FANFICTION su LAMÙ
STORIA SEGRETA DEI S.I.S.A.S.
(ovvero: come riuscirono a resisterle per quattro anni!)
35 capitoli (concluso)
Note: NC-18 - Smile! - Lemon
Autore: Andy Grim (indirizzo mail: [email protected])
ATTENZIONE: questa fanfiction tratta argomenti riservati ad un pubblico adulto. Se continui a
leggere, ti prendi la responsabilità di dichiararti con più di 18 anni.
- I personaggi di questa fanfiction sono tutti maggiorenni, e in ogni modo si tratta di un’opera di
finzione che non trova alcun riscontro nella realtà. -
1
Introduzione
racconto intende rispondere a
Questo
una domanda che sarà senza
“Gli uomini aspirano ad essere il primo amore di una donna.
Le donne, più intelligenti, preferiscono essere l’ultimo amore di un uomo”
Oscar Wilde (1854 -1900)
“Voglio restare lontano dalla ragazza che amo per continuare ad amarla”
Ataru Moroboshi (dal film Beautiful Dreamer)
dubbio affiorata nel cervello di tutti gli appassionati della saga di Uruseyatsura: come avrà
potuto l’uomo più allupato di tutto l’universo (al secolo Ataru Moroboshi) rifiutare tutte le
avances fattegli dalla sua forzata consorte (al secolo Lamù) con la speranza di indurlo a
consumare la loro relazione e metterlo quindi con le spalle al muro?
***
Innanzi tutto occorre puntualizzare che la decisione del Consiglio Organico di Moroboshi di
non superare mai un rapporto puramente platonico con la “Principessa degli Oni”, poggiava
principalmente su tre basilari considerazioni:
1. Brad Fewer (capo della sezione Cerebrale) temeva che, sottraendole la verginità,
Moroboshi non avrebbe più avuto modo di “guadagnare tempo” e sarebbe stato costretto
a sposarla ufficialmente, prima ancora di poter essere sicuro dei propri sentimenti.
2. Hugh Simons (capo della sezione Neurologica) intendeva dimostrare alla signorina Lamù
che il suo “tesoruccio” voleva conservare la propria libertà, anche a costo di rinunciare ai
di lei favori. Inoltre, è ormai sicuro, voleva farle capire che Moroboshi la considerava al
di sopra di tutte le altre e da lei cercava quindi ben di più che il sesso…!
3. August Percival (capo della sezione Genetica) temeva, al di sopra di tutto, una scarica
elettrica durante un amplesso che, arrivando al cervello dal membro attraverso il midollo
spinale, avrebbe potuto causare danni irreparabili, non escluso il decesso! Invano la sua
collega della Genetica di Lamù si affannava a spiegargli che i circuiti di sicurezza
ginecologici avrebbero prevenuto qualunque scarica durante l’attività sessuale: senza
questa precauzione, come avrebbe potuto la razza degli Oni riprodursi? Ma Percival
preferiva non fidarsi…!
Tuttavia, riuscire a mantenere un rapporto puramente platonico con una femmina di quella
fattezza, nella quale bellezza e sensualità si amalgamavano in una miscela esplosiva (pure
potenziata dal discinto abbigliamento) era teoricamente impensabile per qualunque maschio
della specie umana (terrestre e non) e non parliamo poi dell’uomo più allupato di tutto
l’universo (come Moroboshi era registrato sul Computer del Centro Informazioni di Uru:
quello stesso Computer che - vorrebbero farci credere - lo aveva casualmente scelto)!
Qualche “bacio elettrico” Lamù era già riuscita a rubarlo al suo “maritino” e arrivare dalla A
alla C1 sarebbe stato solo questione di tempo! Fu così che il capo della sezione Sensitiva,
Jerry Humper, venne convocato dal Coordinatore (ovvero da A1) e fu un colloquio che lo
lasciò sconvolto… in pratica gli si chiedeva di trasformare il superrarrapato Ataru
Moroboshi in un flemmatico lord britannico, ogniqualvolta si fosse trovato a tu per tu con la
sua mogliettina…! Il poveretto si ritirò per giorni e giorni, fino a che… lampo di genio o
ispirazione demoniaca (…), Jerry Humper ideò, progettò e realizzò il famigerato dispositivo
SISAS, il cui nome non era altro che l’acronimo di “Sensual Impulse Selective Auto
Shunter”, ovverosia “Derivatore Automatico Selettivo di Impulsi Sensuali”.
E ora, ecco finalmente raccontata tutta la storia…!
1 Classificazione dei rapporti fisici con l’altro sesso: A=bacio, B=petting, C=amplesso o rapporto completo; esiste anche la D
(gravidanza) che definisce semplicemente l’eventuale conseguenza del rapporto C.
2
Capitolo 1: “Ma cos’è quell’affare?”
P
orca miseria! C’è n’è ancora per molto…? Sono distrutto!”
“Ancora un po’ di pazienza, Rusty! Abbiamo quasi terminato!”
“Lo spero proprio… queste dannate ispezioni ai circuiti ricettori, ti ammazzano!”
“Lo sai bene che sono necessarie! Certo, se il nostro amico fosse un soggetto un po’ meno
irrequieto…”
“Già… nessun essere umano riuscirebbe a usurare le coronarie come quel maledetto
pervertito! Guarda un po’ se ci doveva toccare proprio questo debosciato, da accudire…!”
“Ogni uomo ha il suo destino… come ogni suo complemento organico, del resto!”
commentò il più anziano dei due, fermandosi per esaminare un quadrante che indicava lo
stato vitale di una cellula nervosa. Annotò qualcosa nella tabella che aveva estratto da una
tasca del suo camice e aggiunse: “OK anche questa! Forza, muoviamoci!”
“Vada un po’ più adagio, accidentaccio! Ho i piedi a pezzi, con questi maledetti stivali
protettivi!”
Il compagno annuì stancamente - i piedi dolevano anche a lui - e indugiò con lo sguardo
sulla scritta che, a intervalli regolari, campeggiava sulla parete del condotto nervoso:
NON APPOGGIARSI: PERICOLO DI FOLGORAZIONI IMPROVVISE
“Un’altra dura necessità!” sospirò, rassegnato.
“Sì, ma vorrei proprio capire perché la Cerebrale pretende li si indossi 24 ore su 24…!”
“Brad Fewer sa bene quello che fa. E lo sai anche tu che quelle scariche possono arrivare da
un momento all’altro!”
“Anche quando quei due scoppiati stanno dormendo…?”
“Ma certo! Metti che Ataru si metta a parlare nel sonno, sognando qualche sua preda
mancata: se lei, che ha il sonno leggerissimo, sentisse quello che dice, non ci penserebbe su
due volte!”
“E quanto durerà ancora, questa storia, capo? Tanto, ormai, dopo la faccenda del pianeta El,
quell’imbecille non potrebbe più ingannare nessuno; il grado del Coefficiente Relazionale
parla chiaro: la ama alla follia!”
Il compagno, nonché diretto superiore, gli cacciò una mano sulla bocca: “Taci, pazzo
incosciente che sei! Se il Coordinatore ti sentisse, ci farebbe un mazzo così a tutti e due, non
lo capisci…?”
“Io capisco soltanto che stiamo andando fuori d’ogni logica. La stiamo facendo soffrire
inutilmente e il personale è già sull’orlo di una crisi depressiva…! Tutti i miei colleghi la
pensano così!”
“Non sta all’equipe organica prendere le decisioni sulla condotta di una vita. Solo il
soggetto interessato può farlo!”
“E pensare che sarebbe bastato solo un pizzico di coraggio in più… poteva ben
pronunciarlo, quel maledetto sì!”
“Ci abbiamo provato Rusty, ma era successo tutto troppo all’improvviso:1 non poteva essere
già pronto. Vedrai che un giorno lo sarà!”
“Purché quella stakanovista in bikini tigrato non si stufi e non lo molli prima! Francamente,
credo che Ataru non sopravvivrebbe…!”
“E nemmeno lei! No, credo che ormai ci troviamo a un punto di svolta, nel loro rapporto.
Non lo so, ma sento che sta per succedere qualcosa!”
“Per esempio?”
1 Qui si fa riferimento agli avvenimenti narrati nel lungometraggio “Only You” del 1983 (distribuito in Italia nel 1996).
3
“Beh…” il complemento organico Hugh Simons, capo della sezione Neurologica di Ataru
Moroboshi, prestò improvvisamente attenzione a un sospetto ronzio udito in quel momento
e, tutto d’un tratto…
“Rusty: ATTENTO…!!”
Con una mossa fulminea atterrò il suo compagno di squadra, appena in tempo per evitare
che venisse investito da un oggetto voluminoso piombante dall’alto.
Cessato il fracasso ed il panico, i due realizzarono di trovarsi di fronte a un complesso
ordigno cilindrico con diverse protuberanze squadrate che giaceva, ammaccato e fumante,
sul pavimento. Gli spezzoni dei condotti nervosi che lo avevano collegato quand’era al suo
posto, tranciati dalla caduta, mandavano scintille e sfrigolii…
“Tutto bene, Rusty…?” chiese Simons, tergendosi la fronte sudata.
“Sì, sì… sto bene… spavento a parte! Ma… cos’è quell’affare…? Accidenti, poteva anche
ammazzarci!” e gli si avvicinò.
“Stai indietro, non lo toccare! Può essere pericoloso!”
“Ma si può sapere cosa diavolo è…? Mai visto prima, un accidente simile! È forse un
accumulatore di adrenalina?”
Il capo-sezione si girò verso di lui; il suo volto era diventato pallido.
“No” rispose quindi, con voce un po’ tremula “È un SISAS…!”
***
Hugh Simons si era chinato sullo strano ordigno che per poco non li aveva travolti. Aveva
tirato fuori di tasca un dispositivo che, all’apparenza, si sarebbe detto un rivelatore di campi
elettromagnetici e stava osservando con ansietà i dati che comparivano sul display
dell’apparecchio.
“Insomma, capo” disse il suo collega “mi vuol spiegare cosa sarebbe questo maledetto
arnese che per poco non ci accoppava? Come lo ha chiamato? SIF… SIS…”
“SISAS” rispose l’altro, sempre intento alle sue osservazioni “è incredibile… credevo che i
bulloni di ancoraggio avessero ceduto per il peso, ma non è così: è la materia che si è
disintegrata in quel punto! Questo shunter è completamente collassato!”
“Uno shunter? Vuol dire che questo apparecchio è un derivatore?”
“Esatto, Rusty! Quest’affare era uno dei 13 derivatori che piazzammo in giro, quasi quattro
anni fa!”
“E cosa dovevano derivare…?”
Il capo-sezione della Neuro guardò a lungo il suo compagno, abbozzando un sorriso
enigmatico: “È triste quando un responsabile deve tacere un affare importante ai suoi diretti
collaboratori, Rusty! Ma questa faccenda era vincolata dal più assoluto segreto: solo i capi
della Cerebrale, della Sensitiva, della Neuro e della Genetica ne erano al corrente!”
“Della Genetica…?” il giovane complemento sgranò gli occhi “Non mi dirà che questi
shunter dovevano limitare le correnti sessuali…?!”
“Proprio così: SISAS sta per derivatore auto selettivo di impulsi sensuali!1 Servivano a far
sì che Ataru Moroboshi non perdesse il controllo, al momento opportuno!”
Rusty scoppiò in una risata: “Questa sì che è davvero buona…! Dal momento che ci
troviamo nel corpo dell’uomo più allupato di tutto l’universo, non direi che questi SISAS
abbiano funzionato tanto bene, non è vero? Ah, ah, ah…!!”
“Ti sbagli di grosso, Rusty: hanno funzionato anche troppo! La virtù della signorina Lamù,
ancora intatta, ne fa fede!”
1 Spesso, per brevità, erano anche chiamati ASD (“anti-seduction device”, ovvero “dispositivi anti-seduzione”).
4
Rusty smise subito di ridere e Simons continuò “Non ti sei mai chiesto, figliolo, perché
l’uomo più allupato dell’universo non sia mai saltato addosso alla sua esuberante sposina?
Come abbia potuto resistere alle sue profferte amorose? Come mai questo matrimonio
interplanetario non sia ancora stato consumato?”
“Vuol… vuol dire che quei derivatori servivano a… a…”
“Esattamente, Rusty: servivano a non farli finire a letto!”
“Ma… ma perché…??”
Anziché rispondere, Hugh Simons voltò le spalle al suo allibito assistente e si avvicinò a un
terminale comunicativo, lì nei pressi: “Simons all’Immunitaria: urge recupero ASD
collassato nel condotto 26. Priorità 1!” richiuse il contatto e si rivolse ancora al suo
collaboratore “Allegro, amico mio! Non ti avevo detto che stava per succedere qualcosa?
Vedrai che le tue preoccupazioni per la felicità della signorina Lamù cesseranno presto!”
“Che cosa vuol dire, capo…?” chiese l’altro con un tono di voce in cui si notava la curiosità,
mista all’ansia.
Ma il superiore si limitò ad andarsene, agitando la mano.
Capitolo 2: “Si rende conto di ciò che mi chiede…?”
J
erry Humper non poteva credere alle proprie orecchie. Davanti a lui c’era la massima
autorità dell’organismo, il Coordinatore in persona, nientepopodimeno che “A1” (i
Coordinatori di tutti gli organismi umani sono designati dall’iniziale del nome di battesimo
dell’individuo che devono gestire, seguito dal numero 1), il quale gli aveva appena dato un
compito assurdo: Ataru Moroboshi, l’uomo più allupato di tutto l’universo, il libertino per
vocazione, avrebbe dovuto essere messo in grado di resistere alle grazie della sua consorte
spaziale: vale a dire una formosissima e seducentissima bomba sexy e, per di più, aliena (il
“diverso”, si sa, affascina in modo particolare)!
“Me ne rendo perfettamente conto, Jerry” aveva replicato il Coordinatore “e so bene che si
tratta di un compito quasi impossibile… tuttavia, se c’è qualcuno qui dentro in grado di
risolvere il problema, questi è sicuramente lei!”
“Ne sono lusingato, signore… ma questo servirà a ben poco! Considerate le peculiarità del
nostro amico e quelle del soggetto con cui ci dobbiamo confrontare, le garantisco che
l’unico modo per evitare di farlo precipitare nelle braccia della signorina Lamù, è quello di
castrarlo!”
“Non sia così drastico, caro Humper: non le sto chiedendo di renderlo completamente
insensibile al fascino di quell’aliena… diciamo che dovrà fare in modo di mantenere un
certo controllo, per riuscire a tenersi a distanza!”
“Tenersi a distanza…??! Ma questa è comica! Ma se sono anni che ci proviamo, a tentare di
ridurgli la libidine… e con quali risultati? E lo sa anche lei qual è la causa principale di
questo suo comportamento: la carenza pressoché assoluta di ormoni femminili non rende
possibile equilibrare le pulsioni sessuali di questo organismo in modo accettabile! Perché
quella ragazza dovrebbe fare eccezione?”
“Perché non vogliamo che lui le salti addosso come cerca di fare con tutte le altre! Per tre
motivi: primo, le darebbe tutto il diritto di essere considerata sua moglie! Secondo: non
sappiamo ancora quali sarebbero i risultati di un accoppiamento con una donna aliena!
Terzo: se Lamù ama davvero Ataru come asserisce, non vogliamo che consumi un rapporto
con lui, prima che quel maiale patentato le abbia ricambiato i sentimenti!”
Humper se ne stette un bel pezzo a grattarsi l’epidermide, guardando il gran capo in
cagnesco. Poi domandò: “Ho carta bianca…?”
5
“Quanta ne vuole: faccia tutto quello che ritiene necessario per riuscirci. Ma ci riesca!”
“Sta bene” Humper si alzò “ma sia ben chiaro che non intenderò rispondere degli eventuali
effetti collaterali, né di altre conseguenze impreviste!”
“Le do la mia parola!”
Il capo della sezione Sensitiva salutò e lasciò l’ufficio del Coordinatore.
Capitolo 3: “Gli shunter non ce la fanno più!”
C
hristopher W. Wellington, nome in codice “A1”, il Coordinatore dell’essere umano
Ataru Moroboshi (noto in tutto il pianeta Terra come il salvatore dello stesso) stava
seduto alla sua scrivania sorreggendosi il capo col palmo della mano destra e
tambureggiando sul piano del tavolo con le dita della mano sinistra.
Davanti a lui, in piedi e con le mani unite dietro la schiena, ostentando una tranquillità che
non sentivano, c’erano Brad Fewer, il capo della sezione Cerebrale e Hugh Simons, il capo
della Neurologica; spesso si scambiavano brevi mute occhiate, per poi tornare a osservare il
comandante supremo. Erano lì da almeno un paio d’ore e poco più di tre ne erano passate da
quando Simons e il suo collaboratore avevano assistito alla caduta di quel dispositivo
chiamato “SISAS”.
Non riuscendo a contenere l’evidente nervosismo, Wellington si alzò e cominciò a
passeggiare per la stanza, tenendo le braccia conserte e gli occhi verso il pavimento. A un
certo punto si blocco di fronte a un’immagine appesa alla parete, ricavata da un file onirico.
Raffigurava una splendida creatura poco più che diciassettenne, dai lunghi e fluenti capelli
dagli insoliti riflessi verd’azzurri, sui quali spiccavano due originalissimi cornini dorati.
Aveva due occhi meravigliosi e un sorriso d’una dolcezza incomparabile.
A1 la contemplò a labbra serrate, quindi pronunciò queste parole: “Ma perché…? Ci sono
miliardi di ragazzi su questo pianeta fottuto… e quella va a scegliere proprio questo!
Perché…?!”
Gli altri due tornarono a scambiarsi uno sguardo malinconico. D’un tratto, venne bussato
alla porta.
“Avanti!” rispose il Coordinatore.
Altri due complementi organici entrarono nell’ufficio. Si trattava di August Percival, il capo
della sezione Genetica e di Jerry Humper capo della Sensitiva, che teneva in mano un rotolo
di progetti. Dopo che ebbero richiuso l’uscio, il Coordinatore si irrigidì e alzò il mento,
protendendolo verso di loro: “Ebbene…?”
Humper scambiò un’occhiata con Hugh Simons e si rivolse direttamente al capo. Allargò le
braccia e replicò: “Purtroppo, è esattamente come temevo…!”
“Vale a dire…? Cerchi di essere chiaro e succinto, Jerry!”
“Sissignore! In breve, l’ASD collassato era andato fuori uso per una ragione molto
semplice: si era completamente saturato!”
“Saturato…??” chiesero coralmente gli altri.
“Proprio così. La completa saturazione dei condensatori interni e quindi l’accumulo di
carica nella struttura, ha creato una scissione molecolare che ha provocato la disintegrazione
dei supporti d’attacco. Da qui, il distacco e la caduta!”
“Ma… può succedere anche agli altri 12 dispositivi…?!”
Il capo della Sensitiva fissò decisamente il Coordinatore dell’organismo: “Non è che può
succedere, signore: succederà sicuramente. E tra brevissimo tempo, per giunta!”
6
Hugh Simons e August Percival impallidirono paurosamente, mentre Brad Fewer si limitò a
scuotere la testa. A1 si lasciò scappare una sorda imprecazione: “Per tutti i demoni
dell’universo!! (…) Ma si può sapere, almeno, com’è potuto succedere…??”
“Non lo so, signore” continuò Humper “sono veramente desolato… li avevo progettati con
la massima meticolosità e credevo di aver tenuto conto di tutte le evenienze. Purtroppo… ed
evidentemente… devo aver commesso un qualche errore! Non accamperò scuse di sorta,
comandante: la responsabilità è unicamente mia!” concluse, abbassando lo sguardo.
“No, Jerry: non è tua la colpa. Se ci sono dei responsabili, quelli siamo Simons ed io!”
Il Coordinatore, che era tornato a sedere al suo posto premendosi i pugni sulle tempie, si
riscosse; notando lo sguardo deciso di chi aveva parlato e quello annuente di Simons,
domandò: “Che cosa significa, Percival? Cosa vuole dire…?”
August Percival, il responsabile della sezione Genetica (quella, tanto per intenderci, che
avrebbe dovuto occuparsi di dare una prole a Lamù) riprese risolutamente la parola:
“Humper non ha commesso nessunissimo errore nella realizzazione di quei SISAS, signore:
egli ha magistralmente applicato le sue conoscenze in base ai dati che Simons aveva fornito
e che io avevo elaborato. Il fatto è che… beh, insomma… è duro ammetterlo, ma… non
avevamo tenuto conto di un banalissimo dettaglio!”
“Quale banalissimo dettaglio, Percival…?!” gridò Wellington, esasperato.
“Vede, signore” spiegò Simons “quando prendemmo la decisione di impiegare quegli
shunter, la signorina Lamù aveva solo quattordici anni… e perciò…”
“…perciò” continuò Percival “i dati che passammo alla Sensitiva e che Humper utilizzò per
la progettazione dei SISAS, li resero in grado di resistere al fascino sensuale di
un’adolescente di quattordici anni… niente di più!”
Stille di freddo o forse bollente sudore apparvero sulla fronte di A1, che stava lentamente
cominciando a capire “Volete dire che adesso…” e gli tremava la voce.
“Esatto” confermò Percival “adesso, la signorina Lamù ha quasi passato i diciotto… da
quattr’anni in qua si è sviluppata meravigliosamente… ha tutte le curve nei punti giusti…
insomma…”
“Insomma, in poche parole, gli shunter non ce la fanno più” concluse lo stesso Humper “la
quantità di energia impulsiva che devono trattenere per non farla giungere ai demodulatori
della Genetica supera di gran lunga la soglia di resistenza dei condensatori, che non
riescono più a scaricarsi sufficientemente durante le ore di sonno dell’organismo… e
quindi… collassano!”
“Ma è terribile! E non mi direte anche che non esiste nessun rimedio…?!”
“Nessuno… a meno di non allontanare questo organismo dalla fonte degli impulsi per un
discreto periodo… in altre parole, il signor Moroboshi dovrebbe trascorrere diversi mesi
(sempre ammesso che riuscisse a farlo) lontano dalla sua compagna, dandoci modo di
sostituire gli shunter attuali con altri dotati di una maggiore tolleranza!” spiegò Percival.
“Non sarebbe praticabile, August” replicò Humper “hai dimenticato che gli shunter attuali
consumano una quantità di energia al limite della sicurezza? Se li sostituissimo con altri
ancora più potenti, potrebbero inibire l’intero blocco ricevitore: Ataru rischierebbe di
diventare impotente!”
“Merda! Una fine davvero ingloriosa per l’uomo più allupato dell’intero universo!”
commentò Fewer.
“E soprattutto” aggiunse Simons con lo sguardo rivolto al ritratto della bellissima ragazza
dalla chioma verde “sarebbe un prezzo che lei non meriterebbe di pagare…!”
Dopo una pausa di parecchi secondi, A1 riprese a parlare: “Jerry… lei ha detto, poco fa, che
tutti gli ASD collasseranno in brevissimo tempo!”
7
“Per forza, Comandante! Può comprenderlo facilmente dallo schema del circuito” spiegò il
capo della Sensitiva srotolando un largo foglio sulla scrivania del Coordinatore “come
vedete, gli ASD sono tutti collegati in parallelo;1 ogniqualvolta uno di essi cessa di
funzionare, il carico gestito si ripartisce sugli shunter superstiti, gravando ciascuno di essi
con un carico maggiore di prima! Questo, ovviamente, aumenta progressivamente il grado
di saturazione sopportato e riduce ancora di più il tempo residuo di operatività: vale a dire
che, quanti più SISAS collasseranno, tanto più in fretta li seguiranno i rimanenti
dispositivi…”
“…in un’inarrestabile reazione a catena, di una sempre maggior velocità!” Brad Fewer
terminò per lui la spiegazione.
Il Coordinatore guardava cupamente ora lo schema degli shunter, ora le facce dei suoi
subordinati.
“Probabilmente è una domanda stupida” ammise “ma che succederà quando tutti quei
diabolici aggeggi saranno saltati…?”
Gli altri quattro si scambiarono l’ennesima occhiata, quindi Simons sorrise amaramente:
“Può comprenderlo abbastanza facilmente, comandante…!”
“Non si preoccupi di quello che posso o non posso comprendere, Simons: esigo una risposta
senza mezzi termini!!”
“Succederà quello che sarebbe successo, fin dall’inizio, se noi non li avessimo installati”
sospirò il capo della Neuro “alla signorina Lamù basterà un sorriso, per farselo
completamente…!”
Quella semplicissima risposta fu seguita da un silenzio sepolcrale.
“Quando avverrà tutto questo…?” domandò sempre Wellington, qualche attimo dopo.
Il capo della Sensitiva trasse di tasca un regolo calcolatore e cominciò a elaborare
silenziosamente i suoi calcoli. Inutile descrivere la tensione che gravava fra i suoi
osservatori. Finalmente, piatta e glaciale, arrivò la risposta di Humper: “Quattro giorni,
quattro ore, quattro minuti e quattro secondi!”2
Capitolo 4: “Trasformare questo libertino in un perfetto monogamo!”
H
ugh Simons stava osservando silenziosamente il personale dell’Immunitaria, intento
alla delicata operazione di “ingabbiamento” dei dispositivi SISAS tuttora funzionanti.
In pratica ogni apparato veniva circondato da una rete protettiva ad alta resistenza per
evitare che, una volta collassato, rovinasse a terra come aveva fatto il primo.
“Beh, questo dovrebbe almeno evitare di riceverne qualcuno sulla testa!” commentò Dick
Hoffman, il responsabile della sezione Immunitaria, fermo accanto al collega della
Neurologica.
Questi si voltò e gli sorrise: “Ho sempre ammirato il tuo imperturbabile ottimismo… lo sai,
Dick?”
“E come potrei non avercelo?” replicò l’altro, con una risatina “Dal giorno della sua nascita
questo organismo le ha provate tutte: botte, scariche elettriche, torture varie… eppure è
ancora vivo e sempre in buona salute!”
“Immagino che il merito sia più tuo che mio! Se tu sei riuscito a salvargli la buccia a
dispetto di tutto (e di tutte)… io non sono invece riuscito per nulla a farne un individuo di
1 Se fossero stati collegati in serie, il collasso del primo dispositivo avrebbe provocato l’interruzione istantanea del circuito e
Moroboshi sarebbe diventato immediatamente impotente!
2 Evidentemente il numero 4 è fondamentale nell’esistenza di Ataru Moroboshi!
8
buon senso! E per questo devo anche esserti grato di non avercela con me: ti avrei
risparmiato un mucchio di lavoro!”
“Sciocchezze, amico mio, sciocchezze! La natura di Ataru Moroboshi non è diversa da
quella di tanti suoi coetanei, sani ed esuberanti... è solamente un po’ più estremista. Ma, col
tempo, si calmerà!”
“Già… il tempo! Ecco qualcosa che non abbiamo più, vecchio mio: fra quattro giorni scarsi
non saremo più in grado di controllare i suoi istinti, nemmeno verso la signorina Lamù… e
allora…?”
“Ma forse sarà un bene, chi ti dice il contrario? Forse, dopo una C,1 entrambi vedranno le
cose sotto una diversa prospettiva… forse, diventando un uomo, riuscirà anche a
comportarsi, finalmente, come tale!”
“Vorrei che anche il capo avesse questa tua fiducia” replicò Simons scuotendo la testa “ma
non hai saputo quel che ci ha detto, poco fa?”
“No, che cosa vi ha detto…?”
***
“Solamente quattro giorni, eh?” aveva risposto A1 dopo un’altra pausa piuttosto lunga “Non
è proprio un grande margine per trovare una soluzione… ad ogni modo… Simons!”
“Comandi!”
“Quale livello ha raggiunto il Coefficiente Relazionale?”2
“1356 alle 12 di stamani, signore. Tuttavia, il valore è ancora nella zona convivenza… e
mancano ancora 144 punti per arrivare alla zona di coppia!”
“E ciò significa…?” insistette ancora Wellington, visibilmente irritato.
Brad Fewer emise un soffiò di disapprovazione. Possibile che quei testoni dei suoi colleghi
non prendessero l’abitudine di esprimersi in termini profani, almeno nei momenti critici?
Era sempre palpabile il loro imbarazzo a parlare chiaro!
“Significa che Ataru ha già accettato da tempo che la signorina Lamù viva accanto a lui, ma
ancora non l’accetta come moglie. Il C.R. ha fatto continui progressi, negli ultimi tempi,
tuttavia…”
“…tuttavia” si intromise Fewer per favorire un veloce arrivo al nocciolo della questione,
evitando così un’altra esplosione di Wellington “credo si debba ritenere che il tasso di
incremento del C.R. non permetterà di raggiungere la zona di coppia prima che la tempesta
ormonale si scateni a seguito del collasso dei SISAS… vero, Simons?”
“Affermativo!”
“Benissimo” esclamò il Coordinatore con uno strano tono di voce, fra il pacato e il beffardo
“stando così le cose, miei cari signori, ritengo che rimanga un’unica soluzione…”
“Naturalmente: e questa non può essere che la fuga. Ma definitiva, questa volta!!”
Tutti volsero gli sguardi verso il collega che aveva parlato, mentre Wellington gli sorrideva
minacciosamente: “Percival, io non ho chiesto il suo parere!”
“Signore… mi perdoni l’impertinenza, la prego, ma deve ascoltarmi: quando l’ultimo ASD
cesserà di funzionare, Ataru Moroboshi si precipiterà su Lamù… e io non sarò in grado di
fermarlo! Ci sarà un rapporto completo… e quando la controparte raggiungerà
l’orgasmo…”
“…partirà una scarica elettrica dalle immani proporzioni, che ci distruggerà tutti” concluse
Humper, sorridendo “sempre che tu abbia ragione!”
“E quindi, secondo te, sarebbe un rischio da correre…?!”
1 Vedi nota 1 all’introduzione.
2 Per le spiegazioni sul “Coefficiente Relazionale” rimando i lettori al Cap. 3 del racconto “I dilemmi di quelli di Asuka”.
9
“August, ti ricordo che la tua collega, la responsabile genetica della signorina Lamù, ti ha
già fornito le più ampie garanzie, su questo!”
“Che a me non convincono del tutto, Jerry: ciò che può funzionare per gli umani di Uru, può
non funzionare per quelli terrestri!”
“Adesso basta, Percival! Punto uno: se la Genetica della controparte mi assicura, come ha
già fatto, che il pericolo non sussiste, non spetta a lei porre il veto al rapporto. Punto due:
bocciata l’idea della fuga, perché sarebbe solamente una pia illusione pensare di sfuggire a
una donna che può viaggiare persino nell’iperspazio… ci abbiamo già provato troppe volte!
Punto tre: vorrei finire quello che stavo dicendo, se non vi dispiace…!”
Percival tacque e assentì con la testa, dopo aver deglutito.
“Dunque” riprese A1 tornando a rivolgersi a tutti i presenti “la soluzione, come dicevo, non
può essere che una sola: trasformare questo dannato libertino in un perfetto monogamo!”
A queste perentorie parole, fece ovviamente seguito un ammutolimento generale. Allo
sbigottimento di Percival, Humper e Simons faceva da contrasto la smorfia ghignante di
Fewer.
“Le… le dispiacerebbe ripetere, signore…?’” balbettò finalmente Simons.
“Credo di essermi spiegato benissimo! Oh… e naturalmente dovrete riuscirci prima che
quegli ordigni vadano completamente fuori servizio!”
In anticipo sulle proteste degli altri, entrò in funzione il terminale comunicativo sul tavolo
del Coordinatore: “Messaggio d’Emergenza per il Capo della sezione Immunitaria: altro
ASD collassato nel condotto 22. Due feriti leggeri fra il personale della Sensitiva. Si
richiede l’immediata presenza del signor Hoffman e del signor Humper. Ripetiamo…”
“Potete andare, signori” commentò freddamente il Capo “aspetto un rapporto sulla
situazione fra 24 ore esatte!”
Rabbrividendo sotto il suo sguardo glaciale, agli altri non rimase che abbandonare l’ufficio.
Capitolo 5: “Applicare un processo inverso!”
ualche ora più tardi, i quattro principali “pelatori” della patata bollente erano radunati
Qnel
laboratorio di Jerrry Humper, il quale sedeva al suo posto davanti a una quantità
impressionante di scartoffie zeppe di calcoli algebrici, formule chimiche e altri segni sempre
meno comprensibili.
Una tazza di caffè fumava accanto a lui e la sua fronte, appoggiata alla mano destra che
impugnava un mozzicone di matita, era lucida di sudore; nondimeno il suo viso non lasciava
trasparire alcuna emozione, segno evidente che il responsabile della sezione Sensitiva (dalla
quale dipendevano la vista, l’udito, la favella, il tatto e l’olfatto di Ataru) stava
concentrando tutte le sue energie nell’approccio mentale al problema.
Altrettanto non si sarebbe potuto dire del suo collega Percival (capo della Genetica), intento
a camminare avanti e indietro coi segni della più viva angoscia dipinti sul volto; sempre più
spesso estraeva il fazzoletto dalla tasca del suo camice e si tamponava la fronte, ben più
fradicia di quella di Humper.
Nello stesso frattempo Hugh Simons (capo della Neuro) sedeva al lato opposto del tavolo di
Humper, con le mani entrambe davanti alla bocca e lo sguardo abbassato; stava senza
dubbio riflettendo profondamente, anche se non si sarebbe potuto dire con certezza se le sue
riflessioni fossero di natura pratica come quelle del collega della Sensitiva.
Infine, a completare il quadro, Brad Fewer (capo della Cerebrale) era appoggiato alla parete
di fronte con le braccia conserte e osservava con espressione beffarda ora l’uno ed ora
l’altro dei suoi colleghi.
10
A un certo punto, quando ormai Percival l’aveva inavvertitamente urtato per la terza o
quarta volta, Humper sbuffò sonoramente e gli rivolse la parola: “Insomma, Gus: se tu la
smettessi di esibirti nel ballo di San Vito, forse riuscirei a concentrarmi un po’ meglio per
sbrogliare questa dannata matassa! Non trovi…?”
Il collega si bloccò: “Sbrogliare la matassa…?!” rispose, sarcastico “Ma fammi il piacere,
Jerry! Non capisci che stai cercando di risolvere un problema impossibile…?! Sai chi mi
ricordi? Quegli alchimisti del Medio Evo che cercavano di ricavare l’oro dal ferro o dal
piombo. Sei patetico…!”
Per nulla turbato da questo giudizio, il collega si limitò ad alzare le spalle: “Tutti i problemi,
per quanto astrusi, hanno la loro brava soluzione… si tratta solo di cercarla con pazienza!”
“Jerry ha ragione, Gus” intervenne Hugh Simons “dopotutto, quando ci ordinarono di
trovare un rimedio all’attrazione di Lamù nei confronti di Ataru, lui stesso risolse il
problema in una settimana!”
“Già… in una settimana” ribatté Percival “non in quattro giorni…” guardò il suo
cronografo da polso “…anzi, per essere esatti: tre giorni, sedici ore e trentadue minuti, da
questo istante!” il suo tono di voce era sempre più acuto.
Simons mostrò le palme delle mani: “D’accordo, la situazione è certamente più critica,
stavolta” convenne “ma, in fin dei conti, Jerry è un genio della bio-ingegneria: sono certo
che il problema lo risolverà!”
Dal canto suo, Brad Fewer si riscosse e si scostò dalla parete, infilando le mani nelle tasche
del suo camice: “Beh, non è mia abitudine fare del disfattismo o scoraggiare dei colleghi
volonterosi” disse “ma credo che stavolta la questione sia decisamente più complessa: a
tempo debito, si trattò di sottrarre una sola donna dall’attrazione eccessiva che Moroboshi
prova verso l’intero gentil sesso… ma adesso si tratta invece di convogliare questa
attrazione verso un unico soggetto femminile!”
A queste parole, Percival e Simons ammutolirono, mentre Humper reagì diversamente.
Ascoltando il collega aveva smesso di tracciare i suoi scarabocchi sulla carta, aveva lasciato
cadere la matita e posato le palme delle mani sul tavolo… poi, improvvisamente, sbatté i
pugni sullo stesso tavolo, esclamando: “ESATTO…!!!”
Gli altri tre lo fissarono con interesse e Fewer lo apostrofò con ironia: “Che ti prende,
Jerry…? Ti è forse arrivata l’ispirazione cosmica?”
Il capo della Sensitiva ruotò su sé stesso con la sedia girevole e guardò in faccia i suoi
colleghi. Simons e Percival si aspettavano di vedergli un’espressione risentita dalla frase
sarcastica di Fewer, ma il volto di Humper era invece raggiante: “L’ispirazione me l’hai
data tu, adesso, Brad. Sei stato grande!”
L’altro sbirciò i due colleghi e replicò: “Davvero? Ne sono lusingato! Ma che intendi
dire…?”
“Che hai colto nel segno, amico! In effetti, il problema da risolvere non era affatto differente
da quello che dovetti affrontare all’inizio di tutta questa faccenda… era solo reciproco!”
“Reciproco…?” chiese Simons.
“Ma certo! Cosa dobbiamo fare, in fondo? Trasformare la poligamia di Ataru in
monogamia. E fare in modo che questa monogamia sia diretta verso la signorina Lamù… in
altre parole, si tratta di applicare un processo inverso a quello realizzato con i SISAS…!”
La luce ironica negli occhi di Brad Fewer si stava rapidamente spegnendo, mentre la sua
mano destra, portata alla bocca, ne manifestava il nuovo atteggiamento meditativo:
“Spiegati meglio…!” disse, infine.
“Ma è chiaro, Brad: gli ASD - o SISAS che dir si voglia - hanno semplicemente escluso una
singola persona - cioè Lamù - dall’interesse di Ataru verso il sesso femminile. Quel che
11
adesso dobbiamo fare è concentrare invece tutto l’interesse di Moroboshi verso un singolo
esponente dello stesso sesso: vale a dire Lamù!” il capo della Sensitiva enfatizzò la sua tesi
battendo il pugno di una mano sul palmo dell’altra.
Hugh Simons, dopo averlo ascoltato a bocca aperta, esclamò: “Ho capito: se l’attrazione di
Ataru per l’altro sesso si manifesterà unicamente verso la signorina Lamù, Ataru diventerà
finalmente monogamo…!”
“Beh, Jerry” aggiunse Fewer, a sua volta “dopotutto Hugh l’ha detta giusta: sei un genio…
teorico, almeno!”
“Perché solo teorico?” chiese Simons.
Fewer alzò una mano con fare diplomatico: “Sarà un genio pratico quando avrà scoperto
come arrivarci. Non credo, infatti, che la soluzione si realizzi invertendo semplicemente il
funzionamento dei SISAS…!”
“No, certamente” rispose Humper, sorridendo “quei maledetti arnesi possono essere tarati
soltanto su un’unica frequenza di onde cerebrali: non potrebbero escludere gli impulsi
sensuali di tutte le donne, tranne Lamù!”
Il capo della Neurologica, che aveva per il collega una fiducia pressoché illimitata, ribatté:
“Ah, ma che importa… io non ho dubbi: in un modo o nell’altro, ci arriverai!”
Come una doccia gelata arrivò invece il parere contrario di August Percival: “Non ci
arriverai, Jerry…! Non può funzionare… è impossibile!”
Capitolo 6: “Funzionerà…?”
J
erry Humper, che stava per immergersi nuovamente nelle sue riflessioni, rialzò la testa:
“Beh… non pretendo affatto di ispirarti una fiducia illimitata, Gus! Ma suvvia: cerca di
essere un po’ più ottimista!”
“Non è questione di ottimismo… e non fraintendermi, Jerry” ribatté il capo della Genetica,
scuotendo la testa “lo so quanto vali e, se ben ricordi, l’ho ribadito anche al Coordinatore.
Ma lo sai bene qual è il problema di Ataru… da dove deriva la sua incontrollabile libidine:
il PGT è praticamente assente!1 Il richiamo della donna (qualunque donna che appena
respiri) è troppo forte, in lui, perché tu possa riuscire a dominarlo!”
“Questo è vero, purtroppo” commentò il capo della Neuro “ed è il motivo per cui è finita
male anche la storia con la signorina Myake… l’unica ragazza per la quale Moroboshi
provasse dell’amore sincero…” si interruppe un istante e concluse “…a parte Lamù!”
I quattro tecnici rimasero in silenzio e, dopo qualche momento, il buon Humper si rimise a
tracciare le sue arcane formule matematiche sulla carta, mentre Percival ricominciava a
passeggiare per la stanza. Il quadretto minacciava insomma di ritornare quello di prima,
quando Fewer (nuovamente tornato ad appoggiarsi alla parete, con le braccia conserte),
smise di rimuginare e buttò lì questa frase: “Ehi… e se provassimo a metterglielo noi, quel
PGT che gli manca…?!”
August Percival sbottò in una risata: “Ma cosa cavolo dici, Brad…?! Il PGT non lo
possiamo mica fabbricare…! Arriva dalla madre, quello!”
“Già… e, dalla signora Moroboshi, non è arrivato. Ci sarebbe da ridere, pensando che
voleva partorire una femmina, anziché un maschio…!” ricordò Hugh Simons, amaramente.
“D’accordo, che discorsi” replicò Fewer “ma io intendevo dire che si potrebbe farglielo
assumere dall’esterno!”
1 Nell’uomo, una moderata presenza di ormoni femminili (progesterone o PGT) stempera opportunamente la virilità; viceversa, nella
donna, una moderata presenza di ormoni maschili (testosterone o TST) stempera, altrettanto opportunamente, la femminilità.
12
“Dall’esterno…?! E dove lo troviamo?” chiese Percival, un po’ ingenuamente (dato il suo
ruolo).
“Beh, in farmacia, no?” rispose il capo della Cerebrale “Ci sono quei prodotti, a base di
estrogeni…”
“MA TU SEI SCEMO…!!!” urlò Hugh Simons, fuori di sé “E alle complicazioni
psicologiche, non ci pensi…?? Ma ti pare? L’uomo più allupato di tutto l’universo che si
reca in farmacia a comprare degli ormoni femminili…!?!”
“Vabbé… allora trovala tu la soluzione, fenomeno” ribatté Fewer indicando il suo
cronografo “ti avverto però che sono rimasti solo tre giorni, quindici ore e cinquantadue
minuti… a partire da questo momento!”
“State calmi, voi due” intervenne Humper “non serve a niente scaldarsi… inoltre, Brad, la
questione non è così semplice!”
“Che intendi?”
“Non serve un PGT artificiale… certo, con quello si risolverebbe forse una parte del
problema (la riduzione della libido di Ataru) ma non riusciremmo certamente a concentrare
tutto il suo interesse per le donne su Lamù!”
“E perché?” domandò Percival.
“Perché, per ottenere questo, occorre che io crei un catalizzatore basato su una componente
esclusiva del soggetto interessato. Il PGT può andare… ma dev’essere il suo PGT, non un
PGT qualsiasi!”
“Il suo…?? Intendi forse… il progesterone di Lamù…??!!” chiese Simons, ansiosamente.
Il capo della Sensitiva annuì senza esitare: “Affermativo. E dovrà essere anche piuttosto
concentrato!”
“Ma… da dove diavolo lo prendiamo, il progesterone di Lamù?” domandò Fewer “E in che
modo…?? Percival, che ti prende…?!” parlando, lo sguardo del capo della Cerebrale si era
spostato sul collega della Genetica, il quale aveva ripreso a tamponarsi il sudore dalla fronte
e dal collo, ora ben più copioso di prima.
“August” lo apostrofò anche Simons “ti senti male…?”
Percival smise di asciugarsi e lo guardò con una faccia sgomenta. Poi si passò un paio di
volte la mano sulla bocca e iniziò a rispondere, con voce rotta: “Dove lo prendiamo, eh…?
Piuttosto concentrato, eh…?” batté un pugno contro la parete “PORCA VACCA LA
MISERIA…!!!”
Humper, sebbene anche lui preoccupato per il collega, ebbe come un’illuminazione: “Ehi,
Gus” lo chiamò gentilmente “non è che ti è venuta qualche idea…?”
August Percival, responsabile della sezione Genetica (detta anche “Riproduttiva”)
dell’uomo più allupato di tutto l’universo (titolo in contraddizione con il fatto che la detta
sezione non era ancora stata utilizzata) avrebbe dato in quel momento qualsiasi cosa per non
essere costretto - proprio lui - a fornire la chiave per la soluzione del problema! Tuttavia era
suo dovere farlo. Perciò rialzò la testa verso il capo della Sensitiva… e parlò.
“Jerry… c’è una sostanza organica, nella femmina… dove il PGT è concentrato in maggior
misura… rispetto a tutto il resto del corpo! È anche una sostanza… non nociva per
l’organismo maschile che la dovesse assumere… ed è anche… relativamente facile
assumerla!”
S’interruppe. I colleghi attendevano, tenendo spalancati gli occhi e soprattutto gli orecchi…
poi, visto che il suo silenzio perdurava, Brad Fewer lo sollecitò: “Avanti, Gus: non tenerci
sulle spine! Che cos’è…??”
Percival guardò lui e guardò Humper… questi aveva forse già compreso e attendeva solo
una conferma.
13
“È… è il… il… il VLF1…!!!”
A quella risposta, Brad Fewer alzò gli occhi al cielo tornando a incrociare le braccia, mentre
Hugh Simons si tappò la bocca con le mani, strabuzzando gli occhi. Quanto a Jerry Humper,
come principale solutore tecnico del problema, reagì in modo totalmente diverso: tornò a
dare le spalle ai colleghi, afferrò un foglio di carta e disse: “Gus… dammi subito la formula
chimica del VLF!”
Ormai conscio di scivolare lungo una china inesorabile, Percival gliela dettò con voce
spenta. Subito dopo, il capo della Sensitiva s’immerse nuovamente nei suoi calcoli
scientifici, mentre gli altri lo osservavano, increduli… possibile che la risposta fosse così
ovvia? Possibile che il cerchio si dovesse chiudere in quel modo? Possibile, soprattutto, che
l’evento che da ben quattro anni avevano cercato disperatamente di evitare rappresentasse,
in realtà, la soluzione di tutti i problemi?
Finalmente, dopo aver riempito almeno una mezza dozzina di fogli, Jerry si arrestò
esaminando il risultato di un complicatissimo (tranne che per lui) calcolo matematico.
“Certo… sicuro… inconfutabile…!” mormorò a voce non abbastanza bassa per non essere
sentito.
Brad Fewer gli pose una sola domanda: “Funzionerà…?”
Humper si voltò nuovamente e gli rispose: “Sì… al 100%!”
Il capo della Cerebrale rimise le mani in tasca e si girò verso i responsabili delle sezioni
organiche destinate “in primis” a gestire le relazioni interpersonali dell’individuo con “la
seconda metà del cielo”… la Neurologica e la Genetica, appunto: “Signori… avete sentito?
La Cerebrale e la Sensitiva hanno fatto la loro parte… adesso tocca a voi!”
Con un tonfo sonoro, i due piombarono al suolo, privi di sensi.
Capitolo 7: “Vuole venire al sodo, sì o no?”
P
arte del Consiglio Organico di Ataru Moroboshi si stava riunendo nella saletta adiacente
all’ufficio di Chris Wellington, riservata ai meeting d’emergenza. Jerry Humper era già
al suo posto, occupato a dare un’ultima scorsa al suo rapporto; accanto a lui sedevano Hugh
Simons e Gus Percival, quest’ultimo intento a fissare ansiosamente il posto a capo del
tavolo dove, di lì a poco, si sarebbe seduto A1.
Simons, da parte sua, non staccava lo sguardo dal pannello del cronometro che scandiva il
fatidico count down: dalla messa fuori uso dell’ultimo ASD rimanevano in quel momento
solamente due giorni, ventidue ore e trentasei minuti… dopodiché, l’inibizione forzata
dell’organismo da loro gestito sarebbe andata a farsi benedire alla sola vista della
“Principessa degli Oni”…!
A un tratto Humper alzò gli occhi dai suoi appunti e diede una rapida panoramica ai
convenuti: “Ci siamo tutti, a parte il capo…?” domandò.
“No” rispose Fewer “manca Meals!”
“Meals…?” replicò Simons “E che ci viene a fare? Che c’entra, lui…?”
“Centra, centra” sospirò Humper riordinando i suoi fogli per l’ennesima volta “altroché, se
centra…!”
“Non capisco!” insistette il capo della Neuro.
“Capirai…!” rispose Percival con voce atona e il mento in mezzo ai pugni.
In quel momento si aprì l’ingresso e comparve il collega testé nominato, ovvero Larry
Meals, soprannominato Sweeper, capo della Sezione Metabolica.2 Era forse il membro del
1 “Vaginal Lubricant Fluid” (Fluido Lubrificante Vaginale).
2 Dal verbo “to sweep” (spazzolare). Perciò il soprannome di Larry Meals si traduce in “Spazzola”!
14
Consiglio che prendeva più sul serio il proprio ruolo dentro a quell’organismo, tanto da aver
coniato un motto che campeggiava scritto anche sopra una parete del suo ufficio: “Nulla
esiste che non si possa digerire!”
“Buongiorno a lor signori!” salutò.
“Ciao, Sweeper” disse Brad “ti vedo in forma!”
“Se lo dici tu! Sono stato impegnato fino adesso a trattare quella quadrupla porzione di
sukiaky che quello scemo s’è ingurgitato a velocità supersonica… ho sudato sette camice
per evitargli una colica. Quanto vorrei che la piantasse, con quelle gare di velocità
idiote…!”
“Non ti preoccupare: fra poco dovrai assimilare qualcosa di molto più digeribile!” gli disse
Humper.
“Questo, poi, sarà tutto da vedere…!” obiettò Percival.
“Non capisco di che stiate parlando” ribatté Meals “e, soprattutto, gradirei mi spiegaste il
motivo per cui sono stato convocato anch’io a questa riunione!”
“Non mi dirai, caro Sweeper, che gli avvenimenti interni degli ultimi giorni ti hanno lasciato
completamente all’oscuro!” commentò Simons.
“Mah… non del tutto, in effetti… ho sentito che gli ASD stanno partendo uno dopo l’altro...
che sarebbe arrivato il momento di mettere un punto fermo alla relazione fra Ataru e
Lamù… ma la Metabolica cos’ha a che vedere, con tutto questo?”
“Mettiti a sedere, va’ là…” gli fece cenno Humper “…fra un po’ sarà qui A1 e avrai modo
di saperlo!”
“Io mi auguro soltanto” disse l’altro, borbottando, mentre si accomodava “che il signor
Moroboshi non sarà più costretto a ingurgitare qualche altra di quelle micidiali stelline
iperpiccanti, cucinate dalla sua aspirante consorte… altrimenti non risponderò più degli
effetti collaterali…!”
“Sarà ben altro quello che dovrà ingurgitare” intervenne Percival, sempre mestamente “e gli
effetti collaterali ce li avremo noi, sul groppone, non tu! In quanto al piccante… bah, per
quanto ne so io, dovrebbe essere dolce… almeno nelle terrestri: nelle oni, non lo so!”
“Ma che significa…? Piantatela di parlare per enigmi o io…” sentendosi stringere
leggermente il braccio da Brad Fewer, il capo della Metabolica si interruppe, realizzando
che Chris Wellington stava entrando proprio ora. Subito tutti i presenti si alzarono dalle
sedie.
“Comodi, comodi…!” disse A1 raggiungendo il suo posto. Dopo essersi sistemato nella
poltrona, diede una fugace occhiata al contatore (che adesso segnava due giorni, ventuno ore
e cinquantaquattro minuti), poi tornò a voltarsi verso i sottoposti, appoggiò i gomiti sul
piano del tavolo e giunse le mani.
“Allora, signori miei” iniziò, con un tono di voce da far tremare le vene ai polsi di tutti
quanti “stando alla segnalazione giuntami poc’anzi dal signor Fewer, sembrerebbe che
abbiate trovato una soluzione ai nostri problemi… e con due giorni abbondanti di anticipo
sul Big Bang! Me ne compiaccio vivamente…!” osservò un istante tutti i presenti e aggiunse
“Bene, signor Humper: la vedo ansioso di espormi il suo rapporto… cominci pure!”
Il capo della Sensitiva si rialzò, scambiò un rapido sguardo con i colleghi vicini ed espose il
suo resoconto con la voce più calma che gli fu possibile, scandendo accuratamente ogni
parola: “Ebbene, signore… per arrivare a convertire la poligamia del nostro assistito in
monogamia… siamo partiti dalle radici del problema. Come lei ben sa - e come le spiegai
prima di progettare i SISAS - il morboso interesse per le donne - tutte le donne - provato da
questo organismo, deriva dalla pressoché totale assenza di PGT… in quanto, nel corso della
15
sua gestazione, le colleghe genetiche della signora Moroboshi non furono in grado di
fornircene!”
“Non vollero fornircene” intervenne Percival “perché questa è la verità…!”
“In realtà, August, non ne siamo del tutto sicuri. Però…”
“Signori” Wellington batté il palmo della mano sul tavolo “vediamo di andare avanti, per
cortesia…!”
Humper ebbe un guizzo e continuò: “Sissignore… mi scusi…! Dunque… abbiamo ritenuto
che il sistema più efficace per rendere monogamo Ataru Moroboshi… sia appunto quello di
sfruttare la sua altissima percezione del richiamo femminile… concentrandolo, ovviamente,
sulla signorina Lamù!”
A1 lo fissò con espressione acuta: “Interessante… e lei sarebbe in grado di riuscirci,
Humper?”
L’altro riprese fiato e rispose: “Teoricamente, sì… attraverso la messa a punto di un
catalizzatore sensitivo, basato su un’essenza esclusiva del soggetto in questione!”
“Uhm… capisco. E… come conta di combattere l’allupamento morboso di Ataru, dovuto
alla carenza di PGT?”
“Ecco, signore… era proprio questo il problema… ma, paradossalmente, si è rivelato essere
anche la chiave per la sua soluzione!”
Brad Fewer cominciò a innervosirsi, riscontrando nel collega la solita maledetta abitudine
alle perifrasi e, osservando Wellington di sottecchi, pensò: *Fra poco, esplode!*
Il Coordinatore, invece, pur mantenendo l’espressione dura, replicò con voce tranquilla, pur
se leggermente ironica: “Sono sicuro che lei non sta nella pelle dalla voglia di illustrarmela,
caro Jerry!” quindi aggiunse, mentalmente ma facendo parlare gli occhi: *E sarà anche
meglio che ti sbrighi…!*
“Certo, signore! Vede… l’unico sistema per ridurre la libido di Ataru entro limiti, non dico
ragionevoli, ma certamente gestibili… sarebbe quello di annullare la carenza di PGT
mediante un’assunzione esterna di tale elemento ormonale. Tuttavia… scartata a priori
l’ipotesi di ricorrere a sostanze chimiche artificiali (date le inevitabili implicazioni
psicologiche, accennate dalla Neuro)… abbiamo convenuto che il PGT che meglio potrebbe
servire allo scopo… sarebbe proprio quello naturale… della signorina Lamù!”
Larry Meals cominciò ad avvertire uno strano formicolio per tutto il corpo, senza tuttavia
poterselo ancora spiegare.
“Tale elemento” continuò Humper dopo aver aspirato un’altra boccata di ossigeno “oltre a
restituire al nostro organismo quel giusto equilibrio fra TST e PGT che gli è stato negato
dalla nascita…” si arrestò per deglutire “…rappresenterebbe contemporaneamente la
migliore sostanza di base per creare il catalizzatore necessario… a indurre il signor
Moroboshi verso una relazione stabile - e soprattutto monogama - con la sua aspirante
moglie!”
Detto questo, Jerry Humper si risedette, riposò gli appunti sul tavolo e, dopo essersi terso la
fronte sudata, si rivolse nuovamente verso A1.
Questi lo soppesò per qualche momento, quindi osservò l’espressione pressoché impassibile
di Fewer, quella tesa di Simons e quella di Meals, sempre più sbigottita col trascorrere dei
secondi. Poi tornò a guardare Humper: “Lei mi deve perdonare, Jerry… non dubito che,
sotto la sua guida, il vostro team abbia svolto un ottimo lavoro… e sono anche certissimo
che, qualunque procedura abbiate in mente, funzionerà alla perfezione…”
Al capo della Cerebrale non sfuggì il fatto che anche il Coordinatore cominciava a prendere
il discorso alla larga, come se ora avesse anche lui paura di arrivare alla conclusione… e la
cosa lo divertì alquanto!
16
“…sta di fatto” continuò A1 “che, per quanto io mi sforzi, non riesco assolutamente a
immaginare in quale modo contiate di prelevare il PGT che ci occorre! Lei mi può aiutare?”
parlando, volse però lo sguardo verso il capo della Genetica “O forse dovrei chiederlo a lei,
signor Percival…?”
Quello alzò il viso mostrando un’espressione disfatta e mugolò: “Signore… io credo che lei
abbia già capito… e vorrei che mi esentasse dal rispondere!”
Chris Wellington lo fulminò con uno sguardo d’acciaio. Subito dopo mostrò un sorriso
peggiore della più truce delle grinte e replicò, con voce quasi metallica: “L’ho già detto una
volta: a voi non deve interessare minimamente che io intuisca o meno a priori le vostre
conclusioni… quando faccio delle domande, esigo delle risposte… CHIARE ED
ESAUSTIVE! Ha capito, signor Percival…?”
Il povero direttore della Genetica aprì e chiuse due o tre volte la bocca, a mo’ di pesce
appena pescato. Per porre fine a quell’agonia, Humper si decise a intervenire al suo posto:
“Le risponderò io, signore. Dopo aver considerato… che solo una dose appropriata di
PGT…” fece un respiro “…particolarmente concentrato… sarebbe in grado di innescare il
processo di concentrazione libica di Ataru verso un singolo soggetto…” altro respiro
“…rimaneva soltanto da individuare quale sostanza, scaturente dall’organismo della
signorina Lamù…” altro respiro “…fosse più utile al nostro scopo. Orbene…”
“OH, INSOMMA” tuonò il Coordinatore, non potendone più “VUOLE VENIRE AL
SODO, SÌ O NO…??!! MI AVETE ROTTO CON TUTTE QUESTE
STRAMMALEDETTE CIRCONLOCUZIONI!! O ARRIVATE IMMEDIATAMENTE
AL PUNTO O GIURO CHE VI SBATTO ALLA SQUADRA ESCATOLOGICA PER UN
MESE INTERO…!!!”
Visto come si stava mettendo, l’impavido Brad Fewer si levò a sua volta e, senza più mezzi
termini, snocciolò in faccia al Capo la fatidica sentenza: “Signore… in poche parole,
occorre spupazzarsi la signorina Lamù… farla venire… e suggerle il nettare dalla gnocca!!”
La frase del capo della Cerebrale, risuonata secca come una fucilata, fu seguita da un
lugubre silenzio.
Capitolo 8: “Credete che si accontenterà di una B?”
C
hristopher W. Wellington, Organic Coordinator dell’uomo più allupato di tutto
l’universo, il membro a cui spettava l’ultima parola per ciò che riguardava tutte le
funzioni biologiche dell’individuo affidatogli dai signori Moroboshi (un tempo felice e
tranquilla coppia del quartiere Tomobiki, prefettura di Nerima), dopo essere riuscito a far
rientrare i bulbi oculari nelle orbite del proprio cranio, rimase qualche minuto a meditare
silenziosamente, tenendo la dentatura appoggiata al pollice della mano destra e lo sguardo
fisso al centro del tavolo. Ci rimase fino al momento in cui - con loro grande stupore - i
capi-sezione convenuti a quel disgraziato meeting notarono le sue spalle scuotersi e lo
videro fare una cosa che non accadeva da tempo immemorabile (sempre che fosse mai
accaduta)!
Lo videro ridere… dapprima sommessamente, poi sempre più forte, tanto che dovette
appoggiare le mani sul tavolo, per sorreggersi. Adesso il suo era un riso forte e sguaiato, da
fargli battere anche i pugni sul tavolo stesso. Sembrava non riuscisse più a fermarsi…!
Finalmente si calmò e rialzò il capo, passandosi ripetutamente la mano sulla faccia… rivolse
ai subordinati uno sguardo tutto sommato bonario, fece un ultimo risolino ed esclamò:
“Aaah… questa mi ci voleva proprio: una bella risata è sicuramente il miglior tonico che ci
17
sia, non c’è dubbio! Bene, bene… mi auguro però che l’affermazione del signor Fewer non
avesse unicamente questa intenzione…!”
“Niente affatto, signore” si affrettò a rispondere il capo della Sensitiva “come il mio collega
della Genetica le confermerà e come del resto ci ha rivelato lui stesso… la sostanza organica
femminile che racchiude la maggior quantità percentuale di PGT è, senza ombra di
dubbio…” qui dovette ancora fermarsi e fare un respiro profondo “…il Fluido Lubrificante
Vaginale…!”
A1 credette di vederlo preda di un brivido, mentre finiva di spiegarsi; ad ogni modo non
commentò e si rivolse invece al malcapitato collega chiamato in causa: “Ebbene, signor
Percival, conferma…?”
Al poveraccio la domanda suonava oramai come quella che il carnefice rivolge al
condannato per concedergli l’ultimo desiderio! Beccheggiò allora alcune volte con il mento,
ma poi (notando che lo sguardo di Wellington non si ammorbidiva) ritenne opportuno usare
anche la bocca: “Sì, signore… sì, è così…!”
“Quindi, in termini più semplicistici” replicò A1 “sarà sufficiente inghiottire una buona
dose di umore intimo di miss Lamù… e il problema sarà risolto…?”
“Beh, non immediatamente” precisò Humper “una volta che potrò disporre del VLF, dovrei
essere in grado di mettere a punto un catalizzatore che concentrerà, con ottime probabilità di
successo, tutta la restante libido di Ataru sulla signorina Lamù… e questo, aggiunto al
sentimento che essi provano l’uno per l’altra, dovrebbe stabilizzare il loro rapporto in
maniera certamente definitiva!”
“Magnifico!” esclamò Wellington, con viva soddisfazione “A proposito, signor Simons: che
aggiornamento può darmi sul livello del C.R.?”1
“Stamattina è arrivato a 1425… ancora 75 punti e saremo in Zona Copp…”
Hugh Simons si sentì urtare violentemente dal collega sedutogli accanto. Si voltò e si
accorse che il capo della sezione Metabolica aveva appena avuto un sussulto spaventoso,
degno di un ictus o di un infarto da primo grado. Era bianco come un cencio lavato, i bulbi
oculari avevano assunto la forma del dirigibile Hindemburgh e le labbra gli formavano un
circolo praticamente perfetto.
“Prego, signor Meals: desidera qualche chiarimento…?” gli chiese il Coordinatore, non
curandosi affatto di nascondere il suo accento malizioso.
Larry “Sweeper” Meals emise solamente un confuso borbottio, prima di poter articolare
qualche parola di senso compiuto: “Io… eh… uh… credo… e soprattutto spero… di aver
capito male, signore…! Ma… se la frase del collega della Cerebrale non è precisamente una
battuta… errr… la mia sezione dovrebbe… insomma… incamerare… e proprio dalla…
ma… però… È UNO SCHERZO, VERO…??!!”
“Mi meraviglio di lei, signor Meals: come può, dopo 17 anni di servizio, mettere in dubbio
la serietà e la professionalità dei suoi colleghi?” ribatté A1, senza alcun mutamento
d’accento.
Il capo della Metabolica più veloce della Terra si era affrettato a slacciarsi il colletto della
camicia, ruotando la testa per volgere mute e smarrite occhiate ai suoi “compagni di
sventura”… ma, dopo aver osservato lo sguardo fatalista di Brad Fewer, quello malinconico
di Hugh Simons e - in cauda venenum2 - quello terreo di August Percival, ebbe la
malaugurata conferma che nessuna provvidenziale sveglia avrebbe posto fine a quello che,
1 Il “Coefficiente Relazionale” (vedi nota 2 al cap. 4).
2 Frase latina che significa “in coda al veleno” per indicare il fattore più negativo della serie. È la frase contraria al positivo dulcis in
fundo.
18
purtroppo, non era affatto un incubo! Considerandola allora una reazione più che
giustificata, lasciò che la rabbia montasse in lui…
Adesso sì che aveva capito il motivo per cui era stato chiamato in causa per una mera
questione di sesso e non per una qualche problematica energetica! Poteva accettare i primi
tredici anni di servizio trascorsi a sobbarcarsi un carico di lavoro doppio del normale, per
colpa della voracità di quel gourmet disgraziato… poteva anche abbozzare sugli ultimi
quattro anni spesi a impazzire per assimilare senza danni letali le micidiali specialità del
pianeta Uru, cacciati a forza nel suo povero esofago da quell’aliena cocciuta… ma che
adesso gli si chiedesse di inghiottire - e soprattutto digerire - anche una buona dose del suo
umore intimo… no: questo era decisamente troppo! Nonostante Ataru Moroboshi fosse
soltanto uno stupido adolescente allupato o, nella migliore delle ipotesi, intendesse
unicamente apparire tale (Meals non lo aveva mai capito e del resto non era di sua
competenza), nondimeno il personale della sezione Metabolica aveva la sua dignità!
“Voi… voi siete pazzi…!!! È una cosa… una cosa ABOMINEVOLE…! Io… io capisco il
problema da risolvere… MA IN QUESTO MODO, NO…!! Ci dev’essere un altro
sistema… CI DEVE ESSERE…!!!”
“No, Meals, non c’è” replicò Jerry Humper “ce lo insegni tu che, a parte l’aria, tutte le
sostanze che l’organismo necessita di assimilare, devono passare dalla tua sezione: alimenti,
bevande, medicine… e anche…”
“No, non dirlo… NON DIRLO…!!! E poi, insomma… dopo tutto questo tempo passato a
rifiutarla e a indispettirla… anche tu, Simons: come pensi di riuscire a convincere quella
donna a…”
Fu interrotto da una risata isterica. Percival, forse scosso dall’atteggiamento del collega,
sembrava essersi risvegliato dalla sua momentanea apatia: “CONVINCERE QUELLA
DONNA…?? A FARE CHE, SWEEPER…? A SCOPARE CON LUI? È LA MIGLIORE
DELLA SERATA, QUESTA! MA SE NON ASPETTA ALTRO, QUELL’ORCA
ASSASSINA…!!”
Hugh Simons lo riprese con fermezza: “Adesso stai esagerando, Gus! Convengo che mostri
un atteggiamento un po’ invadente e un’indole leggermente dispotica… per non parlare
della sua forte gelosia… ma sono atteggiamenti superficiali: dietro questi, Lamù possiede
una bontà e una dolcezza eccezionali… i suoi sentimenti per Ataru sono profondi! Come
affermano tutti i componenti del mio personale, noi non possiamo continuare a farla soffrire
così… e tu non puoi permetterti di chiamarla orca assassina!”
“Va bene, Hugh… ne riparleremo quando saremo stati inceneriti! Se penso alle scariche che
ci molla durante un rapporto A o anche solo un abbraccio… posso ben immaginare cosa
succederebbe nel caso di una C…! Quando le mie colleghe, là dentro, raggiungeranno il
climax, vedrai che divertimento: il raccordo di giunzione1 farà da parafulmine… il midollo
spinale trasporterà la scarica fin qui… l’intera centrale operativa fungerà da massa e… te
saludi2…!”
“Ma forse non sarà necessario un rapporto completo” intervenne Humper per cercare di
calmarlo “dopotutto è sufficiente un po’ di petting per provocare l’uscita del VLF
dall’interfaccia di passaggio3…!”
“Anche tu ti crogioli nelle speranze… eh, Jerry? Siete proprio una bella manica di
ingenui…! Credete che quella femmina assatanata si accontenterà di una B…? Dopo quattro
1 Apparato complementare all’interfaccia di passaggio dell’organismo femminile (vedi nota 3).
2 A quanto pare August Percival ha studiato biologia alla Bocconi di Milano!
3 Apparato complementare al raccordo di giunzione (vedi nota 1).
19
anni che la teniamo a digiuno? E credete soprattutto che quell’allupato sarà in grado di
resisterle?”
“Beh… ma dopotutto è compito tuo mantenere l’organismo sotto controllo!” insistette il
capo della Sensitiva.
“CON SOLO TRE ASD ANCORA IN FUNZIONE…?? NON CREDO PROPRIO…!!!”
Si udì un improvviso scoppio, non molto attutito dalle pareti della sala riunioni.
Conseguentemente, il pannello del contatore, che stava visualizzando un residuo di due
giorni, sedici ore e cinquantaquattro minuti, scattò subito a segnare un giorno, ventidue ore
e quarantasette minuti al Big Bang…!
Hugh Simons sospirò: “Temo ne rimangano solo due, da questo momento…!”
“Appunto!” puntualizzò Percival.
Capitolo 9: “Cosa proverebbe, se andasse in bianco…?”
C
hris Wellington guardò Gus Percival con espressione decisamente annoiata… che, sulla
sua faccia, appariva più minacciosa di un’espressione furente.
Quindi gli disse: “Okay, Percival… ora basta! In tutti questi quattro anni, ogni volta che qui
dentro si è accennato a un possibile rapporto sessuale con la signorina Lamù, lei ha tirato
sempre fuori questa storia… che a me, tuttavia, convinceva ogni volta sempre di meno…”
l’altro aprì la bocca per protestare ma il dito che A1 si posò sulle labbra lo ammonì
severamente di lasciarlo proseguire “…e non mi ha convinto sempre meno soltanto per il
rapporto che ci inviò la Genetica della nostra gentile consorte1… ma soprattutto per una
considerazione abbastanza illuminante, di cui mi rese a suo tempo partecipe il signor
Fewer…”
Il capo della Genetica squadrò il collega della Cerebrale con uno sguardo decisamente poco
amichevole e Fewer non poté fare altro che congiungere le mani e abbassare il proprio.
“…il quale” continuò A1, inesorabilmente “alla mia domanda se esistessero rassicurazioni
al suo peraltro ragionevole dubbio (se cioè effettivamente l’inibizione della scarica
orgasmica funzionasse solo fra i membri della razza Oni) mi disse che avrebbe potuto
esserci utile, al riguardo, un certo nastro giallo che quel monaco dabbene aveva consegnato
ad Ataru, per consentirgli di neutralizzare i poteri della sua vivace mogliettina. Se lo
ricorda, vero, signor Percival…?”2
Quest’ultimo impallidì come un cadavere, poi alzò lentamente il braccio destro, lo puntò
dritto contro il collega della Cerebrale e sibilò: “Tu… TU, DANNATISSIMO IDIOTA…!!!
Ma perché…? ME LO DICI, PERCHÉ…??!!”
Brad Fewer respirò a fondo: “Il capo mi fece una domanda” iniziò a dirgli “e io gli diedi la
risposta. Gli dissi solo la verità…!” i suoi occhi, puntati su quelli dell’altro, non
esprimevano il minimo senso di colpa. Sospirò ancora e proseguì: “Senti, Gus… a nessuno
di noi è risultato semplice fare il responsabile organico di un individuo come Ataru
Moroboshi… un figlio non completamente accettato dai propri genitori perché nato maschio
invece che femmina e non dotato, per di più, di un’intelligenza eccessivamente
abbondante…”
Hugh Simons, capo della Neuro, continuò: “…ma con una grande generosità interiore e un
grande bisogno d’amore… quell’amore materno che la sua genitrice non ha mai saputo
dargli con completezza e che lui, in tutti questi 17 anni, ha cercato disperatamente in tante
1 Dove si dichiarava che, durante un orgasmo provocato da un amplesso, le scariche non sarebbero partite, in modo da non porre in
conflitto la riproduzione della razza Oni con l’incolumità della coppia.
2 Cfr. il 16° capitolo del fumetto “Il fiocco giallo della felicità” oppure il 13° episodio del cartone “Elettroshocks”.
20
donne, mascherandosi - per orgoglio - dietro quella che appariva, solo superficialmente,
come una sfrenata libidine!”
Dick Hoffman, capo dell’Immunitaria, convocato al meeting per rispondere a eventuali
questioni mediche, aggiunse anche lui il suo parere: “Un ragazzo, inoltre, che per evitare a
questo pianeta la sorte di subire il dominio di Uru, ha rischiato di minare la propria salute,
spremendosi quasi fino al collasso per correre dietro alla sua avversaria…”
“…e al quale, per quest’impresa riuscita, nessuno ha mai detto nemmeno grazie…!”
intervenne ancora Simons “Da tutti, anzi, è stato osteggiato e disprezzato: dagli uomini
perché invidiato come compagno di Lamù e dalle donne perché umiliate dalla sua
preferenza per un’aliena! Grazie al Cielo esisteva una persona - una sola - che aveva
scoperto il vero animo di Ataru… quell’animo disinteressato e stoico che lui soffocava col
pragmatismo e l’egocentrismo, per reagire alle continue frustrazioni!”
Fu la volta di Humper, per la Sensitiva: “Purtroppo abbiamo commesso l’errore di non
capire il sentimento che questa persona provava realmente per lui… cosicché, scambiandolo
per mera volontà di possesso, abbiamo costruito quegli ordigni per tenerlo lontano da lei.
Per fortuna, così come il male distrugge sempre sé stesso, i SISAS stanno rapidamente
neutralizzandosi, ora che hanno esaurito il loro compito!”
“Proprio così” concluse Fewer, per la Cerebrale “perché adesso tocca a noi, i responsabili
organici di Ataru (assieme alle nostre colleghe di Lamù) aiutare queste due anime gemelle,
nate su due mondi così lontani1 a riunirsi per l’eternità!”
“E quale miglior modo, per cementare quest’unione interplanetaria, di un reciproco dono
della propria intimità fisica? Senza contare” replicò Simons “che questo ci permetterà di far
cessare, una volte per sempre, il suo deprecabile comportamento da farfallone!”
Percival fece un ultimo tentativo: “Ma… quel nastro, ormai, non esisterà più. E Sakurambo
avrà troppa paura della reazione di Lamù, per azzardarsi a fabbricarne un altro…!”
Simons sorrise: “Quel nastro esiste ancora, Gus. Lamù non l’ha mai distrutto e lo ha
conservato gelosamente… proprio perché anche la sua Genetica nutriva un dubbio analogo
al tuo e lei non avrebbe mai rischiato la vita del suo tesoruccio, tanto meno per fare l’amore
con lui! Come vedi, non ci sono più ostacoli di sorta. Mi rendo conto che, dopo il modo in
cui Ataru si è comportato fin qui, l’imbarazzo che proverà sarà notevole! Sarà dura, certo…
ma, se tutti faremo la nostra parte, andrà tutto bene!”
“È vero, Gus” disse ancora Fewer “tutti noi siamo pronti ad aiutarlo… aiutalo anche tu!”
Il capo della Genetica manteneva lo sguardo basso. Non aveva più nulla da ribattere… il suo
“gioco” era stato scoperto! C’era di buono che il Consiglio Organico non si stava
trasformando per lui in una sorta di Corte d’Assise e ciò si doveva al fatto che tutti Coordinatore compreso - erano ben consci di come le paure di Percival fossero, là dentro,
ben distribuite e condivise!
Tuttavia, quando il loro compagno terminò le sue riflessioni, gli altri lo videro scuotere la
testa: “No… voi non capite! Io ho mentito, d’accordo… e sono pronto ad accettare le
sanzioni che mi spettano. È vero: il pericolo della scarica orgasmica era anche un pretesto!
Ma l’ho usato a ragion veduta… perché lui non considera Lamù come la sua donna, ma
come la sua dea: l’idolatria di quel buffone di Megane nei riguardi di Lamù è una cretinata,
al confronto! Proprio perché in lei - nella sua bellezza, nel suo sguardo, nella sua essenza -
1 Secondo le informazioni da me reperite su un sito Web dedicato alla saga di Uruseyatsura, la distanza che separa il nostro Sole
dalla stella triplice Tau Ceti (nella Costellazione dell’Unicorno) al cui sistema appartiene appunto il pianeta Uru (altrimenti detto
Demon Star), ammonta a 11,7 Anni Luce, corrispondenti esattamente a ben 110.691 miliardi e 360 milioni di Km!
21
Ataru trova quello che nessun’altra… né sua madre, né Shinobu, né Elle1 gli ha mai saputo
dare e che nemmeno potrà dargli mai! È per questo motivo che lui non ha mai trovato il
coraggio di donarsi fisicamente a lei, come se temesse di sporcarla… oltre al fatto che non
potrebbe mai sopportare di non riuscire a soddisfarla come merita...!”
Gli altri erano ammutoliti. Si erano aspettati parole ben diverse da quelle che il loro
“smascherato” collega stava pronunciando. Non un atto di contrizione, magari, ma
sicuramente un discreto senso di colpa, presumibilmente seguito da un rinnovato proposito
di riscatto! Tutti rimasero dunque sconcertati, anche se uno lo era un po’ meno degli altri... e
a lui si rivolse direttamente Percival, continuando il suo discorso: “Cosa succederebbe se
facesse cilecca durante l’atto…? Tu dirigi la Neuro, Simons… dimmi: cosa proverebbe se
andasse in bianco? Ci hai pensato…?”
Il responsabile della sezione Emotiva (o Neuro che dir si voglia) aveva aggrottato la fronte,
dopo essersi reso conto che il suo collega non stava più parlando per sé stesso, ma per il
ragazzo che tutti loro facevano vivere.
“Vedi, Hugh” continuò Percival “non solo il suo orgoglio maschile ne uscirebbe distrutto…
non soltanto diventerebbe - veramente e definitivamente - lo zimbello di tutti… ma
rimarrebbe anche preda di un tale senso di colpa che non lo abbandonerebbe mai più. E non
è escluso che potrebbe anche commettere una grossa sciocchezza!”
Si arrestò un istante per dare modo ai colleghi di soppesare quanto finora aveva detto e poi
concluse: “Io farò come volete, signori… se me lo ordinate, metterò a punto la mia sezione
per la condizione C. Se unione fisica dev’essere, unione sia…! Ma voi pensateci bene…
pensateci, prima di esporre quel povero ragazzo a un rischio di questo genere!”
Finito di parlare si alzò, voltò loro le spalle e si diresse verso l’uscio; lo varcò e lasciò quella
stanza.
Brad Fewer emise un soffio che durò almeno mezzo minuto, poi commentò, rivolto verso
Wellington: “A quanto pare, non si finisce mai di conoscere i propri simili… eh,
signore…?”
“Ha proprio ragione, Brad…!” rispose lui, assolutamente convinto di quello che diceva.
Capitolo 10: “A ogni Sezione, la sua grana…!”
A
ugust Percival, lasciata la Centrale Operativa, era montato sulla prima unità cellulare di
trasporto disponibile e, dopo una discesa di circa 50 cm,2 si ritrovava davanti
all’ingresso allarmato della sezione Genetica, sul quale spiccava il simbolo di Athor, il dio
egiziano della fecondità. Varcatolo dopo la necessaria identificazione, si recò direttamente
nel suo ufficio.
“Bentornato, capo! Tutto bene, lassù…?” gli chiese uno dei suoi assistenti.
La smorfia che ricevette in risposta, assieme a un cenno desolato della mano, non presagiva
nulla di buono. Il povero Percival, senza proferire una sola parola, raggiunse la sua scrivania
e si lasciò cadere sulla poltroncina, appoggiando poi la fronte sul palmo della mano sinistra.
Rimase così per almeno cinque minuti e si riscosse quando sentì appoggiare qualcosa sul
piano dello scrittoio, che si accorse poi essere una tazza di tè fumante… alzò la testa e vide
il volto sorridente del suo collaboratore.
1 La regina del pianeta omonimo, alla quale Ataru aveva fatto una promessa di matrimonio (un po’ estorta, a dire il vero) quando
aveva l’età di 6 anni (cfr. il lungometraggio “Only You”).
2 Ipotizzando che Ataru Moroboshi, all’età di 17 anni, sia alto circa un metro e sessanta (i giapponesi non sono pertiche) la distanza
fra la fronte e l’inguine dovrebbe più o meno essere questa. Si accettano eventuali correzioni.
22
Ricambiatogli il sorriso, afferrò la tazza e la contemplò un istante: “Grazie, caro Pitt… ma
non credo che i nostri guai si risolveranno con una semplice tazza di tè!”
“Male non fa, signore” rispose l’altro e domandò “ma… se posso chiederglielo… è stato
così brutto…?”
“Insomma…! Più che altro, caro Pitt, temo che ormai il tempo della tregua sia scaduto!”
“Che significa, capo?”
“Che dobbiamo prepararci al match finale con la campionessa del pianeta Uru… ma
stavolta la grana principale non sarà della squadra di Burt Racer1… stavolta tocca a noi!!”
“Intende dire che…” impallidì il subordinato.
“Affermativo, Pitt: sta per scoccare l’ora del corpo a corpo intergalattico con la signorina
Lamù…!”
“Oh, santi numi…!!! Ma è proprio sicuro, capo…?!”
“Sicuro, sicuro…” mormorò Gus, stropicciandosi la faccia “…stavolta non c’è proprio nulla
da fare. Non possiamo più nemmeno aggrapparci all’incognita della scarica orgasmica: quel
bastardo di Fewer ha rammentato ad A1 l’esistenza del nastro giallo!”
“Adesso capisco il suo stato d’animo, signor Percival… sarà una prova dura!”
“E non sai ancora il peggio, caro Pitt…!”
“Non so proprio cosa potrebbe esserci di peggio - dal punto di vista delle incognite,
ovviamente - di un rapporto completo con quella creatura esplosiva, signore…!”
“E allora te lo dico io” rispose il superiore girandosi e guardandolo dritto in faccia “un
rapporto orale, per esempio!”
Il povero Pitt strabuzzò gli occhi e si coprì la bocca con le mani. Percival non aveva dubbi:
ciò che vedeva sul volto del suo subordinato era terrore. Terrore puro! Si alzò, gli afferrò le
spalle che tremavano come foglie e lo scosse, dicendogli: “Ehi, ehi… su, ragazzo! Nervi a
posto! Non è niente, non è niente…!!”
Ci vollero parecchi secondi prima che l’altro si riprendesse, balbettando: “Mi… mi scusi,
signore…! Non so che mi abbia preso” in realtà lo sapeva benissimo “non… non ci badi, la
prego… ora… ora mi passa!”
Il suo capo sospirò: “Non preoccuparti… e soprattutto non fartene una colpa, Pitt: quella me
la devo prendere tutta io, sta’ tranquillo!”
“Ma… ma perché dice questo, signore? Lei è sempre stato una guida eccellente per tutti
noi!”
“Ma fammi il piacere… tanto per cominciare, io stesso non ho mai creduto che saremmo
giunti a dover consumare un rapporto sessuale con quella benedetta orca! Contavo talmente
sui SISAS di Humper, da non prendere mai seriamente in considerazione che un simile
evento potesse concretizzarsi, con tutti i suoi annessi e connessi. E quindi non vi ho mai
preparato, psicologicamente, alla cosa!”
“E… crede lei che le altre sezioni dell’organismo lo siano più di noi?”
“Ma nemmeno per sogno! Checché ne dicano quegli sbruffoni di Humper e Fewer… e
anche Simons, bell’incosciente! A noi sono bastati i SISAS per resistere al fascino sensuale
di Lamù… ma alla Neuro, per rallentare il più possibile l’aumento del suo C.R. prima verso
la fascia dell’affetto e poi verso quella dell’amore, hanno fatto fare ad Ataru una figura da
vero stronzo! E adesso Hugh è convinto che basterà qualche parolina dolce affinché Lamù si
dimentichi di tutto e gli spalanchi immediatamente le braccia… e le gambe,
naturalmente…!” detto ciò, afferrò la tazza di tè ancora piena e la vuotò velocemente,
1 Burt Racer è il capo della sezione Motoria. Si potrebbe considerare il vero vincitore della corsa che ha salvato il mondo
dall’invasione degli Oni!
23
osservato con ansia dal suo collaboratore “Comunque, questi sono problemi loro… a ogni
sezione, la sua grana… e sarà meglio affrontare subito la nostra, prima di ricevere il
semaforo verde dalla Centrale Operativa!”
“Quanto tempo abbiamo, per prepararci?”
“Ormai sono rimaste soltanto quaranta ore scarse, prima che il TST si scateni alla sola vista
della Dea degli Orchi! Quindi non abbiamo un minuto da sprecare. Il personale è al
completo?”
“Erano stati allertati subito prima della riunione, signore: sono tutti presenti e pronti!”
“Benissimo… andiamo con ordine: voglio che si proceda a un check-up completo di tutti gli
apparati, con particolare cura al circuito erettivo!”
“Sissignore!”
“Date anche un buon giro di vite ai freni inibitori: occorre ridurre al minimo - per quanto
possibile - il rischio di un’eiaculazione precoce…!”
“Bene!” rispose Pitt, con la fronte già imperlata di sudore.
“Poi fate un minuzioso controllo del DNA… minuzioso, è chiaro? Voglio che i cromosomi
degli spermatozoi siano perfetti. Se si arrivasse alla fecondazione, ricordate che è sempre la
madre che rischia, specialmente una madre aliena!”1
“Stia tranquillo. Ma… lei non crede che Moroboshi vorrà prendere precauzioni, almeno per
il momento…?”
“Qualunque cosa decidano quelli di sopra, noi dobbiamo prevedere tutte le eventualità…
sempre poi che quelli lo siano, in grado di decidere qualcosa…!”
“Non capisco, signore!”
“Pitt, non facciamoci illusioni: non saremo noi a controllare la battaglia delle lenzuola: a
torto o a ragione, quelle di Lamù2 si considerano troppo in credito con noi, per lasciarci in
mano il volante!”
“Capisco, signore… ci daranno una bella strapazzata! Mi tornano i brividi solo a
pensarci…!”
“E tu non ci pensare: bada a fare il tuo lavoro e basta. Vai, adesso, vai!”
“Agli ordini, signore!” il subordinato batté i tacchi, si inchinò e andò a impartire le
opportune direttive.
Rimasto solo, August Percival esaminò il fondo della tazza appena vuotata, scolandone le
ultime gocce. Rimase poi qualche altro istante a osservare i posters appesi alla parete di
fronte a lui, raffiguranti alcune delle più belle donne del pianeta, vive o defunte che fossero:
Marylin Monroe, Audrey Hepburn, Gina Lollobrigida, Sophia Loren, Grace Kelly, Brigitte
Bardot, Virna Lisi, Cindy Crawford, Valeria Marini e tante altre…
Quindi appoggiò il mento alle braccia sul piano dello scrittoio e mormorò: “Accidenti…
quando tutto sarà finito, quaggiù ci sentiremo come quelli dell’Apollo 11… o come quelli
dell’Apollo 13! Armstrong, Lovell… pregate per noi!”3
1 Anni fa, leggendo una fanzine su Kimagure Orange Road, l’autore Izumi Matsumoto raccontava ai fan che Akemi Kasuga, madre
di Kyosuke, era morta di parto alla nascita delle gemelle Manami e Kurumi. La ragione, diceva, stava nel fatto che la famiglia di
Akemi era di origine extraterrestre (da cui i loro poteri ESP) e da ciò derivava un’incompatibilità genetica col padre dei ragazzi,
Takashi. Il primo parto (quello di Kyosuke) era andato bene… il secondo purtroppo no! Di ciò si preoccupa chiaramente il buon
Percival, elemento - ormai si sa - alquanto scrupoloso!
2 Intende le componenti delle sue sezioni organiche. Come avrete già compreso, se i membri organici di un organismo maschile sono
uomini, quelli di un organismo femminile sono donne! Fa chiaramente eccezione l’organismo di Ranma Saotome, dove il cambio di
sesso riguarda il suo corpo, ma non le sue equipes!
3 Neil Armstrong è l’arcinoto comandante della missione Apollo 11, allunata per prima nel 1969. Jim Lovell è il meno noto
comandante della sfortunata missione Apollo 13, che dovette abortire il secondo allunaggio nel 1970 per un guasto improvviso che
mise seriamente a repentaglio la vita dei tre astronauti.
24
***
A circa 20 cm più in alto sopra l’ufficio di Percival, il povero Larry Meals - altrimenti detto
Sweeper - direttore della sezione Metabolica, stava tentando di assorbire lo shock. Steso
sulla sua branda, cercava di rammentare gli episodi della vita di Ataru Moroboshi che più
avevano messo in crisi il suo personale…
Il duello gastronomico con Rei, l’ex fidanzato di Lamù: cinquantasette patate dolci
ingurgitate in soli venti minuti! La prima volta che l’aspirante signora Moroboshi aveva
costretto il suo maritino a ingoiare la sua “specialità”: sedici stellette arci-mega-strasuperpiccanti che avevano procurato un bruciore acuto al suo povero stomaco, durato
ininterrottamente per tre giorni! E - tanto per mantenere basso l’umore - il ricordo più
recente: l’antidoto alla trasformazione licantropica di Ataru, seguita all’assunzione delle
polpettine dolci da mangiare romanticamente insieme al chiaro di Luna: antidoto dal sapore
talmente amaro che, al suo confronto, il rafano sarebbe sembrato cioccolato!
No… tutti gli altri colleghi dell’organismo lo avevano sempre preso in giro, ma non li
biasimava: non potevano capire i salti mortali che lui era costretto a fare per salvaguardare
la salute di quel benedetto ragazzo! L’unico che avrebbe potuto capirlo era un lontano
collega - George Teller - che si ritrovava quotidianamente ad affrontare una situazione
curiosamente analoga alla sua: la fidanzata del suo assistito non era un’aliena, ma
l’infernalità della sua cucina non aveva nulla da invidiare a quella di Lamù…!1
E adesso la sua sezione avrebbe dovuto elaborare nientepopodimeno che… il fluido
lubrificante vaginale dell’aspirante signora Moroboshi...! E anche una buona dose, per di
più!
Ciò che più preoccupava Meals era ovviamente il fatto che quella sostanza non sarebbe
provenuta da una donna terrestre! Che sapore avrebbe avuto…? Dolce? Amaro? Sarebbe
stata piccante come quelle micidiali stelline?
Percival non poteva garantire nulla… e il guaio era che non bastava inghiottirla: occorreva
farla trattare dal laboratorio epatico2 sotto la guida di Jerry Humper, per consentire alla
Sensitiva di ricavare quell’indispensabile catalizzatore. Quanto tempo sarebbe occorso,
prima di poterla finalmente espellere? Che conseguenze avrebbe avuto sugli apparati
metabolici? Forse nessuna… ma, se ce ne fossero state di negative, la responsabilità sarebbe
stata sua!
*È sempre così: se il paziente guarisce, sono stati gli dei… se perisce, sono stati i dottori!*
meditò tristemente il povero Sweeper.
Non c’era molto altro che potesse fare, salvo avvertire i suoi addetti che controllassero bene
le riserve salivari e quelle dei succhi gastrici…!
***
Burt Racer si trovava nel suo alloggio della sezione Motoria, nuovamente all’interno della
zona cefalica. Erano circa le 15: l’ora del sonnellino pomeridiano di Ataru, che precedeva
l’uscita delle 17 per la caccia pre-serale alle ragazze. Aveva circa 2 ore di tempo per
meditare tranquillamente sull’immediato futuro. E per smaltire la rabbia…!
Rabbia per non essere stato convocato alla riunione e per aver saputo solamente dal collega
della Cerebrale ciò che bolliva effettivamente in pentola. Inaudito: il capo della sezione
Motoria trattato come l’ultima ruota del carro!
1 George Teller è il responsabile della Metabolica di Ranma Saotome… detto questo, detto tutto!
2 Il fegato.
25
Se ne stette immobile al centro della stanza, osservando i posters che allietavano le pareti,
raffiguranti i più famosi velocisti e corridori della storia: Carl Owens, Abebe Bikila, Pietro
Mennea… vicino a loro spiccava pure un poster pubblicitario di una nota marca di articoli
sportivi: in esso la figura di Ataru - faccia tronfia e scarpe legate al collo - sovrastava la
scritta: “Con queste scarpe, un uomo ha salvato il mondo! Mitzunokoshi: al servizio
dell’uomo e al servizio del mondo!”1
Sulla parete opposta era invece rappresentato il medagliere di Ataru, ovvero le immagini di
tutte le onorificenze che le maggiori Nazioni del pianeta gli avevano attribuito per la sua
vittoria su Lamù, grazie alla quale il Pianeta Terra non era diventato una colonia della Stella
Uru. In tale immagine si riconoscevano la Medaglia all’Onore Imperiale del Giappone, la
Medaglia del Congresso degli Stati Uniti, la Victoria Cross britannica, la Legion d’Onore
francese, la Medaglia d’Oro al Valor Civile italiana e tante altre… c’erano perfino l’Ordine
di Lenin dell’URSS e la Croce dei Cavalieri dell’isola di Malta! Infine, non mancava il
riconoscimento da parte delle Nazioni Unite: una pergamena firmata personalmente dal
Segretario Kurt Waldheim, in carica nel 1978, sulla quale campeggiava la scritta: “YOU
SAVED OUR WORLD!”
Racer sospirò. Com’era stata effimera, quella gloria… aveva proprio ragione chi diceva
quant’era facile precipitare dalle stelle alle stalle! Se i vari capi di stato che avevano
concesso tutte quelle onorificenze al “Campione della Terra” avessero poi saputo come
veniva adesso considerato dai suoi compaesani di Tomobiki, avrebbero stentato a crederci!
Era proprio valsa la pena di rischiare il collasso cardiaco per tutta quell’ingratitudine
umana? Ingratitudine derivante poi dall’invidia che tutta la popolazione maschile del
pianeta (dai 13 anni in su) sentiva per Moroboshi, la cui vittoria gli aveva procurato anche il
cuore della ragazza più affascinante dell’universo. Per non parlare del risentimento provato
da tutta la popolazione femminile, che non gli perdonava di avere “scelto” una donna aliena,
in luogo di una terrestre!
Neanche ce ne fosse stata una, fra di loro - prima o dopo la sfida con Lamù - che avesse
reagito positivamente alle sue avances, invece di tempestarlo di mazzate! L’unica che
avesse veramente il diritto di sentirsi tradita era Shinobu Myake, sua ex fidanzata, ma tutte
le altre avrebbero dovuto come minimo tempestarlo di baci, per averle risparmiate di finire
probabilmente schiave di qualche nobile urusiano!
Burt Racer si domandò poi se la scarsa considerazione che avvertiva certe volte da parte dei
suoi colleghi non provenisse dal fatto di essere proprio lui “colpevole” di aver fatto vincere
Ataru, procurandogli quella “moglie imprevista” che tanto dava da fare alle altre sezioni!
Ma cos’avrebbe dovuto fare, secondo loro? Perdere, per poi farlo scappare tutta la vita,
come un miserabile reietto? Che branco di imbecilli!
E adesso mandavano Fewer a dargli grattatine sotto al mento per avvertirlo di preparasi al
secondo confronto con miss bikini tigrato… il confronto sessuale, naturalmente!
Eh, già… perché la sezione Genetica mica poteva provvedere da sola al “grande passo”:
prima di arrivare alla C bisognava passare per la B… e ci provassero loro a praticare dei
preliminari decenti senza la sezione Motoria! Come se anche la C non contemplasse poi
tutta una serie di azioni meccaniche che lui - Burt Racer - avrebbe dovuto comandare,
mentre Percival si sarebbe occupato “soltanto” degli apparati riproduttivi!
1 Mitzunokoshi è il nome della famiglia di Tobimaro, forzato boyfriend di Ryoko Mendo, sorella di Shutaro. Come si sa, i
Mitzunokoshi sono proprietari della maggiore holding planetaria di articoli sportivi (almeno così ci racconta Rumiko Takahashi).
L’immagine con le scarpe non l’ho inventata io: era disegnata su una fanzine che comprai diversi anni fa presso una fumetteria della
mia città (la frase pubblicitaria, invece, è mia).
26
“Tu pensa solo a ricordare a quel fesso di Ataru di tagliarsi le unghie, farsi la barba e darsi
lo stucco alle labbra” aveva replicato a Fewer, interrompendo le sue perentorie
raccomandazioni “che alle mosse ci penso io!”
Racer si recò nel locale adiacente, dove c’era la sua postazione operativa. Qui contemplò,
davanti alla sua poltroncina di guida, le leve di comando degli arti inferiori e superiori,
circondate da tutti gli altri pulsanti di controllo e le relative spie. Venne preso da un moto di
panico… la sicurezza ostentata davanti al collega della Cerebrale si stava raffreddando
pericolosamente e il povero Racer - il “salvatore del mondo”, come veniva chiamato là
dentro - si ritrovò a fare considerazioni analoghe a quelle di Larry Meals.
*La vittoria ha molti padri, ma la sconfitta…* scosse la testa *…no: la sconfitta non è
orfana: la sconfitta ha sempre un capro espiatorio! E, se le cose vanno male, qui dentro il
capro espiatorio sarò io…!*
Pensato ciò, tornò nella sua stanza, dove lo sguardo gli ricadde sull’immagine di Ataru,
quella con le scarpe attorno al collo.
“Quel ragazzo non mi perdonerà mai, se non lo faccio vincere una seconda volta…!” si
disse.
***
Anche Hugh Simons era rientrato al suo reparto, ubicato accanto alla sezione Cardiaca.
Tutto il personale della Neurologica lo stava aspettando con ansia, sapendo bene qual era
stato l’ordine del giorno di quella riunione. Come lo videro fecero fatica a non abbordarlo
subito per tempestarlo di domande. Dalla sua espressione, tutt’altro che tranquilla, capivano
facilmente che i guai non erano affatto finiti, ma solamente incominciati!
Finalmente, l’assistente che rispondeva al nome di Rusty Traynor e che aveva maggior
confidenza con lui,1 si decise a rivolgergli la parola: “Com’è andata di sopra, signore…?”
“Mm-mh…!” rispose Simons, scuotendo la mano. Si appressò poi alla sua consolle
operativa, si sedette e accese il pannello che riportava in tempo reale la situazione delle
relazioni interpersonali dell’organismo.
Dopo aver segnalato la presenza di ben cinque pagine di nominativi (praticamente tutte le
ragazze dell’orbe terraqueo e dintorni, conosciute al momento da Ataru Moroboshi) il
quadro si stabilizzò sui primi 12 nominativi visualizzabili nella schermata.2
Pos.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
Subject
Lum
Shinobu Myake
Sakura
Ran
Ryoko Mendo
Oyuki
Benten
Kurama
Ryunosuke Fujinami
Asuka Mitzunokoshi
Tsuyuko Amamori3
Elle Rosenbach
Current Update
C.R. Pts.
1468
1201
987
821
716
712
665
541
439
284
204
147
Zone
LOVE
LOVE
AFFECTION
AFFECTION
AFFECTION
AFFECTION
AFFECTION
AFFECTION
AFFECTION
SYMPATHY
SYMPATHY
SYMPATHY
Notice
secret
official
official
official
official
official
official
official
official
official
official
official
page 1 by 5
> next page
1 L’abbiamo conosciuto nel capitolo 1: è quello che stava per essere investito dalla caduta del primo ASD.
2 Cinque pagine di 12 nominativi equivarrebbero a 60 ragazze “slumate” da Ataru Moroboshi! Non mi ritengo un “ferreo”
conoscitore della saga: c’è qualcuno di voi lettori in grado di dirmi se sono stato “lungo” o “corto”?
3 È la ragazza perseguitata dalla “Maga della Pioggia” (cfr. episodi 91-92 del fumetto o la 53a puntata del cartone).
27
“Come mai il valore della regina Elle è ancora così in alto?” domandò Hugh, con voce priva
di particolare emozione.
Rusty fu preso in contropiede, aspettandosi considerazioni di tutt’altro genere: “Beh… sa
com’è, capo: il primo amore non si scorda mai!”
“Neanche dopo la faccenda del freezer?”
“Se non ci fosse stato quell’incidente, il suo C.R. sarebbe molto più in alto… e forse noi non
saremmo qui sulla Terra, signore!”
“Evidentemente…! Vedo che il C.R. di Lamù non è ancora arrivato in zona coppia!”
“No, ma il suo progresso è costante: stimiamo possa arrivare a 1500 entro ventiquattro ore o
giù di lì!”
Simons rifletté un istante, poi diede un’occhiata al display del contatore che misurava il
residuo di vita degli ASD: in quel momento segnava 1 giorno, 10 ore, 24 minuti e 16
secondi…
“Appena in tempo…!” commentò.
“Per che cosa, signore?”
“Per arrivare alla zona coppia prima del collasso dell’ultimo SISAS! Se l’inibizione di
Moroboshi svanisse prima, non riusciremmo a controllare il rapporto C con la signorina
Lamù in modo adeguato. E invece dobbiamo riuscirci, Rusty: voglio che quello sia
soprattutto un atto d’amore da far percepire alle nostre colleghe, là dentro… non un banale
scambio di fluidi da una Sezione Genetica all’altra!”
“Quindi… è stato deciso, signore?!”
“Già… non ti avevo detto che dovevi smetterla di preoccuparti per Lamù? Tutto arriva, per
chi sa aspettare!”
“Ma… ha già pensato al piano di approccio, signore?”
Hugh Simons fu percorso da un brivido freddo. No, che non ci aveva pensato!
Del resto, mica era facile…! Le obiezioni di Larry Meals alla riunione erano state pertinenti,
dopotutto: dopo anni di rifiuti, tradimenti anche solo intenzionali (quante ragazze doveva
ringraziare Simons, per aver respinto “cortesemente” Ataru?), punzecchiature e pesci in
faccia, come si poteva spingere semplicemente quel ragazzo dabbene ad abbordare la sua
“dolce metà” e dirle: “Senti, cara… ho una bella notizia per te: finora ho scherzato, ma la
verità è che ti amo più di ogni altra! Facciamo l’amore…?”
Non era poi così improbabile che Lamù, per ripicca, lo mandasse a quel paese col proposito
di farlo friggere almeno per qualche giorno “Visto che tu mi hai fatto aspettare per quattro
anni, facendo lo scemo con tutte le altre!” o magari dichiarasse, categorica: “Prima sposami
ufficialmente, così dopo non avrai più scuse!”
Sarebbe stato un vero disastro perché, partito che fosse l’ultimo ASD, gli ormoni di Ataru si
sarebbero scatenati alla sola vista delle sue curve e lui non avrebbe più accettato nessun
rifiuto: le sarebbe saltato addosso, anche a costo di violentarla! E questo non doveva
assolutamente accadere, altrimenti il povero Ataru si sarebbe fatto schifo da solo per tutto il
resto della sua povera vita.
D’altra parte non era nemmeno possibile farle una corte come si deve; assumere cioè un
graduale atteggiamento diverso (più affettuoso, più amorevole) affinché lei - che del resto
non aspettava altro - gli aprisse dolcemente le braccia (e le gambe, come aveva detto Gus
Percival). Un approccio del genere avrebbe indubbiamente funzionato, ma non sussisteva
più il tempo per metterlo in pratica.
“Signore… si sente bene…?”
Hugh Simons si riscosse. Si era talmente immerso nelle sue meditazioni da estraniarsi
completamente dalla realtà circostante: “Sì, sì… scusami, Rusty… ero soprappensiero!”
28
“In effetti la vedo molto giù, capo! Lei mi diceva di non preoccuparmi più per Lamù… ma
questo non dovrebbe implicare che nemmeno lei dovrebbe più preoccuparsi?”
“Sei troppo razionale per lavorare nell’Emotiva, Rusty” ridacchiò amaramente il suo
superiore “e comunque ricordati che io sono il capo, quaggiù… e il capo deve sempre
preoccuparsi!”
“Lo so, signore” rispose Rusty cercando di esprimere rispetto nella voce “il fatto è che mi
dispiace di vederla così in pensiero… più del necessario, forse!”
Simons gli sorrise con riconoscenza: “Purtroppo non sto affatto esagerando, amico mio: la
questione, se non grave, è in realtà veramente seria… e io, da bravo stupido, me ne sono
reso conto soltanto adesso, pensa un po’!”
“Di che cosa si è reso conto, signore?”
“Finora ho sempre creduto che, per far finire tutta questa maledetta storia, la gatta più
grossa da pelare ce l’avessero quelli di Percival, naturalmente… e invece ce l’abbiamo noi!”
“A essere sincero, lo sospettavo anch’io, signore! Tuttavia… ce la faremo, non è vero…?”
“Oh, puoi starne certo, Rusty… ce la faremo senz’altro! E lo sai perché?”
“Pendo dalle sue labbra, signore!”
“Perché la questione non è in che modo farcela… la questione è che dobbiamo farcela
assolutamente. Tutto qui…!”
Capitolo 11: “E se le dicesse semplicemente ti amo…?”
C
on uno scoppio assordante seguito da un interminabile sfrigolio, il “dispositivo antiseduttorio” n° 12 - il penultimo del circuito - mise fine per sempre alla sua attività
inibitoria. Anche se l’involucro era stato trattenuto dalla rete di sicurezza che lo circondava
(fatta installare in precedenza da Hoffman)1 innumerevoli frammenti erano stati proiettati
all’intorno, mentre la parete del condotto nervoso era stata completamente imbrattata dalla
sostanza elettrolitica dei condensatori saltati del SISAS.
Richiamato dal fracasso, Brad Fewer era accorso sul posto trovandovi già Hoffman e altri
due tecnici dell’Immunitaria, occupati a eseguire un rapido controllo-danni delle cellule
nervose vicine, mentre Jerry Humper, il capo della Sensitiva, stava immobile con le mani
dietro la schiena, a contemplare tristemente i residui dell’apparecchio.
“Tutto bene, Jerry…?” gli chiese Fewer, posandogli una mano sulla spalla.
L’altro lo guardò con faccia inespressiva, quindi si rivoltò verso il povero ASD che finiva di
consumarsi, friggendo e sfrigolando: “Io sì… ma lui no…!”
“Oh, andiamo” ribatté il responsabile della Cerebrale, sorridendogli amichevolmente “ne
parli come se fosse tuo figlio!”
Humper tornò a guardare il collega: “In pratica, lo è” disse, pacatamente ma con voce ferma
“vedi, Brad… sono il primo a riconoscere che abbiamo commesso una solenne cazzata a
installare questi aggeggi infernali. In effetti, pensandoci adesso, devo dire che era il peggior
servizio che potessimo fare a quei due! Ad ogni modo, quando vedi il frutto del tuo lavoro
disintegrarsi - sia pure per una buona causa - non ti viene tanto da sorridere…!”
“Ti capisco” gli disse Fewer, stringendo la mano che teneva ancora sulla sua spalla “ma non
è il momento di piangerci sopra: dobbiamo guardare avanti e non c’è molto tempo. Seguimi,
piuttosto: il capo ci vuole subito nel suo ufficio!”
“Un momento: vieni tu con me, prima!”
“Dove?”
“A controllare lo stato dell’ultimo SISAS!”
1 Il responsabile della sezione Immunitaria.
29
I due percorsero velocemente la distanza che li separava dal condotto ospitante l’ultimo
apparato ancora in servizio e si arrestarono esattamente sotto di esso, tenendosi
prudentemente a debita distanza.
L’ASD n° 13 era al suo posto, ingabbiato come i suoi “defunti” predecessori, ma non
mostrava nessun apparente segno di malfunzionamento… almeno visivo.
“Cos’è questo ronzio…?” chiese Fewer.
“Non lo immagini? Sta soffrendo, poverino… pensa che, da questo momento, quel povero
shunter sta sopportando da solo l’intera carica sensuale della signorina Lamù, per non farla
arrivare ai circuiti delle Genetica!”
“Incredibile…!” istintivamente Fewer fece qualche passo indietro “Meno male che adesso
Lamù si trova a bordo del suo UFO!”
“È vero, ma ciò non cambia nulla!”
“Ma come…?! Se lei non c’è, il carico sensuale dovrebbe abbassarsi… dico bene?”
“Dici male, purtroppo: gli ASD non sbarrano la strada ai soli impulsi provenienti da
informazioni percettive, ma anche da quelle mnemoniche! Anche quando Ataru e Lamù non
sono insieme, le rimembranze mentali di quest’ultima sarebbero sufficienti a fargliela
desiderare fisicamente. E i sogni, poi, non li conti?”
“Hai ragione. Ne farà centinaia, su di lei!” ammise Fewer.
“Appunto. Pensa che succederebbe senza questi affari - che di notte funzionano per di più a
regime ridotto per potersi scaricare quanto possibile: te lo immagini lo spreco di STF1?
Prosciugherebbe i serbatoi di Percival!”
“Pazzesco…! E questo, quanto resisterà ancora, secondo te?”
“Stando agli ultimi calcoli, dovrebbe collassare fra un giorno e mezzo… o poco più!”
“Allora non c’è tempo da perdere. Vieni, andiamo dal capo!”
“Si può sapere cosa diavolo vuole, ancora?”
“Non ho idea: so solo che Simons gli ha chiesto udienza. Forse hanno bisogno di noi!”
“Ma va’…! Non facciamoli penare più a lungo, allora!”
“Da quando sei diventato così premuroso?”
“Non saprei… forse da quando ho visto A1 sbellicarsi durante una riunione…!”
Il collega della Cerebrale annuì con un risolino, riposandogli la mano sulla spalla.
***
Varcata la porta dell’ufficio del Coordinatore, i capi della Cerebrale e della Sensitiva si
trovarono al cospetto di Chris Wellington, occupato a esaminare un rapporto consegnatogli
poco prima da Hugh Simons, ora seduto di fronte a lui. Si trattava di una relazione
riassuntiva di tutte le “schermaglie amorose” intercorse fra Ataru e la sua fidanzata
intergalattica, culminate (nel 99 % dei casi) con il consueto elettroshock finale.
“Eccoci qua, signore!” si annunciò Fewer.
“Sedete!” rispose A1, senza preamboli.
Simons si spostò di lato per far spazio ai due colleghi. Humper si mise nel mezzo e subito il
suo sguardo si pose inevitabilmente sul ritratto onirico della fatidica compagna di Ataru,
accennato all’inizio di questa storia.
Si trattava di un’immagine dove Lamù appariva abbigliata come una principessa orientale,
coperta da una sorta di tunica candida, stretta da una cintura rabescata. Il generoso decolté
era impreziosito da una collana composta da monili d’oro. I lunghi e verdi capelli le
scendevano armoniosamente dietro la schiena, tranne due fluenti ciocche che si posavano
1 “Seed Transfert Fluid” (fluido di trasporto del seme).
30
graziosamente sui seni. Gli avambracci erano allargati in una sorta di muta contemplazione
e la mano sinistra reggeva un’azzurra sfera di cristallo. Dalle ginocchia in giù, il corpo di
quella stupenda creatura era immerso in un lago, poeticamente rischiarato da una falce di
luna che faceva da cornice alla sua figura incantevole.
Si sarebbe potuto pensare che l’elaborazione psichica di quell’immagine avesse attinto
parecchio dalla filosofia “orientaleggiante” di Ataru, nel cui sospirato harem la bellissima
Lamù avrebbe ovviamente occupato il posto della Favorita…! In realtà, il capo della Neuro
non aveva dubbi, al riguardo: quell’immagine rappresentava il compendio dell’ideale di
donna posseduto dal loro assistito. Lamù era la sua Venere sorgente dalle acque. Una sorta
di donna-dea, per la quale l’ex campione della Terra aveva da sempre provato un sentimento
a mezza via fra l’adorazione ed il terrore.
Come più volte Simons aveva ribadito, stava appunto qui il nocciolo del problema: accettare
il sentimento provato per quella ragazza - e quindi ricambiare quello che lei stessa provava
per lui - avrebbe significato, almeno in teoria, diventare totalmente suo succube, nel senso
che qualunque cosa lei gli avesse chiesto, lui lo avrebbe fatto… e se non ci fosse riuscito, si
sarebbe sentito l’ultimo dei miserabili. E questo, ad Ataru Moroboshi, faceva troppa paura!
Finito di contemplare la figura di Lamù, Jerry Humper sussurrò a Brad Fewer: “È
un’impressione mia o quel ritratto sta sorridendo più del solito…?”
“Forse perché le nostre omologhe stanno subodorando quello che succede qua dentro!” gli
rispose l’altro, sempre a bassissima voce.
“Mi sto perdendo qualcosa…?” domandò A1, col suo solito accento tagliente, appena
permeato d’ironia.
“No, signore” il capo della Cerebrale tossicchiò “nulla d’importante!”
Wellington li scrutò entrambi di sottecchi e aggiunse: “Ho saputo che il penultimo ASD è
appena partito!”
“Affermativo, signore” rispose Humper “appena cinque minuti fa!”
“Perciò, quanto tempo è rimasto…?”
“Trentatré ore e sedici minuti da questo momento, signore!”
Il Coordinatore indicò il collega della Neuro: “Il signor Simons ha richiesto questo incontro
fra di noi per definire appunto il modus operandi nel quale spendere queste ore… a lei la
parola, Hugh!”
“Grazie! Dunque, amici miei… qui si tratta di fare, in poco più di un giorno, ciò che i
normali innamorati fanno solitamente in giorni, settimane, mesi o anni… a seconda dei
casi!” Simons indicò la solita immagine “Dobbiamo esprimere a quella signora là - e sarà
bene, oramai, iniziare ad abituarci a chiamarla in questo modo - ciò che veramente il nostro
assistito sente per lei… o, per meglio dire, ciò che ha sempre sentito da quattr’anni a questa
parte!”
“Fammi capire bene, Hugh: vorresti dare il via alla procedura canonica? Corteggiamentofidanzamento-matrimonio…?”
“Esattamente, Brad. E con tanto di cerimonia, se fosse possibile!”
“Pure…! Beh, o l’uno o l’altra, Hugh: o t’è rimasta troppa voglia di scherzare o sei
diventato completamente pazzo…!”
“Siete liberi di arrivare a questa conclusione, ragazzi. Prima, però, vi prego di ascoltarmi
molto attentamente!”
“Siamo tutt’orecchi, Simons” intervenne A1 “a condizione che la sua esposizione sia
ragionevolmente breve…!”
“Sarò telegrafico, glielo prometto!”
“Perfetto. Vada avanti!”
31
“Per fare di Ataru un compagno monogamo, dobbiamo fargli assumere il VLF di Lamù,
esatto?”
“Esatto!” rispose Humper.
“E, per farglielo assumere, dobbiamo fargli consumare un rapporto completo con lei,
giusto?”
“Ovvio!” annui Fewer.
“Ma questo rapporto completo sarà impossibile, fin tanto che rimarrà in servizio anche un
solo ASD. Non è vero?”
“Verissimo” confermò il capo della Sensitiva “finché gli impulsi sensuali di Lamù vengono
trattenuti dallo shunter, i sensori di Percival non li possono ricevere. N ente ricezione, niente
alimentazione del circuito erettivo. Niente potenza al circuito erettivo, nessuna funzionalità
del raccordo di giunzione. Niente disibinizione del raccordo di giunzione, niente amplesso!”
“Un teorema perfetto, Humper” commentò il Coordinatore “fece proprio un ottimo lavoro,
a suo tempo!”
Punto sul vivo, il creatore dei SISAS si permise di osservare: “Feci quello che mi ordinò lei,
signor Wellington!”
La temeraria schiettezza di Humper fece accusare un brivido ai suoi colleghi, ma il capo si
limitò a sorridere: “È vero, Jerry, ha ragione. E, se ci penso bene, devo ancora ringraziarla!”
“Non è necessario, signore” fu la volta di Humper a rabbrividire “in tutta sincerità, non sono
per niente fiero di quello che ho fatto!”
“Lei ha fatto il suo dovere” ribatté A1, recisamente “e ciò non dovrebbe in ogni caso porle
un problema di coscienza!”
“Forse. Ma vorrei soltanto che finisse bene, per quei due… vorrei che Ataru fosse
finalmente felice. Del resto, signore, non è per questo che siamo qui?”
“E infatti ci stiamo lavorando, Humper” tagliò corto il capo “prosegua, Hugh!”
“Signorsì… dicevo appunto che non vi potrà essere un rapporto completo fin tanto che
l’ultimo SISAS sarà in funzione. E deve essere un rapporto completo! Non possiamo
assolutamente limitarci a eseguire una B1 col solo scopo di eccitare Lamù e…” Simons
dovette arrestarsi per estrarre il fazzoletto di tasca e tergersi la fronte umida “…provocare
l’uscita del suo VLF!”
Più per accademismo che per altro, Fewer si sentì spinto ad osservare: “E perché no?
Intanto, si risolverebbe il problema di ottenere la sostanza base. Poi, quando Ataru sarà
diventato monogamo…”
“No, Brad, non capisci! Un semplice petting meccanico - senza eccitazione da parte di
Ataru - potrebbe anche non far eccitare Lamù… anzi, la disgusterebbe! Una C, una
completa unione con lei - un donarsi reciproco, insomma - sarebbe invece tutta un’altra
cosa!”
“Ma se abbiamo appena detto che la C è impossibile, fin tanto che funziona
quell’arnese…!”
“Appunto, è questo il problema! Il guaio è che, una volta saltato il SISAS, Ataru andrà giù
di testa alla vista della sua anima gemella, foss’anche coperta da uno scafandro da
palombaro! Una brutale copulazione a freddo rischierebbe ugualmente di disgustare Lamù,
specialmente se lei vi fosse costretta a forza… e una volta che Moroboshi ne avesse in
seguito preso coscienza, proverebbe un tale disprezzo per sé stesso da far avverare le nostre
peggiori previsioni dal punto di vista psicologico! La vita di quei due ragazzi potrebbe
uscirne rovinata per sempre… è un rischio che non dobbiamo assolutamente correre!”
1 Rapporto di pettting.
32
“Un bel casino” esclamò il capo della Cerebrale “questo è un perfetto circolo vizioso,
maledizione: dobbiamo rendere monogamo Ataru prima che esploda la sua fame sessuale
per Lamù, compressa da quattro anni. Per riuscirci, occorre che facciano l’amore… però
non lo possono fare se prima non salta l’ultimo ASD! E, quando salterà, Ataru si getterà
addosso a Lamù, prima di diventare monogamo…! Ah, siamo proprio in gamba… non c’è
che dire!!”
“È un vero disastro” mormorò Humper “ una situazione senza via d’uscita!”
“Proprio così, signori” confermò il capo della Neuro “a meno che…”
“A meno che cosa…? Parli, Hugh: non lo vede che stiamo friggendo, peggio che per una
scarica della signora?”
“…a meno che, da qui a 33 ore” Simons aveva sbirciato il suo cronografo “Ataru non riesca
a convincere la sua dolce metà della concretezza dei suoi sentimenti. Del resto, lei l’ha già
da tempo compresa, questa concretezza, grazie ai timidi e saltuari segnali che Ataru ci ha
consentito di mandarle negli ultimi tempi. Non le occorre che un gesto di conferma, in
fondo… e facciamoglielo, questo gesto…!!”
“Tu parli bene, Hugh” ribatté Humper “ma non è mica così semplice! Dopo tutti quegli
atteggiamenti da carogna che siamo stati costretti a fargli assumere, non è che possiamo
d’un colpo metterle una bella letterina d’amore nell’armadietto della scuola o magari farle
una serenata sotto l’UFO… ho paura che non ci crederebbe mai!”
“No, infatti. Non possiamo fare così” convenne A1 “riusciremmo soltanto a renderlo
ridicolo!”
I quattro stettero ancora qualche momento a rimuginare. Poi, finalmente, il solito Brad
Fewer la buttò lì: “E… se le dicesse semplicemente ti amo…?”
Gli altri spalancarono gli occhi. Era quello, in effetti, il gesto che la “Principessa degli Oni”
desiderava di più. Il segnale che mancava all’Emotiva di Lamù per far salire il Coefficiente
Relazionale di Ataru Moroboshi oltre i 2000 punti!1
Era il sistema di maggiore efficacia… e quello di minor facilità esecutiva!
“Non ce la faremo mai a fargli pronunciare quelle parole, lo sapete bene” rispose infatti
Hugh Simons, con amarezza “le ha usate troppe volte, con troppe ragazze, allo scopo di
ottenere i loro favori! Riuscire a usarle con Lamù, per fini ben più nobili, gli sarebbe
impossibile. Sicuramente un giorno ci riuscirà… ma non adesso!”
“E allora?” chiese Humper.
“E allora dobbiamo pensare a qualcos’altro” rispose Wellington, ritrovando il suo tono
ruvido “forza, signori, spremetevi il cervello: è un brainstorming, questo, non un simposio
di filosofia!”
Il rimuginamento ricominciò. Fu ancora una volta il prezioso Fewer a riprendere la parola2:
“C’è una circostanza che forse ci può aiutare” i colleghi spalancarono gli orecchi,
attendendo il resto “non è domani che cade il compleanno di Lamù…?”
Simons credette di capire dove il collega andava a parare, ma non fu in grado di aiutarlo:
“Non ne sono sicuro… quel maledetto calendario urusiamo è sempre stato indecifrabile, per
questo organismo!”
“Ma c’è il modo di saperlo?”
Il capo della Neuro si pose una mano sulla nuca: “Beh, penso di sì… potremmo chiedere
lumi a Ten!”
“Trova qualcun altro: di quella peste, chi si fida?”
1 La soglia della Passione.
2 A dispetto del suo nome (few sta per poco) il capo della Cerebrale di Ataru non sembra affatto uno sprovveduto!
33
“Ran, allora!”
“Perfetto… è anche nel suo interesse, aiutarci!”1
“Cos’hai in mente, Brad?” chiese Humper.
“Vi risponderò con una domanda: le ha mai fatto un regalo per il suo anniversario?”
“Nemmeno una volta!” rispose, secco, Simons.
“Allora è il momento di farglielo: è il gesto che cercavamo!”
“Non starai pensando a un anello, Brad! Come potrebbe permetterselo?” chiese il capo della
Sensitiva.
“Niente anello. Ma ci sei andato vicino!”
“Che altro vorresti regalarle…?”
“Un vestito!”
Simons portò una mano al mento: “Mm… mi sembra un po’ banale!”
“Potrebbe essere banale se fosse un vestito qualsiasi… non il tipo che intendo io!”
Agli altri bastarono pochi secondi per comprendere l’idea del capo della Cerebrale.
“Fantastico… sei grande, Brad: è l’uovo di Colombo!” esclamò il collega della Neuro.
“Un’idea eccezionale, in effetti” aggiunse Humper “però c’è un problema: dove lo andiamo
a prendere? E chi potrà assisterci nella scelta?”
“Ho pensato anche a questo!”
“Non dirmi che pensavi a sua madre o a Shinobu! Non mi sembra il caso…!” obiettò
Simons.
“Non pensavo a loro, infatti. Ma c’è una persona che fa al caso nostro: una che ha sempre
saputo quali problemi si celassero dietro la relazione fra i nostri piccioncini e che ha tutti i
requisiti per aiutarci!”
“Di chi sta parlando…?” domandò Wellington.
“Della dottoressa Sakura!”
Dopo averci pensato un po’ su, i colleghi non poterono che convenire con Fewer; compreso
il capo, che dichiarò, compiaciuto: “Molto bene, signori: sono pienamente soddisfatto
dell’esito di questa seduta. Avete pieni poteri per procedere, ognuno per la parte di sua
competenza. Potete andare!”
I tre sottoposti si alzarono, apprestandosi a lasciare l’ufficio. Mentre Fewer apriva la porta,
però, A1 aggiunse: “Ancora una cosa!”
Quando si voltarono, i capi della Cerebrale, della Neuro e della Sensitiva, assistettero a
un’altra scena inedita da parte del loro comandante: un sorriso disteso e assolutamente privo
di sottintesi.
“Avete fatto decisamente un ottimo lavoro… come sempre, del resto, in tutti questi 17 anni.
Se finora non vi avevo mai detto niente del genere, non è perché non lo pensassi - da quel
bastardo che, comprensibilmente, mi avrete forse sempre ritenuto - ma perché non volevo
distrarvi dai vostri compiti fondamentali. Come sapete bene, un Coordinatore Organico ha il
dovere di pretendere - e ottenere - la massima efficienza da tutte le sezioni, onde preservare
la salute fisica e mentale dell’organismo affidatogli. Ma ora credo sia arrivato il momento di
dirvelo… e parlo anche per i vostri colleghi non presenti, ai quali vi prego di riferire le mie
parole: siete tutti veramente in gamba! Potete star sicuri che Ataru Moroboshi non è così
sfortunato come pensano… e non solo perché si ritrova una donna come lei” indicò il
ritratto “ma anche perché può contare su degli organici come voi. Grazie, signori… anche
da parte sua!”
1 In quanto rivale di Lamù, come aspirante-moglie di Rei.
34
Piuttosto toccati da queste parole - bellissime quanto inaspettate da parte del loro
comandante - Fewer, Simons e Humper lasciarono l’ufficio, pervasi da una grande gioia.
Forse, la triste odissea di quel bizzarro ragazzo - migliore, tuttavia, di tanti altri “savi” stava veramente per concludersi e l’ormai disconosciuto salvatore del Pianeta Azzurro
avrebbe finalmente raggiunto la sua meritata felicità.
Capitolo 12: “Per quanto la strada sia ancora in salita, non dovrà più percorrerla da solo!”
“A
che punto sei, Evans?”
“Ho terminato l’analisi in questo momento, signor Moore!”
“Ottimo… fa’ un po’ vedere!”
Il capo della sezione Cardiaca esaminò i dati passatigli dal suo assistente, facendo qualche
cenno di approvazione: “Mmm… bene, bene… a quanto pare, l’atmosfera di questo pianeta
è perfettamente compatibile con l’organismo umano terrestre!”
“Sì, signore… c’è solamente una maggiore presenza di gas rari. Posso chiederle, tuttavia,
perché mi ha fatto ripetere l’analisi che già facemmo quando venimmo quassù per la prima
volta?”1
“L’ho ritenuto prudente, Evans, dal momento che stavolta ci rimarremo decisamente più a
lungo… oltretutto, dovremo fornire parecchio comburente a Racer e a Percival per
effettuare la condizione C!”
“Ah, già… me n’ero dimenticato!”
“Davvero? Ma se ti ho fatto eseguire per ben tre volte il check-up delle coronarie!”
“Cosa vuole, signor Moore… pensavo facesse parte della normale routine!”2
“Non preoccuparti” ribatté il superiore, sorridendo “non ti biasimo se non ti sei ancora
abituato all’idea… dopotutto, questo organismo sta per voltare una pagina fondamentale
nella sua esistenza. Stiamo per entrare in un mondo nuovo!”
Al buon Evans parve di avvertire un particolare accento da parte del suo capo, mentre
pronunciava la parola entrare…!
“In un certo senso ci siamo già arrivati, su un mondo nuovo” osservò, evitando di utilizzare
lo stesso verbo di Moore “ma lei crede che torneremo mai sul nostro?”
“Hai già nostalgia della Terra, Evans?”
“Non proprio, signore… me lo chiedevo soltanto. Per quanto ne so, il signor Moroboshi non
ha mai avuto troppe opportunità di controllo sulla propria esistenza!”
“Purtroppo no” rispose l’altro, sospirando “d’altra parte è proprio attraverso le difficoltà e le
sconfitte che si matura e s’impara a diventare padroni del proprio destino… e io credo che
questo ragazzo abbia ormai imboccato la strada giusta!”
“Purché non sia una strada troppo in salita, signor Moore!”
Il responsabile della Cardiaca meditò qualche istante, poi commentò: “Non te lo so dire,
amico mio… ma ora, per quanto la strada sia ancora in salita, non dovrà più percorrerla da
solo. Ed è questa la cosa più importante!”
1 In occasione del torneo di “Setsubun” fra i Demoni e gli Dei della Fortuna.
2 Come aveva detto Rusty Traynor della Neuro nel capitolo 1 “Nessun essere umano riuscirebbe a usurare le coronarie come quel
maledetto pervertito!”
35
***
Hugh Simons stava in piedi, con le mani in tasca, assorto nella muta contemplazione del
display di controllo delle relazioni interpersonali. Il suo sguardo era fisso sulla prima riga
della schermata, riportante le seguenti indicazioni:
Pos.
1
Subject
Lum
C.R. Pts.
1800
Zone
LOVE
Notice
official
Il capo della Neurologica si lasciò avvolgere dal piacevole senso di pace che quelle scarne
ma significative indicazioni gli trasmettevano. Soprattutto la nota “official” che, dopo
quattro interminabili anni, aveva finalmente sostituito quell’assurdo quanto ipocrita “secret”
che bollava il sentimento provato da Moroboshi per la sua compagna aliena. La nota attuale
segnalava infatti che quel sentimento veniva ora pienamente accettato dall’animo del
ragazzo!
Il livello del C.R. di Lamù era poi salito ben oltre le sue più ottimistiche previsioni: non
soltanto aveva superato la soglia dei 1500 punti che portavano in zona “coppia” la qualità
della loro relazione, ma era andato più in alto, in virtù di un meraviglioso bacio che i due
fidanzatini intergalattici si erano scambiati subito dopo la dichiarazione “sui generis” di
Ataru! Un bacio che pur non essendo il primo della coppia dal punto di vista “tecnico” era
incontestabilmente il primo che non fosse stato “rubato” da Lamù, ma bensì altrettanto
desiderato dal suo “tesoruccio”!
Un bacio profondo, sensuale, con tanto di lingua… nonché sorprendentemente privo della
consueta scarica elettro-libidinosa da parte della ragazza. August Percival aveva stentato a
crederci, soprattutto perché Lamù non stava indossando in quel momento nessun nastro
giallo di protezione! Forse il capo della Genetica avrebbe potuto cominciare a respirare.
Un bacio da 300 punti1… che aveva portato il C.R. a soli 200 dalla soglia della passione…
che avrebbe presto ineluttabilmente superato, dal momento che l’ormai prossimo rapporto C
gli avrebbe garantito un ulteriore guadagno di 500!
Simons non riusciva a staccare gli occhi da quel monitor. Leggeva e rileggeva quella riga,
come se temesse di vederla scomparire per doversi poi convincere di avere avuto solo un
triste abbaglio!
Ad un tratto avvertì il tocco di una mano sulla spalla. Voltatosi, vide il collega della
Cerebrale che fissava anche lui il display del controllo interpersonale. Fewer distolse poi lo
sguardo e gli sorrise: “Congratulazioni, Hugh: ce l’hai fatta!”
Il capo della Neuro scosse la testa: “Il merito è tuo, Brad!”
“Ma che cavolo dici?”
“La verità! Chi ha fornito ad Humper la chiave per far diventare monogamo Ataru? Chi ha
suggerito di fargli assumere esternamente il PGT che gli mancava? E, soprattutto, chi ha
ideato la strategia per conquistargli la fiducia di Lamù?”
“Beh, d’accordo… ma non basta avere le idee: bisogna anche tradurle in progetti e
realizzazioni. E a questo avete pensato tu e Humper, cavandovela egregiamente!”
“Ciò non toglie che, senza di te, avremmo tutti brancolato nel buio, senza speranza. E
pensare che dirigi il cervello di un individuo che viene da tutti considerato il più stupido!”
“Non da tutti… lo ha detto anche la mia collega, la capo-sezione della Cerebrale di Lamù,
che Ataru Moroboshi non era uno stupido…”
Simons rimaneva in attesa del resto.
“…ma era un cretino!”
1 Un rapporto A fornisce un incremento del C.R. di 200 punti; 300 se dato con la lingua!
36
A questo punto, il capo della Neuro scoppiò in una fragorosa risata, subito imitato da Fewer.
“Ah, poveri noi…” esclamò subito dopo Hugh Simons, asciugandosi gli occhi “…è tutto
così incredibile: solo tre giorni fa stavamo in quattro attorno a un tavolo, tentando di
risolvere l’impossibile… e ora siamo qui: Ataru si trova su Uru, sposato ufficialmente con
Lamù e, fra non molto, al termine del banchetto, quei due si ritireranno per la loro prima
notte di nozze! Faccio veramente fatica a credere che gli avvenimenti delle ultime
ventiquattro ore siano realmente accaduti…!”
“Che ne diresti, allora, di andarci a rivedere le registrazioni? Tanto per assimilare meglio
l’idea!”
“Perché no…? Dopo di te, collega!”
I due risalirono quindi verso la zona cefalica, per raggiungere la centrale di Fewer.
Capitolo 13: “Tanti auguri, signora Moroboshi!”
S
ul monitor sistemato nell’ufficio di Brad Fewer scorrevano le immagini mnemoniche
relative alle ultime ventiquattro ore di vita trascorsa dal loro organismo.
Immagini che mostravano inizialmente una sorpresa Ran confermare ad Ataru che in quel
giorno, secondo il calendario urusiano, cadeva esattamente il diciottesimo compleanno di
Lamù. Che mostravano in seguito un’ancor più sorpresa dottoressa Sakura mostrarsi
disponibile ad accompagnare Ataru nella migliore boutique per la sposa che vi fosse a
Tomobiki… immagini mostranti la mano di Ataru consegnare al titolare del negozio una
lettera di presentazione del futuro presidente della Mendo Financial Group, che garantiva la
solvenza delle 25 cambiali a dieci anni con le quali l’aspirante consorte di Lamù acquistava
il migliore abito nuziale che la boutique potesse offrire alla clientela.
“Ti offro l’ultima opportunità per diventare un galantuomo” gli aveva dichiarato un inedito
Shutaro Mendo, nel quale il nuovo amore per Asuka Mitzunokoshi aveva ormai sostituito la
precedente infatuazione per Lamù “ma se procurerai a quella meravigliosa creatura un’altra
delusione - come quella dopo la vostra fuga dal pianeta El1 - io ti avverto, Moroboshi: non
avrò più di te alcuna pietà!”
Immagini che vedevano la stanza di Ataru, vista attraverso lo spiraglio della porta (dietro il
quale il ragazzo stesso si celava) col pavimento sempre parzialmente coperto dal tappeto
tigrato della sua “convivente”… tappeto sul quale aveva posato un pacco avvolto da una
carta verde-azzurra (come i capelli di lei), abbellito da un nastro dorato sul quale si
appuntava, in bella evidenza, un misterioso biglietto. Immagini di Lamù che volava dentro
la stanza, attraverso la finestra appositamente aperta… la sua voce che chiamava
“Tesorucciooo… dove sei…??”
Lamù che vedeva il pacco… che si avvicinava e scorgeva il biglietto… che lo staccava con
mano tremante. Lamù che leggeva queste semplici righe:
“Tanti auguri, signora Moroboshi…
…se sei ancora dell’idea di chiamarti così per il resto della nostra vita, questo potrà farti
comodo!”
e più sotto:
“A dirtelo, non ce la faccio ancora… però te lo posso scrivere: TI AMO!!”
1 Rimando i lettori alla visione del film “Only You”.
37
Questa era stata l’ultima geniale trovata di Brad Fewer, gestore della Cerebrale
dell’individuo più stupido del Pianeta… o almeno ingenuamente ritenuto sempre tale dai
suoi compaesani!
“Non ce la faremo mai a fargli pronunciare quelle parole!” aveva confermato il capo della
sezione Emotiva.
E il collega della Cerebrale aveva ribattuto: “E allora facciamogliele scrivere!”
***
Gli azzurri occhi di Lamù rigarono di dolcissime lacrime le sue guance nivee,
immediatamente imporporatesi… si inginocchiò sul pacco, strappando letteralmente il
nastro, disintegrando quella povera carta, spalancando il coperchio… per rimanere senza
fiato alla vista del più bel vestito da sposa che la moda terrestre avesse potuto concepire!
Sulla Stella Uru erano molto più avanti nella tecnologia, d’accordo, ma abiti nuziali come
quelli, decisamente non li facevano ancora.
Lo prese delicatamente nelle sue graziose manine, se lo portò al seno e singhiozzò
gioiosamente a lungo, mormorando ripetutamente: “Tesoruccio…!!! Tesoruccio…!!!”
Subito dopo, si rialzò in piedi, gridando: “Tesoruccio…!!! Tesoruccio, dove sei…??!
Tesoruccio, vieni fuori…!!! Lo so che sei qui…!! Ti scongiuro, vieni fra le mie braccia…!!!
Vieni, presto…!!!”
Wellington ordinò: “Coraggio, Burt… lo porti da lei!”
“Roger…!” rispose il capo della Motoria.
Calmo, misurato, lievemente sorridente, Ataru Moroboshi, 17 anni e mezzo, l’ex-eroe
dell’Indipendance Day, entrò nella stanza. La sua ragazza, la sua donna, la sua dea, lo
aspettava immobile con le braccia aperte… in una posa curiosamente simile a quella del
famoso ritratto onirico!
Ataru le si fermò a pochi centimetri e le fece una tenera carezza…
“Come sei bella…!” mormorò ritirando la mano, bagnata dalle sue lacrime.
Per tutta risposta, lei lo strinse nel suo abbraccio. Tenero dapprincipio, poi sempre più
forte… sempre più stretto… le spie di allarme nella sezione Cardiaca cominciarono ad
accendersi, finché sul pannello d’emergenza non comparve il messaggio WARNING:
BREATHING INTERRUPTED!
“Fatela smettere, lassù… se no sono guai…!!” avvertì la voce allarmata di Moore.
“La… Lam… LAMÙÙÙ…!!!” gridò Ataru.
Lei realizzò: “Oh…!! Scusami, amoruccio mio…!!!” esclamò, mollandolo immediatamente.
“Non… c’è di che…!!!” rispose lui, con una smorfia, per le fitte di dolore. Si sentirono
alcuni POP e alcuni CRACK…!
“Danni…?” chiese A1, aperto il contatto con l’Immunitaria.
“Lievi… un paio di costole incrinate, credo. Stiamo controllando!” rispose Hoffman.
“Se il buongiorno si vede dal mattino…” mormorò Brad Fewer “…non vorrei mai che il
buon Gus si preoccupasse nella maniera sbagliata!”1
Lamù guardò teneramente il suo tesoruccio, poi gli pose le mani sulle guance, attirandolo a
sé… il contatto delle due bocche trasmise tutta la dolcezza di quel bacio, ma i segnali
ricevuti da Humper arrivavano ai soli ricevitori della Neuro,2 poiché al collasso dell’ultimo
ASD mancavano ancora 20 ore e 35 minuti.
1 Chi non indovinasse il senso di questa battuta di Fewer, mi scriva… gli risponderò personalmente!
2 Ciò permetteva comunque al C.R. di Lamù di salire di livello.
38
“Che facciamo, capo…?” chiese Percival “Non posso rispondere sensualmente… non
ancora!”
“Diamogliene l’illusione, almeno” rispose A1 “faccia del suo meglio, Burt: muova quella
lingua, forza!”
“Agli ordini, capo!”
Burt Racer fece del suo meglio e la cosa sembrò funzionare: il sorriso di Lamù mantenne il
suo splendore e i suoi occhi non smisero di brillare.
A Percival venne la pelle d’oca, capendo immediatamente che la successiva signora
Moroboshi non si sarebbe accontentata di una A… Lamù avvicinò infatti la bocca
all’orecchio di Ataru e gli sussurrò: “Andiamo sull’UFO…?”
“Alè…” esclamò Fewer “…questa qui proprio non ci voleva! E adesso…?”
“Prendiamo tempo” replicò Wellington “lo faccia tergiversare, Brad!”
“Non sarà facile, signore…!”
“Beh, ci provi, perdio!!”
“Sull.. sull’UFO…?” Ataru deglutì “A fare che…??”
“Ma lo sentite…?” guaì Percival, disperato “A fare che…?? A giocare a carte, pezzo di
deficiente!1 Brad, inventa qualcosa, per carità…!!!”
“Sta’ calmo, Gus… ho un’idea, in proposito!”
Simons sospirò di sollievo: finché c’era Brad Fewer, c’era speranza!
“Beh, tesoruccio…” rispose Lamù con uno sguardo che Simons era incerto se definire
maliziosamente dolce o dolcemente malizioso “…sono quattro anni che ti aspetto! Non
vuoi….?” lo sguardo di lei si fece implorante e colmo di languido desiderio…
“BRAAAD…!!!”
“DATTI UNA CALMATA, GUS…!!” ordinò, secco, Fewer armeggiando sui comandi delle
cellule riservate al ragionamento.
“Io…” esitò Ataru “…certo, ma…” il suo sguardo si posò provvidenzialmente sull’abito da
sposa, che prima Lamù aveva lasciato cadere a terra. Un secondo di tregua, sufficiente a
Brad Fewer per ricevere l’ennesimo lampo di genio.
Ataru raccolse l’abito, presentandolo alla fidanzata: “E tu? Non vuoi… intendo, prima
di…?”
Se possibile, gli occhi della ragazza brillarono ancora di più e si spalancarono: “Amore, sei
dolcissimo” lo accarezzò a sua volta “ma io mi fido di te…!”
Ataru chiuse gli occhi, covando come un senso di rimorso. Poi li riaprì: “Lo so… ma io
preferisco così. Ti ho fatto disperare troppo, per meritarmi la tua fiducia… ora voglio
guadagnarmela!”
Lamù tornò ad abbracciarlo…
“Oh, no… un’altra volta, no…!!” imprecò Hoffman.
Ma stavolta la “stretta” rimase molto più “soft”…
“Sei troppo buono, tesoruccio!”
“No” rispose lui, con decisione “sono solo un mascalzone, che sta provando a diventare un
bravo ragazzo!”
Dopo qualche attimo, arrivò quella risposta che tutti i detrattori di Ataru - Megane in primis
- avrebbero dovuto sentire per comprendere finalmente l’inspiegabile masochismo del loro
ideale femminile!
“Non è vero” rispose lei “sei solo un bravo ragazzo, che finalmente si è stancato di fingersi
un mascalzone!”
1 Vi ricordate l’episodio del folletto Mujaki? È il n° 31 del fumetto “Sogni a occhi aperti” o il n° 42 del cartone “L’incubo di Ataru”.
39
Brad Fewer scosse la testa, guardando A1.
“Che c’è che non va, Brad…?” chiese costui “Ha salvato ancora una volta capra e cavoli e
non è contento?!”
“Che vuole che le dica, signore? Il fatto che le donne riescano a capire gli uomini, molto più
di quanto gli uomini riescano a capire sé stessi, mi sconcerta ogni volta di più! Come
diavolo fanno…?”
“Mah” rispose il responsabile della Genetica, incrociando le braccia “sarà perché li
costruiscono loro…!”1
***
Le immagini mnemoniche sul monitor della Cerebrale continuavano a scorrere davanti agli
occhi di Brad Fewer e di Hugh Simons. Immagini di Ataru e Lamù che parlavano…
“Allora, quando lo facciamo…? Il matrimonio, intendo!” chiese lei.
“Domani!”
“Domani…?? Ma tesoruccio…!!” la ragazza rise di gusto.
“Domani, Lamù: subito” le afferrò le braccia “è meglio non aspettare più…!” dichiarò,
fissandola negli occhi. Simons cercò di mettere in quello sguardo tutta la sincerità d’intenti
che animava ora il suo ragazzo: la sua anima gemella non avrebbe più dovuto avere dubbi!
E non li ebbe. Mosse solamente un’obiezione pratica: “Ma… i preparativi… come
facciamo…?”
Egli annuì: “Sì, quaggiù sarebbe un problema. Ma se ci sposiamo da te…”
“Da me…? Su Uru?”
“Sì… come quella volta, ricordi? Dopo che mi liberasti dalle grinfie di Elle… anche allora
avevi fatto predisporre tutto in un lampo, no? Lo puoi fare anche stavolta. E stavolta ti
giuro… sulla mia stessa esistenza… che da parte mia non ci saranno sorprese!”
I meravigliosi occhi di Lamù tornarono a inumidirsi. Gli diede un tenero bacio sulle labbra.
“Io lo sapevo che tu mi amavi… l’ho sempre saputo…” gli accarezzò i capelli “…ti
mancava solo un po’ di coraggio!”
“È vero… scusami se ci ho messo tanto tempo per trovarlo!”
*Già… giusto il tempo di scassare una dozzina di SISAS…!!* pensò Jerry Humper,
ricordando tutta la fatica che aveva speso per idearli, progettarli e realizzarli! Ma era
contento anche lui.
“Dovremo avvertire tutti gli amici!” disse poi Lamù.
Ataru scosse la testa: “No… puoi avvertire le tue amiche, se vuoi: Benten, Oyuki, Ran - Rei
non so se sia il caso - ma i miei teniamoli all’oscuro!”
“Ma, tesoruccio… non puoi!”
“Sì, invece: non voglio rischiare che piantino grane, Lamù… specialmente Megane!
Quando torneremo sulla Terra, faremo una festa con loro, magari… ma ora filiamo via: solo
io e te!”
“E i tuoi genitori…?”
“Loro verranno, ovviamente. Puoi chiedere a Ran di dar loro un passaggio!”
Lamù non dovette riflettere a lungo per concordare sul piano illustratole dal fidanzato.
Pensando a tutto il caos che aveva sempre accompagnato la loro giovane vita in comune,
quella era effettivamente la cosa migliore da fare.
“Come vuoi tu, amoruccio mio…!” rispose, infine.
1 L’autore della fanfic dichiara di limitarsi a far parlare i suoi personaggi, senza per questo condividere le loro opinioni!
40
Capitolo 14: “Vi dichiaro marito e moglie!”
L
e ultime immagini registrate erano ovviamente quelle della cerimonia nuziale…
Nel tempio erano presenti vari notabili del governo di Uru e anche diversi ufficiali delle
forze armate, delle quali il futuro suocero di Moroboshi era appunto il comandante.1
C’erano inoltre tutti i membri della famiglia di Lamù, compresi Ten e sua madre (la cui
presenza avrebbe garantito allo sposo di non finire incenerito per mano del “nuovo cugino”)
le sue amiche Benten, Oyuki e Ran (portatasi dietro Rei, affinché si convincesse a
dimenticare Lamù, una volta per tutte!) e anche la stessa Kurama, fortunatamente all’oscuro
della recente “maturazione” di Ataru, che avrebbe potuto indurla a rivalutarlo come partner
per la prosecuzione della sua specie!
Fra i terrestri, oltre ai signori Moroboshi, figuravano anche la dottoressa Sakura (che aveva
ben meritato di partecipare), assieme al fidanzato Tsubame Ozuno… e anche Shinobu, col
suo nuovo ragazzo Inaba, per una volta sprovvisto della sua grottesca bardatura operativa.
L’ex fidanzata di Ataru aveva cessato da diverso tempo di ritenersi rivale di Lamù e le due
ragazze si consideravano ormai buone amiche. Tuttavia, qualche lacrimina, quella tenera e
paziente fanciulla non riuscì a evitare di versarla! Anche Shutaro Mendo aveva voluto
essere della partita (e in effetti gli spettava: senza la sua “fideiussione”, col cavolo che
avrebbero accettato da Ataru le cambiali per il vestito della sposa!), assieme alla sua
fidanzata Asuka Mitzunokoshi. Non mancava nemmeno il fratello di lei, affiancato dalla
futura moglie Ryoko, sorella di Shutaro. Tobimaro Mitzunokoshi, futuro “doppio-cognato”
di quest’ultimo (prospettiva che faceva inorridire entrambi) si era infatti fatalmente
rassegnato a diventare tale. Del resto, se perfino quel “duro” di Moroboshi aveva capitolato,
lui - uomo dall’indole ben più docile - che speranze avrebbe potuto avere di sfuggire alle
grinfie della sua pretendente…?
***
Lamù riusciva a mantenere un contegno sorprendentemente controllato, nonostante le
sudassero le mani e sentisse vampe di calore dappertutto. Quel meraviglioso abito regalatole
dal suo ormai prossimo marito era diventato peggio di una calzamaglia e non vedeva l’ora
di liberarsene… anche per altre intuibili ragioni!
Ma chi l’avrebbe potuta biasimare? Come faceva a convincersi che quel momento
meraviglioso fosse finalmente arrivato…?
Quando, dopo essere a malapena riuscita a balbettare il suo “sì”, udì le labbra del suo
tesoruccio proferire la medesima risposta, fu sul punto di svenire e Benten, sua testimone
assieme ad Oyuki (quelli di Ataru erano Sakura e Tsubame) dovette afferrarla da dietro!
Lo scambio dell’anello fu leggermente più problematico: quella povera mano sinistra non
voleva saperne di smettere di tremare e Ataru dovette afferrarle il polso con la sua, per
poterglielo infilare con l’altra. Quando poi si trattò di infilarlo ad Ataru, Lamù fu costretta a
trattenere il respiro: non se lo sarebbe mai perdonato, se quel piccolo cerchietto d’oro le
fosse caduto! Il suo tesoruccio la fissò per infonderle coraggio… pian pianino Lamù
avvicinò la fede al suo anulare… gli ultimi centimetri… gli ultimi millimetri… dentro! Era
fatta…!!!
“Aggancio riuscito” commentò Fewer “contiamo su te e Gus per quello di stanotte, Burt!”
1 Ho sentito spesso nominare Lamù col titolo di principessa, ma è un errore: suo padre NON è il sovrano del pianeta Uru ma, al
massimo, il suo comandante militare (ha infatti guidato la spedizione per la conquista del Pianeta Terra). Inoltre, nella scena del film
“Only You” dove Lamù sale su un caccia per inseguire la spia Rose che aveva appena rapito Ataru, un soldato, per avvertirla che
l’apparecchio era guasto, si rivolge a lei col termine “signorina” e non con quello di “altezza”.
41
“Va’ a farti fottere!” rispose, seccato, il collega della Motoria.
“Ma è appunto quello che…”
“LA FINITE, PORCA PUTTANA…??!” gridò Percival, esasperato. Più il momento del
lancio si avvicinava, più i suoi nervi si tendevano a corda di violino.
“Calma, signoriii… calmaaa…!” ammonì il Coordinatore.
“Vi dichiaro marito e moglie” recitò infine il celebrante “baciate pure la sposa!”
Colorate da un rosso acceso, le guance di Lamù luccicavano per le lacrime che colavano
incessanti. Il viso di sua moglie sembrava quello di un coniglietto impaurito, ma lui non
riusciva a ricordare di averla mai vista così bella!
Le sollevò il velo e suggellò con quel bacio la loro promessa… una promessa che aveva de
facto scambiato con lei quattro anni addietro, al termine della famosa gara che aveva visto
tramontare i sogni di conquista della Terra da parte di Uru, facendo sorgere invece il loro
coronato sogno d’amore.
Un bacio, però, tuttora privo di sensualità, a causa delle quattro ore e mezza di
funzionamento rimaste ancora al tredicesimo ASD. Hugh Simons sperò ardentemente che
quel bacio sarebbe stato anche l’ultimo ad essere privo dell’apporto di August Percival!
***
La registrazione era terminata. Brad Fewer spense il monitor.
“Bene, bene… il meno è fatto, caro Hugh!”
“L’hai detta giusta, amico… è proprio così! Comunque, ti ringrazio di tutto: senza di te non
ce l’avrei mai fatta a portarlo fino a questo punto!”
“Dai, non sottovalutarti… sono certo che riuscirai a farlo diventare un ottimo marito!”
“Me lo auguro… per lei, soprattutto! Temo però che avrò ancora bisogno delle tue idee
geniali…!”
“La Cerebrale è sempre qui, amico. Ma ti consiglio di affrontare un problema alla volta: ora
ci aspetta il rendez-vu…!”
Riscosso da quelle parole, il capo della Neuro diede un’ultima occhiata al contatore: ancora
quarantacinque minuti…!
“Hai ragione” Simons si alzò dalla sedia “è ora di prepararsi!”
“Già… beh, allora…” Fewer tese la mano al collega “…in bocca al lupo, Hugh! O, per
meglio dire… in bocca all’orca!!”
Stavolta l’acutezza del capo della Cerebrale aveva toppato: come poteva, il capo della
Neuro, rispettare la consuetudine e rispondere “Crepi!” all’indirizzo della dolce Lamù…?
“Non è un’orca, Brad: è una donna fantastica. È sarà una moglie meravigliosa, vedrai!”
Il collega sorrise al suo accento un po’ risentito e corresse il tiro: “Ti credo. Beh, in questo
caso… buon allumaggio:1 a te, a Burt e a Gus!”
Non ci volle molto a Simons, per capire il gioco di parole.
“D’accordo… buon allumaggio! E grazie ancora, amico mio!” rispose, stringendogli la
mano.
Capitolo 15: “Devo veramente ringraziare quel computer…?”
“N
on più andrai, farfallone, amorosooo… notte e giorno, d’intorno girandooo… delle
belle turbando il riposooo… narcisetto arancino d’amooor…!”
1 Non è un errore di battitura, ma un gioco di parole fra il nome della nostra aliena preferita e il termine “allunaggio”!
42
Il quartetto canoro formato da Shinobu, Sakura, Ryoko e Asuka stava superbamente
producendosi nell’interpretazione della celebre aria “Non più andrai”, tratta dall’opera “Le
Nozze di Figaro”, musicata - su libretto di Lorenzo da Ponte - dal sublime Wolfgang
Amadeus Mozart! Le invitate terrestri dello sposo non avevano potuto resistere alla
tentazione di dedicare al loro beneamato (si fa per dire) “complanetario” il viatico più
azzeccato che ci fosse per l’ormai ex “santo patrono dei libertini”…!
A costui venne da chiedersi più che altro se il grande genio musicale terrestre del XVIII
secolo fosse conosciuto anche sul pianeta della sua neo-ufficializzata consorte… c’era da
ritenere di sì, considerato il successo ottenuto, almeno giudicando dai fischi e dagli applausi
dei convenuti al banchetto nuziale che stava volgendo al termine.
L’eventuale risposta positiva lo spingeva inoltre a domandarsi da quanto tempo quell’alieno
popolo “cornuto” li stesse tenendo d’occhio, prima che le alte sfere urusiane prendessero la
decisione di “conquistare” il pianeta Terra.
Shutaro Mendo si poneva curiosamente la stessa domanda e, per dirla tutta, era persino
stupito di notare un generale moto di simpatia verso il neo-genero del comandante di quella
fallita spedizione!
D’accordo, alla maggior parte del popolo Oni stava a cuore la felicità della loro “excampionessa”, ma avrebbero pur dovuto avere almeno un po’ di risentimento verso il
responsabile della loro sconfitta! A meno che… considerato che la Terra era pur sempre il
pianeta più caotico e complesso dell’universo, gli urusiani non ringraziassero sotto sotto
Moroboshi per aver impedito loro di ficcare le mani in quel maledetto vespaio!
La mente di Moroboshi andava d’altro canto un po’ più il là… l’ineffabile Brad Fewer non
era infatti mai stato del tutto convinto della casualità della scelta operata dal famoso
Computer dell’U.I.I.C.1, che aveva “estratto a sorte” uno fra i 4 miliardi e passa di terrestri
esistenti al momento della sfida, andando a pescare - guarda caso - proprio un individuo di
sesso maschile, coetaneo della sfidante Oni e - tutto sommato - tutt’altro che fisicamente da
buttare!2
Oltretutto, dava anche da pensare il fatto che, all’equivoca proposta di matrimonio del
vittorioso terrestre, avesse fatto seguito l’approvazione - per non dire la benedizione - del
padre di lei, che concedeva senza nessuna remora la propria figlia unica al pargolo di una
semplice famigliola piccolo-borghese!
Beh, per ciò che riguardava il capo della sua Cerebrale, quegli orchi tigrati potevano fare
fessi 4 miliardi e rotti di terrestri, ma non lui… tant’è che, quando fu chiesto allo sposo di
dire due parole dopo il taglio della torta, nemmeno Ataru Moroboshi resistette alla
tentazione di levarsi il sassolino dalla scarpa.
Guardò la sua sposa, si sorrisero e si alzarono.
“Naturalmente…” esordì Ataru “…se dicessi che questo è il giorno più felice della mia vita,
direi soltanto una banalità… per cui non lo dico!” risatine “Ho sempre saputo di essere un
ragazzo qualunque… mediocre, magari…” silenzio “…anche se forse - dal momento che mi
ritrovo quest’abito addosso” guardò sua moglie “qualcosa di buono, in me, c’è chi l’ha
trovato…!”
Gli venne istintivo guardare verso i suoi genitori… suo padre era calmo, appena sorridente.
Sua madre aveva gli occhi lucidi e la faccia rossa. Rimorso?
Ataru ebbe un guizzo e continuò: “Con ciò non voglio dire che le persone che hanno avuto a
che fare col sottoscritto fin dall’inizio della mia vita, non mi apprezzassero… tant’è vero
1 Uruseian Interspace Information Center (Centro Informazioni Interspaziali di Uru).
2 Al di là delle opinioni “di parte” di tutti i suoi amici e conoscenti!
43
che l’affetto e l’attenzione dei miei cari genitori - che mai nulla mi hanno fatto mancare non è mai venuta meno, nonostante la mia proverbiale vivacità…” altre risatine “…e quindi
approfitto di questa felice occasione per ringraziarli di cuore!”
Il signor Moroboshi allargò il sorriso e assentì col capo; la signora si terse le lacrime e gli
mandò un bacio con la mano.
“Per non parlare della mia migliore amica” continuò lo sposo, fissando Shinobu “che ha
reso felici gli anni della mia infanzia e della mia adolescenza… non lesinandomi - se del
caso - alcuni salutari schiaffoni, quando la mia povera mamma era ormai troppo stanca per
darmeli…!”
La battuta provocò uno scoppio di risate e Shinobu dovette anche lei chiamare in causa il
fazzoletto…
“Quindi, grazie, Shinobu… e grazie anche a te, Inaba, per l’affetto che le porti… e anche
perché sono sicuro che sarai per lei il compagno fedele che io non sono mai riuscito a
diventare!”
Shutaro Mendo era senza fiato. Cos’era mai accaduto, negli ultimi tempi, dentro la testa di
quell’individuo…? Possibile che avesse finto, per anni, di essere un debosciato cerebroleso,
per poi…
“Devo inoltre dire grazie alla splendida dottoressa Sakura” lei lo fissò, gli occhi che le
brillavano “che ha saputo tante volte - nella sua qualità di ottima psicologa - ascoltare i miei
problemi interiori, i miei dubbi e le mie angosce… come ha sempre ascoltato, del resto,
quelli di mia moglie!” avvertì la stretta della sua mano “Credo di non sbagliare affermando
che, se oggi siamo qui… sposati…” dovette fermarsi e tossire: Wolfe e Moore non erano
riusciti a evitargli un groppo alla gola “…lo dobbiamo a lei, più che a chiunque altro. E,
naturalmente, non vediamo l’ora di ricambiare il favore suo e di Tsubame, nel farci da
testimoni!”
I due si guardarono, sorridendo e sorrisero quindi alla coppia intergalattica.
“Un grazie particolare va poi rivolto al mio caro amico Mendo, per l’aiuto fondamentale che
mi ha fornito per poter esternare alla mia dolce, nonché elettrica metà” Gus Percival fu
scosso da un brivido e da un atroce dubbio (la signora Lamù se lo era poi portato dietro il
nastro giallo…?) “la mia repentina proposta di matrimonio…!” l’interessato fece un gesto
bonario “Non ultimo… un grazie, dal profondo del mio cuore, alla mia splendida seconda
mamma” ella rispose imitando il gesto della prima “per aver messo al mondo questa
sublime creatura…!”
Gli astanti non resistettero più e scoppiarono in un tripudio di applausi e di fischi… la gioia
era incontenibile e non solo per la felicità dei due novelli sposi, ma anche per la felice
scoperta che tutti potevano toccare con mano: eccolo, finalmente, il vero Ataru Moroboshi!
Alcuni di loro lo avevano, in verità, da sempre sospettato (Oyuki, Sakura)… altri ne erano
piacevolmente sorpresi (Benten, Ryoko)… altri ancora non lo avrebbero mai immaginato
(Shutaro, Kurama). C’era infine chi lo aveva sempre saputo e questo non poteva che darle
un discreto dolore!
Anche se il destino l’aveva infine ripagata con l’amore di Inaba, la dolce Shinobu Miyake
era effettivamente l’unica terrestre che avesse pagato di persona la decisione di quel
corpulento comandante alieno che, un infausto giorno di quattro anni prima, i signori
Moroboshi si erano ritrovati nel loro salotto!
L’ex fidanzata del salvatore del pianeta si sarebbe rammaricata per tutto il resto della sua
vita di non essere stata capace di tirare fuori il meglio di quanto si celava nell’animo di
Ataru Moroboshi, impresa riuscita invece a quella stupenda quanto fortunata ragazza aliena,
44
venuta a sgraffignarglielo fin da una distanza di 12 anni luce… e tutto grazie al capriccio di
un Computer!
Lo “sgraffignato” aveva nel frattempo alzato la mano per ringraziare e chiedere silenzio… e
tutti quanti si erano zittiti, capendo che non aveva ancora finito. Era infatti venuto il
momento di togliersi il famoso sassolino dalla scarpa: il suo sguardo si rivolse infatti verso
l’austero suocero.
“Avanti: fagli la domanda… e fagliela…!” lo stava incitando Brad Fewer.
“Sì, fagliela… così guadagniamo ancora un po’ di tempo!” approvò Humper sbirciando il
suo cronografo. Al collasso dell’ASD n° 13 mancavano ormai un’ora e diciannove minuti
soltanto.
“Per concludere, vorrei naturalmente ringraziare il mio caro suocero… è ovvio che non lo
ringrazio per la decisione di attaccare la Terra, perché sarei antipatriottico” coro di risate
“ma lo ringrazio di essere stato magnanimo con la sua figliola e di averle concesso di
dividere la sua vita con l’uomo che aveva scelto!” detto ciò, alzò il bicchiere “A questo
punto, non mi rimane che fare un brindisi… non a questo felice consesso, perché sarebbe
scontato e quindi banale” altre risate “e nemmeno a qualcuno in particolare… bensì a
qualcosa… più precisamente, a un’entità che dobbiamo tutti ringraziare per essere qui, oggi,
a festeggiare questo straordinario avvenimento!”
I genitori di Lamù si guardarono dubbiosi e tornarono poi a guardare il genero, che il
comandante militare del pianeta Uru scrutava con viso leggermente preoccupato…
“Mi riferisco, naturalmente… al computer che scelse l’avversario della vostra campionessa
per la sfida che doveva decidere sul destino della Terra, pescando il sottoscritto fra oltre
quattro miliardi di esseri umani! Per tutti questi anni me lo sono sempre chiesto” disse Ataru
spaziando con lo sguardo per tutta la sala “ricordo bene cosa mi disse mio suocero: abbiamo
scelto un umano a caso! Allora, perché proprio io e non una ragazza? Perché non un
vecchietto di novant’anni…? Beh, la risposta che mi diedi allora era… perché sono uno
sfigato cronico! Perché nessuno mi può battere, nell’attirare guai…!”
Tutti lo stavano a sentire… chi divertito e chi preoccupato.
“Ma ora…” continuò guardando la sua bellissima sposina “…ora che so - che sono sicuro di essere, in realtà, l’uomo più felice e più fortunato del mondo… o meglio del cosmo” altre
risatine “quest’ipotesi non regge più e allora mi chiedo… anzi, lo chiedo a te, papà” e si
rivolse al suocero “è stato veramente un caso? Devo veramente ringraziare quel computer?
O devo invece ringraziare qualcun altro…?”
Parecchi secondi di silenzio fecero seguito a quella domanda. Poi, l’interpellato si degnò di
rispondere.
“Caro figliolo” disse il padre della sua dolce metà “non si può avere tutto, dalla vita”
qualche risata si sentì ancora “e questa curiosità credo proprio che dovrai tenertela…!”
Ataru rispose, alzando il bicchiere: “D’accordo, papà… in fondo, anche questa è una
risposta! Alla salute!”
A questo punto, le grida di “Alla salute!” e “Viva gli sposi!” non si fermarono più, mentre
gli sposini si scambiavano un altro tenerissimo bacio che, seppur non supportato ancora
dalla Genetica di Percival, faceva raggiungere al C.R. di Lamù la quota di 1950 punti…!
Capitolo 16: “Controllori genetici di Ataru Moroboshi, attenzione…!”
L’
astronave del padre di Lamù stava decollando per riportare gli ospiti terrestri sul loro
pianeta. Era stata un’iniziativa della dottoressa Sakura quella di lasciare subito gli
“sposi novelli” alla loro privacy (Lamù aveva insistito che non era necessario, ma un
45
discreto cenno del neo-marito l’aveva convinta). Gli ospiti, del resto, si erano mostrati
unanimemente d’accordo, specialmente Shinobu e Shutaro, per comprensibili umane ragioni
(reciprocamente analoghe a quelle di Asuka e di Inaba). A che pro - pensavano i primi struggersi dal rammarico mentre gli sposini avrebbero consumato finalmente il vincolo
nuziale? E a che pro - pensavano i secondi - rischiare di assistere a pericolosi “rigurgiti di
fiamma” da parte degli ex rifiutati?
Le ultime battute di congedo erano state significative…
***
“A presto, Shinobu… ti voglio bene! E perdonami, se te l’ho portato via…!”
“Non crucciarti, Lamù… non credo che avrebbe funzionato a lungo. Comunque, amalo
anche per me!”
Con gli occhi lucidi, le due ragazze si erano abbracciate e baciate sulle guance,
ufficializzando una volta per sempre la conclusione della loro rivalità.
Si era poi avvicinato Shutaro e aveva stretto dolcemente la mano di colei alla quale sarebbe
per ora rimasta una piccola - ma non insignificante - parte del suo cuore, almeno finché la
solo internamente fragile Asuka Mitzunokoshi non fosse riuscita a recuperare anche
quello… ma era comunque sulla buona strada!
Lamù aveva sentito la mano di Mendo tremare leggermente nella sua…
“Grazie del tuo affetto, Shutaro… e non preoccuparti: Ataru mi farà felice. È il solo che può
farlo!”
“Non chiediamo altro, Lamù… buona fortuna!”
Un po’ più in là, stavano salutando lo sposo…
“Grazie di avermela tolta da piedi…!” aveva detto Ran ad Ataru.
“Ti ho solo restituito il favore!” aveva risposto lo sposo alla ex-rivale della moglie,
lanciando un’occhiata al suo fidanzato, Rei.
“Ora puoi farcelo a noi, un favore” gli aveva poi detto Oyuki con voce soave, ma ferma
“falla felice. È bizzarra, ma è tanto buona!”
“Tranquilla, Oyuki: se non ne fossi convinto, non sarei qui!”
“Soprattutto” aveva aggiunto Benten strizzando l’occhio “vedi di recuperare il tempo
perduto!”
“In che senso…?”
“Proprio in quel senso lì…!” aveva risposto la “dea della fortuna” dandogli una discreta
manata sotto la cintola…!
“Mannaggia, che botta!” aveva esclamato Hoffman, osservando il grado di dolore sul
proprio display.
“Ma bene!! Proprio quello che ci vuole, prima del rodaggio” aveva imprecato Percival
“vacci piano, Easy Rider: sono ancora nuovi…!!”
“Rallegrati: saprai a chi dare la colpa, in caso di guai!” aveva motteggiato Racer.
“Grazie di cuore anche a te, Sakura… per tutto!”
“Non ringraziarmi, Ataru: ho sempre capito cosa ti tormentava, quando venivi da me… ho
visto il tuo atteggiamento verso di lei migliorare nel tempo… lentamente, ma con costanza.
Meritavi la mia fiducia: ora devi solo conservarla!”
“Farò del mio meglio!” aveva replicato lui, sospirando.
“Non sarà difficilissimo: ti basterà non mentire più a te stesso!”
Per la prima volta, Sakura l’aveva baciato… solo sulla guancia, è vero, ma era stato un
evento notevole! Come quello avvenuto subito dopo…
46
“Ciao, cuginetto…!”
“Ciao, Ataru… e tratta bene Lamù, altrimenti…” Ten aveva fatto un’inspirazione
dimostrativa.
“Ricevuto e compreso!”
“Beh, devo andare… la mia mamma si è presa una vacanza e vado un po’ a stare con lei!”
“Mi fa piacere. A proposito…”
“Sì…?” aveva chiesto la piccola peste, che già gli aveva voltato le spalle.
Il “parente-acquisito” gli aveva teso la mano: “Amici…?”
L’esitazione di Ten era durata solo pochi secondi: “D’accordo… amici!” gliela strinse e
svolazzò via, prima che gli spuntassero i lucciconi agli occhi.
***
“Abbiamo degli amici meravigliosi!” disse Lamù quando l’astronave non fu più visibile.
“Già…!” si limitò a risponderle Ataru.
Si erano ormai ritirati in camera da letto… il gusto dell’arredamento era chiaramente
stravagante secondo i canoni terrestri, tuttavia il tocco romantico non mancava. Abituato a
dormire sul futon, Ataru si augurò soltanto (e Hoffman con lui) di ricordarsi, la mattina
dopo, di dover scendere da quella relativa altezza senza rischiare di rompersi la schiena… o
ciò che ne sarebbe restato (era sempre l’opinione di Hoffman)!
“Mi aiuti, tesoruccio…?” chiese la sposina presentandogli la sua.
Un sovraccarico di adrenalina avvertì Hugh Simons che l’ora X si stava avvicinando sempre
di più… Ataru si appressò, avvicinò le mani al colletto del vestito ed ebbe un blocco
momentaneo.
“Beh…? Che le prende, Racer?” lo riprese Wellington “Non ha mai slacciato dei bottoni?”
“Su una donna no, cavolo…!” rispose agitato il capo della Motoria, armeggiando coi
comandi delle dita e accingendosi a slacciare il bottone più basso.
“Inizia dall’alto, idiota!” lo richiamò il capo della Neuro.
“E non rompere… io manovro un corridore, non un cameriere…!”
“Da stasera manovri un marito, se nessuno ti ha informato!”
Burt Racer sbuffò e riprese la delicata operazione, arrivando bene o male alla fine.
L’esitazione che avvertiva nelle mani del suo giovane compagno era per Lamù la più dolce
delle sensazioni. Era proprio vero che i maschietti più “assatanati” diventavano i più timidi,
al momento del “grande passo”!
L’intenzione della Genetica di Lamù era quella di farsi scivolare l’abito nuziale dalle spalle,
per scioccare lo sposino con la vista della mogliettina in baby doll… ma la sua Neuro non
volle transigere dal piano che aveva preparato.
“Grazie, amoruccio” disse lei reggendosi il vestito che già le scopriva le spalle “vado e
torno…!”
Detto ciò varcò la porta del bagno e la richiuse.
“Fuori l’aria, presto!” comandò Moore, della Cardiaca.
Durante quella calmante espirazione, Ataru Moroboshi fece una riflessione amara: *Allora è
proprio vero che noi allupati, davanti al letto, diventiamo cuccioli…!* imprecò,
mentalmente.
47
***
August Percival, dopo aver scambiato le ultime disposizioni con Burt Racer e con Hugh
Simons, stava finalmente percorrendo il corridoio che lo avrebbe portato verso il suo “posto
di combattimento”!
Il condotto che recava all’ingresso della sezione Genetica risuonava all’eco dei suoi passi né troppo lenti, né troppo veloci - che sembravano addirittura rimbombare, nonostante la
relativa morbidezza delle suole degli stivali protettivi.1
Ricordava un film americano che il suo assistito aveva visto assieme ai suoi compagni di
scuola - dopo aver marinato la medesima - ambientato in un carcere giudiziario dove i
condannati a morte percorrevano un lungo corridoio per recarsi nella sala dove c’era la sedia
elettrica. Se ben ricordava, il titolo del film era “Il Miglio Verde”... il povero Gus si chiese
se quel corridoio rimbombasse come quello che lui stava percorrendo in quel momento!
Arrivato davanti all’ingresso, si arrestò un momento a riprendere fiato.
*Coraggio, Gus: è come cavarsi un dente… magari la tua collega, là dentro, sta peggio di
te…!”
Effettuato il riconoscimento, il portello della centrale genetica si aprì automaticamente.
*Seee… domani! Se non è affogata nella bava…!* concluse il suo pensiero, varcandolo.
All’interno, tutti i tecnici della “Ripro” (come veniva anche chiamata la loro sezione) erano
già ai loro posti, davanti alle rispettive consolle. All’apparire del loro direttore, si alzarono
in piedi all’unisono.
“State comodi, state comodi… non cominciate ad agitarvi prima del dovuto!”
Raggiunta la sua postazione, Percival si sedette e carrellò l’intera sala… notando che, sulla
parete di fondo, qualche spiritosone aveva applicato un pannello che raffigurava la
traiettoria della missione Apollo 11, dove però, al posto della Luna, c’era il pianeta Uru, ben
riconoscibile per l’atmosfera “tigrata”. Come se non bastasse, un secondo pannello su una
parete laterale riportava un’immagine di Lamù, un po’ meno vestita del solito e
caratterizzata da una posa alquanto seducente… sotto di lei, la scritta: “C’mon, lander
babe!”2 (con la C bene in evidenza). Sulla parete opposta, compariva infine un ultimo
striscione: “È TROPPO TARDI PER AVER PAURA!”
Tutti i bio-tecnici, prima di risedersi, fecero un applauso di incoraggiamento al capo… e a
loro stessi!
“Siamo in forma, qua sotto, eh…? Mi fa piacere, perché ne avrete bisogno!” commentò lui
prelevando il registro contenente l’elenco della check-list. Dopo averlo aperto davanti a sé,
Percival indossò la cuffia-microfono.
Il fedele Pitt3 gli pose accanto la solita fumante tazza di tè e il capo lo ringraziò con un
cenno. Quindi iniziò.
“Controllori genetici di Ataru Moroboshi, attenzione: datemi un GO-NO GO per
l’amplesso. Coronarie…”
“GO!”
“Adrenalina…”
“GO!”
“Cardioritmo…”
“Per me, GO!”
“Pressione sanguigna…”
1 Cioè gli stivali isolanti anti-scariche di Lamù!
2 “Vieni, ragazzo terrestre!”
3 Vedi cap. 10.
48
“GO, capo!”
“Temperatura interna…”
“GO!”
“Comburente…”
“È GO!”
“Calorie…”
“GO!”
“Fluidi gastrici…”
“Per me GO!”
“Testosterone…”
“GO, capo!”
“Circuito erettivo…”
“NO GO… in attesa ricezione corrente!”
Percival diede una rapida occhiata al contatore del tempo di vita dell’ASD n°13: meno 4
minuti e 23 secondi!
Sospirò e proseguì: “Inibitori…”
“GO!”
“Fluido Trasporto…”
“Per me GO!”
“Equilibrio Gameti…”1
“GO!”
“DNA reticolo …”
“GO!”
“Prostata…”
“GO, capo!”
“Comunicatore intersezionale…”
“È GO!”
August Percival fece un respiro profondo, dopo aver chiuso gli occhi. Dovette deglutire un
paio di volte, prima di riaprirli e avvicinare la bocca al microfono del comunicatore.
“Qui Genetica a Centrale Operativa… siamo pronti per l’amplesso…!”
***
“Bene, Percival” rispose A1, dalla Centrale Operativa “sezione Motoria: la vostra
situazione?”
“Tutto il personale ai propri posti” rispose la voce di Burt Racer “siamo pronti per i
preliminari!”
“Bene… signor Meals: la Metabolica è pronta a incamerare il VLF?”
“Siamo pronti… signore!” rispose l’interpellato, con le dita mezze slogate, a forza di
incrociarle.
“OK… le squadre del signor Hoffman e del signor Humper sono già presso l’ASD n° 13?”
“Affermativo, signore!” risposero essi stessi.
“Signor Moore e signor Simons: i parametri cardiaci e psichici sono nella norma?”
“Tutto bene, salvo un po’ di agitazione” risposero “ma è normale, date le circostanze!”
A1 rivolse una muta interrogazione al capo della Cerebrale, che rispose: “Una prima volta è
sempre una prima volta… anche per Ataru Moroboshi!”
1 La quantità di spermatozoi di tipo X dev’essere esattamente uguale alla quantità di spermatozooi di tipo Y. Secondo voi, Lamù
preferirebbe avere un maschietto o una femminuccia…?
49
“Al suo posto avrei detto soprattutto, signor Fewer!”
Questi alzò le spalle: “Lei lo conosce meglio di me, signore!”
Ma Chris Wellington, Organic Coordinator dell’uomo più allupato dell’universo intero,
scosse la testa: “Nessuno conosce del tutto Ataru Moroboshi… nemmeno Ataru
Moroboshi!” infine alzò la testa ed annunciò: “Bene, signori: si va su Lamù…!”1
Capitolo 17: “Beh…? Com’è che non salta…??”
A
taru estrasse il pigiama nuovo fiammante che gli era stato regalato da sua madre (o
almeno così credeva: in realtà era stata Shinobu, ma questo lo avrebbe saputo diverso
tempo dopo!)2 e lo sottopose a un esame rapido ma altrettanto accurato, onde evitare che
rimanesse qualche spillo attaccato alla stoffa, con le conseguenze che si possono
immaginare. Dopodiché si spogliò del tight da cerimonia e se ne rivestì con la rapidità di un
pompiere, tanto che la madre del suo nuovo cuginetto lo avrebbe sinceramente applaudito!
Aveva appena allacciato l’ultimo bottone (con quelli maschili Burt Racer se la cavava
bene), quando la porta del bagno si aprì e la sua dolce sposina ricomparve…
Un fiotto abbondante di adrenalina fu registrato dai sensori di Hugh Simons e accelerò
notevolmente il ritmo della stazione di pompaggio di Patrick Moore… l’ormai giovane
signora Moroboshi si ripresentò alla vista del suo novello sposo avvolta in un graziosissimo
quanto succinto négligé di un tenue color pesca, che le lasciava oltretutto scoperte le gambe
e le braccia. Non era eccessivamente trasparente, ma era di certo sufficiente a disinibire in
maniera decisa qualunque maschio assai meno arrapato del famoso Ataru Moroboshi…
sempre che non fosse stato dotato di quei maledetti dispositivi!
La fronte del ragazzo si ritrovò subito imperlata da innumerevoli gocce di sudore e una
discreta vampata di caldo attraversò contemporaneamente la sua faccia. La “pelle d’oca” era
insomma in piena attività… ma, sotto la cintura, l’organismo rimaneva del tutto inerte…
Al rapporto, Simons riferì infatti che le spie dei sensori psichici erano una vera luminaria e i
galvanometri delle correnti nervose si trovavano praticamente a fondo scala… la Cardiaca
di Moore registrava già 45 pulsazioni al secondo e la pressione del sangue era sui 135… ma,
nella sezione di August Percival, tutte le spie dei ricevitori sensuali erano rimaste spente,
mentre i galvanometri riposavano inesorabilmente sullo zero!
Singolarmente paradossale per l’uomo più allupato di tutto l’universo!
“È incredibile” commentò il Coordinatore Wellington “questo ragazzo subiva regolarmente
un’erezione alla vista di ogni femmina dai 13 ai 45 anni, a meno che non fosse
assolutamente ributtante! Ora ha davanti a sé una fanciulla di una bellezza e una sensualità
paurose… ed è come se fosse castrato!!”
“Potenza dei SISAS, signore” sospirò Brad Fewer, che gli era accanto “bisogna ammettere
che il nostro amico Humper aveva fatto decisamente un ottimo lavoro!”
“Già, non lo si può negare” ribatté A1, ma aggiunse “purché non abbia troppo ecceduto…!”
*Lo sapremo tra poco…!* replicò a sua volta il capo della Cerebrale, anche se solo
mentalmente. Sapeva bene che i contrattempi si presentano sempre a ridosso del traguardo
e, proprio per questo, non riusciva a liberarsi da uno spiacevolissimo presentimento.
“Sei… incantevole…!” sussurrò Ataru alla sua donna.
Lei gli rispose con un sorriso la cui dolcezza fece saltare almeno quattro circuiti neuronici di
Simons… quindi gli si appressò e gli mise le mani sulle spalle… poi si alzò sulle punte dei
piedi nudi (il pavimento della stanza era interamente ricoperto da una morbida moquette,
1 Naturalmente, se Wellington avesse diretto una missione Apollo, avrebbe detto: “Si va sulla Luna!”
2 Secondo voi è stato una specie di dispetto nei confronti della sua rivale vincitrice…? Ma no… in fondo Shinobu è buona!
50
ovviamente a strisce giallonere) e, dopo aver chiuso gli occhi, gli schioccò un tenero bacetto
a fior di labbra. Subito dopo, sempre senza dire una parola, si avvicinò al letto e si affrettò a
entrare sotto le coltri…
Meals dovette comandare ben tre deglutizioni per consentire alla sezione di Moore di
riprendere un respiro abbastanza regolare!
“Va… ehm… vado anch’io in bagno, un momento…!” balbettò Ataru.
“Ti aspetto… maritino mio…!” rispose la sua dolce metà, coi teneri occhioni luccicanti.
***
Presso la postazione di Simons i quadri di controllo erano praticamente impazziti e i
galvanometri non facevano che “tergicristallare” dallo zero al fondo scala… e alcuni erano
già andati fuori uso!
“Accidenti, signore” commentò Rusty Traynor, rivolgendosi al suo capo “va bene che la
sensibilità di Moroboshi per l’altro sesso è sempre stata proverbiale… ma gli strumenti non
erano mai impazziti così, dal momento che li avevamo tarati proprio ad uso e consumo del
suo straordinario allupamento. E nemmeno con la signorina… cioè con la signora Lamù
avevano mai reagito in questo modo! Come lo spiega…?”
“Non le era mai stato così vicino… e per periodi tanto prolungati” rispose il capo della
Neurologica “devono essere i ferormoni…!”1
“Ma… i ferormoni li emanano tutte le femmine e non mi risulta che…”
“Sì, ma nelle terrestri è diverso: è risaputo che i prodotti per la cosmesi e l’igiene intima
contengono sostanze che neutralizzano, in una certa misura, l’efficacia dei ferormoni…
evidentemente su questo pianeta sono riusciti a produrre dei detergenti e dei profumi che ne
mantengono intatta l’intera potenza!”
“Caspita, capo… speriamo che gli INBY2 del signor Percival riescano a reggere, una volta
che sarà cessato il funzionamento dell’ASD n° 13…!”
Il capo di Traynor guardò in faccia il suo fidato assistente, sembrando riflettere per un
istante. Poi, annuendo, si avvicinò al comunicatore intersezionale: “Simons da Emotiva!”
“Parlate, Emotiva!” risposero dalla Centrale.
“Signor Wellington… ritengo opportuno che la neutralizzazione del SISAS non avvenga
alla presenza di Lamù… e che il signor Moroboshi abbia bisogno di almeno un paio di
minuti di relax, prima di tornare in camera da letto!”
“Concordo perfettamente, Simons” rispose il Coordinatore “non è per caso che lo stiamo
mandando in bagno, infatti! Signor Racer” disse poi, diretto al capo della Motoria “lo metta
immediatamente sotto la doccia: fredda, mi raccomando!”
“Ma vuole scherzare…??” protestò subito il capo della Cardiaca “Non ha mai fatto una
doccia fredda, fino ad ora… e poi, con l’emozione di stasera?! Potrebbe restarci secco…!”
“Vabbè… d’accordo, Moore. Niente acqua fredda, allora, Burt: ma la tenga meno calda che
può!”
***
Mentre lo “sposo novello” stava cercando di mitigare i “bollori” sovracintolari3 con una
rapida doccia appena appena tiepida, le due squadre dell’Immunitaria e della Sensitiva erano
piazzate alla minima distanza di sicurezza dalla posizione di aggancio dell’ASD n° 13:
1 Sostanze che accentuano il desiderio del partner.
2 Inibitor Brakes (freni inibitori).
3 Probabilmente è un neologismo… ma intendevo dire “sopra la cintola”!
51
l’ultimo SISAS rimasto a inibire l’organismo dell’uomo più allupato di tutto l’universo nei
confronti della donna che lo aveva finalmente fatto suo… o meglio che lo avrebbe fatto suo
non appena quel diabolico marchingegno fosse definitivamente saltato in aria!
“Allora, attenzione tutti” disse Humper “mancano solo 40 secondi! Dato che la
disintegrazione di questo shunter potrebbe risultare decisamente più violenta rispetto a
quella dei precedenti, al mio segnale chiudete gli occhi, spalancate la bocca e tappatevi gli
orecchi!”
“D’accordo, Jerry” rispose il capo dell’Immunitaria “sentito, ragazzi? Preparatevi!”
Mentre tutti i tecnici eseguivano l’ordine, il capo della Sensitiva si appressò al terminale
comunicativo presso la parete: “Humper da Sensitiva!”
“Parlate, Sensitiva!” risposero dalla Centrale.
“Siamo a D meno 30. Dite alla Genetica di stringere al massimo gli inibitori: la reazione
potrebbe avere un’entità superiore a quella prevista!”
“Abbiamo già provveduto, Jerry!” rispose Percival.
“Sei sicuro che sia sufficiente a evitarvi un’eiaculazione…?”
“Dipende dall’intensità della scarica sensuale mnemonica che Simons ci rovescerà
addosso!”1
“Proveremo ad attenuartela il più possibile, August!” rispose Simons, dalla Neuro.
“Provarci non basta, Hugh! E bada che, se ci parte una scarica di STF, ci serviranno almeno
quindici minuti, per ricaricare…!”
“In questo caso ci faremo in quattro, Gus!”
“Allora ci conto!”
“D meno 20…” annunciò Humper “…continua il conteggio!”
***
Ataru chiuse l’afflusso d’acqua e afferrò l’asciugamano, strofinandosi con energia. Poi uscì
dalla doccia e si rivestì col pigiama… Fewer osservò ironicamente che si poteva anche
fargli indossare un semplice accappatoio, ma Simons preferiva seguire un approccio
“tranquillo”: probabilmente il ragazzo si sarebbe scatenato anche troppo, una volta partito il
tredicesimo SISAS, senza bisogno di eccitarlo ulteriormente con atteggiamenti da latin
lover…!
Il neo-maritino si avvicinò poi al mobile da toeletta e si diede un’attenta manicure. Poi,
essendosi già sbarbato prima del banchetto serale, prese dentifricio e spazzolino e iniziò a
lavarsi i denti. Dopo una vigorosa ripassata, si sciacquò accuratamente con del collutorio e
finalmente appoggiò le mani ai bordi del lavandino, guardandosi allo specchio.
“Tesorucciooo…! Vieniii…?” fece una suadente voce, oltre la porta.
Mai come allora quell’affettuoso appellativo, riecheggiato migliaia di volte attraverso i
sensori acustici di Humper, aveva generato una scarica di adrenalina così forte, al punto da
provocare un’extrasistole alla stazione di Moore!
“Arrivo, Lamù… ho quasi fatto!”
Ataru afferrò infine un pettine e si diede una veloce ravvivata alla zazzera castano-scuro.
Poi si sorrise: dopotutto, non era poi così male!
“Coraggio, vecchio mio” si disse l’amico, ripetendo la frase del suo capo genetico “in fondo
è come cavarsi un dente…!”
1 Mnemonica perché, essendo in bagno, Ataru non può vedere Lamù, rimasta in camera da letto. In caso contrario la scarica sensuale
sarebbe stata percettiva e quindi di intensità ben maggiore!
52
***
“...meno 10… 9… 8… 7… 6… 5… 4… 3… 2… 1… 0…!! ATTENZIONE…!!!”
I quattro tecnici dell’Immunitaria e gli altri quattro della Sensitiva, secondo le disposizioni
ricevute, strinsero le palpebre mentre, contemporaneamente, si tappavano i padiglioni
auricolari tenendo aperta la bocca…
Passarono altri cinque secondi dopo che Humper ebbe annunciato la fine del count down…
…poi dieci… poi quindici…
“Beh…” sbottò finalmente Dick Hoffman, il capo dell’Immunitaria “…com’è che non
salta…??”
Jerry Humper alzò gli occhi dal quadrante del suo cronografo e fissò l’ultimo superstite del
suo sudato lavoro, vale a dire il sensual impulse selective auto shunter n° 13… l’ultima
barriera fra il loro assistito e il consumo del vincolo nuziale con la donna dei suoi
(tormentati) sogni!
“Non capisco… probabilmente il contatore non era sincronizzato perfettamente con
l’effettivo tempo di vita degli ASD. Sarà di sicuro questione di secondi…!”
Il tempo continuava inesorabilmente a scorrere…
“…o di minuti…!” aggiunse sarcasticamente Hoffman, fissando il collega.
Il responsabile della Sensitiva aveva già la fronte madida di sudore. C’era poi un particolare
che lo impensieriva alquanto: ormai quel benedetto shunter avrebbe dovuto sopportare un
carico tale di energia impulsiva da farlo letteralmente friggere come una padella di tempura
sul fuoco… vale a dire che avrebbe dovuto emettere non un semplice ronzio (come quello
avvertito da lui stesso e dal capo della Cerebrale quando l’apparecchio era rimasto “solo”)1,
bensì un tale frastuono da rendere quasi impossibile intendersi ai membri organici lì
presenti… e invece l’apparecchio rimaneva assolutamente silenzioso!
Ormai era passato più di un minuto e mezzo dall’esaurimento del tempo di “fine-vita”
dell’ASD e, immancabilmente, la voce di August Percival tornò a farsi sentire attraverso il
comunicatore intersezionale: “Ehi, che sta succedendo…?! Come mai non arriva ancora
corrente al circuito erettivo?”
Dopo aver deglutito per umettare la gola secca, Humper rispose al collega: “Il SISAS non è
ancora saltato, Gus… cercate di avere ancora un po’ di pazienza!”
“Quaggiù possiamo avere tutta la pazienza del cosmo, Jerry” ribatté, ironico, il capo della
Genetica “bisogna però vedere se ce l’avranno anche le nostre colleghe, nell’organismo
ricevitore…!!”
Il capo della Sensitiva non seppe che rispondere, troppo occupato a controllare i brividi che
gli serpeggiavano lungo la schiena. A un certo punto uno scalpiccio di passi si udì dal fondo
del condotto nervoso e comparvero ben presto alcuni tecnici della Cerebrale, al seguito di
Brad Fewer.
“Ehi, che state combinando…?” domandò quest’ultimo “Il capo comincia a innervosirsi
parecchio, in centrale operativa!”
“Non riusciamo a capire, Brad” gli rispose immediatamente Humper, indicando il SISAS
“quell’affare non salta!”
“Come sarebbe non salta…?!” replicò sgomento il collega, fissandolo.
“Perlomeno non è ancora saltato” s’intromise Hoffman “riteniamo ci fosse uno sfasamento
nel contatore del tempo di vita. Sicuramente succederà da un momento all’altro!”
1 Vedi cap. 11.
53
“Beh, lo spero proprio” commentò, semiserio, il capo della Cerebrale “perché non oso
pensare alla reazione della signora, se le bruciassimo la prima notte di nozze!!”
***
“Tesoruccio, che succede…?” tornò a risentirsi la dolce voce della sposina “Ti senti poco
bene…??”
“Ma è roba da matti” imprecò immediatamente Chris Wellington “queste sono cose che si
sentono chiedere le femminucce vergini… mica i maschietti…!!”
“Evidentemente c’è sempre l’eccezione che conferma la regola” ribatté Hugh Simons
sforzandosi di sorridere, senza però riuscirci “ad ogni modo non possiamo farlo rimanere in
questo bagno ancora per molto, signore!”
“No, infatti” confermò A1, emettendo un rumoroso sospiro “va bene… torniamo in camera
da letto. Coraggio, Burt!”
“Sissignore!” rispose questi, agendo sui comandi degli arti inferiori.
Dopo avere esclamato un “Eccomi” non troppo deciso, Ataru Moroboshi abbandonò il suo
momentaneo “rifugio” per rientrare nell’alcova nuziale.
Ciò che vide lo spaventò (e se qualcuno gli avesse predetto che un giorno si sarebbe
spaventato per una cosa simile, si sarebbe strozzato dal ridere): sopra le coltri del prossimo
“campo di battaglia” intergalattico, dentro il quale si sarebbe dovuto svolgere, di lì a
pochissimo, il secondo e ben più decisivo confronto fra la Terra e il pianeta Uru, stava
appoggiato ed inerte il seducente négligé che aveva precedentemente coperto le grazie della
sua donna… segno evidente che quest’ultima era già pronta ad accoglierlo come mamma
l’aveva fatta!
Il suo bellissimo viso mostrava un colore appena appena rosato e ciò dimostrava altresì che
la mogliettina stava facendo del suo meglio per tenere a bada l’incertezza e l’imbarazzo,
volendo offrire al maritino solamente la sua dolcezza e la sua sensualità!
“Bentornato, amoruccio” disse Lamù ad Ataru con un tono che, se Humper non fosse stato
occupato in ben altre faccende, si sarebbe affrettato ad analizzare per rilevarvi eventuali
tracce di soffusa ironia “tutto a posto…?”
“A… altroché…!” rispose il ragazzo, con voce impercettibilmente tremula.
Ma non era tutto a posto. Già il povero Meals aveva dovuto comandare altre tre deglutizioni
per rendere meno secca la sua povera gola. Ma era il non sentire assolutamente nulla nelle
proprie parti basse, ciò che sgomentava maggiormente il povero salvatore del Pianeta
Azzurro, nonché conquistatore della sua probabile mancata governatrice!
Cos’avrebbe detto, quella meravigliosa fanciulla, quando si fosse accorta che non lo stava
eccitando per niente…?
No… non doveva assolutamente finire in quella maniera. Il destino non poteva essere così
crudele con quella coppia, dopo avere contribuito a crearla, partendo da quei due punti così
distanti dell’universo…!
Capitolo 18: “Genetica, abbiamo un problema!”
J
erry Humper, con la voce ormai carica di tensione, si rivolse al collega dell’Immunitaria:
“Dick, levami di mezzo quella rete: voglio controllare da vicino!”
“Ma sei matto…?!” intervenne Fewer “Vuoi fartelo scoppiare in faccia??!”
Il capo della Sensitiva si voltò verso di lui: “Brad, non credo che quell’ASD sia prossimo a
scoppiare!”
“Ma come…?”
54
“Se così fosse, qui dentro ci sarebbe un tale fracasso che non potremmo nemmeno
sentirci… avanti, Dick!”
“D’accordo!” il capo dell’Immunitaria estrasse di tasca un telecomando e lo diresse verso
l’apparecchio. Com’ebbe premuto il pulsante, la gabbia protettiva che avvolgeva l’ASD si
liberò dagli agganci che la ritenevano alla parete e piombò a terra, con un rumore sordo.
Humper si avvicinò, scostò la gabbia con una pedata e alzò verso lo shunter un rilevatore di
campo, identico a quello con cui il capo della Neurologica aveva esaminato l’ASD n° 1
quando era andato fuori uso all’inizio della storia.1
Dopo un po’, il capo della Sensitiva avvicinò il rilevatore al viso e lo esaminò con
attenzione; poi tornò a puntarlo verso il derivatore: “Non capisco…” lo udirono mormorare
i due colleghi e i loro tecnici, rimasti indietro “…eppure non mi sembra guasto!”
“Che succede, Jerry…?” chiese Fewer, sempre timoroso di vedere quell’infernale ordigno
esplodergli addosso.
“Brad, vieni qui… presto!”
“Eccomi!” rispose l’altro, raggiungendo l’amico.
“Prendimi sulle spalle!”
“Ma allora vuoi proprio farci ammazzare…!?” sbottò Fewer.
“Ti ripeto di stare tranquillo. Avanti, fammi salire!”
Borbottando qualcosa di inintelligibile, il capo della Cerebrale curvò la schiena sporgendo i
palmi delle mani per fare scaletta al collega. Costui si affrettò a salirgli sulle spalle e ad
avvicinare le sue mani allo shunter…
“Ma… non è possibile…!!”
“E adesso che c’è…?” chiese Fewer.
“È FREDDO!!” esclamò il collega, dopo averlo toccato.
“E allora?”
“Ma come e allora?! Dovrebbe essere rovente, porco giuda…!”
“Non sarà magari una sorta di temporaneo effetto rovesciato? Sai, la classica calma prima
della tempesta!”
“Ma non dire assurdità…! Quest’affare non è più saturo, te lo dico io!”
“Come sarebbe a dire…?!” intervenne Hoffman “Abbiamo di fronte quella bomba di Lamù:
bella, nuda e calda nell’alcova… e quell’affare non è più saturo? Come può essere possibile
una cosa del genere…??”
“Questo non lo so” rispose Humper, con voce ormai isterica “il guaio è che non so neanche
cosa fare…!!”
“Comincia allora a venire giù” rispose Fewer “perché sei tutt’altro che leggero!”
Il collega si affrettò ad obbedire. Contemporaneamente, dall’altoparlante del comunicatore
intersezionale tornò a berciare la voce agitata di Percival: “Insomma, volete metterci in
condizione di procedere o no…? Simons mi dice che l’amico ha già il cardiopalma, mentre
da noi impera tuttora la pace dei sensi! E la Dea degli Orchi sta aspettando. Volete proprio
farla incazzare…??!” gridò, sempre preoccupato di rimanere vittima della famosa scarica
orgasmica.
Con la bocca asciutta come un deserto, Humper si appressò al microfono del comunicatore:
“Genetica, abbiamo un problema!!”2
“Ne avevamo un vago sospetto…! Possiamo fare qualcosa?”
“Temo di no… il guaio è che il SISAS non vuol saperne di saltare!”
1 Vedi cap. 1.
2 Ebbene, lo confesso: non vedevo l’ora di batterla, questa frase. Troppo forte, il film Apollo 13!
55
Un nanosecondo dopo, Humper dovette allontanare la testa dal ricevitore, a tutela dei suoi
poveri timpani…
“OHE, NON FACCIAMO SCHERZI, LASSÙ, EH…??! SE QUEL COSO NON SI LEVA
DAI COGLIONI1, QUAGGIÙ SIAMO DEL TUTTO IMPOTENTI…!!!”
“August, cerca di stare calmo” s’intromise Fewer “dobbiamo studiare la situazione…
faremo il più in fretta possibile!”
“Vi conviene! Anzi, ci conviene a tutti… perché, se la signora si convince che l’abbiamo
fregata una seconda volta2, è la volta buona che ci riduce in cenere…!!!”
“Brad, dobbiamo tornare in centrale operativa. Dick, tu rimani qui con la tua squadra:
avvertimi immediatamente, se succede qualcosa!”
“Sta’ tranquillo, Jerry!”
“E non state troppo vicino a quell’affare!” si raccomandò, partendo. Era comunque una
mera formalità, giacché il capo della Sensitiva era perfettamente consapevole che
l’improvviso scoppio del SISAS n° 13 fosse oramai l’ultimo dei problemi…!
***
Con la velocità di due razzi, Brad Fewer e Jerry Humper raggiunsero la Centrale Operativa,
dove Chris Wellington e Hugh Simons li attendevano con un aspetto non propriamente
rilassato. Soprattutto quello di A1 era, al contrario, decisamente “temporalesco”…
“E allora…??” chiese subito loro, senza por tempo in mezzo.
“C’è un contrattempo, signore” rispose immediatamente Fewer “sembra che l’ASD abbia
difficoltà a saltare!”
“Che cosa…??!” sibilò, minaccioso, il capo. E quando il Coordinatore Wellington sibilava,
faceva ben più paura che se stesse gridando come un ossesso “Vorrete scherzare, spero!!”
commentò, fulminando con lo sguardo i due sottoposti.
Humper deglutì e aggiunse: “Purtroppo no, signore… e temo che la cosa sia più seria di
quanto sembri. Il fatto è” a questo punto il capo della Sensitiva guardò il collega della
Neuro “che l’ASD n° 13 si sta comportando come se non fosse più saturo: è freddo e non
emette più alcun ronzio!”
“MA COME SAREBBE…??!” gridò Wellington “Ma se i precedenti dodici sono partiti uno
dopo l’altro, con effetti sempre maggiori! I primi collassavano semplicemente… e gli ultimi
hanno iniziato persino ad esplodere!”
“Lo so, signore! Come spiegai all’inizio, ogni volta che ne saltava uno, i superstiti dovevano
sopportare un carico sensuale via via sempre più intenso… e infatti l’MTBF3 non mancava
di ridursi in maniera progressiva. Non riesco proprio a capire…!”
“Ma siete sicuri che non sia già andato fuori servizio, senza manifestare alcun effetto
esterno…?” domandò A1, cercando di dominare come poteva il suo nervosismo.
“Disgraziatamente sì, dal momento che Percival continua a non ricevere corrente per il
circuito erettivo!”
Chris Wellington strinse i pugni. Sul display che registrava l’attuale percezione visiva
dell’organismo compariva una Lamù “pudicamente” coperta dal solo lenzuolo, con un
braccio piegato sotto la nuca e l’altro disteso lungo il fianco, al di sopra del lenzuolo stesso.
1 Mai, tale termine, era stato così fuori di metafora!
2 La prima volta era stato quando Ataru era scappato via, prima di pronunciare il suo sì al tentato matrimonio con Lamù, dopo la loro
fuga dal pianeta Elle (cfr. il film Only You).
3 Medium Time Between Failure: tempo medio fra le disfunzioni.
56
Il dolce viso mostrava un’espressione sorridente, anche se già leggermente perplessa… per
non dire piuttosto impaziente!
“Che si può fare…?” chiese il Coordinatore, con voce dura ma imponendosi di tenere a bada
la collera. Forse, per la prima volta, il capo cercava d’essere d’aiuto ai suoi subordinati,
invece di sferzarli a risolvere il problema da soli.
“Non lo so… bisognerà analizzare il problema, individuare una soluzione” rispose Humper
“ma ci vorrà del tempo!”
“MA NON ABBIAMO TEMPO…!!!” gridò Hugh Simons, angosciato, indicando il display
visivo “GUARDALA: E LÌ CHE LO ASPETTA! E SE QUESTA VOLTA NON LA
FACCIAMO FELICE, SARÀ LA FINE. DI TUTTO…!!!”
“Cerca di calmarti, Hugh” intervenne Fewer, posandogli una mano sulla spalla “per male
che vada, rimanderemo di un giorno o due. In fondo lo ha aspettato per quattro anni… non
mi sembra poi tutta questa tragedia!”
“Ma allora non volete capire…!! Vi rendete conto, sì o no, che questa è LA LORO PRIMA
NOTTE DI NOZZE…??! Non possiamo mandargliela in bianco!! Cosa potrebbe dire Ataru
alla sua SPOSA? CHE GLI È VENUTO MAL DI TESTA…??!!” il povero capo della
Neuro aveva ormai gli occhi schizzanti fuori dalle orbite.
“Simons ha ragione” intervenne Wellington “occorre risolvere il problema. Ma subito!!”
puntualizzò, con voce secca.
“Per risolverlo subito avrei bisogno di sapere come mai la carica sensuale sullo shunter è
diminuita. Perché senz’altro sta lì, la chiave di tutto!”
“Diminuita…?” chiese il capo della Cerebrale.
“Ma certo. È l’unico motivo per cui quello shunter si è dissaturato!”
“Ma come può essere diminuita? Prima che installassimo quegli affari, Ataru sbavava come
un bulldog, alla sola vista delle curve di Lamù! Non è possibile che adesso lei non lo ecciti
più. Come può essere…?”
“Oddio… oddio…!!!” mormorò Hugh Simons, dopo essersi messo le mani sulla bocca.
A sentire quelle parole, sia i due capi-sezione che l’Organic Coordinator si voltarono verso
il capo della Neuro, che le stava pronunciando già da un po’ mentre ascoltava quanto si
dicevano i suoi due colleghi.
Pallido come un cadavere, il povero Simons rialzò con fatica lo sguardo e fissò il viso di
A1: “Signore…” sussurrò, con angoscia “…mi perdoni… ma temo proprio che sia tutta
colpa mia!”
Capitolo 19: “A voi, Motoria: fatela impazzire!”
A
quelle parole, i capi della Cerebrale e della Sensitiva rimasero allibiti, mentre A1 si
limitò a corrugare marcatamente la fronte.
“Si spieghi, Simons!” ordinò, sempre con voce secca.
“Ecco, signore… vede… per mettere in grado il signor Moroboshi di affrontare la signora
Lamù… e proporsi finalmente a lei come suo marito nel modo più convincente… ho dovuto
enfatizzare al massimo il sentimento che il ragazzo provava per lei… in modo che superasse
tutta la reticenza e l’intimidazione che sentiva nei suoi confronti. Per fare questo… ho
dovuto giocoforza potenziare la sensibilità di Ataru nei riguardi delle sensazioni psichiche
che lui riceveva dalla sua presenza e dalla sua immagine mentale!”
“E allora…?” chiese Humper, già in preda a una vaga ansietà, pur non sapendo dove il
collega volesse andare a parare.
57
“Vedi, Jerry… per far sì che Ataru riuscisse a vincere il suo orgoglio e si dichiarasse a lei,
sia pure graficamente1… e che arrivasse addirittura a chiederle di sposarlo subito, sono…
sono stato costretto ad adottare un espediente un po’ drastico…!”
“Hugh: la smetta di tergiversare, porca miseria… e venga al dunque!!” ruggì il
Coordinatore.
“Ho… ho…” balbettò il povero Simons, fissando il collega della Sensitiva, non osando
guardare dalla parte del capo “…ho collegato direttamente i sensori psichici all’elaboratore
emotivo… in modo che agisse con più efficacia sul Coefficiente Relazionale della signora!”
Humper strabuzzò gli occhi e gridò: “CHE COS’HAI FATTO…??!”
“Jerry, cerca di capire: era l’unico modo possibile per aumentare il C.R. di Lamù in tempo
utile, in modo che Ataru potesse dichiararsi e sposarla, prima che l’ultimo ASD arrivasse a
fine vita!”
“Ma Hugh, sei diventato matto?! Ti rendi conto che, escludendo in quel modo i circuiti
selezionatori, hai assorbito anche gli impulsi sensuali provenienti dalla ragazza? Ecco
perché la carica sul circuito anti-seduttorio è diminuita…!!”
“Un momento, un momento” s’intromise Wellington “avreste la bontà di tradurmelo in
termini un po’ più profani?!”
Il capo della Sensitiva si passò più volte la mano sulla faccia. Quindi si fece coraggio e
rispose: “Si tratta di questo: tutte le informazioni, mnemoniche e percettive, che l’individuo
riceve da un soggetto femminile relazionantesi con lui, vengono trasmesse della Sensitiva
alla Neuro… questa li analizza tramite una serie di circuiti che ne smistano una parte verso
l’elaboratore emotivo e un’altra parte verso l’elaboratore sensuale della Genetica… o, nel
nostro caso, verso il circuito degli ASD!”
“Quindi…??” incalzò A1, con sguardo sempre più feroce.
“Ecco… smistando tutti i segnali verso l’elaboratore emotivo per incrementare
maggiormente il C.R. di Lamù ed escludendo in tal modo l’uscita verso l’elaboratore
sensuale, Simons ha praticamente interrotto il sovraccarico sugli ultimi due ASD: il 12 e il
13. Evidentemente, il 12 ha fatto in tempo a saturarsi e saltare” specificò, guardando Fewer
“mentre il 13 ha avuto più tempo per scaricarsi e ritornare al di sotto della soglia di
sicurezza…!”
Il Coordinatore piantò addosso al capo della Sensitiva uno sguardo talmente intenso, da
farlo vacillare: “Jerry… sta forse cercando di dirmi che quel maledetto ordigno non salterà
più…??!!”
“Sì… cioè no, ma…” il povero Humper deglutì dolorosamente, con la gola ormai in fiamme
“…affinché salti, occorre farlo saturare di nuovo. E l’unico modo per riuscirci in tempi
rapidi è… proprio un rapporto completo con la signora Lamù. Ma, con la Genetica inibita,
questo è impossibile…!”
“Ma… scusa, Jerry” intervenne prontamente Fewer, mentre osservava di sfuggita lo sguardo
di Wellington farsi, mano a mano, sempre più torvo “non si potrebbe escludere
semplicemente tutto il sistema…?”
Humper si voltò verso il collega della Cerebrale, con sguardo desolato: “Sì, Brad, si
potrebbe” mormorò, con voce flebile “ma non è una faccenda da sbrigare in cinque minuti!”
“Quanto ci vuole? Avanti!!” gridò A1, senza preamboli.
Il capo della Sensitiva fece un profondo respiro ad occhi chiusi, prima di rispondere: “Ci
vogliono dalle 4 alle 6 ore, intervenendo sul sistema nervoso centrale… bisogna che
1 Cioè tramite il biglietto che accompagnava il pacco contenente l’abito da sposa.
58
l’organismo sia immerso nel sonno più profondo, per non rischiare di provocare danni
sensibili ai neuroni!”
Un sonno profondo… che Moroboshi, a dispetto del suo passato da “egoista”, non avrebbe
di certo goduto, dopo avere bidonato in quel modo la sua vergine sposa! Ascoltando queste
pessime notizie, Brad Fewer continuava a scrutare ansiosamente il capo, aspettandosi che la
sua furia esplodesse da un momento all’altro… cosa peraltro comprensibile, visto il
grottesco vicolo cieco in cui si erano cacciati! Evidentemente quell’impiastro di Sakurambo
aveva ragione: un amaro destino avrebbe perseguitato quel povero ragazzo per tutta la vita.
E, con lui, la sua consorte aliena!
Inaspettatamente, al posto di un’imprecazione o un ruggito di collera, l’Organic
Coordinator dell’uomo (almeno per il momento) più sfigato di tutto l’universo si produsse
in una risata bassa e ghignante. Quindi si rivolse ai suoi collaboratori: “Signori… date le
circostanze prodottesi, mi trovo costretto - con mio sommo rammarico - a ritirare quanto vi
dissi al termine del nostro ultimo briefing sulla Terra…”1
Il povero Simons teneva gli occhi bassi, mentre Humper si azzardò a protestare: “Ma,
signore…”
“E IN QUANTO A LEI, SIGNOR HUMPER” continuò, puntandogli il dito contro
“SAPPIA CHE IL SUO FOTTUTO SISTEMA ANTI-SEDUTTORIO DEL CAZZO È UN
VERO SCHIFO…!!!”
A questo punto Jerry Humper, il membro che più aveva consumato le sue facoltà per
rimediare a tutti i problemi che avevano afflitto l’organismo di Ataru nei quattro anni di
“convivenza forzata” con la Principessa degli Oni (per non parlare dei precedenti tredici),
non seppe più trattenersi…
“COME SI PERMETTE, MALEDETTO TIRANNO FIGLIO DI PUTTANA??!! È STATO
LEI A ORDINARMI DI REALIZZARLO PER TENERE A FRENO MOROBOSHI!!”
A siffatta reazione, il capo non fece una piega e mantenne il suo cipiglio sinistramente
sorridente, mentre gli altri due capi-sezione avevano già smesso di respirare.
“Esatto” rispose “e adesso le ordino di levarglielo dai coglioni! Ma non in sei ore” si
appressò quindi al comunicatore intersezionale “Genetica da Centrale Operativa…!”
“Parlate, Centrale!”
“Quanto tempo richiedono dei preliminari abbastanza completi?”
Dopo qualche secondo di perplessità, Percival si affrettò a rispondere: “Di… dipende dalle
caratteristiche proprie della partner…! Considerando la sicuramente elevata sensibilità della
signora Lamù… ritengo saranno sufficienti dai tre ai cinque minuti e…” si sentì
chiaramente il rumore della deglutizione del capo-sezione “…sarà pronta per la
penetrazione!”
“Grazie, signor Percival!” il Coordinatore si rivoltò verso Humper “Ha sentito? Le do
cinque minuti. Cinque minuti, non un secondo di più! Mentre la Motoria preparerà la
controparte a ricevere Moroboshi, lei toglierà di mezzo l’ASD dai ricevitori della
Genetica… a costo di distruggerlo!” concluse, fissandolo.
“Distruggerlo…?! Ma lei è pazzo! Non possiamo neutralizzarlo in maniera violenta:
potrebbe accadere l’irreparabile…!”
“È un ordine, Humper!” puntualizzò A1 con voce sibilante.
“Se lo attacchi al culo, il suo ordine, razza d’incosciente! Io non metterò in pericolo la vita
di questo organismo!”
1 Vedi cap. 11.
59
All’improvviso lo sconvolto capo della Sensitiva si sentì stringere una spalla. Voltatosi, si
accorse che era Simons: “Jerry… fai come dice. Come responsabile della Neuro, ti posso
garantire che vale la pena di correre qualche rischio…”
“Ma, Hugh…”
“…perché, se la povera Lamù si mette in testa di non piacere sessualmente al suo
tesoruccio, sarà un guaio molto, ma molto grosso…! Lui non l’ha mai vista piangere sul
serio1… se lo facesse, allora sì che potrebbe accadere l’irreparabile!”
Negli occhi del collega, Jerry Humper vi lesse tutta l’amorevole ansietà per i due
protagonisti dell’intera epopea, mista al rimorso per il serio contrattempo che, sia pure in
buona fede, aveva provocato. Alla fine, annuì: “Ok… d’accordo, allora. E che gli dei ci
aiutino!” concluse, accingendosi a lasciare la stanza.
“Brad, vada con lui” ordinò Wellington “avrà sicuramente bisogno di lei!”
“Signorsì!”
“In quanto a lei, Simons, provveda immediatamente a ricollegare i selezionatori ai ricevitori
psichici, così quell’arnese infernale ricomincerà a caricarsi!”
“Subito, signore!”
Detto ciò, Chris Wellington tornò ad avvicinarsi al comunicatore intersezionale.
“Centrale Operativa a tutti i reparti: partiamo coi preliminari! Tocca a lei, signor Racer: mi
raccomando, sia eccitante ma delicato: la condizione B2 dovrà durare il più a lungo
possibile!”
“Posso anche farla durare quanto la corsa, signor Wellington…!” non si trattenne dal
motteggiare Racer.
Il capo stette al gioco: “Purtroppo, stavolta devo darle molto meno di dieci giorni, Burt. Ma
so che ci porterà ancora alla vittoria!”
*Eccolo, il solito infame ricatto emotivo…!* pensò Racer, grugnendo. Ma poi rispose:
“Conti su di noi: faremo l’impossibile!”
“Ne sono certo. Signor Percival: la Genetica si tenga pronta a intervenire, non appena
tornerà a ricevere corrente!”
“Ricevuto!”
“Bene… a voi, Motoria: fatela impazzire!”
Capitolo 20: “Accidenti, è proprio verde dappertutto…!!”
L
a prima cosa che a Moroboshi venne in mente di fare, fu di montare sul letto dalla parte
sua e rimanere lì, seduto, a contemplare la sua donna meravigliosa… l’incertezza lo
attanagliava.
Avvertendo il suo imbarazzo, che la riempiva di tenerezza, Lamù gli carezzò la guancia e gli
disse: “Sai che, negli ultimi tempi, ti sei fatto più bello?”
“Da… davvero…?” balbettò lui.
“Sì, davvero!”
“Beh… per te era un po’ più difficile… dato che eri già stupenda fin dall’inizio!”
“Tesoruccio…!” rispose lei, con gli occhi già umidi.
Il ragazzo glieli terse con un dito…
“Piangi…?”
“Sì… ho paura…!”
“Paura…? Per…”
1 Esprimendo cioè un dolore vero. Le poche volte che Lamù lo ha fatto, nel corso della storia, erano più che altro scenate di gelosia.
2 Il petting.
60
“No, non per quello! Ho paura di svegliarmi, domattina… e scoprire di aver fatto solamente
un bellissimo sogno!”
Ataru scosse energicamente la testa: “No…! Non stai sognando, Lamù: è tutto vero! D’ora
in poi sarò un marito, per te…!”
“Amoruccio…!!”
***
“Bravo, Rusty… continua così” esclamò Simons armeggiando sopra un complicato pannello
circuitale “ho quasi finito!”
Terminata l’ultima delicata operazione sui componenti, il capo della Neuro richiuse lo
sportello di protezione.
“Ecco fatto! Adesso, tutti gli impulsi provenienti dalla signora verranno smistati verso
l’elaboratore sensuale, andando a ricaricare quel maledetto ASD… così vedremo, se non
salta!!”
“Significa che ha escluso del tutto la trasmissione verso l’elaboratore emotivo, capo?”
domandò un altro assistente.
“Oramai non ce n’era più bisogno, Greebs” rispose Simons “col C.R. della signora a quota
1974, non serve farlo innamorare ancora di più…! Rimetteremo tutto a posto, dopo che
avranno consumato!”
“Speriamo di ricordarcene, signore!”
“Conto su di te, per questo, Greebs. D’ora in poi, se gli Dei lo vorranno, gestiremo
finalmente un uomo normale!”
Nel frattempo, Jerry Humper e Brad Fewer erano ritornati presso il famigerato ASD n°13,
tuttora presidiato dalla squadra dell’Immunitaria.
“Novità, Dick…?” chiese subito Humper.
“Credo di sì… l’arnese, qui, ha ricominciato a ronzare!”
“Bene, significa che Simons ha ripristinato i selezionatori. Adesso l’ASD ricomincerà a
saturarsi… il guaio è che ci metterebbe troppo a saltare per conto suo, quindi dobbiamo
levarlo noi di mezzo!”
“E in che modo…?” chiese Hoffman.
“In qualunque modo! Ma dobbiamo riuscirci prima che la signora sia pronta per
l’amplesso… Racer è già partito coi preliminari!”
“Santo cielo” esclamò il capo dell’Immunitaria “quanto tempo abbiamo…?”
“Ehe…! Bisognerebbe chiederlo alla collega di Percival…!1 La nostra Genetica ha stimato
non più di cinque minuti. Ed è questo il tempo che mi ha dato il capo!”
“Ma è assurdo! Non ce la faremo mai a neutralizzarlo in cinque minuti…!” replicò
Hoffman, sgomento.
“Beh, confido che Racer e Simons riusciranno a darci un po’ più di respiro… non molto:
solo un po’!”
“Ma, Jerry…” intervenne Fewer, con estrema ansietà “…hai qualche idea su come fare?”
Il capo della Sensitiva sospirò: “Pensavo di bypassare l’apparecchio, ma sarebbe troppo
rischioso: potrebbero partire delle scariche deleterie per i circuiti nervosi! Non rimane che
metterlo fuori uso…!”
“Sì, ma come…?”
“Smontandolo: non si può fare altro!”
“Ma… se lo smonti, interrompi il circuito… e Ataru diventa impotente!” obbiettò Hoffman.
1 Cioè alla direttrice della Genetica di Lamù!
61
“Perché, adesso com’è? È ovvio che, subito dopo, dovrò sistemare il bypass fra i due punti
di connessione. Solo che, senza più la presenza dei condensatori, lo potrò fare senza
pericolo!”
“E poi…?” chiese, a sua volta, Fewer.
“Quando gli sposini si saranno sfogati e Ataru avrà raggiunto almeno il terzo stadio del
sonno, mi occuperò di rimuovere tutta quella porcheria di circuito. Così la faremo finita, una
volta per tutte, con questa dannata storia…!”
“Ok, Jerry… sei un grande” commentò il capo della Cerebrale, battendogli una mano sulla
spalla “siamo nelle tue mani!”
“Ti sbagli, Brad: siamo nelle mani di Racer, in questo momento…! Presto, Dick: procurami
una scala e gli attrezzi!”
“Subito! Ragazzi…” fece poi, schioccando le dita al suo personale.
“Agli ordini, signore!” risposero questi.
***
Burt Racer mise le mani sui comandi muscolari, dopo avere aperto il canale con la sezione
Genetica.
“Gus, io sono pronto!” annunciò.
“E allora vai, che aspetti? Lo sparo dello starter?” replicò Percival, udibilmente1 irritato.
“Sì, ma… mi chiedevo cosa fare, per prima cosa!”
Il capo della Genetica si mise una mano sulla faccia: *Santi Numi… dopo che l’ho erudito
per tutto il pomeriggio! Cominciamo bene, cominciamo…!!*
Aspirò una boccata d’ossigeno e gridò: “Comincia a baciarla sulla bocca, deficiente! Poi
procedi sul collo… poi scendi più giù!”
“Giù dove…?”
*Ma proprio qui dentro, dovevo capitare…?!* si chiese il povero Percival, sbuffando “OK,
Burt, ho capito…” rispose poi, rassegnato “…ti guido io. Tu bada solo a seguire
esattamente le mie istruzioni!”
“Roger…! Pilota a navigatore: pronto al decollo!”
“Fa anche lo spiritoso…!” commentò a bassa voce il capo della Genetica, verso il suo
assistente Pitt.
“Forse è meglio così, signore” rispose lui, sempre sussurrando “credo che lo faccia per
esorcizzare il momento: il signor Racer mi sembra parecchio teso!”
“Dì pure terrorizzato…!” replicò Percival, con un ghigno.
***
La morbidezza delle labbra di Lamù era sublime… ormai erano diverse le volte che l’aveva
baciata, ma ogni volta quel tocco lo mandava sempre più in estasi. Se ne staccò a
malincuore e iniziò a baciarle il collo candido…
“Mmm… tesoruccio…!!” gemette lei.
La fragranza della sua pelle era sconvolgente. Ormai, almeno la metà degli apparati della
Neuro stavano funzionando coi circuiti d’emergenza… come aveva giustamente ipotizzato
Simons, i ferormoni della Principessa degli Oni, non inibiti da nessun prodotto chimico
terrestre, funzionavano a pieno ritmo!
Era il momento di procedere oltre… ma il prosperoso seno di Lamù era ancora ricoperto dal
lenzuolo. Lei fissò negli occhi il suo compagno e sussurrò: “Coraggio, tesoruccio…!”
1 Analogismo di “visibilmente”!
62
Ataru allungò la mano verso l’orlo ed esitò… con l’arto che tremava leggermente.
“Forza, Burt: levalo via. Muoviti…!!” comandò Percival.
“Fai presto, tu, a fare il macho, là sotto: mica la vedi, tu…!!!” protestò il capo della Motoria.
L’altro sospirò: “Non li avevi, però, tutti questi problemi durante la corsa… quando Fewer ti
ordinò di strapparle il reggiseno!”
“Ma era diverso… c’era in gioco la salvezza della Terra!”
“See, see…! Avanti, campione: poche storie!”
Centimetro dopo centimetro, l’azione “trainante” di Racer scoprì lentamente il perfetto e
prosperoso seno dell’aliena…
“Accidenti…” sibilò Wellington “…sarà almeno una quarta misura…!”
“Altri tre circuiti andati fuori servizio, signor Simons!”
“Inserisci gli ausiliari, Rusty!”
“Capo, siamo già a due terzi del sistema centrale che funziona con gli ausiliari…!”
L’altro sospirò: “Non ritengo di poterci fare nulla, amico mio!”
“Speriamo bene, signore!”
“Già… speriamo bene…!” replicò il capo della Neuro, sinceramente preoccupato di cosa
sarebbe accaduto quando il buon Racer avrebbe finalmente scoperto anche il rimanente…!
Ataru rimaneva in contemplazione della meraviglia che aveva davanti, osando appena
sfiorarlo…
“Scusa se non è troppo grande!” scherzò Lamù.
“Mi stai sfottendo…? È semplicemente fantastico…!” sussurrò lui.
“E allora, Burt…?” incalzò Percival, impaziente “Immagino saprai cosa fare, adesso…!”
“Devo… devo fargli baciare i… i…”
“Bravo, proprio quelli. Procedi…!”
“Comincio dal destro o dal sinistro…?”
Stavolta il capo della Genetica perse la pazienza: “Burt, un’altra di queste domande idiote e
giuro che vengo su a mollartene uno sul grugno!! SBRIGATIII…!!!”
Le labbra di Ataru si chiusero presto attorno a uno di quei due rosei e deliziosi bottoncini.
Mentre con la mano destra continuava a massaggiarle l’altra ghiandola mammaria, il
ragazzo fu preso dall’istinto di succhiare dell’improbabile latte dalla prima… quel latte che
sua madre non gli aveva mai fornito da poppante (il motivo è che non aveva potuto, ma alla
Neuro di Simons c’erano rimasti male e anche all’Immunitaria se ne erano chiaramente
dispiaciuti).
Il piacere sensuale provato da quel preliminare non impedì a Lamù di avvertire anche tutta
la dolcezza di quel gesto… sapeva di quel particolare del latte e la sua ormai ufficiale
suocera si era confidata con lei, prima di congedarsi dopo la cerimonia: “Lamù… figlia mia:
ti prego di dare a mio figlio anche quella parte di amore materno che io non sono riuscita ad
offrirgli…!”
La nuora l’aveva abbracciata e le aveva risposto: “Fidati di me, mamma…!”
E ora pensava, accarezzandogli la testa: *Amore… quando avremo un bambino, spero di
avere tanto di quel latte da poterne dare, finalmente, un po’ anche a te…!*
***
“Che ti prende, Dick…?!” domandò il capo della Cerebrale osservando il suo collega
battersi il palmo della mano sulla tempia.
63
“Mah… non so” rispose Hoffman “mi stavano fischiando le orecchie!”1
Fewer non fece commenti, tornando a osservare Humper, all’opera sull’ordigno.
Appollaiato sulla scala fornitagli dai tecnici dell’Immunitaria, aveva le tasche del camice
zeppe di attrezzi e teneva in quel momento un cacciavite stretto in bocca. Con una mano
stringeva una chiave a brugola e con l’altra cercava di far leva sulla stessa tramite un
martelletto, nell’intento di svitare un bullone di fissaggio.
“Come va, Jerry…?”
“Potrebbe andare meglio” rispose lui, con la voce alterata dal cacciavite “sto facendo più in
fretta che posso, ma questi bulloni sono praticamente incollati…!”
“Colpa dei tuoi tecnici, che lavorano troppo bene” ironizzò Fewer “se li avessero stretti un
po’ di meno…”
“Magari fosse quella, la ragione” ribatté lui “temo invece che le correnti di funzionamento,
in tutti questi anni, li abbiano magnetizzati, saldandoli alla struttura!”
“Pensi di farcela a svitarli tutti?”
“Te lo saprò dire alla fine…!” rispose Humper, con tono palesemente preoccupato.
***
“Ooohh… tesoruccio… sei fantastico…!!” esclamò la sposina, concentrando tutta la sua
attenzione sui suoi capezzoli “Ora… scendi giù… vai più giù…!!”
Ataru smise di sbaciucchiarle il seno e si sollevò, ansimando leggermente. Le sue mani
tremanti si avvicinarono nuovamente all’orlo del lenzuolo: il momento di scartare
completamente la caramella era alfine arrivato!
“Burt, l’hai sentita?” domandò Percival al collega della Motoria.
“Sì… ma cosa…”
Il capo della Genetica si impose di stare calmo: “Il lenzuolo, Burt: levalo di mezzo!”
“Tu… tutto…??”
“Sì, Burt: TUTTO…!!”
Il capo della Motoria fece un respiro, poi deglutì: “D’accordo…!” disse, tergendosi il sudore
dalla fronte.
*Decisamente, Racer avrebbe di gran lunga preferito un’altra gara di corsa…!* pensò
Wellington.
Sarebbe superfluo e monotono descrivere le sensazioni provate dal salvatore del mondo
mentre finiva di scoprire completamente lo stupendo corpo della sua giovane donna… non
fu tanto l’ombelico a fargli effetto (il succinto bikini tigrato l’aveva sempre lasciato
scoperto, anche se più saltuariamente da quando Lamù, iscrittasi al Liceo Tomobiki, aveva
dovuto quotidianamente indossare l’uniforme scolastica) quanto ciò che - finalmente e
immancabilmente - gli si rivelò più in basso…!
L’avvenimento fu caratterizzato da un curioso particolare biologico: il pensiero che scaturì
nella mente di Ataru Moroboshi fu il medesimo che attraversò contemporaneamente il
cervello dei due membri del Consiglio Organico che avevano accesso al monitor della
percezione visiva della ragazza: Chris Wellington e Burt Racer (escluso Jerry Humper,
occupato con il SISAS).
*Accidenti…* si dissero *…è proprio verde dappertutto…!!!*
1 Come si sa, il latte naturale della madre è la miglior fonte di anticorpi per il sistema immunitario del bambino. Ecco perché
Hoffman si era rammaricato del fatto che la madre di Ataru non gliel’avesse potuto dare. Il collegamento con l’attuale proposito della
sua mogliettina viene da sé.
64
Capitolo 21: “Devi leccarle la patatina!!”
S
ubito dopo, nella centrale di Simons, scoppiò il finimondo…
Gli ultimi circuiti principali del sistema nervoso centrale saltarono irrimediabilmente,
assieme a una non trascurabile parte di quelli ausiliari. La conseguenza immediata fu una
scarica elettrica non indifferente che scaturì dai pannelli, seguita da un’improvvisa
fiammata…!
“Estintore… estintore…!!!” gridò Simons, disperato.
Rusty Trynor si affrettò ad obbedire, inondando i pannelli psichici con un mare di schiuma
estinguente. In contemporanea, il capo della Neuro si affrettò a mettersi in comunicazione
col suo collega della Cardiaca: “Patrick… Patrick… tutto bene, lì da te…??!”
“Poteva andare peggio… ma siamo già a 50 pulsazioni al secondo e la pressione è arrivata a
147…! Cerca di ridurmi subito l’adrenalina, Hugh!”
“Farò il possibile, appena riusciremo ad attivare i pannelli d’emergenza. Resisti ancora un
po’!”
“Ok, ma fa’ presto…!”
Simons si rivolse allora al suo fidato assistente: “Rusty, com’è la situazione…?”
“Critica: abbiamo l’intero sistema centrale affidato ai circuiti ausiliari… dei quali, solo la
metà sono ancora funzionanti!”
“Quanto ci vorrà, per ripristinarli?”
“Potremmo farcela in venti o trenta minuti. Ma…”
“Ma cosa…?”
“Occorre che l’organismo si sfoghi al più presto sessualmente… perché solo così il sistema
nervoso si raffredderà, tornando a regime normale!”
“Capisco… il problema è sempre quel maledetto SISAS!”
“Lo so, signore. Però non capisco io: con le sollecitazioni che abbiamo ricevuto - tutte
trasferite all’elaboratore sensuale - quel maledetto arnese dovrebbe ormai essere saltato da
un pezzo…!”
“Hai ragione… senti, io vado a vedere che succede. Voi, intanto, continuate ad assistere la
Motoria e la Genetica nei preliminari. Affido a te la baracca, Rusty!”
“Vada pure, signore: faremo del nostro meglio!”
“Non ne ho il minimo dubbio. A dopo!”
***
Il frastuono provenuto dalla centrale emotiva era naturalmente arrivato anche alla
postazione dell’ASD n°13… Fewer e Hoffman avevano alzato gli occhi e quest’ultimo
aveva esclamato: “Misericordia!! Che sta succedendo, là sopra…?”
“Non lo so… e non lo voglio sapere…!” rispose Humper, sempre più nervoso, intento a
lottare con l’ennesimo bullone.
Il capo della Cerebrale, che invece lo voleva sapere, si avvicinò al comunicatore e aprì il
canale intersezionale.
“Qui Neuro, parla Trynor!” risposero.
“Qui Fewer, dall’ASD n° 13. Abbiamo sentito un certo bailamme provenire dalle vostre
parti! Cos’è successo?”
L’assistente di Simons illuminò il collega del suo capo e chiese, a sua volta, un
aggiornamento della situazione. Fewer rispose che stavano facendo tutto il possibile e
chiuse il contatto. Quindi tornò presso Hoffman.
“Allora…?” chiese lui.
65
“Hugh sta venendo qui!” rispose Fewer, asciutto.
“Sì, ma… che è accaduto, alla Neuro?”
“Il sistema nervoso è rimasto quasi del tutto fuori uso!”
“Santi numi…! Per quale motivo?”
“Il nostro amico ha visto il triangolo verde…!”
Hoffman sbarrò gli occhi: “E che cavolo sarebbe il…”
“AHIII…!!!” gridò all’improvviso Jerry Humper.
Il capo della Cerebrale si voltò verso di lui e commentò, serafico: “Vedo che tu hai
capito…!”
“Un’altra volta… vedi di non pronunciare certe frasi, mentre sto lavorando con gli
attrezzi…!!” disse l’altro, succhiandosi poi due dita, con sguardo incazzato. Prima che
Fewer potesse metterci una pezza, comparve Hugh Simons, correndo trafelato.
“Gente… c’è un’emergenza!”
“Un’altra…? Beh, una più o una meno…!” disse, sarcastico, il capo della Cerebrale.
“Non fare lo spiritoso! La faccenda è seria: ho il sistema centrale che sta partendo…!”
“Non mi stupisce, dopo ciò che ha visto il signorino…!”
“Piantala, Brad!” intervenne il capo dell’Immunitaria.
“Già” ribatté, piccato, il capo della Neuro “il fatto è che, se non lo facciamo sfogare al più
presto, qui finisce male! Potrebbe anche avere una crisi depressiva violenta… non so se mi
spiego!”
“Ti spieghi benissimo. Prova adesso a spiegarlo anche a quel fottuto arnese!” ribatté Fewer,
indicandolo col pollice, senza voltarsi.
“MALEDIZIONE…!!!”
Il grido isterico di Jerry Humper fu seguito dal rumore metallico di una chiave inglese che
veniva scagliata a terra dal povero capo della Sensitiva. I tre colleghi lo guardarono… era
disfatto: la fronte gocciolante di sudore, il respiro affannoso e le mani sanguinanti.
“Non ce la faccio, ragazzi… questo figlio di puttana non vuole cedere! È impossibile…!!”
“Jerry…!” esclamò Fewer.
Il capo della Neuro si avvicinò al collega e lo guardò negli occhi: “Ne sei proprio sicuro?
Non c’è proprio nulla da fare…?!”
“Ho paura di no, Hugh… sono riuscito a svitare tutti i bulloni della struttura, tranne quelli
che trattengono i cavi di collegamento… devono essersi magnetizzati per bene!”
“Dannazione…!” esclamò Fewer.
“E se… se li neutralizzassimo con gli spara-anticorpi?” chiese il capo dell’Immunitaria.
Humper scosse la testa. “Non servirebbe, Dick: quest’affare non è un corpo estraneo!”
“Ma porca miseria…” saltò su Simons “…non possiamo arrenderci così!! Se i bulloni non si
svitano, usiamo la fiamma ossidrica, per Shinto…!!
“Ma sei matto…?! Qui dentro? Non se ne parla neanche” affermò Hoffman, categorico
“vuoi rischiare di farlo cadere in coma?!”
“Beh, se tu preferisci farlo cadere in depressione…!”
Passarono ancora alcuni angosciosi istanti di riflessione… poi Brad Fewer rialzò gli occhi
dal pavimento e domandò: “E se usassimo dell’acido?”
“Dell’acido…?” replicò Hoffman.
“Sì… per corrodere i condotti!”
“Mah… non so. Temo che nessun acido proveniente da questo organismo potrebbe
sciogliere quei maledetti cavi… vero, Jerry?”
66
Costui era rimasto seduto in cima alla scala e teneva gli occhi fissi sui colleghi. Le sue mani
erano avvolte nel fazzoletto, macchiato dal sangue delle escoriazioni provocate da quel
frenetico quanto inutile lavoro.
“Nessun acido… proveniente da questo organismo…!” sussurrò.
“Jerry… stai bene…?” gli domandò Fewer, preoccupato.
“Che mi venga un accidente…!!” esclamò il capo della Sensitiva. Subito dopo saltò giù
dalla scaletta e si avvicinò al comunicatore.
“Humper a Genetica!”
“Qui, Genetica. Parla Percival!”
“Gus… dimmi, presto: il VLF contiene anche dell’acido, vero…?”
“Altroché! E potente, anche. Seppure innocuo per l’apparato gastrico dell’organismo!”
“Ne sei sicuro?”
“Certo. Ho faticato non poco a convincere Meals di questo particolare…!”
“Tuttavia… è molto corrosivo per le altre parti, vero?”
“Più dell’acido solforico. Di un po’, Jerry: dove vuoi arrivare…?”
“A toglierti quel SISAS dalle palle, ecco dove! Gus: mi serve il VLF… subito!!”
“Allora rivolgiti a Burt: è lui che può procurartelo, in questo momento!”
“D’accordo… passami la Motoria!”
Trascorsero pochi secondi, poi si udì la voce dell’interessato: “Racer, da Motoria!”
“Burt… a che punto sei, coi preliminari?”
“Stavamo per baciarle l’ombelico...”
“Aumenta i giri: ho bisogno del VLF!”
“Prego…?”
Humper fece un respiro profondo: “Il fluido vaginale, Burt… mi serve! Devi stimolarle la…
la… insomma, hai capito… no…?!”
“Veramente no…!”
Brad Fewer e Hugh Simons si coprirono il volto con la mano e Hoffman scosse
ripetutamente la testa. Il capo della Cerebrale si ricordò poi, con sgomento, che il collega
della Motoria non era stato affatto informato di quel particolare!1
“Oh, insomma, Burt… DEVI LECCARLE LA PATATINA!! HAI CAPITO,
ADESSO…??!”
Seguì qualche secondo di teso silenzio… dopo i quali Brad Fewer, scostando le dita
dall’occhio sinistro, domandò: “Ha capito bene…?”
“Hai capito, Burt…??” ripeté Humper, nel microfono del comunicatore.
Dopo qualche altro secondo, si avvertì finalmente la voce flebile del capo della Motoria:
“Sì… credo di aver capito…!”
“Bravo... allora fallo!!” ordinò il capo della Sensitiva.
“Devo… devo proprio…??”
“BURT, PER AMOR DEL CIELO… SBRIGATI A TIRARLE FUORI QUELLA ROBA O
SIAMO FOTTUTI…!!!”2
Il vincitore della famosa corsa per la salvezza del pianeta Terra dal dominio di Uru, si
convinse finalmente che non c’era più nulla da ribattere… e obbedì.
“Motoria a Sensitiva…” rispose a bassa voce “…roger. Procedo…!” e pensò, altresì: *Se è
destino che così sia… amen!*
1 Cioè del fatto che fosse necessario procurarsi il VLF per ottenere il famoso catalizzatore che avrebbe reso Ataru un marito fedele.
2 In realtà, era proprio tutto il contrario!
67
Nello stesso istante, Humper si metteva in contatto con l’altra sezione interessata alla mossa
seguente: “Humper a Metabolica. Mi senti, Larry…?”
“Forte e chiaro…!” rispose Sweeper Meals, un po’ titubante.
“Bene… appena il VLF sgorgherà dalla vagina di Lamù, stai pronto a succhiarlo tutto. Mi
raccomando, Larry: non perderne neanche una goccia!”
“Ma… ma… tu mi assicuri che non ci brucerà l’esofago… vero…??”
“Stai tranquillo, Larry: i tuoi apparati non ne risentiranno minimamente. Aspettami, vengo
lì!”
“Jerry, noi che dobbiamo fare…?” chiese Fewer.
“Niente, per ora. Dick, tu ordina ai tuoi tecnici di preparare tre o quattro spara-anticorpi…
scarichi!”
“D’accordo. E poi?”
“Poi aspettami qui. Ci rivediamo il prima possibile!”
“Ok! Buona fortuna, Jerry!”
“Anche a voi. Ne avremo bisogno tutti!”
Capitolo 22: “Al diavolo… vuole vederlo nudo!!”
I
l ragazzo (momentaneamente) meno allupato di tutto l’universo smise di sbaciucchiare
l’ovviamente bellissimo ombelico della sua principessa, soffermandosi poi a contemplare
quel meraviglioso giardino un poco sottostante…
“La situazione, Evans…?”
“Cardioritmo 65… pressione 154, signor Moore!”
“Cribbio… se Hugh non si sbriga, qui rischiamo l’infarto!”
La fronte di Ataru era ormai completamente madida e il suo torace praticamente in preda
alle convulsioni… poi da Lamù arrivò un suggerimento provvidenziale: “Hai caldo,
amoruccio…?”
“Sss… sì… un po’…!” rispose lui, fra un affanno e l’altro.
“Levati quel pigiama, allora…!” sussurrò la mogliettina, sorridendo.
Pur fremendo palesemente d’impazienza, Lamù stava imponendosi di accettare i tempi del
suo compagno: le componenti del suo Consiglio Organico si erano probabilmente accorte
che i colleghi della controparte avevano qualche problemino da risolvere…!
Hugh Simons e Gus Percival non erano tuttavia così fessi da non vedere, dietro quel
“suggerimento pratico”, il malcelato desiderio della ragazza di essere ricambiata per lo
spettacolo offerto al maritino… non era difficile da capire: c’era arrivato persino Burt
Racer!
“Al diavolo” esclamò il capo della Motoria “questa vuole vederlo nudo…!!”
“Che si aspettava, di diverso…?” domandò sussurrando l’assistente Pitt al suo capo, mentre
questi scuoteva la testa.
“Fai progressi, Burt” confermò poi, sarcasticamente “hai fatto jackpot!”
“Maledizione… lo sapevo che finiva così!!”
“La par condicio non si discute… forza, asso: l’orca assassina vuole vedere la preda in
versione integrale!”
“E piantala di sfottere!!” gridò Racer, esasperatamente imbarazzato, mentre i comandi degli
arti gli scivolavano via dalle mani sudate.
Togliere la parte di sopra non fu un’impresa da poco… il colore paonazzo che rivelò il volto
di Moroboshi dimostrava chiaramente che aveva quasi rischiato di soffocare. Per fortuna la
diretta esposizione dell’epidermide all’aria circostante permise immediatamente una
68
traspirazione nettamente migliore; il conseguente calo della temperatura interna diede perciò
modo alla Neuro di rimettere in efficienza diversi circuiti ausiliari e anche qualche primario
(a tutto vantaggio della sezione Cardiaca).
“Signor, Moore: il cardioritmo è calato a 58 e la pressione a 152!”
“Bene… vuol dire che Simons è riuscito a ridurci l’adrenalina” commentò il capo-sezione,
visibilmente sollevato. E aggiunse, a bassa voce: “Appena in tempo…!”
Ma il sollievo dei tecnici della Cardiaca durò poco, perché Racer, compiendo sforzi
sovrumani, stava sfilando ad Ataru i pantaloni del pigiama! Il ragazzo era seduto sul letto, di
fronte alla sua partner… far passare l’elastico posteriore sotto le natiche era stato
relativamente facile, ma rimaneva da sfilare completamente l’indumento dalle gambe del
giovanotto… e forse Racer non ce l’avrebbe mai fatta, senza l’aiuto della sua collega,
all’interno di Lamù, che le fece afferrare l’elastico anteriore: un decimo di secondo dopo il
povero indumento andava a fare quattro chiacchiere con la moquette del pavimento!
***
“Un uomo nudo di fronte a una donna, non vede una donna: vede un metro!”
Questa frase, pronunciata tempo addietro da Perma1 durante una delle loro prime
conversazioni sul sesso, rimbombava prepotente fra i neuroni del povero Ataru… e Brad
Fewer, trovandosi momentaneamente fuori sede, non poteva essere di molto aiuto.
Era lì, seduto (o meglio rannicchiato) sul lettone coniugale, come la precedente signora
Moroboshi l’aveva fatto ed esposto quindi alla contemplazione della sua dolce metà!
Burt Racer si domandava come si sentisse in quel momento il suo assistito… quanto a lui, si
sentiva le braccia di piombo. Ah, quelle belle gare di corsa…!
Sentì nella cuffia la voce di A1: “Lo faccia scendere dal letto e alzare in piedi… coraggio!”
“Ma, signore… è sicuro che sia il caso…?!”
*Roba da matti…!* pensò Gus Percival coprendosi il volto e aspettandosi l’ennesima
sfuriata dal Coordinatore. Fortunatamente per il “pilota” di Ataru, Wellington scelse di
adottare un atteggiamento più paternalista: “Preferisce che sia lei ad allargargli di forza le
gambe? Lo metta in piedi, è un ordine!”
Detto fatto… il salvatore del Pianeta Azzurro si ritrovò a lasciarsi “ammirare” dalla sua
“conquistatrice” aliena… sentendosi tutto sommato molto più tranquillo di quanto avesse
potuto immaginare. Probabilmente le “prese di tempo” guadagnate con lo strip e le
esitazioni della Motoria, avevano dato modo alla Neuro di riattivare un altro pezzo del
sistema centrale!
“Non mi sbagliavo” dichiarò Lamù “ti sei fatto molto più bello…!”
Dopo avere deglutito ben tre volte, Ataru replicò: “È merito tuo… a forza di scappare, mi
sono tenuto in forma…!”
Lei scoppiò in una risata argentina… poi si accomodò sul guanciale accostato alla testiera
del lettone e dischiuse lentamente le gambe…
“I primari 4, 5 e 6 sono partiti di nuovo, Rusty!”
“Puttana la miseria” imprecò il coadiutore di Hugh Simons “li avevo appena riattivati!”
La Principessa degli Oni sporse la mano destra e iniziò a fare segno con l’indice al suo da
sempre sospirato partner: “Vieni qui, amore mio… vieni dalla tua Lamù… su…!”
“Avanti, Burt” disse Percival “e cerca di non farlo barcollare!”
“Posso almeno stringergli i pugni…?!”
“Nemmeno: fallo stare rilassato!”
1 Non è vero: gliel’ho prestata io. Comunque è una battuta, non una mia convinzione personale (nota per le lettrici)!
69
*Rilassato, sì… come se dipendesse da me e non da Simons!* brontolò Racer, mentalmente,
nel farlo avanzare.
Il Coordinatore, precedentemente edotto sul piano di Jerry Humper,1 si rivolse
contemporaneamente a Fewer, tornato da poco in Centrale Operativa: “Brad, mi
raccomando: se la signora gli chiede di prenderla subito, dovrà inventarsi qualcosa!”
Il capo della Cerebrale annuì nervosamente, anche se temeva di essere ormai a corto di
idee…! Fortunatamente (forse Sakurambo stava dormendo) non ce ne fu bisogno: dando il
benservito agli ultimi strascichi di pudore, la signora Lamù Moroboshi allargò ancora un po’
più le gambe, portandosi le mani sul grembo.
“Forza, lupacchiotto mio… leccamela!!” esclamò, allargando con le dita le grandi labbra,
procurando a suo marito un tale brivido lungo la schiena, che più gelido non aveva mai
sentito. Nella Centrale Operativa, Wellington e Fewer tirarono un sospiro di sollievo.
“È andata” esclamò A1 “ci siamo, finalmente!”
“Per un attimo ho temuto il peggio!”
“Anch’io… ma si vede che la scalogna si è stancata di perseguitarci!”
“Può darsi. Tuttavia…”
“Cosa, Fewer…?”
“…sono sempre più convinto della non casualità del risultato di quel fantomatico
Computer!”
Il Coordinatore sembrò perplesso, ma poi realizzò il pensiero del suo subordinato e annuì,
sorridendo: “Ritiene che abbia importanza, a questo punto?”
“No, signore… credo proprio di no!”
Dopo essere nuovamente montato sul letto, Ataru si avvicinò alla forcatura composta dalle
splendide gambe della sua compagna, quindi si distese supino, avvicinando il viso alla
palpitante femminilità di lei, già decisamente umida, dopo i preliminari precedenti.
“Dai, tesoruccio… leccamela… leccamela…!!!” lo incitò.
Leggermente stupito dal fatto che la giovane non volesse venire immediatamente posseduta,
Brad Fewer si domandò se l’amico Simons fosse riuscito ad inviare una sorta di messaggio
telepatico alla collega della controparte, ottenendo così quella richiesta che collimava
perfettamente colle necessità di Humper e di Percival. A cose fatte, non avrebbe certamente
mancato di chiederglielo!
Dopo avere voluttuosamente inspirato l’essenza afrodisiaca del suo sesso (cosa che fece
risaltare tutti i circuiti primari che il tenace Rusty Trynor era riuscito a rimettere in sesto
fino a quel momento) il “prode” Ataru posò i palmi delle mani sulle cosce di Lamù e iniziò
finalmente ad assaggiare quel meraviglioso frutto proibito, assaporandone tutta la
fragranza… mentre quelle fantastiche piccole labbra carnose si bagnavano sempre di più.
“Tesoruccio… anf… anf… sei bravissimo… anf… mmm… continua… continua…!!”
Il ragazzo (o meglio il capo della sua Motoria, al quale sembrava essere passata la paura)
non se lo fece ripetere due volte e continuò a lavorare con quel notevole attrezzo che aveva
nella bocca (in attesa si potesse chiaramente rimettere in moto quello situato fra gli arti
inferiori)!
La Principessa degli Oni stava letteralmente impazzendo… aveva iniziato a muovere
ritmicamente il bacino, mentre le sue dita s’erano piantate nella cotenna del partner…
“Speriamo che non stringa troppo forte…!” osservò Fewer, riferendosi alla scatola cranica.
“Già, speriamo…!” gli fece eco il collega della Genetica, riferendosi invece a tutt’altro!
1 Cioè della necessità di acquisire il lubrificante vaginale per poter neutralizzare l’ASD “coriaceo” e quindi consentire l’amplesso.
70
Non trascorsero ancora troppi istanti prima che la ragazza, oramai cucinata a dovere,
formulasse però la seconda e definitiva richiesta: “Tesoruccio… mmm… anf… sei
fantastico… mmm… amore… anf… adesso… adesso prendimi… prendimi subito…!!!”
***
Brad Fewer espirò rumorosamente l’aria che aveva subito prima introitato.
“Ci siamo…!!” disse.
“Già…” ribadì A1 “…sarà bene esaminare la situazione!”
Avvicinatosi al comunicatore intersezionale, si mise in contatto con la postazione del
famigerato ASD n° 13: “Hoffman: mi sente?”
“Forte e chiaro, signore!” rispose il capo dell’Immunitaria.
“Come vanno le cose…?”
“L’apparato sta emettendo un ronzio abbastanza forte e al tatto emana già un calore
discreto… ma non sembra ancora cedere, per il momento!”
“Continuate a tenerlo sotto controllo e avvertitemi di ogni novità! Brad” disse poi al capo
della Cerebrale “farà bene a tornare là: forse Humper e Hoffman avranno bisogno di aiuto,
quando sarà il momento!”
“Vado subito!”
“Bene… e lei, signor Racer, ci dia dentro: quel benedetto liquido deve venir fuori il più
presto possibile!”
“Sto facendo del mio meglio, signor Wellington!”
“Non basta: deve farla venire, non si ricorda…?!”
“Sì, mi ricordo… ma come…??”
A questo punto intervenne Percival: “Sei più ottuso di un’ameba, Burt!! Basta che segui le
mie istruzioni, fesso…!”
“Me se sono dieci minuti che le stiamo slinguazzando la…”
“Quello era il punto 1, scimunito! Ora devi passare al punto 2!”
“Ah, giusto: il punto due…” replicò Racer, tornando in preda all’agitazione “…il punto
due…”
“IDIOTA: STIMOLALE IL CLITORIDE, PORCA MISERIA…!!!” urlò il capo della
Genetica, ormai fuori di sé.
“Ho capito, il clitoride! Dunque, il clitoride… ma dove diavolo è…??”
“È QUELLA SPECIE DI BOTTONCINO PIÙ IN ALTO, DEFICIENTE!!”
“Ah, già…!!!”
“E fa’ attenzione, perché è sensibilissimo: dacci qualche passata con la lingua e poi faglielo
sbaciucchiare!”
*Ma sentitelo, il sozzone!! Meno male che era lui, l’imbarazzato…!* si disse Racer
manovrando nervosamente i comandi mascellari *Giuro che, se questa diavolessa scatenata
lo sfida di nuovo ad acchiapparella, ci faccio sedere Gus, su questa poltroncina…!!!*
Capitolo 23: “È la cosa peggiore che possa capitare al responsabile di una Genetica
maschile!”
P
resso la Centrale Epatica, la piccola squadra della sezione Metabolica, capitanata da
Sweeper Meals, stava in ansiosa attesa degli eventi presso una delle valvole di
71
campionamento: precisamente la quarta,1 riservata all’esame delle sostanze meno conformi
alla nutrizione. A un certo punto, lo sparuto gruppo dei metabolisti venne raggiunto dal capo
della Sensitiva.
“E allora, Jerry…?” lo apostrofò subito Meals.
“Fra poco ci siamo, Sweep: Burt ci sta dando dentro!”
Il collega scosse la testa: “Non dev’essere facile, per lui…!”
“Beh, ti dirò: ero preoccupato anch’io, all’inizio… ma, da quel che ho sentito negli ultimi
minuti, sembra che se la cavi piuttosto bene, a giudicare dai mugolii della signora!
Dopotutto, il nostro pilota è sempre stato all’altezza delle circostanze!”
“Non lo nego… certo che qui dentro c’è stata una vera rivoluzione, da una settimana a
questa parte! Non ti sembra assurdo?”
“Cosa?”
“Beh, insomma… tutta questa fatica per ottenere un qualcosa che il ragazzo avrebbe potuto
avere fin da subito…!”
Humper sorrise: “Un cuoco gusta meglio i suoi piatti, rispetto a un semplice commensale!”
Il capo della Metabolica corrugò perplesso le sopracciglia: “Ti spiacerebbe tradurre?”
“È semplice, Larry: che gusto ci sarebbe stato, per Ataru, a fiondarsi subito nelle braccia di
Lamù? Anche se si dice che siano le donne a scegliere i loro compagni, piuttosto che
viceversa, questi ultimi sentono il bisogno di credere di essere loro a conquistarle… o di
illudersi di questo, se preferisci!”
“Sarà come dici” ribatté l’altro, scuotendo di nuovo la testa “ma, da come il signor
Moroboshi detestava quella Oni nei primi tempi, avrei dato del pazzo a chiunque mi avesse
predetto che un giorno si sarebbero messi insieme!”
“Ma Larry” replicò il collega, sorridendo ancora “guarda che Ataru non ha mai detestato
Lamù! S’incazzava con lei solo perché non sopportava quel suo modo di dare tutto per
scontato. Io, personalmente, la giustifico perché, in fondo, era una ragazzina… ma se avesse
usato un po’ più di furbizia e di ambiguità, ti garantisco che sarebbero già sposati da anni!
Sai qual’era il suo guaio? Essere troppo esplicita con lui!”
“Incredibile… io l’ho sempre considerata una femmina veramente diabolica!”
“Perché tu la giudicavi principalmente per l’aspetto culinario!” commentò Humper, ridendo.
“Cosa vuoi che ti dica” borbottò Meals “era il mio mestiere, in fondo. E, per dirla tutta,
spero vivamente che le cose miglioreranno soprattutto in questo senso!”
“Animo, Sweeper” continuò a sghignazzare il collega “abbi fiducia!”
*Qui si tratta di avere fede, altroché fiducia…!* osservò mentalmente l’altro, ancora
leggermente restio a convincersi.
***
“Tesoruuucciooo…!!! Ammh…!! Sei meravigliosooo…!!! Mmm…!!!” gridava Lamù,
mentre il tocco delle labbra del suo uomo, che avvolgevano il suo clitoride, la stava
mandando in estasi oltre il massimo dell’immaginabile. Il problema era che, oltre a queste
pur innegabili conferme di apprezzamento, continuavano ad arrivare anche richieste per un
altro tipo di prestazione…!
“Mmm… anf… anf… basta… amore… dai, prendimi… mmm… scopami…!!! Amore,
presto… ti prego…!!!”
1 Tanto per cambiare!
72
Quelle preghiere quasi disperate logoravano terribilmente i nervi a quel “finto puritano” di
August Percival, impotente (è il caso di dirlo) davanti alla sua postazione. Purtroppo, il
galvanometro collegato al circuito erettivo, rimaneva sempre inerte sullo zero!
“È terribile” gemette, stringendo i pugni alle tempie “non ci resisto…!”
“Coraggio, capo” cercava di confortarlo il devoto Pitt “tenga duro!”
“Se la situazione non si sblocca in fretta, io rischio l’infarto, amico! È la cosa peggiore che
possa capitare al responsabile di una Genetica maschile: non poter soddisfare la partner del
proprio assistito…!!”
“La nostra impotenza è solo temporanea, signore: fra poco il signor Humper riuscirà a
toglierci di mezzo quel maledetto arnese!”
“Purché faccia presto, però…!” rispose il suo capo, sospirando.
Il buon Pitt fu spinto a posare una mano sulla spalla del suo responsabile.
*Povero signor Percival* pensò *ed io che credevo che avesse paura della signora Lamù…
invece non vedeva l’ora di farla felice! Credo che solo il signor Sandusky abbia avuto
un’esperienza peggiore di questa: dopotutto, se c’è qualcosa di peggio che vedere la propria
sezione inibita, è senz’altro quella di vedersela sparire…!*1
Inesorabile, Burt Racer continuava a fare agire la bocca del ragazzo sul clitoride di Lamù…
“AMM… TESOROOO… TI PREGOOO… ANF… TI SUPPLICOOO… METTIMELO
DENTROOO!! PRESTOOO…!!!”
Anche per Jerry Humper, che attendeva presso la Centrale Epatica, quelle urla provenienti
dalla sposa non erano affatto piacevoli da sentire…
*Mi dispiace, principessa* le disse, sperando ingenuamente che il suo pensiero potesse
giungere fino a lei *ma dovrà venirgli in bocca, prima, se vorrà perdere la verginità con
lui…! Coraggio, signora Lamù: un ultimo sforzo!!”
Quelli di Hugh Simons non se la passavano meglio… ormai l’integrità del sistema nervoso
centrale era affidato alle briciole della rete di protezione: l’infaticabile Rusty Trynor aveva
smesso di affannarsi inutilmente, dal momento che i circuiti saltavano a una velocità doppia
di quella con la quale lui stesso poteva ripararli!
“MMMHHH… ANF… ORG… AMORUCCIOOO… DAIII… DAIII… PRENDIMIII…
CHE COSA ASPETTIII…??!!”
Trynor si rivolse al capo-sezione, osservando: “Non potrà resistere ancora per molto!”
“Me lo auguro…!” sussurrò Simons, impercettibilmente.
“OOORGH… AMMMH… ATARUUU… NON CE LA FACCIO PIÙÙÙ… IO STO
IMPAZZENDOOO…!!! IO… IO… IO VENGOOO…!!!”
Finalmente, dopo tanto penare, un fiotto di caldo nettare candido rifluì dall’attributo della
ragazza…
“Presto, Burt: lo succhi… lo succhi!!” gridò il Coordinatore.
Il capo della Motoria, ormai “svezzato” e pronto ai comandi, spostò la bocca in posizione…
poi, con un ultimo comando secco, portò le labbra di Moroboshi ad aderire con perfetta
tenuta a quelle piccole della rosea e fremente conchiglia della Oni.
Non una goccia ulteriore di fluido lubrificante - oltre a quelle che erano già uscite - sarebbe
più andata persa, ma avrebbero preso tutte ineluttabilmente la via gastrica!
1 Omologo di Percival nell’organismo di Ranma Saotome, Igor Sandusky è l’unico direttore genetico maschile che abbia potuto
verificare le sue conoscenze teoriche dentro una vera genetica femminile. Non credo che scriverò altre fanfic organiche dopo questa e
quella su Saint Tail… ma sappiate che, nella mia fantasia (malata?), quelli di Sandusky fecero appena in tempo a fiondarsi fuori dalla
loro centrale, immediatamente dopo il tuffo nelle Sorgenti Maledette. Se fossero scomparsi con la loro “Ripro” esterna (lo scroto, per
intenderci) non è infatti per nulla scontato che sarebbero ricomparsi nella nuova Ripro femminile interna! L’avventura fece
comunque di Sandusky un vero luminare della ginecologia e divenne il responsabile genetico più consultato dai colleghi di molti
organismi maschili.
73
***
“Sì… bene, ho capito. Qui siamo pronti!” Jerry Humper chiuse il contatto del comunicatore
intersezionale e si rivolse a Larry Meals “Puoi aprire la valvola di campionamento, Sweep:
il VLF sta arrivando!”
“Di quanto la apro…?” chiese questi.
“Completamente: dobbiamo prelevare tutto quello che c’è!”
“Bene!” approvò il capo della Metabolica, al quale non andava a genio che anche una
piccola parte di quella “inquietante” sostanza venisse smistata verso l’apparato digerente!
Si fece quindi consegnare da un suo tecnico un apposito contenitore sigillato e, dopo averne
aperto l’orifizio, vi ci infilò il becco della valvola in questione. A un certo punto, una spia
rossa poco distante cominciò a lampeggiare.
“Ci siamo!” annunciò.
Pochi istanti dopo, il contenitore iniziò a riempirsi… Meals credeva di essere stato
previdente nell’utilizzare un contenitore abbastanza capace! Tuttavia, quando il liquido
superò i due terzi della capacità senza dare cenno di diminuire l’afflusso, iniziò leggermente
a preoccuparsi: “Accidenti… ma quanto ne ha, quella femmina assatanata…?!”
“Farai bene a chiudere la valvola, Larry!”
“Non mi piace l’idea di farglielo digerire…!”
“Non preoccuparti: meglio questo che intaccare le pareti del condotto gastrico!”
“E va bene!” si convinse il collega, agendo sul rubinetto della valvola e interrompendo il
flusso del lubrificante. Fatto questo, si affrettò a richiudere l’apertura della tanica e la porse
immediatamente ad Humper “Tieni, presto… questa roba mi mette a disagio…!”
“Ti capisco” disse l’altro “abbiamo sempre avuto tutti una certa paura di lei… ma confido
che tutto questo stia per finire!” alzò il contenitore trasparente all’altezza del viso e
contemplò quella sostanza, non troppo fluida, non troppo cremosa e candida come la neve
“Eccola… eccola, finalmente, la fine di tutti i nostri guai!!”
Larry Meals ribatté con una frase che, pur rientrando nella sua sfera professionale, risuonava
in quel momento un po’ cretina: “Chissà che sapore ha…!”
Humper lo guardò con un’aria strana e gli chiese: “Che ne dici, assaggiamo…?’”
“Ma che sei, uscito pazzo…??!!” gridò Sweep, scandalizzato.
“Beh, allora non ti rimane che chiederlo ai tuoi collaboratori, su alla Centrale Gustativa!”
Dopo un attimo di esitazione, il capo della Metabolica annuì: “D’accordo!” e si mise in
contatto con la squadra preposta al controllo dei sensori papillari: “Parla Meals: datemi un
rapporto analitico sulla sostanza introdotta!”
Il referto arrivò dopo una manciata di secondi: “Il sapore è dolce e delicato, leggermente
acidulo… assimilabile allo yogurth al limone!”
“Ho capito…” rispose Meals, paonazzo come una prugna matura “…grazie, Chip!”
“Presenta anche un leggero retrogusto di banana…”
“PUÒ BASTARE!!” tagliò corto il capo-sezione, richiudendo il contatto. Quindi guardò il
collega della Sensitiva “Sembra abbastanza innocuo, tutto sommato!”
“Visto? E tu che non mi credevi!”
“Del senno di poi ne son piene le gole!”
“Le gole…? Non erano le fosse?”
Prima che Meals potesse rispondere, dal circuito intersezionale si avvertì nuovamente la
voce dell’ancora vergine consorte: “TESORUCCIOOO… TI VOGLIOOO…!!! VUOI
DECIDERTI A PRENDERMI, SÌ O NOOO…???!!!”
74
“Farai bene a portare quella roba a Dick, prima che la situazione precipiti!” osservò Meals.
“Hai ragione: me ne stavo dimenticando…! A più tardi, Larry!”
***
Presso la postazione del famigerato SISAS n° 13, Dick Hoffman e Brad Fewer attendevano
con impazienza il ritorno del loro collega, assistendo, un po’ preoccupati e un po’ sollevati
(era veramente una sensazione strana), alla rapida risaturazione dello shunter, che stava
ormai emettendo un rumore abbastanza forte e anche il calore irradiato all’intorno si faceva
sentire discretamente. Nondimeno, il maledetto affare rimaneva incrollabile al suo posto!
“Certo che è tamugno, però…!!” commentò Fewer.
“Già… mi chiedo se non era il caso di invitare qui dentro alcune componenti organiche di
Lamù! Forse, grazie alla loro scienza più avanzata della nostra, avrebbero risolto più
velocemente il problema!”
“Forse… ma poi avrebbero magari preteso di linciare il povero Jerry! Non credo proprio che
fosse il caso…!”
“Prima o poi lo verranno a sapere comunque!” osservò Hoffman.
“Io non me lo auguro… altrimenti, dubito che ci potremo mai togliere questi dannati
stivali!” dichiarò il collega della Cerebrale, alzando enfaticamente il piede.
“ATARUUU… INSOMMAAA… SCOPAMIII… AVANTIII…!!!”
“E comunque sarà meglio affrontare un problema alla volta…!” aggiunse con un guizzo,
all’ennesimo urlo di Lamù “Forza, Jerry… quanto ci metti, accidenti, a te…??!”
“Temo che la signora si stia incazzando… non vorrei che poi ci scaricasse apposta una
scarica elettrica proprio quando siamo dentro, tanto per dare ragione a Gus!”
“Se succedesse questo, caro Dick, temo che il povero Percival non avrebbe modo di
esternare la sua amara soddisfazione… né noi potremmo più ascoltarlo!”
Hoffman si lasciò scappare un brivido.
“Sono qui, gente!” si udì finalmente dal fondo del condotto la voce del capo della Sensitiva,
che comparve ben presto recando la preziosa tanica. Un suo assistente lo accompagnava
munito di una valigetta, mentre altri due portavano con loro alcuni attrezzi e un grosso
cordone elettrico.
“Alla buon’ora, amico! La signora è già venuta da un bel po’…! Non senti come sbraita?”
“Non sono sordo, Brad… il fatto è che quest’affare pesa!”
“Dev’essere un liquido ad alto peso specifico!” osservò il capo dell’Immunitaria.
“Lascia perdere… avete gli spara-anticorpi?”
“Sì, eccoli!” rispose Hoffman, facendo cenno ai suoi assistenti.
“Bene… riempitene i serbatoi con questa roba, svelti!”
Senza porre più tempo in mezzo, i tecnici dell’Immunitaria caricarono le loro armi col
prezioso fluido lubrificante della Principessa degli Oni.
“Ora che dobbiamo fare…?” chiese Hoffman.
“Molto semplice: regolate i getti al massimo e puntateli contro i conduttori dell’ASD!”
“Capito!”
“Mi raccomando, però: solo sui conduttori. Cercate di evitare di coinvolgere l’involucro
quanto più potete: è meglio non rischiare pericolosi effetti collaterali!”
“Di che genere?” s’informò Fewer.
“Se lo sapessi, te lo direi!”
75
L’altro non aprì più bocca, limitandosi a mettere le mani dietro la schiena, ovviamente con
le dita incrociate. Non appena quelli dell’Immunitaria furono in posizione, il loro capo
domandò: “Procediamo…?”
“Aspetta un attimo” lo fermò Humper, facendo cenno al suo tecnico con la valigetta. Questi
l’aprì e ne presentò il contenuto: si trattava di maschere protettive “mettetevi queste,
prima… altrimenti l’afrore del liquido vi butterà a terra!”
Gli altri si affrettarono ad obbedire, imitati dai colleghi della Sensitiva.
“Anche noi, Brad, svelto!”
“Va bene!”
Indossata la maschera, Humper tornò ad aprire il contatto con la Genetica: “Gus… mi
senti?”
“Forte e chiaro! A che punto siete…?”
“Stiamo per neutralizzare lo shunter… fra non molto dovresti ricevere la corrente per i tuoi
apparati!”
“Quaggiù sono ore che siamo pronti, Jerry!!” rispose il collega, con una lieve punta
polemica.
“Lo so, Gus… pazienta ancora per un istante!”
“BASTA CON QUELLA BOCCA, TESORUCCIOOO… DAMMELOOO…!!! LO
VOGLIOOO…!!! LO VOGLIO DENTROOO…!!!”
“La senti…??!!” domandò Percival ad Humper, con tono ormai isterico.
“Sì, la sento” ribadì il collega “tieniti pronto!” e chiuse il contatto. Quindi tornò presso il
capo della Cerebrale e diede il via alla squadra dell’Immunitaria.
“Siete pronti…?”
I quattro spara-anticorpi vennero puntati, due contro il cavo di ricezione dello shunter e due
contro il cavo di trasmissione.
“Pronti!!” risposero.
Il capo della Sensitiva abbassò violentemente il braccio destro: “FUOCO…!!!”
Capitolo 24: “Lascia che il tuo corpo si fonda con il mio…!”
getti di VLF ad alta pressione investirono le due estremità dell’ASD n° 13,
Quattro
provocando in breve una discreta nuvola di vapore, oltre naturalmente a una notevole
quantità di scintille…
“Speriamo che funzioni…!” disse Brad Fewer.
“Deve funzionare…” replicò Jerry Humper, stringendo i pugni “…deve!”
“Certo che deve” puntualizzò a sua volta Hugh Simons “è la nostra unica speranza!”
concluse, con un sussurro.
“Siamo stati dei pazzi a separarli in questo modo” disse ancora il capo della Sensitiva “non
mi perdonerei mai se la loro storia dovesse andare in malora!”
Il collega della Cerebrale, non del tutto tranquillo su quello che sarebbe stato il risultato
finale, si sentì spinto a dire qualcosa all’amico: “Smettila di farti dei sensi di colpa, Jerry…
in fin dei conti non è stata un’idea tua!”
“Anche l’idea di lanciare la bomba atomica non è stata di Robert Oppenheimer” ribatté
l’inventore degli ASD “però è stato lui a realizzarla!”
“Sì, ma…” non sapendo bene cosa rispondergli, Fewer buttò lì la prima cosa che gli venne
in mente… toppando “…se non lo avesse fatto lui, lo avrebbe magari fatto qualcun altro!”
76
“Appunto” rilanciò Humper, un attimo prima che il collega si rendesse conto di avere detto
una fesseria “mentre, qui dentro, io solo ero in grado di costruire quegli ordigni della
malora. E se qualcuno costruisce le armi, ci sarà poi chi le adopera!”
A questo punto intervenne il capo della Neuro, posandogli una mano sulla spalla: “Prendila
in questo modo, Jerry: il tempo che i tuoi SISAS ci hanno concesso, evitando che Ataru
saltasse subito addosso a Lamù, in obbedienza ai suoi istinti, è servito a farlo innamorare di
lei. Se Ataru avesse soddisfatto immediatamente il proprio appetito sessuale con Lamù,
avrebbe magari potuto stancarsene, in futuro. Mentre così…”
Humper gli sorrise, riconoscente: “Grazie, amico mio… comunque vada, ti sarò
eternamente grato per queste tue parole!”
“Signore, c’è una chiamata per lei” lo avvertì uno dei suoi tecnici “al comunicatore!”
Il capo della Sensitiva fu scosso da un brivido, ma raggiunse subito l’apparecchio.
“Qui Humper…!”
“Jerry, sono Wellington. Come siamo messi…?”
Il subordinato deglutì: “Stiamo attaccando lo shunter col VLF, signore. Purtroppo non posso
darle nessuna stima su quanto ci metterà a cedere… se non dirle che sta reagendo piuttosto
violentemente!”
“Humper… lo capisce o no che non abbiamo più margine per tergiversare?!”
Humper sospirò: “Lo so, signore. Posso solo consigliare di insistere coi preliminari, in modo
da accentuare la carica sensuale sullo shunter, contribuendo al suo collasso!”
“Jerry… il collasso lo sta per avere il povero Percival… nervoso!”
Il capo-sezione tornò a sospirare, chiudendo gli occhi: “Mi ci faccia parlare un attimo!”
Pochi istanti più tardi, gli giunse all’orecchio la voce disperata del capo della Genetica:
“Maledizione, Jerry!! Ti decidi o no a levarmi di mezzo quella maledetta cintura di castità
elettronica…??!!”
“Stiamo facendo tutto il possibile, Gus. Resisti ancora due o tre minuti…!”
“NON CE LI ABBIAMO DUE O TRE MINUTI, PORCO MONDO FOTTUTO!! E
NEMMENO DUE O TRE SECONDI: LA SIGNORA ESIGE DI ESSERE POSSEDUTA.
ADESSO…!!!”
Jerry Humper si spremette le meningi ancora funzionanti, facendo appello alle facoltà
mentali che gli erano rimaste: “Ok… ok, forse puoi fare qualcosa! Se…”
“Se…??” chiese Percival, speranzoso.
“Se usi la penetrazione morbida…”
“Ma tu sei pazzo! Con una vergine…?? Hai idea di quanto stringa, la vagina di una
vergine…??”
Humper tornò a sospirare: “Hai ragione… era un’idea balorda. Dobbiamo affrettare il
collasso del SISAS, se non cedono i condotti!”
“Occorre più energia sensuale in entrata” intervenne Fewer “magari, se glielo tocca…”
“NO…!!!” urlò Gus Percival, istericamente “ANCORA MOSCIO NO: NE VA DELLA
MIA REPUTAZIONE!!”
“Ha ragione” disse Simons “e poi ve l’ho già detto: lei non deve assolutamente accorgersi
che non lo sta eccitando!”
“E va bene” gli rispose direttamente Humper “allora torna al tuo posto e tienila a bada con
qualche parolina dolce… procurami solo un minuto, Hugh. Uno solo… e ti giuro che
salterà!”
Hugh Simons fissò profondamente il suo collega e vi lesse una fiducia che non capiva
quanto fosse dettata dalla disperazione… sempre che questo discorso potesse avere un
qualche senso.
77
“Ci proverò…!” e, d’impulso, gli tese la mano. Dopo una forte e significativa stretta,
Simons lasciò la compagnia, tornando di corsa verso la sua centrale.
***
Il torace di Lamù, coronato da quelle due magnifiche rotondità, si sollevava
spasmodicamente come in preda a vere e proprie convulsioni… la setosa pelle del suo viso
aveva perso il consueto candore per assumere un colorito che tendeva decisamente verso il
rosa acceso. I suoi occhi, d’un azzurro stupendo come il verde dei suoi morbidi capelli,
luccicavano d’implorante desiderio… e Ataru era lì, sopra di lei: colmo di determinazione a
darle tutto sé stesso, quanto ancora impotente nel concretizzare la sua volontà di farla felice.
“Tesoruccio…” gli chiese finalmente la sua donna, con un filo di voce “…cosa c’è che non
va…? Sono io…?”
Hugh Simons, capo della sezione Emotiva di quel ragazzo apparentemente così complicato,
strinse i denti predisponendosi a farlo rispondere. Quanto aveva temuto quella terribile
domanda…!
“No… no, Lamù! È che… mi sembra tutto troppo bello per essere vero… poi…”
Lei, sempre rimanendo supina sul giaciglio, alzò un braccio per accarezzarlo…
“Poi…?”
“… temo… temo di non meritarmelo, ecco!”
“Ma tesoruccio…!!! Come fai solo a pensare una cosa del genere…?!”
Lui deglutì e l’accarezzò a sua volta: “Lamù… posso chiederti una cosa…?”
“Dimmi…”
“Perché ti sei innamorata di me?”
Lei spalancò i suoi occhioni color del mare, ma la collega di Simons si convinse subito che
quella era una domanda seria, più che una semplice presa di tempo. Fece quindi assumere
alla ragazza il sorriso più dolce che le riusciva e le consentì di esprimere finalmente tutto
quello che aveva sempre pensato: “All’inizio… forse mi ero solo incapricciata, di te… ma
dopo…”
“Dopo…?” sussurrò il ragazzo.
“Ti ricordi di Imo-chan?”
Ataru parve perplesso. A un cenno di Simons, Trynor si mise in contatto con la sezione di
Fewer, dove l’archivio mnemonico venne rubricato a tempo di record.
“Il bruco…?”
La ragazza annuì, sempre sorridente: “Solo tu hai difeso quella creaturina innocente da tutti
i nostri compagni di scuola… solo tu desideravi che diventasse una bella farfalla… com’é
poi avvenuto. È stata una cosa bellissima!”1
“Lamù…!”
“E quella non è stata… né la prima, né l’ultima volta… che mi sono accorta di ciò che
nessuno… e soprattutto nessuna… per mia fortuna… si era mai accorta!”
“Di che cosa…?”
“Del tuo ardore… della tua bontà… della tua sete di vita! E anche…”
“E anche…?”
“…del fatto che tu mi ami più della tua stessa anima… anche se eri troppo orgoglioso per
ammetterlo…!”2
1 Cfr. l’episodio 33 del fumetto “Farfallina” o la puntata 48 del cartone “Il piccolo bruco”.
2 Sempre per dare a Cesare quel che è di Cesare, faccio presente che anche questa considerazione era contenuta nella famosa fanzine,
citata nel cap. 10.
78
Una lieve percezione di umidità fu registrata dalla Sensitiva di Lamù, proprio sui capezzoli
della ragazza… alcune lacrime di commozione erano sgorgate dagli occhi del suo
tesoruccio! Fece per parlare, ma la sua anima gemella gli posò un dito sulla labbra per
lasciarla proseguire: “Non so se quel computer sia stato manipolato o meno… ma, se così
fosse, io benedico chiunque l’abbia fatto, Ataru…” dicendo questo, gli circondò la schiena
con le braccia, attirandolo dolcemente a sé “…e adesso lasciati andare, tesoruccio… lascia
che il tuo corpo si fonda con il mio…!”
***
All’interno del condotto 26, che ospitava l’ultimo superstite del famigerato sistema ALIN
(Anti-Lum Inibitor Network)1 regnava ormai un’atmosfera da tregenda, tra il frastuono delle
continue scariche e i loro bagliori sinistri, illuminanti le nubi prodotte dal VLF che
evaporava al contatto degli ormai roventi conduttori dello shunter!
“Salta, maledetto figlio di puttana… salta…!!!” ruggiva insistentemente Dick Hoffman, di
solito così calmo e compassato.
Jerry Humper stava immobile accanto a lui, con le braccia conserte e l’espressione tesa, lo
sguardo puntato contro la sua diabolica creatura, come se volesse telepaticamente
comandargli di sparire dalla scena definitivamente…!
Nessuno seppe mai se la fine di quello spossante travaglio si dovette al prolungato effetto
corrosivo del fluido vaginale di Lamù sui conduttori o quello delle sue carezze sempre più
spinte che avevano provocato la nuova saturazione dei condensatori interni.
La ragazza era infine arrivata a stringere dolcemente nella sua mano calda l’ancora inerte
“raccordo di giunzione”… e Gus Percival, informato del fatto, aveva avuto un sussulto di
panico…
“Merda” imprecò “ora capirà che siamo morti…!!”
Ad ogni modo, proprio quando tutti (interni ed esterni…) stavano per perdere ogni
speranza… il Sensual Impulse Selective Auto Shunter n° 13, quella dannata cintura di castità
elettronica che imprigionava le virtù del povero Ataru Moroboshi, rovinò finalmente al
suolo… e il cupo rimbombo prodotto da quella caduta risuonò nelle orecchie di tutti gli
organici presenti come il suono più delizioso che avessero mai udito… naturalmente,
sempre dopo l’allegra voce di Lamù!
Dopo innumerevoli peripezie, “il muro di Tomobiki”, che separava da quattro anni quei due
teneri cuori intergalattici, era infine ineluttabilmente crollato. Per sempre!
Capitolo 25: “Genetica a Centrale Operativa: tutti i sistemi in funzione! Ripeto:
tutti i sistemi in funzione!!”
U
n attimo dopo la caduta dell’ultimo ASD, due dei tre assistenti della Sensitiva si
avvicinarono al nefasto ordigno; seguendo quindi direttive ricevute in precedenza,
impugnarono altrettante bombolette portatesi dietro e vi spruzzarono addosso il contenuto.
“Che roba è, quella…??” domandò Fewer ad Humper.
“Un preparato neutralizzante al Bromuro… in modo da renderlo inerte del tutto!”
“Ottima idea!” approvò il capo della Cerebrale. Poi, dopo avere meditato un istante, gli
chiese “E come diavolo ti sei procurato del Bromuro, qui dentro…?!” s’informò.
Il collega lo guardò bonariamente: “Me lo ha dato Sweeper… sono anni che la signora
Moroboshi - sua madre, intendo - glielo propina a colazione, a pranzo e a cena per renderlo
meno allupato. Ma ci voleva ben altro…!”
1 Rete inibitoria anti-Lamù.
79
“Signore, qui abbiamo finito!” annunciò uno dei suoi tecnici, prima che Fewer potesse
ribattere. Il “povero” ASD era ormai interamente ricoperto dalla citata sostanza.
“Bene… è pronto il cavo per il bypass?”
“Affermativo!”
“Procediamo, allora: sistemate la scaletta!” detto ciò, il capo della Sensitiva si fece
consegnare dal portatore della valigetta un paio di guanti isolanti. Quando mise piede sul
primo scalino dell’attrezzo, fu fermato da uno degli altri due suoi collaboratori: “Lasci fare a
noi, signore!”
“No, Logan” rispose lui, deciso “ci penso io!”
“Ma…”
“Ho detto di no: allora l’ho castrato io e adesso lo discastro io: glielo devo!” ciò detto, salì
in cima alla scaletta, per farsi poi consegnare il conduttore; sistemato a mo’ di ponticello fra
i due punti di connessione dello shunter, avrebbe richiuso provvisoriamente il circuito
sensuale verso la centrale di Percival.
“Ehi, Jerry… c’è forse pericolo...?” gli chiese Brad Fewer, leggermente inquieto.
“No, no...” rispose lui, con voce non eccessivamente tranquilla “…voi, però, state un
pochino distanti, eh?”
“Un momento, capo” intervenne sempre il portatore della valigetta “metta almeno questi,
per favore!” e gli porse un paio di occhiali protettivi.
“Grazie, Slim” sorrise Humper. Si rivolse poi agli altri due “datemi quel cavo!”
Questi gli porsero il conduttore, le cui estremità erano munite di due appositi occhielli. Il
capo della Sensitiva ne assicurò subito il primo al terminale d’uscita, collegato ai ricevitori
della Genetica. Ciò fatto, fece un respiro profondo e avvicinò cautamente il secondo al
terminale di entrata, collegato - attraverso l’elaboratore emotivo - ai sensori
menemonico/percettivi dell’organismo. Non appena la distanza fra l’occhiello e il terminale
diminuì oltre una certa misura, si formò istantaneamente fra i due punti un vero e proprio
arco voltaico…!
“JERRY…!!!” gridò Fewer, allarmato.
“Tranquillo, Brad…” rispose subito lui, sprizzando sudore “…è tutto sotto controllo!”
Mano a mano che il capo-sezione annullava la distanza, l’arco in questione aumentava
immancabilmente d’intensità e il povero Humper si sentiva avvampare ferocemente il viso.
Tuttavia non desistette e, con un ultimo coraggioso sforzo, riuscì ad agganciare al terminale
opposto l’altra estremità del cavo…
Un lampo spaventoso (degno della peggiore ira di Lamù) fu accompagnato da un fragoroso
scoppio. Contemporaneamente, il corpo di Jerry Humper veniva respinto a terra, assieme
alla scala!
“MISERICORDIA…!!!” urlò Dick Hoffman.
“Jerry… mio Dio…!!! Jerry, stai bene…??” gli fece eco Fewer.
L’eroico capo della sezione Sensitiva annuì, tossendo fragorosamente… anche se mostrava
una faccia non proprio rilassata, a giudicare dalle non lievi bruciature.
“È fatta, Brad…” sibilò “…è fatta!”
“Tu sei completamente pazzo…!! Guarda come ti sei conciato!”
“Sto benone…” rispose lui, ansimando “…aiutami ad alzarmi!”
Non del tutto tranquilli, i suoi colleghi lo rimisero in piedi.
“Sarà meglio che ti faccia medicare!” gli disse Hoffman.
“Dopo, dopo…” rispose Humper, con ostinazione, avvicinandosi al comunicatore
intersezionale. Afferrato il ricevitore, stabilì il contatto con la Genetica: “Gus…!! Gus, mi
senti…?”
80
“Ti sento, Jerry!” rispose lui.
“Ce l’abbiamo fatta, Gus… quel mostro non esiste più! Adesso hai tutta la corrente che ti
serve… fa’ subito felice quella povera ragazza: ha già aspettato troppo!”
Senza attendere risposta dal collega, Humper richiuse il contatto e si rivolse al capo
dell’Immunitaria: “Dick… quanto fluido c’è rimasto, nella tanica…?”
“Un buon terzo, direi!” rispose Hoffman, dopo aver controllato.
“Bene… dovrebbe essere… sufficiente per… il catalizzatore!”
“Jerry… cosa ti senti…??” gli chiese Fewer, con estrema apprensione.
“Tranquillo, Brad… tranquillo… è tutto a posto…! Sì… adesso… è proprio… tutto a
posto…!” e chiuse gli occhi, abbandonando la testa sulla spalla del collega…
“Jerry…” l’amico lo afferrò per le braccia e lo scosse ripetutamente “…Jerry, per l’amor del
Cielo… JERRY…!!!”
Dick Hoffman si affrettò a tastargli il polso e a posargli una mano sul cuore…
fortunatamente, subito dopo, stava già respirando di sollievo: “Non preoccuparti, Brad: è
solo svenuto. Portiamolo in infermeria, presto!” disse poi ai suoi assistenti.
Mentre lo trasportavano via, al capo della Cerebrale venne fatto di pensare che, dopo tutto
ciò che aveva compiuto, il povero Jerry Humper avrebbe senz’altro meritato di ricevere per
lo meno le più scrupolose e amorevoli cure da parte della dottoressa Sakura in persona!
***
Nel medesimo istante in cui il prode Humper veniva scaraventato a terra dalla violenza della
scarica seguita al ripristino del circuito sensuale, a poche decine di centimetri più in basso, i
pannelli di controllo della centrale Genetica tornavano a illuminarsi: dopo un letargo di
quattro anni, tre mesi e tredici giorni, potevano nuovamente ricevere gli impulsi sensuali
provenienti da quella meravigliosa fanciulla dai capelli verdi e dai cornini dorati.
August Percival (è il caso di dirlo) si sentì rinascere, quando la lancetta del galvanometro
che misurava la corrente di funzionamento del circuito erettivo abbandonò finalmente la
posizione dello “Zero” per risalire velocemente verso il fondo scala…!
Non appena l’amperaggio superò la soglia che consentiva il collegamento con la sezione
Cardiaca, il manometro che registrava la pressione di pompaggio del sangue verso il
raccordo di giunzione (presente anche presso la sezione di Moore) mostrò l’ago posizionarsi
su quel valore che avrebbe permesso finalmente di realizzare quello storico “rendez-vous”
interplanetario!
“Tutti ai propri posti” ordinò il capo-sezione “ripetiamo la check list! Veloci…!!”
Istantaneamente, tutti i componenti della Genetica si sistemarono davanti alle rispettive
consolle.
“Tutto il personale in posizione, signore!” annunciò il coadiutore Pitt.
Percival prese un ultimo respiro e cominciò quell’ultimo controllo.
“Coronarie…”
“GO!”
“Adrenalina…”
“GO!”
“Cardioritmo…”
“È GO!”
“Pressione…”
“GO, capo!”
“Temperatura…”
81
“GO!”
“Comburente…”
“Per me GO!”
“Calorie…”
“GO!”
“Fluidi gastrici…”
“GO!”
“TST…”
“È GO, signore!”
“Inibitori…”
“GO!”
“Fluido Trasporto…”
“GO!”
“Equilibrio Gameti…”
“Per me GO!”
“DNA…”
“GO!”
“Prostata…”
“GO…!”
“Circuito erettivo…”
“GO… livello corrente normale!”
A questo punto, il buon August Percival, a dispetto di tutte le proprie passate ansietà, si
concesse una drizzata di schiena e gonfiò fieramente il petto…
“Genetica a Centrale Operativa” annunciò, nel comunicatore intersezionale “tutti i sistemi in
funzione! Ripeto: tutti i sistemi in funzione…!!!”
Immediatamente dopo, un molteplice e gioioso “HURRÀ…!!!” si udiva rimbombare
gridato in tutte le sezioni dell’organismo.
***
A seguito di quell’annuncio, l’indomito Burt Racer si risistemò sulla sua poltroncina, si
sputò sulle palme delle mani e afferrò i comandi dei muscoli addominali…
“Sezione Motoria a Centrale: pronti per la condizione C!! Forza, ragazzi” disse Racer ai
suoi assistenti “abbiamo un’altra sfida da vincere! E vinceremo…!!!”1
Una significativa occhiata di Brad Fewer, appena tornato in Centrale Operativa, indusse il
Coordinatore Wellington a moderare l’elevato entusiasmo del capo della Motoria, che
poteva magari rivelarsi controproducente… era forse il caso di stemperare leggermente
anche l’inusitato entusiasmo del capo della Genetica!
“Signor Racer, signor Percival: mi compiaccio e mi rallegro vivamente della vostra
determinazione” comunicò loro “ma ritengo comunque opportuno raccomandarmi con voi
di non montarvi la testa! Ricordatevi questo, piuttosto: voi rappresentate oggi il sesso forte
del Pianeta Terra. Moltissimi complanetari di Ataru Moroboshi vorrebbero essere al suo
posto, in questo momento… rendeteli fieri di lui!”
Dopo pochi secondi, la risposta arrivò istantanea da entrambe le sezioni: “Sissignore…!”
E finalmente, dopo un’ultima manciata di secondi, il display del controllo emotivo,
ovviamente situato presso la sezione di Hugh Simons, mostrava quel messaggio che per
1 Ogni riferimento storico e/o politico è da ritenersi puramente casuale!
82
tanto, tanto tempo, tutti i componenti organici del ragazzo (nuovamente) più allupato di
tutto l’universo avevano da sempre sperato e temuto di vedere un giorno apparire…
“RELATION TYPE C IN PROGRESS - SUBJECT: LUM”…!
***
Una nuova era si apriva così nelle relazioni fra i popoli del cosmo: il primo rapporto
sessuale fra due individui di diversi pianeti…!
Capitolo 26: “Benvenuti, vi abbiamo atteso a lungo!”
“G
enetica a Motoria: raggiunta pressione di aggancio” annunciò Gus Percival “tocca a
te, Burt: puoi procedere col rendez-vou!”
“Roger” rispose il collega “siamo in posizione… stiamo per raggiungere l’interfaccia di
passaggio!”
“Mi raccomando, Burt” intervenne Hugh Simons “cerca di non spingere troppo forte:
ricordati che è illibata… o, almeno, dovrebbe esserlo!”
Non l’avesse mai detto! Subito dopo, il manometro che misurava la pressione erettiva subì
una diminuzione paurosa…
Percival andò fuori dai gangheri: “Accidenti a te, Hugh!! Ti sembra il momento di dire una
cosa del genere…??”
“Scusami, Gus… il fatto è che Ataru non è il suo primo amore e allora…”
“SIMONS, STIA ZITTO…!!!” urlò A1, esasperato.
“Signore” Pitt avvertì il suo capo “siamo di nuovo sotto la soglia di efficienza!!”
“Al diavolo!!! E adesso che cosa facciamo…?”
Fortunatamente, intervenne come al solito l’ottimo Brad Fewer a salvare la situazione:
“Niente paura, Gus: c’è un rimedio molto semplice!”
“Sbrigati a dirmelo, allora!!”
“Ma certo” *Dovrebbe conoscerlo anche lui, però, visto il mestiere che fa* “baciala: ora gli
impulsi sensuali li puoi prendere tutti!”
Il capo della Genetica fece schioccare le dita: “Ah, giusto…!! Sei grande, Brad!”
“Meno male che c’è lei, Fewer “sospirò il Coordinatore al capo della Cerebrale. Quindi si
rivolse al capo della Neuro “e lei, signor Simons, cerchi invece di starsene un po’ più
tranquillo… se capisce ciò che voglio dire…!!”
“Sissignore…!” rispose costui, deglutendo mortificato.
***
La sensazione trasmessagli dal contatto con la pelle liscia e calda di Lamù era qualcosa di
indescrivibile… per non parlare di ciò che sentiva in corrispondenza dei suoi capezzoli!
Senza perdere altro tempo, Ataru abbracciò la schiena della sua donna e mise la propria
bocca su quella di lei…
“Amoreee… mmm…!!!” riuscì appena a proferire la ragazza.
Adesso, tutte le percezioni conseguenti… la morbidezza delle sue labbra, il sapore della sua
saliva e il tocco della sua lingua venivano finalmente ricevute per intero dall’elaboratore
sensuale. E infatti ci volle solo un centesimo di secondo affinché le lancette del
galvanometro e del manometro sulla consolle di August Percival tornassero ai massimi
livelli!
“Ci siamo!!” disse “Burt, ci sei…?”
83
Il capo della Motoria rispose prontamente: “Raccordo di giunzione in posizione ottimale,
davanti all’interfaccia di passaggio!”
Il capo della Genetica strinse i pugni e tornò a drizzare la schiena. Fece un ultimo respiro e
dichiarò: “Ok, entriamo…!! E che Volta, Ampere e Watt ce la mandino buona…!”
Come per rassicurare August Percival, primo pioniere del sesso spaziale,1 la signora Lamù
Moroboshi mormorò, fra un mugolio e l’altro: “Ora prendimi, amore… su…!! E non aver
paura: guarda che cos’ho!” e s’indicò le corna…
Fu con notevole stupore (e con immenso sollievo) che il maritino notò le deliziose - tali
infatti le aveva sempre trovate - cornine di Lamù “abbellite” da due fiocchetti gialli
realizzati col famoso nastro “made in Sakurambo”2 che, neutralizzando momentaneamente i
poteri extraterrestri di Lamù, avrebbero garantito in maniera assoluta che nessuna scarica
più o meno letale avrebbe accompagnato il successivo orgasmo della donna. A dispetto
dell’estrema importanza che rivestiva, nessuna delle tre sezioni aventi accesso al monitor
della visuale dell’organismo, si era accorto di quel particolare…!
Passi per Jerry Humper, occupato a neutralizzare il sistema ALIN3… passi anche per Burt
Racer, alle prime armi con quel tipo di procedure… ma stavolta chi aveva toppato di più era
proprio il grande capo in persona!
“Beh, cos’ha da guardarmi in quel modo, Fewer…?!” protestò A1 “Potrò ben fare qualche
errore anch’io, o no?” poi, tanto per sviare il discorso, riportò la sua attenzione verso il
comunicatore intersezionale “Ha sentito, signor Percival? È tutto a posto, ora. Proceda,
signor Racer!”
“Si.. siss.. signorsì…!!” rispose lui, che aveva apparentemente perso un po’ di baldanza.
Impugnò quindi la leva che comandava i movimenti del bacino e annunciò: “Spinta in
avanti…!”
Non appena l’estremità anteriore del raccordo di giunzione entrò in contatto con le labbra
dell’interfaccia di passaggio, Gus Percival sentì dietro di sé un frastuono poco rassicurante!
“Cos’è successo…??”
“Sono saltati gli inibitori 1 e 2, signore!” gli riferì il controllore addetto agli stessi.
Il capo della Genetica sudò freddo: gli INBY4 erano cinque in tutto. Se partivano prima del
dovuto, la conseguenza sarebbe stata un’imbarazzante eiaculazione precoce!
“Genetica a Motoria” disse Percival “stringere di due tacche il PCG!”5
“Roger!”
“Pitt, dov’è arrivato il livello di eccitazione?”
“Siamo a DEFCON3, signore!”
“Maledizione, di già…??! Burt, sbrigati a entrare del tutto!!”
Il capo della Motoria si affrettò ad obbedire… sennonché, dopo pochi attimi, venne quasi
sbalzato dalla poltroncina, mentre le spie della zona interessata segnalavano un
sovraccarico: il raccordo di giunzione era stato fermato da un ostacolo!
Contemporaneamente, si udì un discreto gridolino provenire dalla ragazza.
“E adesso che diavolo succede…?!” imprecò Racer.
“Accidenti… me n’ero dimenticato” rispose Percival “dev’essere l’imene…!”
“Ah…” fece quell’ingenuotto di Pitt “…allora ce l’hanno anche le Oni…?!”
“A quanto pare…!” ribatté il suo capo “Almeno, adesso, sappiamo che è vergine!”
1 Per la cronistoria, il secondo sarà Rudy McKenzie, capo della sezione Genetica di Tetsuya Wakatsuki (ai lettori indovinare chi è
quest’ultimo personaggio)!
2 Probabilmente quel nastro era stata l’unica creazione sensata di quel bonzo, in vita sua!
3 Anti Lum Inibitor Network (Rete Inibitoria Anti Lamù).
4 Freni Inibitori.
5 Il muscolo “pubococcigeo”… serve - entro un certo linite - a frenare le “emissioni indesiderate”.
84
Ataru s’era subito sollevato, tenendo le mani posate amorevolmente sulle spalle della sua
sposa… lei gli sorrideva felice, anche se i suoi meravigliosi occhi azzurri erano bagnati di
lacrime.
“Lamù…!”
“Dai, tesoruccio… forza…!”
“Sì, ma… dimmelo, se ti faccio male…!”
Lei scosse la testa e ribadì: “Avanti…!!!”
***
“Ehi, che cosa faccio…??” domandò Burt Racer, impacciato “Abbiamo tamponato contro
qualcosa…!”
“È l’imene, Burt!” spiegò il collega della Genetica.
“Che cos’è…?!”
“Un diaframma che dobbiamo perforare per proseguire nella penetrazione!”
“E a cosa diavolo serve…?”
Percival sbuffò: “Ti dispiace se te lo spiego un’altra volta? Ora levalo di mezzo e basta!”
“D’accordo” rispose il vincitore dell’onigokko,1 sputandosi sulle mani “arretriamo
leggermente per la rincorsa… e poi avanti tutta!!” disse, agendo sulle leve.
“Ehi, un momento” gridò il capo della Neuro, non ritenendo questa volta di dover rimanere
zitto “Non t’azzardare a farle più male del necessario, hai capito?? O guai a te!!”
“Beh, ma allora che debbo fare…??!” chiese Racer.
“Mantieni una spinta costante, ma regolare” intervenne il capo della Genetica “vedrai che
basterà…!” *O almeno lo spero* concluse, mentalmente, con lo sguardo sulle spie degli
INBY, tuttora in “zona rossa”…!
“Ricevuto…” rispose ancora il pilota “…vado!”
Ataru chiuse gli occhi e rimise in moto il bacino… al che la povera Lamù emise un altro
gridolino, questa volta un po’ più forte! E lui si bloccò di nuovo…
“Amore… ti faccio male…??!”
Era la prima volta che la chiamava in questo modo… e lei, a dispetto della situazione, parve
felicemente meravigliata da ciò. Tornò allora a sorridere, più dolcemente di prima: “No… ti
amo… dai… continua!!” e strinse le labbra, come a impedirsi di lamentarsi ancora.
“Ma…”
“DAIII…!!!”
Ataru fu preso però da un momento di sconforto: *Io… io non ci riesco…! Non posso farle
del male fisicamente..!*
Notando la sua esitazione, Hugh Simons imprecò: “Maledizione, non ce la fa…!”
*Maledetto diaframma del cavolo* rimuginò Brad Fewer *sarà un gran giorno, quando la
biologia spiegherà a cosa serve quell’arnese, oltre a rendere psicologicamente difficile il
primo rapporto fisico fra un uomo e una donna…!*
“Signore, è partito l’INBY n° 3” avvertì Pitt, alla Genetica “siamo a DEFCON2!!”
Gus Percival strinse i pugni, disperato… quando, ad un tratto, il comando del muscolo
addominale iniziò a muoversi da solo, senza che Burt Racer lo avesse più toccato!
Una spinta diretta sul fondoschiena di Ataru diede luogo all’ultimo movimento necessario
per mandare a fondo corsa l’introduzione del raccordo di giunzione nell’interfaccia di
passaggio! I sensori all’estremità del membro segnalarono chiaramente alla Genetica di
1 La sfida degli Oni, consistente nella famosa gara di corsa.
85
Percival che l’imene era stato perforato: Lamù stessa aveva provveduto ad annullare
quest’ultima impasse…!
I sensori tattili della sezione di Humper confermarono quindi l’avvenuto posizionamento
dell’addome di Ataru Moroboshi sul grembo della sua fantastica compagna.
Sospirando di sollievo, più di quanto avesse mai fatto un pilota del modulo di comando di
ogni missione Apollo dopo il riuscito aggancio con il LEM, Burt Racer fu in grado di dare
finalmente il sospirato annuncio: “Motoria a Centrale Operativa: attracco consolidato!!”
“È andata…!!” commentò con soddisfazione Brad Fewer, alzando i pollici.
A1 annuì, senza commentare.
***
Allorché si sentì completamente avvolto da lei, Ataru tornò a sollevarsi, contemplando il
viso della sua dolcissima metà…
Lei teneva gli occhi chiusi, bagnati dalle lacrime causatele dal dolore provato nella
deflorazione… il suo busto si alzava e si abbassava, sempre meno affannosamente, assieme
a quei due meravigliosi seni. Infine tornò ad aprire gli occhi e a sorridergli, con un’estasi
che dimostrava come non fosse mai stata felice come in quel momento!
“Mio…” mormorò, deliziata e quasi incredula “…sei tutto mio… e io sono tutta tua… per
sempre!!”
A questo punto, Ataru Moroboshi vinse una volta per tutte le sue ultime inibizioni
psicologiche…
Hugh Simons digitò ancora una volta quella difficile frase, fino ad allora sempre sbarrata
dall’elaboratore emotivo… ma stavolta la risposta che comparve fu di accettazione e il
messaggio venne perciò smistato verso la Sensitiva, vale a dire verso le corde vocali.
“Lamù…” sussurrò Ataru, fissando la sua donna negli occhi “…IO TI AMO…!!!”
Nuove lacrime, non più di dolore (ormai completamente svanito) sgorgarono dalle sue iridi
azzurro cielo. Abbandonandosi al suo primo vero e proprio pianto di gioia, la “Principessa
degli Oni” abbracciò teneramente il suo Principe Terrestre, riuscito a terminare quel
tormentato viaggio di dodici anni luce, per congiungersi finalmente a lei.
Ormai, né Shinobu, né Ran, né Kurama, né Elle, né nessun’altra ragazza del cosmo, glielo
avrebbero mai più potuto sottrarre! Volle allora prendersi un’ultima rivincita…
Assaporando la fantastica sensazione che il membro del suo tesoruccio le dava, pulsando
dentro di lei, gli prese il volto fra le mani: “Hai visto, tesoruccio…?” sussurrò “Alla fine, te
l’ho fatto dire!”
Lui però non si scompose più di tanto e le rispose, sorridendo: “Già… è vero! Però, con
quella, non vale…!”
Lei scoppiò in una risata gioiosa, tornando a baciarlo.
***
Hugh Simons fece un annuncio attraverso il comunicatore intersezionale: “Signor
Wellington: la Sensitiva ha ricevuto un messaggio dalla Neuro della controparte… chiedo il
permesso di trasmetterlo a tutti i reparti!”
Il Coordinatore scambiò un’occhiata consultiva col capo della Cerebrale, il quale gli rispose
con un cenno che l’altro interpretò come un semplice “perché no?”
“Permesso accordato, signor Simons!”
“Bene… leggo: Ai nostri colleghi terrestri: benvenuti! Vi abbiamo atteso a lungo, ma
finalmente siete arrivati! Ora, dateci dentro…!!”
86
Chris Wellington fece una smorfia e guardò nuovamente Fewer, che ridacchiava.
“Risponda: Alle nostre colleghe di Uru: ben trovate e scusateci del ritardo. Faremo del
nostro meglio per recuperare!”
“Ricevuto, comandante” rispose Simons “lo trasmetto subito!”
“Bene… Genetica e Motoria, tocca a voi: fate il vostro dovere! E fatelo bene!”
Mentre dava il ricevuto a quella direttiva, l’ineffabile August Percival, liberato infine
dall’incubo della famigerata “scarica orgasmica”, si chiese improvvisamente se sarebbero
bastate le calorie fornite dalla Metabolica per soddisfare completamente la signora Lamù,
dopo quattro lunghi anni di forzata astinenza!
Per opportuno che fosse, non osava chiederlo al povero Sweeper… e nemmeno ne aveva più
il tempo, giacché la collega urusiana di Burt Racer aveva già dato il via alle spinte pelviche
della giovane amante di Ataru…!
Capitolo 27: “Lo ritiene giusto, nei loro confronti?”
S
e qualcuno avesse potuto osservare l’aspetto dei reparti interni dell’organismo di Ataru
Moroboshi, subito dopo il termine dell’ultimo rapporto C, intercorso durante la prima
notte di nozze con la Principessa degli Oni (o la Dea degli Orchi, come la chiamavano i
membri della Genetica) avrebbe assistito a uno spettacolo abbastanza impressionante:
dovunque, presso tutte le postazioni operative, come anche nei condotti transitori, tutti i
membri del personale biologico giacevano completamente inerti, crollati in un
profondissimo sonno, dovuto al pressoché completo esaurimento che la (o meglio le)
performance relative al dovere coniugale appena compiuto, avevano provocato…!
Chi stava accasciato sulla propria consolle con la mano ancora protesa verso i comandi che
aveva precedentemente azionato, chi giaceva addirittura riverso sul pavimento con le
braccia allargate e la bocca spalancata… nessuno, assolutamente nessuno, era rimasto in
piedi: nemmeno i componenti della sezione Immunitaria!
D’altronde, non è raro che, all’atto di uscire dal concessionario dopo avere acquistato
un’auto nuova fiammante, ci venga raccomandato di non spingere mai l’acceleratore fino in
fondo e di moderare la richiesta delle prestazioni teoriche del mezzo, almeno durante tutto il
periodo del rodaggio… raccomandazione di cui, evidentemente, le colleghe organiche
dell’organismo della partner extragalattica si erano assolutamente infischiate!
Il pronostico di Barry Pitt, coadiutore del capo-sezione della Genetica - “Ci daranno una
bella strapazzata!” - si era immancabilmente avverato in pieno!
Gli ultimi a crollare erano stati naturalmente gli elementi di Hoffman, di poco preceduti da
quelli di Humper. L’eroico capo della Sensitiva, non appena il suo assistito aveva ceduto al
sonno, non aveva aspettato nemmeno che venisse raggiunto il terzo stadio del medesimo: si
era accontentato del secondo e aveva lavorato come un matto per smontare dal sistema
nervoso centrale i circuiti deviatori che avevano smistato, fino a poche ore prima, tutti gli
impulsi sensuali provenienti da Lamù verso l’ormai disattivato sistema ALIN. Poi era
rientrato nel suo laboratorio, aveva dato una superficiale sistemata alle sue carte e, senza
nemmeno stendersi sulla brandina, si era riversato sul suo scrittorio, completamente
distrutto! A rimuovere i punti di derivazione dove prima stavano collegati gli ASD, ci
avrebbero pensato i suoi tecnici, nei giorni successivi.
Anche il grande comandante Armstrong (pardon: Percival) era caduto addormentato al suo
vittorioso posto di combattimento… ed era stato portato fino al suo giaciglio dal fedele Pitt
e da un altro assistente. Dietro di lui, volute di acre fumo biancastro si levavano ancora
87
dall’apparato INBY n° 5, l’unico freno inibitore rimasto intatto, mentre le briciole degli altri
quattro giacevano sparpagliate tutte intorno!
Al personale della Genetica (come di tutte le altre sezioni) avevano rimbombato a lungo le
orecchie, dopo che le loro colleghe avevano raggiunto il climax, là dentro all’organismo
ricevitore…!
“TEEESOOORUUUCCIOOOOOO...!!!”
I misuratori d’intensità erano andati tutti a fondo scala e i poveri trasduttori acusticoelettrici,1 che inviavano le informazioni uditive alla Cerebrale e alla Neuro, erano rimasti
fuori uso per almeno mezz’ora!
Tuttavia, “l’astronave Moroboshi” ce l’aveva fatta: benché si trovassero ormai a DEFCON
1 da parecchie spinte, l’ultimo INBY aveva tenuto botta e il comando di “rilascio” dell’STF2
era scattato solo un decimo di secondo dopo l’avvenuto orgasmo della controparte! Il
sospirone di sollievo scaturito dal petto di August Percival era stato veramente liberatorio…
“È fatta, gente…” aveva esclamato verso i suoi sottoposti “…ce l’abbiamo fatta…!!!”
Tutti i componenti della sezione Genetica avevano manifestato palesemente il loro giubilo,
chi applaudendo e chi fischiando. Subito dopo, dal comunicatore intersezionale, si era udita
la voce di Burt Racer: “Ho sentito bene, Gus…? Me lo confermi? È venuta dopo di lui…?”
Percival, così timoroso e impacciato all’inizio della storia, aveva drizzato ancora una volta
la schiena e risposto al suo collega: “Affermativo, Motoria… grazie della collaborazione: le
vostre mosse sono state vincenti! Terra-Uru 2 a 0… per ora!”3
“EEEVVVAAAIII…!!!” non seppe trattenersi dal gridare il vincitore della nuova sfida
intergalattica.
Anche Cristopher Wellington aveva fatto sentire la sua voce autorevole: “Coordinatore a
Genetica e a Motoria: ottimo lavoro, signori! Ottimo lavoro!!” e aveva alzato fieramente in
alto il pollice.
Burt Racer aveva mantenuto la promessa: grazie (anche) a lui, Ataru Moroboshi, il prescelto
(casualmente?) dal famigerato Computer del Centro Informazioni Interspaziali di Uru,
aveva vinto una seconda volta… e il capo della sua Motoria non avrebbe dovuto più temere
di fungere da capro espiatorio!
***
“Terra-Uru 2 a 0… per ora!” aveva detto Gus Percival. E aveva detto bene… perché col
cavolo che il Consiglio Organico della neo-signora Moroboshi - Genetica in testa - si
sarebbe accontentata di un rapporto solo, quella notte!
Senza che la squadra di Patrick Moore avesse nemmeno avuto il tempo di tirare il fiato del
loro assistito, la Motoria della signora aveva afferrato la testa dell’ormai “battezzato”
sposino e gli aveva stampato un bacione talmente sensuale, da ricaricare quasi
istantaneamente il raccordo di giunzione!
“Secondo round, signori!” aveva commentato il capo della Genetica, quando aveva visto la
lancetta del manometro tornare al livello di pressione funzionale a un nuovo amplesso.
“Speriamo ci bastino le calorie, capo!”
“Già: speriamo, Pitt… perché temo che non sarà l’ultimo…!”
E infatti quel secondo rapporto non era stato affatto l’ultimo… e nemmeno il penultimo o il
terzultimo! E non solo la Genetica aveva cominciato a scricchiolare… dopo la terza o la
quarta volta, il povero Moore aveva iniziato a preoccuparsi seriamente per lo stato delle
1 Sarebbero i timpani.
2 Il fluido seminale.
3 L’1-0 era stato il punteggio dopo la corsa…
88
coronarie, mentre il povero Sweeper (Larry Meals) aveva accusato un pauroso calo di
zuccheri nel sistema circolatorio!
In quanto alla Motoria… beh, il grande pilota Collins (pardon, Racer) non si ricordava più
tutte le acrobazie che aveva dovuto fare a suo tempo per acchiappare quella ragazzina tutto
pepe durante la famosa corsa per l’indipendenza della Terra, come anche tutte le “mosse di
catch” concomitanti alle loro litigate, seguite dalle classiche scariche elettriche… ma era
stata sicuramente tutta roba da poppanti, paragonato alle prestazioni che gli erano state
richieste in quella prima notte di vita coniugale dalla sua assatanata (…) mogliettina!
E se il buongiorno si vede dal mattino…
***
Insomma, come poc’anzi descritto, l’aspetto interno dell’organismo umano maschile
terrestre di Ataru Moroboshi, reduce dall’adempimento dei propri neo-doveri matrimoniali,
si sarebbe presentato molto simile ad un campo di battaglia coperto di morti, allo sguardo di
eventuali osservatori….
…osservatori che erano effettivamente entrati… o - per essere più precisi - entrate…!
Difatti, non appena il suo prode maritino era crollato sfinito, dopo l’ennesimo amplesso, la
sua dolce (piccante, nd Meals) mogliettina, aveva continuato ad abbracciarlo, cullandolo
teneramente… e poi l’aveva baciato un’ultima volta sulle labbra.
Poi, finalmente (come aveva gridato all’unisono l’intera equipe organica del marito) si era
lasciata abbandonare anche lei a un giusto sonno ristoratore!
Se non ché… proprio attraverso le bocche dei due sposini, per mezzo di quell’ultimo bacio
conclusivo, una piccola squadra dell’organismo umano femminile urusiano di Lamù, era
entrata nell’interfaccia di prelievo nutrizionale1 e stava arrancando ora verso l’interno della
sezione Metabolica…
“Bleach…” esclamò una componente “…è tutto umido, qui!”
“Sì… generalmente le lingue lo sono!” le rispose la capo-squadra.
“Ed è anche maledettamente buio, fra l’altro!”
“Le bocche non sono mai illuminate, Sue. Cerca di pazientare un po’: appena saremo
all’interno, ci sarà luce!”
“Sempre che ai nostri colleghi sia rimasta abbastanza energia per alimentare il circuito
d’emergenza!” commentò una terza componente.
“L’obiezione è pertinente, Leanna… ma speriamo che questi maschietti terrestri siano più
robusti di quello che sembrano!”
Una risata cristallina fece seguito a quella battuta.
“Ssst, ragazze…!! Volete farvi scoprire subito?!”
“Secondo me, stanno tutti in braccio a Morfeo, signora!”
“È probabile, ma è anche stupido rischiare: non è affatto scontato che qualche membro
dell’Immunitaria non sia ancora in giro… ho sentito dire che Dick Hoffman è un soggetto
particolarmente scrupoloso!”
Parlando, le quattro componenti della squadra Oni erano giunte all’estremità della gola.
“Capo-squadra, dove si va…?”
L’altra fece luce con la sua torcia elettrica. Diede poi uno sguardo ai suoi appunti e rispose:
“Da quella parte!”
“È sicura…? Questi organismi potrebbero non essere esattamente uguali ai nostri!”
1 La bocca, appunto.
89
“Ma sì, che lo sono! Quella lì è la trachea… dobbiamo raggiungere la sezione Cardiaca, così
potremo entrare dal portello per l’ispezione ventricolare. Ci siete?”
“Sì, signora!”
“Bene… andiamo!”
***
“Eccoci…!” esclamò la capo-squadra, quando furono giunte davanti a un portello grande
quanto bastava per attraversarlo una alla volta.
“È in grado di aprirlo?” chiese Sue.
“Nessun problema!”
Con poche agili ed esperte mosse, la capo-squadra fece scattare il sistema di apertura
interno. La sua subordinata si chiese come mai la biotecnologia terrestre fosse ancora tanto
indietro da non prevedere nemmeno un sistema di bloccaggio atto a prevenire le
introduzioni non autorizzate!
Come il portello fu aperto, la conduttrice di quella piccola squadra organica aliena varcò il
pertugio e si trovò dentro un condotto verticale, munito di scaletta che portava verso l’alto.
Una freccia, sempre verticale, riportava la scritta: “To the control room”.
La capo-squadra scosse la testa e sussurrò alle altre: “Saliamo!”
Il pozzo terminava con una seconda botola, accompagnata da un’altra scritta: “Push to
open”. Stavolta l’esploratrice aliena ebbe un attimo d’esitazione, poi emise una ghignatina
beffarda e spinse su la botola senza più esitare.
Dopo una manciata di secondi, la squadra dell’organismo di Lamù si ritrovò all’interno
della camera di controllo della sezione Cardiaca, i cui pannelli denunciavano il regolare
funzionamento della stazione di pompaggio. Tutto sembrava in ordine, tranne i misuratori
dei parametri coronarici, ancora pericolosamente in zona critica.
Due membri della sezione si trovavano sprofondati nelle loro poltroncine, russando
sonoramente…
“Bel modo di controllare che hanno, questi qui…” sussurrò la capo-squadra “…sogni d’oro,
ragazzi!” si affrettò poi a raggiungere la porta che dava sul corridoio e stavolta ne aprì
prudentemente solo uno spiraglio. Rassicurata dal silenzio assoluto, spalancò anche quella
ed uscì, seguita dalle sue compagne.
Il condotto era rischiarato appena dalle deboli luci dell’impianto d’emergenza, ma era
comunque sufficiente per procedere. La capo-squadra spense quindi la sua torcia.
“Le luci sono accese, signora Mavis!”
“Già… si vede che qualche caloria gli era rimasta, dopotutto!”
“E ora, dove ci dirigiamo?”
“Vediamo un po’… la Neuro dovrebbe essere qui accanto. Se noi…”
“Ah, ma c’è scritto: guardi la!”
La capo-squadra alzò lo sguardo verso la parete di fronte e sgranò gli occhi alla vista di due
ulteriori frecce riportanti le seguenti indicazioni:
Sezioni Cefaliche (Cerebrale - Sensitiva - Motoria): su
Sezioni Corporee: (Immunitaria - Metabolica - Genetica): giù
Sezione Neurologica: 5 centimetri verso sinistra
“Da non crederci… scommetto che all’ingresso dell’Immunitaria troveremmo uno zerbino
con su scritto Benvenuti…!”
“Secondo lei ci stanno prendendo in giro…?” chiese l’assistente Sue.
90
La sua superiora la guardò in faccia e le sorrise, bonariamente: “Se è per questo, era da
quattro anni che ci prendevano in giro! Su, andiamo!”
***
Anche nella centrale del controllo emotivo il personale della Neuro era del tutto fuori
combattimento. Qualcuno aveva fatto in tempo a sistemarsi sopra un semplice materassino,
ma i più si erano semplicemente lasciati stendere al suolo.
In quanto al capo-sezione, stava dormendo profondamente sulla sua poltrona, le braccia a
penzoloni e il capo appoggiato allo schienale.
“Vedo che anche qui hanno dichiarato forfait” commentò Judy Mavis, la capitana della
pattuglia esplorativa “voi due state di guardia nel corridoio” disse poi alle altre “qua dentro
bastiamo io e Sue!”
“Sissignora!”
“Sarei proprio curiosa di vedere in che stato sono, giù alla Genetica!” disse la nominata Sue.
“Temo che dovrai tenerti la curiosità” replicò Judy “perché, non appena avrò finito qui, ce la
fileremo più che alla svelta! Come ho già detto prima, non escludo che qualche elemento
dell’Immunitaria possa essere ancora sveglio!”
“Certo, signora. Però… ciò che stiamo per fare… lei lo ritiene giusto, nei loro confronti?”
La capo-squadra sospirò: “Giusto o meno, è quanto ci hanno ordinato. Su, al lavoro!”
A questo punto, Sue si avvicinò al corpo inerte del capo della Neuro e, vincendo ogni
residua remora, frugò prima nelle tasche e poi nel colletto del suo camicie, sussurrando:
“Lei permette… vero, signor Simons?”
Ben presto ne estrasse una piccola chiave luccicante, assicurata ad un cappio che la
funzionaria organica di Lamù si affrettò a sfilare dal collo del dormiente. Prima di
consegnarla alla sua superiora, Sue Ellen la osservò riposare sul palmo della sua mano:
“Insisto a credere che ci stiamo comportando male, signora… fra un po’ ce l’avrebbero data
loro stessi!”
“Può darsi… ma probabilmente non avrebbero fatto prima quel che adesso siamo venute a
fare noi! E poi, con tutto quello che il signor Moroboshi ha fatto patire alla signora Lamù,
fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. Dammi qua!”
Con leggera riluttanza, Sue obbedì e consegnò alla signora Mavis la Chiave di Blocco
Relazionale che, secondo le severe normative del Regolamento Biologico, il responsabile
della sezione Emotiva doveva portare sempre con sé e non separarsene mai!1
Avutala in mano, la caposquadra Mavis (coadiutrice di Eileen Venus, responsabile della
Neuro della Principessa degli Oni), si avvicinò alla console dell’ignaro Hugh Simons.
Fu con sollievo che poté rendersi conto dell’assoluta identicità degli apparati neuronici
rispetto a quelli dell’organismo di sua provenienza e, senza esitare oltre, digitò sulla tastiera
le istruzioni relative alla procedura che era venuta a compiere.
Dopo avere acceduto al menù principale di controllo, Judy Mavis aprì questa schermata:
GENERAL OPTIONS
e, fra le possibili scelte, operò quella seguente:
INSERIMENTO BLOCCO PREFERENZA RELAZIONALE
Data la conferma, sul monitor comparve l’istruzione successiva:
1 In realtà, non tutti gli organismi umani - specie maschili - seguono questa rigida procedura: infatti, il capo della Neuro di Alan
Asuka (Philip Marlowe) non la portava affatto appesa al collo, ma la lasciava semplicemente depositata presso la consolle
dell’elaboratore emotivo. E così, la squadra di Seya… ma questa è un’altra storia!
91
INTRODURRE CHIAVE DI BLOCCO E GIRARLA IN POSIZIONE DI ATTESA
Compiuta la suddetta operazione, il display rispose ancora col messaggio:
INSERIRE NOMINATIVO PRESCELTO
La factotum della Neuro di Lamù si terse il lieve strato di sudore dalla fronte, quindi digitò
quel nome tanto significativo per milioni di ragazzi terrestri, ma così fondamentale per uno
solo di tutti loro.
PREMERE “INVIO” PER CONFERMA
Judy lo fece…
NOMINATIVO REGISTRATO
ATTENZIONE:
UNA VOLTA SETTATO IL BLOCCO NON SARà POSSIBILE RIMUOVERLO
SENZA RIPETERE LA PROCEDURA TRAMITE LA CHIAVE
L’UNICO ESEMPLARE NELL’ORGANISMO è CUSTODITO DALLA NEURO
IN CASO DI DISTRUZIONE O SMARRIMENTO SOLO LA NEURO DELLA GENITRICE
è IN GRADO DI PRODURRE UN DUPLICATO1
Poco più sotto si leggeva la domanda fatale:
PREMERE “ESC” PER ANNULLARE O “INVIO” PER CONFERMARE
A questo punto la signora Mavis si voltò per avere una sorta di tacito consenso dalla sua
aiutante… ma la buona Sue si limitò a guardarla, cercando di rimanere impassibile. Ciò
visto, la funzionaria organica aliena si decise e diede la conferma.
GIRARE LA CHIAVE IN POSIZIONE DI “SETTAGGIO” ENTRO 10 SECONDI
AL TERMINE DEL CONTEGGIO, IL MESSAGGIO PRECEDENTE verrà RIPETUTO
Mano a mano che i secondi restanti diminuivano, la mano di Judy tremava sempre di più…
quando il contatore arrivò a -4, l’inviata di Lamù mormorò: “Perdonaci, Ataru… lo
facciamo per il suo bene… e anche per il tuo!” e girò la chiave.
PREFERENZA BLOCCATA SU NOMINATIVO INSERITO
RI-ELABORAZIONE COEFFICIENTI RELAZIONALI IN CORSO
ATTENDERE TERMINE PROCEDURA
Judy Mavis tornò a tergersi la fronte e chiuse gli occhi, tenendo le mani appoggiate sul
piano della consolle. Mentre aspettava l’esito di quella discutibile operazione, si chiese se
una qualche pattuglia organica maschile si fosse mai introdotta all’interno di una Neuro
femminile per rubare il cuore di una donna e consegnarlo su un piatto d’argento allo
spasimante che lo aveva reclamato!
Per parte sua, ne dubitava.
***
Finalmente, un BEEP prolungato avvertì che la procedura aveva avuto termine. L’esecutrice
della medesima dovette fare violenza su sé stessa per volgere il suo sguardo verso il
display…
1 Questo rendeva impossibile a quelli di Alan rimuovere il blocco, dal momento che la signora Asuka era già morta.
92
PROCEDURA ESEGUITA CON SUCCESSO
PREMERE “INVIO” PER VISUALIZZARE I NUOVI LIVELLI DEI CODICI
Con la mano tuttora tremante, ma decisa (ormai non aveva più senso esitare), la caposquadra di Lamù premette infine il tasto indicato e, immediatamente dopo, comparve sul
display la prima delle cinque pagine contenenti i nominativi delle femmine conosciute
dall’organismo di Ataru Moroboshi, significativamente mutato dall’ultimo check-up
eseguito da Hugh Simons…
Pos.
Subject
C.R. Pts.
Zone
Notice
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
Lum ±
Shinobu Myake
Sakura
Oyuki
Benten
Tsuyuko Amamori
Ryunosuke Fujinami
Ran
Asuka Mitzunokoshi
Kurama
Ryoko Mendo
Elle Rosenbach
1974
998
751
375
372
298
283
278
127
64
49
25
LOVE
AFFECTION
AFFECTION
AFFECTION
AFFECTION
SYMPATHY
SYMPATHY
SYMPATHY
SYMPATHY
SYMPATHY
CONSIDERATION
CONSIDERATION
official
official
official
official
official
official
official
official
official
official
official
official
page 1 by 5
> next page
Current Update
Più tardi, il responsabile della Neuro di Ataru avrebbe constatato che, al di là del
sopravvenuto blocco che impediva a qualsivoglia altra ragazza di superare la soglia dei
1000 punti - rendendo così impossibile l’instaurarsi di anche un solo triangolo amoroso l’elaboratore emotivo aveva ricalcolato i coefficienti di tutti gli altri soggetti femminili
attraverso la consapevolezza di quello che Ataru provava (o meglio aveva sempre provato)
per la sua fantastica compagna venuta dallo spazio profondo. Si tenga infatti presente che il
livello di alcune ragazze prima corrispondente a una relazione “affettuosa” era dovuto a
un’interpretazione emotiva leggermente “forzata”, frutto di una sintesi ancora troppo
condizionata dall’aspetto “estetico” (parliamo di Ran, Kurama e Ryoko Mendo).1
Ora, invece, l’affetto o la simpatia attribuite alle conoscenze più importanti dell’organismo
erano molto più obiettive e quindi più reali.
Ad ogni modo, ecco cos’erano venute a fare le quattro componenti della squadra
“lamuttiana”: la loro missione consisteva appunto nell’impossessarsi una volta per sempre
del cuore di “Tesoruccio” in modo che la loro assistita non dovesse mai più soffrire per
ulteriori sbandamenti del suo ormai ufficializzato maritino!
Il Consiglio Organico della “Principessa degli Oni” aveva discusso a lungo sull’opportunità
di compiere una mossa del genere… miss Venus, la capo-sezione della Neuro, aveva cercato
di convincere la loro Coordinatrice a soprassedere, facendo osservare che negli ultimi giorni
le azioni comportamentali del signor Moroboshi erano state tali da meritare - finalmente - la
fiducia della signora Lamù: non l’aveva infine sposata? Non l’aveva fatta felice? Non le
aveva detto “ti amo”…? Non aveva dunque soddisfatto tutti i suoi desideri?
Cosa si poteva mai pretendere di più...?
Ma miss Rowena Starlet (ovvero L1), la Coordinatrice dell’organismo di Lamù, non si era
lasciata persuadere: la loro assistita aveva patito troppo in quei quattro anni di convivenza e
non avrebbe più sopportato alcun tradimento - anche solo platonico - da parte del ragazzo!
La loro unione era stata troppo sospirata, per non dover essere anche protetta! Dopotutto,
1 Vedi cap. 10.
93
Moroboshi aveva anche lasciato trasparire del rimorso, quelle volte che Lamù gli aveva
mostrato della sofferenza per i suoi sfarfallamenti, anziché limitarsi a scaricargli la sua ira
fulminante… ed era quindi anche nel suo interesse metterlo al riparo da ulteriori future
tentazioni!
Inoltre, miss Agilla Afros, responsabile della Genetica, aveva manifestato il sospetto che il
giovanotto avesse infine accontentato Lamù col matrimonio anche per potere finalmente
soddisfare i propri appetiti sessuali, dal momento che nessun’altra se lo filava!
Proprio quest’ultima considerazione aveva determinato nel Consiglio un voto di quasi
unanime approvazione per quell’Operazione che si era appena svolta all’interno del consorte
di Lamù!
“I nostri colleghi diventeranno furiosi, nei nostri riguardi…!” aveva comunque fatto
presente Eileen Venus.
“Oh, senza alcun dubbio” aveva annuito la Coordinatrice Rowena Starlet “ma vedrete che, a
cose fatte, ci ringrazieranno!”
Capitolo 28: “Bastardi misogini… non ci posso credere…!!!”
L’
inviata della Neuro di Lamù estrasse la chiave dal suo alloggiamento e la ripose in
una tasca della sua tuta.
“Andiamocene” disse alla sua assistente “non abbiamo più niente da fare, qui…!”
“D’accordo signora!” replicò Sue Ellen, pensando fra sé e sé che avevano fatto anche
troppo! Si affrettarono quindi a uscire nel corridoio, dove ritrovarono le loro due compagne.
“Possiamo andarcene!” annunciò loro la signora Mavis.
“Capo-squadra” replicò invece una di esse “c’è qualcosa che dovrebbe vedere!”
“Di che si tratta?”
“Una cosa che abbiamo visto… vorremmo il suo parere!” rispose l’assistente che portava il
nome di Leanna.
Miss Mavis si limitò a seguire la compagna, che la condusse, attraverso un breve tratto di
condotto, nel punto dove si vedevano spuntare due misteriosi terminali di connessione, in
alto lungo la parete. La stessa presentava evidenti segni di una qualche reazione abbastanza
violenta: era annerita quasi fino al pavimento e sparsa di grosse chiazze di corrosione.
“Per la Zebra Tigrata dell’Unicorno…!1 Cos’è mai successo, qui…??”
“Dev’essere saltato qualche sorta di apparato, non c’è alcun dubbio!” rispose Leanna.
“Sì, è probabile” ribatté Sue “ma di che genere?”
“Questo non lo sappiamo” rispose Leanna “ma, di sicuro, ha qualcosa a che fare con la
natura dei due terminali!”
“Che natura…?” domandò la capo-squadra.
“Legga quelle targhette, signora!”
Judy Mavis aguzzò la vista e prese atto che presso uno dei due terminali era sistemata una
placca riportante la scritta “Sensual Current INPUT”, mentre quella sistemata presso
l’altro terminale riportava invece “Sensual Current OUTPUT”. A completare il quadro
una terza targa - abbastanza affumicata, ma ancora leggibile - troneggiava al centro poco
sotto i terminali e le gentili esploratrici aliene poterono leggervi sopra una dicitura piuttosto
inquietante: “Anti Seduction Device n° 13”…!
Se quei mammalucchi della Sensitiva si fossero limitati a scrivere sulla targa il semplice
acronimo “ASD”, probabilmente la coadiutrice della Neuro di Lamù non si sarebbe
1 È il segno zodiacale di Lamù.
94
soffermata troppo a riflettere sull’utilizzo a cui fosse stato destinato l’apparato collegato in
precedenza a quei due terminali… ma sapere che si trattava di un “dispositivo anti
seduttorio” non solo non le tornava proprio, ma non le piacque manco per niente…!
*Come potevano esserci dei dispositivi del genere, qui dentro…? Quel disgraziato si
arrapava anche alla vista di una Barbie nella vetrina di un giocattolaio!*
Rimugina e rimugina, alla fine un atroce sospetto si fece strada nella sua mente, finendo suo
malgrado per cristallizzarvisi…
“No… non può essere…!! No, sarebbe troppo…!!!” mormorò, non del tutto sottovoce.
“Signora, che le succede…?” domandò Sue, premurosamente.
Judy non le rispose e si rivolse invece alla componente della loro Sensitiva: “Leanna… ti sei
fatta un’idea di cosa ci fosse appeso, lì sopra?”
“Temo di sì, signora… ma avrei bisogno di un riscontro, per esserne sicura!”
La capo-squadra annuì, decisa: “Okay… allora facciamo subito una visita alla Sensitiva!”
“Ma abbiamo il tempo per farlo, signora Mavis?” intervenne Sue.
“Dobbiamo rischiare… non ce ne andremo da qui con un dubbio del genere! E poi è sulla
strada per ritornare. Avanti, sbrighiamoci!”
***
Dopo essere risalite fino alla zona cefalica - e avere incontrato lungo il percorso altre cinque
postazioni di quei misteriosi marchingegni - le componenti della pattuglia organica urusiana
giunsero finalmente davanti all’ingresso della sezione di Jerry Humper, custodita (si fa per
dire) da un altro paio di dormienti membri dell’Immunitaria. Il fragore del loro russare era
oltremodo rassicurante…
“Questi qui non si sveglieranno prima di una settimana…!” commentò Judy Mavis.
“Ha notato quegli stivaletti che portano ai piedi? Che cosa saranno?”
Leanna, la collega della Sensitiva, rispose con un sogghigno e indicò alla sua assistente la
scritta sulla parete che avvertiva di non appoggiarvisi per non rischiare di subire qualche
scarica dall’esterno! Per chiarire meglio il concetto, imitò poi la classica postura che
assumeva Lamù prima di lanciare le sue saette contro l’uomo della sua vita.
“Oh, capisco…” esclamò Sue Ellen “…poverini!”
“Poverini un corno!!” ribatté Judy, categorica. Quindi aprì l’ingresso e lo varcò. L’interno
mostrava i panelli di controllo tutti in posizione di stand-by, mentre il pavimento era anche
lì popolato da alcuni tecnici, sempre in braccio a Morfeo. La capo-squadra si avvicinò a una
seconda porta riportante una scritta che indicava l’ufficio del capo-sezione.
“Caro signor Humper… spero che le mie siano solo stupide fantasie scientifiche. Lo spero
proprio… per lei!” detto ciò, entrò nella stanza.
L’ufficio-laboratorio di Jerry Humper era ingombro di strumenti per analisi chimiche ed
elettriche. Le pareti sostenevano alcuni grafici, uno dei quali fu subito riconosciuto da
Leanna come la sintesi delle scariche ricevute dall’organismo di Ataru in tutti quegli anni.
In calce si leggevano anche le note di Hoffman sull’entità dei danni provocati.
*Mi dispiace…! Sperò proprio che non ce ne sarà mai più bisogno!* si disse Leanna con
una lieve punta di rimorso: era stata proprio lei l’incaricata del lancio di quelle scariche!
Il capo della Sensitiva di Moroboshi stava dormendo riversato sul suo tavolo da lavoro,
circondato da una moltitudine di fogli zeppi di calcoli e di formule. Teneva la testa
appoggiata sulle braccia e mostrava un’espressione leggermente sorridente.
“Coscienza tranquilla, eh…? Meglio per te!” commentò miss Mavis, a bassa voce,
scartabellando velocemente fra tutte quelle carte “Niente… forse… no, questo non
c’entra… allora questo? No, nemmeno!”
95
“Signora… forse qui!” Sue Ellen aveva adocchiato un armadietto etichettato “ARCHIVIO”
e, con il buon senso di tutti gli assistenti, aveva pensato che potesse essere il posto giusto
per trovare ciò che stavano cercando. La capo-squadra si avvicinò annuendo e cominciò ad
esaminarne il contenuto.
Nel primo contenitore, niente… nel secondo, neppure… nel terzo…
“Ah… ci siamo…!!” esclamò miss Mavis, dopo avere frugato per qualche secondo e avere
scorto una cartella etichettata “ASD”. Si affrettò ad estrarla e a passarla alla sua aiutante,
dopo averne prelevato il contenuto. Con occhi inquieti, scorse febbrilmente quei fogli…
SYSTEM ALIN PROJECT
(Anti Lum Inibitor Network)
Paragrafo 1:
Caratteristiche del dispositivo SISAS (Sensual Impulse Selective Auto Shunter)
Parametri Elettrici - Procedura di Installazione - Range di funzionamento
Paragrafo 2:
Schema di Collegamento - Accensione e messa a regime - Taratura sul Soggetto
Inibitore
Paragrafo 3:
Procedura di scaricamento - Controllo della Funzionalità - Dismissione del Sistema
“Bastardi misogini…” le sue labbra tremavano “…non ci posso credere…!!! Leanna!”
“Eccomi, miss Mavis!” rispose la collega della loro Sensitiva. Quando questa le fu accanto,
Judy le porse il fascicolo.
“Da’ un’occhiata… e dimmi che non è vero, ti prego!”
Leanna esaminò con veloce attenzione il contenuto di quei fogli e non le ci volle molto per
capire che cosa descrivevano…
“Non credo ai miei occhi… i nostri scienziati avevano studiato una cosa del genere per
prevenire gli abusi sessuali, però non era mai stato considerato realizzabile… non possono
esserci riusciti…!”
“Dobbiamo presumere che lo abbiano fatto, invece!” replicò Judy, con un tono di evidente
ira repressa “Brutti figli di puttana! Ma pensa…! Povera signora…!!”
“Adesso capisco perché non era mai riuscita a sedurlo…! Ed ecco perché suo marito ha fatto
fatica a… beh, ad arrivare al sodo, ieri sera: probabilmente non riuscivano a disinserirlo!”
Miss Mavis annuì: “Si vede che erano sorte delle complicazioni… ma perché non lo hanno
disinserito per tempo, allora…?”
“Questo, bisognerebbe chiederlo a lui!” rispose Leanna, girandosi verso Humper, che
continuava tranquillamente a dormire.
“Già… ed è proprio quello che farà il Consiglio Organico… assieme a un mucchio di altre
domande!”
“Vuole… vuole forse dire che…”
“Proprio così, Leanna: lo portiamo con noi! Ragazze” le altre due componenti della squadra
si avvicinarono, pronte agli ordini “prendete su quel genio diabolico e andiamocene da
questo fottuto covo di maschilisti…!”1
“Ma, signora” protestò Sue Ellen “non possiamo sequestrare un membro del Consiglio
Organico della controparte… è contro tutte le regole!”
1 Più “fottuto” di così… (nd Percival)!
96
Judy Mavis sogghignò: “Stronzate!! Sono stati loro i primi a calpestare tutte le regole!
Avanti, muoviamoci, prima che qualcuno si svegli!”
Senza più replicare, Sue Ellen e la quarta componente del “commando organico urusiano”
presero per le ascelle e per le gambe il povero Humper e lo trasportarono fuori, seguite dalla
signora Mavis e da Leanna. E l’ultima - manco a dirlo - chiuse la porta.
Lo spostamento d’aria conseguente fece muovere alcuni fogli sul tavolo di Humper, uno dei
quali cadde a terra… essendovi stato il capo della Sensitiva appoggiato sopra, nessuna di
loro aveva potuto vederlo e, men che meno, leggere quanto c’era scritto:
CATALIZZATORE SENSITIVO PRO INDUZIONE MONOGAMIA IN ATARU
(basato sul progesterone contenuto nel fluido lubrificante vaginale di Lamù)
L’indomito Jerry Humper ci aveva lavorato per ore, dopo avere neutralizzato del tutto la
famigerata rete ALIN… e non avrebbe mancato di realizzarlo, subito dopo essersi goduto un
più che meritato riposo.
Ma ora… chi può dire se l’avrebbe mai più potuto fare…?
Capitolo 29: “Dubito che ce lo rimanderanno indietro!”
L
a sezione Sensitiva riuscì a mettere finalmente a fuoco l’immagine in concomitanza col
risveglio dell’organismo… e la leggera ansia per la lentezza con la quale era riuscita a
farlo svanì subito quando Ataru si trovò di fronte il bellissimo viso di Lamù.
“Ciao…!” le sussurrò, cercando di sorriderle.
“Ciao, tesoruccio…!” gli rispose lei, con lo stesso tono di voce e rendendogli il sorriso. Poi
gli diede un tenerissimo bacio sulle labbra “Come stai…?”
“Bene… mi pare…!” il ragazzo si sollevò lentamente dal guanciale, trovando quel
movimento più faticoso di quello che pensava “Che ore sono…?”
La mogliettina si portò velocemente la mano alla bocca, cercando di mantenere
un’espressione seria, ma invano: “Vorrai dire che giorno è…!”
“Come sarebbe…?!” chiese lui, cercando di connettere quanto poteva (Fewer non era in
grado riaccendere troppe cellule cerebrali allo stesso tempo, almeno finché la Metabolica
non fosse stata in grado di rifornirlo in maniera sufficiente).
“Lo sai quanto hai dormito?”
Ataru corrugò le sopracciglia, non troppo impaziente di ricevere la risposta: “Quanto…?”
Lamù alzò la mano destra, tenendo ripiegato il pollice.
“QUATTRO GIORNI…??!!” esclamò il maritino, decisamente spaventato. Aveva
contemporaneamente drizzato la schiena, avvertendo però una discreta fitta di dolore
“AHIII…!!!”
“Fermo, fermo…!” Lamù gli afferrò premurosamente le spalle “Non devi fare movimenti
bruschi, amoruccio mio…!”
“Santi Numi, Lamù… ma si può sapere cos’abbiamo combinato, l’altra notte…? Io mi sento
a pezzi…!!”
“Scusami, tesoruccio, scusami…” la sposina abbassò pudicamente gli occhi, esprimendosi
con un tono singolare, dove il rimorso si mischiava alla felicità “…lo so che avremmo
dovuto smettere dopo la sesta volta… ma è stato più forte di me!!”
“La sesta…?? Ma… e dove saremmo arrivati?? No, non me lo dire!!” fece poi, sempre
timoroso nel sentire la risposta.
“Otto… no… nove, credo!”
Ataru avvertì un’altra fitta, più forte, alla schiena…
97
“Io l’ho sempre detto che sei una megalomane…!!!” sbottò, con un tono un po’ risentito
“Porca miseria, Lamù… va bene che te lo dovevo… ma un po’ di misura!! Lo sai che
potevo anche restarci secco…?!” il ragazzo non voleva parlare sul serio, ma ebbe un guizzo
quando si accorse che le spalle di Lamù cominciarono ad essere scosse dai singhiozzi “Ehi,
cara… guarda che stavo scherz…”
“Oh, tesoruccio…!!!” lei lo abbracciò, scoppiando in lacrime “Ero così preoccupataaa…
sigh… sob… sob…!! Se il dottore non fosse… sniff… riuscito… sob… a calmarmi
dicendomi che non era… sob… niente di grave… sniff… sarei morta di pauraaa…!!
BOOOHHH…!!! SIGH…!!! SOB…!!!”
Lui rimase sconcertato da questa reazione e si affrettò a ricambiarle l’abbraccio.
“Ma davvero…? Mi hai fatto visitare…?”
“Per forza… sniff… non… non ti risvegliavi più… sniff… credevo che fossi…”
“Su, su…” replicò lui, accarezzandole la testolina verde “…ora è passato. Sto bene, sto
bene!”
Lei lo guardò, sorridendo tra le lacrime: “Sniff… davvero…??”
“Sì, sì… almeno credo! Un buon bagno mi rimetterà in sesto, vedrai!”
“Giusto! Corro subito a preparartelo… così lo facciamo insieme!”
“Ehi, calma: se vuoi che mi riprenda del tutto… sarà il caso che porti pazienza, almeno fino
a stanotte…!”
Lamù tornò indietro e lo baciò sulla guancia: “Stai tranquillo, amoruccio mio: ti farò solo un
bellissimo bagnetto. Tu pensa solo a rilassarti… fidati!”
E lo baciò di nuovo…
***
La porta della saletta riservata ai meeting d’emergenza, prospiciente all’ufficio di
Wellington, si aprì, tornando a mostrare la figura del capo dell’Immunitaria.
“Allora…?” domandò A1, senza preamboli, circondato dai restanti membri del Consiglio
Organico.
Hoffman scosse la testa: “L’abbiamo cercato dappertutto… anche nei posti più
inverosimili… niente!”
Il Coordinatore batté il pugno sul tavolo e imprecò sottovoce, chiedendosi quando mai le
grane sarebbero finalmente terminate, dentro a quell’organismo disgraziato.
“Io non capisco” borbottò “cosa gli potrà mai essere successo…??”
Brad Fewer se ne stava a braccia conserte, fissando la superficie del tavolo per le riunioni:
atteggiamento piuttosto insolito per la sua indole flemmatica e razionale.
“Era distrutto…” disse “…nelle ultime settimane non s’era dato un attimo di tregua. E
anche dopo la fine di quell’ordigno infernale… ha voluto completare l’opera a tutti i costi,
escludendo del tutto la rete ALIN. Non vorrei…” esitò “…non vorrei che avesse avuto un
esaurimento improvviso e…”
“Non pensarci neanche!!” sbottò improvvisamente Hugh Simons “Non può essere: era
troppo contento d’essere riuscito ad abbattere la maledetta barriera anti-Lamù. Non vedeva
l’ora che quei due potessero finalmente essere felici!”
“A proposito, Simons” intervenne A1 “i vostri circuiti selezionatori sono stati resettati per
inviare nuovamente parte degli impulsi mnemo-percettivi della signora verso l’elaboratore
emotivo?”1
1 Vedi cap. 20.
98
Il capo della Neuro annuì: “Il mio assistente Greebs sta provvedendo proprio ora, signore.
Gli ho detto di farci rapporto, non appena avrà finito!”
A quel punto si sentì ancora bussare alla porta e Wellington diede l’avanti. Nathan Greebs,
il citato assistente di Simons, entrò seguito da Danny Logan, elemento di fiducia della
Sensitiva (quello che aveva tentato di dissuadere il loro capo dal bypassare personalmente i
terminali dell’ASD n° 13).
“Con permesso!” disse il primo.
“Ah, giusto te, Greebs” lo apostrofò immediatamente Simons “hai terminato la procedura
per ripristinare il collegamento con l’elaboratore emotivo?”
L’interpellato sembrò esitare un momento, poi rispose: “Sì, signor Simons: dieci minuti
fa… ma è successo un fatto nuovo!”
“Un fatto nuovo…??” domandò A1, prevenendo Simons “Di che si tratta? Si spieghi!”
“Sissignore…” il subalterno della Neuro deglutì “…ecco: il signor Trynor, subito dopo il
resettaggio dei selezionatori, ha effettuato un check-up dei Codici Relazionali” si rivoltò
verso il proprio responsabile “come da istruzioni, volevamo appurare se quello della signora
Lamù avrebbe subito il previsto aumento di 500 punti dovuti all’avvenuto rapporto C!”
“Giusto, Greebs” annuì Simons “ebbene…?”
Per tutta risposta, il suo assistente si cavò di tasca uno stampato e glielo porse: “Questo è il
risultato dell’analisi, signore!”
Il responsabile della Neuro allungò la mano per afferrare quel foglio e lo esaminò con cura,
riferendo con soddisfazione all’assemblea che il livello della Principessa degli Oni era
ormai arrivato a 2474 punti1… non poté tuttavia evitare di rendersi contemporaneamente
conto che anche i C.R. di tutte le altre conoscenze femminili di Moroboshi si erano
notevolmente modificati verso il basso!2
“Ma… come possono essere scesi tutti così? Non abbiamo ancora messo a punto il
catalizzatore sensitivo…!”3
Pur avendo parlato a mezza voce, il suo collaboratore lo aveva perfettamente udito:
“Signore… secondo Trynor, i nuovi livelli relazionali farebbero ritenere che…” fece un
respiro profondo “…sia stato reso operativo un blocco di preferenza!”
Hugh Simons alzò la testa e impallidì: “Che cosa…??” subito dopo gli venne istintivo
tastarsi il petto e i suoi colleghi lo videro trasalire: “Santo Cielo…!!!”
“Che le succede, Hugh…?!” chiese il Coordinatore, con la voce già carica del suo
proverbiale nervosismo. Finora, purtroppo, il suo fiuto per i nuovi contrattempi non lo aveva
mai tradito!
Il povero Simons continuava a darsi piccole pacchette sul torace, poi si cacciò una mano nel
colletto slacciato, alla disperata ricerca di qualcosa che non si trovava più dove avrebbe
invece dovuto essere…
“Oh, no… oh, misericordia… questo no…!!!”
“SIMONS…!!! SI PUÒ SAPERE COS’ALTRO CAZZO HA COMBINATO…??”
Coi bulbi oculari ormai fuori dalle orbite e la carnagione diafana, il subordinato sibilò, con
voce rotta: “La chiave di blocco… non ce l’ho più…!!”
Il Coordinatore Wellington cominciò a scuotere la testa con tale violenza che sembrava
volesse lanciarla da qualche parte… lanciò invece verso lo sciagurato capo della Neuro uno
sguardo così feroce che nessuno, là dentro, gli aveva mai veduto finora: “SIMONS… IL
1 Le “volte” erano state 9, ma possiamo supporre che il guadagno di 500 punti sia relativo a un’intera “notte d’amore”… altrimenti si
comincerebbe a esagerare! Non vogliamo mica che Ataru diventi scemo come Megane, non è vero…?
2 Vedi la lista al cap. 27.
3 Quello per rendere monogamo Ataru.
99
DEGRADO DELLA SUA EFFICIENZA STA RAGGIUNGENDO UN LIVELLO
DECISAMENTE PREOCCUPANTE, OLTRE CHE INTOLLERABILE!! LE MANCAVA
SOLTANTO DI SMARRIRE LA CHIAVE DI BLOCCO…!!”
“Ma io non l’ho smarrita, signore” protestò il poveraccio, con voce angosciata “non me la
toglievo mai di dosso, glielo giuro… nemmeno durante il riposo!!”
“Lo posso confermare, signore” intervenne in sua difesa l’assistente Greebs “sono certo che
la chiave è stata sottratta al signor Simons dallo stesso che ha poi settato il blocco!”
“MA CHI…?? SENZA LA MINIMA DELIBERA DEL CONSIGLIO, POI!! CHI
AVREBBE MAI POTUTO COMMETTERE UN’INFRAZIONE DI UNA TALE
GRAVITÀ, QUI DENTRO…??!”
“Nessuno” rispose immediatamente Brad Fewer, con voce secca e decisa “mi sento di
garantirlo per l’intero personale organico. Signore” aggiunse poi, guardando bene
Wellington negli occhi “per quanto appaia assurdo e grave… credo di potere esprimere una
sola ipotesi: c’è stata un’infiltrazione esterna!”
Il Coordinatore dell’organismo rimase lungamente a studiare lo sguardo del capo della
Cerebrale, come a volersi convincere che quest’ultimo stava parlando sul serio.
“Ma chi…?? Chi avrebbe mai osato tanto…??!”
“Sicuramente gli stessi che hanno rapito il signor Humper, signore!”
Questa frase era stata pronunciata da Danny Logan, il membro della Sensitiva entrato
assieme a Nathan Greebs e che, già da qualche minuto, cercava inutilmente di attirare
l’attenzione dei presenti su di sé. Chris Wellington lo accontentò subito, chiedendogli, con
tono duro: “Che diavolo intende dire, lei…?!”
“Signore…” rispose l’altro, esitando “…quali che fossero le sue intenzioni, il nostro capo
non se ne sarebbe mai andato lasciando il suo ufficio con tutti i suoi appunti in vista e
l’archivio aperto… e c’è di peggio!”
“Continui…!” lo incalzò il Coordinatore.
“Non troviamo più la cartella contenente il progetto ALIN!”
Ormai in preda a un terribile sospetto, Wellington domandò, aggrappandosi all’ultima
speranza: “Non potrebbe… averlo distrutto lui…?”
“No, signore: non senza dirci niente, glielo assicuro. Lo hanno senz’altro preso i rapitori!”
Brad Fewer, con la testa appoggiata sconsolatamente ad una mano, non poté fare a meno di
intervenire: “Le rapitrici… vorrete dire!” precisò, emettendo un rumoroso sospiro.
Il Coordinatore si voltò di scatto verso di lui: “Fewer… davvero lei ritiene che…” la voce di
A1 era tremante, cosa assolutamente inedita, da parte sua.
Il capo della Cerebrale sospirò di nuovo: “Questo organismo è stato praticamente inerte,
nelle ultime novantasei ore… anche l’Immunitaria aveva il personale fuori servizio! Ora…
l’elaboratore emotivo presenta un blocco preferenziale (ed è superfluo chiedersi su quale
soggetto)… la chiave per l’eventuale sbloccaggio è sparita… Humper non si trova e il
progetto dei SISAS nemmeno…” Brad Fewer allargò le braccia con amara eloquenza
“…non è difficile capire chi avesse interesse a fare tutto questo!”
Chris Wellington lasciò passare una manciata di secondi, come per metabolizzare quanto
aveva sentito dal suo subalterno. Poi tutti lo videro stringere i pugni ed emettere un sordo
ruggito: “Ah… è così, dunque…?! Dopo tutto il mazzo che ci siamo fatti per indurre
Moroboshi a rendere felice la sua fidanzata (impostasi, notare bene!)… quelle sgualdrine
avrebbero osato arrogarsi il diritto di violare questo organismo… e prendersi di prepotenza
ciò che stavamo per offrir loro spontaneamente…?! MA NON ESISTE!!”
“Signore, aspetti…!” cercò di intervenire Fewer, alzando la mano.
100
“No, Brad…! È vero che l’abbiamo fatta penare per anni… è vero che non siamo sempre
riusciti a evitare che Ataru si comportasse da carogna… è vero che le lesinava persino i
baci… sono vere tante altre cose… ma stavolta quelle hanno davvero esagerato! No, questo
non lo posso accettare! Rowena Starlet mi sentirà…!!”
Detto ciò, il Coordinatore di Ataru Moroboshi voltò le spalle ai convenuti e rientrò nel suo
ufficio, sbattendo la porta. Al fracasso fece seguito un silenzio piuttosto cupo, interrotto poi
da una voce lamentosa…
“Povero Jerry” gemette il capo della Neuro “lo uccideranno…!!”
A tale affermazione lapidaria, il collega della Cerebrale si riscosse.
“No… non sono così feroci! No, non lo faranno… nondimeno…”
“Nondimeno…?” chiese Hoffman.
“Beh… dopo lo scherzetto di quegli affari…” scosse la testa “…dubito fortemente che ce lo
rimanderanno mai indietro…!”
Mentre Hugh Simons si coprì gli occhi con una mano, gli altri colleghi si guardarono l’un
l’altro, con la più viva preoccupazione dipinta sul volto.
Capitolo 30: “L’ha realizzata lei, tutta questa roba?”
“S
ignor Humper…! Signor Humper, si svegli!!”
“Eh…? Come…? Cosa…? Chi…??”
Il malcapitato direttore della Sensitiva di Moroboshi si riscosse dal torpore e cercò di
riordinare le idee… aprì quindi gli occhi, fissando la figura che cercava di riportarlo alla
realtà. Come si rese conto di trovarsi al cospetto di un elemento organico di ovvia natura
femminile, fece un vero e proprio salto sulla branda dove lo avevano coricato.
“Ma… e lei chi sarebbe…??!!”
La funzionaria organica che aveva provveduto a rianimarlo si lasciò scappare un ghigno e
incrociò le braccia, volgendogli uno sguardo ironico. Ma poi decise di essere più conciliante
e gli tese la mano: “Mi presento subito, signor Humper: sono Wendy Neblos, direttrice della
sezione Immunitaria!”
Il povero Humper tentò di assimilare le parole che aveva appena sentito, ma qualcosa non
gli quadrava! Poi gettò uno sguardo panoramico sul locale dove si trovava, constatando con
sgomento che non assomigliava per nulla al suo laboratorio, né tanto meno a quello di Dick
Hoffman…!
“L’Immunitaria…? La sezione Immunitaria di chi…??!” domandò.
“Dell’organismo umano femminile urusiano della signora Lamù!” rispose l’altra.
Il capo della sezione Sensitiva di Ataru Moroboshi chiuse gli occhi e respirò
profondamente… per quanto assurda e incredibile apparisse quella risposta, egli non ebbe il
minimo dubbio che la sua interlocutrice gli stava dicendo la pura verità!
“Mi troverei dunque…” chiese ancora, riaprendo gli occhi e sbarrandoli.
Miss Neblos annuì semplicemente con la testa. Al suo posto, più di un suo collega avrebbe
dato a questo punto in escandescenze, ma lui, una volta realizzata la situazione, decise
saggiamente di mantenere un atteggiamento pacato.
“E… potrei sapere come sono capitato qui dentro…?”
L’organica “lamuttiana” tornò a sorridere: “Mi dispiace, ma non sono autorizzata a
spiegarglielo… tuttavia potrà chiederlo direttamente al nostro Consiglio Organico!”
Il poveraccio fu scosso da un brivido: “Il vostro…?”
101
“Comunque, per il momento, ho l’ordine di condurla semplicemente dalla nostra
Coordinatrice. Vuole avere la bontà di seguirmi?” chiese infine Wendy, indicando la porta
spalancata.
“Ritengo di non essere in grado di rifiutare” sospirò Humper “Non è vero, miss Neblos…?”
“Credo proprio di no!”
***
Durante il tragitto verso l’ufficio di “L1”, il responsabile della Sensitiva di Moroboshi fece
del suo meglio per impedirsi di pensare a come sarebbe finita l’avventura in corso. Le
eventuali conseguenze potevano essere troppo spiacevoli per non rischiare di fargli perdere
la lucidità mentale e Jerry Humper sapeva di quanto ne avrebbe avuto bisogno!
Al suo passaggio le componenti organiche incontrate lungo il percorso lo guardavano con
una discreta varietà di espressioni, che andavano dall’impassibilità più completa all’ostilità
più assoluta: anche un’intelligenza meno acuta della sua avrebbe intuito che queste ultime
appartenevano, senza ombra di dubbio, alla sezione Emotiva della moglie del suo assistito!
Humper richiuse gli occhi e tornò a sospirare: *Addio, colleghi* si disse mentalmente, forse
a scopo scaramantico *è stato bello lavorare con voi…!*
Si riscosse quando sentì la voce della sua accompagnatrice: “Siamo arrivati, signor Humper:
si accomodi pure!” gli disse, dopo avere aperto una seconda porta.
Dopo aver deglutito e respirato a fondo, il “prigioniero” varcò l’ingresso e si trovò di fronte
alla scrivania della Coordinatrice Organica della Principessa degli Oni: Rowena Starlet in
persona! Manco a dirlo, sulla parete dietro di lei campeggiava un ritratto di Ataru
Moroboshi, in una delle sue espressioni più strafottenti.1
“Le presento la signora Starlet, la nostra Coordinatrice!” così dicendo, miss Neblos
riattraversò l’ingresso e lo richiuse, lasciandoli soli.
La nominata “capa” dell’organismo lamuttiano non alzava la testa dai documenti che stava
consultando. Cosicché, obbedendo a un subitaneo impulso, Jerry Humper stese la mano
destra: “Molto onorato! Io sono…”
“Lo so chi è lei” fu la secca risposta di L1 “si sieda!”
Il malcapitato si rese conto di aver commesso una cretinata, quindi ritirò la mano e obbedì,
deglutendo un’altra volta. Tanto per esorcizzare lo spiacevole momento, rifletté che la
temperatura presente in quell’ufficio era decisamente alta… ma gli sembrò di sentire ancora
più caldo quando si accorse che la signora Starlet stava consultando proprio i fogli del
progetto ALIN…!
A un tratto, la direttrice organica di Lamù tese un braccio verso la sua destra: “Questa è
miss Eileeen Venus, la responsabile della nostra Neuro!”
Jerry Humper ebbe un sussulto quando si accorse della presenza di una terza entità nel
locale che occupavano… si rialzò di scatto e stava per ripetere l’inopportuno gesto della
mano; però si bloccò in tempo, ripiegando su un lieve inchino.
“Buongiorno, Miss Venus…!” borbottò, a bassa voce.
Pur rimanendo seduta, quest’ultima gli rispose con un inchino molto più profondo e poi lo
fissò con attenzione. Non v’era ombra di sorriso nella sua espressione, ma nemmeno del
disprezzo. Anzi, sembrava quasi esserci una parvenza di comprensione, se non quasi di
rispetto!
Jerry Humper emise un leggerissimo sospiro di sollievo e si risedette.
1 Ogni lettore se la immagini come preferisce!
102
“Bene, veniamo al punto…” riprese a parlare Rowena Starlet “…l’ha realizzata lei, tutta
questa roba?” e, così dicendo, la Coordinatrice lamuttiana sventolò il famigerato progetto
ALIN davanti al suo disgraziato ideatore… che annuì, silenziosamente.
“Signor Humper, non l’ho sentita!!”
Se mai il poveretto si fosse chiesto se la direttrice organica della Principessa degli Oni
potesse avere un caratterino identico a quello del Coordinatore del suo consorte, ora quel
dubbio non ce lo aveva più!
Tossicchiò per schiarirsi la gola: “Sì… è opera mia!”
“Ah, bene…! Lo sa? La sua omologa della nostra Sensitiva, miss Anya Orion, non voleva
crederci, neanche dopo avere letto questi documenti! Dalle conoscenze in nostro possesso,
ritengo che, dalla comparsa della specie umana nel Cosmo, nessuna Sensitiva fosse mai
riuscita a realizzare una cosa simile… e c’è riuscito lei…!”
“Già…” ribatté l’interessato, tenendo gli occhi bassi “…ci sono riuscito… purtroppo!”
L1 assunse un’espressione beffarda: “E perché purtroppo…? Il suo è uno straordinario
traguardo scientifico, signor Humper… come direttrice di un organismo biologico, devo
sinceramente complimentarmi con lei!”
Humper fissò con sguardo apparentemente neutro la sua interlocutrice, che continuava a
sorridergli: “Ovviamente… le mie congratulazioni non possono che rivestire il puro aspetto
scientifico… perché, dal punto di vista meramente umano… quello che lei ha compiuto,
signor Humper, rappresenta una vera e propria mostruosità! Spero che almeno se ne renda
conto…!!”
Mano a mano che L1 procedeva nel parlare, la sua voce si faceva sempre più metallica e la
sua espressione più dura. Nondimeno, il povero Humper non riabbassò il suo sguardo.
“Sarei un ipocrita, se lo negassi” rispose, con tono sommesso ma fermo “ma spero, a mia
volta, che lei si renda conto che le mie azioni derivano da ordini ben precisi. La mia
responsabilità - alla quale non mi sottraggo - è semplicemente tecnica!”
“E le sembra poco…?”
Questa significativa domanda non gli era stata rivolta dalla sua accusatrice diretta, bensì
dalla seconda entità che lo stava ascoltando. Si girò allora verso di lei.
“Lo so” rispose, sospirando “non è affatto poco, miss Venus! È vero… avrei potuto
rifiutarmi di risolvere il problema postomi, dicendo semplicemente al mio Coordinatore che
non era una cosa possibile. Tuttavia…”
“…tuttavia non lo ha fatto!” L1 concluse la frase per lui.
Humper tornò a guardare quest’ultima e confermò: “No… infatti!”
“E perché…?” tornò a chiedergli la responsabile della Neuro.
Cosa rispondere? Che A1 non gli avrebbe mai creduto, dopo tutte le diavolerie che in
precedenza era riuscito a concretizzare? Che, sotto sotto, il suo Coordinatore era riuscito a
stuzzicare la sua vanità nell’affrontare una sfida impossibile come quella?1 Che si era infine
convinto a farlo perché aveva compreso le buone intenzioni che c’erano dietro?
Quest’ultima spiegazione era in effetti la più sincera, ma avrebbe implicato raccontare a
quelle “gentili signore” tutta la storia e ci sarebbe voluto troppo tempo. Inoltre, non toccava
nemmeno a lui.
Jerry Humper, come funzionario responsabile dell’organismo umano terrestre di Ataru
Moroboshi, poteva dare in quel momento una sola risposta sensata. E così fece.
1 Sfida consistente nel far “resistere” Ataru Moroboshi, il “superarrapato per eccellenza”, alle irresistibili avances di Lamù!
103
“Perché era mio preciso dovere fare quanto disposto dal nostro Coordinatore, al di là di
quali fossero le mie opinioni personali. Il Regolamento Biologico parla chiaro, signora
Starlet!”
Tenendo le mani giunte a mazzetto, la Coordinatrice di Lamù guardò a lungo in viso il suo
interlocutore e si convinse della sua buona fede. Sospirò: “D’accordo, signor Humper…
credo anch’io che tutta la faccenda non sia piaciuta neanche a lei! Ad ogni modo,
comprenderà che qua dentro ne vogliamo sapere un po’ di più, non pensa…?”
“È vero, signor Humper” intervenne a questo punto miss Venus “noi vogliamo sapere per
quale motivo il vostro assistito ha respinto, per ben quattro anni, tutte le più semplici
manifestazioni di affetto da parte della signora Lamù…” s’interruppe un istante e lo guardò
fissamente “…nonostante l’amasse profondamente!”
“Dunque… lo avevate capito…?”
“MA CERTO CHE AVEVAMO CAPITO!!” saltò su L1, con accesa veemenza “Ci
credevate proprio così tonte…?! Un individuo che non sia innamorato non affronta una
giungla elettrica per strappare la sua ragazza dalle grinfie di un moderno Tarzan
mentecatto… o un intero esercito paramilitare privato per recuperare la stessa donna dalle
mani del suo rivale!”1
“Per non parlare” aggiunse ancora la responsabile della Neuro “di quella volta che Lamù
trasformò in ragazzo l’aspetto esteriore di un delfino onde far ingelosire il suo tesoruccio.
Se ne ricorda?”
L’altro annuì. Altroché, se se ne ricordava: Hugh Simons ci aveva quasi perso la testa!
“Lo sa, signor Humper? Quando, alla fine, il signor Ataru esclamò: quella è la mia
donna…! Tutte noi toccammo il cielo con un dito!”
“Me lo immagino…! Cosa volete che vi dica? Il responsabile della nostra Neuro ve lo disse
fin dal principio che avevate imbrigliato il puledro sbagliato!”
“Oh, niente affatto” ribatté, decisa, L1 “il puledro era proprio quello giusto… e non solo per
il giudizio della signora Afros…!”
“Che sarebbe…?” s’informò Humper.
“È la nostra responsabile genetica!” gli spiegò miss Venus, arrossendo.
“Ah… capisco!!”
“Mi fa piacere… ma anche la qui presente responsabile emotiva le potrebbe confermare che
nessun uomo aveva mai detto o scritto alla signora frasi più belle e significative di quelle
dettele da Moroboshi, in quest’ultimo periodo. E sì che ne aveva ricevute di lettere d’amore,
al liceo Tomobiki!”
“Lo sa che il C.R. del signor Ataru ha superato i 2900 punti?” gli riferì sempre miss Venus.
Humper la guardò e le fece un lieve sorriso: “Se le interessa… da noi, quello della signora
Lamù è arrivato a 1974!”2
Gli occhi della responsabile emotiva si bagnarono di lacrime. Posò la sua mano sulla spalla
del collega: “È meraviglioso, per me, venirlo a sapere…!”
“Senza dubbio” ammise la Coordinatrice “tuttavia, quel che piacerebbe sapere a me… è
quando sono stati superati i 1000 punti!3 Ha inteso, signor Humper?”
“Ho inteso perfettamente. Ma io non sono affatto autorizzato a fornirle questo tipo di
informazioni!”
Lo sguardo di Rowena Starlet tornò a indurirsi: “Io però sono autorizzata… anzi, sono
obbligata ad ottenerle!!”
1 Il primo avvenimento è narrato negli episodi 298-301 del fumetto, mentre il secondo è presente solo nel cartone.
2 Ovviamente, Humper non è ancora al corrente dell’ulteriore guadagno di 500 punti!
3 Ovvero quando Ataru si era effettivamente innamorato di Lamù.
104
“Devo…” Humper deglutì di nuovo “…devo forse considerarla una minaccia?!”
“Veda un po’ lei…!” rispose L1, allargando le mani.
Prima che l’altro potesse ribattere, miss Venus tornò a posargli la mano sulla spalla…
“Jerry…” lui sussultò a sentirsi chiamare per nome “…noi vorremmo scoprire per quale
ragione Ataru, nonostante amasse Lamù da tempo, si fosse imposto di non toccarla
nemmeno con un dito… mentre invece correva dietro a tutte le altre! Lo capisce? Non siamo
così sciocche da non comprendere che un ragazzo sano e virile come Moroboshi avesse lei
sue esigenze…! Ma quello che invece non riusciamo a comprendere… è perché non volesse
farsi soddisfare da lei, visto che si amavano. È questo che abbiamo bisogno di sapere!”
“E allora avete prelevato l’elemento sbagliato: io sono il capo della Sensitiva, non della
Neuro!”
“Sì, forse la nostra capo-pattuglia ha fatto un errore di valutazione” osservò la signora
Starlet “ad ogni modo, non credo che sarà possibile effettuare un’altra spedizione del
genere!”
“Nemmeno io” confermò Humper “potere star sicure che Dick Hoffman non si farà
sorprendere una seconda volta!”
“Appunto… per cui dovremo rinunciare ad avere Hugh Simons nostro gradito ospite. Ma lei
è qui, signor Humper… e non riuscirà a farci credere di non essere in grado di rispondere
alle domande che rivolgeremmo al suo emerito collega…!”
“Infatti non lo tenterò nemmeno: in effetti, io sono in grado di rispondere… ma non posso!”
La Coordinatrice di Lamù batté il pugno sul tavolo: “Signor Humper… io credo che lei non
si renda conto della propria situazione. Guardi che non se la caverà col nome, il grado e la
matricola…! A noi servono quelle informazioni. E le otterremo: in un modo o nell’altro!”
“Jerry” la responsabile della Neuro tornò a fissarlo negli occhi “lei mi deve credere: stiamo
parlando anche nell’interesse del signor Moroboshi. Anzi, stiamo parlando nell’interesse
della loro felicità! Lamù non deve avere dubbi sul fatto che, se si sono finalmente sposati, è
perché lui voleva viverle accanto… e non solo perché il sistema creato da lei era venuto
meno e il ragazzo aveva bisogno di… consumare! Mi comprende…?”
Gli occhi umidi e imploranti di Eileen Venus facevano molta presa sull’animo di Jerry
Humper; ma lui aveva ugualmente le mani legate.
“Io la comprendo perfettamente, Eileen. Ma, come ho già detto, non posso parlare, senza
l’autorizzazione del mio Coordinatore!”
A questo punto, bussarono alla porta…
“Avanti!!” gridò nervosamente Rowena Starlet.
L’uscio si aprì e comparve una collaboratrice della Sensitiva: “Mi scusi, signora Starlet…
miss Orion mi manda a riferirle che è in arrivo una chiamata sul telefono rosso!”
A quell’annuncio, L1 sbarrò gli occhi e poi si irrigidì. Il citato “telefono rosso” non era altro
che il canale telepatico dedicato alle comunicazioni col Coordinatore della controparte!
“Grazie, miss Leanna” si rivolse quindi agli altri due “se volete scusarmi… miss Venus, le
dispiace accompagnare il signor Humper in anticamera, mentre io ricevo la chiamata?”
“Certo, signora!” rispose lei, alzandosi.
Il loro “ospite” fece altrettanto, accingendosi a seguire la capo-sezione. Stava per varcare la
porta, quando la Coordinatrice di Lamù gli parlò di nuovo: “La prego di pazientare ancora
un momento, signor Humper… sono sicura che la sua autorizzazione sta arrivando!”
105
Capitolo 31: “Quando cesserete di tenerglielo al guinzaglio?”
R
owena Starlet, appena si ritrovò sola nel suo ufficio, afferrò la cornetta del “telefono
rosso” e premette su di esso il pulsante per attivare la comunicazione.
“Qui parla Rowena Starlet, nome in codice L1, Coordinatrice dell’Organismo femminile di
Lamù!” dichiarò, con voce piatta.
La risposta che avvertì nel ricevitore era invece piuttosto agitata: “E qui parla Christopher
Wellington, nome in codice A1, Coordinatore dell’Organismo maschile di Ataru
Moroboshi!! Esigo di sapere, seduta stante, cosa diavolo le è saltato in mente, signora
Starlet…!!!”
“Abbassi la voce, signor Wellington: ci sento benissimo!”
“Può darsi che il suo udito sia perfetto, cara collega… ma altrettanto non scommetterei sulle
sue facoltà mentali! Ciò che ha ordinato di fare alle sue tirapiedi, rappresenta una delle più
sporche violazioni del Codice Biologico che la storia naturale ricordi! Non credevo si
potesse cadere così in basso, parola mia…!!”
La Coordinatrice di Lamù si rammaricò di non potere usufruire anche di un collegamento
video, così da poter vedere in faccia il suo interlocutore e mostrargli contemporaneamente il
proprio sorriso beffardo.
“Chi la fa l’aspetti, caro collega! Le garantisco che la decisione del nostro Consiglio
Organico è stata molto sofferta… ma, dopo tutti i rospi che il vostro giovanotto ha fatto
mandar giù alla mia povera assistita, non la reputo abbastanza ottuso per non capire quanto
la signora Lamù necessitasse di qualche garanzia per il futuro!”
“VERGOGNATEVI…!! Siamo riusciti a far sì che il ragazzo concedesse alla vostra
assistita tutto quanto gli aveva da sempre richiesto, matrimonio compreso!! Ma no, a voi
non bastava: dopo averlo incastrato giocando sull’equivoco, volevate addirittura che il
signor Moroboshi diventasse il suo burattino, vero…?! Delinquenti!!”
“Moderi i termini, signor Wellington” ribatté L1, imponendosi di restare calma “noi non
abbiamo incastrato nessuno!”
“AH, NO, EH…?! Delinquenti e bugiarde, quindi! Ma se lo sapete benissimo che quando il
nostro assistito ha gridato Io la sposerò! durante la gara, si riferiva alla signorina Myake,
non a Lamù!!”
Rowena fece un respiro profondo: “Chris… è inutile che lei faccia il furbo! Ammesso e non
concesso che in quel momento fosse davvero così… Lamù non poteva saperlo! Inoltre, non
può negare che il legame fra il vostro assistito e quella ragazza non fosse poi così profondo,
dal momento che le preferenze della signorina Shinobu si sono rivolte immediatamente
verso Shutaro Mendo, non appena quel damerino è comparso sulla scena!”
“Ciò non toglie che, per costringerlo ad accettare la convivenza con lei, Moroboshi sia stato
ricattato da Lamù con la storia del pagamento della corsa in spazio-taxi!”
“Già… ma, una volta pagata quella corsa, il vostro assistito poteva sempre ripudiarla in
seguito. E non mi risulta che lo abbia mai fatto!”
“La sua faccia tosta è davvero incommensurabile, signora Starlet… e in che modo avrebbe
potuto ripudiarla? Quali occasioni avrebbe avuto, per farlo? Me lo dice…??!!”
“Beh… per esempio quando Lamù dovette assentarsi per rinnovare il permesso di soggiorno
sulla Terra. Sappiamo bene che, in quella circostanza, Ataru s’incontrò con Shinobu! La
cosa strana, però, è che il vostro ragazzo si presentò all’appuntamento con la bambolina di
Lamù nel taschino… quasi volesse far capire alla sua prima fiamma che l’intenzione di
tornare con lei fosse soltanto una semplice ipotesi!”
“Ma voi… come lo avete saputo…??” chiese A1, del tutto sgomento.
106
“La signorina Shinobu lo raccontò a Lamù, dopo aver deciso di mettersi col signor Inaba. A
quel punto, desiderava veramente diventare sua amica. E allora…”
*Donne…!!!* ruggì mentalmente il Coordinatore di Ataru *Si alleano persino tra ex rivali,
pur di metterli nei guai!!*
“Per non parlare di quando suo padre le organizzò una festa di fidanzamento…” continuò
L1, imperterrita “…se non ricordo male, il vostro assistito era talmente entusiasta all’idea di
ritornare libero, da farsi 12 anni luce rannicchiato nella navetta di Ten, pur di mettere i
bastoni fra le ruote ai progetti del suo futuro suocero!”
Chris Wellington cominciò a tamponarsi la fronte col fazzoletto…
“Era una questione di principio! Se al padre di Lamù non andava più a genio che sua figlia
vivesse con Moroboshi, avrebbe dovuto dirglielo!”
“Capisco, signor Wellington. Immagino allora che, quando Lamù precipitò col suo disco
nella tenuta dei Mendo e il signor Ataru fece impallidire le gesta di Rambo, pur di
recuperarla, fosse anche quella una questione di principio…!”
“Sì… sì…!!” proferì il poveretto, meccanicamente.
“E quando Shingo, il gorinjardiniere di Mendo, rapì Lamù per portarla nella sua jungla
elettrica e il suo assistito non esitò un istante per andarsela a riprendere… era sempre una
questione di principio?”
“BASTA…!!!” esausto, A1 sbuffò come una locomotiva, poi s’impose anche lui la calma e
continuò nel tono più pacato che poteva “Cosa sta cercando di farmi dire, signora Starlet?
Che Ataru non ha mollato Lamù perché si era innamorato di lei? Ma questo è palese, porca
miseria!! Ed è per questo che io non posso digerire il furto di quella chiave: le sembra poco,
per uno come lui, averla voluta portare vergine al matrimonio?! Qua dentro abbiamo fatto
degli sforzi incredibili per conquistare la vostra fiducia… ma, operando quel blocco
preferenziale, voi avete spietatamente dimostrato di non riconoscercela!!”
“Signor Wellington, lei può anche non credermi, se vuole… ma l’abbiano fatto soprattutto
per mettere al riparo il ragazzo dalle sue future tentazioni!”
“Lo vede? LO VEDE…?? Anche dopo che Ataru le ha messo quel sospirato anello al dito,
Lamù non si fida ancora di lui!!”
“Non esattamente: Lamù si fida del suo cuore… ma non dei suoi istinti!”
A1 sospirò nuovamente, esasperato: “Signora Starlet… vorrei che la sua obiettività la
costringesse a ricordarsi che le uniche corna che la signora Lamù si ritrova, sono quelle
naturali che le spuntano sulla testa… altre non ne ha!”
La Coordinatrice sorrise a questa perentoria affermazione e, se la conversazione avesse
goduto anche di un collegamento video, il suo collega si sarebbe potuto accorgere che quel
secondo sorriso non era per nulla beffardo, ma solo felice! L1 si sentì però in dovere di
spegnerlo, aggiungendo: “Lo riconosco… tuttavia, questo si deve anche al fatto che il
giovanotto, esercitando le sue innumerevoli avances, è sempre stato respinto. Ma la cosa
potrebbe anche non durare per sempre! E, se mai capitasse, alla povera Lamù si spezzerebbe
definitivamente il cuore… e io non posso permetterlo, signor Wellington!”
Il suo collega lasciò trascorrere diversi secondi di silenzio, prima di rispondere.
“D’accordo… lo ammetto! Disonorerei la mia posizione, se disconoscessi le sue
responsabilità. Comunque, se la cosa può tranquillizzarla, il mio responsabile della Sensitiva
stava appunto per provvedere, proprio in questo senso!”
Rowena Starlet spalancò gli occhi: “E in che modo…?”
Fu la volta di Chris Wellington di assumere un’espressione beffarda: “Pensavo gliene
avesse già parlato lui stesso, a dire il vero!”
107
Il volto di L1 s’indurì di nuovo: “Lei dovrebbe avere più fiducia nella lealtà dei suoi
subordinati: il signor Humper si è dimostrato un leale funzionario del suo organismo e non
ha derogato affatto da quelli che erano i suoi confini!”
“Su questo non avevo il minimo dubbio, cara collega. La mia era solo una battuta di spirito,
se vuol saperlo!”
A questo punto, L1 sospirò stancamente: “Va bene… ora smettiamola di beccarci, Chris! I
nostri due assistiti hanno bisogno che le nostre equipes lavorino di mutuo accordo, d’ora in
poi. Ma affinché s’instauri finalmente una totale fiducia, il nostro Consiglio Organico - e in
primo luogo la direttrice della nostra Neuro - ha bisogno assolutamente di sapere perché
avete inibito sessualmente il signor Moroboshi nei confronti della sua fidanzata!”
A1 tornò a rimuginare per qualche istante…
“Una totale fiducia, lei dice…! E come la mettiamo col blocco preferenziale?”
Rowena meditò qualche momento, poi rispose “Beh… se lei autorizzasse il suo direttore
sensitivo a fornirci delle spiegazioni convincenti, forse potremmo anche decidere di
rimettervi in condizione di toglierlo!”
Chris Wellington emise un sonoro grugnito… ma sapeva di non avere molta scelta.
“Ricatti, induzioni, coercizioni…” non rinunciò comunque a sfogarsi “…quando cesserete
di tenerglielo al guinzaglio, signora Starlet…?”
La collega parve presa in contropiede, ma subito rispose: “Quando voi cesserete di
nasconderglielo, signor Wellington. Non prima, certamente!”
A1 accusò il colpo e sospirò: “Mi faccia parlare con Humper!”
“Subito!” e mise la linea in attesa.
***
“Pronto…!”
“Jerry, è lei…??”
“In persona, signore!”
“Ah… che sollievo, amico mio! Sta bene…??”
“Sì, signore!”
“Cosa le hanno fatto?” gli chiese A1, con un involontario tremito nella voce.
“Solo qualche domanda… per ora! Ma le assicuro che…”
“Non si preoccupi, Jerry: è tutto a posto! Non ho la minima riserva sul suo rispetto per le
procedure. Anzi, le parlo per concederle il mio benestare a dir loro quanto vogliono sapere!”
“Come dice…?”
“La storia dei SISAS… può parlargliene, Jerry!”
“Ne è sicuro…?”
“Sì, Jerry: solo così ci restituiranno quella maledetta chiave! Non posso che concordare con
quello che dice Simons: amare Lamù più di qualsiasi altra donna dev’essere una scelta
interna di Ataru Moroboshi, anche se indotta dal suo piano!”
“Devo anche parlare del catalizzatore sensitivo…?”
“Jerry, gli dica quello che vuole… purché la facciano tornare qui! Non possiamo
permetterci di perdere un elemento prezioso come lei… e non soltanto per motivi tecnici, se
capisce ciò che intendo dire!”
Humper sorrise: “Sì, credo di capire, signore… e la ringrazio!”
“Non c’è di che. A presto e buona fortuna, Jerry!”
“Grazie ancora, signore… arrivederci!”
108
Capitolo 32: “Il motivo è semplice… e contorto al tempo stesso!”
Jerry Humper, capo della sezione Sensitiva di Ataru Moroboshi, entrò nella sala
Quando
riunioni del Consiglio Organico di Lamù, si sentiva abbastanza tranquillo, nonostante
gli sudassero le mani e avvertisse un discreto formicolio nelle gambe…
*Maledizione! Perché proprio io devo affrontare questa situazione…?* gli venne fatto di
pensare *Quel che dirò fra poco influenzerà probabilmente i rapporti dei Moroboshi per
anni e anni! Se dico qualcosa di sbagliato o qualcosa che verrà frainteso, rischierò di minare
la loro raggiunta felicità! Ma io sono solo un tecnico… non sono uno psicologo, come
Simons. Perché deve cadere sulle mie spalle, una simile responsabilità…?!*
“Benvenuto, signor Humper” annunciò la signora Rowena Starlet, la Coordinatrice
Organica “si accomodi, la prego!” gli disse con un sorriso, indicandogli il posto vuoto a
capo del tavolo che ospitava le nove componenti del consiglio.
*Sembra proprio il posto dell’imputato…* pensò Humper *…disgraziate!*
Nondimeno, si sedette.
“A proposito” continuò L1 “le presento le altre nostre quattro responsabili organiche: miss
Minerva Platos della Cerebrale, miss Fiona Mercury della Motoria, miss Amelia Valens
della Cardiaca e miss Clementina Artus della Metabolica!”
“Signore…!” borbottò sommessamente il novello Radames1 appoggiando sul tavolo le mani
giunte e accennando un inchino con la testa. Quelle gli restituirono il saluto mantenendo
tuttavia la loro espressione impenetrabile.
L1 credette bene di intervenire: “Si metta pure a suo agio, Humper… questo non è processo:
lei è qui fra amiche!”
A queste parole della loro Coordinatrice, le otto responsabili di sezione aggiunsero
immediatamente il loro sorriso verso l’interessato. Costui, nonostante trovasse quella
rassicurazione un po’ ironica, si rasserenò leggermente e ringraziò.
“Allora, Jerry…” il passaggio dal cognome al nome provocò in lui una strana sensazione di
diffidenza (stile grattatina sotto il mento…) ma subito si convinse delle implicite buone
intenzioni e quella sensazione sparì “…il suo Coordinatore mi ha testé confermato di averla
autorizzata a illuminarci sul sostanziale interrogativo che noi tutte ci siamo poste in questi
anni… e cioè quale sia la ragione che ha indotto Ataru Moroboshi a imporsi un
comportamento assolutamente incoerente con i suoi reali sentimenti - per lo meno, da un
certo periodo in poi - fino al punto di reprimere addirittura i suoi più… naturali istinti! Cosa
ci può dire, al riguardo?”
Jerry Humper cercò di non badare alla sensazione che stava provando in quel momento:
quei diciotto occhi puntati su di lui pungevano come altrettanti spilli acuminati!
“Signore…” iniziò, titubante, slacciandosi il colletto della camicia “…la questione, in
verità, è abbastanza complessa… e non credo di poterla riassumere in quattro parole.
Rischierei di omettere dei particolari essenziali!”
“Non si preoccupi, Jerry: in questo momento Ataru e Lamù sono usciti a fare una
passeggiata. Può quindi prendersi tutto il tempo che vuole!”
“Bene… in tal caso, vi chiedo il permesso di cominciare dall’inizio!”
“D’accordo… l’ascoltiamo, Jerry!”
“Dunque... allora… occorre innanzitutto tener presente chi sono i genitori di Ataru… una
classica coppia di piccoli-borghesi, il cui benessere è strettamente legato agli alti e bassi di
un complesso sistema produttivo, vigente in un moderno paese tecnologicizzato, come il
1 Personaggio dell’Opera Aida di Giuseppe Verdi, chiamato a rispondere delle sue “malefatte”.
109
Giappone: un sistema che impone ai cosiddetti salariati - sto parlando chiaramente di suo
padre - di impegnare la maggior parte della giornata al servizio dell’azienda e non della
famiglia. Le relativamente poche ore che un uomo può dedicare alla moglie e ai figli sono
immancabilmente condizionate dallo stress accumulato sul lavoro e dal caos affrontato nello
spostamento casa-ufficio. Se poi la suddetta persona si ritrova con un carattere non molto
forte - come appunto il signor Moroboshi - la faccenda si fa ancora più precaria.
Nondimeno, i signori Moroboshi hanno lavorato duramente (lui in ufficio, lei in casa) per
garantire alla loro famiglia un livello di sopravvivenza più che dignitoso. Il loro è stato malgrado le apparenze - un matrimonio d’amore e l’attesa di un figlio una speranza che li
riempiva di gioia. Se non che…” si arrestò, apparentemente imbarazzato.
“Coraggio, Jerry… vada avanti!”
“Beh… magari ciò che dirò vi sembrerà sciocco e banale, considerato anche che siete di un
altro pianeta… per farla breve: il signor Moroboshi desiderava una femmina… non
sappiamo se lo disse per far piacere alla moglie o per sua convinzione, comunque lo disse.
Perciò, quando nacque Ataru… la signora rimase fortemente delusa! Che lo fosse per non
aver potuto accontentare il marito1 o perché anche lei non voleva un maschio, sta di fatto
che ci diede sempre l’impressione - più o meno inconscia - di amare suo figlio con riserva,
semplicemente a causa del suo sesso!”
“Questo è molto triste” disse Eileen Venus, la direttrice della Neuro “ma siete proprio sicuri
che lo amasse di meno?”
“Per la maggior parte del tempo, no… purtroppo, l’inizio della sua vita coincise con un
episodio… biologicamente spiacevole!”
“Quale…?” domandò preoccupata la signora Afros, responsabile della Genetica.
“Sua madre gli precluse l’allattamento al seno” Humper si fissava le punte delle dita
premute le une contro le altre “biologicamente è uno svantaggio per il sistema immunitario
ma, di per sé, non è una tragedia… succede a tante donne, vissute appunto in uno stressante
contesto moderno. Però nega al bambino quel contatto intimo con la propria madre, molto
più significativo di tante pur sincere moine! E, quando a questo si aggiungono poi frasi di
un certo tipo…”
“Quali frasi…?” intervenne miss Platos, della Cerebrale.
Humper la guardò fissamente e le rispose: “Voi ne siete state testimoni (il più delle volte
Lamù era presente)… passino pure dichiarazioni del tipo Avrei voluto una bambina… ma
voi vi rendete conto dell’effetto che può fare, a un figlio, sentirsi dire dalla propria madre
non dovevo farti nascere…?!”
Prima ancora che qualcuna delle presenti potesse scuotersi dal suo ammutolimento, Humper
puntualizzò il concetto: “Fa male, care colleghe… molto male! Ataru Moroboshi ha sempre
avuto il sospetto che l’amore di sua madre fosse - se non di facciata - un semplice atto
dovuto, privo di qualsiasi trasporto interiore. Ed è qui che si colloca una delle ragioni della
sua ossessione per le donne: la ricerca - altrove - dell’affetto materno!”
“Ma Lamù gli ha dato anche tanto affetto materno…!!” non seppe trattenersi miss Venus,
gridando.
“Eileen, lo lasci proseguire!” la esortò L1, alzando la mano.
Jerry Humper sorrise alla collega della Neuro: “È vero, miss Venus… e mi creda: lui lo ha
sentito. Ne fa infatti fede la sua antipatia per Ten, al quale la signora Lamù faceva
necessariamente da vice-mamma!”
1 L’ironia è che sono proprio i maschietti a decidere il sesso del nuovo individuo concepito!
110
Minerva Platos spalancò gli occhi: “Avevo sospettato una cosa del genere… questo, in
effetti, spiega molte cose!”
Jerry annuì: “Avevano entrambi molto bisogno di colmare quel vuoto, esistente per ragioni
diverse. Se avessero saputo spartirsi l’affetto di Lamù, sarebbero diventati ottimi amici,
quasi fratelli. Così non è stato e… ce ne dispiace. Sinceramente!”
“A dire la verità” si intromise L1 “l’antipatia di Ten per Ataru era dovuta soprattutto al
modo con cui quest’ultimo trattava sua cugina!”
“Solo successivamente, però, quando ha capito che lei lo amava davvero!” precisò miss
Venus.
“Ad ogni modo, non divaghiamo” intervenne ancora Rowena Starlet “altrimenti il signor
Humper perderà il filo del discorso… tornando quindi al punto, vorrei chiederle una cosa,
Jerry!”
“Mi dica…!”
“Quando Lamù conobbe Ataru, questi stava con Shinobu. Perché non si era attaccato a lei,
sempre per il motivo che ha detto prima?’
L’altro tornò ad assumere un’espressione seria: “Vede… il signor Moroboshi aveva un certo
problema biologico… alla sua nascita, quando la nostra equipe organica assunse il controllo
del suo organismo, ci accorgemmo che quest’ultimo era praticamente privo di PGT. Come
ben sapete, per garantire uno sviluppo equilibrato, occorre che sia presente anche una
minima parte dell’elemento ormonale del sesso opposto, pena l’insorgere di aspetti troppo…
enfatizzati della propria femminilità o mascolinità… in primis, le pulsioni sessuali!”
Miss Agilla rimase a bocca aperta: “Ecco perché allora…”
Humper tornò ad annuire: “Esatto! Questo fattore, combinandosi con la disperata ricerca di
amore materno che il ragazzo non percepiva dalla madre, ha generato la famosa maniacale
attrazione di Ataru Moroboshi verso il gentil sesso e, di conseguenza, il suo… biasimevole
farfallonismo!”
“Un momento, signor Humper” obiettò sempre la responsabile genetica “attrazione sessuale
e farfallonismo non vanno necessariamente di pari passo! Insomma, una volta instauratasi
una relazione stabile con una donna, dovrebbe essere naturale per l’uomo trovare in lei
quello che cerca, senza andare a cercarne cento altre…!”
Al capo-sezione di Moroboshi scattò a questo punto un sogghigno divertito: “Ci sono due
punti deboli nel suo ragionamento, miss Afros… innanzitutto, tutte le femmine sono - come
del resto i maschi - meravigliosamente diverse le une dalle altre. Almeno entro certi limiti
(certamente superati da Moroboshi) un certo farfallonismo è fisiologico per cercare di
trovare veramente la donna giusta. Inoltre - e qui sta il punto - anche il rapporto con la
signorina Shinobu era in qualche modo forzato da quest’ultima, che gli stava praticamente
appiccicata dai tempi dell’asilo! In qualche modo, anche la sua prima ragazza aveva fatto lo
stesso errore di Lamù. Quando invece, signore mie, ai maschietti piace credere di essere loro
a scegliere, anziché venire scelti… come in realtà succede, almeno nella maggior parte dei
casi!”
Rowena Starlet rimase qualche istante a meditare, coprendosi la bocca con la mano destra:
“Però” disse poi “da quel che ne sappiamo, il comportamento di Ataru non era così
sfacciatamente libertino, ai tempi della sua relazione con Shinobu Myake!”
Jerry Humper ebbe un sussulto: “E voi… come lo sapete…?!”
“Lei non se ne curi… sappia comunque che quelle due non erano affatto quelle nemiche che
sembravano far credere! Rimane il fatto che il vostro assistito si è comportato molto più
sfacciatamente con Lamù che non con Shinobu… e noi vorremmo saperne il perché, signor
Humper!”
111
Questi sospirò e sembro riflettere per qualche momento. Poi disse: “Noi riteniamo... che
questo suo… peggioramento… fosse una reazione alle pressioni incessanti e sempre più
forti che la signora Lamù ha esercitato su di lui, fin dall’inizio della loro relazione. Pressioni
che lo spingevano immancabilmente a fuggire da lei! Insomma… Ataru Moroboshi è una
persona dall’indole molto indipendente, che non riusciva a capacitarsi del fatto che il
controllo della sua vita fosse stato assunto da una ragazza un po’… prepotente… che
tentava di cambiare il suo modo di essere. È stato come se Lamù, col suo atteggiamento
possessivo, sfidasse Ataru a continuare col suo atteggiamento… libertino! E un individuo
dall’indole ribelle come quella del suo futuro marito non poteva non raccogliere quella
sfida!”
“Anche dopo che si era innamorato di lei…?” chiese a questo punto Eileen Venus.
La domanda fece venire al povero Humper la pelle d’oca. Ad ogni modo, dopo averci
pensato un po’ su, le rispose con voce tranquilla: “Questo… può anche essere stato il suo
modo di… mettere alla prova i sentimenti della sua pretendente. E forse anche i suoi
medesimi!”
La responsabile della Neuro lamuttiana non commentò quella risposta, ma la sua
Coordinatrice organica raccolse subito la palla al balzo: “Quello che dice è abbastanza
illuminante per noi, Jerry… e adesso credo proprio sia giunto il momento di farle quella
famosa domanda!”
“Quale…” Humper deglutì “…quale domanda…?”
“Quando è stato che Ataru Moroboshi si è innamorato veramente di Lamù? O - per
chiederlo in termini scientifici - quando è stata superata la soglia dei 1000 punti da parte del
suo Coefficiente Relazionale…?”
Il collega della controparte rimase per un tempo abbastanza lungo a fissare il volto di
Rowena Starlet… poi, improvvisamente, girò lo sguardo verso Eileen Venus e dette la sua
risposta: “Quando Lamù scomparve misteriosamente, dopo avergli lasciato soltanto una
piccola bambolina. Fu allora che Ataru Moroboshi capì che non avrebbe trovato in
nessun’altra quello che cercava veramente. E quando Lamù ricomparve… quando lui la
rivide improvvisamente appollaiata su quel muro di cinta… fu allora che lesse nei suoi
occhi l’amore che lei provava per lui… e se ne innamorò definitivamente. È stato allora!”
Prima che qualcuna delle componenti del Consiglio lamuttiano potesse esprimere un
commento a quella rivelazione, Jerry Humper appoggiò la fronte alle mani intrecciate e
continuò a parlare: “Voi non potete minimamente immaginare lo sconquasso che provocò
questo avvenimento all’interno del nostro organismo… ricordo ancora tutto come fosse ieri:
il nostro Coordinatore non voleva credere al responso dell’elaboratore emotivo! Ordinò al
responsabile della nostra Neuro di smontarlo pezzo per pezzo per verificare la presenza di
una qualche disfunzione… e quando fu persuaso dai nostri tecnici che il computer diceva la
verità… non disse una parola e se ne andò. Non lo rivedemmo per tre giorni!”
“Fu allora che Wellington le ordinò di inibire la Genetica di Ataru nei confronti di Lamù?”
chiese Rowena Starlet.
“No… lo avevamo già fatto da un po’ di tempo!”
“E perché lo avevate fatto…?” chiese allora la responsabile della Neuro.
“Proprio perché - come mi disse allora A1 - non volevamo che Lamù consumasse un
rapporto con Ataru, prima che lui le avesse ricambiato i sentimenti!” rispose con voce ferma
Humper, rimanendo nella stessa posizione di prima.
Un silenzio di tomba fece seguito a quella spiegazione. Le componenti del Consiglio
Organico di Lamù non sapevano cosa pensare… o meglio lo sapevano ma non sapevano
invece come comportarsi. Ma un’altra domanda venne allora spontanea alle labbra di Eileen
112
Venus: “Ma allora… quando avete constatato che Ataru provava finalmente dell’amore per
Lamù, perché non avete disinserito quegli apparecchi…?”
Ancora una volta, Jerry Humper si trovò leggermente spiazzato. Nondimeno, aveva la
risposta anche per questa domanda.
“Il motivo è semplice… e contorto al tempo stesso! Quando… quando Ataru si è reso conto
di essersi innamorato di Lamù… ha trovato contemporaneamente impossibile mostrarle i
suoi sentimenti dopo essersi comportato, per così tanto tempo, nel modo che più a lei dava
fastidio! È stato tremendo scoprire quanto fosse difficile mostrarle ciò che provava… e
quindi… ha continuato a scappare. In precedenza era scappato perché si sentiva oppresso
dall’atteggiamento impositivo di lei… ora scappava per paura di affrontare i suoi veri
sentimenti! Il guaio era che… scappando e continuando a comportandosi in quel modo
orribile (inseguendo le altre e trattandola male) non faceva altro che peggiorare la
situazione, suscitando per giunta le sue ire. Era un vero e proprio circolo vizioso… un
circolo che non sapevamo assolutamente come spezzare…!”
Di nuovo le componenti organiche di Lamù non dissero una parola. Intuivano però che il
loro “ospite” non aveva ancora finito. Infatti, lui appoggiò la fronte su una mano e continuò:
“Paradossalmente… ci hanno pensato i SISAS a risolvere il problema… cinque giorni fa,
hanno cominciato a saltare uno dopo l’altro! All’inizio non mi capacitavo di cosa stesse
succedendo… poi ho capito: Lamù non era più la ragazzina che aveva sfidato Moroboshi
per il destino della Terra… insomma, non era più una semplice… lolita, se mi passate il
termine! Era diventata una donna. Il vostro organismo mandava ormai impulsi sensuali di
una tale intensità, che i miei shunter non potevano più reggere! Tuttavia… non potevo
semplicemente disinserire il circuito… perché, se lo avessi fatto, Ataru avrebbe perso il
controllo di sé stesso e sarebbe saltato addosso alla sua ragazza senza nessun riguardo…
brutalmente! E la nostra Neuro non voleva una cosa del genere: non credeva che Lamù ne
sarebbe stata eccessivamente felice…!”
Eileen Venus e Agilla Afros si scambiarono un’occhiata significativa. Poi la prima rispose:
“Beh, Jerry… certo che la cosa l’avrebbe sorpresa. Forse un po’ sconcertata…! Ma,
dopotutto, se già lui l’amava…”
“Hugh Simons riteneva che… una volta che il vincolo fosse stato… consumato… Lamù
avrebbe sofferto troppo se Ataru avesse successivamente continuato a dare la caccia alle
altre ragazze. E così… Chris Wellington ci ordinò… di rendere Ataru… un individuo
perfettamente monogamo!”
Le responsabili organiche di Lamù si guardarono l’un l’altra, chi sorridendo, chi
strabuzzando gli occhi.
“Immagino” Rowena Starlet rivolse ad Humper un sorriso benevolo “che anche questa
grana sia stata rifilata a lei…!”
“A me, a Brad Fewer, a Hugh Simons e ad August Percival. Ci fu imposto di risolvere il
problema prima che l’ultimo ASD cessasse di funzionare! Ci ritirammo nel mio laboratorio
a pensare. Sembrava in effetti un problema impossibile… quando, grazie alle imbeccate del
nostro capo della Cerebrale e di quello della Genetica, intuii come arrivare alla soluzione:
rendere monogamo Ataru voleva dire in pratica indirizzare tutta la sua fame dell’essenza
femminile (emozionale e fisica) verso un singolo soggetto, vale a dire la signorina Lamù.
Avrei potuto riuscirci attraverso la creazione di un catalizzatore sensitivo… tuttavia, la
difficoltà stava nel trovare la sostanza più adatta a innescare questo processo!”
“E quindi, come c’è poi riuscito…?” chiese la signora Afros.
113
Humper la guardò e arrossì quasi subito come un peperone… questo fece arrossire per
simpatia almeno mezzo Consiglio Organico, che sentiva di intuire già la risposta, pur senza
ancora immaginarsi quale fosse!
Il loro collega maschile fu tentato di restare sul vago… ma poi, comprendendo che quelle
non l’avrebbero mollato fino a che non avesse spiattellato tutta la faccenda per filo e per
segno, si rassegnò a parlare…
“Il capo della nostra Genetica” cominciò, fissando con interesse il centro del tavolo “era
molto scettico che si potesse polarizzare l’allupamento di Ataru verso un singolo soggetto,
proprio a causa della cronica carenza di PGT, di cui parlavo prima. A questo punto… il
capo della nostra Cerebrale suggerì che si poteva incamerare del PGT supplementare
dall’esterno… ma io ribattei che il PGT, per non limitarsi a rendere più equilibrato Ataru e
innescare invece il processo monogamico su di lui… avrebbe dovuto essere… proprio
quello della signora Lamù! E allora…”
“E allora…??” insistette, implacabile, L1.
“Beh… non era facile venirne a capo… ci voleva in pratica una sostanza organica di Lamù
per creare il catalizzatore monogamico… una sostanza che contenesse inoltre una ricca dose
di PGT! Ma quale poteva essere? Era questo il problema!”
Rowena Starlet - che non era certo meno acuta di Chris Wellington - si accorse chiaramente
della titubanza di Humper, ma non desistette. Anche perché, con la coda dell’occhio, aveva
visto la signora Afros arrossire ancora più di Humper e portarsi una mano alla bocca.
“Immagino però che lo abbiate scoperto. Non è vero…?”
“Beh… effettivamente… sì!”
“Mi fa piacere, signor Humper. Dunque, cos’avete usato…?”
“Ecco…”
“Era il suo succo, signora Starlet!”
La voce della responsabile genetica fece voltare la testa di L1 verso di lei. Prima che le
fosse richiesto, Agilla Afros completò la spiegazione: “Il lubrificante vaginale… è la
sostanza che contiene la maggior percentuale di PGT nell’organismo femminile. Ecco di
cos’avevano bisogno…!”
Anche Rowena Starlet, a dispetto della sua posizione, non poté evitare di arrossire
violentemente. Quindi si rivolse verso Jerry Humper e gli domandò, con un filo di voce:
“Dunque… è così…?!”
Tuttora rosso in faccia, anche se meno acceso delle due organiche femminili, il poveraccio
confermò, annuendo. Poi terminò la spiegazione: “Sarebbe… bastato un semplice…
rapporto orale per… risolvere la questione! Ma il capo della nostra Neuro voleva che tale
rapporto si esercitasse nell’ambito della loro prima notte d’amore… e, per convincere la
signora Lamù sulla serietà delle intenzioni di Ataru, ci disse che il sistema migliore era
ufficializzare il loro rapporto con il matrimonio. Il resto lo sapete!”
“Veramente non sappiamo ancora tutto” domandò la signora Afros, dopo essersi ripresa
“come mai il signor Ataru ha fatto così fatica a…” tornò ad arrossire.
Il povero Humper la imito: “Per spingere Ataru a superare le sue ultime remore e sposarsi
ufficialmente con Lamù, il signor Simons aveva instradato tutte le sensazioni che riceveva
da lei sul circuito emotivo… cosicché l’ultimo ASD, non ricevendo più impulsi dal vostro
organismo, si era dissaturato, continuando perciò a inibire la Genetica!”
“E non potevate spegnere tutto?” chiese miss Anya Orion, la sua collega della Sensitiva di
Lamù.
114
“Non ce n’era il tempo: per consentire ciò, Ataru doveva essere profondamente
addormentato. Ma, prima, dovevano consumare… per cui, l’unico sistema era neutralizzare
l’apparecchio!”
“E come ci siete riusciti…?”
Nuovo rossore del povero Humper… a questo punto, la signora Starlet tornò a voltarsi verso
miss Afros, che non si fece pregare: “Il VLF è un liquido potentemente corrosivo, signora!”
“Ho capito…!” sospirò la Coordinatrice di Lamù. Tornò quindi a guardare Jerry Humper
“Quindi… in parole povere… tutto quello che avete fatto è stato semplicemente per…”
“…per procurare finalmente a Lamù quel compagno fedele che si meritava. O meglio,
quando avrò messo a punto quel catalizzatore, Ataru lo diventerà. Ci dispiace di averci
messo tanto, credetemi… e dateci ancora un po’ di fiducia!”
“Forse, per questo, basterebbe mantenere il blocco preferenziale…!” non si trattenne dal
dire Anya Orion.
Eileen Venus la fulminò con un’occhiata e si volse verso L1: “Signora… io credo che,
lasciando fare al signor Humper, l’amore di Ataru avrebbe molto più valore per Lamù…!”
Rowena Starlet sorrise ancora: “Ne convengo, miss Venus. Credo sia giunto il momento di
riconoscere che i nostri colleghi meritano la nostra piena fiducia… e il signor Humper più di
tutti!” terminò di parlare facendo un cenno di assenso alla responsabile della Neuro.
Questa si alzò allora in piedi e raggiunse il posto occupato da Jerry Humper, che si alzò a
sua volta. La collega estrasse da una tasca del suo camice la famigerata “chiave di blocco” e
la mise sulla mano di Humper, che chiuse poi nelle sue.
“Dica al signor Simons… di avere sempre cura del cuore d’oro del suo tesoruccio!” gli
disse, con le lacrime agli occhi.
“Non dubiti… e lei faccia altrettanto con quello della sua principessa!” rispose lui,
sorridendo.
“D’accordo…!”
Capitolo 33: “La mia anima gemella… sei tu!”
E
ra sdraiato, con la testa appoggiata al grembo della sua fantastica consorte, intento a
contemplare il rosato cielo di Uru… la strana atmosfera dai mille colori che permeava
tutto l’ambiente era oltremodo rilassante, anche se la temperatura era decisamente più calda
rispetto a quella normale estiva delle fasce temperate terrestri. Ma già la Metabolica di
Sweeper si stava abituando. Ormai era chiaro che lo stile “succinto” dell’abbigliamento
degli Oni rispondeva a precise esigenze termiche più che a esigenze “seduttive” delle
femmine (i maschi giravano infatti più coperti, ma forse il “sesso forte” di quel pianeta
godeva di un coefficiente termico differente)!
Fortunatamente l’umidità era abbastanza bassa da compensare la più alta temperatura ma,
nonostante questo, Ataru si sentiva particolarmente spossato… lui e Lamù avevano infatti
camminato per diverse ore attraverso quel paesaggio dai mille colori cangianti. La giovane
moglie era felice di mostrare al maritino le meraviglie del suo mondo natale e Ataru non
aveva obiettato. Dopo qualche banale scambio di battute con le quali Lamù aveva spiegato
al compagno come si chiamava quel particolare animale che scorazzava in un prato o quella
strana pianta dai frutti così saporiti, i due non si erano più detti una parola, anche se avevano
continuato a camminare tenendosi per mano.
Quel contatto aveva rammentato ad entrambi quella magica notte di Natale di tre anni
prima, quando Lamù aveva salvato Ataru dalla trappola che i suoi “amici” gli avevano teso
per punirlo del suo pessimo comportamento nei confronti della ragazza. Anche se lo
115
avevano fatto per “vendicarla”, Lamù non aveva sopportato l’idea che il suo tesoruccio
venisse umiliato in quel modo e la gratitudine di lui era stata notevole, nonostante si fosse
limitato ad esprimerla con una semplice domanda: “Perché non camminiamo un po’
assieme…?”1
Quella era stata una svolta fondamentale nella loro relazione perché, per la prima volta,
Ataru aveva, non solo accettato, ma addirittura richiesto la sua compagnia!
Contemporaneamente, infatti, Hugh Simons aveva avvertito Wellington che il C.R. della
ragazza era giunto a quota 301, superando di 1 punto la soglia dell’affetto! Non era tutto:
prima ancora di esprimere quella richiesta, lo stesso Ataru si era sorpreso a pensare, mentre
guardava la sua “coatta” fidanzata: *È la prima volta che mi accorgo di quanto è bella!*
…dove la parola “bella” era stavolta riferita al suo viso e non aveva riguardato il solo
aspetto esteriore, ma certamente anche l’animo della fanciulla.
Non molto tempo prima, durante un appuntamento che Lamù era riuscita a “strappare” al
suo tesoruccio, il giudizio espresso da quest’ultimo - “Niente male la pollastrella!” - si era
limitato invece al suo fisico, ma era comunque stato sufficiente per far superare al suo C.R. i
50 punti della soglia di simpatia!
Anche quella sera di Natale i due ragazzi avevano camminato a lungo attraverso i vicoli di
Tomobiki e ogni tanto la mano di Ataru aveva aumentato (inconsciamente?) la stretta su
quella di Lamù… e ogni volta lei aveva sussultato, perché, per la sua responsabile emotiva
(la buona Eileen Venus), quelle strette erano state ben più eloquenti di qualsiasi messaggio
vocale: nessuna componente del suo Consiglio Organico aveva infatti dubitato neppure per
un attimo che il loro significato recondito fosse appunto “Ti voglio bene!”
***
Ataru Moroboshi aveva chiuso gli occhi, concentrandosi maggiormente sui centimetri della
sua tempia che le dita di Lamù stavano dolcemente sfiorandogli …
“Dormi, amoruccio mio…?” sussurrò lei.
“No…!” lui rispose.
Lei continuò ad accarezzarlo…
“Sei felice…?” tornò a chiedergli, subito dopo.
Lui attese qualche secondo, prima di rispondere.
“Troppo…!” sospirò infine.
“E perché sospiri…?”
Altri secondi di riflessione…
“Perché non credo di meritarmelo… non dopo tutto quel che ti ho fatto passare…!”
“Tesoruccio…! Ancora…?” disse lei, con una punta di rammarico.
“Un individuo può fuggire da tutto, Lamù… meno che da sé stesso! E se ripenso a come
sono stato cieco, testardo e orgoglioso in tutto questo tempo… non riesco a darmi pace!”
La ragazza abbracciò teneramente il collo del suo sposo e poggiò delicatamente il mento
sopra il suo capo…
“Ti aiuterebbe… sapere che mi sento in colpa anch’io?”
Il ragazzo alzò un po’ la testa e si voltò a guardarla: “Tu…?? E perché…?”
Lei lo fece riappoggiare sul suo grembo e riprese ad accarezzarlo: “Hai dimenticato che mi
sono fidanzata con te grazie a un equivoco?”
1 L’episodio è il n° 27 del fumetto “Ti ringrazio per non avermi deluso” trasposto nelle due puntate del cartone “Un natale
mozzafiato” (parte 1 e 2).
116
Ataru corrugò la fronte, colpito che proprio lei pronunciasse una simile ammissione: “Non
potevi sapere che, durante la corsa, mi riferivo a Shinobu!”
“Ma dopo l’ho saputo… e ho fatto finta di niente!”
Un po’ di silenzio…
“Beh… se è per questo… anch’io!”
A quest’altra ammissione, ben più significativa della sua, gli occhi di Lamù si riempirono di
lacrime e il ragazzo si sentì baciare fra i capelli…
“Poi… per convincerti a farmi restare con te, ti ho anche ricattato!”
La corsa in spazio-taxi… uno dei giorni più terribili della sua vita!
“Io non ti ho mai scacciato, però…!”
Lamù si terse gli occhi con la mano: “Con i miei poteri… non eri in grado di farlo!”
“Ma con le mie carognate sì…!” lui sospirò di nuovo “Lamù, le tue scariche strapazzavano
il mio corpo, non il mio cuore!1 Invece non so proprio come abbia fatto il tuo, a resistere per
tanto tempo!”
“Forse… perché non era così limpido come credi tu!”
“Ma che cosa stai dicendo…??”
“Ataru… l’amore è un sentimento meraviglioso… ma lo è quando si dà e si riceve: non lo si
può imporre! Se ti avessi offerto semplicemente il mio cuore… e avessi aspettato con
pazienza che tu lo accettassi spontaneamente… forse avremmo entrambi sofferto di
meno…!”
Ataru si alzò e si sedette al suo fianco. Poi, lentamente, mise un braccio attorno alla sua
spalla nuda e lei appoggiò la testa nell’incavo della sua. Si alzò un po’ di vento e scompigliò
i loro capelli, intrecciandone qualche filo…
“Lamù… vuoi sapere una cosa?”
“Dimmi…”
“Sono contento che tu lo abbia fatto!”
“Fatto cosa…?”
“Sono felice che tu ti sia imposta… e che abbia resistito per tutti questi anni!”
“Davvero…?!”
“Davvero! Perché, se tu mi avessi piantato… io probabilmente sarei rimasto solo… oppure
mi sarei messo con un’altra, magari con Shinobu… ma non sarei mai stato veramente
felice!”
“Ne sei sicuro? Shinobu era il tuo primo amore!”
“È vero… ma non avrebbe funzionato!”
“E perché…?”
“Perché lei mi vuole molto bene… ma non è mai stata la mia anima gemella” il ragazzo girò
il volto verso il suo e si perse nei suoi occhioni azzurri “la mia anima gemella… sei tu!”
“Tesoruccio…!!!”
Le lacrime scendevano copiose sulle guance rosate di Lamù… Ataru le accarezzò allora i
verdi capelli, spingendo dolcemente il suo volto contro il proprio… finché le loro labbra si
unirono nel bacio più ardente che mai coppia di amanti si fosse scambiato nell’intera storia
dei rapporti fra le due metà del cielo…!
***
Fu proprio durante quel bacio meraviglioso che l’ottimo Jerry Humper ebbe modo di
rientrare “in sede”, facendo chiaramente lo stesso percorso del precedente “commando”
1 Fibrillazione a parte (nd Moore)!
117
femminile alieno. Come giunse nella sala controllo della sezione Cardiaca, trovò ad
accoglierlo Patrick Moore, Dick Hoffman, Brad Fewer, Hugh Simons e naturalmente Chris
“A1” Wellington.
“Bentornato fra noi, Jerry!” disse quest’ultimo, visibilmente soddisfatto.
“Ben ritrovati, amici miei!”
“Come si sente…?” tornò a domandargli A1, evidentemente ancora in preda a qualche
scrupolino di coscienza.
“In piena forma, signore, grazie. Pronto per mettermi al lavoro sul catalizzatore sensitivo!”
“Accidenti, Jerry” esclamò il capo dell’Immunitaria “sei veramente instancabile! Dovresti
invece aver più cura di te stesso, date le tue responsabilità!”
Il “reduce” capo della Sensitiva sorrise: “Credo proprio che sarà la mia ultima fatica… sono
quasi del tutto sicuro che, d’ora in avanti, fra i nostri due piccioncini regnerà un’eccellente
armonia!”
“Cosa te lo fa pensare?” gli chiese il capo della Neuro, ancora leggermente dubbioso.
Per tutta risposta, Jerry Humper si cavò di tasca il “maltolto” e lo gettò al collega: “Toh…!
E bada di non fartela soffiare un’altra volta!”
“Mi ha levato le parole di bocca, signor Humper!” ribadì il Coordinatore, guardando
severamente Simons.
Costui contemplò allora la fatidica chiavetta di sblocco dell’elaboratore emotivo,
nuovamente nel palmo della sua mano: “E così ce l’hanno resa… faccio quasi fatica a
crederci!”
“Allora siamo in due” ribadì il collega della Sensitiva “perché io stesso stento a credere di
trovarmi di nuovo da queste parti!”
“Perché?” chiese il capo della Cerebrale.
“Beh… se proprio volete saperlo, più d’una delle nostre gentili colleghe ha espresso qualche
piccola riserva sul fatto di lasciarmi andare… con questa chiave, poi!”
“E tu come le hai convinte?” chiese Fewer, sorridendo maliziosamente.
“Gli ho semplicemente detto che ero l’unico in grado di fabbricare quel benedetto
catalizzatore! Dopotutto, anche la loro Neuro preferisce che l’amore di Ataru per Lamù
rimanga il più spontaneo possibile!”
Improvvisamente, gli altoparlanti del circuito di comunicazione intersezionale diffusero il
seguente messaggio: “Emergenza… emergenza… è richiesta urgentemente la presenza del
signor Percival alla sezione Genetica… ricevuta richiesta rapporto C dall’organismo
partner… esecutivo! Il signor Percival si presenti immediatamente alla sezione Genetica…
ripeto!”
Subito dopo, alcuni tecnici della Riproduttiva, preceduti dal capo-sezione, sorpassarono
velocemente quel’improvvisato “comitato di buon ritorno”. August Percival fece appena in
tempo a lanciare un rapido saluto al “rilasciato” collega: “Salve, Jerry… sono felice di
rivederti!! Scusa, ma ho da fare…!”
“Vai, vai, Gus… ci vediamo più tardi!” l’altro scomparve ben presto dalla vista e il
responsabile della Sensitiva scosse la testa “Cavolo… non abbiamo certo delle colleghe
pudibonde: siamo in mezzo a un prato, dopotutto!”
“E con questo?” domandò sempre Fewer, con la stessa malizia di poco prima.
“Già… e con questo?” ammise Humper “Mah… povero Percy… mi sa che ha finito di
riposare, qua dentro!”
“In compenso, riposerai tu!” commentò Simons.
“Lo spero proprio, Hugh: dopo aver somministrato al ragazzaccio la sua medicina, voglio
farmi almeno una dormita di tre giorni!”
118
“Se la merita, vecchio mio… se la merita” gli confermò A1 battendogli la mano sulla spalla
“mi auguro di cuore che non saremo più costretti a farla camminare sulle mani!”
“A proposito di camminare” intervenne Hoffman “se vuoi darmi i tuoi stivali, Jerry…”
“Perché?”
“Perché non ne avremo più bisogno, d’ora in poi” spiegò il capo dell’Immunitaria
presentando al collega un paio di calzature, ben più confortevoli, che da quattro anni
giacevano nel magazzino “anche questa tua invenzione è stata provvidenziale, per noi
tutti… ma è stata anche una discreta tortura per le nostre povere estremità!”
Humper notò in effetti che tutti i suoi colleghi erano tornati ad indossare le vecchie
calzature antecedenti all’Independance Day! Senza dire altro si cambiò le scarpe ed emise
poi un vero sospirone di sollievo: “Aaah… mi sento rinascere! Ma, dite un po’… siamo
proprio sicuri di poterli eliminare?”
“Beh, la tua omologa Anya Orion ci ha fatto la solenne promessa che nessuna scarica partirà
mai più dal loro organismo, contro di noi!” rispose Fewer.
“Questa sì che è una notizia...! Ma forse sarebbe prudente conservarli, almeno per un po’ di
tempo… non si sa mai!”
“Cosa temi ancora, Jerry?” chiese ancora Fewer, decisamente ottimista “Non hai sentito
tutto ciò che gli sposini si sono detti, poco fa?”
“Sì, d’accordo. Però…”
“Lei cosa ne pensa, signor Simons?” chiese A1 al capo della Neuro, tanto per tagliare la
testa al toro.
“Beh… le premesse sono indubbiamente molto promettenti per una felicissima vita di
coppia. Tuttavia…”
“Tuttavia…?” insistette Wellington.
“…c’è sempre in agguato la crisi del settimo anno…!”
Il Coordinatore si rivolse allora a Hoffman, che teneva ancora in mano gli ex stivali di Jerry
Humper: “Li metta da parte…!” disse.
***
Il catalizzatore sensitivo ebbe pieno successo! Lo “sblocco” preferenziale operato da Hugh
Simons grazie alla chiave restituitagli, aveva permesso ai C.R. di alcune amiche di Ataru di
tornare a livelli più alti: Shinobu Myake era tornata a 1260 punti, Sakura a 950, Oyuki a 672
e Benten a 574… ma il punteggio di Lamù rimaneva “stratosfericamente” irraggiungibile a
quota 2730: non esisteva più nessun pericolo che si instaurasse alcun effettivo triangolo!
L’assunzione “esterna” del progesterone della sua dolce metà aveva garantito finalmente il
giusto equilibro ormonale all’ex ragazzo più allupato di tutto l’universo che, pur
mantenendo la sua “focosa” virilità, era adesso perfettamente in grado di controllarla alla
presenza di tutte le rappresentanti del gentil sesso, indipendentemente dalla qualità di
ciascuna relazione interpersonale (amicizia o semplice conoscenza) e poteva quindi
riservarla tutta “intera” alla sua adorata mogliettina!
Questo permise naturalmente anche a Lamù di liberarsi da quella diffidenza patologica di
cui era sempre stata “vittima” e poté godere finalmente dell’amicizia di tante sue coetanee,
ora veramente felici che la simpaticissima spaziale avesse finalmente coronato il suo sogno.
Il ritorno sulla Terra dei neo-coniugi Moroboshi aveva di poco preceduto un festoso party
organizzato nella tenuta dei Mendo, messa gentilmente a disposizione dal loro “amico di
famiglia”. Shutaro aveva in qualche modo “preparato” il terreno, soprattutto verso i loro
compagni di scuola, onde prepararli allo shock di vedere Ataru e Lamù sposati!
119
Alla festa ci vollero una mezza dozzina dei giannizzeri di Mendo per trattenere il povero
Megane e impedirgli di fare una vera e propria strage… il poveretto dovette
successivamente essere sorvegliato per un bel po’ di tempo, fino a quando non parve
abbastanza sicuro che avesse abbandonato i suoi propositi suicidi!
Quanto al primo marito intergalattico della storia universale, diede finalmente prova di
essere un compagno fedele e affettuoso, tanto che fu presto chiaro che i famosi stivali
protettivi sarebbero rimasti per sempre chiusi nel loro magazzino.
Oltretutto, fra non molto, la giovane coppia avrebbe avuto ben altro a cui pensare…!
Epilogo: “Tu volevi che io vincessi, non è vero…?”
U
na sera di non moltissimo tempo dopo, rientrando da un ordinario briefing alla Centrale
Operativa, il capo della sezione Genetica ritrovò il suo fido assistente Barry Pitt
occupato a esaminare un microfilm con la massima attenzione.
“Ben rientrato, capo!”
“Grazie, Pitt… tutto bene, qui?”
“Tutto bene!” rispose Pitt stropicciandosi gli occhi.
“Va’ pure a riposarti, Barry: provvedo io a terminare il controllo!” disse Gus, posandogli
una mano sulla spalla.
“Oh, non si preoccupi, signore… stavo giusto per finire!”
“Mi dispiace di averti imposto questo tour de force… ma la mia collega urusiana mi ha
confermato che questo è il periodo migliore… e sai bene quanto sia importante verificare la
perfezione reticolare del DNA!”
“Ma certo, capo… stia tranquillo: le nostre colleghe disporranno delle migliori informazioni
per costruire il primo organismo umano interplanetario!”
“So perfettamente di essere in ottime mani, amico mio. Vado a fare un ultimo controllo del
miscelatore cromosomico, allora: ci vediamo fra dieci minuti, in camera di controllo!”
“A dopo, signore!”
I due si separarono con un sorriso leggermente tirato. Nonostante fossero ormai abbastanza
“navigati” in quel genere di operazioni, la consapevolezza del momento rendeva tutti un po’
nervosi: quella notte le due Genetiche non avrebbero “operato” solamente per il puro
piacere degli sposi, ma avrebbero eseguito il compito più importante che giustificava la loro
esistenza!
Con tutta la sua scrupolosità, il capo della Genetica moroboshiana non poteva essere
perfettamente tranquillo: fecondare una donna di un’altra galassia era un atto troppo solenne
e avventuroso per considerarlo normale routine!
Comunque, quando giunse il momento “fatidico” e l’assistente preposto al controllo ebbe
annunciato “Avvenuto rilascio STF!” un notevole senso di sollievo si diffuse in tutto il
personale della “Ripro”. L’ottimo August Percival aveva assolto egregiamente il proprio
compito: ora, un compito un po’ più impegnativo, toccava alla collega Agilla Afros!
***
Qualche giorno dopo August Percival venne chiamato in tutta fretta nell’ufficio di
Christopher Wellington. Il capo della Genetica aveva appena sostenuto una spossante
discussione coi colleghi dell’Immunitaria, della Cardiaca e della Metabolica circa il modo
migliore per convincere il Consiglio Organico della controparte sulla necessità di moderare
leggermente l’intensità dei rapporti C… va bene che la “signora” voleva essere
assolutamente sicura di rimanere incinta, ma se le assistenti di Agilla Afros e di Fiona
120
Mercury1 non si fossero date una calmatina, Ataru Moroboshi sarebbe potuto andare
incontro a qualche problema! Per fortuna il calendario del ciclo mestruale di Lamù, che
l’omologa di Percival aveva gentilmente fornito a quest’ultimo, indicava che presto si
sarebbe potuto sapere qualcosa…!
“Eccomi, comandante. Aveva bisogno di me…?”
Il Coordinatore dell’Organismo aveva la cornetta del “telefono rosso” in mano.
“La responsabile genetica della signora ha una comunicazione da farle personalmente!”
“Davvero?” chiese l’altro, in tono nervoso “Di che si tratta…?”
“Risponda, invece di far domande!” ribatté A1, porgendogli la cornetta, che Gus afferrò con
la mano che tremava.
“Pronto…? Sono Percival!”
“Felicissima di sentirla, Gus… volevo ringraziarla direttamente!”
“Per cosa…??”
“Oh, che adorabile ingenuotto! Per quel che ci avete fornito l’altra notte, no? Può
comunicare a tutti i suoi colleghi che Ataru Moroboshi diventerà papà! E sa una cosa? Sono
due!!”
“DUE..??!!” urlò August Percival, facendo sobbalzare Wellington sulla sedia.
“Proprio così: due gemelli biovulari. E di sesso opposto, per giunta! Le faccio i miei più vivi
complimenti per l’ottima miscelazione cromosomica! Dica al signor Simons che può
iniziare a pensare ai nomi!”
“È… è una notizia fantastica, collega… immagino che la vostra Neuro sarà al settimo
cielo!”
“Può ben dirlo, Percy! Anzi, la signora Venus mi ha raccomandato di superare me stessa
nell’esprimervi tutta la nostra gratitudine! A stanotte, carissimo...!”
Il collega ebbe un guizzo: “Ecco… a questo proposito, volevo dirle…”
Troppo tardi. Agilla aveva già tolto la comunicazione!
Rassegnato, il direttore della prima Genetica “intercosmica” mise giù lentamente la cornetta
volgendo verso A1 uno sguardo abbastanza indecifrabile.
“Novità…?” chiese quest’ultimo, con fare sornione.
“Sì… una ottima, l’altra un po’ meno! Quale preferisce sentire, per prima…?”
***
“Insomma, Hugh: non hai modo di rallentare questi dannati tremiti? Fatico a non farli
cadere…!!”
“Sto facendo del mio meglio, Burt… dopotutto non è un exploit da poco per Ataru
Moroboshi… pensa un po’: da libertino a padre di famiglia!”
“Ad ogni modo” intervenne Brad Fewer “i pargoletti sembrano gradire… si
addormenteranno più facilmente!”
“Comunque sono stupendi…” sussurrò Percival “…stupendi!”
“Nessun dubbio, in proposito” confermò Chris Wellington “i miei complimenti al bioarchitetto. E alla sua collega della controparte, naturalmente!”
“Riferirò con piacere, signore” rispose il capo della Genetica “comunque non va
dimenticato che il grosso del lavoro l’ha fatto lei… il nostro contributo è stato relativamente
piccolo…!”
“Tanto piccolo quanto fondamentale, signor Percival: non lo ridimensioni più del
necessario!”
1 La responsabile della Motoria.
121
“Il capo ha ragione, papà” lo burlò Jerry Humper dandogli una pacca sulla nuca “mi viene
poi da ridere, se ricordo tutta la paura che avevi all’inizio!”
“Oh, finiscila… che ne sapevo io, che la signora aveva conservato quel nastro?”1
“Ora che ci penso” se ne uscì il capo della Cerebrale “chissà se i gemelli hanno ereditato i
poteri della madre!”
“Lo sapremo presto” rispose Percival “Comunque, penso di sì: non vedete che hanno le
corna?”
“Vero” ammise Humper “invece Shutaro non le ha… curioso, però: a parte il colore dei
capelli, il maschietto sembra la copia del padre e la femminuccia la copia della madre!”
Ed era esattamente così… fra le braccia del neo papà riposavano beatamente due bellissimi
neonati, che già rivelavano le medesime fattezze dei loro genitori. Ataru rimaneva
imbambolato a contemplarli, incapace di spiccicare una parola e Lamù l’osservava
teneramente dal suo letto, con gli occhi luccicanti di gioia immensa.
“Se lo volete sapere, io lo trovo meraviglioso” dichiarò il capo della Sensitiva “questo è
sicuramente il giorno più bello della mia vita… oltre che della loro!”
“È un grande giorno per noi tutti, Hugh, sicuramente” ammise Brad Fewer “ma perché
hanno deciso di dargli proprio questi due nomi?”
“Elementare, Brad” rispose Simons “sono i nomi delle persone che più hanno amato i loro
genitori, dopo gli stessi partner. I loro padrini saranno felici di sapere che l’amore di Ataru e
Lamù per i propri figli conterrà implicitamente una parte dell’affetto per i loro migliori
amici!”
“Quella ragazza è buona come il pane” sospirò il capo della Sensitiva, leggermente
commosso “pensare che abbiamo fatto di tutto per scatenare le sue ire… fortuna che ci
siamo fermati in tempo!”
“Vorrà piuttosto dire: fortuna che i SISAS hanno ceduto in tempo, caro Jerry!” lo burlò A1.
L’interessato accusò il colpo, ma subito assunse un’espressione di pacata dignità: “Forse
non è stata una questione di fortuna, signore… può darsi che sia stato lo stesso Ataru a
vincere la resistenza di quei maledetti ordigni, quando si è reso conto che Lamù meritava di
essere pienamente corrisposta!”
“Forse” replicò il Coordinatore, sorridendo “ad ogni modo, è veramente bizzarro che una
donna s’innamori perdutamente di un uomo, solo perché quello l’ha battuta in una gara di
corsa…!”
“In effetti” ammise Fewer, per parte sua “tuttavia, per quanto sia bizzarro, è molto più
stravagante che un comandante alieno pianifichi l’invasione di un pianeta, per poi giocarsi
tutto con una sfida di acchiapparella…!”
“Beh, che questi Oni fossero un po’ strambi, ormai si sa…!” disse Simons.
Il capo della Cerebrale scosse la testa. Aveva ancora in archivio l’ambigua risposta che il
nonno dei due frugoletti - dormienti fra le braccia del suo assistito - aveva dato al genero
durante il banchetto nuziale2 e, in tutto quel tempo, più aveva cercato di seppellirlo, più quel
dubbio era tornato a galla!
“O sono strambi” borbottò “o non erano quelle le loro vere intenzioni…!”
***
Qualche tempo dopo, mentre Ataru stava tentando di studiare per il test d’ammissione
all’università (nonostante le insistenze di Lamù, lui voleva sostenere la sua nuova famiglia
1 Il famoso nastro giallo isolante di Sakurambo.
2 Vedi capitolo 15.
122
nei sei mesi all’anno in cui vivevano sulla Terra) fu interrotto da uno scoppio di risate e,
all’improvviso, due piccoli bolidi piombarono nella sua stanza saltando sul kotatsu…!
“Bambini, smettetela con questa confusione” li redarguì la madre, spuntando dalla camera
adiacente “il papà sta studiando…!”
*O almeno ci prova…!* pensò quest’ultimo, con ironia… poi però sorrise e afferrò quei due
deliziosi diavoletti: “Su, su.. venite qui… che ne dite se facciamo un patto?”
“Che patto…?” chiese il maschietto.
“Dicci, papà…!” replicò la femminuccia.
“Allora… se il babbo vi racconta una favola, voi andate dopo a fare una bella passeggiata
con la mamma e sarete così buoni da fare tutto quello che vi dice! Okay…?”
“Sì, sì… promesso…!!!” dissero i piccoli, in coro.
“Dunque, vediamo un po’… potrei raccontarvi di come la mamma e il papà si sono
conosciuti...!”
“Sì, sì… dai, papà… racconta!” lo incitò Shutaro.
“Che bello…!” replicò Shinobu.
“Allora…” accondiscese il padre abbracciando i due figlioletti che si erano accoccolati ai
suoi fianchi “…dovete sapere che vostro nonno, cioè il papà della mamma, era un gran
burlone…!”
“COSA…??” esclamò la moglie.
“Beh, in senso buono, intendo!”
“See, see…!” borbottò Lamù sedendosi anche lei all’altro lato del kotatsu e prendendo una
crocchetta di riso da un paniere.
“Un giorno, quel gran burlone di vostro nonno, convocò il suo esercito spaziale e disse ai
suoi ufficiali: sapete che si fa? Andiamo a conquistare la Terra! Allora la flotta del pianeta
della mamma salpò per quello del vostro papà… e quando le astronavi arrivarono sopra
questa città, vostro nonno si presentò a casa di vostro papà e gli lanciò una sfida…!”
“Una sfida…?” chiese Shinobu.
“Che sfida…?” chiese anche Shutaro.
“Gli disse: tu dovrai rincorrere mia figlia - cioè la vostra mamma - e, se entro dieci giorni
riuscirai a prenderla e a toccarle le corna, io dirò alla mia flotta di tornare a casa… se invece
non ci riuscirai, allora conquisterò la Terra e sarete tutti nostri schiavi!”
“Il nonno era così cattivo…?” chiesero i due bambini rivolgendosi alla madre che, con
palese imbarazzo, rivolse uno sguardo supplichevole al marito.
“Ma no! Il nonno - ve l’ho detto - era un gran burlone! Voleva soltanto fare uno scherzo ai
terrestri! Non sapeva, però, che il vostro papà era molto veloce a correre e quindi avrebbe
avuto buone possibilità di vincere… e infatti ha vinto!”
“E allora…?” chiese la bambina.
“E allora il nonno dovette ordinare alla sua flotta di ritirarsi, così la Terra rimase libera…
ma la mamma - che durante la corsa si era innamorata di papà - gli disse che, avendole
toccato le corna, avrebbe dovuto sposarla… perché, sul pianeta degli Oni, toccare le corna a
una ragazza equivaleva a farle una proposta di matrimonio!”1
“Ma è proprio vero…?” chiese Shutaro, con interesse, guardando la madre.
“Beh, vedi…” disse lei, con fare piuttosto agitato.
“Sì che è vero” rispose la piccola, con estrema convinzione “me lo ha detto la zia Ran!”
“Shinobu…!!!” la sgridò la mamma.
1 Questa “versione” l’ho letta su un’edizione pirata dell’ “anime-comic” relativo alla prima puntata del cartone.
123
“Ma allora, papà” intervenne il piccolo Shutaro “il nonno ti ha costretto a sposare la
mamma…!”
“Shutaro, cosa dici…?!” esclamò Lamù, sempre più in preda al panico.
“Ma no, ma no…” le venne in aiuto il marito “…il nonno aveva sfidato il vostro papà a
toccare le corna di sua figlia pensando che lui non ci sarebbe mai riuscito, dal momento che
la mamma poteva volare!”
“E allora come hai fatto a prenderla e a toccarle le corna…?” chiese Shinobu, mettendo le
manine sulle sue.
Ataru incrociò le braccia, gonfiò il petto e chiuse gli occhi: “È stata la forza dell’amore”
rispose, con sguardo severo “volere è potere!”
“Allora anche tu ti eri innamorato della mamma…?!” dedusse il piccolo Shutaro.
“Eh, già… è proprio così! Bravo, figliolo: sei proprio sveglio!”
“Già… come suo padre…!” commentò la moglie “Adesso basta, bambini: usciamo a
prendere una boccata d’aria, su… papà deve lavorare. Andate ad aspettarmi in giardino!”
“Va bene… ciao, papà!” dissero in coro i due, correndo fuori dalla stanza.
Quando furono usciti, Lamù si avvicinò al marito e lo baciò sulla guancia: “Grazie, tesoro…
quando saranno cresciuti, gli spiegheremo meglio!”
“E che vorresti spiegargli? Che ho vinto la corsa solo perché ti avevo strappato il
reggiseno…?”
Per quanto già moglie e madre, la dolce Lamù non riuscì a non arrossire: “Sei il solito
sporcaccione!! Lo sapevi bene che quella era la tua unica possibilità di vincere, eh…?!”
“Non lo nego… ciò che ancora non so, è un’altra cosa!”
“Quale…?” chiese lei, ansiosamente.
“Come mai, quando sei venuta a casa mia, quella sera, non mi hai tramortito con una scarica
elettrica, per riprendertelo…?”1
Lamù trasalì… cercò qualcosa da rispondergli, ma non trovò nulla. Il suo tesoruccio le
accarezzò allora teneramente la guancia: “Dì la verità, Lamù… non era solo per darmi
sportivamente una possibilità… tu volevi che io vincessi! Non è vero…?”
La sua donna lo fissò per alcuni secondi e infine annuì, sussurrando: “Sì…!”
“E… lo volevi perché pensavi che non fosse giusto che la Terra venisse invasa?”
Un’altra breve attesa e un nuovo sussurro: “Non era solo questo…!”
“Allora, quel che Ran ha raccontato a Shinobu… è la verità?”
“Sì… beh, non è proprio una legge… ma è una tradizione!”
“Un po’ come… quando calpestai l’ombra di Elle…?”
“Sì…!”
“Posso farti un’ultima domanda?”
“Dimmi…!”
“Per caso… Ran è anche un’esperta di computer…?”
Un nuovo sussulto di Lamù e un nuovo rossore acceso sul suo volto…
“Credo di sì…!”
“Beh, in tal caso” disse Ataru, posandole le mani sulle spalle “la prossima volta che la vedi,
potresti farmi un favore?”
“Quale…?”
1 Qui faccio ovviamente riferimento alla versione del manga, scartando invece quella dell’anime, dove Ataru “pesca” il reggiseno di
Lamù grazie a una pistola a ventosa nell’ultimo giorno della gara. La versione cartacea mi sembra infatti molto più convincente e, del
resto, è anche quella che viene ripresa nel film “Beautiful Dreamer” (dove infatti il nostro “campione” estrae l’indumento
dell’avversaria da sotto la sua canotta).
124
“Dille che tuo marito la ringrazia per l’ottimo lavoro…!” concluse posando le sue labbra su
quelle di Lamù…
Dopodiché, i due si persero completamente l’uno nell’altra… tanto che Shinobu e Shutaro
dovettero uscire con i nonni…!
***
“Complimenti, signor Fewer” disse il Coordinatore Wellington al capo della Cerebrale
“grazie a lei, anche questo mistero è stato svelato!”
“Niente di che, signore… bastava solo mettere insieme qualche pezzo!”
“Certo che quella donna è diabolica” commentò Hugh Simons, il capo della Neurologica
“meravigliosamente diabolica, per la verità!”
“Tutte le donne sono diaboliche…!” puntualizzò il capo della Genetica, August Percival.
“Sì, va bene” ammise Jerry Humper, il capo della Sensitiva “però, chi avrebbe mai
immaginato un piano macchinoso come questo?!”
“Oh, altre fanno anche di peggio” intervenne Burt Racer, della Motoria “pensate che ce ne
sono di quelle che diventano addirittura delle ladre, pur di farsi inseguire dal poliziotto di
cui si sono innamorate!”
“Cosa…??” esclamò Simons “Non ci credo!!”
“Come no? Pensa che, l’altro giorno, stavo giusto parlando con Rip Kirby, un mio collega
che gestisce la motoria del detective Asuka Junior… mi chiedeva qualche consiglio per…”
FINE
Scarica

STORIA SEGRETA DEI SISAS (ovvero: come