LA
voce DELLA
omunità
c
ottobre 2013
MEDA
Nessun uomo è un’isola,
completo in sé stesso;
ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte del tutto.
Se anche solo una zolla
venisse lavata via dal mare,
l’Europa ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio,
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa.
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
perché io sono parte dell’umanità.
E dunque non chiedere mai
per chi suona la campana:
essa suona per te.
Brano tratto da “Per chi suona la campana” di John Donne
Meditazione XVII, sulla malattia e la morte (estratto)
Carissimi,
alla dolorosissima sciagura che ha colpito tanti nostri fratelli lo scorso giovedì a Lampedusa avete voluto rispondere
prontamente convocando codesta veglia di preghiera. Col
Salmista vi rivolgete al Signore in prima persona: «Alzo gli
occhi verso i monti: da dove mi verrà l’ausilio? Il mio aiuto
viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra» (Sal 121,1-2).
Le immagini viste in questi giorni hanno riempito il cuore di sconcerto. Papa Francesco ha dato voce allo smarrimento affermando: «Oggi è un giorno di pianto!» (Papa
Francesco, Incontro con i poveri nella sala della spogliazione, 4 ottobre 2013).
Il nostro pianto si fa preghiera. Innanzitutto per coloro
che hanno trovato la morte, perché il Padre di misericordia
li accolga nel Regno eterno. Poi per i loro familiari: possa il
Risorto asciugare le loro lacrime, come fece con la vedova
di Naim; ma la preghiera al Padre deve anche supplicare la
nostra conversione.
Nessuno di noi può chiamarsi fuori dalla tragedia di Lampedusa. Preghiamo perché lo Spirito del Risorto ci faccia comprendere che la carità non ha confini e che il dono della fede
ci spinge ad abbracciare ogni bisogno materiale e spirituale.
Il valore e la dignità della persona debbono essere posti
a fondamento di ogni umana relazione e vengono ben prima di ogni diversità.
Il riconoscimento dei diritti fondamentali della persona
domanda di essere promosso da ogni legislazione. All’autorità politica compete la retta regolamentazione del fenomeno dell’immigrazione. Chiediamo pertanto alle autorità
italiane ed europee di collaborare con solerte decisione alla
ricerca e all’attuazione di nuove ed equilibrate politiche per
l’immigrazione.
La società civile, in tutte le sue espressioni, continui
l’opera di integrazione di donne e uomini che giungono a
noi dalle periferie della povertà e del dolore.
La Chiesa sia sempre pronta al primo intervento di accoglienza.
Nell’impossibilità di partecipare di persona perché impegnato con la Conferenza Episcopale Lombarda voglio farvi pervenire la mia vicinanza con una speciale benedizione.
Card. Angelo Scola
Milano, 7 ottobre 2013, Memoria Beata Vergine Maria del Rosario
1
La Parola dei Sacerdoti
Se la calunnia è un venticello…
“[…] così è la calunnia, una volta che si è parlato male di una persona non è più possibile porvi rimedio”
N
el bellissimo film Il Dubbio (Stati Uniti, 2008), un sacerdote colpito da gravissime illazioni sul suo conto racconta dal
pulpito questa storiella: «Una donna chiese al proprio sacerdote
cosa mai fosse la calunnia. Il sacerdote le rispose di prendere
un cuscino pieno di piume, recarsi sulla cima di un palazzo in
una giornata ventosa e squarciare il cuscino. La signora eseguì il
suggerimento e, tornata in parrocchia, il sacerdote le chiese che
cosa fosse successo alle piume. La donna rispose che il vento
le aveva trascinate per tutta la città fino a perdere la vista delle
medesime. Il sacerdote allora la incalzò dicendole di andare a
raccogliere queste piume per rimetterle nel cuscino, ma la donna
rispose che ciò non era più possibile. “Ecco – le rispose il sacerdote – così è la calunnia: una volta che si è parlato male di una
persona non è più possibile porvi rimedio”».
Papa Francesco sembra avere una particolare attenzione per le
chiacchiere, i pettegolezzi e la maldicenza, al punto da arrivare
a parlarne per quattro volte in un solo mese, con toni non certo
dolci. Ai gendarmi del Vaticano, ad esempio, diceva così: «C’è
una tentazione che al diavolo piace tanto: quella contro l’unità. E
il grazie di suor m. Angela
poche righe per una grande gioia
“Non posso vivere lontano dalla tua tenerezza, Padre…
Non potrei avanzare nella pace e nella gioia
senza questa garanzia di fedele tenerezza
che ovunque mi accompagna,
sostiene il mio slancio,
protegge i miei passi” (J.Galot).
Poche righe per un doveroso grazie.
Grazie al parroco don Gaudenzio che ha vivamente desiderato
che la celebrazione del mio 25° di consacrazione religiosa fosse
collocata all’interno della festa della nostra Comunità pastorale.
Grazie a chi si è prodigato dietro le quinte per preparare gli ingredienti che aiutano a fare festa.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato all’Eucarestia del 15 settembre facendo memoria del mio 25° di consacrazione e rendendo
grazie con me per il dono della “fedele tenerezza” del buon Dio.
Ho gustato la semplice solennità della celebrazione. Lo scambio
di auguri al termine della S. Messa e i doni che mi avete preparato
non hanno fatto altro che restituirmi quell’abbraccio di Bene che
nell’Eucarestia trova la sua sorgente e il suo culmine, un regalone!
Ciascuno, proprio ciascuno, si senta il destinatario di un grazie cordiale!
Al mio grazie si uniscono i miei genitori, che ancora oggi ricordano
con stupore e commozione quel giorno e la mia comunità di suore.
Sr. M.Angela
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
il diavolo cerca di creare la guerra interna, una guerra che non si
fa con le armi, si fa con la lingua. Chiediamo a San Michele che ci
aiuti in questa guerra: mai parlare male uno dell’altro, mai aprire
le orecchie alle chiacchiere. E se io sento che qualcuno chiacchiera, fermarlo!». Di nuovo, parlando a braccio, nel corso della
catechesi del mercoledì in piazza San Pietro ha ripetuto ai fedeli
che «le chiacchiere fanno male» e, spesso, «feriscono» le persone
anche in ambienti come quelli parrocchiali. Allora, ha detto sorridendo, «meglio mordersi la lingua: quello ci farà bene: la lingua
si gonfia e non si può parlare, così non si possono fare chiacchiere». Ma già in precedenza aveva usato toni durissimi: «Su
questo punto, non c’è posto per le sfumature. Se tu parli male
del fratello, uccidi il fratello. E noi, ogni volta che lo facciamo,
imitiamo quel gesto di Caino, il primo omicida della Storia. Le
chiacchiere sempre vanno su questa dimensione della criminalità. Non ci sono chiacchiere innocenti. E quando la nostra lingua
la usiamo per parlare male del fratello o della sorella, la usiamo
per uccidere Dio». «Qualcuno – affermava il Papa – potrebbe dire
che una persona si meriti le chiacchiere. Ma non può essere così.
Vai, prega per lui! Vai, fai penitenza per lei! E poi, se è necessario,
parla a quella persona che può rimediare al problema. Ma non
dirlo a tutti!».
Il tema pastorale che abbiamo scelto quest’anno è incentrato sul
tema della fraternità evangelica e della corresponsabilità pastorale. Il vizio del pettegolezzo, della chiacchiera, del beato “parlar
per niente” o anche solo dell’esprimersi su ciò che non si conosce si colloca dunque perfettamente dentro il percorso scelto
come vera occasione di conversione a uno stile di vita evangelico: evitare l’inutile diceria e custodire il buon nome dell’altro è
un modo serio di dimostrarsi fratelli e di assumersi la responsabilità del bene del prossimo. Costruire la comunione evangelica
è opera di tutti e dovere di ognuno e lo si può fare cominciando
proprio dal mordersi la lingua una volta di più.
Che le nostre parrocchie siano battute costantemente del vento
della chiacchiera – se non della calunnia è un dato contestabile
solo da chi ama nascondere la testa sotto la sabbia. Persino i
luoghi e le situazioni che dovrebbero essere preposti anzitutto
all’edificazione della Comunità – commissioni, riunioni organizzative, gruppi vari, consigli… – sono spesso gli ambiti in cui la
critica malevola, la diceria, l’accusa, l’insinuazione e il sospetto
vengono ampiamente praticati, come se nulla fosse. Paradossale
che lì dove dovrebbe esserci l’esemplarità più alta, quella capace
di quella testimonianza attraente, si pratichino le ferite più serie
al bene della Comunità.
Se la calunnia è un venticello, attenti ai colpi d’aria.
Don Cristiano
(P.S.: Meno male che l’ha detto anche il Papa, altrimenti questi
discorsi sembrano sempre i “pallini” dei preti di parrocchia…) •
Centro di ascolto
«Ciò che si spreca è
rubato ai poveri»
Una giornata e delle persone che mi hanno fatto pensare!
«Figlioli, non amiamo
a parole o con la lingua,
ma con i fatti e nella verità»
(Gc. 3, 17)
Q
ueste parole dell’apostolo Giacomo mi hanno spronato ad una
riflessione sulla giornata di martedì 10
settembre scorso.
Era il giorno dopo la conclusione della
festa di S. Maria Nascente e del Palio.
La festa si era conclusa con la processione della statua della Madonna con
buona partecipazione e con molta folla
che, dopo la processione, si è radunata
in Oratorio S. Crocifisso per assistere ai
fuochi d’artificio.
Martedì 10 non eravamo in molti a confezionare i circa centotrenta pacchi alimentari che ogni mese vanno preparati per
essere recapitati ad altrettante famiglie
in difficoltà della nostra città. Qualcuno
era ancora in ferie, qualche altro ammalato ecc…. Mi sono fermato a riflettere
sulle persone che componevano la squadra di volontari e sono stato edificato dal
loro entusiasmo. C’erano due ragazze
di circa vent’anni: la prima in cerca di
lavoro, che prestava il suo tempo per
quest’opera di solidarietà. La seconda,
che ogni mese collabora a quest’opera,
non era italiana e, nonostante la giovane
età, aveva già sperimentato la povertà,
l’emarginazione e la sofferenza. C’erano
tre mamme che, nonostante gli impegni
di famiglia e lavoro, si sono ritagliate del
tempo per aiutare…. Ma ciò che mi ha
più sorpreso e commosso è stato l’aver
visto un uomo, anch’egli provato dalla
sofferenza e in quel momento con difficoltà di deambulazione, che, nonostante
le stampelle, si dava da fare per preparare gli scatoloni da riempire. Un altro
signore, con una situazione pesante in
famiglia per via della moglie ammalata,
vista l’emergenza non si è defilato con
qualche scusa più che comprensibile. Un
terzo collaboratore, non potendo essere
presente al mattino in quanto impegna-
to nel turno al Centro di ascolto, si è prodigato fin dal primo pomeriggio perché
potesse arrivare a consegnare i pacchi
alle famiglie in difficoltà prima della sera.
Completavano la squadra due uomini
che caricavano i pacchi su macchine e
pulmino per recapitarli a domicilio….
Qualche ben pensante, qualche mese
fa, mi ha detto: «Perché portare i pacchi a casa? Se hanno bisogno non possono venire loro a ritirarli?». Al che ho
risposto con queste parole. Primo: non
tutti sono in grado di venire a prenderli; sono spesso persone anziane o
ammalate e inoltre sono pacchi pesanti perché contengono cibarie che, in
proporzione ai componenti del nucleo
familiare, devono essere sufficienti per
un mese. Secondo: è importante la relazione di amicizia che si istaura visitando
le persone che si assistono, parlare con
loro, vedere la situazione e i problemi
che si presentano.
Perché ho voluto parlare e descrivere
una giornata di fatica e di carità?
Prima di tutto per far conoscere che ci
sono situazioni di vera povertà anche
nella nostra città di fronte alle quali non
si può far finta di non vedere. In secondo
luogo per riflettere sul nostro tenore di
vita, che deve essere di povertà perché
nessuno sia costretto a sperimentare la
miseria. Vivere poveramente significa essere contenti di quanto basta per vivere
dignitosamente, senza indulgere al lusso
e allo spreco. Papa Francesco dice: «Ciò
che si spreca è rubato ai poveri». Terzo,
per far conoscere e ringraziare quei volontari che a vari livelli sono presenti nella
nostra Comunità e che con fatica – ma
anche con gioia grande – si danno da
fare per venire incontro alle necessità.
Ed infine per lanciare un appello a chi
ha buona volontà (il tempo lo si trova),
perché si offra a fare del volontariato. C’è
tanto bisogno, ed è un’occasione per
istaurare rapporti di amicizia, crescere insieme, sentirsi bene e aiutare a star bene.
L’anno scorso abbiamo indicato come
linea per la Comunità pastorale di mettere Dio al primo posto nella nostra vita;
quest’anno vorremmo anche puntare
sulla relazione fraterna. Due obiettivi
fondamentali per la vita di una Comunità che però non devono solo restare
scritti, ma devono essere vissuti nella
concretezza.
Don Angelo
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
festa della comunità pastorale Santo crocifisso - 15 settembre
Collaboratori della gioia
Famiglie, bambini, anziani delle tre parrocchie: è bello ritrovarsi tutti insieme attorno all’Eucarestia
M
i capita qualche volta, osservando
la chiesa di Santa Maria Nascente, di riflettere sulle sue dimensioni e di
chiedermi quali pensieri avessero spinto chi l’ha progettata e costruita, ma prima ancora la comunità che l’ha sognata
e l’ha voluta, a pensarla così grande,
quasi mastodontica, un po’ pesante
nelle sue linee architettoniche, priva di
tensione verso l’alto, quasi “seduta”
sulle sue fondamenta.
Sicuramente la immaginavano colma di
fedeli, ma forse non osavano neppure
sperare che avrebbe generato altre due
chiese, due parrocchie destinate a raccogliere gli abitanti di quelle zone che
da periferiche stavano diventando sempre più popolose.
Ora i tempi sono cambiati, si fa fatica a
riempire un edificio così grande, e se si
cade nella tentazione di contarsi i risultati sono scoraggianti.
In alcune occasioni, però, quando si
aprono le porte centrali, le sue navate
si presentano come uno spazio vasto e
luminoso, capace di contenere moltissime persone, come è accaduto domenica 15 settembre, festa della Comunità Pastorale, quando i fedeli delle tre
parrocchie e tutti i loro sacerdoti hanno
celebrato la S. Messa solenne delle ore
11.00. Durante l’omelia don Gaudenzio ha presentato alla comunità le linee
guida del percorso che il consiglio pa-
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storale ha proposto per il nuovo anno.
Ripercorrendo e commentando ogni
passaggio dell’episodio evangelico
della moltiplicazione dei pani, il parroco ha spiegato le priorità che la Comunità intende porsi: costruire una rete di
relazioni significative, che superi le reciproche diffidenze e sviluppi in ciascuno sentimenti di fraternità, accoglienza,
condivisione; sensibilizzare alla carità
non solo come soddisfazione di bisogni
materiali, ma come apertura all’altro;
percorrere strade nuove nell’immaginare un’azione pastorale fondata sulla corresponsabilità per annunciare il Vangelo
e condividere la vita e la fede.
Le parole di don Gaudenzio arrivano
a tutti con semplicità e chiarezza, evitando l’aridità che spesso rischiano di
avere i progetti e gli obiettivi programmatici se non sono calati nelle reali e
concrete situazioni che ciascuno quotidianamente vive.
Guardandomi attorno vedo bambini, famiglie, ma anche tanti anziani; alcuni li
conosco, altri meno perché sono di altre
parrocchie; è bello, però, ritrovarsi tutti
insieme, attorno all’Eucarestia; è utile
avere una chiesa così grande: possiamo
sederci tutti ed ascoltare la Parola, condividere il Pane proprio come accadde
quel giorno in cui avvenne la moltiplicazione dei pani. E come allora siamo invitati a farci carico gli uni degli altri.
Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
Un ulteriore motivo per fare festa è stato il 25o anniversario di consacrazione
religiosa di suor Maria Angela Villantieri, prezioso dono per la nostra Comunità; la ricorrenza è stata l’occasione per
ringraziare il Signore per le vocazioni religiose, per la presenza delle suore nelle parrocchie e presso la Casa di riposo,
per la loro opera educativa e caritativa.
Nelle fotografie della mostra allestita
lungo la navata della chiesa abbiamo
riconosciuto i volti e ricordato le personalità di coloro che sono state per molte generazioni punto di riferimento per
la crescita umana e spirituale dei giovani o sostegno e aiuto degli anziani.
La giornata si è conclusa con i vesperi
celebrati in santuario. Al termine della
benedizione, si è mantenuto un clima di
preghiera grazie al coro Musikè, diretto
dal maestro Renzo Galimberti, che ha
completato la meditazione con un breve concerto.
I brani presentati, molto diversi tra
loro per epoca e luogo di composizione, erano collegati dal tema centrale
dell’anno della fede. Il pubblico, che ha
molto apprezzato l’esecuzione del coro,
è stato coinvolto in un gioioso canto finale, degna conclusione di una giornata
di festa.
Silvia
festa parrocchia santa maria nascente - 8 settembre
apertura oratori - 29 settembre
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
PALIO 2013
“di città in città”
Il Palio, una manifestazione medese che dura da 37 anni!
M
i è stato chiesto anche quest’anno
di scrivere quattro parole di resoconto sul Palio da poco trascorso da un
punto di vista di una dimensione generale. Ci provo e vediamo cosa ne esce.
Inizierei anzitutto con l’accennare quanto l’Associazione Palio e tutte le sue
commissioni abbiano lavorato durante
l’anno trascorso dal Palio 2012 a quello
di quest’anno per perfezionare, ampliare
e, in alcuni casi, modificare regolamenti
e modalità di svolgimento del Palio stesso. Come sappiamo, il Palio di Meda è
una macchina alquanto complessa, che
si dirama in molte sfide e svariati giorni:
giochi dei ragazzi (che quest’anno sono
aumentati di numero, inventandone di
nuovi), corsa delle auto a pedali, sfilata, scenette, stand gastronomici ecc.
Organizzare e dirigere tutto questo non
è per niente facile. Tuttavia tutti i componenti dell’Associazione hanno dato
prova di entusiasmo, vivacità e voglia di
fare, che hanno permesso di scavalcare
ogni difficoltà.
Per niente facile è anche il compito dei
Rioni e all’interno dei Rioni, considerando il fatto che l’Associazione è composta quasi esclusivamente da membri dei
Rioni, il lavoro da affrontare il più delle volte è doppio. Gestire un Rione è
un’impresa spinta da roboante passione: è quest’ultima che dà la forza a chi
si prende la briga di “giocare” il gioco
del Palio; un gioco che si ripete fortunatamente e instancabilmente da 37 anni.
Ma ci pensate: una manifestazione medese che dura da 37 anni! Valorizzare
e coltivare un evento che riempie ogni
anno le strade e i luoghi di Meda è necessario per il bene della Città e delle
sue comunità.
Sono anni difficili, di una crisi economica che imperversa e pare non placarsi,
le aziende chiudono, manca il lavoro
e di conseguenza anche gli sponsor. Il
Comune di Meda cerca di sostenere il
Palio come può, mettendo a disposizione quel che può, ma ogni anno i fondi
diminuiscono e le casse si svuotano (e
non è colpa né degli sponsor, né del
Comune). Si cerca di fare il possibile,
con quello che si ha, ma che fatica!
6
Specialmente quando, come è successo a un Rione quest’anno, i carri devono
essere assemblati a cielo aperto, nella
speranza che non piova, organizzandosi
con dei teloni per coprire il lavoro svolto. Oppure quando i carri devono essere costruiti sotto precarie tettoie, con i
mezzi di cui si può disporre in un contesto del genere. Eppure, alla fine, scalpello in una mano e passione nell’altra, i
carri escono dai Rioni e sfilano bellissimi
e colorati per le vie della Città: bambini,
adulti e nonni festanti per l’occasione.
Quello del 2013 è stato il terzo Palio gestito in primo luogo dall’Associazione
Palio – in collaborazione con Comune e
Comunità Pastorale – creata appositamente per organizzare e dirigere il Palio,
i Presepi nei Rioni e gli eventi correlati.
Mi rendo conto che ci sono delle persone che non hanno compreso (o l’hanno
compreso, ma non l’hanno digerito) il
distaccamento dall’ambito strettamen-
Palio 2013
Nel quadro di Marco Minotti viene rappresentata la Madonna che, come una danzatrice, levita e ci mostra il suo grande miracolo. Gesù
nelle vesti di Clark Kent (umano) mostra il suo
essere superuomo (divino) aprendosi la giacca.
Il simbolismo del quadro (pane e pesci) conclude l’opera.
_______________________________________
te parrocchiale. Le capisco. Sono già
state dette e scritte molte parole in
merito, del resto fu la stessa Parrocchia
a porne la questione. Un momento di
riflessione aveva portato a considerare il Palio una dimensione di carattere
cittadino, più civico che parrocchiale
FAMETA | Berlino
Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
PALIO 2013
e pastorale, e – quasi in concomitanza con la fondazione della Comunità
Pastorale – si è pensato di farlo rientrare nella strada verso la quale si era
proiettato. Tuttavia il Palio mantiene le
sue radici nella festa patronale di Santa
Maria Nascente, tant’è che il quadro del
Palio raffigura la Madonna col Bambino
(anche quando la rappresentazione è
contemporanea! Personalmente ho apprezzato molto il quadro dell’artista medese Marco Minotti). E questa è storia.
Anche nel 2013 ha fruttato la collaborazione con la ProLoco ProMeda per quanto riguarda il reclutamento dei giudici per
sfilata e scenetta: era presente il Sindaco
incaricato di Cardano al Campo con alcuni collaboratori. Cardano è il paese
vicino a Malpensa dove qualche mese
fa un vigile, allontanato dal servizio per
scorrettezze lavorative, sparò al Sindaco
Prati, provocandole un po’ di tempo
dopo la morte. Altre personalità della
giuria provenivano da Lissone e da altre
località. I nostri Sindaco, Vicesindaco e
Assessore alla Cultura hanno partecipato alla premiazione, incontrando anche
i loro colleghi di Cardano al Campo e
esprimendo loro solidarietà.
Le sfilate sul tema “Di città in città”
sono risultate allegre e colorate: da
Parigi ad Amsterdam, da Berlino a Rio
De Janeiro, Meda si è riempita di costumi e tradizioni di quattro grandi e belle
città del mondo per un’intera giornata,
facendone assaporare il gusto del cosmopolitismo.
Un enorme successo di pubblico anche
alle serate feriali dei giochi: moltissima
gente ha riempito l’oratorio per gustarsi le sfide tra i Rioni, tifando per l’uno
piuttosto che per l’altro, ma con la medesima adrenalina in corpo. Poche le incomprensioni e le discussioni, che non
possono non mancare, durante l’edizione di quest’anno, anche se in alcuni
casi sono scappate lacrimucce e piccoli
malumori.
Chi vinca e chi perda poi non ha così
tanta importanza. Gli stessi giurati della
sfilata e della scenetta, prima di dare i
risultati finali, hanno manifestato la loro
meraviglia per tutte le sfilate, per tutti i
carri e per tutte le scenette, rimanendo
colpiti dal tanto lavoro e dalla tenace
e gioiosa partecipazione. E, in effetti, i
voti di queste performances erano tutti
molto vicini.
BREGOGLIO | Amsterdam
BELGORA | Rio De Janeiro
SAN GIUANN | Parigi
La Fameta si è riconfermata anche
quest’anno una squadra forte, numerosa, motivata, compatta e con impetuosa
voglia di vincere. Nell’ultimo decennio
ha vinto per nove volte, interrotta nel
2010 da una vittoria della Belgora: che
il Palio l’abbia vinto la Fameta, come ha
scritto Felice Asnaghi su un altro giornale, non è più una notizia.
Complimenti a tutti i Rioni, alle persone che veramente ci mettono cuore,
mani e fatica e grazie per le emozioni
del Palio!
Dado Pozzoli
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
festa della parrocchia san giacomo - 6-7 ottobre
In cammino da 40 anni!
Festa della memoria, del ricordo e del ringraziamento
60° Anniversario di ordinazione sacerdotale
di don Ernesto Carrera
C
on la festa di domenica 6 e lunedì 7 ottobre la parrocchia
di San Giacomo ha festeggiato il traguardo dei quarantant’anni di cammino ed ha voluto esprimere gratitudine e
ringraziare il Signore per i sessant’anni di sacerdozio di don
Ernesto che, nel lontano 1973, ha visto nascere la parrocchia,
l’ha guidata instancabilmente per 35 anni e ora, come sacerdote residente con incarichi pastorali, continua ad essere testimonianza di una vita dedicata al Signore e al servizio
della comunità. Preceduto dalla serata di canti meditativi del
“Alla scoperta del miracolo dell’Amore di Cristo”
RIFLESSIONI DALLA VIDEO MOSTRA....
A
rte, poesia e fede. In occasione del 40° anniversario della Consacrazione della Parrocchia San Giacomo e del 60°
di Ordinazione sacerdotale di Don Ernesto Carrera, sabato 5
ottobre, alle ore 21.30, introdotti da un canto del coro Musiké
con testo di David Maria Turoldo, abbiamo vissuto un intenso
momento di colloquio con Dio.
Ogni immagine proiettata, scelta con attenzione e originalità, è
stata efficace nel condurre i presenti attraverso il percorso: “IL
PRIMATO DI DIO: GUARDATE A LUI E SARETE RAGGIANTI”.
Le riflessioni di padre Turoldo, tratte dal suo libro “Amare”, che
trasmettono il suo bruciante desiderio di essere in comunione
con Lui, e nello stesso tempo Sua emanazione, per stare accanto agli ultimi, ha ricordato a tutti di cercarLo nel volto dell’altro.
Padre David ci ha mostrato l’Amore sotto tutte le sue forme.
Primo fra tutte il saper accettare l’Amore che Dio ci dona incon-
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
dizionatamente, per trasmetterlo agli altri, altrettanto incondizionatamente.
Nella coppia l’Amore “...non è più tu o io...”, ma si trasforma in
noi, diventando Volto di Dio.
La grandezza dell’Amore di Dio, che illumina la coppia, crea
l’immenso miracolo del “DONARE LA VITA”.
La sincerità negli occhi dei bambini non ci permette di passare
oltre o di ignorarli, così come Gesù Cristo “...non poteva passare accanto ai bimbi senza sentirsi commosso”, leggendo nei
loro occhi l’amore del Padre.
Impariamo a non perdere, da adulti, la capacità di abbandonarci nelle mani di Dio, facendoci “INONDARE” senza timore dal
Suo Amore.
Dio ci ha mandato l’Amico per eccellenza, suo figlio Gesù Cristo.
Ignorare la diffusione della sua “buona novella” è tradire l’amicizia con Lui. Ogni uomo è amico, l’umanità ha bisogno di questo Amore, che ci ha reso tutti figli dello stesso Padre, come
Cristo dobbiamo essere dalla parte dell’ultimo degli uomini.
“...tutte le opere buone che compiamo nella vita sono opere di
Misericordia”.
Uomini e donne, testimoni di questa fede, che appaiono nel
video, ci hanno insegnato ad essere prossimo per gli ultimi;
seguiamo il cammino e conduciamo la Chiesa all’incontro col
volto di Dio.
La realizzazione di questo percorso multimediale è il segno
dell’amore che c’è in ognuno di noi, che ci rende capaci di avere cura del fratello in Cristo, conducendolo per mano alla scoperta del miracolo del Suo Amore.
L. e A.
festa della parrocchia san giacomo - 6-7 ottobre
IL PELLEGRINAGGIO DELLA MEMORIA
AL SANTUARIO MADONNA DI SAN MARTINO
E
coro Musiké venerdì 4 ottobre, a 40 anni
esatti dalla consacrazione della chiesa
ad opera dell’arc. Giovanni Colombo,
il momento principale della festa è stata sicuramente la Santa Messa solenne
di domenica 6 ottobre delle ore 10.30,
celebrata da don Ernesto insieme a
due suoi compagni di Messa, don Lino
e don Carlo Magni, a don Gaudenzio,
don Luigi e don Marco Begato. Al termine della celebrazione, in una chiesa
affollatissima, don Ernesto, visibilmente commosso ed emozionato, è stato
sommerso da un fragoroso applauso.
Dopo la Santa Messa nel cortile dell’oratorio numerosissimi e colorati palloncini si sono levati in cielo portando con
sé un messaggio di pace, solidarietà e
fratellanza; inoltre sono stati premiati
i messaggeri dei palloncini lanciati lo
scorso anno che hanno ricevuto una risposta.
Si è quindi tenuto il pranzo comunitario
durante il quale una novantina di parrocchiani ha potuto gustare il menù
preparato per l’occasione e tagliare con
don Ernesto la torta del sessantesimo di
ordinazione.
Il tempo inclemente non ha consentito
il regolare svolgimento del torneo di
bocce e degli altri giochi all’aperto inizialmente previsti.
Lunedì 7 ottobre si è svolta la solenne
ra da molti anni che don Ernesto non
partecipava al tradizionale pellegrinaggio mariano che affida a Maria la nostra parrocchia in prossimità della festa
parrocchiale. Con trepida partecipazione,
immutato affetto e grande simpatia è stata così salutata la sua presenza al pellegrinaggio di sabato 28 settembre al Santuario Madonna di S. Martino, in quella Valmadrera che l’ha visto nascere, maturare la
sua vocazione sacerdotale e dove riposano i suoi affetti più cari. È stato così bello
per la novantina di fedeli di S. Giacomo accompagnare don Ernesto, con il parroco
don Gaudenzio, sui luoghi di una memoria
ormai lontana nel tempo, ma ancora viva
e presente nei ricordi di chi, ragazzino, vi
saliva come premio dei genitori per una
buona condotta. Un ritorno al passato nel
quale don Ernesto non ha potuto nascondere una punta di grande commozione.
Ha rivisto dall’alto, molto cambiata, la sua
Valmadrera, più intensamente abitata e industrializzata, così come la salita della Via
Crucis in ciottolato e il Santuario gli sono
apparsi molto modificati e piacevolmente
risistemati. E, sul finire della celebrazione
liturgica, non poteva mancare un applauso
per i suoi 60 anni di sacerdozio, di cui 35
come primo parroco della nostra comunità parrocchiale.
La recita del Santo Rosario e una breve
illustrazione, da parte di don Gaudenzio,
della storia del Santuario e dei suoi numerosi affreschi hanno preceduto la S.
Messa, vivamente partecipata dai presenti nella preghiera, nella parola e nel
canto con il bravo organista Samuele.
Don Gaudenzio, richiamandosi alle letture della domenica, ha ripreso l’esigente
comandamento dell’amore esposto fino
all’estrema misura dell’amare i nemici.
Gesù l’ha mostrato fin da subito già sulla
Croce, umanizzando la misericordia del
Padre. “Se amare è come generare un
figlio, perdonare è come risuscitare un
morto”: con questa efficace frase il nostro parroco ha sottolineato la grandezza
e impegno di questo comando divino.
La gradevole giornata di primo autunno,
assicurata da un clima ancora insolitamente caldo, ha poi favorito la discesa a
piedi di tutti i pellegrini, che sono ripar-
titi per Meda in pullman e con le macchine. Possiamo dire che la Madonna di
S. Martino ha vegliato sul loro cammino,
assicurando quella viva, sentita e ordinata partecipazione di cui rendiamo grazie
anche ai fedeli e ai tanti che, con compiti
e ruoli diversi, si sono impegnati per la
positiva riuscita del pellegrinaggio. Un
solo cruccio: si sono viste poche famiglie
“giovani”… sarà per la prossima volta.
A Lei, Madonna del Latte, che domina
l’altare maggiore, in prossimità del 40mo
di vita parrocchiale torniamo ad affidare
le nostre famiglie e i cammini personali di
ciascuno, ripetendo la preghiera offerta
ai pellegrini che passano per questo Santuario: “O Dio di misericordia ineffabile,
il cui Figlio unigenito, confitto in croce,
ci ha donato come madre nostra la sua
stessa Madre, fa’ che la tua Chiesa, sorretta dall’esempio della Vergine Maria,
si allieti ogni giorno della santità dei
credenti e attiri alla luce e all’amore del
Vangelo tutti i popoli della terra”.
E.N.
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
festa della parrocchia san giacomo - 6-7 ottobre
celebrazione eucaristica nella quale si
sono ricordati tutti i parrocchiani che
ci hanno preceduto, accompagnati nel
cammino e che ora ci guardano dal cielo. In particolare quest’anno don Gaudenzio ha ricordato don Mario Serenthà, collaboratore festivo della parrocchia dal 1974 al 1986, la cui presenza
è stata fondamentale nell’aiutare don
Ernesto ad avviare le numerose attività
pastorali della parrocchia appena costituita.
La festa della Parrocchia è quindi terminata con la chiusura della pesca di beneficenza e l’estrazione dei premi della
lotteria, anche se un’appendice ci sarà
ancora con la serata teatrale di sabato 19
ottobre con la compagnia “I Nuovi Istrioni”. Non si può terminare questa breve
cronaca senza ringraziare tutti coloro
che con la loro preziosa collaborazione
e partecipazione hanno contribuito alla
buona riuscita della festa organizzata in
onore di don Ernesto e, riprendendo le
parole di don Gaudenzio, ci sia consentito un ultimo, ulteriore augurio a don
Ernesto: “Coraggio don Ernesto, grazie
per tutto quello che hai fatto e per tutto
quello che farai per noi!”. O.C.
Gruppo famiglie
Ricominciamo col
gruppo famiglie,…perché?
Un’occasione preziosa per fermarci e stare davanti alla Parola di Dio insieme
È
la domanda che ci poniamo ogni anno a settembre quan- quindi a casa e continua quando ci riuniamo con le altre famido, terminate le vacanze e ricominciate le scuole, ci im- glie per condividere liberamente le riflessioni emerse in ogni
mergiamo nuovamente negli impegni lavorativi, scolastici ed singola coppia.
extra-scolastici, nel servizio alla comunità e…ci manca un po’ il Nell’introduzione al testo proposto quest’anno dalla Diocesi
fiato! “Ma come lo incastriamo questo pomeriggio col grup- per i gruppi famigliari leggiamo che “il gruppo è luogo di
crescita nella fede, nella relazione, nella condivisione e vive
po famiglie? Ma ne vale ancora la pena?”
Ci basta un attimo di riflessione per rispondere unanimi: sì! grazie all’apporto di tutti i partecipanti”; frase che ben sinteL’appuntamento mensile col gruppo, che è aperto a famiglie tizza ciò che abbiamo vissuto finora nel gruppo. Il confronto
di tutte le età, è per noi una “pausa di benessere”, un’occa- con gli altri ci ha aiutato a crescere nella fede, nelle relazioni
sione preziosa per fermarci e stare davanti alla Parola di Dio tra noi e con i figli, nella consapevolezza di quanto è bella la
nostra vocazione di sposi. Ci ha anche permesso di trovare
insieme; insieme come coppia e insieme alle altre famiglie.
È vero che la Comunità ci offre tante altre occasioni di forma- amici veri, sui quali sappiamo di poter contare per condividezione, ma la partecipazione al gruppo famiglie ci “costringe” re gioie, difficoltà, necessità come si fa…in una famiglia.
a riflettere in coppia, a ritagliarci una
Ci incontreremo, con figli
Proprio perché ogni famiglia è un dono
mezzoretta per condividere le riflessioper tutto il gruppo, siamo sempre felini che la Parola di Dio ha suscitato in
al seguito, domenica 27
ci di accogliere chiunque desideri fare
ciascuno di noi due e per confrontare
ottobre alle ore 15
questo cammino insieme.
con essa le nostre relazioni famigliari
presso la saletta attigua
(spesso questo vuol dire strappare del
Elena e Marco
tempo al sonno ma…ne è sempre valsa
alla chiesa di S. Giacomo.
la pena!). L’incontro del gruppo inizia
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
le campane, tra tradizione e rinnovamento
LE CAMPANE DISTURBANO?
Non possiamo rinunciare alle campane, ma è giusto rispettare i nuovi ritmi delle nostre vite
Ave Maria! Quando su l’aure corre
l’umil saluto, i piccioli mortali
scovrono il capo, curvano la fronte
Dante ed Aroldo.
Una di flauti lenta melodia
passa invisibil fra la terra e il cielo:
spiriti forse che furon, che sono
e che saranno?
Un oblio lene de la faticosa
vita, un pensoso sospirar quïete,
una soave volontà di pianto
l’anime invade.
Taccion le fiere e gli uomini e le cose,
roseo ’l tramonto ne l’azzurro sfuma,
mormoran gli alti vertici ondeggianti
Ave Maria.
S
ono le ultime strofe di una lunga poesia di Giosuè Carducci: “La chiesa di Polenta”. Carducci non è certamente
un poeta religioso; da studente di lui leggevo con passione
l’Inno a Satana. Ma in questi versi coglie con particolare intensità le emozioni di quando suona l’Ave Maria della sera.
Tempi passati, certo; resti di una civiltà contadina dove tutto
si svolgeva sotto il campanile e anche dalla campagna, dove
la gente lavorava, tutto era scandito dal rintocco delle campane. Ora non ci accorgiamo neppure del suono delle campane
o addirittura ci danno fastidio. E pochi forse sanno distinguere il significato di una suonata dall’altra (se è a festa o funebre
o l’Ave Maria).
non capisci; per me il suono delle ore è una compagnia nella
notte. Quando le sento suonare so che ore sono, a che punto
siamo della notte”. Io le dicevo: “Accendi la luce e guarda la
sveglia”. Mi rispondeva: “Io non riesco più a leggere le ore, e
poi è diverso. Tu non capisci”.
Alla festa di Maria Bambina, l’8 settembre, abbiamo suonato
un po’ tanto le campane, compresa un’abbondante Ave Maria alle 7.00 del mattino. Mi sono arrivate diverse telefonate
di lamento. Dalla voce ho capito che non erano extracomunitari e neanche musulmani. Qualcuna era anche motivata.
Ad esempio una signora mi diceva che aveva lavorato tutta
la notte in ospedale e, appena addormentata, era stata svegliata da un lungo suono di campane. Cerco di capire: non
possiamo rinunciare al suono delle campane perché fanno
parte della nostra tradizione, danno un senso di gioia e di
festa, richiamano le nostre radici cristiane, ma è giusto anche
tenere presente che in un mondo che è cambiato il suono
delle campane non ha più il valore di una volta. E anche gli
orari della vita delle persone sono diverse da una volta. E soprattutto che è importante anche tenere presente le esigenze
delle persone e possono essere esigenze vere.
Per cui abbiamo deciso. Al mattino spostiamo il suono
dell’Ave Maria dalle 7.00 alle 7.30, che è anche l’ora indicata dalla Diocesi. Suonerà una sola campana e per un tempo
molto breve. Per gli altri momenti cercheremo di usare discrezione e non suonare troppo. Faremo eccezione per le feste o
per gli avvenimenti importanti (ad es. i matrimoni): lì una bella
scampanata solenne ci potrà proprio stare.
Don Gaudenzio
Sono stato due volte in Siria e quando vedo le distruzioni di
questi anni mi sento colpire in modo particolare. La prima
volta sono arrivato a Damasco il sabato sera. Nella notte mi
sono svegliato al suono del muezzin, ma me lo aspettavo e
non mi ha disturbato. Al mattino, inaspettatamente, mi sono
svegliato al suono delle campane. Ho provato un’emozione
particolare: mi è sembrato di essere a casa.
Quando ero parroco a Maggianico, dietro richiesta di un mio
vicino, ho tolto il suono delle ore nella notte. Chi più si è lamentata è stata la mia mamma, ormai anziana. Mi diceva: “Tu
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
22a festa dei nonni - 22 settembre
Dio è un pezzo di pane
I nostri anziani sono ancora oggi “pane” per noi, capaci di donarci sempre una grande ricchezza
D
io è un pezzo di pane: è buono,
generoso, nutre, si consuma, si divide, si dona agli altri, si fa per gli altri.
L’uomo, che è fatto a immagine di Dio,
ha in sè questa stessa dimensione e la
sperimenta: chi più, chi meno, ma ogni
uomo, anche il più egoista e prepotente, almeno una volta nella vita è stato
“pane” per qualcun altro.
Eravamo in tanti ad ascoltare queste
parole chiare e provocatorie pronunciate da don Cristiano durante l’omelia
della S. Messa celebrata nel parco della
Casa di Riposo G. Besana domenica 22
settembre in occasione della 22a edizione della “Festa dei Nonni”. E ognuno le
ha calate nella propria realtà.
Erano parole che bene si addicevano
agli ospiti della Casa che, prima di esse-
12
re anziani indeboliti dal peso degli anni
e dalle malattie, sono stati figli, genitori,
nonni, zii, amici, vicini di casa di qualcun altro e che durante la loro lunga vita
hanno potuto sicuramente essere pane
per gli altri. E molte volte lo sono anche
ora, nel dispensare la loro saggezza e
dolcezza.
Ma si addicevano anche alle suore che
vivono la loro vocazione in mezzo agli
anziani, a chi è fragile e debole e bisognoso di cure e vicinanza; agli operatori
e ai dipendenti dell’istituto, per chi ha
fatto del servire gli altri una professione, ma che abbina al mestiere il cuore e
l’attenzione per gli ospiti; a chi dirige o
ha incarichi di responsabilità nella Fondazione, che mette a disposizione tempo, esperienza e competenze; ai tanti
volontari e amici della Casa di Riposo,
a chi spende gratuitamente tempo ed
Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
energia per aiutare, allietare, intrattenere gli anziani.
Al termine dell’Eucarestia la dott.ssa
Bianca Fumagalli, Presidente della Fondazione “Giuseppe Besana onlus”, ha
salutato e ringraziato tutti per la loro
presenza e lavoro e ha detto un grazie
particolare ad una volontaria e amica
dei nonni, Antonella Pellegatta, da tanti
anni aiuto puntuale, generoso e preziosissimo all’interno del ricovero.
La festa è poi continuata con l’aperitivo
in compagnia, allietato dalle note del
corpo musicale Santa Cecilia. Non mancavano i banchi di vendita di fiori, torte,
oggetti dal mondo e pacchetti sorpresa
dei nonni. Il roseto, come di consueto, si
è trasformato in una galleria d’arte, con i
quadri dei due artisti medesi Ferrari e Colombo, mentre un altro punto d’interesse
erano le creazioni di Franco Minotti. Gli
amanti del calcio potevano soffermarsi a
guardare le foto che illustravano 100 anni
di attività e storia dell’A.C. Meda.
Nel pomeriggio la musica di Giorgio e
Nicola e le esibizioni artistiche di vari
gruppi dedicate ai nonni nella gara
“Besana cerca talenti” (vinta dagli operatori della Casa che hanno interpretato
Sister Act) hanno intrattenuto i presenti.
Tanti anche i bambini che correvano e
giocavano nel parco. Per loro il sabato
pomeriggio c’era stato uno spettacolo
di clown: un vero divertimento per i piccini, ma anche per i nonni.
La lotteria e il Risotto Musicale in compagnia del Corpo Bandistico “La Cittadina” hanno concluso in allegria la
festa.
Marisa
consiglio pastorale della comunità
CONSIGLIO PASTORALE del 3 settembre
Il Consiglio Pastorale della Comunità S. Crocefisso si è riunito
martedì 3 settembre 2013 alle ore 21.00 presso la Parrocchia
S. Giacomo per discutere il seguente ordine del giorno:
1.Comunicazione relativa alla nuova situazione dei sacerdoti
nella Comunità Pastorale e alla ridistribuzione degli ambiti
di attenzione.
2.Programma per il nuovo anno pastorale. Dopo le riflessioni del Consiglio Pastorale, una commissione ha raccolto
i primi dati e redatto un documento sintetico: “Voi stessi
date loro da mangiare”, di seguito le commissioni hanno
presentato una loro scheda e si sono trovate con alcuni
membri del CPCP per tentare una prima sintesi. È emerso
che le iniziative presentate dalle commissioni non si sovrappongono e si è sottolineata la possibilità di collaborazione in alcuni ambiti tra commissioni diverse. È sembrato
che lo schema predisposto dalla Commissione Caritas
potesse, per il contenuto e la scansione dei tempi, raccogliere sinteticamente il lavoro di tutte le commissioni e
si è chiesto di ampliarlo ed approfondirlo meglio. Alcune
persone hanno preparato questo lavoro e la Diaconia (ex
Direttivo) lo ha rivisto in una sua riunione. Il risultato viene
ora riconsegnato al Consiglio e alle commissioni per essere dettagliato nel cammino dell’anno.
3.Le celebrazioni dell’ultima parte del cammino giubilare:
“Guardate a Lui e sarete raggianti”. Eventuale valutazione
della prima parte (anniversari di matrimonio, prime Messe,
200 anni del miracolo del S. Crocifisso).
4.Varie ed eventuali.
Dopo la recita della compieta il moderatore introduce la seduta e lascia la parola a don Gaudenzio, che spiega la redistribuzione degli ambiti di attenzione pastorale fra i membri
della Diaconia. Tale ridistribuzione si è resa necessaria anche
a seguito dell’ordinazione presbiterale di don Mattia e delle decisioni che su di lui hanno preso i Superiori. Nel 2012,
infatti, don Mattia è stato assegnato come diacono alla nostra Comunità Pastorale nella prospettiva di un suo impegno
stabile in oratorio e nella Pastorale Giovanile, così da permettere a don Cristiano di potersi sbilanciare su altri settori.
Dopo l’ordinazione gli è stato invece chiesto di proseguire
negli studi di teologia pastorale. A titolo di esperimento gli
è stato concesso di fare “part time” fra parrocchia e studio
per cui martedì, mercoledì e giovedì sarà a Milano, mentre il
resto della settimana sarà da noi. Preso atto della decisione
è stato allora chiesto di assegnare alla nostra Comunità un
altro sacerdote giovane. Ci è stato mandato don Tommaso Castiglioni, che insegna teologia in Seminario, collabora
con l’ufficio catechistico e con la Federazione degli Oratori
Milanesi. Anche don Tommaso sarà però fra noi part time:
venerdì, sabato e domenica, ad eccezione dei giorni in cui
sarà impegnato per la pastorale vocazionale. A partire da
questa situazione, considerando anche l’età dei sacerdoti e
i loro carismi personali e volendo lavorare sulla Comunità e
non sulle parrocchie, in Diaconia si è pensato di operare sui
settori distribuendo diversamente gli ambiti di attenzione
pastorale. Si è deciso che:
• don Mattia si occuperà degli adolescenti, dell’oratorio domenicale, dei chierichetti, della catechesi per i bambini di
quinta e collaborerà con la Commissione Liturgica.
• don Tommaso seguirà il primo biennio dell’iniziazione cristiana,
• don Cristiano si occuperà di diciottenni e giovani, seguirà
l’equipe battesimale, le giovani famiglie e la scuola San
Giuseppe, oltre a proseguire, in collaborazione con il parroco, il lavoro già iniziato di riflessione sulla comunità pastorale,
• don Angelo manterrà l’ambito della Caritas e delle Acli,
• don Luigi la commissione missionaria, quella liturgica – in
collaborazione con don Mattia – e l’Unitalsi,
• don Gaudenzio continuerà invece con il gruppo famiglia,
seguirà i gruppi di ascolto, il movimento terza età e si renderà disponibile per interventi nelle varie commissioni,
• della catechesi dei preadolescenti e dei ragazzi di prima
media, oltre che della scuola San Giuseppe, si occuperà
suor Maria Angela,
• don Ernesto continuerà nell’impegno con gli ammalati.
Il moderatore invita don Cristiano ad introdurre il secondo
punto all’ordine del giorno. Il sacerdote ripercorre rapidamente le tappe che hanno portato, attraverso il lavoro del
Consiglio prima e delle Commissioni poi, allo schema rivisto
dalla Diaconia che, per l’anno pastorale che inizia, offre alle
commissioni non delle iniziative già pensate, ma una proposta formativa trasversale, una sorta di filo conduttore per
lavorare insieme e su iniziative comuni e condivise. Gli interventi dei Consiglieri sottolineano l’importanza del metodo
scelto, che costringe a riflettere, la fatica che il lavoro ha determinato, ma anche la sua bellezza; l’opportunità che offre
di lavorare insieme evitando sovrapposizioni di iniziative; la
possibilità di concentrare attenzione e lavoro anche su uno
solo degli aspetti proposti. Il Consiglio decide però che lo
schema costituisca unicamente uno strumento a partire dal
quale le Commissioni pastorali potranno lavorare singolarmente o insieme per momenti di formazione e per preparare alcune iniziative, mentre alla Comunità venga consegnato
il documento preparato da don Cristiano.
Per il terzo punto all’ordine del giorno si anticipano brevemente le iniziative previste per le celebrazioni della festa
patronale di S. Maria Nascente, il venticinquesimo di professione religiosa di suor Maria Angela, il sessantesimo di
ordinazione di don Ernesto, la festa della parrocchia di San
Giacomo, dell’Oratorio S. Crocifisso e della Scuola San Giuseppe. Si decide, per il momento di preghiera per la pace del
7 settembre 2013 di lasciare aperta fino alle 24 la chiesa di S.
Maria Nascente per la preghiera libera e silenziosa dei fedeli
e di chiedere ai rioni, nell’ambito delle manifestazioni da tempo stabilite per il Palio, prevedere, in Oratorio, un segno appropriato di partecipazione e di condivisione con l’iniziativa
chiesta da Papa Francesco. La riunione si chiude alle 22.45. •
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
lettera pastorale - il campo È il mondo
Vie da percorrere incontro
all’umano: IL CAMPO È IL MONDO
L’invito dell’Arcivescovo: “Annunciare l’incontro con Gesù in ogni ambito della vita umana”
L
unedì 9 settembre. Le strade della
città sono ancora deserte mentre
ci rechiamo alla stazione. L’allegra e
un po’ chiassosa confusione della
sfilata e dei giochi del Palio dei Ragazzi è terminata da alcune ore e
così pure i canti e le preghiere della processione con la Statua delle
Madonna. Anche i botti dello spettacolo pirotecnico si sono conclusi, il
crepitio e le luci multicolori dei fuochi d’artificio si sono spenti. Un nuovo giorno, fresco e luminoso,
inizia e la Solennità della Natività di Maria lo invade.
Oggi a Milano l’Arcivescovo presiede in Duomo una liturgia
solenne in onore di S. Maria Nascente. Sotto la sua protezione apre ufficialmente l’Anno Pastorale e ammette al Diaconato e al Presbiterato una ventina di canditati. Arriviamo presto
per partecipare alla cerimonia da una postazione privilegiata.
La Cattedrale è ancora silenziosa, quasi deserta, ma poi le
navate si riempiono di fedeli in modo ordinato. Si accendono
le luci; le colonne svettano verso gli archi a sesto acuto, simili
a mani giunte in preghiera: invitano ad alzare lo sguardo e
a orientare il cuore verso l’infinita Presenza che è tra noi. A
ciascuno viene dato il libretto del Rito e già la Corale accoglie
con il canto TUTTA BELLA SEI, MARIA l’imponente processione di sacerdoti, canonici, Vescovi che precede il Cardinale
Angelo Scola benedicente, che i fedeli applaudono. Dopo la
solenne proclamazione della Parola di Dio, l’Arcivescovo, salito sul pulpito, pronuncia un’omelia particolarmente densa di
contenuti, di significati, di rifermenti alla sua lettera pastorale
IL CAMPO È IL MONDO, che pone domande e indica proposte pastorali operative in modo ampio ed approfondito che
qui tentiamo di sintetizzare.
Essa richiama l’urgenza della missione, poiché è in atto una
profonda evoluzione nella società attinente ai grandi cambiamenti che stanno interessando l’Europa e tutto il nostro Paese,
compresa Milano e la sua Diocesi. Occorre quindi riconoscere
che lo Spirito ci sollecita ad una più decisa, entusiasta comunicazione di Gesù Cristo come “evangelo dell’umano”, dove
entusiasmo significa avere Dio dentro, senza il quale “non si
testimonia che la Chiesa, mai estranea, mai nemica, è espressione del bell’amore offerto a tutto l’uomo e a tutti gli uomini”.
1.All’inizio della Lettera Pastorale l’Arcivescovo ricorda tre
momenti importanti che hanno segnato lo scorso anno pastorale:
- la visita di Benedetto XVI a Milano, che ha coinvolto la Chiesa milanese e la società civile, portando gioia e conforto;
- l’Anno Costantiniano nella ricorrenza del millesettecentesi-
14
Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
mo anniversario dell’Editto di Milano, che ha reso possibile
approfondire il rapporto tra le diverse Fedi nella “nuova Milano” e il concetto di libertà religiosa;
- la lettera “Alla scoperta del Dio vicino” in apertura dell’Anno della Fede. In quest’Anno molto speciale lo Spirito del
Risorto ha veramente sorpreso credenti e non credenti con
la rinuncia al pontificato da parte di Benedetto XVI, un gesto
umile e di profonda fede, e ci ha accompagnati con l’elezione di papa Francesco, mediante le sue parole e i suoi gesti
tanto rivoluzionari che hanno toccato il cuore di tutti.
Anche l’avvenimento di EXPO 2015, afferma il Cardinale,
può rappresentare un’occasione perché la Milano del futuro trovi la sua anima. Quindi Egli rivolge lo sguardo al cattolicesimo popolare lombardo e, mentre rileva il peso della
crescente complessità della situazione socio-politica e religiosa dell’Europa, si chiede se questa fatica tocchi anche la
Chiesa Ambrosiana. Rileva che essa ha ancora delle realtà
positive, come gli Oratori e una grande presenza di solidarietà; mette però in guardia dall’illuderci, perché la nostra
vera realtà mostra delle “rughe”, dei segni d’inquinamento,
come per esempio l’“ateismo anonimo”, cioè “vivere di fatto come se Dio non ci fosse”.
2.Come rispondere allora a questa separazione della fede
dalla vita, presente in molti battezzati? Lo Spirito del Signore risponde “facendo vibrare al cuore delle domande su
noi stessi e sul nostro futuro, la risposta del Vangelo come
’risposta buona’ per ogni persona. Il testo ci fa considerare quante volte Gesù ha subito il rifiuto degli uomini e
come non si sia mai stancato di commuoversi per l’uomo e
di usargli misericordia” .
Segue quindi un’accurata rilettura della PARABOLA DEL
BUON SEME E DELLA ZIZZANIA, in cui Gesù privilegia le
folle che l’ascoltano e non gli oppositori che polemizzano
con Lui. Il suo insegnamento è ricchissimo e l’Arcivescovo
sottolinea solo qualche elemento per la nostra riflessione:
- all’origine c’è il buon seme, cioè l’iniziativa buona di un Altro: non bisogna dimenticarlo mai. L’iniziativa buona di Dio
ci precede sempre. Il mondo è il campo di Dio nel quale
gratuitamente si manifesta e la bontà del campo è evidente
dal fatto che la zizzania non è in grado di bloccare la crescita del buon seme. Così l’amore di Dio ci precede sempre e
non può essere vinto da nessun male;
- la libertà è decisiva: il seminatore è Gesù. Egli ama la nostra libertà e la provoca chiamandola a decidersi per Lui.
Di fronte a Lui nessuno può evitare una scelta: o ci si apre
o ci si chiude; ma quest’apertura/chiusura è nel cuore di
ciascuno di noi. Perciò grano e zizzania crescono insieme e
occorre vigilare perché “il buon seme è gratuitamente donato da Gesù e domanda il coinvolgimento esplicito della
nostra libertà per diventare grano”;
lettera pastorale - il campo È il mondo
a tutti gli uomini la sua universale fecondità, perché apre la
libertà a tutte le dimensioni dell’esistenza che si possono
così sintetizzare: affetti, lavoro, riposo. Occorre approfondire le dinamiche e gli effetti di bene che esse prevedono,
così come le importanti implicazioni ad esse collegate, quali la fragilità, la tradizione e la giustizia.
- il fattore tempo: al buon seme occorre tempo per diventare grano; il tempo della vita dell’uomo va dalla semina alla
mietitura e in questo lasso di tempo si può essere ”figli del
Regno o figli del Maligno”. Tuttavia il tempo è del Signore
del campo e il giudizio spetta a Lui. La sua misericordia è
paziente, non smette mai di sollecitare la nostra risposta;
- con lo sguardo di Gesù: con la spiegazione della parabola
Gesù propone ai discepoli e a noi uno sguardo nuovo sul
mondo. Egli guarda al seme buono, i discepoli e noi ricadiamo sulla zizzania dimenticando che all’origine c’è il bene
posto da Dio;
- senza impazienza: l’Arcivescovo ci ricorda che il mondo è
innanzitutto il luogo della buona semente posta da Dio e,
come Gesù, ci chiede di non avere una visione miope del
mondo. La grandezza dell’opera di Dio non può e non deve
essere ridotta. Perciò ci è richiesto di avere una pazienza
capace di diventare commozione, com’è per Gesù. Egli ci
illumina e ci sostiene nella confusione talora regnante, ci
chiede di affidare la nostra vita e la nostra azione al Signore
del campo.
3.In questa parabola si gioca tutta la proposta pastorale
dell’Arcivescovo, perché il campo è il mondo e il cristiano
è chiamato a portare ad ogni uomo che incontra – nessuno
escluso – Gesù, dopo averlo ricevuto, accolto nella propria
vita in un incontro che l’ha cambiato. Questo è possibile
perché Dio stesso viene a incontrarci come uomo. Lo troviamo in ogni nostro simile e lo riconosciamo dopo che Lui
ci ha purificato lo sguardo. Inoltre la Fede cristiana mostra
4.Gesù Cristo Evangelo dell’umano: poiché Cristo è la Buona Novella per ogni uomo, anche il cristiano è aperto a
ogni suo simile e a ogni circostanza. Siamo chiamati a
promuovere la cultura dell’incontro, quindi non si possono costruire dei recinti separati in cui essere cristiani. Dovunque arrivi, il discepolo sa di essere preceduto e atteso
da Gesù. L’attenzione, di conseguenza, non va posta sul
nostro “fare”, ma sul seme buono che Gesù, il seminatore,
ha gettato nel campo del mondo. Chi vuole essere l’uomo del terzo millennio? Le sue domande sul senso della
vita ci conducono a questo interrogativo. Come può egli
vivere all’altezza dei propri desideri e come può evitare di
“perdere se stesso” nel tentativo di guadagnare il mondo
intero? La persona di Gesù Cristo e la sua vicenda umana
testimoniano come Dio, entrando nella storia, sia la risposta definitiva ai desideri del suo cuore. Chi segue Gesù
diventa creatura nuova e questa novità si realizza nella
Chiesa e può essere proposta per il presente e per il futuro. Infatti i cristiani sono tenuti a restituire il dono ricevuto
gratuitamente. Si è testimoni, ha insegnato papa Benedetto, quando “attraverso le nostre azioni, parole e modo
di essere, un Altro appare e si comunica. Si può dire che la
testimonianza è il mezzo con cui la verità dell’amore di Dio
raggiunge l’uomo nella storia, invitandolo ad accogliere
liberamente questa novità radicale. Nella testimonianza
Dio si espone al rischio della libertà dell’uomo. Gesù stesso è il testimone fedele e verace; è venuto per rendere testimonianza alla verità”. Il testimone, quando è autentico,
sa accogliere l’interlocutore e tutte le sue domande perché vive delle stesse domande del suo interlocutore, poiché è immerso in quel medesimo campo che è il mondo.
L’impegno del cristiano è assai semplice e consiste nel documentare in prima persona che Gesù è via, verità e vita.
Anche in questo millennio Gesù Cristo è feconda radice di
un nuovo umanesimo. In tal modo l’incontro gratuito con
Gesù si mostra in tutta la sua corrispondenza al desiderio
umano di pienezza.
Concludiamo con queste parole del Cardinale Angelo Scola: «La lettera pastorale deve mettere in moto un confronto
che aiuti ciascun fedele e ciascuna comunità a rivisitare la
vita ordinaria, la prassi abituale, le iniziative e i calendari e a
domandarsi: “Quello che facciamo, ciò per cui ci impegniamo, quello che ci tiene occupati e preoccupati testimonia
che la nostra vita personale e comunitaria trova in Cristo il
suo compimento?”» L’invito del Cardinale è quello di una
lettura attenta sia personale sia comunitaria della Lettera:
“Gli orientamenti contenuti sono indicazioni per un cammino che diverranno tanto più feconde quanto più saranno
condivise con cordiale e intelligente docilità”. E questo è
anche il nostro invito.
A cura di Cesarina e Laura
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
intervista a don tommaso
conosciamo don tommaso
A colloquio con don Tommaso Castiglioni, nuovo collaboratore della Comunità Pastorale
D
Mi sono fidato e affidato
come sempre capita agli adolescenti,
on Tommaso ha iniziato il 30 agosto
nelle forme più strane: dalla ribellione
scorso la sua collaborazione nella
scoprendo a poco a poco
alla tristezza, alla gioia improvvisa. Fonostra Comunità pastorale, che prevela preziosità di
riero di questo fu un pellegrinaggio ad
de la sua presenza settimanale il sabato
quest’affidamento,
Assisi, per cui San Francesco è rimasto
e la domenica. Con settembre ha lasciasempre caro al mio cuore come persoto il Seminario di S. Pietro Martire, dove
la Provvidenza che c’è
na. Ho avuto la fortuna, o, meglio, la
ha insegnato teologia, continuando il
in tutto questo.
Grazia – di studiare al Collegio Arcivesuo compito di professore di teologia
scovile di Tradate, di aver incontrato
presso il Seminario di Venegono. Oggi,
domenica 22 settembre, ho la possibilità di rivolgergli alcune un prete che mi ha seguito con molta saggezza. Dopo un
domande nella mia casa in cui l’ho invitato per la familiarità, anno di università sono entrato nel Seminario di Venegono,
distante tre chilometri. La scelta è stata abbastanza facile,
l’affetto e la stima, nati in diversi anni di conoscenza.
nonostante io abbia avuto l’intuizione ad Assisi incontranDon Tommaso, vuoi parlarci un po’ di te stesso, delle tue ori- do San Francesco e i suoi Frati. Queste sono le mie origini
gini, della tua chiamata al sacerdozio e delle tue esperienze e come sono entrato in Seminario. Lì ho trascorso sei anni
molto belli, ho dovuto fare più volte l’esercizio di abbanpastorali?
Comincio dall’età: ho trentacinque anni, sono cresciuto a donare tutte le mie idee e di accoglierne di nuove: questa,
Tradate perché i miei genitori sono nati lì; sono nato a Sa- credo, sia la Grazia grande del Seminario. Non sono manronno perché lì hanno preso casa quando si sono sposati. Ho cate le prove, perché è vero che la vita comune non è mai
avuto un’adolescenza molto tranquilla, mi sono considerato scontata, neppure in Seminario. Poi ci fu la sorpresa che mi
sempre un bravo ragazzo e ho cercato sempre di “rispettare lasciò senza parola: il Rettore, un mese prima dell’Ordinaziole regole”: forse questo mi ha impedito di vivere qualche ne Presbiterale, mi disse che riteneva fosse bene che proseesperienza in più, che avrebbe potuto allargare i miei oriz- guissi gli studi. Nella vita non avevo fatto altro che studiare
zonti. Lo studio ha sempre avuto grande importanza per me: fino a quel momento e l’avevo fatto bene, ma per dovere,
l’ho sempre curato, cercavo di fare bene le cose che mi era- senza grande passione… Ora scoprivo che il mio ministero
no affidate, finché, verso la quarta superiore, ebbi la folgora- passava per questo studio e non è stato facile perché, dopo
zione, l’intuizione che il Signore potesse davvero rispondere sei anni di studio, farne altri cinque era un impegno notevoal desiderio di felicità che avvertivo e che si manifestava, le. La decisione però mi ha dato la possibilità di conoscere
Roma, un’opportunità che porto ancora impressa nel cuore.
È stata importante questa esperienza di studio nella “Città
eterna”?
Non posso che essere riconoscente per quegli anni trascorsi
a Roma per due motivi:
-Se fossi rimasto in parrocchia in quegli anni di tensioni forse avrei avuto maggiori problemi e difficoltà; penso, quindi,
che il Signore mi abbia custodito e si sia servito di questi
anni di studio per aiutarmi a maturare nell’umanità;
-Lo studio a Roma è stato una grande palestra: la distanza anche fisica dalla diocesi mi ha obbligato a cambiare ancora una
volta le mie idee. Si è attenuato in me il senso di “grandeur”
ambrosiana che ci contraddistingue e questo è stato un bene.
Ciò che, degli anni trascorsi a Roma, mi è più caro è la fatica
di rimanere lì; infatti mi sono chiesto tante volte se era quello
lo scopo per cui ero diventato prete e la scommessa di dire
sempre “sì” e questo non era mai scontato.
Comunque ti sei fidato e affidato.
Mi sono fidato e affidato scoprendo a poco a poco la preziosità di quest’affidamento, la Provvidenza che c’è in tutto
questo. Anche se hai l’impressione che i Superiori decidano
senza conoscerti profondamente, senza cogliere nel segno, la
Grazia comunque ti aiuta.
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
intervista a don tommaso
Ha influito su di te la vicinanza alla Basilica di S. Maria Maggiore e a quella di
S. Prassede?
S. Prassede è una Basilica meravigliosa, ci
sono mosaici splendidi… ma la familiarità
con le cose talvolta fa scemare il loro fascino. Il fatto di passare ogni giorno da S. Maria Maggiore mi rendeva “abituale” il suo
fascino. Svegliarsi ogni mattina per quattro anni e vedere la basilica dalla finestra
diventa un’abitudine, come a Meda avere
davanti il Liceo “Curie”. Ma ci sono degli
effetti su di noi e non ce ne accorgiamo:
Maria, Salvezza del Popolo di Roma, però
li ha custoditi. Ora che sono rientrato ho
un grande affetto per questo luogo che mi
ricorda anche il Seminario Lombardo che
sta di fronte. C’è però una cosa che rischiamo di non considerare di Roma: prima che
una città d’arte, un posto bello dove andare, è una città dove
la gente “normale” vive. S. Maria Maggiore è soprattutto il luogo dove vedevo la gente normalissima entrare a pregare ed è
proprio bello pensare che ci sia ad accoglierla l’icona di Maria
“SALUS POPOLI ROMANI”, Salvezza del Popolo di Roma. Pensiamo sempre a Roma come a una grande città, capitale dello
Stato italiano oppure cuore della cristianità: ma è innanzitutto
una città con il suo popolo che ha una fede molto genuina, molto bella e poi è fatta anche di tante razze e colori…
Ci sono state delle figure importanti nella tua formazione?
Con il passare degli anni riconosco che i preti che ho incontrato in parrocchia a Tradate sono quelli che mi hanno segnato; capisco che è proprio vero che la cura quotidiana è
fondamentale. Ho avuto la Grazia di avere lo stesso parroco
per diciassette anni (dalla prima Comunione al Diaconato) e
il coadiutore che mi ha accompagnato per dieci anni. Queste
figure, senza aver mai teorizzato che potessi diventare prete,
mi hanno formato con il loro esempio. Quando mi guardo
dall’esterno cerco di assomigliare a quegli esempi e mi accorgo che, anche inconsapevolmente, tante cose ricorrono di
quanto ho visto in don Luigi e don Giuseppe. E poi provo tanta gratitudine per i preti incontrati in Seminario, diversissimi,
dai quali però ho sempre ricevuto una forte stima: mi sentivo
stimato, conosciuto e sono grato in modo particolare a mons.
Mario Delpini, attuale Vicario Generale.
Quali compiti hai svolto presso le Parrocchie di Seveso?
Il mio arrivo in parrocchia a Seveso è coinciso con l’inizio della
Comunità Pastorale che, come un po’ ovunque, è stato accompagnato dalla necessità di capire in che cosa consistesse.
A Seveso, per la struttura delle parrocchie, questo lavoro non
è stato subito chiaro, ma un po’ faticoso; quindi non posso
dire di aver avuto neppure chiaro quale fosse il mio compito.
Contestualmente avevo anche un impegno con la Pastorale
Vocazionale in Seminario, che tuttora continua, quindi non era
facile prendere un impegno fisso e neppure garantire sempre
la mia presenza in Oratorio la domenica pomeriggio, anche
per impegni improvvisi all’interno del Seminario. Mi piaceva
anche l’idea di uscire dal Seminario per
celebrare semplicemente la S. Messa
feriale, se c’era bisogno. Ho iniziato con
quella domenicale cercando di inserirmi pian piano nella Comunità e, dopo le
diffidenze iniziali, sono arrivati gli inviti a
pranzo nelle famiglie che hanno facilitato i rapporti.
Al termine dei corsi in Seminario,
nell’estate avevo più tempo libero e allora mi sono dedicato anche all’Oratorio estivo, misurando la fatica di questo
compito, ma provando anche la gioia di
condividere del tempo con i ragazzi che
incontravo la domenica. Questa modalità di presenza mi ha permesso di vivere un’esperienza abbastanza completa:
dai Battesimi ai Funerali, passando per
qualche Matrimonio e per la possibilità di conoscere le famiglie. Qui, come prete, ho scoperto
la bellezza e l’importanza di stare vicino alle famiglie come
soggetto unitario e ho provato la gioia di presiedere la Veglia
Pasquale lo scorso anno.
Hai partecipato in modo molto attivo anche alla visita di Papa
Benedetto a Milano per l’incontro mondiale delle Famiglie.
Si, ho avuto la fortuna di essere R.O.L. (Responsabile Organizzativo Locale), che doveva coordinare le famiglie: è stata
un’esperienza molto bella perché mi ha permesso di conoscere molte persone e poi abbiamo avuto la possibilità di
organizzare una bellissima festa che è stata molto importante per la Comunità di Seveso. Era il 22 aprile 2012, quaranta
giorni prima che Benedetto XVI arrivasse a Bresso, e tutto
si è svolto al Bosco delle Querce, luogo che io amo moltissimo, con la partecipazione delle quattro parrocchie: una
festa davvero molto, molto bella! Purtroppo non abbiamo
potuto ospitare nessuna famiglia, com’è capitato invece ad
altre Comunità, nonostante ci fosse la disponibilità. Infine
abbiamo partecipato alla S. Messa all’aeroporto di Bresso:
un’esperienza straordinaria che ci ha lasciato un bellissimo
ricordo.
In quell’occasione anche a San Siro sei stato protagonista
con il tuo fratellino (che hai presentato al Papa): ti abbiamo
visto in televisione.
Anche quella è stata una grazia importante, una gioia mia
personale di fare qualcosa davvero indimenticabile con mio
fratello. La sua è una vicenda particolare, avrei dovuto raccontarla all’inizio: ha ventuno anni meno di me, è nato quando
ero già in Seminario come dono provvidente e previdente del
Signore. Di lì a pochi anni, infatti, io sarei diventato prete, mia
sorella sarebbe entrata in monastero e quindi i miei genitori sarebbero rimasti soli. Il Signore ha provveduto donando
questo bambino che ora è un ragazzo di tredici anni. È stato
bello per me aver condiviso con mio fratello quel momento
davanti al Papa. (continua)
A cura di Cesarina Ferrari Ronzoni
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
cresima
...manca poco!
Per i cresimandi è partito il conto alla rovescia...
O
ttobre è arrivato e per i ragazzi
della Cresima è partito il conto
alla rovescia.
Il loro cammino quest’anno è durato più
del solito ed è stato anche più intenso,
ma finalmente sono arrivati alla meta:
ricevere lo Spirito Santo.
Il percorso di catechismo si è basato sui
racconti biblici, dalla nascita delle prime
comunità cristiane all’azione concreta
dello Spirito, senza tralasciare gli ostacoli che comportava il vivere in comunione con altre persone.
Incontro dopo incontro abbiamo scoperto le caratteristiche di questa comunità, che ancora oggi stanno alla base
della nostra, per questo ai ragazzi veniva chiesto di immedesimarsi e mettersi
in gioco.
Alla fine dei tredici incontri hanno sco-
le celebrazioni della santa cresima
I ragazzi e le ragazze della nostra comunità in questo mese di ottobre
riceveranno il sacramento della Santa Cresima, che sarà amministrato
da S.E. Mons. Roberto Busti, vescovo di Mantova.
Parrocchia di SAN GIACOMO
Sabato 12 ottobre - ore 17.30
Parrocchia di MADONNA DI FATIMA
Domenica 13 ottobre - ore 11.00
Parrocchia SANTA MARIA NASCENTE
Domenica 13 ottobre - ore 15.00 e 17.30
perto che lo Spirito Santo è necessario,
ma non è sufficiente per essere dei buoni seguaci di Cristo: serve preparare il
proprio animo e tenerlo sempre aperto
verso le attenzioni del prossimo, ma soprattutto tenerlo sempre aperto a Dio.
Le catechiste
prima comunione
LA GRANDEZZA IN UNA COSA
TANTO PICCOLA: L’EUCARESTIA
L’entusiasmo e le motivazioni di questi piccoli grandi bambini!
N
ell’ultimo incontro di catechesi
prima del grande traguardo della
Prima Comunione ho chiesto ai ragazzi
di immaginarmi loro coetanea, ma non
frequentante la Chiesa, e di provare a
trasmettermi il loro entusiasmo e le
motivazioni che li muovono in questa
direzione. Dire che non sono stata attratta dalla promessa di ingenti quantità di regali sarebbe una bugia! Devo
ammettere, però, di essere stata molto
colpita ed emozionata dalle risposte
le celebrazioni della santa comunione
Parrocchia di SAN GIACOMO
Domenica 20 ottobre - ore 15.00
Parrocchia MADONNA DI FATIMA
Domenica 20 ottobre - ore 10.30
Parrocchia SANTA MARIA NASCENTE
Domenica 20 ottobre
ore 15.00 primo turno - ore 17.30 secondo turno
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
di alcuni di loro. Immagino che ora vogliate saperle anche voi… ma le terrò
gelosamente nel mio cuore e, se vi ho
incuriosito abbastanza, vi invito a chiedere loro personalmente: scommetto
che rimarrete a bocca aperta!
Qui mi limiterò a darvi un assaggio del
percorso che ci ha portati ad oggi.
Incontrati i padri della Chiesa (Abramo,
Mosè), che ci hanno insegnato a non
scoraggiarci se a volte qualche dubbio ci fa vacillare, ma soprattutto a non
aver paura di affidarci completamente
al Padre; ascoltate le parabole di Gesù,
che ci ha parlato di Dio come di un pastore che ha cura di tutte le sue pecore
e come di un padre che perdona tutto (anche troppo!); attraversato il mar
Rosso per scoprire che la vita nuova che
il popolo d’Israele tanto cercava l’han-
la riconciliazione
no trovata gli apostoli nella Comunione
con Gesù, ci siamo arrampicati su un sicomoro per poterlo veder meglio e gli
abbiamo aperto le porte delle nostre
case per offrirgli una cena, senza sapere che ci avrebbe fatto dono di un Cibo
troppo abbondante e prelibato per i
nostri stomaci.
Abbiamo scoperto di avere una “posta prioritaria” nel sacramento della
Riconciliazione e abbiamo imparato la
condivisione nella settimana di “campus” dove la creatività, la riflessione
individuale e collettiva e il gioco ci
hanno fatto rivivere i luoghi della vita
di Gesù assaporandone i profumi e la
quotidianità.
Tutte queste esperienze ci hanno portati qui, a un passo da quella Mensa a cui
i nostri ragazzi sono ufficialmente invitati speciali, responsabili del fatto che il
passo, la mente, il cuore è il loro: unico,
insostituibile.
VIENI GESù NEL NOSTRO CUORE
“RICEVERE GESù PERCHè SIA AMICO
IN OGNI ISTANTE DELLA MIA VITA”.
“VERA, è STATA LA GIOIA
NELL’AVERLO INCONTRATO
ATTRAVERSO IL SACRAMENTO
DELLA RICONCILIAZIONE”.
Il desiderio dei ragazzi è veramente
grande, pulito da tutto il corollario che
noi grandi mettiamo a questo avvenimento (pranzo, vestiti, regali ecc…).
Così dice un genitore: ”È emozionante
vedere la mia bambina che si avvicina a
questo traguardo, vederla consapevole
di quello che le sta capitando, osservare
la sua felicità e condividere tutto questo
insieme in famiglia”.
Per la prima volta i ragazzi sono responsabili di fronte a questo Sacramento,
nessuno li può sostituire… aiutare sì,
accompagnare sì, ma il passo, la mente,
il cuore è il loro, unico, insostituibile, irripetibile.
Per trasmettere un contenuto meramente
dottrinale, un’idea, forse basterebbe un
libro o una ripetizione di un messaggio
orale. Ma ciò che si comunica nella chiesa, ciò che si trasmette nella sua tradizione
vivente, è la luce nuova che nasce dall’incontro con il Dio vivo, una luce che tocca la
persona nel suo centro, nel cuore, coinvolgendo la sua mente, il suo volere e la sua
affettività, aprendola a relazioni vive nella
comunione con Dio e con gli altri.
Per trasmettere tale pienezza esiste
un mezzo speciale, che mette in gioco
tutta la persona, corpo e spirito, interiorità e relazioni. Questo mezzo sono i
sacramenti, celebrati nella liturgia della
Chiesa. In essi si comunica una memoria
incarnata… (Lumen Fidei-40)
Paolo C.
Una catechista di MdF
Campus Comunicandi | estate 2013
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
don davide dal brasile
La fede semplice di un popolo
La fede di un popolo raccontata attraverso incontri e storie personali
Pubblichiamo la seconda parte della
corrispondenza dal Brasile dopo l’esperienza alla GMG 2013 pubblicata sul numero di settembre. L’ultima parte andrà
sul numero di novembre. (E.N.)
C
assia (4 anni) è una bambina bellissima, come Carina e Cailane,
le sue sorelle, di 8 e 6 anni. Una sera,
visitandole, mi dicono: “Cassia vuole
vedere Gesù”. La guardo, interrogativo.
E lei annuisce, sorridendo... Uscendo
dalla loro casa, dopo cena, le bambine
insistono per “pular”. “Pular” significa
“saltare”. È un gioco che ho inventato con i bambini. Loro si
accasciano pronti a saltare, mentre io, prendendogli le mani,
accompagno il salto. Se tengono il braccio ben piegato, possono “volare” ben in alto. “Três, dois, um... já”. Uno, due
tre, via! Cailane, Carina e Cassia, una dopo l’altra, volano in
cielo, tra le stelle. Alla fine, quando all’improvviso domando:
“Avete visto Gesù?”, loro senz’ombra di dubbio, felici, rispondono “sì”. E io, mentre le guardo felici, molto felici, penso
che l’abbiano visto davvero Gesù...
Anche Eluara è una bambina bellissima. Ha 4 anni e spesso
viene a visitarmi, da sola. In silenzio, al mattino o al pomeriggio, si avvicina alla porta di casa che, sul retro, dá sul cortile. La
porta è sempre aperta. Senz’entrare mi guarda in silenzio. Le
sorrido e la saluto. E allora mi chiede: “O que o senhor tem?”.
(Che cos’ha? – sottintendendo “...da mangiare”). Mentre la
guardo in silenzio, continua: “Padre, ha una banana?”. Poche
volte ho una banana. E allora continua: “Padre, ha del pane?”.
Quasi sempre ho del pane. E allora Eluara, seria e innocente, conclude: “Melo dà?”. Mentre intuisco la forza irresistibile
dell’innocenza, penso che Eluana ha ragione: se ho del pane,
perché non dovrei condividerlo con lei? Tutto il vangelo non si
riassume forse nello spezzare il pane?
“Minha mãe não gosta de mim”. Letteralmente: “Io non piaccio alla mia mamma”. Credo però che il senso sia “La mia
mamma non mi vuol bene”. Purtroppo ho ascoltato questa
frase molte volte. Qualche volta significa semplicemente che
la mamma è praticamente assente dalla vita del figlio; molte
volte, però, significa che la mamma “dà” il figlio (soprattutto
la figlia) ai nonni (soprattutto la nonna), alla zia o al padrino
o madrina di battesimo... perché non è in condizioni di prendersi cura di loro (e il papà... già se ne è andato). E quanti
figli (soprattutto figlie!) coltivano una nostalgia infinita per la
mamma e per il papà che non hanno mai conosciuto perché
le hanno abbandonate quando erano piccole! Ascoltando le
storie di molte ragazze, penso: che cosa desidera un figlio, se
non essere accolto dal suo papà e dalla sua mamma? E penso a Gesù, accolto da Maria, a Giovanni Battista, accolto da
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
Elisabetta... all’incontro tra le due donne... quando il bambino di Elisabetta
saltava di gioia dentro di lei, mentre
Maria si diceva felice... E capisco che
la felicità sgorga dentro di noi quando
siamo accolti e quando accogliamo... al
contrario della tristezza che è qualcosa
che sentiamo quando siamo rifiutati soprattutto dal nostro papà e dalla nostra
mamma. E intuisco l’amore di Dio, il
Papà, ci accoglie tutti...
Vanessa ha 18 anni. L’anno scorso ha
avuto un incidente, in moto. Insieme al
suo fidanzato, Anderson, percorrendo una strada buia, senza
illuminazione, hanno investito un cane (purtroppo è tutt’altro che raro!). Il ragazzo è rimasto a terra svenuto in mezzo
alla strada con una gamba rotta. Vanessa invece si è subito
alzata, senza danni. In quel momento, però, stava arrivando
una macchina. Senza esitare Vanessa si è messa in mezzo alla
strada, davanti al fidanzato, cercando di segnalare l’incidente. Ci è riuscita, la macchina ha evitato il ragazzo ma... ha
investito la ragazza che ha rotto una gamba all’altezza del bacino. I due ragazzi sono stati soccorsi e operati. Anderson ha
ripreso quasi subito a camminare, Vanessa invece ha rischiato
di perdere la gamba per colpa del medico che l’ha operata male. Si è resa necessaria una nuova operazione, con urgenza. Essendo impossibile aspettare i tempi dell’ospedale
pubblico, Vanessa si è rivolta a un chirurgo privato che ha
preteso 15000 reais riducibili a 7000, se pagati con denaro
alla mano (pensate che il salario minimo è di circa 600 reais mensili, circa 200 euro). Una cifra esorbitante, oltretutto
sia Vanessa che Anderson sono senza lavoro... Quando sono
andato a trovarli, ho subito percepito l’imbarazzo e il desiderio di chiedermi se potevo aiutarli. Li ho aiutati anzi, li abbiamo aiutati, anche voi, perché li ho aiutati con parte dei
soldi che mi avete dato. Vanessa, Anderson, le loro famiglie
erano felici. La nuova operazione è andata bene. Tornata a
casa abbiamo festeggiato tutti, cantando e pregando fuori
dalla sua casa, invitando i vicini e gli amici. La festa, però,
durò poco. Quando Vanessa già cominciava a camminare,
sorse un nuovo problema: un batterio, insediatosi all’interno
dell’osso della gamba operata. Vanessa deve sottoporsi a un
trattamento antibatterico molto invasivo. Inizia il trattamento
e... dopo poco tempo scopre di essere incinta. È il primo figlio, Vanessa è inesperta, persino ingenua... quando il test le
dà conferma di gravidanza è già al quarto mese! Continuare
il trattamento antibatterico può pregiudicare il bambino, sospenderlo può pregiudicare la mamma che potrebbe perdere la gamba e persino la vita. Ancora una volta ci affidiamo
alla preghiera. Quando sono andato a trovarla era felice. Mi
raccontava che il medico le aveva permesso di sospendere
il trattamento fino alla nascita del bambino, garantendole
don davide dal brasile
che non avrebbe corso pericolo di vita. E Vanessa, insieme
alla mamma di Anderson commentavano la notizia dicendo:
“Vedi come è buono Dio, che ci ha permesso di sospendere
in tempo la cura, per non compromettere la gravidanza”. E
Vanessa aggiungeva: “Dio deve avere in mente qualcosa di
grande per me e per il bambino se ci ha salvati”. Questa fede
semplice, sempre riconoscente, capace di vedere la grazia di
Dio in qualsiasi cosa buona, capace di scorgere la presenza
di Dio anche in mezzo a tante difficoltà, senza mai cedere
al lamento e senza trasformarsi in rivolta... mi lascia sempre
senza parole.
(continua)
ottobre missionario 2013
Sulle strade del mondo
La fede di un popolo raccontata attraverso incontri e storie personali
S
ulle strade del mondo. È il tema della 87° Giornata
Missionaria Mondiale che si svolgerà il prossimo 27
ottobre. Dopo il binomio fede-annuncio (anno 2012) passiamo alle conseguenze di quest’ultimo, cioè al binomio
fede-vita. Non possiamo pensare la fede senza la vita: ciò
che è umano non può essere ignorato dalla fede cristiana.
Vissuta in modo autentico la fede mette in risalto, ci fa scoprire il senso della nostra umanità, aprendoci alla verità di
noi stessi e degli altri, dischiudendoci orizzonti di vita nuova. Aspetti, dunque, che riguardano tutti. Motivo per cui
il rapporto fede-vita evocato nello slogan Sulle strade del
mondo richiama immediatamente la dimensione comunitaria, ma anche quella educativa: guarda all’umanità delle
persone, al processo di promozione umana dei popoli che
il Vangelo sostiene e comporta.
Comunità, Educazione, Cammino. Sulle strade del mondo
riassume tutte e tre queste prospettive, tra loro strettamente connesse: una comunità in cammino secondo il Vangelo,
è una comunità che cammina a fianco degli uomini e delle
donne del proprio tempo, si pone sulle loro strade, abita
spazi comuni, condivide il loro percorso, avendo presente
una meta, quella di Gesù di Nazaret, che genera speranza.
L’Ottobre Missionario attualmente prevede un cammino di
animazione articolato in cinque settimane, ciascuna delle
quali propone un tema su cui riflettere, illustrato in speciali
sussidi indirizzati ad adulti, famiglie e comunità ecclesiali:
Prima settimana - Contemplazione
fonte della testimonianza missionaria
Seconda settimana - Vocazione
motivo essenziale dell’impegno missionario
Terza settimana - Responsabilità
atteggiamento interiore per vivere la missione
Quarta settimana - Carità
cuore della missionarietà
Quinta settimana - Ringraziamento
gratitudine verso Dio per il dono della missione
La Giornata Missionaria Mondiale è un’importante occasione
per riportare l’attenzione ai numerosi bisogni materiali delle
cosiddette Chiese di missione, mediante una particolare raccolta di fondi.
La commissione missionaria
invita tutta la Comunità Pastorale
alla preghiera del S. Rosario Missionario
tutti i mercoledì di ottobre,
prima della S.Messa delle 20.30 in Santuario
alla Veglia di preghiera
sabato 26 ottobre, che si terrà in Duomo
(preparata da giovani missionari)
nella Giornata Missionaria Mondiale
del 27 ottobre, saranno allestiti sul sagrato della chiesa
banchi vendita di fiori, torte e prodotti
del commercio equo e solidale.
Il Papa stesso, ogni anno, invia un Messaggio per la celebrazione di questo importante appuntamento.
Carissimi, in questa Giornata Missionaria Mondiale in cui lo
sguardo del cuore si dilata sugli immensi spazi della missione,
sentiamoci tutti protagonisti dell’impegno della Chiesa di annunciare il Vangelo. La spinta missionaria è sempre stata segno di vitalità per le nostre Chiese (cfr Lett. enc. Redemptoris
missio, 2) e la loro cooperazione è testimonianza singolare di
unità, di fraternità e di solidarietà, che rende credibili annunciatori dell’Amore che salva!
Rinnovo, pertanto, a tutti l’invito alla preghiera e, nonostante le difficoltà economiche, all’impegno dell’aiuto fraterno e
concreto a sostegno delle giovani Chiese. Tale gesto di amore e di condivisione, che il servizio prezioso delle Pontificie
Opere Missionarie, cui va la mia gratitudine, provvederà a
distribuire, sosterrà la formazione di sacerdoti, seminaristi e
catechisti nelle più lontane terre di missione e incoraggerà le
giovani comunità ecclesiali. A conclusione dell’annuale messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, desidero esprimere, con particolare affetto, la mia riconoscenza ai missionari e alle missionarie, che testimoniano nei luoghi più lontani
e difficili, spesso anche con la vita, l’avvento del Regno di
Dio. A loro, che rappresentano le avanguardie dell’annuncio
del Vangelo, va l’amicizia, la vicinanza e il sostegno di ogni
credente. “Dio ama chi dona con gioia” (2Cor 9,7) li ricolmi
di fervore spirituale e di profonda letizia (Papa Francesco). •
21
Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
movimento III ETA
viaggio in toscana
Tre giorni tra le suggestive meraviglie toscane
V
enerdì 20 settembre, ore 5.30, tutto
assonnato, mi sono preparato e in
un batter d’occhio sono pronto a partire.
L’incontro con la comitiva, saluti di rito
agli amici e partenza per la Toscana.
Dopo una breve sosta all’autogrill, siamo arrivati a Carrara dove abbiamo
potuto visitare il Museo del Marmo;
affascinati, abbiamo ammirato tanti tipi
diversi di marmo, alcuni dei quali davvero straordinari. Successivamente, visita al Duomo dedicato a Sant’Andrea,
che a me personalmente non è piaciuto
molto perché troppo spoglio e un po’
decadente.
Il nostro viaggio prosegue verso Castagneto Carducci con i luoghi che hanno
ospitato Giosuè Carducci: la casa e il
museo dove sono raccolti gli scritti e gli
oggetti appartenuti al poeta.
La nostra prima bella giornata volge
al termine. Verso sera raggiungiamo il
nostro hotel, quindi, dopo aver cenato
presso il ristorante “I Ginepri”, ci concediamo un meritato riposo.
La giornata
del sabato inizia ancora presto. Sveglia
alle ore 7, abbondante colazione e pronti a metterci in viaggio verso San Gimignano. La strada per arrivare al luogo è
piuttosto tortuosa, ma ci ha consentito di
ammirare lo splendore della campagna
toscana. Giunti a destinazione, abbiamo
respirato la bellezza e la quiete di questo
meraviglioso borgo famoso per le sue 14
22
Qui sopra: sulla scalinata del Santuario di Montenero. In basso: suggestivo scorcio di San Gimignano
torri e per il bellissimo Duomo ricco di
affreschi. Immancabile il gustoso pranzo a base di cinghiale, poi veloci verso
la destinazione successiva: Volterra, città dell’alabastro. Avendo il pomeriggio
libero, lo abbiamo sfruttato per visitare la
Cattedrale dedicata all’Assunta e la piazza antistante con il Battistero di S. Giovanni del XIII sec., la piazza con il Palazzo
dei Priori, la Fortezza Medicea (sede del
carcere di massima sicurezza) e per curiosare tra i tanti negozietti alla ricerca di
qualche souvenir in alabastro.
In serata, dopo aver percorso il famo-
Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
so “Viale dei cipressi” di Bolgheri, siamo rientrati in hotel per la cena e per
il pernottamento. La serata è stata rallegrata dalla partecipazione ad una
sagra di paese con tanto di concerti
musicali.
La domenica mattina il viaggio
prosegue verso Montenero dove abbiamo raggiunto il Santuario, dedicato
alla Madonna delle Grazie patrona della Toscana, a bordo di una panoramica
funicolare. Dopo aver partecipato alla
S. Messa, abbiamo avuto del tempo a
disposizione per visitare il caratteristico
mercato della domenica e ammirare il
panorama che abbraccia tutta la città di
Livorno, il suo porto e il suo mare. Ridiscesi sulla strada litoranea, abbiamo
raggiunto Livorno.
In segno di saluto reciproco a conclusione di questo bellissimo viaggio, ci siamo
concessi un lungo e prelibato pranzo a
base di pesce innaffiato da buon vino.
Dopo una passeggiata per le vie della
città ci siamo ritrovati per il ritorno. L’ilarità e la simpatia sprigionata dai partecipanti ha accompagnato il viaggio che si
è concluso in tarda serata a causa dell’intenso traffico sull’autostrada.
Un grazie agli organizzatori che ci hanno
dato la possibilità di ammirare posti incantevoli e agli amici che con me hanno
condiviso questi giorni indimenticabili.
Tommaso
pellegrinaggio
il santo “vanto di meda”
In pellegrinaggio a Como da S. Giovanni Oldrati
A
nche quest’anno i Medesi si sono
recati numerosi a Como, domenica 22 settembre, per partecipare alla S.
Messa celebrata presso il Collegio Gallio da p. Erminio Galbiati, somasco – assistito da fr. Ido e da fr. Marco – in onore
di S. Giovanni Oldrati. È una tradizione
ancora molto sentita questo pellegrinaggio che un tempo si svolgeva solo
a piedi, partendo alle ore 5 da casa. Alcuni dei presenti mi hanno confidato la
loro gioia per essere venuti a venerare
l’unico medese proclamato santo e nel
contempo la loro tristezza nel constatare che dalle famiglie odierne non viene
più tenuta viva la sua memoria, che così
non viene tramandata ai giovani, come
invece sarebbe opportuno.
Allora riscopriamo questo Santo che fu
definito “Vanto di Meda”. La famiglia
Oldrati era di origine comasca, ma S.
Giovanni nacque a Meda perché i genitori qui possedevano terreni e vigne;
nel rio­ne Bregoglio avevano anche case
dove trascorrevano il periodo della mietitura e soprattutto della vendemmia.
Proprio qui, nell’anno 1100, nacque il
rampollo destinato ad essere famoso
per la sua vocazione e la santità di vita.
Fu battezzato nella Chiesa parrocchiale
di S. Maria con il nome di Giovanni e
consacrato quel giorno stesso alla Vergine. Solo più tardi la famiglia ritornò a
Como, per questo S. Giovanni è detto
“da Meda”. In questa sua Meda, nel
Bregoglio, egli ritornerà, da bambino,
fanciullo, giovanotto, a trascorrere le vacanze con la famiglia e così apprenderà lo stile di vita tipico
della Brianza, caratterizzato da laboriosità, sobrietà, religiosità.
Apprezzerà il silenzio, la solitudine e la tranquillità del borgo
medioevale, che venerava la Madonna con predilezione. Tutto
questo favorirà la sua scelta per la vita contemplativa ed entrerà nell’Ordine degli Umiliati, assai diffuso in Lombardia, di cui
sarà il primo di una lunga schiera di sacerdoti e il riformatore.
Morì di morte annunciata da un angelo nel Convento di Brera
a Milano, dopo una breve agonia, nel 1159 il 26 settembre,
sotto l’impero di Federico Barbarossa. Il suo corpo fu portato
in solenne e imponente processione a Como presso il Rondineto (così era chiamato il Convento degli Umiliati) e qui sepolto nella chiesa: il Collegio Gallio poi ne prenderà il posto. Lì
riposò per secoli in un semplice ed austero sarcofago, ancora
visibile a destra dell’ingresso. Nel settembre 1932 mons. Alessandro Macchi, vescovo di Como, volle che tutti i Santi della
sua diocesi venissero tolti dai sarcofagi e
collocati presso gli altari, perché i fedeli
rinnovassero la devozione per loro: essi
testimoniano che la santità è possibile
con l’aiuto di Dio! In quell’occasione
il corpo di S. Giovanni da Meda venne
collocato sotto la Mensa dell’altare laterale destro in un’urna di cristallo e legno
dorato, donata dai Medesi. Da quell’anno la tradizione del pellegrinaggio per
pregare davanti all’urna si è consolidata,
giungendo ai nostri giorni. Domenica 22
settembre, dopo la liturgia eucaristica e
la benedizione impartita con le reliquie
da p. Erminio, un centinaio di Medesi (e
altrettanti Comaschi) si è recato presso
l’urna per la venerazione e la preghiera
personale. Stefano Guidi, presente con
lo stendardo del rione Bregoglio, ha deposto un bellissimo cesto di fiori bianchi
davanti all’urna del Santo che indossa il
candido abito degli Umiliati con cui fu
rivestito nel 1932. La parte destra del
corpo è rivolta ai fedeli, poiché dal lato
sinistro mancano alcune ossa, custodite a Meda in S. Maria Nascente in un
reliquiario. S. Giovanni da Meda è raffigurato anche sulla facciata del nostro
santuario S. Crocifisso, mentre il rione
Bregoglio lo ricorda con un quadro di
Angelo Borgonovo (in arte Ben – Novo)
e l’Abbazia di Viboldone conserva una
sua statua marmorea sul portale d’ingresso. È stata distribuita l’immaginetta
(riprodotta qui di fianco) con la preghiera, letta dal celebrante prima della benedizione. Vi è raffigurato S. Giovanni
con l’abito bianco donatogli dalla Vergine a protezione della
sua purezza. Egli siede ad un tavolo e tiene tra le mani il libro
aperto delle Sacre Scritture, di cui fu maestro e predicatore
instancabile. Il candore è simbolo anche del suo amore per
l’Eucaristia e per la Vergine. Accanto a Lui un angelo lo invita a
fissare lo sguardo verso il cielo. Fu canonizzato da papa Alessandro III nel 1159, nello stesso anno della sua morte.
Molti dei pellegrini di Meda si sono poi trattenuti, insieme,
ancora in preghiera per la nostra Città e Comunità Pastorale,
prima di fare ritorno con i vari mezzi. Davvero commovente
il sorriso soddisfatto sul volto di chi il pellegrinaggio l’aveva
fatto a piedi. I Padri Somaschi ci hanno salutato con l’invito
a tornare ancora numerosi il prossimo anno perché, hanno
detto, “S. Giovanni da Meda è soprattutto vostro!”.
C.F.R.
23
Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
GRUPPI DI ASCOLTO DELLA PAROLA
“Va’ in una grande Babilonia
e grida!”
Il “Secondo Isaia”: il grido della fede e della speranza
C
on il mese di ottobre riprendono gli incontri dei
Gruppi di Ascolto della Parola. Leggendo alcune pagine del Deutero-Isaia incontreremo il tema della consolazione e della speranza. Gli incontri saranno ogni mese,
le date saranno comunicate tramite le locandine che verranno esposte alle porte delle Chiese e presenti anche sul
sito della Comunità. Di seguito presentiamo l’elenco delle case ospitanti, gli animatori e il titolo dei sette incontri.
GRUPPI
DI
A S CO L TO
CASE OSPITANTI 2013-2014
Animatori
parrocchia S. Maria Nascente
ASNAGHI GINO
Via Molino, 2 – tel. 0362-71099 Pinuccia Orsi e
Andrea Minotti
BALOSSINO MARIA RITA M. Rita Balossino
Piazza Cavour, 25 – tel. 0362-70975 BUSNELLI CARLO Umberto Motta
Via Art. del Legno, 4 – tel. 0362-340426 CASTELLI CARLA Renzo Romani
Via Manzoni, 23 – tel. 0362-72727
COLOMBO ORAZIO Gianni Paccagnella
Via Milano, 45 – tel. 0362-1781656 MARCONE FRANCESCO Renzo Romani
Via Valtellina, 31 – tel. 0362-71600 ORSENIGO CARLO Fabiola Orsenigo
Via delle Cave, 33 – tel. 0362-70486 REGALIA GIUSEPPE Francesca Venturini
Via Pace, 14 – tel. 0362-73939
RIVA FLAMINIA Ambrogio e Federica
Via Mazzini, 11 – tel. 0362-72993Rusconi
TERRAGNI MARIUCCIA Andrea Asnaghi
Via Monte Rosa, 20 – tel. 0362-73101
VIGANÒ CARLA
Giuseppe Simonetti
Piazza V. Veneto – tel. 333-8528400
I sette incontri sono tratti
dai vari capitoli del Deutero-Isaia
VENTURINI FIORELLA Annamaria Asnaghi
Via F.lli Bandiera, 28 – tel. 0362-70521 1) La Parola di consolazione
parrocchia S. Giacomo
(cap. 40, 1-11)
2) Un re potente e un vermiciattolo
(cap. 41, 1-16)
3) Un misterioso servo entra in scena
(cap. 42, 1-12)
4) Veramente tu sei il Dio unico e nascosto
(cap. 44, 28; cap. 45, 1-25)
5) Un misterioso servo si presenta. Chi è?
(cap. 49, 1-15)
6) Il servo discepolo e servo maltrattato.
CARONNI MARIO E RENATA
Emilio e Bruna Nobili
Via Fiume, 19 – tel. 0362-342234
COLZANI ANNA E GEROLAMO
Marcello Molinelli
Viale Lombardia, 66 – tel. 0362-73345
FAMIGLIA CAIROLI
Giusi Corti
Viale Lombardia, 44 – tel. 0362-73343
FAMIGLIA TAGLIABUE
Carla Cesaro
Viale Brianza, 110 – tel. 0362-70873
MOVIMENTO TERZA ETÀ
Adolfo Meda
Sala Parrocchiale S. Giacomo – tel. 0362-73171 (cap. 50, 4-11; cap. 51, 1-3)
7) Chi avrebbe creduto al braccio di Jhwh
e al suo servo?
(cap. 52, 7-10 e13-15; cap. 53, 1-12; cap. 54, 1)
24
Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
parrocchia Madonna di Fatima
ORATORIO Elena Longoni
movimento terza ETA
si cambia!
Novità per i Movimenti Terza Età della nostra Comunità
A
nche per il Movimento Terza Età è giunto il momento di
adeguarsi al cambiamento, dovuto alla costituzione della
Comunità Pastorale S. Crocifisso.
Come per le altre Associazioni, Gruppi, Movimenti, ecc. che
fino a pochi anni orsono operavano solo, o prevalentemente,
all’interno delle singole parrocchie e che ora si muovono e si
sono fusi in un unico gruppo o realtà, così anche per il Movimento Terza Età delle diverse Parrocchie, dopo l’incontro
dell’11 settembre scorso, con i responsabili e gli animatori,
alla presenza di don Gaudenzio quale responsabile della Comunità Pastorale S. Crocifisso e Assistente unico del Mov. Terza Età di Meda, si è deciso di proporre alcune iniziative a tutti
gli aderenti al MTE delle diverse parrocchie.
Per ora le attività in “comunione” saranno quelle che prevedono l’utilizzo di pullman per lo spostamento e cioè: Giornate
di Ritiro in preparazione al Natale e alla Pasqua, visite a luoghi
e Santuari, gite, viaggi, incontri di Zona.
Questo perché, dovendo comunque spostarci, è più facile
parteciparvi e favorire l’incontro tra gli aderenti delle varie
parrocchie cittadine.
Ci saranno poi incontri proposti per ogni singola parrocchia
(incontri formativi, religiosi, culturali, sociali, gruppi di ascolto, pomeriggi di svago, ecc.), a cui sono invitati tutti gli anziani, iscritti o no al MTE. Tutto questo per sentirci parte attiva della Comunità, sorta alcuni anni fa, e che continua, pur
nelle difficoltà soggettive ed oggettive, ad andare avanti nel
cammino intrapreso e di cui dobbiamo sentirci orgogliosi di
appartenere, sentirla nostra e condividere le varie iniziative
proposte.
Diamo di seguito le proposte “unitarie” per il prossimo anno
sociale 2013-2014, che ci vedranno impegnati nel cammino
all’interno del Progetto Pastorale “Voi stessi date loro da
mangiare” (Mt 14, 16) – Collaboratori della gioia – e da ciò
che l’Arcivescovo ci invita a vivere nella Lettera pastorale “Il
Campo è il Mondo” – Vie da percorrere incontro all’umano.
i Responsabili delle Parrocchie:
S. Maria Nascente,
Madonna di Fatima,
S. Giacomo
CALENDARIO PROPOSTE 2013
CALENDARIO PROPOSTE 2014
30 novembre (Sabato)
Giornata di ritiro spirituale in preparazione al Natale
presso la Casa Incontri Cristiani a Capiago (CO)
12 Marzo (Giovedì) - ore 15.00
S. Messa nella Chiesa dell’Oratorio S. Crocifisso
5 Dicembre (Giovedì) - ore 15.00
S. Messa nella Chiesa della Parrocchia Madonna
di Fatima, segue pomeriggio musicale
con il Coro AMICI MIEI
14 Dicembre (Sabato) - ore 14.00
Visita “Mostra di Presepi”
a Groppello di Cassano d’Adda (MI)
19 Dicembre (Giovedì) - ore 15.00
S. Messa per i defunti del Movimento Terza Età
In Santuario S. Crocifisso
22 Marzo (Sabato) - pomeriggio
Visita guidata alla Basilica di S. Ambrogio – Milano.
12 Aprile (Sabato)
Giornata di ritiro spirituale in preparazione alla Pasqua
presso il Santuario Grotta di Lourdes a Chiampo
3 Maggio (Sabato)
Gita al Santuario Nostra Signora di Oropa (VC)
19 Giugno (Giovedì) - ore 15.00
S. Messa nella Chiesa della Parrocchia S. Giacomo
Dal 23 al 28 Giugno
Viaggio in Calabria e Basilicata con visita di Viterbo,
Montecassino, Lanciano e Loreto
I programmi completi saranno resi noti tramite avvisi
e locandine esposte nelle singole parrocchie.
12-13-14 Settembre
Viaggio a Marostica per la “Partita a scacchi” e in Friuli
È proposto un viaggio a Roma dal 25 al 28 Aprile 2014
in occasione della Canonizzazione di Papa Giovanni XXIII
e di Papa Giovanni Paolo II.
Sul prossimo numero della “Voce” il programma completo.
25
Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
La pagina dei piccoli
C
ari bambini, cari ragazzi,
per quest’anno il Consiglio Pastorale della nostra Comunità ha scelto come tema una
bellissima frase di Gesù: “Voi stessi date loro da mangiare” (Mt 14, 16), frase che Gesù
disse ai suoi discepoli quando al calar della sera, dopo che aveva predicato a una folla immensa,
gli apostoli dissero di lasciare andare la gente perchè potesse andare a mangiare, Gesù invece
invitò gli stessi apostoli a provvedere loro e a dare loro da mangiare.
Gesù chiede ancora oggi a ognuno di noi di provvedere ai bisogni degli altri, “Ma io sono troppo
piccolo”, “Sì giusto, ma che ci pensino i miei genitori, o i nonni, le maestre, tutti ma non io... io non
posso! Non sono capace...”, già, scommetto che ognuno di voi avrà pensato così... eppure anche
da piccoli si può fare molto, se si impara ad aprire bene gli occhi, vedrete intorno a voi tantissimi
bisogni che voi e solo voi potrete soddisfare.
In questi mesi vedremo insieme come e dove ci sono bisogni che aspettano voi.
C’è bisogno di me in casa
[…] Sola e spaventata Biancaneve
corse nella foresta; era quasi sera
e le gambe non la reggevano più,
quando vide una piccola casetta in
mezzo al bosco. Bussò ma nessuno
rispose. Allora entrò. Nella casetta
vide una tavola apparecchiata con
sette piattini: ogni piattino col suo
cucchiaino, e sette coltellini, sette
forchettine e sette bicchierini,
“Ci devono essere sette bambini che
vivono qui, e a vedere questa tavola
sette bambini molto disordinati...!
Farò loro una sorpresa: sistemerò
tutto, pulirò bene la casa, così forse
mi faranno restare”. […]
La storia di Biancaneve la conoscete
tutti. È spaventata, sta scappando
dalla matrigna che la vuole uccidere,
è stanca, ha corso tutta sola in mezzo
alla foresta, arriva finalmente a una
casetta e cosa fa? Vede che la casa
è in disordine e decide di mettersi
a pulire, senza che nessuno glielo
abbia chiesto. Prima di pensare ai
suoi bisogni pensa a quelli degli altri.
Così potete fare voi. Quante volte in casa vedete la mamma e il papà che tornano dal lavoro
stanchi, che hanno la casa da sistemare, devono preparare la cena, riordinare, e voi cosa potete
fare? Potete aiutare ad apparecchiare, o a riordinare le vostre cose, i vostri giochi, il vostro letto,
tenere in ordine la vostra camera... Piccole cose che possono dare un grande aiuto!
26
Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
scuola san giuseppe
Tutti in campo... a tutto Campo!
Accoglienza alla San Giuseppe
I
giorni spensierati delle vacanze estive sono finiti e, se
per molti bambini si trattava di “rispolverare” lo zainetto,
l’astuccio e il grembiule, per 30 nuovi alunni, il 12 settembre
è stato il gran giorno per indossare il grembiule nuovo, lo
zainetto appena comprato e l’astuccio con matite ancora intatte e pronte per iniziare l’avventura in prima.
Come ogni anno, spetta ai bambini di classe quinta il compito di accogliere i nuovi compagni. Nel cortile della scuola,
pieni di entusiasmo e gioia, hanno presentato ogni singolo
bambino di fronte ad una platea di genitori emozionati e
commossi per il primo giorno di scuola dei loro figli.
Questi ultimi hanno potuto sperimentare la bellezza dello
stare insieme e cosa significa collaborare per la realizzazione
di un semplice lavoretto.
I ragazzi hanno fatto da tutor ai nuovi arrivati per tutta la
mattinata raccontando una storia dal titolo: “Dipingiamo insieme un mondo a colori”.
Da questa storia i bambini hanno compreso come il contributo di ciascuno sia importante e fondamentale per arricchire tutto il gruppo.
Infine i “tutor” di classe quinta hanno aiutato i bimbi nella
costruzione di un bellissimo e coloratissimo segnalibro da
utilizzare e conservare nel proprio diario.
La mattinata è stata emozionante e divertente per tutti.
Ma l’accoglienza alla scuola San Giuseppe non è finita qui...
Il 26 settembre tutte le classi, insieme agli insegnanti e al
personale non docente, si sono recate a piedi fino al Bosco
delle Querce di Seveso.
Grazie alla collaborazione dell’associazione carabinieri di
Meda i bambini hanno percorso in tutta sicurezza le strade
dei paesi e si sono gustati la passeggiata chiacchierando,
cantando e scherzando.
Arrivati a destinazione, dopo una golosa merenda e un po’
di gioco libero, la nostra direttrice Claudia ha presentato e
spiegato il tema educativo dell’anno “Tutti in campo... a tutto campo” partendo dalla lettura della parabola del buon
grano e della zizzania.
Si sa che i bambini apprendono meglio attraverso l’esperienza diretta, così nel pomeriggio si sono svolti dei giochi a
tema per comprendere meglio la parabola ascoltata sperimentando il significato dei seguenti obiettivi:
- desiderare e cercare il bene che c’è anche dentro di noi;
- difendere ciò che ci sta a cuore;
- capire che abbiamo bisogno anche dell’aiuto degli altri
per crescere bene e riconoscerli come dono di bene che
Dio ci fa;
- imparare a fare la propria parte con grinta all’interno del
gruppo.
Terminati i giochi, abbiamo fatto ritorno a scuola dove i
bambini hanno riabbracciato i loro genitori.
Noi insegnanti ci auguriamo che questa bella giornata abbia
lasciato in loro un piccolo seme del buon grano.
E ora: TUTTI IN CAMPO... A TUTTO CAMPO!!!!!
Maestre Anna, Elena e Rosanna
APPUNTAMENTI
DA NON PERDERE!
DÌ DI NOVEMBRE:
DAL 31/10 E PER TUTTI I GIOVE GUA INGLESE
LGERANNO I WORKSHOP IN LIN
SI SVO
OLE DELL’INFANZIA
PER TUTTI I GRANDI DELLE SCU
DALLE ORE 16.15
MOSTRA
10 NOVEMBRE: INAUGURAZIONE MEDATECA
SCATTI PER 70 ANNI” PRESSO LA
“70
30 NOVEMBRE: OPEN DAY DALLE
15.00 ALLE 18.00
4 DICEMBRE: MATTINATA APERTA
DALLE 9.30 ALLE 12.00
27
Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
I PROSSIMI APPUNTAMENTI
orari catechismo 2013-2014
III, IV e V elementare e I media
sabato dalle 10 alle 12, ogni gruppo nel rispettivo oratorio
Preadolescenti (II e III media)
venerdì dalle 18 alle 20 in Osc
Adolescenti
lunedì dalle 21 alle 22.30 in Osc con cadenza bimensile
18/19enni
lunedì dalle 21 alle 22.30 in Osc; frequenza variabile in base agli incontri
Giovani
domenica dalle 18 alle 22 in Osc con cadenza mensile
Per ulteriori informazioni e per le date di inizio controllare i fogli degli avvisi settimanali
PROPOSTE PER DIVERSE
SITUAZIONI FAMILIARI
Commissione Famiglia
famiglia
s
Consultorio Familiare interdecanale
“La famiglia” Onlus
Via Alfieri 8, Seregno
Fondazione per la famiglia
Edith Stein - Onlus
Il Consultorio Familiare di Seregno, promosso e sostenuto dai Decanati di Seregno, Seveso e Carate,
LABORATORIO
propone tre cicli di incontri su alcune situazioni familiari.
VERITA’
NARRABILE
E ADOZIONE
VERITA’ NARRABILE
UN PERCORSO PER LA COPPIA
LE EMOZIONI
DELL’ATTESA
LE EMOZIONI
DELL’ATTESA
Contro i dolori della separazione
di mamma e papà c’è una sola
medicina: LA VERITA
quando sta per nascere un bambino,
stanno
per nascere due genitori
L’ instabilità coniugale e la fine del
matrimonio assumono dimensioni
sempre più importanti anche in Italia. I
figli di divorziati, oggi, sono visti come
un fenomeno normale.
Sfide e possibilità
SEPARAZIONE
Con l’arrivo del
bambino in casa la famiglia
Separazione
contro
i èdolori
della
separazione
presa da mille
novità
e cambiamenti e si c’è
senza accorgersene al momento in cui
una arriva
sola
medicina:
la verità
il bambino, in relazione a gravidanza di amici
o parenti, chiede alla mamma “anch’io ero
Famiglia non vuol
nella tua pancia?”
Nel 2010 il 68,7% delle separazioni e il
58% dei divorzi hanno riguardato
coppie con figli. I figli coinvolti nella crisi coniugale dei propri genitori
sono stati 103.478, 49.853 nei divorzi (istat, 2012).
dire vivere insieme,
Alla luce dei dati forniti dalle ricerche emerge chiaramente un forte
bisogno di condivisione, di confronto e di supporto, alla ricerca di
strategie per vivere al meglio questi cambiamenti familiari complessi.
ma vivere l’uno nel
Per verità narrabile si intende il racconto della storia della propria famiglia che sia comprensibile per il bambino e che garantisca il
rispetto e la dignità di tutte le persone coinvolte: mamma e papà adottivi, bambino, genitori biologici...
cuore dell’altro.
Per questo nasce la nostra proposta di un percorso di 5 incontri di
gruppo rivolto a genitori separati per offrire un luogo e un tempo in cui
sostenere e favorire la comunicazione alla presenza di due conduttori
esperti nel campo della conflittualità e delle difficili dinamiche familiari
che si innescano in una separazione.
Cinque incontri per conoscere, viversi
e sperimentare durante l’attesa:
• 12/10: immaginiamo il nostro bambino
• 26/10: entriamo in contatto
Consultorio Familiare interdecanale “
• 9/11: le emozioni La
infamiglia”
gravidanza
Onlus
Via Alfieri n. 8, Seregno
• 30/11: il parto, il momento
tel: 0362 234798 dell’incontro
[email protected]
• 14/12: e quando torniamo a casa?
Sabato, ore 10.00-11.00
VERITà NARRABILE E ADOZIONE
raccontare
come raccontareCome
ai nostri
figliai nostri
figli
la loro storia
la loro storia
L’aspetto biologico della nascita e della vita
viene rappresentata dalla PANCIA mentre l’a-
spetto relazionale, affettivo dal CUORE.
Cinque
incontri rivolti ai genitori
separati sui seguenti temi:
• naufragio
del proprio progetto di
vita, sul dolore,
la sofferenza e i
l dire
n vuo
re
lia no
a vive
Famig eme, mche
cambiamenti
si
ltro ciò ha comportato
in
l’a
vivere l cuore del
ne
no
l’u
• dire la “verità”, la separazione è un
evento gestito
dai grandi
che non
Consultorio
Familiare Interdecanale
“
famiglia” Onlus
comunicano mai con i Laragazzi
• come garantire e curare la continuità
dei legami familiari
• cosa direbbero i bambini se potessero
parlare liberamente: i sensi di colpa, la
protezione verso il genitore visto più
debole,la tendenza a colmare i vuoti
• i nuovi legami, le famiglie allargate.
Lunedì, ore19.00-20.30
(21/10; 4/11; 11/11; 18/11; 2/12)
Con l’arrivo del bambino in casa
la famiglia è presa da mille novità
e cambiamenti e si arriva senza
accorgersene al momento inConsultorio
cui ilFamiliare Interdecanale
“La famiglia” Onlus
Via Alfieri n. 8 - Seregno
bambino, in relazione a gravidanza
Tel: 0362.234798 di
[email protected]
amici o parenti, chiede alla mamma
“anch’io ero nella tua pancia?”
Le coppie verranno accompagnate nella
costruzione della storia da raccontare al
proprio figlio.
L’obiettivo è fornire delle indicazioni
specifiche sulle modalità e sui tempi per
informare il figlio adottivo riguardo la
propria storia personale e l’ingresso in
famiglia.
Martedì, ore 19.30-21.00
(12/11, 19 /11, 26/11, 3/12)
Gli incontri sono presso il Consultorio Familiare interdecanale in via Alfieri 8 a Seregno.
La partecipazione è gratuita previa iscrizione tramite telefono: 0362 234798 oppure tramite e-mail: [email protected].
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
I PROSSIMI APPUNTAMENTI
giornate eucaristiche 2013
17-20 OTTOBRE
Le Giornate Eucaristiche:
un’occasione e una proposta
Programma
U
ore 21.00 Chiesa Madonna di Fatima
S. Messa solenne di apertura
Adorazione silenziosa fino alle 22.30
na volta le chiamavamo Sante Quarantore, perché quando
S. Antonio Maria Zaccaria le ha iniziate, nel sedicesimo secolo, erano un’adorazione continuata giorno e notte per 40 ore.
Nei secoli hanno assunto aspetti diversi; quando ero un ragazzo
io, erano più un trionfo dell’Eucaristia, con un grande numero
di candele sull’altare e i canti “Noi vogliam Dio” e “Inni e canti
sciogliamo o fedeli”. Forse quello schema non risponde più alla
nostra sensibilità, ma il contenuto di queste giornate interpella,
ancora di più, la nostra vita: fermarsi, nel trambusto della vita
sempre più stressante, davanti al Signore, per ascoltare quello
che Lui ha da dirci e parlare con lui della nostra vita e della nostra Chiesa; passare un po’ di tempo davanti al Signore, perché
di Lui ha bisogno il nostro cuore, perché anche il nostro stress
quotidiano abbia un senso e non ci sommerga.
In realtà nel nostro anno non mancano occasioni per questo
tipo di incontri. Nell’anno della fede abbiamo avuto, anzi abbiamo ancora, la possibilità di adorazione eucaristica tutti i giorni
(escluso il sabato) nella cappella dell’Oratorio S. Crocifisso. Una
presenza non numerosa – mi è stato detto – ma fedele e davvero vissuta bene. Ne approfitto anche per ringraziare i ministri
straordinari della Comunione Eucaristica che si sono generosamente messi a disposizione per questo servizio. Poi ci sono stati
momenti particolari, come l’adorazione notturna al Crocifisso
nella notte tra l’1 e il 2 agosto, oppure la serata di preghiera per
la Pace, voluta dal Papa il 7 settembre: momenti che hanno visto una partecipazione numerosa e motivata. Potrebbero essere questi i modi per vivere oggi le Quarantore? È una domanda
lecita: forse il leggere meglio i segni dei tempi ci porterà a questo. Per ora però abbiamo mantenuto le Giornate Eucaristiche,
pensando che possano essere ancora un’occasione grande nella vita della comunità..
Per il secondo anno le celebriamo in ottobre, dal 17 al 20 ottobre. Lo schema è simile a quello dello scorso anno. Al venerdì
sera abbiamo messo anche quest’anno un’adorazione sullo stile di Taizé, nella chiesa di S. Giacomo. Le numerose persone
che avevano partecipato lo scorso anno avevano espresso il
desiderio di avere altri momenti di preghiera simile. A questa
adorazione vorremmo invitare in particolare, ma non solo, i giovani, dato che è nata per i giovani nella comunità monastica di
Taizé, in Francia. Per la prima volta quest’anno abbiamo messo
la preghiera per i bambini della Prima Comunione, nel pomeriggio del venerdì e l’adorazione per il Consiglio Pastorale, le
commissioni e i gruppi nel pomeriggio del sabato. Nella domenica le Giornate Eucaristiche sfociano naturalmente nelle Messe
di Prima Comunione. Per questo l’adorazione comunitaria conclusiva con la solenne benedizione eucaristica è stata spostata
alla sera alle 20.30. Sullo stile degli ultimi anni però abbiamo
proposto pochi momenti comunitari per lasciare spazio soprattutto alla preghiera personale.
Don Gaudenzio
Giovedì 17 ottobre
Venerdì 18 ottobre
ore 6.30 Chiesa S. Maria Nascente
S: Messa – adorazione silenziosa
ore 8.00 S. Messa- adorazione silenziosa fino alle 10.00
ore 8.45 Chiesa di S. Giacomo
S. Messa – adorazione fino alle 10.00
ore 8.45 Chiesa Madonna di Fatima
S. Messa
ore 16.00 nelle tre parrocchie
Adorazione guidata;
segue adorazione silenziosa fino alle 18.00;
vespero e riposizione.
ore 17.00 S. Maria Nascente
Adorazione guidata per i ragazzi
della Iniziazione Cristiana e in particolare
per quelli della Prima Comunione
ore 21.00 Chiesa S. Giacomo
Adorazione col metodo di Taizé
Sabato 19 ottobre
ore 6.30 S. Maria Nascente
S. Messa e adorazione silenziosa
fino alle ore 10.00
(è sospesa la Messa delle 8.00)
ore 8.45 S. Giacomo
S. Messa e adorazione silenziosa
fino alle 10.00
ore 15.00 S. Maria Nascente
Adorazione silenziosa fino alle 18.30
Confessioni
ore 16.00 Adorazione per Consiglio Pastorale,
Commissioni, Gruppi, associazioni
e movimenti
ore 17.00 Madonna di Fatima
Adorazione silenziosa fino alle 18.00
ore 21.00 S. Maria nascente
adorazione silenziosa fino alle 23.00
Domenica 20 0ttobre
Giornata delle Messe di Prima Comunione
ore 10.30 Messa di Prima Comunione
a Madonna di Fatima
ore 15.00 Messa di Prima Comunione
a S. Giacomo e a S. Maria Nascente
ore 17.30 Messa di Prima Comunione
a S. Maria Nascente
(è sospesa la S. Messa delle ore 18.00)
ore 20.30 S. Maria Nascente
Adorazione conclusiva
e solenne benedizione eucaristica
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Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
NOTIZIARI PARROCCHIALI
Offerte per Restauro del Santuario
_______
Offerte SETTEMBRE 2013
Corpo Musicale La Cittadina............................ €
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Buste Festa Patronale........................................ €
Memoria Defunti................................................ €
Numero Unico Restauro Santuario................... €
Dvd...................................................................... €
Incipit...................................................................€
Pesca e Banco Vendita (al netto dello spese).. €
500,00
600,00
420,00
190,00
4.575,00
1.800,00
50,00
10,00
90,00
7.601,92
Totale Entrate Settembre 2013............€ 15.836,92
Totale Al 31/08/2013..................................€1.286.014,93
Totale Entrate Al 30/09/2013.................€1.301.851,85
Detrazioni per le offerte
Con la fine di dicembre scade il periodo
concesso dalla Sovrintendenza per rendere
detraibili, a condizioni particolari, le offerte
per il restauro del Santuario.
Poi non sarà più possibile farlo.
Invitiamo chi intende ancora fare un’offerta
per questo scopo – e speriamo che,
nonostante la crisi siano acora tanti –,
a farlo entro la fine dell’anno.
TOTEM E STRISCIONI
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Uscite per restauro del Santuario
Uscite Settembre 2013................................ €
5.520,30
Uscite Al 31/08/2013...................................... € 1.472.007,12
Totale Uscite Al 30/09/2013................... €1.477.527,42
Con la fine di dicembre concluderemo
anche la possibilità di pubblicità sugli striscioni
e totem per il restauro del Santuario.
SANTA MARIA NASCENTE
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Anagrafe parrocchiale (settembre 2013)
Battesimi (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 51)
Viola Maria Civita
Perla Tagliabue
Marina Colombo
Giorgia Colombo
Christian Checchi
Alessandro Villa
Matteo Turazza
Gemma Bazzani
Beatrice Orsenigo
Matilde Geminian
Tommaso Giuseppe Boccia
Rodolfo Rojas Cortez
Bertha Amao Munoz
Carlo Traina con Elisabetta Picariello
Andrea Tagliabue con Santa Rozenberga
Andrea Cairoli con Chiara Rigamonti
Stefano Temporin con Florentina Joita
Defunti (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 91)
Giovanni Schinetti (a. 88)
Guido Zachmann (a. 85)
Maria Crippa (a. 90)
Gianfranco Gioia (a. 69)
Italia F. Piovan (a. 77)
Maria B. Sgorlon (a. 83)
Luigia E. Agostoni (a. 88)
Pietro Prini (a. 61)
Enrico Conti (a. 76)
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Offerte opere parrocchiali (settembre 2013)
Matrimoni (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 25)
Maurizio Molteni con Alessia Bazzani
Alessandro Curcio con Claudia Giussani
Marco Todeschini con Veronica Orsi
Giovanni Civita con Alessandra Di Gregorio
Viviano Borgonovo con Stefania Basile
30
Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
Offerte domenicali....................................................euro 9.190,50*
Offerte Amm. Sacramenti...................................euro 2.590,00
Offerte varie.........................................................euro2.174,42**
Triduo S. Crocifisso..............................................euro 1.747,00
* Compresi € 1.603,50 di domenica 8 settembre Festa Patronale
** Compresi € 536,80 di lunedì 9 settembre ore 20.30
NOTIZIARI PARROCCHIALI
MADONNA DI FATIMA
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Anagrafe parrocchiale
(settembre 2013)
Offerte opere parrocchiali
(settembre 2013)
Battesimi (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 32)
Nicolò Martelli
Simone Caiati
Luca Dalla Pozza
Biagio Luongo
Simone Furlanetto
Francesco De Bellis
Ginevra Peiretti
Davide Neri
Offerte domenicali..............................................euro 2.845,00
Offerte Amm. Sacramenti...................................euro 560,00
Offerte Società Sportiva.....................................euro 1.000,00
Matrimoni (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 5)
Stefano Bullegatto con Barbara Napo
Defunti (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 11)
Amelia Botter (a. 82)
Sabato 19 ottobre RACCOLTA TAPPI
Usate spesso bottiglie di plastica? Anzichè buttarne
i tappi, raccoglieteli e metteteli fuori dai cancelli
il terzo sabato del mese, gli incaricati passeranno
a ritirarli dalle ore 14.30.
Il ricavato della raccolta sarà destinato a progetti
di accoglienza di bambini di strada in Brasile
tramite l’associazione Senza Frontiere.
SAN GIACOMO
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Anagrafe parrocchiale
(settembre 2013)
Offerte opere parrocchiali
(settembre 2013)
Battesimi (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 20)
Ryan Camillò
Viola De Flaminio
Sara Di Leo
Marco Ferrari
Chiara Villa
Offerte domenicali..............................................euro 2.292,26
Offerte Amm. Sacramenti...................................euro 860,00
Offerte varie.........................................................euro 863,90
Matrimoni (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. --)
-Defunti (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 27)
Rino Radice (a.93)
Lino Tonoli (a.74)
Enrica Villa ved. Ariosto (a.82)
Roberto Tonoli (a.72)
31
Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda
Santa Maria Nascente
Ufficio Parrocchiale
piazza della Chiesa 9
tel / fax: 0362 341425
e-mail: [email protected]
orari apertura:
lun: 15.00-17.00
mar: 18.00-20.00
mer: 9.00-11.00
gio: chiuso
ven: 15.00-17.00
sab: 9.00-11.00
dom. e festivi: chiuso
Madonna di Fatima
Ufficio Parrocchiale
via Madonna di Fatima 5
tel: 0362 70398
cell. don Angelo: 349 8467813
Don Gaudenzio Corno
Parroco
piazza della Chiesa 9
tel: 0362 70632
e-mail: [email protected]
Don Angelo Fossati
Vicario della Comunità Pastorale
via Madonna di Fatima 5
tel: 0362 70398
cell: 349 8467813
Don Cristiano Mauri
Vicario della Comunità Pastorale
piazza del Lavoratore 1
tel: 0362 70688
cell: 338 5629628
e-mail: [email protected]
orari di apertura:
lun. mer. gio. ven: 16.30-18.30
mar. sab. dom. e festivi: chiuso
Don Mattia Colombo
Vicario della Comunità Pastorale
via Cialdini 138
tel: 0362 71635
cell: 333 9576797
San Giacomo
Ufficio Parrocchiale
via Cialdini 138
tel: 0362 71635
e-mail: [email protected]
Don Luigi Pedretti
Residente con incarichi pastorali
Santuario Santo Crocifisso
piazza Vittorio Veneto
tel: 0362 343248
orari di apertura:
lun: 17.00-18.30
mar: 17.00-19.00
mer: 9.30-10.30
gio: chiuso
ven: 17.00-18.30
sab. dom. e festivi: chiuso
Oratorio Santo Crocifisso
piazza del Lavoratore 1
tel: 0362 70688
e-mail: [email protected]
orari di segreteria:
lun. mer. gio. ven: 16.00-19.00
sab: 10.00-12.00
www.parrocchiemeda.it
- per inviare avvisi, articoli, contributi:
[email protected]
(oppure presso gli uffici parrocchiali),
consegna entro il 27 di ogni mese,
indicare nominativo e numero di
telefono per poter essere ricontattati
-per i vostri commenti su La Voce
della Comunità, scrivete a:
[email protected]
Don Ernesto Carrera
Residente con incarichi pastorali
via Cialdini 128
tel: 0362 344924
Orari SS. Messe
giorni feriali
_____ Lunedì
8.00: Santa Maria Nascente
8.45: San Giacomo
8.45: Madonna di Fatima
20.30: Santa Maria Nascente
(Oratorio Santo Crocifisso)
(da giugno a settembre viene
celebrata in S. Maria Nascente)
_____Martedì
8.00: Santa Maria Nascente
8.45: San Giacomo
8.45: Madonna di Fatima
18.00: Santa Maria Nascente
_____Mercoledì
8.30: Santa Maria Nascente
8.45: San Giacomo
8.45: Madonna di Fatima
20.30: Santa Maria Nascente
(in Santuario)
_____
8.00:
8.45:
18.00:
20.45:
_____
8.00:
8.45:
Giovedì
Santa Maria Nascente
San Giacomo
Santa Maria Nascente
Madonna di Fatima
Venerdì
Santa Maria Nascente
San Giacomo
(sospesa in luglio)
8.45: Madonna di Fatima
20.30: Santa Maria Nascente
20.30: San Giacomo
(sospesa in agosto)
_____ Sabato
8.00: Santa Maria Nascente
8.45: San Giacomo
Suore di Maria Bambina
via Matteotti 21
tel: 0362 347293
e-mail: [email protected]
giorni festivi
Scuola Primaria Parrocchiale
San Giuseppe
via Orsini 35
tel: 0362 70436 / fax: 0362 759305
www.scuolasangiuseppe.com
[email protected]
[email protected]
orari di segreteria:
lun. mer. ven: 12.30-15.00
mar: 8.10-9.00 / 15.00-16.30
gio: 8.10-9.00
18.00: Madonna di Fatima
18.30: Santa Maria Nascente
20.30: San Giacomo
_____Domenica
8.00: Santa Maria Nascente
8.30: San Giacomo
9.00:Madonna di Fatima
Centro di Ascolto Caritas
via General Cantore 6
tel: 346 6263971
orari di apertura:
martedì mattina: 9.00-11.30
giovedì pomeriggio: 16.00-18.30
10.30: San Giacomo
11.00:Madonna di Fatima
Foglio ad uso interno della Comunità Pastorale Santo Crocifisso di Meda,
stampato in 1000 copie da Salvioni Stampe. Questo numero è stato chiuso il 9 ottobre 2013.
Progetto grafico e impaginazione: Daniela Meda
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_____ Sabato Vigiliare
17.00: Santa Maria Nascente
(in Casa di Riposo)
(nei mesi di luglio e agosto
viene celebrata alle 10.00)
9.00: Santuario
10.00: Santa Maria Nascente
(dal 1 luglio al 15 settembre
viene celebrata alle 11.00)
(sospesa in luglio e agosto)
11.30: Santa Maria Nascente
(sospesa dal 1 luglio
al 15 settembre)
17.00:Madonna di Fatima
18.30: San Giacomo
(sospesa in luglio e agosto)
18.30: Santa Maria Nascente
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Comunità pastorale S. Crocifisso, Meda