La
staffetta
EDITORALE
Un buon custode
aveva detto Enzo a Riale a fine marzo
“È
comunicandoci, per la prima volta, la sua decisione di non ricandidarsi alla
presidenza del PdP.
ora di voltare pagina”
Piero Radovan
Tutti noi, credo, abbiamo colto la portata storica di questo annuncio, lui il primo
e unico presidente, colui che aveva fatto nascere e guidato il PdP dagli albori
ai nostri giorni, usciva volontariamente di scena “per raggiunti limiti di età”.
Non c’è stato verso di convincerlo a continuare, ci abbiamo provato tutti
e insistentemente. “E adesso- ci siamo chiesti – che facciamo ?”.
Ma solo ora, a distanza di qualche mese, mi rendo conto del significato di questa
decisione: il suo è stato un atto di amore, quello di un padre che lascia la mano
del figlioletto che sta crescendo e desidera che impari a camminare da solo.
Dopo averlo a lungo custodito e accompagnato amorevolmente, lo invita a fare
i primi passi, seguendolo timoroso e fiducioso nello stesso tempo.
A maggio ci sono state le elezioni del nuovo consiglio che avrebbe dovuto scegliere
al proprio interno il nuovo presidente, la serata dello spoglio delle schede è stata
intensa, ricca di spunti, di ragioni e di obiezioni, ciascun neoconsigliere ha espresso
liberamente il proprio punto di vista.
Alla fine è stato chiesto a me di continuare l’opera di Enzo, tutti pienamente
consapevoli, come ha detto saggiamente uno di loro “che tra di noi non esiste
un altro Enzo in grado di sostituirlo”.
Infatti, ma da qualche parte bisognava pur cominciare per poter continuare.
La mia principale obiezione “facciamo un salto generazionale, cioè puntiamo su un
presidente giovane”, non è passata. Allora ho detto SÍ alla sollecitazione degli amici,
una risposta che mi è costata parecchio, sentivo (come sento tuttora) tutto il peso
della responsabilità di raccogliere l’eredità pesantissima lasciata da Enzo.
La mia prima preoccupazione nell’accettare non era tanto il carico dell’impegno
inevitabile che ne sarebbe conseguito, ma il rispondere alla domanda: come restare
fedele alla strada che lui ha tracciato in questi 30 anni? Come custodire lo stile
e il clima con il quale Enzo ha plasmato il PdP ? È ciò che mi sta più a cuore:
riconoscere, approfondire e custodire il suo carisma originario. Il primo compito che
mi sono dato da subito, affrontato con il contributo di tutto il consiglio, è stato
quello di “fissare il punto”, ossia cogliere nella sostanza il messaggio che Enzo ci ha
lasciato in questi suoi anni di guida, facilitati dal fatto che proprio lui lo ha
puntualmente precisato in occasione del suo saluto sull’ultimo PdP News
“continuate a conservare quello spirito di serenità e amicizia che ci distingue
dagli altri gruppi, perché tutto ciò che unisce è bene”.
Enzo non ci ha detto “puntiamo ad essere lo sci club più forte, il migliore, a vincere
titoli italiani e mondiali”, certo ci interessa anche questo e quando dovesse ancora
succedere ne saremmo fierissimi, ma non è la cosa più importante, non è la ragione
del nostro stare insieme. Lui ci ha insegnato e fatto vivere la piacevolissima
esperienza del “clima familiare” in cui ciascuno si sente accolto per quello che è,
forte o scarso, bello o brutto, socievole o scontroso, in piena forma o acciaccato,
giovane o vecchio. Questa, mi sembra, è la strada, aiutiamoci a percorrerla insieme.
Questo è il compito che mi assumo insieme a tutto il consiglio e a coloro che hanno
a cuore il bene del PdP. Certo, questo passo richiede una assunzione personale di
responsabilità, non abbiamo più il papà che ci dice “è meglio fare così, è meglio fare
colà, attento qui, attento là, fai questo, fai quello”, Enzo certamente continuerà a
vigilare amorevolmente a distanza su di noi e sui nostri primi passi, non mancherà di
tirarci le orecchie quando sarà il caso, il papà rimane sempre il papà anche quando il
figlio diventa grande. L’augurio che mi faccio è essere un buon custode (parafrasando
l’immagine che Enzo aveva dato di sé, di un buon medico condotto), custode di quel
bene che lui ci ha lasciato e, se vado fuori strada, tiratemi anche voi le orecchie!
BUON Passodopopasso a tutti! Piero
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passodopopassonews45
In bocca al lupo
rinnovo del
IConsiglio Direttivo,il ecco
chi lo
l PdP ha votato
guiderà nel prossimo quadriennio.
Un caloroso BENVENUTI!! ai tre
nuovi eletti: Alessandro Carcano,
Luca Ingrillì e Riccardo Scotti.Gli
incarichi sociali tentano di mettere
un po’ di ordine nelle cose da fare.
Non sono una prerogativa esclusiva dei consiglieri, l’invito è rivolto
a tutti i soci PdP perché, ciascuno
secondo le proprie capacità e disponibilità, si renda utile per il bene di tutti.
Al nuovo Consiglio
Direttivo del pdp
Accettare l'incarico di condurre
un gruppo sportivo è un evidente
segno di disponibilità a servire
gli altri, gratuitamente.
Responsabilità, generosità,
operosità, sono valori.
Qualità che dovrebbero essere
di chi accetta di tirare la carretta.
Mi complimento con voi,
e vi auguro un proficuo lavoro.
Enzo.
Presidente Piero Radovan
Vice presidente Fabio Soresi
Segreteria generale Marco Pea
Gestisce la comunicazione con i soci e verso l’esterno (e-mail)
Segreteria soci Duilio Soresi
Gestisce l’archivio soci, i certificati di idoneità
Segreteria spedizioni Enrico Mauri
Gestisce l’invio delle comunicazioni ai soci (giornalino, lettere)
Segreteria iscrizioni FISI-PdP Luisa Mauri e Riccardo Scotti
Segreteria campo di gara Donato Carcano
Segreteria attività agonistica Enrico Mauri, Luisa Mauri e Fabio Soresi
Iscrizione, organizzazione logistica delle trasferte della società, gare raccomandate
Segreteria Skiroll Paolo Pozzi
Riferimento per l’attività di skiroll, iscrizione alle gare raccomandate
Segreteria attività giovanile Luca Ingrillì
Coordina e sviluppa l’attività giovanile
Cassa-Bilancio Alessandro Carcano e Luca Ingrillì
Sito PdP Fabio Soresi e Riccardo Scotti
Sponsor Marco Pea
Abbigliamento sociale Paolo Pozzi
Rapporti con la FISI e altre società Piero Radovan
Gara Sormano 1000 Enrico Mauri
Trittico Piero Radovan
Passodopopasso News Piero Radovan e Marco Pea
Vacanza invernale Piero Radovan
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CRONACA
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La squadra al lavoro
Uno dei soliti arditi fotografi che appassionano la cronaca
della nostra bella nazione, si è introdotto di soppiatto nella ‘Gabina’
elettorale del passodopopasso ed è riuscito ad immortalare
i momenti più esaltanti della competizione elettorale.
Gigi, occhio ai brogli!
Mamma, come mi appassiona questo spoglio.
Mi si incrociano gli occhi
Meno male che domani vado a lavorare.
Comunque vada... sarà un successo.
Veloci ragazzi, che si brinda.
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Quattro anni fa, subito dopo le elezioni di allora, Piero Radovan
rivolse a me e a Fabio Soresi, freschi consiglieri, le domande che io
ripropongo per Alessandro, Luca e Riccardo, i neoletti di questa
tornata elettorale. Marco Pea
Alessandro Carcano
Te l’aspettavi di essere eletto? No.
Luca Ingrillì
Te l’aspettavi di essere eletto?
Non era impossibile.
Sei contento? Sì.
Sei contento? Certamente.
Cosa rappresenta per te il pdp?
Un momento importante del mio
tempo libero, un modo per
condividere insieme ad altre
persone la mia passione per lo sci
di fondo.
Cosa ti piace di più del pdp?
Il clima genuino che si "respira"
nella società.
Un'idea per il futuro?
Organizzare una gara FISI.
Un messaggio agli amici del pdp?
Puntate al divertimento: se i
risultati vengono, meglio, se non
vengono, almeno ci siamo
divertiti!
Spero che il mio contributo possa
servire a far crescere ancora di più
il pdp.
Cosa rappresenta per te il pdp?
Una famiglia allargata con cui
condividere la passione per il
nostro meraviglioso sport.
Cosa ti piace di più del pdp?
Lo spirito delle persone che ne
fanno parte.
Un’idea per il futuro?
É un’impresa molto difficile
perché la maggior parte della
gente che conosco al di fuori del
nostro ambiente ci considera un
po’ folli, ma mi piacerebbe
coinvolgere altre famiglie con
figli. Si accettano proposte.
Un messaggio agli amici del pdp?
Ovviamente grazie per la fiducia
INTERVISTE
Tre nuovi consiglieri
Riccardo Scotti
Te l’aspettavi di essere eletto?
Certamente no! Enrico mi aveva
detto “Non ti preoccupare,
i candidati sono tanti e non ti
voterà nessuno”. Alla fine c’è stata
meraviglia quando Paolo ha
pronunciato il mio nome.
Sei contento? Mi fa molto piacere
poter dare un contributo. É una
logica estensione delle sciate
o delle uscite in montagna.
Dalle prime riunioni capisco che
certi eventi che diamo per scontati
nascondono in realtà un paziente
lavoro d’organizzazione.
Cosa rappresenta per te il pdp?
Molto più di una società sportiva,
siamo amici che condividono
le stesse passioni, stanno bene
insieme, ciascuno con le proprie
peculiarità.
Cosa ti piace di più del pdp?
L'amicizia che si respira.
Un’idea per il futuro? Organizzare
un gazebo in occasioni delle gare
FISI per far abolire dalla
progressione la tecnica di
pattinaggio.
Un messaggio agli amici del pdp?
Siamo un grande gruppo e questo
sarà il nostro anno!
P.S. Forza Enrico!!! Vogliamo
vedere alle partenze la tua faccia
alla “braccio di ferro” e sentire lo
sbuffare del treno.
passodopopassonews45
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TRIITICO 2009
A Sormano 1000
si vince sempre
Anche la ventiduesima edizione della nostra gara è superbaciata
dal sole autunnale (ma prima o poi dovrà pur arrivarci la pioggia…).
Piero Radovan
è proprio freddina, alle 9 sta arrivando il sole
L
nel pratone di Sormano 1000, tutti
a mattinata
lo cercano nello spiazzo vicino alle
casette, non bisogna stare fermi, i
piedi e le mani reclamano. Il fuoco
nella baita scoppietta a più non
posso ma non basta, ogni tanto
qualcuno entra, si riscalda due minuti e poi esce di corsa. Consoliamoci, meglio il freddo dell’acqua,
il venticello frizzante taglia le
gambe ma intanto asciuga il prato
della partenza. Una dietro l’altra
arrivano le macchine, quasi tutte
scaricano bimbetti un po’ infreddoliti e assonnati. Quest’anno si deve
cambiare leggermente il percorso
al temine del giro, sono in costruzione nuove villette che si mangiano un bel po’ di prato, speriamo
siano le ultime.
Siamo giunti alla edizione nu-
mero 22 della gara, un traguardo di
maturità per il nostro sci club, ormai tutto è supercollaudato, Enzo,
nella veste insolita di “socio PdP”,
ci guida con discrezione, fa notare
quello che c’è da fare e poi lascia
fare a noi, salvo quando si accorge
che nessuno l’ha fatto e allora ci
pensa lui. La partenza dei mignon è
sempre uno spettacolo, i più grandicelli (un anno a quella età fa una
grande differenza) partono a saetta,
i più piccoli fin che possono camminano con la manina nella mano
della mamma, poi salgono in braccio, qualcuno frigna per il freddo, è
giusto così. Al traguardo il meritatissimo bicchierino di the, oltre a
riscaldarli, li fa sentire protagonisti. Nelle due categoria Baby spunto vittorioso di Alice Pozzi e Davide Ingrillì, con Flavio appena dietro, tutti sull’onda delle orme paterne (e un po’ anche materne…)
cominciano ad assaporare il gusto
del podio. Eccoci ai più grandicelli, a parità di età ci sono gli spirlungoni e i nanerottoli ma la gara rende giustizia, non guarda i centimetri di altezza. Tra i nostri le due piacevolissime sorprese con i podi
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passodopopassonews45
La lettera di ringraziamento
per le offerte devolute alla Associazione Amani:
“ Cari amici, ancora una volta ricevo da Enzo Vai le offerte
raccolte durante la gara del Passo dopo Passo. Enzo al telefono
mi diceva quasi imbarazzato “sono solo 250 euro …”.
Con questa breve nota di ringraziamento vorrei non solo
ringraziarvi perché ancora dopo tanti anni continuate a sostenerci,
ma anche rassicurarvi che nelle baraccopoli di Nairobi una cifra
come questa permette di aiutare e fare moltissimo.
Grazie a voi tutti, grandi e piccini.
Un abbraccio fraterno.
Gian Marco Elia
bronzei di Marco Battaini tra i ragazzi e Alessandro Bianchini tra
gli allievi, nella categoria juniores
femminile “domina” Cecilia Gobbi, nessuno ha osato contrastarla in
gara, mentre tra i maschietti ottimo
argento di Eugenio Bianchini e
bronzo di Riccardo Bonaiti. È il
turno dei grandi, il primo giro inganna molti veterani della gara che
partono a scheggia sulla prima salita, salvo poi arrancare faticosamente in quella del ritorno.
Vince, anzi stravince in poco
più di 35 minuti sui 3 giri, Luca
Bortot dello sci club Valsassina, è
uno specialista di skiroll e campione mondiale master di fondo. Un
dominio assoluto il suo, è di un’altra categoria, se il buon giorno si
vede dal mattino, la sua sarà una
stagione invernale di grande spolvero. Lascia a 2 minuti la nostra
punta di diamante, il bravissimo e
fedelissimo Andrea Pozzi. Tra gli
over 40 stravince alla grande Stefa-
no Battaglia così come la “sempreinforma” Luisa Mauri tra le dame C1. Incredibile terna nella categoria senior femminile: tutto il podio è targato PdP con Caterina Bonaiti autrice di una prestazione maiuscola, davanti alla sorella Valentina appaiata a Francesca Gobbi.
Proprio bello, credo non sia mai
successo nelle 21 edizioni precedenti. Tra gli over 70 non poteva
mancare all’appuntamento Gianni
Macchi, quando c’è si sente e vince, è il coronamento di una stagione da incorniciare. Ma c’è una punta di rammarico in mezzo a tanta
gloria, Enzo e Edda per la prima
volta nella storia della gara non sono al via per acciacchi, che ci auguriamo passeggeri. Sarà per il sole che ha rotto gli indugi, sarà per
la corsa che fa sudare ma finalmente tutti si sono riscaldati.
Una graditissima sorpresa dopo
due anni di assenza (da quando don
Pietro non è più stato in gradi di assisterci) è il ritorno della Messa, si
celebra la festa della cattedrale,
credo che il nostro ambiente naturale sia la più bella di tutte. Ci ha
fatto il superregalo, con promessa
di essere con noi anche per il futuro, don Bassano che è salito da Erba, presentatoci da un amico di Enzo. Abbiamo così potuto riprendere
la sana tradizione di devolvere le
offerte per una missione africana.
È l’ora della premiazioni, gran tripudio di coppe, medaglie, pacchettini pieni di ogni ben di dio, i bimbetti mostrano con orgoglio la loro
medaglia al collo, qualcuno non se
la toglierà credo fino all’ora della
nanna.
Il pranzo a buffet nella baita è
sempre una gran festa, quest’anno
più partecipata del solito, si faceva
fatica ad arrivare al tavolone pieno
di tantissime cose sfiziose, infatti
non è avanzato nulla.
Sarà per l’aria salubre di Sormano
1000 che stuzzica l’appetito… o
perché è bello stare insieme.
Pagina sx
Cecila Gobbi
sul piano
di Sormano
1000
Pagina dx
Stefano
Battaglia e
Luca Borlot
aprono
il gruppo
Giuseppe
De Nitto
strapazza
l’avversario
Luca Ingrillì
l’apripista
Mamme e
bimbi in gara
tutti insieme
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TRIITICO 2009
Monza chiama la Colma
Il Trittico funziona, è uno stimolo per cominciare a far fatica
in vista dell’imminente stagione invernale e un’occasione simpatica
per rivedere volti di amici e avversari con i quali si comincia
a “prendere le misure.” Piero Radovan
di quest’anno è stato
fortunato: tre giornaIteveramente
ottembrine stupende e non è
l Trittico
poco se si pensa alla differenza
tra il correre o skirollare con un
bel sole o sotto l’acqua. Abbiamo
aperto la serie noi del PdP il 18
ottobre con la corsa a Sormano
1000 di cui si è già parlato. A seguire il 25 ottobre la prestigiosa
coppa Pell e Oss giunta alla edizione numero 35 (complimenti e
auguri !!) dedicata al compianto
Andrea Cattabeni, che ha avuto
scenario, come sempre, lo stupendo ambiente naturale del Parco di
Monza. Qui la nostre punte di diamante sono state Luisa Mauri che
ha confermato l’ottima forma di
Sormano 1000, prima di categoria
e terza assoluta, e il “battagliero”
Stefano Battaglia che si trova
sempre a proprio agio quando c’è
da far girare le gambe, per un pelo non è riuscito a salire sul podio.
Non dimentichiamo che questa
corsa è ambita e frequentata dai
migliori cursori a piedi della zona, la maggior parte dei quali non
fa sci di fondo.
Infine il 1° novembre ha chiuso
il Trittico e la stagione skirollistica, la tradizionale corsa che sale
alla Colma, appuntamento imperdibile per i migliori atleti della
zona, onorata come accade ormai
da diversi anni, dalla prestazione
sempre maiuscola di Simone Paredi, imbattibile in questa specialità. Oltre 110 concorrenti (un bel
numero per questo tipo di gare) a
darsi battaglia sui tornanti che da
Gemù salgono alla Colma, il PdP
è presente alla grande con 16 atleti, questa è una manifestazione
molto sentita dal nostro sci club,
“giochiamo in casa”. Sull’altare i
nostri Baby d’oro i fratelli Davide
e Flavio Ingrillì, entrambi sul podio a Sormano e entrambi su quello del Trittico con Davide primo
assoluto della sua categoria.
BRAVISSIMO DAVIDE !! Bisogna passare alle categorie opposte
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passodopopassonews45
per trovare altri medaglisti PdP, i
nostri Ortensio Frigerio e Maria
Rita Chini, sempre presenti e
sempre in forma, che Dio ce li
conservi a lungo con la voglia e lo
spirito di indossare il numero. Citazione di merito specialissimo
per Giuseppe De Nitto, niente podio per lui ma una prestazione
maiuscola in termini di efficienza
fisica, un gradito e atteso ritorno
dopo la parentesi che lo aveva tenuto lontano per qualche tempo
dall’agonismo.
Una considerazione conclusiva un po’ amara sul Trittico ma
che vale in generale, è il “buco” di
partecipanti nelle categorie giovanili, ce ne sono veramente pochi
disposti a fare fatica, non ne hanno ancora scoperto la bellezza e
l’utilità, è chiaro che hanno altro
per la testa. A noi il compito di
educarli anche in questo.
E adesso è quasi ora di preparare
gli sci, quelli veri, sta già nevicando!!
Ecco chi ce l’ha fatta a salire sul podio ma i più bravi sono stati
i nostri mignon di Sormano 1000:
Emma, Arianna, Benedetta, Lucia, Alberto, Andrea, Alessandro,
Marco, Lorenzo, Pietro (ce ne sono due), Vittoria.
TRIITICO 2009
I nostri podi al Trittico
Sormano 1000 – corsa in montagna – 18 ottobre
Baby maschile
Baby femminile
Ragazzi maschile
Allievi maschile
Junior femminile
Senior femminile
Dame C1
Dame C3
Senior maschile
Master 40
Master 50
Master 60
Master 70
Società
1°
1°
3°
3°
1°
1°
1°
2°
2°
1°
3°
2°
1°
2°
Ingrillì Davide; 3° Ingrillì Flavio
Pozzi Alice
Battaini Marco
Bianchini Alessandro
Gobbi Cecilia
Bonaiti Caterina; 2° Bonaiti Valentina; 3° Gobbi Francesca
Mauri Luisa
Chini Maria Rita
Pozzi Andrea
Battaglia Stefano
Pea Marco
Radovan Piero
Macchi Gianni
PdP
Parco di Monza – cross – 25 ottobre
Dame C1
1° Mauri Luisa
La Colma – skiroll – 1 novembre
Baby maschile
Master 70
Dame C3
Società
2°
2°
2°
2°
Ingrillì Davide; 3° Ingrillì Flavio
Frigerio Ortensio
Chini Maria Rita
Passodopopasso
Trittico – classifica finale
Baby maschile
Master 50
Master 60
Dame C3
Società
1°
3°
2°
2°
2°
Ingrillì Davide; 2° Ingrillì Flavio
De Nitto Giuseppe
Radovan Piero
Chini Maria Rita
Passodopopasso
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SEMPREVERDI
La 18 colli
Cronaca di un fine settimana romagnolo un po’ speciale
raccontato da Maria Rosa Venturini, per l’occasione nominata
reporter al seguito di Elio Vitale (il marito) e del suo fidatissimo
amico-ciclista Duilio Soresi, 9 colli a testa. Maria Rosa Venturini
27, 12, 18, 46: cinquina
vincente? No! Sono i rap34
porti da usare, le pendenze, i chilo-
In alto
I nostri
due eroi
medagliati.
Sotto
Ingorgo su
uno dei
nove colli
metri in salita, quelli in discesa…
sabato Elio e Duilio hanno studiato
e ristudiato a menadito il tracciato
sulla piantina, focalizzando soprattutto i punti di ristoro. Al seguito
dei loro discorsi anch’io sapevo tutto, come se avessi già fatto la corsa
10 volte. Duilio ha messo in guardia Elio dalle insidie della salita al
Ciola, poi di quella al Barbotto che
non finisce mai. Il Barbotto di qui,
il Barbotto di là… un barbotto continuo. All’alba del 24 maggio (la
storia!), erano le 5.45, i nostri cavalieri Duilio ed Elio sono saliti sui
loro destrieri di carbonio e sono
partiti verso la gloria della Novecolli di Cesenatico. Sapranno resistere alla tentazione di fermarsi alla
prima osteria che troveranno sulla
salita di Bertinoro? Lo sanno che il
Polenta non va aggredito mangian-
do l’asfalto? A Fratta Terme non
cederanno al richiamo di un rilassante e rinfrescante bagno terapeutico? Dalla temperatura già rovente
di prima mattina sicuramente faranno un bagno… ma di sudore. Speriamo che alla Pieve di Rivoschio
10
passodopopassonews45
trovino un po’ di refrigerio. La discesa su Linaro darà loro un po’ di
abbrivio per salire il Ciola? Ma a
Mercato Saraceno il tanto chiacchierato Barbotto è lì che aspetta. E
allora è pronto un sostegno di carboidrati e giù ancora liquidi. Fa
molto caldo. Il Barbotto conferma
tutte le sue premesse con quell’ultimo chilometro al 18%. La tentazione di accedere al ristoro “non autorizzato” di piadina e salsiccia è forte. Eccoci sul Barbotto! Finalmente
si scende, beh!, non proprio. Ma
come? La salita non è ancora finita?
La strada è un susseguirsi di giù ma
anche di insidiosissimi sù. Ma
quanto è infingarda l’altimetria
semplificata del percorso!
A Savignano finalmente si arri-
va sul piano con un leggera discesa
fino al traguardo di Cesenatico. Però bisogna avere ancora qualche
energia di riserva per risalire i cavalcavia che, dopo ore
di pedalate in questo
caldo torrido, appariranno come il “decimo” colle!
Ci sarà il bacio della
Miss per i nostri due
validissimi atleti-eroi?
No, non per loro, per
fortuna della Miss, ma
la medaglia sì. Verso
le 12.30 un accaldato
ed assetato Duilio taglia il traguardo: “É
stata dura, ho bevuto
almeno 6 borracce. Se
ne avessi avuta un’altra l’avrei scolata degli ultimi due chilometri”. Ma il nostro
veterano della Novecolli non sembra così
sconvolto, anzi aggiunge di aver trovato uno splendido “trenino” alla partenza e a Savignano, attento come sempre a dove
spirava il vento!! Non solo, anche
fiero di essersi misurato in discesa
a più di 70 all’ora con i “forti” che
arrivavano dal “lungo”. A questo
punto aspettiamo l’arrivo dell’esordiente Elio. Ma dove sarà finito? Avrà accettato l’invito a pranzo della domenica di qualcuno della zona?
Sono le 14 quando Elio taglia il
traguardo. Stilla sudore da tutti i
pori. É contento di aver concluso la
corsa e commenta, ovviamente a
caldo: ”Partire ultimi in una griglia
di 12.000 concorrenti porta a seri
inconvenienti, come trovare ripetuti “colli (ma non ne bastavano 9?)
di bottiglia” ed essere costretti ad
attraversare Bertinoro a piedi e pure, sempre a piedi, percorrere la
prima parte della salita al Polenta!
Non si riusciva proprio a stare in
sella per la ressa.". Ma come, era
una gara ciclistica o podistica? E
ancora: "Ciola e Barbotto, salite
decisamente belle e competitive,
una vera sfida!! E che meraviglia
lo splendido paesaggio salendo alla Pieve, mi sono proprio divertito
!”. Poi una bella doccia ristoratrice
ed un meritatissimo relax. L’anno
prossimo la 9 Colli è già prenotata
dai due amici: la 2a edizione per
Elio (che forse riuscirà a farla tutta
restando in sella) e la 15a per Duilio
che in tale occasione riceverà un
premio “fedeltà”!
SEMPREVERDI
Tre cosette da nulla
Il nostro Gianni Macchi, 77 primavere alle spalle, si diverte ancora
un sacco a fare cosette o meglio corsette, non da poco. La pianura
non gli piace molto. Ma oltre alla salute di ferro, c’è una ragione.
Ecco le tre “corsette”:
La prima, a metà luglio . La
Bormio – Stelvio di 22 km. con un
dislivello di 1530 metri, promossa
dalla Mapei che, oltre alla corsa in
bici, da due anni organizza anche
la versione podistica. Gianni comunque, per non far torto a nessuno, se l’era già fatta per conto suo
anche in bici e con gli skiroll, adesso ha completato il suo trittico personale e può dormire sonni tranquilli. “La più dura è con la bici, a
piedi o con gli skiroll si può gestire
meglio la fatica ma se vai in crisi in
bici, ti pianti. Ormai mi conosco
bene e in queste cose viene prima
la testa poi i muscoli, quindi sono
partito con una corsetta tranquillo
(noi giovani abbiamo bisogno di
tempo per carburare), mi sono gestito per tutta la salita fino agli ultimi 4 km. quando ho cominciato a
sentire i polpacci duri, così per evitare i crampi ho camminato. Ma
alla fine mi sono ripreso e quando
ho tagliato il traguardo lo speaker
diceva – guardate come si fa a correre!” - Gianni è il primo della sua
categoria.
La seconda, a fine luglio.
Campionato Italia Fidal di corsa
in montagna ad Adrara S. Martino – Bergamo, 6 km di salita “alla bergamasca”. Il percorso sale
per una ripida mulattiera con un
tratto di super-ripido su gradoni di
sassi. “Essendo una gara dura ma
breve mi sono scaldato bene prima
della partenza, poi è importante
amministrarsi per non andare fuori giri, e così anche se vedevo davanti a me il primo e il secondo sono arrivato tranquillo. All’arrivo è
stato bello, avevo gli amici de La
Michetta che mi hanno fatto una
grande festa”.
Gianni è arrivato terzo, non dimentichiamo che si trattava del campionato italiano FIDAL.
La terza, a inizio settembre.
Sesto di Pusteria – Tre cime di
Lavaredo di 17,5 km con 1300
metri di dislivello, una gara a livello internazionale con una larga partecipazione straniera. Gianni è arrivato secondo. “Dopo 4 km. di
asfalto per uscire dal centro abitato si saliva per un bel sentiero in un
ambiente incantevole, stimolante,
che passava per il rifugio Comici e
arrivava al rifugio Locatelli sotto
le tre Cime. In salita sono salito regolare come sempre, poi verso la
fine c’era un lungo tratto di discesa su un ghiaione e lì sono andato
a nozze perché a me piace, vado
bene rispetto agli altri miei coetanei, così ho recuperato diverse posizioni perché quelli di una certa
età in discesa tendono a rallentare.
Mi è piaciuto moltissimo, mi senti-
vo a casa mia perchè conosco molto bene questi posti per esserci stato all’inizio della mia carriera alpinistica più di 50 anni fa, era la
prima uscita che facevo fuori dalle
Grigne e sono venuto proprio da
queste parti, ho fatto undici cime in
dodici giorni. Ero un po’ matto”.
Ma perché Gianni fa “ancora” queste cose ?
“Mi attirano le cose nuove, mi piace fare quello che mi affascina anche se c’è di mezzo della fatica. Sono sempre stato attratto, e lo sono
ancora oggi, dalla bellezza della
natura, è la cosa che mi interessa
di più, poi cerco di fare quello che
posso, non mi interessa andare forte o arrivare primo. Poi facendo
queste cose si sperimenta spesso la
bellezza dell’amicizia, fare fatica
insieme accomuna, affratella. Mi
piace comunque dare sempre il
meglio di me stesso e per fare questo devi conoscerti, mi è stata
grande maestra la montagna che
ho praticato per tantissimi anni.
Così trovo ancora alla mia età il
gusto e l’entusiasmo di fare queste
cose.
Che bello arrivare a casa alla sera
stanchi morti dopo una di queste
giornate, si desidera solo un piatto
di pasta e un bel letto”.
Gianni
impegnato
in due fasi
salienti della
gara
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GRANDI IMPRESE
Zermatt Marathon
Andrea, Tiziana e Nice si sono lasciati affascinare dalla Zermatt
Marathon. Non tutto è andato come previsto, ma l’avventura si è
comunque chiusa con il pensiero ad un nuovo obiettivo per il
prossimo anno, altrettanto affascinante e tutto al femminile... Nice Bini
bbene sì, la colpa è stata mia!
Nella mia continua ricerca di
E
nuovi obbiettivi corsaioli, ho tra-
In alto
Andrea Pozzi
decisamente
‘sulle gambe’
Sotto
Nice
e Tiziana
sulla via
del ritorno
scinato Tiziana in questa avventura, che forse l’ha un po’ delusa.
Partiamo dal principio: il mio amico
Stefano mi racconta un giorno del
suo sogno di correre la Zermatt Marathon. Io, che sono curiosa come
una scimmia, mi precipito subito a
guardare il sito della gara e rimango
folgorata della bellezza dei panorami e soprattutto dal fascino della
grande impresa. Scopro poi che oltre
alla classica maratona è possibile affrontare il percorso in staffetta con
cambio ai 21 km. Vengo colpita da
un incosciente entusiasmo e convinco Tiziana a correre la seconda parte
di gara. Preciso che mentre la prima
metà di gara prevede un dislivello di
soli 600 m., la seconda ne affronta
più del doppio, oltre 1.300 m. Andrea, eroico come sempre, decide invece di correre l’intera gara. Anche
Tony avrebbe dovuto partecipare alla staffetta con un’amica (Claudia),
ma ha dovuto rinunciare dopo l’infortunio all’Aletsch.
Nell’avventura trascino anche altri
amici e così il venerdì sera ci ritroviamo in un bel gruppetto nella piazza di Briga davanti a birra e wurstel.
La giornata della gara è a dir
poco fantastica: cielo terso, aria
frizzante, alla partenza di St. Niklaus 1500 runners, di cui 185 staffette. Organizzazione svizzera, atmosfera serena, molto poco competitiva. Intorno a me vedo uomini
e donne di tutte le età pronti ad affrontare una vera impresa. Alcuni
inizieranno a camminare già dopo
pochi chilometri, comunque determinati ad arrivare al traguardo.
La parte di gara che ho corso io arrivando a Zermatt è stata molto piace-
vole, faticosa, ma non massacrante,
insomma me la sono goduta. Diverso il discorso per Tiziana che ha dovuto affrontare un percorso durissimo, praticamente non corribile se
non per i primi. È arrivata al traguardo delusa ed arrabbiata per la durezza del percorso, sofferente per un
dolore al ginocchio.
Nemmeno la vista della cima del
Cervino è riuscita a rasserenarla.
Ammetto che mi sono sentita un
po’ in colpa per averla trascinata in
questa avventura.
Andrea, sereno e serafico, si è
classificato 27° con il tempo di
3.52.00: io sono fiera e orgogliosa
di conoscere un corridore così!
Cosa ho imparato da questa esperienza? Tiziana è una grande amica, che non ha esitato un attimo a
formare una staffetta con me pur
essendo ben consapevole di come
corro piano. Gareggiare in squadra
è bellissimo e coinvolgente, spero
di riuscire a scovare qualche altra
gara da correre con le amiche, per
condividere con loro la gioia di tagliare il traguardo.
Anzi ho già in mente una cosa che
propongo a tutte le socie PDP:
perché non proviamo a formare
una squadra tutta femminile per
correre la 24 x 1 ora nel 2010?
Pensateci!
12
passodopopassonews45
SETTORE GIOVANILE
Piccoli triathleti
Nuotare, pedalare e correre senza soluzione di continuità.
Non parliamo necessariamente di Ironmen, non tutti lo sanno
ma si può cominciare a sette anni con il TriKids.
Attenzione però, può essere contagioso. Luca Ingrillì
triathlon è sicuramente una delle
sportive estive che presenItalattività
maggiori affinità con lo sci di fondo. Le competizioni sono molto
coinvolgenti sia per chi partecipa in
prima persona sia per gli spettatori.
Bisogna avere una buona preparazione di base, acquisire abilità in diverse discipline ma non basta, serve
anche mantenere lucidità nelle fasi
di transizione e di gara, e crederci fino in fondo, perché l’avvicendamento delle discipline si presta a capovolgimenti di fronte ed a sorprese.
L’anno scorso Davide aveva fatto il
primo assaggio partecipando a tre
gare ed era stato amore a prima vista.
Quest’anno allora, considerato che
potevano partecipare anche i 2001,
si è partiti con l’idea di fare qualcosina di più, ma cammin facendo ci siamo, per così dire, fatti prendere la
mano. Così è stato che le gare, fra
triathlon, duathlon e aquathlon, sono
diventate addirittura dieci.
A farci prendere la mano ha
contribuito la scoperta del Circuito
Nord Ovest, un vero e proprio campionato per i giovani di Piemonte,
Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia.
Sfortunatamente la scoperta è avvenuta con ritardo, quando già si erano
disputate le prime due gare, e pertanto la stagione è stata incentrata
all’affannoso inseguimento dei sette
risultati utili ad entrare in classifica.
Devo dire che le emozioni non sono
mancate… e non solo in gara. Come
in occasione del duathlon di Vizzola, quando a causa di un incidente in
tangenziale, siamo arrivati sul campo di gara a soli cinque minuti dalla
partenza e con la strada già chiusa al
traffico. “Mai perdersi d’animo ragazzi ce la si può ancora fare, montate in bici e andate alla partenza da
soli”. Detto fatto, Flavio si asciuga
le lacrime e via, grazie alla collaborazione di Tiziana, che ha già ritirato
e preparato i pettorali, riescono a
partire ed a rimanere ancora in lizza
per la classifica generale.
Si arriva così alla finale del 27 settembre sul lago di Monate, dove
Davide, sfiorando la vittoria di pochi secondi, riesce, con sua immensa gioia, a conquistare il terzo
posto nel circuito.
Sulla scia di Davide hanno fatto le
loro prime esperienze sul campo i
più giovani Alice e Flavio, che ci
hanno emozionato e coinvolto con la
loro energia e creatività. Entrambi
sempre competitivi nelle fasi atletiche ma un po’ lenti nei cambi, anche
se con motivazioni diametralmente
opposte, Alice troppo rilassata, Flavio troppo esuberante. Esuberanza
che a Flavio è costata anche un paio
di spettacolari cadute nelle frazioni
ciclistiche.Pietro dal canto suo ha
approfittato per farsi il pieno di teoria pronto a metterla in pratica nella
stagione che verrà.
Ma al di la dei risultati, così come è
accaduto per lo sci di fondo, anche
per il triathlon la maggiore soddisfa-
zione è stata quella di vedere i nostri
giovani aggregarsi e socializzare
con bambini e ragazzi di ogni età e
di altre squadre, con vero spirito
sportivo di sana competizione e rispetto degli avversari.
Certo però che a continuare a fare
da spettatore e da coach mi è tornata
voglia di buttarmi nella “tonnara”.
Perché no, sabato 3 ottobre tiro fuori
la bicicletta da corsa, rispolvero la
muta ed eccomi la mattina del 4 ottobre, dopo 10 anni dall’ultima gara,
pronto alla partenza del triathlon
sprint di Milano, forte della mia preparazione da “cucciolo”. Supportato
dagli incitamenti e dai consigli tecnici dei figli arrivo al traguardo arrancando ma decisamente soddisfatto.
Va bene così ma l’anno prossimo, se
loro crescono mi toccherà allenarmi
un po’ più forte, e allora chissà…
Sopra
Uno
splendido
tuffo di
massa
Sotto
Rapida
vestizione per
poi inforcare
la bici
passodopopassonews45
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SETTORE GIOVANILE
I raduni provinciali FISI
Il nostro Alessandro Bianchini ha partecipato per la prima volta
a due importanti raduni giovanili FISI proposti a livello provinciale.
Un’esperienza utile e bella. Giorgio Bianchini
Stage 1
dal 30 maggio all’1 giugno
Albergo Folgore
Passo dello Stelvio
Pagina sx
in alto
Il Muro
di neve
al passo
Sotto
Si lavora
e si fatica
sotto lo
sguardo
vigile
di Carlo
Pagina dx
In alto
tutto
il gruppo
in posa
Al centro
Alessandro
pattina
in scioltezza
Sotto
Squadrone
al completo
Anche se la vacanza è passata da
un po’ di tempo, dicasi vacanza anche se sportiva e “speciale”, rimangono ancora impresse in ognuno di
noi le impressioni generali del 1°
raduno Fisi 2009 della (ex) provincia di Milano, possiamo dire bella,
divertente, strana, rilassante, conviviale ma impegnativa.
Ma andiamo per ordine. Quando
abbiamo ricevuto a fine aprile
l’inoltro dell’invito da parte dell’ottimo Duilio, è rimasto in testa un
piccolo “tarlo”, una piccola lampadina che non voleva spegnersi.
Il mese di tempo intercorso tra la
lettura della mail e la sua concretizzazione è stato impiegato per muovere al meglio tutte le pedine: conferma del nostro interessamento al
fresco presidente Piero, contatti con
Carlo (Salvioni, responsabile fondo
della FISI provinciale), preannunci
in famiglia (con tatto, senza esagerare) fino a raccogliere e “amalgamare” il tutto… alla fine aderisce
alla vacanza tutta la famiglia, anche
il cognato preferito Michele.
Oltre ad Alessandro, si sono aggregati anche Eugenio il fratello discesista, contento perché al passo
ci sono anche gli impianti di discesa, Lorenza per svagarsi e riposarsi, Michele il marcialonghista che
ama frequentare la Mitica nella
pancia del gruppo e anche Giorgio
(il sottoscritto) che vuole rinfrancarsi dopo il ritiro in ambulanza
(perché faceva da scopa!) alla Rollissima del Tivano di qualche settimana prima.
1° giorno, arrivo, ma quanta neve!
frutto di una stagione invernale difficilmente ripetibile. Ambientalmente, subito un bel mal di testa
per la quota, visita al passo (i ragazzi dello Ski Pool Brianza invece
escono a farsi una sgambata) , la
sera compagnia simpatica, 2 tavo-
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passodopopassonews45
late, noi con la nostra Luisa Mauri
(presente a titolo personale, giusto
per allenarsi un po’ in quota), Valeria Colombo e due podisti di spessore in altura per ossigenarsi; nell’altro tavolo le ragazze, i ragazzi
dei vari sci club e tutto il gruppo
dello Ski Pool Brianza.
2° giorno mattino: col bel tempo
(!), skating sulla pista fuori dall’albergo, buon allenamento in gruppo
per Ale, sotto lo sguardo attento di
Carlo.
2° giorno pomeriggio : nevica,
sciata in alternato senza sciolina e
senza invocare i santini dei vari guru tipo S.Fabio, Ivano, Pietro, Ernesto, Elio, Lorenzo…
3° giorno: di nuovo bel tempo con
un sole così splendido da richiamare
un sacco di Atleti (notare la A maiuscola) a tal punto che Alessandro
non “gira” più, cosi intento a guardarli e a chiedere autografi : Zorzi
(foto e secondo autografo sulla tuta
PdP), nazionale italiana di biathlon
maschile e femminile al completo,
la Forestale, che si vuole di più?
Il ritorno nella calicola milanese ci
ha sciolto un po’ gli entusiasmi,
pronti però a riprendere il discorso
ai primi di settembre per il successivo raduno…
Stage 2
dal 3 al 6 settembre
Hotel National Park
Isolaccia in Val Di Dentro
Ed eccoci qui per il secondo raduno: quello che colpisce subito, insieme alla ovvia mancanza della
neve, la presenza di tanti ragazzi e
ragazze, sono presenti gli sci club
Alpini di Sesto, Camosci, Ski Alessandro pattina in scioltezza, sono
presenti gli sci club Alpini di Sesto,
Camosci, Ski Pool Brianza, Sormano, Valsassina e ovviamente il
nostro Passo dopo Passo per un totale di 26 ragazze/i dai 9 ai 20 anni
più alcuni genitori e nonni e gli accompagnatori Valeria Colombo,
Giovanni Pizzi (Ski Pool Brianza),
Valerio Crippa (Sormano), Giorgio
Bianchini (PdP) e Luca Bortot
(maestro e istruttore nazionale di
sci di fondo) della Valsassina, ottimo “coordinatore tecnico e atletico” del raduno.
Che dire? 3 giorni intensi, questo il
programma, condito con ottime cene a buffet e “vivaci” ritiri in camera dei giovani la sera prima di andare in branda.
Ma sentiamo Alessandro:
Ale, cosa ti è piaciuto di più dei
due raduni?
A Isolaccia mi è piaciuto molto conoscere tanti ragazzi che poi vedo
d’inverno alle gare e con molti di
questi mi sono divertito.
Invece allo Stelvio a giugno mi
sembrava molto strano essere ancora in mezzo alla neve e sciare, mi
ha fatto molta impressione.
Che ricordi hai?
Bellissimi, tanti sport in montagna,
in particolare mi ricordo la mattinata di sabato per salire con gli ski
roller al passo Gavia, non lo conoscevo e vedere montagne così alte
arrivandoci con gli ski roller è stato unico, al rifugio del passo ero
così contento che ho chiesto a papà
di potermi comperare una maglietta ricordo.
Il momento meno bello?
Il ritorno in pianura e la scuola
che fra un po’ sarebbe iniziata.
Commento complessivo dei due
raduni: che “togata”!!
Venerdi mattino: 2 ore abbondanti di palestra (per pioggia), pomeriggio: mega piscina alle terme di
Bormio
Sabato mattino: ski roller, salita
al passo Gavia (calibrata ognuno
per la propria età e stato di allenamento) con “incastri” di macchine
e furgoni lasciati a Santa Caterina,
portati su al passo, riportati giù…
pomeriggio : camminata in montagna verso il lago Nero di val Vezzosa.
Domenica mattino: ski roller ai
laghi di Cancano e poi tutti a casa
con la voglia di ritrovarsi sulla neve. Da notare che il comitato FISI
ha offerto ad ogni atleta e accompagnatore un completino personalizzato.
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VIAGGI
In cammino
con S. Francesco
Una bella esperienza che propongo a chi piace camminare, ammirare,
incontrare, meditare… e un po’ anche soffrire. Piero Radovan
a piedi si differenzia dal trekking per due raU
gioni. Innanzitutto la meta, che non è
n pellegrinaggio
Franca
apre la
pattuglia
dei pellegrini
16
una meta qualsiasi ma un luogo sacro, ossia un posto dove la Presenza
Divina ha lasciato un segno forte.
Ma questo non basta, ci vuole qualcos’altro: il desiderio, chi si mette in
cammino deve (dovrebbe) avere nel
cuore il desiderio di incontrare e fare il più possibile propria l’esperienza legata a quel luogo, non vivere
un’emozione passeggera ma ritrovare un po’ più se stesso.Tutti possono
dunque essere pellegrini, basta poco,
non c’è bisogno di fare centinaia di
chilometri con lo zaino in spalla come abbiamo fatto noi, dieci amici
che a settembre ci siamo messi in
cammino per due settimane da La
Verna a Rieti percorrendo i luoghi di
S. Francesco. Certo la fatica aiuta a
ricercare questo senso e ti fa chiedere continuamente “ma perché lo sto
facendo?” e una risposta ogni tanto
devi pur dartela. Così come è di aiuto la bellezza dei luoghi e degli incontri che si fanno, ti rimandano
continuamente ad Altro e ti fanno
sorgere la domanda “ma chi ha fatto
tutto questo?”. Scopri che la pienezza della meta è già presente ad ogni
passo. È l’esperienza che abbiamo
fatto noi amici lungo i 380 km. del
passodopopassonews45
percorso, quasi tutti su e giù per le
verdissime e spesso selvagge colline
umbre. Fisicamente una bella fatica,
perché oltre ai chilometri c’è anche
e sempre la “casa” da portarsi a dietro, l’amico zaino. Al mattino sveglia presto, il cammino mattutino si
interrompe per la pausa-Lodi, a
mezzogiorno un fugace pranzetto a
base di pane-formaggio-mela o simili quasi sempre ai bordi di un sentiero. Si riprende a camminare recitando il rosario per l’intenzione che
ogni giorno sceglievamo, la preghiera ricorrente era l’aiuto che avevamo
scelto per non dimenticarci il senso
di quello che stavamo facendo. In totale7-8 ore di cammino al giorno
con le vesciche che tormentavano
molti e le spalle che dolevano a tutti.
Nel tardo pomeriggio si arrivava
“stanchini” alla meta, la sosta era in
luoghi francescani, conventi o eremi, gestiti dai pochi frati o suore che
ormai li stanno convertendo in luoghi di accoglienza turistica con le
cellette trasformate in confortevoli
camerette. Una doccia corroborante,
un’ abbondante cenetta (la doppia
razione di pasta era d’obbligo) e 8
ore di sonno, salvo qualche variopinto “intermezzo” notturno, compivano quasi sempre il miracolo, da
morti che si arrivava alla sera a vispi
e pimpanti il mattino successivo,
pronti a ripartire.Per me è stata l’occasione per scoprire S. Francesco,
per conoscerlo meglio e imparare da
lui, tutti i luoghi da cui passavamo
erano impregnati della sua presenza:
La Verna dove ha ricevuto le stigmate, Gubbio dove ha reso mansueto il
lupo (ho scoperto che persino le sue
ossa sono conservate in una chiesa),
Assisi la città dove forse ha sofferto
di più perchè a lungo lo ha rifiutato,
S. Damiano dove davanti al crocifisso ha avuto inizio la sua conversione, la Porziuncola di Santa Maria
degli Angeli il luogo prediletto dei
primi incontri con i fratelli e dove è
avvenuto il “distacco”.
E poi i numerosi eremi, tutti luoghi
impervi e solitari dove Francesco si
ritirava in preghiera e penitenza per
meglio cogliere la chiamata del Signore: l’Eremo delle carceri, il Sacro Speco, Greccio dove la notte di
Natale del 1223 ha “inventato” il
presepe, quello di Fonte Colombo
presso Rieti dove ha scritto la regola
definitiva dell’ordine dei frati minori, il luogo che lo ha visto soffrire nel
corpo (era diventato quasi cieco) e
nello spirito per le divisioni che si
stavano profilando tra i suoi fratelli.
Ho scoperto che Francesco era un
uomo vero, come ciascuno di noi,
anche lui andava in crisi, si incavolava con i suoi, era soggetto alle tentazioni. Il suo segreto era la preghiera
incessante e la penitenza ostinata, allora tutto quello che gli capitava diventava segno della Presenza buona
del Signore, tutto era Grazia. E questo lo rendeva lieto in ogni circostanza, anche la più avversa.
Vorrei aver portato a casa nello
zainetto del mio cuore un briciolo di
questa coscienza, sicuramente mi
aiuterebbe a vivere meglio. Ma come
è arrivato Francesco a questo? Per
Grazia, che lui ha rivestito di povertà
e di umiltà, non desiderava possedere nulla e abbracciava tutto e tutti (in
particolare i lebbrosi), niente gli era
di impedimento per lodare e ringraziare il Signore, mentre per noi magari non era così immediato dire “sorella vescica” o “fratello temporale”.
Infine questo pellegrinaggio mi ha
aiutato a riconoscere ciò che è essenziale, ciò che serve veramente e
quanto invece (tanto!) sia superfluo:
ci si sorprende nel constatare quanto
poco sia veramente necessario, ma
quello che è necessario non può
mancare ! Già decidere il contenuto
dello zaino è un bell’esercizio, si
sfrondano tante cose perché tutto ha
un peso, scopri che quello che ti basta pesa meno di 8 kg. e non è un
dramma vivere una sera senza luce e
senza acqua, come è accaduto alla
Romita di Cesi, accolti fraternamente da fra’ Bernardino. Ho portato a
casa anche questa domanda, ma che
cosa serve veramente alla mia vita?
VIAGGI
Sul Monte Athos
Gigi Meroni e amici ci hanno abituato a mete un po’ speciali,
ma forse questa supera tutte le precedenti.
, alto 2033 metri,
trova nella penisola Calcidica
IinsiMacedonia,
una repubblica aul Monte Athos
tonoma sotto la sovranità greca dove sorgono numerose comunità
monastiche che nel XV secolo,
epoca del massimo sviluppo, contava trenta conventi di mille monaci ciascuno; oggi ce ne sono venti
con poco più di due mila monaci di
rito ortodosso. Le costruzioni sorgono sparse lungo le coste, abbarbicate sugli scogli, negli interni si
trovano preziosi mosaici, icone, affreschi, ricchi lavori d'oreficeria,
sculture in legno. La gente qui vive
in solitudine, preghiera, meditazione, si tratta di eremiti che per lo più
fanno lavori di ristrutturazione dei
vecchi monasteri. Per entrare nella
repubblica del Monte Athos è necessario uno speciale permesso di
ingresso, che non viene concesso
alle donne.
Cosa mai Gigi è capitato da quelle
parti? Non per un caso, ormai la sua
compagnia di 5 amici è collaudata,
tutti gli anni nel periodo estivo scelgono una meta, una meta particolare, finora sempre una montagna,
che rappresenti una sfida per l’altezza o per il significato che riveste
(l’anno scorso sono saliti sull’Ararat, ricordate?). Mente, anima e
cuore del gruppetto è
Luciano Tamini, promotore, organizzatore
e capo-spedizione di
tutte e 6 le imprese finora compiute.
e se uno decide di andarci deve rispettarle, come abbiamo fatto noi,
salvo quella volta che abbiamo fatto il bagno, qui è vietato, ma era
talmente invitante che… Non si
può mangiare né carne né pesce
perché non si devono uccidere animali, in compenso fanno degli ottimi minestroni e verdura in abbondanza. L’accoglienza dei monaci è
stata sempre molto discreta e silenziosa, ci offrivano i loro dolcetti,
grappa di anice e acqua. Si dormiva
in belle camerate e abbiamo assistito in disparte alle loro funzioni. Al
termine di una di queste, tutti sono
andati a baciare una reliquia, era il
piede di S. Anna, la madre di Maria.
In giro abbiamo trovato pochissime persone, c’era qualche tedesco
e francese, danno i permessi di ingresso col contagocce, ci risulta
che il posto sia pochissimo frequentato da italiani.
La salita al monte è iniziata con
1750 gradini che ci hanno portato
dal livello del mare al primo monastero dove abbiamo pernottato, il
giorno successivo alle 5 siamo saliti con le lampade lungo un sentiero
segnato, regolare, sassoso ma non
particolarmente impegnativo che ci
ha portato alla vetta. In cima stavano ristrutturando una chiesetta da
adibire anche a rifugio, poi siamo
discesi fino ad un monastero intermedio dove non c’era posto e così
abbiamo dormito all’aperto nei nostri sacchi a pelo.
Abbiamo scoperto un angolo di
umanità pieno di storia, cultura,
religiosità che ho desiderato approfondire anche al ritorno leggendo libri e andando su Internet.
Quella che abbiamo vissuto è
un’esperienza che rimane.
Colpiti da questo viaggio, abbiamo
già programmato di ritornare da
queste parti l’anno prossimo, vorremmo salire sul monte Olimpo,
sempre in Grecia. Non si può
scherzare, è il monte degli dei”.
Il giorno successivo abbiamo girato la penisola visitando altri 3 monasteri, ci interessava capire come
vivevano i monaci, la loro religione ortodossa è praticamente rimasta invariata nel tempo, come 2000
anni fa. Il posto è di una bellezza
incantevole, ricco di spiritualità,
invita a riflettere, non pensavo che
nel 2000 potesse esistere un luogo
come questo.
Alla prossima, Gigi.
Gigi Meroni
a destra
nella foto
Ci dice Gigi: “Ormai
i 6000 rappresentano
un obiettivo troppo
ambizioso per il gruppetto, nessuno è più un
ragazzino, allora si
cercano altri stimoli,
non meno interessanti
e coinvolgenti delle
grandi altezze.
Abbiamo scelto questo posto perché ha un
fascino incredibile,
certo ha le sue regole
passodopopassonews45
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GRANDI IMPRESE
Evviva Michelangelo
Cosa significa diventare papà. Un fatto è
certo, LA VITA CAMBIA, dentro e fuori la casa.
Luca Tamburlini
ricordano che nel maggio del 2008
F
Alessandra ed io siamo diventati
orse alcuni del PdP
genitori di Michelangelo. Piccolo
aneddoto: a una cena con amici e
conoscenti, quando Alessandra era
incinta, all’annuncio della futura
nascita del pargoletto che avevamo
già deciso di chiamare Michelangelo, una persona (che non nomino) disse: “ah, come la tartaruga
Ninja!”, dovemmo deluderlo e dirgli che la dedica era a Michelangelo Buonarroti...
Parecchi sicuramente sanno che cosa significhi avere un figlio a cui badare: attenzione continua, pensiero
univoco, argomenti monopolizzati,
antenne sempre attente a quello che
il frugolino fa, dice (quando comincerà a parlare, per ora bisogna interpretare, la sua prima parola è stata
“patata”, pronunciata PA’! TA’!
TA’), pensa e chiede. Di notte l’attenzione è sempre alta, anche se bisogna dire che il piccolo Michelangelo si è quasi sempre comportato
civilmente, a parte quand’era molto
piccolo e ogni 3 ore voleva mangiare, ora si limita a chiedere qualche
minuto di attenzione prima di ripiombare nel sonno.
Per quello che riguarda la “gestione
ordinaria” dei bisogni del bimbo,
In alto
Lavazè
inverno 2008
a lato
Valle d’Aosta
estate 2009
18
passodopopassonews45
d’obbligo la collaborazione fra noi
due genitori, permessa dal fatto che
siamo entrambi liberi professionisti.
Più volte mi sono portato Michelangelo al lavoro, chissà che idea si è
fatto del papà UFOtografo...
Ma soprattutto la grande novità, la
grande differenza è che NON
PUOI PIÚ FARE QUELLO CHE
FACEVI PRIMA, ADESSO FAI
MENO COSE DI PRIMA O LE
FAI IN MODO DIVERSO.
Attenzione, non ho detto una cosa
negativa, siamo nell’ambito di un
naturale cambiamento di ritmo, visto che il nuovo ospite (o padrone...) ha le sue esigenze giustamente prioritarie, largo ai giovani...
Fine dell’argomento generico.
Noi dello storico Sci club PdP
abbiamo in comune la passione per
lo sci di fondo e più in generale per
lo sport, o almeno, di un certo modo
di vivere il tempo libero. Tutti voi
che leggete e che poco o tanto mi
conoscete, sapete (o se no ve lo dico
io) che non sono un superagonista,
né un agonista, ma che una certa
qual passione per il “movimento”
ce l’ho, tanto da essere entrato nel
PdP proprio per questo motivo (a
proposito, mi è giunta voce che nostro figlio è diventato socio per di-
ritto acquisito, sarà vero?).
Ecco, ciò detto, ed è stata una premessa un po’ laboriosa, volevo comunicarvi che la nascita del piccolo Michelangelo non ha modificato
nella sostanza il mio modo di vedere, sentire e vivere questa passione.
Anzi.
Ma veniamo al punto cruciale, ossia
a quel desiderio che ogni genitore
ha di educare i propri figli: noi ne
abbiamo uno, e qualcosa un giorno
(anzi da subito a ben vedere) dovremo trasmettergli, giusto? Qualcosa
sì, ma cosa?
Ma è ovvio, io potrò trasmettergli le
cose che conosco, con preferenza
quelle che mi piacciono e che hanno reso bella e piacevole la mia vita
finora; fra queste indubbiamente
c’è il gusto dell’attività all’aria
aperta, l’anticamera per una sana
attività sportiva che poi Michelangelo potrà liberamente scegliere in
funzione delle sue aspettative.
Su questa impostazione siamo perfettamente in sintonia mia moglie
Alessandra ed io.
A riprova che abbiamo già cercato
di mettere in pratica questo principio che ci sta a cuore in quanto abbiamo verificato che è una cosa
buona per noi, il piccolo Michelangelo si trova già ad avere: “camminato” in montagna a 3 mesi; visto
la neve a 6; ri-visto la neve a 7; ricamminato in montagna a 10; ancora in montagna, stavolta anche
sui suoi piedi, a 15 mesi, e in questo frangente ha conosciuto mucche, marmotte e scoiattoli
Il pargolo ha la strada segnata? Forse sì, almeno ce lo auguriamo e questo è certamente quello che desidera
il PdP, bisognoso di forze nuove.
Enzo e il PdP hanno ricevuto il distintivo d’oro, un riconoscimento
per la loro fedele presenza nel mondo dello sci di fondo.
Due grazie, il primo a Enzo che ha dato vita a questa avventura
ed il secondo al piccolo Francesco Scotti che ha ritirato il premio
a nome di tutti. Avanti così.
Boario Terme,
7 novembre 2009.
Riccardo e Francesco Scotti,
in rappresentanza del PdP,
ricevono dalle mani
del Presidente Nazionale FISI
Giovanni Morzenti
i riconoscimenti per i 30 anni
RICONOSCIMENTI
Doppio oro dalla FISI
di attività della nostra Società
e per Enzo Vai.
passodopopassonews45
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GRANDI IMPRESE
Venice Marathon 2009
Il keniano John Komen ha fatto registrare il nuovo record della
corsa con 2h08’13”, io ci ho messo 3h55’59’’, quasi il doppio.
Ma ora so di poter concludere correndo una maratona; aspetto una
nuova buona occasione per provare a batterlo. marcopea
è che uno come
me, che ha (teoricamente) attituL
dini da velocista, si cimenti in una
a cosa strana
Sopra
Medagliato
e provato
Sotto
Con Elena e
Toni a parco
S.Giuliano il
giorno prima
della gara
disciplina che fino ad un anno fa
considerava un miraggio. Dopo
averlo escluso per anni, il primissimo tarlo me l’ha piazzato il Batt,
parlandomi della Dublin Marathon
che si tiene nello stesso periodo di
quella di Venezia. Ci ho pensato, ma
lo scarsissimo stato di forma dell’anno passato, mi ha fatto immediatamente desistere.
Alla fine della scorsa stagione sciistica il pensiero è tornato, anche per
provare a festeggiare il mio primo
mezzo secolo, in maniera, per me,
memorabile. Inizia un perido di autoosservazione. Come sto? Posso
farcela? Mi spaccherò tutto? A questo punto decido le linee guida: 1.
Non devo farmi male; 2. Deve essere un divertimento; 3. Non più di tre
allenamenti a settimana, anche se
seri; 4. No cardiofrequenzimetro
(come quasi tutti consigliano), deve
essere un modo per aumentare la
propria autopercezione.
In luglio comincio ad allungare i
tempi della mia corsa; in agosto vado in vacanza a Macugnaga (bellissima vero Andrea?), e nonostante
una fastidiosa tendinite, correndo e
camminado verifico il mio stato.
Tornato dalla vacanza, mi iscrivo, il
dado è tratto.
Settembre: anche grazie a un ottimo
libretto sulla corsa comincio a capire meglio cosa si deve fare. Seguo
abbastanza le indicazioni e mi preparo... lunghi, lunghissimi, ripetute,
ritmi sopra soglia, ritmo maratona,
linguaggio fino ad allora sconoscito, che ora comincio a decifrare.
Ovviamente più mi avvicino alla
data fatidica, meno mi sento preparato e il mese di ottobre scorre orrendamente veloce.
Ad aumentare i miei dubbi, ci si
mettono anche gli espertoni in maratona a cui chiedo consigli. Nessuno dice la stessa cosa.
Arriva il momento della resa dei
conti, con Elena parto alla volta di
Venezia e li ci uniamo a Toni Di Dato, che ha lasciato la famiglia influenzata a casa.
Ultima consultazione con Toni, e
decido per tentare di correre la maratona in 3h50’. Intimamente l’impegno è di arrivare correndo fino alla fine, magari se mi sento bene, sotto le 4h.
Si parte da Stra. Siamo in 6500 e
il palloncino delle 3h50’ è avanti un
pezzo, non lo raggiungerò mai.
Il via: piuttosto emozionante, al
quel punto non vedevo l’ora di cominciare a correre.
Si corre lungo la riviera del Brenta,
dove si affacciano le famose ville,
ad ogni paese una folla festante applaude il passaggio dei maratoneti
con bande musicali e majorettes o
complessi rock a fare da colonna sonora. Molto tifo. Fino al km 12 circa, sono in vantaggio sulla tabella di
marcia delle 3h50’, mi sento bene.
Poi comincio a perdere terreno e al
20
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passaggio della mezza, a Marghera,
sono in ritado di più di 2’ sulla tabella. Un concorrente al km 21, mi dice: “questo era il riscaldamento, ora
si comincia a correre”. Orca!
A Mestre e capisco che la cosa si fa
impegnativa, vengo raggiunto dalla
lepre delle 4h, su cui però ho un
vantaggio di circa 4’ essendo partito
in ritardo rispetto a loro. Decido di
segurli. Uscendo da Mestre, al parco S. Giuliano, siamo al km 30, concentrazione massima per non perdere il ritmo, non saltare nessun rifornimento, correre il più rilassato possibile. Ecco il famoso ponte Della
Libertà, che fa paura per i suoi quasi 5 km di rettilineo. Superato questo siamo a Venezia, il che da una
carica importante, anche perchè a
questo punto capisco che è fatta. I 4
km a Venezia sono impegnativi, anche per i ponti da superare, ma finalmente si arriva. Riesco persino a
salutare Elena piazzata al Km 42,
sembra più contenta lei di me. Ho
sofferto, ma non troppo. Ora so che
posso anche correre una maratona.
Se capitasse una nuova occasione,
farò tesoro di questa esperienza.
Grazie a Toni (3h32’01’’) e a Batt,
per i loro consigli orientati alla prudenza e al godersi l’avventura.
Grazie ad Elena per la pazienza e la
fiducia, ma credo che alla fine si sia
divertita anche lei.
VELOCITÀ
Un altro mondo:
la velocità master
Scopriamo con questo articolo quanto sia difficile far coincidere
due passioni sportive in antitesi: lo sci di fondo e la ‘velocità’
dell’atletica leggera. Roberto Vanzan
ono ormai quasi 30 anni che
pratico atletica leggera agoniS
stica: ho iniziato solo col 1° anno di
università quando ho scoperto che
l’attività sportiva nelle nostre università è completamente assente,
mentre lo sci di fondo a livello agonistico lo pratico dal 1995, anno in
cui feci anche il corso da istruttore
di atletica perché non sapevo se dedicarmi all’allenamento. Poichè mi
spiaceva smettere e vedevo difficile
fare bene entrambe le cose ho proseguito ad allenarmi, usando le conoscenze del corso integrate da
molte letture e dalla mia esperienza
con due allenatori. Ormai da una
decina d’anni mi alleno da ottobre a
marzo per lo sci di fondo (al 50%
con la corsa), passando poi alla velocità (100 e 200 m, ho rinunciato
dal 2001 ai 400 m), ma diventa sempre più difficile il passaggio tra due
discipline così differenti e inconciliabili: le prime settimane sono terribili. Nonostante le difficoltà degli
ultimi anni non riesco a rinunciare
alla velocità per le sensazioni così
diverse dallo sci di fondo, più forti:
correre in curva è esaltante (i 200 m
restano la mia gara preferita pur soffrendo ormai molto il rettilineo).
Al Giuriati esiste un folto grup-
po di corridori di fondo, ma da alcuni anni si è formato un gruppetto
di velocisti master a cui faccio da
riferimento: il più anziano un ex
tennista di 57 anni si è migliorato
quest’anno sui 100 e 200 m. Fino a
qualche anno fa mi allenavo sempre con uno di loro, un ex-calciatore: adesso il divario è eccessivo
perchè lui è migliorato (è un atleta
M50 di discreto livello), mentre io
sono peggiorato molto.
L’allenamento per la velocità è vario e completamente differente dal
fondo perché sono diverse le qualità fisiche richieste, meno allenabili
della resistenza aerobica: potenza,
elasticità, rapidità e tecnica (meno
importante). La caratteristica che
perdiamo di più con l’età è la potenza, seguita dall’elasticità, sia
per motivi fisiologici che per gli
infortuni: anche per questo i velocisti master sono pochi.
Nonostante il miglioramento della
prevenzione e delle cure, la velocità
resta una specialità molto traumatica ed usurante (in genere non ho
problemi con lo sci di fondo) e,
quindi, si è abituati a convivere con
gli infortuni proprio perché le sollecitazioni sui nostri muscoli e legamenti sono massimali: si fa uso
spesso di ghiaccio o antinfiammatori e se infortunato vado a nuotare o
in bici (sconsigliata ai velocisti).
Le zone più a rischio sono la
muscolatura posteriore della coscia
e il piede perché nella corsa veloce
non si appoggia il tallone per terra:
il carico sul piede è aumentato dall’uso delle scarpette chiodate. Per
esempio negli ultimi anni 3 miei
amici hanno rotto dei tendini del
piede, riprendendo a correre dopo
l’operazione, un altro ha smesso
per il ginocchio operato, ma non di
fare sci di fondo, io quasi ogni anno ho avuto problemi muscolari o
tendinei e i miei muscoli sono ormai rigidi (dovrei fare fisioterapia,
ma dove si trova il tempo?). Insomma siamo una manna per i medici:
altro che sport salutare!
Un velocista deve arrivare con gradualità ad affrontare gli sforzi massimali, cercando di non farsi male
(meglio rinunciare a delle ripetute
che perdere settimane di allenamento). Muscoli freddi e rigidi sono più
soggetti ad infortuni e lavorano male: il caldo così odiato dai fondisti è
un bene per i velocisti (i miei migliori tempi li ho fatti con un caldo
terribile). Perciò la fase di riscaldamento è fondamentale: un po’ di
corsa lenta, tanti esercizi di scioglimento e stretching, tratti corsi in
scioltezza e in progressione (anche 1
h in tutto prima delle ripetute brevi).
Dopo si fa il lavoro specifico, se previsto, cioè alcune ripetute (dai 20 m
ai 500 m), oppure tecnica di corsa o
partenze dai blocchi. Importantissime le sedute di potenziamento (sali-
te varie delle gradinate della tribuna,
corsa in salita su distanze brevi, balzi di vario tipo, pesi).
Mondiali
master
Riccione
2007
È difficile far capire ai velocisti
master l’importanza dello stretching, degli esercizi, dei muscoli
ben caldi, che si deve trovare un
giusto equilibrio tra i necessari lavori intensi, di scioltezza, i recuperi, e riposare adeguatamente tra le
sedute tirate. In genere si gareggia
vicino, spesso assieme ai ragazzi
(gli assoluti). Le batterie vengono
formate in base ai tempi di iscrizione, quindi, ci si può trovare contro
dei ragazzi giovani: questo non è
più il mio caso (un assoluto di 20
anni che fa i miei tempi attuali ha
sbagliato sport).È indubbio che la
velocità sia una specialità più adatta ai giovani, ma se il fisico tiene e
ci si riesce ad allenare bene è possibile anche per i master ottenere dei
risultati accettabili: anni fa al Giuriati un italiano di 87 anni ha corso
i 100 m in 16”2, record del mondo
M85. Se penso che qualche diciottenne ha problemi a farlo...
Spero di essere riuscito a darvi
un’idea di che cosa sia la velocità,
un altro mondo rispetto allo sci di
fondo, che io continuo a trovare affascinante: quest’anno seguendo i
miei figli, ho conosciuto anche il
settore degli esordienti, rimanendo
colpito dai risultati di alcuni bambini di 10 anni.
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GLI ALTRI SCI CLUB
Ski Pool Brianza
Continua la carellata degli sci club amici, questa volta andiamo
a Lissone a trovare un gruppo di giovani fondisti brianzoli
e a conoscere un ragazzo eccezionale, Davide Carbone.
, uno sci
club relativamente giovane, naL
sce nel 2001 a Lissone, è una costoo Ski Pool Brianza
la dei Camosci di Seregno da cui si
distacca per perseguire in modo più
specifico le specialità del duatlon e
triatlon che, pur avendo lo sci di fondo come base hanno poi implicazioni tecniche diverse.
Lo Ski Pool Brianza si pone adesso
come scopo primario la promozione dello sci di fondo tra i giovani in
Brianza, un obiettivo certamente
ambizioso considerati i tempi che
corrono, con i ragazzi che hanno
ben altro per la testa. Ma credono
fermamente in questo due personaggi che hanno il fondo nel loro
DNA, sono nati con gli sciettini ai
piedi, hanno nel sangue una passione per lo sci nordico che si traduce in un impegno e in una dedizione senza limiti. L’anima carismatica è Silvano Cazzaniga, il
presidente, negli anni 70-80 fondista di primo livello, un personaggio
non solo per i suoi baffoni, ha girato il mondo con gli sci di fondo,
adesso non “molla” la Marcialonga, segue e incita i suoi giovani su
tutte le piste, la sua sola presenza a
bordo pista è un esempio, uno stimolo, un modello di riferimento.
Silvano ha inventato il Criterium
della Brianza, un circuito di gare
promozionali-amatoriali extra FISI
organizzato da 3 società brianzole
dove tutti possono liberamente partecipare, sta riscuotendo un crescente successo di partecipazione e
si sta rivelando come un ottimo
trampolino di avviamento allo sci
di fondo per i più giovani.
La seconda anima dello Ski Pool Brianza, quella tecnico-organizzativa, ossia chi si tira su le maniche in ogni circostanza, è Carlo
Salvioni, vice presidente, amico da
sempre di Silvano e responsabile
del comitato provinciale FISI sci
nordico, ottimo fondista degli anni
90 (sul podio ai campionati regionali e nei primi 50 alla Marcialonga) che tuttora non disdegna met-
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tersi il numero ma preferibilmente
sta con i suoi giovani prima, durante e dopo le gare, è la loro guida, li
corregge, li sostiene, li sprona. La
filosofia in cui crede fermamente è
educare i giovani allo sci di fondo
come a una dimensione importante
che coinvolge tutta la vita e la rende più bella, più di soddisfazione,
più piena. Carlo dice “la cosa che
mi interessa di più in un ragazzo è
che sia stimolato a migliorarsi, da
qualsiasi livello parta”. Certo, è
tutt’altro che facile perché, continua
Carlo “il problema più grosso per i
giovani è la sveglia alla domenica
mattina, hanno poca voglia di far
fatica sulla pista e fuori pista, sono
motivati se vincono e si deprimono
se non ottengono risultati mentre
io vorrei educarli allo sport per la
sua bellezza, la bellezza dei posti,
la bellezza dell’amicizia,la bellezza della fatica, a prescindere dalle
medaglie e dalle coppe. Vorrei che
lo sci di fondo sia per i miei ragazzi una sollecitazione ad esprimere
sempre il meglio di se stessi”. Un
sanissimo principio esistenziale,
non solo sportivo.
Carlo si tiene ben stretti i suoi
giovani, li segue tutto l’anno coinvolgendoli in alcune attività della
società e affidando loro piccole responsabilità che li aiuti a crescere,
come la gestione del sito, dei punteggi o il seguire i più piccoli. Que-
st’anno è partito un piccolo ma importante esperimento di avviamento allo sci di fondo con un gruppetto di esordienti, bambini delle elementari e di prima media, qualche
futuro campioncino del 2030, seguiti con passione per la parte “a
secco” dalla giovane Clarissa Cazzaniga (buon sangue non mente).
Carlo è una valanga, dove passa
travolge. Un solo esempio. C’era
da comprare un pulmino per il trasporto dei giovani alle gare, ma
non si trovavano i finanziamenti.
Carlo e amici non ci pensano due
volte, anticipano i soldi, comprano
il pulmino e con le scritte sulle
fiancate lo trasformano in un veicolo pubblicitario per le aziende
sponsor, recuperando così a poco a
poco la spesa.
Un triplo salto mortale carpiato
ben riuscito.
L’attività dello sci club si svolge a
due livelli, quello giovanile agonistico di una ventina di ragazzi che
partecipa alle più importanti gare
FISI, qualcuno ha dei numeri e sta
già facendo bene come Edoardo
Carelli, Andrea Pizzi, Ilaria Paltrinieri e Valeria Colombo, teniamoli
a mente, certamente sentiremo parlare di loro.
Ci sono poi una trentina di amatori,
molti genitori dei ragazzi, che si divertono con le granfondo.
Per arrivare come si deve alla prima neve, lo sci club propone a tutti
l’attività presciistica che utilizza
una pista per gli skiroll e una palestra concessi in uso dal Comune, e
il Trittico rientra tra i programmi
della stagione autunnale oltre alle
gare di skiroll.
Nel carnet di gloria dello Ski Pool
Brianza si contano titoli giovanili
nazionali e regionali ma il fiore all’occhiello è il terzo posto in Coppa
Europa di Biathlon di Leda Abati.
A questo punto entra in gioco
nella storia dello Ski Pool Brianza
un ragazzo che adesso non c’è più
ma che ha lasciato un segno indelebile, Davide Carbone. Davide era
un ragazzino di Erba appassionato
di sport e in particolare di biathlon
(fondo e tiro), ne era innamorato
anche se non lo praticava. Ha conosciuto Carlo Salvioni, anche lui
esperto di biathlon, che gli ha proposto la partecipazione ad un corso
di fondo, così tra Davide e Carlo è
nata una profonda e sincera amicizia a dispetto della bella differenza
di età.
Davide era ammalato, una malattia
metabolica ereditaria rara e micidiale, un acido che si forma nel
sangue, la acidemia propionica,
che lo costringeva ad alimentarsi
con una dieta rigidissima, esclusivamente tramite sondino. Si apre
un barlume di speranza quando a
13 anni gli viene trapiantato il fegato e Davide scopre per la prima
volta la bellezza e il gusto di mangiare, gli sembra di rinascere,
esprime subito un suo grande desiderio “adesso voglio imparare a
sciare bene”.
Ma non ce la fa. L’amicizia con
Carlo continua, da tre anni la Ski
Pool Brianza organizza una gara di
fondo in sua memoria, il Trofeo
Davide Carbone, che si svolge in
Valbondione la prima domenica di
gennaio. Nell’ultima edizione un
grande successo di partecipazione
con 276 atleti, il ricavato va a beneficio dell’ Associazione “La vita è
un dono” voluta dalla famiglia di
Davide per sostenere la ricerca su
questa malattia.
Una seconda iniziativa sportiva è
quella promossa direttamente dalla
famiglia, la camminata “Sui sentieri di Davide”a inizio giugno proprio a Castelmarte di Erba, il suo
paese natale, che ha visto la partecipazione di 800 persone tra cui il
campione olimpico Antonio Rossi
e Michela Ponza, la campionessa
di biathlon.
Dicono di Davide i suoi genitori
che hanno avuto altri due figli, Luca e Simone, colpiti dalla stessa
malattia.
“Questa è la nostra storia, una storia che, nonostante tutto, non cambieremmo con nessuno, perché le
gioie che hanno accompagnato il
nostro cammino in mezzo a tanto
dolore, sono e saranno sempre impagabili ed hanno dato un senso alla nostra vita ed al nostro Davide
era bellissimo, assomigliava molto
a Luca ed era tanto buono. Nasogastriche continue, sondini e frequentissimi prelievi non avevano minimamente intaccato la sua gioia di
vivere e la sua dolcezza; nel contempo aveva sviluppato un carattere forte e combattivo che lo aiutava
nei momenti più difficili: primo fra
tutti il momento dei pasti.
Gli anni passavano e, nonostante
l’acido che produceva continuasse
a creare in Lui una situazione molto simile a quella anoressica, af-
frontò con entusiasmo la scuola
dalla quale ha ottenuto ottimi risultati fino al conseguimento, purtroppo dopo la sua morte e direttamente dal Ministro della Pubblica
Istruzione, del diploma di Licenza
Media con il massimo dei voti.
Davide era molto intelligente ed
anche molto maturo, quella maturità che conosce solo chi convive
tutti i giorni con una situazione di
sofferenza, sopportando senza lamentarsi e cercando di rassicurare
chi gli stava accanto: era Lui che
dava forza a noi”.
Davide, nel suo ultimo lavoro in
classe pochi mesi prima di lasciarci,
ha scritto una cosa grande, un insegnamento universale: se LA VITA
È UN DONO, lo è sempre, in ogni
circostanza. Davide ci credeva.
“Secondo me
la vita può essere definita
un dono che ci viene
dato da Dio e dagli altri
e noi dobbiamo viverla
fino in fondo e al meglio.
È sbagliato pensare
che la vita sia brutta
solo perché si è in difficoltà
o non si riesce a fare qualcosa.
La vita è infinita perché
viene da Dio”.
Grazie, Davide.
Anche questo è Ski Pool Brianza.
Per conoscere e sostenere l’Associazione www.lavitaeundono.org
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ATLETI
Famiglie a confronto
Questa volta la presentazione dei nostri atleti passodopopasso,
prevede un doppio confronto diretto in famiglia. I fratelli
Alessandro e Silvio Carcano e i coniugi Luca e Nice Ingrillì.
Alessandro Carcano Luogo e data di nascita? Milano, 27 luglio 1977
Altezza e peso forma? 187 cm x 67 kg – e-mail? [email protected]
Il miglior risultato assoluto? 2° di categoria Master A1.
Classico o pattinato? Pattinato. Negli ultimi anni però apprezzo il Classico –
Punto di forza come fondista? Penso di avere una buona tecnica (in pattinato),
soprattutto nelle discese veloci e tecniche. – Punto di debolezza? Scarsa forza
fisica nelle braccia. – Il posto che preferisci per il fondo? Passo del Lavazè.
Una ragnatela di piste e panorami meravigliosi. – La Granfondo che consigli?
Rifarei volentieri la Transjurassienne (F). Percorso stupendo nel Jura francese e tanta gente che tifa. – Il/la fondista preferito/a? Non sono tifoso. Preferisco fare sport piuttosto che vederlo. – Che lavoro/studio fai? Financial Controller, ovvero mi occupo dei costi, delle entrate e degli investimenti; lo stesso
incarico che il nostro nuovo Presidente mi ha affidato per i prossimi 4 anni! –
Hobby? Fermodellismo (insieme a Silvio). – Dove ti alleni di solito? In inverno
dove c’è neve cercando di cambiare località per variare il paesaggio. In estate, dal
Parco delle Groane alle Alpi. – Come ti alleni? In Inverno sciando nei fine settimana e nei “ponti” festivi. In estate mi piace andare in montagna in MTB. In Autunno qualche uscita con
gli skiroll alla Colma. – Il sogno sportivo nel cassetto? Realizzabile spero a breve: finire il circuito Worldloppet.
Irrealizzabile: guidare una monoposto di Formula 1. – Il piatto preferito? Primi in genere, in particolare gli
strangolapreti. – Qualità migliore? Essere disponibile – Difetto? Non essere costante. – Un saluto agli amici
del PdP? Saluto tutti i Soci di questa fantastica società che, nonostante l’uscita di Enzo dalla carica di Presidente, sarà in grado di fare ancora molta strada e raccogliere tante soddisfazioni, perché credo che la vera forza del
PdP è lo spirito di gruppo che ci unisce. Auguro tante soddisfazioni sportive e non, a tutti!
Luca Ingrillì
Luogo e data di nascita? Capo d’Orlando (Me) - 1 gennaio1966
Altezza e peso forma? 167 cm x 63 kg – e-mail? [email protected]
Il miglior risultato assoluto? Formalmente potrei fregiarmi del titolo italiano
master di canoa in k4, ma nella sostanza credo che sia il 356° posto all’Engadin del 2001 a “soli” 12 minuti da Muleg.
Classico o pattinato? Pattinato, anche se del classico sto cominciando ad apprezzare il gesto atletico ma continuo a non avere un buon rapporto con la
componente tecnica dei materiali..
Punto di forza come fondista? La leggera salita.
Punto di debolezza? La salita ripida.
Il posto che preferisci per il fondo? L’altopiano di Asiago.
La Granfondo che consigli? La Marciabianca.
Il/la fondista preferito/a? Giorgio Di Centa.
Che lavoro/studio fai? Commercialista.
Hobby? Il poco tempo libero lo dedico alle attività sportive.
Dove ti alleni di solito? All’Idroscalo. – Come ti alleni? Canoa tutto l’anno (glaciazione permettendo), ski-roll
o roller in autunno/inverno, mtb in primavera/estate.
Il sogno sportivo nel cassetto? Partecipare al Trofeo Campi di Battaglia con i miei figli.
Il piatto preferito? Maccheroni siciliani fatti in casa con salsa di pomodoro e melanzane fritte (era una specialità di mia nonna, diffidare delle imitazioni).
La tua qualità migliore? Il rispetto per gli altri. – E il difetto? essere un po’ introverso.
Un saluto agli amici del PdP? Tenete caldi i motori che tra poco si riparte!
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Alessandro decisamente più loquace (si è lavorato di forbice
per far stare tutto il testo) di Silvio come del resto si evince anche
conoscendoli di persona.
Luca più tecnico rispetto alla moglie Nice, ma entrambi
di grande modestia. Aspettiamo il prossimo confronto in famiglia,
quando ad essere intervistati saranno i loro figli Flavio e Davide.
Silvio Carcano
Luogo e data di nascita? Milano, 24 febbraio 1971
Altezza e peso forma? 181 cm, x 65 kg.
e-mail? [email protected]
Il miglior risultato assoluto? Engadin Ski Marathon del 2001 in 1:59:09 (era
il mio ex sogno nel cassetto, finirla in meno di 2 ore)
Classico o pattinato? Pattinato !!!!!!!!!
Punto di forza come fondista? Faccio poche cadute.
Punto di debolezza? Tutto il resto.
Il posto che preferisci per il fondo? Riale in alta Val Formazza.
La Granfondo che consigli? Engadin Ski Marathon: sciare con altri 10.000
fondisti ti carica in modo particolare.
Il/la fondista preferito/a? Maurilio “Grillo” De Zolt e Stefania Belmondo.
Che lavoro/studio fai? Al mattino e alla sera il pendolare sulle ferrovie Nord,
durante il giorno sono seduto in un ufficio bancario. – Hobby? Modellismo
ferroviario, fotografia e riprese video di ferrovie, mountain bike.
Dove ti alleni di solito? Che roba strana è l’allenamento? – Come ti alleni? Vedi sopra...
Il sogno sportivo nel cassetto? Sogno possibile: completare il passaporto Worldloppet delle granfondo in giro
per il mondo. Sogno impossibile: battere in gara almeno un volta mio fratello Alessandro.
Il piatto preferito? Pizza.
La tua qualità migliore? Precisione, indispensabile per il modellismo – E il difetto? Sono troppi per elencarli tutti.
Un saluto agli amici del PdP? É proprio un bel gruppo di persone, con la voglia di stare insieme a fare sport sia
in estate che in inverno. Ciao a tutti.
Nice Bini
Luogo e data di nascita? Milano, 10 marzo 1966
Altezza e peso forma? Sono alta 164 cm. Non mi peso mai per evitare le lacrime…
e-mail? [email protected]
Il miglior risultato assoluto? Aver raggiunto il gruppo verde alla Engadin Skimarathon, due figli fa...
Classico o pattinato? Pattinato
Punto di forza come fondista? Resistenza.
Punto di debolezza? Discesa.
Il posto che preferisci per il fondo? Engadina.
La Granfondo che consigli? Dobbiaco/Cortina.
Il/la fondista preferito/a? I miei figli non mi perdonerebbero se non dicessi Pietro Piller Cottrer.
Che lavoro/studio fai? Avvocato.
Hobby? Corsa, nuoto, lettura.
Dove ti alleni di solito? All’Idroscalo.
Come ti alleni? Corro e nuoto.
Il sogno sportivo nel cassetto? Correre una maratona (magari quella di New York) in meno di 5 ore.
Il piatto preferito? I carboidrati, tutti indistintamente.
La tua qualità migliore? Scherzare.
E il difetto? Non mi impegno “seriamente” per raggiungere un obiettivo sportivo, perché ho paura di restare
delusa. Mi nascondo dietro allenamenti casuali e superficiali.
Un saluto agli amici del PdP? Mi onora sapere che siete interessati alle mie vicende sportive! A presto.
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TESSERAMENTO 2010
Il PdP conviene
Siamo poveri ma belli. Consoliamoci così. L’unico nostro introito
sono le quote del tesseramento che quest’anno abbiamo deciso
di ritoccare per far fronte a nuove spese.
Principalmente l’incremento della tassa di iscrizione alle gare FISI (da 5 a 7 euro) di cui il PdP si
fa carico, ed il prossimo affitto della sede quando saremo costretti a lasciare quella attuale che Enzo, bontà sua, ci ha sempre concesso in uso gratuito.
In aggiunta a questo ci sono almeno altre due possibilità per rimpinguare le casse sociali, a dir la
verità poco perseguite: invitare al tesseramento PdP amici desiderosi di conoscere lo sci di fondo
o segnalare qualche sponsor amico. Su questi fronti tutti siamo inviatati a dare una mano.
Tessera sociale
Le nuove quote:
✔ Euro 20 per il primo familiare
✔ Euro 10 per il secondo
✔ Euro 5
per i successivi
✔ Euro 50 per i soci sostenitori (ce ne sono pochini…)
Tesserandosi al PdP il socio:
✔ Riceve il giornalino Passodopopasso News due volte all’anno
✔ È iscritto gratuitamente alle 3 gare del Trittico
✔ Ha diritto allo sconto del 20% su tutti gli acquisti
(materiale e abbigliamento) effettuati presso il negozio
DAMENO SPORT - viale Affori, 11 - Milano – tel. 02 2619 760.
Con una spesa di 100 Euro si è già recuperata la quota sociale.
Prezzi superscontati per l’acquisto dell’abbigliamento
sportivo-sociale (è in arrivo la nuova tuta)
Tessera FISI
Il socio PdP che intende svolgere attività agonistica partecipando
a gare FISI e/o a Granfondo deve richiedere la tessera FISI
(oltre a produrre il certificato di idoneità fisica).
✔ Costo del tesseramento FISI Euro 40
Con questa quota il socio ha diritto:
✔ Alla iscrizione gratuita alle gare FISI (escluse le Granfondo)
✔ PdP provvede agli aspetti organizzativi per l’iscrizione alle gare FISI
In aggiunta il tesseramento FISI permette al socio di usufruire:
✔ Dell’assicurazione in caso di infortunio durante la pratica sportiva
agonistica e per la responsabilità civile verso terzi
✔ Di sconti su accesso ad impianti sciistici (es. Piani di Bobbio,
Dolomiti Superski, Adamello Ski, Bormio, Caspoggio)
✔ Di sconti su acquisti (es. Autogrill, ACI, Telepass)
Per i dettagli vedere
l’Agenda dello sciatore disponibile in sede o www.fisi.org
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passodopopassonews45
Sul fronte dei punti FISI quest’anno siamo un disastro, perdiamo
per strada 10 atleti e 16 si peggiorano. Delle due l’una: o le gare
FISI non ci interessano più di tanto (preferiamo le Granfondo),
oppure diventiamo sempre più scarsi. O forse entrambe.
Comunque un piccolo manipolo si salva e merita la citazione:
Alessando Carcano, Luisa Mauri, Lorenzo Meciani, Marco Pea,
Riccardo Scotti, Roberto Vanzan. L’onore del PdP è salvo.
Atleta
BATTAGLIA Stefano
BIANCHINI Giorgio
BONAITI Caterina
CALEGARI Alberto
CALEGARI Sara
CARCANO Alessandro
CARCANO Silvio
CHIARI Paolo
CHINI Maria Rita
CITTERIO Marco
COCCIOLETTI Piero
DE NITTO Giuseppe
DI DATO Antonio
DI FLORIANO Michele
FRIGERIO Ortensio
GOBBI Cecilia
GOBBI Fabrizio
INGRILLI' Gianluca
MAURI Enrico
MAURI Luisa
MECIANI Lorenzo
NOVELLINO Roberto
PEA Marco
POLETTI Gabriele
POZZI Andrea
POZZI Paolo
RADOVAN Piero
SCOTTI Riccardo
SORESI Fabio
SOZZANI Enrico
VAI Tiziana
VANZAN Roberto
Cod. FISI
148RJ
E04CE
16AR1
4HAEF
4HAEE
3WHNL
3WMY0
04W13
4HAEM
3X35N
3WHN4
81FHX
1151N
02PK5
4H5YF
40NX2
4HAEN
40L2Y
02KX8
4H7DT
F02MW
62W0V
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0DL0C
4H74Y
17D6V
7242P
04WRJ
3X982
4HAEL
4L78F
Data nascita
14/04/1963
03/06/1957
24/10/1980
11/05/1950
10/11/1979
27/07/1977
24/02/1971
20/05/1956
09/06/1942
15/02/1968
27/09/1949
03/04/1954
05/12/1962
28/02/1946
12/07/1938
19/09/1990
25/12/1959
01/01/1966
03/05/1968
29/07/1966
26/06/1964
08/05/1958
30/10/1959
01/06/1937
08/02/1972
20/03/1961
22/11/1943
10/07/1967
28/05/1972
21/11/1957
16/06/1957
21/07/1961
Punti 2008
283,41
584,22
555,23
470,28
340,96
230,17
407,51
550,33
589,99
289,99
481,71
518,07
255,02
455,68
427,6
405,62
557,92
321,66
201,65
142,59
322,91
582.60
524,42
560,39
242,05
585,88
348,28
560,7
191,89
558,73
503,97
516,49
COMPETIZIONI
La FISI ci bastona
Punti 2009
288,65
520,28
349,94
206,37
433,33
319,99
531,71
540,49
270,85
463,6
441,62
338,03
205,88
131,30
272,58
499,46
272,05
456,28
522,2
204,21
553,97
415,21
passodopopassonews45
27
COMPETIZIONI
28
Calendario Gran Fondo
Ecco le Granfondo nostrane che vedono alla partenza sempre
più gente PdP. Sembra che le regine siano (Marcialonga a parte) la
Marcia Granparadiso a Cogne in tecnica classica e la Marciabianca
di Enego a skating. È vero? Ci risentiamo a fine stagione.
Data
Denominazione
Località
Distanza
Tecnica
12/12/2009
La Sgambeda classic
Livigno
21
TC
13/12/2009
La Sgambeda
Livigno
42
TL
20/12/2009
Lavazehiito
Passo Lavazè
22
TL
28/12/2009
Turmasi
Vermiglio
25
TL
03/01/2010
Comelgo Loppet
Padola Comelico
30
TL
03/01/2010
La Galopera classic
Monte Bondone
30
TC
04/01/2010
La Galopera
Monte Bondone
30
TL
06/01/2010
Befanalauf
Millegrobbe
30
TL
06/01/2010
Pradzalunga
Pragelato
42
TC
09/01/2010
Pustertaler classic
Dobbiaco
28
TC
10/01/2010
Pustertaler ski marathon
Dobbiaco
42
TL
17/01/2010
Promenade Valle Stura
Valle Stura
50
TL
17/01/2010
Monterosalauf
Gressoney St. Jean
30
TL
23/01/2010
Millegrobbe 1° gara
Lavarone
30
TC
24/01/2010
Millegrobbe 2° gara
Lavarone
30
TL
28/01/2010
Lavazeloppet
Passo Lavazè
22
TC
31/01/2010
Marcialonga
Fiemme e Fassa
45 - 70
TC
06/02/2010
Dobbiaco-Cortina classic
Dobbiaco
28
TC
07/02/2010
Dobbiaco-Cortina
Dobbiaco
42
TL
07/02/2010
Val di Vizze
Val di Vizze
25 - 42
TL
07/02/2010
Marcia Granparadiso
Cogne
45
TC
20/02/2009
Granfondo Val Ridanna
Castel del Monte
25 - 42
TL
20/02/2010
Val Casies classic
Val Casies
28 - 42
TC
21/02/2010
Val Casies
Val Casies
28 - 42
TL
21/02/2010
Campo Imperatore
Castel del Monte
20-40
TL
28/02/2010
Marciabianca
Enego
42
TL
06/03/2010
Malga Zonta Marathon
Passo Coe
30 - 45
TP
07/03/2010
Trofeo Campi di Battaglia
Campomulo
35
TL squadra
passodopopassonews45
passodopopassonews45
29
Tipo
RQ S - RQ G
RQ S - RQ G
RQ S - RQ G
RQ S - RQ G
RQ S - RQ G
CI CIT MAS
RQ S - RQ G
CIT MAS
RQ S - RQ G
Camp. Region.
CIT MAS
RQ S - RQ G
RQ S - RQ G
CI CIT MAS
RQ S - RQ G
RQ S - RQ G
RQ S - RQ G
CIT MAS
RQ S - RQ G
RQ S - RQ G
RQ S - RQ G
RQ S - RQ G
RQ S - RQ G
RQ S - RQ G
RQ S - RQ G
RQ S - RQ G
tutti i Soci
Km. M
10
10
10
10
10
30
10
15
7,5
x
10
10
10
10
2,5
10
7,5
15
10
x
x
10
10
10
10
15
Km. F
5
5
5
5
5
15
5
5
5
x
5
5
5
5
2,5
5
5
10
5
x
x
5
5
5
5
5
Località
Colma di Sormano
Cortabbio
Formazza S. Michele
Valbondione
Valbondione
Passo Coe
Ponte Formazza
Sappada
Oltre il Colle
Branzi
Bionnaz
S. Maria Maggiore
Spiazzi di Gromo
Passo Coe
Ceppo Morelli
Ceppo Morelli
Clusone
Ceci le Vallette
Cunardo
Piani di Bobbio-Valtorta
Piani di Bobbio-Valtorta
Piani di Bobbio
Pian del Tivano
Macugnaga
Schilpario
Montagnina
Riale
Trofeo Angela-Maurizio
Trofeo Nikolajewka
Trofeo S. Silvestro
Trofeo Tonioli
Trofeo del Barba
Trofeo S.C. Valle Anzasca
Trofeo S.C. Valle Anzasca
Trofeo Città di Clusone
Trofeo Reposi
Trofeo Vetera Car
Trofeo Partigiani
Trofeo Partigiani
Trofeo Mariani
Trofeo Gisella Longoni
Trofeo S.C. Macugnaga
Trofeo Togni
Trofeo Luca Torri
Gara Sociale
S.C. Valserina
S.C. Roncobello
S.C. Valle Vigezzo
S.C. Gromo Edilmora
S.C. Valle Anzasca
S.C. Valle Anzasca
S.C. 13 Clusone
S.C. Bobbio
S.C. Cunardo
Falc Libertas Sesto
Falc Libertas Sesto
S.C. Lissone
S.C. Sormano
S.C. Macugnaga
S.C. Schilpario
S.C. Valgandino
Passo dopo Passo
Denominazione
Trofeo Monte Cervino
Gran Premio Primaluna
Coppa Crosetti
Trofeo Cresciamo insieme
Trofeo Davide Carbone
Trofeo Agradi
Trofeo Fusetti
Organizzazione
S. C. Sormano
S.C. Primaluna
S.C. Formazza
S.C. Leffe
Ski Pool Brianza
GS Alpini Sesto
Sci CAI Meda
20-dic
6-gen
7-feb
Al-Ra-Cu-Ba
Al-Ra-Cu-Ba
Al-Ra-Cu-Ba
Santa Caterina Valfurva
Valbondione
Clusone
Pol. Le Prese
Ski Pool Brianza
SC 13 Clusone
Trofeo Gelindo Sarmenti
Trofeo Davide Carboni
Trofeo Città di Clusone
Circoscrizione Lecco - Como - Milano (Allievi - Ragazzi - Cuccioli - Baby)
Data
20-dic
27-dic
3-gen
3-gen
6-gen
10-gen
10-gen
16-gen
17-gen
24-gen
25-gen
30-gen
31-gen
6-feb
6-feb
7-feb
7-feb
7-feb
10-feb
13-feb
13-feb
14-feb
17-feb
28-feb
28-feb
7-mar
21-mar
Il calendario delle gare FISI
TC
TL - TC
TL - TC p. line
Tecnica
TC
TL
TC
TC
TL
TC
TL
TL
TC
TC
TC
TL
TL
TL
TL 1° prova
TC 2° prova
TL p.linea
TL
TC notturna
TL ore 14
TC ore 15
TL-CP MI
TL notturna
TL
TL
TL p. linea
staffetta
TRA DI NOI
Francesco e Teresa, benvenuti!
Francesco è già un protagonista alla grande del PdP,
è andato in missione speciale a ritirare il premio della FISI.
Chissà cosa farà da grande!
Mamma Paola e papà Riccardo ne sono orgogliosissimi.
Nonna Franca tutta intenta a cullarsi, rimirarsi e compiacersi
di Teresa, la sesta nipotina, figlia primogenita di Marta.
È nata da poche ore, pesa 2850 grammi.
Adesso con i nipotini di casa Radovan il conto è alla pari,
3 maschietti e 3 bimbette, ma la sfida continua…
La nuova tuta
Vacanza al Lavazè
Ancora un attimo di pazienza, poi l’inverno prossimo
sfoggeremo la nuova tuta PdP, Paolo sta pensando ad
un modello superdinamico che ci faccia volare…
il test è stato fatto dall’Uomo Ragno.
Costo indicativo della tuta:
100 Euro per gli adulti
50 Euro per i bambini - ragazzi
Sarà possibile prenderne visione e prenotarla da
DAMENO SPORT - via Affori, 11 -– Milano,
entro fine maggio 2010 in modo da poterla indossare
per la prossima stagione.
Cercasi un paio di sponsor.
Anche quest’anno ritorniamo al Passo Lavazè
dal 4 al 7 dicembre con lo scopo di riscaldare il motore
in vista della stagione invernale, sciando in compagnia
e imparando qualcosa di nuovo. È l’anno dello skating,
i nostri maestri ci insegneranno ad andare un po’ più forte
e con minor fatica. Ci riusciranno?
Chi vuol venire si affretti con la prenotazione.
[email protected]
Udite, udite! Il PdP ha un suo indirizzo.
Serve per comunicare all’interno e all’esterno della società.
I soci sono invitati ad utilizzarlo per inviare messaggi
al consiglio direttivo.
Ricordiamocene, non utilizziamo più email privati!
Anche passodopopasso news si rinnova
Il fattaccio è avvenuto. Dopo averla scampata per qualche anno,
Lo studio ‘48
al lavoro.
quarantotto.it
30
con i nuovi incarichi ai Consiglieri del Direttivo, il compito di gestire
graficamente il nostro giornalino è passato a me.
Nonostante Piero si divertisse molto a farlo, il carico di responsabilità
e di lavoro per la Presidenza del nostro Sci Club, gli ha imposto di rinunciare almeno alla grafica, mentre mantiene quasi per intero la ‘direzione’ e il coordinamento dei contenuti.
Visto che di professione faccio appunto il ‘progettista grafico’ e mi occupo di tutti quegli argomenti relativi alla comunicazione (immagine
coordinata, grafica editoriale, cataloghi, pubblicità...) è gioco forza
che a differenza di Piero, io usi programmi professionali (lui impaginava il giornalino in word - fatica immane - con grande tenacia e coraggio da vendere), quindi più idonei a gestire questo lavoro.
A questo punto possiamo permetterci un’impaginazione più vicina a quella dei periodici che acquistiamo in
edicola, anche se budget e tempi limitati, impongono un progetto grafico non particolarmente sofisticato e di
veloce realizzazione. Il risultato è quello che avete visto nelle pagine fin qui sfogliate. Essendo un progetto
work in progress (cioè mentre lo faccio, lo penso), non escludo cambiamenti e migliorie nei prossimi numeri sempre però inclini all’austerità e alla semplicità. Magari anche grazie ai vostri suggerimenti. marcopea
passodopopassonews45
PdP on line
Per sapere tutto sul PdP (foto, classifiche, giornalino
on line e altro) navigare su: www.pdponline.it
Elenco Soci
È uno strumento fondamentale per una corretta gestione
della società, ci sono ancora diverse inesattezze
che dobbiamo correggere. Richiediamolo in sede
e ciascuno controlli i propri dati, comunicando le eventuali
variazioni all’indirizzo email PdP di cui sopra
o telefonando in sede.
Ci aiuteremo a risparmiare tempo, fatica e spesa.
Certificato di idoneità sportiva
I Soci atleti sono tenuti a consegnare o a spedire in sede
con la massima sollecitudine il certificato di idoneità
sportiva, pena la mancata iscrizione alle gare FISI.
Duilio non transige!
Gare di interesse sociale
I Soci atleti sono invitati a partecipare ad alcune gare
Cittadini e Master che la Società ritiene di particolare
interesse. Prendetene visione nel calendario gare FISI
segnate in grassetto, massima attenzione come sempre
all’ultimo impegno della stagione, il più importante,
la nostra staffetta sociale di Riale.
La sede PdP
La sede di via San Calocero è aperta a tutti ogni giovedì
dalle 21 alle 22,30 per le iscrizioni alle gare
e per i tesseramenti - telefono 02 835 6060.
Attenzione! Giovedì 31 dicembre la sede sarà
ovviamente chiusa, per iscriversi alle gare del 3 gennaio
telefonare ai Mauri
tel. 0362 558002 - 335 01733 - entro il 30 dicembre.
Tesseramento FISI e PdP
Per quote, modalità e scadenze si faccia riferimento
alla recente lettera inviata ai Soci. Per tesserarsi rivolgersi
in sede il giovedì sera, prima si fa e meglio è.
Dal prossimo anno per il tesseramento FISI sarà richiesto
anche il codice fiscale, anticipiamo i tempi comunicandolo
appena possibile.
Materiale
Elio Vitale deve mettere a malincuore gli sci in soffitta.
Cede del materiale in ottimo stato:
- Completo PdP nuovo in 2 pezzi (large).
- Supporto metallo con morse ripiegabile e trasportabile
per sciolinare (incluso il suo sacco)
- Ferro da stiro a temperatura regolabile
Prezzo, il buon cuore
Via San Calocero
20123 Milano
Telefono 02 5810 5121
www.pdponline.it
[email protected]
Consiglio Direttivo
Piero Radovan Presidente
Fabio Soresi Vice Presidente
Alessandro Carcano
Luca Ingrillì
Enrico Mauri
Luisa Mauri
Marco Pea
Paolo Pozzi
Riccardo Scotti
Hanno contribuito a questo pdpnews:
Giorgio Bianchini
Nice Bini
Alessandro Carcano
Silvio Carcano
Luca Ingrillì
Gianni Macchi
Gigi Meroni
Marco Pea
Piero Radovan
Riccardo Scotti
Duilio Soresi
Ski Poll Brianza
Luca Tamburlini
Roberto Vanzan
Maria Rosa Venturini
Grafica ed impaginazione:
www.quarantotto.it
Elaborazione immagine di copertina:
www.fotogermano.it
Buon Natale
Tu sei in mezzo a noi, Signore,
e noi siamo chiamati con il tuo nome,
non abbandonarci!
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31
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Preview - Passo Dopo Passo