Parrocchia Immacolata Concezione
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VIA CRUCIS DELLA MISERICORDIA
«La Croce di Cristo è il giudizio di Dio su tutti
noi e sul mondo, perché ci offre la certezza
dell’amore e della vita nuova».
(PAPA FRANCESCO - M.V. 21)
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Canto iniziale
Saluto iniziale
Sac: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
TUTTI: Amen.
La grazia, la misericordia e la pace da parte di Dio Padre,
per mezzo di Gesù Cristo nello Spirito Santo, sia con tutti
voi.
R. E con il tuo spirito.
INTRODUZIONE
GUIDA: La via Crucis è un cammino di fede che ci porta
a riconoscere in Gesù, crocifisso e risorto, il Figlio di Dio e
il Signore della storia. In essa s’incontrano ed intrecciano il
dolore uma no, nel suo più alto grado, il peccato nelle sue
più tragiche conseguenze, l’amore di Dio nella sua
espressione smisurata.Nel vangelo Gesù aveva insegnato
con parole, gesti, segni; nell’ultimo giorno della sua vita
egli compie in se stesso tutto il suo messaggio.
Procedendo sulla via dolorosa vedremo la parola di Gesù
trasformarsi in avvenimento, perché anche noi, da
spettatori compassionevoli, possiamo trasformarci in
discepoli e testimoni. La via Crucis è in salita, stazione
dopo stazione, fermata dopo fermata, verso il Calvario, il
luogo dove l’amore si consuma. La via Crucis è un salire
verso Dio. Ed è in discesa, passo dopo passo, nel peccato
e nel dolore dell’uomo, fino a toccare l’abisso delle
sue tenebre. Un discendere verso l’uomo. Vogliamo fare
questo doppio cammino alla ricerca del volto di Dio e del
nostro volto.
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TUTTI:
Signore Gesù Cristo,
tu ci hai insegnato a
essere misericordiosi
come il Padre celeste,
e ci hai detto che chi vede
te vede Lui.
Mostraci il tuo volto e
saremo salvi.
Il tuo sguardo pieno di
amore liberò Zaccheo e
Matteo dalla schiavitù del
denaro;
l'adultera e la Maddalena
dal porre la felicità solo in
una creatura;
fece piangere Pietro dopo
il tradimento,
e assicurò il Paradiso al
ladrone pentito.
Fa' che ognuno di noi
ascolti come rivolta a sé
la parola che dicesti alla
samaritana: Se tu
conoscessi il dono di Dio!
che manifesta la sua
onnipotenza soprattutto
con il perdono e la
misericordia:
fa' che la Chiesa sia nel
mondo il volto visibile di
Te, suo Signore, risorto e
nella gloria.
Hai voluto che i tuoi
ministri fossero anch'essi
rivestiti di debolezza
per sentire giusta
compassione per quelli
che sono nel l'ignoranza
e nell'errore; fa' che
chiunque si accosti a uno
di loro si senta atteso,
amato e perdonato da
Dio.
Lo chiediamo per
intercessione di Maria
Madre della Misericordia
a teche vivi e regni con il
Padre e lo Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli.
Amen
Tu sei il volto visibile del
Padre invisibile,del Dio
Sac.: Preghiamo
Infondi in noi, o Padre, la sapienza e la forza del tuo
Spirito, perché camminiamo con Cristo sulla via della
croce, pronti a testimoniare con la vita il grande dono della
fede. Per Cristo nostro Signore. TUTTI: Amen
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1. DAL PROFONDO, SIGNORE
(Buttazzo)
2. VIENI AL SIGNOR (RNS)
Benedici il Signor, anima mia
Quanto è in me lo benedica.
Non dimenticare i suoi
benefici,
quanto è in me lo benedica.
Dal profondo, Signore,
gridiamo il tuo nome
Dalle strade del mondo
vogliamo tornare a te.
Dal profondo, Signore,
gridiamo il tuo nome
solo in te la vita risplenderà!
Egli perdona tutte le tue
colpe,
E tu ci guiderai sulla via che porta a te buono e pietoso è il
Donerai salvezza all’umanità!
Signore, lento all’ira
Vieni al Signor, ricevi il
E tu accoglierai l’uomo che ritorna a te
suo amor
Una grande festa tu farai per lui!
E tu illuminerai ogni nostra oscurità
Splenderà il tuo volto dentro di noi!
Salva dalla fossa, la tua vita
e ti incorona di grazia
come il cielo è alto sopra la
terra, così è la sua
misericordia.
Ma la grazia del Signor dura
in eterno, per quelli che la
temono. Benedici il Signor
anima mia Quanto è in me lo
benedica.
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PRIMA STAZIONE: GESU’ E’ CONDANNATO A MORTE
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Lettore: Dal Vangelo secondo Marco (15,15-20)
15Pilato,
volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in
libertà per loro Barabba e, dopo
aver fatto flagellare Gesù, lo
consegnò perché fosse crocifisso.
16Allora i soldati lo condussero
dentro il cortile, cioè nel pretorio, e
convocarono tutta la truppa. 17Lo
vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e
gliela misero attorno al capo. 18Poi presero a salutarlo:
«Salve, re dei Giudei!». 19E gli percuotevano il capo con
una canna, gli sputavano addosso e, piegando le
ginocchia, si prostravano davanti a lui. 20Dopo essersi fatti
beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero
indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per
crocifiggerlo.
RIFLESSIONE
Voi, da parte dei movimenti popolari, assumete i compiti di
sempre, motivati dall’amore fraterno che si ribella contro
l’ingiustizia sociale. Quando guardiamo il volto di quelli che
soffrono, il volto del contadino minacciato, del lavoratore
escluso, dell’indigeno oppresso, della famiglia senza casa,
del migrante perseguitato, del giovane disoccupato, del
bambino sfruttato, della madre che ha perso il figlio
[…].Quando ricordiamo quei “volti e nomi” ci si stringono le
viscere di fronte a tanto dolore e ci commuoviamo, tutti ci
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commuoviamo. Perché “abbiamo visto e udito” non la
fredda statistica, ma le ferite dell’umanità sofferente, le
nostre ferite, la nostra carne. […].Questo ci tocca, ci
commuove e cerchiamo l’altro per muoverci insieme.
(FRANCESCO, Discorso ai movimenti popolari [Santa
Cruz de la Sierra (Bolivia), 9 Luglio 2015]).
Vediamo anche oggi i tanti condannati a morte del nostro
tempo. Migliaia di emigranti sepolti in mare, tutti coloro che
sono costretti a morire di fame, di sete, che muoiono a
motivo di malattie curabili; le vittime della violenza
scatenata dalla miseria e dal terrorismo, i perseguitati per
la fede e la giustizia, e tutti quanti papa Francesco elenca
in questo brano del suo profetico intervento. Riconosciamo
in essi il volto sfigurato del Condannato a morte, che si è
offerto per la nostra salvezza e per liberare il mondo
dall’ingiustizia, dalla guerra, dal sopruso e dal male storico
e sociale.
INTENZIONI DI PREGHIERA
DICIAMO INSIEME:
PERDONACI, SIGNORE.
-Per tutti i nostri egoismi e paure inutili.
-Per tutte le volte che siamo indifferenti e intolleranti.
-Per quando non vediamo il volto di Cristo nei poveri e
sofferenti.
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3. SALMO 50
(RNS)
4. SCUSA SIGNORE
Scusa Signore se bussiamo alla
porta
del tuo cuore siamo noi.
Scusa Signore se chiediamo
mendicanti
dell’ amore un ristoro da te.
Pietà di me o Dio, secondo la tua
misericordia;
nel tuo grande amore, cancella il
mio peccato.
Lavami dalle mie colpe, mondami
dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa, il mio
peccato mi sta davanti.
Nel tuo amore fa grazia a Sion,
rialza le mura di Gerusalemme.
Nel tuo amore fa grazia a Sion,
rialza le mura di Gerusalemme.
Crea in me o Dio,/ un cuore puro,
rinnova in me/ uno Spirito saldo.
Non allontanarmi /dalla tua
presenza e
non privarmi /del tuo Santo Spirito
Purificami con issopo e sarò
mondato;
lavami e sarò più bianco della
neve.
Fammi sentire gioia e letizia,
esulteranno le ossa che hai
spezzato
Così la foglia quando è stanca
cade giù
ma poi la terra ha una vita
sempre in più
così la gente quando è stanca
vuole te
e tu Signore hai una vita
sempre in più
sempre in più.
Scusa Signore se entriamo nella
reggia
della luce siamo noi.
Scusa Signore se sediamo alla
mensa
del tuo corpo per saziarci di te.
Scusa Signore quando usciamo
dalla strada del tuo amore siamo
noi.
Scusa Signore se ci vedi solo
all’ora del perdono ritornare da
te.
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II STAZIONE: GESU’ E’ CARICATO DELLA CROCE
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Dal Vangelo secondo Marco (15,12-15)
12Pilato
disse loro di nuovo: «Che cosa
volete dunque che io faccia di quello che
voi chiamate il re dei Giudei?». 13Ed essi di
nuovo gridarono: «Crocifiggilo!».14Pilato
diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi
gridarono più forte: «Crocifiggilo!».15Pilato, volendo dare
soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e,
dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse
crocifisso.
RIFLESSIONE
La più grave colpa sta nel credere che esistano peccati
che la sua misericordia non possa perdonare, una
lontananza che non possa venir colmata dalla sua carità,
se noi lo chiamiamo con tutto il nostro cuore […]. Tutto è
consumato di questa incredibile avventura, per la quale
Dio ha le braccia legate per l’eternità: questa avventura,
con la quale il Figlio gli ha legato le braccia. Egli ha legato
per sempre le braccia della sua giustizia, per sciogliere le
braccia della sua misericordia (P.MAZZOLARI, Dietro la
croce e il segno dei chiodi).
Dio Padre, nel Figlio salva l’umanità non sulla misura delle
potenze del mondo, ma nella logica sconvolgente di un
amore crocifisso e umanamente perdente. Ma è proprio
questa sconfitta, che nella logica di Dio risulta essere la
vittoria della salvezza e della misericordia nel Figlio, in cui
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viene a esprimersi la pura e radicale obbedienza e
abbandono nelle mani paterne.
INTENZIONI DI PREGHIERA
DICIAMO INSIEME:
Rinnova la nostra vita, Signore.
-Quando accettiamo la mediocrità di chi giudica e
condanna i fratelli.
-Quanto non riusciamo a scorgere la misericordia di Dio
nella nostra vita.
-Quanto giudichiamo e calunniamo coloro che vivono la
radicalità del Vangelo.
5. TI SALUTO O CROCE SANTA
6. TARDI T’AMAI
Ti saluto, o Croce santa
che portasti il Redentor;
gloria, lode, onor ti canta
ogni lingua ed ogni cuor.
Tardi t’amai, bellezza infinita
Tardi t’amai, tardi t’amai,
bellezza così antica e così
nuova
Sei vessillo glorioso di Cristo,
sei salvezza del popol fedel.
Il suo sangue innocente fu visto
come fiamma sgorgare dal cuor.
Eppure, Signore, tu eri dentro me
ma io ero fuori; deforme com'ero
guardavo la bellezza del tuo
creato.
Tu nascesti fra braccia amorose
d'una Vergine Madre, o Gesù.
Tu moristi fra braccia pietose
d'una croce che data ti fu.
Eri con me e invece io, Signore
non ero con te; le tue creature
mi tenevano lontano, lontano da
te.
O Agnello divino immolato
sull'altar della croce, pietà!
Tu, che togli dal mondo il peccato,
salva l'uomo che pace non ha.
Tu mi chiamasti e quella tua voce
squarciò la sordità; tu balenasti e
fu dissipata la mia cecità.
Del giudizio nel giorno tremendo,
sulle nubi del cielo verrai.
Piangeranno le genti vedendo qual
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trofeo di gloria sarai.
Tu emanasti il dolce tuo profumo:
di te ho fame e sete: tu mi hai
toccato
ed ora io anelo alla tua pace.
III STAZIONE: GESU’ CADE PER LA PRIMA VOLTA
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Dal libro del profeta Isaia (53,4-5)
4Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori; […]
5Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità. […]
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
RIFLESSIONE
Se ciò che Gesù annuncia è il regno di Dio, peccato è per
lui, tutto ciò che lo impedisce, lo rende impossibile e lo
distrugge. Per questo, con il coraggio di un uomo libero,
denuncia la falsificazione di Dio la cui volontà viene
distrutta manipolando tradizioni umane (cf. Mc 7,8-13) […].
Denuncia una religione priva di opere di giustizia, come
nella famosa parabola del buon samaritano (cf. Lc 10,2937). Denuncia, inoltre, l’attitudine di coloro che hanno fatto
del potere non un mezzo di servizio ai deboli e senza
potere, ma un modo di mantenere oppressione. Per questo
accusa i ricchi di non voler condividere la loro ricchezza
(cf. Lc 6,24); i sacerdoti, di aver tolto la chiave della
scienza per lasciare senza cultura gli altri (cf. Lc 11,52); i
governanti di cercare il proprio interesse e di non servire il
popolo (cf. Mt 20,25s) (O.ROMERO, La Chiesa corpo di
Cristo nella storia. Quarta lettera pastorale).
Dentro l’incomprensibile realtà del dolore innocente a cui
gli uomini non sono in grado di porre rimedio, Dio stesso
entra in azione per risanare, guarire, pronunciare il suo no
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definitivo alla sofferenza dei suoi figli prodotta dal peccato
incarnatosi e incancrenitosi nelle relazioni umane. Il regno
è rinnovamento di tutti i rapporti: personali, religiosi,
economici, ove il rispetto per la dignità di ciascuno, diventa
regola assoluta. Egli cade perché noi ci rialziamo ricolmi
della sua misericordia.
INTENZIONI DI PREGHIERA
DICIAMO INSIEME:
Ascoltaci, o Signore.
-Per tutti coloro che cadono nel non senso della vita.
-Per coloro che vengono schiacciati da umiliazioni e
tradimenti.
-Per i popoli piagati dalle guerre e dagli sfruttamenti.
7. MI RIALZERAI
8. APRI LE TUE BRACCIA
(RNS - Ingresso)
Se dentro me ho perso la speranza
E sento che certezze più non ho
Non temerò, ma aspetterò in
silenzio
Perché io so che sei vicino a me
Hai cercato la libertà lontano,
hai trovato la noia e le catene
hai vagato senza via, solo, con la
tua fame.
Mi rialzerai se non avrò più forze
Mi rialzerai, con Te ce la farò
Sarai con me, nel buio della notte
Mi rialzerai e in alto volerò
Apri le tue braccia,
corri incontro al Padre
oggi la sua casa sarà in festa
per te.
Se vorrai spezzare le catene,
troverai la strada dell’amore,
la tua gioia canterai: questa è
libertà. Rit.
I tuoi occhi ricercano l’azzurro;
c’è una casa che aspetta il tuo
ritorno.
E la pace tornerà: questa è
12 libertà. Rit.
IV STAZIONE: GESU’ INCONTRA LA MADRE
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (2,33-35)
33Il padre e la madre di Gesù si stupivano
delle cose che si dicevano di
lui.34Simeone li benedisse e a Maria, sua
madre, disse: «Ecco, egli è qui per la
caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di
contraddizione 35- e anche a te una spada trafiggerà
l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
RIFLESSIONE
Sta di fatto […] che sul piano storico, Maria ha fatto una
precisa scelta di campo. Si è messa dalla parte dei vinti.
Ha scelto di agitare come bandiera gli stracci dei miserabili
[…], ma senza roteare le armi contro i ricchi. Bensì,
invitandoli alla diserzione. […] ha esaltato, così, la
misericordia di Dio. E ci ha rivelato che è partigiano anche
Lui, visto che prende le difese degli umili e disperde i
superbi nei pensieri del loro cuore; stende il suo braccio a
favore dei deboli e fa rotolare i violenti dai loro piedistalli
con le ossa in frantumi; ricolma di beni gli affamati e si
diverte a rimandare i possidenti con un pugno di mosche in
mano […]. Lei prende posizione. Senza ambiguità e senza
mezze misure (A. BELLO, Omelie e scritti quaresimali).
L’amore di Maria che le vittime sentono fortemente nella
loro devozione anche popolare, è simile all’ora di Cristo
sulla croce. Sembra umanamente inutile. E invece è la
vera salvezza che ci dona un futuro possibile anche in
mezzo a sofferenze, incomprensioni, rifiuto di questo
medesimo amore gratuito. Perdersi per le vittime come
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Gesù e come Maria sua madre ai piedi della croce, pur
nell’anonimato delle strutture, è garanzia di salvezza.
L’amore materno di Maria si estende in tal modo dal Figlio,
vittima innocente, alle vittime della storia: a tutti i torturati,
espulsi da leggi economiche tendenti solo al profitto, alla
sete di denaro, che impone logiche di disonestà e
disprezzo del diritto e della legalità.
INTENZIONI DI PREGHIERA
DICIAMO INSIEME:
Prega per noi, madre dei poveri
-Quando vogliamo essere difensori della vita in tutte le sue
dimensioni e facciamo fatica.
-Quando ci costa accettare la volontà di Dio, che ci chiede
di spogliarci di noi stessi.
-Quando sentiamo la forza del male, che ci rinchiude nel
nostro egoismo e indifferenza.
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9. LA TUA CROCE
10. PERCHÉ TU SEI CON ME
(Gen Verde)
Signore quante volte ti ho crocifisso
ti ho inchiodato col mio vivere da ingrato Solo tu sei il mio pastore
Signore quante volte ti ho rinnegato
niente mai mi mancherà
Venduto a due soldi ridendoci su.
Solo tu sei il mio pastore,
o Signore.
Ma tu mi hai amato, mi hai rispettato
hai atteso da me un frutto d’amore.
Ma tu mi hai amato, mi hai rispettato Mi conduci dietro te sulle verdi
alture
hai atteso da me un frutto d’amore.
ai ruscelli tranquilli, lassù
dov’è più limpida l’acqua per me,
Signore quante volte ti ho rifiutato
allontanando il fratello che veniva a me. dove mi fai riposare.
Signore quante volte ti ho offerto l’aceto Anche fra le tenebre d’un abisso
in cambio del tuo corpo che offrivi a me. oscuro
io non temo alcun male perché
Signore quante volte ti ho giudicato
tu mi sostieni, sei sempre con me
guardando il male che era intorno a me. rendi il sentiero sicuro.
Signore quante volte ho gridato:
“Barabba!”
Siedo alla tua tavola che mi hai
Creando il vuoto intorno a me.
preparato
ed il calice è colmo per me
Ma tu mi hai amato, mi hai perdonato di quella linfa di felicità
Ed ora Signore rimani con me (x 2)
che per amore hai versato.
Sempre mi accompagnano
lungo estati e inverni
la tua grazia, la tua fedeltà
nella tua casa io abiterò
fino alla fine dei giorni.
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V STAZIONE: GESU’ E’ AIUTATO DA SIMONE DI
CIRENE A PORTARE LA CROCE
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Dal Vangelo secondo Marco (15,21-22)
21Costrinsero a portare la sua croce un tale
che passava, un certo Simone di Cirene, che
veniva dalla campagna, padre di Alessandro
e di Rufo.
22Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa
«Luogo del cranio».
RIFLESSIONE
Torniamo alla questione dell’opzione preferenziale per i
poveri. Non è demagogia, è vangelo puro, poiché noi ci
preoccupiamo degli interessi degli impoveriti e dei piccoli,
non in un modo qualsiasi, ma perché essi rappresentano
Gesù. Attraverso la fede che ci apre all’umile,
all’emarginato, al povero, all’infermo, noi vediamo in essi
Gesù: questa è la trascendenza. […] Quando lo si
abbraccia come Cristo abbracciò il lebbroso, e quando,
come il buon samaritano, si aiuta il ferito sulla strada,
perché ciò che si fa a lui, lo si fa a Cristo stesso, capiamo
cos’è la trascendenza, senza la quale non è possibile una
prospettiva di giustizia sociale: Cristo presente nei piccoli
(O. ROMERO, Omelia)
Essere oggi nuovi cirenei significa stare al fianco di coloro
che vivono la condizione di vittima come Gesù.
Fondamentale è sentire compassione verso la realtà in
modo tale che la comunità credente facendo proprio il
dolore delle vittime, stia al loro fianco senza paura, in
atteggiamento di denuncia profetica e annuncio di un
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regno di giustizia, in una condizione culturale, come quella
che viviamo oggi, che produce indifferenza verso i poveri.
Tale coinvolgimento profondo porta anche a farsi carico
del peso della realtà, pronti a pagare di persona, come i
martiri, pur di stare al fianco delle vittime, per toglierle dalla
croce dell’oppressione e dello sfruttamento.
INTENZIONI DI PREGHIERA
DICIAMO INSIEME:
Aiutaci a essere martiri.
-Quando per annunciare il vangelo non siamo capiti ma
rifiutati.
-Quando per difendere i poveri siamo considerati eversivi.
-Quando ci emarginiamo per essere fedeli alle beatitudini.
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11. CERCARE IN ME
LA TUA PRESENZA
12. GESÙ MIO CON DURE FUNI
(Classico Cristiano)
Cercare in me la tua
presenza,
tenere una lampada
accesa,
volere abitare la
fiducia,
amando e lasciandosi
amar.
Gesù mio, con dure funi, come reo
chi ti legò?
Sono stati i miei peccati, Gesù
mio perdon, pietà (x2)
Gesù mio, la bella faccia, chi crudel
ti schiaffeggiò? Rit.
Gesù mio, di fango e sputi, chi il bel
volto ti imbrattò? Rit.
Gesù mio, le belle carni, chi
spietato ti flagellò? Rit.
Gesù mio, la nobil fronte, chi di
spine t'incoronò? Rit.
Gesù mio, sulle Tue spalle, chi la
Croce caricò? Rit.
Gesù mio, le sacre mani, chi con
chiodi ti trapassò? Rit.
Gesù mio, quei stanchi piedi, chi
alla Croce ti inchiodò? Rit.
Gesù mio, l'amante core, con la
lancia chi trapassò? Rit.
O Maria, quel Tuo bel Figlio, chi
l'uccise e te lo rubò?
Sono stati i miei peccati, o Maria
perdon, pietà. (x2)
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VI STAZIONE: VERONICA ASCIUGA LE LACRIME DI
GESU’
LA TENEREZZA FEMMINILE
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Dal libro del profeta Isaia (53,2-3)
2È cresciuto come un virgulto davanti a lui e
come una radice in terra arida. Non ha
apparenza né bellezza per attirare i nostri
sguardi, non splendore per poterci piacere.
3Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che
ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre
la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
RIFLESSIONE
Mi son detto che fino a quando nelle nostre città la “via
crucis” non sarà organizzata dagli amici del cambio, dagli
appassionati della rivolta, dai poveri che si ribellano, dai
condannati alle piccoli croci quotidiane, da chi vi rimane
schiacciato sotto, da chi è ingiustamente spogliato di tutto
come Cristo, avremo sempre delle pasque sterilizzate,
delle liturgie innocue, delle aurore senza mattino. E i
macigni continueranno a ostruire i nostri sepolcri. Che la
Pasqua […] sia per tutti una memoria spiritualmente
eversiva. Solo allora questa allucinante vallata di tombe
che è la terra, si muterà in serbatoio di speranze. Il Risorto
vi illumini di gioia e vi riempia di fiducia (A.BELLO, Omelie
e scritti quaresimali). Impoveriti e vittime convocano alla
solidarietà. Aprono alla misericordia, creano comunione e
vicinanza tra gli uomini, come il Crocifisso che attrae,
secondo l’evangelista Giovanni, tutti a sé, dal supplizio di
morte (cf. 19,37). Si tratta di ricevere da loro un modo
19
nuovo di vivere la fede, la speranza e l’amore, a partire
proprio dalla loro condizione di vittime a cui asciugare il
volto della compassione attiva e solidale. Per questo si può
parlare di un dono che ci fanno i poveri: contro la cultura
della ricchezza e del potere economico e finanziario che
condannano alla miseria milioni di persone, essi ci
insegnano a vivere la radicale bellezza e novità del
vangelo.
PREGHIAMO INSIEME:
Donaci la grazia, Signore, di guardare il volto dei nostri
fratelli e sorelle, di asciugarne le lacrime, di sostenerli nella
fragilità e nella debolezza, di imprimere nel nostro essere
le loro piaghe, certi che tu attraverso il loro dolore e le loro
invocazioni ci raggiungi, ci converti, ci liberti da noi stessi e
ci salvi. Per Cristo nostro Signore. Amen
13. NADA TE TURBE
(Taizè)
14. SONO IL SIGNOR CHE TI
GUARISCE
RnS
Nada te turbe, nada te
espante:
quien a Dios tiene nada le
falta.
Nada te turbe, nada te
espante:
solo Dios basta.
Sono il tuo Dio il tuo Signor,
Colui che ti guarisce.
La mia Parola ti sanerà,
sono il Signor che ti guarisce.
Tu sei il mio Dio, il mio Signor,
Colui che mi guarisce.
La tua Parola mi sanerà
tu sei il Signor che mi guarisce.
Nulla ti turbi, nulla ti
spaventi
chi ha Dio, nulla gli manca
nulla ti turbi, nulla ti
spaventi
solo Dio basta!
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VII STAZIONE: GESU’ CADE PER LA SECONDA
VOLTA
L’ANGOSCIA DELLA TORTURA
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Dalla prima lettera di San Pietro (2,22-24)
22Egli non commise peccato e non si trovò
inganno sulla sua bocca;
23insultato, non rispondeva con insulti,
maltrattato, non minacciava vendetta, ma si
affidava a colui che giudica con giustizia.
24Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della
croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo
per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti.
RIFLESSIONE
Sono spalle di carne anche le spalle di lui: è un cuore di
carne anche il suo cuore. C’è una fragilità e una sensibilità
squisita in quel corpo adorabile, che piega sotto la croce.
Signore, io il tuo carnefice, adoro la tua benedetta e
straziata umanità, che mi riappare quaggiù in ogni povero,
sulle cui spalle viene continuamente a cadere la croce di
un mondo che scarica il proprio fardello sugli ultimi! (P.
MAZZOLARI, La via crucis del povero)
La verità dell’amore di Dio che in Gesù diventa
trasparenza, non è tranquillamente sopportata, poiché
procura fastidio e mette a nudo la falsità, la doppiezza di
chi in nome della religione cura il proprio interesse. Quante
volte la fede ha coperto e copre manovre di interesse
reciproco con i poteri del mondo in una logica del do ut
des? Chi vuole seguire le orme di Gesù non può mai
prostituirsi ai poteri di turno che generano vittime e
21
ingiustizie. La parola di Cristo non è mai manipolabile e ci
spinge a ridirla nella storia a favore degli oppressi, dei
poveri e sofferenti come loro consolazione e difesa attiva e
concreta.
INTENZIONI DI PREGHIERA
DICIAMO INSIEME:
Sostieni la nostra fede, Signore.
-Quando il dolore sembra superare la sopportabilità e alla
logica umana.
-Davanti alle ingiustizie che sembrano non avere fine.
-Quando lottando contro il male veniamo umanamente
derisi e sconfitti.
15. MISERICODIAS DOMINI
(Taizè)
16. SOLO IN DIO
(RNS)
Misericordias domini,
in aeternum cantabo.
Solo in Dio riposa l'anima mia,
da lui la mia speranza.
Lui solo è mia rupe e mia salvezza.
Mia roccia di difesa, non potrò
vacillare.
In Dio è la mia salvezza e la mia
gloria.
Il mio saldo rifugio, la mia difesa.
Confida sempre in Lui o popolo.
Davanti a Lui effondi il tuo cuore.
Poiché il potere appartiene a Dio.
Tua Signore è la grazia.
22
VIII STAZIONE: GESU’ INCONTRA LE DONNE DI
GERUSALEMME
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (23,27-28)
27Lo seguiva una grande moltitudine di
popolo e di donne, che si battevano il petto
e facevano lamenti su di lui. 28Ma Gesù,
voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di
Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi
stesse e sui vostri figli.
RIFLESSIONE
Anche la Chiesa, a cui spetterebbe il compito primordiale
di interpretare le aspirazioni dei poveri, ha spesso disertato
il suo dovere di “ministra dei sogni” per diventare la “notaia
della realtà”. Se c’è una conversione che dobbiamo
chiedere alle nostre comunità cristiane, è proprio quella di
essere capaci di liberare speranza, di saperla organizzare,
di dare carne e sangue agli aneliti dei poveri, di additare,
sì, le grandi sporgenze utopiche del vangelo, ma anche di
disegnare i percorsi concreti per poterle raggiungere
(A.BELLO, Omelie e scritti quaresimali).
Il dolore non è l’ultima parola sulla storia: chi sta vicino alla
croce del Figlio eterno fatto uomo, può annunciare a tutti
con le parole, ma soprattutto con la propria sequela di
Gesù, che l’amore è più forte della morte e trasforma il
mondo laddove si serve il mistero e si annunciano le
meraviglie che Dio compie per i suoi figli. La Chiesa
esprimendo la sua materna misericordia si avvicina a Gesù
23
per servirlo nei crocifissi della storia aprendo nel deserto
del mondo la strada della speranza del regno di Dio.
PREGHIAMO INSIEME:
Ridonaci, o Padre, la grazia della compassione, il dono di
soffrire con tutti, di accogliere nella nostra carne le spine di
ogni esistenza. Fa’ di noi i nuovi samaritani che versano
sulle piaghe dei fratelli e delle sorelle “l’olio della
consolazione e il vino della speranza”. E’ così che in ogni
oscuro momento della vita faremo risplendere la luce
dell’amore che mai si consuma e che tu stesso ci doni in
Cristo Gesù, nostro Signore. Amen.
24
17. PRENDI LA MIA VITA
(RNS)
18. GESÙ RICORDATI DI ME
(Rns – Ringraziamento)
Prendi la mia vita, prendila
Signor
e la tua fiamma bruci nel mio
cuor.
Tutto l'esser mio vibri per te,
sii mio Signore e divino Re.
Io oggi alzo lo sguardo verso te,
trafitto per i miei peccati.
Per le tue piaghe io guarirò,
Gesù ricordati di me, Gesù ricordati di
me.
Fonte di vita, di pace e amor
a Te io grido la notte e il dì.
Sii mio sostegno, guidami Tu,
dammi la vita, Tu mio solo
ben.
Dall'infido male guardami
Signor,
vieni mia gioia e compitor di fe'.
Se la notte nera vela gli occhi
miei,
sii la mia stella, splendi innanzi
a me.
Tu sei veramente il Figlio di Dio
venuto a salvarmi.
Tu sei veramente l'Agnello di Dio,
ogni perdono nella tua croce.
Io oggi alzo lo sguardo verso te,
mi doni Maria come madre.
Questo ti chiedo, nel regno dei cieli
Gesù ricordati di me, Gesù ricordati di
me. Rit.
Sei tu Signore, Signore…Rit.
Ecco l'aurora del nuovo dì,
il cielo splende di un più bel sol.
Cristo s'avvicina, perché soffrir?
Alziamo il capo, il Signore è qui.
Quando Signore giunto sarò
nella tua gloria risplenderò
insieme ai santi, puri di cuor
per non lasciarti, eterno amore.
25
IX STAZIONE: GESU’ CADE PER LA TERZA VOLTA
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Dal libro del profeta Isaia (53,7.12)
7Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era
come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca. [Egli] ha spogliato
se stesso fino alla morte ed è stato
annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di
molti
e intercedeva per i colpevoli.
RIFLESSIONE
I popoli del mondo vogliono essere artefici del proprio
destino. Vogliono percorrere in pace la propria marcia
verso la giustizia. Non vogliono tutele o ingerenze in cui il
più forte sottomette il più debole. Chiedono che la loro
cultura, la loro lingua, i loro processi sociali e le loro
tradizioni religiose siano rispettati. Nessun potere di fatto o
costituito ha il diritto di privare i paesi poveri del pieno
esercizio della propria sovranità e, quando lo fanno,
vediamo nuove forme di colonialismo che compromettono
seriamente le possibilità di pace e di giustizia, perché «la
pace si fonda non solo sul rispetto dei diritti dell’uomo, ma
anche su quello dei diritti dei popoli, in particolare il diritto
all’indipendenza» (Compendio della Dottrina Sociale della
Chiesa, 157). (FRANCESCO, Discorso ai movimenti
popolari [Santa Cruz de la Sierra (Bolivia), 9 Luglio 2015]).
Troppi popoli cadono ancora sotto il peso delle guerre, dei
fondamentalismi, delle ingiustizie, della depredazione delle
ricchezze delle loro terre, schiacciati da debiti
26
internazionali insostenibili, sfruttati da potentati stranieri. Ci
aiuti il Cristo umile e mite di cuore a denunciare sempre
con coraggio e forza ogni ingiustizia per la difesa totale e
irreversibile della dignità di ogni persona e di tutti i popoli.
INTENZIONI DI PREGHIERA
DICIAMO INSIEME:
Liberaci, o Cristo, profeta di giustizia.
-Quando consideriamo impossibile ottenere più giustizia e
amore.
-Quando siamo attaccati ai nostri beni in modo
spasmodico e ci lasciamo schiacciare dal denaro.
-Quando ci rifiutiamo di risollevare i fratelli sotto il peso
della croce.
27
19. AI PIEDI DI GESÙ
(RNS)
20. O CROCE FEDELE
(M. Frisina)
Signore sono qui ai tuoi
piedi,
Signore voglio amare te.
Signore sono qui ai tuoi
piedi,
Signore voglio amare te.
O Croce fedele, albero glorioso,
unico è il fiore, le fronde, il
frutto.
O dolce legno, che con dolci
chiodi
sostieni il dolce peso.
Accoglimi, perdonami,
la tua grazia invoco su di
me.
Liberami, guariscimi
e in Te risorto per sempre
io vivrò!
Canta, o lingua, la battaglia
gloriosa,
canta il nobile trionfo della Croce:
il Redentore del mondo,
immolato, sorge vittorioso. Rit.
Signore sono qui ai tuoi
piedi,
Signore chiedo forza a te.
Signore sono qui ai tuoi
piedi,
Signore chiedo forza a te.
Quando del tempo sacro giunse la
pienezza,
dal Padre fu mandato a noi suo
Figlio,
dal grembo della Vergine
venne a noi Dio fatto carne. Rit.
Signore sono qui ai tuoi
piedi,
Signore dono il cuore a te.
Signore sono qui ai tuoi
piedi, Signore dono il cuore
a te.
Quando a trent’anni si offrì alla
Passione,
compiendo l’opera per cui era
nato,
come un agnello immolato
fu innalzato sul legno della Croce.
Rit.
28
X STAZIONE: GESU’ E’ SPOGLIATO DELLE VESTI
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Dal Vangelo secondo Giovanni (19,23-24)
23I soldati poi […] presero le sue vesti, ne
fecero quattro parti - una per ciascun
soldato - e la tunica. Ma quella tunica era
senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da
cima a fondo. 24Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola,
ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la
Scrittura, che dice:
Si sono divisi tra loro le mie vesti
e sulla mia tunica hanno gettato la sorte.
E i soldati fecero così.
RIFLESSIONE
Ogni lacrima è tua, Gesù, ogni sofferenza è tua, ogni
umiliazione è tua, tua ogni miseria come ogni agonia. Tu
hai fame e sete, sei malato, ignudo, senza casa,
prigioniero, oppresso, schiavo; sei il dolore che fu, che è
nell’ora, che sarà nei secoli: sei l’uomo del dolore, il
crocifisso d’ogni ora. M’inginocchio e t’adoro.
(P.MAZZOLARI, La via crucis del povero).
Per i cristiani, Dio, facendosi carne in Gesù, s’immerge
non solo nella debolezza umana ma persino nella
situazione d’abbandono totale e disperazione, che l’uomo
a causa del peccato, sente in sé. La vita di comunione con
Cristo rende partecipi delle sofferenze altrui, collaborando
con Dio nello spezzare i cerchi diabolici della povertà, del
potere e della ricchezza divenute idoli intoccabili, della
distruzione della creazione, del non senso e dell’angoscia
29
che spogliano ancora milioni di creature umane. La
consumazione della misericordia divina è dunque la croce:
il Figlio incarnato risulta essere il trafitto, il cui cuore è
squarciato per capire e accogliere la profondità abissale
dell’amore divino.
INTENZIONI DI PREGHIERA
DICIAMO INSIEME:
Colmaci della tua misericordia, Gesù, vero fratello nostro.
-Quanto il male e il peccato ci rendono insensibili e gelidi
alle tragedie del mondo.
-Quando il nostro cuore diventa di pietra dinnanzi alle
sofferenze dell’umanità.
-Quando il timore e la paura ci paralizzano nella
necessaria profezia.
30
XI STAZIONE: GESU’ E’ CROCIFISSO
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (23,33-34)
33Quando giunsero sul luogo chiamato
Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori,
uno a destra e l'altro a sinistra. 34Gesù
diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che
fanno». Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
RIFLESSIONE
Migranti e rifugiati ci interpellano. I migranti sono nostri
fratelli e sorelle che cercano una vita migliore lontano dalla
povertà, dalla fame, dallo sfruttamento e dall’ingiusta
distribuzione delle risorse del pianeta, che equamente
dovrebbero essere divise tra tutti. Non è forse desiderio di
ciascuno quello di migliorare le proprie condizioni di vita e
ottenere un onesto e legittimo benessere da condividere
con i propri cari? [I migranti] interpellano la Chiesa e la
comunità umana affinché anch’essi, nella mano tesa di chi
li accoglie, possano vedere il volto del Signore «Padre
misericordioso e Dio di ogni consolazione».
(FRANCESCO, Messaggio per la giornata mondiale del
migrante 2016)
Nella croce si rivela l’impotenza di Dio, che non interviene,
non agisce e non risulta essere liberatore per i crocifissi,
ma alla luce della risurrezione, rivela la credibilità del suo
amore. La ragione di questa impotenza è l’espressione
dell’assoluta vicinanza alle vittime, così da condividerne
totalmente il destino. In tal modo viene portata a
compimento la solidarietà di Dio iniziata con l’incarnazione.
Egli è un Dio solidale, che si rende credibile alle vittime,
31
dimostrando che il suo potere non viene dall’altro, in modo
estrinseco, ma dal basso, dall’assoluta condivisione. Nulla
nella storia può limitare la vicinanza misericordiosa di Dio
che salva e rinnova la creazione.
PREGHIAMO INSIEME:
Noi guardiamo a te, Figlio di Dio sconfitto, vittima di umana
ingiustizia. Là dove tutto è finito, rimane per sempre la tua
parola di amore. Tu resti preziosa linfa perenne d’ogni
creatura assetata di pace e concordia. Tu sei pura
risposta, sigillo eterno, indelebile marchio di misericordia
assoluta. Per tutti i secoli dei secoli. Amen.
21. UN CUORE NUOVO
TI DARÒ UN CUORE NUOVO
POPOLO MIO,
IL MIO SPIRITO EFFONDERÒ IN
TE,
TOGLIERÒ DA TE, IL CUORE DI
PIETRA,
UN CUORE DI CARNE TI DARÒ,
POPOLO MIO.
Da tutte le nazioni vi radunerò,
vi mostrerò la strada della vita,
e vivrà chi la seguirà. Rit.
22.SE CONOSCESSI COME TI
AMO
Se conoscessi come ti amo,
se conoscessi come ti amo
smetteresti di viver senza amor.
Se conoscessi come ti amo,
se conoscessi come ti amo
smetteresti di cercare altri amor.
Se conoscessi come ti amo,
come ti amo saresti più felice.
Oh, oh, oh, oh...
Se conoscessi come ti cerco,
se conoscessi come ti cerco
ascolteresti la mia voce nel tuo
cuor.
Se conoscessi come ti cerco,
se conoscessi come ti cerco
ascolteresti solamente la mia
voce.
Se conoscessi come ti cerco,
come ti cerco saresti più felice.
Vi aspergerò con acqua, e puri vi
farò,
dagli idoli sarete liberati,
Questa è la mia libertà. Rit.
Mio popolo sarete,
le genti lo vedranno, abiterete
dentro la mia casa,
e vedrete il mio volto. Rit.
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XII STAZIONE: Gesù muore sulla croce
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Dal Vangelo secondo Giovanni (19,28-30)
28Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai
tutto era compiuto, affinché si compisse la
Scrittura, disse: «Ho sete». 29Vi era lì un
vaso pieno di aceto; posero perciò una
spugna, imbevuta di aceto, in cima a una
canna e gliela accostarono alla bocca. 30Dopo aver preso
l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo,
consegnò lo spirito.
RIFLESSIONE
Essere al servizio del dialogo e della pace significa anche
essere veramente determinati a ridurre e, nel lungo
termine, a porre fine ai molti conflitti armati in tutto il
mondo». E finisce con una richiesta: «Dobbiamo chiederci:
perché armi mortali sono vendute a coloro che pianificano
di infliggere indicibili sofferenze a individui e società?
Purtroppo, la risposta, come tutti sappiamo, è
semplicemente per denaro: denaro che è intriso di sangue,
spesso del sangue innocente. Davanti a questo
vergognoso e colpevole silenzio, è nostro dovere
affrontare il problema e fermare il commercio di armi.
(FRANCESCO, Discorso al Congresso degli Stati Uniti).
Quanti fratelli e sorelle nostri oggi sono costretti a morire
per guerre assurde, sostenute, come dice papa Francesco,
dallo scandaloso e disumano commercio delle armi?
Anche Gesù è stato ucciso da armi letali. I chiodi, la croce,
e prima la flagellazione, lo hanno fatto soffrire
terribilmente. Quanto noi siamo disposti a denunciare la
33
morte assurda di migliaia di persone per guadagnare in
modo vergognoso con questo commercio spudorato anche
pagando di persona la nostra coerenza evangelica?
Quanto siamo disponibili a pagare di persona per essere
fedeli al messaggio di pace del Vangelo?
INTENZIONI DI PREGHIERA
DICIAMO INSIEME:
Disarma il nostro cuore, Signore.
-Da ogni egoismo, che ci porta a compromessi per il
denaro.
-Dalla paura di denunciare le ingiustizie e le viltà dei
malvagi che commerciano armi.
-Dalla connivenza con i poteri di turno per averne un
beneficio materiale.
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23.DAVANTI A QUESTO AMORE
Hai disteso le tue braccia anche per
me Gesù,
dal tuo cuore come fonte
hai versato pace in me,
cerco ancora il mio peccato ma non
c’è.
Tu da sempre vinci il mondo
Dal tuo trono di dolore.
Dio mia grazia, mia speranza
Ricco e grande Redentore,
Tu re umile e potente, risorto per
amore,
risorgi per la vita.
Vero Agnello senza macchia
Mite e forte salvatore sei,
Tu re povero e glorioso risorgi con
potenza,
di fronte a questo amore la morte
fuggirà.
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24.PAROLA D’AMORE
Hai mandato Padre la tua Parola è
la vera forza della salvezza.
Nel tuo Verbo, Dio, mi hai generato,
questa mia vita voglio vivere in te.
Rit. Sulla tua Parola getto le reti,
segni e prodigi presto vedrò.
Io depongo, Padre, ogni peccato
e nel mio cuore accolgo Te,
Parola d’amor.
Sulla mia strada ti sei rivelato,
ogni mio passo la Parola ha
guidato
Nelle tue promesse non mi hai mai
deluso,
canterò per sempre la tua bontà.
Rit. Parola d’amor, d’amor,
d’amor, d’amor
Io depongo, Padre, ogni
peccato
e nel mio cuore accolgo Te,
Parola d’amor, parola d’amor,
parola d’amore
XIII STAZIONE: Gesù è deposto dalla croce e
consegnato alla Madre
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Dal Vangelo secondo Marco (15,43-46)
43Giuseppe d'Arimatea, membro autorevole
del sinedrio, che aspettava anch'egli il
regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e
chiese il corpo di Gesù. 44Pilato si
meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione,
gli domandò se era morto da tempo. 45Informato dal
centurione, concesse la salma a Giuseppe. 46Egli allora,
comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse
con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella
roccia. Poi fece rotolare una pietra all'entrata del sepolcro.
RIFLESSIONE
Quella dei poveri, come quella di Dio è un’esistenza
scomodante. Sarebbe meglio che Dio non fosse, sarebbe
meglio che i poveri non fossero; poiché se Dio c’è la mia
vita non può essere la vita che conduco; se ci sono i
poveri, la mia vita non può essere la vita che conduco […].
Non vogliamo vedere i poveri. E sono, invece, le realtà più
presenti, direi le presenze che non possiamo non vedere e
non ricordare. Fino a quando riusciremo a tenere chiusi gli
occhi davanti a queste certezze che l’uomo può anche non
voler vedere? (P.MAZZOLARI, Adesso).
Da una contemplazione dell’Umiliato tolto dalla croce, si
deve passare a una Chiesa umile e serva, che toglie gli
impoveriti dalle croci di oggi, li accoglie, ne diviene casa
che li protegge, che sa accettare il martirio e la
persecuzione come prova indelebile della propria fedeltà al
36
Cristo riconosciuto nel volto degli umiliati e degli offesi di
ogni tempo e latitudine, accogliendo con gioia di essere
posta a lato e non considerata tra i poteri del proprio
tempo. Nell’essere emarginata per stare con gli emarginati
vi è, per la comunità cristiana, perfetta letizia.
PREGHIAMO
Signore Gesù, quando ormai
non interessi più a nessuno
e sembra che tutto sia finito,
vogliamo accoglierti tra
le braccia del nostro amore
con tenerezza impensabile
e con un amore invincibile.
Ti preghiamo: donaci un cuore
come quello di Maria,
tua madre, perché sappiamo
custodire nel nostro cuore
ogni tua parola e ogni
tuo gesto, senza dimenticare
nulla e senza trascurare
nessuno. Amen
25.SOLO IN DIO
Rit.: Solo in Dio riposa l'anima
mia,
da lui la mia speranza.
Lui solo è mia rupe e mia
salvezza,
mia roccia di difesa, non potrò
vacillare.
Rit.
In Dio è la mia salvezza e la mia
gloria,
il mio saldo rifugio, la mia difesa.
Rit.
Confida sempre in lui, o popolo:
davanti a Lui effondi il tuo cuore.
Rit.
Poiché il potere appartiene a Dio:
tua, Signore, è la grazia.
Rit.
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XIV STAZIONE: GESU’ E’ DEPOSTO NEL SEPOLCRO
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Dal Vangelo secondo Giovanni (19,41-42)
41Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi
era un giardino e nel giardino un sepolcro
nuovo, nel quale nessuno era stato ancora
posto. 42Là dunque, poiché era il giorno
della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era
vicino, posero Gesù.
RIFLESSIONE
Aiutaci, o Signore, a portare avanti nel mondo e dentro di
noi la tua risurrezione. Donaci la forza di frantumare le
tombe in cui la prepotenza, l’ingiustizia, la ricchezza,
l’egoismo, il peccato, la solitudine, la malattia, il
tradimento, la miseria, l’indifferenza, hanno murato vivi gli
uomini. Metti una grande speranza nel cuore degli uomini,
specialmente di chi piange. E poi, finalmente, o Signore,
restituisci anche noi, tuoi credenti, alla nostra condizione di
uomini (A.BELLO, Omelie e scritti quaresimali).
Contempliamo il Cristo, che è disceso agli inferi, ovvero ha
condiviso fino in fondo la nostra condizione umana. E’
davvero morto. Il suo destino non è diverso dal nostro e da
quello delle vittime massacrate dalla malvagità umana, che
crea l’inferno anche sulla terra. Egli fa esperienza della
nostra condizione mortale, ma essendo il Figlio del Dio
vivente, spezza le catene della morte, riapre le porte della
vita e della speranza, inondando l’inferno del male con la
luca della sua vittoria che è amore rigenerante per sempre.
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PREGHIAMO INSIEME:
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Tu sei la mia parte di
eredità e mio calice, nelle tue mani è la mia vita. Ti pongo
sempre davanti a me, come mio Signore, stai alla mia
destra, non potrò vacillare. Per questo, gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima, anche il mio corpo riposa al sicuro.
Non abbandoni la mia vita negli inferi né lasci che il tuo
servo veda la fossa. Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fina alla tua
destra. Amen. (cfr Sal 15)
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26. IL SIGNORE È LA MIA
SALVEZZA
(RNS)
Il Signore è la mia salvezza
e con lui non temo più,
Perché ho nel cuore la certezza:
la salvezza è qui con me.
Ti lodo Signore perché un giorno
eri lontano da me,
ora invece sei tornato
e mi hai preso con Te.
Berrete con gioia alle fonti,
alle fonti della salvezza
e quel giorno voi direte:
lodate il Signore, invocate il suo
Nome.
Fate conoscere ai popoli
tutto quello che Lui ha compiuto
e ricordino per sempre,
ricordino sempre che il suo nome
è grande.
Cantate a chi ha fatto grandezze
e sia fatto sapere nel mondo;
sia forte la tua gioia, abitante di
Sion,
perché grande con te è il Signore.
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XV STAZIONE: GESU’ RISORGE DA MORTE
Sol. (o coro): Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Dal Vangelo secondo Giovanni (20,1-9)
1 Il primo giorno della settimana, Maria di
Màgdala si recò al sepolcro di mattino,
quando era ancora buio, e vide che la
pietra era stata tolta dal sepolcro. 2Corse
allora e andò da Simon Pietro e dall'altro
discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno
portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove
l'hanno posto!». 3Pietro allora uscì insieme all'altro
discepolo e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme
tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e
giunse per primo al sepolcro. 5Si chinò, vide i teli posati là,
ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo
seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7e
il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i
teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8Allora entrò anche
l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e
vide e credette. 9Infatti non avevano ancora compreso la
Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
COMMENTO
Cristo è risorto: è l’Alba di una nuova creazione! La
“primizia” dell’Uomo nuovo è annunciata dall’alto di una
tomba vuota, là dove la morte è vinta, finita.
Siamo chiamati a portare e a condividere con tutti il
Vangelo della Vita: non muoiono, per sempre, coloro che
“perdono” la propria per testimoniare il Risorto! Con lui,
uniti alla Croce, siamo fatti vittoriosi nell’Amore!
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TUTTI: Nella vita di tutti i giorni il Signore ci conceda di
essere autentici testimoni del suo amore, per accogliere le
sofferenze dei nostri fratelli e condividere con loro la
speranza nel Dio vivo e risorto. Amen.
GUIDA: «Vorrei che potessimo liberarci dai macigni che ci
opprimono, ogni giorno: Pasqua è la festa dei macigni
rotolati. E' la festa del terremoto.
La mattina di Pasqua le donne, giunte nell'orto, videro il
macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme
messa all'imboccatura dell'anima che non lascia filtrare
l'ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca
ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con
l'altro.
E' il macigno della solitudine, della miseria, della malattia,
dell'odio, della disperazione del peccato.»
«Dal Signore risorto imploriamo la grazia di non cedere
all’orgoglio che alimenta la violenza e le guerre, ma di
avere il coraggio umile del perdono e della pace. A Gesù
vittorioso domandiamo di alleviare le sofferenze dei tanti
nostri fratelli perseguitati a causa del Suo nome, come
pure di tutti coloro che patiscono ingiustamente le
conseguenze dei conflitti e delle violenze in corso. Ce ne
sono tante!
Pace chiediamo anzitutto per l’amata Siria e per l’Iraq,
perché cessi il fragore delle armi e si ristabilisca la buona
convivenza tra i diversi gruppi che compongono questi
amati Paesi. La comunità internazionale non rimanga
inerte di fronte alla immensa tragedia umanitaria all’interno
di questi Paesi e al dramma dei numerosi rifugiati.
Pace imploriamo per tutti gli abitanti della Terra Santa.
Possa crescere tra Israeliani e Palestinesi la cultura
dell’incontro e riprendere il processo di pace così da porre
fine ad anni di sofferenze e divisioni.
42
Pace domandiamo per la Libia, affinché si fermi l’assurdo
spargimento di sangue in corso e ogni barbara violenza, e
quanti hanno a cuore la sorte del Paese si adoperino per
favorire la riconciliazione e per edificare una società
fraterna che rispetti la dignità della persona. Anche in
Yemen auspichiamo che prevalga una comune volontà di
pacificazione per il bene di tutta la popolazione.
Pace e libertà chiediamo per tanti uomini e donne soggetti
a nuove e vecchie forme di schiavitù da parte di persone e
organizzazioni criminali. Pace e libertà per le vittime dei
trafficanti di droga, tante volte alleati con i poteri che
dovrebbero difendere la pace e l’armonia nella famiglia
umana. E pace chiediamo per questo mondo sottomesso
ai trafficanti di armi, che guadagnano con il sangue degli
uomini e delle donne.
Agli emarginati, ai carcerati, ai poveri e ai migranti che
tanto spesso sono rifiutati, maltrattati e scartati; ai malati e
ai sofferenti; ai bambini, specialmente a quelli che
subiscono violenza; a quanti oggi sono nel lutto; a tutti gli
uomini e le donne di buona volontà giunga la consolante e
sanante voce del Signore Gesù: «Pace a voi!» (Lc 24,36)
«Non temete, sono risorto e sarò sempre con voi!» (cfr
Messale Romano, Antifona d’ingresso del giorno di
Pasqua). (MESSAGGIO URBI ET ORBI DEL SANTO
PADRE FRANCESCO - PASQUA 2015)
«Pasqua allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine
degli incubi, l'inizio della luce, la
primavera di rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal
suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del
sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che
contrassegnò la resurrezione di Cristo.» (DON TONINO
BELLO – PIETRE DI SCARTO)
PADRE NOSTRO…
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Sac.: O Dio che nel tuo misterioso disegno di salvezza hai
voluto continuare la passione del tuo Figlio nelle membra
piagate del suo corpo, che è la Chiesa, fa’ che, uniti alla
Madre Addolorata ai piedi della Croce, impariamo a
riconoscere e a servire con amore premuroso il Cristo,
sofferente nei fratelli. Per Cristo nostro Signore.
Tutti: Amen.
BENEDIZIONE CON LA CROCE
Sac.: Il Signore sia con voi.
Tutti: E con il tuo spirito.
Sac.: Chinate il capo per la
Benedizione. Ad ogni invocazione
rispondete Amen !
Sac.: Dio, che nella passione del suo
Figlio ci ha manifestato la grandezza
del suo amore, vi faccia gustare la
gioia dello Spirito nell’umile servizio
dei fratelli.
Tutti: Amen.
Sac.: Cristo Signore, che ci ha salvato con la sua croce
dalla morte eterna, vi conceda la vita senza fine.
Tutti: Amen.
Sac.: Voi tutti che avete seguito il cammino di Cristo sulla
via della croce, possiate aver parte della sua risurrezione.
Tutti: Amen.
Sac.: E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e
Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga
sempre.
Tutti: Amen.
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INDICE DEI CANTI
1.DAL PROFONDO SIGNORE (PAG.5)
2.VIENI AL SIGNOR (PAG.5)
3.SALMO 50 (PAG.8)
4.SCUSA SIGNORE (PAG.8)
5.TI SALUTO CROCE SANTA (PAG.10)
6.TARDI T’AMAI (PAG.10)
7.MI RIALZERAI (PAG.12)
8.APRI LE TUE BRACCIA (PAG.12)
9.LA TUA CROCE (PAG.15)
10.PERCHE’ TU SEI CON ME (PAG.15)
11.CERCARE IN ME LA TUA PRESENZA (PAG.18)
12.GESU’ MIO CON DURE FUNI (PAG.18)
13.NADA TE TURBE (PAG.20)
14.SONO IL SIGNORE CHE TI GUARISCE (PAG.20)
15.MISERICORDIAS DOMINI (PAG.22)
16.SOLO IN DIO (PAG.22)
17.PRENDI LA MIA VITA (PAG.25)
18.GESU’ RICORDATI DI ME (PAG.25)
19.AI PIEDI DI GESU’ (PAG.28)
20.O CROCE FEDELE (PAG.28)
21.UN CUORE NUOVO (PAG.32)
22. SE CONOSCESSI COME TI AMO (PAG.32)
23.DAVANTI A QUESTO AMORE (PAG.35)
24.PAROLA D’AMORE (PAG.35)
25.SOLO IN DIO (PAG.37)
26.IL SIGNORE E’ LA MIA SALVEZZA (PAG.40)
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Coraggio, gente!
La Pasqua ci dice
che la nostra storia ha un senso,
e non è un mazzo di inutili sussulti.
Che quelli che stiamo percorrendo
non sono sentieri ininterrotti.
Che la nostra esistenza personale
non è sospesa nel vuoto
né consiste in uno spettacolo senza rete.
Precipitiamo in Dio.
In lui viviamo,
ci muoviamo ed esistiamo.
Coraggio, gente!
La Pasqua vi prosciughi
i ristagni di disperazione
sedimentati nel cuore.
E, insieme al coraggio di esistere,
vi ridia la voglia di camminare.
(Don Tonino Bello)
BRANI SCELTI DALLA BOLLA MISERICORDIAE
VULTUS
2. Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della
misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È
condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la parola
che rivela il mistero della SS. Trinità. Misericordia: è l’atto
ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro.
Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore
di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello
che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via
che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla
speranza di essere amati per sempre nonostante il limite
del nostro peccato.
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3.Ci sono momenti nei quali in modo ancora più forte
siamo chiamati a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia
per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre.
È per questo che ho indetto un Giubileo Straordinario della
Misericordia come tempo favorevole per la Chiesa, perché
renda più forte ed efficace la testimonianza dei credenti.
Con lo sguardo fisso su Gesù e il suo volto misericordioso
possiamo cogliere l’amore della SS. Trinità. La missione
che Gesù ha ricevuto dal Padre è stata quella di rivelare il
mistero dell’amore divino nella sua pienezza… La sua
persona non è altro che amore, un amore che si dona
gratuitamente. Le sue relazioni con le persone che lo
accostano manifestano qualcosa di unico e di irripetibile. I
segni che compie, soprattutto nei confronti dei peccatori,
delle persone povere, escluse, malate e sofferenti, sono
all’insegna della misericordia. Tutto in Lui parla di
misericordia. Nulla in Lui è privo di compassione.
15. In questo Anno Santo, potremo fare l’esperienza di
aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie
esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera
drammatica. Quante situazioni di precarietà e sofferenza
sono presenti nel mondo di oggi! Quante ferite sono
impresse nella carne di tanti che non hanno più voce
perché il loro grido si è affievolito e spento a causa
dell’indifferenza dei popoli ricchi. In questo Giubileo ancora
di più la Chiesa sarà chiamata a curare queste ferite, a
lenirle con l’olio della consolazione, fasciarle con la
misericordia e curarle con la solidarietà e l’attenzione
dovuta…
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