DOSSIER Martedì, 16 febbraio 2016 DOSSIER Martedì, 16 febbraio 2016 Articoli 16/02/2016 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 14 1 La giunta firma il blitz "salva supercomuni" 16/02/2016 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 15 3 Raffica di espropri per l' elettrodotto Terna 16/02/2016 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18 MARCO BISIACH Al "Fabiani" la spazzatura diventerà arte 16/02/2016 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18 7 Impennata di Autorizzazioni uniche ambientali 16/02/2016 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 19 8 Romoli spara a zero sull' inerzia dei forzisti 16/02/2016 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20 LAURA BORSANI Cresce il Centro amianto: visite a quota 676 pazienti 16/02/2016 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 13 Romoli contro Riccardi: «Fi appoggi da subito Dipiazza e... 16/02/2016 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 16 Serracchiani rilancia: Monfalcone e Trieste siano un porto unico 16/02/2016 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 22 «A giorni le indicazioni per trovare la foiba» 16/02/2016 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 27 Ambiente, intesa tra Provincia e Max Fabiani 16/02/2016 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 27 Un anno di eventi racchiusi nella guida delle Pro loco 5 DOMENICO PECILE 10 12 14 15 17 18 16 febbraio 2016 Pagina 14 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia La giunta firma il blitz "salva supercomuni" Emendamenti al testo sulla fine delle funzioni provinciali. Scure sui trasferimenti ai Municipi non in riga entro il 15 aprile di Diego D' Amelio wTRIESTE Trasferimento delle funzioni delle Province con sorpresa. Nella giornata in cui la Quinta commissione ha approvato il testo che regola l' assorbimento da parte della Regione delle competenze provinciali in materia di caccia, pesca, ambiente e protezione civile, l' assessore alle Autonomie locali Paolo Panontin ha messo sul tavolo gli emendamenti "sblocca Uti" anticipati nelle scorse settimane. La legge sullo spostamento di una serie di competenze provinciali si arricchisce dunque di un estemporaneo capitolo dedicato alle Unioni intercomunali: l' approvazione in aula della norma darà così il via entro il 15 aprile al nuovo sistema, mentre le funzioni associate dei Comuni cominceranno a essere esercitate dal primo luglio. Dopo i ritardi fin qui accumulati da una delle riforme chiave del centrosinistra, Panontin ha parlato di «unica soluzione possibile per avviare le Uti davanti ai ricorsi: abbiamo mediato, perché non intendiamo adoperare i commissariamenti e perché consentiamo ai Comuni che non l' hanno fatto di entrare nelle Uti fino al 15 aprile». Oltre alle nuove indicazioni temporali, gli emendamenti ribadiscono il sistema di incentivi, che mira a vincere le riserve dei sindaci attraverso la leva finanziaria. Soltanto le amministrazioni aderenti alle Uti riceveranno infatti in toto i trasferimenti ordinari da parte della Regione, mentre gli altri dovranno rinunciare alla propria quota del fondo di perequazione, ovvero della parte di trasferimenti calcolati non più sulla spesa storica ma sui costi standard dei Comuni. Una quota che nel 2016 varrà 50 milioni, pari al 15% dei finanziamenti ordinari, ma che aumenterà negli anni fino all' 85%. La parte non assegnata del fondo di perequazione verrà inoltre dirottata in un fondo per gli investimenti, cui potranno attingere soltanto le amministrazioni inserite nelle Uti. La giunta spera che la pressione finanziaria riduca il numero dei sindaci ribelli, costretti a rinunciare a quote crescenti di trasferimenti. Nel frattempo, l' approvazione del nuovo Statuto regionale dovrebbe fare il suo corso e, con essa, il passaggio che prevede l' obbligatorietà delle Uti: dall' opposizione c' è infatti chi parla di dilazione più che di mediazione. Il Pd difende la linea Panontin, con un comunicato di Diego Moretti e Vincenzo Martines che sottolinea la carota più che il bastone: «Gli emendamenti corrispondono agli impegni presi dalla giunta prima della legge di stabilità. Utilizzando il fondo perequativo si darà riconoscimento ai Comuni che giustamente reclamano la possibilità di far partire le Uti». Secondo i dem, «queste sono le Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 1 16 febbraio 2016 Pagina 14 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia risposte alle aperture fatte da una parte dell' opposizione». Riccardo Riccardi (Fi) vede invece all' orizzonte «un modello organizzativo devastante, con Comuni dentro le Uti e altri fuori. Chi non partecipa sarà preso per il collo. Si tratta di una soluzione tampone che la maggioranza basa sull' auspicio di una sentenza positiva da parte del Tar. Siamo davanti a un fallimento e non è un caso che gli emendamenti lascino esplicitamente inalterato il sistema dell' assistenza basato sui Comuni». Il riferimento è alla scelta di rinviare la gestione dei servizi sociali in forma associata, che secondo l' opposizione dimostra la difficoltà di un sistema che partirà con una geografia variabile. Secondo Barbara Zilli (Lega), «si conferma la sconfitta di una riforma imposta dall' alto: Panontin cerca di glissare sull' incostituzionalità dei commissariamenti e ricatta i comuni ribelli, chiudendo il rubinetto dei finanziamenti. La falsa partenza delle Uti continua ora con questo sistema a doppia velocità e con la trovata diabolica di escludere dal fondo di perequazione i Comuni che non saliranno sul carrozzone delle Unioni entro il 15 aprile». Per Elena Bianchi, invece, «Panontin ha proposto emendamenti a una legge che era pensata per tutt' altro e cioè per l' importante creazione di un corpo unico regionale per la vigilanza ambientale, in grado di assorbire gli attuali agenti delle Province nella forestale. Il M5s avrebbe votato a favore, ma ora non potrà che esprimere parere negativo». _diegodamelio_ ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 2 16 febbraio 2016 Pagina 15 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Raffica di espropri per l' elettrodotto Terna "Offensiva bis" della società decisa a costruire l' impianto. Gli interessati avranno fino a 60 giorni di tempo per contestareSel lancia la campagna nazionale antismog «In Italia sembra esistano solo quattro grandi metropoli da mettere in collegamento tra loro su rotaia ad alta velocità: il resto dell' Italia, le altre città e piccoli centri, i cittadini che si muovono ogni giorno, il trasporto merci, sono esclusi da politiche per la mobilità che attui la riconversione ecologica. La gran parte dei trasporti invece si muove su gomma, si continuano a costruire autostrade inutili, a consumare suolo e denaro dei cittadini, ad aumentare i livelli di smog». L' ha dichiarato ieri la deputata friulana di SiSel, Serena Pellegrino, vicepresidente in commissione Ambiente alla Camera, nel corso della presentazione della campagna di Sinistra Italiana " Trasporti, cambiamo aria".«Alla Conferenza di Parigi, quando gli Stati hanno sottoscritto l' impegno improrogabile ad abbattere le polvere sottili, c' eravamo anche noi. E abbiamo condiviso la necessità di cambiare radicalmente direzione. Il governo si faccia carico immediatamente di questa responsabilità e di questa progettualità, o ce ne dovremo occupare quando al governo ci saremo noi. Primo ministro Renzi, disponiamo di enormi opportunità tecnologiche ma nelle nostre città siamo costretti a fare la danza della pioggia per contrastare lo smog che ci soffoca». di Marco Ballico wTRIESTE I vincoli sui terreni in 15 comuni della regione, 12 in provincia di Udine e 3 in provincia di Gorizia: a Villesse, San Pier d' Isonzo e Fogliano Redipuglia. Ma anche la sintesi di quanto realizzato sin qui e di quanto resta ancora da fare per completare l' elettrodotto UdineOvest Redipuglia, opera «indispensabile torna ad assicurare Terna, il gestore della rete elettrica nazionale per risolvere i rischi di disalimentazione della rete elettrica friulana, formata da sole due linee ad altissima tensione risalenti agli anni '70'80, a fronte di consumi dei friulani più che raddoppiati negli ultimi trent' anni». Asservimenti, previsti sin dall' inizio delle operazioni, e fotografia dell' infrastruttura compaiono su più quotidiani in quello che è l' avviso legale di avvenuto deposito della documentazione progettuale per la rideterminazione ministeriale all' elettrodotto 380 kV già costruito per quattro quinti ma stoppato per l' ultimo 20% a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato dello scorso luglio. Secondo i giudici romani, sollecitati dai ricorsi degli enti locali (inizialmente respinti al Tar Fvg), su un parere paesaggistico pende un «deficit di motivazione» che Terna sostiene possa essere ora risolto. Ricordando che il procedimento autorizzativo è stato riavviato il 6 novembre 2015 dal ministero dello Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 3 16 febbraio 2016 Pagina 15 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Sviluppo economico, il gruppo gestore della rete elettrica fa infatti sapere che «grazie all' imminente avvio della procedura di rideterminazione della Via, il ministero dell' Ambiente potrà acquisire un congruo e motivato parere del ministero delle Attività Culturali, che colmi il deficit di motivazione censurato dal Consiglio di Stato». La nuova documentazione, altra informazione che arriva da Terna, attualizza il quadro ambientale di progetto: il nuovo studio di impatto ambientale «racchiude tutte le migliorie che erano state indicate, come prescrizioni, dal decreto Via rilasciato nel 2011». Il tutto «in coerenza con le pianificazioni vigenti, compresa l' assenza di interferenze con nuovi vincoli ambientali rilasciati negli ultimi anni». Nelle cinque pagine occupate ieri sui giornali la parte del leone la fa l' elenco di tutti i terreni, identificati dalle particelle catastali, interessati dall' intervento, su cui vige un vincolo preordinato all' asservimento per la realizzazione delle linee elettriche o all' esproprio per la realizzazione della stazione elettrica di Udine Sud. Sulla documentazione complessiva, ed è questo il motivo dell' avviso legale, i soggetti interessati potranno presentare osservazioni. Due le tempistiche: al Mise entro 30 giorni, per la partecipazione al procedimento amministrativo di autorizzazione e di apposizione del vincolo preordinato all' esproprio e asservimento; al ministero dell' Ambiente, entro 60 giorni, per la partecipazione al procedimento di rideterminazione nella procedura. Non c' erano dubbi ma Terna, dunque, tira dritto. Ribadendo i pilastri di un investimento da 110 milioni di euro, soldi che consentiranno, a conclusione lavori, di mandare in soffitta 110 km di vecchie linee e circa 400 tralicci in 30 comuni della Bassa friulana, liberando 367 ettari dalla servitù di elettrodotto e con benefici per 680 edifici oggi collocati a 100 metri dalle linee che saranno demolite, oltre a un risparmio sulle bollette quantificato in 60 milioni all' anno. Inoltre, una volta ancora, viene garantito che la "strada" interrata andava assolutamente evitata. Quattro le motivazioni. Interrare la Udine OvestRedipuglia sarebbe «impossibile sotto il profilo della sicurezza e della stabilità elettrica», «più impattante sul territorio», «più significativo in termini di induzione magnetica generata», ma anche «molto più costoso» per gli utenti del sistema elettrico (che pagano in bolletta gli interventi di Terna). La società fa i conti del dettaglio: il cavo interrato costerebbe tra le 10 e le 13 volte di più rispetto alla linea aerea. ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 4 16 febbraio 2016 Pagina 18 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Al "Fabiani" la spazzatura diventerà arte Lo scarto di produzione delle ecoshopper verrà riutilizzato per realizzare abiti, installazioni, libri La spazzatura che diventa arte. E cultura. Non ci riferiamo all' ultima creazione di questo o quell' artista di fama, che provoca e stuzzica lo spettatore realizzando opere dalle sembianze di semplici rifiuti. Ma, piuttosto, alla bella iniziativa che unisce Provincia di Gorizia e istituto d' arte "Max Fabiani", che proprio ieri hanno firmato una convenzione per riutilizzare scarti di produzione destinati a diventare spazzatura per creare qualcosa di nuovo e sorprendente. Abiti, installazioni, libri. Insomma, arte e cultura. L' iniziativa, denominata "Facciamolo con creatività" riprendendo un po' il titolo del progetto sulla riduzione e il riciclo dei rifiuti "Facciamolo con amore", promosso da anni dall' amministrazione provinciale , è stata presentata ieri mattina all' istituto di piazza Medaglie d' Oro dalla preside Anna Condolf e dalla vicepresidente della Provincia Mara Cernic, assieme ai dirigenti Gabrielcig e Zar, e a diversi docenti della scuola, tra cui la referente Pizzolongo. In estrema sintesi, la Provincia mette a disposizione dell' istituto e dei suoi studenti lo scarto di produzione delle sue ecoshopper, le borse pensate per promuovere "Facciamolo con amore". Docenti e studenti di quattro classi utilizzeranno questo materiale trasformandolo, al termine di laboratori di pittura, scultura, design e altro ancora, in prodotti artistici. Il tutto sostenuto anche da un contributo di circa 3mila euro da parte dell' ente pubblico. «L' idea è nata quando la ditta Alisea, che realizza per noi le borse con la carta ad alta resistenza proveniente da alberi di filiera certificata, e dunque ecosostenibile, ci ha restituito, per non sprecarlo, il materiale di scarto, ovvero le prove di stampa dice l' ingegner Gabrielcig . Abbiamo pensato che potesse essere ancora riutilizzato, e così è nata questa collaborazione». L' approccio, come l' ha definito Barbara Zar, è quello dell' economia "circolare": tutto si trasforma e nulla si distrugge. «Questa collaborazione si inquadra negli oltre 45 progetti diversi che curiamo assieme a istituzioni e realtà del territorio ha detto la preside Condolf prima di firmare la convenzione con l' assessore Cernic . E ne andiamo molto fieri. Oltre a fare educazione artistica, in questo caso, faremo anche educazione ambientale». «È la prima volta che firmiamo un simile accordo con una scuola ha aggiunto Mara Cernic , e la cosa mi sta molto a cuore. Si deve parlare di ambiente tra gli studenti, e l' ambiente deve essere il fulcro Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 5 16 febbraio 2016 Pagina 18 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia attorno al quale costruire il futuro». A conclusione del progetto, quando le opere d' arte, gli abiti e le installazioni saranno pronte, la Provincia penserà a come valorizzarle, magari dando vita ad un' esposizione. Marco Bisiach. MARCO BISIACH Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 6 16 febbraio 2016 Pagina 18 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia rilasciate oltre 100 nel 2015 Impennata di Autorizzazioni uniche ambientali Diventano sempre più importanti e significative le cosiddette "autorizzazioni ambientali", vale a dire tutti quei provvedimenti che consentono l' attività di un' impresa, ma imponendo le misure di legge per evitare o ridurre le emissioni inquinanti nell' aria, nell' acqua e nel suolo. Controlli e autorizzazioni che vengono gestiti dalle Province. Una questione che diventa di primaria importanza in un momento in cui imperversa il problema dell' inquinamento atmosferico: una vicenda complessa, in cui le responsabilità devono essere ripartite su vari livelli, dalle emissioni industriali al traffico automobilistico, dal riscaldamento e raffreddamento domestico a una lunga serie di azioni quotidiane che vanno a incidere sulla qualità dell' atmosfera. Per quanto riguarda le "autorizzazioni ambientali", dal 2013 sono diventate più rapide da chiedere grazie all' Aua (Autorizzazione unica ambientale), un documento per le piccole e medie imprese che riunisce diverse autorizzazioni ambientali come, ad esempio, quelle su rifiuti, scarichi delle acque reflue industriali, emissioni in atmosfera e sull' inquinamento acustico. Come spiega la vicepresidente e assessore all' Ambiente della Provincia, Mara Cernic: «L' Aua è uno strumento indispensabile, perché garantisce la tutela dell' ambiente e riduce fortemente gli iter burocratici. Inoltre, ci consente di tenere costantemente monitorato l' impatto sull' ambiente delle molte attività produttive del nostro territorio». Uno strumento indispensabile, dunque, che negli ultimi mesi sta impegnando parecchio gli uffici della Provincia, visto che, mentre nel 2013 e 2014 le richieste di Aua erano state complessivamente 74, nel solo 2015 sono state un centinaio. Come precisa ancora Mara Cernic: «Tutte le aziende devono avere un' Autorizzazione unica ambientale e il tessuto produttivo dell' Isontino sta provvedendo a farne richiesta, dimostrando una grande attenzione alle problematiche ambientali. Molte piccole e medie imprese non hanno ancora un' Aua ma soltanto perché stanno attendendo la scadenza delle autorizzazioni ottenute prima della sua entrata in vigore nel 2013. Poi sono sicura che si rivolgeranno a noi per ottenerla». (fra.fa. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 7 16 febbraio 2016 Pagina 19 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Romoli spara a zero sull' inerzia dei forzisti L' affondo del sindaco: «Il partito approfitti delle tensioni dei dem triestini e si schieri con Dipiazza» Perché Forza Italia minaccia una «incomprensibile» corsa solitaria? Perché non decide di stare da subito con Roberto Dipiazza, l' ex sindaco che ci riprova ancora? Perché non approfitta, ora che ha l' occasione di farlo, degli sbandamenti del Pd? Ettore Romoli assiste stupito al balletto sul candidato sindaco di Trieste una «melina inconcludente», ironizza il capogruppo di Fi a Trieste, Everest Bertoli, dando il «benvenuto» a Francesco Russo nel gruppo di chi critica l' amministrazione Cosolini , ma è altrettanto sorpreso nell' osservare l' eccesso di tattica del suo partito. Sindaco, che succede? In un momento così difficile dal punto di vista politico e sociale per il Friuli Venezia Giulia, con problemi enormi che segneranno il futuro, dal ristagno dell' economia alla disoccupazione, dall' immigrazione senza controllo alla fuga dei migliori giovani all' estero, le forze politiche devono dare una risposta di governo. E invece? E invece abbondano i soliti giochetti. Assistiamo a uno spappolamento del centrosinistra a Trieste e a Pordenone, i maggiori centri dove si andrà al voto alle amministrative di primavera. Mi pare evidente che stanno prevalendo gli interessi personali su quelli collettivi. Quanto al centrodestra, non può perdere tempo. Deve immediatamente tornare a essere protagonista. Ce l' ha con Forza Italia. Perché? Impensabile che il partito si estranei da una battaglia comune volta a riconquistare le due città principali della prossima tornata elettorale. Una critica o un appello? Senz' altro un appello. La classe dirigente di Fi prenda una posizione forte e, sotto la guida di Berlusconi, lavori per ricompattare la coalizione. Sarebbe deleterio non farlo, tanto più adesso che i risultati sembrano a portata di mano. E tanto più in una fase storica in cui, a trarne vantaggio, sarebbe il Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 8 16 febbraio 2016 Pagina 19 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia < Segue Movimento 5 Stelle, la vera iattura per la regione. Fi deve coinvolgere anche Ncd? Sì. Facendo le dovute distinzioni tra livello nazionale e locale. Certo la linea di Alfano sull' immigrazione non va sposata. È Dipiazza il candidato giusto per Trieste? Non può che essere lui. Può battere sia Cosolini che Russo? Entrambi. Ma anche un altro eventuale candidato. Non è escluso che nel Pd spunti pure un terzo incomodo. Si sarebbe aspettato il colpo di scena di Russo? Onestamente no. Credevo che il Pd fosse molto più solido. Come giudica il silenzio di Serracchiani? Se non riesce a proporre una soluzione unitaria, sarà la vera sconfitta di questo momento politico. (m.b. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 9 16 febbraio 2016 Pagina 20 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Cresce il Centro amianto: visite a quota 676 pazienti Nel 2016 segnalati nuovi casi pari al 52,4%: il 76,2% riguardano le placche, il 14,6% tumori polmonari, il 4,9% mesoteliomi pleurici e il 2,8% asbestosiSANITÀ»PRESENTATO IL CRUA TRA BILANCI E PROSPETTIVE di Laura Borsani Il Centro regionale unico amianto è inserito a pieno titolo nel sistema regionale sanitario. È ciò che ieri mattina, in occasione della presentazione all' auditorium del San Polo, la presidente Debora Serracchiani ha definito l'«epicentro» dell' approccio multidisciplinare e di raccordo volto a dare risposte concrete e personalizzate: «La forza del Crua ha sottolineato sta proprio nella sua integrazione nel sistema sanitario». Significa finanziamenti sicuri. Rientranti nei 100 milioni stanziati nell' ambito della prevenzione complessiva, poco più del 5% dell' intero budget sanitario regionale. Nella sala gremita dell' auditorium il direttore generale dell' Aas Bassa Friulana Isontina, Giovanni Pilati, il direttore sanitario aziendale Gianni Cavallini, Fabio Vassallo dirigente della Pneunmologia aziendale, e il vicedirettore del San Polo Michele Luise hanno illustrato i quasi 3 anni di attività del Centro e le prospettive. Assieme a numerosi sindaci, amministratori ed esponenti politici, c' erano anche i rappresentanti dell' Associazione esposti amianto, compresa una delegazione slovena, un segno tangibile della collaborazione transfrontaliera. Il Crua ha tutte le carte in regola per recitare un ruolo di riferimento. È un Hub, classificato come Struttura complessa dotata di piena autonomia, a fronte di un proprio primariato, e contempla una rete regionale i cui percorsi sono stati individuati. Nato con delibera di giunta regionale nel 2012, è operativo dal 1° giugno 2013. Parte integrante, ha evidenziato Pilati, nell' Atto aziendale dell' Aas Bassa Friulana Isontina. Il Centro si avvale oggi di un nuovo ambulatorio chirurgico multidisciplinare. Un progettopilota in Italia, dedicato alle specialità di Pneumologia, Chirurgia, Oculistica, Ginecologia e Otorinolaringoiatria. Una sala esterna al blocco operatorio, a fronte di un investimento di oltre 100mila euro. Si affianca la dotazione al reparto di Pneumologia di un videobroncoscopio operatorio ad alta definizione e qualità diagnostica e interventistica, donato dalla Fondazione Carigo, per una spesa di 20mila euro. E il futuro è prossimo: già quest' anno è previsto l' avvio della revisione della piastra ambulatoriale al primo piano del San Polo, ha preannunciato Michele Luise, alla guida del Team leader del progetto. Con ciò al fine di liberare risorse finanziarie da dirottare sulla rete di assistenza territoriale. Ma passiamo ai dati, illustrati da Cavallini. Nell' ultimo semestre 2013 sono state eseguite 72 visite: il Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 10 16 febbraio 2016 Pagina 20 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia 38,9% ha riguardato nuovi casi di malattia professionale, il 6,9% nuovi casi di neoplasia. Nel 2014 le visite sono salite a 195, il 40,5% sono nuovi casi di malattia professionale e il 10,8% nuovi casi di neoplasia. Nel 2015 le visite sono approdate a 409, il 49,1% nuovi casi di malattia professionale e il 6,6% nuovi casi di neoplasie. Nel quadro consuntivo dell' attività al 1° gennaio 2016 spiccano le nuove segnalazioni in ordine all' esposizione all' amianto, pari al 52,4%: il 76,2% riguardano la rilevazione di placche e ispessimenti pleurici, il 14,6% tumori polmonari, il 4,9% mesoteliomi alla pleura, il 2,8% asbestosi, il 2,2% altri tumori (laringe e colon). I casi già noti e non aggravati, invece, sono il 28,6%, mentre il 19% dei casi non ha rilevato patologie amiantocorrelate. Il Crua è strutturato in un Ambulatorio di sorveglianza sanitaria al San Polo e a Palmanova, e contempla la cosiddetta "Lung Unit" per la presa in carico interdisciplinare del paziente, un Punto di ascolto aperto alla popolazione, nonchè la predisposizione di materiale informativo, in collaborazione con associazioni di ex esposti e patronati. Vassallo ha illustrato la stretta connessione tra Crua e "Lung Unit", nell' ambito della quale Pneumologia gioca un ruolo chiave nella fase diagnostica. La "Lung Unit" garantisce una gestione condivisa e multidisciplinare delle patologie oncologiche toraciche. Attorno al paziente ruotano professionalità come l' oncologo, il pneumologo, l' anatomopatologo, l' internista, il radiologo, il radioterapista e fisico sanitario, il chirurgo, lo psicologo, il medico di Medicina generale, il terapista del dolore e l' infermiere "case manager". Il tutto è finalizzato in particolare alla definizione di un percorso diagnosticoterapeutico individualizzato, avvalendosi altresì dell' appoggio di altre strutture sanitarie regionali. Nè manca la ricerca, sfruttando anche protocolli di carattere nazionale e internazionale. Il sindaco Silvia Altran ha parlato di una comunità in lunga attesa. Della ricerca scientifica, di un' accoglienza adeguata, pronta e completa per tutte le necessità dei malati. Ha ricordato la scelta di addivenire alla transazione con Fincantieri in relazione ai processi amianto: «Uno choc per tutti, ma che forse ci ha costretto a superare questo senso di continua attesa». I fondi assegnati al Comune sono stati messi a disposizione per l' istituzione di un Centro interdipartimentale per l' amianto che si raccorderà all' attività clinica del Crua. Telesca ha osservato: «Oggi è una data importante, prendendo atto di quanto si sta già facendo. Progetti come la nuova piastra ambulatoriale permetteranno di semplificare e razionalizzare l' offerta sanitaria liberando risorse per investire sul territorio». Serracchiani ha concluso: «Il Crua è frutto di un lavoro di squadra. L' attività sta funzionando appieno, a fronte anche di un' intensa attività informativa e di prevenzione». Ha sottolineato la valenza di progetti tranfrontalieri e l' attivazione del tavolo regionale tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia. A chiudere la testimonianza di Luigino Francovig, ex cantierino e sindacalista esposto all' amianto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA. LAURA BORSANI Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 11 16 febbraio 2016 Pagina 13 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Romoli contro Riccardi: «Fi appoggi da subito Dipiazza e Ciriani» di Domenico Pecile wUDINE Il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, non ci sta. Non condivide cioè la linea politica attendista del capogruppo in Regione di Forza Italia, Riccardo Riccardi, che, di fronte all' accordo LegaFratelli d' Italia sulle candidature di Alessandro Ciriani a Pordenone e Roberto Dipiazza a Trieste non solo invita alla prudenza, ma fa capire che gli azzurri potrebbero correre da soli al primo turno. Pur non citando mai Riccardi, è evidente che lo sfogo di Romoli è diretto al capogruppo, reo di non capire che sarebbe assurdo che il centodestra «non si compattasse proprio adesso che il Pd si sta spappolando». E per spiegare questa posizione Romoli fa una lunga premessa. «Questo afferma il sindaco di Gorizia è un momento estremamente complicato per la vita politica e sociale del Paese con problemi che segneranno il futuro di tutti noi e che vanno dal sostegno all' economia, all' immigrazione, fino alla disoccupazione giovanile». Proprio per questo il sindaco di Gorizia sostiene che la politica deve essere in grado «di dare risposte assumendosi la responsabilità di governare e mettendo da parte i soliti, logori, giochetti». Romoli rimarca che «in queste ore il centrosinistra nei due capoluoghi di provincia dove si vota, Trieste e Pordenone, si sta letteralmente spappolando e dimostrando la sua incapacità di assumersi responsabilità precise di governo». Ecco perché manda a dire a Riccardi in questa situazione «il centrodestra deve assolutamente ricompattarsi in tutte le sue componenti tradizionali». L' obiettivo? «E' chiaro insiste il primo cittadino di Gorizia che dobbiamo dare ai nostri cittadini una prospettiva certa e un' amministrazione efficiente». Da qui l' appello forte affinché «Forza Italia soprattutto abbandoni, seguendo le indicazioni del presidente Silvio Berlusconi, il suo isolazionismo portando a termine senza indugio alcuno le alleanze che il popolo di centrodestra attende». Insomma, anche Forza Italia «deve sostenere Alessandro Ciriani a Pordenone e Roberto Dipiazza a Trieste. O capiamo che davvero in questo momento difficile chi sta peggio di tutti è il Partito democratico, oppure rischiamo davvero di farci male inutilmente perdendo un' occasione unica per riconquistare queste due importanti amministrazioni comunali». ©RIPRODUZIONE RISERVATA. DOMENICO PECILE Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 12 16 febbraio 2016 Pagina 13 < Segue Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 13 16 febbraio 2016 Pagina 16 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Serracchiani rilancia: Monfalcone e Trieste siano un porto unico MONFALCONE «Ci aspetta una sfida importante, quella di rilanciare il porto di Monfalcone con un impegno determinato sia sul piano regolatore portuale, che stiamo portando avanti, sia sulla governance, guardando, in particolare, all' autorità portuale allargata del Friuli Venezia Giulia che raccolga in sè le realtà portuali della regione Trieste, Monfalcone e Porto Nogaro con un forte collegamento con gli interporti regionali, in attuazione dell' avviata riforma sui porti, volta anche a implementare e rafforzare la natura di piattaforma logistica della nostra regione». Lo ha affermato la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani nel corso del colloquio con il sindaco di Monfalcone Silvia Altran, avvenuto nella sede del Comune. Serracchiani ha ricordato come «saranno importanti gli investimenti, anche a Monfalcone, sulla parte ferroviaria; così come è determinante ha riferito l' impegno che stiamo portando avanti con le amministrazioni locali, in particolare con il Comune, sull' escavo del canale di accesso al porto di Monfalcone». Di collaborazione tra porti si è discusso nel recente incontro con la commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulc che ha dichiarato: «La rete logistica del Nord Adriatico è stata identificata come uno dei gate continentali strategici per lo sviluppo dei traffici, però se non si rafforza, l' Unione europea sarà costretta a trovare soluzioni alternative». Proprio la collaborazione tra i due principali Paesi interessati, Italia e Slovenia, ha però mostrato crepe che in misura maggiore sembrano addebitabili a Lubiana. I porti di Trieste (con Monfalcone) e di Capodistria dovrebbero essere i due fulcri di tutto il sistema, ma non sembrano remare concordemente. L' incontro di ieri con Serracchiani e Telesca ha riguardato anche alcune delle altre questioni legate all' area monfalconese di cui la Regione si sta occupando da tempo, fra cui la viabilità, l' informativa sui lavori per la realizzazione del municipio, la situazione della cantieristica navale anche alla luce degli impegni che si sta assumendo Fincantieri e le implicazioni sociali sul territorio, che registra la presenza di un' importante immigrazione. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 14 16 febbraio 2016 Pagina 22 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia «A giorni le indicazioni per trovare la foiba» Il presidente della Lega Nazionale di Gorizia conferma le anticipazioni Nel documento rimasto segreto si indicano anche i responsabili della strage di Giulia Zanello «Stiamo facendo riferimento a un documento di massima ufficialità e attendibilità, secretato da settant' anni nell' archivio del ministero degli Affari esteri. E sì, si può parlare di foiba, perché il terreno individuato è roccioso. Entro la fine di questa settimana o nei primi giorni della successiva sarà svelato il punto preciso». Il presidente della Lega Nazionale di Gorizia, Luca Urizio, replica con queste parole al presidente dell' Anpi provinciale, Dino Spanghero, intervenuto domenica, durante la cerimonia di commemorazione dei 23 partigiani fucilati l' 11 febbraio davanti al cimitero di San Vito, sul caso scoppiato sulla presunta esistenza di una foiba nella zona di Rosazzo. Un incartamento che "pesa", dunque, secondo Urizio, che arriva dalla Farnesina e indica che nella zona rocciosa, situata nel cuore dei Colli Orientali a cavallo tra le province di Udine e Gorizia, sarebbero state gettate, nel 1945, tra le duecento e le ottocento persone. Ma il giallo potrebbe essere presto risolto. «Finora sono stato molto vago perché le autorità mi hanno chiesto di mantenere il massimo riserbo precisa Urizio . Le indagini (che vedono collaborare i carabinieri della Compagnia di Palmanova, ndr) sono in corso e spero al più presto di poter fornire informazioni più dettagliate in merito al punto esatto. È questione di giorni». Sul fatto che il documento non sia mai emerso, rimanendo per lungo tempo "sigillato" tra i faldoni degli archivi della Farnesina definito dal presidente dell' Anpi di Udine «un documento di propaganda» Urizio spiega che si è preferito aspettare prima di far trapelare la notizia, «ma già da tre, anche quattro mesi si è a conoscenza della vicenda e diverse testimonianze confermano che questa fossa comune era conosciuta. Gli anziani aggiunge fanno difficoltà a parlare della guerra, ma il riscontro inizia a essere importante». Tornando ai nomi indicati nel testo come responsabili e riconducibili alla divisione "GaribaldiNatisone", Urizio tiene a ribadire che non si tratta assolutamente di un tentativo di gettare fango sui partigiani. «Non colpevolizzo i partigiani e non ho mai sostenuto che occultassero le prove annota , faccio unicamente riferimento a un documento che parla di "ritenuti colpevoli", non di presunti colpevoli. Non ho fatto alcuna interpretazione e non ci sono strumentalizzazioni». Insomma, a parlare, assicura il Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 15 16 febbraio 2016 Pagina 22 < Segue Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia presidente di Lega Nazionale, sono fatti e carte, non ipotesi. «Comprendo l' Anpi provi un certo imbarazzo a ricordare le 300 mila vittime italiane costrette a fuggire dalle proprie case e onorare le 30 mila vittime delle ideologie del terrorismo slavocomunista, e gli antifascisti e i partigiani assassinati perché fedeli all' ideale patriota ha affermato Urizio ma li invito a sfogliare il loro album di famiglia e forse ne potremo discutere assieme». Incongruenze, inoltre, sorgerebbero, secondo Urizio, anche sulla base delle dichiarazioni rilasciate dallo stesso presidente provinciale dell' Anpi di Gorizia, Paolo Padovan, nel sostenere, in riferimento alla cavità, «che già dalla fine dell' Ottocento c' è finita tanta gente che nulla ha a che fare con il periodo della Resistenza», dunque confermando di fatto l' esistenza della cavità, argomenta il rappresentante di Lega Nazionale. «Cerchiamo di riflettere senza pregiudizi conclude Urizio , mettendo assieme sentimento e ragione. Si parla di persone, non di numeri e se continueremo ad andare avanti con le ideologie non si arriverà mai da nessuna parte». ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 16 16 febbraio 2016 Pagina 27 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Ambiente, intesa tra Provincia e Max Fabiani Partire dalle necessità ambientali per arrivare all' ideazione di progetti artistici ed educativi è una delle priorità dell' iniziativa "Facciamolo con creatività", per la quale ieri è stata firmata una convenzione tra la Provincia di Gorizia e il liceo artistico Max Fabiani. L' istituto sarà rifornito dall' ente intermedio di un particolare materiale che sarà riutilizzato in laboratori di pittura, scultura e moda, in cui gli studenti daranno vita a opere grafiche, tessili, d' arredo e quant' altro si ricolleghi ai loro corsi di studio. «Si partirà dalle prove di stampa realizzate per la produzione delle Ecoshopper in carta Fsc della campagna provinciale "Facciamolo con amore: riduzione, riuso, riciclo"» ha detto l' ingegner Flavio Gabrielcig, dirigente della Provincia, specificando che «Questi pannelli di carta, anziché essere smaltiti come rifiuti, saranno la materia prima per cinque classi del Max Fabiani, che realizzeranno opere d' arte uniche e ambientalmente sostenibili». A firmare la convenzione sono state poi la vicepresidente e assessore provinciale all' Ambiente, Mara Cernic, e la dirigente scolastica del polo "D' Annunzio Fabiani", Anna Condolf. Il progetto si incentrerà su temi diversi e porterà a creare, tra i vari oggetti, texture per abiti, un libro d' artista e interventi grafici di vario tipo. In tutto il contributo da parte della Provincia è di 3.000 euro, che serviranno, molto probabilmente, a fare educazione ambientale anche al di fuori dalle aule scolastiche. Gli organizzatori, un po' come avvenuto in passato, promuoveranno la diffusione delle opere in alcuni spazi cittadini ancora da individuare. (e.m.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 17 16 febbraio 2016 Pagina 27 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia l' iniziativa Un anno di eventi racchiusi nella guida delle Pro loco Una guida che racchiude un anno di manifestazioni della Pro loco sparse su tutto l' isontino, ma anche a Trieste e Muggia è stata presentata in Provincia. La pubblicazione riporta circa 150 appuntamenti che vanno da dicembre 2015 a dicembre 2016, organizzati dalle 18 Pro loco dell' isontino e dalle due Pro loco di Trieste e Muggia. La si trova in distribuzione gratuita all' Info Point Carso 2014 + della Provincia di Gorizia (al Tiare Shopping di Villesse), in tutte le Pro loco del territorio, in tutti gli uffici Iat e nei punti informativi di Turismo Fvg. Capillare l' informazione sugli eventi che, come sottolinea la vicepresidente dell' ente intermedio Mara Cernic: «Si rivolgono a tutti coloro che sono alla ricerca di un fine settimana all' insegna della cultura, dell' arte e dell' enogastronomia, oltre ai turisti che in ogni periodo dell' anno arrivano per conoscere le nostre eccellenze. Ma stiamo anche parlando di appuntamenti organizzati dalla nostra gente continua la vicepresidente che hanno il prezioso compito di tenere vivo e coeso il tessuto sociale e culturale del nostro territorio». Sfogliando il libretto, si possono trovare infatti soprattutto feste tradizionali, come le "seime", ma anche il Carnevale, le sagre legate ai prodotti della terra, senza dimenticare i principali eventi musicali e sportivi. La guida del Consorzio isontinogiuliano delle Pro loco è stata presentata anche da Gian Carlo Blasini e Flavio Gon, rispettivamente presidente e vicepresidente del sodalizio. L' iniziativa vede il contributo economico della Provincia di Gorizia, oltre a quello della Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Villesse e della Banca di Credito Cooperativo di Turriaco.(e.m.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 18