DOSSIER
Lunedì, 26 ottobre 2015
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Lunedì, 26 ottobre 2015
Articoli
24/10/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 12
STEFANO BIZZI
Gorizia regge, rifugiati a quota quaranta
24/10/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 25
MARCO BISIACH
Turismo, investimenti per 2,3 milioni
24/10/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 25
Sul San Michele i visitatori sono passati da una media di 15mila a 38mila...
24/10/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 31
Le trincee di Selz rinate fra cerimonie e didattica
24/10/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 38
Cantafestival della Bisiacaria dieci ugole si sfidano sul palco
24/10/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 32
Profughi, dopo la Ong guidata da un imam in arrivo "il Manifesto"
24/10/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 33
Borgo Castello oggi dà il via a "Gorizia classica"
24/10/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 34
Cimeli ungheresi nella mostra sulla Grande guerra
MARCO BISIACH
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
Gorizia regge, rifugiati a quota quaranta
Ma secondo i volontari, dopo i dieci "deviati" dalla frontiera con l' Austria, altri potrebbero
arrivare
di Stefano Bizzi wGORIZIA Hanno raccontato
di non essere riusciti ad entrare in Austria e
che, per questo, hanno ripiegato su Gorizia.
Vienna non ha chiuso le frontiere, ma dalla
Slovenia la marea del grande esodo sulla
Rotta Balcanica comincia in qualche modo a
riversarsi comunque sulla città.
Dieci richiedenti asilo sono arrivati martedì
sera nel capoluogo isontino e la loro presenza
dimostra che il flusso di migranti è
inarrestabile e comincia a cambiare volto. Il
dormitorio di Piazzutta non è ancora al
collasso, ma è di nuovo al completo. È bastata
poco più di una settimana dalla maxi­
operazione che ha consentito di trasferire a
Gradisca i profughi accampati in riva all'
Isonzo per riportare di nuovo la situazione
vicino ai livelli di guardia. Numeri ufficiali non
ce ne sono, ma secondo fonti vicine ai
volontari, i migranti fuori convenzione
sarebbero già una quarantina. E se ad afghani
e pakistani, a Gorizia cominciano ad arrivare
anche i siriani in fuga dalla guerra che sta
devastando il loro Paese, la questione profughi
rischia di sfuggire di mano e diventare molto
più complicata di quanto non sia stata nel
corso dell' ultimo anno. Mentre al campetto
della parrocchia di Madonnina ­ dove i volontari ogni sera sfamano i migranti ­ sono stati trasportati due
bagni chimici, da Roma il presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei
diritti umani Luigi Manconi continua a chiedere aggiornamenti sulla situazione. A confermarlo sono la
senatrice Laura Faisolo e l' assessore provinciale Ilraia Cecot. «La saturazione di Croazia, Slovenia e,
prossimamente, dell' Austria, ci impone un' organizzazione ­ osserva la parlamentare democratica ­. Ne
avevo già parlato con il prefetto.
Non possiamo affidarci all' improvvisazione italica. Dobbiamo pianificare a tavolino. Questo è
indispensabile, come è indispensabile che i Comuni si organizzino per un approccio dell' accoglienza
distribuito sul territorio». «Storicamente ­ aggiunge l' assessore Cecot ­ anche i bambini imparano dai
loro errori, noi invece non abbiamo capito che non sono gli spostamenti di massa la sola soluzione alla
questione dei migranti. Ora non si ha la percezione di cosa sta succedendo, ma fra qualche giorno
saremo punto a capo. Il senatore Manconi mi ha detto di tenerlo settimanalmente aggiornato.
Nel caso in cui i richiedenti asilo si riaccamperanno sull' Isonzo, si muoverà. Per ora c' è questa
quarantina di migranti fuori convenzione che non rappresenta un problema, ma nei fatti sono persone a
cui non vengono riconosciuti i diritti civili.
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Gorizia
Mi aspettavo che dopo la scampata tragedia della scorsa settimana, dalla prefettura qualcuno si
facesse sentire. Visto il tempo guadagnato, si potevano valutare delle soluzioni.
Ora aspetto la prossima emergenza. A quel punto qualcuno agirà».
STEFANO BIZZI
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Gorizia
Turismo, investimenti per 2,3 milioni
È quanto stanziato dalla Provincia nell' ultimo triennio. Cernic: «Auspicabile un maggior
appoggio da parte di Turismo Fvg»
Due milioni e 300mila euro investiti dalla
Provincia, su tutto il territorio isontino, negli
ultimi 3 anni. E, in città, la valorizzazione del
Castello da parte del Comune e le grandi
mostre che hanno portato migliaia di visitatori.
Eppure tutto questo non basta ancora a far
spiccare il volo al turismo nell' Isontino. Ci
vuole del tempo, non bastano pochi mesi o
neppure alcuni anni, ma servirebbe soprattutto
una regia più convinta. Perché il regista di fatto
c' è, ed è Turismo Fvg, ma i suoi sforzi a
sostegno di quanto possono e sanno offrire
Gorizia e il suo territorio non sempre paiono
adeguati. Ne è convinta anche la
vicepresidente della Provincia (e assessore al
Turismo) Mara Cernic, che non a caso la
prossima settimana, incontrando il nuovo
direttore di Turismo Fvg Marco Tullio
Petrangelo, toccherà tra i vari punti anche
quello di un' azione più incisiva per il nostro
territorio da parte dell' Agenzia. «Pensiamo all'
ufficio Iat di Gorizia ­ dice Mara Cernic ­. Chi
passa da quelle parti trova un po' di tutto, per
quel che riguarda la regione, ma ci si
concentra poco su quanto ha da offrire
specificatamente l' Isontino. Per quel che
riguarda il centenario della Grande Guerra,
poi, Turismo Fvg si è concentrata molto e bene sul turismo scolastico, il che è positivo per la cultura, ma
dal punto di vista economico non porta a grandi risultati. E dal nostro punto di vista il turismo deve
rappresentare un' opportunità per sviluppare tutti i settori di una filiera lunga che tocca cultura,
agricoltura, ristorazione, trasporti. Ma è necessario investire, anche nella promozione, sul territorio di
Gorizia con una visione strategica a lungo termine, pensando ad un pacchetto complessivo».
Magari anche transfrontaliero, guardando al territorio così come lo intende da tempo la Provincia.
Turismo Fvg lo sta facendo, ad esempio, con le ciclovie in provincia di Udine, in collaborazione con
Austria e Slovenia, ma meno nell' Isontino. «Quel che manca ancora, poi, ma ci vorrà inevitabilmente
del tempo perchè per questo non bastano pochi anni, è una mentalità turistica, che il nostro territorio
storicamente non aveva ­ dice Mara Cernic ­. Serve il contributo di tutti, e in tal senso auspichiamo un
ulteriore appoggio da Turismo Fvg».
E a proposito di Carso 2014+, proprio le iniziative e la valorizzazione del territorio per il centenario della
Grande Guerra hanno assorbito una parte sostanziosa delle risorse investite dalla Provincia dal 2012 ad
oggi nel turismo. Del milione di euro circa complessivo, una metà è servita a promuovere il tema della
Grande Guerra ed il territorio del Carso, l' altra a realizzare sentieri e opere come il recupero delle
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Cannoniere del San Michele.
Che, a proposito, dovrebbero essere riaperte al pubblico ­ dopo il termine dei lavori di adeguamento e
la soluzione della gestione tra Provincia, Comune di Sagrado e Onorcaduti ­ nella prima metà di
novembre. Tornando ai finanziamenti, altri 900mila euro sono stati spesi dall' amministrazione
provinciale sulla promozione di una mobilità sostenibile ed il rispetto per l' ambiente, in particolare con
la realizzazione delle piste ciclabili. Quattrocentomila euro circa, infine, sono stati dedicati all'
enogastronomia e alla valorizzazione dei prodotti tipici locali.
Sommando le risorse immesse nei tre filoni, con fondi in parte europei e in parte propri dell' ente, si
arriva ad un totale di 2 milioni e 300mila euro. «Si tratta di 19 progetti in totale ­ spiega Mara Cernic ­,
che ci hanno fatto imboccare a mio parere la strada giusta. In fondo abbiamo tutto: un territorio bello e
ambientalmente ancora sano, tantissima storia e una qualità della vita invidiabile». Manca ancora la
giusta organizzazione e la mentalità turistica, ma probabilmente solo il tempo e l' impegno potranno
portale in riva all' Isonzo.
Marco Bisiach.
MARCO BISIACH
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Gorizia
Sul San Michele i visitatori sono passati da una
media di 15mila a 38mila nel 2014
Ma gli investimenti fatti sul territorio isontino in chiave
turistica, in questi anni, hanno portato frutti concreti? La
risposta pare essere affermativa se si osservano i
numeri e le statistiche. Il sito storico del monte San
Michele, ad esempio, storicamente poteva contare su
una media di 15mila visitatori all' anno, o poco più. I dati
del 2014, invece, parlano di ben 38mila visitatori. Lo
stesso si può dire per il Museo della Grande Guerra in
borgo Castello, a Gorizia, che è passato dai 12.500
visitatori del 2013 ai 24.500 visitatori del 2014, e nei
primi 7 mesi del 2015 ha già toccato 19mila presenze.
Nel 2014 poi, la Provincia ha patrocinato in totale oltre
100 eventi legati al Centenario. Ma non c' è solo il
turismo storico, a vivacizzare l' Isontino. Secondo i dati
ottenuti dall' Info Point "Carso 2014+" attivato a Tiare
(che vanta dal gennaio 2014 oltre 4mila visitatori e 20
pezzi di materiale informativo distribuiti) in cima alla lista
degli interessi del pubblico ci sono cicloturismo e
turismo ambientale. (m.b.)
MARCO BISIACH
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Gorizia
RONCHI DEI LEGIONARI
Le trincee di Selz rinate fra cerimonie e didattica
RONCHI DEI LEGIONARI Sul fronte della
valorizzazione delle presenze della Grande
Guerra, a Ronchi dei Legionari, qualche passo
in avanti è stato fatto. Grazie alla
"convenzione" che il Comune ha stipulato con
l' associazione dei "Grigioverdi del Carso" e
potendo contare su un contributo della
Provincia, sono stati avviati i lavori di pulizia,
consolidamento e "ricostruzione" della trincea
di quota 85, proprio quella che fa parte del
museo all' aperto del Monte Cosich.
Un lavoro che è propedeutico all' allestimento,
a fini didattici, delle due sezioni in cui è stata
divisa la trincea, quella austroungarica, con l'
ulteriore sviluppo della pavimentazione in
legno e il posizionamento di ulteriori feritoie
per fucilieri. Oggi queste testimonianze
saranno visibili, proprio grazie ai "Grigioverdi"
che saranno da abili guide all' interno di
trincee e camminamenti.
L' occasione la offre la cerimonia che viene
promossa questa mattina a cura dell'
amministrazione comunale a quota 66, sul
monte Sopra Selz, dove si ricorda i
sottotenenti Vincenzo Geraci e Giovanni
Guccione, giovani ufficiali del 76.mo
reggimento fanteria. Geraci, assieme a
Guccione di Gela, il 21 ottobre 1915 morirono sulle alture di Selz ed entrambi furono insigniti della
medaglia d' oro.
Il programma prevede alle 10 il ritrovo, alle 10.30 l' onore ai caduti e l' esecuzione dell' inno nazionale
da parte della banda della società filarmonica "Giuseppe Verdi", mentre successivamente verrà data
lettura della motivazione delle medaglie d' oro, ci sarà l' orazione ufficiale e l' esecuzione dell' inno d'
Europa. Alla cerimonia sarà presente anche una delegazione del Comune siciliano di Gela. L' iniziativa
è svolta con la collaborazione della Protezione civile comunale, che predisporrà un servizio navetta dal
parcheggio dopo la piramide, dell' associazione "Grigioverdi del Carso", grazie alla quale sarà possibile
visitare le trincee di quota 85, del gruppo comunale dell' associazione nazionale alpini, dell'
associazione nazionale del Fante e dell' associazione culturale dei siciliani di Gorizia.
La valorizzazione del territorio carsico potrebbe avvenire, va ricordato, in stretta collaborazione con i
comuni limitrofi, recuperando in questo modo gli aspetti più rappresentativi dei resti storici della Grande
Guerra, integrandoli con il patrimonio culturale e naturalistico e rendendoli poi fruibili ad utenti, collegati
al turismo ippico, come nel caso del galoppatoio del lago di Pietrarossa ed alla pratica della mountain­
bike.
Ma si tratta concretamente di un' altra opportunità di valorizzazione del territorio, costituita anche dall'
ingente patrimonio di resti storici della prima guerra mondiale. Resti che corrispondono alle grotte, alle
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trincee e ai camminamenti, ma anche ai cippi ed alle targhe, sia italiane, sia austroungariche e che sono
un vero e proprio museo all' aperto.
(lu.pe.)
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Gorizia
alle 20.30 al Comunale
Cantafestival della Bisiacaria dieci ugole si sfidano
sul palco
Ormai è tutto pronto per la grande serata finale
del 12° Cantafestival de la Bisiacarìa che
andrà in scena stasera al Teatro comunale di
Monfalcone alle 20.30. Il festival gode del
patrocinio di Regione, Provincia e degli otto
Comuni della Bisiacarìa, nonché la
collaborazione delle Pro Loco, dell'
Associazione culturale bisiaca, Gruppo
costumi tradizionali bisiachi e Incontri Bisiachi.
Ci sarà un libretto del festival e, grazie ad un
ulteriore sostegno da parte della Fondazione
Carigo, è garantita anche la pubblicazione del
cd con le dieci canzoni finaliste.
Novità di quest' anno è la dedica di alcune
serate a tema, con la rilettura dei testi più
significativi delle edizioni precedenti, a cura
del cultore delle tradizioni e della parlata
bisiaca dottor Pier Maria Miniussi, che si
terranno a ridosso della manifestazione alla
sede della Pro Loco.
La canzone regina del Festival verrà
incoronata grazie alla somma dei voti di tre
giurie: quella del pubblico presente in sala, la
"Giuria artistica" formata da esperti del settore
(che assegnerà inoltre il "Premio della critica"
conferito dall' Associazione gruppo Incontri
bisiachi) e le "Giurie comunali" composte da
sindaco e presidente Pro Loco (o loro delegati) degli otto Comuni patrocinatori. È previsto inoltre un
riconoscimento al miglior testo, conferito dall' Associazione culturale bisiaca. La serata, condotta da
Penelope Folin e Carlo Blasini, vedrà avvicendarsi sul palco le dieci canzoni finaliste.
Durante il tempo necessario alle operazioni in diretta di scrutinio dei voti, il pubblico si divertirà con l'
allegro spettacolo "Amor no xe brodo de fasoi" del "Gruppo teatrale per il dialetto", diretto da Gianfranco
Saletta. Si accede allo spettacolo con biglietto d' invito ritirato alla sede di via Mazzini della Pro Loco.
Ecco le dieci canzoni finaliste, con autori e cantanti, in ordine di esecuzione 1) Al podestà (testo/musica:
Dario Trevisan; cantano: i "Vaca Mastela", cioè Stelio Brumat e Alberto Loro); 2) Daghe drento ta l'
inferno (testo e canta: Silvio Gergolet); 3) L' ultima canzon (testo: Livio Glavich; musica: Giuliano Gon;
canta: Roberto Bertogna); 4) La mosca ta' l vin (testo: Ermanno Pellis; musica: Livio Greco; cantano:
Marta Donnini e Angelica Minetto); 5) Balada zentenaria (testo e musica: Roberto Bonini; canta: Marco
Simonelig); 6) A rode fiape testo (musica: Alessandro Miceu; cantano: i "Tre per due", cioè Alessandro
Miceu, Alan Tonzar e Alex Cabas); 7) Lassù al ziel (testo e musica: Laura Bisiach); 8) L' onda del mar
(testo e musica: Manuel Dominko); 9) Loghi svodi, loghi pieni (testo: Sandro Bucciol; musica: Riccardo
Esercitato; cantano: Sandro Bucciol e Riccardo Esercitato); 10) Torno a vivar (testo e musica: Marco
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Giovanetti; canta: Cinzia Borsatti).
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
la verifica
Profughi, dopo la Ong guidata da un imam in arrivo
"il Manifesto"
Cresce l' attenzione dell' esterno per la
situazione dei profughi a Gorizia. È notizia di
ieri che i prossimi a venire in città per
monitorare le condizioni dei richiedenti asilo
saranno alcuni giornalisti dello storico
quotidiano nazionale "Il Manifesto", attesi per
lunedì prossimo.
A comunicarlo è Barbara Bearzot, volontaria e
da poco referente ufficiale, a livello provinciale,
per il movimento Azione civile, portato avanti
dall' ex magistrato Antonino Ingroia. Lo stesso
ex procuratore antimafia, nonché uomo politico
e firma di caustici articoli e saggi, la scorsa
settimana ha fatto pubblicare un suo intervento
centrato proprio sui profughi nel capoluogo
isontino sul sito del partito.
Nello specifico, nel testo si punta il dito
soprattutto sulla mancata accoglienza da parte
delle istituzioni, oltre che sulle condizioni di
vita dei rifugiati e sulle posizioni delle diverse
frange politiche che hanno opposte visioni del
problema. Ma è il nodo delle norme infrante
che nei prossimi giorni porterà a un esposto in
Procura «anche se, da quello che ci dice
Ingroia, ci sono tutti gli elementi per far
scattare una denuncia per inadempienza»,
afferma Bearzot.
Le "visite" dall' esterno comunque non sono finite qui.
Dopo Medici senza frontiere, due giorni fa una Ong, la Humanity first, sarebbe venuta a monitorare il
capoluogo isontino con una delegazione guidata dall' imam Ataul Wasih Tariq. Lo scopo della visita era
ottenere informazioni aggiornate sui flussi dei migranti e anche rendersi conto delle loro effettive
condizioni di vita.
Secondo quanto abbiamo appreso, l' imam Tariq ha espresso la volontà di discutere quanto prima le
possibili forme di collaborazione con i soggetti del volontariato goriziano per sostenere l' assistenza che
viene prestata alle persone fuori convenzione. In più, in caso di "invasioni" sul fronte sloveno, la Ong si è
già resa disponibile a intervenire.
Humanity First è registrata in 43 Paesi e ha lavorato su progetti di sviluppo umano, in risposta ai disastri
ambientali dal 1994, in Turchia, Pakistan, Giappone, Iran, Africa, America Latina.
In realtà, l' Ong e probabilmente anche i giornalisti del Manifesto non troveranno persone sull' Isonzo.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, nonostante ci siano almeno 52 persone fuori convenzione,
attualmente queste non bivaccano nei pressi del fiume, dopo lo spostamento di 130 rifugiati verso il
Cara di Gradisca avvenuto durante la scorsa settimana.
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Messaggero Veneto (ed.
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Borgo Castello oggi dà il via a "Gorizia classica"
Si inaugura oggi ai Musei provinciali di Borgo
Castello "Gorizia classica", serie di concerti
pomeridiani quest' anno dedicati al pianoforte
e ai repertori del Novecento. La prima
esibizione, in programma alle 17, vedrà il
soprano Siriana Zanolla, accompagnato al
pianoforte da Cristina Cristancig, in quest'
occasione anche in veste di compositrice. Le
due artiste proporranno una rassegna di
romanze dal titolo "Canto d' amore", composta
da musiche di Tosti, Schumann, Massenet,
Verdi, Strauss, Guastavino, Cristancig,
Chaplin, Schubert e Piazzolla. Sabato 31
ottobre tornerà a Gorizia il validissimo pianista
milanese Riccardo Schwartz, con un repertorio
di grande impegno: pagine di Albeniz,
Beethoven e l' intero ciclo dei quattro Scherzi
di Fryderyk Chopin. Il concerto successivo,
quello di sabato 7 novembre, offrirà invece l'
opportunità di ascoltare l' affascinante
repertorio per flauto e pianoforte del "Fin de
Siècle" francese, eseguito dai musicisti triestini
Tommaso Bisiak, al flauto e Aurora Sabia, al
pianoforte. Sabato 14 novembre si esibirà il
Trio formato da Clara Bensa, violino,
Alessandro Sluga, violoncello e Renata
Sacchi, pianoforte. Il noto pianista friulano
Paolo Chiarandini arriverà invece sabato 21 novembre, con un particolarissimo recital intitolato "Anime
e lune". Il ciclo concertistico invernale terminerà sabato 28 novembre con il Primo libro del "Das
wohltemperierte Klavier", Il Clavicembalo ben temperato BWV 846­869 di Johann Sebastian Bach.
(e.m.
)
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Messaggero Veneto (ed.
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romans
Cimeli ungheresi nella mostra sulla Grande guerra
ROMANS Sarà inaugurata oggi, alle 18, a
Romans, nella cornice di Candussi­Pasiani la
mostra "Art & Propaganda nella Grande
guerra ­ Espressioni artistico artigianali
durante il primo conflitto mondiale". L' iniziativa
culturale è promossa dal Comune di Romans
e dal Gruppo speleologico carsico di San
Martino e si avvale della collaborazione
internazionale dell' associazione Meritum di
Szeged, dei musei ungheresi di Budapest
(Ministero della Difesa e Museo nazionale di
storia militare), di Szeged (Móra Ferenc
Muzeum), di Kecskemét (Katona József
Múzeum), dell' associazione slovena Drutvo
Soka Fronta e di numerosi collezionisti italiani,
sloveni e ungheresi.
«Un' esposizione ­ spiegano gli organizzatori ­
che si presenta come un' occasione unica per
far conoscere una produzione ancora in gran
parte ignota al grande pubblico che si avvicina
alla storia della Grande guerra. Si tratta di
oggetti per la maggior parte unici, creati nei
momenti di riposo tra una battaglia e l' altra,
nati dalla visione della quotidianità della
guerra dal punto di vista soggettivo dei
soldati».
L' esposizione rimarrà aperta fino al 10
gennaio con i seguenti orari: lunedì dalle 17.30 alle 19.30; martedì, mercoledì, venerdì, domenica dalle
15 alle 18; giovedì dalle 15 alle 17; sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Domenica 15 novembre,
alla 182ª fiera di Santa Elisabetta, rimarrà aperta dalle 10 alle 19.
(m.s.)
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