PERIODICO TRIMESTRALE | 6,00 EURO
N.39
GENNAIO 2011
NISSAN LEAF
CAR OF THE YEAR 2011
LA PRIMA ELETTRICA
CHE CONQUISTA IL TITOLO
CARFLEET REMASTERED
Il miglior modo per predire il
futuro è inventarlo
L’ITALIA PROSSIMA FUTURA
Intervista a Montezemolo
THERE’S NO SHOW LIKE
MOTORSHOW
LA SCOSSA DI ENEL
Arriva la mobilità elettrica
JAGUAR CON LAND ROVER
PIÚ FORTI NELLE FLOTTE
SICURI DI GUIDARE
Indagine sugli incidenti
stradali
LA RIPRESA C’È,
MA NON PER TUTTI
Indagine McKinsey
sulle priorità dei CEO
DUE OCCHI
NON BASTANO PIÚ
Sistemi di visione con 4
telecamere
PEOPLE
IL MIGLIOR MODO PER
PREDIRE IL FUTURO È INVENTARLO
C
ar Fleet si rinnova. Dopo nove anni di storia, in cui la nostra testata si è fatta apprezzare
per la qualità dei suoi contenuti e per la sobrietà del suo approccio, abbiamo progettato
un’evoluzione, in linea con i cambiamenti che stiamo osservando in questi mesi e con quelli che
intendiamo promuovere e provocare.
Già, perché il contesto economico nel quale vogliamo operare è quello che abbiamo l’ambizione
di contribuire a disegnare e a costruire, insieme ai nostri partner.
Drive the Future Together.
Da noi questi anni di difficoltà sociali ed economiche sono stati vissuti come una scossa, una
sfida a trovare strade nuove, per rilanciare e adeguare le attività ai mutati parametri che regolano
il business e le relazioni. Non siamo e non saremo mai seduti con i passeggeri, ma staremo tutti
insieme nella cabina di pilotaggio, per guardare avanti e cogliere per primi tutte le opportunità
che riusciremo a immaginare. Sotto l’ombrello di questa filosofia, la rivista continuerà ad essere
l’organo di informazione e di conoscenza delle tematiche più utili e interessanti, per svolgere
sempre meglio il lavoro di organizzazione e gestione della mobilità aziendale.
Ma in una maniera più completa e – soprattutto – interattiva.
People. Profit. Planet.
Non riusciamo a immaginare una mobilità che non si faccia carico di stare in armonia con le
persone e con l’ambiente, coniugando insieme le ragioni dell’impresa e dell’efficienza.
Ma siamo anche persuasi che tutto ciò non può tradursi in nulla di concreto senza avviare un
circolo virtuoso di relazioni e di scambio, di cui la rivista è strumento e piattaforma.
Nella nostra idea, Car Fleet sarà d’ora in avanti attraversato da iniziative che nascono dal dialogo
con i nostri partner e proseguono oltre le pagine. Più che un serbatoio di notizie, un canale di
comunicazione a due vie, dall’industria alle imprese e alla società civile. Già in questo primo
numero dell’anno (e del nuovo corso) sono tangibili le tracce del nostro impegno a 360° per una
mobilità sostenibile. Più che moderna, futura. Sfogliando le pagine, saranno evidenti.
Altre e diverse ce ne saranno nei prossimi appuntamenti. Tutte vivaci, tutte innovative.
Nel ringraziare chi ha aiutato Car Fleet in questi anni, sono lieto di dare il benvenuto al team
di Fleet&Mobility, che d’ora in poi ci darà il suo contributo coordinando i contenuti scientifici ed
editoriali del giornale, attraverso una squadra di qualificati collaboratori, tutte prestigiose firme
del giornalismo automobilistico ed economico, ed inoltre approfondendo analisi e dati del
mercato automotive. Tra i contenuti, sottolineo in particolare la struttura della rivista, non più
sequenziale ma parallela. Si presta a una lettura intermittente, laterale, come è ormai la nostra
comune dimensione di avanzamento e di relazione.
Il risultato può essere denso e diverso per ciascuno, così come le interpretazioni e le chiavi di
lettura. Una rivista auto-modellante in funzione del mood del lettore. Perché è un mezzo di
scambio e di stimolazioni, non un luogo statico di notizie e di informazioni. Tutto ciò che la
attraversa comincia prima e prosegue oltre, nella dimensione globale e dinamica.
Planet. Future. Together. Drive. People. Profit. Sono le nostre parole pivot.
Mauro Manzoni
direttore responsabile di Car Fleet
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
1
SOMMARIO
NUMERO 39 | GENNAIO 2011
EDITORE
LEASEPLAN ITALIA Spa
Viale Alessandro Marchetti, 105
00148 Roma
telefono: +39 06 96707815
email: [email protected]
www.leaseplan.it/press/carfleet.php
04
06
THERE’S NO SHOW LIKE
MOTORSHOW
11
LA SCOSSA DI ENEL
Programmi per la mobilità elettrica
14
SOSTENIAMO LA MOBILITÀ,
CHE SIA SOSTENIBILE
L’osservatorio di LeasePlan
18
NUOVA BMW X3
Il dinamismo sposa lo spazio
e il comfort
DIRETTORE EDITORIALE
Jaromír Hájek
DIRETTORE RESPONSABILE
Mauro Manzoni
DIRETTORE SCIENTIFICO
Pier Luigi del Viscovo
ART DIRECTOR
Indro Uttinacci
L’ITALIA PROSSIMA FUTURA
Intervista al presidente
Montezemolo
HANNO COLLABORATO
Pier Luigi del Viscovo
Nicola Desiderio
Alessandro Palumbo
Paolo Schembri
Mauro Serena
Alessia Seri
38
NEWS ON THE ROAD
42
FLOTTE SULLA BUONA E SULLA
CATTIVA STRADA
Intervista a Santucci, d.g. di Jaguar
46
SKODA YETI
Viene dalle nevi, ma conosce
bene la strada
50
VOLKSWAGEN CADDY
Lo spazio che vuoi, con lo stile
della Golf
54
LA MACCHINA DEI NUMERI
Risultati del mercato auto 2010
58
TWO OCCH’ IS MEGL’ CHE ONE
Sistemi di visione con 4 telecamere
60
AL POLSO UN’ICONA
L’orologio da oggetto unico
ad accessorio
62
LA RIPRESA C’È,
MA NON PER TUTTI
McKinsey sulle priorità dei CEO
PROVE SU STRADA
a cura di Nicola Desiderio
PUBBLICITÀ
GDN Marketing & Comunicazione Srl
[email protected]
STAMPA
Modulgraf Srl
Via di Santa Procula, 23/23A
00040 Pomezia (Roma)
Registrazione
Tribunale di Milano n.98/1997
22
NISSAN LEAF
La rivoluzione silenziosa
dell’auto elettrica
26
NEWS ON THE ROAD
28
UN CLUB DI AZIENDE PER
IL FUTURO DELLA MOBILITÀ
SOSTENIBILE
I fleet manager si confrontano
TIRATURA: 15.000 COPIE
30
ORGOGLIOSI DELLA
SICUREZZA E DELL’AMBIENTE
La parola a UNRAE
34
SICURI DI GUIDARE
Indagine sugli incidenti stradali
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
3
PEOPLE
L’ITALIA PROSSIMA FUTURA
P
residente Montezemolo, l’associazione Italia Futura si appresta a
vivere il secondo anno di vita. Sotto quali
auspici è nata questa associazione e qual
è il bilancio del primo anno di attività?
Italia Futura è nata con un obiettivo semplice e trasparente: contribuire al dibattito
pubblico con idee e analisi che guardassero al futuro del paese. Non tanto il futuro troppo lontano da noi, ma quello nel
quale vivranno i nostri figli tra cinque,
dieci anni.
È fondamentale che questo dibattito veda
la partecipazione più ampia possibile
della società civile, anche oltre i confini
spesso troppo stretti della politica, e per
questo ho sempre considerato un mio dovere di cittadino (prima ancora che di imprenditore) contribuirvi con idee e suggestioni. Lo spirito di Italia Futura è
esattamente questo e intorno a sé ha raccolto l’entusiasmo di studiosi, imprenditori, professionisti e di moltissimi cittadini
che hanno costruito e discusso le nostre
proposte di policy su temi fondamentali
come la mobilità sociale, la sanità, la
scuola, l’occupazione giovanile, la sostenibilità ambientale. È stato molto appassionante impegnarsi in questa impresa e
sono particolarmente lieto che quello che
un anno fa era solo un progetto, sul modello dei think tank statunitensi, oggi sia
una realtà importante della discussione
pubblica italiana.
Per il 2011 quali sono i progetti principali
e gli obiettivi dell'Associazione?
Allargheremo ancora di più gli associati a
Italia Futura, che già oggi sono più di ventimila in tutta Italia, e concentreremo il
nostro lavoro di analisi e proposta sulle
grandi trasformazioni che stanno investendo il mondo del lavoro e l’industria
culturale. Al contempo cresceranno i nostri rapporti internazionali, che già oggi
4
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
Jaromír Hájek e Luca Cordero di Montezemolo
vedono Italia Futura in un dialogo molto
proficui con alcuni importanti think tank
statunitensi e britannici.
Un'altra Italia è quindi possibile secondo
Lei? Quali sono le priorità che a Suo avviso
devono essere affrontate nell’immediato?
Sono sempre stato convinto che l’Italia
abbia dentro di sé grandi energie civili e
creative e non ho mai condiviso il senso
di condanna con il quale troppo spesso
descriviamo un paese condannato al declino. Non ho alcun dubbio che l’Italia ce
la farà ad uscire dall’angolo, se solo sapremo tutti insieme dedicarci ad una
grande impresa di rinnovamento che ha
bisogno del contributo più ampio della
società civile e delle classi dirigenti. Per
riuscirci, tuttavia, dobbiamo concentrarci
sulle grandi scelte fondamentali per il nostro futuro. Penso alla mobilità sociale,
perché l’Italia è un paese troppo fermo
dove l’ascensore del merito non funziona
più. Penso alla disoccupazione giovanile,
che rischia di togliere speranza alla parte
più vitale della nostra nazione. Penso alla
necessità di investire su scuola e università in modi molto più massicci di quanto
non sia stato fatto finora. È un’impresa
difficile, ma non abbiamo scelta se vogliamo continuare ad essere una grande
nazione capace di avere un ruolo nel
mondo. E sono convinto che ce la faremo.
Il 2010 si è chiuso con un mercato dell'auto in Italia sotto i due milioni di immatricolazioni. Quale prospettive vede
per il prossimi anni anche nello specifico
segmento delle flotte aziendali?
Per il prossimo futuro nutro un cauto ottimismo anche se non mi aspetto un ritorno ai livelli del 2007, a cui forse torneremo solo nel lungo periodo. Credo che
per garantirsi buone prospettive sia necessario continuare a innovare, investire
nel prodotto e assicurare grande flessibilità. Questo vale anche per il comparto
delle flotte aziendali. D’altra parte è ciò
che in questi anni abbiamo sempre fatto
alla Ferrari, che non solo non è stata toc-
PEOPLE
Luca Cordero di Montezemolo
cata dalla crisi ma nel 2010 ha messo a
segno quello che è il nostro secondo miglior anno di sempre dal punto di vista
economico.
Tra pochi giorni verrà presentata la nuova
monoposto per il prossimo campionato di
Formula 1. Cosa ci può anticipare?
Posso anticipare due cose: che avremo
una monoposto competitiva sin dalla
prima gara e che daremo sempre il massimo per essere davanti. Abbiamo una
squadra forte e una fantastica coppia di
piloti, la concorrenza è agguerrita ma
sono fiducioso. Non dimentichiamo che
anche quest’anno abbiamo fatto una stagione ottima che purtroppo è stata vani-
ficata all’ultima gara. Ma siamo stati sempre lì in testa a combattere per il titolo
come è giusto che Ferrari faccia, non a
caso siamo il team che ha vinto di più
nella storia della F1.
LeasePlan è partner di Italia Futura nell’ambito del progetto "Idee verdi per il futuro". Ci può svelare quali sono i presupposti e le prospettive di questo progetto?
Il progetto è la seconda edizione del nostro concorso “Accade Domani”, con il
quale Italia Futura vuole contribuire a scoprire i migliori “giacimenti di creatività civile”. Concretamente, si tratta di un finanziamento per la realizzazione di idee civili
o imprenditoriali ad alto contenuto inno-
vativo. Una sorta di “venture capital delle
idee”, con un concorso al quale hanno
partecipato molte centinaia di giovani con
progetti di grande interesse.
Quest’anno abbiamo scelto di concentrare
il concorso sui temi della sostenibilità ambientale, perché la “green economy” è una
delle frontiere più vivaci e interessanti su
cui l’economia e le politiche pubbliche si
stanno innovando. La competizione per i
progetti vincitori è stata molto agguerrita,
e la valutazione è stata condivisa tra una
giuria di esperti del settore e molte migliaia
di iscritti a Italia Futura che hanno votato
sul nostro sito. E con l’occasione voglio
ringraziare LeasePlan per avere sostenuto
questo strumento nuovo e originale.
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
5
FUTURE
di Alessandro Palumbo
THERE’S NO SHOW LIKE
MOTOR SHOW
M
eno male. Dopo l’edizione del
2009 sottotono, il Motor Show di
dicembre 2010 ha mostrato che l’Italia
può ancora dire la sua nel panorama fieristico mondiale dell’automobile. Cosa
del tutto non scontata, basti pensare che
ci sono saloni come quello di Londra che
a partire dal 2012, in base a quello che
dicono gli organizzatori, scomparirà.
Ma veniamo al salone. Entrando nella
struttura fieristica ci imbattiamo subito di
fronte al primo e imponente stand, quello
di Audi, dove ammiriamo in anteprima la
A1 e-tron che rappresenta per Audi la risposta al tema di futura mobilità urbana.
Questa concept car è realizzata sulla base
della A1 con un motore elettrico con potenza di 102 CV, con batterie agli ioni di
litio che consentono un’autonomia di
circa 50 km, che aumentano fino a 200
grazie ad un compatto motore Wankel.
La Audi A1 e-tron sarà prodotta in una piccola serie destinata ad un progetto di test
su strada nella città di Monaco. La A1 è
presente con numerose varianti, compresa la “A1 follow me”, una versione speciale realizzata in esemplare unico per la
gioia degli amanti del tuning.
Altra novità Audi che vediamo in fiera è la
nuova coupé a 5 porte A7 Sportback, nonché la R8 GT in anteprima nazionale, visto
che il debutto sul mercato è previsto nel
corso del 2011.
Proseguendo avanti entriamo nel padiglione 25 dove espongono Fiat, Lancia,
Chrysler, Jeep, Alfa Romeo, Maserati e Ferrari. Le anteprime in questo padiglione
sono tre marcate Jeep, Grand Cherokee,
Wrangler e Wranger limited, la Maserati
espone la Gran Turismo Mc Stradale e Ferrari la 458 Challenge.
Ci fermiamo ad ascoltare attentamente la
conferenza stampa di Lancia tenuta dal
responsabile brand Lancia In Italia che di-
6
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
chiara che “è un momento storico per Lancia perché l’integrazione con Chrysler è
oggi un fatto concreto a tutti gli effetti.
La nostra strategia di distribuzione si basa
su 5 asset strategici:
1. convergenza nel posizionamento. I 2
brand condivideranno la stessa vision che
si basa su stile, sostanza e attitudine
2. convergenza nello sviluppo di nuovi
prodotti grazie al lancio di 7 nuovi modelli
in 3 anni
3. convergenza geografica. Lancia e Chrysler hanno l’assoluto potenziale per
creare un brand globale
4. convergenza delle persone e delle organizzazioni. Già oggi la National Sales
Company di Chrysler fa parte del team di
Fiat. Siamo oggi un solo team strutturato.
5. convergenza delle 2 reti di vendita con
l’obiettivo di crearne una ancora più solida e più capillare e ai migliori livelli qualitativi”.
Prosegue “abbiamo lanciato un’importante
ristrutturazione delle reti di vendita Lancia
e Chrysler con gli obiettivi di arrivare ad
una copertura territoriale pari al 100%
(oggi siamo al 90%), di rafforzare la rete
di vendita per poterci confrontare meglio
con la concorrenza locale garantendo ad
ogni partner un adeguato livello di fatturato. Questo si deve tradurre in un incremento delle vendite medie per dealer del
60%, e in un incremento del fatturato
medio per dealer del 40%. Per portare la
qualità della rete ai migliori livelli del
mercato abbiamo apportato delle modifiche agli standard qualitativi uniformando
e migliorando l’immagine dei nostri show
Oltre 10 padiglioni per le vetture delle case e una grande pista per le prove e le gare
FUTURE
room. Questo vuol dire che gradualmente
i nostri dealer adegueranno l’allestimento
interno ed esterno degli show room al
format che chiamiamo format fashion, allineato ai nostri valori di estetica e temperamento. Per il 2014 avremo 200 concessionari totalmente rinnovati. Entro gennaio 2011 firmeremo il nuovo contratto
con la nuova rete che comunque avrà effetto da giugno”.
Passeggiando per lo stand Fiat ci fermiamo a chiacchierare con Olivier Francois che conferma come Fiat metterà al
centro della comunicazione la competenza della casa italiana nella produzione
di motorizzazione e tecnologia di avanguardia. Il manager transalpino ribadisce
che sono molto orgogliosi e credono
molto nel primato tecnologico di Fiat, dedicando a livello comunicativo molte risorse e addirittura uno spot che parla
esclusivamente del motor twin air.
Nel padiglione 26 Volvo presenta la sua
offerta targata 60. Infatti la casa svedese
presenta S60, V60, XC60 e battezza al salone di Bologna la nascita della Volvo TV
che è possibile guardare sul sito della
casa. Nello stesso padiglione Mercedes
spicca con il suo allestimento fatto di
classe e eleganza e presenta la nuova E
200 NGT. Sempre al numero 26 troviamo
Smart, Land Rover, SsangYong, Tata e Mitsubishi che presenta l’elettrica i-Miev.
Il padiglione 30 rappresenta una vera novità per il Motor Show. Debutta infatti
“Electric city powered by Enel”, l’iniziativa
dedicata alla mobilità elettrica.
All’interno di Electric City le case auto,
che espongono i propri veicoli ad alimentazione elettrica, sono Citroen, Micro-vett,
Mitsubishi, Nissan, Peugeot, Renault,
Smart e Tazzari. Il padiglione consta di
8.000 metri quadrati in cui il pubblico può
provare le auto elettriche all’interno di
una pista immersa in una scenografia che
evoca una città del futuro.
Citroen presenta la sua C-Zero. Zero litri
di carburante, zero emissioni inquinanti,
zero emissioni di CO2, zero inquinamento
acustico. Con una lunghezza di 3.48 m,
dotata di tecnologia Full Electric, C-Zero
sviluppa una velocità che può raggiungere
i 130 km/h ed ha un’autonomia di 150 chilometri. I primi esemplari saranno consegnati in Italia a gennaio 2011.
➔
Quest’anno al Motor Show un intero padiglione dedicato alle vetture elettriche, denominato “Electric City”
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
7
FUTURE
Mitsubishi presenta in anteprima nazionale la i-Miev, che è alimentata da un propulsore leggero e compatto e da batterie
agli ioni di litio ad alta densità energetica,
47 kW per 150 chilometri di autonomia,
ha affrontato quasi 300.000 km di collaudi
e dopo essere stata lanciata sul mercato
giapponese nel luglio del 2009 ora è
pronta nella sua versione europea.
Per Nissan è presente l’anteprima italiana
Leaf, la prima auto elettrica in formato famiglia progettata ad hoc e prodotta in serie per il mercato mondiale. Leaf ha un'autonomia potenziale di 160 km, un
chilometraggio che corrisponde alle esi-
genze di spostamento quotidiane della
maggior parte della popolazione mondiale. In Europa sarà distribuita nei primi
mesi del 2011.
Peugeot presenta la iOn che ha una velocità di punta di 130 Km/h, è stata progettata per il traffico urbano delle principali città europee, grazie a un’efficiente
gestione dell’energia della sua batteria
agli ioni di litio e all’ottimizzazione del recupero di energia, sia in fase di decelerazione sia in quella di frenata, l’autonomia
della vettura nel ciclo standard europeo
raggiunge i 150 chilometri.
Renault presenta Kangoo Express Z.E.
LE NOVITÀ
AUDI
• A1 e-tron
• A7 Sportback
• R8 GT
BUBBLE
• Bubble
MASERATI
• GranTurismo MC Stradale
MERCEDES
• E 200 NGT
MITSUBISHI
• i-Miev
CITROEN
• DS3 Racing
• DS3 WRC
• DS4 Survolt Concept
NISSAN
• GT-R MY 2011
• Townpod
DR MOTOR
• Dr1 Electric
• Dr3
• Dr1 SW
OPEL
• Nuova Antara Facelift
• Nuova Corsa Facelift
• Astra Sports Tourer
FERRARI
• 458 Challenge
PEUGEOT
• EX1 Concept Car
• 508 Berlina
• 508 SW
FORD
• Nuova fiesta RS WRC
• Nuova Focus
GREAT WALL
• Kulla Concept
• Steed 5
• Voleex
HYUNDAI
• Genesis coupè
• i10
• Santa Fe
JEEP
• Grand Cherokee
• Wrangler
• Wrangler Unlimited
LAND ROVER
• Range Evoque 5 Porte
• Range Evoque Coupè
RENAULT
• DeZir Concept
• Twingo Miss Sixty
• Twizy
(Zero Emissioni), uno dei modelli della
gamma di quattro veicoli elettrici che sarà
introdotta dalla casa francese sul mercato
tra il 2011 e il 2012. In particolare, la Renault Kangoo Express Z.E. è la prima furgonetta elettrica di serie e sarà commercializzata nel secondo semestre 2011,
derivata da Renault Kangoo Express, la Z.E.
ha un motore elettrico della potenza di 44
kW, sarà equipaggiata con una batteria
agli ioni di litio di ultima generazione e
avrà un’autonomia di circa 160 chilometri.
Smart presenta l’ormai noto progetto emobility Italy, creato proprio insieme ad
Enel. Il gruppo Tazzari presenta la ZERO
Special Edition, un facelift dell’attuale versione ma con diversi nuovi contenuti tecnologici, come la nuova plancia touch
screen con tutti i comandi integrati, nuovi
interni, inoltre prevede la possibilità di
nuove batterie con capacità maggiore ed
un caricabatterie portatile tri-fase allocabile all’interno della vettura che permette
ricariche molto veloci.
Ricco di novità anche il padiglione 29 in
cui Ford presenta la nuova Focus e la
nuova Fiesta RS WRC, Peugeot la 508 berlina e SW e la concept car EX1, mentre Citroen presenta la DS3 racing e WRC e la
DS4 Survolt Concept.
Dr1 è anche in versione elettrica
SMART
• Escooter
SSANGYONG
• Korando
VOLKSWAGEN
• Nuova Jetta
• Nuova Passat
VOLVO
• S60
• V60
• S60 R-Design
• V60 R-Design
Plancia sinuosa per Nissan Townpod
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CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
FUTURE
Al padiglione 21 ci sono DR, Great Wall,
ISUZU e Renault. Dr in anteprima presenta
la Dr3 con la quale entra nel segmento C
con un motore a benzina da 108 cv. La
casa di Isernia presenta anche la Dr1 electric, prototipo a batteria destinata diventare l’elettrica low cost del mercato.
Abbiamo incrociato all’interno del salone
il presidente di Renault Italia, Jacques
Bousquet che ci dice che “il focus di Renault è la salute della nostra rete. I nostri
tempi di consegna medi sono di due mesi,
che comunque sono un buon risultato a
livello industriale, io preferisco avere questi tempi di consegna piuttosto che avere
i saloni dei dealer pieni di auto, magari
con un mix sbagliato. Oggi il nemico numero uno è il cash flow e lo stock. Prevedo
un 2011 positivo perché ci sono dei segnali confortanti”. Nel padiglione 31 Volkswagen espone le proprie anteprime nazionali, la nuova Passat e la nuova Jetta,
mentre Skoda e Seat presentano la propria gamma, ma senza novità.
Opel nel padiglione 22 presenta i facelift
di Corsa e Antara e la nuova Astra Sports
Tourer. Nello stesso padiglione è presente
la Kia e la Bubble, quest’ultima presenta
in anteprima la sua divertente vettura di
soli 3,27 metri per quattro posti.
Nel padiglione 32 la casa coreana Hyundai presenta 3 anteprime. La Santa Fe si
presenta al pubblico con un restyling che
rinnova soprattutto il frontale e le linee
estetiche. Accanto al SUV, la piccola city
car i10 facelift, rivisitazione del modello
già sul mercato italiano, con un 1.000 a
benzina Euro 5 che promette emissioni di
CO2 contenute (99 g/km). La sportivissima Genesis Coupé, una 2+2 lunga 4,63
metri, larga 1,86 e alta 1,38 che sarà in
vendita in due motorizzazioni, entrambe
a benzina: una di 2,0 litri turbo da 213 CV
e l'altra di 3,8 litri da 303 CV.
La Nissan partecipa al Motor Show di Bologna con due importanti anteprime sul
versante elettrico. La Nissan GT-R, presentata al salone di Tokyo nel 2007, in
Italia il suo arrivo è previsto per la primavera del 2011 e la Townpod che impiega
la stessa tecnologia a emissioni zero di
Nissan Leaf (Auto dell'anno 2011).
Ma il Motor Show del 2010 non è solo l’occasione per la presentazione della gamma
di quasi tutte le case, è anche spettacolo.
Infatti nell’area esterna denominata
quest’anno Mobil 1 Arena oltre alle consuete competizioni sportive ed esibizioni,
anchela possibilità di effettuare test drive,
tra cui quelli di Abarth e Ford.
My Life, il nuovo allestimento per Fiat Punto Evo
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
9
di Alessandro Palumbo
PLANET
LA SCOSSA DI ENEL
reale la scommessa di ENEL nel
settore della mobilità elettrica. Ha,
infatti, avviato con Enel drive una serie di
progetti pilota, necessari a sviluppare e
migliorare una rete di impianti di ricarica
intelligenti, al fine di garantire un sistema
di ricarica efficiente ma, soprattutto, di
facile utilizzo per coloro che optano di
guidare un veicolo elettrico.
È
Ma cosa sta facendo realmente Enel? Enel
ha creato un sistema di ricarica basato su
2 tipologie di stazione di ricarica:
• home station: è il sistema di ricarica
domestico. È composto da un contatore,
che può essere installato nel garage o nel
box. Chi dispone, quindi, di un garage o
di un box, può autonomamente effettuare
la ricarica del proprio veicolo elettrico.
• public station: è il sistema di ricarica
pubblico. È composto da una colonnina
di ricarica installata in strada, in punti stabiliti di comune accordo con i comuni italiani. Ogni volta che l’utente connette il
proprio veicolo al punto di ricarica, tramite
l’apposito cavo, il processo di ricarica avviene automaticamente.
Il sistema permette inoltre una ricarica
personalizzata per ogni cliente, in base
alla tariffa dei gestori di energia ai quali
il cliente si è affidato e in base alla modalità della ricarica.
Il punto di forza dell’infrastruttura per la
ricarica dei veicoli elettrici è il sistema
centrale, la control room, che, da remoto,
controlla tutte le stazioni di ricarica installate da Enel sul territorio nazionale.
Il sistema centrale è connesso con le stazioni di ricarica tramite tecnologia GPRS, 7
giorni su 7, 24 ore su 24 e può: attivare o
IL SISTEMA DI RICARICA ENEL
• Home station e Public station
per la ricarica a casa e in città
• Riconoscimento del cliente
tramite card personalizzata per
ricaricare la vettura
• Pagamento diretto in bolletta
o tramite carta prepagata
• Controllo da remoto delle
colonnine distribuite sul territorio
• Accesso via web a clienti,
asset providers, service providers
ed energy vendor
disattivare una stazione di ricarica, georeferenziarla su una mappa, monitorarne il
funzionamento e aggiornarla tramite nuovi
applicativi software, acquisire i dati di ➔
Il driver connette il veicolo al punto di ricarica con un apposito cavo e il processo di ricarica avviene automaticamente
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
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PLANET
funzionamento e provvedere da remoto
alla manutenzione della stessa.
Lo strumento, necessario per il riconoscimento del cliente e per associare quest’ultimo al proprio contratto, è la card
personalizzata. Il sistema centrale, tramite
riconoscimento della card, attiva il riconoscimento autorizzando la ricarica e registra i dati relativi alle ricariche.
Grazie alla possibilità di far dialogare il
sistema centrale con i sistemi di gestione
della rete elettrica, sarà possibile gestire
LE PARTNERSHIP DI ENEL
• E-mobility con Smart
• Sviluppo di veicoli elettrici
per le flotte con Piaggio
• Offerta all inclusive con Citroen
per C-zero
• Test a Pisa con Poste Italiane per
la consegna della corrispondenza
con veicoli elettrici
• Accordo con Nissan e Renault
per studiare la compatibilità
dei veicoli delle 2 case con
l’infrastruttura Enel
la potenza da erogare alle singole stazioni, in funzione delle disponibilità della
rete e del fabbisogno reale della stazione.
Il sistema consente altresì l’accesso web
a diversi utenti, ossia ai clienti, gli asset
providers, i service providers e gli energy
vendors. Tale sistema permette sia la ricarica dei veicoli elettrici che prossima-
mente usciranno in produzione, sia di
quelli attualmente circolanti sulle nostre
strade. Ogni stazione è dotata di due
prese, una compatibile con l’attuale standard in vigore in Italia, l’altra compatibile
con quella che é destinata a diventare lo
standard europeo per la ricarica dei veicoli
elettrici.
Accordo tra Enel e Piaggio per promuovere lo sviluppo degli scooter ibridi e dei veicoli elettrici per le flotte aziendali
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CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
PLANET
Contemporaneamente allo sviluppo delle
infrastrutture, Enel ha sviluppato alcune
importanti collaborazioni, di cui citiamo
le più significative.
Enel e Smart hanno dato vita al progetto
e-mobility. Nell’ambito di questo progetto,
Smart ha messo a disposizione 100 vetture elettriche a clienti di Roma, Pisa e
Milano e si farà carico della manutenzione. Enel invece sarà responsabile dello
sviluppo e del funzionamento di 400 punti
di ricarica dedicati.
Il canone mensile delle smart fortwo electic è pari a 400 euro +IVA e comprende il
noleggio, la manutenzione ordinaria,
l’eventuale vettura sostituiva e l’assicurazione RCA, incendio e furto.
Con riferimento alla ricarica, Enel si preoccuperà dell’installazione di una home
station per la ricarica della vettura nel box
di casa e presso il parcheggio sul posto
di lavoro; altri punti di ricarica saranno
inoltre messi a disposizione in aree attrezzate nelle 3 città. Con 25 euro al mese,
i 400 clienti potranno ricaricare le proprie
vetture elettriche senza alcun limite
Enel e Piaggio hanno invece siglato un
accordo che ha lo scopo di promuovere
lo sviluppo dei veicoli elettrici per le flotte
aziendali e degli scooter ibridi, attraverso
un’analisi preliminare sui bisogni dei
clienti delle flotte aziendali e successivamente si partirà con test veri e propri.
Enel e Nissan-Renault hanno sottoscritto
un accordo che prevede uno studio di
compatibilità tra i veicoli elettrici delle
due case automobilistiche con l’infrastruttura Enel, nonché lo sviluppo di offerte
integrate di prodotti e servizi per i clienti
dei veicoli elettrici.
Enel e Poste italiane stanno sperimentando servizi e offerte mirate ad incentivare l’utilizzo di veicoli elettrici da parte
di Poste italiane. Pisa sarà la città test in
cui gli operatori del servizio distribuiranno
la posta con veicoli elettrici nel centro storico. Le due aziende condurranno inoltre
un apposito studio, con la finalità di valutare e sviluppare ulteriori iniziative di
mobilità elettrica, coinvolgendo interlocutori pubblici e privati, come aziende,
enti, università e associazioni.
Enel e Citroen hanno sviluppato un’offerta
commerciale “all inclusive”. Trattasi infatti
di un’offerta congiunta CITROËN C-Zero ed
Enel, che comprenderà, oltre alla fornitura
di energia certificata RECS, altri servizi de-
dicati, come il sopralluogo presso l’abitazione del cliente da parte di tecnici Enel
per studiare la migliore soluzione per l’installazione di un punto di ricarica home station, i relativi costi di attivazione e l’accesso
ai punti di ricarica pubblici già esistenti.
La colonnina di ricarica
Attraverso la “control room” Enel gestisce da remoto tutte le stazioni di ricarica installate sul territorio
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
13
di Pier Luigi del Viscovo
PLANET
SOSTENIAMO LA MOBILITÀ,
CHE SIA SOSTENIBILE
L
easePlan affianca i suoi clienti
nella ricerca e nello sviluppo di
forme di mobilità sempre in linea con le
sensibilità dell’impresa e della comunità
entro cui l’impresa opera. Questa mobilità
– che migliora la qualità dello stare insieme “impresa-società” – è quella che
in LeasePlan definiamo “mobilità sostenibile”. La mobilità è sostenibile quando
persegue il miglioramento degli standard
di sicurezza attiva e passiva; quando riduce il congestionamento e i tempi morti;
quando migliora la qualità dell’aria e
dell’ambiente.
La mobilità sostenibile non è un singolo
progetto e LeasePlan non coltiva l’ambizione di realizzarla da sola. Si tratta di
una visione da perseguire, coniugando gli
sforzi insieme a partner e clienti.
Per trasformare questa ambizione in una
trasformazione concreta delle pratiche
quotidiane dobbiamo mettere a fattor comune le conoscenze e gli stimoli al progresso. Per questo nasce – promosso e
curato da LeasePlan Italia – l’Osservatorio
per la Mobilità Sostenibile, la cui missione
è proprio di monitorare e riportare gli stati
di avanzamento del settore, stimolando
il confronto e la ricerca delle migliori applicazioni. Alcuni fronti di crescita – pensiamo alla sicurezza e all’impatto ambientale dei propulsori – sono già attivi da
anni e sono oggetto di un trend graduale
di miglioramento. Non per questo si intende essere meno vigili e pronti a cogliere tutti i segnali di ulteriore sviluppo.
C’è un tema che oggi affascina e spaventa
chi si occupa quotidianamente e operativamente di mobilità: la propulsione elettrica. È una vera rivoluzione che riguarda
tutti gli aspetti più rilevanti dell’automobile, dall’estetica agli spazi, dall’assistenza al rifornimento, fino alla valorizzazione dell’usato e al conseguente impatto
14
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
economico-finanziario per l’impresa.
Più di ogni altra forma di progresso nella
gestione delle flotte, l’adozione di veicoli
elettrici sarà una sfida difficilissima per
le imprese e per i suoi partner. Molte probabilmente si tireranno indietro per un
certo tempo, in attesa di osservare quello
che i pionieri saranno in grado di fare. Ma
quelle che accetteranno la sfida godranno
come sempre di un vantaggio competitivo, sia nella gestione delle migliori soluzioni operative, sia verso i loro clienti e
la comunità sociale in cui si muovono.
LeasePlan vuole essere al fianco delle
imprese più orientate all’innovazione, con-
vinta che i veicoli elettrici diventeranno
parte integrante delle flotte e si sta preparando, a livello internazionale e locale,
anche favorendo l’aggregazione di imprese
ed esperti nella propria ECommunity, con
l’obiettivo di scambiare e confrontare esperienze e soluzioni.
Seguendo questa filosofia di apertura e
ampliamento della conoscenza LeasePlan
Italia è orgogliosa di partecipare al “Laboratorio Mobilità Sostenibile: focus sul
veicolo elettrico”, costituito dalla Fondazione EnergyLab, che si propone come
luogo di avvicinamento tra Istituzioni, Università e Industria del nostro paese.
PLANET
Le attività del laboratorio sono impostate
e coordinate da un Comitato Scientifico
costituito da accademici e ricercatori provenienti da alcune delle più importanti
Università italiane come l’Università degli
Studi di Milano, il Politecnico di Milano,
l’Università Cattolica del Sacro Cuore,
l’RSE. Il Tavolo degli Esperti assicura l’indirizzo del programma e promuove iniziative di divulgazione attraverso un confronto sistematico e strutturato.
Quest’ultimo si raduna periodicamente,
ed è costituito da , autorità di regolazione,
centri di ricerca nazionali, rappresentanti
di industria, finanza, servizi come ad
esempio Autorità per l'Energia Elettrica,
Regione Lombardia, ARPA, Brembo, Bticino, Fiat, LeasePlan, Microvett, Peugeot,
Piaggio, Renault, Siemens, ST Microelectronics e altre.
Nell’agenda del laboratorio ci sono interessantissimi temi di discussione tra cui:
• Proposta di Legge numero 3553 del 17
giugno 2010 sulle disposizioni per la realizzazione di reti infrastrutturali a servizio
dei veicoli alimentati ad energia elettrica
• Sistema di infrastrutture necessario per
la diffusione dell’auto elettrica
L’Osservatorio per la Mobilità Sostenibile LeasePlan, in collaborazione
con il Laboratorio, si occuperà di monitorare e analizzare alcune grandezze e fenomeni quali le politiche
delle case costruttrici di auto e l’introduzione di nuovi modelli sul mercato, organizzare prove di guida dei
veicoli, valutare ed analizzare la risposta del mercato, l’andamento dei
valori residui e l’attenzione legislativa
dei vari governi nazionali, dandone
ampia informazione e risalto anche
attraverso queste pagine.
• Liberalizzazione del mercato elettrico per
la vendita di energia e dei servizi ausiliari
• Batterie e sistemi d’accumulo: stato
dell’arte, problematiche e criticità
• Trasporto pubblico e car sharing: possibili sviluppi.
Una delle case auto più impegnate sul
versante elettrico e di cui vogliamo parlare
oggi è Renault.
La casa francese fra il 2011 e il 2012 introdurrà sul mercato una gamma completa
di 4 veicoli elettrici denominati Z.E. (zero
emmission):
• Kangoo Express Z.E., furgonetta elettrica, destinata a flotte ed operatori professionali, ideale per il trasporto merci in
città. Disponibile sul mercato dal secondo
semestre 2011
• Fluence Z.E., berlina raffinata del segmento C, che consente di trasportare comodamente 5 persone. Sul mercato dall’inizio del 2012
• Twizy Z.E., soluzione di mobilità urbana
innovativa, con 4 ruote, 2 posti in linea
ed una carrozzeria avvolgente, ideale per
gli spostamenti in città. Sarà commercializzata all’inizio del 2012
• Zoe Z.E., berlina compatta e versatile
del segmento B. Sarà commercializzata
da metà 2012
Molto interessanti e innovative le formule
di acquisto per le vetture elettriche: i
clienti potranno acquistare o noleggiare
la loro auto e sottoscrivere un abbonamento che includerà l’utilizzo della batteria ed i servizi correlati, specifici per
l’uso del veicolo elettrico.
Il prezzo del veicolo elettrico sarà, secondo Renault, paragonabile a quello di
un modello diesel, di dimensioni e livello
di equipaggiamento equivalenti (al netto
degli incentivi governativi). Il veicolo elettrico offrirà, fin dal lancio, un TCO (Total
Cost of Ownership o Costo Totale di Esercizio) in linea con quello di un veicolo diesel, e addirittura inferiore a partire da
15.000 km/anno. Un ruolo chiave lo avrà
il concessionario. Infatti la formula del
“one stop shopping”, permetterà al
cliente di rivolgersi al dealer per tutte le
necessità legate al veicolo elettrico; gli
permetterà di accedere agevolmente all’acquisto o al noleggio dell’auto, al contratto d’uso della batteria, all’eventuale
finanziamento dell’auto, all’assicurazione
e addirittura all’installazione di una WallBox, per la ricarica a domicilio in completa
autonomia e sicurezza.
I veicoli elettrici Renault saranno equipaggiati con un navigatore intelligente
che indicherà costantemente l’autonomia
della batteria e la localizzazione della più
vicina stazione di ricarica o di sostituzione
delle batterie. Fino alla commercializzazione delle prime auto di serie, a metà
del 2011, Renault metterà a disposizione
dei suoi partner oltre 600 prototipi che
saranno testati in condizioni reali di utilizzo, nell’ambito di progetti pilota realizzati in 10 Paesi, tra cui l’Italia, su centinaia
di migliaia di chilometri.
Tali progetti hanno i seguenti obiettivi:
• testare le tipologie di utilizzo dei clienti
ed osservare i comportamenti in situazioni reali
• testare le soluzioni tecniche relative alle
modalità di ricarica: installazione e impiego
delle diverse tipologie di ricarica (lenta,
rapida), utilizzi, frequenza, durata, ecc.
• testare i modelli economici associati ai
veicoli elettrici.
In questa prospettiva, la realizzazione di
tali prototipi consentirà a Renault e a tutti i
suoi partner di testare le soluzioni tecnicoeconomiche in situazione reale, in modo
da preparare al meglio la commercializzazione di massa dei veicoli elettrici.
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
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DRIVE
di Nicola Desiderio
NUOVA
BMW X3
Il nuova SUV compatto di BMW arriva dopo 7 anni alla sua
seconda generazione dandosi arie da piccola X5 per lo stile,
il carattere e la tecnologia con l’obiettivo di riprendersi lo
scettro del suo segmento.
Scontate le qualità dei motori e del comportamento stradale,
la X3 stupisce per il comfort, offre maggiore spazio per
passeggeri e bagagli inoltre migliorano la qualità e
l’ergonomia dell’abitacolo. Costa un po’ di più, ma vale tanto
18
CARFLEET 39 | FEBBRAIO 2011
DRIVE
IL DINAMISMO
SPOSA LO SPAZIO E IL COMFORT
L
a BMW X3 di seconda generazione
succede alla prima dopo 7 anni
con la missione di ribadire i valori di dinamismo tipici del marchio, aggiungendovi una meccanica più efficiente, comfort
e tecnologia per riprendersi la vetta di un
segmento nel quale, nel frattempo, sono
arrivate Mercedes GLK, Land Rover Freelander, Volvo XC60, ma soprattutto Audi
Q5, attuale dominatrice dei SUV compatti
di fascia premium. Basata su una nuova
piattaforma, la X3 trasloca da Graz a Spartanburg, nello stato americano della Carolina del Sud, dove vengono costruite
anche la X5 e la X6.
Uno stile che fotografa un’evoluzione
Lo stile della nuova BMW X3 fotografa
bene l’evoluzione che i tecnici bavaresi
hanno voluto dare alla nuova nata: più arrotondata e meno spigolosa, con un carattere meno sportivo e più famigliare, più
simile a quello della X5 (soprattutto nella
parte posteriore) e per differenziarsi meglio dalla X1 che prima non c’era. In più
vengono recepiti quegli stilemi già visti su
altri modelli come la Serie 5 dunque doppio rene più largo per la calandra, linee
più pulite e curve per i fianchi, coda caratterizzata da fari a L, interamente a LED.
La X3 è lunga 4,65 metri e cresce quindi
di 8 cm, ma è anche più larga di 3 cm (1,88
metri invece di 1,85) e si abbassa da 1,67
a 1,66 metri. Ne risulta un’auto più vicina
alla strada, meno tagliente e più rassicurante, ma sempre forte e sicura di sé.
Dentro più comoda e curata
Le dimensioni crescono fuori, ma anche
all’interno dell’abitacolo. Sulla nuova X3
infatti si sale e si scende più facilmente e,
una volta seduti, ci si accorge che siamo
dentro una vettura più grande, non solo
nello spazio, ma soprattutto per la qualità.
La prima X3 al debutto subì critiche più
che giustificate per i materiali e le finiture,
oggi invece gli elogi sono d’obbligo. Torna
la plancia con la parte centrale rivolta verso
il guidatore, arrivano la manopola dell’iDrive con schermo da 8,8 pollici ad alta
definizione, il freno di stazionamento elettrico e la leva del cambio a joystick. Un segno dei tempi anche l’head-up display, il
tetto panoramico, la telecamera di parcheggio posteriore e il portellone ad apertura elettrica. A questo proposito, cresce
anche il volume di carico, con piano a filo
con la soglia, regolare nella forma e dotato
a richiesti di sistemi dotati di ganci scorrevoli su rotaie, paratie e reti. Qui i tedeschi
hanno dimenticato però le pratiche manopole che, anche su vetture decisamente
più economiche, consentono di abbattere
lo schienale posteriore 40-20-40 senza dover agire dall’abitacolo ampliando così la
capacità da 550 a 1.600 litri.
➔
La nuova BMW X3 è più lunga, più larga e più bassa della precedente, con uno stile più morbido e muscoloso
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
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DRIVE
Motori al vertice della categoria
La specialità della Fabbrica di Motori Bavarese non può che stare sotto il cofano.
I motori sono tutti Euro 5 e dotati di recupero di energia in frenata e di stop&start,
anche con il cambio automatico a 8 rapporti. Si parte con la versione xDrive20d
equipaggiata del 2 litri Diesel da 184 CV
(210 km/h, 0-100 in 8,5 secondi) con consumi di 5,6 litri/100 km ed emissioni di
CO2 pari a 149 g/km. Ci sono poi due 6in-linea a benzina 3 litri. Il primo è quello
della xDrive28i con 258 CV (230 km/h, 0100 in 6,9 secondi), il secondo è alimentato con iniezione diretta e turbocompressore twin scroll, ha 306 cv e una coppia
di 400 Nm tra 1.200 e 5.000 giri/min per
prestazioni esaltanti (245 km/h, 0-100
km/h in 5,7 secondi). In arrivo il diesel 3
litri da 258 CV (230 km/h, 0-100 km/h in
6,2 secondi) con consumi di 6 litri/100 km
ed emissioni di CO2 di 159 g/km. Per tutte
le versioni la trazione è integrale xDrive,
nuovo invece lo sterzo, per la prima volta
a comando elettromeccanico. A richiesta
ci sono anche le sospensioni a controllo
elettronico.
Una vera BMW, dinamica e confortevole
La X3 su strada è una vera BMW. Rispetto
alla precedente è nettamente più silenziosa e, non appena arrivano le curve,
viene fuori il carattere di una vettura che,
nonostante l’altezza e le sospensioni confortevoli, è attaccata al terreno infondendo sicurezza a tutte le andature e divertendo sul misto, grazie anche al
controllo elettronico di stabilità che frena
le ruote interne migliorando l’agilità. Lo
sterzo è progressivo e i freni potenti e resistenti. Il 2 litri Diesel è il motore che
molti sceglieranno del quale sarà difficile
pentirsi, il 3 litri turbo della xDrive35i è
davvero impressionante per la spinta a
tutti i regimi, esaltato da un cambio automatico intelligente se lasciato fare e
BMW X3 XDRIVE20D ELETTA 184 CV
DATI TECNICI E PER L’IMPIEGO AZIENDALE
cilindrata 1.995 cc
potenza 184 cv
lungh./largh./alt. 4,65 x 1,88 x 1,66 m
peso 1.715 kg
accelerazione 8,5” (da 0 a 100 km/h)
velocità massima 210 km/h
cambio manuale a 6 rapporti
trasmissione trazione integrale
costo di esercizio al km (*) 0,47
pronto se chiamato ad ubbidire al pilota.
Giocando poi con le 4 posizioni del Dynamic Drive (Normal, Comfor, Sport e
Sport+) che agisce simultaneamente su
motore, trasmissione, sterzo e sospensioni, si può scegliere il carattere della
vettura in ogni momento.
È cara, ma vale tanto
La X3 ridefinisce sicuramente i parametri
della sua classe e sa di valere molto, tanto
che il suo prezzo parte da 41.750 euro,
Due le motorizzazioni proposte al lancio: 2 litri diesel 184 CV e 3 litri turbo 306 CV
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CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
consumo medio 17,9 km/litro
capacità di carico da 550 a 1.600 litri
comfort ★★★★★
silenziosità ★★★★★
ABS SI
ESP SI
antislitt. SI
(*) percorrenza annua 30.000 km
più di tutte le sue concorrenti e senza fare
regali in tema di dotazione. Fa infatti ben
pagare tutte le numerosissime possibilità
di personalizzazione così come accessori
minuscoli quali il connettore per lo smartphone (100 euro) e il modulo vivavoce
Bluetooth (210 euro) che potevano essere
inclusi nel prezzo come accade già in auto
ben più accessibili. Va detto che quest’ultime – e neppure auto di fascia superiore
– non possono offrire, neppure a richiesta,
le soddisfazioni che la X3 offre di serie.
La plancia della nuova BMW X3
PLANET
di Nicola Desiderio
NISSAN LEAF:
LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA
DELL’AUTO ELETTRICA
A
prire una strada senza aspettare
che la facciano gli altri. Questo coraggio ce l’ha la Nissan Leaf, l’auto elettrica che inaugura l’era della mobilità ad
emissioni zero ed è frutto di un piano industriale più ampio dell’alleanza NissanRenault che ha investito 4 miliardi di euro
per sviluppare fabbriche, batterie, modelli
e infine un contesto favorevole alla diffusione dell’auto elettrica stipulando finora
circa 90 accordi con governi, enti, aziende
di noleggio e di produzione e distribuzione dell’energia. Una scommessa che
parte dall’ipotesi che nel 2020 il 10% del
mercato sarà elettrico e dall’ambizione di
esserne leader. Intanto la Leaf ha già raccolto 20mila ordini negli USA e 6mila in
Giappone, ovvero tutta la prima tranche
di produzione prevista.
La parola d’ordine per lo stile: normalità
La Nissan Leaf vuole essere un’auto normale, ma al primo sguardo mostra qualcosa che esprime la diversità della sua
natura. È lunga 4,44 metri, come un’Opel
Astra, ma è alta 1,55 metri per fare spazio
alla batteria sotto il piano della vettura
senza compromettere l’abitabilità. Il fron-
I raffinati gruppi ottici posteriori
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CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
La casa giapponese scommette sulla mobilità a emissioni zero
con una vettura che offre dimensioni, abitabilità e praticità di
una di segmento C. È veloce quanto basta e garantisce una
guida brillante, ma soprattutto un comfort eccezionale. Arriva
nel 2011 a 35mila euro e ha costi d’esercizio molto ridotti, da
verificare invece i valori residui. Negli USA e Giappone è già
realtà, da noi invece incentivi e reti di ricarica sono allo studio
Il futuro è semplice e accogliente
La scoperta della Leaf parte non appena
si apre la portiera. L’abitacolo è ampio,
accogliente e dall’atmosfera futuristica. I
sedili sono morbidi, ben imbottiti, e il tessuto scamosciato crea un contrasto raffinato con le superfici in nero piano, però
è facile prevedere che si sporchi presto.
Giudizio in chiaroscuro per il volante (si
regola solo in altezza) e anche per il bagagliaio: contiene 330 litri e, abbattendo
lo schienale, arriva a 680 litri fino ai finestrini, ma rimane troppo infossato. La
parte più affascinante però è il posto
guida. Sul grosso tunnel centrale c’è l’originale manopola che consente di selezionare il programma di marcia, di fronte la
strumentazione totalmente digitale ricca
di indicazioni che riguardano il grado di
ricarica della batteria e dell’utilizzo della
potenza, l’econometro e l’autonomia in
tempo reale.
Al centro della plancia c’è lo schermo del
sistema infotelematico che, oltre alle normali funzioni, svolge quella di controllo
dei processi di ricarica, cosa che si potrà
fare – insieme a molto altro – a distanza
anche attraverso lo smartphone.
➔
La ricarica nello sportellino frontale
Il selettore per la modalità di marcia
tale è corto e spiovente, dominato dai fari
a LED e non ha che una piccola presa
d’aria inferiore mentre sul muso, dietro
al logo Nissan, si intravvede lo sportellino
dietro il quale ci sono i connettori per la
ricarica. La coda è disegnata dal voluminoso prolungamento dei parafanghi e dai
lunghi gruppi ottici verticali con lente a
effetto ghiaccio.
PLANET
Il Portogallo sarà tra i primi paesi europei a vedere la Leaf sulle strade, grazie agli incentivi e ad un piano di sviluppo della rete di ricarica
La plancia, futuristica ma razionale, consente anche il controllo della ricarica
L’efficace strumentazione digitale
CARFLEET 39 | FEBBRAIO 2011
23
PLANET
Le forme e le proporzioni indovinate sono frutto di un attento studio aerodinamico per ridurre la resistenza e i fruscii
Sotto è tutta diversa dalle altre
La Leaf ha un motore elettrico anteriore
che eroga 80 kW (109 CV) e 280 Nm, come
un Diesel 1,6 litri. La differenza è che la
spinta massima è disponibile già a 0
giri/min, per questo tra motore e ruote
non c’è il cambio di velocità, ma un rapporto fisso. L’alimentazione è assicurata
da una batteria agli ioni di litio sviluppata
da AESC, una join-venture paritaria tra
Nissan e Nec. È composta da 192 celle,
eroga corrente a 345 Volt, 90 kW di picco
di potenza e ha una capacità nominale di
24 kWh sufficienti in media per 160 km.
Si ricarica in 8 ore dalla presa domestica
o all’80% in mezz’ora dalle colonnine di
ricarica rapida.
È chiusa in un involucro di acciaio e posizionata all’interno dell’interasse per offrire la massima sicurezza inoltre la casa
assicura che mantiene almeno l’80% della
sua efficienza dopo 5 anni.
Silenzio totale ed emissioni zero
Guidare la Leaf è un’esperienza da fare.
Si avvia premendo il pulsante arancione
sulla destra, poi si mette il pedale del
freno e si sposta a sinistra e all’indietro
la manopola sul tunnel.
Si solleva il piede destro e comincia a scivolare come se fosse in discesa, poi si
preme l’acceleratore e si avverte la spinta
liscia, robusta, ma incredibilmente silenziosa tanto che fino a 30 km/h c’è un av-
24
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
visatore acustico per avvertire i pedoni.
Il comfort è davvero eccellente, anche dal
punto di vista delle sospensioni e dei fruscii, e il bilanciamento è ottimo grazie al
baricentro basso. I dati dichiarati (144
km/h, 0-100 km/h in 11,9 secondi) non dicono abbastanza della qualità delle prestazioni perché in ripresa e nelle accelerazioni brevi la Leaf è imprendibile. Certo
l’autonomia costituisce sempre un fattore
d’ansia e vedere dopo un po’ l’indicatore
andare in doppia cifra è una cosa alla
quale si deve fare l’abitudine.
Listino elevato, costi ridotti,
valore da scoprire
La Leaf arriverà in Italia nel corso del 2011
e costerà circa 35mila euro senza incentivi
con un equipaggiamento unico completo,
non poco, ma meno di auto elettriche più
piccole. A bilanciare il tutto dovrebbero
convincere i costi di esercizio: 2 euro ogni
100 km per il carburante, meno di un terzo
di un’auto di segmento C con motore Diesel 1,6 litri, con tagliandi che costano il
15% in meno, bollo che non si paga e la
disponibilità di polizze assicurative specifiche, più la possibilità di scansare tutti
i blocchi del traffico, di entrare nelle ZTL
e, in alcune città, persino di parcheggiare
gratuitamente. La garanzia di 5 anni sulla
parte elettrica e di 3 sull’intera vettura,
oltre a formule di noleggio e leasing accompagnate da valori di riscatto, sono
elementi rassicuranti, ma la durata effettiva della batteria e la disponibilità di
un’infrastruttura di ricarica pesano sulla
determinazione del valore residuo.
NISSAN LEAF ELETTRICA
DATI TECNICI E PER L’IMPIEGO AZIENDALE
cilindrata ND
potenza 80 kW (109 cv)
lungh./largh./alt. 4,44 x 1,77 x 1,55 m
peso 1.525 kg
accelerazione 11,9” (da 0 a 100 km/h)
velocità massima 144 km/h
cambio automatico momomarcia
trasmissione trazione anteriore
costo di esercizio al km (*) ND
consumo medio 14,5 kWh/100 km
capacità di carico da 330 a 680 litri
comfort ★★★★★
silenziosità ★★★★★
ABS SI
ESP SI
antislitt. SI
(*) percorrenza annua 30.000 km
NEWS ON THE ROAD
di Nicola Desiderio
VOLKSWAGEN PASSAT: PER MIGLIORARE LA MEDIA
La Volkswagen Passat di settima generazione
ha uno stile ispirato all’ammiraglia Phaeton ed
è a metà strada tra un restyling e un nuovo
modello. Lunga 4,76 metri, ha i suoi tradizionali
punti di forza nell’abitabilità e nel vano bagagli
che sulla Variant va da 603 a 1.731 litri, ma anche nel gran numero di automatismi. Tra questi
l’Easy Access, che apre il baule avvicinandosi
alla coda della vettura, il City, che frena la vettura al di sotto dei 30 km/h, e il Park Assist
che cerca parcheggio ed esegue le manovre
anche negli spazi a pettine. Otto le motorizzazioni tra benzina, gasolio e metano con potenze
da 105 a 170 CV (anche con cambio DSG e trazione integrale) che offrono consumi ed emissioni abbattuti fino al 18%. A partire da 25.100
euro, 26.200 euro per la Variant.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
RENAULT LAGUNA: UNA FRANCESE DI SOSTANZA
Nuova calandra, fari più allungati (con lenti
fumé e LED diurni) e interni più raffinati per la
Renault Laguna che presenta anche dotazioni
superiori per comfort e sicurezza. Tra queste
c’è il navigatore Carminat TomTom Live e il sistema di 4 ruote sterzanti 4CONTROL esteso a
un maggior numero di versioni che migliora
agilità, stabilità e maneggevolezza nelle manovre in città. I motori diventano tutti Euro 5,
offrono costi di esercizio più contenuti e consumi inferiori in media di 0,5 litri/100 km a partire dall’1,5 litri Diesel da 110 CV mentre il 2
litri è proposto in vari livelli di potenza con il
cambio manuale (150 e 180 CV) e automatico
(175 CV). Uguale il prezzo di ingresso fissato a
24.950 euro per berlina e SporTour con garanzia di 3 anni e 150mila km.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
VOLVO V60: SOLITA SICUREZZA, NUOVO DINAMISMO
La Volvo V60 è la versione station wagon della
S60 e, così come la berlina, presenta uno stile
inedito e aggressivo, ulteriormente esaltato
dall’allestimento R-Design e impreziosito da livelli di sicurezza unici. Oltre infatti al noto City
Safety, che evita i tamponamenti fino a 30
km/h frenando automaticamente la vettura, la
V60 con il Pedestrian Detection è in grado di
riconoscere di fronte a sé la presenza di un pedone e frenare per evitare l’impatto fino a 35
km/h o comunque per ridurne i danni. Tutti
con il turbo i motori. Cinque quelli a benzina,
con potenze da 150 ai 306 CV del 6-in-linea 3
litri, e tre i Diesel, dall’1,6 litri della DRIVe da
115 cv fino ai 205 cv del 5 cilindri biturbo passando per il 2 litri da 163 CV. Prezzi a partire
da 32mila euro.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
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CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
FUTURE
PORSCHE CAYMAN R: PRESTAZIONI E SPORTIVITÀ IN PUREZZA
La Porsche Cayman R è la versione più estrema
della coupé con motore centrale di Zuffenhausen che diventa più sportiva attraverso una ricetta molto semplice: meno peso, più potenza
e assetto più basso e rigido. La vettura infatti
è stata alleggerita di 55 kg, utilizzando parti in
carbonio e facendo a meno di climatizzatore e
impianto audio, inoltre è più vicina al suolo di
20 mm e il 6 cilindri boxer di 3,4 litri eroga 330
CV, 10 in più rispetto alla S ottenendo così un
rapporto peso/potenza di 3,9 kg/CV. Ne beneficiano il piacere di guida e le prestazioni. La
Cayman R raggiunge 282 km/h e, con il cambio
PDK a 7 rapporti, accelera da 0 a 100 km/h in
4,7 secondi con un consumo di 9,3 litri/100
km. Le consegne iniziano da febbraio con un
listino di 71.372 euro.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
INFINITI M: UNA SCELTA ESCLUSIVA
La Infiniti M è la nuova ammiraglia del marchio
di lusso di Nissan ed è il sesto modello offerto
in gamma. Lunga 4,94 metri, ha uno stile aerodinamico (cx: 0,27) e sportivo, interni eleganti e dotazioni all’avanguardia come il climatizzatore capace di ricreare, attraverso aromi
e uno speciale ionizzatore dell’aria, l’atmosfera
di un bosco. Ci sono anche le 4 ruote sterzanti
e il Blind Spot Intervention che riallinea automaticamente la vettura nel caso ve ne sia un’altra in corsia di sorpasso della quale non ci
siamo accorti. Due i motori V6 disponibili con
cambio automatico a 7 rapporti: a benzina 3,7
litri da 320 CV e Diesel 3 litri da 238 CV, entrambi sufficienti a raggiungere i 250 km/h autolimitati. Nel 2012 è in arrivo una versione
ibrida. Prezzi a partire da 52.800 euro.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
PEUGEOT 508: MOTORI E STILE PIÙ PULITI
La Peugeot 508 è la nuova media che rappresenta per il Leone una svolta in termini di stile.
Lunga 4,79 metri, è più leggera della precedente 407 di 35 kg e la station wagon riesce a
coniugare aerodinamica eccellente (cx 0,26)
con un bagagliaio che va da 560 a 1.581 litri.
Nuovo anche l’abitacolo arricchito da materiali
e dotazioni al vertice. Due i motori a benzina
da 1,6 litri (120 CV e turbo da 156 CV) e tre i
Diesel: 2,2 litri da 204 CV, 2 litri da 140 e 163
CV e 1,6 litri da 112 CV che, in versione e-HDI
con cambio robotizzato, consuma 4,4 litri/100
km e ha emissioni di CO2 di 114 g/km. In arrivo
anche una versione Diesel ibrida a trazione integrale da 200 CV e 99 g/km di CO2. La Peugeot 508 arriva in primavera a partire da
23.400, 800 euro in più per la station wagon.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
27
di Mauro Serena
TOGETHER
UN CLUB DI AZIENDE
PER IL FUTURO
DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE
Sviluppare la conoscenza delle opportunità offerte dai nuovi modelli di mobilità per condividerli
con un gruppo di aziende che vuole partecipare da protagonista alla creazione del futuro:
questo l’obiettivo del Client Advisory Board, di cui si è tenuta la prima riunione.
I
l costante rafforzamento della coscienza ecologica globale è ormai
un dato di fatto. In particolare, possiamo
osservare che la crisi economica degli
scorsi anni, che ci ha costretti a sacrificare
anche valori sociali importanti, non ha intaccato la spinta verso un’economia sempre meno inquinante e sostenibile.
Permane, però, una forte incertezza sugli
obiettivi finali, sui tempi di realizzazione
e sulle tecnologie che prevarranno. Questa
circostanza pone seri problemi decisionali
alle aziende con riferimento alle politiche
dell’auto aziendale che hanno impatti sì
di breve periodo, ma anche pluriennali.
In questo contesto è necessario prevedere
alcuni possibili scenari, comparare le esigenze gestionali attuali e future con le
leve operative a disposizione dei fleet
manager e saper cogliere i principali segnali su cui concentrare l’azione futura.
Un’opportunità per confrontarsi su questi
temi, parlare del futuro e contribuire a
crearlo è stata offerta dal primo Client Advisory Board (CAB) di LeasePlan, che ha
riunito per un giorno i fleet manager d’importanti aziende italiane e straniere, i
quali, grazie alla partecipazione di speaker esperti e di specialisti di prodotto,
hanno avuto la possibilità ascoltare, valutare e discutere una ricca varietà di dati,
informazioni, studi e opinioni sul futuro
dell’auto, in relazione al declino dei carburanti di origine fossile e alla necessità
di ridurre drasticamente l’inquinamento.
Renault, organizzatore del programma pomeridiano, incentrato sullo studio della
sua strategia Z.E., ha offerto l’opportunità
di un test drive di alcune vetture elettriche
nel traffico cittadino di Milano. A questo
proposito occorre dire che le vetture provate sono “auto vere”, non prototipi da
esposizione: è stata un’esperienza davvero piacevole guidare Fluence Z.E. (che
28
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
Davide Tomasini, Mauro Manzoni, Gavin Eagle e Giovanna Gianolli di LeasePlan Italia
insieme a Kangoo Express Z.E., Zoe e alla
piccola Twizy, fa parte di una gamma che
sta per completare la sua uscita sul mercato) e accorgersi che, una volta spento
il condizionatore, l’unico rumore percepibile è il rotolamento degli pneumatici
sull’asfalto e che una guida così silenziosa, con prestazioni assolutamente paragonabili ai modelli di vecchia tecnologia, aiuta il driver a rilassarsi e ad essere
meno nervoso alla guida.
Proprio dal fronte dei costruttori, negli
ultimi anni, sono stati fatti i progressi
maggiori in termini di downsizing, nuovi
dispositivi di sicurezza e, appunto, alimentazioni alternative: una vera corsa
contro il tempo per centrare i parametri
previsti per il 2012 dalla UE, nonostante
politiche d’incentivazione non uniformi
nei vari paesi e ancora in fase di discussione in Italia.
La mobilità sostenibile è un tema “caldo”,
ma la maggior parte delle aziende si
stanno avvicinando ora a questa problematica, rileva Laura Echino, rappresentante di Lavazza al CAB.
La capacità di portare queste tecnologie
all’interno delle car policy aziendali sarà
la sfida più importante dei prossimi anni:
“si tratta sicuramente di un ottimo inizio”,
afferma Giovanni Tortorici, di Barilla, “e
ora dobbiamo capire tutti insieme quale
sarà la strada maestra da seguire per alimentare le vetture elettriche con energia
pulita, evitando di spostare semplicemente le fonti d’inquinamento a monte”.
Tortorici ha presentato al CAB una best
practice sull’ottimizzazione della flotta di
Barilla in chiave di riduzione delle emissioni e ha insistito sull’importanza di ragionare a tutto campo, coinvolgendo nei
cambiamenti gli utilizzatori, le policy, i
modelli e le case costruttrici, oltre ai noleggiatori che forniscono il servizio. Soprattutto, ribadisce Tortorici, “bisogna
avere il coraggio di saper cambiare, anche
se non esistono soluzioni magiche, occorre uscire dal guscio, portare più idee
per essere pronti quando ci saranno i
grandi cambiamenti tecnologici”. Come
noleggiatore, LeasePlan è il primo a voler
veramente “uscire dal guscio” dimostrando di volersi mettere in gioco e di
essere pronta a supportare a 360° le esigenze delle aziende proponendo un approccio basato sul modello 3P (Profit-Peo-
TOGETHER
ple-Planet) nel quale una delle tre componenti, Green Plan, è tutta dedicata alla
sostenibilità. Accreditati studi a livello europeo attestano che attualmente 87% degli spostamenti automobilistici quotidiani
sono inferiori a 60 km, e che nel prossimo
futuro questo sarà il target di mercato
delle auto elettriche: già oggi l’autonomia
di questi veicoli ha raggiunto i limiti tra i
150 e i 250 km e la previsione di spesa
auspica un costo di ricarica di 1,5 euro
per 100 km. LeasePlan con la sua eV Community vuole accompagnare sin da ora
questo importante cambiamento.
C’è il desiderio di accelerare in questa direzione, ha fatto notare Alvaro Brognara
di Accenture, secondo il quale la presenza
di un costruttore, che ha spiegato i dettagli dei prodotti e delle tecnologie impiegate, è stato un punto qualificante del
CAB. Rosa Sangiovanni, Z.E. Project Leader di Renault, ha illustrato l’impegno
prioritario di responsabilità sociale della
marca francese, spinto non solo dagli interventi istituzionali a seguito del Protocollo di Kyoto, ma anche dalle necessità
di ridurre la dipendenza dai combustibili
fossili e di diminuire l’effetto inquinante
dei trasporti, che sono una delle maggiori
fonti di aumento della CO2 e di dispersione nell’aria di polveri sottili, ossido di
azoto e monossido di carbonio: tutti eliminabili grazie alle vetture elettriche.
E’ ormai chiaro a tutti che il motore a
scoppio è destinato a essere accantonato,
se non altro perché il previsto incremento
del tasso di motorizzazione di paesi come
India, Cina e Brasile porterebbe il totale
delle vetture circolanti nel mondo a triplicarsi nel giro di una ventina d’anni, rendendo impossibile per il nostro pianeta
sostenere il livello d’inquinamento che si
raggiungerebbe utilizzando le attuali tecnologie. I vari ibridi in circolazione sono
già delle buone soluzioni, ma il traguardo
finale è molto ambizioso e potrà essere
realizzato solo grazie allo sforzo congiunto di costruttori, per i forti investimenti richiesti, legislatori e utilizzatori.
“C’è scarsa conoscenza dell’elettrico e
in caso di una car policy che lasci la scelta
completamente al driver non sarà facile
riuscire a far passare da subito questi prodotti” ammette Brognara “per questo ritengo utile confrontarsi con varie realtà
aziendali di differenti dimensioni. La flotta
auto è molto importante per il nostro lavoro e avere la possibilità di confrontare
le best practice ci dà una maggior libertà
di fare esperimenti: il CAB ha proposto in
maniera chiara e organica temi su cui riflettere”.
Secondo Laura Echino, le aziende presenti
hanno mostrato stili diversi nella gestione
dei driver, ma in fondo le problematiche
emerse sono simili: di conseguenza, la discussione è stata utile per fare dei confronti, per confermare o modificare alcuni
aspetti di gestione.
Soddisfazione è stata espressa anche dal
vertice di LeasePlan Italia, che ha voluto
testimoniare l’importanza dell’evento con
le presenze dell’A.D. Jaromir Hayek e del
Direttore Commerciale Gavin Eagle, che
dimostrano di credere fortemente in que-
sta iniziativa: “stiamo pensando ad un
evento ricorrente, che si terrà più volte
all’anno, per creare un club di aziende
sempre più consapevoli dell’importanza
del network per condividere la conoscenza, che capiscano come oggi sia più
difficile prendere decisioni sulla flotta
senza confrontarsi con il contesto, attraverso il valore creato da un gruppo di lavoro”. La presenza di costruttori, fornitori
di servizi, consulenti ed esperti di mercato
ha aggiunto profondità alla discussione
e una gran quantità di dati e informazioni
di cui i fleet manager possono fare tesoro.
Il cammino verso il futuro non sarà lineare
e andrà accuratamente illustrato dai fleet
manager al top management delle
aziende; inoltre, la mobilità sostenibile,
in termini di risparmi, pagherà nel medio
termine salvo l’introduzione d’incentivi
più che opportuni che, però, dovranno essere rivolti anche alle aziende.
Purtroppo, con una visione sicuramente
discutibile, le flotte sono state finora
escluse dagli incentivi perché ritenute
troppo “virtuose”, ovvero con un’anzianità media del parco bassa rispetto agli
obiettivi governativi. Invece, grazie al loro
alto tasso di sostituzione, esse potrebbero agire come un formidabile fattore di
accelerazione per l’introduzione delle
nuove tecnologie, tra le quali l’auto elettrica è la più efficace per abbattere a zero
le emissioni inquinanti a valle e le emissioni acustiche, contribuendo ad un
mondo decisamente migliore e alla realizzazione di notevoli risparmi sui costi di
uso e manutenzione delle vetture.
I partecipanti del Client Advisory Board durante il meeting
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
29
di Alessandro Palumbo
PROFIT
ORGOGLIOSI DELLA SICUREZZA
E DELL’AMBIENTE
L’UNRAE chiede una fiscalità per le auto aziendali “più europea”
ed un programma strutturale di medio e lungo termine per promuovere la mobilità sostenibile
L
oris Casadei, in qualità di presidente dell’UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri),
ha aperto la consueta conferenza stampa
di fine anno. Lo ha fatto non parlando del
momento negativo del settore, ma parlando dell’orgoglio dell’automobile, di
tutto ciò che l’automobile può e vuole
dare in una società moderna. La conferenza
stampa, che si è svolta a dicembre a Milano,
è stata l’occasione per fare il punto sui
molteplici ruoli che l’automobile ricopre
nell’ambito industriale, della società, del
contributo allo Stato, dell’uso quotidiano.
Inquinamento e sicurezza
“Consentitemi un paio di dati – ha detto
il Presidente dell’UNRAE – per capire meglio quanto l’automobile ha già dato e
può ancora dare alla comunità mondiale:
100 automobili di oggi inquinano meno
di una del 1970; una vettura di oggi ha un
tasso di sicurezza superiore dell’80% rispetto ad un’auto di appena 10 anni fa.
Sono valori fantastici – ha aggiunto – che
testimoniano quanto i Costruttori hanno
fatto per rendere l’auto sempre più sicura
e sempre meno inquinante”. “Se l’industria
ha fatto passi da gigante, non si può dire
altrettanto per chi avrebbe dovuto rendere
facile l’uso del mezzo motorizzato. In sostanza qual è la colpa addebitabile all’automobile per il traffico caotico, per i parcheggi selvaggi, per il prezzo crescente dei
carburanti, per gli esosi premi di assicurazione, per i costosi passaggi di proprietà,
per una fiscalità molto aggressiva?”
Gettito fiscale dell’auto
Il gettito fiscale proveniente dal settore
dell’auto versato allo Stato nel 2009 è
stato di 67 miliardi – ha commentato Casadei – e sarebbe interessante analizzare
quanti di quei miliardi sono tornati agli
utenti motorizzati in termini di servizi, di
30
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
infrastrutture, di semplificazione fiscale.
Casadei ha anche ricordato che il Presidente del Consiglio, in campagna elettorale, promise l’abolizione della tassa di
possesso, tutt’ora vigente.
Fiscalità delle auto aziendali
La questione è che la fiscalità delle auto
aziendali in Italia è più svantaggiosa rispetto al resto dell’Europa. Il presidente
dice che “l’europeizzazione delle misure
fiscali andrebbe non solo a vantaggio
delle aziende italiane, ma anche e soprattutto della loro competitività internazionale, oggi divenuta una priorità nell’ambito della globalizzazione che mette a
confronto diretto le aziende dei diversi
Paesi, favorendo quelle che godono di un
più equo sistema fiscale”.
Risultati tecnologici delle case auto
Gianni Filipponi, Direttore Generale dell’UNRAE, ha invece portato all’attenzione
dei presenti una serie di risultati positivi
raggiunti dal settore auto negli ultimi vent’anni. Filipponi ha ripercorso le tappe
più significative di quello che le Case automobilistiche hanno sperimentato e realizzato negli ultimi venti anni, dall’etanolo
all’idrogeno, dalle fuel cell all’auto ibrida,
dalle batterie agli ioni di litio all’auto elettrica. Con investimenti di risorse economico-finanziarie e umane che nessun altra
industria, neppure quella bellica, ha mai
destinato al perseguimento dell’obiettivo.
E’ partito dal 1992, quando fu resa obbligatoria l’introduzione della marmitta catalitica, all’evoluzione delle motorizzazioni
diesel, divenute nel tempo sempre più
efficaci in termini prestazionali e sempre
più ecologiche, grazie alla tecnologia che
ha consentito a tale tipo di motorizzazioni
di raggiungere elevati traguardi in termini
di silenziosità, di potenza, di contenimento
dei consumi, di totale abbattimento della
fumosità. Tutto ciò malgrado, il diesel è
ancora oggi oggetto di campagne denigratorie, se non di veri e propri divieti,
frutto – per molti versi – della non completa
conoscenza dell’evoluzione di cui questo
tipo di motore ha goduto, insieme ai passi
da gigante compiuti dal motore a benzina,
protagonisti entrambi di incredibili riduzioni
dei valori di CO2, dei consumi e di paralleli
incrementi prestazionali. In un’ottica specificatamente ecologica, ha ricordato Filipponi, “se poniamo l’inquinamento emesso dalle auto nel 1990 uguale a 100, oggi
possiamo affermare che l’industria europea
ha eliminato il 97-98% di quel valore”.
L’altra grande sfida lanciata dall’industria
automobilistica è quella che l’ha vista e
la vede impegnata nella riduzione delle
conseguenze della sinistrosità stradale.
E’ una guerra lunga e difficile, che però
ha segnato già successi importanti, dovuti
all’adozione delle cinture di sicurezza,
degli airbag, degli interruttori inerziali,
dei paraurti ad assorbimento d’urto e
delle altre misure tese a ridurre i rischi di
incendio ed aumentando l’incolumità dei
passeggeri delle auto in termini di sicurezza
attiva con l’adozione dell’ABS e dell’ESP,
due invenzioni europee che consentono
al conducente di uscire indenne da situazioni spesso molto complicate. Un paio
di dati, a conforto di quanto ha affermato
il Direttore Generale di UNRAE: fra il 2002
ed il 2009 il numero degli incidenti stradali
in Italia è diminuito del 18,8%, con una
riduzione delle mortalità del 39,3% e dei
feriti del 18,8%.
Le priorità di intervento
L’UNRAE, ha affermato il Presidente Casadei
nel suo intervento conclusivo, cosciente
del ruolo che riveste (circa il 70% del mercato dell’auto e il 50% degli altri settori),
continua a sollecitare i referenti politicoistituzionali su temi e problematiche di
PROFIT
grande interesse. In particolar modo richiama l’attenzione su alcuni temi nodali.
IMMATRICOLATO AUTO PER UTILIZZATORE
2010
2009
var
1. Programma strutturale di medio-lungo
termine, che contenga interventi per promuovere una mobilità sostenibile, con
particolare attenzione all’adozione di misure a sostegno della diffusione di tutte
le auto a basso impatto ambientale, con
il fine di ridurre in modo significativo le
emissioni di CO2, con effetti positivi anche
sui consumi energetici. Casadei ricorda
che in Italia, oggi, il 35,6% delle auto circolanti ha più di 10 anni di età, non rispettando quindi gli attuali standard di
emissioni stabiliti dai regolamenti europei. È anche necessario un tavolo di concertazione per far sì che le misure di limitazione alla circolazione siano coerenti ed
omogenee su tutto il territorio nazionale.
Privati
1.406.631
1.669.572
-16%
Società
293.968
252.299
-17%
2. Sviluppo e diffusione delle auto elettriche, con urgente messa a punto di un tavolo interministeriale per la definizione di
un piano nazionale che sostenga a livello
politico e tecnico l’emanazione di misure
ad hoc, con razionalizzazione di quelle
già in essere.
TOTALE
3. Fiscalità per le auto aziendali più “europea”, con revisione del tetto ammortizzabile (fermo da 13 anni a 18.076 euro),
della durata minima dell’ammortamento
(da 4/5 anni a 2/3 anni), della detraibilità
dell’IVA, della quota ammortizzabile (dal
40 sino al 100%), per garantire alle
aziende italiane pari trattamento con
quelle estere. Casadei, a tale proposito,
ha evidenziato che il settore, come mercato, oggi “vale” solo il 23% contro il 40%
medio degli altri Paesi.
4. Destinazione dei proventi derivanti dalle
infrazioni al Codice della Strada al miglioramento della mobilità stradale.
Noleggio
TOTALE
fonte: UNRAE
259.683
237.593
9%
1.960.282
2.159.464
-9%
IMMATRICOLATO AUTO PER SEGMENTI
fonte: UNRAE
2010
2009
var
A - Piccole
396.433
495.744
-20%
B - Utilitarie
810.132
877.505
-8%
C - Medie
457.169
473.877
-4%
D - Medie superiori
243.565
258.493
-6%
E - Superiori
47.059
47.613
-1%
F - Alto di gamma
5.924
6.232
-5%
1.960.282
2.159.464
-9%
IMMATRICOLATO AUTO PER ALIMENTAZIONE
Gasolio
fonte: UNRAE
2010
2009
var
900.401
903.191
0%
Benzina
710.383
780.981
-9%
Gpl
279.030
339.620
-18%
Metano
65.473
127.900
-49%
4.815
7.585
-37%
180
187
-4%
1.960.282
2.159.464
-9%
Ibride
Elettriche e etanolo
TOTALE
Gli introiti, che secondo una valutazione
UNRAE basata sui dati riferiti al 2007 dovrebbero aver raggiunto nel 2010 i 3 miliardi, andrebbero in notevole parte reinvestiti in parcheggi, infrastrutture destinate
a migliorare la viabilità, in asfalto drenante,
in riparazioni di buche, in miglioramento
della segnaletica.
“Sappiamo che le questioni aperte hanno
un peso considerevole e non sono di facile
ed immediata attuazione – ha concluso
Casadei – ma, se messe in atto, avranno
positive ripercussioni sull’intero sistemaPaese e siamo convinti che facendo gioco
di squadra l’auto saprà vincere, in anticipo, anche questo tipo di sfide”.
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
31
Mercedes-Benz è un marchio Daimler.
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*Esclusi i modelli NGT.
di Alessandro Palumbo
TOGETHER
SICURI DI GUIDARE
Meno incidenti stradali. Driver più buoni o strade più controllate?
N
el 2009 gli incidenti stradali sono diminuiti del
2%. Sulle strade italiane nel
2009 si sono verificati infatti
125.405 incidenti rispetto ai quasi 219.000 del 2008.
È quanto emerge dall’analisi
ACI/Istat sugli incidenti stradali
nel 2009. Tali incidenti hanno
causato la morte di 4.237 persone (-10% verso il 2008) e il
ferimento di 307.258 (-1%).
Questo significa che ogni giorno
in Italia nel 2009 si sono registrati
mediamente 590 incidenti e che,
ogni 100 incidenti, muoiono 2
persone e che per ogni incidente
si hanno mediamente 1,4 feriti.
Ovviamente quando si tratta di
morti e di feriti non si può parlare
di risultati positivi, tuttavia dobbiamo registrare un tasso di
mortalità, calcolato come rapporto tra morti e incidenti, che
è sceso del 28% rispetto al 2008.
Se estendiamo l’analisi a 9 anni
dal 2001 al 2009 e prendiamo
come punto di partenza e di
confronto il 2001, possiamo notare che esiste una forbice molto
marcata tra il trend del parco
circolante degli autoveicoli e il
trend degli incidenti stradali e
dei morti per incidente stradale.
La forbice mostra che aumentano gli autoveicoli circolanti,
ma contestualmente diminuiscono gli incidenti. Se infatti nel
2001 avevamo quasi 42 milioni
di veicoli circolanti, che generavano 263.100 incidenti, 6 incidenti ogni 1.000 veicoli, nel 2009
48 milioni di veicoli hanno generato 215.495 incidenti, 4 incidenti ogni 1.000 veicoli.
34
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
ANALISI INCIDENTI STRADALI
fonte: ISTAT e ACI
2009
2008
var %
215.405
218.963
-1,6
Morti
4.237
4.725
-10,3
Feriti
307.258
310.745
-1,1
Incidenti stradali
giorni e di feriti, il 15% per ciascuno dei giorni, mentre il sabato
ha il primato dei decessi (16,7%).
L’indice di mortalità, calcolato
come rapporto tra morti e incidenti, è massimo la domenica,
3 morti ogni 100 incidenti, segue
il sabato con 2,4 morti, il lunedì
alto ad agosto, mese in cui si
concentrano gli esodi estivi e in
cui la circolazione sulle autostrade è maggiore rispetto ad
altri mesi. Il giovedì ed il venerdì
sono i giorni in cui si verifica il
maggior numero di incidenti,
ossia il 15,5% per ciascuno dei
Luglio è il mese in cui si è verificato il maggior numero di incidenti, più precisamente 21.858
incidenti, ossia il 10% del totale.
Luglio detiene anche un altro
primato relativamente al numero
di morti, con 498 decessi. L’indice di mortalità è invece più
TREND PARCO CIRCOLANTE, INCIDENTI E DECESSI DAL 2001 AL 2009
INDICE BASE 2001
fonte: elaborazioni Fleet&Mobility su dati ISTAT e ACI
20%
12%
8%
10%
0%
-10%
2%
5%
1%
14%
10%
5%
-4%
-7%
-2%
-9%
-9%
-12%
-17%
-8%
-20%
15%
-14%
-18%
-30%
-18%
-20%
-28%
-33%
-40%
-40%
-50%
2002
2003
2004
incidenti
2005
2006
circolante
2007
morti
2008
2009
TOGETHER
e il venerdì con 1,8, mercoledì e
giovedì con 1,7, chiude il martedì
con 1,6. La fascia oraria notturna,
come è ovvio che sia, registra il
minor numero di incidenti.
La frequenza degli incidenti inizia
ad aumentare dalle 8, orario in
cui si registrano gli spostamenti
casa-lavoro e casa-scuola. Un
picco si ha tra le 12 e le 13,
fascia oraria che corrisponde ai
tragitti scuola-casa e lavoro-casa
per alcune categorie di lavoratori,
che usufruiscono dell’orario non
continuato. La punta massima
di incidentalità si registra alle
18. Questo è dovuto ad una
combinazione di 3 fattori: la elevatissima circolazione dei veicoli,
dovuta al rientro a casa dopo la
giornata lavorativa, la stanchezza
e lo stress dei conducenti i veicoli
alla fine del lavoro e la difficolta
di percezione visiva dovuta alla
riduzione della luce naturale
non ancora sostituita da quella
artificiale.
➔
DISTRIBUZIONE DEGLI INCIDENTI PER ORA DEL GIORNO
2009
fonte: elaborazioni Fleet&Mobility su dati ISTAT e ACI
10%
9%
8%
8%
7%
7%
7%
6%
6%
7%
6%
5%
5%
4%
3%
3%
2%
2%
2%
2%
1%
1%
1%
0%
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
35
TOGETHER
L’indice di mortalità è altissimo
nella fascia notturna, raggiungendo l’indice massimo di 5,2
alle 5 del mattino.
Sulle strade statali nel 2009
si sono verificati 163.716 incidenti (76% sul totale), su autostrade e raccordi 12.200 (6%
sul totale), mentre sulle altre
strade, che comprendono strade statali, comunali, provinciali
e regionali, si sono verificati
39.489 incidenti (18% sul totale). Rispetto al 2008 registriamo una variazione in diminuzione di tutte le categorie
stradali, anche se lieve.
Per quanto riguarda il numero
dei morti per ambito stradale,
sulle strade urbane si sono registrati 1.892 morti (45% sul
totale), sulle autostrade e raccordi 350 (8% sul totale), e
sulle altre strade 1.995 (47%
sul totale). Rispetto al 2008 il
miglioramento è consistente 10%; ed è sulla rete autostradale che si rileva il risultato
maggiore -23%. Questo risultato è in parte dovuto al sistema
Tutor di controllo della velocità
media, che nel 2009 è stato
diffuso su un numero crescente
di tratti autostradali.
36
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
INDICE DI MORTALITÀ PER ORA DEL GIORNO
2009
fonte: elaborazioni Fleet&Mobility su dati ISTAT e ACI
24 6.0
23
3.1
4.0
2.7
21
2.6
3
3.2
1.0
2.0
-
5.2
5
4.8
6
7
2.6
1.3
1.7
1.4
1.8
1.9
2.0 1.6
17
4.9
3.0
2.2
18
4
3.4
2.0
2.6
19
2
4.9
5.0
22
20
1
1.2 1.4 1.7
8
1.7
9
16
10
15
11
14
13
12
TOGETHER
INCIDENTALITÀ SECONDO L’AMBITO STRADALE / 2009
fonte: elaborazioni Fleet&Mobility su dati ISTAT e ACI
incidenti
var % vs ‘08
morti
var % vs ‘08
feriti
var % vs ‘08
Strade urbane
163.716
-2,6
Autostrade e raccordi
12.200
-1,4
1.892
-8,6
223.166
-2,3
350
-22,6
20.538
-0,5
Altre strade
39.489
-2,6
1.995
-9,4
63.554
2,9
TOTALE
215.405
-1,6
4.237
-10,3
307.258
-1,1
INCIDENTALITÀ SECONDO LE CAUSE / 2009
fonte: elaborazioni Fleet&Mobility su dati ISTAT e ACI
Descrizione cause
%
Procedeva senza rispettare le regole della precedenza o il semaforo
18%
Procedeva con guida distratta
16%
Circostanze imprecisate
13%
Procedeva a velocità elevata
12%
Procedeva senza mantenere le distanze di sicurezza
10%
Manovrava irregolarmente
7%
Altre cause
24%
L’indice di mortalità totale è
pari a 2 morti ogni 100 incidenti. L’indice sulle strade urbane è pari a 1,2, sulla rete autostradale e sui raccordi è di
2,9, mentre sulle altre strade
raggiunge il numero di ben 5
morti ogni 100 incidenti.
Se focalizziamo l’analisi solo
sulle altre strade, e quindi su
39.489 incidenti, notiamo che
la maggior parte degli incidenti
(86%) si registrano su tratti
composti da una sola carreggiata a doppio senso; tali incidenti hanno generato 1.745
morti (87% sul totale); il conseguente indice funereo è pari
a 5,3 morti ogni 100 incidenti.
Ma quali sono le cause che generano gli incidenti?
Basta poco per fare un incidente. Il 18% degli incidenti
avviene perché non si rispettano le precedenze o il semaforo, nel 16% dei casi la causa
è la guida distratta, la velocità
pesa invece il 12%, mentre il
non rispetto delle distanze di
sicurezza genera il 10% degli
incidenti.
Anche l’incidente stradale,
come quasi tutti gli avvenimenti della vita, non dipende
dal fato, ma dalle nostre azioni,
che, a volte, possono sembrare
banali, senza alcun peso, ma
potrebbero in alcuni casi rovinare la nostra vita e quella
degli altri.
Vi ricordate il film “Sette anime” di Gabriele Muccino con
Will Smith?
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
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NEWS ON THE ROAD
di Nicola Desiderio
AUDI A6: QUATTRO ANELLI DI BERLINA
L’Audi A6 giunge alla quarta generazione con
uno stile ispirato alla A8, tecnologia più avanzata e maggiore efficienza grazie al cx di 0,26,
alla scocca per il 20% in alluminio, che la rende
più leggera di 45 kg, e a nuove motorizzazioni
tra cui quella ibrida. Le potenze vanno a da 177
a 300 CV con consumi ed emissioni a partire
rispettivamente da 4,9 litri/100 km e 129 g/km
di CO2. Di ben quattro tipi i cambi disponibili
(manuale, S tronic a 7 rapporti, multitronic CVT
e tiptronic a 8 rapporti) a seconda dei motori e
della trazione, anteriore e integrale. Da segnalare il navigatore sincronizzato con Google
Earth, la navigazione wi-fi e l’impianto audio
Bang&Olufsen da 1.300 Watt. Prezzi a partire
da 45.250 euro e previsto in primavera l’arrivo
della variante Avant.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
BMW SERIE 6 CABRIO: L’APERTA PRIMA DELLA COUPÉ
Per la sua nuova Serie 6, BMW ha deciso di
mostrare prima la versione Cabrio e poi la
Coupé in vista del lancio in primavera. Lunga
4,89 metri, la nuova Serie 6 Cabrio ha capote
in tessuto a apertura elettrica, 4 posti più comodi e un bagagliaio da almeno 300 litri. Nuova
anche l’impostazione della plancia e ricchissima la dotazione di sicurezza, in particolare
per la visibilità (Surround View, BMW Night Vision con riconoscimento delle persone, il Park
Assistant e Head-Up-Display). Al lancio due i
motori, con turbo e iniezione diretta: V8 4,4
litri da 407 cv (0-100 km/h in 5 secondi) e 6-inlinea 3 litri da 320 cv (0-100 km/h in 5,7 secondi), entrambi corredati di cambio automatico a 8 rapporti e capaci di portare la 6 Cabrio
fino a 250 km/h autolimitati.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
MERCEDES E200 NGT: L’AMMIRAGLIA DEL METANO
La nuova Mercedes E200 NGT (Natural Gas Technology) è l’unica auto del suo segmento alimentata a metano ed è la più potente e veloce
in assoluto. Merito del suo 4 cilindri 1,8 litri
turbo, messo a punto in modo specifico dai
tecnici tedeschi, che eroga 163 cv e permette
una velocità di punta di 224 km/h, un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 10,4 secondi e consumi di 8,1 litri/100 km. Le emissioni di CO2
sono pari a 190 g/km, il 20% in meno dell’analoga versione con motore alimentato solo a
benzina rispetto alla quale permette costi di
esercizio inferiori di oltre il 50%. La E200 NGT
ha un impianto totalmente automatico sviluppato internamente ed è provvista di comandi
e strumenti specifici. L’arrivo sul mercato è previsto a breve.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
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CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
FUTURE
FORD FOCUS: NATA PER ESSERE GLOBALE
La Ford Focus di terza generazione nasce globale secondo la filosofia One Ford che porterà
all’unificazione di tutti i modelli su tutti i mercati. Disponibile con carrozzeria 5 porte e station wagon, la nuova Focus ha stile più dinamico, scocca più rigida e resistente agli urti e
tecnologie più avanzate, in particolare per la
telematica, con i sistemi MyFord e Sync, e per
la sicurezza grazie al sistema che al di sotto
dei 30 km/h frena automaticamente la vettura
se c’è pericolo di tamponamento. I motori sono
a benzina 1,6 litri aspirati (105 e 125 CV) e turbo
EcoBoost (150 e 180 CV), i Diesel sono 1,6 litri
da 95 e 115 CV e 2 litri da 140 o 163 CV, anche
con cambio PowerShift a doppia frizione con
consumi ed emissioni migliorati fino al 20%.
Prezzi ancora da comunicare.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
HYUNDAI IX20: ENTRA TRA LE PICCOLE MPV
Con la ix20 la Hyundai entra nel settore delle
piccole monovolume. Lunga 4,10 metri, la ix20
ha lo stile accattivante delle ultime vetture
della casa coreana e può vantare una generosa
volumetria interna, sia per 5 passeggeri sia per
i bagagli con un vano che va da 440 a 1.486
litri abbattendo i sedili posteriori che possono
anche scorrere in senso longitudinale. Sotto il
cofano ci sono due motori a benzina (1.4 da 90
CV, 1.6 da 125 CV) e un Diesel 1.4 (77 o 90 CV)
anche in version Blue Drive ad alta efficienza
con consumi di 4,3 litri/100 km ed emissioni
di CO2 di 114 g/km. Quattro gli allestimenti
(Light, Classic, Comfort e Style), tutti con ESP,
climatizzatore e 6 airbag compresi a partire da
13.500 euro con garanzia, assistenza stradale
e controlli gratuiti per 5 anni.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
MAZDA 3: BERLINA E NUOVO DIESEL 1.6
La Mazda3 si propone ora anche con carrozzeria a 4 porte e rinnova il cofano con motori tutti
Euro 5 tra cui il nuovo Diesel 1,6 litri da 115 CV
con cambio a 6 rapporti che sostituisce il precedente Euro 4 da 109 CV rispetto al quale offre
consumi ed emissioni inferiori (4,4 litri/100 km,
117 g/km di CO2) con prestazioni superiori (0100 km/h in 11 secondi, 186 km/h). Nuovo anche il 2 litri a iniezione diretta da 151 CV dotato
dell’esclusivo sistema i-stop che consente il
riavviamento in soli 0,35 secondi. Ci sono anche il 2 litri da 150 CV con cambio automatico,
l’1,6 litri da 105 CV e il vigoroso Diesel 2,2 litri
da 150 e 185 CV. Tre gli allestimenti (Active, Advanced e Sport) per la 5 porte e uno per la 4
porte (Touring) con prezzi a partire da 17.790
euro.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
39
FUTURE
OPEL ANTARA: DIESEL PIÚ POTENTE ED AUTOMATICO
La Opel Antara si rinnova seguendo le orme
della cugina Chevrolet Captiva. Il SUV 7 posti
tedesco presenta infatti un frontale diverso,
interni più curati e nuovi piccoli comfort come
il freno di stazionamento elettrico e l’assistenza
per la partenza in salita. Le novità maggiori
sono sotto il cofano. Il 2,4 litri a benzina cresce
di potenza da 140 a 170 CV e offerto con la
trazione anteriore oppure quella integrale ad
inserimento automatico, il Diesel 2 litri viene
invece sostituito da un nuovo 2,2 litri in due livelli di potenza (163 CV, 184 CV solo 4x4) e corredato, a richiesta, di cambio automatico a 6
rapporti. Rivista infine la taratura delle sospensioni per migliorare comfort e comportamento
stradale. Interessante il listino con prezzi a partire da 23.500 euro.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
OPEL CORSA: PIÚ SBARAZZINA E BEVE DI MENO
La Opel Corsa, dopo aver introdotto la gamma
motori Euro 5 con consumi inferiori del 13%, si
rilancia ulteriormente con aggiornamenti estetici e non solo. Diverso il frontale, più vivacità
per le tinte e la possibilità di dare un tocco
sportivo alla carrozzeria con le barre adesive
longitudinali del pacchetto Linea. Nuovi anche
i rivestimenti interni e il sistema telematico
Touch & Conncect con schermo a sfioramento
da 5 pollici, impianto audio 4x20 Watt, ogni
tipo di connettività (USB, iPhone, Bluetooth) e
navigatore con mappe di 28 paesi. In più arriva
la versione ecoFLEX con il Diesel 1,3 litri da 95
CV, consumi di 3,5 litri/100 km ed emissioni di
CO2 di 94 g/km. C’è comunque l’imbarazzo
della scelta: dal 3 cilindri mille da 65 CV fino
alla sportiva OPC da 192 CV.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
MITSUBISHI i-MiEV: GIAPPONESE A EMISSIONI A ZERO
La Mitsubishi i-MiEV è la piccola auto elettrica
giapponese che ora arriva anche in Italia. Lunga
3,47 metri, la i-MiEV ha una forma originale e
buona abitabilità grazie alla trazione e al motore posteriori. La batteria agli ioni di litio è alloggiata sotto il fondo della vettura, assicura
un’autonomia di 150 km e si ricarica in 6 ore
dalla presa domestica e all’80% in 30 minuti
dalle colonnine a ricarica rapida. I 47 kW (64
CV) e soprattutto i 180 Nm di coppia garantiscono prestazioni gradevoli. Il prezzo di vendita, in allestimento unico, è di 36.500 euro
con garanzia di 5 anni o 100mila km. Si può
avere anche in noleggio a lungo termine (503
euro+Iva, per 5 anni e 50mila km, anticipo 10%)
o in leasing (456 euro+Iva), anche in questo
caso per 5 anni e con un anticipo del 10%.
ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★
40
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
di Nicola Desiderio
PEOPLE
FLOTTE SULLA BUONA
E SULLA CATTIVA STRADA
Il direttore generale di Jaguar, Marco Santucci, disegna un futuro commerciale sempre più a
stretto contatto con Land Rover per avere una presenza integrata sul territorio, più capillare e
qualitativamente migliore per vendita e servizio, anche per andare incontro alle piccole e medie
imprese. In arrivo anche una versione con motore diesel 4 cilindri della XF, ideale per le flotte.
Nel futuro ci sono una piccola, una station wagon e l’ibrido
N
umeri piccoli, ma di qualità. È questa la missione di Jaguar, il prestigioso brand inglese, condotto in Italia
nella veste di direttore generale da Marco
Santucci che ci ha parlato dei programmi
in tema di flotte, soprattutto in vista dell’integrazione commerciale con Land Rover, l’altro marchio britannico che dal
2007 appartiene, insieme a Jaguar, all’indiana Tata Motors.
Che cosa sta facendo Jaguar per il mercato flotte?
Abbiamo creato nel 2010 un reparto flotte
specifico denominato Corporate Sales Department del quale è responsabile Paolo
Daniele e che rappresenta un segnale preciso: vogliamo partecipare attivamente a
questo mercato – ma senza aggredirlo –
in modo strutturato. Lo short term ci interessa relativamente perché offre una
bassa redditività, ma ci permette di avere
un’ottima visibilità e un feedback da parte
dei clienti.
La parte più interessante per noi è chiaramente il noleggio a lungo termine. Nel
Marco Santucci, direttore generale di Jaguar Italia dal 1 febbraio 2010
2010 abbiamo cercato di lavorare direttamente con le grandi aziende e i grandi
operatori del settore, nel 2011 invece vogliamo invece farlo attraverso la rete per
avvicinare le piccole e medie imprese.
Quali sono le leve sulle quali puntate e
quali invece i punti sui quali insistere?
Dobbiamo far conoscere i modelli rinnovati della gamma come la XJ e la XF. Al
centro della nostra strategia c’è il far pro-
La Range Rover Evoque è la piccola con carrozzeria 3 e 5 porte attesa al lancio commerciale per il prossimo mese di luglio
42
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
PEOPLE
Jaguar ha celebrato nel 2010 i 75 anni di storia con versioni commemorative delle vetture: il coupé XK, l’ammiraglia XJ e la berlina XF
vare il prodotto. Ci interessa anche lo
user-chooser, ma a volte è difficile perché
il singolo difficilmente può far cambiare
la politica flotte alla propria azienda, ancora di più se si tratta della filiale di una
multinazionale. Altri ostacoli sono l’immagine di Jaguar, troppo elevata per una
vettura aziendale quando invece costiamo
come altri marchi premium, e il valore residuo, percepito ancora come inferiore a
quello dei concorrenti.
In che modo?
Vogliamo potenziare la capacità di assorbire usato da parte della rete rivedendo
il nostro programma “Specie Protetta”
che era considerato un punto di riferimento, ma era stato sospeso perché non
era sostenibile. Creeremo nuovi processi,
certificando la rete e migliorandone la capacità di gestire usato. In questo modo
vogliamo potenziare la capacità di vendere e incrementare il valore residuo, che
si riflette sulla rata di noleggio.
Quali sono invece i programmi per il futuro e come pensate di coinvolgere la
rete di vendita?
In questa prima fase lo stiamo facendo in
maniera diretta con il supporto dei grandi
operatori del noleggio a lungo termine.
Per noi, il punto di passaggio comincia
nel corso dell’anno con il lancio della XF
con il motore Diesel 4 cilindri 2,2 litri da
190 CV, una motorizzazione perfetta accompagnata a un allestimento specifico
per il mercato flotte con la quale potremo
andare a lavorare insieme alla rete presso
le piccole e medie aziende. Da metà anno
in poi i nostri 32 concessionari entreranno
nel vivo di questo processo sfruttando le
sinergie con quelli Land Rover e formando
il personale di vendita soprattutto dal
punto di vista fiscale.
E come funzionerà il lavoro di integrazione e sinergia, soprattutto considerando che tra i clienti flotte di Land Rover
c’è lo Stato, radicalmente diverso da
quello “privato”?
Lo Stato è stato e sarà ancora un grosso
cliente per Land Rover. Per questo abbiamo una persona dedicata che da poco
può proporre alle istituzioni anche Jaguar
blindate. Detto questo, il lavoro fatto dalla
rete Land Rover non deve essere legato
alle istituzioni, anzi! Noi abbiamo prodotti
già oggi appetibili e quando entreremo
con la Evoque lo saremo ancora di più e
avremo un potenziale altissimo da sviluppare tra dirigenti e quadri di aziende medie e grandi.
Nel pacchetto che proponete vedete più
servizio o più finanziamento?
Io vedo un mix delle due. Oggi non puoi
non essere competitivo qualsiasi sia la
formula che offri. Il servizio dovrebbe essere più importante della parte finanziaria, ma sinceramente al momento siamo
un po’ indietro. Dobbiamo perciò svilupparlo guardando a quello che fa la concorrenza e mettendo a punto un prodotto
in linea con il nostro brand che ci consenta
di ritagliare un servizio personalizzato.
I nostri numeri ce lo consentono.
Però oggettivamente la vostra rete è ridotta per offrire livelli di servizio accettabili. In che modo volete migliorarla e
come gioca in questo senso l’integrazione tra Jaguar e Land Rover?
Il primo passo è proprio questo: ristrutturare la rete. Si tratta di una strategia
che interesserà tutto il 2011 fino all’inizio
del 2013 e grazie alla quale riqualificheremo la nostra rete agendo sui
➔
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
43
PEOPLE
La nuova Jaguar XJ rappresenta una rottura decisa con lo stile classico della Casa.
processi e sulla presenza sul territorio.
Avremo circa 30 Jaguar Excellence Centre,
con standard praticamente identici a
quelli di Land Rover ora in adeguamento
con l’arrivo della Evoque. Ci saranno poi
20 concessionari Land Rover dotati di Jaguar Corner e infine integreremo le reti di
assistenza arrivando a 100 Service Point
perché oramai motori e componenti elettronici sono in comune tra i modelli dei
due marchi.
Il cuore del mercato flotte sta però in
altri tipi di vetture come uno station wagon e una berlina più piccola…
Si è risposto da solo, anche perché è in
atto un downsizing del mercato al quale
vogliamo andare incontro, ma sempre all’interno della strategia di posizionamento
di Jaguar: un marchio che deve rappresentare uno stile di vita. La nostra piccola
non sarà però una nuova X-Type, che intendeva massificare Jaguar, ma una vettura
che manterrà tutte le caratteristiche del
marchio con dimensioni più compatte e
con motorizzazioni più vantaggiose. Per
la wagon già in passato ci sono state
molte discussioni, ma credo che avremo
qualcosa in tal senso: oggi perdiamo clienti
perché le nostre vetture non offrono tutto
lo spazio del quale avrebbero bisogno.
I vostri clienti vi chiedono anche vetture
che consumino meno e riducano le emissioni?
Il cliente vuole efficienza, ma lo apprezza
solo se è a costo zero. Un mercato ecoso-
44
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
stenibile si sviluppa solo se ci sono leve
ed incentivi fiscali, come dimostra il caso
della congestion charge a Londra e quello
del GPL in Italia. Di sicuro avremo in futuro
un cliente sempre più attento anche ai
consumi e alle emissioni delle autovetture
e oggi Jaguar, grazie al mix tra efficienza
dei motori e la leggerezza della scocca in
alluminio, offre i livelli di efficienza migliori
della categoria senza ricorrere all’ibrido.
Per andare oltre sarà necessario. Il concept
C-X75 è un esempio degli obiettivi di Jaguar: sviluppare vetture dotate di potenze
elevatissime con consumi bassissimi.
Obiettivi di vendita?
Nel 2010 siamo riusciti a raggiungere
senza problemi i nostri obiettivi e abbiamo visto che esiste un potenziale superiore, soprattutto nelle flotte dove vogliamo crescere del 10-15% realizzando il
25% delle nostre vendite nel noleggio a
lungo termine, ma sempre in modo ponderato e senza inseguire i numeri.
Pertanto allargheremo il numero delle
aziende con le quali collaboriamo, miglioreremo la qualità della nostra presenza e
infine cercheremo di andare sempre più
verso il cliente.
Il prototipo C-X75, con 4 motori elettrici da 780 CV alimentati da microturbine a gas
di Alessia Seri
FUTURE
AUTO,
GIOVANE PASSIONE
“L
a congiuntura economica sta lentamente migliorando – sostiene
Mauro Manzoni, senior manager business
development di LeasePlan Italia – e questo
è il momento giusto per formare nuove
risorse qualificate. Il modello di business
post-crisi è diverso e il cambiamento diventa più facile, potendo contare su giovani
che hanno una conoscenza a 360° del
settore auto”.
Giovani di talento, appassionati di automobili. È proprio su di loro che puntano le
aziende del comparto automobilistico che
sostengono il Master sull’Automobile di
Fleet&Mobility, giunto ormai alla sua quinta
edizione. Parliamo delle principali imprese
del noleggio, di Case auto e aziende finanziarie e di componentistica, che offrono
borse di studio e – cosa più importante –
stage post-master agli studenti.
“Abbiamo aderito con interesse – dice
Umberto Oliva, direttore risorse umane
di Maggiore Rent, società dell’autonoleggio a breve termine – per un principio di
coerenza con la nostra people strategy.
La centralità delle persone rappresenta
per noi il fattore chiave di successo e gli
investimenti che l’azienda sostiene per il
miglioramento qualitativo delle risorse
umane altro non sono che il fedele riflesso
dell’indirizzo strategico del gruppo. Costante è anche l’attenzione al lavoro. Attualmente le figure professionali che cerchiamo sono quelle del maintenance
manager, del sales executive e di addetti
alle relazioni con i clienti”.
Al commerciale e al marketing punta anche la Pirelli, come spiega Stefano Parisi,
direttore marketing mercato Italia: “Da
sempre siamo focalizzati sull’individuazione di talenti e sulla promozione di iniziative volte a creare nuove professionalità. Il Master offre la possibilità di
individuare giovani in grado di muoversi,
prevalentemente in ambito commerciale,
nel settore auto motive, con una particolare attenzione al mondo delle compagnie
di leasing, in cui Pirelli è leader nella fornitura di pneumatici”.
Ormai sono circa cinquanta i giovani usciti
negli anni dal Master e tutti hanno trovato
uno sbocco professionale. Alcuni di essi
oggi ricoprono già incarichi di responsabilità in aziende importanti. Nel corso
dell’anno riceviamo numerose richieste
di stage”, commenta Pierluigi del Viscovo,
direttore di Fleet&Mobility, “e non solo
da parte delle aziende sostenitrici dell’iniziativa. Anche nell’ultima edizione del Master, prima del termine abbiamo registrato
un’assunzione a tempo indeterminato”.
TEMPI
Inizio 28 febbraio. 5 mesi in aula full time
(tutti i giorni mattina/pomeriggio).
3/6 mesi di stage
FORMAZIONE
Materie di base dell’impresa (analisi di scenario e statistiche di mercato, finanza d’impresa marketing, relazioni interne) e aspetti
specifici del settore (analisi dei mercati,
assicurazioni, mobilità, post-vendita, energia
e petrolio, concessionarie, leasing, case e
noleggio a breve e lungo termine).
RICERCHE
Durante la formazione, gli studenti saranno impegnati a sperimentare concretamente la realtà del mercato e approfondirne la conoscenza.
STAGE
È garantito, presso le aziende sostenitrici,
e può durare da 3 a 6 mesi
CONTATTI
Telefono: 06 68392090
Email: [email protected]
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
45
DRIVE
di Nicola Desiderio
Il primo SUV della consociata ceca di
Volkswagen attinge a piene mani dalla banca
organi della casa madre dando vita ad un’auto
intelligente, pratica, che dentro è piena di spazio
e nel cofano ha motori moderni e brillanti, tutti
turbo a iniezione diretta. Disponibile con
trazione anteriore o 4x4, è pronta a modificare
molti pregiudizi. Disponibile in tre allestimenti,
ha prezzi a partire da 18.830 euro
L
a Skoda Yeti è il primo SUV della
casa della repubblica ceca e segna
un ulteriore passo avanti verso l’allargamento della gamma e il riscatto da un’immagine di vettura d’oltrecortina. Tutto
questo grazie al favorevole rapporto tra
prezzo e contenuti, a cominciare dalla sostanza. Scocca e meccanica derivano infatti direttamente dalla Volkswagen Tiguan, rispetto alla quale la Yeti offre un
abitacolo meno raffinato, ma un grado di
praticità superiore, in linea con quelli che
sono i valori del marchio.
Look compatto e da offroad
La Skoda Yeti è lunga 4,22 metri, larga
1,79 e alta 1,67, dunque è molto compatta
e con proporzioni che, al contrario delle
tendenze attuali, non nascondono minimamente le attitudini fuoristradistiche
esaltate anzi dalle protezioni applicate su
parafanghi, paraurti e longheroni. I montanti verniciati di nero poi danno al tetto
un effetto sospeso, un elemento che si ritrova anche su altre Skoda e in questo
caso ricorda le Land Rover. Il frontale ha
un aspetto reso forte dai fari di profondità
incastrati con i gruppi ottici principali,
quasi da auto da rally, specialità nella
quale la Skoda ha vinto nel 2010 il titolo
piloti International Rally Challenge con
Juho Hänninen al volante della Fabia
S2000. Il posteriore invece ha un aspetto
semplice, quasi tedesco: non appaga l’occhio, ma agevola visibilità e accessibilità
al vano bagagli.
Rigore tedesco con tanta praticità
Tedesca la Yeti lo è anche nell’abitacolo:
semplice, coerente e ben realizzato. Anche l’ergonomia della plancia è irreprensibile, la strumentazione è chiara e completa inoltre è facile trovare la giusta
posizione di guida da dove si gode di
un’ottima visibilità. Lo spazio è abbon-
46
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
SKODA
YETI
dante e si può modulare a piacimento ripiegando o persino smontando una o
tutte le frazioni 40/20/40 del divano posteriore. In questo modo la volumetria varia da 405 fino addirittura a 1.560 litri.
Inoltre l’ampio portellone e la soglia
bassa facilitano le operazioni di carico e
scarico e ci sono tante piccole attenzioni
come il doppio fondo, la rete ferma carico,
i ganci scorrevoli per la spesa e anche un
originale secchiello formato da un pannello plastico flessibile che può essere facilmente smontato e riposto sotto il piano.
Vani, ripiani e cassetti non mancano neppure nell’abitacolo e, cosa che manca su
auto ben più costose, ci sono le bocchette
per la climatizzazione (di serie) anche per
i sedili posteriori.
A richiesta si possono avere impianto
audio e di navigazione anche con schermo
a sfioramento, il sistema di parcheggio
semiautomatico, il tetto panoramico, i
fari allo xeno ad orientamento dinamico
con luci di svolta e, sulle versioni 4x4, il
pacchetto offroad che adatta il comportamento di meccanica ed elettronica per
affrontare al meglio tratti scivolosi o sconnessi. La sicurezza della Yeti a 5 stelle EuroNCAP e ci sono fino a 9 airbag. La Yeti
ha una capacità di traino da a 1.800 kg. ➔
DRIVE
VIENE DALLE NEVI
MA CONOSCE BENE LA STRADA
Efficace il sistema di trazione integrale a controllo elettronico
Plancia semplice, ma ergonomica
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
47
DRIVE
Motori all’avanguardia
Decisamente ampia la gamma motori,
tutti turbo ad iniezione diretta e dotati di
serie di cambio manuale a 6 rapporti. I
benzina disponibili sono da 1,2 litri e 105
CV (anche con cambio DSG 7 rapporti) e
1,4 litri da 150 CV a trazione anteriore, poi
c’è l’1,8 litri da 160 CV con trazione integrale a inserimento automatico con giunto
di tipo Haldex. Per i Diesel common rail
c’è l’1,6 litri da 105 CV con trazione 4x2 e
il 2 litri con tre livelli di potenza: 110 CV,
140 CV (disponibile anche con cambio
DSG a 6 rapporti) e 170 CV. Questi ultimi
due sono disponibili solo con trazione
4x4. Il meglio in fatto di prestazioni con
la 2.0 TDI da 170 CV che imprime alla Yeti
una velocità di 201 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 8,4 secondi,
in tema di consumi ed emissioni invece
la campionessa è la versione Green Line
con motore 1.6 TDI da 105 CV che dichiara
5,2 litri/100 km e 119 g/km.
Maneggevolezza e buone prestazioni
La versione oggetto della nostra prova è
2.0 TDI 140 CV che assicura buone prestazioni (190 km/h e uno 0-100 km/h in
9,9 secondi) con consumi di 6,1 litri/100
km ed emissioni di CO2 pari a 159 g/km.
Con questo motore la Yeti si comporta in
modo brioso e il suo 4 cilindri è pronto in
basso e si spinge volentieri nella zona alta
del contagiri. Si avverte qualche rombo a
bassa velocità e le sospensioni hanno un
assorbimento solo discreto, condizionato
forse dai cerchi con pneumatici ribassati
montati sull’esemplare in prova.
Il cambio è ben manovrabile a caldo e
solo la frizione è un po’ pesante e poco
progressiva. In compenso lo sterzo è leggero e offre un buon feeling e il comportamento stradale è omogeneo, poco influenzato dal coricamento e dall’altezza
del corpo vettura. Buono infine il comfort
di viaggio, grazie alla sesta lunga che riduce anche i consumi.
Punta alla ragione senza barare
La Skoda Yeti è una vettura intelligente:
è contenuta fuori, ma ha tanto spazio dentro e offre una gamma motori molto ampia
e moderna insieme a tre allestimenti diversi (Active, Adventure ed Experience)
che ne fanno una scelta azzeccata sia per
chi la vorrà usare in città, sia chi frequenta
spesso campagna e montagna. Il listino
parte da 18.830 euro e la vettura provata
in allestimento Adventure costa 27.730
euro. Pensando che è una Skoda forse
potrà apparire un po’ troppo, ma a questa
Yeti non manca davvero nulla e, se non
avete pregiudizi, non vi farà rimpiangere
nessuna concorrente.
SKODA YETI 2.0 TDI 140 CV
DATI TECNICI E PER L’IMPIEGO AZIENDALE
cilindrata 1.968 cc
potenza 140 cv
lungh./largh./alt. 4,22 x 1,79 x 1,69 m
peso 1.545 kg
accelerazione 9,9” (da 0 a 100 km/h)
velocità massima 190 km/h
cambio manuale a 6 rapporti
trasmissione trazione integrale
costo di esercizio al km (*) 0,41
consumo medio 16,7 km/litro
capacità di carico da 405 a 1.760 litri
comfort ★★★★★
silenziosità ★★★★★
ABS SI
ESP SI
antislitt. SI
(*) percorrenza annua 30.000 km
Il primo SUV di Skoda sfrutta organi meccanici provenienti da modelli più nobili e illustri del gruppo Volkswagen
48
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
DRIVE
di Nicola Desiderio
VOLKSWAGEN CADDY
I
l Volkswagen Caddy è tra quei
mezzi che stanno a metà strada
tra vettura e veicolo commerciale, spesso
riunendo al proprio interno i pregi di entrambi i mondi con un elevato rapporto
tra contenuti e prezzo.
Tra questi c’è sicuramente il Caddy che si
rinnova migliorandosi nelle finiture, nel
comfort e prende dalla sorella Golf alcune
dotazioni e la meccanica per avere consumi
ed emissioni più bassi. Disponibile in versione a passo corto o lungo, offre una
gamma praticamente infinita adatta alla
famiglia numerosa, a chi ama il tempo libero, all’artigiano e alle flotte per le consegne in ambito urbano.
Le somiglianze vantaggiose
Il frontale del nuovo Caddy è praticamente
identico alla Golf 6, con i fari dotati di luci
50
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
diurne e secondo lo stile semplice e coerente delle Volkswagen di ultima generazione. Posteriormente l’unica regola è la
praticità, dunque gruppi ottici al minimo
sindacale e soglia per il portellone il più
bassa possibile, appena 57 cm da terra.
A rimarcare la solidità dell’aspetto ci sono
la linea di cintura bassa e rettilinea e i
passaruota pronunciati. La versione a
passo corto (2,68 metri) misura 4,41 metri, quella a passo lungo (3,01 metri) raggiunge 4,88 metri.
Abitacolo più curato e tanto spazio
Il Caddy è ancora più Golf all’interno. La
plancia, la grafica degli strumenti e i comandi ricordano quelli di molte Volkswagen come, ad esempio, il sistema di navigazione con schermo a sfioramento e
dotato di hard disk da 30 GB. La dotazione
comprende fino a 6 airbag, il climatizzatore è di serie, il volante è regolabile in
altezza e profondità, a richiesta si può
avere un comodo poggiabraccio centrale
e i sedili e rivestimenti sulle portiere sono
quelli di una vera automobile, ma la libertà di movimento è di un altro pianeta.
Il pavimento piatto e l’altezza dell’abitacolo rende facilissimo entrare e uscire
dalla vettura grazie anche alle porte posteriori scorrevoli. In generale, anche chi
viene da monovolume lunghe 5 metri dovrà stupirsi dello spazio che può offrire il
Caddy. Anche la versione corta riesce infatti a ospitare comodamente 7 posti (optional) secondo la configurazione 2-3-2
con 190 litri di bagagli che diventano 750
non appena si viaggia in 5 e 2.852 se lo
si fa in 2. Se poi si smontano tutti i sedili
si arriva addirittura a oltre 3 metri cubi.
DRIVE
LO SPAZIO CHE VUOI
CON LO STILE DELLA GOLF
Si rinnova il van di successo della casa tedesca e si avvicina sempre di più alla famosa sorella
per stile, comfort, dotazioni e per i motori, più brillanti ed efficienti. Disponibile con passo corto
o lungo, offre tanto spazio per persone e bagagli e nel cofano ha propulsori a benzina, diesel e
metano con potenze da 75 a 140 CV, cambi DSG e anche la trazione integrale.
Prezzi a partire da 18.780 euro
Il Caddy è disponibile in due misure di passo: 2,68 m e 3,01 m, come l’esemplare in questa foto.
Per la lunga invece si viaggia in 7 e 530 litri di bagaglio, in 5 con 1.350 litri e in 2 si
hanno 3.700 litri che passano a 3.880 rimuovendo i sedili. Disponibile c’è anche
l’allestimento Tramper con il quale il
Caddy diventa un piccolo motorhome, dotato di abitacolo che può essere trasformato in letto matrimoniale. I mancorrenti
sul tetto sopportano fino a 100 kg e la capacità di traino va da 1.100 a 1.500 kg, a
seconda dei motori.
Motori di origine nobile
Ampissima la scelta dei propulsori, tutti
di ultima generazione. Interessante l’1,2
litri a benzina con turbo e iniezione diretta
da 86 CV o 105 CV, ma i più gettonati saranno i Diesel common rail. L’1,6 litri ha
75 CV o 102 CV ed è offerto anche in versione BlueMotion, dotata di stop&start ➔
L’abitacolo, pratico e flessibile, offre un notevole spazio in rapporto alle dimensioni
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
51
DRIVE
e recupero dell’energia in rilascio, che fa
segnare consumi di 4,9 litri/100 km ed
emissioni di CO2 di 129 g/km. Con questo
motore si può avere anche il cambio DSG
a doppia frizione a 7 rapporti mentre lo
stesso tipo di trasmissione con 6 rapporti
è disponibile con il 2 litri da 140 CV con il
quale il Caddy dà il meglio di sé in fatto
di prestazioni (186 km/h, 0-100 km/h in
10 secondi). C’è anche la variante da 110
CV con la quale si può avere persino la
trazione integrale facendo del Caddy un
mezzo praticamente universale. Per chi
invece preferisce il metano, c’è anche la
versione EcoFuel dotata di motore 2 litri
da 109 CV dotata di 4 serbatoi da 26 kg
per un’autonomia di 455 km a cui sommare quelli concessi da 13 litri del mini
serbatoio di benzina.
Facile e sicura in ogni condizione
Su strada il Caddy si guida come un’automobile e il baricentro alto non crea problemi nella guida resa gradevole dalle
qualità dello sterzo e del cambio, preciso
e morbido da manovrare. Il comporta-
VOLKSWAGEN CADDY 1,6 TDI 102 CV
DATI TECNICI E PER L’IMPIEGO AZIENDALE
cilindrata 1.595 cc
potenza 102 cv
lungh./largh./alt. 4,41 x 1,86 x 1,79 m
peso 1.538 - 1687 kg
accelerazione 12,9” (da 0 a 100 km/h)
velocità massima 168 km/h
cambio manuale a 5 rapporti
trasmissione trazione anteriore
costo di esercizio al km (*) N.D.
consumo medio 17,5 km/litro
capacità di carico da 190 a 3.030 litri
comfort ★★★★★
silenziosità ★★★★★
ABS SI
ESP SI
antislitt. SI
(*) percorrenza annua 30.000 km
mento è omogeneo, al limite interviene
l’ESP (di serie) dotato di assistenza per
le partenze in salita. Anche il comfort acustico non delude e le sospensioni fanno
il loro lavoro. Sbaglia chi dà per spacciato
l’1,2 litri TSI, fluido e pronto in basso anche se è scontato che il motore preferito
sarà il Diesel 1,6 litri, brillante ed equilibrato se non si fa un utilizzo “pesante”
del mezzo o su tratte più lunghe. In tal
caso è meglio passare al 2 litri, più fluido,
dotato di più cavalli e dalla coppia più
corposa. Il DSG è una comodità che consigliamo viceversa per la città.
Costa come una Volkswagen
Il Caddy è un mezzo interessante, intelligente, versatile e dotato di qualità automobilistiche unite ad altre da vero commerciale. È quello che altri concorrenti
offrono, ma non con una gamma di soluzioni meccaniche così ampia inoltre è una
Volkswagen. Lo si percepisce e lo si vede
anche dal prezzo, che con 18.780 euro si
situa nella parte alta, ma con la presunzione che i clienti siano pronti a spendere
qualcosa di più per un marchio che è sinonimo di affidabilità.
Disponibile anche con trazione integrale, il Caddy può essere anche un veicolo ideale per il tempo libero
52
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
LA MACCHINA DEI NUMERI
di Alessandro Palumbo
IL MERCATO DEL NUOVO PER MARCA
Fiat
Ford
Volkswagen
Opel
Renault
Citroen
Peugeot
Lancia
Toyota
Audi
Mercedes
Bmw
Nissan
Alfa Romeo
Chevrolet
Hyundai
Suzuki
Smart
Dacia
Kia
Mini
Volvo
Seat
Skoda
Honda
Mazda
Land Rover
Mitsubishi
Daihatsu
Subaru
Dr motor
Porsche
Jeep
Dodge
Tata
Jaguar
Chrysler
Ssangyong
Lexus
Ferrari
Saab
Maserati
Great Wall
Lada
Lamborghini
Mahindra
ALTRE
TOTALE
54
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
fonte: UNRAE
2010
2009
var
quota % 2010
450.384
182.331
136.392
127.411
105.871
105.647
105.384
86.929
76.624
59.950
54.313
53.852
53.589
51.882
36.856
36.122
28.377
26.046
22.425
19.045
18.043
17.442
15.590
14.759
12.345
10.910
9.493
5.835
5.738
5.541
4.935
3.889
3.605
2.526
1.701
1.598
1.491
949
894
682
633
499
296
139
96
48
1.173
549.760
210.771
126.000
126.881
92.070
111.062
113.506
102.571
94.878
60.281
55.540
55.344
53.098
55.260
52.863
38.877
33.501
29.245
20.872
20.856
17.546
16.197
19.563
13.974
18.676
14.399
9.372
4.821
9.148
5.209
2.326
4.163
4.147
3.941
2.220
1.786
1.288
1.980
1.097
616
1.891
592
150
152
19
955
-18%
-13%
8%
0%
15%
-5%
-7%
-15%
-19%
-1%
-2%
-3%
1%
-6%
-30%
-7%
-15%
-11%
7%
-9%
3%
8%
-20%
6%
-34%
-24%
1%
21%
-37%
6%
112%
-7%
-13%
-36%
-23%
-11%
16%
-52%
-19%
11%
-67%
-16%
23,0%
9,3%
7,0%
6,5%
5,4%
5,4%
5,4%
4,4%
3,9%
3,1%
2,8%
2,7%
2,7%
2,6%
1,9%
1,8%
1,4%
1,3%
1,1%
1,0%
0,9%
0,9%
0,8%
0,8%
0,6%
0,6%
0,5%
0,3%
0,3%
0,3%
0,3%
0,2%
0,2%
0,1%
0,1%
0,1%
0,1%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,1%
1.960.280
2.159.464
-9%
-7%
-37%
153%
23%
PROFIT
IL MERCATO DELL’USATO PER MARCA
fonte: Ministero Infrastrutture e Trasporti
2010
2009
var
quota % 2010
1.169.645
1.137.789
3%
25,7%
Volkswagen
296.033
301.879
-2%
6,5%
Ford
270.341
274.689
-2%
5,9%
Lancia
249.779
259.819
-4%
5,5%
Mercedes
243.537
245.298
-1%
5,4%
Opel
231.396
238.111
-3%
5,1%
Renault
229.614
250.831
-8%
5,1%
Bmw
217.918
215.972
1%
4,8%
Alfa Romeo
201.290
177.796
13%
4,4%
Peugeot
168.393
160.466
5%
3,7%
Audi
168.060
167.522
0%
3,7%
Citroen
150.275
132.831
13%
3,3%
Toyota/Lexus
133.985
121.146
11%
2,9%
Smart
130.079
116.762
11%
2,9%
Nissan
73.121
67.914
8%
1,6%
Chevrolet
57.495
52.109
10%
1,3%
Suzuki
53.482
49.835
7%
1,2%
Chrysler/Jeep/Doodge
47.567
48.520
-2%
1,0%
Mini
47.043
42.355
11%
1,0%
Hyundai
44.989
41.954
7%
1,0%
Seat
41.601
44.561
-7%
0,9%
Volvo
36.934
42.455
-13%
0,8%
Land Rover
32.466
30.216
7%
0,7%
Honda
25.966
25.457
2%
0,6%
Kia
25.815
23.243
11%
0,6%
Porsche
25.811
25.300
2%
0,6%
Mitsubishi
24.184
24.246
0%
0,5%
Mazda
19.093
18.643
2%
0,4%
Skoda
17.042
17.342
-2%
0,4%
Daihatsu
10.345
9.700
7%
0,2%
Subaru
8.120
7.120
14%
0,2%
Dacia
1.964
1.066
84%
0,0%
ALTRE
91.135
96.828
-6%
2,0%
TOTALE
4.544.518
4.469.775
2%
Fiat
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
55
PROFIT
SEGMENTO A - IMMATRICOLAZIONI DI AUTOVETTURE E FUORISTRADA
fonte: UNRAE
SEGMENTO D - IMMATRICOLAZIONI DI AUTOVETTURE E FUORISTRADA
fonte: UNRAE
n°
marca
modello
2010
2009
var
n°
marca
modello
2010
2009
var
1
Fiat
Panda
138.525
172.028
-19%
1
Audi
A4
18.701
21.223
-12%
2
Fiat
500
68.461
80.143
-15%
2
Bmw
Serie 3
13.935
21.057
-34%
3
Smart
Fortwo
26.039
29.118
-11%
3
Volkswagen
Tiguan
12.868
10.612
21%
4
Ford
Ka
17.269
18.146
-5%
4
Ford
Kuga
12.249
11.747
4%
5
Hyundai
I10
16.908
21.261
-20%
5
Opel
Insigna
12.064
7.657
58%
6
Peugeot
107
16.376
21.710
-25%
6
Bmw
X1
10.724
1.667
543%
7
Citroen
C1
16.364
18.122
-10%
7
Audi
Q5
10.473
10.503
0%
8
Toyota
Aygo
14.008
17.389
-19%
8
Toyota
RAV 4
9.893
9.365
6%
9
Chevrolet
Spark
13.530
34
39694%
9
Fiat
Croma
8.067
11.187
-28%
10
Renault
Twingo
10
Volkswagen
Passat
11.647
14.213
-18%
7.640
11.165
-32%
Altre
58.154
104.223
-44%
Altre
135.728
151.429
-10%
TOTALE SEG A
397.281
496.387
-20%
TOTALE SEG D
252.342
267.612
-6%
20%
23%
13%
12%
% SEG A SU TOT MKT
SEGMENTO B - IMMATRICOLAZIONI DI AUTOVETTURE E FUORISTRADA
n°
marca
modello
1
Fiat
2
% SEG D SU TOT MKT
fonte: UNRAE
SEGMENTO E - IMMATRICOLAZIONI DI AUTOVETTURE E FUORISTRADA
fonte: UNRAE
2010
2009
var
n°
marca
modello
2010
2009
var
Punto
155.300
182.942
-15%
1
Mercedes
Classe E
6.888
6.657
3%
Ford
Fiesta
97.693
106.281
-8%
2
BMW
Serie 5
5.961
3.433
74%
3
Citroen
C3
59.265
57.478
3%
3
Audi
A6
4.100
5.765
-29%
4
Opel
Corsa
51.370
52.426
-2%
4
BMW
X6
3.912
4.575
-14%
5
Volkswagen
Polo
48.296
28.547
69%
5
Land Rover
Range Sport
3.213
2.686
20%
6
Lancia
Ypsilon
46.516
50.858
-9%
6
BMW
X5
3.165
4.930
-36%
7
Renault
Clio
40.751
30.362
34%
7
Mercedes
Classe M
2.135
3.383
-37%
8
Toyota
Yaris
35.449
42.731
-17%
8
Volkswagen
Touareg
2.088
1.308
60%
9
Peugeot
207
29.384
45.947
-36%
9
Porsche
Cayenne
1.731
1.499
15%
10
Alfa Romeo
Mi.To
25.924
29.300
-12%
10
BMW
Serie 5 GT
1.459
407
258%
Altre
222.626
252.226
-12%
Altre
12.430
12.999
-4%
TOTALE SEG B
812.574
879.098
-8%
TOTALE SEG E
47.082
47.642
-1%
41%
40%
2%
2%
% SEG B SU TOT MKT
SEGMENTO C - IMMATRICOLAZIONI DI AUTOVETTURE E FUORISTRADA
% SEG E SU TOT MKT
fonte: UNRAE
SEGMENTO F - IMMATRICOLAZIONI DI AUTOVETTURE E FUORISTRADA
fonte: UNRAE
n°
marca
modello
2010
2009
var
n°
marca
modello
2010
2009
var
1
Volkswagen
Golf
51.778
56.412
-8%
1
Porsche
911
1.092
1.815
-40%
2
Nissan
Qashqai
31.855
31.776
0%
2
Porsche
Panamera
711
232
206%
3
Ford
Focus
29.782
40.603
-27%
3
BMW
Serie 7
563
652
-14%
4
Opel
Astra
26.681
20.724
29%
4
Audi
A8
553
205
170%
5
Fiat
Bravo
24.997
39.015
-36%
5
Mercedes
Classe S
502
668
-25%
6
Renault
Megane
22.268
17.066
30%
6
Ferrari
California
364
205
78%
7
Mercedes
Classe A
19.275
16.555
16%
7
Maserati
Granturismo
251
376
-33%
8
Renault
Scenic
17.862
9.136
96%
8
Ferrari
458 Italia
222
9
Lancia
Delta
16.846
20.293
-17%
9
BMW
Serie 6
210
281
-25%
10
Alfa Romeo
Giulietta
14.399
-
10
Jaguar
XJ
194
36
439%
Altre
201.671
222.676
-9%
Altre
1.262
1.761
-28%
TOTALE SEG C
457.414
474.256
-4%
TOTALE SEG F
5.924
6.231
-5%
23%
22%
0%
0%
% SEG C SU TOT MKT
56
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
% SEG F SU TOT MKT
di Nicola Desiderio
FUTURE
TWO OCCH’
IS MEGL’ CHE ONE
D
ue occhi che ci guardano alle spalle
ogni volta che facciamo manovra.
Sarebbe utile poterli avere sempre, soprattutto se si guida una vettura di grandi
dimensioni e la conformazione delle carrozzerie e del lunotto non sono di aiuto,
anzi possono confondere le idee. Per questo sono nati i sensori di parcheggio e,
più recentemente, le telecamere posteriori
che permettono di vedere cosa succede
lì dove gli occhi non riescono proprio ad
arrivare. Basta innestare la retromarcia e
sullo schermo del sistema multimediale
al centro della plancia o, come su alcune
auto, su un lato dello specchietto retrovisore interno compare l’immagine ripresa
dalla telecamera grandangolare. In più,
questi sistemi forniscono linee guida colorate per capire come agire con il volante.
Si tratta però di guardare in avanti per
vedere cosa succede dietro. E ai lati? Per
risolvere anche questo problema, su alcune
vetture alto di gamma sono arrivati i cosiddetti sistemi di visione perimetrica che
utilizzano almeno quattro telecamere e,
attraverso un unico schermo, riescono a
fornire simultaneamente la situazione su
tutti e quattro i lati della vettura.
Un esempio è l’Around View Monitor del
quale sono equipaggiati alcuni modelli
Infiniti. Una telecamera è montata poco
sotto il logo della calandra, un’altra posteriore poco sopra la targa e altre due
sotto il guscio degli specchietti retrovisori
esterni. Il sistema combina le quattro immagini in modo tale che sullo schermo
appaia la sagoma della vettura dall’alto
e quattro zone di visione corrispondenti
ai coni visivi forniti dalle telecamere sui
quattro lati della vettura. Toccandone una
si ottiene la zoomata. Sembrerebbe già
abbastanza, invece il marchio di lusso di
Nissan si prepara ad andare anche oltre
con il sistema Moving Object Detection,
un software che, analizzando ogni pixel
58
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
Dopo i sensori di parcheggio e le telecamere di retromarcia che
ci guardano alle spalle quando facciamo manovra, sono
arrivati sul mercato sistemi di visione dotati di quattro o più
telecamere capaci di sorvegliare cosa accade intorno alla
vettura non solo a bassa velocità, ma in ogni momento e in
ogni condizione di marcia. Su strada e anche fuori. E il futuro
sarà senza specchietti retrovisori
delle immagini raccolte dalle telecamere
quando si fa manovra, riesce a individuare
un oggetto in movimento nei dintorni
della vettura, si tratti di un pedone o di
un'altra automobile, segnalandolo con un
suono. Una funzione utile quando si esce
da un parcheggio e si è stretti da altre
due auto, e dunque neppure le 4 telecamere riuscirebbero a scongiurare un contatto. Un domani è possibile immaginare
che la vettura, analizzando gli stessi dati
e interagendo con i sistemi di frenata preventiva, sarà in grado non solo di avvertire
il guidatore con un segnale sonoro, ma
anche di sostituirlo frenando da sola per
evitare qualsiasi tipo di incidente a bassa
velocità.
Una logica simile, ma realizzata in modo
diverso, è quella utilizzata dal Surround
View a BMW dove, oltre alla telecamera
posteriore, vengono utilizzate due telecamere integrate nei retrovisori, che sorvegliano i lati della vettura, e altre due sistemate sui bordi dei parafanghi anteriori
per guardare su entrambi i lati quando si
esce da un parcheggio, da un vicolo o da
un garage. Simile a quella delle Infiniti è
la visualizzazione: la sagoma dell’auto sul
display appare dall’alto ma, visto che non
c’è una telecamera frontale, nelle manovre in retromarcia appaiono solo tre spicchi intorno alla vettura mentre nella marcia avanti ne appaiono due provenienti
dalle telecamere anteriori laterali.
La Infinity M è dotata del sistema Around View Monitor
FUTURE
Cinque telecamere, ma con una visualizzazione e una filosofia diverse per il Surround Camera System usato da Land Rover. In questo caso, due sono le sono le
telecamere sotto i gusci dei retrovisori,
una quella posteriore posta però sotto il
bordo dello spoiler alla sommità del lunotto, infine ce ne sono due posizionate
sui due lati del paraurti anteriore. La visione delle cinque immagini riprese intorno alla vettura non è stereoscopica,
ma semplice, con cinque riquadri. Se occorre uno zoom, basta sfiorarne fino a
due sullo schermo per ingrandirle. Inoltre
le telecamere sono attivabili a tutte le velocità, funzione utile, ad esempio, se si
vuol tenere d’occhio il rimorchio in auto-
Telecamera posteriore di parcheggio
strada. A questo proposito, il sistema possiede una funzione specifica per facilitare
le operazioni di aggancio e permette anche di modificare la vista in base al numero degli assi del rimorchio. Parlando
di una Land Rover, il Surround Camera System è concepito naturalmente anche per
il fuoristrada.
Le restanti quattro telecamere infatti inquadrano la zona di fronte e intorno alle
ruote anteriori, un fattore importantissimo quando si marcia su terreni insidiosi
e che consente di controllare in tempo
reale, centimetro dopo centimetro, la situazione delle ruote direzionali rispetto
al suolo e valutarne l’aderenza. Grazie alle
immagini è inoltre più facile per il guida-
tore accorgersi se la vettura rischia di toccare con il muso o lateralmente. Insomma,
il Surround View Camera fa quello che fa
un esperto aiuto navigatore sui tratti più
impervi e che da fuori dice al guidatore
cosa fare per tirarsi fuori dalle situazioni
più difficili.
E il futuro? Già è stato intravvisto su alcuni
concept. Gli specchietti saranno sostituiti
da telecamere e le immagini gestite da
software sempre più potenti che riusciranno a “sentire” il pericolo prima e meglio aiutando il guidatore o persino sostituendolo, arrivando in anticipo anche
dove i suoi occhi non arrivano. Ma quelli
dell’auto sì.
Il sistema Surround View Camera di Land Rover, pensato anche per il fuoristrada
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
59
di Pier Luigi del Viscovo
PEOPLE
AL POLSO UN’ICONA
Negli anni ’80 Swatch ha rivoluzionato il mondo
dell’orologeria, trasformando un oggetto
personale, unico per la vita e simbolo di affetti
e/o traguardi in un accessorio del look.
F
ino ad allora, l’orologio
era l’oggetto più o
meno prezioso che si riceveva
dal padre in un’occasione importante dell’adolescenza (comunione, cresima, maturità)
e poi dopo dai suoceri in occasione del matrimonio (alla
donna si dona un anello di
pietre), fino ad arrivare a quelli
aziendali per la pensione o
quasi. Queste occasioni caricavano l’orologio di significati
e lo rendevano unico per la
persona e per la vita.
Quando Swatch mise in vendita a 50mila lire centinaia di
modelli diversi che cambiavano
due volte all’anno (le collezioni
primavera-estate e autunnoinverno), tutti ci liberammo da
quei fardelli di significati e iniziammo a divertirci con la varietà. Ma iniziò lentamente un
cambiamento nel modo di considerare l’oggetto. Non più per
ciò che rappresentava di unico
per la persona, ma per il suo
significato in sé riconosciuto
da tutti.
Da oggetto privato, nel senso
che un medesimo orologio poteva valere poco o nulla per
tutti e caricarsi di valore per
una sola persona, a oggetto
pubblico, con un suo valore
socialmente condiviso. Certo,
all’inizio il discrimine era netto,
tra l’orologio-gadget di Swatch
e l’orologio serio. Però il concetto si stava facendo strada.
Con l’arrivo di stili di vita più
opulenti, a fronte di tanti gioielli e accessori preziosi dell’universo femminile, l’uomo
si è guardato intorno alle ricerca di altrettante forme di
gratificazione e regalo: l’orologio era lì, pronto a farsi desiderare e scegliere.
Oggi ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le tasche.
La scelta è davvero difficile.
Un criterio è quello di ricercare
nella vasta offerta quei mo-
delli che hanno acquisito un
significato unico e distintivo,
in grado di riempire quel
vuoto lasciato dalla mancanza
della ricorrenza o dal fatto che
si tratta di un auto-regalo.
L’espressione in voga per descrivere questo concetto è
“icona”: l’orologio che assume in sé un significato, una
storia, un primato che lo rendono unico rispetto agli altri.
Un oggetto in grado di durare
oltre la moda degli anni – che
non guasta, trattandosi comunque di un acquisto di importo elevato.
In un range da 2 a 20mila euro,
ci sono molti pezzi che possono
stare sul polso di un uomo con
grande soddisfazione.
OMEGA SPEEDMASTER MOONWATCH
DESCRIZIONE
Cronografo meccanico a carica manuale, calibro Omega 1861
(su base Lemania 1874), con autonomia di 48 ore. Ha funzioni
di ore, minuti, piccoli secondi e cronografo a 3 contatori. La
cassa è in acciaio del diametro di 42 mm e spessore di 13,7
mm, con vetro plastica, lunetta di alluminio nera con scala tachimetrica e quadrante nero opaco. Il bracciale è in acciaio, ma
sono disponibili anche versioni con cinturino in pelle.
ASPETTI ICONICI
Lo Speedmaster nasce nel 1957. A metà degli anni ’60 la NASA,
impegnata nel progetto Apollo, avviò una selezione dei migliori
e più affidabili orologi a carica manuale (poiché nello spazio
l’assenza di gravità avrebbe impedito il movimento di carica
automatica). Nel 1965 fu scelto tra tutti lo Speedmaster, che da
allora divenne il primo cronografo abilitato alle missioni spaziali
con a bordo l’uomo, e l’unico ad essere sceso sulla Luna al
polso degli astronauti.
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CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
PEOPLE
JAEGER LeCOULTRE REVERSO
DESCRIZIONE
Movimento a carica manuale, calibro 861 di manifattura JLC,
con funzioni di ore, minuti e piccoli secondi al 6.
La cassa è in oro, di forma rettangolare, basculante, con vetro
zaffiro, impermeabile a 3 atm. Il cinturino è in alligatore, con
fibbia dèployante.
ASPETTI ICONICI
Il Reverso è un orologio da polso creato dalla maison nel 1931,
per rispondere alle esigenze degli ufficiali inglesi di stanza in
India, appassionati giocatori di polo. Il meccanismo basculante
consentiva di proteggere la cassa ribaltandola, risolvendo così
il problema delle frequenti rotture dei vetri.
ROLEX GMT MASTER II
DESCRIZIONE
Movimento automatico, calibro Rolex 3185, con certificato di
cronometro C.O.S.C. e funzioni di ore, minuti, secondi, data, 3
fusi orari e 24 ore. La cassa Oyster, del diametro di 40 mm e
spessore di 12,5 mm, è in acciaio (ma ci sono versioni in oro e
oro/acciaio), con vetro zaffiro dotato di lente magnificatrice sul
datario e ghiera girevole in ceramica che riporta le 24 ore. Bracciale Oysterlock in acciaio con fermaglio di sicurezza.
ASPETTI ICONICI
Rolex introduce nel 1954 il Master utilizzando la sigla GMT (Greenwich Mean Time) per designare un orologio capace di indicare
sulle stesso quadrante due fusi orari, che subito venne adottato
da molti piloti dell’aviazione civile.
Oggi il GMT Master II permette di conoscere l’ora di 3 fusi orari,
grazie alla regolazione indipendente della lancetta GMT (a freccia) che gira in 24 ore e alla possibilità di ruotare la ghiera su
cui sono riportate le 24 ore.
CARTIER SANTOS
DESCRIZIONE
Modello da uomo con cassa in acciaio e oro di forma quadrata,
quadrante argenté con numeri romani e sfere ore e minuti a
gladio. Movimento automatico con funzione di ore, minuti, secondi e datario al 6. Bracciale in acciaio con viti in oro. Impermeabile a 3 atm.
ASPETTI ICONICI
Nel 1904 Louis Cartier, nipote del Louis-François che fondò la
maison a Parigi nel 1847 rilevando un laboratorio di orologeria,
realizzò un orologio da polso per il suo amico Santos Dumont,
ricco brasiliano appassionato di aviazione. Quell’orologio, che
porta il suo nome, verrà poi immesso in commercio nel 1911,
diventando un simbolo dell’alta orologeria.
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
61
di Pier Luigi del Viscovo
PROFIT
LA RIPRESA C’È
I
l 2010 è stato un anno di crescita,
non di crisi. Certo, una crescita debole (1,1%), inferiore alle altre grandi economie occidentali, e fragile, con la costante minaccia di un attacco speculativo
al debito pubblico. Ma niente a che vedere
con l’anno precedente, quando il Paese
arretrò del 5,5%.
Eppure, la sensazione diffusa è di essere
ancora nel pieno della crisi. Gli operatori
hanno atteso con ansia i grandi appuntamenti dell’economia reale, dalle vacanze
ai saldi, alle ricorrenze, per poi registrare
alcuni indici positivi e altri meno, ma comunque nulla che lasci incedere all’ottimismo e all’entusiasmo.
Avendo tagliato costi e spese ritenute improvvisamente superflue, le imprese
hanno prodotto valore aggiunto, ma i mercati hanno camminato, non galoppato.
Questo è lo scenario rilevante che si presenta nel dopo-crisi: le imprese non vanno
male, ma la domanda segna il passo.
62
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
Secondo un’indagine McKinsey sulle priorità 2010 dei CEO,
i top manager delle imprese – pur consapevoli che il vero limite alla
crescita sia la reale consistenza della domanda – hanno messo in
cima alle priorità la stabilizzazione finanziaria dell’azienda.
Queste priorità si sono tradotte nelle strategie 2010 delle imprese,
focalizzate sull’aumento di produttività e sulla riduzione dei costi
operativi. È comprensibile: le aziende hanno voluto sentirsi meno
fragili, più solide. Passata la crisi, alla prossima non si faranno
trovare esposte come nel 2008.
Altra strategia chiave è stata quella di recuperare il governo dei
prezzi, che nel corso del 2009 era un po’ sfuggito di mano.
In effetti, non poche aziende avevano accettato (o anche proposto)
prezzi e condizioni che in tempi normali avrebbero rifiutato, pur di
mantenere il livello della produzione (o limitarne il calo).
Perché? È il risultato della crisi, o meglio
delle azioni intraprese per fronteggiarla.
Le imprese si sono ritrovate troppo fragili,
esposte e dipendenti dal sistema bancario. Non potendo contare sulle banche
nemmeno per la gestione finanziaria ordinaria, avevano un disperato e urgente
bisogno di riserve di liquidità. Così hanno
tagliato i costi, specialmente gli investimenti e il lavoro, scongiurando la temuta
pioggia di fallimenti. Ma generando un
tasso di disoccupazione che adesso non
sono in grado di riassorbire, anche quelle
imprese che tornano a fare utili.
PROFIT
MA NON PER TUTTI
In termini visivi, possiamo dire che “profitti” e “occupazione” sono due insiemi
che non tendono più alla sovrapposizione.
Il concetto, affermatosi negli ultimi decenni, che impresa e lavoratori condividono gli stessi rischi e gli stessi interessi,
sembra incrinato dai fatti.
Il fatto è che le aziende sono concentrate
a gestire con efficienza il business esistente, prima di inseguire la crescita del
giro d’affari. A livello internazionale, la
borsa sta punendo le aziende che investono sullo sviluppo del fatturato, mentre
premia quelle che si concentrano sul core
business profittevole.
Questo orientamento a migliorare l’efficienza senza investire sulla crescita durerà per un po’, perché le imprese hanno
ancora molto “grasso” da sciogliere. A cominciare dagli acquisti, dove molte stanno
progettando un secondo giro di vite sui
fornitori. Sia perché il primo giro, appena
dopo l’inizio della crisi, non ha dato tutti
i risultati attesi, sia perché anche i fornitori si sono a loro volta organizzati per ridurre i costi e possono dunque trasferire
parte di queste efficienze sui prezzi delle
forniture alle imprese.
Certo non durerà per sempre, ma per ora
questa ricerca di efficienza non accenna
a diminuire. E di conseguenza, la nonequivalenza tra profitti e occupazione potrebbe durare a lungo.
Resta da capire perché le imprese stiano
puntando sull’efficienza invece che sulla
crescita, sui processi anziché sul marketing. Perché la digestione di questa crisi
è molto più faticosa e lunga.
Quando una crisi è causata o accentuata
da politiche monetarie restrittive, basta
diminuire la pressione sui tassi e l’economia si riprende.
Ma questa recessione è stata causata da
una profonda crisi finanziaria, non monetaria. Le riprese dopo le crisi finanziarie
sono lente e deboli, perché bisogna ripristinare il sistema bancario e ricostruirne
i bilanci. E mentre fanno questo, le banche
assistono selettivamente le imprese, che
tendono all’autosufficienza attraverso
l’efficienza.
Questo fatto incide sulla domanda interna, anche influenzando il sentiment:
con alti tassi di disoccupazione non si respira ottimismo, e chi non ha ottimismo
non è incline a molte spese voluttuarie,
che sono quelle su cui si fonda gran parte
dell’economia nei paesi occidentali.
In conclusione, come le famiglie hanno
reagito alla crisi assumendo comportamenti di consumo più sobri, così le imprese si sono liberate di spese ritenute
non necessarie, trovando sicurezza e conforto nell’attività core, in cui sanno di poter competere con profitto.
E se questo significa rinunciare a politiche
espansive, così sia. Ecco dunque l’equazione diabolica: un’economia che va ma
con alta disoccupazione, che rende la domanda interna asfittica. Oggi funziona,
ma domani?
CARFLEET 39 | GENNAIO 2011
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Una Eredità Importante: ACI 116
Tradizione ed esperienza nel Soccorso Stradale
Assistenza a 360°
Per la Persona, la Casa, l’Auto, i Viaggi
Network Riparativo
Presenza diffusa in tutto il territorio nazionale
e Alta professionalità
Servizi Sanitari
Personale medico sempre in ascolto, più di 1.000
operatori convenzionati, trasporti sanitari
Contact Center Innovativo
Tecnologia dal volto umano, capacità e sensibilità
in servizio h24
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Partner di Case Automobilistiche, Enti e Aziende
Società di Noleggio e Leasing
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CarFleet n. 39 - Gennaio 2011