La qualità della democrazia.
Una critica
Pietro Grilli di Cortona
Crisi delle democrazie?
I fattori esterni
• Globalizzazione e sfide alla sovranità degli
Stati
• Crisi degli Stati e failed states
• La democrazia “a sovranità limitata”? (2011):
la lettera della Banca europea all’Italia (Trichet
e Draghi) e la vicenda del referendum greco
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Crisi delle democrazie?
Le manifestazioni interne 1
• Il “paradosso di Giddens”: mentre i cittadini
sono sempre più delusi dalla democrazia,
questa continua ad avere successo fuori
(tensione tra approfondimento e
allargamento)
• Negli anni ‘70 si è parlato della crisi di
partecipazione (Crozier, Huntington, Watanuki
1975)
• Crisi della o crisi nella democrazia?
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Crisi delle democrazie?
Le manifestazioni interne 2
• Apatia e non voto
• Indifferenza e sfiducia nei confronti del sistema
politico-istituzionale
• Il localismo
• Fine della militanza nei partiti e nelle altre strutture
intermedie
• La democrazia non suscita emozioni in chi ce l’ha già
• Emergere di movimenti anti-politici e anti-istituzionali
• Il disincanto nelle nuove democrazie
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Quali risposte alle crisi democratiche?
•
•
•
•
Migliorare la qualità della democrazia
La democrazia cosmopolitica
La democrazia deliberativa
Democratizzare i partiti? Presidenzializzazione,
primarie
• La democrazia del web?
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La qualità: una ricerca affascinante
• Si tratta di un cammino di ricerca affascinante, che ha
caratterizzato gran parte della riflessione politica
dall'antichità a oggi sulla ricerca della miglior forma di
governo, e che non poteva che essere il passo
successivo alla definizione minima della democrazia e
ai successi delle democratizzazioni della terza ondata.
• Si sviluppa una base empirica multidimensionale molto
ben definita e ben ancorata alla realtà. In questo senso,
lo sforzo di far uscire la nozione di qualità democratica
dal regno dell’utopia è coronato da successo.
La qualità: questione normativa
• D’altra parte, in un tale argomento sussiste sempre un forte
rischio di deriva normativa. Infatti, mentre siamo tutti
(sostanzialmente) d’accordo su cosa è democrazia, cioè
sulla definizione minima, diventa difficile trovare elementi
di consenso nel definire una democrazia di “qualità”.
• Il punto, per dirla con Sartori, è il seguente: cosa ci
aspettiamo dalla democrazia? Se si segue questo filo,
dobbiamo constatare come dalla democrazia ci aspettiamo
sempre di più e che la tendenza è quella di superare la
definizione minima e di sovraccaricare il significato di
democrazia. Il rischio è uccidere la democrazia inseguendo
una iperdemocrazia: la democrazia diventa qualcosa di più,
comunque alla fine qualcosa di diverso.
Bobbio e Sartori
• Niente rischia di uccidere la democrazia più
che l’eccesso di democrazia (N. Bobbio)
• Da quando la democrazia è stata elevata al
rango della miglior forma di governo possibile
(o di quella meno cattiva), il punto di vista da
cui i regimi democratici sono giudicati è quello
delle promesse non mantenute (N. Bobbio)
• L’unico modo per abbattere la democrazia è
quello di rincarare la dose rivendicando una
iperdemocrazia, una democrazia ancora più
democratica (Sartori)
Costruire una democrazia di qualità
(Morlino 2003; Diamond e Morlino 2005)
• E’ una “buona democrazia”. Ma cosa è una
“buona democrazia”?
• E’ una democrazia con un assetto istituzionale
stabile che, attraverso istituzioni e meccanismi
correttamente funzionanti, realizza la libertà e
l’uguaglianza dei cittadini
• Morlino è ben consapevole della dimensione
rappresentativa della democrazia, senza con
questo nulla togliere al valore di certi istituti di
democrazia diretta
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Le dimensioni secondo Morlino
Dimensioni procedurali
Rule of law
Accountability o responsabilità elettorale
Accountability o responsabilità inter-istituzionale
Partecipazione
Competizione
Dimensioni sostantive
Libertà
Eguaglianza
Attenzione al risultato
Responsiveness
Spiegazione
Sicurezza personale, applicazione erga omnes della legge, assenza di
territori controllati dalla criminalità, burocrazia efficiente e responsabile,
polizia efficiente e rispettosa dei diritti costituzionali, uguale accesso alla
giustizia, giustizia efficiente e non troppo lunga, indipendenza dei giudici.
Informazione (i rappresentanti devono informare), giustificazione (devono
spiegare le loro scelte), sanzione o ricompensa. Più solido in presenza di un
sano bipolarismo.
Responsabilità da parte di altre istituzioni (opposizione, magistratura, corti
costituzionali, corti dei conti, banca centrale) verso i governanti.
Forma e rafforza l'identificazione di gruppo, influenza reclutamento e
decisioni della politica, forma i cittadini. La partecipazione legale e
convenzionale è quella più funzionale alla qualità.
Molte facce: fra partiti, dentro i partiti, fra gruppi, ecc. Importante la
stabilità dell'ordine costituzionale e legale per assicurare una sana
competizione
Diritti politici: voto, competizione, elettorato passivo, ecc.
Diritti civili (attinenti alla persona): libertà personale, sicurezza, difesa,
riservatezza, di movimento, di manifestare, di espressione,
d'insegnamento, d'informazione, di stampa, ecc.
Diritti sociali: alla salute, all'integrità psico-fisica, al lavoro, allo sciopero, a
livelli dignitosi di vita, alla casa, allo studio, all'ambiente salubre
Rispondenza, capacità di risposta dei governanti alle domande e ai bisogni
dei governati. La soddisfazione dei cittadini può essere misurata in vari
modi, a cominciare dai dati di sondaggio. Una soddisfazione completa è
impensabile e irraggiungibile.
Cosa ci aspettiamo dalla democrazia?
Risposte unanimi
• Lotta alla corruzione,
• Necessità di sottrarre territori al controllo
delle organizzazioni criminali,
• Efficienza della PA,
• Promozione dell'accountability elettorale e
quella interistituzionale,
• Migliorare la responsiveness
Cosa ci aspettiamo dalla democrazia?
Dove ci si può dividere
• Ciascuno ha un suo modo per migliorare la
qualità e gli aspetti normativi non possono
essere eliminati.
• Non sempre la strada è quella della
massimizzazione di principi giusti:
– Libertà
– Uguaglianza
– Sicurezza
– Partecipazione
– Dialogo e ricerca del consenso
Alcuni problemi
• Alcune dimensioni rappresentano altrettanti
nervi scoperti del dibattito politico globale:
1. la redistribuzione del reddito: l'uso della leva
fiscale può configurarsi, oltre certi livelli, come
un vulnus al diritto di proprietà;
2. la sicurezza: fin dall'antichità si è sempre cercato
di raggiungere un equilibrio capace di conciliare
un ordine che non sia oppressione con una
libertà che non sia licenza; si deve comunque
sapere che la richiesta di protezione esalta
sempre il potere e le sue prerogative
Accentuare, insieme, libertà ed
eguaglianza? 1
• Libertà “da” e libertà “di”: le libertà positive non
sopravvivono senza la libertà negativa (De Ruggiero,
Berlin, Sartori)
• Oltre certi livelli, libertà ed eguaglianza confliggono
perché la seconda può essere promossa solo con
interventi che limitano la prima
• Varie eguaglianze si sono affermate nella storia, in
sequenza: giuridico-politica, sociale, di opportunità,
economica
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Accentuare, insieme, libertà ed
eguaglianza? 2
• Oggi si dice: dare a ciascuno secondo i suoi bisogni. Ma ciò
genera una rincorsa di eguaglianze: se i bisogni si estendono
oltre quelli primari, non c’è limite all’arbitrio
• Il problema della redistribuzione del reddito come politica
egualitaria si può fare solo dopo una fase non egualitaria di
accumulazione del reddito. Sennò cosa si distribuisce?
• Le eguaglianze si elidono a vicenda: eguali trattamenti non
portano a eguali esiti ed eguali esiti richiedono diseguali
trattamenti (Sartori); l’eguaglianza davanti alla legge e quella
materiale non possono essere mai raggiunte insieme (von
Hayek)
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E i diritti sociali?
• Se ne parla molto oggi e troppo spesso si
tende ad esaurire in essi lo stesso significato di
democrazia
• Non nascono con Habermas, ma alcuni sono
già proclamati dai giacobini durante la
Rivoluzione francese
I diritti sociali non sono esclusivi delle
democrazie
• Infatti la loro tutela e l'attuazione di politiche
di welfare hanno caratterizzato anche i
totalitarismi. Ciò significa che:
a) una democrazia senza diritti politici e civili non
è una democrazia,
b) un regime che riconosce i diritti sociali non è
affatto detto che sia democratico,
c) una democrazia che riconosce e attua poco i
diritti sociali è sempre una democrazia, sia pure
caratterizzata da (deboli o forti) diseguaglianze.
Il rischio di deriva normativa
• I diritti sociali sono quelli più suscettibili di assecondare
la deriva normativa e idealistica della qualità
democratica (nessuna democrazia riuscirà mai ad
assicurare il diritto all'ambiente salubre);
• ad accentuarne il carattere normativo concorre la loro
progressiva dilatazione e proliferazione, al punto che
oggi qualcuno parla del diritto alla verità che mi pare
una brillante scorciatoia (eterogenesi dei fini) per
arrivare (o ritornare) al totalitarismo;
• Rappresentano il punto debole di tutto l'impianto, da
maneggiare con molta accortezza e moderazione
Allora?
 In generale, la discussione è tra chi vede un
miglioramento della qualità democratica attraverso un
incremento dell’intervento regolativo dello Stato e chi,
invece, preferirebbe imboccare la strada opposta di un
ridimensionamento delle occasioni d’intrusione
dell’attività pubblica nella vita degli individui;
 Ci sono buone ragioni a favore di una migliore
democrazia su ambedue i versanti: probabilmente le
modalità del miglioramento della qualità vanno
modulate con riferimento alla situazione specifica di un
paese, ai problemi esistenti, alle eredità con cui si ha a
che fare, alle spinte prevalenti, al momento storico sia
dal punto di vista interno che da quello internazionale.
Possibile incrementare la qualità?
E come?
• Al di là degli aspetti minimi di democrazia,
dunque, la qualità può anche esser frutto di
opinioni che scaturiscono dalle diverse esigenze,
dalle diverse sensibilità e anche, addirittura, dalle
diverse culture
• E’ facile intravedere, cioè, nell'applicazione delle
dimensioni della qualità ai singoli casi empirici,
una certa difficoltà a immaginare un percorso
generale e condiviso per giungere all'incremento
della qualità della democrazia
Un approccio non dogmatico?
• Forse dovremmo muovere dal punto di vista
che non esiste la Buona Democrazia, ma che
semmai esistono molti modi e molte opinioni
per migliorare la democrazia (e quindi di
arrivare a una democrazia migliore) in
relazione ad una certa esperienza;
• se ne ricava che ciò che può contribuire a
migliorare una singola democrazia non
necessariamente funziona per un’altra.
Tipi di democrazia senza qualità
(Morlino 2013)
• Democrazia inefficiente: corruzione, amministrazione e
giudiziario poco funzionanti, criminalità
• Democrazia irresponsabile: assenza di alternanza e di
accountability
• Democrazia passiva: livelli bassi di partecipazione
• Democrazia bloccata: bassa competizione
• Democrazia carente di legittimità: larga insoddisfazione
• Democrazia limitata: scarsi diritti sociali, monopolio
dell’informazione
• Democrazia ineguale: scarsa solidarietà e giustizia sociale
• Democrazia minima: attinente alla sola definizione minima.
Democrazia illiberale?
• Perché fra le democrazie senza qualità non
aggiungere la democrazia illiberale? Ne ha già
parlato Zakaria (1997), ma con un'accezione
un po' diversa: in questo caso non è il frutto di
una democratizzazione incompiuta o
interrotta o venuta male, ma di una
degenerazione della democrazia di massa.
Democrazia e liberalismo 1
• Democrazia e liberalismo s'incontrano una volta
che il secondo abbandona e ripudia il concetto di
libertà come privilegio o monopolio di pochi per
assumere quello di una libertà come diritto
comune aperto a tutti.
• Nella democrazia vi è una forte accentuazione
dell'elemento collettivo e sociale della vita
politica, a spese di quello individuale, a causa
delle influenze dell'organicismo e dell'affermarsi
della politica di massa e della società industriale.
Democrazia e liberalismo 2
• Sviluppatasi dal liberalismo politico, la
democrazia ha cominciato, nel corso del
Novecento, ad allontanarsene in modo
sempre più sensibile, approssimandosi invece
a una sorta di vero e proprio assolutismo
democratico, interventista e pervadente in
tutti i gangli della vita individuale e sociale.
Democrazie: regimi per l’ordinaria
amministrazione (Mosse 1977)?
• L'analisi comparata ridimensiona questa affermazione: le fasi
di emergenza non mettono in crisi solo le democrazie, ma
colpiscono tutti i regimi politici;
• Lo stato d'eccezione di Carl Schmitt altro non è che la
sospensione del diritto e di ogni garanzia costituzionale, in
virtù di un superiore diritto all'autoconservazione dello Stato
• Tuttavia, le democrazie odierne vivono momenti frequenti di
piccola o grande emergenza (finanziaria, economica, fiscale,
giudiziaria, perfino conseguente a calamità naturali), che
invocano l'adozione di micro-stati di eccezione, da cui
scaturiscono altrettanto frequenti limitazioni alle libertà.
Alcune gravi conseguenze
1. Un potere che si assume sempre maggiori compiti e
che pretende di occuparsi di tutto e di “proteggere”
tutti finisce col farlo male e a carissimo prezzo:
predomina l’illusione che ogni più piccolo problema
possa essere affrontato e risolto con nuove leggi,
dando così vita a quel processo di proliferazione
normativa che oggi ben conosciamo.
2. Da non dimenticare poi che un potere protettivo, per
quanto accattivante e seducente, presenta il rischio –
è una lezione tratta dal De Cive di Hobbes – che “chi
ha abbastanza potere per proteggere tutti, ne ha
anche per opprimere tutti”.
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