LIBRETTO AZZURRO
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"CONSUETUDINI E NORME”
Questo opuscolo, il terso della serie, raccoglie le
"Consuetudini" che, dalle origini, via via sono venute
instaurandosi e consolidandosi nella vita quotidiana di quello
che fu dapprima - dal 1948 un. gruppo non qualificato di
ragazzi "bisognosi - studenti, operai, "corrigendi" - accolti nell ’
Arcivescovado di Ravenna e poi di Bologna; qualificandosi poi
in un* "Opera Diocesana", civilmente riconosciuta e orami
configurata come un "College" universitario, cha però ha lo
spirito di una "famiglia" di giovani studenti, intesi a prepararsi
cristianamente, nella luce delle Scritture Sante e nella Grazia
della Liturgia, alla famiglia, alla professione e all'apostolato^
nella società.
Le. Consuetudini qui raccolte hanno così ormai la forza di una
tradizione e di un Regolamento interno; il quale,, pur
aprendosi con. senso di serena, prudenza, agli sviluppi della
vita e alle istanze di una meditata pedagogia cristiana, rimane
fermo sui principi e sulle finalità volute dal Fondatore.
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Gap. 1°
STATO GIURIDICO E ORGAINIZZAZIOITE INTERNA DELL'OPERA
1) – L’ "Opera Madonna della Fiducia" è una istituzione diocesana di culto,
fondata con decreto arcivescovile del 28 Ottobre I960, aggiornato con altro
decreto arcivescovile del 2 Febbraio 1968. L’ "Opera" ha pure personalità
giuridica civile, come da Decreto del Presidente della Repubblica in data 3
Ottobre 1961. L' "Opera" ha perciò uno statuto anche civilmente valido,
2) – L’ "Opera" esplica la sua attività conducendo Collegi universitari per giovani
meritevoli ma bisognosi, sia italiani che esteri specialmente provenienti da Paesi
in via di sviluppo.
3) - Conforme la sua natura di Opera diocesana di culto, 1' "Opera Ila donna
della Fiducia mentre conduce alla laurea i suoi ospiti, ne cura soprattutto la
formazione religiosa e morale nell'alone della Santa Liturgia.
4) - La gestione interna dei Collegi universitari comporta, sotto le
direttive del Consiglio di Amministrazione:
a) la Commissione
accademico-disciplinare (C.A.D. ) formata, di massima , da ex
allievi docenti nelle varie Facoltà universitaria; esamina le domande dei
candidati; la situazione accademica degli allievi per indirizzarli utilmente nel
corso degli studi; la loro condotta morale e disciplinare.
La Commissione si riunisce dietro invito del Presidente del Consiglio di
Amministrazione che, insieme ai Dirigenti interni, partecipa alle riunioni
"b) Il Direttore o “Padre”, al quale sono affidati gli allievi per l'immediato contatto
personale e 1' organizzazione della vita comunitaria. Il Direttore sarà di norma
un Sacerdote; comunque un Sacerdote dovrà essere sempre addetto alla casa
per la vita, liturgica- e religiosa della "Famiglia";
c) un Amministratore che, avendone le capacità , potrà unire gli impegni di
direziona e amministrazione; anche l'amministrazione è, infatti, compito di
paternità
d) il "Padre”, quando ne abbia modo, può condividere con altri Sacerdoti
o laici il compito di paternità; anche i più anziani e meritevoli tra i
"Ragazzi” possono essere chiamati a coadiuvarlo o, eventualmente, a
sostituirlo, come in famiglia il fratello maggiore coadiuva il padre e lo
sostituisce assente o impedito;
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e) la riunione
o assemblea di tutta la "Famiglia” ; Dirigenti compresi: può essere
convocata dalla Direzione, anche dietro richiesta dei "Ragazzi"; è presieduta dal
Padre e tutti possono prendervi la parola;
f) l'assemblea designerà anche un gruppo di "Ragazzi” idonei come animatori
delle iniziative e attività della casa nell'ambito del suo spirito.
Cap.. 2°
LO SPIRITO DELLA COMUNITÀ
1) -Il "Collegio" (Famiglia)- pur usando per una più facile intelligenza di chi vi è
estraneo questo nome, mira ad assumere e mantenere il clima di una Comunità
familiare con rapporti di vicendevole affetto e quindi, di reciproco servizio e
fiducia, Queste contatto familiare importa sopra tutto che l'esempio vicendevole
e la conversazione siano sempre tali da mantenere alto il tono spirituale della
convivenza e da non infrangere, o, comunque, rendere difficile l'unione degli
animi e la serenità della casa.
L'inserimento fraterno nella "Famiglia", lo amore alla Comunità di cui si è
membri, alle persone che la compongono, alle cose che vi sono e al suo buon
nome?" il desiderio
di. renderla sempre più efficiente sono elementi
indispensabili a crea re e mantenere un clima aperto e sereno,
2) -La Comunità dell' "Opera Madonna della Fiducia" è pertanto una "Famiglia"i cui membri sono legati tra loro anziché da un vincolo naturale di sangue, dal
vincolo soprannaturale e "perfetto" della Carità: nel Padre" si esprime la
paternità di Dio; nell'Opera tutta la maternità della Chiesa; tra i figli il vincolo di
fraternità, che è la estensione dell' amore con cui Cristo Gesù, "- primogenito di
una immensa famiglia di fratelli”, si unisce a noi e noi unisce gli uni agli altri nel
lo Spirito Santo.
La Tavola eucaristica è l'alimento e la radice e quindi il fondamento dell'unita
familiare; la "Famiglia" , raccolta intorno ali1 Altare, ascolta la Parola del Padre
celeste che è rivelazione del suo Cuore; e nella Comunione, uniti a Cristo, i
membri della "Famiglia" si sentono fratelli alla stessa tavola, fatti
soprannaturalmente consanguinei per l'unico Sangue di Cristo che circola in
tutti.
Perciò, tra le "consuetudini" della prima, fondamentale a inderogabile è la
partecipazione viva, attiva, piena, consapevole, gustata e vissuta alla Santa
Messa quotidiana.
Chiamandola una "consuetudine", si vuole intendere che, non soltanto nulla ha
di costrittivo, ma neppure di passivamente subito o accolto: che, anzi, è un
bisogno sentito della Comunità e dei singoli; l'una - la Comunità - avverte infatti
che non potrebbe neppure esistere, se nella Messa non avesse la sua "radice” e il
suo "perno"; gli altri - i singoli - comprendono come non possa vi versi sotto un
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tetto che non è quello della propria casa e spezzare in comune un pane che non
è quello sudato dal genitore proprio, se non perchè interviene il comune Padre,
"dal quale ogni paternità ha nome."; ad offrire il Pane suo celeste, che o pure
garanzia di quello che, giorno per giorno, provvede poi abbondante sulla tavola
di famiglia.
3) - La celebrazione dell'Eucaristia è dunque ovviamente quotidiana; pur
rimanendo ad ognuno libertà di parteciparvi secondo le sue possibilità; è logico
che chi ha chiesto e ottenuto di far parte della nostra Comunità si senta
impegnato a questo atto più che ad alcun altro atto comunitario.
Il ragazzo che, o per insufficiente fede o per appiattimento spirituale, non
intende e non è capace di vivere questa nostra realtà fondamentale, farà bene a
non insistere per entrare in "Famiglia" o per rimanervi: non potrebbero seguirne
che disagio ed amarezza per lui e per gli altri
4) — La Messa. della "Famiglia" viene celebrata sempre in modo che renda
possibile una attiva consapevole e devota partecipazione dei presenti. Perciò i
"Ragazzi" sentiranno l'impegno generoso:
a_) di conoscere sempre più profondamente il mistero della Messa, e la sua
liturgia;. e a questo scopo promuoveranno e seguiranno un adeguato
insegnamento;
b) di preparare ed eseguire con la maggiore perfezione i canti appropriati;
c) di rendersi capaci di un illuminato e decoroso servizio di Accoliti, Lettori e
Salmisti,
5) - La vita religiosa della mostra "Famiglia" ha poche manifestazioni comuni, ma
vuole in ogni momento e soprattutto in ogni ragazzo essere intensa: il costante
indirizzo e la costante aspirazione e preoccupazione è che vi sia da tutti e
sempre nella grazia di Dio e non si ammetta in casa il peccato
Oltre la S. Messa quotidiana, sempre liturgicamente solennizzata, al mattino (
della Domenica) 'si recitano in lingua italiana le "Laudi" e al tardo pomeriggio
domenicale o festivo si recita o si canta, sempre in lingua parlata , il "Vespro";
nei giorni feriali, al termine della cena si recita la "Compieta"; alla Domenica e
nei giorni festivi di precetto, viene lasciata alla libertà di ognuno la preghiera
serale.
Nei giorni festivi di precetto, dopo il Vespro domenicale, si tiene di solito una
"breve istruzione religiosa o una lettura dei Padri, seguita dalla "benedizione
eucaristica.
Nei giorni feriali, invece, un "breve pensiero di meditazione viene -offerto scritto
all’ingresso della Cappella,
Ogni nese, nella Domenica stabilita dal Calendario, salvo i tempi di acuta
preparazione agli esami, si tiene un Ritiro spirituale che comincia il Sabato sera
a cena; il silenzio perdura poi fino all'ora di pranzo della Domenica; oltre una
introduzione la sera del Sabato e la Omelia della Messa, sono tenute nella
mattinate della Domenica due conversazioni spirituali. L’introduzione e le
conversazioni possono essere sostituite da una Liturgia della Parola o da un
esercizio di Penitenza comunitaria.
6) - Ogni anno la Comunità unita o divisa in gruppi, secondo le necessità, fa in
Casa di Ritiro tre giorni di Esercizi spirituali; a dettarli o dirigerli si invita un
Sacerdote particolarmente preparato
E’ consentito inoltre e consigliato, salvo momenti di esigenze particolari, ai
singoli, qualche breve periodo di ritiro personale in ambienti di vita spirituale
intensa.
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Per i tempi forti dell'Avvento e della Quaresima e per il mese di Maggio i
"Ragazzi" sono invitati a concordare insieme i particolari atti dì pietà, carità o di
cristiana mortificazione da praticarsi da tutta la "Famiglia".
E ' comunque tradizione che durante la Santa Quaresima ci si astenga dal
cinematografo.
Fra le devozioni private, occorrendo usarne comunitariamente, si darà la
preferenza alla, "Via Crucis" o al Rosario Mariano.
7) — -Il pranzo e la cena sono preceduti dalla invocazione detta dal Sacerdote e
dal Ragazzo designato; Benedici, o Signore, noi e questo cibo che dalla tua bontà
stiamo per prendere al fino di mantenerci nel Tuo santo servizio. Nel nome
ecc.."; e chiusi dalla breve preghiera aperta al pensiero di chi manca del
necessario: "L’ aiuto del Signore e la Sua Provvidenza rimangano sempre con
noi” R. "E con i nostri fratelli pìù "bisognosi! " .
8) — Particolare solennità hanno in casa: la fasta della "Sacra Famiglia", che,
dopo la riforma del Calendario, viene opportunamente trasferita; la festa della
"Madonna della Provvidenza" (che si celebra la 2" Domenica dopo l'Epifania,; la
festa della "Madonna della Neve", il 5 Agosto, considerata festa della Madonna
della Montagna; sono poi ricordate come feste di "Famiglia" tutte le feste mariane
liturgiche.
Nel giorno dell'ammissione solenne dei nuovi allievi, si rinnova l'Atto della
Consacrazione della "Famiglia" al Cuore di Maria con la formula propria della
casa.
9) - Una nota speciale ha il 19 Marzo, festa di san Giuseppe, capo della Sacra
Famiglia per quella data sono invitati alla S. Messa e all'agape fraterna, con i
Ragazzi e tutto il personale presente in casa, i Ragazzi già usciti con le loro spose
e figli, come pure lo fidanzate dei Ragazzi tutti.
Oltre il tono festivo della Mossa e della mensa familiare ha sempre luogo un
raduno formativo nel quale i "Ragazzi" usciti presentano lo loro esperienze o
studi e, normalmente, si riunisce anche l'Assemblea del "Sodalizio dei Santi
Giacomo e Petronio" che raccoglie i "Ragazzi" usciti dalla casa e li tiene vicini allo
spirito della "Famiglia".
10) — La formazione spirituale non si limita alla partecipazione agli atti
comunitari, ma importa un compito personale di meditazione della Parola ' di
Dio e di preghiera; importa anche una direzione spirituale: ogni Ragazzo sceglie
e muta liberamente il proprio Confessore o Direttore spirituale.
11) — La religiosità, cui l'Opera ispira il suo sforzo formativo, pur conservando
alcune note tradizionali nella vita della nostra popolazione, è soprattutto
indirizzato ad una maggiore conoscenza amorosa e meditata della Parola di Dio
nella Bibbia e ad una partecipazione vitale e formativa alla Sacra Liturgia.
Perciò la presenza assidua a letture bibliche e patristiche, a Corsi di iniziazione
e formazione liturgica e - per le Facoltà che lo comportino - l'impegno di ricerche
e studi attinenti al campo biblico, liturgico e patristico viene opportunamente
sollecitato e sottoposto all’attenzione consapevole dei "Ragazzi".
12) II cristiano che assimila lo spirito dell’Evangelo non può chiudersi
egoisticamente nel proprio nido; la reale fraternità che, nella vita della grande
Famiglia di Dio lo lega agli altri, gli impone un'ampia apertura sociale, sensibile
alle necessità o ai problemi di tutti gli uomini.
La "Famiglia" e già in se stessa una attuazione dello spirito comunitario in
quanto mira ad una promozione sociale dei suoi membri i ma è sua preoccupazione , non solo indirizzare i giovani allievi ad una cristiana e generosa
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apertura attraverso lezioni e conferenze, ma anche, sollecitando il loro interesse
fattivo, ad opere di carattere sociale, quali le Case della Carità, i Volontari della
Sofferenza, 1’ Opera dei Lebbrosi , "Mani Tese" ed altre, sempre di ispirazione
evangelica.
La dichiarata natura di ente religioso esclude logicamente dalla "Famiglie." e dai
suoi membri la adesione a qualsiasi formazione o istituzione _ basata su principi
atei o irreligiosi, come pure a gruppi che usino metodi e atteggiamenti di
violenza: questi, infatti, oltre ad essere in contrasto con lo spirito dell’Evangelo,
non solo non possono portare ad una fratellanza umana o ad una giustizia che
sia fondamento di pace, ma creano una spirale di violenza e acuiscono i conflitti.
13) Rileviamo anche che in quest'Opera, intesa ,. ad una seria ed intensa
attività di studio, lo avvio all'apostolato è piuttosto creazione positiva di
premesse formativo e dottrinali, coltivazione di radicato amore alla Chiesa e
maturazione di una cosciente responsabilità di laici qualificati, che non
inserimento in particolari campi di attività,
La un lato , tuttavia, tutta la Comunità o qualche elemento, quando sia ritenuto
opportuno -, si prestano generosamente, so l’ occasione si presenti, ad aiutare
iniziative diocesane o locali ; dall’altro, però, si evita che impegni assorbenti o
mal compatibili con la vita, unitaria della "Famiglia" o con le esigenze primarie
dello studio, ostacolino il ritmo necessario dell'attività singola e familiare.
Cap. 3
IL RECLUTAMENTO DEGLI A LLIEVI
***
1) Poiché la "Famiglia" accoglie di noma soltanto studenti universitari,
l’accettazione dei candidati si fa abitualmente in Ottobre e propriamente al
termine degli esami di Maturità o Diploma.
E bene però che lo domande siano inoltrate quanto prima» poiché, a parità di
condizioni la priorità della domanda costituisce un motivo di preferenza.
La domanda è doverosamente accompagnata da presentazione del Vescovo o
almeno dal Parroco del Ragazzo; comunque., deve sempre portare I’indicasine di
più "referenze" alle quali possano attingersi informazioni.
2) —
II "Padre" e i suoi collaboratori cercano di utilizzare, sempre con senso
di amoroso interessamento e di onesta ricerca della verità, ogni mezzo per
appurare la situazione obiettiva dei richiedenti, sicché , per quanto è
umanamente possibile, siano, fra i tanti, i più meritevoli ad entrare in
"Famiglia".
L'esame delle domande- è fatta dal “Padre” insieme alla C.A.D. ed ai suoi
collaboratori più diretti (inclusi, eventualmente, anche i più anziani e
consapevoli tra i giovani della “Famiglia")
Viene stabilita una graduatoria di merito in base alle condizioni economiche
della famiglia del postulante, al curriculum dogli studi precedenti o alle
referenze.
I 60 posti di “Villa san Giacomo" rappresentano un numerò "chiuso"; la
"chiusura è determinata dall'esigenza di offrire ad ogni Ragazzo una camera
propria.
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3)Non e esclusa in, considerata eccezionale; quando anche sia possibile,
l'ammissione di "Ospiti"; Ragazzi, cioè, accolti solo temporaneamente, anche
senza i necessari titoli di studio, per venire incontro caritatevolmente a
particolari urgenti necessità. L’ "Ospite", cosi accolto, ha trattamento identico a
quello dei "Ragazzi" di famiglia. .
4) Primo tra. i requisiti, dal quale non è mai lecito derogare- 'è la condiziono di
reale bisogno economico, per cui non sia veramente possibile al "Ragazzo" , pur
meritevole e capace, proseguire gli studi
Questa condizione non esige, anche se lo preferisce, che il. giovane, sia senza
famiglia o sia orfano di padre.; contempla anche il caso di famiglia di condizione
agiata, ma venuta a trovarsi, per circostanze varie, in reali comprovate difficoltà.
5) -L'assegno di studio o presalario non esclude la accettazione del giovane nell’
"Opera”; esso, però, nello spirito dal Decreto Ministeriale del 7 settembre 1970,
n° 277, verrà versato alla Direzione del]a
casa. Il Direttore concorderà
un'aliquota, con 1’interessato, necessaria per le spese personali e altre eventuali
dell'allievo.
6)- Ragazzi presentati dai Paesi in via di sviluppo sono accolti con la esplicita
condizione e l'impegno lealmente dichiarato di ritornare, a Laurea conseguita,
nella loro Patria per l'esercizio della professione.
Sempre si esigerà che ogni Ragazzo accolto abbia nella sua Patria una persona
degna "che ne sia garante" , cui l'Opera possa riferirsi in ogni circostanza,
7) Requisiti necessari sono poi: l'età non inferiore ai 18 anni compiuti; un
diploma che consenta l'ammissione all'Università; la salute fisica, controllata
particolarmente in ordine ad una continuata ed intima convivenza tra i giovani;
la normalità psichica; il temperamento non asociale e capace di vita
comunitaria,
8) — Soprattutto sono requisiti inderogabili la moralità cristiana intesa nel senso
più pieno; l'onesta, la lealtà, la chiarezza e il senso di fiducia e generosità,
Conseguentemente debbono tenersi presenti anche le condizioni fisiche e psichi
che e, in particolare, l'esistenza eventuale di fenomeni patologici o degenerativi
(alcoolismo, delinquenza, abbrutimento»…..) nei familiari prossimi, soprattutto
negli ascendenti,
Si riterrà elemento negativo la consuetudine al bar o locale simile, dove il
discorso è quasi necessariamente leggero o licenzioso e dove è facile
l'organizzazione di- imprese e- raggruppamenti preoccupanti,
9) —
Oggetto di particolare esame e lo spirito religioso del Ragazzo la sua
formazione alla pratica religiosa e all'apostolato soprattutto in ordine alla solidità
e-generosità del suo atteggiamento spirituale e all'esclusione quindi di ogni
egoistico metro di mediocrità spirituale e di ogni tendenza laicistica, anche
incosciente o momentaneamente superata nel desiderio di fruire dei benefici
economici che la "Famiglia” offre.
10)
- Per quanto non si esigano particolari votazioni nelle prove e nel
"curriculum." degli studi superati, si accerta con somma cura la capacità
effettiva di
intelligenza e di
volonterosità del Ragazzo a raggiungere
convenientemente e in tempo normale la Laurea; e lo si indirizza verso quelle
Facoltà alle quali può accedere con maggiori probabilità di riuscita; per questo,
quando lo si ritenga opportuno, si chiami il Ragazzo ad un
collo; quio
esplorativo, il cui risultato costituisce1' sempre un valido elemento di giudizio.
11) - Prima di confermare l'ammissione del Ragazzo giudicato idoneo, lo si
accoglie per un periodo di prova che deve intendersi reciproca; in particolare lo
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si esorta a leggere attentamente gli opuscoli illustrativi della "Famiglia” e a
meditare sulle esigenze che essa presenta o la propria disponibilità ad accettarle
cordialmente; poiché in "Famiglia" nulla deve esservi ..di costrittivo, ma tutto è
fatto e vissuto in spirito di libertà, di' fiducia e di amore.
12) - II 21 novembre, se festivo e, altrimenti, la domenica seguente i Ragazzi
ammessi l'anno precedente e già approvati,sono
solennemente accolti in
"Famiglia” con un rito che comporta, da parte loro, un impegno virile di fedeltà
alla Chiesa, alla professione e all'apostolato nella vita civile; e da parte della
"Famiglia" l'accettazione formale.
Ponendo la destra sull'Evangelo, l'allievo formula la sua promessa in questi
termini :
"Io. .... mi impegno davanti a Dio ad accettare liberamente e a volere
generosamente seguire lo spirito e' le Norme dell'Opera "Madonna della Fiducia”
per prepararmi a vivere degnamente la vita familiare e la futura professione e a
servire la Chiesa e la Società con fedeltà e generosità cristiana. Mi aiutino Iddio e
questi Santi Evangeli"
Ovviamente ogni anno verranno esaminati la condotta e lo studio dell'allievo in
ordine alla sua permanenza in “Famiglia”.
Cap, 4
L’ALLIEVO
1) - I giovani accolti in casa, anche solamente in prova, vi entrano , fin dal primo
momento, come figli; e nulla, salvo quanto dette al Gap. 3° n° 5, debbono e
possono corrispondere per l’ alloggio e il vitto.
Alle altre loro necessità (vestiti, libri, ecc…..), se altri non può, provvede, nei
limiti se del possibile Casa
2) — La Casa resta aperta ai giovani - in città o in montagna — tutto l'anno;
normalmente tutti, salvo giustificati motivi, passano in montagna., nella Villa di
Siusi, un periodo di tempo.
Per le feste natalizie e pasquali, i giorni .di Ognissanti e la ricorrenza del
Carnevale, e data al "Ragazzi” la facoltà di recarsi presso la propria, famiglia per
le vacanze; egualmente, per un congruo periodo di tempo, dopo chiusi gli esami
della Sessione estiva e a fine Agosto, dopo il periodo di montagna; anche in
questi periodi ognuno e libero di rimaner e in casa a suo piacimento; per chi,
però, va presso la famiglia il- termine ultimo per il rientro è sempre fissato verso
la fine di settembre.
Assentandosi oltre un giorno, il Ragazzo consegna in Segreteria la chiave della
propria camera; evenienze di vario genere possono richiederne la apertura.
3) E’ consuetudine che i "Ragazzi", come fratelli di famiglia, usino tra loro il "tu'*
a siano normalmente chiamati col nome anziché col cognome; con i Sacerdoti e
con tutte le altre persone addette alla Casa - Suore, donne di cucina o
guardaroba., autista, coloni.,.. - i "Ragazzi" usano il “lei"; e con tutti sempre si
comportane con il massimo rispetto e la più genuina cordialità, senza però
inopportune confidenze.
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4) - I "Ragazzi", entrando in "Famiglia” , debbono essere muniti di passaporto o
almeno di carta di identità, anche per gli eventuali viaggi all'estero; se
minorenni, debbono avere, sottoscritta da genitori o tutori, I’ autorizzazione ad
usare motorini o macchine, allo scopo di manlevare la "Famiglia1” da ogni
eventuale responsabilità. Inoltre, debbono essere muniti della tessera per
l'assistenza malattie.
5) —
I "Ragazzi” che entrano nuovi all'Università saranno subito accostati dai
colleghi anziani della stessa Facoltà, che li avvieranno, assistendoli
fraternamente, al’ inserimento sereno e proficuo nella vita -universitaria,
evitando loro esperienze dolorose e deteriori e indirizzandoli nell’ impostazione.
del nuovo ..metodo di studio, più personale in confronto con quello delle scuole
secondarie, e perciò più difficile e facilmente pericoloso.
Cap. 5°
LO STUDIO
i) - La formazione
dei "Ragazzi" di "Fariglia” importa anzitutto lo studio serio
ed equamente distribuito nel tempo; non rinviate quindi ad una affrettata e
ossessiva preparazione prossima degli esami,
Tale studio ha per oggetto primario le discipline proprie della Facoltà prescelta,
ed esige anzitutto frequenza assidua ed operosa alle lesioni ed esercitazioni,
I "Ragazzi”, quindi, fin dall’ inizio dell'Anno Accademico prendono atto degli
esami statutari e possibili dell’anno per impegnarsi a prepararli, distribuendoli,
in un programma personale ben meditato, tra la sessione estiva e quella
autunnale; la sessione invernale - o di Febbraio - va considerata soltanto come
una estrema valvola di sicurezza,' quando circostanze avverse - una malattia.,
una costretta assenza.,. - impediscono l'esame nelle due cessioni normali.
2) - I "Ragazzi'1 rendono conto degli esami sostené e di ognuno viene tenuto
apposito stato del curriculum accademico.
La Commissione Accademico-disciplinare vaglia le reali possibili tà del
"Ragazzo"; alla stessa Commissione è affidato anche il colloquio esplorativo di
cui sopra, per gli aspetti relativi alla validità accademica.
3) - Consapevoli delle esigenze della vita, i "Ragazzi" considerano come tempo di
studio tutto l'anno., eccettuato il periodo delle ferie di Agosto,. i giorni di Natale e
a Pasqua e alcuni giorni di libertà in famiglia o a casa, terminate le sessioni di
esami.
Essi sanno che le "ferie" dei lavoratori e impiegati dipendenti sono misurate e
che non vi sono ferie per gli imprenditori; né vogliono quindi abituarsi ad
esigenze incompatibili con la realtà della vita, sanno anche che debbono
estendere la cultura oltre i limiti delle discipline accademiche.
4) - I "Ragazzi" esteri, soprattutto se provenienti da altri Continenti, possono ,
ogni qualche anno, tornare in famiglia nel mese di vacanza, dopo fatti gli esami
del Corso: il costo del viaggio, in tal caso, per accordo previo, è a loro carico.
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5) Un particolare responsabile impegno sente ogni "Ragazzo" di fare ogni
anno tutti gli esami assegnati e, in. particolare, il dovere di non andare "fuori
corso".
Ma al "Ragazzo", che non alla propria famiglia, sebbene ad una Provvidenza
particolare deve il privilegio di poter accedere ad una Laurea, l'obbligo di
uno studio continuate, metodico ed efficace si impone, oltre che in vista. delle
responsabilità di domani, anche per un debito verso la Casa che lo ha accolto e
per il dovere di non sottrarre ad altri la preziosa possibilità che egli frustrerebbe,
6) - La cultura del nostro "Ragazzo." deve estendersi oltre il campo 'degli studi
di Facoltà,
Anzitutto - come laureando - gli è necessaria, più che un insegnamento religioso,
una cultura 'propriamente "teologica"; un corso di teologia, opportunamente
dimensionato,, è obbligatorio per tutti i "Ragazzi" di casa, che debbono
affrontarne gli esami; il Corso è completato da una chiara esposizione della
Dottrina sociale cristiana.
7) Lo studio e la pratica di lingue estere si impone oggi come una necessità
inderogabile , sia por chi si dedica alla ricerca scientifica come per il professionista: salvo a volersi precludere la strada ad ogni avanzamento.
Corsi di lingue soprattutto inglese, Tedesca o Francese, possono essere promossi
in Casa; comunque è sempre favorita la frequenza a Corsi di lingue g-ster3?
purché in ambienti qualificati per serietà di metodo ed efficacia,
8) _ Tra i sussidi culturali si ritiene abbiano nella "Famiglia." notevole
importanza viaggi all'estero o in località italiane di particolare interesse: il
viaggio svolge un programma che, oltre le comuni note turistiche, comprendono
anche la visita a complessi industriali o scientifici di notevole entità e importanti
por l'economia del Paese visitato.
Il viaggio ha luogo normalmente al termine della sessione estiva di esami; può,
anche, secondo la opportunità, concludere il soggiorno in montagna.
Evidentemente, per tornare fruttuoso, il viaggio deve essere preparato dai
"Ragazzi” con studio previo.
9)
Fino ad ora.; limitatamente nella prassi, ma molto più vastamente nelle
intenzioni della "Famiglia" , e il soggiorno all'estero per l'apprendimento delle
lingue e per i contatti culturali, soprat-tutto dei "Ragazzi" che presentano
particolari disposizioni a studi approfonditi e possono sperarsi incamminati alla
carriera universitaria.
La "Famiglia-" porta in questo settore un particolare interesse, ma, ovviamente,
si riserva il giudizio sulle disposizioni e possibilità dei singoli a raggiungere gli
obiettivi desiderat. Il soggiorno all'estero viene sostenuto dall'allievo con il suo
lavoro o con l'assegno di studio.
10) La vita universitaria e seguita dai “Ragazzi” con. seria meditazione, con
conferenze e discussioni sulla situazione dell'Università italiana; la loro adesione
e propaganda va a liste rappresentative di principi cristiani,
La nostra particolare situazione non consente però impegni direttivi che,
facilmente, protrarrebbero il curriculum universitario di giovani che sono invece
bisognosi di arrivare quanto prima alla professione.
11)—
Con analoga preoccupazione di formazione integralo la "Famiglia" coltiva
l'istruzione musicale nei "Ragazzi" che hanno disposizione, qualunque sia lo
strumento preferito: la Casa ha la sua Orchestrina; la Cappella ha l'organo,
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sono favoriti ed inculcati il canto sacro in tutte le sue forme e la "Corale"
profana.
12)- Ai "Ragazzi." , in vista della prossima inserzione professionale , è suggerita
con ogni insistenza la conoscenza e la. pratica della Dattilografia" e il
conseguimento della "Patente di Guida".
A queste attività che la vita dimostra poi indispensabili, va però dedicato
appunto quel tempo che, superati gli esami, facilmente si pensa dagli studenti
destinato ad una lunga, oziosa e improduttiva vacanza.; ciò che nello spirito
della "Famiglia" e assurdo; ma soprattutto è inibitorio di tempestiva proficua
sistemazione.
Cap. 6
SPORT , DIVERTIMENTO , LETTURA
CONVERSAZIONE
1) - Lo Sport- in genera e in montana, particolarmente le escursioni, sono
cordialmente favoriti: la Casa si arricchisce perciò via via di ulteriori attrezzature
sportiva: a giovani costretti alla vita, talvolta innaturale, della Scuole dello studio
privato, il respiro della palestra, della piscina, dei campi di gioco, dell’escursione
alpina è necessario fisicamente ed è moralmente utile; ciò che non può dirsi del
cosi dotto ”tifo” sportivo, almeno come elemento di sano sviluppo.
2) – E’ lasciato alla responsabile libertà dai “Ragazzi" l'uso della piscina, dei
campi di gioco: alla piscina mai si accede da soli o fuori del1!orario stabilito, che
esclude le ore inproprie, ad esempio, quelle subito dopo i pasti come da
regolamento *
L'uso della piscina è riservato esclusivamente ai "Ragazzi" di Casa,
3 ) - Anche i1cinema ha, una sua sede e il suo ritmo in Casa; la scelte, del film è
affidala ad un gruppo particolarmente interessato, Normalmente il film viene
commentato da esperti.
L'uso della TV a affidato alla responsabilità dei "Ragazzi"; serietà e dignità della
Casa , vita spirituale propria e dei fratelli, uso del tempo debbono indirizzare.
4) - La vita culturale della "Famiglia" deve, ovviamente estendersi ai temi più
vitali attuali.
A disposizione dei "Ragazzi" sono posti, oltre la Biblioteca, giornali quotidiani,
riviste, periodici di studi generici e specializzati.
Viene organizzato ogni anno, per accordo con i "Ragazzi" rappresentanti delle
varie Facoltà, un "Corso di conversazioni" tenute da personalità qualificate nel
mondo culturale, sui temi richiesti e preferiti o su temi di particolare interesse; il
calendario delle "conversazioni" è previamente annunciato per una opportuna
preparazione dei "Ragazzi",
5) —
Elementi di cultura o almeno di apertura al mondo vivo, sono pure le
visite di ospiti qualificati; visite, che la Casa riceve e promuove,- è interesse-dei
giovani intrattenere e intrattenersi con uomini-rappresentativi del mondo
religioso, culturale, politico, economico, che accolgono l'invito di restare alla
13
nostra tavola e volentieri conversano con ragazzi lanciati verso il domani della
società.
6) - La partecipazione totale o parziale a manifestazioni, convegni, iniziative di
carattere religioso, culturale, o che comunque interessino gli studenti o la loro
prossima vita di domani è sempre considerata e vagliata insieme con sincero
interessamento e, nel tempo stesso, con chiaro inquadramento nelle più
fondamentali esigenze della vita di studio e di "Famiglia".
Cap. 7°
LA CASA
1) La Casa è condizione inderogabile per una vita di famiglia. I "Ragazzi"
debbono considerare la Villa come cosa loro offerta dalla Provvidenza: amarla e
amarne il decoro; prestarsi, per quanto è da loro a mantenerla linda e renderla
calda e ospitale con senso di rispetto affettuoso; soprattutto aver cura di
mantenere l'ordine e la pulizia nella propria camera.
Nella camera non è consentita affissione di manifesti né altro che possa
deteriorare l'ambiente o stonare con lo spirito della Casa. Soprattutto debbono
mantenersi con proprietà i servizi.
La Direzione curerà una visita mensile alle singole camere.
2) - La tavola deve essere preparata per tempo di tutto il necessario; con sobria
proprietà e con decoro; con senso di armonia e rigorosa pulizia; non manchino
mai i fiori: la tavola, infatti, non è la greppia del giumento,
3) – I posti a tavola sono distribuiti volta per volta a caso, in modo che i singoli
"Ragazzi" si avvicendino nel fraterno contatto reciproco.
4) - La sparecchiatura sia fatta da tutti, dopo che alla preghiera finale e seguito
un attimo di silenzio destinato al pensiero di chi non ai è seduto come noi, ad
una tavola apparecchiata e provvista....; i designati provvedono poi a-sistemare
immediatamente la sala da pranzo.
5) - II servizio a tavola è svolto dai "Ragazzi" per turni da loro stessi stabiliti.
E' necessario imparare le buone regole di servizio per le singole portate:
antipasto, minestra, piatto e contorni, dolce, frutta, vino e caffè....; il ritiro e la
sostituzione dei piatti, delle posate; il ritiro del pane; il servizio per fumo......
Questa diligenza ha la sua ragione spirituale nella sacralità della mensa di
famiglia e come espressione di quella carità ospitale, la cui assenza Gesù
lamentò alla tavola di Simeone il fariseo; ed ha la sua ragione pedagogica in vista
del domani , quando i "Ragazzi" saranno capo di casa e in posizione di qualche
rilievo nella società.
6) - Per gli stessi superiori motivi, il contegno a. tavola, all'infuori di ogni
considerazione per la presenza di ospiti, è sempre adeguato; evita posizioni
scomposte, un eccessivo vociare e il trasferimento da un posto all'altro per
conversare con questo o con quell'altro; pur conservando e promovendo una
spontanea libertà di conversazione; adopera con garbata proprietà stoviglie,
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bicchieri e posate, conservando sulla mensa e nella sala la massima pulizia e
dignità.
7) -Il criterio di pulizia accurata e quasi esasperata e pure conservato nei vestiti,
non solo di uscita ma anche quotidiani e di casa; nulla, anche stando in casa,,
di sciatto o trascurato appare nel "Ragazzo”, soprattutto in Cappella e a tavola.
Il taglio dei capelli e della barba è provveduto sempre in tempo congruo e in
maniera conveniente.
8) - Tutta la Casa nelle sue strutture o nel suo arredamento è indirizzata ad
educare il "Ragazzo" ad un senso sobrio di buon gusto e di decoro; all'amore
delle cose belle e al superamento di sciatterie e di gusti deteriori, facilmente
assorbiti nell'ambiente umile di provenienza.
Senza aspirazioni borghesi, il "Ragazzo", destinato per ovvia condizione culturale
a posti di responsabilità, deve portare nella sua casa, e nel suo contegno, un
impronta di correttezza o dignità.
Il "Ragazzo” sente suo dovere educarsi al gusto e al rispetto del bello, definito da
S. Tommaso "splendore del vero",
9) - Anche la pulizia dei locali di uso personale e di uso comune è affidata ai
"Ragazzi'', che, per la seconda, dispongono i turni necessari.
Le camere sono sempre nel massimo ordine: soprattutto i servizi, il letto, la
libreria.
I locali di uso comune, specialmente i locali di rappresentanza, l’atrio, il
soggiorno, le gallerie degli arazzi e delle stampe, la sala da pranzo, i corridoi e le
scale sono costantemente tenuti con proprietà; egualmente le sale di conferenze,
la biblioteca, il corridoio vetrato, il giardino, il 'parco, gli accessi; così pure
l'ambulatorio.
10)- Per quante sconsigliato,è lecito ai "Ragazzi' fumare; a tavola, prima di
iniziare, chiedono per messo al "Padre" o a chi presiede; sempre e dovunque
evitano di lasciare a terra cenere o resti di sigarette; perciò sono collocati
opportunamente in ogni ambiente dei portacenere che non debbono, per ragione
alcuna, essere asportati altrove.
11)— I "Ragazzi" studiano nella propria camera o nel parco, se debbono unirsi in
più d’uno per studio comune, usano le apposite salette,
12)- Gli effetti personali sono contrassegnati dal numerò attribuito a ciascuno.
La "biancheria di tavola e di camera è di proprietà dell'Opera, Alla riparazione,
rammendo, lavatura, stiratura, anche degli effetti personali, provvede 1'Opera.
Cap. 8
LA VITA FAMILIARE
1) La tavola di "Famiglia" è considerata sempre, dopo l'Altare, il fulcro della
Casa e il luogo dove il "Padre" si incontra con tutti i figli e offre loro, ministro
della Provvidenza paterna di Dio, il pane quotidiano: la mensa comune è un
momento sacro, la sala da pranzo - la nostra, come quelle di tutte le famiglie
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cristiane - ha una sua sacralità naturale e una benedizione divina, che "né il
peccato, originale, né la condanna del diluvio hanno cambiato": la tavola infatti è
il momento culminante della vita familiare, dove i genitori comunicane se-stessi
- nel pane sudato dal padre e preparato dal la madre - ai figli per crescerli; è il
momento del contatto spirituale, quando i genitori ascoltano i problemi dei figli e
la parola del padre e della madre ne indirizzano la soluzione.....
In Casa nostra, la tavola è sempre preparata dai "Ragazzi", i quali dunque
debbono prestarvisi con amore e passione secondo i turni da loro stessi stabiliti;
pronti tutti e senza ritrosia a supplire l'eventuale assenza o ritardo di qualcuno
dei designati *
2) - E’ costume, della "Famiglia accogliere con modesta ma distinta signorilità,
gli ospiti.
I più graditi seno sempre i "Ragazzi" usciti e le loro famiglie, come pure i
famigliare dei “Ragazzi" presenti in casa: con loro si condivide la tavola comune
in tutta semplicità.
Quando viene accolto un ospite d'onore è costume nostro preparare con decoro
particolare la tavola; e rivolgergli un benvenuto, che può essere dato in più
lingue, per gli italiani e gli esteri. Nell'occasione, tutti i "Ragazzi" indossano
l'abito completo e, prima di sedere a mensa, vengono presentati all'ospite, col
quale si intrattengono a tavola e in soggiorno.
3)- Consapevole dell'onere finanziario che incombe sulla "Famiglia", i "Ragazzi"
evitano scrupolosamente ogni spreco di luce, chiudendo opportunamente ed
aprendo solo quando è necessario; cosi pure di ogni altro mezzo e cosa
dell'Opera»
4-)- Nella vita di "Famiglia" è necessariamente fissato un orario, per la levata, le
azioni liturgie, i pasti.
Tale orario è fissato dalla Direzione che anche può modificarlo secondo le
esigenze di particolari circostanze.
5)- La puntualità ai vari atti indicati dal suono del campanello, deve osservarsi
da tutti come atto-di fraternità e di rispetto nel confronto dogli altri
6)— Delle altre ore della giornata i "Ragazzi” dispongono liberamente e
responsabilmente in ragione dei corsi che frequentano e delle altre loro attività
Soltanto per particolari assenze agli atti comuni o per viaggi si premurano di
dare tempestivo avviso e chiedere il consenso del "Padre" o a chi per esso.
7) -
Non è escluso in modo assoluto, ma neppure è considerato opportuno che i
"Ragazzi" accettino inviti a pranzo o, più ancora, a periodi di permanenza presso
famiglie di estranei, comunque deve risultare -garantita la serietà morale delle
famiglie stesse.
8) - La giornata familiare si chiude normalmente con la "Compieta".
Dopo la "Compieta" ciascuno è libero di disporre del proprio tempo, salvo a
trovarsi pronto per la levata il mattino appresso e a non contrarre abitudini
incompatibili con la vita di studio oggi, di professione domani.
L'uscita serale è consentita se vi è adeguato motivo, come in occasione di
conferenze, adunanze, spettacoli sportivi o d'arte; in caso, è sempre dovere del
"Ragazzo" avvertire il "Padre” o chi per esso.
*.
16
9) - Per lo spirito di fiducia familiare dell'Opera, la corrispondenza in arrivo ai
"Ragazzi" viene consegnata chiusa ed essi liberamente spediscono la cor
rispondenza in partenza.
10)— Lo spirito familiare ha portato la consuetudne che si riconoscano i
genetliaci; un calendario apposito li segna giorno per giorno: a tavola si passa il
dolce o il gelato; il che si fa pure in occasione delle feste della Madonna (tutte
considerate feste di "Famiglia").
E’ buona usanza ricordare la data onomastica e natalizia anche nella "Preghiera
dei Fedeli" nella Messa*
11) - Egualmente nella "Preghiera dei Fedeli" vengono ricordati i malati e i
defunti tra i familiari dei "Ragazzi".
Un costante ricordo anniversario, con la celebrazione della Messa di Requiem,
viene fatta per i defunti che furono già membri della "Famiglia" o di essa
benemeriti.
12) - II "Ragazzo" che senta simpatia por una ragazza pensa e prega molto
prima di dar corso al suo sentimento e controlla se stesso per non restare
vittima di una infatuazione momentanea.
Conosciuta la serietà e sicurezza del proprio affetto e la probabilecorrispondenza dell'altra parte, prega il "Padre" di assumere tutte le informazioni
possibili (anche sulla salute e i precedenti fisici e psichici della, ragazza e degli
ascendenti); conclusa positivamente I’indagine, inizia una intesa prelusiva al
fidanzamento, considerando queste fasi come preparazione ad un "grande
Sacramento", sorgente di grazie soprannaturali e decisivo per la sorte propria o
di altri, temporale ed eterna.
La "Famiglia" affida al senso di responsabilità umana e cristiana del "Ragazzo" i
rapporti con la fidanzata, il "Ragazzo" concorda anche la circostanza opportuna
per presentare la "Ragazza" alla "Famiglia" e in particolare al "Padre".
I fidanzati seguono poi i corsi appositamente disposti per prepararsi alla vita
coniugale e familiare; in prossimità del matrimonio fanno insieme almeno una
giornata di Ritiro in Casa di Esercizi.
13) - E' Bello che i "Ragazzi” sposino in Casa; il rito religioso compiuto dal
"Padre" si svolge solennemente in Cappella.
Ai nuovi sposi viene chiesta una foto da conservare nell'Album degli Sposi, dove
figurano tutte le coppie uscite di Casa con la "benedizione di Dio”.
14) - Particolare solennità ha la “festa di Laurea," alla quale il neo-dottore può
invitare i genitori la fidanzata e un professore del suo corso.
Il neo-laureato lascia in ricordo alla Casa, copia, della, tesi di Laurea, che si
conserva in Archivio.
15) - Carnevale viene partecipato con almeno una serata allegra in Casa; è
organizzata dai “Ragazzi”; sono pur essi che organizzano in montagna le serate,
i giochi, le escursioni.
16) - Per lo vacanze natalizie la Villa di Siusi si apre: vi si possono passare
giornate ritempranti, allietate dagli sports invernali.
17) - I "Ragazzi" consapevoli della dignità della . "Famiglia." di cui fanno parte,
non contraggono relazioni di amicizia se non con famiglie, persone ragazzi e
ragazze degne di essere presentati in Casa nostra: la nobiltà della Casa impone
obblighi
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Tengono nei limiti consentiti dalle esigenze della vita familiare, contatti con
Associazioni ed Enti sia religiosi che culturali o studenteschi: il loro ruolo è
sempre ispirato dal più profondo senso cristiano ed ecclesiale.
18) La Casa ha il proprio Ambulatorio provvisto di attrezzatura e dei
medicinali di più frequente uso.
Per le normali indisposizioni, il Medico di Casa presta il suo servizio coadiuvato
da uno o più studenti di Medicina che assicurano la continua assistenza.
19) - La "Famiglia" ha la sua "bandiera: rosso-oro a "bande orizzontali, tre e
tre alternate, e il motto: "Mater mea Fiducia mea".
Nei giorni di solennità la "bandiera viene issata sul pennone ed ha accanto,
oltre la "bandiera pontificia, quella nazionale e di Bologna ed anche le bandiere
delle Nazioni alle quali appartengono i 'Ragazzi" di Casa.
20) "Ragazzi" usciti sono considerati sempre membri della "Famiglia" e
sono uniti, quando non manchino dei requisiti imposti dallo Statuto, nel –
“Pio Sodalizio dei Ss. Giacomo e Petronio", al quale spetta anche il diritto di
presentare all'Ordinario tre degli Amministratori dell'Opera.
Per loro
si tengono,
concordandone
opportunamente le date, riunioni
organizzative e ritiri formativi; e, almeno due volte all'anno, i "Radazzi" di"
Casa inviano loro una .lettera con le notizie della "Famiglia",
A disposizione loro e delle loro famiglie è posta in Luglio e possibilmente anche
in altri tempi la "Villa Madonna della Fiducia" di Siusi, per periodi di ferie la
cui organizzazione è lasciata alla loro iniziativa.
"Mater mea, Fiducia mea"
QUESTE NORM E, FRUTT0 DI LUNGHI ANNI DI ESPERIENZA COMUNITARIA
VISSUTA PRIMA IN ARCIVESCOVADO E SUCCESSIVAMENTE A :”VIILA SAN
GIACOMO” MI HANNO DATO LA POSSIBILITA’ DI CODIFICARLE E RITENERLE
VA LIDE PER IL PRESENI'E E, NEL LORO SPIRITO, ANCHE PER IL DOMANI
DELL’ ''OPERA MADONNA DELLA FIDUCIA".
Villa san Giacono,
Festa della Natività di Maria SS.ma 1972
(
Giacomo Cardinale Lercaro )
già Arcivescovo di Bologna
Fondatore
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