PIANO DI PRONTO SOCCORSO
EDIZIONE 2008-2009
a cura del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione - Architetto Antonio IANNECE
Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore
F. DE SANCTIS
Sant’Angelo dei Lombardi (Av)
PIANO DI PRONTO SOCCORSO AZIENDALE
integrato nel piano aziendale di emergenza,
avente valore di
Documentazione delle scelte organizzative conseguenti alla classificazione
ai sensi del D.M. n. 388/2003
e predispositivo del Protocollo di Pronto soccorso interno
Si coglie l’occasione dell’entrata in vigore del D.M. 388/2003 per ridefinire il Piano di
soccorso aziendale, destinato a integrare il Documento di valutazione dei rischi e il programma
degli interventi ad esso allegato.
L’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore F. De Sanctis di Sant’Angelo dei Lombardi (Av) ha
più Sedi scolastiche separate o “unità produttive”, (tre in tutto, compresa la Sede principale di
Sant’Angelo) non fornite di autonomia amministrativa (ai sensi della definizione del D.Lgs.
626/94), pertanto le cosiddette <<sedi staccate>> diverse da quella principale (da essa separate
fisicamente e lontane) corrispondono ad altrettanti “luoghi di lavoro” diversi della <<realtà
aziendale: Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore>>, esse saranno qui indicate nella descrizione
con il nome assegnato secondo le convenzioni amministrative e lessicali del settore.
Pertanto, sinteticamente, l’attività oggetto del presente Piano di pronto soccorso aziendale è
ripartita tra i seguenti tre luoghi di lavoro diversi o sedi scolastiche staccate:
-
Sede Centrale di Sant’angelo dei Lombardi
Sede Staccata di Sant’angelo dei Lombardi
Sede Staccata di Caposele
Contando tutte e quattro le sedi, complessivamente l’Istituto annovera n. ______ persone,
tra alunni e dipendenti e mediamente ha persone estranee presenti in qualità di
utenti/visitatori/genitori nel numero stimato di ___ al giorno, mediamente. Con un totale di
presenze teoriche medie al giorno di ____.
Le caratteristiche di ciascuna sede e luogo di lavoro sono approfondite nei Documenti di
valutazione del rischio di ciascuna scuola che integrano il presente atto, in modo da costituire un
protocollo articolato e specifico.
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Protocollo operativo
Il presente protocollo è stato previamente discusso e messo a punto insieme al RSPP, agli
Addetti ai servizi d’emergenza e, in particolare, agli Addetti al Pronto Soccorso.
E’ stato consultato anche il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.
Tutti i dipendenti saranno informati con apposita Circolare degli aspetti salienti del presente
protocollo.
La circolare resterà affissa permanentemente all’albo e rinnovata annualmente.
-
-
-
-
-
Va premesso che il datore di lavoro
con atto separato e formale (che si conserva negli atti della scuola) ha classificato l’Istituto
scolastico nel gruppo B, ai sensi del DM 388/2003;
ha compiuto gli atti conseguenti alla classificazione, ridefinendo le dotazioni di presidi
sanitari obbligatorie e aggiuntive, nonché ha individuato per ciascuna sede la loro
localizzazione esatta e ha provveduto alle forniture e all’installazione (vedi schede in
allegato 1), nonché alla loro segnalazione con apposita segnaletica e all’indicazione della
loro collocazione nelle planimetrie esposte ai sensi della normativa antincendio;
ha individuato per ciascuna sede il telefono fisso messo a disposizione per chiamare il
servizio 118 (vedi schede in allegato 1) ;
a suo tempo ha stabilito il numero di Addetti al Pronto Soccorso per ciascuna sede, li ha
individuati ed ha fatto in modo che fossero debitamente formati e in possesso dell’apposito
attestato (vedi schede in allegato 1) ;
al momento di entrata in vigore del DM 388(3.2.2005) ha ulteriormente verificato che tale
numero fosse adeguato, utilizzando i criteri esposti nell’allegato A; ha anche verificato se
la loro formazione andasse integrata al più presto e ha programmato l’aggiornamento
triennale (vedi allegato 1); inoltre ha valutato l’opportunità di individuare e formare ulteriori
Addetti al pronto Soccorso là dove sono carenti (vedi schede in allegato 1) e ha debitamente
consultato in merito il RLS;
ha deciso quali accessi utilizzare preferenzialmente per le ambulanze di soccorso a seconda
dell’area di ciascuna sede in cui avviene l’evento critico, le modalità per descriverlo al 118 e
se un operatore dovrà recarsi in strada a indirizzare l’ambulanza in arrivo (vedi schede in
allegato 1);
considerato che è probabile che l’ Addetto al Pronto Soccorso utilizzi un cellulare per
chiamare il 118, nel caso in cui ce ne sia necessità, ha deciso che in ogni cassetta e
pacchetto di medicazione sia inserito un foglio con le notizie utili e le indicazioni da dare
al 118 per accedere a quella sede;
infine ha approvato le seguenti Regole comportamentali:
1) Nel caso che una persona abbia perdita di conoscenza, emorragia, un malore o infortunio
di qualche entità , deve essere immediatamente chiamato con la massima urgenza sul posto
il più vicino Addetto al Pronto Soccorso, il quale, dal momento del suo arrivo, avrà la piena
direzione delle attività di soccorso. Si richiama l’attenzione sul fatto che anche pochi
secondi in certi casi possono essere decisivi per salvare una vita. In questi casi, soprattutto
se c’è perdita di conoscenza, è urgentissimo chiamare il 118, evidenziando tale circostanza.
2) Di regola è preferibile che siano i dipendenti in possesso dell’attestato di Addetto al
Pronto Soccorso a intervenire in soccorso di persone che abbiano un malore o infortunio
anche lieve, pertanto dovrà sempre essere chiamato un Addetto. Soltanto in attesa
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dell’arrivo di un Addetto, altri potranno eseguire, con la necessaria cautela, gli interventi
davvero urgentissimi non rinviabili. Ovviamente, nel caso improbabile che in sede non
fosse presente alcun Addetto, potrà intervenire chi si sente in grado di farlo.
3) Per chiamare il 118 e per qualunque esigenza di soccorso in emergenza sanitaria è
disponibile il telefono fisso dell’Azienda, in particolare gli apparecchi presenti presso la
portineria e la segreteria di ciascuna sede scolastica.
4) Quando appare necessario chiamare il 118, è preferibile che sia l’Addetto a chiamarlo, se è
in grado di arrivare in tempo brevissimo. Chi chiama il 118 deve dire all’incirca: “ C’è
stato un infortunio/malore grave che richiede il Vs intervento urgente/urgentissimo
perché il paziente presenta questi segni (perdita di coscienza / arresto cardiaco /
apparente infarto,rilevante emorragia / ecc.……). Il paziente si trova presso l’Ente/la
Ditta “………” sita a ………… telefono ……….. L’ambulanza deve entrare nel cortile
dal cancello sito in via …. N. . Tale via è la …. ….prima/seconda/terza a destra/sinistra
provenendo da… punti di riferimento…. Una persona attenderà l’ambulanza in strada
per indicare il cancello e poi il percorso interno ….” . Queste istruzioni si trovano anche
nella cassetta di pronto soccorso e appese in adeguati punti strategici.
5) E’ fatto divieto a chiunque di muovere o anche solo girare una persona infortunata o vittima
di malore, salvo che per prevenire che costui sia vittima di eventi palesemente dannosi
(caduta, crollo, incendio, ecc.). Infatti in certi casi la movimentazione può creare danni
gravissimi o trasformare in una tragedia un evento di per sé non grave. Per la stessa ragione,
se la persona vittima di malore o d’infortunio è cosciente, è invitata a non alzarsi e a non
muoversi, fino a che non ha ricevuto il benestare dell’ Addetto al Pronto Soccorso (il
paziente può non rendersi conto dei reali danni subiti e muoversi può a volte recare gravi
danni).
6) La lista degli addetti e la loro probabile dislocazione è affissa a ogni piano dell’edificio e
comunque nei punti strategici; in alcuni casi è indicato anche un interno telefonico o numero
di cellulare per chiamarli. Chiunque è autorizzato a chiamarli d’urgenza [ma preferibilmente
dovrebbe farlo il bidello].
7) Contemporaneamente, alla chiamata dell’Addetto (o subito dopo), uno dei presenti [ o il
bidello in servizio in zona] deve andare a prendere la più vicina cassetta di pronto soccorso
o pacchetto di medicazione (la loro collocazione è indicata nel foglio riportante anche i nomi
degli Addetti), in modo che al suo arrivo l’Addetto al Pronto Soccorso la trovi già
disponibile e aperta.
8) E’ fatto divieto ai circostanti di stare troppo vicini alla persona vittima di malore o
infortunio e di fare commenti sul suo stato di salute, che potrebbero avere un effetto
deprimente su una persona già in difficoltà.
9) Nel caso in cui la persona vittima di malore o infortunio non sia in grado di riferire le
circostanze del suo infortunio/malore all’Addetto al Pronto Soccorso, necessarie per
comprendere meglio la natura dell’evento e cosa fare, chi fosse al corrente con cognizione di
causa è invitato a riferirlo all’Addetto.
10) Se e quando l’ Addetto al Pronto Soccorso deciderà di chiamare il 118, il bidello in servizio
in zona (o, in sua assenza, uno dei presenti) si metterà a disposizione per collaborare alla
telefonata, se richiesto. Il citato foglio di istruzioni riporta anche le più frequenti frasi da
dire al 118 e qual è il percorso ottimale per accedere alla parte di edifico o di area esterna
dove è localizzato l’evento.
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a. Nessuna regola è prospettata per i comportamenti dell’ Addetto al Pronto Soccorso,
in quanto dovrà applicare le conoscenze e le istruzioni ricevute nei corsi di
formazione.
11) Chiunque abbia un malore o infortunio anche lieve deve consultare un Addetto al Pronto
Soccorso, perché a volte l’interessato non ha gli elementi per valutare i possibili effetti,
anche gravissimi, di un evento apparentemente privo di conseguenze.
12) Tutti i presenti e comunque coloro che venissero a conoscenza di informazioni relative allo
stato di salute della persona vittima di malore o infortunio sono tenuti per legge al riserbo
verso terzi in base alla normativa sulla privacy (legge 196/2003), tranne che per
informazioni di servizio e ai soccorritori.
13) Tutti sono invitati a collaborare alla buona riuscita degli interventi di pronto soccorso, sia
seguendo le presenti istruzioni, sia astenendosi dai comportamenti vietati.
Una circolare con queste stesse notizie e regole verrà resa nota a tutti i dipendenti.
(vedi facsimile Allegato B).
N.B.
Gran parte degli elementi richiesti dalle schede tipo che seguono, per ciascuna Sede staccata
della scuola sono di fatto contenuti nei Documenti di Valutazione del rischio di ciascuna
scuola.
Pertanto il presente Documento deve essere collegato al Documento di Valutazione dei rischi
di ciascuna scuola.
In ogni caso si lascia in allegato il modello di scheda tipo che, all’occorrenza, potrà essere
impiegato.
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Allegato 1N.B. Le notizie inerenti le schede tipo sono contenute nei documenti di valutazione
del rischio di ciascuna scuola
Scheda N.
Sede: ………………………….
A) Descrizione
Sede/luogo di lavoro : denominata “ ………………………..”, sita nel comune
…………………….. (provincia) in via ……………………….N. ………, la quale:
- osserva normalmente il seguente orario di apertura: dalle ore……….alle ore ….
- ha N. …….. dipendenti che vi operano normalmente
- ha N. ……..di utenti/visitatori che presenziano mediamente N….. ore/settimana, di età
compresa di norma tra ………… e …….. anni.
- dispone/non dispone di servizio di refezione [eventualmente descriverlo]
- dispone/non dispone di auditorium, con capienza di n.
posti, aperto/non aperto anche ad
attività che vedono presenti ulteriori persone con la seguente frequenza indicativa media: …. N.
ore/settimana
- esercita/non esercita altre attività degne di menzione agli effetti dei rischi per i lavoratori, per
gli utenti o per altri: ………
- agli effetti della valutazione dei rischi, vanno segnalati i seguenti elementi rilevanti di rischio
che caratterizzano questa sede rispetto alle altre: ………….
Descrizione sommaria delle caratteristiche logistiche:
l’area insiste su un rettangolo approssimativamente di lato mt. ….. x mt ………
Gli edifici più alti hanno al massimo n. … di piani.
Complessivamente ci sono n. …. edifici che ospitano attività significative e fra loro sono
lontani n. …. secondi a piedi.
Il percorso a piedi (a velocità sostenuta tipica di un soccorritore zelante) tra i due punti più
lontani è stato cronometrato in secondi: ……………………………; il percorso a piedi tra il
luogo dove con più probabilità si trova un addetto al p.s. e il luogo più lontano è stato
cronometrato in secondi …….. ; il percorso a piedi tra il luogo dove si trova il telefono
assegnato per chiamare i soccorsi e l punto più lontano è stato cronometrato in secondi…………
- Accessi esclusivamente pedonali: da via …………. , da via ……
- Accessi carrabili: da via …………. , da via ……
Telefono assegnato ai sensi del DM 388 : n. telefonico ……….., apparecchio collocato in …..
Valutati gli elementi sopra descritti, tenuto conto dei rischi presenti nonché delle presenze di
lavoratori, utenti ed estranei, si ritiene di definire le seguenti impostazioni operative:
B) Accessi dei servizi di soccorso pubblico (118)
eventuali interventi del 118 debbano avvenire attraverso i seguenti accessi, a seconda della
posizione in cui si trova la persona vittima di infortunio/malore:
- Accesso 1, da via …. Per pazienti siti nella zona …..
- Accesso 2, da via …. Per pazienti siti nella zona …..
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Pertanto agli Addetti al PS e agli uscieri/addetti di portineria ecc. vengono impartite le seguenti
istruzioni su come descrivere l’indirizzo a cui il 118 deve venire e il percorso che deve seguire
(punti di riferimento, ecc.); tali descrizioni saranno riportate nel foglio informativo, recante
anche i nomi degli Addetti al PS e le ulteriori istruzioni descritte nell’apposito paragrafo
relativo. Tale foglio sarà affisso permanentemente nei seguenti punti strategici :
- portineria
- in ogni piano o zona specifica, nel punto dove c’è il citofono o il telefono o il tavolo dell’
l’usciere o guardiano o fattorino
- ……. (altri punti strategici) e sarà all’interno di ciascuna cassetta o pacchetto di
medicazione.
Istruzioni per l’accesso n. 1: chi chiama dovrà dire esattamente: “C’è stato un infortunio/malore
grave che richiede il Vs intervento urgente/urgentissimo perché il paziente ha ……………. Il
paziente si trova presso l’Ente/la Ditta “………” sita a ………… telefono ……….. L’ambulanza
deve entrare nel cortile dal cancello sito in via …. N. . Tale via è la …. ….prima/seconda/terza a
destra/sinistra provenendo da… punti di riferimento…. Una persona attenderà l’ambulanza in strada
per indicare il cancello e poi il percorso interno ….”
Istruzioni per l’accesso n. 2: chi chiama dovrà dire esattamente: “C’è stato un infortunio/malore
grave che richiede il Vs intervento urgente/urgentissimo perché il paziente ha ……………. Il
paziente si trova presso la l’Ente/la Ditta “………” sita a ………… telefono ………..
L’ambulanza deve entrare nel cortile dal cancello sito in via …. N. . Tale via è la ….
….prima/seconda/terza a destra/sinistra provenendo da… punti di riferimento…. Una persona
attenderà l’ambulanza in strada per indicare il cancello e poi il percorso interno ….”
C) Quantità e collocazione delle cassette di pronto soccorso e dei pacchetti di
medicazione
Considerate le distanze interne, il numero delle persone presenti e la loro distribuzione spaziale,
si ritiene che la cassetta di pronto soccorso collocata nel seguente luogo: ……………….sia/non
sia sufficiente. [nel caso che non sia sufficiente, indicare se servono ulteriori cassette o
pacchetti di medicazione e indicare dove collocarli. Per i criteri far riferimento ai criteri illustrati
nell’apposito allegato A].
La dotazione di presidi sanitari è stata integrata con i seguenti: ……..[omettere se non ci sono
integrazioni]
Ovviamente ogni cassetta o pacchetto è segnalato, custodito, periodicamente controllato per
mantenerne l’integrità e la funzionalità, come previsto dalla normativa.
Della collocazione viene data informazione anche tramite la circolare predetta, la segnaletica, le
planimetrie d’emergenza.
Dei controlli periodici di tali presidi viene incaricato l’Addetto sig. …., che utilizzerà la scheda
allegata in facsimile (che, compilata, verrà conservata in atti), con una periodicità mensile,
salvo eventi rilevanti che abbiano inciso significativamente sulla completezza delle dotazioni.
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D) Quantità di addetti al pronto soccorso
Fatta la valutazione secondo i criteri indicati nel’allegato A, si ritiene “adeguata” la quantità e
tipologia di addetti individuati e formati, qui di seguito illustrata: [oppure: aggiungere: per una
copertura ottimale si ritiene opportuno formare ulteriori n. … addetti, cosa che sarà fatta appena
possibile]:
- n………Addetti al P.S., di cui n. ….. con orario pieno di … ore settimanali e n. …. Addetti
con orario part-time di …. ore settimanali.
Lista degli addetti (a fianco va indicato per ciascuno: n. ore settimanali di presenza; orario
esatto di presenza in sede ogni giorno; luoghi di lavoro dove si trova normalmente; n.
telefonico dell’interno a cui è rintracciabile; n. di cellulare (se lo consente)
1)
2)
3)
4)
5)
6)
ecc.
La lista degli addetti, con la data di conseguimento dell’attestato, ecc. sono riportate
nell’allegato n. 2, che viene aggiornato all’inizio di ciascun anno e serve per la verifica e
programmazione della formazione/aggiornamento.
E) Sistema di informazione all’interno della sede
L’informazione sarà effettuata mediante una circolare, ripetuta all’inizio di ogni anno., nella
quale sono riepilogate le notizie e istruzioni qui riportate e che viene redatta sulla base della
circolare-tipo qui allegata.
Colloqui di verifica e approfondimento saranno eseguiti con gli Addetti al Pronto Soccorso, con
gli Addetti al servizio di prevenzione e protezione, con gli Addetti al servizio Antincendio ed
emergenze, con il personale di portineria e uscieri, guardiani, ecc..
La medesima circolare sarà permanentemente affissa a ogni piano e nei punti strategici,
riporterà anche l’elenco degli Addetti al Pronto Soccorso e la loro dislocazione all’interno della
sede, nonché l’interno telefonico se esistente (e il numero di cellulare se lo consentiranno).
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Allegato 2 - Elenco Addetti al Pronto Soccorso e programmazione della loro
formazione
Elenco Addetti al Pronto Soccorso e programmazione della loro formazione
Note:
Col. 2: numero progressivo relativo alla sede
Col. 5 : si ricorda che l’attestato del corso di formazione ad Addetto al pronto Soccorso ricevuto
prima del 3.2.05 deve specificare che sono state eseguite prove pratiche, altrimenti nella colonna 6
bisogna scrivere: “Al più presto”. Se la prova pratica è menzionata, nella colonna 5 scrivere “Si”,
altrimenti “No”
Col. 6 : se nella colonna 5 è scritto “No” , scrivere “Al più presto”; altrimenti
1
2
3
4
5
6
Sede
N°
Cognome e nome
Data ultima
formazione ad
Addetto di cui
c’è attestato
Attestato
recante
menzione delle
prove pratiche:
Si/No
Scadenza
prossima
formazione
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Allegato A - CRITERI per individuare il numero adeguato di Addetti al P.S. e
di cassette di pronto soccorso o pacchetti di medicazione.
Questa analisi è mirata a definire criteri per quantificare:
- il numero “adeguato” di addetti al pronto soccorso da individuare, formare e mantenere
aggiornati nel tempo,
- il numero “adeguato” di cassette di pronto soccorso e di pacchetti medicazione (nonché la loro
collocazione ottimale)
Le priorità del soccorso interno
Teniamo presente che il pronto soccorso interno ha come scopo:
1. effettuare piccole medicazioni o interventi per i quali non è necessario andare al pronto
soccorso ospedaliero o dal medico (o quanto meno non andarci subito o d’urgenza)
2. valutare eventi di possibile gravità, decidere se chiamare o meno il 118 e quale messaggio
dare per far comprendere esattamente l’effettiva situazione.
3. nei casi in cui viene chiamato il soccorso esterno specializzato, assistere il paziente con
interventi pratici e psicologici che lo mantengano vivo e nelle migliori condizioni possibili
fino all’arrivo del soccorso esterno (che può variare da un minimo di 7-8 minuti a decine di
minuti in funzione della lontananza).
In questo caso, si presentano 2 tipi di scenari:
3. a) in eventi pur gravi ed urgenti ma che non comportano pericolo di vita, impedire che
comportamenti inappropriati causino effetti collaterali gravi e fare in modo che il paziente
mantenga le migliori condizioni in attesa dell’arrivo del soccorso specializzato (esempio:
una sospetta lesione vertebrale può attendere senza problemi anche a lungo l’arrivo
dell’ambulanza ma solo a patto che la persona non si muova e non venga mossa)
3. b) nelle situazioni d’emergenza in cui c’è pericolo di vita in pochi minuti, per cui il
soccorso specializzato arriverebbe sempre troppo tardi ed il paziente morirebbe (arresto
cardiaco /respiratorio, emorragia imponente, soffocamento, ecc. determinano la morte o
danni irreversibili entro pochissimi minuti), effettuare semplici interventi “salvavita” per i
quali l’Addetto al Pronto Soccorso interno è stato addestrato.
E’ evidente che l’intervento n. 1 , che magari è il più frequente e non necessita di
particolare urgenza basta che ci sia disponibile un solo soccorritore in azienda , anche se bisogna
attendere vari minuti perché arrivi.
Non è questa la tipologia determinante per l’impostazione del Servizio di Pronto Soccorso
aziendale.
Sono invece le successive casistiche che dettano regole e priorità per mettere in piedi
quell’organizzazione che per legge deve essere “adeguata”, ancorché ragionevole rispetto alle forze
disponibili e ai rischi effettivi.
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Già nel caso 2) l’intervento rapido del soccorritore interno è fondamentale per una corretta
gestione dell’evento, tuttavia il fattore ‘tempestività d’intervento’ può non essere decisivo.
Il caso 3 .a) è simile ma è necessario che il soccorritore arrivi entro un tempo brevissimo per
valutare la situazione, chiamare il 118, prestare quelle cure che è stato comunque addestrato a
praticare, spesso consistenti nel mettere il paziente in una certa postura (e anche per prevenire
comportamenti inappropriati e dannosi).
La priorità sono gli interventi “salvavita”
Ma nel caso 3 b) l’intervento rapidissimo del soccorritore prima che sia trascorso un
certo tempo può essere decisivo per salvare la vita di una persona!
Per esempio, un arresto cardiaco o respiratorio determina danni irreversibili gravi o la morte
se non si avvia la rianimazione cardiocircolatoria di norma entro 4-6 minuti.
Si tenga conto che il tempo trascorso tra il momento del malore/infortunio e l’inizio
dell’intervento del soccorritore è la somma dei seguenti tempi:
1) numero dei secondi trascorsi prima che qualcuno si renda conto dell’evento e della sua
gravità (30 ? 60 ? secondi)
2) numero dei secondi perché qualcuno decida di avvertire il soccorritore (1-10 secondi)
3) numero di secondi necessari a individuare chi sono i soccorritori in quel momento
effettivamente presenti in azienda e dove si trova il più vicino (10-60 secondi in relazione
all’ampiezza dei luoghi, alla preparazione dei colleghi che devono avvertire il soccorritore,
al grado di informazione ricevuta, alla presenza capillare di adeguate informative da
consultare)
4) numero di secondi necessari (10) ad avvertire il soccorritore (si può chiamarlo con un
citofono o cellulare ? Occorre raggiungerlo a piedi? Quanto tempo ci vuole per
raggiungerlo ?
5) numero dei secondi necessari (10) al soccorritore per raggiungere la persona colta da
malore.
6) circa 15-20 secondi necessari al soccorritore per verificare i parametri vitali e decidere cosa
fare
7) alcune decine di secondi per chiamare o far chiamare il 118 con un messaggio chiaro sul
tipo di malore in essere (è un’operazione da fare con somma urgenza e prima di altri
interventi)
8) qualche secondo per trovare e indossare, se possibile, i guanti in vinile (necessari come
regola generale e in questo caso quasi indispensabili per esaminare e disostruire la bocca) e
per procurarsi una garza o un fazzoletto da interporre per la respirazione bocca a bocca..
Semplificando, la somma di questi segmenti temporali è influenzata in modo determinante
dai punti 3 , 4 e 5.
Se l’ambiente fisico è piccolo , le operazioni sono rapide.
Se l’ambiente è vasto e su più piani o i luoghi di lavoro sono sparpagliati, si crea un
problema su cui riflettere bene.
Una persona che cammina in fretta impiega circa un minuto per percorrere 100 metri.
Andare a chiamare un soccorritore che si trova a 50 metri di distanza e per quest’ultimo
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percorrere gli stessi 50 metri in senso inverso implica oltre un minuto.
Tenendo conto che ci possono essere dei tempi morti e considerando i tempi per le altre
operazioni descritte, in questo caso si comincerebbe la rianimazione cardio-respiratoria dopo circa
2-3 minuti nell’ipotesi migliore, fra 3 e 4 minuti in un’ipotesi media, oltre 4 minuti in un’ipotesi
più sfortunata.
Come si vede già l’ipotesi media sarebbe appena in tempo o già a rischio di ritardo rispetto
ai danni irreversibili... Non parliamo, poi, dell’ipotesi peggiore perché arriverebbe probabilmente
fuori tempo massimo.
Come si ben comprendere, l’incremento del numero dei soccorritori, soprattutto in ambienti
caratterizzati da distanze significative, aumenta le probabilità che qualcuno di essi si trovi più
vicino al punto dell’evento critico; una buona informazione e organizzazione può far guadagnare
decine di secondi preziosi e prevenire errori comportamentali che potrebbero avere effetti
drammatici.
Ci sono altri casi di malore o infortunio paragonabili a questo come tempistica necessaria
per l’intervento (soffocamento, emorragia imponente, ecc.).
Un sospetto infarto o ictus richiedono la chiamata urgentissima del 118.
Una persona con sospetto di fratture o di lesione alla colonna vertebrale necessita di
intervento urgente per garantire che non si muova né venga mossa in modo inappropriato, mentre il
soccorso vero e proprio può avvenire senza particolari urgenze.
L’ organizzazione va costruita sul concetto di copertura spaziale e temporale
Dunque, per l’organizzazione del Pronto Soccorso aziendale la priorità è di assicurare
l’intervento entro poche decine di secondi e comunque nel più breve tempo possibile.
-
-
Le condizioni per adempiere questa priorità sono:
Tutti i dipendenti dovrebbero sapere come comportarsi in caso di evento potenzialmente
grave, in particolare dovrebbero sapere che devono chiamare con la massima urgenza un
Addetto al Pronto Soccorso, conoscere i nomi degli Addetti, CHI di essi è presente in quel
momento e DOVE si trova. (è un problema di informazione e di organizzazione adeguate).
Un telefono fisso o cellulare e una cassetta di Pronto Soccorso siano sufficientemente vicini
per arrivare sul luogo in cui si trova il paziente contemporaneamente all’arrivo del
soccorritore.
a) Copertura spaziale
In ogni momento ci dovrebbe essere un soccorritore a non più di 30-60 secondi di
distanza da qualsiasi possibile punto significativamente frequentato dei luoghi di lavoro.
Se l’ambiente è circoscritto non c’ è problema, ma più l’ambiente è esteso in orizzontale
o in verticale (edifici a più piani), maggiore è il numero dei soccorritori necessari per una
buona copertura, inoltre in questo caso è fondamentale che siano distribuiti in posti diversi,
in modo da garantire una certa prossimità a tutti i punti frequentati.
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Una buona copertura spaziale tiene conto delle dimensioni dell’area e degli edifici (anche
lo sviluppo in più piani).
L’ideale è assicurare una distribuzione spaziale fissa dei soccorritori (= nella scelta si tiene
conto del punto esatto in cui normalmente lavorano), in modo che tutti i punti rilevanti abbiano un
soccorritore raggiungibile a piedi, camminando velocemente, entro 30-45 secondi.
Se l’organizzazione del lavoro impedisce di avere persone sempre fisse in determinate
postazioni di lavoro, incrementando il numero degli addetti e scegliendoli oculatamente si ottiene
una maggior probabilità di copertura spaziale.
Naturalmente la normativa va applicata con ragionevolezza ed equilibrio.
A nessuno è richiesto di realizzare un sistema perfetto, ma solo un sistema
ragionevolmente efficace rispetto alle probabilità maggiori e ai rischi più significativi.
Se l’Ente/la Ditta ha uno scoperto molto ampio, è impossibile garantire a due dipendenti che
si trovano nel punto più lontano un intervento rapido.
Se, però, fossero impegnati in un’attività di una certa rischiosità, non sarebbe più
irragionevole organizzare le cose in modo che possano essere soccorsi rapidamente.
b) Copertura
temporale
Nel caso di funzionamento aziendale più lungo rispetto all’orario di lavoro del singolo
dipendente, ci deve essere un’attenzione a garantire una presenza in ogni fascia oraria,
tenendo conto della quantità di persone presenti.
Per esempio, se l’Ente apre alle 7 di mattina e chiude alle 19, probabilmente il numero delle
persone presenti varia in modo importante nelle diverse fasce orarie.
In relazione al numero dei presenti è necessario fare in modo che in ciascun momento ci
siano un numero adeguato di soccorritori disponibili
Peraltro, anche quando ci sono relativamente poche presenze è necessario garantire almeno
un soccorritore.
Ovviamente sarebbe irragionevole mettere un soccorritore in caso di pochissime presenze;
però in questo caso bisogna assicurarsi che gli interessati possano chiamare soccorsi esterni tramite
un mezzo di comunicazione.
Restando al tema della copertura temporale, le linee guida già citate dicono che bisogna
tener conto del fatto che un soccorritore può essere assente o l’eventualità che l’infortunio/malore
colpisca proprio il soccorritore stesso.
Per tale evenienza le linee guida suggeriscono di raddoppiare cautelativamente il numero
dei soccorritori.
Fattore rischio specifico
dell’azienda
In generale si ritiene che il fabbisogno di soccorritori dipenda dal grado di probabilità di
eventi che richiedono intervento urgente o di emergenza.
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-
Tale probabilità dovrebbe evincersi:
dalla natura dell’attività e dei rischi specifici che comporta (normalmente ne tratta il
Documento di valutazione dei rischi, è utile anche la consultazione del Registro degli
infortuni degli ultimi anni);
dalle caratteristiche della popolazione presente (per esempio, una popolazione
prevalentemente anziana è statisticamente più esposta a certe patologie improvvise).
Ci sono a volte dipendenti o utenti con problemi gravi di asma, allergia a punture d’insetto e
altro, ma di norma portano con sé kit di autosoccorso per cui non è vitale l’intervento rapido del
pronto soccorso interno, che, tra l’altro, non sarebbe comunque autorizzato a somministrare
farmaci, quanto istruire qualcuno a verificare che l’interessato compia in tempo utile quelle
operazioni per cui è stato addestrato e attrezzato.
Quasi tutte le casistiche di malattie gravi con crisi acute improvvise sono già note
all’interessato, non necessitano di interventi specializzati ma soprattutto di realizzare
tempestivamente operazioni già predisposte (sostanzialmente esulano dai compiti del Pronto
Soccorso interno e d’altra, parte in questi casi attendere l’arrivo del soccorritore significherebbe
agire troppo tardi).
La tabella Inail utilizzata come riferimento per la classificazione delle aziende ai sensi del
DM 388, registra le categorie “uffici come quelle aventi l’indice più basso di infortuni.
In questi casi il Datore di lavoro (= Dirigente scolastico) deve commisurare l’organizzazione a
questo quadro, quindi non serve certo avere lo stesso numero di Addetti che ha un’azienda a rischio
grande o medio.
Incrociando tutti questi fattori…
Si perviene a costruire un’organizzazione equilibrata, ragionevole ma adeguata.
Proviamo a trasformare questi concetti in regole di massima, tenendo conto, però che non
esistono algoritmi matematici che possano sostituire la valutazione di buon senso delle specificità
che caratterizzano ciascuna situazione.
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Quanti addetti servono ?
Regole di massima
Benché sia richiesta un’organizzazione “adeguata” del Servizio di pronto soccorso interno
aziendale, non ci sono regole a priori, ma purtroppo solo un giudizio a posteriori che interviene in
caso di ispezione o denuncia o incidente.
1)
2)
3)
4)
5)
6)
Comunque, i principi di base sono:
In ogni caso va garantita in qualsiasi momento la presenza in una sede lavorativa di almeno
un addetto.
Copertura spaziale: suddividere l’area lavorativa in zone realmente servibili da un addetto
che vi si trovi (raggio di circa 30-45 secondi a piedi). In pratica, la struttura logistica della
sede lavorativa richiede una specifica risposta.
Copertura temporale:
3a) se l’orario lavorativo dell’azienda eccede l’orario individuale dei lavoratori, fare in
modo che il numero di addetti e la loro turnazione garantisca una copertura
temporale nell’arco della giornata
3b) copertura nell’arco della settimana: se l’orario lavorativo dell’azienda si svolge su un
numero di giorni/settimana maggiore del numero di giorni prestati dal singolo
lavoratore, fare in modo che il numero di addetti e la loro turnazione garantisca una
copertura temporale nell’arco della settimana
3c) copertura rispetto alle assenze più probabili (malattie, permesso, ferie, ecc.): in
pratica è considerato ragionevole duplicare il numero degli addetti in modo che se
uno è assente per malattia/permesso/ferie, ci sia una ragionevole probabilità che sia
presente l’altro addetto
3d) copertura rispetto agli intrecci degli incarichi , che possono modificare in modo
importante la composizione dell’organico in certi periodi (è il caso soprattutto dei
cantieri e delle attività su progetti)
Proporzione rispetto alla gravità/frequenza dei rischi teorici evidenziati nel documento di
valutazione: è evidente che nei casi di rischio superiore alla media si deve diminuire il
raggio d’azione di cui al punto 2) e almeno raddoppiare il numero degli addetti per dare
maggior probabilità di copertura temporale. Nei casi di rischio grave, può essere ragionevole
fare in modo che siano addetti al pronto soccorso fino al 50% dei dipendenti o più.
Nel caso di attività esterne di piccole squadre di lavoratori e di lavori con un certo rischio,
può essere ragionevole che tutti siano addetti. Nel caso di cantieri edili o assimilabili, tenuto
anche conto che nel tempo le presenze si intrecciano in modi diversi in sedi diverse di
lavoro, in pratica è opportuno che tutti siano addetti.
Infine nelle sedi lavorative con grande concentrazione di dipendenti e/o utenti e visitatori
estranei, il numero degli addetti va potenziato.
Pertanto è importante che , nel caso in cui l’organizzazione aziendale di pronto
soccorso sia oggetto di ispezione o peggio di indagine, esista agli atti un documento che
dimostri che il numero degli addetti necessari è stato calcolato tenendo conto in modo
adeguato di tutti questi parametri!
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Riassumiamo mediante una tabella i 6 criteri sopra illustrati, ma essa va interpretata con
l’assoluta riserva della specificità di ogni situazione aziendale che difficilmente può essere ridotta
a numeri.
Per unità
fisica
e di turno
Solo uffici
Idem
Idem
Scuole
TABELLA RIASSUNTIVA REGOLE DI MASSIMA
Numero
Logistica
Logistica
Rischio grave o
dipendenti e altri favorevole
sfavorevole
particolare (presenza
presenti
di esterni numerosi o
con problemi)
Fino a 20
2
3 o più
improbabile
Da 21 a 50
3
4 o più
improbabile
Da 51 a 100
4
5 o più
improbabile
Discorso a parte a
causa dell’orario
di lavoro e della
presenza di
minori in grande
numero (vedi
apposito
manuale)
Attività con
prevalenza di
lavoro manuale
Idem
Idem
Fino a 20
3
4 o più
30% o più, min. 3-4
Da 21 a 50
Da 51 a 100
4
5
5 o più
6 o più
10% o più, min. 5
10% o più, min. 6
Cantieri esterni
Idem
Idem
Idem
Idem
Idem
Idem
2
3
4- 5
6-7
8-10
11-20
Da 21 in poi
2
3
3
4
5
60%
50%
2
3
4 o più
5 o più
7 o più
80% o più
70% o più
100%
100%
4 o più
5 o più
90% o più
80% o più
70% o più
In questi ragionamenti, va anche tenuto conto dei costi non banali per la formazione degli
addetti al pronto Soccorso:
- un corso di formazione di 12 ore costerà almeno 80-100 euro (o più) a persona; 12 ore di
mancato lavoro (più eventuale tempo per il trasferimento alla sede del corso) hanno un costo
facilmente calcolabile, comunque almeno pari o anche assai superiore al costo del corso stesso.
- l’aggiornamento triennale costerà almeno 25-35 euro (o più) a persona, a cui naturalmente va
aggiunto il costo del mancato lavoro.
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Calcolo del numero di cassette di pronto soccorso da collocare in ciascuna sede
Il concetto fondamentale per un’adeguata dotazione di presidi sanitari è la copertura
spaziale.
Bisogna che ogni cassetta sia raggiungibile entro 30-45 secondi da qualunque punto
significativo dell’edificio o dell’area, avendo attenzione, però, ai punti più affollati ed esposti a
rischio.
Se la sede ha un unico edificio, potrebbe bastare una cassetta.
Se gli edifici sono più d’uno e relativamente discostati è adeguato mettere una cassetta in
ciascuno.
Se c’è un laboratorio potenzialmente pericoloso è opportuno collocarvi dentro una cassetta o
un pacchetto, magari integrato con i presidi facoltativi ulteriori più opportuni (vedi l’elenco nelle
ultime pagine della “Sintesi”; per esempio, un laboratorio di chimica dovrebbe avere il lavaocchi,
gel contro bruciature e collirio).
Gestione delle cassette di pronto soccorso
Bisogna dare disposizione, in particolare ai bidelli, che - in presenza di un evento di qualche
rilevanza e comunque se il paziente ha perso conoscenza, uno di loro si occupi di avvertire
urgentissimamente il più vicino soccorritore e di mandare a prendere la più vicina cassetta di
pronto soccorso per farla trovare sul posto già aperta all’arrivo del soccorritore stesso.
Un addetto va ufficialmente incaricato di verificare periodicamente (mensilmente o dopo
eventi particolari) la completezza di ciascuna dotazione e lo stato di buona conservazione dei
presidi.
A parte si troverà un modulo tipo da spuntare al controllo.
Mezzi di comunicazione per chiamare il 118
-
Va chiarito con vigore che è soltanto l’Addetto al Pronto Soccorso che:
deve decidere se chiamare o meno il 118 (solo se è assente può essere sostituito)
deve descrivere la situazione al 118 (salvo che urgenza d’intervento sul paziente non lo
spingano a delegare ad altri la funzione, però dando disposizioni su come descrivere
l’evento).
Il Datore di lavoro deve con atto formale indicare qual è il telefono fisso a disposizione,
perché è un atto dovuto, tuttavia ormai quasi ogni persona dispone di cellulare e la chiamata al
118 è gratuita e consentita anche ai telefoni privi di credito telefonico.
Pertanto si assumerà che il soccorritore preferibilmente utilizzi il proprio cellulare.
Allegato B - Facsimile della circolare permanente informativa da leggere ai
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dipendenti ed alle persone comunque presenti con qualche regolarità per
qualsiasi motivo.
Cos’è il Servizio di Pronto Soccorso interno .
E’ un’organizzazione interna a ogni azienda , voluta dal Decreto legislativo 626 del 1994 ,
che detta le regole in materia di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Essa ha come scopo:
1) effettuare piccole medicazioni o interventi per i quali non è necessario andare al pronto
soccorso ospedaliero o dal medico (o quanto meno non andarci subito o d’urgenza)
2) valutare eventi di possibile gravità, decidere se chiamare o meno il 118 e quale
messaggio dare per far comprendere esattamente l’effettiva situazione.
3) nei casi in cui viene chiamato il soccorso esterno specializzato, assistere il paziente con
interventi pratici e psicologici che lo mantengano vivo e nelle migliori condizioni
possibili fino all’arrivo del soccorso esterno (che può variare da un minimo di 7-8 minuti
a decine di minuti in funzione della lontananza).
In questo caso, si presentano 2 tipi di scenari:
3a) in eventi pur gravi ed urgenti ma che non comportano pericolo di vita, impedire che
comportamenti inappropriati causino effetti collaterali gravi e fare in modo che il paziente
mantenga le migliori condizioni in attesa dell’arrivo del soccorso specializzato (esempio: una
sospetta lesione vertebrale
può attendere senza problemi anche a lungo l’arrivo
dell’ambulanza ma solo a patto che la persona non si muova e non venga mossa)
3b) nelle situazioni d’emergenza in cui c’è pericolo di vita in pochi minuti, per cui il
soccorso specializzato arriverebbe sempre troppo tardi ed il paziente morirebbe (arresto
cardiaco /respiratorio, emorragia imponente, soffocamento, ecc. determinano la morte o danni
irreversibili entro pochissimi minuti), effettuare semplici interventi “salvavita” per i quali
l’Addetto al Pronto Soccorso interno è stato addestrato.
Un certo numero di dipendenti ha seguito appositi corsi per imparare a compiere queste
funzioni.
Essi si chiamano “Addetti al Pronto Soccorso”.
Dell’organizzazione del Servizio di “Pronto Soccorso aziendale” fanno parte integrante le
attrezzature necessarie:
- cassette di pronto soccorso,
- pacchetti di medicazione,
- mezzi di comunicazione col 118,
- altri strumenti ritenuti necessari dal medico competente o dal servizio sanitario territoriale o
dal Dirigente.
Chi sono gli addetti in questa sede:
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Lista degli addetti incaricati per l’anno scolastico in corso è indicata nei Documenti di
Valutazione del rischio (Il modello che segue è più analitico e potrà essere compilato all’occorrenza
in quanto a fianco di ogni addetto va indicato per ciascuno: n. ore settimanali di presenza; orario
esatto di presenza in istituto ogni giorno; aule o luoghi dove si trova normalmente; n. telefonico
dell’interno a cui è rintracciabile; n. di cellulare , se lo consente).
Lista degli addetti
N.
nome
addetto
cognome
addetto
n. ore
settimanal
i di
presenza
Orario
esatto di
presenza
in
istituto
ogni
giorno
aule dove si
trova
normalment
e
o luoghi
dove si trova
normalment
e
n. telefonico
dell’interno
a cui è
rintracciabil
e
n. di
cellulare
1)
2)
3)
4)
5)
6)
Dove sono e quali sono i presidi sanitari messi a disposizione:
-
Cassetta di pronto soccorso, contenente tutto il necessario per il primo intervento e le
medicazioni: è una valigetta color ….,contraddistinta da una croce di color verde.
Ce ne sono n. …, site esattamente: …..
-
Pacchetti di medicazione: sono alquanto più piccoli della cassetta e contengono il
necessario per piccole medicazioni e primo intervento; è una valigetta piccolissima color
….,contraddistinta da una croce di color verde.
Ce ne sono n. …, site esattamente: …..
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Regole da seguire:
1) Nel caso che una persona abbia perdita di conoscenza, emorragia o un malore o infortunio
di qualche entità , deve essere immediatamente chiamato con la massima urgenza sul posto
il più vicino Addetto al Pronto Soccorso, il quale, dal momento del suo arrivo, avrà la piena
direzione delle attività di soccorso. Si richiama l’attenzione sul fatto che anche pochi
secondi in certi casi possono essere decisivi per salvare una vita. In questi casi, soprattutto
se c’è perdita di conoscenza, è urgentissimo chiamare il 118, evidenziando tale circostanza.
2) Di e regola è preferibile che siano i dipendenti in possesso dell’attestato di Addetto al
Pronto Soccorso a intervenire in soccorso di persone che abbiano un malore o infortunio
anche lieve, pertanto dovrà sempre essere chiamato un Addetto. Soltanto in attesa
dell’arrivo di un Addetto, altri potranno eseguire, con la necessaria cautela, gli interventi
davvero urgentissimi non rinviabili. Ovviamente, nel caso improbabile che in sede non
fosse presente alcun Addetto, potrà intervenire chi si sente in grado di farlo.
3) Per chiamare il 118 e per qualunque esigenza di soccorso in emergenza sanitaria è
disponibile il telefono fisso dell’Azienda, in particolare gli apparecchi presenti presso la
portineria e la segreteria.
4) Quando appare necessario chiamare il 118, è preferibile che sia l’Addetto a chiamarlo, se è
in grado di arrivare in tempo brevissimo. Chi chiama il 118 deve dire all’incirca: “C’è stato
un infortunio/malore grave che richiede il Vs intervento urgente/urgentissimo perché il
paziente presenta questi segni (perdita di coscienza / arresto cardiaco / apparente
infarto,rilevante emorragia / ecc.……). Il paziente si trova presso l’Azienda “………” sita
a ………… telefono ……….. L’ambulanza deve entrare nel cortile dal cancello sito in via
…. N. . Tale via è la …. ….prima/seconda/terza a destra/sinistra provenendo da… punti
di riferimento…. Una persona attenderà l’ambulanza in strada per indicare il cancello e poi
il percorso interno ….” . queste istruzioni si trovano anche nella cassetta di pronto socorso e
appese a ogni piano.
5) E’ fatto divieto a chiunque di muovere o anche solo girare una persona infortunata o vittima
di malore, salvo che per prevenire che costui sia vittima di eventi palesemente dannosi
(caduta, crollo, incendio, ecc.). Infatti in certi casi la movimentazione può creare danni
gravissimi o trasformare in una tragedia un evento di per sé non grave. Per la stessa ragione,
se la persona vittima di malore o d’infortunio è cosciente, è invitata a non alzarsi e a non
muoversi, fino a che non ha ricevuto il benestare dell’ Addetto al Pronto Soccorso (il
paziente può non rendersi conto dei reali danni subiti e muoversi può a volte recare gravi
danni).
6) La lista degli addetti e la loro probabile dislocazione è affissa a ogni piano dell’edificio; in
alcuni casi è indicato anche un interno telefonico o numero di cellulare per chiamarli.
Chiunque è autorizzato a chiamarli d’urgenza, ma preferibilmente dovrebbe farlo l’usciere o
guardiano o fattorino in servizio al piano.
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7) Contemporaneamente, alla chiamata dell’Addetto (o subito dopo), uno dei presenti o
l’usciere o guardiano o fattorino in servizio al piano deve andare a prendere la più vicina
cassetta di pronto soccorso o pacchetto di medicazione (la loro collocazione è indicata nel
foglio riportante anche i nomi degli Addetti), in modo che al suo arrivo l’Addetto al Pronto
Soccorso la trovi già disponibile e aperta.
8) E’ fatto divieto ai circostanti di stare troppo vicini alla persona vittima di malore o
infortunio e di fare commenti sul suo stato di salute, che potrebbero avere un effetto
deprimente su una persona già in difficoltà.
9) Nel caso in cui la persona vittima di malore o infortunio non sia in grado di riferire le
circostanze del suo infortunio/malore all’Addetto al Pronto Soccorso, necessarie per
comprendere meglio la natura dell’evento e cosa fare, chi fosse al corrente con cognizione di
causa è invitato a riferirlo all’Addetto.
10) Se e quando l’ Addetto al Pronto Soccorso deciderà di chiamare il 118, l’usciere o
guardiano o fattorino in servizio al piano (o, in sua assenza, uno dei presenti, meglio se
adulto) si metterà a disposizione per collaborare alla telefonata, se richiesto. Il citato foglio
di istruzioni riporta anche le più frequenti frasi da dire al 118 e qual è il percorso ottimale
per accedere alla parte di edificio o area esterna dove è localizzato l’evento.
11) Nessuna regola è prospettata per i comportamenti dell’ Addetto al Pronto Soccorso, in
quanto dovrà applicare le conoscenze e le istruzioni ricevute nei corsi di formazione.
12) Chiunque abbia un malore o infortunio anche lieve deve consultare un Addetto al Pronto
Soccorso, perché a volte l’interessato non ha gli elementi per valutare i possibili effetti,
anche gravissimi, di un evento apparentemente privo di conseguenze.
13) Tutti i presenti e comunque coloro che venissero a conoscenza di informazioni relative allo
stato di salute della persona vittima di malore o infortunio sono tenuti per legge al riserbo
verso terzi in base alla normativa sulla privacy (legge 196/2003), tranne che per
informazioni di servizio e ai soccorritori.
14) Tutti sono invitati a collaborare alla buona riuscita degli interventi di pronto soccorso, sia
seguendo le presenti istruzioni, sia astenendosi dai comportamenti vietati.
Il Dirigente
______________________
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ALLEGATO C - Scheda per il controllo periodico, mensile, del contenuto
minimo della cassetta di pronto soccorso
La scheda che segue deve essere aggiornata con cadenza mensile per effettuare la verifica
della completezza e integrità di ciascuna cassetta di pronto soccorso al fine di controllare il rispetto
dei contenuti minimi che essa deve avere per legge.
CONTENUTO MINIMO DELLA Quantità
CASSETTA DI PRONTO
obbligatorie
SOCCORSO
Quantità
Data controllo:
riscontrate
:
NOTE
Guanti sterili monouso (5 paia).
5 paia (= 10
pezzi)
Visiera paraschizzi
1
Flacone di soluzione cutanea di
iodo-povidone al 10% di iodio da 1
litro (= Betadine o esattamente
analogo]
1 flacone da
1 litro
Flaconi di soluzione fisiologica
( sodio cloruro - 0, 9%) da 500 ml
3 flaconi da
500 ml
Compresse di garza sterile 10 x 10 in 10 buste
buste singole
singole
Compresse di garza sterile 18 x 40 in 2 buste
buste singole
singole
Teli sterili monouso
2 confezioni
Pinzette da medicazione sterili
monouso
2
Confezione di rete elastica di misura 1
media
Confezione di cotone idrofilo
1 pacchetto
Confezioni di cerotti di varie misure
pronti all'uso
2 confezioni
Rotoli di cerotto alto cm. 2,5
2 rotoli
Un paio di forbici.
1
Lacci emostatici
3 pezzi
Ghiaccio pronto uso [o istantaneo:
quello che si attiva con una
2 confezioni
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percussione]
Sacchetti monouso per la raccolta di
rifiuti sanitari
2 pezzi
Termometro.
1
Apparecchio per la misurazione della 1
pressione arteriosa.
FIRMA dell’Incaricato al controllo _________________________________
ALLEGATO D - Scheda per il controllo periodico del contenuto minimo del
pacchetto di medicazione
La scheda che segue deve essere aggiornata con cadenza mensile per effettuare la verifica della
completezza e integrità di ciascun pacchetto di medicazione al fine di controllare il rispetto dei
contenuti minimi che esso deve avere per legge.
CONTENUTO MINIMO
DEL PACCHETTO DI
MEDICAZIONE
Quantità
obbligatorie
Quantità
Data controllo:
riscontrate
NOTE:
Guanti sterili monouso
2 paia (= 4
pezzi)
Flacone di soluzione cutanea di iodo- 1 Flacone da
povidone al 10% di iodio da 125 ml 125 ml
(= Betadine o esattamente analogo]
Flacone di soluzione fisiologica
(sodio cloruro 0,9%) da 250 ml
1 Flacone
250 ml
Compresse di garza sterile 18 x 40 in 1 busta con 1
buste singole
compressa
Compresse di garza sterile 10 x 10 in 3 buste
buste singole
singole
Pinzette da medicazione sterili
monouso
1
Confezione di cotone idrofilo
1
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confezione
Confezione di cerotti di varie misure 1 confezione
pronti all'uso
Rotolo di cerotto alto cm 2,5
1 rotolo
Rotolo di benda orlata alta cm 10
1 rotolo
Un paio di forbici
1
Un laccio emostatico
1
Confezione di ghiaccio pronto uso [o 1 confezione
istantaneo: quello che si attiva con
una percussione]
Sacchetti monouso per la raccolta di
rifiuti sanitari
1 sacchetto
Istruzioni sul modo di usare i presidi 1 libretto
suddetti e di prestare i primi soccorsi
in attesa del servizio di emergenza.
FIRMA dell’Incaricato al controllo _______________________________________
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