c oor di nament onaz i onal ec omuni t àdiac c ogl i enz a CARCEREEDI NTORNI Comec ambi ai lCnc anels uor appor t oc on i lc ar c er eel apena. I lt er r i t or i oel ec omuni t à d’ ac c ogl i enz a di f r ont eal l as f i dadel l enuov edomande dalc ar c er eedel l emi s ur epenal ial t er nat i v e. 2728maggi o2015 Ri mi ni ,v i aCadut idiMar z abot t o40 c / oLegac oopRomagna s emi nar i of or mat i v o Carcere e dintorni. Come cambia il Cnca nel suo rapporto con il carcere e la pena. Il territorio e le comunità d’accoglienza di fronte alla sfida delle nuove domande dal carcere e delle misure penali alternative. 27-28 maggio 2015 Rimini, Via Caduti Marzabotto n. 40 c/o Legacoop Romagna Seminario formativo Dopo lo sfiorire dell’ipotesi pesantemente sanzionatoria dell’Unione Europea, l’approvazione di leggi mirate a sfoltire la popolazione detenuta e la dichiarazione di incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi sulle droghe nella parte relativa alla cannabis, tutto sembra essersi attuto. Queste leggi consentono ma non preparano l’uscita dal carcere, limitandosi a registrarla. Non vorremmo venisse persa la grande grande opportunità di un piano di reinserimento dei detenuti giovani e adulti in un contesto attento ai lori problemi individuali, famigliari e sociali. Ecco allora la necessità di rendere quelle idee progettuali contenute nei protocolli Regionali in progetti concreti. Sono pronte le nostre comunità a riscrivere i propri modelli di accoglienza, a costruire sensibilità e progetti territoriali diversi? Quali le esperienze già esistenti su cui riflettere? Mercoledì 27 maggio 13.30 Accoglienza e registrazione partecipanti 14-14,30 Saluti e introduzione ai lavori Come cambia il CNCA nel suo rapporto con il carcere? Ripensare gli approcci? Riccardo De Facci, Vicepresidente CNCA con delega al carcere e dipendenze 14,30-15,15 Il CNCA e gli interventi sul carcere, tra prassi, attenzione critica e accoglienza Cecco Bellosi coordinatore gruppo tematico nazionale carcere Cnca 15,15-16 La situazione carceraria: criticità e riforme necessarie, Francesco Maisto, Presidente Tribunale sorveglianza Bologna 16-16,15 Pausa 16,15-17 Il carcere dopo le riforme: i dati sulla situazione attuale Giovanni Torrente, coordinatore scientifico Osservatorio Antigone 17-17,45 Semi di giustizia riparativa, Anna Cattaneo, Aeper Bergamo 17,45-18,30 Dibattito 19.30-23 Cooperativa Punto verde, Via Pascoli 198, Rimini, a cena in una serra vicino al mare … Giovedì 28 maggio 9-12,30 Lavori di gruppo con presentazione di esperienze - Il lavoro dentro e fuori il carcere. Percorsi di professionalizzazione per una decarcerizzazione accompagnata, con la presentazione delle esperienze delle cooperative Federica Della Casa, Opera in fiore Milano, Gabriella Feraboli, Le Fatiche di Ercole, cooperativa Bessimo Bergamo Conducono Fabrizio Cuniberti, Cnca Umbria e Monica Ciavatta Cnca Emilia Romagna - L’applicazione delle “nuove misure alternative” e i servizi che “vanno alla persona”, invece della persona che non riesce a rivolgersi ai servizi. La costruzione di progetti sperimentali in alcune grandi città in grado di rispondere in modo complessivo alle questioni di carattere giuridico e a quelle inerenti ai problemi sociali delle persone che escono dal carcere e, più in generale, degli adulti in difficoltà. Con la partecipazione di Marcello Marighelli, garante detenuti di Ferrara, progetto Comunque papà, Fulvio Sciamplicotti, servizio Ulisse cooperativa il Cammino, Roma. Conducono Francesco Lazzari, Cnca Lombardia e Stefano Regio, Cnca Lazio. - Le comunità del CNCA e le nuove forme di “accoglienza”, come sono cambiati i programmi in comunità per le persone che provengono dal carcere, aspetti organizzativi, terapeutici e competenze degli operatori. Con la partecipazione di Agnese Innocenzi comunità terapeutica Rupe maschile, Open Group Bologna e Vincenzo Martinelli, comunità terapeutica associazione Insieme, Potenza. Conducono Vincenzo Martinelli, Cnca Basilicata e Cecco Bellosi, Cnca Lombardia. 12,30-13,30 Pranzo 13,30-14,30 Restituzione in plenaria sintesi dei lavori di gruppo a cura dei conduttori. 14,30-16 Tavola Rotonda: Percorsi, criticità e prospettive nel passaggio dall’interno all’esterno del carcere Intervengono - Franco Corleone, Coordinatore Garante regionale dei detenuti - Elisabetta Laganà, Conferenza nazionale volontariato e giustizia - Antonella Calcaterra, Camera penale Milano - Pietro Buffa, direttore Prap Emilia Romagna - Gloria Lisi, Vicesindaco Comune di Rimini Modera il dibattito, Monica Ciavatta, Cnca Emilia Romagna Ore 16-16,30 Conclusioni, Armando Zappolini, presidente Cnca NOTE ORGANIZZATIVE Iscrizioni esclusivamente on line entro il 20 maggio a questo indirizzo http://goo.gl/1zOTDw Il seminario si terrà a Rimini presso Legacoop Romagna, Via Caduti Marzabotto, 40. E’ aperto alla partecipazione anche di operatori e organizzazioni non associate al Cnca, che collaborano sui territori con i gruppi soci del Cnca. I posti disponibili sono 60. Le domande saranno accolte in ordine di arrivo, dando precedenza agli associati del CNCA. La richiesta di iscrizione al seminario prevede: - il pagamento di una quota di partecipazione di 40 euro per operatori di gruppi associati al CNCA e di 50 euro per operatori di gruppi non associati al Cnca e comprende: - i materiali di documentazione del seminario - la cena del 27 maggio - pranzo del giorno 28 maggio L'iscrizione sarà da considerarsi confermata al ricevimento della ricevuta del pagamento della relativa quota di partecipazione da parte della Segreteria. Il pagamento va effettuato a mezzo bonifico bancario sul conto intestato al CNCA presso la Cassa di Risparmio di Fermo, Filiale di Porto San Giorgio Nord Ag. n.22, IBAN: IT43K0615069661CC0221002982, con causale "seminario formativo 27-28 maggio"; I costi per la residenzialità sono a carico dei partecipanti. Per il pernottamento segnaliamo le seguenti strutture nei pressi della sede dei lavori: - Hotel Marina, tre stelle tel. 0541/390404 http://www.hotelvillamarina.com/ Pernottamento con prima colazione: doppia € 69,00 - singola € 40,00 Questo hotel è vicino al posto dove si cenerà il 27. - Hotel Liliana Rimini, due stelle tel. 0541 392588 http://www.lilianahotelrimini.it/ Pernottamento con prima colazione: doppia € 55,00 - singola € 35,00 ………………..…….. Segreteria Cnca Via Santa Maria Maggiore 148, Roma 06-44230403,348-8017100 [email protected], www.cnca.it PROTOCOLLO D’INTESA E COLLABORAZIONE CON GLI ISTITUTI PENALI DI BRESCIA E DI BRESCIA-VERZIANO E CON L’ASSOCIAZIONE CARCERE E TERRITORIO ONLUS DI BRESCIA PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI DI GIUSTIZIA RIPARATIVA CON DETENUTI AI SENSI DELL’ART. 21 COMMA 4 TER O.P. L’anno duemila___________del giorno ……………………. del Mese di ______________ presso la Direzione dell’Istituto penale di ______________________________________ Tra La Direzione dell’Istituto penale di _______________________________ rappresentata dalla Direttrice dott.ssa _______________________________ , L’Associazione Carcere e Territorio ONLUS, con sede in Brescia, Via Federico Borgondio n. 29 qui rappresentata dal Presidente Prof. Carlo Alberto ROMANO e Il Comune di _____________________________________________________ rappresentato dal Sindaco__________________________________ ; Premesso che: La Direzione dell’Istituto penale di _______________________________ rappresentata dalla Direttrice dott.ssa _______________________________ ha sottoscritto un accordo convenzionale per la realizzazione di progetti di giustizia riparativa ai sensi dell’art. 21 comma 4 ter o.p. con l’Associazione Carcere e Territorio onlus di Brescia , Il Comune di _____________________ ha fra i propri obiettivi la promozione sociale di tutti i cittadini attraverso molteplici iniziative, in particolare riconoscendo valore al dettato costituzionale laddove sancisce che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato ; per il conseguimento di tali finalità intende collaborare con l’Associazione Carcere e Territorio ONLUS e con l’Amministrazione penitenziaria, in un progetto di Giustizia riparativa ”che favorisca l’inclusione sociale di persone che sono in esecuzione penale, attraverso il loro impegno in attività non remunerata a favore della collettività, secondo quanto stabilito dall’Art. 21 comma 4 ter della l. 354/75 e succ. modif.” così come riportato nell’accordo convenzionale fra l’ l’Associazione Carcere e Territorio ONLUS e le Direzioni degli Istituti penali di Brescia di cui il presente protocollo costituisce parte allegato vincolante; - il Comune di _____________________ha individuato bisogni della collettività compresi nel proprio territorio cui possano essere adibiti attività non remunerate da parte di persone in esecuzione penale ai sensi del succitato Art. 21 comma 4 ter O.P.; Si conviene quanto segue: Art. 1 – Oggetto del protocollo e impegni delle parti Il Comune di ___________________________, per la realizzazione del progetto di giustizia riparativa di persone in esecuzione penale proposto dall’Associazione Carcere e Territorio Onlus di Brescia, intende provvedere agli interventi di seguito riportati. Il Comune di ________________ stipulerà apposita polizza assicurativa RC e infortunistica a copertura dei rischi generati dall’attività svolta dalle persone coinvolte nel progetto e si impegna a fornire i dispositivi di protezione individuale necessari allo svolgimento dell’attività cui le persone vengono adibite. Si impegna altresì a fornire il pasto alle persone impegnate in attività non remunerata di utilità sociale quando tale attività si protragga per almeno due ore in fascia pomeridiana. Si impegna infine a fornire gli opportuni titoli di viaggio necessari alle persone coinvolte per raggiungere la sede di svolgimento dell’attività cui sono adibiti. Per lo svolgimento delle predette attività il comune di ___________________ si impegna ad individuare un referente/responsabile del progetto che sia in grado di seguire adeguatamente lo svolgimento del progetto nelle sue componenti di tutoraggio delle persone in esecuzione penale coinvolte nel percorso di giustizia riparativa e di interazione con gli operatori degli istituti penali di Brescia nonché con i volontari dall’Associazione Carcere e Territorio ONLUS. Art. 2– Durata Il presente accordo ha durata _______________________________, secondo il calendario che sarà predisposto successivamente in accordo con il servizio tecnico del Comune e trasmesso in tempo utile alla programmazione delle uscite alla direzione penitenziaria competente. Art. 3– Partecipazione alla spesa Per far fronte alle spese che il progetto richiede, il Comune si impegna a mettere a disposizione un importo pari a__________________________. Nessun onere economico grava invece su ACT onlus e sulle Direzioni penitenziarie coinvolte. Art. 4 – Attività di verifica e penalità. Risoluzione La Direzione dell’istituto penale di _______________ e ACT onlus si riservano di verificare, autonomamente o in contraddittorio con il sottoscrittore del Comune di _____________, l’esatto adempimento degli impegni assunti con il presente atto. Letto, confermato e sottoscritto. Il Direttore dell’istituto penale di ________________ ……………………………………………………………. Il Sindaco del comune di ______________________ …………………………………………………………… Il Presidente Dell’Associazione Carcere e territorio ONLUS Prof. Carlo Alberto Romano ……………………………………………………………… ACCORDO CONVENZIONALE FRA L’ASSOCIAZIONE CARCERE E TERRITORIO ONLUS DI BRESCIA E GLI ISTITUTI PENALI DI BRESCIA PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI DI GIUSTIZIA RIPARATIVA AI SENSI DELL’ART. 21 COMMA 4 TER O.P. Ø Premesso che l’associazione Carcere e Territorio onlus ha fra i propri obiettivi statutari: 1. Promuovere, sostenere e gestire attività di sensibilizzazione dell'opinione pubblica rispetto alle tematiche della giustizia penale e delle pene, della vita interna del carcere e del suo rapporto col territorio in conformità ai principi costituzionali ed alle leggi; 2. Promuovere e coordinare intese interistituzionali, accordi e collaborazioni sulle problematiche carcerarie tra l'amministrazione penitenziaria, la magistratura, le amministrazioni regionali, provinciali e comunali, le forze politiche, le organizzazioni del privato sociale e del volontariato; 3. Promuovere e realizzare iniziative che favoriscano: • L'assistenza socio-sanitaria e la cura della salute fisica e psichica, in particolar modo dei detenuti tossicodipendenti, alcooldipendenti, ammalati e, in considerazione anche delle specifiche esigenze psicologiche e di comunicazione, per i detenuti extracomunitari: • L'organizzazione di attività sportive, ricreative, formative, culturali, scolastiche e lavorative all'interno del carcere; • L'organizzazione di percorsi di formazione professionale e di progetti sperimentali finalizzati all'inserimento lavorativo dei detenuti; • La diffusione ed il potenziamento delle misure alternative alla detenzione; • Il reinserimento sociale del detenuto al termine della pena; Ø Considerato che per il conseguimento di tali finalità ACT onlus intende sostenere l’attuazione della legge 354/75 e specificatamente il comma 4 ter dell’art. 21 di tale legge che recita “I detenuti e gli internati di norma possono essere assegnati a prestare la propria attività a titolo volontario e gratuito, tenendo conto anche delle loro specifiche professionalità e attitudini lavorative, nell'esecuzione di progetti di pubblica utilità in favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane, le unioni di comuni, le aziende sanitarie locali o presso enti o organizzazioni, anche internazionali, di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato. I detenuti e gli internati possono essere inoltre assegnati a prestare la propria attività a titolo volontario e gratuito a sostegno delle famiglie delle vittime dei reati da loro commessi. L'attività è in ogni caso svolta con modalità che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute dei detenuti e degli internati. Sono esclusi dalle previsioni del presente comma i detenuti e gli internati per il delitto di cui all'articolo 416-bis del codice penale e per i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dallo stesso articolo ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni in esso previste. Si applicano, in quanto compatibili, le modalità previste nell'articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274”. Ø Rilevato che per la realizzazione di quanto sopra indicato ACT onlus e le Direzioni deli II.PP di Brescia intendono avvalersi della collaborazione di Enti sia pubblici sia privati, questi ultimi se muniti di finalità sociale, individuati nell’ambito della Provincia di Brescia; L’anno duemilaquattordici nel giorno ……………………. del mese di ………………presso il Tribunale di Sorveglianza di Brescia, alla presenza della Presidente dott.ssa Monica Lazzaroni che condivide spirito e contenuti del presente accordo convenzionale, tra v L’Associazione Carcere e Territorio ONLUS, con sede in Brescia, Via Federico Borgondio n. 29, qui rappresentata dal Presidente Prof. Carlo Alberto ROMANO e v Gli Istituti Penali di Brescia, qui rappresentati dalle Direttrici Dott.ssa Francesca Gioieni per la C.C. di Brescia e Francesca Paola Lucrezi per la C.R. di Brescia-Verziano Si conviene quanto segue: Art. 1 – Oggetto dell’accordo e impegni delle parti Al fine di perseguire l’obiettivo costituzionalmente sancito del reinserimento sociale dei condannati ed in ossequio alle disposizioni dell’Art. 21 comma 4 ter della legge 354 del 1975, ACT onlus propone alle Direzioni penali di Brescia progetti personalizzati per lo svolgimento di attività lavorativa non remunerata di utilità sociale da parte di persone in stato di detenzione presso gli Istituti Penali di Brescia. Le Direzioni degli Istituti penali individuano detenuti idonei ai percorsi di reinserimento, concertando con ACT onlus la collocazione più opportuna a valorizzare le risorse oggettive e soggettive delle persone selezionate presso Enti pubblici o privati nei quali le persone possano svolgere attività di utilità sociale. Tale attività viene svolta sulla base delle istruzioni fornite dal personale dell’Ente coinvolto, il quale individua al proprio intwerno un referente / responsabile per l’attuazione del progetto di reinserimento sociale. Per lo svolgimento dell’attività lavorativa l’Ente provvede 1) alle necessarie coperture assicurative (RC e antinfortunistica) 2) a fornire il pasto al detenuto cui venga richiesto di svolgere attività lavorativa protratta per almeno due ore in fascia pomeridiana 3) a fornire i necessari titoli di viaggio per gli spostamenti che il detenuto dovrà affrontare in ragione dell’attività lavorativa da svolgersi 4) a fornire il corredo di vestiario e dispositivi di protezione individuale necessari in ragione dell’attività lavorativa da svolgersi 5) a erogare eventualmente un contributo a titolo di incentivo motivazionale, il cui importo è da determinarsi a cura dell’Ente prescelto. Nello svolgimento delle attività individuate ai sensi del presente accordo convenzionale, l’Ente si impegna ad affiancare ai propri operatori persone eventualmente segnalate dall’Associazione Carcere e Territorio ONLUS. Le Direzioni degli Istituti Penali provvedono a segnalare all’Ente individuato le informazioni ritenute utile alla gestione del percorso di reinserimento e riguardanti le persone in esecuzione penale coinvolte nel progetto. Art. 2– Durata Il presente accordo ha durata di 24 mesi, e potrà essere rinnovato alla scadenza mediante espressa ed esplicita manifestazione di volontà di tutte le parti sottoscrittrici. Art. 3– Partecipazione alla spesa Nessun onere economico deriva dalla realizzazione del presente accordo convenzionale a carico di ACT onlus e delle Direzioni degli II. PP. Di Brescia. Tali oneri saranno esclusivamente e totalmente a carico degli Enti che accoglieranno le persone in esecuzione penale selezionate per lo svolgimento di attività lavorativa a favore della colettività ai sensi dell’Art. 21 comma 4 ter O.P. ACT onlus si impegna a programmare con gli enti sottoscrittori lo sviluppo di progetti utili ad intercettare contributi economici usufruibili per il finanziamento di percorsi riconducibili al presente accordo convenzionale, ivi compresi i fondi di finanziamento della L.R. n. 8 del 2005 Art. 4 – Attività di verifica e penalità. Risoluzione Le parti si riservano di verificare, autonomamente o in contraddittorio con gli altri sottoscrittori del presente atto, l’esatto adempimento degli impegni assunti con il presente atto. Letto, confermato e sottoscritto. Art. 5 – Allegato schema di protocollo Costituisce parte integrante del presente accordo lo schema convenzionale sottoscrivibile da ciascun Ente partecipante al progetto per ogni singolo percorso di reinserimento avviato Il Presidente dell’Associazione Carcere e Territorio ONLUS Prof. Carlo Alberto Romano ……………………………………………………………… I Direttori degli II.PP. di Brescia e Brescia-Verziano ……………………………………………………………… ……………………………………………………………… GIUNTA COMUNALE DI BRESCIA Delib. n. OGGETTO: 120 - 18.3.2014 Unità di Staff al Sindaco. Settore Polizia Locale. Accordo tra Comune di Brescia, Tribunale di Sorveglianza, Direzioni Istituti Penali per la promozione di attività non remunerata a favore della collettività da parte di persone in esecuzione penale. Periodo 2014-2016. La Giunta Comunale Premesso: - che nell’ambito delle “Linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato 2013/2018” l’Amministrazione comunale ha previsto di valorizzare l’azione svolta da volontari, finalizzata alla presenza attiva in aree pubbliche del territorio cittadino nell’ambito di politiche di contrasto alla “perifericità sociale”, causa di senso di abbandono e di pericolosa sfiducia nelle regole comuni nonché generatrice di irrazionali sentimenti di paura; - che per ottimizzare la presenza pubblica sul territorio comunale, sussiste l’intendimento di realizzare un sistema comunale integrato composto da operatori volontari; Visto: - l’art. 21 della legge 354/1975 che consente di assegnare i detenuti a prestare la propria attività a titolo volontario e gratuito nell’esecuzione di progetti di pubblica utilità in favore della collettività, da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni ed altri enti; - il protocollo di intesa tra l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia (ANCI) ed il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP); Rilevato: - che l’Amministrazione comunale intende promuovere la collaborazione con il Tribunale di Sorveglianza e le Direzioni Istituti Penali per compiti di presenza attiva e propositiva finalizzata ad un miglioramento della qualità del tessuto urbano e di conseguenza ad un aumento del livello di sicurezza percepita, ottenuti anche tramite progetti quali, ad esempio, la rimozione dagli edifici comunali come i plessi scolastici di tags e graffiti, la ripulitura da imbrattamenti delle strutture ludico-ricreative per bambini presenti nelle aree verdi nonché delle altre strutture tipo panchine, toilettes colpite dal fenomeno del graffito vandalico; - che per la realizzazione di Comune e le Direzioni degli avvalersi del contributo volontariato penitenziario, presenti sul territorio; quanto sopra indicato il Istituti penali possono delle associazioni di formalmente costituite, Ritenuto, pertanto, di approvare, ex art. 119 del D.Lgs. 267/2000, l’allegato schema di accordo che definisce termini, condizioni e modalità di svolgimento dell’attività, con il Tribunale di Sorveglianza e Direzioni Istituti Penali; Dato atto: - che, per l’attività di volontariato, non verranno corrisposti rimborsi spese, ma verrà riconosciuto al detenuto che svolge attività non remunerata un contributo-voucher di importo € 10,00 ogni 8 ore lavorate; - che per il materiale occorrente ai necessari interventi di riqualificazione urbana provvederanno i vari settori di competenza e che con successiva determinazione dirigenziale verrà impegnata la somma necessaria; Dato atto, inoltre, che la società Brescia Mobilità S.p.A. provvederà a fornire gratuitamente titoli di viaggio per i mezzi di trasporto pubblico urbano ed il vestiario necessario con i prescritti dispositivi di protezione individuale ai detenuti; Dato atto, infine, che l’accordo predetto avrà efficacia per un periodo di 24 mesi dalla data di sottoscrizione; Visto il parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica espresso in data 10.3.2014 dal Responsabile del Settore Polizia Locale e dato atto che il presente provvedimento non comporta riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria e patrimoniale dell'Ente, ai sensi dell'art. 49 del testo unico delle Leggi sull'ordinamento degli enti Locali approvato con D.Lgs. 267/200 e ss.mm.ii.; Ritenuto di dichiarare il presente provvedimento immediatamente eseguibile a'sensi dell'art. 134 c. 4 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali approvato con D.Lgs. n. 267/2000; Con i voti favorevoli di tutti i presenti; d e l i b e r a a) di approvare, per i motivi di cui in premessa, l’allegato schema di accordo tra Comune di Brescia, Tribunale di Sorveglianza, Direzioni Istituti Penali per la promozione di attività a favore della collettività da parte di persone in esecuzione penale; b) di dichiarare, con voti unanimi, deliberazione immediatamente eseguibile; c) di darne comunicazione mediante elenco ai Capigruppo consiliari e di metterla a disposizione dei Consiglieri presso la Segreteria generale. el* la presente ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE DI G.C. DEL COMUNE DI BRESCIA IN DATA 18.3.2014 N. 120 ACCORDO TRA COMUNE DI BRESCIA, TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA, DIREZIONI ISTITUTI PENALI Il Comune di Brescia rappresentato da Responsabile del Settore Polizia Locale Comandante Polizia Locale dott. Roberto Novelli, il Tribunale di Sorveglianza rappresentato dalla Presidente dott.ssa Monica Lazzaroni e le Direzioni delle Istituti Penali rappresentate dalla dott.ssa Francesca Gioieni e dalla dott.ssa Francesca Paola Lucrezi; Visto l’art. 27 comma 3 della Costituzione; visti gli artt. 20 e 21 della legge 354/1975; visto l’art. 54 del D.Lgs. 274/2000; visto l’art. 13 del D.Lgs. 267/2000; visto in particolare il comma 4ter dell’art. 21 della legge 354/1975 che recita “I detenuti e gli internati di norma possono essere assegnati a prestare la propria attività a titolo volontario e gratuito, tenendo conto anche delle loro specifiche professionalità e attitudini lavorative, nell'esecuzione di progetti di pubblica utilità in favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane, le unioni di comuni, le aziende sanitarie locali o presso enti o organizzazioni, anche internazionali, di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato. I detenuti e gli internati possono essere inoltre assegnati a prestare la propria attività a titolo volontario e gratuito a sostegno delle famiglie delle vittime dei reati da loro commessi. L'attività è in ogni caso svolta con modalità che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute dei detenuti e degli internati. Sono esclusi dalle previsioni del presente comma i detenuti e gli internati per il delitto di cui all'articolo 416-bis del codice penale e per i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dallo stesso articolo ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni in esso previste. Si applicano, in quanto compatibili, le modalità previste nell'articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274”. Visto il Protocollo di intesa tra Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (D.A.P.) e Associazione Nazionale Comuni d'Italia (A.N.C.I.) (per la promozione dell'attività non remunerata a favore della collettività da parte di soggetti detenuti) sottoscritto in data 20/06/2012; convengono quanto segue: 1. Al fine di promuovere a livello locale quanto indicato nel protocollo di intesa sopraccitato e di perseguire l'obiettivo costituzionalmente sancito del reinserimento sociale dei condannati ed in ossequio alla disposizione del citato art. 21 comma 4 ter, il Comune di Brescia si impegna a sviluppare un progetto per lo svolgimento di attività non remunerata a favore della collettività da parte di persone in esecuzione penale detenute presso gli Istituti Penali di Brescia. 2. Le Direzioni degli Istituti Penali, sulla base delle esigenze comunicate dal Comune, individuano detenuti idonei concertando con lo stesso Ente locale la collocazione più opportuna a valorizzare le risorse soggettive delle persone selezionate. 3. L'attività viene svolta sulla base delle istruzioni fornite dal personale del Comune che individua come referente del presente progetto il responsabile del servizio sicurezza urbana. Per lo svolgimento della attività in oggetto il suddetto Ente Locale provvede alla idonea copertura assicurativa dei detenuti. Il Comune riconosce al detenuto che svolge attività non remunerata ai sensi del presente accordo un contributovoucher quantificato nell’ordine di uno ogni 8 ore lavorative. Il Comune si impegna a fornire un buono pasto al detenuto cui venga richiesto di svolgere attività lavorativa protratta per almeno due ore in fascia pomeridiana. Per gli spostamenti necessari allo svolgimento dell’attività disciplinata dal presente accordo il detenuto utilizza i mezzi del trasporto pubblico locale i cui titoli di viaggio vengono forniti gratuitamente dalla società Brescia Mobilità così come il vestiario con i prescritti dispositivi di protezione individuale; il materiale per i necessari interventi di riqualificazione urbana quali vernici,solventi e simili viene fornito dal Comune,a carico dei vari settori di competenza. 4. Il presente accordo ha efficacia per un periodo di 24 mesi dalla data di sottoscrizione. 5. Il Comune garantisce idonea formazione ai detenuti impegnati ai sensi del presente accordo secondo una tempistica compatibile con la previsione normativa e concertata tra gli enti interessati. Viene, altresì,rilasciata agli stessi, a conclusione dell'attività, attestazione della prestazione effettuata. Il Comune svolge le necessarie verifiche di idoneità fisica allo svolgimento delle mansioni, nonché fornisce i prescritti dispositivi di protezione individuale. 6. Il Comune e le Direzioni degli Istituti penali possono avvalersi per la realizzazione del presente accordo del contributo delle associazioni di volontariato penitenziario, formalmente costituite, presenti sul territorio. 7. Eventuali controversie sull’applicazione o interpretazione del presente accordo saranno devolute alla competenza di un collegio arbitrale i cui membri verranno designati dalle parti sottoscrittrici. Carcere e dintorni. Come cambia il CNCA nel suo rapporto con il carcere e la pena. Il territorio e le comunità di accoglienza di fronte alla sfida dlle nuove domande dal carcere e della misure penali alternative. 27-28 maggio 2015 – Rimini Scheda di presentazione dell’esperienza Nome esperienza Centro Diurno “Azimuth” e “Il girasole” Servizio/progetto Servizi semiresidenziali terapeutico riabilitativi Ente titolare Associazione Comunità Nuova Onlus e Cooperativa Lotta Contro l'Emarginazione Recapiti mail e/o web [email protected] http://www.comunitanuova.it/dipendenze/centro-‐diurno-‐azimuth/ [email protected] http://www.cooplotta.it/dipendenze/trattamento/c-‐d-‐girasole/ Dove si volge: Milano e Cologno Monzese ( MI ) -‐ Lombardia Ambito di intervento rispetto al tema seminariale: (inserire il titolo dell’esperienza): “La sfida fra il dentro e il fuori” Caratteristiche di innovatività: Nei nostri Servizi viene presa in carico un utenza, in prevalenza, proveniente dalle strutture carcerarie in misura alternativa alla pena ( affidamento terapeutico, detenzione/arresti domiciliari); si intrecciano e intersecano quindi problematiche legate alla dipendenza da sostanze psicoattive, all'illegalità e alla criminalità, di gestione delle relazioni interpersonali siano esse familiari o sociali, di criticità rispetto alla dimensione professionale e alla progettualità di vita in particolar modo rispetto al reinserimento lavorativo. Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza Sede nazionale: Via di Santa Maria Maggiore, 148 - 00184 Roma - Tel. 06.44230395/06.44230403 - fax 06.44117455 e-mail: [email protected] Carcere e dintorni. Come cambia il CNCA nel suo rapporto con il carcere e la pena. Il territorio e le comunità di accoglienza di fronte alla sfida delle nuove domande dal carcere e della misure penali alternative. 27-28 maggio 2015 – Rimini Scheda di presentazione dell’esperienza Nome esperienza: Progetto “Umanizzare la Pena” -Servizi alternativi Territoriali fuori dal carcereServizio/progetto ………Comunità Terapeutica Intermedia …………………………………….. Ente titolare……CNCA Lucano……….………………………………………..……………...…… Recapiti mail e/o web ………[email protected]……[email protected]…………. Dove si volge (regione e città)………Lagonegro –Pz- (Basilicata)…………………………………... Ambito di intervento rispetto al tema seminariale: (inserire il titolo dell’esperienza): ______Le comunità del CNCA e le nuove forme di “accoglienza”___________________________________ Caratteristiche di innovatività: L’accavallarsi delle recenti leggi in materia (la Cirielli prima e la Fini Giovanardi poi), la Bossi-Fini, che ha condannato al carcere gli immigrati senza permesso di soggiorno, la ex Cirielli, che, negando le attenuanti generiche per i recidivi, in particolare per reati di piccolo conto, hanno contribuito in maniera drammatica a riempire le prigioni senza dare alcuna possibilità di inserimento sociale a chi ne ha più bisogno, la Corte Costituzionale che ha ora sancito l’incostituzionalità della Fini-Giovanardi e il Parlamento che ha abolito il reato di clandestinità, le recenti disposizioni legislative, da Severino a Cancellieri a Orlando, che hanno limitato le normative che incidevano sulla custodia cautelare e hanno favorito teoricamente l’accesso alle misure alternative. Il rapporto però sulla situazione carceraria, pubblicato dall’Associazione Antigone, in pratica, fotografa una situazione molto più complessa. Molti detenuti non escono dal carcere anche se ne avrebbero diritto. Questo stato di fatto comporta che migliaia di detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti siano attualmente in carcere, quando potrebbero fruire di percorsi di cura all’esterno. Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza Sede nazionale: Via di Santa Maria Maggiore, 148 - 00184 Roma - Tel. 06.44230395/06.44230403 - fax 06.44117455 e-mail: [email protected] Occorre, quindi, sviluppare una riflessione accurata intorno al rapporto tra C.T. e soggetti td con obblighi di legge, in modo da giungere a progetti che, a livello sperimentale, si possano proporre sul territorio strutture di accoglienza specializzate nel trattamento di td detenuti. Per evitare facili scorciatoie su progetti che non possono porsi come semplicemente sostitutivi del carcere e neppure ripetere pedissequamente la classica organizzazione di una C.T., è necessario costruire un programma psicoeducazionale ad hoc che tenga conto sia della specificità dell'utenza, sia della necessità di lavorare in strettissima sinergia con i SerT, la Magistratura di Sorveglianza, l' Uepe, il personale dei carceri, i Tribunali, sia della focalizzazione di passaggi di snodo del programma stesso. Il CNCA, con questa ipotesi progettuale, intende avviare la sperimentazione di un servizio, avvalendosi della rete delle comunità di accoglienza e delle strutture di accoglienza gestite dai gruppi CNCA della Regione Basilicata, con l’obiettivo rivolto a tre tipologie di persone ospitate negli Istituti Penitenziari: - i tossicodipendenti detenuti con una certificazione di dipendenza patologica; - i consumatori/abusatori reclusi che non hanno titolo e diritto ad una certificazione di tossicodipendenza, per cui non sono inviabili ad una comunità terapeutica e non potrebbero accedere a quelle misure alternative (consumatori di cannabis in carcere per un possesso superiore a quanto tabellato), e che potrebbero accedere ad un percorso alternativo residenziale fuori dal carcere; - detenuti senza nessuna rete di supporto sociale o semplicemente di un domicilio esterno, tra cui anche immigrati, che il Magistrato di Sorveglianza ritiene possano uscire a scontare la pena in strutture di accoglienza messe a disposizione dalle strutture di accoglienza. La tipologia di servizio che si vuole sperimentare prevede: a) una Comunità terapeutica intermedia rivolta a max 15 detenuti tossicodipendenti, b) e di un modulo di accoglienza di residenza per max 7 detenuti, che non possono uscire dal carcere per un percorso alternativo territoriale in quanto senza una fissa dimora o detenuti consumatori/abusatori senza certificazione di tossicodipendenza. Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza Sede nazionale: Via di Santa Maria Maggiore, 148 - 00184 Roma - Tel. 06.44230395/06.44230403 - fax 06.44117455 e-mail: [email protected] Carcere e dintorni. Come cambia il CNCA nel suo rapporto con il carcere e la pena. Il territorio e le comunità di accoglienza di fronte alla sfida dlle nuove domande dal carcere e della misure penali alternative. 27-28 maggio 2015 – Rimini Scheda di presentazione dell’esperienza Nome esperienza Feraboli Gabriella Servizio/progetto …………Le Fatiche ErcoleEnte titolare Cooperativa Sociale di Bessimo onlus Recapiti mail e/o web [email protected] Dove si volge (regione e città Brescia- Lombardia Ambito di intervento rispetto al tema seminariale: (lasciare solo il titolo dell’esperienza a cui si riferisce) L’applicazione delle “nuove misure alternative” e i servizi che “vanno alla persona”, invece della persona che non riesce rivolgersi ai servizi. La costruzione di progetti sperimentali in alcune grandi città in grado di rispondere in modo complessivo alle questioni di carattere giuridico e a quelle inerenti ai problemi sociali delle persone che escono dal carcere e, più in generale, dagli adulti in difficoltà. Caratteristiche di innovatività: Il progetto è un unico macro progetto in cui confluiscono azioni diversificate che rispondono ai bisogni delle persone sia in esecuzione penale interna che esterna. Coinvolge una rete di enti , che per specificità e professionalità attuano le diverse azioni. Struttura organizzativa: Polo Territoriale formato dagli Enti coinvolti (5 cooperative e 2 associazioni), referenti IP, Direttore UEPE per azioni di monitoraggio, lettura dei bisogni e rapporti con il Tribunale di Sorveglianza. Interventi nei due istituti penitenziari presenti nella città di Brescia: Casa circondariale Canton Mombello: Agente di rete: figura ponte tra il dentro e il fuori: accoglienza Nuovi giunti, colloqui con detenuti definiti e supporto per la richiesta alla detenzione domiciliare ex. L. 199/2010, contatti con famigliari e servizi territoriali, ( es. rinnovo carta d’identità, rinnovo permesso di soggiorno ecc) ,contatti con avvocati e notai. Supporto psicologico individuale e/o gruppale al fine di consentire un migliore benessere psicologico all’interno dell’IP e fornire strumenti adeguati Azioni di giustizia riparativa Mediazione linguistica: sia per persone detenute sia in esecuzione penale esterna e per famigliari Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza Sede nazionale: Via di Santa Maria Maggiore, 148 - 00184 Roma - Tel. 06.44230395/06.44230403 - fax 06.44117455 e-mail: [email protected] Casa di reclusione di Verziano: Agente di rete: coordinamento richieste accoglienza in Houising, colloqui Supporto alla genitorialità : gruppi di discussioni con detenuti/e ( padri e/o figli) condotto da un psicoterapeuta intrecciato con attività di laboratorio di teatro sociale.( mediazione tra genitori e figli) Azioni di giustizia riparativa Attività territoriali nella città di Brescia Presenza dell’Agente di rete presso UEPE per le attività di LPU ( lavori di pubblica attività) e Messa alla prova. Accoglienza in housing: sono presenti nella città di Brescia 12 appartamenti ( 35 posti letto) attività di supporto educativo ( ed. prof.) Giustizia riparativa: svolgimento di attività non remunerate a favore della collettività da parte di un condannato posto in regime di detenzione domiciliare ( allego convenzioni in essere ) Rispetto a questa azione è fondamentale l’attività di sensibilizzazione nel territorio, con le amministrazioni comunali. Percorsi lavorativi propedeutici all’inserimento lavorativo: rapporti con aziende territoriali, attività di sensibilizzazione, protocolli di collaborazione. . Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza Sede nazionale: Via di Santa Maria Maggiore, 148 - 00184 Roma - Tel. 06.44230395/06.44230403 - fax 06.44117455 e-mail: [email protected] Carcere e dintorni. Come cambia il CNCA nel suo rapporto con il carcere e la pena. Il territorio e le comunità di accoglienza di fronte alla sfida dlle nuove domande dal carcere e della misure penali alternative. 27-28 maggio 2015 – Rimini Scheda di presentazione dell’esperienza Nome esperienza …………SEATT ANDROMEDA…………………………….. Servizio/progetto ……………………PROGETTO………………….. Ente titolare…COOPERATIVA SOCIALE CENTO FIORI.……………...…… Recapiti mail e/o web ……[email protected] Dove si volge (regione e città)…RIMINI EMILIA ROMAGNA……………... Ambito di intervento rispetto al tema seminariale: (inserire il titolo dell’esperienza): ___SEZIONE ATTENUATA DENTRO E FUORI DAL CARCERE________________ Caratteristiche di innovatività: …BASSA CUSTODIA IN CARCERE, RETE CON SERVIZI TERRITORIALI E COOP SOCIALI PER INSERIMENTO LAVORATIVO………… Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza Sede nazionale: Via di Santa Maria Maggiore, 148 - 00184 Roma - Tel. 06.44230395/06.44230403 - fax 06.44117455 e-mail: [email protected] Carcere e dintorni. Come cambia il CNCA nel suo rapporto con il carcere e la pena. Il territorio e le comunità di accoglienza di fronte alla sfida dlle nuove domande dal carcere e della misure penali alternative. 27-28 maggio 2015 – Rimini Scheda di presentazione dell’esperienza Nome esperienza “Comunque Papà” Servizio/progetto Progetto Ente titolare…Comune di Ferrara – Centro per le famiglie. U.O. Politiche familiari e integrazione scolastica. Istituzione dei Servizi Educativi Scolastici e per le famiglie Recapiti mail e/o web …Dr. Tullio Monini [email protected] Dove si volge (regione e città) Emilia-Romagna - Ferrara Ambito di intervento rispetto al tema seminariale: (lasciare solo il titolo dell’esperienza a cui si riferisce) o L’applicazione delle “nuove misure alternative” e i servizi che “vanno alla persona”, invece della persona che non riesce rivolgersi ai servizi. La costruzione di progetti sperimentali in alcune grandi città in grado di rispondere in modo complessivo alle questioni di carattere giuridico e a quelle inerenti ai problemi sociali delle persone che escono dal carcere e, più in generale, dagli adulti in difficoltà. Caratteristiche di innovatività: Il servizio offerto ha il carattere della novità assoluta. Già esistente sul territorio, per la prima volte viene offerto all’interno del carcere alle famiglie con padri detenuti. Innovativo è il carattere della consulenza, offerta a gruppi di genitori. Innovativa anche la scelta metodologica tesa a far risaltare la genitorialità non come imposizione, bensì come libera scelta di assunzione di responsabilità Carcere e dintorni. Come cambia il CNCA nel suo rapporto con il carcere e la pena. Il territorio e le comunità di accoglienza di fronte alla sfida dlle nuove domande dal carcere e della misure penali alternative. 27-28 maggio 2015 – Rimini Scheda di presentazione dell’esperienza Nome esperienza ……Ulisse……… Servizio/progetto Centro residenziale per il reinserimento di detenuti neo dimessi dal carcere o in misura alternativa alla detenzione.. Ente titolare…“Il Cammino” Cooperativa Sociale Onlus………...…… Recapiti mail e/o web [email protected] Dove si volge (regione e città)……Regione Lazio, Città:Roma. Ambito di intervento rispetto al tema seminariale: (inserire il titolo dell’esperienza): L’applicazione delle “nuove misure alternative” e i servizi che “vanno alla persona” Caratteristiche di innovatività: L’esperienza presentata si riferisce ad un Centro di reinserimento per detenuti in misura alternativa, che partendo dal concetto di ospitalità residenziale, costruisce progetti di reinserimento attraverso l’attivazione di piani individualizzati, in cui la persona è motore attivo di cambiamento. Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza Sede nazionale: Via di Santa Maria Maggiore, 148 - 00184 Roma - Tel. 06.44230395/06.44230403 - fax 06.44117455 e-mail: [email protected] Carcere e dintorni. Come cambia il CNCA nel suo rapporto con il carcere e la pena. Il territorio e le comunità di accoglienza di fronte alla sfida dlle nuove domande dal carcere e della misure penali alternative. 27-28 maggio 2015 – Rimini Scheda di presentazione dell’esperienza Nome esperienza ………………………………. Servizio/progetto Comunità La Rupe Ente titolare……Open Group… Recapiti mail e/o web …[email protected] Dove si volge (regione e città) Emilia Romagna- Bologna. Ambito di intervento rispetto al tema seminariale: (lasciare solo il titolo dell’esperienza a cui si riferisce) Le comunità del CNCA e le nuove forme di “accoglienza”, come sono cambiati i programmi in comunità per le persone che provengono dal carcere, aspetti organizzativi, terapeutici e competenze degli operatori. Caratteristiche di innovatività: La Comunità La Rupe si apre all’accoglienza delle persone in misura alternativa dal 2012. In particolare la quasi totalità delle persone detenute provengono dalla Casa Circondariale di Bologna. E’ stato individuato un Referente Legale che trascorre tutti i venerdì in Carcere a Bologna ,effettua i colloqui d’accoglienza su delega del Sert, funge da figura di rete con le autorità giudiziarie e si occupa della formazione degli operatori dell’area legale della comunità. La Comunità residenziale accoglie un massimo di 20 ospiti di cui mediamente il 70% è in misura alternativa e/o in arresti domiciliari. In questi ultimi due anni vi è stato un lungo processo di messa in discussione di alcuni stili educativi , con un significativo cambio di approccio , basato maggiormente sulla contrattualità e sul dialogo (cocostruzione e negoziazione), eliminando il vecchio sistema basato sul meccanismo premi-punizioni , contando maggiormente sulla responsabilità individuale. In questo percorso di trasformazione e di messa in discussione anche della figura autoritaria dell’educatore, l’operatore di riferimento ha attualmente un ruolo marginale essendo stato sostituito dalla suddivisione in aree ( area lavoro/cittadinanza, area sanitaria, area terapeutica, area legale, area abitazione partecipata) di cui ogni singolo operatore è referente. Maggiore attenzione è stata rivolta al PROGETTO della persona. Anche per le persone in misura alternativa o in arresti domiciliari viene rinforzata la responsabilità della scelta di effettuare un percorso in comunità, proponendo il regolamento a cui cercare di attenersi. Di ampia rilevanza il tema dell’educazione alla legalità a cui si tende svolgendo attività esperienziali soprattutto attraverso l’attività di sperimentazione lavorativa. L’attività lavorativa ergoterapica svolta all’interno del laboratorio di assemblaggio di componenti di elettromeccanica è uno degli elementi cardini al centro del progetto. Oltre all’operatore di laboratorio, strategico è il ruolo di un detenuto che beneficia dell’articolo 21 “referente” delle lavorazioni che si reca quotidianamente presso la comunità, che risulta essere punto di riferimento e di esempio per gli altri ospiti. Per quanto riguarda l’area terapeutica , anche se è diminuita la frequenza dei gruppi educativi rispetto al passato ,viene proposta la frequenza a quattro gruppi educativi/terapeutici nei quali vengono affrontati soprattutto temi relativi alla dipendenza ma anche di cittadinanza attiva, di giustizia ripartiva e antisocialità. Su quest’ultimi temi è stato svolto con gli operatori un percorso di formazione e siamo continuamente alla ricerca di nuovi possibili strumenti da sostituire con quelli poco fruibili utilizzati in passato. Dalla breve esperienza di questi tre anni è stato svolto una piccola ricerca di follow up delle persone in misura alternativa presso la nostra struttura con esiti rassicuranti sulla recidiva al rientro in carcere .