SETTIMANALE
DI POLITICA
E COSTUME
Autorizzazione del tribunale
di Siracusa n.2/2003
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Anno 27
FONDATO NEL 1988
N° 33/2015
Domenica 25 ottobre 2015
La Procura ha aperto 11 fascicoli
Aria pesante a palazzo Vermexio anche se Garozzo sfoggia la solita
spocchia. Le dimissioni di Sullo avviano un cataclisma politico-giudiziario?
Certo, leggendo qui accanto Garozzo che fa
la vittima sembra di assistere ad un film di
quart’ordine in una saletta parrocchiale. Non
credibile e raffazzonato alla meglio. Partiamo
dal principio. Il giorno dopo la sua elezione,
l’attuale sindaco nominò capo di gabinetto
Giovanni Cafeo, compagno renziano, Lancillotto di Foti-Artù, smentendo subito in maniera clamorosa uno dei tormentoni della sua
campagna elettorale: niente costose consulenze esterne, ci avverremo delle risorse interne
del Comune. Dopo Cafeo, consulenti ne sono
stati nominati a decine con esborsi pazzeschi
per le tasche dei siracusani. Poi è stato un
disastro senza limiti e senza confini: Garozzo
aveva promesso di dimezzare la tassa della
spazzatura ed invece l’ha raddoppiata, come
peraltro ha fatto con la Tasi appena qualche
settimana addietro; doveva creare lavoro e a
questo nodo drammatico per migliaia di siracusani disoccupati, non ha mai messo mano.
L’acqua doveva diventare pubblica e ci troviamo l’acqua privatissima, a mio giudizio
almeno per cinque o sei anni, da una proroga
all’altra, da un’indagine all’altra. Doveva
fare il nuovo bando di igiene urbana e dopo
quasi tre anni non lo ha fatto, doveva buttare
le basi per il nuovo ospedale ma ha fatto solo
una indegna sceneggiata, beffeggiata anche
dall’assessore regionale pro tempore, Lucia
Borsellino: Ma di quale ospedale parlate se
non avete neppure presentato un progetto?”. E
ancora inquinamento urbano ai massimi storici, opere pubbliche cancellate, strade scassate, autostrade in tilt e ignorate da chi amministra come se la Sr-Gela e la Sr-Catania non
riguardassero in primis il sindaco della città.
Risultati uguali allo zero in tutti i settori e
sprechi enormi per minchiate inconcludenti e
fatte per gli amici, insomma, non è stato
inaugurato nemmeno il teatro comunale che
la Giunta Visentin aveva lasciato praticamente completato. Un disastro, come dicevamo.
A tutto questo si aggiungono gettonopoli,
sperperi, bandi fasulli, indagini giudiziarie a
pioggia coi militi tutti i giorni al Comune a
prelevare carte infette o addomesticate. E Garozzo parla di una strategia contro di lui? Dice, peggio ancora, che tutti questi fatti delinquenziali (truffe, minacce, sprechi, imbrogli,
carte truccate insomma) non c’entrano con
l’amministrazione come se quelli perseguiti
non fossero atti della sua amministrazione.
Restiamo basiti, davvero spiazzati da tanta
faccia tosta. Con nonchalance scrive ancora
che tutti quelli che rubavano non li conosce,
non hanno la sua storia politica, non c’entrano con la sua Giunta. Ma di cosa vaneggia? E
l’assessore indagato e i funzionari indagati e
le indagini ancora in corso? Non sono tutte
parto di questa maggioranza bulgara che ha
assorbito qualsiasi altro colore e/o partito? Il
fatto inequivocabile è che tutti gli indagati
hanno sostenuto e sostengono Garozzo, che
invece oggi cerca maldestramente di prendere le distanze. La strada maestra, dopo tante
lordure, non può che essere quella dell’azzeramento. Con dieci fascicoli giudiziari aperti,
non è rimasta una benchè minima credibilità
di chi ha massacrato la città per quasi tre anni. Vadano tutti a casa, veramente molti si
sarebbero già dovuti dimettere, e si lasci ogni
decisione ai siracusani.
Sul terremoto giudiziario al Comune, riceviamo e pubblichiamo
una provenienza politica distante dal mio percorso politico. L‟attacco
lo stralcio di due note del sindaco Giancarlo Garozzo. La prima: che la nostra amministrazione sta subendo va però molto al di là di fatti
Confido che le indagini facciano luce sull'intera vicenda e che il
riguardanti singoli consiglieri. Con una strategia molto precisa che dedirigente e i consiglieri comunali coinvolti possano chiarire la loro nuncio non da ora, si è cercato fin dalla campagna elettorale, di delegitposizione. Sono certo che i
timare la giunta sul piano permagistrati sapranno giudicasonale e della legalità.
re il ruolo di tutti. L'inchieGiancarlo Garozzo
sta di certo non inceppa
l'amministrazione, che è fat- Sono undici i fascicoli aperti che la Procura di Siracusa conta La faccia di Garozzo non cota per la stragrande maggio- di chiudere entro il 2015. Questi, secondo le indiscrezioni, sa- nosce vergogna. Ma ha ragioranza di persone per bene”.
rebbero i fascicoli già aperti dalla Procura di Siracusa: Fan- ne lui: finché la magistratura
Lo afferma il sindaco, Gian- tassunzioni, gettonopoli, acqua, asili nido – sport, appalti ser- inquirente non morderà seriacarlo Garozzo, in riferimenmente il collo agli affari e agli
to all'indagine della Guardia vizi semaforici - luce etc. - servizi in concessioni vari. Pillirina affaristi di questa città, le didi finanza su asili nido, tele- - Ognina - Spero, contributopoli, Inda, Campus estivi più altri mostrazioni di disinvolta imputre che ancora sono in itinere, "sotto scopa" , come diciamo nità non potranno che ripetersoccorso e impianti sportivi.
Per amore di verità va detto dalle nostre parti. Nel frattempo è possibile che il numero dei si. Ma non è detto che la magiche negli uffici comunali
fascicoli aumenterà.
stratura non riesca ad andare
non ci sono stati sequestri di
fino in fondo nella miriade di
documenti; è stata invece
indagini avviate. Allora la
notificata da tre finanzieri una richiesta di esibizione di atti, che
spocchia di Garozzo finirà di colpo e la festa finirà per molti. Insomma
saranno messi a disposizione nei prossimi giorni. Non si conosco- le dimissioni di Sullo da presidente del Consiglio comunale potrebbero
no i dettagli dell'indagine, ma sono certo che dal nostro insediaessere solo il principio di un vero cataclisma politico-giudiziario che
mento abbiamo lavorato per mettere ordine su molti servizi da
travolgerà il Vermexio.
anni affidati senza gara. È stata la nostra amministrazione a porre Le “pratiche” all'esame della Procura della Repubblica infatti sono
fine al sistema delle proroghe nella gestione degli asili nido, per la ormai tante. Dalle più rilevanti (vicenda Open Land, gara per l'affidaquale c'è stata una gara d'appalto, così come il campo di calcio Di mento del servizio idrico, vecchie vicende urbanistiche, Porto Grande,
Natale è gestito dal 2014 direttamente dal Comune senza affidare etc etc). Ai tempi della prima repubblica (oggi la seconda è già finita
la gestione alle società. Quanto al telesoccorso, l'amministrazione nel ridicolo) una mole così imponente di inchieste giudiziarie avrebbe
in carica, tra i tagli effettuati al suo insediamento, ha ritenuto tale suggerito al sindaco ed ai suoi consiglieri grande prudenza, un passo
servizio non indispensabile e quindi non lo ha mai finanziato.
indietro o gesti eclatanti di discontinuità.
Oggi non è più così. La cifra dell'attuale amministrazione è: “Me ne
Dopo due giorni sempre Garozzo:
fotto”. Una bella risata e niente di più. L'amministrazione comunale è
Chi governa è esposto ad una sorta di responsabilità oggettiva .
finita sui media nazionali con giudizi pesantissimi sulle commissioni
Qualunque fatto o atto presunto illecito o illegittimo riferibile
consiliari e sulle indennità ma gli effetti prodotti sono limitatissimi.
all‟amministrazione, per quanto distante dal proprio operare e dal- Qualche prudenza che cesserà tra qualche mese nell'orgasmo degli afla propria etica, è attribuito alla responsabilità del Sindaco o degli fari. Il futuro diventa così incertissimo. O l'amministrazione esploderà
assessori. Se i fatti gravissimi, riguardanti alcuni consiglieri cosotto colpi della magistratura (che sembra, si dice, molto vicina allo
munali dovessero risultare veri, non posso che condannarli durastesso sindaco) o alle prossime amministrative si sta creando un quamente, ma il garantismo non è una bandiera che sventolo per radro molto favorevole al M5S, dove le truppe cammellate di tutti i partiti
gioni di convenienza ed a seconda delle circostanze. Sono un ga- (la destra in città è scomparsa) potrebbero essere sopraffatte dal voto
rantista ed attendo fiducioso l‟operato della magistratura. C‟è tut- libero dei singoli elettori. Quale scenario è preferibile? (sb)
tavia una questione politica . Ricondurre i tre consiglieri comunali
ed i fatti oggetto dell‟indagine a responsabilità politiche dell‟atAltri servizi sul Comune nel mirino della Procura alle pagine 2, 5
tuale amministrazione è fuori luogo e va ricordato che hanno tutti
IL PEGGIO DEVE VENIRE
La verità di Zappulla, le lacrime di Princiotta
Zappulla e Princiotta sono due martelli. Non si fermano, attaccano, picchiano, resistono, fanno sempre squadra. Zappulla veste di politica quello
che di politica ha ben poco, Princiotta
è più femminile e piange, ripetutamente. Conferenze stampa insieme ne
hanno fatte tante, ma ci sono cose che
non si possono dimenticare. Se la
Princiotta pensa al cattivissimo Pappalardo, capogruppo del Pd, che l’ha
espulsa dal gruppo e che ha aperto le
riunioni di maggioranza anche ai
consiglieri di Forza Italia, ma non a
lei. Ecco, se ci ripensa Princiotta
piange di rabbia: Non potrò mai perdonare Pappalardo!. Zappulla chiede con
durezza che si dimetta Pisana, il dirigente
del caso Campus. E se non si dimette che
Comunale a +3896 Teatro Verga +3794
L’ultima notizia lo vedeva inaugurato ad aprile, pazienza
Va a finire che riaprirà prima del teatro comunale
lo faccia dimettere Garozzo. Princiotta
ricorda la macchina del fango messa
in moto contro di lei, per farla tacere,
diffamandola sul piano personale,
mettendo in ansia la sua famiglia, perché lei ha figli grandi. E piange di
commozione. Politicamente Zappulla
si augura che le loro denunzie risveglino le coscienze dei dormienti e si
aspetta un intervento positivo del segretario provinciale e di quello cittadino del suo partito, il Pd. Mentre che
c’è, Zappulla sbotta e afferma la verità
e cioè che a Siracusa non c’è una informazione libera. Guai a dire la verità. Qualcuno protesta, qualcuno si vergogna. E la Princiotta? Piange!
Via Crispi +3238
Le basole con rattoppi di asfalto sono una porcheria
2
Domenica 25 ottobre 2015
Tutti indagati. Garozzo che fa?
La maggioranza nel mirino della magistratura. Indagati il
presidente del Consiglio comunale, un assessore, vari consiglieri
C’è una dichiarazione del
sindaco Garozzo dove fra
l’altro si legge:
“l’Amministrazione comunale è composta per una stragrande maggioranza di persone perbene”. Ma ci sono
anche provvedimenti in serie
della magistratura sugli asili
nido, sui servizi idrici, sul
telesoccorso, sul campus
estivo, sulle consulenze, sugli
sperperi, che mettono seri
dubbi su quanto affermato
dal primo cittadino. C’è poi
l’inchiesta di Gianni Bonina, del settimanale I Vespri,
e Bonina, già capo servizio
de La Sicilia, non è esattamente l’ultimo venuto. Ci sono ancora gli interventi di
Ezechia Paolo Reale e Toi
Bianca-Joe Strummer che
riportiamo in questa stessa
pagina a sollevare dubbi che
riteniamo più che legittimi. Il
Comune insomma è accusato di malapolitica, di brogli,
di gettonopoli così come è
accusata anche l’Inda. Insomma, siamo alla svolta. Si
dimette qualcuno ? Si dimette
Garozzo? Si dimettono i consiglieri indagati?
Degrado continuo, qualcuno deve pagare
La cronaca giudiziaria di questi giorni
restituisce un'immagine delle istituzioni
di Siracusa talmente degradata che stentiamo a credere possa trattarsi della nostra città. Noi abbiamo negli occhi e nel
cuore un'idea totalmente diversa di Siracusa. Distante da piccole e grandi furbizie, ruberie varie, violenza fisica e verbale. I singoli episodi e le singole responsabilità saranno accertate dall'Autorità Giudiziaria ma dell'immagine deformata e
deformante, che fa vergognare di essere
cittadini di Siracusa, qualcuno deve avere
il coraggio di assumersi la responsabilità.
Bene fa il Sindaco a difendere gli uomini
della sua maggioranza e ad invocare prudenza sull'esito dei processi. I siracusani
hanno ampiamente dimostrato di essere
più che pazienti.
Fino a quando un amministratore che voglia dirsi capace e responsabile può limitarsi ad aspettare passivamente i provvedimenti della magistratura che riguardano uomini e donne delle cui azioni lui ha
la piena responsabilità politica ? Quanto
deve allungarsi l'elenco dei primati negativi di Siracusa e delle cadute di dignità
macroscopiche prima di porre un rimedio
a guasti che di giorno in giorno diventano sempre più irreparabili ?
In tutto questo, il nuovo segretario provinciale del PD non ha trovato altra
linea di difesa del suo partito se non quella che le indagini in corso riguarderebbero guasti sorti durante le precedenti amministrazioni e creati da persone elette nel centro destra.
Così dicendo dimostra di essere giovane solo anagraficamente ma già vecchio nel pensiero e nell'agire: evidentemente crede che i siracusani abbiano
memoria cortissima o scarsa intelligenza.
Ma non e' così. Farebbe bene a contare quanti tra gli attuali consiglieri comunali, oggi fedelissimi del Sindaco PD ed eletti nelle liste che lo hanno
supportato, hanno ricoperto in precedenza incarichi con il centro destra. Sarebbe sorpreso lui, non noi, nel rendersi conto che sono talmente tanti che
senza di loro il Sindaco non avrebbe più maggioranza. Sia quindi meno
sprezzante sul punto e, se è troppo giovane per ricordare, siamo disponibili
ad aiutarlo a contarli nominativamente. Tutti sanno che i consiglieri a vario
titolo coinvolti nelle vicende giudiziarie fanno oggi parte della maggioranza
che sostiene il Sindaco e che tre di essi lo hanno appoggiato, con i loro partiti di centro destra, sin dal ballottaggio. Ed anzi uno di essi addirittura è l'attuale Presidente del Consiglio Comunale. E proprio a lui rivolgiamo un invito pressante: “signor Presidente, già più volte, in particolare con il nostro
consigliere comunale Salvo Sorbello, le abbiamo rivolto l’invito a rassegnare le sue dimissioni, anche con riferimento al ruolo primario da lei avuto in
gettonopoli. Ora è suo obbligo morale, per amore della città, lasciare subito
il Consiglio Comunale.
Ezechia Paolo Reale
Ps Martedì scorso Antonio Sullo si è dimesso dalla carica di presidente del
Consiglio comunale, ma ha mantenuto la carica di consigliere coi renziani.
Grumi contrastanti di interessi legittimi e illegittimi
Chissà se il vecchio
Frank Miller scrivendo “Sin City” nel ’92
pensava alla Siracusa
del 2015. Chissà. O
forse è a me, da lontano, che tutto sembra
aver preso una strana
accelerazione, una discesa ripida verso un
impazzimento plurale
dove tutti i gatti sono
neri e quasi tutti sembrano anche colpevoli
di qualcosa. Sin-City,
città del peccato. Dei
peccati che sembrano
sbocciare come fleurs
du mal in questo autunno piovoso di personaggi sbiechi,
tutti accusatori e tutti accusati, in cui nessuno è completamente innocente, ma allo stesso modo nessuno appare completamente colpevole. Peccaminosa Siracusa, chi l’avrebbe
mai detto. “Sin City” continuando ad essere babba, sciroccata, siddiata, lagnusa, continuando ad essere il culo torrido del mondo, senza futuro, senza speranza, estenuata nella
masturbazione del proprio destino di lento, immobile, autoprodotto, malinconico eppure orgoglioso, sfacelo.
Proviamo a metterli assieme “i casi” di questi giorni a “Sin
City”? Eccoli in ordine sparso:
INDA-GATE. Otto persone sono indagate per truffa ai danni della fondazione del Dramma Antico: ex amministratori,
attuali dipendenti, parenti dei dipendenti. La fondazione
promette di costituirsi parte civile intanto non sospende (né
sposta o mette in ferie) i dipendenti accusati che continuano
a lavorare al loro posto. Intanto il consigliere delegato, che
voleva provvedimenti nei confronti degli indagati, viene accusato da un giornale di scambi di favori con uno dei registi
del ciclo di quest’anno. Il sindaco-presidente Inda, cautissimo sull’inchiesta della magistratura, diventa forcaiolo per
un articolo e promette con comunicato stampa diffuso urbi
et orbi lapidazione sulla pubblica piazza se le accuse al
consigliere delegato saranno confermate da una inchiesta
interna (mai disposta per i dipendenti presunti truffatori). Il
Consigliere Delegato scrive una risposta che chi l’ha detta
dice essere al vetriolo, tratta il sindaco-presidente da ragazzino minus-habens e lancia pesantissime accuse di sostanziale complicità della dirigenza attuale con il gruppo
degli accusati dalla procura. Ciliegina sulla torta: un professore traduttore di Seneca accusa l’Inda di aver falsificato la sua firma su una liberatoria SIAE per una parte dei
diritti d’autore (pare poche centinaia di euro) e denuncia il
tutto alla Procura.
LE INCHIESTE DI VERMEXIO-CHICAGO. Dopo la
vergogna nazionale di gettonopoli, ora piuttosto dimenticata,
sarebbero indagati (dagli articoli non è che si
capisca bene) tre
consiglieri comunali e un alto
funzionario del
Comune per maneggi in materia
di asili nido e
servizi sportivi.
Alla base dell’indagine ci sarebbero le accuse
pubbliche della consigliera pasionaria Simona Princiotta,
eletta con una lista d’opposizione ma oggi nel PD e quindi
teoricamente nella maggioranza che sostiene il sindaco del
PD (ma invisa comunque a quasi tutto il PD). Secondo
quanto leggo la Princiotta sarebbe stata anche minacciata
- le avrebbero anche bruciato la macchina - e ci sarebbe
una inchiesta penale anche su questo tema. E naturalmente
ci sarebbe un articolo di giornale secondo il quale in gioventù la Princiotta avrebbe ospitato addirittura un pericoloso latitante. Roba da Chicago degli anni ’30.
LA VENDETTA DELLA PILLIRINA. La Regione ha annullato la cosiddetta “Variante della Bellezza”, cioè l’atto
con cui il consiglio comunale decise che era inedificabile
l’area sui cui la società del marchese De Gresy, dopo aver
comprato a peso d’oro i terreni dai furbissimi siracusani,
intendeva realizzare un resort. Sulla questione s’era innescata negli anni scorsi una querelle politico-mediaticoamministrativa che ha fatto diventare la sfigatissima spiaggetta della Pillirina, ignota a più e frequentata da nessuno,
il simbolo della natura incontaminata minacciata dai cementificatori. Insomma prima il Comune permetteva la
realizzazione del resort poi, sotto la pressione dell’opinione pubblica ambientalista e di pezzi di politica demagogica, la negò. Poi, se non sbaglio, arrivò anche il piano paesaggistico della Regione che disse che non si poteva fare
più nulla su quei pezzettini di costa (ovviamente i meno
pregiati) non sfregiati e resi immondizia urbanistica e ambientale dai siracusani. Ovviamente De Gresy sentitosi fregato dal Comune di Siracusa e relativi cittadini ha chiesto
risarcimenti milionari a tutti. Ora la Regione, mirabile
esempio di inconcludenza e contraddittorietà amministrativa, ha detto che era sbagliata la “Variante della Bellezza”,
che rischia di diventare la “variante della ricchezza” per il
marchese che ha la Regione che sostanzialmente gli da ragione nella sua causa di risarcimento danni.
I VELENI DI OGNINA. Arriva la proposta di un nuovo
resort da realizzare lungo il litorale fra Ognina e Cuba,
nell’area storicamente destinata (invano) a insediamenti
turistici. Si prevede a realizzazione di un campo da golf e di
un impianto turistico, un paradiso terrestre rispetto all’immonda casbah che ha asfaltato e cancellato tutta la natura a
Ognina. Però sappiamo che a Siracusa siamo ambientalisti
con l’ambiente degli altri e siccome abbiamo fatto carne di
porco del nostro litorale lasciandone le parti più brutte libere, dobbiamo impedire che altri facciano in quelle aree da
noi schifiate dei villaggi turistici perché loro stuprerebbero
il territorio e violerebbero la natura vergine. Stavolta, rispetto alla Pillirina, non c’è però la levata di scudi assoluta.
Anzi c’è una certa buona disposizione anche in alcuni settori dell’ambientalismo. Naturalmente ci sono sempre gli ambientalisti con l’ambiente degli altri che denunciano: A)
l’ambiguo acchittamento del Comune con i cementificatori
di Ognina; B) l’ambiguo acchittamento di alcuni ambientalisti con il nemico cementificatore. Simbolo di questo presunto acchittamento sarebbe la nomina di Peppe Patti, principe dei neo-ambientalisti siracusani, quale consigliere del
sindaco per il Piano Regolatore. A titolo gratuito s’intende.
Ma la calunnia gira e rigira e c’è chi dice che ci sarebbero
ambientalisti che avrebbero chiesto consulenze agli aspiranti cementificatori ogninesi in cambio della pace sociale, o
meglio della pace in rete dove esiste una pattuglia di sfanculatori pronti ad ogni causa. Tutto questo accade in questi
giorni, in una città grande quanto un piccolo quartiere di
Roma, con i protagonisti che sono sempre gli stessi all’Inda,
al Comune, alla Pillirina, a Ognina, dove non c’è ideologia,
schieramento che tenga, solo grumi contrastanti di interessi
legittimi e illegittimi, di associazioni politiche su base personale, e di altre associazioni forse per delinquere.
Tutto adesso, tutto contemporaneamente, nella nostra inverosimile eppure verissima Siracusa del peccato, alias “Sin
City”.
Hasta la sincity siempre
Joe Strummer
Non piangere perché è finita,
sorridi perché è accaduto.
Si vive una volta sola. Ma se lo fai
bene, una volta è abbastanza.
3
Domenica 25 ottobre 2015
Un alieno alla Borgata
Pubblichiamo l‟ultimo racconto di Francesco Candelari, un
siracusano che proponiamo alla città per il suo estro creativo
Qui sotto il racconto di Francesco Candelari, che altro non è che un atto d’amore per la Borgata e i suoi abitanti. Lo pubblichiamo anche per la trovata
che caratterizza la trama e cioè un’apparizione aliena nel corso di una seduta del consiglio di circoscrizione, di cui Candelari è vice presidente. L’autore è
anche gratificato nel suo lavoro, tanto che dopo aver vinto nel 2011 il premio letterario Cisaf, ha partecipato all’edizione 2015 col racconto che pubblichiamo, aggiudicandosi un prestigioso secondo posto. Un siracusano che si distingue e che vogliamo porre all’attenzione della città. Un’altra opera letteraria che fa seguito al racconto sul Gargallo di Toi Bianca che, per il consenso ricevuto e per le pressanti richieste ricevute, abbiamo pubblicato 2 volte.
–Che schifo di tempo!– sbottò Fabio Rotondo, Presidente del Consiglio di Quartiere
Santa Lucia, mentre entrava fradicio di pioggia all‟interno dell‟aula consiliare. Incrociò
gli occhi di Francesco Candelari, il vicepresidente, comodamente seduto nel suo solito
posto, che lo accolse con un sorriso ironico
mentre continuava a tamburellare distrattamente con la penna sul proprio cellulare. –
Siamo a novembre, cosa ti aspettavi? E poi,
per due gocce di pioggia!
–Due gocce? Sembra il diluvio universale!
Comunque, buonasera a tutti– disse rivolgendosi ai nove consiglieri presenti su dieci.
–Ho già fatto l‟appello– comunicò Candelari,
facendolo accomodare nel posto che gli spettava di diritto, e cioè tra lui e il segretario
Giuseppe Naccarato, un competente burocrate laureato in giurisprudenza che curava la
stesura dei verbali d‟assemblea e delle delibere.
Quei giovani, che si riunivano due volte alla
settimana nella piccola ma accogliente aula
consiliare, erano gli amministratori eletti del
quartiere Santa Lucia, meglio conosciuto con
il nome di Borgata; un quartiere storico di
Siracusa, nato nella seconda metà dell‟Ottocento e famoso per la sua chiesa di Santa Lucia al Sepolcro fuori le mura, luogo in cui la
leggenda narra che avvenne il martirio di Lucia, vergine e martire, patrona di tutti i siracusani.
Rotondo si guardò in giro: –Chi manca?
–Christian Garofalo– rispose con prontezza
Naccarato. –Ha appena telefonato: dice che
ritarderà qualche minuto. Con questa pioggia
viale Scala Greca è diventato un fiume in piena.
–Per fortuna quella zona non appartiene alla
Borgata– osservò Simona Schiavone, la sola
e bellissima ragazza del Consiglio, quando,
all‟improvviso, un fulmine illuminò la sala,
seguito da un tuono il cui boato fece tremare i
vetri delle finestre per alcuni secondi. Rotondo imprecò sottovoce, poi passò subito all‟ordine del giorno. –Il primo punto di oggi riguarda il manto stradale della via Agrigento,
ormai da rifare ex-novo. Se non erro, questa
problematica è stata sollevata dal consigliere
Calcinella.
–Non erra affatto, Presidente– rispose questi
con voce pacata e roca. Luigi Calcinella era
soprannominato da tutto il gruppo “il Senatore”, per l‟età anagrafica alquanto avanzata,
ma anche perché poteva vantare un numero di
legislature superiore a quello di tutti gli altri
consiglieri. –Infatti è da mesi che sto cercando di convincerne il Vice Sindaco Italia sulla
necessità...
Un fulmine più brillante e intenso illuminò
l‟aula e i volti dei presenti di una luce biancoazzurrina così splendente da mostrare tutti in
una trasparenza innaturale. Seguì un boato
tanto assordante da trafiggere i timpani e togliere il respiro; l‟intera stanza vibrò parecchi
secondi, come scossa da un terremoto. Gli
sguardi dei consiglieri s‟incrociarono accompagnati da eloquenti espressioni di silenzioso
e interrogativo terrore.
Poi il buio più pesto e profondo li fagocitò
nel suo impenetrabile grembo tenebroso.
Candelari si alzò per dirigersi a tentoni verso
l‟uscita: come all‟interno dell‟aula, anche
fuori regnava l‟oscurità più totale. –Non si
vede assolutamente nulla– riferì. –Il temporale deve aver interrotto l‟erogazione elettrica
in tutta la Borgata.
–Andiamo bene!– commentò Rotondo con
voce rassegnata. –Vedrete domani i giornali:
“due gocce d‟acqua e il Quartiere Santa Lucia
resta al buio per ore”. Non mi resta che tenere
spento il cellulare tutto il giorno.
–A proposito di cellulari– s‟intromise Luigi
Iacono, –il mio non funziona più.
A turno i consiglieri Gambuzza, Midolo,
Navanteri, Fiducia e Ardita, accertatisi che
i propri telefoni non davano più segni di vita,
confermarono lo strano fenomeno.
–Qualcuno mi dà un accendino?– La richiesta
di Rotondo rimase senza risposta, poiché al
centro dell‟aula si era improvvisamente acceso un fioco grumo di luce ambrata, sospeso a
un metro da terra, che si ingigantì centuplicando la propria massa iniziale e accompagnando quella crescita vertiginosa con migliaia di scintille dorate in vorticoso movimento.
Gli esterrefatti consiglieri sgranarono ancor
di più gli occhi, quando al centro di quell‟ip-
notico mulinellare di particelle luminose si
materializzò d‟un tratto un essere umanoide, spaventosamente ricoperto da una pesante e finemente decorata corazza metallica dai luminosi riflessi violacei. –Sono Harak-tà, Ambasciatore dell’Impero Vorgon
– esordì con voce metallica e autoritaria.
Sollevò di poco il capo, mettendo più in
evidenza lo splendido elmo crestato, percorso in tutta la circonferenza da oscuri
arabeschi. –Sono stato inviato su questo
pianeta per prendere contatto con il rappresentante dell‟istituzione chiamata Nazioni
Unite. Chi di voi due è il presidente?– domandò indicando Rotondo e Candelari, gli
unici seduti dietro una scrivania, quindi,
secondo le fredde logiche deduzioni dell‟alieno, quelli con il più alto grado di comando, visto che il segretario Naccarato aveva
raccolto le sue carte e si era già defilato
alla chetichella di un paio di metri dai due
politici.
–Presidente dell‟ONU?– rispose sconvolto
Rotondo. –Guardi, non ho la più pallida
idea né di chi sia lei, né tantomeno di chi
l‟abbia mandata fin qui, ma sappia che è
finito proprio nel bel mezzo dell‟aula consiliare del Quartiere Santa Lucia di Siracusa. Altro che ONU!
Candelari si sporse e, osservando con fare
curioso il cinturone dell‟alieno, pieno di
strumenti ipertecnologici, non poté trattenersi: –Complimenti per il gioco di luci,
ma il vostro teletrasporto è una vera schifezza: l‟ONU ha sede a New York, dall‟altra parte del pianeta. Non avete un navigatore satellitare?– sghignazzò.
–Basta!– L‟alieno sbatté con violenza il
pugno sulla scrivania e all‟istante la corazza aumentò l‟emanazione violacea, quasi a
voler indicare l‟ira e il disappunto del proprietario.
–Smettetela, noi Vorgon non sbagliamo
mai! È ovvio che sono giunto nel posto
giusto.
–Boh!– esclamò Rotondo rassegnato. –Se
le fa piacere crederlo, faccia pure. Comunque io sono il presidente di questa assemblea, e lui è il mio vice– aggiunse indicando Candelari.
–Molto bene– sorrise mettendo in evidenza
due sinistre file di denti aguzzi. –Ora che
abbiamo chiarito i ruoli, posso procedere
con il compito che mi è stato assegnato dal
Sacro Imperatore: non sono qui per negoziare la vostra resa, che avverrà senza condizioni.
–Di quale resa stiamo parlando?– domandò
Federico Di Franco Gambuzza, il diplomatico del gruppo. –E che vorrebbe dire
“senza condizioni”? Si discutono sempre i
termini di una resa!
L‟alieno si voltò nella sua direzione, propinandogli un‟occhiata al vetriolo. –Per tutti
i vulcani del Sacro Crestor! Non ti permet-
tere più d‟interrompere l‟ambasciatore Vorgon, razza d‟imbelle primitivo! O scoprirai
per la prima volta sulla tua fragile pelle il
significato del dolore allo stato puro.– Tornò a parlare ai due politici, che, nonostante
tutto, continuavano a guardarlo con l‟espressione di chi si trova davanti un malato
di mente in pieno delirio. –Tra poche decine d‟anni il nostro Impero s‟interesserà a
questo settore galattico e quindi anche al
vostro miserabile pianeta. Per quel tempo
dovrete farvi trovare docili e sottomessi.
Ogni minima forma di resistenza sarà punita con l‟annientamento di interi gruppi sociali. A occupazione avvenuta, gli uomini
abili verranno resi schiavi e deportati nelle
miniere sparse per la galassia e nelle nostre
industrie belliche a lavorare fino alla morte,
per la gloria di Vorgon! Le donne in età riproduttiva saranno sottoposte a fecondazione forzata per dare all‟Impero Vorgon braccia lavoro sempre fresche e disponibili.
Nel frattempo Garofalo, il consigliere in
ritardo, fece il suo ingresso bagnato come
un pulcino, ma con gli occhi fissi sull‟alieno e il suo classico sorriso sardonico dipinto sul viso.
–Ciao ragazzi– esordì allegro. –Cos‟è tutta
„sta luce viola? Si vede addirittura dalla
strada. E questo chi è?– domandò indicando
il Vorgon. –Avete invitato i Cavalieri dello
Zodiaco?
–Christian, per l‟amor del cielo stai zitto!
L‟ammonimento di Giuseppe Fiducia, il
consigliere a lui più vicino, non servì a nulla: un violento manrovescio dell‟ambasciatore colpì il nuovo arrivato in pieno volto,
facendolo rovinare oltre la scrivania. –
Avete preso il numero di targa?– furono le
sue ultime parole, prima di perdere i sensi.
L‟alieno tornò a parlare come se nulla fosse
successo. –Ora, per esser certo che abbiate
recepito le volontà del Sacro Imperatore, vi
farò conoscere il destino cui sono andati
incontro i popoli ribellatisi ai Vorgon.
Una bolla olografica fece improvvisa comparsa al centro dell‟aula: all‟interno era visibile un pianeta molto simile alla Terra,
circondato da decine di astronavi. Mentre
l‟ultimo degli incrociatori ribelli precipitava
in fiamme all‟interno dell‟atmosfera, sotto i
colpi delle invincibili corazzate imperiali
Vorgon, l‟intera superficie del pianeta veniva illuminata da migliaia di esplosioni più
accecanti del Sole. I consiglieri dovettero
distogliere lo sguardo, poiché tale luminosità non era più sopportabile.
Quando fu loro possibile tornare a guardare,
il pianeta azzurro aveva lasciato il posto a
una visione da incubo: gli oceani erano evaporati, le nuvole scomparse, l‟intera crosta
terrestre era completamente nera e calcinata, tranne nelle zone d‟impatto delle bombe,
dove a causa delle altissime temperature il
terreno, ancora liquefatto, era colorato di un
sinistro rosso rubino, dai cui crateri andavano diramandosi cremisi venature ricolme
d‟incandescenti e mortali sostanze radioattive che avrebbero reso il pianeta inospitale
alla vita per l‟eternità.
La bolla scomparve e nell‟aula cadde un tale
silenzio da poter persino percepire il respiro
affannato di qualcuno. La pausa venne presto interrotta dalla voce carica d‟autorità del
Vorgon: –Credo che queste immagini valgano più di mille discorsi. Non è d‟accordo
con me, Presidente?
Rotondo non rispose, troppo impegnato ad
ascoltare ciò che il suo vice Candelari gli
stava freneticamente comunicando sottovoce all‟orecchio. –Sì, Francesco– rispose con
tono complice –forse questa è l‟unica cosa
giusta da fare.
–Cosa vi siete detti?– domandò furioso l‟alieno. –Niente colloqui privati in mia presenza.
–Stia sereno, Ambasciatore– disse Candelari
con un ambiguo sorriso che non lasciava
presagire nulla di buono. –Noi umani avremo un gran rispetto per la sua razza, quando
arriverà. Sa qui sulla Terra come vi potremmo chiamare? Nazisti!
–Nazisti? Chi sarebbero costoro?
–Degli uomini che a loro modo hanno lasciato un segno indelebile nella storia
dell‟umanità.
Rotondo interruppe il suo vice e si rivolse al
segretario: –Dottor Naccarato, mi vorrebbe
gentilmente passare il cacciavite dentro quel
cassetto?
–Subito Presidente– rispose senza indugio.
–Cosa avete intenzione di fare con quell‟arnese?– chiese l‟alieno con tono circospetto.
Ma alla domanda non seguì risposta; a un
cenno di Rotondo tutti i consiglieri gli saltarono addosso schienandolo sulla scrivania.
La Schiavone gli sfilò l‟elmo crestato; Iacono e Midolo lo tennero stretto per i polsi;
Navanteri, il più forzuto del gruppo, gli
staccò da dosso pezzo dopo pezzo l‟intera
armatura con il solo ausilio delle mani. –
Cosa volete farmi? Ho l‟immunità diplomatica: non mi potete nemmeno sfiorare!
–Mi dispiace, signor Ambasciatore– rispose
Rotondo. –Lei non può venire a casa nostra,
mostrarci filmati di mondi in fiamme, minacciarci, deriderci e sperare di farla franca.
Non qui alla Borgata!– concluse passando il
cacciavite a Candelari –A te l‟onore.
Il vice afferrò l‟attrezzo e senza pensarci su
due volte lo affondò con fredda precisione
chirurgica nella cavità oculare destra dell‟alieno, per poi estrarne il suo occhio sanguinante.
–Maledetti! Maledetti selvaggi! L‟ira Vorgon sarà tremenda. Vi pentirete per ciò che
mi avete appena fatto.
Lo scintillante vortice che lo aveva teletrasportato fece la propria ricomparsa al centro
della sala.
–Lasciatelo andare– ordinò Rotondo. L‟alieno, privo dell‟armatura e con il volto ricoperto di sangue, si tuffò dentro il tunnel di
luce ambrata senza più osare voltarsi.
Candelari sfilò l‟occhio dal cacciavite e con
un lancio da manuale lo passò al giovane
consigliere Ardita, che stazionava vicino al
vortice. –Buttaglielo dentro!– gli urlò.
Questi, lungi dall‟afferrare il viscido bulbo
con le mani, lo intercettò stoppandolo con
un piede e dopo un paio di lesti palleggi
glielo calciò dentro con una rovesciata degna del Pelé dei tempi migliori, subito accompagnata dagli applausi di tutti i consiglieri.
Il tunnel sparì implodendo su se stesso e
pochi istanti dopo tornò la luce.
–Cosa abbiamo fatto?– si domandò Rotondo, facendosi d‟un tratto serio.
Candelari l‟osservò per un instante, poi gli
pose una mano sulla spalla e replicò: –
Abbiamo salvato l‟umanità. Anzi no, forse
le abbiamo concesso qualche anno in più
per prepararsi: adesso, grazie a noi, i Vorgon ci temono. Pensa cosa sarebbe successo
se quell‟essere si fosse veramente materializzato alle Nazioni Unite.
–Si sarebbero immediatamente calati le braghe e gli avrebbero consegnato le chiavi del
pianeta.
–Infatti.
–Dov‟eravamo rimasti?
–La via Agrigento: dev‟essere riasfaltata.
–Già!
4
Domenica 25 ottobre 2015
Opinioni
e repliche
Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci
legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su
quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo repliche stringate, o comunque compatibili
con la necessità di dare visibilità a tutti.
cittadinisulwebcittadinisulwebcitt
L‟analisi
Tutte
Contanti, assegni, libretti le realtà
L‟idea del Governo Renzi di eliminare per il 2016 l‟IMU e la TASI
per la prima casa – rinunciando
così a un introito certo per lo Stato
di circa 5 miliardi di Euro – è, oltre
che iniqua (perché tratta allo stesso modo valori patrimoniali molto
diversi: la casetta uguale alla
grande villa), anche sciocca e sbagliata. E in ogni caso, il mantenimento dell‟imposta così com‟è, per
i proprietari di prime case, non
costituirebbe un problema, se i 5
miliardi venissero destinati dal
Governo a misure per creare occupazione, offrire incentivi alla
nascita di piccole imprese di giovani, o fossero destinati per le previste misure di flessibilità pensionistica: il proprietario di una mediagrande casa (dal momento che
l'80% di italiani possiede una casa) è più interessato a misure per
l‟occupazione per il figlio o a poter
andare (con flessibilità) in pensione, e magari pagare ugualmente
la Tasi. Così come, quest‟altra
balzana idea di aumentare la soglia di utilizzo del contante, da
1.000 euro a 3.000 euro è, senza
alcun dubbio, un‟ulteriore misura
che intende “parlare” o lanciare
messaggi a pezzi di elettorato di
quel che fu Forza Italia. E' un'idea
furba e di spregiudicatezza politica. <<Il contante, in quanto mezzo
anonimo e non tracciabile, alimenta le possibilità di sviluppare economia sommersa, di conseguenza, la riduzione del contante rappresenta una delle chiavi per la
lotta all‟evasione>>, così Rossella
Orlandi, direttore dell’Agenzia
delle Entrate. <Il partito della nazione> sembra la riproposizione
dorotea della DC, altro che rottamazione! Questo "nuovo che
avanza" è più un fenomeno da
“déjàvu”.
Roberto Fai
Ecco come fare e le opzioni possibili a partire gennaio
2016 quando il tetto passerà da 1.000 a 3.000 euro
che non
amiamo
Qualche giorno fa il capo del governo Matteo
Renzi ha annunciato che nel disegno di Legge di Stabilità per il 2016, ci sarà la proposta
di riportare il limite di contanti dai 999 euro
attuali a 3 mila euro. In questo modo si dovrebbe allineare il limite italiano alla media
europea e tale operazione viene giustificata
soprattutto con l‟intento di non ostacolare e,
anzi, di rilanciare i consumi.
Attualmente il limite all‟uso del denaro contante è di 1.000 euro, tetto introdotto dal governo Monti con il
decreto Salva Italia. Una cifra a cui si è arrivati dopo anni di rialzi
e ribassi. L‟introduzione della prima soglia risale al 1991, quando
si stabilì che si potevano effettuare pagamenti in contanti fino
a 20 milioni di lire, convertiti poi con decreto ministeriale del 2002
in 12.500 euro. Nel 2008 c‟è stata la prima sostanziale riduzione
approvata dal governo di Romano Prodi che ha portato la soglia
di utilizzo del contante a 5.000 euro, poi rialzata a 12.500 euro
dal successivo governo Berlusconi. In seguito, però, il tetto è
stato più volte rivisto al ribasso, tornando nel 2010 a 5.000 euro per poi scendere l‟anno successivo a 2.500. Adesso il limite è
stato portato al minimo storico di 1.000 euro. Vediamo quali sono
gli strumenti di pagamento per cui si innalzerà il limite.
Assegni bancari e postali, vaglia postali e cambiari
Le banche obbligatoriamente sono tenute al rilascio di libretti di
assegni bancari e ad emettere assegni circolari muniti già della
clausola “Non trasferibile”. Tale clausola sugli assegni bancari e
circolari, è obbligatoria per quelli emessi dal 6 dicembre 2011 per
importi pari o superiori a euro 1.000. Gli assegni emessi con tale
clausola devono riportare sempre il nome o la ragione sociale del
beneficiario. Il cliente può chiedere in forma scritta alla propria
banca, il rilascio di libretti di assegni bancari o l‟emissione di assegni circolari in forma libera, ovvero, senza la clausola di non
trasferibilità, con l‟applicazione di un‟imposta di bollo, pari a euro
1,50. In ogni caso, dal 6 dicembre sugli assegni per importo pari
Ci sono realtà che molti di
noi vogliono ignorare. Non
solo perché sgradevoli, ma
perché ci interrogherebbero sul nostro concreto contributo ai temi caldi dell'umanità. A ciò che non facciamo e non faremo forse
mai.
Penso ai corpi di adolescenti che affiorano sul bagnasciuga delle nostre
spiagge, profughi verso una
speranza vana, finita in tragedia come tutta la loro
giovane vita.
Penso ai malati di mente
sui letti di contenzione a
pancia in giù affogati nel
loro vomito e morti da soli
in dimenticati sottoscale di
scintillanti ospedali .
E penso anche ai tanti genitori che abbassano gli occhi dando l'auto a figli strafatti con l'angoscia notturna della telefonata fatidica,
quella che restituirebbe loro il senso della realtà che
non vogliono guardare perché non intendono affrontare.
Abbiamo una vita sola. Da
spendere o da sprecare.
Roberto Cafiso
Vitadacani
o superiore a euro 1.000 (euro 3000 dal 2016) deve essere obbligatoriamente apposta la clausola “Non Trasferibile”. Le banche,
in caso di richiesta e rilascio di assegni in forma libera, sono tenute alla comunicazione alle Autorità pubbliche competenti, dei
dati identificativi ed il codice fiscale dei richiedenti e di coloro che
li abbiano presentati all‟incasso. Gli assegni bancari emessi a
nome dello stesso correntista compresi quelli „a me stesso‟, „a
me medesimo‟ o similari non possono circolare ma possono essere girati unicamente ad una banca per l‟incasso.
Libretti di Deposito al Portatore, di libretti di deposito al portatore emessi dalle Poste
E‟ previsto che questi libretti non possono avere un saldo pari o
superiore a euro 1.000 (euro 3mila dal 2016) in caso di superamento di tale limite, dovranno essere obbligatoriamente ridotti dal
possessore entro il 31 dicembre 2011. Nel caso in cui un libretto
di deposito al portatore venga trasferito ad altro soggetto, il possessore ha tempo 30 giorni per comunicare alla banca i dati identificativi del soggetto a cui è stato intestato il libretto e la data del
trasferimento. Per dati identificativi si intendono: per le persone
fisiche, nome e cognome, data e luogo di nascita, indirizzo, codice fiscale, tipo ed estremi del documento di identità; se soggetto
diverso da persona fisica, denominazione, sede legale, codice
fiscale.
Trasferimento di Contanti, Libretti di Deposito e Titoli al Portatore
Come risaputo il limite massimo per effettuare trasferimenti in
contanti ancora per l‟anno 2015 è fissato in euro 1.000, (euro
3.000 dal 2016) pertanto, sono vietati tutti i trasferimenti di denaro contante, di libretti di deposito al portatore, di titoli al portatore
tra soggetti diversi, che abbiano un valore di euro 1000 anche se
frazionato ma superiore o pari comunque a euro 1.000. I trasferimenti di denaro oltre tale importo possono essere eseguiti solo
per il tramite di banche, di Poste Italiane Spa o carte di credito.
Massimiliano Casto
Tributarista e consulente del lavoro
Gatti sterilizzati o dei misteri
Quando un gatto viene sterilizzato dovrebbe fare un minimo di
degenza post-intervento. Questo soprattutto se è una gatta. C‟è
chi pensa che basta dare un antibiotico a lento rilascio, tipo Convenia per le gatte (che per singola somministrazione è efficace
fino a 14 giorni) ed una tardocillina per i gatti (efficace per una
durata inferiore) e si possono quindi re-immettere sul territorio. Chi è gattaro/ra e ama davvero gli animali che sfama e cura
365 giorni l’anno non farebbe mai un errore che spesso è fatale
per un felino: re-immetterlo per strada immediatamente dopo la
sterilizzazione senza avergli dato qualche giorno di onvalescenza in un ambiente igienicamente sano e sicuro. Il gatto catturato
per sottoporlo alla sterilizzazione è sempre molto spaventato e
stressato e re-immetterlo per strada dopo l‟intervento è davvero
un comportamento irresponsabile. E‟ come buttarlo via!!! I veterinari dell‟ASP e le associazioni che sterilizzano gratis i nostri
felini prima di intervenire dovrebbero parlare con la gattara o
gattaro che hanno in affido i gatti da sterilizzare ed accertarsi
della garantita degenza post intervento dei felini. Diversamente
operare un gatto o una gatta e poi buttarli per strada e rischiare di
perderli o di farli morire di stenti è davvero qualcosa da evitare,
veramente da irresponsabili. Siamo venuti a conoscenza che giorno 22 settembre 2015 i gatti sterilizzati a Noto dai veterinari ENPA Nazionale appartenevano quasi tutti al Comune di Siracusa.
Le schede pervenute con i numeri di chip dovrebbero consentire
all‟ASP di Siracusa e provincia di poter risalire alle gattare che
hanno portato i gatti nell‟ambulatorio di Noto per farli sottoporre
agli interventi e quindi sapere dove hanno fatto la degenza una
decina di gatti di colonie feline della città Siracusa, uno di Flori-
dia e tre di Avola. Alla prima esperienza di sterilizzazione gratuita dei
gatti delle colonie feline della provincia di Siracusa da parte dell‟ENPA
Nazionale, dobbiamo constatare francamente che l‟ENPA locale ha
mancato nell‟organizzazione (solo 15 gatti in due giorni e non 50 come
programmato). Un vero peccato! Uno spreco di professionalità e di costi
che non ha una ricaduta positiva per arginare il fenomeno della crescita
numerica dei gatti nelle colonie feline. Inspiegabile altresì la provenienza di gatti della città di Siracusa fatti sterilizzare nell‟ambulatorio di
Noto. Inspiegabile anche la mancanza di firme da parte dei veterinari
dell‟ASP di Noto e di quelli dell‟ENPA nelle schede che riportano in
alto e scritto a mano la città di provenienza del gatto ed il microchip inoculato. Un esempio per tutti: la gattina di piccola taglia, di circa 9 mesi,
mantello grigio, pelo corto, sterilizzata il 22 settembre presso l‟ambulatorio di Noto da veterinari ENPA provenienti da Perugia ha avuto inoculato il microchip n. 380260041067707. E‟ stata sterilizzata ma il certificato di scheda anagrafica non è firmato dal Veterinario dell‟ASP e neanche dal responsabile competente dell‟Ufficio Comunale di Noto. Nello
stesso certificato, in alto a destra, risulta l‟annotazione “Siracusa”, cioè
una gattina di colonia di Siracusa (dove era stata rifiutata dal Dirigente
ASP veterinaria la sterilizzazione gratuita da parte dell‟ENPA). Stessa
annotazione per altri nove gatti provenienti da colonie feline dal Comune di Siracusa. Un gatto di circa due anni e mezzo, di colore nero, invece risulta proveniente da Floridia. Tre gatti sterilizzati a Noto risultano
provenienti da colonie feline di Avola. E allora quanti gatti delle colonie feline della città di Noto sono stati sterilizzati visto che in totale hanno usufruito della competenza e professionalità dei veterinari ENPA solo 15 gatti in due giorni?
Elena Caligiore
5
Domenica 25 ottobre 2015
Mafiopoli
in
salsa
siracusana
Ogni giorno notizie che si rincorrono sui malaffari perpetrati al Comune
una volta dal consigliere, un‟altra dall‟assessore, l‟altra ancora dal dirigente
Sinceramente non so se ridere o piangere. Mi riferisco alle notizie che si rincorrono quotidianamente sui malaffari perpetrati al Comune di Siracusa una volta da tal Consigliere Comunale, un‟altra dall‟Assessore, l‟altra ancora dal Dirigente e nel mezzo ci sta pure i malaffari di qualche dipendente o funzionario in cerca di denaro facile. Manca solo che ci scappi
il morto o il ferito e possiamo stringerci la mano con i Comuni che si trovano in mezzo a
guerre di Camorra o di Mafia.
Le risate nascono spontanee nel leggere le dichiarazioni degli interessati presi con le mani
nel sacco che, scrivono e fanno dichiarazioni
da grandi statisti con la premessa che, mai e
poi mai si dimetteranno e che anzi, le esperienze fatte, saranno a loro utili per un maggiore impegno futuro in politica. Le dimissioni del Presidente del Consiglio Comunale
sembrano l‟eccezione che conferma la regola
perché, per l‟appunto, l‟ex Presidente ha rilasciato un comunicato stampa in cui dice che
resterà in Consiglio e si prepara alle prossime
battaglie politiche/elettorali. Come dire : Curnuti e mazziati! Di Sullo si è spesso detto che
è un‟ottima persona e molti lo apprezzavano
di più nelle vesti di Dirigente d‟Azienda da
dove, chi lo conosce dice che ha fatto male a
uscirsene per inseguire visibilità e gratificazione politica che, per uno “zuzzerellone” come Lui, non gli hanno portato bene.
In tema di brave persone, mi è sembrata sorprendente quella parte della registrazione resa pubblica dalla Princiotta (denunciante nella
foto a destra), dove Sullo interloquiva proprio con la Consigliera usando termini quali
“..gioia..”, “ ma chi c….o t‟interessa”, “…chi ci varagni… “, insomma, frasi tratte da film
mafioso di secondo ordine. Veramente sorprendente ma indubbiamente, rimane triste e spiacevole che anche il Presidente del Consiglio Comunale della Città di Siracusa, sia coinvolto
prima in Gettonopoli e poi in Mafiopoli in salsa nostrana.
Un apprezzamento è doveroso rivolgerlo alla magistratura che, ricevuta la denuncia si è
prontamente attivata senza guardare in faccia nessuno e che, da qualche tempo, ha deciso di
fare rispettare la Legge anche dentro i palazzi della politica, in primis al Vermexio. Forse la
festa, il periodo delle vacche grasse e anche quello che, a fottere e brigare vedeva seduto in
prima fila chi doveva vigliare, è veramente finito e per l‟Amministrazione Comunale che in
questi più di due anni al Governo della Città, ha fatto di tutto per allontanare i cittadini dalla
politica locale forse, è lecito scrivere che il semaforo da giallo è passato a rosso. Saranno
anche stati in pochi i siracusani a manifestare contro Gettonopoli e forse protestavano più
nei riguardi di chi Governa la Città che non verso un gruppo di Consiglieri Comunali che,
oltre ad essere stati presi con le dita sporche di marmellata, ha fatto anche una figura barbina in giro per le televisioni d‟Italia. Mi viene da piangere se penso che in questi mesi, in
questi anni siano venuti fuori alcuni scandali rigorosamente siracusani che, sono
passati come acqua che scorre sotto il ponte
e cito solo alcuni: L‟assurdo taglio dei Pini
a Piazza Adda, Villa Reimann e gli arredi
spariti, Il Teatro Comunale e le comparsate,
il Teatro Greco e la Ferrari, dell‟assurdo
abbattimento del ponte sui Calafatari, per
non parlare del caso Open Land e il pagherò. Delle penali milionarie già pagate per il
cemento della Marina, dei casini in corso
con il caso Pillirina e tanto, tanto altro.
Il silenzio più rumoroso mi sembra però
quello che riguarda l‟INDA, dove nonostante i rinvii a giudizio da parte della Magistratura, tutto e sottolineo tutto, è fermo
al giorno prima dell‟inchiesta, come se nulla fosse successo. Ci sono stati su questo
caso, se non sbaglio, due comunicati stampa del Sindaco (nella foto a sinistra) che,
sostanzialmente, sono stati definiti dagli
esperti in comunicazione: aria fritta!! Signor Sindaco, mi permetto di suggerirle
che una grigliata di pesce sulla pubblica
piazza del Duomo, sarebbe stata più efficace dei due comunicati di cui sopra e se anche
avessimo respirato la stessa aria fritta, Lei avrebbe potuto dire che almeno la pancia dei siracusani, per una sera, era piena grazie al Comune.
La questione Resort di Ognina, a detta dei bene informati, è probabile che esploda a breve
per passare dalla fase degli annunci a quella della: ci diamo una smossa? Anche perché questi investitori sembrano che abbiano già acquistato i terreni, da chi per adesso non si sa, ma
anche questo verrà fuori e forse con qualche sorpresa.
In tutto quello che ho scritto, non c‟è nulla che sia collegabile alle parole: Futuro e sviluppo.
Forse è il caso d‟incominciare a preoccuparci.
Enrico Caruso
Sì
all’intervento
della
magistratura
Zappulla: E’ evidente che sono stati riscontrati elementi veri e concreti. Alle
forze dell‟ordine e al Procuratore della Repubblica vanno il nostro
apprezzamento e sostegno perché piena luce, verità e giustizia vengano fatte
Riceviamo e pubblichiamo la nota a firma
dell’on. Pippo Zappulla e del consigliere
comunale Simona Princiotta. Ecco il testo:
I provvedimenti assunti dalla magistratura
in queste settimane, indagini e avvisi di
conclusione, stanno a dimostrare in modo
inequivocabile che le riserve, le preoccupazioni e le denunzie politiche realizzate da
più parti e da noi in particolare in questi anni non erano pretestuose né strumentali ma
concrete e fondate. Se la magistratura ha
ritenuto di intervenire è del tutto evidente
che ha avuto modo di riscontrare elementi
veri e concreti. Alle forze dell‟ordine, alla
magistratura siracusana e al Procuratore
della Repubblica vanno il nostro apprezzamento e sostegno perché piena luce, verità e
giustizia vengano fatte su tutto quanto attiene la regolarità delle procedure e delle scelte, affermando la doverosa trasparenza e
legalità in ogni atto politico e amministrativo della città. A loro il compito e la prerogativa di accertare i fatti e le eventuali responsabilità penali con i provvedimenti
conseguenti. Attendiamo, quindi, con fiducia il completamento delle istruttorie e le
decisioni conseguenti. Ma il non sostituirsi
al ruolo degli inquirenti non assolve la politica e la classe dirigente. L‟asticella della
legalità e della trasparenza va tenuta, infatti, altissima senza alcun accomodamento né
cedimento. In questi anni, invece, ogni qual
Di Marco: Riuniamo gli organismi
Riceviamo e pubblichiamo: In merito alle vicende giudiziarie che
colpiscono amministratori, vertici, dirigenti del Comune di Siracusa, in attesa che la magistratura faccia il suo corso, auspicabilmente nel più breve tempo possibile, il Partito Democratico deve
riunire con urgenza i suoi organismi alla presenza della sua rappresentanza consiliare e di giunta per esprimere collegialmente
una valutazione politica, evitando di affidarsi a singole esternazioni. L'opinione pubblica, particolarmente colpita dal susseguirsi di
denunce e apertura di indagini, che attengono vari settori amministrativi e rappresentanti della maggioranza di governo, non puo'
attendere.
Marika Cirone Di Marco
volta è stato posto un rilievo critico su ipotesi di anomalie negli appalti, sulla gestione di servizi o incompatibilità e così via,
abbiamo riscontrato singolari silenzi o,
peggio, fastidi e polemiche inutili e speciose. Fino ai tentativi gravissimi di applicare
la vecchia e odiosa arma della denigrazione e della attivazione della macchina del
fango. Ritorniamo ad affermare che, fermo
restando l‟autonomia della magistratura
nelle indagini e nell'assumere tutti i provvedimenti che si ritiengono doverosi, questo di norma avviene perché su vicende
simili c‟è il vuoto e l‟immobilismo della
politica. Sulla conclusione delle indagini,
in particolare, comunicata al Presidente del
consiglio comunale un conto è rispettare le
decisioni che saranno assunte dagli inquirenti altro è non rendersi conto che con
quelle ipotesi di reato estremamente gravi
non può restare al suo posto. Ci sono i valori dell‟etica e della morale che impongono le dimissioni di Sullo da presidente del
consiglio comunale. Così come riteniamo
che il dott. Pisana, fino alle conclusioni
della vicenda, dovrebbe essere destinato ad
altri incarichi e al Sindaco rinviamo la decisione. La politica e le istituzioni hanno il
dovere di intervenire senza timori, senza
girarsi dall‟altra parte, senza diplomazia,
assumendosi la responsabilità degli atti e
indirizzi.Lo diciamo con la franchezza che
occorre: nessuno può liquidare il giudizio affermando che si tratta di vicende antiche, legate a precedenti amministrazioni. E‟
chiaro che alcune questioni affondano le
radici negli anni e in responsabilità precise
della destra siracusana. Ma come non fare a
capire che riguardano anche il tempo
dell‟attuale legislatura e rischia di coinvolgere trasversalmente diversi soggetti? Qualora l‟attuale Presidente venisse rinviato a
giudizio, con quelle accuse, crediamo, inoltre, che il Comune di Siracusa debba costituirsi parte civile perché quei reati li avrebbe
commessi nel ruolo apicale di massimo
esponente del consiglio, ledendo pesantemente l‟immagine dell‟assise, dei consiglieri
e della stessa Amministrazione.Ci aspettiamo, infine, che queste vicende sveglino le
coscienza dei dormienti, di quanti pensano
che si tratta di questioni personali. Perché in
ogni partito e schieramento, di maggioranza
e di opposizione, si alzi l‟indignazione contro ogni atto violento e illegale, perché torni
il libero confronto delle idee, anche aspro e
duro ma nel rispetto delle opinioni di tutti
nell‟interesse generale della città e della comunità. Il primato della politica si afferma
assumendosi le responsabilità.
Pippo Zappulla
Simona Princiotta
6
Domenica 25 ottobre 2015
Coltraro chiede i danni alle Iene
Il deputato: Creato un allarme sociale affermando che sono stati derubati
190 proprietari di terreni. E’ un falso che ho già provveduto a denunciare
Risarcimento di 10 milioni
Riceviamo e pubblichiamo una nota del deputato Giambattista Coltraro, dopo il servizio pubblicato nei giorni scorsi dalle Iene
(vedi foto sopra), servizio che lo riguarda in
prima persona:
L'inviato delle iene Casciari, senza nessuna
preventiva informazione ha creato un allarme sociale dicendo che sono stati derubati
190 proprietari di terreni in provincia di Siracusa a seguito di un atto di vendita da me
ricevuto , parlando addirittura di mafia, insultando in tal modo l'intero popolo siciliano
e la categoria dei notai con tanta superficialità che può venire soltanto da una persona
che si finge giornalista pur non essendolo e
dimostra tutti i propri limiti così come si
evince dal servizio che è stato portato avanti
contro il sottoscritto.
Ebbene sì, non c'è stata nessuna ruberia di
terreni e ad oggi i 190 proprietari dei terreni
di cui parla il falso giornalista Casciari sono
intestati agli stessi presso il registro che certifica le proprietà in Italia (Agenzia del territorio e l'inviato delle iene Casciari non è
iscritto nell'albo dei giornalisti ed esercita
Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’avvocato dell’on.
Coltraro:
Il notaio ha ragione. Il giornalista non è un giornalista ( e
per questo abbiamo già depositato denunzia penale) ed i
terreni tutt'oggi sono ancora intestati ai proprietari che si
lamentano (???) nel servizio. Nei prossimi giorni notificheremo a Mediaset un azione civile risarcitoria per 10
milioni di euro, naturalmente in solido a questo
"giornalista" .... e chiameremo anche in causa l'ordine
nazionale dei giornalisti per capire cosa ne pensa… Così
vediamo se riesce a dimostrare le cazzate che dice pure
in tribunale .
Giuseppe Calafiore
abusivamente la sua professione combinando pasticci.
Falso su falso. Falso caso e falso giornalista.
Ho fatto una visura ipotecaria in data
odierna a tutti i 190 proprietari dei terreni
indicati da Casciari nel servizio delle iene
ed ad oggi sono tutti proprietari dei propri
terreni.cCiò lo può evincere qualsiasi cittadino che avendo i nominativi a disposizione effettua una visura sulle proprietà e
verificherà che il sottoscritto notaio non ha
mai ricevuto alcun atto trascritto contro i
detti proprietari.
Circa sei mesi fa, io, la mia compagna e le nostre tre gatte, siamo
venuti a vivere in zona Plemmirio, in una casa di campagna di
quelle antiche, con poche recinzioni e terreno agricolo adiacente.
Per le tre micie, abituate a stare chiuse in una casa di città, è stata
subito festa. Corse all’aria aperta, su spazi grandi e liberi, e nuove
amicizie con i due gatti maschi del vicino. Anche per noi, andare a
vivere in campagna, è stato un toccasana. La più piccola delle
nostre gatte è stata fecondata da uno dei due maschi del vicino e
qualche mese fa sono venuti alla luce degli splendidi cuccioli, che
hanno allargato la famiglia. Dopo diversi mesi di permanenza qui,
le grandi hanno imparato a conoscere il territorio, a stare attente ai
veicoli di passaggio e a socializzare col vicinato. Abbiamo deciso
così di dargli fiducia, e di lasciarle libere di entrare ed uscire a loro
piacimento. Soltanto di notte le chiudevamo in casa per prudenza.
il resto della giornata, fino a mezzanotte circa, se la spassavano
dove volevano, in giro per il territorio, tornando solo per mangiare
e bere.
La loro felicità ci riempiva il cuore, giorno dopo giorno. Tre giorni
fa, questo paradiso ha cessato di esistere. Sono le 18 circa, e mi
trovo solo in casa. Le tre micie, assieme ai cuccioli, sono fuori,
come di routine, a giocare. Si trovano sulla veranda di casa mentre io sono in cucina a dare una pulita. Ad un certo punto sento
uno strano rumore provenire da fuori, come se i gatti si stessero
azzuffando. Un brutto presentimento mi assale e, nonostante sia
in ciabatte, mi precipito a vedere cosa sta succedendo. Appena
prima di arrivare alla porta, sento abbaiare ferocemente. I miei
presentimenti erano giusti: qualche randagio sta attaccando i miei
gatti. Appena apro la porta, la scena che mi trovo davanti è agghiacciante: la madre dei cuccioli, la più piccola delle adulte, sta
volando in aria lanciata da un cane che l’aveva azzannata. Lui ha
ancora un grumo dei suoi peli in bocca. La piccola atterra violentemente, ma si rialza. In un lampo di secondo, cerco di fare il resoconto della situazione: le adulte stanno scappando verso la terrazza, assieme ad uno dei gatti del vicino. I piccoli corrono verso il
È tutto un falso e una bufala, ad iniziare
dall'oggetto della trasmissione, fondato su
dati e eventi falsi e calunniosi a concludere
dal giornalista Casciari che giornalista non
è.
Il sottoscritto ha già avviato le azioni giudiziarie contro le iene, contro casciari per
abusivo esercizio della professione di giornalista e contro i proprietari dei detti terreni che si sono prestati a questa pantomima
e ad uno spettacolo indecoroso. Ciascuno
di questi proprietari verrà chiamato in giudizio per verificare se abbia o meno il proprio terreno ancora intestato allo stesso,
Storia ordinaria e triste
di randagi al Plemmirio
terreno, ma sembrano ancora interi. I cani sono due, grossi come
dei Terranova, e non sono molto socievoli nei confronti dei felini.
Inizio ad urlare e mi avvento sul più vicino che ho. Cerco di mollargli un calcio sul di dietro, ma ho l’impressione di non avergli
fatto nemmeno il solletico. Questo però basta a farlo spaventare
e metterlo in fuga. Anche l’altro cane si mette in fuga, ma nella
loro strada c’è uno dei cuccioli che sta scappando. Fortunatamente riesce ad infilarsi dentro un tubo da dove fluiscono le acque piovane. Allarmati dal mio continuo urlare e dal fatto che li
ho quasi raggiunti, demordono e scappano via. I gatti sono tutti
dispersi e, con il cuore ancora in gola, mi metto a cercarli uno per
uno. La ricerca finisce tre ore dopo, al buio pesto, fortunatamente
senza conseguenze gravi. Nel frattempo, le urla hanno fatto accorrere i vicini. Gli spiego la situazione e mi dicono di rassegnarmi: ogni anno, in questo periodo, intere colonie di gatti vengono
trucidati da cani randagi, perfino mamme che stanno allattando i
cuccioli appena nati. Tutti, nella zona, mi confermano questa
orribile verità. Pare addirittura che non tutti i cani siano “orfani” di
padrone. C’è chi giura che molti di essi hanno una casa ed una
famiglia, ma che al finire della stagione estiva, quando la casa al
mare viene lasciata per rientrare in città, i cani vengono abbandonati fuori, con la speranza che si trovino il cibo da soli o che il
crudele destino faccia la sua parte.
Quando i cani girano insieme, formando un gruppo, diventano un
branco, ed i branchi, si sa, sono pericolosi, non solo per le colonie feline, ma anche per le persone o per altri animali. Molti residenti lamentano la presenza dei cani vaganti nella zona. Alcuni
così come è, e come mai si sia prestato a
tali falsità.
Il sottoscritto ha ricevuto alcuni atti negli
anni 2012 e 2013 ai sensi dell'art.1488 c.c.,
che non hanno comportato alcun trasferimento di proprietà di terreni, e che sono
stati giudicati legittimi dalle competenti autorità che controllano l'operato dei notai.
Si tratta di una barbara strumentalizzazione
politica , in cui viene utilizzata dai miei nemici, come arma, la mia professione non
avendo la forza di confrontarsi sui reali temi che interessano i nostri cittadini.
Si sta cercando con la complicità di alcuni
proprietari dei detti terreni e del falso giornalista Casciari di trasformare in un caso di
ruberie di terreni una normale fattispecie di
usucapione tra privati ove alcuni degli stessi
soggetti proprietari hanno abbandonato da
anni i loro terreni permettendo ad imprenditori agricoli di esercitarvi il pascolo e quindi di vantare dei diritti sugli stessi.
Ebbene non voglio entrare nel merito del
detto fatto, nè mi interessa ,né sono deputato a farlo, sarà la magistratura competente ,
a cui mi affido, che verificherà chi abbia
ragione o torto e se sono stati compiuti reati.
Quello di cui sono certo io è che non sono
mafioso né un complice di ladri di terreni e
che agiro' giudizialmente per tutelare i miei
diritti contro quei falsi giornalisti
che,venendo in Sicilia utilizzano a sproposito la parola mafia, insultando ogni cittadino
dell'isola, solo per fare audience in televisione.
se li ritrovano davanti il cancello di casa ed hanno paura di scendere dalla macchina per aprire o chiudere. Altri, addirittura, sono
stati quasi azzannati. Qualche volontario, genuinamente (ed ingenuamente), porta da mangiare ogni giorno a questi randagi, non
sapendo di aggravare la situazione. Il cane affamato, infatti, usa
tutte le proprie energie per la ricerca del cibo, spesso trovato in
carcasse di animali già morti, scarti di agricoltura o fra i cassonetti
dei rifiuti. L’ultimo dei suoi pensieri è quello di divertirsi a rincorrere gatti o persone.
Il cane più pericoloso, invece, è quello che sa di poter andare in
giro a fare quel che vuole poiché al suo ritorno troverà la ciotola
piena. Ne è dimostrazione il fatto che le prede uccise vengono
lasciate sul posto senza essere mangiate. Io sono arrabbiato, perché quei cani sono venuti davanti la porta di casa mia ed hanno
quasi fatto una strage dei miei animali. Sono frustrato, perché mi
sento impotente davanti alla situazione. Sono triste, perché i miei
gatti piangono davanti a porte e finestre la libertà che hanno perduto. Sono terrorizzato, perché quei cani possono tornare in qualsiasi momento ed aggredire me o la mia compagna, stavolta. Il
problema del randagismo, al Plemmirio, non è nuovo. Tutti lo
conoscono, ma nessuno può (o vuole) far niente. Amo gli animali,
e questo mi impedisce di reagire con metodi non convenzionali,
ma so già che qualcuno, arrivato al limite della sopportazione, lo
farà al posto mio, come succede ogni anno. Ci sarà il solito scandalo, il solito polverone, il solito genocidio di massa che vedrà un
sacco di randagi morire crudelmente perché chi di dovere non ha
fatto nulla. Associazioni animaliste hanno stimato oltre 100 randagi nella zona, e mentre qualcuno va in televisione a vantarsi che il
Comune di Siracusa ha speso un sacco di soldi per risolvere il
problema, i residenti sanno benissimo che poco o nulla è stato
fatto, e le uniche cose che gli rimangono sono la rabbia, la paura
e la speranza che gli vada sempre bene.
Antonio G.
7
Domenica 25 ottobre 2015
Autonomia violata Ma che succede?
“Ritengo che il comportamento del Consiglio dei ministri violi lo Statuto e l‟autonomia della Regione
siciliana che è parte integrante della Costituzione italiana”. Così si è espresso il deputato regionale e
vice-presidente della Commissione „Bilancio e Programmazione‟ all‟Ars, Vincenzo Vinciullo, raggiunto al telefono a poche ore dalla decisione del Consiglio dei ministri di martedì 20 ottobre. Infatti nel corso di una „riunione lampo‟ di soli 10 minuti, presieduta dal Ministro dell‟Economia Pier Carlo Padoan,
il Cdm ha liquidato la legge regionale n. 19 dello scorso agosto che andava a riformare il servizio idrico
integrato: secondo il Cdm la legge "Disciplina
in materia di risorse idriche" va corretta in molti
punti. Di tutt‟altro avviso Vinciullo che difende
l‟operato dell‟Ars e la bontà della legge – “Gli
Art. 14, 17 e 18 dello Statuto affidano e riconoscono alla Regione Sicilia di avere poteri concorrenti ed esclusivi sull‟argomento, di conseguenza la Regione e per essa l‟Assemblea
regionale siciliana ha operato in maniera corretta e in rispetto della Costituzione – ha chiarito il deputato del Nuovo centro destra - ma
soprattutto ha agito nel rispetto del referendum
popolare che ha stabilito che l‟acqua dovesse
ritornare pubblica. Di conseguenza non comprendo il comportamento del Cdm – ha continuato Vinciullo - che entra in sfere di competenza della Regione siciliana, violando di conseguenza la volontà del popolo e del referendum, dando
l‟impressione di riconsegnare l‟acqua ai privati”.
Pare chiaro che il deputato regionale abbia quindi tutta l‟intenzione di continuare la sua battaglia personale per l‟acqua pubblica in coerenza con un percorso iniziato anni fa e che lo ha visto tra i pochi
esponenti del centro destra impegnati prima a raccogliere le firme per il referendum e successivamente nel sostenere il ritorno all‟acqua pubblica tramite l‟attività parlamentare che aveva portato all‟approvazione della riforma del sistema idrico integrato. “Chiederò - dice Vinciullo - con un atto parlamentare
al Governo di opporsi a questa decisione del Cdm e di adire alla Corte Costituzionale al fine di farsi
riconoscere dal giudice delle leggi il diritto della Regione Siciliana a continuare a legiferare in maniera
esclusiva su questo argomento. Io sono contrario alla gestione privata e continuerò a impegnarmi fino
alla fine affinché l‟acqua sia pubblica”.
Giancarlo Lo Monaco
Che succede a Siracusa? Me lo hanno chiesto molti
amici che vivono altrove, ma che amano questa città.
Succede che è morta la politica, defunta, e non da ora.
E quando ciò accade, la storia, dal 1992 in poi ce lo
insegna, arriva la magistratura a supplire. All’inizio
fu rimborsopoli, poi gettonopoli, poi l’INDA, poi gli
asili nido, gli impianti sportivi, i campi estivi, le minacce alla consigliera Princiotta, ed ogni giorno
spunta una novità. Abbiamo un problema, serio, ed è
un problema politico, prima ancora che giudiziario.
Siamo garantisti per natura e lo siamo con tutti, per
cui lasciamo ai giudici il compito di accertare i fatti e
le responsabilità, ma siamo anche cittadini elettori e
la vita della Polis ci interessa e siamo legittimati ad
esprimere opinioni.
La cosa più sorprendente della vicenda, è la doppia
morale, soprattutto della sinistra. Si è dimesso qualcuno per gli scandali sopra citati? Solo il Presidente del
Consiglio comunale, che però continua ad occupare il suo scranno da consigliere. Il garantismo a corrente alternata ci da fastidio. Marino viene fatto dimettere senza essere indagato,
mentre le persone coinvolte nelle vicende aretusee stanno ancora lì, nonostante le figuracce
cui hanno esposto la città, basti pensare alle dirette nazionali sui gettoni di presenza. E non
provano nemmeno vergogna. Tanto sanno che l’indignazione dei siracusani passa presto.
D’altronde si sa, la legge, con gli amici si interpreta, e con i nemici si applica.
Due parole, in ultimo, sulla consigliera Simona Princiotta, colei, che con le sue denunce, ha
scoperchiato il pentolone su alcune vicende poco edificanti. Non la ritengo una eroina, una
wonder woman. E’ una persona normale. Fa semplicemente quello che ognuno dovrebbe
fare, il proprio dovere, il proprio lavoro. Esercita il proprio diritto ispettivo e non chiude
mai un occhio, in mezzo ad una comunità di ciclopi. Quando una persona normale viene
considerata speciale, c’è qualcosa che non va, non in lei, ma in noi, noi che tolleriamo e
chiudiamo un occhio, che non ci indigniamo, che abbozziamo o ci giriamo dall’altro lato.
Sorprende, poi, il silenzio del partito della Princiotta, il PD. Tacciono il segretario provinciale e quello cittadino. Un silenzio imbarazzato ed imbarazzante.
Maurizio Landieri
Variante alla Pillirina? Una cazzata!
Dopo la bocciatura della Regione, parla l’ex sindaco Roberto Visentin:
Ricordo le varie denunce nei miei confronti dell’attuale sindaco Giancarlo
Garozzo che oggi espone la città ad un nuovo, sanguinoso risarcimento
Riceviamo e pubblichiamo la nota di Roberto Visentin, ex
sindaco di Siracusa. Ecco il testo:
Leggo sulla stampa della bocciatura della delibera del Consiglio Comunale di Siracusa sulla variante di destinazione
delle coste. - Cosiddetta variante della bellezza - (Del. 118
del 04/08/2011). Da un lato la bocciatura, per chi come me,
dall‟opposizione dell‟epoca, purtroppo anche con la complicità sotterranea di parte della maggioranza, è stato additato
alla pubblica opinione come un cementificatore che voleva
la distruzione ambientale di parte della nostra città, potrebbe
rappresentare motivo di soddisfazione ma non è così, perché
si tratterebbe di poca e meschina cosa se si pensa alle conseguenze a cui la Città andrà incontro in termini risarcitori e
che di che cosa si sarebbe potuto realizzare in termini di sviluppo della nostra città in questo periodo di grave crisi economica. Bastava un bravo studente in giurisprudenza per
capire che la richiesta del Consiglio Comunale con l‟atto di
indirizzo del dicembre 2010 non poteva essere evasa in termini positivi. Nonostante però i pareri contrari degli uffici
(urbanistica e legale), l’opposizione sotto la guida dell’attuale Sindaco e del compianto Avv. Di Giovanni volle andare avanti lo stesso e visto che la mia Amministrazione
non avrebbe mai formulato una proposta in tale senso, ha
scritto di sua iniziativa la delibera che oggi viene annullata
dalla Regione e sulla quale ancora una volta in aula gli uffici comunali hanno espresso parere negativo.
Tutta la vicenda è durata quasi un anno durante il quale si è
scatenata una campagna di stampa straordinaria contro la
mia Amministrazione e anche contro la mia persona arrivando perfino nel mese di Marzo 2011 ad inviare alla Procura della Repubblica un esposto da parte dell‟allora Segretario del PD (Gulino) e dell’allora Capogruppo (l’attuale
Sindaco Garozzo) chiedendo di verificare se vi erano responsabilità penali per ritardo nella redazione delle varianti
richieste dal Consiglio Comunale nell‟Agosto 2010 ed in
particolare contro il sottoscritto perché aveva avanzato osservazioni critiche all‟allora redigendo piano paesaggistico
contravvenendo, secondo i firmatari dell‟esposto, le indicazioni del Consiglio Comunale.
Un‟altra lettera contro il sottoscritto fu inviata, sempre da
Garozzo e Gulino, al Prefetto di Siracusa, sostanzialmente
per lo stesso motivo, chiedendo allo stesso di intervenire
sulla mia persona.
Da ciò si evince quale clima di tensione e contrapposizione
si volle artatamente instaurare per arrivare a legittimare uno
scontro politico che sicuramente non avrebbe portato come
non porterà alcun beneficio a Siracusa.
Per semplificare, come si poteva pensare che una persona
che ha comprato dei terreni previsti edificabili in un Piano
Regolatore vigente (approvato dal Consiglio Comunale di
Siracusa e dalla Regione alla fine del 2007) e, quindi, certificati come tali dagli Uffici potesse, senza alcun motivo,
accettare supinamente la loro variazione in terreni a verde o
simili. La legge vale per tutti e specialmente per chi amministra. Le scelte politiche erano state fatte al momento
dell‟adozione del Piano Regolatore da parte del Consiglio
Comunale e non si possono modificare a piacere senza ri-
spetto della certezza del diritto, piaccia o non piaccia la
scelta all‟epoca adottata. Solo per aver sostenuto questo io
sono diventato agli occhi della città un cementificatore
piuttosto che un garante del diritto di ogni cittadino.
Per mera opposizione politica, i sostenitori della variante,
hanno, invece, scelto di andare avanti senza alcuna riflessione ma, soprattutto senza modestia e con infinita arroganza solo per iniziare una campagna di delegittimazione della
mia Amministrazione utile ai fini elettorali che, per la verità, ha raggiunto lo scopo ed ha portato i suoi frutti a buona
parte di coloro che a quel tempo, hanno sostenuto tale azione politica.
All‟epoca si sarebbe potuto, come avevo più volte detto,
concertare tra tutti gli attori della vita sociale e politica della città un incontro con il proponente dell‟intervento al fine
di discutere insieme il miglior modo per l‟esecuzione
dell‟intervento stesso nell‟assoluto rispetto ambientale e
nell‟interesse dei nostri cittadini.
Non si è voluto fare, si è fatto solo una guerra aperta, ma
ora chi PAGA?
Certamente i SIRACUSANI.
Qualcuno osserverà che l‟ambiente non si compera e va
salvaguardato ad ogni costo.
Sono assolutamente d‟accordo ma, chiedo ai molti novelli
ambientalisti dove erano e che cosa hanno fatto allorquando sulle nostre coste è stato realizzato l‟abusivismo che oggi è sotto gli occhi di tutti e dove erano quando dovevano
intervenire al momento dell‟adozione dell‟attuale Piano
Regolatore?
In ultimo mi chiedo come mai oggi c‟è tanta disponibilità
da parte dell‟attuale Amministrazione verso una iniziativa
che non voglio giudicare, ma che comunque comporta una
modifica e una variante importante alle prescrizioni del
Piano Regolatore e mi riferisco al nuovo insediamento residenziale-turistico con annesso campo di golf che si vorrebbe realizzare in contrada Ognina ?”
Roberto Visentin
Roberto Visentin ha (in parte) ragione. Tutto è nato dal
nuovo PRG votato dal centrodestra nel 2006, grande regista
e procacciatore Titti Bufardeci (ora transitato a sinistra nel
PD crocettiano senza pudore e senza vergogna). E' in quel
momento che si consuma la più grande svendita del territorio siracusano sulla base di dati urbanistici improbabili se
non falsi (si pensi alla dimensione demografica), rendendo
cementificabile ciò che cementificabile in questa città non lo
era stato mai (esempio: larghi tratti delle coste, Acradina,
Mazzanti etc etc): tutti aspetti a lungo denunciati in tutte le
sedi possibili che avevano (unitamente alla successiva vicenda del Porto Grande) messo addirittura in forse, come
ebbe a dire la Presidentessa Nazionale di Italia Nostra, la
permanenza di Siracusa nei siti UNESCO.
Si chiede Visentin: “molti novelli ambientalisti dove erano e
che cosa hanno fatto quando dovevano intervenire al momento dell’adozione dell’attuale Piano Regolatore?”. Mistero.
A sostenere quella battaglia contro un PRG devastante per
la città furono pochi consiglieri comunali dell'allora minoranza (parlamentari esclusi) e, nella stampa, un solo modestissimo settimanale come “I Fatti”. Il resto era distratto o
falsamente distratto perché spudoratamente complice. Del
resto questa doppiezza di alcuni falsi ambientalisti nostrani
(come i falsi antimafiosi, i puri etc) si ripeterà negli anni
successivi come nelle vicende attinenti la cementificazione
del Porto Grande, la vicenda Spero etc. Tutti sul mercato
all'insegna del tornaconto personale.
Ma oggi, aggiunge Visentin, “mi chiedo come mai c’è tanta
disponibilità da parte dell’attuale Amministrazione verso
una iniziativa che non voglio giudicare, ma che comunque
comporta una modifica e una variante importante alle prescrizioni del Piano Regolatore e mi riferisco al nuovo insediamento residenziale-turistico con annesso campo di golf
che si vorrebbe realizzare in contrada Ognina “? Ecco come mai? Il Resort Ognina è parente del Resort Arenella voluto dal politico di sinistra Bufardeci che allora era di destra che più di destra non si può ?. Affari sulla testa della
Città? Affari allora affari oggi? Del Resort Arenella sostenutissimo dal centrodestra cittadino come fonte inesauribile, si millantava, di nuova occupazione e di grande incremento turistico...è rimasto ben poco. Attendiamo la vendita
delle singole villette come era stato ampiamente previsto.
La nuova splendida iniziativa di resort Ognina targato FotiGarozzo seguirà la stessa strada? Certo, anche peggio, perché l'area e più vasta ed ingloba senza vergogna il porticciolo di Ognina, la strada provinciale, una larga, spropositata porzione del territorio da edificare,cementificare, per
fantastici campi da golf....etc. Si sentono obiezioni sdegnate
dall'opposizione? Da uomini di cultura ? Dai c.d. benpensanti? Nulla di nulla. Possono tranquillamente asfaltare e
costruire , la città assiste sfiduciata, alla politica non crede
più, la città di una volta che si ribella...è scomparsa. Ha ragione Visentin. Le sceneggiate vengono predisposte in modo
grottesco, con bugie che non convincerebbero neanche un
deficiente, ma sembrano sufficienti a far fare quello che vogliono.(sb)
8
Domenica 25 ottobre 2015
contromano
"La Tav va sabotata, ecco a cosa servono le cesoie, a tagliare le reti".
(Erri De Luca)
Le case - soprattutto le
prime case dei ricchi sulle
quali Renzi vuol togliere le tasse - vanno
svaligiate, ecco a cosa servono i piedi di
porco. (J. Strummer)
Le camionette delle celere e dei carruba
vanno spaccate, ecco a cosa servono gli
estintori. (J. Strummer - G8 Genova).
Se non si riesce a demolirle vanno incendiate, ecco a cosa servono le molotov. (J.
Strummer - Milano 2015)
Le donne vanno picchiate ecco a cosa
servono i tirapugni, ma possono andare
benissimo anche marruggi locali, padelle
antigraffio, posacenere di marmo del salotto, soprammobili orribili ma pesanti. (J.
Strummer)
Le mogli e i figli vanno ammazzati, le mogli da sveglie, i figli se possibile nel sonno
- se non è possibile pazienza - , ecco a
cosa servono i coltelli da cucina (J.
Strummer)
Le banche vanno rapinate, ecco a cosa
servono i passamontagna, ma anche le
pistole ed eventualmente i fucili a pompa
sono utilissimi (J. Strummer)
Le casseforti vanno sventrate, ecco a cosa servono le fiamme ossidriche (J.
Strummer - I soliti ignoti)
Se non Erri,
allora Joe:
Libertà di
espressione
Le vetrine vanno spaccate, ecco a cosa
servono le mazze, se c’è dentro il negoziante tanto vale dare una botta anche a
lui. (Strummer - Blackblock)
I ladri vanno sparati, ecco a cosa serve
la pistola sotto il cuscino o la doppietta
sotto al letto. (J. Strummer - M. Salvini)
Se i ladri sono neri o comunque immigrati state attenti a non ferirli e basta,
ecco a cosa serve il mirino. (M. Salvini J. Strummer)
Le fiancate delle auto vanno sfregiate,
ecco a cosa servono le chiavi (J.
Strummer - Fidanzato/a geloso/a)
I ragazzi vanno bucati, ecco a cosa servono le siringhe (J. Strummer Trainspotting).
I ragazzi vanno anche sniffati, ecco a
cosa serve la coca. (J. Strummer - Cartello di Medellin)
I ragazzi drogati comunque vanno picchiati dai poliziotti tanto se muoiono poi
ti assolvono, ecco a cosa servono i tribunali. (J. Strummer - S. Cucchi)
Gli ebrei vanno gasati (J. Von Strummer
- H. Goering)
Quelli sopravvissuti, o comunque i loro
discendenti, vanno ammazzati dopo. (Al
Strummer - Hamas).
Le case del fascio si bruciano col fuoco
ma coi fascisti dentro sennò è troppo
poco. (J. Strummer - Movimento 1977)
I bambini sono squisiti al forno. (J.
Strummer. J. Vissarionovič Džugašvili )
Il calcio è pulito (J. Strummer, J. Blatter,
M. Platini)
Ci vedo benissimo non era gol il tiro di
Muntari. (J. Ancoraincazzato Strummer,
P. Tagliavento)
Gli arbitri - sopratutto quelli che regalano le partite alla Juve - vanno colpiti,
ecco a cosa servono le biglie. (J.
Strummer)
Gli immigrati devono andare a fanculo,
sono sporchi e tolgono il lavoro a chi
qui c’è nato (J. Strummer, M. Salvini).
Gli immigrati italiani, specie quelli veneti, devono andare a fanculo, sono sporchi e tolgono il lavoro a chi qui c’è nato.
(T. Roosevelt, J. Strummer)
Si vede che è maggiorenne (J. Strummer, S. Berlusconi)
Si vedeva che era maggiorenne (J.
Strummer, Parlamento Italiano)
La Val di Susa sarà distrutta dall’amianto. (E. De Luca)
Io dalla demagogia e dall’ipocrisia radicalchic (J. Strummer)
Mi sto rigirando assai nella tomba
(Francois-Marie Arouet)
Hasta lo Voltaire siempre
Joe Strummer
Ci sono minchiate e minchiate
Dopo avere scritto
di una presunta trattativa di
Stefania
Prestigiacomo con la
finalità di lasciare Forza
Italia non potevamo che
essere colpiti dagli strali
provenienti da quella
parte. Ovviamente non
dall‟interessata che vivendo sull‟Olimpo non
guarda alle cose meschine degli uomini, bensì
dal sodale senatore Bruno Alicata. Ecco cosa
ci ha fatto pervenire. “ Egregio dr. Gregorio
Valvo, leggo per la prima volta, più tra il divertito che l'infastidito, di indiscrezioni circa
un possibile passaggio, mio e della Prestigiacomo, tra le fila di Ncd. Indiscrezioni che,
secondo lei, sarebbero alimentate dalla presunta nostra indisponibilità al chiarimento.
Avendo appreso tale cortilata dalla sua rubrica "...e non solo parole", (...ma neanche minchiate!...), approfitto della sua gentilezza, per
significarLe tuttavia di non ricordare, da parte
sua, la richiesta di alcun chiarimento su una
ipotesi che, per quanto mi riguarda, solo una
mente malata potrebbe semplicemente immaginare... Poi, per carità, lei ha sempre l'ultima
parola e...da orgoglioso ex comunista qual'è
vivendo tra dogmi e certezze, magari resterà
convinto del contrario, mentre io, con altrettanta convinzione, continuerò imperterrito a
stimarla, nonostante l'inutile chiacchiera da
perditempo al bar (di certo non a lei attribuibile...). Bruno Alicata. Ps: le trasmetto anche
l'ultimo mio com. stampa riferito al min. Interni, per comprendere meglio quale sia la
mia opinione sul soggetto...” Fermo restando
che le minchiate fanno parte della politica a
pieno titolo, altrimenti non esisterebbero i politici, dobbiamo dire che il senatore Alicata ci
ha colpito per la pacatezza della sua risposta
che ci ha pienamente convinti che ogni trattativa possibile che ci sarebbe stata con Ncd o
altri non sarebbe andata a buon fine. Le
minchiate di cui abbiamo scritto circolano
negli ambienti romani moderati. Magari
non sarà vera, però, ci sorprende che gli interessati non abbiano ricevuto sentore prima
delle nostre minchiate propalate attraverso
questo modesto mezzo cartaceo. Non sarebbe cosa elegante riferire i nomi autorevoli di
quanti sostengono della possibile fuga da
Forza Italia di Stefania Prestigiacomo, come
sarebbe inopportuno parlare delle non nobili
motivazioni di questa presunta e improbabile decisione. Chi frequenta gli ambienti della politica romana ne ha certamente parlato
nei luoghi istituzionali che ospitano i parlamentari spargendo indiscrezioni per attrarre
l‟attenzione dei giornalisti. Le indiscrezioni,
ovviamente, hanno un valore presunto fino a
quando non vengono confermate da fatti
concreti (ricordiamo che i missili a Cuba
emersero come indiscrezione). I giornalisti
hanno l‟obbligo di riferirle comunque se
non riguardano la sfera del personale. Detto
questo, noi comunisti inveterati sopravvissuti, siamo rimasti delusi dal contenuto minimo dell‟autorevole intervento del senatore
berlusconiano che stimiamo. Pensavamo che
il senatore Alicata raccogliesse le nostre
minchiate come una forma di provocazione
capace di spingerlo a parlare di politica locale, luogo da cui manca da tempo. Se vivessero Siracusa il senatore Alicata e l‟on
Prestigiacomo si sarebbero accorti che i
consiglieri comunali di riferimento - di cui
uno dirigente regionale di Forza Italia – sono indagati dalla magistratura per aver com-
messo reati a danno della pubblica amministrazione approfittando del ruolo politico
che ancora detengono. Vivendo a Roma
dove ogni giorno lottano per salvare l‟Italia, il senatore Alicata e l‟on. Prestigiacomo non hanno appreso del clamore suscitato dalla vicenda giudiziaria e non hanno
potuto neanche emettere un dovuto comunicato di solidarietà a favore dei consiglieri comunali forzisti Di Mauro e Assenza.
Peccato che neanche Edy Bandiera, deputato regionale e dirigente regionale forzista, abbia ritenuto dover intervenire a
sostegno dei consiglieri comunali accusati
di avere messo le mani nelle casse del comune senza averne diritto. Non si tratta di
minchiate caro senatore, ma di accuse infamanti che meriterebbero da parte di
Forza Italia un minimo di attenzione e forse poche e significative parole giusto per
far capire agli attivisti azzurri siracusani
( non ai romani) come interpretare una vicenda di cui la città discute e discuterà anche in campagna elettorale. Anche il PD è
stato colpito dalle vicende giudiziarie, il
sindaco si è già prodigato a dire che la colpa del marasma giudiziario non appartiene
al suo partito bensì alle amministrazioni di
centro destra ( leggasi Forza Italia) e che
ogni riferimento a suoi uomini e donne è
puramente casuale. Minchiate anche queste? Allora perché il senatore Alicata si
astiene dal dirlo? Il PD adesso ha il problema di sostituire il presidente del consiglio comunale Leone Sullo, caduto per via
giudiziaria su un altro filone d‟indagine. Il
www.ifattidelladomenica.it
partito è stato convocato dal
segretario provinciale per risolvere la problematica e giungere a indicare il successore
del non brillante dimissionario.
I Dem hanno avanzato la proposta della non brillante ex segretaria provinciale Carmen Castelluccio e a chi fa notare
l‟inopportunità politica dell‟indicazione, e le
dubbie capacità di reggere il ruolo, rispondono con qualche riferimento ad accordi politici disattesi dalle altre aree. Il PD ha deciso
che mai il prestigioso incarico andrà ad un
soggetto di riconosciuto altrettanto prestigio e
preparazione. I membri dell‟opposizione sarebbero stati esclusi dal novero dei possibili
candidati. Per ambire alla carica di presidente
sarebbe stato deciso che l‟interessato dovrà
sottoscrivere un virtuale atto politico di appartenenza all‟area renziana. Tre o quattro consiglieri comunali di riconosciute capacità ci
sarebbero, ma siedono attualmente nei banchi
dell‟opposizione, però sarebbero fuori concorso per mancanza del titolo principale richiesto: la fedeltà al sindaco Giancarlo Garozzo e al credo renziano. Quanti trattavano
da tempo (sottobanco) il proprio trasferimento
dagli scranni dell‟opposizione a quelli della
maggioranza si sono già attivati nel chiedere e
nel fornire garanzie. E‟ probabile che tra non
molto si assisterà a veri colpi di scena che nei
casi più eclatanti determineranno separazioni
dolorose, scompaginature e forse sparizione
di gruppi consiliari che hanno lottato fino ad
oggi a spada tratta il potere mal gestito al
Vermexio. Il senatore Alicata, sarà pronto a
marcare anche tali ipotesi…“minchiate”, perché secondo la visione tradizionale del giornalismo a Siracusa, si dovrebbe scrivere solamente dopo le dichiarazioni ufficiali. Parlare
o scrivere di una terza guerra mondiale possibile (come hanno fatto il presidente Mattarella o Papa Francesco) appartiene al genere
descritto dal senatore Alicata, che invece preferirebbe il silenzio fino allo scoppio di almeno una prima bomba atomica. E chi può dargli torto?
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Domenica 25 ottobre 2015