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c a n .\ s
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a lv a t o r e \ sa n te ra m o
DELLA
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M E T R O P O L IT A N A
GVIDA
DI
B A R LE TTA
IL L V S T R A T A
CON
56
PREM .
V E D V T E E D V E P IA N T E
SCU O LA
1926
T IP O G R A F IC A
P R O P R IE T À L E T T E R A R IA
D E L L ’ AUTORE
C O N A P P R O V A Z IO N E D E L L ’ A U T O R I T À EC CLESIASTICA
PREFAZIONE
La Guida illustrata di Barletta, da molti
desiderata invano per tanti anni, vede ora la
luce ad opera dello studioso meglio adatto a
tentare così grave fatica , e nel periodo di tempo
in cui per i nuovi orizzonti civili e progressivi
che s ’ aprono alla città della Disfida, più viva
e generale è sentita V esigenza che comunque
un libretto pensato e istruttivo sulle cose nostre
venga alle mani delle novelle generazioni e dei
forestieri colti e curiosi. Troppo c’indugiammo
nell’ ignoranza oppure nella ricerca sottile e
minuziosa della nostra storia, e di troppe que
stioni vedemmo solo il legno secco e non la
polpa: ora è il momento di far parlare, a così
dire, le pietre e i monumenti, di scoprire il ve
race volto della Barletta medievale e secentesca
- i due periodi di sua grandezza - in brevi
sintetici tratti.
Come il dissodatore di un terreno vergine
e già prima coperto di vegetazione intricata e
fangosa procede cauto e guardingo nei suoi
passi, e ora bada che il piede non cada in fallo
e ora contempla a lungo una scoperta da lui
fatta tra le circostanti rovine; così Vautore del
presente lavoro va innanzi nell’esposizione dei
fa tti e dei risultati, da altri prima in modo
organico non tentata, con entusiasmo, sì, ma
IV
insieme con prudenza; con diligenza accurata
e appassionata, ma pur senza inutili esagerate
esumazioni. La sua è, insomma, una passeggiatina non vanitosa nè ciarliera, ma ben do
cumentata e resa vitale da amore del soggetto
congiunto a lucida dottrina storica, intorno a
ciò che di più importante e di più memorabile
possiede oggi Barletta; e aggiungo volentieri
che, anche di quello che Barletta per sua sven
tura o per troppa vetusta antichità ha perduto,
il fiuto discreto del nostro Cicerone sa ricom
pensarci. In questo il lavoro di lui, coscienzioso
e attuale a un tempo, si distingue dalla famosa
Passeggiata storica del compianto Filippo De
Leone il quale, atteso unicamente alle iscrizioni
lapidarie e ai blasoni, dette un’inventario sto
rico di gran pregio ma di poca o nessuna ef
ficacia divulgativa e popolare. D i quel degno
signore, tuttavia, ammiriamo la serietà e me
todicità della ricerca, la nobiltà degli intenti,
l ’ardore magnanimo con cui, come un cavaliere
crociato, indica la meta e apre la strada ai
successori, dal palazzo avito discendendo nelle
chiese a interrogare i morti e a risvegliare le
memorie sacre di civiltà e religione.
Dei tanti quesiti e dei cento punti inter
rogativi che, al pari di fuochi ora fatui ora
corruschi di vita, sorgevano a tentargli o a
sbarrargli il cammino, il Sante ramo per ora non
s i preoccupa ; perchè s i propone, se il tempo
g li basti, di dare forma più precisa e ragionata
a talune sue ricerche. Per ora scioglie un voto
del cuore e corona un desiderio antico: un voto
e un desiderio che s i volgono, più che ai vivi,
V
a i cinquecento morti nostri in guerra. Da essi,
da questi morti che perirono per la patria e per
Barletta, ritorni e rimbalzi nell'animo dei vivi
l’ amore per ciò eh’ è bello e eh’ è santo, per ciò
che non muore e non morrà.
Torino, 21 ottobre 1925.
P
rof
*
Hi
. M. F
il o g r a s s o
.
*
La Guida illustrata di Barletta dà un primo
segno di vita, tra la foschìa del passato incerto
ed inesplorato e il presente tumultuoso. Attra
verso g li infiniti orizzonti del bello, nella de
libazione di argomenti di storia e di arte cit
tadina, la piccola raccolta saluta la tiepida
aura del mattino barlettano.
Ad altro tempo lo studio del prezioso pa
trimonio locale: ruderi, stemmi, iscrizioni, pa
lazzi, particolari di monumenti, bronzi, marmi,
monete, tele, tavole, affreschi, terrecotte, vasi
antichi, dei quali solenne affermazione è il Mu
seo cittadino, sorto per tenace iniziativa di pochi
volenterosi: ora s i vuole dare uno spunto g e
nerico, ma sintetico e per quanto più è possibile,
completo della città moderna e della città me
dievale e antica della Disfida.
Ma chi promuoverà la continuazione di
questa santa riscossa a favore del bello che
eleva sino a Dio?
Siete voi, o barlettani, cultori della storia
e dell’ arte cittadina; siete voi, o cinquecento
VI
caduti sul campo dell' onore, che spronerete
i vivi a questo santo risveglio.
Debbo all’ Associazione . «Am ici'dell’ arte e
della storia barlettana »se la Guida di Barletta
vede subito la luce. Fu in seno a quest’ As
sociazione che si vagliarono le prime notizie;
poscia il signor Salvatore R izzi donò, mentre
era libraio, buona parte delle fotografie ed ecco
qui la Guida Illustrata.
A costoro e a tutti quelli che han dato in
cremento alla riuscita dell’ opera esprimo pub
blicamente la mia riconoscenza.
Ed io, mentre si erige il monumento ad eter
na memoria dei morti in guerra, elevo il saluto
a te, o Barletta, e dedico il presente libretto,
a g li eroi sacrificati per la Patria, qual modesto
fiore delle ricordanze cittadine.
L ’A
u to re .
INDICE
I. - A spetto generale della città - Costituzione geo
logica - Estensione del territorio - Idrografia - Con
dizioni atmosferiche - Produzione - Cenno storico L a Disfida di Barletta - Scrittori che trattano della
Disfida di Barletta - Storici contemporanei o di poco
lontani - Città natali dei Tredici - Pittori e scultori Massimo d ’ A zelio - L ’ iscrizione della Disfida - E sp o
sizioni cittadine - Demografia - Ferrovie - Stabilimenti
industriali - A p p u la - Montecatini - Cementi - Distil
lerie Italiane - Ditte produzione di Vini - Fabbricanti
di botti - Mobili di lusso - Carbon minerale - Mec. canici - Lescive - Effervescente - Gassose - Fotografi
- Mattoni - Liquori - A ltre industrie - Banche - Città
abitata - Visita alla città abitata - Porte della città Pinacoteca - Chiesa S. (Sepolcro - Cattedrale - Porto
Castello - S. Andrea - Monte di Pietà - Palazzo della
Marra - T eatro Curci - Nazaret - S . G iacom o - S. A g o
stino - Colosso di Barletta - S . Domenico - S. Lucia
- S. M. degli A ngeli - S. Ruggiero - Madonna del
Carm ine - Opere pie - S. Pietro - S. Chiara - S. Antonio
- Purgatorio - S . Maria della Vittoria - A ltre chiese
- Chiese rurali - Scuole - Istituti di beneficenza Palazzi - V ille - Piazze e strade principali - Dialetto
barlettano - Uomini celebri - Medici - Uomini d ’ armi
- L egali - A ltre cariche - Storici e cronachisti - E ccle
siastici insigni - Barlettani eroi d e ll’ ultima guerra Usi e costumi : Fiere, C avalcate, Cerimonie religiose
- Carnevale - Quarantena - Settim ana Santa - Altre
festività - Difesa militare - Difesa durante la guerra
1915-19 - G overno civile della città - Il Capitano di
Barletta - Capitani e R egi ' G overnatori della città di
Barletta - Sindaci - Castellani - Escursioni nei dintorni
di Barletta : Cam posanto - Rovine di Canne - Castel
del Monte - Cam po della Disfida - Margherita di Sa
voia - M ontaltino. P a g .
P a r t e l i . Illustrazioni. In copertina: Panorama della città 1 Pianta della città - 2 Medaglie di bronzo con gero
glifici egiziani - 3 Sarcofago degli A postoli - 4 II co
losso di Barletta - 5 L a Madonna dello Sterpeto - 6
Cimeli della chiesa di S. Sepolcro - 7 Portale della
chiesa di S . Sepolcro - 8 La chiesa del S. Sepolcro
prima del 1722 - 9 L a facciata della cattedrale - a)
T abern acolo - b) A m bone - c) Pianta della cattedrale
P arte
1-65
Vili
- d) Interno della cattedrale - e) A bside e campanile
- f ) Cofanetto arabo - g ) Lam pada - io Castello del Mon
te - 11 11 portale della chiesa di S. A ndrea • 12 E cce Homo
- 13 T avo la del Cristo m orto (S. Pietro) - 14 Cristo risorto
-15 La Madonna della Disfida (cattedrale) - 16 Cristo be
nedicente (cattedrale) - 17 T avola del Redentore (cat
tedrale; - 18 T avola di S. Antonio (S. Andrea) - 19
Madonna del Vivarini (S. Andrea) - 20 Bassorilievo
('eli’Annunziata (S. Andrea) - 21 L a V ergine col giglio
( 5 . Andrea) - 22 Bassorilievo di S. Ruggiero (S. R ug
giero) - 23 Statua di S. Giovanni Batt. (S. Andrea) 24 Chiesa della Madonna della Croce - 25 11 palazzo
della Marra - 26 Particolari della balconata - 27 II castello
di Barletta - 28 M onumento della Disfida - 29 S. M. Mad
dalena - (S. Domenico) - 30 Natività (Monte di Pietà)
- 31 S. A nna con la Vergine (S. M. della Vittoria) 32 Campanile di S. Sepolcro e sedile del popolo - 33
Busto di Niccolò Fraggianni (S. Andrea) - 34 Porta S.
Leonardo e Marina - 35 Quadro della Disfida di Mas
sim o d ’ A zelio - 39 Sbarco di Enea - (Pittore De
Francesco) - 37 II faro e il porto di Barletta - 38 Ettore
Fieram osca che abbatte la Motte - 39 L e rive d ell’Ofanto - (Pittore Discanno) - 40 Statua di Massimo
d ’A zelio - (Scultore Marniti) - 41 T arga del IV cente
nario della Disfida - 42 T eatro Curci - 43 II pane del
Perdono - (Pittore Girondi) - 44 II T reno che passa
- (Pittore D e Nittis) - 45 II salotto della Principessa
Matilde - (De Nittis) - 46 Colazione in giardino - (De
- .
Nittis) - 47 II m onumento ai Caduti. Pag .
P a r t e III. Notizie pratiche per il turista - Vetture - Uffici
pubblici - Vice-consolati - Spedizionieri marittimi e
agenti - A lberghi - Trattorie - Farm acie - Notai - Caffè
- Bars - Cinem atografi - A genzia ferroviaria - Succursali
postali - Tipografie - Pasticcerie - Imprese costruttrici
- Garace - Assicurazioni - Magazzini abbigliam enti Tessuti - Orefici - Cristallerie - Modiste - Mobili e letti
- Calzature - Cartolerie - Sarti negozianti - Ferrarecce A rticoli fotografici e fotografi - Cicli e accessori - E let
tricisti - Pesi e misure - Materiali da costruzione - Mar
misti - Parrocchie - Confraternite - Terzi Ordini - Circoli
- Sotto-agenzia marittima. Pag.
- .
P a r t e IV . Libro d ’ oro: I caduti barlettani dell’ ultima
guerra 1915-19 - Dispersi - Decorati viventi. P ag.
.
66 84
85 88
89 104
Planimetria Jentrale
siala t: 50,000
PIANTA
TO R TO
DE
LA CITTA d i b a r l e t t a
PLAN IM ETRIA
Scala USOOO
P la n im etria
^ en trale
scala i: 30,000
Fig- 4 — Il Colosso di Barletta.
Fig. 5 — La Madonna dello Sterpeto.
1
F ig. 6 —
Cim eli della chiesa di S. Sepolcro.
F ig. S — L a chiesa di S. Sepolcro prima del 1722. (Da un manoscritto).
Fig. 9 a) — A m bone della Cattedrale di Barletta.
Fig. 9 c) — Pianta della Cattedrale.
Fig. 9 e) — A bside e campanile.
F ig . 9 g ) — Lampac’a di piom bo traforato.
Fig. io — Castello del Monte.
Fig. 12 - Ecce Hom o (Museo).
F ig. 13 - T avo la del Cristo morto (S. Pietro).
F ig. 14 - Cristo risorto (Cattedrale).
F ig . 16 - Cristo benedicente (Cattedrale).
Fig. 17 - T avo la del Redentore (Cattedrale).
F ig. 18 - T avo la di S. A ntonio (Chiesa S. Andrea).
F ig. 22 - Bassorilievo di S. Ruggiero. (A destra).
F ig. 23 - Statua di S. Giovanili Battista (Chiesa di S. Andrea)
F ig . 24 - Chiesa della Madonna della Croce,
K ig.
27
-
Kig. 29 - S. M. Maddalena.
F ig. 30 - Natività di C . Fracanzano. (Monte di Pietà).
F ig. 31 - S. A nn a con la V ergine. |S. M. della Vittoria).
F ig . 32 - Campanile del S. Sepolcro abbattuto nel 1902
e Sedile del popolo.
F ig.
33
- Busto di Niccolò Fraggianni.
F ig. 36 - Sbarco di Enea a Cum a, (Pittore D e Francesco),
Pig-
37
(bis) - A ncoraggio N aviglio Militare.
F ig . 39 - Le rive deH’ O fanto. (G . Discàr.nc).
Statua di Massimo d ’ Azelio,
■
F ig. 42 - Teatro Curci.
F ig . 4 1 - T a r g a
d e l I V c e n t, d e lla
D isfid a .
F ig. 44 - Il treno che passa (Pinacoteca De Nittis).
F ig. 46 - Colazione in giardino (Pinacoteca De Nittis).
M ‘ì
F ig. 47 -
11
Monumento ai caduti in guerre. (G. Cozzoli).
A spetto
generale.
L a c ittà di B arletta sollevata sopra un b a s
sopiano che v aria dai io ai 15 m etri sul livello
del m are siede all’im boccatura del golfo di M an
fredonia. G uarda d dia p arte di terra ferm a il suo
vasto circondario e hinterland com m erciale il cui,
territo rio si eleva in form a di terrazza sino alle
M urge, dove sorge il superbo Castel del Monte,
già sede degli im peratori di casa H ohenstaufen.
L a c ittà si esten d e p er 3 K m . sulla riva del m are
A d riatico e p er una larghezza di K m . 2, in form a
rettan g o lare, ed è a ttra v e rsa ta da am pie strade e
piazze. L ascia a lev an te il Castello, uno dei q u attro
baluardi d ’Italia al tem po degli S pagnoli, a setten.
il porto artificiale che si p ro ten d e in m are e a
po n en te il cam posanto, a 2 K m . d all’abitato.
Confina a N E con T rani distante K m . 12,3;
a 5 con A n d ria K m . 11,2; a S O con C anosa
K m . 22 e S. F erd in an d o K m . ig; ad 0 col fiume
O fanto; a N O con M arg h erita di Savoia K m . 15;
a N col m are A d riatico.
1
2
C O S T IT U Z IO N I-: G E O L O G I C A
Costituzione geologica — G eologicam ente
la città h a terreni calcari rocciosi (Petraro) ; te r
reni pliocenici (cretacei, yschi : Iom ara e Paludi);
terren i arenili (Ofanto) e alluvionali dell’epoca
terziaria, in cui debbono elencarsi le sabbie di n a
tu ra silicea form ate da frantum i di conchiglie
fluviali m arine e terrestri (riva del mare). Il sot
tosuolo è com posto di uno strato di terra frolla,
di uno strato calcare o tufaceo, di uno strato a r
gilloso, di quello siliceo e poi della falda. T anto
le cave di pietra, quanto quelle di tufo si trovano
a 2 o 3 K m . dalla città (Via P etraro e via Ca
valiere) e servono molto bene per le costruzioni
architettoniche.
Estensione del territorio — Il territorio del
circondario di B arletta è di E tt. 182.162; l ’agro
b arlettan o invece è di E tt. 14.739 di cui a vigneto
E tt. 4.590, a uliveto E tt. 4.337, a m andorleto E tt.
1.933, a pascolo 1.010, ad orto 290 e il resto ad
altre culture.
Secondo il nuovo ordinam ento catastale l ’Ofanto è il term ine di divisione della prov. di B ari
dalla C apitanata e perciò M argherita di Savoia,
S. F erdinando, T rinitàpoli, che fisicam ente a p
p arten g o n o al territorio di B arletta, am m in istra
tiv am en te sono sottoposte alla prov. di Foggia.
Idrografia — L ’unico fiume che irriga il te r
ritorio di B arletta è l ’Ofanto, che i latini chiam a
vano Allfidus:. im petuoso d ’inverno e disseccato
di estate, sbocca a 5 K m . d all’abitato nel m are
A driatico . E ’ notevole che questo fiume m entre
h a un corso regolare alla sorgente (S. A ngelo dei
C O N D IZ IO N I
A T M O SFE R IC H E
3
L o m b ard i-A v ellin o ) ha un corso disseccato nel
letto inferiore p er friabilità di terreno.
Condizioni atmosferiche — L a città è si
tu a ta a 41 19’ di la titu d in e N; a 15 5’ 7” di
lo n g itu d in e E secondo il m eridiano di G reenvick.
M edia m assim a del caldo si ha nel luglio 31,68;
m edia m inim a di freddo si h a nel gennaio 0,25.
N ell’anno 1922 l’osservatorio m etereologico cit
tadino segnò nel luglio (giorno 19) la giornata
p iù calda con g ra d i-c e n tig r. 32,6 - m edia 29,9 la giornata più calda in agosto (giorno 10) con
g rad i 41 all’om bra: vento di favonio. - L e pioggie
sogliono essere più frequenti dal novem bre al
m arzo, qualche volta anche d a agosto a se t
tem bre. Il clim a è salubre; in qualche m ese d e l
l ’anno: m arzo, o tto bre, novem bre, è um idiccio.
L e paludi presso T ran i sono prosciugate ed
ora si atten d e l’irrigazione delle cam pagne.
Produzione — L a cam p ag n a è rig o g lio sis
sim a e produce, nei terren i della sp iag g ia m arina
e negli orti, verd u re ed ortaglie d ’ogni genere.
N ei terren i di basso-fondo e in quelli presso
l ’O fanto il frum ento; m en tre nei terreni calcari
cresce rigogliosa la vite, l ’ulivo, il m andorlo, il
fico, il fico d ’in d ia ed altre p ian te fruttifere.
Il golfo è ricco di pesce. N e ll’ agosto si va
negli aspriti e sulla Rimarci alla pesca della s a
poritissim a triglia. I bassifondi del m are a com in
ciare da M anfredonia producono il corallo, m a
d isg raziatam ente non può usarsi in C"mmercio,
giacché i sali tro p p o densi dell’am arissim o A d ria
tico lo corrodono prim a della m aturazione.
4
C E N N O S T O R IC O
L a produzione del frum ento nell’agro B a r
a tta n o fu di circa 60,000 quintali nel 1924 m entre
quella circondariale non raggiunse che i 120.000
quintali. Q uella dell’olio raggiunse -il 30 °|0 su
quella di tu tto il circondario.
L a media annuale dei vini è assai oscillante
per causa della fillossera che h a d istru tto il nostro
vigneto; fra pochi anni però vedrem o buona parte
di esso ricostituito.
R icordiam o pure che nei nostri terreni si
contano alm eno 34 specie di uve e 21 q u alità di
fichi; che nel m eridionale d ’Italia la zona lito ra
nea più fertile, la quale m eglio si ad a tta alle
v arie cu lture intensive, è quella che si estende
d all’agro B arlettano sino a Monopoli, p er una
lunghezza di K m . 110, di fronte ad una larghezza
di K m . 12.
Cenno storico — L e origini della città di
B a rletta sono assai oscure se riferite ad un p e
riodo g reco -ro m an o ; la esistenza di una im p o r
tan te necropoli che si estende lungo la linea
m eridionale della città al di là delle m ura S. A g o
stino, m ulino Ciocia, Edilìzio scolastico, Casa S al
vem ini, Palazzo dei ferrovieri; i vasi antichi estratti
da m olte tom be, i ruderi di costruzioni che da
secoli restano nei fondali del m are A driatico a
pochi m etri dal lido all’altezza della M isericordia,
del P araticchio e di altre località assegnano alla
n o stra città u n ’antichità che si aggira dal I I I al
IV secolo prim a dell’èra volgare.
D u rante il periodo rom ano B arletta segna il
lim ite di confine tra la D aunia e la Iap ig ia e nel
suo lento pro g redire subisce la sorte delle diverse
C E N N O S T O R IC O
5
dom inazioni d ell’Italia m eridionale, restando a
discrezione degli A ppuli, L ongobardi, Greci e N or
m anni. V erso il secolo I I I B arletta si trova se
g n a ta nella Tabula Itineraria Peutingeriana con
la denom inazione di Bardulos; nel 747 il Chronicon Vulturnese la chiam a Barulum e poscia
tu tti gli storici la denom inano Barulettum, B ar
letta, nom e assai differente da Bari. E ’ eia os
serv are che du ran te la conquista L ongobardica
(568-756) B arletta era uno dei gastaldati (giudi
carla politica am m inistrativa) m inori alla d ip en
denza di C anosa che con S iponto e L ucera for
m ava i tre g astald ati in cui era divisa tu tta la
Puglia. Canosa fu d istru tta nel secolo V I e buona
p a rte dei canosini sconfìtti o fuggenti si ferm arono
alla foce dell’O fanto aum entando i prim i nuclei
g ià esistenti alla riva del m are - S egni di m ag
giore attiv ità si notano du ran te il periodo rom ano.
L a città si fortificò di m ura - du ran te tale d o
m inazione - nel q u artiere che circonscrive il ca
stello, P o rta S. L eonardo, il Vetlis fossatum (al
di là di S. Lucia), la R u m en ia, vico Gloria e il
m are; e fu verso il 1093-1102 che u n Robertus,
signore di B arletta, avendo sgozzato - presso la
p o rta della c ittà - il capo dei nem ici che l ’as
sediava, lasciò l ’im p ronta delle sue q u attro dita
insan g u in ate sullo stip ite di essa, dando così ori
g in e allo stem m a della città, form ato di quattro
burrelle di rosso in cam po bianco. Così riferisce
una leggenda. V edi Loffredo voi. I. P iù tardi
R u g g e ro il N orm anno ordinò che lo stem m a fosse
coronato di corona reale e portasse ai fianchi le
due iniziali F. B. (Fedelissim a B arletta).
6
C E N N O S T O R IC O
A l tem po delle crociate la città si avviò ad
un m aggiore sviluppo e T ancredi, ultim o degli
A ltav illa, perm ise che in B arletta i testam enti
dei pelligrini valessero, anche se emessi alla p re
senza del solo ospitante. Il m edesim o P rin cip e
arrichì il territorio cittadino delle P aludi, poste
fra T ran i e B a rletta e di quella grande p lag a
erbifera d e tta musciali dalla pecore mosce (intendi
vello morbido) che ivi pascolavano. In prosieguo
di tem po altri fatti e altri principi e re onorarono
B arletta: Federico II vi radunò il solenne P a r
lam ento (P asq u a del 1228) p e r la C rociata di
T erra S anta; M anfredi la scelse p er la sua dim ora
e l’abbellì; F erd in an d o I d ’A ragona la prescelse
p er la sua incoronazione (4 F eb b r. 1459).
In questo tem po B arletta si avviava ad essere
la capitale della R egione. F erdinando I d ’A ra
gona p er ricordo della sua incoronazione donò in
dem anio alla città le tre m ezzane erbifere: O fanto
(di carra 20), R asciatan o (di carra 44), S pin alb a
(di carra 15). N el 1503 si svolse la celebre Disfida
di Barletta con la vittoria degli italiani; ma p iù
tardi, p er la distruzione dei suoi sobborghi, a v
venuta d u ra n te la g u erra dei francesi contro gli
spagnuoli (1528); p e r lo scom piglio della sua p o
polazione, a causa della p este del 1656-57, la città
decadde dal suo splendore ed apogeo.
P iù tard i l’eco della rivoluzione di M asa
niello e della francese si ripercossero violente
m ente in qu esta terra. E nel 1647-48 i cittadini
ab b a tte ttero gli Epitaffi, o colonne di p ietra su
cui erano scolpite le tasse delle gabelle, a Porta
nuova e al Passo del Ponte (V ista, voi. X I) e
LA
D IS F ID A
DI BARLETTA
7
22 persone, avendo congiurato di uccidere il C a
stellano e di d ep red are case e chiese, vennero
c a rte ra te nel castello - (Cronaca di Pyrris). D u
ra n te la rivoluzione del 1799, fatti tragici a d d o
lorarono la città, sebbene il popolo di B arletta
fosse stato il prim o della provincia ad elevare,
nella piazza di Eraclio, l’albero della lib ertà (2
febbraio). T ragica e dolorosa fu p u re la giornata
del 19 marzo 1866 p er la insurrezione contro i
p ro testan ti. - N e ll'u ltim o ordinam ento napoleoni
co la città fu dich iarata Circondario (D istretto).
La Disfida di Barletta — L ’episodio g u e r
resco, che tan to ha reso celebre la città di B arletta,
è quello av v enuto d u ran te la g u erra di predom inio
c h e _ in Italia e specialm ente in N apoli e nelle
P u g lie, si co m b attette tra F erd in an d o il Cattolico
di S p ag n a e F rancesco X I I di F rancia, alleati
p er la esplusione di F erd in an d o I I d ’ A rag o n a
re di Napoli.
S e ne fa u n capitolo a parte.
L a rocca di B a rletta era ten u ta dagli spag n uoli; R u v o dai F rancesi. U n bel giorno - dice
l ’ anonim o scritto re di v ed u ta (forse D am iani Cantalicio ; vedi Ed. Petruzzelli, Bari 1869), il fran
cese Carles de Togues, detto M onsignor de la
M otte, si trovava, in B arletta, in casa di D. D iego
de M endoza, capitano dell’esercito spagnuolo. D o
po la cena il ragionam ento cadde sul valore dei
soldati italiani, al soldo degli spagnuoli. L a M otte
dichiarò di non avere nessuna stim a e di non
ten ere in alcun conto i soldati italiani, p e r
chè i francesi sem pre li avevano b a ttu ti e vinti.
A nzi p er p rovare la loro v iltà e poltroneria prò-
8
LA
D IS F ID A
DI BARLETTA
poneva che in qualche prossim a g u erra gli spagnuoli li avrebbero dovuti m ettere in prim a linea
contro i francesi e nel caso avessero preso la'via
della fuga, gli spagnoli li avrebbero dovuti tr u
cidare. P re se la parola lo spagnuolo Indico Lopez,
lì p resente, e affermò essere in B arletta g en te
italiana assai valorosa e anzi rintuzzò le offensive
parole del francese, dichiarando che proprio nei
giorni passati un italiano, E tto re Fieram osca, aven
do chiesto di battersi coi francesi, ne ebbe un ri
fiuto. La M otte allora, vivam ente punto nel suo
am or proprio, prom ise che qualora in B arletta si
fossero trovati soldati che avessero voluto azzuf
farsi, i francesi eran pronti a farlo.
Il Lopez com m unicò la cosa a P rospero Co
lonna e ad E tto re F ieram osca; il L a M otte - an
dato in R u v o - ai francesi. D i qui - a seguito
di lettere scam biatesi - si stabilì che tredici fran
cesi si sarebbero azzuffati con tredici italiani, in
un cam po neutro, fra A n d ria e Corato e p ro p ria
m en te nella tenuta di S. Elia, territorio di Trani,
alla dipendenza della R ep u b b lica V eneta. Il 13
febbraio d ell’anno 1503 ebbe luogo la Sfida. Ecco
com e lo stesso anonim o di v ed u ta descrive la
b attag lia e il trionfo degli italiani.
« Li cavalieri F rancesi si partirono in due
parti, da u n a banda sette e da l ’altra sei, e con
im peto a tu tta briglia andavano verso g l’italiani,
li quali vedendo questo, cinque de loro diero so
p ra li sei F rancesi e gli altri otto sopra li sette,
e postesi le lanze alla resta, s’incontrarono, e per
essere stato il spazio pigliato invalido spezzorno
alcune lanze con poco o nullo effetto. P u re gli
LA
D IS F ID A
DI B A R LE TTA
9
Italiani furono uniti e li F rancesi in disordine, e
postosi per ciascuno m ano a gli stocchi, et accette,
che portavano si com inciò la b attag lia alla stretta,
e com battendosi p er l’una e p er l’altra p arte v a
lorosam ente, gli F rancesi trovandosi disordinati,
for costretti ridursi in un cantone del cam po, e
con alquanto spazio ripigliare il fiato, con g ra n d is
sim o im peto an dare verso g l’italia n i tu tti gionti,
e com battendosi p er un quarto d ’hora, per la p arte
Italian a fu posto a terra un francese nom inato
G ran Ia n d ’A ste, (i) il quale avendo ricevute
alcune ferite, fu soccorso da gli altri F rancesi, e
strin g en d o si la b attag lia aspram ente d all’una e
da l’altra b an d a for messi a te rra altri due F ra n
cesi quali si renderono prigioni alli com battitori
Italiani. In quel mezzo che la b attag lia andava
stretta, non m ancava H e tto re con parole soccor
rere sua banda, e dove vedeva il bisogno e lo
m edesim o si, faceva da L a M otte, ciascuno di loro
dando anim o ai suoi, com pagni, com e si conve
niva e durando la b attag lia in ta l guisa fur feriti
dui cavalli a due Italiani, l’uno nom inato M oele
d a P aliano e l ’altro G iovan Capoccio da R om a,
i quali dism ontorno a piè, l’un de loro pigliata
u n a lanza che tro vò ivi sul suolo l’altro uno
scheltro (scllidone) che lui aveva, si defensavano
m olto bene dall’im peto F ran cese ». P oscia ad uno
ad uno altri francesi furono fatti prigioni. « E com
b attendosi più fervidam ente, fu da H e tto re p er
(i) Costui è Graiano d ’A sti italiano ucciso con un gran
colpo da Francesco Salom one mentre investiva Albim onte.
( Vedi Guicciardini e Giovio).
10
L A D IS F ID A
DI BARLETTA
forza g ag liardam ente cacciato dal cam po L a M o tter
qual si trovava a piè e restandovi solo e fuggendo
p e r il cam po ebbe tan te ponte di stocchi e colpi
d 'a c c e tte , che non potendo resistere, gli fu forza
rendersi prigione e fu cavato fuori del cam po ».
« R e sta n d o la vittoria di tal im presa a gli
Italiani, i quai uno con H e tto rre ritrovandosi nel
colm o di tan ta gloria lieti per spazio di m ezz’hora
a n d a ro correndo per il cam po con giubilo di suono
di tan te trom be et altri istrom enti di guerra, che
hum ana lingua n o ’l potria esprim ere, et così con
la m edesim a letizia s’accinsero al cam ino verso
B arletta gloriosi di una tanta vittoria, et H e tto rre
ordinò che nel cam inare si dovesse procedere in
tal modo. V olse che li prigionieri F rancesi fussero
posti a cavallo e m enati da tan te persone p a rti
colari a piede con la briglia in m ano. D opoi se
g u iva lui con lo elm etto in testa, et arm ato tutto,
et appresso ad esso seguivano tu tti li vincitori
sim ilm ente arm ati e con elm etto». D escrive inoltre
l’incontro entusiastico dei tredici con P rospero
Colonna, col D uca di Term oli, con D iego de Mendozza e col G ran C apitano in A ndria. Q u est’u l
tim o con indicibile allegrezza disse al Fieram osca:
« H e tto rre hoggi avete vinto li F rancesi e noi al
tri S pagnuoli ». Di fatti era stato riparato all’onore
degli Italiani e, agli S pagnuoli, era stata tolta l’oc
casione di una nuova vittoria.
Così tra un concerto indicibile « di trom be,
tam buri, artobelli, ed altri bellicosi istrum enti,
gridando Italia, Italia; Spagna Spagna » p ro
cedendo il G ran C apitano col F ieram osca a destra
arrivarono verso n o tte a B arletta. « Quivi fu fatta
LA
D IS F ID A
DI BARLETTA
11
ta n ta dim ostrazione di letizia e festa che non vi
rim ase cam pana che non fusse toccata a segno
d ’allegrezza, n è pezzo d ’artiglieria vi fu, che non
fusse stato più di una volta tirato, di m odo che
p er li tan ti suoni e bom bi d ’artiglieria, e p er li
gridi: Italia, Italia, Spagna, Spagna, p arev a
che quella te rra volesse ro v in arsi» .
« Li fuochi p er le strade, li lumi p er ciascuna
finestra, le m usiche di variati suoni e canti che
p er quella n o tte fur esercitati, non se potrian per
hum ana lingua narrare a com pim ento, et in questo
modo cam m inando, giunsero alla m aggior Chiesa,
essendoli p rim a venuto il Clero incontro b en in
ordine con una pom posa processione, e con una
divotissim a figura della M adonna, ove sm ontorno
tu tti, e fer la debita oratione, rendendo gratie
infinite all’im m ortale Iddio, et alla sua gloriosa
M adre della felice v itto ria ac q u ista ta » .
Scrittori che trattano della Disfida di Barlet
ta. L’anonimo Autore di veduta, m erita il prim o
posto p er l ’esattezza del racconto e abbondanza
di particolori. E sistono sei edizioni: G. S ultrbach,
C apua 1547; S coriggio, N apoli, 1633; Mosca, N a
poli 1721 ; T ra m a ter, Napoli 1833; P orcelli, N a
poli 1844; P etruzzelli, B ari 1869. Il m anoscritto
è in N apoli Bibl. Nazionale, IX , c. 60.
Storici contemporanei o di poco lontani :
G uicciardini, Paolo Giovlo, G eronim o Zurita,
M am brin R oseo, A ntonio Sabellico, G iovan B a tta
Cantalicio, A n tonio S um m onte, G iovan A ntonio
G offredo; il poeta G irolam o V ida di C rem ona, il
m edico pu g liese A n to n io G alateo di g ran d e d o t
trina. C ostui nel giorno della D isfida andò a p re
12
LA
D IS F ID A , DI B A R LE TTA
g a re sulla tom ba di S. Nicolò in Bari, perchè la
vitto ria arridesse alle arm i italiane. U scito dalla
B asilica ap prese la v itto ria degli italiani e scrisse.
« Il tredici febbraio vincem m o i francesi non solo
colle armi ma anche con le preghiere ». M arin
S an u d o (arch. Venezia).
Tra i moderni sono da notare : N. F . Faraglia, l ’A b ig n en te, Giuliano Passaro, A . A dem ollo,
F erd in an d o M artini, A . B ertolotti (arch. M ilano),
E . B iagini, N. B ru n etti, G. Iannelli, P . Im briani,
G . M elchiorri, A. Petruzzi, V olpicella Scipione,
B . Paolillo di B a rletta e molti altri. M assim o
d A z elio , romanzo, Sac. Stefanelli (Troia), Scarabelli Zunti (Milano).
Città natali dei Tredici secondo i cronisti:
E tto re Fieram osca di C apua ; Capoccio di R o
m a o di Spinazzola ; B rancaleone di R om a o
d i G enazzano; G iovenale di R o m a; M. C orollario
di N apoli; M ariano A b ig n e n te di S arno; R o m anello da F o rlì; L udovico A benavoli di T erni, di
T ean o o di C apua; F rancesco Salam one e G. A lbim onte siciliani; Miale di Troia o M oele da Paliano,
R iccio di P arm a, F anfulla da Lodi o di P arm a.
Pittori e Scultori Disfida d i Barletta :
T om m aso M inardi di F aenza (12 quadri), De
N apoli di Terlizzi (3 quadri), Palizzi 1, E . Pozzi
1, Calò di B arletta 1, S tocchi g ruppo in gesso,
M assim o d ’A zelio 1, ed altri.
Poeti: M ons. C antalicio, vescovo di A tri e
P en n e, Ludovico de G ibraleon, M arino A ntonio
R in a ld i cam pano, G irolam o C arbone napoletano,
F ran cesco P eto di F o n d i, P . S um m onte ecc.
LA
D IS F ID A D I B A R L E T T A
13
Alassimo il’Azelio scrisse il romanzo: La Di
sfida di Barletta « p er m ettere un po’ di foco
in corpo a g l’ita lia n i » ; il quadro poteva avere un
effetto tro p p o lim itato m a l’effetto del rom anzo
fa straordinario (vedi : I miei ricordi). « M isurai
-d ice - sulla prim a carta d ’Italia la distanza di B a r
le tta dal M onte G argano ; poi mi feci una B a r
letta, una rocca, u n ’isola di S. O rsola a modo
mio e via come una sp a d a » .
Il quadro di M. D ’Azelio è così da lui stesso
d escritto :
« S ta pensato ed effìggiato nel più bello della
b attag lia, con un bel cielo, ricca vegetazione,
arm i, ricche fogge, popolazioni diverse, cavalli
che si azzuffano nel m ezzo», (vedi: I miei ricor
di.) E ’ riportato in questo libro fig. 35.
L’ iscrizione della Disfida in Barletta. S o tto
il cam panile della C attedrale di B arletta, dove i
tredici la sera del 13 febb. entrarono a rin g ra
ziare la V ergine, è scritto così:
«Del Gran Capitaneo in Barletta nell’anno
del Signore 1503 fo la gran vittoria et proprie
in anno sex te indie tionis. Fecit dominus B elisarius Galibertus de Barolo ».
D om ando: Q uesta iscrizione si po treb b e ri
ferire alla g ra n v itto ria di C erignolà?
R isp o sta : No. P rim a p erch è è un cantore
ossia una d ig n ità della chiesa cattedrale che è an
d ato incontro e h a visto entrare in chiesa i T redici.
S econdo è lo stesso anonim o di v eduta che
appella g ran d e avvenim ento la v itto ria dei 13.
T erzo p erch è è lo stesso G ran C apitano, che in
u na lettera da lui inviata il giorno dopo la V it
14
L A D IS F ID A
DI B A R LE TTA
to ria dei 13 al B arone Luigi D entice di V igiano,
si esprim e così: « et andando in questo (nel com
b attim en to cioè di 13 contro 13) l ’onor di tu tta
la N atione Italica: L a quale am am o noi non al
tram en te che la S pagniola et parendone farli gran
m onum ento quando dal canto nostro non se fosse
ad iu tata et datoli m odo ad com battere ecc. heri
se condussero fra A n d ri et C orata al loco deputato
dove essendo devenuti q uantunque francisi fossero
sta ti de li più valorosi hom ini loro et se havessero dim ostrati gagliardam ente non dem eno fo
ta n ta la anim osità et gagliardia de li X I I I Italiani
che in m eno spazio de una hora am azzarono uno
francese un altro fererno ad m orte et li altri undici
buctaro p er terra et li presero et li haveno conducti qua in B arletta hersera senza un minimo
d etrim en to de italiani con iubilatione et allegria
g ran d issim a non solam ente de tucti Italiani piccoli
e t grandi m a de tucti S pagnoli et con abbattim ento
grandissim o de F ran cesi ecc. ». L a lettera in foto
incisione è rip o rtata nel num ero unico, stam pato
in B arletta, in occasione del IV centenario. La
le ttu ra fedele del testo tanto dell’iscrizione che
della lettera è quella da m e riportata, e perciò
se la v ittoria degli italiani fu vittoria degli S p a
gnoli è da conchiudere che fu anche v itto ria del
G ran C apitano Consalvo da Cordova, quindi la
g ra n v itto ria deve intendersi quella di B arletta
(in B arletta) e non quella di Cerignola.
Esposizioni cittadine — Con il 1926 a b
b iam o già tre esposizioni cittadine. L a p ri
m a nel 1922 si lim itò alla esposizione di og
g e tti d ’ arte e p ittu ra locale. L a seconda (1923)
E SPO SIZIONI
C ITTA D IN E
15
si denom inò circondariale e si estese alle opere
di p ittu ra scu ltu ra e fotografia. La terza, p ro
m ossa com e la seconda d all’ A ssociazione «A m ici
d ell’A rte e della storia barlettan a », si estenderà
p robabilm ente a tu tta la regione P ugliese e si
ab b in erà con la Mostra Internazionale di Mac
chine agricole per la coltivazione della vite.
Q u est’ ultim a ricorre dal 15 aprile al 15 giugno
d el corrente an n o ; è prom ossa dal M inistero per
l’E conom ia N azionale e ne è presidente il d iret
tore della R . C antina S perim entale di B arletta,
Cav. prof. G ustavo N otari.
Demografia — Il Circondario di B arletta ha
u n ’estensione di K m q . 1821,62. E ’ poco più del
terzo della provincia di B ari con una popolazione
di ab. 399.494, ossia poco m eno della m età di
quella di tu tta la provincia che è di ab. 1.004.479.
E ’ form ato da 11 com uni che sono: B arletta, A ndria, Corato, M olfetta, T rani, B isceglie, R u v o ,
Terlizzi, Canosa, M inervino, Spinazzola. P e r p o
polazione B arletta occupa l’undicesim o posto tra
i 276 circondari del regno e il 51 fra i com uni.
L a popolazione cittad in a è così divisa: (a 31
die. 1921). P opolazione di residenza nel centro
ab itato 50.398; quella della capagna 1139. U n to
tale di ab. 51.536.
Le fam iglie sono 12.830 con u n a m edia di
persone 4,001 p er famiglia. L a d ensità della po
polazione è di ab. 219 p er K m q.
N on ci è contado perchè il ceto agricolo
ab ita in città e non in cam pagna.
Ferrovie — L a città m essa al centro di im
lò
F E R R O V IE
p o rtantissim e com unicazioni ferroviarie è anche
il centro com m erciale di produzione. D ifatti la
ferrovia B ari - B arletta, la B a rletta - F o g g ia, la
linea B arletta - Spinazzola, la B arletta - P orto
e la tran v ia B arletta - B ari, in trasform azione,
sono mezzi di scam bio con i principali centri del
suo retro terra che si estende nelle provincie di
B ari, F oggia, e B asilicata. Si calcola che in q u e
sto anno decorso siano stati distribuiti 273. 809
biglietti ferroviari. Il che significa una m edia g io r
naliera di 750 persone in arrivo e 750 in partenza.
Il P o rto nel 1903 realizzò un m ovim ento di
tonnellate 103.229; nel 1914 raggiunse la bella
cifra di tonn. 280.000 (im port, ed esportaz). con
un m ovim ento di 600 m ila tonnellate di piroscafi.
O ra è in continuo aum ento.
Stabilimenti industriali — Lo stabilim ento
d ell’ Appaia in piena efficienza può p rodurre a n
n u alm en te: quintali 30.000 di acido tartarico q. 5000 di Cremor di tartaro - q. 15.000 di altri
sottoprodotti - Im p ieg a 300 operai. E ’ m esso sulla
via consolare di T ran i a K m . uno d all’abitato.
Lo stabilim ento della Montecatini produce :
quintali 200 m ila di acido solforico, - q. 4 mila
di acido nitrico, - q. 20 m ila di acido m uriatico,
- q. 300 m ila di perfosfati, - q. 1000 di acqua
distillata, - q. 100 m ila di sottoprodotti, neces
sari com e concim e ai nostri terreni.
La Società «Cementi » produce 700 a 800
quintali di prodotto al giorno ; spedisce com e'solo
m ovim ento di porto da 35 a 40 tonnellate di merce
all’ anno. H a u n ’ eccellente lavorazione di m atto-
S T A B IL IM E N T I IN D U S T R IA L I
17
nelle p er pavim enti. O ra la produzione del ce
m ento sarà in aum ento com e 28 a 100.
U n co n tin g en te altissim o di produzione d ’olio
sulfurò invia su tu tte le piazze italiane ed estere
lo stabilim ento della « Ditta oleifìci meridionali».
In pieno lavoro im piega 120 operai. A nnualm ente
produce 6 a 7 m ila quintali di olio solfuro, di cui
p arte s ’invia a B ari p er saponificazione.
L e Distillerie Italiane (via Cappuccini) p ro v
vedono alla lavorazione degli alcools e a quella
del ghiaccio. O perai 30 a q uaranta. In estate 115
operai con produzione di 120 q uintali di g h iac
cio al giorno.
Fra le ditte più accreditate nella produ
zione ed esportazione dei vini locali sono da
ricordarsi : I fratelli A lvisi, D e Cillis, Coliac,
A nnoscia, P erego, D el V ecchio, Salvem ini, B or
gia Carlo, Spinazzola P .
Tra i fabbricanti di botti: Piccardi, Gallina,
V iolante, Lauro, F ratelli Di B enedetto, A nnoscia,
N igro, M ontanaro, C entaro. .
Per l ’ industria del legno e la confezione di
mobili di lusso: L e D itte : Cifù, Di Serio, S te lla
t e l i , Seccia A ngelo, G im ignani, R ig h e tti, P rascina.
Depositi di carbone minerale: D elnegro,
R eich lin , P atarg o , M onge, Garofalo, Salvem ini.
Meccanici e lavoratori in ferro: F ratelli
Graziano, M ichele S pera, M ennuni, D e P alo, PaoliIlo, M inuti, Cam assa, F . M essina, Fratelli S pinaz
zola: letti e tavolini b re v e tta ti; Maffeo e D ell’A
q uila: p u n te di ferro ed altro.
2
18
S T A B IL IM E N T I IN D U S T R IA L I
Produttori di lescive: D e Fazio, Leoncavallo,
T ato , Di Paola.
Produttori effervescente granulare: M essine
se, Leoncavallo, Q doacre Digioia.
Fotografi: F rancesco F ag g ella e figli (fot. e
accessori), M ichelangelo P ansini, Biagio Capacchione, Teodoro A ngioletti, (fotografo della pres.
Guida).
Fabbriche di gazzose: G iovanni G iannone.
Fabbriche mattoni di cem ento : A ntonio
T uri. Stabil. Cementi.
Fabbriche di liquori: M ichele Boccassini,
R u g g iero Curci, Nicola L aurora fu A ntonio.
Fabbrica pressa per foraggi: Gioacchino
Spinazzola.
Esportazioni frutta ed ortaglie: R a g . G io
van n i Gallina, F ratelli Di Paola, M ichele Garribba.
Depositi e rappresentanze Società Nafta
Genova: R a p p re se n ta n te R u g g iero e G. D elnegro.
Cereali: M. Boccassini, P asq u ale T ato, A b
b ate e C., T. A . Briccos.
Legnami da costruzione: Piccardi, N igro
e O stuni. (P er mobili: Vista).
Depositi ferro: P atarg o , P rian o e Frezza,
A lessan d ro il G rande e figli.
Solfato di rame: A ulm am n e C., Cuomo,
G. Cozzolipoli, Briccos.
IS T IT U T I D I C R E D IT O
19
Farine e Cereali: G iuseppe Cozzolipoli, F ra n
cesco Piccialli, M ichele B occassini, A bbate, Cio
cia, F. B orraccino, F. S traniero, O doacre Di Gioia.
Istituti di Credito — U na tale operosa a t
tiv ità riceve la sua v ita dai m olteplici Istitu ti di
C redito i quali avendo dato nel 1907 con leso le
succursali della Banca d’ Italia e di Napoli un
g iro d ’operazioni pel valore di circa 100 milioni,
nello scorso anno la cifra ha superato i tre m i
liardi essendosi qui istallate le altre succursali
della Banca Commerciale, del Credito Italiano
del Banco di Roma, della Banca di Andria, e
e rip ristin ata la locale Nuova Cassa di R i
sparmio.
La città abitata.
H a p e rd u to il suo aspetto di città m edievale
■specialmente dopo l’ab b attim en to delle m ura,
d alla p arte di m ezzoggiorno, costruite al tem po
del viceré P ietro T oledo di Napoli.
D elle p o rte si conserva la Porta Marina;
le altre : Porta Reale, Porta Nuova o S. Seba
stiano, Porta di Napoli o Sant’ Agostino, Porta
S. Leonardo la più antica della città (1265), v en
n ero ab b attu te.
Quella di S. Leonardo ristorata verso il 1793
sotto il regno di F erdinando I I I di B orbone, fu
a b b a ttu ta n ell’ agosto del 1925. S arà riedificata.
L ’ altra della Marina fu edificata nel 1851
m en tre era sindaco della città Saverio F rag g ian n i.
20
V IS IT A A L L A
C IT T À
E ’ o rn ata di stem m i e d ’ iscrizione che indicano
gli anni della costruzione. Lo stem m a borbonico
in questo tem po era lo stem m a della città.
Visita alla città —• Sceso alla stazione fer
roviaria p er piazza della L ib ertà il turista nei
viali della villa troverà un mezzo busto dedicato
a Giuseppe Garibaldi : scu ltu ra in bronzo di E.
F errari. Nel palazzo a destra (Edificio Scolastico)
p o trà visitare, facendone richiesta al custode, la
Pinacoteca De INittis, rinom ato pittore barlettano della seconda R inascenza, di cui si conser
vano in questo luogo, in attesa di una sede d e
finitiva, 150 pitture, studi, acqueforti, pastelli ecc.
Le tele sono state stim ate tu tte di gran valore.
T ra le altre eccellono le seguenti :
Passa il treno; Colazione in giardino; Il salotto
della principessa Matilde, Autoritratto, Ritratto della
consorte Leontina Grunvelle, Alle corse di Long Champ,.
Donna aristocratica sopra una sedia, Donna velata con
cane, Il Vesuvio, Crisantemi, Giardino in fiore, ecc.
A ttrav e rsato il corso M. R . Im briani si a r
riva alla Chiesa di S. Sepolcro, M onum ento
N azionale di stile gotico prim itivo (1128). Q uesta
chiesa d irettam en te d ipendente dalla S. S ede con
bolla di U rbano IV (1261) fu prim a d iretta dai
cavalieri G erosolim itani (1) e dai canonici del m e
desim o ordine, poi dai cavalieri di M alta. Colla
soppressione di questi ordini la: chiesa rim ase
sotto la direzione del clero secolare ed oggi è
(1) T ra gli eminenti cavalieri e priori della Chiesa si
si ricorda un Vincenzo G onzaga Cardinale (1592).
C H IE S A
DI S. SEPO LCRO
21
parrocchia. H a d ’in teressante la vasca battesim ale
con rilievi simbolici del 1300. C onserva una grande
reliquia del S S. L egno della vera Croce, una delle
più gran d i del m ondo: (vedi illustrazione n. 6). F u
p o rtata in q u esta chiesa dal patriarca Randlilphus
verso il 1299 con gli altri cim eli qui appresso
elencati: u na colom ba, u n ’ u m e tta pel Giovedì
e V enerdì S an to , un ostensorio d ’argento del
secolo X I I I ; un C alendario Ecclesiastico con
B reviario abbreviato in pergam ena di com plessivi
fogli 550 in scrittu ra gotica del secolo X I I e X II I.
A terg o del f. 42 è riporta tu tta la cronaca delle
crociate sino al 1202. A ccan to alla chiesa vi è
tu tto ra un locale che era adibito ad ospedale dei
pellegrini di G erusalem m e. N ella chiesa sono
notevoli :
una campana del 1403 (diam. m. 0,90 dedicata a S . Mi
chele A rcangelo) ; una tavola con fondo d ’ oro zecchino del
1500, rappresentante la Madonna di Costantinopoli ; una
tela di S. Carlo Borromeo nella forma e con gli arazzi im
piccoliti della Chiesa di M ilano; il S. Giovanni - nella cap
pella del Santìssimo - di Cesare Fracanzano. Poco discosto
da questa cappella ci è il sepolcro del generale Raffaelo
D e Gennaro (vedi : Uomini celebri). Nel matroneo restano
avanzi di affreschi, antecedenti al 1312 - anno in cui fu
ristorato il portico - e sono: 1) U na Madonna col Bam
bino. 2) Cristo Redentore benedetto dalla solita mano del
Padre dalle tre dita aperte (indice, medio e mignolo). 3) Un
quadretto circostante con tre donne dalla mammella sco
perta a ricordo delle parole della S. Scrittura : « Beate le
sterili che non latteranno ; guai alle pregnanti nel di del
giudizio»! 4) L a Vergine salutata dall’ A ngelo con le note
espressioni: «A ve gratia piena - Ecce Ancilla D om in i ».
5) S. A ntonio abate fra le seguenti tentazioni diaboliche :
una donna nuda che a lui presenta fiori, un cinghiale, un
ippocentauro (forma d ’ uom o e cavallo), un satiro (misto
d ’ uomo e di capro).
22
CATTED RALE
L a chiesa - come oggi si vede - h a subito
lavori di ripristino. A l centro d ell’ abside è stato
piazzato l’altare m aggiore; la spalliera di leg n a
dorato ch e adornava l’altare del S. L egno della
Croce è stata donata alla Chiesa di S. Dom enico.
E ccetto l’ altare del SS. e del Crocifisso, tu tti gli
altri nove altari sono stati aboliti. Si ricorda che
la Chiesa aveva un cam panile gotico a due piani
con alto vertice, situato sulla cupula o ttag o n a
d ell’ abside, il quale crollò per causa di terrem o
to nel 173 1 (vedi: Illustrazione n. 8). N el 1737
il P riore F r. Sigism ondo Piccolim ini incaricò l ’a r
ch itetto di B itonto, V ito V alentino, di riedificare
un nuovo cam panile - quello barocco - ab b attu to
nel 1902. V erso q u ell’epoca l’orologio pubblico da
E st passò nella facciata di Ovest, si riedificò la
facciata attu ale della chiesa e 1’ atrio dell’ ospe
dale fu abolito.
P ro ced en d o p er il Corso G aribaldi, P iazzetta,
V ia D uom o si arriva alla Cattedrale o Metro
politana. Q uesta chiesa, m onum ento nazionale,
è così chiam ata perchè con bolla di Pio I X dal
21 aprile 1860 fu ugualmente e principalmente
u n ita alla C hiesa di Trani.
Si conserva quasi tu tta nella sua originaria
costruzione. E ’ di stile rom anico nella p arte più
antica che è quella p o g g iata su sei colonne di
granito. O pera dell’architetto barlettan o Simiacca e del figliolo Magister Lucas. R im o n ta al
1147-1192.
A q u esta costruzione contribuirono R iccard o
Cuor di Leone, re d ’ In g h ilterra, R u g g iero il
N orm anno e suo figlio Guglielm o.
CATTEDRALE
23
A gli spigoli della facciata si notano le im
m agini di questi tre re e il C anonico Santeram o
in scrittura geroglifica m edievale ha letto i n o
m i dei d etti re, nel bestiario cui fanno capo le
m ensole sotto i cornicioni di settentrione e m ez
zogiorno. Sono pub blicati nel volum e: « Il S im
bolismo della C attedrale di B arletta» (opera as
sai ricercata m a esaurita). L a facciata è ricchissim a
di ornati. Solo la p o rta principale fu rifatta verso
il secolo X V I I p er causa di gravi lesioni e i ru
deri della p rim itiva p o rta sono conservati presso
la porticina della sagrestia, (vedi illustrazione
n. 9). U n a iscrizione posta sopra l'ab aco d ’ una
colonna, n ell’ interno della chiesa, ricorda il dóno
di 200 ducati che un tale Muscatus, ballettano,
elargiva alla chiesa p er la costruzione di due co
lonne in m em oria della vittoria di A scalona, a v
v en u ta n ell’ agosto del 1153. L a soffitta di legno
con p ittu re discrete è opera del 1700, il resto
della chiesa fu allargato nel 1307 p er opera di
G iovanni P ip in o cittadino barlettano e M inistro
presso la co rte di Carlo I I d ’ A ngiò ; continuata
a spese del Clero e del popolo sino al 1400. P ro
babilm ente in questa chiesa fu.sepolto B aldovino
im peratore di G erusalem m e, m orto verso il 1274.
Q u est’ ultim a p arte della chiesa è di stile gotigo.
Sopra uno dei pilastri di questa ultim a co
struzione si legge la lunga iscrizione in cui si
ricorda la incoronazione di F erdinando I d ’A r a
gona, av v en u ta in questo T em pio il 4 febb.
1459, e
donazione di 100 carri di sale da rile
varsi dalle vicine Saline, fatta al Capitolo C at
tedrale.
24
CATTED RALE
In questa parte della chiesa si conservano 1’ ambone
e il baldacchino dell’ altare maggiore, tutti in marmi pre
gevoli appartenenti alla chiesa prim itiva. L e acquesantiere
sono del 1525. N ell’ altare centrale dell’ abside si ammira
la bella tavola del pittore Modenese P a u llis f. S era fin i
de S era fin is, del 1387, (vedi Colasanti, bollettino della
P. I. 11. 5, 1910).
Questa Immagine, anticamente d ell’ Assunta oggi si
denomina della Disfida, appunto perchè dinanzi ad essa i
13 italiani, ritornati vittoriosi dalla Disfida sostenuta contro
13 francesi, elevarono la preghiera di ringraziamento alla
V ergine il 13 febbraio del 1503.
La torre campanaria è alta 41 metri e ai suoi piedi si
leggono le due celebri iscrizioni della gran vittoria (1503)
e della distruzione della città (1528).
G li altari secondari sono di stile barocco. Sopra uno
di essi c ’è la tela dell’ Assunzione e sopra un altro 1’ A d
dolorata, opere del De Mura. Nella cappella di S. Giuseppe
opera settecentesca del Cenofante ci son tre quadri firmati
cosi : H ieronim us Genatem po p in xit 1741L ’ A rchivio capitolare è ricco di 2000 pergam ene, di
incunaboli ed altre migliaia di manoscritti. Ne cura la tra
scrizione e quindi la pubblicazione del Codice diplom atico
barlettano il Canonico Salvatore Santeramo.
Altre due tavole: Il Redentore del detto Serafino de
Serafinis e la Trinità ; un cofanetto arabo con iscrizioni
cuneiformi che rimonta a ll’ V III secolo ; una scatoletta d ’a
vorio (servì com e pisside); una Gabitha di piombo o lam
pada (servì ad illuminare la chiesa, e stette appesa sotto
le sue volte sino al 1909) è,opera del secolo X III; una
campana del 1121, detta di Canne, molte reliquie di Santi,
un sandalo usato da Pio IX; un parato lamato bianco, dono
del Pontefice Urbano V III, già A rcivescovo Nazareno; un
calice di stile bizantino dono del Papa Leone X III; una
croce binata proveniente dalla chiesa di Nazaret, dono della
Regina Giovanna li; un grosso vesperale e un graduale
in pergam ena, miniati, del secolo X III: tutti questi oggetti
formano il piccolo tesoro della cattedrale.
( P er visita rivolgersi a ll’ A rcip rete della chiesa).
Il Porto con uffici di C apitaneria è m unito
di due poderose braccia di un circuito di circa
IL P O R T O
25
tre chilom etri con alte m uraglie. Il pescaggio
delle acque è di alm eno m. 8 potendovi ap p ro
dare piroscafi della p o rtata di sei mila tonnellate.
O gni settim ana ci son toccate dei piroscafi po
stali della linea V e n ezia-A lb an ia-B rin d isi, B a r
letta-T rem iti, B arletta-B ari, F iu m e-T rieste, B a r
letta-V alen za (Soc. A dria). H a un faro artistico
girevole fatto costruire da Saverio P ap p alettere
nel 1807 dalle rendite ad d ette al porto, m entre
reg n av a G iuseppe N apoleone. Il fatto è ricordato
in una iscrizione situata sul fianco orientale del faro.
li Castello — T ra la C attedrale e il porto
si innalza m aestoso il castello. Al tem po degli
Svevi fu di form a quadrangolare e si vuole co
stru ito su disegno di F ederico I I d all’ architetto
P ietro d ’A n g in co u rt, che nel 1292 abitava in B ar
letta. (Vedi Codice diplomatico barlettano). P iù
tard i (1584) fu allargato per l’aggiunzione di g ra n
diosi bastioni a forma di lancia agli angoli del
quadrilatero. L ’allargam ento avvenne sotto Carlo
V di S p ag n a al tem po del Castellano Didacus de
Felizes. N ella cappella di questo castello è sepolto
uno dei p ronipoti del celebre G iorgio C astriota
S can d erb erg , terro re dei Turchi e liberatore di
F erd in an d o I, assediato in B arletta (1461) dai p rin
cipi di T aran to e di R ossano. - (Storia di Napoli
di F . Pagano). P o rta il nom e di G iovanni e m orì
nel 1762, (vedi illustrazione n. 27). D al Castello
si gode il m agnifico panoram a del golfo di M an
fredonia, del prom ontorio G arganico, Trani, M ar
g h erita di Savoia, C astel del M onte.
R etro ce d en d o p er la via del Duom o si arriva
al vico S. Andrea. L a Chiesa om onim a, raonu-
26
S.
ANDREA
m ento nazionale, si chiam ava sin d all’epoca della
sua costruzione chiesetta del S. S alvatore. E ra
di p atro n ato della fam iglia D ella M arra (secolo
X II I). E ’ pregevolissim o il portale di stile rom anico-bizantino, opera di Sim eon R ag u seo , m en
tre dim orava a T rani.
Rappresenta nella lunetta la D e isis: Cristo, la Vergine,
S . G iovanni, e due Angeli con incensieri. Negli stipiti : La
V ergin e che allatta il divino Infante, Cristo Salvatore e la
cacciata di A dam o ed È va dal Paradiso terrestre. In chiesa
si conserva un ’ Assunzione, (scuola di L u ca Giordano), una
Natività del barlettano Cesare Fracanzano, un S. Francesco
da Paola, S. Francesco d ’ Assisi e S. A n n a di Paolo de
Mura. Pregevoli sculture in marmo sono: L a statua di S.
Giovanni Battista, (scuola del Sansovino) il bassorilievo del1’ Annunziata (del 1400), il busto di Nicolò Fraggianni, di
segno di De Mura e scultura di Baldi. (Vedi illustrazioni)
Sotto la soffitta una Madonna degli A n g eli di Mattia Preti.
Appartenne a ll’ aitar m aggiore. S u ll’altar di S . A ntonio una
tavola di scuola veneziana (1300). In sagrestia una tavola
pregevole firmata da A lu ixe Vivarini (1483). Una Madonna
con Bimbo, (tavola di scuola Veneziana). U na copia del
Cristo con la croce di Sebastiano del Piombo. Quattro
scene di G esù al pozzo: n ell’incontro con la M addalena,
nella casa di Simone Fariseo, nella vocazione di Pietro (tutte
di scuola di Paolo De Matteis). In coro la Madonna del
Flagello con S . G iov. e S. Paolo, altra Madonna con tre
santi, sono pitture attribuite al Calabrese. Il coro in legno
fu intagliato da F . Ferrara di Napoli (1599).
E ’ bellissimo l ’ altare di legno detto dei Santi con 27
statue a mezzo busto. - L ’ altare m aggiore e il busto di
Sebastiano Marulli, padre di Troiano, sono opere di Onofrio
Calvan o di Napoli. I due mausolei de’ Marchesi A ntonio
e sua moglie Francesca (Acquaviva) Fraggianni sono scul
ture Napoletane. Son pregevoli statue in legno quella di
■S. Francesco da Paola d el’ 700 (in sagrestia) e l ’ altra del
1902, (cappella SS.) è opera di Dionisio Matteo di Monte
S . a n g e lo .
P rocedendo per la via D uom o, P iazzetta e
M O N T E D I P IE T À
27
via Cialdini si arriva alla chiesa del Monte di
Pietà. Chiesa co struita sul m edesim o disegno di
S. Ignazio di Napoli. R im o n ta al 1630 ed è opera
eretta dai G esuiti, dim oranti fra noi con una
fiorente scuola dal 1575 fino al 1767. (Vedi: chie
se distrutte).
Nella chiesa sono pregevoli una tela del Fracanzano :
« L a Natività » (altare a sinistra entrando) ; « L a D eposi
zione »: quadro dell’altare m aggiore, appartenuto alla chiesa
distrutta di S. Maria della Croce. Una tela grandiosa rap
presentante il miracolo di bilocazione di S. Francesco S a
verio durante una tempesta, opera del De Mura (parete
dell’altar m aggiore) e il mezzo busto in bronzo dorato, rappre
sentante E ttore della Marra (1710), benefattore della chiesa.
A lla chiesa è annesso un C onservatorio di
orfanelle, d irette dalle Suore di S. A nna. C hièdere
al segretario della confraternita di entrare in se
g reteria, dove si conservano altre tele interessanti
di personaggi illustri, diverse p ian te e m o n u
m enti della città, su disegni del 1700, e un a u to
grafo di S. Carlo B orrom eo (1569).
Di fronte a qu esta chiesa si trova il palazzo
d ell’A rcivescovo di T ra n i-B a rletta, una volta a p
p arten u to agli A rcivescovi di N azaret con l’a n
nessa chiesa-di S. Maria di Nazaret, fondata nel
1572 d all’arcivescovo B erardino F ig u era sull’area
d ell’antica S. B artolom eo. - In essa sono da am
m irarsi parecchi quadri del F racanzano: l’im m a co
lata, S. G iuseppe, S. F rancesco Sav., - S. E lena,
e i reliquiari donati da F erdinando I.
S ulla stessa via Cialdini, presso la chiesa di
S. Alaria della V ittoria o S. P asquale, eretta un
decennio dopo la vittoria dei cristiani su i turchi
a L epanto, (1571), sorge il m agnifico Palazzo cin
28
TEATRO
CURCI
quecentesco dei Della Marra. E ’ opera pregevole
della fine del R inascim ento con inizio di barocco.
S pecialm ente la balconata del prim o piano è ric
chissim a di ornati: F auni e faune, putti, aquile, fo
glie, m aschere e simili. S otto le cinque arcate del
porticato di settentrione, prospiciente il m are, oltre
i ricchissim i ornati sono am m irevoli le statue sim
boleggiam i la Volubilità, l’ Abbondanza, Vita e
Morte, la Musica, la Forza. (V edi: Il Palazzo
D ella M orra, pubbl. dal Canonico Santeram o).
D alla V ia Cialdini si arriva alla Piazza P le
biscito con villa e poscia alla Piazza M assimo
d ’Azelio. Qui c’è l’altra villetta nel cui centro
sorge sopra un basam ento, di parecchi m etri la
statu a di M assim o d ’Azelio, lo scrittore della
D isfida di B arletta. L a statua è opera del barlettan o G. M anuti.
Poco discosto è il Teatro Curci (Corso V.
E m .). E ’ uno dei più artistici teatri di P uglia con
telone rip o rtan te la scena della Disfida (op. del
p itt. Calò). In una delle sale superiori al teatro si
trova la biblioteca comunale, ricca di oltre 20.000
volum i e m olti m anoscritti: un m useo nascente
con interessanti collezioni di oggetti, vasi antichi,
m arm i, pietre con iscrizioni ecc. (raccolte locali).
C’è anche un inizio di m edagliere. Quivi si c o n
servano altre tele dei pittori D iscanno, Girondi,
D e F rancesco, G abbiani, D estefano. ecc. D al teatro
si può passare a v isitare la chiesa di S. Giacomo.
C hiesa gotica a form a di Croce latina, oggi assai
d etu rp a ta (Corso V. Em .). - Possiede il sarcofago
di u n vescovo cannese Pascalis, sepolto nel 1340.
L a chiesa di poco posteriore al mille, d ipendente
C H I E S A D I S . G IA C O M O
29
dalla chiesa b en ed ettina di M onte Sacro (Gargano),
conserva diverse tavole e tele interessanti.
Una tavola a cuspide è opera di pittore locale: L a Ma
donna col Bam bino, in una faccia; Cristo risorto n ell’altra.
Risente della influenza toscana e può attribuirsi al 1400.
U n polittico pregevole alto m. 0,30 per m. 3,10 di
lunghezza, tutto a fondo d ’oro e ripartito da colonnette
addossate con rilievi di vasi e fiori. Rappresenta Cristo
benedicente in mezzo agli A postoli. Ogni apostolo annunzia
il proprio articolo del Credo e ogni articolo indica il nome
d e ll’apostolo nel modo com e segue:
(Auber « Il simbolism o religioso »). - 1. « Credo in Dio
Padre » è di S. Pietro a destra del Cristo con le tradi
zionali chiavi (V I posto) - 2. « Ed in G . Cristo suo fi
gliuolo »: S. Andrea con la croce decussata (IX posto) 3. « Il quale fu concepito di Spirito Santo » : S. Giacomo
maggiore (I posto) - 4. « Patì sotto Ponzio Pilato » : San
Giovanni a sinistra di Cristo ( V ili) - 5. « Discese a ll’ infer
no »: S. Tommaso (II) - 6. « A scese al cielo »: S. Giacomo
minore (XI) - 7. « D i là ha da venire a giudicare »: S. Fi
lippo (X) - 8. « C red o nello Spirito S. »: S. Bartolomeo
(V I) - 9. « L a Com unione dei S a n ti» : S. Mattia (IV ) 10. « L a remissione d e ’ peccati »: S. Simorie (X II) - 11 « La
Resurrezione della carne »: S. Giuda (X III) - 12. « L a vita
eterna»: S. Paolo con la spada (V).
L a tavola di una fattura precisa del 1500 potè servire
di ornamento a ll’altare maggiore o ad una parete principale
della chiesa, tanto più che comincia con l ’apostolo San
G iacom o m aggiore a cui la chiesa è dedicata.
A n ch e la tela della M adonna di C ostantino
poli è pregevole im itazione bizantina. P o rta ai
fianchi q u esta scritta: Anno 1563 - Madre di
Dio (con le solite sigle greche).
N el tesoro della Chiesa si conservano un C ro
cifisso di avorio del 1700 e un ricchissim o reli
quiario. D elle reliquie sono in g ran d e venerazione:
L e Sacre F u n i, donazione fa tta al tem po di S.
P io V, com e dallo stem m a della teca d ’ argento»
30
S. A G O S T IN O
L a S. Spina, la lingua di S. B artolom eo, conser
v ata in un cassettino d ’avorio con m edaglia di Giu
lio III. Q uesto Pontefice come attesta una iscrizione
m essa atto rn o al cassettino donò la d e tta reliquia
alla Chiesa di S. Giacomo nell’anno giubilare
1550 in ricordo della sua giurisdizione episcopale
esercitata m entre era arcivescovo in M anfredonia
(già Siponto), da cui dipendeva la chiesa di S.
Giacomo. L a lingua fu presa dalla Basilica del
l ’isola T ib erin a (R om a). L a Chiesa è parrocchia.
P e r la m edesim a via si arriva a S. Agostino,
C hiesa parrocchiale, sorta verso la fine del 1200:
di forma basilicale ad una navata. A lbergarono
nel suo convento (oggi ospedale) gli A gostiniani.
In chiesa sono interessanti un altare di pietra con fi
gure a bassorilievo (op. del 1400) rappresentante la scena
dell’ Annunziazione; una tavola detta della Madonna di S.
Sam uele, opera del 1522 ordinata dal barlettano Masio
Curci. Sulla parete della Chiesa sono altri pregevoli pan
nelli del 1500 in tutto.fondo oro. Sono: S . Antonio, S . Em i
dio, S.. Pietro, S. Paolo, S. Giovanni Battista, S. Caterina
la Maddalena ed altri.
In questa chiesa nel 1325 fu scomunicato Ludovico il
Bavaro alla presenza delle autorità della città. Sotto la sof
fitta della chiesa c ’è un ’ affresco del defunto pittore barlet
tano G iuseppe Girondi. A ltri affreschi di questo pittore
sono quelli della Cappella del S S . in Cattedrale e la deco
razione della chiesa di S. Cataldo, (via del porto).
Colosso di Barletta — E ’ la più grande
sta tu a del m ondo coevo che ci venga d all’ an
tichità. R ap p re sen ta, secondo E rb e rt K och, ted e
sco, l’ im peratore V alentiniano o V alente, m a il
popolo di B arletta lo chiam a A rè , (Eraclio). E ’
a lta m. 5 e sorge nella piazza di B arletta sin dal
1491: nel luogo che era detto il Sedile del pò
CO LO SSO
DI BARLETTA
3)
polo. E ’ 1’ am m irazione di tu tti i visitatori. (Ve
di illustrazione n. 4).
Nella sala del Consiglio com unale (via m u
nicipio) si conserva il bozzetto in gesso (gr. n a
turale) dello scultore rom ano A chille Stocchi. F u
donato alla c ittà sin dal febbraio 1867 e ra p p re
senta Ettore Fieramosca che ab b atte il francese
L a M otte (Vedi illustrazione n. 58).
Chiesa di S. Domenico (Corso Garibaldi) H a
di pregevole un palliotto dell’ aitar m aggiore in
m arm o intarsiato: (La M addalena penitente) co
struito con 1’ altare a spese di Luigi della M arra
a principio del 1700. (Vedi illustrazione n. 29).
A n ch e la P ie tà del V accaro è m olto interessante.
Chiesa di S. Lucia (Corso Cavour). C ostrui
ta nel 1398 è annessa alla cappella gotica del
1200; servì per le dom enicanej dopo la distruzione
di S. D om enico fuori le m ura. H a una bellissim a
tela all’ aitar m aggiore (scuola Nap.); 1’ altare in
m arm o è costruzione del napolet. F rancesco M u
ratori (1826).
In sagrestia : Natività del Fracanzano. Nel convento
di questa chiesa la vedova del Fracanzano, Beatrice Covelli pignorò un baule di biancheria per poter vivere e
furono educate le figlie del nobile D iego Quignones e F ran
cesca D e Felizes, le quali erano sotto 1’ alta tutela del
Reggente Scipione R ovito. (Vedi in archivio lunga cor
rispondenza).
Chiesa di S. Maria degli Angeli (V ia dei
G reci). C ostruita anche nel 1398. U fficiata dai
p reti L atini passò poi ad una colonia di greci
eterodossi. C ontiene belle tavole del 1400 e p o
32
C H IE S A
D I S. R U G G IE R O
steriori, oggi è chiusa al culto ed è in cattive
condizioni di conservazione.
Chiesa di S. Ruggiero (Via Cialdini). P o r
tale del 1200. Bassorilievi in p ietra della stessa
epoca rap p resen tan ti S. Stefano e S. R uggiero,
i due titolari principali della Chiesa (1400).
In chiesa : Statua in legno del 1500: (S. Ruggiero).
U n ’ urna con sette grossi ciottoli di fiume che, come si
vuole, servirono per il martirio di S. Stefano. Manca l ’ au
tentica, sebbene, in una S . Visita del 1674, le m onache aves
sero asserito che l ’autentica fosse in archivio. Soffitta in oro
zecchino del 1600 con il quadro del Martirio di S. Stefano.
A ltari laterali : S. N icola di Bari e Crocifisso del Fracan
zano. Sotto 1’ altare m aggiore è in venerazione il corpo di
S. R uggiero. L e ossa di questo Santo, Protettore di Barletta,
sono state riconosciute da S. E . Mons. L eo, il 26 nov.
1925, alla presenza del Sottoprefetto C a v. Contegiacom o
da L ecce, del Sindaco C av. Pietro Reichlin, dei medici
Chieffi Dom enico, Lattanzio V ito , Lam acchia Michele, del
fisico-chimico G . Codipietro da T orre M ., del Com m .
Pastore Presid. delle leste religiose, del cassiere Signor
Piccardi ed altre autorità. I sandali di S. R uggero, morto
verso il 1127, essendo di sughero, sono stati trovati intatti
nel sepolcro ; ora si conservano in un quadro. L ’ urna con
vetro è opera dell’ ebanista A n gelo Seccia.
In giardino: S. Michele A rcangelo in pietra e fronte
di un sarcofago di V esco vo , opera del 1300. Sul campanile
una campana del 1494, opera del maestro Johannes di Bar
letta. E ’ dedicata all’ Annunziata.
C h ie s a M a d o n n a d e l C a r m in e . In sagrestia : avanzi
di archetti gotici del 1300. Dovette essere allargata o me
glio ristorata al tem po in cui vennero i Carm ehtani a
Barletta dopo il 1364. Possiede molte tele di discreto va
lore artistico. Un S . Ignazio che benedice S. Francesco
Saverio, mentre parte per le Indie, è opera del De Mura;
Il trionfo di S. Ignazio e la sua conversione dopo il feri
mento di Pam plona. Una Im m acolata di Cesare Fracan
zano, S. Elia, S. Sim eone Stilita, S. Pietro, S. T o m
33
S . P IE T R O
maso, S. Cirillo Costantinop. S . Andrea Corsini, S . Eliseo,
S . A n gelo gerosolimitano, S . Bertoldo generale, S . C i
rillo Alessandrino. Originariamente i due quadri di S.
Ignazio appartennero alla chiesa del Monte di Pietà. Sotto
la soffitta « la Gloria del Carm elo ».
S. Pietro, presso la C attedrale, fu ricostruita
q u alch e tem po dopo la distruzione di quella esi
sten te al largo Castello, nel 1595. C onserva una
tavola del 1300 (Vedi illustrazione n. 13).
S. Chiara (Corso Cavour), già convento delle
Clarisse. N ella scalinata p er cui si accede al cam
panile conserva affreschi del 1400. F u costruita
nel 1693 (Vedi D e Leone, Vista).
S. Antonio, chiesa dei conventuali, edificata
verso il 1550 nel luogo, dove sergeva S. Eligio.
Conserva quattro tele di Cesare Fracanzano: l ’im m a
colata e Santi, Cristo apparso a S. Francesco. S. Sebastiano
e la Natività; l ’ultima è la più bella fra le Natività esistenti
in Barletta. Han bisogno di riparazioni.
Nel soffitto - anche malandate - son le tele : gloria di
S . A ntonio, 1’ Im m acolata e S . Bonaventura.
Chiesa del Purgatorio. Di fronte al p alaz
zo dei B onelli e sul suolo della- casa d etta della
gloria, nel 1722, sorse la C hiesa barocca del
P u rg ato rio . (Vedi Bonorum di S. Stefano, C at
tedrale). Sulle pareti in tern e interessano i tre af
freschi rap p resen tan ti le virtù Teologali.
S. Maria delia Vittoria o S. P asquale (via
Cialdini), g ià chiesa francescana delle M inori O s
servanti, poscia degli A lcantarini (1831). O ggi è
parrocchia.
Possiede una grandiosa tela ricordante la gloria della
V ergine della Viitoria in mezzo ai Santi dell’ ordine fran
cescano ; una tela del Fracanzano, una M adonna con Bam
3
34
A L T R E C H IE S E
bino e diverse pregevoli statue di legno massiccio: S . Pa
squale, S. Pietro d ’A lcantara ed altre.
Altre chiese — A queste Chiese si devono
ag g iu n g ere (vedi: N ote storiche di Vista): *S. Gae
tano con diverse tele di valore. L a Chiesa fu
costruita nel 17 11.
Marta, S. Giovanni di Dio,
Spirito Santo, Immacolata, S. Famiglia, par
rocchia Oratorio S. Michele, S. Filippo, S. B e
nedetto da costruirsi. Ci son 6 chiese parrocchiali
15 confraternite, diversi Terzi O rdini m aschili e
femminili (vedi Notizie utili).
T ra i num erosi ordini religiosi qui dim oranti
dal 1300 al 1800 restano: I C appuccini con u n a
fiorente scuola Serafica; S. R u g g ie ro con le B e
n ed e ttin e claustrali ; S. L ucia con un resto di
dom enicane.
Chiese rurali: La Madonna dello Sterpeto
(vedi sua storia, illustrazione n. 5); il .SS. Cro
cifisso, sulla via di A ndria, di cui se ne ha n o
tizia dal 1300.
Scuole — In B arletta funzionano 87 scuole
elem entari con 4000 alunni, una R . S cuola com
plem en tare « B a ld a c c h in i» . Sono fiorentissim i:
U n Istitu to tecnico pareg g iato « G. D isca n n o » ;
il R . Ginnasio « A n d re a B onello » ; un Liceo
m unicipale.
Istituti di beneficenza: O spedale «P rincipe
U m b erto » (Chiesa di S. A gostino), dispone di
150 letti, due sale operatorie d irette da profes
sori che eseguono operazioni di alta chirurgia.
U n reparto m aternità e u n altro oftalm ico,
un g ab in etto di radiologia (raggi „r) ed elettroterapia, m icroscopia e batteriologia.
PALAZZI
35
Asilo di mendicità (C hiesa di S. Gaetano)
300 bam bini.
R. Monte di Pietà (presso la chiesa om oni
ma). 200 orfane interne; 300 alunne esterne. Scuole
di ricam o e cucito.
Istituto arti e Mestieri. (Chiesa di S. Lucia)
300 alunni. H a un fiorente concerto musicale.
Comitato
Orfani di Guerra. (Chiesa S.
Sepolcro).
Comitato croce rossa (sottoprefettura) B e
nefica centinaia di bam bini poveri e, du ran te l’e
state, m ette a loro disposizione una Colonia m a
rin a di prim issim o ordine sulla spiaggia di levante.
U n a casa di Salute privata (Via G. D e N ittis, 3. Palazzo Piccardi).
Palazzi — Della Marra, oggi D onato Ceci
V ia Cialdini. E ’ sede del Ginnasio, del Liceo,
d ell’ Associazione « A m ici dell’ arte e della storia
b arlettan a » e del M useo della Disfida.
Palazzo Bonetti. (Corso Garibaldi) di stile
go tig o con atrio e portico del 1400. A p p a rten n e
alla fam iglia P ared es e nel 1685 ai B onelli (6
ap rile not. Spallucci).
Palazzo de Annis, oggi Patargo (Corso G a
ribaldi) C ostruito verso il 1302, ap partenne a U go
de A nnis, ai D ella M arra, poi di nuovo ai de
A n n is 1587. O ggi è stato ripristinato nell’ interno
con ornati rom anici dallo stuccatore barlettano
G iuseppe R icco. Il palazzo antico è di stile gotigo.
Palazzo Caggiano, oggi E sp erti, (Corso C a
36
PALAZZI
vour), C onserva n ell’interno una ricca collezione
di quadri. (Tre Palizzi, q u attro Solim ene, i Luca
G iordano, i F racanzano, ecc.); oggetti d ’ arte, e
m anoscritti.
Palazzo De Dino, Marnili. Gambino, d’Aversa, oggi De Leone - Pandolfelli. (Corso Ca
vour) E ’ rim odernato e possiede quadri artistici.
Il
Palazzo della Banca d'Italia con al di
sotto gli archi dell’ antico Sedile del Gesù o dei
Nobili; nel 1562 ap p arten n e ai G aliberto, poscia
nel 1700 anche ai Bonelli.
Palazzo Perfetti. (Piazzetta) P ossiede una
pregevole raccolta di quadri del p itto re rom ano
V incenzo Catalano, zio della P erfetti - C assitto
e nipote del C ardinale A n to n elli: S. Giovanni,
F o rn arin a, A bele, Caino, A ddolorata, un esposto,
anim a beata, R itra tto di P . Luigi Cassitto. ecc.
Palazzo Affaitati (Via Nazaret). E ’ sede dell’ Istitu to Tecnico. In questa casa albergò nel
1384 Carlo I I I di Durazzo e nel 1741 Carlo I I I
il B orbone.
Palazzo Cognetti (Corso Cavour). A p p a r
ten n e ai P ap p alettere, oggi dei signori A nnoscia.
Palazzo Marnili (oggi Dem artino). A p p a r
tenne al conte T roiano M arulli. In questo Palazzo
albergò G iuseppe N apoleone B onaparte, e Gioac
chino M urat.
Palazzo Michele Gentile (Corso G aribaldi)
E ’ sede del B anco di Napoli. L a fam iglia G en
tile è una delle più nobili nei seggi di N apoli,
PALAZZI
37
B arletta, M olfetta e B itonto. H a notevoli affre
schi nelle sue sale.
Palazzo De Gregorio, D'amato, oggi vedo
v a Massari di M olfetta. E ’ di stile gotigo e c o n
serv a ancora diversi affreschi del 1500 ra p p re
sen tan ti scene m itologiche e scene m arine.
Palazzo Vecchio Monte di Pietà, oggi Cafiero O svaldo e C redito Italiano (Corso Garibaldi).
Palazzo Elefante oggi V incenzo Cafìero
{Corso Cavour). Si vede lo stem m a degli E lefante
allo spigolo di V ia Greci.
Palazzo Milcovich, una volta dei Querald Bonelli (Corso G aribaldi).
Palazzo dei Santacroce. Di fronte alla C at
ted rale, anticam ente d etto dell’O stiere ossia delle
franchigie.
Palazzo dei Fraggianni. N ella v ia di S.
A n d re a (di fronte alla Chiesa omonima). A lb erg ò
di passaggio p er la città il celebre giurista P ie
tro G iannone,
Nuovo palazzo delle Poste (Piazza F ederico
di Svevia). N el suo piazzale sorgerà il m onum ento
ai caduti (scultore G. Cozzoli di Molfetta).
Palazzo Affaitati - Fiorella h a un m a g n i
fico p ortale ornato con bassorilievi. E ’ posto in
V ia N azaret.
Palazzo de Russis (Via N azaret) oggi Debitonto B orraccino. N ella fascia del prim o piano
p o rta qu esta scritta: Ioannes Angelus De Russis
38
V IL L E
V.I.D. AEd.es vetustate dilapsas verso solo posteritati reparavit M D X C II.
Palazzo Landulfis (1500) Stellate!li, Gerardinis, G. B. Bonelli (1700) oggi Cuccurese (Via
Duom o), porta nei due architravi dei balconi
q u e st’ iscrizione: Cam consilio coilocutus (anno
tertio) Ferrans Consalvus Cordube contubernalis
Mense octavo Cunctando Baroli Ferdinando
Regi III dedit regnimi - Francisco I Caroli II
Gallico urbs hec idem restituit - qui legis hoc
ut bene valeas - urbi huic benemerenti - Felici
tati imprecare. Chi scrisse queste parole volle
far conoscere che nel 1501 - al tem po di F erran te
-e nel 1515 - al tem po di F rancesco I di F rancia
- in B arletta si decise la sorte del regno.
Ville — L e tre ville della città : F erro v ia,
M assimo d ’ A zelio e P lebiscito p er mezzo delle
strade di congiungim ento - V ia B accarini e C on
salvo da Cordova - dividono in due p arti quasi
uguali tu tto l ’ abitato. F ra tu tte la più im portante
è la V illa B onelli che, p er q u an to -p riv a ta, rim a
nendo presso uno dei quartieri assai popolosi
(Borgovilla), ha il m erito di essere ricordata come
la principale della città. H a una estensione di
circa tre v ersu re; una elegante palazzina, una
ch iesetta o cappella pubblica, un boschetto, una
grandiosa e spaziosa serra per fiori, un luogo
assai adatto per i giochi di Tennis, birilli e p a l
lone. un cafeamus di paglia in form a g iap p o
nese e poi vasche e statue. .
Strade e Piazze - L e più frequentate sono::
L a Piazzetta, il luogo dove generalm ente con
STR A D E
E
P IA Z Z E
39
viene il ceto m arinaresco. Comunica da una p ar
te con la via D uom o, dove sboccano non m eno
di 13 's tra d e tte , dedicate agli Italiani vincitori
della D isfida e da l ’ altra col Corso G aribaldi
assai frequentato p er la m oltiplicità dei negozi.
Q uesto corso a S. Sepolcro si biforca con il co r
so V itto rio E m m anuale (anche frequentatissim o)
e term ina alla Piazza Federico di Svevia, dove
è il convegno di tu tti i carrettieri. Poscia va oltre
col nom e di V ia M atteo R . Inbriani e term ina
col nom e di V ia Canosa — In via Canosa, V ia
M ilano che p arte da Piazza R om a; via R om a,
B orgo V ecchio, via V enezia, V ia R e g in a M ar
g h erita si accentra il m ovim ento dei trappeti
p er vino e p er olio. A destra e sinistra di via
R e g in a M argherita si estendono 9 vicoli d etti
di S. Sam uele e la via con i vichi di Canne.
A ltro luogo assai frequentato è la piazza
R o m a. Q uesto centro popolato, m entre nelle
p rim e ore del m attino diventa il convegno dei
contadini che prom ettono il lavoro della giornata,
di giorno si converte in m ercato di ortaglie, p e
sce, carni, latticini ecc. P e r mezzo della V ia C on
salvo da Cordova la piazza si congiunge con la
Piazza M assimo d ’A zeglio, dove il contadino si
reca in tu tte le ore p er co n trattare i prezzi di
com pra e v en d ita dei prodotti agricoli — A ltre
piazze della città sono: P rin cip e U m berto (S.
A gostino) Piazza della lib ertà (ferrovia), P iazza
S. A ntonio, Piazza M onte di P ie tà, Piazza della
Disfida, Piazza d ella M arina, Piazza D uom o e Piaz
za Castello: la Piazza Castello è la più gran d e
della città, la m eno frequentata, m a è la più a d a tta
\
40
D IA L E T T O
BARLETTANO
p er le corse ciclistiche, p er le p artite di foot ball,
p er i fuochi artificiali, nelle feste dei P ro tetto ri,
e per gli esercizi dei soldati nel tem po della re
sidenza d.elle reclute.
Dialetto barlettano — S u ll’esem pio di n o
tissimi studiosi di lingue rom anze (vedi D'Ovidio
e Meyer-Lìibke) credo poter dare un prim o m o
destissim o saggio sulle nozioni gram m aticali del
d ialetto b arlettano. F onologicam ente guardato, il
dialetto b arlettano non ha suoni diversi dall’alfa
beto italiano. Si osserva che, tra le vocali, a vale
la (artic. ital.) In questo caso è pronunziata d e
bolm ente o stretta e si può scrivere ’a; vale a
(prop. di term ine) quando si pronunzia forte od
ap e rta e si può scrivere ‘a. Se è verbo si scrive
con l ’accento grave (à). L a e alle volte si prònunzia ap erta ed equivale alle proposizioni di
term ine italiane ai, alle oppure corrisponde al
verbo essere ed allora si distingue p er l’accento
grave (è); il più delle volte però, nel mezzo e in
fine di parola, si pronunzia affievolita, come Ve
m uta dei francesi, ed allora si scrive capovolta
(a). A principio di parola si sopprim e.
A n ch e la j alcuni la usano quando ha luogo
il doppio /; es: ja — iia — io. Q uando una vo
cale porta sovrapposto l ’accento acuto q u ell’ac
cento è uguale ad un i, così: c’ — ci; s’ — si.
A n co ra le consonanti se e sg si possono scrivere
sem plicem ente s’ e z’ — es : pascere — pascd
o pas’d; leggere ~ leiscd o leiz’a; il eh si cam
bia in K se la pronunzia è schiacciata come in
kiil ~ più, okki — okkidrd, occhi ; si usa la z
lunga o doppia se la pronunzia è aspra come nella
D IA L E T T O
BARLETTANO
41
le tte ra zza (d etta del cane), si usa la corta (z)
q u an d o la pronunzia è dolce come zoppo■
L ’A r t i c o l o . A l sing. m aschile è li, al femm.
a, V al plurale, / per tu tt’e due i generi.
L e p r o p o s i z i o n i d i s p e c if ic a z io n e , d i
m i n e e d ’a g e n t e a l s i n g o l a r e e p l u r a l e s o n o :
te r
M asch. da, du, do, V di; a, o (frane, au) e; da, do.
F em m . da, d a l’, do la, di; a, o, e; da, da.
A l t r e p r e p o s i z i o n i : pò, pu, pa, p i (p er
pel, per la, p e r le , li); chd, CU, ca chi (con, col,
con la, con le, li); sop3 (sopra), sottd (sotto), intd
(dentro) ecc.
A g g e t t i v i . L a flessione, degli aggettivi cor
risponde a quella dei sostantivi. Gli aggettivi
irregolari megghid, peiscd al com parativo hanno
kiii megghid, kiù peiscd; invece di m inore e m a g
giore si usa kiù granna, kiù piccininna.
I
n u m e r a l i cardinali iund, doud, come a g
g ettiv i div en tan o mi e na, du e do. Il resto tre,
quatta, cincha, seja, setta, icttt, nova, deica non
h a irregolarità.
I
PR O N O M I p e r s o n a l i
v a n n o p ro n u n z ia ti
ma, tua ta. jdda, u, mi ca, vu va, chidda.
Invece di: gli, a lei, a loro si dice a jdda,
a jedda, a loro.
P o s s e s s i v i ’a maja, ’a toua, ’a soua ’a
nostd, ’a vosta, ’a lora.
D e i d i m o s t r a t i v i si u sa: cussa, chessa,
chissà; cudda, chedda; chidda, m anca cotesto.
D e g l i i n t e r r o g a t i v i : ci e ca cosa?
ja
42
D IA L E T T O
BARLETTAN O
I V e r b i prendono p er ausiliare il verbo
avere; e come la lingua francese ha: l ’ a i ètè, il
dialetto b arlettano dice: j ’ agghid stuta. Solo al
più che perfetto, tanto nella form a transitiva come
n ell’ intransitiva, si usa il verbo essere, così :
fuebba stata, fuebba parlata, vddutd, santuta.
II futuro alla prim a persona term ina in ag
ghid, così : sta ragghia, av reggilia ecc. Il passato
rem oto alla prim a persona singolare term ina in
ebbayes: avviebba, alla 3a etta, es: uvetta.
In generale i tem pi più usati sono quelli
d ell’ indicativo.
L ’infinito di tu tt’e tre le coniugazioni si forma
sopprim endo il re finale italiano e accentando la
vocale o secondo i casi facendo la degradazione
del re in ja, es: parlèja vadèja, santja.
Il
s o s t a n t i v o m a s c h i l e si distingue dal
fem m inile p er mezzo dell’articolo oppure p er la
diversa pronunzia della parola. Così:
m. u
signarra;
f. ’a signara
m. ii
e raporia;
f. ’a creipa
m. u pacharona, u mugghiata; f. ’a pècura.
m. ii
cuina;
f. ’a caina
’A gatta resta femm inile in tu tti e due i
generi. Nel dialetto m eno colto tale im portante
fenom eno, unico forse nei territori rom anzi, si
trova persino in qualche plurale. E s: u ciucca, i
cioccara - nacchia, occhiara. N elle parole dialet
tali è assai com une lo scam bio delle vocali e delle
consonanti da quello che esse sono in italiano. Lo stesso si dica del loro affievolirti ento e spari
zione - Così si cam bia:
p
in
eh
— piove,
chiova.
D IA L E T T O
Il
gl
d
tr
b
uo
II
in
in
in
in
in
in
in
dd
ggh
t
t
—
—
V
“
—
—
0
—
dr e / —
BARLETTANO
43
bello,
beddo.
figlio,
Agghia
credo,
erei t3.
P ietro, Pietà.
B arletta, , Varrettd.
uomo,
onid.
uccello, acedrd, vucield.
Com unissim e le m etatesi sillabiche e tu tti gli
altri fenomeni dialettali. N um erose sono le voci
che provengono dal greco e dal latino; non m an
cano quelle di origine francese e spagnuola.
Dopo queste brevi nozioni non disperiam o di
atten d ere qui com e a B ari, ad A ndria, M olfetta ecc.
il gram m atico folklorista, il quale raduni in u n
sol fascio, tu tti i d etti e proverbi popolari, le espres
sioni di gioia e di tristezza, gli indovinelli, gli
stornelli e canti am orosi, le storielle popolari, le
espressioni della S. S crittu ra e le feste religiose
applicate ai fatti della vita quotidiana, le superstizipni e simili.
T en tativ i di questioni linguistiche dialettali
e folkloristiche furon fatti da studiosi barlettan i
in diversi tem pi e fra gli altri si ricordano: F ra n
cesco D ecorato, A . B runi, G. D iscanno, B. P aolillo, M ich. Prof. Filograsso, N. M onterisi ed altri.
Certo è che se i tentativi continuassero la
lettera tu ra dialettale b arle tta n a si av v a n ta g g ere b
b e di molto.
Uomini celebri — (vedi Benedetto Paolillo)
F r a i l e t t e r a t i si ricordano: Francesco
Saverio Baldacchini - Gargano (7 1879) letterato
di m olta fam a e poeta.
44
U O M IN I C E L E B R I
T r a i MEDICI - Antonio Nanula cav. P ro
fessore del R eg io Istitu to di Belle A rti a Napoli,
fondatore e direttore del R . G abinetto di an ato
m ia patologica e di fam a europea. (-{- 1846) Giu
seppe Gaetano Ricco, (7 1842) Domenico Lobello, Giuseppe D ’ Abundo (vivente). Mariano
Sante, au tore della estirpazione della p ietra dalla
vescica, (-j- 1596). Costui ebbe tre figli: G iovanni
Paolo, L ucrezia che sposò in B arletta lo spagnolo
D am iano C astagnola, e Cesare, m edico fisico di
R o m a che nella chiesa di S . M aria sopra la
M inerva, nella stessa città, pose il sepolcro al p a
dre. A b itò in B arletta con la m oglie M addalena
in via C ordoneria (C. V. E.) E ’ di fama mondiale.
T r a g l i u o m in i d ’a r m i:
Antonello Gentile,
p rese p arte nel 1481 alla difesa di O tranto contro
i T urchi. Troiano Conte Marnili, Colonnello e
p resid en te dei consigli di g u erra nella capitale
di Napoli, Bali dell’ordine dei cav. di M alta e
P rio re della chiesa di S. Sepolcro, scrittore di .uno
studio sul Colosso di bronzo di B arletta. Fran
cesco Sponzilli, M aggior generale del Genio e
co stru tto re di ponti, fortezze, ed edifizii (■!• 1864).
Raffaele De Gennaro, G enerale, ferito a D anzica,
cam p ag n a N apoleonica contro i R u ssi (f 1816).
L e g a l i : Matteo Bonello, Cancelliere presso
la corte di G uglielm o. Andrea Bonello, celebre
giu reco n su lto (y 1291).
A l t r e c a r i c h e : Angelo della Marra, viceré
d i F ederico I I - Papa Onorio I, discendente dalla
nobile fam iglia D ella M arra (-J- 638); Giacomo
Della Marra, m aestro razionale di re M anfredi
U O M IN I C E L E B R I
45
o ttenne la conferm a della fiera di ferragosto (1258).
Giovanni Pipino, conte di M inervino, m ae
stro razionale presso la C orte di Carlo II d ’A ngiò
vincitore dei Saraceni a L ucera (1299). F u sepolto
in S. P ietro a M aiella di Napoli, chiesa da lui
fondata. Tommaso Gentile, G ran G iustiziere al
tem po degli Svevi. Rinaldo Cognetta, C om pila
to re delle C onsuetudini barlettane (1276). Nicolò
Fraggianni, M inistro di Carlo I I I d ’A u stria e
di F erd in an d o I di B orbone (-j- 1769). Achille
Bruni, A gronom o e fitologo (f 1881). Giuseppe
Curci, m aestro di m usica ( f 1877) casa Bicci,
Cambio. Giov. nob. Esperti, G enerale di cavalleria
( t 1860). Michele Baldacchini, Filosofo e storico,
fratello di S averio. Simplicio Pappalettere, A b a te
di S. Paolo a R om a, di M ontecassino e gran
P rio re di B ari ( j 1883). Filippo S. Croce, Protontino di B arletta e consigliere di Carlo I I
d ’A n g iò (1265).
S t o r i c i e c r o n a c h i s t i (Secoli X I X e X X )
Loffredo, D eleon F. P ., Camillo E lefante, V ista
F . S. - Seccia G. - F ilippo D e L eone - Troiano
M arnili - E m anuele T addei - A lessandro d ’A n d re a
- fr. V incenzo B o n aventura - B enedetto Paolillo.
F ran e. S averio V elasquez ed altri.
E c c l e s i a s t i c i i n s i g n i - Mons. Ignazio Monterisi, S critto re apologista, rettore del Sem in. di
M onte Cassino, V icario di C astellam m are, V esco v a
di Potenza, (-]- 1914). Ruggiero Scommegna,
V isitato re g en erale dei L iguorini, superiore nella
chiesa dei V ergini in N apoli (7 1880). P. Giovanni
Maria, C appuccino m issionario del Congo e del
B am b a (-{- 1710). Tommaso Passero, dom enicana
46
BARLETTANI EROI
d otto e cultore di belle arti, ristorò S. Dom enico
di N apoli e la C attedrale di Troia, divenne V e
scovo di d etta città. E ' sepolto nella stessa cat
ted rale ( f 1890). Fr. Gabriele da Barletta fa
m oso oratore sacro: Nescit praedicare qui nescit
barlettare. Beato Paolo da Barletta, predicatore
nelle In d ie ( f 1580) O. S. A . - P. Baldassare
Porticelli, S. I., insigne m issionario n ell’oriente
(y 1545). P. Dionisio Filisio, cappuccino m orto
in concetto di santità (-]- 1755). Suor Concetta
Corsi, delle P ie M adri della N igrizia dopo nove
anni di prigionia in O m durm an del S udan (-j- 1891).
P. Salvatore Mauro, m issionario dell’A frica (y
1889). P. Alessio Giuseppe Mauro, prefetto ap o
stolico in A ru n cia e nel Chili, mission. cappuc
cino (f 1902) celebre predicatore e scrittore.
Barlettani eroi dell’ ultima guerra. — Il
« erg en te Giuseppe Carli, a Mrzli, com andava
una squadra d ’avanguardia di bersaglieri. F erito
due volte continua a com battere e a d ar corag
gio ai suoi. A ltre due pallottole lo feriscono a
pochi m etri dalla linea di fuoco, quando esalando
l’ultim o respiro ai bersaglieri continua a dire:
«-Andate a sp a ra re » . F u prem iato con m edaglia
d ’oro (1 giugno 1916).
Severino Merli, sergente m aggiore della p ri
m a b rig ata bersaglieri era col valoroso generale
M ontanari quando si attaccò la v etta del V eliki
H riback. N ell’incendio ed uragano di fuoco e
di ferro u n grosso calibro gli stronca le gam be.
E g li giace esangue tra i ro ttam i delle livide
petraie del Carso, m entre gli passa vicino il so t
to ten en te Cagnassi. Con forza sovrum ana afferra
U SI E
COSTUM I
C IT T A D IN I
47
uno degli arti stroncati ed esclam a: « S ignor T e
n en te, ecco le mie gam be! an d ate avanti voi che
le avete ancora! V iva l’Italia» ! E in così dire
spira l ’anim a sua il 12 ottobre 1916.
Usi e costum i cittadini.
L e fierè, le cavalcate, le cerim onie religiose,
la difesa m ilitare, il governo civile della città,
com e usi e costum i, in vigore in un tem po più o
m eno lontano, hanno delle caratteristiche che è
in teressan te rilevare.
Le fiere — E ran o tre, im portantissim e e
rinom atissim e: quella di Ferragosto, o S. D o
n ato ; di 51. Martino e d ell’ Annunziata concesse
risp ettiv am en te da F ederico I I (1234), da Carlo
I I D ’A n g iò (1302) e da F erd in an d o I d ’A rag o n a
(1459). A vev an o la d u ra ta di 8 o quindici giorni e
con affluenza strao rdinaria di forestieri p er ra
g ione delle franchigie. Si celebravano nei luoghi
d esig n ati: P arco del Castello, loco d ’A raco, via
C ordoneria, discesa S. S alvatore e di fronte alla
chiesa di N azaret extra moenia. Sul m ercato
affluivano tu tte le specie di m erci, stoffe, ferra
m enta, anim ali, giocattoli, scarpe, arom i, terre
cotte, d errate, vini, oli, form aggi, tro m b ette, fi
schietti ecc. un P ie d ig ro tta in diciottesim o. T ali
celebri costum anze si protrassero sino ai tem pi
nostri, m a abolite le franchigie, con decreto di
G iuseppe B u o n ap arte, 1806, andarono in disuso.
Le cavalcate — A n c h e delle antiche ca
v alcate non abbiam o più u n ’idea se togli la ri
48
U SI E COSTU M I
C IT T A D IN I
vista m ilitare che si com m em ora in città 1’ 11
novem bre di ogni anno. Le cavalcate riem pivano
di sontuosità e di g ran d ig ia l ’anim o di ogni classe
di cittadini ed erano cosa com une all’ arrivo di
un re, di un principe o di un personaggio illustre.
I N orm anni e gli Svevi, gli A ngioini e gli A ra
gonesi avevano fatto di B arletta la città re
g ia ed ecco perchè questa consuetudine era a n
d ata assai in voga. A l tem po degli S pagnuoli
resta m em oranda la cavalcata dello Stendardo
nella festa di S. M artino. Il notaio barlettano
G iuseppe R ipandelli, nella sua scheda del 1696
ce ne p o rta una descrizione assai precisa e cir
costanziata ed è bene tram an d arn e il ricordo.
L a città di B arletta sottom essa al re Carlo V
di S p ag n a per opera del G ran C apitano Consalvo
da Cordova vide presso le sue m ura in g ran d ita
il castello diroccato.
11 G ran C apitano, allo scopo di far conser
vare nei cittadini lo spirito di fed eltà al re, donò
alla città il reai S ten d ard o che si conservava nel
castello. O gni anno il sindaco della città nel giorno
di S. M artino aveva l’obbligo di organizzare la
cavalcata tra i nobili e cavalieri della città ed
egli stesso con gli eletti e il governatore, con
un battaglione a piedi e m olta altra g en te a r
m ata, veniva nel castello, giu rav a fedeltà al re
e poscia sopra un cavallo portava lo stendardo
con le sue stesse m ani e in corteo si recava sulla
piazza di B arletta. M entre il corteo procedeva,
dal castello si sparavano le salve di rito. A rrivato
nella piazza di Aracho il corteo faceva sosta,
m a lo S ten d ard o veniva inalberato nella stessa
USI E
COSTU M I
C IT T A D IN I
49
piazza e custodito di giorno e di notte da so l
dati. Con q u esta cerim onia si d av a inizio e si
in au g u rav a la fiera di S. M artino.
Le spese del corteo le doveva sopportare
1’ U niversità, e il Sindaco doveva dare agli a rti
glieri i rinfreschi e al castellano una « sposa »
(guantiera) di dolci. A v v en n e un anno, sotto il
castellanato di D. A lonzo de C abrera, che il
sindaco non disim pegno ai suoi doveri ed allora
fu costretto ad andare a rilevare lo sten d ard o
ed a g iu rare fedeltà al re scalzo et in caruso.
Q uando pioveva, la festa dello S tendardo si ri
m ettev a ad altra giornata.
Cerimonie religiose — Sono le m edesim e
asseg n ate dal calendario universale: pochissim e
rivelano u n ’im p ro n ta tu tta cittadina.
A lla processione del Corpus Domini frot
te di bam bini e bam bine, vestite degli abiti
e con i simboli dei diversi santi e sante, proce
dono con le co n fraternite nella processione solen
nissima.
N ella vigilia dell' Immacolata Concezione
p ersiste 1’ uso di accendere fuochi nelle vie, sp a
rare bom be-carta, tu tta la notte, in segno di al
leg ria ed ossequio alla V ergine.
L a festa di Natale suole essere p receduta
da canti popolari, ad esem pio la Sant'Allegrizzd,
d alla novena del Bambino,- interm ezzata dal suono
delle cialameddd, dagli spari e dalla veglia della
celeb rata notte. V arie fam iglie continuano a m et
te re l’im agine del S an to B am bino al P resepio
e i fanciulli atten d o no il N atale com e la festa
delle pigne, delle pupizzd e delle eartiddatd.
4
50
CARNEVALE
Carnevale, — In contrapposto al carnevale,
sem pre brioso e pieno di baldoria, il clero citta
dino ha istituito da tem po rem oto (1500) l ’ado
razione delle SS. Q u a ran t’ ore. Il popolo che è
sem pre calcolatore di fatti ha assegnato al car
nevale la dom enica della sua prim a m alattia, della
sua agonia, della sua m orte secondo la chiesa
che celebra le Q u aran t’ore. S e non che m entre
a m em oria d ’uomo si possono ricordare le m a
scherate con carri di trionfo e allegorici, con co
m itive di uom ini e donne vestiti in diversa fog
gia e colori, oggi il carnevale va dando il suo
anelito p er le proibizioni che la legge gli ha
inflitte.
La quarantena. — D opo la baldoria di car
nevale, il popolino, ad esprim ere la quaresim a
com e il tem po del raccoglim ento e del lavoro,
nei capistrada delle vie cittadine, sopra una fune
distesa attraverso la strada, suole (almeno soleva)
sospendere due pupazzetti: una donna con il fuso
e la conocchia e l ’uomo con i suoi strum enti di
lavoro. La rottura della pignatta, o carnevalone,
si suole paganescam ente celebrare nella sera della
prim a dom enica di quaresim a. D opo il ballo, a
colpi di bastoni vien rotta la p ig n atta appesa in
mezzo alla sala e, dal ben di Dio che dalla p i
g n atta ne vien fuori, s ’im bandisce p er tu tti i
presenti la cena che in genere riesce sem pre
succulenta.
Settimana Santa. — In precedenza alla
settim ana S an ta si celebra la processione della
•S. Spina che m uove dalla chiesa di S. G aetano.
S E T T IM A N A
SAN TA
51
L a reliquia della S. Spin-a di q u esta chiesa è
donazione fatta dal P ap a, nel 1837.
L a domenica delle Palme non h a nulla di
rilevante. L e fam iglie che stanno in discordia so
gliono in questo giorno scam biarsi il ram oscello
d ’ulivo, che com e augurio di benedizione di Dio,
si colloca ap p en a benedetto nelle cam pagne e
nelle case.
Il mercoledì Santo. N ella chiesa di S. A n d re a
si com m em ora il trionfo del Cristo m orto con la
tradizionale p redica oscura, m entre resta esposto
su ll’ altare, l’antichissim o sim ulacro del Cristo.
Il
giovedì Santo. V isita affollatissim a ai se
polcri e p redica della passione nella C attedrale.
O gni cam pana ed ogni suono nella città tace,
se escludi le nacchere, i crotoli ed altri strum enti
di legno, che sostituiscono le cam pane.
Il
venerdì Santo. A lle ore q uattordici m uo
ve dalla catted rale l’antichissim a e votiva p ro
cessione di G esù E ucaristico chiuso in u n ’urn a
d ’argento. A lla processione, che rim onta al 1504
e che ricorda il m iracolo della cessazione della
p este nel 1656-57, intervengono tu tto il clero, le
confraternite, la R ap p re sen tan za M unicipale e n u
m erosissim a popolazione. L ’U rn a viene p o rtata
d a q u attro sacerdoti scalzi.
A l largo Plebiscito l’ urna si adagia sopra un altare
preparato a bella posta al centro della villetta. Nei viali
^circostanti si fermano tutti i corpi religiosi che prendono
parte alla processione ; fuori resta il popolo numerosis
simo che empie le logge, le finestre, i balconi dei palaz
zi circostanti e le strade. L a forza : carabinieri, questu
rini, guardie di città, guardie campestri assistono in gran
tenuta. Poscia echeggiano le note poderose e devote del
52
ALTRE
F E S T IV IT À
Christu s di Curci e tutt’ intorno 30 o- 40 mila persone
ascoltano il canto silenziose e riverenti. Il Sacro Ministro
impartisce la benedizione. L o spettacolo è solenne e com
m ovente. Poco dopo la processione si avvia per il suo ritorno.
L a sera a u n ’ora di n o tte dalla chiesa di
S. Sepolcro m uove la processione della R eliq u ia
della v era Croce. A n ch e qui popolo, rap p resen
tanza M unicipale, e canto del Christus.
Sabato Santo. P red ica dell’A dd o lo rata nella
Chiesa di Nazaret. S pari ed allegria per tu tta !a
città per l ’avvenuta R isurrezione.
Altre festività. — Di m olte festività p o
trem m o ricordare usi e consuetudini speciali, qui
riferiam o alcuni graziosi m otti popolari intorno
alle feste.
Natala e carnavala fa ll’ a casta
e Pasqu'an do’ ta trudv’a truava.
Il
m otivo è perchè P a sq u a dovu nque si può
com m em orare con un uovo, non così N atale e
C arnevale, fatti di agnello e carne.
6 gennaio - ’A Pasqua Bllfanjd
tutt’ i fiestd vanna vjd.
2
febbraio - Respann’ à canndlord
stocha ja ancora.
17 gennaio - Sant’ Antuona
mascacr’ e suona
(com incia carnevale).
24 febbraio - Santa Mateja
tant la notta quant la deja.
21 M arzo - A'. Binaditta
veita la vigrì azzeppa fitta
(germoglia).
LA
D IF E S A M IL IT A R E
53
24-30 aprile - L’ Ancurdmtd
l'uerga kjrì e a grani spica fj.
Francischd
mitt’i fav' int’ o canistrd. (si sem inano le fave).
11 novem bre - Santd Marteind scup' e cuccine.
2 5 novem bre - Com 3 C itar ine ja cussi Natale/<?.
14 dicem bre - Sant' Anieddd
cresci’a sciurnato quant'à pidatd du picurieddj.
4 o tto b re -
La difesa militare — Se ne ha u n ’idea
pallida dalla scheda del notaio barlettano M iche
lan g elo Grossi che scrisse nel 1711; conferm ata
in form a più generica dal m anoscritto presso la
civica biblioteca: « Le conclusioni dell’U niversità
di B arletta (1515)».
Q uattro cavallari (soldati a cavallo) di A n d ria
e Canosa guardano la spiaggia, in matina di B a r
letta, da Casal T rinità, posto di Canosa, Spinalba
ecc. fino a S. M aria a m are. Q u attro cavallari
di B arletta ispezionano la zona che da P antaniello si estende fino al P araticchio, dove so v rin
tende il capitano di pittagio, in q u ell’anno (1711)
m aestro N icola Caminari.
P osti di g u ard ia in questa zona sono: L a
to rre della R . Salina, la to rre dell’O fanto o
F ium ara, posto o T orrione del Paraticchio.
U n ’altra guard ia poi custodisce il cam panile
della città ed u n ’altra ancora la torre delle p a
ludi. - Così B arletta che ne h a da contare
con i turchi dovè p ren d ere p arte attiv a contro
di loro. - D ifatti nel 1481 dovè o steg g iare l’a s
sedio di O tran to ; nel 1515, consegnò al principe
54
LA
D IF E S A
M IL IT A R E
di Melfi, fnviato dal governo centrale, il piano
com pilato in difesa delje m ura, nel 1666 vide
cattu rati dai turchi ben otto cittadini, p er cui vi
pagò u na grossa taglia avendo il solo capitolo
di S. M aria M aggiore contribuito per ducati 50;
nel 1711 venne catturato un altro soldato, certo
Carlo Specie cavallaro di T rinitapoli p er essere ca
duto da cavallo m entre fuggiva. A tre ore di
no tte il 29 giugno del 1711, fu vista avvicinarsi
al lido di B arletta una galeotta presso la località
d etta Trono della Scesciola (S. M aria a mare) e
sbarcare g ran num ero di T urchi.
P rim a che avvenisse lo sbarco furono sp arate
due cannonate dalla torre delle Saline e scariche
di fucileria p artirono dai diversi posti di difesa.
I
C avallari al segnale dato si aggirano p er
le m asserie circostanti gridando: Salvatevi! Ma
nel tram busto il soldato Carlo Specie era caduto
da cavallo e raggiunto era stato preso dai T urchi.
I T urchi ebbero una scaram uccia presso il P o n te
di B arletta. Ma respinti dalla n u trita scarica di
fucileria che di là p artì si aggirano p er i luoghi
vicini. P oco dopo essendo un cavallaro arrivato
al torrione del P araticchio, partirono di qui altri
due colpi di cannone. A l segnale dato tu tta la
città fu in armi,-m olti si avviarono verso il punto
ove era avvenuto lo sbarco; m a troppo tardi
perchè la g aleotta fatta la preda si era allonta
nata inosservata.
D ife sa durante la guerra 19 15-19 — In città otto
vedette con cannoni antiaerei. Treni blindati alla stazione
ferroviaria e al porto. Il porto diviene stazione di riforni
mento di torpediniere e som m ergibili. Stazionano fisse una
o due navi da guerra; uno o due som m ergibili; ma in certe
IL G O V E R N O
C IV IL E
DELLA
C IT T A
55
giornate approdano intere flottiglie sino a 20 navi da guerra
compreso qualche incrociatore. Il cielo è 1spiato da quattro
o cinque areoplani. L ’ entrata del porto viene minata e la
bocca chiusa con reti metalliche per impedire l ’ entrata ai
sommergibili nemici. Il 19 luglio 1915 fu abbattuto, e cat
turato un areoplano nemico. U na parte di esso si conserva
nel Museo.
Soldati barlettani in guerra circa 15 mila. Truppe di
stazione in città circa 30 m ila. Nel gennaio un giro di circa
100 mila soldati riforniti dal deposito militare è partiti da
Barletta. I prigionieri di guerra austriaci acquarterati nel
castello e altrove superarono i due mila.
Il governo civile della città — Le antiche
consuetudini della città red atte com e si conosce
dal 1276 furono m ano m ano alterate e m odificate,
al tem po di F ederico I d ’A rag o n a (1466) diven
nero legge scritta. F urono chiam ate col titolo di
Statati e Capitoli della città di B arletta. E difatti
oltre ad una regolare am m inistrazione crearono
u n vero organico ai fini am m inistrativi della città.
Secondo i d etti S tatu ti l’U niversità (o M u
nicipio) si com poneva di 70 persone e cioè 26
nobili e 44 tra m ercanti e plebei.
O gni tre anni dal num ero del consiglio si
sceglievano i R etto ri o P riori : 2 nobili, 1 m er
can te e 3 plebei. L ’elezione avveniva p er voto
segreto e alla presenza del Capitano, del C astel
lano e dei P rio ri dei frati della SS. T rinità, di
S . D om enico e di S.—A ndrea.
I
70 restan o in carica p er un anno o finché
avreb b e stim ato il C apitano e la stessa U niver
sità; si radunavano dove credevano e nom inavano
d a 12 persone del consiglio, i due S indaci che
p rim a del 1294 era uno e il m aestro del dazio. I
P rio ri si congregavano nel palazzo del R . C api
56
II. C A P I T A N O D I B A R L E T T A
tano il lunedì e il giovedì p er tra tta re affari
d ell’U niversità. I catapani regolarizzavano il libro
delle assisi e venivano nom inati in num ero di 4:
due nobili e due plebei.
Gli erari sedevano presso il capitano, il ca
stellano, e un notaio segnava tu tto sopra un libro
stam pato. Se dovevano inviarsi am bascerie al re,
gli am basciatori si sceglievano sem pre dai nobili
e dai plebei. I P riori conservavano il sigillo dell’U n iv ersità in una cassa chiusa con sei chiavi.
In fine considerando che in B arletta esisteva
u n a giudecca era proibito ai cristiani di allattare,
servire, cucinare, appicciare e! fuoco ali/ ludei (V edi R ep erto rio delle P erg am en e di B arletta).
E ’ con queste nozioni generali del governo
della città che qui appresso si dà una prim a re
dazione - certo m olto incom pleta - m a un buon
ten tativ o dei capitani, dei sindaci e dei castel
lani della città di B arletta, tra tta da docum enti
editi ed inediti, sperando di poterla com pletare,
quando altri docum enti v erranno alla luce.
Il capitano di Barletta — E ra au to rità re
gia e giudiziaria in dipendente dal G iustiziere,
con m ero e m isto potere.
11 capitano a ogni settem bre veniva eletto
dall’U n iv ersità p er privilegio di R o b erto D ’A ngiò; dim orava nel palazzo regio della città, dove
spesso radunava l ’U niversità.
N essuno p oteva appellarsi dal capitano alla
regia C uria quando le cause erano al di sotto di
quindici tari (1395) R icev ev a la p a g a di once q u a t
tro al m ese ed era accom pagnato nelle sue gite
per le c ittà da due scudieri a cavallo e da sei
C A P IT A N I E
R. GOVERNATORI
57
arm igeri a piedi. Nel 1342 gli scudieri erano
q u attro e gli arm igeri dodici.
Capitani e R. Governatori della città di Barletta
1311. Gualterio Pantaleone di Catania - 1311. Filippo de
Massa - 1318. G iovanni M alobosco - 1319. Isnardo Rostano - 1319. A nsaldo de Briniano - 1320. Brachia de R i
mangia - 1321. Mazzeo Melia - 1322. Francesco de Fulgineo - 1324. Andrea de Protoiudice di Salerno - 1327.
G risioctus Lercarius di G enova - 1331. Rabello de Grimaldis di G enova - 1333. Lacchinus de Marocellis di G e
n ova - 1335. Tom m aso de A ncon a - 1340. Teobaldus de
L ecco - 1341. Giovanni Fasano (Eredita la casa del conte
Palatino per confisca ordinata dal re) - 1345. Giovannotto
Caracciolo - 1349. Stefano de Francisco de Iodara - 1357’
G iovanni de M alatachis (Malatacca anche Giustiziere di
Bari) - 1382. A nton io Baraballo - 1389. Marsilio de Confanoneriis, conte di M orcone - 1391. idem - 1400 . Matteo
de Norchia, milite - 1401. Filippo Caraczulo di N apoli 1403. Pandello de Malanotte di Benevento - 1416. Tassino
C audin o, maestro portulano - 1419. G iovaani Cardugno 1420. Rinaldo Montesorio di Napoli - 1420. Bernardo Pando - 1464. G alieno de Cam pitellis - 1480. Francino Mi
chele - 1494. T esio Stellazio - 1504. D iego de Cam po 1507. Sallustio F lorio di Lanciano - 1514. Plegam ans de
Marimon - 1515. G iovanni de Majo - 1519. U gone L oder 1521. Bernardo Serra - 1534. A ntonio Galiuccio - 1543.
Ferdinando Cornelio - 1561. Giovanni della Cuecca (R e
gio G .) - 1610. Boemondo de Cappellis - 1611. Baldas
sarre Tuncia - 1621. A ntonio M endoza - 1643. Ganino
Capecis - 1656. A nton io M occia - 1658. Luigi de Cordova
(sold. spagnolo) - 1659. Francesco Monreale - 1661. Pietro
Villaram Torrebianca - 1682. A ntonio de Garsio de Lisiasuayn - 1696. A lonso d ’Andrade - 1756. Gennaro Pacella 1786. Domenico V iva - 1773. Ignazio Capaccio - 1774. A n
gelo A bbati - 1775. Ettore Milano - 1776. Giacom o Pas
seri - 1777. Dom enico V iva - 1778. G iudice Andrea Pi
a llo - 1778. Michele Pagano V ellone - 1779. A n gelo A b
bati - 1779. G iud. A ndrea Picillo - 1780. Roberto T erri
bile - 1781. Marchese G iov. Capone - 1781. Dom enico
58
S IN D A C I
V iv a - 1784. G iov. Giaquinto A m ati - 1785. Marchese M at
tia Trapani - 1786. Dom enico V iv a - 1787. G aetano F a
sano - 1789. V incenzo Posa l i - 1790. G iacom o M onteruli1792. Alessandro Castriota Scanderberg - 1795. G iud. A n
drea Picillo - 1796. Ignazio Capaccio - 1802. Raffaele Monteruli - 1805. Errico Colom bo - 1806. Saverio Barbarisi.
Nel dicembre di quest' anno fu abolito il R. Gover
natore e la città fu messa alla dipendenza del Sottin
tendente di Bari, poscia dei sottoprefetti. O ggi il sotto
prefetto del Circondario è il Cav. G aetano Contegiacom o
di Capo di Lecce.
Sindaci
1255. Stefano Pappalettere - 1294. Sire Tancredi de San
sone domini Joannis Bonelli - 1294. Ionatha de L uco 1297. Nicola Cavasacco - 1318. Gualtieri di V en osa • 1318.
G iacom o Santacroce e lazzolino de Marra - 1319. Notar
Nicola Bertono - 1322. Giovanni di maestro Francesco 1325. A n gelo de Marra - 1357. Martino de Lina - 1363.
Marino de Marino - 1382. A m brosio de Cuculo - 1389.
A m brosio de Cuculo - 1390. Petruccio de G aliberto - 1390.
Nicola Bonello - 1401. Nicola de Riso - 1410. Matteo di
N. Giacom o ■1419. Giovanni Pizzo - 1419 Bernardo de
Teram o - 1425. Roberto Connetto (Cognetto) - 1448. Ma
rcilo de Scorzia - 1454. Pietro Bonello - 1457. Barnaba de
Marra - 1457. Leonardo Zurulo - 1464. Ruggiero de C o
mestabile - 1465. Francesco Antonio de Marra - 1466. Bar
naba de Marra - 1466. N ob. G aspare de Alesanto - 1471.
Tom m aso Bonello - 1480 . G iovannuccio de A m icis - 1480.
A n gelo V ulto - 1494. Gabriele de Marra - 1494. Pietro
Bonello - 1493. Iacobello G aliberto - 1501. Berardo Con
testabile - 1502. Tom m aso Traneo Bonelli - 1503. idem. 1503. Notar Valentino de Pomis - 1504. Princivallo G en
tile - 1506. G iovan Vincenzo de Marra - 1506, Pietruccio
de Marra - 1507. A n gelo A cconzaisco - 1507. Bonello de
Bonello - 1508. G aspare Caraldo - 1510. Stefano Acconzaioco - 1511. Pirro A ntonio Gentile - 1513. Iacobello de
Dom inico - 1513. G aspare de Caraldo - 1515. nob. Fran
cesco Spia di Napoli - 1515. G iacom o Buccuto - 1516. A n
tonio Gam bino - 1517. G iovan Battista Stuppa - 1519. Ni
S IN D A C I
59
cola de Marra - 1521. Paduano de Galiano - 1522. T onto
Rosso - 1527. Sergio Bruno - 1530. Sergio de Peregrinis
- A ngelo de Taddeis - 1532. Girolam o Pappalettere - 1533.
G iacom o Pappalettere - 1533. Lorenzo Mazuca - 1536. Pel
legrino de Pellegrinis e Carlo de G aeta - 1537. Berardino
Pappalettere - 1538. Vincenzo M edagliolo - 1543. Nob. F e
derico Saxo di Napoli - 1557. Marino de Cecca - 1564.
Tom m aso de G aliberto 1565. Mario de Stabile - 1571.
Francesco de Marra - 1577. Gian. Frane. Manso - 1590.
Notar A ntonio fioccuto - 1593. G iacom o Boccuto - 1606.
G iacom o de Gerardinis - 1610. G ian Gironim o Pallotto
1621. O ttaviano Filippelli - 1643. Didaco de Marra - 1655.
Giuseppe de Alessandro - '656. M arc’ A ntonio Bonelli 1657. Carlo T ravaglin o - 1659. Giuseppe di Queralt - 1661.
Ignazio Com onte - 1678. Dom enico de Cam illo - 1682. Ce
sare Bonello - 1685. Ferdinando della Marra - 1694. Orazio Comonte - 1695. G iuseppe Malatesta - 1696. Gian
G iacom o di Queralt - 1696. G ian Battista Cicchillo - 1697.
Ferdinando della Marra - 1699. Carlo Campanile - 1703
Orazio Com onte - 1736 G irolam o Cicchillo - 1750. Save
rio Fraggianni - 1753. Cesare Bonelli - 1755. Felice D e
gni - 1758. V incenzo Stefanelli - 1763. Nicola Pappalettere
- 1766. D e L eon Frane. Paolo - 1770. R uggiero De Leone
- 1773. G iov. Batt. Cicchillo - 1774. Nicola Elefante - 1775.
Leonardo Cellam m are - 1776. A ntonio De Leone - 1777.
Leonardo Cellam m are - 1778. Raffaele Bonelli - 1779. G io v.
Batt. Cicchillo - 1780. A ntonio de Leone - 1781. Giuseppe
A bbati - 1781. G iuseppe Gagliardi - 1782. Raffaele Bo
nelli - 1784. Leonardo Cellam m are - 1784. Raffaele Bo
nelli - 1785. A nton io de L eo n e - 1785. A ntonio Chiriachi
1785. Donato di Scelsa - 1786. Tom m aso Pecorari - 1788.
G regorio Spera - 1788. A ndrea Gabrielli - 1788. Giuseppe
A bbati - 1789. Erasm o Delgiudice - 1791. Giuseppe Bal
dacchino - G argano - 1792. Giuseppe Brancàti - 1792.
G ioacchino Scioti - 1793. Leonardo Cellam m are - 1795.
Giuseppe A bbati - 1796. Spiridione Chiriachi - 1797. G iu
seppe Baldacchino-G argano - 1798. Gaetano Cafiero - 1798.
Giuseppe A bbati - 1799. G aetano Pappalettere - 1799. Can.
A ntonio Francia (Presidente della Municipalità). - 1800.
G regorio Spera - 1800. Salvatore Santacroce - 1801. G io r
gio Esperti - 1802. Spiridione Chiriachi - 1802. Filippo
Affaitati Marchese di Canosa - 1803. G iocchino Scioti - 1804.
60
CASTELLANI
A ntonio Cam panile (sindaco Interino) - 1805. Michele Fuccilli - 1806. Frane. Saverio Esperti (Decurionato) - 1807.
O ronzo Musti - 1808. Giacinto Elefante - 1809. G iuseppe
Bonelli - 1810. Michele Deleon - 1811. Vincenzo Damato 18 2. R uggiero Binetti - 1815. G iuseppe De Leone - 1817.
G iacinto Elefante - 1819. G iuseppe D am ato - 1821. Giuseppe
Scelza - 1823. Domenico Elefante - 1828. Cav. Ettore Pap
p alettere- 1831. Cav. Michele Pappalettere - 1832. F . Saverio
Esperti - 1837. Domenico Elefante - 1840. Dedonato Michele
- 1846. Domenico Elefante - 1850. Ruggiero Binetti - 1850.
A . Dam ato - 1852. Vincenzo Cafiero - 1855. Francesco Ga
lante - 1860. Luigi Italia - 1863. Nicola De Nittis - 1864.
N. Parrilli - 1866. Rom eo Germ ano Scelza - 1874. Cav.
F . P. Deleon - 1883. Giuseppe A cquaviva - 1884. Pietro
Cafiero - 1891. Marco Parlender - 1896. D ott. Frane. Centaro - 1897. Cav. Mario Scelza - 1901. Milano C a v . G io
vanni - 1903. M ottola C av. Carmine - 1904. C a v. U ff. C a
fiero A rcangelo - 1911. Girondi R ag. G iuseppe - 1912. Severini not. Tom m aso - 1913. Girondi Cav. Giuseppe 1914. Cav. Uff. Cafiero L u igi - 1920. Violante A ntonio 1923. Pietro Reichlin.
Castellani
1420. Landolfo Maramaldo di Napoli - 1493. Michele G e
ronimo - 1515. Scalata de Biamonte - 1533. Marcello Caraczolo - 1543. Antonio V ives, spagnuolo - 1552. A lfonso
de V ives - 1584. Didaco de Felizes. Riattò il C astello; è
sepolto in S. Andrea - 1585. Fuandexe de Vinsulo Ca
vallario de la Cerda - 1610. Gian D onato Gentile C av. di
Lesina - 1611. A loys de-o - campo Fonsera - 1656. A lonzus Bravus de Sobrom onte - 1698. FrancesfO Malquarto
m aestro di Cam po - 1720 Dichio Chabarria - 1736. G iu
seppe Mariconda - 1750. A gn ello de Mauro - 1762. G io
vanni Castriota Scanderberg - 1714. Cristoforo Evarardi
colonnello - 1777. G iacom o Delcarretto.
IL C A M P O S A N T O
61
Escursioni nel territorio di Barletta
Il Camposanto — A due chilom etri dalla
città, sopra u n ’altu ra di una quindicina di m etri,
in riva al m are, sorge un artistico e m onum entale
Camposanto, p ro g e tta to dal generale del genio
F r. Sponzilli con portico quadrilatero all’intorno
e con al centro una cappella a piram ide egiziana.
Sotto il portico d ’entrata: mezzo busto in marmo dèi
musicista Curri, opera del barlettano M anuti. N el viale cen
trale spiccano : la tomba di Vincenzo Grieco, donna g e
nuflessa che depone una corona sotto la Croce. 11 busto
bianco di Clorinda Milano che vien fuori dal masso nero
e caotico di questo m ondo (disegno del marito ing. Giovanni).
Bambino in marmo dorm iente (innocenza) sopra la tom ba
del dottor Rizzi Michele. Secondo viale a sinistra: U om o
piangente che si adagia sul medaglione in bassorilievo di
M atteo A zzariti, opera in bronzo della fonderia Franco
Lom bardi, Milano. Statua di Cristo Redentore che mostra
e chiama a sè tutte le generazioni qui sepolte, opera in
marmo di Cario Olivieri di Carrara; (gentilizia del sig. Luigi
Stella). Statua di A dam o meditante il suo fallo, opera in
bronzo della fonderia Daniele Scala, Milano (famiglia N icola
Straniero). D onna in viva espressione di dolore, statua di
bronzo; fam iglia D e Nicastro. A n gelo con ali spiegate che
sparge fiori sulla tom ba; famiglia G . Inghingalo. Viale di
settentrione: La figura della morte che afferra tra i suoi
formidabili e inevitabili artigli una giovane vita, opera in
marmo di Carlo Olivieri; fam iglia C eri. A n g elo , sotto la
Croce, sostenente un medaglione; famiglia Piccapane. T ra
le cappelle si distinguono, per bellezza architettonica, quelle
delle fam iglie: D e Leone, Bonelli, Casardi, Perfetti, L a n
ciano, Ferrari, Reichlin, Parlender, Izzi, L uigi Rizzi, C le
mente, Delriegro, Nigro, Cuom o, Scuro. Cappella Ortona
con un mezzo busto di Cristo in bronzo dello scultore molfettese Cifariello. Cappella Boccassini con sfingi. Cappella
Lionetti con colonne di verde. Cappella Capasso ha l ’ en
62
LE
R O V IN E D I
CANNE
trata nel dirupo di un masso. Mezzo busto del bersagliere
Alfredo Pansini, opera dello scultore Cifariello. Monumento
a F . Paolillo di Bassi di Trani e iscrizione del prof. Bonvino. T om be Vecchi e Fiorentino, opere dello scultore
Manuti (viale principale).
Le rovine di Canne — S opra una collina, i
ruderi della rocca, due cippi funerari, i resti di co
lonne, m ucchi di pietre informi e trulli, all’altezza
del casello n° 11 (linea B arletta Spinazzola), d i
stan te 15 K m . da B arletta, indicano il luogo della
c ittà scom parsa.
L a pianura di questo antichissim o V ÌC U S O ra
ziano si estende fino sulle rive dello storico fiume
Ofanto, celebre p er la vittoria riportata nel 216
a. € . da A n n ib aie sull’esercito rom ano, com andato
dai consoli Em ilio Paolo e Terenzio V arrone. Nello
stesso luogo 12 secoli più tardi (1019) i N orm anni
furono sconfìtti dai greci e C anne sparì verso il
1083 per opera di R o b erto G uiscardo che la rase
al suolo.
A i piedi della fontana di C anne è ricordata
dai contadini la Pezza del Sangue in m em oria
d ella b attag lia di A nni baie, e nel museo di B a r
le tta si conservano diversi cim elii della città d i
stru tta tra cui la colonna m iliare indicante la
diram azione della via T raiana (miglio L X X IX )
che da B enevento m enava a B rindisi e scendeva
sino al porto di B arletta.
D ella strategia della b attag lia di A nnibaie
ne h an p arlato lo Sponzilli e il prof. Castellano
nella sua tesi di laurea.
N el territo rio di C anne fra i m olti oggetti
antichi rin v en u ti è celeberrim a la Tavola di bron
zo di Canosa, scoperta nel 1676 da un contadino
CASTEL
D E L M ONTE
m en tre arava nel tenim ento di S. Giovanni, pro
p rie tà del b arlettan o O ttavio A ffaitati. O ra si trova
n e l M useo archeologico di Firenze. E ’ stata d e
s c ritta da molti studiosi di an tich ità e ultim am ente
dal prof. N. Iacobone, in « C an u siu m », L ecce 1925.
R iferisce i nom i di 152 decurioni che nell’ anno
223 dopo C risto occupavano le principali cariche
{Patroni, questori, edili ecc.) della città di Canosa.
E ’ scritta in carattere rom ano.
Castel del Monte — A C astel del M onte
si va con la tran v ia (B arletta-B ari) sino ad A ndria
-e di qui con la carrozza. D ista K m . 17 da A ndria.
Il castello tro n eg g ia sui colli delle M urge
ad u n ’altezza di m. 540. E ’ chiam ato il belvedere
o spia delle P uglie. C ostruzione solidissim a di
p ietra da taglio delle stesse M urge, che p er il suo
colore lucente si rassom iglia al m arm o. E ’ di for
m a ottagonale con otto torri anche ottagonali
tro n cate al disopra del cornicione. E ’ m eta di vi
sitatori e studiosi; m onum ento insigne di arc h ite t
tu ra del periodo Svevo, la cui costruzione si a t
tribuisce a F ederico I I (1340).
Sono stati d all’interno asportati m arm i i cui
avanzi fanno supporre la costruzione policrom a
dei m ateriali decorativi. R estan o però le o rn a
m entazioni dei capitelli, delle finestre, delle bifore,
delle trifore e delle p o rte che accennano alla ri
nascenza latina di Nicolò P isano, nativo di B ari.
L ’interno dei due piani com prende otto stanze
ciascuno, decorate da colonne. N el secondo piano
c ’è la sala del trono e l’ap p artam en to dell’i m
peratore. S u p erb o è il panoram a che si am m ira
dalla terrazza scorgendosi a colpo 4 ’occhio: il
IL C AM P O D E L L A
64
D IS F ID A
Prom ontorio G arganico, l ’A driatico, la Basilicata,
il V u ltu re ecc. In questo castello furono rinchiusi
i figli di M anfredi. Nel 1503, dopo la V itto ria di
C erignola, divenne feudo di Consalvo da Cordova.
Il campo della Disfida — L ungo la strada
tran v iaria fra A n d ria e C orato a K m . 4 da ques t’ultim a città è il cam po, dove avvenne la famosa
Disfida di Barletta, fra i 13 italiani di ogni parte
d ’Italia e 13 francesi, il 13 febbraio 1503.
Il giudice per g l’italiani fu P rospero Colonna
e per i Francesi Baiardo.
A ricordo deH’avvenim ento nel 1583 fu eretto
un m onum ento con iscrizione di distici latini detto
Epitaffio. I F rancesi nel 1806 lo abbatterono, m a
nel 1846 fu in teram ente restau rato in form a di
sepolcro rom ano dal Capitolo di T rani con questa
inscrizione d ettata dal filosofo B ovio:
A X III
F E B B R A IO M D III IN E Q U O C E R T A M E
C O N TR O X III F R A N C E SI
QUI
X III D I O G N I T E R R A
IT A L IA N A
N E L L ’ u n it a ’
D ELL’ ONORE
IT A L IC O
E T R A D U E IN V A S O R I
PROVA RO NO
C H E D O V E L ’ A N IM O
SO V RA STI LA FO RTU N A
GLI
IN D IV ID U I E L E
N A Z IO N I
R IS O R G O N O
Nel quarto centenario della Disfida, in B a rle t
ta, a seguito di solenni festeggiam enti si elevarono
due iscrizieni: una sulla facciata della C attedrale
e l ’altra su quella di S. Sepolcro, (vedi illustraz.)„
Margherita di Savoia — già Saline di B a r
M O N T E A L T IN O
65
letta, (ab. 7000) m erita di essere visitata per le
R e g ie Saline che sono le più vaste del continente.
P ro d u ce all’anno quintali 1.300.000. di sale e ne
spedisce in m edia 855.000 e cioè: sale com une
q-li 735.506 ; m acinato 51.350; pastorizio 25.486;
industriale 18.968; refrigerante 23.405.
Morite Aitino — E ’ u n a v asta ten u ta di versure 365 del duca M ariano Filiasi di Napoli, pròp rie tà della sua consorte, duchessa M aria Carcano.
D ista da B a rle tta K m . 6. E ’ posta ad una
altezza di m. 100 sul livello del m are ed ha una
popolazione di 350 abitanti. L a chiesetta dell’A n n u n ziata è officiata da un sacerdote della città
di B arletta, ed h a una tela della scuola del R a f
faello.
T u tto il suo territorio è coltivato ad olivi,
v ig n e e m andorli. Di una tale cittadina si ha n o
tizia in un docum ento del 1380 presso l’archivio
della catted rale di B arletta.
P a r t e II
Illustrazioni.
1. Pianta delta Città —- P o rta il tracciato
delle m u ra del 1200 e di quelle del 1571. Le
croci indicano la ubicazione delle chiese e i tra t
tini o p u n teg g iatu ra 'la incanalazione della fogna
tu ra in costruzione (P rogetto D i Gioia).
2 . Medaglie di bronzo con geroglifici E g i
ziani. F u ro n o scoperte nel 1909 in un sepol
cro di S. Giacomo e rappresentano le tre d i
vin ità egiziane: Iside, O siride e Oro, di cui Iside
è la m adre, O siride il p adre, Oro il figlio che
presen ta i prim i frutti della te rra al padre.
D e tte m edaglie si solevano appendere al collo
dei m orti ed O siride, secondo la m itologia, è
proprio il dio dei m orti. A p p arten g o n o all’epoca
d ell’im pero: II secolo, prim a dell’editto di C ostan
tino, quando nella nostra regione dom inava ancora
il paganesim o. L e iscrizioni ricordano nelle due
facce id entiche: Api ed Osiride fan vivere. N el
l’altra delle suonatrici di arpa e m andòla: « Q uesti
forestieri vivono su o n an d o » . N ella q u arta è la
IL L U S T R A Z IO N I
67
d ea Isid e sed u ta in trono e coronata della luna
cornuta. V ien e adorata d a N efte o da un genio
alato con ali spiegate. (P resso il P rev. Balestrucci).
3.
Sarcofago degli Apostoli — R itra e ad
alto rilievo gli A postoli con la figura di G. Cristo
che, toccato nella fim bria delle v estim enta d al
l ’em orroissa, la guarisce. O gni A postolo reca nel
proprio fianco, in p o situ ra verticale, il nom e con
scrittu ra g reca della decadenza, m entre il cerchiello
di destra con la lettera A indica l ’abbreviazione
di Apostollis. Il Cristo h a al fianco le sigle Iesus
Christus. T u tte le figure sono vestite di pallio.
H an n o il naso e gli occhi incavati a foggia delle
sculture rom ane. P arecchi A postoli recano il vo
lum e e g u ard an o il Cristo nel m om ento in cui
egli fa segno alla m iracolata di alzarsi. Dal viso
di tu tti trasp a re il contento e la m eraviglia. Il
p ro sp etto del sarcofago di m arm o bianco è spez
zato in tre parti. H a una lunghezza di m. 2,05
p e r u n ’altezza di m. 0,95; rim onta al secolo III.
U ltim am ente servì di boccaglio ad un pozzo del
convento di S. A ntonio, m a ora è conservato
com e prezioso cimelio dei prim i secoli della re
ligione cristiana in B arletta, nel M useo cittadino.
A d estra del Cristo vi sono gli A postoli :
Paolo, Tom m aso, A n d rea, Sim one, M atteo, G ia
como (l’ultim o m anca) a sinistra G iovanni, P ietro,
Filippo, Luca, M arco, B artolom eo. (Vedi B en e
d etto Paolillo): « Civico Museo ».
Xel M useo a destra della m edesim a figura
è conservato un vaso vinario d ell’epoca g re co
rom ana, scoperto nei fondali del m are presso la
spiaggia della M isericordia.
68
IL L U S T R A Z IO N I
4. Il Colosso di Barletta — Gli studiosi
gli h an n o attribuito alm eno 15 nomi, m a il po
polo di B arletta lo h a chiam ato sem pre Are cioè
E raclio (vedi p ag in a 30).
D ella statua si ha notizia in un docum ento
di Carlo secondo d ’A ngiò sin dal 1309, dove si
dice che i padri P redicatori di M anfredonia av e
vano o tten u to il perm esso di servirsi della Imagine de metallo existente in dohana Barali in
sussidio della fusione delle cam pane della loro
chiesa. R ifatte le gam be che non aveva, la statua
fu trasp o rta ta nel 1442-52 in piazza, presso il
sedile del Popolo ed eretta il 19 m aggio 1491.
E ’ di bronzo, alta m. 5 : m onum ento am m irato
d a tutti. E ’ vestita di corazza con nelle mani una
croce e una sfera; alle orecchie due pendenti. E ’
di bronzo e sorge presso la chiesa del S. Sepolcro.
5. La Madonna dello Sterpeto — E ’ p ro
tettrice di B arletta dal 1731. Tavola del secolo
IX , di arte bizantina - pugliese; m isura m. 1,05
di alt., p er 0,75 di larg.; porta ai lati le sigle g r e
che Madre di Dio. La V ergine veste di tunica
ro ssastra e m anto verde scuro dalla francia do
ra ta ; p o rta la stella all’om ero sinistro.
Il B am bino, di cam icetta bianca stre tta con
anello dorato alla p ieg atu ra del braccio, è seduto
sull’avam braccio destro della divina M adre, p o g
gia la sua alla faccia della V ergine affettuosam ente
carezzandola con la m anina sinistra. A l di sopra,
due A n g eli la incoronano, restando il tu tto su
fondo dorato. Il santuario della M adonna dello
S terpeto, m eta di pellegrinaggi e di devozione,
resta sulla via provinciale, che m ena a Trani a
IL L U S T R A Z IO N I
69
tre K m . da B arletta. A p p a rten n e già ai b en e d et
tini nel iio o , ai cistercensi (1300) e poscia ai cassinesi di R o m a (1600). O ra la chiesa è alla dip en
denza dell’A rcivescovo.
6.
Cimeli della chiesa di S. Sepolcro —
Ci provengono dalla P alestina p er mezzo del p a
triarca di G erusalem m e Randulphus, ritiratosi a
B arletta nel 1299 e quivi m orto il 1304. I cim eli
sono: a) U n ’u rn e tta a piram ide q u ad rata di m e
tallo sm altato a vari colori di arte bizantina alt.
m. 0,40, per 0,18 di base. Le q u attro cuspidi
recano q u attro angioletti alati e sulle facce di
base: S. G iovanni B attista (sportello), D avide al
l ’inizio della piram ide, Cristo sostenente il libro
e benedicente in mezzo al tetraform o e i q uattro
E vangelisti, due p er ogni altra faccia. A l di sopra
altri angeli con turiboli di cui uno indica la via
p er cui si en tra a Cristo. Il tu tto in mezzo a
p ian te, foglie e rosette sm altate di color verde,
rosso, celeste, bianco.
b) La croce binata — S ervì p er il pastorale
dei P atriarch i di G erusalem m e. E ’ o rn ata di lam ine
d ’argento dorato con fine decorazione, che fa capo
a 24 p ietre turchine, disposte due a due; h a il
piede di m etallo di C orinto sm altato ed è ra v
volta in una catenella d ’oro con croce di M alta,
d o nate nel dì del possesso (7 m aggio 1742) dal
priore Piccolom ini. P o rta nel centro una reliquia
della v era Croce della grandezza di cm. 18 X 1.
N el 1659 al viceré di N apoli, G aspare di B ragam onte e Guzman, conte di P ignoranda, ne fu d o
nato un pezzo di cm. 4 X mrn. 7, e la p arte
tagliata fu riem p ita di altro m etallo. (Scheda del
70
IL L U S T R A Z IO N I
not. Spallucci). Si porta in processione il 14 set
tem bre, e il V enerdì Santo. S ul suo fodero di
legno, fattu ra del 1500, è scolpito Gesù pendente
dalla croce, A dam o curvo sotto il peso di essa,
al disopra il m onogram m a I. H. S. Christ.: Gesù
Gristo, ed un angelo che vola verso l ’alto con
uno scettro trifogliato al vertice.
c) li rituale del calendario Gerosolimitano
— In scrittu ra gotica del 1300 è aperto alla p a
gina del m ese di dicem bre, dove al te rz ’ultim o
rigo, in carattere del tem po, si legge: Festlim
Sancti Rogerii Episcopi Cannensis.
d) La colomba di m etallo sm altato a liste di
diversi colori porta sotto la coda la data del 1184;
serviva a conservare la SS. E ucaristia. S tando
al giudizio di diversi antiquari l’u m e tta e la croce
patriarcale sono di epoca molto precedente.
7.
Portale della chiesa di S. Sepolcro —
L a chiesa di S. Sepolcro è di stile gotico prim i
tivo, in tro d o tto nelle nostre costruzioni dagli a r
chitetti locali di ritorno d all’oriente e dai luoghi
delle Crociate, dove ha origine un gotico che
rim onta al V II od V II I secolo. L e notizie risal
gono al 1128, ma questa chiesa raggiunse lo stato
attu ale in epoca più recente. V ed i: P arte I.
P ossiede un battistero della fine del secolo
X I I I , un m atroneo con affreschi del 1312, una
cam pana del 1403 del fonditore lacobus de Ca
merino, dedicata a S. M ichele A rcangelo e diversi
altri cimeli. P e r avere u n ’idea della chiesa, d efo r
m ata in diversi punti e incom pleta nella facciata
principale, riportiam o qui il solo portale di se t
ten trione il quale nei colonnini, nei capitelli dalla
IL L U S T R A Z IO N I
71
foglia d ’acanto, negli arch etti soprastanti, nei ro
solacci di Ciri si adornano gli stipiti, m ostra la
valentìa e la b eltà dell’arch itetto che l ’ideò. L a
chiesa fu sede dei canonici e cavalieri gerosoli
m itani e poi dei cavalieri di M alta.
8 . La chiesa di S. Sepolcro prima del
1722 — N ella v ig n etta presente, su disegno tro p
po dozzinale d ell’agrim ensore b arlettan o D el M o
naco, si h a l’idea di quello che la chiesa'-era nel
1722 e cioè quale era il com panile, quale il posto
d ell’ orologio, quale l ’ornam entazione dei tetti.
(A rchiv. della C attedrale). Vedi: P a rte I, pag. 22.
9. La facciata della Cattedrale di Bar
letta — E ’ di stile rom anico del 1147-1192.
S ugli archivolti delle p orte laterali, son riprodotte
in bassorilievo la seconda e la terza crociata,
m en tre l’archivolto della p o rta principale rifatta
a principio del 1700 ricordava l ’ingresso trionfale
di G esù in G erusalem m e (Vedi ruderi presso la
sagrestia). M agnifiche sono le finestre e il rosone
della facciata,: m a la finestra centrale secondo il
Selvatico e il C hirtani, p er disegno, è la più bella
delle P uglie.
L a chiesa è ricca di molti m onum enti ed
opere d ’ arte e di un im portantissim o archivio
riten u to , dopo B ari, il secondo della R eg io n e (ve
di p ag . 22). P articolari di gran d e interesse nella
catted rale sono :
a)
L ’ Ambone, costruito verso il 1267, quando
avv en n e la p rim a consecrazione della chiesa. I
q u attro capitelli, u na volta sei, m essi con quelli
ai lati della sedia episcopale sono della stessa
m aniera del tabernacolo. N e fu ideatore, il figlio
72
IL L U S T R A Z IO N I
di Sim iacca, il magister Lucas, costruttore col
p ad re della stessa cattedrale. N on ci proviene da
C anne m a è di arte locale. M isura m. 3.65 di
altezza con un fronte di trabeazione di m. 2,09
e m. 1,30 di larghezza. Si adorna di u n ’architrave
con cornici sem plici e di un fregio centrale, che
di concerto con gli arch etti alla foggia lom barda
e con i colonnini soli o abbinati, discendenti dalla
cornice-di trabeazione, forma nell’insiem e un lavoro
severo m a snello.
b)
II Tabernacolo —- E ’ forse della stessa
epoca, se non della stessa m ano dell’autore del
l’am bone. D em olito nel 1600 p er dar luogo ad
un b ru tto altare barocco fu ricostruito, nel luogo
attu ale nel 1844, d all’arch itetto barlettano G er
m ano Lovero. H a u n ’altezza di m. 5,50 in piano
quadrangolare di m. 2,80 p er m. 2,50, tetrastilo
e con belle colonnette e capitelli traforati a ca
nestro alla m aniera d ell’arte araba. U n ’iscrizione
n ell’arch itrav e ricorda il signore A lessandro che
10 fece costruire. P e r altre notizie più m inute,
vedi « Il sim bolism o della C attedrale di B arletta »
dello stesso autore, c) Pianta della Cattedrale In d ica tu tte le sue dim ensioni. A l n° I è situato
11 T abernacolo sopra descritto, al I I l’A m bone,
al I I I le acquasantiere, al IV il B attistero, al V
il C am panile - S eguono poi le fotoincisioni: d)
Interno della cattedrale - e) Abside e campanile
- f) Cofanetto arabo con iscrizioni cuneiformi
(secolo V i l i ) - g) Gabitha o lampada di piombo
- Di essi se ne fa cenno nella P a rte I, p ag . 24.
10.
Il Castello del Monte — Se ne parla al
paragrafo « Escursioni » (vedi pag. 63).
IL L U S T R A Z IO N I
73
11. Il Portale della chiesa di 5. Andrea —
E ’ di stile rom anico con rem iniscenze dell’ arte
bizantina. F u costruito verso la m età del secolo
X I I I dal m aestro Simeon Ragliseiis, dim orante
a T rani e form ante u n a m edesim a scuola con
Nicolans Sacerdos di T rani, costruttore del cam
panile della m edesim a città e dell’am bone della
chiesa di B itonto.
R ip ro d u ce nel tim pano della p orta la Deisis,
com e è detto nel paragrafo: chiesa di S. A n d rea
(pag. 26). Gli stipiti e l’architrave sono un ricam o
d ’intrecci e di foglie, i due capitelli sono form ati
da due m ascheroni sim ili a quelli della cattedrale
di R uvo. N ell’ intradosso degli stipiti sono r i
p ro d o tte la scena della . V erg in e che allatta il
B am bino e la cacciata di A dam o ed È v a dal P a
radiso terrestre, da una parte, e dall’altra il Cristo
benedicente alla greca e un leoncino che azzanna
u n agnello. Il p ortale fu p resentato in calco al
l ’esposizione di R o m a nel 1911. Il calco oggi si
conserva nel m useo di B ari. Il portale della chiesa
re sta incom pleto nella p arte superiore come fu
in origine.
12. Ecce Homo (Bassorilievo in pietra) —
S i conserva nel M useo, m a ci proviene dalla
d istru tta chiesa di N azaret o della M adonna della
P ie tà. Si avvicina m olto al Cristo m esso in alto
sulla confessione di S. D om enico in B ologna,
opera celeberrim a del P ugliese Nicolò Pisano.
D ella stessa chiesa è il bassorilievo del Cristo,
seduto in trono, esistente nel piccolo largo Piazza
degli Orti.
13. Tavola del Cristo morto (S. Pietro) —
74
IL L U S T R A Z IO N I
II' Cristo m orto è a m età busto, fuori del sar
cofago; si m ostra scheletrito coi capelli spioventi
e adorno di aureola crociata.
L a specialità di questa tavola sta n ell’ aver
espresso al vivo e in sì breve spazio tu tti i simboli
della passione, secondo la visione di S. Gregorio.
A d estra del C risto: T esta di G iuda che bacia
il M aestro; Gesù orante con avanti il calice e
l’angelo assistente; la tunica, i tre dadi, un chiodo,
la lancia, il flagello, il m artello, la colonna tortile
con fune e secchia. A sinistra: L a negazione di
P ietro : (è ra p p resen ta ta dal gallo, dalla testa di
fantesca e da quella del m edesim o Santo arm ato
di daga). S egue: T e sta di Cristo, mano che lo
percuote e m anigoldo che interroga: Indovina chi
ti ha percosso? P ilato che si lava le m ani, una
lanterna, due altri chiodi, un altro flagello, una
scaletta. A lle spalle di Cristo c’è la croce; al disopra
il sole, la luna, e al centro il cartello I. X. R . I.
E ’ opera della fine del '300 e può essere di
m ano locale.
U na rappresentazione sim ile si trova in S an
A ntonio di R am verso (Torino).
14. Cristo risorto — E ’ m iniatura del '300,
ricavata da un g rad u ale in pergam ena. Il Cristo
è circonscritto dalla lettera R (resurrexit).
Il
Cristo veste tunica azzurra crociata sul
petto, e m anto rosa; esce glorioso dal sepolcro,
lasciando esterefatti ed addorm entati i q u attro
soldati giudei ai suoi piedi. H a sul capo u n ’aureola
crociata d ’oro, in fondo rosso; nella sinistra il li
bro della N uova L egge; con la destra si poggia
ad uno scettro nella positura sovave di chi volesse
IL L U S T R A Z IO N I
75
dire: Io sono il re dei re. C’è m olta influenza
della scuola senese.
Si vuole che q uesto graduale sia ap p a rte
nuto ai francescani di A ndria; passato al capitolo
N azarèno, d u ra n te la rivoluzione francese, oggi
è dalla C attedrale. (V edi « Il sim bolism o della c a t
tedrale »).
1 5 . La Madonna della Disfida o dell’ As
sunta — E ’ tavola del 1387 del pittore Serafino
de Serafinis di M odena; p orta ai piedi q u e st’iscri
zione gotica: Virginis: intapte, eum veneris ante
- figuram: preter - eumdo chave ne - sileatur
- ave grada piena: Paulus filius - magistri
Serafini de Serafinis - Pictoris de Mutina Pinxit.
F u proprio quell’im m agine che fu p o rtata
dal clero b arlettan o incontro ai 13 che tornavano
vittoriosi sui francesi.
16 Cristo benedicente (Cattedrale) — E ’ del
m edesim o autore, è ritra tto nella p a rte rovescia
della tavola della Disfida. H a q u e st’iscrizione:
Ego sum rex regum ed dominus dominantium: ego sum lu x mundi qui sequitur me non
ambulat in tenebris set habebit lumen vite: dicit
dominus. Alleluia.
17. Tavola del Redentore (Cattedrale) — A
persona in tera è anche della m edesim a epoca e
del m edesim o pittore. E ’ speciosa la decorazione
della tunica e del m anto con fiorellini; la stola
crociata h a ai piedi due croci bizantine.
18. Tavola di S. Antonio (S. A ndrea) — E ’
del secolo N IV e d ’ignoto veneto. E ’ situata n el
l ’altare barocco eretto nel 1560 nella chiesa di
76
IL L U S T R A Z IO N I
8 . A n d rea, d istru tta fuori le m ura nel 1528 (vedi
op. Chiese distrutte).
19. La Madonna del Vivarini (S. A ndrea)
— E ’ tavola firm ata nel 1483; u n a delle m egliori,
co n servate in P uglia. E ’ molto sim ile a quella
che si tro v a nella sagrestia di S. M arco a Venezia.
D i essa ne h an parlato il prof. M. Filograsso,
il Frizzoni di M ilano e m olti altri. E ’ la parte
m ediana di un trittic o donato alla chiesa nel tem po
in cui i m ercanti bergam aschi M artino e V en tu ra
D e G erardis, alias Salmegia, eressero a proprie
spese la sagrestia, facendola dedicare alla beata
V ergine (1560). Vedi iscrizione nella d etta chiesa.
20. Il bassorilievo dell’ Annunziata (S. A n
d rea) — Si trova in cornu E vangelii dell’altar
m aggior di S. A n d rea; è fattura di m arm o del 400.
U n ’A nnunziazione in p ietra si trova sopra
il paliotto d ’un altare di S. A gostino della m a
niera del b attistero di S. Sepolcro ed è della stes
sa epoca,
21 . L a Vergine col giglio (S. A ndrea) —
E ’ tavola del 500 attrib u ita da C orrado R icci alla
scuola leonardesca e da G uido Frizzoni a Cola
della M atrice. R e s ta assia m istico il volto della
V ergine che ha qualche cosa del portam ento della
V erg in e nella nativ ità di Guido R eni. P iu tto sto
rachitico è il Bam bino.
22.
Bassorilievo di S. Ruggiero (chiesa di
S. Stefano) — E ’ m esso sulla p o rta della chiesa
di fronte al luogo dove una volta era il sepolcro
del Santo. E ’ di forma piuttosto tozza, fine del
400, principio del 500. L’ho voluto riportare p er
ricordo del Santo, che è P ro tetto re della città di
IL L U S T R A Z IO N I
77
B arletta e di cui nel 1927 ricorre l’V II I centenario.
23. Statua di S. Giovanni Battista (S. A n
drea) — E ’ in cornu epistotae della chiesa di
S. A ndrea. Secondo il Frizzoni di Milano a p p a r
terreb b e alla scuola Sansoviniana. Nella base
p o rta qu este iniziali: F . A . D.
Bella espressione, h a lo sguardo fisso n ell’av
venire. R im o n ta a.1 1400.
24. Chiesa di S. Maria della Croce — Co
stru ita dall’U n iv ersità di B arletta nel 1512 sulla
via vecchia di Canosa (casino M aggi e F ucci).
E ’ oggi distru tta. F u sede dei P P . S erviti; dim o
rando in B a rletta il duca di A irola, F erd in an d o
Carocciolo g overnatore di terra di B ari e O tranto,
allocò in q u esta chiesa le bandiere prese ai T urchi
dopo la v itto ria di L epanto e poscia nel 1656 fu
co n v ertita in lazzaretto p er gli appestati (vedi
paragrafo precedente).
25. Il Palazzo della Marra (V ia Cialdini) —
Sulle fondam enta del palazzetto G en tile-O rsin i,
verso il 1540, fu edificato il palazzo della fam iglia
D ella M arra com e oggi si am m ira. Di stile fiorito
della rinascenza con elem enti di barocco. M ostra
in certi particolari la m aniera del Bernini e perciò
è u na gem m a delle P uglie. H a affreschi di M attia
P reti e del D e M ura. P assò negli ultim i tem pi
ai F rag g ian n i e ai D e P e tris; O ggi è del S ig n o r
D o nato Ceci. V edi il paragrafo sui palazzi, pag. 35.
26. Particolare della balconata del palazzo
della Marra (vedi descrizione a pag. 35).
27. Il castello di Barletta — F ra tu tti i
castelli cinquecenteschi dell’ Italia m eridionale,
78
IL L U S T R A Z IO N I
quello di B arletta ha una grandiosità m aestosa ed
u n ’apparenza formidabile. E sisteva già al tem po
di Federico II e la sua stru ttu ra centrale quadran
g o lare con aquile bicipiti sulle finestre e su alcune
p o rte dichiarano l’epoca della dom inazione Sveva.
A lcuni vogliono che l ’ abbia ideato P ietro
d ’A n g incourt, m a ciò non può essere p er la parte
allarg ata nel 1584, dovuta a m aestranza locale.
Il Seccia lo attribuisce al Sam m ichele ; il M ar
ciano, il Tasselli, il D e Sim one, l ’A rditi, il D e
G iorgi vedono l’influenza dell’ architetto E v a n
gelista M enza da Coperti no; m a con quali prove?
D ai registri del 1532 (A rchivio di N apoli) risulta
che il disegno fu m andato da D . F erran te de
Alarcjon, castellano di Brindisi; che Com missario
della fabbrica fu nom inato D. S ebastiano Chignones sino al 1536, epoca in cui fu castellano
M arcello Caracciolo e vice castellano il detto Chignones.
Scrivano de ratione (cioè ragioniere) il nob.
m esser Giacomo B occuto di B arletta; G iovan F i
lippo T erracino della Cava ne fu capo m astro.
C ostui nel capitolato dei lavori di dem olizione
e ra tenuto ad ab b attere la torre vecchia del ca
stello verso la via di T rani et abater lo torrione
vecchio sopra la marina (fascio 192); e ancora
secondo il Liber privilegiorum di B arletta : era
obbligato a non fare angarie a li fabri et fab
bricatori di Barletta. A ssodata così la sua m essa
in opera ecco altre im portanti notizie; L e pietre
furono prese da otto chiese d istru tte della città.
L a pianta ha un fronte di m. 120 p er 130. I b a
stioni hanno facce di m etri 40 e fianchi di m.
IL L U S T R A Z IO N I
79
14. Il m uro di scarpa è di m. 20. Il parapetto
degli spalti è a m erlotti. Sino al 1861 ebbe un
p o n te levatoio, poscia venne l’ attuale fisso. P e r
la costruzione, l ’U n iversità vi spese 20 m ila ducati,
nel (1536), m a non p otè p ag are tu tta la som m a
e divenne p ro p rietario lo S tato. L a cappella m a
nom essa aveva iscrizioni ricordanti castellani e
personaggi illustri - Alonzus Bravus de Sobromonte pose il sepolcro alla m oglie M elchiorra
T o rres (1656). N el 1736 fu sepolto G iuseppe Marican d a castellano, m a fra gli altri è celebre Gio
v anni C astriota di S canderberg, com e si è detto
nel capitolo precedente.
M orì a Lecce, m a il corpo fu sepolto nella
cappella del castello di B arletta.
Ecco l ’iscrizione : Hie ab oriente discendens
Scanderberg ex principibus Bruntuni marchionibusque Castilionis in Ljcien perpetuo sopore
dormivit virtute proeditus charitate ornatus tuoribusque honestus regii Castri fidelis civitatis
Baruìi praeses et gubernator Militaris aetatis
suae annorum septuaginta trium Iohannes Ca
striota sepultus iacet. Anno domini 1762.
N el 1787 il Castello venne m esso in vendita
e il M unicipio lo com prò p er 30 m ila lire. A llo
scoppio della gu erra m ondiale fu bersaglio di
sette colpi di cannone austriaco. O ggi è sede del
I X reg g im en to fanteria.
28. Monumento della Disfida - (E ’ descritto
a p ag in a 64).
29. La Maddalena - (P alliotto all’aitar m a g
giore di S. Dom enico).
P e r am or di religione L uigi della M arra,
80
IL L U S T R A Z IO N I
figlio di Girolam o, verso la seconda m età del 1600,
ordinò la costruzione dell’aitar m aggiore della
chiesa di S. Dom enico a sue spese: Religionis
amore Aloisius de Marra hanc aram fieri fecit.
Così e scritto ai piedi dell’altare, il cui palliotto
intarsiato presenta una donna sem icoperta da un
lino. La quale m entre lascia alle spalle il m a
gnifico panoram a di alberi, case, cam pagne, m e
ditabonda stringe la croce e m o stra il vasetto
d ’unguenti. In questo contrasto di scene e di
sim boli la sua vita rinata attraverso il dolore m o
stra tu tta la sapiente concezione dell’artista. Voi
certam en te vi ferm erete a contem plare questa sce
na che non è di una mano m ediocre, m a di quella
scuola N apoletana evoluta del ’6oo i cui pregi
oggi tan to si apprezzano. E ’ questo il più bel
quadro, oltre qualche altro della chiesa che ricorda
l ’antico nom e del tem pio, cam biato in S. D om e
nico, dal tem po in cui i D om enicani la occuparono
col loro collegio, già a posto sin dal 1661. Eurono
soppressi nel 1809.
30.
Madonna col Bambino e S. Anna (M onte
di P i^tà) — Il quadro appartiene al pittore Cesare
F racanzano, nativo di Bisceglie, m a dim orante a
B a rletta nel quartiere di S. Giacomo.
N um erosi altri suoi quadri di pregio si tro
van o nelle chiese di S.' A ndrea, N azaret. S. A ntonjo. S. R u g g iero , S. Lucia, come è stato os
servato nei propri luoghi.
L a m oglie del pittore, la barlettan a B eatrice
Covelli, è la m odella di quasi tu tte le sue p ittu re
rap p resen tan ti M adonne ed altri Santi; egli è il p a
store. U n suo figlio, B artolom eo divenne A rcip rete
IL L U S T R A Z IO N I
81
N azareno e la sua figlia, G iacinta F racanzano,
(1687) fu m onaca de] m onastero di S. Lucia, m e n
tre era prio ra la sorella della m adre, G iovanna
Covelli (1657).
T ra le p ittu re del P'racanzano ce ne sono di
indole com m erciale, ma la m aggior p arte è di
valore inestim abile.
31. S. Anna con la Verginella Maria — E ’
nella chiesa di S . P asquale, dove tan ti altri buoni
q u ad ri si am m irano: tra gli A ngeli e la colom ba si
v ede S. A n n a con la V erginella M aria in una
tela che è sulla p arete d estra entran d o . E ’ opera
d ella fine del ’6oo e di scuola N apoletana.
32. Campanile del S. Sepolcro, ab b attu to
nel 1902 (vedi p ag. 22), e Sedile del popolo,
a b b attu to il 31 dicem bre 1923.
33. Busto di Niccolò Fraggianni (vedi chiesa
di S. A ndrea).
34. Porta S. Leonardo e porta Marina —
V edi P a rte I, L a città abitata.
3 5 . Quadro della Disfida di Massimo d’ Azelio. V edi descrizione a pag. 13.
36. Lo sbarco di Enea a Clima — E ’ uno
dei tanti lavori che il barlettan o B eniam ino de
F rancesco, m orto a P arigi nel 1846, ha donato
all’estero. S i tro v a nel Thorralasens Museiim di
C openaghen. Si v ede E n e a che segue la S ibilla
C um ana attrav erso la più folta e m aestosa v e g e
tazione del golfo di N apoli.
37. Il faro e il porto di Barletta (vedi
p ag in a 25). 37.bis Ancoraggio di navi militari.
6
82
IL L U S T R A Z IO N I
38. Ettore Fieramosca che ab b atte L a M otte.
G ruppo in gesso dell’illustre scultore rom ano
A chille Stocchi, donato al M unicipio ed eretto
nell’aula consiliare cittadina il 13 febbraio 1867.
P assò il quarto centenario della Disfida, m a
B arletta non rispose al desiderio d ’ un artista che
era p u re il desiderio d ’un Italiano. Q uando d u n
que si trad u rrà in m arm o quel severo bozzetto
in una pubblica piazza?
39. Il pittore G erem ia D iscanno nacque in
B arletta il 1840 e m orì in N apoli nel 1907.
T ra 15 concorrenti, nel 1867, vinse il con
corso e divenne ispettore degli scavi Pom peiani.
Di lui son noti: U n centenario a Pom pei
(M useo d ell’ opera a Parigi); gli affreschi nel1’ Hotel Vésuve e nel palazzo m unicipale di R e
sina: le rive dell’O fanto (a C apodim onte): Ap
pennini (P rom otrice di T orino); altri lavori im
p o rtanti nel Musèe Comique e quello di G uinat
a P arig i e a C openaghen.
Il
quadro che qui riportiam o è una scena
d ell’Ofanto, presso la m ezzana Colucci.
In tu tti i suoi lavori il pittore D iscanno è
assai notevole p er tecnica, sentim ento, studio,
osservazione, vasta cultura.
40. Statua di Massimo D ’ Azelio - È opera
pregevole dello scultore barlettano Gius. M anuti.
F u in au g u rata nella piazza om onim a il 17 ott.
1880. - N ella base è riprodotta u n ’iscrizione di
G iuseppe M assari, inneggiante all’uom o che h a
reso celebre B arletta.
41. Targa del IV centenario della Disfida.
S u idea del nostro concittadino E duardo Leone,
83
IL L U S T R A Z IO N I
m odellata dallo scultore Biondi, fu apposta alla
p arete setten trio n ale della chiesa di S. Sepolcro la
ta rg a del IV C entenario della Disfida. L ’iscrizione,
d e tta ta dal Prof. N. V accina, è così concepita:
AI T R E D IC I
G L O R IO S I A T L E T I
NEI
T R IO N F I
D E L L 1 IT A L IC O
D E L L A P A T R IA
VALORE
IN D IP E N D E N Z A
L A C IT T À D E L L A D IS F ID A
DO PO
QUATTRO
ETTORE
G I O V A N N I C A P O C C IO
ETTORE
F IE R A M O S C A
-
G IO V E N A L E
G IO V A N N I
-
M A R IA N O A B B I G N E N T E L O D O V IC O
SECO LI
ABBENAVOLI
-
BRANCALEONE
M A R C O C O R O L L A R IO
RO M A N ELLI DA
FRANCESCO
FO RLÌ
SA LOM ON E
G U G L IE L M O A L B A M O N T E - M E A L E D A F A L IA N O
P IE T R O
R IC C IO
-
BARTOLOM EO
FA NFU LLA
42. Teatro Curci - E ’ uno delle più belle
costruzioni m oderne della città - Il telone ra p
p resen ta la D isfida ed è opera del pittore Calò.
43. Il pane del Perdono. E ’ uno degli spraz
zi di vivida luce del p itto re barlettan o R affaele
G irondi tolto ai vivi nel fiore della giovinezza:
A p rile 1911. A v e v a v into già il prem io del con
corso W e rstu p h e r p er il suo quadro: Le rive
dell’ Ofunto; si afferm ò m aggiorm ente nel con
corso B alestra con il quadro « Il p an e del p erd o
no » che fu giudicato il primo. Il p resen te quadro
e molti altri p resen tati alla M ostra circondariale
locale (1923) sono conservati dalla famiglia del
p itto re defunto.
84
IL L U S T R A Z I O N I
44. Il treno che passa - Il presente e gli
altri due seguenti quadri si conservano nella
P inacoteca D e N ittis (Edificio scolastico). R a p p sesen ta una scena della cam pagna Puglies'e (V edi P a rte I, L a città abitata).
45. Il salotto della principessa Matilde.
E sp rim e in un breve spazio tu tta la vita e il
costum e della elegantissim a città di P arigi.
46. Colazione in giardino. Sono la signora
del p ittore, L eontine, e il figlio Giacomo, che fan
no colazione nella loro villa di P arigi. P e r mi
nuti ragguagli del valore indiscusso di q uesti e
degli altri quadri del D e N ittis leggere il Pica:
« Il pittore G. De N ittis ».
47. Il Monumento ai Caduti. A v rà un b a
sam ento in pietra; alt. m. 7. Il g ruppo in bronzo:
la vittoria alata, espressa nell’atto di sostenere il
fante cadente e di lanciare la corona all’esercito
trionfatore, m. 3 circa. In una fascia del basam ento,
in bassorilievo, episodi della guerra. Scultore del
m onum ento è il cav. Giulio Cozzoli di M olfetta.
P
a rte
III
Notizie Pratiche.
V e ttu re (tariffa mun.) : nella città, ogni corsa di g. ad
i cav. L . 2 .00 ; fino agli stabilimenti L . 2 , 50 ; dal tramonto
sino alle 24 , L . 2 , 50 . Per una corsa dopo le 24 , L . 4 ,00 .
Per ogni ora di giorno L . 5 , 50 , per ogni ora successiva L . 4 .
Pel servizio balneare: — Paraticchio L . 2 ,00 ; Molo 2 , 50 ;
Spiaggia L evante L . 3 ,00 ; per ogni ora di attesa oltre l ’an
data e ritorno L . 6, 00 .
A l Cam posanto o al Santuario della Madonna dello
Sterpeto (via Trani) L . 10 ,00 .
U ffici p u b b lic i — R. Sottoprefettura , V ia Baccarini.
R. Pretura, Chiesa del Carm ine - Ufficio Registro (Corso
G aribaldi) Palazzo M ilcovich - Agenzia delle Imposte,
Palazzo Piccardi, presso la Cantina sperimentale - Mu
nicipio di Barletta, V ia Municipio - Guardie M unicipali
via Municipio - Pompieri, via Canosa - Pubblica Sicurez
za: C . Cavour - RR. CC. con tre Tenenze (Chiesa S. A n to
nio, V ia Greci, Stazione ferroviaria) - Poste, Telegrafi e
Telefoni (centrali), V ia Baccarini - (Secondari): V ia Cavour,
C orso Vittorio Em anuele - Guardie Finanze con due T e
nenze: (V ia S . Andrea) - Comando Legione 150 ° M. V .
F . N. (Palazzo Iodice), Corso Cavour - R. Capitaneria del
Porto (Porto) - R. Dogana (Porto) - R. D eposito privative
(Piazza Marina) - R. Cantina Sperimentale (Palazzo Pic
cardi) - R. Ispettorato ai Monumenti è Scavi (Palazzo L an
86
N O T IZ IE
P R A T IC H E
ciano) - Distretto Militare (Castello) - Deposito medicinali
milit. (S. G iov. di Dio) - Deposito IX fanteria (Chiesa
S. Maria della Vittoria) - Carcere Mandamentale (Chiesa
di S. Andrea) - Curia A rcivescovile (Palazzo A rciv. Via.
Nazaret).
V ic e c o n s o la ti : Grecia (Briccos), Francia (Coliac,
agente consol.) - U raguay (Gargano) - Olanda (N. N .)
Belgio (N. N.) - Inghilterra (Reichlin).
S p e d iz io n ie r i M a rittim i e ag e n ti : Scorcia, D elnegro,
Mandara (ag.), Dipaola, Dellisanti, Marano (ag.).
A lb e rg h i — H otel Milano, Fanfulla, Centrale, Bella
Napoli, Hotèl Regina, Cavour.
T r a tt o r ie — Buffet Regina, Buffet Stazione, Risorgi
m ento, Tripoli, Marzocca, Stazione.
F a r m a c ie — Bruno Giacinto, via X X Settem bre A . Canfora, Borgo N uovo - Calabrese, Corso V . E . - G .
D elcuratolo, via Municipio - Demartino Ruggiero, via F erdi
nando D ’ A ragon a - Fratelli Di G ioia, Corso Garbaldi F . Fonsonorti, Corso V . E . - Giannone A n gelo , via Baccarini
- Musti Oronzo, via Margherita di Savoia - Rizzi Salvatore
e Dellisanti, Piazzetta - Vista Giuseppe, Corso Cavour Giannone Giuseppe, largo S. A gostino - R. Marzocca,
via Canosa.
N otai — G . Ortona, Severini Tom m aso archivista
mandamentale, Decorato Riccardo di Andria, Morrone Pa
squale di Terlizzi, Miccoli.
C a ffè , b irre rie , fia s c h e tte r ie IN. 30.
B a rs — Bar Ideai, Corso Garibaldi
- Bar Centrale,
P . Federico di Svevia - Bar Excelsior, Giardini ferrovia Bar G iardini, via Canosa - Select Bar, Corso Garibaldi - Bar
Binetti, Corso V . E . - Bar Posta, Piazza F . di S v e v ia -B a r
A m erica, Piazza Libertà - Bar Laurora, Corso Garibaldi.
C in e m a to g r a fi — Paolillo, Eden, via M. R . Imbriani.
A g e n z ia fe rro v ia ria — Ormas, via M. R . Imbriani.
S u c c u r s a li p o s ta li — 2 , Corso C avour e Corso V . E .
T ip o g r a fie — Gennaro Dellisanti, via Nazaret - L iverini, Corso Garibaldi - Papeo-Francesconi, via M. R . Im
briani.
N O T IZ IE
P R A T IC H E
87
P a s t ic c e r ie — Boccassini, Laurora, Moscatelli: Corso
V . E . - Lem na, M. R . Imbriani.
Im p rese c o s t ru t tr ic i — Pasquale A bbate e figli, Mi
chele Buonvino e figli, F . Cartuso (Lavori in stucco), Ceci
D onato e figli, Arturo Ceci, De Rossi Carmine, Grieco
Gaetano e figli, Grieco Em anuele, G rieco Ruggiero e figli,
F . Napoletano, Ricco Giuseppe (lavori in stucco), Solofrizzo
Nicola e figli, Scuro A ntonio, Fratelli Messinese, ed altri.
G arag e
— In via Cavour: E . D ebitonto - A ttilio Ca
tapano.
A s s ic u r a z io n i — Corso Cavour: A w . Scuro, G . Sator,
- V ia Canosa: A w . T resca, - Corso Garibaldi: C av. Scorcia,
V incenzo Damato.
M a g a z z in i a b b ig lia m e n ti — A l Corso G aribaldi: - A . Di
T on do, I. DeM artino, G . Paolillo, F. Luppi, Canfora. A l
Corso Vittorio Em anuele : - F, Nenna, D e Lucia, F. Paolo
Damato.
T e s s u t i — A l Corso G aribaldi: - Fratelli Sernia, M.
Mottolese. A l Corso M. R. Imbriani: Sabino Stellatelli, F ra
telli A vallon e. - A l Corso Vittorio Em anuele: G . L opez,
A ntonio M oles, Sciannam eo, Iodice - Piazzetta Cialdini: M. Stellatelli, G iovanni Dellisanti, Cattedrale: A . Calabrese.
O r e fic i — G. A zzariti, Palm iotti, Graziano, Corso V .
Em anuele - F. A zzariti, Palmiotti, C. Garibaldi.
C r is t a lle r ie A l Corso V . E m anuele: O. Palom bella,
N. Bollino - A l Corso G aribaldi: A . Cardone, R. G entile,
U g o e Michele Centaro, Tranvia.
M o d is te — Corso Garibaldi: Deivecchio, Nenna - Episcopo, Nazaret - Russo, C . Garibaldi.
M o b ili e le tti — Garibaldi: - G entile, Palum bo, G er
m ano, Sanna - Ferd. D ’ A ragona: Ricchizzi.
C a lz a tu r e — Garibaldi: L uppi, Di Paola - V itt, Em.:
Borraccino, D ecorato - Piazzetta: C. Marcello - A nnibaie
D am bra, V ia Duom o.
C a r to le r ie — Di G ioia, Dicandia, Papeo, Liverini.
S a r t i n e g o z ia n ti — Garibaldi: F . Rizzi, Sguera, - Girondi e D efeo, B. L opez, V itt. E. - G. V iolan te, Cavour.
88
N O T IZ IE
P R A T IC H E
\
F e rr a r e c c e — A l Corso Garibaldi: - De Eazio, Cardone - A via Pier delle Vigne: Il G rande, Frezza - A via
Cialdini: Stellatelli - A via M. R. Imbriani: Turi.
A rtic o li fo t o g r a fic i e fo to g ra fi
— Faggella, Pansini,
Capocchione, Angioletti.
C ic li e a c c e s s o ri — Sanna, C. G aribaldi - Ricchizzi,
Ferdin, d ’ A ragon a - D ’ Ambrosio.
E le tt r ic is t i — N. Cannone, via Baccarini - A Carli,
Nazaret - G . Rizzi, V itt. Em.
—- G agliardi, Cinquepalm i.
— R uggiero Russo, Il G ran
de, via Pier delle Vigne - Giannone G iuseppe, C. Garibaldi
- Turi, R. M. I. - Paolillo, C. Cavour.
M a r m is ti — F usillo, Corso Cavour - Raffaele Bal
dini, via Fraggianni.
P a r ro c c h ie —• Chiesa Cattedrale, S . G iacom o, S. S e
polcro, S. Pasquale, S. Fam iglia, S. A gostino.
C o n fr a te rn ite — Santissimo della Cattedrale eretta in
S. Pietro, S. Francesco da Paola in S. A ndrea, Purgatorio,
S. Antonio, S. Domenico, Crociferi in S. Sepolcro* S. C a
taldo, Monte di Pietà, Im m acolata in Nazaret, S, Giuseppe
Foresi in S. Pasquale, della Morte nella chiesa dello Spirito
Santo, S. G aetano, S. Giitseppe Artigiani in S. Giovanni
di Dio, Santissimo in S. Giacom o, SS. Salvatore in S. A g o
stino, S. Famiglia.
T e r z i O rd in i — S. Francesco d ’ Assisi nella chiesa
Im m acolata, e S. A ntonio, Domenicane in S. G iacom o,
Minime in S. Andrea, le Servite in Nazaret e m olle altre
Congregazioni maschili e femrhinili.
C ir c o li d i tra tte n im e n to e s p o rtiv i : Gircolo Cattolico
Leone X III, Circolo Casardi, Unione, Im piegati Civili, Bac
carini, Società A gricola, Società Pittori, Mutilati, ex C om
battenti, Calzolai, Circolo giovanile Cattolico, Viribus Unitis
(sportivo), A vanguardisti, Balilla ecc.
P e s i e M is u r e
M a te ria li da c o s tru z io n e
S o t t ’ A g e n z ia m a rittim a — A . Scorcia, corso G ari
baldi - Rilascia polizze di m erci che da Barletta vengono tra
sportate su tutti gli scali d ’Europa, A m erica, Cina e G iap
pone per mezzo dei piroscafi «Puglia» e « L lo y d Triestino ».
LIB R O
D’ ORO
B a r le t ta n i C a d u ti d u ra n te ia G u e rr a (1915-19)
(Notizie raccolte dal Canonico Giuseppe Damato).
di D om ., sold. 5 f. - m. Tolm ino, 24-10-17
di Nicola, serg. 29 f. - m. 25 ag. 1915
a l t o m a r e A n t o n i o di Cosim o, sold. 9 f. - m. 20 nov. 1915
a l t o m a r e V i n c e n z o di A n t., capor. 141 f. - m. 6 ag. 1916
a l l o g g i o G i o a c c h i n o , capor. 12 bersagl. - m. 19 nov. 19
a m a d d io
p a o l o di R u gg., sold. Brig. Barletta, 138 f. - m.
S. Michele 13 giugno 1915
a n g i o l e l l i c o n c e t t o , capo m ecc. - m. R . N ave Margherita.
a n g i o n e d o m . di A n t., sold. 244 f. - m. Boscoreale, 8-6-17
a n t o n u c c i N i c o l a di F rane., capor. 41 f. - m. 19 ag. 1917
a r c i e r i d i e g o fu V .,
sold. 63 f. - m. Monastir, 22-12-16
b a l o c c o G i u s e p p e di M ichele,
soldato 215 fant. - m orto.
b a l d u c c i G i o v a n n i di Savino, sold. 142 f. - m. 1 nov. 1916
b a r b a r o A . fu S a lv., sol. 148 f. - m. Bosco L aveia, 20-11-16
«
F r a n c e s c o di R aff., sold. 29 f. - m. 16 lug. 1916
b a r il e R a f f a e l e
di Francesco, soldato - m. 4 ag. 1916
b a r r a c c h i a p. di C ., 12 bers. - m. M. M ersovech, 4-6-15
b a s s i s a v in o
fu F rane., marino - m. Durazzo, 25 feb. 16
a c q u a v iv a
a d r ia n i
v in c
.
m a rc ello
90
L IB R O
D
ORO
cap. 11 f. - m. 27 novem bre 1915
dì C ., D e c o ra to , sol. 74 f. -m . 17 ott. 16
b i a n c h i U m b e r t o di Fedele, sold. 11 bersaglieri - morto.
b i c c i r a f f . fu Demetrio, cap. 222 f. - m. Gorizia, 23-8- ; 6
b i g a t t i n o a u g u s t o di Antonio, sold. 16 f. - m. 2 sett. 1917
b i z z o c a f e d . di G io v., sold. 160 f. - m. M. V odige, 2-6-17
B O R R A C C IN O G E N N A R O ,
- m. 20 luglio 1916
«
d o m . di I., sol. 26 lane. - m. Monfalc. 15-5-16
«
m a r i o di R u gg., sold. 254 f. - m. 27 ott. 1918
b o l l i n o v i t o di F ., sol. 48 f. - m. S. Michele, 2 nov. 15
b r a n c h i n i u m b . di F ., sold. 11 bers. - m. Carnia, 7-5-16
b r u n o s a v i n o di Salvatore,
sold. 74 f. - m. 9 agosto 1916
b u o n v i n o c e s a r e di Michele,
sold. 4 f. - m . 28 ag. 1917
c a f a g n a m i c h e l e di Frane, sold. 138 f. - m. 24 sett. 1915
«
s a b i n o fu N ic., sol. 59 sez. telef. - m. 7 sett. 1917
«
V i n c e n z o di Nicola, sold. 86 f. - m. 14 die. 1915
C a f f i e r o e r n e s t o di F edele, sold. 11 f. - m. 15 nov. 1915
C A G G IA m i c h e l e di Giuseppe, capor. 124 f. - m. 18 ag. 15
c a l a b r e s e m i c h e l e di P., sol. 20 nucl. - m. Saint-G alles,
4 settembre 1918
«
N i c o l a di Pasquale, sol. 241 f. - m. 26 ag. 1917
«
g i u s , di E ., 1 Gran. - m. quota 208, 24-5-17
c a m p a n e l l a G i u s e p p e fu V in c., sol. 38 f. - ni. 6 mar. 1917
c a m p e s e s a b i n o fu Giuseppe,
sol. 224 f. - m. 26 die. 1917
c a n f o r a sac. g i o v . fu G ius., T en. 264 f. - m. Cervignano,
26 dicem bre 1917
c a p a c c h i o n e r u g g e r o di G ius., sol. 142 f. - m. 3 mar. 1917
c a p a s s o s a b i n o di G iov., sol. 11 f. - m. Padgora, 20-7-15
C a p o c e l l i e t t o r e di Floriano, sol. 142 f. - m. 7 die. 1916
c a p p a b i a n c a f r a n c , fu Federico,
sol. 3 f. - m. 7 lug. 1916
c a p u a n o f r a n c . di R u gg., mar. R. N. Margh. - m. die. 1917
«
R a f f a e l e di A ndrea, sol. 96 f. - m. 22 m ag. 1917
«
a n g . r a f . di A ndr., sol. 96 f. - m. Carso, 22-5-17
c a p u t o e m m a n u e l e fu R., sol. 764 cent. - m. 19 m ag. 1917
b e n e d e tto
b e ra rd e lli
G iu s e p p e ,
lu d .
L IIÌR O
D ORO
91
di Antonio, sol. 39 f. - m. 23 mag. 1917
di Giuseppe, sol. - m. 25 nov. 1915
«
«
di R ugg., sol. 201 - m. 15 giug. 1918
«
n i c . di G aet., sez. 1020 mit. dis. G orizia, 23-10-17
c a r d o n i a a n d r e a d ’ ignoti, sold. 139 f. - m. 2 nov. 1916
c a r e l l a D o m e n i c o fu Frane., c. m ag. 39 f. -m . 21 ag. 1917
C a r l i g i u s , di G ius., M e d a g lia d ’o ro , 12 bers. - m. 1 giug. 15
«
m i c h e l e di G iu s., c. m ag. 162 f. Sez. M. - m. 5 die. 17
c a s s a n o m i c h e l e fu Giuseppe, sold. 139 f. - morto,
c a s s a t e l l a A n t o n i o di S a lv., sol. 137 f. - m. 12 ag. 1915
c a t a l d o g i u s , di S., ferito sul Trent. - m. Barletta, 25-6-16
c a v a l i e r e f e d e l e d i-L u igi, sol. 136 f. - m. 25 m ag. 1916
«
G i o v a n n i dì S alv., sol. 27 f. - m. 30 ag. 1915
«
l u i g i di R uggero, sol. 29 f. - morto.
«
r u g g . di L eon., Serg. m ag. 66 f. - m. 31 ott. 17
c h i a r e l l o R a f f a e l e fu M ichele, sol. 94 f. - m. 23 ag. 18
c h i e f f i a n t . di D om ., Sott.te 138 f. - m. Trentino, 20-6-16
c i l l i G i u s e p p e di Francesco, sol. 136 f. - m. 25 m ag. 1916
«
r u g g . di Nic., sol. 222 f. - m. S. Caterina, 18-8-16
c i n q u e p a l m i N i c o l a di G iovanni, sol. 96 f. - m. 14 ag. 16
c o g n e t t i N i c o l a di Filippo, sol. 53 f. - m. 24 nov. 1917
c o n t e e t t o r e di Vincenzo, capor. 30 f. - m. 29 sett. 1916
c o r a tella
l u i g i fu R ., sol. 236 f. - m. Montesanto, 1-9-17
«
p a o l o di Giovanni, sol. 46 f. - m. 16 giug. 1919
c o r t e l l in o
f r . di G ., sol. 3 Cent. Pist. - m. 8 m ag. 18
«
R a f f a e l e di L u igi, bers. assai. - m. 27 ott. 18
c o r v a s c i o f r . fu G iu s., carab. - m. S. Michele, 13-11-15
c r u d e l e m i c h e l e fu Francesco, sol. 41 f. - m. 20 ag. 1917
c u o n z o a n t . di F ran., c. m ag. 3 f.'- m. A lpi Trént. 18-7-16
c u r c i g i u s , di R u g., c. m ag. 9 f. - m. S. Michele, 30-11-15
«
« di V ito, capor. 138 fant. - m. 21 giugno 1916
«
l u i g i fu Bened., sol. 1 genio - m. Fagheron, 15-6-18
d a d d a t o p i e t r o di S a lv., sol. 148 f. - m. Romens, 15-3-16
d a l o i s o r u g g . fu G iu s., sol. 38 f. - m. M. Zebio, 28-6-16
c a pu to
V in c e n z o
c a r d in e s
Fran cesco
92
L IB R O D ’ O RO
di Giovanni, D e c o r a to , sotto capo cann.
[R. M. - m. Cortellazzo, 14 nov. 1917
«
s a v i n o di Giuseppe, sol. 29 f. mitr. - m. 16 die. 15
d e c e g l i e d o n a t o di Pasquale., Sottot. 48 f. - m. 25 lug. 15
«
s a v e r ìo
fu A n t., sold. - m . S. Michele, 17-9-16
d e c i l l i s m a u r o di Mat., mar. - m. Piros. Um ber. 19-12-15
d e c o r a t o r u g g . di Sav., 18 bers. - m. S . Michele, 2-11-15
d e f a z i o D o m e n i c o fu Frane., sol. 141 f. - m. 24 giu g. 17
«
P i e t r o di Andrea, sold. 37 f. - m. 24 ott. 1917
«
s a l v a t o r e di Mich., sol. 83 f. - m. 4 sett. 1917
d e g n i F r a n c e s c o , soldato 25 fant. - m. 20 febbraio 1916
d e l c a r m i n e Nic; di Rug., sol. 2 reg. Bom b. - m. a Meolo.
d e l i a f a b ; fu Pietro, sol. 136 f. - m. M. Salarolo, 14-12-17
d e l l i s a n t i a l f r , di G ., serg. 10 f. - m. Sagrado, 26-11-15
«
m i c h e l e di Mich., sol. 244 f. - m. 19 ott. 1918
d e l v e c c h io
f r a n c . di Nicola, sol. 164 f. - m. 28 ott. 15
d e m a n n a R a f f a e l e di Leonardo, sold. 29 f. - m. 19 lug. 15
d e m a r t i n o a . s a l v . di G iov., A rd . A s. - m. M. Roccolo,
[16 settembre 1918
d e m o n t e S t e f a n o di A n gelo , sol. 92 f. - m. 20 nov. 18
d e p a l o G i o v a n n i , sol. 26 lancieri - m. 25 m aggio 1916
d e r u v o s a l v . di Pasquale, c. m ag. 80 f. - m. 22 giu g. 18
d e s id e r a t o
s a v i n o di Michele, sol. 47 f. - m. 2 nov. 1916
d e V i n c e n z o R a f f a e l e di Rug., sol. 142 f. - m. 2 nov. 16
d i b e n e d e t t o e m . di Ger., sol. 35 f. - rii. Padgora, 27-11-15
«
f r a n . fu R ug., sol. 138 f. - m. Carso, 17-8-15
«
« di Savino, sold. 139 f. - m. 13-7-16
«
g i u s , di F rane., sol. 241 f. - ni. 27 giug. 17
«
«
di M ich., cap. D e c o ra to - m. 27-11-15
«
m i c h . di Sab., sol. 1 f, - m. Padgora, 19-7-15
d ic a n d ia
a n g e l o di F elice, sol. 123 f. - m. 19 die. 1915
«
f r a c , di P., sol. 717 f. - m. Trentino, 28 lug. 17
«
p ie t r o
di Nunzio, sol. 227 f. - ni. 31 ott. 1916
«
R a f f a e l e di Vitantonio, 133 f. - m. 1 giug. 1919
d a m a to
R a ffa e le
L IB R O
D ’ ORO
93
sol. 2 Granatieri - m. 15 novem . 1915
di Antonio, sol. 160 f. - m, 22 ag. 17
d ic u o n z o
A n t o n i o di Dom enico, 47 f. - m. 4 nov. 1916
«
«
di Francesco, 132 f. - m. 29 nov. 1915
«'
a n t . fu M ., sol. 47 f. - m. O ppacchiasella, 14-9-16
«
F r a n c e s c o di Michele, sol. 44 a r t .- m . 17 ag. 16
«
«
«
sol. 47 f. - m. 14 sett. 16
«
G i u s e p p e di Michele, sol. 34 art. - m. 12 gen. 18
«
r a f f . di Frane., Sottoten. 220 f. - m. 1 sett. 17
d ie l l a
g a e t . di R., sol. 136 f. - m. Trentino, 19 giug. 16
d i G e n n a r o A N O . fu F., sol. 9 f. - m. Sagrado, 13 nov. 15
d i g i o i a o n o f r i o di F rancesco., sol. 25 f. - m. 18 giug. 18
d i g i o r g i o d a m i a n o di R uggero, capor. 247 f. - m. 15 ott. 16
d il e o
A n t o n i o , sold. 47 artiglieria - m. 3 dicembre 1917
d i l i l l o D o m e n i c o , soldato 242 fant. - m. 7 febbraio 1917
«
N I C O L A di G aetano, sol. 142 f. - m. 14 a g. 1916
d im a s t r o m a t t e o
Fran cesco
di V ito , sold. 2 G enio 764
[Cent. - m. Sulsigaio, 19 m ag. 1917
«
a n t . , sol, f. - m. M. Sei Busi, 16-11-15
d i m a t t e o R a f f a e l e di R uggero, sol. 78 f. - m. S. G iov.
di Duino, 23 agosto 1917
d i m i c c o l i V i n c e n z o , sol. 21 sezione Sanità - m. 13 ag. 16
d i p a l m a e m . di D om ., sol. 244 f. - m. Boscom alo, 4-6-17
d i p a u l a G i u s e p p e di L u igi, fochista Regia
N ave Am alfi
[affondata 8 febbraio 1916
d ip ie t r o
G i u s e p p e di G iuseppe, sol. 116 f. - m. 11 ott. 16
d i s t a s o G i u s e p p e di Emman.,
sol. 138 f. - m. 31 ag. 15
d i v i c c a r o a n t : fu Salv., sol. 22 f. - m. Gorizia, 20 ag. 17
d iv in c e n z o
G e n n a r o fu Frane., sol. 138 f. - m. 1 nov. 16
«
R A F F A E L E di R u gg., sol. 142 f. - m. 2 nov. 16
d o n a t o r u g g e r o di Giuseppe, sol. 122 f. - m. 11 die. 15
«
s a b i n o di G iuseppe, sol. 29 f. - m. 21 die. 1915
d ’ o r a z i o m i c . di P ., sol. 12 f. - m. M. S. Michele, 26-7-15
d o r o n z o F r a n c e s c o di L uigi, sol. 230 f. - m. 7 lug. 1917
d ic h ic c o
d i
c o s im o
m a u r o
,
r u g g er o
94
LI B R O D ’ O RO
di Frane., D e c o ra to , 115 f. - m. 15 ott. 17
fu Frane., sol. 146 f. - m. 29 giu g. 16
f a b i a n o d o m . di G ius:, sol. 16 f. - m. Peteano, 2 die. 15
f a l c e t t a N i c o l a di Giuseppe, sol. 20 f. - m. 20 a g. 1917
f a l c i a n o i l a r i o n e di Francesco, sol. - m. 8 giugno 1916
f a v i a d o n a t o di Leonardo, sol. 142 f. - m. 10 die. 1916
«
l u i g i fu D ., sold. 35 f. - m. Padgora, 18 giug. 15
f e r r a n t e G i u s e p p e di Paolo, sol. 12 bers. - m. 26 lug. 15
f e r r u l l i G i u s e p p e di Francesco, sol. 51 f. - m. 10 sett. 16
F i L A N N iN a m i c h e l e fu Giuseppe, sol. 19 f. - m. 16 a g. 15
f i l o g r a s s o r a f . di M., sol. 79 f. - m. M. S . Michele, 18-2-16
f i o c c o l a P i e t r o di F ., sol. 233 f. - m. Gradisca, 4-11-17
f i o r e l l a a n t . di G ., sol. 45 art. - m. Fotoelettrico, 30-11-17
«
d o m . di G ., capor. 90 f. - m. Monfalcone, 31-3-17
f i s c h i e t t o m i c h e l e , sol. 44 fanteria - ni. 28 ottobre 1916
f o g g e t t o A n t o n i o di Dom enico, sol. 20 f. -m . 11 ott. 16
e o n s m o r t i a . r u g g . di Antonio, sol. 28 f. - m. 21 lug. 16
f o r n a r i LUCIANO di L uigi, aspirante Ufficiale 5 Alpini [m. 21 agosto 1917
f r a n c e s c h i n i S e r g i o , sol. - m. Carso, 15 febbraio 1917
f r a s c a t i r u g g . fu Frane., cap. m agg. 48 f. - m. 24 sett. 18
g a l a s s o N i c o l a fu Gius., asp. Uff. 39 f. - m. 23 m ag. 1917
g a l l i n a l u i g i di Francesco, capor. 206 f. - m . 12 m agg. 17
«
m i c h e l e di Barbaro, sol. 29 f. - m. 17 die. 1918
g a n g a i g io v ' : fu Mauro, sol. 8 f. - m. Gorizia, 11 febb. 17
g a r g a n o s a b i n o fu Matteo, sol. 222 f. - m. 31 ag. 1917
g a r r i b b a f o r t u n a t o , m aggiore 1 fant. - m. 31 lu g . 1918
g a r r i n e l l a a g o s t i n o di G aet., capor. 2 f. - m. 22 ott. 18
G e r m i n a r i o f r a n c . di Nicola, sol. 3 f. - m. 14 sett. 1915
g e r v a s i o G e n n a r o di Savino, cannon. R . N. Benedetto
[Brin. - scoppiata 30 luglio 1915
g i a n n e l l a g i o v . di C ., Serg. 150 f. - m. Isonzo, 9 ott. 16
«
m i c h . fu A n g ., sol. 232 f. -m . Piave, 30 ott. 18
- G i a n n i n i c o s i m o di Savino, sol. 14 f. mitr. - m. 24 sett. 17
doronzo
«
LU IG I
V in c e n z o
LIBRO D ’ ORO
95
fu Geremia, m aresciallo Zapp. 18 fant.
[Stato m aggiore - m. 22 luglio 1915
g o f f r e d o F E R D iN . di G iovanni, sol. 48 f. - m. 19 sett. 17
«
m i c h . di F ., sol. 133 f. - m. V alle Toblar, 28-11-15
g o r g o g l i o n e C a r l o di Michele, sol. 75 f. - m. 1 nov. 16
«
G i u s e p p e fu A n t., sol. 150 f. - m. 1 nov. 16
«
l u i g i fu Antonio, sol. 7 f. - m. 6 ag. 1916
g r i e c o F r a n c e s c o fu Donato, sol. 231 f. - m. 26 nov. 16
g r u m o V i n c e n z o di Nicola, sol. 139 f. - m. 21 giug. 1916
g u a c c i r i c c a r d o di Nicola, sol. 138 f. - m. 25 ag. 1915
i a c o b o n e m i c h . fu. Nunzio, serg. 520 mitr. - m. 2 giug. 17
i l g r a n d e p i e t r o fu A les., 4 art. Fort. m. 27 febb. 1918
i n n a m o r a t o m a r i o fu A ndrea, sol. 143 f. - m: 1 nov. 16
i o d i c e M i e . di Raff., sol; 12 f. - m. M. Santo, 19 mar. 17
I t a l i a c a r m i n e di Salvatore, sol. 142 f. - m. 20 ag. 1916
l a b o r a g g i n e p . fu I., sol. 65 f. - m. quota 208, 2 nov. 16
l a c e r e n z a f r . fu G io v ., sol. 44 f. - m. M. A salone, 27-10-18
«
« di N ic., sol. 14 com p. Presidio - m. 10-6-18
«
r u g . di Michele, sol. 53 f. - m . G rappa, 16-9-18
l a c o n c a e r n e s t o fu N ic., c. m ag. 122 f. - m. Carso, 14-2-16
l a f r a n c e s c h i n a S e r g i o fu Mauro, sol. 221 f. - m. 19-2-17
l a m a c c h i a g i u s , fu S a b ., sol. 63 f. - m. Monastir. 26-11-16
«
m i c h e l e di A n gelo , sol. 122 f. - m. 27 ott. 18
«
N i c o l a di A ntonio, sol. 120 f. - m. 13 m agg. 17
«
v i t o fu Giuseppe, sol. 3 f. - m. 8 lu g . 1916
«
a n d . di R ., (Brig. Barletta) - m. Isonzo, 1-11-16
l a m a r c a N i c o l a di G io v., carab. - m. Doberdò, 10 nov. 16
l a m o n i c a G i u s e p p e fu Sabino, bersag. - m. 16 ag. 1916
l a n o t t e m i c h e l e di A ntonio, sol. 217 f. - m. 27 ag. 16
«
MIC. fu S ., 1 sez. Mitr. - m. Castagnevizza, 23-6-17
«
n i c . di A n g ., bers. cicl. - m. Sequals 4 nov. 1917
l a p i c e l l a r a f f . , serg. 48 f. - m. M. Faiti, 17 febb. 1917
l a s a l a a n g e l o di Giuseppe, sol. 148 f. - m. 3 lug. 1917
«
m i c h e l e di G iuseppe, sol. 31 f. - m. 15 giug. 16
G ia n n in i m ic h e le
96
L IB R O D ’ O R O
Mich., sol. 12 f. - m. M. Zebio, 20 lug. 15
d i G aetano, s o l . 282 f. - m. 11 sett. 17
LATTANZIO FRANCESCO fu G ÌU S ., S o l. 327 C O ll lp . - 111. 21-10-18
«
l u i g i d i Michele, s o l . 48 f. - m. 29 giug. 1916
«
r u g . d i G ., asp. Uff. 145 f. - m, M. Zebio, 8-6-17
l a v e c c h i a c o s i m o fu R uggiero, s o l . 222 f. - m. 16 giug. 16
l a z z a r o m i c h e l e d i Luigi, s o l d , 141 f. - m. 4 ag. 1916
l i o n e t t i F r a n c e s c o d i V in c., s o l . 15 f. - m. 11 nov. 16
«
G i u s e p p e d i Vincenzo, s o l . 258 f. - m. 17 ap. 16
«
G i a c o m o d i Savino, s o l . 39 f. - 30 magg. 1917
«
G i o v a n n i d i Savino, s o l . 39 f. - 30 magg. 1917
l i s i N i c o l a d i Antonio, s o l d . 220 f. - m. 8 ottobre 1917
l i u z z i a n d . d i Mich., s o l . 148 f. - m. M ustapha, 16 s e t t . 17
«
c i r o d i Michele, s o l . 2 a r t i g . m. - 5 o t t o b r e 1916
l o c a n t o r e F r a n c e s c o d i Vincenzo, s o l , 35 artigl. - m.
[Salonicco, piroscafo affond. 4 m ag, 17
l o c o n t e G i u s e p p e di Vincenzo, sol. 150 f. - m. 4 febb. 17
«
l u i g i di G ., sol. 118 f. - m. M onfalcone, 31-10-15
l o f f r e d o l u i g i di R ., sol. 12 f. - m. O ppacchiasella, 11-10-16
«
r u g , di A nt., sol. 46 f. - m. Valderoa, 19 die. 17
l o m b a r d i l u i g i di Raffaele, soldato morto.
«
g a e t . di G iu s., sol. 9 f. - m. Prepotonizza, 27-2-15
l o m b a r d o N i c o l a di Mich., sol. 118 f. - m. M. Cullo, 31-5-17
l o m u s c i o m i c h . di A nd., sol. 63 f. - m. Monastir, 17-10-16
l u c e v i n c . fu D oni., sol. 142 f. - m. M. S. Michele, 2-8-17
m a f f e i f r a n c . di S tef., sol. 82 f, - m . M. Gabridi, 26-8-17
m a g a r e l l i o n o f r i o fu Paolo, asp. Uff. 30 f. - m. 29 giug. 17
m a n n a b e n e d e t t o di Frane., sol. 47 f. - m. 23 sett. 1916
m a n o s p e r t i G i u s e p p e di Vincenzo, sol. 86 f. - m. 30 ott, 15
«
r i n a l d o di G ., sol. 36 f. - m. Flandar, 28-5-17
m a r i n o N i c o l a di Carmin., sol. 63 fant. - ni. Gorizia, 1917
m a r i a n o G i u s e p p e di Nicola, soldato 12 fanteria - morto
m a r z o c c a r u g . fu C ,, sol. 134 f. - m. Trentino, 14 ag. 16
m a s t r a n g e l o l o r e n z o dì L o r., sol. 138 f. - ni. ih Verona
la
s a la
la
sorsa
ru g. di
m ic h e le
97
LIBRO D ’ ORO
di Pasquale, sol. 53 f. - m. 8 sett. 17
di Paolo, sol. 145 f . - m. 4 sett. 1917
m e l e p a s q u a l e di Francesco, sol. - m. G orizia, 7 ag. 1916
m e n n e a m i c h . di C ., D e c o r a to , sottot. 19 bers. -m . Piaver
[10 dicembre 1917
m i l c o v i c h s a b i n o di Matteo, mitr. Fiat - m. 4 giug. 1917
m o n t e r i s i s a b i n o fu V in c., sol. 94 f. - m. Gorizia, 12-5-17
m o r e l l i m i c h e l e di T eodoro, sol. 138 f. - m. Carso, 22-6-17
m o s c h e s f . F r a n c e s c o di G iuseppe, sol. 124 f. - m. 18-11-15
m u s t ! m a r i a n o di Savino, sold. 40 f. - morto 5 ag. 1918
n a p p i a n t , di C or., sol. 9 f . 3 pist. - m. M. Echar, 22-6-18
o l o f e r n e m i c h e l e d ’ignoti, sol. f. ard. - m. 14 genn. 18
o r l a n d o L u c i a n o di A ngelo, sol. 13 bers. - m. 25 nov. 15
o r t e c a g i o v . fu R u g., sol. 29 f. - m. Borgo Resa, 7-8-16
o s t u n i V i n c e n z o di Raffaele, sol. 55 f. - m. 13 die. 1917
p a l m i t e s s a r u g g i e r o di Giuseppe, D e c o r a to , cap. m agg.
[14 bers. m. V a l Bella, 6 marzo 1918
p a l o m b i e r i d o n . di P., sol. 29 f. - m. M. S . Martino, 3-7-16
p a l o m b i n o G i u s e p p e di Mich., sol. 1 genio - m. 26-10-1917
p à l u m b o v a r g a s n . di L ., sol. 32 f. - m. Casteln. 23-12-15
p a n s i n i A l f r e d o di A ntonio, serg. 11 bers. - m. 21 lug. 15
p a r a d i s o m i c h . di S a v., D e c o r a to , sol. 270 f. - m. 14-5-16
p a r l a t o F r a n c e s c o p a o l o di Cairn., f. • m. 2 nov. 1915
p e d o n e G i o v a n n i di Mauro, sold. 1 fan. - m. 24 ott. 1915
«
n u n z i o fu Giulio, sold. 29 fant. - m. 6 sett. 1918
p e l l e g r i n o V i n c e n z o di R u g g ., sol. Ili f. - m. 15 nov. 15
p e l l i z z i e r o a n t . fu Sante, sol. 77 f. - m. Montello, 19-6-18
p e r f e t t i m i c h e l e di A ntonio, allievo Com . R . N . C aricli
[m. investim . Cacciatorp. Carini 10-4-18
p e r s o s a b i n o di Michele, m orto T rentino, 5 luglio 1917
p e s c h e c h e r a g . di V in c., sol. 256 f. - m. Mezzavia, 22-6-17
p e t r o n e R a f f a e l e di G io v., serg. m itr. F iat - m. 27 lug. 17
p i a z z o l l a A n t o n i o di Raffaele, sol. 9 f. • m. 20 nov. 1915
«
«
di Sabino, soldato - morto 5 nov. 1915
m a s tr o c c h in o f r a n c .
m e la c a r n e
s c ip io n e
7
98
LIBRO D ’ ORO
di V ., sol. 244 f. - m. Lovandina, I9-1-I8
di Michele, sol. 63 f. - m. 16 nov. 17
«
g i u s , di A n g ., sol. 28 f. - m. Vertoiika, 17-9-16
«
l u i g i di V ito, sold. 14 bers. mitr. - m. M. Maio
[Roccione, 20 agosto 1917
p i c c o l i G i o v a n n i di G iuseppe, sol. 118 f. - m. 1 giug. 17
«
a n g e l o fu Michele, soldato f. - m. 17 febb. 1916
p i g n a t e l l i r a f . di R ., sol. 11 f. - m. M. Sabotino, 28-10-15
p o l i d a m i a n o di Giuseppe, sold. 87 f. - m. 12 giug. 1917
p o p i o R a f f a e l e di Francesco, sol. 228 f. - m. 19 ag. 1917
p r a s c i n a A n t o n i o di Giuseppe, sol. 48 f. - m. 29 sett. 17
q u a r t o f r a n c . di Pietro, sol. 3 art. - m. Portoreale, 30-6-15
r a c a n a t i C o r r a d o di Frane., sol. 1 granat. - m. 7 lug. 18
r a g n o c o s i m o di G aetano, sol. 138 f. - m. 25 agosto 1915
«
m i c h e l e di Michele, sold. 64 f. - m. 8 luglio 1918
r i c c o r a f f . di G aetano, capor. 29 f. - m. Carsico, 27-3-16
r i e f o l o r a f f . di L uigi, sol. tamburino, - m. 19 ott. 1915
r i o n d i n o G i u s e p p e di Michele, marinaio - m. 24 giug. 18
r i z z i A n t o n i o , soldato 11 fanteria - morto 21 nov. 1915
«
R a ffa e le
di Giuseppe, sold. 33 marina - annegato
[taglio Sile, 16 m aggio 1918
« r u g g i e r o fu Salvatore, sol. 36 f. - m. 27 luglio 1916
«
s a b i n o di Matteo, bombardiere - m. 18 settem. 1917
«
«
fu R uggiero, sold. 138 fant. - m . 9 ott. 1915
r i z z o v i t o di Antonio, sold. 40 fant. - m. 23 m agg. 1917
r i z z u t o G i u s e p p e di E duar., sol. 142 f. - m. Q . 208, 7-4-17
r o n d i n e l l a m i c h e l e fu Antonio, sol. 48 f. - m. 16 ag. 16
r o s s i a r m a n d o di G uglielm o, sottotenente - m. 10 nov. 15
r o t u n n o s a l v a t o r e fu Michele, sol. bom b. - m. 6 apr. 18
r u b i n o G i o v a n n i d ’ ignoti, sold. 138 f. - morto a M. Sei
[Busi, 12 nov. 1915
«
m i c h e l e di G ius., sol. 29 f. - m. M. S. Michele.
r u s s o v i t o r u g g . di Salv., sold. 30 f. - m. 3 luglio 1918
r u t i g l i a n o A n t o n i o di G ius., sol. 132 f. - m. 17 febb. 1915
p ia z z o lla
«
dom .
F ran cesco
LI B R O D ’ O RO
99
di R u g ., S o l. 154 f. - 111. 16 giu g. 1916
di L ., sol. 40 f. - m . Graffemberg, 8-8-16
«
di F . , serg. 79 f. - m. Piave, 15-8-18
s a b i n i G i u s e p p e , sol. 12 bers. - m. M. S. Michele, 24 ott. 15
s a n t e r a m o f r a n c . di R u g g ., sol. 138 f. m itrag. F iat - m.
[23 a g. 1915 sepolto Cim a Treviso.
«
A n t o n i o di Dom enico, sol. 134 f. - m. M. S.
[Caterina, 15 a g o s to '1917
s a r d a r o A n t o n i o di Pietro, sol. bomb. 3 f. - m. S. Donà
[di Piave, 8 mérzo 1918
s c a g l i o n e G i u s e p p e di G iovanni, soldato 140 f. - morto
s c o m m e g n a P i e t r o di Andrea, sold. 142 f. - m. 17 ag. 16
«
r u g g i e r o fu Salvatore, sold. 138 f. - m. M ,
[Sei Busi, 15 novem bre 1916
s c u r o r u g g e r o di Frane., f. mitr. - m. P iave, 24 ott. 18
s e c c i a d o m . di M ich., sol. 124 f. - m. M. Sei Busi, 30-10-15
s e v e r i n o A n t o n i o fu Modesto, m itragì. - m. 5 ott. 1918
«
m e r l i , serg. m agg. 1 brig. bers. - m. M. V elik i,
[12 ottobre 1916
s f r e g o l a l u i g i di G iovanni, soldato 29 fanteria - morto
g u e r r a v i n c . di M ., sol. 141 f. - m. M. Cappuccino, 24-11-15
s i n i s i V i n c e n z o di F ab b ., sol. 142 f. - m. N ova V as, 27-3-17
s o l d a n i G i u s e p p e di D om ., sol. 29 f. - m. 20 sett. 1915
s p a d a v e c c h i a o n o f r i o di A n g ., sold. 221 f. - m. 25-10-17
«
F r a n c e s c o di Onofrio, sold. - m 7 ott. 1918
s p e d i t o A n t o n i o di F erd., sold. 140 f. - m. 15 gen. 1917
s p e r a g i u s , fu R u g., sol. 40 f. - m. Castagnevizza, 21 ag. 17
s p i n a z z o l a C a r l o di L uigi, sol. I genio - m. 16 lug. 1918
«
g i u s , di Savino, s o l.- m . M. Cucco, 26 ott. 17
«
m i c h . fu R ic c .,s o l. 12 f. - ferito e m. Corm ons.
«
P i e t r o di Riccardo, sol. 215 f. - m. 4 ag. 16
s t r a n i e r o c o s i m o fu D ., sol. 41 f. - m. M. R occolo, 16-9-18
«
f e d e l e di Mich., cap. 28 f. - m. Padova, 28-1-18
«
G i o v a n n i di Pasquale, Sottot. - m. 28-5-1916
R UTIG L IA N O G IU SE P PE
«
«
r a ff.
100
L IB R O D ’O R O
fu T o m ., sol. 264 f. - m. 17 sett. 1917
di G io v., soldato 90 f. - m. ottobre 1916
t e o d o r o f r > n c . s a v . di A n t., sol. 64 f. - ni. 19 m ag. 17
t e o d o r o s a v e r i o di Mich., sol. 143 f. ferito - m. 20 ag. 17
t o d i s c o m a u r o di Leonardo, sol. 143 f. - m. 3 luglio 1916
t o r r e P i e t r o di Zaccaria, asp. U ff. - m. 20 giugno 1917
«
a n g e l o di Zaccaria, 3 G enio T eleg. ammalatosi in
[guerra morto in Barletta 1916
t r i s t a n o a n d r e a fu M ich., sol. 36 f. - m. Pogdora, 23-6-15
u r b a n o G i o v a n n i di Pasquale, sol. 143 f. - m. 2 nov. 1916
u v a m i c h e l e di A ntonio, 7 sussistenza - m. 25 sett. 1917
v a c c i n a e t t o r e fu G oto, cap. m ag. 231 f. - m. 22 lug. 18
[sepolto a Cam po Fez Nord Fossalto.
v e n t r e l l a f r a n c . di Pasquale, sol. 60 f. - m. 10 sett. 18
»
m i c h e l e di Gius., sol. bom b. - m . 29 giug. 18
V e n t u r i n i G i u s e p p e d ’ ignoti, capor. 1 genio - m. 19-6-17
v e s t i t o D o m e n i c o fu Michele, sold. 4 f. - m. 7 apr. 1918
v i s c o A l f r e d o fu G enn., soldato 128 f. - m. 17 apr. 1918
v i t r a n i a n g e l o di A ntonio, sold. 160 f. - m. 8 lug. 1916
«
A n t o n i o di G iuseppe, soldato - m. 26 giugno 1915
«
r u g g i e r o di A ntonio, soldato 46 fanteria - morto
z a g a r i a G i u s e p p e di Michele, sol. I grant. - m. 14 ag. 16
«
p a o l o fu Vincenzo, sol. 209 f. - m. 30 genn. 18
z a n c h i N i c o l a fu A ., sol. 64 f. - in. D ikovo Monastir, 15-12-16
«
s a v e r i o p a o l o , sold. 63 fant. - m. 5 agosto 1917
z a g a l u i g i di G iacom o, sold. 10 fant. - m. 31 genn. 1918
«
m i c h e l e di Luigi, soldato - morto 4 agosto 1916
z e d o n i G i u s e p p e di Biagio, sol. 96 f . - m. 25 m aggio 1917
z i g o l i l l o G i u s e p p e fu Andrea, soldato - m. 5 febbr. 1917
z o l i d o n a t o di V ito , soldato - morto.
TAM BURRO G IO V A NN I
ta v a ssi ed u ard o
A B B R E V I A Z I O N I : [. = f a n t e r i a ; m. = m o rto ; M. = m o n te ; b e r s . =
b ersa g lie re ; so l. = s o ld a to .
LI B R O D ’ O RO
101
DISPERSI
(Notizie raccolte daI Signor Francesco Rutigliani)
Balzano Michele di R ugg., soldato 139 fant. disp. 15-6-18
Bellini V ito fu Francesco, soldato 48 fant. disp. 1-11-16
Bufo R uggiero fu Nicola, soldato 32 fant. disp. 4-11-17
C afagn a Antonio di Frane., sold. 118 fant. disp. 10-10-16
«
Francesco di Michele, sold. 12 bers. disp. 26-7-15
Capacchione Carmine di A ntonio, sold. 58 fant. disp. 29-9-17
Caporusso Savino di Lorenzo, sold. 138 fant. disp. 25-8-15
Capuano Mosè di Francesco, soldato 24 fant. disp. 27-10-17
Corcella Francesco fu Michele, sold. 12 bers. disp. 29-11-18
Corposanto Nicola fu Riccardo, sold. 138 fant. disp. 25-8-15
Dagnello Gioacchino di Pasq., sold. 36 fant. disp. 16-5-16
Daloiso Ruggiero di Vinc., soldato 20 fant. disp. 19-9-16
D e Ceglie Savino di Mauro, sold. 20 fant. disp. 17-9-16
Delpiano G aetano di Giuseppe, sold. 11 fant. disp. 19-7-15
D eivecchio Raffaele fu Domenico, sold. 20 fant. disp. 17-9-16
De*Mattia Nicola fu Donato, sold. 8 bers. disp. 28-10-18
De-Pinto Oronzo di Mariano, sold. 39 fant. disp. 23-5-17
Debenedetto G iuseppe fu Em an., sold. 31 fant. disp. 18-6-16
«
R uggiero fu Frane., s o l.2 4 2 fant. disp. 21-5-17
«
Vincenzo fu D om en., sol. 12 fant. disp. 2-8-17
Dicandia Vincenzo fu R u gg., sold. 137 fant. disp. 13-5-17
Dicorato Ruggiero di Savino, sold. 12 bers. disp. 2-11-15
Dicuonzo Raffaele di Michele, sold. 241 fant. disp. 17-5-17
Dimatteo Nicola fu Giuseppe,' sold. 219 fant. disp. 2-7-16
Dim onte Nicola di A n gelo, sold. 40 fant. disp. 20-8-16
Dipalm a Luigi di Saver., sold. 28 cav. T reviso disp. 16-5-16
Distaso Michele di A n gelo , soldato 10 fant. disp. 28-6-16
Distaso Ruggiero di A n gelo, soldato 219 fant. disp. 2-7-16
D i-Viesti V incenzo di R u gg. soldato 40 fant. disp. 23-5-17
Divincenzo Giuseppe di Fran., sold. 244 fant. disp. 19-8-17
Doronzo Gioacchino di G iuseppe, sold. 220 fant. disp. 10-18
«
Michele fu Carmine, sol. 72 fant. disp. 19-6-16
« Ruggiero di Pasquale, sol. 67 fant. disp. 19-8-17
Durarino Pasquale di N ., soldato 146 fant. disp. 10-10-16
Enrico Sante di Pasquale, sol. 67 fant. disp. Isola Procida
Filannino Pasquale di G ius., serg. m agg. 220 fant. disp. 10-17
10 2
L I B R O D O RO
Filograsso Nicola di R uggiero, soldato di fanteria disperso
Gamm arrota Michele di R u gg., serg. 149 fant. disp. 22-11-17
Garribba Luigi fu Francesco, sold. 134 fant. disp. 14-8-16
Garibba Um berto di Gaetano, sold. 87 fant. disp. 24-10-17
Gaudim onte A ntonio di D oni., sold. 217 fant. disp. 29-5-16
Gentile Em anuele fu A n gelo, sold. 156 fant. disp. 31-10-17
Giordano A ntonio di Domenico, sold. 32 fant. disp. 18-10-15
Gissi R uggiero fu Luigi, soldato 264 fant. disp. 30-8-17
«
«
di Riccardo, soldato 12 bers. disp. 26-7-15
G orgoglione A n gelo di Michele, sold. 133 fant. disp. 17-6-16
Guerra Antonio di Ferdinando, sold. 16 fant. disp. 21-10-15
Imbriola G iuseppe fu Pasquale, sold. 219 fant. disp. 24-6-15
Lacavalla G aetano fu Mariano, sold. 2 fant. disp. 21-11-15
«
Ruggiero
«
sold. 136 fant. disp. 24-1-16
L am onaca Andrea di Raffaele, sold. 138 fant. disp. 1-11-16
Leuzzi A rturo di Salvatore, soldato 29 fant. disp. 21-7-15
Maffione Luigi fu Ruggiero, soldato 32 fanteria 9-17
Malizia Nicola di D om ., capor. m agg. mitrag. disp. 14-3-18
Mascolo Salvatore di G iovanni, sold. 219 fant. disp. 2-7-16
Mastrolillo Francesco Paolo di G ius., sol. 17 f. disp. -25-5-17
Mendolicchio Francesco di Ernesto, sol. 27 f. disp. 17-6-18
Mennea Salvatore fu Matteo, sold. 144 fant. disp. 18-6-16
M uraglia Ruggiero di R u gg., sold. 221 fant. disp. 29-8-17
Nanula Savino di G ius., serg. m agg. 27 fant. disp. 20-5-17
Napoletano Mauro di Vincenzo, sol. 160 fant. disp. 14-5-17
Pedico Giuseppe di Ruggiero, sol. 138 fant. disp. 23-5-17
Pensa G iovanni fu Savino, capor. 63 fant. disp. 21-10-15
Perrini Giuseppe di A ngelo, sold. 1 Eers. disp. 2-11-15
Piccolo A ntonio di Em anuele, sol. 137 fant. disp. 1-8-15
Porcelluzzi Emanuele fu R u gg., sol. 240 fant. disp. 18-12-17
Porcelluzzi Pietro di Emanuele, sol. 133 fant. disp. 6-7-16
Portone Raffaele fu G iu s., asp. Uffic. 21 fant. disp. 25-10-17
Righetti G aetano di Savino, sold. 219 fant. disp. 2-7-16
Rizzi Nicola Saverio di A ngelo, sol. 215 fant. disp. 30-10-17
Rodriquez Francesco, sold. 37 fant. disp. 14-5-17 Vertoira.
Sabini Francesco, sol. 139 fant. disp. 22-7-15 M. S . Michele.
Scarcella Dom enico, sol. 140 fant. disp. 2-11-15 Boscolancia.
Stella Francesco, .soldato 219 fant. disp. 1-7-16 M. Pasubio.
Stellatelli Pasquale di Vitantonio, capor. 281 f. disp. 13-9-17
Straniero Luigi di Celestino, soldato 19 fant. disp. 10-10-16
Strigliano Michele fu A ntonio, sold. 245 f. disp. 30-10-17
Troisi Giuseppe fu Salvatore, soldato 31 fant. disp. 6-7-16
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V allon e A lfredo Ignoti, soldato 86 fanteria disp. 21-10-15
V an n ella R uggiero fu Luigi, sold. 149 fant. disp. 10-10-18
V itrani Savino di R uggiero, sold. 138 fant. disp. 21-11-16
Vittorino Vincenzo di G iuseppe, sol. 2 fant. disp. 28-1-18
A LTRI
M O RTI D ECO RATI
(Notizie ricavate dai bollettini ufficiali)
G alasso Nicola asp. uff., (già elen
cato), Lanotte Nicola sold. (già elencato), Straniero Nicola
asp. uff., T etta Michele soldato.
M e d a g lia d ’ a r g e n t o :
Cattano Leonardo sold:, Colaprico
Pietro sold., Pomarico Giuseppe sold,, Rutigliani Raffaele
soldato (già elencato), Zigolillo Giuseppe (già elencato).
M e d a g lia di b r o n z o :
M ILITAR I V IV EN T I D E C O R A T I
(Notizie raccolte d all’autore della Guida)
M e d a g lia d ’ a r g e n t o : A lle bandiere 1 3 7 , 138 fan
teria Brigata « Barletta »; A zzella Saverio soldato, Caputo
G iuseppe sottotenente, Cassatella Salvatore soldato, Dam bra Francesco tenente (2 ), Dileo A ntonio soldato, Distefano
N icola soldato, Falcone Francesco bersagliere, Fucci Ettore
capitano, Garinella A gostino caporale, Graziani A ntonio ca
pitano, Lanotte Michele soldato, Lattanzio Pasquale soldato,
Magnicaro Pasquale sottotenente, Marino Raffaele soldato,
Musti Giuseppe tenente bersagliere, Napoletano Ruggiero
capitano, Parlati Pasquale m aggiore artiglieria (3 ), Reichlin
Pietro aspirante ufficiale.
M e d a g lia di b r o n z o : Antonucci Ruggiero soldato,
Battaglia Dom enico soldato, Battaglia G ioacchino tenente
medico., Borgia Francesco sottotenente, Caputo Giuseppe
104
LI B R O D ’ O RO
tenente (3 ), Carli G aetano aspirante ufficiale ( 2 ), Casardi
cavaliere Ettore m aggiore Granatiere ( 2 ), Corvasce Um berto
caporale, Damato G aetano soldato, Dambra Francesco te
nente, De Celce Michele soldato, De Rossi Pasquale caporal
m aggiore, De Vincenzo Saverio sergente, Dibenedetto Mi
chele soldato, Dicandia Francesco soldato, D ’Ingeo Gennaro
sqjtotenente, Esperti Cam illo capitano, Esperti Giovanni
tenente, Fucci G iorgio tenente, Fusillo Gennaro sottotenente,
G orgoglione Luigi soldato ( 2 ), Graziano A ntonio capitano
( 2 ), G rillo Giuseppe sottotenente, Latnacchia Michele te
nente medico, Lanotte Nunzio soldato, Mastropasqua Nicola
soldato, Moccia Clicerio soldato, Montenegro Giuseppe
caporal maggiore, Montenegro Raffaele soldato, Morelli
Francesco sergente, Napoletano R uggiero tenente, Neri
Nicola soldato, Parlati Pasquale capitano (2 ), Petrarola G a
briele caporal m aggiore, Petrillo Benedetto carabiniere,
Rasola Michele sottotenente, Saccinto G iuseppe sergente,
Samele V ito sottotenente, Saracino Em m anuele sergente,
Simeone Raffaele tenente, Teodoro Nicola caporale, T o d isco
Paolo soldato, T o ta Nunzio capitano, Vischi Michele sol
dato, V ista cavaliere A lberto tenente colonello, V ittorio
Errico tenente, Vitrani Angelo.
C ro c e al va lo re : Arbore Francesco soldato, Cannone
Salvatore maresciallo, Corcelli A ntonio soldato, D ’ A prile
Luigi sergente, Delle Noci A n gelo sergente, D ell’ Aquila
Luigi tenente, Di Pilato Sergio soldato, Grillo Giuseppe
tenente, L a Sala G iuseppe soldato, Marino Carm elo aspi
rante ufficiale, Montenero Ruggiero maresciallo, Piazzolla
Cosimo carabiniere, Racioppi Raffaele tenente, Sguera Oronzo, Tupputi Corrado, Vannella Giovanni sottocapo can
noniere di marina.