DOSSIER
Martedì, 16 febbraio 2016
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Martedì, 16 febbraio 2016
Articoli
16/02/2016 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 14
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La giunta firma il blitz "salva supercomuni"
16/02/2016 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 15
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Raffica di espropri per l' elettrodotto Terna
16/02/2016 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18
MARCO BISIACH
Al "Fabiani" la spazzatura diventerà arte
16/02/2016 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18
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Impennata di Autorizzazioni uniche ambientali
16/02/2016 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 19
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Romoli spara a zero sull' inerzia dei forzisti
16/02/2016 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20
LAURA BORSANI
Cresce il Centro amianto: visite a quota 676 pazienti
16/02/2016 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 13
Romoli contro Riccardi: «Fi appoggi da subito Dipiazza e...
16/02/2016 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 16
Serracchiani rilancia: Monfalcone e Trieste siano un porto unico
16/02/2016 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 22
«A giorni le indicazioni per trovare la foiba»
16/02/2016 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 27
Ambiente, intesa tra Provincia e Max Fabiani
16/02/2016 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 27
Un anno di eventi racchiusi nella guida delle Pro loco
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DOMENICO PECILE
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
La giunta firma il blitz "salva supercomuni"
Emendamenti al testo sulla fine delle funzioni provinciali. Scure sui trasferimenti ai
Municipi non in riga entro il 15 aprile
di Diego D' Amelio wTRIESTE Trasferimento
delle funzioni delle Province con sorpresa.
Nella giornata in cui la Quinta commissione ha
approvato il testo che regola l' assorbimento
da parte della Regione delle competenze
provinciali in materia di caccia, pesca,
ambiente e protezione civile, l' assessore alle
Autonomie locali Paolo Panontin ha messo sul
tavolo gli emendamenti "sblocca Uti" anticipati
nelle scorse settimane.
La legge sullo spostamento di una serie di
competenze provinciali si arricchisce dunque
di un estemporaneo capitolo dedicato alle
Unioni intercomunali: l' approvazione in aula
della norma darà così il via entro il 15 aprile al
nuovo sistema, mentre le funzioni associate
dei Comuni cominceranno a essere esercitate
dal primo luglio. Dopo i ritardi fin qui
accumulati da una delle riforme chiave del
centrosinistra, Panontin ha parlato di «unica
soluzione possibile per avviare le Uti davanti
ai ricorsi: abbiamo mediato, perché non
intendiamo adoperare i commissariamenti e
perché consentiamo ai Comuni che non l'
hanno fatto di entrare nelle Uti fino al 15
aprile». Oltre alle nuove indicazioni temporali,
gli emendamenti ribadiscono il sistema di
incentivi, che mira a vincere le riserve dei sindaci attraverso la leva finanziaria. Soltanto le
amministrazioni aderenti alle Uti riceveranno infatti in toto i trasferimenti ordinari da parte della Regione,
mentre gli altri dovranno rinunciare alla propria quota del fondo di perequazione, ovvero della parte di
trasferimenti calcolati non più sulla spesa storica ma sui costi standard dei Comuni. Una quota che nel
2016 varrà 50 milioni, pari al 15% dei finanziamenti ordinari, ma che aumenterà negli anni fino all' 85%.
La parte non assegnata del fondo di perequazione verrà inoltre dirottata in un fondo per gli investimenti,
cui potranno attingere soltanto le amministrazioni inserite nelle Uti. La giunta spera che la pressione
finanziaria riduca il numero dei sindaci ribelli, costretti a rinunciare a quote crescenti di trasferimenti. Nel
frattempo, l' approvazione del nuovo Statuto regionale dovrebbe fare il suo corso e, con essa, il
passaggio che prevede l' obbligatorietà delle Uti: dall' opposizione c' è infatti chi parla di dilazione più
che di mediazione. Il Pd difende la linea Panontin, con un comunicato di Diego Moretti e Vincenzo
Martines che sottolinea la carota più che il bastone: «Gli emendamenti corrispondono agli impegni presi
dalla giunta prima della legge di stabilità. Utilizzando il fondo perequativo si darà riconoscimento ai
Comuni che giustamente reclamano la possibilità di far partire le Uti». Secondo i dem, «queste sono le
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risposte alle aperture fatte da una parte dell' opposizione».
Riccardo Riccardi (Fi) vede invece all' orizzonte «un modello organizzativo devastante, con Comuni
dentro le Uti e altri fuori. Chi non partecipa sarà preso per il collo. Si tratta di una soluzione tampone che
la maggioranza basa sull' auspicio di una sentenza positiva da parte del Tar. Siamo davanti a un
fallimento e non è un caso che gli emendamenti lascino esplicitamente inalterato il sistema dell'
assistenza basato sui Comuni». Il riferimento è alla scelta di rinviare la gestione dei servizi sociali in
forma associata, che secondo l' opposizione dimostra la difficoltà di un sistema che partirà con una
geografia variabile.
Secondo Barbara Zilli (Lega), «si conferma la sconfitta di una riforma imposta dall' alto: Panontin cerca
di glissare sull' incostituzionalità dei commissariamenti e ricatta i comuni ribelli, chiudendo il rubinetto
dei finanziamenti. La falsa partenza delle Uti continua ora con questo sistema a doppia velocità e con la
trovata diabolica di escludere dal fondo di perequazione i Comuni che non saliranno sul carrozzone
delle Unioni entro il 15 aprile». Per Elena Bianchi, invece, «Panontin ha proposto emendamenti a una
legge che era pensata per tutt' altro e cioè per l' importante creazione di un corpo unico regionale per la
vigilanza ambientale, in grado di assorbire gli attuali agenti delle Province nella forestale. Il M5s
avrebbe votato a favore, ma ora non potrà che esprimere parere negativo».
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Raffica di espropri per l' elettrodotto Terna
"Offensiva bis" della società decisa a costruire l' impianto. Gli interessati avranno fino a
60 giorni di tempo per contestareSel lancia la campagna nazionale anti­smog
«In Italia sembra esistano solo quattro grandi
metropoli da mettere in collegamento tra loro
su rotaia ad alta velocità: il resto dell' Italia, le
altre città e piccoli centri, i cittadini che si
muovono ogni giorno, il trasporto merci, sono
esclusi da politiche per la mobilità che attui la
riconversione ecologica. La gran parte dei
trasporti invece si muove su gomma, si
continuano a costruire autostrade inutili, a
consumare suolo e denaro dei cittadini, ad
aumentare i livelli di smog». L' ha dichiarato
ieri la deputata friulana di Si­Sel, Serena
Pellegrino, vicepresidente in commissione
Ambiente alla Camera, nel corso della
presentazione della campagna di Sinistra
Italiana " Trasporti, cambiamo aria".«Alla
Conferenza di Parigi, quando gli Stati hanno
sottoscritto l' impegno improrogabile ad
abbattere le polvere sottili, c' eravamo anche
noi. E abbiamo condiviso la necessità di
cambiare radicalmente direzione. Il governo si
faccia carico immediatamente di questa
responsabilità e di questa progettualità, o ce
ne dovremo occupare quando al governo ci
saremo noi. Primo ministro Renzi, disponiamo
di enormi opportunità tecnologiche ma nelle
nostre città siamo costretti a fare la danza
della pioggia per contrastare lo smog che ci soffoca».
di Marco Ballico wTRIESTE I vincoli sui terreni in 15 comuni della regione, 12 in provincia di Udine e 3
in provincia di Gorizia: a Villesse, San Pier d' Isonzo e Fogliano Redipuglia. Ma anche la sintesi di
quanto realizzato sin qui e di quanto resta ancora da fare per completare l' elettrodotto Udine­Ovest
Redipuglia, opera «indispensabile ­ torna ad assicurare Terna, il gestore della rete elettrica nazionale ­
per risolvere i rischi di disalimentazione della rete elettrica friulana, formata da sole due linee ad
altissima tensione risalenti agli anni '70­'80, a fronte di consumi dei friulani più che raddoppiati negli
ultimi trent' anni». Asservimenti, previsti sin dall' inizio delle operazioni, e fotografia dell' infrastruttura
compaiono su più quotidiani in quello che è l' avviso legale di avvenuto deposito della documentazione
progettuale per la ri­determinazione ministeriale all' elettrodotto 380 kV già costruito per quattro quinti
ma stoppato per l' ultimo 20% a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato dello scorso luglio.
Secondo i giudici romani, sollecitati dai ricorsi degli enti locali (inizialmente respinti al Tar Fvg), su un
parere paesaggistico pende un «deficit di motivazione» che Terna sostiene possa essere ora risolto.
Ricordando che il procedimento autorizzativo è stato ri­avviato il 6 novembre 2015 dal ministero dello
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Sviluppo economico, il gruppo gestore della rete elettrica fa infatti sapere che «grazie all' imminente
avvio della procedura di rideterminazione della Via, il ministero dell' Ambiente potrà acquisire un
congruo e motivato parere del ministero delle Attività Culturali, che colmi il deficit di motivazione
censurato dal Consiglio di Stato».
La nuova documentazione, altra informazione che arriva da Terna, attualizza il quadro ambientale di
progetto: il nuovo studio di impatto ambientale «racchiude tutte le migliorie che erano state indicate,
come prescrizioni, dal decreto Via rilasciato nel 2011». Il tutto «in coerenza con le pianificazioni vigenti,
compresa l' assenza di interferenze con nuovi vincoli ambientali rilasciati negli ultimi anni».
Nelle cinque pagine occupate ieri sui giornali la parte del leone la fa l' elenco di tutti i terreni, identificati
dalle particelle catastali, interessati dall' intervento, su cui vige un vincolo preordinato all' asservimento
per la realizzazione delle linee elettriche o all' esproprio per la realizzazione della stazione elettrica di
Udine Sud. Sulla documentazione complessiva, ed è questo il motivo dell' avviso legale, i soggetti
interessati potranno presentare osservazioni. Due le tempistiche: al Mise entro 30 giorni, per la
partecipazione al procedimento amministrativo di autorizzazione e di apposizione del vincolo
preordinato all' esproprio e asservimento; al ministero dell' Ambiente, entro 60 giorni, per la
partecipazione al procedimento di rideterminazione nella procedura.
Non c' erano dubbi ma Terna, dunque, tira dritto. Ribadendo i pilastri di un investimento da 110 milioni
di euro, soldi che consentiranno, a conclusione lavori, di mandare in soffitta 110 km di vecchie linee e
circa 400 tralicci in 30 comuni della Bassa friulana, liberando 367 ettari dalla servitù di elettrodotto e con
benefici per 680 edifici oggi collocati a 100 metri dalle linee che saranno demolite, oltre a un risparmio
sulle bollette quantificato in 60 milioni all' anno.
Inoltre, una volta ancora, viene garantito che la "strada" interrata andava assolutamente evitata. Quattro
le motivazioni.
Interrare la Udine Ovest­Redipuglia sarebbe «impossibile sotto il profilo della sicurezza e della stabilità
elettrica», «più impattante sul territorio», «più significativo in termini di induzione magnetica generata»,
ma anche «molto più costoso» per gli utenti del sistema elettrico (che pagano in bolletta gli interventi di
Terna). La società fa i conti del dettaglio: il cavo interrato costerebbe tra le 10 e le 13 volte di più rispetto
alla linea aerea.
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Al "Fabiani" la spazzatura diventerà arte
Lo scarto di produzione delle eco­shopper verrà riutilizzato per realizzare abiti,
installazioni, libri
La spazzatura che diventa arte.
E cultura. Non ci riferiamo all' ultima creazione
di questo o quell' artista di fama, che provoca
e stuzzica lo spettatore realizzando opere
dalle sembianze di semplici rifiuti. Ma,
piuttosto, alla bella iniziativa che unisce
Provincia di Gorizia e istituto d' arte "Max
Fabiani", che proprio ieri hanno firmato una
convenzione per riutilizzare scarti di
produzione destinati a diventare spazzatura
per creare qualcosa di nuovo e sorprendente.
Abiti, installazioni, libri. Insomma, arte e
cultura.
L' iniziativa, denominata "Facciamolo con
creatività" ­ riprendendo un po' il titolo del
progetto sulla riduzione e il riciclo dei rifiuti
"Facciamolo con amore", promosso da anni
dall' amministrazione provinciale ­, è stata
presentata ieri mattina all' istituto di piazza
Medaglie d' Oro dalla preside Anna Condolf e
dalla vicepresidente della Provincia Mara
Cernic, assieme ai dirigenti Gabrielcig e Zar, e
a diversi docenti della scuola, tra cui la
referente Pizzolongo. In estrema sintesi, la
Provincia mette a disposizione dell' istituto e
dei suoi studenti lo scarto di produzione delle
sue eco­shopper, le borse pensate per
promuovere "Facciamolo con amore". Docenti e studenti di quattro classi utilizzeranno questo materiale
trasformandolo, al termine di laboratori di pittura, scultura, design e altro ancora, in prodotti artistici. Il
tutto sostenuto anche da un contributo di circa 3mila euro da parte dell' ente pubblico. «L' idea è nata
quando la ditta Alisea, che realizza per noi le borse con la carta ad alta resistenza proveniente da alberi
di filiera certificata, e dunque ecosostenibile, ci ha restituito, per non sprecarlo, il materiale di scarto,
ovvero le prove di stampa ­ dice l' ingegner Gabrielcig ­. Abbiamo pensato che potesse essere ancora
riutilizzato, e così è nata questa collaborazione». L' approccio, come l' ha definito Barbara Zar, è quello
dell' economia "circolare": tutto si trasforma e nulla si distrugge.
«Questa collaborazione si inquadra negli oltre 45 progetti diversi che curiamo assieme a istituzioni e
realtà del territorio ­ ha detto la preside Condolf prima di firmare la convenzione con l' assessore Cernic
­. E ne andiamo molto fieri. Oltre a fare educazione artistica, in questo caso, faremo anche educazione
ambientale».
«È la prima volta che firmiamo un simile accordo con una scuola ­ ha aggiunto Mara Cernic ­, e la cosa
mi sta molto a cuore. Si deve parlare di ambiente tra gli studenti, e l' ambiente deve essere il fulcro
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attorno al quale costruire il futuro». A conclusione del progetto, quando le opere d' arte, gli abiti e le
installazioni saranno pronte, la Provincia penserà a come valorizzarle, magari dando vita ad un'
esposizione.
Marco Bisiach.
MARCO BISIACH
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rilasciate oltre 100 nel 2015
Impennata di Autorizzazioni uniche ambientali
Diventano sempre più importanti e significative
le cosiddette "autorizzazioni ambientali", vale a
dire tutti quei provvedimenti che consentono l'
attività di un' impresa, ma imponendo le
misure di legge per evitare o ridurre le
emissioni inquinanti nell' aria, nell' acqua e nel
suolo. Controlli e autorizzazioni che vengono
gestiti dalle Province. Una questione che
diventa di primaria importanza in un momento
in cui imperversa il problema dell'
inquinamento atmosferico: una vicenda
complessa, in cui le responsabilità devono
essere ripartite su vari livelli, dalle emissioni
industriali al traffico automobilistico, dal
riscaldamento e raffreddamento domestico a
una lunga serie di azioni quotidiane che vanno
a incidere sulla qualità dell' atmosfera.
Per quanto riguarda le "autorizzazioni
ambientali", dal 2013 sono diventate più rapide
da chiedere grazie all' Aua (Autorizzazione
unica ambientale), un documento per le
piccole e medie imprese che riunisce diverse
autorizzazioni ambientali come, ad esempio,
quelle su rifiuti, scarichi delle acque reflue
industriali, emissioni in atmosfera e sull'
inquinamento acustico. Come spiega la
vicepresidente e assessore all' Ambiente della
Provincia, Mara Cernic: «L' Aua è uno strumento indispensabile, perché garantisce la tutela dell'
ambiente e riduce fortemente gli iter burocratici. Inoltre, ci consente di tenere costantemente monitorato
l' impatto sull' ambiente delle molte attività produttive del nostro territorio».
Uno strumento indispensabile, dunque, che negli ultimi mesi sta impegnando parecchio gli uffici della
Provincia, visto che, mentre nel 2013 e 2014 le richieste di Aua erano state complessivamente 74, nel
solo 2015 sono state un centinaio.
Come precisa ancora Mara Cernic: «Tutte le aziende devono avere un' Autorizzazione unica ambientale
e il tessuto produttivo dell' Isontino sta provvedendo a farne richiesta, dimostrando una grande
attenzione alle problematiche ambientali.
Molte piccole e medie imprese non hanno ancora un' Aua ma soltanto perché stanno attendendo la
scadenza delle autorizzazioni ottenute prima della sua entrata in vigore nel 2013.
Poi sono sicura che si rivolgeranno a noi per ottenerla».
(fra.fa.
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Romoli spara a zero sull' inerzia dei forzisti
L' affondo del sindaco: «Il partito approfitti delle tensioni dei dem triestini e si schieri con
Dipiazza»
Perché Forza Italia minaccia una
«incomprensibile» corsa solitaria? Perché non
decide di stare da subito con Roberto
Dipiazza, l' ex sindaco che ci riprova ancora?
Perché non approfitta, ora che ha l' occasione
di farlo, degli sbandamenti del Pd? Ettore
Romoli assiste stupito al balletto sul candidato
sindaco di Trieste ­ una «melina
inconcludente», ironizza il capogruppo di Fi a
Trieste, Everest Bertoli, dando il «benvenuto»
a Francesco Russo nel gruppo di chi critica l'
amministrazione Cosolini ­, ma è altrettanto
sorpreso nell' osservare l' eccesso di tattica
del suo partito.
Sindaco, che succede?
In un momento così difficile dal punto di vista
politico e sociale per il Friuli Venezia Giulia,
con problemi enormi che segneranno il futuro,
dal ristagno dell' economia alla
disoccupazione, dall' immigrazione senza
controllo alla fuga dei migliori giovani all'
estero, le forze politiche devono dare una
risposta di governo.
E invece?
E invece abbondano i soliti giochetti.
Assistiamo a uno spappolamento del centrosinistra a Trieste e a Pordenone, i maggiori centri dove si
andrà al voto alle amministrative di primavera. Mi pare evidente che stanno prevalendo gli interessi
personali su quelli collettivi. Quanto al centrodestra, non può perdere tempo. Deve immediatamente
tornare a essere protagonista.
Ce l' ha con Forza Italia.
Perché?
Impensabile che il partito si estranei da una battaglia comune volta a riconquistare le due città principali
della prossima tornata elettorale.
Una critica o un appello?
Senz' altro un appello. La classe dirigente di Fi prenda una posizione forte e, sotto la guida di
Berlusconi, lavori per ricompattare la coalizione. Sarebbe deleterio non farlo, tanto più adesso che i
risultati sembrano a portata di mano. E tanto più in una fase storica in cui, a trarne vantaggio, sarebbe il
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Movimento 5 Stelle, la vera iattura per la regione.
Fi deve coinvolgere anche Ncd?
Sì. Facendo le dovute distinzioni tra livello nazionale e locale. Certo la linea di Alfano sull' immigrazione
non va sposata.
È Dipiazza il candidato giusto per Trieste?
Non può che essere lui.
Può battere sia Cosolini che Russo?
Entrambi. Ma anche un altro eventuale candidato. Non è escluso che nel Pd spunti pure un terzo
incomodo.
Si sarebbe aspettato il colpo di scena di Russo?
Onestamente no. Credevo che il Pd fosse molto più solido.
Come giudica il silenzio di Serracchiani?
Se non riesce a proporre una soluzione unitaria, sarà la vera sconfitta di questo momento politico.
(m.b.
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Cresce il Centro amianto: visite a quota 676 pazienti
Nel 2016 segnalati nuovi casi pari al 52,4%: il 76,2% riguardano le placche, il 14,6%
tumori polmonari, il 4,9% mesoteliomi pleurici e il 2,8%
asbestosiSANITÀ»PRESENTATO IL CRUA TRA BILANCI E PROSPETTIVE
di Laura Borsani Il Centro regionale unico
amianto è inserito a pieno titolo nel sistema
regionale sanitario. È ciò che ieri mattina, in
occasione della presentazione all' auditorium
del San Polo, la presidente Debora
Serracchiani ha definito l'«epicentro» dell'
approccio multidisciplinare e di raccordo volto
a dare risposte concrete e personalizzate: «La
forza del Crua ­ ha sottolineato ­ sta proprio
nella sua integrazione nel sistema sanitario».
Significa finanziamenti sicuri. Rientranti nei
100 milioni stanziati nell' ambito della
prevenzione complessiva, poco più del 5%
dell' intero budget sanitario regionale. Nella
sala gremita dell' auditorium il direttore
generale dell' Aas Bassa Friulana Isontina,
Giovanni Pilati, il direttore sanitario aziendale
Gianni Cavallini, Fabio Vassallo dirigente della
Pneunmologia aziendale, e il vicedirettore del
San Polo Michele Luise hanno illustrato i quasi
3 anni di attività del Centro e le prospettive.
Assieme a numerosi sindaci, amministratori ed
esponenti politici, c' erano anche i
rappresentanti dell' Associazione esposti
amianto, compresa una delegazione slovena,
un segno tangibile della collaborazione
transfrontaliera. Il Crua ha tutte le carte in
regola per recitare un ruolo di riferimento. È un Hub, classificato come Struttura complessa dotata di
piena autonomia, a fronte di un proprio primariato, e contempla una rete regionale i cui percorsi sono
stati individuati. Nato con delibera di giunta regionale nel 2012, è operativo dal 1° giugno 2013.
Parte integrante, ha evidenziato Pilati, nell' Atto aziendale dell' Aas Bassa Friulana Isontina. Il Centro si
avvale oggi di un nuovo ambulatorio chirurgico multidisciplinare. Un progetto­pilota in Italia, dedicato
alle specialità di Pneumologia, Chirurgia, Oculistica, Ginecologia e Otorinolaringoiatria. Una sala
esterna al blocco operatorio, a fronte di un investimento di oltre 100mila euro. Si affianca la dotazione al
reparto di Pneumologia di un videobroncoscopio operatorio ad alta definizione e qualità diagnostica e
interventistica, donato dalla Fondazione Carigo, per una spesa di 20mila euro. E il futuro è prossimo:
già quest' anno è previsto l' avvio della revisione della piastra ambulatoriale al primo piano del San
Polo, ha preannunciato Michele Luise, alla guida del Team leader del progetto. Con ciò al fine di
liberare risorse finanziarie da dirottare sulla rete di assistenza territoriale.
Ma passiamo ai dati, illustrati da Cavallini. Nell' ultimo semestre 2013 sono state eseguite 72 visite: il
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38,9% ha riguardato nuovi casi di malattia professionale, il 6,9% nuovi casi di neoplasia.
Nel 2014 le visite sono salite a 195, il 40,5% sono nuovi casi di malattia professionale e il 10,8% nuovi
casi di neoplasia.
Nel 2015 le visite sono approdate a 409, il 49,1% nuovi casi di malattia professionale e il 6,6% nuovi
casi di neoplasie. Nel quadro consuntivo dell' attività al 1° gennaio 2016 spiccano le nuove segnalazioni
in ordine all' esposizione all' amianto, pari al 52,4%: il 76,2% riguardano la rilevazione di placche e
ispessimenti pleurici, il 14,6% tumori polmonari, il 4,9% mesoteliomi alla pleura, il 2,8% asbestosi, il
2,2% altri tumori (laringe e colon). I casi già noti e non aggravati, invece, sono il 28,6%, mentre il 19%
dei casi non ha rilevato patologie amianto­correlate.
Il Crua è strutturato in un Ambulatorio di sorveglianza sanitaria al San Polo e a Palmanova, e contempla
la cosiddetta "Lung Unit" per la presa in carico interdisciplinare del paziente, un Punto di ascolto aperto
alla popolazione, nonchè la predisposizione di materiale informativo, in collaborazione con associazioni
di ex esposti e patronati. Vassallo ha illustrato la stretta connessione tra Crua e "Lung Unit", nell' ambito
della quale Pneumologia gioca un ruolo chiave nella fase diagnostica. La "Lung Unit" garantisce una
gestione condivisa e multidisciplinare delle patologie oncologiche toraciche. Attorno al paziente ruotano
professionalità come l' oncologo, il pneumologo, l' anatomopatologo, l' internista, il radiologo, il
radioterapista e fisico sanitario, il chirurgo, lo psicologo, il medico di Medicina generale, il terapista del
dolore e l' infermiere "case manager". Il tutto è finalizzato in particolare alla definizione di un percorso
diagnostico­terapeutico individualizzato, avvalendosi altresì dell' appoggio di altre strutture sanitarie
regionali. Nè manca la ricerca, sfruttando anche protocolli di carattere nazionale e internazionale.
Il sindaco Silvia Altran ha parlato di una comunità in lunga attesa. Della ricerca scientifica, di un'
accoglienza adeguata, pronta e completa per tutte le necessità dei malati. Ha ricordato la scelta di
addivenire alla transazione con Fincantieri in relazione ai processi amianto: «Uno choc per tutti, ma che
forse ci ha costretto a superare questo senso di continua attesa». I fondi assegnati al Comune sono stati
messi a disposizione per l' istituzione di un Centro interdipartimentale per l' amianto che si raccorderà
all' attività clinica del Crua. Telesca ha osservato: «Oggi è una data importante, prendendo atto di
quanto si sta già facendo. Progetti come la nuova piastra ambulatoriale permetteranno di semplificare e
razionalizzare l' offerta sanitaria liberando risorse per investire sul territorio». Serracchiani ha concluso:
«Il Crua è frutto di un lavoro di squadra. L' attività sta funzionando appieno, a fronte anche di un' intensa
attività informativa e di prevenzione». Ha sottolineato la valenza di progetti tranfrontalieri e l' attivazione
del tavolo regionale tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia. A chiudere la testimonianza di Luigino
Francovig, ex cantierino e sindacalista esposto all' amianto.
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Romoli contro Riccardi: «Fi appoggi da subito
Dipiazza e Ciriani»
di Domenico Pecile wUDINE Il sindaco di
Gorizia, Ettore Romoli, non ci sta. Non
condivide cioè la linea politica attendista del
capogruppo in Regione di Forza Italia,
Riccardo Riccardi, che, di fronte all' accordo
Lega­Fratelli d' Italia sulle candidature di
Alessandro Ciriani a Pordenone e Roberto
Dipiazza a Trieste non solo invita alla
prudenza, ma fa capire che gli azzurri
potrebbero correre da soli al primo turno.
Pur non citando mai Riccardi, è evidente che
lo sfogo di Romoli è diretto al capogruppo, reo
di non capire che sarebbe assurdo che il
centodestra «non si compattasse proprio
adesso che il Pd si sta spappolando». E per
spiegare questa posizione Romoli fa una
lunga premessa. «Questo ­ afferma il sindaco
di Gorizia ­ è un momento estremamente
complicato per la vita politica e sociale del
Paese con problemi che segneranno il futuro
di tutti noi e che vanno dal sostegno all'
economia, all' immigrazione, fino alla
disoccupazione giovanile». Proprio per questo
il sindaco di Gorizia sostiene che la politica
deve essere in grado «di dare risposte
assumendosi la responsabilità di governare e
mettendo da parte i soliti, logori, giochetti».
Romoli rimarca che «in queste ore il centrosinistra nei due capoluoghi di provincia dove si vota, Trieste
e Pordenone, si sta letteralmente spappolando e dimostrando la sua incapacità di assumersi
responsabilità precise di governo». Ecco perché ­ manda a dire a Riccardi ­ in questa situazione «il
centrodestra deve assolutamente ricompattarsi in tutte le sue componenti tradizionali».
L' obiettivo? «E' chiaro ­ insiste il primo cittadino di Gorizia ­ che dobbiamo dare ai nostri cittadini una
prospettiva certa e un' amministrazione efficiente». Da qui l' appello forte affinché «Forza Italia
soprattutto abbandoni, seguendo le indicazioni del presidente Silvio Berlusconi, il suo isolazionismo
portando a termine senza indugio alcuno le alleanze che il popolo di centrodestra attende».
Insomma, anche Forza Italia «deve sostenere Alessandro Ciriani a Pordenone e Roberto Dipiazza a
Trieste. O capiamo che davvero in questo momento difficile chi sta peggio di tutti è il Partito
democratico, oppure rischiamo davvero di farci male inutilmente perdendo un' occasione unica per
riconquistare queste due importanti amministrazioni comunali».
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DOMENICO PECILE
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Gorizia
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
Serracchiani rilancia: Monfalcone e Trieste siano un
porto unico
MONFALCONE «Ci aspetta una sfida
importante, quella di rilanciare il porto di
Monfalcone con un impegno determinato sia
sul piano regolatore portuale, che stiamo
portando avanti, sia sulla governance,
guardando, in particolare, all' autorità portuale
allargata del Friuli Venezia Giulia che raccolga
in sè le realtà portuali della regione ­ Trieste,
Monfalcone e Porto Nogaro ­ con un forte
collegamento con gli interporti regionali, in
attuazione dell' avviata riforma sui porti, volta
anche a implementare e rafforzare la natura di
piattaforma logistica della nostra regione». Lo
ha affermato la presidente della Regione Friuli
Venezia Giulia Debora Serracchiani nel corso
del colloquio con il sindaco di Monfalcone
Silvia Altran, avvenuto nella sede del Comune.
Serracchiani ha ricordato come «saranno
importanti gli investimenti, anche a
Monfalcone, sulla parte ferroviaria; così come
è determinante ­ ha riferito ­ l' impegno che
stiamo portando avanti con le amministrazioni
locali, in particolare con il Comune, sull'
escavo del canale di accesso al porto di
Monfalcone». Di collaborazione tra porti si è
discusso nel recente incontro con la
commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulc
che ha dichiarato: «La rete logistica del Nord Adriatico è stata identificata come uno dei gate continentali
strategici per lo sviluppo dei traffici, però se non si rafforza, l' Unione europea sarà costretta a trovare
soluzioni alternative». Proprio la collaborazione tra i due principali Paesi interessati, Italia e Slovenia, ha
però mostrato crepe che in misura maggiore sembrano addebitabili a Lubiana. I porti di Trieste (con
Monfalcone) e di Capodistria dovrebbero essere i due fulcri di tutto il sistema, ma non sembrano
remare concordemente.
L' incontro di ieri con Serracchiani e Telesca ha riguardato anche alcune delle altre questioni legate all'
area monfalconese di cui la Regione si sta occupando da tempo, fra cui la viabilità, l' informativa sui
lavori per la realizzazione del municipio, la situazione della cantieristica navale anche alla luce degli
impegni che si sta assumendo Fincantieri e le implicazioni sociali sul territorio, che registra la presenza
di un' importante immigrazione.
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Gorizia
«A giorni le indicazioni per trovare la foiba»
Il presidente della Lega Nazionale di Gorizia conferma le anticipazioni Nel documento
rimasto segreto si indicano anche i responsabili della strage
di Giulia Zanello «Stiamo facendo riferimento a
un documento di massima ufficialità e
attendibilità, secretato da settant' anni nell'
archivio del ministero degli Affari esteri. E sì, si
può parlare di foiba, perché il terreno
individuato è roccioso.
Entro la fine di questa settimana o nei primi
giorni della successiva sarà svelato il punto
preciso».
Il presidente della Lega Nazionale di Gorizia,
Luca Urizio, replica con queste parole al
presidente dell' Anpi provinciale, Dino
Spanghero, intervenuto domenica, durante la
cerimonia di commemorazione dei 23
partigiani fucilati l' 11 febbraio davanti al
cimitero di San Vito, sul caso scoppiato sulla
presunta esistenza di una foiba nella zona di
Rosazzo. Un incartamento che "pesa",
dunque, secondo Urizio, che arriva dalla
Farnesina e indica che nella zona rocciosa,
situata nel cuore dei Colli Orientali a cavallo
tra le province di Udine e Gorizia, sarebbero
state gettate, nel 1945, tra le duecento e le
ottocento persone. Ma il giallo potrebbe essere
presto risolto.
«Finora sono stato molto vago perché le
autorità mi hanno chiesto di mantenere il
massimo riserbo ­ precisa Urizio ­. Le indagini (che vedono collaborare i carabinieri della Compagnia di
Palmanova, ndr) sono in corso e spero al più presto di poter fornire informazioni più dettagliate in merito
al punto esatto.
È questione di giorni». Sul fatto che il documento non sia mai emerso, rimanendo per lungo tempo
"sigillato" tra i faldoni degli archivi della Farnesina ­ definito dal presidente dell' Anpi di Udine «un
documento di propaganda» ­ Urizio spiega che si è preferito aspettare prima di far trapelare la notizia,
«ma già da tre, anche quattro mesi si è a conoscenza della vicenda e diverse testimonianze
confermano che questa fossa comune era conosciuta. Gli anziani ­ aggiunge ­ fanno difficoltà a parlare
della guerra, ma il riscontro inizia a essere importante». Tornando ai nomi indicati nel testo come
responsabili e riconducibili alla divisione "Garibaldi­Natisone", Urizio tiene a ribadire che non si tratta
assolutamente di un tentativo di gettare fango sui partigiani.
«Non colpevolizzo i partigiani e non ho mai sostenuto che occultassero le prove ­ annota ­, faccio
unicamente riferimento a un documento che parla di "ritenuti colpevoli", non di presunti colpevoli. Non
ho fatto alcuna interpretazione e non ci sono strumentalizzazioni». Insomma, a parlare, assicura il
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Gorizia
presidente di Lega Nazionale, sono fatti e carte, non ipotesi. «Comprendo l' Anpi provi un certo
imbarazzo a ricordare le 300 mila vittime italiane costrette a fuggire dalle proprie case e onorare le 30
mila vittime delle ideologie del terrorismo slavo­comunista, e gli antifascisti e i partigiani assassinati
perché fedeli all' ideale patriota ­ ha affermato Urizio ­ ma li invito a sfogliare il loro album di famiglia e
forse ne potremo discutere assieme». Incongruenze, inoltre, sorgerebbero, secondo Urizio, anche sulla
base delle dichiarazioni rilasciate dallo stesso presidente provinciale dell' Anpi di Gorizia, Paolo
Padovan, nel sostenere, in riferimento alla cavità, «che già dalla fine dell' Ottocento c' è finita tanta gente
che nulla ha a che fare con il periodo della Resistenza», dunque confermando di fatto l' esistenza della
cavità, argomenta il rappresentante di Lega Nazionale. «Cerchiamo di riflettere senza pregiudizi ­
conclude Urizio ­, mettendo assieme sentimento e ragione. Si parla di persone, non di numeri e se
continueremo ad andare avanti con le ideologie non si arriverà mai da nessuna parte».
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Ambiente, intesa tra Provincia e Max Fabiani
Partire dalle necessità ambientali per arrivare
all' ideazione di progetti artistici ed educativi è
una delle priorità dell' iniziativa "Facciamolo
con creatività", per la quale ieri è stata firmata
una convenzione tra la Provincia di Gorizia e il
liceo artistico Max Fabiani.
L' istituto sarà rifornito dall' ente intermedio di
un particolare materiale che sarà riutilizzato in
laboratori di pittura, scultura e moda, in cui gli
studenti daranno vita a opere grafiche, tessili,
d' arredo e quant' altro si ricolleghi ai loro corsi
di studio.
«Si partirà dalle prove di stampa realizzate per
la produzione delle Ecoshopper in carta Fsc
della campagna provinciale "Facciamolo con
amore: riduzione, riuso, riciclo"» ha detto l'
ingegner Flavio Gabrielcig, dirigente della
Provincia, specificando che «Questi pannelli di
carta, anziché essere smaltiti come rifiuti,
saranno la materia prima per cinque classi del
Max Fabiani, che realizzeranno opere d' arte
uniche e ambientalmente sostenibili». A
firmare la convenzione sono state poi la
vicepresidente e assessore provinciale all'
Ambiente, Mara Cernic, e la dirigente
scolastica del polo "D' Annunzio ­ Fabiani",
Anna Condolf. Il progetto si incentrerà su temi
diversi e porterà a creare, tra i vari oggetti, texture per abiti, un libro d' artista e interventi grafici di vario
tipo. In tutto il contributo da parte della Provincia è di 3.000 euro, che serviranno, molto probabilmente, a
fare educazione ambientale anche al di fuori dalle aule scolastiche. Gli organizzatori, un po' come
avvenuto in passato, promuoveranno la diffusione delle opere in alcuni spazi cittadini ancora da
individuare.
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Gorizia
l' iniziativa
Un anno di eventi racchiusi nella guida delle Pro
loco
Una guida che racchiude un anno di
manifestazioni della Pro loco sparse su tutto l'
isontino, ma anche a Trieste e Muggia è stata
presentata in Provincia. La pubblicazione
riporta circa 150 appuntamenti che vanno da
dicembre 2015 a dicembre 2016, organizzati
dalle 18 Pro loco dell' isontino e dalle due Pro
loco di Trieste e Muggia.
La si trova in distribuzione gratuita all' Info
Point Carso 2014 + della Provincia di Gorizia
(al Tiare Shopping di Villesse), in tutte le Pro
loco del territorio, in tutti gli uffici Iat e nei punti
informativi di Turismo Fvg. Capillare l'
informazione sugli eventi che, come sottolinea
la vicepresidente dell' ente intermedio Mara
Cernic: «Si rivolgono a tutti coloro che sono
alla ricerca di un fine settimana all' insegna
della cultura, dell' arte e dell' enogastronomia,
oltre ai turisti che in ogni periodo dell' anno
arrivano per conoscere le nostre eccellenze.
Ma stiamo anche parlando di appuntamenti
organizzati dalla nostra gente ­ continua la
vicepresidente ­ che hanno il prezioso compito
di tenere vivo e coeso il tessuto sociale e
culturale del nostro territorio».
Sfogliando il libretto, si possono trovare infatti
soprattutto feste tradizionali, come le "seime",
ma anche il Carnevale, le sagre legate ai prodotti della terra, senza dimenticare i principali eventi
musicali e sportivi. La guida del Consorzio isontino­giuliano delle Pro loco è stata presentata anche da
Gian Carlo Blasini e Flavio Gon, rispettivamente presidente e vicepresidente del sodalizio. L' iniziativa
vede il contributo economico della Provincia di Gorizia, oltre a quello della Banca di Credito
Cooperativo di Staranzano e Villesse e della Banca di Credito Cooperativo di Turriaco.(e.m.)
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