DAKEDIPENDE Interventi di Prevenzione nei luoghi di divertimento notturno 1 2 Ringraziamenti Operatori (educatori, psicologi, tirocinanti e volontari) che si sono avvicendati nel progetto: Ettore Bargellini, Leonardo Berti, Alessandra Borneo, Claudia Campanile, Leonardo Caponi, Iglis Innocenti, Marco Mascii, Matteo Nincheri, Claudia Rastelli, Roberto Rospigliosi, Enrico Santi, Anna Spata, Federica Vannoni. Staff del Cencio’s (Massimo, Stefano, Muzio, Francesca, Pippo...) e dell’Hop Store (Marco, Walter…) Attori di Isolecomprese Teatro: Natascia, David, Veronica, Jacopo, Bianca, Maurizio, Luisa, Simone (fotografo), Gray (telecamera) Biblioteca Lazzerini di Prato, in particolare il direttore Franco Neri Responsabile del progetto: Claudia Rastelli Sert di Prato per la sua collaborazione nella prima parte dell’intervento Liceo C. Livi di Prato, in particolare la prof.ssa Fasulo, per la sua collaborazione al progetto “Tam tam” di peer education Tony Andrés Innocenti dell’AIED di Firenze per il suo intervento sulla sessualità Tutti i ragazzi frequentatori dei locali che hanno partecipato al progetto: Ippoeta, Simone, Anna, Marco, Maria, Chiara, Alexa, Caterina, Beatrice, Serena, Azzurra... Stefano Rafanelli della polizia municipale per il suo intervento sulla sicurezza stradale 3 Premessa Q uesta pubblicazione si propone i seguenti obiettivi: zare il fenomeno del consumo di sostanze, collegandolo alla particolarità dell’età adolescenziale e di illustrare il progetto e il contesto di riferimento. Nella seconda parte invece, più descrittiva, è riportata la voce degli educatori e dei ragazzi in relazione a varie tematiche di interesse giovanile e non solo. Siccome il nostro scopo è proprio quello di fornire uno spaccato della vita e delle opinioni dei giovani, ci siamo limitati il più possibile nelle interpretazioni e nei commenti, lasciando spazio ai vari documenti raccolti nel corso di questi anni, in modo che ognuno possa poi fare le proprie riflessioni. - rileggere, in tutto il suo sviluppo (ottobre 2003-giugno 2005), l’intervento di prevenzione all’uso di sostanze, “Dakedipende”, svoltosi in vari ambiti di aggregazione giovanile di Prato; - rendere questo progetto, originale e innovativo, sempre più efficace e ripetibile; - offrire una fotografia della realtà giovanile pratese incontrata nei vari contesti di intervento; - restituire ai ragazzi che hanno partecipato al progetto i risultati del lavoro da loro svolto. NB: per restare più aderenti alla realtà incontrata, nel testo abbiamo lasciato spesso parole ed espressioni del gergo giovanile, la cui spiegazione viene riportata nel “Glossario”. La pubblicazione si struttura in una parte iniziale più teorica, che si propone di analiz- 4 Indice Parte prima: Giovani e sostanze · Il Centro di Solidarietà di Prato · Nuovi stili di consumo di sostanze · L’adolescenza · Il progetto “Dakedipende” · Il contesto di intervento: il Cencio’s Appendice 1 Hop Store: un intervento di prevenzione in un pub Appendice 2 Peer Education: · Tam tam al liceo C.Livi: un intervento di peer education a scuola · Tam tam di sera: un intervento di peer education al Cencio’s Parte seconda: Diario di una esperienza Cuori: amore, sesso, felicità Picche: paura, rabbia, morte, solitudine Fiori: amicizia, divertimento, tempo libero Quadri: studio, formazione, lavoro Droghe: alcol, cannabis, cocaina, ecstasy, allucinogeni, dipendenza Serate 2005: identità, maschera, famiglia, straniero, religione, violenza, solitudine, notte, sogni Area 21: laboratorio teatrale Conclusioni Glossario Bibliografia 5 6 Parte prima: GIOVANI E SOSTANZE 7 Il Centro di Solidarietà di Prato ghi. In un primo momento si è trattato di ricerche/azioni con il metodo delle storie di vita ed in seguito di progetti più strutturati. Il cambiamento degli interventi ha reso necessario un ampliamento del bagaglio formativo: imparare a relazionarsi in luoghi e contesti informali, trovare nuovi linguaggi, una nuova flessibilità oraria; ecco la figura dell’educatore di strada e la nascita dei progetti territoriali . Anche questa definizione ha però avuto un ulteriore sviluppo: si è passati dal progetto territoriale, che vedeva coinvolti quasi esclusivamente gruppi informali di adolescenti, al progetto territoriale integrato che, come dice il termine, ha la finalità di integrare i vari protagonisti di un territorio: giovani, adulti di riferimento, gestori di locali, associazioni che lavorano con i giovani, testimoni privilegiati, servizi sociali, Circoscrizioni e la scuola, che così è diventata uno dei referenti privilegiati del territorio e non più una realtà a sé . Il lavoro di strada non si è fermato solo agli spazi tradizionali del territorio, ma si è allargato fino a comprendere anche i luoghi della “notte”, ovvero pub e discoteche, abitualmente frequentati dai ragazzi. I l CSP nel corso della sua attività si è sem pre impegnato a rimanere in ascolto degli interrogativi e dei bisogni delle nuove generazioni ed ha adeguato ad essi la gamma degli interventi preventivi. Il Settore Prevenzione nasce come Centro Studi e Documentazione con azioni principalmente di tipo informativo in classi di scuola media inferiore e superiore, prima con tematiche legate alla tossicodipendenza, poi con attività tendenti a facilitare la relazione all’interno della classe. Col tempo si è passati dal concetto di prevenzione come informazione a quello di prevenzione come promozione del benessere. Gli incontri a scuola si sono caratterizzati a seconda degli obiettivi da raggiungere: accoglienza; consolidamento del gruppo classe; emozioni, gestione dell’aggressività; autostima, orientamento ecc.. E’ stato inoltre consolidato il rapporto con gli insegnanti referenti e sono cominciati i percorsi formativi per genitori e docenti. Negli ultimi sette anni la prevenzione è “scesa in strada”; è stata infatti avvertita l’esigenza di andare là dove i ragazzi si trovano abitualmente, ovvero in strada, nei bar, nei circoli, per incontrarli ed ascoltarli nei loro luo- 8 Nuove sostanze e modalità di consumo P erché si continuano a chiamare “nuove droghe”, sostanze il cui uso/abuso è ormai sperimentato da decenni? Questa denominazione non contiene piuttosto il senso dell’incapacità a leggere ed affrontare il fenomeno che pare sempre nuovo, proprio perché mai interpretato adeguatamente? Sono gli interrogativi che spesso si affacciano alla mente di chi lavora, a vario titolo, con i giovani e che fanno dire che, più che di nuove droghe, si dovrebbe forse parlare di nuove modalità di consumo e di un target di consumatori diversificato, accomunato dalla percezione di non essere tossicodipendente. Oggi i volti della tossicodipendenza sono decisamente variegati. Il modello prevalente di consumo è il “poliabuso”: varie sostanze legali ed illegali vengono usate alternativamente, in sovrapposizione ed in supporto l’una dell’altra. La maggior parte degli sperimentatori di sostanze si rivolge alle droghe di sintesi, progettate e costruite in laboratorio: apparentemente meno pericolose, perché confezionate in pastiglie che si assumono per via orale, non generano stati carenziali paragonabili all’eroina e vengono utilizzate nei contesti di aggregazione e divertimento. di cocaina risulta ampiamente diffuso tra i giovani socialmente ben inseriti, sia in ambito scolastico che nei contesti produttivi. L’hashish e la marijuana soddisfano invece la ritualità di gruppo dei più giovani. L’ecstasy e le anfetamine pongono l’accento sulla performance, sul potenziamento della prestazione e sono strettamente legate al mondo dell’intrattenimento notturno ed ai suoi riti. Accanto ad ecstasy e cocaina, l’alcol resta una costante dei consumi ricreazionali giovanili. Di fronte a queste modalità di consumo il mondo adulto è stato colto di sorpresa: spesso infatti non si può parlare di giovani disadattati, “a rischio”, con situazioni sociali ed ambientali difficili; il binomio uso di sostanze/disagio conclamato non è più valido e si genera, in chi guarda dall’esterno, un senso di insicurezza che può tradursi di volta in volta in negazione dell’evidenza, nell’ansia eccessiva, vissuta spesso dal giovane consumatore come “sproporzionata”, in un giudizio senza appello o nel bisogno di un controllo illusorio. L’eroinomane non gode di buona reputazione presso i consumatori di ecstasy; è ritenuto un perdente e, in quanto tale, non si confà ad un immaginario giovanile che predilige le droghe prestazionali e di integrazione. L’uso Per i ragazzi il ricorso a droghe serve spesso a creare un’atmosfera di apertura, facilitando la comunicazione e la condivisione di 9 sentimenti ed esperienze, contribuisce a far sentire a proprio agio e aiuta a sentirsi simili agli altri. L’adolescenza è il periodo in cui più s’intensifica il bisogno di ampliare i confini del proprio spazio di vita, la curiosità di sperimentare nuovi e diversificati stili di comportamento anche ricercando esperienze avventurose e inusuali. Lo “sballo” diventa quindi, per alcuni adolescenti, una sfida nei confronti di una vita quotidiana da cui si sentono schiacciati, offrendo per contro l’opportunità di vivere esperienze opposte a quelle di tutti i giorni. Quanto più l’adolescente avverte delle difficoltà ad affrontare in modo costruttivo i compiti di sviluppo specifici della fase di vita, tanto più aumenta la probabilità che la droga possa apparirgli come un mezzo per ridurre stati psicologici negativi, quali ansia, angoscia, incertezza, depressione, e per meglio rispondere alle richieste del suo ambiente di vita. dalità di assunzione, variegate le tipologie di consumatori. Il primo compito che compete a chi, in qualche modo, è impegnato nell’ambito educativo e preventivo, oppure dedito al sostegno ed all’aiuto di quei ragazzi che manifestano difficoltà, consiste nel rendersi conto delle differenze tra comportamenti di consumo, di abuso, di dipendenza. La diffusione delle “nuove droghe” denuncia l’importanza crescente dei comportamenti d’uso e di abuso. Confonderli con la dipendenza, cogliendo in essi lo stadio evolutivo iniziale di un processo irreversibile e non invece problematica autonoma, pur non immune da gravi rischi e potenziali danni, significa, con buona probabilità, chiudere ogni spazio di confronto. Per problematizzare l’uso di sostanze e confrontarsi sul significato che di uso e di abuso ciascuno dà, è necessario un graduale avvicinamento, porre le basi per l’instaurarsi di una relazione. Diverse sono le sostanze, differenti le mo- 10 Adoloscenza “Mi sentivo inutile, un diciannovenne con la testa piena di parole in un paese rigido e vecchio. A volte mi sembrava di passare il tempo a cercare giustificazioni a quello che non facevo, senza ricavarne il minimo conforto. A volte mi veniva voglia di buttarmi dalla finestra; ma il disagio era troppo informe per spingermi davvero a farlo.” iezione, atteggiamenti di sadismo e cattiveria, una mistura di tenerezza e grossolanità, che spesso generano nell’adulto ansia e difficoltà a rimanere in una relazione che sta profondamente cambiando e che sembra diventare sempre più problematica. In questa fase di sviluppo spesso si manifestano sintomi di disagio (tratti depressivi, incoerenza, instabilità, comportamenti bizzarri) che possono essere il segno di un normale processo evolutivo in corso o, se troppo accentuati e persistenti, predire l’insorgenza di una psicopatologia o di comportamenti a rischio quali tentativi di suicidio, depressione, turbe della funzione alimentare, dipendenza, tossicodipendenza. A. De Carlo “Due di due” L ’adolescenza è il periodo della vita in cui la persona si trova a fare i conti con numerosi e importanti cambiamenti a diversi livelli: fisico (il corpo subisce profonde trasformazioni), intellettivo (nuove capacità di analisi e del pensiero ipotetico-deduttivo), morale (grande attenzione ai valori), sessuale (accesso alla sessualità adulta e comparsa dei caratteri sessuali secondari), psicologico (tratti di onnipotenza e narcisismo); incremento della socializzazione con il gruppo dei pari e graduale inserimento nella società adulta; progressivo distacco dai genitori, spesso segnato da conflittualità; scelta dell’iter formativo... Ciò provoca facilmente reazioni e meccanismi di difesa quali la tendenza all’intellettualizzazione e all’ascetismo, pro- Criticare e confrontarsi con i genitori, prevaricare i familiari e gli amici, provare sostanze (nicotina, alcol), fare “bravate” e atteggiarsi a “bullo”, burrascose e, a volte, insolite storie d’amore sono atteggia men t i “comuni” in adolescenza; mentre si possono 11 definire atteggiamenti “non controllati” il rifiuto di frequentare la scuola, vandalismo, furti, abuso di droghe, promiscuità sessuale, disturbi dell’alimentazione, depressione, autolesionismo. accorgo di essere socialmente ed emozionalmente incompleta. Mi sono spaventata quando mi ha riferito com’era riuscita a fare scorta di sonniferi e lamette da barba, in quanto non riusciva a pensare ad altra soluzione che al suicidio. I ragazzi vivono così più intensamente delle ragazze e la sanno tanto più lunga sulla vita. Conoscere la limitatezza della sfera di una donna non è per niente allegro. Cara Mammina, mi dispiace che tu non scriva più spesso, mammina bella. Sento la mancanza tua.” Sylvia Platt alla mamma dal Collegio Smith (1950, ha 17 anni) “Stavo tutto il giorno a letto, circondato da pacchi di giornali e libri che non leggevo… mi veniva voglia di non muovere più un braccio né una gamba, rifugiarmi per sempre dentro me stesso …avevo voglia di reagire, di occupare una parte di spazio senza più esitazioni; diventare adulto.” A. De Carlo “Due di due” “Fino ad ora ho legato con tutte nella casa. Mi piace la mia stanza, la mia sistemazione, e sono fermamente convinta che adesso tutto dipende da me. Non ho scuse per non fare del mio meglio sotto tutti i punti di vista. Trovare il giusto equilibrio è il problema principale. Stamattina c’era la riunione del college. Da quando sono qui non mi è mai venuto così da piangere come oggi nel vedere i professori, risplendenti di colori, medaglie, ed emblemi attraversare l’aula magna, e nel sentire lo stimolante discorso dell’adorabile Mr. Wright. Non posso neppure sopportare l’idea di essere mediocre… temo che passerò tutto il giorno del Ringraziamento studiando. Ho un bisogno quasi disperato di sentirmi fisicamente desiderabile… ma in questo preciso momento mi manca un qualsiasi oggetto affettivo, nessuno con cui potermi sfogare… sono felice, stranamente, anche se mi “Deve essere dura vedersi traditi dal proprio corpo. Le cellule si dividono, gli ormoni esplodono. Nina non ha avuto alcun controllo sui tempi di esplosione, e ancora meno sugli effetti. La prima volta che le vennero le mestruazioni, pianse non per paura, ma perché temeva di aver contratto quella malattia che fa invecchiare i bambini prematuramente. Ne avevamo visto degli esempi in fotografia, bambini avvizziti e canuti all’età di quattro anni, con la pelle molle e rugosa, i denti già marci. Le assicurai che non aveva una malattia del genere, che era soltanto precoce. Adesso è in piedi in una posa goffa, come se volesse mantenere le distanze persino da se stessa. Improvvisamente non può più fidarsi di niente al mondo; il suo corpo non è più una parte di lei, ma un suo nemico.” David Leavitt 12 Nell’adolescenza l’amore è idealizzato e diffuso ed è frequente l’omosessualità funzionale, utile alla scoperta della propria identità sessuale. La conquista della propria identità rappresenta un vero travaglio e passa attraverso una fase più o meno protratta di incertezza che si estende anche al campo delle scelte e delle decisioni. Per compensare queste incertezze spesso si assume una forte rigidità nei contenuti concettuali letterali e politici o si cerca di unificarsi il più possibile alla massa. L’adolescente prova a passare e nello stesso tempo a resistere al passaggio dall’infanzia all’età adulta: si vuole staccare dai genitori e nello stesso tempo non vuole lasciarli, vuole diventare grande e nello stesso tempo ha paura di non essere più un bambino. Il lavoro dell’adolescente, in fondo, non è altro che una rielaborazione del lutto, per la perdita del sé bambino, è un “fruttuoso episodio depressivo”. In questo egli è molto simile all’anziano, il quale, a sua volta, deve prepararsi a una separazione, in questo caso non dalla famiglia e dal sé bambino, ma dalla vita stessa. Perciò entrambi sono caratterizzati da nostalgia per il passato, paura e dolore per il cambiamento e sono esposti al rischio di depressione e suicidi. “Troppo spesso ti trovi a 17/18 anni a credere di aver capito. Credimi, sono un po’ più vecchio e solo adesso riconosco quanto mi è sconosciuto. Non si tratta solo di una questione di anzianità, ma di una serie di esperienze. Le puoi chiamare lavoro, università, magari disoccupazione, impegno politico o sociale, il fatto è che ancora non sai niente. Citi Poe, ma non sai da dove venga o quali cose abbia scritto (a parte forse quelle cose darkettone che tanto ti segnano il cuore), parli di felicità e d’amore e la tua vita non è mai stata distratta da due parole (non la psiche, la vita). Credi di avere un’idea che potrai mantenere per sempre, ma non sarà così. Forse farai dei figli, metterai su famiglia e continuerai quella serie di idee perdute, che appartengono alla generazione che tanto odi. Forse lavorerai tutta la vita per garantire una casa a tuo figlio, forse farai pure il travestito e scoprirai che pian piano tutto si trasforma in una grande merda.” Un ragazzo del Cencio’s scrive dell’adolescenza 13 Il progetto Dakedipende P er conoscere la reale diffusione del consumo di sostanze tra i giovani dell’area pratese e trovare nuovi canali di intervento, il Centro di Solidarietà di Prato ha svolto, nel periodo 2001-2002, una ricerca intervento, “Da nuove droghe a nuove idee: stili di vita e di consumo dei giovani pratesi”, in collaborazione con il Sert. Essa è stata l’occasione per avere una fotografia del mondo giovanile e del consumo di sostanze a Prato, ma soprattutto per entrare in un ambito a cui la prevenzione del C.S.P non si era mai affacciata, quello dei locali del divertimento notturno. Il rapporto di collaborazione intessuto coi gestori di alcuni locali ha permesso a un’équipe di operatori di strada di “addentrarsi” nel mondo della notte e avvicinarsi ai giovani che lo vivono. È così che è nato il progetto “Dakedipende”, che è stato realizzato in più luoghi ed ha previsto azioni diversificate, tutte mirate alla prevenzione dell’uso di sostanze: · · Pub Hop Store di Prato: si sono svolte delle serate informative a tema sessualità, malattie sessualmente trasmissibili, droghe, tempo libero e divertimento - (Appendice 1); · Liceo C. Livi di Prato: è stato attuato un percorso di peer education sul tema delle sostanze (Appendice 2); · Cencio’s: si è tenuto un percorso di peer education sul tema delle sostanze (Appendice 2). Le modalità dell’intervento nei locali notturni sono state molto simili a quelle adottate dagli operatori del CSP negli interventi di prevenzione primaria sul territorio (educativa di strada) e si distinguono da altre attività svolte nei locali per la riduzione del danno, quali ad esempio la distribuzione di materiale informativo o sanitario. Esse privilegiano la ricerca di un canale comunicativo e l’instaurarsi della relazione prima di passare informazioni o materiale, ritenendo che essi siano presupposti indispensabili per l’efficacia del passaggio delle informazioni stesse. Vari accorgimenti metodologici hanno per- Rockoteca Cencio’s di Prato: è stato allestito uno spazio interattivo di ascolto e informazione, gestito, per due venerdì notte al mese, da quattro operatori in stretta collaborazione con lo staff del locale; 14 messo l’apertura della comunicazione coi frequentatori dei locali: il porsi in modo informale degli educatori e la loro età, vicina a quella degli utenti, il non giudizio, il puntare all’ascolto più che a trasmettere nozioni, l’accettare i loro tempi, accogliere le loro richieste, ascoltare le loro storie, senza giudicarli ma condividendo sempre con chiarezza il proprio punto di vista. I dati della ricerca e il contatto continuo coi ragazzi hanno evidenziato che spesso, quelle che vengono chiamate “nuove droghe”, per molti ragazzi sono “non droghe”, nel senso che chi le usa non si ritiene dipendente o a rischio di dipendenza. Purtroppo si è potuto constatare che a detta di molti giovani, “fumare, calare, pippare sono cose normali, che non interferiscono con la vita di tutti i giorni, che anzi aiutano a vivere meglio: chi lo fa quindi non è tossicodipendente come invece è chi si fa le pere”. Va specificato che gli operatori del CSP, impegnato da trent’anni nel campo della tossicodipendenza, condividono naturalmente la consapevolezza della reale pericolosità di tutte le droghe e di conseguenza tengono sempre presenti anche nel lavoro di prevenzione gli effetti negativi, di cui mettono al corrente i giovani incontrati nei vari contesti, nonostante spesso loro non se ne preoccupino affatto e ne sottovalutino i rischi. Il lavoro a contatto coi ragazzi ha anche fatto emergere che per incidere sui loro compor- tamenti è importante entrarci in relazione, il che è possibile solo provando a mettersi accanto a loro, disponibili ad ascoltarli. Si è notato fin da subito che, se stigmatizzati ed etichettati come dipendenti, questi giovani chiudono immediatamente la comunicazione e svanisce la possibilità di un dialogo e di un rapporto con loro. Così si è arrivati anche all’altra scelta fondamentale degli operatori per l’intervento nei locali, cioè di non etichettarsi come “quelli delle droghe”, parlando sempre e solo di sostanze, ma di affrontare l’argomento dopo un po’ di tempo ed insieme ad altri, collegati agli interessi dei giovani (sessualità, gioco, musica, morte, rabbia, lettura…). In questo modo quando si è parlato di droghe i ragazzi già conoscevano l’équipe, si fidavano e potevano raccontare esperienze che altrimenti difficilmente sarebbero emerse. In sintesi l’intervento ha conosciuto tre fasi: 1. essere presenti, stare coi ragazzi, osservarsi e conoscersi reciprocamente 2. raccogliere i loro bisogni, interessi, richieste... ascoltarli 3. cercare insieme risposte adeguate a questi bisogni e alternative all’uso di sostanze (discussione sui vari temi, pittura, teatro, ascolto…) 15 Il Cencio’s I l Cencio’s non è una discoteca ma un cir colo per accedere al quale occorre avere la tessera di socio e non semplicemente acquistare un biglietto. E’ uno dei motivi per cui le finalità e la mentalità di chi lo gestisce sono già orientate all’attenzione per i ragazzi, alla sicurezza e al divertimento “sano” ed è la ragione per cui, fin dall’inizio, il gestore è stato disponibile a collaborare e ha condiviso la modalità di fare prevenzione del CSP. prietari, sempre presenti. Da questi testimoni privilegiati, conosciuti piano piano personalmente dagli operatori del CSP, sono venute molte informazioni sui giovani frequentatori del locale e sullo staff stesso. Fino dall’inizio essi si mostrano favorevoli alla presenza degli educatori perché, dicono, da un po’ di tempo si vedono girare “pasticche”, fatto nuovo per il locale in quanto questo tipo di sostanza non sembra “adatto” al genere di musica e alle persone che lo frequentano. Aggiungono che quando qualcuno è trovato in possesso di sostanze viene immediatamente espulso; se si tratta di persone molto giovani cercano di parlare con loro per aiutarli a diventare consapevoli di quello che stanno facendo, poi ritirano loro la tessera, in modo che non possano più entrare. Condividono l’idea di prevenzione come Il locale, che predilige la musica rock, è molto grande (potrebbe ospitare anche 3000 persone!) e suddiviso in due piani; è dotato di un ampio palco, dove ogni sera un gruppo diverso suona dal vivo, di rampe per gli skate e le bmx, fruibili il mercoledì sera e la domenica pomeriggio, di uno spazio video-giochi, due bar, una tribuna e dei tavolini per stare a parlare o assistere al concerto. Il privé, al piano superiore, ha dimensioni più piccole ed è apparso più adatto all’allestimento di uno spazio interattivo. LO STAFF Anche se i giovani sono prevalenti, dalle 500 alle 1000 persone ogni sera, non manca una significativa componente di adulti tra “buttafuori”, “filtri d’ingresso”, addetti alla sicurezza, bariste, addetti al guardaroba, dj e i pro16 promozione del benessere e concordano con il progetto di trattare diversi argomenti di interesse giovanile, anche se la loro aspettativa è che si parli principalmente di droghe. Secondo loro i giovani frequentatori vengono per stare insieme, fare amicizia, assistere a un bel concerto, bersi una birra e trovano risposta a queste esigenze, visto che, anche se il volume della musica è molto alto, il locale offre anche spazi più riservati dove poter parlare. I ragazzi sono abbastanza attivi, sono molto affezionati al locale e alla gente che lo frequenta, fanno richieste, proposte, reclami… C’è anche un sito in cui possono presentarsi, partecipare a sondaggi, parlare tra loro. Un problema invece che ritengono subdolo e pericoloso è quello dell’alcol: molti vengono da fuori con bottiglie di vino comprate al supermercato e alla fine della serata sono ubriachi. Tutto sommato, dicono, sono bravi ragazzi e all’interno del locale non è mai successo niente di grave, cosa invece più probabile all’esterno, nella strada. Nei confronti degli educatori le persone dello staff sono molto cordiali, danno piena libertà di usare gli spazi e i materiali del locale, aiutano ad allestire lo spazio interattivo. fuori Prato: Livorno, Figline Valdarno, Collodi, Pisa, Mugello... L’età media varia a seconda delle serate: quando ci sono gli skaters è più bassa (16 anni), rispetto alle serate di venerdì e sabato in cui l’età media si aggira sui 20 anni, con persone che superano anche i 35. I ragazzi, quando non fa troppo freddo, si ritrovano spesso fuori dal locale, dentro le macchine, a bere, fumare, parlare, prima che inizi il concerto. Qualcuno sta seduto ai tavolini a chiacchierare, altri giocano ai video games, altri ascoltano il concerto e aspettano la musica del dj per ballare e “pogare”. Anche se capitano persone di tutti i tipi, la maggior parte dei ragazzi ha un modo di vestire apparentemente “trasandato”, ma che in realtà segue delle linee ben precise e in qualche modo ricercate. Un gruppo consistente ha un look dark. La musica è soprattutto rock, punk, ska e heavy metal. Il locale è frequentato da maschi e femmine in percentuali quasi uguali, anche se forse i ragazzi sono frequentatori più assidui. Ultimamente lamentano che il Cencio’s non è più quello di una volta, che non c’è più la bella musica e c’è poca gente; in realtà tutti continuano ad andarci per anni, alcuni ci passano addirittura tutta la loro adolescenza (dai 15 ai 25 anni). Dall’osservazione degli educatori i ragazzi sono apparsi molto disponibili al dialogo e a mettersi in gioco: hanno collaborato alle attività proposte, compilando questionari, facendo disegni, scrivendo sui quaderni. Hanno anche fatto richieste, dato suggerimenti su come allestire lo spazio destinato alle attività I RAGAZZI Il locale rappresenta per i giovani un importante luogo di ritrovo e di aggregazione. I ragazzi vengono in gruppo o da soli per poi trovare amici all’interno. Molti provengono da 17 e si sono espressi riguardo a cosa vorrebbero ci fosse al Cencio’s. In genere manifestano un forte bisogno di parlare e di confrontarsi non solo coi pari, ma anche con gli adulti; rivelano molto interesse per la musica, la politica, la cultura, le relazioni amicali, le problematiche legate alla crescita... Nel dialogo si esprimono in modo molto diretto (a volte anche perché hanno bevuto un po’ troppo!) e se trovano qualcuno che li sta ad ascoltare parlano facilmente di sé, delle loro storie, delle loro esperienze. Sono abbastanza rispettosi del materiale che di volta in volta viene portato. che in passato era stato collocato lo spazio “internet”. L’angolo è stato poi arredato con un divano e un tavolino per “personalizzare” lo spazio e incuriosire i ragazzi ed è stato arricchito, nel tempo, da un pc portatile per navigare in internet e da film da trasmettere sui diversi schermi televisivi del privé. Per collegare e dare continuità alle diverse serate sono stati utilizzati i quattro semi delle carte da gioco: cuori (amore, sesso, felicità), picche (solitudine, rabbia, paura), fiori (amicizia, tempo libero, divertimento), quadri (studio, formazione, lavoro). L’ordine di trattazione dei vari argomenti è stato deciso con un sondaggio attraverso delle cartoline. Il più gettonato è stato “cuori” seguito poi da “fiori” e “picche”; “quadri” non ha invece incontrato l’interesse dei ragazzi. Ai vari temi sono state dedicate diverse serate: in genere si è dato inizio con la somministrazione di un test, attraverso il quale raccogliere informazioni sulle conoscenze già possedute o risvegliare la curiosità dei frequentatori del locale, per passare poi all’approfondimento dei vari aspetti anche con la presenza, dove opportuno, di esperti. LE SERATE Dopo una fase di osservazione, di confronto coi gestori e di progettazione, sono stati esplicitati gli obiettivi della presenza degli educatori nel locale: stabilire relazioni coi ragazzi; dare informazioni corrette e neutrali; mantenere un collegamento continuo con lo staff del locale; proporre attività stimolanti e non intrusive, valutando sempre i bisogni e le risorse dei ragazzi. Successivamente si è dato inizio alla fase operativa vera e propria, che ha previsto la presenza di quattro educatori, due uomini e due donne, per due venerdì al mese, dalle 23,00 alle 02,30 circa, a partire dal mese di ottobre del 2003. E’ stato scelto, anche su consiglio del gestore, di localizzare la “postazione” nel privè al secondo piano, vicino ai tavolini, dove i ragazzi di solito si fermano a bere e parlare e dove an- Un momento significativo è stato quello del laboratorio teatrale, tenuto da alcuni attorieducatori. I ragazzi hanno potuto, attraverso alcune azioni teatrali, scoprire una valenza diversa della discoteca e sperimentare che si possono vivere emozioni e sensazioni profonde di evasione anche senza ricorrere al- 18 l’uso di droghe. un esperto per dare informazioni più precise ai ragazzi. È stata poi la volta di 4 serate sul tema della carta “fiori”, in cui abbiamo parlato di gioco, amicizia, lettura e musica. Abbiamo notato come i ragazzi siano molto interessati alle tematiche del tempo libero, del divertimento e delle relazioni sociali. A seguito del test sulla lettura, rilevando il forte interesse che i ragazzi hanno per i libri, abbiamo coinvolto la biblioteca Lazzerini nel progetto, così che ci ha fornito un centinaio di libri, individuati dai ragazzi stessi come i loro preferiti, per poterli dare in prestito durante le serate. Venuto il momento della carta “picche”, abbiamo parlato di rabbia, paura, morte e sostanze stupefacenti. Essendo argomenti piuttosto delicati, eravamo un po’ titubanti nel proporli a dei ragazzi in un luogo di divertimento, in realtà hanno fatto scaturire riflessioni molto interessanti e li hanno sentiti molto vicini. La serata sulla morte, insieme a quella sulla sessualità, è stata tra le più apprezzate. Alcune serate sono state dedicate all’alcol e alle droghe ed è stata l’occasione per rilevare le loro conoscenze sull’argomento, per riflettere sulle motivazioni, le sensazioni e le modalità di consumo e per passare delle informazioni corrette e neutrali. Dopo la pausa estiva sono continuate le serate a tema (maschera, identità, religione, famiglia, solitudine, violenza, stranieri, notte, futuro, sogni) e le postazioni fisse, come internet, lo spazio pittura, il prestito dei libri. Le serate si sono concluse a giugno 2005, con la chiusura del privè per la pausa estiva. L’intervento è stato poi arricchito anche da un progetto di peer education: un gruppo di frequentatori assidui è stato contattato per fare insieme un percorso di riflessione, scambio e informazione sulle droghe, per arrivare alla realizzazione di un libretto informativo destinato ai loro coetanei (vedi copia allegata in fondo alla pubblicazione). Accanto alle opportunità offerte di volta in volta, i ragazzi hanno avuto sempre la possibilità di parlare con gli educatori, a loro disposizione per raccogliere dubbi, storie, idee… L’ascolto si è rivelato, anche in questa occasione, strumento fondamentale per fare prevenzione, oltre ad essere un bisogno chiaro di questi ragazzi; per cui gli operatori hanno pensato di offrire loro il modo di comunicare anche nelle serate in cui essi non erano presenti. Sono nati così i “quadernoni”, ciascuno contrassegnato da uno dei semi delle carte, in cui i ragazzi potevano scrivere, disegnare, lasciare messaggi agli educatori e agli altri ragazzi. Questi quadernoni sono rimasti sempre nel locale ed è stato significativo il fatto che nessuno li abbia sciupati o portati via, e che essi si siano invece progressivamente riempiti di frasi, di storie e di disegni (alcuni riportati come illustrazioni nella presente pubblicazione). In particolare le prime serate hanno trattato la carta “cuori”: si è parlato di amore, sessualità e malattie sessualmente trasmissibili e c’è stata anche la presenza di 19 La risposta dei ragazzi è stata molto positiva: hanno compilato i test, hanno confrontato incuriositi le risposte e letto i libri, si sono avvicinati agli operatori per chiedere approfondimenti o raccontare le loro storie. Lentamente hanno iniziato a sedersi sul divano, a navigare in internet e a dare appuntamento per il venerdì successivo. In media è stato contattato un centinaio di ragazzi per serata; a loro è stato chiesto un parere su ciò che si stava facendo e suggerimenti per le volte successive. Anche lo staff si è coinvolto in alcune attività e le ha supportate con entusiasmo. Un gruppetto di ragazzi, assidui frequentatori del locale, è stato coinvolto nel pensare insieme quali attività o argomenti avrebbero potuto interessare di più. In parallelo a queste attività, abbiamo curato la parte di promozione del progetto, facendo articoli per i giornali, volantini per le biblioteche, una presentazione nostra e dello spazio interattivo per il sito del Cencio’s e per il portale giovani di Prato. 20 Parte seconda: DIARIO DI UN’ESPERIENZA Racconto a più voci: educatori del CSP e frequentatori del Cencio’s 21 CUORI: amore, sesso, felicità no spaccato della realtà giovanile del territorio pratese, e non solo, emer ge dai pensieri che i frequentatori del locale hanno “lasciato” sul QUADERNONE CUORI e che di seguito sono stati trascritti “fedelmente”. U contrato... Non c’è niente e piove, pioggia tempestosa di lacrime e fulminee saette di dolore mi accecano e tutto per te, candida speranza bianca il vento porta i miei pensieri come su una piuma senza peso e li porta su di te, tristezza, mi manchi… vorrei che tu cogliessi felice questa piuma, e la tenessi con te tutta la vita, dentro il caldo abbraccio umido del tuo cuore, nel luminoso ricordo di ciò che eravamo e di ciò che siamo, per colpa del mio gelido egoismo. Quando ti lasci con una persona aspetta, se torna è tua per sempre, l’hai detto tu... no? Credo che aspetterò questo momento della tua vita. Standoti accanto con lacrime silenziose e col pensiero sui ricordi. Quanto è dura scordarti non so più cosa inventare, i ricordi mi devastano ma te non ci sei, se non posso più averti ti ricorderò come un bel sogno. Mi manchi tanto tanto. Ti voglio con me. Piskellina. L’ amore viene dal cuore e da niente altro. Beato chi lo percepisce, vuol dire che ha un cuore vero e maturo. E con questo troverà il suo ricordo ma soprattutto il tuo ti amo. Amore, una bella cosa, qualcosa che ti rende mio… sempre tu voglia provarlo… adesso mi viene in mente odio odio odio tutto e tutti. Violenza violenza su me stesso. Sugli sconosciuti sul sistema. Odio tutto e tutti. Questo è il mio amore. Non vorrei fosse così? Vorrei saper amare, provare qualcosa…provo odio sono infelice e violento però cambierò! Cercasi ragazza: le tette che emergono, piccole e fisiche da sotto il maglione e ne sollevano un lembo in uno spazio perso di 1 cm dall’ombelico. La curva del collo, baciarti o morderti o sfiorarti soltanto, farti sentire il calore delle labbra senza toccarti, dormire nell’incavo della tua spalla, acqua che bagna lungo il tuo collo senza gravità. Labbra so- Vi racconto la storia di una splendida creatura dei cieli... era un angelo, splendente ma... decise di trasformarsi... diventò così un angelo nero, il mio angelo nero. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di innamorarmi di lei... cosa dire... è sempre e comunque una splendida creatura... la più bella che abbia mai in22 20 spese in broncio tra la tristezza e il morso, prugne succulente e zuccherine, occhi di paura che ti levano il fiato e le parole, occhi nei miei come non avrei saputo chiedere occhi fissi su questo foglio, occhi che stringono le mie mani, mani che hanno bisogno delle mie, tu che già sai che dovremo vederci, tu che già immagini la tua testa sul mio petto, le tue gambe tra le mie, la mia pelle sui tuoi capezzoli, sul tuo sedere, sulle tue spalle. Baciarti o mangiarti, perché l’amore è cannibale. colore e vuol dire amore. Prima di spogliarmi conoscimi e saprò cosa sei per me. L’amore è sperare che la persona che si ha accanto non cambi mai. L’amore è ciò che ti fa stare bene ma anche male perché ti può rubare l’anima. Se non si stesse male non si starebbe bene perché l’amore è una condanna che ci porta alla tristezza. Nell’intervallo tra l’ultima volta in cui ti ho visto e la precedente, è come se avessi dimenticato il tuo volto, ma ogni volta che ti vedo è come se fosse la prima. Continuerò a sperare finché non ti avrò vicino a me…non è assolutamente vero che la speranza è la scorciatoia che ti accompagna alla perdizione…io voglio crederci! L’amore è la cosa più bella se sa essere capito e vissuto nel modo giusto. Amate e non approfittatene. Amore e odio sono due cose molto simili perché se hai amato in molti casi hai odiato ma non sempre. Ora ho una persona che mi ama e non mi tradirà mai. Lo so e ora finalmente sono felice. Vorrei possederti corpo e anima. So che l’amore non è possessività ma espressione di libertà, quindi forse non provo amore per te ma il desiderio di possederti è talmente forte che non posso pensare che non ti avrò mai. “Questo amore è una camera a gas un palazzo che brucia in città questo amore è una lama sottile una corsa al rallentatore…” bello l’amore libero vero? Guardo…i suoi occhi conducono a me, uno specchio di inve ro simi le uguaglianza. Ci sono verdi percorsi nelle sue iridi di mare az- L’amore: il sogno più bello che si realizza, ciò che ti fa mancare la voglia di esistere, ciò che ti accompagna per tutta la vita, l’amore è un concetto vasto o astratto, non importa amare lo stesso sesso, non ha confini... L’amore dipende, certo che dipende…l’amore è gelosia, sopportare. L’amore non conosce 21 23 zurro di cui ignoro la meta. La strana conoscenza casuale, un locale per ballare e bere, una spinta. Mi ritrovo addosso a lui. Da 21 giorni. Adesso incredula apro le mie braccia. Credevo che la sua ricerca richiedesse sesso e nient’altro. Ma lui questo non chiede. Pretende un sentimento. Di nuovo occhi sgranati per quello che non credevo fosse possibile.. protagonisti i miei pensieri adesso e il corpo diventa loro espressione. Il desiderio si rifugia negli abbracci e si imbarazza quando si accorge di essere oltre. Di volere già tutto. Ma di avere anche altrettanta voglia di dare. A tutti quelli che vogliono anima… Ti voglio bene… Il brutto delle donne è che bisogna farsele amiche prima di farsele nel senso vero e proprio… potrebbero darla prima e avere voglia di conoscersi meglio dopo! Trattato sull’inutilità della donna: avevamo di fronte una tipa molto morbida, dubbiosa sulla vita e le inutili questioni ad essa connesse. Nel dubbio tentava conforto in una parola amica, ignorando la natura ancor più dubbiosa dell’essere sedutole accanto. In questo suo tentativo sognante cerca contro natura come suo solito, di trovare solide basi sicure su cui approdare non conscia del suo fluttuare nel mare della femminilia insicurezza. Metto i miei occhi su di te, su di te Spero di non sbagliare Il tempo porterà la mia testa lontano Dove posso volare E spero che tutto questo non svanisca come una bolla di sapone i miei occhi su di te su di te spero di non stare ancora sbagliando metto le mie braccia intorno al tuo collo e se mi guarderai negli occhi sento di non aver più paura lo vedi che non abbasso il mio sguardo? Riflessione filosofico-letteraria-erudito-accademica: risultati psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne. L’inizio di un rapporto. Innanzitutto definiamo “rapporto” una relazione interpersonale che fa sì che i singoli interagiscano con esterni; il suo esito però può essere di vari tipi…ed è un casino... ogni rapporto ha una propria evoluzione. C’è il rapporto che muore subito, quello che dura una vita e quello indimenticabile. Il primo è quello che le persone normali definiscono “una notte” e che io definiscono “la solita cazzata”. Il rapporto duraturo è una rottura, pieno di alti e bassi pallosissimi, che poi sfocia nella solita noia giornaliera. Il rapporto indimenticabile non esiste: tutto si 22 24 dimentica per fortuna!! La fine di un rapporto. A volte mi è successo che un rapporto finisse nel silenzio e questo secondo me è tristissimo perché mostra l’incapacità delle persone di aprirsi e chiarirsi; xò è senza dubbio una fine affascinante, come tutto ciò che non è stato vissuto completamente. Altra situazione è la fine di un rapporto che si è esaurito completamente, che ha perso tutta la passione e il fascino iniziale, per trasformarsi in qualcosa di sterile. La fine in questo caso è la meglio soluzione: trascinare è perdere tempo. Adesso considero la fine causata da un litigio: è secondo me la fine più chiara, anche se può causare rimpianti e considerazioni con “il senno di poi” che sono puro masochismo. miei sentimenti ed essere rispettata e voluta così. Voglio essere scoperta e conquistata, divertendomi e giocando, non intendo con tutti , ma senza prendere le cose sul serio, perché la serietà è una brutta bestia. Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l’altro s’allontana…oh no! Amore non muta in poche ore o settimane…amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai e impavido resiste al giorno estremo del giudizio…se questo è errore e mi sarà provato…io non ho mai scritto…e nessuno ha mai amato… Amore momento di sfogo, momento di amore, stato di amnesia, stato di niente, forse sfogo, forse rabbia, forse passione, forse vuoto dell’anima, forse momento di purificazione; parole spese per niente, frasi dette troppo in fretta, frasi dette per tristezza e voglia di vivere, dette non per passione, ma per rancore; amore splendido amore, sentimento a me donato e poi tolto, amore, bello l’amore, l’amore, cos’è l’amore, chi è l’amore; una persona tangibile o solo un pensiero, amore, lurido amore, che hai preso il mio cervello, amore che hai preso la mobilità dei miei muscoli, amore che più di una volta mi hai fatto fare il cappio alla corda, amore, fatto di alcol e sigarette, amore, quanto sei bastardo amo- L’amore è…starti vicino ogni momento…anche se a volte sono nervosa… Il sesso con te è una favola…la felicità è starti vicino quando sono rassegnata ed infelice e con te si accende ogni entusiasmo!! MA la cosa fondamentale: LA PASSIONE la passione amorosa…la passione sessuale: un bacio x tanti è nulla, x noi è tanto… Sono vergine e non ne posso più di sentirmi dire che il sesso è una cosa stupenda BASTA! Quando sarà il momento lo farò. Voglio di meglio, non ho voglia di stronzate o di storie serissime, voglio fare le cose con calma, dolcezza, serenità, voglio un rapporto normale con una persona, è chiedere troppo?! Voglio essere considerata una donna, col mio cervello, il mio corpo, la mia anima, i 23 25 re, che appari come un angelo e ti comporti come un diavolo, amore, se sei amore doni l’amore. de e dubbi. Successivamente l’argomento è stato affrontato non attraverso il canale verbale, ma tramite immagini e in particolare con la costruzione di un collage. Una serata è stata dedicata alla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale con la presenza di un ginecologo, a cui i ragazzi hanno potuto porre domande più specifiche. Credo di aver provato amore, forse quando mi hanno detto che mi odiavano, frase giusta al momento giusto, credo di aver provato amore, quando mia madre mi accarezzava prima di mettermi a letto, forse ho provato amore quando passeggiavo con mio padre per sentieri verdi, forse ho provato amore quando dolci e morbide labbra sfioravano la mia bocca, forse ho provato amore nel cercare la mia prima volta; forse, solo forse, troppi forse, forse neppure io credo di avere trovato amore, forse amore, perché non amore, amore certo, amore puro, amore vero, perché? Amore, solo amore nient’altro che amore, ciò che chiedo è vero amore. Il primo questionario proposto ai ragazzi del Cencio’s è stato quello sulla SESSUALITA’, indicata da loro come argomento preferito. Il test è stato pensato in modo che fosse divertente e stimolante ed aveva gli obiettivi di far acquisire consapevolezza delle conoscenze possedute, fornire, ove necessario, informazioni corrette, innescare una discussione, tra i ragazzi e tra loro e gli operatori, sul tema della sessualità. Abbiamo cercato, nei siti web sull’argomento, le domande più ricorrenti rivolte dai giovani a ginecologi e sessuologi, abbiamo scelto quelle secondo noi più interessanti e abbiamo costruito il test, allegando poi le risposte corrette date dagli esperti. Presentiamo di seguito i risultati del questionario, con le percentuali di ragazzi che hanno risposto in modo corretto nella rockoteca Cencio’s e nel pub Hop Store (vedi appendice 1) e le risposte degli esperti che abbiamo lasciato come materiale informativo. E’ proprio vero, tanto non si può parlare d’amore se prima non hai provato un senso di amicizia profondo…e ciò può accadere solo con il tempo…io credo che l’amore reale non sia considerabile come tale! Sono giunta alla conclusione che tu puoi amare profondamente una persona ma non sarai mai sicura che tu sia ricambiata come la adori tu! Quindi…non lo so…è un gran macello! La carta cuori ha dato inizio alle serate a tema. In un primo momento è stato somministrato un test per verificare le conoscenze dei ragazzi in materia di sessualità, sono stati distribuiti dei libri, sono state raccolte doman24 26 Quanto ne sai sulla sessualità? Cencio's Hop Store 1 Esiste il "punto G" mascile? V 52% 41% 2 Lomosessualità è una malattia? F 93% 83% 3 Si può rimanere incinta se si fa sesso durante le mestruazioni? V 44% 42% 4 Anorgasmia è sinonimo di frigidità? F 62% 64% 5 Gli afrodisiaci sono veramente efficaci? F 63% 48% 6 Lo sperma fa bene alla pelle? F 57% 61% 7 Lavarsi dopo un rapporto sessuale fa diminuire il rischio di gravidanza? F 70% 77% 8 Se una minorenne vuole abortire è necessario il consenso dei genitori? V 79% 87% 9 Il pene come tutti i muscoli può aumentare di volume con esercizio e pomate? F 84% 75% 10 La masturbazione eccessiva può far male alla vista? F 85% 89% 11 E' normale fare ricorso alle fantasie sessuali? V 98% 91% 12 Il periodo più fertile per le donne è subito dopo il ciclo? F 67% 52% 1. Non tutti concordano sull’esistenza del “punto G” sia nella donna che nell’uomo. Tuttavia è stato individuato un punto molto sensibile alla stimolazione (oltre a quello situato sul glande) che renderebbe a molti uomini più intenso l’orgasmo. Esso è localizzato alla radice dell’uretra, nell’area del perineo, tra lo scroto e l’ano. 2. L’omosessualità non è una malattia, ma come l’eterosessualità è uno dei modi possibili di vivere la propria sessualità. 3. È raro rimanere incinta durante il ciclo, ma può succedere. 4. L’anorgasmia è la difficoltà della donna a raggiungere l’orgasmo. Non va confusa con la frigidità, che nella forma totale, presuppone l’assenza del desiderio. 5. Gli afrodisiaci più importanti sono la cantaridina (è una sostanza velenosa che può provocare anche la morte!), la cocaina, l’oppio e l’alcol (essendo droghe, favoriscono solo uno stato momentaneo di disinibizione, mentre poi determinano effetti contrari a quelli desiderati!). L’ormone testosterone ha davvero la capacità di influire sul desiderio sessuale, ma essendo un farmaco non può essere prescritto per questo scopo. Anche il decantato effetto afrodisiaco di alcune spezie (peperoncino, senape…) e di alcuni alimenti (crostacei, ostriche…) è dubbio. 25 27 6. Il liquido seminale non fa bene alla pelle e non favorisce la digestione. Semmai, gli effetti terapeutici dello sperma sono riscontrabili in altro modo: un rapporto sessuale soddisfacente sicuramente gioverà all’umore e all’amore!!! 7. Lavarsi dopo un rapporto sessuale non toglie il rischio della gravidanza, anzi, può agevolare l’effetto contrario, cioè di spingere in alto gli spermatozoi verso le tube. Lavarsi è comunque necessario per l’igiene intima e la prevenzione di molte malattie. 8. Secondo la legge 194 del 1978 sull’interruzione volontaria di gravidanza, una ragazza minorenne può abortire solo se c’è il consenso di entrambi i genitori. Diversamente (se ha l’approvazione di solo uno dei genitori, o non può dirlo ai genitori) può rivolgersi al giudice tutelare, che si potrà prendere questa responsabilità al posto dei genitori. 9. Il pene non è un muscolo, quindi è impossibile variarne le dimensioni. Conviene, dunque, affezionarsi al proprio così com’è! 10.La masturbazione, ovvero l’autostimolazione dei genitali e di altre zone erogene allo scopo di provare piacere e di raggiungere l’orgasmo, non è dannosa né fisicamente né psicologicamente. Anzi, il piacere e la riduzione della tensione che ne conseguono creano nella persona uno stato di rilassamento e di benessere. 11. Dare spazio alle fantasie erotiche è assolutamente normale, permette di esplorare, in una forma innocua e sicura le proprie sensazioni e desideri. Spesso si accompagnano all’atto sessuale o all’autostimolazione erotica. Il contenuto delle fantasie varia moltissimo da persona a persona. 12. Secondo Ogino-Knaus, il periodo più fertile per le donne non è subito dopo il ciclo, ma tra il decimo e il diciottesimo giorno. Ciò non vuol dire che durante gli altri giorni non c’è la possibilità di rimanere incinta. 26 28 Prima di commentare i risultati dobbiamo fare una doverosa specificazione: si tratta di questionari (sia questo che i successivi) senza nessuna pretesa scientifica, perchè costruiti “artigianalmente” e rivolti ad un campione non probabilistico e numericamente limitato. Sono comunque molto interessanti per trarne degli spunti di riflessione sul mondo giovanile. Le differenze tra i risultati della rockoteca e del pub sono minime; se teniamo presente però che l’età media dei frequentatori del pub è più alta, le stesse percentuali assumono valore diverso. Il questionario è stato l’occasione per aprire un discorso sulla sessualità e ha favorito discussioni nei gruppi di amici e richieste di chiarimenti agli operatori. Le domande più spontanee comunque sono state quelle fatte in maniera anonima su dei foglietti: evidentemente le persone si sono sentite più libere di esprimersi, dato che il tema va a toccare aspetti molto delicati e privati. Le riportiamo per intero (prima quelle poste dai frequentatori del Cencio’s, poi quelle fatte all’Hop Store), perché evidenziano quanti dubbi e quante false credenze ci sono ancora tra i giovani sull’argomento. Le risposte sono state elaborate dal ginecologo Tony Andrès Innocenti, che si è preoccupato di salvaguardare la correttezza scientifica, usando però un linguaggio comprensibile ai ragazzi, ed ha cercato di essere il più possibile neutrale, evitando connotazioni e valutazioni morali. Gli educatori hanno comunicato le risposte ai ragazzi nella serata successiva. Domande dei ragazzi del CENCIO’S Perché la donna raggiunge l’orgasmo più difficilmente dell’uomo? La sessualità femminile ha tempi diversi, che spesso il maschio non conosce o finge di non conoscere. Sono tempi che talvolta anche la donna non conosce alla perfezione o non ha il coraggio di proporre. La sessualità femminile è più ricca e fantasiosa, meno meccanica, dunque sarebbe ottimale per entrambi viverla dandosi tempo, fantasia e gioco, senza limitarsi al solo rapporto genitale di penetrazione. Il sesso di gruppo stimola le fantasie sia maschili che femminili? Il sesso di gruppo in linea di massima può essere un desiderio sia maschile che femminile. La sessualità è libera se vissuta nel rispetto dei desideri dell’altro senza imposizioni o ricatti. È vero che cresce il seno facendo sesso? No. Le mammelle crescono nello sviluppo e sono coordinate dal livello ormonale. Nel corso del tempo la loro dimensione può variare sia a causa degli ormoni che del peso. Avere rapporti anali crea problemi alla defecazione? I rapporti anali se desiderati non creano alcun problema. È normale masturbarsi sulla propria ragazza? La sessualità è un’isola di libertà e se è desiderato da entrambi è normalissimo! 27 29 Le dimensioni del pene possono influire sul piacere della donna durante l’atto sessuale? Le dimensioni del pene in linea di massima non influiscono, a meno che non siano estremamente piccole o estremamente grandi. I problemi nascono soltanto nei casi che siano dimensioni troppo piccole al di sotto dei 6cm. Si tratta di un mito maschile che spesso crea falsi problemi essendo la sessualità un insieme di gesti ed emozioni che vanno molto al di là delle dimensioni del pene. La pillola funziona anche durante le mestruazioni? Si. La pillola dà una completa copertura contraccettiva anche nel periodo di pausa. Se lo sperma schizza negli occhi è dannoso? No. Lo sperma essendo una sostanza naturale non è dannosa a niente. A 21 anni provando sempre una forte attrazione sessuale per il sesso opposto, è normale ogni tanto provare attrazione fisica per una persona del proprio sesso? I desideri omosessuali sono vissuti da moltissime persone e possono essere esclusivi o alternati a desideri eterosessuali. Ogni tipo di sessualità se vissuta nel rispetto dell’altra persona è normale. Il rapporto anale ha controindicazioni? Il rapporto anale è dannoso soltanto se fatto senza preservativo (è più facile il contagio dell’aids ) o se fatto con violenza. Se deside- rato da entrambi e nel rispetto reciproco delle comuni norme igieniche non crea alcun danno. Quand’è che la fantasia sessuale può trasformarsi in perversione (eccetto pedofilia o disturbi psichici)? La fantasia sessuale non è mai perversione. La perversione è un comportamento compulsivo (cioè continuato infinite volte e che non si può fermare), ripetuto ed esclusivo (cioè non si ha piacere sessuale se non in quel modo). I denti si sbiancano con lo sperma? No. Lo sperma non contiene sostanze sbiancanti. Come si guarisce dall’eiaculazione precoce? Si guarisce andando a parlare con un sessuologo che, attraverso alcuni colloqui, ridurrà l’ansia da prestazione che sta sempre alla base della eiaculazione precoce. La grandezza o piccolezza dei testicoli può influire sulla fertilità maschile? No. In alcuni casi i testicoli rimangono addirittura dentro allo scroto che può variare di dimensioni con un arco di normalità molto variabile. Fa male fare troppo sesso? Tre volte al giorno sono troppe? Non esiste il troppo se è reciproco, comunque la sessualità non è mai una prestazione atletica, non ha tempi e numeri precisi, ma segue ritmi sempre diversi legati al desiderio di entrambi i partners. 28 30 Domande dei ragazzi dell’HOP STORE zioni sono per fortuna sufficienti!!! Se si sono avuti rapporti con qualcuno che ha un pene piccolo e poi si hanno con uno più dotato, si può sentire male all’inizio? No. La vagina si adatta alle varie dimensioni del pene senza difficoltà! È rischioso il rapporto anale? si può davvero rimanere incastrati? Il rapporto anale, se desiderato da entrambi, non è rischioso né pericoloso e non si rimane incastrati…è solo una leggenda metropolitana! NB: usare il preservativo come nei rapporti vaginali se la situazione è promiscua o comunque a rischio. Si può prendere l’aids se si ingoia sperma infetto? È rarissimo, è più probabile però se ci sono lesioni orali o faringee. Quanti orgasmi può avere in un giorno una donna? Quanti ha la fortuna di averne!! Per la donna la possibilità di orgasmi multipli è insita nel proprio corpo e non vi sono limiti organici a questo numero. Può non esistere il periodo refrattario alla fine del rapporto? Il periodo refrattario maschile Perché invece di fare test sul sesso non fate educazione alla psicologia di coppia (di cosa necessitano l’uomo e la donna prima e durante il rapporto, i pensieri, le aspettative, dove, come…)? Hai ragione, la psicologia della coppia è fondamentale per una buona intesa sessuale. È però un argomento un po’ delicato che richiede tempo e approfondimenti e magari di parlarne di persona; perciò essendo in un pub ci sembrava più adatto stimolare l’interesse con domande più semplici e veloci, tramite un questionario. Pensare a un altro durante il rapporto è tradimento? Opinione personale, sì! Ma per la sessuologia è una situazione normale, anche se ovviamente impedisce di lasciarsi andare, di ascoltare il corpo dell’altro e le emozioni del proprio corpo. Insomma…per far bene l’amore si deve essere presenti e desiderare proprio la persona che è con noi in quel momento; se si desidera un’altra persona sarebbe meglio rispettare chi ci desidera evitando il rapporto e chiarendo i propri desideri. Esiste una specie di “viagra” femminile? Se ne parla, ma di fatto non c’è in commercio. È stata commercializzata una pomata con semplici vasodilatatori, che era ritenuta stimolante, ma che tale non era. Per stimolare il desiderio e la lubrificazione femminile, il corpo, i baci, le carezze, i sentimenti e le emo29 31 varia da maschio a maschio a seconda dell’età, dello stato emotivo e fisico del momento. Per la donna corrisponde a quei momenti in cui lo stimolo clitorideo o vaginale è talmente intenso da essere quasi fastidioso. Ogni tavolo aveva una tovaglia di carta per permettere, a chi voleva, di annotare le proprie idee: alla fine i fogli erano pieni di scritte e i ragazzi si erano molto divertiti a passarsi messaggi o a fare dei mini-dialoghi. Anche i collage erano molto elaborati, tanto che alcuni ci hanno impiegato gran parte della serata. Come si può notare sono molte le curiosità dei ragazzi intorno all’argomento, ma è notevole anche la disinformazione. Alla fine della serata molti ragazzi hanno detto di aver imparato cose che non sapevano e alcuni hanno chiesto una ulteriore fotocopia del test con le rispettive risposte per sottoporlo a partner o amici. Il venerdì successivo è stata la volta del tema AIDS, riguardo al quale abbiamo voluto valutare le conoscenze dei ragazzi e offrire delle informazioni corrette. Abbiamo raccolto una nutrita documentazione da un sito svizzero, che sembra essere all’avanguardia sull’argomento, e abbiamo ricavato le domande per la costruzione del test e le relative risposte, che sono state esaminate dal ginecologo Tony Andrés Innocenti, prima di essere sottoposte ai ragazzi. Abbiamo anche scaricato un simpatico video game sull’uso del profilattico, che abbiamo tenuto sul desktop del computer portatile e con cui molti ragazzi hanno giocato. Il ginecologo si è reso anche disponibile a venire nel locale per parlare coi ragazzi che avessero voluto approfondire l’argomento: la sua presenza, seppur insolita, si è ben amalgamata con il contesto ed è stato possibile per lui dialogare con dei gruppetti, soprattutto di ragazze, rispondere ai loro quesiti e stimolare in loro la riflessione. Ecco di seguito il test che abbiamo proposto ai ragazzi, sia al Cencio’s che all’Hop Store, seguito dalle risposte che abbiamo offerto loro, insieme ad altro materiale informativo. Durante la seconda serata “Cuori” sono stati riportati su dei cartelloni i risultati del test e le risposte alle domande dei ragazzi: moltissimi frequentatori del locale si fermavano o venivano apposta nel privé per leggerli. Questa serata è stata dedicata all’amore e alle relazioni amorose. E’ stato proposto di rappresentare, attraverso un collage, la propria visione dell’amore, a partire da alcune domande stimolo che avevamo lasciato sui tavoli: Matrimonio o convivenza? Sarà fedele? Con o senza preservativo? Sono felice quando... L’amore vero esiste? Sesso senza amore… La felicità è… A che età la prima volta? La posizione più strana… Farei sesso con un amico? Telefono io o aspetto che mi chiami? Primo appuntamento: minigonna o pantaloni? Lo dico ai miei genitori che… Se se la tira…. 32 30 Quanto ne sai sull'AIDS? Cencio's Hop Store Può trascorrere molto tempo prima che una persona contagiata da HIV si ammali di AIDS V 79% 87% Il virus dell'HIV si trasmette con la saliva F 95% 86% Il bambino che nasce da una donna sieropositiva non ha possibilità di essere sano F 79% 85% Il virus viene trasmesso solo dalle persone malate e non da quelle sieropositive F 82% 84% Per evitare l'infezione il profilattico va usato anche nei rapporti orogenitali V 67% 83% Per evitare l'infezione basta usare il profilattico poco prima della fine del rapporto sessuale F 96% 93% Si può evitare l'infezione lavandosi molto bene subito dopo il rapporto sessuale F 96% 84% Chi usa droghe è più a rischio di contagio V 63% 72% Il Virus può essere trasmesso dalle zanzare F 68% 59% Il test HIV è realmente attendibile solo 6 mesi dopo l'ultimo contatto a rischio V 68% 77% COS’È L’AIDS? Nelle urine, nelle feci, nella saliva, nelle lacrime e nel sudore il virus non è presente o la sua concentrazione è talmente bassa da non poter infettare. Il virus HIV è molto debole e all’aria aperta muore dopo circa 10 minuti, è sensibile al calore e viene distrutto dalla varichina. La sindrome da immuno-deficienza acquisita causa una riduzione delle difese immunitarie, con presenza di numerose infezioni secondarie. Questi sintomi possono comparire anche a distanza di 5 anni dal momento del contagio. COME PUO’ TRASMETTERSI AD ALTRI? Per contatto sessuale; con le trasfusioni di sangue (soprattutto in passato, oggi il rischio è nullo); DOVE SI TROVA IL VIRUS HIV? L’AIDS è causata dal virus HIV, che è stato riscontrato in quantità tale da poter infettare solo nel sangue, nello sperma, nelle secrezioni vaginali e nel liquido prespermatico. 31 33 con lo scambio di siringhe infette; dalla madre in gravidanza è possibile il contagio del feto, ma con delle cure adeguate il bambino si può negativizzare nell’80% dei casi dopo i 18 mesi; Il virus viene trasmesso dalle persone con AIDS conclamato e dalle persone sieropositive. Le punture di insetti non trasmettono l’infezione. IL TEST HIV: attraverso l’analisi del sangue, il test rivela l’eventuale presenza del virus soltanto a distanza di tempo da 1 a 6 mesi dall’ultimo contatto a rischio. In questo intervallo (periodo finestra) il virus può essere presente ma non rilevabile attraverso il test . Il test è anonimo e gratuito e si può richiedere all’ospedale e in altri centri di analisi. PER EVITARE IL CONTAGIO: - Non scambiarsi siringhe; - Usare il preservativo in ogni rapporto sessuale (genitale, anale e orogenitale) sia eterosessuale che omosessuale, soprattutto in quelli “occasionali”. - E’ importante usare il preservativo fin dall’inizio del rapporto sessuale perché solitamente si verifica il rilascio di sostanze organiche (sperma, sangue, liquido vaginale…) anche prima dell’orgasmo. - Lavarsi dopo il rapporto sessuale non evita il rischio di contagio. - L’uso di sostanze (droghe, o alcool) prima o durante il rapporto sessuale aumenta il rischio di infezione perché la persona diventa meno prudente e tende a dimenticare di usare il profilattico CURA: a tutt’oggi non esiste una cura definitiva per l’AIDS; esistono dei farmaci in grado di rallentare la replicazione del virus, altri che aiutano a prevenire le infezioni. Non esiste ancora nessun vaccino, ma ne conosciamo uno già efficace: LA PREVENZIONE!! Fare sessosicuro è vitale non solo per la sicurezza degli altri ma anche per la tua. Le possibilità sono due: astinenza o preservativo… NON C’E’ NESSUN PERICOLO DI CONTAGIO: nelle strette di mano, nella tosse, nelle lacrime, nell’uso delle stesse stoviglie o degli stessi sanitari, nel rapporto o assistenza a persone malate di AIDS. 32 34 scegli tu come proteggerti! sottovalutano l’effetto delle droghe nel provocare disinibizione e perdita di controllo delle proprie azioni. Rispetto al questionario sulla sessualità si rileva una maggiore informazione, probabilmente dovuta alle numerose campagne preventive contro l’AIDS. I risultati del test sono abbastanza buoni in entrambi i locali di divertimento, anche se c’è ancora qualcuno che pensa che il virus possa esser trasmesso dalle zanzare e altri che 33 35 PICCHE: rabbia, paura, morte, solitudine I l QUADERNONE PICCHE è stato quello dove i ragazzi hanno scritto più spesso e con più passione: se l’argomento “Cuori” ha suscitato anche molte battute, quello “Picche” è stato affrontato con maggiore serietà e vi si ritrovano pensieri anche molto profondi. Ne riportiamo alcuni che danno la possibilità di entrare nel mondo emotivo dei ragazzi. go. Pazzia che rimane e che non se ne andrà mai!! La rabbia non si può evitare. Non si può spegnere. Si può usare... la rabbia è più costruttiva di quanto uno possa pensare. La paura è un sentimento discutibile. La solitudine è utile in piccole dosi. A volte necessaria. Mai provato a meditare in una folla o a una festa? Le cose e le persone inutili sono utili per farci capire quanto in realtà ognuno sia utile. Morirò dimenticato da tutti, questa è la mia paura! Solitudine... forse non è poi così tanto da demonizzare come cosa brutta… cattiva... da curare… a volte un po’ di solitudine fa bene… avete mai provato ad andare su un’altura dove puoi vedere tutto e ti 6 soffermato a guardare l’orizzonte?… hai tempo... sgombri la mente…e zack! 6 solo, ma solo fisicamente, in testa hai miliardi di pensieri… oppure puoi non averne ma la solitudine aiuta a ritornare in “pace”...”armonia” a ristabilire un collegamento profondo con te stesso. Ne hai bisogno, non puoi vivere senza. Prima o poi devi fuggire dalla non-solitudine x essere solo con te stesso… non cercare di fuggire alla solitudine, tanto ti raggiungerà ovunque 6… Rabbia, paura, solitudine... ma vu mi fate cahare!!! è troppo facile vedere tutto nero. Prendetevi la responsabilità di ammettere che c’è qualcosa da perdere. Essere sensibili o coraggiosi non vuol dire accettare la natura crudele delle cose, vuol dire lottare per cambiarle, se proprio fanno schifo. Bisogna rischiare e cercare la felicità, che è l’unico vero obiettivo dell’uomo. Altrimenti dimostrate soltanto che in realtà vi trovate bene nel vostro tiepido guscio di tristezza. Quello che odio: l’indifferenza, la superficialità, l’ignoranza, la stupidità della gente quando ti è accanto ed è distante sordamente assorta, chi si fa i fatti degli altri, il rumore di chi parla senza significato, i ragni, chi man- La rabbia è solo fonte della nostra pazzia, pazzia che vibra nell’aria e che non trova sfo34 36 gia sporcandosi d’unto, quando non ricordo come continuare qualcosa, la religione cristiana, l’atteggiamento delle forze dell’ordine, il perbenismo, i benpensanti, la falsità, il non poter a volte seguire il mio istinto. Quello che amo: la mia oscura compagna, l’istinto umano, il black metal, viaggiare anche senza meta, i miei fratelli, coloro che pensano e vivono come me, la notte, il buio, l’oscurità, la conoscenza. ce!! Non può venire niente dal niente! La solitudine un individuo se la crea! Povero lui che vita di merda che fa! Io non sono sola! Sono circondata da persone che mi fanno sentire bene (poche!!). Rabbia, conseguenza della paura che nasce dalla solitudine! Qualsiasi cosa tu dica o pensi è nulla, costruttivo ma vuoto nel tuo cuore, imprigionata in un corpo di farfalla mi sento belva dentro... aiutami! Aiutami! Ne voglio uscire, salvami! State male tutti quanti, io compresa, non scriverò mai i fatti miei su questi quaderni, tanto + da ubriaca, però soffro, non voglio restare sola!!! Ma perché esistono persone che non si meritano la loro stessa esistenza?! Voglio che sentiate il mio urlo disperato: vivere, non morire vivendo!!! aprite la mente, il cuore, le mani! Il modo che hai per giustificare la rabbia è che infondo hai paura, il modo che hai per giustificare la paura è che infondo sei ignorante. L’ignoranza ti viene dalla pigrizia. Né nei i libri né in tv né su internet puoi trovare il modo per scoprirti meno pigro, pigro di mente, lobotomizzato. Il suicidio è la soluzione per te! La solitudine è un brutto stato d’animo! Chi la prova vuol dire che non ci ha capito niente del mondo in cui vive! Non ci può essere vita e felicità se non sei contornato da amici e specialmente da persone che ti accettano per quello che sei!! Ma spesso devi essere tu a dare fuoco alle mic- La cosa più bella che possa esistere è solo vedere soffrire e morire di atroci sofferenze chi per gioco e spasso si diverte e scherza sulla TUA persona. L’unica chiave della mia felicità è la morte fisica… il resto è già morto da diverso tempo… Se sei felice non dovresti essere distrutto…la morte è la fine…vivere significa giocare la partita…il segreto è prendere il meglio da chi ti circonda. Rabbia, sentimento impuro, di anime perse, 35 37 situazione senza senso con voglia di urlare, distruggere, distruggersi, rabbia che porta alla pazzia, rabbia che porta all’amore, rabbia che riempie il tempo, rabbia che ha reso gli uomini potenti. Se c’è da sfogare la rabbia che ho dentro, credo che non smetterei più… perché l’ipocrisia dilaga e forse è anche troppo tardi per fermarla. Adesso vorrei solo poter vivere in un’altra esistenza con le persone che amo. tue gambe e le tue braccia, mondo di noia, tristezza e rancore, mondo che non regala ma prende, mondo che non prende ma priva, legati a affetti amicizie sentimenti merda solo merda, fottutissima merda che ti seppellisce e non ti lascia via di fuga, non ci sono amici, siamo soli, sì soli contro il mondo, soli a combattere una guerra già persa soli contro tutti niente e nessuno ti può salvare, niente, solo il coraggio che hai dentro, se possiedi coraggio. Lascia perdere non combattere fallo fare ad altri, ma se sarai solo non piangere e non chiedere aiuto a nessuno. La solitudine è qualcosa di troppo brutto e più ti trovi a viverla e più la vivi senza alcuna persona che ti venga accanto. Difficile è capire… difficile è esprimere… facile è perdersi… -A volte mi sono chiesta perché? Perché tutto questo dolore, perché a me? Poi ho smesso e ho capito che per tutto c’è un motivo. Ho imparato a combattere pur sapendo che avrei perso, ma ho perso a testa alta. -Non c’è nessuna battaglia in corso… nessun vincente, nessun perdente solo qualcuno che soffre e altri felici…ho solo imparato ad accontentarmi di essere nel mezzo. La depressione è la mia compagna perfetta, so come vivere dentro di essa, la mia vita è una fottuta solitudine. La voglia di evadere è tanta, ma il coraggio di farlo non c’è! Dipende dalle situazioni! Il caos è tra di noi! L’inafferrabile che ha messo le proprie radici nel nulla è riuscito a creare una moltitudine di desideri battaglieri, essi si scoprono crescendo impercettibili e allo stesso tempo vivi e sensibili così che al naufragar di un pensiero il mondo crolla su di un castello di sabbia che assai prima non era vero. La demenza delle persone arriva all’infinito e ne ho le prove!!! La rabbia che ho dentro non si sa dove può arrivare, non vedo mai la fine, il capolinea non so quando arriverà. La paura è tanta in tutto quello che faccio, non so quali sono le conseguenze. In tutto vedo un lato negativo. Niente Credo che nel mondo devi cavartela con le Ormai sto okkupando sto quaderno ma sono solo, inkazzato ed ho tanta paura del futuro, 36 38 di quel futuro che dovranno vivere i nostri figli, di quello che sta al governo e che dice “gli italiani restano” ma lui l’elmetto non se lo mette! Infine fanculo a chi non vuole l’eutanasia! Voglio poter decidere io della mia vita! e non lasciare tracce. Nessun ricordo. Nessun segno. Niente. La mia esistenza. Che forse non è esistita. Anche solo per un momento. Devo entrare. Entrare nella vita delle persone. Cercando di lasciare un segno evidente dovrò distruggere qualcosa di me. Qualcosa di me distrutta. Fanculo a tutte quelle che se la tirano, fanculo a chi non vuol credere a niente, ma soprattutto a se stesso, chi non lotta per un ideale, chi asseconda senza avere le palle di ribellarsi!!! ... Forse la paura che ho è più forte della mia voglia di realizzare un sogno, di vederti arrivare senza parlare. Mi ucciderei per non dirti che ti amo. Ti amo perché riesco ad odiarti in modo profondo come non odio nessuno perché vederti morto dissanguato ha risvegliato qualcosa in me qualcosa che ora vorrei non esistesse. Io non esisto. P.s. lasciate perdere! sono gonfio! Sono sempre io, è che forse questo è l’unico modo per farmi ascoltare, non so, è che questo mondo mi fa sempre più skifo, ho avuto dei genitori pietosi, un’educazione scolastica del cazzo, una rabbia unica… non sopporto i genitori che decidono di fare figli quando poi se ne sbattono! Sono stanco di vedere amici che si distruggono con droghe di ogni tipo, di non avere voce per dire che non sto con ki manda gli italiani in guerra, in genere odio chi non crede in niente, anestetizzato dai massmedia che ti dicono che ribellarsi non serve a niente, vorrei essere ascoltato! Basta! Fanculo mondo global! Ps: grazie per avermi ascoltato! Ancora qui. Ancora a cercare qualcosa che forse non troverò mai. Perché forse non esiste. O forse sono io che non esisto, perché ho paura. Ho paura di svanire. Svanire. Svanire 37 39 Volendo fare un lavoro legato alle emozioni, non potevamo trascurare la rabbia e il dolore, anche se ci sembrava un po’ rischioso portare dei temi così delicati in un luogo di divertimento. In realtà molte volte, parlando coi ragazzi, ci era capitato di entrare in argomento e in generale gli adolescenti sono molto attratti e vicini al tema della morte (basta guardare i loro siti, le loro canzoni, i loro scrittori preferiti). I test sulla rabbia e sulla morte sono stati presentati ai ragazzi nella stessa serata. Soprattutto quello sulla morte temevamo che non avrebbero voluto farlo, perciò lo avevamo pensato molto breve e da proporre solo in un secondo tempo, con molto “tatto” e rispetto. Invece i ragazzi li hanno compilati entrambi senza problemi, come fossero argomenti “normali”, di cui anzi avevano anche piacere di parlare. I test infatti sono stati l’occasione per raccontare il proprio rapporto con la rabbia, le proprie esperienze dolorose legate alla morte di persone care e per aprire la comunicazione su un canale prettamente emotivo che ha reso la serata molto intensa. Di seguito presentiamo i test sulla Paura della morte e sulla Rabbia, con i rispettivi risultati. LA PAURA DELLA MORTE Che tipo di paura suscita in te il pensiero della morte? Rispondi scrivendo il numero (1niente-2abbastanza-3molto) che meglio rappresenta i sentimenti di preoccupazione e/o ansia che provi leggendo la frase. Somma i punteggi per settore; se quello che ricavi dal 1° gruppo di risposte è più alto del 2°, significa che temi più la tua morte che la morte degli altri (e viceversa). 1 2 3 4 5 6 7 8 9 L’assoluta solitudine della morte La brevità della vita Tutto quello che perdo morendo Morire giovane Come mi sentirò da morto/a Non poter più pensare e fare esperienze Soffrire ed essere punito nell’aldilà Il disfacimento del corpo dopo la morte La perdita di una persona cara 1. Il rimorso di non aver avuto un rapporto migliore con un caro quando era ancora in vita 2. Invecchiare solo, senza i tuoi cari 3. Il senso di colpa per il sollievo provato alla morte di un caro 4. Dover stare vicino ad un morente 5. Veder soffrire di forti dolori 6. Non sapere gestire il tuo dolore all’idea di perdere un caro 7. Essere consapevole, di fronte alla morte, che si vivrà un giorno la stessa esperienza 40 38 E’ risultato che la morte degli altri fa più paura della propria Cosa accade in genere se mi arrabbio: mi viene il mal di testa (8) - divento rosso/a (8) - mi viene l’ansia (19) - mi sento depresso/a (13) - fumo o mangio (22) - provo una forte tensione muscolare (17) - ho tachicardia (5) - non dormo o dormo male (14) Quando mi feriscono: cerco alleati (7) - non reagisco subito, ma tendo a raccontare l’accaduto a terze persone (16) - immagino vendette elaborate (28) dopo aver reagito rifletto su quanto è accaduto (21) - se ho avuto reazioni eccessive mi sento in colpa (21) Circa la persona che mi ha ferito penso: spero che presto possa capitargli una cosa analoga e capisca (23) - aspetto, come i cinesi, che il cadavere del nemico passi lungo il fiume (19) - che tutti i nodi vengono al pettine (26) - che stia male (8) Quale di questi eroi ti piace maggiormente? Superman (11) - Robin Hood (42) - Zorro (11) Quanto dura in genere la tua rabbia? al massimo qualche ora (27) – 1 o 2 giorni (19) - in certi casi anche anni (26) Quando eri piccola e litigavi con un tuo coetaneo cosa ricordi che veniva detto? non si deve fare cosi, lascia perdere (20) cerca di comprendere le motivazioni dell’altro (20) - devi saperti difendere (17) - non devi lasciarti fregare (15) Le cose che fanno più paura sono: 1. Il rimorso di non aver avuto un rapporto migliore con un caro quando era ancora in vita 2. Veder soffrire di forti dolori 3. Invecchiare solo, senza i tuoi cari Le cose che fanno meno paura sono: 1. Il disfacimento del corpo dopo la morte 2. Come mi sentirò da morto 3. Soffrire ed essere punito nell’aldilà LA RABBIA Ti reputi una persona che facilmente si arrabbia? si (23) - no (26) - qualche volta (22) Quale dei seguenti avvenimenti scatena in te la rabbia? ingiustizia (31) - sopruso (14) - mancanza di rispetto (47) Qual è la tua reazione se l’evento riguarda un’altra persona a te lontana? abbastanza simile (37) - uguale (13) - quasi indifferente (22) Quale dei seguenti colori preferisci? rosso (34) - verde (12) - blu (28) Se mi arrabbio: cerco di far presente le mie ragioni (45) urlo (17) - faccio fatica a manifestare ciò che provo (13) Analizzando i risultati del test sulla rabbia, notiamo che i ragazzi tendono a non arrab39 41 biarsi facilmente e se ciò avviene è soprattutto nel caso in cui si verifica una mancanza di rispetto nei propri confronti. In genere, se ci si arrabbia, si cerca di far presenti le proprie ragioni, immaginando “vendette” elaborate o più semplicemente riflettendo su ciò che è accaduto. La rabbia viene considerata come un’emozione che mette in moto la parte più ansiosa della propria personalità e può divenire un “qualcosa” che può durare anche anni nei confronti della persona che ha “ferito”. “Comprendere le motivazioni dell’altro” e “cercare di lasciar perdere” sono i ricordi più forti di cosa veniva detto quando si era piccoli e si litigava con un coetaneo. Riportiamo il testo di una videointervista fatta al Cencio’s da un operatore a un ragazzo, perché contribuisce ad ampliare il tema della rabbia (I= intervistatore, A= ragazzo) I- State parlando di paura o di rabbia? A-Di rabbia di rabbia, si parla di rabbia. C’è un mio amico, laggiù, che in 10 secondi netti può farmi arrabbiare. I- E come fa? A- Quando io son di fori e non voglio che nessuno mi rompa i coglioni mi dice tre parole e mi incazzo! I- Ti fa incazzare... A- Di brutto! I- Però ti fa svegliare... A- Sì, però non vorrei assolutamente svegliarmi da questo trip... è un trip I- Lui ti fa svegliare con la rabbia A- Sì, mi fa incazzare. Vuoi sapere che cosa mi fa rabbia in questo momento? Il Grande Fratello di merda. Allora c’ho Sky a casa, la mi’ nonna e la mi’ mamma vivono per Sky; m’alzo la mattina e gli fo “nonna mi fai il caffè?” e lei “oh, lo sai Katia ieri sera era a pomiciare con Ascanio?!” Ma mi importa una sega! I- E che cosa rappresenta? A- Ormai per loro è diventata una ragione di vita, 8 ore su 24 devono guardare almeno il Grande Fratello; la mi’ nonna riesce a guardare il Grande Fratello mentre uno sta dormendo da 10 minuti, lei fissa questo che dorme 42 40 I- E a te ti fa incazzare la tu’ nonna che guarda il Grande Fratello? A- Sì... Il Grande Fratello, Maria De Filippi, Saranno Famosi, qualsiasi puttanata. I- E l’ultima volta che ti sei incazzato che hai fatto? A- Non lo so, non mi riesce spiegare... I- Perché la rabbia prende il sopravvento su di te? A- Perché siamo bestie e come tutte le bestie non sappiamo reagire bene... I- La rabbia è brutta e basta? A- Non solo, no, perché delle volte è giusto arrabbiarsi... I- Quando è giusto? A- Delle volte la rabbia ti può far sentire meglio... Quando mi incazzo con la mi’ nonna che guarda il Grande Fratello, ti arrabbi, però è giusto arrabbiarsi. Quando ti arrabbi diventi come aver torto e non vuoi ammettere che hai torto... I- Per esempio? A- Quando uno dice 2 più 2 fa 4 e te gli dici che è 3... poi vai a vedere su un libro che è 4 e non gli vuoi dire che è 4. Rimani per forza arrabbiato, ti arrabbi e in quel momento devi rimanere arrabbiato e basta. I- Hai mai picchiato qualcuno per rabbia? A- No, non mi riuscirebbe picchiare qualcuno assolutamente... I- Perché sei buono come il pane? A- Come il pane non lo so, come una bistecca alla fiorentina sì! Nella serata è stato attaccato alla parete anche un cartellone con scritto al centro “IO HO PAURA…” e i ragazzi, liberi di esprimersi, lo hanno riempito con i loro pensieri: Di continuare a vivere - del nulla - ho paura quando non ho paura… quindi, ho paura o non ho paura? - della paura - che il papa viva - che i terroni invadano la mia Toscana - di chi pensa troppo - crescere troppo e dimenticarmi chi sono veramente - di rimanere da solo – dell’indifferenza - della solitudine - ogni volta che apro gli occhi e vedo il mondo - di perdere il mio piccy - di me stessa - di non rivedere Andrea - di non vivere la mia vita - di chi pensa troppo poco e di chi non pensa complet ament e prima di parlare o di agire! - di essere uguale a me nonostante capisca i miei errori - di questo governo. 41 43 FIORI: amicizia, divertimento, tempo libero R iportiamo i pensieri che ragazzi hanno lasciato sul QUADERNONE FIO RI e che danno una fotografia di ciò che pensano dell’amicizia, della musica e del Cencio’s. Circa un anno fà ho conosciuto una persona, siamo diventati amici. Abbiamo parlato insieme, io gli ho confidato tante cose, così lui a me! Mi ha detto che ha voglia di aiutarmi, anche se per lui è difficile e mi ha aiutata a capire il mio disagio. Io gli ho parlato di questo credendo che fosse un ragazzo senza problemi e pieno di voglia di vivere. Invece, purtroppo, non era come pensavo, è un ragazzo un po’ frustrato, è fuggito da casa, ha tentato il suicidio…con il suo sorriso, mi ha dato la forza di reagire al mondo come fa lui e mi ha salvato da una possibile cattiva scelta. Per questo non finirò di ringraziarlo mai, spero che starà meglio e che non se ne andrà finché non sarà ai limiti. Grazie. Ti voglio bene. Fiori è il segno che ho votato! Amicizia: w ki non si fa mai sentire - hobbies: w il giardinaggio - divertimento: w ballare a caso……insomma w i fiori 3 amiche…io sinceramente non so che scrivere…cmq state tutti tranquilli, non vi preoccupate…guido io, non c’è problema x le altre due! Amicizia: Satana Nell’amicizia ci dovrebbe sempre e comunque essere sincerità…(frase un po’ così) Ma soprattutto l’abbraccio. L’abbraccio è una cosa, un gesto molto profondo che per me in 44 42 particolare ha un gran significato. Nell’amicizia (in alcuni casi) non disdegna neanche il sesso. Che siano carezze, baci, rapporti sessuali, non è detto che mi innamori. Ora mi chiedo cosa sto a scrivere. cale!! Ragazzi una mia amica è da un po’ di tempo che ha bisogno di un uomo come si deve. Se uno di voi ha questi requisiti fa al caso suo! Ci trovate tutti i sabati al Cencio’s a scrivere su questi quaderni o a bere Dragoon. Amicizia secondo me: sincerità, onestà, fiducia, complicità Praticamente penso che questo sia il quaderno delle stronzate, ma scriverci mi diverte. Oggi è stata una giornata di merda, in sintesi: il chiloom si è rotto - Si è rotto ad opera di un pratese - Dany ha perso il portafoglio Lo ha ritrovato ma senza soldi dentro (30 euro) - Una “joint” è venuta male quindi abbiamo strappato il filtro, ma ha continuato ad aspirare male - Inoltre la Silvia non la da a Carlo e al Cencio’s hanno messo musica di merda. Hobbie: kamasutra - Divertimento: trombare con Tim Armstrong L’amicizia???! Mah, quando pensi d’averla trovata succede SEMPRE qualcosa o il destino crudele te la porta via così, senza neanche una spiegazione, da un giorno a un altro; oppure pensavi d’averla trovata ma poi “si frega” con le sue stesse mani!!!! Boh comunque non ci disperiamo xkè come “mi regalò” la mi’ sorella… Non disperarti per un addio. Un addio è necessario per potersi ritrovare. E il ritrovarsi Dopo attimi o Esistenze è certo Per coloro ke Sono amici Ripensandoci anche stasera non è stata male!! E ciò riconferma che al Cencio’s ci si diverte sempre.. bene o male.. Al contrario di altre discoteche che ascolti la commerciale e stai attaccato tutta la sera a centinaia di persone che non pensano ad altro che a vestirsi più “in” possibile e che io sinceramente non sopporto… Sarà perché non ho le possibilità che hanno loro…ma a me sembrano cretini!! Il Cencio’s mette alla pari tutti!!! Come dovrebbe essere!!! Non essere schiavo di qualsiasi sistema ma sii quello che sei!!! E’ quello che importa!!! Io ora sono briao perso e penso si veda anche da come scrivo…ma è proprio in questi momenti che riesco a dire Questo posto è sempre più squallido…stessa musica, stessa gente… per me è tutta una routine, un modo per passare la serata quando non ho da fare…non è l’ora di cambiare?? Basta con questo mortorio e questa musica pacco…soprattutto giù è uno schifo! Fatela finita! Altrimenti va in fallimento il lo45 43 quello che penso e non penso di pensarla in un modo tanto sbagliato!!! Bello il Cencio’s, kecchè se ne dica, che è peggiorato che ci sono i pischelli… bello il Cencio’s perché sai sempre che è come l’hai lasciato, non cambia mai, niente luci nuove, musica imprevedibile… Cencio’s è libertà. Libertà di essere sempre noi stessi con righe di matita sotto gli occhi o meno. Siam qui.. avem preso l’autostrada sani e salvi (insomma: ubriachi!) 60 minuti, ma la cosa più dura è stata: dov’è Prato Est!!!.... fatemi finire questa birra.... la pagina è finita.... che quaderno di merda, però è bello, ma è di merda, ma bello... noi sconfineremo ovunque! Finirà prima il pennarello o il quaderno?...io penso una sola cosa: siamo qui per distruggere tutto ciò che amiamo, perchè nulla ci appartiene e nulla siamo ma ciò che abbiamo non ci basta e ci uccide e di conseguenza noi uccidiamo! Nulla ci basta e nulla chiediamo anche se nascondiamo dietro maschere fasulle profonde e sensibili, mi dispiace ma mi fate schifo, falsi protagonisti, attori morti di fame andate a recitare da un’altra parte! Ho quasi 26 anni lunghi lunghi e giuro da un pò ho una crisi di vecchiaia. Anche al Cencio’s da un po’ vedo gente talmente più giovane di me... Meno male che ci sono gli amici…gruppo di età miste tutti uguali a prescindere da età…insomma, la sintesi del divertimento per me in questa fase della mia vita è godermela continuando a fare ciò che mi piace, cioè ciò che mi è sempre piaciuto da quando ho cominciato a capirci qualcosa... spero che la crisi di vecchiaia mi passi presto almeno prima che qualcuno più vecchio di me legga questo scritto e mi venga a cercare per darmele di santa ragione. Siam qui di nuovo all’odiato Cencios, ma alla fine dove si finisce tutti? al Cencio’s. Stasera la raccatterò immensa, almeno mi scarico della rabbia accumulata. Stasera al Cencio’s e dopo tanto c’è anche la C.!!! io lei e la D. a cazzeggiare… ma ci sono anche tanti tanti pagliacci, ma perché non stanno a casa a fa’ del bene, invece di rompere! Il Cencio’s…non ci tornavo da ben tre anni. Ne è passato di tempo e i cambiamenti sono sotto i miei occhi oltre che dentro di me. Le sbronze del Cencio’s non si contano. Ognuno ha degli anni d’oro da ricordare e i miei sono stati qui. La patente e finalmente i sabato sera con gli amici nel posto più anomalo della zona. C’è questo darkettone con le lenti bianche che ci guarda! Oddio forse ci ha scambiate per uomini col pacco! La gente che viene al Cencio’s si deve vesti46 44 re da Cencio’s (puramente anni ’80!) non da Boccaccio! Ciao ragazzi, come state, io sto bene. Tra non molto me ne andrò a casa. Devo fare solo 200 km. Che palle ma va bene lo stesso. Bè, ci vediamo il prossimo sabato alla solita ora. Spero di essere vivo. Ma sì dai, io non posso morire…ah ah ah cià belli e viva la ciccia! Caro Cencio’s cambia gestione!!! fa freddo, mi fa tristezza sia il posto, sia i darkettoni che ci girano, cambia musica!! È la prima volta che vengo, ma non penso tornerò +!! Vogliamo vincere il 1° premio (concorso di pittura sullo sballo) anche se penso che sarà impossibile, ma è stata una cosa divertente. Ognuno ha disegnato qualcosa e alla fine ha anche un significato perfetto! Tutti guardano il nostro disegno e si stringono nelle spalle vuol dire che fa proprio schifo. Uffa!!! Che palle!!! Che palle… 5 anni passati al cencioso.... MMMMM!!!! fondamentalmente... solite facce solita gente... sempre le solite donne… mai un cambio… un rinnovo… velocizziamo… sono ubriaco... buono... Ma io mi domando…ma la gente che vuole da me?! Lavoro e mi scassano il cazzo, dormo e mi scassano il cazzo. A 26 anni sono ancora al Cencio’s circondato da 16 enni che si credono dei in terra… comunque sia…alla fine che cavolo me ne frega! Fanculo al mondo, che tanto è un cesso, se poi migliorasse un po’ sarebbe meglio! Sono qui “sana” come un pesce e la cosa devo dire mi disgusta un po’, soprattutto perché al Cencio’s ho raccattato le stecche + assurde! Cmq a consolarmi da tutta questa merda c’è la mia amica-amante, che a modo suo, cioè infamandomi e litigando di continuo, mi tira su il morale. Cencio’s merda!…ma intanto siamo sempre qui! Salve carini !!! Alè, stasera mi stava prendendo male ma non so perché, forse ho bevuto troppo poco ancora!! Cmq prendete la vita come qualcosa di spezia (di bello) perché è una spezia!!! E non provate mai a leggere Il Cencio’s è la mia casa perfetta…quasi quasi ci metto una tendina! Mi diverto troppo, fie, canzoni belle, si ride tutti, briai (fissi) tegoli, cazzate a go-go, tutti insieme, ho conosciuto una ragazza troppo simpatica, mi prende per mano, ci sono i Radiohead…poi mi sveglio, e sono al Cencio’s. 45 47 Kant perché è troppo contorto. Ciao a tutti i carini. I’ Cencio’s è una spezia…alè alè alè…cmq anche la dragoon…ciao! Siamo al Cencio’s io, M. e qualcun altro. Spero di sballare entro sera. Qui al Cencio’s ci sta venendo troppi truzzi e ragazzini: metteteci un divieto. -Che si fa??? -Boh!! A si scrive altre cazzate B si va a fare pipì C si va a cercare quegli altri D si balla due canzoni carine -Andiamo a fare pipì... Stranoooo, cmq oggi è la prima sera dopo 3 anni che ho retto fino a ora senza fare pipì è clamoroso!!! Cmq prima di andare finiamo la dragoon… Ps: questi quaderni sono una spezia! Penso che gli ERASMUS potevano anche evitarseli. Ho pagato 8€ x sentire Marilyn Manson?! Mah! Buttate un po’ di rock’n roll puro! Un po’ di punk! Cmq un saluto da La Spezia! -In realtà la musica è un insieme di suoni messi lì insieme, poi sta alla sensibilità decidere se è buona o no. Esistono cantanti che non dovrebbero nemmeno nascere. -Cmq non parlerei di sensibilità. Apprezzi o non apprezzi…chiunque fa bene a cantare poi bisogna vedere se qualcuno ti ascolta. -Come dice Zucchero la miglior musica è il silenzio… ... dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori... (De André) RAMONES!!…fanculo tutti gli altri gruppi del cazzo (tranne i Red Hot e Cristina D’Avena) Iron Maiden, Banda Bardot: “…se mi rilasso collasso…” When I’m walking a dark road, I am a man who walks alone (IRON MAIDEN) W i Metallica e i Queen! 46 48 A chi serve un bassista io sono qui! Come riconoscermi? E’ semplice, sono quella che non vi aspettereste mai che sia… sto, dove la gente si incontra, si ama, si rispetta. Cari amici sono di fori, non ci fate caso! Seduto su questo sgabello in compagnia dei miei amici e della mia donna (che è leggerissimamente gonfia), la serata non è stata come mi aspettavo, questo posto è cambiato, non è più lo stesso vecchio Cencio’s di una volta, un tempo c’era più gente, più alcol, più di tutto insomma! Tornate come prima!!! E’ certo un brivido averti qui con me. In volo libero sugli anni andati ormai… E non è facile sentirti qui con me xchè tu non ci sei… Mi piacerebbe sai sentirti piangere anche una lacrima… per pochi attimi… (M.K.) Meno male che di TAINTED LOVE avete messo la versione originale e non quella di Marylin Manson…GRAZIE CENCIO’S Rispetto all’amicizia si nota che essa è fondamentale nella vita dei ragazzi e di essa hanno una visione piuttosto elevata, considerandola come un importante valore. Ricorrono anche storie dolorose di amicizie finite e storie di ragazzi a disagio, per i quali si nutre il desiderio di poter fare qualcosa. Riguardo alla musica e al Cencio’s colpisce il fatto che i ragazzi si lamentano del locale, perché è sempre uguale, c’è poca gente e brutta musica, ma in realtà lo frequentano ogni fine settimana e per loro è un punto di ritrovo e di riferimento. Si legge anche che alcuni ragazzi vengono da molto lontano, visto che il locale è conosciuto in tutta la Toscana e non solo. Si è beccato la serata sfigata col gruppo di merda…ma col chitarrista decente che era meglio se suonava NUDO. Voto alla prestazione fisica…10+! Rave is not a crime… respect t he underground techno movement… Voi avete 1 difetto ed 1 pregio: il difetto è che fate metal, il pregio è che lo fate davvero bene! Mi sfava alquanto ke a Roma suonano ji Inkubus sukkubus e non esserci potuto andare. Nell’ambito del tema del divertimento, abbiamo chiesto ai ragazzi di raccontare una serata “memorabile” passata al Cencio’s: i foglietti scritti sono stati attaccati alla parete in modo che tutti potessero leggerli. Alcuni sono molto divertenti, in altri si può leggere l’affetto e il forte legame verso il locale, dove Montelupo fiorentino, paese di pazzi, paese pazzo! Siamo qui riuniti stasera, amici vicini e lontani, ci troviamo in questo luogo forse un po’ matto, ma comunque in un buon po- 47 49 molti hanno passato gran parte della loro adolescenza. Li riportiamo “fedelmente”. sone. Mi sono visto con alcuni di loro. Da allora sono molto cambiato, anche nel modo di vestire e di vedere le cose. - Circa un mese fa, quando per la prima volta in sei anni, ho ascoltato i “suvutuyz” in questo posto !! - Era il mio compleanno, ero convinto di passare una serata molto divertente e dopo tre bicchieri di vodka bevuti ad una velocità troppo alta e a poco tempo l’uno dall’altro sono finito a vomitare anche l’anima in un angolo del Cencio’s e poi mi hanno portato in macchina, dove sono collassato. Chi lo dice che la sera del proprio compleanno, debba essere più divertente delle altre? - E’ difficile raccontare una serata memorabile al Cencio’s, visto che ogni volta che vengo qui sono in bamba e ogni volta è una serata memorabile, grazie alla mia migliore amica - Per raccontare una serata memorabile servono parole e una persona che sa ascoltare… quindi non scriverò niente ma solo una cosa…: verba volant, scripta manent. - Non c’ è ancora stata !!! sarà memorabile quando tireranno napalm su Pippone !!! - Una serata di quattro anni fa quando attaccai la gomma che stavo masticando ai capelli del ragazzo della mia amica… un’altra è una serata di incoscienza dopo la quale la mamma dell’amica suddetta ci sgamò: invece di tornare alle 24,00 tornavamo sempre alle 4,00. - Ero così gonfio che non mi rendevo nemmeno conto di essere qui. Sesso droga and - Sono tutte memorabili le serate con le mie amiche barriste!! - le serate che ho passato con l’indiano auuuuu !!! - sarà una serata memorabile quando metteranno i “the distillers” - Vengo al Cencio’s ogni venerdì o quasi… siete voi “memorabili”. Grazie - Una delle più belle serate al Cencio’s è stata due anni fà al concerto dei Modena. Alla fine abbiamo fatto un gran cerchio e tutto il Cencio’s era abbracciato e ballava e cantava. Ci guardavamo negli occhi barcollando ed è stato un’emozione troppo forte. - Sarà memorabile quando giù vedrò suonare Twisted Sister e Motorhead - La serata più memorabile è stata una delle prime volte che sono venuto al Cencio’s: ero un ragazzino timido e i miei amici naturalmente mi hanno buttato in mezzo a pogare… Mi sono divertito da morire a venire ballonzolato da una parte all’altra con gli amici. - La serata memorabile e’ stata quando qua dentro, precisamente al piano di sotto, vicino al bancone ho baciato la ragazza più bella del mondo e ho pensato che nessuno più avrebbe potuto separarci, ma destino vuole; non fu così. Vita di merda. - Una delle prime serate passate con i miei amici. Mi sono divertito un sacco perché era una delle prime sere che ci venivo; mi hanno molto colpito le canzoni, la musica e le per50 48 rock n’ roll ! sesso zero, droga tanta, rocche e roll ancor di più !!! però un’ si tromba ! quindi memorabile un cazzo. Memorabile è quando si tromba, non quando si gonfia. Se tutte le sere che mi sono gonfiato qua dentro sono memorabili, allora tutte le volte che ci sono venuto è stata memorabile, se però avevo tre palle ero un flipper. - La serata che ho chiesto una cartina e… non me l’ hanno data !!! - Quando Dellon ci caca al tavolino e magari ci saluta anche. - Una serata memorabile ?… praticamente tutte! vivi ogni serata come fosse l’ultima… specialmente al Cencio’s. - Quando ho perso la verginità (un valore sopravvalutato) - ho seguito il Bianconiglio lungo “rotonde” rosa e viali viola. Il verde brillante della prateria dimostrava in maniera lampante l’esistenza di Dio... sale la botta, ma preferisco il pepe. - Le serate al Cencio’s sono tutte memorabili e tutte non memorabili, perché sono il mio venerdì sera, dove faccio o non faccio quello di cui ho voglia. - Penso di aver litigato con sette persone che poi mi hanno offerto da bere…ma è solo un vago ricordo. - 13-03-04 ore 1:52… la prima volta che ho portato il mio amore…da Padova fin qui ! - quando c’era lo spartitraffico qui davanti, al parcheggio… ho fatto la peggio fumata della mia vita ! E ora mi chiedo: perché avete levato il nostro sacro muretto ? - Quando io e la mia amica ci siamo fatti più ragazzi possibili e dopo ognuno eravamo in mezzo a ballare anche il “metal” di merda che ci fa parecchio cagare. Che serata shock. - E’ un impresa perché tutte le serate passate qui dentro sono memorabili però pensandoci bene…la serata migliore è stata all’incirca un anno fà quando ci siamo ritrovati qui in un bel po’ e ci siamo stanati tutti dal primo all’ultimo !!! P.S. il Cencio’s è unico !!! - Mi spengo di tristezza…quando son qui…tutto alle spalle…solo io… e la mia serata davanti a me…in 4/4… una birra… un amico… uno sconosciuto… o meglio una sconosciuta… mi sento… tutto il resto è una retorica…. - una serata memorabile… aspetta… fammi pensare… forse quando abbiamo incontrato… ma forse quando abbiamo ballato… sicuramente è stato quando… decisamente quel concerto… ma il Cencio’s è sempre il Cencio’s - Al Cencio’s le ho passate di tutti i colori, ma la cosa più importante è che questo locale è l’unico posto dove chiunque può sentirsi come a casa sua. - Ce ne sarebbero tante… stasera per esempio… ogni volta è uno spettacolo…quando me ne vado mi sento triste…come se stessi camminando con scarpe di piombo in fondo all’oceano…ma il mio vivere ballando in burrasca… - Ieri sera 11/3/04 quando ho suonato qui con il mio gruppo !!! 51 49 Riportiamo il testo di una video-intervista fatta da un operatore a una ragazza che parla del Cencio’s I- Quanti anni hai? Di dove sei? A- Ho 23 anni, sono di Firenze e vengo al Cencio’s tutti i venerdì sera, perché l’adoro questo posto, non ce n’è nessuno in tutta Italia come il Cencio’s…non in tutta Italia ho sbagliato, in tutta la Toscana I- che musica ti piace? A- un po’ di tutto soprattutto la musica che mette Pippo Deejay I- Il Fidanzato? A- è qua…è un pezzo di merda anche lui... perché fa il cretino... invece dovrebbe fare il ragazzo serio... I- Che fai, studi? A- no lavoro, ho smesso di studiare e prossimamente cercherò di prendere questo diploma in lingue, che oramai è una meta impossibile per tanti I- che lavoro hai intenzione di fare? A- Mi piacerebbe fare la guida turistica perché mi piace conoscere gente, venire a contatto con nuove culture. I- Bevi molto? A- abbastanza I- che cosa ti piace? A- prediligo le bevande già fatte che ora vanno molto di moda, sennò vodka lemon, cuba libre… I- e il sabato che cosa fai? A- lavoro sempre, anche la domenica, però il sabato vengo qui o sto a casa, non ho una vita molto movimentata I- Ti piace più il venerdì o il sabato? A- il venerdì, perché c’è meno gente ed è quella giusta, il sabato invece ci sono i ragazzi delle scuole e quindi anche la differenza d’età fa il suo. Riteniamo che il tema del divertimento sia centrale nella vita dei ragazzi e non solo, e che sia anche molto legato al fenomeno dell’uso di sostanze. Tutti siamo alla ricerca del piacere e del divertimento, tutto il mondo dei locali della notte è creato intorno a questo bisogno, che non sempre però è semplice da soddisfare. Molti ragazzi infatti dicono di annoiarsi: girano tanti locali, escono tutte le sere, ma in realtà sono poche le volte in cui si divertono. Inoltre spesso questo divertimento è filtrato dall’effetto artificiale delle sostanze, per cui è difficile poi saper individuare delle attività che procurano un reale piacere o divertimento. L’intento del questionario che abbiamo costruito era proprio di indagare i vari ambiti del tempo libero (dai locali frequentati, ai gusti musicali e letterari, alla propria opinione su concetti come l’amicizia, lo sballo...), per spingere a riflettere sul proprio rapporto con il divertimento e sui propri gusti. Secondo noi essere consapevoli di ciò che piace e che fa stare bene è già un primo fattore protettivo rispetto a “comportamenti devianti”. I ragazzi hanno risposto in modo completo e sincero e questo ci ha dato la possibilità di approfondire poi la discussione fac50 52 cia a faccia. Di seguito i risultati del questionario, il cui titolo fa riferimento a una canzone “tormentone” dell’estate, molto apprezzata dai ragazzi. greca - Hannibal - Metamorfosi - Tutto è fatidico - Kamasutra - Doppio sogno - La coscienza di Zeno - Cristiane F. - Festa mobile - 100 colpi di spazzola - Parole nel vuoto Dracula - Il diario di Anna Frank Oceanomare - Scritto sul corpo - Il codice Da Vinci - Topolino - Fontanella - Cumpa Libre Non ti muovere - La locandiera - The Bulgari connection - Le spiagge rubate - Lettere ad un adolescente - Parole nel vuoto - Il piacere - Vescovo esorcista - Veronica decide di morire - Ravanello pallido - Il silenzio dei prosciutti - Il ritratto di Dorian Gray - Sesso - Il signore degli anelli - L’insostenibile leggerezza dell’essere - Primo Levi - Piccolo cuore - I racconti di Giordano - Bibbia - Draghi del sole - Esco a fare due passi - Littizzetto - L’amico ritrovato - Donne che corrono coi lupi - 4 ruote - Angeli e demoni a Babilonia - Le ragazze di S. Frediano - L’albero - Kubrik ed il cinema - I frutti puri impazziscono - Lettera ad un bambino mai nato Alcuni miti: Che Guevara - io - braccio di ferro – Masini - Picasso – Paperino - Vasco Mary Poppins – Madonna – Nek - De André – Cuccarini - Del Piero - Freddie Mercuri Steve McQueen – Clinton – Ramazzotti – Riganò – Cicciolina - Montini Cristian – Beaudelair – Luttazzi - Brad Pitt – Omen – Maradona - la mia zia – Baggio – Senna – Schumacher – Papi - il mio babbo - Dario Fò – Topolino - Johnny Deep - R. Zero - la mia mamma - Rocco Siffredi – Platinette Backstreet Boys - la mia presidente “SEI FUORI O DENTRO… IL TUNNEL DEL DIVERTIMENTO?!?” La stragrande maggioranza dei giovani passa il suo tempo andando al pub! In media, le ore del giorno dedicate al tempo libero sono 4, nel weekend h 24/24!!! Per passare un serata divertente i ragazzi escono con gli amici o col partner per andare a bere o a ballare insieme. In media, gli amici veri sono 5 o 6, alcuni però dicono che gli amici veri non esistono proprio! HOBBIES: Sesso - internet - volontariato – chitarra – karate - pesca – tennis - cucire paillets - giochi di ruolo – shopping - kick boxing - scrivere - rally - cazzeggiare - teatro - acquario - computer - palestra - tiro alla fune – lancio del peso - sadomaso – dipingere pippare – cinema – stadio - stare nei boschi cavallo – moto – lettura - cantare - musica – calcio – snowboard – bici – scacchi – francobolli Quasi tutti amano la MUSICA, un po’ tutti i generi, in particolare: Rock - hard rock – dance - hip hop – house – straniera – italiana – Vasco – Masini – techno-trance - anni ’70 jazz – classica - punk-rockBlues - commerciale L’ultimo LIBRO letto: No logo - Libri scolastici - Incompreso - Dune - La II°guerra mondiale - Storia della filosofia 51 53 Amicizia: fregatura – emozione – vacanze – consuetudine – ascolto – rispetto – fedeltà – allegria – salvezza – compagnia – sincerità – fiducia – vomito - niente legame – svago – noia – bar – unione - fare cazzate – raccontare – filo - birrini Divertimento: ridere – amore – riposo - mare – discoteca – sport – ballo/canto - arte - sorriso – star – bene - follia - gioco – locali – distruzione – bar – spensieratezza - gay pride – stadio – ridere – canne – pippare – felicità - rapinare cinesi - caccia al cinghiale Sballo: Alcool - coca - canne - discoteca – conoscere - andare di fuori – bar – euforia – perdizione – stupidità – donne – orgasmo perdita di tempo – fuga –Bukowsky – sregolatezza – musica - fine settimana - follia – adolescenti - un’ invenzione Trasgressione: sesso - guida senza cinture – stupidità – mistero - andare col 1° che trovi - a letto tardi – nullità – donne – confusione sesso sfrenato – libertà – vacanze – inferiorità - no alle etichette – alcool-droga – strippare – borchie/piercing - tradire - risse stadio – disubbidire – anticonformismo - fuori dalle regole - perizoma in pelle con borchie - la vita infatti non si è pronunciato attraverso una tendenza univoca. Questo aspetto può comunque rivelarsi interessante: spesso le aspettative sociali nei confronti dei giovani e del loro approccio al divertimento tradiscono una visione limitante e stereotipata del mondo giovanile. Le molteplici esperienze e definizioni di divertimento rilanciano un’immagine dello spaccato giovanile molto meno omologato di quanto si possa ritenere. Il fatto che non vengano riscontrate modalità prevalenti di divertimento all’interno del campione può essere interpretato come la forte volontà dei giovani di diversificarsi ed impegnare il proprio tempo libero in attività vissute come personali, appaganti e differenti rispetto agli altri, senza per questo trascurare l’importanza che per i giovani assume l’appartenenza a un gruppo. Pur nella persistenza di alcuni inevitabili luoghi comuni, come i pubs, le droghe o il sesso, si fa spazio il desiderio di conoscere e sviluppare se stessi come individui pensanti, critici ed esclusivi. Nelle risposte si può inoltre notare anche una sottile ironia, qualche risposta insofferente nei confronti di un’indagine forse avvertita come riduttiva o marchiante nei confronti dello sfuggente macrocosmo del divertimento e dell’adolescenza. Anche questo rientra tra quei messaggi che non devono rimanere inascoltati se si vuole davvero tentare di conoscere meglio una dimensione che non tollera etichette e che ha esigenze sempre nuove per quanto riguarda il divertimento (da notare l’insoddisfazione dei ragazzi ri- Circa il 65% dei ragazzi ha dato un voto insufficiente a Prato, rispetto alle strutture per il divertimento dei giovani. I dati del questionario sul divertimento non si prestano ad una facile lettura, il campione 52 54 spetto alle strutture del divertimento offerte dalla città). se è un vero amico trova se stesso – si diverte - è ancora 1 - ne trova tanti - lo sfrutta perde la donna - a volte è un guaio – a volte trova un nemico - trova un casino - forse trova un tesoro - non è più solo - è gay - trova un amore - beato lui - cazzi suoi - trova un’inculata - raramente succede - …ne esistono? - trova un punk - +1000 punti - gioca con l’inutile chavo Ti è mai successo di fare sesso con un amico? NO (31) quasi/con il compagno di banco /mi basta un buco/3 volte, ma non è stato un granché SI (23) Secondo te esiste l’amicizia tra uomo e donna? SI (39) rara/se lei è brutta/ma dopo si tromba!/Sì, e deve esistere!!! NO (16) Quanti sono i tuoi veri amici? 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 10, 15, troppi, qualcuno, 1.942.724.995, abbastanza, pochi ma veri, le roghe, io, quelli con cui passo momenti belli e brutti, tanti Hai mai fatto a botte con un amico? SI (29) per il cibo/nel campo di fronte al Cencio’s/perché mi rutta in faccia/per una donna/con un mio compagno di classe NO (26) sono troppo un mezza sega/sono una donna a modino io… Hai mai pianto sulla spalla di una amico? SI (42) per comodità/avevo voglia! NO (8) In un’altra serata sono stati poi trattati i temi dell’amicizia e del gioco e sono stati lasciati sui tavolini dei giochi in scatola come “Indovina chi?”, “Forza 4”, “Shangai”... I ragazzi sono rimasti molto sorpresi dal vedere nel privé del locale i giochi della loro infanzia, a cui non giocavano da tempo, si sono perciò lanciati in partite, sfide, tornei, con allegria e dicendosi che avrebbero dovuto riprendere a giocare “come facevano da piccoli”. I questionari sono stati pensati dal gruppo di operatori con lo scopo di indagare il vissuto dei ragazzi rispetto a queste due tematiche e di mettere in rilievo la valenza positiva sia dell’amicizia che del gioco, come fattori protettivi per la propria crescita. Naturalmente un questionar io sull’AMICIZIApuò apparire come uno strumento parziale e riduttivo rispetto ad uno dei legami più intensi e profondi che l’uomo possa vivere. Sondare la relazione amicale nella sua essenza è dunque obiettivo inarrivabile, di conseguenza i dati in nostro possesso, che riportiamo qui di seguito, vanno ricollegati a specifici aspetti del rapporto d’amicizia. Chi trova un amico... Trova un tesoro - non ne trova 2 - farebbe bene a farlo fori prima che lo freghi - trova un amico - se lo ritrova - offre un martini e sambuca - è fortunato - lo prende in c… 53 55 Qual’e’ la più grossa cazzata che hai fatto con un amico? Pisciato sulla porta del comune - lasciarlo solo quando aveva bisogno di me - bere insieme – se lo dico mi arrestano! - andare col suo ragazzo - rubare un cartello stradale - sparare con una pistola - scambiarci partner ehm…sarei ricercato - andarci a letto - farsi sua sorella - raccontare una mega balla andare in un’altra città senza dirlo ai genitori – tirare - mai fatto cazzate - sboccare insieme 10 volte per mix di vini e birra - venire qui - livello 57 - partire insieme per ribaltare i cassonetti del sudicio - iniziare a drogarsi peso - correre nudo per strada - buttarmi ubriaco su un cactus - farsi una canna - fare questo “quizze” - andare in un carrello del supermercato da S. Giusto alla stazione Ti sei mai innamorato del partner di un tuo amico? NO (32) i miei amici sono tutti finocchi/ha gusti di merda SI (19)di sua sorella meno male/s empre con il pensiero Ti sei mai sentito tradito da un amico? SI (41) troppe volte!/quando danno i pacchi NO (10) In vacanza con: amici (42) coppia (13) genitori (1) Emergono, e non potrebbe essere altrimenti, interessanti e delicati punti di contatto tra l’amicizia, l’amore ed il sesso. Questo appare come il punto di maggior rilievo della nostra indagine: l’amicizia può essere un territorio di esperienze e passioni sconfinato, teatro di vissuti e di ruoli in continuo divenire. La parola Amicizia non può e non deve possedere un significato univoco ed anche il questionario rinuncia a darne una definizione precisa. Secondo i dati emersi, l’essere amici non presuppone esclusivamente il condividere esperienze piacevoli o interessi comuni, ma è un rapporto che contempla l’esistenza di contrasti e delusioni anzi, sono proprio le avversità incontrate, i dolori o le stupidaggini (“cazzate”) condivise che sembrano dare spessore e autenticità al rapporto. E’ singolare notare come i dati sostengano la possibilità di amicizia tra uomo e donna, lasciando intravedere un’evoluzione della relazione verso l’innamorarsi ed avere rapporti sessuali, per poi scoprire che le esperienze sessuali tra amici vengono collocate dal campione all’interno della categoria delle “più grosse cazzate commesse”. Questo conferma l’immagine dilatata dell’amicizia anche come possibilità di amare ed essere amati, di condividere e conoscere il corpo ed il piacere dell’amico, magari per poi ammettere che è stato uno sbaglio. La dimensione amicale quindi si presenta come risorsa in grado di accettare e resistere anche ad erro- 56 54 ri e contraddizioni che in altre circostanze rappresenterebbero una minaccia alla continuità della relazione. Gli intervistati descrivono, infatti, l’amicizia come una relazione dove esiste una forte probabilità di sentirsi traditi, di essere violenti (fare a botte), di desiderare la ragazza del tuo amico, ma anche di continuare a dirsi amici. E’ questo il vero, grande, significativo con il quale ci dobbiamo confrontare: l’amicizia come un bene prezioso e raro, che sa rigenerarsi e rigenerare, elevandosi dall’insieme di relazioni fragili e sterili di cui la vita è costellata. Il tuo gioco preferito è? Nascondino - qualsiasi col pc - essere sedotta - Playstation 2 - stare a zonzo - sesso videogames - tava - la trombola - ridere e stare bene - solitario - fare la scema - Monopoli - gioco dell’oca - magic - Lego - giocoleria - kamasutra - incognito - sport - rogheggiare - suonare - briscola - wwf (los guerriero e 619) - carte - dama - calcio - eternal darkness playmobil - forza 4 - far ridere mia nipote giochi di ruolo - backgammon - worms final fantasy VII - essere me stessa e farlo conoscere agli altri Giochi d’azzardo? NO (40) SI (18) cavalli – poker TEST SUL GIOCO Perchè giochiamo? ridere (45) non pensare (28) sentirsi liberi (23) esercitare la fantasia (21) scaricare la rabbia (20) altro (Fumare una canna, Praticare sadomaso, Divertirsi, Sboccare, Curiosare, Fare sesso) Quanto giochi alla settimana? Raramente (23) – spesso (20) - per me giocare è uno stile di vita (13) – mai (4) Con chi giochi? Amici - con chi voglio - con chi capita - chitarra - solo – gatto – tutti – nonna - con chi ha voglia – nipote – sorella/fratello - con le donne – nessuno - con l’inutile chavo – roghe la mia mente - omino del cervello - Rey Mistirio Possiamo notare che la motivazione principale per cui si gioca è ridere, quindi stare bene e divertirsi. La maggior parte dei ragazzi gioca raramente o spesso e i giochi che vanno per la maggiore sono i videogiochi, ma anche i giochi classici come “nascondino, gioco dell’oca, monopoli...”. Una buona percentuale (31%) gioca d’azzardo, dato preoccupante, che conferma la crescita delle problematiche legate alla dipendenza da gioco (gambling). 55 57 “LEGGI … AMO !” nel riconosciuto valore letterario. Davvero la letteratura del passato è così lontana dalla nostra visione del mondo? O continua invece a nutrirci, senza che spesso ne siamo consapevoli, per qualche insolito canale? Le domande che abbiamo inserito alla fine del questionario avevano lo scopo di richiamare l’attenzione su questa “eredità culturale”. Considerato che la lettura è “cibo per la mente”, abbiamo pensato di proporre, in un angolo che abbiamo chiamato “fast book”, varie portate che ognuno poteva scegliere in base ai propri gusti e al proprio appetito: dal piatto unico (il classico libro), agli stuzzichini (libri in miniatura), al dessert formato mignon (citazioni e aforismi, di cui i Baci Perugina hanno sempre costituito il canale più accreditato e che ora si possono trovare anche in Internet). Per chi invece aveva fretta, fast food: un hamburger con un po’ di tutto… Se Maometto non va alla montagna…i libri vanno in discoteca! Davvero i giovani frequentatori di discoteche hanno disertato la lettura e non amano impegnare il cervello? Abbiamo pensato di verificarlo facendo una piccola indagine fra i giovani del Cencio’s. La serata sulla LETTURA è stata così pensata con il duplice scopo di conoscere il rapporto dei giovani coi libri e di stimolarli alla lettura, visto che di solito si ritiene che i ragazzi leggano poco. Abbiamo proposto loro un divertente questionario sui loro gusti e abitudini letterarie, che in molti hanno compilato per intero nonostante fosse abbastanza lungo. Il test conteneva fra l’altro delle associazioni “bizzarre” fra certi artisti classici e altri contemporanei (scrittori, cantanti, cabarettisti...): chi può infatti davvero dire l’ultima parola su ciò che è letteratura e ciò che non lo è? Shakespeare era solo un uomo di teatro che scriveva per divertire il suo pubblico, mentre Ben Jonson faceva parte del ghota dei drammaturghi colti e accademici. Eppure Ben Jonson oggi è senz’altro noto fra gli studiosi di letteratura inglese, ma Shakespeare continua ad emozionare oltre il tempo e lo spazio…Oppure quanta poesia c’è in una canzone dei Metallica o di De Andrè? Siamo sicuri che la satira di alcuni comici contemporanei sia meno raffinata di quella di Molière? Abbiamo distribuito in fotocopia per il locale alcune ‘tartine’ di brani tra loro apparentemente distanti nel tempo, nello spazio, Alcuni ragazzi si sono mostrati molto interessati alla poesia, così abbiamo pensato di usarla come strumento di conoscenza di sé stessi. Uno dei frequentatori del locale, amante della poesia (tanto che il suo soprannome è “Ippoeta”) ci ha proposto una scelta di brani poetici di cui abbiamo un po’ analizzato insieme la struttura e che abbiamo brevemente commentato. Durante una successiva serata al Cencio’s, abbiamo chiesto ai ragazzi di scegliere uno o più brani che rispecchiassero il loro stato d’animo e di confrontarli con i commenti che avevamo proposto. Tutto questo ha costituito una base di dialogo sui testi poetici e sulla loro funzione 56 58 maieutica rispetto alle emozioni dei ragazzi. Oltre al questionario sulla lettura, abbiamo fotocopiato pagine di libri, brani di poesie, testi di canzoni che abbiamo lasciato sui tavoli, abbiamo fatto distribuire dalle bariste insieme alle bevute, ci siamo attaccati sulla schiena perché i ragazzi li notassero e potessimo discuterne insieme. Abbiamo anche messo a loro disposizione un quadernone dove loro potessero scrivere i loro racconti e le loro poesie. porno, pulp, ambiguo, violento, assoluzione, assoluto, ritmo, vita, ego, essere, infinito - una cosa indispensabile - viaggiare con la mente - un argomento da leggere - insieme di parole difficili -rilassamento/svago/informazione conoscenza - cavalli alati/fate dai capelli di fata - fantasia/mondo parallelo in cui mi immedesimo - fottuto destino - emozioni - strano oggetto non identificato - un santissimo mattone scritto da Tolkien – l’alchimista - un mondo a parte - carta/carta e penna - universo parallelo in cui mi perdo e dimentico ciò che sono - cultura/impegno a imparare Il libro che ti ha più disgustato? Eva - Le età di Lulù - Promessi sposi - Giovane Holden/Cime tempestose – Bibbia Honeymoon (B. Yoshimoto) - Il piacere - testi scolastici - manifesto futurista – Malavoglia Il Gattopardo – Pinocchio - Nel momento Un porcellino con le ali - Come tornare a casa sana e salva - non leggo libri che mi disgustano - E la chiamarono due cuori - Jacopo Ortis - Il Fu’ Mattia Pascal - Crepuscolo di Horkeimer Il libro che ti ha più affascinato? L’alchimista – Novecento - Letteratura latino americana – Shining – Kitchen - Buio prendimi per mano - I figli della mezzanotte – Luminal - I fiori del male – Fluo - Neanche gli dei – Destroy - Il lupo della steppa - La casa degli spiriti – Fumetti – Otello - Rose red - 2 di 2 - Così parlò Zarathustra – Anticristo - Libro di Perseo (99 Posse) - Dorian Gray Codice genesi - Fottuto destino - Cruel intentions - Il piccolo principe - Jack Frusciant Di seguito i risultati del questionario sulla lettura, così come sono stati scritti dai ragazzi. Lessi è?: Passato remoto del verbo leggere (33) Lo stato del cervello dopo la lettura (11) Vai a letto per: Dormire (20) - Fare l’amore (9) - Leggere per dormire (9) - Leggere per fare l’amore (9) Lettura è...: Un modo per imparare (22) - Un mio hobby (13) - Noia (5) - Un gruppo metal (5) - Un tipo d’insalata (1) Ti piace leggere? Sì (32) - No (8) - Non so leggere (1) Se si, cosa? Libri (30) - Fumetti (15) - Riviste (11) - Poesie (11) - Baci (4) - Etichette (3) - Saggi (2) - Enciclopedie (2) - Oroscopo (1) Se dico libro a cosa pensi? Scuola bastarda - espressione di sé - relax tranquillità - Bibbia - Luminal - qualcosa che apro raramente - ciò che vorrei pubblicare al prossimo che potrei leggere - Amore, 57 59 - Cime tempestose – Kamasutra – Inshatollah - Lo specchio nello specchio - Orlando - Mago di Oz - Justine - Peter pan - Lesbo pulp - Il regno magico di Londover - Il signore degli anelli - Harry Potter - Orgoglio e pregiudizio Uno nessuno e centomila - Il diavolo e la signorina Prymm Come ti procuri i libri di solito? Li compro in libreria (31) - Te li fai prestare da amici (13) - Te li fai regalare per Natale (4) - Li prendi in biblioteca (7) - Li rubi al supermercato (7) - Li prendi in prestito in discoteca (1) Lo scrittore che più ti piace? Lodoli – D’Annunzio – Poe - Sade – Saba – Carroll – Baudelaire – Asimov – Allende - W. Smith – Tolkien - T. Brooks – Pirandello – Kinsella - King Munari – Wilde – Svevo – Miller - De Carlo – Spielberg – Grisham – Dickinson – Christie – Nietzsche – Heminguay – Pennac – Yoshimoto – Baricco – Coelho – Persico - Celine - Hesse – Lodon – Pavese - Masakazu Katzura – Bukowski – Wolfe – Omero – Leroy – Hugo – Barriè – Pasolini - Artaud – Shakespeare – Moorkoover – Follett - Ra Salvatore - I. Santacroce - S. Bambarin – Zichichi Eddiciwedder -Sparks – Maupin – Littizzetto – Armsted - Smath Se stai camminando sulla spiaggia e inciampi in una bottiglia contenente un messaggio... Che emozioni o pensieri ti suscita? Disagio: vorrei leggerlo e nello stesso tempo non averla mai trovata - aiuto! Chissà che vogliono - mi incazzo perché mi fa male il piede - curiosità e fortuna o sfortuna - devo leggerlo assolutamente - spero che contenga un po’ di vino bianco! - preoccupazione/ indifferenza - curiosità: l’alone di mistero risveglierebbe i miei sensi, potrebbe essere qualcosa di importante – banalità - guarda questi, non li conoscono i cassonetti!?! - stì incivili! Esistono le e-mail! - memorie di pensieri lontani - se la infilassero nel culo - dipende icché c’è scritto nel messaggio - bene, speriamo non sia uno scherzo - curiosità di incontrare chi l’ha scritto - forse è un SOS chissà che cazzata c’è scritto! - me ne fregherei - guarda questi zozzoni! - mi sa di cagate alla De Filippi se parla di amore, altrimenti minaccio di suicidio - mi incavolo lievemente con quel figlio di … che ha lasciato la bottiglia - la lancio in mare così inquino accidenti a questo incapace psichico… Proprio qui la doveva buttare, speriamo lo mettano allo spiedo negli inferi - speriamo ci sia la mappa dell’isola del tesoro! - curiosità, ma la sotterro - leggo ma con distanza - perché nessuno ha mai inciampato sui miei passi, neanche Dio?! Cosa hanno in comune W. Blake (poeta romantico inglese) e i no-global? I no-global devono morire - vanno contro il sistema – disinfestazione – esaltazione - non gli piaceva il nero E Blake e il film Matrix? L’inglesità – fantascienza - Blake non l’ha visto - devo rileggere Blake - che viaggi fra tutti e due - in Matrix sono vestiti di nero e Blake, 60 58 togliendo la “e”, vuol dire “nero” Cosa hanno in comune Coleridge (altro poeta inglese dell’800) e Greenpeace? Una sega!! - amavano la natura - la stranierità - la natura - fanno la raccolta differenziata l’assonanza dei nomi - Laura Palmer - gli animali da salvare - la balena da proteggere Cosa si diranno Nietzche (Filosofo tedesco) e i Rammstein? La lingua - du macht mich - wie spat ist es? - fuck - viva il superuomo - abbasso le religioni e la Chiesa - achtung!! - a foco gli ebrei Che rapporto c’e’ tra Sconsolata e Omero? Di peso - che Omero ha sconsolato! - nessuno – Ulisse - di coppia - sono due fantastici tutte e due si spallano le palle - non trombano - la pronuncia - ha fatto la parte di Penelope - Sconsy ha fatto uno sketch in cui riceveva una chiamata da Omero Cosa ha detto Shakespeare a Freud? Io super io – scopiamo?! - che il sogno va coltivato - la saggezza è la maturità mentale - boia come tu sé intrippato! - oh scemo! non si conoscevano, uno non era nato - vai a farti una doccia - to be or not to be… - c’era una volta - oh analizzami Romeo e Giulietta! - ma avevano dei rapporti? - quanto te la meni E tra Fabrizio De André e il feudalesimo? Mitico feudalesimo! - sono delle belle combinazioni - l’iniziale “f” - realismo e fascino pochi quattrini - De André pensava di vivere nel medioevo – comunismo - c’era già bocca di rosa? Per dirla con Benigni, “Icché si diranno Ramesse e i’terzino della Juve”? Benigni re di Prato - facciamo una partita? forza viola - c’hai mica un po’ di creatina? che ce l’hai una sigaretta? - tira tu c’ha un bé tiro - io sono II, te sei terzino! - oh bischero! che figura di merda - la vita è bella - con la Roma avete fatto una gran figura di merda, gobbi schifosi! I dati emersi dal questionario sembrano smentire il luogo comune in base al quale i ragazzi che frequentano le discoteche non amano impegnare la mente. Circa il 74% dei ragazzi interpellati infatti si dice amante della lettura, con ambiti di interesse che vanno dal romanzo, al saggio, alla poesia, ai fumetti. Fra i loro autori preferiti si trovano Hesse, Nietsche, D’annuzio, Tolkien, Baudelaire, Santacroce, Leroy, Baricco... E’ anche interessante notare come il 70% dei ragazzi amano leggere e considerano la lettura un hobby o un modo per imparare. Pochi associano la parola “libro” con qualcosa di negativo (“strano oggetto/scuola bastarda/parole difficili”) mentre per molti rappresenta la possibilità di venire in contatto con un universo sconosciuto e parallelo e testimonia la voglia di esplorare, 59 61 soprattutto ambiti fantastici ed esistenziali. I libri e gli scrittori che hanno affascinato sembrano superare in numero quelli che hanno disgustato (rispettivamente 42 e 20). I testi preferiti di solito sono quelli che non passano necessariamente per il circuito scolastico: forse perché la scuola non è molto in contatto con i loro gusti o forse perché il solo fatto che vengano proposti in un ambito istituzionale li rende loro automaticamente estranei. Un altro aspetto fondamentale nel mondo del divertimento dei giovani è la MUSICA. La costruzione dell’identità passa anche dall’identificazione con dei gruppi musicali, piuttosto che con altri, di cui si imita il modo di vestire, di pensare... Anche gli amici vengono spesso scelti in relazione ai gusti musicali e di conseguenza ai locali frequentati perché passano un certo tipo di musica. Le canzoni diventano portavoce dei propri disagi e dei propri desideri, il ballo diventa momento di sfogo e rafforza il senso di appartenenza a un gruppo, che spesso è così forte da considerare in modo negativo le persone che amano musica diversa. Già dal questionario sul divertimento avevamo visto che la musica è uno dei passatempi preferiti dai ragazzi, perciò ne abbiamo inventato uno ad hoc per cogliere i gusti musicali dei ragazzi, stimolare la discussione e tentare di far dialogare i ragazzi col dj. Spesso infatti, nelle nostre chiacchierate, i ragazzi si lamentavano della musica del privè, più volte ci avevano suggerito di fare una cassetta per raccogliere le richieste Perché allora non creare un punto prestito anche nel locale? Abbiamo fatto una lista di libri, riprendendo quelli che i ragazzi avevano detto essere i loro preferiti e che la Biblioteca Lazzeriniana ha deciso di acquistare per poterli poi dare in prestito nel locale. Così è iniziato l’esperimento del prestito in discoteca, che ha riscosso molto interesse fra i ragazzi. Alcuni hanno solo curiosato, qualcuno si è detto contento dell’iniziativa, altri hanno preso in prestito dei volumi. Quelli che invece chiedevano titoli che non erano presenti, sono stati indirizzati verso la biblioteca e informati sul prestito in rete. L’esperimento è continuato con esiti positivi per tutta la stagione: i ragazzi infatti hanno continuato ad usufruire del servizio con una certa costanza, lasciandoci molto soddisfatti. Anche la mostra che abbiamo allestito presso i locali della Biblioteca Lazzeriniana per condividere gli esiti di questo esperimento è stata visitata con una certa assiduità soprattutto da un pubblico giovane. 60 62 di canzoni da passare al dj. Così abbiamo pensato di dedicare una serata alla musica in modo che ognuno potesse esprimere se stesso e potesse comunicare e scambiare opinioni con gli altri. Inoltre, infondo al questionario abbiamo chiesto 3 canzoni che la persona avrebbe voluto ascoltare quella sera, le abbiamo raccolte e portate al dj, chiedendogli di metterne alcune durante la serata. I questionari compilati sono rimasti come sempre per 2 settimane appesi alla parete, tutti hanno potuto leggerli, così che i ragazzi hanno avuto modo di dire la loro sulla musica del locale ed esprimere le loro preferenze. mondo, raccontare, un modo per liberarsi di tutto ciò che c’è attorno. Quante ore al giorno ascolti la musica? Sempre, il più possibile, dalla mattina alla sera, ogni volta che posso, ogni istante che orecchio ascolta, per la musica non ci sono orari, troppo poche, la maggior parte, tante, poche ma intense, appena ho tempo libero, abbastanza. In media le ore al giorno in cui si ascolta musica sono 7-8 Che genere di musica? Metal, death metal, heavy metal, crossover, grunge, tutta tranne quella da discoteca, ska, reggae, un po’ di tutto, techno, hard-core, hard rock, R&B, basta non sia commerciale, ciò che mi piace è vario ed inspiegabile, tutti tranne classica, jazz e disco, dal new-metal al grunge fino all’elettronica, darkwave, blues, non esiste genere, folk, tutto quello che è musica, anni 80, rock alternativo, punk rock, rock 60/70, dark tipo “Mercuri”, tutto ma preferibilmente hip-hop, rock nelle svariate forme, leggera, pop…. Ascolto musica per: Rilassarmi (17) - provare emozioni (32) - non sentirmi solo (6) - distrarmi (7) - ricordare (9) - ballare (9) - la musica sa dire ciò che io non riesco ad esprimere (10) Altro: farmi trasportare dalla musica e chiudere gli occhi, fondermi in essa, viverla, fare quello che sento di fare, viaggiare, nutriamoci di musica e raggi di luna, ascoltare, essere, sognare, orgasmare con il suono Riportiamo i risultati del questionario sulla musica. Musica è: Vita, un puzzle, la colonna sonora della vita, potenza, sentimento, rumore,compagnia, sangue, violenza, odio, amore, un linguaggio universale, tutto, rabbia, allegria, irrealtà, incidere la vena, qualcosa per cui vale la pena vivere, adrenalina, cibo per la mente e per l’anima, un modo per esprimere e provare emozioni, ovunque, l’anima della vita, una cosa quotidiana, il tuo miglior amico, la vibrazione del corpo di una ragazza la prima volta che la tocchi, una stanza di sfogo, espressione di sentimenti, compagna di viaggio, una forma d’arte, guardarsi dentro, forza, costruzione dell’universale, ciò che uno vuole, un prolungamento di me stesso, suono, energia e passione, libertà, libera espressione, viaggiare, vivere, uscire dal proprio 61 63 Il mio “pezzo” preferito è... perché: Knife Prty Deftones, troppo emozionante Stairway to heaven, è stupendo trasmette troppe vibrazioni - Rebel Rebel, mi garba The Trooper, capire me stesso - Freak on a leash, mi ci sento - Bitter Sweet Symphony, mi trasmette molta energia di ribellione e libertà - I don’t Matter, è incredibilmente flesciante - A certain shade of ever, è un giusto mix di soft and hard emotions - Pain killer, mi carica - The noose, trasmette malinconia - Boys don’t cry, ci ho basato la mia vita - For Thy love of God, non riesco a finire di scoprirlo - Summer time, adoro Janis Joplin e quella canzona è più che leggenda - Centrifuga e risciacquo, troppo dolce fa sognare - Saturday night, è stupenda – Disintegration, esprime tutto ciò che sono – Sugar, mi ricorda un periodo bello della vita - The show must go on, lo spettacolo deve andare avanti, ed è vero, la vita continua qualsiasi cosa succeda Don’t call me white, è incazzoso al punto giusto – Toxicity, mi piace - Chop suey dei Sistem of a down, mi emoziona sempre in modo diverso - Journey man, mi fa sentire bene Hitchin a ride, mi ha cambiato la vita - A Certain shade, mi fa impazzire - In the end, dice quello che voglio dire - Giardini di marzo, Battisti è il meglio - Chop suey, mi piace - Gorecky dei Lamb, è dolce e sensuale - Desert wside, rispecchia la realtà attuale - My immortal, mi ricorda qualcuno - November rain, è semplicemente stupendo - Tutti vogliono viaggiare in prima, è troppo forte - No woman no cry, è bella Preferisco ascoltare musica da solo quando... mi voglio rilassare, non sono di umore giusto, sono triste e voglio farmi i cazzi mia, voglio volare, per il mio gusto, mi piglia bene, sono incazzata, sono a casa e voglio far funzionare la giornata, sono in autobus, mi sto vestendo, sempre, sto bene, esco dal mio corpo, voglio sfogare certe emozioni, non sono in compagnia, voglio ascoltare musica sempre, sto male con me stessa e con gli altri, devo sognare, quando torno da lavorare, mentre disegno, il mondo ed io siamo in equilibrio, quasi sempre la ascolto da sola, voglio non pensare ai brutti momenti e ricordarmi di quelli belli, sono al computer o in macchina, mi girano le palle e non so il perché, dipingo e creo, ho un attimo di pace, mi voglio distrarre, sono a casa e ho bisogno di sfogarmi, non sono depressa, ho voglia di stare da sola con me stessa per riflettere, devo pensare, non so cosa fare o studio o faccio la doccia, sono in macchina e sono triste, ho litigato con qualcuno, sono in un bosco, sono in camera o in paranoia, mi girano le scatole, quando ho bevuto troppe birre, quando ne voglio apprezzare a pieno il contenuto senza essere distratta, ho bisogno di pensare e chiarirmi le idee. 62 64 Preferisco ascoltare musica insieme agli altri quando... Mi voglio divertire, sono allegro o ubriaco come un tegolo, sono felice, voglio sballarmi, c’è la gente giusta, sono in locali o quando sto facendo sesso, ci si flescia insieme, siamo al Cencio’s, sto ballando, sempre, sto bene, usciamo dal nostro corpo, sono contento e quando voglio sfogarmi, voglio ballare e distrarmi, voglio divertirmi e fare del kasino, devo sognare, sono al Cencio’s o al pub, se c’è l’occasione, non capiscono che provo, mi devo scaricare fisicamente ed emotivamente, siamo ubriachi, ho voglia di trasgredire, voglio divertirmi, ballo, mi sento libera dai pensieri negativi, sono in vena di divertirmi, sono felice, raramente, non sono depressa, quando voglio condividere le mie opinioni, ho voglia di scazzare, capita, ho litigato con qualcuno o sono felice, siamo in auto, bisogna muoversi, voglio pazzeggiare in una maniera assurda, c’è una festa. Fai musica ? No (31) - Si (28) Ruolo: Cantante, chitarrista, bassista, solista, violinista, djembettiere, batterista, fantasista, sax, flauto traverso, percussioni. L’ultimo concerto visto è: Metallica, Goods of metal, Ska-p, Articolo 31, Iron Maiden, Muse, Caparezza, Chemical Brothers, Gem Boy, Dream Theater, Diaframma, Tarm, Korn, Steve Vai, Soul fly, Banda Bardò, Jetro Tuul, Pistoia blues, Radio Head, Porno riviste, Lacuna Coil, Shandon, Rhcp, Linea 77,Terra Meter, Ben Harpen, Elio e le storie tese, Subsonica, Mtv day, Ephel Duat, Lacuna coil, Elisa, Blu, Carmen Consoli, Ac\Dc, Sweat ers, Mr Flecter, Ligabue, Nomadi, Zulù, Roy Paci e Haretusca, Vasco Il gruppo che più amo sentire è... perché: Deftones, non mi vengono mai a noia – Doors, sono pazzo di loro, spaccano – SkaP, sono troppo belli - Articolo 31, li adoro Iron Maiden, non fanno politica nei loro testi ed esprimono tutto ciò che penso – Mistonocivo, grande gruppo italiano di musicisti eccezionali con testi fantastici - Massive Attack, mi fanno sentire libero e felice di ascoltare - Red Hot Chili Peppers, con loro il mio spirito vive - Dream Theater, sono i più tecnici a livello compositivo - Diaframma e Camerini, sono grandi - Deftones, sono un misto di violenza e mal di vivere – Cure, li ascolto spesso, vivo con loro – Korn, la sua musica riesce ad esprimere il mio carattere - Jallis Joplin, è la mia musa - Grateful Dead, riescono ad esprimere gioie e dolore con magia del blues – Nirvana, sfoganti – Incubus, il cantante ha la voce meravigliosa – Placebo, Brain ha la mia stessa voce e vena - System of a down, mi sgolo a cantarli, mi scarico e non so le parole – Nofx, sono stato rapito da loro – Incubus e Rhcp, sono i gruppi più innovativi e variopinti - Iron Maiden, le emozioni che mi fanno provare sono intense – Subsonica, non saprei mi piacciono e basta – Misfits, sono veri punk - Pearl Jam, the Cure, Green Day, con loro la mia vita è cambiata – Incubus, hanno ritmo, classe e sono incredibili – Doors, sono storici – Subsonica, 63 65 mi piace il ritmo e Boosta è stupendo quando suona - Banda Bardò, sono allegri - Sistem of a down, esprimono quasi sempre il mio stato d’animo – Metallica, sanno troppo suonare – Placebo, mi trasmettono sensazioni personali - Kirlian Camera, è completo - Pearl Jam, sono unici - Iron Maiden, sono paranoici -Limp Biskits, sono spettacolari - Black Sabbath, li amo da quando sono sbronzo Bob Marley, è musica tranquilla, rilassante, ritmica Il mio mito è... perché: Io, sono unico - Bob Marley, è il meglio – Ax, è bello - Steve Vai, è il Dio della chitarra – Skin, c’ha una voce che spakka - Marylin Manson, è buo - Jimmy Page, parla di emozioni con una chitarra - Jimmy Hendrix, ha creato la scintilla - Marco Masini – A. Camerini, un grande - Mike Portnoy, è la perfezione fatta uomo alla batteria - Dalven il Jack di Picche, non si arrende mai - Jonathan Davis, nonostante tutto c’è l’ha fatta - Non credo ai miti - Tutti - Janis Joalin - Jan Anderson, è l’uomo che custodisce la chiave interpretativa della magia musicale - Eric Adams, riesce a raggiungere una buona capacità e poi è un genere che mi piace - Mendaz dei Derozer, è pazzo e briaco - Brandon Boys, è un cantante dotato e un personaggio notevole - kart Cobain - Sid Vicius – Pulvino, è scemo Jonathan Davis, insieme ai Korn ha creato un genere musicale - Jim Morrison, era un poeta – Battisti, trasmette emozioni - System of a down, è forte - Jeff Bucklei, mi emoziona - Nessun mito, chi fa musica lo fa per sé – Meg, è troppo bello e la sua voce mi gasa troppo – Ligabue, le sue canzoni rispecchiano tutto ciò che penso - Ozzy Osborne - Bob Marley, non se la prendeva dei problemi, tutto relax! Il gruppo/cantante che più odio è... perché: Musica pop italiana, e me lo chiedete pure Eiffer 65, sono stupidi - Tutto il new metal, imitano estremizzano senza sapere cosa dicono - Pausini, Masini - I Blue, hanno rotto sono dei buffoni banali e perdenti - Marylin Manson, è buo - Marylin Manson, basta guardarlo – Rasmus, senza personalità – Gigi D’Alessio, me la fa prendere male - Tutto il truzzo, non è da classificare come musica quello schifo - La musica romantica e italiana in genere - Tutti i gruppi che stanno rovinando la musica - Sono tanti, mi fanno rabbia perché non esprimono le loro emozioni – Placebo, basta guardarli - Alex Band, musica house scadente - Il pop, scrive dettato dalla massa - Blink 182, sembrano finiti e costruiti a tavolino – Jovanotti, c’è da chiederlo? - Good Charlotte, non li posso vedere - Marylin Manson, è ipocrita, capitalista della propria immagine - Samuele Bersani - Tiziano Ferro, è falso - Marylin Manson, è solo immagine - Robbie Williams, lo mangerei per il cenone di capodanno – Baglioni - Le Boy Band - Eros Ramazzotti, è lagnoso - Gigi D’Agostino, quella musica non esprime niente e chiunque la può fare - Tutti quelli che fanno musica solo per soldi - Solo quelli venduti, non capiscono il potere dei suoni - Antonio e 64 66 il suo sax, è ridicolo - Renato Zero – Giorgia, mi fa cascare le palle - Ogni esponente del truzzo, deturpa l’udito – Nessuno, dipende dal mio stato d’animo - Valeria Rossi, le sue canzoni non hanno un senso logico, non sanno di nulla - Guns’n’Roses - Metallica , mi fa uggia. pop-star come Britney Spears, né sono i migliori consumatori di tutta quella serie di prodotti venduti con ostinazione e spirito imprenditoriale dalle reti musicali, cioè da chi della musica fa prevalentemente commercio. Prescindendo dalle varie tipologie musicali, la richiesta principale che viene rivolta alla musica è quella di essere sincera, autentica, pura, dura se necessario. Questo perché i ragazzi non riconoscono soltanto un valore ricreativo all’esperienza musicale. Attraverso le articolate ed eterogenee risposte, si stenta a definire con sufficiente chiarezza cosa la musica sia e significhi per i giovani. Risulta più semplice capire cosa la musica non è e non deve essere: un semplice passatempo, un sottofondo per distrarsi, un’insieme di suoni gradevoli all’ascolto. Non devono stupire, quindi, le principali accuse mosse ad un certo tipo di musica o di musicisti, di cui si contesta soprattutto il fatto di “essere falsi”, “costruiti a tavolino” e “senza sentimenti”. Al di là della percezione sonora, è proprio l ’ aspetto emotivo trasmesso dalla musica, che interessa ai giovani. La musica svolge quindi una funzione vitale di introversione ed Come è logico aspettarsi in un luogo musicalmente e culturalmente connotato, le risposte rispecchiano una tendenza ben precisa, ascrivibile alla tipologia di frequentatori del Cencio’s, che comunemente sono identificati come “alternativi” o “non commerciali”. Vogliamo precisare che con tali appellativi non si intende dare un giudizio sull’intera personalità o, tantomeno, di valore , ma semplicemente cercare di sottolineare una generica predisposizione verso un certo tipo di musica e di cultura. Questo lo si evince dalle preferenze musicali che gli intervistati dicono di avere: si riscontra la netta predominanza di musica rock in tutte le sue diramazioni, in particolare per l’eterogeneo mondo del “metal”, del punk, fino al grunge e al cross-over. Sebbene siano riportati anche altri generi, è indiscutibile che i gusti musicali di questo campione siano rivolti verso una tipologia di musica non commerciale, ruvida, con una parola: rock. “Tutto, basta non sia commerciale” è una delle emblematiche risposte che consentono di descrivere meglio questi ragazzi, che non sono certo coloro che ingrassano le casse di 65 67 estroversione della dimensione emotiva ed affettiva dei ragazzi. Ascoltare musica si contraddistingue come una modalità per vivere e manifestare le proprie emozioni a sé e agli altri (talvolta sono sentimenti di amore e passione, altre invece di rabbia, paura e solitudine). In modo speculare la musica incoraggia all’introspezione, come in un viaggio in sé stessi verso uno spazio necessario, di cui si sente l’urgenza, per esplorarsi e magari conciliarsi con ciò che ci agita dentro. L’adolescenza non è forse questo? Gli adolescenti nella loro coraggiosa e sofferente impresa di identificarsi, non possono far altro che scegliere, prendere posizioni forti e apparentemente definitive: amore o odio, dentro o fuori, passione o apatia, con me o contro di me. Emerge perciò, anche dal questionario, un dato sopra ogni altro: una modalità tipicamente adolescenziale di riconoscere e passare attraverso gli estremi, i confini (musicali in questo caso) che servono a sperimentare e saggiare la vita. Nelle risposte dei ragazzi si riconoscono i contrasti emotivi dell’essere adolescente, di chi ha iniziato a differenziarsi e ha paura di essere tremendamente banale, il paradosso di volere distinguersi per non far altro che appartenere; il coraggio e l’audacia di certe scelte e miti musicali, la necessità di vivere emozioni forti e per questo vere; caratteristiche di chi è disposto ad attraversare persino le “tempeste sonore” della musica metal, pur di trovare la giusta strada. 66 68 QUADRI: studio, formazione, lavoro S u questo argomento riportiamo soltanto alcuni pensieri scritti dai ragazzi sul QUADERNONE QUADRI: visto che il tema non li aveva mai entusiasmati abbiamo deciso di non trattarlo nello specifico. Comunque studio e lavoro sono stati spesso oggetto delle nostre chiacchierate coi ragazzi. Abbiamo incontrato molti studenti (spesso usavano internet proprio per trovare notizie sull’università), ma anche molti lavoratori che magari arrivavano più tardi a causa dei turni o che dovevano bere meno nella serata perché la mattina entravano presto a lavorare. In generale non si rileva una grande soddisfazione per la propria attività (per chi studia, i molti anni di studio spesso non assicurano di trovare un lavoro adeguato; per chi lavora, il lavoro non è ben pagato, ci sono molte tasse, è faticoso...) e soprattutto dilaga un senso di incertezza e sfiducia verso il futuro. A questo si legano le lamentele e le invettive contro il governo, la società, la guerra, il consumismo. Quest’ultimo aspetto, insieme all’omologazione e al seguire le mode, è uno dei più disprezzati da alcuni giovani, che invece sentono positivo il ribellarsi, il non conformarsi, il ragionare con la propria testa. Ricordiamo che chi scrive sono adolescenti, divisi tra entusiasmo e disperazione, intenti a fare i conti tra i propri ideali e la realtà a cui pian piano si affacciano. Studio poooho/ lavoro di merda/ formazione, sono fatto di morto male, sono malformato!! Il lavoro è bello, studiare è bello, pensare è bello!!! Il lavoro ti rende utile, la rivolta ti rende libero! Sull’istruzione: mi sono fatta 3 anni di università, la mia laurea per non riuscire a trovare lavoro, ora mi sparo 800€ di laurea specialistica senza che mi si prospettino speranze future. Bella roba, sì! Il mio topo non aveva voglia di studiare e mò gli tocca a studiare da grande, perciò meglio studiare quando siamo piccini! Lavora che ti passa... la voglia di vivere! Art. 1 della costituzione italiana: l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro... io mi chiedo: quale??? Governanti di merda! Quello che voi cercate non è un esercito di lavoratori, ma un esercito di schiavi! Io non ci vengo a lavorare se con le tasse che pago ci comprate le armi 67 69 per fare guerre per il petrolio. Preferisco stare a casa che essere complice delle vostre schifezze! voro). Bè, mi piace la mia vita…nonostante tutto. Dammi una lametta ke mi sono licenziata! E cmq mi sono licenziata! E se ce la fate datemi anke 11.000 € ke mi devo pagare la macchina, la scuola guida e l’assicurazione… Io non ho voglia di finire l’università. Non voglio crescere. Punto. Di questi temi me ne occupo da sempre, perché faccio politica da 10 anni… Sapete una cosa? L’idea è buona, ma credo che al Cencio’s la gente ci venga anche per fregarsene delle proprie menate sul lavoro, sulla scuola etc… Io, almeno, visto che lavoro su questi temi, non credo sia il caso di scrivere un panegirico. Vabbè, sintetizzo: la riforma Moratti fa cagare - la riforma sulle pensioni presentata da 2 gg fa schifo ancora di più - il lavoro flessibile nel 90% dei casi è solo sfruttamento e precariato… la sintesi? A chi ha votato Berlusconi dico: accidenti a voi, ora ci tocca pupparcelo tutti! Spero che quando si tornerà a votare qualcuno si metta una mano sul cuore e agisca di conseguenza. Sinistra e destra sono diverse, gente. Ricordatelo!! Studio: ho smesso di studiare un lunedì di 10 anni fa e la sera stessa lavoravo… Formazione: 4-4-2 Lavoro: visto che lavoro da già 10 anni mi sono già rotto LE PALLE!!! Il lavoro fa càà soprattutto quando quello ke fai ti fa skifo!! Voglio vince l’enalotto!!! Compro il Cencio’s e c’apro un locale dark a modo!! È nella natura umana rifiutare ciò che viene imposto. Ad un ragazzo a scuola, un professore non può imporre lo studio di determinate cose, in determinati limiti di tempo, ma dovrebbe creare nell’allievo l’interesse riguardo a certi argomenti. Una persona interessata a certi argomenti, come autodidatta, può raggiungere una cultura maggiore di un allievo a cui il dovere viene dettato da un “superiore”. Dobbiamo fare sempre, nei limiti del possibile, ciò che ci piace e ciò per cui abbiamo maggior interesse. PS: adoro la libertà di pensiero! Sento che il mondo in cui vivo è una merda…però mi piace troppo! Sono di fori, sì, mi piace…mi piace stare al Cencio’s, mi attirano le droghe e me ne sbatto del futuro (studio-formazione-la- SOCIETA’ e GIOVANI …E denuncio la pochezza di valori dell’odier70 68 na gioventù…tutto è confuso e la faccia diventa banderuola al vento sballottata da venti edonisti, opportunisti e cultori di un’apparenza appositamente costruita per mascherare la crisi interiore ben profonda, pari forse al dilagante ego che questa gioventù nutre con folli corse su binari morti, su strade volutamente sconosciute paragonabili forse ai vecchi cavalli spronati a dovere da un padrone che schiocca la frusta del tempo sui nostri sederi…e noi ciechi corriamo, corriamo, corriamo. Perché è questo che ci è richiesto, perché è questa l’unica cosa che ci fanno credere di saper fare, perché in sostanza preferiamo chiudere gli occhi davanti alle molteplici possibilità, sogni, valori che il mondo ci offre quotidianamente. È molto più semplice rinchiudersi nei nostri girotondi abitudinari, sbattersene di tutto, non lottare per niente al mondo, perché è questo, il niente, di cui siamo pregni fino al midollo. speciale in voi o nel vostro modo di vestire né in quello di parlare (tanto meno nella quantità di droga che assumete), tranne forse quel lato mammifero che ci omologa e che ci rende diversi gli uni dagli altri. Non dovete dimostrare niente quindi non cercate di farlo a tutti i costi. Le correnti alternative sono per i perdenti così come lo sono le correnti principali. Se volete vivere anche una cazzo di sensazione senza preoccuparvi di essere abbastanza metallari potete smettere di leggere questa stronzata e cercare qualcosa di meglio. Altrimenti siete dei piccoli cazzoni senza alcun senso e spero che vi scoppi un’arteria. Sono una ragazza che ha cambiato la vita da poco! Questa mi piace, ma ho un ricordo fantastico di quella passata! Se penso al mio futuro, mi prende male! Il vero alternativo è colui che esce dall’essere alternativo... c’è gente che fa a gara a chi è più alternativo... mi fate schifo!! vivete tutti su falsi ideali e vi nascondete dietro delle fottute maschere! Quello che penso di voi è scritto piccolo e fitto. Vi trovate in piccole, diverse situazioni faccia a faccia con cose diverse, eppure sempre uguali. Che siate ragazzi con la barba e i capelli lunghi o piccoli punk con cresta e piercing o magari ragazzine alternative figlie di una famiglia che non vi capisce, non cambia niente. Siete, come me e come tutti gli altri, dentro un posto che vi vuole spenti vuoti e con poco senso di sé. Scegliete di seguire la moda dell’alternativo e vi trovate invischiati in grandi storie d’umanità. Non c’è niente di Ho una classe di merda che non ha idee, sono tutti come pecore, vanno tutti nella solita direzione! Posso predire il futuro…2 bombe nucleari cadranno su Roma e Milano. 0 e sottolineo 0 superstiti!!! Panettoni e cinecittà addio!!! Fuck to all Italy. Nobody’s perfect tranne noi. 69 71 Leggo il giornale e vedo gente che muore torturata, guardo il tg e vedo gente che muore accoltellata, poi mi guardo intorno e mi rendo conto che finché sto bene io e le persone che mi stanno intorno va tutto bene... questo mi fa stare tranquilla e cosa c’è di più bello? Penso niente!! (commento: “menefreghismo assoluto”) L’unica mia vita a cui tengo di più è quella in cui vado vertiginosamente oltre il limite e faccio l’amore a 300 all’ora tra le distanze infinite di questo tempo che non mi appartiene più. Credo nelle rovesciate di Bonimba e nei rift di Keith Richards, credo nel padrone di casa che suona alla porta per riscuotere ogni 10 del mese!!! (Radio freccia) Nel tempo di pace mettete l’erba nei vostri cannoni. No alle bombeee!!!! BASTA! Vedo che è aumentata la percentuale di sfigati. Deve essere un residuo della nostra società consumistica. Avete la testa offuscata dalla mania delle mode. Cercate di elevarvi dalla massa di pecore che seguono il volere del pastore. State in pace con voi stessi e vedrete che qualcosina cambia. Avete presente quello che si dice nei film, che l’uomo è sempre alla ricerca di qualcosa e che poi quando lo trova non sa che farsene o non è appagato e parte alla caccia di qualcos’altro? Non è del tutto una cazzata. Provate a rifletterci e a pensare a questo aspetto della vostra vita. Basta con il freddo a maggio/Basta con questa scuola di merda/Basta con le regole/Basta con la società/Basta con Silvio Mi sono rotto di essere rappresentato da gente che rappresenta solo se stessa! Mi sono rotto di gente che non ha ideali, che non fa un cazzo per cambiare ‘sto futuro di merda! NO Moratti - NO Berlusconi – NO G8 – NO rifiuti radioattivi – NO tutto quello che ci impongono – NO multinazionali – NO quello che vogliono che sia! Fanculo! Un altro mondo è possibile? Speriamo di sì! -Essere sciocchi oggi conviene così mi uniformo al sistema. -Io invece voglio essere diverso, ma sono diverso io o sono diversi gli altri? Wow! Vedo che un sacco di personcine intelligenti hanno solcato le pagine di questo quaderno…sempre le solite cazzate…mai qualche gggiovane che si diletti a rendere + interessante la sua insulsa mente…e io dico:basta! A voi giovani contro…so empty! Una fanciulla contro i giovani contro Io gioco molto con le cose, mai con le persone, non ho una morale nè dei sani principi ma non faccio ad altri quello che non vorrei fosse fatto a me. 72 70 DROGHE: alcol, cannabis, cocaina, ecstasy, allucinogeni, dipendenza S u questo tema abbiamo ricostruito un capitolo a parte, che inseriamo dopo i 4 delle carte da gioco, anche se in realtà nel locale è stato trattato in diverse serate all’interno della carta “picche”. Visto che non c’era un quadernone “droghe”, riportiamo alcuni pensieri dei ragazzi a proposito delle sostanze stupefacenti ritrovati in altri quadernoni. Si può notare che la maggior parte di quelli che si sono espressi inneggiano alle sostanze, mentre solo alcuni sono contrari e ne evidenziano gli aspetti negativi. La realtà è la punizione per chi non si droga. …Guardia arresti quello! Sa cosa faceva? Fumava uno spinello… (occhi puntati – Punkreas) Eroina libera!!!!! Sei di fori? No, so proprio fatto. Siamo a bere, io e il mio tesoro. Siamo ancora molto sobri…STRANO!! Scusa ma tu suoni…i’ nacchere? No io suono o cembalo! Caro Babbo Natale, quest’anno mi devi regalà: 4 kg di fumo, cartine, filtri e cicchini a sufficienza x finillo, posacenere, troiai x la fame chimica mia e de mi amici, la pace nel mondo, l’estinzione dell’odio, una democrazia VERA, un locale da gestire, una fia x Daniele, il transformer... Grazie, confido in te… Nell’alcol il nostro cervello galleggia. Ama la natura, questa è la mia preghiera, ma ama anche te stesso…ganja free…che non serve a stare fuori ma a starci dentro, chiaro il concetto? Mi soffermo…non chiedo niente, è ciò che voglio, quel che cerco, che provo a provare nella testa. Ora fumo la bamba. Non provare a fumare la bamba (che è buona) ma quando fumi prova a svanire nel nulla insieme al fumo della tua fumata. 73 I’mi obbi l’è fammi le canne e trombare prendere il vino in macchina così vo’ ancora + di fori!! Giù le mani dalla mia birra caffeinomane. (Barney) MDMA Manna dal cielo per un popolo di scazzoni zulù. Odio tutti! Se la pioggia è acida chiudi l’ombrello e apri la bocca. Chi ha disegnato questo oggetto (chiloom) è chiaramente un drogato da THC, questa droga è molto pericolosa per la società, in quanto gli individui che ne fanno uso il sabato sera provano un diverso modo di pensare, non produttivo né performativo. Quindi le sensazioni spingono il drogato da THC a non odiare, a lasciar perdere quelle cose che la società comune reputa fondamentali. Infine è giusto quindi penalizzare tale droga con gravi sanzioni. Caro diario, sono in ‘sto posto dove non sanno fare l’invisibile ora io mi domando e dico: ma al corso per “gli omini/donnine che fanno le bevute” sto drink non dovrebbe essere almeno il primo esame? Questo era il primo punto… Passiamo al secondo… Non mi devi passare avanti in fila solo perché tu sei una bionda (grassa), perché potrei benissimo prenderti a mazzolate nelle gengive (ma con amore), speriamo almeno ti vada di traverso… La birra fa bene ai capelli…la chiara li fa schiarire, la rossa…arrossire…perché è piena di tricosiderine. Padron Sbrodo…6 sicuro che da qui si arrivi a’i’ Cencio’s? - o che lo so? - …mi sale la mina... - vai tranquillo, Sbrodo, che c’è la Ketamina… - oh?! Ma di droga icchè c’è rimasto? - A parte te che ci 6 rimasto di brutto, ci sa 2 cartoni e una panetta di coca… …mitico…io di solito vo da Kalim, ma anche ‘sto marrocchino c’ha roba bona eh? - …d’ha’ retta a me, quando c’è la droga c’è tutto. (ripreso da “Il signore degli anelli” doppiato) Io amo la droga xché la droga ama me! Credo nella birra, una santa, cattolica, apostolica/Per mezzo del luppolo tutte le cose sono state create/Luppolo vero da luppolo vero/Birra medio-pikkola da birra mediopikkola/Professo una sola marka/Ke è signora e dà la mina… Ma che cazzo cercate idioti! NN lo troverete mai con il fumo!!!!! Abbiamo deciso di affrontare il tema delle droghe, perché molto presente, direttamente o indirettamente, nella vita dei giovani, che Ma 6 già in botta appena arrivata, ‘gnamo a 74 però spesso non ne hanno una conoscenza approfondita e corretta, ma per sentito dire e per deduzioni personali. L’obiettivo di queste serate è stato perciò quello di indagare le dimensioni del consumo tra i giovani e di passare informazioni corrette e neutrali. Le varie sostanze sono state trattate in serate diverse proprio per dare l’opportunità di parlarne più a lungo; abbiamo affrontato quelle più usate dai ragazzi, tralasciando l’eroina, per esempio, da cui anche i consumatori di altre droghe ci tengono a prendere le distanze, perché “quella sì è una droga che fa male e non va presa!”. In realtà sappiamo che il consumo di eroina non è mai troppo diminuito, magari è cambiata la modalità di usarla, invece che per endovena, viene fumata. Parlando di sostanze, abbiamo tenuto presente il tema della dipendenza in generale che si può manifestare appunto anche con altri atteggiamenti, vedi ad esempio disturbi alimentari, esasperato tifo sportivo, consumismo sfrenato, dipendenza dal gioco, dipendenza affettiva ecc.. Nell’età adolescenziale è frequente intravedere certe forme di disagio che, se da un lato può essere considerato “evolutivo”e “transizionale”, dall’altro può trasformarsi in situazioni a rischio per il soggetto, per cui è importante lavorare ad aumentare la consapevolezza dei propri comportamenti. Molti ragazzi che abbiamo incontrato hanno avuto o hanno esperienze con le sostanze, per molti sarà un fenomeno passeggero, per altri potrebbe cronicizzarsi, in generale manca la percezione dell’uso di sostanze come di un comportamento a rischio: i ragazzi hanno molte difficoltà a immaginarsi le conseguenze future delle loro azioni presenti. Perciò abbiamo puntato a rilevare le conoscenze che i ragazzi già avevano e ad aumentarle tramite i questionari e altro materiale informativo. I test sono stati in parte inventati da noi, in parte ripresi da siti internet sulle sostanze dalle faq dei ragazzi a cui rispondevano alcuni esperti. Sono stati costruiti in modo che risultassero brevi ma interessanti, visto che lo scopo era proprio quello di stimolare a conoscere o approfondire l’argomento. Possiamo dire che hanno funzionato, perché anche di fronte a domande apparentemente banali i ragazzi si sono interrogati, confrontati, hanno aperto discussioni tra loro e alcune volte, non contenti della risposta che davamo a seguito del questionario, venivano da noi operatori per raccontarci di esperienze diverse. Anche il materiale informativo che abbiamo distribuito (libretti e cartoline sulle varie sostanze) è molto piaciuto ai ragazzi, che addirittura venivano a chiedercelo per portarlo ai loro amici o per tenerlo in camera, come “collezione”. All’ALCOL è stata dedicata un’intera serata, visto che indubbiamente è la sostanza più usata dai giovani, anche nelle fasce di età più basse ed è una delle sostanze che provocano maggiori danni. Oltre al questionario e al materiale informativo sull’alcol, abbiamo approfondito la problematica degli incidenti 75 stradali, grazie alla presenza di alcuni membri della polizia municipale, che hanno proiettato dei video di campagne di promozione della guida sicura e si sono resi disponibili a fare il controllo del tasso alcolemico tramite l’etilometro e a dare informazioni ai ragazzi che lo richiedevano. Rispetto ai vigili temevamo che i frequentatori del locale non li avrebbero accettati di buon occhio, invece si sono ben inseriti nel contesto e molti ragazzi (circa un centinaio) si sono rivolti a loro per fare l’alcol test ed avere indicazioni sui limiti e sulle conseguenze previste dal codice della strada. Riportiamo i risultati del questionario con le relative risposte giuste. Questa volta il test era composto anche da una parte con domande aperte sul consumo nella serata. Quanto ne sai sull'alcol? 1 L’alcol aumenta l’effetto dell’ecstasy? F 24% 2 Il vino "fa buon sangue"? F 33% 3 L'alcol è una droga? V 62% 4 L'alcol protegge dal freddo? F 48% 5 In Italia muoiono circa 250 persone l'anno a causa dell'alcol? F 62% 6 I giovani sotto i 16 anni, le donne e gli anziani sono più vulnerabili agli effetti dell'alcol? V 75% 7 L'alcol è un alimento nutriente? F 75% 8 Per il codice della strada il limite di alcolemia alla guida non deve superare 0,8 g/l? F 67% 9 Se per il test dell'etilometro il conducente è in stato di ebrezza, gli vengono tolti 10 punti sulla patente e deve pagare una multa di 258 euro? V 75% 1 F. L’alcol non aumenta l’effetto dell’ecstasy, ma ne aumenta i rischi, soprattutto di disidratazione, visto che sono entrambe sostanze vasodilatatorie. 2 F. L’alcol non fa “buon sangue”, anzi, tipica degli alcolisti è l’anemia, cioè la carenza dei globuli rossi nel sangue. Inoltre il consumo di alcol aumenta anche i grassi presenti nel sangue. 3 V. L’alcol è una droga, in quanto per droga si intendono tutte quelle sostanze chimiche, naturali o artificiali, che provocano un altera- 76 zione della psicologia o dell’attività fisica della persona che le assume (Organizzazione Mondiale Sanità). 4 F. All’inizio l’alcol provoca la dilatazione dei vasi della cute, ciò da una sensazione di calore, ma anche una più veloce dispersione del calore corporeo. Ciò provoca minore capacità del corpo di sopportare il freddo. 5 F. In Italia ci sono 33 milioni di bevitori, 4 milioni di bevitori problematici e 1,6 milioni di alcolisti. I morti ogni anno a causa dell’alcol (cirrosi, tumori, incidenti, infarti, ictus…) sono 40.000!!! 6 V. I giovani, le donne e gli anziani sono più vulnerabili a causa della ridotta capacità del loro organismo a metabolizzare l’alcol. 7 F. L’alcol non è nutriente come le proteine, i carboidrati o i grassi, anche se apporta circa 7 Kcalorie per grammo e il suo consumo non è utile all’organismo, anzi è dannoso per alcuni organi, in particolare il fegato, (da solo ne smaltisce il 90-98%, mentre il restante 210% viene eliminato attraverso urine, respiro, feci, sudore…)e il sistema nervoso centrale. 8 F. Il limite di alcolemia (concentrazione di alcol nel sangue) è stato abbassato a 0,5 grammi per litro. 9 V. Se il controllo dell’etilometro, fatto con 2 prove a distanza di 5 minuti, rivela lo stato di ebbrezza scatta l’art. 186 (NB: rientra nel penale, è un reato!!!), oltre alla multa e alla sottrazione di 10 punti dalla patente (se la persona ha conseguito la patente da meno di 3 anni i punti tolti raddoppiano, quindi in questo caso si arriverebbe a 20, cioè al ritiro della patente). È consigliabile perciò prima di mettersi alla guida aspettare almeno un’ora per ogni bicchiere di bevanda alcolica bevuto. NB: se la persona fermata si rifiuta di sottoporsi al controllo alcolemico e anche al prelievo delle urine o del sangue, verrà trattata con l’art. 186, cioè guida in stato di ebbrezza! Se bevi alcol, ti piace farlo perché…. È buono - mi disseta - mi rilassa - per divertimento - smetto di essere una cazzona - mi ubriaco - mi piace - leva lo stress - vò di ‘fori - tutto sembra migliore - mi sento più libera e disinibita - il vino fa cantare - sono un alcolizzato peso - è rock and roll - mi va - adoro il dolce aroma del luppolo - assaporo la botta chi non beve in compagnia è un ladro o una spia - ci faccio delle belle camminate - per far qualcosa in compagnia - mi mette di buon umore - per gusto - disinibisce e mi fa sentire più felice - non capisci niente - aumenta il divertimento - tutto sembra più semplice - ti diverti di più e sei più spudorata - mi piacciono gli effetti - per trasgredire un po’ il fine settimana - voglio sballare - ti da la vera botta faccio medicina e non reggo più! - perché tutto assume tinte apparentemente più piacevoli mi aiuta a estraniarmi dalla realtà (4 ragazzi dicono che a loro non piace l’alcol) Cosa e quanto hai bevuto finora stasera?? Acqua (2) - birra (2) - 1 birra (15) - 2 birre (4) - 3 birre - 1 cocktail – parecchio - 2 creme di whisky + 1 birra - 2 bicchieri di nero D’Avola 77 + birra + punch alla livornese - 1 coca - 1 rum - 1 cuba libre - 1 vodka lemon - 1 grappa + 2 birre - 3 limoncello + 1 pamperos + 1 caipiroska - 1 succo d’arancia – vino - di tutto di più - birra + vino + grappa - 2 bombe - 1 invisibile + 1 birra e vodka (15 ragazzi dicono che per ora non hanno bevuto niente) Ti senti in grado di guidare??? Sì (38) - No (3) – forse - sì e no - abbastanza – sempre - a chiusura no - fin qui sono arrivato! - quando bevo più di 1 birra no! - certo (3) - si vede dopo quando esco! - mi riportano, non sono mica scemo!!! - non ho la patente, quindi posso bere quanto voglio! Qual è la tua bevuta preferita??? Birra (dragoon, kilkenny…) (24) - vino buono (5) - Jack Daniels (3) - Negroni (2) - acqua (2) - Invisibile alla fragola (2) - alcol (2) - Jin Lemon (2) - Esta thè (2) - Caipiroska (2) rum (2) – spuma - White russian - Black russian – Coca - Bacardi - Vodka e redbull Lemon soda - Cuba libre - Ice tea – Mohjito – Bayiles - Vodka alla fragola e spumante Long island – Limoncello contengono i conservanti come ogni altro alimento, a differenza di quelle artigianali che non li contengono. Per quanto tempo posso ancora bere prima che mi venga la cirrosi epatica (ho 22 anni)? La cirrosi è l’ultima tappa di un lento cammino a cui si può arrivare se si beve alcol in modo assiduo e prolungato. All’inizio nel fegato si forma un accumulo di grasso, che però è reversibile se si smette di bere; poi oltre al grasso si può verificare un infiammazione; infine si arriva alla cirrosi quando nel fegato ci sono fibrosi e noduli diffusi. L’età media in cui si manifesta è tra i 35 e 60 anni. Se uno fa il bagno nella birra la pelle si sbronza? No, al contrario un ricercatore giapponese usa la birra per i trattamenti facciali, perché previene la formazione delle rughe (il lievito di birra fa bene alla pelle). L’alcol aumenta il desiderio sessuale? È credenza diffusa, ma errata, che il ricorso a sostanze alcoliche migliori le prestazioni sessuali. Questo non è vero perché in realtà l’alcol, assunto per lunghi periodi, abbassa la quantità degli ormoni nel sangue (il testosterone nell’uomo, gli estrogeni nella donna). Tale credenza popolare è probabilmente legata al fatto che una modica quantità può avere effetti disibinitori; superata la quantità di alcool attiva in questo senso, esso provoca una riduzione della libido, danneggiando, specialmente nei maschi, la reattività sessuale. Anche per questo l’abuso di sostan- Alcune domande sull’alcol fatte dai ragazzi, a cui abbiamo portato le risposte nella serata successiva. Quale birra in commercio è fatta solo con ingredienti naturali? Tutte le birre sono fatte con ingredienti naturali (acqua, malto d’orzo, luppolo e lievito), certamente, quelle prodotte industrialmente 78 ze alcoliche è spesso associato a disfunzioni sessuali. L’alcol rende impotenti? L’uso massiccio di alcol così come di altre droghe può portare all’impotenza. Un consiglio per smettere di bere quando si è dipendenti o si sta per diventarlo… Quando si è dipendenti nel senso di alcolisti si può ricorrere ai gruppi per alcolisti in trattamento o per alcolisti anonimi. Prima di diventarlo può essere utile prendere coscienza dei reali rischi e conseguenze del bere e metterli sul piatto della bilancia insieme alla nostra salute. Quanto bisogna bere per andare in coma? Dipende da persona, quantità e qualità degli alcolici bevuti; in genere bisogna superare i 300 mg/dl. Dopo quanto si diventa alcolizzati? L’alcolismo è quella dipendenza da alcol che non permette più di portare avanti la vita normale, a causa delle gravi modificazioni a livello fisico, psicologico e sociale. Ogni alcolista ha un percorso diverso. La dipendenza da alcol si stabilisce prima o dopo a seconda della persona, di cosa e di quanto beve. I tempi per il crearsi della dipendenza sono più lunghi rispetto ad altre droghe, ma una volta stabilito il legame esso è molto più difficile da sciogliere, forse perché si instaura in modo più subdolo. Perché la birra alla spina non costa meno? Ci hanno detto le bariste del Cencio’s che la birra alla spina costa in genere 0,50 euro in meno rispetto alla birra in bottiglia, eccetto per la Dragoon che costa 0,50 euro in più perché ha una gradazione maggiore. Possiamo notare dai risultati del test, che nonostante l’alcol sia la droga più diffusa, non c’è molta informazione sui suoi reali effetti e danni, probabilmente perché le conoscenze si basano spesso su luoghi comuni o false credenze, come quella che bere fa buon sangue, scalda e aumenta l’effetto delle altre droghe. Da notare che solo il 62% è convinto che l’alcol sia una droga, per cui ci sarebbe da fare un lavoro ancora a monte molto difficile perché in contrasto coi messaggi mediatici e con le tradizioni popolari. Molti dicono di prediligere l’alcol per il suo effetto di rilassatezza e disinibizione. La maggior parte, in quel momento della serata (piuttosto presto), non aveva ancora bevuto molto, eccetto alcuni che avevano bevuto di tutto, probabilmente venendo da una serata in cui avevano cominciato a bere molto prima di arrivare in discoteca. Questo r isp e cch ia una nuova abitudine dei ragazzi: bere prima di entrare nel locale, compran79 do le bottiglie di alcolici ai discount o lasciarle in auto e uscire ogni tanto per andare a bere, il tutto per risparmiare e per arrivare nel locale già “in botta”. Rispetto ai gusti, la birra va per la maggiore, seguita dai variegati cocktail superalcolici. Nelle domande libere che hanno fatto a seguito del test, vediamo una certa preoccupazione per la sfera sessuale, che potrebbe essere compromessa da questa sostanza e per la dipendenza, cioè sembra che l’acol sia un problema solo nel momento in cui si di- venta alcolisti, cosa che i ragazzi vedono molto lontana da sé e improbabile. I questionari su CANNABIS e COCAINA sono stati presentati nella stessa serata, sempre con il fine di incuriosire i ragazzi a informarsi sui rischi e gli effetti correlati. Riportiamo i risultati dei questionari con le risposte esatte e le domande fatte dai ragazzi. Quanto ne sai sulla cannabis? F 84% 2 Fumare le canne porta più facilmente all’uso di sostanze più “pesanti”? F 70% 3 Gli effetti della cannabis dipendono solo dalla quantità? F 74% 4 Mangiarla è più pericoloso che fumarla? V 76% 5 Chi la usa spesso, può avere le analisi delle urine positive anche 30gg dopo l’ultima assunzione? V 70% 6 Hashish, marijuana e olio di cannabis derivano tutti dalla stessa pianta? V 57% 7 La detenzione di cannabis per uso personale è un reato penale? F 46% 8 Se guidi dopo aver fumato rischi: arresto, multa e sospensione della patente? V 85% 9 Si studia meglio dopo aver fumato uno spinello? F 64% 10 Dopo un’iniziale euforia può provocare stanchezza e lentezza nel rispondere agli stimoli? V 90% 80 1 Non è stato provato scientificamente che l’uso di cannabis provochi dipendenza fisica. È molto frequente invece che si abbia difficoltà a controllarne l’uso, perché si instaura una forte dipendenza psicologica o craving, cioè un desiderio irrefrenabile e l’attuazione di comportamenti per trovare la sostanza e vivere tutti i momenti ricreativi da “fumati”. 2 L’uso di cannabis non porta necessariamente all’uso di altre droghe più pesanti. Talvolta però, a causa della vicinanza dei mercati (della cannabis e dell’eroina) è possibile che si entri più facilmente in contatto con sostanze più pericolose. 3 Gli effetti non dipendono solo dalla quantità, ma anche dalla qualità, dalla circostanza in cui si assume, dallo stato fisico e dall’umore (vengono accentuate tutte le sensazioni e gli stati d’animo, sia positivi che negativi). 4Mangiare cannabis (attraverso the, torte…) è più pericoloso che fumarla, perché è impossibile controllare la quantità ingerita e quindi gli effetti sono meno prevedibili. 5 Se i consumatori abituali di cannabis vengono sottoposti a esami delle urine si possono trovare tracce della sostanza anche dopo 30 gg dall’ultima assunzione, perché la sostanza resta per molto tempo in circolo. 6 La cannabis è una pianta originaria dell’Asia centrale. Dalle infiorescenze e dalle foglie si ottiene la marijuana; dall’impasto della resina con grasso animale o miele si ottiene l’hashish, mentre dalla distillazione delle foglie si ottiene l’olio. 7 La detenzione di cannabis per uso perso- nale non rientra nel penale, ma è un caso di illecito amministrativo, per cui è prevista una segnalazione e un colloquio in Prefettura con conseguente sanzione amministrativa (ritiro di patente, passaporto, porto d’armi…) o provvedimento alternativo (colloqui individuali e di gruppo e controllo delle urine). La coltivazione e il traffico di cannabis sono reati punibili con la detenzione. NB: se sarà approvata la “Nuova legge Fini” queste norme potrebbero cambiare, nel senso che anche la detenzione per uso personale potrà essere trattata in modo più repressivo. 8 Chi viene fermato alla guida sotto effetto di cannabis può rischiare una multa, la sospensione della patente da 15 gg. a 3 mesi e addirittura l’arresto fino a 1 mese. 9 L’impressione che si studi megliodopo uno spinello è falsa; in realtà si tende a divagare e a non considerare seriamente l’impegno. 10 Dopo un’iniziale euforia le canne possono provocare stanchezza, difficoltà di coordinazione motoria e diminuzione di velocità di reazione agli stimoli. 81 Quanto ne sai sulla cocaina? V 98% 2 La cocaina si presenta solo nella forma di polvere inodore bianca? F 84% 3 La cocaina produce dipendenza fisica? F 26% 4 Finiti gli effetti ci si sente come prima dell’assunzione? F 72% 5 Se si addormenta molto la bocca è “roba buona”? F 47% 6 Quella che viene venduta normalmente è cocaina pura? F 96% 7 Sniffando si può finire in overdose? V 76% 8 La cocaetilene è una nuova bevanda? F 90% 1 La cocaina fa parte delle sostanze psicostimolanti? 6 Solitamente un grammo contiene intorno al 20% di cocaina, il resto è prodotto da taglio: solventi, additivi (per esempio farina), scarti di lavorazione. 7 Sì e purtroppo per l’overdose di cocaina non esiste una farmaco “antidoto” come il Narcan per l’eroina. 8 E’ una sostanza che si crea all’interno dell’organismo di chi assume cocaina e alcol insieme o ravvicinati e provoca forte dipendenza fisica. 1 La cocaina ha un’azione stimolante diretta sul sistema nervoso centrale. 2 E’ bianca se estratta usando benzina, rosa se estratta con gasolio, in cristalli se trasformata in crack. 3 La cocaina non produce dipendenza fisica, ma si può provocare un irrefrenabile desiderio di rinnovare l’esperienza e di assumere di nuovo la sostanza (craving). 4 Dopo l’assunzione si è soliti sperimentare uno stato depressivo durante il quale si riportano sensazioni di ansietà, svogliatezza, irritabilità, difficoltà a concentrarsi, insonnia. A lungo termine e dopo l’uso costante tende a provocare depressione, ansia, sospettosità e irascibilità. 5 E’ più probabile sia stata tagliata con Lidocaina che è un potente anestetico pericoloso per il cuore. Le domande su cannabis e cocaina fatte dai ragazzi durante la serata Cos’è la cocaetilene? È una sostanza chimica che si sviluppa nel corpo mescolando alcol e cocaina. Se quando tiri senti un’irresistibile voglia di bere, pro82 babilmente stai sviluppando dipendenza da cocaetilene. Il fungo messicano provoca danni permanenti? I funghi “magici” tipici del Messico e dell’America Latina, hanno un effetto allucinogeno perché contengono psilocibina. Possono essere ingeriti, ma anche sniffati, fumati o iniettati. All’inizio si ha un forte calo di pressione e un senso di sonnolenza, poi arrivano gli effetti allucinatori, che durano per 6-8 ore. Gli studi non hanno ancora accertato che ci siano dei danni a lungo termine per il cervello, sono molto pericolosi però per le persone psichicamente labili, perché possono scatenare malattie psichiche, fino ad allora latenti. Il crack è un derivato della cocaina? Sì, si ottiene aggiungendovi bicarbonato di sodio e ammoniaca. Si presenta sotto forma di cristalli azzurrino/biancastri. Lo si assume con apposite pipe di vetro o legno, inalando il fumo dopo aver surriscaldato i cristalli. Gli effetti sono molto intensi e brevi (3-4 minuti): senso di forza e energia, scioltezza comunicativa, euforia. La fase down è molto pesante: ci si può sentire depressi, apatici, nervosi, irritabili, “in paranoia”. La voglia di fumare si ripresenta molto forte. L’uso continuato può portare alla schizofrenia e a stati paranoici accompagnati da deliri e allucinazioni. Cos’è questo test? Questi test che vi proponiamo sulle droghe, servono per vedere quanto ne sanno i giovani e per dare a chi pensa di averne bisogno delle informazioni corrette sugli effetti e sui rischi, in modo da fare delle scelte consapevoli sull’uso di sostanze. Questi test sono anche un modo per stimolare la discussione, per parlarne con gli amici… Per noi operatori è un modo per conoscere le vostre esperienze, senza voler giudicare o dare consigli, ma con l’intento di raccontarsi e scambiarsi opinioni e conoscenze sull’ argomento. Perché lo Stato (con la nuova legge Fini) se ti trova con una canna ti accusa di spaccio, mentre con mezzo grammo di cocaina te la puoi tranquillamente cavare? Era stata fatta la proposta di tabelle con quantità maggiori di cocaina per uso personale rispetto alla cannabis, ma non è stata accettata. Ancora non sono state presentate le tabelle con le quantità definitive. Notiamo che le conoscenze su cannabis e cocaina sono abbastanza buone, eccetto per qualche domanda soprattutto rispetto alle conseguenze legali legate all’uso e al possesso di cannabis (la maggior parte dei ragazzi erroneamente pensava che fosse un reato) e alla dipendenza da cocaina (molti ritengono che provochi dipendenza fisica, cosa invece non ancora provata scientificamente). Sono 83 sorte varie discussioni nei gruppi di amici e anche con gli operatori tra posizioni diverse, soprattutto rispetto all’uso delle cosiddette “sostanze leggere”. Molti erano favorevoli all’uso e anche alla legalizzazione, altri ne vedevano i rischi o magari li avevano provati sulla propria pelle, non riuscendo più a smettere di fumare. Qualcuno ci ha apertamente criticato, pensando che volessimo convincere le persone a non drogarsi e fossimo venuti nel “loro” locale a fare la “paternale”. Dopo aver spiegato che il nostro scopo era quello di informare correttamente i giovani su questi temi e promuovere una scelta consapevole, la discussione è continuata con più ri- spetto anche da parte di queste persone inizialmente diffidenti e irritate per la nostra presenza. Ciò forse è anche dovuto alla maggior parte degli interventi preventivi che fino a qualche anno fa erano realmente di stampo “terroristico-paternalista”, provocando una reazione di rifiuto nei ragazzi ai quali si rivolgevano. Riportiamo i risultati del test su ECSTASY E ALLUCINOGENI con le risposte corrette lasciate ai ragazzi come materiale informativo e le domande fatte da loro su questi argomenti. Quanto ne sai su ecstasy e allucinogeni? 1 L’ecstasy è una droga naturale? F 97% 2 L’ecstasy causa modificazioni nel cervello? V 97% 3 L’ecstasy è una droga un po’ allucinogena e un po’ eccitante? V 77% 4 L’alcol aumenta gli effetti dell’ecstasy? F 29% 5 L’ecstasy crea dipendenza psicologica? V 79% 6 Il pericolo maggiore per chi usa ecstasy è il colpo di calore? V 50% 7 Gli allucinogeni sono sostanze, naturali o di sintesi, che modificano le percezioni sensoriali? V 58% 8 Gli allucinogeni producono assuefazione? F 55% 9 LSD è un allucinogeno venduto solo sotto forma di pasticche? F 58% 10 Gli effetti dell’ LSD iniziano dopo 30-60 m. e provocano intense modificazioni psichiche? V 75% 11 L’effetto degli allucinogeni è lo stesso per tutti i soggetti che assumono la sostanza? F 91% 12 L’utilizzo di LSD non ha alcun danno a livello cerebrale? F 90% 13 Il consumo di allucinogeni può avere ripercussioni a livello psichico anche a distanza di tempo? V 84% 84 1 F L’ecstasy è una droga sintetica, il nome chimico è MDMA, metilene diossi metila nfetamina, ed è prodotta in laboratorio. 2 V L’ecstasy causa modificazioni nel cervello, anche se le notizie sui danni sono incerte. Dagli esperimenti fatti sui topi risultano danni anatomici al sistema della serotonina (che regola il sonno e l’umore) e della dopamina. 3 V L’ecstasy è il risultato di una combinazione di una droga allucinogena (provoca allucinazioni) e una anfetaminica (provoca eccitazione). A seconda del dosaggio dell’una e dell’altra componente, provoca effetti diversi, che dipendono molto anche dal soggetto assuntore. 4 F L’alcol non aumenta gli effetti dell’ecstasy, ma ne aumenta i rischi. È consigliabile invece bere molta acqua se si è assunto ecstasy. 5 V L’ecstasy crea dipendenza psicologica e si lega facilmente allo stile di vita, senza interferire con esso, anzi, potenziando le prestazioni, le sensazioni, la socievolezza e il senso di adeguatezza. Si crea un bisogno da cui è difficile sottrarsi. Nei soggetti cronicamente intossicati, la sospensione può provocare anche disturbi psicofisici (depressione, tremori, debolezza, disturbi gastrointestinali). 6 V Il colpo di calore è un pericolo reale per chi consuma ecstasy, soprattutto in discoteca, in cui si balla, c’è molta gente, fa caldo e ci si disidrata velocemente. Bere alcol favorisce ulteriormente la disidratazione. Surriscaldamento e aumento della pressione possono portare a collasso, blocco renale e trombosi. 7 V Infatti il fenomeno più eclatante è l’allucinazione! Gli allucinogeni sono anche detti psicotomimetici, in quanto la loro assunzione è in grado di determinare forme di psicosi tossiche transitorie. 8 F Gli allucinogeni non producono assuefazione, ma generano una forte tolleranza: cioè la stessa sostanza, assunta a distanza di pochi giorni, non fa più effetto. Si consiglia comunque di lasciar passare almeno un mese tra un’assunzione e l’altra. 9 F LSD: è una sostanza semisintetica prodotta illegalmente, incolore, inodore, insapore. E’ uno dei più potenti allucinogeni conosciuto e prodotto in laboratori clandestini in forme diverse: pillole o micro pu nt e (simili a piccole mine di matita), polvere, viene smerciato in zollette di zucchero, cartine, pezzett i di stoff a, nella colla dei francobolli, in carta assorbente, 85 decalcomanie e figurine. droga! C’è un allucinogeno che dà gli effetti da tale ma non provoca danni al cervello? Abbiamo fatto molte ricerche su internet: abbiamo trovato che tutti gli allucinogeni hanno come rischio i danni a livello cerebrale. È vero che la noce moscata è allucinogena? In quale dosaggio? Sì, in quantità eccessive (non sappiamo di preciso quanto) può produrre allucinazioni, a quanto pare però non molto piacevoli. Di cosa sa l’ecstasy? L’ecstasy è inodore, ma ha un sapore molto amaro. Un calatore esperto, dal sapore può riconoscere anche l’effetto che la pasticca avrà (più allucinogeno o più eccitante). Perché non legalizzano le droghe leggere? Perché di fronte ai rischi per la salute, qualcuno pensa che la soluzione sia proibirle, altri invece pensano che non è questo il modo per affrontare il problema…. 10 V Gli effetti dell’ LSD iniziano dopo 30-60 minuti e la massima intensità si raggiunge dopo 2-4h; la durata dell’effetto, è di circa 1012h. Non provoca gravi alterazioni fisiche ma intense modificazioni psichiche. Si ha un leggero aumento della salivazione, dilatazione delle pupille e arrossamento della pelle. 11 F Gli allucinogeni trasformano il mondo che si ha davanti in modo personale. Ogni esperienza è fortemente soggettiva e varia a seconda del luogo e dello stato d’animo al momento dell’assunzione. 12 F L’utilizzo di LSD provoca seri danni al sistema nervoso centrale. 13 V Il consumo anche di un solo “cartone” può provocare depressione paranoia, psicosi e flashback anche a distanza di tempo. Quanto dura l’effetto dell’alcol? Esso cambia a seconda della persona, della quantità bevuta e della condizione fisica (a stomaco vuoto o pieno), di solito l’effetto di una bevanda alcolica dura circa un’ora. Che differenza c’è tra 2 canne più 5 birre e soltanto una pasticca di ecstasy? Canne, birre e ecstasy sono droghe molto diverse: canne e alcol hanno un effetto più rilassante e disinibente, mentre l’ecstasy è una droga psicostimolante, in parte eccitante e in parte allucinogena. Ricordiamo che il MIX è sempre più pericoloso della singola Notiamo che i ragazzi hanno delle lacune informative su questi 2 tipi di sostanze; in particolare c’è la falsa e pericolosa credenza che l’alcol aumenti gli effetti dell’ecstasy (ma anche delle altre droghe), per cui si tende spesso a mixarle, quando invece così facendo aumentano solo i rischi, soprattutto di disidratazione. A questo è collegato il colpo di calore (pericolo maggiore dell’ecstasy), di cui circa la metà dei ragazzi non è a conoscenza. Le domande libere sono molto curiose: è frequente nei ragazzi chiedere una classifica delle droghe più nocive, o ricerca86 re una droga che abbia gli effetti piacevoli, ma non quelli indesiderati. Interessante è il dibattito che spesso si apre sulla legalizzazione delle droghe leggere e sulle contraddizioni che i ragazzi mettono sempre in luce nel sistema statale, che da una parte proibisce alcune droghe, dall’altra ne pubblicizza e vende altre. Un’altra riflessione importante è quella che spesso abbiamo stimolato nei ragazzi, sulle motivazioni che possono spingere a usare sostanze. Quelle che loro individuano sono: curiosità, noia, voglia di rischiare e trasgredire, tentativo di evadere dalla realtà e i suoi problemi, desiderio di farsi notare e farsi grandi, bisogno di ritualità, bisogno di essere parte di un gruppo, ricerca di piacere e di divertimento. Per noi operatori e per chiunque voglia comprendere il mondo giovanile e dell’uso di droghe è fondamentale tenere presenti queste motivazioni, per capire che non sempre dietro all’uso ci sono situazioni familiari disagiate o dolorose, situazioni personali problematiche o un’emarginazione sociale. Questo va tenuto presente anche per capire come mai molti consumatori non si considerano dipendenti e ci tengono a tenere distinti termini come uso e abuso. Riportiamo il testo di alcune video-interviste sul tema della dipendenza (I è l’intervistatore, le altre lettere indicano gli intervistati). 3 universitarie I A chi si fa l’intervista? X Dai Serena fai la giornalista!! O Noooo!!! S Dai Serena per favore, ti pago 5 euro… I Dipendenza da soldi…. S Non ce l’ho! X cosa vuoi fare nella vita? S la mantenuta, ebbene sì la mantenuta… I per non dipendere da niente? S magari da un marito che mi paga… O hai dipendenza dal Cencio’s? S Ehhhh, a voglia!!! Dalla pista! X ti piace dipendere da qualcuno? S no, neanche da qualcosa. I cos’è la dipendenza? O questa è una domanda pesa… S deriva dal greco e significa… I è una domanda difficile? S no… è una limitazione della libertà I c’è dipendenza buona e dipendenza cattiva? S sì, quella buona come la musica; quella cattiva…boh, l’importante è che non finisca tutto nel patologico. I e qual è il patologico? S è la limitazione della libertà! O si vede che fa scienze dell’educazione!!! I voi invece? 87 X scienze politiche O filosofia X le dipendenze aiutano a vivere o la vita è una dipendenza? I stiamo diventando marzulliani!!! Cos’è essere dipendenti? O fin da quando si nasce siamo dipendenti dall’ossigeno, perciò siamo sempre dipendenti da qualcuno o da qualcosa…è preferibile esserlo il meno possibile. I e dal punto di vista filosofico? O maah, Heidegger dice che quando nasciamo siamo già prossimi alla morte, perciò siamo dipendenti dalla morte…certo non è una bella prospettiva… I facciamo una carrellata, te sei dipendente da…??? S nutella O chupa chups X dalla cioccolata, dall’Ammmmore.. O è innamorata!!! X e poi dal sole, dall’amicizia, dalle stronzate, dalla musica… I qual è una droga? Q può essere l’eroina, il tabacco, una partita di calcio… sono tutte droghe secondo me I a che servono? Perché ci sono? Q perché le persone hanno bisogno di crearsi un mondo diverso, un mondo parallelo in cui riescono a vivere in un livello apparente in cui sono più felici. I gli adulti hanno un’idea realistica del perché i giovani usano sostanze o non sanno perché? Q al 70% i giovani non conoscono le sostanze che usano, però anche gli adulti non conoscono i motivi per cui i giovani le usano!…i giovani usano le droghe, chimiche o naturali o anche psicologiche, come calcio, tv, musica o stile di vita, per motivi che gli sono inculcati fin dalla giovane età, cioè vogliono crearsi un mondo differente. I hai avuto esperienze concrete sull’argomento, anche non personali? Q personali ne ho avute, ma a livello ristretto…più che altro ho avuto esperienze di amici con consumo pesante di droghe leggere, che poi diventano droghe pesanti…l’uso quotidiano, continuo diventa tossicodipendenza… I e perché lo facevano? Q il perché si può definire in 2 scaglioni: 1 è perché la droga distoglie la tua mente e i tuoi pensieri e crea un mondo diverso; 2 è perché è una moda, un voler essere quello che non siamo, un voler spingere i giovani a diventare qualcosa che non saranno mai. I è una specie di “falso mito degli adulti”? Un ventitreenne I quanti anni hai? E cosa fai nella vita? Q ho 23 anni e ora sono fermo sia con gli studi che con il lavoro I che ti viene in mente se dico “dipendenza”? Q dipendenza vuol dire tante cose…il tabacco, dipendenza da droghe, droghe vuol dire tante cose…a livello mio la tv è una droga, la cultura odierna è una droga e le varie droghe che vengono spacciate col traffico clandestino… 88 Q più che degli adulti, di un certo tipo di società, per indirizzare la gioventù verso un mondo creato per loro, ma sbagliato, non è un mondo buono in cui credere, è un mondo squallido e fatto di miti artificiali… I e di chi è la responsabilità? Q è molteplice, può essere dello Stato, di un gruppo di giovani che vengono indirizzati a loro volta a far credere ad altre persone quello che non è, vogliono distogliere i giovani dalla vita normale, sana…vogliono creare una generazione di falliti, di squallidi consumatori di droghe…è un problema molto complesso… I ma secondo te ci saranno sempre le droghe o un giorno saranno eliminate? Q i drogati ci saranno sempre, perché droga non è solo hashish, marijuana, cocaina o eroina, ma andare allo stadio e non saperne fare a meno, accendere la tv e non saperne fare a meno…è una dipendenza verso qualcosa. Q come se hai preso 10.000 caffè insieme? X peggio, ti fa sentire bene, i problemi se ne vanno via tutti! I quali problemi? X in generale, tiro perché mi fa star bene… I cos’è in generale la dipendenza? X si può definire in molti modi…se sei un tipo che sa tirare, col cervello che ti dice a un certo punto “basta chiuso”, allora smetti. Io ho passato 1 mese a tirare 1 giorno sì e 1 giorno no, dopo mi sono accorto che non ce la facevo più, andavo a lavorare e mi usciva il sangue dal naso, cominciavo a perdere colpi, sicché ho detto basta, perché se no si passa a cose un po’ più pese… Q quando tiri però ti senti stanco, ti fanno male le ossa…hai bisogno di tirare… X hai bisogno di tirare quando devi fare qualcosa e la vuoi fare al meglio… Q poi però ne hai bisogno per fare qualunque cosa…anche per alzare un bicchiere. X più che dipendenza è un fatto psicologico: te non sei sicuro delle tue potenzialità sicché trovi rifugio nella coca. Con la coca ti senti Hulk, puoi 2 ragazzi e la cocaina Q io sono un “ex-dipendente” e farò io le domande dell’intervista a questo mio amico.... i tuoi denti come stavano la prima volta che hai tirato cocaina? X dopo 1 settimana cominciavano a corrugare un pochino, cioè mi si stavano stritolando…no, perché praticamente passai un periodo a tirare sù…a pippare! Q dopo 1 settimana eri già dipendente, eri già un cocainomane? X dopo 1 settimana no, ma dopo 1 mese sì! Q cos’è che si prova? X mi garba, è una cosa bellissima… 89 sfondare il mondo! I e senza? X entri in depressione! Q secondo me è un fatto psicologico e non fisico… X psicologico la prima volta, fisico dopo, se lo fai tante volte…si comincia perché non sei sicuro, allora per essere più sicuro tiri… I i giovani sono dipendenti dalle droghe? X quelli che non hanno il cervello sì…io ho tirato, fumato, bevuto, ho cominciato a bere a 12 anni… Q secondo me la dipendenza è tutto quello che vorresti esser in un attimo, quello che ti piace fare lo fai al meglio, almeno con la cocaina, poi le canne sono un’altra cosa… I come si diventa dipendenti? Q dipende da quanto ti fai coinvolger dalla cosa… I ma se uno è dipendente non ne può fare a meno? Q no perché poi ne senti il bisogno fisico, quando esci con gli amici hai bisogno di qualcosa che ti tiri sù…e la cocaina… I prima era la droga dei ricchi… Q lo è ancora… I però è più diffusa di prima! Q tra i giovani che se la possono permettere…un pezzo a meno di 70 euro non lo trovi! X ragazzi, non trovate rifugio nelle droghe perché è una cosa stupida. Io ci sono passato, non serve a nulla perché ti rincoglionisci e i problemi non li risolvi, l’ho capito a caro prezzo, anche se ora sembro tranquillo!!! Una coppia che sta disegnando I A che cosa vi siete ispirati per fare il disegno? A io ho fatto nel mio disegno il volto di uomo, secondo la mia ragazza sembrava Cristo....Può essere una dipendenza anche questo, visto che il tema della serata è sulle dipendenze... B io invece mi sono ispirata a tutti i bambini che c’erano questa sera e ho fatto il disegno come disegnano i bambini e in più c’è la natura perché c’erano gli alberi, gli uccelli... la bellezza del mondo che è l’unica cosa bella che esiste sulla faccia della terra I il tema è la dipendenza, cosa ti viene in mente se dico dipendenza? B un qualcosa di bello A un qualcosa di positivo B però dipende da che dipendenza è I te dicevi la dipendenza dalla bellezza B Bè, ma la mia era relativa alla dipendenza dalla natura, quindi una dipendenza che in 90 fin dei conti va bene... le altre dipendenze possono portare anche a tante cose negative... I Perché si pensa sempre alle sostanze no?! B invece ci sono altre cose da cui si può essere dipendenti A Si può essere dipendenti ugualmente in maniera pesante da una persona, si può essere dipendenti... che ne so, si è parlato della religione, può essere una forma di dipendenza il fanatismo I ma che cos’è che rende dipendenti nella religione? A…rende dipendente il dogma, comunque un’imposizione e credere non vuol dire essere cambiati, almeno secondo me... si può vivere benissimo la propria religiosità in piena libertà I il contrario di dipendenza è libertà dici? A no, nel senso che la religione può creare dipendenza quando credi ciecamente nel dogma, in quello che ti impone la tua religione, a quel punto dimentichi anche un po’ il resto, quindi a quel punto sei con le catene… mentre invece si può vivere ugualmente in libertà…Ora basta. Notiamo come i giovani individuano vari oggetti da cui si può essere dipendenti (soldi, droghe, musica, religione, marito...) e diverse valenze della dipendenza, che in parte è un fenomeno naturale, inevitabile, positivo, ma in alcuni casi può divenire patologico e nocivo per lo sviluppo della persona. Possiamo dire che questo argomento suscita interesse nei giovani ed è un campo privilegiato da indagare quando ci si occupa di sostanze. 91 Serate 2005 Valutazione in itinere e secondo anno di intervento amore (3) – Gioco e aids (1) Perché? Sesso e morte perché sono imprevedibili - la rabbia di vivere, la rabbia ribelle - il fascino della morte da lì si arriva alle droghe, al sesso, alla musica - sono temi che mi coinvolgono in 1° persona - sono cose che facciamo sempre - date consigli utili - morte perché non se ne parla mai In quale altro modo si potrebbero cercare di prevenire i problemi legati ad alcune tematiche affrontate (es. uso di sostanze, malattie sessualmente trasmissibili…)? Con un’informazione attenta, chiara e libera - non c’è verso! - portare testimonianze in 1°persona - regalate preservativi o fateli a basso prezzo, perché costano troppo! - esperienza concreta e diretta - immagini sugli effetti secondari e gravi di questi problemi parlarne, saper ascoltare, tanto amore - spiegare pro e contro per creare consapevolezza – intelligenza - partecipazione attiva - cambiare le conoscenze, perché cambiare i comportamenti è impossibile - far parlare le persone tra loro, perché la solitudine uccide più dell’eroina Di cosa ti piacerebbe parlare nelle prossime serate (da ottobre in poi)? Tutto - approfondire questi temi - lavoro e Dopo il primo anno (ottobre 2003/giugno 2004) di presenza nel locale, dopo tante serate, tanti argomenti trattati e tanti giovani contattati, abbiamo deciso, prima della chiusura estiva, di proporre ai ragazzi un questionario di valutazione dell’intervento, per raccogliere le loro impressioni e i loro suggerimenti per il lavoro dell’inverno successivo. Lo abbiamo fatto tramite un test e una riunione a cui hanno partecipato sia parte dello staff, che alcuni ragazzi frequentatori del Cencio’s. Di seguito i risultati del test di valutazione proposto ai ragazzi (giugno 2004). Sei mai capitato prima di stasera nel privè del Cencio’s animato dagli educatori del CSP? Quante volte? 14 ragazzi ci erano già capitati qualche volta, molte volte o sempre, 8 ragazzi non ci erano mai capitati Dei temi affrontati, quale ti ha più interessato: sesso, aids, amore, rabbia, morte, musica, gioco, divertimento, amicizia, sostanze stupefacenti, alcol? Morte e sesso (9) – Musica (7) – Rabbia (6) - Amicizia e alcol (4) - Droghe, divertimento, 92 futuro dei giovani - sesso – solitudine - gli stessi temi per vedere se è cambiato qualcosa - mi fido di voi - genitori - cose utili - culture diverse, per sapere come si svolge la vita altrove - i giovani: un’anonima generazione prevenzione, tolleranza, amore, per fermarci a pensare cosa ne sarà di noi - famiglia e scuola - religione: come via di fuga per le debolezze umane – pregiudizi - come i giovani si sentono presi in considerazione, perché gli piace essere al centro dell’attenzione! Secondo te, cosa c’è di bello e cosa invece non ti piace nel privé del Cencio’s? Bello: musica - amici – dj – Alessandra – spazio - musica anni ’80 - sabato - contatto con la gente - il “so fà so good” lo rende più intimo, è uno spazio intelligente, alternativo, utile e non è isolato dal locale Brutto: non ci si respira - ipocrisia - musica troppo alta - dark di plastica – venerdì - truzzi – frullini - le bariste sono sempre dietro il banco - il so fà so good manca di visibilità e pubblicità un loro recapito. Anche noi operatori abbiamo fatto un bilancio dell’esperienza e abbiamo individuato cosa aveva funzionato e cosa invece era da migliorare nel nostro intervento. Riportiamo alcune considerazioni emerse da una delle nostre riunioni di verifica: Punti di forza del lavoro svolto: lavorare non solo sulle sostanze, non giudizio, ascolto incondizionato, essere presenti ma non intrusivi, dare molteplici possibilità di esprimersi ai ragazzi, affrontare temi diversi e non banali, contesto di divertimento e rilassamento favorevole al dialogo, lavoro di squadra e spirito comune, professionalità, autonomia e apertura degli operatori, operatori giovani che usano lo stesso canale comunicativo dei ragazzi, creatività, tentare di condividere lo spazio e l’atmosfera dei ragazzi. Punti di debolezza: difficoltà a collegarsi con tutte le componenti dello staff, confusione e musica alta che rende faticoso parlare, poca visibilità nel resto del locale, usato poco il divano, poco dialogo di gruppo, ma soprattutto individuale, non esserci tutte le settimane, troppe attività con poca organicità Queste riflessioni, insieme alle indicazioni dei ragazzi ci sono state molto utili per programmare le serate del nuovo anno. Abbiamo infatti deciso di continuare a fare delle serate a tema sugli argomenti da loro indicati, di mantenere e incentivare gli spazi creativi come la pittura e i quadernoni, di continuare a por- Rispetto agli strumenti utilizzati e alle attività proposte ( divani, test, internet, pittura, video cassette, telecamera, prestito libri, fotografie, quadernoni) la maggior parte dei ragazzi ha detto che gli sono piaciuti e che vorrebbe ritrovarli anche il prossimo anno. Infine abbiamo chiesto se volevano essere coinvolti nell’organizzazione delle serate e 6 ragazzi hanno risposto di sì e hanno lasciato 93 tare il computer per navigare in internet, di promuovere l’attività teatrale attraverso la presenza attiva e coinvolgente di un gruppo di attori, di promuovere la lettura attraverso il prestito dei libri e di sviluppare le discussioni individuali e di gruppo con l’aiuto dei divani e del tè che offrivamo ai ragazzi per mettersi un po’ a chiacchierare insieme. nei racconti e nelle storie di vita dei ragazzi. C’è stata poi una serata dedicata alla riflessione e all’espressione artistica sul tema delle droghe, da cui sono venuti fuori dei disegni molto interessanti sulle varie sostanze. Verso la fine del percorso abbiamo deciso di inserire temi più leggeri e divertenti: la notte e il suo immaginario, il futuro e le aspettative che hanno i ragazzi verso di esso e i sogni con i loro significati nascosti. Rispetto agli argomenti abbiamo deciso di partire dal tema dell’identità e della maschera, per analizzare le problematiche dell’essere e dell’apparire, parlando del look, dell’aspetto esteriore e del proprio modo di essere. A questo tema abbiamo legato quello della famiglia, come nucleo primario per la costruzione della propria identità e quello dello straniero, come riflessione sul diverso da sé. Essendo vicini a Natale abbiamo pensato di dedicare una serata anche alla religione e alle diverse credenze che guidano la vita dei ragazzi. Altro tema che i ragazzi avevano chiesto perché molto attuale nella loro vita è stato quello della violenza, vista nelle sue varie forme. Poi abbiamo affrontato il tema della solitudine, molte volte presente Di seguito riportiamo i risultati dei vari questionari proposti da ottobre 2004 a maggio 2005, nell’ordine in cui sono stati presentati ai ragazzi. Ogni test è accompagnato da alcuni commenti degli operatori e stimoli per la riflessione. Identità In queste due serate sull’identità e la maschera ci siamo fatti guidare dai seguenti stimoli riflessivi: il look contribuisce all’identità di una persona? Ti vesti il più possibile simile o diverso dagli altri? Come ti vedono gli altri corrisponde a come ti vedi tu? Quanto incide il gruppo sull’identità del singolo? Che differenza c’è tra il tuo modo di essere e di apparire? Punk, dark, freak... sono mode o filosofie di vita? I questionari, molto semplici e veloci, sono stati pensati in modo da essere un punto di partenza per una riflessione personale o un dialogo approfondito con gli operatori, sempre molto disponibili all’ascolto, ma anche at94 tenti a non essere invadenti su tematiche piuttosto personali. In particolare, i ragazzi che hanno fatto l’attività della “Carta d’identità” erano invitati a raccontare alcuni aspetti di sé, descrivendo brevemente le proprie caratteristiche, i propri pregi e difetti, le paure e i sogni. Di seguito quello che hanno scritto i ragazzi. piatti - puntigliosità - mi scaccolo – stressante – altezza – ottuso – collerico – pessimista - lavoro troppo - incostante in tutto e con tutti - distratto e ritardatario – egoista - sono sempre io - bastarda dentro Cosa cambierei di me: Difetti fisici – niente – pazienza – accettarsi – tutto - timidezza – alluci – statura - possessivo - accento vocale – vista - approccio più diretto – capelli - paura - unghia del mignolo - il mio culo flaccido - la mia poca stima su come affronto la vita – girocollo – soldi - conto in banca - vorrei più muscoli – naso – fisico - vecchiezza psico-mentale – schizofrenia – testa - la propensione alla solitudine la specie - le scarpe - l’insicurezza Paure: Non riuscire nei miei scopi - che tutti ce l’abbiano con me – troppe - nessuna - il lupo negro - troppa birra – imponderabili - essere inutile - il buio - lunga storia – solitudine – Berlusconi - che stiano male le persone a cui voglio bene – tante - le donne - sono belle e mie - forze dell’ordine – dimenticare - essere dimenticato – soffrire – mediocrità – l’Azzurra – falsità - dimensioni del pene - povertà – ragni – raffreddore – altezze – claustrofobia – indifferenza - diventare Barbapapà - non restare fedele a me stesso - cambiare me stesso - perdere i sogni - il dolore - essere frocio – te - che il fascio domini - svegliarmi con 4 palle - svegliarmi ed essere un numero Sogni: Suonare - cantare - dipingere - scrivere con Pregi: Asociale – capelli - fava lunga - senso della giustizia - ciò in cui difetto - essere il più forte a calcino - cercare di aiutare gli altri – fregarsene - riesco a volare - fò ridere – logorroico – femminilità – amo - sincero buono - rutto spesso – simpatia – nulla – scrivo - voglio tanto bene agli altri - dico le cose in faccia – altezza – tranquillità - impasto da dio - fo pompini – realista - riflessivo miopia - resisto alle intemperie – vero – cattiveria – appiccicoso – equilibrio - stabilità terrena – altruista – affettuoso – empatico – leale – affidabile – cago - sono io - il mio alter ego Difetti: Rompo il cazzo – orgoglioso – sfiducioso poco biondo dentro – niente – fiducioso – menarmela - non rido - ce l’ho piccino – logorroico - immatura – asociale - timido amo troppo - ruttare silenziosamente - le palle - troppi - scrivo cazzate - m’abbandono inerte e prevenuto – superbia – timido - cerco la fidanzata ma non mi vuole nessuno – permaloso – tranquillità – cervello - do’ il culo realista sincero – testardo – insicura - piedi 95 disinibizione - andare via dalla città – troppi il boss della malavita - troppa birra - non li ricordo - diventare importante per 1 persona - essere unico - Ducati 999 - il Nepal - la Twingo - che l’Annamaria viva più di me - non finiranno mai – nulla - una casetta in campagna con Charlize Theron – superenalotto Berlusconi lavavetri/Costanzo lapidato - essere ermafrodita e trombarmi sempre - che te ne frega - ridere come da piccolo a 60 anni - diventare famoso e partecipare al Grande Fratello con persone single - una donna (che non posso avere) - stare bene - vincere il campionato - la topa - essere l’erede di Berlusca – realizzarli - che rimangano tali ora non ne ho - una famiglia - troppo perversi per raccontarli - un mondo migliore - viaggiare - sono contento così - la scomparsa del linguaggio verbale - aprire un caccolificio andare in Giappone - Paolino e la felicità fare l’attore ne “I Goonies” - pilotare i Jeeg Robot - che crolli il cristianesimo - trovare la felicità - andare a vivere in Irlanda - porno metà delle risposte date (l’altra metà si riferisce ad aspetti del carattere). Le paure possono essere divise in tre categorie: paure relative a cose o animali (i ragni, la povertà, le altezze...); paure relative alla propria vita e alle aspirazioni (essere inutile, perdere i sogni, il dolore, non riuscire nei miei scopi...); paure inerenti il rapporto con gli altri (le donne, essere dimenticato, indifferenza, che tutti ce l’abbiano con me...). Infine, i sogni spaziano su diverse tematiche: avere la possibilità di esprimersi (suonare, cantare...), viaggiare, diventare famosi ed essere unici, ridere e stare bene, sogni relativi alla sessualità e ai rapporti affettivi. Emergono alcune annotazioni interessanti: tra i pregi i ragazzi sottolineano molte qualità che si rifanno al rapporto con gli altri (sono affettuoso, voglio bene, sono leale, amo, sono altruista...); mentre nei difetti sono prevalenti aspetti legati a se stessi (sono testardo, distratto, insicuro, collerico, orgoglioso, logorroico...). Le caratteristiche fisiche sono poco indicate dai ragazzi nella lista dei pregi e difetti, ma trovano posto alla voce “cosa combierei di me”, in cui rappresentano la Mamma/babbo crede che io... Non abbia progettato il futuro; sia forte, abbia molte qualità, mi stima molto; sia troppo lento; sia piena di risorse; studi; sia persa nell’oblio; troppo adulto per la mia età; sia ritardata; sono ancora piccino; parlo per parlare; mi faccio peso; sia bua; sia immatura e indecisa; me la gioco; sia strano; sia un gran drogato; sia in un tunnel da cui non uscirò mai; non bevo non sono facile; sono tutto quello che avrebbe potuto desiderare; sia un errore di Dio; Maschera Questo breve questionario è stato pensato con l’intento di far riflettere i ragazzi sull’immagine di sé che hanno loro stessi e gli altri. Riportiamo i risultati. 96 sia troppo testarda; diventi presto un grafico pubblicitario; diventi architetto; abbia più identità; sia la sua bimba; sia responsabile e affidabile; sia satana; non sia; sia di fori; sia lunatico; sia una macchina; sia un’artista; sia un po’ rimasto; sia una belva; sia una brava bambina; sia pazzo, drogato, satanista; faccio cose che le fanno dispiacere ma si autoconvince che non sia così. Gli amici pensano che io... Sia vogliosa; sia unico; sia una vampira; non faccia un cazzo; sia leale; sia un gibbone del cazzo; sia una vera amica e una buona ascoltatrice; sia un trapanatore; sia un vero amico; sia uno, nessuno e centomila; sono un fattone; sia brutta; sia convinta di quello che faccio, sicura e felice; mi dimentico le cose; sia un cottone; sia perfetto per i posti che frequento e la musica che ascolto; beva troppo poco; sia sempre arrabbiata; sia malato; sia eclettica e sfaccettata; fumo; sia scemo; sia di fori tanto tanto; sia socievole; se continuo così muoio; non faccia; sia tranquillo; sia buono; carichi tutte le sere; sia architetto; non sia del tutto rimasto; si possono confidare con me, sia una spalla su cui piangere; sia il facocero delle situazioni; sia un po’ pazza ma brava; sono troppo buona, non so dire di no, sono un po’ “babbazza” e divertente. In generale pensano che io... Sia un po’ matto; affidabile; responsabile; una buona ascoltatrice; tranquillo; sensibile e altruista; una sanguinaria; un bravo ragazzo; unica; stupido; estroso; timida, calmissima, tranquilla, buona, taciturna; bastardo e scroccone; faccio pena; non sia un trombatore; solare; fuori dalla norma; nella media; normale; vivo bene così; mi drogo; un bel tipo capace di far divertire; brava, intelligente, ma persa; scemo; lo prendo in culo; affidabile; uno ok; simpatica; penso troppo, sono una bambina; idiota completo; così per la musica; ricco; drogato; uno stronzo; paziente, buona e sincera; mi dovrei fare un po’ di sopracciglia; scialo. Ma in realtà loro non sanno che... Sono un creatura fuori da questo mondo; satanico; un po’ egoista; simpatico; tranquillo; bello; sensibile; avaro di emozioni; vorrei essere ascoltata; amo sognare; sono me stessa; sono il migliore; trust no one; diventerò Dio; ho più peli in culo che capelli in testa; bastarda dentro; sono più stronzo di quanto pensano; il più grande scoppiato; non sanno cosa si perdono; stupida; sono molto di più; felice; l’opposto; mangio merda; ho un cazzo così; faccio vedere tutto tranne quello che sono realmente; un giorno diventerò il presentatore di “Mai dire banzai”; non mi fo; io sono; sto benissimo; un dark puro; una macchina; faccio l’architetto; sto bene così…nel mio mondo; pronta a tutto; scopo tutte le sere; non so chi sono; parlo anche troppo però dico cazzate. Si può notare come i ragazzi ritengono che i loro genitori abbiano di loro una cattiva opinione, la maggioranza infatti pensa di aver deluso le aspettative dei genitori e crede proprio di non essere “ok” per loro. Per gli amici invece più facilmente si ritiene di essere 97 “ganzi, capaci, affidabili”, anche se spesso si fa riferimento all’uso di droghe e al fatto di essere “di fori”, che nel contesto amicale spesso può essere un pregio più che un difetto. L’opinione degli altri in generale sembra leggermente migliore rispetto a quella dei genitori. Un numero ancora maggiore di espressioni positive si ritrovano in quello che i ragazzi pensano realmente di essere: si riconoscono pregi e difetti, spesso dicendo che sono tutto il contrario di quello che ritengono gli altri, perché la loro parte più intima e più vera la tengono nascosta. Alcuni non hanno ancora ben chiara la loro identità, mentre altri fanno già progetti per il futuro: tipico divario che si può verificare in un periodo della vita così movimentato come l’adolescenza e in cui conciliare l’immagine che di sé hanno gli altri con la propria è molto difficile. sceso al di sotto dei sette punti. Abbiamo poi, nello specifico, invitato ad elencare le caratteristiche ereditate dai propri genitori. Per quanto concerne la madre sono state descritte qualità positive quali la creatività, la pazienza, l’altruismo, la tenerezza, la sensibilità... ; hanno poi citato qualità negative quali il nervosismo, l’ansia, la testardaggine, l’isterismo, la permalosità. Per quanto invece riguarda la figura paterna alcuni tratti positivi individuati sono stati: virilità, ironia, voglia di libertà, manualità, creatività, sincerità... ; i tratti negativi hanno fatto riferimento sia ad alcune qualità fisiche sia ad altre caratteriali quali la polemicità, paura della morte e del fallimento, pignoleria, impulsività, testardaggine. Di seguito i risultati del questionario. Voti in media dati dai ragazzi ai familiari: Babbo 8.08 Mamma 7.64 Fratello 8.23 Sorella 8.46 Nonna materna 7.15 Nonno materno 8.26 Nonna paterna 9.23 Nonno paterno 7.15 Cosa ho ripreso dal BABBO? Morto – bello - bravo – tvb – dark – alternativo – bello – virilità – occhi - timidezza – artista – bontà – fronte - musicista - scorpiona – stronzo – isteria-nervosismo - diverso da tutti - il pisello – ironia - per tutto - per nulla – carattere – orsaggine - voglia di libertà - altezza - creatività - senso pratico - polemico – manualità - valori - interesse fotografico - pas- Siamo tutti figli di… La serata sulla famiglia è stata improntata su una visione generale di quella che può essere la composizione familiare, che abbiamo rappresentato simbolicamente attraverso l’albero genealogico. Abbiamo chiesto ai ragazzi di dare una valutazione (da 1 a 10) a ciascun componente della famiglia. E’ emerso che la persona con votazione media superiore è stata la nonna paterna. C’è da notare che la valutazione complessiva del nucleo familiare è risultata abbastanza positiva poiché nessun voto, in media, è 98 sione per i viaggi - riflessività – lineamenti – simpatia – testa – rabbia - voglia di imprecare contro il governo – forza - sapere capovolgere i tuoi errori a tuo favore - solarità - avere paura della morte e del fallimento – pignoleria - senso critico - buzza - prendere in giro la gente - secondo me son stato adottato – fisico – impulsività – pancia – scuregge - parolacce - testone - introverso – sincerità – mani – orgoglio - testardaggine Cosa ho ripreso dalla MAMMA? Ti amo – bella - brava – tvb – hippy – testona - rompi cazzo – intangibilità – creatività - bontà – nervosismo – pazienza – corporatura – viso - certe volte è anche ganza - occhi chiari umiltà - per nulla - per tutto – passera – fisico - carattere deciso - capelli biondi - altruismo – sensitività – ansia – tenerezza - sensibilità in negativo e in positivo – valori - come socializzare - impulsività – colite – sorridere – culo - pazienza - voglia di ridere anche se sarebbe meglio piangere – amore - bontà verso il prossimo – generosità – voce – malattia – occhi - saper affrontare i problemi grossi, disperarsi per quelli piccoli – sprecisione - spregiudicatezza - naso - testardaggine - passione per la cucina - isterismo - un pezzo di bocca - permalosa dere i ragazzi italiani a contatto con quelli stranieri, soprattutto in situazioni di conflitto e contrapposizione. Al Cencio’s in particolare la presenza di stranieri non è molto rilevante, ma ci interessava comunque sapere come i ragazzi si pongono di fronte a questa tematica, che per Prato sta diventando sempre più urgente. Di seguito i risultati del questionario, costituito da una parte di domande specifiche sulla “diversità” e una in cui i ragazzi potevano scrivere liberamente un loro pensiero sullo “straniero”. Hai mai incontrato una persona davanti alla quale hai pensato:”Questo qui è proprio diverso da me!” Cosa fa più differenza tra te e lui? La maggior parte dei ragazzi che hanno fatto questo test dice che non fanno differenza tra se stesso e lo “straniero” sia per nazionalità, che per credo politico, religioso, per istruzione o per orientamento sessuale. Nei casi in cui questa differenza viene avvertita, la maggior parte descrive lo “straniero” come: una persona che vive in un’altra città, credente, di destra, con un’istruzione elemen- Lo straniero Abbiamo affrontato il tema del diverso da sé e del rapporto con lo straniero, perché nel nostro lavoro, sia a scuola, che in strada, che nei locali, ci capita sempre più spesso di ve99 tare, di una classe sociale alta, transessuale, ama la musica dark, house e hip hop, sfidante, si veste in modo straccione o troppo elegante, pottino o tamarro, aggressivo, geloso, non ha un atteggiamento disponibile verso gli altri, non ascolta gli adulti, anche se ci parla e ci litiga. stranieri in un mondo che non ci appartiene. - Diverso da me. - Penso a una persona di un’altra nazionalità, con un’altra cultura e altri stili di vita, con un’altra mentalità. Penso che la bellezza del mondo è rappresentata dalla diversità delle persone e delle culture. Per conoscere il mio pensiero basta conoscere le idee di Terzani: lui è una persona che molti dovrebbero conoscere! - Penso a una persona che mi può insegnare di più su posti e modi diversi di vita e merita rispetto da parte mia. - Io sono la straniera! - Lo straniero è un opportunista altro da me, una persona che non si contraddistingue per religione o provenienza ma per il suo intollerante modo di essere. Ma infondo ognuno è uno straniero. - Uno che mi fa incazzare perché spara troppe cazzate… (disegno di Berlusconi) - Una persona molto diversa da me, più che altro nei gusti e nella mentalità. - Sono io lo straniero nei modi di fare e in quelli di vivere. Ho sbagliato epoca…1800…tutto qui. - Lo straniero lo immagino come un potenziale nemico o come una persona a me del tutto indifferente. Ma lo straniero si trova anche in me quando il tempo sembra essersi fermato (Camus). - “Straniero” è una parola creata dall’uomo per distinguersi. Di solito è utilizzata per individuare persone che provengono oppure hanno una cultura diversa dalla nostra. È tutto Alcuni pensieri dei ragazzi sullo “Straniero” - In molte situazioni il mio modo di ballare, di parlare e di vestirmi differisce da quello della massa, che lo ritiene sbagliato in quanto diverso, estraneo o fuori dalla norma:”Sono diverso io o lo sono gli altri?” -Il mondo è bello perché è vario, io non faccio molte distinzioni! - Lo straniero è uno sconosciuto, un’entità a me ignota, che però occupa tutti i miei pensieri, con l’idea di sopprimere con ogni mezzo l’entità stessa. Posso spudoratamente definirmi uno xenofobo di merda. -”Straniero”:persone che non hanno voglia di vivere o che vorrebbero esserci, ma la vita ha deciso per loro. - Un cinese. - È una persona dalla cultura diversa dalla mia, interessante da conoscere. - Lo straniero lo concepisco uguale a me, è colui che non condivide il mio mondo, indipendentemente dalla nazionalità. Straniero sei te che mi guardi, sono io, è mia mamma… - Me lo immagino verde. - Penso a me stessa, visto che tutti siamo 100 costruito! - Spero che sia una persona come me e con i miei stessi gusti musicali. Il modo di vestire non è troppo importante. Me lo immagino integrato perfettamente nella società. In molte occasioni ci era capitato di parlare coi ragazzi di religione, di quello in cui loro credono, di Satana, della morte, notando che era un tema su cui si appassionavano e su cui era possibile fare delle riflessioni anche in piccoli gruppi. Nel venerdì prima di Natale, abbiamo perciò deciso di stimolare la discussione parlando proprio di religione, in un luogo, come una discoteca, in cui sembrerebbe che questo argomento non avesse niente a che fare. Di seguito le risposte agli stimoli che abbiamo dato ai ragazzi. Lo straniero in generale viene definito dai ragazzi come portatore di un modo di essere diverso, qualche volta opposto al loro. Queste differenze riguardano vari ambiti di esistenza (nazionalità, credo politico, religioso, livello di istruzione, gusti musicali, modo di vestire...), ma anche l’atteggiamento che ognuno ha nei confronti degli altri. Alcuni ragazzi si domandano: “Vogliamo vivere con chi è straniero o vogliamo che lo straniero sia lontano da noi?”, altri fanno notare che potenzialmente ognuno è straniero per qualcun altro. C’è chi esprime il proprio rapporto con lo straniero dicendo: “Lo straniero è uno sconosciuto, un’entità a me ignota che però occupa tutti i miei pensieri”. Anche se la maggior parte dei ragazzi dice di non dare troppa importanza alle differenze, emerge che è difficile accettare chi è diverso, non tanto per le differenze di tipo etnico o razziale, che non sembrano costituire barriere all’integrazione, quanto per quelle legate al modo di essere, la mentalità, l’atteggiamento nei confronti della vita, che sembrano le più difficili da accettare. Al di là Al di là di tutto ci siamo noi! Sempre e solamente unico, imprevedibile…solo e solamente inutile, camminando all’indietro sopra ad un filo… Quando ci arriverò, ritroverò lì il dio che ci avevo sotterrato. Prima o poi ti tocca! Esiste oppure no? E se esiste, è migliore del “di qua”? Alibi di molti… certezza di pochi… pensiero dei diffidenti… immaginazione di tutti… il nulla per me. Si ha paura di esso solo se non abbiamo vissuto vera- Religione: credo/non credo 101 mente! Chiesa Gioca nel Siena! È un’istituzione alquanto reazionaria e repressiva che impone “dogmi” per rendere l’uomo ancora più insicuro delle sue potenzialità. In chiesa solo per visitarla. È necessaria perché è insita nell’uomo. È filosofia per tutti. Ovviamente come tutto ciò che riguarda l’umanità non è perfetta. Credo che per quanto le persone vadano verso l’ateismo, la chiesa non smetterà mai di esistere. Credo Credo nella triplicità dell’esistenza: corpomente-spirito. È solo qualcosa imparato a memoria, che si recita solo in chiesa. Credo sempre e solo in me stesso…esisto solo io come centro dell’universo. Credo che fino ad ora non ci sia un mezzo più forte per abbellire l’uomo della religione stessa. Non credo In Dio, non credo nel mondo che vedo, negli uomini, nella materia, nello stato, nella chiesa, nei sogni, nella notte, nelle stelle. Non credo in quello che scrivo, ma solo in quello che a volte sento. Forse… Non credo al sangue e alla carne ai tendini e alle ossa credo ai bit e ai circuiti alla plastica e al metallo. Dio Un pensiero per Dio anche in un posto che ne sembra lontano. Puoi dire ciò che non è, non puoi dire ciò che è, perché la ragione umana non è la ragione suprema. Satana Papà!!! Religione A volte stretta. È una sicurezza. Non c’è più religione…s’esce un’ora prima!! Maometto…Budda…Dio (io credo in lui)…Ghandi…Giove… La religione ha fatto più morti che la seconda guerra mondiale…è l’oppio dei popoli…è la più grande cavolata storica con cui l’uomo ha sottomesso se stesso con preghiere a basso costo a statuette di gesso a basso costo! Se tutti seguissero quella giusta forse ci sarebbe più pace. Un palliativo per le sofferenze dell’uomo. Qualcosa che ha senso come scrivere con un pennarello rosa su un foglio rosa. Spero che la spada dell’arcangelo Michele chiuda la bocca a molti chiacchieroni! Natale Di Natale gioca nell’udinese. Un altro Natale che passerò come una che fa parte della cat egoria dei depressi 102 cronici…in questo posto tutto mi viene in mente tranne che il Natale. Sembra di essere in un mondo totalmente differente da quello che vedo là fuori tutti i giorni…grazie Cencio’s che mi fai dimenticare di tutto…anche del Natale. …un giorno meno di lavoro! Lo spirito del Natale è un richiamo all’amore, all’amicizia, allo stare insieme. Non releghiamo questo spirito totalizzante in una settimana di stupido consumismo, stacchiamoci dalla tradizione e diamo un senso a questa festa. Vita Nuvole rapide! “vita beata, a tutto asservita, per delicatezza ho perso la vita… ah…che i tempi rendano i cuori che si perdono” Rimbaud Per essere in pace con me stessa e quindi con la vita, basta essere in pace con gli altri e rispettare tutte le ideologie, dosando al punto giusto l’odio che è importante come la vita. Questa per me è la religione! Ce n’è stata concessa una sola, io la vivo anche per mio fratello! È un dono, nonostante tutto vale la pena di viverla! Bisogna rischiare, amando e soffrendo, provando tutte quelle sensazioni che ci offre per poter dire di averla vissuta… La vita è un mistero: più ti ci addentri, più si infittisce. Non puoi ridurlo a una formula, a una teoria, non diventerà mai una dottrina. Più scendi in profondità in quel mistero e più ti senti ignorante; ma quell’ignoranza ha una bellezza assoluta, è una benedizione, perchè in quel non sapere il tuo ego muore. La vita non è un problema da risolvere ma un mistero da vivere. Morte Intensa come la vita, misteriosa come la quotidianità, sola come ognuno di noi, spiazzante come la finzione di una non realtà. Unicamente unica. Come cogliere la falsità della morte? Pensiamo a una goccia che vive nell’oceano: quando evapora le altre gocce la credono morta, eppure continua a esistere nelle nuvole ed è destinata a ricadere nelle onde. Ma come fanno le altre gocce a saperlo senza compiere esse stesse quel viaggio? War is death. Non ti temo né ti aspetto, non ti ignoro né ti cerco. Molto dolore darai a me in vita, nessuno quando sarò con te, solo buio, solo il nulla. Seduta spiritica Io considero un gruppo di persone che si riuniscono per fare una seduta spiritica come dei bambini che si riuniscono per giocare a nascondino…non credo a queste cazzate! Cmq se fosse possibile vorrei riportare in vita il geometra Calboni…che ci stava proprio dentro! Le messe nere! Espiritus espiritus!!! Stupidi, ignoranti, assassini! Anima L’anima non è. Non è il vero significato di una persona, non è il lato nascosto delle cose. Assomiglia di più allo spirito natalizio, 103 serve a giustificare acquisti insensati di oggetti inutili a cifre smodate. È la giustificazione che si dà alla tanto temuta assenza di senso compiuto del ciclo della vita di qualsiasi essere. Si può definire anima ciò che rimarrà stasera a noi che usciremo di qui. Soffusa carezza di migliori vite passate, mai vissute. Anima mia, torna a casa tua, ti aspetterò dovessi odiare queste mura… Dovresti essere più forte per gridare chi sei e più leggera per volare via. che racchiude in sé un certo mistero. Eccetto alcuni che non credono in niente e altri che sono molto religiosi, la maggior parte vede la religione come una costruzione dell’uomo per superare le sue debolezze. Satana e le sedute spiritiche sono affrontati in modo più scherzoso e se ne ha una percezione negativa, mentre i ragazzi si esprimono in modo molto poetico e profondo parlando dell’anima, della vita e della morte. Rispetto al Natale, che si creda o meno, è un’occasione per fare un punto della situazione, in cui ci si accorge del mondo che non ci piace e di una spiritualità diversa che potrebbe riempire di più le nostre vite. I ragazzi hanno mostrato una grande sincerità, a volte disillusione e rassegnazione, altre una forte spinta spirituale. È assodato che per pochi la religione rappresenta ancora una linea guida per la propria vita e non è più un ambito in cui attingere certezze. Dalle risposte dei ragazzi alle nostre parolestimolo, abbiamo notato che c’è un forte interesse per questo tema. La maggior parte dice di non credere in Dio né nella Chiesa, ma di avere un profondo rispetto per la vita, Violenza La serata dedicata al tema della violenza (richiesto dai ragazzi stessi) è stata intitolata “Cencio’s fight club”, perché abbiamo pensato di proiettare i film “Fight club” e “Arancia meccanica”. Oltre a ciò, abbiamo proposto ai ragazzi un questionario piuttosto articolato per analizzare le varie forme di violenza (sessuale, sportiva, razziale, musicale...) e le motivazioni che possono star dietro a un gesto violento. Di seguito i risultati del questionario. 104 Cos’è per te la violenza? Non la tollero perché è riprovevole; ignoranza, stupidità; un enzima; un modo stupido di reagire; azione eclatante, miserabile, impotente di chi non può far più niente disprezzato dalla gente; non dovrebbe esistere, perché non ha un significato logico e non risolve niente; il modo in cui persone incapaci di sostenere una certa situazione reagiscono; privazione della libertà; una gomma da cancellare che elimina tutto ciò che ci rende essere umani; il non rispetto degli altri; essere cattivo con un altro, maltrattarlo e picchiarlo; prevaricazione di un’entità che esercita un predominio su un’altra; morbosità, sguardi sinistri, parole taglienti; impedire il benessere di qualcuno, compreso il proprio; limitare la libertà altrui coercitivamente; reazione esagerata senza motivo per scaricare tensioni interne; fisica o psicologica è una violazione; un life-style; una scelta di vita; usata da chi si sente forte ma in realtà è debole; l’altra faccia della non violenza; imporsi su un altro, annullando la sua volontà; emozione irrefrenabile, da evitare, anche se alcune volte ci vuole; sfogo; essere costretta a fare cose senza la mia volontà; dimostrazione di potenza; farsi male e fare male; mancanza di rispetto verso l’altro; un gesto portato dal fatto di essere rabbioso o incazzato o meridionale orgoglioso come me; un gesto spesso ingiustificato, sinonimo di rabbia recondita infondo al cuore. Qualcuno sostiene che molti comportamenti violenti nella nostra società siano causati o condizionati da messaggi dei vari mass media (musica, film, trasmissioni tv, videogames, internet). Quanto sei d’accordo con questa tesi? Molto (2) – Abbastanza (10) – Poco (14) Per niente (10) - Non so (1) Secondo te quali sono gli stati d’animo che ci sono dietro un gesto violento? Rabbia, tristezza, odio, solitudine, difesa, insoddisfazione, depressione, invidia, un’ingiustizia subita ingiustamente, collera, paura, insicurezza, rancore non confessato, noia, debolezza, risentimento, paura del confronto, incomprensione, gelosia, frustrazione, ignoranza, disagio, malumore, impotenza di fronte alla propria volontà, tensione, rabbia repressa, incapacità di pensare, droghe pese, perdita di lucidità, inferiorità, consapevolezza di aver già perso, desiderio di vendetta, ira profonda, disperazione, stupidità, ti senti esplodere e devi dare sfogo a tutto l’accumulo di merda di cui ti hanno riempito, incoscienza, nervosismo, voglia di giustizia, ubriachezza, demenza, idiozia. Secondo te ci sono occasioni in cui è giustificata la violenza? Se sì, quali? Su chi violenta o uccide i bambini, per difendersi, è umana, mai, non ci sono occasioni valide, come singolo mai, quando qualcuno la usa su di te (anche se non è proprio il pensiero cattolico), in tutte le occasioni, quando ti attentano la vita, contro Britney Spears, 105 Costanzo, Prodi, uno stronzo è passato col rosso e ha ucciso un mio amico ora io non lo uccido perché penso voglia farlo suo padre, quando si impazzisce, tutto è giustificabile, non è mai giustificato, quando è l’ignoranza a governare, se qualcuno aggredisce me o un mio caro, la domenica mattina quando mi svegliano i testimoni di Geova, quando ti baccagliano la donna, quando perdi la ragione, per picchiare i fascisti, nei momenti di rabbia. Scrivi accanto ad ogni parola un aggettivo o una frase che ti senti di dire: Guerra Odio, stupidità, match per la salvezza, un modo per volersi imporre sugli altri, miseria, non serve, merda, è sempre un conflitto di interessi economici, schifosa, umana, inutile, morte, immancabile, pro-capite, la povera gente faceva la fame, per soldi, la cosa che ama di più l’uomo, chiedilo al Papa, nei videogame, può succedere, la pulizia del mondo (Marinetti, manifesto futurista), per fortuna non c’è a Scandicci, quando ci vuole ci vuole, errore, ahia, naturale evoluzione dell’uomo, interessi personali, chi desidera la pace si prepari alla guerra, non deve esistere, ingiusta al 99%, lascia solo macerie, menzogna. Terrorismo Incoscienza, stupidità, debolezza, ignobile, disperazione, non serve, merda, vigliacco, stolto, raccapricciante, paura, espressione troppo spesso abusata, multilivellare, spaventare, per pazzia, estremamente cattivo, mi movimenta la giornata, tutti figli di puttana, odio, debolezza di parole, fondamentalisti ed estremisti, inestinguibile, sbagliato ma necessario, sfruttamento, i terroristi hanno vinto, non lo accetto, i terroristi peggiori sono i politici. Razzismo Stupidità, ignoranza, cacca, non serve, merda, paura del diverso, schifoso, contro natura, forma di discriminazione disumana, espressione delle paure dell’uomo, ebraico, paura dell’altro, per odio, incapacità di pensare, lo porta il benessere, cinesi tutti appesi, preservazione di individualità, non sono razzista, ingiustificato, la peggio cosa, ci vole, siamo tutti fratelli in tutti i colori in tutte le lingue. Rivoluzione Per farsi capire, non sempre stupidità, prepotenza, un modo per non sottostare alle ingiustizie, cambiamento, serve, merda, giusta, neutra, positiva se è fatta per una giusta causa, caos, conquista violenta e sacrosanta del potere, russa, volontà di cambiare, per ideali, pacifista, libertà, ci vorrebbe, mancanza di diplomazia, sogno, cazzata, a volte inevitabile, deve cambiare le cose, francese, industriale. Conflitto Sempre, a volte costruttivo ma pericoloso, implicito nella natura umana, bene per una giusta causa, inferiorità, necessario, quello d’interessi mi fa imbestialire, se si arriva a un conflitto qualcuno si è dimenticato qualcosa prima, generazionale, incongruenza, stato mentale di profondo turbamento, feriti, naturale, merda, serve in alcuni casi, Berlusconi, a volte inevitabile, ci poniamo in conflitto perché non ci accettiamo, viviamo nel conflitto. 106 Il tuo partner ti fa incazzare fino a perdere la pazienza... Cosa è lecito fare? Sempre Spesso Qualche volta Raramente Grido in faccia 5 7 9 11 Do uno spintone 1 1 2 11 Tiro uno schiaffo 1 1 2 Acciuffo per i capelli 1 Do un pugno 1 2 1 Ti capita mai di essere violento? Se sì, in quali occasioni? A lavoro quando mi trattano male, quando mi incazzo con i miei urlo, mi capita quando penso che non ho più una famiglia così me la rifaccio con i mobili, con un collega di lavoro anche se non arrivo alle mani perché uso il cervello, quando ricevo un’ingiustizia, quasi mai, quando il cane non piscia dove deve non riesco a non tirare un bestemmione, cerco di essere un tipo obiettivo, no, sì ma mai contro gli altri, quando vedo Berlusconi, quando non riesco a controllare le situazioni, quando sono stanco, qualche volta col mio cane, nelle discussioni coinvolgenti urlo, urlo con la mia mamma arrivando a toni insostenibili, quando ho a che fare con gli esseri umani, sono un pacifista, quando in tv vedo Rutelli da Costanzo, quando impazzisco, se vengo tradita, quando mi incazzo me la rifaccio con gli oggetti mai con le persone, quando mi di- 1 cono quello che devo fare, a volte mi sfogo ballando e urlando quello che ho dentro, quando fanno del male ai miei cari, quando importunano la mia donna (sono meridionale orgoglioso), violento con me stesso…spingo il gas al massimo e cerco di scordare…di bruciare il passato. Possiamo notare che i ragazzi hanno risposto in maniera approfondita e sincera al questionario, mettendo in campo i loro sentimenti. Alla domanda “Cos’è per te la violenza?” molti l’hanno descritta come un’azione compiuta nei confronti dell’altro, privandolo della libertà o della volontà (temi cari evidentemente ai giovani). Molti identificano la violenza come una reazione (esagerata e ingiustificata) a qualcosa che turba la vita di una persona, soprattutto a situazioni di rabbia. Rispetto alla tesi che i mass media possano causare o condizionare comportamenti violenti, solo un 107 terzo dei ragazzi si è detto d’accordo, mentre la maggioranza non sembra gradire l’idea che qualcosa possa influenzarli (anche in questo caso torna il tema della libertà). Relativamente al rapporto col partner nei momenti di conflitto, molti dicono di arrabbiarsi a parole, urlando, alzando la voce; per fortuna sono pochi quelli che alzano anche le mani. La parola “guerra” suscita, nella maggior parte dei giovani che hanno riempito il questionario, sentimenti negativi, di condanna e di sdegno, ma sono in diversi ad evidenziare come questa in qualche modo faccia parte della natura umana e quindi in un certo senso sia quasi inevitabile. Sul “terrorismo” ci sono meno tentativi di spiegare e i giudizi sono quasi tutti di rifiuto; mentre la parola “rivoluzione” assume per i ragazzi molte accezioni positive, legate al sogno, al cambiamento, alle giuste cause e al superamento delle ingiustizie. sta condizione è impossibile fuggire, nonostante l’affetto e la presenza di amici e parenti, ognuno deve affrontare da solo le proprie scelte e i momenti importanti. Abbiamo cercato di far riflettere sugli aspetti positivi e negativi della solitudine, partendo dal presupposto che è importante stare bene con se stessi per stare bene con gli altri. Ti capita a volte di sentirti solo? Quando? In che situazione? quando sono a casa da solo e non c’ è nessuno - mi capita quando lo voglio - no quasi mai - spesso sono solo anche in compagnia - quando ricevo qualche delusione - sono solo quando le cose non vanno - a casa, quando non approvo la realtà che mi circonda - lo sono stato da 12 a 16 anni, poi mi hanno salvato i miei nonni - quando non mi sento in vena di comunicare - tutti i giorni indipendentemente dal luogo in cui mi ritrovo. Anche in mezzo a 1000 persone. Quando sei solo cosa provi? mi viene da tirare calci a tutto - d’ essere solo – angoscia - sto bene, rifletto – solitudine pace e paura nello stesso tempo - a volte tristezza a volte gioia - penso di sentirmi solo – amarezza - piacere e tristezza - senso di incompiutezza e le ferite si riaprono - tristezza, depressione - rassegnazione. Essere consapevole di non poter far niente - ogni giorno provo sensazioni diverse ma ultimamente mi sento rilassato, prima un inferno - molte volte riesco a dedicarmi completamente a me stessa SOLITUDINE: soli soletti L’idea di un questionario sulla solitudine ci è venuta parlando coi ragazzi del locale, che raccontandoci le loro storie ci hanno fatto capire che la solitudine è una sensazione molto presente dentro di loro, a volte cercata, ma soprattutto temuta. In particolare abbiamo pensato le domande insieme a un frequentatore del Cencio’s a cui stava molto a cuore questa problematica: secondo lui nella vita ognuno di noi in fondo è solo, da que108 Ohhh!! Finalmente sono solo… in bagno! - fò un rutto tonante - ok, meno male - non ci sono più rompipalle - che culo! - posso fare quello che voglio - se non altro tra me e me mi capisco piuttosto bene - mi rilasso ma preferisco essere agitato - posso fare tutte le cose illecite che mi passano per la testa posso vedere quello che voglio alla tv - giro nudo per la casa con sigaretta in bocca e birra in mano - a volte serve per riflettere pensare alle persone che mi circondano tutti i giorni Uffa!!! Sono di nuovo solo….. in casa davanti alla tv - bene. Mi tiro una sega - mi scrivo qualcosa - spacca - e allora? che palle! - Capita - menomale - che faccio? Bhè meglio dormire se ci riesco – durerà?! - guarderò un po’ di tv - ma domani ho i miei amici - continuo a girare nudo per casa con sigaretta in bocca e birra in mano Qual è il modo di dire con cui sei più d’accordo? “Si nasce soli e si muore soli” x x x “Chi fa da sé fa per 3” x x x “Meglio soli che mal accompagnati” x x x x “Tutti per uno, uno per tutti” x “Siamo angeli con un’ala sola, da soli non si vola” x x x x x x x x La tua massima sulla solitudine… -oh, sono solo. Solo un cazzo…c’ è un monte di gente intorno a me. -non credere mai che la solitudine sia una delle poche verità, credi in ciò che ti muove. -la solitudine a volte è un bene… la solitudine è l’ unica compagna che rispetta ciò che sei. -la solitudine è tristezza ma aiuta a rafforzare l’ anima per ripartire nuovamente tutti insieme. -ognuno vive una sua realtà, nella sua solitudine,giusta o sbagliata. -non ho una massima. Però in passato posso dire che era una bruttissima sensazione. Ora invece ci sto bene. -stare da soli può essere utile per conoscersi veramente. -la solitudine è qualcosa che riguarda l’ anima. I risultati confermano che molti ragazzi temono la solitudine, la vivono in maniera negativa e non la identificano necessariamente con un’assenza di altre persone intorno a sé, ma con uno stato interiore. Per altri invece l’essere soli facilita il rilassamento, la riflessione, l’espressione della propria istintualità, essendo esenti dal giudizio degli altri. Dalle massime si capisce che secondo i ragazzi la solitudine è uno stato inevitabile e che seppur con sofferenza aiuta a crescere e ad approfondire la conoscenza di sé. Questa consapevolezza dell’aspetto positivo della solitudine forse però non basta a farla vivere in modo sereno ai giovani, che invece dalla nostra esperienza appaiono spesso molto angosciati dal rimanere soli, dal non essere accettati dal proprio gruppo di amici o poter essere lasciati dal partner; perciò si innescano facilmente “dipendenze affettive” che portano i ragazzi a fare di tutto per stare 109 con gli altri, costruire legami forti e a volte morbosi, rapporti chiusi ed esclusivi con cui tentano di allontanare il fantasma della solitudine. te allo stesso tempo, però se stessi e unici Essere se stessi significa anche essere sempre diversi…ognuno ha mille sfaccettature La notte è un momento per essere chi vuoi, dalle mille facce, ciò che vuoi perché puoi Io sono diversa per natura - Per essere diversi dal se stesso di giorno - E’ una notte da vivere per un nuovo giorno da esaudire - Io sono me stesso se sono diverso - La notte è un pretesto per essere ciò che non abbiamo il coraggio di manifestare abitualmente - La notte serve per esprimere il nostro lato esibizionista nascosto da una falsa sfrontatezza Diversi?! …la notte è un momento da briai... e quello vuol dire essere se stessi - La notte è fatta per diventare diversi esaltando se stessi - Dipende dalla sminia… essere diversi in diversi momenti e se stessi in momenti diversi - Per farsi i cazzi propri come si deve. Qual è il lato di sé che si può tirare fuori di notte? I tuo lato più trasgressivo, che non è necessariamente una cosa positiva - Il proprio lato oscuro, cioè quello che gli altri non conoscono: di giorno sono uno dei tanti di notte sono l’unico – Qualsiasi... basta bere - Il patetico e inutile egocentrismo che purtroppo è indispensabile per socializzare (molte volte) Quello più obliquo – Him – Tutti - Il lato misterioso che ognuno di noi possiede.. e che fa fatica a mostrare sotto la luce del sole! Sotto l’effetto di svariati rum&pera sicuramente il peggiore - Il lato oscuro, imprevedibile, vampiresco, trasgressivo - Me stesso! - Ogni lato, dipende dalla situazione - Quello fuori NOI… NOTTAMBULI! Vista l’importanza che la dimensione notturna riveste nel mondo giovanile e anche nell’intervento di prevenzione in questione, che per la prima volta si è spinto verso il mondo dei locali del divertimento notturno, abbiamo pensato di dedicare una serata proprio alla notte. Oltre alle domande-stimolo abbiamo chiesto ai ragazzi di scrivere un inno alla notte, in cui hanno dimostrato di essere molto poetici. Nella serata i ragazzi hanno avuto anche la possibilità di compilare un test a crocette per vedere se le abitudini temporali delle loro giornate corrispondevano di più alla civetta (animale notturno), all’allodola (animale diurno) o alla volpe (sia notturno che diurno). Riportiamo quello che hanno scritto i ragazzi nel questionario sulla notte. La notte è un momento per essere se stessi o diversi? La maggior parte dei ragazzi risponde: “Se stessi”. Altri dicono: Diversi da società, genitori, amici, senza luce, confini, limiti - Come si è sempre - Se per me stesso si intende essere una “mmerda” allora sì - Tutto e nien110 dalle regole, ma non sempre e senza eccedere per il tuo bene e degli altri - Quello più nascosto che di giorno per falsi moralismi non puoi essere - Un po’ più alcolizzato - Lo stesso del giorno - Il culo... forza ragazze!! Inno alla notte… -Notte d’ossa sotto la luna, notte di cosce sotto le lenzuola, notte sepolta infondo al fosso, notte di gemiti che sembrano urla, notte, notte, no te… l’altra! -Di notte in certi luoghi si sente la voce del vento -Non so se ricordate anni ’90 “this is the rythm of the night” -Ti amo, ti venero, vivo per te, e tu continua a farmi vivere, respirare! Ti prego ogni notte amami -La notte non ha bisogno di un inno.. è splendida di suo -Facciamo parte di questo universo… la notte è piena di stelle e ognuna di noi è come loro. Siamo noi che illuminiamo la notte e chi ci vede rimane senza fiato per la nostra luce -Uccidimi appeso alle vene, in coma spogliami -Buon ritorno a casa… -Sorga la notte lottando con il giorno e che la luce della dea luna la incoroni regina suprema -Sognatore è colui che trova la propria via alla luce della luna… punito perché vede l’alba prima degli altri -Passo le notti nere e cristallo a sceglier le carte che giocherei a maledire certe domande che forse era meglio non farsi mai. -La notte è come un elegante e bellissima donna che ti può far innamorare di lei decidendo il tuo destino, ti cambia e ti rende comunque libero -E’ inutile cercare di dimostrare quella falsa sfrontatezza che non fa parte di noi.. durante la notte ci rendiamo solo ridicoli.. buona notte! -Vieni o notte fammi vedere la mia me e l’altra me -“..We only come out at night (x 2) the days have much to bright we only come out at night...” “Smashing Pumpinks” Alcuni ragazzi vivono la notte come naturale e graduale proseguimento del giorno e credono ci sia molta continuità e somiglianza tra l’esperienza che fanno di giorno e quella che fanno di notte. Altri invece vedono la notte in contrapposizione al giorno, perché la considerano il momento in cui, senza luce, si “dissolvono i confini e i limiti”. Ciò permette di sentirsi un pò più liberi dai vincoli imposti dalla società, dalla famiglia e dagli amici, ca r a t t e ri st i ci invece della vita diurna. La notte è concepita da qualcuno come lo spazio in cui poter finalmente essere se stessi 111 e/o indossare una maschera, è “il pretesto per essere ciò che non abbiamo il coraggio di manifestare abitualmente”, “per diventare diversi esaltando se stessi”. L’alcol per alcuni è il mezzo attraverso il quale si riesce a tirare fuori quelle parti di sè che altrimenti rimangono nascoste. C’è quindi qualcuno che si sente di notte come si sente di giorno, qualcun altro che dice che di notte esprime il proprio lato più “obliquo, misterioso, imprevedibile, vampiresco, fuori dalle regole” e chi dice che “sono le persone a illuminare la notte”. stanza è bianca e le immagini scorrono... i momenti in cui non ho ballato con lei. I momenti in cui non avevo orecchi per ascoltarla. I momenti in cui la davo per scontata. Tutti quei momenti in cui non le ho detto ti amo mentre lo pensavo sempre! E continuo a pensarlo! Ragazzi non date niente per scontato! I nostri sogni sono lo specchio del nostro vero essere. - Di perdere i denti. - Di perdere una persona cara. - Mi sono sognata su una strada sterrata. Scivolavo sui sassi e tutte le volte mi rialzavo. Sudavo... sudavo... il sole era cocente, forse era agosto. E a un certo punto sentii la sete di ogni altra cosa. Ero il deserto adesso. Poi persi i sensi ma durò poco, mi svegliai con la voce di un ragazzo biondo, metallaro, visto al Cencio’s che mi offriva una bionda alla spina ghiacciata. Credo di avere dei grossi problemi di mente. - Sogno spesso di essere invisibile e di divertirmi a creare confusione approfittando della mia situazione di invisibilità. Penso che denoti la voglia di manifestare la mia indole burlesca e creativa che nella vita normale mi viene spesso negata. - Spesso sogno di essere vittima di violenze. Sono rincorsa da persone che mi vogliono sparare o tirare bombe. Un’ altro sogno ricorrente è quello in cui familiari o persone a me vicine mi lanciano insetti o serpenti (cose da me odiate). Penso sia uno sfogo delle mie angoscie e paure messo sotto forma di me- SOGNI Nella serata successiva abbiamo pensato di affrontare il tema dei sogni notturni, da cui i ragazzi sono molto attratti. Dopo la compilazione, i questionari sono stati attaccati come di consueto sulla bacheca, dove potevano essere letti da tutti e sopra la quale era possibile trovare una serie di informazioni inerenti l’argomento (la funzione dei sogni a livello cerebrale, la storia dello studio e dell’interpretazione dei sogni, alcune curiosità...). Di seguito quello che hanno scritto i ragazzi. Quanto sogni? Spesso (12) - Sempre (4) – Raramente (1) Racconta un tuo sogno e il significato che pensi abbia - Fracassare la testa ad una persona odiata - Di essere come Rocco Siffredi nei suoi film! - Io davanti un televisore, non mi muovo, la 112 tafora assurda. - Pilotavo un aereo. Atterravo al polo nord, scendendo mi accorgevo che non faceva così freddo e che lì crescevano piante tropicali. Ero sorpreso. - Molte volte sogno di avere una vita “tranquilla” a modo mio, ovvero passare una vita con tutte le cose che mi piacerebbe avere e che le persone che mi stanno accanto siano tranquille e felici, senza troppe menate per il capo. Poi vorrei anche tanti cani e una miriade di conigli. Spesso sogno anche quello che non ho mai fatto, o per pigrizia o per paura... Penso sia lo specchio di quello che sono veramente, o meglio di quello che ero da bambino e che vorrei essere ancora. - Ero alla fermata dell’ autobus. Arrivava e morivo. Devo morire (come tutti). - Un sogno che mi ha colpito e che facevo da piccola: ero sola, in una zona deserta con delle canne di bambù. Scappavo da qualcosa che non c’ era, non vedevo. Mi prendeva e non respiravo o meglio respiravo male. I sogni sono dei codici, segnali che ci manda il nostro inconscio. Freud diceva che interpretando questi codici “cioè questi sogni”, si entra nel nostro inconscio. - Una volta ho sognato di essere in piazza Navona a Roma e uno stormo di piccioni mi è volato sulla terra riversandomi quintali di merda... Potrebbe significare che molto spesso ho paura di prendermi troppe responsabilità e che queste mi sovrastano. - Il sogno è un segreto che la tua mente lancia con dolcezza sulle tue labbra. - Mi scopo quella della Tim. Sono senza figa. - Strani tipi mi rincorrevano, mi sono nascosto ma mi hanno trovato, hanno iniziato a spararmi ma non morivo. Penso che significhi che voglio evadere dalla realtà e da questo mondo osceno e crudele. - Ero al concerto dei The Doors, Jim Morrison incluso!!! Sono una mitomane! - Ho sognato il treno... che voleva schiacciare me ed altre persone che morivano sotto i miei occhi, ma io mi sono salvato perché sono andato da dove usciva il treno e i treni non mi hanno schiacciato. Il treno sono le scelte e il fatto che mi voleva schiacciare sono io che non so fare una scelta nel mio destino. - Scopavo con la madre di una mia amica... Non scopo da molto... probabilmente era “lui” a sognare. - Nel credere alla realizzazione, ad esporre l’ arte del tuo riposo nella mia mente mattiniera, a darti il pensiero appena sveglio, a farti fare colazione con un caffè zuccherato di dolce curiosità. Perché sogniamo? - Il sogno ti permette di trovare le verità nascoste che quando sei sveglio non vuoi vedere. - Per raggiungere la nostra isola che non c’ è! 113 - Mah, me lo chiedo spesso, soprattutto quando mi sogno di studiare mate anche di notte che non riesco a risolvere gli integrali. - I sogni sono la benzina della personalità. - Credo che sia la parola dell’ anima. E’ il modo per tirare fuori il tuo inconscio. - E’ l’ unica cosa di vero che è rimasto in questo “storto” mondo!!! - Per scappare dal dolore della vita. - Nel sogno realizziamo le nostre vere paure e i nostri desideri, quelli che non conosciamo, del nostro inconscio e così in parte ci liberano. - Per liberare i nostri pensieri più nascosti che altrimenti non raggiungerebbero mai lo stato di coscienza. - Il nostro interno impone l’immagine alla realizzazione. - Per fortuna non conosciamo la nostra mente e non possiamo controllarla. - Il nostro inconscio analizza quello che abbiamo visto durante il giorno e lo proietta nel sogno attraverso simboli e ambienti irreali. - Il cervello deve scaricare la tensione procurata dalla vita di tutti i giorni. - Nessun perché, nessun senso finalistico. Si tratta solo di uno dei meccanismi di funzionamento dell’ essere umano. La maggior parte ha asserito di avere un’attività onirica piuttosto assidua. Nel raccontare un sogno particolare e nel dargli una loro personale interpretazione, i ragazzi hanno dimostrato originalità e una profonda conoscenza di loro stessi: molto spesso i ragazzi riconoscono di dar spazio con l’attività onirica a parti di sé più istintuali che di giorno tengono a freno. Da notare anche una forte rilevanza che viene data ai sogni per capire meglio se stessi e la vita “diurna”; del sogno si ha comunque una visione positiva, in quanto permette di evadere da una realtà spesso poco soddisfacente e troppo controllata. 114 LABORATORIO AREA 21: L’idea di un laboratorio teatrale ci è venuta dopo il primo anno di lavoro al Cencio’s, dopo aver conosciuto tanti ragazzi, con grandi capacità artistiche, ma anche con numerose incertezze e difficoltà ad esprimerle. Inoltre i temi del corpo, dell’identità, delle emozioni erano stati sempre presenti alla nostra attenzione, come fondamentali in questa fase di vita dei ragazzi. Abbiamo ritenuto importante sottolinearli, dedicarci uno spazio e un tempo diversi, attivando un laboratorio di espressività corporea all’interno del locale. Dopo aver contattato un’associazione teatrale di Firenze (Isole Comprese Teatro) e aver concordato i temi e le modalità del percorso, abbiamo preparato un volantino, distribuito nel locale, in attesa di iscrizioni. Nessuno però si è iscritto. Abbiamo pensato che la proposta non era stata formulata bene: l’iscrizione era una modalità troppo strutturata per un contesto così informale e forse c’era bisogno di far vedere ai ragazzi di cosa si trattava. Così abbiamo pensato di non dare loro un appuntamento fisso, ma di fare delle azioni teatrali all’interno del privé durante le serate, dalla durata breve ma con una carica di significati molto intensa, con lo scopo di coinvolgere i ragazzi interessati e far sperimentare loro delle modalità espressive diverse. Il laboratorio teatrale è stato il più possibile co- ordinato con le serate degli educatori del Centro di Solidarietà, che facevano anche da tramite tra il laboratorio e i ragazzi, visto che li conoscevano da più tempo. Le reazioni dei giovani a queste 10 serate sono state svariate: in generale erano curiosi, alcuni erano stupiti, gli amanti del teatro felicemente sorpresi, i più “coraggiosi” si sono lasciati coinvolgere, alcuni erano scettici sul significato delle azioni, molti non capivano il senso, considerando gli attori come dei “pazzi”, qualcuno era anche infastidito da questa presenza “strana”. Dopo i primi incontri alcuni ragazzi si sono molto avvicinati al gruppo teatrale e un paio di loro sono entrati a far parte della compagnia, partecipando anche alla preparazione delle serate, facendo soprattutto da tramite con gli altri ragazzi del locale. Anche per lo staff non è stato facile all’inizio accettare un uso dello spazio così diverso dal solito e tutti sono rimasti un po’ spiazzati; poi la presenza settimanale degli attori ha aiutato a renderli parte del privé, tanto che alla fine del 115 progetto le persone di nuovo sono rimaste spiazzate per la loro assenza. L’esperimento del teatro in discoteca ha lasciato delle forti emozioni, ha dato ai ragazzi la possibilità di fare dei percorsi di sperimentazione di sé e del proprio corpo molto originali, ha fatto sì che lo spazio “discoteca” potesse esser vissuto in una prospettiva diversa, è stata un’occasione per provare a livello personale e di gruppo la sensazione della novità, dell’esplorazione, della comunicazione, tanto ricercate dai giovani, questa volta però senza l’ausilio delle sostanze stupefacenti. Di seguito un resoconto scritto dagli attori responsabili del progetto ( D. Batignani e N. Curci) sulle 10 serate, in cui si possono cogliere più nel dettaglio le tematiche, gli obiettivi e le reazioni dei ragazzi a questo laboratorio. vare e custodire una loro parte intima, che non fossero bicchieri usati o cicche abbandonate. Un pentagono che rappresenta me stessa Il maglione è di mio padre, abbiamo un buon rapporto - Un anello a cui sono abituato e non ti dico che cosa ci faccio con questa mano - Braccialetti bianchi per un compleanno - La croce appesa al collo, un regalo, perché nel gruppo sono quello un po’ più cattolico - Non voglio perdere le chiavi non voglio essere sbadata - Mi hanno regalato uno specchio in farmacia…….fa un po’ signora Blocchetto assegni……. io però vivrei senza. Le paure (venerdì 14 maggio 2004) Due attori hanno fatto trovare dei cartelli attaccati alle pareti del locale su cui erano stati trascritti alcuni desideri emersi dall’incontro precedente, poi, sempre in vest e di intervistatori hanno ricreato le condizioni dei dialoghi lavorando però senza gli oggetti e sulla confidenza delle loro paure. In seguito hanno scritto le paure su un pezzo di carta. A coloro che avevano nascosto il desiderio il venerdì precedente, è stato chiesto di recuperarlo. Tutti sono stati invitati ad incontrarsi all’uscita di servizio del locale dove su un lato esterno dell’edificio i due attori avevano precedentemente allestito un corridoio segnato in cima da una striscia di gesso e in fondo da del fuoco. I ragazzi potevano sce- Raccontarsi e nascondere il proprio desiderio (venerdì 7 maggio 2004) Due attrici in veste di intervistatrici sono andate ad incontrare le singole persone fra i frequentatori del locale nel privé del Cencio’s e le hanno invitate a raccontarsi attraverso gli oggetti che portavano con sé e che potevano rappresentarli: indumenti, carte trovate in tasca, biglietti nei portafogli, orecchini, collane, bracciali, piercing... Dopo essersi raccontati hanno scritto, su richiesta, il loro desiderio su un foglietto per nasconderlo in un punto del locale: con questo gesto il locale si è trasformato in un luogo che poteva conser116 gliere di bruciare le loro paure o, per chi lo aveva , il proprio desiderio, dopo aver attraversato in solitudine il corridoio. Considerazioni : - Fiducia: piacere di guidare una persona che non conosci. - Curiosità: conoscere una persona che non puoi vedere. - Ascolto: la cecità permette di dialogare con persone che non puoi vedere. - Timidezza: si mettono in moto emozioni e paure dovute al fatto che per conoscere le persone occorre toccarle, avvicinarsi, affidarsi ad altri occhi, alle scelte di un’altra persona. - Tempo: dobbiamo capire quando è il momento giusto per terminare l’operazione, cercare una soglia di stanchezza e non aspettare che il livello del lavoro subisca un calo energetico. La fiducia, il “qui e ora” (venerdì 5 novembre 2004) Azione: (in abiti quotidiani) vengono bendate due attrici per essere guidate nello spazio da altri due attori, dopo circa 10 minuti vengono portate separatamente da un’altra guida scelta fra i frequentatori. Questa nuova guida fa vivere al “cieco” un’esperienza di 10 minuti, alla fine dei quali le cieche chiedono di essere portate all’incontro (tra loro due) , dove si scambieranno un desiderio, una paura o un sogno. Sono poi riallontanate fra loro per potersi togliere la benda e passarla alla propria guida. La guida diviene cieco e viceversa. Le nuove guide portano il loro cieco a vivere a loro volta un’esperienza prima di passarlo ad un’altra persona che farà da guida ripetendo il procedimento prima descritto. Confessionale ( venerdì 12 novembre 2004) Azione : (in abiti neri, viso bianco, contornoocchi nero) Maurizio e David gli intervistatori, Natascia, Veronica e Bianca conducono le persone al confessionale: le prime due fanno gli angeli e una accoglie la persona e la fa accomodare all’interno del confessionale. I due angeli, lavorando individualmente, si avvicinano alla persona che hanno scelto e la seguono in ogni movimento per un tempo breve (fin quasi a creare fastidio) per poi invitarla con un chicco di riso al confessionale. La ragazza rimasta all’ingresso del confessionale chiederà alla persona che arriva l’invito : il chicco di riso. L’invitato entra, si siede, indossa un paio di cuffie e risponde alle do- Abbiamo iniziato l’azione alle h 23:30, dopo 5 minuti di familiarizzazione con il luogo sono state affidate a due ragazze. Le attrici scambiano emozioni, ballano, si siedono, si conoscono con i ragazzi del locale. Al momento dello scambio una guida accetta di essere bendata, l’altra no. Il lavoro prosegue così, c’è chi accetta di guidare e essere guidato, chi preferisce soltanto guidare e chi si rifiuta categoricamente. Alla fine dopo 2 h si sono fatte bendare 8 persone e almeno altre 10 hanno accettato di guidare. 117 mande che gli intervistatori, muniti di microfono e registratore, porranno dall’altra parte del telo nero (raccontami un sogno - descrivi una visione - dimmi un pensiero buono - un pensiero cattivo - comunica un emozione attraverso una parola o un suono). L’invitato esce dal confessionale e gli viene scattata una foto. · · propri racconti venissero utilizzati contro di loro. Ricordo: rendersi conto di quante cose si possono dimenticare ( emozioni, desideri, sogni…) Avere un tempo limitato, un’unica possibilità per riscoprire le nostre priorità. Cosa accade? l’ultima cena (venerdì 19 novembre 2004) Azione : (in eleganti abiti da sera, i due camerieri con ali bianche) una tavola bianca in mezzo alla pista da ballo, apparecchiata in modo semplice (13 piatti fondi, 13 piatti piani, 13 forchette, 13 coltelli, 13 tovaglioli, 13 bicchieri, 3 bottiglie di vino rosso, 2 vassoi, garofani, tovaglia bianca, un coltello, ali, un cavatappi, candele, cibo, patate, pane, riso, mele, torta). Quattro attori sono seduti a tavola, due sono gli angeli-camerieri. Jacopo al centro assomiglia a Cristo. Tutti sono vestiti eleganti in abito da sera. Per i primi 10/ 15 minuti manteniamo posture immobili (lavoro sull’immagine estetica-visiva, come se fosse una foto). Quando i camerieri iniziano a servire, l’immagine statica prende movimento. Pian piano arriveranno gli invitati (i ragazzi del Cencio’s). Il tempo della cena è di 1 h. Quando verrà servita la torta, Jacopo svestito salirà sul tavolo. I camerieri porteranno una torta con candeline. Sicuramente è aumentata la curiosità rispetto alle serate precedenti (forse per l’allestimento). E’ stato interessante l’avvicinamento alla persona. Quasi nessuno è stato infastidito dall’insistente “presenza”. Alcuni scambiavano il chicco di riso per la “pasticca”, altri seguivano con piacere l’angelo “invitante” al confessionale. Abbiamo intervistato quindici persone, non tutti si sono lasciati andare nel comunicare i propri pensieri liberamente e alla richiesta di raccontare una visione molti la collegavano all’effetto che provoca l’assunzione di droghe. Risposta tipo : “…….ma io non faccio uso di droghe”. Considerazioni : · Bisogno di comunicare senza paura le proprie emozioni. · Fiducia: non c’era libera comunicazione per paura che i Abbiamo materializzato una visione per evidenziare che è possibile alterare la realtà senza ricorrere all’uso di droghe, ma co118 struendo un’azione che porti oltre la quotidianità delle nostre abitudini. All’inizio le persone rimanevano spiazzate e invece di avvicinarsi se ne andavano pensando fosse una festa privata o addirittura un matrimonio. Alcuni assidui frequentatori del locale cominciano a riconoscerci per “quelli che fanno qualcosa di strano”. Queste stesse persone hanno anche capito che queste stranezze hanno una durata e quindi hanno accettato subito l’invito alla nostra tavola. Gli altri rimanevano attenti e incuriositi. Gli invitati hanno partecipato alla cena dall’inizio alla fine, accettando di mangiare anche se avevano già cenato. Tutti sono attratti da questo misterioso Cristo che spenge le candeline e molti accettano di mangiare la torta che egli ci regala assaporandola direttamente da mani di angeli in doppiopetto. Un capolavoro! A fine serata abbiamo ricevuto il regalo più bello: Francesco, Ippoeta (un frequentatore del locale che scrive poesie) ci ha raggiunto alle macchine per ringraziarci, ha detto “arte all’arte” e ha scambiato il nostro gesto con il suo libro di poesie. Grazie. il ballo in azione teatrale. Ognuno, fin dall’ inizio, toglierà un indumento a un suo compagno per portarlo ad un qualsiasi frequentatore del locale cercando di ottenere in cambio qualcosa di suo. Questo servirà a coinvolgerli nel movimento e a catturarli nella musica una volta che sono entrati in pista. Dobbiamo impegnarci per riuscire a coinvolgere anche chi incuriosito, ma forse troppo timido, rimane ai lati, fermo a guardare. Resoconto: questo esercizio porta ad affrontare i limiti del corpo aiutati dalla presenza della musica e dalla condivisione dello spazio e del tempo con altri compagni. Abbiamo pensato a questo esercizio dal primo giorno in cui è iniziato il lavoro al Cencio’s, ci sembrava ideale da proporre in una discoteca. Non potendo proporlo direttamente a parole, ci siamo serviti di espedienti che potessero sostituire l’invito verbale. I biglietti hanno suscitato curiosità ma soprattutto piacere, piacere che nasce dal ricevere un invito e dal sentirsi partecipe di un evento della serata. Più dei biglietti, è stato lo scambio degli oggetti a coinvolgere le persone. Forse i ragazzi cominciano a fidarsi di noi perché si sono rivelati disponibili nel farsi togliere indumenti personali, anche nel caso di borse o giacche con all’interno oggetti di valore. C’è stata una crescita di energia che ha portato una naturale euforia allargata all’interno della pista, fino a coinvolgere i normali spettatori che stentano nell’affrontare la danza. In ogni caso oggi abbiamo conquistato definitivamente Ippoeta, ha partecipato all’evento e da ve- Musica e movimento (venerdì 26 novembre 2004) Azione: (indossando ognuno un cappello) si distribuiranno dei bigliettini con sopra scritto “musica e movimento, 45 minuti, contaminiamoci“. Dopo aver consegnato i bigliettini nel locale, andiamo in pista e cominciamo a muoverci, senza necessariamente ballare a tempo di musica ma cercando di trasformare 119 nerdì prossimo parteciperà anche alla realizzazione delle serate. te tutto in 1 h si sono alternate nel salottino nove persone, ognuno con una richiesta diversa. Tutti hanno impiegato qualche minuto prima di trovare il desiderio da esternare. Le registrazioni video risultano comunque preziose e presto verrà effettuato un montaggio per riproporre le immagini nella serata finale. Lavoro-video (venerdì 3 dicembre 2004) Azione : (in abiti bianchi) all’interno dell’area “Sofà so good” allestiamo un angolo protetto e nascosto da un telo nero con un solo ingresso su un lato. All’interno del salottino due divani e una telecamera che riprenda ciò che avviene per trasmetterlo direttamente su uno schermo collocato fuori e ben visibile dalla sala. Durata dell’azione 1 h. Iniziamo sedendoci sul divano, due attori escono per cercare una persona disposta ad entrare nello spazio. Tutto ciò che questa persona dovrà fare sarà esprimere un desiderio, qualcosa che possa essere realizzato da tutti noi o da uno solo di noi. Dobbiamo comportarci gentilmente per poter mettere l’invitato a suo agio. Oggi ci sono due frequentatori del locale che ci hanno chiesto di partecipare all’azione, occorre dare a loro un minimo di base che gli permetta di collaborare. Lutto-funerale-iniziazione-solitudinecorpi nudi-sessualità (venerdì 10 dicembre 2004) Azione : (in abiti da uomo con occhiali scuri e viso bianco) ci incontriamo con Ippoeta e sua sorella ai tavolini al pianoterra per dividerci i ruoli, poi quattro di noi salgono su e preparano le due postazioni, una in pista ed una fra i tavolini, stendono i teli neri, li circondano con del riso bianco e depositano la collana di fiori. Nel frattempo due persone si preparano in un luogo protetto e riscaldato perché devono rimanere in mutande. Quando tutto è pronto si prendono i corpi nudi, li portiamo su e li stendiamo supini sopra ai teli neri. Dopo 3/5 minuti inizia la cerimonia che consiste nel donare i propri vestiti ai loro corpi nudi. Mentre avviene il cambio dell’abito, gli altri si sistemano in cerchio attorno al corpo e suonano gli strumenti a disposizione (fischi, kazoo, tamburelli). Dopo ogni cambio di abito si festeggia con il cerchio indiano (il capo gruppo è colui che ha appena donato l’abito) e donazione di dolci e vino. Quando entrambi hanno ricevuto la collana, con ognuno dei due facciamo la foto di gruppo sorreggendo il corpo in posizione eret- La serata ha presentato subito una difficoltà, attirare le persone all’interno del salottino. Dallo schermo del bar tutti possono vedere ciò che succede all’interno, e poi siamo le uniche persone vestite completamente di bianco in tutto il locale. Il secondo problema è stato quello di trasmettere all’invitato quella fiducia necessaria per lasciarsi andare in una richiesta sincera ed urgente. Nonostan120 ta. Dopo la foto il corpo viene nuovamente steso per essere riportato fuori. agitati e alcuni di loro tentavano di condurre gli spostamenti ma in modo istintivo e caotico. Niente a che fare con il silenzio meccanico di una nostra processione. Il rituale prevedeva che la persona morta fosse fatta sedere accanto alla moglie come per celebrare una nuova unione anche nella morte. Entrambi avevano il viso truccato di bianco. La moglie piangeva e sveniva ripetutamente, intorno a lei altre donne le tenevano compagnia nel dolore. E poi è stato fiori, canti, nuovi interventi musicali, fumo e odori, in un tempo molto breve, fino a quando il corpo del defunto è stato disteso, su di una portantina improvvisata, dove sembrava che il corpo vi fosse costretto come in un vestito troppo aderente. Da qui tutti si sono mossi, i musicisti in testa con dietro la portantina, sorretta da quattro uomini e circondata da tutti gli altri presenti. Si sono diretti verso un gruppo di alberi e lì ho smesso di seguirli fino a quando, contro il sole, sono scomparsi dalla mia vista nonostante per molto tempo abbia continuato a sentire il suono che li avvolgeva. Lungo il percorso rimanevano dei segni del loro passaggio, nei luoghi in cui avevano sostato per lasciarvi quattro manciate di riso a sorreggere bastoncini di incenso. Ovvero ..... India duemilauno Mi trovavo in una zona turistica nell’entroterra del Tamil, stavo visitando uno dei più antichi e importanti complessi templari del sud indiano. Mentre percorrevo, rigorosamente scalzo, i giardini che circondano il corpo centrale del tempio, ho iniziato a sentire una musica allegra (per i nostri canoni di musica), qualche strumento a fiato e percussioni. Sono uscito dal recinto monumentale per vedere da dove provenisse quella musica, pensavo si trattasse di una festa o di un matrimonio, ero incuriosito da quel ritmo che cambiava continuamente, aumentava per poi diminuire e interrompersi d’improvviso, come se un’orchestra stesse provando un nuovo brano. Quando sono arrivato sul luogo (un gruppo di case collocate su un lato del recinto) ho impiegato un pò di tempo prima di riuscire a capire quello che stava accadendo. I musicisti erano molto meno di quanti ne avessi immaginati e la ragione per cui erano stati ingaggiati era tutt’altro che frivola. Si stava celebrando un funerale. C’erano uomini, donne, bambini che armeggiavano freneticamente attorno ad un tavolo, davanti ad un uscio di casa semiaperto da cui entravano ed uscivano persone differenti. Si percepiva una tensione rispetto ad un rituale cui nessuno poteva venir meno. I movimenti erano rapidi e Questa è stata forse l’azione teatrale di maggior impatto. Ci sono state persone che sono rimaste turbate dalla visione dei corpi nudi (del resto rappresentavano la morte) e que121 sta volta non c’era nessuno che potesse rassicurarli dando loro spiegazioni verbali. La nostra scelta è stata quella di offrire loro una rappresentazione, nostra, della morte o di un rito funebre. Questa volta non è stata richiesta alcuna partecipazione, abbiamo avvertito una scissione tra chi agiva e chi rimaneva a guardare. Volevamo che arrivasse loro un’idea di azione teatrale che non è semplice intrattenimento e non deve essere confuso con ogni sorta di animazione. In molti casi il teatro si presenta sotto un aspetto tutt’altro che rassicurante. Una delle sue caratteristiche risiede nella capacità di conturbare e lasciare interrogativi e dubbi alle nostre abitudini, materiali e di pensiero. spose tornano all’angolo da cui si erano mosse inizialmente. Secondo un ordine predefinito, una alla volta ritrovano uno degli uomini che hanno conosciuto per regalare loro un brano di poesia dopodiché possono libare all’amore, stappano una bottiglia di spumante e bevono con chi vuole seguirle. Finito lo spumante le spose corrono via così come erano arrivate. L’’idea di presentarci tutti come spose era partita da un desiderio di giocare con la propria sessualità per vedere fino a che punto degli sconosciuti sarebbero stati disposti a spingere la loro ironia. Inoltre il travestimento all’interno del Cencio’s è un rituale cui normalmente si dedicano alcuni dei suoi frequentatori e anche per questa ragione abbiamo creduto idoneo ciò che stavamo compiendo. L’impatto fra uomo (sposa) e uomo (da sedurre) è stato forte, molto forte. Alle proposte dolci delle spose rispondevano con imbarazzo iniziale, toni minacciosi, tentativi di fuga, indifferenza. Quasi tutti hanno rifiutato la finzione per difendere la loro immagine di uomo di fronte ai compagni e ai conoscenti. Per quanto riguarda le spose (donne) l’approccio con gli uomini è stato chiaramente più fluido e piacevole. Dopo il lavoro ci siamo cambiati per ritrovare i ragazzi che ormai conosciamo per proporre loro di partecipare con noi alla serata di chiusura. Le risposte variano dal categorico “assolutamente no!! ” al più diplomatico “può darsi, ne parliamo la prossima volta”. In ogni caso abbiamo scoperto che il blocco principale deriva dal fatto che La sessualità, la seduzione, le spose (venerdì 17 dicembre 2004) Azione : (in abiti da sposa con il volto bianco e le labbra rosse) sei spose si posizionano in sei angoli diversi del locale, si lasciano guardare per 3/5 minuti, il movimento di una farà muovere tutte le altre. In silenzio o cantando una canzone d’amore, scelgono, ognuna, un uomo da conquistare, lo pedinano, cercano di sedurlo, non cedono fino a quando il richiamo di una sposa le farà correre in pista per eseguire tutte insieme un balletto coreografico per il tempo di una canzone. Finita la canzone le spose cercano un altro uomo da sedurre e via come prima. Il procedimento si ripete per cinque volte, ogni volta cambia l’uomo che si sceglie e la sposa che nel ballo guida la coreografia. Dopo il quinto ballo le 122 questi ragazzi hanno ormai formato uno o più gruppi all’interno del Cencio’s e faticano molto nello staccarsene o presentarsi a questo sotto vesti differenti. frattempo se il dj ce lo concede vengono mandate in sottofondo le confessioni registrate al quarto incontro e negli schermi che si trovano dietro il bar verrà fatto girare il video registrato al settimo incontro. Musica-movimento e cena in solitudine (venerdì 14 gennaio 2005) Azione : (un cameriere, una sposa, un bendato, un abito da sera, due abiti normali) apparecchiamo un tavolino per due persone fra le due scale d’accesso, con candele e petali gialli, un attore serve al tavolo in abito da cameriere e ali bianche, un altro attore viene bendato per la durata di un’ora, un’ attrice si presenta in abito da sposa e volto bianco, un’ altra in abito da sera e due con jeans e maglietta rossa. Eccetto il cameriere, tutti gli altri attori dovranno rimanere in pista per un’ora e muoversi con la musica, uno alla volta poi potranno sedersi al tavolo per essere serviti dal cameriere e cenare in compagnia di uno sconosciuto o di chi vorrà sedersi. La sposa può muoversi liberamente nel locale, sempre sorridente, vicina a qualcuno, per farsi immortalare dal fotografo. Nel Per l’ultimo incontro volevamo poter ripercorrere tutte le tematiche svolte durante le nove serate. Abbiamo dovuto rinunciare ad alcune di queste perché ci aspettavamo una partecipazione allargata a più persone oltre che una maggiore disponibilità di spazi e di mezzi. Alla fine il dj ha passato le voci registrate soltanto per i primi dieci minuti, non ci è stato permesso di allestire la cena in sala, e soprattutto per i motivi descritti al resoconto della serata precedente, non abbiamo potuto condividere la serata con quelle persone che nell’arco dei nove incontri si erano avvicinate al lavoro, accettandolo, riconoscendolo, ma tenendosi sempre al di fuori delle realizzazioni teatrali (ad eccezione d’Ippoeta). La serata si è svolta in modo regolare senza grandi problemi né entusiasmi, risentendo della lunga pausa trascorsa e della patina dell’ ultimo incontro. 123 APPENDICE 1 Hop Store: un intervento di prevenzione in un pub L’Hop Store è un pub molto frequentato dai ragazzi pratesi, l’età media è piuttosto alta (20/25 anni), il locale è tranquillo, si va per bere una birra, parlare con gli amici, vedere le partite di calcio nel maxi schermo, conoscere gente. L’intervento del CSP, chiamato “Sesso, droga e rock&roll”, si è svolto in 4 serate di riflessione/informazione da marzo ad aprile 2004 sui temi della sessaulità, l’AIDS, le droghe, il divertimento. Il locale è stato accogliente, i ragazzi che hanno partecipato ai test sono stati numerosi (più di 100 per serata), con molti di loro si è creato un rapporto di amicizia, tanto che aiutavano gli operatori a distribuire i questionari della serata (costituendo una sorta di peer educator); non si sono notate problematiche particolari, ma un clima sereno di divertimento. Test sulle droghe A differenza che al Cencio’s, in cui avevamo tempo di affrontare le varie droghe in diverse serate, all’Hop Store le abbiamo affrontate tutte in una sera, preparando un test che riguardasse un po’ tutte le principali sostanze consumate dai giovani. Si può notare che le percentuali dei ragazzi che sapevano la risposta giusta non sono molto alte e in generale sono più basse di quelle dei ragazzi del Cencio’s, nonostante l’età media nel locale sia più alta. Possiamo ipotizzare che ciò sia dovuto a una loro più ristretta esperienza con le droghe e a una maggiore presenza nel pub di ragazze, che solitamente sono meno a contatto dei maschi con le droghe. Di seguito riportiamo i risultati del test proposto nel pub e le risposte che abbiamo lasciato ai ragazzi insieme ad altro materiale informativo. Riportiamo anche alcune domande fatte da loro sulle droghe, a cui abbiamo risposto con l’aiuto di alcuni esperti. 124 Quanto ne sai sulle dipendenze? 1 L’uso di cannabis provoca dipendenza fisica. 65% 2 L’alcol è una droga. V 75% 3 I danni maggiori dell’uso di cocaina sono al livello del fegato. F 83% 4 L'uso di LSD o funghi allucinogeni può riprodurre flashback allucinatori anche a distanza di mesi dall’assunzione V 73% 5 L’ecstasy causa modificazioni nella parte del cervello che regola il sonno e l’umore. V 93% 6 L'alcol aumenta l’effetto dell’ecstasy. F 14% 7 La detenzione di cannabis per uso personale è un reato penale. F 56% 8 Chi usa ecstasy è più a rischio di rapporti sessuali non protetti. V 40% 9 Gli allucinogeni producono assuefazione. F 47% 10 Il gioco d’azzardo può provocare una dipendenza che viene curata in modo simile alle tossicodipendenze. . V 80% 11 In Italia ci sono circa 250 morti per alcol ogni anno. F 57% 12 Chi è abituato a mischiare alcol, cocaina, ecstasy e altre sostanze stimolanti, facilmente può passare all’eroina per rilassarsi e calmare l’agitazione, il nervosismo e l’insonnia. V 64% 1 Non è ancora stato provato scientificamente che l’uso di cannabis provochi dipendenza fisica. È molto frequente invece che sia abbia difficoltà a controllarne l’uso, perché si instaura una forte dipendenza psicologica o craving, cioè un desiderio irrefrenabile e l’attuazione di comportamenti compulsivi per trovare la sostanza e vivere tutti i momenti ricreativi da “fumati”. 2 L’alcol, anche se legale, è una droga, visto che per droga si intende “qualsiasi sostanza che agisce sul cervello, alterando lo stato di coscienza”. 3 I rischi maggiori della cocaina sono a livello di sistema circolatorio (rischio di infarto) e respiratorio. Danni preoccupanti si registrano anche a livello di salute mentale, perché l’uso prolungato può portare a repentini cambiamenti di umore, insonnia, irritabilità, comportamenti violenti, pensieri paranoici. 125 4 L’LSD (dietilamide dell’acido lisergico) insieme ai funghi producono delle allucinazioni sensoriali, che possono essere rivissute anche a mesi di distanza dall’assunzione. Il problema è rilevante soprattutto quando si era vissuto un “bad trip” (cattivo viaggio). 5 L’ecstasy (MDMA, composto sintetico derivato delle anfetamine) causa modificazioni nel cervello, ma le notizie sui danni sono incerte. Dagli esperimenti fatti sui topi risultano danni anatomici al sistema della serotonina (che regola il sonno e l’umore) e della dopamina. 6 L’alcol non aumenta l’effetto dell’ecstasy, ma ne aumenta i rischi. È consigliabile invece bere molta acqua se si è assunto ecstasy. 7 La detenzione di cannabis per uso personale non rientra nel penale, ma è un caso di illecito amministrativo, per cui è prevista una segnalazione e un colloquio in Prefettura con conseguente sanzione amministrativa (ritiro di patente, passaporto, porto d’armi…) o provvedimento alternativo (colloqui individuali e di gruppo e controllo delle urine). La coltivazione e il traffico di cannabis sono reati. NB: se sarà approvata la “Nuova legge Fini” queste norme potrebbero cambiare, nel senso che anche la detenzione per uso personale potrà essere trattata in modo più repressivo. 8 Chi usa ecstasy (essendo questa una droga empatogena e entactogena, cioè che agevola la sintonia e il contatto con gli altri e che ha un effetto di disinibizione) è più a rischio di infezioni, perché non percepisce come pericolosi i rapporti sessuali non protetti con sconosciuti. 9 Gli allucinogeni non producono assuefazione, ma generano una forte tolleranza: cioè la stessa sostanza, assunta a distanza di pochi giorni, non fa più effetto. Si consiglia comunque di lasciar passare almeno un mese tra un’assunzione e l’altra. 10 Il gioco d’azzardo può diventare una vera e propria dipendenza, che impedisce alla persona di proseguire in modo regolare la sua vita. Viene trattato con un intervento terapeutico simile a quello usato per i tossicodipendenti inseriti nelle comunità di recupero. 11 In Italia ci sono circa 33 milioni di bevitori, di cui 4 milioni sono problematici e 1,6 milioni sono addirittura alcolisti. Migliaia sono le persone che muoiono ogni anno a causa dell’alcol e altrettanti sono quelli che restano invalidi. 12 Il mix delle droghe, soprattutto psico stimolanti, può portare a gravi stati di agitazione, di irascibilità e di insonnia, per i quali l’eroina diventa un ottimo calmante. In questo modo spesso chi inizia con l’ecstasy o la cocaina rischia di diventare dipendente anche da eroina. Le domande dei ragazzi Gli effetti della cannabis dopo quanto tempo non sono più verificabili dalle analisi di sangue o urine? Se la persona consuma cannabis regolar126 mente, la sostanza è rilevabile nelle urine anche 10-15 gg. dopo l’ultima assunzione. Di solito non si fanno le analisi del sangue per controllare la presenza di cannabis. L’uso di cannabis provoca cali di pressione? No, al contrario generalmente l’uso di cannabis provoca ipertensione e tachicardia. Teniamo conto però che gli effetti sono sempre molto soggettivi. Il cibo può essere considerato una droga? Può dare dipendenza? Il cibo non è una droga, perché non produce alterazioni della coscienza come le droghe. In relazione al cibo non si parla di dipendenza, come per le droghe, visto che è un bisogno primario per l’uomo, piuttosto, se il rapporto col cibo è problematico, si parla di disturbi alimentari (anoressia, bulimia…). Il sesso crea dipendenza? Il sesso non crea dipendenza (come il cibo è un bisogno fondamentale dell’essere umano). Ci possono essere comportamenti sessuali devianti dalla norma, riguardanti l’oggetto del desiderio, per cui non si riesce a provare piacere se non con quell’”oggetto sessuale” (pedofilia, necrofilia, zoofilia…). Produce maggiori danni (e di che tipo) l’uso di cocaina o di cannabis? Sono due sostanze diverse con effetti e rischi diversi: i danni dipendono anche dalla quantità e dall’individuo che le assume. I danni della cocaina possono essere: repentini cambiamenti d’umore, insonnia, irritabilità, infarto, dimagrimento, danni alla fertilità, de- liri e psicosi, perforazione del setto nasale. I danni della cannabis possono essere: danni all’apparato respiratorio, indebolimento del sistema immunitario, manie di persecuzione e piccole paranoie. Entrambe queste sostanze non danno una dipendenza fisica, ma una forte dipendenza psicologica, cioè un desiderio irrefrenabile di assumerla ancora. Il tabacco è una droga? Produce dipendenza fisica? Il tabacco contiene la nicotina, che è una droga. Essa produce una forte dipendenza, a livello fisico, dando segni di astinenza; a livello psicologico, con un forte desiderio di fumare; e a livello sociale, con il desiderio di fumare in certi momenti, con certe persone, diventando un’abitudine irrinunciabile. Quali sono gli effetti degli allucinogeni e dell’ecstasy? Gli effetti degli allucinogeni (LSD) sono molto soggettivi e dipendono dal momento e dallo stato d’animo. In generale producono confusione percettiva e cognitiva, perdita del senso del tempo, forti sensazioni, immagini di terrore/beatitudine, difficoltà a distinguere tra reale e immaginario. Gli effetti dell’ecstasy, (compo127 sta da una parte simile agli allucinogeni e una simile alle anfetamine), sono in parte simili a quelli sopra descritti (aumento delle percezioni sensoriali, immagini irreali, esperienza molto soggettiva…). Inoltre si ha una sensazione di “giustezza” e pace col mondo, ci si sente in sintonia con gli altri e non si percepiscono le difficoltà emotive o comunicative. Perché uno si introduce nel mondo della droga pur sapendo che è difficile uscirne? I motivi per cui una persona inizia a drogarsi sono i più svariati, alcuni ragazzi hanno provato ad elencarli: curiosità, influenza del gruppo, piacere di trasgredire, dimenticare la realtà e i problemi, noia, farsi grandi, problemi in famiglia…. Sapere che fa male drogarsi non è, a quanto pare, un buon motivo per non cominciare! Pensando alle sigarette, tutti sappiamo quanto sono gravi i rischi del fumo, ma quasi tutti proviamo a fumare almeno una volta e chi diventa dipendente riesce difficilmente a smettere. Per caso avete del fumo? Scherzi a parte, perché nelle cartoline che ci avete distribuito non sono menzionati i rischi inerenti agli attacchi di panico? Forse non hai letto bene le cartoline!!! Comunque, hai ragione, gli attacchi di panico sono un rischio molto frequente e molto spiacevole, che è legato sia all’uso degli allucinogeni che dell’ecstasy. mento abbiamo proposto un test per indagare come i ragazzi impiegano il tempo libero, cosa pensano dell’amicizia, cose che sono state oggetto poi della discussione con gli operatori. Dei vari items riportiamo quello dell’ultimo libro letto, che può essere confrontato con quello indicato dai ragazzi del Cencio’s. No logo – Dune – Hannibal – Kamasutra Christiane F. - Parole nel vuoto - Oceano mare – Topolino - Non ti muovere - Le spiagge rubate - Il piacere - Ravanello pallido – Sesso - Primo Levi – Bibbia – Littizzetto - 4 ruote – L’albero - Lettera ad un bambino mai nato - La seconda guerra mondiale - La grande rapina al treno – Metamorfosi - Doppio sogno - Festa mobile – Dracula - Scritto sul corpo – Fontanella - La locandiera - Vescovo esorcista - Il silenzio dei prosciutti - Il signore degli anelli - Piccolo cuore - Draghi del sole L’amico ritrovato - Angeli e demoni a Babilonia - Kubrick e il cinema – Incompreso - Storia della filosofia greca - Tutto è fatidico - La coscienza di Zeno - 100 colpi di spazzola - Il diario di Anna Frank - Codice Da Vinci - No comment - Cumpa libre - The Bulgari connection - Lettere ad un adolescente Veronica decide di morire - Il ritratto di Dorian Gray - Opinioni di un clow - I Racconti di Giordano - L’insostenibile leggerezza dell’essere - Esco a fare 2 passi - Donne che corrono coi lupi - Le ragazze di S. Frediano - I frutti puri impazziscono Così come avevamo fatto al Cencio’s, anche all’Hop Store durante la serata sul diverti128 Sempre nella serata dedicata al divertimento, abbiamo chiesto ai vari gruppi di amici seduti ai tavolini di raccontare un fatto divertente accaduto nel loro gruppo di amici: la storia più divertente è stata premiata con una bevuta analcolica per tutto il gruppo. Di seguito i racconti dei ragazzi. tutto bagnato e puzzolente di fogna ! - Stavo andando allo stadio a Torino con il mio amico, quando per strada troviamo un pullman di romanisti. Il mio amico inizia a fare gestacci ai romanisti affacciati al finestrino, al chè il pullman si ferma e apre le porte, scendono così una decina di pazzi scatenati che ci pestano a sangue. Loro così salgono nuovamente sul pullman e vanno allo stadio, noi si rimane in terra mezzi morti. Che divertimento andare a Torino e rischiare di morire !!! allora noi si chiama i nostri amici che vanno dal romanista negro e gli fanno una carda. - Eravamo in macchina io e la mia amica, una macchina ci supera e si ferma circa 2 minuti a ogni rotonda, dopo ci salutano, si fermano e conosciamo cinque ragazzi e andiamo a fare una bevuta con loro conoscendo molta altra gente: serata molto divertente. - Siamo stati tre giorni in un bungalow io e altri amici, ci siamo divertiti senza abusare di alcool e droghe leggere. Abbiamo riso tanto raccontando barzellette e fatti nostri. - Il mio amico è andato in profonda paranoia credendo di essere un “neo padre” senza aver consumato !!! Sta ancora aspettando i nove mesi dalla notizia della tipa… - Una sera s’è preso i carrelli della Superal e abbiamo fatto a gara con i carrelli, nel piazzale del supermercato, troncando un paio di auto parcheggiate !!! - Siamo a Coiano nella ricorrenza del S.S. Natale, i parrocchiani avevano disseminato il quartiere di sagome di compensato, raffiguranti vari personaggi del presepio: pastore più pecorelle, Melchiorre, Gasparre, Giuseppe, Maria, Gesù, bue e asino. Tanto credenti non siamo mai stati… ma quella santa notte radunati tutti dietro il circolo, dove vivemmo il più santo Natale della nostra vita brindando con spumante e … - Il fatto divertente che sto per raccontare è accaduto stasera. Un nostro amico trovandosi dentro al bar è stato chiamato dal proprietario per un compito particolare e cioè stasare il cesso, morale della favola è che è dovuto andare a casa a cambiarsi poiché era - Una sera ci siamo rinchiusi in casa a giocare alla playstation (al gioco wipe out) con un etto d’erba e mezzo cartone per uno (eravamo in quattro) …. Quello di più fori ancora non sa che s’è calato un biglietto de’ Jaissss…. - Rosignano Solvay (spiagge bianche). Festa della sangria eravamo circa 15 e ci ricordiamo solo l’arrivo! Quest’anno ci ritorniamo di sicuro… 129 - Qualche tempo fà, quando eravamo dei ragazzacci, una sera d’estate, andammo a dormire in tenda in un campo sportivo di un paesino di montagna… una volta piazzati nel campo dopo poco arrivò un gruppo di scout ed anche loro si accamparono vicino a noi. A serata inoltrata, mentre gli scout pregavano, noi di “fori come culi”, prendemmo la macchina e iniziammo a fare freni a mano fino a farli spazientire ed irritare… alla fine, tutto finì in insulti e schiamazzi ! una scarpa, è caduta e si è rotta una spalla !!! Ah! Ah! Ah! Ora è in campagna a Barberino a fare ginnastica riabilitativa !! Che esaurita !! - Alle superiori la prof. domanda ad una mia amica disattenta “ cosa da don Rodrigo ai Bravi?”. La mia amica: “… Mhh…” e intanto vari suggerimenti… poi il lampo di genio… le lasagne !… le vere risate… anche la prof. che piangeva - Una nostra amica prima di partire per una vacanza studio in Inghilterra, essendo la prima volta che prendeva l’aereo, si voltò verso il ragazzo (tra l’altro discreto) che era dalla parte del finestrino e chiese (per cercare di attaccare bottone): scusa potresti mica aprire un po’ il finestrino ? da quel momento lui non gli rivolse più la parola per il resto della vacanza. - Un nostro amico s’era al Principato di Monaco, appena usciti, da un ristorante nella piazza del casinò disse –zitti, zitti tutti!!- e nel silenzio del lusso francese lasciò andare una mega scoreggia... premetto che c’era una signora con tanto di pelliccia e miliardi di gioielli... - L’altro giugno la mia amica si stava legando 130 APPENDICE 2 Peer Education “TAM TAM” Progetto di informazione/formazione sulle sostanze stupefacenti col metodo della peer education na nel pomeriggio, presso la scuola. I primi incontri sono stati dedicati alla conoscenza del gruppo e alla verifica delle conoscenze presenti sul tema; negli incontri successivi si sono analizzate le caratteristiche di varie droghe, gli effetti (ricercati e collaterali), i rischi, i comportamenti legati alle sostanze e le implicazioni che ci sono tra gruppo di amici e uso di esse. Sono poi seguiti degli incontri con alcuni esperti, uno specifico sull’alcol, uno sulle altre sostanze stupefacenti, uno sulle malattie sessualmente trasmissibili e uno sugli aspetti legali legati all’uso di sostanze. Negli ultimi incontri sono stati progettati insieme ai ragazzi gli interventi informativi per le altre classi. Successivamente, nel periodo marzo-aprile, il gruppo dei peer educator suddiviso in gruppetti di 3-4 persone ha condotto 3 incontri nelle classi 1° e 2° (chiamate “target group”), con l’obiettivo di passare le informazioni acquisite nel corso, senza la presenza degli insegnanti né degli educatori. Questi ultimi erano presenti negli incontri pomeridiani di feedback con i peer educator per raccogliere i loro vissut i rispetto alla conduzione degli incontri e dare loro delle dritte per gli incontri successivi. I ragazzi partecipanti alla fine del progetto hanno ricevuto un credito formativo. È stato fatto fare anche un questionario ai L’educazione tra pari consiste nel passaggio di informazioni su un determinato argomento da un ragazzo ad un suo coetaneo, con la formazione e l’accompagnamento costante di operatori adulti. Il principale vantaggio di questo metodo sta nel fatto che gli adolescenti accolgono con più facilità ed attenzione le informazioni provenienti dai coetanei: si superano così gli ostacoli di comunicazione tra adulti e ragazzi. Il progetto in questione, attuato nel Liceo scientifico-linguistico C. Livi di Prato, aveva come finalità la prevenzione dei rischi legati all’uso di sostanze stupefacenti. Si è formato un gruppetto di 22 alunni provenienti dalle classi terze: un’importante risorsa del gruppo era il fatto di essere misto, 11 maschi e 11 femmine, composto da persone che usavano e altre che non usavano sostanze e che anche a livello scolastico avevano rendimento diverso. Questo gruppo (chiamato dei “peer educator”) ha partecipato ad un percorso formativo di 11 incontri sul tema delle sostanze stupefacenti, nel periodo novembre-febbraio, una volta alla settima131 peer educator all’inizio e alla fine del percorso formativo e abbiamo rilevato che le loro conoscenze in materia di sostanze sono migliorate. Buone sono risultate anche le conoscenze dei ragazzi più piccoli destinatari dell’intervento, testate con lo stesso questionario. La partecipazione dei ragazzi agli incontri è stata buona, sia in termini di presenza che di attivazione e coinvolgimento. I maschi sono stati più partecipi delle femmine, probabilmente più timide e più estranee all’argomento. Il clima che si respirava in gruppo era d’entusiasmo e di divertimento. Le modalità interattive (brainstorming, role playing, focus group, simulate...) sono molto piaciute ai ragazzi, che hanno lavorato bene anche in sottogruppi, in cui si è superato l’imbarazzo iniziale di parlare uno per volta e si è creato affiatamento nel gruppo. In generale c’è stato interesse per l’argomento, disponibilità a mettersi in gioco, a condividere le conoscenze che già avevano e a chiedere quelle su cui erano meno informati. Rispetto alla loro visione sulle droghe, all’inizio ce ne parlavano in modo negativo, come se volessero farci capire che erano contrari all’uso, durante il percorso sono venute fuori le reali posizioni, per cui alcuni le approvavano, altri le detestavano. L’importante è che non ci siamo limitati a una sterile contrapposizione tra “uso sì-uso no”, ma si è discusso delle motivazioni, dei rischi e dei piaceri. Rispetto ai consumatori temendo che avessero una visione troppo leggera dei rischi, abbiamo sollecitato in loro una riflessione personale sui propri comportamenti e sulla contraddizione tra questi ultimi e il loro ruolo di peer educator. I ragazzi nel ruolo di conduttori non sembravano preoccupati, si sono organizzati in modo efficace e hanno portato avanti con successo tutti gli incontri. Nel feedback finale hanno riferito che l’esperienza è stata positiva e molto forte a livello di coinvolgimento personale, si sono sentiti esperti, autonomi e si sono divertiti (eccetto nelle classi più silenziose e poco interessate in cui si sono annoiati). Questa esperienza di peer education, che per noi a Prato è stato un primo esperimento, è stata molto soddisfacente, perciò si prevede di continuare anche il prossimo anno a far fare al gruppo di peer educator già formati degli incontri informativi nelle classi prime e di ripetere l’intero percorso formativo in altre scuole. “TAM TAM di sera… bel tempo si spera!” Il progetto di peer education oltre che nel Liceo si è svolto anche al Cencio’s, naturalmente con tempi e modalità diverse. La finalità era sempre quella della prevenzione dell’uso/abuso di sostanze stupefacenti, l’obiettivo quello di passare informazioni corrette e neutrali ai ragazzi, coinvolgendoli nell’intervento fin dalla fase organizzativa. Ci ha aiutato il fatto che nella nostra équipe di lavoro si sono inseriti due ragazzi che facevano il servizio civile al CSP e che erano anche frequentatori del Cencio’s. Insieme a loro ab- 132 biamo pensato un micro percorso da svolgere nel locale sulle sostanze con un gruppetto di una decina di ragazzi. Preparato il volantino, però, al momento dell’iscrizione nessuno ha aderito, abbiamo perciò dovuto ripensare la modalità di pubblicizzazione e così abbiamo organizzato una serata sulle droghe con un concorso di pittura a premio, durante la quale abbiamo avvertito i partecipanti degli incontri che avremmo fatto su tema delle sostanze. I ragazzi hanno disegnato con entusiasmo e con fantasia e nella serata c’è stata l’occasione di fare un confronto di opinioni e di esperienze. Circa 15 ragazzi hanno dato la disponibilità a frequentare gli incontri, che sono stati presentati con l’obiettivo di confrontarsi e discutere in gruppo delle sostanze, esprimersi artisticamente con fumetti, disegni, video, racconti, al fine di produrre un libretto informativo simpatico e accattivante da distribuire a tutti i frequentatori del locale. Gli incontri sono stati 5 e si sono svolti ogni 2 venerdì, da marzo a maggio, dalle h 22 alle h 23 circa nel privè del Cencio’s, prima dell’inizio della serata. Se nei primi 2 incontri i ragazzi erano una decina, in seguito il numero è diminuito e la frequenza è stata altalenante. Gli incontri si sono svolti in maniera informale, stando seduti in cerchio sui divani e tra i tavolini del locale. Dopo aver sviscerato i vari significati e i vissuti che ognuno associava alla parola “droga”, abbiamo parlato delle singole droghe, mettendo in comune le conoscenze che ogni ragazzo già possedeva. Abbiamo anche analizzato la tipologia dei frequentatori del locale e dei giovani pratesi in generale e abbiamo deciso di concentrarci su 4 sostanze che sono le più usate dai giovani: alcol, cannabis, cocaina ed ecstasy. Rispetto alla parte grafica abbiamo pensato di renderla molto piacevole e divertente, in modo che le informazioni brevi ma complete venissero lette dai destinatari. Abbiamo deciso di rivisitare la storia di “Alice nel paese delle meraviglie” e di fare dei fumetti che rappresentassero ogni personaggio alle prese con una sostanza, con Alice protagonista che vaga nel mondo delle droghe per poi uscirne come da un sogno. All’interno del gruppo c’era un fumettista a cui è stato assegnato il compito di fare i disegni; con gli altri abbiamo pensato ai contenuti. Il prodotto finito, che sarà distribuito nel locale in una serata della nuova stagione invernale, si trova in omaggio infondo alla pubblicazione. L’esperienza è stata molto originale e interessante: è stata un’occasione per far riflettere un gruppo di ragazzi sulle sostanze, sulle modalità di usarle, su tutto ciò che si lega al divertimento e al mondo della notte, sull’esperienza di vivere il locale in modo diverso dal solito. Non è stato facile coinvolgere i ragazzi, mantenere la loro attenzione, stare alla loro fluidità , cercare di farli mettere in gioco; dobbiamo capire che per loro che frequentano il locale e magari usano o usavano sostanze è molto difficile calarsi nella veste di peer educator, ripensare alle proprie esperienze e provare a dare un messaggio agli altri su un tema così delicato. Perciò, anche se i ragazzi sono stati pochi, siamo rimasti soddisfatti dell’esperienza e del suo prodotto finale. 133 Glossario Le definizioni sono state date dai ragazzi del Cencio’s. Solo alcune delle definizioni sono riprese dal testo “Le controculture giovanili” di P. Pardo istituzioni creano una sorta di zona franca, con nuove norme, nuovi linguaggi e nuovi valori. Questi centri sono di solito molto vivi dal punto di vista artistico, culturale e musicale, ospitando concerti, mostre e conferenze. Chicca: pasticca di ecstasy Chiloom: strumento di vari materiali (coccio, legno, vetro…) detto “tubo”, utilizzato per fumare sostanze stupefacenti Cicchini: semplici sigarette Cmq: comunque Dark: è un fenomeno che fa molti proseliti in Europa e in America nella prima metà degli anni ’80, rivedendo il nichilismo punk in modo più raffinato ed estetizzante. Un movimento che era forte di un suo genere musicale, suggeriva ai suoi adepti prescrizioni estetiche e un circuito ben determinato di locali, negozi di dischi e di abbigliamento e che pensava insistentemente al tema della morte. Darkettone: ragazzo/a che si veste principalmente di nero Dragoon: birra di colore scuro doppio malto Droghe leggere: i gruppi giovanili intendono soprattutto hashish e marijuana e le distinguono nettamente da quelle pesanti (eroina), che giudicano in modo molto negativo. Le droghe leggere sono usate per vivere esperienze “leggere”, dalle quali è facile il ritorno Alluzzare: eccitare “quella tipa là mi alluzza!” Babbazza/o: persona tonta, incompetente, che non capisce discorsi elementari Bamba: cocaina Botto: tanto “ è un botto di tempo che non ci si vede...” Briai: persone su di giri a causa di troppo alcol Cazzeggiare: fare qualsiasi cosa che passi per la testa basta che non sia lavorare Caricare: 1. depositare la mista di tabacco e fumo in un chiloom o in un bonghetto; 2. fare sesso Butta male/butta bene: situazione negativa o positiva Cartoni: 1. cazzotto in faccia “ti tiro un cartone!!!” 2. droga sintetica chiamata anche “trip”, “acido”, “lsd” Cazzate a go-go: frasi di poco senso dette una dopo l’ altra Centri sociali autogestiti: sono spazi, come vecchie fabbriche o vecchie scuole, occupati stabilmente (fino a quando le forze dell’ordine non riescono a farli sgomberare) da gruppi di giovani, che in contrapposizione alle 134 e i cui effetti non si immaginano indelebili se non per quel più di conoscenza che l’esperienza ha apportato all’individuo. Essere gonfio: aver assunto un alto tasso alcolico o altre sostanze Fare del bene: incitare in modo amichevole una persona a mostrarsi disponibile sul lato sessuale Freak: in inglese significa “bizzarria” e come aggettivo significa “individuo eccentrico e anomalo”. Anche questo è un movimento giovanile degli anni ’60 / ’70 che si caratterizza per l’essere stravaganti, fare uso di droghe (allucinogeni), formare comunità stanziali o viaggianti, per vivere il più possibile in modo autonomo dalla società e dalle sue regole. Un esempio tipicamente inglese dei freaks sono i travellers: comunità di giovani che viaggiano a bordo dei loro commers (camion adibiti a caravan). Questi giovani dall’aria svagata e cenciosa amano la mitologia celtica, Stonehenge (paesaggio tra i più suggestivi dell’intera Inghilterra, famoso per i suoi monumenti preistorici in pietra) e i free festival (straordinari raduni a base di musica ed allucinogeni che sembrano far rivivere i mitici giorni di Woodstock quanto i riti della Gran Bretagna preromanica). Ganja: marijuana Gibbone: spinello corto e tozzo rispetto ad un altro spinello tradizionale Graffiti: sono disegni realizzati a spruzzo, con i colori delle bombolette spray (da cui il nome di questa forma espressiva, “aerosol art”) sui muri o sui fianchi dei treni. Come le “tags”, scritte di pseudonimi o messaggi in codice, nascono a New York negli anni ’70 nei quertieri neri e vengono usati da questi giovani per instaurare un flusso comunicativo alle spalle di coloro che non possono afferrarne il contenuto. Hippy: è un movimento giovanile che nel ’68 vide studenti uscire dalle università e scendere in piazza, per assumersi un forte impegno politico accanto alla classe proletaria. I temi portanti del movimento hippy sono: antimilitarismo, liberazione sessuale, amore per la natura, uso disinvolto delle droghe leggere, attenzione ai problemi dell’infanzia,, integrazione razziale, suggestione nei confronti dell’oriente, rispetto e solidarietà tra gli uomini. L’immagine più eclatante del movimento hippy è il festival di Woodstock, che dal 21 agosto 1969 accolse per 3 giorni 450.000 giovani accorsi per ascoltare una incredibile parata di artisti: gli hippies vi videro realizzato il sogno di un mondo nuovo, governato dalle leggi dell’amore, della pace e della musica. Tutta una comunità ebbe i suoi riti, il suo idolo negativo (la guerra in Vietnam), i suoi amori, le sue nascite (2) e le sue morti (1 per overdose, 1 per appendicite e 1 per un incidente con un trattore), i suoi giorni di maltempo (la pioggia torrenziale del 2° giorno, accompagnata da relative danze) e le sue piccole guerre e rappacificazioni. L’utopia hippy tramontò molto presto, anche se non cessò di esistere come ideale, moda o suggestione… House-music: significa musica fatta in casa. 135 Entra in scena tra i giovani europei alla fine degli anni ’80, ma era nata una decina di anni prima in America, dai dj che iniziarono a suonare basi ritmiche per la musica da discoteca, con lo scopo però di portare questa musica elettronica fuori dalle discoteche, così diventò la colonna sonora dei rave-parties. Alla musica house si legano anche nuovi modi di vestire e di ballare. Mazzolate: stato confusionale sotto sostanze atte ad alterare le percezioni (sono ondate alternate) Metropoli: è il luogo in cui i movimenti giovanili antagonisti si esprimono e nello stesso tempo a cui si contrappongono. Nell’immaginario antagonista la città è il luogo del potere istituzionale, economico, sociale, culturale, dei rapporti freddi, gerarchici e orientati essenzialmente in senso produttivo. In questi stessi luoghi, i ragazzi cercano spazi propri, in cui instaurare rapporti caldi, non gerarchici e non funzionali. Mina: stato confusionale e di percezione alterata dovuto alle sostanze (è più stabile e continua rispetto alle “mazzolate”) Pagliacci: persone che si ritengono simpatiche e non lo sono Panetta: mezzo Kg/1 Kg di hashish Portamerda: persona che porta sfortuna Pogare: momenti in cui i giovani sfogano le loro emozioni creando in mezzo alla pista un misto di ballo e di rissa, succede più spesso con le canzoni più movimentate Pottino: ragazzo/a particolarmente attento al modo di apparire in società Punk: è un movimento giovanile che nel ’68 parallelamente a quello hippy (che cerca un dialogo diverso con le istituzioni), si contrappone in modo duro alle istituzioni. Il nichilismo punk vuole che l’individuo ribelle, forte della specificità dei suoi bisogni quanto della certezza che le istituzioni li avrebbero disattesi, alzi il pugno contro il mondo e gridi lo slogan “No future”, caratteristico del movimento stesso. quk1: qualcuno Qlc: qualcosa Raccattare le stecche: sinonimo di “mina” Rap: come fenomeno musicale nasce a fine anni ’70 dall’incontro di due tendenze. La prima era quella dei venditori di dischi reggae del mercato jamaicano di Kingston, che per invogliare le persone a comprare improvvisavano delle pubblicità a ritmo di musica. La seconda era quella dei dee-jays delle radio di comunità newyorkesi, come quelle del Bronx, che iniziarono a fare commenti ritmati sulla base dei dischi che passavano. Questo parlare a tempo fu denominato “rap” e prese subito a risuonare nei ghetti, nelle grandi radio portatili che i giovani di colore si portavano in spalla per le strade scivolando sulle rotelle dei loro skate-boards. I brani parlavano di loro, dei problemi di integrazione razziale, della cultura e delle condizioni di vita nel ghetto. Per quella musica inventarono un nuovo modo di ballare, la break-dance, una nuova espressione grafica, l’aerosol art, ed un nuovo vestiario, caratterizzato da bermuda di cotone, scarpe da tennis e dalla carat136 Sboccare: rigurgitare, vomitare Sbracarsi: mettersi comodi in posizioni poco ortodosse Scazzone: distratto Screzio: disputa, litigio Sgamare: 1. rubare 2. sorprendere una persona mentre sta facendo qualcosa Sminia: vedi “mina” Spacca: 1. ganzo, bello 2. riferito a una droga significa che è molto pesante Stagnole: modo per fumare eroina Starci dentro: espressione che indica una situazione positiva Stonato: vedi “rimasto” Strippare: rigurgitare; collassare Tamarro/maranzo: vedi “truzzi” Tirare: 1.dare le botte 2. assumere cocaina per via nasale Tribù: è un termine che già dagli anni ’80 indica certi gruppi giovanili antagonisti, che vedono la tribù come simbolo della condivisione diretta di interessi ed attitudini, come modello di una società spontanea e in continua evoluzione e come luogo in cui la comunicazione non verbale del corpo e della danza è privilegiata. Questi gruppi di giovani che si costituiscono ai margini del tessuto sociale dominante si definiscono “tribù metropolitane”. Truzzi: giovani che tendono a raggrupparsi in “branchi” per darsi sicurezza e sentirsi forti; prendono spunto dal ghetto e tendono ad avere comportamenti di bullismo. X: per Xchè/ Xkè: perchè Zuzzurellone: persona che fa il simpatico e lo è davvero (al contrario del “pagliaccio”). + : più teristica felpa americana col cappuccio. Tutto ciò fu chiamato hip-hop. Rastone: ragazzo/a con i capelli rasta. Rave: è un evento sociale giovanile, che consiste in una festa da ballo, in cui i partecipanti sperimentano un sentimento di comunità e di euforia, visto che la parola “rave” stessa significa estasi e delirio. A differenza dei centri sociali che sono zone permanentemente autonome e che in qualche modo si basano su una struttura, il rave vuole staccarsi da ogni tipo di struttura, tanto che il luogo dell’evento viene rivelato solo entro il giorno e l’ora della festa, cioè non prima che essa si sia effettivamente materializzata. Le notizie passano tramite internet, e-mail, radio, negozi di dischi, volantini (“flyer”) e subito auto e moto si mettono in movimento verso qualche vecchia costruzione o capannone abbandonato. Non c’è biglietto d’ingresso, la merce che si trova all’interno non è oggetto di compravendita bensì di offerta spontanea, l’arredo è costituito dalle luci, dai graffiti, dal muoversi delle gente che balla. La musica è altissima. Solo una parte dei giovani assume droghe (in genere ecstasy) mentre altri indossano caratteristici guanti bianchi per segnalare che si è “fuori al naturale”. Il vestiario è tipico: k.way, tute, occhialoni, magliette a righe…. Fondamentale è il ballo, inteso come libero movimento, espressione corporale dell’estasi conseguita con l’ascolto del ritmo della musica ed è molto simile alla danza rituale delle tribù africane. Rimasto/Rimastone: persona che ha abusato con le sostanze stupefacenti e che nel presente ne subisce le conseguenze 137 Bibliografia “Le controculture giovanili” P. Pardo, Xenia, 1997 “Peer educator” AA.VV, Franco Angeli, 2004 “Peer education” AA.VV, EGA, 2003 “Divertimento sicuro” a cura di G. Fazzino, Tagete, 2004 “Mai prima di mezzanotte” a cura del Gruppo Abele, 2000 “Droghe: l’evoluzione dei fenomeni e dei trattamenti” L. Grosso, in Animazione sociale Maggio 2004. “Generazione in ecstasy” F. Bagozzi, Gruppo Abele, 1996 “E come ecstasy” N. Saunders, Feltrinelli, 1995 “Ecstasy: istruzioni per l’uso” R. Metzer, S. Adamson, Stampa Alternativa, 2000 “Abitare la notte” M.T. Torti, F. D’Amato, Costa & Nolan, 1997 “La violenza in pugno” J. Korn, T. Mucke, EGA, 2001 NB: i seguenti testi possono essere presi in prestito alla biblioteca del CSP in v. Salita dei Cappuccini 1, dove oltre a questi ci sono molti altri testi su tematiche socio-educative (droghe, adoloscenza, formazione...) 138 Alcuni siti visitati dai ragazzi del Cencio’s www.comunitanuova.it/drugs www.romacivica.net/lapromessa www.fuoriluogo.it www.droghe.aduc.it www.psicolinea.it www.nonsolofitness.it www.horror.it www.vampiri.net Rotten - università di Firenze, Siena, Milano - kakkiate - bastardi dentro - camera cafè bambini di satana- berlusconi - porno riviste - natalie imbruglia - segnali di fumo - ernesto guevara - morfologia umana - dream theater – oroscopo - marilyn manson - faces of death - ecstasy study - david bowie - rinaldi cucine - jobs in Australia - fetish maximus - energy zone - mushroom books - valentino rossi pagine gialle Altri siti che riguardano i giovani, la città di Prato, la musica, la sessualità, le droghe, l’horror.... www.officinagiovani.it www.informagiovani.it www.e-move.it www.comune.prato.it www.rubikgiovani.it www.studenti.it www.portalegiovani.comune.fi.it www.waytrend.net www.stradanove.net www.cencios.it www.turistipercaso.com www.italiasalute.it www.acomeamore.com www.stopaids.ch www.csponline.it www.sert.it www.gruppoabele.org 139