t-j-cv
AKTOMNO
AMOinv
-"•?-
—
VINCENZO
BELLINI
i
3
ARTE
STI
DI
K
HICKUCIIH.
*.*"
—
i''f)
Catania
Via
Liniuln,
N.
1892.
?7i-/7v
"v
N
•.
\
VINCENZO
BELLINI.
-^\^-
t)
l
©
ANTONINO
AMORE
4«»
VINCENZO
BELLINI
ìlrts
STUDI
E
RICERCHE.
Catania
Niccolò
Via
Giannotta,
Lincoln, N.
1892.
Editors.
971-973.
J
UmkWb
iaUEfiE
N. NELSON
LIBRARY
6AY
COLLECTION
mOKWEHTO
COOUOeE
FUND
1031
Proprietà
Catania
—
Letteraria
Tip. Lorenso
dell'Editore.
Rino, Piaua
SpiriloSanto.
?/
PRELUDIO.
Breve
è
la
vita,
e
lunga
FArte.
é
Foeoou).
scuola
La
offre
alemanna,
ingegno
intera
la
Fidelio
FideliOj
L'
di
anni
end'
al
suo
von
di
to
elet-
spesero
fuggevole
Beethoven
deve
il risultato
fu
la
al
non
pure
fania
sua
Bonn.
costò
Cristofaro
a
di
sicuro
genio,
al
na^
italiadi
volere,
studio;
sinfonie,
elucubrazioni,
egli,
dotati
dietro
anni
alle
Alceste
che,
pertinace
Luigi
dieci
di
maestro
dell'
più
Arte.
di
ma
uomini
anelando
dell'
di
il
di
e
vita,
fantasma
Il
di
esempi
assai
come
di
avere
un
tentativi,
incatenata
proconsole
Gluk
venti
di
prove;
V
Arte
romano.
PRELUDIO.
al
dietro
trionfale, qualche
carro
suo
regina dell'Asia, esclamava:
doit
plaire seulement
pas
j'aflfirme
lui:
deux
cent
change
pose
point;
La
è
le
che
si
et
lui
di
intorno
r
a
cosi
des
fu
da
han
E
che
m*
ha
vero,
figlie,
pur
in
in
un
Jetztymeine
razioni,
aspi-
eh' ei portava
lavoro, di cui,
dire:
e
cielo
più
anni
sacro,
terra,
e
macro;
quelle parole, pronunziate,
momento
troppo,
le
dell'illustre
giudizio
immenso
mano
tutte
artistica
il
fatto per
lui espresso
è
ma
posto
venuto
Nibelungen,
il poema
cui
è
altro.
gli studi, di
Alighieri,poteva
A
qui
».
invocato,
Ring
Lipsia. Or
ai
eh' ei s' ingannava,
la vita
di tutta
la nature,
la mode
à
j'en
que
sur
mostrarci
di tutti
francjaise ne
est
vanterie, non
la sintesi
come
langue
la raison
Tetralogia, Der
maestro
pas
la
da
a
eran
dans
dans
souniise
presto
de
et
qu'il plaira également
il tempo,
troppo
présent
ne
pour
a
fondements
ses
jamais
Ma
n'y
à
opera
temps
ans,
tous
n'est
e
il
nouveauté;
sa
Cet
#c
bella
del
di
entusiasmo,
più profondo
Herrerty habt
Ihr
vincimento:
con-
cine
XII
PRELUDIO.
do, lor prigioniera,se
financo
fugge
salvandola
al seno,
Fanello
e
in
si dà
allora
E
mentre
braccio
al
la
gerla
strinse
amoro-
bile;
invisi-
rendeva
del
Dardinello.
re
Bellini
sarebbe
esperienza,
di sé, avrebbe
doro
il Me-
il
dettava, o
cuore
investendolo
meglio
furia
con
presa
la Sibilla
Enea,
gli ruggiva
il
Marsillach,
avversari
la
esser
e
a
come
quella,onde
fu
sopravvenire
di
vogliono dipingere
il
Berlioz, il Riehl,
quasi
tutti
i
critici
italiana;e, pieni della
la
della
anche
sempre,
Fage,
scuola
lor tesi, smarriscono
verità, ma
lo
ce
insomma
della
scritto
nell'animo?!
Così, proprio così,
il Fétis, il de
za
sen-
l'estro febeo,
a
al
cumana
e
come
pari
che
coscienza
senza
la penna
preso
il
giovinetto Medoro,
dell'Arte, il giovine fortunato
studi, senza
lascia
tutti
e
in
te
poi volontariamen-
servo
Vincenzo
che,
tentano
respinge,
dolenti,
fedele
ma
povero
tutti
e
braccia
alle strette
che
incantato
fugge,
disillusi
dalle
d' amore,
ansia
un' imnnensa
il possesso;
disputano
ne
via
non
logica,che
tutti,di guida.
solo
della
dovrebbe
XIU
1"RELUDI0.
E
in
avrebbe
accurata,
vive
in
cui
la critica
vero
loro
continuo
un
la vita
tutta
padroneggiarla
Vincenzo
sincera, coscienziosa,
evolvere
di
e
Bellini,dopo
che
dei
suoi
studi
lecchi.
Ricadde
Norma,
due
veri
r incertezze
e
di
Beatrice
più larga
a
e
nei
i
a
tutta
documenti
inesplorati
che
e
il
la
all' Arte
nel-
piena
è
Puritani,
nostro
la
una
teatro
un' evoluzione
l'Arte
in
cui
cominciava
forse,
nuova
rinnovellarsi.
del
il concetto
facilitarmi
di
germi
e
Mon-
abbandono,
cui
e
va
pro-
Sonnambula
Mostrò
profonda
Fenice, doveva
di mano;
Caputeti e
di
fargli intravedere,
Questo
la
i
più geniali del
melodrammatico,
lere
vo-
gelica,
schifiltosa An-
e
tentativi
Tenda.
concezioni
delle
e
amoroso
nei
a
suo
gioiellistrappati
d'
momento
un
al
ricerche, fan
sue
dopo
basta
talento. Difattì
fuggita
Straniera, la Zaira
la
in
delle
per
Pirata, cioè quando
bella
gli era
e
forme,
finalmente
aggiogata questa
V Arte
non
suo
a
il
d'aver
senti
di
uomo
un
sempre
tutti credevano
che
mostrato
lavoro,
compito
che
la
ì
di
cui
numerosi
cortesia
sero
vale
dello
XIV
PRELUDIO.
mio
egregio
amico,
di Carmelo
Astor, erede
affidommi,
che
grazie ;
air
illustre
onore
e
il
vo'
hai
a
Comm.
solo,
mene.
giovar-
e
Di
le
rame
Bellini,il
dell'incisione
al
pregio
Nel
mi
indagare
la
ncir
genesi
a
ricciuole
Lui
sostenuto,
tutto
quanto
di ciascun
le
e
deve;
mossegli,
lotte
e
se
studiato
sono
Arte,
del
abbia,
ne
volume.
presente
quale
qualcuno
ove
accrescono,
durre
ripro-
a
menti
preziosidocu-
i molti
e
na;
italia-
sembianze
angeliche
ritratto
cui
anche
Bartolo,
quale gratuitamente prestossi
nel
azioni
ben
ma
Francesco
dell' Arte
vanto
studiarli
qui rendergli sentite
non
e
Chiai'enza
Bellini,generosamente
perchè potessi
Di
di
Francesco
avv.
e
che
ancora
dolori
i
i ti-ionfi
riguarda
lavoro,
riforme
ma
solo
non
e
cui
E
durerà
la
fama
ancor
dramma
melo-
le
guer-
sofferti, e
(|uaiito il mondo
le
insomma
riportati;
l'Arte^
nel
i progressi
il
di
simo
(juelFAltis-
:
Di
di
mondo
dura,
lontana
A.
Amore.
LA
FAMIGLIA
BELLINI.
Basti
dei
miei
udirne
maggiori
qaesto.
Dante.
Il
casato
italiana.
Giovanni
Bellini,
padre
indegno
di
Bembo,
fu
latina,
fu
in
più
il
cui
indìzio
ogni
di
del
quella
documento,
attinte,
non
e
vanno
e
le
più
del
lingua
te,
finalmen-
E
poeta,
ma
mediche,
caro
a
Medici,
dinando
Fer-
nella
mori.
potrebbe
casato
della
non
in
opere
dei
Jacopo
quella
come
III
visse
comunanza
XVI,
Bellini,
Cosimo
a
e
Nel
poeta
di
Lorenzo
protezione
La
chiaro
scrittore
fiorentino
da
Friuli.
nel
XVII,
come
II
Bellini,
Sacile,
nati
meritar
potè
se
Francesco
secolo
nel
figli pittori.
e
i
furono
XV,
Gentile,
e
lode,
nato
secolo
nel
te
dell'ar-
storia
nella
nuovo
Celebri,
veneziani
assai
è
non
famiglia;
notizie,
in
là
dalF
essere
manca
pure
accuratamente
avo
paterno,
LA
ebbe
Questi
Torricella
mila
Vincenzo,
nome
Rosario
da
1744,
BELLINI.
FAMIGLIA
in
di
quel
in
Mancini
comunello
Peligna,
anime,
Francesca
e
no
Tan-
nacque
e
tre
a
quattro
o
Cliieti,posto
so
ridos-
a
di
que' monti, i quali, per cento
ed emergono
altre elevazioni, s' incatenano
d'
neir
uno
della condizióne
Nulla
Bellini, è
Jommelli
primo
alunno
che
e
dedicato
di
:
a
in
pose
alcuni
il
E.
della
ed
Delegato;
di
Dall'atto
di
(1) Florimo
R.
-
questa
La
—
in fine:
Don
Francesco
Monte
po
Starace, Cadi
Documenti
S.
Chiara,
(1).
(2),esistente
Curia
Belliniana
-
N.
presso
Arcivescovile,
Musicale
-
vernatori
Go-
Signori
Conservatorio
Sciiola
Cfr. Scherillo
Signore,
giovani convittori,
passato.
(2) V.
del
agi' illustrissimi
detto
frio
Ono-
1' oi'atorio
Camera
R.
matrimoniale
r archivio
eonseroaiorù
di
del
1765, già
di S.
musica
signor
Perrelli,duca
Ruota
nel
Isacco^ Jigura
da
S.
che
e
Pietà
allievo
fu
ove
scrisse
della
R. Conservatorio
nel
cantato
Antonio
e
Piccinni,
Metastasio
fu
più autorevole,
Napoli,
CapuanUy
in
del
del
e
l'
genitori,né delche, fra' biografi
nel conservatorio
in
Turchini
il
certo
eh' ei fu educato
dei
dei
lui. Il Florimo
di
infanzia
del
Majella.
immenso
l.
dì
-
Napoli
Bellini
e
ri-
i suoi
al secolo
levasi eh'
BELLINI.
FAMIGLIA
LA
egli, addi
dell'
novembre
28
anno
parrocchiale de' SS.
la giovinetta
Giacomo,
1769, sposò, nella chiesa
Apostoli Filippo
Michela
da
di
Burzi,
tre maschi
cinque figli,
cui il primogenito ebbe
facendo
dell'avo
Bella
è nelle
santa
mine,
fem-
sario,
Ro-
nome
di
tuosa
affet-
famiglie questa
delle
ncmi, onde
rie
memo-
affetti
positari
paterni si fanno eredi e dei figliuoli;
nei Bellini fu legge che
e
loro
gentilezza dell' animo
non
porge
degli
e
della
dubbia
prova.
Rosario
se
fu
e
dal
ebbe
non
valore
che
di cembalo
inosservato
degli astri
per
in
e
(l) V,
e
dal
ma
ben
di
da
ebbe
lui
italiana
la
noi
maestro
ad
non
errare
concerto
prende
fu
ce
lusole
splende
e
gloria imperitura !
fatto della
persona,
e
d'animo
Rosario, il quale, in
Documenti
dito
cre-
Ma
figliuolo che
la melodia
cui
fine:
d' abile
all' immenso
non
musica,
fra
ancora
d' orchestra.
maggiori,
gentile era
in
uguale,
vanto
mezzo
splenderà sempre
Bollo
è
nella
asteroide, destinato
il casato,
nuovo,
viva
direttore
lui, povero
lui
a
gli dà
e
istruito
padre
slima; che
tradizione
mite
due
e
(1).
"
e
ro
Nacque-
in lui la memoria
rivivere
cosi
tradizione
da
civile.
condizione
loro
di
e
e
-
N.
2.
assai
6
LA
matrimonio
giovineetà,si uni in
civile e onesta
Ferlito,
mirabilmente
BELLINI.
FAMIGLIA
Agata
con
il cui
fanciulla,
conveniva
all'indole
nome
soave
e
alla bellezza
del volto.
verginale
Gli sponsali,
dall'illustrissimo
per licenza concessa
lebrati
Sig.Vicario Generale,furono cein casa
della fidanzata;
il 17
e infatti,
gennajo1801,la coppiaavventurosa
ziò
pronunil sì sacramentale
dinanzi al cappellano
della cattedral chiesa,
don Filippo
Giannino,
che
ne
Da
l'unione (1).
mesi e diciannove
quel di passarono nove
e la giovanesposa,
giorni,
di
un
accolse i voti e benedisse
il 3
quell'anno
stesso, divenne
bre
novem-
madre
dì
bel bambino.
Taluno
si affatica
a
trovar
nella storia
e-
ditarono
ereche,di padrein figlio,
sempi di famiglie
r inclinazione a un' arte liberale,
e il
i Bach orgaPougin (2)cita i Vernet pittori,
nisti,
i Couperinsonatori di pianoforte;
come
i Tasso
noi citiamo i Sanzio pittori,
poeti,i
Manuzio
latti
e
letterati,
editori-tipografi
gliScare
Per
i Bellini maestri di musica.
è d' importanza
maggioreilnotare
me
legge eterna,
eh' esiste,
forse,una
N. 3.
(1)V. in fine: Documenti
Sa vie,ses oeucres
(2)Pougin Bellini,
la
quale
-
-
Hachette, 1868.
^
»
,
p. 17
-
Paris,
FAMIGLIA
LA
di
apparita
deir
tempo
il
e
BELLINI.
La
luogo.
Toscana,
circa
Firenze, fu, per
feconda
secoli, madre
tre
scultori, quanti la storia
Dante
Calabria
La
Tommaso
nel
fu
Campanella
all' Urbinate.
Cimabue
secolo
XVII
Lucilio
e
la
del
gioghi
gegni
Vanini, in-
virtù
cotesta
di
secolo
generatrice,quasi
XVIII,
filosofi, dai
e
sorse
la
ove
il
d'
ogni
mito
è
e
dei
la
più
mito
più
eletta
plejade
rosa,
Zingarelli, Mercadante:
della
musica
primavera,
delle
Catania,
Francesco
compositore
E
nel
Geremia,
valente
di
Napoli,
sirene,
e
rive
ebbe
Napoli
Durante,
:
Piccinni, Cimai
santi
Catania,
rive,
vita,
delle
musicisti
Pergolesi, Jommelli,
T incanto
ebbe
le
corona,
di
italiana.
pensatori
V incanto
bello
terna
alnel
ove,
francese.
Leo,
minore
di
favoleggiò
le fanno
che
Francia,
Enciclopedia
rivoluzione
invece,
colli
V
quale
legge
per
schiera
una
quali
essa
con
in
migrava
cose,
come
Dal
Appennino.
materno
tria
pa-
Bruno,
poderosi, speculatori, liberi,forti
i
da
conta
ne
Telesio, Giordano
Bernardino
di
da
Machiavelli,
a
mente
particolar-
e
tetti
più grandi poeti, pittori,archi-
dei
e
il
preclari ingegni regola
si
e
tempo
allievo
melodie
ove
ride
padri
eterna
la
be
eb-
stesso,
del
é
non
Durante,
sacre;
e
poi.
S
FAMIGLIA
LA
Pacini
BBLLINL
(1), Bellini, Coppola:
artisti,degni, ciascuno
la
grande
patria;
Antonino
MaomoUo
della
e
scienza
di Giulio
direttore
oggi
di S. Pietro
di
della
Piccarda
del
autore
Napoli
di Guisa;
autore
ma
mente
final-
e
Matilde
della
Donati
y
Slava^
ed
tista;
contrappun-
Carlo
Caterina
della
BentioogliOy
taeo;
dotto
e
San
Platania,
Pietro
Vendetta
(2); Salvatore
Gandolfi,
al
dato
Ily
di
Guarnac-
Vinci, compositore fecondo,
sventurato;
1854,
di render
Emanuele
poi
Pappalardo, compositore
nel
solo,
drammatico
cìa, connpositore
Pietro
triade
sé
per
e
una
del
Spar-
Conservatorio
R.
Majella, decoro
a
dello
Sabino,
della
vanto
e
musicale.
Il bambino
giorno
fu
novembre
4
1801,
cattedrale
(3),e
Altri
figliuolivennero
sei
solennemente
battezzato
gli
fu
in
posto
questa
il
chiesa
Vincenzo.
nome
successivamente
melo,
quella coppia felice di sposi: CarMario, Francesco, Michela, Giuseppa,
Maria, ricca e cara
figliuolanza;perciocché
ad
allietare
(1) Giovanni
stagne,
Sicilia
afTerma
come
Musicale,
fine
in
(2)
Pacini
V.
A
del
nacque
Catania
il
sig. Leopoldo
torre
ogni dubbio
volume,
Il Paloschi-^/inaarto
(3) Vedi
in
in fine: Documenti
la fede
di
e
4,
a
Treca-
Mastrigli nella
riporto fra'
nascita.
Musicale^
-N.
non
p.
128.
sua
menti,
docu-
FAMIGLIA
LA
in ciascun
novella
figliuolo,vedevan
d'amore,
9
BELLINI.
essi
una
di
argomento
un
prova
alla
più
gioia domestica.
Oh
!
tutti
è doloroso
come
scomparsi
loro
nella
Il
di 85
età
il
—
madre,
La
lui il 2
i fratelli
E
Maria.
signora
la
detta
quella
conobbi
la
del-
impressioni
s' intrecciano
alla
manifestare
fatto, con
teneva
tormela
figura, e
Ecco:
tratte
le
permesso
potuto
bella
(1) Credo
Li
—
amicissimo
anni
Però
(1).
i
e
mia
come
mente.
ho
Non
sia
mi
1842
le sorelle ?...
ricordi, di cui taluni
infanzia,
anno,
1840.
dicembre
negli ultimi
fui
tutti,e
e
64^
età
quasi nella stessa
mente
eternacongiungevasi
consorte,
con
—
febbraio
Agata,
defunto
al
pervenuto
il 3
vivere
giugno 1829,
anni.
padre, Rosario,
di
V 8
mori
Vincenzo,
grave
cessò
soQ
pallido ricordo
un
soltanto!
L' avo,
cui
oggi son
viventi, e di
dei
numero
che
resta
non
nome
del
dal
che
pensare
un
un
si ch'ero
beli' uomo,
collo
avvolto
mai
allora
lungo,
corvattono
superfluo riportare gli
le date.
occhi
piccino....
alto, slanciato,ben
lungo
un
dagli
atti
intorno
di seta
di morte,
a
ne-
da
cui
10
FAMIGLIA
LA
poi un volto
bellissimi,color
dipingere
mi
al
latte-miele, e due
di
e
ra,
BELLINL
pel ganascino
chicche, si chiamava
deir illustre
di
lo somigliasse
tutti,
pari
in
gambe, che,
chiesa,
ragionare, un
mentr'
per
nei
o
di
conducevano
trottare
per
delle
loro
e
sui
ivi,seduti
torno
Càrcaci, facevano
il chiasso
le
a
mammine
piano
coi
e
al villino
un
gran
scritti,
mano-
e
la svignavo
fanciulli
le
so
spes-
gradini
torno
leggere di libri
io, colto il destro, me
fare
terzo
ero
picciolafatica.
era
sedili
della
bambinaie
spasso.
più bello, mentre
vasto
stesa
gran
età, che
Sul
a
calore
porta al Fortino; più
Gesù;
duchi
dei
pel
verità,non
di
S. M.
alla
passo
fuori
si andava
mia
eh' io
convenivami
senno,
di
della
di
il solo
nel
quando,
e
mano,
per
cotanto
a
detta
a
anche
più; ma
disputa, dimenticavano
andar
E
che,
pre
sem-
insieme, conducendomi
si usciva
il babbo
fra
faceva
della
ragioniere.
Talvolta
della
e
paterna, si fosse dato
la beva
che, lasciata
il
il solo
era
le
tello
Bellini,fra-
mi
stesso
che
dava
mi
e
della Norma
autore
ripetere.Egli
potrei
signore
Francesco
com'egli
Sonnambula,
fare
bel
vivo. E^ cotesto
prendeva
che
verde-mare,
chi
oc-
che
scavallavo
si stende
qua
dinanzi
e
là
alla
12
i
rami;
a
FAMIGLIA
LA
pel piano
poi,a
vedevo,
e
con
riannidarsi
tratto, a
di lor
empiendo
e
già
il babbo
mi
re
vola-
e
passerai
in
adagiato
una
gli occhi
palpò
mani
incerto
e
tante
volte.
Era
tutta
sul
sempre
di
qualcosa
e
profonda,
ne
solo
in
non
Carmelo
che
d'
davano
poi
lo
lui la
gli dava
era
aveva
la
statura
che
oro
lui la
in
tava
por-
conia
malin-
tristezza
rendeva
cupo
la morte
tuale
abie
citurno.
ta-
dello
che, giovanissimo
sperare
di
gloria dello zio, era
mai
baciò
della
fatto
aveva
delle
alla fisonomia
ragione:
aveva
Mario
famiglia; ma
E
! Mi
!
Vincenzo,
figliuolo,
ancora,
rivivere
davvero
il tono
preso
E
unico
naso,
diverso.
aveva
e
quel fare
ciechi, e mi
quella,e gli occhiali
era
nero,
gatta
come
con
di
bracciuoli,
a
anche
fratelli,
della
l'aria
parte
sedia
lo
non
fargli una
vestito
dei
cieco
che
a
era
il viso
tastoni
a
altri due
Degli
condusse
luccicavano
gU
chiamò, mi
parecchio
era
signore !
grande
visita. Povero
che
pazzi
pei giardinicircostanti;per
un
giorno,
Un
non
stormì,
d' intorno.
r aria
in
altri
con
vispi, spandevansi
dì nuovo,
e
botto, cinguettando,
confondersi
e
che, allegrie
venire
di
uscivano
ora
incontrare
voli
BELLINI.
veder
dolore
requie.
il secondo
genito. Allo
della
LA
persona,
FAMIGLIA
bracato,
grasso
fine fine
i lineamenti
la dolcezza
dcir
da
è la lode
che, delle
Vincenzo
in
del fratello. Ne
belle
eh'
egli
ch'egliconservò
in
mai
quella lettera,
leggere
Fu
il conforto, l'orgoglio della
gli si empissero
la
tribut;\re
alla
lode
bella
più
che
senza
non
sia adesso
pre
sem-
giovanili speranze,
gli occhi
dessa
mensa
im-
suo
promesse
poteva
non
aveva
la bontà
e
religiosamente. Quante
quante
che
più bel titolo
filialidi lui, scrisse
virtù
lettera
una
nulla
aveva
difatti il
di
barbettina
una
dell' indole
animo;
faccia
una
brizzolata, non
e
ricordasse
però
con
incorniciata
contento,
cuor
18
BELLINI.
di
lacrime!
vita;
sua
si
che
possa
di lui.
memoria
€
Como,
luglio 1830.
1
*
Mio
e
zio don
fezìonatissimo
mi
filiali,
spingono
ti faccia
per
buona
e
son
a
non
giuste, o
(\) Segno
(2) Vincenzo
con
ho
mio
la
(2)delle
mia
forse
asterisco
ti ha
tu
Feriito, zio
materno.
e
chè
per-
nostra
esser
detto, perchè
fai,e
fratello,ed
le lettere
la
verso
il nostro
fatto ciò che
buon
virtù
scenza
ricono-
grande
dobbiamo
zio
tue
af-
direttamente,
operato
cui
il nostro
fatto
scriverti
a
Lo
ha
Vincenzo
tuo
tanto
morale.
io sinoi-a
mi
comprendere
famiglia,
fisico
(1).
che
descrizione
La
€
Carmelo
caro
le
ragioni
io te le
i documenti
ripeto.
inediti*
14
LA
Ma
devi
tu
il
di
che
al
carci
alla
giorno
mai,
si
vedi, io ho
famiglia, e
forse
la fortuna
per
che
mentre
altri per
fisso di certo
questi giorni
trenta,
onze
combinerò
nel
venturo,
le stesse
in
dipenderà dagl' introiti
assicurerò
una
coperto del
che
onore
bisogno.
mai
che
da
t*
ossia
o
tirare
questa
ed
mia
in
una
e
vita
promessa
questa
per
ma
som-
V
io ti
di tua
senza
sarà
in
no
an-
altre
far
mesi,
ma
ad
lo
poi
se
anno
sare
paspre
sem-
che
metterci
al
aiutare
la
giuro
sul
mio
t* abbandonerà
non
ti assicura:
caso
adesso
;
per
Vincenzo
che
e
Per
avrò, fintanto
seguita
facendo,
mai,
ammali,
poter
Tu
fratello
tuo
che
somma
grossa
stai
come
casa
ogni
se
anni
manderò
nei suddetti
somme
duto
ve-
quattro
anno
di febbraio
spero
hai
la nostra
scrittura
una
mese
così
e
conto
ogni
facessi
io
abbandonare,
ad
in agosto,
per
sto
que-
seguitare,
desideri.
trenta
onze
man*
tenermi
man-
tu
devo
avesse
i miei
sei
non
di aiutare
prospera,
compire
pito?
ca-
tale
capi-
un
che
come
così
m'
hai
come
senza
trattenuto
mi
avere
cosa
ancora
voglio
professione.Or
della
qual
poco
se
pagherà
la
la
per
farmi
per
di fìsso almeno
conseguire,
può
risparmi,
e
di
è
tempo
bisogno
che
famiglia,da
nostra
nell'istesso
e
senza
non
piano
potessiassegnare
quanto
spargere
famiglia:
la
tutta
a
non
di noi, cosa
fra
il mio
Dunque
tari
piacere
passa
la raccomandi
che
zio
BBLLINL
farmi
la città ciò
dei
FAMIGLIA
o
in
caso
vecchiaia,
bisogno,
valida
tanto
e
ciò,
fintanto
LÀ
avrò
mezzi
abbandonerai
la
io
che
farlo^e fintantoché
famiglia,
nostra
quel figliobuono
sarai
sarai
che
che
e
meglio
è
comodità.
giusta
papà
marna,
e
Rapporta
digli ch'io
e
fa
le mie
le mie
scuse,
sorelle, e
abbracci
se
il necessario.
Il tuo
P.
dalla
kl.
Lo
—
brava
forze
e
potea
La
grazie
onore.
-"
in
Dio,
sto
a
pure
in
il nonno,
(1 j Àscanìo
(2) Parla
mai
mancò
non
grazia
poi
il
della
Marziani,
della
che, cinque anni
sposo
malattia
dopo,
di
doveva
della
cui
fu
ho
ricevuto
tia
malat-
le
mia
mie
riera
car-
".
priva
i
ama
assistito
seguiti la
d'una
indi
ti
riprendendo
di
che
so,
cen-
tezza,
agia-
certa
professione
padre,
camento.
attac-
ben
era
famiglia Bellini,sebbene
mette
per-
ultima
mia
volta
rettamen
di-
».
aiuti
non
perchè
un* altra
Addio
eterno
VINCENZO
questa
se
mi
fratello the
quali
ultima,
di conservarmi,
spero
con
T
essere
Adesso,
curato.
detto
famìglia Pollini,
(2) che
e
t' avrà
zio
e
ricevi i miei
tu
mio
€
"
gli scrivo
appena
del
€
fratelli
dogli
(1),facen-
non
Addio,
V assicurazione
e
i nostri
Ascanio
a
nel mio
sempre
la debolezza
una
sempre
baciamano
Tho
ora
per
ro
Spe-
altri due
per
miei
tutti
essa
to,
ragionamen-
per
i
non
sei.
che
poco
parti con
perchè
di fare
un
assicurare
abbracciami
cosi
cuore;
soffrire
tu
con
e
di questo mio
poi
per
virtuoso
e
persuaso
anni,
ti*e
0
da
16
B"LLINL
FAMIGLIA
prima
nipoti Carmelo
sorella
Michela.
colpito in
trascinarlo
alla
Milano,
tomba.
e
16
e
BELLINI.
FAMIGLIA
LA
Mario, esercitarono
fortuna, di
con
cui
non
ragione la gloria del giovine Vincenzo.
della
fatti il Municipio, in segno
ca
pubbliestimazione, deliberò che fosse continuato
lui, alla madre, l' annuo
padre e, morto
ultima
In
al
delle
assegno
che,
titolo di
a
al
prestazione,era
il
re
V.
382,50)
stato
della
mente,
ebbe
so
conces-
Mario
L. 500
chiese
lui
il solo
oramai
la
e
grandezza
mento
senti-
un
di
dietro
annuo
L.
del
morte
300
che
fosse
a
fratello,
superstite della
nuovamente
gnanimità
ma-
glia,
fami-
devoluto
tenne;
Carmelo, e l'otl'assegno del defunto
di vivere
(3) prima
oimè, cessava
ma,
che
ancora
avesse
goderlo!
potuto
scrisse
Il
Pougin che di Bellini
assai
pregevole, dice
della
alla
Bellini
Carmelo,
a
(2).Questi, dopo
rimasto
pari
la
cui
riguardo. E in vero,
loro, vita durante, V
concesse
di
assegno
fu
pei fratelli
di benevolo
istanza,
in
Emanuele,
dell'animo
:
Che
"
fia
biogra-
una
il
dolore
famiglia,la quale, lui vivente, gli
mostrato
dal
L.
a
figliuolo(1).
Anche
a
(pari
trenta
onze
affetto
pensiero di
(1) Vedi
in
fine:
sincero,
vedersi
Documenti
assai
lentlo
padrona
delle
parve
in breve
-N.
5
(2) Vedi
id.
id.
N.
7.
(3; Vedi
id.
id.
N.
8.
e
aveva
6.
ricche
non
che, da
alcune
anelli
gioie: due
defunto
Donde
codesta
ci
vero
il
vera
a
di
ciascuno
a
perchè
per
loro
più
poco
che
di 40000
i
Bellini,
che
poteva
lire)fecero
ciascuno
mava
soma
gara,
potesse
avere
gli autografi,le decorazioni, e quanto
le quali cose
di lui rimaneva;
furono
sé
altro
poi,per
comune
che, dopo
La
lontananza,
subito
in
e
famigliaLewy
la
abbandono;
(1) Pougin
ai
—
parenti di portarsi
da
per
curare
la
subita
di cui
casa
Carmelo
il
era
impedirono
Francia
a
maggiore di tutti.
specialmente i timori del
interessi;e inoltre
cui
cesse
consenso,
Vincenzo,
colera, che
per
il benevolo
( T eredità
spettare
quella vece
in
parte di
storicamente
cosa
d'eredità
parte
attinto
giudichi
tutti,cioè
a
alla
rinunziando
abbia
quanta
invece,
nota
(1).
"
ne
ferait
F orgent
ma
so,
sia, lascio che
qui
e
de
francese
biografo
notizia, non
lettore. Dico
le croirait-ont
—
affaire!
leiir
crocetta, cari
una
e
sini,
Ros-
a
mandato
avevate
famiglia rispose : Que
bien mieua:
lasciate; e
di cuore,
uomo
ricordi delT amato
la
lui
da
sostanze
17
BlSLLINI.
FAMIGLIA
LA
ov'
e
Op. cit.,p.
infine
176.
propri
partenza
il Bellini
egli mori,
i
sé
era
della
ospite,e
rimase
il desiderio
in
pleto
com-
degli
18
di
amici
avere
molte
che
preziosiandassero
Santocanale:
lui
li
a
se
che
a
servizi
alla
di
qualche
l' incaricato, di
più
erano
titudine
la-
cedere
con-
affezionate
Bellini
qualche piccolooggetto appartenente
che sia di pochissimo
defunto, e beninteso
al
valore
(1). La
"
esibizione
onde
famiglia gradi
glispedi
e
il Rossini
tosto
far
a
saprei per
non
la spontanea
la richiesta
cominciò
l'inventario;
però
ragioni,essendosi
il Pesarese
ra,
procu-
compilare
quali nuove
bito
sciolto dall'am-
rico
seguito dato V incaal principe di Butera, a cui la famiglia
coltà
rivolse, e da cui, dopo non
piccole diffi-
impegno,
si
eh'
fondament
pro-
all' avvocato
di lasciare
sarà
alle persone
grafi
auto-
il presceltonella
sarò
non
pregherete
colui
molti
e
scrisse
OflFrite i miei
«
famiglia, e
procura,
cose
to,
defun-
perduti.
circostanza
Rossini,
quella dolorosa
addolorato,
In
dell' amico
ricordo
un
cagione
furon
BELLINI.
FAMIGLIA
LA
e
somme
fu
ne
in
breve, ricevette,oltre alle
tempo non
ereditate, gli oggetti e gli autografi.
Cotesto
deposito
sacro
gelosamente
per
mai
permettere
circa
che
rifiutando
(1) Florimo
—
Op.
e,
mezzo
Carmelo
custodi
secolo,
senza
lo
occhio
mortale
ofierte
vantaggiose che
p. 64.
minasse,
esa-
20
gliorologi,e
stava
e
gli altri oggetti (1), e
tutti
ed
ore
BELLINI.
FAMIGLIA
LA
in silenzio
ore
contemplarli
a
piangere.
a
Non
soltanto
è
nelle tombe
r
nei
sontuosi
edificate
spesso
orgoglio cittadino, che
un
popolo.
custodisce
museo,
monumenti
marmoree,
gentilezzad'
celebre
dei
gelosamente
di
argomento
deir Alfieri ? E
f
comprò
di
la
recente
poeta
dei
fosse
d' ammirazione
Sepolcri
agli avvenire
ed
In
la casa,
(1) La
cav.
dono
dono
della
Reina.
del
papa
netti
so-
superba
libri,gli autografi
del
cantore
ove
non
il
nacque
perchè
Grazie;
sed
part^a
a
S.
Regalò
Pio
figliadi Luciano
belle
più
presenti
la
,
Weimar,
e
grande
decorazione
rurgo
piccola, all'egregiochi-
la
alFavv.
VI
di
apta, di Wolfango
Agata
Legion d*onore; e
Euplio
vina
ro-
va
rispetto ai
e
vie
famiglia donò
delia
delle
e
non
del Petrarca,
Zacinto,
casa,
un
?
delle
una
sorge
di
non
Zante, la selvosa
E
Furioso
E
più belli
dei
possedere,oltre alla tomba, i
e
gli oggetti del sublime
di
la
la
la casetta
Ferrara
disfare
so-
ogni pietra,
traverso
a
uno
a
eh' è tutta
Firenze
Arquà per avere,
secoli, conservata
e
si rivela
ogni vestigio della passata grandezza.
è
cosi
a
Santocanale
Rossini
Bonaparte.
il
la
cetta,
cro-
pugnaletto
,
FAMIGLIA
LA
Gòthe.
colà
Tutto
21
BELLINI.
parla
del
sublime
cantore
da
da lavoro^ quella
Margherita: la stanza
si ammira
letto^la ricca biblioteca^ ove
la
copiosa
dì
illustri
più
culto
raccolta
di
lettere^diretteglidai
contemporanei^
speciale da
parte degli Alemanni^
degli stranieri. Quella casa^
ammirazione
arredi, quei libri furono
della
gdthiano,
Weimar
il
bel
quel Grande
istituire là, nella
museo
seo
mu-
non
casa
anch*
pensa
,
settembre
dello
stesso
ov' Ei
me
noessa
un
nacque,
maggio
'79 ;
'84; Michela,
il 19
è fatale alla mia
la
mestamente
vedova
e
pure
ottobre
'85.
fedele
signora
alla
famiglia,diMaria.
memoria
—
del
masta
Rifunto
de-
ancora
Signora serbava
del volto,
freschezza, e l'incarnato
consorte,
certa
Carmelo,
Mario, il 2 febbraio
anno;
Il settembre
cevami
il 19
mori
il 24
—
dal
bellinìano?
Giuseppa
vanmi
il
gloria di
teatri s'intitolano
di
come
liberazi
de-
!
pubblici giardini,e
una
titolo della
gli
que-
per
oggi
di
e
perchè Catania, in cui,e piazze, e vie, e
O
d'
comprati
Dieta, e formanp
più
di
oggetto
sono
la
1' azzurro
alla mente
Buona,
degli occhi,
le fattezze
del
richiama-
fratello Francesco.
affabile,sollazzevole, parlava
22
FAMIGLIA
LA
volentieri
spesso
e
nivami
raccontando
mille
e
mori,
BELLINI.
di
glianeddoti
altre
la fine dell' agosto
Verso
che
da
febbriciattola
qualche
grande
r abbattimento
pensiero
settembre
Il tempo
con
la
è
il
che
mese
ai
divisava
falli.
presentimento non
già cieco da tanti anni, mancava
giorno
6
Maria
novembre,
di
ritornò
in città
lontana
fra
il letto
dal farci temere
la mattina
del
4
versazione
con-
ov' ella
tavia
Tut-
Francesco
,
ai
viventi
quell'anno. La
settembre
cosi
la
autunno.
il
ora
—
campagna,
l' imminente
la
nel-
fatale. Ed
la volta ?
me
a
piaceridella
passare
melo
Car-
ha
distrarla,avviando
di
M'ingegnai
'35;
'84.
monta,
non
toccherà
se
quando
ragione.
rispose
settembre
famiglia un'influenza
nostra
assai
la
nascondere
cercava
il 23
mori
il 24
il
cosi
dell' animo.
Vincenzo
sa
che
ma
;
parve
chiesi
settembre, mi
sa,
co-
poca
più
mi
poi
e
,
tarla
visi-
a
una
era
nulla
e
gliene
il
sorriso
tristezza
chi
che
avvicina
certo
un
agli a-
ora
accusava
male
leggiera indisposizione.Il
Si
lezza,
fanciul-
'85 andai
qualche giorno
,
—
ve-
ai trionfi di lui.
ora
sopra
della
relative
cose
cui
di
Vincenzo,
verso
e
gnora
si-
la fine del
il lettuccio, ma
una
dicembre,
catastrofe;
dopo
al-
FAMIGLIA
LA
cuni
sbocchi
di
Come
si
d'autunno
una
di
giro
Bellini,
dal
terra
r
uno
numero
le
levan
delF
appresso
alla
Rende
cosi, nel
mente
improvvisa-
cessò
sangue,
vivere.
di
L'
23
BELLINI.
altra,
le
tutte
pochi
foglie,
anni,
appresso
dei
infìn
che
il
ramo
spoglie;
sue
ì
fratelli
dell'
viventi.
altro,
e
le
parvero
scom-
relle
so-
ARTE.
28
ALBORI.
Che, laddove
questo
affermare:
natura
disposti alle
sogliono
nulla
mostrare
il
Vico;
invece
a
qualcuna
mostrano
in sul
E
delle
il
il Tasso,
la
e
mirabili
A
loro
il
fama,
Salve
dedicò
24
che
genitori,da
deir
presero
con
Vincenzo,
(1) Questi
e
ingenita
deva
costoro
della
dei
Gallus
tanti
nosceva
co-
cantaoUy
ergo
e
che
,
venne
guito
ese-
Minoriti, la
PP.
1808
e
musica.
Tantum
sera
(1).
si chiari
e
mirabile
diligentecura
avere
autografi portano
tini FerliiOf per
di
precoci
il cembalo
un
un
ingegno
dopo
loro
loro
fra
chi
parec-
esser
codeste
di Catania,
chiesa
dicembre
V
e
Bellini.
e
al Vescovo
accorti
tutti si
Giotto, il Ghiberti,
a
scrisse
regina
nella
bontà,
nascere.
della
dubbio
anni
sette
una
I
lor
cinque anni studiava
i primi rudimenti
A
del
liberali
devono
Vincenzo
annoverarsi
loro
Metastasio, il Canova,
è
non
za
fanciullez-
voli
gl'ingegni inchine-
manifestazioni
virtù; e
della
,
altri valentuomini
artisti
tive,
specula-
o
della
arti
primo
il Cimabue,
invero
esatte
anni
primi
poco
o
esempio
nei
scienze
gì'ingegni da
a
appreso
la firma
distinguerlo dal
nonno
segni, fatti
dd
figliuolo,
istruirlo. Infatti
il leggere
di
Vincenso
Vincenzo
e
lo
Belr'
Bellini.
29
ALBORI.
alla
scrivere, fu
Strano,
scuola
il profittofu
affatto
arido
dal
lettere
il Tasso
Nel
mandato
fu
Ateneo,
questo
le cui
sotto
allo studio
dei
classici,
il Petrarca,
prediligesse
molto
che
ultimo
metodi
le
Pulci, professore di bel-
attese
cure
fama
è
dei
dall'imperizia
reso
presso
amorevoli
troppo lo infastidiva
che
Innocenzio
sac.
ed
per
diffìcile. In
e
ne,
direzio-
tempi portava, studiò
quanto vi si affaticasse,
scarso,
quello studio,
la cui
dei
r andazzo
lingua latina;ma
Francesco
sac.
Bibliotecario,sotto
R.
come
del
il Pindemonte.
e
il
continuava
padre suo
il
istruirlo nella musica;
a
e
qui appunto
gegno
infanciullo spiegava la superioritàdel suo
il
si rapidi che
; e i progressi furono
stesso
tempo
perito assai
nonno
,
del
Il
reginay
Tantum
ergo
canzoni,
specie
E
quale
studio
quel
dei paramenti
varie
torno
Messe
Saloe
una
y
DeuSy
;
e
di terzetto
delle
doveva
un
Compieta
poi parecchie
e
finalmente
fra
poiché questa è,
accenno
nel
in
due
sacre:
sinfonia
una
nello
scrisse
Dominus
un
scienza
contrappunto.
giovinetto
composizioni
musicale
,
iniziarlo
volle lui stesso
e
nella
tendenze
a
mio
al
poi stampare
un
romanze
una
soprano
e
e
e
tata,
can-
due
nori.
te-
avviso, il primo
Melodramma,
si vasta
or^
30
ALBORI.
fermiamoci
ma,
momento
un
di tutto
prima
le
Dal
di Lete
sen
chioma
Di
maestà.
via
ergete
godete
Nei
di
Dei
bei
remoti
nipoti
voluttà.
La
Gelosa
invidia
turbi
Non
Etemo
il core,
amore
assisterà.
malefiche,
Lingue
O
co
Ec-
parole :
La
V*
studiarla.
pacifiche,
Ombre
Su
a
coppia amabile.
Vostra
turbino
non
Prosperità.
Affetti
teneri.
Dolce
letizia,
Sacra
amicizia
Trionferà.
Indissolubile
Nodo
Fia
perpetuo,
amabile
vostra
FeUcità.
cerchiamo
Non
che
puzzan
e,
ciò
se
l'autore
d'arcadia
a
un
di
questi versi,
miglio di
vogliamo scusarli, senza
stabilire
alcun
che
termine
quello
era
di
za;
distan-
voler
paragone
proprio
con
cordiamo
ri,
il tempo
31
ALBORI.
delle
nelle
ombre.
Ombre
ombre
nell' Adria
Visioni
del
nella
Pronea
e
no
Varadel
,
Cesarotti,ombre
neìla, Bassoilliana, nella
di Federico
del
ra
nel Bardo
e
al vuoto
affetti
supplì
con
giovinetto che
il
diletta
animo
di
e
1'
trasse
e
degli
avi
un
noscenza
di rico-
dio
Signore Idfango, cosi, da quei
dal
il
fatto al
scepitie vuoti,venne
trarre
Om-
te,
di Le-
seno
inno
un
come
e
;
uomo
quelle
grazia, vide la
l'
suoi
cui, dala
sciolse
amore
degli
punto
e
commosso,
in
dal
la chioma
maestà
poca
immagine
idee, all'aridità
delle
brcy le quali alzano
di
Ne-
Selva
Monti.
Ma
versi
della
da
Spa-
d' arte
lavoruccio
giovinetto
tutto
soavità
candore.
Per
gl'intendentidirò
si compone
a
le voci
nirsi
di
di
nella
nuovo
in tempo
maestro
J^
due
a
bàttute
tre
del tema
strofette, e
coU'u-
finale.
Aggiungo
piccola orchestra, è scr-itto
tonalità
queste
svolgimento
le altre
to
scrit-
tutt' e
alternano, e finiscono
si
il terzetto,
(1) Devo
nello
di otto
quindi
voce;
comprende
nuovo
prime strofette,è
intervallo
di
entrata
s' uniscono
che
poi
due
V
con
canone
ogni
per
che
delle
il largo,il quale
che
notìzie
signor Domenico
stretta
do
terza
musicali
maggiore
alla cortesia
Bonica.
(1).
gio
dell'egre-
32
ALBORI.
Ma
far
come
comprendere
pensiero melodico?
afiFatto di ornamenti,
la bellezza
ora
Semplice,
del
ha
nudo
anzi
di
profumo come
di campo,
qualcosa di verginale e
alletta e piace.
che
fiore
genuo
Di
autografo, ch'io
cotesto
oltre
si conservano,
due
correzioni
valore,
che
primo
alla
che
bello
in
,
di molto
il
mostrano
getto,
suo
copia
d*in-
so,
prezio-
reputo
accrescono
ne
quelle
come
nel
un
il
ro
pensie-
le modificazioni
e
subite.
Vincenzo
mandarlo
nel
provvedere
da
grado
questi
furon
della
sposo
della
La
1819,
ai
Conservatorio
mezzi,
belli
di
e
Duchessa
allora
di
modo
di
la
essendo
non
a
famiglia
proprie;
spese
trovati
di
musicale
trovar
pertanto
tesimo
diciot-
più persuaso
lui,risolvette
sempre
ingegno
mantenerlo
fungeva
la
mercè
zione
proteil cui
Sammartino,
in Catania
da
e
Intendente
provincia.
supplica gli fu consegnata
e
di
il
R.
Conveniva
Napoli.
in
dell'
bontà
al
pervenuto
il nonno,
e
anno,
della
intanto
era
r indomani
venne
rimessa
Pardo, patriziodella
quale,
due
giorni dopo,
il 2
al
città di
riuniva
maggio
principe
Catania,
il Decurio-
33
ALBORI.
deliberazione
*
unanimità
ad
che
nato^
:
n Decurionato
«
la seguente
prese
e
fatiche
Comune
sia
che
del Bellini, manifestate
al
signor Intendente
e
air unanimità
36
anni.
"
della
Duchessa,
La
il
e
Messina,
là, su
ove
Era
di S.
d'
messa
ri-
mese,
di
spazio
1' atto
quattro
benefico
dopo le
titolò
in-
Tenda.
il 3
giugno
Il
1819.
fino
lo accompagnarono
paterno
una
barca
Salvatore
a
vela, parti per
giunse il 18 dello
governatore
V illustre
Sebastiano
Guarnera;
stesso
del
poli,
Na-
mese.
conservatorio
Giovanni
,
Carafa,
duca di
i
a
pochi giorni di residenza, fu
zio
allora
prt"
gli si assegnino
mai
avvenne
nei
ove
brame
questo
quindici anni
di
nonno
ospite dello
di
e
Beatrice
partenza
babbo
lo
per
dimenticò
non
la
e
anno
per
Bellini
che
delibera
il
per
dall' istesso
di
3
onore
supplica
una
officiale del
corrente
nel ri-
lodevoli
in
con
onze
d'
alle
condiscendere
sentata
scienza
del
persuaso
,
l'
del-
i meriti
conosce
padre nella
musicale, scorgendo genio e vivacità
avo
le
che
Noja, soprintendente generale di tutti
di Samteatri,al quale l'egregia Duchessa
martino
volle raccomandarlo.
ilgiovinetto
e,
rimossi
Piacque
gì'indugi,
al Duca
lo ammise
34
ALBORI.
furon
da
guisa che,
nei
agli esami
di
che
delia
parte
Eccolo
adunque
garenzia
Nei
primi
della
nome
ebbe
mesi
la
scuo-
allora
era
Conti, quindi Giacomo
vanni
Gio-
maestro
a
maestrino
a
e
cui
promessa.
una
sei
vatorio.
Conser-
quel
SebastianOy da
solo
il cui
e
e
Fumo,
S.
di
rati,
supe-
luglio,fece
più insigni maestri
napoletana,
una
in
di
primi
grande famiglia
usciti i
erano
lui felicemente
ripetitoreCarlo
Tritto, dottissimo
stro
mae-
di contrappunto.
Di
Gloria^ che
di
Messa
di S.
dalla
si affaceva
è
quella scuola
molti anni
dopo,
fu
di
lui, per
che
armonia,
eh'
era
Tritto.
la scuola
del Tritto
melodiche
giusto osservare
inutile
che
affatto,se
credette
difendere
il
richiamarsi
certi
pedantucolo
sa
chie-
sinfonie,
tre
di Giacomo
che
una
del
non
Bellini,
torità
all'au-
progressi
gli
gli
di
apponeva
(1).
errore
Verso
un
Assisi, e
alle tendenze
poco
giovinetto;
pure
rimangono
eseguita nella
fu
firma
il Florimo
Scrisse
studi
di
Francesco
autenticate
ad
suoi
questi primi
il 1822
pure
(1) Florimo,
op.
fu
alla scuola
il direttore
e,
lettera
30.
del
del
ZingareHi,
Conservatorio.
36
ALBORI.
ricordo,
funereo
di
e
Che
Io
sul
Temi
tuo
L'
accendermi
ad
altra
in
Fillide, riposa
alla
giuri,
face
f
pace,
amor.
un'
Lena
povera
recitativo
con
scena
una
andante
altra
e
,
È
del
U
scolpito. E
incise
infedele
quel
su
il
il cieco
Così
e
disse,
da
Nel
lo
amor
mio
ha
r idea
Nel
tuo
sen
serberò.
questa
e
addita
nome
Ma
mio,
già segnato.
lo
cuor
di
chi
si
:
selce
nome
Ahi, spergiurai
Il mio
marmo
poi giurò
il
V incise
Dio,
questa
cancelli
Ove
in
cui,
queste guise
mio,
nome
Invocando
Si
in
volea, perchè
mi
Ancorché
questo
unito,
è
Quando
è
sasso
nome
nome
tradir
il
valle,
al
Gilda
Il mio
abbandono.
la
è
grido dell'animo,
altro
un
fatale
Questa
Se
sacri
dettò
cabaletta.
Di
dei
inestinguibile l'antico
amore
poesia:
finor.
immemore
di
f
accanto
pianto
versai
cenere
possa
Ombra
Dirotto
desideri!
che,
Io
È
deltà
di fe-
mia,
siedi
mi
squallida
si
più
Fille
di
immagine
Perchè
—
fatale
promessa
pianto !
Dolente
—
una
pietra
ancora;
ti adora
cancellò.
?
sago
pre-
37
ALBORI.
Gr
dell'arte
intendenti
imogine di Felle
-Z)ofenfe
del
Pergolesi
perocché
tutte
vergine
e
tutte
Stobal
e
del
buffe, di
dagli
e
cui
sguardo
del
le tendenze
alla
prova
delle
r Adelson
E
T autore
del 1825,
i
solevano
scritta
collegiali
semiserie
appositamente
sfuggiti
erano
nel
dintorni
di
di lord
da
ta
poe-
dal
musicata
nota
avviene
a
in
pochi
uno
che
nel
tempo
mente
brevedi questa
studiosi
tanto.
sol-
ameni
degli
Napoli, e precisamente
Adelson, il quale ama
Nelly,
gerie
con-
operetta scritta dal
e
derlo
ve-
Fioravanti.
prima operetta,
azione
per
dimenticatojo,
credo
qui non
inopportuno dir
qualcosa intorno all'argomento
V
o
Zingarellil'ingegno
Tettola,
Leone
dello
teatrino
operette
andate
Salmni,
cui
Sonnambula.
Certo, non
Valentino
maestro
in
giovine Catanese, e
scelse,fra la immensa
opere
e
Andrea
del
mo
profu-
popolari,
prima nota
melodica,
vecchio
Nina;
l'istesso
eseguire, nel
scolari.
manza
ro-
la
quel-
-a
che
son
il carnevale
usanza
qualcuna
stessi
mài
canzoni
della
collegio, delle
stesso
allo
loro
intanto
Sebastiano
S.
la
quello
e
inveterata
per
delle
furono
avvicinava
Si
giorni
spirano
soave
e
T anima
rivelarono
dello
due
e
due
e
Tre
—
la
paragonano
lo
nel casteled
stesso
è
è
mato
riaama-
38
ALBORI.
da
la
lontananza
inglese.La
lo
sconsigliatoad
illustre
donzella
donde
di
Salvini
ù
vuol
contadini,
e
e
festeggiarnel'imeneo:
sconsolato, la qual
a
e
di
innamorato
onore,
alla
suo
respinge sdegnosamente,
gelosia e il desiderio
Adelson,
triste
bile
no-
gia
incorag-
V animo
isfugge agli occhi
non
credendolo
di
lui la
Viene
di costui
aprir
lo
si preparano
forosette
cosa
che
in
vendetta.
solo
del
Salvini, giovine pittore,amico
renderlo
dell' amico
che,
damigella
Fanny,
felice,dandogliela
in
sposa.
Il rifiuto
r animo
di
sorprende
Adelson,
incendio, tutti
un
in
la
sola
che
Confesso
questa
Geronio,
un
Adelson,
al
non
le tira
tutta
però
dal
di
pistola.
mi
matassa
seguito
la
morta
vini
Sal-
e
do
trovan-
come,
colpo
un
questa
creda
fuoco,
dei
ci
fatti
giovine,
mangia, heoe e veste panni, e
lord
servo
fedele, la presenta
a
dicendo:
Ecco,
signor, la sposa:
Io salva
te
la rendo.
Satvini,pentito,maledice
lo
so
nel-
scoppia
questo
accorrono
il Salvini
che
inv()ce
in
poco,
raccapezzo
pare
Nelly,
in
ma
quel trambusto,
il sospetto
desta
e
si crede
alle
abbastanza
nozze.
il
suo
amore,
punito,facendolo
e
sistere
as-
39
ALBORI.
L'opera
in
è
atti,
e,
tre
V
giunta comprendere,
a
prima
e
verginale di Nelly
di Salvini
d'
il lettore
come
aprir
V animo
della
soavi
ma
e
il
Nelly, gli porsero
alle prime cantilene
la
per
tenero
amore
Adelson,
per
quello
destro
plici
sem-
sa.
melodio-
corda
sua
può
,
E
di
Bellini, per
da
Adelson,
r
Il ciel
E
sperai
al mio
la
Va
rapida
a
è
il fior,
pastor
suo
già
e
a
riede
il sole
sfavillar,
sa
non
me
U
aprile
r affetto.
Glori
L' elemento
d'
al
Rinnova
E
martir
il prato,
Germoglia
luce
speme
V alma.
comparir
Di
calma.
suo
Ritorna
Parte
sen
sparir,
a
primo
'
in
bella
così
Al
amato
tornar
oggetto.
semiserio, anzi
limitato
saggio. Nelly
un
sereri,
tesoro
Ma
al
aflFet-
nembo
oscuro
Goder
E
e
dice:
e
Dopo
arcadici
pensiero, un
un
Eccone
commuoverlo.
attende
versi
nei
trovare
sdilinguitidel Tettola^
to
innamorato
V animo
voleva
ci
infatti
a
un
servo
a
dirittura
sciocco
tesco,
grot-
napoli-
40
ALBORI.
tano,
Bonifacio; ed
nome
a
di
un
Eccone
Bonifacio
Taci, attendi
—
vi', lo
Ora
Con
Nelly
O
la
O
Milord
—
ha
Ma
Bon.
Come
vero
e
da
zeza»
meza,
pe
caglia.
mai
cantata
fanatismo.
e
un
te
lo provo:
caso
novo
....
t
E
e
ciuccio!
perchè
mezzo,
chisto
—
L'opera fu
Manzi^ Marras
di
fa
sì ciuccio.
E
Ciuccio
pittore
vonno
spartono
Sarria
—
bello,
è
lo
e
Ger,'-'
Ger,
bederai.
e
caso
Milord
Lo
—
sienti
ccà
dai
:
giovani collegiali
Perugini, ed
ebbe
Il Florimo
successo
scrisse
che
si mostrava
pubblico napoletano non
sazio di udirla
tali e
riudirla,e furono
e
le
la cui
pratiche
per
fatte presso
dipendenza
acciocché
delle
tra
Bonifà.
Ànnevina
Bon,
dialogo
un
'mbrogiiato *ndo vinello
Sto
Bonifacio
l'
del-
Geronio.
e
Geranio
dagnerebbe
gua-
generale
saggio. È
un
di appiccatic
togliersici
a
r andamento
assai
opera.
che
più
qualcosa
è
trovavasi
permettesse
rappresentazioni che,
accondiscendere
il
Ministro,
mai
te
tansotto
il collegiodi
la
il
sica,
mu-
continuazione
1' Eccellentissimo,
ai desideri
del
pubblico,
41
ALBORI.
fosse
che
concesse
durante
V
tutto
di*
L'anima
neir
si rivelò
trovò
ripetuta ogni domenica
anno.
Bellini,conchiude
Adelson
Salmni.
e
solenne
una
questo
lavoro
mentita
che
nulla
Zingarelli, neanche
le
armonia
!
spassionato,
che
dopo
Bellini
opere
è
Son
che,
potuto
studiare,
conservano
neir
jella,ma
gli avrebbe
i
non
di S.
che
si
del
in
e
Musicale
presso
vero
uno
Bellini,anima
ed
elegiaca, non
da
cui
di Milano
se
dificato
mo-
dio
stu-
dell' Adelsorij
che
al semiserio
comprendeva
trova
si
Ma-
a
Florimo,
coscienzioso
e
Pietro
Astor, avrebbe,
pensiero
proprio. E
mostrato
Gazzetta
sig. Virgilioavesse
due
tre pezzi che
o
archivio
il
disposto
V.
nelle
il
se
appassionata
(1)
detto,
e
studiato
il
completo
non
scritto
si è
Chiarenza
avv.
assai
punto
l'
del-
giudizio
mai, e
T ebbe
ancora
l'opera
tutta
condiviso
non
che
stato
dallo
un
«
in
(1).
sicuro
r erede
che
gli
solo
appreso
Bellini non
ciò
tutto
i fatti
principaliregole
aggiunse
sereno.
non
»
E
»
«
! Rivela
aveva
dizio
giu-
gig. Michele
Virgilio, il quale rispose che,
danno
Florimo,
Questo
nel
oppositore
un
il
al
e
stamente
meera
comico, che
rifuggivaper
—
Anno
XL,
na-
n.
33.
42
ALBORI.
turale
sola
dell' animo;
tendenza
incertezza
del
naturali
dinanzi,
resto
il genere
adatto
all'indole
descrivere
il comico
alle fonti altrui
situazioni
e
imitò
comica;
opera
compositore
quasi
Oimè
!
(1) Bellini
Wunder
die
italiano
di
serie
no
fur
auch
bereìts
kali9cke
dann
feste»
stesso.
se
Profili
"
scrisse
nessuna
meraviglia per un
opere teatrali;perchè
han
moderno
scrivendone
comiche,
dato
mano
a
scrisse
anche
komisclie
Oper. Dies
italienischen
derselben
mcistcn
abbandonò
porre
com-
(1).
keine
einen
le
svegliargli
volume:
non
avevan
; Bellini
schrieb
dove
ma
rivelò
del tempo
opere
luRtigen Operetten
nebenbei
Oper
una
dalle
opere
mit
è
quando già
ancora
dcnn
ed
tutti i maestri
cominciato
ein
Bellini
dice:
",
stiere
me-
buffo, ricorse
gentile, si
propria ispirazione e
Riehl, nel suo
pregiato
musicali
il
o
alla
Il
di lui.
poterono
affetto
un
del componimento,
Rossini;
drammatiche
cuore
pararono
quante volte glifu
che
perciò
Avvenne
si
gli
ancora
ben
ma
punto
nel
che
le difiRcoltà
furono
la
non
imperizia dell' arte, troppo
in un
te,
giovine esordien-
la
e
però
e
noch
Fuss
Charakierkòpfe
^
in
fcrtigten solch
fleissig,wann
gcfasst
v.
sua
ist schier
Bùhnenkomponisten
begannen
und
lui la
hatten.
sie
—
Zeit
neuerer
leichte
in der
Riehl
Àrbeit
emsten
:
Musi-
II, p. 51 -Stuttgart, 1886.
;
44
ALBORI.
tolto
siero
nei
del
qual
La
ueW
e
;
nella
la
di
romanza
MorUecchi:
V
Ah!
altro
nell'
Straniera:
quante
aria
scena
e
Meco
«
lietta
Giu-
eie-
tu
misera!
o
che,
è
e
quante
baritono
niy
Adelson
Capateti
ahi
ooltey
all'
se
ci
cosa
Bellini
dritto
rivelò
non
Adelson
dà
pure
conchiudere
a
T
tutta
manifestò
anima
ivi
i
sua
primi
y
non.
dubbi
cantilene
della
segni
quelle
predissero
che
Norma
di
e
della
ingenue
in
Sonnambula.
lui
e
il
soavi
creatore
e
BIANCA
Carlo!
San
11
Borbone
vaui
e
Donizetti
ioz
Carlo!
San
palpitare
fatto
si
gloria!
sono
E
Tomba
a
e
sentivano
volgevano
Era
la
sala
splendeva
vita
del
sera
del
lo
ansiosi
la
attendevano
teatro,
alla
di
luce
o
30
la
petto
dolori
maggio
in
quella
di
migliaja
sua
è
non
prova!!—
e
tarpea,
rupe
amore
sguardo,
morte
giovani
della
nell'ardua
in
non
monumento
quanti
apoteosi, campidoglio
lui, quanti
artisti
agli splendori
agl'infelicicaduti
costato
Ro-
no—
italia-
fantasie
lacrime,
quante
di
superbo
quante
accese
Il
—
cuori
questo
musicale;
dell'arte
crisalide
musicale.
Quanti
—
dizi
Giu-
melodrammatico
teatro
il Pédantigtno
e
—
festeggiata—
La
—
GirlandoDi
poeta
Bianca
Pacini
del
Il
—
La
—
del
e
condizioni
le
Beri
non
Cremando
e
applaudisce
del
ha
Bianca
'-'
GERNANDO.
E
e
di
ria,
glo-
da
lui
!
1826,
e
1'
pia
am-
sera
di
e
migliaja
gala,
di
46
BIANCA
e
dietro
Nel
Francesco
I
ricca
palchi mostravansi,
bellezza, le dame
più
uniformi
corte, vestiti
in tutto
elette
vi
gra-
file
sette
il fascino
della
dell' aristocrazia
giù nella platea,fitta,
assiepata
e
mostreggiate
le armi,
tutte
in
giallo, in
le
con
in
rosso,
l'idea
guardarsi dall'alto davano
festa di colori intrecciantrionfo, d' una
che
si
oro,
d'
pe' gradini, perdella
gente, gli uffiziali di
di
Spagna,
cariatidi viventi. Dalle
di
napolitana,
di
reale
uniforme, ritti,
immobili,
tante
come
Isabella
e
fondo, i Grandi
loro
della
dente
sorpren-
magnifico palco
loro, disposti su
a
in
dentisi
aspetto
un
fantastico.
sedevano
e
le davano
che
doppieri
GBRNANDO.
E
un
tisi
a
in
moventisi
e
quella
In
ma
modo
il
sera
bizzarro.
e
giovinetto Bellini, trepidante,
si presentava
speranzoso,
arringo
strano
al difficile
un'opera seria,Bianca
con
e
Ger-
nando.
Sì
fatto
gli era
onore
privilegiodi
cui
consisteva
godeva
in
ciò
il Conservatorio
che
Collegio poteva
degno
presentare
un'
atto
opera
r
in
un
impresario dei
tenuto
Carlo^ era
di
di
qualunque
una
scritturarlo
un
so
es-
volta
sera
di
Fondo
con
e
fornirgliil libretto,
dargli
il
positore,
com-
cantala
una
regi teatri,il
a
:
giovine
un
scrivere
per
in virtù d'
toccato
o
gala,
e
San
1' obbligo
in
com-
BIANCA
titolo di
a
penso,
47
GERNANDO.
E
cati
du-
gratificazione,trecento
(1).
La
nomi
storia
di
di
piccolo, ma
giovani
un
ai
acchito
primo
con
onore,
o
punti
ma
siansi,
in
di
volle
Noja
del
aspirazioni
seria
in
due
scelta
La
poche
non
compositori,
difficoltà che
Vincenzo,
e
attese
come
con
sempre
la
che
adunque
del 12
del
nome
ed
è
fosse
delle
tuttavia
prime
lor si parano
Volle
cura.
fosse
opera
Carlo
(2)
V.
Florirao,
"
op.
"
fu
e
sovrano,
cit., letL 2, pag.
"
vi
egli
di
gomento
ar-
duca
di
j
prima
to
cambia-
poi, in omaggio
in
Bianca
Gè mando.
(1)
e
zi,
innan-
vedremo,
scelse:
Agrigento (2),il qual titolo
in Bianca
Gernando,
e
alla santità
fu
la massima
siciliano,e
un' opera
Gilardoni.
una
sua
Bar-
gennajo 1826,
appresso
prima
il
mercè
l'opera
Domenico
poeta
ardite
impresario
scrivesse
gala
e
gio
L'egre-
le
quale,
dall'
dell'argomento
maestri
pei
il
stabilito che
di
eseguita la sera
gli fu dato a
e
seria.
secondare
Catanese,
atti.Fu
di
lui,cimentati,
un'opera
patrociniodi lui,ottenne
baja che in quella vece
che
pochi
o
come
felice successo,
duca
manipolo di
dopo il Bellini,toccò
eletto
quali,prima
simile
un
quel Conservatorio registra i
"
101-2
in
nota.
e
48
Quale
da
concetto
pezzi
non
che,
di
darla
per
lui
a
mentre
scriveva
sullo
si
stesso
rivolse
dato
"
alla
dopo,
cuni
al-
nova,
di Ge-
Felice
al Romani
intento
a
il Gilardoni
che
libretto
un
chiuse
la lettera
cosi
Florimo, che
;
comporre
Andreatini
argomento,
può
Bianca
ma
saputo
maestro
air amico
anni
pochi
al Carlo
tutto
era
pel
diretta
che
Gi lardoni
aggiungere
Straniera, avendo
la
del
avesse
desumersi,
questo
occorrendogli
e
GBRNANDO.
E
BIANCA
gliene
aveva
ragguaglio:
Non
a
modo
so
Gilardoni
se
ha
maniera,
questa
l'abbia
presa,
e
l'introduzione
preso
in
ma
qualunque
bel
qualunque
libro
Andreametterà
faccia,e qualunque musica
che
tini,tanto il Romani, quanto io, facendo an-
peggio,
badiamo
Perciò
»
sia
guidare
scriveva
un
12
il
dal
sempre,
melodramma,
L' opera
del
nulla
che
ci
loro.
remo
perde-
timido
giovine collegiale,
esperienza, dovè
senza
non
noi
a
di
(1).
Comunque
e
meglio
faremo
sempre
Gilardoni
un
gennaio,
op.
fu
eseguita
cit, lettera
41.
sciarsi
la-
me
scrisse,co-
scrivevano
come
ma
che
prima
tutti,
libretto.
ragioni imprevedute,
per
(1) V. Florimo,
bella
a
per
la gran
invece
gala
49
OBBNANDO.
B
BIANCA
le
maggio di quell'anno stesso, interpreti
celebre
Lalande, Rubini, Lablache, e poi
sorelle Mazzocchi, Berettoni, Benedetti
due
e
Chizzola.
del 30
la
Il
a
felicissimo,anzi, superiore
fu
successo
che,
ogni aspettativa; tanto
il
afferma
rimo
il Fio-
come
cabaletta
alla
Borbone
:
,
fa cK
Deh!
intendere, dimenticando
io possa
la
quale proibiva ai
di applaudire o di lasciare
sovrani
applaudire
cominciò
in loro presenza,
per il primo a
batter
le mani, onde
gli applausi del pubblico
scoppiarono vie più sonori ed unanimi.
Gli antichi, a significarequel che può nel
l'etichetta
spagnuola,
la
umano
cuore
che, col dolce
d' Orfeo
rendeva
le
mansuete
V
portentoso
meno
far
momento
etichetta
la
musica, inventarono
belve
dimenticare
e
per
commuovere
€
V
altra
opera
da
nella
e
tu
occasione
fu
...
farmi
lo
sai
di Milano.
ancora,
che
anni
scrisse
applaudita
preferire a
scrittura
due
tanti
Io
la
a
il
altri
ben
Bianca
mi
vine
gio-
dopo, ma
Florimo:
gustata in
e
un
bone.
Bor-
un
Napoli festeggiò entusiasticamente
in ben
non
l'
leggi del-
le ferree
compositore, il quale
lira,
credo
io
:
potuto anche
aver
spagnuola
della
suono
vola
fa-
do
mo-
maestri
ricordo,
mi
fece
50
GERNANBO.
E
BIANCA
?
in
desiderare
le
tutte
di
case
Napoli
"
.
.
.
(1).
giudizi degli artisti più provettifuron
del 30
Il Donizetti, la sera
favorevoli.
i
Né
meno
maggio
1826, scriveva
sera
in scena,
va
nandoy
a
{Fernando,
da
Questa
«
Carlo, Bianca
San
perchè
no,
Bellini, prima
nostro
Napoli:
peccato) del
è
bella,
produzione
sua
Ger-
e
bella, bella,e specialmente per la prima
che
scrive. È pur
troppo bella, e me
accorgerò io
la mia
con
da
qui
ta
volne
quindici
a
giorni (2).
"
la Bianca
.
entusiasmo,
Barbaja, e
accettare
della
ebbe
Bellini
caro
di ciò
la Bianca
parte delle
é
che
un
consulta
d'
e
dalle
(2)
»
Florimo,
lavoro
il critico studia
»
op.
"
(3) Pacini, Memorie
ha
un
cit.,leti. 37.
"
p.
103
teatro
in
artistiche,
p.
nota.
63.
"
(3)
la maggior
ranei,
contempoe
scene,
dell'arte;e perciò appunto
(1) V.
al
come
dei maestri
storico, un
e
proposi
vanto, di fare
obbligo
Gernando,
opere
io
di
non
concittadino.
celebre
scomparsa
ricordo
faccio
ne
maestro
Scala, il mìo
Oggi
felice,talché
me
parto
se
successo,
.
.
al certo
come
secondo
Gernando,
e
artistiche:
memorie
sue
...
del
a
nelle
il Pacini
E
non
che
è
Y
più
dito
eru-
neir interesse
pregio inap-
52
che
BIANCA
fatta
fosse
non
maestri
GERNANÌX).
E
quello stampo;
su
assicurarsi
scritturati,per
erano
quanti
il
scriver
compatimento del pubblico, dovevano
zava
musica
rossiniana; e il pubblico schiamazil furore
tutto
con
schernita,
le illusioni
tutte
credere
italiano....
fossero
vittime
perchè,
o
piacevano
dal
Pacini
di
di cotesto
il secondo,
in
di universale
tramontana,
e
tanto
il
tentavano
e
di
lui,
giava
bertegciparsi
eman-
li
geva
respin-
".
più
provarono,
strano
che
del
amoro
ti,
tut-
blico;
pub-
in quel
ispecie, parve
delirio,aver
perduto la
era
che
persuaso
per
assomigliare a Rossini
addirittura
a
pigliar roba da
egli andava
lui e,
giovani
li
e
piacere bisognava
eh'
co
pubbli-
all'altare
dominio,
a-
facessero
tutti i
teatro
fischiate
non
crescendo,
gli
che
plagiari,o
Donizetti
e
gli effetti
subisso
in
prepotente
suon
i
Rossini.... E
immolarsi
da
col titolo di
"
che
pretendeva
prima
nuova,
ritmi,
insomma
presente
ancor
a
i
le forme,
sentite
alla
teatro
di un' opera
rappresentazione
vesse
in
andando
se,
aspettazione
d' un'
,
mentite, la
spoglie più o meno
ripresentava al pubblico, il quale pure qualche
sotto
volta
applaudendolo
crollava
e
il capo
lo chiamava
sul
per
di Rossini,
amore
giovane compositore
DojszineUiy tanto
si
compia-
BIANCA
ceva
disprezzare tutti quanti
olimpico della musica.
a
il Giove
Quel
€
dunque
che
intanto
imaginarsi
che
con
tentare,
Tutto
un'aura
nel
di
momento
poteva sar
penrivoluzione, ma
nelT
arte.
dell'
da
applauso;
quei
sforzano
che
l'
a
ogni pericolo;che
squisita,e
per
perché
da
dalla
te,
dell'arsmania
lo derivasse
di
fare, anche
che
natura
dispetto di
fosse cosi
quell'intelligenza
istinto cosi
rivolgimento
quanta,
profondo
prepotenti
uomo
ripetesse il
quell'amore
comandi
volevan
non
che
e
ci
bandiera
una
dall'ambizione
rava
spi-
dunque
tutti
che
uno
quella? Ci voleva
proprio coraggio dall'amore
che
non
cosa
che
più
"
avverso,
abbassare
appunto
può
uno
propizia. Che
osar
Ognuno
una
terribilmente
era
per
dirò
diversione
semplice
il gettar
pericoloso il
altri,fu il periodo
teatro.
coraggio
non
di Rossini,
voga
giovinetto Bellini dal
passò al
Conservatorio
voleva
suo,
per
il
in cui
appunto
€
conto
basta
più pieno^
pericoloso
ammirazione
manifestare
detto
della
era
sul
dubbio
qualche
una
cui
»
il periodo
universale
in
quello
esaltare
per
abbiamo
che
provare
per
più vasto, più
a
53
GERNANIX).
R
che
sentirsi
presentiva con
a
divinatrice
dovea
subir
placida
sicurezza
e
del prossimo
l'arte tutta
tranquilla,
che
tosto
o
54
tardi
Era
di
misto
il
avrebbe
eh' ella
la
quale
da
applaudita
fatto
un
scuola
rossiniana
per
Anche
Bellini
pagò
Giove
della
cotesto
allora
era
si
nelle
in
quelle
guisa
filosofiche
musicali
Non
"
che
tributo
volta
si
non
da
Ville
la
quel-
sapeva
quella, né
dixily
lora
al-
come
troncava
discipline,
ogni
(1).
autorità
cui
una
tendere
in-
be
avreb-
piccolo
suo
diversa
ardiva, che
ad
corrotta
musica, la
scuola
imagirtare una
potendo
il
sere
es-
gerata
esa-
dare
progredire?
indiscutibile,come
d'Aristotile; di
avesse
l'avrebbe
—
—
avrebbe
cosa
che
fer
vasta
e
tutti per
a
che
tutti?
purificataParte
a
ragione
ambizioso
di volerla
cosa
diamo
conce-
—
profonda
ingegno
la
un
e
che
ecletica
fosse
dato
avesse
è
,
mente
pur
quale
Bellini
di
posto
una
mutato.
tra-
esso
istinto, d' ardimento
d'
e
Al
fatto
il
genio insomma,
ragione
d' accortezza.
anch'
si sarebbe
pubblico
il
GERNANDO.
E
BIANCA
ispirazione
ora
ogni
e
ardimento.
Però
diuturne
le lotte sostenute
facile, vuoi
nel
titaniche
e
dentro
campo
di
fi) Rovani,
accetta
consenso
Le
ire
arti,
v.
lui, che
delle
quello dei fatti,l'affrancarsi
r universale
dovettero
2, pag.
d'
e
40.
esser
non
è
idee, vuoi
in
giogo
un
non
che
discute,
BIANCA
di fede.
cosa
come
masLcalo
smo
la fiaba
Né
incartapecoritoe dagli
altro.
ad
nulla
importerà
non
cantilene,
di
air
co'
tuoi
occhiali
che
giallo e
verdi
colle
accenti
Pedanti-
volto
de
allu-
—
che
egli mormora,
Bada,
"
del
dal
lo spettro
—
65
GBRNANDO.
E
tue
a
patetiche
passionati, tu
gli spettatoried
commuovere
entusiasmo.
dovrò
Io pure
me
tenga
ot-
tarli
ecci-
ti,
giudicar-
avrai saputo addimostrarti
guai se non
profondo contrappuntista, se avrai messe
e
tuoi
ambizione
avuto
mi
(1)
"
che
parrà
di darti
dotto!
che
fiacche
armonie
accompagnamenti
se
complicate. Guai
a
scorgere
fiaba
La
gì' incoraggiamenti
tace
e
tu
ai
non
abbia
più ispirato
i consigli
1'
che
Ispirazione
assai
vette
più potente dello Spettro musicalCy dosuggerirgli,giacché,disprez^ando T uno,
si diede
chi
alla mercé
tutto
dell'altra; ma
e
gli avrebbe
detto
essere
Berlioz
cosi
le
che
accuse
gli avrebbe
il Pedanlisrno
(1) Cicconetti, op.
e,
,
appunto
vevano
do-
esempio, il
lanciate, personificando
che,
musicale
pag-
queste
101.
f
per
PIRATA.
-A*ì
Nuova
scrittura
II
—
del
Ostacoli
—
lirico
dramma
Romani
Trionfo
Pira
del
/a
il
e
di
Amor
—
riforma
alla
letto
Bellini
ni
RomaGiudizio
—
Bellini
—
del
Lettera
—
Procuste
di
patria
Felice
^
Rubini
e
Giudizi
—
—
della
stampa.
il
Dopo
Barbaja
rimpresario
la
scrittura
per
Seakty
mercè
La
ducati
al
accettolla
o
di
nimo
V
riuscire
di
buon
di
quell'
fortuna
il
coraggio
anno
la
al
di
in
all'andata
e
L'offerta
di
speranze
1827.
però, tolta
si
decise
che
il
senso
il 5
Milano
per
grazia
l'opera,
del-
egli, dunque,
ricco
parti
tro
tea-
cento
scena
ottobre.
all'
più gradita;
di
tore
composi-
compenso
gli sorrideva;
riforma
giovine
Bianca^
d'obbligo
grado,
esitanza,
ogni
al
opera
raccomandazioni,
aprile
La
offri
dall'aprile
poteva
non
fino
mese
cioè
della
felicissimo
successo
di
dall'
tentare
squisito
a-
con
del-
58
PIRATA.
Tarte
glisuggeriva. Ora
potentemente
gli si
che
mestieri
quali gli era
procedevano
i
contro
e
vari
lottare, erano
e
:
1. dal poeta
ilnaturale
sacrificava
che
detti
ai cosi
dell'azione
scena
dinanzi,
paravano
coli
gliosta-
gimento
svol-
bisogni
della
;
compositori, pei quali il libretto,era
dai
2.
pretesto
un
di
creare
a
cabalette
ecc.,
col
pezzi concertati,
rondò,
,
semplice
nato
determi-
numero
un
di dilettare
scopo
V uditorio
;
3.
dai
cantanti, i quali credevano
il loro
fede, che
più
meccaniche:
che
costituivano
le
hravuray le quali facevan
artistico
e
4.
e
pere,
sa-
parte del
venivan
di
arie
loro
redo
cor-
temente
indipenden-
cantate,
volta
volevano
applauditi;
essere
per
dette
cosi
dall'opera,ogni qual
conto
nel
consistesse
coltà
difficerte
bene, superare
mate
fughe, trilli,
arpeggi, fer-
meno
o
merito
na
in buo-
dal
pubblico che,
alcuno
del
arie
di
a
V orecchio
tener
non
andava
dramma,
pentirsidilettare
le solite
educato
a
teatro
coi soliti
trilli,
bravura.
Francanxente, V impresa
da
scoraggiare chiunque
da
natura
le mirabili
era
non
ardua
avesse
disposizionidel
e
tale
sortito
Catane-
60
PIRATA.
tanto
tempo
e
combattute
dai
volevan
di
al
di
feconde
lotte in-
erano
scuola
;
la
perocché
il ritorno
al cristiano
al vero,
scondeva
na-
il ritorno
alla
prisca libertà,
Comuni,
alle
glorie del
dei
libertà
sici,
i Clas-
agli austriacanti,e
e
semplice,
no
furo-
contro
non
ma
semplice
al T Austria
guerra
accanimento
Romantici
parere
e
e
si fiero
con
alla
carroccio
Legnano.
Gli
avvenimenti
il
pensiero
dovevano
italiano
infiammare
delle
alla
da
i cuori
delle
splendida epopea
del
Fra
cotanto
che
Romani
e
in
guelfo
lirico
pulitoprosatore, merita
cui
a
lirici,
pei drammi
gimento
risor-
preludere
nazionale
non
tare
mu-
lino,
ghibel-
col
lettere
mento.
risorgidi cose,
rinnovarsi
operoso
fu pure
presto
di tutti,e
e
arti
ben
disadorno
d'esser
deve
il
cile
fa-
e
dato
ricor-
mente
esclusiva-
la fama.
dei
Poeta
scritto
regi
teatri di
già
Rossini, Nicolini,
Milano,
Mayr, Pavesi,
Vinter, Generali, Caraffa, Pacini,
molti
per
altri;ma,
sforzato
di
stoje in
cui
avevano
fatto, ed
sebbene
liberare
si fosse
a
il melodramma
aveva
Mosca
e
tutt' uomo
dalle
pa-
poeti, compositori e cantanti
non
gli era venuto
costretto, pure
è
proprio
curioso
sentire
lo
com'egli
61
PIRATA.
descrisse
tutte
lirico:
in
"
e
Egli
"
Il maestro
del
ancor
talvolta
lo scorcia
letto
in
cui
cantanti
stira
volgono
più giova; gii danno
capricci,e la sala delle
dalle
lo
e
figliodella
parabola, ritornare
forza
a
le tristi
ha
più
in teatro
e
,
il tempo:
è
nato
trascisulle
comparisce
padre
medesimo
di averlo
talché
dato
il
alla
(1).
"
Neir
terna
pa-
spoglie acquistate
malconcio, travisato, deforme,
arrossisce
il
come
casa
scene
luce.
Orfeo
come
alla
loro
che
V Ebro
è
prove
egli alm(nio,
ne
come
l'impronta dei
Potesse
Non
vagando!
rivolgono
lacerato
deporre
e
circondano
avvolge,
Baccanti.
Pro-
proporzione
a
lo
e
loro
lo rotola
supplizio di
distende:
lo
lo
e
lo
e
"
impadronisce
ne
al
disadorno.
e
se
ma
dram-
di fretta,educato
rozzo
di musica
lo assoggetta
d'un
vicende
cresciuto
esce
compendio,
custe;
i
le dolorose
aprile del
lettera
di
Bellini,con
Vincenzo
1827
raccomandazione
del
Zingarelli
,
presentOvSsial poeta Felice Romani, il quale,
la sig.~ Branca,
scrive
vedendo
vine
questo giocosi
simpatico
sprimersi
con
chiarezza
della necessità
parlando
(1) Emilia
di aspetto
Branca
$iri di musica
del
-
$uo
Felice
e
buon
e
dei
Romani,
tempo, pag.
che
e-
sapeva
senso,
vizi del
e
che
teatro
erf i pitiriputatimae^
117.
62
PIRATA.
musicale, manifestava
d' idee
fratello
come
nome
suo
lasciò
il
e
in
quel
ingegno.
lui il
a
lessi,ci
Io solo
«
lo
amar-
in
quell'anima poetica
appassionato in quella
Romani,
cuore
,
stringevano
della
seroiliià
ad
associò
volentieri
e
le
e
la sfera
oltre
volare
vogliosa di
mente
nanza
perfettacomu-
aspirazioni, prese
suo
il
scritto
,
lo
d'
e
lui
con
della
norme
imitazione
scuola,
allora
fu
e
in cui
la
e
eh' io
,
scrissi
Bellini
per
adatto
parve
toccare,
a
più rispondente del
Da
due, lottammo
del
poi
uniti
musicale,
ad
estirparlea
coraggio,
di
Il Pirata
il cui
dalla
lontano
della
Bellini
della
storia
ci
e
da
volle
patria mi son
primi soggetti che finora
Nessuna
(1)
E.
(2) Fiorirne,
siciliano
lettera,nessun
Branca,
op.
op.
e,
ho
e,
pag.
128.
lettera ?.
le
care
dramma
fosso
Sicilia.
pure
di
(1). "
amore
che
si
cordi
con-
forza
il titolo del
più anni,
di argomento
abitudini
a
poco
d'
e
mia
sono
a
amata
sua
ambi-
accingemmo
poco
dunque
soggetto
ingannai.
le viziose
perseveranza
fu
m'
e' intendemmo
con
teatro
né
cuore,
mi
dire, la corda
cosi
per
suo
in
quel giorno
che
il Pirata, soggetto
preso
«
—
bene
Seb-
contrade
che
i due
posti in musica
»
—
(2).
documento
ci
ri-
63
PIRATA.
le
ond'
cure
nelle
quali
si che
rivelò
parlarsi al
il
Italia
il
(1);
damente
profondelle
gentilidel
gli
Pil'
del-
occhi
del
addietro
Giulio
conte
a
le
dalla
inveterati, degli artisti
dal
sostenuta
le
sue
(1) Riehl, op.
Rubini,
cure.
e,
pag.
52.
scuola
e
altrettanto
di canto.
appunto
era
pegno
im-
difficolta poco
assurdi
Interpretidell'operafurono
de, il Rubini e il Tamburini,
più importante
quale
pessima
quanto
per
dalla
specialmente quelle
enumerate,
capricci,
Barbò,
conoscersi
superare
provenivano
la
prezioso documento,
è
quale può largamente
mettesse
cesso
più splendido suc-
riforma.
però, ed
testimonianza
rivolse
nuova
pienezza
e
del
coronata
iniziata
Ci resta
dai
prima
Europa sul giovine compositore
quale, io aggiungo, sin da quel
vide
momento
che
gno,
inge-
dell'
e
la
si
e
cuore,
attirò
RiehI,
dell'
guisa
La
"
Piratxiy
alla bella
in
sentimentali
scrisse
ralOy
del
potenza
pubblico, che
nuove,
intelletto dì
melodie
commuoversi.
melodie
gliscoraggiamenti,
vero
la
tuttii
sentiva
soave
egli,con
gli guadagnarono
del
il favore
le ansie,
le delicate
trovò
amore,
e
rilevare
cui
da
mane
a
la Maria-Lalan-
poiché
quella di
e
lui
la parte
ro
Gualtie-
primieramente
PIRATA.
64
Una
mattina,
contigua
rimanervi, finché
e
pezzi
tenore, alcuni
Introdotto
mio
a
?
modo
di
vuol
si
potrà
fra Gualtiero
negli
stessi
a
Ma
termini
che
mo
per
il duetto
si
trovar-
ecco
nelle
e
lini,
Bel-
tarla;
conten-
per
provare
Imogene.
e
di far bene
signor
caro
meglio
cominciarono
e
—
stai,gli
oggi
altro
il
farò
meno
!
musica.
Come
"
Eh
—
stanza
nuova
ti senti
mattina?
rispose quegli, ci
non
della
di
provato
avesse
il cantante:
poscia
disse, questa
e
trova-
nella
ritirarmi
di
Rubini, pregonnmi
col
Barbò,
Bellini, il quale, all' annunziarsi
da
vami
il conte
narra
tà.
difficol-
stesse
si moltiplicavano
Consigli, preghiere,ripetizioni
inutilmente, onde
più
in
là
reprimersi:
esclamò,
che
hai; qui
dove
il teatro, sei freddo
passione;
L'altro
di
soggiunse, pensi
Non
d'oro
non
e
sei
un
dei
mai
sai
a
che
tutta
giorno mi
la tua
mostra
e
se
ne
un
:
«
Caro
—
stava
tuono
Rubini
,
la tua
Rubini
voce
è
o
una
scoperta?Dammi
sarai
migliori artisti
tutto
senno
preso
dolce
essere
ancora
stia,
be-
innamorato?»
il maestro,
alquanto più
voce
di
potresticavar
e languente;
una
il Bellini
dell' anima
metà
rispondeva parola
Allora
sei
Tu
"
metti
sei stato
non
non
confuso.
vi
non
potendo
non
,
molto
nessuno
ro?
Gualtieminiera
to,
ascol-
obbligato. Tu
ti
pareggia
66
PIRA'TA.
di
bravura,
che
io
ma
»
ti lascia
le consuete
in
fossi posto
ed
genere
una
sua
non
animato
fuori
che
che
tanto
quale
a
Commosso
stupenda
:
"
in
più
che
amico:
"
la
Sebbene
trasse
persona
lo
,
straziava
duro
tra
gli
colla
Rubini
resto
Ti
affettuosamente
voce
mi
hai
domani
a
ecco
,
re
di studia-
rammentati
venne
in
uomini-
sua
aspetto
accompagnarti
cenda
vi-
a
il fuoco
messo
sottentrò
contento.
ed
ti ponga
e
mio
,
piedi
salutatolo
avrebbe
del
lo
? Tu
personaggio
stesso.
e
Bravo
stesso:
nere
rima-
patetico e commovente,
cuore
fosse
—
dramma
aiutato
di te,
la
tutta
il Rubini
inteso, sono
far lo
il
nuovo
particolare qualità, pure
cosi
stringeva
petto
egli
e
canto
un
del
dunque,
qua,
non
io mi
se
dovrebbe
fossi
nel
avesse
il volto
ma
un
e
dimmi,
cantare
a
voce
canto
non
—
strettissimamente
ti dimentichi
rappresenti; vieni
si fece
del
r animo
tutto
con
io
che
puoi, basta
che
cosa,
che
te
per
garba, perchè
introdurre
musica
parola, e
solo
formi
d'
»
cagione
vera
opportunità,
capo
una
la
esprima
ti
non
sarmi
dispen-
finzione
per
Confessalo, riprese Bellini, la
la musica
Intendo
«
—
posso
non
in furore
montare
si è che
e
basta.
non
vuole,
ella
cosa
e
«
ciò
ma
coi
gesti;
a
me
"
e
che
66
PIRATA.
il
udito
avea
al riso
ebbe
intendimento
proprio
i cori
le
e
L' opera
è
bella
alla
Caro
€
suo
Gioisca
nipote
la
con
di
in
ai
uno
voce
suona
sua
(2) Vigeva allora
al
non
prima
pianoforte.
che,
duo
fece
ne
ottobre
1827.
27
v*
era
della
che
mi
ed
il
e,
pag.
l'uso
sa
esprimerlo ;
che
buona
andata
é
già
si
era
musica.
al
chiamava
pubblico
né
garmi
potea lusin-
corrente
di
tro
incon-
tale
fare
io medesimo
generale
ora
op
di
sorte
prova
(2) comparisco
alla
ottobre,
genitori e parenti; il
miei
che
opera
che
il) Cicconetti,
29
Milano,
tale esito. Sabato
r
27
avvenimento,
la
avuto
iscena; dalla
la
del
famiglia:
tutti i miei, né
ella, né
cessarie
ne-
ZiOf
in
ha
tanto
la relazione
"
€
bidezza
mor-
ogni aspettativa;ed
commovente
stesso
la
insegnò
sera
ad
giorni dopo del fausto
egli
il Tamburini,
e
di colorito
la
superiore
e
al
dell' effetto drammatico.
data
venne
esito
con
cui
gradazioni
air efficacia
ridurre
per
la Lalande
r orchestra
e
(1).
»
durare
a
all' ammirazione,
mezzo
al timore
e
fatica
Minore
in
colloquio
mi
sa
sparque
Dun-
te
pianofor-
riceve
con
156.
i
compositori dovessero
rappresentazione,
sedendo
in
sistere
as-
orchestra
68
PIRATA.
pubblico,
il
di
quale dopo
chiamò
me
fuori
tutti
i cantanti.
Incomincia
«
che
donne
bene
il secondo
ho
passò freddo.
seguì
han
in
esprimere
ha
seconda
della
che
tutti
si fa
Le
state
sono
critica
mi
non
gli amici,
mia
pure
tuante
spiritotumul-
due
la
ler
prima
la
sera,
terza,
del Mosè
dimostrazioni
che
la
si
mi
Darà
ho
di
nali
gior-
sceremo
cono-
buono
vero
contento,
spinta
impegno,
questa
in
i
felicità di esito ;
tanta
con
sul
del
e
all'estremo
son
so
ripo-
esterne
il
ra
se-
chè
per-
per
sera,
farà, ed
saranno
carriera
ne
terza
sono
re
usci-
volte
gli applausi
,
atto
un
dopo
studiare.
se
italiana
chiamandomi
sarà
aspettavo
questi onori,
collo
poterlo
non
tutti i cantanti,
come
della
,
ben
per
ciuto.
pia-
pure
queste; poi le rimetterò
usciranno
nella
farò
lo
pubblico
Domani
distingueranno, lo
perchè
stessa
pure
volte.
sera
la
che
il
chiamato,
Lalande.
pubblico
la
rore;
fu-
un
quella
e
descrivere
come
fui
questa
fece
e
lingua
tre
per
primi
,
come
burini,
Tam-
tra
di Rubini
e
nano,
sto-
e
piacque molto; poi
e
rappresentazione
cresciuti,e
palco
duetto
parole
scene,
,
poche
è
fui costretto
e
son
da
investiva
palco,
sulle
scena
essendo
non
guerrieri,ed
di
di
coro
fatto tale entusiasmo
termini
che
sul
la
un
ma
un
tutti i
fra
coro
un
Infine
Lalande
Attaccò
Lalande,
la
terzetto
un
dopo
non
le donne
eseguito, perchè
e
con
armonizzato;
ben
basso,
atto
notizia
cotesta.
per
gredire
prociò lo
e
a
tutti
Frattanto
69
PIRATA.
conviene
mi
non
prima
se
fermo
non
paesi d' Italia
che
mi
dire
amici
dal
che
conosco
in
che
dotti
ai
tutti
che
ai
della
di
loro
loro
mi
vedeano
ne
appartie-
merito:
io ho
ma
ha
m'
avuta
i doveri
vecchiaia
sto
rispo-
fatto
del
applausi
nel
favorevole
di
ebbero
non
e
diocri.
me-
i
brani
articoli,perocché
non
è
cui
organi
quella
è
dalla
senza
voce
può
dei
op.
e.
—
Lett.
1.
Jea-
ragione,
di
se
quegli
viva
dei
farsi
un'
condizioni, in cui languiva allora
(l) Florimo,
gni—la
ma-
siasmo
d'entu-
parole
più importanti
il lettore
che
e
lui che
E
un'eco
trovarono
Milano
per
di lode.
ripubblico
pubblico
giornalismo, i
Gazzetta
delle
poco
(1).
»
tri^-
noscere
co-
dell'uomo,
di distinguermi con
perciò cerco
quel
valgo, disprezzando l' alterigia,dote dei
Gli
gli
speravano
che
che
prò
sa-
giovani superbi, quando
V educazione
che
le
Tutti
carattere
questo
qualche
aver
prima
e
che
e
le scritture
fuor
sono
dicono
vecchi, ed
di
credono
questa
questi
regolerò e
composizione, perchè
modesto,
troppo
secondo
e
m'incorreranno.
mi
essi
mia
prove,
Napoli,
in
opinione
offerte,mi
le novità
della
a
altre
con
in
ora
per
mia
la
saranno
contento:
poco
di ritornare
temporanei
con-
idea
il tea-
70
PIRATA.
musicale, e quindi
tro
del
giovine compositore.
maestro
Bellini,scrisse
Il
€
nato
ispirò i
musica
scuola,
una
del
bello
custodivasi
lasciano
attendibile
da
il canto
vie
di
e
il
flauto.
in onore,
non
bligatiya
e
trascurò
molti
un' attenzione
dei
tutta
plicità,
sem-
combinazioni
che
servono
che
non
ripetitorecontinuo
Il Maestro,
tanto
mettere
ri-
a
bella
fedele
in
scuola, anche
che
za
sen-
cesso
suc-
sopraffarlo,
e
un' ottima
e
maggior
quelle
con
essere
del
sito,
propo-
natore,
domi-
d' accompagnamento
ad
di
gusto
una
parie della composizione che
tanto
ei,
si
sitori
compo-
primo saggio,
nelle
dargli risalto,senza
principidi
il
tutto
un
animandolo
violino
eh'
pare
tanti
il prepotente
riuscito,con
lo sforzano
cui
stali.
delle Ve-
sfuggirne la piena,
a
di fronte
armoniche
cipi
prin-
rossiniano
torrente
vecchi,
e
siasi studiato
è
i veri
sacro
giorno travolgere
giovani
urtar
il fuoco
dal
come
tutto
vato
alle-
essere
si serbano
ove
tempo
un
di
la sorte
quella religiosità,con
con
Veduto
del
dì
Garzella
sotto
italiana,el3be
in
la
quel cielo di Napoli (?) che
più grandi ingegni di cui si onorala
Milano,
a
ra
meglio l'ope-
apprezzar
è
un
ai
la
quel-
tempo
negletta al
era
sente,
pre-
l'effetto de' recitativi o"-
quali gliastanti
speciale; questa
prestano
panico-
71
PIRATA.
larità ha
il doppio
vantaggio
situazioni,e di farci
le
Rubini
non
com*
la
Gazzetta
de' Teatri:
felice allievo
di questo
di
E
"
re,
canta-
merito
tutto
ZingarelliTessersi
del
norme
messo
a
profittoi grandi
moderna
crearne
reca
robustissima
una
del poeta
Bellini
V
eflTettiche
alla
la strumentazione
musica,
tutta
e
fu
parte cantante;
siamo
cui
frasi
ben
una
l'aver
colore
r averci
non
del
esposti ad
si
in
merito
suo
par
intesa
mostrato
dato
consiste
dei
declamazione;
indole
gustare
a
la
in gran
fu
alla
musica,
un' opera
novità
delle
parte, che
compositori. »
essi
voce
uno
di
merito
suo
e
dei
in bellissime
di
intenzione,
una
un*
ed
per
le inflessioni
segua
po,
tem-
un
annoiarci
cantabili,e creando
lungo tempo
nome
il
e
nale
origi-
sua
il farli gradire,convertendoli
recitativi,
stile che
aver
scapito, generalmente parlando,
senza
in
Festro
di
ideati; fu merito
aveva
della
suo
musicale, quelli che
suo
da
per
re
grande istitutoin tutto quanto
con
riguarda il seguire, non
letterale servilità,
coi concetti dell'estro
ma
alle
attenuto
una
solo
non
a
agire. »
ma
E
le occasioni
egli possa
glio
me-
che
conoscere
che
mancavano
comprovare
di presentar
dato
e
nuova;
nostre
nella
un
quindi
che
opere
novità
72
PIRATA.
del
tempo:
trent' anni
che
ha
sione
la rifles-
dir
il
così
in
ciò
falsa,di
7.
€
i nostri
diminuita,
dissonanze
Queste
ecc.,
la
maggiori
profittoche
trarre
che
ove
dì
Per
fanno
maestri
delle
maggiore
te
di
il
si servirono
da
lini,
Bel-
alla
forma
ne
le
la
il
pi
esem-
il Bellini
dalle
di
mossa
appoggiature
,
quella
genio
danno
soltanto
noteremo
d' innocenaa
sorriso
valore
binazioni
com-
dal
riferire molti
seppe
appoggiature, ma
han
come
divengono
tìnta dì mestìzia, che
pregio principale.Potremmo
Col
sotto
dissonanti
adoperate
tanto
quelle precisamente
musica
del
to.
can-
Catanese.
maestro
sono
sua
il
divengono
quei rapporti
stralunare
facevano
all'armonia,
del Bellini,sorgenti di soavissimi
di
Oltre
i ritardi
ed
bello
suo
guisa s'incomincia
certa
tutto
,
piacevolissime maneggiate
del
circa
carattere
un
appartengono
non
incantata
motivi.
di 5.
la
air ammirazione
,
appoggiature
penna
che
niede
ne
successi
erano
toglie per
quale
Le
la
Essa
note
la
già
belliniana
melodia
proprio.
dalle
giudizio che
lo studio.
La
con
dopo, quando
air entusiasmo
e
«
il
ora
ecco
cale
musi-
stampa
giornale di Firenze,
Armorday
e
della
impressioni
le
Queste,
consonanti
note
e
,
lagrime,
vane
vero
ulficìo
dello
ove
loro.
le appoggiature
Anche
appoggiature;
ma
altri
non
73
PIRATA.
danno
né
dare
sanno
di
sono
maggior
fare
per
effetto
le
dopo
di
parole
in
passa
che
diviene
Bellini
è
più
sue
€
ed
di
molto
è
ba
deb-
ciò, che
simetrico.
giudizio
resistenza
a
sta
que-
delle
debitore
:
Trema
seguito
il
tempio
lo stesso
in
8
battute, 5
cioè
le stesse
,
ritmo
sta
que-
Semiramide
della
nell'aria
Così
all'eccesso
talvolta
spinto
uniformità:
hanno
della
ispirazioni.
aveva
comincia
da
assolutamente
con
tale
a
belle
Rossini
che
ed
ribellato
legge,
di appoggiatura,
ufficio
vogliasiinferire
uniforme
si è
di tre note
essenzialissima
parte
una
non
ma
essere
do,
ritar-
questo
e
facendo
di Si b
tuono
terza.
Il ritmo
musica,
dal
caso
settima, s' arricchisce
risolve
quando
lagrime, ripetesi,
minore:
Do
al
servono
s'incontra
vane
questo
di
e
alla
di
te
In
quella
d' ornamento,
€
Per
ancora
to
garbo. Quan-
con
che
portante,
im-
le appoggiatur
dà
I ritardi
motivo.
il ritardo
fa
Talora
; il che
note
le modulazioni
lagrime!
vane
più
al
grazia
Bellini
il Bellini.
adopera
come
ufficio
queir
queste
a
,
ed
figure musicali,
di 4
e
battute,
motivo
nel
mira,
di
16
Egli
è
ha
dette
Nel
Se
zoppe
furor
in
tre
Va
in
battute, 11
però
condotto
come
te
nella
il
alcune
Bellini
a
delle
seconda
tempeste;
ma
ritmo
volte
ò
ritmo,
Zél-
mo.
medesibertà
questa lifrasi così
costruire
,
quellareggia,
della
scampo
hanno
che
in
lo stesso
presentano
trovo
vero
superbo
parte dell' aria
pur
da
dire
che
74
PIRATA.
il difetto di
alle volte
grazia
aggiunge
mari.
melodie
ed
di
Non
la
tute
bat-
cerehiam
ha
seguito
pe'
in
il più delle volte
tale, eh'
è
che
molte
lontana
sensibile.
appena
hanno
fantasia, punto
poca
hanno
allorché
sentimento
parità di
Vieni
come
simetria, ma
maestri
Quei
«
di
e
,
Bellini
meno
distanza
a
simetria
trovato
cola
pic-
una
,
con
mossa
melodica
questa
tutta
eh'
Rossini
due
o
una
battute, creano
un'aria, in quanto
ripetere lo
di
d'
ritmo
stesso
sìa
volentieri
e
con
,
,
costruiva
quelle
simile
uguali;
la
cura^
grande
musicale
da
Altri
maestri
il
melodica,
dalle
ritmo
bella
una
chè
per-
il pensiero
compiere
ripetereil ritmo
varietà
continuato, anche,
pensiero musicale
pochi,
ma
bene
così
e
dalla
derivante
forse
nessuno,
procedere
nel
con
pe
sep-
discorso
Bellini.
come
Donizetti
eh'
era
pur
,
Anna
col
ogni
nulla,
ancor
nel
non
stesso
trovato
fatto
che
hanno
mossa
€
con
vicino.
ritmo,
musicale
operato
malgrado
dello
ha
studio
altrimenti
diverso
con
d'aver
che
vero
Rossini
ove
altresì che,
Bellini,quando
egli pone
troppo
condotta,
vero
crede
non
m4)ssa,
sia
è
pregio singolare nel
un
ripetizionefrequente
noia.
genera
è
ma
Egli
pezzo.
quando
,
della
quello
maestro,
€
un
manifesta
successo,
ha
tutto
procedimento
buon
cile
fa-
diverse.
note
con
fortunato
cosi
era
che
Balena
lagrime,
imitò
là
dove
la
ferace
melodica
mossa
sono
ingegno
le
parole
nella
,
Bagnato
Per
pietà
76
più
PIRATA.
ed
naturale
mici
viventi
ancor
sua
l' idea
lo trovavano
spesso
ad
specchio,
uno
con
che
musicale
e
che
ciò
il
più
studiato.
che
di
la
che
cercare
si
Si
«
tutto
non
estenderci
«
effetto
lo
allo
stire
rive-
a
zioni
produ-
nelle
di
spazio
distanza
da
Rossini.
di
somiglianza
li direste
che
col
medesima
tratti di
alcuni
melodie.
Tuttavia
Gluck
scritti dalla
ancora
L' aria
quella :
Paride, spirano
nel
sorto
in
primo
e
Che
:
Ah
miglianza
so-
farò
lo veggo
fragan-
una
qualche punto
dalla
scuola
di contatto
Gluckiana.
citazioni,rammenteremo
atto
di
Freyschutz
Per
V aria
T ultimo
e
di Weber.
Il Bellini
rimarrà
musicale
che
la
ancora
Weber
pensiero
facile,
belliniana.
col
nel
acconci
però
vani
gio-
oltre
Gluck
Bellini
e
nell' Orfeo,
Incontrasi
di Max
da
fosse
i
in
è
ancora
calcolo
a
certe
Euridice
del
più
Mozart
tale
ingannarmi
za
i canti
mancano
in
senza
si
per
,
che
né
col
Gluck
separa
Catanese,
Bellini
tenga
recitativi è
penna:
to
libret-
difficile del
più
è
mostra
riempita da
venne
od
di
poesia,
loro.
anni
col
meglio
più spontaneo
sembra
L'analogia
assunto
nei
nulla
che
maestri
«
nella
quella poetica.Si persuadano
a
a-
pazienza
gran
,
adattata
i suoi
Raccontano
declamare
a
mano,
afferrare
che
dinanzi
camera^
in
acconcio.
abbiano
sempre
come
seguito
la
onorato
uno
dei
buona
via
nella
pochi
pubblica
re-
maestri
dell' ai-te ;
la
77
PIRATA.
col
di
poetico
senso
che
modo
s' immedesimino
i suoni
che
vuole
quale
le
da
formare
talmente
tutto
un
rammentino
parole
omogeneo
la
musica
,
questa
come
E
noi
le
parole
(1).
»
di
sottoscriviamo
critica
minuziosa
tanto
grado
buon
a
una
imparziale
quanto
e
ragionata.
(1)
Studi
V.
Armonia,
musicali
sul
Giorn.
di
Firenze,
Pirata
di
Vincenzo
«t"
N.
69,
Bellini
giagno
1857.
BIANCA
LA
AL
FELIOE
CARLO
«
GENOVA.
DI
»
-"?""
Noje
Amore
speranze—
e
Bianca
—
Eran
svanite—
passati
a
riabbracciare
«La
oziosamente^
vecchie,
si
male
muore,
stufe,
e
a
perchè
si
rischio
continuo
poco
mi
al
ho
secca
sortire
teatro,
divagarmi.
un
dai
In
cambio
fastidiv
in-
Napoli
il tempo
passare
non
altra
poco
caldo
nei
il teatro
palchi
e
;
che
di
morire,
un
c*è
e
perciò
divertimento
passo
opere
pieno
è
è
mia.
palchi
freddi,
raffreddarsi,
T unico
lo
in
nell'
detta
i corridoi
di
tosto
piut-
Florimo»
nel
e
che
cagione
trovano
mai,
tornare
provo
eseguite,
quel
—
della
V ozio
e
diletto
V
te
stesso
Furore
—
scriverà
si
mesi
voler
suo
che
seccatura
Il teatro
da
il
rifatta
".
parecchi
segno
Non
Bianca
Re
del
«
fischiato
esser
La
—
Applausi
—
Scritture
che
a
Tosi
della
Capricci
delKarte
che
più
ore
un
vado
teva
poin-
80
LA
sieme
ti
che
giuro
di li
E
che
fisico
pure
;
subito
lo stare
in
Sebbene
finita
ozio
destino.
il mio
per
1828,
Genova,
quella
mi
vorrei
molto
inaugurare
il Carlo
rivolse
il desiderio
a
visto
pure,
due
il tempo
del
invece
quale
sarà
ad
gli
esser-
del
Felice
non
di
avere
detto: spet-
addietro
un'
far
altra
nulla,
assai
more
quello di far bene, e all'aguadagno quello dell'arte. Propose
di fare
di dare
la Bianca
(1) V.
Florimo,
op.
e,
Ictt. 3.
V.
Florimo,
op.
e.»
iett. 5-
(2)
se
finis-
breve, poco più di
l'impegno, anteponendo al
mesi, declinò
desiderio
che
lui per
di scrivere
la noia
grande
e
Ma
di quelnell'aprile
quelloche in gergo teatrale veniva
tacolo-aperltira.
Benché
grande fosse in lui,come
opera,
studiare
annoja.
sapere
tardò
non
l'impresa si
vedemmo,
del
(2).
poiché, dovendosi
noto,
l'anno
»
destino
Cotesto
veda
alla fatica
cioè
un' altra opera,
il carnevale
presto
io
retto
perciò pazienza; quindi
pure
mese,
(1).
avrebbe
opera,
un
niva
ve-
,
scrivere
senza
che
dopo
"
«
fra
suona
persona
venuto.
non
si
e
ritornare
per
pochi giorni:
d' un' altra
Pirata
trovato
sarei
a
il mio
si canta
avessi
Napoli
in
GENOVA.
IN
Pollini,ove
ai
soli. Se
noi
BIANCA
e
Gernando,
arric-
BIANCA
LA
La
altri
di
chendola
proposta
di
data
dall'
venne
accordo
comune
la Bianca
di
3. che
r
impresa
Genova
che
1.
dovesse
non
dovere
di
lui stesso;
concertarla
per
e
fosse
scrivere
2.
pezzi nuovi;
impresa
accettata,
l'obbligodi
con
quattro
portarsi in
appositamente.
si stabili:
^
meno
scritti
pezzi
81
GENOVA.
IN
pagargli
la
somma
di lire 2500.
I
il lavoro
tenendo
biografi
produzio
la ri-
come
,
del
che
la
primo, se
data
fu
Bianca
quattro pezzi nuovi
Io credo
di
più
critica
con
l' aggiunzione di
che
sortì
questa
felice.
sia appunto
dovrebbe
musicale
quella che,
come
esito
,
che
invece
la
che
e
col dire
passano
ne
dalle
ra
l'opestudiare
modificazioni
e
dalle
aggiunzioni avute, meglio di ogni altra
fatto nel
presenti lo sviluppo e il progresso
dell'arte.
cammino
notare
più
"
di
anni
a
fondo.
Puoi
dire
gran
Cottrau
a
solamente
duetto
e
che
la
romanza.
ed
è
nuovo
Genova
(l) V.
i
pezzi
sono
Florìmo,
soli
op.
e,
lettera
(1).
8.
utile
da
di tutta
ma
ci-
la Bianca
seguenti:
Tutto
il resto
quasi
la metà,
potrà mandare
che
i suddetti.
e
tutto
intatti i pezzi
,
perciò
bello
distanza, nulla
sodisfaccia,e trovi da rifar
viene ritoccato
e
è
il
restano
il
due
a
come,
in vero,
E
in
82
BIANCA
LA
A
poi quanto
mostrar
stesso,
moine
che,
e
linea
Non
abbia
delle
che
dica
mire
su
era
pianoforte e non
della cavatina, ed
Provò
la cavatina
da
cantata
effetto,ne
non
diceva
essere
fatta per
che
mi
perchè
mia
a
musica
voleva
i
tempi
con
capriccio
suo
e
stesso
che
scena
musica
l'altra
Io
alle
volta,
risposi che
non
si
spetto,
di-
per
eseguisse la
mefissatiy e
volea
di
pezzi
venuti
scritto
da
che
do
ricavan-
suoi-
siamo
che
dola
aven-
dati
non
i chiaroscuri
,
(1) Pensi
di
tenevano
innestavano
io li aveva
come
pure
artisti
perchè
ed
biava,
glielacam-
nota,
una
altro.
nello
non
dei
che
l'ho
cambiato
ma
io
se
a
po
tem-
un
non
della
il tempo.
mancava
avrei
non
te
non
primo
agilità,e
posto
vedi
(1). Dunque
io
del
altra, e
alcuna
senza
nuovi
pezzi
la stretta
ragazzi, e
brutte, ed
sapere,
perciò
un'
ella avrebbe
baule
Ella, devi
gliene feci
V orchestra,
voleva
giungere,
rag-
la Tosi
due
e
d'una
che
io
cane,
le
aneddoto:
contenta
con
voleva
tempo
deviarlo
la bestialità
i suoi
sé
né
egli anelava
me
veduti
aveva
cui
il seguente
chi
so
guadagno,
potessero
dall' ideale
valga
"
del
dì
sicuro
fosse
la sete
né
di bella donna
sola
GENOVA.
IN
baule
eran
in serbo
nelle
opere
detti
per
che
immaginati. Ella
quelle composizioni
le
grandi
cantavano,
occasioni,
sicuri
delP
che
e
gli
che
effetto.
8A
chi
laterali,con
in
forestiere
cantanti
grande sfoggio,
l'effetto
ciambellano
il Re
e
effetto iersera
la
mantenne
dicono
duetto
l'intese
assai
distinzione.
senza
di li
in
tre
a
tanti,
can-
in forma
che
In
1' etichetta
il teatro
di Torino,
del
quale
il resto
levare
della
gli occhi
di
Il Re
con
scena
benone
applaudire
e
La
nel
Florimo,
solo
op.
atto,
venir
e,
è
stato
e
sentire
il teatro
16.
sua
sto
preil
nerdì.
ve-
l'opera
giudice del-
il furore
fuori, ogni
lettera
il
vedì
migliora. Gio-
unico
e
stante
co-
la
aggiornando
è restato
secondo
indicibile. Al
lasciato
grasso,
pubblico
sera
do
crescen-
va
dice
Tosi
in
ha
sera
il duetto
sera
di
cenare
Il
di
il Re
passato
per
ogni
attenzione.
resto
(1)
»
giorni: " L'opera
furore
neir
(1) V.
i
e
atto,
mai
suo
cantanti, i quali tutti piacciono assai
i
sopra
secondo
senza
il
do
parola, riserban-
inesprimibile;ed
bene
un
musica
E
del
che
applaudire.
applauso^ la sola volta
corte
gliconcede, secondo
al
i
e
un
essere
poteva
non
e
te
specialmen-
maestro
r
di
musica
mandò
d'
gli dispiaceva
pubblica, perchè
la
contento,
ringraziare il
a
che
e
atto,
genovesi
tanto
ntiigliore,
molto
rimase
secondo
del
le bellezze
tutte
fecero
pubblico
GENOVA.
IN
BIANCA
LA
è
attore
stato
era
BIANCA
LA
ricevuto
ciò
grandi applausi, e
con
i cantanti
talmente
loro
86
aENOVA.
IN
che
giò
incoragla parte
dissero
i
angioli...Dopo il recitativo,dopo
primi tempi, dopo l'adagio e quattro repliche
come
di
cabalette,gliapplausi
il duetto
Dopo
gli attori
non
chiamava
fuori, perchè
il maestro
intenzione
in
andare
il
il maestro
e
innanzi,
della
Ma
mi
presentai
che
cenno
incredibili.
applaudito
nicchiato
ran-
l'opera non
finalmente
e
Direzione
fé'
il marchese
mio
e
va
pote-
amico,
stretto
scendessi, ed io, obbedendo,
sulla
scena
Dopo
è
il
e
il telone
tra
si
gridi ed applauto
mol-
piaciuto ed è stato
dei congiurati;come
coro
di David
scene
uscire, stando
di
palco.
un
mi
due
volte
;
,
aveva
Carega,
molte
vennero
pubblico
inesprimibileil chiasso
è
poi
eelaiarUi.
erano
della
Tosi,
bassando
così, ab-
e
altra
un'
vollero
le
volta
i
,
cantanti
e
fuori; ed
il maestro
Florimo, suggellato
col sentimento
L'opera
la
tutta
continuò
stagione
crescente;
pure
fino al 30
di
"
(1) V.
Resto
l' incontro
generale
a
Vincenzo
Florìmo, op.
e
Bianca
(1).
mese,
con
favore
rimase
scrivendo
qui,per godere
ancora
di
ro
ca-
rappresentarsi durante
teatrale
quel
"
mio
ecco,
lettera
17.
sempre
in
Genova
rne:
al Fiori-
del
trion-
86
mia
della
fo
r
uomini
e
di
di
capace
nulla
di un' opera
di che
nulla
a
il
offrir
accettare
da
ma
per
r
di
apprezzar
del
II conte
ambasciata
dissi, e
vuol
non
Pollini, avendomi
e
rifiuto
bene
di guadagno
conoscere
disinteressato
ha
a
e
maestro.
mandata
un'altra
Torino^
come
più
scritto
il Bellini
né
desiderio
giovine
darmi
il
la
quel-
Cotesto
eh' é
scrivere
per
la scrittura
volendo
non
4000.
mi
Ferrerò
del
approdarono
non
l'animo
più
dell' arte
amore
€
di
ragioni
,
impresa
manifestato
aveva
dall'ingordo
non
V
franchi,
meno
rei
sa-
trale,
prossima stagione tea-
di 3500
per
proveniva
la
le trattative
più
negli
non
gli offerse
via del prezzo,
per
io
Genova,
stesso
re
Ma
desiderio.
in
per
innato
è
(1).
"
di Torino
Teatro
bolezza,
de-
questa
molla
questa
la dimora
Durante
Regio
proprio
amor
senza
scuserai
Tu
opera.
ma
GENOVA.
IN
BIANCA
LA
franchi,
di 3500
che
ti
accettassi
per
4000, io,per rispostaal Ferrerò, gli ho detto che
mi
almeno
contentavo
scritto
ho
avuto
non
farà
sono
(1)
V.
il libro
da
4000,
per
Romani.
fatti da
Florimo,
op.
un
e,
certo
lettera
19.
ciò
Dopo
risposta,e quest'ultima
nulla combinare, che
i
non
va
vole-
che
ma
non
condizione
libri di
so
il
rino
Toco-
BIANCA
LA
che
gnome,
impasticcia i
la Bidone
come
libri di
Metastasio,
che
musicato
V Ezio
e
87
GENOVA.
IN
ha
,
Mercadante;
mi
danno
di
avere
e
buona
giunta
un
Ora,
mio
caro
mai
che
probabilità di
noti
dietro
cui soleva
musica,
scrivere
Lorenzani,
Otello, ed
mi
un
pose
una
che
(2)
"
"
to:
libretle regole.
si
piuttostonon
grandi
queste
con
(1).
"
il prezzo
la
era
accettare
scusa
non
scrittura.
una
Grimaldi, direttore
in
croce
fa la
parte
scena
una
di
potendomi
e,
lett. 19.
"
lett 20.
stato
per
Rodrigo
schermire
fatto col domandare
eh' è
la
del-
persuadermi
per
e
alterato
op.
me,
sala-
un
tutte
fischiato.
(2).
(1) Florimo,
in
cavatina
io, non
poco
è
cono
di-
asilarsi,
qualunque volta
r ho
"
scrivere
il marchese
lersera
mi
cattivo
un
la
brava,
ma
Florimo,
conveniente
credeva
dell' età
Bonfigli che
e
fiascone
che
compagnia
sebbene
voce,
essere
bene
la
se
Camporesi
di rotolo
sicuro
ecco
Si
sai,
tu
una
per
scriverà
r
la
avendo
che
nemmeno
perchè
quarantacinque anni,
Lorenzani
a
^crioerò
non
il regno,
tutto
dubbissima,
è
€
io
ma
un
mille
la
nel-
rettamen
di-
zo
prezchi.
fran-
88
BIANCA
LA
di
carico
Cosi
fece
Vincenzo
nelle
raggiungere
sentiva
allori,
forze
V
ideale
r animo
più
la
che
mai
febbre
gloria.
'^J!
se
del
risoluto
dell'
stesso,
lavoro
impegni,
fiducioso
Milano,
sospirato
in
d'
scevro
in
e
potentemente
nel
ma
ritorno
proprie
GENOVA.
IN
arte,
e
di
che
gli
teva
met-
e
della
??
STRANIERA.
-{?S
musicali
Armeggìi
Straniera
Un
Impegno
—
Successo
—
Barbaja
e
nel
documento
prezioso
finale
Bellini
—
comporre
Il
—
Suo
—
lago
strepitoso
—Titubanze
di
metodo
Montolino
—
L'aria
—
Onorificenze
—
—La
Il
^
cuore
di Bellini.
la
Durante
di
la bella
musica,
agenzia
di
affari
ogni età,
baritoni
teatrali.
popolo
che
sesso
:
provetti
di ballerini
e
invadevano
vie, i caffè
e
a
in
d'ogni risma,
soprani
e
tenori
,
coristi, artisti giovani
ed
esordienti,
le osterie
conoscere,
a
parlare, dal
cose
e
e
un
rifei
co-
e
pubblici passeggi
quell'insiemedi
una
tutti i
Da
ballerine, di mimi
i
incedere, dal
da
e
gli alberghi,
ti si davano
dall'
ogni
contralti,bassi
e
vecchi,
e
e
d'
si trasformava,
ancora,
paesi d'Italia piovevano cantanti
d'
i teatri
capitale lombarda
si trasforma
forse
e
grande
stagione estiva, chiusi
le
e
le
ze,
piaz-
ta,
prima giunsomma
vestire, inch'è
la nota
90
STRANIERA.
peculiare: la
loro
tragico va,
mille
per
ai comico
fino
Checco, dalla
Giulietta
di
V
e
faccendieri
hanno
fra
e
offrono
sola
una
di
cosa
Anche
loro
teatri
che
ed
inganni
in
V arte
cui
vergine
balda
una
i
giovani maestri,
intrighida
mi
impegnare
chiameranno,
che
cosa
deve
(1) V.
"
o
Florimo,
non
op.
Io
me
ne
e
perché
e,
a
di
ruba
a
con
sto
se
testi
co-
a
mi
casa
mia
vorranno,
do
l'esperienzave-
riuscire.
lett. 23.
erano
rifuggiva,reputandoli
gli impegni
deve
suo
prima.
nessuno,
inutili
sono
facevano
cui il Bellini
indecorosi:
il
schiera
armeggio,
cotesto
era
al
numerosa
quali
quella
,
chiamava
assidere
vi si potesse
appunto
e
una
aristocratica
punto
modesta,
e
in
proprio
era
,
vivere.
di
parte
quello
,
deschetto
senza
facevan
che
grande famiglia;
momento
di
bisogno
compositori,benché
i maestri
più elevata,
sfera
il
vero:
unì
ha
nessuno
finzioni
tante
degli
,
E
di
,
che
respingono scritture
offerte, e degli altri che
chi
al Don
gi
Aggiun-
armeggio
che
anzi
te
tut-
,
sensali, e il via vai,
non
assumendo
alla Rosina.
di sonatori
mondo
dal
degradando
dall' Otello
tutti i caratteri
le forme,
un
sfumature,
al grottesco,
e
perciò
varia, che
immensamente
anzi
uniforme,
artistica; non
posa
,
»
quando
(1).
la
92
STRANIERA.
perciò
non
e
so
Ben
dall'
e
di
delle
le
di
quale
di
teneva
Napoli
le
era
Gli
è
cordiali.
La
che
Vincenzo,
era
lui
Ma
per
buona
era
ascoltata
in
venuto
quel
della
mento
mo-
gine
rug-
conoscenza
a
il Pirata
Rubini,
rivoluzionato
la
con
cantante
poli,
Na-
tutta
di
tutte
proprietà letteraria
sicché, malgrado
la
senso,
autorevoli
le persone
rivolto, l' opera
piacere
la
prima
la seconda,
applaudita
nelle
(1)
V.
Florimo,
op.
e,
Jett. 26.
(2)
V.
Florimo,
op.
e,
lett. 35
^
42.
a
eseguita, e,
venne
fortuna, tollerata
con
le relazioni
ma
ragione
tenore
allora
parola vuota
malgrado
e
s'
sa
l'impre-
diceva, perchè l'operanon
Barbaia
cui
Barbaia,
erano
Carlo
al San
data.
sto
manife-
con
Milano;
più
e
del
Comelli, sposa
assai mediocre, aveva
fosse
di
non
come
,
restava
vero,
quella
e
lo
quel-
altro
non
e
contemporaneamente
dare
doversi
ma
parole
state
il Bellini
fra lui
da
e
liani
pei teatri itafino a quel
stagione s' inoltrava
svantaggio.
il
anche
Londra; (2)
erano
la
intanto
state
cosi, alla lontana, qualcosa
e
Parigi e
momento
(1).
Torino,
fatta sperare
stata
di
di
dubbi,
gli erano
proposte
impresario
di
mare
un
appigliarmi."
Venezia,
gli era
e
che
a
é vero,
fatte
in
costernato,
son
sere
venne
sera,
lorosamente
ca-
successive.
93
STRANIQRA.
Io
"c
r avrei
non
della
melli
abbia
prima
della
corte
s'
(1).
»
offrirgliqualche scrittura, sia
che
pel
Carlo.
San
proposito: « Io aveva
affatto, se egli
con
mare
mattina
in
gli ho
che
bigliettoha
metterlo
eh'
voleva
la
ragione
Villa:
se
in gran
io
si fa
a
visita
di
casa
avendo
ne
indovinando-
non
V altro
capito
ieri
a
tavola
a
,
quel
Villa
baron
darla
lui, per
Barbaja
a
di Bellini
quattro giorni in
pronto,
pronto,
che
fottuto
da
sono
e
letta la lettera
aperta
chiar
a
sto
mezzogiorno). Quedovere, cioè di
suo
evitarlo; ma,
vedere,
E
Milano.
lo
veder-
non
,
disse
questo
fuofi
confusione
Vedi
—
il
fatto
a
bigliettodi
essere
a
SecUay
infatti domenica
un
sabato
la
mandava
mi
sapeva
(egliè giunto qui
di
risoluto
portato
per
scrisse
biglietto;ed
un
tempo
Bellini
non
Milano,
in
ed
rappacificarsi
di
V intendimento
con
sua
gli applausi
portato
era
Cola
con
strappato
pubblico.
Barbaja
Intanto
coraggio
ha
del
e
la povera
che
tanto
avuto
sgrazia
la di-
creduto, dopo
sera,
abilità,che
naturale
forse
mai
me
(perchè
aveva
va
ave-
inviata
ta)
dopo suggella-
si faccia
volete che
Come
gli rispose:
vi)
che
vedere, dopo quelle insolenze
gli scrive—
V.
Florimo,
op.
e,
lett
27.
94
STRANIERA.
ste?
Egli
—
dicendo
questo gridò
a
che
io
Villa
il Pirata.
dare
che
disse
credeva
ciò
ieri
tutto
con
questo
andare
ad
di
da
molta
la
:
lettera ?
a
disse
?
si, ed
lo
Io, con
—
risposi che
e
di
ben
perciò
rispostaegli tutto
sorriso
disse
ricevuta
la
in bocca
che
—
voleva
—
Ma
no,
in volto:
a
di
tuono
non
sua
era
il
nascondere
darmene
una
me
bene
Eb-
—
prima, gli
lettera mi
diretta
Figurati! A
indispettito
e,
se
dis-
la lettera?
mandata
della
gli risposi;
Come!
—
egli,voltosi
essa
la lacerai.
se
strin-
mi
fottuto, hai
stesso
eh'
tergo
a
sorriso
e
le,
sti-
l'introduzione
certo
quello ;
solito
gli hai
non
mettermi
compro-
suo
freddo:
Io
—
Villa,
Villa
fece
Baron
—
mi
parlar-
ci vediamo
coh
egli,oscurandosi
ed
era
un
Villa
e
voleva
come
con
cipio
prin-
mi
persuader-
voleva
salutandomi
mano,
portico
il
non
Io
che
Barbaja
dicendo
mia
che
altercavamo,
coftì
lo stesso
Barbaja
matto
un
con
mentre
voleva
premura.
il
Pacini;
racconto
ne
raccontava
sotto
di
generale
prova
me
aspettavamo
,
della
spalle e
non
lo
me
mattina,
che
mentre
egli
di
far
non
per
nelle
che
ma
Tutto
capace.
teatro
si strinse
stato,
medesimo
Villa
del
sarà
colpevole
Napoli,
tutta
diavolo,
un
veramente
era
rivoluzionata
avere
come
questa
cercando
a
me,
mia
col
dispetto,
copia per ri-
suo
96
STRANIERA.
le mattine.
leggerla tutte
riserbarle
solo
vergognava
ja
abbia
potuto
il
sempre
quelle lettere potea
soggetti,e che Bellini si
altri
per
di pensare,
di
amico,
grato
ha
principiodi egoismo
maniere
come
sospettare
suo
ch'è
uno
e
senza
In
mi
egli gioì
e
per
che
le
a
tu
parole
Volle
mi
dicevi
che
la
sua
non
Io
di te,
mancò
facendo
mi
scriveva,
Florimo
cercò
e
amico;
e
essere
questi
ancora
pel bene,
non
sono
i
sono
i
certi
con-
di minorare
che
ti
cadu-
erano
che
permetterti l'entrata
io
banamente
inur-
dirmi
con
di stizza
moto
ecc.
ed
cui
a
far sentire
delicatezza
mio
come
gli risposi che
dovrebbero
che
per
Rubini,
a
Egli arrossi
poca
di
disse
proibitodi
sospettiin quel
su
,
Zingarelli,e
fece
quel
casa.
sua
che
era
era
aveva
i
ed
posta
gliela rilessi, ed
tua,
Regina
chi
gli risposi che
la
ni
Polli-
ni,
quel tuo ragguaglio, e per Rubila Comelli, e per la parte di zia
poli-
sapere
in
la
ca.
domeni-
della
della
le lettere
letto
aver
de-
tutto, mi
della
il servitore
momento
consegnava
io, dopo
delicate
di
ragguaglio del trionfo
quel
nessun
con
sempre
stato
il giusto, arrossendo
domandato
il
Barba-
un
j?rintrighi.Egli, quasi dimentico
diede
do
fred-
io sempre
che
gli dissi
fieddo
Ma
però egli
in teatro.
i veri
amici
suoi, perchè
capaci
e
to
tut-
di met-
96
STRANIBRA.
odio
tere
Florimo
per
nessuno,
fosse
stato
riuscit^i del
si credeva
conchiudo
per
questi giorni forse
In
altre
che
cose
esito.
Difatti
conchiuso:
e
cantanti
suoi
ducati.
teatri
"
la
scrittura,so
del
ed
prezzo
offendere
il buon
con
un'
per
teatro
della
gridi è
stato
opera
o
I
burini,
Tam-
Il
prezzo
po
do-
combinato
per
le
mil-
altro.
o
mato
fir-
Scala.
Lalande, Lablache
Winter
fu
ho
mattina
Barbaja
questo
di
la
per
Florimo, op.
"
qualità di poeta
sua
Milano,
era
di dritto
il libretto,la
comporre
"
il contratto
e
(2).
"
Romani,
(1) V.
(2)
in
forse
tanti
doveva
firmerò
Questa
«
saranno
e
RR.
in carnevale....
passò guari
non
carnevale
Il
Milano
potessero
la scrittura
al
mostrato
(1).
"
bello
stato,
ho
io
le difficoltà
si sorpasseranno
mattina
essendoci
ed
scritture, ma
inclinazione
la mia
finisce, e
quella
per
lui;
con
offri tante
mi
Co-
veva
lui,contrario, do-
la carta
invitò
m'
colezione
far
da
Basta,
che
della
e
se
pieno di gioia sulla
della Comelli, perchè
e
arrabbiarsi.
a
nemico
che,
cosi
Pirata
come
era,
egli vedea
suo
scriverebbe
melli,non
se
ed
e,
lett. 27.
»
lett. 29.
colui
qual
cosa
dei
che
gli
97
STRANIERA.
(Java animo
Winter
:
a
mi
Tu
«
bene;
sperar
che
dici
il tenore
così
non
la Lalande
con
,
Tamburini
io
buona;
Wintc^r
potrei fare una
Winter, ti
l'auguro: ma
e
me
dire in confidenza,
che
soffrirlo... Frattanto
Barbaja
altro
di
uno
due.
questi,
difatti il
destinati
o
Pirata
vie
è
altre
mesi
non
la
rò
sceglie-
meglio
e
la
e
op.
e,
burini.
Tam-
preso;
com-
era
desideroso
di
propria reputazione,
che
re
caratte-
un
i trionfi stessi del
e
se
accorava.
ne
quel
per
Rubini^
e
vedo
nedettis
be-
che
Dopo
quasi
potuto dimenticare
quel-
cadono.
musiche
hanno
e
trepidazionedi
riforma
per
opera
Reina
entusiasta
troppo
tutti tutti
Florimo,
nuova
proprio,
amor
Serenale, accademie,
di taverna,
V.
sia
non
quindi gli artisti
della
gli nocevano,
Milano
le
e
all'iniziata
dare
ora
r opera.
(1)
un
di tutti
servirò
intanto
Pirata
otto
si dice
Ungher,
più spiccato, sentiva
tutte
scritturato
giovine compositore
di
pieno
riafTennare
la
era
del
Tanirno
di
Reina,
Lalande,
Grande
"
mi
può
non
il soggetto
esecuzione
alla
la
furono
e
ha
posso
(1).
"
Scelse
cui
pubblico
quale
perciò, secondo
cattivo, e
o
il
Reina,
tenore,
il
cosa
non
popolo, gente
respirano che Pirata;
lett. 38.
98
STRANIERA.
ciò, mio
e
stessi
amici
Gli
al tìne opposto.
rata
lo
non
parte
una
mi
più
posso
in
stesso
fine
un
,
del
alla scelta
dell'argomento
ragione
il buon
sulla
altro
un
Piratay
credeva
fiasco
Pi--
e
Straniera
va
nutri-
che
che
tutt'
al
uomo
del libretto,da
del
in gran
scelta
D'
tesse
po-
almeno
a
dipendere
romanzo
quanto
(2).
"
reggere
dell'opera.La
successo
perciò
lavoro
si diede
paragone
a
bi,
dub-
non
di riuscire
un
superare
,
ben
che
l' impegno
creare
per
non
se
a
dunque
era
se
amici
avvilisce
mi
fare
non
per
Grande
i loro
e
più. Dunque, sebbene
per
tra
lusinga l'amor proprio, dall'al-
agitazione
in
(1).
»
farò
tale testimonianza
sono
consigli
i miei
dicono
mi
Melzi,
molto.
inanimirlo, riuscivano
d'
Tutti
"
turba
loro
coi
avvertimenti, lungi
come
mi
Florimo,
caro
cui
te
par-
cadde
Arlincourt.
,
Il soggetto
«
Da
non
per
canto
di
suo
io
replicare a
un
si studiava
i
preparare
servirsi,
uopo
(1) V.
Florimo.
trovato
quelliche
di tutti
basta
l'ha
Romani
op.
poi
e,
Romani.
con
il tessitore
lett
34.
(2)
"
»
"
lett. 28.
(3)
"
»
»
lett. 39.
più
gliproposi,e
pensieri musicali
come
il
ogni
"
scettibile
su-
ciò
(3).
re
ardo-
l'
di cui all'ordito
da
100
STRANIERA.
-
F
.
—
—
/
in
necessario
era
luogo
primo
dei mezzi, dell' indole
V
musica
tale da
sentire
'
le
di ciascun
nella
luce
disporre,
ciascun
degli
Senti,
puoi
Arturo
che
momento
di
d'
che
analogo
potrà
un
cosi
di
genere
alla persona
del
contrario,per Tamburini
sua
indole, poiché
ed
é
quindi trovo
quella
In secondo
coscienzioso
(1) V.
più
ed
Florimo,
lett. 39.
e,
a
è nella
rio
se-
disperato;
un
»
necessario
pubblica
al
e,
amabile,
la parte
Il Cicconetti
non
quindi non
e
Tamburini;
vorresti.
suo
qualche
il resto
forza,
del
intelligente
op.
nel
esaltato
Arturo
luogo gliera
come
burini,
per Tam-
bene
sostenuto,
tu
a
con
so
non
appena
confacente
che
dato
il Valdeburgo
interessante, ed
che
fosse
tutto
ma
di cui
effetto.
avere
patetico,
nel tempo
di ottenere
mezzo
è
di
il modo
e
che
guisa
la parte di Arturo
carattere
della
i mezzi
Florimo,
caro
mentre
sarà
di
il massimo
mio
trovare
intima
mettendo
bella
più
artisti il
difficoltà minore
€
dare
"passioni
cantante,
potevan
I
volendo
possibilmente
renderla
mestieri
secondare
stesso
qualità
espressione più
verità,gli era
noscenza
co-
delle
e
peculiaridegli artisti;perocché,
alla
la
avere
tagli
destina-
(1).
lo studio
libretto da
sicare.
mu-
questo propo-
101
STRANIERA.
sito
di
documento
un
lettera
diretta
Bellini
cui
principi
scrivere
ci
,
intitolato
:
che
fu
La
musica
lui
da
pubblicato
in
suoi
nei
che
sono,
che
più
dello
le forze
tutte
come
egli dice, di
proposto,
sono
non
pochi spartiti,
Persuaso,
in
spiegata.
io mi
adopero
brano
un
il metodo
descrive
nuovamente
Poiché
€
è
signor Agostino Gallo,
comporrete
opuscolo
un
al
stesso
nel
seguito
eh'
prezioso
no
Tan-
uno
ingegno.
parte del loro
gran
.
buon
dipenda
successo
interessante, dal
dai
versi
di
delle
caldi
e
colpi di
di
tutto
scelta
contrasto
armoniosi
dai
che
non
dalla
un
ma
te-
passioni,
espressione
mi
scena,
da
avere
d'
di
do
,
briga prima
pregiato scrittore
un
que
a chiune quindi ho preferito
perfetto,
il Romani,
potentissimo ingegno fatto per
dramma
drammatica
la
li
«Compiuto
il suo
il carattere
dei
mi
personaggi,
i sentimenti
effetti di
te
attentamen-
le
passioni che
che
ciascuno
esprimono.
di loro,
quel desso che parla,
di sentire e di esprimere efficacemente
sforzo
alla stessa
che
guisa. Conoscendo
la musica
che
».
lavoro, studio
predominano, e
Invaso
dagli
imagino
e
musicale
le
esser
divenuto
risulta
dalla
passioni degli
parlando
con
tuoni
varietà
uomini
diversamente
dei
si
suoni,
e
appalesano
modificati.
102
STRANIERA.
dair
di
incessante
osservazione
la favella
del sentimento
;
«Chiuso
quindi
declamare
nella
mia
la parte del
le inflessioni
intanto
a
del dramma
passione^
mia
della
vato
rica-
comincio
stanza,
della
ho
l'arte mia."
per
personaggio
il calore
tutto
con
essi
e
servo
os-
lo
voce,
languore della pronunzia
il
in questa circostanza, l'accento
insomma
e
dell' espressione, che dà la natura
l'
altuono
in balia delle passioni e vi trovo
i
uomo
affrettamento
il
e
,
motivi
ed
i
tempi musicali,
in altrui
trasfonderle
e
Li
sulla
gitto tosto
adatti
le
dimostrar-
a
monia.
dell'ar-
mezzo
per
li provo
carta,
al
la
io stesso
quando ne sento
corrispondente emozione, giudico di esserci
clavicembalo,
e
In contrario
riuscito.
torno
all'
ché
ispirarmi,fin-
abbia
?^
conseguito lo scopo. " (1).
L'egregia signora Branca, dichiara apocrifo
T
"
il documento,
di dire:
/io
dire
:
perchè « anzitutto ilBellini invece
avrebbe
vuto
dopreferito il Romani...
fui
di
avoerUurato
possesso
di raccomandatisie
il
di poter
mezzo
d' altronde
giammai
Conviene
in
però che
(1) Cicconettì, op.
e.
a
il dramma
mano
«
pag.
Bellini dotato
37
e
scg.
in
agevolassero
Romani
altri maestri
egli,né
né
che
presentarmi
stato
essere
non
;
bero
eb-
compiato.
d'
»
ingegno
103
STRANIERA.
molto
di
la
Datemi
sentimenti^ apprezzava
poesia e diceva
sempre
bella
dei buoni
versi
ragioni della
Le
vi darò
e
buona
signora Branca
d' infirmare
valore
Il
non
compiuto
in
avuto
impedisce
non
y
lo svolcrimento
di
fornirglivia
mettere
in musica.
via
inconfutabile
compositore
e
le situazioni
addietro
come
gli
mentre
Tamburini?
verrà
andando
costà
ho
latto
tanta
a
E
mia
poco
opera
(1) Branca,
(2) V,
di
appresso:
tutte
Florimo,
e,
op.
le
pag.
e,
scesse,
cono-
che
scrivere.
Barbaja
Rubini
Romani
che
Pare
disgrazie
143.
leti. 36.
che
si
»
per
sono
o
non
lo chiami
? Perciò
applicarmi.
"
vere,
scri-
a
incerto,
ancora
a
premura
dare
op.
è
qua
,
non
Lablache
resta
se
Parigi, se
a
mandi
e
sa
Se
David
si
non
incominciare
per
si
non
prima
cui doveva
per
fare
posso
Bellini
da
dissi,i versi da musicare
artisti di canto
Come
"
al poeta
i versi
scrive,
che
senza
mento.
docu-
al
infatti che
al lavoro
metteva
che
han
il dramma
mano
più importanti dell'opera,né impedisce
e
sica.
mu-
non
prezioso
cosi
un
avere
conoscere
E
:
(1).
"
di
di
fatto
squisito,tutto
i/on
cominci
m'in-
(2).
questa
riunite
104
in
STRANIERA.
tennpo,
un
febbre
salassi, e
che
E
per
andrà
non
di
giorno
questo
piede
che
fra
dieci
in
di
alle buone
e
potrebbe
quindi
che
Come
Dio
po' meglio,
mi
per
lavoro.
V.
il divieto
Infatti in
scrisse
(1)
parole
dei
data
al Florimo
Florimo,
op.
e,
della
:
lett. 38.
cialmente
spe-
i
come
ispiratodel
necessario
Romani
il
suo
"
stette
Bellini
signora Branca)
10
sere
es-
angelo celeste;
medici,
del
bro,
li-
attaccato
Pirata
hanno
vedere
non
e
molto
me
per
potrebb'
Romani,
un
volle, appena
(sono
malgrado
è
il
buon
un
mai
sono
le situazioni
Romani
si mettesse
che
farmi
come
genio, in particolare:Come
e
volessimo
se
parole;che, vedi, dal
non
applicarsi
disperato, perchè
mai
meno
me
per
versi
sarei
verseggiatore
un
di
caso
di
potermi egli scrivere
non
si che
non
do
ceden-
andando
vorrei
non
credo
va
pure
nel
male,
Rossi
quanto
ma
tro
quat-
e
dicembre...
di Romani
più giorni. E
o
libro, e allora
pur
ai 26
prima
sarà
in istato di
per
la
giorno;
non
del
augurarci
inconveniente
per
fiera
vescica, ed
questo
la malattia
che
vero
alla
per
con
ventiquattrosanguisughe
sofferto
ha
in letto
sta
infiammazione
con
e
martedì
da
ciò. Romani
voglio smammai
non
ma
si accinse
ottobre
(1).
un
sperato
die
al
il Bellini
106
STRANIERA.
Finalmente
«
il
primo
il
lago
il santo
dell'introduzione.
coro
di Montolino
teatro,
solo
e
da
che
Montolino,
vicino
che
sarà
lumi
ai
del
,
castello.
una
Il
due
o
festoni
fiori,e le
i soli
tenori
alla nazionale
seguito
altra
intercalare.
si
te
tutti
Il davanti
in
d*oro, di
di dentro
persone
canteranno
ranno
sa-
fa
stro-
una
le sole
vi
ha
col
in
i bassi,
saranno
medesimo
promesso
domani,
per
donne; ed
tutti
mi
il resto
e
quindi
a
comporre
dola,
aven-
(1).
»
sin d' allora
attese
la
di
spianata
una
parate
dove
la trascriverò.
massimo
tutte
strofa
Romani
Vincenzo
illuminato.
fingerà
uniranno
dell'introduzione
delle
che
altre barchette
infine
e
il castello
brettone; poi, nel finire sta,
quealtre barchette, di dove
teranno
can-
usciranno
un'
il
tutto
incomincia, uscendo
coro
barchette,
di
e
ingombra
tutto
,
jRnge
Questa
lato bagna
un
dato
ha
mi
Romani
col
mente
impegno. Egli,sposando più intimaalla parola, creando
musicale
nota
cantilene
vaghe
gli artifizi
della
chiare, bandendo
ma
che
scena
il dramma
cambiano
ma
attirano
in
tenzione
l'atuno
,
spettacolo;cercò
l'efiFettoscaturisse
che
intimamente
(1) V.
Florimo,
op.
c.„
sivamente,
esclu-
dall'azione, che
lett. 41.
la
106
STRANIERA.
musica,
alla
il
le
con
che
parola, e
pensiero
l'altra rivelassero
e
commovessero.
e
stai
Tu
«
Tuna
allegro e
i cantanti
con
di farmi
la
e
musica,
battimenti,
com-
al teatro.
mondo
(1);
*
Il lavoro
di Romani
via
per
altri impegni
che
distoglievano dall' accudirvi
per
a
quella
scriver
perchè
io
se
facessi
non
forse di
grande
di
sbozzato
duetto
un
altri due
tra
pezzi, che
r Isoletta
e
,
quale
si chiude
(1) V. Florimo,
"
"
il
contentare
Ho
e,
op.
"
la
questi
sono
quella
lo
io
interesse
ciò
e
novità
di
Reina,
della
derlo
ve-
tuato,
si»
(2).
che
lo
rini,
Tambu-
quasi
e
piccola scena
colla
Lalande
spettacolo. La
lett 44.
ben
pubblico
una
lett. 26.
puoi
trovo
scena
e
le
musica,
buona
che
timore,
tanto
e
l'opera,
terzetto
Spero
avrò
non
Napoli;
seguiterà
Romani
se
sosterrebbero
desidera...
(2)
bene,
in questo
e
per
Milano,
cosi
situazioni
"
di
na
pie-
con
di
notizie della Straniera
Dammi
citudine,
solle-
con
progrediva lentamente, ma
soddisfazione
del giovine maestro.
"
re
ono-
vero
altri spettacoli,
il gran
attira
avrò
senza
vesuvi, ballabili ed
il cui insieme
che
dubitare
non
io il felice momento
ancor
velo
facesse
astruserie, non
sue
,
condotta
108
STRANIERA.
parole, per poi
za
tarvele
s' accinse
e
il poeta
volte
quante
ma
;
chiamare
si accostò
farlo
a
ad
adat-
alla
altrettante
stiera
ta-
se
ne
,
ritrasse
a
inutili sforzi.
dopo
Romani
pregare
la
espose
darò
altro
un
Un
d'
sulla
—
Ed
io te
corte,
cominciava
ti
finale. Bellini
r opera,
?
va
scriverò
contentarti.
a
mo
Vedia-
terza.
una
—
la terza
piacque...neppure
air innocente
Adesso
più
ne
del maestro;
collo
esaurito
volesse
far
il capo,
vere
scri-
il fio
pagare
poesia.
son
che
dell'estro
si fosse
e
con
neppure.
dubitare
non
ti
e
rispondeva.
neppure
a
che
—
ora
quarta. Il poeta, tentennando
temeva
gli
e
infatti,gli faceva
,
aria
non
ne
giungerò
la
lui
—
questa
Francamente?
Alle
da
recarsi
dopo
ora
carta
—
se
si decise
questi.Mezz'
seconda
una
Neppure
—
—
disse
pezzo.
quarto
leggere
gli occhi
fine
cosa.
Benissimo,
—
di
Alla
cosa
costretto
a
vuoi, disse
dirti che
secco
sco
capi-
non
il Genovese,
piegando la carta e ponendosela
Bellini
Che
voglio ? esclamò
in tasca.
a
cui
in
,
quel
occhi
voglio qualche
ma
,
preghiera
le guance
si animarono
momento
e
un'
cosa
imprecazione, una
che
e
sia
gli
una
rassegna-
109
STRANIERA.
zione
e
che
sìa
minaccia
una
un'
e
agonia.
E, lanciandosi
col
e
cosa
lirio
de-
—
la
ispiratoal pianoforte,creò
lo
Romani
aria, mentre
sua
voglio qualche
ed un
lamento, un
protesta,
una
guardo
guardava
anche
scriveva
acceso
refatto
ester-
egli....
Ecco
—
Ed
—
parole, rispose il poeta,
sorridendo; ti pare che ti
le
éccotene
la famosa
Era
Or
Or
Più
io
Morte
più tarda,
Solo
il
gelo della
mai
e
e
un
attendo,
me
l'esito
più
volte
piombai
non
tomba
tanto
eseguita
venne
1829,
Trenta
puote
..
tremo,
non
morte
in
e
estremo.
furor.
io chiedo,
Spegner
il
il tuo
sfido
Che
L'opera
colpo
piango, più
non
Tatto
ciel tremendo,
o
il
è
—
aria:
sei pago,
vibrato
Hai
—
porgendogliele e
abbia
bene
interpretato?
"
infine.
disse
voglio!
adesso?
capito
tu
che
ciò
amori
la
vinse
del
sera
14
braio
feb-
ogni aspettativa.
i Milanesi
giovine compositore, non
vollero
tare
salu-
istancandosi
di
rono
applaudirlo. I giornali del tempo fututti concordi
nel magnificarne il successo
; né
Milano
per
buona
che
della
pezza
si
parlò
Straniera
d' altro
la cui
y
in
musica.
110
STRANIERA.
nelle
nelle
case,
Grandi
a
furono
loro
da
Vino.
«
Dbcus
una
medaglia
una
colla
Minerva
ritta
,
destra,
tria,
patante
por-
parole :
Artis
porgente
lo scudo
e
dal motto:
circondata
le
Musicab
Catanbnsis
; dall' altra
sua
d'oro,
il ritratto,
con
parte
corona
Tascriver-
onore
a
te.
ottenu-
Catania, la diletta
e
Bellini
"
le onorificenze
tennero
coniare
una
vie
,
pure
socio,
glifece
nelle
cantata
accadennie.
accademie
Le
lo
veniva
già popolare,
resa
alla
Mbritis
nistra,
si-
quaesi-
Patria.
TAM
Bellini
di
dimenticò
non
quella
air
mai
molti
e
sera,
i trionfi
del
Ricordi
editore
anni
e
le
zioni
emo-
vendo
scri-
dopo,
dei
successo
,
Paritarùy
si espresse:
cosi
«
francese, ordinariamente
a
tale
da
fracasso
Vedere
un
freddissimo,
sembrarmi
teatro
ridursi
alla
essere
,
Scala
nella
Straniera
prima
è
un
pri^au
j
in
sera
dell'apparizionedella
dire ;
se
e
quella prima rappresentazione
alla
fine
del
secondo
atto
tenermi
a
sulle
Scala,
niera
Stra-
potevo
ginocchia pel contento,
Parigi. " (1).
rimase
Sciaguratamente non
tante
lettere,scritte agli amici
(1) V.
della
non
y
più
alla
Florimo,
op.
e,
lett. 92.
nessuna
e
ai
guratev
fi-
delle
parenti,da
Ili
STRANIERA.
cui
potere
trionfo
le
e
impressioni
il delicato
scossero
ne
Tuttavia
che
il
conoscere
eccone
altro
giovine
calde
la
€
Mio
di
Zi
ricevere
Milano
fatto
letta
per
o
il favore
e
sentite
Dalla
tutti
nel
mostra
parole
Oh
ad
! il
e
fatta
ma
dolcezza
dell' animo
(1) Flopimo,
op.
e,
dal
che
fu
dirti
o
il
se
le calde
mio
sommo
molte
a
pel
Bellini.
persone
che
contento
»
dolcezza
arcana
certo
nessuno
a
tita
sen-
più desiderato,
Bellini ! Forse
T
melodie,
qual
posso
e
leggere
il tuo
altri superare
che
vecchio
di
cuore
di
e
de' Milanesi,
incantati
riama
scita
riu-
affezione
non
e
indirizzatemi
famoso
si
un
la
per
avvertirai
riceverla,
rimasti
caro
risposta qui acclusa,
estraordinario
Addio
«
del nostro
tanta
premio maggiore
me
sono
1829.
marzo
di tenerezza
gli consegnerai,
precettore. L' ho
e
di
lagrime
versare
contento
fosse
4
lettera
una
Straniera^ piena
riconoscenza.
mio
del
dell' indole
ngarelli di congratulazione
della
dopo
più
FlorxmOy
caro
Vengo
ha
quale, giova
maestro.
maestro
mi
e
la bontà
€
«
quel
profonde,che
organismo.
una,
mostrare
a
di
ragguaglio
pag.
suo
20.
!
la
(1).
sarà
delle
bontà
dato
sue
e
la
Z
I R
A
A.
-"*"?
Avvisaglie
dell'
Il Pirata,
—
opera
Straniera
Parma
Zaira
La
Il tempo
via
"
Accuse
—
che
difese
e
Rancori
il torrente:
come
del
il
porta
fanghiglie
letto
le memorie
via
ricciuole,
sì
la
onde
travaglia
nel
giorno
E
di
pure
Bellini
primavera,
il
che
e
sia
Bellini
non
crede
tutto
ebbe,
i
che
stata
diosi
invi-
grandi
mini.
uo-
la
tistica
ar-
vita
trionfo,
un
serenità
anche
guer-
degl'
genia
tribolare
si
delle
ricordi
malnata
Comunemente
del
i
e
e
lui,
i suoi
gli risparmiarono
qui
rifacciamoci
brevemente
un
tiepore.
trattori
de-
avversità
dolori.
E
e
quello
,
spazza
di
Bellini.
le
mare
un
co
pubbli-
del
questo
ingombrano
ne
non
L'impresa
—
del
poli
Na-
in
Bellini
€
—
Vendetta
—
profondità
i ciottoli
critici
suoi
fischiata
fa
nella
i
fortuna
contrastata
disapprovata
Torregiani
l'avvocato
e
—
e
ladro
un
ma
Bianca
La
—
La
—
genio
Diatribe
—
della
{«imbolo
da
capo.
114
ZAIRA.
L'esito della. Bianca
fortunato, non
alla
i
compositori,
quali gli
il
il
Ma
dei
stri
mae-
dato
battute
le
suol
avvocati
collegio degli
esordiente.
giovine
gere
aggiun-
avevano
anzi
benvenuto, gli avevano
come
che
schiera
numerosa
quanto
per
altro
fatto
aveva
nome
un
GernandOy
e
mani,
al
fare
del
successo
il
Piratay
pieno, splendido, rumoroso,
un
vero
trionfo
insomma,
il teatro
italiano
come
a
gran
li
più vantava,
non
nemici;
rese
Tonda
quel
del
sforzi
E
il
cielo
a
luminosa
meteora
inutili
T
una
di
sempre
ra
allettare,o
quella
che
entusiasmi
Il Pirata
veniva
dato
popolare
cui
non
Era
in
che
la
via
la
nel
veduta
novità
vera
battuta
a
una
darsi
ragion
o
,
la bellezza
destava
d'
sanno
il Bellini
messo
affatto?
nuova
frenare
apparizione
,
ragione. Era caso
quella per cui, sdegnando
s'era
a
cosi
giovine Siciliano.
stato
me
per loro, co-
era
punto
Pesarese,
arrestare
del
nome
gli astronomi
per
può
come
ingrossato,
del favore
il Pirata
invero
fiume
furono
Tonda
momento
levava
diga
nessuna
,
irrompente
tutti i loro
turbò, li ingelosì,glieli
inutilmente, perché
ma
argine
nessun
pezza
dal
tentarne
che
suol
delTope-
pubblico gT
liti
inso-
?
intanto, dopo appena
a
non
Vienna, onore
tre
mesi,
piccolo,né
119
ZAIRA.
sinuanti,
il venticello
come
di
che
la cote
assicurò
che
nemici
del
assai
guerra
che
essere
rappresentato
in
malgrado
del
il Pirata
quel
mi
gioia
ha
massimo
te,
adoperanò
parago-
la tua
destato
relli,
quello della Regina
e, in
hanno
ben
in
generale,
palpitipel mio povero
Egli è veramente
che
dev'essere
pare
V.
se
mos-
lo
quel-
Pirata.
Qual
(1)
(1),
veva
do-
dell'operacon
successo
lettera,puoi figurartelo.Il piacere
mi
si
gli
le arti
tutte
trarie
con-
"
felicissimo,.ondeil Bellini
il contrastato
na
Vien-
notizie
accanita
nell'occasione
pure
da
mestiere...
Napoli
l'esito fu
€
più
David,
con
che
delle
di spargere
al Piratxiy erano
teatro;
mente
sola-
attacca
ieri
giunto
è
i miei
che
cercavano
a
vizi: la
conoscenti, degli amici, dei
dei
«Tamburini,
Una
sto
que-
di mestiere.
compagni
mi
ed
si manifesta
ha
gli altri
tutti
particolaresopra
scabbia
è
Basilio,
L'invidia
domandare.
è mestieri
non
don
di
ha
posto
che
Florìmo,
e
in
iscena;
incomincia
op.
e,
lett
bene
12.
e
Zinga-
pagati
i miei
felice Pirata.
sempre
soffrire
di
ultimo, del pubblico
sfortunato
da
ultima
per
le
binazioni
com-
ogni qualvolta
in
questo
1' opera
caso
dimo-
117
ZAIRA.
strando
il Pirata
dispetto di
già
ma
Il trionfo
trionfare
per
nemici, che
la rabbia...
per
naufragio,
un
che,
e
glielementi, si salva;
morire,
per
nostri
tutti
in
credo
si
non
ma
tutti i
su
le mani
mangino
(1).
"
iscoraggiò
non
a
detrattori,i quali,
i
a
esaminare,
sinedrio, presero
sottilizzare,paragonare...
operazioni da cui,
riuniti
in
quattro
come
il Bellini
che
era
aspramente
volta
la sola
questa
abituale
le altrui
accuse;
prezioso
documento
sia
la
riassume
quale
lettera
di
r attenzione
tutta
fa
al
«
Qui
Mio
dopo letta,se
egli
la
(1)
V.
faccia
Florimo,
è
tu
in
cui
la
propria difesa,
merita
che
lettore.
21
lo
e,
lettera
una
giugno
1828.
per
Cottrau
che
,
credi, dagliela;perchè prima
leggere
op.
sta
Re-
Florimo^
caro
acclusa
tale
perduto.
Florimo,
Milano,
«
che
pena
importanza
del
di
opportuno
andato
la
alta
cosi
e
diretta
brevemente
è
mente
aperta-
e
Bellini, uscendo
che
silenzio,credette
ribattere
solo
la
attaccarlo.
ad
dair
risultò,
otto,
ignorante.Ingaggiata
un
lotta, incominciarono
Fu
fanno
quattro
e
a
R
lett. 27.
e
,
poi
a
tutti
gli
118
ZAIRA.
ai nostri
ed
amici
che
le loro
con
di
tutto, e
si
che
sappia
da
tutta
saccente
maraviglio
e
di certi
credo
in
che
tempo
ha
movimento
di
di
di
sesta,
e
:
quinta
No
sembiante
€
fu
nanza
dissodi
è
Perciò
nelle
lo disse
e
se
avea
lasciò
non
di
quello
per
disse
dirmi
io
eh'
in
era
di
che
capire
non
che
sembianza
una
mi
da
il tuo
novità
avevo
le
dirà ! Le
vere
quinte
quali poi, se
ed
per
evitarle:
ottave
egli
di Tritto, questi diceva
pausa
so
pasfatto.
mal-
era
regola
la
per
fatto
e
,
sposizio
di-
errore
,
figuratiper
scuola
role
pa-
un
,
non
ta
quin-
,
sciocco
tanto
chiaro;
perchè
ciò
sul
ecc.
Egli
sì
tivo
recita-
una
con
me
pito
ca-
basato
è
un'altra
a
bassi
sco,
compati-
nel
che
e
Mi
aveva
mosso
forma
ne
testo
co-
capito; come
non
poi sesta,
celarti
puoi
non
,
Bianca,
progredendo,
così
e
che
di
certi
lo
niente
opera,
e
cosa,
ottave.
di
ma
basso
di detta
settima,
ed
quinte
parlato
la
quell'andamento
duetto
la
la imbecillità
averne
provava
del
re
reprime-
,
non
bocca
di bel
porta in modo
d' armonia
progressi
perchè
tutti la
tri.
pei progressi degli al-
delle
non
come
nessuno.
debbono
Napoli
maestro
delle
immergeranno
velenosa
decidi
Tu
con
tosto
piut-
ha
eloquenza,
silenzio, ove
rabbia
loro
la
si
pedanterie, e
nell'eterno
nuovo
ha
chiuderanno
lettera
mia
Cottrau
scelto
si compromette
non
e
questa
Ho
altro, perchè
un
conoscenze,
A
nemici.
ma
ed altro
si ricorderà
che
basta
tutto
ciò
una
non
che
della
cola
picvale.
119
ZAIRA.
Io,
«
due
in
tre,
o
ridico
e
molto
l'ho
e
che
credere
del
dà
mi
Così
che
chi
ha
dall'invidia
sia stato
Basta,
fastidio
potrà
vedrà
decide
basso
canto.
l'effetto;
per
vi vuol
salire
a
di
voglia
chi
in
fatte
dicare
giu-
i bassi
1' ha
scritto,
questi errori;
e
volontà, vedendo
per
disturba
za
nitidez-
la
replichiamo più, perchè
alle bestialità
rispondere
gente.
dirglieloin
è naturale
ho
ne
osservare
se
non
e
non
di cotesta
spiritoda
Gom'
e
incorso
trascuranza
quel
scendere
malignità,
le opere.
per
dovrà
a
conveniente
abilità; perciò
poca
senza
sia
creduto
che
sempre
di tutte
intera, di queste
un' opera
Cottrau
faccia
anzi, a invelenirle
ha abbastanza
»
le critiche
partorite
(1).
continuarono
lo
di
la
più,entrò di balRuffa
certo
un
giornalista.
Pel giornalistaRuffa
lascia che
€
dica é
stesso,
noi
curiamo
€
(2).
Lascia
dire tutto
del Pirata,
seri
che
Mio
di
dire
Tutto
creato
caro
rispondere
il loro
a
tutti
sentimento.
quest' armeggio
ambiente
un
Bellini
anche
Fiorirne, op.
per
e,
lettera
(2)
"
"
"
"
lett. 36.
(^
"
»
"
"
lett
32.
quelli che
»
gli
contrario
,
V.
quello che vogliono dire
Florimo, ho pensieripiù
(3).
intanto
aveva
tanto
che
consiglio del
30.
gliono
vo-
il povero
ci)
Fiori-
120
ZAIBA.
ripresentarsisulle scene
diritto,stimava
egli,a buon
di
temeva
mo,
eh'
Napoli
seconda
Napoli
mi
se
verrò
d'
Tu
ora
per
a
io
Anche
che
alla
presenza
voci
spargere
sebbene
contrarie
tuo
parere...
all'esito della
presto
smentirle,
che
la musica
di Bellini
sentirla
bisognava
e
farò
più
in cotesta
dovessero
col dire
non
"
tà,
cit-
(3).
profittando del silenzio
del Re, cominciarono
a
in Genova,
dovuto
mi
non
io scriva
del
sono
pure
Napoli
(2).
parti...
vuoi
non
ed
che
scrivere, sintantoché
in queste
€
(1).
oro....
dubitare
a
onore
affatto,nemmeno
ci verrò
non
coprono
Non
"
sua
patria.
A
€
di
più
volte
Bianca^
dosi
scusanera
per
ficile,
difterla
po-
gustare.
I miei
«
male
dire
a
applausi
Re
dire
pel
(1)
V.
si
prima
sentirle
di Bellini
più volte, come
in Milano.
proprio piacere
Florimo,
op.
e,
(2)
"
»
"
(3)
"
»
"
lett. 16.
lett
dopo gli
disdetti,voltando
sono
Ma
capisce che, quando
il
incominciato
ma
sera,
le musiche
Pirata
comune,
esternare
la
che
gustarsi,bisogna
già
avevano
dopo
del
con
cosa
nemici
14.
leu. 26.
con
chi
non
la
per
venne
av-
ha
si
so
sen-
può
gli applausi,
121
ZAIEA.
decide
Ognuno
il Re
non
nemici
che
caso
mandarla
che
detto
i
tutti
in
la Bianca
silenzio
in
ebbe
sorte
in
la
per
colera
riusci
per
pazienza!
i suoi
un'
opera
da
nella
e
tu
la
(1)
Bianca^
V.
e
Certamente
che
di Milano.
"
vuoi
stata
era
le
persuaso
che
Napoli
Io
ben
di
case
del
mi
leti. 16.
"
"
lett. 69.
Napoli,
suo
terra
a
in
do
mo-
altri maestri
la Bianca
e,
ti dica ?
gustata
e
tanti
op.
guiti
ese-
piacere pei nostri
un
che
ancora^
Florimo,
ta
vedu-
aveva
ed
stessa
scrittura
eri
altra
entusiasmo.
applaudita
in tutte
ove
scena
che
è
nella
fu
tere
met-
a
gì'intrighipassatied
preferire a
stesso
(1)
tutti
farmi
desiderare
tu
la
lo sai
gala;
detrattori, ben
volta
prima
il vedere
nemici
di
Genova
quella Napoli,
inteso
Ho
na
isce-
V effetto
per
in
festeggiata col più grande
€
in
(2)
"
se
fatto
impresa crederà
novembre, io subito mi
del
peggio
sono
Ma
nostri
l'operaavea
porterò in Napoli, e se potrò, andrò
mai in sere
prima di febbraio, ma
musicale.
se
questa
in iscena
queste
e
(1),
"
Nel
gli piace;
come
applaudito,
avesse
avrebbero
fiasco....
"
di tutto
ricorda),
mi
e
fece
tanto
merito, che
122
ZAIRA.
volevi
Tanno
che
scorso
prima
dessi la Bianca
questa città,
opinione. Io
la metto
stesso
ho
ne
e
la
in
onori
degli
devi
dunque non
Florimo, se
per
del
formarmi
la
più
più lusinghieri;
mio
patria adesso
vorresti
e
provassi
siamo
dei
la
basta
proprio. È più
per
,
insulto.
"
ed
tu
disonore
quello che prima
che
lodato
fu
non
io
della
riprovazione, e
soddisfazione, pel nostro
la nostra
biasimano
di,
gran-
sorto
che
é
non
della
causa
vera
istesso
il demerito
è
non
di
cerca
io appena
che
che
caro
di tanti uomini
dispiaceri? Basta
per
amor
che
adesso
persuasi
musica
ciò
fiera nemica
nova,
Ge-
a
Ricordati
dell'
denigrarmi il merito.
Rossini
adesso, e vedi se la patria
stata
una
iscena
inquietartitroppo,
mia
in
Piratay
noi
che
ne
per
loro
essi stessi
da
riceviamo
lo
(1)
I trionfi della
Straniera
i
iscoraggirono punto
il Rovani
confusero,
ma
detrattori,ed
descrive
la
ecco
non
me
co-
sagli
guerricciuola mos-
contro.
€
I maestri
divennero
abbia
taciturni.
detto
qui bisogna
(1) V.
si concentrarono
al dotto
darci
Florimo,
È
op.
fama
sé
inoltre
concistoro:
attorno,
e,
in
lett. 37.
lo scherzo
stessi
che
e
no
talu-
Signori,
ha
pre-
124
ZAIBA.
della
eco
canzonacela
popolare milanese^
stile di Bellini
lo
al
buffo,
al
nella
si
Straniera
che
v'
zioni, che
le stranezze
chiamato
essere
dato
vesse
dei
veri
vero
coda.
e
€
Alle
di
in
che,
della
amalgama-
che
a-
borato
ela-
un
punto
in
poter
a
bisognava
finale
di
luogo
quanto
in
neri
ge-
mi,
multifor-
pezzi concertati,
grande
e
e
gola,
vir-
te
guardinfan-
"
quali
che
musica
false
quartetto
un
figure
tenevano
maestro,
terzetto,
un
in
vi
finalmente
originalità;
però i
composizione
disparitàe
erano
distinzione
senza
presentavano
fine
in-
interrotto,
semiserio; che
sconcordanti
che
segue;
astruso,
era
alternava
stiracchiato, che
il serio
che
quel
Peppina... con
sura
La
esorbitanze
minacciò
scoppiare
per
di
il
di smarrire
infiammazione
di
maestro
un
d'
senno
e
invidia,
col mezzo
volgo profano rispose vittoriosamente
dei suoi
deputati eloquenti e generosi ;
rispose e
le prove
avventata
in
verso
alla
a
mano
del
che
V
come
che
Ogni
spente
gondoliere
a
in prosa,
dimostrò
e
quella
nelP
della
di
accusa
Bellini, si risolvesse
menzogna;
la frase:
e
in
una
a
te
Otello
si
,
musica,
dello schifo della Straniera
rapita
e
e
con
plagio,
tata
sfron-
però la somiglianza
è
il
tra
il canto
riduceva, più
alla
somiglianza
colla gondola della
126
ZAIRA.
laguna.
dei
coro
di
pensò
Dame
poi
col
cacciatori
si
delle
in quanto
E
alla
parentela
del
notturnino
nel
pubblicare
la musica
di
perchè quella parte
dell'uno
e
dell'asserzione
E
€
intanto
l'autore
tra
intorno
domino
alla
la musica
per
scrivendo
r opera
Bellini
do
la
ha
Bellini.
fare
»
generale,
invitato
veniva
la
nea,
gior-
scrivere
di Parma.
teatro
notizia
la scrittura
stri
mae-
appositi
in
a
e
alla disputa,
parte
e
in
che
signor
per
sto
que-
Merel-
comporre
di Parma,
che
l'opera di apertura del teatro
Il prezzo
il giorno 12 maggio
1829.
è
sarà
di 5000
franchi, ossia di ducati 1 135. Mi pa-
(1) Rovani,
op.
e,
p.
50
e
aeg.
i
(1).
affibbiandosi
consolante
portato
voler
di
giornali
del
vista
accennò
contro,
della
di
pniito
l'agente teatrale
momento
li mi
sui
e
di apertura
Ti
€
o
prò
tiche
cri-
assennati,
vero
fatta
era
di musica,
prendevano,
opuscoli,
di
opera
amatori
e
l'autore
e
ragionamenti
la lotta si
Mentre
osservazioni
Straniera,
dal
duello
cotesto
delle
atteggiarsiche
nuovo
za
testimonian-
continuava
risposta, uscirono
quali considerarono
il
gere
leg-
sa
gratuita.»
che
in
dell'altro,
che
l'alfabeto nr)usicale,facesse
tante,
dilet-
Corriere
e
pubblico
del
126
ZAIRA.
che
re
vada
Addio,
esteso.
adesso
per
Parmigiani
avevano
al gran
offerto
verso
cui
sto.
que-
Rolla
la scrittura
nutrivano
poiché questi
ma,
virtù
di necessità
mattina
Questa
ha
mi
(silenziocon
sero
si rivol-
e
teatro,
Parigi,e
gli ha
scritto
e
avrebbe
sposto
di-
ero
se
sciar
la-
potuto
di Parma
in libertà
la
per
l'Arciduchessa, che
se
mavera,
pri-
si trova
te,
disposto diversamen-
avrà
non
il
ha
ciambellano
un
.stesso) il
V apertura
per
non
io fossi
se
in Vienna,
Rossini
che
che
Parma
a
poiché
te
in segreto
domandato
di scrivere
piacere di
scritturare
fatto
Un
in
Bellini.
a
del
tutto
prima
Pesarese
si rifiutò,fecero
€
parlerò più
ti basti
grande ammirazione;
una
ti
(1).
»
I
altra
in
bene;
inaspettato accrebbe
Parmigiani il malumore,
e
me...
"
nell'animo
li
(1)
dei
ostili al
rese
Bellini.
L'
«
Cesare
in
ho
per
niia
vorrebbe
impresario
Egitto; ma
patto
io, come
che
soddisfazione
in
farmi
il libro
tutto
e
nella
dev'
per
composizione dell'avvocato
(1) Florirao, op.
(1)
»
e,
»
lett
43.
»
35.
scrivere
il
ra
scrittu-
essere
di
bene
seb-
tutto
,
Torreggiani
127
ZAIRA.
di Parma,
vecchio
l'ho
rifiutato
Noè.
come
Il rifiuto
fu
è
(1).
»
offesa
un'
reputato
il rancore
cittadino,e
il sop^getto
perchè
crebbe
all'
onor
tale che
a
tutto
gli fu apposto a colpa, e il passeggiare per
il frequentare le geniali conversale vie
e
zioni,
il partecipare agli onesti
ti,
divertimene
,
dicendo
che
di
quella
e
venir
a
sulla
La
di
e
quel
Romani
scelta
del
nuova
allora in
era
mettersi
di
cordo
ac-
tema.
al Florimo
scriveva
Straniera
la
per
per
dizio
giu-
teatro.
che
subito
del
cura
poca
preparavasi
sollecitava
Venezia,
€
prendeva
città
Bellini
Intanto
opera
si
il 10
y
decembre
di
di
di
quell'anno, andrà
febbraio,
Parma,
ho
e
devono
nella
la
mesi,
tre
ancora
per
consegnarmi
di
precipizio.» (2).
Ma
passò il decembre,
il
successivo, ed
mese
senza
ancora
aver
(1) Florimo, op. cit, lett.
(2)
"
»
»
finir
steranno
ba-
finito
tutto
cosi
tutta
l'opera senza
passò il gennaio
fatto
Ictt. 44.
quella
ra
patto di scrittu-
avendo
era
44.
mi
pri-
che
credo
e
il libro
gennaio, ed
poesia potrò facilmente
metà
ai
scrivere
quindi, per
quasi
perchè
almeno
già
venuto
nulla
di
il
e
zo
mar-
nulla.
I
128
ZAIRA.
moltepliciimpegni
dura
la dovuta
con
Nelle
esattezza.
crescenti
parte già scritto,e da
mandò
gli
il
primo
dai
consigli del
di
musicare
la Zaira^
di
tragedia
Nell'avere
traendone
Venezia,
ho
di
Voltaire,e
sta
(1)
piano
la
credo
con
né
staremo
sempre
Florirao,
op.
e,
riva
ar-
del Solitario
piace
fatto,
af-
to
consiglia-
sempre
Zaira
e
di
,
già
pezzi sulla tragedia
interessantissima; ma
Romani
spero
per
io,né
o
dei
Io
me
avendo,
V.
hai
benedetto
trattarla.
trascinarlo
non
il
quel
se
a
e
mi
oggi
atto
mi
non
ma,
Par-
a
questo,
che
primo
appigliato alla
sono
composto
tutto
il
già
di
17
mandato,
tu
di
Romani
me
ha
,
l'argomento
io sarò
perchè
secondo
e
mi
con
mi
deciso
Voltaire.
questa
condurre
che
confortato
quale,
Florimo, aveva
poiché partirò martedì
da
non
,
ciò
spero
Ma
atto.
il
Bellini
a
in
€
che
,
piacque punto
dalla
ni
Roma-
il Solitario
musicare
in massima
egli,aveva
del tempo,
strettezze
di
gli propose
Venezia
sumeva
as-
genovese
lo mettevano
grande facilità,
poi
di non
condizione
poterliadempire
con
nella
il poeta
che
far
Romani
uniti
lett. 46.
ed
di
si persuaderà
persuaderlo
presto,
amici
perchè
in
ma,
Par-
»
applicati.
(1).
ià9
ZAtftÀ.
"Quel
ciò che
vuole
in
e
"
dire
volere, e cosi, deliberati
partirono insieme
Anche
e
in
per
difetto
quale,
un
proprio
la Zaira,
vuoto,
gran
è mestieri
de' cronisti
buona
lui;
Parma.
di documenti
per
di
al
trattar
ha
qui l'epistolario
alla testimonianza
la
sull'animo
di
me
il potere
era
difficile indurlo
fu
gli
non
Romani, fa di
grande
vero
il Bellini esercitava
che
però
soleva
ragazzo,
attenerci
e
dei
è
affatto
fortuna,
biografi,
corde.
con-
'
La
nel
Zaira
fu
più breve
che
pure
il
Florimo,
delle opere,
una
tempo
17
Milano
da
marzo,
due
venuta
av-
scrisse
da
mesi
fosse
come
quel giorno fino
l'opera andò in iscena,
in cui
lui scritta
possibile;difatti,
so
ammes-
la partenza
giorno
da
al
16
al
maggio
corrono
na
appe-
dai
quali, se vogliam torre il
chestra
tempo impiegato nel viaggio, nelle prove d'or,
e
un
alla
mese
Di
dei cantanti
ecc.
ecc.,
resta
appena
dell' opera.
composizione
furono
la Lalande, la Cecinterpreti
coni,il
Trezzini, il Lablache
e
rinchiudi,artisti
nò il valore
valentissimi;
dei cantanti, né
ma
essa
il merito
a
incontrastabile
salvarla
dalla
i Parmigianil'avevano
Appena
di
sero
parecchi pezzi val-
disapprovazione
anteriormente
Bellini sedette
al
a
cui
nata.
condan-
cembalo,
co-
ISO
Tuso
me
di
quei tempi voleva,
il mal
manifestarsi
a
A
ZAIRA.
talento
del
voci
ogni applauso levavansi
mentre
silenzio,
poi a ogni
to
mol-
tardò
non
pubblico.
che
vano
imponedi minor
pezzo
pregio,a ogni fallo di esecuzione, prorompevano
in segni d'inurbana
disapprovazione.
la verità, scrisse
E se
il Cicconetti, che
"
si richiede
ad
la
e
più potentissima
sempre
nella
storia
una
musica,
invitasse
non
l'animo
utilità di provare
V ira
di
parti
al racconto,
al
sdegnoso
girebbe
fug-
che
narrare
vi
in matte
quella sera perfino chi proruppe
1' autore
della Zaira.
imprecazioni contro
La
ingegno all'udire quello
parte di mezzano
solo diverso, ma
stile non
opposto a quello
i Parmigiani
del Rossini
che godeva presso
culto singolare, credettero
vesse
che
si doun
non
in più lodi, ma
abbondare
tenersi contenti
di ragguardead approvare
quel tanto
vole,
che
non
ingiustiziapassapotea senza
re
fu
in
inosservato.
La
Zaira
(1).
"
dunque
venne
inesorabilmente
la
quella
prima volta
festeggiatoa Napoli, a Milano,
Fu
si vide
fatto
pubblico, e
(l) Cicconetti,
alle
segno
non
op.
è
e,
a
p.
dire
47.
che
a
il Bellini,
Genova,
disapprovazioni
se
l'animo
schiata
fi-
suo
del
ne
HK
CAPULETI
MONTECCHI.
B
(?"^
Imitazione
Nuova
scrittura
Montecchi
•—
Titubanze
—
Vaccaj
di
Amor
—
Donizetti
•»
Successo
•—
Malibran
lioz
imitatori
e
Pacini
e
ostacoli
ed
straordinario
e
Bellini
Un
—
tiro
dei
di
lasciata
Alfieriana.
possiam
dire
altrettanto
quali
dramma
nuovo
birbone
fìer^
fa mestieri
idee,
si
come
rinnova
e
si
dirà
in
riflettere che
quello
senza
che
delle
nel
cose,
pure,
nuovi
sogni
bi-
risponda
il
suo
mondo
nulla
le abitudini
gì'interessi
di
fu
bile
possi-
resero
a
Uno
«
Bellini.
quali
a
Ri-
musica
Vincenzo
di
i
,
e, vuoi
la
d'averla
e
alla
affetti dell'animo
lirico
Miei
,
Ora
—
felice:
Rispetto
»
ragioni prepararono
cotesta
trasformazione,
a
e
l'Italia
Quali
e
e
Caprìccio
egli dice,
quell'altocuore,
Metastasiana
trovata
aver
Caputeti
ne'
D'Azeglio, parlando
dell' Alfieri,ha un
concetto
meriti
•—
patria.
Massimo
cordi
I
—
Il
•»
Venezia
•»
luogo.
delle
cade
e
dizi
pregiu-
peculiari,non
vi
134
si oppongano
del
Pirata
ne'
rimitazione
primi
spiegata.
momenti
bellezza,
si
e
disse
quali. Dante
Tu
se* solo
Lo
bello
,
colui,
da
m*
stile,che
tolsi
io
cui
ha
possibile, gli è
grande
in
Bembo,
Boccaccio,
le linee
tratti
fatto
onore.
intesa
perchè l'imitazione,
meno
mestieri
del
i difetti
maestro.
imitare
e
arruffato
lui si disse
studio
di
utili
nelle
Uno
opere
che,
vicenda, succedevansi
delle
melodie
precursori
di
con
assai
tanta
da
condo
fe-
cercare
il ri-
sa
vertigino-
ni
allora, le infiltrazio-
belliniane,
cotesta
che
sarebbe
considerazioni,
il
quel
creò
periodare lungo, monotono,
bembesco.
do,
mo-
ingegno
un
volendo
vece,
esagerò
questo
a
originale
e
quella
ne
ta,
gret-
particolari i colpi
che
in quelli stia
e crede
affanna
a
riprodurlitali e
a
Virgilio:
generali,guarda i
di luce,
d'ombra
e
sia
è
pedante; piuttosto che
meschina,
Il
bandiera
a
alla
prima
rossiniano, avvenute,
chetichella, poscia
non
StranierOy le diserzioni
della
e
campo
Ma
le lotte
spiega
,
e,
contro
la
ci
ragione,
qualche volta, sleali che si nnossepo
fi
il Bellini;come
pure, in seguito ai trion-
tenaci
Ma
Cotesta
prima.
generale
affatto
d' ordine
dal
bella
a
MONTECCHI.
E
CAPULETI
ovvero
transizione
i
segni
al dolce
stU
CAPULETI
che
nuovo
doveva, seguendo
il pane
essere
sole
da
nuovo
Ma
cui
tutti sarebbero
tirerebbero
fuori di
poi
Mio
cini)è
ha
poeta
del
Pirata,
e
minore
copiato
il
vi è
in
Pirata,
ciò
pubblico
che
nel
ha
di mia
NelVorror
a
Winter
e
mal
e
Lalande
e
,
ricordare
sissima
situazione
del
Pirata:
questo
sino
tute
bat-
tina,
quar-
disporre
che la Lalande
Dopo la cavatina
benissimo, ed è stata applaudita, viene
Winter
cia
comin-
sciagura
Rubini
tra
un
andamento
seconda
nella
incominciato
sentire
che
con
dopo quattro
e
e
V introduzione
poi
infine lo stesso
parole dicono:
le
ecc.
del
si
negli stes-
Già
del tenore,
in minore
maggiore;
della cavatina
a
Il signor
situazioni
detto
parole !
solo, e
le
sortita
la
di Pa-
rubato.
tutto
e
un
con
primo tempo
esce
ga
val-
1828.
giugno
di Provenza
lo vedrai
che
credo
comincia
Dopo
mi
seguente:
le stessissime
giornali: figurati,sino
coro.
14
noscenze
co-
FlorimOj
caro
continuo
un
lettera
Milano,
l'opera (i Cavalieri
Tutta
€
perizia di
è difetto,e
me
la
"
niali
ge-
carreggiata. Pure
il concetto
chiarire
€
in
il
illuminati.
di studi
una
di cui
tesca,
dan-
tutti sfamerebbe,
severi, richiedono
tecniche
a
che
la metafora
ricerche,argomento
coteste
e
135
MONTECCHI.
E
è
vi
il
il gran
ha
to
det-
il duetto
nell' istesè
che,
ri-
136
conoscendo
dice
Egli
MONTECCHI.
E
CAPULETI
stesso;
quest'ultimo
e
di È
invece
primo marito,
il suo
desso,
taUs
è strumentato
quaUs il mio.... Dopo seguì la sortita della Unmarito, poiché
gher che fa la parte del secondo
i Cavalieri
intitolata
di Valenza,
l'opera,essendo
che la Moglie di due
mi
che sia la stessa
pare
il finale che
è una
mariti. DojX) attacca
ria
porcheto
incredibile,coll'aggiunta che il largo è rubaquintetto di Meyerbeer
al
quartetto che
hanno
tempo
intermezzato
a
da
quello
che
di Rossini,
della
che
ma
poco
Ungher
al solito dice assai
un
requiem.
Ma
le
Pacini
creazioni
delmontej
più
lodata
Quanto
(1)
V.
al
ma
viene
mile
dentro, sidi
Zoratla
na
sce-
Lalande
della
,
che
composizione
non
sono
per
è d*
tutta
un
tivissimo
cat-
minore
di
Cipro
le innumerevoli
Bergamasco,
Florimo, op.
e,
gP ingegni
lett. 28.
il Buon-
eorsa^
la
e
Saffo, la
opere
ingegno
gorosi,
vi-
li
più genia-
a
assorgere
la Fidanzata
Regina
fra
che
terzetto
quella
bene,
potè
come
la
di
di
e
(1).
»
pastoie
e
la
Pirata,
lo
dello
applaudito: poi
fu
infine
e
effetto,e
è
nel
succede
un
che
e
bevitori
donne
dì
coro
un
di
del
andamento
e
con
di tanti maestri
coro
un
le
con
atto
applaudirono,
miscuglio
un
effetto; dopo
stesso
de
soli
i suoi
trovato
nessun
il secondo
Cominciò
riprese
stesse
Crociato
nel
non
di luì.
meno
CAPULETI
fecondo
nell' Esule,
difficile trovare
Regina
di
luzione
Oscar
i
Golgondoj
che
E
Roma
delPevo-
poi manifesta
neir^n-
scrittore
musicali:
cose
del
assai
del
di
Donizetti
"
siciliano
maestro
stromentare,
dell'
vantaggio
fatto
neir
di scrivere
originalitàd' idee. Questi
r imitazione.
utile che
lavoro.
Cosi
di
cui
la
la
"
di
molti
strinse
co-
spiega
è
visibile
il
più
Vergy
co
ric-
la Lucrezia
la
Faoo*
y
altri lavori bellissimi,
per
la soavità
la verità
delle
l'espress
del-
melodie,
la Sonnambula
i Puritani.
/
nostri
in
V individualità
capolavori belliniani:
coi
(ì) Chilesotti:
per
piuttosto
(1).
Lucia^ la quale,
e
si
trasformazione
Gemma
e
e
gareggia
valore
^
riUXy il Poliuto
fra
1830
periodo eh' è
diede
Bergamasco
allori, il
Borgia
riusci
secondo
questo
di
serio
La
re
intravede-
precipitazioneal
meno
Bolena...
Anna
In
con
si
quello del
Donizetti, perchè lo
partire dal
a
Donizetti.
neir
rivalità
al
mettersi
composizioni
del
Tale
dannosa
a
e
di lui il
su
aveva
stile
uno
abile
più
proprio, mentre
compositore bergamasco lasciava
era
signor
competente
era.
arte
Bellini
ma
nella
accenni
,
di
è
non
e
cito 1' autorità
qui
Chilesotti
Pacini,
di
primi
di
apparve
Balena.
na
del
più gagliardo
ma
137
MONTBCCHI.
E
maestri
del passato,
pag.
447.
138
CAPULBTI
Ora,
zetti
MONTECCHI.
atleti
grandi
i due
se
E
la
Pacinì, disertando
e
cui
sotto
dell'arte, Donibandiera
niana
rossi-
fin allora
avevano
militato
,
si fecero
campioni
maestro
catanese,
che
quello
inalberare;
mediocri
dei
e
folla dei
nella
giornale del tempo,
un
chi
ma
chi
meglio.
Malgrado
dunque
peggio,
re
suppor-
pedanti.
Cotesti, disse
tutti :
che
le opere.
PiraUiy
la
invitò
e
le prove
Anche
;
e
la Fenicey
gara
Venezia
le
e
che
polemi-
16
ebbe
ove
fu
volle
sentire
il
dirigerne
a
tata
rappresen-
1830, nel
di
successo
un
vi
ne
desiderar-
venne
gennaio
sceva
cre,
nel
Bellini
stesso
infatti T opera
del
sera
lo
a
chi
,
,
i detrattori
facesse
non
V imitarono
lardi
chi
presto
del
Siciliano
partigiane,la fama
di giorno in giorno, sicché
non
città
il
che
so,
succes-
è facile
avvenire
dovesse
quella
fortunato
tanto
con
saputo
aveva
di
seguaci
e
teatro
natismo
fa-
vero
anche
quella stagione Pacini, catanese
la
dall' impresa scritturato
stato
lui, era
per
d' obbligo; quando,
colpito da
nuova
opera
In
grave
malattia,
impegno.
a
Tutti
Bellini, e
fu
gli
benché
obbligato
animi
la
a
declinarne
si rivolsero
stagione
fosse
lo
allora
inoltra-
140
CAPULETI
impegno
(1).
questo
»
Neir
MONTECCHI.
E
che
o
mi
aiuti
angustie del tempo
condizione
sine
in
venire
nella
ta
riusci-
"
che
non,
qua
Venezia,
Bellini
pose
Romani
se
doves-
uniti
perchè,
per
insieme,
E
procedere speditamente nel lavoro.
il Romani, ripregatoanche
lui dagli amici,
in
particolar modo
potessero
dal
la corda
toccare
e
Poeta
fronte
e
a
sensibile
tosto
corse
maestro
Tra
gliamori
la nota
Sheakspeare
proposti, la
novella
in
perchè
Bellini
parlava
garelli, suo
vecchio
quale
musicato
aveva
Romani,
l'aver trattato
il
quale, anche
qualche successo.
Vaccai,
con
(1)
e
V.
Florinio, op.
e,
di riuscire.
scelta
de
cad-
il
della
che
dia.
trage-
grandi
erano
rispettoper
venerato
soggetto
lui,l'aveva
leti. 47.
Vinse
il
e
in
pel
musicato,
ogni
,
Zìn-
maestro,
queir argomento;
lo stesso
meo,
Ro-
e
Bandello
agli onori
le esitanze
e
di
il tempo
di Giulietta
di Matteo
innalzò
cettò
ac-
aspettazione del
l'impegno
sventurati
i dubbi
Ma
cuore,
trovati mai
eran
V
era
in loro
gli argomenti
su
suo
sapeva
maggiori, perocché, se
pubblico,grande
e
s'
non
difficoltà
del
che
Venezia.
a
breve, grande
era
Bellini
tituban-
CAPULBTI
E
il considerare
za
affetti
alcuni
da
scadenti
tali
prime
donne,
Bellini
:
del
dramma,
Prima
scrisse
al vecchio
diedero
ch'era
al
perdono.
al
al
dover
lettore
trattare
all'opera.
mano
potuto
e
la
dar
avrebbe
compositore,
cosi
e
sostituire
sempre
vie
più
cui
festava
mani-
un
ricorrono
ciò
che
cui
a
traccie
concetti
il lavoro
nel
avrebbe
la
tra
al
nel
mento,
argo-
di
vecchia
mente
certa-
del
la modestia
su
nuovi
meglio
suo,
vane
gio-
«Chi
conchiudeva:
costi camminare
quanto
che
e
in
canto
Vaccai
confronti
ripugnato
gli
incontrate
confronti
musica;
nuova
da
volta
tutto
a
la
parte del-
trovava,
il maestro
per
mezzo
luogo
poi,
seconda
una
di
tor
e
sì
proemio,
un
lettera
una
a
le difficoltà
scritto
già
1825,
Romani
libretto
Bonfigli,
tenore
cui
una
mediocre,
Maestro
in
alle
Carradori, la
e
di dare
difficile condizione
premise
a
gliati
però, consi-
affettuosa,nella quale, mettendolo
chiedeva
bene
compagnia,
e
la
e
al basso
debole.
assai
affatto
importante
meno
di
assai
della
la Grisi
parte secondaria
una
ricco
considerazioni, affidarono
principale
parte
e
V argomento,
tenerissimi^ si prestava
di cui
due
che
profittodegli elementi
trar
141
MONTECCHI.
di
sa
già
gnate,
se-
già scritti,
pensiero,
prezzerà
ap-
del
»
poeta.
142
CAPULETI
sogna,
ciascuno, provveduto alla propria bi-
Cosi
si diede
L'impegno
fu
subito
il Bellini
cui
con
indicibile:
davvero
al silenzio
mettere
sollecito
cessare
L'opera
bastava
non
mese,
al
3
fintanto
che
devo
ancora
finire
«
orchestra,
e
pare
andrò
basta, martedì
sa,
se
furore.
(2) Florimo,
celebre
sarà
il 6
Note
op.
cioè
il
primo
debba
lett. 48
,
resta
atto
fare
la
per
gran
ecc.,
p.
tutta
effetto.
li
I
conda:
se-
giornata, e
fiasco
un
a
tina
mata
la musica
e
è
mi
Questa
atto.
aneddotiche^
e
V8
o
iscena, perché
(2).
"
(1) Scherillo,
in
l'opera,
impegnati
sono
di questo
rò
lettere vi scrive-
Poche
che
sperare
(1).
»
provato
assai...
21
in iscena
del secondo
abbiamo
cantanti
poi
non
scena
una
pel giorno
gliono
vo-
non
farmi
da
bene,
—
e
cosi
va
meglio
sto
ma
tardi
1830
marzo
il freddo
e
ora,
salute
mia
neve
andare
più
Zaira,
di nuli' altro
sera,
La
le prove
per
marzo
fare
la
innanzi
d' incominciare
della
opera.
«
—
per
va
a
sua
1830
perchè qui
COSI,
—
mane
della
che
5 febbraio
—
un
lui
a
ro
al lavo-
attese
i detrattori
da
però lavorava
chi
all'opera.
stieri
l'operapiacesse al pubblico, gli era meottenere
una
vittoria,un trionfo tale da
che
di
MONTBCCHI.
E
27.
o
per
E
CAPULETI
1830,
tale
gli
in
andò
L'opera
iscena
l'entusiasmo
e
di
che
annali
la
fu
maggiori
del
143
MONTECCHI.
zo
mar-
grande, strepitoso,
registrarono
non
mai
testimonianze
le
Fra
teatro.
dell'I 1
sera
degli scrittori contemporanei, scelgo la meno
questi
sospetta, quella del Riehl, sebbene
tiri
poi
una
lontana
assai
conseguenza
ne
dal
vero.
L' entusiasmo
egli dice
,
fino
della
alto
alla
grado.
Giulietta
colombe
in
cui
Piovevano
e
raggiunse
sonetti
altri
pel teatro
due
donne
prime
alcuno
E
in
di seta
o
i Veneziani
mite
li-
ebbero
a
(1) Riehl, op.
e,
ben
p.
casa
in
musicali,
di stima
fece
di sé
ne
quell'occasio-
dall'entusiasmo,
quella rappresentazione,
ai concerti
L'opera
delle
le dimostrazioni
in
fecero
Fuori
di
sera
segni
re
vola-
lo sventolare
immagini
incredibili
furono
accompagnarono
e
e
festeggiate non
al Catanese.
la terza
di
(1).
vero
che
le
con
più
gridi di gioia,
i
uccelli,e
gli urli, i chiassi, gli applausi
dei fazzoletti
il
immagini
e
facevansi
Romeo,
e
gradatamente
ma
rappresentazione (ulti-
nona
stagione)
crebbe
,
60.
che
non
mezzo
né
vi
alle
furono
lo
cole
fiacri
ono-
gliprodigassero.
presto il giro trionfale
di
144
CAPULBTI
tutti i teatri,
queir
la
e
del
sera
stesso,
anno
MONTECCHI.
E
dicembre
26
data
venne
alla
di
di
Scala
Milano.
In
quest*occasione
rucchini
Vincenzo
scrisse
:
Milano,
Mio
€
A
dei
che,
sebbene
fece
sul
voleami
che
ed
sebbene
i
il
quella
pubblico
il teatro
che
Rolla
di
della
si
gì' Impresari
ogni
l'opera la
Vaccai,
seguito
migliore
consolano,
affollato,
sera
A
sì
e
che
opera,
sarà
lo
che
due
mezzi
il
in
donne
in
ga
lun-
gran
il
perchè,
una
fa
Pre-
e
sizione
compomo
andia-
d' intrinseco:
sentiva
ne
sarà
delle
ambedue
di ascoltare
scevra
più grande,
di
so
poi l'opera mi
me
quello
ceda
non
pure,
stuffo
sia
non
le voci
perchè
biato
arrab-
in
sere
diretta
teatro
pubblico
talmente
era
non
opera,
giornali,in particolare Pezzi
innanzi.
di
io
ragione
l'ampio
sì debole
effetto
eseguire
sortire: nelle
vidali,vogliono che
a
,
qualche effetto,ed
ora
vedono
perchè
sera
scita
riu-
cenno.
mia
in
la
un
la
volli
non
esecuzione,
e
prima
palco scenico,
r effetto crebbe
perchè
la
dopo
darvene
voglio
malamente
più
potevano
1831.
quest'ora saprete
io
Caputeti:
scrissi
vi
3 del
Perucchini,
caro
€
Non
al Pe-
la metta
Venezia:
di
sarà
slargare dei tempi
tutti i
non
soprani,
pezzi
possono
sarà
che
d' insieme
si
unir-
alla
CAPULBTI
Crisi
nuoccia
sento
più
i
Capuleti
pieno
sempre
di
cedesse
dimenticata
quale
la
era
ottobre
(31
stata
data
1825)
nelle
applausi,si che
il suo
capolavoro.
confronto
tra
che
Bellini
vincesse
alla Malibran
forse
dì mutilare
idea
imitato
e
o
da
che,
che
so
e
La
il Romani
vollero
celebre
Vaccai,
sacrilegio,rileverà
ei
ne
scrisse
su
e
gerì
sug-
idea
te,
Giuliet-
venne
seguito
tosto
miottare
scim-
quella specie
a
il lettore
da
quello
pei giornali:
(1) Salviati, Bellini, Lettere
cosa
le due
primi
Vaccai,
lodevole
in
l'
del-
del
del
o
cantante.
fremesse
di
quello
tre
meglio capriccio che
quanti
ad
cosi
critica
qual
non
tata
repu-
dei
atto
insieme
accozzare
quella
Come
la
so
succes-
anzi
quella
quella dell'ultimo
quelladel Bellini.
viceversa
Canob-
tuttavia
la musica
vincesse
addietro,
è
non
del
Vaccai,
vero
dell'uno
il lavoro
altro, si trovò
atti del
Pare
fattasi
croce,
del Vaccai
della
ed
fu
pera
l'o-
aver
anni
un
(1)
»
che
maestro
scene
non
teatro
copia.
cinque
all'autore
io
pure
dovevano
non
di
e
e
in gran
l'opera del
bianay meritando
occhio
;
volevano
giornalisti
gran lunga a quella
Certo, i Milanesi
tutto
Venezia
applausi
taluni
Dunque
!
ed
di
in tìne
grande,
si
teatro
un
145
MONTECCHI.
E
inedite^ pag.
7.
che
146
CAPULETI
Malibran
La
"
coteste
di
Vaccai.
E
Per
di
rimenti,
suggenipolazioni
ma-
retto,
manicafu meraviglia
Celli, gelatina
di Rossi...
carote
ultimo, al quarto
pianta
bella
Circe, potente
il terzo
di
atto
la
platea; e
logge;
e
i
al
i
come
quindi, lasciato
Ah,
senso
se
logge
e
dalla
la
per
dalle
ne,
Ragio-
Capriccio, lusingatidalla
attinsero
il buon
le
abbandonati
dal
maga
il Capriccio
e
Ragione fuggi dalla platea e
governati
allucinati...
manicaretto;
grilli per
gli uditori
maliarda,
il
Circe,
come
Circe, presentossi
come
minestrare
a
sparse
buon
Ricci,
tutto.
Malibran,
la
in teatro
€
di
nipolavano
ma-
"
come
E
il Capriccio
cotesto
che
il
parte,
un
cibreo
lungo
di
sostituito
atto, fu
4c
di
po'
un
da
imbandito
Brodo
Pacini, droghe
ci fu
accoglieva;
cotesti
da
proposte,
intingolo, un
vedersi.
a
che
venne
ne
un
lo
riva
sugge-
manipolavano insieme,
di maniera
da
Capriccio
adoperava da una
un'altra; e finalmente
la Malibran
e
il
il
e
,
si
da
Capriccio
e
cosa
una
la Malibran
ripiego e
la Malibran
e
proponeva
V approvava;
Caprìccio
un
MONTECCHI.
E
manicaretto
compagni
lo
di
scherzo,
e
furono
Ulisse.
così
degF Italiani :
dormì, svegliatiuna
"
fava
apostro-
senso
tu
italiano, e
non
volta,
j^ermettere
o
più
148
di
Giulietta, bene;
Qui
si voleva
sarà
sai
in
che
che
musica
sì della
fare
il
pubblico, appena
a
Insomma,
e
dopo
fummo
pare
che
Mi
€
veramente
è
tutta
dicevano:
come
terzo
atto
dice
tanto
ti
di
opera
? Mi
corta,
pare
pare
fu
stesso
alcuni
critici
è
ch'era
ridotta
parlano
divisa
a
tre;
deir
erano
sono
mi
rebbe
sa-
prima
cambia
che
(2).
Ronzi
»
quattro atti, da
è
quarto,
35.
si
Àffezionatissima
in
questa
»
il
che
contenta;
trionfo?
poco
che
persone
esserne
note, pag.
ora
cantante,
una
terzo.
(2) Scherillo, Nuoce
cere,
pia-
gran
che
Malibran
per
atto
mobile.
im-
come
caduta
€
opera
sogna
bi-
quest'opera;
dell'esito,
perchè
Vi
la
questo
cose
l'ottenni,
bene:
fosse
"
(1) L*
son
le bellezze,
fece
il vero,
contenta
che
chè
per-
fuori.
dico
che
va
vi
restò
vadano
attrice,dovrebbe
Ti
pare?
farla
Bellini.
alla
declamazione,
vide,
cose
e
ascoltare;
non
non
mi
più
tanto
pasticci
gustarne
per
dispiaciutoche
sono
e
meglio,
religioso.Questo
Ti
contenta.
assai
atto
chiamati
le
cadde.
tremava,
di
della
che
silenzio
un
che
il vizio
quel terzo
grattino Toreccliio,e
tu
ed
hanno
non
fiasco, almeno
farà
se
ma
era
dei
fatto
aria
:
non
ma
di Vaccai
risposi:
atto
bene,
cadere,
Bellini! Ti assicuro
tutto
i Fiorentini
e
anche
avesse
io
ma
duetto
quello
Ronzi
la
Malibran;
e
che
si diceva
? Secondo
(1)doveva
Il terzo
furore.
ti pare
; che
finale,furore
e
MONTBCCHI.
E
CAPULBTI
la
ragione
che,
per
per
lini
Belcui
ceversa,
altri, vi-
CAPULETT
E
l'uria
Oramai
dalla
l'altra GinUpita
e
scena
prive
non
V
avventura
sola
Ma
tempo.
sé
a
pregi
d'
di
dell' arte
che
demolitrice
del
da
doman-
davvero
1- agonia
dei
Vaccai
affetto,con
di
passione
per
la critica
giovani amanti, dipintanel
slancio
ebbero
non
tant' anni
E
stessa:
esse
,
all' azione
dopo
eh'
,
impronta geniale
resistere
sa
di
parse
scom-
sono
evidente
seguo
,
benché
149
MONTECCUL
giore
mag-
straziante
più
che
quel
con
due
lore
ca-
abbia
non
fatto
il Bellini?
No,
no
e
allora
V Eco
scrisse
ne
rilevasi
parole
le
Se
"
belliniane
note
stupendo
e
quale
di
e
fu
ultima
bene, benissimo
giacché troppo
gli spettatoricommossi
il
sarebbe
colle
scena,
seguito
stato
mani.
nella
di
e
qu^Je
eccoci
cantanti
un
ro,
co-
il
brava,
si sentivano
note
di
porare
assa-
divine
che
,
impossibile ad
Ma
di
Romeo,
desiderosi
quelle
meno
alcuni
da
di
scena
non
di
canto
la
era
prima
il lavoro
è
interrotto
:
ti
degli astan-
parte,
lamentevole
appena
cui
profonda
e
natura
sua
alla
interessante
un
calorosa
per
ed
Teatri^ dalle
nell'animo
situazione
quarta
questa
quel che
:
interessante
drammatica
dei
quanta
destassero
impressione
in prova
valga
davvero;
essi
giunti
e
maestro
re
l'applaudialla
gran
si
mo-
150
CAPULETI
finale
duetto
alle
ed
1' entusiasmo
di
la delizia
quei
filosofici concenti
chi
di
si
dal
glio
cifetto,
af-
tanto
con
più lungamente
provare
quelle
dolci
della Zaira
i
sensazioni.
solo
Egli non
suoi nemici, aveva
s'
inflitti il
erano
costretto
aveva
fatto di
tanto
ardore
la
ebbe
nei
vendetta
sua
Il segreto
di
uditorio
e
,
che
dire:
La
Caputeti!
stava
che
la
musica
valga
in
prova
che
schiato
fi-
avean
«
vittorie
coteste
irresistibile
a
sibile
pos-
in gran
erano
della Zaira
egli
loro
Caputeti
applaudivano,
parte quelle stesse
ond'
dei
più,
cosi
biasimo
maggior
le cantilene
poiché
"
te
dirsi finalmen-
poteva
obbligati ad applaudire; e
aveva
suir
ramente
ve-
quell'agonia, per
al silenzio
,
e
durasse
vendicato.
trovò
mesti
più lungamente
quasi
L'autore
stessi
ha
non
sprigiona
lagrime
dei
vorrebbe, che
che
con
le
ascolta
di morte
ambasce
amanti,
sventurati
più ritegno, e
li
nel
elogio....
superiori a qualunque
strarono
due
MONTECCHL
E
Zaira
"
nel
scino
fa-
esercitava
il seguente
aneddoto.
i
Davansi
Caputeti a Firenze, e
Berlioz, spregiatore idrofobo, come
il
Biaggi,
dal
forse
dei
Palestrina
per
avere
il celebre
lo
ma
chia-
più grandi compositori
al
un
Rossini,
volle
argomento
di
liani,
ita-
vi,
assister-
più
a
dir
CAPULBTI
del
corna
loro
oimè
il
!
ascolta
non
la
saccenteria
sua
muscolo
quel
che,
palpitare e
rabbia.
Che
era
dovette
primo atto,
no
fre-
a
e
anche
dei
alla sorte
commosso
al
finale
parenti che
dai
divisi,si riabbracciano,
slancio
supremo
armarsi
tenere
si è uomini,
svincolandosi
forza
a
Ber-
ceva
malgrado, lo fad'amore, di dolore,
fremere
s'
il povero
e
poveri amanti, sicché, quando
li hanno
un
della
e
preconcettie
per
suo
si celia!
lui, il Berlioz,
due
di parte;
quelle strette,
a
di tutta
ha
non
cuore
ragioni
lioz, messo
del
italiani
Bellini,dei maestri
scuola.
Ma,
di
161
MONTBCCHI.
E
d' amore,
la
cantano
in
e
lebre
ce-
stretta:
Se
ogni
Di
mai
più
addio
Questo
Ci
che
volete ?
lui dal
il
tutto
vedremo
che
fremito
pubblico,
tiro
un
scrivendo
male
in
almeno
le
vita,
V estremo,
fia
non
in
rapita
in
Ciel!
staffe,e,
quel
cominciò
anche
preso
agitava
momento
a
batter
le mani,
lui il Bellini!
il Berlioz
non
dimenticò
mai
birbone, giocatogli da quello ch'egli
chiamava
e,
noi
a
vederci
portleUe
applaudi anche
Figuratevi,
quel
è
speme
del
ragazzaccio
dei
—
pota polìsson
—
do
Capuletiysfogò la bile, dicenlibretto,della musica, dei can-
152
CAPULETI
coristi,dell' orchestra, insomma
tanti,dei
tutto
MONTECCHT.
E
di tutti. Ma,
quando
giustificaredinanzi
e
volendo
di
momento
debolezza^
il maestro
i due
divisi
amanti,
si svincolano
forza
a
dai
una
d'un
fine
parenti
dalle
momento
un
via
Tutta-
«
bellissima
principalisituazioni; alla
delle
quel
stesso
se
scrisse:
cosi
rendere
seppe
alla stretta,
venne
a
di
atto
si
furio-
braccia
,
li trattengono,
che
Ci
rivedremo
movimento
viene
alla
danno
due
melodia
forza
un
di slancio,
due
insieme
d' unione
una
con
dai
vibrando
voci,
simbolo
sola,
una
all' unisono
cantata
Le
personaggi.
come
Bellini,nelle parole che
cieL
in
frase
quest'idea, mise una
vivo, appassionato, pieno
esprimono
che
gridano abbracciandosi:
e
perfetta,
straordinaria
,
e
sia
onde
maniera
la è
condotta,
sia
lungi dal l'aspettare,
io
stessa
frase
dell' unisono
motivata
ben
della
l'innesto
per
infine
che
confesso
e
applaudii
j ''ai etd
fai applaudi avec
vone
qne
Gran
mercè,
la
vità
no-
si è
ben
per
che
per
la melodia
con
à
entusiasmo.
fui
Ta-
Vimprooisle ci
qtie
transporl.
invero, Berlioz
avea
dito
applau-
entusiasmo!!
con
Oh!
remué
sia
la
e
inaspettatamente
,
commosso
melodica
se
giudicato
tutti i Berlioz
sempre
alla
del
mondo
stregua
del
avessero
cuore
le
CAPULBTI
belliniane,
opere
sciocchi
153
MONTECCHI.
E
più giusti
quanto
stati i loro
pretenzionosi sarebbero
e
meno
e
giudizi!
straordinario
Il favore
del
fama
Catanese
dell' opera
Zaino;
r occasione
gli furono
I di
Francesco
ad
arti
nelle
Ma
più
stessa
del
nelle
e
di
tutti
ze,
scien-
lettere.
gli onori,
il fortunato
nelle
grandi
daglia
me-
to,
istitui-
stesso
fu
lavoro
della
più
la
cara
diletta Catania,
sua
quel-
insigni della
lui
da
trionfo, gli
patria,della
lo
uomini
gli
onorare
in
in
universalmente.
rese
dell'ordine
d'oro
che
stima
Napoli
furono
grandi
e
di
le dimostrazioni
vero
a
lode
cui
NEL
DI
LONTANO
CONCITTADINO
MUSICALE
ARINGO
SUDANTE
DIMOSTRAZIONI
ONOREVOLI
LIBERALI
CONFORTAVANO
QUESt'
SULLE
PE^NO
DI
VENETE
GRATO
OPERA
SCENE
E
ANIMO
FORTUNATA
DI
FRATERNO
CONSACRA
VINCENZO
BELLINI.
?^1^
dicare
de-
parole:
CATANESI
IL
della
volle
queste
con
gioia
AI
CHE
la
l'insucce
po' illanguidita dal-
un
,
della
rialzò
AFFETTO
156
ERNANI.
baldi
speranzosi,veniva
e
le lotte
da
nobil
del
Fondo
mosse
della
di
geniali dell'
del
e
Carlo
e
della
di
portato
ricordano
via
di
quali
di
,
le imprese
Napoli,
Canobbiana
del
Genova,
di
Venezia,
della
e
penisola.
po
quegli atleti,il tem-
ogni ricordo,
ed
oggi
di Raimondi
i nomi
battere
com-
parte
Carlo
Felice
quelle lotte,come
ha
alle
,
Regio di Torino, della Ferace
teatri
di quasi tutti i principali
Di
a
arte
S.
Càreano
del
Milano,
anno
prendevan
gara,
del
ScaUty
ogni
chi
po-
Carafa
,
,
Coppola, Vaccai, Morlacchi, Coccia,
altri;pochissimi,quelli di Gabussi,
e
Basily
Tadoli-
ni, Pavesi, Nicolini, Vinter, Generali, Mosca,
Soliva, Streponi, Frasi, Persiani, Nini, Ricci,
Maiocchi,
Pugni
Il tempo
simile
ha
il carro
i
era
e
il
quella
la
1' altro
nella
con
tenacità
a
di
ti,
proposil'
dal-
salvare
volta
prima
di
trovavansi
primato dell'
più fecondo,
primo
d'uno
degna
nemmeno
dimenticanza!
Bellini
misurati
e
dietro
attacca
di sacrifizi vale
universale
Non
grandi ingiustizie:
sue
caduti; cui, né
eroismo
né
ancora.
cortigiano,si
del vincitore
sguardo
zetti
le
pure
vecchio
a
altri
e
arte
:
che
fronte
1' uno
a
d'
Doni-
tarsi
dispuingegno
più originale,éransi
stagione
l'opera. Otto
teatrale
mesi
in
del
"26,
due
ore,
già
il
al
167
ERNANI.
Teatro
al San
Gernando
"28
in
il secondo
Nuovo,
tutti
1'
Genova,
di
Regina
leali,ne
Di
il Milanese
V altro
ta
lotné
essere
blico,
pub-
stesso
il Càr-
teatro,
poeta. Romani.
più
lui, come
eano;
lo
stesso
poeta
dei
regi teatri,spettava l'obbligo di
VAnna
Bolena
Bellini,e
in
Genovese
piacque
ad
di
mi
piace assai,
ed
Pasta
letto: nei
al lavoro.
»
Il Florimo
ed
Romani
a
primi
sica
mu-
ed
a
la notizia
mette
Aneddoti,
,
simpatia
Entrambi
Florimo,
a
ed
mi
e,
le
fra
immaginoso
che
soggetto
ed
al
to
met-
razioni
Dichiadice
in
dramma
ispirava
mani.
poeta Ro-
suo
divisato
lett. 49.
"
quanto
ecco
Bellini
avevan
op.
di settembre
quanti
(1).
proposito: tUErnaniy
di V. Hugo
un
era
V.
cenzo
Vin-
menti
piace pari-
e
,
(1)
pel
Napoli:
alla
molta
se
scel-
cMitrambi.
infatti al Cottrau, editore
L'Hernani
l'hanno
nire
for-
V Emani
pel Donizetti,
scelta
la
scrisse
€
A
Tinstancabile
libretti,
e
i
e
la
con
nuova
lo
:
lo stesso
;
Felice
rifatta
questa
cavalleresche
più
e
,
potevano
non
Carlo
'Bianea
pezzi
Golgonda.
Bianca
stagione del
del
la
nuovi
le condizioni
nella
e
scene
con
uno
di
accresciuta
Carlo;
sulle
due
e
la
con
di
tr*attarlo,
158
BRNANI.
destinandolo
poi
quel
a
ciò, e
tutto
che
mi
Bellini
mi
trascrisse
la
Elvira,
ed
Emani
tra
dell'andante
mi
Dopo
mi
parlò
il
neanche
pensiero; ed
Romani
ben
mai
ne
parmì,
quanto
a
più
che
il libretto.
terminò
cate...
musi-
sicura
prova
;
to
duet-
parole particolarmente
bellissime;ond'ei
d' averle
dell' Emani
deposto
avea
poesia d'un
lettera. Bellini
questa
di
parte
a
pose
mento
Ram-
le
e
erano
il contento
palesava
offrisse
di artisti esecutori.
miglior complesso
bene
che
teatro
(1).
"
Certo, ragioni assai imperiose consigliarono
l'uno
è
l'altro
e
che,
vero
molti,
tempo,
il
nulla
e
Pougin
cosa
del
e
più,
Difatti
suoi
Cenni
saputo
il
stesso,
tanto
la
stata
poeta
1'
affatto
i
dopo
che
biografici dopo
aver
se
mezzo
carte
a
a
Cicconetti,
dal
tratta
signora Branca,
sia
giornalidel
dimenticata^
Romani,
avesse
si
la
fatto noto
un
abbia
ne
non
per
tanto
data
che
detto
il Florimo
e
fu
Ernani^
abbian
,
sarebbe
vedova
ne
pensiero,
sorprende
il silenzio
nulla
e
mi
Però
tenere
potuto
dell'
invece
Sonnambula.
il
smetterne
a
la
la
colo
se-
catoio.
dimenti-
159
detto
dei
che
y
l'esito felice AeW
(1) V.
Flofimo,
op.
Anna
e,
pag.
Balena
91.
aveva
scorag-
159
ERNANI.
firltoil
Bellini,a
f^uWErnani,
Il povero
€
ed
ogni
di
di
animo
misero
non
i suoi
mortale,
nella
volgo
Io
la
n' è
confronti
in
testa
Mano,
—
tardi !
vuoi
mi
si
e
no:
ma
—
Ma
pregarlo e ad
cadendogli
e
già
che
ripetendo
si
cambias-
è
con
non
pagnia
com-
e
Rubini
sento
ce
capa-
Oh
si, Y ho
!
la fronte
feci per
e
—
poi
VErnanL.^
possibile!!È troppo
le tue
poeta
—
Tu
ze,
incongruen-
sei!...Finiamola, via...
—
udiva
ragione; si
accarezzarlo
per
mi
il torturato
compromettere
non
io
ed
non
esclama
Bellini
per
se
odiosi... La
picchia
che
ragazzaccio
o
"
—
di ciò
varrei
mi
mi
glia
ripi-
—
E
—
musica...
buona
sputarg
di-
e
campestre?.... cosi
figurerebbero bene;
qui
tiva
sen-
gli
brillar-
artistica
adattatissima, ia Pasta
di farvi della
cesse
di-
la
pensiero
un
uno
dei
nascerebbero
come
gloria..."
mente
in
il soggetto
ro
alte-
ma
doveva
trepidante il giovine maestro
dal Donizetti, tu
diversa
cosa
far
vi
si,
al
quantunque
e
carriera
e
in
timido
difettucci
che
uomo
sua
la filma
e
l'invidia,pure
V
verso
accanto
«
candido
conoscere
forte,
sito
propo-
pro^^egiie:
esigente, aveva
altro
fargli nriutar
Bellini,orgoglioso
stesso,
tempo
da
segno
fino
le
le storiche
con
tanto
mise
re,
fervo-
lagrime dagli
ed
a
chi
oc-
efficacissime
160
ERNANI.
parole :
Tu
«
r amico
che
Io
di
a
il motivo
che
di
è il Bellini
ed
in
una
il 3
Saprete
che
modificazione
Romani
,
alla
venuti
ci
to
tan-
ce
luin
mettono
delle cose;
la fa
apprendere
signor Perucchini
cioè
scrivo
doveva
via
due
di
mesi
,
soffrire
della
qualche
Polizia,
e
quindi
Y ha
bandonato,
ab-
,
la Sonnambula
scrive
ora
T Emani
più
compromettersi
non
ed
loro
,
non
per
per
bandonare
ab-
Sonnambula.
il soggetto
perchè
ta
poe-
vera
1831
gennaio
la
ce
al
diretta
di dar
prima
che
stesso
lettera
Venezia
€
la verità
conoscere
ciuto
ta-
onde
stava
dopo quella pubblicazione,
grado
gioni
ra-
rassegnarsi ad
documenti,
i
per
fiaba
vero,
dovettero
però
cuore;
(1).
tale
con
argomento
un
"
il Romani,
abbia
signora
compositore
e
die
punto
prudenza,
alla
dif^perato
acconsenti.
commosso...
dubito
non
vfcdormi
vorrai
non
sia,
os^
/
due
Soizzeri
Jidanzaii
breve
scena
spazio
di
al
tardi
più
(1) Branca,
(2) Salvioli
pei tipi dello
anche
scrivere
tocca
op.
e,
Uitere
tempo
ho
te
vede-
quest' opera
dovendo
febbraio.
andare
in
in
»
(2).
159.
inedite
di
,
stabilimento
ne
,
il 20
pag.
io
ieri appena:
principiatoi' introduzione
mi
ed
,
musicale
V,
Bellini, Milano,
Ricordi.
1884,
161
ERNANL
Questo
all' editore
diretta
cioè
€
egli conferma
stesso
circa
Non
Ricordi, il 14
anni
tre
e
lettera,
una
giugno 1834,
dopo.
mezzo
vedere
posso
in
indifferenza
con
che
degl'impresari sul prezzo
Forse
anch'
non
potrei scrivere
in
opere
ed
reputazione
chi
mi
e
poi
stato
A
le
conoscere
poliziaaustriaca
Victor
da
armi
Ode
i
da
dans
texte
une
italien
traduction
de
m'
è uopo
rono
accompagnadi questo
rale,
libe-
me
pri-
letterario,scrivendo
la
nel
nous
cette
era
spinsero la
il veto,
quale
e
del
che
"
littéraire par
Malheureusement,
eh'
padre ardente
vandeista, fece le sue
con
(l) II signor Pougin
€
caso,
un
da
nato
ci dice
le monde
fu
francesi.
dell' altare
stesso
ingannar
rappresentazione
scene
campo
SaerCy
campioni
Egli
la
madre
nel
la mia
dell' Emani
i fatti che
sulle
Hugo,
ma
tro
quat-
la Sonnambula
Ma
mettervi
a
seguirono
dramma
d'
ragioni che
brevemente
ricordare
io
(1).
)?
e
scritto
idee
alcune
proibito,
far
il rimorso
ho
do.
doman-
rovinerei
al 6 marzo?
gennaio
avevo
Ma
avrei
Non
paga.
dall' 11
anno?
un
i lamenti
si schierava
tra
trono.
jeté à
des
seize
ans
passions
po-
riportare l'intiera lettera, dice:
n'
avons
lettre, que
publiée par
una
un
pu
nous
nous
procurer
reproduison
journal frangais
».
lo
d'aprés
162
ERNANI.
primiéres opinions, c'est-a-dire
eté
primiéres illusions,avaient
royalistes
litiques,ses
ses
et
vendéennes.
all'età di circa
a
la
dopo
r
vé^so
vent'
subire
a
poco,
quale
Y
nei
primi
stixmpc,
Marion
La
può
studiate
giugno
del
cioè
nel
gli
primo
le
vide
dato
e
la data
«
al
esser
le condizioni
fu
scene
9
alle
tosto
1830
marzo
»
per
rivoluzione
luogo
la Francia
di
e
*ciò
cui
a
una
eh'
tempo,
Europa
e
co
il fuo-
egli
del
ta.
poe-
ci dice
prefazione, ma
proclama:
in
momenti
lo scopo
parere
un
quando,
in
minacciava
dunque
diritto
V
tutta
conosceremo
vuol
apparire
primo
compresa,
di
specialiper
quella che
buon
Il
1830,
sollevata
divampare),
a
il poeta
torno
dopo,
non
e
modo
Ascoltiamo
è
cioè
piedi alla prefazione.
particolarmodo
in
pleta
com-
età.
sua
nel
stesso.
anno
prova
( condizioni
di
quel
mesi
tre
del
mesi
certo
della
in
censura
tempesta
in
di
Delorme
Hernaniy
come
in
messa
tutto
tempo
là
e
mazione,
trasfor-
dopo; il secondo, sebbene
cincischiato, pure fu rappresentato
molto
qua
poco
di elaborazione
scrisse
proibito dalla
che
del
apparve
ventisettesimo
dell'
settembre
radicale
una
a
,
anno
e
lui
anni
sette
francese:
1829,
anni,cominciarono,
in
drammi
Due
nutriti fino
Questi sentimenti
"
164
ERNANI.
spetta
Emani
ciò
cesarea,
dovette
pure
la timida
fastidi,che
nei
Galli
subire
Italiani
gP
brati
adom-
vedeva
censura
nelle
^
le accapponava
guerra,
tine
la-
aquile
,
la
S.
pochi
non
l'aquilagrifagna degliAbsburgo;
Guerra,
il
ragionevolmente negare
di
viaggiare per gì'italici domini
per
diritto di
a
le si
non
e
y
potesse
M.
il bandito
come
l'inno
e
pelle,solo
leggerlo.
che
Sappia
mondo
la Lucrezia
qualche
anno
italiani,le
i teatri
di Ferrara
in
a
lisa
di
Fosco
a
le
Roma,
via
e
nome
di
Eustorgia
Romani,
1
di
di
fonso
Al-
cosi
paterne,
durante
tutta
maestri compositori che
libretto. Credo
poli
NaE-
seguito.
vettero
do-
cosi
la
persuasive
ardi
vita, non
a
che,
dei
nessuno
facevan
anzi
da
Torino, di
a
più riproporrequell'argomento
un
di
ragioni della poliziaaustriaca
essere
per
cognito
l'in-
il
Giovanna
Ferrara, di Rinnegata
Certo
che
Trieste,
Toscana,
re
visita-
prender
sotto
a
polizia
volle
convenne
nascondersi
e
al
venuta
dalla
di
poi, fu
all'estradizione,
e se
condannata
Romano
Borgia,
ressa
a
tor
a
via
lui
la
tentazione, dovette
scritto
la
in
quale
la, ogni
distruggere quanto aveva
proposito; difatti la signora Branca,
conservò
verso
del
gelosamente ogni poesiuodefunto
consorte,
non
tro-
165
ERNANI.
gliautografi di lui nulla, neanche
fra
vò
parola
del
melodramma
Fortunatamente,
andaron
Hughiano.
la
né
musica,
perdute, e oggi, do*
alla
più di oblio, tornano
e
luce, dissipando gli errori
fantasia
trovati
in
air
tesservi
a
intorno.
pezzi dell'^r/iae
dissi,son
come
ziosi
pre-
oggi
cati
toc-
Chiarenza
Francesco
avv.
la
che
ai numerosi
mezzo
autografiche,
in eredità
le favole
e
libelli! I
fata
sua
furon
m
cominciato
aveva
Habent
la poesia
né
interamente
secolo
mezzo
pò
una
Astor, alla cui gentilezza devo
la fortuna
di
le parole che, sillaba per
potere trascriverne
cui
sotto
sillaba, rilevo dalle note musicali
scritte.
stanno
del
o
mi
le scene,
a
della
o
principio,
delFaltra
e
che
Aggiungo
insieme,
cui il Romani
lì
alla
Dannò
(1) La
scena
Hughiano,
mort
sur
padre
e
Don
passo.
(nascosto).
Carlo
crudele
S' alza
il mio.
scure
a
propriamente
réchafoud.
pari
(1)
II.
suo
comincia
di
cese,
fran-
L
SCBNA
Emani—
dramma
quasi
va
Elrira,
ne
che, a ricostruirdel
ATTO
Emani,
no
pezzi mancal'uno
delfine, spesso
e
valso
son
i
metà
dalle
di
quella
parole
:
Mori
figli
tra'
del
dramma
pere
—
Est
166
ERNANI.
L* inulto
Per
spettro,
d' anni
volger
in
di riva
Meco
Disperato
terra,
ciel del
e
di
Or
nome
stancai.
suo
è
mi
Tu, fra
bandito
un
vuoi
Lasciar
il
che
Pensa
Vagar
fuggente
Per
ime
No,
no,
valli
mi
della
Elvira
—
mio
Pensa,
M'
ami
S' io t' ami,
il nuzial
Quivi
La
Altro
Che
mio
veglia ed
r
Nulla
Fuorché
umani.
tetto.
il
ho
di
aria,
il
con
sensi
speco
compagni
non
lascia,Elvira...
del triste Emani,
lo dicon
deserto
e
Emani!
?
cosi
non
sposa.
te, mi
a
Speme
È
forse
lontani.
tua
son
bene,
—
Muto
in
meco
lascia...
Io
—
vita
sentier
per
—
Emani
solo...
patrio suolo
e
e
duca,
seguir?
gli agi, i tesori,e
dèi tu,
un
e
Te
—
fai.
tempo,
—
Emani
Emani
boschi, e venti,
e
coraggio
dèi. Chi
Elegger
Elvira
nemico
alfin
di tremar.
Non
T ira
e
più viva,
cor
Tremar
—
Elvira
mio
il mio
—
Emani
ardente
riva
chiesi ;
RaggiungeroUo
Elvira
nel
trassi, e
la
All' universo
E
V odio
e
te
ho
meco
sospetto,
mio
giorno,
il rio ;
dividere.
il dolor
potrò.
167
ERNANI.
Elcira
Tutto
—
te, mio
con
Tutto
con
Uopo
ho
Sola
Se
di te
ti
Per
I rai
del
accanto,
sol
2
A
—
Eloira
il
Hai
—
Emani
Fedeli
In
m'
Or
—
Carlo
Elvira
A
—
Carlo
?
morte.
ben...
{come sopra)
la
S' ascolti...
—
fedel tua
Vieni
alla nota
Nella
notturna
volte
Batti
E
—
in
e
mezzanotte...
Con
—
odi
vita
{nascosto)
Tre
Emani
cor.
?
—
Elvira
Elvira
^^
compagni
tu
battere
core
Molti.
—
Emani
Don
^?
assai,
è
—
Elvira
Don
insieme
Finche
nel
avrai,
m'
tuo
la terra
senta
sento.
non
estreme,
Ampia
Io
tenebre.
parlar
ricovrarci
Per
accento,
son
Sì, fino all'ore
fianco
credo;
suona
non
il tuo
Al
soltanto,
mi
sono
me
Se
possiedo,
te
guaggiù
non
bene,
()
a
te
venir
gioia!
sorte
!
scorta
porta.
calma
palma
sommesso,
Oh
a
palma
e
scendere
sa})rò.
168
ERNANI.
Carlo
Don
(come sopra)
Tacere
Eloira
Emani
DonCarlo^-lo
tenti
Che
il bel
Emani
sospira,
ha
eroi
lui sprezzò.
per
i)otriacostarti
Il tuo
desìre
audace....
Vedrassi...
ciel !
0
—
Tu
—
eh' io (fa atto
0
Eloira
Vedi
—
È
r ansiosa
di
Forse
È
Emani
il
te.
per
V acciar....
Carlo,
Son
Tutti i veroni.
Don
IL
I.
Sanoio
e
rischiarati
Un
)
prosegue
SCENA
—
pace...
tremante
ATTO
Carlo
spada).
presago
timor
( Non
Don
Ah!
la
amante,
mal
suo
Snuda
—
te
per
parti,
di snudare
(tremante) T'arresta...
Carlo
Don
Don
Castiglia,
Assai
Carte—
Elvira
Elvira
cor
quanti
Tutti
Don
celato?
qui
cui di donna
Tanto
—
fai ?
contemplar bramai
Quel cavalier beato,
Per
Emani
sei tu ? Che
Chi
—
Che
(esce)
!...
Ah
—
attendere^
ancora
dovrò.?
ancor
(atterrita)
E
—
solo
compagni.
ancora
è
oscuro,
il solo
169
BRNANI.
Che
Rapido,
E
m'
Saneio
Don
indugi
Sire,
—
II
tempo,
o
Emani
un'altra
Donna
Carlo
Don
Carlo
Elvira
D.
Elvira
desso!
è
non
Elvira
—
Don
Fermati,
io
Soccoi*so
!...
—
Carlo
Elvira
Carlo
Elvira
Elvira
donna
Nelle
E
Che
chiami.
tu
illustre
vene?
nome
macchiato
—
Nell'amor
me?
viene
notturno
l'onore,
me?
qual
tu
re.
veggo.
Pietade
mie
Carlo
insidiar
a
—
Sai
—
sol
chi
merta
nome
pretendi da
Carlo
Don
malfattor
te
il tuo
amante,
In
nobil
Che
in
!
no
—
Tal
—
Di
quel
Il malfattore
—
Don
Invano
—
il tuo
sono
{atterrita).
!
Ah
Carlo
piccola
presenta).
ah!
—
la
apre
—
Elvira
Don
si
e
detti.
e
batte le mani,
Emani!...
—
u.
Elrira
porta
Ebira
ei s' avventuri,
volta
SCENA
{Don
stesso?...
gli saria lo scampo.
(Non continua).
reciso
Ove
bene?
tanto
un
sorviene
—
tia che
Non
mai
desire,
rivai...
superbo
Carlo
anche
voli
non
il mio
cóme
pur
se
Perchè
vorrei.
non
oscuro
mi
da
sangue;
mio
non
nome
e
puro,
gli avi.
lasciaron
me
amore.
scorre
sangue
Nobil
e
fìa
giammai.
più illustre avrai.
170
ERNANI.
Meco
O
io t' offro
regna,
del mio
sovrana
core,
T' offrirei la terra
Se
Elvira
fossi
ne
Amo
—
Son
Carlo
Don
!
Ah
ricuserei,
vuoi
E
Finch'
alla
Ah!
Ebben
( Non
—
Don
Ah!
di
Ad
un
(1) Questo
ci debba
di
e
un
deir
Emani
altro
vuoi
frammento
e
lascia
pure
di don
Carlo,
grandioso finale.
ad
re
possente,
erede,
quant'ei possiede ?
essere
accennano
(1).
dolente
esule
Toglier
(?)
Carlo
felice
re
).
(?)
IV
crudel, tu
Tu
morrà.
III.
SCENA
Emani,
mai, giammai
continua
ATTO
Emani
mano.
!
ei vive
Carlo^^
Don
tua
Emani!...
Egli?
—
invano...
Ch' ei t' abbandoni,
rinunzi
Che
Elvira
T ami
preponi,
me
a
tu ?
Carlo-^
Don
ancor.
vii che
quel
t' avrà, tu
—
miei
questo core.
offrissi il cielo
—
Non
Elvira
in
il ciel
m'
i voti
altro, e
contenti
Se
dono.
in
possessor.
un
Anche
trono,
un
un
che, fra
supporre
Ehira^
donna
perchè
gran
le
pcjjo
e
locutori,
gl'interpoi
geri
armi-
parole deir
conceriaio
uno
o
ad
172
ERNANI.
alcune
e
poi aveva
dal
Bellini
dal
Pougin,
€
al
Ricordi^ nella
affermò
deirjE'r/iam
le
musica
in
alla
in
di ciò che
devono
una
feci per
parte si
fu
di musica
l' andante
nel
fra
Emani
noce
e
otto
il
y
con
ed
colissi
pic-
una
delle
sioni,
pas-
a
osservò
quale
cui
in
trovasi
Elvira, scritto
in
due
bemolli
in chiave,
di
qualche
variante
risulta, all' infuori
(1) Scheriilo, Note
quella
Bonica,
quella musica,
che
duetto
di
nella Normaj
Domenico
maestro
studiare
vati
tro-
In prova
di
di
all' Emani.
proposito
tempo
trasfusa
né
quello
non
il contrario.
trova
inferiore
egregio
dato
pezzi
varrei
possono,
tragico, pel vigore
non
L'
se
tano.
napoli-
mi
poi
maggior parte
tuttavia inedita, ed
rimane
melodramma
e
«
la
che
aggiungo
musica
i
bile
inconfuta-
non
valore,
appunto
provano
ciò
VEmaniy
perocché
scusa;
I documenti
il critico
parole:
altro
avere
cadde
cui
la
quel-
a
fu trasformato
in modo
provano
le
(1).
teva
po-
ne
sostituir-
V Emani
"
sica
mu-
non
di adattare
Sonnambula.
vero
della
tempo,
parole.E
nuove
luce
riportata
Mezza
del
al poeta
l'abbaglioin
E
lettera
«
scritte
"
fatta,e Bellini
era
un'altra, toccò
venuti
che:
la ristrettezza
per
delV Emani
idee
aneddotiche
ecc.,
p. 69.
173
ERNANI.
che
differenza
poca
alla melodia
reca
air
perfettamente uguale
nel finale
terzetto
in
parimente
della
primo
otto
tempo
pale^
princiscritto
Norma,
nelPistessa
e
nove
del
andante
chiave.
L'accompagnamento^
anche
partitura autografa, è
identico
a
quello che,
nella
usato
to
5
perfettamente
nella
nel
caso
che
6*,
si trova
?•,
nel
qualche variante;
termina
finisce
e
di
due
con
croma,
una
cuzione.
ese-
avvi
neir
JFrtaccando
at-
nella
mentre
,
semimìnima
di
sola
ta
battu-
10»
perchè
con
una
una
pause,
della
seguente
con
la
battuta
8'
finale
,
la battuta
Norma
e
differenza
una
la battuta
nani
è
quan
neir
trovasi
presentano,
Nella
primo
uguali :
sono
,
differenza
frase,
stessa
battute, tanto
secondo
nel
dalla
Norma.
prime
Le
risulta
come
puntata
l'altra
pemiminima^
croma-
melodia
La
La
13»
poi
è
14»
15»
ed
il finale
delte
quanto
nella
sono
e
La
12»
i
tuta.
bat-
pezzi,
cadenza
cola
qualche picuguali tanto nello
tranne
Norma.
Riporto qui, a comodo
andanti.
identica.
frasi,
modificazione,
Emani
è
11»
in entrambi
identica
varia, la
la
nelP
varia
del
lettore, i due
174
ERNANI.
ERNANI
del
Andante
fra
DUETTO
Mn-to
8
de-ser
lo
-
4
spe
fili n:i-zi-al mio
co
6
5
ho iDD-co
qùi-yin:iiip5-!jni
lo
tal
7
.
..
glia ed ilso-sp=ìl
c!h ì'a
ni
:;o'-;a
con
re
....
le
-
vi
di
.
la
v6-g!ia
al-tro
io.
to di
con
...
12
11
10
la
9
8
vs
lo
3
2
1
Elvira
ed
Emani
ri-a,
il qio:-no
il ri
'ì^- re,
h::h
-
-
o...
il do
.
ildo-!or
:uorc!iD
po-trù.
175
ERNANI.
NORMA
del
Andante
TERZETTO
1
4
::::a
-
crn
Prii cLa cg:'.:ì
c3
DO
-
do e fu-ncctoir.
.
6
5
gas
-
ri
.
.
9
«V.
il corir meo dan
:3
t'era ilmo-
scere
do
8
7
"
primo.
3
2
.=:ei
Oh ! iì q^al
fi vi:
.
Finale
nel
-
?0D-t9 d'
no.
-
no
12
11
10
eisr
;5¥
.
.
.
chiù
a l3 per dis
e-gli
sri-133
-
...
13
co
-
me
se
;
14
ilmio cor
la
de
.
ilino
l'empio
sb,
.
16
15
17
yg?s^
CÙ
re
ilico
l'empio
co
-
re. il tuo
cor
ira -dì.
176
ERNANI.
addurre
Potrei
r andante
del
Meco
O
le
cui
duetto
del
sovrana
delle
mio
figure,
V
nell'aria
da
cantata
del
Fremo
Tebro
pubblicata
quale
re
misu-
quattro
della
atto
Norma,
notizie.
quanta
è
due
n.
24
ecc.
originale.
fu
andanti
(13
giugno
addotta
fede
meriti
rilliana.
-o-
me
alla
1886)
lettore, desideroso
prova
da
no,
di Mila-
Musicale
Gazzetta
il
La
anelo,
armi
questi
nella
rimando
indegno,
giogo
il resto
di
XLI,
mostrare
air
tutto
musica
anno
al
pure,
poi
La
dono
corrispon-
Oroveso:
Ah!
mentre
note,
prime
secondo
del
Carlo:
la diminuzione
con
uguali
alle
perfettamente
don
ecc.
misure,
e
e
cui
trono,
un
core;
quattro
fra
prove,
Elvira
tra
f offro
io
regna,
prime
altre
ancora
basta
V asserzione
di maggiori
qui
per
sche-
SONNAMBULA.
-"?"-
Guthc
Foscolo
e
Taine
e
Genesi
Trezza
del
della
Giudizi
Werther
Il
—
Moltrasio
—
Sonnambula
stranieri
Il
—
di
Iago
del
teoria
Como
—
straordinario
Sonnambula
La
—
La
—
Successo
—
Bcriioz
—
Ortis
V
e
—
vere
evol-
neir
deirartc.
Dinanzi
alla
Sonnambula
ad
come
ogni
y
altro
lavoro
soffio
suo
prima
sia
di
Certo
storia
la
facile
dell'arte
genesi
d'un
fortuito
mondo
delle
nella
psiche
le
condizioni
disposto
a
vita
a
attività
mille
è
grazia
che
re
conosce-
il
conoscere
fatti
seduce,
è
in
cui,
il
sveglia
conoscere
1' animo
a
insomma
conoscere
corso
con-
cui
per
impressioni,
pensiere,
alla
assai
rendono
che
le
riceverne
di
e
utile
creatrice;
peculiari
del
è
colpisce,
fecondarle;
latente
ma
ricerca;
quei
cose
V
cosa,
lavoro,
di
tanto
pensiero.
fatta
si
sosa,
pen-
e,
mai
come
bellezza
dall'umano
è
non
di
col
si arresta
indagare,
candore,
originato
immortale
rende
divino, la critica
cerca
miracolo
V arte
che
nuova
rarle,
elabola
cri-
178
SONNAMBULA.
la
misteriosamente
salide,compie
Tinvolucro, spazia
rompendo
e,
pel cielo,farfalla iridiscente.
Gòthe
Giovanni
Wolfango
morie
Poesìa
—
del
io lo
nella
Mg-
sue
V origine
cosi
narra
—
vita. In
della
al
preda
sensibile
in,
la dolco
più
intervalli
dati
a
notono
mo-
disgusto
ascoltava
che
natura
sembrava
mi
confesso,
all'amore, non
voce
nelle
Werther:
Tutto,
€
Verità
e
sformazione,
propria tra-
ci
,
,
chiama
delle
godere
a
Io
d' armi
possedeva
antiche,
fra
da
speare
r
volte
il
istante
cXntxmti la
grande
appoggiai
sul mio
coraggio
che
quella
che
il
me
compito
smania
fui
e
di noia
di
Mi
tormentarmi.
un'
cui
era
deporre quei
di
di
dar
azione
cuore:
non
ero
necessario
ShakPiù
romana.
mi
era
gli stessi
loi'o libero
liberarmene.
in
me
Risi
scrivere
pensieri: era
di
menti
senti-
seguivano
quale potessi, pel
tristi
cò
man-
comprendere
mortale.
preso,
ta
pun-
be
avreb-
che
ma
a
apatia
guarito. Ma
poetica, nella
mezzo
quella
di morire
capricciod'
stesso
sicura,
mano
tardai
non
e
di forma
la cui
e
sformazioni
tra-
ne
collezio-
pugnale
un
ornato,
acutissima, vibrata
un
bella
una
cui
elegante,riccamente
in
meravigliose
sue
a
pera
un'omio
poso,
ri-
il solo
candoli,
sfogo od, estrinseIn
({ueltorno
corse
180
SONNAMBULA.
Questi
esempi
delia
verità
luminosamente
provano
teoria
del
Taine:
litteraire ( e
ogni
des
environnantes
Une
«
la
oeuvre
d' arte, io
aggiungo )
n'est pas
un
simple jeu dMmagination, le caune
price isole d'un tète chaude, mais
copie
moeurs
opera
poco
d'esprit." (1). La qual
di quella del
la stessa
v' è
un
etat
de'
clima
fisico
vi è
corpi,cosi
la vita
lo
il
né
in
quel
ciò
clima
di
e
vita.
la
scrive
circo-
dir proprio,
che
stia di
milleluogo
che
in sé
gli
(2).
"
genesi della
iSon-
storico
la vita
circoscriveva
momento
la vita
violare
nel clima
cercare
Come
«
lo porta
senza
sua
che
press'a
che
a
d'un
fenomeno
un
staccarsene
devesi
nambulay
esso
fini della
da
Procede
storico
specie
una
pur
è
Trezza:
quantità
una
proprio
può
organi più
è
è
teoria
spirito.Anzi,
in
fantastico, ma
stesso,
signe
circoscrive
clima
un
non
spirito
si compone
che
dello
sé, campata
per
le
et
,
che
dello
sposizion
nelle die
spiritodel giovine compositore
mente
e del suo
peculiaridella sua
moci
E qui, in difetto di documenti, affidiacuore.
,
alla concorde
La
da
salute
del
Catanese,
improvviso malore,
(1) Taine,
(2) Trezza,
Introductiou
Critica
dei
testimonianza
a
s'
scossa
era
la Hcterature
moderna.
biografi.
fortemente
alquanto
rinvi-
anglaise.
181
SONNAMBULA.
gorita^ma
lui
in
era
del
non
il desiderio
profonda più dell' usato
sentito il bisogno di
e
di
Ed
ecco
luoghi
dirimpetto al
meno
per
la mitezza
si buona
del
da
un' alta
sebbene
talora
offende
se
ne
alcun
salacqua gira
Ivi è
La
gradi
e
in
per
la
una
soavemente
per
fa di
solo
valle
amena
che
,
,
di torrente,
essere
villa dei
intorno
chi
d' acqua
dignità,pur
del
temperatura
che, guardati da
a
di Torno;
rinomato
é
beato
un'
caduta
poco
invece
frescura.
dirsi
si metta
la salubre
ricrea
borgo
mezzodì^
da
bagnata
simuli
città,quasi
vaghezza del sito, che
clima
dell'aria,che vi
e
condizione
dì
ne
di
antico
del
sponda
la
dimorasse.
e
e
quei
menava.
dalla
lontano
sole
vi
pochi
vi
sulla sinistra
bellissimo
dal
descrive
il Bellini
che
lago, cinque miglia
non
mato.
ria-
essere
intimo.
già
Moltrasio
visitato
di
e
amare
il Cicconetti
come
la vita
e
Giace
€
divenuto
era
mestizia, intenso
la
ospite della famiglia Turina,
Brianza,
cui
solitudine^
della
a
perduta salute andò
sare
pasin Moltrasio, ridente
villaggio
l'autunno
della
de
gran-
la
ristorare
A
rimessa; però
tutto
luogo, che
costante
conti
maestosa,
altissimi
non
Lucini
e
giera
leg-
e
coi
Pas-
dini,
giar-
no
cipressi,van-
smontando
nel
la-
182
SONNAMBULA.
dà
go,
del
e
Il
€
Pussino.
\ onsentiteglidalla
r
lui
per
di
acquista
dal
armonie.
silenzio
virtù, che
una
qualunque
ci
potrà bene
rapito
in
prende
più
una
il
barchetta
quelle gaie giovanette:
dair
sospendere
ad
di
coi
il
ascoltare,
non
Seduto
suoi
quelle cantilene,
che
alcuna
e
volta
ne
va
face-
si poneva
to
tut-
remo,
vinto
meno
anche
ospiti,seguiva
del
movimento,
cale,
musise
andas-
ne
infastidito
frastuono
importuno
dell'arte
Bellini.
pi
cam-
to
incan-
per
come
suono
voce
dei
l'animo
selvatico
del
il
se
dell'umana
apparire,
cuore
cantando
dall'amenità
e
di
chette,
bar-
variate
case
Che
la soavità
e
do
quan-
i lavori
in
loro
alle
affettuose
degl' istromenti
ordine
con
si avviavano
liete od
lieti giorni
più
lasciavano
nel-
re
le since-
e
quelli di ogni sabato,
erano
seta, e, collocatesi
egli
all'altra villa, e
I
si
all'altra
dall'una
contadini.
quei
non
complessione,
costumi
giovani operaie
le
passeggiate
passare
gì' innocenti
affezioni
a
nelle
dall'una
lago,
osservare
e
di Claudio
ingegno
delicata
nel
spesso
del
sponda
bellezza
"
Bellini, più che
dilettava
di
scena
dell'
piacere degnissima
zioso,
deli-
sovrammodo
e
quella
compisce
e
di
ridente
aspetto
un
dal
va
dall'attrattidesiderio
di
183
SONNAMBULA.
Studiarvi
sopra
natura.
più schietta
(1).
"
molto
Non
la
ritrarre
per
dalla
dissimile
la descrizione
è
scrittrice
egregia
ne
fattaEmilia
signora
Branca.
della
del
Dama
del
in
giorno
suo
dalle
sostava
barchetta
colline.
Pasta
Spesso
eh*
era
mata
for-
schetti,
bovi
soa-
in
stro
paesi circonvicini. Il giovane maeal suo
trovava
pascolo ed alimento
djìi
vi
ingegno,
utili
mati
for,
quelle delizie convenivano
colte, letterati ed artisti,dalla
ed
persone
e
i vari
palazzine,riunite da viali,da
serre
elegantissime,olezzanti
profumi;
città
parte
gran
diverso
si
dalle
e
piedi
ai
percorrere
d' aspetto
montagne
tre
da
molte
a
Blevio, alla Hlla
a
di
passava
cuorOy
pittoreschibacini
da
ritraeva
e
quei
la
cognizioni.D'altronde
doveva
che
od
ospiti,
Egli, Bellini,coi suoi
«
la
cantare
scrivendo
stava
di comodo
gli era
il
signora
opera
nuova
per
dotti conversari
Càrcano,
i concerti
per
da
del luogo
Emani
ciò
che
si
prender-
all'uopo. "
«
suoi
dei
Alla
sera
raggi
il
Bellini, quando
infocati
circostanti
(1) Cicconetti, op.
indorava
monti,
e.
pag,
si
56
il sole
ancora
compiaceva
e
segg.
coi
la cima
di ada-
184
SONNAMBULA.
giarsiin
una
onde
del
in
monti,
lago,
co'
un
di
incanto
naoieella
lasciandovisi
suoi
ove
coltura
clima
r
respira
uomo
la
bellezza,
Al
e
riso
sore
mentica
diin
vita; immerso
entusiasta
giovane
le sfere
di
eterna
ogni
posarvisi."
e
sabato
era
battello
lui
per
le contadine
in
vaghezza
la sorgente
verso
,
didissimo
splen-
trasportarsioltre
anima
sua
celesti
"
il
i declivi;
liberamente
della
inenarrabile,
cielo
quel
tutta
le contrarietà
sentiva
dallo
feconda
ne
temperato,
quella natura
un'estasi
mente
molle-
cullare
pensieri.Rapito
ricca
una
ove
te
quie-
quelle rive, di quelle valli,di quei
quel
,
sulle
di vogare
e
uno
raccolte
operaie, quando,
alle
ritornavano
guire
se-
spasso
loro
dalle
case
,
filande
non
cantando,
vinto
meno
che
dal
tenere,
or
gaie canzoni,
or
dalle attrattive
di
desiderio
tilene
quelle can-
di
studiarvi
,
il maestro
Già
costumi
i
ed
ed
le sincere
e
luoghi
armonia,
dei
che
idilli,
"
Cosi
preziosa
ed
affezioni
incantevoli
destavano
nella
pensieri musicali
egli a
a
raccolta
ornati dalla
di
poco
motivi
sua
quei villici;
mente
tata,
esal-
sua
soavissimi, dei
scrivendo
poco
di
innocenti
spiranti tutti poesia
,
andava
gP
osservato
aveva
sopra.
nel
s'
portafogli.
»
era
fatta
campestri,
mirabile
veri
una
liti
abbel-
fantasia
ed
185
SONNAMBULA.
addolciti
cuore.
dalla
dolcezza
da
del
suo
colline
di
varietà
di
e
tanto
profumo
ebbe
vita
la
di
re;
amo-
di valli, di
e
di aiuole, di ruscelli
e
albe; da
d'innocenza, d'
di pace,
tanta
boschetti
da
di tramonti
soavità
tanta
tanta
sensibilità
(1)
»
Da
squisita
di
e
laghi;
passionati e
canti
Sonnambula
tili
gen-
mortale,
im-
creatura
^
l'Arte,nel più ineffabile
che
sorrisi,creò
die sorella
e
TAlighieri,a\V Ofelia
suoi
alla Francesca
alla GmUetla
e
del Sanzio
alla Fornarina
speare,
zie del
dei
del-
di Shakalle Gra--
e
Canova.
Non
lettera,non
una
da
cui
documento
un
ci rimane,
i fenomeni
conoscere
occorsi
il
periodo di si geniale concezione.
i biografiche poesia e musica
Asseriscono
durante
scritte
furono
incominciata
il 6
scena
Anche
uscì
la
di senno,
dacrifìzi
nel
pure,
vinse
(1) Branca,
di
op.
e,
asserisce
che
dal
armata
pag.
161.
tutti
in
andò
Minerva
divinità
di
dagli Achivì
sopra
l'opera
cervello
collegio delle
ebbe
lodi
e
straordinario.
successo
in prestanza
tutte
onde
e
ed
incanto,
gennaio '31,
mitologia
bella
e
per
con
marzo
tutta
Giove;
quasi
agli 11
di
relle,
so-
bellezza
e
onori
di
gli Olimpiì.
186
SONNAMBULA.
minori
Non
dal
profani,sin
tuttavia
lecito
delle
Il
—
divenire
un'
dramma,
della
soave
mi
malinconica
come
azzurrina
colla
tutta
più
—
quiete
Sonnambula
della
sner
r
e
la
opera
figliodella
volta
a
limitare
nel dominio
eolia,
arpa
serena
di
oceano.
tunno,
au-
sulle
tramonto
dell'
schezza,
fre-
e
quest'idillio
d' un'
onde
Bellini
il Teocrito, il Ges-
divenne
in
del
Laugieres
della
di
un
quest'opera mostra
suo
genio melodico
vario.
che
commovente
Il De
d'entrare
come
gentilezza
sul
si ferma
notte
musica, ed
jrrazia
tutto
qualche
una
affascinante
nessuna
più profondamente
le vibrazioni
come
che
musica
La
"
che
tedeschi,
e
commuove
quasi atterrito
tragedia. "
—
e
giudici spassionati.
Confesso
quale accenna
elegia, ma
Il Clement
—
quelle
francesi
quest' idillio
il
autorevoli
ma
sempre
«
—
rapisce e
di
del
non
Pougin
mi
opera
poche,
scrittori
nostre
cose
dono
ren-
di tali lodi sia
coro
parzialità, come
da
ci vengono
è
di
e
e
figliapredilettadella
questa
a
sospette
maestri
primo apparire, resero
riferirne
m^
a
che
lodi
italiana;però dal
melodia
non
le
sono
—
"(
,
"
La
Sonnambula
è
do
prima giovinezza di quel bionsi gioSicilia,eh' era ancora
1S8
SONNAMBULA.
—
La
—
Oh
Sonnambula.
!
Si,
—
ha
non
mai
molte
e
sentito
volte, ma
risentirla,perchè nel
nulla
ha
In
di
mezzo
e* è
Or
ascoltata.
Berlioz
Sauer
€
io mi
che
avversione
Fiat
di
amicizia
con
La
nambula
Sonla mia
Che
"
pietà!!...
lv4c!
ed
in
sfera
sfera
vivificare
per
di
momento
un
air Altissimo.
Solo
in
certa
rendendo
che
un
luce,
role:
pare
cor-
il creato
refatti
attoniti,ester-
levano
inni
pedantucolo,
di lode
quecentis
cin-
un
ritardo, atteggiando la grinta
smorfia
esclama:
il
di
illuminare
a
le cose,
le fatidiche
oceano
un
tutti i mortali
E
in
conoscenza.
onnipotenza, pronunzia
una
signor Luigi
nebre
Ecco, le teprimordi del mondo.
la terra,
avvolgono
appena
appena
il Signore Iddio, nella
dal caos; ecco,
uscita
a
la
nei
essere
a
ta
no-
che
ieri,raddoppia
si fatta
contro
lodi, la
ostinatamente.
Lettore, immaginiamo
e
il
legarmi
veduta
partitura! Che
sua
vi
all'Hiller:
cosi
nego
ho
di
coro
bene
scrisse
vorrebbe
Bellini,ed
di
non
giustiziavuole
e
,
Ettore
mai
idìllico
genere
si unanime
a
pure
lascio
non
più perfetto!"
discordante
sia
la Sonnambalaf
di commiserazione
Che
signor Berlioz
locuzione!
mi
dà
e
che
appunto
di disprezzo,
pietà!!...
V aria
189
SONNAMBULA.
di cotesto
pedantucolo. Questi disprezza
delle creazioni
più grande, la più sublime
la luce, appunto
il
pensiero
guardinfante
Bembo;
perchè
con
vede
non
quellidel Boccaccio
Berlioz, disprezza
come
quegli, il
ciato
enun-
della melodia
tutti
mezzi
e
del
o
la Son-
nambiilay la più squisita,delicatissima,
creazione
vine,
di-
in coda
periodo
un
la
soave
italiana,appunto perchè
la partitura,semplice e schietta, sdegna
quei
i Berlioz
del
giorno.
che, in mezzo
Io credo
progredire
n' è
la
deva
più
Tuttavia
delle
vivere
ciò
non
la vita dei
belle, come
E
fra
quali
secoli
Air
muse
V ode
vero
da
è
ro,
ve-
quelle e
alla
son
della
za
bellez-
destinate
sempre
cui
sti.
que-
giovani
ripetono T
poetessa
gine.
ori-
di Lesbo
viltà
cimalgrado la mutata
la religione diversa, rimarrà
e
sempre
di amore
grido più disperato e fremente
—
il
in
le
inni
religioso; ma
,
e
gP
e
toglie nulla
d' arte, le
opere
giose
reli-
nascono,
corre
non
che
poesie
Todi
da
sentimento
differenza
quanta
Le
Manzoni
stesso
V arte
,
progredire.
Jacopone
te
costan-
ma
manifestazione
geniale
di Alessandro
dallo
al lento
spirito,anche
e
e
di frate
a
dello
bella
evolvere
sacri
si sfacchinano
in cui
tecnici
che
Amata
sia uscito
da
—
labbro
umano;
come
il can-
190
SONNAMBULA.
del
zoniere
Petrarca
dolce
più
d*un
sospiri
dei
mal
sarà
gentile
e.
la
sempre
affanni
degli
travagliato
cuore,
da
un
e
amore
corrisposto.
da
Deduco
nei
ciò
secoli
vicenda
a
della
;
la
perciò
non
verrà
lavoro
Sonnambula
possano
squisita
degli
e
dei
affetti
unità
canti,
dello
per
nostro
organo
il
meno
d'arte
mirabilmente
""
verità
lo
strumenti
pregio
perfetto
stile, per
la
ma;
dramche
y
fusione
la
dere
pren-
del
nuovi
dell'
virtù
teggiament
at-
melodia,
modificazione
dei
alla
la
composizione
sia
V
qualunque
che
aumento
recare
;
re
esse-
il dramma
che
l'orchestra
nella
straordinario
possa
riforma
subire
e
qualunque
sensorio
la
il dominio
il canto
armonia,
qualunque
possa
e
possa
che
avvenire
musicale
la
stazione
manife-
la
e
dipinti.
per
soavità
semplicità
NORMA
-#•?-
Timori
colerici
La
^
Giudizio
di
Norma
fischiata
stesso
se
diabolici
Giudìzi
dei
r idillio
l'amore,
la
desiderio
più
mani
Ronieri.
stra-
e
ma
il dram-
veementi:
il fanatismo
V
al
italiani
gentile,
vendetta,
steggiata
fe-
Norma
Lettera
—
^
—
La
maestri
passioni
gelosia,
della
Pasta
razione
ispi-
ghi
Intri-
Perucchini
—
soavemente
Y
Florimo
al
Barbò
conte
insigni
dalle
sacerdotale
al
Giuditta
di
Lettera
—
Dopo
al
Torna
^
Lettera
^
Lettera
^
Lettera
—
^
d* animo
Svogliatezza
—
l'odio,
il
religioso,
di
indomita
ansia
libertà.
Sonnambula
La
questi
niano
estri
due
capolavori,
la
raggiunse
tragedia
ogni
età
e
due
e
generi
lirica
—
il
tocca
d'
Wagner,
più
suo
ogni
dove
apogeo,
scuola
ciascuno
Dinanzi
Norma!
dove
dinanzi
Dsecazione,
di
la
la
e
il
opposti
perfetta
e
modelli
questi
a
—
la
s'
critica
e
tica
dramma-
di
onesta
inchina,
dal
superabil
in-
1' idillio
musica
la
belli-
pensiero
completa
a
proprio
e
sini
Ros-
punto
192
di
NORMA.
vista,
hanno
non
d' ammirazione
parole
dì lode.
e
Pochi
sulla
in
provano
lui
diffidenza
queste
e
;
in cui
lini
Bel-
ti
già cominciavedi meraviglia !
agli studi
appena
Norma
per
voro;
di sì fatto la-
sole lettere
due
rimangono
ci restano,
la storia
estesamente
accenna
die
i documenti
sono
ritessere
una
che
,
tedio,
un
che
fan
non
svogliatezza,
una
presagire
nulla
di buono.
Il 19
settembre
Florimo
"
al
Como
da
:
Sto
scrivendo
1'opera
perchè quasi
in tempo
arriverà
io
ma
scrìsse
1831
subito
far
per
che
sicuro
son
pegno,
im-
nessun
senza
il colera
che
ì teatri
chiudere
,
minaccerà
di
avvicinarsi
,
Milano.
lascerò
mercoledì
ma
più giovedì,ove
qui
sto
L'altra
all'amico
Io mi
trovo
prossimo sarò
seguiterò a
scrivendo.
"
inedita,diretta forse
Santocanale,
La
applicatoalla nuova
alla Scala
pel 26
(1) Florimo, op.
e,
salute
mia
opera
dicembre
lett. 52.
anche
ramente
più chianimo
disposizione dell'a-
mostra
questa anormale
"
questi luoghi,
a
Milano, o al
scrivere, perchè
(1).
lettera,ancora
di lui.
in
è sana,
e
che
deve
no
già so-
si
dar-
prossimo.
II
193
NORMA.
tragedia di M.
interessante, e se Romani
Normay
è
soggetto
io lo trovo
bella
una
libretto.
Ma
m'
vena
volta
abbandoni
da
minaccia
quel
maledettissimo
Europa.
tutta
i timori
Cessati
lui il
in
ispirazione;certo
dal
cioè
è
sgustata
di-
è
cholera, che
"
dell'invasione
vigore
la mia
la stessa
perché
,
bel
un
che
temo
caverà
ri-
ne
venire
poesia, potrà
questa
Sommet:
della
che
tornò
colerica, ri-
mente
ben
per
quattro
al dicembre
settembre
T usata
e
si,
me-
lavorò
vj
impegno.
con
Di questo
ci fan
re
del
che
Barbò,
cavatina
«
Casta
diva
»
di otto, bellissime
meno
anzi
mirabili,
e
che,
dell'amico, andava
indifferenza
con
la
Ma
più
dì scrivere
una
le
di misura,
re
preghiedo
laceran-
contento
dopo
V altra.
ce
(1).
"
la
glioriginalidei pezzi della Norma,
che
quali rilevasi
da
veniva
quattro
e
spesso
lui modificato
più volte,senza
(1) Cicconetti,
op.
un
e,
p.
63.
pensiero
e
la
create
fuor
contro
testimonianza
sicura
già
tutte
non
mani.
Ro-
testimonianza
avea
ne
amo^
la vedova
e
prima
«
lungo
e
sulla
primo afferma,
conte
non
il Cicconetti
fede
Il
studio
grande
suo
gono
pordai
dico
melo-
corretto
toglierenulla
tre,
alla
194
MORMA.
spontaneità
dello
Giusti
schersucciy
i cui
nascondono
lavoro
ciò, come
tutto
qualche
facile
e
e
taneo^
spon-
accurato
e
che
credo
le prove
lo stesso
ed
testamento
mi
se
ho
in
voi. Io
farete
lasciarvi
non
fatto
re
succede-
dimenticare
Bellini.
il
stro
vo-
»
la
scena
ho
qualche
potendovi
vi prego
andò
Norma
mia
,
pensato
affezionatissimo
L' opera
della
ammazzano:
lo stesso,
nedi
«Lu-
al Mercadante:
teatrale,scrisse celiando
comincerò
gli presagisse
dasse
esperienza gli ricorincerto
sia V aringo
V
e
cosa,
T animo
se
diifìcile
quanto
cosa,
le
della lima.
C!on
e
al
questo
egli chiamò
com'
queir aspetto
il più severo
satire,sotto
sue
in
simile
stesso;
26
del
sera
cembre
di-
1831, interpretila Pasta, la Grisi, il
Donzelli
ebbe
e
il
Negrini;
accoglienza
Non
diciamolo
di
primo caso
capolavori d'arte,fischiate
è
questo
Umpiade
subito,
infelicissima.
il
apparire. Ugual
Don
e,
sorte
ebbe
a
opere
sicali,
mu-
al loro
mo
pri-
Roma
l'O-
del
nezia
Vea
Pergolesi,la Semiramide
il Barbiere
e
a
Roma, del Rossini, e il
del Mozart, a Vienna.
Giooanni
Or chi potrebbe
dirci il perché? È il nuovo,
Toriginale
che, rompendo la forma abituale del comune
sentire, a prima giunta,ci disturba
e
c'irrita.
196
NORMA.
di dolore
grido
piangere.
stesso, é
e
un
Milano,
"
Carissimo
€
Ti
scrivo
che
26
ci fa fremere
dicembre
1831.
FbrimOy
T
impressione del dolore, di
dolore che non
die
tu
uu.
esprimerti,ma
posso
solo puoi comprendere.
«
Vengo dalla Scala, prima rappresentazione
€
Norma.
della
V^
sotto
crederesti
Lo
fiasco!!! A
solenne
\
\
carmi;
Norma
povera
Druidessa.
far
Io
nel
viso
ho
non
presentar
loro
ciò,
a
te
solo
passione
la sortita
e
lo dico
e
col
Ad
quei
cari
colla
ia
giola
di
Norma
!
nato,
ingan-
sono
inganna)
cavatina
dì Norma
che
di
onta
sulle
cuore
m'
non
della
pronostici andarono
deluse.
speranze
alla mia
Pirata,
nella
così, mi
i miei
vero,
se-
io credeva
pure
sorella
fu
non
sbagliato;
le mie
falliti e
e
il
!!!
gìudi-
sorte
nel cuore,
degna
una
disgraziatamente
ho
per
entusiasmo,
la Sontiambula;
e
Ma
venuto
riconosciuto
con
fu
pubblico
la stessa
più
1' esultanza
e
Straniera
la
subire
accolsero
che
Milanesi
il
vero
precipitazione(credo) volle
con
e
dirti il
propriamente
sembrava
\
!!! liasco
?... Fiasco
tutto
labbra
(se
V introduziotìe,
il duetto
fra
le
y
due
donne,
il terzetto
che
atto; poi l'altro duetto
finale intero del secondo
no
di
guerra
in
poi
finale
delle due
atto
sono
,
segue,
donne,
che comincia
tali
pezzi
del
di
mo
pried
il
dall'mmusica
,
197
NORMA.
ed
a
piacciono
me
sarei
confesso,
la mia
tutta
il
teatrali
felice
pubblico
è
delle
alla
mie
avrò
poi
pello,
ap-
gnato
guadala
mi
no,
sorte
segnerò
ras-
dirò
e
per
,
consolarmi
:
r
col
fischiarono
non
corriere
e
Ma
della
novella
perciò,
presente
Addio
e
abbraccio
la forza
mio
a
a
rivederci
dal
tuo
son
di
re
poter prende-
giovane,
caduta.
amici.
nell'
che
buona
rare
acco-
Io
tremenda
tutti i nostri
nella
tanto
vero
Florimo.
di questa
rivincita
la
un
buon
nell'animo
sento
una
il
mio
ti
Non
sente.
preste
la tri-
ti recherà
fischiata!
Norma
parto
della
prima
io, o questa lettera
o
i Romani
Io
Pergolesi?
arrivare
spero
,
e
del divino
Olimpiade
anche
forse
i
tenza
sen-
la Norma
allora
tristissima
in
opere
portare
spero
Se
opere.
mia
nelle
giudice. Alla
proclamerò
e
lo
te
,
di simili
ricredersi,io
a
che
)
fare
poterne
supremo
arriverà
causa
migliore
( modestia
pronunziata
me
se
la
,
vita artistica. Basta!!.!
contro
e
tanto
Io
amo
dire
tuna.
for-
avversa
ricevi
presto. Intanto
affezionatissimo
gi
Leg-
Bellini.
»
è feconda
non
quanti ammaestramenti
questa lettera pei giovani compositori, e di
Di
quante
La
e
riflessioni
pei
critici dell' arte
illimitata modestia
conscio
del
delle
r annunziare
ond*egIi, pur
si
dell'operasua,
pubblico
opere
senza
che
!
chiama
dizio
piega al giu: giudice supremo
teatrali; la franchezza
orpelli
,
te
dolen-
senza
scuse
neldi
X
198
NORMA.
sorta, la caduta
fiducia
in
ch'egli credeva
stesso
se
la speranza
e
colmo
nel
del
dell' animo
bontà
quello che
Ma
nerale
che
e
di
proprio lavoro
bello
dei
pezzi
per
comune
d'
delle
senso,
con-
pera
nell'o-
e
proclamare
sue
opere.
giudiziosicuro, spassionato, razionale
lavoro
proprio
dal
teatro
nel
ove
momento
sentirgliil
dolore
mi
d'
ricorda
una
tribunale
con
dolore
della
non
il Galilei
esce
fatto
le
Inquisizione,ove,
Santa
le
solenni
era
stato
stretto
co-
ni,
proprie convinzio»i
parole: Eppur
!
Cotesta
da
del
uscendo
che
profondo,
meno
abiurare
pronunziò
o
sto
Que-
,
dal
muove
ha
se
generale disapprovazione
,
ad
eh'
stesso
pubblico intero
un
,
mina
no-
felice
di simili
migliore
in go
esser
,
la
tico,
cri-
che
si contiene
diceva
farne
potuto
la Norma
più
onde
stessa;
avesse
del
appunto,
sono
quanto
1' angelica
del
l'attenzione
particolarmente
e
,
rivelano
egli,nella zione
disapprovazio
dell'operasua; è il giudi-
retto
e
to,
dilet-
eh'
generale, ha
equanime
ch'egli,
suo.
merita
la sicurezza
è
che
la
avere
all'amico
dolore, porge
tratti nobilissimi
sono
di
il conforto
rivincita,e finalmente
una
tremenda;
sicurezza
ma
alterigia,
non
viene
è indizio
da
dello
ignoranza
studio
prò-
199
NOKMA.
fondo,
il
l'uno
onde
propriolavoro;
Il fiasco
immenso
ai
Avvezzo
Straniera
solenne
cosi
sconforto,
della
Pirata
dal
l'altro ebbero
stato
era
non
all'amico.
del
e
meditato
avevano
giustizia.
però
neir
come,
l'uno
e
la meritata
tempo
Taltro
e
aveva
nunziato
an-
fi
grandi triondella Son'-
e
y
il silenzio
namhulay
a
parve
riconoscere
ascoltata
da
Per
ben
fu
quasi
del
di stima
cittadini. Le
un
segno
dono
stesse
delle
d'un
Col
blico
pub-
di
in
non
più
scente,
cre-
in tutti tanto
addirittura
di
sere
quella
principio,
vie
destare
dò
tar-
in
rore.
fu-
seguito
da
un
ebbero
il
lo
popo-
più limite,
attestati di ammirazione
e
da ogni classe di
gli vennero
dargli
signore milanesi, volendo
ricco
loro
ammirazione,
gli fecero
elegante tappeto da loro
cui angoli leggevansi i nomi
ed
trapunto, ai
Straniera,
bellezze
d'assalto
preso
le lodi
della
quattro
a
mutarsi
pari gli
che
non
amore
quaranta
e
pubblico
compresa
seguito con
giunse in fine
immenso;
come
non
in
entusiasmo
teatro
il
le supreme
musica, la quale,
il
quella prima rappresentazi
lui una
sconfìtta,una
irreparabile.Ma
caduta
cui
in
r opera
ascoltò
a
glacialecon
opere
date
in
Milano:
Pirata,
Sonnamhtilay Norma.
cominciò
rialzarsi dell'opera
a
rialzars$i
200
NORMA.
Tanimo
dere
giovine ; ed é bello vevendo
cinque giorni dopo, scri-
del
abbattuto
com'egli,appena
a
attribuisca
e
volevano
onde
sapprova
le di-
intrighidiabolici
a
corato,
rin-
assai
annico, si mostri
altro
un
il merito
oscurare
dell' opera.
Milano
€
€Mw
Pare
«
impossibile
dicembre
mi
potreste
abbiate
farmi
darvi
la mia
vedete,
da
sostenuto
(la contessa
i denari
ed
denaro
per
poco
risplenderànella
mia
buona
(1) Salvioli
vera
fortuna,
«—
la
velare
che
la
mio
di
iuoHite.
go?...
spie-
Peruc-
caro
intrighii)oalla
tine
questa luce, per
spiogò quasi
Bellini,.Ietterò
mi
Pacini
verità, ma
e
chè
per-
spende quella
opera
luce,
sua
scere
na-
no
giornali grida-
diabolici
più
i
veva
do-
persul
Samayloff', russa)
,
tranno
perchè
,
annientare
perchè va a giorni un'
(ilCorsaro) mi spiego ?... Ma,
chini
che
partitoformidabile
un
grande
vero
spettacolo,ma
tutti i
che
il 26
sì crudelmente
è stata
fiaschissimo:
fiasco
dello
la volevano
me
dopo
rigo ! È
un
rimprovero
Norma
voi
come
scritto
1831.
(1)
nemmeno
io le notizie
ancor
che
s^uitata,
che
lo stesso
povera
matta....
Perucchini,
caro
dicembre
31
p.
10
tutta
e
^egg.
nella
aOl
NORMA.
mia
prima rappresentazione,e
recita:
terza
e
che
concoreo
ed
zeppo,
atto, che
Quei
il
dopo
da
Donzelli
né
al
della
€
un
tempo
la
metterlo
le due
che
incomincia
questo
e
primo
di
guerra,
e
,
nella
ma
e
d'
d'
del
un
una
secondo
da
da
d'
coro
un
finale
e
,
ciò
per-
prima
ta
reci-
terza
e
dalla
duetto
un
di
sul
palco.
quale fece
prima
la
Pasta
d'un
questi
due
ra,
se-
delicato
guerrieri, d'
fra
composto
stretta
ne
e
nella
atto, il
sin
duetto
un
nota,
la chiamata
composto
non
gustarlo, perchè più
a
furore
caldo
che
seconda
fra
attaccando
tini freddo
atto
atto
duetto
ed
proferire una
né
primo
un
sì stanchi
erano
ta
stret-
si mantenne
pezzo
al duetto,
sino
il
con
zelli,
Don-
e
della
livello
a
di Donzelli, chiude
generale
donne,
Grisi
la
fra
me
a
sta;
della Pa-
sortita
e
duetto
un
parlo
è
questo
tato
scena
pubblico incominciò
eseguito, e mi fruttò
e
mata
for-
né
intonare,
deciso
Introduzione,
piace
sera
vi
cisa
de-
non
donne,
Non
effetto,cosa
cavatina
rappresentazione,
bene
fiasco.
fatto
della
primo
il terzetto, i cantanti
il
ho
nel-
tempo
segue
il
secondo
Venezia
a
faranno
{il secondo
fu che
nel
il
possiamo
potevano
pieno
sempre
Y
coro,
prima
il gran
recite, saranno
terzetto
le due
è
si faceva
sempre
cavatina
un
che
Capuleti, così
pubblico),tutta
che
nella
che
tre
dopo
con
dei
un
di
il teatro,
da
secon-
è
ne
silenzio, specialmente
scena
pezzi
di ciò
prova
l'istesf^o che
è
r ultima
ha
la
nella
tutto
pezzo
no
in-
un
e
fra
zelli,
Don-
concert
ultimi
pezzi
202
NORMA.
d'
sono
ha
un
tatto
che
I
€
v' assicuro
ho
sinora
dell' esito, e
Se
€
vi
invide
leggere
la mia
di
sa
ritorno
amico
un
nuovo
ed
pezzi
la mia
a
in
nell'
a
core
in questa
vostre
novelle.
i sinceri
v' ama,
ai
amici
e
della
quattrini
cari
vi fa
del
ti
vecchietal
affezionatissimo
Bellini.
la
tara
sugi' intrighi,messi
contessa
che
vogliate bene
Vostro
facendo
chi
»
auguri
vostri
«
dice
aprile, e
peli'incominciamento
Ricordatemi
che, pur
in
venturo.
anno
€
il Bellini
Non
Milano
aspetto
ove
questa, forse
tutti i nostri
credo
quest' opera,
sieme
scritta,ed in-
asserzione.
,
Io
di
V ho
impegno
gradite
che
anno.
,
dei
Napoli,
per
Frattanto
«
annichilite
avere
»
ci vedremo
se
inserire
contentissimo
sono
delicatezza,io abbandonerò
Parto
Sarò
articoli faranno
per
gnato
indi-
cosi
presente ad alcuno, vi sia
la
settimana.
€
smentirsi,specialmente
a
cattive.»
e
comprenderete
ne
fate
che
con
pezzi migliori
pubblico è
basta, io
capiteranno
conoscerete
il
specialmente
persone
i
ed
»
costretti
quanti
sa
effetto che
io poteva avere^
li stimo
scritto.
smascherarla;
tante
che
Gazzetta^ ed
che^ chi
di tale
e
nemici
giornali saranno
la
per
nuovo
quanti
tacere
io stesso
si
genere
»
a
to
quansu
Samayloff, per far
coi
nau-
204
NORMA.
Ah!
sonoranti?
io
che
prendo
Parigi
a
protettimaestri
loro
quattro
per
ItaHa,
si
che
quello
ricevA
delle
ciarle.
loro
che
Che
—
che
basta
che
ri.
loro
seguitata
per-
mille
e
io
importa
lodano.
la
venne
av-
che
m'
della
Berlino
adesso
in
di dover
poco
ora
Vienna,
anco
credere
parlino,
dicono
ancora
ciò
sai
e
i
opera,
né
io dicea
che
Quello
successo
mai
domando,
Norma?
alemanni
lo
tu
voleano
non
lascia
ebbene,
un*
sempre
(e
il prezzo
pagasse
cevere:
è
stessi
Pugli)
scrivere
lo ricaveranno
come
questi
ove
infelici!
poveri
per
non
opere,
con
mi
ahi...
ah!
tri
tea-
Roma
,
Napoli
realtà
e
le
sono
del
cose
ciarlatanismo
non
illudere, dopo
momento
e
si
resta
Addio
e
mezzo
mio
tre
di
Io
tempo.
la
lo
Italia, tu
e
mi
Addio.
«
e
ricevi
Il
cosa.
pare
si
del soggetto
e
Il
propongono.
poesia. Egli
sai
in
scegliere
quindi
grande
è
è
va
ben
da
nosciuto
co-
rare
spe-
sempre
impossibile!!!
Salutami
un
rità
ve-
hai
quando
cerca
ossia
mi
teatro
un
per
dispiacevole
in
,
qualche
può
vuole
naso.
sono
che
scrive
mi
la
subito,
quattro
o
in
arriva
trovarlo
spero
Pepoli
male,
scono.
applaudiCi
questo
Barbò, .scrivimi
caro
di
a
conte
V
mondo!!!
;
tanto
con
momento
un
altri
tanti
e
d' Italia
,
Che
«
,
Torino
Giovanna
abbraccio
dal
tutti i tuoi
e
ci
ami-
tuo
€
Bellini.
"
206
NORMA.
La
di
partenza
allora
come
al 31
fino
Bellini
E
voce.
corse
fu
non
pronta,
indiscutibile
cioè
dicembre,
cosi
sei
che
la
dopo
sere
in Milano.
prima rappresentazione,trovavasi
dirette alla famiglia da
Arrogi che le lettere,
Napoli, lasciano
dell' 11
prima
non
Ora,
tutti,soslituironsi
di
partire per
l'ineffabile
dolore
ineffabile
del
momenti
di
cantante
Giuditta
€
della
ce
che
sublimi
eh'
miei
ne
\\\
gioia
che, in quei
lettera
La
Bellini
la celebre
la prova
porge
io vi offra
nell'immenso
studi
io nutro
d'
essere
che
atta
rendere
a
i
nella
testimoni
furon
nonché
fti di
tutt'ora
lampada
giorno
Norma
mi
che
timore
questa
fiori nel
per
ciò
poco
concenti:
questi
e
Chez-Lui.
—
perseguita, trovandomi
dei
Bellini,prima
sconfitta,
Pasta,
V.
Permettete
nòtte,
il
entusiasmo, gli diresse
Monsieur
vostri
che
prova
seconda
Napoli, potè godere, dopo
trionfo.
fjualche sollievo
mi
dalla
fin
da
bella.
più
-«
si asserisce
ai fischi
rappresentazione, ciò
to
giun-
gennaio.
gli applausi, come
se
vi sia
ch'egli
supporre
del
desiderio
,
più degna
sempre
della
stra
vo-
stima.
«
€
*
Inedita.
Giuditta
Amica
vostra
Pasta
affezionai
»
206
NORMA.
Di
del
lettera
nessuna
le
Bellini rimane
impressioniprovate;
successivo, essendosi
ivi metter
la
portato
farci
a
noscere
co-
nell'agosto
ma
Bergamo
a
eh' ebbe
Norma,
trionfi
un
per
di
successo
se
fanatismo, gongalante di gioia,cosi scris-
vero
al Romani
:
Mio
«
assediato
sono
Tutti
me;
si che
Quanti
ne
La
€
schiatteranno
la sentissi
qui
cambiata;
a
mirabile.
quanti
della
è
sbalordito
forestieri
e
vi
Fa
declama
piangere
tante
in modo
anche
emozioni
desideravo
(1) Florkno,
che
a
op.
me
e,
mi
me
un
si
!
lett 56.
per
La
in voce,
le
ditta
Giue
ta,
can-
lagrime...
piansi infatti
provai dentro
vicino
ronesi
Ve-
impadroniti
sono
strappare
E
e
trionfo !
vero
è
tu
effetto
un
anima.
umore,
da
fa
Bresciani,
è
.
quasi
crederesti
teatro:
molta
mettono
Se
furore.
Bergamaschi
;
.
.
Allegramente!
tutti i
i cantanti
di buon
(Pasta) è
e
Milanesi
più vivo,
parte
in
erano
anche
deciso
un'altra;
pare
Ha
ed
Tutto
me
.
!
eseguita, la
com'è
con
!
Donizetti
patria di
fece
stato
congratularsi
di rabbia
Norma
nostra
da
e
e
nella
sono
possibile:
presentazioni.
è
non
visite
conoscermi
vogliono
e
da
1832.
agosto
(1)
scriverti ieri,ma
Volevo
€
Romaniy
caro
24
Bergamo,
€
Ti
straordinari
questi inaspettatie
per
nell' anima.
.
dividerle
con
.
.
te,
a07
NORMA.
buon
mio
solo
mi
,
comprendi
dalla
tua.
figura
bene
parte,
di
scoppio
voce
muove
sua
{\n
proconsole
air
aliar
di
al
è
Reina
di
Dice
avevi
ora
le chiamate
e
assai
fossi
stato
la
tanto
qui
tu, secondo
comparire,
saresti
Il conte
i Colleoni
e
se
anch'
Ottavio
ed
altri
ed
ed
la trovano
il
lo
da
e
far
che
la
zienza
pa-
io. Gli
plausi
ap-
ai
cantanti
sul
Se
e
avresti
trascinare
dal teatro.
tu
palco,
tragica
solito, non
ti volevano
scono
agi-
tutti ;
universali.
chiamato
piuttosto scappato
il solito:
difende.
perdere
maestro
ti avrebbero
poesia piace:
Ma
secondo
al
spontanei,
e
,
me
molto
ostinato
essere
contento
son
Meco
è
altri cori
e
fatto
ti hanno
!...Ma
per
il concerto
senza
druidesse
si
e
ed
rabbrividire
ragione ad
così
furono
protegge,
finale,anche
sua
esagerato
piangere
fece
è
non
innammorato
eseguito meglio:
forza;
pertichini,druidi,
fosse
Me
essere
bel
che
tragicamente:
fa
stretta:
con
e
Tu
sua
uno
chiaro
Pollione
ma
può
non
un
chiasso.
la
duplicare la
da
lo trovertjsti
romano.
applaudito nella
lo trovano
gisa
Adal-
detta
va
Pronunzia
un
tu
Venere
bene
brava
una
giunta
dis-
va
tempio, riscosse
,
Il tei*zetto
è
come
fuoco
persona.
feroce:
e
non
unanimi.
tanto
energia,
con
davvero,
dice
e
gloria
tu
,
mette
la
e
Taccani
La
applausi
Donzelli, vi
mia
Sola, furtiva
nel
e
,
la
e
perchè
coUaboratore
consigliere e
blime.
suluto
vo-
a
za,
for-
Sempre
ci conosciamo!
Tasca,
sono
il conte
Secco-Suardi,
all' entusiasmo
pei
tuoi
206
NORMA.
versi
di dirtelo ; te
dicono
mi
e
,
£
ec.
e
coi
loro
anche
sii
avresti
che
peccato
un
non
rimproveri
della
mi
non
saresti
abbi
assai
di
soddisfazioni
molte
sei venuto
non
ec.,
ascoltato
,
qui, perchè
contento
tu
che
lo scriveranno
gloria
Norma
nostra
festeggiato, ed
saresti
e
,
del tuo
e
Bellini
,
ti deve
che
con
giorni
ritorno
che
mi
non
Come
sarà
dimentico
trionfi ! Addio
ricevi
i
pochi
a
assai
la
i miei
qui
da
cose
soliti amici.
il buon
contento
Da
avrò
i nostri
Salutami
raccontare.
ed
Milano,
a
ti ricambia
e
affetto.
altrettanto
benefici
Sansi
riconoscenza,
tanta
Di'
al
ne.
commissio-
sua
dei
vecchio
abbracci
miei
credimi
e
,
vita
la
per
il tuo
«
P.
«
mi
ha
E
€
S.
Il
—
abbracciato
in
sono
e
Bergamo!
rivelazione; e
i maestri
che
a
dell' altra
Lui
che
,
manzoniana,
La
cose
da
l'arte di
della
per
Germania
del
una
tempo,
seguire
arbitro
scrisse
questo artista
commuovere
musicale
;
in
1'
che
a
sperò
quelli
loro.
gran
si bene
conosceva
profondamente;
come
messi
som-
immagine
mezzo
il Richel,
ra
ve-
l'
sia del-
scuola, si volsero
si assise
Germania,
affettuosamente
»
pel mondo
una
»
baciato.
fu
La
Norma
ti saluta
Mayr
Bellini.
della
e
i critici
Fran-
209
NORMA.
eia, anche
i
ebbero
più acerrimi,
Eccone
di
parole
di lode.
e
i
brevemente
Commettant
Oscar
gli avversari
e
la Nonna
per
ammirazione
sentita
—
benevoli,
meno
principaligiudizi.
di que«
Ogni nota
—
ogni frase, ogni accento^ ha
ragione
semplice espressione la sua
st' opera,
la
sua
di
sere.
es-
,
Bellini seppe
della
concorrere
in
In
questa
gelosia,lo
la
l'amore,
insieme
un
sublime
la melodia
viva
parla, e
e
ciò
essere
Cristoforo
Gluk:
vi ha
non
che
anni,
moda.
—
di
tempo
per
la
se
lingua francese
in ciò
sta
natura,
ch'io
che
non
ne
è
di
non
ho
mai
sua
disse
cere
pia-
novità
Io
essa.
il
,
potuto
deve
non
è
ve
soa-
una
Alceste
sua
nella
e
piacerà ugualmente
ragione
nella
della
adesso
limite
passione
irrompe potente
Quest' opera
solamente
le attrattive
Bellini avrebbe
che
poste
ri-
sono
dappertutto
malinconia.
cara
di
dire
domina
si
cui
tutte
con
grazie. La
,
cuore
ne.
solen-
e
in
umano,
il canto
F affetto
sentita
e
grandioso
cuore
le
tutte
con
e
ed
farle tutte
e
creazione,
nel
le passioni:
sti'azio dell' abbandono,
colpa, ilperdono,
il dramma
svolge
in lotta tutte
porre
mo
affer-
qui a duecento
cambia; e la
messo
le basi
soggetta
alla
"
Arturo
Pougin
—
"(La
Norma
:
presenta
un
210
NORMA.
nella
reale
progresso
forma
La
larga
cori
precedenti, la
passione,
vera
slancio
e
volta
fino
va
larghi
sono
volte, acquista
a
che
si cambia
in
allo
sti.
robu-
e
vente
orchestra, sempre
cattiva, sosembra
prendere un po' di
povera,
si
Quel
i cori
che
accentuato
tenerezza
qualche
razione
ispi-
V
fine
corpo,
che
sublime:
In
V
,
il recit^iti-
maestosa,
e
più fermo, più netto, più
nei
tore.
composi-
generale grandeggia
diviene
vo
del
maniera
rilievo inusato...
un
mi
ed era
colpisce nella Norma
lievo
Bellini,è il colorito particolare,il riy
in
raro
inusato
di
donna,
descritti
fusi
si
tale forza
con
e
due
ai
teri
carat-
diversi,e tutti
vigore
Insomma
che
da
che
due
e
sembrar
si
dir-
possa
sia
quale
l'appuntoche glisi voglia fare,
sarà
delle più belle
una
sempre
manifestazioni
del genici
più pure
la Norma
delle
umano.
dare
seppe
caratteri
nel bronzo.
e
e
che
»
Halévy
—
musica
sarà
Casta
—
Fromental
di colui che
diva!
Salomó
«
—
L' avvenire
saprà
trovare
della
un' altra
"
Thomas
—
"
Genio
creatore
.
grazia seducente,
sensibilità
principalie più preziosi doni
della Norma,
storia
della
musica
un
squisita,ecco
che
danno
i
l'autore
al-
posto glorioso nella
drammatica.
»
212
è
NORMA.
delle
una
musica
è
mie
tutta
intimamente
la
predilezioni, perchè
sentita
cuore,
legata
e
sua
stretta
alle
che
trario
parole. La musica
per conaborro, è quella vaga,
clusionata,
scon-
io
che
si ride
del
libretto
della
e
tuazion
si-
»
parole
Queste
trovano
nel programma
il teatro
la Norma
di
la
la
città
che
italiana
Tutti
il
che
è
pubblico
renderanno
lui
in
Né
lavoro
ad
la
dopo
i
e' è
suoi
occorso
udire
dal
un
che
parla
genio.
Invito
numeroso.
essere
francese
di
sica
mu-
:
"
re
cuo-
perciò
zione;
convin-
alla
facevasi
così
al
»
questa
meno
connazionali
d'
sione
pas-
della
la
scritto,venuto
uno
morte,
un'opera
teatro,
di
mai
venne
sua
ca,
melodi-
giustizia a questa
accorrervi
difatti in
lini,
di Bel-
vena
gliavversari
blico
pub-
la Norma.
le creazioni
ricca
ter
po-
il
verso
scegliendo
grande partitura,dicendo
e
non
più profonda realtà,la
la
più intima.
re.
d'ono-
serata
sua
stima
sua
Quest'opera, fra tutte
è quella che, alla più
unisce, con
fece rappresentar
Riga,
(egliscrisse) crede
provare
questa
di
per
Il sottoscritto
meglio
ferma
con-
pubblicato dal Wagner,
quando, dirigendo
€
splendida
una
a
luce
gliare
consi-
Quante
volte
stati entusiasmati
o
scacciare
in
ti
italiana, ed, uscila
nostra
emo-
213
NORMA.
zione, sostituendovi
ritornati
spietata e,
bisognava
tenersi
entusiasmi
! Per
da
che
il canto
é
celia:
ci
credere
poi
è
a
simile
di
persuadere
che
la
che
€
a
Tribuna
V
in
30
n.
d'
colpa ha
pollo deserto, come
sentire
Costanzi
?
"
essere
la
Non
il canto.
di
31
crede
1888:
è anche
ma
se
sera,
come
scrisse
tesori
dei
pubblico
1' altra
malumore.
gennaio
avrà
Normay
"
abbian
che
ciò
accordo,
il
e
egregia e geniale
scionata
è quella colanon
in un
articoletto,
del
Thomas
Che
al
non
e
melodie,
queste
proposito
musicale,
per
peccato;
momento
un
del
Amleto
scienza
bello
e
nella memoria
trattare
un'
d'
questo
nel
di
Norma
asserì
forse
Ricordo
la
dremo
avve-
chiara,
parole del Wagner
le
che
scrittrice
scritto
ciò
ci
nobile
gran
di
maniera
spero
virtù
tro
con-
memoria
la melodia
un
V idea
tedeschi
Io
lasciamo
Allora
era
fatti
si
il cielo,prima di
quello di pregare
positori
letto,perchè voglia ispirareai com-
neppur
una
nella
allettati. Ritener
non
che
congiuriamo
semplicemente
aveva
facezia
contro
alnneno
non
in Bellini
cosi
andar
volta
entusiasmati.
aveva
che
e
guardia
una
la
e
di dichiarare
casa,
stessi,e serbiamo
ci
che
a
in
parte codesta
noi
lo scherno
di
ioso.
no-
lascia
VA-
fa
gni
pu-
e
un
a
mese
fa
1' egregia scrittri-
214
NORMA.
che
ce
le
molte,
di
pardo
ma
molte
a
Sandor
convengano
di
opere
maestri
a
francesi
tedeschi?...
e
Ora,
il lettore,
se
volesse
Normay
io
riferendo
più
nelP
sta
T interesse
dell'azione, nella
Norma
al
mai
la
è
modello
gusto
della
di
unità
senso
lavoro
gli uomini
tecniche
alle armonie
e
"
dire
lavoro
mirabile
leggi eterne
emancipato
che
hanno
è grave
che
superate,
dal
cato
pec-
più rispetto
pensiero
e
fu pertanto
colla
Normay
amore
dal
timento
sen-
ha
chiuso
condotto
vogliamo
in quel
drammatico-lirica
la musica
che
faccia
più giù:
compimento
suo
in
1' essersi
L' edifizio belliniano
«
alle
e
stile, la
bile
incompara-
difficoltà
(1).E
dello
non
merito
ò
che
rivelate
di
massima
stringhe scolastiche,ciò
delle
che
all' estremo
sino
perfezione;
assoluta,
questo
per
al
virtù
preziosa
al buon
bellezza
di
dalle
e
della
espressione più sincera
passioni, nella grande
delle
mantenere
tradire
stia il merito
a
Se
«
efficace
di
arte
che
lodi,
tante
e
stre
proposito scrisse l'illudunque la filosofia del vero
quanto
drammatico
tante
potrei meglio appagarlo
non
Rovani:
e
in
conoscere
dopo
1' intero
circolo
,
che
dalla
(1) Rovani,
ragione, dalla
op.
e,
p. 57.
fantasia
creatrice
e
215
NORMA.
dal
le è decretato
gusto
quale, la
il
di
sé
stessa,
in
o
ncir
col
musica
tratta
tutto
di percorrere,
in
o
strascinata
è
le
parte,
di
improbo
tentativo
che
non
le si competono.
che
si sforza
virtù
di mettersi
in
impaccia il dramma
indipendenti e liberissime sue
arti
che,
il metallo
come
né
argento,
in
smarrito
si
che
il
vedere
lorditoio
anch'
E
esso
il
senso
ib., p. 58.
gran
sforzandosi
lirico,
allo
reografia,
co-
mancipio;
ma
a
giudica più
sotto
V effetto
il lettore
delT
volesse
arte.
conoscere
il
sba-
ariostesco, smarrisce
estetico
è
tacoloso
spet-
della
sentire
a
non
che,
e
affatto
non
cui
mondo
un
dopo ciò, se
(1) Rovani,
va
Y occhio
di
in
sono
scenico
divenuto
é
oggi si
dramma,
ma
cuore,
oro,
sa
artificio-
ma
sorprendente,
del macchinismo
è
né
quello parlato, si
con
al
cui
ibrida
è,
non
ferro,
di due
arte
fatti il dramma
di
mezzo
di
un'
Corinto,
Rovani
di contendere
ond'
la musica,
(1)
"
previsioni del
parte avverate;
rico
li-
parlato nelle
evoluzioni, e,
di
né
rame,
mescolanza...
Le
di
buti
attri-
competenza
incompleti
e
i risultamenti
genera
,
né
adulterati
contributi
proprie,
Il dramma
mentre
dai
rire,
smar-
conquistare
parlato, imbastardisce
dramma
fuori
a
conseguenza
per
cando
var-
e
216
NORBCA.
delle
qualcuna
«La
che
ripetendo
Norma
che
più
o
un
e
lodata, io
tanto
va
ragioni artìstiche,onde
la
per
in
campo
cui
la
e
e
dello
quello
di S.
la
Pietro
Casta
del
di
al/in
così
più
artìstìco
Deh!
cor
r inarrivabile
di
che
unità
esempio
bella
tu
,
finale
nella
;
e
piangi;
nel
sa
dell' indefinit
sieme
in-
ed
mia
no
ma-
ta,
complese
le
nazione
incar-
la
parole
sica
mu-
per
dante
poi, nell'an-
guerra
vittima
Padre
e
cosi
parole, o
( ora
Napoli),
In
si
non
di
,
terribilmente
in
più
duetto:
tradisti ;
volermi
dell' opera:
del
le
per
Neil' /nno
Qual
non
Palermo,
più drammatico
pezzo
meravigliosa
sia scritta
:
di
cosa
sei?
tu
la musica.
piacere
Platania,
misterioso, del sublime
Che
".
la
lini
Bel-
la tenerezza
Mirabile
«
semplicità,di dolcezza;
civiltà
del
Majella
diva:
come
essa
cav.
di
a
siero
pen-
poraneamente
contem-
gioia,
Il
sdegno.
del Conservatorio
chiamava
di
la
e
In
crudeltà, V ebbrezza
il fremito
direttore
di
il dolore
sentire
svolgono
si combattono.
e
è
religione,
e
vizi si
forme,
dare
lo-
se
del
precisione
delle
disfarlo
so-
Florimo:
sappiamo
non
natura
e
del
parole
grande
barbarie, virtù
fa
noi
la serenità
per
potrei meglio
non
le
la Norma
quale
preghiera
nella
che
:
chiusa
formano
contendono
l'ira, la pietà, la preghiera, il
217
NORMA.
dolore,
tale
è
da
defi*
la potenza
matico
dram-
accento
impossibile il trattenere
rendere
le
che
abbondanti
vogliono erompere
tali
quella piena di affetti che suscitano
lagrime
per
note.
"
Si
€
pensi
G.
critico
A.
settembre
26
ingegno
così
colossale
così
:
pezzo
neir
d'
è
in questo finale
adoperati
di colori,
e
è
di
le
nel-
ampio
di movimenti
d*
tutto
dell' arte
getto. I mezzi
un
finale
così
espressione,
àe\
T altezza
Questo
membratura,
ricco
Nazione
misuri
si
e
di^ Bellini.
cosi
vario
nella
Biaggi
il valoroso
(dice
,
1876),
deir
forme,
finale
questo
a
un
sono
l'indole
secondo
e
quellasapiente economia,
il
della quale i grandi soli ed i geni hanno
è signora
segreto. In questo finale la melodia
la
loro,
natura
e
;
tutto
concorre
con
emana
più
vive
bellezze.—
Questo
finale
è
in
questa
musica
e' è
tutto
tre
secoli che conta
noi
tutto
e
efficaci le
più
e
musica
tutto
il dramma
! Nei
che
le
due
arti
il
,
,
dramma
di
Ed
!—
di vita il melodramma
ormai
crediamo
non
lei
,
rendere
a
da
muove
e
e
la
musica,
toccassero
esempio di concordia
quello che toccarono
ma.
Per
non
vi ha
questo
nulla
rispetto, a
di
più
più
un
nel
né
con
re
miglio-
«alto punto
finale
della Nor-
giudizio nostro,
nel
terzo
atto
del-
218
V
€
NORMA.
il
hanno
che
e
pedanti che avevano
compositorello, analizzino questo
per un
Bellini
finale
delia
fino
i bassi
fondi
della
tutto
musicale
in certo
modo
pregio
spiegare
bellezze
dei
e
proprio
tutto
del
e
della
non
se
e
mai
più
Fo
troppo
pur
ha
ne
da
cortesia
opere
né
indizio.
ad
molti
e
competenti; solo
riportare quello che Petrella,
giudizi non
della Jone,
€
Se
in
mi
sola
opera
di
avrei
Non
meno
in
scrisse
un
musicale
tutte
preservato
già che
io
non
io,
lo
così
che
senza
mi
tri
al-
ce
pia-
V autore
di salvare
una
zione
distru-
esitare
spartitodella
avessi
molti
"
la Provvidenza
universal
dalla
le cose,
un
al Florimo:
mondiale
facoltà
dato
avesse
lettera
una
cataclisma
liana
ita-
dal Rossini.
di
al lettore
fu
nelle
,
portò
nemmeno
nessuno,
che
di eccellenza
meraviglioso grado
sue
scuola
più segno
lo
da
delle
pregio
grande
e
i loro
e
di tal valore
il segreto
vera
,
seste
e
vi troveranno
e
e
il Bellini
quel pregio
alto
su,
affetti,un
quale
,
moderne
suoi
un
per
grammatica
le loro
in
po' più
un
lascino
natura^
biano
ab-
non
il costume
contro
;
ortografia,portino
compassi
E
adesso
loro
maligna
momento
di quanto
pò* meglio
un
fatto
un
TelL"
Guglielmo
i
Ora
deir
del
nel secondo
Otello, né
to,
pun-
Norma.
ammirazione
e
^
ORESTE.
-«••-
Notizia
del
del
Cicconetti
Florimo—
menti
'32
anno
calma
di
e
Però,
Ninfa
Per
raccoglinnento,
pietàyheW
il mare;
Pourquoi
ce
adorable
del
Panno.
tocanale
mio
chanl?
11 10
:
non
Me
dicembre
che
f osi
non
rendi
:
miei
il
possiam
che
scrisse
azzurro
primi
col
anni
;
la Melane
Pougin
dire
io;
tenta;
con-
pur
che
finalmente
tornò
nitori.
ge-
soprano
per
gè
dei
e
quale
gli amati
Allor
sogno
melodie;
lavoro
;
di
fortunata; Bella
rosa
o
Pindemonli,
del
conia
il
ariette
romanze:
Soave
durante
Almcn
idol
alcune
e
periodo
y
cC amore;
che
/
^
Fram-
—
un
riabbracciare
a
Vanne
(feritile;
Nice
Bellini
per
togli alcune
se
Negazione
—
Castiglia
Benedetto
Fernandez.
fu
Sicilia
in
corse
F accetta
Pougin
verità—
Gioacchino
—
L*
La
Il
—
che
chiama
bre
la feb-
cadere
all'amico
deiSan-
222
ORESTE.
salute
mia
La
"
mi
Romani
desse
spiritosi
mio
Ma
è sana,
materia
troverebbe
ad
anch'
diremo
di questo
il mio
se
e
poeta
applicarmi
in
esso
quiete."
^iova
ora
appresso:
il
,
di un
qualche cosa
fatto, su cui i principali
biografi trovansi quasi tutti discordi.
Il Cicconetti
scrisse:
Se
rebbero
«
gliel consentile occupazioni, aveva
di
promesso
dir
V Oreste
musicare
4(
Io penso
dell'Alfieri
che,
se
il mondo
cagioni da piangere
questo divino, dovrebbe
di
al vedersi
non
Il
dal
ben
altamente
ne
le
fut
tragedie
furono
circondate
mutato
faccia
evidentemente
nello
nella
al
en
"
musique
grand poéte
jamais exécuté.
ce
taille à
s'attaquerà un
l'ait
regretter qu'il ne
{\) Cicconetti, op. cit.» pag.
prese
la fece
romano,
osservazione:
tei que
qui
che
mettre
sene
doler-
teatro
(1).
biografo
altra
projet de
cui
insieme
Pougin
morte
quest' opera, che,
qualità dell' ingegno del
da
»
»
finite
in-
avesse
l'immatura
ragione sulla
restituito
Bellini,avrebbe
drammatico
é scritto.
mancata
fatta
splendore,
Grecia, e
com'
pu
73.
V Oreste
Bellini
da
le
ri,
d'Alfie-
écrit,projet
était-il de
sujet,et
faire?
tizia
no-
seguire
Il congut
l'avait
tei
la
Je
doit-on
no
sais
223
ORlSStB.
il
mais
trop;
dre, élégiaque
mal
semble
me
mélancolique
et
communication
en
fureurs.
fùt trouvé
se
Oreste
avec
«Ciò
ha
mi
recato
parlò mai,
ne
Come
la
sempre
volle
cui
dai
attinse
Santocanale,
che
La
verità
biografo
di
E
pure
vita
sta,
que-
di
dagli amici,
o
il Rossini
la
ni,
Belli-
altri. Da
alla
gata
divul-
stata
era
anni
Bellini,
Vincenzo
ed
il
come
verità?
venti
desse
romano
il
dunque
sulla
la notizia
che
le stampe
per
Vitn
parenti
dunque
è
gran
appioppargli il titolo
Cicconetti
non
inventò,
il Barbò,
sta
parte
più
taluno
credulo, il
molto
Egli
(2).
"
Avrebbe
le notizie
tutte
come
ma
ses
visse, non
di fantasia?
lavorato
Cicconetti
di
scrisse.
né
la faccenda?
va
per
et
recisamente.
invece
nega
meraviglia, poiché Bellini,mentre
me
ten-
(1).
"
Il Florimo
dice:
genie
son
que
che
prima
luce
Leggo
la
( 1859)
in
il
fatti in
A^ÌV Occhio^ n. 12, a
opuscoletto, estratto
di Benedetto
firma
Palermo
27
Castiglia
un
—
giugno
1839
le
—
.
prima
della
sunse,
scrivea
(1) Pougin,
(2) Florimo,
seguenti parole:
sciagurata infermità
op.
op.
a
Santocanale
cit, pag.
cit, pag.
127.
90.
in
che
«
il
Palermo,
Poco
con-
che
224
ORESTE.
intendeva
V Oreste
in musica
mettere
durre
con-
e
j
quest' opera
drammatico, senza
interrotti
degF
fino
di
ninno
dei
La
quale
e
andò
di
dovere
del
parole
in Catania
devesi
conetti.
altro
fine
metter
Normay
la
simile
tragedia
il Bellini
Chi
ha
eh'
sangue,
ci
vero
presentò mai
sulla
scena,
r infelice
e
una
della
questa
cause
in
tutt' i
convinzione
sue
a
«
ma
o
che
qualdi
di
scene
opere,
non
personaggio
un
Beatrice
com'egli disse,
di carnefice
il Cic-
sce
Bellini, cono-
dalle
che, nelle
delle
sicare
mu-
V opera
del
di
ma
al Santocanale.
parlò
la morte
successo
fu appunto,
In
o
cui
attribuì
di
Tenday
il libro
che
te
sen-
»
punti...
mi
a
,
egli rifuggi sempre
è
di
dell' Alfieri
essere
1' indole
studiato
tanto
Parigi
a
quella tragedia,
scrisse
bio,
dub-
i Pu-
dopo
si avvisò
dovette
la
correzioni
due
non
ben
da
tratto
sue
ogni
a
,
cui
delle
altre; però
tante
come
2.' Non
l'argomento
cercato
riferire il progetto
Oreste;
erano
Santocanale,
apportare
la
dopo
r
egli avea
Castiglia: l.'Non
ritarUy ma
si
che
luoghi
come
canto
un
ripetiiobbligati,
all'avv.
potuto
smarrita
pare
eh'
alcuni
in
mezzo
avrebbe
con
periodi,ecc.,
precedenti."
lettera,diretta
opere
alle
intera
lui mantenuti
a
levar
me
tutta
rafferma
1' aver
226
ORESTE.
fra
trovato
di
autografi^ cinque
gì' immensi
musica
assai
sgualcitie
che, io credo,
là
e
qua
frammenti
siano
gli
fo-
gibili
illeg-
ra
dell'ope-
anzidelbi.
Nel
di
primo
qualche
eh'
è
leggonsi
i
essi
scena,
seguenti nomi:
genittyClitenneslraf Achille,
e
poi
nomi
mi
in
e
i
fanno
genia,
altro
un
in
Coro
:
versi
pochi
che
supporre
Atilide
qui
sotto
argomento
Cotesti
trascrivo,
ne
già
argomento
,
Ifì-
Agamennone;
e
Patroclo.
e
che
principio di
certo
sia
trattato
Ifidal
Gluck.
dalle
Traggo
mi
è
pagine
possibile leggere, tentando
alla
i versi
parole che
di ricostruirne
meglio.
Signore,
—
Da
—
le
stesse
te
chi
Costui
difende?
mi
che
La
vilipende
regal figlia
La
sposa
(illeggibile)
n' offende....
tua
^T' accheta.
—
A
—
Esposta
io
son
!...
Ma
—
Ah
—
quai vicende
! tu
che
parla
il sai !...
Parlar!
e
lo
potrei?
226
ORESTE.
delle
Qualcuna
r interlocutore
risposte
ma
lascia
basta
non
indovinare
farci
a
prendere
com-
,
r
per
tanto
organismo
altro
un
la
Chiedilo
e
ti dirà
Mostro
Non
di
fra
trovo
foglitrovati sono
visto che
difficile,
che
teimestra,
Di
qui
poesia
che
pianti miei,
sei
crudeltà.
ci
nostri
del nostro
d' Ovidio,
fieriano,
foro
studioso
e
lui
il
e
è
Cli-
figliuoloOreste.
vecchi
bella
Gioacchino
dall'avvocato
ma
ro
oscu-
non
lettere. Valente
criminale, poeta,
dei classici greci
fama, traducendo
scrivendo,
secondo
la
che
vorrebbe
dimenticato,
nome
acquistò
Agamennone
sono
repubblica delle
e
i
gì'interlocutori Oreste, ma
piccoliframmenti, e non
scritta
fosse
nella
si
ai
1' equivoco.
dei
Fernandez,
tuoi
ci sia pure
certo
Taluno
piede.
di crudeltà.
tradimenti
E
al tuo
fede,
senza
Mostro
Ai
vittima,
già
è
Anima
Patroclo.
e
volesti
Vittima
Eccone
scena.
brano.
Coro
Tu
della
tore
oradiocre
me-
non
e
latini,
le Eroidi
il gusto
al-
alfiereggiantenell' indipendenza
BEATRICE
TENDA
DI
-#«?-
Impegni
Venezia
con
pubblico
Accuse
—
del
Lentezza
»
Un'
—
Aooertimenio
inopportuno
Sdegni
Pasta
del
della
Pougin
Fatalità
—
La
Malibran
la
e
del
—
Giudizio
—
Mercuria^
Bellini
di
^
sfavorevole
profezia
giudizi
e
timori
e
Bornaccini
al
Lettera
^
gimenti
strug-
e
Ansie
^
Accoglienza
—
Convinzione
—
salvezza
del
Rancori
^
Impazienze
Romani—
di
àncora
ingiuste
Verdetto
—
definitivo.
Durante
la
Barbaja
tre
opere
a
in
dimora
breve
gli
la
propose
le
serie.
Ma
nulla,
perchè
scrittura
pratiche
il
V impresario
Napoli,
non
di
darono
appro-
Maestrino
cato
spic,
il
già
volo,
quel
per
più
di
mila
(1) Domenico
ebbe
teatri
il
di
Nuovo;
e
Canobbiana
Egli
Carlo
San
venne
milanese,
baja,
il Bar-
e
voglia (1),
e
sorti
spirito intraprendente.
e
Fondo,
del
Milano,
perciò
ed
anche
detto
quello
quello
contemporaneamenie
di
tese,
pre-
prezzo,
tre
le
bassi
natali
non
opere,
ducati.
Barbaja,
ma
si
tutte
per
a
ardue;
quanto
per
pagare,
nove
assai
tempo,
Napoleone
intendeva
quanto
aveva,
il
il Teatro
Napoleone
e
i
Condusse
dei
della
Fiorentini
Scala
Italiano
degli
e
di
verissimi,
po-
regi
ed
della
na.
Vien-
impresari.
230
BEATRICE
Vincenzo
libero
Tofferta
scrivere
dei
di mettere
un' opera
la
per
in
la Norma
libretto del Romani,
1832-33,
lire 13,000
la metà
e
dritti d' autore.
Il contratto
di
lunga
ma,
per
,
fu rogato
poeta
e
studiare
cumulo
un
di
r estate
nulla
e
andò
potuto
ze
circostanV autunno,
tutto
il
Venuto
Venezia
a
tempo
primi giorni del dicembre;
allo
10, scrisse
«
Vi
due
scrivo
che, dopo
un
zio
pranzo.
allora
a
in questa
trovo
sabato
da
dopo
andò
in
L' esecuzione
nei
scena
il primo,
da
mancassero
il
parte
air amico
dei
del
il
12
le,
faci-
la quale
''33.
cantanti, benché
del
Santocanale
più
gennaio
gli applausi,
Bellini,che, il
e
della Norma,
primi
ai
seriamente
pensar
dirigeregli studi
scrisse
avvisarvi
per
viaggio, mi
di cui
propri impegni
punto
del
»
Cominciò
era
solo
bella città fin
originale e
in data
Ferlito:
righi
felice
e,
fisso.
pre-
giunse
ove
,
nei
gno,
giu-
il lavoro;
preparare
quasi
e
di
avrebbero
malaugurate
conchiudere.
Bellini
la fine
verso
compositore
e
mano
passò
senza
non
da
gli venne
stagione del carnevale
di
Milano
a
scena
seria, su
il compenso
mercé
tornato
ogni impegno, quando
Venezia
e
dunque
erasene
d'
TE^n)À.
DI
non
mese
:
sodisfece
suddetto,
BEATRICE
V
€
accludo
la
Norma
y
dalla
che
sostenuta
si teme
ma
nella
da
gola sia
sua
la Norma
ogni
il silenzio
alla
strepitosiapplausi
vedere
piacere che
che, se avessi
assicuro
della
ScaUiy avrebbe
ricordarsi
per
r opera
non
della
V
fine
il
se!
lo volesmalattia
dei
avuto
la
fosse
tutta
cuori,
Se,
chiama.
Era
questo
aveva
compagnia
giungere
in
tutti i
poterlo finire,e
alla
fatto
mia
un
ra
ope-
V obietto
pensieri
ma,
rilento:
a
na,
fortu-
per
appoggiata
dubbio
senza
Venezia;
troppo
tale
(l).
"
rivolti
vi
e
successo
un
anni.
gli
e
pezzi, danno
nei
molti
te,
gen-
ascoltano,
desta
avuto
gran
protagonista,lo spettacolo avrebbe
gran crollo... Io vi lascio, poiché la
mi
il
essendo
questa
sera
cui
con
viene
non
! Pure
irreparabile
ora
per
di
giornale
quale
Pasta^
tutti che
chiama
ed
da
sola
del
malato, com'egli dice. Iddio
tenore
a
231
TENDA.
articolo
un
sulla
Venezia
DI
sin
oimè!
dal
primo
il lavoro
disperava
cui
a
dava
an-
di
fìnanco
colpa.
scrisse
la signora Branca,
" Il maestro,
fosse
inquietato dai capricci dei cantanti
non
per
sua
,
distratto
fatto
lui. era
dal
bel mondo
dubbioso
da
scrisse
natura,
(1) Florimo,
op.
una
e,
lett. 59.
che
certa
a
lo
circondava,
volubilità
stento, fece
che
e
o
o
o
in
rifece
232
BEATRICE
si
nulla
di
volte
più
TENDA.
DI
potè
,
troppe divagazioni del bel
in
ogni
quali
seppe
voluto
che
di lui, come
la
e
di
di cui
la
lo si volle
ragione
tutti i
a
volte
rendeva
sibile
impostante
irri-
incolpare; quanto
non
aveva
op.
al
tarsi
conten-
non
saputo
cit., pa;^.
chiama
grandi ingegni,
esempio
un
17cv
poi
te,
squisito dell'ar-
senso
rifatto
aveva
che
citar
(1) Branca,
to;
al talen-
l'egregiascrittrice
quel
rità.
ve-
in Bellini
mai
modesta
e
nulla, che
otto
Signora
ebbero
al rifare, insomma
e
comune
non
sua
di
autorevole, pretenzionoso e
volabilitàygli era
a
alcuno
fondo
non
dolce
il fare
ben
duti
ven-
la
persona,
suo
passe
occu-
lui fossero
a
sua
sottomettere
r indole
di
la
tante.
irri-
si
lui, non
a
hanno
non
seduzioni
al fare
to
cer-
il
Bellini, che
se
giorni,
accuse
forza
un
(1).
»
Le
il
che
pensasse
i suoi
Le
invece
suo
autorevole, pretenzioso ed
fare
non
mente.
ni,
Roma-
Tanirno
assumendo
Avrebbe
poeta
fatto
inverso
accaparrare
emergenza,
qual
gli avevano
ammaliatrice
amorevolezza
colle
be
potreb-
gentile,insinuante, e quella
modo
perdere quel
si
e
sesso,
seduzioni,
dire
anche
Le
accontentare.
dir
la
per
Casta
e
su
cui
rftoa,
cui
la
,
altro
che
pa-
BEATRICE
di
role
modo
lode.
La
di
e
sei anni
il
e
in
insinuarsi
Bellini^si
il
unito
condotti
nel
purtroppo
la discordia
nuovo
il beiraccordo
aveva
avevali
trionfo,mancò
Aimè!
«
consecutivi
Bellini,ed
questo
giudicare
che
comprende, sapendo
per
di
ragione
di vedere
233
TENDA.
DI
che
il Romani
di trionfo
1833.
»
(1).
ad
dunque venuta
mi,
petti;e però, divisi gliani-
nei loro
era
l'opinionepubblica, che
scenze
Genovese, più accorto
e
più ricco di conoaveva
saputo volgere in favor suo,
era
il
divisa
pure
,
creando
suscitare
A
vie
Veneziani,
la
del
maggiormente
ventilata,(ed era
fu
che
voce
loro
della
si dava
cui
che
di
lo si
stagione. E
(1) Branca,
per
op.
cevuto
ri-
aveva
celebrità,e
grande da legarselaa
più il lungo aspettare, e
erano
state
via
intanto
del
cit, pag.
Romani
176.
data
il povero
che
in
messe
di accordi
accusava
rimpresa, perchè l'operafosse
struggeva
alla Fenice,
i Veneziani
e
della
la prova
tutti si
a
insinuazioni
quindi nuove
con
opera
il battesimo
irritava
giro, per
queir
a
parve
dito. Li
allora
dei
rancore
nia)
pretta calun-
disprezzatoRossini;
ci tenevano
da
il
lui.Bellini,durante
Tancredi, che
aveva
il torto
affatto ostile al Bellini.
ambiente
un
presi
in fine
Bellini
si
gli veni-
234
BEATRICE
la
passando
va
poesia
tale lentezza
con
di condurre
dicembre
10
poesia, e
salute
mia
troverebbe
gennaio
amico, per
la
quale
fatica
che
in
chi?
del
solito
mio
ed
se
des-
(2).
mio
della
mia
di soffrire
per
tempo,
ro
ca-
salute,
la gran
dovere
e
La.
spirito si
righe, o
per
(1).
"
—
mio
quiete. "
nuove
poco
gnare
impe-
poeta mi
il
facendo
sto
mi
non
costringere »
sole
procinto
Sono
dovuto
il mio
in
darvi
volta
"
—
Santoeanale
se
e
Due
«
—
già
r opera
ho
e
fissato.
che
poeta
applicarmi^
in
è
del
farlo
anch'esso
12
Ferlito
zio
AlCavv.
sana,
ad
al tempo
qui
per
—
è
materia
V opera
frattanto
dicembre
10
bocconi,
e
disperar qualche
cagione
il governo
pezzi
a
Allo
—
disperato per
dà
da
fine
a
TENDA.
DI
per
vere
scri-
colpa
di
il dio
originale poeta:
»
(3).
dell'infingardaggine!...
rendere
A
di cose,
valore
dei cantanti, eccetto
la
sclusivamente
gennaio
domani
se
Romani
—
sua
cominciare
me
(1-2-3) Florimo,
lo
op.
in cui
o
ninno
che
mava
chia-
poneva
e-
speranza.
innanzi:
va
il finale del
darà;
e,
e
Beatrice
La
il poco
la Pasta
di salvezza
zione
condi-
questa
grave
aggiungevasi
àncora
27
più
ancor
ma
lett. 57, 58
come
e
59.
primo
potrà
ro
spe-
atto,
an-
286
BEATRICE
DI
TENDA.
ed in panel Redusio,nel Ripamonti,
Bigliy
recchi
di
dei
altriscrittori
stri,
noqueitempi e
è fondato ilframmento del presentemelodramma,
lìxcoframmento perchecircostanze
inevitabiline hanno cambiato V orditura,
j
i caratteri.Esso ha d' uopo
i colori,
r indulgenzadei lettori.»
di tutta
indulgenzaper un lavoro che si
?! Affé,
era fatto aspettarefino all'impazienza
rironia era pungente davvero,e i Veneziani
Chiedere
sordo; difatti la Beairiee di
il 16 marzo
Tenda, andata in scena
*33,con
Del Sere,Orazio Cartagenola Pasta, Anna
va
e Alberico Curioni, fu accolta coi segni
non
intesero
più manifesti
a
d' indifferenza
e
di
zione.
disapprova-
La fredda
accoglienza
spiacquealla Pasta,
la quale rimase d' allora in poi fieramente
sdegnatacontro i Veneziani^i quali,
pur di
sfogareil maltalento contro il maestro, non
in lei l'artistavalente;
ed è fama
rispettarono
al
che, nel duetto col Duca, volgendosi
tanta energiale
con
pubblico,
pronunziasse
Se amar
che il
non
parole:
puoi,rispettami,
pubblicocapi, e risposecon
fragorosi
applausi.
Si dice pure
che ad
cabaletta:Ah, la pena
un
certo
punto della
in lor piombò,il pub-
BEATRICE
blico, credendo
frase
una
DI
di
della
la
scorgere
Norma
Norma;
ripeterla,
sapesse
loro
far
Pasta
Pasta^nel
si abilmente
il
giochetto.Ma
sciaguratamente che
prova
della
la
che
e
variarla
avvedere
ripetizionedi
gridasse ripetutamente:
y
Norma,
237
TENDA.
valse
non
tutto
non
sto
que-
la bravura
V opera
salvar
a
da
dal
naufragio.
la
Cinque giorni dopo
Bellini scrisse
di
compagno
Mio
«
Tutte
€
della
ad
cosi
fatiche
; avrai
Beatrice.
Potrei
i
punti;
tali
ma
Altro
recita
della Beatrice
;
sera
darà
credeva
è
la
fare
rimasto
nei
a
mani
di Ro-
sarebbero
per
la
che
ora
in
da
secon-
portò all'impresa
terza
il
di
più
ancora
Sabato
aspetteremo
tutto.
Capaleti,la
La
Zaira
Norma
un
prima
doppio:
e
zo
ter-
presentazi
rap-
il Lanari
Tancredi^
col
tutti
stive.
intempe-
dell'introito della
nella
ed
Beatrice
certi articoli
avvertimento
ora
ingannato.
poi risponderà
vendetta
e
il malumore
scusa
ritardo:
fiasco
pute di carnefice
consola
di più
biglietti
di
che
che
ragioni
mi
non
in
addurre
state
sono
il solenne
saputo
pubblico pel gran
preventivi nel giornale; un
libro
Venezia
per
del
suo
e
Bornaeciniy
caro
vento
nel
amico
suo
un
collegio:
le mie
al
sparse
prima rappresentazione
ieri
si
domenica
l'esito. Il
trovò
in sé
tempo
la
sua
stessa, chi
238
BEATRICE
che
sa
della
sarà
ne
delle olire
f Io l'amo
Beatrice
mieJigUe,
essa.
per
TENDA.
DI
di
spero
al
marito
trovar
Tuo
Bellini.
«
anche
V opera
Veramente
severi
di ben
dì
il
Pougin,
il
ineomparahiU il finale
quintetto del secondo, e
duzione
sospetto
non
celebri.
Né
la bella
e
cabaletta:
altra
sorte
del
li
primo
Ite erUrambiy
coro:
oimè
che
bastano
Il
rendere
a
!
Tintro-
io
son
questo
giunse
non
celebre
agosto
Beatrice
libran
la
non
"34
te
prenderà
profezia del
cioè
che
fu
"
ne
curare;
la Beatrice
ei
da
parte
colsero
racil
ro,
ve-
lo
Parigi,ove
la esecuzione
se,
rava
spe-
:
venendo,
la parte, forse
Mercurio
gevole.
pre-
al fanatismo.
mai
Per
in
valga
ma,
al Florimo
—
che
città,che
altre
Malibran;e
trovavasi, scriveva
4
più
d' entusiasmo
successo
dalla
—
squisitafattura,
opera
miglior favore;
con
Questo
delle
quello
e
tri
al-
ed
il vero;
che
di così
un'
i
,
giudizio dei Veneziani
da
corretto
pezzi
sono
ancora,
poi
e
e
fra
,
il
e
la drammatica
con
sola
atto
annovera
questi soli, ma
la
;
mò
parzialità,chia-
cavatina
Ma
»
giudizio dei
a
,
degna
era
,
pezzi più
che
an-
»
€
più
pari
della
la Ma-
si verificherà
(giornale teatrale)
potrebbe
avere
con
al-
BBAfRICB
esecuzione
tra
"34
duetto
Senza
ultima
Vedrai
la Malibrao.
che
atto
del
parlartipoi
secondo.
del
scena
(1).
"
ardentemente
del secondo
il finale
e
faranno!
ed
la dia
la Beatrice
che
Norma.
Desidero
"
—
239
dalla
la sorte
ottobre
4
—
TE^A.
DI
il
to
eflet-
quintetto
il
Fammi
cere
pia-
riprodurrà, prenditila stretta del
na,
finale,e dopo la piccolacabaletta della donle parole : /te,
troverai
motivo
con
un
se
si
iniqui^air impotente
il
fammi
Ora
ecc.
un'altra
volta
mettili
a
di
serve
la terza
Mi
riempita
ricordo
solo
che
sia
da
Micheron
mentr'
trai
po-
dizio;
giu-
te
crescen-
si troverà
instrumentata.
i violini
il basso; e, fra
fu
corressi, perchè
(silenzio)e
rivenuto
era
sa
gui-
violini
malissimo
facevano
lo
detto,non
tale
replica
forza
con
e
acuti, accompagnando
noi
a
ai
unisono
la quarta
e
,
ben
cosi
ora
crescente;
un
principio di
per
mi
pri-
che
infine regolaticon
clarinetti;
o
ciò
che
alta, e prosegui
incominciare
l'oboe
con
i violini
media, invece
istrumenteresti
anche
istrumentare
d*
piacere
nell'ottava
come
aòbandonOy
vi
vostra
questa maniera:
nell'ottava
sono
ira
a
per
non
sigliato
con-
carlo
pic-
lasciai
lo
me
,
così.
Tu
ora
(1-2) Flopimo,
correggi
op.
e.
come
lett. 70-75.
ti dico.
di
»
(2).
24D
BBAtRtCB
"34
Spero che la Beatrice
immorale, perché Beatrice
Ottobre
—10
non
sarà
trovata
non
ama
che
suo
pensiero
verso
sol
marito
incontro
«
Malibran
d'
rea
un
quindi voglio
la parte.
prenda
"34—
della
è
non
e
Orombelloy
novembre
30
—
«
—
la Malibran
che
sperare
'TÈNDA.
Dt
lo
Sento
nella
(1).
»
strepitoso
Sonnambula
y
e
poteva
non
la Beatrice,
fare
Milano,
per
che
diverso.
esser
!
successo
tanto
non
la
ove
allora
e
risorgerebbe, e,
per
già perchè
non
che
di
che
Osservo
spesso
mai
mosse
alla Zaira,
e
appena
nella lettera al
la
sua
a
la Malibran
nei
rebbe
gire-
anche
sero,
val-
ne
lei T occasio-
per
fatalità
quella
le vicende
umane.
Bellini
mentre
della
nulla
si rifiutasse,
nessun
infelice fine toccata
la ricorda
una
Bornaccini, dicendo
vendetta
trice
Bea-
Norma,
preghiere
che,
con
e
(2).
"
governa
intanto
to
quan-
maltrattata
\a
eseguir l'opera,ma
spesso
lamento
la mia
desiderava
anzi
Napoli,
per
come
le
e
volesse
se
riprodurrebbe
tutti i teatri.
insistenze
Le
Oh
Caputeti
sola
volta
che
trovò
invece
non
sa
,
rassegnarsi punto a quella
trice
eh' egli dice di
amare
(1) Florìmo,
op.
e.
(2) Florimo,
op.
e,
iett
77,
leti. 83.
toccata
al
alla Bea-
pari
delle
tofiAllitCÉ
altre
e
volta
le
air
modificare^ in parte,
fu, quando, volendo
stifica
giu-
pretensioni
sue
inr)presadi Napoli,
E
"
poi
che
spero
dallo
spiritodi farsi
che, se di queste
scriverei
ne
hai
avuto
so
se
qual
Ma
far
in
scrivere
rischio
anche
qui
se
per
incidenza
ha
questa
di
cui appare
to,
merca-
V una;
la
del
di averlo
forma
tu
così
ma
rischio
di
fatto, e
in
cosi
indeterminata,
distruggere
le
precedenti,da
la convinzione
manifesta
e
Beatrice^
manifestazione, fatta
in
e
virtù
poi
e
re;
mestie-
(1).
»
conviene
dice
fare
un' opera,
si corre!
dettate
del
ducati
Caputeti
mese
un
:
non
volessi
mille
sto
chie-
prezzo
opere
e
non
fiasco, non
modo
avrete
ne
coi
sul
scrisse
onore
per
prova
ogni
non
sorgere
ri-
veder
parve
giudizio, e
questo
di
sperava
Norma.
sola
Una
241
tENDA.
fare^ trionfante,il giro dei teatri al
della
pari
che
figlie^e
sue
Dt
intima
,
della sua
profonda, della bontà della musica
ni.
Beatrice
e
dell'ingiusto
giudizio dei Veneziamente
La
più chiaraqual convinzione
appare
dal
air amico
"
Dunque
(1) Florimo,
brano
seguente
di
lettera,diretta
Santocanale:
la mia
op.
e,
Beatrico
lett. 69.
è stata
gradita?
BfiATRtCE
242
Ne
piacere,
sento
dai
e
che
questa
disgraziata mia
ed
ora
è
far
scomparire
di
ha
la Beatrice
Bellini
se
Veneziani,
scrisse
il
,
meglio; e
notevole,
e
debolezze
erano
pienamente
il
op.
ha
non
eccita
il
suo
nemmeno
di stare
una
numerose.
giudizio.
e,
e
il carattere
a
e
lett. (j4.
detto
ver-
il giudizio
accettato
repufianco
dei
aveva
della
Puritani.
fatto
assai
un
finale
,
introduzione,
??»
(i) Florimo,
ha
non
Pougin
salvare
a
che
superbo quintetto non
un
sufficienti
di correggere
(1).
Norma
bella
una
tremendamente
ora
degna
della
Sonnambulay
blico
quel pub-
oggi pronunziato
definitivo,e
dei
»
al
fesso
comparire. Conorribile ; ma
io, con
disgustante
Filippo.
critica
La
il
le toccò
fini estrinseci
cercai
mestamente,
che
suo
colorendolo
musica,
tato
al
il soggetto
che
io stesso
indotto
aveano
disapprovarla
a
la sorte
che
Napoli
applaudito
che
opera,
era
dell' opera,
merito
la
ed
Venezia,
a
hanno
meritare
credea
non
di
giornali
i Palermitani
veggo
poi
TÈNbA.
DI
partitura di
E
io
ne
furono
cui
accetto
le
244
DISSENSI.
ciascuno
tira
scagionare se
la colpa
tutta
a
ricadere
Romani
compagno.
avvertimento
o
chi
per
nella
(20
la
pubblicò
al N.
Gazsetta
dando
Romani,
con
un
quale
un' altra
(supplemento
si
articolo
controrispose
in
altro
un
il Genovese
in ballo
ebbe
anche
determinò
il
in
vero
un
V infelice idea
gentile;
sesso
Bellini
numero
pubblico; perocché
scandalo
uno
assai
Romani
polemica degenerò
La
pettegolezzo,in
cosa
il quale tirò
,
più virulenta, pubblicata
deir£'eo.
di
nel Barbiere
del
risposta
sul vivo,
punto
altro giornale musicale,
Sioigliay
dietro
rito
inse-
al poeta
apertamente
alla
40, 1833),
Belliniani
dai
articolo
un
con
risposta neWEco
una
del
capo
prioilegiatadi Venezia,
dei ritardo.
colpa
sul
to
aprì la polemica col noal libretto;Bellini,
premesso
lui, rispose
1833)
marzo
cendo
fa-
stesso,
ad
la
allontanarsi
di tirare
qual
da
Milano.
Ora
a
il nodo
della
chi spettava
quistione sta
il diritto di
cercare
Il Romani, nei suoi
dell'opera.
dava
la responsabilitàal maestro.
Passò
luglio,passò agosto, e
«
e
venne
che
era
ancora
nel
to
l'argomenarticoli,ne
il settembre,
corse
finalmente
l'ottobre,
e
quel
trovato.
benedetto
Per
sapere
argomento
soprappiù
il novembre,
non
il Bellini
246
msSEKSt
do
ozianRinaldo^ si stava
sparito.Novello
nell'isola di Armida;
né io, per
cercarlo,
era
poiché la fortuna
Iddio
volle, ei venne
passato,
col
era
mi
pregato
che
nella
posi
a
Cristina
Bellini
del
Minerva
di
glisuggerisce
un
altro
Bellini
e
e
m'
bel
il sacrifizio
il mio
scrivo
e
fino
alla
riscrivo,e cambio
scrivere,
e
la
di
chiudo
in
la
rigore
e
di Tenda;
pel
sua
Minerva,
Melate
role
pa-
altra, calmano
in casa,
ricambio,
e
e
fazzono
raf-
melodramma
il mio
andare
titolata
in-
scio
accettarlo; e la-
dell'
e
lirica
iscena,
melodramma
e
riesce
mente
finalun
bretto.
li-
(!)•
(1) Supplemento
1833.
guise
vigiliadi
il mio
»
un
mille
a
tenerezza
lavoro.
sospiro
risentimento, e mi
in
lui
suo
Beatrice
rispettoper
parte il cominciato
deir uno,
dal
la mia
mattino
il mio
impongono
da
il soggetto.
da
bel mattino
Un
desiste
teva
po-
con
tragedia
di Svezia,
non
necessità
avvezzo
una
comporre
era
di meno,
maggiori sacrifizi,acconsentii
mi
io
Nulla
ripregato,e
e
Quando
il tempo
ponevano
mia.
Fortuna,
maestro.
impegni,
ricusargliTopera
lui
della
fuori; ma
anteriori
e
trascurare,
di
la barca
Ubaldo,
come
aveva,
al N.
40
del
giornale
V Eco
,
Milano,
246
DISSENSI.
Bellini
legiaia di
negò
Venezia
lo
negò
,
rimo
Venezia
Siviglia^
lo negò
e
;
al
anche
prioì-
Flo-
suo
,
fii mia
non
dalle
quindi
mille
fui io il mancatore.
Lo
anche
negò
Romani,
stesso
in
quei
dell' animo
prima
d'
nari.
La-
in
mai
cosa
da
che
quel
zia
Vene-
(1).
lettera
sbollite
diretta
le
volle
affetto,rotti
di trascrivere
prezioso della
di Bellini,mi
bontà
sieno
cosi
e
seppe
per
mente.
brusca-
cumento
lettera,do-
una
e
allo
gnor
ire, il si-
cuori, fatti l'uno
due
cuna,
al-
potrai comprendere
amico,
comune
altro, i vincoli
Intanto
una
quando,
Bordese,
riannodare
»
in
libretti
lettere
mie
di
die-
non
attesto
ne
ti celo
non
ti scrissi,
Milano
e
che
sai
e
colpa (se
prefìsso)e
scriveva
Romani
carnevale,
r
di
il Roniani
tutti
a
l'opera al tempo
se
Gazzetta
:
A
€
della
nel Barbiere
e
asseriva
quanto
sempre
€
negli articoli
del
candore
concesse
che
po-
osservazioni.
1. E
fuor
dichiarazioni
di
dubbio, perocché risulta dalle
dell'uno
stagione Romani
(1) Florimo,
op.
e,
e
era
leti. 09.
che
dell'altro,
affollatissimo
in
la
quel-
di afiari.
247
DISSENSI.
signora
La
melodrammi,
tutti alle
scene;
anche
in
era,
2.
mi
e
Bellini
dovesse
che,
che
di
Cristina
autunno
dati
e
naturale
par
nove
che
mani,
Ro-
trascurare
un
soprammercato,
per
versi, incontentabile.
di
fatto
Ammesso
fosse
queir
malgrado,
suo
po'
scritti in
di ben
l'elenco
ci dà
Branca
l'argomento, scelto prima,
Svezia^
il lavoro
che
documento
risulta
non
da
sun
nes-
sce
asseri-
come
,
la
innanzi;
deplorare:
a
Branca
signora
il
è
tanto
sa
non
assai
proceduto
che, oltre
invece
pare
altro
sia
fosse
signora Branca,
titolo,non
ci
che
vero
citarne
neanco
esser
mutato
la
un
verso.
L'
3.
di
mese
al
di
specie
penombra,
di
del, lettore, libertà
quel
che
non
che
Bellini
Venezia,
e
dica.
che
egli
diverso
allo
poeta
zio:
che
Ma
il 10
sin
«
Sono
non
d' allora
disperalo
mi
dà
alla
tasia
fandi
più
supporre
è
vato
pro-
trovavasi
dicembre
avrebbe
non
dando,
duto
per-
il resto
dai documenti
definitivamente
essere
il tempo
anzidetto, e lascia
mese
nel
mo
abilissi-
Romani,
determina
polemica,
fino
una
; difatti
novembre
nella
in
dovette
argomento
T argomento
scelto,
potuto
per
poesia, u
in
a
veva
docaso
scrivere
cagione
del
frattanto
qui
248
ho
DISSENSI.
dovuto
il
impegnare
governo
ferlo
per
costringere."
farci
in
parole
Queste
4.
lo stato
comprendere
si trovava,
cui
antiche
amichevoli
e
o
Ed
ora
«
Mio
Romani,
lettera
dal
tua
signor Bolselli,vedo
Taifezione
per
innocenza
di segreta
tacciava
per
dar
Quali
la
mia
che
Te
non
il gran
dO|
essere
stata
scritta
ma
inviata
me
del-
ancora
Bordese
la
la
di Venezia
che
mia
mi
l' impresario
della
fine
tre
nu-
sui
stagione.
giornali
se
,
sapea,
la data,
a
dopo
e
io difendea
io addurre
n' eri
tu
signor
alla
opera
tale
(1) Manca
nutrì
pubblico
offendea
tutto
che tu
:
Bordese
Milano,
a
intelligenzacon
poteva
prove
quella
non
il
presso
Bellini.
signor
ed
io t' offesi
Non
te.
per
il
diretta
il
come
me,
ni,
gior-
(1)
teco
Bordese
a
la Beatri-
la Sonnambula.
e
rapportò
avuta
tamente
cer-
bisogno
allo stesso
parola
mi
quanto
conversazione
della
la
la
caro
delle
di trenta
meno
Caputeti
lasciamo
Dopo
€
i
scritto
aveva
in
ebbe
scrivere
per
Tenday egliche,
di
ee
mesi
quattro
la rottura
Romani
se
per
esasperazione
relazioni,alla quale
si dovette
di tre
di
quindi
e
eloquenti
assai
sono
la
principale cagione
dichiarazione, perchè
di librì che
numero
credo
verso
non
la fine
andare
del
errato
il
do
mon-
ti
era-
dicen-
luglio *'d4.
?
249
DISSENSI.
in
commissionati
no
necessità
di
impresari
;
poter
non
mato
Io
e
Se
ami,
di
Nulla
contentare
meno
ho
non
hai
lo
Bordese
a
e
scagliasti
non
sempre
nella tua
come
maestri
e
articolo
dici che
tu
nella
ti metteano
anno,
quale
tu
ma
Bellini!
contro
un
mi:
t'espri-
di
cessato
a-
amarlo
^
che
poiché conosco
che fu istigatoda
da
E
ciò
di
il
tua
? Andai
Bergamo
deir
E
sino
drammi
dei
poi
che
avevi
che
Romani,
tu
ti fui sempre
Io
e
,
)e parti
il mio
ove
epoca,
me
e
ne
,
jne
procurò
fino
dunque
stesso:
tanta
l'amico
pensieri?
Ma
te
e
Venezia,
n' è
le tue
ultime
dei
linee
mai!!!
ad
testimonio
,
in
rata
quella sciaguda
tutte
dicea
a
,
chi
abbandonare
mia
! mio
Oh
lo dimostrai
V anima
cuore,
sità
neces-
amato,
lagrimava
mio
aspettavi
Parigi?
?
fu lacerato
nella
scelta
senza
cuore
gloria
del
mai
hai
poss' io
ta
por-
la
a
difesa
Pappadopoli
a
tua
che
d* offese
tua
attaccato,
t' incontrava
quando
mi
fui tutto
Per
commissionato
non
non
ti rimorde
alla
assicuravi
chiamavi
tu
dovevi
giorni,e poi lasciai
20
aggiungesti
non
ogni passo.
mi
non
il dividerci.
non
dicembre?
7
girato
rag-
accanimento
sempre
per
sua,
fu
di falso ? Non
agosto
al
che
quel
a
caro
10
argomento
coscienza
asseristi
al
Milano
che
ciò,
tanto
con
tutta
cuore
a
di
convinto
luglio fino
più
Io
la
che
a
fu
non
stava
scrivesti
e
ciò
tutto
per
cui
eri
che
me;
colpa
improvvidi amici,
uno
tu
se
scrivere
contro
d'
più
la
carriera?
miei
che
più
Chi
mi
fu
delicati
chiudono
il
260
DISSENSI.
nel
avviso
tuo
libro della
difendermi
a
mondo
del
pubblico
velo
un
il
presso
ripariamole
un
quali, io credo,
r
uno
te
a
ora
siamo
stati sempre,
che
propongo,
è
( ed
scrivere
di
pentimento
Ciò
stesso
tu
che
esprima
ove
Bellini
,
dopo
mo
ritornia-
e
amici
dei
cure
detto
non
per
in stato
Io
ti dico
ecc.
l'esprimeraicol
d' ambidue
tuo
e
morirà
spero
(1) Questa
bozza
nette, segnate
al
di
premiere, portante
prima
il
la
lettera
a
i
Taver...
e
inyiò
a
la
me
aperta
essa,
Balocchini
»
in
tu
che
me
il
scritta
cifra
ciò
mia
Bordese,
che
mi
mi
stro
no-
ra
carrie-
(1).
»
in
tre
pagi-
mezze
dìx
gepiieme,còte
Nella
Rossini.
del
il
Dopo
ti/fnor Bordese
coro
il de-
degni
esser
la
la tua
diretta
gliela consegnasti
celUto) più ra' assicurò
che
così
ventano:
€
nei
della cosa,
seguenti pentimenti
seguito:
lettera per
tua
come
oeHo
£
a
di tenere
momenta-
modo
con
la
fianco
paginetta leggonsi
signor
è
per
ripigliareil
vita.
delFin
numero
in
rossore
con
signor
si lesse
il sentimento
che nacque
attaccamento
il
comuni
quanto
intatto,e
senza
Torino,
convenuto
sapere
resti
dell'altro, e
l'uno
amici
)
inserire
ed
d' irritamento
giornali,perchè
ecc.
loro
loro laoori, hanno
ognuno
neo,
Romani
signor
ed
necessità
farlo
e
e
Bordese
a
prima
articolo
un
il
le
nei
ritornare
di
di
è
riamo
ti-
possibile,
giornalidi Venezia, Milano, Genova,
nei
tu
proposi
Ma
è
se
mutuo
V altro.
per
piccolo
e
il Veneziano.
disgrazie,e
tante
spinsero
più pettegolo
com'è
a
con
Beatrice^ mi
€
re
Ave-
per
dese
Bor-
:
lettera
signor Balocchini
e
e
l'avermela
dalP
disse
disse
il
sa
rimes-
espressione
il
cero
(can-
signor Borde-
2S2
DISSENSI.
mo
sentire^ nessuno
col
suo
libretto
Da
11
"34
marzo
ossia
non
il libro
senza
darne
testa
a
bene
e
me
per
di
ma
a
26
tenente
appar-
talento.
nella
Vorrei
di
quell'uomo
sfera
però Bellini,impaziente, tolto
scrisse di 11 a pochi mesi
Florimo
colando
cal-
anno,
la commissione.
male
mani,
Ro-
trattarlo,potranno
vorranno
se
grande
rimase
Il progetto
ad
ma
poeta unico
come
me,
scrittura
libro, col patto che
Cosi
be
egli scrivereb-
per
Napoli ?
per
rezione,
la di-
perchè
non
libro solo
franchi
amicizia.
ora
società,
al teatro,
rendergli
Dimmi
—
la
abitar
ad
venga
la rotta
un
per
mille
(1)
»
dei
via
progetti;
ogni
al
tiva
cat-
gio,
indu-
diletto
suo
:
maggio
"34—
Al
ritomo
dese, padre, gli domanderò
cercherò
rispose, e
ne
che
propria dignità, gli permettesse
riannodare
di
glio
me-
dunque
tempo
occasione
un'
vie
,
scapitare nella
"
il Pepoli
e
confermato
aveva
mezzo
un
cercava
lo
convinzione.
tale
in
"
il contentava;
di far
che
se
grande necessità, se vorrò
per ritalia;dopo lui, nessuno
p
(2).
(1-2) Florimo,
Romani
la pace;
ho
op. cit, lett. 60-75.
farà
Bor-
gli
io stesso
ancora
potrà
vere
scridisfarmi,
sod-
263
DISSENSI.
Di
il lettore
parole, può
di
conlento
nel
cessò
dal
del teatro.
bisogno
che
io
era
Napoli).Io
ora
italiana
che
mi
e
ha
di
libri e,
egli era
che
mai
egli
essere
impiegato
e
caso
Napoli (a
con
risposto
ch^
saputo
non
rino,
To-
a
più
aver
per
s' io
solo
cere
pia-
comincia
in-
credeva,
Milano
si credeva
già scritturato per tre opere a
risponderò ringranziandolo di
alla
promettendo che,
e
cuore,
mi
s' offriva
Mi
dei
scrivere
per
già
nel
quelle
amicizia
Re
suo
ciò
mettendolo
a
Ho
mie
al Fiorirne:
un'
cuore.
suo
che
dalle
da
Romani
—
riattaccare
decorato
stato
dedurle
affezionata, dicendo
lettera
una
"34
ottobre
4
€
che
più
Pannunzio
diede
egli ne
cui
lui la pace
per
al diletto poeta,
riuniva
lo
gioia fosse
quanta
scriverò,
resterò
andrò
opera
trovarlo
a
sino
lui
con
prima
a
rino,
To-
averla
dopo
finita.
«
dà
assicuro
che
questa
coraggio
tale
da
Ti
un
mia,
se
Infatti
di
Parigi
li
a
tre
non
dire:
mi
«
T
Alessandro
acchiudo
Tltalia
converrà.
mi
è
ra
anco-
»
(1).
giorni,scrisse al Romani,
facendogli ricapitare la
signor
conciliazione
lettera
per
via
del
Lamperi.
una
(1) Florimo, op. cit., lett
lettera per
7),
Romani,
poe-
264
DISSENSI.
ed
ta, cavaliere
la conoscenza,
farai
è
che
uomo
Gli
«
che
Alfieri
scrìtto
Ed
ora
la lettera
ecco
le
lettere
della
sicuro
pel
grandissima compiacenza
ed
amico,
tutte
inviarmi, essendo
vuole
ta;
fat-
paese.
darti
di
ne
Thai
il mio
ed
Tu
non
il nostro
onora
ho
ancora
se
il mio
egli è
in Torino.
impiegato
tua
Bellini.
tuo
»
al poeta
diretta
lice
Fe-
Romani:
Puteax,
€
Mio
«
buona
di
poeta
ai
pianti domicilio
Torino
e
sin
ora
danari,
hai
(1)
Il Florimo
'*35, invece
più
per
Domanda
ricevuto
essendo
fu
1§ lettera al Lamperi.
Dimmi
la
te
di
il 7
in
solo
di
questa
ottobre
fra
Torino
me,
quello
o
per
che
guadagnerai
fare
libri
se
passi
per
così
per
i tuoi
la data
scritta
dunque
doppio
paga:
per
più tempo
mette
la
il
tro
al-
italiane,così
opere
solo;
me
il
nessun
con
ti fisserai
tu
reva
pa-
Approvo
te.
siccome
fianchi.
Se
metterai
di
Torino, oppure
scrivi
piacere, ed
tuo
del
a
Bellini.
il tuo
tuoi
Milano.
altrove,
per
scriverò
te
Bellini
avrai
e
nostra
ringrazio. Mi
ne
senza
proponi;
che
te
e
stare
poter
mi
(1).
la
rinata
veggo
amicizia
non
che
mezzo
contento
cara
e
1834
Romani,
caro
molto
Con
«
ottobre
7
un
libro
più rari,
lettera
**34,come
a
non
nelPestate
attcsta
256
DISSENSI.
solo
ti
dei
d' opera
capi
Tale
€
ed
pagati meglio,
saranno
fatica.
metà
conosciuto?
quelli
sicuro
che
Dimmi
anche
tre
preparato
da
te:
che
Spero
)
fine, per
in
firmato
:
luce!
io
:
di
ma
alla
mettere
ho
ne
chiasso
ti
scrit-
anche
genere
un
vo.
nuo-
(dei buoni
cantanti
tendo
in-
!
vedremo
io
Io
mio
sento
per
foi'se anche
per
mi
riserberò
e
la
per
di
ritornato
sono
egregio
e
con
collaboratore
ec.
forse
eccoti
in
questo
le
accettare
di
dare
an-
ec.
sarà
,
Parìgi:
gloria
in
breve
Napoli
fatte
buon
a
imporre
troppo
era
state
sono
è andato
si voleva
opera
riposato
T' invio
mi
rio
l'impresa-
con
non
un'
r interesse
Romani,
che
ma
tempo
mi
che
contratto
un
il
che
Ora
«
di fare,
Basta
francese;
isoena;
scriverò
le offerte
mi
do
inten-
faranno
di
gli attori
l'epoca
Milano,
€
chi. Non
,
dell' Opera
Forse
in questo
tratterai
mancheranno.
non
quasi
avevo
quattro che
soggetti
sono
di
che
soggetti
o
per
non
tu
obbligato
crederai
i
Basta,
libri scrìverai
e
fui
che
dopo
,
ascoltato!
dove,
con
io, prendendo
così
poco
avresti
saresti
quelli che
fatto
forse
per
e
lo stesso
guadagnato
parliamo più.
Sappimi dire quanti
di
per
mi
Cosi
mille volte,
ripetuto le
scrìvendo
e
carnevale,
per
ho
Non
ancora
mende.
senza
e
V ho
avresti
danari
molti
€
teatro
consiglio te
quest' ora
a
ne
al
darai
ma
mento
mo-
utili
due.
noi
te,
più
tutte
o
e
mio
gran
protettore
contento.
questa mia
per
mezzo
del
mio
ami-
,
^66
DiSSENSL
signor
Alessandro
Lamperi,
da
di
tutte
CO
me
ricevere
scrivermi,
Ora
di
Il
€
che
questo
da
presto,
della
ti
i tuoi
che
l'hai ben
e
sei
tuo
amico^
e
tu
rai
vor-
Parigi.
a
Torino,
a
eccellente
Re
vita
credi
te
più
bella
tua
e
dal
cavaliere
nuova
più
tuo
sizione
po-
hai ricevuta:
che
data.
del
all'affezione
tu
fa
onore
come
onore,
l'ha
Ora
ti devo.
che
questa
ti fa
bero
avreb-
non
re
potrò dimentica-
fatto
per
che
Scrivimi
Re.
tuo
re
cuo-
d' ufficio
attaché
gloria
stato
e
giovane
di ottimo
e
non
decorazione
meritata,
stesso
la
altra
nulla
la
per
to
prega-
li dimentico, dimentica
Io
essere.
ti dico
non
e
caro
più
del
io
insieme
gloriosa. So
o
talento
guerra
benefizi
incominciamo
allo
Milano
dissapori passati, che
dovuto
mai
Re;
il
è
ripeto,come
i nostri
pure
che
lettere
potervisifidare, essendo
e
mai
a
dare, pieno di
Ministro
del
se
è
mezzo.
signor Lamperi
si possa
e
tu
sei,
quale
ricapitare
farmele
per
tu, dovunque
serviti
le
il
Addio,
tuo
mio
sempre
riconoscente
Bellini.
«
€
P.
S.
Milano
a
Non
vedo
Scrivimi
—
o
a
V
(l) Florimo,
ora
op.
subito
Torino,
di
che
e
presto
abbracciarti.
cit, lett. 99.
dimmi
"
ove
»
sei, se
ci rivedremo.
(1).
257
mssfirfsi.
Quante
non
da
sorgono
di
riboccante
speranze
doveva
come
e
fremere
la
anche
lui
scrivere
allori
!
!
fibre
nel
altro
dell'
finito,
e
compito
brevemente
di
tali
lui
farlo
Romani,
nel
a
raccogliere
Vanie
ranze
speva
tocca-
non
quello
che
necrologico,
cenno
arte.
a
il
la
bel-
preparava
per
campo
era
già
si
ardore,
lui
di
doveva
E
!
oh!
Ed,
occhi
come
melodrammi
Tutto
oramai
il
di
pieno
nuovi
nuovi
le
tutte
per
agli
gloria
lettera,
questa
affetto.
di
e
splendere
seducente
di
riga
ogni
gloria
di
sogni
quanti
promesse,
di
quale,
vergli
scrilando
par-
esclamava
fatti
,
«
Epoca
della
fu
quale
quest'
vergognammo
ultima
di
breve
ambidue.
discordia,
»
:
260
allo
Stesso
così
scrisse
€
confido
Vi
ha
mi
al gran
una
Io mi
paga.
che
Parigi
da
o
vedete, scrivere
che
cosa
Il
€
Tonte
bruit
ploits.L'Italie
ent
son
eùt
voisine,
à
com'
è
le
accettò
due
detto, si riserbò
miglior tempo.
Cosi,
(1) Pougin, op. cit,
pag.
et
son-
fruits d'un
si vivace.
di accettar
131.
de
possédait
Halévy,
prime
ricco
elle
qui s'appelai-
profitles
et
ex-
dispenser
elle
puisqu'
son
ses
la France
se
pu
genie si particulier,si jeune
Bellini
de
et
grands musicìens
Boieldieu, Hérold, Auber
accaparer
è
le dire, reten-
pout
quatre
geait à
passaggio
»
nom
qui
la mia
quel teatro
proprio.
proposito:
per
était fière,et
en
la France,
jàlouser sa
alors
de
francese
luglio.Come
di
questo
a
lore
ca-
con
ai dritti di
al
o
amor
l'Europe, on
tissait du
mème,
opera
scrisse
Pougin
mesi,
il mio
lusinga
in
rigi,
Pa-
a
riserbato
nella fine
un'
farlo
a
oltre
sono
due
uno
Opera
opera
offrendomi,
risposta fra
farò
un'
io scriva
teatro,
autore,
seguita
e
non
persona
dell'
teatro
pregato,
perchè
,
del
ossia
a
dell' Accademia
Il direttore
comunicherete.
Francese,
che
segreto
un
gioia,
amico:
suo
un
di
egli, pieno
ond*
scopo,
a
BELLINI.
B
ROSSINI
(1).
»
scritture
e,
l'altra
di speranze
e
a
di
ROSSINI
E
allori^parti, in compagnia
alla
volta
del
di
Londra,
Poche
notizie
il tempo
passato
E
«
ed
descritto
giunse
ove
ci
nella
in
scrisse:
la Norma
ve
Times
a
ne
23
simile
La
«
canta
Pasta
è
bene
mia
salute
«La
assai,
E
€
Da
io
che
già
male.
mi
qui
e
verto
di-
pel
divenuto
(»sternó
la
mia
di
suo
timo
in-
tutta
la
musica
,
suo
immenso
di scriverle
promesso
mi
mi
per
aveva
son
genio. È
elettrizza,mio
caro
lento;
ta-
ra
un'opeun
siero
pen-
mo.
Flori-
(2).
fi) Biblioteca
lano,
che
ella
aveva
soggetto
un
che
"
io
momento
le ho
sopra
Donzelli
tanto
non
glese.
in-
teatro
(1).
»
Malibran:
quella
e
i cori
Un
:
questo
ammirazione
1833.
nel
buonissima,
ò
assai.
al Florimo
della
ed
ed
assai
1' esito
immensa.
sempre
questo
acchiudo
si ricorda
non
in
giugno
y
incontro
la fine
verso
nica.
grande capitalebritan-
scena
che
ecco
nel
Pasta,
di lui durante
rimangono
Santocanale
avv.
andata
teatro,
di Giuditta
'*33.
maggio
Air
281
BELLINI.
1886,
pag.
(2) Florimo,
Illustrata
della
116.
op.
cit, pag.
139.
GaszHta
Musicale
di Mi-*
262
la
Verso
portò
di
fine
Parigi
a
scrivere
di
V
ben
di Rossini
; la
Dico
corse
ac-
tre
il trionfo
di
mancanza
:
un
derlo
comprencesi
dei Fran-
musica.
di
affermo
non
si
le
come
il Romani,
potesse
poeta che, come
diverso
e contentarlo; il gusto
fatto
si
presto
gli contendevano
,
in
impegno
subito
Italiano, e
ma
;
si
,
grandi ostacoli,
tre
Ja inimicizia
Bellini
anno
chiamava
Teatro
dantesche
fiere
lo
ove
lavoro
che
queir
,
pel
al
accinse
BELLINI.
B
ROSSINI
Rossini
che
fosse
mico,
ne-
,
tanto
e
Catanese;
di
era
che
certo;
il Rossini
bastava
a
Bellini.
che
turato,
11
«
sul
esercitava
Difatti,
a
mettergli di
nella
potesse
nella
lotta
fosse
ne
Donizetti
a
—
è
non
mondo
teatrale,
al
fronte
povero
un
lo
emu-
e
per
quindi
sci'it-
lo stesso
a
dire
se
pensiero.
sopra
'*34
marzo
autoritii
superarlo, fu
stagione
stessa
gli
non
grande
grandemente
nuocere
teatro, il Donizetti, e
Bellini
la
ciò, posta
e
amico
nemico,
non
so
ma,
degli allori del
invidioso
meno
Mi
recarsi
dicono
a
che
Parigi,
e
no
consigliaad
tare
accet-
sini
qualunque costo una scrittura che Rosanch'
potrebbe dargli per scrivere
egli
pel Teatro Italiano, ed egli di già
opera
a
un'
ha
fatto
tutto
e
credo
che
sarà
scritturato
,
e
non
so
con
,
che
paga.
Alcuni
credono
che
ROSSINI
sia
Parigi non
egli scriverà
a
via.
amici,
i
io
buoni
dare
consoli-
darla.
eh'
vada
in Italia,
che
mai
ciò
Italia
fatto in
ho
da
se
nio
ge-
ne
come
potranno
lui faremo
e
se
armi,
sue
suo
,
il mio
riputazione,non
che
io
ed
le
con
il
pure
ci batteremo
giornali non
una
spero
io
e
che
Italia,cioè
e
che
dico
ognuno
ed
in
come
accresciuto
poi
Io
203
BELLINI.
Parigi
a
si trovi
E
Quindi
egli ha latto,
(1).
"
agli scoraggiamenti, alle ze,
speranallora comalle ansie e ai timori, ond' era
battuto,
circa
Ma
allo
COSI
zio
Forlito
T animo
apriva
suo:
In
€
nemico
vi
non
al
epoca
mio,
solamente
Italiano
tutti i
presso
in
mente
vera-
Parigi e
giornali concepì
a
cialmente
spe-
di
soffocasse, mi
mi
me^
dalla
sostenuto
che
io
scritturato
colossale
sua
Infatti all'annunzio
anche
che
,
con
concorrenza
stato
maestri
scrivere
far
Uome
Donizetti, perchè cosi, ppsto
scritturare
sterminasse,
mestiere.
pagati, Rossini,
moltissimo
influisce
più fiefo
il
era
pel
di
abitudine
era
Teatro
fare
Rossini
queir
fui
Donizetti
fluenza!
inera
la febbre
con
,
per
tre
giorni, comprendendo
che
mi
si preparava;
(I) Fiorirne,
op.
e,
ed
lett 63.
infatti
la
un
vera
mio
trama
cono-
264
ROSSINI
Parigi
a
che,
e
non
Rossini.
vi
successo
Donizetti
di
fare svanire
come
mi
intrighi,che
faccia
in
stato,
io
se
Dissi
"
ed
me
la corte
e, vedendo
in
stessi
Per
intimità
una
tutto
io
ciò
io
perché
tale da
un
non
ho
non
machione
nostro
lo
documenti
1) Strenna
dovei
fare
del
"
ne
io stimava
sua
ca
ami-
si
quaessi
zo,
sfor-
Rossini,
e
(1).
il suo,
veniamone,
con-
più che il
raggiungere mente
piena-
benché
faccian
di
lito,
so-
narlo
avvici-
alcuno
tanto
di Bellini
L^ avvicinamento
Corriere
del
perseguitarmi.
adorato
sempre
di
tutto
risolvere
far
di
di Pesaro,
che
»
mettermi
invece
seppe
scopo!
maestro
una
ingenuo come
e' è male;
animo
!
ed
quanto
felicemente.
riusci, e
Per
Rossini
spesso,
proteggermi
a
vittima
accostare
amendue
a
sarebbe
cosi
risolsi avanti
a
prima
tali diabolici
partizionepiù
talento; anche
suo
col
e
tato
por-
compromes-
e
restato
fargliconoscere
per
cadere
e
Europa;
nuova
far
poi
e
mi
di
fra
la
rebbe
sa-
incominciai
avrebbero
fossi
ne
la mia
studiare
il
T
tutta
a
fosse,
io, passata
Pure
buono
perchè
,
impressione, presicoraggio
pensare
esito
sperare
un
se
quello
stato
da
di
dicea
mi
scente
BELLINI.
E
non
ci sieno
fede, credo
CafarUa,
1882.
avve-
t
ROSSINI
nisse
dell'
tanto
Bellini,e
di
fini
settembre
4
«
devo
mia
Rossini^ a
mi
detto
Ha
d'
Italia,mi
poi
lo
Io
convenne.
soli)
di
rise
E
e
la
mi
non
cui
né
(1) Florimo,
sai
non
se
dolcezza
mi
è
stato
op.
e.
leu.
che
in
stri)
mae-
Rossini
a
fratello,
e
lo
gai
pre-
io ti
voglio bene,
volete
bene, ma
Egli
—
(1).
più
sta,
giovine arti-
lodare
1' ingegno
dell' animo.
possibileconoscere
72.
nime
le mi-
degli altri
questo
amare
to
usci-
sono
più, io soggiunsi.
»
tisti,
gli ar-
vamo
consigliarmi (era-
SI, mi
—
glior
la mi-
di
Ma
—
abbracciò
ineffabile
so,
bene
volermene
come
di
fratello
come
rispose.
bisogna
cose
poi gli dissi
volermi
egli mi
altre
mostra
di fare
guardato
che
e
che
di tutti
bene
di
Pepoli
aperto,
sulle opere
tante
co
po-
pare
a
(ed io, da che
son
osservazioni
e
dir
di
è
e
teneramente.
carattere
eccezione
senza
non
affabilità
profondamente, come
musica.
Pepoli gli rispose
dote
e.
tive
attrat-
Rossini
—
mio
delle
sentire
la mia
o
il
amarlo
"34
gli piace il
cinar
avvi-
candore,
più aflFezionato.
trovarlo
che
preso
tutta
con
Ora
dell' altro.
impossibile;e
era
poco,
co
Santocanale, ami-
restar
non
quell'anima
modestia,
a
che
uno
266
BBLLINI.
dell' avv.
mezzo
per
B
Ora
io
da
266
ROSSINI
quali ragioni
sia
in
lui generata
inimicizia
della
venne
a
di
mai
a
valse
del
della
"34
gnare
a
che
V
non
animo,
aurei
curo
si-
parere:
fatto. Un
mio
di
consigli,
egli mi
amico
lo credo
suo
beni-
darmi
per
V avrebbe
che
disse
ancora
,
detto
gli aveva
di
,
negarsi
non
domandato
al
io
pace
ca-
volersi
opera
eh* è
che
sapere
perché
la mia
guardare
qualche
aveva
lui
di
renderlo
a
devi
Tu
—
,
darmi
di
mente
lenta-
benevolenza
Rossini
pregato
aveva
vinzione
con-
trionfo.
ottobre
4
€
egli è
infondergli coraggio,
a
assai
e
cattivarsene
per
la certezza
che
e
poco
Certo
nulla
la convinzione
Rossini, la qual
poco
modificandosi.
trascurò
BELLINI.
E
piacere
gli
io
che
onore
poiché faceva
sini
alla sua
grandezza. Ros,
alla
mia
modestia
e
gli rispose che
che
ma
l'avrebbe
fatto
si consolava
d'
catezza,
deli-
con
visto
aver
già qualche pezzo (la preghiera), ove
aveva
capito che io sempre
vate
tropiù studio, avendo
le voci ben
disposte,e che quindi eresullo strudea di potermi dire qualche cosa
mentale.
Ciò
la
mi
24
tre
ottobre
lettere
"34
di
(1) Floritno, op.
fatto
Rossini
protezione di
«
ha
e,
—
piacere, e
sarò
Questa
a
ringraziamento
lett. 75.
cavallo
mattina
per
avrò
se
ho
"
(l).
to
scrit-
la buona
208
«
ROSSINI
"34
18
novembre
ed
alle novità.
Rossini
(non
Andiamo
—
La
lo dire
di
bene
fatto
questa
volta
l'altro
giorno, dopo
vedea
bene
teatri mi
restare
all'Italia. Io
che
della
pel
domi
consiglianmento,
comportaio
gli giurava
; infine
parere
benevolenza
sua
egli
se
mio
suo
re
pensa,
composizione,
il
a
sarei
stato
re-
,
a
che
ne
avuta
aveva
che
le oneste
che
io
che
ed
,
»
80.
Egli rispose
per
ed
me;
quella
hanno
volenza
bene-
pel
parlavo di quella
fratello
op. cit, lett
per
persone
V avrà
consiglio.(1)
(1) Florìmo,
sempre
dubitavo
non
prossimo, ma
padre a figlio,da
promise
quella, mai.
Parigi; senza
risposiche
suo
di tutti i
non
me,
per
cosi
seguito
avrei
e
,
io
se
oflFerte,e
gli risposi che
la
per
certo
vedo
Parigi, che
a
Parigi
deiraflFezione
come
che
che
me
ricche
a
assistendomi
e
con
i direttori
delle
farebbero
preso
aveva
ripetuto,e
,
conveniva
più
restassi
incontrava
quest' opera
as-
Tintroduzione, che
veduta
io
che
ama
inganna. Egli mi diceva
m'
non
tali
che
tutti molto
a
V hanno
me
rigi
Pa-
a
questa
mi
Dice
dei discorsi
ha
poi
è
persona)
a
perchè
me,
ora
bella
più
assai^ assaissimo.
sQìy
me
BELLINI.
E
a
io
fratello.
nulla
Egli
farò
senza
ro
loda
mi
ROSSINI
novembre
24
€
34
continuamente
proteprge
vuol
in
dovi
io
ma
tale mia
di
ze
poi ricevo politezRossini, perchè ora mi
bene,
forza, k
mia
gloria
(1)
Da
la
V oracolo
è
a
venne,
quale
processo,
a
poco
poco,
intimi
É
divenne
sok)
4
i vincoli
"34
marzo
del
che
e
io
lo
parlava
il
e
metteva
più che
(1) Florimo,
dei Pesarese,
cera,
sin-
ora
op.
in
poteya;
e,
lett. 82,
amava
ridicolo
ma
e
afltettoa
Rossini
mi
non
Pu^
saldi
sini.
Ros-
prima
,
avvicinassi,
la
al-
tuirsi
sosti-
a
più
Andiamo
—
dere
ve-
onde
dei
reciproco
verissimo
vero
può
convinzione
,
che
cale.
musi-
dell'amicizia
quando, lo strepitoso successo
rese
rftaniy lungi dall' intiepidire,
e
mo
moltissi-
ti lettore
graduale
ma
in lui la sicurezza
3
immenso:
guadagneni
manifestazioni
queste
diffidenza
"
aH'ami-
interesse
»
il lento
più
te
ricevere-
protezione prende
sua
perché egli a Parigi
,
che
la scnldisfazione
con
ne
fiicen-
eglistesso
quest'uomo
la
Se
capito?
avete
che
provo
dimostra
traccambiarlo
con-
che
frattanto, sicuro
preghiera,
mi
clic
posso
non
momefito
questo
poter corrispondere
cizia
e
raccomandazione
questa
ignora;
209
BELLINI.
Io
—
da
mi
e
E
affetto,
la mia
sica
mu-
io 1' accostai, lo
270
ROSSINI
s' affezionò
mi
mistero
"35
maggio
18
di
con
tutto
e
L'ammirazione
alla
o
che
disse
di
ne
ai
compagni
i
servatorio
con-
dato
stere
assi-
Semiramide.
rimase
sgomento,
usciti
quali,appena
disputavano sulla bellezza di questo
quell'altro
pieno di sconforto,
pezzo,
parergliimpossibile scrivere
musica
E
che
nel
maestrino
Sebastiano, gli fu
racconta
(2).
ciò
Rossini, comin-
rappresentazione della
Il Florimo
di teatro,
per
a
mi
Egli
giudizio. »
con
ch'ebbe
S.
legato
sono
affezione.
quando, primo
di
favorevole
sarà
mi
io
strettissima
in
sin da
:
mi
la
più per
temere
Rossini; egli
una
segno
to
schiet-
ama
composizione diplomatica
Non
—
le circostanze
tutte
consiglia
a
mi
(1).
amicizia
lui
né
e
con
lo stes-
restò
e
ama,
,
»
in
mi
dei
eglisi prestò
il successo
Rossini
senza
ed
opera,
Venne
so....Infine
€
mia
sembrò
gli domandai
,
^
interesse.
gli
carattere
,
consiglisulla
e
BELLINI.
il mio
visitai spesso
simpatico
E
dopo quella
classica
della
del
na
buo-
Rossini.
crebbe
e
quest'ammirazione
sempre
immepsa,
profonda, sentita, quando
venne
di-
,
il
Commedia
di
Telly che
Guglielmo
della
musica,
e
studiare.
(1-^ Florimo,
op.
e,
lett
95-96.
chiamò
che
non
tese
in-
la Divina
lasciò
mai
e
ROSSINI
posto
Sinora
stimato
Parigi (scrisse
a
m'
non
se
opinione
si
la
assai
bene
sono
e
ro,
spetale
rinforzare
opera,
presenti
lui.
a
Rossini,
di
nuova
che
Florimo)
al
dopo
inganno,
la
con
che
pare
migliore
il
come
altro
ad
spettare
zi
an-
il secondo
che
convinzione,
dovesse
non
credette,
Vincenzo
Rossini,
la ferma
ebbe
«
il
dopo
Ma
271
BELLINI.
».
mi
quale
E
zio
allo
Ferlito:
I
"
che,
mi
S'
si
migliori,
primo
anzi
ginalità,
imitare
egli
e
forse?
Pacini,
e
che
il dolce
T
a
me
che
uno
stil
e
nuovo
""
a
Rossini.
non
fianco,
a
riguardi;
loro
V altro
del
posto
parlar
non
a
taluni
per
poi
negar
dopo
stargli
superi
nel
messo
primo
possono
lo
vorrà
han
cioè
dovea,
Donizetti
se
mi
ora
ingannava
che,
dei
Puritani
non
mancò
fecero
CaUmese.
»
pare;
che
il
e
suno
nes-
Toriche
II
Pepoli
conte
Scozia
Interesse
sulla
11
e
che
del
oltre
alla
alla
fra
al
Intanto
poiché
per
a
fra
quello
nome
quale
per
s'
era
che
di
si
lunghe
il momento
con
e
cacia,
effi-
nessuno
stretto
riavvicinarsi
le
disse,
e
la
gli esuli, rifugiatisi
pace
ragioni
lui
in
epico
trovavasi
più
calore
al
tiche
pranon
finito.
lavoro
fu
che,
poeta
quindi,
e
avanti
le
tremare
spontaneità,
ardeva
come
politica,
il
del
contentarlo,
ma,
che
*
Giudizio
—
faceva
egli presentiva
il muro,
e
Romani;
fatta
gli
dell'azione,
Già
potuto
l'uscio
al
belliniano—
libretto
scelta
la
era
andarono
fu
che
degli affetti,avesse
fantasia.
avrebbe
Lettera
—
concetto
del
riuscita
naturalezza
verità
passioni
di
Puritani
—
Pepoli.
polsi,
e
le
nel
ostacolo
secondo
vene
alla
1
argomento
dipingano
Bellini
del
poesia
dell*
Il melodramma
Pepoli—
conte
Scelta
—
Versi
—
PEPOLI.
E
BELLINI
unito
il conte
Francia,
della
Carlo
alla
caro
con
scrizione
propoli,
Pe-
patria;
vincoli
di
274
BELLINI
frc'iterna amicizia.
V arte
amava
Il
fu
e
di
E
in
si sentiva
ispirare,e
aveva
la
saffica:
Ricordansay
nia.j fe Speranza;
di
Unno
scelta
cadesse
11
Parigi.
Io
e
deir
ma
"f
Sto
la
vedere
voglio
questo
riuscirà
libro
forse
e
per
assai
,
un
poeta
sulle
bel
verso,
sì
diedero
che
ed
ha
facilità
trovare
adattamento
che
soggetto
potesse
qui
trovasi.
di
leggere
creare
sica;
mu-
fu
vana.
V argomento
per
non
ancora
che
alla
va
reputa-
ricerca
convenire
si è
interesse
per
alla
gnia
compa-
"
Finalmente, dopo molte
loro
stesso
prime ogni
un
dunque
Vincenzo
perdere la testa
di Parigi, perchè
deir opera
e
farà
argomento,
per
potuto
Uà-
che
adunque
Frattanto
dello
più difficile
cosa
Inno
un
»
Maestro
scelta
—
che
perchè possiede
farne.
la Malinco-
Amorej
Popoli
spero
quattro
Pepoli.
"34
conte
patriottismo,
già messo
luna;
naturale
sul
marzo
il
come
E
libertà.
La
si.
ver-
di
finalmente
e
fondo
pro-
nei suoi
calda
sonetti:
di
sentimento
quell'onda
ode
devole
lo-
originalitàdi
e
Bellini,a
un'
,
sempre
libertà,che trasfondeva
musica
€
non
se
pel
certo
,
colto
ingegno
,
di forma
lodevole
pensieri
Pepoli
poeta,
nobiltà
per
PÉPOLl.
E
un
molte
ricerche,occorse
vaudeoille
dell' Ame-
e
276
BELLINI
cosa
infelice
della
Pieni
farne
delle
una
volere
oimè
! il bel
non
diedero
verso
Bellini
e
non
alla
adatto
portarlo innanzi
cosa-
; la
mi
un
per
che
ro;
davve-
il
bisogna,
1'
voro;
la-
facilità di
altro
presto
peggio, gli mancava
Pepoli lavora^ e
gran
la
e
ci vuol
accorse
molto
era
eh' è
si
al
opera
requisitisufficienti
sono
melodrammatico,
poela
ragioni deiresito
Beatrice.
di buon
ma,
€
lui
a
parve
PEPOLI.
E
Pepoli
quel
e,
esperienza.
il
assai
fatica
pratica gli manca
eh'
costa
è
"
poi che gli dava maggior pensiero,
il dialogo privo di calore, di efficacia,di
Quello
era
effetto
:
certi
erano
d'essere
invece
giochetti
frasi
«
fare
suo
Se
fredde
andare
meglio
mi
fa
dei
sofferto
Pepoli! È
mette
di combinazioni
maniere
certe
la
di
secco
e
sione,
pas-
in
giro
un
fare
i
alla mia
per
Il
incredibile!
il
tutto
dio
stu-
suo
poetiche, o
Resti
fra
di
noi,
espressioni
versi,
per
risposte,che
sentimenti, perciò
nel
versi
della
soffro
e
di
pazienza.
secco
non
ho
curioso,
figure
stentabile,
ma
in
perdere
lo credo
abbiano
è
gioco
dir
io
che
innanzi
naturale
la diluivano
,
arcadiche.
sapessi
tu
nel
ed
che
parole
l'espressione viva
l'annebbiavano,
di
di
rom'
maniera,
che
lo
stenta
egli
che
de,
cre-
sono
BELLINI
che
quelli
vivo.
Pure
E
le
dipingono
passioni proprio
innanzi
andare
bisogna
277
PEPOLI.
E
disputare che facevano, era
favor
a
continuo; l'uno sciorinando
le
dell'arte
regole
facendosi
forte
di coteste
E
dramma
l'altro
dell' arte.
Bellini
che
musica,
la lettera seguente,
documento
tutte
suo
intuizione
in
e
sentimento
del concetto
dispute,e
del
aveva
naturale
grande
moderna;
e
dell'esperienza,del
della
profondo,
antica
(1).
»
il
al
prezioso
è
al Pe-
diretta
poli.
Mio
€
I
«
signori
Ti
pranzo
di
essendo
invitarti.
mia
la
atto, il quale,
pazienza monacale
magnifico, e degna poesia
di
e
per
delle
far
anima
arte
di
le tue
tutte
dover
(1) Florimo,
op.
(2) Corrispondenze
Fava
e
Garagnani,
la
piece
del
mo
pri-
buona
una
interessante
,
musica,
per
regole,
to
dispet-
a
tutte
mai
senza
iniziata
far piangere
e,
a
impongono
teco
verrà
assurde
che
a
,
chiacchiere,
vivente,
m'
di
t'armerai
tu
V avrebbero
definitivamente
di
tuo
che
portar
parlar
se
:
volta
terza
per
t'aspettano
mancare
dimenticare
Non
già abbozzata,
dose
domani
casa
non
prego
.
male,
Carlucdo, (2)
caro
sia
cere
convin-
nella
cantando,
ne
buo-
le
diffici-
»
lett. 70.
epistolari di Carlo
1881.
Pepoli- Bologna,
278
BELLINI
Se
«
mia
la
PEPOU.
E
musica
bella,
sarà
che
di
avrai
non
brodo
lungo.
titoli che
d'
siano
questi
tua
naturalezza
un'
alla
V
prima
è
core
niente
tino
impressione
delle
s' avrà
commosso
a
un'
provare
€
vanti
tante
Vuoi
e
tante
acca.
capire
che
parole
zioni,
situa-
chi
dato
efifetto,
di
soiie
alla
luce
piacerà
alla
che
poeta
passioni
;
riceve
e
se
il
in
ragione
,
che
non
no?
Io
potranno
»
una
d' incominciare
ti dissi
più;
solo
Gli
dramma
fare
sempre
,
faccia
delle
per
che
cuore,
da
za
chiarez-
un
avrà
al
mai
pedanti,
dei
sfera
loro
in
poetici
musica,
alla
tutti
frappante.
come
stupida,
pesante,
opera
che
Tetfetto
e
ed
perduto
è
questa,
e
condotta
impastati
la
il
:
dire,
inorri-
il voler
maniera
concisa
poesia
nulla.
,
necessità
ma
artifizi
tutti i
con
piangere
Difetto
ammazzano
peggio gli
richiedono
in
provato
con
intelligibile
artitizi musicali
musica:
parlando
andrebbe
ne
far
certa
esprimersi,
nell'
ciarle
non
che
ecc.
lettei'e adamantine
a
deve
una
la musica
render
e
neanche
testa
pesasi,
tutti i
in
poesia
ragionare
mio
ca/Ua/ido.
morire
eguale
se
avrai
musica
per
tutto
il
vorrai, non
dramma
Fatti
tro
con-
»
Scolpisci nella
per
poi
chiamerai
Tu
"
fatto
al
illudono;
ia
verniciata,
eloquenza
certa
una
nulla.
provato
cerà,
pia-
di lettere
milioue
un
potrai scrivere
dei compositori verso
abuso
tu
r
Topera
e
il buon
volta
o
il libro:
dramma
e
per
sai
ti prego
tu
musica
a-
perchè
è
io
quel-
BELLINI
lo che
ha
non
buon
com*
e
ed
assurdo
è
perchè
senso?
feroce
bestia
che
279
PBPOLI.
E
conosco
intrattabile
le
con
buon
il
prova
dico, in
che
si
1' altro
Mamiani
Dunque
pace.
mandato
di
io
lo
la
tua
la
certezza
forza,
m'
non
di
e
e
dal
abbraccio
di
poesia,
melodramma,
la musica
correggendo
i
ora
per
occasione
per
commenti,
farli. Noto
in
e
stessa,
sto
pre-
ch'egli
be
eb-
sollecitudine,quanta
suggerendo,
ora
il
ai
Quanto
disegno
non
genei-aledell' azione,
solo
ma
ora
e
s\ franco
il
plauso
allo
le
e
l'
del-
chi
giudi-
Puritani
quest'altrodocumento,
parte ei prendesse,
pezzo.
»
avremo
solo
modificando
Romani.
lettore,da
singolo
tutta
generale della condotta
tanta
o
Vincenzillo.
principalidel lavoro, con
perspicace giudizio da meritare
il
ho
incorreggibile
tuo
linee
istesso
credi,
noi
ispirazioni e
le
se
il
hanno
abbandoneranno,
€
del
tu
se
—
provartelo.»
un
Lasciamo
nell' effetto.
Vincenzillo
e
arti, lo
d' Alfieri.
così
insieme,
onore
tutta
docilità
Addio,
Carluccio
—
a
parlava
rali
gene-
parte delle
ingannati
sono
ieri
farsi
vorrei
della
belle
fatto, perchè quasi la maggior
celebrità
vostre
€
ciò
senso:
il letterato
è
regole
sue
,
di
pieno
ap-
qual
to
svolgimen-
si bene
ad
ogni
280
BELLINI
Mio
€
Nel
il
fare
bene,
va
che
coro
avvisto
sono
CarlucciOy (1)
caro
Il terzetto
€
PBPOLI.
E
che
la
apre
assai
è
1' hai
come
parte secouda
quindi
corto
,
sino
allungarlo
che
coro
Giorgio
verrà
sia
non
coro
Hai
di
ecc.
del
ciamento
cosa,
diflRcollà;vieni
che
ti
ama
la
a
viene
scena
più
con
a
dispetto della
allora
al
op.
e,
lett
71.
che
qual-
qualche
il tuo
supplisio
dura
testina
Bellini
e
comin-
finirai
Il tuo
«
ca:
dimile
si-
cosa
e
ti sorgesse
tua
pio)
esem-
preparata,
interesse
vedere
—
gio
Gior-
(per
poi
se
al
invece
che
Giorgio
—
sia
poe-
posa
Qui
—
(per esempio)
anclie
sempre
prende
! si ognor
?
la
cosa:
Addio.
(1) Florimo,
dice
genio Pepo-
vorrei
ecc.
Ah
:
Or
Quando
racconto.
ed
G.
rose
ascoltate
presterà
vieni:
un
il libro
che
piccola
ognorì
tregua
Così
si
l'attenzione
di
Senz't
ecc.
che
Se
dal
una
insana
è
Accostateoi,
dettata
novella?
rispondere
il Coro:
fare
versi
carino.
caro
Ancora
Cinta
potesse
dei
ma
Qual
attaccare:
degno
di
cerca
di
cerca
pasticcio, almeno
capito?
Miserella!
Coro:
e
mi
,
,
comune,
Coro;
—
versi,
bene
pensaci
eccellente
un
lico!
essere"
possa
:
otto
a
accomodato.
»
—
BELLINI
del
lettere
altre
Le
Pepoli,
di
ora
diverse
dalle
che
il
riguardano
ci presentano
sodisfazioni,
281
PEPOLI.
E
altalena
un'
scoraggiamenti,
che
impressioni
il Pepoli veniva
10 lasciavano
componendo,
sodisfatto
ora
di
animo
pezzi che
i
e
di
ora
prodotta
neir
lui, impressionabilissimo,facevano
lavoro
misura
a
che
scontento.
ora
,
11
melodramma
e
al
che
21
settembre
con
serve
le in
tutto
"34
che
ciò
settembre
—27
la
alcuna
dare
ottobre
novelle
della
al termine.
è
"34
mia
di
Romani
«Volete
certa
bene
A
è
pare;
ha
non
ai
qual fornia
bene
eccole:
dubito.
ne
«
—
Romani;
"
le
Vuoi
quasi
sono
/ Puritani.
di
sia
fatto il mio
io ho
Samperi:
0|)era;
me
Pepoli
tutto.
teatro:
Al
non
e
in musica
dirvi?
Il titolo sarà:
cattivo^ ma
ma-
migliore
Romani;
metto
una
—
E
Ricordi:—
di
sarà:
non
7
non
di
vi è
non
e
fatto.
—Al
posso
esperienza
«Pepoli
—
"
che
deciderà
scena
possibileper
pezzi. Male
—
"34
Che
interessante?
Florimo
è
non
il libretto
se
sapere
ha
mi
facilmente.
si trova
non
Al
—
amicizia,
vera
qualunque altro,ma
ma
Florimo, al Ricordi
al
sci'isse
desumere
può
Samperi.
—
mi
si
melodrammatico,
quello
generale del
in
me
particolarmente del Pepoli,co-
e
poeta
da
egli ebbe
eh'
giudizio poi
Il libro
ma
con
282
la
BELLINI
indefessa
mia
seccatura
che
Romani
è
gli
E
il
né
altri
giudizio
più
V
non
giusto^
poteva
né
-m^
che
uomo
soddisfano.
mi
non
Vedo
teatrale.
me
per
riuscito
sono
situazione
qualche
avere
PEPOLJ.
E
più
per
avventura
preciso.
ad
però
m'
siasma;
entu-
"
sere
es-
284
I PURITANI.
eh'
tal teatro,
cantilene
le mie
se
sul
è
si
ritengono
i lavori
s'
menrioria.
a
non
parte
dei
dalla
bene
maggior
la strumentazione
cosi
compositori non
che
trovava
generalmente accurata
,
e
nutrita.
ben
Qui
«
Sono
gli effetti
ben
sempre
in
Boildieu,
adoperandovi
di
cui
Dissi
la
Germania:
e
è canto,
to,
duet-
Auber.
»
di studiare
l'impegno
tutto
le
tutte
tenerla
un
decise
stesso
con
che
insieme
Hèrold
diano
stu-
di
e
ciò
per
è
sibile,
pos-
conoscenze
sicali
mu-
fornito.
era
di
fra
bene
orchestra,
di mettere
Egli dunque seco
nuova
partitura
studiare
come
nutrita; ma
toltone
«
strumentare
dell'
capaci
sono
non
lo
veramente
comune.
cosa
la
,
trattato
era
il
se
,
canto
"
diandone
stu-
e
che
accorto
era
sai
tu
i teatini francesi
frequentando
Inoltre
italiano,e
gusto
me
mia
risolsi, avanti
e
tutto,
partizione più del
nuova
lito.
so-
"
E
di
questo
le lettere, e
fatto
tanto
come
mai
contento
poi
con
ad
fatto
lavoro
sul
strumentato
sì che
di
impegno:
ho
in
parla
confessa
ora
con
studio
suo
«
Avendo
rivela
un'accuratezza
che
mai
tato
strumen-
cominciato:
ogni pezzo
tutte
averlo
non
ora
"
quasi
il proprio
«
L' ho
vibile,
indescri-
finisco prò-
vo
grandissima
una
pieno
d' enfasi
come
un
285
PURITANI.
I
soddisfazione,
esclama:
angelo
e
Ho
«
ho
ne
ora
"
strumentato
sentito
V effetto.
tutto
»
studio
Tuttavia
che
le armonie
la
a
maggiore
intese
fossero
delh^
limpidezza
serena
renderne
vivo
più
il
lui
per
nere
l'otte-
fu
a
bare
tur-
non
melodie,
ma
sicuro
colorito, più
I' effetto.
Se
«
i motivi
la
Francesi,
perche
menti
i
di
più
gusto
nella
trova
mia
è
delicati
chiare
Norma
ed
si
rilanl
è
della
cantilene
«
è
semplicità
mentre
della
v' è
Non
chiaro
sue
non
ò
come
;
di
e
che
la
grandi
ni
ragiocui
di
nei Pu-
seppe
V istesso
rattere
ca-
chiarezza, eh'
è
la
italiana.
melodia
pezzo
chiaro
e
dei
musicale,
tecnica
alle
caratteristica
si
che,
delle
servendosi
pur
profondo,
di
che
sante
interes-
rendono
conoscitore
dare
nie
armo-
Sonnambfday
prerogativa
(|uesU\
astruse
rivelò
delle
con
*
soltanto,
ingegni
nella
la melodia,
,
più
o
accampagna-
qualcuna
conie
,
il pezzo.
Egli
nuovi,
e
dito,
inau-
furore
un
degli
soi/fnée,con
turbando
non
farà
opera
dei
il gusto
incontreranno
non
faccia
musica
specialmente
effetto,
più facile,
col
finale
286
del
PURITANI.
I
primo
la
perderai
atto
testa
1' insieme.
per
"
E
che
ora
tentiamo
conosciamo
ne
di
ricostruire
delle
una
gF intendimenti,
la storia
più genialiopere
italiano, seguendo,
la mente
possibile
del
delle
Bellini, dopo
—
com'
egli
al
culto
i
delle
natura
cui
Muse
le
le
i silenzi
nel
il sacro
cuore
nell'animo
ciò
convinto,
teaux,
avean
lasciò
ospite
da
poche
arricchiva
allo
mano
nei
studio
si
sulla
pagna,
camdono
accen-
gliano
risve-
e
Ed
egli, di
ritirò
destra
a
riva
Pu-
la
del-
coniugi Lewys, i quali
in un
nido
grato
villino,ralle-
aiuole
di
febeo,
e
la
,
dei
il lor
messo
notti
estri divini.
dico
pu-
bellezze
della
pensosi
Parigi
e
pace
vergini
fuoco
sobborgo
ameno
Senna,
gli
le distrazio
inesausta
è
la
vigilie delle
meste
mente
final-
rumori,
ove
,
e
i
Parigi
e
condo
fe-
ferreo^
sonno
al silenzioso
studio,
e
sarà
nel
,
lo
ci
dire, ritornava
a
si addicono
meditazione,
della
di
dell'arte;ma
soggiorno
tro
tea-
concezioni.
anno
piaceri di
mal
sorgente,
un
polavoro,
ca-
del
compositore
musicali
ebbe
stesso
quanto
per
,
lavorio
di questo
profumi
della
la
che
e
nuova
primi giorni
dell'
primavera
lora
al-
di fiori. Colà
tese
at-
opera
aprile
a
"34.
cui
die
28?
1 PURITANI.
Mio
€
vedi, mi
mezz'
Parigi, a
loggiato
in
più
con
la
ti
del
libro
r
Ma
della
e
suir
cosa
Qui
la
parole
ed
dire
del
speme
che
qual-
ecco
dei
Puritani
tuo
amor.
marcia
di
"
e
alle
fino
dell'introduzione
poesia
idea
ti trascrivo
voglio
1' argomento
Nella
«
ti
tita
sor-
avere
che
me
co-
la
con
brami
ecco
prima
ma
argomento,
racconta
trascrìve
introduzione,
ideata
poesia,
ai-
finire
cosi
spero
L'
perchè
sua
introduzione;
e
tutta
bene
a
inglese. Scrivo
amico
opera.
scrissi,è
di Tamburini.
Sono
alcuno,
mia
vicino
campagna,
cammino.
mio
un
disturbi
cura
altra
in
di
d'
casa
in
trovo
ora
mi
che
senza
1834.
maggio
Florimo,
caro
Come
€
26
Puteaux,
€
di
Quin-
ripiglia:
«
attaccherà
Dopo
sfilano
fondo
in
ai
dopo
situazione
per
per
di
cavatina,
una
la
che
il
quale,
così
il
pubblico
poesia
che
e
resto, quando
ne
ho.
avrò.
se
»
vista.
ri-
la caoatina.
ma
assai
sarà
canta,
sarà
vere,
al do-
rendersi
comune,
Spero
alla
come
per
è
pezzo
soldati, che
danti,
principalicoman-
finirà
cabaletta
questd
Tamburini,
sovente,
tutta
una
dei
uno
dall'amico
trascinato
è
male
ponti, andando
eh' è
Mulgrave,
e
una
ha
contento.
di
La
non
è
cantabile
ragione
Ecco
trascriverti
il
288
PURITANI.
I
€
Mio
€
ad
dalla
al duetto
tanto
situazione, come
alla
più chiara,
né
essere
!! !
Carluccio
Tu
negarti
posso
ed
dialogo,e
a
per
dubbio
che
Parigi,
essendo
lavorare,
qua
di
tempo
lo
:
ed
ma
lo
finire
che
per
se
la
di
tante
del
io
«
si
nel
tuo
situazione
con
Quandi
non
domenica
di
la
tromba
sia
guerra
collocarlo
fatto
o
»
nel
un
ove
coro
squilla »
po
cor-
in
domanda;
superfluo
ragione
go
ven-
troduzione
partitura l'in-
in
lo
che
nome
cose.
1' inno
potrai
fosse
veramente
avere
sparire
di-
già poesia
potrai,vieni
che
che
penso
dell'opera,
caso
far
cuore
Domani
di mettere
dubito
ma
del
inutile, avendo
parlare
spero
e
nel
chiaro.
vedo
degna
meritato.
se
per
troppo,
pre,
sem-
e
il mio
e
non
ora
Non
passionato
,
di
dottor
prolissoe
lessi
può
non
vita.
accertarmi
per
dato
tormentava
dire
non
un' opera
t' hanno
Oggi
nudo
hai
Bravo
nuova
mi
gnifico,
ma-
,
poesie
lunedì
«
un
alta
componimento
a
dato
timori
speranza
le tue
hai
duetto
questo
i miei
aprì
mi
nell'istesso
Aspettavo
scelta.
più
crederti
era
che
è
dicitura, che
né
che
sai,
piccola as-
ma
sommo
la
per
disfazione
sod-
mattina
V insieme
ma
l'interesse
grande
questa
cosa,
ritoccare;
per
mia
che
posta. Qualche
necessario
è
la
esprimerti
riguardo
ricevei
1834.
maggio
Pepoli,-
caro
affretto
M'
€
30
si trova,
cipale
prinecc.
»
289
I PURITANI.
Accetta
€
i miei
espressioni di
ad
4
5
e
agosto
l'intero
effetto
lodo
:
zelo
comprendo
ne
innanzi
Pepoli !
Il
ideata.
T esito.
Mio
la
la
so-
V ho
largo
mi
e
to
fini-
quasi
scrivere
a
bello
è
(1).
»
sembra
di
Florimo
caro
,
consigliare di finir presto e
le possenti ragioni; ma
tu
se
sofferò per
e
andare
fare
»
di Tamburini
cavatina
la
fatto
;
sofferto
ho
che
Ho
nel
tutte
sapessi
«
oggi
aspettiamone
il tuo
ho
duetto.
gran
Ho
«
—
resta
che
finale
di scrivere
tinito
mi
mischiati
Bellini
Il tuo
Florimo
primo atto,
del
stretta
al
—
pel
contento
gran
«
—
abbracci
abbracci,
che
è
nuta
ve-
bella; migliore quella di Rubini, la quale
di
poi
solo
tempo
un
fatto
ho
che,
d'
preceduto
ma
donna:
mi
è
agitato
un
affidata
alla
venire
suo
interesse.
di
d'
sono
una
sedici
in
la
nuziale,
dal
la
mi
l'ho
cambii
soli
mi
musica.
{ì) Florimo,
op.
versi) è
ha
Ho
d'
fatto
da
un
il primo
cit, lett. 66.
fuoco
un
una
terzetto
ideato, ma
tutto
impazzire
ideato
le aggiusti
Regina
quale l'operaprende
finale, preceduto
Pepoli
una
quale finge
tenipo, che
poesia imbrogliata, esprime
che
bene
Il
che
tempi (questo terzetto
tre
aspetto che
è
velo
volendo
e
an-
difficile per
e
,
allegrissima,
il
fra Rubini
Grìsi
,
cantanti;
solo
tempo
un
brillantissimo
venuto
r esecuzione
d'
quartetto
un
di altri
intreccio
con
è
sfida
una
e
d'
per
stretta
un
e
vimento
mo-
metterlo
ove
tutti
290
i
cori, insieme
air
il
ma
quello della
motivo
Ho
Sei
all'
menterò
loro
primo
il finale.
In
bassi
che
tempo
la
Come
blache
La-
Parigi,
a
gì'
la
vado
fatto
in
istru-
ho
il
e
un
largo
eccellente
stato
re-
un
to
duet-
tre
e
nito
fi-
fare
un
ancora
si,
me-
ritoccare.
Cara-
atto.
bene.
come
Lo
e
so
stes-
bellissimo
fra
come
il quartetto
duetto
fra Rubini
Grisi, interessante
cui
venire
terzo
terzetto
Grisi, di
è
l' introduzione
regola
un
a
primo
istrumentata
facendo
dovrà
ho
del
sta
Nina^
resta
toccare
per
tutti i cori
ha
e
secondo
e
della
e
di
dell'opera;è
stato
Figurati,
a
fine
mi
Pepoli
i due
giorni
Rossini
«
—
del finale, del
scena.
sarò
Florimo
del
e
benissimo
trovò
di
subito
dopo
e
presente
stretta
consegnato
fa
al
atto
la
e
quindi
Ho
ultimi
prima.
giungeranno
,
è
obbligo
mese
pezzi
del
l'ultima
e
dell' entrante
Il mio
negli
un
—
contento
terzetto
metà
cantanti
i
settembre
il
nella
dell'opera,
resto
(1).
»
4
—
pel
impresa
gli altri
veder
sta,
Ba-
bello.
"
idee
contento?
darla
spero
e
il
che
,
consegnarla
farò
lesto
di
genere
più
dirà.
di
pare
diversità
è
ne
molte
sarà
finirla.
ottobre:
che
tano
can-
mi
del
la
con
T incomincia
preparato
spero
anche
magnifico,
è
Rossini
Pepoli
se
largo
che
primo
Tamburini,
e
cadenza
La
Sonnambula^
vediamo
e
Lablache
con
unisono.
effetto,
«
PURITANI.
I
e
la
cabaletta,
situazione
e
,
spero
anche
(1) Florimo,
come
op.
musica.
cit, lett
70.
»
292
che
pendo
amavano
il
Dopo
di
cantare
d' entrare,
tamburo
(io
ho
ogni primo sospiro
cresce
sempre,
istrumentato
di
lei.
diverso,
no
suo-
un
litare
mi-
musica
il tamburo
battuta); il
batte
motivo
ed
violini
ora
za.
roman-
da
una
poi diminuisce,
e
do
aven-
la stessa
qui
riviene
è
sempre
bassi
ora
zicati,
piz-
,
In
ecc.
dei
soldati
si è
viole
violoncelli,ora
ora
musica
questa
esprimenti
al
turo
luogo ove già Arfievolis
poi ripartono e le voci s' af-
nascosto;
Arturo
riesce
dopo
essersi
dell'allontanamento, riprende
il canto
ecc.
e
,
altro
un
couplet
,
la
scena.
Elvira,
in
scena,
e
qui
il
poiché
ho
in
tre
:
succede
che
vedi
Suom
atti.
quesf
la
(romba
piccola
una
da
dire
posso
lo segue
e
Pepoli
tutta
il secondo
ultimo
ecc.,
che
col
e
finisce
famoso
cosi
V
la
atto
in
duetto
opera
venne
tuazione
si-
ideato
l'opera,
due
musica
fu
in
viene
grande
tutto
essere
renderla
a
ho
che
di
sicurato
as-
chiude
coda
questo evento,
duetto
un
consiglio di Rossini
due, terminando
bassi
con
attratta
persuaso
(1). Dunque
(1) Per
e
quale
il finale
come
morio
mor-
le voci
si sentono
si avvicinano
che
conosce
ri-
J^li
non
è interrotto
fatto
quattro
za
roman-
una
allora
ed
nell'orchestra, dove
tutta
di
canta
primo couplet
un
richiamo, quando
per
deiramore,
coraggio
da
dentro, d'
di
canta
interrotto
viene
dispetto del padre
a
il canto
il
folle. Allora
ora
Elvira
canta
egli soleva
che
è
tenerissimo;
che
versi
dolore
pel
recitativo
s'
PURTTANI.
I
per
diviso
dei
ti
at-
in
due
divisa
293
I PURITANI.
che chiude
questo duetto,pel Anale
della donna,
che
stesso
levare
era
e
a
che
nel secondo
molto, e
atto,avanti
malissimo
«
/ Puritani:
di
na
sce-
In
Rossini
che gli avevano
sempre
col descrivermi lento
dicendomi
la
questigiorniho
guarda dal piano dei pezzi
del lavoro.
sono
ne
di
coro
un
per
di Rubini,detta di sopra.
strumentato
baletta
ca-
libertà,
quello
neir introduzione,che ho fatto
mettere
e
una
con
Primo
è
contentone,
detto male,
neghittoso
e
atto: introduzione
»
sta
compo-
militare,preghierapuritanae coro di
to
paesaniecc., 2^ Cavatina di Tamburini, 3® duetfra Lablache
la Grisi,4'' coro
cavatina di
e
e
sol tempo per Rubini, 5^ finale composto di
un
un
brillante,
Lablache, Rubini, Grisi
quarteitino
seconda
e
donna, d' un terzetto di due tempi non
lungo e il largo secondo tempo è d' un effetto
to,
grande,se non m' inganno (sipuò chiamare duetla secone Rubini, e
da
perchè è fra Tamburini
ha solo qualche parola qua e là)e poi
donna
ho che i due basd' un largo concertato, ove non
si
coro
,
e
€
la Grisi
coi cori
Secondo
atto:
P
e
la stretta
coro
del finale.
romanza
e
»
di Lablache,
2^ duetto di due
bassi; 3^ terzetto dei due
il quartetto della
bassi e la Grisi (questoè come
una
Nina, ove questa ha tutto,quindisembrerà
4^ coro
tà;
dell'alba o liberscena
per lei piuttosto);
di Rubini; 6^ finale composto
5^ scena
d' un
duetto
fra la Grisi
e
Rubini
d'
,
e
cabaletta
in fine per
un
pezzo
la donna.
d* insieme
Se
vo-
J
294
I PUKiTAm,
gliamo
i
contare^
mio
ma,
caldi
brevi
pezzi
Florimo^
caro
V azione
e
serve
con
mi
ciò che
tutto
altro
amicizia,
vera
ma
Nel
nel
tettino
Grisi
finale,
V ho
non
il
e
ancora
Parigi,
a
primo
pezzo,
ideato
il
Grisi
di
bisogno
—
che
ciò
tutto
4
»
ottobre
Di
—
di quanto
ad
Due
d* unirli.
di
al
Florimo
finora
e
pezzi composti
bene
preparati
—
ed
(1) Florimo,
op.
il
fra Rubini
in
è
la
e
ho
pezzi
tutti i
di
comporre
intendo
finii^e
to
il duet-
ultimo
hanno
conto
perciò
solo
ad
ho
due
che
tu
bini,
Ru-
sono
tenti
con-
ho
Io
ho
non
pezzi
istrumentarli
i motivi
aspetto Pepoli che
eit., lett. 73.
Sai
inteso?
e
resta
€
Tamburini
e
insieme, perchè
,
glieliprovi
(1).
istrumentare,
nuovo
sono
di Rubini,
Devo
fare
e
è
strumentato
terzetto; dunque
ideato,
Lablache
che
e
tre
la
e
Rubini
scena
questi
Grisi, Lablache
la
nulla
e
ho
terzetto.
la
il quar-
Lablache
libertà, il duetto
resta
il duetto
pianta
e
mi
e
composto
sto
compo-
e
Grisi, né
ho
si
non
tutto
perchè
la
,
motivi
è
di
duetto
tutta
il finale.
in
male
è
il terzetto
né
é
come
coro
e
e
secondo
Nel
prima.
Pepoli
Romani
atto
istrumentato,
l'altro ieri,e
giunto
vi
e
primo
fuorché
strumentato,
e
solito
bene.
non
Romani;
è
facilmente.
trova
mio
fatto, è migliore di qualunque
ha
non
e
dici;
quattor-
al
sono
progredisce
,
mi
veramente
sono
mi
guitato
se-
fatto
fare.
a
e
terli
met-
principali
finisca
un
da
duetto
cui
è
nel
d* effetto.
Nel
secondo
a
parte da
di
coro
un
ed
che,
anche
sensazioni,
e
di
puritano.
che
accurate/za
più
Mi
quando
,
trovava
in
di cantare
a
luna,
mi
—
disse
replicò.Rossini
ottobre
24
sul
duetto
finir subito,
che
mezzo
Tu
mi
della
ma
Grisi
sono
mi
non
mi
dei
«
—
e
a
e
nito
fi-
ben
sono
lo trovò
vedere
la Grisi,
al maestro,
complimenti....»
Sto
impuntato
che
nel
piace più quello
non
do
studian-
ora
Rubini
consigli di
no.
aveva
Lablache
sentire
fece
o
d' introduzione
per
di farlo
al Florimo
—
,
destinato.
entrò
sarai
Grisi
alla
Perchè
voci,
tale
lo
e
Lablache
ecc.
le
Rossini
come
Lablache
si
il sol
cosa
con
piacerà
pezzi
Grisi.
lorito
co-
genere
qualche
V opera
dei
sentire
pel
istrumentato
se
giuro
Paisiello, aggiunto
a
e
è
profonde
del
soddisfatto,
armonizzate
ed
bello, e
e
ho
della
di
Nina
fa
stro-
Ti
di
fondo
quella preghiera
quartetto: La
disposte
Poi
vedrai
casa
in
robusto
sarai
ne
far
a
Lablache
pp.
questo
di effetti teatrali
della
e
tutto
capace
essere
militare
del
severo
di
dire
Sonnambula
a
cerca
altra
situazione.
e
sarà
non
pieno però
è
posso
,
della
poesia
come
il libretto
se
prima
comincia
e
il duetto:
seguito
in
attacca
fatto bene
la
Grìsi
in
poi viceversa, dopo replica un'
fif.e
la
,
,
va
la
sono
morte
a
atto
atto
dopo
guerrieri che
condannato
Rubini
primo
che
romanza,
di dentro, interrotta
accompagna
di
Sinora
tirata
Rubini
di
scena
molto.
spero
r introduzione
296
PURITANI.
I
fare
credea
di
tempo
che
avea
tempi di
296
I PURITANI.
mezzo,
ma,
mio
/li non
impossibile
che tu sai che
canti larghi,
dei
colorisco sempre
far mai
con
una
tinta declamata
fare
per riuscire in
che
quest'opera
gioco.» (1).
un
gran
18 novembre
al Florimo
—
—
«
Andiamo
Parigied alle novità. La piùbella
Rossini (non lo dire a persona)mi
a
assai
,
da
hai
stenerli
so-
io li
non
Lascia fare,io voglioesaurire
languire.
tutti i mezzi
—
nei duetti drammatici
nei teneri è
ma
ragione,
con
caro,
è
trà
poora
quellache
ama
assai,
assaissimo. L' altro ieri ha cominciato
guardarela
introduzione
mia
e
l'ha trovata
a
gnifica
ma-
che ha ordinato
miracoli)
al teatro di procurarmi un organo
pagnare
per accomilquartettodella preghiera
in tal pezzo.
Ha trovato
che tutto ho strumentato
com' egli
che non
stesso credea
sapessifare. Ha trovato
graziosala cavatina di Tamburini, bellissimo il
duetto di Lablache e la Grisi,strumentato
con
che precede
gran gusto e brillantissimo il coro
,
(e sono
tanto
la sortita di Rubini ; bella e ben
che è tirata tal quale come
sortita,
della cavatina
gliho
fatto
della donna
*
(2).
(1)Florimo, op. cit,lett 78.
tSTi
^aa^h^l^b
"
»
»
lett 80.
tale
il primo tempo
nella Norma.
cabaletta,perchè la situazione
lo vuole
(2)
condotta
Non
non
il
L'opera
era
famoso
duetto
parlamentOy
ad
e
ritocchi
opera
una
Di
dir
cotesti
brevemente
da
e
e
più
cambiamenti
le
lo
delle
bella
è
ragioni.
'i¥i
del
l'
al-
rono
consigliaaggiunzioni
dare
da
importanza
tale
nuova
là
voler
premettere
ragioni
qua
di
È
bassi:
nuove
che
rimaneva
non
sinfonia
una
apportare
dei
due
dei
quando
opera;
finita,
quasi
e
297
PURITANI.
I
fisonomia.
qui
opportuno
l'
al-
^.^l^aiHMrti^
300
AGGIUNZIONI
Far
4.
nuove;
5.
gennaio;
la
che
all'
pervenisse
di
Malibran,
per
profonda
dotata.
era
si pose
ma,
a
a
poco
e
che
i ritocchi
—
21
ricevei
novembre
le scritture
lettera
Santorelli.
del
il
dunque
la
lavoro.
«
ma
pri-
recchie,
pa-
subire.
Finalmente
dalia
ieri
più
bile
ama-
del signor
come
qualunque
cotesti
scrittura
furon
a
venne
accompagnate
contenti
tista
ar-
to,
picciol momen-
non
^al Florimo—
a
queir
cavatina;
aggiunzioni
di
e
mezzi
bella
A
nuova
una
i
tutti
cui
al
la
opera,
di
comuni
V opera
che
mirazione
am-
desiderava
un'
luce
principe Ottajano,
Capirai
render
modo
—
lei
per
in
le
parecchi,
nutriva
che
tanto
Accettò
poco,
Bellini
ria
Ma-
,
scrivere
deliberò
12
dergli
corrispon-
a
la celebre
Carlo
quale
impegno
con
del
ducati.
10000
mettere
quale potesse
i pregi non
vocali
e
e
l' impresa
appositamente
scrivere
PurUani
tardi
più
non
al San
la
dei
partitura
Obbligarsi
allora
Cantava
la
impresa
somma
RITOCCHI.
E
io
costo
glio
vo-
signori, in particolar
signor principe, e quindi
sento
di
tare
accet-
il contratto
"
gli
»
io
Dunque
accomodi
domani
necessari
la
parte
di
incomincio
che
a
fare
l'opera richiede,
Tamburini
per
tutti
sportando
tra-
Pedrazzi,
e
AGGIUNZIONI
pregherò Pepoli
in
di
la
mìa
che
quello
la
credo
che
mi
non
ho
dia
mi
è
1' ho
il
ancora
gusto
non
«
fatiche
dei
una
grande
mia
intenzione,
scena
per
da
ma
fatti nel secondo
cade
nel
che
impegno
che
i motivi
se
ra
ope-
soignée
na
qualcubula
Sonnam-
nella
rendono
dal
l'opera
successo.
Questa
ragionevolissimi
con
era
la
menti,
cambia-
della
scena
le
»
/ Puritani
donna.
atto, la
teressan
inche
voglio sperare
la
con
nuovi
e
come
melodia,
situazione
dell' atto
centro
di
,
e
la
finire
che
delicati
più
coronate
di
pezzo
Francesi, la mia
Infine
saranno
v' è
basti
che,
è
e
Non
ti
un
Norma
turbando
dici
mi
Tu
passionato,
gusto, chiare
nella
il pezzo.
mie
ha
compiacenza
con
i
di
si trova
che,
tragico, non
inaudito, perchè
funere
armonie
che
tutto
parola
una
degli accompagnamenti
delle
di
potrà eguagliare;
un
riesce
mi
v* è
non
è
ne
gigante,
indovinata.
idea
In
è
ne
ragio-
ma
un
tenero,
piaccia,
lavoro
incontreranno
con
di rado,
non
ma
certa
una
e
non
farà
Il libro
hai
come
;
»
«Tu
—
lavoro
Io
composto.
lavorato
persona
ti scrivo
che
non
io
averlo
io
coturno,
musica
pezzo
Florimo
contentissimo, perchè
finisco.
da
passioni
regola.
al
opera.
contento,
ma
—
lagnarti che
colpa
in
Malibran
alla
cavatina
metterò
novembre
30
—
mi
parola
una
la
per
30l
RITOCCHI.
E
na
don-
che
in
,
qualche
ma
altro
cosa
rassomiglia al quartetto
colorito
,
poiché
vi è
del
della
Mina,
malinconico
,
302
AGGroNZIONI
RITOCCHI.
E
ed in fine chiude
dell'allegro poi del vago
,
i due bassi
agitato;
Dunque un'altra scena
forte
un
ben
situata ,
non
le faranno
in
da
con
chini.
perti-
fine,e forse
non
all' insieme
farebbe che danno
dell'opera ;
quindiho pensato di finire con una
cabaletta fra il tenore
ossia passionata
graziosa,
di quella del finale nel
e la donna, nel genere
Questa sarà preprimo atto della Sonnambula.
ceduta
da un largoconcertato
fra i due bassi
si
Conella Norma
ecc.
tenore, donna e cori,come
,
credo che andrà
bene, essendo
in
per tutti i soggetti
Certamente
che farò una
per
la situazione
interessantissima.
scena
cavatina
la Malibran.
Io
nuova
samente
espres-
incomincerò
fra
che
giorniad occuparmi di accomodare l'opera,
di già ne ho fatto il piano e credo che verrà
benissimo per Pedrazzi,Duprè, Porto, a cui tu
la loro parte
ti prenderaila pena d' imboccare
re
trovaa
e per la possente Malibran,che andrai
,
,
da
Dille che se arriverò a scrivere
parte
per lei espressamente, mi sforzerò di fare
mia
che tutti i suoi immensi
in mostra.
alla
mezzi
Dille che accomoderò
sua
voce,
e
parte;perchè,siccome
che
è
non
sieno
e
ben
posti
ritani
adatterò i Pu-
tema
per la
appassionatacome
sua
una
Nina, basterebbero le sole situazioni dette in prosa
ed agiteda lei,
perchèdestasse un immenso
interesse. »
(1).
(1)Florìino,
op. cit, lett 83.
r
AGGIUNZIONI
Decembre
—
Vedi
«
—
RlltoCCHI.
E
che
308
indovinato
ti ho
,
pel consiglio che
di
se
e
Tamburini
dai
mi
destinare
col
Pedrazzi
a
;
ma
basso
sta
giovine debuttante
canta
bene^ è migliore sempre
al finale
che
finito, che
stieno
amori
st' ultimo
è
primo, perchè
Scott.
Addio
che
dici che
tu
scrivo.
sarà
dato
21
dicembre
fatti per
ho
non
ve
duetto
n' é
con
musica,
»
«
—
Senti
e
sì
Porto,
brillante
di Walter
soddisfazione
io
re
scrive-
a
possibile che
i cambiamenti
ora
Situazione
e
che
poi
ho
ne
in
luogo
fatto
sarà
un
di
che
cavatina
per
libro, quindi ella sortirà
insignificante,le
tino
il
(1).
la Malibran.
nel
Que-
Napoli, perché
meglio
di
quello
incoraggerà
il
di
scelto
Puritani
in
provata
ma
il titolo
abbiamo
della
Sjentimento m'
Tale
buona
—
si é
pei
Godo
dunque.
della
mi
celebre
é
Se
i Caoalieri.
e
Noi
lungo.
troppo
giorni,
religione, né
né
rotonde
le Teste
Eloira, oppure
il debutto
il libro quando
gli diano
che
gli fa ombra,
in
mente.
principaldopo
nuove
entra
scena
basso
atto
politicaalcuna.
né
in
un
difficile tra
credo
che
,
bene
Manderò
tranquilli,non
nefandi,
Puritani
tue
il suddetto.
farà
sarà
del secondo
frattanto
Aspetto
che
parte
bene
pensa
il
quella parte^
la
»
con
un
quartet-
un
sì
pezzo
so
curio-
essendo
contenta
,
del
suo
di dieci
genere
Questo
prediletto.
cavatine, perché
(1) Florimo, op. cit.,lett. 84.
é
venuto
pezzo
ben
vale
più
situato.
AGOIUKZIÓNI
304
effetto.
grande
nel
lo darò
che
tanto
che
di
un'
amante
suo
tal
di
genere
secondo
al
Porto
sua
celeste
la
fine
è
Rubini,
la
lettera
verrà
i
e
lo
tempi
l'effetto dei
1* effetto
lo
trova
piangere tutti,e |X)i
rende
o
a
Dopo
ed
infine
il
appoggerò
e
necessario.
tutto
troppo veloce
tempo
4
un
^he
"
se
il
,
o
di
ha
dei
in
la
regoga
allar-
ti
cantan-
piace
tempo
troppo
motivo
la
s[)artitoti
ti
come
una
leggere
servilmente; stringi ed
ogni pezzo
la
se
lei
ti sia
voce
a
con
a
Lo
ma
fa
tutto
e,
falle sempre
la
finale
onore
Scriverò
lo vorrà
avrà
appoggiato
è
moltissimo
nell'introduzione
quattro corni
spiegare
come
tenera.
cori, infine
d'
chini
perti-
far
col métronome,
secondo
Poi
avrà
come
tu
in
ed
farà
credi
attaccarti
non
trovar
Si
se
marcato
di
mi
espressamente;
presente,
i
magnifica parte,
una
vello,
cer-
teatro.
con
scena
esecuzione.
sublime
sua
pel
capovolgerò
piacerà,
musica
nuova
,
Duprez
lavorando) che
avrà
la
fuga del
della
ammirabile
con
che
e
cori,
il
prende
essere
gran
da
anima
sto
Quindi
lei.
una
Pedrazzi,
duetto
gran
può
brillantissima
(pezzo che
a
ha
le
dolore
espressione
e
la
un
Essa
atto
cipale,
prin-
tutti i
a
;
cialmente
spe-
puritano, riempirà
immenso
ecc.
e
la follia che
colpita dair
stretta
il motivo
ai bassi
anatema
esprìmendo
scena,
appoggiato
nella
e
di
,
lei
a
avendo
appoggiato
è
trattandosi
azione
ella,non
essendo
Parigi
a
il finale
molta
ivi
ed
ancora
Avrà
vi è
largo
RITOCCHI.
E
cato
mar-
languido.
eseguito
mezzo
per
da
qual-
AGGIUNZIONI
che
battuta
di nota
grandioso
porta
solo
lo
E
il
a
Ora
-
quelle
un
dal
in
al
proverai
che
il motivo
battute
poco
motivo, vedi
e
solo
grado
un
maestoso
centro
delle
nuvole
battuta
bastante
Ho
alla
la
scritto
al
Enrichetta
da
cantare
per
le
M.™*
Benedetti
e
bassi
Crespi. Qui
secondo
un
tal
gina
re-
poche
sono
sci*itto di
farà, cioè
doppiarne
rad-
ni
sopra-
e
verrà
quartetto
di
organo
con
facendo
da
r armonia
Fate
persuadere
invenzione
nuova
dolce, che
essendo
compagnato
ac-
si
con
suona
fatto
ad
uso
,
fagotti;
nudrita.
qui
Duprez, tenori Duprez e
bassi profonPorto
e Coletti,
di
istrumentato
due
che
M."*
e
espressione
piccole filarmoniche;
mando
per
parte della
ho
si
qui
che
atto
voci
gli
così
grandissima
delle
Il
troduzione,
quartettino nell'in-
sole
armoniosissimo
è
la
quattro
da
che
primo
Il
Malibran
di
note
intendimento
Ottajano
nel
parti,come
Petrazzi, primi
di
di Francia.
dentro,
nire
ve-
giusto. »
prendere
a
come
tre
effetto,dovrebbe
molto
mere
espri-
affrettate.
hai
tu
principe
Merola
signora
il
ma
,
si sentisse
essere
e
terzetto
un
fa
prova
regolare
è
colpirne
per
guastare
non
vogliono
-
pei tempi
resto
«
a
poco
quelle
,
ogni
ti
stesso
che, per
come
e
più
impercettibile.Tu
vedrai
pianoforte,e
suono
rendere
per
.
slargare queste
a
306
RITOCCHI.
un
ma
due
però
io
deve
preparare
una
Napoli
corni, due
essere
campana
lo
ti,
clarinet-
raddoppiare
controfagotto
che
per
può
gotto
il fa-
più
stenere
so-
dolcissima
e
/a,
che
in
AGGIUNZIONI
306
servirà
e
questo quartetto
per
dovrà
atto, quando
vedrai
i W.
e
pel tinaie
suonare
stormo
a
mo
pri-
del
me
co-
ec.
dalla
viole
marcato
sarà
partizione. Dove
le sordine, bisogna
violoncelli con
e
che
tutti i
per
ricavare
professori la mettano,
piano
un
d' Italia che
teatro
RIlX)CCHI.
E
in
si crede
come
è
non
qualche
si mette
sordina
la
perchè
ma
per
,
averne
cedere
nasale
suono
un
questo
su
Un
solo
la
per
Malibran
abbi
cura
sul
mirabilmente.
di
quindi
e
piano,
dei
in
corni
la
mia
Inutile
Tu
atto, che
mi
dici
di
pp.
il colorito
e
che
non
tal colorito
spiccare qualunque
Certe
cose
si
motivo
devono
ancora
sia
che
pp.
sentire,
no
han-
il forte
marcato
Mi
gli
tanto
espressione,
come
ben
ri,
co-
buoni
sono
di dare
lascino
1' abbia
i
bassi, quando
i W
na
suo-
»
prevenzione
come
si
di
bisognano
che
anche
fiato
qui
ti raccomando
che
sia
da
dice
piena
è
che
stra
orchemi
opera
dell' esecuzione.
marcato
che
che
dubito
strumenti
e
Bisogna
non
Ti
«
prevenuto.
poiché Gallemberg
d' azione.
fatto
sta
que-
particolare nel primo
forza
ho
scena
tale istrumento
a
che
atto
di
forti,e
tanto
effetti appoggiati
in
sii
ne
teatro;
essere
non
troduzione,
nell'in-
entrano
della
largo
V esecuzione
per
e
nel
e
Dunque
ecc.
l'avrà, guasterà
non
quarti del primo
brillante,che
pezzo
del
non
tutti la mettano.
tre
un
motivo
che
Dunque
che
bene
sordine
Le
pezzo.
in
ripete il
guarda
e
professore
TefiFetto del
lontano.
e
sono
non
da
il
far
to?
spiegapotendosi
308
AGGIUNZIONI
ci entrano
poi perchè
ecc.
muso
pezzi
musica
di
€
ricorderò
mi
facendo
le prove,
di
però sempre
mancherà
nei
Cottrau
—
siete
Falconet,
e
per
la
vrete
Io
—
«
la
Figurati
del
i
e
la
a
Marsiglia
il 24.
e
il 20.
la Società
il termine
(1) Florimo,
op.
è
frattanto, disperato, l'ho pregato
i
che
la
mandino
conti, giungerà
qui impostare oggi stesso,
che
,
fare
musica
fatto
il 18
che
dovrebbero
partiti,e quindi
il
che
gennaio
e
fra
signor
vapori
il 22
r ho
sta
que-
Napoli,
a
il P
e
(1).
»
secondo
del
là
e
che
dispiacere
Marsiglia
secondo
e
Malibran
ingannarvi
non
qup^rantena che
scrivere
posta,
dopo
da
quanto
a
effetto,quando
e
dicembre
30
sono
restata.
fra
poi
per la
non
di subito
per
a
partire il
Nizza,
colà
tu
e
mio
estremo
comparso
spaventati
a
T
consegnargli il resto
spedirlo in Marsiglia e di
con
altri.
Ricordati
corrispondente
dal
sette
sperimenterò,
per
è
doveano
Florimo
al
—
vado
apprendo
cholera
avvisi,
zanotte^
mez-
f"ezzi
subito.
sempre
soggetti tali
mattina
atto
miei
del 1835
5
cerca
dare
sette
servilmente
stare
non
atto
quanto
lo scriverò
te
potrò dire, ma
sono
V
il
faranno
fare ? per
vi
nel
(perNapoli sei) e
Quanto
libertà,
e
quattr'oredopo
a
,
ti
che
Ma
2^ atto
nel
poiché già
patria
Lablache
e
tutti si finirebbe
a
di
amor
e
quindi Tamburini
atto.
pel secondo
e
RITOCCHI.
E
cit,
Il resto
È
non
vero
85.
che
secondo
tu
mi
si riceverebbe
fissato;ma
lett
del
io
poli
Na-
in
voglio
atto
e
V
hai
a-
petuto
ri-
lo spartito
far
ve-
AGGIUNZIONI
dere
ho
che
che
ma
fatto
tutto
che
il
primo
dì 8 gennaio,
di
forza
atto
arrivi
il
accaduto
il
10,
il
se
da
cui
a
diretto.
ho
tutto
signor
questo
il
alla
procedere
Società,
la
tardanza
dalla
dal
signor
tua
ti avrà
ho
dopo
franchi
400
a
perchè
far
do
accludensta
que-
domani
così
,
spero
e
comunicarti
che
che
le
che
to.
tut-
cose
vedo
non
dano
va-
to
let-
sarà
ingiusta
che
ed
a
tutto
andava
solo
rifiutare
dato
questo, oggi
ai desideri
orribile
al Teatro
maestri,
a
ho
lui solo
di
sì
una
tento,
con-
della Società,
novella!
principe Ottajano che,
da
chè
copisti(per-
occupati), ma
dopo
questa
al
italiani
sono
tutto
da
copiare,non
sono
ne
e
scritto
sì
lare
par-
(quattrocento hai capito ?)
Pugni,
somma;
giunge
come
,
gli altri
grande
portati
tu
come
ma,
per
notti
dente
indipen-
scritto
disperazione
quindici
Dopo
spesi per
ho
chiamare
ché
tutto, poi-
lui
con
giungerà prima,
una
ve
qui non
Italiano, ove
mi
quale
a
è
caro,
così.
fra
al
Falconet
mandato
Mio
che
combina
rebbe
questi, sa-
Basta,
potrò impostarla che
non
signor
!
e
il mio
causa
una
lettera al signor Falconet;
la
al
Falconet
pregato
riceversi
dell'autore.
volontà
Ottajano,
con
da
dipesa
è
a
dice
pore
va-
signor
conoscere
quale,
obbligata legalmente
la
Egli sarà
far
a
il
be
sareb-
così
,
Falconet,
pedito
im-
Napoli
in
testimonio
farà
ne
come
ha
17; poiché,
partito da Marsiglia
fosse
desideri,
maggiore
non
il secondo
e
i
appagarne
per
disgrazia
una
309
RITOCCHI.
E
Io
se
la
riceversi
però
ho
Società
l'opera.
310
AGGroNZIONI
RITOCCHI.
E
•
il contratto
resta
che
verrò
non
i tesori
sciolto;e
mondo.
del
Puritani
Napoli
mi
dà
assai
a
Parigi.
cantanti
mi
l'orchestra
e
T
tutto
lo
soffrire
l'opera
il
io dico
ogni
bene
nuocere,
come
non
Napoli, penserò
con
pei teatri
scrivere
a
la
secondo
che
atto
eccola
:
Dio
«N.B.
—
oggi
conceda
ai
r ho
della
fatto
e
qui
farà
ma
per
la
Il suddetto
scena.
Malibran
o
chi
Rubini
ancora
sa
se
al
sta
Baper
voce
Pepoli
pezzo
lo dice
benone,
la daranno
ecc.
musica
mi
come
non
è
vi
tro-
nulla,
più
per
del
posta, ed
la
toccar
o
se
ti trascrivo
resto
ecc.
la
sotto
Non
qualche parola diversa.
era
mi
dedicar-
che
unirla
Jiglisuoi,
se
pedito
im-
com'
Frattanto
partito per
badare
Non
fa
viene
scena
per
è
rati
figu-
ha
che
non
francesi.
tempo
moniose
ar-
io
,
in
mandò
mi
non
d'
mi
interamente
dell' ultima
poesia
ho
giovare; quindi
per
a
ne
cholera.
male
ogni
:
e
ed
Napoli,
maledettissimo
sempre
,
dire.
applau-
compenso
in
I
all'anima.
contrattempo
arrivasse
questo
senza
che
bene
tal
solo
e
pazienza
con
che
certo,
;
sono
resterò
nutrita
un
atto
mirabile.
contentoni,
sono
ne
primo
angiolo
armonia
ti fa
prova
che
fatto
un
effetto;un'
i direttori
come
han
che
del
effetto
un
come
consonanze
Anche
fa
non
istrumentato
Ho
sentito
musica
La
tutti
per
prima
speranza
,
za
confiden-
neanche
mattina
questa
in
della
V esito
E
di orchestra^ fatta
de'
in
più
te dico
a
interesse
venuto
un
gnifico,
ma-
Dio.
posso
! Io vedo
chè
per-
La
tarne;
dubi-
che,
in-
AGGIUNZIONI
cominciando
in
le prove
intrigata e poi
non
Nel
impara
un'opera
che
l'opera
renduta.
e
Tu
mettila
rubare.
far
Mi
ed
io
che
E
dirà
sino
incredibile!
Società
da
rifiuterà
lermo,
Pa-
Cottrau?
di Napoli
che
quel
si
glia
vo-
denaro,
né
azione
un'
sarà
la
ne
saper-
contratto
fatiche
viso,
av-
te
non
e
caro
fine
trascurai
non
la
alla
Sia
sentare
pre-
mio
ancora
cotesto
tu.
ti sarà
a
pereona
il nostro
per
tina
mat-
al
Falconet
domandata
viene
l'esito,io
la
ricevuta,
chiave
a
alla
sera
signor
sotto
combinazioni
! È
se
al
quella dia-
a
Basta, vedrai
sarà
non
dar
an-
chiara,
è
risponderò, perchè vogliono
il prezzo.
Quante
intera.
vedere
farla
non
dalla
che
lettera
questa
appoggiata
tutta
Malibran,
caso
25, potete
o
giorni. L'opera
della
voletta
il 24
verso
dodici
in
scena
311
RITOCCHI.
E
e
non
,
buona.
inserì
Perchè
d'inviar
l'opera
di assegnarmi
anche
stato
cosi
mia
la
Napoli?
mi
Io
ambasciatore
de'
per
;
paura
dunque
per
poi devo
bisogna che
e
l'opera
che
bassi,
Dio
Florimo,
di
molto
me
sono
che
è
lavori
Napoli,
a
lermi
vo-
»
e
un
fare
contentone
buona
che
fa
sinfonia
una
Se
avrei
!
ti
pel
liberale
bene.
drà
ve-
,
ancora
quest' ora
la mandi
non
Addio
tempo.
d'
voglio
e
fosse
Perchè
?
contrarieranno, Napoli
persona
due
proposi
che
e
lascio, perchè occupatissimo. Lavoro
duetto
bilità
responsa-
non
Parigi ?
a
compromettere?
se
la
contratto
a
persona
il nostro
Basta,
«
nel
Ma,
non
tutto
mio
dell' effetto che
;
era
nito:
firo
ca-
mi
312
ha
AGGIUNZIONI
la
fatto
prima
Il finale
poi
da
forza
molto
musica
vigorosa. Basta,
seguito;frattanto
terminata
Circa
nel
nove
il tempo
quale,
di assiduo
non
picciolo
le
malgrado
risolvette
Di'
€
a
Napoli,
libran,
la
dò
spartito non
che
E
e
cosi
sino
avrà
lo
non
avvenne
(1) Florimo,
op.
la
per
di
laugurata
ma-
Napoli;
ritardo
un
del
nuto
avve-
volontà,
principeOttajano,
che
il pezzo
alcun
faccia
la
musica
cambiato
che
e
pezzo
cit.,lett. 87.
che
per
da
do
man-
la
quindi egli
Troupenas
di fatto.
le
con
fattr.
già
tutta
ni
Belli-
perduto, e
a
Parigi
1' opera
Parigi,
a
*'34,
stesso.
all'umana
i ritocchi
Cottrau,
a
speso
andò
non
di dar
aggiunzioni
(1).
»
il contratto.
altro
il lavoro
Però
bene
lavoro, compreso
di
estranee
insistenze
senz'
to
informa-
do
ingiustizia,chiaman-
inaudita
ragioni
una
amano
anno
l'impresa
con
responsabile
per
sciolse
dell'
dicembre
,
Bellini
ti terrò
gioiscie voglimi
mesi
con
di
che
!
atto
nelPapriledell'anno
scrittura
la
quel
primo
questi Francesi,
L'opera, cominciata
fu
i W
d' anatema
rabbia
vera
una
sbalordire
la
del
è
del
introduzione
in
sarà
eseguiscono
come
guerriero dell'
coro
che
Figurati
prova.
! Oh
quelle vegnenti
RITOCCHI.
E
Ma-
in
tale
ma
pri-
stampare,
a
Parigi
».
TRIOIfFI.
-#???
Splendido
de*
successo
Pubbliche
dimostrazioni
Legion
della
valiere
canale
Dedica
—
del
sera
25
Decorazione
—
all'
Lettera
onore
—
di
ca^
Santo-
aw.
musicale
Concerto
Regina
alla
—
Un'
paesana
—
La
d
alla
Invidia
Corte
stima
di
Florimo—
al
Ragguagli
Part^o/it—
decorazione.
altra
—
"35
gennaio
i
PuritarUy
cutori
ese-
.
Giulia
blache,
Orisi,
dati
vennero
Teatro
italiano
subito,
fu
Bellini
il
la
dopo
lettera,
deir
gioia,
della
una
è
felice
al
della
prima
vergata
nella
e
per
volta
al
diciamolo
eTesito,
delle
e
documento
forma,
prima
La-
e
trionfo.
scrisse
animo
la
per
Parigi;
entusiasmi
Degli
giorni
di
vero
un
Tamburini
Rubini,
impressioni
Florimo,
trasparenza
appena
rappresentazione
più
col
cuore
prezioso,
un'
vate,
pro-
affettuosa
di
grande
;
e
zione
commo-
riboccante
anche
due
dal
di
lato
ingenuità
affetti, la
quale,
e
co-
ai4
TRIONFI.
che
vi
Mio
€
Io
Parigi, 27 gennaio
del
mio
/
'
se
parole per descriverti
trovo
Sabato
cuore.
V opera
scena
mia,
quello della
a
1835
(1).
Florimoy
caro
non
V anima
tutta
di dentro.
chiusa
sta
"
€
vedere
cristallo,lascia
terso
me
andata
è
Y
e
stato
finalmente
effetto,sebbene
generale,
prova
lo
in
corrisporiuscì
pure
ina-
spettato. K
introduzione
effetto ; la cavatina
di
Tamburini,
graziosa ed applaudita; il duetto
fra
Lablache
di
ed
Elvira, grandissimo
effetto
Rubini,
il
si è
,
quartetto
voluta
la
replica,che
Rubini; finale, furore.
divisa
avanti
in
ancora
nel
dei
che
il secondo
due
bassi
e
il
Dunque
furorone
pure;
primo tempo,
pensiero
e
agito
in
come
a
a
quello
piacque,
coro
la
scena
specialmente
pensiero, anche
un
più
tismo
fana-
a
angiolo.
la
solo
mo
l'abbiaGrisì
tal pezzo
dopo
vi
era
che
fa
tal duetto.
di
romanza
della
Orisi
è folle
ove
la Orisi
Tutto
e
e
effetto
che
Labla-
tutti,il
op.
cit., lett
88.
di
passa
l'ha cantato
il teatro
piangere, perchè particolarmente
(1) Florimo,
di
non
atto, perchè
resistere
poteva
che
della
l'aria
,
chiude
solo
cere;
pia-
tanto
(2^ atto). L'opera
atti, mettendo
tre
il duetto
fece
applaudito
,
tita
sor-
il duettino, gran
molto;
polacca, fanatismo,
a
; il terzetto
furore; la
fu
stretto
co-
1' en-
316
TRIONFI.
recitativo.
pel lungo
effetto,ma
grandissimo
di
dalle
sin
mezzo
cabaletta, che
nella
\
Bellini
mò
stati
'tedi,
seconda
qualche
costretti
cosa
in
ieri ho
ho
quasi
ti.
che
che
rimo,
tutti
che
Tu
al fuoco.
Oh,
esito
! Io
tal
buon
mio
Che
però
punto
sono
successo
vi
era,
da
35
li accluderò;
le
bocche,
senza
un' opera
essere
mio
Flo-
caro
strumentazione!
la
dice
mi
Egli
egli
se
avrebbe
che
mi
abbiamo
superato
dall'
tremante
mio
scrive
invece
gettato la
quel
sul
do
Cre-
scriverà, avendo
che,
sentirai
fatto
*minu-
favorevoli,
saranno
tutte
40
a
te
come
ha
gliono
vo-
d'indifferente
Florimo,
ancora
non
e
a
più.
entusiasmo.
mi
finisca
al
Gallemberg
tale
a
fa
mar-
accorciato
delle
gridano
delle opere,
balli scriveva
che
di
bigliettino,ove
un
Ho
grande gloria. Oh,
il Conte
assistito
Tutti
che
volta
11
mi
in
incontro
effetto
gridi chia-
stamattina
che
darà
mi
effetto. Il
la seconda
là
più
e
V opera
1' opera
opposizione.
alcuna
egli
quanto
troverò
il mio
essendo
go,
lun-
avvezzi
al di
giornali
io credo
perchè
gran
che
sono
teatro
accorciato
Quanti
a
perchè
non
tolto
il largo
mostrarci./
Domani,
a
qui
tolto
grandissimo
tanto
,
stare
Quindi
di
ancora
e
fatto
riconoscimento
rappresentazione.
mezzanotte,
e
nel
ha
già
prove,
il pubblico
cantanti,
e
siamo
\
ultime
fu
ed
tinaie, furorone,
.
di
avevo
particolarmente
e
il duetto
Dopo,
na
pen-
to.
scrit-
avrà
trovo
e
di
tento!
con-
che
con
impressione
morale
e
fisi-
317
TRIONFI.
Sono
CO.
tale
è
in
vuol
io farò
benone
pezzi
vi è
non
La
«
della Nor-
i Cori
farli andare
possibileper
si
concerto
Puritani
si
non
ma
di prove
bisogno
il
tempo
oifrire
parlato. Ti
».
pel suo
mi
ha
può
chè
per-
,
T orchestra,
per
scrivere
fatto
domani
che
rappresentazione. Io
la dedica
parlerò
sero
eseguis-
».
alla seconda
di farle
stupido;
uno
,
Regina
assisterà
come
eseguire
il
che
dei
avrebbero
e
fare
tutto
Volea
i
momento
impressione
Corte
ed
may
l'
stata
La
«
qualche
dell'opera,e
ne
di tutto.
minutamente
conto
ho
già
Addio;
il tuo
Bellini.
«
»
.
P.
S.
Orisi
al
come
un
ha
cantato
angioletto,e
Dio,
un
come
Rubini
la
Tamburini
e
pari. »
Di
certi
del
come
via
fuori
teatrali
successi
vapore
racchiuso
il testo, tutto
lasciate
una
Lablache
—
che
va
in
conoscere,
di
interessi
quando
certe
V opera,
escano
notte,
tusiasmi
gli en-
e
li eh'
finisce
glientusiasmi
macchinette
montate
sicura
è
per
il prodotto
sono
su
dagli
dagF intrighidi
degli altri che, fondati sul
degl' impresari
differenza
te
toglie-
vaso:
è la prova
,
a
avvenire
aria, e sbolle; cosi
gliuditori,finita
meraviglia. Questa
parte;
nel
respirare l'aria della
raflFreddansi,e tutto
a
suole
e
318
TRIONFI.
merito
dell'opera,vanno
vero
il tempo,
e
li rende
E
in
la
vero
mai
registrò
teatrale
più
in
Parigi
non
incontrastato,
più
successo
un
unanime^
più
unanimi.
ed
cronaca
mentando,
au-
intiepidirli,
dall'
lungi
duraturi
più
più
sempre
quello
di
splendido
dei
Pifrilam.
della
1/ indomani
il Florimo)
(scrisse
la
ove
era
(ora
demolita)
rappresentazione,
il Boulevard
dimora
sua
di
numero
prima
des
Bains
atuv
veniva
le
e
signore delParistocrazia,
di
stinte
di-
e
nenti
emi-
più
ne
corooflFrirgli
volle
ammirazione
sovrana
sua
il Re
i
ed
ad
corsero
fiori. Anche
immenso
più eleganti
,
personaggi
chinoisy
da
ingombra
carrozze
Italiens,
la
mostrargli
lo
e
nominò
valiere
ca-
,
della
ambita
letti
ma
cT
Legion
ingegni
,
che
concessa
non
come
decorazione
onore
pochi
a
il Rossini
ed
V Auber
e-
il
e
,
Meyerbeer.
È
fama
che
pensiero, pregasse
nelP
giovine maestro
il
Luigi Filippo,con
il Rossini
istesso
tile
gen-
d'insignirne
teatro
come
,
soldato
che
e
la
sul
dì
più grande
onore
gioia
lettera
campo
di
scritta
lui fu
battaglia.
poteva
non
immensa,
all' amico
Certo
come
Santocanale.
gli
è
toccargli
prova
,
la
319
TRIONFI.
febbraio
4
—
dirvi
che
S.
1835.
della
Cavaliere
lo
vieppiù
primo
vado
alla
alla
Corte
più
sempre
altra
ricevete
i miei
contento
e
Corte
che
—
di
musica
6
febbraio
a
voler
perchè
,
alla
Regina,
Puritani
quale
che
fanno
lungo; frattanto
a
il mio
mo
estre-
ca,
la dedi-
volle
in
cui
meglio
vie
mostrare
1835
—
in
Al
la
si tenesse
che
fosse
non
Florimo
mai
che
questa
la lettera
Dunque con
lettera,t' informai
grossa
cavaliere
op
di
d'
della
cit., lett. 89.
«
—
ti
in
eseguita
ti carico
state
».
avant'
aver
Io
saranno
occasione
«
(1) Florimo,
salute,
lascio
graziosamente
accettò
credo
piacevoli come
di
Vi
mia
Nel
!
belliniana.
lettere, ma
l'Ordine
nel
meglio
(1).
»
concerto
un
far
dividete
e
protezione,
sovrana
tali distinzioni
alla
vi scriverò
abbracci
quasi
gennaio;
»
mia
Regina
La
creato
tiglidunque
qui.
dei
per
».
la
dedica
la
furore.
Con
€
di
ha
che
a
i suoi
vedere
a
mi
e
darete, bevete
vostra
voglio offrire
contento,
ed
ora,
per
il dì 31
onore
carriera
sua
che
pranzo
io beverò
è
Sicilia
la
Viva
«
d'
incoraggiano
della
progresso
parole
dei Francesi
Legion
amico
il vostro
che
il Re
M.
Due
«
—
ieri,ed
ricevuto
Legion
una
dal
d'onore;
Re
ti
3Ì0
dico
TMONFt.
che
ancora
ieri
mi
ringraziarla
della
pregai
d' accettare
in
dedica
dell' opera.
Ella
per
r
gradì
alla
sia
dei
Regina
di
segno
ecc.,
i Puritani
nei
la
e
la
riconoscenza
soddisfazione
grande
con
Regina
pezzi volanti
cati
dedi-
già
sono
Francesi, titolo che
anche
stampato
protezione
sua
oflferta,
quindi
alla
presentai
desidero
che
Cottrau
cora
ristamperà su quelli di Parigi: hai capito? Anmercoledì, 1 1 corrente, la Corte dà un gran
concerto
si
e
che
canterà
musica
di
composta
seconda
la
cinque
di
parlano
ra
là
—
che
esito
dubbio
febbraio
Puritani,
fatto
e
che
dire
che
il Re
per
di
volenza
bene-
tanta
occasione
».
smo;
fanati-
vero
musica,
far
la
venire
viva
razione,
ammiil desiderio
tutti
sullo
rappresentare
zi
pez-
anc^o-
nuova
più
in
ad
invitato
sono
eseguitiparecchi
destò
"35
—
del concerto
ne
dico
Io ho
«
se
ti scrissi
che
si diede
ricordo
non
te
dei
sarà
scene
Italiano.
Teatro
18
Io
esito
la cui
di vederla
parte
ha
questa
furono
da
prima
si
non
sentire, perchè tutti gliene
un
PVancia^
tanto
del
mi
ringrazierò
Norma,
che
pezzi della Norma,
di
in
onore,
pezzi
entusiasmo.
glialtri
la
sei
ebbe
concerto
per
La
Corte
mostratami
della
mia.
o
la
con
assistervi,e
fra
mio
desiderio
gran
Il
a
altrettanti
particolarmente
aveva
dire
può
ora
due
la testa
la
ta,
perdu-
relazione
alla
parole.
sì
Corte;
l'
dele
nel
321
TRIONFI.
Il tinaie
della
Norma
produsse
effetto
un
raviglioso,
me-
quest'impresari del Teatro
italiano
nell' anno
vogliono montare
queir opera
eh' io ingrandisca la parprossimo, e domandano
te
che
tanto
del
tenore
Lablache
Rubini,
per
(che
mi
ora
si ridurrebbe
che
lo strumentale
franchi,
Il Re
nota.
una
si
Onore
grande
benevoli
poco
in
si
Napoli,
in
a
giro
delle
il favore
E
al
miglia
fa-
piano
dei
la suscettibilità
teatrale
V
scemarne
ciarle
si
importanza,
di
Regina,
strata
mo-
era
al Bellini ;
avversa
gli avesse
pera,
la
tutta
b
grande gentilezza.»
la cricca
della
verò
scri-
non
avvicinati
mosse
tenacemente
che,
6000
degl' invidiosi,specialmente
e
ove
re
ritocca-
a
no
Regina
volte
con
e
e
se
per
tal lavoro
domandato
ho
credo;
la
e
diverse
sono
complimentarmi
per
là,
e
qua
padre
per
pezzi nuovi
li daranno,
me
e
Io
adora).
due
a
del
quella
e
cui
re
pa-
mettessero
il sugo
che
era
dell'
il merito
non
e
o-
cenza.
procacciato quella onorifiche
al Florimo, appunto
per
pare
ciò,rincrescesse
quella dedica,
ond'
egli cosi
rispose :
—
27
di
una
Qui
non
gli usi
cosa.
di
febbraio
un'opera
dedicata
a
—
«
Bisogna,
nazione, prima
c'è stato
che
ha
fatto
mio
di
esempio
caro,
conoscere
dispiacersid'una
che
la
partizione
sia
grande strepito,
particolari.
Spontini dedicò
la
sua
stata
Ve-
322
stale
TRIONFI.
Teli
mia
che
offerto
al
Re, ed
chi
a
l'ho
e
?
come
Dopo
principe di Butera
dalla
Regina
al
esprimere
di
completando
della
ciò
della
m'
Il fatto
segnò
fino
ghelo disse; ed
Ministro,
gì' ingegni.
d'
il
io devo
quale
nemica,
il Re
op.
che
e
il
,
ed
la Regina
medesimo
non
dirottamente
ad
incoraggiare
di
stesso,
sia
cit, lettera
94.
così
non
degli
come
gloriavasi
(1) Florimo,
gennaio
teatrale,per
la combriccola
anzi
1' indomani
(1).
»
interesse, gli era
Bellini
maniera,
gennaio,
onore
inclinato
è
29
,
il Re
tanto
napolitana
a
segno
l' ordonnancc,
il 31
che
a
che
è
stese
ne
il decreto
ignorò
se
luto
vo-
avea
in
d' altra
rappresentazione
il Re
Ma
mi
d' accettare,
dell' opera
importa.
dell' interno
al
tratto
la croce,
protezione che
la dedica
Ministro
r
la
pel
inoltre
pregava
dicano
seconda
ne
la
nemici
i nòstri
poco
concedermi
di
pregarla
e
riconoscenza.
mia
Che
«
e
così
accordarmi,
il nostro
riconoscenza
col
le ho
un' udienza
accordare
ringraziarla
mia
che,
dimostrata;
farmi
per
la
Re
benevolenza
avea
di
la
ricevuto
aver
Legion d'onore, pregai
della
diploma
dedicare
quando
sai
e
glielmo
Gu-
il suo
potevo
non
dedicata;
dedica
tale
io
,
il
Rossini
all'imperatrice
Josephine,
onori
un
per
suo
non
ragion
la
tadinanza
cit-
toccati
tadino;
concitparop
GIUDIZI.
-^«K-
Un
di
articolo
Omnia
M.
Castil-Blaze
manda
mundis
Quel
—
giornalismo
dell'
zetti,
Auber,
del
giudizio
Giudizi
—
Pougin
Dopo
—
Bellini
che
Gallemberg
—
discordante
nota
del
secolo:
mezzo
Doni-
trent'
Dopo
—
del
pensasse
lettere
temporanei:
con
del
La
—
anni
:
del
giudizio
Soffredini.
Dei
giudizi
alla
intorno
che
nuova
taluni
in
sul
di
primo
la
che
li
a
La
di
critica
trenta
se
Castil-Blaze,
batSy
opera.
e
che
paesana
furono
poi
straniera
e
anni
levò
ricca
tanta
pubblicati
venir
per
cinquant'
a
porterò
ri-
Catanese
a
quelli
a
ha
ci
dati
d'intervallo.
i
cielo
di
messe
Puri--
articoli
,
recensioni,
rimane,
quelli
diedero
arte
,
francese
di
pure
del
opera
di
e
dell'
critici
apparire;
stampa
tani;
i
di
il brano
di
pubblicato
nel
togli
riportato
Eccolo
dal
Pougin
letteralmente
nulla
teatrali
rassegne
un
articolo
di
des
Journal
nella
tradotto
ci
citata
:
M.
Desua
326
GIUDIZI.
atto)
è
celebri
cantato
platea
chiamò
si
applausi, accolto
tutti ì
punti
della
La
terza
musica
eh' ella
alla
sua
continuata
le
fa
canta,
romanze
la
si alzò
fu
maastro
essere
dalla
braooy
e
e
che
da
salutato
Un
Arturo,
che
ciò fosse
Arturo
come
Rubini, dicendola,
la
proscritto,
so
pres-
romanza
eh'
è
cino
vi-
dell' esule
romanza
ci
un
che
dell'amore
couplet di
ad
ha
amorevole
forza
La
Rubini
ammesso,
il
coverto
rappacificherebbe
Ma
possibile.
in questa
quella specie di
occasione, bisogna ripeterlo,
può
tela,
ni
degl' Italia-
tenera
conoscere
se
si
voce
parte dell' opera
fidanzata.
da
una
a
".
d' Elvira.
r abitazione
agitati
il teatro
dei
con
sala
è ricondotto
agli
mezzo
fuori
riproduce fedelmente.
errante,
energìa
commossi,
e
fu
trascinarono
mai
di melanconia
carattere
il duo
».
ultima
e
due
l'effetto di
in
ribalta:
agitato. Il giovane
così
lo
dai
bis, e
tela
palchi,
veduto
era
ascoltando
maggiore
era
Tamburini
compositore
Non
con
si
nei
il
con
la
Tutti
come
e
fortunato
è
volta
e
smo
unisono, l'entusia-
volle
il compositore alla
Lablache
«
Si
cadde
unanimi.
applausi
nella
colmo.
Allora
prima.
all'
do
secon-
Tamburini
si risentì
quando
seconda
del
alternativamente
possenti
al
una
della
di
detto
Ma
voci
giunse
da
entusiasmati,
era
cantanti.
quelle due
«
si
passaggio,
stesso
finale
duo
all' unisono
cantato
Già
Lablache.
e
(quellodel
finale
Questo
€
pure
è stato
bisogna
canto
sare
confes-
ammirevole
».
327
GIUDIZI.
il
Elvira
sua
riconosciuto
d'
pazza
di morte
condanna
spiega
gli sta
ciò
tutto
ha
dell'atto
precedente,ha
della
uditori
da
in
buona
la
fatto
,
grande
parti d'
quel
«
Bellini
Dopo
la
compositore
per
la seconda
Orisi
che.
e
»
dai
si è
in
gli
e
volta
ciU
del
scena
tempo
un
col
ferenti
dif-
cura
con
,
canto
e
verità
la
principio: che
gegno
l'in-
innalzato.»
si
ridomandò
Bellini
fu
il
ricondotto
,
sulla
signori Rubini,
op.
saputo
la
immensamente
artisti
con
parti sì
riconosceranno
(1).
(1) Pougin,
a
rappresentazione
e
ha
le
legate
son
; infine
il progresso
vedranno
di questa
grazioso
noi
amatori
ammireranno
nascere;
che
amano
tutte
annunziammo
che
di
Essi
orchestra
valere
lo fanno
di Bellini.
e
zione
l'atten-
agli
che
complicazione
ha
il modo
dall' ultimo
finale,
modo
all'unità musicale
che
le
bel
coloro
a
bini
Ru-
più patetico nel
giovine compositore
questo
dramma
di
questo
e
dell'ingegno
ricondurre
sul capo,
potuto sviare
special
musica
qual' arte
la
agitazione, prodotta
raccomandiamo
^
che
duo
degli
lui, e quando
sospesa
L*
di
suo
la
per
accento.
cui
il
mostra
le
dagli abitanti, vede
amore
suo
e
in
mettere
cui
artista
grande
sì
a
in
quello
ò
».
Allorché,
€
di
belle
più
talento
dare
volle
compositore
occasioni
dell' opera
il finale
Tuttavia
€
pag.
155.
scena
dalla
Tamburini
signorina
e
Labla-
328
GroDIZI.
le lodi
Fra
doveva
non
rilevare
diversi
T' accludo
sure,
gli risparmiò cendell'articolo,
possiamo
Bellini stesso
del
articoli,e
che
17
se
scris-
ne
musica
alla mia
persona;
in
farmi
maggior
lode
potea
di
motivi
critica.
bocca
nella
sono
fra
Dice
fondo
con
le altre
cose
tutti
uno
la
mia
vedrai
che
di
altri
gli
fra
paragona
,
non
del
quella
non
quali,in difetto
da quello che
Costitutionnel
del
dante
discor-
Florimo:
al
«
quale
fu
e
mancare;
il
CostUutionnel,
le
la nota
unanimi, certo,
che
i suoi
che
punti
ap-
che
cosa
i
già
non
,
avviene
per
le opere
rassomiglia
non
che
a
meravigliose.
del
quella
vuol
ossia
curato
rocchiano
par-
,
all' uditorio
credere
far
critica
Tale
sere
es-
,
la
divina
predica
sua
,
infarcita
perchè
spropositi latini,che alcuno, e qualche
»
comprende?
(1).
stesso, non
Cosi
dis
è
del
purtroppo:
padre Cristoforo, che
scrupoli
di fra Fazio, il
lei
:
del
Ma
di
fuor
ne
sa
più
dire
fa
s'
so
es-
man"
gli
tacere
acquieta
cendo
di-
!
me
in
giornalismo
proposito
quale
di
volta
manda
Vomnia
è
di
il Bellini
come
é
non
genere
qui
la pensava
:
€
I
giornali, egli scrisse,
consolidare
(1) Florimo,
una
non
riputazione,non
op. cit, lett d3.
potranno
mai
darla
che
».
829
GroDIZI.
E, parlando del giornalismo teatrale
della
metropoli francese, aggiungeva:
I
«
venduti
giornali sono
queste
di
cercano
possibile.Ecco,
mio
al
del
giudizio
il
«
di
nore
d'o-
color
soleva
Catiinese
petenti
com-
che
chiamare
Rossini.
l'opera da
di
Cantanti
affezione
quanta
ebbe
Scozia,
e
fo
palcoscenico,
le ottiene.
Lei
realizzate
e,
nostre
speranze.
notabile
nello
dalie
e
sono
vede
è
felicissimo
furono
due
devo
dirle
al
comu-
che
ti
chiama-
volte
che
Parigi
a
che
il solo
le
mie
profezie si
al
di là
rito
me-
delle
,
in
questo
strumentale,
a
successo.
e
rare,
sincerità
con
Vi
quotidianamente
sedurre
lei porta
un
un
compositori
queste dimostrazioni
sono
1835.
piacere d'informarla
ritani
questi composta
per Parigi: / Pu-
Bellini,mi
amico
sul
Parigi 26 gennaio
Preg. signor Santocanate^
Sapendo
«
pò
più
il posto
do
e
MaoMro
€
che
uomini
noscere
co-
,
r illustre
ne
mestieri
è
stampa
di musica;
fatto
come
più ampolloso
di Parigi.»
routine
la
caro,
della
quello che
il bene
quelli degli
adesso
in
dall' opera
dire
i giudizi
Dopo
sanno
ritrarre
farne
con
possono
imprese, dunque
alle
Bellini
armonie
di
spartito progresso
te
però raccomandanon
lasciarsi troi"
tedesclie,e di
contare
\
330
GIUDIZI.
sulla
sempre
organizzazione
per
piene
di affetto
vero.
La
buon
Casarano
del
successo
felice
sua
semplici
e
parte al mio
far
dica
Bellini,e gli
che
Bellini
spartito di
lo
ad
sino
egli abbia
dire che
i
al
dalle
ignorante
chiamarono
che
(1).
Rossini.
Bellini
»
di
non
tedesche;
i De
e
La
digiuno
e
ì Puritani
e
Io
Fage
affatto
di
classici ! !
studi
lasciando
Ma
ora
per
i
si noti
come
sin
oggi,
momento
dimostrazioni
di
esattezza
e
più
che
quel
ogni altra
giudizi che,
la
o
larghe
meno
il Rossini
quanto
la
affatto
(1) PercoUa,
voro
lame
co-
tifiche
scien-
e
scrisse,con
le
tanta
lettera
più
alla
il Giooe
Elogio
di
è
parole
la sintesi
come
tanto
cosa,
che
dopo
quel
brevità, il giorno dopo della
considerarsi
qual
da
tutti considerarsi
rappresentazione; sicché
possono
razione,
conside-
stati scritti sul
sono
belliniano, possono
E
»
armonie
i Berlioz
Fetis,
di
più completo
Gioacchino
raccomanda
sedurre
lasciarsi
il
monie
ar-
prego
essere
composto.
ora
«
Il Rossini
assicuro
gli
le
ci
stata
di
ma
pri-
di
lui
li;
quel-
sorprende,
finora
in
sciuta
scono-
critica.
massimo,
V.
Bellini, la
ecco
nota
il
pag.
giudizio
141
.
332
GIUDIZI.
si ricca.
dunque
avendovi
Non
la
per
Domenica
€
i miei
e
mi
che
serata
26.
ziamenti
ringrafatto
avete
Mio
Bellini
caro
è
mi
opera,
àuber
«
».
Galiemberg:
il conte
di cui
grandi
Le
—
sì riccamente
han
la
recato
bellezze
viva
più
che
sicali
mu-
la vostra
piena
francamente
vi confesso
e
bella
ricevete
»
passare.
E
felicitazioni
le mie
qui
in casa,
trovato
va
nuo-
emozione,
se
tenessi
non
,
via
altra
un'
,
musica
getterei la
,
inteso
e
leggiera
l'alloro
nel
al
penna
fuoco
Proseguite
dopo
avere
così,
sempre
sulla
appassirà giammai
non
della
campo
,
Puritani,
i vostri
futile
e
vostra
fronte.
«
Addio
credetemi
e
Vostro
€
«
€
Parigi
26
Mettiamoci
vediamo,
gennaio
ora
durante
1835.
un
più competenti.
Il Pougìn, nel 1868,
cosi
«
amico
Gallemberg.
»
»
trent' anni
a
han
intervallo,e
dato
anni
successo
straordinario
l'elogiounanime
inaudito
parte giustificatodal valore
si trova
nei Puritani
e
in
,
,
solamente
po,
do-
giudicolla:
L'interpretazionefu ammirevole,
il
di
ni
gli uomi-
cioè trentatrè
,
gran
d'
lungo periodo
cosi
quale giudizio ne
tempo,
dev.
dell'opera.Non
quei
canti
squi-
333
GIUDIZI.
siti
Bellini
come
,
giusta
netta
,
il
sotto
Amici
fattura,
Bellini
e
potenza futura
dava
che
i progressi
vedere
a
tori,
detratrono
fu-
zione
modificamaniera
che
il
di
nuova,
ancora
»
nemico,
un
nella
fase
una
poteva
non
mai
avvenuta
era
in
entrato
era
che
è certo
meravigliati della
sorpresi e
profonda che
genio
ma
,
partigiani e
ebbe
non
tutti
compositore
dire
vo'
nemici,
e
perchè
del
adatta
evidenti, considerevoli, inattesi.
erano
€
zione
declama-
una
,
perfettamente
e
della
rapporto
crearli
sapeva
essere
suo
cui
la
zata.
apprez-
"
E
di li
grande
a
intervallo
maestri
dell'
nella
pubblicato
(21 agosto
si discutano
delle
le
o
Eccolo
sulla
il
sua
è
d'
Ma
appunto
certi
i
colo
arti-
un
Soffredini
,
di Milano
tempra
del
bisogna
cludere
con-
tamente
accentua-
del buono
vero,
dubbio
sato
pas-
indissolubile
così
sono
è
non
re
imprime-
senza
fisonomia,
una
capilavori
secolo
mezzo
umana
caratteristiche
sua
pensino
ne
integralmente:
che
creazione
probabile
che
si
re
addur-
so
Musicale
Gazzetta
questa
non
dopo
riportando
non
spiccate nell'estetica
bello, da togliere ogni
del
«
sue
quel
più. Quando
rughe
che
e
di
pienamente
una
sopra
io
egregio signor
1887).
«Convengo
Ebbene,
tempo,
dell'arte, se
critico
che
di
migliore
prova
e
secolo?
mezzo
sulla
bile
possi-
dissoluzione.
perchè tali
opere
del
genio
non
334
GIUDIZI.
si discutono
più,
si analizzano
nell'ammirazione
di
che
stupore
Io
po'
un
sarebbe
ieri, forse
testa
é
da
del
si
ma
che
uno
spunto,
non
questa
età
ha
non
,
patria
genio
fatto
né
forma,
si
qualsia-
di
ripetere
di
co-
che
secolo,
mezzo
frase,
una
/
danno
non
facoltà
tempi,
il
é
che
genio
ha
non
T
che
ha
preferitoil soggiorno
ha
stato
qualsiasi parte
simo
il mede-
sempre
del mondo
si fosse
conoscere.
Io
dunque
che
pure
il
È
una
in
che
in
musica, concludendo
perché
sarebbe
che
ma
moda
effetto
sola
loro
che
scritto
pare
un
non
di tutti i
quel genio
italiano,
«
la
,
creata
che
battuta
una
é musica
,
è
più
vero
giudicare passata
che
ho
hanno
anche
é pur
solo
ro
capolavo-
anni
non
ci basta
che
sa
domando
di
accusarsi
noi
A
tempo.
Puritani
di
deve
che
esso
sui
discussione
cadenzare
al
perchè questo
epoca,
dere
ve-
domani!!
spesso
e
guardi
si
Non
«
primo
immortale
questo
su
oggi,
quell'oA/
a
al
chiedo
dopo cinquantaquattro
che
ta
è tut-
di luogo;
fuor
di studio
,
grandezza
es^clama
né
propongo,
Puritani;
loro
Milano.
di
non
cor
an-
superficiale,pari
chiunque
il Duomo
«
della
L'apoteosi
meno.
si studiano
e
dico
/ Puritani
che
notato
pensiero
vero
di
che
che
tutti ad
sono
ne
attualmente
spinta il domani
sarà
della loro
qualche
detto
ma
si prende
nessuno
sopra
stato
diamo
gri-
voce
meraviglia;
una
spenderci
una
un
prima
la.
paro-
sacco
comparsa
e
336
GIUDIZI.
Parigi,
a
suno
intanto
ma
od
accenna
alla
indica
spartito,ultimo
il cui
di
la
del
Florimo;
«
di
L' opera
ha
un*
da
del
in
risponde
che
per
dubbio
sublime
con
studiosi
giovani
seguito
un
tal
una
Ai
voci
e
del
si è
spesso
La
rulli
tissimo,
spicca-
preghiera
La
è
organo,
Bellini.
confusa
In
la
la
struttura
ghe/za
va-
stra
l'orche-
militare
attacca.
le quattro
ta
battu-
quale
l'attenzione.
che
vimento
mo-
quella
con
movimento
chiarezza.
sa,
chiasso-
po' convenzionali,
un
coro
pezzo
la
fa
delle gemme
una
bro
li-
al
semplicità
irrompente,
segna
un
il
segue,
i
subito
con
come
nella
sestupla
che
forse
precedettero
il lettore
il Bellini
entrata
chiamare
tamburo,
rimando
brevissima;
terzina
una
che
Conservatorio!
impensato
di
poesia!
ammaestrerà
anni
re,
d'amo-
storia
una
peripezie
ivi
tre
concitata,
stro
quell'angelico mae-
di
pianto,
Puritani,
lettere
sue
che
più
tutta
le
dei
delle
risveglia
nef*-
dell' insigne
salienti
pregi
di
conoscere
nascita
i
canto
di
passione,
Per
«
nome
generazione
nuova
za
sen-
sto
que-
cità
semplifattura
,
r
che
Iro
semplice,
è
forze
vocali.
la
Ho
qualunque,
d'
o
la condotta
armonizzazione,
del
una
signor
sua
che
ciò
ma
Z ; in
e
da
è
colonna
una
del
camera
confronto
,
tutt'algiormente
mag-
l'equilibriodelle
volte, in
tante
adoprare
pezzo
impressiona
chiarezza
veduto
canzonetta
del
,
per
un
per
nale
giorlare
par-
signor
X
parlare ade-
336
GIUDEI.
di questa
guatamente
preghiera^
basterebbe
non
volume.
un
La
«
del
cavatina
salto
di
disegno
la
che
zetti,al Pacini, che
lo
se
del
di
quel
qui
resto
Doni-
al
Verdi,
al
tanto
tilena;
can-
forma
assai
eccessiva, insistendo
uniforme,
sueto
con-
piana
e
che
notare
lo sembrò
e
dal
mossa
serena
una
può
orchestrale
grazioso,
è
si
forse
è
è
quarta,
soltanto
parlante
baritono,
tura
addirit-
appropriarono
!
Qual
«
bellezza
soprano
e
Il canto:
di
Sorgea
sopra
la
fra
che
cutore,
dal
cuore
4c
passione
deve
del bello
Diva,
di
è
di
tonalità
delle
ha
quale
e
è
nato
getto,
è
proposta
loro
nel
le
leggi
nella
come
ordine
in
si seguono
gina
pa-
pieno splendore;
perciò,
e
una
rale
natu-
di
qualsiasi preconcetto
nendo
modulazioni, d' inganni, rima-
quattordici battute, e
genio
affidate
dell'ese-
sentimento
di
rifulgono
scevro
,
di
movimento,
entrata
parola,
tale
vero
glioso
meravi-
del
te, o cara,
canto
le note
spontaneo
nella
cori: A
con
Nel
il motivo
,
al
e
riprodurlo
immortale.
Casta
la
e
un
sato
po-
dell' autore.
11 quartetto
estetiche
da
sostenuto
la nota
dire
può
sì
,
luminosa
prova
connubio
alla
folta
sola,
nota
una
accompagnamento,
entrambe
,
notte
so
bas-
fra
quale semplicità !
davvero
qui
e
,
nel duetto
musica
masse!
semplice
per
Ma
altre
chi
improntato quelle
per
quattro
se
battute
le
prime
ancora
l'
al-
tutte
ne
accorge?
d'
una
11
luce
387
GIUDIZI.
ii
di
mente
tale
deUa
(la sede
solo
cuore
rapito^ soggiogato^
è
di
che
viva^
così
lasciar
senza
di
tale
il
perchè
batto
Com-
sublime.
estasi
alla
tempo
riflettere, ragionare^ scrutare
emozione
ca)
musi-
,
qui
:
«
«
possa
«
mo
Il
poco
€
come
€
da
beila
che
natura,
di
ad
ogni
dai
^/iori
«
nuovi.
Ogni composizione
€
mana,
prodotto
«
lità, epocay
«
mente
«
mortalità
«
piena
«
autore
di
altrove
Non
queste
d'
individua-
cioè
dello
come
,
di
lei,quasi
del
il passo
nota
interrotto
dalla
E
oltreché
lo
felicissimo, bisogna
una
vero
!
Polacca?
spunto
eleganza
stesso
analisi
mia
in
letti,
gì* intel-
tutti
a
nazionalità
ogni
lenta
il bello
sissima
r
continua-
più
o
opinioni
il filo della
degno
di
le
u-
opera
parole, perchè
tutti i cuori,
a
è
più rapida
con
ogni epoca,
parlar
musicale
dimostrate, che
tale
nascono
ne
penetrato perciò
Combatto
discordanza
trovare
non
di
elementi
Riprendendo
«
e
infraci-
autunno
determinata
una
coltura,
».
comparisce
d'
di
fa
mugica
quali
,
non
musica
la
La
fra^e.
a
lunghissir
è per
,
una
vero
corso
attrattiva
sua
mondo
un
dopo
,
che
più
la
la
il bdlo
^
viene
intrinseco,
che
anche
perder maiy
tempo
«
ed
assioma
famoso
quando
,
del bello estetico
trattando
dire
dell* Hanslich
opinione
una
delle
armonizzazione
di
questa
fioriture
varia
e
non
stessa
tenore:
grazioPolacca,
re
ammira-
1' accuratezza
che
uno
di
istru-
,
mentale
ricercatissimo,
nuovo,
nìolto
più
ricer-
338
GIUDIZI.
ca"o
più
e
nuovi
essere
pei*
Il finale
«
il
stesso,
scriveva
riescono
concertato
nella
ditatti
il
sua
logica meravigliosa.
Si
per
larga, culminante,
essi
magnifico
è
noti
mentre
bassi,
ben
a
dell' animo
scende
punto
efficace
in
quel
felice risultato
con
drammatica.
filosofia
con
e
La
stretti
di
è
non
cosa.
gran
Il
€
Il canto
sesta
con
è
che
forma,
rinnovare,
delle
se
melodico
in
sé
dessa
lo
non
ha
un
sta
que-
di
verità
to,
concet-
dette
tendesse
il Bellini
però
senza
Verso
procedimento
a
il carattere
almeno
stile,
di
di salti
sola, sicuramente,
ispirazione sovrana.
st' aria
del
romanza
seguito
tanta
come
prova
melodie,
sue
principio colla
uniforme, patetico, ma
ha
frase
splendida
una
un
ritmo
un
prima
di
ha
atto
terzo
basso.
la
semitoni,
per
Elvira
suo,
di
è
dipingere
,
r accasciamento
E
»
la frase
come
due
ai
/
che
struttura
è atlidata
i violini
cantano
all' autore
ottimo
largo
la
è
!
contorti
giovanile semplicità,
sua
«
tentativi, che
cl)e
parve
Florimo:
al
moderni
tanti
non
quale,
magnifico
una
di
nuovo
venir
lui
in
meno
il cadenzare
que-
no,
rossinia-
armonico
bellissimo.
La
«
di
del
scena
della
scena
dolore
che
soprano,
pazzia,
nessuno
è
un
poema,
scritto
aveva
,
nessuno
coi
suoi
ha
scritto
dolori, coi
quelle note
sublimi.
dopo. È
suoi
La
l'anima
nome
un'elegia
prima
del
e
del
che
,
Bellini
,
gemiti,
frase
col
conosciuta
trasfusa
tutta
principale:Ah,
in
ren-
340
GIUDIZI.
talché
sicale
ha
non
i
oggi
di
più
è
la
! La
parole
storia
di
musica
far
che
che
teva
po-
mora
inna-
la
Suoni
:
dell'arte.
Dopo
ha
melodia
di
venire
la
pelle
può desiderare
non
detto
lo
genio !
di
quello spunto
belle/.za
che
sarebbe
V ultimo
di
è
atto
terminata
la
mia
,
chiacchierata,
verla
alla
si fosse
una
e
alle
potenza
stessa
! Quando
tutto
vi si scorge
quello
ingegno
nota
secolo
accapponata
più
e
di
non
famosa
troppo
mezzo
ancora
d'
poveri
cabaletta
tromba,
belliniana
Bellini,
al
piacere
La
,
francese, di quello s' intende
ascendente
«
bellissimo
,
tìsonomia
la
benché
brano
questo
,
allora
ma
sarebbe
principiata, perchè
nemmeno
bellissima
musica
lo
inutile
stato
l'essere
sapevano
lo
e
a-
sta
que-
mo
sapeva-
tutti!
4c
Vediamo;
idea
ha
Vuragano
melodica
ma
nel
complesso
ciò
che
y
movimento,
uragano
si dirà
! Se
raggiungere
dallo
sviluppo
che
rispondere
perfezionare
Rossini
queir
Telly con
a
4c
La
in mi
canzone
bemolle
dai
mente
massima-
dell'epoca e
quattro anni
scritto
aveva
che
uragano
Domineddio
la
deve
forma
prima
il
mo
Gugliel-
aver
di
della
fallo
quelli
dì
!!
fabbricazione
sua
potuto
dell' orchestrazione, si può
Puritani
dei
ha
non
il
un
Otello^ favorito
in
intenzioni
e' è
se
imitare
deve
il Verdi
che
altezza
tanta
progressi, dalle
comparsa
però
manca
ma
felicissi-
buona,
una
è
bella, in ispccie al passaggio
coll'ingegnoso
ritorno
in do,
È
da
341
GIUDIZI.
notarsi
quel
ripetuto,che
tutta
prima
lunghissimo;
in
vola,
volentieri
Credeasi
la
In
passione
modello
di
misura,
Noto
e
ben
nei
buon
la
è
i' omogeneità,
la
spirante !
del
dramma,
della
limiti
; e'
musicale,
è
di
vanto
e
la
poi
o
un
sempre
è
giusta
danno,
nentement
emi-
nazione
più
è
duzione
ripro-
la
tranquillità».
l'Italia,cui gli stranieri
titolo
di
semplici
è
sintesi
teatro
ragione,
tenori
piena
Ella
,
del
tatto:
dia:
melo-
gusto.
convenzionale
a
terebbe
si ascol-
momenti
nei
un
Lova-
cav.
ma
l'orchestrazione
primo
grande
con
certato
con-
e
di tutti i
arte
contenuto
del Dal
quella celebre
parole :
alle
equilibrio,di
Il concetto
«
il
tessitura,
l'opera,sia
quelli elaborati,
in
artisti
fatto
spavento
elevatissima
tutta
anche
è
è terminato
ha
misera
sua
caldissima
«
ha
finale
,
per
ed
la
e
signor Masin,
quando
e
di
collana
eseguito coU'ani-
attuali
e
come
canzone.
nuovamente.
Il concertato
«
due
volte
l'amore
suono,
viene
Swicher
orchestra
ti, il duetto
ogni
dei
signorina
Verme,
splendida
quando
il sentimento
e
la
segue
all'ultima
da
ma
e
una
nota
traboccano
passione
ma,
è
dalla
gemme,
divide
precede,
duetto
Il gran
orchestrale, parecchie
passo
ma
povera,
'
dico!
che
altre
È
in
misera
fatto
di
a
letteratura
disprezzo, o ignoranza?
sig. Soffredini, lodevole
ed
estetica
di
dirittura
e
—
fronte
di critica
a
musicale, prova
buon
che
le
musicale.
L'articolo
per
tutte
gio
dell'egresenso,
non
trina
dotman-
342
GIUDIZI.
gr
cano
geniali
;
ingegni
e
in
anche
dotta
V
che
il
al
Fétis
Italia,
questo,
Germania,
filosofo
si
che
ove
e
il
volendo,
con
la
tali
studi
di
compositore
Berlioz,
di
occupano
potrebbe
-*^[)55''-
Lessing
si
così
giare
gareg-
Francia
musica,
il
studi
e
con
dal
coltivano
ad
come,
e
il
la
pio,
esem-
Gluck.
PIRATERIA
LETTERARIA.
-4??-
L'
impresa
di
del
Napoli
Florimo
Puritani
i
e
Sdegni
—
Santocanale
Sospetti
—
Ricordi
divengono
Un
—
sospetti
Solita
Ricordi
Traffico
—
titudine
gra-
—
dei
abusivo
che
strepitoso
successo
si
Parigi,
a
mesi
pochi
del
stro
Mini-
Parità-
documento.
—
Il
beneficato
un
I
Santangelo
e
Lettera
certezza—
d'
rU
Manzoni
—
amico
al
Supplica
—
-
Santangelo
dell'
recriminazioni
e
Giovanni
ni
precauzio-
e
rinnovò
furono
dopo
i Puritani
tennero
ot-
Londra,
a
eseguiti
ove
dagli
stessi
cantanti.
12
—
stati
sono
sempre
con
:
pagarmi
ancora
Anche
nuovo
la
l'
se
il
mi
Napoli
lavoro
bricconata
più
immensa
e
ha
impresario
suo
debito
deve.
di
con
i Puritani
di
30
V
volte
istesso
coscienza
quasi
4000
vrebbe
dochi
fran-
»
voluto
avrebbe
belliniano;
fattagli,
che
Londra
a
folla
una
si dice,
Mi
«
—
rappresentati
entusiasmo
che
"35
agosto
non
ma
sentire
l'impresa,
ardiva
il
dopo
scrivergli
:
344
PIRATERIA
si volse
e
di
di
scriva
riposto
fatiche
e
franchi
V
Frattanto
anch'
dell'avv.
con
di
spedire
in
suo
impresa
in
messo
notizia
tanto
».
sa
desidero-
che
era
ve
in si bredi
grido
di
/
al
parve
ma
cuore;
cominciò
allora
mancò
ad
cordo
d'acFlorimo
al
Florimo
una
quando
la
dalle
non
più
Sulle
Puritani.
a
aveva
ventilarsi
a
avrebbe
annunziarsi
poco
sé, per
messa
cominciò
Napoli
scena
o
le abbisognerebbe
partiturache
la
quando
di
due
pagare
Palermo,
più insistente, quando
italiane
ha
un'opera
Palermo
tata
adat-
copia
certo
che
di
dare
la
le
per
,
Santocanale, si
a
guagliò
rag-
ducati
farle
che
copia
levato
potere;
rise
di dirigersi
scrivesse,
Bellini, il quale incaricò
con
la
darle
poi
e
impresa
avea
mi
1800
compagnia
di
essa
tempo
r
fatte,e
la
la
per
cosa,
mie
,
mila
fece
e,
risposta che
la
la Società
domandarle
la Malibran
per
ne
bella
Società, ed aspetto che
alla
che
vorrei
Io
intenzione
mia
spese
e
cosi
vendetta;
direttamente; vedrai
me
a
le darò...
che
ve
par-
questi di risposta:
E
tutto.
ben
Hai
via
di
occasione
una
non
Bellini, cui egli prontamente
al
tre
quale
pensiero, consigliò V impresa
accorto
È
al
all' amico
porgere
opportuna
«
al Florimo,
quindi
vero
LETTERARIA.
sto
pre-
prime
fiaba,
voce
si
altre
città
la
uscirne
stessa
mat-
PIRATERIA
dal
to
dolore
si fa, diceva
fino
dalla
e
345
LETTERARIA.
fra
rabbia.
A
me
T onestissimo
sé
io
quando sarò
partitura voglio vedere
il
a
mi
non
Florimo,
e
depositario della
chi
buono
sarà
a
,
copiarne
sola
una
solo
non
nota.
persisteva
Ma
poiché
ma
oramai
la notizia
venuta
di-
era
,
il povero
certezza,
dell'
qualcuno
che
fosse
giuocargli il
per
coir
almanaccarvi
sospettò
Palermo
di
impresa
d' accordo
messo
Florimo
brutto
poco
a
,
in
di
certezza,
scriverne
luglio "35—
ricordo, di avermi
mi
in
a
Palermo
a
4c
chi
ricevei
che
Sappi
che
grata
cosa
Puritani
e
di
amministratori
dissi
in
in
acchiusa
Casarano
mi
teatro
era
;
e
fatto
Barbaja
lo
Ciò
avvisare
che
,
consegnerà
dai
pure
amici
tuoi
che
poteva
si sarebbe
fra
lo
data
mia.
che
di
spartito dei
fa
agli
più
essere
arriverà,
come
Casarano,
subito
di
ci
far-
per
consegnato
mi
tera
let-
tua
che
lo
ni,
gior-
spedirò
quest' ultima
rispose
mia,
lo spartito
alla
uno
l'avrebbe
teatro.
altra
Torino
ricevuto
si avrebbe
persona
un'
Puritani,
diretto
va
del
re
dove-
suo
legato;
certo
tranquillo,perchè sono
io qui lo spedisco, nelle mani
religiosamente
in
da
ricevuto
spartitodei
allo
uno
Ti
«
divinamente
Beatrice
della
credette
a
all' amico.
subito
18
—
che
guisa
li
Napo-
il sospetto,
tiro, e
si cambiò
su
di
quella
con
si
a
che
quelli del
Palermo
consegnarlo
la premura
mi
qui
di
si
a
là
346
PntATERU
arrivare.
farcelo
farlo
onde
puoi
di
qui
Bel
persona
tranquillo che
da
questo
Casarano,
a
che
birbone
Io
Mi
da
che
qual-
ciò
lo
non
inutilmente
ma
dovrà
spartito
spedirglielo scriverò
,
tutto
lo
fu
Napoli.
Nello
lo temo.
stato,
Palermo.
a
Palermo
a
promesso
ma
andare
per
che
temere
sarebbe
to
quindici giorni !... Intan-
e
che
esce
però
credo
in
sicuro
essere
che
mezzo
divulgare
non
fanno
LETTERARIA.
averlo
in
che
qual-
se
ha
mano
già
,
tocca
agli
ora
Palermo
Da
«
perchè
avrebbero
me
incarico,
ne
giusto
Primo,
per
silenzio. Ho
a
mi
sembra
molta
col vapore,
non
e
troppo. Io di ciò
col
in
24
otto
stare
non
Francesco
ore,
e
dieci
o
questi sospetti, tutte
che
in
data
scrisse
pari
«
—
inteso
È stato
che
con
le
troppo
te
giustamenal Bellini
chiave.
doppia
la lascerete
ranno
consegne-
Qual
sia
voi, l'ignoro, ma
a
me
ignota.
la
mi
Perciò
lungo
il vostro
silenzio.
che
si metta
nella custodia
gelosia volete
:
troppo lungo il vostro
partizionisi
da
queste
Tonora-
vivo
Santocanale,
,
non
sul
punto
avevano
Barbaja
che
di
di farlo
precauzione immaginata
lusingo
vela,
darglielo
man-
».
luglio"35
18
—
la loro.
doveva
farglielo arrivare
per
bilità deiramico
sdegnato
che
glielo manderò
e
mare
precauzioni
a
za,
incomben-
puntualmente
scrissero
pagato
tutti
Intanto
finita la mia
fare
legno
rischio
correre
giorni
altri
mi
un
con
non
Io ho
di rubarselo.
deciso
Voi
che
di
348
quella lettera,in
In
dopo avergli
la
impresari
detto
la
solo
non
bel
tali
A
?
gli spartiti
il
credo
e
del
Vi
€
delle
16
già
voi
mi
breve
sarà
vado
così
dirvi
a
risposta
alla
stra
vo-
certi
vi dissi
qual
vi dirò
mutarono
T
fosse
che
mi
era
darsi
dati
avendo
impresa,
a
più
vi tacqui
e
però che
Ora
circa
del
metà
doveva
non
una
il mìo
quell'epoca
di Cremona.
la circostanza
la
per
A
ma
che
offerto
aveva
quest' opera
la fiera ;
per
non
la Beatrice
e
giugno,
11
Donizetti
di
che
Cremona
cose
il dì
richiestomi.
detto
stato
in
ancora
giugno.
spartito e quello
da
soli
custodito
bassi
più
questi
su
primarie imprese
|)rezzo
agli
per
aver
in
che
e
già scritto
ho
non
a
d' interessante
cosa
ofìfenva
la Sonnambula
ma
y
qualche
luglio "35,
Norma
prezzi,ed
dei Puritani
anche
chi
c'era
gusto
Norma^
vendono,
si
che
26
prosegue:
che
Vedete
«
del
data
partitura della
franchi, così
80
LETTERARIA.
PIRATiBRIA
all' offerta
le
gli
de-
,
spartitifu
fece; che
circa
Marini
dipende
che
e
per
l'esecuzione
non
si fa
che
farsi
Varesi
può
parole. Che
vi
al
duca
Visconti
1' opera
verissima, perchè
è
cosa
lo stesso
furono
la
,
scritturati
i bassi
che
solo
dall'approvazione del
to,
libret-
meno
difficoltà,
ne
alcu-
trovare
anche
( non
la
me
Cremona
a
quest'oggetto,e
da
Trieste
quest'opera; finalmente
Morelli
che
a
me
ebbi
posso
perchè
sono
in
lettere che
vi
assicurarcon
luì
PIRATEKIA
alla
disgustato) ma
disse
mico,
del
e
che
lo
vi dirò
mi
di
spartito
//
Braoó)
che
anche
che
il brutto
tiro
Pugni
certo
la
fatte
si
il Bellini
partitura
non
per
,
avesse,
per
ma
o
venne
a
stato
offrirgliun
fonte,
e
dove
essa,
te
facilmen-
il che
vera
per
somma
in-
istrumentazione;
parte di
una
dello
tutto
i\
dalla
dell'
parmi
pezzo
francese^
gli era
cui
a
che
un
venuto
riconoscere
indagini
in tutto
provarvi
mano
degli strumenti;
la farà
Dalle
d'
detto
dal
ne
combinazio-
in
carta
verificare
battute
13
entravano
ve
(una
essere
prova
perchè possiate
mando
l'impresario,
strana
vedesi
con
la
partitura della Polacca,
francese
che
se
Vare-
spartito,egli rispose
una
la
quella
a
a-
attesa
maggiormente
per
mano
mano
consimile
perchè
dall'originale e
per
che
in
capitò
scritta
di
teatro
dopo
è
dello
tratto
Insomma
cosa,
al
fattaglidubbiosamente
garentiva
conforme.
vi
Litta, ne
suH'aufenticità
maestro
la
Duca
dimanda
sulla
dato
mio
altro
un
nell' autunno,
!!!!quest' opera
malattia
di
presenza
avrebbe
che
349
LETTERARIA.
falsa
».
conoscere
giocato da
aveva
dato
che
bisogno
onesto
a
un
piare
cone
di
mezzo
guadagno.
Perfìdia
del
cosi
Bellini,e
(bss(»
limitata
r opera,
nera
sperava
a
soli
non
capiva
che
ncIT
animo
la
cosa
tjuattropiazzi,non
a
ancora
si
ta
tut-
350
PIRATERIA
Napoli
per
dato
e
quattro pezzi
per
altre
ti si dirà
domanda
vedi
ha
ne
di
esser
che
mentare.
Tu
pazienza;
vuol
ha
i
Società
Nel
stai
copia
istrumentato
ho
non
far
così
mal
impedire
far
d'
uso
a
persona
».
dell'
a-
stro
supplica al MiniSantangelo, perché
Società
di
Napoli
da
di
lui
L'originale della supplica, scritta
sur
documento
un
la
come
veniva
sennatezza
foglio
mezzo
prezioso
canto
Italia.
che
partitura contraffatta, o
una
avuta.
al solito
alla
d' istru-
è sì cattivo
suggerimento
dell' Interno, Nicola
blicazio
pubfatta
ricompensati!
una
la
1' hanno
più del bene
a
diresse
volesse
ce
bito
su-
riuscirà
non
finirla tutta
se
se
e
Palermo
a
forse
il mondo
che
stesso
Florimo
e
bito
su-
Puritani^
originale,
perchè già
accorto,
dire
vedersi
tempo
mico
in
mio
l'opera per
obbligati di
non
non
tati
strumen-
quei pezziper pianoforte,aspettando
di tutta
per
averli
la
però che
,
solamente
che
quindi,
la
credo
copiare,
Tu
legittimi,invia
d' averli
alcuno
si è
feci
quel
stampata.
col
Io
forse
bia
parti,lo spartito, l'ab-
confrontarli
subito.
tutti
carità
per
inviati,dopo
riduzione
la
sopra
ad
quale
Milano; egli dice però
a
che
scoperto che
al
Pugni,
maestro
e
abbiamo
Puritani
Pei
€
LETTERARIA.
il
,
del
di carta,
è
un
da un
quale prova
Bellini, e dall' altro
rispettatala proprietà
letteraria
la bontà
Eccellenza
€
la
con
,
rultinna
ricevermi
dà
il
di
si fa
volta
di
coraggio
che
pirateriadi
una
più rispettatoe
in
lo è
Francia
andrà
dare
a
sa,
quest'
opera
diversi
sere
es-
è
i Puritani
sono
la grande
rimasta
dita,
ine-
mia
raviglia
ma-
con
di
averli
senza
la
del-
scritto
sì
dei teatri
Società
la
ho
pezzi, ma
proprietà.Ora
che
Italia
leggi, come
Ella
lo strumentale
di mia
sento
di
canto
partizione con
In
dovrebbe
che
dalle
Come
mi
ressare
voglia inte-
Inghilterra,voglio dire
Puritani',
quindi
si
degnò
Napoli,
riguarda.
ciò
tutto
autore.
per solo
stampati
acciò
mi
si
quale
io fui in
sostenuto
in
e
d
proprietà
per Parigi i
che
pregarla
affare
un
351
LETTERARIA.
PIRATERIA
li
Napoda
me
avuto.
feudi
I
«
d'
dei
primi
del
E.
V.
e
d'una
quella
è sacra,
se
la
proprietà
lo deve
del secondo
io mi
pregola
rivolgo alla
acciò
faccia
partizionecontraffatta
Allo
e
,
sere
es-
pari.
Perciò
€
ingegno
suo
sono
non
,
,
il parto del
che
Eccellenza
autore
un
Ministro
stesso
giustiziadi
severa
impedire
o
non
da
di
far
uso
avuta.
me
dell' Interno
»
Nicola
,
Santangelo,
Alessandro
la
quale
circa
sei anni
dopo (19 del 1841)
diresse una
supplica con
Manzoni
invocava
l'autorità
la contraffazione
dei
Promessi
si
era
Sposi, di
annunziata
di lui per
dell' edizione
cui
in
con
dire
impe-
illustrata
nifesti
pubblici ma-
Napoli
la
pubbli-
352
PIRATERIA
E
zione.
l'illustre poeta conchiudova
E.
V.
€
vorrà
non
defraudato
del
danno;
coi
mezzi
punisca
istanza,
del
esaudita
parte
esse
bello
notare
sia
tanto
le
ne
speculazio-
un'
gusto
di
che
tera
letfu
,
da
qualunque
lodate;
vanno
ministro
un
altra
erudizione
,
mi
e
par
Borbone
del
f^i
prestato alle preghiere
volentieri
(e gliene
fatto
aveva
merito) anni
Ma
ta
rovina-
Santangelo,
azioni
le buone
come
sia
evitato.
per
vengano,
Manzoni,
anche
(1).
da
al
stesso
lo scandalo
perchè
ma
torni
una
»
appare
il fatto, non
Cito
fatica.
la
come
Manzoni
e
che
medesimi;
to
esi-
non
letterario,già
lavoro
un
legittimaimpresa
una
arbitraria
L'
che
più giusto guadagno,
che
suoi
diconclo:
pernnettere questo,
dire, scandalo,
a
in
LETTERARIA.
col
addietro
il
sciaguratamente
sco
accre-
Bellini.
nostro
colpo
del
dato
ora
"*
,
deHa
cia
fiducopio che il Pugni, abusando
del Bellini,
colavano
tratto
dairoriginale, ciraveva
il
«
impunemente por
Ricordi
gli scriveva:
luogo
del
che
Persuaso
vostro
facessero
(1) G.
costì
i tristi
,
campestre
un
pace
volli che
ritiro
le
anche
cose
si
,
po' quiete prima
Sforza, Lettere
la
fatti
Di-
eh' ebbero
avvenimenti,
turbato
avranno
l' lUìlia.
tutta
di
A.
di
Manzoni,
rispondere
Milano,
1875.
alle
del 26
vostre
care
27
e
noi
sul
di
modo
cui
volendo
) congettura
Ora
che
la
signor
verificato
r identico
fu
cui
voi
lo
sollievo
nel
bisogno
persona
il levar
occorre
BraoOf
e
dal
offerti
furono
facilmente
d'
già
come
se,
che
ogni altro, la
al
Duca
di
che
la
fosse
verità
si
dà
a
impresario signor Redi,
darlo
gli avrà
da
fuori
prima
pure,
a
di
Cremona
che
duto
ve-
autunno:
glie
to-
non
sentirete
questo
lo
obbligato
quell'epoca.Si
che
an-
diramazione
lo attestò
questo
me
ciò
pezzo,
si è
possi-
supposto
ma
Intanto
me
diti
spe-
gli fosse
se
Il pezzo
Severini.
Bologna,
mi
converrete
dell'esistenza,e della
Roberto
ed il
primi
spartito completo originale, come
signor
il
solo
Faliero
persona
unico
un
non
fu
ora
francese;
quello
cun
al-
sincera, perchè prima
era
favore.
mano
Né
scrissi,i due
,
'bile,e ritornargli in
pareva
alcuno.
gratificarlo
per
dalla
darle
per
il Maria
detta
fra noi
si trovava,
signor Duca,
l'offerta
che
cioè
stesso
cui
in
vi
dallo
sdegno
suo
copiare
a
anche
mune
co-
,
dubbio
più
spartito, ma
vostro
lui
dal
che
e
molto
suno.
nes-
sopra
palese
fatta
con
deste
fra
i Pu-
derubati
spartito fu spedito
vostro
primo
sparsa
era
Barbò,
conte
io
sospetti
fu
saprete da
come
,
dal
vi
seduto
sopras-
ra
semplice (in allo-
dei
cosa
si
una
sopra
signor Roberto
stesso
che
vennero
spargere
amico
dello
vi
anche
farmi
non
per
quella voce
con
ritaniy non
Ho
scorso.
qualche tempo
denunziatore
863
LETTERARIA.
PIRATERIA
darà
stesso
a
a
a
nevale
car-
non
nezia
Ve-
Firen-
354
PIRATERIA
si crede
ze
LETTERARIA.
il Carnevale
come
pure
,
solo
formando
ostacolo
finora
l'approvazione del libro, che
la
impresa
nostra
Malibran
colla
carnevale
Società
di
Napoli,
l'amico
lo
se
autenticità.
E
ora
se
ofTerto
di
vi si oppose.
sarà
alla
zione
falsifica-
Non
poi
so
la
provata
sua
»
già del proprio danno,
Bellini,certo
dolore
di
anche
sospetto
quando
potrà sempre,
vato
appro-
approfittarsene nel
per
Florimo
certo
Figuratevi
! Fu
ma
Slato
nostro
verrà
vorrà
non
,
nel
d'uso.
le mutilazioni
dopo
Trieste
a
di
e
pieno
rispose:
tristezza,cosi
*
Mio
«
Amico.
caro
l' infame
verini
ho
Sì,
del
azione
signor Pugni
,
lui
feci per
che
forze,
fame
franchi
per
e
degli
abiti
quasi
passato,
signore
viai
per
due
e
nuovi
per
in
1' abbiamo
di
ec.
vestirlo
ancora;
ec.
Mi
levai
verno
nell'in-
come
questa està, pregai delle
spoglie
pacchetti
a
che
la Società
che
preghiera,
come
delle
franchi
perchè si moriva
cento
figli,gli diedi due-
senza
che
tanto
mia
a
mie
copiato quattro soli pezzi
chi
Napoli: poi gli pagai 250 fran-
bisogno,
si fece
solo
,
sei
e
copia intera,
avesse
ne
cinque
dopo
,
nelle
era
per
roba
moglie
sua
ecc.
ecc.
Lo
e
grin-
mandai
racco-
Rossini, questi gli procurò qualche
gli avrebbe
Sa-
avermi
per
una
di
dargli
moglie
dei Puritani
por
pezzi
doveva
sua
con
neanche
che
i
contare
senza
frequentemente
di
ciò
da
tutto
saputo
dato
la
piazza
di maestro
laro,
sco-
dei
356
LETTERARIA.
PIEATERIA
il povero
nuova,
sostenere,
a
compositore era costretto
lotta di gherminelle, di trappole
una
d' infedeltà
nella
,
rimaner
di tanti
melodie
sue
purchessia
/'bastava
che
che
a
ribilmente
or-
segno
affatto.
traffico
questo
si
doleva;
del
tempo
porge
di
come
e
là tracce
e
qua
disonesto
ma
cui
mente
inutille
quanto
torità
au-
il
garentissero agli autori
proprietà
meglio dedursi
del
stava
gua-
svisava
ne
e
di
ne
colorito,qualche volta
diritto di
può
stro
mae-
avvicinarsi
in sostanza
tessitura,
L'epistolariobelliniano
di
un
mettendovi
credeva
originale,ma
snaturarle
della
,
la delicata
da
stieri
me-
avvalendosi
trascriverle
a
quella partitura
il
neanche
faceva
non
accorgimenti;
facilità delle
air
cile
diffi-
ben
era
vincitore.
al Bellini
Quanto
più
quale
,
sulle
dell'
opere
dalla
ingegno,
lettera
seguente
Ricordi:
•X-
Mi
€
assai
sul
rincresce
cattiva,
che
un
d'
tal
aver
qui
concluso
concluse
con
dopo
la
per
mancò
esso.
si è
di
una
farvi
interesse
nostro
che
dare
devo
pure
al Càrcano
Maggioni
spartiti,mi
e
che
ma
pel
momento
dovervi
di
conoscere
piate
Sap-
comune.
aperto
il teatro
stato
essere
nuova
da
me
somministrazione
parola,
Avendo
si volse
fatto
da
e
degli
al
fiasco
Lucca
la
mo-
PIRATERIA
di
glie
prima donna,
Maggioni
cani
che
in
colla
Sonnambula.
pose
Polizia, perchè fosse
due
la
non
se
volte
rigettatala
giudicata
nel
la
Direzione
di
da
ragioni
il dolore
r Anna
per
alcun
questa
di
mandare
che
li
decidi
non
spartitiad
a
noi
fino
Vienna,
Le
ricorso
un
intanto
la
che
se
non
pure
ordine
che
e
ne
trarsi, son
affatto
in
da
anche
me
realtà
io penso
voi
ma
e
in
dete
ve-
proprietà
decisa
in
re,
vigeda
»
documento
questo
1* Che
per
so
sen-
provvedimento
alcuno.
le
duta
per-
varie, delle quali due
generale:
Italia
sto
que-
questa massima
un
verrà
che
stata
la
essere
che
vero
della
dalla
in
Vienna,
massima
venga
deduzioni
possono
a
teatrale,è
uso
contrario,
a
È
del merito.
der
ve-
avuta
aver
quantunque
,
di
dimento,
provve-
della lite da
Balena
mato
chia-
essendosi
non
asserì
la sentenza
con
il dar
Fui
me.
Napoli da Barbaja, e quindi
sussidiando
spartito in commercio,
sue
debuttare
il Lucca
di
copia
Tao-
Maggioni
di dare
caso
il Lucca
perchè
al
ebbi
fa
istanza,
mia
alla
prendeva
poco
e
,
Polizia
impedito
di
che
dunque
ricorsi
subito
e
la
presero
patto di scrittura
Intesi
somministrava,
quest'opera
357
LETTERARIA.
la
Austria,
legge
non
di
cialmente
spe-
nosceva,
rico-
perciò non
garentiva la proprietà
la pirateriaera
2"* che
divenuta
letteraria;
un
e
mestiere,
lucroso.
come
un
Riguardo
altro, ma
assai
all'operapoi
dei
comodo
e
Puritaniy
368
PIRATERIA
caduta
nel
mani
divenne
ahi
!
modo
tali
di
ben
e
che
arpie,
presto
il
del
il
traìRfico
nelle
conosce,
immaginarlo,
nullius;
opportunamente
franco
lettore
facile
è
res
immatura
troppo
assai
LETTERARIA.
e
povero
a
renderne
indegno.
essa
la
morte,
Bellini,
più
ne
ven-
bero
li-
PERDUTI.
ESTRI
Febbre
Gloria
Non
—
Opera
di
Taluno,
non
aveva
e
nella
La
—
Bellini^
di
prepotente
vita
della
ispirazione,
la
disposizione
rimo,
il
con
quale
che
da
sperare
V
V arte
lui.
sini
Ros-
disceso
altro
quasi
a
ora*
e
esaurito
vita
si
mai
ne
del
scrisse
parole
:
in
senti
senti
lavoro.
al
rimproveravalo
queste
del
punto
un
artistica.
febbre
felice
zienza
Impa-
canti.
dicendo
falso, perocché
più
-
immatura
vivente,
uno
Ultimi
re«
Grand
—
—
era
a
col
Carlo
morte
compirono,
momento
d'
1'
loro
la
Nulla
la
nulla
più
San
opera
belliniano
genio
stesso,
nuova
Contratto
Contratto
pel
opere
comique'-^
Opera
Bellini—
—
consolarsi
cerca
tomba,
ricco
di
V
e
di
opei*e
ma
deplorando
Catanese,
il
farse
lavoro
Opera
LMdeale
—
Argomenti
—
mai
Grand
—
ricchezze?
o
spinto
Il
lavoro
del
suo
del
tro
al-
nessun
Bellini
più
più
forte
Di
questa
diletto
Flo-
tempo
duto
per-
e
360
nel
continua
una
quello
che
avessi
fatto
prima
Opera
1'
e
delle
che,
lauti
€
Io
vidi
i Puritani
fra
cui
momento
a
che
dell'arte
Grand
ferte
of-
indeciso,
del
porte
gli faceva
il contratto
per
far
Opera
pio
tem-
re
spera-
da
mettendo
il teatro
le ricchezze
che
in
mi
»
non
esitò
un
decidersi.
il Grand
Dunque era
in questo
attirava, era
tempio
cui potevano
un
è
dell'Opera
non
grande gloria.
gloria e
lo
a
denari,
accedere
più eletti,eh' egli
Ma
non
ro
avesse-
stava
le
secondo
sempre
procurare
la
fra
Opera
cose
splendido, il
comique gli avevano
il Grand
che
potrebbe
E
belle
mi
guadagni.
stesso
dubbio
zato
avan-
disposizione che
primo gli apriva
buonissimo
come
libro per
un
così
gloria,il
della
lo
do
d'accor-
metterti
quante
che
ancora
Opera
che
qiiest'ora
a
E
»
scritture,
il
se
di
nel
testa.
meglio
era
la bella
creare.
esito
ottenuto
non
comporre,
fatto
ti avrebbe
gloriosa
tua
ti troveresti
duro
sei
farti incominciare
per
per
avere
Già
fare
travaglio, e
nel
la
i Puritani
dopo
Come
Operai
dici
vuoi
ora
Scribe
con
r
ti detta
come
pensare
in
mantiene
quale marcisci, mi
Come
inquietudine
L'ozio
€
PERDUTI.
ESTRI
canto
voleva
le difficoltà
del contratto,
dall'altn)
solo
gP
gegni
in-
provarsi.
la stipulazione
per
lo istanze
de-
ESTRI
face varilo
gì'impresari
361
PERDUTI.
nella
ricadere
prima
incertezza.
dirai
mi
Tu
€
comique
Opera
mira
ad
E
e'
poi
frullava
in
ricche.
pel
tirare
io sarei
altra
il
primo
dato
ci è
a
Ti
fosse
Quale
nel
è
più
dei suoi
fare
parrebbe
conoscere
il Pirata^
dare
trà
po-
tutti)e
me?»
se
in
potremo
ricordando
se
di buona
gloria per
pure
si sia
accademico,
l'azione
con
passioni.Del
resto
cui
mirava
con
era
di
,
riposato,senza
senza
ne
se
come
,
monotono,
e
stato:
rivoluzione,
cotesta
stata
cantanti,affinchè,smettendo
a
non
miserando
cantori
poca
indovinare
modo
qualche
egli, nel
voce
gli
sperare
rivoluzione
tale
,
ai
che
cosa
partito (silenzio con
buon
un
esecuzione?
non
venire
farne
gli faceva
VOpéra
comique
che
io comprendo
ora
i
per
gloria.
minore
«
che
tento
in-
»
e
capo
il mio
che
possono
qualche
era
l'
al-
pensare
a
scritture
sacca
racchiudono,
più
altre
delle
torno
rispondo
ti
Io
:
avere
che
vantaggi
perchè
ora,
le
quel
venissero
do,
fare fredcon
la
le
esprimere l'effetto dell'ideale del Bellini,quello
a
bisogno
mo
dell' ani-
le forze
tutte
potersi dare
importune
attórno
messo
all' arte
di
premure
subiti
con
animo
guadagni
e
degli impresari.
362
ESTRI
le condizioni
Fra
PERDUTI.
lui
da
dell'Opera eomiquey
lo darò
teatri d' Italia,né
pei
che
motivo
l'
altri lavori
mai
mesi
sei, in otto,
Com'
è
che
e
alla
gola,
e
è
che
che
se
doveva
V arte.
per
in
e
r
:
a
il
e
del
fondo
in
condizione
quando
noto
ho
di
scadenza
padrone,
razione
l'ispi-
alla
tempo
a
può
fonte.
E
respinta,
consegnar
come
non
si
ne
gli venne
obbligato
in
,
Io
acqua
me
co-
il culto
scrivo, quando
come
lo si vide
in
avrò
ne
ispirazione,conveniamone,
attignere sempre
quando questa
quando
io
al comando
è sempre
quattro
essere
Egli
Dante
come
spira, cioè
sarò
non
manifestazione,
profondo
diceva
;
per
perchè
non
,
amore
né
»
questa
sentiva
fondo
solo
essere
finita, e
lusinga
dodici.
in
bella
grande
abbia
altrove; perchè
o
ispirazionibastanti,
avrò
non
mi
più
la corda
con
che
ta;
scel-
impediscano
che
Quello
di Parigi
sia
mia
potrò scrivere
non
non
ancora
di
senza
l'opera,dovrà
consegnerò
non
€
finito
l'avrò
quando
libretto
con
impresa
questa:
era
prefisso;solamente
tempo
se
un' opera
Scriverò
€
e'
all'
imposte
un
pera
l'ofabbro
,
proprio lavoro, sdegnosamente
respinse
contratto.
«
L'
ove
indomani
mi
s'
mi
arriva
imponeva
la bozza
1' obbligo di
dei
to,
contrai-
consegnare
il
364
ESTRI
chiamerà
mi
péra)
da
r invito
di
che
M.
tempo
scrivere,
conchiuso,
chiedere
fare
a
gli
»
fatto
aveva
sarebbe
si fosse
non
egli,
riesca.
cosa
V affare
e
avant-prìJOy
un
la
Veron
il Bellini
se
vantaggi, ed
miei
con
e
Rossini, penserà
Difatti
PEKDUTI.
si
come
stato
ostinato
fatto
era
a
con
Rossini.
scrìveva
Io spero,
«
dimenticato
invitarmi
un
i diritti
oltre
che
noi
fra
lo
poteva
«
come
è
si ammortì.
lo
forse
come
che,
io
ritìutato. Tu
ho
Opera
sia cosi
un'
se
in
è
stima
il San
un
la
di
Francia
ecc.
le
Reaove
ecc.
,
,
scrivono
il
merito,
lascia
sentimento
(1) Florimo,
è
solo
scrivere
Bellini, non
un
sino
Rossini
da
op.
la
chi
per
vuole
eccessivo
e,
a
paga
sete
lett. 73.
me
co-
Teatro?
gran
Scala
ciò
stro
mae-
dell'Accademia
il teatro
Carlo
no
ma-
qui
o
opera
al
di,
ve-
difficile
dall' Istituto
ammesso
essere
sarà
,
impresario)
approvato
Dunque
sini,
Ros-
(direttore chiamiamo
un
era
Tebbe
cosa
il Grand
ora
innanzi
era
non
non
è
la
d'autore,
Direttore
un
a
che
caro,
avrai
non
Grand
come
prezzo
invitato
stato
Dunque sono
Donizetli; questi accetterà,
mio
del
che
Opéra^
scrivergliun'opera, e che,
per
domandato
avendo
Florimo,
il Direttore
che
ad
venne
al
di
Salvoni.
e
»
poi
Chi
gue
distin-
1' esito,dunque
(1).
fl^uadagno,ma
d'amor
proprio
per
chie-
che
a
lui
si facessero
che
s'
erano
fatte
se
direttore
che
fierisi
in
mestieri
Grand
Opera
di
contratto
Questi
«
la sola
farmi
paese
permesso
di
accettare
nel
restare
solo
»
nazione,
nn
del
Teatro
francese
di
del
il
mia
nel
per
mi
gennaio
per
scritturato
compagnia
1837,
re
,
ma
tu
abbisogna
spirito;quindi
conviene
e
la
gnassi
asse-
L' opera
Scribe.
sarà
poeta,
scriv
hanno
che
no
voglio-
il contratto
che
caso
vogliono qui
mi
loro
col
sai
che
della
per
gliela
vere
scri-
per
pratica
stabilire
ben
anche
del
a
di
me
(1).
bisogno
Questo
ci
del
soggetti
francese
anche
tutto
non
il
poeta che
del
altrimenti
perchè
impresa
mi
i
nell'està
e
camente
economi-
essere
il permesso
ma
sapere
in
roj^a-
all'
perchè scegliessi la
darei
chiuso.
con-
e
chiedere
impresari
Napoli,
al
bello
Napoli.
inviato,
sarà
Veron,
di
accordarmi
bene
affare
il contratto
,
M.
e
formalmente
non
se
ni
condizio-
condiscendente
così
V
conchiuso
aveva
Rossini;
a
fosse
doveva
pure
le stesse
mostrò
in vero,
E
to,
lui
a
parve
366
PERDUTI.
ESTRI
il
mostra
studiare
Bellini
qualche
semplice compositore, ci
(Ij Florimo,
op.
l'indole
di
una
spirito,le pecuhari tendenze,
suo
nel
di
e,
lett. 80.
cosa
svela
di
il
più che
filosofo,
366
e
ce
PERDUTI.
BISTRI
rimpiangere
fa
ne
più
sempre
la
dita
per-
immatura.
si
Frattanto
era
messo
delle
r argomento
al
dare
com'egli
tanto
stesso
lo
E
di
riserbo,
dalla
Per
€
dal
sé
dire
(noi
duel
Un
grande
Ma
carità
obslaL
libretti che
al solo
e
questi
lo faranno
non
a
che
è
con
a
sarà
tutti
e
E
€
»
me.
due.
il contratto
li scriva
non
di
ma
pri-
(1).
un'altra:
in
Io
ticolosa
me-
ri
fuo-
,
di
son
e
persona,
che
caso
altri
me
:
drammatico
scrivere
in
perchè
tre ;
pe
princi-
revisione
non
nel
magnifico to
soggetpersona); come
pure
ti confidare
non
simo
mas-
un
effetto, io li vorrei
per
di
Ili, è
Richelieu,
sous
col
e
dei
Ck)ttrau
nominare
né
menti,
argo-
perchè
nesse
principe Ottajano otte-
a
Gustavo
buona
cotesti
la
Ottajano per regolarvi con
la revisione
tutti interessanti,e se
pel
da
Florimo,
ti manderò
leggere
farai
segreto
al
il nulla
Censura
Versace
della
contento
scrisse
ne
care
cer-
picciola,anzi
ripetè,difficile
non
trovati
aveva
a
opere
creare
protezione del
la
con
li
già
fuor
e
stesso
uomo
nuove
volte
sovente
quanto
musica.
due
CarlOy fatica
San
tutt'
a
spero
nel
di
venire
giugno
(1) Florimo,
op.
o
e,
in
Napoli,
luglio dell'anno
lett. 80
se
non
in gennaio,
venturo,
per
EStBI
provare
dirigere la prima
e
se
la Società
ti
consegnerà
stavo
III
spero
che
la
nuova
opera
,
quell'epoca.Versace
in
pieces per
la Censura
Il Gur
ecc.
rifletterle,
accettarlo.
possa
uccidere
le situazioni
ma
mia
interessante, spettacoloso e storico,e
è
si farà
non
bramerà
les
SQl
I"ERDtJtl.
(se così
Gustavo,
belle
sono
In
caso,
vorranno)
bellissime
nuove.
e
,
v'è
Poi
duel
un
Pensa
«
tu
polizia,che
L'uno
in
fine
ha
non
tanti
l'altro argomento
e
e, nel
musica,
conosciuio
va
sino
persuadere
a
in
Riehelieu.
sous
il
si
già mesil primo
dell'arte,
nome
di
di
Maria,
il secondo
maschera
pregiudizi(1) ".
furono
mondo
sotto
di
il ministro
Un
ballo
di
in
Rohan.
,
E
il lettore
intorno
contratto
con
all' effetto di
nel!'
trattative
Vincenzo
Napoli
ozio, risolvette di
suW
«
col
Grand
Opera;
avanl-prioc eh'
Ieri, scrisse
col
abboccamento
quale
eh'
che
tutto
dolente
di
riattaccare
le
eglistima
autore,
(1) Florimo, op.
e,
ma
è
bella
una
lott
84.
cedendo
principale.
ebbe
Rossini
darmi
pel
maestri
scusa
un
dell'Opera,
tanto
agli altri
si darebbe
però
a
non
nulla,
un
anche
Direttore
nuovo
i dritti d'
ciò
Florimo,
consentire
vuole
non
oltre
al
il
,
l'ostacolo
era
nava
ingan-
quelli. Sciolto
,
vedersi
s'
s' ci
può giudicare,
alcun
per
la
cattivo
il
zo
prezma
sompio
esem-
ri:
compositoe
ti dirò
il
EStRI
368
Nel
perchè.
che
fare
della
si
e
è
quindi
bene
accorto
tmnzi
alle
altro
In
perciò parlerò
questi,
di accettare,
risoluto
far
senza
guadagnerò
mi
prova
riuscirà
gli potrò
nulla
a
che
sarà
offriva
in
tre
dunque
vedi
che
ti terrò
informato
V
atti
non
è
della
a
richiederà
che
sta
re-
di
avont-
di
o
no
riesca,
tutti
della
se
fordir
non
che
La
il mio
di
lo
quel-
mia
cosa
ra
ope-
Vestale
lavoro.
molto
la
se
allora
però
qualche
chi,
fran-
poi
e
dermi
ce-
scendo,
riu-
non
mila
70
no
so-
più
che,
o
a
lo
posso
Coniiqae.
durata
mi
sia
più vantaggioso
Opera
subito
Tu
l'i-
e
un
spero,
legge.
io
intrinseco
meno;
come
sostieni
ma
VOpéra
con
mi
la
di
12
o
benone,
dettare
persona,
contratto
10
con
60
che
teatro
non
guadagnare
;
il Ministro
dire
vuol
altrove
non
non
perchè
niente;
di
invece
del
caso
che
rio
deside-
vuole
tal passo
egli creda
se
nistro
Mi-
il teatro
avuto
amico
se
pel
,
presso
un
consigliarmi
per
proposito, o
ne
con
a
anziché
per
di scritturarmi
fargli quasi imporre
;
questo
tentare
bene
gran
perdermi
regole generali
che
fare
a
dal
che
Opera
di
a]Yaoant-prix.
prlx
Y
per
restassi
accollo
mio
è
va
face-
che
ha
egli
|3osto
teatro
dir
io
Ora
,
condiscenda
ben
che
temere
senza
mi
altro
potessi
persona.
più
socio
|"erchè
per
sua
scrivere
al
promesse,
dell'interno,
male
aspirava
suo
un
vedendomi
più perchè,
e
di
scrivessi
non
e
questo
mezzo
le belle
tutte
Parigi
suo,
che
mentre
ha, per
ora
PERDUtl.
:
Io
si farà.
PERbXJti.
ESTRI
0
chi
nel
sa
lettera
La
scritta
fu
viventi.
imposterò
non
"35,
e
i
tra
dell' opera
Opéra^
e
me
co-
se,
finita
l' avesse
voce
(1).
»
più
era
1' argomento
la
corse
,
settembre
il 2
al Grand
eglidestinava
allora
V
Bellini
fosse
Quale
te
non
giorno dopo
ventun
eh'
venerdì
che
caso
lettera
stessa
questa
con
non
pure
se
369
o
,
scritta
in
desume
chiaramente
venute,
di
Però
dalle
Il
giorno
«
dice,
lettere
a
si
né
noi
per*
che
secreto
un
tomba.
dedotta
congettura,
sempre
manifestazioni, è lecito farla.
stesse
sue
lo
divenne
lui nella
qualche
Ferlito
dalle
guisa che
con
scese
il Florimo
né
parte,
"35
maggio
18
scrive
allo
zio
:
Eccomi
in
campagna
tregua ai divertimenti
Ercole,
un
Il 18
applicarmi
parigini,che
sono
che
bella
aveva
Finalmente
il 2
Pare
e
che
non
dunque
cominciato
(1) Florimo,
care
stan-
lo
studio
op.
e,
Bellini
sin
della
lett. 101.
stesso
della
atti,della durata
richiederà
che,
le
parole di
porre.
disposizionea com-
settembre
in tre
un' opera
Vestale,
da
dar
e
»
luglioFlorimo, ripetendo
lui,dice
parla d'
per
dal
molto
maggio,
nuova
lavoro.
avesse
opera;
che
3?0
lavoro
del
contento
al
Florimo
gli
Bramerei
cori
ho
da
nulla
io
ad
che,
Nei
cui
lavoro
di
è
o
la
fuor
nulla
,
il Bellini; ed
grafi,
gli auto-
esaminai
né
di
questi cori,
casa
il Bellini
ove
quel
di
che
belliniana.
^
in
sia
no
spirò, nessu-
avvenuto
proposito sospettare
l'ignoranza altrui,involasse
musa
ne
abbandono
completo
che
o
quei fogli,depositari degli ultimi
della
è
»
saperne
scrisse
ne
si
originale.
affermare
può
uno,
traccia
momenti
rimase
non
ad
uno
te
quan-
non
contezza.
non
gliene
trovai
non
d' altro
mai
di
Per
altrove,
e
averne
rispose
musicati
già
e
cuperar
ri-
potuto
di Rienzi.
Parigi
a
giammai
Il Florimo
se
scris-
1880
mai
ha
dettati
me
Cola
fatte
me
perchè
divisa
era
del
S.
V.
se
Bellini, pel dramma
da
la
rata
du-
Florimo:
comin.
sapere
certi
potuto
cui
nell'ottobre
Pepoli
indagini
in
vasse
tro-
la
precisare
potere
atti
si
richiedeva.
all'egregio
dal
settembre
,
che
Il conte
da
in
glio
lu-
in
parlasse
ne
che
e
;
dell' opera,
il lavoro
fatto
avanti
cosi
«
PERDUTI.
ESTRI
;
la
e
lizia
ma-
desse
dispercanti
372
BELLINI
dell'
e
critico
di
Bellini
che
comprese
Rossini, sulle
cui
il
di
dopo
tante
espressiva
musica
di
più
era
a
vi
analoga
e
francese, sarebbe
si potesse
offrire
italiano
la
scrisse
Ecco
teoria
una
perocché
la
il Pirata
se
io,
fortuna
l'arte della
o
che
maniera
plice,
sem-
della
al carattere
di
quanto
più
d'
di
queste
comoda
torna
che
persuaderci
scultura
la imitazione
(1) Fétis, Biographie
universelle
a
tutti,
mo
lettore,avessi-
cortese
pittura,della
seguendo
torio
udi-
un
di
vo
nuo-
(1).
"
tu,
di
profuse.
aveva
l' influenza
che
zietà
sa-
le bellezze
,
idee
ro
lo-
nelle
provare
all' orecchio
sotto
e
Pa-
stagione, perchè
affascinanti,
una
cose
a
stile
messi
eran
Donizetti
e
il maestro
che
dello
istintOysia riflessione^comprese
Sia
«
s'
quello stile,malgrado
prim' ordine
messi
son
l'imitazione
cominciava
pubblico
nisola
pe-
giunta, rispose:
per
orme
non
opere,
quidere
con-
e
il Fétis, teorico, scrittore,
Carafa
cini, Mercadante,
prime
critici si
compositore
e
avversa,
intera.
Europa
problema, i
la soluzione, e
cercarne
diere
ban-
proprie
tutti i teatri della
il
Posto
le
scuola
di
pubblico
il
CRITICI.
sotto
caporioni della
i
"
tpascinare
da
completa,
SUOI
I
E
dei
des
o
oramai
della
nostri
musiciens.
sica,
mu-
capi-
BELLINI
E
scuola,
sia
inteso,
conformandoci
venuta
373
CRITICI.
SUOI
I
ben
sazietà, potremmo,
a
al
dell' arte
carattere
francese, divenire, di punto in bianco, artisti
scultori/e compositori di musica, non
pittori,
inferiori
Pel
Omero
e
immortali,
opere
alla
creatrice
virtù
o
la Divina
il Mosè
sia
vece
da
co-
to,
all'istin-
attribuire
V Iliade
darci
o
se
V
AmletOy
Trasfigurazione; e se in quella
tis,
attribuirsi alla riflessione,il Fé-
pochino
un
all' istinto
che,
il Faust
gli fosse
avrebbe
potuto
,
tornato,
tere
di riflet-
il disturbo
esempio, dandosi
per
cosi
la
o
le loro
che
potrebbe
Commediay
mini,
degli uoSchakspea-
creare
consegue
de vasi
cretino
qualunque
e
cessero
non
riflessione;donde
testa
comune
il Sanzio, nel
e
presenta
non
Góthe
Dante,
e
re, ilBuonarroti
genio
sulla
di eccezionale
nulla
o
il
Fétis, dunque,
arti il primato.
in coteste
ebbero
quanti
a
anche
la
darci
se
,
tetralogiadi
Wagner.
Ora, lasciando
destituita
cosa
d'
stare
l' istinto
ogni
elementare
cosa
nessuna
è
,
cioè
che
la
punto
più
eh'
evidente
in
è
buon
di
a
formare
pittura e
fu
e
la
1' artista.
delle
cose
Il Vasari
dell'arte
so
sen-
questa
perizia di quanto
parte precettiva d' un' arte, non
lo studio
vero
,
cerne
con-
sta
bafessò
proaman-
374
BÉÌLLIOT
tissimo,
fama; però
e
disinvolto.
libro
vai
di
i
e
scrittore
come
tragedie, meschine
greci,furono
ben
Parte
sé
stia assai
del precetto;
che
in
difatti
più
V Isi
disagio
Parini,
le
sue
capilavori
dei
dimenticate.
presto
ai
abbia
stesso
imitazioni
il
il coturno,
calzare
a
geniale
parve
che
d* estetica
inferiore
cosi
nome
scrisse
Gravina
volle
ove
pittore,grande
Ragion poetica, che
miglior trattato
talia;ma
quando
quadri
glidiedero
come
poco
lui
il
che
CRITICI.
Gianvincenzo
della
mostrò
SUOI
le Vite
ma
se
la stima
è
I
gli afiFreschi
non
pure
riuscì mediocre,
e
E
Pare
le
con
Monti
e
zi
an-
stoie
pascolo,
Fo-
i
quali professaron belle lettere, poca
ebbero
come
trattatisti,
me
grandissima co-
lode
poeti.
C
è
stessa
virtù
per
e
non
alla
e
cui, ed
volontà
è
il clima
di
bene
il
seme
cure
e* è
un*
ingenita
assioma,
si
sce
na-
storico
tendenze
Le
e
rie
ereditaefficace
V educazione
,
svolgono
fuori
:
trina
dot-
scultori,poeti
pittori,
musica.
,
superiore alla
vecchio
si diventa
compositori
dell'
di
qualcosa dunque
cotesta
virtù, appunto
preparato
agricoltore fan
la
,
e
si
le
che
cure
dal
come
il terreno
intelligenti
seme
venga
se
pianta rigogliosae promettente; ma
di terreno,
quale bontà
manca,
li
quadi agricoltore potranno
didarci, non
BELLINI
CO
forza
375
CRITICL
più modesto
il
rarboscello,ma
Una
I SUOI
E
ha
fild*erba ?
la natura,
la
quale,
della vita dei popoli,
in certi momenti
viene
internella misteriosa
e genialeelaborazione
deir embrione, e, con
mano
ne
invisibile,
sma
plale cellule,ne
il nucleo, ne dispone
prepara
i tessuti, e infonde,nella vita latente
del pensiere,un
movimento
una
partioolar
virtù per cui accogliein sé, coeccezionale
me
le aspirazioni,
i dolori,i
luce in acqua,
di tutta una
forti propositi le speranze
nerazione,
gedi tutto un
di
cui diviene
popolo
r incarnazione
vivente, e sarà più tardi la
rivelatrice del pensiere comune
che
voce
r arte rende
poscia immortale con le geniali
concezioni. Il pensieregreco
vive sempiterno
arcana
,
,
neir Iliade
V evo-medio
come
nella Divina
,
Commedia;
(jualesi
Omero
stanno
al
scende
per
di potenze
La
ma
e
sommo
una
Dante, ingegniprivilegiati,
della scala,dalla
infinita
di
qualità.
Marsigliese grido feroce
e
gradazione
di libertà
,
di guerra,
di sangue
della rivoluzione
stessa;
e
il
e
tesi
di vendetta, è la sin-
francese:
popolo,dopo
un
ne
è la rivoluzio-
secolo,sente
il sangue
accendersi
quel canto
alla lotta,
lo ripetecome
e
protesta contro
alla pugna,
incitamento
come
tiranni,come
ancora
e
in
i
i
376
BELLINI
di nuo^a
preludio
I SUOI
E
CRITICI.
non
e
sanguinosa
meno
rivoluzione.
risle, per
de
d'
concezione
Felice
solo
questo
gloriosa schiera
alla
di
eterno
pure
Ora
che
del
dei
1815
al
va
inferiore
combattuto
dubbio;
alcuno
è
non
genio
I liberali
eroici
antica
loro
là dove
e
creò
questo
un
tico
cri-
proposito:
sperato
cose
gran
ben
ritornarono
dagli
presto, i popoli,
l'
disgustati al-
Il dolore
la
pervase
il dolore
degli
direbbe,
a
sviluppò,prima
una
di
uno
in
non
profondo
sa,
gioventù ansio-
fu
sentito,
se
ne
immaginario.
uno
«Si
fu
Riehl, autorevole
condizione.
disillusione
tria,
pa-
revocarlo
altri
come
della
Il
avevano
senno,
spirato,
pianto, co-
il Bellini
giorni del luglio. Ma
fatto
della
periodo che dal
gì*Italiani,al dolce
possa
tedesco, scrisse
€
il
che
musicale.
la
aspirazioni
la libertà
ingegni privilegiati
o,
vero
forti
per
che
ciò prova
e
merito,
sia stata
quelle cantilene, abbian
di
suono
delle
e
che
e
di
Bellini
durante
1860,
ché
ben-
quegl'ingegni,e,
del
dolori
italiano
popolo
congiunge
essi.
con
la musica
viva
voce
si
canto,
incomparabilmente
vivrà
Rouget
momento,
un
in
letteratura
tristezza, di
amaro
Francia, poi
piena
di
in
mania,
Ger-
lità,
sentimenta-
sorriso; per
giun-
BELLINI
ta
si uni
il
in
perfettamente
Egli
dipinse
boschi
della
era
di
vie
degli amanti
più
r interno
nelle
Ed
r
è
sentimentalità
un
Italiener
die
cantico
sangen
alten
Hebràer
als
sangen,
sassen.
di
—
remia
Ge-
scepolo
di-
un
suo
gioviale.
potendo
non
manifestò
cantilene
del
liano.
Sici-
popolo
un
me
co-
riconosciuto
in
malaticcia, le più
me
inti-
cuore.
«Gl'Italiani,oppressi,cantavano
le acque
e
avvilita,senti
caratteristico,per
Bellini,come
la
e
un
parole,
a
mistiche
e
non
e
dolore, cui,
pulsazioni del
di
gini
ver-
Verona;
ma
voluttuoso
italiano,eh' egli abbia
questa
versale
uni-
,
chiaramente
elegiache
quale
dei
di
Italia,profondamente
esprimere
il
incavernati
Rossini
r
di moda.
dolore
Bellini,
asceta
un
Ma
«
si trovava
la Sacerdotessa
gli occhi
con
ghi
lun-
Gallia, i fieri Puritani
immortale
non
pure
tasia
fan-
venti
Bellini
tinta, d'un
moderno,
0
in
sognatore,
la stessa
con
gioco della
si fatti sentimenti
il malinconico
era
coppia
al
fiacchi.
rese
377
CRITICI.
voluttuoso, che
e
li
SUOI
I
antico
gusto
frivolo
anni
E
le melodie
gliantichi Ebrei, seduti presso
Babilonia, cantavano
piangendo
di Sion.
Die unglucklichen
—
die Bellinischen
«
Bellini desiò
Lied
ein
sie weinend
an
un
Weisen,
von
Babels
entusiasmo
wie
Sion
"
Wassern
patriot-
378
tico
BELLINI
vita del
"
accanto
Le
CRITICI.
altro
nessun
giovine^ ritornato
il mito
air eternità, divenne
messo
SUOI
I
difficilmente
come
La
E
assai
presto
nazionale,
fu
e
Raffaello.
a
stesse
maestro.
che
commoventi,
opere
in Germania
di quelle
miglior successo
lavano
culgiovialmente spiritosedel Rossini, mentre
ebbero
non
l'animo
del
popolo
nostro
in
gno
so-
un
producevano in Italia un
caratteristico
rivoluzionario,segno
snervante,
giovine
€
è mai
popolo
fatti canti
profondo
«Rossini
quello che
dell' anima
in Italia fu
Bellini fu
ma
Rossini
coi
e
amato
come
nelle
frivolità d'
schiavati
della
il
fe
il
se
nazione.
suo
mercè
del
giudizio
"
suo
non
Tirteo,
e,
fé beffe
ne
generazioi
patriotti,
il dolore
Ma
un
è
un
della
popolo
popolo
che
duto;
per-
minciare
corisorgimento dovrebbe
1' opera
dei suoni, il giorno
si farà
lungamente aspettare
(1).
(1) Riehli op.
una
dicono
cantilene
sue
te.
aman-
un
geniali si
infiacchita;Bellini,come
espresse
sua!
vinizza
invidiato^ammirato, di-
scherzi
suoi
leggerezza
di Bellini
in così
trova
pianto voluttuoso, riprodotto il
di
sentimento
e
della
Italia.
Che
della
cesso
suc-
pag.
54
e
seg.
380
BBLLINI
libertà; e
CRITICI.
il monumento,
chi, ammirando
a
le
lodava
ne
SUOI
I
E
bellezze
scultorie
mente
sdegnosa-
,
rispose,
che
glielo aveva
tempi
E
che
svelando
di
ispirato.
i
alleanzay ripiombò
d'
assai
che
non
ogni
altro
patria,
legge,
né
della
e
vita;
data
r arte
divenne
e
al
infausta
a
fu
malulicciay
comune
straniero;
perché
lo
rende
a
Lo
allo
il Riehl
a
grandi
stesso
degli uomini
proprio animo;
vero
vero
stanze
so-
tacinque
quaranda
la
quel-
d' Italia,
bertà
li-
talità
sentimen-
profondo,
e
il giogo
tutti pesava
virilmente
educa
grandi virtù, a
bile,
no-
il
pofìolo e
fizi,
grandi sacri-
eroismi.
Leopardi
sconforto
quei
chiamò
dolore
il dolore
atto
delle
prese.
patriotticheim-
e
fiacco, ma
non
più
ispiratricedi
forti
su
misera
aver
corsero
ne
tutti,perché
a
non
in
però
tempo
un
che
da
vaggio.
ser-
condizione
risorgimento
consigliera di
Quella dunque
la
sicurezza
né
anni, quanti
la Santa
più
fu
tale
e
quelli
che
grave,
popolo
a
furon
popoli nell'antico
più
degl' Italiani, ridotti
né
pensiere patriottico
dispotismo sfrenato
sull'Europa dal di
pesarono
Se
il
e
il cui
rivela, nella
e
delle
tutto
dolore
va
fino
,
si
cose,
scettica
ne
derisio-
l'infermità
ritempra nell'
del
amor
BELLINI
della
E
libertà, ond'
della
nozze
in
sorella
lui
la nota
di Dante,
Paolina
triottic
pa-
nella
forte,come
e
il monumento
Sopra
381
CMTICL
che
è
nobile
suona
SUOI
I
A
o
zone
can-
Nelle
o
tore
vinci-
un
,
nel
pallone, o, finalmente, in quella alV Italia,che, giovani, recitammo
do
tutti,fremenaffrettando
e
della
Né
E,
impavidi
della
Croce,
della
loro
eroismo
abbia
ottocento
a
di
ha
e
sacro
martirio.
il Bellini
donde
del dolore,
mesta
il Rovani
colla
pianto all'ordine
siccome
dare
rivoluzioni
il
del
quale,
sua
principale
risponde:
mille
Ildegonda
giorno
l'arte della
parola
alle arti
pensiero, cosi
di Manzoni
fin dal
del
segnale
pel
di terra
reso
il carattere
il
ranzosi
spe-
angelo
la nota
Grossi,
ventuno,
Italia. E
vi
corsci'O
il sangue
loro
trarre
patria.
pel trionfo
potè sentire prima dell'invito
quello
il
giovani
chiesti ancora,
son
melodie,
sue
vita
abbiano
col
battè,
com-
del Cristianesimo
versare
non
costituisce
«Bellini
messo
e
o
potuto
che
i
libertà; né
I critici si
delle
allora
si
e
della
prò
la
offrire
a
eh' essi
italiana
col
cosi
a
i martiri
combattere
a
trionfo
tale
fa-
momento
venire;
a
il sangue
volta
una
corsero
molto
tardò
si versò
come
il
pensiero
lotta.
questa
e
col
avea
per tutta
è
la
sorelle
è facile
ma
pri-
nelle
a
ere-
382
BELLINI
che
dere
SUOI
I
E
Tattraente
CRITICI.
dell'
mestizia
Ildegondaj
quale. in tutti i giovani lettori d' ogni parte
d'Italia,fece quella profonda impressione
la
che
abbia
tutti sanno,
gentile e
mo
da
accelerare
idee
far
vea
nuova.
ferme
V
piegare
giovinetto Vincenzo,
quella
delle
maturanza
convinzioni
con
propria
arte
nelPani-
per
cui
dovia
una
(1).
»
la
Veramente
fonte
ineffabile
nella
lettura
il Rovani,
biente
lui
in
quelle
e
del
soave
lavorato
tanto
ragione
la
dell'
con
del
musica
dolore, di
cui
è
belliniana, anziché
avrebbe
dovuto
più ragione, cercarla
nelTam-
Ildegondaj
storico,in cui
il Bellini
passò gli anni
na
più belli della sua
giovinezza. Dalla materda cui portava
sé la nota
Sicilia,
con
sta
me-
dell' amore,
soave
e
egli giunse
il desiderio
quando
l'animo
potentemente
di
di
libertà
in
poli,
Na-
agitava
venimenti
quel popolo, e gli av-
cile
giorni di fafuggevole trionfo,seguito da lunghi
politicipreparavano
ma
di schiavitù
anni
Lo
e
Scherillo,nelle
su
Vincenzo
aneddoto, che
narrato
:
(1) Rovani, op
e,
aneddotiche
note
e
tiche
cri-
Bellini, riferisce il seguente
il Florimo
Il
"
di dolore.
1820,
pag.
43,
stesso
in
quel
cosi
va
gli ave-
novilunio
di
BEILLINI
SUOI
I
di
nome
( egli,contava
collegio in
i
Anche
S.
delle
sfilare
da
Palazzo
Reale,
vi
che
fu III
che
colla
coperta
ma
alla
in
massa
un
Ed
«
amici
Ma
un
demmo
ve-
di
noi, alla
nando
Ferdi-
quel
regolare, formava
comico
del
feriore
in-
piano
visa
di-
a
truppa
l'entusiasmo
coir
del 1821.
le
Noi
quella gente, senza
degli abiti propri, che,
iscritti alla setta
€
da
disordine,
schiata
miuna
piacevole
a
di sotto
passava
re.
quel tempo, spinti un
po' dagli
mo
po' per seguire la corrente, ci sia-
in
e
che
ne
dopo il 1815 divenreal famiglia applaudiva
vedersi, specialmente quando
al balcone
—
re
assiste-
e
intera
freneticamente
re
duto
cre-
,
del
sopra
a
tra
fu
ad
paesane
il
era
IV,
e
e
fummo
primi
finestra
una
del
parte
allora
Napoli.
per
balconata,
—
truppe
mossero
di
i
io
) alunni
io 20
rivoluzionario,e
avvenimento^
Monieforte
al
ed
Sebastiano, prendemmo
air entrata
grande
ed
Bellini
glorificarequello che
a
fausto
I
anni
19
movimento
primi
giovani, come
venivano
libertà;e gridando libertà,di-
energumeni!
quel
i
rivoluzioni, si elettrizzavano
nelle
avviene
à8à
CRItlCL
costituzionale, tutti
governo
solo
E
entrata
Si ritornò
cosi
detta
dei
del momento
delle
doveva
truppe
all'antico
Carbonari.
nel
ordine
minare
termarzo
di cose.
384
BELLINI
addio
ed
Il Florimo
quali
tutto
per
dice,
non
la
e
in
qual
pietà di
educarono
in
del
quel
della
o
del
figlioche
inesorabile
e
morte
Tempi
con
furon
feroci
insieme
r altro
nel
sangue
mai,
morti.
Il
un
con
Medici, l'uno
un
non
e
per
dei
il
del
tocchi
rin-
zio
suppli-
to
pianto dispera-
padre,
del fratello,
o
marziali
le corti
con
no
condannava-
vicenda
all' ergastolo.
o
in cui si vide
morente,
il
annunziante
campana
famiglie orbate
diuturna
alla
la
mestizia,
i funebri
anima
qualche patriotta,e
delle
ed
dovettero, giorno
momento,
giorno,spezzargliV
di
nica
borbo-
trasfusero
alla
lui,propenso
di
desiderio
vittime
tante
V animo
dontro
la ferocia
misura
mai,
seppe
dolore.
Certo, da
€
forse
né
zione
rea-
»(1).
tutto
per
profonde lasciò,
amico, il mal
represso
libertà,né
per
e
tracce
dell'
nota
da
la
costituzione:
libertà, addio
si mostrò
CRITICI.
I SUOI
E
sete
mai
esser
re,
già
un
vecchio
Canosa
terribile
sazio
e
non
quasi
poscia
rocia,
fe-
innata
per
di dominio
popoli
e
e
,
suoi
il Colletta,
quelli,scrisse
guazzare
perdonar
di torture
e
di
"
Settembrini, nelle Ricordanze,
(1) Soherillo,
op.
e,
pag.
38.
narra
di
veduto, fanciullo
aver
385
CRITICI.
SUOI
1
B
BELLINI
alla
trascinare
ancora,
berlina,dalla soldatagliatedesca, nudo, legato
asino,
un
sopra
frustando
andava
donde
sangue;
mai
dimentiqò
non
a
lui l'odio
in
Il Bellini
narra
tanti
le
ma
la bella
anni
melodie
sue
che
feroce
Che
di
visse, durante
lui, lo prova
la
,
Pepoli,
che
Lo
farà
Ma
di
tremare
quelle
e
in
gioia
a
quali il
te
con-
Alessandro
scrisse
i cuori
Addio.
teatro.
gi,
Pari-
al
liberi
Viva
la
"
la prova
maggiore
trovasi, come
il Riehl, nell'effetto
aflPermò
i
squillo delle trombe,
si troveranno
libertà!!!
il
l'intimità
residenza
sua
fra
gliemigrati politici
Pepoli r illustre Mamiani
€
profondo
si spegnesse
non
con
Poerio.
cora
an-
degli oppressi,
di libertà
nell'animo
cui
poli,
Na-
sventurata
e
rivoluzione.
il desiderio
mai
in
della
no
funestaro-
il dolore
ogni narrazione,
popolo, la maledizione
grido
le per^
rivelano, meglio
d'
del
i Tedeschi.
parole
secuzioni, le torture, le morti
per
ch'egli
contro
a
boja
dolorosa,
scena
profondo
ci
non
afferma
e
quella
il
che
carbonaro
un
cantilene
bene
rivoluzionario
producevano
nell'animo
che
degli
Italiani.
Narra
Branca:
a
«
questo
Or
proposito l'egregiasignora
bene,
la
prima
sera
della
ripresa
3d6
BELLINI
SUOI
I
B
(1847) alla Sealay
della Norma
di proteste nazionali,al
d' Irminsul
militari,bene
essi
urlare.
si
borghesi
d' odio
facevano
ch'
ane
ad
reciproca
che
furiosamente
dimostrazione
una
misero
platea,si
alla
le mani
battere
Era
i
fra
frenetici
e
piedi,rivolli
a
dei guerrieri
applausi che i
il significato,
comprendendone
vivi, insistenti
tutti in
quegli anni
in
bardico
coro
scoppiarono
,
cosi
CRITICI.
inveterato
bellicoso
e
,
sfida
una
«Per
Milanesi
dei
lungamente,
il Coro
che
€
Milano,
1875:
secolo
mezzo
"
parla
ne
Il
patrio,il
il
di
solo
una
Marsigliesey sollevò
applausi, e se ne volle
E
belliniani
rivoluzionari;
e
op.
e,
vita
i teatri
politicheproteste,
(1) Branca,
ad
più
cantato.
!
essendo
di
Verme
dell' 11
Pungolo
guerra!
il
bellicosa
e
rivale
unico
vera
la
oj'dina-
più
di
della
tempesta
replica »
glio
lu-
di
(1).
de
quellaspecie di proscrizionedie-
appunto
ai canti
ze;
conseguen-
Dal
frenesia
ed
durasse
dopo,
teatro
Guerra
coro
inspirato impeto
amor
fosse
non
riprodotta al
cosi
serie
si affrettarono
ribelle
Anche, quasi
la Norma
più
straniero.
sebbene
baccano,
ebbe
non
le autorità
ma
re
il
quella sera
al governo
pag.
e
valore
divennero
di dimostrazioni
173.
di veri inni
luogo
di
patriotti-
388
E
BELLINI
sapienti.Però
I
SUOI
CRITICI.
negato: il talento
gli han
tutto
musicale, Tistruziòne, il progressivo sviluppo
dell'
fecondità, V immaginazione,
la
ingegno,
la scelta
il sentimento,
adatta
la
squisita del-
e
la varietà, la ricchezza
forma,
delle
monie
ar-
ecc.
ecc.
negli accompagnamenti
contrario
e' è difetto,vizio o
non
e
,
lo
per
che
le
Ma
hanno
non
pedanterie
imbelle
persona
od
raccolte, quelle
eccezione
una
pedanti,
nella
è
no
van-
non
Fo*
discusse.
vanno
di
modo
mostrare
in
loro
immensa
ignoranza, giudichino
ciò
eh'
ed
qual
merito
è
deficienza
o
partito preso
un
indegna; queste
non
".
le offese
come
sono
merito
de-
per
difetto
regresso
lui ravvisato
in
,
un
e
vero,
di sapere
i
dano
cre-
ciò che
l'
del-
vero
progresso
arte.
Adriano
de
gin ripetè
Fage scrisse, ed
l' accusa
l'arte di
:
servirsi
ecco
Pougin,
in
ora
il
d' un'
che
alcune
quale
consista
Ascoltiamolo
di
vero
sempre
parte del
volerci
sapere
re
mostra-
musicale.
attentamente.
L'essenziale, in musica,
l'aver
lo sviluppo
ottenerne
riflessioni da
si sforza
il
Pou-
fatto
ignorava afidea, di saperne
partitomigliore,di
possibile.»
Ed
Arturo
Bellini
"
il
trarre
«
la
delle idee
egli dice, non
(che allora
é
artisti di
BELLINI
uomini
di
opera
:
genio)
il
e
il
ma
periodi,condurrebbe
che
essere
invece, l'arte
nei
ed
d'
fatta
in
prima
la
con
lascerà
ad
seconda
una
d'
in
tegrità
in-
sua
grazia,il
mento
mo-
un
gnoso
inge-
un
tonalità
una
dell'attento
voce,
nell'orchestra, lo distribuirà
ad
la
uditorio.
ad
or
uno
che
si è
un
altro
emigrare
successivamente
,
la
che
sia
strumento
,
combinando
sare
pas-
nuovamente
luce; poi facendolo
in
metterà
or
melodica.
voce
poi si accorgerà che una
di quel motivo
a
sazietà, lo farà
servita
lo
da
riguar-
per
,
piacere
gran
che
nella
fatto apprezzare
averne
talento
frase
sentire
bile
infalli-
nel
ciò
sfuggire, poi, per mezzo
la ricondurrà
artifizio,
Quando
periodi
difficile,
ma
bella
una
1' eleganza
e
nuova
che,
e
tori
rapidamente gli udi-
può spiegare
sviluppo
valore
i
seguire
resultati, consiste
averla
Dopo
presenterebbe
melodiche,
l'arte
vera,
suoi
l'artista
lo
in
mettere
stanchezza, per quanto felici possano
le sue
ispirazioni.La grandmarle,
alla
che
lunga gli
saperle
interruzione, farebbe
senza
ai
di gran
frasi
nuove
389
CRITICI.
compositore
delle
sempre
SUOI
I
supererebbero
ordine
quarf
E
lo
tonalità, sia modificando
sostiene,
sia
variando
monia
l'ari ritmi
dell' accompagnamento.
"
Né
questo
è
tutto:
Allorché
giudicherà
390
BELLINI
il motivo
inteso
altro
che
della
sino
sviluppo,
richiamare
sicuro
piacere
del
di
ritorno
al
provare
,
frammenti
furtivi
e
una
donnina
di vedere
tuttala
altro
volta
con
la
tutti
d'
sveglia
infine,dopo
scegliere
di
serve
in
viva
di
la
in
servirsi
d'
non
non
un
chiamarsi
(1) Pougin,
fiMSc
una
op.
e,
197
e
seg.
derà
proce-
e
del
molandol
stidi
passare
quello
e
sempre
pubblico,
che
per
,
che
non
che
potrebbe
sapiente (1) ".
pag.
farla brillare
egli ha
quella
ecco
senso,
musica
assurda
sta
que-
splendore,
facendolo
Ecco
sorpresa.
dre,
ma-
perorazione
del
l'attenzione
e
e
prima,
corso
posa,
lo
to
momen-
,
devono
,
sorpresa
ha
non
idea
perno
tutto
che
più
senza
aver
il
il cui
tenuta
la curiosità
di
verso
durante
del
te,
pienamen-
maestosamente
pezzo,
come
di soddisfare
mostrerà
luce
a
la punta
mostra
gliornamenti
una
il
,
ripresenteràA*
gli
dovrà
brani
a
desiderio, ch'egli
allora
do
quan-
sfuggita,
e,
opportuno,
che
di
persona;
solo
quella
e
V uditorio
stuzzicare
serbandosi
ma
vedrà
non
primo,
principio
quasi
non
se
scopo
il
per
il
solleticato
cosi
un
quello, riprenderà
che
calzato
ben
piede
che
a
che
da
primitivo disegno
vaga
adotterà
maniera,
stessa
l'opportunitàdi
è
CRITICI.
sufficienza,ne
a
tratterà
minore
con
I SUOI
E
é
se
BELLINI
male
Meno
che
tutto
ma
artifizio,
non
ove
si sfacchinano
deir
arte
po' mente
meglio
cui
il
a
la
dell'
si dica
passino
sé
a
dramma
da
si
ad
stessa,
musica.
Del
della
ad
primo
che
proposta
Tenday
cosi
e
da
la
parola
fu
non
più
pio)
esem-
concertato
bella
diede
donna,
cui
e
la
e
sciuta
scono-
solo
pezzo
ne
sica
mu-
arcolaio,
orchestra, poi,
dalla
tenore,
la
va,
pro-
ma
pri-
principale venga
l'idea
dall'
accentuata
più splendido
del
tempo
di
Beatrice
dal
la
quest' arte
resto
un
mentre
presentando
tra
tori
gli ataltro,
e
Bellini;il quale (cito un
facendo
il melodramma,
,
aggirarsi,come
contraddizione
nel
in
più grande,
svolga
argomento
un
grande
al
vizioso,o
assurdità, pretendere che
obbligata
intorno
un
procuste,
la
è
non
principio alla catastrofe,
è
ne
negazio-
costringere
se
arte
ponga
circolo
letto di
vorrebbe
del
la
sono
ispirazione.Si
nuovo
madornale
r azione
che
specie di
questa
Pougin
più
dal
coloro
è
meccanismo,
ispirazionema
e
e
ri est
savarUey
eglidice, non
quanto
questo
a
musique
intorno
però il lettore pensi, rifletta,
non-senè;
vedrà
detto
ha
che
Pougin
Arturo
signor
quel
benedetta
g. cotesta
qu^ un
che
il
391
CRITICI.
SUOI
I
che
infine
trova
e
E
a
varie
infine
il motivo
completo sviluppo.
prese,
ri-
nuata
conti-
riceve
il
392
si noti
Ma
il Bellini
CRITICI.
SUOI
la
che
questa
in
e
scena,
il
che
in breve
Però
comune
colpire la
vi
ser-
sé
a
so
stes-
vedrà
momento
che
la
tutti, è
a
Orombello
straziato
aveva
si
chiama
Pougin
il lettore
quel
pensiero dominante,
tortura
filosofia
quanta
con
ora
di
I
sapiente; richiami
musica
il
E
BELLINI
veva
do-
e
Beatrice.
sventurata
viene
pensiero opportunamente
dall'orchestra, rivelazione
espresso
questo
prima
della
mirabile
con
pubblica, quindi
coscienza
da
fattura
Beatrice
interrotti,manifesta
l'animo,
in
e
che,
le ansie
ultimo
accennato
riceve
centi
ac-
che
le straziano
il
to
comple-
il quale, in
sviluppo da Orombello,
con
quel
mento,
mo-
il
Passato
protagonista della scena.
la ragione filosofica di quel
il momento,
cessa
rebbe
vorpensiero musicale, e il perpetuarlo come
il Pougin, facendolo
via via passare
per
è
le voci
tutte
Ora
una
Bellini
le
col
passo
mirabile
nel
discorso
e
gico
illo-
è
ogni principiod' estetica.
musicale
l'arte
gli strumenti,
principali
introdusse
il consenta
é
ad
fra
discorso
E
tutti
per
contrario
e
detto
e
melodramma,
che
che
riforme
deve,
il cosi
è
per
il
quanto
la
di pari
ragione, andar
parlato. E di ciò qual più
esempio di tutta
poiché passarla da
l'opera della
cima
impossibile,fermiamoci
a
un
fondo
momento
ma?
Norin
me
esaa
BELLINI
dalla
eh'
era
dell' ultim' atto, cominciando
V
lui
a
Pollione
fra
scena
che
noto
393
CRITICI.
SUOI
I
la condotta
Studiare
E
E
quella tenacità
tutti i poeti
a
Alfieri, con
chiese
propria,
Norma.
e
contemporanei e cercò inutilmente
la
classici epici, lirici,tragiciecc.
d'
che,
verso
un
adattarsi
se
chiedendo
ed
dovrà
Dante,
struttura
efficacia^potessé stesso:
a
divina
nostra
questa
anco
tutti i
dialogo tragico,ond' egli^sco-
al
raggito,andava
mai
ed
forza
per
in
energica
e
nel
lingua, si
in
feroce
sbiadita
ella farsi cosi
chè
Per-
«
schia
ma-
di
bocca
ed
nuca
eu-
dialogo tragico? Or bene, questo
dialogo tragico,assai più difficile,
perchè soggetto
terrogar
inalla ragion musicale, il Bellini,senza
"
perchè
nessuno,
lui
mai
aveva
ne
pianta
celebre
nel
"
Qui
il
dato
In
mia
il desiderio
la rabbia
alfìn tu
mano
sei.
melodico
alla
ogni sillaba, tu
l'esempio, creò
di
di
sana
duetto:
pensiere
serrato
prima
nessuno
parola,
che
cosi
nel
l'ira repressa,
senti
cieco
che
va
»
mente
stretta-
batter
la
di
sia,
gelo-
re
della vendetta, il furotutto
invade
1' animo
di
,
Norma.
Né
questo
insolita,prende
pause
nuova
frequenti,per
è
tutto; il motivo,
forza
e
cui nelle
cosa
splendore
dalle
risposte di
Poi-
394
BELLINI
ha
non
di chi
ostinazione
nulla
più
CRITICI.
SUOI
I
la cocciuta
senti
Itone
E
da
mai
ora-
nulla
sperare^
da
temere.
E
il
intanto
caldo
incalza, procede
Norma
musicale
pensiero
del
le
tutte
che,
in sé
nemico
e
risponde
fine
ella
E
tutto
la via
trova
dì
nome
musicale
succede
ne
misurati.
Ma
di farsi strada
al
e
Adalgisa^ ivevndk
altro:
un
Tira, la rabbia, il furore
calma
di
tenta
la
gioia
ora
è
che
si scatena
impetuosa,
E
il
Nel
suo
Già
mi
pasco
Del
tuo
duol, del
cor
accieca
Ma,
è
della
se
è
;
vendetta
va
nuo-
vittima.
ferire.
sguardi
tuoi
suo
morire
anch'
iVbrma, la quale, sublime
e
più
la
simu-
gavazza,
; »
me
espri-
esso,
rapido, staccato,
concitazione
dell' animo, V
vendetta, consegna
cuore
pensiero
movimento
la
alla
persuadere
della
che
motivo, sfrenandosi
nel
lione
ti vo'
nei
il
prega.
che
e
V ansia
pazza,
e
non
represso
baccante, alla presenza
"
ora
ragionare
,
ferire
per
trapasso, al primo
subito
qui,con
tenta
ristretto, si guarda
colpi secchi
a
che, al
di lui
V entrate
vie, cerca
mentre
Tasso,
y
tutte
svolge^
sublime;
e
il Tancredi
come
si
al furore
dei
tuante,
tumulira che
anche
druidi
nella
PoU
stessa.
legge fisica,al parossismo
succede
396
BELLINI
alla
Dinanzi
SUOI
I
mirabile
CRITICL
dell'
musica
di
fattura
tutti i maestri,
finale
della
E
dioso
gran-
esclusi
non
avvenire,
confusi, confessano
questo
quelli
si arrestano
la potenza
del
e,
genio bel-
liniano.
Venga
musixjue savante,
scegliendo un solo dei
metterla
di
la
quanto
in
motivi
lontana
è
sua
gegni,
s' in-
e
venga
nati,
accen-
vedrà
s'ingegnie
opera,
teoria
sua
la
con
dalla
ragione
dall' arte.
Si
r
signor Pougin
della
teoria
e
il
ora
noti
della
errore
del
errore
scuola
fede, che
al
stessa
se
V
vecchia
in buona
per
che
intanto
; la
quale
la musica
melodramma,
li che
Pougin
è
deva,
cre-
bastasse
la
e
poesia
qualunque:
si
padronissimo il poeta di ridere, o di scioglierin lacrime, padronissimo il compositore di
aggirarsi allegramente per tutte le astruserie
stesse
non
per
pretesto
un
dell' arte.
Guai, diceva
a
Bellini
pedantismo, guai
il
Pougin
nel
che
nuove
parrà
che
tu
abbia
più ispiratoche
ripete:«
è nell'avere
non
ma
mi
di mostrarti
ambizione
E
se
spettro del
il famoso
L'
essenziale, in
sempre
saperle mettere
presenterebbe
frasi melodiche,
delle
sica,
mu-
ni,
ispirazioIl
in opera.
continuamente
facendo
to.
dot-
positore
com-
le
del-
succedere
BELLINI
1
ai
periodi
finirebbe
èssere,
suoi
periodi,per
uditori
che
E
periodi, che
ora
V
la
vuole, perché
O
€
è
le
che
La
la musica
E
delF
ciò
in
deve
Bellini
due
e
alla
due
presero
spesse
non
ma
del
riforma
interrogarono
per
loro
della
-
—
-m-
—
?
Bellini, per
tutti
musicale:
vero.
e
fine.
forma
musica».
mossero
la natura,
volte, s' incontrano
il medesimo
e
dramma
il
gionevoli
ra-
d' accordo
si
logico
il-
è
massima
alla
poetica alla
guida
cale
musi-
pure
adattarsi
opposte,
che
altro scopo
Si, egregio lettore,Wagner
vie diverse
ciò
solamente
forza
Wagner
e
drann-
idea
avesse
la forma
non
Dunque
non
si
:
ripetizionisarebbero
musica
poetica,e
verità
all'orecchio, ma
sempre
di
che
proposito
scritto
pesse
sa-
chiama
appunto
alla
in
se
succedersi
tedesca
il ritorno
che
la musica.
:
questo
lasciò
vero
se
che
è
senta
senta,
piace
signor Pougin,
consentaneo
stesso
Gli
il
quello
,
Wagner
i
presto
stancare
scuola
dotta
mtisicole
niatica?
lo
con
appunto
discorso
ispirato possa
quanto
».
direbbe
che
397
CRITICI.
SUOI
I
E
tutti
Ecco
riescono
e
tutti
e
due
perchè,
ad
tenere
ot-
E
BELLINI
WAGNEE.
-•••
li Marsillach
Parte
T
e
Wagner
—
le
e
innovatrici
suirOpera
Asserzione
del
Bayreuth
attende
musica
dei
cori
di
mostra
a
7o
I due
del
Connubio
campioni
Gioachino
nel
di
Errori
—
—
Difetto
dMstrumentazione
Povertà
Wagner
La
delle
suoi
Wagner
di
—
genio italiano
Marsillach
affatto
defunta,
grandi compositori, le cui
(1) G.
Rulbi
-
dai
Marsillach,
Milano,
Bellini
ed
e
tismo
asce-
Talemanno.
—
e
su
italiana
dei
nostri
che
più
afferma
opere
teatri
Riccardo
fa
una
sere
es-
sola
,
l'autore
per
—
Lleonardt, parlando,
ei
eccezione
Inutilità
Scuole.
due
scomparse
far
a
storico
fra
con
(1) deìV Opera musicale
già
delle
destinate
Sensualismo
Wagner,
crede
Arie
colorito
Saggio biografico critico
suo
3*
—
Parallelo
—
seguaci—
Analisi
5^
—
idee
Bayreuth—
poesia pretesto
personaggi
6*
—
dei
pezzi musicali
dei
dei
di
—
non
delle
feste
profetato
U
trionfa,
Genesi
—
entusiasmi
ed
italiana:
virtuosi
critica
Le
il dramma
4a Agonie
—
dramma—
e
Uniformità
2^
—
La
—
riforme
sue
Wagner
Opera
air
censure
italiana
Opera
della
Riccardo
Dumolard,
Norma.
Wagner^
188L
«
versione
Quegli
di
D.
400
che
BELLINI
si sostiene
Bellini;
ancora
realtà, ebbe
stile
uno
ammirazione.
di
Il critico
la tedesca.
le opere
per
han
cui
A
a
i
di
il Weber
contentò
di
è
compiute
Da
ciò
e
sono
pochi
ed
eh'
è
più
ad
il
ed
che
e
ancora,
il Bellini fu
c'è
cosa
o
nose,
volumi-
meno
musicali,
opere
fecero
esempio,
invece
Wagner;
presentarle modestamente
nel
cui
per
tutti
egli,come
di divulgare su
si curò
come,
il
si
belle
dell'arte.
campo
che,
davvero
le riforme
da
mentre,
in
le opere
tutti
mentre
le opere
ammirano
conoscano
tesi,
sua
Una
Wagner.
opere
interviene
quelli
deve;
dell'operaitaliana
prefazionidelle
Gluck,
sista
con-
cui
ragione
in ciò che
sta
il
in
riforme
che
della
si sostengono
lode,
quanto
nelle
in
T altrui ammirazione;
e
la
gliavversari
pei giornali,o
le ideate
dice
caldo
mio
svantaggio di lui
maestri
italiani,non
o
degno
e
l'operaitaliana,esaltando
parer
anche
riformatore
suo
peculiaritàa
tutto
Bellini
del
parole
in
propria salvezza
demolire
a
Bellini,
Perchè
non
benedetta
la
via
è
"
invece,
tira
po', egli dice,
peculiare
spagnuolo
questa
il Bellini
un
perchè?
sapete
e
WAGNER.
E
scono
cono-
belliniane,pochi
ed
sappiano
al
lui apportate
quella
vece,
musicali
prezzino
aplodramma;
me-
sebbene
del
Gluck,
BELLINI
del
Weber
letti
hanno
del
e
non
le loro
cui
finito
han
e
ne
,
col
si
idee
trionfare,
ragion dell'arte,ma
per ragion della
il Mozart, il
Si noti infatti che, salvo
per
critica.
sia
quale,
moltissimi
Wagner
gli scritti,per
fatta strada,
son
401
WAGNER.
E
Tindole
per
della
che
musica
per
qualitàdell'ingegno,può dirsi italiano,tutti
le Ipro
gli altri compositori tedeschi devono
le
V
€
fu
Gluck
del
ingegno
il Fétis
scrisse
,
,
piuttosto il resultato della riflessione
anziché
specie di filosofia dell'arte,
una
tendenza
irresistibile.
neWIJigenia
venti
E
e
di
anni
più
schiuse
la via alle riforme
le
deve
furono
il frutto
che,
Elena,
di
riflessioni.
di
e
dicono
come
l'Euryanthe
con
che
ed
studi
il Weber
anche
della
Paride
Aulide
in
e
con
di
e
le riforme
Difatti
nel
neWAlcesley
incarnò
e
alla riflessione.
ma
all'ispirazione,
non
opere
»
i critici,
l' Oheron
razione
wagnerianSy^xii che all'ispisue
allo studio
opere
ed
alla
riflessione.
Quanto
al
Wagner,
ebbe
un
deve
la salvezza
sua
io
felice.
concetto
aggiungo
ingegno che
della
alla
musica,
:
il Dott.
alle
lo
sua
coltura
Wagner,
Letamendi
egli dice,
reputazione
non
qualità
avrebbero
José
musicale.
eminenti
reso
della
e
non
agi'ingegni più preclari se, lungi
Ed
del
suo
inferiore
dall'
espli-
402
BÈLLtl4l
WA0I4E".
E
le
proprie concezioni
ch*era, forse, in lui
care
suoni
geniale,avesse
nel campo
della
lui
filosofia
E
in
Der
risposto air
chi
nel '49
Opera
e
dramma
virtù
dei
dCarte
in
suoi
deW
e
e
del
le
che
sulla
assai
di
che
s:ià
e
coteste
ispecial modo
infatti
"60
che
francese
del
del
Fliegende
Isolde; ecc. ecc.
e
Opera
ghissima
lun-
una
fece
cedere
pre-
Tannhdu-
Hollànder
Di
guisa
discusse, prima
Nibelungen apparissero, avevano
nella
idee
al
prof. Eduardo
di
coscienza
sono
tutti il
doveva
possibilile
render
ai maestri
Il
nel
musica
riformatore, che
gli animi
Ma
i
creato
vimento
und
Egli
; nel "51
idee,conosciute
sue
sciute
cono-
la Rivoluzione) nel '50
volumi;
tre
Lohengrin^
Tristan
Maestro,
eran
scritti.
aooenire
alla traduzione
del
abbia
,
Lettera
sery
lossale
co-
non
del gran
Tetralogia.
pubblicò VArte
r
Nibelungen
innovatrici
della
prima
in
des
lavoro
suo
do
creaspettazione,non
in dubbio;
voglia revocare
le idee
anche
del
universale
oggi
tuttavia
poesia,
critica.
T esito
Ring
meno
della
consentaneo
della
e
che
vero
sia
più
tendenza
la
dei
Fattività della mente
impiegata
a
Farle
mercè
poi
preparare
ideate
dovute
riforme.
mente
esclusiva-
compositori tedeschi,
Wagner?
Rod, in
un
suo
mo-
e
in
pregevole
404
BELLINI
Poesia
camminare
a
fondersi
in
in
tempo
e
un'
cui
medesima
loro
Io
pensar
avviene
per
rendere
Tuna
dell'
altra,
ciascuna
€
E
«
Se
dovrebbe
il
la
due
al
della
nazione
che
in
tradurre
nella
personaggi,
delle
i suoi
samente
orgogliodella
altezza
;
la
di
il consenta
dietro
dramma
e
limita
superandoli
e
ben
di sé,
opere
monumento
musica, l'azione
tosto
il significato
imitare
a
anche
un
orpello, e
lirico nel
condo
se-
altro
distruggendo
tutte
e
dei
i sentimenti
egli si
,
mezzi,
di coteste
un
del
parole. Ma
assai
egli
il gusto
quanto
musica
l'azione
predecessori
lascerà
»
,
sua
i suoi
quale
servizio
sua
scrive
cui
per
liaria
ausi-
Alceste:
sur
almeno
tanto
da
bero
dovreb-
,
studierebbe,
tale
ugualmente.
comune
dalla
che
mentre
comune,
poesia
scendesse
arte
delle
Causerie
compositore
verata,
av-
ci si pensa,
se
contribuire
nella
Herder
mette
sua
effetto
la
completa
cosi
riunirle, o,
un
che
1' esercizio
duole
mi
di
a
sola
una
meno
più
mirare
un
naturalmente
anche
divenuta
mancipia
e
ci fu
pretendo
si sia
non
sia
separazione
Certo
che
non
dell'altra;solo
o
piuttosto a
ma
formarono
non
biasimerò
delFuna
ciò
unica...
arte
separazione
non
insieme,
arte.
e
WAGNER.
E
quale
le decorazioni
lo
la fabbrica
zando
innalla poesia,
sa-
BELLINI
comune.
€
volte
unitamente
ranno
405
WAGNER.
E
ottenere
a
»
difficile
E
modo
dei
di
il
annunziare
chiaro.
più
sono
si
E
noti
questi
per
caso
caduti
desiderata
del
penna
nella
esse
di
i sacrifizi
tre
per
fra
artisti
fede
sobbarcaronsi
;
fin
(1)
di
feste
E.
Rod
Paris, 1888.
—
otto
ora
di
i
di
ore
ci
nel
occorse
spese
speciale
e
al
mesi
i
,
pari,
senza
studio
spiega
mondo
penso
com-
rinomati
più
rassegnazione
finalmente
unico
delle
e
a
questo
(1).
studiansi
grande
,
quali, con
schiavo»
potè l'iniziativa
cui
un
provvedere
400
di
musicale; questo
ingenti
di
costruzione
di
gli
e
dall'influenza
tedeschi
con
le
sostenere
e
ler;
Schil-
sforzati
sono
il dramma
alla nazione
teatro,
e
mania
ragione per cui la Gerimportanza agli sforzi, onde
compositori
spiega
trano
riscon-
la
spiega
tanta
i maestri
non
dalla
artisti
gli
pensiero tedesco
cui fu lungamente
ci
dà
privata
si
che
si
G6the
il
di
Questo
nella
tutti
estetica
emancipare
straniera
di
corrispondenza
preoccupano
scrittori
ci
analoghe
critico;idee
in
Parsifal
che
^
dare
effetto
un
no
quotidial' avvenimento,
musicale,
Bayreuth.
Études
sur
le XIX
siècle, p
99
e
segg.—
406
E
BELLINI
ciò
dopo
ripetere a
nunziate
dal
\
habt
Ihr
eine
un' arte
?
trionfante
,
,
le
stessa
r
te
la Germania
può
se
WAGNER.
E
fatidiche
parole
Jelst, meine
Wagner:
adesso,
Hunst;
pro-
Herren^
signori, ave-
o
.
^^
Lipsia
-^
la in
modo
il
profetato
alla
fortuna,
e
degli
alchimisti
le
per
vie
uni
la
forse
per
vero,
Ed
che
più
vie
più
sono
nobile
che,
studi
razionali
di
come
gliore
minon
aberrazioni
gli
,
più
e
darono
an-
severi
e
vere
poterono
gli
trovare
altri T Astronomia,
alla
Germania
alla
musicale
esaminiamo
state
gli
come
Germania
pazienti
consentanee
il dramma
ora
e
proprie
fatto
verrà
cora
an-
conosci
degli astrologi, i quali, ri-
e
Chimica,
circonda,
il Messia.
spero
perduti gli
li
che
musicale,
ancora
forte
del
dolenti,attendere
e
dramma
aspettano
Auguro
Bay-
(agosto
silenzio
sconfortati
Israeliti
di
stesso
avvenimento
1876), neir immenso
sembrano,
seguaci, par-
battenti, chiusi, immediatamente
i cui
quel grande
dopo
il teatro
eloquente
di
maestro
gran
dei suoi
gli entusiasmi
e
reuth,
del
r asserzione
Contro
mosse
metterle
tanto
le
di
natura
cosi
trovare,
ed
sospirato.
censure
principali
all'Opera italiana,
a
al
confronto
con
gegnando
inle
BELLINI
il Catanese,
che
riforme
di sorta,
La
ed
prima
di
è
aver
musica.
un
critico
della
forma,
trovare
gli
i
fra
seppe
la
£
sica,
mu-
della
far
sconoscere
del
di
turale
na-
dramma.
di
lui,
Napoli, fu quello
sapesse
la
la
per
svolgimento
derlo
compren-
fortuna
il
si
della
primo pensiero
che
secondarlo.
Romani,
che
che
poeta
un
e
il
lo
e
dal Conservatorio
uscendo
Ualianay
il Bellini
passionato
e
ricorderà
può
ebbe
cure
spontaneo
di
a.ir Opera
muove
nessun
quali e quante
Il lettore
la critica
poesia mancipia
semplice pretesto a
Ora
bellezza
che
censura
aspra
tensione
pre-
introdurvi.
la
resa
anzi
scalpore e
senza
seppe
franco-germanica
407
WAGNER.
E
quale, qualunque
addebitare,
possano
diede
gli
i torti
sieno
il solo
fu
forma
poeti del tempo che, a una
eletta^^
lo svolgimento semplice, natuunire
rale
ed interessante
dell'azione; e il Pirata^
Sonnambula
fra
sempre
i
Norma
sono
e
belli melodrammi
più
saranno
del
teatro
italiano.
musicale
Ricorderà
si
dei
il
Bellini, alla
versi,
del
non
ma
che
dipingono
per
cui
lo
quali
ancora
il libretto
costò
la
e
mia
le
credeva
e
quante
cure
Pepoli, il quale
dei versi, come
maniera^
che
passioni proprio
^
secco
secco
sono
al
gli
scriveva
diceva
quelli
oivo,
di espres-
e
408
BELLINI
che
sioni
abbiano
di
lirico,
svolgimento
:
musica.
E
la
egli
primo
la
buoni
che
Lueresia
che
libretto
e
Hugo
di
del
lui
fare
"
quanto
vi
buona
darò
ciò
dal
certamente
dato
e
al
francese?
poeta
non
deve
dramma,
esser
per
pare
In
conceder
nato
ugualmente
me
dramma
di
la
qualcosa
altri
termini:
nulla
alla
propriamente detto,
e
fu
e
bene
diverso
musica
e
scritto
la
sia
poe-
musica;
parola, può
Il dramma
di
adattare
poteva
quale
musica,
no.
il Donizetti
ma
tale
la
per
ne
il colorito.
,
musica
del
ragion
lodato;
va
presentata
rap-
hughianOy
il volesse
che
fosse
per
dramma
1' orditura
che
permise
Donizetti
,
dev'
salutari
e
te
soven-
non
teatri francesi
tratto
guasto
A
lo
e
ripeteva
e
»
versi
Borgia
che,
aveva
un
rialzare
difficile
,
dal
torsi
forma
per
tanto
Wictor
nei
la
so
»
fama
E
scienziosa
co-
non
a
grandi
diceva
musica
Fanalisi
è
fatti,io
curarne
era
buona
Datemi
«
il
introdurvi
a
libretto
della
fare
a
somma,
In-
".
al Catanese
,
; ond'
buon
un
dei
stato
essere
il dramma
riforme
critica
giustizia possa
quanta
il merito
della
sentimenti
e
spassionata
e
con
figure
istituto
se
WAGNER.
E
servire
?
da
musicare
dal
dramma
poesia
devo-
e
BELLINI
no
vicenda
a
409
WAGNER.
E
da
concedere
tanto
fondersi
insieme.
Ma
in
sol
un
può
caso
quando, cioè, come
sia
la
regola
del
motto
e
vi
e
si
dei
generale,
a
sotto
r amata:
a
a
e
ben
tolse
si
alla
duetti.
i
una
in
aria
;
via
e
fa
di
che
ecc.;
manza;
ro-
è davvero
fu
il primo
scuola
andamento
insolita. Vero
duetti, i terzetti
sua
seguito."
italiana,e
un
la
forza; s'incontra
pastoie della
musica
di
s'intenerisce:
di questo
dalle
una
serie
una
con
di
Opera
varietà
gradi di
L'amante
accorse
dell'
sua
limitati
sono
i distinti
lirica
duetto
vizio
naturale,
tico.
melodramma-
teatro
prima aria;
svincolare
dare
accusa
,
si arrabbia:
un
la seconda
italiani si
forma
dichiarazione:
Bellini
»
pezzi è
presentare
arie, cavatine
con
versi
se,
quello che il critico franceSchuré, in tal proposito scrisse:
compositori
scena
buoni
infatti
Eduardo
I
confermano
Datemi
€
al nostro
Ecco
"
:
zione
ecce-
meglio l'importanza
musica.
buona
muove
Felice
poeta.
vie
provano
L'uniformità
e
ti,
ar-
e
le eccezioni
Ma
belliniano
darò
cìie
Wagner
due
perfetta;
positore
Boito, il com-
vera
esser
ugualmente
cotesta!
delle
fusione
completa
questa
ma
più
è,
diede
e
non
a
co-
410
testi
la
pezzi
di
sei;
della
nessuna
è
Né
questo
il pezzo
in
tono
da
lui
mia
il celebre
al fin tu
piangi;
tu
in
del
ragione stessa
solo; si credeva
del
nello
terminare
bando,
in bando
le eterne
le famose
arie
allora
to,
componimen-
cominciato; la qual
messa
stesso
furono
come
messe
dei motivi,
ripetizioni
di bravura
infarcite
di
bene
ma
Ma
rendeva,
non
solo
del
scusabili,
adatti.
la
riforma
adeguata
al
la forma
merito,
e
cui
per
è
raffreddavano
l'importanza
dato
ai
di veri
e
di
Spesso,
colori
sarà
vi
recitati-
canti
surati,
mi-
gl'intervalli,i quali
l'azione,accompagnò
r orchestra
pieni
lode
nessuna
l'aver
che, bandendo
#c
pure
e
fughe,
arpeggi, di trilli e fermate, usandoli
quando la gioia e lo stato dell' animo
li
fu
cosa
di
personaggio
ove
convenzionale^
e
T unità
era
l'
del-
pure
mano
Padre,
dovesse
cui
rò
Pe-
dalla
conservare
per
In
superflua
tutto
dramma.
che,
finale:
cosa
scaturendo
:
mandoli
ani-
spontanee.
e
accettare
non
Norma
il pezzo
o
libere
gliandoli
spo-
,
e
scuola, sia
potrà
,
duetto
più
nessuna
avvenire
espressione
convenzionalismo
ogni
che
credo
dell'
verità
di forme
WAGNER.
E
BELLINI
a
slancio,
modo
di
di
con
canti
tutta
mati
decla-
passione, di verità.
dice il Pougin, questi recitativi
412
mal
WAGNER.
E
BELLINI
del teatro
proposito Tesempio
a
citato
e
in rapporto
messo
solo
Ricordo
musicale.
degli atti,e che, quando
vietava
Giova
però
furono
non
semplice
elemento
ma
quello
dramma
sillach
diviene
ben
mette
Non
difendo
fatto
tale
di coteste
benedette
e
sono
,
quasi
tutti i maestri
il critico
nella
si
morte
mi
,
questa
eh'
si
quanto
si
gli stes-
tolga dalla
dalla
e
nambula
Son-
ma
Nordel
svolgimento
in
il Mar-
ridicolo.
i maestri
italiani
agonie, le quali
Ma
più o meno
colpevoli,
oltramontani; e poiché
che
permetta
che
il Gounod
dimostrato
I' ispirazione
egli chiama
stica
sarca-
la verità scenica.
spagnuolo afferma
di Valentino, ha
conciliare
può
che
senso
abuso
lo
ragione
a
l'abuso
il buon
urtano
si
i cori
vo,
riempiti-
più pungente
e
personaggi che
dei
morti
e
sero
potes-
più possibile.
sarà
critica
nelle
di
Bardi,
non
La
han
dei
che
inutile
contadini
dei
locutori
gl'inter-
Bellini
per
necessario
coro
l'interme
nel-
qualcos' altro.
ed
del dramma:
personaggi
il
che
osservare
un
di
o
die
trage-
danzavano
e
agivano, nessuno
parlare della cena
ma
dram-
nelle
che
i cori cantavano
greche
l'operao
con
sia
greco
con
.io,
in
la
nome
che
prietà
prodi
proprietà^ gli mostri
BELLINI
ci
improprietà
quanta
di
Prima
io
tutto
413
WAGNER.
E
in
sia
non
quella
che
so
stofele,il quale
la
è
il
gli lascia
maledizioni
le
nel
uova
che
il critico
neir
opera
inoltre
vuoi
la
il
le
tutte
agonie delle
cantare
di
è
scena
mai
volersi
nella
fa
come
va
vuoi
per
alzare,
è
nendosi
soste-
compagni, poscia a
inverosimiglianze
possibile che
ferita
lunga
tanto
delle
italinne.
opere
moribondo,
un
si
regione toracica, possa
Valentino
soffocato
non
e
e
piano
come
sempre
nella
:
Va,
dove
cotesta
ricantando, presentando
e
ridicole
accento
frase
stargli
gua-
altamente^
e
,
con
di
Valentino
povero
dei
braccia
ricadere, cantando
noti, per
si da
roba
deplora,
che
fingere
a
sulle
è
fargli
serqua
ragion dell'azione,
per
obbligato
Ora
mezza
paniere; tutta
ragion del cantante,
cosi
nel
stoccata
Margherita
anzidetto
ciar
spac-
italiana !
Osservo
che,
la
contro
da
di vita da
tanto
rigere
di-
saper
modo
gettare
e
Mefi-
di
non
bella
una
predicozzo,
da
in
Faust
con
Invece
cuore.
grullo
si
di
spada
Valentino
fare
diavolaccio
quel disgraziato
ci
figura
,
faccia
morte.
ti copra
r accento,
sino
al
fa
pieno
salendo
,
il rossore,
di forza
non
e
risolutezza,
gradatamente
,
414
BELLINI
facendo
ma
al
diesis
naturale
fa
verità
La
ferite di
della
Taffievolimento
discendere
suoni
melodiosi
fino alle
rifuggi sempre,
sulle
e
Un'altra
a
tal altro
o
di
occasione
r opera
giovava
di
mostra
i
Penco
A
Mozart
cantante
spiegare
a
ec.
questo
la
dar
i maestri
di
il
per
porgergli
propria abilità;però
occasione
cui
sono
Patti, le
questa
a
mosi
fa-
ancora
cadenze
della
ec.
proposito il Riehl
designavano
che
non
tare
presen-
destinate
fin
a
virtuosi ; per
trilli della
Che
questa:
delle arie
italiani scrivevano
trario
con-
agonìe impossibili.
Tè
censura
stinti,
indi-
Bellini,il quale
ragion veduta, di
coteste
scene
al
tributata
va
vrebbero
do-
vibrati.
e
può rispondere che ciò sarebbe
air effetto e
all'estetica;e allora
picciola lode
te
no-
voci
si
Mi
vrebbe
do-
quale
uldme
le
tano
por-
rantoli,gorgogliamenti
anziché
tale
la
voce,
guisa che
essere
do
quella natura
gradatamente
di
più basse,
dal
y
f
che
é
cioè
dì quarta
salto
un
WAGNER.
E
anche
i loro
la
dice:
caratteri
più grande
"
Gluck
cosi
e
temente
for-
cantatrice
non
deìVIJigeniadel Gluck
poteva fare che
V Ifigenia del Gluck,
faceva
catura.
cario
ne
una
Biasima
quindi il Bellini,dicendo che
BBSLLINI
del cantante
«egli fece
deve
agli artisti
Pasta, la Grisi
designati; a
lo
sarebbe
più
o
toglie
sia
è
merito
il freno
eseguirono,
caratteri
da
di
il fatto che
il
questo
del
stesso
di alcune
produzioni
il
tante,
can-
quella
di interpretare
e
lui, cioè al
E
sentire.
in
pende
dell'opera,die
n'è prova
afferma
lo stesso
l'effetto desiderato
Né
tenore.
avviene
della
l'interpretazione
pensiero; eppure,
cantanti,
in lui
parte dal cantante,
la insufficienza
al
di
buono
meno
rissime
pu-
qualunque
all'indole di
cora^
Siegfried,
Marsillach, non
produsse
cui
dei
comprendere
e
parte,
interpretazione,
sottoporre
vedere
il
bronzo,
le linee
parte
si vorrà
cui
risponde
in gran
in
V
Né
sa
co-
che
in
anche
guastarne
formato.
di
proprio modo
vero
l'esito,
più o
per
nel
fuso
sia
che
speciale maniera
che
la
che
esempio,
per
impossibile distruggere
è
si
fortemente
all'opera; perchè
a
il
come
comprendere
per
eccellente
meno
che
belliniane
opere
modificare
stesso
ond'
so
Norma,
il volerlo
che
non
pare,
della
carattere
e
me
e
»
la Malibran.
e
intenda
il Riehl
le
che
io
Veramente
lode^ affermando
delle
principale
merito
poeta de* suoni;
un
la
diminuirne
tenta
416
WAONfiR.
E
come
si deve
è
da
nella
parola
è
il cattivo
ravigliare:
me-
prosa,
gata
più leesito
alla mediocrità
416
degli attori, cosi
dalla
valentia
stato
mai
WAGNER.
il buon
esito
degli
Nessuno,
la fama
Ernesto
dell' AmletOy
al merito
nuocere
e
alla
ad
ad
Bpesso
Il difetto
che
di
lavori
quei
gli fu
né
mai
a
interpretazione
drammatica,
e
frase.
storico
colorito
i critici
melodramma.
di
diversa
stessa
una
uno
potuto
situazione
stessa
una
V
Otello^ abbia
Shakespeare;
la
Tommaso
creazione
intrinseco
addebitata
colpa
data
di
fama
é
che
pensato
di
e
una
l'altro dell'
perciò
esecuzione
mai
Rossi
Salvini, i quali fecero
dipende
dell'opera.
ha
esempio,
per
di
della
più nobile
assai
di altre
attori stessi; ne
il merito
confuso
quello
con
E
BELLINI
stranieri
è un' altra
al
fanno
italiani essi
I maestri
sura
cen-
nostro
dicono
,
la
con
maggiore
i
dattano
pezzi
d' indole
che
non
e' è
che
nessuna
nel
fondo
Gazza
un'opera
che
A
con
dell' opera
gli errori
detto
di
diversa.
sig. Marsillach
tutti
disinvoltura
nella
ladra
questa
o
assai
mondo,
a-
che
un'altra, an-
proposito
cura
italiana, dopo
della
aver
Semiramide
nella
havvi
sinfonia
e
forma
quella
^
"Non
è forse
identica
la musica
della
e
e
della
esclama:
dell' Otello
il
enumera
orientale-babilonese,
differenza
tra
ad
questo
sinfonia
il carattere
del
Nor-
BELLINI
della
ma,
Sonnambula
dei
e
nìi ?
»
dei
Norma
—
poi
«Questo
avuto
convenire
grande,
un
dei
suoi
quasi
malgrado?)
suo
il Bellini
che
dei
malgrado
suo
soggettiche
di
sersi
es-
(perchè*
ebbe
tare,
trat-
a
quando questi soggetti potevano
il destro; e quindi la Norma
è un
dramma
ha
al disopra
pregio
contemporanei, quello
compreso
—
FilippoFilippi,
imnienso
un
dram-
identiche?
risponde il D/
no,
dei tre
personaggi
Sonnambula
e
anzi
bisogna
deirazio-
il distinto carattere
dell'opera e
ne,
Mon-
Capuleti e
y
tecehiy malfirrado
e
4l7
WAGNER.
E
gliene
offrirgran
sacerdotale, eroico, pieno di passioni
la Sonnambula
violente, mentre
è
lio
idil-
un
sità
pastorale, tutto dolcezza, grazia, affettuosentimentale
E
io
».
aggiungo altro, solamente
non
la critica
che, quando
ci dà
o
il diritto di
passione
all'onesta
nuocono
credo
però
faccia
che
che
il
la verità.
suo
inno
a
Pio
Shabrany
Difatti per
della
coro
un
IX;
la cui
Donna
due
azione
arie
si
la
fa,
V altra
e
in
«
del
non
senza
purare
ap-
meglio
provare
:
Io
questo
altrui
accuse
egli soggiunge
assunto
do,
mo-
discussione.
Marsillach,
ripeterele
una
,
serena
e
chi
in
V
e
questo
a
supporre
ignoranza
o
si fa
vo
osser-
Rossini
Lago
della
svolge
verti
con-
in
Matilde
in
il
un
di
Spagna,
BELLINI
418
furono
trasportate
nella
ai
di
esempi
Salvini.
e
veduta
alla Straniera
due
v.
in
della
nulla
a
il teatro
siffatti
approdano,
la
tedesco
latto
cui
deir
gion
ra-
sui
Ma
te
tut-
Marsilche
provare
esempi
iosa
a
maggiore,
la
per
ripresa
la
ne
in
di
un'
pose
altra
essendo
non
minata
ter-
quell'altra
con
,
tre
Eleonora^
rappresentazione
sostituita
fu
ve
quale,
prima
di due
della
ouverture
preceduto,
era
Ruina
a
rivincita
potrò
il Fidelio
ridusse
atti,e invece
in mi
parte
rimaneggiamenti.
Beethoven
da
ci porge
i Capaleti
gran
Zaira,
se
citare
g.
Parmigiani che gliel'avevanofischiata.
le ragioni e tutte
le citazioni del
lach
pezzi
potuto
sono
prendersi
per
V altra
e
»
avrebbe
che
rimaneggiamento
un
diede
importanza,
maggiore
Montecchi
e
Ory
Montecchi
e
scrittore
egregio
Conte
Bellini
Capaleti
Adelson
suo
L'
nel
una
Semiramide;
ed
del
WAGNER.
E
della
della
à! Atene.
Carlo
Maria
musica
Weber
deir
rimaneggiò
opera
( la figliadei boschi
) V
con
la
Daz
Waldmódehen
altra
sua
chia
vec-
Sy-
opera
liana.
Gluck, il celebre
un
motivo
lemacOf
e
che
eh'
Gluck, adattò
gli era
egli aveva
prima
tolto
bìV
servito
da
una
Ifigenia
pel
messa
TV
420
BELLINI
tificare
le due
la nostra
le cui
prima giunta,
tornare
a
la
mai, aspetta
il
avviene
della
efficace
da
d'amore
al
nostro
si
faccia, non
grande
Taluno,
nelle
chitarra
di
è
di
ed
delirare
in
questo
mirar
che
splendore,
di
né
tanza
esul-
i
il Cristal
,
Nelle
dramma,
magistralmente
tutto
può esprimere:
e
te
attentamen-
di
il cantante
che
per
Wagner
1' orchestra
quello
la
l'accompagnata.
wagneriano
opere
che,
diventano
cantanti
ascoltiamo
e
la
il cantante.
l'argomento, osservò
i frizzi
il
divenire
da
accompagna
l'orchestra
e
«
in Italia Torchestra
segno
lui,
chitarra
quello che
vita, ci dice:
non
che
che
ritoi-cendo
Lasciamo
canto
quello
di
opere
grande
fremere,
o
come
si chiaro
sentimento
minore
prostituita a
era
sia
,
modo
mai
perdono
seno
grande
Commedia.
bellezze, per
gioia.
Wagner, scrisse
e
si
in
il
e
pare
in
e
le cui
le
compresa
studio
me
a
piangere
cielo
suscitano
non
rabbia; simile anche
di
o
dato
è
riposte bellezze,
musica,
far
ci
della Divina
al cuore,
parlare
si manifestano
che
tanto
lungo
agli studiosi
Ufficio
bellezze
loro, che,
le
rivelino
ne
Il
che
canzonano
teatro, canticchiandone
da
casa
ariette;e lodano
di
I Tedeschi
scuole.
musica,
a
amore
WAGNER.
E
la
il
esprime
la
parola
pronuncia
la
BELLINI
pai'oln,il verbo,
suoni
nei
r
aria
e
la
nelle
e
dell' ambiente,
universalità
delle
ridotto
alle
naturali, il Bellini
e
in
pratica senza
perciò
di
di
una
della
pensieri
gonfiezza
proporzioni
lo
dei
Pur
nuovo
un
della
al Florimo
Unni
La
che
ho
io
è
cielo.... Io
tutta
con
un
ho
fatto
nelP orchestra
mestizia,
i fulmini
sotto
qui
musica
tare,
mili-
il tamburo
batte
una
dove
ce:
di-
uragano
la
compresa
sica
mu-
gli
così
descrivendo
espresso
la natura
onde
del
incomincia
scena
e
tendere
pre-
y
«
plici
sem-
intuito
aveva
scoverto
avere
scena
dei
scalpore, senza
Egli, scrivendo
mondo.
situazioni,
»
spoglio
concetto,
frasi, e
messo
cose.
ritmi
,
le
il fervore
delle
nei
armonie,
dipinte,espresse
son
Cotesto
421
WAGNER.
E
y
ogni primo
sospiro
diminuisce,
ed
viole
ora
questa
che
si
Da
na
e
a
il concetto
senza
scopo
della
dubbio
le voci
luogo
loncelli,
vioecc.,
dati
dei sol-
già
ove
poi ripartono
e
turo
Ar-
le voci
,
»
poche
solo
al
poi
so:
diver-
pizzicati,ora
si sentono
nascosto,
queste
e
esprinientimormorio
musica
affievoliscono.
cresce
istrumentato
bassi
si avvicinano
si è
battuta,
sempre
violini,ora
ora
In
è
di
idee buttate
di
far
musica,
dedurre
che
giù
airamico
conoscere
a
me
T
alla bue*
pare
si possa
orchestra, negli
422
BELLINI
intendimenti
del
Bellini,non
egli se
chitarrciy se
la mestizia
dunque,
riforme
i limiti del
ebbe
pur
ragion
il gran
la
per
esclamare:
assai
al mio
Io
si
credo
ci sia
dunque
lo stesso
Wagner
in
che
vantarsi
può,
di
aver
ha
musica;
si
non
e
come
Wagner?
che
io porli
e
alla
Wagner
che
ragione.
Bellini
e
fra Dante
Raffaello.
Dante
lasciato
credo
non
pure
velo
fra
di
il diritto
Bellini
me
rapporto
non
ad
Bellini
in
Italia
ci danno
fra Buonarroti
il
di
in
grande sia T amore
illustre Concittadino,
faccia
non
»
parallelo fra
r affetto
gliardi
ga-
labile
inconso-
spento
forse
presto.
che
più
italiana,
compositore
riforme
un
il Romani
tutti i
ha
che
rabile
mi-
Bellini, ond'ebbe
di
morte
un
cotesto
Benché
che
La
dentro
con
Pesarese, mostrossi
che
compiranno
stabilire
attuando
scuola
le
parte
gran
conoscere
della
disegni
troncato
di
!
tensione
pre-
quali, ristrette
perchè
perdita
«
più
Ma
le
Ecco
campioni
escluso
in
possibile,venne
successo.
soldati
dei
precorse
wagneriane,
del
scalpore, senza
senza
di sorta,
mere
espri-
per
i fulmini
natura,
le voci
e
la grande
poi
era
serviva
ne
della
cielo, il mormorio
Bellini
WAGNER.
E
Se
e
e
non
trarca,
Pe-
che
roti,
Buonar-
un'opera
d'ar-
BELLINI
te
nazionale
alla Germania
poter dare
musicale
similitudine
a
di
tener
senza
dei
della
luoghi
fu
il credere
maggiore
la
potesse, per
dell' areomento,
ma
dei
,
della
diverse
dizioni
con-
dell' indole
e
grandezza
sentimento
aureola
fantasia,che
alla
ma
la
in
e
so
es-
ride;
sor-
ne
ba
fia-
più grande
delle
il sensualismo
invece
lamento
io
la
l'onore
avuto
lamenta
Wagner
italiana
mai
è
gliato
spo-
parla al
vede
della favola
Tetralogia
abbia
oggi,
mentre
religiosa,non
le sciocchezze
che
al dram-
dei
ogni
onde
tà
universali-
e
za
volta, la coscien-
discuteva, adorava;
tutte
il mito
in esso
il soprannaturale
popoli vedeva
il divino; e l'animo, trepidante^
infantile
d'
che
di base
servire
musicale; perocché, una
non
il dramma
nazione.
Errore
solo
tempi
delle
conto
il
fu
quello
,
Grecia,
lui
di
perfetta.Eri-ore
e
di
credere
423
WAGNER.
E
scene.
dell'opera
l'ascetismo
del
,
Il buio
tedesco.
dramma
dello
di
a
scene
in
una
fissare
a
certosa^
di cui
le allucinazioni
medioevali
se
^
per
ore
il
che^
fantasmagori-
il teatro
producendo
son
glimento
racco-
chio,
l'oc-
parecchie
dirittura
cambiato
avrebbero
reuth
sala, il
spirito,il pensiero, come
obbligato
succedersi
della
ricche
di
Bay-
le estasi
le
e
de
leggen-
fossero
gli spettatori
stati
424
E
BELLINI
per
nelle
momento
un
di
quel tempo.
ridicolo,perchè
alle
e
WAGNER.
condizioni
confinano
quali cose
Le
si oppongono
della
esigenze
del
teatro
gre-
le cui
go
rappresentazioniavvenivano
la limpida volta
giorno, sotto
,
luce del
cielo,dinanzi
nel
teatro
nel
chi
forse
Euripide,
di Pericle
?
sa
di
e
il
senti
,
ultimi
anni
di cui
musicale
ideale
si
il
vita
si
Senti
alle
forse
del
egliè che
Boito, dopo
nella
intravedere
travaglia: "
nei
il dramma
creato
ai
T opera
suoi
lettera
forti
e
diretta
r intero
essei'e
sa?
al
stro
mae-
del
successo
noi
tanei
spon-
Chi
e' è
che
suoi
d'arte
qualcosa che
pensiero
segreto
questo
Eppure, egli scrisse, un
ci avverte
un
tornare
rieffetti,
sentimento?
il buon
liengrina Bologna,
segreto
che
di
sconforto
che
sorgenti italiane^ai
entusiasmi
negli
rispondeva
non
,
doveva, almeno
musicale
Wagner
nella mente
era
come,
di Demostene.
e
grande
Senti
scopo?
splendido
intendimenti?
Certo
della
fallito allo
aver
del
un
foro, le orazioni
Ma
alla
popolo libero e forte,che
plaudiva,tumultuante, le tragedie
a
Eschilo, di Sofocle
di
(tedeschi) non
dell' arte
,
\
col
stumi
agli usi, ai conostra
civiltà; e
alle massime
contravvengono
psichiche
una
Lo-
lascia
che
lo
anelito
sediamo
posvoce
BELLINI
intima
ci dice
V opera
che
diventare
fibre
gioia.
madri
nalment
fi-
completo
che
senso
vuole
scuota
che
le
tutte
,
che
dell'uomo,
te di
d' arte
fatto
un
il
anche
appaghi
425
WAGNER.
E
E
ancora
torren--
come
dal
geni al
vedere
a
delle
grembo
sublimi
nacquero
resta
ma
che
manifesto
germaniche
mondo
lo invada
le facoltà
se
^
del
intuitive
delle
di
opere
-elette madri.
connubio
caso
più
una
che
bella
il
accoppiasse
della
Germania,
lo
e
di manifestare
Ma
per
tutto
con
quanto
quello
con
cotesta
dal
connubio
del
al
sia
che
si sostituisce
sempre
dato
chi
e
il mezzo
dell'animo
lo scopo
di
e
i
deranno
ren-
fico
scienti-
nostro.
che,
negare
vorrà
vela,
e
di sentire
migliori cotesti
uguale
alla
più
modo
gli affetti
ciò
dell'arte
musicale
nuovo
ordinario
stra-
meccanici,
mezzi
progressi
i
e
lo
l'italiano: certo
dei
diversi
non
ci han
tal
quella
è
essere
possa
linguaggio
adatto
più
in
e
,
che
d'Italia
nata
con
strumenti,
,
vo
nuo-
,
aumento
il
ste
que-
un
popoli
amore
quale
genio alemanno
nuovi
da
nati
potrebbe sorridere
genio
d' arte
opera
nuova
di
gne
de-
s^-
chiedo
non
dei
non
scelta
sieno
necessario
è
genio
Tedeschi
noi
a
questi nobili
Forse
del
tedesco
popolo
mezzi
,
? Il vapore
questa
spingerciin
al
mo,
re-
ocea-
426
BELLINI
WAGNER.
E
ni
più sconfinati, in regioni più lontane,
lo
scopo
E
è
della
scopo
è
Wagner
d' arte
appaghi
scuota
tutte
in ciò chi
E
gioia".
Topera
lo invada
che
r uomo,
come
delle
r animo
maggiori
della
Pirata
Sonnambalay
del
Norma,
di
uguali
del
Weber,
compositori
Sotto
la dotta
di vantare
la Germania
che
oggi
riuscita
sono
cose
1. Che
r
uno
più
opera
di
alla
me
affanna,
sia
altri
alemanna
?
di Bellini
essere
gliosa
orgo-
non
ma
fin
e
il gusto, l'istruzione
appartenere,
possa
indiscutibili
di
maggiore
del
fra
due
Catania,
fortuna,
teatro
la
e
due
:
dei
meglio
riforma
nessuno
Gluck,
quell'artenazionale
si
Lipsia, 1'altro
e
può
Ne
quanf
le opere
esse
si
nessuno
franca
2. Che
cui
per
della
possedere.
a
a
di
e
in
Ora, qualunque
la scuola
del
scuola
Tltalia
insuperabili,e
sono
del
quelle
Puritani^
le opere
riguardo
questo
di
dei
Meyerbeer,
vanta
nel-
^
della
forse
ottennero
li
Qua-
entusiasmi
Caputeti
^
di
destare
future
dei
Straniera
j
che
an-
del-
di Bellini?
ineffabili
gioie più
,
il
torrente
potranno
generazioni
disse
le fibre
un
più grande
dell' avvenire
opere
mare.
ben
che
il senso,
il
come
musica,
che
"
solcare
quello :
sempre
ma
Maestri,
con
mano
seppe
dar
musicale.
numerosa
schiera
DOCUMENTI.
I
"..
ié^.
.•4i»-|i
431
DOCUMENTI.
1.
N.
MATRIMONIALE
ATTO
Bellini
Vinoenso
tra
ARCHIEPrSCOPAl^URIAE
GENERALE
MAGNAE
conjugatorum
libro
fuere
contrada
Novembris
Sac.
Rev.
Collegialem,
clesiae
D.
Magistrum
dicbus
Dominica
27
Dominica
ultima
D.ni
Gen.lis
polis, Provincia
ciscac
Mancini
Burzì,
filiam
duam
Ego
lorum
Philippi
Urbis
inae
de
ex
et
Joanni
Don
consensu
Ex
extrac
Archivio
ta
est
dictos
D.
praesens
ejusdcm
lll.mi
in
R.mi
et
nae
Cata-
Fran-
et
Michaelam
Napoli, Sponsam
Ficarra
Vi-*
Sanctorum
conjunxi,
et
Fidclissi-
interrogavi,
vero,
eadcm
in
mentali
SacraDon
Joseph
Burzl.
Archiep.lis
Catanae
et
Curiae
eo-
verba
per
descriptis testibus
Joseph Geraci,
et
Aposto-
solemniter
et
hic
parte
Beneficialis,
Contrahcntes
liabui,
Nea-
Regno
Rosari!,
hujus Clarissimae,
hujus Magnae
Pro
19; ejusdcm
Ignatiae Gironda,
et
Ecclesiae
Ecclesia, praescntibus
Patti,
die
Donna
et
Franciscus
Jacobi
pi'aesenti matrimonio
Sebastiano
12
contrahendum
una,
quondam
bris
Novem-
die
licentia
quondam
Petri,
Catanae,
mutuo
rumque
fìlium
solem-
mensis
etiam
de
uc
Sacramentalis
Cappellanus
26:
D.
quondam
—
est
Bellini, Torricellae
Sponsum
a
id
Ec-
missarum
in ter
matrimonium
Abrutij,
rclictam
altera
ex
Pent:
ad
Vincentium
Inter
die
D.ne
Cattedralis
26* post Pentecostem,
post
Visagesimo
ses-
Thcologiae
Sacrae
continuis,
et
Die
et
Indictionis.
praemissis
post Pcnt:
Vicarii
N.
Septinccntesimo
Cappellanum
festivis
1769, Domiiiica
Apost. Philìppi
Icgitur
Xacca
Joseph
denunciationibus
tribus
nia
et
SS.
millesimo
Tertiae
1769.
nono,
sponsalia, quac
recensentur
1769, folio
anno
octava
Per
ubi
Filiali Ecclesia
in
Catanae
gesima
ARCHIVIU
PAROCHIALE
UNICUM
Jacobi
CATANENSIS
CIVITATIS
ET
NECNON
In
Borsì.
Miohola
o
D.
copia. Coli, salva.
Ca/ice/torw)—
Canonicus
Joseph
D'Agata.
Cra/ia
—
-Carolina
i
-Sebastiano
•"
o
w
-Carmelo
H
-Francesco
-Vincenzo
u
—Emilia
SI—
Eugenia
"
Àgata
e
o
o
I
g
j— Carmelo
h
f—
Francesco
\
Vincenzo
o
^^
—
1-4
"
ai
•a
"
-Pasquale
o
H
U
-Anna
o
-iGiuscppc
O
o
o
Mattia
'
"
•i
] Pasquale
( Carlo
-Vincenzo
o
.—Michela
—Maria
-Giuseppa
-Michela
o
Paolo
con
con
con
Di
Giacomo
Scanimacca
Ignazio
Ascanio
Marziano
-Mario
/
5Ì
o
5
-Francesco
[ Rosario
Vincenzo
jgJ,^^^PP^
( Petronilla
-1;
-Carmelo
•Vincenzo,
il maestro
433
DOCUMENTI.
N.
3.
MATRIMONIALE
ATTO
Millesimo
Domini
Jnd.
4
Xbris
Zi
pretermissis tribus
1800
filiali Ecclesia
Auxiiii
riae
Cathedrali
S.
in
S.
de
Mariac
die
Bellini
et
diebus
Ja-
17
Catinae
Catinensem
25
festivis
Sacramentali
in
Elemosina,
Matrimonium
ab
Rosarium
D.
Primo
Octogcsimo
1801.
Denimciationibus
26
ARCHIVIUM.
PAROCHIALE
UNICUM
GENERALE
CATANENSIS
CIVITATIS
ET
NECNON
nuarij
Ferlito.
Agata
e
CURIAE
JIRCHIEPISCOPALIS
MAGNAE
Anno
Bellini
Rosario
tra
nec
et
Ma-*
S.
non
in ter
contrahendum
Vincentii
D.
filium
et
,
D.na
quondam
et
parte,
una
Carmeli
parte
uti
et
ac
Sponsos
mei
per
111.mi
R.mi
ac
,
de
verba
formam.
nu
Ego quia
scripsi, ac
D.ni
ad
tester
haec
rem
Sponsam
Scammacca
mutuo
Don
C.
se
Spon-
domo
Generalis
cum
sopradictos
liabito,
consensu
conjunxit
matrimonio
Paterno
ita habere
tamquam
ac
T.
D.°
Philippus
Cap*
propria
subscripsi.
S,
D.
ex
T.
interfui
omnia
milii
Docanus
in
Alphonso
S.
detecto,
Amanthia
Vicarii
presenti
Cajetano Cotoi juxta
pelanus Curatus
conjugum,
Catinensis
eorumque
III mi
linde
D.
filiam
infrascriptiCappellani Curati
notis
terzi bus
coram
Catinensem
Sancti
Salvator
D.
Catiiedralis
interrogavit
sollemniter
Capp.ni Don
R.mus
Ecclcsìac
assistentia
ex
Icgitimo impedimento
que
ni
Mag
licentia
Jugalium, Sponsum
Joseplia Cristaldo
constai,
liujus S.
olim
Ferlito
Agatham
Donna
/idem
cxhibitam
sao
D.
altera, nullo
ex
per
Urzì
Michaela
,
Giannino
CappellanusCuratus
ma
434
IO".
DOCUMENTI.
4.
ATTO
di
MAGNAE
ET
ipsamet
ex
D.a
Domini
quarta
propria
supra.
CATANENSIS
octingentesimoprimo.
Novembris
Sancta
Salvator
Ferlito,
cui
Ferlico:
Cappellanus
manu
et
infanteni
procreatum
ex
Franciscus:
Unde
Coadiutor
et
ad
subscripsi.
Doctor
hjeri
D.
Rosario
ftiit
vei'o
omnia
rem
Benanti
se
in
natum
ni,
Belli-
Vincentius,
liacc
testor
I.
hapti7.avit
nomina
Patrinus
quia
ego
scripsi,
Ecclesiae
fuerunt
imposita
M.
Ecclesia
Catanao.
1801,
Scamraacca
Cathcdralis
Cathedrali
Agatha
Indiclionis
Sanctae
D.
GENERALE
ARCHIVIUM.
Millesimo
Carmelus,
quam
CIVITATIS
Iiuju;; Saiictac
jugalibus,
ciscus
CUl^lAE
PAROCHIALE
Revercndissimus
Decanus
Bellini.
ApiEPISCOPALlS
UNICUM
Die
NASCITA
Vinoenso
NECNON
Anno
DI
vator,
SalD.
Fran-
interfui
tam-
ita
haberi
confìrmo
et
ut
436
DOCUMENTI.
isr. 6.
PENSIONE
al
aooordata
Dicembre
rata
di
3
mese
uno
statagli accordata
1832
In
a
appoggio
1. Della
si
15979
(a) Vincenio
il di
lui
dei
con
Napoli (2),corso
spirato
rinunziò
Rescritto
Contabilità
la
sua
vitalizia,
stessa
che
Vincenzo
per
da*
conformi
Decurionale
Sovrano
la
per
18
ottobre
novembre.
mese
dei
signor Intendente
regiiitrìdella
Bellini
quella
figlio D.
alligano le copie
del
pensione
,
(1)
4, 12
onze
sua
annue
portante la inscrizione
E. il Ministro,
(t) Estratto
dello
deliberazione
2. DeirUfficio
N.
in
la musica
tutti li 30
36
onze
godeva
temporaneamente
apprendere
in
Bellini.*
Bellini
della
14
giorni
e
Vinoenso
Rosario
D.
A
—
di
padre
cioè:
14
dei
marzo
18 ottobre
1832.
1832.
della
Ministeriale
di S.
del
15 settembre
1832.
Generale
prestaxione
nel
del Municipio di Catania,
ma^io
i8a6.
437
1X)CUMENTI.
PENSIONE
accordata
Il
padre godette la pensione
di
della
La
1842
in
cominciò
ducati
del
6
Ministeriale
Estratto
Vincenso
fino
Bellini.
al 3 fobbraro
(1)
1840
no
gior-
lui morte.
madre
rionale
(i)
di
madre
alla
108
dai
31
godere
1842
agosto
registri della
la
pensione
da
gennaio
giusta la Deliberazione
annuali
giugno
del
a
e
R.
Rescritto
Decu-
comunicato
con
1842.
Conubilità
Generale
del
Muoicipio
dì Catania.
438
DOCUMENTI.
PENSIONE
da
S.M.
D*
ITALIA
accordata
REGNO
il
Viti.
re
fratelli
ai
Em.
Bellini.
Torino, il i3 Settembre
1864.
MINISTERO
DI
GRAZIA E GIUSTIZIAl D5I CULTI.
3.
DIVISIONE
N.
71603
"^
—
OGGETTO
Pei
Fratelli
di Catania.
Bellini
ha
11 sottoscritto
dai
7 del
godono,
il
primo
Chiesa
Cattedrale;
della
che
mente
Si
L.
però
dei
500
medesimi,
sieno
al
primo
di
di
nome
Mario.
partecipa
S.
a
da
adempimento
If
Il
S.
sua
di netto
Per
copia
Palermo
conforme
22
i890.
degnata
L.
del
vitaliziai300
A.
al
condo
se-
pel corrispondente
Ministro
Superiore
-
siastici
eccle-
di L. 800,
parte.
Direttore
airorìginalc.
Dicembre
lll.ma
e
cotesta
fondi
assegnate
Ordine
FIRMATO
di
si è
sui
Carmine,
nome
ciò
che
di musica
S
di Sicilia, la cifra annuale
con
di Catania,
Cappella
la M.
cpperò
favore
trate
inol-
,
quale organista
a
Re,
allo assegno
maestro
come
del
dimando
Bellini
aumento
un
r altro
concedere
Mario
e
ottenere
le
corrente,
Sig. Carmine
ad
tendenti
essi
del
udienza
nella
alla Maestà
rassegnato
MAMI.
439
DOCUMENTI.
*
favore
a
d'
REGNO
PENSIONE
di
Mario
Bellini.
addì
Romaj
ITALIA
9
Febbraro
i885.
BUNISTERO
DI
GRAZIA E GIUSTIZIA E DEI CBLTI
4.
DIVISIONE
1
—
.
SEZIONE
di posizione
-*-^
Risposta
723
1 di protocollo
•
al
foglio
20
9493
i88s,
gtnn^
OGGETTO
Riattivazione
del
di
Signor
favore
a
assegno
di
Bellini
Mano
Ca-
tania.
le considerazioni
Per
in
lo
di
Generalo
al
Signore
continuato
in
allo
aumento
egli gode
Vorrà
sugli
la
S.
stessi
V.
Bellini,
ora
di
assegno
annue
L. 300, che
fondi.
di
111. rendere
firmato
all'
Palermo
22
defunto,
rio,
superstite fratello Ma-
del
PER
copia conforme
niva
ve-
Economato
ciò
informato
interessato.
Per
gnato
se-
che
acconsente
cotesto
Carmelo
favore
a
di
fondi
sui
rapporto,
(cinquecento), che
500
L.
annue
corrisposto
sia
il sottoscritto
margine,
assegno
nel
esposte
IL
—
originale.
Dicembre
i890.
MINISTRO
BASTERIS
lo
440
DOCUMENTI.
441
DOCUMENTI.
11.
N.
DI
ATTO
GlOTanni
di
MAGNyE
ET
UNICUM
lanus
nes,
in
Urbis
hujus
natum
Isabella
jugalibiis,
Vincentius,
Benedictus;
Vincentius
Bcuedictus
Sanctae
Paulillo,
cui
imposita
Patrinus
Paterno,
et
«•-
Concappel-
Curatae
Sanctae
Mariae
infantem
baptizavi
Catanae,
ex
Riccioli
Ecclesiae
Ecclesiali)
Pacini,
loysio
Xaverius
Franciscus
translatae
circiter
1796.
Sacramentalis
Curalus
xiliis
CATANENSIS
ARCHIVIUM
Februarii
Sacerdos
Mariao,
CIVITATIS
GENERALE
CURILE
PAROCHIALE
undecima
Ego
Paoini.
yiRCHlEPISCOPALlS
NECNON
Die
NASCITA
et
de
in
bora
procreatum
fuere
verofuit
Tedeschi.
Au-
nomina
Ill.mus
ab
10
A-
JoanDon
444
INDICE.
del
Giudizio
e
Rubini
Romani
Trionfo
-
Al
Timori
"
speranze
e
della
Furore
si scriverà
Lettera
-
Bellini
-
del
lini
Bel-
Carlo
Felice
Amore
Tosi
Bianca
»
che
mai, piuttosto
Re
del
Applausi
-
fatta
ri-
Bianca
La
-
Scritture
-
Genova.
di
dell'arte
della
57
»
BIANCA
-
patria
stampa
LA
Capricci
-
Pirata
del
della
Giudizi
-
di
Amor
-
svanite
Non
"
-
—
fischiato
esser
79
»
.
STRANIERA.
musicali
Armeggìi
Straniera
La
Un
-
tolino
Barbaja
e
nel
Impegno
-
finale
Il
-
cuore
Titubanze
-
comporre
prezioso documento
L' aria
-
Bellini
-
Il
-
-
Successo
di
Bellini
-
Suo
-
todo
me-
di Mon-
lago
strepitoso
rificenze
Ono-
-
»
89
ZAIRA.
Avvisaglie
Il Pirata, simbolo
-
deir opera
"
Bellini
e
difese
regiani
non
-
La
-
L'impresa
Rancori
-
del
del
e
leti
e
Montecchi
e
Uro
birbone
-
vata
disappro-
suoi
ladro
-
"
critici
-
La
Zaira
Tor-
ta
fischia»
113
MONTECCHI.
e
Successo
Berlioz
-
Accuse
l'avvocato
e
pubblico
Donizetti
Malibran
-
i
e
un
Titubanze
-
-
la
Bianca
di Parma
E
imitatori
scrittura
Nuova
ma
tuna
for-
contrastata
Bellini
CAPULETI
Imitazione
-La
Straniera
genio,
un
Vendetta
-
Diatribe
-
Napoli
in
della
-
-
Pacini
ed
-
ostacoli
Venezia
-
straordinario
Vaccaj
Amor
e
I
CapuIl Capriccio
-
Bellini
di patina.
-
Un
-
.
.
"
133
445
INDICE.
ERNANI.
Il
d'
secolo
oro
sfida
La
-
Hugo
Vincitori
-
Un
-
Emani
Bolena
Anna
-
di
po'
storia
Sonnambula
o
vinti
e
Donizetti
-
Emani
ed
Una
-
lini
Bel-
e
Victor
-
desumazione
-
Documenti
-
»
....
155
SONNAMBULA.
Gòthe
Foscolo
e
Taine
del
Como
Il Werther
-
Trozza
del
e
straordinario
nelP
Sonnambula
Sonnambula
Giudizii
-
Moltrasio
-
della
Genesi
-
V Ortis
e
La
-
Il
teoria
Bcrlioz
-
dell' arte
di
lago
Successo
-
stranieri
evolvere
-
La
-
»
....
177
NORMA.
colerici
Timori
fischiata
di
Giudizio
-
chini
La
Norma
La
-
mo
Svogliatezza d' animo
-
sé
Intrighi diabolici
-
Norma
festeggiata
al Romani
Lettera
italiani
Barbò
di Giuditta
Lettera
-
dei
Giudizi
-
al conte
Lettera
-
al Peruc-
Lettera
-
l' ispirazione
al Flori-
Lettera
-
stesso
Torna
-
Pasta
più insigni
-
stri
mae-
stranieri
e
-
»
189
ORESTE.
Notizia
del
Cicconetti
del
glia
-
Florimo
-
Frammenti
-
-
11
Pougin
La
verità
-
Gioacchino
zione
Nega-
-
Benedetto
Casti-
Fernandez.
.
BEATRICE
Impegni
1' accetta
Venezia
con
pubblico
-
-
Un'
àncora
Avvertimento
sfavorevole
Accuse
del
-
-
TENDA.
DI
Lentezza
struggimenti
tirtiori
-
ingiuste
Romani
di
-
salvezza
Pasta
-
Rancori
Impazienze
-
inopportuno
Sdegni della
»
-
-
Ansie
del
e
e
Accoglienza
Lettera
al Bor-
221
446
INDICE.
luiccini
la
e
Giudizio
-
profezia del
giudizi di
Pougin
dei
Mercurio
Bellini
Fatalità
-
Verdetto
-
Malibran
La
-
e
Ck"nvinzìonc
-
definitivo.
229
"
.
.
DISSENSI.
La
Beatrice
di
Rancori
nel
polemiche
e
Ubaldo
Tenda
melodrammi
in
-
Bene
-
Lettera
per
Parigi
-
zetti
Parigi
a
-
intrighi
-
e
fiducia
grandi
nella
Pepoli
Scozia
di
Rossini
del
raggiunto
Scopo
speranze
di
so
stesso:
bolici
Dia-
-
Gioia
-
dei
affetto
Sincero
Giudizio
Doni-
-
Astuzie
duo
Primo
€
»
Scelta
che
Versi
Pepoli
belliniano
libretto
-
-
argomento
I Puritani
passioni
Il melodramma
nel
Interesse
Giudizio
-
le
dipingono
-
del Bellini
sulla
alla
-
tera
Letcetto
con-
ta
riusci-
poesia del Pepoli
»
I PURITANI.
Studi
preliminari
-
del
Puteaux
Pepoli
-
-
Intendimenti
-
Dubbii
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PEPOLI.
E
dell'
243
dra
Lon-
in
»
al conte
del
Accoglienze
e
-
*
»
Scoraggiamenti
-
-
-
cavaliere
e
....
-
-
tusiasmi
En-
-
svanite
Rivalità
-
cificarsi
rappa-
fatta
BELLINI.
E
BELLINI
Il conte
pace
zioso
pre-
di
è
poeta
Speranze
riuscita
Maestri
Rossini
dopo
-
Partenza
-
La
*
-Nove
documento
il desiderio
e
*
quistione
contro
e
Un
-
al Romani,
Malibran
La
T
Pro
male
ROSSINI
e
della
nodo
dell'arte
Sogni di gloria
Londra
Il
-
autunno
un
L'amore
-
dei
l'isola d'Armida-
e
Veneziani
concetto
per
e
la
speranze
1 Puritani, l'acani
coureur
tura
parti-
nuova
sulla
poesia
della for-
273
447
INDICE.
di Bellini
tuna
Lodi
-
musicali
della
approvazioni
del
concetti
dei
e
AGGIUNZIONI
Contratto
Napoli
con
Una
Maria
-
la Malibran
Il colera
in
del contratto
.
Entusiasmi
-
di
Pretesti
-
scrivere
per
-
è
non
-
mento
Sciogli-
ingiusti
Il lavoro
-
281
"
.
Ragguaglio delFopera
-
Marsiglia*
gano
ura-
Rossini.
Desiderio
Ritocchi
-
dell'
scena
Malibran
-
zione
Spiega-
-
RITOCCHI.
E
cavatina
nuova
dell' opera
Ragguagli
-
perduto.
299
»
TRIONFI.
Splendido
de*
successo
rimo
Pubbliche
-
Puritani
dimostrazioni
di cavaliere
air
della
Concerto
musicale
Un'altra
decorazione
di
Corte
onore
Invidia
-
Fio-
razione
Deco-
-
tera
Let-
-
Regina
alla
Dedica
-
alla
stima
d'
Legion
Santocanale
avv.
al
Ragguagli
-
-
paesana
-
313
"
GIUDIZI.
Un
articolo
di M.
Castil-fìlaze
munda
Omnia
del
giornalismo
del
Dopo
mundis
trent'anni:
giudizio del
del
PIRATERIA
L'
di
impresa
del
amico
al
gelo
-
Napoli
Ministro
I
se
pensas:
tere
let-
del
Gallemberg
zo
Pougin
Dopo mez-
-
-
Soffredini
i Puritani
-
Santocanale
Bellini
-
»
325
LETTERARIA.
e
Florimo
che
contemporanei
dell' Auber,
giudizio
discordante
nota
Quel
Giudizi
-
Donizetti,
secolo:
-
La
-
Sdegni
-
-
e
Giovanni
Santangclo
sospettidivengono
-
Sospetti
e
zioni
precau-
recriminazioni
Ricordi
Manzoni
certezza
-
e
-
l'
del-
ca
SuppliSantan-
Lettera
del
448
INDICE.
Ricordi-
Solita
abusivo
gratitudine d'un
dei
Puritani
beneficato
Un
-
fico
Traf-
-
documento
.
ESTRI
Febbre
lavoro
del
mique
Gloria
-
Contratto
-
Contratto
pel
respinto
Grand
col
Carlo
San
opera
Bellini
del
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1820
del
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Arturo
della
del
La
-
e
la
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delle
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di
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V
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-
Wagner
innovatrici
Bayreuth
dei
suoi
-
e
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sem-
ritempra
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il
e
la
coro
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rivoluche
borboni-
tano
diven-
pedanterie
sapiente
L'
-
-
errore
incredibile.
»
WAGNER.
italiana
e
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Opera
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Pedanti
-
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-
le ferocie
I canti
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e
La
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aspirazioni
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reazione
BELLINI
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del
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La
-
le
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-
riforme
Opera
Asserzione
-
trionfa,
critica
La
sue
seguaci
359
il Gravina
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le
e
Donde
La
-
scuola
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nuova
niana
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de
Leopardi
-
di guerra
inni
veri
La
-
deduzioni
esatte,
la libertà!!
Viva
-
di opei-e
Il Vasari
-
i dolori
patria
Guerra!
Guerra!
opere
CRITICI.
Giudizio
-
dolore
del
la nota
-
dì lavoro
Rouget
-
dolore
della
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ma
co-
ni
Belli-
dall' imitazione
rivela
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Il
-
di
Argomenti
-
Fétis
Dante
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ideale
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I SUOI
del
Bellini
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Opera
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musica
Non
-
potè allontanarsi
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L'
-
V
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canti
Opinione
-
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Opera
BELLINI
Come
Opera
Impazienza
-
Ultimi
-
Grand
ricchezze
o
343
PERDUTI.
Il
-
»
.
e
del
-
Genesi
dramma
-
Wagner
Bayreuth
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Le
ed
il
371
449
INDICE.
dramma
profetato-
italiana:
U
La
Uniformità
4^
a
poesia
dei
dei
di
moslra
delie
all^Opera
censure
pretesto
-
3»
Inutilità
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co-
5^
personaggi
Difetto
6^
virtuosi
Arie
destinate
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di
colorito
rico
sto-
-
7^
Povertà
d*
istrumentazione
Parallelo
-
Bellini
e
ed
Errori
Wagner
-
Connubio
ascetismo
di
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-
con
Scuole
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musicali
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Agonie
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Analisi
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genio
delle
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399
P/v'jjo del prciionlocoìnmo
S; imminente
OkoNTÈssALara
Luigi
-
Confessioni
-
I.
pubblicazione
Tu' Innamorata
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Capuana
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Romanzo.
letterarie
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Studi critici.
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