LA voce DELLA omunità c ottobre 2013 MEDA Nessun uomo è un’isola, completo in sé stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: essa suona per te. Brano tratto da “Per chi suona la campana” di John Donne Meditazione XVII, sulla malattia e la morte (estratto) Carissimi, alla dolorosissima sciagura che ha colpito tanti nostri fratelli lo scorso giovedì a Lampedusa avete voluto rispondere prontamente convocando codesta veglia di preghiera. Col Salmista vi rivolgete al Signore in prima persona: «Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’ausilio? Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra» (Sal 121,1-2). Le immagini viste in questi giorni hanno riempito il cuore di sconcerto. Papa Francesco ha dato voce allo smarrimento affermando: «Oggi è un giorno di pianto!» (Papa Francesco, Incontro con i poveri nella sala della spogliazione, 4 ottobre 2013). Il nostro pianto si fa preghiera. Innanzitutto per coloro che hanno trovato la morte, perché il Padre di misericordia li accolga nel Regno eterno. Poi per i loro familiari: possa il Risorto asciugare le loro lacrime, come fece con la vedova di Naim; ma la preghiera al Padre deve anche supplicare la nostra conversione. Nessuno di noi può chiamarsi fuori dalla tragedia di Lampedusa. Preghiamo perché lo Spirito del Risorto ci faccia comprendere che la carità non ha confini e che il dono della fede ci spinge ad abbracciare ogni bisogno materiale e spirituale. Il valore e la dignità della persona debbono essere posti a fondamento di ogni umana relazione e vengono ben prima di ogni diversità. Il riconoscimento dei diritti fondamentali della persona domanda di essere promosso da ogni legislazione. All’autorità politica compete la retta regolamentazione del fenomeno dell’immigrazione. Chiediamo pertanto alle autorità italiane ed europee di collaborare con solerte decisione alla ricerca e all’attuazione di nuove ed equilibrate politiche per l’immigrazione. La società civile, in tutte le sue espressioni, continui l’opera di integrazione di donne e uomini che giungono a noi dalle periferie della povertà e del dolore. La Chiesa sia sempre pronta al primo intervento di accoglienza. Nell’impossibilità di partecipare di persona perché impegnato con la Conferenza Episcopale Lombarda voglio farvi pervenire la mia vicinanza con una speciale benedizione. Card. Angelo Scola Milano, 7 ottobre 2013, Memoria Beata Vergine Maria del Rosario 1 La Parola dei Sacerdoti Se la calunnia è un venticello… “[…] così è la calunnia, una volta che si è parlato male di una persona non è più possibile porvi rimedio” N el bellissimo film Il Dubbio (Stati Uniti, 2008), un sacerdote colpito da gravissime illazioni sul suo conto racconta dal pulpito questa storiella: «Una donna chiese al proprio sacerdote cosa mai fosse la calunnia. Il sacerdote le rispose di prendere un cuscino pieno di piume, recarsi sulla cima di un palazzo in una giornata ventosa e squarciare il cuscino. La signora eseguì il suggerimento e, tornata in parrocchia, il sacerdote le chiese che cosa fosse successo alle piume. La donna rispose che il vento le aveva trascinate per tutta la città fino a perdere la vista delle medesime. Il sacerdote allora la incalzò dicendole di andare a raccogliere queste piume per rimetterle nel cuscino, ma la donna rispose che ciò non era più possibile. “Ecco – le rispose il sacerdote – così è la calunnia: una volta che si è parlato male di una persona non è più possibile porvi rimedio”». Papa Francesco sembra avere una particolare attenzione per le chiacchiere, i pettegolezzi e la maldicenza, al punto da arrivare a parlarne per quattro volte in un solo mese, con toni non certo dolci. Ai gendarmi del Vaticano, ad esempio, diceva così: «C’è una tentazione che al diavolo piace tanto: quella contro l’unità. E il grazie di suor m. Angela poche righe per una grande gioia “Non posso vivere lontano dalla tua tenerezza, Padre… Non potrei avanzare nella pace e nella gioia senza questa garanzia di fedele tenerezza che ovunque mi accompagna, sostiene il mio slancio, protegge i miei passi” (J.Galot). Poche righe per un doveroso grazie. Grazie al parroco don Gaudenzio che ha vivamente desiderato che la celebrazione del mio 25° di consacrazione religiosa fosse collocata all’interno della festa della nostra Comunità pastorale. Grazie a chi si è prodigato dietro le quinte per preparare gli ingredienti che aiutano a fare festa. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato all’Eucarestia del 15 settembre facendo memoria del mio 25° di consacrazione e rendendo grazie con me per il dono della “fedele tenerezza” del buon Dio. Ho gustato la semplice solennità della celebrazione. Lo scambio di auguri al termine della S. Messa e i doni che mi avete preparato non hanno fatto altro che restituirmi quell’abbraccio di Bene che nell’Eucarestia trova la sua sorgente e il suo culmine, un regalone! Ciascuno, proprio ciascuno, si senta il destinatario di un grazie cordiale! Al mio grazie si uniscono i miei genitori, che ancora oggi ricordano con stupore e commozione quel giorno e la mia comunità di suore. Sr. M.Angela 2 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda il diavolo cerca di creare la guerra interna, una guerra che non si fa con le armi, si fa con la lingua. Chiediamo a San Michele che ci aiuti in questa guerra: mai parlare male uno dell’altro, mai aprire le orecchie alle chiacchiere. E se io sento che qualcuno chiacchiera, fermarlo!». Di nuovo, parlando a braccio, nel corso della catechesi del mercoledì in piazza San Pietro ha ripetuto ai fedeli che «le chiacchiere fanno male» e, spesso, «feriscono» le persone anche in ambienti come quelli parrocchiali. Allora, ha detto sorridendo, «meglio mordersi la lingua: quello ci farà bene: la lingua si gonfia e non si può parlare, così non si possono fare chiacchiere». Ma già in precedenza aveva usato toni durissimi: «Su questo punto, non c’è posto per le sfumature. Se tu parli male del fratello, uccidi il fratello. E noi, ogni volta che lo facciamo, imitiamo quel gesto di Caino, il primo omicida della Storia. Le chiacchiere sempre vanno su questa dimensione della criminalità. Non ci sono chiacchiere innocenti. E quando la nostra lingua la usiamo per parlare male del fratello o della sorella, la usiamo per uccidere Dio». «Qualcuno – affermava il Papa – potrebbe dire che una persona si meriti le chiacchiere. Ma non può essere così. Vai, prega per lui! Vai, fai penitenza per lei! E poi, se è necessario, parla a quella persona che può rimediare al problema. Ma non dirlo a tutti!». Il tema pastorale che abbiamo scelto quest’anno è incentrato sul tema della fraternità evangelica e della corresponsabilità pastorale. Il vizio del pettegolezzo, della chiacchiera, del beato “parlar per niente” o anche solo dell’esprimersi su ciò che non si conosce si colloca dunque perfettamente dentro il percorso scelto come vera occasione di conversione a uno stile di vita evangelico: evitare l’inutile diceria e custodire il buon nome dell’altro è un modo serio di dimostrarsi fratelli e di assumersi la responsabilità del bene del prossimo. Costruire la comunione evangelica è opera di tutti e dovere di ognuno e lo si può fare cominciando proprio dal mordersi la lingua una volta di più. Che le nostre parrocchie siano battute costantemente del vento della chiacchiera – se non della calunnia è un dato contestabile solo da chi ama nascondere la testa sotto la sabbia. Persino i luoghi e le situazioni che dovrebbero essere preposti anzitutto all’edificazione della Comunità – commissioni, riunioni organizzative, gruppi vari, consigli… – sono spesso gli ambiti in cui la critica malevola, la diceria, l’accusa, l’insinuazione e il sospetto vengono ampiamente praticati, come se nulla fosse. Paradossale che lì dove dovrebbe esserci l’esemplarità più alta, quella capace di quella testimonianza attraente, si pratichino le ferite più serie al bene della Comunità. Se la calunnia è un venticello, attenti ai colpi d’aria. Don Cristiano (P.S.: Meno male che l’ha detto anche il Papa, altrimenti questi discorsi sembrano sempre i “pallini” dei preti di parrocchia…) • Centro di ascolto «Ciò che si spreca è rubato ai poveri» Una giornata e delle persone che mi hanno fatto pensare! «Figlioli, non amiamo a parole o con la lingua, ma con i fatti e nella verità» (Gc. 3, 17) Q ueste parole dell’apostolo Giacomo mi hanno spronato ad una riflessione sulla giornata di martedì 10 settembre scorso. Era il giorno dopo la conclusione della festa di S. Maria Nascente e del Palio. La festa si era conclusa con la processione della statua della Madonna con buona partecipazione e con molta folla che, dopo la processione, si è radunata in Oratorio S. Crocifisso per assistere ai fuochi d’artificio. Martedì 10 non eravamo in molti a confezionare i circa centotrenta pacchi alimentari che ogni mese vanno preparati per essere recapitati ad altrettante famiglie in difficoltà della nostra città. Qualcuno era ancora in ferie, qualche altro ammalato ecc…. Mi sono fermato a riflettere sulle persone che componevano la squadra di volontari e sono stato edificato dal loro entusiasmo. C’erano due ragazze di circa vent’anni: la prima in cerca di lavoro, che prestava il suo tempo per quest’opera di solidarietà. La seconda, che ogni mese collabora a quest’opera, non era italiana e, nonostante la giovane età, aveva già sperimentato la povertà, l’emarginazione e la sofferenza. C’erano tre mamme che, nonostante gli impegni di famiglia e lavoro, si sono ritagliate del tempo per aiutare…. Ma ciò che mi ha più sorpreso e commosso è stato l’aver visto un uomo, anch’egli provato dalla sofferenza e in quel momento con difficoltà di deambulazione, che, nonostante le stampelle, si dava da fare per preparare gli scatoloni da riempire. Un altro signore, con una situazione pesante in famiglia per via della moglie ammalata, vista l’emergenza non si è defilato con qualche scusa più che comprensibile. Un terzo collaboratore, non potendo essere presente al mattino in quanto impegna- to nel turno al Centro di ascolto, si è prodigato fin dal primo pomeriggio perché potesse arrivare a consegnare i pacchi alle famiglie in difficoltà prima della sera. Completavano la squadra due uomini che caricavano i pacchi su macchine e pulmino per recapitarli a domicilio…. Qualche ben pensante, qualche mese fa, mi ha detto: «Perché portare i pacchi a casa? Se hanno bisogno non possono venire loro a ritirarli?». Al che ho risposto con queste parole. Primo: non tutti sono in grado di venire a prenderli; sono spesso persone anziane o ammalate e inoltre sono pacchi pesanti perché contengono cibarie che, in proporzione ai componenti del nucleo familiare, devono essere sufficienti per un mese. Secondo: è importante la relazione di amicizia che si istaura visitando le persone che si assistono, parlare con loro, vedere la situazione e i problemi che si presentano. Perché ho voluto parlare e descrivere una giornata di fatica e di carità? Prima di tutto per far conoscere che ci sono situazioni di vera povertà anche nella nostra città di fronte alle quali non si può far finta di non vedere. In secondo luogo per riflettere sul nostro tenore di vita, che deve essere di povertà perché nessuno sia costretto a sperimentare la miseria. Vivere poveramente significa essere contenti di quanto basta per vivere dignitosamente, senza indulgere al lusso e allo spreco. Papa Francesco dice: «Ciò che si spreca è rubato ai poveri». Terzo, per far conoscere e ringraziare quei volontari che a vari livelli sono presenti nella nostra Comunità e che con fatica – ma anche con gioia grande – si danno da fare per venire incontro alle necessità. Ed infine per lanciare un appello a chi ha buona volontà (il tempo lo si trova), perché si offra a fare del volontariato. C’è tanto bisogno, ed è un’occasione per istaurare rapporti di amicizia, crescere insieme, sentirsi bene e aiutare a star bene. L’anno scorso abbiamo indicato come linea per la Comunità pastorale di mettere Dio al primo posto nella nostra vita; quest’anno vorremmo anche puntare sulla relazione fraterna. Due obiettivi fondamentali per la vita di una Comunità che però non devono solo restare scritti, ma devono essere vissuti nella concretezza. Don Angelo 3 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda festa della comunità pastorale Santo crocifisso - 15 settembre Collaboratori della gioia Famiglie, bambini, anziani delle tre parrocchie: è bello ritrovarsi tutti insieme attorno all’Eucarestia M i capita qualche volta, osservando la chiesa di Santa Maria Nascente, di riflettere sulle sue dimensioni e di chiedermi quali pensieri avessero spinto chi l’ha progettata e costruita, ma prima ancora la comunità che l’ha sognata e l’ha voluta, a pensarla così grande, quasi mastodontica, un po’ pesante nelle sue linee architettoniche, priva di tensione verso l’alto, quasi “seduta” sulle sue fondamenta. Sicuramente la immaginavano colma di fedeli, ma forse non osavano neppure sperare che avrebbe generato altre due chiese, due parrocchie destinate a raccogliere gli abitanti di quelle zone che da periferiche stavano diventando sempre più popolose. Ora i tempi sono cambiati, si fa fatica a riempire un edificio così grande, e se si cade nella tentazione di contarsi i risultati sono scoraggianti. In alcune occasioni, però, quando si aprono le porte centrali, le sue navate si presentano come uno spazio vasto e luminoso, capace di contenere moltissime persone, come è accaduto domenica 15 settembre, festa della Comunità Pastorale, quando i fedeli delle tre parrocchie e tutti i loro sacerdoti hanno celebrato la S. Messa solenne delle ore 11.00. Durante l’omelia don Gaudenzio ha presentato alla comunità le linee guida del percorso che il consiglio pa- 4 storale ha proposto per il nuovo anno. Ripercorrendo e commentando ogni passaggio dell’episodio evangelico della moltiplicazione dei pani, il parroco ha spiegato le priorità che la Comunità intende porsi: costruire una rete di relazioni significative, che superi le reciproche diffidenze e sviluppi in ciascuno sentimenti di fraternità, accoglienza, condivisione; sensibilizzare alla carità non solo come soddisfazione di bisogni materiali, ma come apertura all’altro; percorrere strade nuove nell’immaginare un’azione pastorale fondata sulla corresponsabilità per annunciare il Vangelo e condividere la vita e la fede. Le parole di don Gaudenzio arrivano a tutti con semplicità e chiarezza, evitando l’aridità che spesso rischiano di avere i progetti e gli obiettivi programmatici se non sono calati nelle reali e concrete situazioni che ciascuno quotidianamente vive. Guardandomi attorno vedo bambini, famiglie, ma anche tanti anziani; alcuni li conosco, altri meno perché sono di altre parrocchie; è bello, però, ritrovarsi tutti insieme, attorno all’Eucarestia; è utile avere una chiesa così grande: possiamo sederci tutti ed ascoltare la Parola, condividere il Pane proprio come accadde quel giorno in cui avvenne la moltiplicazione dei pani. E come allora siamo invitati a farci carico gli uni degli altri. Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda Un ulteriore motivo per fare festa è stato il 25o anniversario di consacrazione religiosa di suor Maria Angela Villantieri, prezioso dono per la nostra Comunità; la ricorrenza è stata l’occasione per ringraziare il Signore per le vocazioni religiose, per la presenza delle suore nelle parrocchie e presso la Casa di riposo, per la loro opera educativa e caritativa. Nelle fotografie della mostra allestita lungo la navata della chiesa abbiamo riconosciuto i volti e ricordato le personalità di coloro che sono state per molte generazioni punto di riferimento per la crescita umana e spirituale dei giovani o sostegno e aiuto degli anziani. La giornata si è conclusa con i vesperi celebrati in santuario. Al termine della benedizione, si è mantenuto un clima di preghiera grazie al coro Musikè, diretto dal maestro Renzo Galimberti, che ha completato la meditazione con un breve concerto. I brani presentati, molto diversi tra loro per epoca e luogo di composizione, erano collegati dal tema centrale dell’anno della fede. Il pubblico, che ha molto apprezzato l’esecuzione del coro, è stato coinvolto in un gioioso canto finale, degna conclusione di una giornata di festa. Silvia festa parrocchia santa maria nascente - 8 settembre apertura oratori - 29 settembre 5 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda PALIO 2013 “di città in città” Il Palio, una manifestazione medese che dura da 37 anni! M i è stato chiesto anche quest’anno di scrivere quattro parole di resoconto sul Palio da poco trascorso da un punto di vista di una dimensione generale. Ci provo e vediamo cosa ne esce. Inizierei anzitutto con l’accennare quanto l’Associazione Palio e tutte le sue commissioni abbiano lavorato durante l’anno trascorso dal Palio 2012 a quello di quest’anno per perfezionare, ampliare e, in alcuni casi, modificare regolamenti e modalità di svolgimento del Palio stesso. Come sappiamo, il Palio di Meda è una macchina alquanto complessa, che si dirama in molte sfide e svariati giorni: giochi dei ragazzi (che quest’anno sono aumentati di numero, inventandone di nuovi), corsa delle auto a pedali, sfilata, scenette, stand gastronomici ecc. Organizzare e dirigere tutto questo non è per niente facile. Tuttavia tutti i componenti dell’Associazione hanno dato prova di entusiasmo, vivacità e voglia di fare, che hanno permesso di scavalcare ogni difficoltà. Per niente facile è anche il compito dei Rioni e all’interno dei Rioni, considerando il fatto che l’Associazione è composta quasi esclusivamente da membri dei Rioni, il lavoro da affrontare il più delle volte è doppio. Gestire un Rione è un’impresa spinta da roboante passione: è quest’ultima che dà la forza a chi si prende la briga di “giocare” il gioco del Palio; un gioco che si ripete fortunatamente e instancabilmente da 37 anni. Ma ci pensate: una manifestazione medese che dura da 37 anni! Valorizzare e coltivare un evento che riempie ogni anno le strade e i luoghi di Meda è necessario per il bene della Città e delle sue comunità. Sono anni difficili, di una crisi economica che imperversa e pare non placarsi, le aziende chiudono, manca il lavoro e di conseguenza anche gli sponsor. Il Comune di Meda cerca di sostenere il Palio come può, mettendo a disposizione quel che può, ma ogni anno i fondi diminuiscono e le casse si svuotano (e non è colpa né degli sponsor, né del Comune). Si cerca di fare il possibile, con quello che si ha, ma che fatica! 6 Specialmente quando, come è successo a un Rione quest’anno, i carri devono essere assemblati a cielo aperto, nella speranza che non piova, organizzandosi con dei teloni per coprire il lavoro svolto. Oppure quando i carri devono essere costruiti sotto precarie tettoie, con i mezzi di cui si può disporre in un contesto del genere. Eppure, alla fine, scalpello in una mano e passione nell’altra, i carri escono dai Rioni e sfilano bellissimi e colorati per le vie della Città: bambini, adulti e nonni festanti per l’occasione. Quello del 2013 è stato il terzo Palio gestito in primo luogo dall’Associazione Palio – in collaborazione con Comune e Comunità Pastorale – creata appositamente per organizzare e dirigere il Palio, i Presepi nei Rioni e gli eventi correlati. Mi rendo conto che ci sono delle persone che non hanno compreso (o l’hanno compreso, ma non l’hanno digerito) il distaccamento dall’ambito strettamen- Palio 2013 Nel quadro di Marco Minotti viene rappresentata la Madonna che, come una danzatrice, levita e ci mostra il suo grande miracolo. Gesù nelle vesti di Clark Kent (umano) mostra il suo essere superuomo (divino) aprendosi la giacca. Il simbolismo del quadro (pane e pesci) conclude l’opera. _______________________________________ te parrocchiale. Le capisco. Sono già state dette e scritte molte parole in merito, del resto fu la stessa Parrocchia a porne la questione. Un momento di riflessione aveva portato a considerare il Palio una dimensione di carattere cittadino, più civico che parrocchiale FAMETA | Berlino Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda PALIO 2013 e pastorale, e – quasi in concomitanza con la fondazione della Comunità Pastorale – si è pensato di farlo rientrare nella strada verso la quale si era proiettato. Tuttavia il Palio mantiene le sue radici nella festa patronale di Santa Maria Nascente, tant’è che il quadro del Palio raffigura la Madonna col Bambino (anche quando la rappresentazione è contemporanea! Personalmente ho apprezzato molto il quadro dell’artista medese Marco Minotti). E questa è storia. Anche nel 2013 ha fruttato la collaborazione con la ProLoco ProMeda per quanto riguarda il reclutamento dei giudici per sfilata e scenetta: era presente il Sindaco incaricato di Cardano al Campo con alcuni collaboratori. Cardano è il paese vicino a Malpensa dove qualche mese fa un vigile, allontanato dal servizio per scorrettezze lavorative, sparò al Sindaco Prati, provocandole un po’ di tempo dopo la morte. Altre personalità della giuria provenivano da Lissone e da altre località. I nostri Sindaco, Vicesindaco e Assessore alla Cultura hanno partecipato alla premiazione, incontrando anche i loro colleghi di Cardano al Campo e esprimendo loro solidarietà. Le sfilate sul tema “Di città in città” sono risultate allegre e colorate: da Parigi ad Amsterdam, da Berlino a Rio De Janeiro, Meda si è riempita di costumi e tradizioni di quattro grandi e belle città del mondo per un’intera giornata, facendone assaporare il gusto del cosmopolitismo. Un enorme successo di pubblico anche alle serate feriali dei giochi: moltissima gente ha riempito l’oratorio per gustarsi le sfide tra i Rioni, tifando per l’uno piuttosto che per l’altro, ma con la medesima adrenalina in corpo. Poche le incomprensioni e le discussioni, che non possono non mancare, durante l’edizione di quest’anno, anche se in alcuni casi sono scappate lacrimucce e piccoli malumori. Chi vinca e chi perda poi non ha così tanta importanza. Gli stessi giurati della sfilata e della scenetta, prima di dare i risultati finali, hanno manifestato la loro meraviglia per tutte le sfilate, per tutti i carri e per tutte le scenette, rimanendo colpiti dal tanto lavoro e dalla tenace e gioiosa partecipazione. E, in effetti, i voti di queste performances erano tutti molto vicini. BREGOGLIO | Amsterdam BELGORA | Rio De Janeiro SAN GIUANN | Parigi La Fameta si è riconfermata anche quest’anno una squadra forte, numerosa, motivata, compatta e con impetuosa voglia di vincere. Nell’ultimo decennio ha vinto per nove volte, interrotta nel 2010 da una vittoria della Belgora: che il Palio l’abbia vinto la Fameta, come ha scritto Felice Asnaghi su un altro giornale, non è più una notizia. Complimenti a tutti i Rioni, alle persone che veramente ci mettono cuore, mani e fatica e grazie per le emozioni del Palio! Dado Pozzoli 7 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda festa della parrocchia san giacomo - 6-7 ottobre In cammino da 40 anni! Festa della memoria, del ricordo e del ringraziamento 60° Anniversario di ordinazione sacerdotale di don Ernesto Carrera C on la festa di domenica 6 e lunedì 7 ottobre la parrocchia di San Giacomo ha festeggiato il traguardo dei quarantant’anni di cammino ed ha voluto esprimere gratitudine e ringraziare il Signore per i sessant’anni di sacerdozio di don Ernesto che, nel lontano 1973, ha visto nascere la parrocchia, l’ha guidata instancabilmente per 35 anni e ora, come sacerdote residente con incarichi pastorali, continua ad essere testimonianza di una vita dedicata al Signore e al servizio della comunità. Preceduto dalla serata di canti meditativi del “Alla scoperta del miracolo dell’Amore di Cristo” RIFLESSIONI DALLA VIDEO MOSTRA.... A rte, poesia e fede. In occasione del 40° anniversario della Consacrazione della Parrocchia San Giacomo e del 60° di Ordinazione sacerdotale di Don Ernesto Carrera, sabato 5 ottobre, alle ore 21.30, introdotti da un canto del coro Musiké con testo di David Maria Turoldo, abbiamo vissuto un intenso momento di colloquio con Dio. Ogni immagine proiettata, scelta con attenzione e originalità, è stata efficace nel condurre i presenti attraverso il percorso: “IL PRIMATO DI DIO: GUARDATE A LUI E SARETE RAGGIANTI”. Le riflessioni di padre Turoldo, tratte dal suo libro “Amare”, che trasmettono il suo bruciante desiderio di essere in comunione con Lui, e nello stesso tempo Sua emanazione, per stare accanto agli ultimi, ha ricordato a tutti di cercarLo nel volto dell’altro. Padre David ci ha mostrato l’Amore sotto tutte le sue forme. Primo fra tutte il saper accettare l’Amore che Dio ci dona incon- 8 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda dizionatamente, per trasmetterlo agli altri, altrettanto incondizionatamente. Nella coppia l’Amore “...non è più tu o io...”, ma si trasforma in noi, diventando Volto di Dio. La grandezza dell’Amore di Dio, che illumina la coppia, crea l’immenso miracolo del “DONARE LA VITA”. La sincerità negli occhi dei bambini non ci permette di passare oltre o di ignorarli, così come Gesù Cristo “...non poteva passare accanto ai bimbi senza sentirsi commosso”, leggendo nei loro occhi l’amore del Padre. Impariamo a non perdere, da adulti, la capacità di abbandonarci nelle mani di Dio, facendoci “INONDARE” senza timore dal Suo Amore. Dio ci ha mandato l’Amico per eccellenza, suo figlio Gesù Cristo. Ignorare la diffusione della sua “buona novella” è tradire l’amicizia con Lui. Ogni uomo è amico, l’umanità ha bisogno di questo Amore, che ci ha reso tutti figli dello stesso Padre, come Cristo dobbiamo essere dalla parte dell’ultimo degli uomini. “...tutte le opere buone che compiamo nella vita sono opere di Misericordia”. Uomini e donne, testimoni di questa fede, che appaiono nel video, ci hanno insegnato ad essere prossimo per gli ultimi; seguiamo il cammino e conduciamo la Chiesa all’incontro col volto di Dio. La realizzazione di questo percorso multimediale è il segno dell’amore che c’è in ognuno di noi, che ci rende capaci di avere cura del fratello in Cristo, conducendolo per mano alla scoperta del miracolo del Suo Amore. L. e A. festa della parrocchia san giacomo - 6-7 ottobre IL PELLEGRINAGGIO DELLA MEMORIA AL SANTUARIO MADONNA DI SAN MARTINO E coro Musiké venerdì 4 ottobre, a 40 anni esatti dalla consacrazione della chiesa ad opera dell’arc. Giovanni Colombo, il momento principale della festa è stata sicuramente la Santa Messa solenne di domenica 6 ottobre delle ore 10.30, celebrata da don Ernesto insieme a due suoi compagni di Messa, don Lino e don Carlo Magni, a don Gaudenzio, don Luigi e don Marco Begato. Al termine della celebrazione, in una chiesa affollatissima, don Ernesto, visibilmente commosso ed emozionato, è stato sommerso da un fragoroso applauso. Dopo la Santa Messa nel cortile dell’oratorio numerosissimi e colorati palloncini si sono levati in cielo portando con sé un messaggio di pace, solidarietà e fratellanza; inoltre sono stati premiati i messaggeri dei palloncini lanciati lo scorso anno che hanno ricevuto una risposta. Si è quindi tenuto il pranzo comunitario durante il quale una novantina di parrocchiani ha potuto gustare il menù preparato per l’occasione e tagliare con don Ernesto la torta del sessantesimo di ordinazione. Il tempo inclemente non ha consentito il regolare svolgimento del torneo di bocce e degli altri giochi all’aperto inizialmente previsti. Lunedì 7 ottobre si è svolta la solenne ra da molti anni che don Ernesto non partecipava al tradizionale pellegrinaggio mariano che affida a Maria la nostra parrocchia in prossimità della festa parrocchiale. Con trepida partecipazione, immutato affetto e grande simpatia è stata così salutata la sua presenza al pellegrinaggio di sabato 28 settembre al Santuario Madonna di S. Martino, in quella Valmadrera che l’ha visto nascere, maturare la sua vocazione sacerdotale e dove riposano i suoi affetti più cari. È stato così bello per la novantina di fedeli di S. Giacomo accompagnare don Ernesto, con il parroco don Gaudenzio, sui luoghi di una memoria ormai lontana nel tempo, ma ancora viva e presente nei ricordi di chi, ragazzino, vi saliva come premio dei genitori per una buona condotta. Un ritorno al passato nel quale don Ernesto non ha potuto nascondere una punta di grande commozione. Ha rivisto dall’alto, molto cambiata, la sua Valmadrera, più intensamente abitata e industrializzata, così come la salita della Via Crucis in ciottolato e il Santuario gli sono apparsi molto modificati e piacevolmente risistemati. E, sul finire della celebrazione liturgica, non poteva mancare un applauso per i suoi 60 anni di sacerdozio, di cui 35 come primo parroco della nostra comunità parrocchiale. La recita del Santo Rosario e una breve illustrazione, da parte di don Gaudenzio, della storia del Santuario e dei suoi numerosi affreschi hanno preceduto la S. Messa, vivamente partecipata dai presenti nella preghiera, nella parola e nel canto con il bravo organista Samuele. Don Gaudenzio, richiamandosi alle letture della domenica, ha ripreso l’esigente comandamento dell’amore esposto fino all’estrema misura dell’amare i nemici. Gesù l’ha mostrato fin da subito già sulla Croce, umanizzando la misericordia del Padre. “Se amare è come generare un figlio, perdonare è come risuscitare un morto”: con questa efficace frase il nostro parroco ha sottolineato la grandezza e impegno di questo comando divino. La gradevole giornata di primo autunno, assicurata da un clima ancora insolitamente caldo, ha poi favorito la discesa a piedi di tutti i pellegrini, che sono ripar- titi per Meda in pullman e con le macchine. Possiamo dire che la Madonna di S. Martino ha vegliato sul loro cammino, assicurando quella viva, sentita e ordinata partecipazione di cui rendiamo grazie anche ai fedeli e ai tanti che, con compiti e ruoli diversi, si sono impegnati per la positiva riuscita del pellegrinaggio. Un solo cruccio: si sono viste poche famiglie “giovani”… sarà per la prossima volta. A Lei, Madonna del Latte, che domina l’altare maggiore, in prossimità del 40mo di vita parrocchiale torniamo ad affidare le nostre famiglie e i cammini personali di ciascuno, ripetendo la preghiera offerta ai pellegrini che passano per questo Santuario: “O Dio di misericordia ineffabile, il cui Figlio unigenito, confitto in croce, ci ha donato come madre nostra la sua stessa Madre, fa’ che la tua Chiesa, sorretta dall’esempio della Vergine Maria, si allieti ogni giorno della santità dei credenti e attiri alla luce e all’amore del Vangelo tutti i popoli della terra”. E.N. 9 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda festa della parrocchia san giacomo - 6-7 ottobre celebrazione eucaristica nella quale si sono ricordati tutti i parrocchiani che ci hanno preceduto, accompagnati nel cammino e che ora ci guardano dal cielo. In particolare quest’anno don Gaudenzio ha ricordato don Mario Serenthà, collaboratore festivo della parrocchia dal 1974 al 1986, la cui presenza è stata fondamentale nell’aiutare don Ernesto ad avviare le numerose attività pastorali della parrocchia appena costituita. La festa della Parrocchia è quindi terminata con la chiusura della pesca di beneficenza e l’estrazione dei premi della lotteria, anche se un’appendice ci sarà ancora con la serata teatrale di sabato 19 ottobre con la compagnia “I Nuovi Istrioni”. Non si può terminare questa breve cronaca senza ringraziare tutti coloro che con la loro preziosa collaborazione e partecipazione hanno contribuito alla buona riuscita della festa organizzata in onore di don Ernesto e, riprendendo le parole di don Gaudenzio, ci sia consentito un ultimo, ulteriore augurio a don Ernesto: “Coraggio don Ernesto, grazie per tutto quello che hai fatto e per tutto quello che farai per noi!”. O.C. Gruppo famiglie Ricominciamo col gruppo famiglie, perché? Un’occasione preziosa per fermarci e stare davanti alla Parola di Dio insieme È la domanda che ci poniamo ogni anno a settembre quan- quindi a casa e continua quando ci riuniamo con le altre famido, terminate le vacanze e ricominciate le scuole, ci im- glie per condividere liberamente le riflessioni emerse in ogni mergiamo nuovamente negli impegni lavorativi, scolastici ed singola coppia. extra-scolastici, nel servizio alla comunità e ci manca un po’ il Nell’introduzione al testo proposto quest’anno dalla Diocesi fiato! “Ma come lo incastriamo questo pomeriggio col grup- per i gruppi famigliari leggiamo che “il gruppo è luogo di crescita nella fede, nella relazione, nella condivisione e vive po famiglie? Ma ne vale ancora la pena?” Ci basta un attimo di riflessione per rispondere unanimi: sì! grazie all’apporto di tutti i partecipanti”; frase che ben sinteL’appuntamento mensile col gruppo, che è aperto a famiglie tizza ciò che abbiamo vissuto finora nel gruppo. Il confronto di tutte le età, è per noi una “pausa di benessere”, un’occa- con gli altri ci ha aiutato a crescere nella fede, nelle relazioni sione preziosa per fermarci e stare davanti alla Parola di Dio tra noi e con i figli, nella consapevolezza di quanto è bella la nostra vocazione di sposi. Ci ha anche permesso di trovare insieme; insieme come coppia e insieme alle altre famiglie. È vero che la Comunità ci offre tante altre occasioni di forma- amici veri, sui quali sappiamo di poter contare per condividezione, ma la partecipazione al gruppo famiglie ci “costringe” re gioie, difficoltà, necessità come si fa in una famiglia. a riflettere in coppia, a ritagliarci una Ci incontreremo, con figli Proprio perché ogni famiglia è un dono mezzoretta per condividere le riflessioper tutto il gruppo, siamo sempre felini che la Parola di Dio ha suscitato in al seguito, domenica 27 ci di accogliere chiunque desideri fare ciascuno di noi due e per confrontare ottobre alle ore 15 questo cammino insieme. con essa le nostre relazioni famigliari presso la saletta attigua (spesso questo vuol dire strappare del Elena e Marco tempo al sonno ma…ne è sempre valsa alla chiesa di S. Giacomo. la pena!). L’incontro del gruppo inizia 10 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda le campane, tra tradizione e rinnovamento LE CAMPANE DISTURBANO? Non possiamo rinunciare alle campane, ma è giusto rispettare i nuovi ritmi delle nostre vite Ave Maria! Quando su l’aure corre l’umil saluto, i piccioli mortali scovrono il capo, curvano la fronte Dante ed Aroldo. Una di flauti lenta melodia passa invisibil fra la terra e il cielo: spiriti forse che furon, che sono e che saranno? Un oblio lene de la faticosa vita, un pensoso sospirar quïete, una soave volontà di pianto l’anime invade. Taccion le fiere e gli uomini e le cose, roseo ’l tramonto ne l’azzurro sfuma, mormoran gli alti vertici ondeggianti Ave Maria. S ono le ultime strofe di una lunga poesia di Giosuè Carducci: “La chiesa di Polenta”. Carducci non è certamente un poeta religioso; da studente di lui leggevo con passione l’Inno a Satana. Ma in questi versi coglie con particolare intensità le emozioni di quando suona l’Ave Maria della sera. Tempi passati, certo; resti di una civiltà contadina dove tutto si svolgeva sotto il campanile e anche dalla campagna, dove la gente lavorava, tutto era scandito dal rintocco delle campane. Ora non ci accorgiamo neppure del suono delle campane o addirittura ci danno fastidio. E pochi forse sanno distinguere il significato di una suonata dall’altra (se è a festa o funebre o l’Ave Maria). non capisci; per me il suono delle ore è una compagnia nella notte. Quando le sento suonare so che ore sono, a che punto siamo della notte”. Io le dicevo: “Accendi la luce e guarda la sveglia”. Mi rispondeva: “Io non riesco più a leggere le ore, e poi è diverso. Tu non capisci”. Alla festa di Maria Bambina, l’8 settembre, abbiamo suonato un po’ tanto le campane, compresa un’abbondante Ave Maria alle 7.00 del mattino. Mi sono arrivate diverse telefonate di lamento. Dalla voce ho capito che non erano extracomunitari e neanche musulmani. Qualcuna era anche motivata. Ad esempio una signora mi diceva che aveva lavorato tutta la notte in ospedale e, appena addormentata, era stata svegliata da un lungo suono di campane. Cerco di capire: non possiamo rinunciare al suono delle campane perché fanno parte della nostra tradizione, danno un senso di gioia e di festa, richiamano le nostre radici cristiane, ma è giusto anche tenere presente che in un mondo che è cambiato il suono delle campane non ha più il valore di una volta. E anche gli orari della vita delle persone sono diverse da una volta. E soprattutto che è importante anche tenere presente le esigenze delle persone e possono essere esigenze vere. Per cui abbiamo deciso. Al mattino spostiamo il suono dell’Ave Maria dalle 7.00 alle 7.30, che è anche l’ora indicata dalla Diocesi. Suonerà una sola campana e per un tempo molto breve. Per gli altri momenti cercheremo di usare discrezione e non suonare troppo. Faremo eccezione per le feste o per gli avvenimenti importanti (ad es. i matrimoni): lì una bella scampanata solenne ci potrà proprio stare. Don Gaudenzio Sono stato due volte in Siria e quando vedo le distruzioni di questi anni mi sento colpire in modo particolare. La prima volta sono arrivato a Damasco il sabato sera. Nella notte mi sono svegliato al suono del muezzin, ma me lo aspettavo e non mi ha disturbato. Al mattino, inaspettatamente, mi sono svegliato al suono delle campane. Ho provato un’emozione particolare: mi è sembrato di essere a casa. Quando ero parroco a Maggianico, dietro richiesta di un mio vicino, ho tolto il suono delle ore nella notte. Chi più si è lamentata è stata la mia mamma, ormai anziana. Mi diceva: “Tu 11 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda 22a festa dei nonni - 22 settembre Dio è un pezzo di pane I nostri anziani sono ancora oggi “pane” per noi, capaci di donarci sempre una grande ricchezza D io è un pezzo di pane: è buono, generoso, nutre, si consuma, si divide, si dona agli altri, si fa per gli altri. L’uomo, che è fatto a immagine di Dio, ha in sè questa stessa dimensione e la sperimenta: chi più, chi meno, ma ogni uomo, anche il più egoista e prepotente, almeno una volta nella vita è stato “pane” per qualcun altro. Eravamo in tanti ad ascoltare queste parole chiare e provocatorie pronunciate da don Cristiano durante l’omelia della S. Messa celebrata nel parco della Casa di Riposo G. Besana domenica 22 settembre in occasione della 22a edizione della “Festa dei Nonni”. E ognuno le ha calate nella propria realtà. Erano parole che bene si addicevano agli ospiti della Casa che, prima di esse- 12 re anziani indeboliti dal peso degli anni e dalle malattie, sono stati figli, genitori, nonni, zii, amici, vicini di casa di qualcun altro e che durante la loro lunga vita hanno potuto sicuramente essere pane per gli altri. E molte volte lo sono anche ora, nel dispensare la loro saggezza e dolcezza. Ma si addicevano anche alle suore che vivono la loro vocazione in mezzo agli anziani, a chi è fragile e debole e bisognoso di cure e vicinanza; agli operatori e ai dipendenti dell’istituto, per chi ha fatto del servire gli altri una professione, ma che abbina al mestiere il cuore e l’attenzione per gli ospiti; a chi dirige o ha incarichi di responsabilità nella Fondazione, che mette a disposizione tempo, esperienza e competenze; ai tanti volontari e amici della Casa di Riposo, a chi spende gratuitamente tempo ed Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda energia per aiutare, allietare, intrattenere gli anziani. Al termine dell’Eucarestia la dott.ssa Bianca Fumagalli, Presidente della Fondazione “Giuseppe Besana onlus”, ha salutato e ringraziato tutti per la loro presenza e lavoro e ha detto un grazie particolare ad una volontaria e amica dei nonni, Antonella Pellegatta, da tanti anni aiuto puntuale, generoso e preziosissimo all’interno del ricovero. La festa è poi continuata con l’aperitivo in compagnia, allietato dalle note del corpo musicale Santa Cecilia. Non mancavano i banchi di vendita di fiori, torte, oggetti dal mondo e pacchetti sorpresa dei nonni. Il roseto, come di consueto, si è trasformato in una galleria d’arte, con i quadri dei due artisti medesi Ferrari e Colombo, mentre un altro punto d’interesse erano le creazioni di Franco Minotti. Gli amanti del calcio potevano soffermarsi a guardare le foto che illustravano 100 anni di attività e storia dell’A.C. Meda. Nel pomeriggio la musica di Giorgio e Nicola e le esibizioni artistiche di vari gruppi dedicate ai nonni nella gara “Besana cerca talenti” (vinta dagli operatori della Casa che hanno interpretato Sister Act) hanno intrattenuto i presenti. Tanti anche i bambini che correvano e giocavano nel parco. Per loro il sabato pomeriggio c’era stato uno spettacolo di clown: un vero divertimento per i piccini, ma anche per i nonni. La lotteria e il Risotto Musicale in compagnia del Corpo Bandistico “La Cittadina” hanno concluso in allegria la festa. Marisa consiglio pastorale della comunità CONSIGLIO PASTORALE del 3 settembre Il Consiglio Pastorale della Comunità S. Crocefisso si è riunito martedì 3 settembre 2013 alle ore 21.00 presso la Parrocchia S. Giacomo per discutere il seguente ordine del giorno: 1.Comunicazione relativa alla nuova situazione dei sacerdoti nella Comunità Pastorale e alla ridistribuzione degli ambiti di attenzione. 2.Programma per il nuovo anno pastorale. Dopo le riflessioni del Consiglio Pastorale, una commissione ha raccolto i primi dati e redatto un documento sintetico: “Voi stessi date loro da mangiare”, di seguito le commissioni hanno presentato una loro scheda e si sono trovate con alcuni membri del CPCP per tentare una prima sintesi. È emerso che le iniziative presentate dalle commissioni non si sovrappongono e si è sottolineata la possibilità di collaborazione in alcuni ambiti tra commissioni diverse. È sembrato che lo schema predisposto dalla Commissione Caritas potesse, per il contenuto e la scansione dei tempi, raccogliere sinteticamente il lavoro di tutte le commissioni e si è chiesto di ampliarlo ed approfondirlo meglio. Alcune persone hanno preparato questo lavoro e la Diaconia (ex Direttivo) lo ha rivisto in una sua riunione. Il risultato viene ora riconsegnato al Consiglio e alle commissioni per essere dettagliato nel cammino dell’anno. 3.Le celebrazioni dell’ultima parte del cammino giubilare: “Guardate a Lui e sarete raggianti”. Eventuale valutazione della prima parte (anniversari di matrimonio, prime Messe, 200 anni del miracolo del S. Crocifisso). 4.Varie ed eventuali. Dopo la recita della compieta il moderatore introduce la seduta e lascia la parola a don Gaudenzio, che spiega la redistribuzione degli ambiti di attenzione pastorale fra i membri della Diaconia. Tale ridistribuzione si è resa necessaria anche a seguito dell’ordinazione presbiterale di don Mattia e delle decisioni che su di lui hanno preso i Superiori. Nel 2012, infatti, don Mattia è stato assegnato come diacono alla nostra Comunità Pastorale nella prospettiva di un suo impegno stabile in oratorio e nella Pastorale Giovanile, così da permettere a don Cristiano di potersi sbilanciare su altri settori. Dopo l’ordinazione gli è stato invece chiesto di proseguire negli studi di teologia pastorale. A titolo di esperimento gli è stato concesso di fare “part time” fra parrocchia e studio per cui martedì, mercoledì e giovedì sarà a Milano, mentre il resto della settimana sarà da noi. Preso atto della decisione è stato allora chiesto di assegnare alla nostra Comunità un altro sacerdote giovane. Ci è stato mandato don Tommaso Castiglioni, che insegna teologia in Seminario, collabora con l’ufficio catechistico e con la Federazione degli Oratori Milanesi. Anche don Tommaso sarà però fra noi part time: venerdì, sabato e domenica, ad eccezione dei giorni in cui sarà impegnato per la pastorale vocazionale. A partire da questa situazione, considerando anche l’età dei sacerdoti e i loro carismi personali e volendo lavorare sulla Comunità e non sulle parrocchie, in Diaconia si è pensato di operare sui settori distribuendo diversamente gli ambiti di attenzione pastorale. Si è deciso che: • don Mattia si occuperà degli adolescenti, dell’oratorio domenicale, dei chierichetti, della catechesi per i bambini di quinta e collaborerà con la Commissione Liturgica. • don Tommaso seguirà il primo biennio dell’iniziazione cristiana, • don Cristiano si occuperà di diciottenni e giovani, seguirà l’equipe battesimale, le giovani famiglie e la scuola San Giuseppe, oltre a proseguire, in collaborazione con il parroco, il lavoro già iniziato di riflessione sulla comunità pastorale, • don Angelo manterrà l’ambito della Caritas e delle Acli, • don Luigi la commissione missionaria, quella liturgica – in collaborazione con don Mattia – e l’Unitalsi, • don Gaudenzio continuerà invece con il gruppo famiglia, seguirà i gruppi di ascolto, il movimento terza età e si renderà disponibile per interventi nelle varie commissioni, • della catechesi dei preadolescenti e dei ragazzi di prima media, oltre che della scuola San Giuseppe, si occuperà suor Maria Angela, • don Ernesto continuerà nell’impegno con gli ammalati. Il moderatore invita don Cristiano ad introdurre il secondo punto all’ordine del giorno. Il sacerdote ripercorre rapidamente le tappe che hanno portato, attraverso il lavoro del Consiglio prima e delle Commissioni poi, allo schema rivisto dalla Diaconia che, per l’anno pastorale che inizia, offre alle commissioni non delle iniziative già pensate, ma una proposta formativa trasversale, una sorta di filo conduttore per lavorare insieme e su iniziative comuni e condivise. Gli interventi dei Consiglieri sottolineano l’importanza del metodo scelto, che costringe a riflettere, la fatica che il lavoro ha determinato, ma anche la sua bellezza; l’opportunità che offre di lavorare insieme evitando sovrapposizioni di iniziative; la possibilità di concentrare attenzione e lavoro anche su uno solo degli aspetti proposti. Il Consiglio decide però che lo schema costituisca unicamente uno strumento a partire dal quale le Commissioni pastorali potranno lavorare singolarmente o insieme per momenti di formazione e per preparare alcune iniziative, mentre alla Comunità venga consegnato il documento preparato da don Cristiano. Per il terzo punto all’ordine del giorno si anticipano brevemente le iniziative previste per le celebrazioni della festa patronale di S. Maria Nascente, il venticinquesimo di professione religiosa di suor Maria Angela, il sessantesimo di ordinazione di don Ernesto, la festa della parrocchia di San Giacomo, dell’Oratorio S. Crocifisso e della Scuola San Giuseppe. Si decide, per il momento di preghiera per la pace del 7 settembre 2013 di lasciare aperta fino alle 24 la chiesa di S. Maria Nascente per la preghiera libera e silenziosa dei fedeli e di chiedere ai rioni, nell’ambito delle manifestazioni da tempo stabilite per il Palio, prevedere, in Oratorio, un segno appropriato di partecipazione e di condivisione con l’iniziativa chiesta da Papa Francesco. La riunione si chiude alle 22.45. • 13 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda lettera pastorale - il campo È il mondo Vie da percorrere incontro all’umano: IL CAMPO È IL MONDO L’invito dell’Arcivescovo: “Annunciare l’incontro con Gesù in ogni ambito della vita umana” L unedì 9 settembre. Le strade della città sono ancora deserte mentre ci rechiamo alla stazione. L’allegra e un po’ chiassosa confusione della sfilata e dei giochi del Palio dei Ragazzi è terminata da alcune ore e così pure i canti e le preghiere della processione con la Statua delle Madonna. Anche i botti dello spettacolo pirotecnico si sono conclusi, il crepitio e le luci multicolori dei fuochi d’artificio si sono spenti. Un nuovo giorno, fresco e luminoso, inizia e la Solennità della Natività di Maria lo invade. Oggi a Milano l’Arcivescovo presiede in Duomo una liturgia solenne in onore di S. Maria Nascente. Sotto la sua protezione apre ufficialmente l’Anno Pastorale e ammette al Diaconato e al Presbiterato una ventina di canditati. Arriviamo presto per partecipare alla cerimonia da una postazione privilegiata. La Cattedrale è ancora silenziosa, quasi deserta, ma poi le navate si riempiono di fedeli in modo ordinato. Si accendono le luci; le colonne svettano verso gli archi a sesto acuto, simili a mani giunte in preghiera: invitano ad alzare lo sguardo e a orientare il cuore verso l’infinita Presenza che è tra noi. A ciascuno viene dato il libretto del Rito e già la Corale accoglie con il canto TUTTA BELLA SEI, MARIA l’imponente processione di sacerdoti, canonici, Vescovi che precede il Cardinale Angelo Scola benedicente, che i fedeli applaudono. Dopo la solenne proclamazione della Parola di Dio, l’Arcivescovo, salito sul pulpito, pronuncia un’omelia particolarmente densa di contenuti, di significati, di rifermenti alla sua lettera pastorale IL CAMPO È IL MONDO, che pone domande e indica proposte pastorali operative in modo ampio ed approfondito che qui tentiamo di sintetizzare. Essa richiama l’urgenza della missione, poiché è in atto una profonda evoluzione nella società attinente ai grandi cambiamenti che stanno interessando l’Europa e tutto il nostro Paese, compresa Milano e la sua Diocesi. Occorre quindi riconoscere che lo Spirito ci sollecita ad una più decisa, entusiasta comunicazione di Gesù Cristo come “evangelo dell’umano”, dove entusiasmo significa avere Dio dentro, senza il quale “non si testimonia che la Chiesa, mai estranea, mai nemica, è espressione del bell’amore offerto a tutto l’uomo e a tutti gli uomini”. 1.All’inizio della Lettera Pastorale l’Arcivescovo ricorda tre momenti importanti che hanno segnato lo scorso anno pastorale: - la visita di Benedetto XVI a Milano, che ha coinvolto la Chiesa milanese e la società civile, portando gioia e conforto; - l’Anno Costantiniano nella ricorrenza del millesettecentesi- 14 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda mo anniversario dell’Editto di Milano, che ha reso possibile approfondire il rapporto tra le diverse Fedi nella “nuova Milano” e il concetto di libertà religiosa; - la lettera “Alla scoperta del Dio vicino” in apertura dell’Anno della Fede. In quest’Anno molto speciale lo Spirito del Risorto ha veramente sorpreso credenti e non credenti con la rinuncia al pontificato da parte di Benedetto XVI, un gesto umile e di profonda fede, e ci ha accompagnati con l’elezione di papa Francesco, mediante le sue parole e i suoi gesti tanto rivoluzionari che hanno toccato il cuore di tutti. Anche l’avvenimento di EXPO 2015, afferma il Cardinale, può rappresentare un’occasione perché la Milano del futuro trovi la sua anima. Quindi Egli rivolge lo sguardo al cattolicesimo popolare lombardo e, mentre rileva il peso della crescente complessità della situazione socio-politica e religiosa dell’Europa, si chiede se questa fatica tocchi anche la Chiesa Ambrosiana. Rileva che essa ha ancora delle realtà positive, come gli Oratori e una grande presenza di solidarietà; mette però in guardia dall’illuderci, perché la nostra vera realtà mostra delle “rughe”, dei segni d’inquinamento, come per esempio l’“ateismo anonimo”, cioè “vivere di fatto come se Dio non ci fosse”. 2.Come rispondere allora a questa separazione della fede dalla vita, presente in molti battezzati? Lo Spirito del Signore risponde “facendo vibrare al cuore delle domande su noi stessi e sul nostro futuro, la risposta del Vangelo come ’risposta buona’ per ogni persona. Il testo ci fa considerare quante volte Gesù ha subito il rifiuto degli uomini e come non si sia mai stancato di commuoversi per l’uomo e di usargli misericordia” . Segue quindi un’accurata rilettura della PARABOLA DEL BUON SEME E DELLA ZIZZANIA, in cui Gesù privilegia le folle che l’ascoltano e non gli oppositori che polemizzano con Lui. Il suo insegnamento è ricchissimo e l’Arcivescovo sottolinea solo qualche elemento per la nostra riflessione: - all’origine c’è il buon seme, cioè l’iniziativa buona di un Altro: non bisogna dimenticarlo mai. L’iniziativa buona di Dio ci precede sempre. Il mondo è il campo di Dio nel quale gratuitamente si manifesta e la bontà del campo è evidente dal fatto che la zizzania non è in grado di bloccare la crescita del buon seme. Così l’amore di Dio ci precede sempre e non può essere vinto da nessun male; - la libertà è decisiva: il seminatore è Gesù. Egli ama la nostra libertà e la provoca chiamandola a decidersi per Lui. Di fronte a Lui nessuno può evitare una scelta: o ci si apre o ci si chiude; ma quest’apertura/chiusura è nel cuore di ciascuno di noi. Perciò grano e zizzania crescono insieme e occorre vigilare perché “il buon seme è gratuitamente donato da Gesù e domanda il coinvolgimento esplicito della nostra libertà per diventare grano”; lettera pastorale - il campo È il mondo a tutti gli uomini la sua universale fecondità, perché apre la libertà a tutte le dimensioni dell’esistenza che si possono così sintetizzare: affetti, lavoro, riposo. Occorre approfondire le dinamiche e gli effetti di bene che esse prevedono, così come le importanti implicazioni ad esse collegate, quali la fragilità, la tradizione e la giustizia. - il fattore tempo: al buon seme occorre tempo per diventare grano; il tempo della vita dell’uomo va dalla semina alla mietitura e in questo lasso di tempo si può essere ”figli del Regno o figli del Maligno”. Tuttavia il tempo è del Signore del campo e il giudizio spetta a Lui. La sua misericordia è paziente, non smette mai di sollecitare la nostra risposta; - con lo sguardo di Gesù: con la spiegazione della parabola Gesù propone ai discepoli e a noi uno sguardo nuovo sul mondo. Egli guarda al seme buono, i discepoli e noi ricadiamo sulla zizzania dimenticando che all’origine c’è il bene posto da Dio; - senza impazienza: l’Arcivescovo ci ricorda che il mondo è innanzitutto il luogo della buona semente posta da Dio e, come Gesù, ci chiede di non avere una visione miope del mondo. La grandezza dell’opera di Dio non può e non deve essere ridotta. Perciò ci è richiesto di avere una pazienza capace di diventare commozione, com’è per Gesù. Egli ci illumina e ci sostiene nella confusione talora regnante, ci chiede di affidare la nostra vita e la nostra azione al Signore del campo. 3.In questa parabola si gioca tutta la proposta pastorale dell’Arcivescovo, perché il campo è il mondo e il cristiano è chiamato a portare ad ogni uomo che incontra – nessuno escluso – Gesù, dopo averlo ricevuto, accolto nella propria vita in un incontro che l’ha cambiato. Questo è possibile perché Dio stesso viene a incontrarci come uomo. Lo troviamo in ogni nostro simile e lo riconosciamo dopo che Lui ci ha purificato lo sguardo. Inoltre la Fede cristiana mostra 4.Gesù Cristo Evangelo dell’umano: poiché Cristo è la Buona Novella per ogni uomo, anche il cristiano è aperto a ogni suo simile e a ogni circostanza. Siamo chiamati a promuovere la cultura dell’incontro, quindi non si possono costruire dei recinti separati in cui essere cristiani. Dovunque arrivi, il discepolo sa di essere preceduto e atteso da Gesù. L’attenzione, di conseguenza, non va posta sul nostro “fare”, ma sul seme buono che Gesù, il seminatore, ha gettato nel campo del mondo. Chi vuole essere l’uomo del terzo millennio? Le sue domande sul senso della vita ci conducono a questo interrogativo. Come può egli vivere all’altezza dei propri desideri e come può evitare di “perdere se stesso” nel tentativo di guadagnare il mondo intero? La persona di Gesù Cristo e la sua vicenda umana testimoniano come Dio, entrando nella storia, sia la risposta definitiva ai desideri del suo cuore. Chi segue Gesù diventa creatura nuova e questa novità si realizza nella Chiesa e può essere proposta per il presente e per il futuro. Infatti i cristiani sono tenuti a restituire il dono ricevuto gratuitamente. Si è testimoni, ha insegnato papa Benedetto, quando “attraverso le nostre azioni, parole e modo di essere, un Altro appare e si comunica. Si può dire che la testimonianza è il mezzo con cui la verità dell’amore di Dio raggiunge l’uomo nella storia, invitandolo ad accogliere liberamente questa novità radicale. Nella testimonianza Dio si espone al rischio della libertà dell’uomo. Gesù stesso è il testimone fedele e verace; è venuto per rendere testimonianza alla verità”. Il testimone, quando è autentico, sa accogliere l’interlocutore e tutte le sue domande perché vive delle stesse domande del suo interlocutore, poiché è immerso in quel medesimo campo che è il mondo. L’impegno del cristiano è assai semplice e consiste nel documentare in prima persona che Gesù è via, verità e vita. Anche in questo millennio Gesù Cristo è feconda radice di un nuovo umanesimo. In tal modo l’incontro gratuito con Gesù si mostra in tutta la sua corrispondenza al desiderio umano di pienezza. Concludiamo con queste parole del Cardinale Angelo Scola: «La lettera pastorale deve mettere in moto un confronto che aiuti ciascun fedele e ciascuna comunità a rivisitare la vita ordinaria, la prassi abituale, le iniziative e i calendari e a domandarsi: “Quello che facciamo, ciò per cui ci impegniamo, quello che ci tiene occupati e preoccupati testimonia che la nostra vita personale e comunitaria trova in Cristo il suo compimento?”» L’invito del Cardinale è quello di una lettura attenta sia personale sia comunitaria della Lettera: “Gli orientamenti contenuti sono indicazioni per un cammino che diverranno tanto più feconde quanto più saranno condivise con cordiale e intelligente docilità”. E questo è anche il nostro invito. A cura di Cesarina e Laura 15 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda intervista a don tommaso conosciamo don tommaso A colloquio con don Tommaso Castiglioni, nuovo collaboratore della Comunità Pastorale D Mi sono fidato e affidato come sempre capita agli adolescenti, on Tommaso ha iniziato il 30 agosto nelle forme più strane: dalla ribellione scorso la sua collaborazione nella scoprendo a poco a poco alla tristezza, alla gioia improvvisa. Fonostra Comunità pastorale, che prevela preziosità di riero di questo fu un pellegrinaggio ad de la sua presenza settimanale il sabato quest’affidamento, Assisi, per cui San Francesco è rimasto e la domenica. Con settembre ha lasciasempre caro al mio cuore come persoto il Seminario di S. Pietro Martire, dove la Provvidenza che c’è na. Ho avuto la fortuna, o, meglio, la ha insegnato teologia, continuando il in tutto questo. Grazia – di studiare al Collegio Arcivesuo compito di professore di teologia scovile di Tradate, di aver incontrato presso il Seminario di Venegono. Oggi, domenica 22 settembre, ho la possibilità di rivolgergli alcune un prete che mi ha seguito con molta saggezza. Dopo un domande nella mia casa in cui l’ho invitato per la familiarità, anno di università sono entrato nel Seminario di Venegono, distante tre chilometri. La scelta è stata abbastanza facile, l’affetto e la stima, nati in diversi anni di conoscenza. nonostante io abbia avuto l’intuizione ad Assisi incontranDon Tommaso, vuoi parlarci un po’ di te stesso, delle tue ori- do San Francesco e i suoi Frati. Queste sono le mie origini gini, della tua chiamata al sacerdozio e delle tue esperienze e come sono entrato in Seminario. Lì ho trascorso sei anni molto belli, ho dovuto fare più volte l’esercizio di abbanpastorali? Comincio dall’età: ho trentacinque anni, sono cresciuto a donare tutte le mie idee e di accoglierne di nuove: questa, Tradate perché i miei genitori sono nati lì; sono nato a Sa- credo, sia la Grazia grande del Seminario. Non sono manronno perché lì hanno preso casa quando si sono sposati. Ho cate le prove, perché è vero che la vita comune non è mai avuto un’adolescenza molto tranquilla, mi sono considerato scontata, neppure in Seminario. Poi ci fu la sorpresa che mi sempre un bravo ragazzo e ho cercato sempre di “rispettare lasciò senza parola: il Rettore, un mese prima dell’Ordinaziole regole”: forse questo mi ha impedito di vivere qualche ne Presbiterale, mi disse che riteneva fosse bene che proseesperienza in più, che avrebbe potuto allargare i miei oriz- guissi gli studi. Nella vita non avevo fatto altro che studiare zonti. Lo studio ha sempre avuto grande importanza per me: fino a quel momento e l’avevo fatto bene, ma per dovere, l’ho sempre curato, cercavo di fare bene le cose che mi era- senza grande passione… Ora scoprivo che il mio ministero no affidate, finché, verso la quarta superiore, ebbi la folgora- passava per questo studio e non è stato facile perché, dopo zione, l’intuizione che il Signore potesse davvero rispondere sei anni di studio, farne altri cinque era un impegno notevoal desiderio di felicità che avvertivo e che si manifestava, le. La decisione però mi ha dato la possibilità di conoscere Roma, un’opportunità che porto ancora impressa nel cuore. È stata importante questa esperienza di studio nella “Città eterna”? Non posso che essere riconoscente per quegli anni trascorsi a Roma per due motivi: -Se fossi rimasto in parrocchia in quegli anni di tensioni forse avrei avuto maggiori problemi e difficoltà; penso, quindi, che il Signore mi abbia custodito e si sia servito di questi anni di studio per aiutarmi a maturare nell’umanità; -Lo studio a Roma è stato una grande palestra: la distanza anche fisica dalla diocesi mi ha obbligato a cambiare ancora una volta le mie idee. Si è attenuato in me il senso di “grandeur” ambrosiana che ci contraddistingue e questo è stato un bene. Ciò che, degli anni trascorsi a Roma, mi è più caro è la fatica di rimanere lì; infatti mi sono chiesto tante volte se era quello lo scopo per cui ero diventato prete e la scommessa di dire sempre “sì” e questo non era mai scontato. Comunque ti sei fidato e affidato. Mi sono fidato e affidato scoprendo a poco a poco la preziosità di quest’affidamento, la Provvidenza che c’è in tutto questo. Anche se hai l’impressione che i Superiori decidano senza conoscerti profondamente, senza cogliere nel segno, la Grazia comunque ti aiuta. 16 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda intervista a don tommaso Ha influito su di te la vicinanza alla Basilica di S. Maria Maggiore e a quella di S. Prassede? S. Prassede è una Basilica meravigliosa, ci sono mosaici splendidi… ma la familiarità con le cose talvolta fa scemare il loro fascino. Il fatto di passare ogni giorno da S. Maria Maggiore mi rendeva “abituale” il suo fascino. Svegliarsi ogni mattina per quattro anni e vedere la basilica dalla finestra diventa un’abitudine, come a Meda avere davanti il Liceo “Curie”. Ma ci sono degli effetti su di noi e non ce ne accorgiamo: Maria, Salvezza del Popolo di Roma, però li ha custoditi. Ora che sono rientrato ho un grande affetto per questo luogo che mi ricorda anche il Seminario Lombardo che sta di fronte. C’è però una cosa che rischiamo di non considerare di Roma: prima che una città d’arte, un posto bello dove andare, è una città dove la gente “normale” vive. S. Maria Maggiore è soprattutto il luogo dove vedevo la gente normalissima entrare a pregare ed è proprio bello pensare che ci sia ad accoglierla l’icona di Maria “SALUS POPOLI ROMANI”, Salvezza del Popolo di Roma. Pensiamo sempre a Roma come a una grande città, capitale dello Stato italiano oppure cuore della cristianità: ma è innanzitutto una città con il suo popolo che ha una fede molto genuina, molto bella e poi è fatta anche di tante razze e colori… Ci sono state delle figure importanti nella tua formazione? Con il passare degli anni riconosco che i preti che ho incontrato in parrocchia a Tradate sono quelli che mi hanno segnato; capisco che è proprio vero che la cura quotidiana è fondamentale. Ho avuto la Grazia di avere lo stesso parroco per diciassette anni (dalla prima Comunione al Diaconato) e il coadiutore che mi ha accompagnato per dieci anni. Queste figure, senza aver mai teorizzato che potessi diventare prete, mi hanno formato con il loro esempio. Quando mi guardo dall’esterno cerco di assomigliare a quegli esempi e mi accorgo che, anche inconsapevolmente, tante cose ricorrono di quanto ho visto in don Luigi e don Giuseppe. E poi provo tanta gratitudine per i preti incontrati in Seminario, diversissimi, dai quali però ho sempre ricevuto una forte stima: mi sentivo stimato, conosciuto e sono grato in modo particolare a mons. Mario Delpini, attuale Vicario Generale. Quali compiti hai svolto presso le Parrocchie di Seveso? Il mio arrivo in parrocchia a Seveso è coinciso con l’inizio della Comunità Pastorale che, come un po’ ovunque, è stato accompagnato dalla necessità di capire in che cosa consistesse. A Seveso, per la struttura delle parrocchie, questo lavoro non è stato subito chiaro, ma un po’ faticoso; quindi non posso dire di aver avuto neppure chiaro quale fosse il mio compito. Contestualmente avevo anche un impegno con la Pastorale Vocazionale in Seminario, che tuttora continua, quindi non era facile prendere un impegno fisso e neppure garantire sempre la mia presenza in Oratorio la domenica pomeriggio, anche per impegni improvvisi all’interno del Seminario. Mi piaceva anche l’idea di uscire dal Seminario per celebrare semplicemente la S. Messa feriale, se c’era bisogno. Ho iniziato con quella domenicale cercando di inserirmi pian piano nella Comunità e, dopo le diffidenze iniziali, sono arrivati gli inviti a pranzo nelle famiglie che hanno facilitato i rapporti. Al termine dei corsi in Seminario, nell’estate avevo più tempo libero e allora mi sono dedicato anche all’Oratorio estivo, misurando la fatica di questo compito, ma provando anche la gioia di condividere del tempo con i ragazzi che incontravo la domenica. Questa modalità di presenza mi ha permesso di vivere un’esperienza abbastanza completa: dai Battesimi ai Funerali, passando per qualche Matrimonio e per la possibilità di conoscere le famiglie. Qui, come prete, ho scoperto la bellezza e l’importanza di stare vicino alle famiglie come soggetto unitario e ho provato la gioia di presiedere la Veglia Pasquale lo scorso anno. Hai partecipato in modo molto attivo anche alla visita di Papa Benedetto a Milano per l’incontro mondiale delle Famiglie. Si, ho avuto la fortuna di essere R.O.L. (Responsabile Organizzativo Locale), che doveva coordinare le famiglie: è stata un’esperienza molto bella perché mi ha permesso di conoscere molte persone e poi abbiamo avuto la possibilità di organizzare una bellissima festa che è stata molto importante per la Comunità di Seveso. Era il 22 aprile 2012, quaranta giorni prima che Benedetto XVI arrivasse a Bresso, e tutto si è svolto al Bosco delle Querce, luogo che io amo moltissimo, con la partecipazione delle quattro parrocchie: una festa davvero molto, molto bella! Purtroppo non abbiamo potuto ospitare nessuna famiglia, com’è capitato invece ad altre Comunità, nonostante ci fosse la disponibilità. Infine abbiamo partecipato alla S. Messa all’aeroporto di Bresso: un’esperienza straordinaria che ci ha lasciato un bellissimo ricordo. In quell’occasione anche a San Siro sei stato protagonista con il tuo fratellino (che hai presentato al Papa): ti abbiamo visto in televisione. Anche quella è stata una grazia importante, una gioia mia personale di fare qualcosa davvero indimenticabile con mio fratello. La sua è una vicenda particolare, avrei dovuto raccontarla all’inizio: ha ventuno anni meno di me, è nato quando ero già in Seminario come dono provvidente e previdente del Signore. Di lì a pochi anni, infatti, io sarei diventato prete, mia sorella sarebbe entrata in monastero e quindi i miei genitori sarebbero rimasti soli. Il Signore ha provveduto donando questo bambino che ora è un ragazzo di tredici anni. È stato bello per me aver condiviso con mio fratello quel momento davanti al Papa. (continua) A cura di Cesarina Ferrari Ronzoni 17 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda cresima ...manca poco! Per i cresimandi è partito il conto alla rovescia... O ttobre è arrivato e per i ragazzi della Cresima è partito il conto alla rovescia. Il loro cammino quest’anno è durato più del solito ed è stato anche più intenso, ma finalmente sono arrivati alla meta: ricevere lo Spirito Santo. Il percorso di catechismo si è basato sui racconti biblici, dalla nascita delle prime comunità cristiane all’azione concreta dello Spirito, senza tralasciare gli ostacoli che comportava il vivere in comunione con altre persone. Incontro dopo incontro abbiamo scoperto le caratteristiche di questa comunità, che ancora oggi stanno alla base della nostra, per questo ai ragazzi veniva chiesto di immedesimarsi e mettersi in gioco. Alla fine dei tredici incontri hanno sco- le celebrazioni della santa cresima I ragazzi e le ragazze della nostra comunità in questo mese di ottobre riceveranno il sacramento della Santa Cresima, che sarà amministrato da S.E. Mons. Roberto Busti, vescovo di Mantova. Parrocchia di SAN GIACOMO Sabato 12 ottobre - ore 17.30 Parrocchia di MADONNA DI FATIMA Domenica 13 ottobre - ore 11.00 Parrocchia SANTA MARIA NASCENTE Domenica 13 ottobre - ore 15.00 e 17.30 perto che lo Spirito Santo è necessario, ma non è sufficiente per essere dei buoni seguaci di Cristo: serve preparare il proprio animo e tenerlo sempre aperto verso le attenzioni del prossimo, ma soprattutto tenerlo sempre aperto a Dio. Le catechiste prima comunione LA GRANDEZZA IN UNA COSA TANTO PICCOLA: L’EUCARESTIA L’entusiasmo e le motivazioni di questi piccoli grandi bambini! N ell’ultimo incontro di catechesi prima del grande traguardo della Prima Comunione ho chiesto ai ragazzi di immaginarmi loro coetanea, ma non frequentante la Chiesa, e di provare a trasmettermi il loro entusiasmo e le motivazioni che li muovono in questa direzione. Dire che non sono stata attratta dalla promessa di ingenti quantità di regali sarebbe una bugia! Devo ammettere, però, di essere stata molto colpita ed emozionata dalle risposte le celebrazioni della santa comunione Parrocchia di SAN GIACOMO Domenica 20 ottobre - ore 15.00 Parrocchia MADONNA DI FATIMA Domenica 20 ottobre - ore 10.30 Parrocchia SANTA MARIA NASCENTE Domenica 20 ottobre ore 15.00 primo turno - ore 17.30 secondo turno 18 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda di alcuni di loro. Immagino che ora vogliate saperle anche voi… ma le terrò gelosamente nel mio cuore e, se vi ho incuriosito abbastanza, vi invito a chiedere loro personalmente: scommetto che rimarrete a bocca aperta! Qui mi limiterò a darvi un assaggio del percorso che ci ha portati ad oggi. Incontrati i padri della Chiesa (Abramo, Mosè), che ci hanno insegnato a non scoraggiarci se a volte qualche dubbio ci fa vacillare, ma soprattutto a non aver paura di affidarci completamente al Padre; ascoltate le parabole di Gesù, che ci ha parlato di Dio come di un pastore che ha cura di tutte le sue pecore e come di un padre che perdona tutto (anche troppo!); attraversato il mar Rosso per scoprire che la vita nuova che il popolo d’Israele tanto cercava l’han- la riconciliazione no trovata gli apostoli nella Comunione con Gesù, ci siamo arrampicati su un sicomoro per poterlo veder meglio e gli abbiamo aperto le porte delle nostre case per offrirgli una cena, senza sapere che ci avrebbe fatto dono di un Cibo troppo abbondante e prelibato per i nostri stomaci. Abbiamo scoperto di avere una “posta prioritaria” nel sacramento della Riconciliazione e abbiamo imparato la condivisione nella settimana di “campus” dove la creatività, la riflessione individuale e collettiva e il gioco ci hanno fatto rivivere i luoghi della vita di Gesù assaporandone i profumi e la quotidianità. Tutte queste esperienze ci hanno portati qui, a un passo da quella Mensa a cui i nostri ragazzi sono ufficialmente invitati speciali, responsabili del fatto che il passo, la mente, il cuore è il loro: unico, insostituibile. VIENI GESù NEL NOSTRO CUORE “RICEVERE GESù PERCHè SIA AMICO IN OGNI ISTANTE DELLA MIA VITA”. “VERA, è STATA LA GIOIA NELL’AVERLO INCONTRATO ATTRAVERSO IL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE”. Il desiderio dei ragazzi è veramente grande, pulito da tutto il corollario che noi grandi mettiamo a questo avvenimento (pranzo, vestiti, regali ecc…). Così dice un genitore: ”È emozionante vedere la mia bambina che si avvicina a questo traguardo, vederla consapevole di quello che le sta capitando, osservare la sua felicità e condividere tutto questo insieme in famiglia”. Per la prima volta i ragazzi sono responsabili di fronte a questo Sacramento, nessuno li può sostituire… aiutare sì, accompagnare sì, ma il passo, la mente, il cuore è il loro, unico, insostituibile, irripetibile. Per trasmettere un contenuto meramente dottrinale, un’idea, forse basterebbe un libro o una ripetizione di un messaggio orale. Ma ciò che si comunica nella chiesa, ciò che si trasmette nella sua tradizione vivente, è la luce nuova che nasce dall’incontro con il Dio vivo, una luce che tocca la persona nel suo centro, nel cuore, coinvolgendo la sua mente, il suo volere e la sua affettività, aprendola a relazioni vive nella comunione con Dio e con gli altri. Per trasmettere tale pienezza esiste un mezzo speciale, che mette in gioco tutta la persona, corpo e spirito, interiorità e relazioni. Questo mezzo sono i sacramenti, celebrati nella liturgia della Chiesa. In essi si comunica una memoria incarnata… (Lumen Fidei-40) Paolo C. Una catechista di MdF Campus Comunicandi | estate 2013 19 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda don davide dal brasile La fede semplice di un popolo La fede di un popolo raccontata attraverso incontri e storie personali Pubblichiamo la seconda parte della corrispondenza dal Brasile dopo l’esperienza alla GMG 2013 pubblicata sul numero di settembre. L’ultima parte andrà sul numero di novembre. (E.N.) C assia (4 anni) è una bambina bellissima, come Carina e Cailane, le sue sorelle, di 8 e 6 anni. Una sera, visitandole, mi dicono: “Cassia vuole vedere Gesù”. La guardo, interrogativo. E lei annuisce, sorridendo... Uscendo dalla loro casa, dopo cena, le bambine insistono per “pular”. “Pular” significa “saltare”. È un gioco che ho inventato con i bambini. Loro si accasciano pronti a saltare, mentre io, prendendogli le mani, accompagno il salto. Se tengono il braccio ben piegato, possono “volare” ben in alto. “Três, dois, um... já”. Uno, due tre, via! Cailane, Carina e Cassia, una dopo l’altra, volano in cielo, tra le stelle. Alla fine, quando all’improvviso domando: “Avete visto Gesù?”, loro senz’ombra di dubbio, felici, rispondono “sì”. E io, mentre le guardo felici, molto felici, penso che l’abbiano visto davvero Gesù... Anche Eluara è una bambina bellissima. Ha 4 anni e spesso viene a visitarmi, da sola. In silenzio, al mattino o al pomeriggio, si avvicina alla porta di casa che, sul retro, dá sul cortile. La porta è sempre aperta. Senz’entrare mi guarda in silenzio. Le sorrido e la saluto. E allora mi chiede: “O que o senhor tem?”. (Che cos’ha? – sottintendendo “...da mangiare”). Mentre la guardo in silenzio, continua: “Padre, ha una banana?”. Poche volte ho una banana. E allora continua: “Padre, ha del pane?”. Quasi sempre ho del pane. E allora Eluara, seria e innocente, conclude: “Melo dà?”. Mentre intuisco la forza irresistibile dell’innocenza, penso che Eluana ha ragione: se ho del pane, perché non dovrei condividerlo con lei? Tutto il vangelo non si riassume forse nello spezzare il pane? “Minha mãe não gosta de mim”. Letteralmente: “Io non piaccio alla mia mamma”. Credo però che il senso sia “La mia mamma non mi vuol bene”. Purtroppo ho ascoltato questa frase molte volte. Qualche volta significa semplicemente che la mamma è praticamente assente dalla vita del figlio; molte volte, però, significa che la mamma “dà” il figlio (soprattutto la figlia) ai nonni (soprattutto la nonna), alla zia o al padrino o madrina di battesimo... perché non è in condizioni di prendersi cura di loro (e il papà... già se ne è andato). E quanti figli (soprattutto figlie!) coltivano una nostalgia infinita per la mamma e per il papà che non hanno mai conosciuto perché le hanno abbandonate quando erano piccole! Ascoltando le storie di molte ragazze, penso: che cosa desidera un figlio, se non essere accolto dal suo papà e dalla sua mamma? E penso a Gesù, accolto da Maria, a Giovanni Battista, accolto da 20 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda Elisabetta... all’incontro tra le due donne... quando il bambino di Elisabetta saltava di gioia dentro di lei, mentre Maria si diceva felice... E capisco che la felicità sgorga dentro di noi quando siamo accolti e quando accogliamo... al contrario della tristezza che è qualcosa che sentiamo quando siamo rifiutati soprattutto dal nostro papà e dalla nostra mamma. E intuisco l’amore di Dio, il Papà, ci accoglie tutti... Vanessa ha 18 anni. L’anno scorso ha avuto un incidente, in moto. Insieme al suo fidanzato, Anderson, percorrendo una strada buia, senza illuminazione, hanno investito un cane (purtroppo è tutt’altro che raro!). Il ragazzo è rimasto a terra svenuto in mezzo alla strada con una gamba rotta. Vanessa invece si è subito alzata, senza danni. In quel momento, però, stava arrivando una macchina. Senza esitare Vanessa si è messa in mezzo alla strada, davanti al fidanzato, cercando di segnalare l’incidente. Ci è riuscita, la macchina ha evitato il ragazzo ma... ha investito la ragazza che ha rotto una gamba all’altezza del bacino. I due ragazzi sono stati soccorsi e operati. Anderson ha ripreso quasi subito a camminare, Vanessa invece ha rischiato di perdere la gamba per colpa del medico che l’ha operata male. Si è resa necessaria una nuova operazione, con urgenza. Essendo impossibile aspettare i tempi dell’ospedale pubblico, Vanessa si è rivolta a un chirurgo privato che ha preteso 15000 reais riducibili a 7000, se pagati con denaro alla mano (pensate che il salario minimo è di circa 600 reais mensili, circa 200 euro). Una cifra esorbitante, oltretutto sia Vanessa che Anderson sono senza lavoro... Quando sono andato a trovarli, ho subito percepito l’imbarazzo e il desiderio di chiedermi se potevo aiutarli. Li ho aiutati anzi, li abbiamo aiutati, anche voi, perché li ho aiutati con parte dei soldi che mi avete dato. Vanessa, Anderson, le loro famiglie erano felici. La nuova operazione è andata bene. Tornata a casa abbiamo festeggiato tutti, cantando e pregando fuori dalla sua casa, invitando i vicini e gli amici. La festa, però, durò poco. Quando Vanessa già cominciava a camminare, sorse un nuovo problema: un batterio, insediatosi all’interno dell’osso della gamba operata. Vanessa deve sottoporsi a un trattamento antibatterico molto invasivo. Inizia il trattamento e... dopo poco tempo scopre di essere incinta. È il primo figlio, Vanessa è inesperta, persino ingenua... quando il test le dà conferma di gravidanza è già al quarto mese! Continuare il trattamento antibatterico può pregiudicare il bambino, sospenderlo può pregiudicare la mamma che potrebbe perdere la gamba e persino la vita. Ancora una volta ci affidiamo alla preghiera. Quando sono andato a trovarla era felice. Mi raccontava che il medico le aveva permesso di sospendere il trattamento fino alla nascita del bambino, garantendole don davide dal brasile che non avrebbe corso pericolo di vita. E Vanessa, insieme alla mamma di Anderson commentavano la notizia dicendo: “Vedi come è buono Dio, che ci ha permesso di sospendere in tempo la cura, per non compromettere la gravidanza”. E Vanessa aggiungeva: “Dio deve avere in mente qualcosa di grande per me e per il bambino se ci ha salvati”. Questa fede semplice, sempre riconoscente, capace di vedere la grazia di Dio in qualsiasi cosa buona, capace di scorgere la presenza di Dio anche in mezzo a tante difficoltà, senza mai cedere al lamento e senza trasformarsi in rivolta... mi lascia sempre senza parole. (continua) ottobre missionario 2013 Sulle strade del mondo La fede di un popolo raccontata attraverso incontri e storie personali S ulle strade del mondo. È il tema della 87° Giornata Missionaria Mondiale che si svolgerà il prossimo 27 ottobre. Dopo il binomio fede-annuncio (anno 2012) passiamo alle conseguenze di quest’ultimo, cioè al binomio fede-vita. Non possiamo pensare la fede senza la vita: ciò che è umano non può essere ignorato dalla fede cristiana. Vissuta in modo autentico la fede mette in risalto, ci fa scoprire il senso della nostra umanità, aprendoci alla verità di noi stessi e degli altri, dischiudendoci orizzonti di vita nuova. Aspetti, dunque, che riguardano tutti. Motivo per cui il rapporto fede-vita evocato nello slogan Sulle strade del mondo richiama immediatamente la dimensione comunitaria, ma anche quella educativa: guarda all’umanità delle persone, al processo di promozione umana dei popoli che il Vangelo sostiene e comporta. Comunità, Educazione, Cammino. Sulle strade del mondo riassume tutte e tre queste prospettive, tra loro strettamente connesse: una comunità in cammino secondo il Vangelo, è una comunità che cammina a fianco degli uomini e delle donne del proprio tempo, si pone sulle loro strade, abita spazi comuni, condivide il loro percorso, avendo presente una meta, quella di Gesù di Nazaret, che genera speranza. L’Ottobre Missionario attualmente prevede un cammino di animazione articolato in cinque settimane, ciascuna delle quali propone un tema su cui riflettere, illustrato in speciali sussidi indirizzati ad adulti, famiglie e comunità ecclesiali: Prima settimana - Contemplazione fonte della testimonianza missionaria Seconda settimana - Vocazione motivo essenziale dell’impegno missionario Terza settimana - Responsabilità atteggiamento interiore per vivere la missione Quarta settimana - Carità cuore della missionarietà Quinta settimana - Ringraziamento gratitudine verso Dio per il dono della missione La Giornata Missionaria Mondiale è un’importante occasione per riportare l’attenzione ai numerosi bisogni materiali delle cosiddette Chiese di missione, mediante una particolare raccolta di fondi. La commissione missionaria invita tutta la Comunità Pastorale alla preghiera del S. Rosario Missionario tutti i mercoledì di ottobre, prima della S.Messa delle 20.30 in Santuario alla Veglia di preghiera sabato 26 ottobre, che si terrà in Duomo (preparata da giovani missionari) nella Giornata Missionaria Mondiale del 27 ottobre, saranno allestiti sul sagrato della chiesa banchi vendita di fiori, torte e prodotti del commercio equo e solidale. Il Papa stesso, ogni anno, invia un Messaggio per la celebrazione di questo importante appuntamento. Carissimi, in questa Giornata Missionaria Mondiale in cui lo sguardo del cuore si dilata sugli immensi spazi della missione, sentiamoci tutti protagonisti dell’impegno della Chiesa di annunciare il Vangelo. La spinta missionaria è sempre stata segno di vitalità per le nostre Chiese (cfr Lett. enc. Redemptoris missio, 2) e la loro cooperazione è testimonianza singolare di unità, di fraternità e di solidarietà, che rende credibili annunciatori dell’Amore che salva! Rinnovo, pertanto, a tutti l’invito alla preghiera e, nonostante le difficoltà economiche, all’impegno dell’aiuto fraterno e concreto a sostegno delle giovani Chiese. Tale gesto di amore e di condivisione, che il servizio prezioso delle Pontificie Opere Missionarie, cui va la mia gratitudine, provvederà a distribuire, sosterrà la formazione di sacerdoti, seminaristi e catechisti nelle più lontane terre di missione e incoraggerà le giovani comunità ecclesiali. A conclusione dell’annuale messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, desidero esprimere, con particolare affetto, la mia riconoscenza ai missionari e alle missionarie, che testimoniano nei luoghi più lontani e difficili, spesso anche con la vita, l’avvento del Regno di Dio. A loro, che rappresentano le avanguardie dell’annuncio del Vangelo, va l’amicizia, la vicinanza e il sostegno di ogni credente. “Dio ama chi dona con gioia” (2Cor 9,7) li ricolmi di fervore spirituale e di profonda letizia (Papa Francesco). • 21 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda movimento III ETA viaggio in toscana Tre giorni tra le suggestive meraviglie toscane V enerdì 20 settembre, ore 5.30, tutto assonnato, mi sono preparato e in un batter d’occhio sono pronto a partire. L’incontro con la comitiva, saluti di rito agli amici e partenza per la Toscana. Dopo una breve sosta all’autogrill, siamo arrivati a Carrara dove abbiamo potuto visitare il Museo del Marmo; affascinati, abbiamo ammirato tanti tipi diversi di marmo, alcuni dei quali davvero straordinari. Successivamente, visita al Duomo dedicato a Sant’Andrea, che a me personalmente non è piaciuto molto perché troppo spoglio e un po’ decadente. Il nostro viaggio prosegue verso Castagneto Carducci con i luoghi che hanno ospitato Giosuè Carducci: la casa e il museo dove sono raccolti gli scritti e gli oggetti appartenuti al poeta. La nostra prima bella giornata volge al termine. Verso sera raggiungiamo il nostro hotel, quindi, dopo aver cenato presso il ristorante “I Ginepri”, ci concediamo un meritato riposo. La giornata del sabato inizia ancora presto. Sveglia alle ore 7, abbondante colazione e pronti a metterci in viaggio verso San Gimignano. La strada per arrivare al luogo è piuttosto tortuosa, ma ci ha consentito di ammirare lo splendore della campagna toscana. Giunti a destinazione, abbiamo respirato la bellezza e la quiete di questo meraviglioso borgo famoso per le sue 14 22 Qui sopra: sulla scalinata del Santuario di Montenero. In basso: suggestivo scorcio di San Gimignano torri e per il bellissimo Duomo ricco di affreschi. Immancabile il gustoso pranzo a base di cinghiale, poi veloci verso la destinazione successiva: Volterra, città dell’alabastro. Avendo il pomeriggio libero, lo abbiamo sfruttato per visitare la Cattedrale dedicata all’Assunta e la piazza antistante con il Battistero di S. Giovanni del XIII sec., la piazza con il Palazzo dei Priori, la Fortezza Medicea (sede del carcere di massima sicurezza) e per curiosare tra i tanti negozietti alla ricerca di qualche souvenir in alabastro. In serata, dopo aver percorso il famo- Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda so “Viale dei cipressi” di Bolgheri, siamo rientrati in hotel per la cena e per il pernottamento. La serata è stata rallegrata dalla partecipazione ad una sagra di paese con tanto di concerti musicali. La domenica mattina il viaggio prosegue verso Montenero dove abbiamo raggiunto il Santuario, dedicato alla Madonna delle Grazie patrona della Toscana, a bordo di una panoramica funicolare. Dopo aver partecipato alla S. Messa, abbiamo avuto del tempo a disposizione per visitare il caratteristico mercato della domenica e ammirare il panorama che abbraccia tutta la città di Livorno, il suo porto e il suo mare. Ridiscesi sulla strada litoranea, abbiamo raggiunto Livorno. In segno di saluto reciproco a conclusione di questo bellissimo viaggio, ci siamo concessi un lungo e prelibato pranzo a base di pesce innaffiato da buon vino. Dopo una passeggiata per le vie della città ci siamo ritrovati per il ritorno. L’ilarità e la simpatia sprigionata dai partecipanti ha accompagnato il viaggio che si è concluso in tarda serata a causa dell’intenso traffico sull’autostrada. Un grazie agli organizzatori che ci hanno dato la possibilità di ammirare posti incantevoli e agli amici che con me hanno condiviso questi giorni indimenticabili. Tommaso pellegrinaggio il santo “vanto di meda” In pellegrinaggio a Como da S. Giovanni Oldrati A nche quest’anno i Medesi si sono recati numerosi a Como, domenica 22 settembre, per partecipare alla S. Messa celebrata presso il Collegio Gallio da p. Erminio Galbiati, somasco – assistito da fr. Ido e da fr. Marco – in onore di S. Giovanni Oldrati. È una tradizione ancora molto sentita questo pellegrinaggio che un tempo si svolgeva solo a piedi, partendo alle ore 5 da casa. Alcuni dei presenti mi hanno confidato la loro gioia per essere venuti a venerare l’unico medese proclamato santo e nel contempo la loro tristezza nel constatare che dalle famiglie odierne non viene più tenuta viva la sua memoria, che così non viene tramandata ai giovani, come invece sarebbe opportuno. Allora riscopriamo questo Santo che fu definito “Vanto di Meda”. La famiglia Oldrati era di origine comasca, ma S. Giovanni nacque a Meda perché i genitori qui possedevano terreni e vigne; nel rione Bregoglio avevano anche case dove trascorrevano il periodo della mietitura e soprattutto della vendemmia. Proprio qui, nell’anno 1100, nacque il rampollo destinato ad essere famoso per la sua vocazione e la santità di vita. Fu battezzato nella Chiesa parrocchiale di S. Maria con il nome di Giovanni e consacrato quel giorno stesso alla Vergine. Solo più tardi la famiglia ritornò a Como, per questo S. Giovanni è detto “da Meda”. In questa sua Meda, nel Bregoglio, egli ritornerà, da bambino, fanciullo, giovanotto, a trascorrere le vacanze con la famiglia e così apprenderà lo stile di vita tipico della Brianza, caratterizzato da laboriosità, sobrietà, religiosità. Apprezzerà il silenzio, la solitudine e la tranquillità del borgo medioevale, che venerava la Madonna con predilezione. Tutto questo favorirà la sua scelta per la vita contemplativa ed entrerà nell’Ordine degli Umiliati, assai diffuso in Lombardia, di cui sarà il primo di una lunga schiera di sacerdoti e il riformatore. Morì di morte annunciata da un angelo nel Convento di Brera a Milano, dopo una breve agonia, nel 1159 il 26 settembre, sotto l’impero di Federico Barbarossa. Il suo corpo fu portato in solenne e imponente processione a Como presso il Rondineto (così era chiamato il Convento degli Umiliati) e qui sepolto nella chiesa: il Collegio Gallio poi ne prenderà il posto. Lì riposò per secoli in un semplice ed austero sarcofago, ancora visibile a destra dell’ingresso. Nel settembre 1932 mons. Alessandro Macchi, vescovo di Como, volle che tutti i Santi della sua diocesi venissero tolti dai sarcofagi e collocati presso gli altari, perché i fedeli rinnovassero la devozione per loro: essi testimoniano che la santità è possibile con l’aiuto di Dio! In quell’occasione il corpo di S. Giovanni da Meda venne collocato sotto la Mensa dell’altare laterale destro in un’urna di cristallo e legno dorato, donata dai Medesi. Da quell’anno la tradizione del pellegrinaggio per pregare davanti all’urna si è consolidata, giungendo ai nostri giorni. Domenica 22 settembre, dopo la liturgia eucaristica e la benedizione impartita con le reliquie da p. Erminio, un centinaio di Medesi (e altrettanti Comaschi) si è recato presso l’urna per la venerazione e la preghiera personale. Stefano Guidi, presente con lo stendardo del rione Bregoglio, ha deposto un bellissimo cesto di fiori bianchi davanti all’urna del Santo che indossa il candido abito degli Umiliati con cui fu rivestito nel 1932. La parte destra del corpo è rivolta ai fedeli, poiché dal lato sinistro mancano alcune ossa, custodite a Meda in S. Maria Nascente in un reliquiario. S. Giovanni da Meda è raffigurato anche sulla facciata del nostro santuario S. Crocifisso, mentre il rione Bregoglio lo ricorda con un quadro di Angelo Borgonovo (in arte Ben – Novo) e l’Abbazia di Viboldone conserva una sua statua marmorea sul portale d’ingresso. È stata distribuita l’immaginetta (riprodotta qui di fianco) con la preghiera, letta dal celebrante prima della benedizione. Vi è raffigurato S. Giovanni con l’abito bianco donatogli dalla Vergine a protezione della sua purezza. Egli siede ad un tavolo e tiene tra le mani il libro aperto delle Sacre Scritture, di cui fu maestro e predicatore instancabile. Il candore è simbolo anche del suo amore per l’Eucaristia e per la Vergine. Accanto a Lui un angelo lo invita a fissare lo sguardo verso il cielo. Fu canonizzato da papa Alessandro III nel 1159, nello stesso anno della sua morte. Molti dei pellegrini di Meda si sono poi trattenuti, insieme, ancora in preghiera per la nostra Città e Comunità Pastorale, prima di fare ritorno con i vari mezzi. Davvero commovente il sorriso soddisfatto sul volto di chi il pellegrinaggio l’aveva fatto a piedi. I Padri Somaschi ci hanno salutato con l’invito a tornare ancora numerosi il prossimo anno perché, hanno detto, “S. Giovanni da Meda è soprattutto vostro!”. C.F.R. 23 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda GRUPPI DI ASCOLTO DELLA PAROLA “Va’ in una grande Babilonia e grida!” Il “Secondo Isaia”: il grido della fede e della speranza C on il mese di ottobre riprendono gli incontri dei Gruppi di Ascolto della Parola. Leggendo alcune pagine del Deutero-Isaia incontreremo il tema della consolazione e della speranza. Gli incontri saranno ogni mese, le date saranno comunicate tramite le locandine che verranno esposte alle porte delle Chiese e presenti anche sul sito della Comunità. Di seguito presentiamo l’elenco delle case ospitanti, gli animatori e il titolo dei sette incontri. GRUPPI DI A S CO L TO CASE OSPITANTI 2013-2014 Animatori parrocchia S. Maria Nascente ASNAGHI GINO Via Molino, 2 – tel. 0362-71099 Pinuccia Orsi e Andrea Minotti BALOSSINO MARIA RITA M. Rita Balossino Piazza Cavour, 25 – tel. 0362-70975 BUSNELLI CARLO Umberto Motta Via Art. del Legno, 4 – tel. 0362-340426 CASTELLI CARLA Renzo Romani Via Manzoni, 23 – tel. 0362-72727 COLOMBO ORAZIO Gianni Paccagnella Via Milano, 45 – tel. 0362-1781656 MARCONE FRANCESCO Renzo Romani Via Valtellina, 31 – tel. 0362-71600 ORSENIGO CARLO Fabiola Orsenigo Via delle Cave, 33 – tel. 0362-70486 REGALIA GIUSEPPE Francesca Venturini Via Pace, 14 – tel. 0362-73939 RIVA FLAMINIA Ambrogio e Federica Via Mazzini, 11 – tel. 0362-72993Rusconi TERRAGNI MARIUCCIA Andrea Asnaghi Via Monte Rosa, 20 – tel. 0362-73101 VIGANÒ CARLA Giuseppe Simonetti Piazza V. Veneto – tel. 333-8528400 I sette incontri sono tratti dai vari capitoli del Deutero-Isaia VENTURINI FIORELLA Annamaria Asnaghi Via F.lli Bandiera, 28 – tel. 0362-70521 1) La Parola di consolazione parrocchia S. Giacomo (cap. 40, 1-11) 2) Un re potente e un vermiciattolo (cap. 41, 1-16) 3) Un misterioso servo entra in scena (cap. 42, 1-12) 4) Veramente tu sei il Dio unico e nascosto (cap. 44, 28; cap. 45, 1-25) 5) Un misterioso servo si presenta. Chi è? (cap. 49, 1-15) 6) Il servo discepolo e servo maltrattato. CARONNI MARIO E RENATA Emilio e Bruna Nobili Via Fiume, 19 – tel. 0362-342234 COLZANI ANNA E GEROLAMO Marcello Molinelli Viale Lombardia, 66 – tel. 0362-73345 FAMIGLIA CAIROLI Giusi Corti Viale Lombardia, 44 – tel. 0362-73343 FAMIGLIA TAGLIABUE Carla Cesaro Viale Brianza, 110 – tel. 0362-70873 MOVIMENTO TERZA ETÀ Adolfo Meda Sala Parrocchiale S. Giacomo – tel. 0362-73171 (cap. 50, 4-11; cap. 51, 1-3) 7) Chi avrebbe creduto al braccio di Jhwh e al suo servo? (cap. 52, 7-10 e13-15; cap. 53, 1-12; cap. 54, 1) 24 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda parrocchia Madonna di Fatima ORATORIO Elena Longoni movimento terza ETA si cambia! Novità per i Movimenti Terza Età della nostra Comunità A nche per il Movimento Terza Età è giunto il momento di adeguarsi al cambiamento, dovuto alla costituzione della Comunità Pastorale S. Crocifisso. Come per le altre Associazioni, Gruppi, Movimenti, ecc. che fino a pochi anni orsono operavano solo, o prevalentemente, all’interno delle singole parrocchie e che ora si muovono e si sono fusi in un unico gruppo o realtà, così anche per il Movimento Terza Età delle diverse Parrocchie, dopo l’incontro dell’11 settembre scorso, con i responsabili e gli animatori, alla presenza di don Gaudenzio quale responsabile della Comunità Pastorale S. Crocifisso e Assistente unico del Mov. Terza Età di Meda, si è deciso di proporre alcune iniziative a tutti gli aderenti al MTE delle diverse parrocchie. Per ora le attività in “comunione” saranno quelle che prevedono l’utilizzo di pullman per lo spostamento e cioè: Giornate di Ritiro in preparazione al Natale e alla Pasqua, visite a luoghi e Santuari, gite, viaggi, incontri di Zona. Questo perché, dovendo comunque spostarci, è più facile parteciparvi e favorire l’incontro tra gli aderenti delle varie parrocchie cittadine. Ci saranno poi incontri proposti per ogni singola parrocchia (incontri formativi, religiosi, culturali, sociali, gruppi di ascolto, pomeriggi di svago, ecc.), a cui sono invitati tutti gli anziani, iscritti o no al MTE. Tutto questo per sentirci parte attiva della Comunità, sorta alcuni anni fa, e che continua, pur nelle difficoltà soggettive ed oggettive, ad andare avanti nel cammino intrapreso e di cui dobbiamo sentirci orgogliosi di appartenere, sentirla nostra e condividere le varie iniziative proposte. Diamo di seguito le proposte “unitarie” per il prossimo anno sociale 2013-2014, che ci vedranno impegnati nel cammino all’interno del Progetto Pastorale “Voi stessi date loro da mangiare” (Mt 14, 16) – Collaboratori della gioia – e da ciò che l’Arcivescovo ci invita a vivere nella Lettera pastorale “Il Campo è il Mondo” – Vie da percorrere incontro all’umano. i Responsabili delle Parrocchie: S. Maria Nascente, Madonna di Fatima, S. Giacomo CALENDARIO PROPOSTE 2013 CALENDARIO PROPOSTE 2014 30 novembre (Sabato) Giornata di ritiro spirituale in preparazione al Natale presso la Casa Incontri Cristiani a Capiago (CO) 12 Marzo (Giovedì) - ore 15.00 S. Messa nella Chiesa dell’Oratorio S. Crocifisso 5 Dicembre (Giovedì) - ore 15.00 S. Messa nella Chiesa della Parrocchia Madonna di Fatima, segue pomeriggio musicale con il Coro AMICI MIEI 14 Dicembre (Sabato) - ore 14.00 Visita “Mostra di Presepi” a Groppello di Cassano d’Adda (MI) 19 Dicembre (Giovedì) - ore 15.00 S. Messa per i defunti del Movimento Terza Età In Santuario S. Crocifisso 22 Marzo (Sabato) - pomeriggio Visita guidata alla Basilica di S. Ambrogio – Milano. 12 Aprile (Sabato) Giornata di ritiro spirituale in preparazione alla Pasqua presso il Santuario Grotta di Lourdes a Chiampo 3 Maggio (Sabato) Gita al Santuario Nostra Signora di Oropa (VC) 19 Giugno (Giovedì) - ore 15.00 S. Messa nella Chiesa della Parrocchia S. Giacomo Dal 23 al 28 Giugno Viaggio in Calabria e Basilicata con visita di Viterbo, Montecassino, Lanciano e Loreto I programmi completi saranno resi noti tramite avvisi e locandine esposte nelle singole parrocchie. 12-13-14 Settembre Viaggio a Marostica per la “Partita a scacchi” e in Friuli È proposto un viaggio a Roma dal 25 al 28 Aprile 2014 in occasione della Canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e di Papa Giovanni Paolo II. Sul prossimo numero della “Voce” il programma completo. 25 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda La pagina dei piccoli C ari bambini, cari ragazzi, per quest’anno il Consiglio Pastorale della nostra Comunità ha scelto come tema una bellissima frase di Gesù: “Voi stessi date loro da mangiare” (Mt 14, 16), frase che Gesù disse ai suoi discepoli quando al calar della sera, dopo che aveva predicato a una folla immensa, gli apostoli dissero di lasciare andare la gente perchè potesse andare a mangiare, Gesù invece invitò gli stessi apostoli a provvedere loro e a dare loro da mangiare. Gesù chiede ancora oggi a ognuno di noi di provvedere ai bisogni degli altri, “Ma io sono troppo piccolo”, “Sì giusto, ma che ci pensino i miei genitori, o i nonni, le maestre, tutti ma non io... io non posso! Non sono capace...”, già, scommetto che ognuno di voi avrà pensato così... eppure anche da piccoli si può fare molto, se si impara ad aprire bene gli occhi, vedrete intorno a voi tantissimi bisogni che voi e solo voi potrete soddisfare. In questi mesi vedremo insieme come e dove ci sono bisogni che aspettano voi. C’è bisogno di me in casa […] Sola e spaventata Biancaneve corse nella foresta; era quasi sera e le gambe non la reggevano più, quando vide una piccola casetta in mezzo al bosco. Bussò ma nessuno rispose. Allora entrò. Nella casetta vide una tavola apparecchiata con sette piattini: ogni piattino col suo cucchiaino, e sette coltellini, sette forchettine e sette bicchierini, “Ci devono essere sette bambini che vivono qui, e a vedere questa tavola sette bambini molto disordinati...! Farò loro una sorpresa: sistemerò tutto, pulirò bene la casa, così forse mi faranno restare”. […] La storia di Biancaneve la conoscete tutti. È spaventata, sta scappando dalla matrigna che la vuole uccidere, è stanca, ha corso tutta sola in mezzo alla foresta, arriva finalmente a una casetta e cosa fa? Vede che la casa è in disordine e decide di mettersi a pulire, senza che nessuno glielo abbia chiesto. Prima di pensare ai suoi bisogni pensa a quelli degli altri. Così potete fare voi. Quante volte in casa vedete la mamma e il papà che tornano dal lavoro stanchi, che hanno la casa da sistemare, devono preparare la cena, riordinare, e voi cosa potete fare? Potete aiutare ad apparecchiare, o a riordinare le vostre cose, i vostri giochi, il vostro letto, tenere in ordine la vostra camera... Piccole cose che possono dare un grande aiuto! 26 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda scuola san giuseppe Tutti in campo... a tutto Campo! Accoglienza alla San Giuseppe I giorni spensierati delle vacanze estive sono finiti e, se per molti bambini si trattava di “rispolverare” lo zainetto, l’astuccio e il grembiule, per 30 nuovi alunni, il 12 settembre è stato il gran giorno per indossare il grembiule nuovo, lo zainetto appena comprato e l’astuccio con matite ancora intatte e pronte per iniziare l’avventura in prima. Come ogni anno, spetta ai bambini di classe quinta il compito di accogliere i nuovi compagni. Nel cortile della scuola, pieni di entusiasmo e gioia, hanno presentato ogni singolo bambino di fronte ad una platea di genitori emozionati e commossi per il primo giorno di scuola dei loro figli. Questi ultimi hanno potuto sperimentare la bellezza dello stare insieme e cosa significa collaborare per la realizzazione di un semplice lavoretto. I ragazzi hanno fatto da tutor ai nuovi arrivati per tutta la mattinata raccontando una storia dal titolo: “Dipingiamo insieme un mondo a colori”. Da questa storia i bambini hanno compreso come il contributo di ciascuno sia importante e fondamentale per arricchire tutto il gruppo. Infine i “tutor” di classe quinta hanno aiutato i bimbi nella costruzione di un bellissimo e coloratissimo segnalibro da utilizzare e conservare nel proprio diario. La mattinata è stata emozionante e divertente per tutti. Ma l’accoglienza alla scuola San Giuseppe non è finita qui... Il 26 settembre tutte le classi, insieme agli insegnanti e al personale non docente, si sono recate a piedi fino al Bosco delle Querce di Seveso. Grazie alla collaborazione dell’associazione carabinieri di Meda i bambini hanno percorso in tutta sicurezza le strade dei paesi e si sono gustati la passeggiata chiacchierando, cantando e scherzando. Arrivati a destinazione, dopo una golosa merenda e un po’ di gioco libero, la nostra direttrice Claudia ha presentato e spiegato il tema educativo dell’anno “Tutti in campo... a tutto campo” partendo dalla lettura della parabola del buon grano e della zizzania. Si sa che i bambini apprendono meglio attraverso l’esperienza diretta, così nel pomeriggio si sono svolti dei giochi a tema per comprendere meglio la parabola ascoltata sperimentando il significato dei seguenti obiettivi: - desiderare e cercare il bene che c’è anche dentro di noi; - difendere ciò che ci sta a cuore; - capire che abbiamo bisogno anche dell’aiuto degli altri per crescere bene e riconoscerli come dono di bene che Dio ci fa; - imparare a fare la propria parte con grinta all’interno del gruppo. Terminati i giochi, abbiamo fatto ritorno a scuola dove i bambini hanno riabbracciato i loro genitori. Noi insegnanti ci auguriamo che questa bella giornata abbia lasciato in loro un piccolo seme del buon grano. E ora: TUTTI IN CAMPO... A TUTTO CAMPO!!!!! Maestre Anna, Elena e Rosanna APPUNTAMENTI DA NON PERDERE! DÌ DI NOVEMBRE: DAL 31/10 E PER TUTTI I GIOVE GUA INGLESE LGERANNO I WORKSHOP IN LIN SI SVO OLE DELL’INFANZIA PER TUTTI I GRANDI DELLE SCU DALLE ORE 16.15 MOSTRA 10 NOVEMBRE: INAUGURAZIONE MEDATECA SCATTI PER 70 ANNI” PRESSO LA “70 30 NOVEMBRE: OPEN DAY DALLE 15.00 ALLE 18.00 4 DICEMBRE: MATTINATA APERTA DALLE 9.30 ALLE 12.00 27 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda I PROSSIMI APPUNTAMENTI orari catechismo 2013-2014 III, IV e V elementare e I media sabato dalle 10 alle 12, ogni gruppo nel rispettivo oratorio Preadolescenti (II e III media) venerdì dalle 18 alle 20 in Osc Adolescenti lunedì dalle 21 alle 22.30 in Osc con cadenza bimensile 18/19enni lunedì dalle 21 alle 22.30 in Osc; frequenza variabile in base agli incontri Giovani domenica dalle 18 alle 22 in Osc con cadenza mensile Per ulteriori informazioni e per le date di inizio controllare i fogli degli avvisi settimanali PROPOSTE PER DIVERSE SITUAZIONI FAMILIARI Commissione Famiglia famiglia s Consultorio Familiare interdecanale “La famiglia” Onlus Via Alfieri 8, Seregno Fondazione per la famiglia Edith Stein - Onlus Il Consultorio Familiare di Seregno, promosso e sostenuto dai Decanati di Seregno, Seveso e Carate, LABORATORIO propone tre cicli di incontri su alcune situazioni familiari. VERITA’ NARRABILE E ADOZIONE VERITA’ NARRABILE UN PERCORSO PER LA COPPIA LE EMOZIONI DELL’ATTESA LE EMOZIONI DELL’ATTESA Contro i dolori della separazione di mamma e papà c’è una sola medicina: LA VERITA quando sta per nascere un bambino, stanno per nascere due genitori L’ instabilità coniugale e la fine del matrimonio assumono dimensioni sempre più importanti anche in Italia. I figli di divorziati, oggi, sono visti come un fenomeno normale. Sfide e possibilità SEPARAZIONE Con l’arrivo del bambino in casa la famiglia Separazione contro i èdolori della separazione presa da mille novità e cambiamenti e si c’è senza accorgersene al momento in cui una arriva sola medicina: la verità il bambino, in relazione a gravidanza di amici o parenti, chiede alla mamma “anch’io ero Famiglia non vuol nella tua pancia?” Nel 2010 il 68,7% delle separazioni e il 58% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli. I figli coinvolti nella crisi coniugale dei propri genitori sono stati 103.478, 49.853 nei divorzi (istat, 2012). dire vivere insieme, Alla luce dei dati forniti dalle ricerche emerge chiaramente un forte bisogno di condivisione, di confronto e di supporto, alla ricerca di strategie per vivere al meglio questi cambiamenti familiari complessi. ma vivere l’uno nel Per verità narrabile si intende il racconto della storia della propria famiglia che sia comprensibile per il bambino e che garantisca il rispetto e la dignità di tutte le persone coinvolte: mamma e papà adottivi, bambino, genitori biologici... cuore dell’altro. Per questo nasce la nostra proposta di un percorso di 5 incontri di gruppo rivolto a genitori separati per offrire un luogo e un tempo in cui sostenere e favorire la comunicazione alla presenza di due conduttori esperti nel campo della conflittualità e delle difficili dinamiche familiari che si innescano in una separazione. Cinque incontri per conoscere, viversi e sperimentare durante l’attesa: • 12/10: immaginiamo il nostro bambino • 26/10: entriamo in contatto Consultorio Familiare interdecanale “ • 9/11: le emozioni La infamiglia” gravidanza Onlus Via Alfieri n. 8, Seregno • 30/11: il parto, il momento tel: 0362 234798 dell’incontro [email protected] • 14/12: e quando torniamo a casa? Sabato, ore 10.00-11.00 VERITà NARRABILE E ADOZIONE raccontare come raccontareCome ai nostri figliai nostri figli la loro storia la loro storia L’aspetto biologico della nascita e della vita viene rappresentata dalla PANCIA mentre l’a- spetto relazionale, affettivo dal CUORE. Cinque incontri rivolti ai genitori separati sui seguenti temi: • naufragio del proprio progetto di vita, sul dolore, la sofferenza e i l dire n vuo re lia no a vive Famig eme, mche cambiamenti si ltro ciò ha comportato in l’a vivere l cuore del ne no l’u • dire la “verità”, la separazione è un evento gestito dai grandi che non Consultorio Familiare Interdecanale “ famiglia” Onlus comunicano mai con i Laragazzi • come garantire e curare la continuità dei legami familiari • cosa direbbero i bambini se potessero parlare liberamente: i sensi di colpa, la protezione verso il genitore visto più debole,la tendenza a colmare i vuoti • i nuovi legami, le famiglie allargate. Lunedì, ore19.00-20.30 (21/10; 4/11; 11/11; 18/11; 2/12) Con l’arrivo del bambino in casa la famiglia è presa da mille novità e cambiamenti e si arriva senza accorgersene al momento inConsultorio cui ilFamiliare Interdecanale “La famiglia” Onlus Via Alfieri n. 8 - Seregno bambino, in relazione a gravidanza Tel: 0362.234798 di [email protected] amici o parenti, chiede alla mamma “anch’io ero nella tua pancia?” Le coppie verranno accompagnate nella costruzione della storia da raccontare al proprio figlio. L’obiettivo è fornire delle indicazioni specifiche sulle modalità e sui tempi per informare il figlio adottivo riguardo la propria storia personale e l’ingresso in famiglia. Martedì, ore 19.30-21.00 (12/11, 19 /11, 26/11, 3/12) Gli incontri sono presso il Consultorio Familiare interdecanale in via Alfieri 8 a Seregno. La partecipazione è gratuita previa iscrizione tramite telefono: 0362 234798 oppure tramite e-mail: [email protected]. 28 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda I PROSSIMI APPUNTAMENTI giornate eucaristiche 2013 17-20 OTTOBRE Le Giornate Eucaristiche: un’occasione e una proposta Programma U ore 21.00 Chiesa Madonna di Fatima S. Messa solenne di apertura Adorazione silenziosa fino alle 22.30 na volta le chiamavamo Sante Quarantore, perché quando S. Antonio Maria Zaccaria le ha iniziate, nel sedicesimo secolo, erano un’adorazione continuata giorno e notte per 40 ore. Nei secoli hanno assunto aspetti diversi; quando ero un ragazzo io, erano più un trionfo dell’Eucaristia, con un grande numero di candele sull’altare e i canti “Noi vogliam Dio” e “Inni e canti sciogliamo o fedeli”. Forse quello schema non risponde più alla nostra sensibilità, ma il contenuto di queste giornate interpella, ancora di più, la nostra vita: fermarsi, nel trambusto della vita sempre più stressante, davanti al Signore, per ascoltare quello che Lui ha da dirci e parlare con lui della nostra vita e della nostra Chiesa; passare un po’ di tempo davanti al Signore, perché di Lui ha bisogno il nostro cuore, perché anche il nostro stress quotidiano abbia un senso e non ci sommerga. In realtà nel nostro anno non mancano occasioni per questo tipo di incontri. Nell’anno della fede abbiamo avuto, anzi abbiamo ancora, la possibilità di adorazione eucaristica tutti i giorni (escluso il sabato) nella cappella dell’Oratorio S. Crocifisso. Una presenza non numerosa – mi è stato detto – ma fedele e davvero vissuta bene. Ne approfitto anche per ringraziare i ministri straordinari della Comunione Eucaristica che si sono generosamente messi a disposizione per questo servizio. Poi ci sono stati momenti particolari, come l’adorazione notturna al Crocifisso nella notte tra l’1 e il 2 agosto, oppure la serata di preghiera per la Pace, voluta dal Papa il 7 settembre: momenti che hanno visto una partecipazione numerosa e motivata. Potrebbero essere questi i modi per vivere oggi le Quarantore? È una domanda lecita: forse il leggere meglio i segni dei tempi ci porterà a questo. Per ora però abbiamo mantenuto le Giornate Eucaristiche, pensando che possano essere ancora un’occasione grande nella vita della comunità.. Per il secondo anno le celebriamo in ottobre, dal 17 al 20 ottobre. Lo schema è simile a quello dello scorso anno. Al venerdì sera abbiamo messo anche quest’anno un’adorazione sullo stile di Taizé, nella chiesa di S. Giacomo. Le numerose persone che avevano partecipato lo scorso anno avevano espresso il desiderio di avere altri momenti di preghiera simile. A questa adorazione vorremmo invitare in particolare, ma non solo, i giovani, dato che è nata per i giovani nella comunità monastica di Taizé, in Francia. Per la prima volta quest’anno abbiamo messo la preghiera per i bambini della Prima Comunione, nel pomeriggio del venerdì e l’adorazione per il Consiglio Pastorale, le commissioni e i gruppi nel pomeriggio del sabato. Nella domenica le Giornate Eucaristiche sfociano naturalmente nelle Messe di Prima Comunione. Per questo l’adorazione comunitaria conclusiva con la solenne benedizione eucaristica è stata spostata alla sera alle 20.30. Sullo stile degli ultimi anni però abbiamo proposto pochi momenti comunitari per lasciare spazio soprattutto alla preghiera personale. Don Gaudenzio Giovedì 17 ottobre Venerdì 18 ottobre ore 6.30 Chiesa S. Maria Nascente S: Messa – adorazione silenziosa ore 8.00 S. Messa- adorazione silenziosa fino alle 10.00 ore 8.45 Chiesa di S. Giacomo S. Messa – adorazione fino alle 10.00 ore 8.45 Chiesa Madonna di Fatima S. Messa ore 16.00 nelle tre parrocchie Adorazione guidata; segue adorazione silenziosa fino alle 18.00; vespero e riposizione. ore 17.00 S. Maria Nascente Adorazione guidata per i ragazzi della Iniziazione Cristiana e in particolare per quelli della Prima Comunione ore 21.00 Chiesa S. Giacomo Adorazione col metodo di Taizé Sabato 19 ottobre ore 6.30 S. Maria Nascente S. Messa e adorazione silenziosa fino alle ore 10.00 (è sospesa la Messa delle 8.00) ore 8.45 S. Giacomo S. Messa e adorazione silenziosa fino alle 10.00 ore 15.00 S. Maria Nascente Adorazione silenziosa fino alle 18.30 Confessioni ore 16.00 Adorazione per Consiglio Pastorale, Commissioni, Gruppi, associazioni e movimenti ore 17.00 Madonna di Fatima Adorazione silenziosa fino alle 18.00 ore 21.00 S. Maria nascente adorazione silenziosa fino alle 23.00 Domenica 20 0ttobre Giornata delle Messe di Prima Comunione ore 10.30 Messa di Prima Comunione a Madonna di Fatima ore 15.00 Messa di Prima Comunione a S. Giacomo e a S. Maria Nascente ore 17.30 Messa di Prima Comunione a S. Maria Nascente (è sospesa la S. Messa delle ore 18.00) ore 20.30 S. Maria Nascente Adorazione conclusiva e solenne benedizione eucaristica 29 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda NOTIZIARI PARROCCHIALI Offerte per Restauro del Santuario _______ Offerte SETTEMBRE 2013 Corpo Musicale La Cittadina............................ € N.N...................................................................... € N.N. Vari............................................................. € Cassette Chiesa Parrocchiale e Santuario....... € Buste Festa Patronale........................................ € Memoria Defunti................................................ € Numero Unico Restauro Santuario................... € Dvd...................................................................... € Incipit...................................................................€ Pesca e Banco Vendita (al netto dello spese).. € 500,00 600,00 420,00 190,00 4.575,00 1.800,00 50,00 10,00 90,00 7.601,92 Totale Entrate Settembre 2013............€ 15.836,92 Totale Al 31/08/2013..................................€1.286.014,93 Totale Entrate Al 30/09/2013.................€1.301.851,85 Detrazioni per le offerte Con la fine di dicembre scade il periodo concesso dalla Sovrintendenza per rendere detraibili, a condizioni particolari, le offerte per il restauro del Santuario. Poi non sarà più possibile farlo. Invitiamo chi intende ancora fare un’offerta per questo scopo – e speriamo che, nonostante la crisi siano acora tanti –, a farlo entro la fine dell’anno. TOTEM E STRISCIONI _______ Uscite per restauro del Santuario Uscite Settembre 2013................................ € 5.520,30 Uscite Al 31/08/2013...................................... € 1.472.007,12 Totale Uscite Al 30/09/2013................... €1.477.527,42 Con la fine di dicembre concluderemo anche la possibilità di pubblicità sugli striscioni e totem per il restauro del Santuario. SANTA MARIA NASCENTE _______ Anagrafe parrocchiale (settembre 2013) Battesimi (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 51) Viola Maria Civita Perla Tagliabue Marina Colombo Giorgia Colombo Christian Checchi Alessandro Villa Matteo Turazza Gemma Bazzani Beatrice Orsenigo Matilde Geminian Tommaso Giuseppe Boccia Rodolfo Rojas Cortez Bertha Amao Munoz Carlo Traina con Elisabetta Picariello Andrea Tagliabue con Santa Rozenberga Andrea Cairoli con Chiara Rigamonti Stefano Temporin con Florentina Joita Defunti (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 91) Giovanni Schinetti (a. 88) Guido Zachmann (a. 85) Maria Crippa (a. 90) Gianfranco Gioia (a. 69) Italia F. Piovan (a. 77) Maria B. Sgorlon (a. 83) Luigia E. Agostoni (a. 88) Pietro Prini (a. 61) Enrico Conti (a. 76) _______ Offerte opere parrocchiali (settembre 2013) Matrimoni (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 25) Maurizio Molteni con Alessia Bazzani Alessandro Curcio con Claudia Giussani Marco Todeschini con Veronica Orsi Giovanni Civita con Alessandra Di Gregorio Viviano Borgonovo con Stefania Basile 30 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda Offerte domenicali....................................................euro 9.190,50* Offerte Amm. Sacramenti...................................euro 2.590,00 Offerte varie.........................................................euro2.174,42** Triduo S. Crocifisso..............................................euro 1.747,00 * Compresi € 1.603,50 di domenica 8 settembre Festa Patronale ** Compresi € 536,80 di lunedì 9 settembre ore 20.30 NOTIZIARI PARROCCHIALI MADONNA DI FATIMA _______ _______ Anagrafe parrocchiale (settembre 2013) Offerte opere parrocchiali (settembre 2013) Battesimi (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 32) Nicolò Martelli Simone Caiati Luca Dalla Pozza Biagio Luongo Simone Furlanetto Francesco De Bellis Ginevra Peiretti Davide Neri Offerte domenicali..............................................euro 2.845,00 Offerte Amm. Sacramenti...................................euro 560,00 Offerte Società Sportiva.....................................euro 1.000,00 Matrimoni (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 5) Stefano Bullegatto con Barbara Napo Defunti (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 11) Amelia Botter (a. 82) Sabato 19 ottobre RACCOLTA TAPPI Usate spesso bottiglie di plastica? Anzichè buttarne i tappi, raccoglieteli e metteteli fuori dai cancelli il terzo sabato del mese, gli incaricati passeranno a ritirarli dalle ore 14.30. Il ricavato della raccolta sarà destinato a progetti di accoglienza di bambini di strada in Brasile tramite l’associazione Senza Frontiere. SAN GIACOMO _______ _______ Anagrafe parrocchiale (settembre 2013) Offerte opere parrocchiali (settembre 2013) Battesimi (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 20) Ryan Camillò Viola De Flaminio Sara Di Leo Marco Ferrari Chiara Villa Offerte domenicali..............................................euro 2.292,26 Offerte Amm. Sacramenti...................................euro 860,00 Offerte varie.........................................................euro 863,90 Matrimoni (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. --) -Defunti (dal 1 gennaio al 30 settembre 2013: n. 27) Rino Radice (a.93) Lino Tonoli (a.74) Enrica Villa ved. Ariosto (a.82) Roberto Tonoli (a.72) 31 Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda Comunità Pastorale Santo Crocifisso | Meda Santa Maria Nascente Ufficio Parrocchiale piazza della Chiesa 9 tel / fax: 0362 341425 e-mail: [email protected] orari apertura: lun: 15.00-17.00 mar: 18.00-20.00 mer: 9.00-11.00 gio: chiuso ven: 15.00-17.00 sab: 9.00-11.00 dom. e festivi: chiuso Madonna di Fatima Ufficio Parrocchiale via Madonna di Fatima 5 tel: 0362 70398 cell. don Angelo: 349 8467813 Don Gaudenzio Corno Parroco piazza della Chiesa 9 tel: 0362 70632 e-mail: [email protected] Don Angelo Fossati Vicario della Comunità Pastorale via Madonna di Fatima 5 tel: 0362 70398 cell: 349 8467813 Don Cristiano Mauri Vicario della Comunità Pastorale piazza del Lavoratore 1 tel: 0362 70688 cell: 338 5629628 e-mail: [email protected] orari di apertura: lun. mer. gio. ven: 16.30-18.30 mar. sab. dom. e festivi: chiuso Don Mattia Colombo Vicario della Comunità Pastorale via Cialdini 138 tel: 0362 71635 cell: 333 9576797 San Giacomo Ufficio Parrocchiale via Cialdini 138 tel: 0362 71635 e-mail: [email protected] Don Luigi Pedretti Residente con incarichi pastorali Santuario Santo Crocifisso piazza Vittorio Veneto tel: 0362 343248 orari di apertura: lun: 17.00-18.30 mar: 17.00-19.00 mer: 9.30-10.30 gio: chiuso ven: 17.00-18.30 sab. dom. e festivi: chiuso Oratorio Santo Crocifisso piazza del Lavoratore 1 tel: 0362 70688 e-mail: [email protected] orari di segreteria: lun. mer. gio. ven: 16.00-19.00 sab: 10.00-12.00 www.parrocchiemeda.it - per inviare avvisi, articoli, contributi: [email protected] (oppure presso gli uffici parrocchiali), consegna entro il 27 di ogni mese, indicare nominativo e numero di telefono per poter essere ricontattati -per i vostri commenti su La Voce della Comunità, scrivete a: [email protected] Don Ernesto Carrera Residente con incarichi pastorali via Cialdini 128 tel: 0362 344924 Orari SS. Messe giorni feriali _____ Lunedì 8.00: Santa Maria Nascente 8.45: San Giacomo 8.45: Madonna di Fatima 20.30: Santa Maria Nascente (Oratorio Santo Crocifisso) (da giugno a settembre viene celebrata in S. Maria Nascente) _____Martedì 8.00: Santa Maria Nascente 8.45: San Giacomo 8.45: Madonna di Fatima 18.00: Santa Maria Nascente _____Mercoledì 8.30: Santa Maria Nascente 8.45: San Giacomo 8.45: Madonna di Fatima 20.30: Santa Maria Nascente (in Santuario) _____ 8.00: 8.45: 18.00: 20.45: _____ 8.00: 8.45: Giovedì Santa Maria Nascente San Giacomo Santa Maria Nascente Madonna di Fatima Venerdì Santa Maria Nascente San Giacomo (sospesa in luglio) 8.45: Madonna di Fatima 20.30: Santa Maria Nascente 20.30: San Giacomo (sospesa in agosto) _____ Sabato 8.00: Santa Maria Nascente 8.45: San Giacomo Suore di Maria Bambina via Matteotti 21 tel: 0362 347293 e-mail: [email protected] giorni festivi Scuola Primaria Parrocchiale San Giuseppe via Orsini 35 tel: 0362 70436 / fax: 0362 759305 www.scuolasangiuseppe.com [email protected] [email protected] orari di segreteria: lun. mer. ven: 12.30-15.00 mar: 8.10-9.00 / 15.00-16.30 gio: 8.10-9.00 18.00: Madonna di Fatima 18.30: Santa Maria Nascente 20.30: San Giacomo _____Domenica 8.00: Santa Maria Nascente 8.30: San Giacomo 9.00:Madonna di Fatima Centro di Ascolto Caritas via General Cantore 6 tel: 346 6263971 orari di apertura: martedì mattina: 9.00-11.30 giovedì pomeriggio: 16.00-18.30 10.30: San Giacomo 11.00:Madonna di Fatima Foglio ad uso interno della Comunità Pastorale Santo Crocifisso di Meda, stampato in 1000 copie da Salvioni Stampe. Questo numero è stato chiuso il 9 ottobre 2013. Progetto grafico e impaginazione: Daniela Meda _________________________________________________________________________________ _____ Sabato Vigiliare 17.00: Santa Maria Nascente (in Casa di Riposo) (nei mesi di luglio e agosto viene celebrata alle 10.00) 9.00: Santuario 10.00: Santa Maria Nascente (dal 1 luglio al 15 settembre viene celebrata alle 11.00) (sospesa in luglio e agosto) 11.30: Santa Maria Nascente (sospesa dal 1 luglio al 15 settembre) 17.00:Madonna di Fatima 18.30: San Giacomo (sospesa in luglio e agosto) 18.30: Santa Maria Nascente