La qualità della democrazia. Una critica Pietro Grilli di Cortona Crisi delle democrazie? I fattori esterni • Globalizzazione e sfide alla sovranità degli Stati • Crisi degli Stati e failed states • La democrazia “a sovranità limitata”? (2011): la lettera della Banca europea all’Italia (Trichet e Draghi) e la vicenda del referendum greco 21/12/2015 2 Crisi delle democrazie? Le manifestazioni interne 1 • Il “paradosso di Giddens”: mentre i cittadini sono sempre più delusi dalla democrazia, questa continua ad avere successo fuori (tensione tra approfondimento e allargamento) • Negli anni ‘70 si è parlato della crisi di partecipazione (Crozier, Huntington, Watanuki 1975) • Crisi della o crisi nella democrazia? 21/12/2015 3 Crisi delle democrazie? Le manifestazioni interne 2 • Apatia e non voto • Indifferenza e sfiducia nei confronti del sistema politico-istituzionale • Il localismo • Fine della militanza nei partiti e nelle altre strutture intermedie • La democrazia non suscita emozioni in chi ce l’ha già • Emergere di movimenti anti-politici e anti-istituzionali • Il disincanto nelle nuove democrazie 21/12/2015 4 Quali risposte alle crisi democratiche? • • • • Migliorare la qualità della democrazia La democrazia cosmopolitica La democrazia deliberativa Democratizzare i partiti? Presidenzializzazione, primarie • La democrazia del web? 21/12/2015 5 La qualità: una ricerca affascinante • Si tratta di un cammino di ricerca affascinante, che ha caratterizzato gran parte della riflessione politica dall'antichità a oggi sulla ricerca della miglior forma di governo, e che non poteva che essere il passo successivo alla definizione minima della democrazia e ai successi delle democratizzazioni della terza ondata. • Si sviluppa una base empirica multidimensionale molto ben definita e ben ancorata alla realtà. In questo senso, lo sforzo di far uscire la nozione di qualità democratica dal regno dell’utopia è coronato da successo. La qualità: questione normativa • D’altra parte, in un tale argomento sussiste sempre un forte rischio di deriva normativa. Infatti, mentre siamo tutti (sostanzialmente) d’accordo su cosa è democrazia, cioè sulla definizione minima, diventa difficile trovare elementi di consenso nel definire una democrazia di “qualità”. • Il punto, per dirla con Sartori, è il seguente: cosa ci aspettiamo dalla democrazia? Se si segue questo filo, dobbiamo constatare come dalla democrazia ci aspettiamo sempre di più e che la tendenza è quella di superare la definizione minima e di sovraccaricare il significato di democrazia. Il rischio è uccidere la democrazia inseguendo una iperdemocrazia: la democrazia diventa qualcosa di più, comunque alla fine qualcosa di diverso. Bobbio e Sartori • Niente rischia di uccidere la democrazia più che l’eccesso di democrazia (N. Bobbio) • Da quando la democrazia è stata elevata al rango della miglior forma di governo possibile (o di quella meno cattiva), il punto di vista da cui i regimi democratici sono giudicati è quello delle promesse non mantenute (N. Bobbio) • L’unico modo per abbattere la democrazia è quello di rincarare la dose rivendicando una iperdemocrazia, una democrazia ancora più democratica (Sartori) Costruire una democrazia di qualità (Morlino 2003; Diamond e Morlino 2005) • E’ una “buona democrazia”. Ma cosa è una “buona democrazia”? • E’ una democrazia con un assetto istituzionale stabile che, attraverso istituzioni e meccanismi correttamente funzionanti, realizza la libertà e l’uguaglianza dei cittadini • Morlino è ben consapevole della dimensione rappresentativa della democrazia, senza con questo nulla togliere al valore di certi istituti di democrazia diretta 21/12/2015 9 Le dimensioni secondo Morlino Dimensioni procedurali Rule of law Accountability o responsabilità elettorale Accountability o responsabilità inter-istituzionale Partecipazione Competizione Dimensioni sostantive Libertà Eguaglianza Attenzione al risultato Responsiveness Spiegazione Sicurezza personale, applicazione erga omnes della legge, assenza di territori controllati dalla criminalità, burocrazia efficiente e responsabile, polizia efficiente e rispettosa dei diritti costituzionali, uguale accesso alla giustizia, giustizia efficiente e non troppo lunga, indipendenza dei giudici. Informazione (i rappresentanti devono informare), giustificazione (devono spiegare le loro scelte), sanzione o ricompensa. Più solido in presenza di un sano bipolarismo. Responsabilità da parte di altre istituzioni (opposizione, magistratura, corti costituzionali, corti dei conti, banca centrale) verso i governanti. Forma e rafforza l'identificazione di gruppo, influenza reclutamento e decisioni della politica, forma i cittadini. La partecipazione legale e convenzionale è quella più funzionale alla qualità. Molte facce: fra partiti, dentro i partiti, fra gruppi, ecc. Importante la stabilità dell'ordine costituzionale e legale per assicurare una sana competizione Diritti politici: voto, competizione, elettorato passivo, ecc. Diritti civili (attinenti alla persona): libertà personale, sicurezza, difesa, riservatezza, di movimento, di manifestare, di espressione, d'insegnamento, d'informazione, di stampa, ecc. Diritti sociali: alla salute, all'integrità psico-fisica, al lavoro, allo sciopero, a livelli dignitosi di vita, alla casa, allo studio, all'ambiente salubre Rispondenza, capacità di risposta dei governanti alle domande e ai bisogni dei governati. La soddisfazione dei cittadini può essere misurata in vari modi, a cominciare dai dati di sondaggio. Una soddisfazione completa è impensabile e irraggiungibile. Cosa ci aspettiamo dalla democrazia? Risposte unanimi • Lotta alla corruzione, • Necessità di sottrarre territori al controllo delle organizzazioni criminali, • Efficienza della PA, • Promozione dell'accountability elettorale e quella interistituzionale, • Migliorare la responsiveness Cosa ci aspettiamo dalla democrazia? Dove ci si può dividere • Ciascuno ha un suo modo per migliorare la qualità e gli aspetti normativi non possono essere eliminati. • Non sempre la strada è quella della massimizzazione di principi giusti: – Libertà – Uguaglianza – Sicurezza – Partecipazione – Dialogo e ricerca del consenso Alcuni problemi • Alcune dimensioni rappresentano altrettanti nervi scoperti del dibattito politico globale: 1. la redistribuzione del reddito: l'uso della leva fiscale può configurarsi, oltre certi livelli, come un vulnus al diritto di proprietà; 2. la sicurezza: fin dall'antichità si è sempre cercato di raggiungere un equilibrio capace di conciliare un ordine che non sia oppressione con una libertà che non sia licenza; si deve comunque sapere che la richiesta di protezione esalta sempre il potere e le sue prerogative Accentuare, insieme, libertà ed eguaglianza? 1 • Libertà “da” e libertà “di”: le libertà positive non sopravvivono senza la libertà negativa (De Ruggiero, Berlin, Sartori) • Oltre certi livelli, libertà ed eguaglianza confliggono perché la seconda può essere promossa solo con interventi che limitano la prima • Varie eguaglianze si sono affermate nella storia, in sequenza: giuridico-politica, sociale, di opportunità, economica 21/12/2015 14 Accentuare, insieme, libertà ed eguaglianza? 2 • Oggi si dice: dare a ciascuno secondo i suoi bisogni. Ma ciò genera una rincorsa di eguaglianze: se i bisogni si estendono oltre quelli primari, non c’è limite all’arbitrio • Il problema della redistribuzione del reddito come politica egualitaria si può fare solo dopo una fase non egualitaria di accumulazione del reddito. Sennò cosa si distribuisce? • Le eguaglianze si elidono a vicenda: eguali trattamenti non portano a eguali esiti ed eguali esiti richiedono diseguali trattamenti (Sartori); l’eguaglianza davanti alla legge e quella materiale non possono essere mai raggiunte insieme (von Hayek) 21/12/2015 15 E i diritti sociali? • Se ne parla molto oggi e troppo spesso si tende ad esaurire in essi lo stesso significato di democrazia • Non nascono con Habermas, ma alcuni sono già proclamati dai giacobini durante la Rivoluzione francese I diritti sociali non sono esclusivi delle democrazie • Infatti la loro tutela e l'attuazione di politiche di welfare hanno caratterizzato anche i totalitarismi. Ciò significa che: a) una democrazia senza diritti politici e civili non è una democrazia, b) un regime che riconosce i diritti sociali non è affatto detto che sia democratico, c) una democrazia che riconosce e attua poco i diritti sociali è sempre una democrazia, sia pure caratterizzata da (deboli o forti) diseguaglianze. Il rischio di deriva normativa • I diritti sociali sono quelli più suscettibili di assecondare la deriva normativa e idealistica della qualità democratica (nessuna democrazia riuscirà mai ad assicurare il diritto all'ambiente salubre); • ad accentuarne il carattere normativo concorre la loro progressiva dilatazione e proliferazione, al punto che oggi qualcuno parla del diritto alla verità che mi pare una brillante scorciatoia (eterogenesi dei fini) per arrivare (o ritornare) al totalitarismo; • Rappresentano il punto debole di tutto l'impianto, da maneggiare con molta accortezza e moderazione Allora? In generale, la discussione è tra chi vede un miglioramento della qualità democratica attraverso un incremento dell’intervento regolativo dello Stato e chi, invece, preferirebbe imboccare la strada opposta di un ridimensionamento delle occasioni d’intrusione dell’attività pubblica nella vita degli individui; Ci sono buone ragioni a favore di una migliore democrazia su ambedue i versanti: probabilmente le modalità del miglioramento della qualità vanno modulate con riferimento alla situazione specifica di un paese, ai problemi esistenti, alle eredità con cui si ha a che fare, alle spinte prevalenti, al momento storico sia dal punto di vista interno che da quello internazionale. Possibile incrementare la qualità? E come? • Al di là degli aspetti minimi di democrazia, dunque, la qualità può anche esser frutto di opinioni che scaturiscono dalle diverse esigenze, dalle diverse sensibilità e anche, addirittura, dalle diverse culture • E’ facile intravedere, cioè, nell'applicazione delle dimensioni della qualità ai singoli casi empirici, una certa difficoltà a immaginare un percorso generale e condiviso per giungere all'incremento della qualità della democrazia Un approccio non dogmatico? • Forse dovremmo muovere dal punto di vista che non esiste la Buona Democrazia, ma che semmai esistono molti modi e molte opinioni per migliorare la democrazia (e quindi di arrivare a una democrazia migliore) in relazione ad una certa esperienza; • se ne ricava che ciò che può contribuire a migliorare una singola democrazia non necessariamente funziona per un’altra. Tipi di democrazia senza qualità (Morlino 2013) • Democrazia inefficiente: corruzione, amministrazione e giudiziario poco funzionanti, criminalità • Democrazia irresponsabile: assenza di alternanza e di accountability • Democrazia passiva: livelli bassi di partecipazione • Democrazia bloccata: bassa competizione • Democrazia carente di legittimità: larga insoddisfazione • Democrazia limitata: scarsi diritti sociali, monopolio dell’informazione • Democrazia ineguale: scarsa solidarietà e giustizia sociale • Democrazia minima: attinente alla sola definizione minima. Democrazia illiberale? • Perché fra le democrazie senza qualità non aggiungere la democrazia illiberale? Ne ha già parlato Zakaria (1997), ma con un'accezione un po' diversa: in questo caso non è il frutto di una democratizzazione incompiuta o interrotta o venuta male, ma di una degenerazione della democrazia di massa. Democrazia e liberalismo 1 • Democrazia e liberalismo s'incontrano una volta che il secondo abbandona e ripudia il concetto di libertà come privilegio o monopolio di pochi per assumere quello di una libertà come diritto comune aperto a tutti. • Nella democrazia vi è una forte accentuazione dell'elemento collettivo e sociale della vita politica, a spese di quello individuale, a causa delle influenze dell'organicismo e dell'affermarsi della politica di massa e della società industriale. Democrazia e liberalismo 2 • Sviluppatasi dal liberalismo politico, la democrazia ha cominciato, nel corso del Novecento, ad allontanarsene in modo sempre più sensibile, approssimandosi invece a una sorta di vero e proprio assolutismo democratico, interventista e pervadente in tutti i gangli della vita individuale e sociale. Democrazie: regimi per l’ordinaria amministrazione (Mosse 1977)? • L'analisi comparata ridimensiona questa affermazione: le fasi di emergenza non mettono in crisi solo le democrazie, ma colpiscono tutti i regimi politici; • Lo stato d'eccezione di Carl Schmitt altro non è che la sospensione del diritto e di ogni garanzia costituzionale, in virtù di un superiore diritto all'autoconservazione dello Stato • Tuttavia, le democrazie odierne vivono momenti frequenti di piccola o grande emergenza (finanziaria, economica, fiscale, giudiziaria, perfino conseguente a calamità naturali), che invocano l'adozione di micro-stati di eccezione, da cui scaturiscono altrettanto frequenti limitazioni alle libertà. Alcune gravi conseguenze 1. Un potere che si assume sempre maggiori compiti e che pretende di occuparsi di tutto e di “proteggere” tutti finisce col farlo male e a carissimo prezzo: predomina l’illusione che ogni più piccolo problema possa essere affrontato e risolto con nuove leggi, dando così vita a quel processo di proliferazione normativa che oggi ben conosciamo. 2. Da non dimenticare poi che un potere protettivo, per quanto accattivante e seducente, presenta il rischio – è una lezione tratta dal De Cive di Hobbes – che “chi ha abbastanza potere per proteggere tutti, ne ha anche per opprimere tutti”.