Laboratorio IV Verifica della legge di Moseley Prof. G.Paternoster Henry Gwyn Jeffreys Moseley (23 November 1887–10 August 1915) http://www.chemistry.co.nz/ henry_moseley_article.htm Henry GwynJeffreysMoseley (Weymouth, 23 novembre 1887 – Gallipoli (Turchia), 10 agosto 1915). Si laurea in fisica ad Oxford nel 1910. Lavora a Manchester con Rutherford fino al 1913. Dopo un breve soggiorno in Australia ritorna in patria allo scoppio della Prima Guerra Mondiale ed è subito arruolato, nonostante Rutherford sia contrario. Viene ucciso nella Battaglia di Gallipoli nel 1915. Attraverso sperimentazioni nel campo della spettroscopia a raggi X, nel 1914 pubblica i risultati delle sue ricerche dove giunge alla conclusione che le frequenze dei raggi emessi da ciascun elemento variano proporzionalmente al numero d'ordine (atomico) dell'elemento stesso (legge di Moseley). Non sono in pochi a pensare che, se Moseley fosse sopravvissuto alla guerra, avrebbe certamente ricevuto il Premio Nobel, considerando l’importanza del suo lavoro svolto nell’arco di tempo di soli 40 mesi. È interessante notare che dopo il 1911 NielsBorh si trasferisce a Manchester per lavorare, anch’egli, con Rutherford e qui pubblica la sua teoria sul modello atomico. L’emissione dei raggi X da parte degli atomi è dovuta alle transizioni elettroniche tra i livelli energetici. Quindi i fotoni (raggi X) emessi hanno un’energia (frequenza) che dipende dalla differenza di energia dei livelli coinvolti. Esiste una semplice relazione tra frequenza ed energia: La legge di Moseley mette in relazione l’energia dell’emissione X caratteristica di ciascuna serie con il numero atomico dell’elemento ionizzato. Essa si può scrivere come: Strumentazione (nel laboratorio di Archeometria con Fluorescenza X) Gli studenti avranno a disposizione un apparato per fluorescenza X costituito da: • generatore di raggi X • rivelatore a semiconduttore (SiPIN) • catena elettronica e computer Il generatore di raggi X è composto da un tubo con anodo di palladio, in cui un fascio di elettroni viene accelerato ad un’energia di circa 30 keV prima di colpire l’anodo. Nel processo di frenamento gli elettroni emettono raggi X secondo il processo detto di breemsstrahlung. Questi fotoni escono dal tubo attraverso una sottile lamina di berillio e sono collimati sino ad una dimensione trasversale del fascio di qualche millimetro. Il fascio viaggia in aria per pochi centimetri prima di colpire il campione. Molto vicino alla sua superficie è posto il rivelatore, che raccoglie i fotoni emessi per fluorescenza. Il segnale proveniente dal rivelatore è amplificato e digitalizzato (ADC); il valore ottenuto è linearmente proporzionale all’energia del fotone raccolto. Tali valori vengono raggruppati e contati (multicanale), in modo che il canale i-esimo riporti il numero dei fotoni raccolti con un’energia compresa tra Ei ed Ei+∆E. La calibrazione consiste nel determinare E0 e ∆E. Analisi dei dati L’analisi dei dati comprende: • calibrazione dell’apparato per determinare l’energia dei fotoni; • deconvoluzionedegli spettri con un software commerciale per il riconoscimento delle serie spettrali dei vari elementi e la determinazione dell’energia con il suo errore per i vari picchi; • un fit per ogni serie (K ed L1) per la verifica della legge di Moseley e per la determinazione delle costanti K e. Come Niels Bohr disseunavoltanel 1962: "You see actually the Rutherford work [the nuclear atom] was not taken seriously. We cannot understand today, but it was not taken seriously at all. There was no mention of it any place. The great change came from Moseley.” Notate cheillavorodi Rutherford non fu realmentepresoseriamente. Non lo possiamocapireoggi, ma non fu per nientepresoseriamente. Non c'eramenzionedanessuna parte. Il grandecambiamentoèvenutoda Moseley.