Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia riscoprire e vivere le opere di misericordia a cura della Consulta Giovani Occasioni di Misericordia PRESENTAZIONE Questo libretto nasce dal desiderio dei giovani della Consulta di offrire ai gruppi, ma anche ai singoli giovanissimi e giovani, della nostra diocesi uno strumento per rispondere all'invito che Papa Francesco ha fatto nel suo Messaggio per la prossima GMG: “A voi giovani, che siete molto concreti, vorrei proporre per i primi sette mesi del 2016 di scegliere un’opera di misericordia corporale e una spirituale da mettere in pratica ogni mese” (n.3) . Ma quali sono queste opere di misericordia? Sono sempre attuali? Come viverle oggi? Questo libretto vuole rispondere a queste domande in modo da rendere possibile la nostra risposta all'invito del Papa. All'interno troverete per ciascuna delle 14 opere di misericordia, sia corporale che spirituale, una breve descrizione ed attualizzazione; un esame di coscienza; degli spunti di approfondimento e il suggerimento di gesti concreti da poter compiere. Questa parte è preceduta da alcuni spunti sul giubileo straordinario della misericordia e dalla biografia di due Santi che desideriamo proporre come compagni di viaggio: San Giovanni Paolo II e Santa Faustina Kowalska. Inoltre nella parte finale si trova un contributo per riscoprire la bellezza del Sacramento della Riconciliazione (Confessione) purtroppo trascurato dai giovani: è questo uno dei momenti più belli e profondi in cui possiamo sperimentare l'amore di Dio che perdona, la sua misericordia. Ci rendiamo conto che è uno strumento limitato ma al quale abbiamo lavorato insieme: ognuno di noi ha contribuito a scriverne un pezzetto. E' un lavoro di giovani per i giovani. Ora è affidato al lettore come spunto di partenza credendo che il traguardo a cui arriverà dipende dallo Spirito di Dio e dalla collaborazione di ciascuno con la Sua opera. A voi seguire l'invito del Papa e scegliere per ogni mese un'opera di misericordia spirituale ed una corporale. Buon anno della Misericordia! Gli amici della Consulta Giovani Consulta giovani 1 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia Cos'è la Misericordia? In un colpo d'occhio il Volto della misericordia. Commento del logo del Giubileo della misericordia L'immagine, realizzata dal gesuita p. Marko Ivan Rupnik, si ispira alla tradizione delle icone orientali ed è per questo che, libera dai canoni occidentali più attenti al realismo delle figure, è interessata ad esprimere immagini simboliche che mettano in contatto chi guarda con la verità e l'amore di Dio, per nutrirne la fede. Il risultato si presenta perciò come un concentrato di significati che esprimono in un colpo d'occhio il Volto della misericordia che in Cristo ci è stato rivelato. Ci viene mostrato Gesù risorto con la veste bianca e i segni delle stimmate, chiari riferimenti al mistero pasquale compiuto, nel momento della sua discesa agli inferi, con i piedi che poggiano nelle ante della porta degli inferi ormai scardinata e aperta, posizionate in modo da richiamare la croce: è il mistero che ricordiamo nel Sabato Santo quando Gesù entra vivo nell'inferno per liberare tutta l'umanità immersa nelle tenebre e nell'ombra della morte. Gesù è il Buon Pastore che va a cercare quella pecorella smarrita che è tutta l'umanità rappresentata nell'uomo che porta sulle spalle. Chi è quest'uomo che si era smarrito? Guardando l'immagine notiamo che è uno il cui volto somiglia a quello di Cristo, quasi che le due persone si stessero specchiando l'una nell'altra. Comprendiamo allora che l'uomo raffigurato è Adamo, creato da Dio a sua immagine e somiglianza, il quale, per la disobbedienza a Lui e alla sua parola, pensando di poter essere autosufficiente, si è separato da lui tanto da entrare nella morte. L'uomo infatti, quando con il peccato si stacca da Dio che è la vita, sceglie per sé la morte. Ma Dio Padre in Gesù, nuovo Adamo, non abbandona l'uomo nella morte, e nella sua infinita misericordia ne assume la natura e lo va a Consulta giovani 2 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia cercare là dove si era cacciato: negli Inferi. Trovatolo, pieno di gioia, lo carica con tenerezza sulle sue spalle, apre le porte degli inferi e lo riporta alla vita e lo fa passare dalle tenebre alla Luce, passaggio espresso dalla gradazione dei colori dello sfondo che dal blu scuro al centro si accende ad un celeste chiaro verso l'esterno. Il Buon pastore risorto afferra l'uomo per i polsi dove si sente il battito della vita perché toccandolo con la Sua carne risorta e vivificata dallo Spirito Santo, trasforma la carne mortale dell'uomo, in carne redenta, e ne fa un uomo nuovo libero dal dominio del peccato e partecipe della stessa vita immortale di Dio. Guardando i due volti, del vecchio e del nuovo Adamo, notiamo un altro particolare molto significativo: i due hanno un occhio in comune. Che significa? L'uomo che incontra il Dio misericordioso acquista uno sguardo nuovo, lo stesso sguardo di Dio. Non vede più come prima, accecato o appannato dal peccato, ma vede se stesso, gli altri e il mondo con gli occhi di Dio, con i suoi misericordiosi occhi. "Misericordiosi come il Padre" lo si diventa unicamente perché raggiunti, toccati e trasformati dalla misericordia di Dio: e il perdono di Dio accolto ha come primo effetto un cambiamento di sguardo. L'uomo è un peccatore perdonato che una volta entrato dalla porta della misericordia può diventare ciò che è: lasciandosi abitare da Dio può compiere anche lui le opere di misericordia e crescere con la Sua grazia nella somiglianza con Cristo, uomo nuovo. Il logo traccia quindi simbolicamente un itinerario di fede per vivere autenticamente l'anno giubilare: a) aprire la porta del proprio cuore ferito alla visita di Dio e lasciare che la Misericordia entri negli inferi dei nostri peccati. Non incontriamo Dio veramente nelle altezze dei nostri successi o dove brillano le nostre capacità, ma il luogo più sicuro dell'esperienza di Dio sono le tenebre del nostro peccato e dei nostri errori: è lì che il Signore scende per offrirci il suo amore che tutto perdona e che riapre sempre la vita al futuro; b) lasciarsi afferrare da Cristo: riconoscere con umiltà che abbiamo bisogno di essere presi dal Buon pastore e restituiti alla vita: nessuno si dà la vita da solo; c) guardare come Dio guarda per amare come Dio ama: chi ha incontrato la misericordia di Dio se ne sente trasformato e non vede più con gli occhi del giudizio, dell'invidia, o della superbia ma su tutti e tutto ha uno sguardo di tenerezza, bontà e amore. Infatti, solo chi riceve misericordia può dare misericordia; solo chi è stato perdonato può perdonare e solo chi è stato raggiunto dal Signore nelle sue periferie può uscire per andare incontro alle povertà e alle miserie degli altri ed incarnare la parola di Gesù: siate misericordiosi come il Padre vostro. Consulta giovani 3 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia San Giovanni Paolo II Karol Wojtyla, papa dal 1978 al 2005 con il nome di Giovanni Paolo II, è stato il primo papa non italiano dopo quattro secoli. Grazie al suo carisma personale, ai viaggi e alla capacità di valersi dei moderni mass media, ha avuto un grandissimo seguito, specialmente tra i giovani. Ha riproposto con decisione la dottrina della Chiesa cattolica, ma ha sviluppato come mai prima il dialogo con le altre religioni. È stato il primo papa a entrare in una sinagoga e in una moschea. Nato a Wadowice, in Polonia, nel 1920, e rimasto presto orfano di madre, Karol Wojtyla ha affrontato nella sua vita dapprima la guerra e l'occupazione nazista e in seguito il regime comunista. Per un certo periodo lavorò come operaio, venendo così a contatto con i problemi del mondo del lavoro. Scrisse poesie e opere teatrali e recitò come attore. Fu ordinato sacerdote nel 1946 e insegnò per alcuni anni filosofia morale. Nominato arcivescovo di Cracovia (1964) e poi creato cardinale (1967), partecipò al Concilio Vaticano II, interessandosi soprattutto al tema della libertà religiosa, che incontrava molti ostacoli nei regimi comunisti dell'Est europeo. Divenuto papa il 16 ottobre 1978, seppe stabilire ben presto un legame diretto con le masse dei fedeli, anche grazie alla sua capacità di usare con intelligenza i nuovi mezzi di comunicazione per parlare a tutta l'umanità. Il suo primo invito fu questo: "Aprite le porte a Cristo! Non abbiate paura!". Consulta giovani 4 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia Il 13 maggio 1981 subì un grave attentato in piazza San Pietro a opera del turco Alì Agca. Durante le giornate della gioventù e del grande giubileo del 2000 invitò i cattolici ad affermare con coraggio la propria identità, ma chiese anche perdono agli ebrei e ai seguaci di altre fedi religiose per le colpe commesse in passato dai cristiani. Questo papa, segnato negli ultimi anni dalla sofferenza fisica, ha lasciato alla Chiesa e alla società del terzo millennio un'eredità ricca e difficile. La sua morte, avvenuta il 2 aprile 2005, e i suoi funerali sono stati seguiti con grande partecipazione in tutto il mondo, anche da uomini che non condividevano la fede cristiana, ma che hanno apprezzato il suo coraggioso impegno per la dignità dell'uomo. Ha combattuto la crisi dei principi morali e ha difeso con forza i valori della vita e della famiglia, condannando l'aborto, l'eutanasia, la tortura e le violazioni dei diritti dell'uomo da parte dei regimi totalitari. Nelle sue encicliche sociali ha riaffermato la dignità del lavoro e il diritto delle nazioni povere a partecipare in modo equo alla distribuzione delle ricchezze della Terra e a sviluppare la propria cultura. Inoltre egli ha condannato l'uso delle armi per risolvere i problemi internazionali. In questo modo si è guadagnato una grande stima anche tra i non credenti. In altre importanti encicliche ha difeso la dottrina cattolica, affermando che essa non è in contrasto con la ragione umana e con le esigenze più profonde dell'uomo, di cui costituisce anzi il fondamento più solido. Nel 1992 ha approvato il nuovo Catechismo della Chiesa cattolica, che riassume i principi religiosi e morali del cristianesimo, tenendo conto delle nuove esigenze espresse dal Concilio Vaticano II. Consulta giovani 5 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia Santa Faustina Kowalska Santa Faustina nacque il 25 agosto 1905. Fin dall'infanzia si distinse per l'amore, per la preghiera, per la laboriosità, per l'obbedienza e per una grande sensibilità verso la povertà umana. Fin dal settimo anno di vita avvertì nella sua anima la vocazione religiosa, ma non avendo il consenso dei genitori per entrare in convento, cercava di sopprimerla. Sollecitata poi da una visione di Cristo sofferente, partì per Varsavia dove il 10 agosto del 1925 entrò nel convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Col nome di Suor Maria Faustina trascorse in convento tredici anni in diverse case della Congregazione, soprattutto a Cracovia. All'esterno nessun segno faceva sospettare la sua vita mistica straordinariamente ricca. Svolgeva con diligenza tutti i lavori, osservava fedelmente le regole religiose, era riservata, silenziosa e nello stesso tempo piena di amore benevolo e disinteressato. La sua vita apparentemente ordinaria, monotona e grigia nascondeva in sé una profonda e straordinaria unione con Dio. Alla base della sua spiritualità si trova il mistero della misericordia Divina che essa meditava nella parola di Dio e contemplava nella quotidianità della sua vita. La conoscenza e la contemplazione del mistero della misericordia di Dio sviluppavano in lei un atteggiamento di fiducia filiale in Dio e di misericordia verso il prossimo. La missione di Suor Faustina consiste in tre compiti: - Avvicinare e proclamare al mondo la verità rivelata nella Sacra Scrittura sull'amore misericordioso di Dio per ogni uomo. - Implorare la misericordia Divina per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori, tra l'altro attraverso la prassi delle nuove forme di culto della Divina Misericordia indicate da Gesù: l'immagine di Cristo con la scritta: Gesù confido in Te, la festa della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua, la coroncina alla Divina Misericordia e la preghiera nell'ora della Misericordia (ore 15). A queste forme del culto e anche alla diffusione della devozione alla Divina Misericordia il Signore allegava grandi promesse a condizione dell'affidamento a Dio e dell'amore attivo per il prossimo. Consulta giovani 6 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia - Ispirare un movimento apostolico della Divina Misericordia con il compito di proclamare e implorare la misericordia Divina per il mondo e di aspirare alla perfezione cristiana sulla via indicata da Suor Faustina. Si tratta della via che prescrive un atteggiamento di fiducia filiale in Dio, che si esprime nell'adempimento della Sua volontà e nell'atteggiamento misericordioso verso il prossimo. Oggi questo movimento riunisce nella Chiesa milioni di persone di tutto il mondo: congregazioni religiose, istituti secolari, sacerdoti, confraternite, associazioni, diverse comunità degli apostoli della Divina Misericordia e persone singole che intraprendono i compiti che il Signore ha trasmesso a Suor Faustina. Suor Faustina, distrutta dalla malattia e da varie sofferenze che sopportava volentieri come sacrificio per i peccatori, nella pienezza della maturità spirituale e misticamente unita a Dio, morì a Cracovia il 5 ottobre 1938 all'età di appena 33 anni. Il 18 aprile del 1993, sulla piazza di San Pietro a Roma, il Santo Padre Giovanni Paolo II l'ha beatificata e il 30 aprile 2000, anno del grande Giubileo del secondo millennio, l'ha canonizzata. Le reliquie di Suor Faustina attualmente sono sparse nel mondo in varie chiese. La tomba, con i pochi resti corporali, è conservata nella cappella della casa a Cracovia dove si recava a pregare. Attraverso lei il Signore manda al mondo il grande messaggio della misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull'atteggiamento misericordioso verso il prossimo. Consulta giovani 7 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia LA FONTE IL GIUDIZIO FINALE (Mt 25, 31-46) Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». 37Allora i giusti gli risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?». 40E il re risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me». 41Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, 42perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, 43ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato». 44Anch'essi allora risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?». 45Allora egli risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me». 46E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna». Consulta giovani 8 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE PRIMA: La prima opera di Misericordia riguarda un gesto che noi tutti facciamo ogni giorno: quello di nutrirci. Nella preghiera del Padre Nostro, chiediamo a Dio di darci il nostro pane quotidiano, perché è un diritto di tutti quello di poter mangiare. Sappiamo però che la maggior parte delle persone sul nostro pianeta non hanno a disposizione tutto quello che abbiamo noi cittadini occidentali e che molti tra questi non hanno nemmeno il necessario per sopravvivere. Non si può dare la colpa allo Stato, al sistema economico, alla globalizzazione o a qualunque altra entità astratta. Siamo noi i primi a doverci assumere la responsabilità delle nostre azioni e a cercare la via di un cambiamento. Qualcuno pensa che i piccoli cambiamenti non incidano molto sulla vita degli altri, ma occorre lo stesso provare a intraprendere questa strada. Papa Francesco ha detto: «il cibo che si butta è come se fosse rubato alla mensa dei poveri». Pensiamoci ogni volta che lasciamo gli avanzi nel piatto o ogni volta che nel nostro frigorifero scadono i prodotti. Li abbiamo rubati a chi quel giorno non ha mangiato nulla! Pensiamo anche alle realtà che invece operano nel nostro territorio per dare un pasto ogni giorno alle famiglie che non possono Consulta giovani 9 Diocesi di Fiesole Opere di Misericordia Corporale DAR DA MANGIARE AGLI AFFAMATI Occasioni di Misericordia permettersi da andare a fare la spesa: i centri Caritas. Ci siamo mai informati veramente su quale sia il loro grande servizio? Sappiamo che tante famiglie che vanno a chiedere il cibo sono italiane? Immaginiamo la vergogna provata da chi è costretto ad andare a chiedere un pezzo di pane? PICCOLO ESAME DI COSCIENZA - Finisco sempre tutto quello che ho nel piatto oppure alle volte spreco il mangiare? Condivido il mio cibo con chi non ce l’ha? PER APPROFONDIRE - Visione del film “Fast food nation” Visione del documentario “Trashed. Verso rifiuti zero” GESTO CONCRETO - Faccio attenzione a non sprecare il cibo Compro prodotti del mercato “Equo e solidale” Partecipo alle raccolte viveri come la colletta alimentare davanti ai supermercati o alla raccolta “Solo tu puoi farlo” SECONDA: Opere di Misericordia Corporale DAR DA BERE AGLI ASSETATI Ogni opera di misericordia da quando abbiamo incontrato Cristo è attuale, perché Cristo è colui che svela l’uomo all’uomo. Che significato può avere per noi questa opera? Si parla di siccità globale, ma da noi non si patisce vera sete, pertanto si tende a dare un valore simbolico a questa opera di misericordia che lo è se intesa bene. Consulta giovani 10 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia PICCOLO ESAME DI COSCIENZA - Faccio attenzione all’acqua che uso oppure mi capita di sprecarla? Provo a far memoria di tutti quegli incontri e quelle relazioni che in questi anni di vita mi hanno dissetato, per aver arricchito la mia vita, aiutandomi a camminare verso qualcosa di vero, pieno, bello. Consulta giovani 11 Diocesi di Fiesole Opere di Misericordia Corporale Sono molti quelli che soffrono la sete per problemi legati all’egoismo, all’ingiustizia, ai moralismi idrici. Un miliardo e 250 milioni di persone non dispongono di acqua potabile e spesso non ci rendiamo conto dello spreco a cui partecipiamo per distrazione. Ma non è questo il vero problema dato che il ciclo idrico naturale ci mostra come non siano le risorse a esaurirsi, grazie al rinnovo continuo e ininterrotto, ma l’uomo stesso a non impegnarsi abbastanza data la sua creatività. Concretamente per risolvere il problema della sete nel mondo e dare da bere agli assetati servono interventi “ad hoc”. Bisogna insegnare a costruire e gestire i pozzi e a fare ricerca su impianti di desalinizzazione a basso consumo energetico. Ma gli assetati non hanno una sete solo fisica, ma una sete che precede o che segue quella fisica che è esistenziale. “Dammi da bere…se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva”. (Gv 4,7) .Gesù intraprende un dialogo al pozzo con una donna samaritana al termine del quale né la donna attingerà acqua, né lui berrà, mostrando che l’acqua che può saziare l’uomo è l’incontro, e la sete profonda è quella di relazione con l’unico che può estinguerla, Dio fatto uomo. La sete di Gesù espressa al suo vertice sulla croce, “Ho sete”, nasconde tutte le seti di ogni uomo e Gesù stesso è quell’acqua che disseta per sempre. Insomma siamo di fronte a grandi sfide, una che sembra fondarsi su noi, l’altra sicuramente sull’esperienza di incontro col Signore della vita. Solo se sono stato dissetato e ho questa acqua viva dentro di me, con la vita di Dio in me, posso dar da bere agli assetati. Chiediamo al Signore di conoscere il dono di Dio e di conoscere colui che ci chiede da bere. Occasioni di Misericordia PER APPROFONDIRE - Visione del Film su Madre Teresa di Calcutta Ascolto con attenzione il canto “Gesù e la samaritana” GESTO CONCRETO - Mi impegno a prendere sul serio la questione dello spreco di acqua Provo a guardarmi dentro e andare oltre il timore di ciò che vedo in me e mi fa paura e tiro fuori tre cose che nella mia vita continuano a non dissetarmi e le consegno a una persona che mi vuole bene perché chieda per me o mi consigli, tre cose che mi disseteranno nella vita (nel dialogo spirituale, e/o nella confessione). TERZA: Opere di Misericordia Corporale VESTIRE GLI IGNUDI Nudo: significa togliere i vestiti! Essere nudo, quindi è trovarsi nella situazione di essere privato dei propri vestiti. L'abito, il vestito non è solo quello materiale che copre il freddo, ma si riferisce anche a quell'abito che è la dignità della persona. Gesù, ci chiede di vestire gli ignudi ..."ero nudo e mi avete vestito" ci chiede di vestire quelle nudità che feriscono e denigrano la persona nella sua dignità. L'atto di vestire implica un prendersi cura del corpo del fratello, della sua intimità dunque, un toccare e misurare il corpo per poterlo adeguatamente vestire. Ma quest'atto, richiama anche un prendersi cura del suo cuore, in quanto il vestito protegge l'interiorità umana, che ha bisogno di attenzione e calore, proprio come rispetto, accoglienza, amore. Nella Bibbia, Noè, quando cade in errore ubriacandosi e spogliandosi pubblicamente, non fu deriso e giudicato dai suoi figli ma essi..."lo coprirono con il loro mantello". La gente ricorda San Consulta giovani 12 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia Martino col mantello, che tagliò e donò a un mendicante. Dopo questo atto spontaneo di condivisione, apparve in sogno Cristo stesso, mostrandogli che aveva donato a Lui il suo mantello. Copriamo pietosamente le nudità dei fratelli, avvolgendole con l'amore, che impregnerà di misericordia il cuore di chi ha dato e di chi ha ricevuto allo stesso modo. L'amore di Dio è una veste che che ricopre e protegge tutti. Capiremo però questo solo se vestiremo un pò i panni degli altri per rivestirci da amanti sentendoci amati. "Rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, bontà, umiltà, mansuetudine e magnanimità” PICCOLO ESAME DI COSCIENZA - Quante volte con il nostro atteggiamento, con le parole, mettiamo a nudo una persona? Quante volte il nostro modo di fare denuda il nostro fratello? Con cosa e in che modo si veste un uomo? Una persona derisa, criticata, sparlata, come o chi la riveste? PER APPROFONDIRE - Guardo il documentario “China blue” Video: https://www.youtube.com/watch?v=BApeNTq73Ts GESTO CONCRETO Nel mio armadio ci sono tanti abiti che non metto più da anni. Li porto, lavati e stirati, nel centro Caritas più vicino a casa mia. Opere di Misericordia Corporale - Consulta giovani 13 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia QUARTA: Opere di Misericordia Corporale ACCOGLIERE I FORESTIERI Sicuramente sono moltissime le situazioni in cui siamo chiamati ad accogliere, anzi forse questa parola potrebbe essere una buona sintesi del Vangelo. In questi ultimi mesi la nostra diocesi vive varie esperienze che portano questo nome “accogliere i migranti”, persone in fuga, persone che stanno intrecciando la loro storia con la nostra e che, anche se noi difficilmente riusciamo ad accorgercene o cerchiamo di non vederlo, ci stanno dando la possibilità di vivere il vangelo, un vangelo che cosi spesso risuona nelle nostre chiese e sulle nostre bocche, un vangelo che tanto spesso graffia il nostro cuore, che dice di accogliere ma di non aspettarsi ringraziamenti, che dice imparate da me, siate misericordiosi, che ci sussurra «Ecco, sto alla porta e busso» (Ap 3,20). Che non siano oggi questi ragazzi a bussare alla porta del nostro cuore per risvegliare le nostre coscienze, per farci finalmente perdere l'equilibrio, per far saltare per aria tutti i nostri schemi, per provare almeno un pochino, poco poco, con umiltà a vivere qualcosa della vita di Gesù? I migranti sono nostri fratelli e sorelle che cercano una vita migliore lontano dalla povertà, dalla fame, dallo sfruttamento e dall’ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta, che equamente dovrebbero essere divise tra tutti. Non è forse desiderio di ciascuno quello di migliorare le proprie condizioni di vita e ottenere un onesto e legittimo benessere da condividere con i propri cari? Di fronte a tali questioni, come può agire la Chiesa se non ispirandosi all’esempio e alle parole di Gesù Cristo? La risposta del Vangelo è la misericordia. In questa prospettiva, è importante guardare ai migranti non soltanto in base alla loro condizione di regolarità o di irregolarità, ma soprattutto come persone che, tutelate nella loro dignità, possono contribuire al benessere e al progresso di tutti, in particolar modo quando assumono responsabilmente dei doveri nei confronti di chi li Consulta giovani 14 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia accoglie, rispettando con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del Paese che li ospita, obbedendo alle sue leggi e contribuendo ai suoi oneri. Cari fratelli e sorelle migranti e rifugiati! Alla radice del Vangelo della misericordia l’incontro e l’accoglienza dell’altro si intrecciano con l’incontro e l’accoglienza di Dio: accogliere l’altro è accogliere Dio in persona! (Dal messaggio del Papa per la giornata del migrante 2016) PICCOLO ESAME DI COSCIENZA - Considero i migranti come fratelli o certe volte faccio pensieri e discorsi razzisti? PER APPROFONDIRE - Ascolto la canzone “Amara terra mia” di Domenico Modugno Leggo il libro “Sparategli!. Nuovi schiavi d’Italia” di Jacopo Storni GESTO CONCRETO - Mi informo su dove sono alloggiati i migranti accolti nella nostra diocesi e organizzo un incontro per ascoltare le loro storie e condividere un momento insieme. QUINTA: “Non esitare a visitare un malato, perché per questo sarai amato” (Sir 7,35). La visita ad un malato è un gesto semplice per chi lo compie, ma che può essere molto prezioso per chi lo riceve. Gesù, come raccontato nei Vangeli, visita spesso i malati, guarendoli. Ma quello della guarigione miracolosa non è il solo fatto straordinario. In quel tempo anche solo avvicinarsi ad alcuni Consulta giovani 15 Diocesi di Fiesole Opere di Misericordia Corporale ASSISTERE GLI AMMALATI Occasioni di Misericordia malati, come i lebbrosi, era considerato scandaloso. Gesù invece dice che è proprio visitando e curando i malati, che conosciamo Dio: “ero malato e mi avete visitato” (Mt 25, 36.43). La visita agli infermi non è solo un momento di sollievo per chi vive il dolore; anzi, è tanto ciò che possiamo imparare dagli ammalati e alla scuola della sofferenza: il valore della vita pur nella fragilità; l’importanza delle relazioni umane. Per questo è importante visitare gli ammalati, incontrarsi con loro, saperli ascoltare. Ammalati, anziani, portatori di handicap, diversamente abili: verso di loro il nostro atteggiamento di cristiani deve essere come quello di un papà, di una mamma, che vogliono loro bene, nonostante tutto, e proprio perché più bisognosi di attenzione e di cura individuale. Non per forza, ma per amore. PICCOLO ESAME DI COSCIENZA - Mi preoccupo di andare a trovare le persone che soffrono? Provo mai a immedesimarmi nella loro situazione? Di cosa avrei bisogno? PER APPROFONDIRE - Visione del film “Quasi Amici” Lettura del libro “Bianca come il latte rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia GESTO CONCRETO - Opere di Misericordia Corporale - Vado a visitare un parente o un vicino di casa che è ammalato a casa o all’ospedale. Dedico un pomeriggio a fare compagnia agli anziani di una casa di riposo Consulta giovani 16 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia SESTA: VISITARE I CARCERATI Visitare i carcerati é un opera difficile perché di fatto entrare in un carcere é un'operazione complessa, sembra una contraddizione. Il carcere di per se é una struttura chiusa. Quest'opera di misericordia può iniziare prima ancora del visitare con altre azioni, quali informarsi sulle condizioni delle carceri, parlarne, ed affrontarla in maniera più costruttiva. Il problema più grande che si riscontra é che in carcere esiste troppo poco la possibilità di una conversione, cioè forse la vera domanda da porsi anche in nome di una sicurezza é: un detenuto dopo che ha fatto un periodo di detenzione, tornerà a delinquere? Ovvero l'opera che viene fatta in carcere ai detenuti può portare gli stessi a non delinquere di nuovo? Questo dovrebbe essere forse quello che ci sta più a cuore, anche se non siamo capaci di misericordia verso gli stessi. Non é facile chiedere il perdono in certi casi, e credo che la misericordia di Dio sia anche verso la nostra piccolezza in tal senso, ma possiamo cercare di costruire un futuro migliore a partire dal presente, nell'interesse di tutti. - Riesco a vedere nel carcerato una persona o solo “un delinquente”? Credo nella possibilità di cambiamento di un carcerato oppure dico: “ha sbagliato deve pagare tutto”? PER APPROFONDIRE - Visione del film “Il miglio verde” Visione del film “Dead man walking” Ascolto de “Il testamento di Tito” di De André Consulta giovani 17 Diocesi di Fiesole Opere di Misericordia Corporale PICCOLO ESAME DI COSCIENZA Occasioni di Misericordia GESTO CONCRETO - Cerco di parlarne, informarmi, e di allontanare il giudizio. Poi se possibile organizzare incontri, se dentro il carcere é difficile arrivarci, con i cappellani dei carceri e con le Caritas che ci operano. SETTIMA: Opere di Misericordia Corporale SEPPELLIRE I MORTI Seppellire i morti. Tra le opere di misericordia corporali è forse quella che desta più disagio: prima di tutto la morte fa paura, non vorremmo mai averci a che fare… meglio tenerla lontana! Secondo aspetto, non meno importante: i nostri cari vorremmo sempre ricordarceli da vivi. Perché dovremmo imprimere nella nostra mente l’immagine di un cadavere che non assomiglia nemmeno più alla persona che abbiamo tanto amato? Il calore, il colore, il sorriso, la relazione se ne sono andati per sempre. Più che un atto di amore, il seppellire i morti sembra un gesto macabro! Allora perché troviamo questa azione tra le opere di misericordia? “Ora, se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dei morti? Se non vi è risurrezione dei morti, neanche Cristo è risorto! Ma se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede”. (1 Cor 15, 12-14). In queste parole il senso di questa opera di misericordia. Dare dignità a un corpo senza vita significa anticipare la risurrezione. In quel gesto diciamo: “Fratello, sorella, quando eri in vita sono stato, sei stato importante per me. Ora che la tua anima ha raggiunto la mèta voglio onorare quanto di te è rimasto, perché so che nulla andrà perduto”. Consulta giovani 18 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia Nel rito delle esequie troviamo tre segni importanti: il Cero Pasquale, Luce di Cristo, che illumina la nostra morte; l’acqua benedetta, segno del battesimo, della Nuova Rinascita dopo la morte; l’incenso, riservato nell’antichità al culto degli Dei, perché in Cristo siamo Figli di Dio, immortali. PICCOLO ESAME DI COSCIENZA - Credo veramente nella risurrezione dei morti? Mi fido di ciò che prima Gesù e poi la chiesa mi annunciano? Ho mai pensato che visitare il corpo di un defunto è uno dei gesti d’amore più importanti da compiere? PER APPROFONDIRE - - - Provo a chiedere la testimonianza dei miei parroci che celebrano decine di funerali ogni anno. Cosa provano soprattutto quando si trovano a celebrare il funerale di persone sole, poco conosciute? A p p ro f o n d i re l a t e s t i m o n i a n z a d i M a d re Te re s a c h e accompagnava i suoi poveri fino all’ultimo respiro. (Sebastian Vazhakala, Vita con Madre Teresa: testimonianze, lettere, immagini inedite) Visione del film “Still Life” – 2013. Regia di Uberto Pasolini. GESTO CONCRETO C’è nella mia comunità parrocchiale qualcuno che si occupi di questa importante opera di misericordia? (Es Animazione della S. Messa, visita alle cappelle mortuarie, ecc…) “La misericordia di Dio è molto concreta e tutti siamo chiamati a farne esperienza in prima persona” (Papa Francesco, Messaggio per la GMG 2016, 2) Consulta giovani 19 Diocesi di Fiesole Opere di Misericordia Corporale - Occasioni di Misericordia LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE PRIMA: Opere di Misericordia Spirituale CONSIGLIARE I DUBBIOSI Consigliare i dubbiosi è la prima delle opere di misericordia spirituale. Come mai? Che cosa comporta? Che cos’è il dubbio? Dubbio significa stato di incertezza. Chi sono io? Dio esiste? Come posso scegliere la mia strada? E’ la condizione di chi non sa scegliere, di chi esita e rimane sospeso perché manca di una visione chiara e sicura. La vita del dubbioso è abitata dalla paura, dall’angoscia. Il dubbio fa soffrire. Come posso aiutare chi è nel dubbio? Prima di tutto è necessario capire che il dubbio ci aiuta ad approfondire le nostre motivazioni e ragioni di vita quindi avere dubbi è positivo. Il dubbio è un’occasione per metterci a confronto con la Parola di Dio, con il Vangelo, con la vita di Gesù. Il dubbio ci rende umili e ci spinge a chiedere aiuto allo Spirito Santo che ci illumina e ci guida. Aiutare i dubbiosi è un servizio che non possiamo fare da soli ma con il Signore e non come ci pare a noi ma come ha fatto lui: avvicinandosi a chi è nella sofferenza senza pregiudizi, ascoltando con affetto, cercando di porre altre domande affinché l’altro sia stimolato a cercare … ad andare più in là. Aiutare i dubbiosi è farsi compagni di viaggio di chi è alla ricerca della verità di sé, degli altri, di Dio. Aiutare i dubbiosi è collaborare con il Signore affinché chi accompagniamo si apra ad accogliere quella luce che viene da Dio e che cambia la vita. Consulta giovani 20 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia PICCOLO ESAME DI COSCIENZA - - - Quando ho dei dubbi chiedo aiuto ad una persona saggia, cerco di approfondire o faccio finta di niente e seguo quello che fanno gli altri? Se una persona mi chiede un consiglio come la accolgo: ho dei pregiudizi verso di lei? Mi atteggio da chi ha la verità in tasca e pretendo che l’altro faccia quello che voglio io? Quando mi è chiesto consiglio chiedo aiuto al Signore e con pazienza e atteggiamento di amicizia mi avvicino alla persona, cerco di condividere quello che anch’io ho imparato dalla vita ma soprattutto dalla mia esperienza di fede? PER APPROFONDIRE: - Ascolto della canzone “credere, amare e resistere” di Nek Ascolto della canzone “Esseri umani” Marco Mengoni Visione del video “Ama e fatti amare e sii felice” tratto da “I Dieci Comandamenti” di Roberto Benigni Visione del film: “Sant’Agostino” GESTO CONCRETO - Lascio le “mie cose” per dedicare del tempo ad ascoltare un amico/a che ha bisogno di un consiglio. Non lascio cadere i miei dubbi ma vado da un sacerdote o da una persona saggia per confrontarmi. Consulta giovani 21 Opere di Misericordia Spirituale - Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia SECONDA: Opere di Misericordia Spirituale INSEGNARE AGLI IGNORANTI La Chiesa «esorta con forza e insistenza tutti i fedeli [...] ad apprendere "la sublime scienza di Gesù Cristo" (Fil 3,8) con la frequente lettura delle divine Scritture. "L'ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo"». (CCC 133) Insegnare agli ignoranti non significa ritenersi superiore agli altri, bensì aprire gli occhi a chi non ha visto qualcosa, dire: "Guarda. Ecco qualcosa di interessante. Qui c’è qualcosa che ti riguarda, che è importante per te". Non ammaestro, ma gli mostro qualcosa affinché lo guardi con i suoi occhi. Insegnare è soprattutto una scuola dello sguardo. L’insegnamento, però, avviene anche tramite le parole, che sono come chiavi che aprono gli occhi. Le parole non trasmettono soltanto il sapere in una determinata materia ma toccano l’essere umano, il suo cuore. Aprono una porta, attraverso la quale l’allievo può entrare per ammirare un nuovo mondo. Per gli stessi motivi anche l’educatore compie opera di misericordia, in particolare quando, “insegnando” agli ignoranti, si pone come mediatore di testimonianza e di autenticità della sua fede. È dunque mediante il nostro vissuto che riusciamo a penetrare e incidere. Gesù si commosse di fronte alle folle “perché erano come pecore senza pastore e allora si mise a insegnare loro molte cose” facendo opera di misericordia. Dobbiamo sentire costantemente la necessità e la gioia di affidarci all’unico vero pastore e maestro: Gesù, con quell’atteggiamento di uguaglianza: "Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli" (Mt 23,8). Consulta giovani 22 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia PICCOLO ESAME DI COSCIENZA - Quando incontro qualcuno che non sa qualcosa, mi sento a lui superiore? Spiego le cose con sufficienza oppure con pazienza amorevole? Trovandomi nella condizione di essere “ignorante”, trovo il coraggio di chiedere oppure mi rinchiudo nel mio orgoglio? PER APPROFONDIRE - Leggo il libro “Il Piccolo Principe” facendo attenzione al cammino di crescita del protagonista. Guardo il cartone animato “Kung Fu Panda” Ascolto "Guerriero" di Marco Mengoni GESTO CONCRETO - Mi rendo disponibile all’annuncio, aiutando i catechisti e gli animatori parrocchiali. Mi impegno a prendermi cura della mia formazione interiore (esercizi spirituali, guida spirituale). TERZA: Esiste un legame innegabile tra Dio e l’uomo, ed è per la natura di questo vincolo che il peccato assume il ruolo preciso di rifiuto e di opposizione a Dio. Il peccato si oppone all’amore di Dio nella stessa misura in cui esalta l’interesse di sé, e viene appunto definito da Sant’Agostino come “l’amore di sé fino al disprezzo di Dio”. Per questo dobbiamo ricordarci che, come credenti, non possiamo sottrarci alla responsabilità di combattere il peccato in noi stessi prima di tutto, e poi nel nostro prossimo. Consulta giovani 23 Diocesi di Fiesole Opere di Misericordia Spirituale AMMONIRE I PECCATORI Occasioni di Misericordia La nostra azione deve quindi partire dalla preghiera e dalla sincera testimonianza del nostro comportamento; per poi arrivare, dove possibile, all’ammonimento fatto con discrezione e carità. Non dobbiamo dimenticare però che la nostra condanna deve essere del peccato e non del peccatore. Ammonire vuol dire mettere in guardia con energia, ma anche esortare, riprendere, correggere con amore. Si può dunque farsi vicino al prossimo ed incidere positivamente nella sua vita. È lo stesso apostolo Giacomo che ci sollecita a prendere qualche iniziativa al riguardo: “Chi riconduce un peccatore dalla sua via di errore salverà la sua anima dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati” Quindi già da adesso inizia a fare attenzione a chi ti circonda e correggilo se noti che fa qualche peccato, farai tanto per la sua vita. PICCOLO ESAME DI COSCIENZA - - Quando vedo un amico/amica commettere un peccato glielo faccio notare oppure per paura di perdere l’amicizia faccio finta di niente? Quando rimprovero qualcuno a chi assomiglio: ad un giudice che rispetta freddamente la legge o ad un padre/madre che desidera il bene per il figlio amato?. PER APPROFONDIRE - Film: “Quasi Amici” Film: “Hancock” Video : Gianna Jessen: sopravvissuta ad un aborto Video: novena di natale-ammonire i peccatori Canzone: “Fango” – Jovanotti Opere di Misericordia Spirituale GESTO CONCRETO - Mi impegno a non tacere davanti al male a scuola o nel posto di lavoro. Mi alleno a chiedermi prima di rimproverare qualcuno: ma lui chi è per me? Gli voglio bene e per questo lo rimprovererò oppure gliela voglio far pagare? Consulta giovani 24 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia QUARTA: Gli afflitti sono coloro che portano i segni del dolore sul volto: addolorati, avviliti, abbattuti, depressi per una morte, una malattia, un male incurabile e per problemi familiari particolarmente difficili. Alcuni si sentono emarginati e tagliati fuori dal posto di lavoro, dalla famiglia, dalle relazioni quotidiane più comuni, dalle amicizie. C’è un’afflizione essenziale, quella che Sant’Agostino indica con la nota espressione: “Il nostro cuore è inquieto”. Possiamo precisare: è afflitto, è sofferente. Questa afflizione essenziale consiste nella mancanza di Dio e nella brama di avere Dio. E questa afflizione essenziale può essere consolata solo dall’amore di Dio. Il nostro cuore sarà inquieto finché non troverà riposo in Dio e nel suo amore. Come consolare gli afflitti? Non servono molte parole, quello che vale veramente è visitare con discrezione, ascoltare di buon grado, senza interrompere, fare nostre, con sincerità, le pene degli afflitti, dimostrando che siamo vicini a loro, senza affettazione, e pregare con loro lo Spirito Consolatore. Sia accogliere per consolare come l’andare a consolare è sempre un muoverci, un camminare verso il Golgota, dove è piantata la croce. Paolo dice: “Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio” (2 Corinzi 1,3-4). Consolare gli afflitti diventa ora un impegno nostro: Dio ci consola, perché consolati da Dio possiamo consolare gli afflitti, con lo stesso tipo di consolazione con cui Dio ci consola. E poiché la consolazione di Dio consiste nel suo amore, il testo può diventare: Dio ci ama e così ci consola, perché amati e così consolati possiamo testimoniare l’amore di Dio e così consolare altri afflitti. Consulta giovani 25 Diocesi di Fiesole Opere di Misericordia Spirituale CONSOLARE GLI AFFLITTI Occasioni di Misericordia PICCOLO ESAME DI COSCIENZA - Sono attento verso coloro che stanno passando un brutto periodo? Ho una parola o un gesto di conforto per loro? Mi lascio consolare quando sono nei miei momenti più bui oppure mi rinchiudo in me stesso non permettendo a nessuno di aiutarmi? PER APPROFONDIRE - Lettura di “A coloro che si sentono falliti” di don Tonino Bello Visione del film “The help” GESTO CONCRETO - - Mi impegno a non girarmi dall’altra parte quando vedo qualcuno che soffre, giustificandomi col fatto che magari lui vuole essere lasciato da solo. Faccio posto a Dio nella preghiera affinché mi consoli nei miei momenti tristi. Opere di Misericordia Spirituale Consulta giovani 26 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia QUINTA: Tra le inaudite indicazioni evangeliche questa è forse la più sorprendente "Se tuo fratello pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte al giorno ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai" (Lc 17,4). E' già un'impresa difficile; ma almeno qui si tratta di un offensore che si scusa. In realtà, l'insegnamento complessivo di Cristo è più ampio e incondizionato: "Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati" (Mc 11,25). A questa scuola gli apostoli insegnano: "Non rendete a nessuno male per male (Rm 12,17); anzi, "benedite coloro che vi perseguitano" (Rm 12,14). Ma la sua attuazione pratica è lontanissima dalle consuetudini umane, nelle quali dominano i risentimenti e i rancori coltivati. Una delle cause più forti del malessere sociale è data proprio dall'imperversare dell'odio e delle vendette, che innescano una catena interminabile di rappresaglie e quindi di sofferenze. Perdonare vuol dire abbandonare ogni risentimento e proposito di punizione e vendetta nei confronti di chi ci ha arrecato un’offesa o un danno. Tutti sbagliamo sovente in diversi modi sia contro il prossimo che contro Dio, e, però, tutti desideriamo comprensione e perdono sia da parte degli uomini che di Dio. Il perdono dei nemici è l'impegno più difficile che ci ha affidato il Signore. Ce lo ha presentato con caratteristiche precise: "Avete inteso che fu detto, amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori". (Mt. 5,43). L'insistenza con cui Gesù ha indicato con la parola e con la sua testimonianza personale la strada del perdono, aiuta a cogliere la ricchezza spirituale che esso contiene: spesso è causa di conversione ed è comunque una strada di evangelizzazione. Il perdono delle offese è opera richiesta non solo ai singoli, ma anche alle comunità nazionali e internazionali. Senza il perdono, Consulta giovani 27 Diocesi di Fiesole Opere di Misericordia Spirituale PERDONARE LE OFFESE Occasioni di Misericordia sarà l'orgoglio a dominare la scena del mondo, e con esso la violenza e la guerra. Perdonare di cuore non vuol dire perdere la memoria di ciò che abbiamo subito. Le ferite rimangono. Il credente che perdona mette tutto nell’infinita misericordia di Dio. PICCOLO ESAME DI COSCIENZA - Quando subisco un’offesa riesco a perdonare di cuore, oppure dentro di me cresce un desiderio di vendetta? Sono mai stato perdonato? Come mi sono comportato nei confronti della persona che avevo offeso? PER APPROFONDIRE - Visione del film “I passi dell’amore” Mi soffermo a meditare sul dipinto “Ritorno del figliol prodigo” di Rembrandt Visione del film “La musica nel cuore” Leggo il libro “L’abbraccio benedicente” di H. Nouwen Ascolto la canzone “Il pescatore” di De Andrè GESTO CONCRETO - Opere di Misericordia Spirituale - Perdono: chiederlo-darlo ad altri e a se stessi, scrivendo disegnando eventi precisi revisionando così la propria vita per affrontare più liberi l’oggi Trovare motivi di stima nei confronti di chi ci ha offeso e di noi stessi, quando ci autocommiseriamo e condanniamo per errori commessi, così da sostituire i giudizi screditanti focalizzati solo sugli aspetti negativi. Consulta giovani 28 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia SESTA: Questa è forse l’opera di misericordia più attuale, più quotidiana, più universale; ci interpella tutti i giorni, dovunque andiamo, perché ogni giorno siamo a contatto con persone: in famiglia, sul lavoro, per la strada, sull’autobus, al cinema, a scuola, in parrocchia. E non tutte sono sempre simpaticissime. Il nostro esercizio quotidiano sta dunque nel non brontolare, nel non arrabbiarsi, nel non parlare male alle spalle, ma di accettare l'altro per quello che è, tollerarlo, nonostante ci dia fastidio. Ma la sopportazione non deve consistere nel subire in silenzio. Avrebbe poco senso. L’apostolo San Paolo, nella lettera agli Efesini, scrive: “Sopportatevi a vicenda nell'amore”. AMORE è la parola chiave che dà significato cristiano alla sopportazione, che la rende pienamente accettabile e la trasforma in “opera di misericordia”. Certamente non è facile sopportare pazientemente le persone moleste con amore. In genere è più difficile con le persone vicine, con cui ci si trova a vivere molte ore al giorno, ad esempio con i parenti con cui si vive in casa, con i compagni di scuola o i colleghi di lavoro. Ma non siamo soli a dover combattere queste situazioni di ogni giorno. Lo Spirito Santo è con noi e infatti la PAZIENZA è uno dei suoi frutti, che noi siamo chiamati a coltivare. Consulta giovani 29 Diocesi di Fiesole Opere di Misericordia Spirituale SOPPORTARE PAZIENTEMENTE LE PERSONE MOLESTE Occasioni di Misericordia PICCOLO ESAME DI COSCIENZA - Riesco a sopportare con pazienza tutte le persone che mi stanno intorno? mi arrabbio? rispondo male? sbuffo? Sono proprio sicuro di non essere io, a volte, una persona molesta per gli altri? do fastidio? faccio arrabbiare chi mi sta vicino? sono antipatico? PER APPROFONDIRE - - Guardare il film "La famiglia Belier". Se nella mia vita succedesse quello che accade nella vita della protagonista, saprei fare altrettanto? Rileggere la storia di “Cenerentola": tutti ci focalizziamo sull'incontro col principe, ma quante ne ha dovute subire Cenerentola prima di avere il suo riscatto? anche noi nella stessa situazione avremmo avuto la stessa pazienza con le sorellastre? e alla fine, le avremmo perdonate? GESTO CONCRETO Non occorre andare a cercarsi un'occasione per mettere in pratica quest'opera di Misericordia. Le persone moleste arrivano da sole. Tutti i giorni. Occorre allenarsi a riconoscere che quando qualcuno ti da fastidio col suo modo di fare, quello è il momento giusto per mettere in pratica quest'opera di Misericordia. All'inizio basta non rispondere male e cercare di passarci sopra. Quando saremo bravi in questo, proveremo anche ad aggiungere AMORE nel nostro gesto di sopportazione, cercando di volere bene anche a quella persona così antipatica. Magari così riusciremo a trovare in lei degli aspetti positivi e alla fine ci potrebbe anche piacere! Opere di Misericordia Spirituale - Consulta giovani 30 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia SETTIMA: PREGARE DIO PER I VIVI E PER I MORTI Consulta giovani 31 Opere di Misericordia Spirituale Pregare per gli altri significa invocare Dio, supplicarlo, tenendo presente la vita di qualcun altro, i suoi bisogni, le sue necessità. Si tratta di una preghiera di intercessione, cioè una preghiera in cui ci si interpone tra Dio e l’uomo, diventando il punto del loro incontro. Nell’intercessione non chiediamo a Dio, che sa già ciò di cui abbiamo bisogno, di ricordarsi di qualcuno, ma davanti a Lui ci ricordiamo noi stessi di altre persone, per illuminare la nostra relazione con esse; mentre invochiamo Dio per il perdono o l’aiuto per chi è nel bisogno, noi ci impegniamo concretamente e facciamo tutto ciò che è in nostro potere per quella suddetta persona. In questo senso l’intercessione è lotta contro la dimenticanza e l’indifferenza. Dio infatti ci vuole gli uni per gli altri, desidera che mostriamo per gli altri interesse, compassione, carità, mutuo aiuto, amore; così coloro che possono fare qualcosa per gli altri nel senso fisico, materiale, sono chiamati a farlo; tutti gli altri invece sono chiamati a pregare per loro. Poiché pregando rafforziamo i legami tra noi tutti e poiché siamo chiamati alla comunione dei santi, non dovremo mai dimenticarci neanche di chi è nostro nemico e di chi è più lontano a noi, sia esso in terra che in cielo. Tutti infatti sono bisognosi della misericordia di Dio, siano essi vivi, morti, santi o peccatori. Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia PICCOLO ESAME DI COSCIENZA - Prego per i defunti cominciando dalle persone che ho conosciuto e mi hanno voluto bene? Condivido le preoccupazioni degli altri pregando per loro? PER APPROFONDIRE - Film Rafal Wieczynski, Popiełuszko - “Non si può uccidere la speranza”, 2010 GESTO CONCRETO - - - Opere di Misericordia Spirituale - Fare attenzione alla preghiera “egoista”. Perché la preghiera sia davvero un’opera di misericordia, di carità, dovremo dimenticarci un po’ di noi stessi, dei nostri bisogni, delle nostre necessità e dei nostri desideri, che spesso rischiano invece di occupare tutto il nostro cuore e di far diventare egoista anche la preghiera. Partecipare consapevolmente alla Messa. Il semplice andare a Messa e quindi partecipare alla liturgia è di per sé una preghiera di intercessione, in quanto durante la celebrazione si prega sempre per tutti, è una preghiera universale: ogni santa Messa viene celebrata per la salvezza di tutta la Chiesa, del mondo intero, delle persone presenti alla celebrazione, delle persone lontane dalla comunità e forse anche lontane da Dio e dei defunti. Durante la preghiera di adorazione eucaristica presentare al Signore con semplicità tante persone e tanti bisogni. Chiedere una santa Messa per qualcuno in particolare. Sforzarci di pregare per chi ci rimane antipatico, per chi ci ha fatto del male, per chi non riusciamo a perdonare, per chi è lontano da noi. Lasciarci guidare dallo Spirito Santo. Quando preghiamo ricordiamoci di invocare lo Spirito Santo, poiché la preghiera di intercessione è un dono dello Spirito di Dio che lavora per l’unità e quando non riusciamo a domandare bene quello che vogliamo, lasciamo allora che lo Spirito Santo stesso “interceda con insistenza per noi”. Consulta giovani 32 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia IL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE Riconciliarsi significa godere nuovamente la gioia di essere insieme in pace. Riconciliarsi con Dio è far si che la nostra relazione con Dio con gli altri e con noi stessi ritrovi la sua armonia: Dio torni ad essere per me il mio Creatore, il mio Signore, io la sua creatura amata, gli altri i miei fratelli. Quando questa armonia viene ferita dal peccato queste relazioni si alterano per cui io o il lavoro o una mia passione prendono il posto di Dio, gli altri diventano nemici da cui difendersi ed io non mi sento amato così come sono. Quando in me c’è confusione provo disagio, ansia tristezza. Se il mio cuore è molto indurito provo anche apatia e indifferenza. Corriamo a confessarci, lasciamoci guarire dal Signore e ritroveremo la pace e la gioia di sentirci figli/e amati/e. Confessarsi può creare molto imbarazzo e disagio e per questo molto spesso si tende a sottrarvisi oppure a rimandare. Spesso si confessano più volentieri i nostri “peccati” agli amici o anche agli sconosciuti piuttosto che a un sacerdote. A volte non sappiamo cosa dire, altre volte pensiamo di avere commesso qualcosa di così grave da non poter essere perdonati, oppure non andiamo a confessarci perché pensiamo di non avere bisogno di una figura intermedia, ma che possiamo benissimo gestire da soli il nostro rapporto con Dio. Alcuni consigli da papa Francesco: “Dite tutto al confessore, dite sempre la verità al confessore questa trasparenza fa bene perché ci fa umili. Dire la verità senza nascondere, senza mezze parole perché stai parlando con Gesù nella persona del confessore. Il Signore vuole che tu gli dica quello che Lui già sa. Lui ti perdona sempre. Abbiate sempre questa trasparenza. Questa è una grazia. Dire: “Padre ho peccato ho fatto questo, questo e questo” con tutte le parole, poi il Signore ti abbraccia, ti bacia. Ho fatto questo: umilmente come ha fatto il pubblicano nel Vangelo, poi il Signore ti tapperà la bocca Lui non tu. Dal proprio peccato sovrabbonda la grazia, aprite la porta alla grazia con questa trasparenza. Alcuni dicono io mi confesso con Dio: è facile lui è là non c’è un quattrocchi sarebbe come confessarsi per e-mail. Consulta giovani 33 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia Confessare i nostri peccati non è andare ad una seduta di psichiatria e neppure andare in una sala di tortura è dire al Signore: sono peccatore e dirlo tramite il fratello (il sacerdote) perché questo dire sia anche concreto. Questa è la confessione”. La confessione, quindi, è un incontro: incontrare un Padre che mi ama immensamente a cui non interessa se ho dei difetti o se ho sbagliato ma interessa che io sia tornato da Lui e che abbia deciso di lasciarmi avvolgere, abbracciare dal suo amore che “tutto scusa, tutto crede, tutto sopporta”. Coraggio! Non rimandare più neanche di un giorno. La confessione è gioia. Ancora… “Nella celebrazione di questo Sacramento, il sacerdote non rappresenta soltanto Dio, ma tutta la comunità, che si riconosce nella fragilità di ogni suo membro, che ascolta commossa il suo pentimento, che si riconcilia con lui, che lo rincuora e lo accompagna nel cammino di conversione e maturazione umana e cristiana. Uno può dire: io mi confesso soltanto con Dio. Sì, tu puoi dire a Dio “perdonami”, e dire i tuoi peccati, ma i nostri peccati sono anche contro i fratelli, contro la Chiesa. Per questo è necessario chiedere perdono alla Chiesa, ai fratelli, nella persona del sacerdote. Per chi pensa di aver fatto qualcosa di troppo grave: dice Gesù:«ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.» E anche: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». Per chi pensa di non aver fatto nulla: se davvero dopo un attento esame di coscienza sei sicurissimo di esserti comportato sempre bene, di non avere ferito nessuno con le tue parole, di avere fatto tutto quanto ti è stato possibile fare e di aver tenuto a freno anche i pensieri, allora vai con gioia a confessarti e ringrazia il Signore di averti aiutato in questa impresa. Per chi fa sempre gli stessi peccati: puoi pensare che sia inutile confessarsi perché tanto poi ricadi negli stessi errori. Guarda che tutti facciamo sempre gli stessi peccati. Per cui, non ti vergognare a confessare sempre gli stessi. Non è scritto da nessuna parte che bisogna confessare sempre peccati diversi. Il Signore ti sta aspettando, vai … apri la porta del tuo cuore! Consulta giovani 34 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia ESAME DI COSCIENZA COSA È ACCADUTO NEL MIO CUORE? Mi interrogo sul male che ho commesso e sul bene che avrei potuto fare ma non ho fatto: verso Dio, gli altri e se stessi. Nei confronti di Dio Ho pregato Dio solo quando ho avuto bisogno? L’ho ringraziato? Ho partecipato alla Messa la domenica ? Ho pregato al mattino e alla sera? Ho bestemmiato? Mi sono vergognato di dimostrarmi cristiano? Ho coltivato la mia fede? Come? Quando? Mi sono ribellato/a davanti ai disegni di Dio? Pretendo che Egli compia la mia volontà? Nei confronti del prossimo Ho perdonato, ho aiutato gli altri? Ho calunniato, rubato, disprezzato i piccoli e gli indifesi? Sono stato/a invidioso/a, sono stato/a collerico/a? Ho avuto cura dei poveri e dei malati? Sono stato/a onesto/a e giusto/a con tutti o solo con qualcuno? Ho istigato altri a fare il male? Ho onorato e rispettato i miei genitori? Ho rispettato la santità del mio corpo e quella della mia ragazza/o? Ho rifiutato la vita appena concepita? Ho rispettato l’ambiente? Nei confronti di sé Ho creduto a volte si o a volte no? Ho esagerato nel mangiare, bere, fumare, divertirmi? Ho letto libri, fumetti, giornali, pagine internet che uccidono la gioia e la Grazia? Mi sono preoccupato/a troppo della salute fisica, dei miei beni? Come ho usato il mio tempo? Sono stato/a pigro/a? Ho voluto essere servito/a ? Ho amato e coltivato la purezza di cuore, di pensieri e di azioni? Ho meditato vendette, ho nutrito rancori? Sono stato/a mite, umile, costruttore/trice di pace? Consulta giovani 35 Diocesi di Fiesole Occasioni di Misericordia INDICE Presentazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1 In un colpo d'occhio il Volto della Misericordia . . . . . . . . . . . . . . . . 2 San Giovanni Paolo II . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 Santa Faustina Kowalska . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 La Fonte: Il giudizio finale. Mt. 25, 31-46 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8 Le sette opere di misericordia corporali Prima: Dar da mangiare agli affamati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9 Seconda: Dar da bere agli assetati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10 Terza: Vestire gli ignudi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12 Quarta: Accogliere i forestieri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 Quinta: Assistere gli ammalati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .15 Sesta: Visitare i carcerati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17 Settima: Seppellire i morti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18 Le sette opere di misericordia spirituali Prima: Consigliare i dubbiosi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Seconda: Insegnare agli ignoranti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Terza: Ammonire i peccatori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Quarta: Consolare gli afflitti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Quinta: Perdonare le offese . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sesta: Sopportare pazientemente le persone moleste . . . . . . Settima: Pregare Dio per i vivi e per i morti . . . . . . . . . . . . . . . 20 22 23 25 27 29 31 Il sacramento della Riconciliazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33 Esame di Coscienza . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . 35 Consulta giovani 36 Diocesi di Fiesole “Fatevi ispirare dalla preghiera di santa Faustina, umile apostola della Divina Misericordia nei nostri tempi” (Papa Francesco) «Aiutami, o Signore, a far sì che [...] i miei occhi siano misericordiosi, in modo che io non nutra mai sospetti e non giudichi sulla base di apparenze esteriori, ma sappia scorgere ciò che c’è di bello nell’anima del mio prossimo e gli sia di aiuto […] il mio udito sia misericordioso, che mi chini sulle necessità del mio prossimo, che le mie orecchie non siano indifferenti ai dolori ed ai gemiti del mio prossimo […] la mia lingua sia misericordiosa e non parli mai sfavorevolmente del prossimo, ma abbia per ognuno una parola di conforto e di perdono […] le mie mani siano misericordiose e piene di buone azioni […] i miei piedi siano misericordiosi, in modo che io accorra sempre in aiuto del prossimo, vincendo la mia indolenza e la mia stanchezza […] il mio cuore sia misericordioso, in modo che partecipi a tutte le sofferenze del prossimo» (S. Faustina Kowalska, Diario, 163). Hanno collaborato alla stesura del testo: Anderson Pacchiarini, Chiara Lusetti, Francesco Ciapetti, Gabriele Bandini, Giacomo Ravara, Giusy Toscano, Letizia Baldetti, Letizia Broccoli, Simona Cherici, Simone Masselli, Simone Mazzeschi, Stefano Isolan, Valentina Laici, Violetta Pisanti “A voi giovani, che siete molto concreti, vorrei proporre per i primi sette mesi del 2016 di scegliere un’opera di misericordia corporale e una spirituale da mettere in pratica ogni mese” (Papa Francesco, Messaggio per la GMG 2016, 3)