Anno 7 - n° 252
W W W. G I U S T I Z I A - e - L I B E RTA . C O M
27 luglio 2008
G iustizia e L ibertà
Distribuzione telematica
Giudicefobia
Giudicefobia
di Ferdinand
di Ferdinand
(a pagina 2 - 3)
Enlarge your penis
di Enrico Deaglio
(a pagina 4 - 5)
Periodico Politico Indipendente
Copia gratuita
Ad Atene noi facciamo così
Pericle, citato da Tucidide
in "La guerra del Peloponneso II, 37-41"
Questo è il testo di Pericle censurato da "Domenica In" a Paolo Rossi, stilato circa 2400 anni fa e quanto mai attuale.
La Carfagna ...
Il comico l'ha recitato dal 16 al 30.11.03 all'Ambra Jovinelli di
di Francesco Merlo
(a pagina 9 )
Roma.
La Costituzione
Costituzione Oggi, ci sembra, che sia più che necessario diffonderlo e pubLa
la democrazia..
democrazia.. blicizzarlo ancor più di quanto non lo fosse nel 2003.
eedi la
Gustavo Zagreblsky
L’ossessione di ...
di Alexander Stille
(a pagina 6 - 8 )
di Gustavo Zagreblsky
(a pagina
pagina 10
10 -- 12)
12)
(a
La spazzatura di
Napoli
e di governo
di Eugenio Scalfari
(a pagina 12 - 14)
… lettere
lettere ...
...
…
di Corrado Augias
di Corrado Augias
(a
(a pagina
pagina 15)
15)
Fotovoltaico ed
ed
Fotovoltaico
Eolico battono
battono
Eolico
nucleare 4-0
4-0
ilil
nucleare
da Mitch8500
da Mitch8500
(a pagina
pagina 16)
16)
(a
Silvio horror
horror ...
...
Silvio
di Beppe Grillo
di Beppe Grillo
(a
(a pagina
pagina 17)
17)
Come cambiano
cambiano
Come
giornali
ii giornali
GiorgioBocca
Bocca
didiGiorgio
(a
(a pagina
pagina 18)
18)
Lezioni di
dilegalilegaLezioni
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Albania
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inin
Albania
(a pagina 19 - 22)
(a pagina 19 - 22)
Buonanotte …
…
Buonanotte
di Marco Travaglio
di Marco Travaglio
(a pagina
pagina 22)
22)
(a
Quattro braccia
Quattro
ai VV.UU.
VV.UU.
ai
di Michele Serra
di Michele Serra
(a
(a pagina
pagina 23)
23)
Per quale
quale
Per
Repubblica
Repubblica
??
da Comitato per la Costituzione
da Comitato per la Costituzione
(a
(a pagina
pagina 24)
24)
AliTaglia
AliTaglia
di Paolo Di Roberto
di Paolo Di Roberto
(a
(a pagina
pagina 25)
25)
Università
e Finanziaria
di AA . VV.
(a pagina 26 - 30)
«Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: per
questo è detto democrazia.
Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro
dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell'eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, non come un atto
di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l'uno dell'altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se preferisce vivere a suo
modo.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e le leggi e di
non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che
ricevano offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non
scritte la cui sanzione risiede solo nell'universale sentimento
di ciò che è giusto e di
buon senso.
La nostra città è aperta al
mondo; noi non cacciamo
mai uno straniero.
Noi siamo liberi di vivere
proprio come ci piace, e
tuttavia siamo sempre
pronti a fronteggiare
qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non
trascura i pubblici affari
quando attende alle proprie faccende private.
Un uomo che non si inte(Continua a pagina 2)
Staino, L’Unità 23.05.2008
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INTERNI
Giustizia e Libertà
27 luglio 2008
GIUDICEFOBIA
di Ferdinand
Ci sarà pure un
giudice a Berlino !” sbottò il mugnaio che vedendo
i propri diritti calpestati dall’arrogante
strapotere
del Re di Prus sia, intendeva
ricordare ai pre senti che comunque ci sarebbe sempre stato un giudice cui ricorrere per
il torto subìto, fosse anche dal
primo uomo del regno.
Che anche i più potenti della
terra , in ogni luogo e tempo vedi da ultimo qualche presidente USA- siano, come comuni mortali, assoggettabili a
giudizio, pare nel corso dei secoli non vi fosse mai stato dubbio. Ma un’eccezione c’è ed
abbiamo la curiosa sorte di averla tra noi. Silvio I°, ha chiarito una volta per tutte che la
sua persona è al di fuori del
comune principio “la legge è
uguale per tutti” e quindi ogni giudice che intendesse sottoporle a giudizio per il suo
operato, è da intendersi come
pericoloso sovversivo.
Anzi, dopo averli chiamati in
passato malati di mente, ha
oggi definito i procuratori che zione dal giudizio per il capo
indagano, “metastasi della so- del governo, ecc.ecc. garantiscietà”.
sero di fatto la sua impunità
presente, passata e futura, conA giustificazione dell’assunto - figurando di fatto il signore riessere la sua persona al di fuori nascimentale “ legibus soludelle verifiche di legge- il no- tus”.
stro ha ricordato che poiché la Poiché nessuno nell’opposiziolegge si applica in nome del ne ha avuto tempo e modo di
popolo ed avendo il popolo so- sollevare alcune obiezioni , vavrano provveduto ad eleggerlo le forse la pena ricordare:
comandante in capo della na1. Se è vero che la CdL ha vinzione, ergo nessun giudice si
può o si deve
permettere
di
sottoporre a giudizio il suo operato.
E, in tal senso,
negli ultimi dieci anni la sua
preoccupazione
massima è stata
quella di sfornare una legge dopo l’altra che,
tra sospensioni
di giudizio, abbreviazione dei
termini di prescrizione, eliminazione di figure di reato, esen-
«Ad Atene noi facciamo così»
(Continua da pagina 1)
ressa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma
inutile; e benché soltanto pochi siano in grado di dar
vita a una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la di scussione come un ostacolo sulla strada dell'azione politica.
Crediamo che la felicità sia il frutto della libertà e la
libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell'Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una
felice versatilità, la prontezza a fronteggiare le situazioni e la fiducia in se stesso.»
Pericle
citato da Tucidide
in "La guerra del
Peloponneso II, 37-41"
to le elezioni non è altrettanto vero che vi sia stato
un plebiscito per Silvio I°,
visto che in quella coalizione il vero aumento di voti
l’ha avuto la LEGA mentre
FI ha visto addirittura diminuire i propri consensi.
Se ne deduce che senza i
voti portatigli dalla Lega,
Silvio sarebbe rimasto a casa. Quindi far passare la
sommatoria dei voti di FI,
AN e LEGA per una sua
apoteosi è una delle sue
tante bufale. E voler interpretare il mandato elettorale come incoronazione del
“dictator” , una tragicommedia.
2. Il motivo fondamentale della vittoria elettorale della
(Continua a pagina 3)
27 luglio 2008
INTERNI
Giustizia e Libertà
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GIUDICEFOBIA
(Continua da pagina 2)
destra è connesso alla richiesta di maggior sicurezza
da parte dei cittadini.
Senonchè mentre a parole
(disegni di legge, decreti legge, ecc.) e sceneggiate di
facciata (i soldati nelle strade) si vuole dimostrare che
il problema è sotto controllo,
di fatto, contando sull’ignoranza popolare e sulla calura estiva , si è andati in direzione opposta.
Grazie infatti alle varie norme di legge messe su dal vero ministro della giustizia quel Ghedini avvocato personale di Silvio che da anni
ha il solo inderogabile mandato di salvare il suo boss
dalle grinfie dei giudici- oltre a Silvio, potrebbe fararla
franca, uscendo di prigione,
o rinviando i processi o evitandoli del tutto, ecc. una
miriade di lestofanti.
E un’altra miriade non sarà
neanche indagata grazie all’abolizione delle in-tercettazioni telefoniche ammesse,come noto, solo per pochissimi reati.
Insomma tanta gente che
dovrebbe veramente fare una statua a Silvio I°.
Altro che attenzione al tema
sicurezza. In realtà mai come in questo momento la
nazione è stata così terreno
franco per chi è intenzionato a commettere reati.
Gli unici presi di mira gravemente, essendo gli immigrati clandestini.
Che dire ?
Hanno ragione coloro che, da
più parti, giudicavano il male
minore una norma unica ad hoc
che costituisse un salvacondotto
definitivo e totale per Silvio I°,
affetto da giudiucefobia.
Meglio uno solo libero per sempre e con l’assicurazione di farla franca comunque e dovunque
piuttosto che migliaia di criminali piccoli e grandi liberi per le
strade, negli uffici, nelle aziende.
Occorreranno anni per valutare
quanto è costato alla nazione
Silvio I° al potere.
Ferdinand
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Giustizia e Libertà
27 luglio 2008
Al passo con i tempi
Enlarge Your penis
Pornopolitica, malattia senile del berlusconismo
di Enrico Deaglio (Diario, n° 12 del 2008)
Un comune denominatore unisce ormai la politica, le piazze, gli spam elettronici, le intercettazioni telefoniche: le abituidini sessuali dei maschi. In Italia si discute sulle sfumature tra «magniaccia» e «statista». Un buon argomento per l'estate
L' agenda
Agenda
è
ormai una pa
rola importantissima
nella politica: il governo ha una sua agenda
(che è poi quello che una
volta era il programma),
«impone» la sua agenda,
«comunica» la sua agenda eccetera.
Di converso, l'opposizione non deve «farsi dettare l'agenda» eccetera.
Nell'agenda italiana del
2008, le parole chiave
dell'agenda governativa
sono: esercito, impronte
digitali, pornopolitica,
immunità e bordello.
Per l'opposizione invece,
si assiste a una frattura: il
Pd inalbera sempre la parola «dialogo», mentre Di
Pietro scrive magnaccia»
e «mafioso».
Questo è tutto ciò che regala l'estate italiana.
Non c'è che da rallegrarsi
per l'ulteriore giro compiuto dalla vite, un'altra
spirale verso l'abisso l'abbiamo appena tracciata.
Ci si potrà solo divertire a
immaginare le possibili
convergenze o interferenze tra le varie «agende»:
dialogo con il magnaccia?
Impronte digitali nei bordelli ?
Esercito per garantire il
dialogo ?
E tutte le altre combinazioni possibili.
§§§
Come sapete, l'agenda
attuale è recente, da quando si è sparsa la voce dell'esistenza di grevi intercettazioni telefoniche in
cui il nostro anziano primo ministro confida agli
amici le sue avvilenti
prestazioni sessuali e
coinvolge figure pubbliche e ministre.
Non è Boccaccio, perché
non ne ha la genialità e
l'ironia, è piuttosto lo
squallore senile di un potere che non riesce a rendersi attraente.
Roba da far cadere un
governo ?
Macché, l'Italia ha lo stomaco forte, l'età si è allungata e la comprensione nei confronti degli
anziani è uno dei tratti
buoni del nostro Paese.
Ma roba per imbastire
ricatti, certamente sì.
E la gestione politicoeconomica dello scandalo sessuale nel Paese cattolico fa parte della nostra Storia.
Poche settimane fa si è
scoperto, per esempio,
che nelle pieghe del decreto sicurezza era anche
contemplato che nel caso
di accuse a un prete, la
magistratura dovesse in-
formare, in via riservata,
il vescovo.
E poi abbiamo assistito
alla richiesta pubblica di
Silvio Berlusconi di un
cambiamento delle regole della Santa Chiesa per
far sì che anche separati
e divorziati possano
prendere la Santa Comunione.
uno dei pochissimi riferimenti (segnalatomi dallo
storico Bruno Bongiovanni) è dell'indimenticato Danilo Dolci che, in
uno splendido racconto
contenuto nell’ Inchiesta
a Palermo del 1957, descrive una scena nella
capitale siciliana durante
l'occupazione americana,
alla fine della Seconda
Infine sono arrivate le guerra mondiale:
allusioni in Parlamento
«Clinton non ha nomi- «I magnacci... Ognunato ministro la Le- no protegge le sue
winsky») e, infine, il fe- donne: appartiene a
rale «magnaccia», rivol- mia, è la mia femmito al Berlusconi IV, che na... Certi di questi
invece ormai ambirebbe magnacci sono spie
a passare alla Storia co- della Questura: vedome «statista», forte del- no di notte quello che
l'età, dell'esperienza, del
peso internaziona-le e del succede e glielo dicoconsenso fragoroso di cui no. Tra le donne c'è
gelosia dei loro magode in Italia.
§§§
Terreno difficile, come
ben si capisce.
Perché nella storia della
politica
il
termine
«magnaccia» viene in genere applicato al nemico
sconfitto e non
allo statista in carica.
Nella storia romana Cicerone fece
un accenno a un
politico «lenone»,
ma la cosa finì lì
(e anni dopo, con
la sua testa).
Nella storia del
capitalismo,
il
Meckie Messer di
Bertolt Brecht è
un vero magnaccia, ma non è un
politico di professione.
E nella letteratura
politica
italiana
gnacci. Una donna,
per tutto l'oro del
mondo non si dà al
magnaccio dell'altra:
sarebbe un'offesa all'altra e, quando capita, certe volte c'è di
mezzo lo sfregio, una
tagliatina di faccia o
una coltellata. E certe
volte lui, se di accorge
che lei l'ha tradito,
l'incula per sfregio e
poi lo dice a tutti perché sia disprezzata... Il
magnaccio non si piglia percentuale, vive
sulla donna. Va vestito
elegantone, anelli alle
dita, brillante al dito,
collanina al collo. . .
Centinaia sono a Palermo questi magnacci... Quando arrivano
le navi americane non
(Continua a pagina 5)
27 luglio 2008
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Giustizia e Libertà
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(Continua da pagina 4)
lasciando il giudizio ai nelle sue umane debo- leader.
c'è prezzo: gli americani po-steri: e dire che quel- lezze, difenderlo dalle Quella di Berlusconi era
lo era mafioso, mica cattiverie e sostenerlo a dir poco insultante.
li buttano i soldi. »
Non gli arrivavano a
dire «magnaccia», ma
poco ci mancava.
La brochure era stata
compilata dagli americani.
Che poi si sono ufficial§§§
mente scusati. George
§§§
Bush stesso ha conferRiferimenti allo sfruttamento
mato a Silvio Berluscodi donne si trovano però nel- Naturalmente, la queni i sensi della sua masla storia recente dell'America stione contigente che
sima stima.
Latina.
riguarda
l'attuale
Quando glielo hanno
I generali che deposero Juan premier può essere ridetto, Berlusconi ha caDomingo Peron usarono l'ar- solta con saggezza e
pito che il suo
gomento dopo
il colpo di Sta- «IL premier italiano è stato uno dei più controversi problema non
to e relaziona- leader nella Storia di un Paese conosciuto per corruzione era Di Pietro,
non era Velrono il popolo
troni, non era
argentino sulle governativa e vizio.»
moglie,
sue
tremule Dalla biografia di Berlusconi, pubblicata nella cartella stampa sua
non era la sua
attività sessuali e sui privile- che la Casa Bianca ha distribuito ai giornalisti in viaggio sull’ vita privata,
non era Vittogi che aveva Air Force One verso il G8 in Giappone.
rio Mangano,
concesso alle
emule di Evita; lo stesso si moder-nità: le intercet- Vittorio Mangano come non era Bossi, non era
fece per Trujillo nella Re- tazioni non saranno di- l'ombra di Banquo, il Nicoletta Gandus.
pubblica Dominicana; e (un vulgate, anzi saran no secondo tradimento del- Era qualcosa di più. .
po') si osò dire anche del ge- mandate al macero la Lega come incubo,
nerale Stroessner in Para- (come si promise qua- una clinica per Sexual
guay quando andò in esilio e rant'anni fa per i faldoni Addicts come prossimo P.S.
Dicono i bene informati
quindi faceva meno paura.
del Sifar sulle preferen- indirizzo.
che la grande strategia
Ma tutto questo si svolgeva ze sessuali dei politici Il dovere patriottico è del Pd sia quella di stacdemocristiani)
e
in
comquello di non fargli sain lande lontane e in tempi
penso il presidente del pere a che punto è arri- care la Lega da Berluormai lontani.
sconi, come avvenne 12
In realtà che un uomo politi- Consiglio e i suoi avvo- vato, di fargli credere anni fa.
co potesse trovare diretto pro cati si sono dichiarati che tutti ancora lo ama- Il leader della Lega è
fitto dallo sfruttamento delle pronti a smussare le par- no.
molto malato, l'interlodonne, nessuno aveva mai ti più sgradevoli da dicutore è Roberto Maro§
§
§
gerire al Pd sui cambiaosato supporlo.
ni, ministro dell'Interno,
menti
costituzionali.
E quindi l'accostamento staIl Presidente, dieci gior- l'unico leghista che abtista-magnaccia pronunciato Si sancisce quindi, con ni fa, era molto preoc- bia una faccia triste.
da Antonio Di Pietro ha il pregiudizio favorevole, cupato per la possibile Il ministro triste vuole
sapore della novità politica: che il nostro premier, pubblicazione delle sue prendere le impronte dei
l'Italia è pur sempre stato un ufficialmente, non è un avvilenti telefonate pri- bambini rom dall' età di
«magnaccia».
laboratorio politico.
vate.
sei anni.
Un laboratorio politico che la È uno statista che vive, Pensava che lo avrebbe- Perché solo a sei anni ?
classe dirigente italiana nel con invidiabile irruenza ro potuto portare alla Tutti sanno che le im2008 affronta con sapienza giovanile e grande ge- fine: con sua moglie e pronte digitali si formanerosità, la sua vita pri- con il Paese.
ed esperienza.
vata, senza che questa Ha ottenuto la dila- no nel feto all' età di sei
mesi e tali rimangono
Alla domanda «Può essere interferisca
minimauno statista un magnac- mente con le sue pubbli- zione più antipatica, per tutta la vita.
quella di chi è sotto ri- Perché quindi non prencia ?» oppure «Può un ma- che responsabilità.
derle direttamente alla
gnaccia essere uno stati- Si sancisce quindi che la catto.
sta ?», la nostra cultura giu- sua vita privata, così Ha convocato una con- nascita, in sala parto ?
ridica si presenta molto pre- come quella pubblica, ferenza stampa in cui, Non sarebbe questo un
parata: si osserva, per esem- così come quella im- con volto terreo, si è buon terreno di discuspio, che magnaccia è sempre prenditoriale -passata, detto molto fiducioso su sione tra il Pd e la factutto.
cia triste del nazismo
meglio di mafioso.
presente e futura- non
Si osserva che l'assoluta li- può essere messa sotto È poi partito per il G8 in italiano ?
bertà garantita alla nostra giudizio per quanto ri- Giappone.
cultura cinematografica ha guarda il passato, il pre- Sull'aereo che trasporta- Enrico Deaglio
va i giornalisti, è stata
potuto produrre un capola- sente e il futuro.
loro distribuita una bro- Diario
voro come Il Divo che situa,
nel giusto contesto, le azioni Sarà quindi nostro do- chure ufficiale sul sum- n. 12, 2008
politiche di Giulio Andreotti vere patriottico aiutarlo mit, con le biografie dei
Ma nessuno di questi
«magnacci» avrebbe aspirato alla carica di presidente
del Consiglio e di futuro presidente della Repubblica.
magnaccia, per cui, in
un certo senso, abbiamo
fatto passi avanti, perlomeno in fatto di minore
spargimento di sangue e
orripilazione dell' opinione pubblica.
da quanti speculano sulla sua vecchiezza, su
quegli oscuri presentimenti di morte e di tradimento che da sempre
lo accompagnano e che
ora sono sempre più visibili: capelli morti in
testa, camicia nera come
Italian
Fashion,
«enlarge your penis»
come ossessione, «metastasi» come metafora
preferita, il fattore-eroe
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INTERNI
Giustizia e Libertà
27 luglio 2008
L' ossessione di Luigi XIV
di ALEXANDER STILLE (La Repubblica, 14 luglio 2008)
Che peso dare all' ultima
tornata di scandali, un
turbine di intercettazioni,
voci, pettegolezzi piccanti ?
Sarebbe facile liquidarli
come giornalismo scandalistico, sensazionalismo o una questione di
stile e buon gusto: Sabina
Guzzanti ha esagerato
con quell' appellativo ri-
Ma anche gli infiniti conflitti di interesse creati
dalla presenza di Berlusconi in politica, e il quadro della vita politica nazionale di un grande paese ridotta ad estensione
del potere personale di
un singolo individuo.
Rai Fiction e Berlusconi
nel suo ruolo di proprietario di Mediaset, principale concorrente della
Rai. Saccà è stato indagato sulla base di prove indicanti che sfruttava la
sua posizione in Rai per
creare una società di produzione indipendente,
In un editoriale strana- che sperava di promuovemente rivelatore, Vittorio re garantendo favori a
Feltri, diret- Berlusconi.
tore di Libe- In realtà Saccà corteggiaro, ha scrit- va Mediaset sia come
to: «Silvio possibile investitore per
non
aver la sua nuova società che
paura, an- come fonte di redditizi
che il duce contratti cinematografici.
ci dava con Berlusconi, da parte sua
le
donne, sollecita a Saccà favori di
a b b i a m o ogni genere.
bisogno di In un caso Berlusconi
un premier, chiede esplicitamente che
non di un Saccà ingaggi un'attrice
frate».
in rapporti sentimentali
In realtà le con un senatore del centroppo gene- trosinistra per conquistarrose elargi- ne l'appoggio e far cadere
zioni in po- il governo Prodi.
tere e in de- Il fatto che il governo
naro
alla Prodi sia poi caduto per
famiglia di altri motivi è ininfluente.
Claretta Pe- Ringraziando Saccà per i
tacci preoc- numerosi piaceri, Berluc u p a r o n o sconi, stando a quanto
molti fascisti riportato, ha detto: «Ti
e non venne- contraccambierò quanro rese pub- do sarai libero imprenbliche,
e- ditore».
sempio per- Questo è l' esempio perfetto dell'arbitrarietà e fetto di quel conflitto di
ferito alla Carfagna ?
Per Berlusconi non è che della assenza di respon- interesse che molti di noi
gossip e spazzatura. Però sabilità vigenti sotto una paventarono nel momenspulciando con attenzione dittatura personale.
to in cui Berlusconi entrò
il caos di rivelazioni e
in politica: l' uso del
frammenti di informazio- Tanto per cominciare le grande potere che gli deni e intercettazioni, si intercettazioni, comprese riva dalla ricchezza per
scopre tutta una serie di quelle "piccanti" di cui distorcere la funzione di
problematiche fondamen- non si fa che parlare, na- governo, per corrompere
tali. identificative dell' scono da un fatto di e- un funzionario pubblico
Italia di oggi, che riguar- strema gravità: i rapporti affinché si presti ai suoi
dano lo stato di diritto, la scorretti tra Agostino fini invece di fare il proresponsabilità del potere. Saccà, responsabile di prio dovere.
L'ammissione da parte di
Berlusconi che il fine era
far cadere un governo
con mezzi impropri basterebbe da sola, in un
paese normale, a escludere Berlusconi dalle cariche pubbliche, ma gli
italiani, sordi al problema
del conflitto di interessi,
ancora una volta si sono
fidati, fiduciosi che avrebbe anteposto il progresso del paese agli interessi personali, fiducia
che alla luce di una serie
di leggi ad personam e
dell' attuale pasticcio si è
dimostrata per l' ennesima volta illusoria.
Eppure l'incapacità di
Berlusconi di distinguere
il confine tra le sue aspirazioni personali e il bene del paese è elemento
fondamentale della sua
identità, il codice alla
base del suo Dna politico.
Torniamo un attimo alle
origini della soap opera
che ha per protagonista
Mara Carfagna: Berlusconi in Tv dichiara esplicitamente il suo interesse sessuale per lei:
«Se non fossi già sposato, la sposerei subito».
In ultima analisi non è
importante se Berlusconi
sia riuscito nei suoi intenti, e se la Carfagna sia
una delle donne delle intercettazioni.
In una democrazia normale, ci si aspetta che l'
incarico di parlamentare
o di ministro sia assegnato a persone di grandi
qualità (non direi le più
qualificate, la politica è
politica ovunque), ma è
(Continua a pagina 7)
27 luglio 2008
INTERNI
Giustizia e Libertà
7
L' ossessione di Luigi XIV
Fa battute sull' avvenente
logico attendersi un altis- premier danese e la mosimo livello di professio- glie Veronica.
Si vanta con la stampa
nalità.
francese delle sue amanti
Candidare al Parlamento d' oltralpe.
e assegnare un ministero Dice di essersi sacrificato
ad una trentaduenne ex a fare il dongiovanni con
pin-up la cui principale il primo ministro finlanqualifica è chiaramente l' dese, una donna bruttina.
attrazione sessuale del Parla con gli investitori a
premier nei suoi confronti Wall Street delle "belle
significa farsi beffe del segretarie".
concetto di governo rap- Nell' ultima campagna
presentativo.
sbandierava la maggiore
Per la parlamentare accet- avvenenza delle donne
tare un ruolo di potere del Popolo della Libertà
dopo esser stata corteg- rispetto a quelle del cengiata apertamente in tele- trosinistra.
visione significa sacrifi- E commentando la percare ogni diritto alla centuale di donne presenprivacy.
ti in lista nella sua coaliIntrodurre la propria vita zione non ha potuto evisessuale nella sfera pub- tare di sottolineare che
blica è una caratteristica «Portiamo in Parlamensaliente del politico Ber- to il 30 per cento di
lusconi.
donne e si scatena la
«Ho avuto una fidanza- corsa a dire che sono
ta turca», dice di fronte fidanzate mie e di Gianad una delegazione turca. franco. Siamo super(Continua da pagina 6)
man, ma certi traguardi goda di vasto rispetto
sono impegnativi anche oltreoceano, quando invece è considerato presper noi».
Intenzionalmente portava soché universalmente un
a pensare che sì, con buffone.
qualcuna forse era andato
a letto, ma non con tutte.
Fa scalpore per un attimo
che nel press kit della
Casa Bianca, anche sotto
l' amica amministrazione
Bush, ci si riferisca a
Berlusconi poco rispettosamente come a un
"politico dilettante" in
un "paese noto per la
corruzione".
Ma è segno della profonda mediocrità e del provincialismo dell' Italia di
Berlusconi in cui grazie a
una stampa ampiamente
controllata e accomodante le gaffe del premier
vengono minimizzate, o
celate o non mostrate in
Tv, che la maggior parte
degli italiani vive nell'
illusione che Berlusconi
Non è semplicemente
una questione di stile.
Il profondo sessismo e la
misoginia sono entrambi
specchio di una società in
cui le donne hanno pochissimo potere, e l' Italia
è agli ultimi posti quanto
a presenza delle donne in
politica e nella forza lavoro.
Il basso livello di partecipazione alla forza lavoro
è considerato un fattore
importante nella scarsa
performance economica
italiana degli ultimi anni,
non si tratta quindi solo
di equità, e lo squilibrio
tra uomini e donne è stato posto in relazione con
il bassissimo tasso di natalità in Italia, un tema
(Continua a pagina 8)
8
INTERNI
Giustizia e Libertà
27 luglio 2008
L' ossessione di Luigi XIV
(Continua da pagina 7)
teoricamente caro al centrodestra.
Ma al di là del sessismo e
della misoginia, sessualizzando e personalizzando la sfera politica Berlusconi procede nel cambiare la natura fondamentale della democrazia in
Italia.
Parlare delle 'mie fanciullè e delle 'mie bambinè , rientra nello stile
di governo patrimoniale
di Berlusconi, in cui il
Parlamento e il governo
sono semplicemente un'estensione del suo potere personale e del suo
impero finanziario.
Berlusconi ha cambiato
la legge elettorale italiana, contro la volontà degli italiani espressa in un
referendum, per tornare
ad un sistema proporzionale imponendo il potere
quasi assoluto dei segretari di partito sui candidati al Parlamento.
Non era solo la maniera
perfetta per perpetuare il
sistema delle "caste" in
Italia, ma dava a Berlusconi la facoltà di mettere in Parlamento chi volesse, riducendo il ruolo
del parlamentare a quello
di un mero dipendente.
Il risultato è una Deborah Bergamini, ex assistente personale di Berlusconi cacciata dalla Rai
perché nell' esercizio delle sue funzioni pubbliche
eseguiva gli ordini del
suo ex capo.
La punizione ?
Una liquidazione di più
di 350.000 euro e un seggio in Parlamento.
L' Italia è in teoria una
democrazia parlamentare, ma sotto Berlusconi il
Parlamento è stato svuo-
tato di ogni reale significato.
Non è che un timbro di
gomma per avallare le
decisioni del capo.
In questo senso l' ultimo
scandalo, quello delle
'bambinè , è pregnante.
Prendiamo ad esempio
un siparietto che ha ricevuto molta meno attenzione del dovuto.
Durante una seduta del
Parlamento Berlusconi
ha inviato un "affettuoso" bigliettino a due giovani parlamentari, Gabriella Giammanco e
Nunzia de Girolamo,
due delle tante onorevoli
la cui unica qualifica è
un bel faccino e il fascino che esercitano su Berlusconi.
Il biglietto diceva:
Gabri, Nunzia, state
molto bene insieme!
Grazie per restare qui,
ma non è necessario. Se
avete qualche invito galante per colazione, Vi
autorizzo (sottolineato)
ad andarvene! Molti
baci a tutte e due! !! Il
"Vostro" presidente».
In realtà il riferimento all'
aspetto fisico e all'
"invito galante" etichettano le due donne come
null'altro che oggetti sessuali che non devono curarsi dei lavori parlamentari, sono solo decorative.
Questa totale confusione
tra pubblico e privato rispecchia la visione berlusconiana dello "stato patrimoniale", come lo definì Giuliano Ferrara, in
cui tutto e tutti appartengono a Berlusconi.
vestizione e a molte funzioni corporali del sovrano.
Ma il motto di Luigi XIV
"L' etat c' est moi" era in
realtà un passo avanti
rispetto all' anarchia feudale e implicava pur
sempre un concetto di
Stato.
Quello di Berlusconi è
ancor più primitivo, più
vicino alla frase "È tutta
roba mia".
Ragione di più perché le
intercettazioni siano pubblicate e analizzate in
tutte le loro implicazioni.
Chi decide quali nastri
siano 'irrilevantì e meramente personali quando
il meramente personale e
il politico sono inesorabilmente interconnessi ?
Ai tempi di Luigi XIV,
non c' era distinzione tra
ALEXANDER STILLE
pubblico e privato.
La Repubblica
La corte assisteva nella
14 luglio 2008
stanza da letto del re alla
INTERNI
27 luglio 2008
Giustizia e Libertà
9
La Carfagna chieda un giurì
di Franceso Merlo (La Repubblica, 11.07.2008)
Stiamo assistendo al tracciato di un destino drammatico che ci piacerebbe
interrompere, un destino
inedito in Italia.
Al ristorante, in un museo, in qualsiasi occasione
pubblica, nel bel mezzo
di una cerimonia istituzionale, all'estero, nel
fuoco di una polemica, in
ogni sguardo distratto, e
anche nell'intimità dei
suoi affetti, il ministro
Mara Carfagna sarà sempre e comunque minacciata dalla calunnia che
lei stessa ha giustamente
definito "la schifezza";
inchiodata a quelle chiacchierate intercettazioni
dove ormai fermenta la
verità.
Una ministra della Repubblica italiana ha il diritto di essere bella, di
non essere spiata attraverso il buco della serratura,
di avere una vita privata
articolata, tormentata e
trasgressiva anche con
chi non piace a noi.
Sicuramente non bisognerebbe permettere che
venga insultata da tutta
l'Italia, anche da destra,
visto che persino i suoi
compagni di partito la
"elevano" -con sordidezza improvvida, goffa e,
speriamo, non voluta- a
prima cortigiana del Reame.
Nulla infatti è più squallido dell'offesa orientata
sessualmente, delle metafore di genere, ma soprattutto della trivialità dei
sorrisetti e degli ammiccamenti degli amici dai
quali "ci guardi Dio".
Valuti, per esempio, il
ministro Mara Carfagna,
le esternazioni "solidali"
delle sue colleghe di area
(una per tutte: "un po' di
castità in più di questi
tempi non guasterebbe").
E legga gli articoli che i
fedeli giornali della de-
stra le stanno dedicando
per difendere in lei citiamo testualmente- "il
regime della seduzione
fondato sulla gnoccherria" "la fell... al potere", "l'uso del Viagra e
il disuso di Habermas".
E invece oggi la si accusa
-e la si difende sino alla
teorizzazione di una nuova era politico istituzionale- di Impari Opportunità, di oltraggio oltre
che alla Repubblica all'idea stessa di Pari Opportunità, di cicisbeismo
Chiunque capisce che, femminile, di essere stata
indipendentemente dai appunto scelta perché è
fatti ormai documentabili la Favorita di talamo.
solo nelle famose intercettazioni, è proprio qui Diciamo la verità: quel
che si dà per certo, esal- che ci si aspetta è che sia
tandolo come modernità lei a svincolarsi dalla
e addirittura "come civil- morbosità dei guardoni
tà marcusiana", che d'Italia e dunque a libe"Berlusconi è un ap- rarsi per liberarci tutti: i
prezzatore, seppure set- viziosi sessuomani, gli
tantatreenne, dei piace- amici-nemici, i nemiciri di una magnifica ra- amici, le invidiose, le
gazza che fa parte del la santarelline, i lapidatori, i
professionisti dell'indisquadra di governo".
Eccola dunque finita -"la gnazione...
magnifica ragazza"- tra
i due fuochi, il nemico Dunque la Carfagna que(scontato) e l'amico reli pure, se le pare giu(imprevisto), che sempre sto.
convergono quando un E si batta contro la violaintero paese si accanisce zione della privacy. E
contro una donna della stia in prima linea contro
quale si sospetta e si de- l'uso canagliesco e ricatnuncia il possesso di una tatorio delle intercettasola virtù, quella estetico- zioni.
sessuale che la degrade- Ma, su un punto, se ama
rebbe a Favorita, ministro se stessa, se ama l'Italia,
per meriti sessuali, mini- se ama le Istituzioni delle
stro in cambio di presta- quali ormai fa parte, il
ministro Mara Carfagna
zioni sessuali.
non può più transigere:
Non c'è dubbio che il mi- deve essere lei a battere i
nistro Carfagna è bella, pugni in Consiglio dei
di una bellezza moderna ministri, in televisione,
e dunque, fra i tanti pe- sui giornali, per chiedere
santissimi scandali del la pubblicazione di quelle
governo Berlusconi, non parti delle intercettazioni
ci sembrò uno scandalo che la riguardano.
che la sua bellezza fosse Solo la divulgazione di
riconosciuta e premiata quegli ‘aforismì telefocome valore.
nici’ può smontare l'infaOvviamente sapevamo di mia della quale si dice
non essere in presenza di vittima.
una nuova Nilde Jotti o
di una Levi Montalcini o La nostra lunga "spystoria" ha convinto gli
di una Yourcenar.
Ma fra tanti brutti ceffi di italiani che siamo il paestallieri spacciati per mi- se nel quale si distruggonistri competenti ci met- no solo le prove.
teva di buonumore l'idea
che un soffio di grazia D'altra parte il nulla non
potesse alimentare le Pari si annulla.
E una cosa è essere assolOpportunità.
ti per insufficienza di
prove e un'altra cosa è
essere assolti per distruzione di prove.
Perciò in Italia, alla fine,
più si distrugge e più si
costruisce la prova. Ecco
perché, al punto in cui
siamo, alla Carfagna non
rimane che porre appunto
l'esibizione della prova
come condizione della
propria permanenza al
governo.
Siamo tutti felicemente
circondati da sorelle, figlie, amiche, colleghe,
insomma da donne che
hanno (e praticano) la
loro sessualità.
Nessuna persona normale, incontrandole al lavoro o davanti al frigorifero
di casa, al bar o sul treno,
le associa alle loro pratiche sessuali, presenti,
passate e future.
Per questa "magnifica
ragazza" sarà invece
normale venire inchiodata al presunto, preprovato
sudiciume istituzionale
che è la sola cosa che
scandalizza anche noi, la
sola vergogna che ci parrebbe irredimibile, l'avere
cioè ottenuto un ministero come 'dono del mattino', come il "Morgensgabe" del signorotto
medievale: tu mi dai in
dote la tua avvenenza e
io in controdote, al risveglio, ti faccio scegliere
nel mazzo dei ministeri,
ti do un pezzo della Repubblica Italiana.
La ministra Carfagna
chieda dunque un Giurì che esamini quei
nastri.
Sia irremovibile nel
pretendere che sia
pubblicato l'impubblicabile.
♣
10 Giustizia e Libertà
INTERNI
27 luglio 2008
La Costituzione ai tempi
della democrazia autoritaria
di Gustavo Zagrebelsky (La Repubblica, 22 luglio 2008)
La Costituzione fatica
nel
compito di
creare concordia.
Quando
una Costituzione genera discordia, è segno
di qualcosa di nuovo e
profondo che ha creato
uno scarto.
E il momento in cui le
strade della legittimità e
della legalità (la prima,
adeguatezza ad aspettative concrete; la seconda, conformità a norme
astratte) si divaricano.
Di legalità si vive, quando corrisponde alla legittimità. Ma, altrimenti,
si può anche morire.
Alla fine è pur sempre
la legittimità a prevalere
su una legalità ridotta a
fantasma senz’anima.
La difesa della Costituzione non può perciò
limitarsi
alla
pur
necessaria denuncia delle violazioni e dei tentativi di modificarla
stravolgendola.
Una cosa è l’incostituzionalità, contrastabile
richiamandosi alla legalità costituzionale.
Ma, cosa diversa è l’anticostituzionalità, cioè il
tentativo di passare da
una Costituzione a un’altra.
Contro l’anticostituzionalità, il richiamo alla
legalità è uno strumento
spuntato, perché proprio
la legalità è messa in
questione.
Che cos’è, dunque, la
controversia sulla Costituzione: una questione
di legalità o di legittimità ?
Dobbiamo poter rispondere, per metterci sul
giusto terreno ed evitare
vacue parole.
Per farlo, occorre guardare alla psicologia sociale e alle sue aspettative costituzionali.
Questa è un’epoca in
cui, manifestamente, le
relazioni tra le persone
si fanno incerte e il primo moto è di diffidenza,
difesa, chiusura.
Questo è un dato.
Alla politica, che pur si
disprezza, si chiede attenzione ai propri interessi, alla propria identità, alla propria sicurezza, alla propria privata
libertà.
L’ossessione per "il
proprio" ha, come corrispettivo, l’indifferenza
e, dove occorre, l’ostilità per "l’altrui".
In termini morali, quest’atteggiamento implica una pretesa di plusvalenza. In termini politici, comporta la semplificazione dei problemi, che si guardano da
un lato solo, il nostro.
In termini costituzionali,
si traduce in privilegi e
discriminazioni.
sociali ed economiche e,
per quanto eccede, ne
facciamo dei "clandestini", trattandoli da delinquenti.
Non pensiamo che anche noi, gli "aventi diritto", portiamo una responsabilità delle persone che muoiono in mare
o nascoste nelle stive, in
dotte da questa nostra
legislazione ad agire,per
l’appunto, da clandestini.
La criminalità si annida
nelle comunità che vivono ai margini della
nostra società (oggi,i
rom e i sinti; domani,
chissà).
Allora, spianiamo per
intanto i campi dove vivono e pigiamone i pollici, grandi e piccoli,
perché lascino un’impronta.
Basta non guardare la
loro sofferenza e la loro
dignità.
Certo, i mendicanti seduti o sdraiati sui marciapiedi ostacolano il
passaggio. Noi, che non
abbiamo bisogno di elemosinare, vietiamo loro
di farsi vedere in giro.
Esempi ?
Basta non pensare alla
"A casa nostra" vo- vergogna che aggiungliamo comandare noi: giamo al bisogno.
espressione pregnante,
che sottintende un titolo L’indigenza si diffonde
di proprietà tutt’altro Istituiamo l’elemosina
che ovvio.
di Stato.
Detto diversamente: ci Si crea così una frattura
sono persone che, pur sociale, tipo Ancien Révivendo accanto a noi, gime ?
sono come "in casa al- Basta non accorgersene.
trui", nella diaspora, I diritti si rovesciano in
senza diritti ma solo con strumenti di esclusione
concessioni, revocabili quando, per garantire i
secondo convenienza.
nostri, non guardiamo il
lato che riguarda gli alGli immigrati pongono tri.
problemi ?
In una società di uguali,
Li risolviamo con quote il lato sarebbe uno solo:
d’ingresso determinate il mio è anche il tuo.
dalle nostre esigenze Ma in una società di di-
suguali, l’unilateralità è
la premessa dell’ingiustizia, della discriminazione, dell’altrui disumanizzazione.
Quando si prende questa
china, non si sa dove si
finisce.
Perfino a teorizzare la
tortura, in nome della
sicurezza.
Ma questa è anche un’epoca di restrizione delle
cerchie della socievolezza. Il nostro benessere è insidiato dagli altri:
dunque rifugiamoci tra
di noi, amici nella condivisione dei medesimi
interessi.
Al riparo dalle insidie
del mondo, pensiamo di
trovare la nostra sicurezza.
L’esistenza in grande
appare insensata, anzi
insidiosa: la parola umanità suona vuota, le unità politiche create dalla
storia dei popoli si disgregano in piccole comunità sospettose l’una
verso l’altra; l’Europa
segna il passo.
Le riduzioni di scala
della socievolezza riguardano ogni ambito
della vita di relazione e,
a mano a mano che
procedono, creano nuove inimicizie in una spirale
che
distrugge
l’interesse generale e i
suoi postulati di legalità,
imparzialità, disinteresse personale.
La legge uguale per tutti
è sostituita dalla ricerca
di immunità e impunità.
Ciò che denominiamo
“familismo”
crea
cricche politiche e partitiche, economiche e finanziarie, culturali e
accademiche, spesso
intrecciate tra loro, dove
(Continua a pagina 11)
27 luglio 2008
INTERNI
Giustizia e Libertà
11
La Costituzione ai tempi della democrazia autoritaria
(Continua da pagina 10)
si organizzano e si
chiudono relazioni sociali e di potere protette,
per trasmetterle da
padri a figli e nipoti, da
boss a boss, da amico ad
amico e ad amico dell’amico, secondo la legge
dell’affiliazione.
Sul piano morale, quest’atteggiamento valorizza come virtù l’appartenenza e l’affidabilità, a
scapito della libertà.
Sul piano politico, si traduce in distruzione dello
spirito pubblico e nella
sostituzione degli interessi generali con accordi opachi tra "famiglie".
Sul piano costituzionale,
si risolve nella distruzione della repubblica di
cui parla l’art. i della
Costituzione, da intendersi nel senso ciceroniano di una comunione
basata sul legittimo consenso circa l’utilità comune.
Della diffidenza e della
chiusura, conseguenza
naturale è la perdita di
futuro, come bene collettivo.
Si procede alla cieca e,
non sapendoci dare una
meta che meriti sacrifici,
cresciamo in particolarismi e aggressività.
Le visioni del futuro,
che una volta assumevano le vesti di ideologie,
sono state distrutte e,
con esse, sono andati
perduti anche gli ideali
che contenevano. Sono
stati sostituiti da mere
forze divenute fini a se
stesse, come la tecnica
alleata all’economia di
mercato, mossa dai bilanci delle imprese: forze paragonate al carro di
Dschagannath che, secondo una tradizione
hindu, trasporta la figura
del dio Krishna e, muovendosi da sé senza meta, travolge la gente che,
in preda a terrore, cerca
inutilmente di guidarlo,
rallentarlo, arrestarlo.
In termini morali, la
perdita di futuro contiene un’autorizzazione in
bianco alla consumazione nell’immediato di
tutte le possibilità, senza
accantonamenti per l’avvenire.
In termini politici, comporta una concezione
dell’azione pubblica come sequenza di misure
emergenziali.
Intermini costituzionali,
distrugge ciò che, propriamente, è politica e
la sostituisce con una
gestione d’affari a rendita immediata.
Tutto ciò, invero, è un
insieme di constatazioni
piuttosto banali che,
oltretutto, non rispecchiano l’intera realtà
costituzionale, per nostra fortuna fatta anche
d’altro.
Ma, per quanto in queste constatazioni c’è
di vero, non sarà altrettanto banale collegarlo
con la Costituzione e le
sue difficoltà.
Quelle tre nevrosi da
insicurezza -visione parziale delle cose; disgregazione degli ambiti di
vita comune; assenza di
futuro- hanno un unico
significato: la corrosione del legame sociale.
Non siamo solo noi a
trovarci alle prese con
questa difficoltà, ma noi
specialmente.
Una domanda classica
nella sociologia politica
è: che cosa tiene insieme la società ?
Oggi la domanda si è
spostata, e ci si chiede
addirittura se di società,
cioè di relazioni primarie spontanee, non imposte forzosamente, si
possa ancora parlare. In
effetti, poiché convivere
pur bisogna, vale una
relazione inversa: a le-
game sociale calante, consenso rende nulla la
costrizione crescente.
forza del diritto; chi obbietta in nome della CoNon è forse questa la stituzione è un patetico
nostra china costituzio- azzeccagarbugli che con
nale ?
codici e codicilli crede
Una china su cui trovia- di fermare la marcia
mo, da un lato, per e- della nuova legittimità
sempio, indifferenza per costituzionale.
l’universalità dei diritti,
per la separazione dei La Costituzione non
poteri, per il rispetto del ammette questo modo di
le procedure e dei tempi ragionare.
delle decisioni, per i Non c’è consenso che
controlli, per la dialetti- possa giustificare la vioca parlamentare, per la lazione delle "forme" e
legalità, per l’indipen- dei "limiti" ch’essa stadenza della funzione bilisce (art. 1).
giudiziaria: indifferen- Ma questa è legalità coza, in breve, per ciò stituzionale.
qualifica come liberale" una democrazia; so- Pensare di sostenere una
stegno, dall’altro, alle legalità traballante nella
misure energiche, alla sua legittimità, invocanconcentrazione e alla do soltanto la legalità, è
personalizzazione del come volersi trarre dalle
potere, alla democrazia sabbie mobili aggrapd’investitura, all’anti- pandosi ai propri capelparlamentarismo, al fare li.
per il fare, al decidere Chi vuol difendere la
per il decidere: in breve, Costituzione deve acceta ciò che qualifica inve- tare la sfida della legittice come "autoritaria" mità e saper mostrare,
la democrazia.
anche attraverso i propri
comportamenti, che la
La sintesi potrebbe esse- Costituzione non è un
re la frase pronunciata involucro ormai privo di
da un deputato sociali- valida sostanza, non è
sta, all’epoca delle na- l’espressione o la coperzionalizzazioni decise tura di un mondo senza
dal governo Mitterrand futuro.
e osteggiate dall’opposi- Occorre far breccia in
zione di destra, che ave- convinzioni collettive,là
va promosso un ricorso dove domina indifferenal Conseil constitution- za, sfiducia, rassegnanel (più o meno, la no- zione: isentimenti quastra Corte costituziona- lunquistici, naturalmenle): «Voi avete giuridi- te orientati a esiti autoricamente torto, perché tari, di cui s’è detto. Se
noi abbiamo politica- la crisi costituzionale è
innanzitutto crisi di
mente ragione».
In altri termini, il vostro disfacimento sociale, è
richiamo alla Costitu- da qui che occorre riparzione vale nulla, perché tire.
noi abbiamo i voti.
Si difende la CostituzioQuella
frase
fece ne anche, e soprattutto,
grande scandalo, chi l’a- con politiche rivolte a
veva pronunciata dovet- promuovere solidarietà
te rimangiarsela.
e sicurezza, legalità e
Ma si esprime lo stesso trasparenza, istruzione e
concetto dicendo: la cultura, fiducia e progente ha votato, ben sa- getto: in una parola, lependo chi votava, e que- game sociale. Se non
sto basta; la forza del
(Continua a pagina 12)
INTERNI
12 Giustizia e Libertà
27 luglio 2008
La spazzatura di Napoli
e quella del governo
di Eugenio Scalfari (La Repubblica, EUGENIO SCALFARI
NAPOLI restituita all'Occidente è uno slogan enfatico che Berlusconi ha usato per
celebrare lo sgombero
dei rifiuti dopo 56
giorni dall'inizio dell'operazione. Un po'
enfatico ma tuttavia
adatto alla circostanza.
Erano infatti sette od
otto anni che il problema dei rifiuti, con alti
e bassi, affliggeva la
città e la provincia.
I responsabili sono
molti: il governo di
centrodestra
20012006, il governo Prodi
2006-2008, il sindaco
Russo Jervolino, il presidente della Regione
Bassolino, la società
Impregilo, alcuni dei
commissari che si sono
succeduti,
Pecoraro
Scanio ministro del-
La Costituzione
ai tempi della
democrazia
autoritaria
(Continua da pagina 11)
andiamo alla radice, per
colmarlo, dello scarto
tra legalità e legittimità,
ci possiamo attendere
uno svolgimento tragico del conflitto tra una
legalità illegittima e
una legittimità illegale:
tragico nel senso più
proprio e classico della
parola.
Ci si dovrà ritornare.
Gustavo
Zagrebelsky
La Repubblica
22 luglio 2008
l'Ambiente.
E soprattutto la camorra.
Ma il culmine
del disastro è
avvenuto nel
biennio prodiano e il centrosinistra ne
porta la responsabilità.
Berlusconi da
quel
grande
comunicatore
che è l'ha capito al volo, ci
ha impostato
la campagna
elettorale e poi
i primi atti del
suo governo.
Dopo due mesi ha risolto il
problema.
Non era poi
così difficile
ma segna la
linea di confine tra chi privilegia il
fare sul mediare, tra
chi ha carisma e chi
non ce l'ha.
Dopodiché Berlusconi
resta quello che è, un
venditore al quale il
successo ha dato alla
testa, un egocentrico,
un populista, un demagogo. Ma se non gli
riconosciamo i pochi
meriti che ha e soprattutto i demeriti dei suoi
avversari su questo
specifico tema diventa
difficile criticarlo come merita di esserlo e
con la durezza che la
situazione richiede.
presidente del Consi- quella di filmare, fotoglio su come dovrebbe grafare, raccontare algovernare è tempo per- cuni passaggi significativi
dei
d
u
e
"statisti"
con l'intento
di risvegliare la pubblica opinione;
tentativo
che ha già
avuto qualche successo se è vero
che i più
recenti sondaggi registrano
un
calo di dieci
punti
nei
consensi del
capo del governo
tra
giugno
e
luglio.
Per quanto
riguarda il
pro-dittatore dell'ecoso: lui, come scrisse nomia non si hanno
Montanelli quando la- ancora dati ma il musciò la direzione del gugno cresce e si dif"Giornale", si ritiene fonde. La polizia di
un incrocio tra Chur- Stato scende in piazza,
chill e De Gaulle. Dare famiglie e lavoratori
consigli a Tremonti è sono sempre più incataddirittura patetico: il tiviti, tra gli imprendipro-dittatore della no- tori grandi e piccoli
stra economia pensa e preoccupazione e maldice che Berlusconi gli contento si tagliano a
è spesso d'impaccio.
fette, i leghisti scalpitaTra i due s'è aperta ne- no, Regioni e Comuni
gli ultimi tempi una sono sul piede di guergara di megalomania ra.
di dimensioni patologi- Non è propriamente un
che che dovrebbe se- bel clima e molti seriamente preoccupare i gnali dicono che pegloro collaboratori, i lo- giorerà.
ro alleati e soprattutto i
cittadini da loro sgo****
*****
vernati.
Quanto a tutto il resto, Personalmente credo La fotografia più tragidare consigli al nostro che la cosa più utile sia
(Continua a pagina 13)
27 luglio 2008
INTERNI
Giustizia e Libertà
13
La spazzatura di Napoli e quella del governo
(Continua da pagina 12)
ca
di
Berlusconi
(tragica per il Paese da
lui rappresentato) ci è
arrivata dal G8 di Tokyo. Terminate le riunioni di quell'ormai inutile convegno di impotenti,
il
nostro
"premier" ha dato
pubblicamente le pagelle agli altri sette protagonisti come fanno i
giornali sportivi dopo
le partite di Coppa e di
Campionato. Con i voti
e le motivazioni. Il nostro ha dato le pagelle
sul serio. Poi, con appena un pizzico di ironia, l'ha data anche a se
stesso concludendo che
il migliore era lui.
Tre giorni dopo, parlando ai parlamentari
del suo partito, ha ricordato che quello di
Tokyo era il terzo G8
cui partecipava e saranno quattro l'anno prossimo. "Non merito un
applauso ?" ha detto ai
suoi deputati.
Naturalmente l'ha avuto.
Come si fa a giudicare
un uomo così, che arriva al punto di tirare in
ballo Maria Goretti
quando parla della Carfagna ?
Che ha immobilizzato
la politica per sfuggire
ad un suo processo ?
Che per bloccare il
prezzo del petrolio propone una riunione dei
paesi consumatori per
determinarne il livello
massimo ?
Che accusa di disfattismo tutti quelli sono
pessimisti
sull'andamento dell'economia
internazionale e italiana
?
E il pessimismo di Tremonti allora ?
Non è il suo superministro dell'economia ?
Siamo nel più esilaran-
te e tragico farnetico.
****
Di Giulio Tremonti,
tanto per cominciare,
voglio ricordare tre recentissimi passaggi.
Il primo riguarda i con-
della cosiddetta finanza creativa. La ragione
di questa bizzarra e bislacca strategia fu
quella di invogliare i
contribuenti disonesti a
patteggiare su una base
minimale che procurasse tuttavia entrate
capaci di far cassa fino
al mutamento congiunturale che Tremonti
dava per imminente.
Ma poiché quel mutamento tardava, l'evasione aumentava e il
debito pubblico anche,
il risultato fu che nel
2006 Tremonti consegnò a Padoa-Schioppa
un'economia a crescita
zero, un deficit del 4,6
del Pil, l'Italia sotto inchiesta europea per infrazione degli accordi
di stabilità e l'avanzo
primario tra spese e
entrate annullato.
Spettò a Padoa-Schioppa e a Visco di raddrizzare quella catastrofe,
cosa che riuscirono a
fare in meno di un
biennio senza imporre
alcuna nuova tassa né
aumentare alcuna aliquota ed anzi abbassando di 5 punti le imposte sulle imprese e
sul lavoro.
Messaggio ricevuto,
dice oggi Tremonti.
Il quale ovviamente
sapeva di violare con i
suoi condoni le regole
della Comunità europea e di fare contemporaneamente un enorme favore agli evasori.
doni da lui effettuati
durante la legislatura
2001-2006.
Qualche giorno fa la
Corte di Giustizia dell'Unione europea ha
condannato l'Italia per
il condono sull'Iva del
2002 e per il condono
"tombale" del 2004.
La motivazione è durissima: "Richiedendo
il pagamento di un'imposta assai modesto rispetto a quello
effettivamente dovuto, la misura in questione ha consentito ai
soggetti interessati di
sottrarsi agli obblighi
ad essi incombenti.
Ciò rimette in discussone la responsabilità
che grava su ogni Stato membro di garantire l'esatta riscossione dell'imposta. Per
questa ragione la
Corte dichiara che la
Repubblica italiana è
venuta meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi degli articoli..." eccetera eccetera.
Stupefacente il commento di Tremonti con
una nota ufficiale del
suo
ministero:
"Messaggio ricevuto.
Per il futuro c'è un
esplicito impegno del
governo ad evitare Secondo passaggio.
Tremonti ha presentato
nuovi condoni".
lo sgravio dell'Ici indicando una copertura di
Bene.
miliardi.
I lettori ricorderanno 2.600
Successive
analisi delche in tutto quel quin- la Commissione
quennio la politica eco- cio e del serviziobilannomica di Tremonti del Senato hannostudi
fece dei condoni lo certato che il costo acdi
strumento principale quella misura era di un
insieme ad altri trucchi
miliardo e mezzo in
più.
Un ministro-statista del
calibro di Tremonti
non dovrebbe presentare provvedimenti scoperti per oltre un terzo.
Adesso comunque la
copertura è saltata fuori.
Da dove non è chiaro.
Perciò domando: da
dove ?
Mi si dice: nelle pieghe
del bilancio c'è sempre
qualche riserva.
Qualche tesoretto ?
O che cosa ?
Terzo passaggio.
Polizia e Carabinieri
stanno facendo il diavolo a quattro per i tagli al ministero dell'Interno e della Difesa.
Hanno ragione.
Anche Berlusconi, anche Maroni, anche La
Russa stanno strepitando.
Ed ecco la brillante idea: ci sono caserme e
immobili del demanio
da vendere.
Vendiamole e col ricavato diamo un po' di
soldi alla Polizia e ai
Carabinieri.
In realtà quando si
vende un bene del demanio, cioè del patrimonio dello Stato, il
ricavato dovrebbe andare a diminuzione del
debito pubblico.
Non è così, onorevole
ministro ?
Non a spese correnti,
tanto più che i ricavi di
una vendita sono "una
tantum" e allora ?
Tre passaggi, tre fotogrammi, un personaggio.
Un po' bugiardino.
Con poca coerenza e
molta "volagerie" negli atti e nelle opinioni.
A lui sono affidati i
nostri destini economi(Continua a pagina 14)
INTERNI
14 Giustizia e Libertà
27 luglio 2008
La spazzatura di Napoli e quella del governo
Dice che fu il solo ad
ci, mi viene la pelle averlo capito fin dal
d'oca al solo pensiero. giugno 2007.
Veramente in quegli
stessi giorni lo scrisse
****
Stiglitz, premio
Tralascerei il capitolo anche
Nobel
per l'economia,
che i giornali hanno lo scrisse
anche Nouintitolato: "Brunetta e i riel Roubini,
docente
fannulloni". Se non per a l l a
N
e
w
York
dire che gran parte del- University e, assai
le regole sulle visite modestamente, anchepiù
il
fiscali e le sanzioni sottoscritto.
contro gli assenteisti
risalgono al 1998. Non Comunque Tremonti
furono applicate perché capì e me ne rallegrai a
per effettuare seria- suo tempo con lui.
mente i controlli previ- Ma visto che aveva casti ci voleva (e ci vor- pito, sapeva fin da allorà) un apparato orga- ra che soldi da buttar
nizzativo più costoso via non ci sarebbero
dei vantaggi di effi- stati.
cienza da conseguire.
Perciò avrebbe dovuto
la mano di
Brunetta però ha ragio- fermare
Berlusconi
quando prone: lo sconcio dell'as- mise in campagna
senteismo e ancor più torale l'abolizione eletdel doppio lavoro do- l'Ici e l'effettuò nel delvrebbe esser represso. primo Consiglio suo
dei
Ma la faccia feroce ser- ministri.
ve a poco.
risparmiato 4
Ci vuole un approccio Avrebbe
miliardi
di
euro, un veappropriato.
ro
tesoretto
da destinaPer esempio la respon- re alla detassazione
dei
sabilità dei dirigenti.
salari.
Basterebbe controllarli Invece non l'ha fatto.
da vicino e stabilire per
loro premi o sanzioni Quattro miliardi buttati
sulla base dei risultati. al vento.
va bene, onorevoQuanto all'idea di azze- Non
le
Tremonti.
rare i premi esistenti So che lei ha in mente
incorporati negli sti- di utilizzare la Cassa
pendi, tutto si può fare depositi e prestiti, il
salvo schierare un mi- risparmio postale e le
nistro contro al catego- Fondazioni bancarie
ria da lui amministrata. per finanziare le infraSi finisce con lo sbat- strutture.
terci il muso e farsi E' un progetto ardito,
male.
soprattutto ardito usare
il risparmio postale.
(Continua da pagina 13)
****
Scusatemi se torno su
Tremonti ma il personaggio merita attenzione.
Dice che quella che
stiamo attraversando è
la crisi internazionale
più grave dal 1929 e
forse peggio di allora.
Comunque, di quali
infrastrutture si parla ?
Quelle disegnate col
gesso da Berlusconi nel
2001 sulla lavagna di
Vespa e rimaste al palo
?
Vorremmo un elenco,
le priorità, il rendimen-
to e l'ammontare delle
risorse.
Si tratta comunque di
progetti ad almeno tre
anni.
Nel frattempo dovranno intervenire le banche.
Sempre le banche.
Per Alitalia, per le infrastrutture, per gli
“swap”, per i mutui
immobiliari.
Intanto i tassi salgono,
gli oneri per il Tesoro
aumentano, la pressione fiscale non diminuirà. La sua Finanziaria è
piena di buchi e dove
non ci sono buchi ci
sono errori di strategia.
Lei ha gratificato D'Alema con l'appellativo
di statista.
D'Alema se lo merita
immagino l'avrà ringraziata.
Ma non s'illuda con
questo di averne fatto
un suo "supporter".
D'Alema è amabile ma
molto mobile, cambia
spesso scenario.
E poi, se lei ha bisogno
dell'opposizione per
discutere di federalismo fiscale, non le basterà D'Alema.
Ci vorrà tutto il Partito
democratico, ci vorranno le Regioni e Comuni, ci vorranno le parti
sociali.
Non credo che il vostro
federalismo diventerà
legge in nove minuti e
mezzo.
****
Racconta
di
un
"magnaccia" che ne
fa di tutti i colori fino
al punto di rubare la
catenina d'oro dal collo
di suo figlio, un bambinetto di quattro anni,
per sedurre una ragazza
e poi avviarla sulla
strada della prostituzione.
Il tutto sullo sfondo
delle baraccopoli della
Roma degli anni Cinquanta, una desolazione e un degrado senza
limiti tornato oggi di
tremenda
attualità,
campi nomadi e povertà straniera e nostrana.
Il ministro Maroni dovrebbe vederlo quel
film, ne trarrebbe grande profitto.
Fa bene a preoccuparsi
dei bambini "rom",
che rappresentano tuttavia una goccia nel
mare delle violenze
contro bambini e donne
all'interno delle famiglie.
Delle famiglie italiane,
quelle degradate ma
anche quelle apparentemente non degradate.
Comunque, prendere
impronte a bambini è
violenza.
Magari a fin di bene
ma sempre violenza.
Uno stupro dell'innocenza.
Maroni l'ha promesso
ai suoi elettori ma questo non lo assolve perché uno stupro è pur
sempre uno stupro.
Stuprare l'innocenza
d'un bambino è un fatto
gravissimo.
Questo sì, è un tema
che vale una piazza,
cento piazze, mille
piazze.
Giorni fa ho rivisto dopo cinquant'anni sulla
tv "La7" il film
"Accattone" di Pier
Paolo Pasolini che fu
presentato a Venezia
suscitando allora vivaci
discussioni.
E' un film di un'attuali- Eugenio Scalfari
tà sorprendente e scon- La Repubblica
20 luglio 2008
certante.
27 luglio 2008
INTERNI
Giustizia e Libertà
15
...lettere
da La Repubblica, 18, 25 luglio 2008 (rubrica di Corrado Augias)
Augias addio
belpaese
tra corruzione
e populismo
Gentile Corrado Augias,
il contrasto tra alcuni rappresentanti del governo e
una parte della magistratura è interpretato dai primi come un eccessivo
interventismo dei secondi.
Propongo un'interpretazio
ne alternativa.
I principi di onestà e correttezza si sono modificati e aggiornati, in tempi
recenti, così come è accaduto per il gusto e i costumi sessuali, argomenti
trattati anche da Repubblica. Per la mia generazione i calzoncini che
mostrano il solco tra le
natiche avrebbero comportato l' arresto per offesa al pudore, ora siamo
quasi all' opposto.
Analogamente frodare il
fisco, truffare la sanità,
corrompere i magistrati e
comprare gli avversari
politici è "percepito" oggi come quasi normale;
giustizialista e forcaiolo è
chi cerca di reprimere
certi comportamenti mentre prima sembrava già
disdicevole parcheggiare
in divieto di sosta.
Questo aggiornamento
degli standard morali è
diffuso e consolidato nella maggioranza degli italiani, che consapevolmente e con un tocco di
manipolazione mediatica,
scelgono i propri rappresentanti sulla base di questi principi aggiornati.
Franco Ajmar
Genova
L' ultimo rapporto di
Transparency International (opera come fa Amnesty International per i
diritti umani) sulla corruzione nel mondo colloca l'
Italia al 42° posto su 179.
Spagna 25° (6,7). Dietro
di noi la Grecia: 56° (4,6).
Queste classifiche valgono ciò che valgono però
un' idea la danno.
Del resto che la situazione
sia pessima è ogni giorno
sotto gli occhi di tutti e
non c' è bisogno di nessuna classifica per capirlo.
Aiutano parecchio invece
le opinioni di osservatori
attenti che però vivono
fuori dal nostro paese e
hanno dunque lo sguardo
dello “straniero” che gode di una percezione più
acuta della cose.
Ultimamente Repubblica
ha ospitato le opinioni di
Peter Schneider e di Alexander Stille.
Entrambi constatavano
con amarezza che probabilmente il mondo dovrà
abituarsi al fatto che l'
emblema del Bel Paese
non sono più Michelangelo, Leonardo da Vinci,
Verdi e Puccini, bensì la
cultura del calcio, la corruzione e il populismo
andati al potere con Berlusconi.
Da presidente di una società calcistica, scriveva
Schneider, si è sbarazzato
di tutte le norme che ostacolavano la commercializzazione del calcio.
In politica il suo principio
è stato distruggere i meccanismi di controllo della
democrazia cioè la giustizia e i media acquistandosi, notava Stille, la fama di
uomo fatuo di scarso peso
politico.
La lezione
dimentica di
Stuart Mill
Caro Augias, è andata.
Siamo in una Repubblica
dove "4cittadini'' sono più
uguali degli altri.
In 25 giorni è stata varata
una
norma
che
"protegge" e "copre",
quindi li rende diversi davanti alla legge.
C'è stata sostanziale acquiescenza, nessun ostruzionismo parlamentare
alla norma sull’immunità.
Quasi fosse ineluttabile
che la norma dovesse passare.
Allo stesso modo non è
successo niente sulle dichiarazioni di Cossiga,
riportate da Repubblìca il
4 luglio, dove il presidente emerito istigava i militari ad "oliare le armi"
ed incitava alla rivolta
affermando che "può venire il momento in cui
insorgere potrà essere
non un diritto ma un
dovere".
Comunque il resoconto
della votazione svoltasi al
Senato è una fotografia
eloquente della condizione del Paese.
Significa che va bene così.
Probabilmente siamo stati
distratti per la vicenda
Telecom o per la vicenda
Bossi-Inno nazionale.
L’inno potrà piacere o
meno, come i colori della
bandiera.
Ma la bandiera nazionale,
e l’inno, sono quelli che
sono e finché sono quelli,
su di loro non si deve neanche scherzare !
Meno che mai un Ministro della Repubblica.
E intanto, ridendo e scherzando, ci è passata sotto il
naso questa bella norma
che rende 4 cittadini più
uguali degli altri.
Questa sciagura si è abbattuta su un paese nel
quale il senso civico non è
mai stato molto forte.
È come se quest' uomo
avesse proclamato con le
parole e con l' esempio:
«Smettetela di vergognarvi. Il vostro lato peggiore
è in realtà il vostro maggior pregio».
Concludeva Schneider: ad
un amante dell' Italia come me riesce difficile con- Antonio Corvaia
statare che il Bel Paese è
Ferentino
sull' orlo di un baratro.
Figurarsi quanto lo è per
Ai primi posti (meno cor- noi.
Chi sa che avrà pensato
rotti) Danimarca, Finlanil premier maltese dopo
dia e Nuova Zelanda, inaver ascoltato lo sfogo di
dice 9,4. Germania 16° ♣
Berlusconi nel corso ha
(7,8); Francia 19° (7,3);
detto: «In Italia una parte della magistratura si è
data come compito di sovvertire il voto degli italiani, mi sembra che il Lodo
Alfano sia il minimo per
tutelare la libertà propria».
Parole inconsuete durante una conferenza stampa internazionale, altrove impensabili. Sto leggendo un libro dove viene adombrata una spiegazione di tipo storico
per la situazione nella
quale siamo piombati.
Un colloquio tra il giornalista Saverio Lodato e
Roberto Scarpinato, procuratore dell’Antimafia
di Palermo (“Il ritorno
del Principe”, Chiarelettere Ed.).
La tesi di fondo è che il
nostro paese non è mai
veramente arrivato ad
essere un a democrazia
liberale. “La democrazia,
si legge, è un insieme di
regole che includono tra i
propri obiettivi quello di
limitare il potere della
maggioranza”.
E’ il principio che già
Stuart Mill aveva enunciato nel suo celebra saggio “Sulla Libertà”.
La maggioranza aritmetica è un’impostura semplicistica della sovranità
popolare tanto più se il
Parlamento viene formato (senza escludere i pregiudicati) con personaggi
scelti uno per uno dall’alto e non selezionati dal
voto popolare. Non posso
dilungarmi per motivi di
spazio e mi dispiace perché la tesi di Scarpinato,
pur con qualche forzatura per eccessivo amore di
logica, contiene un profondo nucleo di verità:
spiega la sostanziale indifferenza di molti italiani nei confronti dell’arroganza, dei comportamenti così spesso amorali
della “casta”.
«La piduizzazione del potere, leggo, rischia di diventare progressivamente
realtà di sistema rendendo
evanescente il confine tra
legale ed illegale».
♣
INTERNI
16 Giustizia e Libertà
27 luglio 2008
Fotovoltaico ed eolico battono
nucleare quatro a zero
da Mitch8500
Riceviamo
e
Pubblichiamo
From: Mitch8500
Sent: July 25, 2008
Subject:
Energie
Alternative
Vs
Nucleare 4-0
Nel periodo 2008-12 la
produzione addizionale di elettricità solare
ed eolica sarà almeno
4 volte superiore rispetto al contributo
aggiuntivo netto del
nucleare, considerando cioè anche le chiusure di vecchie centrali.
Un dato importante
per indirizzare le politiche energetiche dei
prossimi anni.
“Nel periodo 2008-12
la produzione addizionale di elettricità solare ed eolica mondiale,
e quindi il contributo
alla riduzione delle
emissioni di gas climalteranti di queste
tecnologie verdi, dovrebbe essere almeno
4 volte superiore rispetto al contributo
aggiuntivo netto del
nucleare, considerando anche la chiusure
delle vecchie centrali”.
Il dato lo ha elaborato
il direttore scientifico
del Kyoto Club, Gianni Silvestrini, e pubblicato nel suo editoriale sulla newsletter
mensile dell’associazione
KyotoClubNews uscita il 9 aprile.
Secondo
Silvestrini
questi dati ci dovrebbero spingere ad analizzare in maniera più
razionale l’attuale dibattito sull’opportunità dell’opzione nucleare, valutando tutte le implicazioni connesse con il rilancio di
questa filiera tecnologica.
Negli ultimi anni la
potenza nucleare si è
sostanzialmente stabilizzata, mentre le fonti rinnovabili, solare
ed eolico in testa,
hanno registrato tassi
di crescita elevatissimi. “Considerando le
tendenze dei prossimi
anni – afferma Silvestrini - si evidenzia
come, in valori assoluti, vento e sole supereranno la nuova potenza nucleare installata” (vedi grafico).
Questo calcolo, tra
l’altro, non prende in
considerazione la potenza nucleare obsoleta progressivamente
abbandonata.
Il Direttore scientifico
del Kyoto Club analizza i dati anche dal
punto di vista della
produzione di elettricità. “Nel periodo 20-
08-12, il ‘nuovo eolico’ dovrebbe generare una quantità di energia elettrica pari a
due volte e mezzo
quella del nuovo nucleare, mentre l’elettricità del fotovoltaico
dovrebbe raggiungere
un quarto di quella
prodotta dalle nuove
centrali atomiche”.
Ma c’è un altro elemento che viene preso
in considerazione e
cioè la chiusura di 11
centrali nucleari per
una potenza di 7.229
MW nel periodo 2008-2009
(i dati per gli anni
successivi non sono
ancora disponibili).
“Alla luce di questi
dati, conclude Silvestrini, il contributo
del fotovoltaico potrebbe crescere considerevolmente e sfiorare nel quinquennio
di Kyoto (2008-12)
una quota pari al 40% del contributo netto nucleare. Conteggiando anche il solare
termodinamico il valore della produzione
solare risulterà anche
maggiore”.
Articolo Completo di
Silvestrini:
Il nucleare, la scelta
sbagliata
Altri link:
Nucleare: alcuni argomenti cancellati dal
dibattito in Italia
27 luglio 2008
INTERNI
Giustizia e Libertà
17
Silvio Horror Picture Show
www.beppegrillo.it (26 giugno 2008)
È in onda su tutti gli
schermi
italiani
il
“Silvio Horror Picture
Show”.
Siamo ormai alla centesima replica e la gente
non ne può più.
Un pò per il caldo, i tacchi, il cerone, la testa
d’asfalto.
Passa ogni sabato mattina con i suoi legali per
proteggersi dai magistrati.
798 tra pm e magistrati
si sono occupati di lui
dal 1994 al 2006 .
Tutti ideologizzati, metastasi della democrazia,
tutti comunisti.
La gente il sabato mattina lo passa invece a
stringere la cinghia e a
leggere sui giornali dei
processi all’imputato
Silvio Berlusconi.
La gente ha altri pensieri.
Il lavoro, la sicurezza, la
casa, i debiti.
Ma dal 1994 deve preoccuparsi senza sosta di un
tizio che ha problemi
con la legge, che è stato
iscritto alla P2, che ha
occupato l’informazione Ma l’ultima prova di
grazie al latitante Craxi. governo di Berlusconi
assomiglia già a un alLa gente si chiede: “Se tro film dell’orrore.
fosse un privato cittadino sarebbe già in ga- Ancora una volta, il
settantunenne primo
lera ?”.
E anche: “Il presidente ministro sta spendendel Consiglio è pagato do molta della sua eper risolvere i proble- nergia politica per fare
mi del Paese, o solo i leggi che lo proteggano
suoi ?”
dai pubblici ministeri
italiani.
Il Financial Times Vuole fare approvare
di oggi scrive:
una legge che sospenderebbe per un anno
“Oh no, non ancora. molti processi per i
Ancora una volta il fo- quali è prevista una
cus di condanna inferiore ai
Berlu- 10 anni.
sconi
è
sé Se la legge sarà approstesso vata verrà affondato il
e non processo previsto per
gli ita- l’inizio del mese prossimo nel quale Berluliani.
Silvio sconi è accusato di aBerlu- ver pagato 600.000
s c o n i dollari al suo avvocato
è
in inglese, David Mills.
carica L’opposizione ha soin Ita- prannominato la leglia da ge: “salva premier”.
5
0
giorni. Berlusconi non si ferGuar- ma qui.
dare il Sta anche cercando di
s u o introdurre una legge
nuovo che garantirebbe l’im
gover- munità dai processi al
no in le principali cariche
azione dello Stato, inclusa la
è un sua.
pò come mettersi a se- Una tale legge sarebbe
dere per guardare un impensabile nella magcattivo vecchio film gior parte degli Stati
ancora una volta.
occidentali ed è stata
giudicata incostituzioQuando il leader di nale dalla Corte costiForza Italia governò tuzionale quando Berl’Italia dal 2001 al 200- lusconi cercò di intro6, spese troppo tempo durla nel 2004.
a legiferare per pro- Ora che è ritornato,
teggere sé stesso dai Berlusconi ci prova uprocedimenti giudizia- n’altra volta.
ri e troppo poco per
riformare l’economia Tutto questo sarebbe
italiana.
di modesto interesse se
È presto per dare giu- Berlusconi spendesse
dizi definitivi, natural- la stessa quantità di
energia per riformare
mente.
la declinante economia
italiana.
Ma anche qui le paure
stanno
crescendo.
L’ultima volta che ebbe il potere, uno de
peggiori errori di Berlusconi fu di lasciare
fuori controllo il deficit italiano e la spirale
dei debiti.
Ci si interroga se stiamo per rivedere la
stessa situazione.
Il governo Berlusconi
ha introdotto una previsione finanziaria con
una crescita del deficit
pubblico dall’1,9% del
prodotto interno lordo
del 2007 al 2,5% del
2008.
La crescita può essere
giustificata dalla bassa
crescita
economica;
ma non si sono ancora
segnali che questo governo stia mantenendo
una stretta presa sulla
spesa pubblica.
Per la salute dell’Italia, le cose devono migliorare da qui.
Il Paese ha una delle
crescite più basse nell’area dell’euro.
C’è bisogno di un governo serio e responsabile per invertire il
processo economico.
Ieri Berlusconi ha detto che i pubblici ministeri italiani lo hanno
costretto
a
un
“Calvario” senza fine.
Ma l’unico “Calvario”
sofferto in questa storia è quello sopportato
dall’Italia, che ha bisogno di una drammatica inversione di tendenza delle sue fortune
politiche ed economiche.”
♣
18
INTERNI
Giustizia e Libertà
27 luglio 2008
Giorgio Bocca - L’ANTITALIANO
Come cambiano i giornali
(L’Espresso, 31 luglio 2008)
Mi scrivono
dei
giovani
che vogliono
fare il giornalista, mi chiedono consigli.
Se fossi sincero gli direi:
ringrazio il cielo di aver
chiuso la professione prima che fosse morta suicida.
Per fare, non dico un giornale eccellente, un giornale da classe dirigente, ma
un giornale leggibile, occorre la materia prima indispensabile, un linguaggio corretto, scolarizzato,
del tipo appunto imparato
sui banchi di scuola adatto a un lettore di media
cultura -sopra il livello di
povertà, se no che gli serve leggerlo ?- cui il giornale serve come informazione su quel che accade
al mondo e per dare aria
nuova al cervello.
Questo linguaggio scolastico è quasi scomparso,
seppellito dai gerghi, dalle sigle, dalle abbreviazioni, dalle allusioni, dalle
mutazioni conti. nue degli
argomenti, delle mode
inventate giorno per giorno, inzeppate di parole
straniere, specialistiche,
professionali, da segnali
grafici che messi assieme, più che a un nuov6
linguaggio, assomigliano
a un sistema confuso
d'indicazioni
stradali,
in,una metropoli in cui
non sai bene come muoverti, dove andare.
I vecchi lettori del secolo
borghese forse esageravano con i loro giornali
di classe scritti solo per
gli elettori che il censo
auto-rizzava al voto. Ma
in casa mia e dei miei
amici c'erano degli abbonati ai
grandi
giornali,
alla
“Stampa”,
alla
“Gazzetta del Popolo”,
al “Cortie-re della Sera”
che li compravano ogni
giorno, ma che, non facendo in tempo a leggerli, li conservavano a pile
nel salotto e con calma,
pian piano, li recuperavano per così dire senza
sprecare un titolo, un
corsivo.
In quei giornali c'era la
cultura me-dia comune
della borghesia al potere
e del socialismo nascente. Non. c'era politico
conservatore
o
rivoluzionario che non pensasse subi-to a un giornale come strumento indispensabile per la politica
come per l'economia.
Gramsci e Mussolini erano inconcepibili senza
l'Ordine Nuovo o il Popolo d'Italia, gli imprenditori senza i magniorgani “indipendenti”,
cioè alle lo-ro dipendenze, il Fascismo senza la
stam-pa di regime.
Che cosa è cambiato profondamente nella stampa ?
È cambiato l'editore che
non è più un politico o un
imprenditore, ma il mercato, e precisamente quel
suo braccio armato che è
la pubblicità, la creatrice
irresistibile di desideri e
di con-sumi, la potentissima locomotiva che trascina il genere umano
verso nuovi sprechi e forse nuove guerre.
L'informazione
adatta
alla pubblicità deve sempre essere un pugno allo
stomaco, de-ve stupire,
impressionare, lasciare il
segno sul lettore.
Per questo oscilla fra catastro-fismo e ottimismo,
fra paure immaginarie e
promesse esagerate.
In questa eccitazio-ne
continua si passa da un
eccesso all' altro.
Negli anni della mia gioventù tutti i gior-nali descrivevano i pregi dell’amianto e ora tutti lo ac-
cusano di essere cancerogeno.
Le statistiche dicono che
i delitti “antichi”, omicidi e rapine, stanno decrescendo, ma la paura cresce fra la gente e può decidere un'elezione.
Il massacro dell'automobile continua: tra Europa
e Stati Uniti uccide più di
cento mila persone l'anno
e ne feri-sce più di un
milione, ma il mercato fa
fin-ta di non accorgersene.
Il catastrofismo si mescola all'ottimismo, entrambi esagerati, si procede fra filantro-pia e
ferocia, magari resuscitando le vec-chie persecuzioni; ai piromani colpevoli di tutti gli incendi
come gli untori della peste.
Il commissario alla protezione civile Bertolaso,
seguendo l'immaginazione po-polare, li ha definiti «uomini malvagi che
vogliono rovinare l'Italia», mentre sono italiani
normali che ritengono
normali i loro piccoli,
abituali delitti.
♣
INTERNI
27 luglio 2008
Giustizia e Libertà
19
Trascrizione della diretta video di Marco Travaglio
Lezioni di legalità dall’Albania
Postato da Beppe Grillo il 21.07.08 12:32 (www.beppegrillo.it)
Romano che, visto che ha
fatto l'ambasciatore dovrebbe essere uno che ha girato
il mondo.
Si vede che l'ha girato ma
non si è accorto di nulla
perché ci spiega che c'è un
problema in tutto il mondo
ed è l'invadenza della magistratura.
La magistratura che invade,
che si impiccia.
Dice: "Chiedete ad Aznar,
Chirac, Kohl, Bush, Kissinger, Olmert, o -se fosse
in grado di risponderviSharon che cosa pensino
dei loro magistrati o di
quelli che cercano di incriminarli di fronte al tribunale di un altro Paese. Vi
diranno, privatamente, risposte non troppo diverse
dalle parole con cui Berlusconi ha polemizzato in
questi anni con la magistratura italiana".
Perché c'è una guerra della
giustizia contro la politica.
Buongiorno a tutti.
Intanto, buone vacanze: oggi
è l'ultimo appuntamento di
Passaparola prima di un periodo di ferie che durerà fino
al primo settembre, quando
ci rivedremo per fare il punto su questa estate che, nel
frattempo, ci avrà regalato
altre vergogne.
Abbiamo alle viste, domani,
il lodo dell'impunità; abbiamo già annunciata per settembre una super riforma
talmente super che dovrà
impedire addirittura l'arresto
di presidenti di Regione che
prenda-no le tangenti.
Sarà veramente una cosa
poderosa.
Per fortuna, dopo le volgarità e le trivialità di Piazza
Navona, è tornata l'eleganza:
ieri Lord Brummel, al secolo Ecco, può darsi che queste
Umberto Bossi, ha dato un persone in privato dicano
grande segno di civiltà e di delle cosacce sui magistrati,
civismo, proprio, inneggiando all'Inno nazionale con il
dito sollevato.
Poi gli hanno pure bocciato
il figlio alla maturità, quindi
è colpa dei professori terroni, ma adesso facciamo eleggere i giudici e i professori
in Padania, così finalmente
promuoveranno il somarello.
Purtroppo siamo costretti
ancora a parlare di giustizia
perché, insomma, domani
siamo a una violenza che
non avevamo mai subito:
una legge che renderà quattro persone immuni da qualsiasi conseguenza per gli
eventuali reati che commetteranno.
Quella che Beppe Grillo, a
cui facciamo gli auguri perché credo oggi compia sessant'anni, chiama "La banda dei quattro".
Interessa partire da un articolo del Corriere della Sera
dell'ambasciatore Sergio
il fatto è che non le dicono
mai in pubblico e soprattutto, quando hanno un processo, lo subiscono, a volte si
dimettono, mai attaccano i
loro giudici e mai cambiano
le leggi per immunizzarsi
dal loro processo.
La differenza è questa ma
l'ambasciatore Romano non
la coglie, è troppo raffinato
nel suo modo di ragionare
per accorgersi di questa banalissima differenza.
Tant'è che un altro personaggio che ha girato il mondo, ma a differenza di Romano lo ha capito, e cioè
Furio Colombo, ieri scriveva: "Nella campagna elettorale degli Stati Uniti,
espressioni come 'guerra
fra politica e giustizià insomma le stupidaggini
che scrivono i Panebianco,
i Sergio Romano, gli Ostellino, i Galli Della Loggia, i Pierluigi Battisti, il
plotone anti toghe del
Corriere della Sera - sono
intraducibili. Sul New
York Times non si riuscirebbe nemmeno a tradurli
in lingua inglese."
Infatti i due candidati dei
grandi partiti americani che
si fronteggiano alle elezioni
non hanno alcuna posizione
sulla giustizia, salvo le garanzie e i diritti umani e
civili di tutti i cittadini.
"Non l'hanno e non devono averla perché tutto è
già stabilito dalla Costituzione americana e, inoltre,
perché i candidati delle
elezioni americane sono in
corsa per ottenere il potere esecutivo, non il potere
giudiziario.
Quando il presidente e la
signora Clinton sono finiti
sotto inchiesta per bancarotta -su una piccola proprietà dell'Arkansas gestita
insieme con soci infidi- l'America non si è fermata
un istante. Non c'è stato
alcun convegno. Il Presidente ha fatto la spola tra
la Casa Bianca e il Gran
Giurì -l'organo istruttorio
(Continua a pagina 20)
INTERNI
20 Giustizia e Libertà
27 luglio 2008
Lezioni di legalità dall’Albania
(Continua da pagina 19)
dove doveva essere interrogato- e ci è anche andato
di corsa -altrimenti sarebbe
scattato l'impeachment, se
avesse ritardato l'audizione
davanti ai magistrati- e alla
fine si è ben guardato dal
denunciare persecuzioni".
Eppure il procuratore che lo
aveva convocato era Kenneth Starr, un esponente del
partito Repubblicano a lui
avverso.
"Quando i Clinton sono
poi stati assolti, nessuno
ha parlato di teorema
svuotato come una bolla
di sapone -come dice il
portavoce di Berlusconi,
Bonaiuti, a proposito dei
processi di Berlusconi che
tra l'altro non si sono mai
svuotati come bolle di sapone- hanno semplicemente
detto - i Clinton - 'è finita
benè".
Hanno ricominciato e sono
stati poi sottoposti ad altre
sette inchieste.
Allora, io e tre colleghi,
Pino Corrias, Peter Gomez
e Marco Lillo, abbiamo preparato questo libretto che
esce oggi che si chiama
"Bavaglio" e che presentiamo questa sera.
Ve lo dico perché i giornali,
purtroppo, hanno nascosto
la nostra presentazione,
quindi fa parte del nostro
stile di passare parola: se
qualcuno vuole sentir parlare di queste cose, stasera lo
presentiamo a Milano alla
Camera del Lavoro in Corso di Porta Vittoria 43 davanti al Tribunale.
Perché ve lo cito ?
Perché vi voglio dare una
piccola anticipazione.
Noi ci siamo andati a studiare i sistemi stranieri perché quello che sta succedendo in Italia è talmente
grave da richiedere un surplus di menzogna rispetto a
quelle che ci vengono somministrate quotidianamente.
Quindi ci stanno martellando sul fatto che in tutto il
mondo c'è l'emergenza della
guerra della magistratura
contro la politica, e all'este-
ro i politici si mettono al
riparo perché in tutto il
mondo -ci dicono- ci sono il
Lodo Alfano, il Lodo Schifani.
Naturalmente, se voi passate qualunque frontiera e
chiedete del Lodo Alfano e
del Lodo Schifani vi guardano stupiti perché non sanno, per fortuna loro, chi
siano questi soggetti.
In ogni caso, non sanno
proprio di che si sta parlando, nel senso che non c'è
Paese al mondo che conosca sistema di immunità che
ci stanno per regalare a rate,
prima per le quattro cariche
-per le faccende urgenti- poi
per tutti gli altri parlamentari come si vuole prevedere
per la ripresa autunnale.
Cominciamo a vedere alcuni flash tratti dal libro.
Il Parlamento Europeo dovrebbe essere il nostro punto di riferimento: al Parlamento Europeo c'è una norma, approvata l'anno scorso,
una brutta norma che prevede che il Parlamento possa
chiedere di sospendere
qualche procedimento a
carico di un europarlamentare.
Questo non significa, però,
che i processi ai parlamentari si bloccano autonomamente: deve intervenire il
Parlamento per bloccarne
uno.
E quando lo può bloccare ?
Lo può bloccare, spiega il
socialista tedesco Rothley
che ha fatto da relatore a
questa norma, quando ci
siano, dietro l'indagine sul
parlamentare, azioni repressive arbitrarie e ostacoli
frapposti dal potere esecutivo sul libero esercizio del
mandato elettivo.
Cosa vuol dire ?
Che se c'è una magistratura
collegata a un governo che
vuole perseguitare un oppositore, allora il Parlamento
Europeo lo deve proteggere.
Questo per quali Paesi vale ?
Vale per quei Paesi in cui la
magistratura è il braccio
operativo del governo, le
procure sono dipendenti dal
ministro della giustizia e
quindi può capitare che
qualche giudice particolarmente servile e zelante voglia addirittura colpire qualcuno soltanto perché si oppone al governo a cui lui è
legato e nel quale vuole,
magari, fare carriera.
Non è il nostro caso, perché
noi siamo l'unico Paese al
mondo che può vantare, e
mai lo fa a sufficienza, una
magistratura che non è collegata al governo.
Tant'è che qui sono spessissimo membri del governo
che chiedono protezione
contro le indagini fatte dalla
magistratura.
Quindi accusano la magistratura di essere troppo
indipendente dal governo, il
sogno di tutti gli altri Paesi
democratici.
L'immunità europea col
sistema italiano non c'entra
e mai potrà capitare che un
governo usi un magistrato
per colpire un oppositore
perché, per fortuna, in Italia
i governi non possono dare
ordini alla magistratura.
Il fatto che poi ci sia qualche magistrato che fa dei
favori ai governi è un altro
paio di maniche, ma non c'è
nessun nesso fra le due cose.
Tant'è che il Parlamento
Europeo ha addirittura autorizzato l'arresto di un suo
membro, Bernard Tapie vecchio presidente dell'Olimpique Marsiglia, europarlamentare, era amico di Mitterrand, fu condannato a
due anni per tasse non pagate per trenta miliardi di vecchie lire.
L'europarlamento gli ha
tolto l'immunità e lui è andato in carcere.
Hanno autorizzato l'arresto
di un membro del Parlamento Europeo.
Perché ?
Perché erano delitti comuni,
mica delitti di opinione: era
evasione fiscale... Jean Marie Le Pen e Mario Borghezio
hanno avuto dei processi, il
Parlamento li ha immediatamente revocato l'immunità
autorizzando i processi.
Europea.
Arrivò Prodi alla presidenza
della Commissione Europea
al posto della Commissione
Santer, crollata per uno
scandalo.
Cos'era successo ?
Che la commissaria francese Edith Cresson, una delle
ministre europee di quel
periodo, era stata incriminata dai giudici belgi per un
fatto veramente orrendo:
aveva assunto come consulente della Commissione
Europea un dentista suo
amico.
Una cosa che da noi sarebbe
normale, lì ha provocato
uno scandalo enorme, un'indagine della magistratura
belga, il crollo della Commissione Europa - cioè del
governo dell'Europa.
Si sono dimenticati di fare
come si farebbe in Italia:
una norma per mettere al
riparo la Commissione Europea.
Il governo europeo è stato
affondato da un'indagine
della magistratura belga.
Vediamo un pò cosa succede in alcuni Paesi europei non tutti- gli altri dettagli li
troverete nel "Bavaglio".
La Francia:
dal '95 non c'è più l'autorizzazione a procedere per indagare sui parlamentari, un
pò come da noi dal '93.
A parte le loro opinioni: in
quasi tutti i Paesi d'Europa
il Parlamentare non può
essere processato per le sue
opinioni se sono collegate
con la carica.
Se uno va in giro a insultare
la gente, quelle non sono
opinioni; ma per le opinioni
espresse in Parlamento o
collegate all'attività parlamentare e per i voti che uno
da in qualità di parlamentare non può essere incriminato e questo è giusto.
A parte questo, in Francia il
parlamentare è un cittadino
come un altro.
Non c'è più l'autorizzazione
a procedere, tant'è che hanno condannato, processato,
arrestato ministri ed ex miEd è addirittura, nel '99, nistri.
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crollata la Commissione
INTERNI
27 luglio 2008
Giustizia e Libertà
21
Lezioni di legalità dall’Albania
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Perché ministri ?
Perché in Francia i ministri
non possono essere parlamentari.
Devi scegliere: o fai il deputato o fai il ministro.
Anche il premier.
Anche il primo ministro
francese non può essere un
parlamentare, quindi non ha
nemmeno l'immunità dall'arresto -mentre il parlamentare, almeno per arrestarlo, ci
vuole l'autorizzazione del
Parlamento, come in Italia.
Il ministro può essere arrestato in qualunque momento, anche il primo ministro.
Figuratevi, il primo ministro
in Francia ha ancora meno
immunità rispetto ai parlamentari: il contrario dell'Italia da domani, quando il
primo ministro avrà immunità assoluta anche su indagini e sui processi già iniziati.
Ci sono precedenti illustrissimi, addirittura di Roland
Dumas coinvolto nello scandalo ELF che si dovette dimettere da presidente dell'assemblea Costituzionale un pò la nostra Corte Costituzionale- e che col lodo
Schifani, fosse stato in Italia, sarebbe stato immune e,
invece, in Francia fu incriminato.
Si dimise da Presidente dell'Assemblea Costituzionale
e al processo fu assolto, ma
invece di andare a fare il
pianto greco per la persecuzione, il teorema ecc. si ritirò dalla vita politica.
L'unico tutelato è il Capo
dello Stato, come sappiamo
in base a un'interpretazione
anche un pò cervellotica, il
che ha consentito a Chirac
di non avere il processo durante la sua presidenza, ma
appena uscito.
Infatti è sotto processo, tra
l'altro per una sciocchezzuola, per aver fatto assumere,
quando era sindaco di Parigi, alcuni impiegati che in
realtà erano attivisti del suo
partito.
In pratica li pagava il comune ma lavoravano per il partito.
Una cosa che accade in Italia comunemente, con sindacalisti e portaborse di politi-
ci.
Spagna:
spesso si sente dire "in
Spagna c'è un sistema interessante di immunità".
Non c'è nessun sistema di
immunità, salvo il fatto che
il parlamentare può essere
perseguibile in qualunque
momento e allo stesso modo un ministro per i suoi
reati ma, al momento di
rinviarli a giudizio, il magistrato deve chiedere il permesso al Parlamento.
Parlo dei deputati, non dei
ministri, che non sempre
sono deputati.
Il Parlamento come risponde quando chiedono l'okay
per il rinvio a giudizio ?
Risponde regolarmente di
sì: in trent'anni di democrazia spagnola non c'è mai
stato un solo caso in cui le
Cortes abbiano negato il
rinvio a giudizio di un proprio membro.
Salvo un caso: c'era un ex
magistrato che poi è entrato
in politica che, per errore,
quando era giudice, aveva
diffuso ai giornali la foto
del fratello di un latitante al
posto della foto del latitante
vero.
Per questo errore materiale
lo volevano processare e
per questo lo hanno protetto.
Altrimenti mai è accaduto
che le Cortes proteggessero
un proprio membro da una
richiesta della magistratura.
I membri del governo possono essere chiamati a rispondere dei loro reati in
qualunque momento.
Se vengono processati, devono essere processati dalla
Corte Suprema, come se
fosse la nostra Corte di Cassazione, cioè da un giudice
togato, come tutti gli altri.
Portogallo:
il parlamentare è sempre
processabile per i suoi reati
se questi sono tali da superare una pena di tre anni.
Per quelli minori ci vuole il
consenso del Parlamento
che non lo nega quasi mai.
Di fatto, anche lì, tutti i parlamentari sono perseguibili.
Idem per quanto riguarda i
ministri che possono addirittura essere arrestati se
colti in flagrante o se sospettati di reati con pena
superiore ai tre anni.
Solo il Presidente della Repubblica ha un'immunità
temporanea e viene processato alla fine del mandato,
come in Francia.
Gran Bretagna:
tutti i parlamentari e i ministri vengono trattati esattamente come gli altri cittadini, in cause civili e in cause
penali.
Lo stesso non vale soltanto
per la Regina, l'unica immune.
Pensate che l'astro nascente
del partito conservatore nel
2001, che si chiama Jonathan Hedkin ed era stato
appena ministro nel governo Major, finì addirittura in
galera per sei mesi per spergiuro e ostruzione alla giustizia.
Aveva fatto quello che i
nostri fanno nei ritagli di
tempo: aveva mentito su un
conto di albergo.
Sei mesi di galera, stroncata
definitivamente la carriera.
Nessuna immunità di nessun genere, quindi lì il problema è la corruzione, non
la magistratura o le forze di
Polizia.
Germania: nessuna
protezione per il premier e i
suoi ministri.
C'è, anche lì come in Spagna e come in Spagna viene
sempre concessa, l'autorizzazione a procedere del
Parlamento per processare
gli eletti.
C'è però anche una prassi
che stabilisce che all'inizio
della legislatura autorizza
ex-post, preventivamente,
tutte le richieste che verranno dalla magistratura.
Quindi prima ancora di iniziare l'attività parlamentare
già si fa sapere alla magistratura che tutte le richieste
che verranno fatte per indagare i propri membri, il Parlamento le accetta una volta
per tutte in via preventiva.
Tant'è che, addirittura, i
parlamentari e i ministri
temono di finire in galera,
cosa che in Italia non potrebbe mai accadere perché
il Parlamento respinge sempre.
Lo dimostra il fatto che, nel
2003, si è suicidato un deputato liberale, Jurgen Molleman, che temeva, dopo
aver subito una perquisizione -pensate hanno perquisito un parlamentare- che lo
arrestassero, quindi si è suicidato.
Ed era indagato per evasione fiscale, mica per mafia o
corruzione di giudici o di
testimoni.
In Belgio l'autorizzazione
a procedere è stata abrogata
nel '97 quindi non c'è più.
In Olanda non c'è nessuna autorizzazione a procedere e, anzi, i ministri non
essendo parlamentari possono essere perseguiti persino per le loro opinioni e
possono essere arrestati per
i loro reati.
In Svezia, anche: i parlamentari e i ministri possono
finire in galera purché il
reato superi la pena di due
anni, quindi per quasi tutti i
reati seri.
Infine, negli Stati Uniti
come abbiamo visto non c'è
nessuna immunità di nessun
genere, né per i parlamentari né addirittura per l'uomo
più potente della Terra, il
Presidente, che può essere
indagato sia per cose fatte
prima sia fatte durante.
Vorrei concludere con un
Paese che sta diventando
veramente un faro di legalità e di eguaglianza dal quale prima o poi dovremo
prendere lezioni anche noi:
l'Albania.
Nella Costituzione albanese, me l'ha mandata un amico, all'articolo 72 si legge:
"Il mandato del deputato
termina o è invalido..." e
c'è una serie di casi in cui il
parlamentare decade dal
suo mandato. A, B, C, D,
E... assenze, indennità varie, conflitti di interesse -ci
(Continua a pagina 22)
INTERNI
22 Giustizia e Libertà
27 luglio 2008
Lezioni di legalità dall’Albania
(Continua da pagina 21)
sono persino i conflitti di interesse, puniti in Albania !- e alla
lettera F si dice che il deputato
decade dal mandato "quando è
condannato da una sentenza
di una Corte di ultima istanza
per aver commesso un reato".
Ohibò !
Il deputato che viene condannato definitivamente, vuol dire
intanto che non c'è nessuna im-
munità, se no come lo condannano.
Secondo, la condanna del
deputato lo fa decadere all'istante dal suo mandato.
In Albania.
Speriamo che gli albanesi
vengano presto a civilizzarci e a spiegarci l'articolo 3 della nostra Costituzione che stabilisce che
tutti i cittadini sono uguali
ze non rimanete con le
mani in mano e continuate
Ci vediamo, per chi vuole, a passare parola!
stasera alla presentazione
di "Bavaglio" alla Came- Marco Travaglio
ra del Lavoro di Milano in Trascrizione della
Corso di Porta Vittoria 43, diretta
noi con Passaparola ci vediamo lunedì primo set- Postato da
Beppe Grillo
tembre.
di fronte alla legge.
21.07.08 12:32
Buone vacanze ancora,
però durante queste vacan-
Buonanotte Ostellino
di Marco Travaglio (L’Espresso, 31 luglio 2008)
Bisogna assolutamente fare
qualcosa
per
Piero Ostellino.
camorra, invece di passare il tempo a intercettare raccomandazioni
di qualche velina».
Qualche settimana fa, sotto choc per
la perdita del suo cane
Nicevò (della cui improvvisa scomparsa ragguagliò la Nazione nella
sua rubrica sul "Corriere
della Sera"), se la prende col Csm che pretende
di dare un parere «non
richiesto», dunque «il
legittimo», sulla legge
blocca-processi instaurando «il governo delle
toghe al posto di quello
delle leggi».
Per lui le telefonate Saccà-Berlusconi, in cui il
premier promette soldi in
cambio di favori e acquista senatori, non contengono che «indiscrezioni
sulle imprese erotiche»
del Cavaliere.
già rinviato a giudizio i
presunti responsabili dello scandalo monnezza,
da Bassolino ai vertici
della Fibe-Impregilo.
Quanto alla camorra,
qualche giorno prima la
Corte d'appello di Napoli
ha decapitato il clan dei
Casalesi.
Togliatti, giù giù fino a
Berlinguer, Fassino e Di
Pietro.
Alla fine l'eventuale lettore, stremato e curioso di
sapere che diavolo c'entri
la Terza Internazionale
con i giudici di Pescara
che arrestano alcuni politici per mazzette sulla sanità, resta deluso.
C'è da attendersi, a quel
punto, che l'insigne pen- Nessuna risposta.
E poi, suvvia, «ogni ra- satore liberale venga digazza sa bene di essere rottato su argomenti me- Solo una struggente lamentazione per «la tiepi"seduta sulla propria no ostici.
da reazione del Pd all'offortuna" e di poterne
Macché.
fensiva giudiziaria condisporre come crede».
tro Del Turco», retaggio
Se leggesse almeno il Il 16 luglio si conquista dell'antica «continuità
giornale su cui scrive, la prima pagina del antisocialista» e «disconForse ignora che i pare- Ostellino saprebbe che i "Corriere" per com- tinuità riformista» dei
ri del Csm, richiesti o giudici napoletani hanno mentare l'arresto di Otta- comunisti «da Tangentomeno, sono previsti
viano Del poli a oggi».
proprio da una legge,
Turco:
la n.195 del 24.3.1958:
non una Impermeabile ai fatti per
p a r o l a non disturbare le sue opi«Il Csm dà pareri
sulle cen- nioni, Ostellino ignora che
al ministro su ditinaia di Tangentopoli falcidiò pure
p a g i n e il Pci-Pds milanese e che,
segni di legge condell'ordi- con Del Turco, sono indacernenti l'ordinananza del gati pure tre assessori ex
mento giudiziario,
gip, ma Ds (D'Amico, Verticelli e
l'amministrazione
ampi rife- Caramanico).
della giustizia e
rimenti
ogni altro oggetto
s t o r i c i Insomma, non lo sfiora
all'annosa neppure l'idea che la pruattinente alle preo s t i l i t à denza del Pd dipenda da
dette materie».
fra socia- qualcosa di più antico del
listi e co- Congresso di Livorno: il
La settimana dopo Om u n i s t i , SETTIMO
stellino invita i magida Marx, COMANDAMENTO.
strati napoletani a ocStalin,
cuparsi di «Napoli
L e n i n , Marco Travaglio
sommersa dalla monKautsky, Espresso
nezza», «rinviarne a
T r o t z k y , 31 luglio 2008
giudizio i responsabiPiero
Ostellino
Gramsci,
li» e «combattere la
INTERNI
27 luglio 2008
Giustizia e Libertà
23
Satira preventiva
Quattro braccia ai Vigili Urbani
di Michele Serra (L’Espresso, 31 luglio 2008)
Il pugno duro di Renato
Brunetta
contro
gli
statali è solo
il primo passo di una
profonda riforma del
settore. La riforma, battuta a macchina dallo
stesso Brunetta perché
gli impiegati del suo
ministero erano appena
stati licenziati, è stata
presentata ai giornalisti
nel corso di una conferenza stampa molto austera: lo stesso ministro, per evitare sprechi, ha servito il rinfresco preparato con le
sue mani durante la
notte.
La curiosa giacca a
pois gialli con la quale
si è presentato alla
stampa era dovuta alle
macchie di maionese.
Vediamo i punti principali del piano Brunetta.
Poste
Molte lettere sono del
tutto inutili.
Si tratta di fesserie e
sdolcinatezze tra privati
che non hanno alcuna
utilità ai fini dell'economia nazionale. In ogni
ufficio postale un impiegato addetto le apri-
rà 'e le leggerà al telefono al destinatario,
saltando i passaggi meno significativi e caricando il prezzo della
telefonata sulla bolletta
dell'utente.
Per le cartoline, è prevista una descrizione
sommaria del paesaggio raffigurato.
Con un piccolo sovrapprezzo, verrà descritto
anche il francobollo.
Furgoni e camion consumano troppa benzina, e dunque il servizio
di consegna della posta
residua sarà effettuato
dai soli portalettere a
piedi o in motorino, col
portapacchi rinforzato
per reggere le enormi
pile di posta.
Per trasportare i pacchi
più voluminosi, il motorino sarà munito di
sidecar.
Per evitare lo spettacolo penoso degli sportelli chiusi, i vetri verranno murati e rimarrà aperto un solo sportello,
dietro il quale gli impiegati, grazie al nuovo
spirito competitivo faranno a gara per servire
i clienti cercando di
sopraffarsi a vicenda e
afferrare i bollettini,
denunciando come fannulloni i colleghi anziani che stramazzano
a terra.
Ministeri
L'usciere con la giacca
stazzonata, stravaccato
su una sedia, che borbotta ininterrottamente
«terzo piano in fondo» anche se non c'è
nessuno, verrà licenziato.
Lo sostituirà un indicatore elettronico, sempre con la giacca stazzonata: premendo i
bottoni della giacca
una voce metallica dirà
«terzo piano in fondo».
Un nuovo software, in
via di sperimentazione,
sarà in grado di dire
anche «secondo piano
a destra».
Tutti i primi piani saranno aboliti per ridurre i costi e migliorare
le prestazioni: pare che
gli impiegati del primo
piano siano più soggetti a stare tutto il giorno
alla finestra conversando con la sorella che
sta andando a fare la
spesa.
Scuola
vederà a insegnare latino, matematica, diritto,
scienze, geografia; fisica, ginnastica, francese, inglese, tedesco,
trigonometria, algebra,
greco e disegno: contemporaneamente per
ottimizzare i risultati.
Il suo stipendio verrà
congelato, ma potrà
arrotondarlo con le
mance degli studenti
impietositi dai vestiti
laceri.
La figura del preside
verrà rimpiazzata da
una fotografia del ministro della Pubblica
istruzione che regge
nella mano destra il
regolamento scolastico.
Vigili urbani
Il ministro ha mostrato
con orgoglio il vigile
urbano a quattro braccia (le due normali più
due braccia meccaniche montate sotto le
ascelle).
Il vigile quadrumane
sarà in grado di dirigere il traffico indicando
ben quattro direzioni
diverse, oppure indicandone solo due ma
con il terzo braccio
scrivendo le multe e
con il quarto acciuffando uno scippatore.
Basterà un vigile per
ogni città.
Il personale in eccesso
verrà destinato alla manutenzione delle braccia meccaniche del collega.
Un solo bidello per istituto, incaricato di
gridare
ai
ragazzi
«piantala di fare lo
scemo», basta e avanza.
Alla pulizia dei pavimenti provvedono direttamente gli studenti
strusciando per terra i
pantaloni a vita bassa. Michele Serra
I docenti in esubero L’Espresso
verranno rinchiusi nel- 31 luglio 2008
l'aula di chimica e usati
per gli esprimenti.
Un solo docente altamente qualificato prov-
INTERNI
24 Giustizia e Libertà
27 luglio 2008
Comunicato Stampa
Falcone e Borsellino
Per quale Repubblica ? Non per questa
Per quale Repubblica Falcone e Borsellino hanno sacrificato vita, affetti,
figli, futuro
Comitato in Difesa della Costituzione, Ravenna
Comitato per la Legalità e la Democrazia, Ravenna (22 luglio 2008)
Riceviamo e Pubblichiamo
In questi giorni di commemorazioni di chi, per la Repubblica, ha sacrificato tutto, la lontananza dell’esempio di Falcone e Borsellino dalla Repubblica reale
emerge con drammatica evidenza.
Il loro Olocausto non è stato per la Repubblica che
abbiamo sotto gli occhi.
Anche noi, come hanno recentemente dichiarato i
magistrati di Palermo, abbiamo un compito, non
scelto volentieri, ma necessario: RESISTENZA COSTITUZIONALE.
Mai, neppure nei momenti peggiori degli ultimi venti
anni, abbiamo visto la Costituzione così violata e offesa e, con lei, chi, per difenderla, ha sacrificato la
vita, come Falcone e Borsellino, ricordati con retorica nelle orazioni ufficiali, ma non onorati nelle politiche quotidiane, nel rispetto della legalità e della Costituzione.
Dei tre poteri sanciti dalla Costituzione del 1948, l’Esecutivo, il Governo, attacca con parole inaudite l’’Ordine Giudiziario (“CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA CLOACA”), che ha autonomia nell’interpretare ed applicare la legge, dice la Costituzione, ma che l’Esecutivo offende come si fa con un
subordinato infedele. Anche i sovrani assoluti, un tempo, avevano maggiore attenzione all’uso delle parole.
L’Esecutivo intende promulgare, inoltre, leggi che si
allontanano dai principi costituzionali, come i vari
tentativi di rendere non obbligatoria l’ azione penale; e la legge sull’immunità, già approvata alla Camera, lo sarà oggi al Senato.
Si torna ad una concezione arcaica ed arbitraria della legge, che separa i potenti dai subordinati, e li circonda di privilegio e disuguaglianza.
L’altro ordine, il Legislativo, risulta, in questi giorni,
mortificato da una maggioranza che detta legge, che svilisce il ruolo di confronto del Parlamento, che i Costituenti concepirono come palestra civile di confronto
e di alta competizione fra idee, che viene così ridotto
a semplice cassa di risonanza di una maggioranza
resa sovrabbondante da una legge elettorale liberticida, anch’essa fuori dalla Costituzione.
Maurizio Viroli, due anni fa, in un dibattito, a Ravenna, propose che tutti, cittadine/i, parlamentari,
governanti, rileggessero i dibattiti della Costituente,
per toccare con mano l’altezza morale e intellettuale
di chi, allora, abitava le aule parlamentari.
E ‘ PROPOSTA CHE CONDIVIDIAMO E CHE
VORREMMO RILANCIARE ALLA NOSTRA COMUNITA’, NAZIONALE E LOCALE.
Dovremo di nuovo sentire un Presidente del
Consiglio che parla con disprezzo dell’ “aula
sorda e grigia”?
Che ritiene sia perdita di tempo la discussione parlamentare, e che l’unico potere che
conta è l’investitura che il capo riceve direttamente dal popolo ?
Che auspica un rafforzamento dei propri
poteri ?
Ancora di più ?
Un’altra circostanza ci preoccupa, MOLTISSIMO.
Vediamo un Parlamento indebolito nelle
sue prerogative perché fatichiamo a
“sentire” la voce della opposizione. E senza
una opposizione che faccia sentire con forza
le proprie ragioni, DIVERSE da quelle della
maggioranza, soprattutto nella difesa della
COSTITUZIONE, LA DEMOCRAZIA DIVENTA PURO NOME.
E’ NECESSARIA una opposizione forte e
determinata, più attenta alle ragioni della
RESISTENZA COSTITUZIONALE che è
COSCIENZA presente e diffusa in tutto il
territorio nazionale. E non è una resistenza
conservatrice, a meno che “conservare” non
significhi l’intransigente difesa delle funzioni dei TRE POTERI e DEI LORO EQUILIBRI, oltre che dell’indispensabile ruolo
del Presidente della Repubblica, a cui la Costituzione affida anche il compito di SOSPENDERE ITER LEGISLATIVI CON
RICHIESTA DI CHIARIMENTI.
Abbiamo fiducia nel presidente Giorgio Napolitano, uomo che in più di una occasione,
nella storia della Repubblica, ha avuto coraggio e lungimiranza.
Sta svolgendo la sua funzione in condizioni
di estrema difficoltà.
MA SAPRA’ DIFENDERE LA COSTITUZONE, QUESTA COSTITUZIONE, SENZA LA QUALE LA SOVRANITA’ DEL
POPOLO SAREBBE RICACCIATA INDIETRO NEL TEMPO, O GETTATA IN
UN FUTURO OSCURO.
Alle forze politiche di opposizione, in Parlamento e nella società, chiediamo parole chiare e azioni politiche conseguenti.
♣
27 luglio 2008
ECONOMIA
Giustizia e Libertà
25
AliTaglia
di Paolo di Roberto
Dunque la soluzione agli annosi
problemi di Alitalia sembra giunta finalmente in dirittura d’arrivo.
Grazie all’impegno del governo
Berlusconi anche uno dei nodi
cruciali, che da anni non trovano
soluzione, sembrano venir risolti.
Certo, i medesimi problemi avrebbero potuto benissimo venir
risolti anche qualche anno fa,
sempre durante il suo governo,
ma poco male, anche se con un
po’ di ritardo, l’importante è che
giungiamo ad una soluzione.
Quindi viva Berlusconi, dovremmo dire.
A noi non pare.
Berlusconi potrà anche ingannare
la classica casalinga di Voghera,
facendole credere che grazie a lui
si è posto fine ad un’annosa questione, ma non noi.
E questo perché probabilmente la
casalinga di Voghera non ha mai
approfondito il diritto e l’economia e, probabilmente, troppo indaffarata a seguire i figli e ad occuparsi della spesa, non segue
con adeguata attenzione il telegiornale (per quanto anche chi
invece comprende bene sia il diritto che l’economia talvolta ha
difficoltà a comprendere le notizie come vengono fornite dai telegiornali, date a pezzi e bocconi,
poiché si limitano ai fatti del
giorno, o arrivano addirittura a
“condizionarli” secondo il volere del Premier).
Se la casalinga di Voghera seguisse con maggiore attenzione,
saprebbe per esempio che i punti
cardine della soluzione di Alitalia
sono due: il primo riguarda il taglio di circa 5.000 posti di lavoro, attraverso prepensionamenti e
mobilità o ricorso ad ammortizzatori sociali (es. la cassa integrazione); il secondo prevede il fallimento di Alitalia e la costituzione
di una nuova società, "Alitalia 2",
su cui si incentrerebbero gli inve-
stimenti di una decina tra banche
e imprenditori italiani.
A margine vogliamo aggiungere
che per quello che se ne sa, fino
ad ora, il capitale sociale della
nuova compagni, gli investimenti previsti, per intenderci, ammonterebbero a 700 milioni di
euro.
Ma probabilmente anche così la
casalinga di Voghera non si preoccuperebbe molto.
Non conoscendo l’impatto che
queste due soluzioni avrebbero
sull’economia nazionale e sui
dipendenti dell’Alitalia, ella le
giudicherebbe positive, purché si
giunga ad una soluzione.
Eppure il primo dei due punti,
il taglio di circa 5000 posti, costituisce il doppio, ricordiamolo
e sottolineiamolo, della soluzione proposta da Air France durante le trattative con il governo
Prodi.
Air France aveva previsto, infatti, nel suo piano solo 2500 esuberi, tra prepensionamenti e licenziamenti.
Mancano quindi all'appello 2500
posti di lavoro.
A questo vogliamo anche aggiungere che gli investimenti
previsti da Air France assommavano a due miliardi di euro, uno
per il ripiano dei debiti l'altro di
investimenti veri e propri.
denaro per poter sopravvivere
fino ad oggi.
Che fine fanno i creditori?
Un'azienda di cui viene dichiarato fallimento, viene posta in liquidazione: tutti i suoi beni vengono venduti e il ricavato diviene loro proprietà.
Presumibilmente parte di questi
beni saranno acquistati proprio
dalla nuova società in corso di
costituzione, "Alitalia 2".
Ma, e questo è il punto, se gli
investimenti di "Alitalia 2" saranno di soli 700 milioni di euro,
questi non saranno mai sufficienti a ripianare TUTTI I DEBITI,
ossia ci sarà qualcuno che ci rimetterà, e ci rimetterà anche cifre enormi.
Tra questi, sicuramente molti
piccoli risparmiatori che hanno
investito parte dei loro soldi nell'acquisto delle azioni che tra pochi giorni saranno carta straccia.
Magari tra questi ci sono molti
risparmiatori attirati proprio dagli annunci di una prossima soluzione, che si sono fidati di Berlusconi.
Per la cronaca, il titolo è sospeso
in borsa dallo scorso 3 giugno,
altrimenti le notizie di questi
giorni avrebbero provocato il
panico sul titolo.
A meno che… a meno che non si
trovi una soluzione "politica"
C'è poi il secondo punto, an- alla questione.
ch'esso particolarmente impor- Ma soluzione politica significherebbe, quasi certamente, che lo
tante.
Il fallimento dell'attuale compa- stato ci metta i soldi.
gnia e la costituzione di una nuoOssia che, come accade sovente
va società.
La prima e più evidente conse- in tali questioni, a pagare sia
guenza del fallimento di un'a- sempre il cittadino italiano.
zienda, lasciando da parte la perdita dei posti di lavoro, riguarda ♦
i debiti.
Alitalia è un'azienda che ha un
mucchio di debiti, il che significa che qualcuno gli ha prestato il
26 Giustizia e Libertà
UNIVERSITA’
27 luglio 2008
Università e Finanziaria
La Finanziaria spacca
il mondo universitario
di Benedetta P. Pacelli (ItaliaOggi, 22 luglio 2008)
C'è la mannaia della Finanziaria da una parte, il
mondo accademico dall'altra e quello universitario, delle istituzioni, da
un'altra ancora.
di rappresentanza e di
autogoverno valido in
grado di contrastare gli
attacchi che da anni
stanno subendo le università".
si preparano a una mobilitazione a oltranza, mentre si allunga l'elenco dei
professori che minacciano di attuare il blocco
totale degli esami.
La manovra economica
che prevede tagli per circa 1,4 miliardi al Fondo
di funzionamento ordinario per i prossimi cinque
anni ha non solo fatto
alzare le barricate in tutti
gli atenei italiani ma, anche spaccato il mondo
accademico. Che, con la
tregua stabilita da Cun e
Crui dopo l'annuncio di
un tavolo di consultazione tra gli organi competenti e la promessa del
ministro dell'istruzione
Maria Stella Gelmini di
qualche spicciolo in più
nella prossima finanziaria, puntano il dito proprio contro i due organi
consultivi accusati di avere ceduto alle lusinghe
senza troppo combattere.
Gli fa eco Marco Merafina
coordinatore nazionale
dei docenti universitari
che accusa il Cun e la
Crui "di aver ceduto
alle promesse in maniera troppo ingenua. Questa manovra porta via
soldi senza restituirli e
soprattutto senza reinvestirli nel settore. In
questo modo o le università annunciano bancarotta o dovranno aumentare le tasse degli
studenti".
Si mobilita La Sapienza
di Roma che, in un comunicato, addirittura annuncia che "in queste
condizioni non sarà possibile dare inizio al
prossimo anno accademico".
Vota una mozione durissima il senato accademico di Firenze che insieme
ad altri atenei toscani
chiede lo stralcio dal decreto delle norme che si
riferiscono alle università, in vista di una discussione più approfondita.
Interviene anche Aquis,
l'Associazione per la
qualità delle università
italiane statali, che sottolinea come ogni intervento sulle università dovrà puntare "a una riqualificazione della spesa degli atenei, ma non
a fare cassa per il bilancio dello stato a spese
dei bilanci delle università. Si dovrebbe piutto-
sto avviare un processo
di riqualificazione della
spesa non tagliando i
finanziamenti, ma dettando regole per comportamenti virtuosi".
Riuniti, poi, ieri per la
prima volta anche gli stati
maggiori di tutti gli atenei dell'Emilia Romagna
che oltre a stigmatizzare
la manovra che “mortifica l'intero insieme delle
professionalità e competenze”, bocciano anche la
via d'uscita proposta dal
governo, cioè la trasformazione delle università
pubbliche in fondazioni:
"Un provvedimento ancora confuso e inadeguato nel suo articolato
che non motiva in nessun modo la convenienza a muoversi verso tale
trasformazione".
A nulla è servito, quindi,
per calmierare gli animi
l'ordine del giorno annunciato dalla Gelmini che
promette di restituire agli
Si ribellano infine comatenei quei finanziamenti
patte le università del
sottratti perché, è la proFriuli-Venezia Giulia
testa, "il ministro fa
contro "il disimpegno
E, tra il silenzio del mini- promesse senza avere
dello stato" dall'universtro che, nella giornata di nessuna carta in mano".
sità."
ieri non ha voluto rilasciare dichiarazioni in E nel frattempo da settimerito, promettono inve- mane proseguono le pro♦
ce battaglia. "Non é un teste negli atenei: alcuni
tavolino che può risolvere problemi epocali",
ha dichiarato Nunzio Miraglia presidente dell'Andu, che parteciperà oggi
insieme a tutte le rappredi Alberto Burgio, (Il Manifesto, 22 luglio 2008)
sentanze universitarie
all'assemblea nazionale a
La destra attacca a testa nam come a bei vecchi p o v e r i
già
superRoma.
bassa.
tempi; attacco contro indebitati.
"Quello che è chiaro da La sceneggiatura inven- quanto resta dell'unità Difficile dire che succetempo che a decidere tata qualche mese da sociale e istituzionale del derà alla ripresa autunnasull'università è il mini- Walter Veltroni per apri- paese; guerra senza quar- le.
stro dell'economia per- re la crisi di governo non tiere contro il lavoro pub- C'è da augurarsi che, inblico e privato, e una po- calzata dalla sinistra sinché quello dell'universi- lo prevedeva.
Fantasticava
di
una
delitica economica fatta di dacale, la Cgil dia finaltà, la Gelmini ora, non
stra
ormai
civilizzata.
frodi sull'inflazione reale mente segnali di resipiha nessun potere in meCome
stessero
in
realtà
e di tagli alla spesa e alle scenza, ma dovrà vederrito. Il sistema nazionale
cose
è
oggi
sotto
gli
retribuzioni. Come sem- sela con le altre confedele" ha tuonato ancora,
occhi
di
tutti:
razzismo
pre. Solo che adesso si razioni, tentate da una
"non ha un vero organo
di stato; leggi ad perso- infierisce su un popolo di
(Continua a pagina 27)
"Vacanza universitaria"
UNIVERSITA’
27 luglio 2008
Giustizia e Libertà
27
Università e finanziaria
(Continua da pagina 26)
replica in pejus del famigerato Patto per l'Italia.
Per parte sua, il Partito
democratico si interroga
se perseverare nella ricerca del dialogo o impegnarsi nell'opposizione,
naturalmente costruttiva".
Intanto vengono giù interi pezzi della Costituzione materiale e formale
della Repubblica, trascinando con sé le sorti della nostra democrazia.
Un'ennesima picconata la
dà in questi giorni il decreto legge 112, la
"lenzuolata" scritta da
Tremonti in combutta
con Sacconi e Brunetta
sulla quale il governo ha
posto la fiducia temendo
di non ottenerne, altrimenti, la conversione in
legge entro il 24 agosto.
Tra privatizzazioni, tagli
alla spesa e agli organici
pubblici, nuove misure
precarizzanti e ricatti
contro i "fannulloni" del
pubblico impiego, il prov
vedimento contiene misure devastanti in materia
di scuola e di università.
Il manifesto ha già messo
in evidenza i pericoli che
incombono sul sistema
scolastico, già stremato
da una politica di lesina
che da anni colloca l'Italia agli ultimi posti in Europa quanto a spesa per
l'istruzione pubblica.
Sarà ulteriormente ridotto
l'organico docente e ausiliario e si ridurrà il tempo
pieno.
Al contempo si riprenderà il progetto morattiano
del doppio binario (scelta
tra istruzione e formazione professionale già a 14
anni) teso a reintrodurre
la logica classista dell'"avviamento" cancellata
nei primi anni Sessanta
con l'istituzione della
scuola media unica.
Dopotutto, non aveva
detto chiaramente Berlusconi che non sta né in
cielo né in terra che il
figlio dell'operaio possa
avere le stesse ambizioni
di quello dell'imprendito- sempre più salate in camre o del professionista ?
bio di un sapere sempre
più parcellizzato e disorL'università non è messa ganico. Il progetto del
meglio.
governo ha un respiro
Le Disposizioni per lo ben più complessivo, una
sviluppo
economico portata in senso proprio
(questo il titolo del dl costituente.
nella beffarda neolingua Ridurre al minimo il regovernativa) prevedono clutamento di nuovi ritagli alle già misere retri- cercatori significa precabuzioni del personale do- rietà a vita per quasi tutti
cente e amministrativo; coloro che ancora attentagli agli stanziamenti (in dono di entrare in ruolo
aggiunta ai 500 milioni ed esasperazione delle
già decurtati nello scorso logiche oligarchiche e
triennio); limiti al turn baronali.
over (nella misura massi- Privatizzare il patrimonio
ma del 20% dei pensio- degli atenei significa
namenti per il trienno consolidare le propensio2009-2011); massicci ni e le pratiche neofeudatrasferimenti a favore di li di ristretti gruppi di
pretesi "centri di eccel- potere, sempre più insoflenza" (a cominciare dal- ferenti al controllo demol'Istituto Italiano di Tec- cratico.
nologia, guarda caso pre- E significa accrescere il
sieduto dal Direttore ge- potere di condizionamennerale del Ministero del- to del capitale privato
l'Economia) e, dulcis in (impresa e credito) sui
fundo, la possibilità che percorsi di ricerca e sulla
le università pubbliche si stessa didattica.
trasformino in fondazio- Destinare risorse crescenni, spianando anche di ti ai sedicenti centri di
diritto la strada a un pro- eccellenza significa processo di privatizzazione muovere un sistema di
dell'università italiana università di serie A (per
che da anni -grazie alle chi potrà permettersele) e
sciagurate riforme ulivi- di serie B (per tutti gli
ste- marcia già spedita- altri), secondo il pessimo
modello castale degli
mente di fatto.
Si presti molta attenzio- Stati Uniti.
Per l'ennesima volta la
ne.
nostra "classe dirigente"
Quest'attacco brutale non conferma la propria levacolpisce soltanto chi la- tura strapaesana, non esivora nell'università né tando a sacrificare le prosolo chi vi trascorre alcu- spettive di sviluppo del
ni anni della propria vita, paese all'interesse di chi
peraltro pagando tasse gode di posizioni privile-
giate.
Ma in questo caso l'attacco colpisce un fondamento della cittadinanza democratica.
La scuola, l'istruzione, la
cultura e la critica sono
strumenti essenziali di
partecipazione e di mobilità sociale.
Per questo la Costituzione ne preserva libertà e
pubblicità.
E per questo la destra al
governo intende cancellarne il carattere di massa.
Viene insomma al pettine
uno dei nodi della primavera vissuta anche in Italia tra gli anni Sessanta e
Settanta.
C'è chi, per fortuna, se
n'è accorto in tempo.
Nelle università si moltiplicano in questi giorni
agitazioni, appelli alla
mobilitazione e assemblee di studenti, docenti e
precari.
Ma non è ancora abbastanza.
Occorre saldare al più
presto un fronte ampio
che coinvolga massicciamente il corpo docente e
tutti i dipendenti del sistema universitario pubblico.
Questa controriforma non
deve passare: dov'è scritto che agosto non possa
essere tempo di lotta?"
Alberto Bugio
Manifesto
22 luglio 2008
Diario di un povero prof.
di Giulio Ferrosi (L’Unità, 23 luglio 2008)
Davvero subdolo l'attacco all'università portato
dal decreto 112: sotto il
paravento dei tagli di
spesa si mette in moto
un processo che tende a
indebolire l'università
pubblica, muovendo verso forme di privatizzazione il cui esito non può
essere che distruttivo: la
quasi totale riduzione del
turn over rende praticamente impossibile la già
difficoltosa possibilità
di arruolamento delle
giovani generazioni; la
decurtazione dei fondi
per il funzionamento e
per la ricerca blocca l'esercizio di molte delle
attività programmate; la
trasformazione delle università in Fondazioni
conduce all'ingresso in
esse (dentro quelle che ci
riusciranno) dei privati,
con ruoli sempre più determinanti.
Un punto relativamente
marginale ma fortemente
punitivo verso la classe
docente è costituito poi
dal rallentamento degli
scatti biennali di carriera,
(Continua a pagina 28)
28 Giustizia e Libertà
UNIVERSITA’
27 luglio 2008
Università e finanziaria
gno da molti anni, e vedo
certamente alcune sacche
di privilegio, personaggi
che riescono a muoversi
dentro l'istituzione accademica con una presenza
evanescente e poco
incisiva. La grande maggioranza dei docenti, però è lì, pronta a confrontarsi quotidianamente con
una serie di incombenze
che vanno molto al di là
delle lezioni, degli esami
Proprio il berlusconiano e dei colloqui con gli stu"Giornale" è partito in denti.
quarta qualificando i
professori universitari in Il carico didattico si è
blocco come fannulloni, amplificato notevolmente
che intascano una barca negli ultimi anni: i nuovi
di soldi (all'incirca 10 ordinamenti introdotti
mila euro al mese) lavo- dalla riforma Berlinguerrando solo 3 ore al gior- Zecchino hanno portato
no: e fa i conti nel porta- alla moltiplicazione dei
foglio dei professori or- corsi e delle funzioni di
dinari e di alcuni magni- tutoraggio; le difficoltà
fici rettori, usando artata- organizzative delle strutmente le cifre (senza te- ture universitarie (dovute
ner conto delle detrazioni proprio alla scarsità di
fiscali e previdenziali: e risorse) costringono molti
in effetti, tenuto conto di di noi ad intervenire antutto, un professore alla che su campi che sono
fine della carriera guada- lontanissimi dalle loro
gna meno della metà del- qualifiche scientifiche e
la cifra indicata dal disciplinari.
"Giornale").
La gestione della vita accademica e gli svariati
Ma è proprio vero che i compiti istituzionali riprofessori lavorano così chiedono continue riuniopoco ?
ni di organi collegiali,
E cosa significa questo che portano via intere
populistico esporli al giornate,
pubblico ludibrio ?
Ci sono poi i seminari, i
Io mi guardo intorno, corsi di dottorato di ricernell'università dove inse- ca, le iniziative scientifi(Continua da pagina 27)
che tra l'altro penalizza
in primo luogo proprio i
giovani ricercatori da
poco assunti, i cui stipendi sono peraltro molto
bassi.
Ma proprio la questione
degli stipendi viene presa
come punto di attacco e
di propaganda a sostegno
del disegno di privatizzazione.
che e culturali, gli scambi
internazionali, ecc.
Molte sono le giornate in
cui si sta in Facoltà dal
mattino alla sera, tra incombenze di ogni sorta,
spesso in spazi ridottissimi, appena vivibili. Non
bisogna poi sottovalutare
(come invece fanno allegramente i compilatori
del "Giornale") l'impegno della ricerca, che
nelle Facoltà scientifiche
richiede spesso una presenza in laboratorio
per tutti i giorni della settimana e che per tutti comunque impone un lungo
lavoro di organizzazione,
di progettazione, di studio e verifica.
Anzi, nella situazione
attuale sono proprio le
molteplici incombenze
istituzionali a sottrarre
tempo alla ricerca.
Se si invece vuole mantenere la didattica universitaria ad un livello
"superiore", è tanto più
essenziale che essa
(anche quella di primo
livello, solo in apparenza
più semplice e ripetitiva)
scaturisca da un fecondo
e diretto rapporto con la
ricerca, una ricerca che
deve per giunta essere
sostenuta da uno scambio
con i più alti livelli internazionali della cultura,
della scienza, della
tecnologia.
Per fare tutto ciò, in un
questo
quadro
←Università La Sapinza, Roma i n t e r n a zionale
↓Università Federico 2°, Napoli da cui è
m i o p e
prescindere, non
basta la
giornata
piena.
M o l t i
professori
sono
in
realtà assillati dall ' i n s u fficienza
del tempo
a disposizione,
d a l l a
scarsità di
spazio che rimane per
portare a compimento i
lavori di ricerca (quasi
sempre, del resto, aspettiamo il tempo delle vacanze per poterci dedicare a tempo pieno proprio
a certi lavori che non si
riescono ad espletare nel
corso dell'anno, ma il cui
effetto positivo ricade poi
sul successivo lavoro didattico).
In definitiva questi attacchi populisti ai professori
universitari sembrano
tendere anche a colpire il
prestigio sociale dell'università,
a
limitare
lo spazio di libertà dei
docenti, ad approfondire
la divaricazione tra
ricerca e didattica, sottraendo definitivamente all'università pubblica la
funzione di punta avanzata della scienza e della
cultura del paese.
È vero peraltro che l'università è in crisi, come
gran parte delle strutture
portanti di questo paese;
ma il disegno attuale mira ad approfittare di
questa crisi per trasferire
nell'ambito del privato (e
di coloro che sono in grado di sostenere i costi
imposti dal privato) i livelli di eccellenza, trasformando quanto rimarrebbe dell'università pubblica in agenzia subalterna, parcheggio per gioventù destinata a funzioni
di secondo piano, per un
popolo di consumatori
esclusi dal controllo dei
vertici della conoscenza e
dalla coscienza critica.
Questa è la posta oggi in
gioco: tanto più occorrono risposte forti e rigorose, non semplici difese
dello status quo, ma attivi
interventi per una rifondazione e un rilanciodell'istituzione universitaria,
come motore centrale
della vita democratica del
paese.
Giulio Ferrosi
L’Unità
23 luglio 2008
UNIVERSITA’
27 luglio 2008
Giustizia e Libertà
29
"La mpustuma del leone Ciccio
Intervento di Francesco Muracchia (Andu, 23.07.2008)
Alla fine degli anni sessanta, a Palermo, una protesta studentesca sfociata
nell'occupazione di alcune facoltà universitarie
determinò la sospensione
degli esami di profitto.
Alla fine dell'occupazione, il Preside di una di
queste facoltà preparò un
comunicato stampa per
informare gli studenti
sparsi nelle varie parti
della Sicilia che gli esami
sarebbero
ripresi
a
partire dal _____.
Il comunicato non fu pubblicato per "mancanza di
spazio".
L'attenzione e le emozioni dei palermitani erano
allora focalizzate sulla
salute di "Ciccio", un
vecchio leone ospitato nel
minizoo di Villa Giulia,
una bella villa pubblica di
Palermo prospiciente il
mare.
Ciccio era affetto da una
infezione le cui evoluzioni erano incerte e tenevano i cittadini con il fiato
sospeso.
La stampa, sensibile e
partecipe di questo stato
d'animo, destinava ogni
giorno una intera pagina
tra bollettini veterinari e
interventi vari, in gran
parte di bambini, allo stato di salute del povero
Ciccio.
Quel preside a cui non
mancavano certo arguzia
e spiccato senso dell'hu-
mor commentò sorridendo amaramente: "per la
mpustuma (infezione)
di Ciccio si trova una
pagina sana (intera),
per 500 studenti non si
trovano 3 righe."
Non chiedeva di astenersi
dallo scrivere di Ciccio,
ma soltanto di sottrarre 3
righe ad una intera pagina.
Dopo 40 anni sembra esser cambiato poco o nulla.
L'università è in stato di
agitazione per effetto di
un provvedimento governativo che rischia di
darle il colpo fatale, e la
stampa, oggi come allora,
trova spazio per raccontarci gli amorazzi estivi
dei vip, le ultime stramberie di Naomi Campbell
e Paris Hilton, ma tace
massicciamente
sul
fatto che il nostro sistema
formativo -la sottrazione
di risorse non riguarda
solo l'Università- vada a
carte quarantotto, mettendo a rischio lo stesso futuro del Paese.
Più che criticare mi sembra prioritario provare a
capire.
Se oggi, nell'opinione
pubblica, l'immagine dell'Università è deteriorata
anche a causa di un lassismo etico che l'ha distinta in questi ultimi tempi,
così non era di certo 40
anni fa.
E quindi, la spiegazione
che l'indifferenza e l'insofferenza verso le cose
universitarie sia da
ascrivere ad alcune forme
di degrado interno, è
francamente insufficiente.
Ciò non toglie che l'Università abbia il dovere di
fare una forte e approfondita riflessione e autocritica su se stessa.
Una riflessione e autocritica dalla quale nessuno
di noi si tiri fuori dal
mucchio, ricordando a se
stesso e magari anche
agli altri quante volte ha
taciuto mentre avrebbe
potuto e dovuto parlare o
non ha fatto quando avrebbe potuto e dovuto
fare.
Come ho avuto modo di
accennare in occasione di
qualche recente conversazione privata o pubblica assemblea, c'è un male
più nascosto che dobbiamo provare a scovare. Se
non lo individuiamo e
troviamo il modo di
combatterlo, i prossimi
anni ripeteranno l'attuale
e i precedenti.
rimarranno sempre allo
stesso punto.
Mi vado convincendo
sempre di più che l'Università, non per sua esclusiva responsabilità,
sia percepita come un
corpo separato dalla società in primo luogo per
il diffuso convincimento
che ai fini del successo e
dell'affermazione individuale facciano più premio le buone relazioni di
famiglia piuttosto che
l'iniziativa e la capacità
di fare di ciascuno di
noi.
Ma anche questo mi sembra insufficiente.
Ci sono troppe altre domande, per me ancora
senza risposta. Perchè
tante volte ci si fida più
del muratore piuttosto
che dell'ingegnere o ancora dell'infermiere piuttosto che del medico? In
quanti e quali altri Paesi
del mondo esiste l'equivalente del CEPU e, se
esiste, in quali di questi
le sue attività sono fiorenti come da noi ?
Nella famosa "turris eburnea", l'Università si è
autocollocata, oppure vi è
Continueremo a pianger- stata collocata da altri ?
ci addosso, cercheremo
qualche padrino politico La risposta a qualcuna di
una volta a destra, un'al- queste domande potrà
tra volta a sinistra che ci aiutare a capire meglio,
dia conforto illudendoci oppure sono andato fuodi sposare la nostra ri tema"?
(come se fosse solo la
nostra) causa, ma le cose ♣
DOCUMENTO
DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE DELL'UNIVERSITÀ
indetta da ADI, ADU, ANDU, APU, CISAL-UNIVERSITÀ, CNRU, CNU, CONFSAL FED. SNALS-CISAPUNI, FEDERAZIONE CISL-UNIVERSITÀ, FLCCGIL, RNRP, SUN, UDU e UILPA-URAFAM
Roma, 22 luglio 2008
L'Assemblea nazionale, tenutasi il 22 luglio 2008 nell'Aula Magna dell'Università La Sapienza di Roma,
indetta dalle Organizzazioni e Associazioni della Docenza e degli Studenti, ha discusso la gravissima situa(Continua a pagina 30)
30 Giustizia e Libertà
UNIVERSITA’
27 luglio 2008
(Continua da pagina 29)
zione venutasi a determinare a seguito dell'emanazione del D.L. 112 e dei provvedimenti governativi in materia finanziaria e di pubblico impiego.
L'Assemblea nazionale assume il documento di denuncia e di protesta delle Organizzazioni sindacali e
delle Associazioni del 10 luglio 2008 e condivide i contenuti delle numerosissime prese di posizione degli
Organi accademici, che in questi giorni si sono espressi duramente, protestando contro la linea governativa
di strangolamento dell'Università pubblica.
L'opinione pubblica deve sapere che, attraverso la riduzione dei finanziamenti, il blocco del turn over, gli
espliciti intenti di privatizzazione, l'attacco ai diritti degli studenti, dei docenti e dei tecnico-amministrativi
(senza contratto da oltre 31 mesi e con retribuzioni insufficienti), produrrà il progressivo svuotamento degli
Atenei, l'impossibilità per un'intera generazione di giovani e di precari di entrare nei ruoli dell'Università,
difficoltà per gli studenti di accedere alla formazione universitaria a causa dell'aumento delle tasse e delle
crescenti barriere formali e sostanziali, la possibile alienazione del patrimonio delle Università come scelta
imposta per far fronte alla mancanza di finanziamenti, la diminuzione dei servizi agli studenti e il rischio
della perdita dell'autonomia, la penalizzazione, in particolare, degli Atenei del Mezzogiorno, già oggetto di
pesanti tagli.
In una parola, scomparirà l'Università italiana come luogo pubblico di ricerca, di creazione e di trasmissione della conoscenza come bene comune.
Sarà cancellato il ruolo dello Stato nell'alta formazione, sancito e garantito dal titolo V della Costituzione.
Gli interventi governativi non sono un fatto casuale e congiunturale: essi disegnano un modello che si dispiegherà nel lungo periodo attraverso ulteriori interventi legislativi destinati a colpire e a ridimensionare lo
Stato sociale nel suo complesso. Inoltre, un ulteriore impoverimento del sistema-paese deriverebbe dal fatto
che, mancando i concorsi per i giovani, gli aspiranti ricercatori saranno costretti a migrare verso altri Paesi
più ricettivi, contribuendo così paradossalmente a renderli più competitivi rispetto al nostro.
Contro questo disegno l'Assemblea nazionale protesta decisamente, denunciando i guasti che deriverebbero
all'intera comunità nazionale dalla sua attuazione.
La classe politica deve ascoltare la nostra protesta e prendere atto che essa è fortemente congiunta alla volontà di cambiamento delle Università.
Occorre offrire soluzioni credibili per far crescere e migliorare il sistema pubblico della formazione.
Pertanto, l'Assemblea nazionale:
- chiede al Governo l'immediato stralcio di tutte le norme sull'Università contenute nei provvedimenti governativi;
- chiede al Governo che si inverta la manovra economica, destinando alle Università nuove
risorse economiche anche al fine di bandire concorsi per giovani, avviando così la soluzione del grave problema del precariato;
- invita gli Atenei a sospendere l'avvio del prossimo anno accademico, informando e discutendo con gli studenti e con il personale tutto adeguate forme di mobilitazione;
- invita le Università a non approvare i propri bilanci preventivi in mancanza delle adeguate
risorse economiche;
- chiede alla CRUI, al CUN, al CNAM e al Consiglio nazionale degli studenti una presa di
posizione forte ed esplicita per l'apertura di un confronto inteso a promuovere i veri interessi della comunità universitaria;
Giustizia e Libertà
- preannuncia, a partire da settembre, un calendario
di iniziative di mobilitazione nazionali e locali, per
Periodico Politico Indipendente
preparare una seconda manifestazione nazionale e
Autorizzazione Tribunale di Roma
arrivare, se necessario, allo sciopero di tutte le
n° 540/2002 del 18.09.2002
componenti universitarie e alla sospensione di ogni
Proprietà: L. Barbato
attività didattica;
Redazione: Via Monte di Casa, 65 -00138- Roma
- invita tutti i lavoratori e gli studenti delle Università E-Mail: [email protected]
a mobilitarsi congiuntamente, nella consapevolezza Fax: (+39) 06.6227.6293
della gravità della situazione attuale e delle pro- Direttore Responsabile: Luigi Barbato
spettive future.
Vice Direttore: Paolo Di Roberto
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