA di Ferrandina (MT) e all’esposizione occupazionale ad amianto nella ex MATERIT di Ferrandina (MT). E’ fin troppo evidente - per concludere queste brevi note – che le politiche nazionali e locali sul tema ambiente e salute, per rendere validi progetti ed attività epidemiologiche dovranno essere in perfetta sintonia, perché-attesa la estrema 43 44 Oer_b 2/04 sensibilità politica e sociale sul tema ambiente e salute – non si ripetano errori di programmazione governativa come la individuazione del territorio di Scanzano Ionico quale sito unico nazionale per il deposito delle scorie radioattive rivenienti dalle centrali nucleari dismesse. La vasta eco, che il sistema dei media ha riservato al “caso Scanzano”, è sicuramente valsa a conseguire due importanti risultati: da un lato, ha offerto all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale l’immagine di una regione schierata in maniera compatta e composta a difesa dei caratteri pecu- liari del suo modello di sviluppo ecosostenibile; dall’altro, ha risvegliato la consapevolezza del Paese della necessità di creare e sviluppare una nuova percezione collettiva del bene-ambiente e del bene-salute tanto ineccepibilmente enunciate in tanti programmi e proclami e secondo le indicazioni contenute nell’apposito progetto PON-ATAS del Ministero degli Affari Esteri (dedicato alla definizione delle “Azioni di internazionalizzazione dell’economia e della cultura delle Regioni dell’Obiettivo 1”).