Centro studi Innovazione e Sostenibilità Osservatorio Innovazione e Sostenibilità Innovazione e Sostenibilità Newsletter n. 11/2014 a cura di Giuliana Giovannelli e Alessandra Graziani Sommario: News dai territori: Regione Abruzzo: Regione Campania: Ambiente, il punto sulle politiche di sviluppo sostenibile; Energia. Regione ottava in Italia per green economy Bando e disciplinare sui Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) dei Comuni News nazionali: Rinnovabili: Anev e Gse, siglato protocollo d'intesa. Prevista la realizzazione congiunta di attività a sostegno dello sviluppo del settore eolico; Nuova Sabatini, agevolabili gli impianti di cogenerazione, mini eolico e micro-generatori Risparmio energetico: Pubblicati i modelli del Libretto di impianto per la climatizzazione e del Rapporto di efficienza energetica Rapporti e studi: Mercato più equilibrato per il fotovoltaico nel 2014. Solarbuzz: ripresa della domanda e capacità in crescita del 20%; Terna, a febbraio - 4% per i consumi di energia, in crescita idrico, geotermico ed eolico; Eurostat: Rinnovabili al 14% in UE nel 2012. Italia a13,5%. Svezia, Bulgaria ed Estonia hanno già raggiunto gli obiettivi 2020; 2015, anno del rilancio per il settore elettrico. Una ricerca di ANIE Energia; Epia, anno record per il fotovoltaico mondiale; ENEA. Puntare su efficienza energetica per rilanciare il mercato immobiliare; Green Technologies Report. sostenibilità come vantaggio competitivo: stato dell’arte e nuovi sentieri di sviluppo in Italia; Reti d’impresa, sprint di fine anno Eventi: Terza edizione del Forum internazionale dell’edilizia in legno, Verona 14 marzo 2014 Aziende: Italcementi Group: premio internazionale di architettura al femminile; Rubner Haus Home Tour: la cultura dell'edilizia in legno viaggia in tutta Italia; Kerakoll vince per l’innovazione News dai territori: Regione Abruzzo: Ambiente, il punto sulle politiche di sviluppo sostenibile 12/03/2014. Dall'inizio dell'anno, a Pescara, su una colonnina dell'Arta è stato registrato, per 20 i giorni, il superamento dei livelli di polvere sottili sui 35 consentiti ogni anno. È il dato più importante che ha presentato Legambiente Abruzzo nel corso della giornata conclusiva della manifestazione "Treno Verde", campagna di respiro nazionale di Legambiente in collaborazione con le Ferrovie dello Stato che ha toccato la stazione di Pescara. E proprio nella stazione della città adriatica Legambiente Abruzzo ha presentato alcuni dati sul valore degli indici delle polveri sottili e decibel registrati a Pescara. A visitare il Treno Verde è arrivato anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che ha fatto il punto sulle politiche di sviluppo sostenibile della Regione. "Negli ultimi anni - ha detto Chiodi - ci siamo mossi per impedire che in Abruzzo fossero ancora tollerate le prospezioni degli idrocarburi liquidi senza un controllo e un coinvolgimento delle popolazioni interessate; abbiamo approvato una legge, accettata anche dal governo nazionale, secondo la quale non è possibile intervenire sul territorio abruzzese per opere di questo tipo. Poi abbiamo lavorato molto per ridurre un gap storico dell'Abruzzo in materia di depurazione delle acque reflue con lo stanziamento di circa 77 milioni di euro dai fondi Fas per investimenti sugli impianti di depurazione". Sul Treno verde Legambiente-Ferrovie si è parlato anche e soprattutto di sviluppo sostenibile, facendo attenzione alla qualità della vita, che per Legambiente è possibile con l'incremento del trasporto pubblico. "Proprio in questi giorni - ha ricordato Chiodi - Fondazione Imprese ha presentato l'indice di Green economy regione per regione. L'Abruzzo è all'ottavo posto, ma soprattutto è la regione che ha fatto registrare la migliore performance nel 2013 passando dal 13° all'ottavo posto. È un dato, peraltro supportato da criteri scientifici unanimemente accettati, che certifica l'immenso lavoro che abbiamo fatto in questi anni in tema di programmazione delle risorse nazionali e comunitarie". Sul fronte dei dati dell'inquinamento, Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, ha spiegato che la raccolta dei dati su Pescara "è stata fatta grazie ad un monitoraggio itinerante per le strade della città che non ha rilevato valori al di sopra delle soglie di legge. Diverso il discorso per l'inquinamento acustico per il quale sono stati riscontrati livello di rumore, di girono e di notte, che hanno superato i limiti". Da qui la richiesta di Legambiente di incrementare il trasporto su ferro. "Con la Regione Abruzzo - ha ricordato Giuseppe Spedicato, direttore di Trenitalia Centro studi Innovazione e Sostenibilità Abruzzo - abbiamo avviato un programma che prevede il rinnovo del parco rotabile, soprattutto per quanto riguarda il materiale diesel che copre le aree interne quelle a più alta valenza naturalistica. Per la fine dell'anno arriveranno, infatti, quattro nuovi convogli diesel di ultima generazione a basso impatto ambientale". Fonte: sito internet edilizia e urbanistica Regione Abruzzo: Energia. Regione ottava in Italia per green economy 11/03/2014. Ottavo posto nella classifica nazionale e migliore performance nel 2013. E' quanto emerge dalla classifica dell'indice di Green economy 2013 elaborata da Fondazione impresa. La Regione Abruzzo con un indice pari 0,127 va ad occupare l'ottava posizione, davanti a regioni ben piu' importanti come Lombardia e Friuli Venezia Giulia, immediatamente a ridosso delle regioni del Centro Nord che fanno registrare valori assoluti importanti e molto al di sopra della media nazionale bloccata ad un -0,105. Ma soprattutto l'Abruzzo fa registrare la migliore performance 2013, perche' nella graduatoria 2012 occupava la 13* posizione ed ora compie un balzo considerevole (il piu' alto) di cinque posizioni. In testa alla speciale graduatoria di Fondazione impresa figura il Trentino Alto Adige con un indice dell'1,004, nettamente superiore a quello delle altre regioni se e' vero che la seconda regione classificata, l'Umbria, ha un indice dello 0,280. ''L'ottavo posto nella classifica di Fondazione impresa, frutto peraltro di una ricerca di grande spessore scientifico spiega il presidente della Regione Gianni Chiodi - e' un risultato che conferma i progressi che la regione sta facendo nel campo della Green economy con l'avvio di progetti di respiro nazionale ed europeo. Nel 2013 siamo stati in grado, in piu' rispetto alle altre regioni, a calare questa nostra rinnovata esperienza sul territorio con una serie di iniziative importanti. Non solo, a parte il Trentino che si muove su dinamiche diverse e consolidate che generano performance per tutti irraggiungibili , i dati delle regioni piu' virtuose sono alla nostra portata e questo fa capire come la Regione Abruzzo in questi anni sia entrata in un circuito virtuoso destinato a produrre effetti e risultati nel tempo''. La ricerca di Fondazione impresa tocca tutti i settori produttivi individuando la capacita' di penetrazione della Green economy in ogni settore. Nel settore energia il 47% di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili permette all'Abruzzo di essere la quinta regione in Italia; buona anche la performance nell'agricoltura biologica con un parametro di 118 operatori nel biologico per 100 mila abitanti e con una superficie totale dedicata all'agricoltura biologica pari al 6,1%. Nel settore dei rifiuti la ricerca di Fondazione impresa certifica due dati importanti: raccolta differenziata arrivata nel 2013 al 38% e 19% dei rifiuti urbani smaltiti in discarica. Fonte:sito internet edilio Regione Campania: Bando e disciplinare sui Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) dei Comuni 10/03/2014. Con Decreto dirigenziale n. 108/2014, in Campania è stata approvata la bozza di bando e disciplinare per i Comuni destinatari dell'Avviso PAES di cui al Decreto Dirigenziale 332/2013. Il programma “Energia efficiente – Piano per promuovere e sostenere l’efficienza energetica della Regione Campania” è stato approvato dalla Giunta regionale della Campania con la deliberazione n. 193 del 21 giugno 2013. Bando per i Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) Con il decreto dirigenziale n. 332/2013, è stato emanato l’Avviso pubblico ai piccoli e medi Comuni aventi sede nella Regione Campania, e le loro forme associative, per la presentazione di istanze per la redazione dei Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), a valere sull’obiettivo operativo 3.3. Successivamente, con il decreto dirigenziale n. 293 del 23 dicembre 2013 sono state, tra l’altro, elencate le proposte progettuali ritenute meritevoli di finanziamento; inoltre, con un altro decreto dirigenziale - n. 5 del 10 gennaio 2014 - è stato disposto, tra l’altro, lo scorrimento della graduatoria di cui al precedente decreto dirigenziale n. 293/13. Da ultimo, con il decreto dirigenziale n. 108/2014 – CLICCA QUI - è stata approvata una bozza di Avviso Pubblico per l’individuazione del fornitore del servizio finalizzato alla redazione di PAES, nonché una bozza di disciplinare dell’avviso medesimo al fine di rendere più spedite le procedure dei Comuni destinatari del finanziamento di cui ai decreti dirigenziali nn. 293/13 e 5/14. Impianti Fer e interventi di efficienza su edifici comunali Infine, sempre dalla Regione Campania è arrivato il via libera al decreto dirigenziale n. 117/2014 – CLICCA QUI - con la graduatoria dell’Avviso pubblico di cui al Decreto 332/2013, ai Comuni aventi sede nel territorio regionale e le loro forme associative, per la presentazione di istanze per la realizzazione di interventi finalizzati alla realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile a servizio di edifici di proprietà dei Comuni e alla realizzazione di interventi di efficientamento energetico degli edifici di proprietà dei Comuni a valere sugli obiettivi operativi 3.1 e 3.3. Fonte: sito internet casa e clima Centro studi Innovazione e Sostenibilità News nazionali: Rinnovabili: Anev e Gse, siglato protocollo d'intesa. Prevista la realizzazione congiunta di attività a sostegno dello sviluppo del settore eolico 11/03/2013. Istituire un tavolo tecnico permanente per confrontarsi sugli aspetti normativi del settore delle fonti rinnovabili. Questo lo scopo del Protocollo d’Intesa firmato oggi da Nando Pasquali, presidente e amministratore delegato del Gestore dei Servizi Energetici (Gse) e Simone Togni, presidente dell’Associazione Nazionale Energia del Vento (Anev). L’accordo è finalizzato alla realizzazione congiunta di attività a sostegno dello sviluppo del settore eolico: nell’ambito del tavolo tecnico, infatti, il Gse fornirà, su richiesta di Anev, informazioni e chiarimenti che saranno da questa condivisi con i propri associati. Il rapporto di collaborazione reciproca tra i due soggetti consentirà di facilitare il perseguimento del comune intento di promozione delle energie rinnovabili, di attenuare eventuali rischi di contraddittorio e di migliorare la comunicazione tra Anev e Gse. L’Anev diffonderà ai propri iscritti le regole applicative definite dal Gse e raccoglierà e veicolerà verso il Gestore stesso le eventuali problematiche riscontrate dai medesimi associati. A sua volta il Gse garantirà l’istituzione di un canale telematico dedicato ad Anev al fine di fornire specifica assistenza e supporto tecnico. “L’accordo con l’Anev - dichiara Nando Pasquali, presidente e amministratore delegato Gse – punta, tra l’altro, alla realizzazione congiunta di attività mirate a sostenere lo sviluppo del tessuto imprenditoriale italiano attivo nel settore delle energie rinnovabili, in particolare quello eolico, nell’ottica di una presenza maggiore sui mercati esteri. E’ un ulteriore rafforzamento, quindi, delle attività già in corso con Corrente, il portale del Gse che aggrega, in maniera gratuita e volontaria, le aziende italiane attive nei settori delle rinnovabili e delle tecnologie pulite”. “La firma del protocollo d’intesa con il Gse rappresenta un ulteriore traguardo nell’ambito dei rapporti Istituzionali dell’Associazione”, dichiara il presidente Anev Simone Togni “si tratta del consolidamento di una già fattiva collaborazione avviata sin dalla nascita dell’Associazione, finalizzata a semplificare il dialogo tra le aziende associate e il Gse, in particolare in merito alla normativa di settore e alla relativa applicazione”. Fonte: sito internet casa e clima Rinnovabili: Nuova Sabatini, agevolabili gli impianti di cogenerazione, mini eolico e micro-generatori 11703/2014. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha aggiornato al 10 marzo 2014 le Faq (risposte a domande frequenti) sulla “Nuova Sabatini”, il nuovo strumento agevolativo istituito dal decreto “del Fare” (art. 2 decreto-legge n. 69/2013, convertito con la legge n. 98/2013), e finalizzato ad accrescere la competitività del sistema produttivo italiano migliorando l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese (PMI). Ricordiamo che la Sabatini Bis è rivolta alle Pmi, operanti in tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, che realizzano investimenti (anche mediante operazioni di leasing finanziario) in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché investimenti in hardware, software e tecnologie digitali. Con l'aggiornamento delle Faq, viene tra l'altro chiarito che gli impianti e le apparecchiature di riscaldamento e condizionamento, comprese le relative opere murarie per le installazioni, sono ammissibili alle agevolazioni della Nuova Sabatini. L'impianto elettrico e l'impianto idraulico non sono invece ammissibili alle agevolazioni in quanto non hanno una loro autonoma funzionalità, ovvero non sono separabili dal bene stesso, e sono iscrivibili come adattamento locali tra "altre immobilizzazioni immateriali". Di seguito riportiamo alcuni dei nuovi chiarimenti forniti dal MiSE, consultabili nella sezione “Beni strumentali (Nuova Sabatini)” del sito internet www.mise.gov.it. SPESE AMMISSIBILI - Tra le spese ammissibili rientrano anche arredi e attrezzature? Sì, in quanto classificabili nell'attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell'articolo 2424 del codice civile e purché si tratti di beni strumentali ad uso produttivo, correlati all’attività svolta dall’impresa ed ubicati presso l’unità locale dell'impresa in cui è realizzato l’investimento. (Art. 5 DM 27 novembre 2013 - P.to 6 Circolare 10 febbraio 2014 n. 4567) - Possono rientrare tra le spese ammissibili le spese per la realizzazione di impianti generali, come l’impianto elettrico, idraulico e le opere murarie per la relativa installazione? In linea di principio rientrano tra le spese ammissibili gli impianti generici e gli impianti specifici classificabili alla voce B.II.2 "Impianti e Macchinario" del Bilancio secondo l'art. 2424, come declamati nel Principio Contabile n.16 dell'OIC. Si considerano quindi ammissibili gli impianti/apparecchiature di riscaldamento e condizionamento comprese le relative opere murarie per le installazioni. L'impianto elettrico e l'impianto idraulico non sono ammissibili alle agevolazioni in quanto non hanno una loro autonoma funzionalità, ovvero non sono separabili dal bene stesso, e sono iscrivibili come adattamento locali tra "altre immobilizzazioni immateriali". - Tra le spese ammissibili rientra la realizzazione di un impianto eolico? L'impianto eolico di qualsivoglia entità non è ammissibile in quanto ai sensi della Circolare 4/T del 2006 dell'Agenzia del Territorio deve essere iscritto nella categoria 1/D Opifici per la quale categoria si applica il coefficiente di ammortamento del 4% "Fabbricati destinati all'industria" e quindi in bilancio è ascrivibile alla voce B.II.1. Centro studi Innovazione e Sostenibilità - Sono agevolabili anche impianti di produzione di energia, oltre al fotovoltaico (es.: impianti di cogenerazione, mini eolico e micro-generatori)? Se sì, i contributi sono cumulabili con le agevolazioni del Conto Energia? Sono ammissibili alle agevolazioni gli impianti di cogenerazione, mini eolico (se non infissi al suolo) e micro-generatori non dotati di autonomia funzionale e reddituale, quindi considerati impianti da appostare nelle voci B.II.2 e B.II.3 del bilancio ai sensi dell'art 2424 del codice civile. Per la cumulabilità degli incentivi con l'agevolazione Beni Strumentali si dovrà fare riferimento ai limiti previsti all'art. 26 D.lgs. 28 del 2011 e ai regolamenti di esenzione applicabili al settore specifico. Nel paragrafo 7 dell'Allegato 1 (Dati relativi all'investimento) compare una tabella nella quale devono essere inseriti i dati relativi alle "Spese per beni nuovi di fabbrica". Considerato che è agevolabile anche l'acquisto di beni usati - nel caso di "acquisizione degli attivi direttamente connessi ad una unità produttiva, nel caso in cui l'unità produttiva sia stata chiusa o sarebbe stata chiusa qualora non fosse stata acquisita" - non risulta chiaro dove possano essere inseriti i dati relativi a questo tipo di beni. I beni usati non sono agevolabili. L’acquisizione da parte di un investitore indipendente degli attivi direttamente connessi a un’unità produttiva chiusa o a rischio di chiusura è una delle tipologie di investimento previste dal regolamento 800/2008, ma nel caso di specie può rientrare nelle spese ammissibili esclusivamente l’acquisto di beni strumentali nuovi di fabbrica funzionali a completare la riattivazione in questione. (Art. 5 DM 27 novembre 2013 - P.to 6 Circolare 10 febbraio 2014 n. 4567) Fonte. sito internet casa e clima Risparmio energetico: DM10.02.2014. Pubblicati i modelli del Libretto di impianto per la climatizzazione e del Rapporto di efficienza energetica 11/03/2014 - Dal 1° giugno 2014 gli impianti termici devono essere muniti di ‘Libretto di impianto per la climatizzazione’ e al termine degli interventi di controllo e manutenzione deve essere redatto il ‘Rapporto di efficienza energetica’. È quanto prevede il DM 10 febbraio 2014 del Ministero dello Sviluppo economico, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che contiene i modelli di ‘Libretto di impianto per la climatizzazione’ e di ‘Rapporto di efficienza energetica’, di cui al Regolamento in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici (Dpr 74/2013) Il Rapporto di efficienza energetica riguarda soltanto gli impianti termici di climatizzazione invernale di potenza utile nominale maggiore di 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza utile nominale maggiore di 12 kW, con o senza produzione di acqua calda sanitaria. Sono esclusi gli termici alimentati esclusivamente con fonti rinnovabili, di cui al Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011), ferma restando la compilazione del Libretto. Il Libretto e il Rapporto dovranno essere compilati utilizzando i modelli riportati nell’Allegato al DM 10 febbraio 2014, e potranno essere integrati con schede aggiuntive, eventualmente richieste dalle Regioni. I nuovi modelli di cui al DM 10 febbraio 2014 sostituiscono quelli emanati con il DM 17 marzo 2003. Per gli impianti esistenti al 1° giugno 2014, i ‘Libretti di centrale’ e i ‘Libretti di impianto’ già compilati e conformi al DM 17 marzo 2003, devono essere allegati al nuovo Libretto. Gli allegati II, III, IV e V del DM 10 febbraio 2014 sostituiscono gli allegati F e G del Dlgs 192/2005. Fonte: Rossella Calabrese, sito internet edilportale Rapporti e studi: Mercato più equilibrato per il fotovoltaico nel 2014. Solarbuzz: Ripresa della domanda e capacità in crescita del 20% 13/03/2014. L'ultimo Rapporto NPD Solarbuzz Marketbuzz prevede che il settore fotovoltaico nel 2014 sarà caratterizzato da un quadro più equilibrato tra domanda e offerta. Negli ultimi 3 anni il settore ha visto un abbassamento dei prezzi dei moduli e dei costi di produzione dei moduli di circa il 50% e il numero degli operatori è passato dai 250 del 2010 ai 150 del 2013. Il risultato di questo ridimensionamento del settore, secondo l’analisi Solarbuzz sarà nel 2014 un consolidamento di produzione e un quadro più equilibrato tra domanda e offerta; il mercato fotovoltaico sarà guidato dalla domanda che continuerà a crescere. Cina, Giappone e Stati Uniti continueranno a trainare il mercato, come nel 2013, anno in cui hanno rappresentato quasi il 59% della domanda, per passare secondo le previsioni al 61% nel 2014. Germania, Italia, Francia e Regno Unito passeranno dal 19% del 2013 al 17%. Fonte: sito internet infobuild energia Rapporti e studi: Terna, a febbraio - 4% per i consumi di energia, in crescita idrico, geotermico ed eolico 12/03/2014. Dal consueto Rapporto mensile di Terna emerge che nel mese di febbraio 2014 l’energia elettrica richiesta in Italia, pari a 24,9 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione del 4% rispetto a febbraio dello scorso anno. Continua dunque il trend negativo, nel primo bimestre del 2014 la domanda di energia elettrica è risultata in flessione del 4% rispetto ai valori del primo bimestre del 2013; a parità di calendario il valore è -3,7%. A parità di giorni lavorativi e depurata dagli effetti della temperatura, che quest’anno è stata superiore di quasi 4,5° centigradi, la variazione della domanda di energia elettrica di febbraio diventa tuttavia -1,9%. Centro studi Innovazione e Sostenibilità I 24,9 miliardi di kWh richiesti nel mese di febbraio 2014 sono distribuiti per il 47,5% al Nord, per il 28,6% al Centro e per il 23,9% al Sud. A livello territoriale, la variazione della domanda di energia elettrica si è articolata in maniera differenziata: -3,0% al Nord, -4,0% al Centro e -6,0% al Sud. Nel mese di febbraio 2014 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’82,1% con produzione nazionale e per la quota restante (17,9%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (20,7 miliardi di kWh) è calata del 5% rispetto a febbraio 2013. Nel mese di febbraio 2014 l’energia elettrica richiesta dal Paese ha raggiunto i 24.890 GWh, da segnalare il boom per la fonte di produzione idrica (+42,3%), crescono anche geotermica (+5,6%) ed eolico (+11,3%). Mentre resta sostanzialmente stabile la produzione fotovoltaica (+0,2%) e in flessione la fonte termoelettrica (-16,1%). Fonte. sito internet infobuild energia Rapporti e studi: Eurostat: Rinnovabili al 14% in UE nel 2012. Italia a13,5%. Svezia, Bulgaria ed Estonia hanno già raggiunto gli obiettivi 2020 11/0372014. Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea, ha presentato i dati aggiornati sulla diffusione delle rinnovabili in Europa che evidenziano un aumento nella produzione in tutti gli Stati. L’energia prodotta da energia rinnovabile ha toccato il 14,1% nel 2012, in confronto all'8,3% del 2004, anno in cui sono iniziate le rilevazioni, avvicinandosi dunque al target 2020 del 20%. Ricordiamo che i target variano da paese a paese, a seconda della situazione economica, del potenziale per il settore e delle condizioni di partenza. L'Italia è uno dei paesi in cui si è registrata una delle crescite maggiori a partire dal 2004, anno in cui le rinnovabili rappresentavano il 5,7% , per passare poi al 6,5% nel 2007, al 10,6% nel 2010, al 12,3% nel 2011, al 13,5% nel 2012. L'Italia si trova oggi a 3,5% dall’obiettivo comunitario del 17% fissato per il 2020. L’incremento maggiore si è registrato in Svezia – paese in cui il consumo di energie rinnovabili è passato dal 38,7% del 2004 al 51% del 2012, superando con otto anni di anticipo il target del 49% del 2020. Seguono Lettonia con una quota di rinnovabili pari al 35,8%, Finlandia (34,3%) e Austria (32,1%). L'Estonia è stata la prima a raggiungere in anticipo l'obiettivo 2020 nel 2011 (rinnovabili a 25,2% nel 2012), seguita poi nel 2012 anche dalla Bulgaria (16,3%). Ottimi risultati anche per la Danimarca (dal 14,5% al 26%), l'Austria (dal 22,7% al 32,1%), la Grecia (dal 7,2% al 15,1%) Repubblica ceca (11,2% di energia da fonti rinnovabili, a -1,8% dal target del 2020), Croazia (16,8%), Lituania (21,7%), Slovenia (20,2%) e Romania (22,9%). Male invece Malta (1,4%), Lussemburgo (3,1%), Gran Bretagna (4,2%) e Olanda (4,5%). % di energia rinnovabili prodotta dalle rinnovabili - Dati Eurostat Fonte: sito internet infpbuild energia Centro studi Innovazione e Sostenibilità Rapporti e studi: 2015, anno del rilancio per il settore elettrico. Una ricerca di ANIE Energia 10/03/2014. Un’indagine di ANIE Energia analizza le possibili evoluzioni del mercato interno di inverter, sistemi di accumulo e colonnine di ricarica. Previsti incrementi di fatturato fino al 20%. Il 2015 sarà l’anno del rilancio del settore elettrico, con i sistemi di accumulo a fare da traino. ANIE Energia prevede infatti per il prossimo anno incrementi di fatturato interno fino al 20% rispetto al 2013, dopo un 2014 ancora a due marce: una prima metà faticosa e una seconda metà nella quale si intravedono segnali di ripresa. Questi i risultati dell’indagine svolta da ANIE Energia per il biennio 2014-2015 su un campione rappresentativo di imprese del settore, con la quale vengono analizzati gli andamenti e le prospettive del mercato italiano di sistemi di accumulo (stazionari e automotive), inverter fotovoltaici (connessi alla rete e integrati con sistemi di accumulo) e colonnine di ricarica. “Negli ultimi anni il settore dell’energia è stato caratterizzato da un importante percorso di trasformazione tecnologica che ha portato alla messa a punto e all’ingresso nel mercato di soluzioni innovative, più efficienti e sostenibili – afferma Matteo Marini, Presidente di ANIE Energia – In altri termini, l’innovazione tecnologica ha aperto nuove frontiere del mercato, rendendo possibili applicazioni e impieghi inediti fino a pochi anni prima. E’ questo, ad esempio, il caso della mobilità elettrica che sta modificando il paesaggio urbano o dei sistemi di accumulo che offrono un contributo importante all’efficientamento dei flussi energetici nella rete, nell’ottica di implementazione delle smart grid. In questi ambiti le imprese italiane rappresentate da ANIE sono già da tempo espressione di un’offerta ad alto contenuto innovativo e tecnologico.” “La difficile congiuntura nel mercato nazionale - conclude Matteo Marini - rischia tuttavia di minare questo importante patrimonio tecnologico e industriale, riflettendosi negativamente sulla sostenibilità e sulla sopravvivenza stessa delle imprese. La crisi e la conseguente debolezza della domanda interna stanno avendo ripercussioni rilevanti anche sulle imprese di eccellenza tecnologica del Made in Italy attive nei settori più innovativi e avanzati.” Fonte: sito internet edilio Rapporti e studi: Epia, anno record per il fotovoltaico mondiale 11/03/2014. 37 GW di nuova capacità. L’Europa ha contribuito solo per il 28%. Mercato asiatico nuovo leader Gli ultimi dati dell’Epia - European Photovoltaic Industry Association – parlano di 37 GW di nuova capacità di fotovoltaico installata nel 2013, portando così la potenza totale a 136,7 GW (+35%su 2012), con l’Europa che soffre e ha perso la propria leadership. Il vecchio continente ha contribuito infatti solo al 28% del mercato globale, a causa della difficile situazione congiunturale, del taglio degli incentivi e delle misure retroattive. L’Epia ricorda che solo nel 2011 l’Europa forniva il 70% dell'energia fotovoltaica mondiale. L’Italia in particolare - terzo mercato globale nel 2012 - ha chiuso il 2013 con un – 70%, non molto meglio la Germania che ha perso il 57% rispetto al 2012. Medaglia d’oro ai mercati asiatici, che hanno rappresentato il 57% del mercato globale, seguiti da quello americano. Cina in testa con una nuova potenza di 11,3 GW, seguita da Giappone con 6,9 GW e USA con 4.8GW di nuova capacità installata nel 2013. Fonte: sito internet infobuild energia Rapporti e studi: ENEA. Puntare su efficienza energetica per rilanciare il mercato immobiliare 06/03/2014. ENEA ha collaborato con la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali - FIAIP, e con I-Com (Istituto per la Competività ), alla realizzazione del ‘Rapporto Annuale sull’andamento del mercato immobiliare urbano 2013. Valori, trend di mercato e previsioni per il 2014”. Il Rapporto evidenzia che gli aspetti legati all’efficienza energetica non rappresentano attualmente una variabile significativa per la determinazione del prezzo di vendita nelle transazioni immobiliari. Basti pensare che il 70% delle abitazioni vendute nel 2013 risultano in classe energetica G. Questa risposta del mercato è dovuta ad una sensibilità ancora troppo scarsa al risparmio energetico da parte degli utenti finali, che quando decidono di affrontare la ristrutturazione della loro abitazione non si sentono di affrontare un extra costo del 10-15% per migliorarne l’efficienza energetica, nonostante questo permetta di incrementare considerevolmente il valore dell’immobile e comporti risparmi nei consumi nell’ordine del 35%. Risultano purtroppo in classe G anche il 20% di abitazioni di nuova costruzione, nonostante le leggi sull’efficienza energetica in vigore. Inoltre, una delle maggiori criticità per la ristrutturazione degli immobili per interventi di efficientamento energetico è costituita dalle difficoltà di accesso al credito. Gli agenti immobiliari, che rappresentano il trait d’union tra chi compra e chi vende, sono i soggetti più idonei a promuovere pressi i propri clienti gli strumenti finanziari, nonché i “bonus energetici del 65%” per gli interventi di riqualificazione energetica. Il mercato immobiliare non è ancora riuscito ad orientare la domanda e l’offerta di immobili verso standard energetici più elevati, anche perché la certificazione della qualità energetica degli immobili, obbligatoria per legge, non ha dato i risultati attesi e avrebbe bisogno di importanti adeguamenti per poter influire sul mercato. In tale contesto, gli operatori immobiliari possono svolgere un ruolo determinante nella promozione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) obbligatorio in tutte le transazioni immobiliari. Visto il ruolo chiave degli agenti immobiliari, va curata la loro formazione professionale in un’ottica di valorizzazione dell’efficienza energetica degli immobili. ENEA e FIAIP intendono promuovere azioni congiunte sul fronte della Centro studi Innovazione e Sostenibilità formazione degli operatori del settore immobiliare; ciò consentirà di mettere a loro disposizione strumenti di supporto per sensibilizzare gli utenti sui vantaggi dei miglioramenti della prestazione energetica degli edifici. Fonte: sito internet edilio Rapporti e studi: Green Technologies Report. Sostenibilità come vantaggio competitivo: stato dell’arte e nuovi sentieri di sviluppo in Italia 06/03/2014. Green Technology Report – alla prima edizione – si pone come obbiettivo quello di analizzare e comprendere come le imprese operanti in Italia stiano evolvendo verso la sostenibilità ambientale, attraverso la descrizione del cambiamento della struttura organizzativa delle aziende, delle pratiche sviluppate al proprio interno e la percezione che in futuro avrà questo tema sugli investimenti nei diversi settori analizzati. Le variabili che regolano oggigiorno lo scenario economico sono cambiate significativamente rispetto al recente passato. Questa variazione non solo rappresenta una leva da poter sfruttare a proprio vantaggio per la competitività futura dell’impresa nel mercato, ma una vera e propria esigenza da parte del mercato stesso e di clienti sempre più sensibili alle problematiche ambientali, all’inquinamento ed ai cambiamenti climatici. Per non rischiare di essere estromessi dal mercato futuro, si sta quindi assistendo all’implementazione di nuove strutture organizzative dedicate alla sostenibilità e di pratiche cosiddette “green” che portano l’impresa non più a subire il tema come se fosse un costo fisso mal digeribile, ma a cercare di trasformarlo in un possibile punto di forza da spendere sul mercato. Il progetto di ricerca Green Technology vuole comprendere non solo le principali pratiche green sviluppate a supporto della sostenibilità – tra cui la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’ottimizzazione della logistica, l’efficientamento dei processi produttivi e l’evoluzione della progettazione dei prodotti - e le funzioni organizzative interessate, ma capire anche come le aziende hanno deciso di affrontare questa nuova opportunità. Questo è stato fatto partendo dall’analisi dei comportamenti e delle pratiche green di un campione rappresentativo delle aziende italiane divise per classe dimensionale, numero di addetti, settore di riferimento. Le imprese che hanno preso parte all’indagine rappresentano quindi quattro macro settori significativamente differenti tra loro in modo tale da avere una descrizione il più generale possibile dell’evoluzione della sostenibilità. I quattro settori considerati Automotive, Manifatturiero e Servizi Tecnici, Metallurgia ed Industrie di Processo, Not Durable Goods – comprendono al loro interno imprese che si differenziano tra loro sia per numero di dipendenti che per volume d’affari – andando quindi dalla PMI alle multinazionali – con l’obbiettivo di identificare eventuali possibili differenze negli approcci e nelle strategie sulla sostenibilità ed avere la possibilità di descrivere la maggior parte dei mercati considerati. L’indagine è stata svolta attraverso l’intervista di 80 imprese avendo come controparte i responsabili per la sostenibilità delle varie aziende, o in alcuni casi il vertice aziendale stesso, con lo scopo di ottenere non solo la descrizione di tutte le pratiche green all’interno dell’organizzazione, ma avere anche il feedback sulle dinamiche organizzative all’interno dell’azienda, sia come coinvolgimento dai livelli superiori che come riconoscimento del ruolo da parte delle altre funzioni aziendali presenti. La finalità della ricerca è stata quella di descrivere anche le cause che stanno portando ad una inesorabile evoluzione sostenibile. Infatti, emerge come la sola richiesta di cambiamento da parte del mercato sia un aspetto rilevante ma non unico, in quanto riscuotono significativa importanza anche l’evoluzione normativa ed il cambiamento della percezione del tema stesso all’interno dell’impresa. Se la mutazione della regolamentazione forza le imprese ad investire sulla sostenibilità ambientale imponendo una deadline prestabilita, l’evoluzione della percezione del tema nell’impresa denota come siano le aziende stesse a comprendere l’incidenza che le rispettive attività hanno sull’ambiente e quindi la volontà di evolversi verso la riduzione dell’impatto delle proprie attività. Inoltre, ha una discreta rilevanza – in settori come l’Automotive e Manifatturiero e Servizi Tecnici – la reazione alla spinta data dalle strategie dei rispettivi competitors, in quanto la mancanza di investimenti in questa direzione potrebbe portare ad un ritardo “evolutivo”, difficilmente colmabile, che potrebbe portare alla perdita di quote di mercato. I risultati dell’analisi evidenziano come l’interesse verso questa tematica sia in costante crescita in tutti i settori considerati. Emerge come le funzioni aziendali maggiormente interessate siano quelle Corporate e Operation, dove rispettivamente i sistemi di reporting e la definizione di obbiettivi green nella mission e le attività di efficientamento dell’uso delle risorse lungo il processo produttivo – sia la riduzione degli scarti che dell’uso di energia – svolgono ruoli cardine all’interno delle attività e dell’impresa stessa. Inoltre numerose imprese stanno investendo in programmi di training volti ad accrescere le competenze sul tema ambientale dei propri dipendenti, creando all’interno della struttura stessa una mentalità sensibile al tema della sostenibilità. È rilevante sottolineare come una parte rilevante del campione non ha ancora realizzato strutture organizzative dedicate o sistemi di misurazione dedicati alle performance ambientali. Queste carenze organizzative si traducono anche in una mancanza di definizione del ruolo specifico all’interno dell’impresa con una conseguente assegnazione di competenze a figure aziendali diverse tra loro – come responsabili qualità o marketing – portando ad un’allocazione delle competenze su più persone all’interno dell’organizzazione. L’eterna diatriba organizzativa tra alta diversificazione e fabbisogno di integrazione tra le varie funzioni appare risolta soltanto nelle organizzazioni più evolute e moderne indipendentemente dalla dimensione e dal settore. In sostanza, vince in questo contesto, chi è riuscito a trasformare la necessità law driven di essere green in una opportunità di creazione di valore. Chi ha spostato il baricentro dal costo all’investimento. Chi è riuscito a costruire una struttura organizzativa che supporti e guidi l’azione strategica. Il Green Technologies Report vè stato presentato il 13 Marzo 2014 ore 9.30 al Politecnico di Milano Fonte: Francesco Utizi, Energy &Strategy Group – Politecnico di Milano, to internet infobuild energia Centro studi Innovazione e Sostenibilità Rapporti e studi: Reti d’impresa, sprint di fine anno 10/03/2014. Colpo di acceleratore per le reti di impresa. Lo scatto in avanti è arrivato nella seconda metà del 2013 con la sigla di 389 nuovi contratti. Un balzo del 58% rispetto allo stesso periodo di un anno prima che porta il numero totale di aggregazioni light tra le Pmi a quota 1.353. Complessivamente - secondo l'Osservatorio di Intesa SanpaoloMediocredito Italiano - dal 2009 (anno del debutto) a oggi sono 6.435 le aziende che hanno scelto di fare gioco di squadra per affrontare i mercati internazionali con le spalle più larghe o per puntare sulle sinergie dell'innovazione, ma senza modificare l'assetto societario. Una carta in più da giocare per colmare il divario competitivo tra l'Italia e gli altri partner europei. «Il boom del secondo semestre - sottolinea Giovanni Foresti, economista del Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo - , è avvenuto sulla spinta di alcuni bandi regionali in Lombardia, Abruzzo, Emilia Romagna e Lazio che hanno visto entrare in rete ben 1.048 imprese». In testa alla classifica regionale si conferma la Lombardia, dove ha sede un terzo dei contratti di rete (439) che coinvolgono 1.564 aziende. Medaglia d'argento è l'Emilia Romagna, con 286 alleanze che riuniscono 907 Pmi. La performance del secondo semestre spinge l'Abruzzo al terzo posto con 141 aggregazioni, il 10% del totale, seguito dalla Toscana. Mentre per ora la rete piace meno in Valle d'Aosta e Molise. Chi sono i pionieri che rompono il tabù dell'individualismo e imboccano la strada delle alleanze "leggere"? Più della metà (52%) sono imprese micrò e il 31% ha piccole dimensioni. Il settore più rappresentato è quello dei servizi (44,3% del totale): da quelli professionali (contabilità, attività legali) al commercio, passando per l'Ict e il turismo. Il 32% delle Pmi in rete appartiene invece al settore dell'industria, dove primeggia la filiera metalmeccanica con i prodotti in metallo in prima linea (430 imprese, pari al 6,7% del totale). Poco distante è il sistema moda (4,8 per cento), seguito da costruzioni e immobiliare, mentre le reti nell'industria agroalimentare rappresentano l'8,9 per cento del totale. La maggioranza dei contratti (l'82%) viene siglata da aziende specializzate in comparti produttivi diversi e spesso complementari. «La rete - spiega Foresti diventa così una vera e propria condivisione di competenze, importante soprattutto per le imprese più piccole». Rispetto alle loro concorrenti che ballano da sole quelle che scelgono la rete hanno inoltre un migliore posizionamento competitivo in termini di spinta all’internaziònalizzazìòne e all'Innovazione e hanno una maggiore quota di export (51,6% rispetto a 29,8%), e brevetti richiesti all'Epo (16,8 contro 6,4%). E se l'ingresso in rete è più frequente in imprese di taglia small che hanno giù alle spalle esperienze di aggregazione, negli ultimi mesi, complice la crisi e la necessità di restare a galla, si sono affacciate al nuovo strumento anche aziende che non appartengono a gruppi economici, non hanno attività di export né partecipate estere. li trend è in crescita, ma i numeri restano ancora piccoli se si pensa che finora solo lo 0,15% delle imprese italiane è coinvolto in contratti di rete. Spicca ancora una volta l'Abruzzo che ha la maggiore densità di aggregazioni (lo 0,52% del totale delle imprese). «Nonostante l'evoluzione normativa che nel corso degli anni ne ha definito i contorni - conclude Foresti - lo strumento resta ancora poco conosciuto, soprattutto tra i soggetti meno attrezzati da un punto di vista strategico. Eppure sono proprio queste o imprese che potrebbero trarre benefici significativi da un contratto di rete, utile asso nella manica per superare i limiti dimensionali». Fonte: Il Sole 24 Ore, Chiara Bussi Eventi: Terza edizione del Forum internazionale dell’edilizia in legno, Verona 14 marzo 2014 Una nuova occasione per ribadire la necessità di una più profonda cultura del costruire in legno; una opportunità per fare networking con molti, quotati professionisti; il modo per conoscere più da vicino enti, istituzioni e organismi che lavorano quotidianamente per l’affermazione dell’edilizia realizzata con il materiale con cui il genere umano vanta la più antica frequentazione. Tutto questo, e molto altro ancora, sarà il cuore della terza edizione del Forum internazionale dell’edilizia in legno, che si terrà a Villa Quaranta (www.villaquaranta.com), a Ospedaletto di Verona, il prossimo 14 marzo. Un ricco programma, decine di relazioni, presentazioni di progetti e realizzazioni che dimostrano non solo le eccellenti caratteristiche, ma anche l’estrema versatilità della materia legno e ciò che permette di fare quando viene utilizzata con capacità e conoscenza. Una occhiata ai nomi dei personaggi che interverranno e alle sigle delle istituzioni e degli organismi presenti a Verona sono sufficienti per comprendere il valore dell’evento che, fra l’altro, ha ottenuto il prestigioso patrocinio di CQCostruire in Qualità, Ance Verona, Ordine degli architetti di Verona, Ordine degli ingegneri di Verona, Collegio dei geometri di Verona, Collegio dei periti industriali di Verona. A Verona si parlerà di nuovi orizzonti del costruire in legno, di come affrontare la sfida di una edilizia nuova, capace di creare un nuovo rapporto con l’ambiente e le risorse per una migliore qualità del vivere, sia in ambienti domestici che negli spazi collettivi. Si discuterà di come il legno possa essere un materiale privilegiato con cui costruire in città, di social housing, di torri alte fino a 100 metri, di edifici multipiano, di resistenza al fuoco e ai fenomeni sismici. Architetti, ingegneri, geometri, responsabili di cantiere – ma anche imprenditori, grandi prescrittori, società di investimento, enti, università, istituzioni pubbliche e private – avranno a loro disposizione una intensa giornata di approfondimento e potranno discutere, confrontarsi, comprendere, scambiare opinioni con i relatori e congli altri partecipanti. “Torniamo ben sapendo quanti passi in avanti siano stati fatti in Italia negli ultimi anni”, ha commentato Hugo Karre, membro del consiglio di amministrazione della associazione che organizza il forum. “L’Italia è una tappa dell’Holzbau Forum di Garmisch, evento nato quasi vent’anni fa con il preciso obiettivo di diffondere la cultura e la conoscenza delle costruzioni in legno. I sei istituti universitari che organizzano questa piattaforma – Aalto University, Helsinki; Berner Fachhochschule, Biel/Bienne, Svizzera; Hochschule Rosenheim, Germania; Technische Universität Wien, Austria; Technische Universität Centro studi Innovazione e Sostenibilità München, Germania; University of British Columbia, Vancouver, Canada – in Italia collaborano strettamente con l’Università di Trento e propongono un luogo di incontro per il mondo della ricerca, per gli operatori, le imprese, i professionisti, le associazioni, architetti e ingegneri…”. E’ proprio da Verona, infatti, che prende il via il programma 2014 di HolzBau Forum, una serie di eventi dedicati a temi specifici del costruire in legno che coinvolgerà Bad Wörishofen (Germania), Besancon (Francia), Merano (Italia), Trondheim (Norvegia), Colonia (Germania) e Garmisch, per la ventesima edizione del “Forum internazionale dell’edilizia in legno”. FORUM INTERNAZIONALE DELL’EDILIZIA IN LEGNO: L’IMPORTANZA DI FARE “NETWORKING” Venerdì 14 marzo 2014, Villa Quaranta (Verona-Ospedaletto) www.forum-legno.com Fonte: sito internet innfobuild Aziende: Italcementi Group: premio internazionale di architettura al femminile 11/03/2014. È l’architetto di Lisbona Ines Lobo la vincitrice della seconda edizione dell’arcVision Prize - Women and Architecture, premio internazionale di architettura al femminile istituito da Italcementi Group. La giuria l’ha scelta all’unanimità quale architetto versatile, riconosciuta per la sua capacità di lavorare su diverse scale, integrando nuovi edifici nell’esistente tessuto urbano e risolvendo in modo creativo problemi architettonici complessi. L’architetto portoghese è stato scelto con entusiasmo dalla Giuria composta quest’anno da Shaikha Al Maskari (imprenditrice di Abu Dhabi e membro del Consiglio Direttivo dell’Arab International Women’s Forum-AIWF), Vera Baboun (Sindaco di Betlemme), Odile Decq (titolare dello Studio Odile Decq di Parigi), Louisa Hutton (inglese, socia fondatrice dello studio d’architettura Sauerbruch Hutton), Suhasini Maniratnam (attrice, produttrice e scrittrice indiana), Samia Nkrumah (ghanese, presidente del Centro Panafricano Kwame Nkrumah), Kazuyo Sejima (titolare con Ryue Nishizawa dello studio d’architettura SANAA di Tokyo), Benedetta Tagliabue (socia fondatrice con Enric Miralles dello studio d’architettura EMBT di Barcellona), Martha Thorne (statunitense, direttore Pritzker Prize), Elena Zambon (presidente dell’azienda farmaceutica italiana Zambon Spa). L’arcVision Prize – in sintonia con la vision imprenditoriale di Italcementi – punta a sostenere l’innovazione e la sostenibilità dei progetti e delle realizzazioni presentate, con una particolare attenzione per gli standard di innovazione tecnologica, qualità ambientale, economia delle risorse, responsabilità sociale, ricerca funzionale ed estetica. “Nuove concezioni progettuali, approcci diversi ai materiali e ai processi costruttivi, conservazione dell’ambiente naturale, attenzione ai valori sociali e culturali dell’area di intervento. Raccontati attraverso le esperienze professionali di progettiste di tutto il mondo, che di tutto il mondo hanno portato tecniche, sensibilità estetica e colori diversi. Con questo premio – ha sottolineato Carlo Pesenti, Consigliere Delegato di Italcementi – vogliamo mettere in evidenza la visione al femminile di un’architettura che cambia e si plasma su nuovi modelli sociali e umani”. L’assegnazione del Premio si è tenuta oggi a Bergamo nella cornice di i.lab, il centro ricerca e innovazione di Italcementi, progettato da Richard Meier, un’architettura, che rappresenta, essa stessa, una sintesi delle migliori soluzioni, tecnologie e materiali nel campo delle costruzioni; nella short list 21 progettiste provenienti da 15 Paesi: Austria, Cile, Egitto, Francia, Germania, Giappone, India, Irlanda, Italia, Marocco, Portogallo, Spagna, Svizzera, Thailandia, USA. Ines Lobo, laureata all’Università Tecnica di Lisbona (FAULT,1989) ha fondato il suo studio nel 2002. All’attività progettuale unisce l’insegnamento all’Università Autonoma di Lisbona. Nella sua architettura ha un ruolo importante la riconversione degli edifici, dove trova l’opportunità di distaccarsi dai modelli del modernismo classico. Tra questi progetti, principalmente rivolti al settore pubblico in Portogallo, spicca la Facoltà di Arte e di Architettura di Evora. Ispirandosi alla preesistente architettura industriale e ai suoi elementi, Lobo ha definito le strategie da utilizzare per la nuova costruzione. Il suo lavoro, anche se basato su edifici del passato, parla un linguaggio dichiaratamente contemporaneo e proiettato nel futuro. Per l’edificio che ospita gli uffici della Ferreira Construction, Lobo è riuscita a realizzare un perfetto connubio tra l’esistente, il verde circostante e il nuovo fabbricato. L’impiego di un materiale traslucido che filtra e insieme lascia entrare la luce nel nuovo edificio ha dato vita a una facciata singolare, il cui aspetto muta a seconda delle ore del giorno e della notte. Lobo è una professionista di grande precisione, molto competente nell’uso dei materiali e nelle loro combinazioni, in edifici che uniscono un approccio radicale a un’apparenza di sobrietà, sostenuta da un estremo rigore geometrico. La giuria sottolinea infine il ricco contrappunto che Lobo riesce a creare tra antico e nuovo, con opere di grande integrità e autenticità, estremamente attente al ruolo dell’architettura come creazione di spazi per l’interazione sociale. La vincitrice, all’annuncio del premio, ha dichiarato: “Che sorpresa! Sono veramente emozionata e sorpresa. Sto cercando di elaborare, ma è difficile. È un premio importante, sia per il suo carattere internazionale, sia perché riconosce la difficoltà che ancora devono affrontare le donne. Sono anche particolarmente contenta di ricevere questo riconoscimento in occasione del centenario della nascita dell’architetto Bo Bardi, perché cento anni fa era ancora più difficile essere un architetto donna. Si tratta davvero di una figura eccezionale. Ma lasciatemi dedicare questo riconoscimento soprattutto a tutte le persone che mi hanno fatto credere che l’architettura è uno strumento straordinario per costruire un mondo migliore per tutti, senza differenze fra uomini e donne”. La Giuria, coordinata nel corso delle sessioni di lavoro da Stefano Casciani, direttore scientifico del Premio, ha inoltre assegnato menzioni d’onore alla svizzera Anna Heringer, titolare di uno studio d’architettura a Laufen in Germania, all’indiana Shimul Javeril Kadri e alla progettista cilena Cecilia Puga. Anna Heringer cerca di coniugare la visione di una responsabilità sociale e culturale dell’architettura, considerata anche come strumento per sensibilizzare il pubblico degli utilizzatori ai propri diritti alla qualità di vita attraverso la qualità degli edifici. Le realizzazioni più emblematiche di questa visione sono in Bangladesh il Training Center di Rudrapur, dove sperimenta l’utilizzo di tecniche “povere” e intelligenti soluzioni per una sostenibilità integrata, e in Cina un Centro studi Innovazione e Sostenibilità piccolo progetto per l’ospitalità: due ostelli per giovani uomini e donne e una guest-house, che rielaborano tecniche costruttive locali (pietra e mattoni di terra cruda) in forme ispirate alla tradizione, reinterpretata con l’uso del colore e della luce. Shimul Javeri Kadri si contraddistingue per un linguaggio eclettico, che va dalla citazione di elementi della tradizione indiana (come la terracotta impiegata per la copertura di una fabbrica a Karur) all’elegante declinazione del linguaggio modernista negli uffici per la Nirvana Film, una delle sue realizzazioni più conosciute. Questa “ispirazione flessibile” le permette di sviluppare ambienti di lavoro innovativi e allo stesso tempo confortevoli, per conciliare esigenze dell’impresa e bisogni dei lavoratori. Cecilia Puga è la prima progettista sudamericana (non brasiliana) che viene nominata per l’arcVision Prize e rappresenta il Cile, una delle aree geopolitiche con il più interessante sviluppo di una nuova generazione di architetti autonomi dal mainstream internazionale. Più che all’estetica di superficie, Puga è interessata a soluzioni strutturali che diano maggiore libertà e flessibilità agli edifici. Poetica ed ironica l’ispirazione di una delle sue prime opere, la Casa di Vacanze a Baia Azul composta in un gioco di coperture invertite. Obiettivo del Premio arcVision Prize – Women and Architecture 2014 è la valorizzazione della figura femminile in particolare nell’attuale scenario dell’architettura mondiale, con speciale attenzione per quelle qualità che una progettista moderna deve avere per affrontare la propria professione con originalità, alla ricerca di soluzioni avanzate e non convenzionali, e con una sensibilità più forte e più matura per il contesto umano e sociale. La selezione delle finaliste è stata effettuata tra di professioniste segnalate da un gruppo di Advisor e poi valutate da una Commissione tecnicoculturale, per definire la shortlist finale e sottoporla al giudizio di una Giuria internazionale. Le progettiste segnalate per concorrere al Premio finale, devono aver progettato almeno un’opera costruita nella quale emergano soluzioni e valori innovativi sotto il profilo funzionale e tecnologico, con una attenzione particolare per i temi della sostenibilità, ed essere firmatarie/co-firmatarie dei progetti presentati. Il Premio consiste in un workshop di ricerca della durata di due settimane presso i.lab, il Centro Ricerca e Innovazione di Italcementi Group a Bergamo, e nel riconoscimento di un premio di natura economica (50.000 €), con l’auspicio di destinarne una parte a iniziative progettuali con finalità sociale. Al termine del periodo di workshop la vincitrice racconterà la sua esperienza nel corso di una lecture, presso i.lab, durante la Milano Design Week, nell’ambito della serie di Incontri “Millennium”, gli appuntamenti di Italcementi Group con l’Architettura. Fonte: sito internet infobuild Aziende: Rubner Haus Home Tour: la cultura dell'edilizia in legno viaggia in tutta Italia 06/03/2014 - Per celebrare il suo 50° anniversario Rubner Haus, la più storica Azienda italiana nell’ambito dell’edilizia residenziale in legno, conferma il proprio impegno sul fronte della divulgazione culturale del vivere sostenibile con un’esposizione itinerante che toccherà le piazze dei principali Comuni di tutto il Paese. Da marzo a giugno, un truck personalizzato Rubner viaggerà lungo tutto lo Stivale, per un totale di 3.500 km, 40 tappe e 80 giorni di tour, offrendo un ampio ventaglio di iniziative formative e informative rivolte ad architetti, ingegneri, geometri, progettisti ma anche al pubblico interessato ad approfondire i temi legati all’edilizia in legno. E’ questo un settore sempre più di tendenza in Italia, che si sta diffondendo sulla scia dell’esperienza già acquisita dai Paesi nord europei, storicamente e culturalmente più senibili a un’edilizia a basso impatto ambientale. La partenza del Rubner truck è fissata oggi 6 marzo da Chienes (BZ), nell’headquarter dell’azienda altoatesina, per toccare in sequenza i Comuni di Bussolengo, Varese, Milano, Brescia, Bergamo, Desenzano, Mantova, Perugia, Foligno, Terni, Viterbo, Roma, Salerno, Cava dei Tirreni, Cosenza, Matera, Lecce, Trani, L’Aquila, Civitanova, Ascoli Piceno, Fano, Grosseto, Pisa, Firenze, Arezzo, Bologna, Ravenna, Modena, Serravalle, Alessandria, Torino, Vercelli, Biella, Aosta, Verona, Vicenza, Padova, Montebellluna, Udine. Dopo una decina di tappe anche in Austria e Germania, il Rubner Home Tour si concluderà a Chienes il 14 giugno. Proprio come una vera casa, il Rubner truck include uno spazio coperto di circa 80 mq all’interno del quale verranno organizzate le attività di formazione professionale e di consulenza gratuita e personalizzata per il pubblico, grazie anche alla partecipazione di esperti e affermati architetti, e dove saranno allestite vere e proprie piccole mostre sulle costruzioni in legno. Tra gli appuntamenti più importanti quello del 12 marzo che si svolgerà in Piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico di Milano, e quello del 28 marzo presso il Campus di RomaTre. In occasione di entrambi i convegni sono previste sessioni dedicate sia agli studenti sia ai professionisti grazie alla stretta collaborazione con i due atenei. Il programma formativo per i professionisti, nello specifico per ingegneri e architetti, consente anche di ottenere i crediti formativi grazie alla collaborazione con gli Ordini degli Architetti attivi a livello comunale e regionale. Tra i partner di primo piano per la parte convegnistica dell’Home Tour, Norbert Lantschner, Fondatore e Presidente di ClimAbita, Associazione no profit la cui missione è quella di sviluppare e promuovere una nuova cultura del vivere e costruire sostenibile. Gli spazi espositivi, saranno invece dedicati, anche grazie anche all’ausilio di proiezioni video, a due prestigiosi progetti che hanno coinvolto attivamente Rubner Haus. Il primo, “Rhome for dencity”, a cura dell’Università RomaTre e della Dott.ssa Arch. Chiara Tonelli, parteciperà alla competizione internazionale del Solar Decathlon Europe 2014, l’award ideato dal Department of Energy del governo americano che si propone di valorizzare i migliori progetti architettonici in termini di densità, convenienza economica, trasportabilità e sobrietà. Proprio a Rubner Haus è stato assegnato l’ambizioso compito di tradurre il prototipo abitativo in un vero e proprio edificio da presentare a Versailles il prossimo giugno. Un secondo spazio espositivo offrirà invece un estratto della mostra sensoriale “Prospettive Legno”, la nuova esposizione permanente recentemente inaugurata nella sede di Centro studi Innovazione e Sostenibilità Chienes di Rubner Haus, che invita a scoprire da vicino la filosofia e il percorso naturale alla base della costruzione di una casa in legno: dal BOSCO all’ALBERO, dal LEGNO alla CASA. Il truck è, inoltre, organizzato per facilitare un percorso di conoscenza dei sistemi costruttivi Rubner, che testimoniano le grandi potenzialità di questo materiale nell’ambito delle costruzioni, ammirare una panoramica delle più suggestive case realizzate da Rubner Haus in mezzo secodo di storia e approfondire i temi legati alla sicurezza, all’ecosostenibilità e al comfort abitativo delle abitazioni in legno. E coloro che desiderano seguire da vicino tutte le tappe dell’Home Tour, potranno farlo collegandosi al blog sul sito http://www.haus.rubner.com. Fonte: Rubner Haus su Edilportale.com Aziende: Kerakoll vince per l’innovazione 13/03/2014 - Un nuovo riconoscimento per l'eccellenza del made in ltaly. Quest'anno il Premio Leonardo Qualità Italia, nato nel 1993 da un'iniziativa di Sergio Pininfarina e Gianni Agnelli, è andato a Kerakoll. Guidato dal ceo Gian Luca Sghedoni, che lo scorso 20 febbraio ha ricevuto il premio dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il gruppo del distretto ceramico di Sassuolo che produce malte e collanti per l'edilizia, nel 2013 è stato giudicato come la miglior azienda per l'innovazione e la qualità dei prodotti e per la forte proiezione internazionale. Fonte: La Repubblica