PROVINCIA DI GORIZIA
RASSEGNA STAMPA
VENERDÌ 14 GENNAIO 2011
Rassegna per testata/edizione
N° Titolo
Testata-Edizione
1
Il Piccolo Gorizia
14-01-2011
Il Piccolo Gorizia
14-01-2011
Il Piccolo Gorizia
14-01-2011
Il Piccolo Gorizia
14-01-2011
Il Piccolo Gorizia
14-01-2011
Il Piccolo Gorizia
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Il Piccolo Gorizia
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Il Piccolo Gorizia
14-01-2011
Il Piccolo Gorizia
14-01-2011
Il Piccolo Gorizia
14-01-2011
Il Piccolo Trieste
14-01-2011
La Vita Cattolica
14-01-2011
Messaggero Veneto Gorizia
14-01-2011
Messaggero Veneto Gorizia
14-01-2011
Messaggero Veneto Gorizia
14-01-2011
Messaggero Veneto Gorizia
14-01-2011
Messaggero Veneto Gorizia
14-01-2011
Tra i riffiuti l Provincia trova due miloni di euro
Data
Enrico Gherghetta - Provincia di Gorizia -
2
Aggiornati i sette collegi elettorali
Provincia di Gorizia -
3
Nuovi ingressi e ascensori al San Giovani
Provincia di Gorizia -
4
L'Isontino, il miglior mondo possibile
Enrico Gherghetta - Provincia di Gorizia -
5
Romoli, dividerci ora e un suicidio
Provincia di Gorizia -
6
Depuratore, entro un mese i pareri sulla Via
Provincia di Gorizia -
7
Non mi candidero alle Provinciali
Provincia di Gorizia -
8
Sul pacoscenico del Galupin la compagnia degli universitari
Provincia di Gorizia -
9
Grado, la ciclabile sara apera prima di Pasqua
Provincia di Gorizia -
10
Un noir con umorismo per ragazzi
Provincia di Gorizia -
11
Boniciolli, i superporto, era gia nel mio piano
Enrico Gherghetta - Provincia di Gorizia -
12
Mi simo tu je tudi karta
Provincia di Gorizia -
13
Addio al consiglio
Provincia di Gorizia -
14
L'albero della vita
Roberta Demartin -
15
Restauro a tempo di record
Roberta Demartin -
16
Educazione e sport
Sara Vito -
17
Il Pd rida' fiducia a Fontanot
Provincia di Gorizia -
14 GEN 2011
Il Piccolo Gorizia Cronaca
pagina 14
Quotidiano
IL CASO. QUELLA DI GORIZIA È TRA LE AMMINISTRAZIONI CHE ADOTTANO LA PERCENTUALE PIÙ ALTA
Tra i rifiuti la Provincia trova due milioni di euro
Dal 2002 a tanto ammontano le entrate garantite dalla contestata addizionale sulla tassa
di FRANCESCO FAIN
La Provincia decide di
confermare anche per il
2011 l’indigesta addizionale provinciale sui rifiuti, meglio conosciuta come la «tassa sulla tassa»
ma la riduce appena dal
4,8 al 4,7%. Il presidente
Gherghetta
evidenzia
che la Provincia è «l’unico
ente» ad abbassare le tariffe ma incassa la pesante
critica del Comune di Gorizia, il quale
annuncia l’avvio di una raccolta di firme contro quell’imposta.
L’addizionale è determinata in misura non inferiore all’uno per cento
né superiore al 5 per cento. La Provincia applica
quasi la percentuale massima, ovvero il 4,7%. Alcune amministrazioni provinciali hanno rinunciato ad imporre questa addizionale (Aosta, Bolzano
e Trento), altre la limitano ad un’addizionale dell’uno (Nuoro, Prato, Bergamo, Brescia) oppure
del 3% (Cosenza, Trapani, Ragusa).
LA
POLEMICA.
A
prendere posizione è l’assessore comunale all’Ambiente Francesco Del
Sordi che, nei giorni scorsi, ha attaccato duramente la Provincia anche riguardo alla chiusura del-
la discarica di Pecol dei
Lupi («Così siamo in balia delle onde e delle tariffe applicate da Trieste
per l’uso del termovalorizzatore»).
«Siamo stufi di questi
proclami da parte di
Gherghetta. Il presidente
della Provincia annuncia
la riduzione di quel bal-
numero di abitanti, ha
raccolto di meno. Come
la mettiamo?»
Del Sordi lancia una
sorta di ultimatum alla
Provincia. Esorta la giunta Gherghetta ad abolire
immediatamente l’odiosa addizionale. «Altrimenti che succede? Intraprendiamo una bella raccolta di firme
chiedendo ai
goriziani se
sono d’accordo a pagare il
5% in più in
bolletta non
ottenendo
praticamente
nulla in cambio».
CITTADINANZATTIVA. A parlare dell’addizionale provinciale era
stata - per la prima volta
- l’associazione di tutela
del consumatore e del cittadino denominata Cittadinanzattiva. Come si ricorderà, i combattivi
componenti del sodalizio
avevano evidenziato quella percentuale (in quel
tempo era del 5%, oggi
del 4,8%) che finiva e finisce, dritta dritta, nelle
casse provinciali. Nel caso della Tia, infatti, il totale da pagare è dato dal
prodotto di una tariffa al
metroquadro per i metri
quadrati effettivi: all’importo così ottenuto si aggiunge una parte variabile in base al numero di
persone che forma il nucleo familiare.
Latente da tempo, il malcontento ora esplode
e l’assessore comunale Del Sordi annuncia
una raccolta di firme contro il balzello di Gherghetta
zello medievale che è
più una presa in giro che
uno sconto reale perché
equivale, sulla bolletta, a
15 centesimi in meno a testa. Dal 2002 a oggi, la
Provincia ha incassato
una cifra che supera abbondantemente i 2 milioni di euro. Quella tassa
sulla tassa va abolita tout
court».
Del Sordi è un fiume in
piena. «Potrei anche digerire che venga imposto
questo balzello a patto
che i goriziani, in cambio, ottengano qualcosa.
Ma sino ad oggi è arrivato ben poco: ricordo qualche tempo fa i 12mila euro che abbiamo incassato
per i risultati raggiunti
nella raccolta differenziata ma quale è stato
l’esborso dei goriziani?
Il nostro Comune è quello che, in proporzione al
L’ADDIZIONALE PROVINCIALE DAI RIFIUTI
SU OGNI BOLLETTA, LA PROVINCIA
INCASSA IL 4,7%
DAL 2002 A OGGI, L’ENTE HA OTTENUTO
OLTRE 2 MILIONI DI EURO
CITTADINANZATTIVA CHIEDE L’ABOLIZIONE
DELLA “GABELLA MEDIEVALE”
IL COMUNE E’ INTENZIONATO
A INTRAPRENDERE UNA RACCOLTA DI FIRME
LA RIDUZIONE DELLO 0,1% VOLUTA
DALLA PROVINCIA EQUIVALE A 15 CENTESIMI
IN MENO A TESTA PER I GORIZIANI
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Problematica gestione dei rifiuti
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14 GEN 2011
Il Piccolo Gorizia Cronaca
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Quotidiano
IN VISTA DELLE ELEZIONI
Aggiornati i sette
collegi elettorali
La Regione vanifica
il progetto del Comune
di ridurli a cinque
I collegi elettorali provinciali del
Comune di Gorizia rimarranno sette. Il lavoro di sei mesi svolto dall’ufficio elettorale, insieme a quello urbanistico, per disegnare la nuova
mappa con soli cinque collegi è stato dunque inutile. A renderlo vano è
stata la legge finanziaria regionale
che se da un lato, per ridurre i costi
della politica, ha posto un tetto al numero dei componenti della prossima
giunta provinciale (massimo cinque)
e ha ridotto la paga del prossimo presidente del consiglio, dall’altro ha
mantenuto i sette collegi goriziani
con le sue 37 sezioni. Con la delibera numero 232, lo scorso anno la
giunta Romoli aveva già approvato
la riduz i o n e
del num e r o
dei suoi
collegi,
Sei mesi di lavoro
ora però
è stata
reso quasi inutile
costretma almeno sono
ta a tornare instate inserite
dietro
prendenle nuove vie
do atto
d e l l a
mancata
approvazione da parte della Regione della riduzione del numero dei collegi per
l’elezione della Provincia. La buona
notizia è che il lavoro svolto dagli uffici non è stato comunque del tutto
inutile. «Ci siamo accorti che i collegi di partenza risalivano al 1960 – osserva l’assessore ai Servizi demografici Sergio Cosma -. Abbiamo allora
optato per apportare alcune leggere
modifiche ai loro confini in modo da
fare coincidere quelli delle sezioni,
IL CASO
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con quelli dei collegi. Per i cittadini
queste rettifiche non comporteranno alcun cambiamento, ma ora c’è
un disegno topografico esatto e un
aggiornamento con i nuovi toponimi,
come ad esempio via Caduti di anNasiriyah che ha sostituito via del
Velodromo e via dei Magazzini».
Il lavoro realizzato nei mesi scorsi
aveva portato anche a una ridistribuzione sul territorio dei goriziani
iscritti all’Aire. Di fatto i cittadini
iscritti all’Anagrafe e censimento degli italiani residenti all’estero non
votano mai in Italia, ma questo non
impedisce loro di concorrere al raggiungimento del quorum nei seggi a
cui sono assegnati. In questo senso
gli uffici si erano accorti che la loro
presenza era sproporzionata e avevano quindi studiato una loro nuova e
più equa distribuzione sui cinque
collegi previsti dalla nuova normativa. Non si tratta di numeri piccoli se
si considera che all’Aire sono iscritti circa 2.900 goriziani e che di questi 2.300 hanno diritto di voto.
Stefano Bizzi
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Quotidiano
GLI INVESTIMENTI DELL’AZIENDA SANITARIA
Nuovi ingressi e ascensori al San Giovanni
Ampliata la zona chirurgica al San Polo
di MARCO BISIACH
La politica dell’Azienda Sanitaria, lo si è detto più volte, va nella direzione di un’oculata gestione delle spese. Eppure, nel Piano attuativo locale (Pal) presentato
mercoledì sera dal direttore generale Cortiula alla Conferenza dei sindaci non mancano gli investimenti. Non molti –
«Le risorse a disposizione non sono molte», ha
precisato Cortiula in aula -, ma mirati. In particolare si punta al completamento, il rinnovamento e l’adeguamento
normativo delle strutture di proprietà dell’Azienda sanitaria, e
del recupero di quegli
edifici che attualmente
versano in condizioni di
degrado o risultato sottoutilizzati. All’ospedale
San Polo di Monfalcone,
ad esempio, si interverrà per completare e rinnovare la piastra, la centrale termica, la farmacia e gli ascensori. Sempre a Monfalcone sono
pronti anche 150mila euro per il miglioramento
del Centro di salute mentale.
Passando alla Destra
Isonzo, poi, costerà 2 milioni di euro la messa a
norma della struttura
dell’Ass Isontina a Cormons, per la quale è previsto anche un nuovo impianto di condizionamento e migliorie all’area esterna. Interventi in programma anche
per quanto riguarda il
nuovo San Giovanni di
Dio di Gorizia, dove nel
2011 dovrebbe essere sistemata definitivamente
la zona degli ingressi. Saranno inoltre ultimati
gli interventi sugli ascensori e rinnovata la zona
della farmacia ospedaliera. Nel complesso di
via
Fatebenefratelli,
poi, troverà posto anche
l’officina dell’ospedale,
che si affiancherà ai magazzini: in questo modo
traslocherà nella nuova
struttura anche l’ultimo
servizio ancora ospitato
dall’area del vecchio
ospedale civile, vetusta
e non più sicura, che po-
I lavori della
Conferenza
dei sindaci
sulla sanità
e il vecchio
ospedale di
via Vittorio
Veneto
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trà essere sgomberata
definitivamente.
Resta aperta, a questo
punto, la partita per il
riutilizzo dell’ex ospedale. Se per l’edificio centrale restano in piedi le
più svariate ipotesi (tra
cui quella del campus a
cui sta lavorando il Comune), le due palazzine
ai lati del parcheggio
che da su via Vittorio Veneto a breve ospiteranno tutti i servizi del Dipartimento di prevenzione, mentre per l’area dell’ex Pneumologico il direttore Cortiula ha una
vivere, e che non lasceremo preda del degrado».
In questo senso, allora,
sono già in corso contatti tra l’Azienda Sanitaria
e la Provincia di Gorizia
(proprietaria di alcune
delle particelle in cui è
stato suddiviso il parco),
con l’obiettivo di recuperare e valorizzare l’area.
Intanto è già stato stabilito che si dovrà intervenire per rifare la copertura della palazzina che
ospita il Sert, rinnovare
le recinzioni e gli accessi al parco.
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sua idea. «Credo che,
una volta recuperato dal
punto di vista estetico
ed architettonico, il grande edificio dovrebbe essere stralciato dal resto
– ha detto in sede di Conferenza dei Sindaci -,
per essere utilizzato poi
magari per particolari
funzioni a livello regionale. Questo anche in
considerazione del contesto particolare e di
pregio in cui si trova. Ma
ci sta particolarmente a
cuore anche il futuro di
Parco Basaglia, che vogliamo veder tornare a
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Quotidiano
CURIOSITÀ
Non si parla d’altro
dei risparmi sulla sanità pubblica e l’ospedale di Gorizia dà il
buon esempio. In inverno è attivato un dispositivo che limita
l’ampiazza dell’apertura delle porte scorrevoli dell’ingresso.
Meno si aprono, meno freddo entra. Giusto. Solo che in inverno si usano i cappotti
e per le taglie forti
non è semplicissimo
azzeccare la traiettoria giusta senza sbattere le spalle contro
le porte.
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INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
«L’Isontino? Il miglior mondo possibile»
Gherghetta ottimista: «Siamo una bella comunità, aperta e tollerante»
«L’isontino non è certo il
miglior mondo possibile, e sarebbe sciocco nascondere i
problemi che ci sono, ma dobbiamo anche essere realisti,
la Provincia di Gorizia è tutto
sommato una bella realtà di
cui andare orgogliosi, non a
caso siamo al settimo posto
in Italia per qualità della vita, e scusate se è poco». Enrico Gherghetta, presidente ”ricandidato” della Provincia di
Gorizia, filosofeggia candidamente alla Leibniz. In altre
parole dà un colpo al cerchio
e uno alla botte difendendo il
suo ruolo ai vertici dell’istituzione che unisce Monfalcone
e Gorizia. «Non condivido
questa retorica di altri tempi
sulla Provincia debole, divisa e assistita - dice stizzito
Gherghetta -. Ha stancato anche i sassi e veramente non
se ne può più. Non capisco il
senso di riprodurre, come 20
anni fa, l’ennesima rivendicazione territoriale, di cui si è
ormai persa traccia contro
chi o contro che cosa».
E allora nella diatriba storica tra pessimisti e ottimisti,
per salvarsi i piedi (dalla zappa), lui sceglie il bicchiere
mezzo pieno. «Tutto ciò è immaturo e inconcludente ed è
come darsi la zappa sui piedi
- continua il presidente provinciale - perché non si vede
quanto di buono è stato fatto
e si sta facendo». L’elenco
delle cose buone e giuste è
lungo. Eccolo: «sulla viabilità e sulla edilizia scolastica
siamo un enorme cantiere
aperto; nel lavoro abbiamo
tra i più bassi tassi di disoccupazione in Italia; esiste una
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forte unità di intenti tra istituzioni e categorie nel patto
per lo sviluppo, sul superporto, sulla crescita industriale,
sulla università e sullo sviluppo dei centri commerciali ad
incominciare da Villesse; nel
turismo siamo in presenza di
molti progetti ambiziosi come Carso 2014+, senza dimenticare il lavoro fatto sul Col-
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lio e gli investimenti pubblici
e privati a Grado e nella nautica; nella green economy,
energia, rifiuti, acqua, aree
protette, siamo in presenza
di una vera e propria economia che cresce di continuo».
E non finisce qua. «L’eleconco potrebbe continuare» dice
Gherghetta dopo aver infilato una serie di domande ad
alto tasso retorico. «Nel credito come non vedere il ruolo
del Fondo Gorizia e del suo
(consistente) fondo di rotazione a favore delle imprese?
Come non vedere tanti giovani che si mettono in proprio,
hanno coraggio, si fidano? Come non riconoscere la grande rete di volontariato e solidarietà che la comunità isontina, unita, riesce ad esprimere ad ogni livello?».
Il risultato finale? «Una
bella comunità, aperta e tollerante, che come altri si misura con l’instabilità della crisi, con la precarietà del lavoro, con l’incertezza del futuro: questioni aperte in tutta
la società moderna, che deve
misurarsi con il passaggio
epocale da una economia della crescita ad una economia
della sostenibilità». Ovvero il
migliore dei mondi possibili,
Firmato Gottfried Wilhelm
von Leibniz. (fa.do.)
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Romoli: «Dividerci ora
è un suicidio. Riapriamo
il patto per lo sviluppo»
Il sindaco di Gorizia: «Gli enti dell’Isontino dovrebbero
cercare di entrare come soci nel Superporto»
di ROBERTO COVAZ
L’analisi: «Le dichiarazioni di Bono di voler
far uscire Fincantieri dalla Confindustria di
Gorizia vanno lette nell’ottica del dibattito
scatenato da Marchionne a livello nazionale. Da queste dichiarazioni sono poi partite
schegge impazzite alimentate da posizioni
personali».
Bene, ma ora che fare?
Riflette a lungo prima di rispondere Ettore
Romoli, sindaco di Gorizia, uno ma non trino come lo vorrebbe Brandolin. «Ringrazio
Brandolin di avermi indicato come presidente della Provincia e leader politico dell’Isontino. Ma non è il mio ruolo. Ho sempre rispettato l’ambito entro il quale sono stato
chiamato a operare: da parlamentare, da assessore regionale e ora da sindaco».
Detto questo, resta il pericolo di una radicalizzazione dello scontro a livello provinciale.
L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno.
«Lo dice a me? Io e Pizzolitto abbiamo operato in questi anni in totale sintonia per armonizzare i rapporti tra Gorizia e Monfalcone per il bene di tutta la provincia».
Insistiamo, cosa fare ora?
«Decidere le priorità».
Quali sono?
«Lavorare uniti perché si realizzi il superporto di Monfalcone
e il retroporto a Gorizia. Sin dall’embrione del progetto sono
stato coinvolto da
Unicredit a partecipare a tutte le riunioni e lo faccio con
estremo impegno. Il
superporto potrebbe
essere la soluzione di tutti i nostri mali. Bisogna evitare che ci possa essere un ritorno di fiamma di Trie-
Uno strumento esiste già e si chiama patto
per lo sviluppo. Rispolveriamolo e rendiamolo più efficace. In quella sede andrebbe inoltre valutata l’opportunità che il
territorio isontino - attraverso uno o più enti pubblici - possa sottoscrivere una quota societaria della società che realizzarà il superporto».
Monfalcone-Fincantieri produce il 60 per cento del Pil isontino. Gorizia cosa offre?
«Non lo so adesso, ma in prospettiva tanto.
Ma l’industria deve stare a Monfalcone; oggi
reindustrializzare Gorizia non avrebbe senso.
Noi dobbiamo occuparci di altro».
Per esempio?
«Città universitaria, città emporiale con capacità di attrarre i ”vecchi” clienti di oltre confine e città centro di traffici internazionali».
Come si fa?
«Intanto meno studi e più intuizioni».
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A Brandolin: «Grazie
della stima, ma io
rispetto i ruoli»
ste che fino a oggi ha snobbato l’operazione, ma che domani, magari in forma surrettizia, ipotizzando una gestione temporanea in attesa della costruzione del porto di Monfalcone possa contrastarne la realizzazione stessa».
Ettore Romoli interviene nel dibattito innescato dalla decisione dell’ad di Fincantieri Bono
Perché Unicredit invita lei che è il sindaco
di una città che non ha il mare?
«Credo di essere sufficientemente conosciuto in certi ambienti. Comunque, pure Pizzolitto è stato coinvolto».
Superporto significa infrastrutture, infrastrutture significa odore di barricate in certi ambienti contro il tracciato della Tav.
«Sarebbe un errore imperdonabile rinunciare alla Tav. Ho sempre detto che il percorso
migliore è quello lungo la valle del Vipacco,
ma so che ci sono problemi in Slovenia. Noi
la Tav la dobbiamo avere. Disporremo della
terza corsia dell’A4, del nuovo raccordo Villesse-Gorizia. Avremo tutto per essere davvero un territorio ponte nel centro d’Europa».
Il suo assessore Devetag suggerisce l’istituzione di un organismo per governare i provvedimenti anti-crisi in provincia, l’onorevole Maran è sulla stessa linea (”unire le forze”), l’ex presidente Brandolin richiama al
modello con cui furono costituite le sue
giunte provinciali dove erano rappresentate
tutte le anime economiche e sociali dell’Isontino. La convincono queste proposte?
«Sì e no, perché non dobbiamo dare l’impressione di creare organismi lenti e inutili.
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Quotidiano
Depuratore, entro un mese i pareri sulla Via
L’impianto dovrebbe sorgere a Bistrigna nel territorio comunale di Staranzano
Il cantiere del costruendo
impianto a biomasse
STARANZANO E’ iniziato
conto alla rovescia per gli enti
interessati alla realizzazione
dell’impianto di depurazione
di acue pericolose. La Direzione centrale Ambiente, Energia e Politiche per la montagna della Regione ha infatto
chiesto di esprimersi sull’impatto che la struttura avrà sul
territorio dal punto di vista
ambientale. Gli enti chiamati
a dire la loro sulla Valutazione d’impatto ambientale sono
il Comune di Staranzano, la
Provincia, l’Ass n. 2 “Isontina”, il Servizio tutela da inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico, il Servizio idraulica (Struttura delle infrastrutture civili e dell'
Idraulica con sede a Gorizia)
e l’ Aaato Orientale Goriziano.
La richiesta della Regione è
arrivata il 10 di dicembre scorso, per cui la risposta deve essere data alla Direzione regionale Ambiente entro metà febbraio. La società richiedente
l’impianto, è Isi Ambiente srl
di Gorizia costituita da Iris
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La progettata struttura
destinata al trattamento
di acque pericolose
Isontina S.Agi.Dep. spa di
Roncoferraro (Mantova) e IGP
srl di Trieste.
Naturalmente gli oppositori
al progetto, cioè il gruppo consiliare “Staranzano Partecipa” e Rifondazione comunista, contano molto sul fatto
che venga espresso un parere
“negativo” alla Via e che vi sia
un coinvolgimento della gente
su un problema importante visto che interessa l’intero paese. Per questo motivo continua il duello tra contro l’amministrazione comunale e l’opposizione sulla costruzione
dell’impianto che dovrebbe
sorgere a Bistrigna accanto al
depuratore già esistente e al
costruendo impianto a biomasse. Uno scontro prima di Natale perché da parte il gruppo
1/1
consiliare Sp e Rifondazione
reagiscono sostenendo la contrarietà alla costruzione di un
altro impianto dopo quello di
compostaggio dei rifiuti umidi, di depurazione fognaria e
di quello a biomasse (appena
iniziato) e perché preoccupano i numeri di questo progetto. «Noi non vogliamo generare paure e preoccupazioni infondate – sostengono Sp e Prc
- ma avere rassicurazioni sulle 300 tonnellate giornaliere
di rifiuti liquidi pericolosi e
non pericolosi portati da circa
15 camion ogni giorno. Da quali stabilimenti vengono prodotti, che controllo ci sarà sul materiale in entrata e gli effetti
negativi sull’ambiente in caso
di malfunzionamento o cattiva
manutenzione». Il Comune da
parte sua risponde che non ha
finora espresso alcun parere
a riguardo, avendo solo valutato il progetto senza prendere
alcuna decisione che dovrà essere assunta nelle sedi opportune come il Consiglio comunale.
Ciro Vitiello
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14 GEN 2011
Il Piccolo Gorizia Isontino
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Quotidiano
I DUBBI SUL PARTITO: «QUALCUNO MI HA SPRONATO, ALTRI NO. RESTO NEL PD FINO A QUANDO CI STO BENE»
«Non mi candiderò alle Provinciali»
Fabbro si ritira dall’arena: «Avevo dato la mia disponibilità, ma ora farò solo il sindaco»
di MATTEO FEMIA
FARRA «Non mi ricandiderò al consiglio provinciale: la mia esperienza politica continuerà solamente come sindaco di Farra. Credo
però che l’obiettivo della
Provincia debba essere
quello di diventare più forte numericamente mettendo sul tavolo la questione
dell’ingresso del Cervignanese sotto Gorizia. Il Pd? Ci
resto fino a quando ci sto
bene».
Alessandro Fabbro ha ufficializzato così la propria
uscita di scena come consigliere provinciale al termine della legislatura, togliendosi contemporaneamente
anche qualche sassolino
dalla scarpa e proponendo
altresì un patto per l’Isontino che unifichi centrosinistra e centrodestra per far
si che la provincia di Gorizia acquisti maggior peso
specifico in regione.
«Innanzitutto
specifico
come non vi sia mai stata
una mia auto-candidatura
a presidente – spiega Fabbro – ma solamente una
mia disponibilità alla richiesta fattami da alcuni
esponenti di primo piano
del partito come l’ex presidente della Provincia Giorgio Brandolin».
Il sindaco di Farra poi aggiunge: «Ho però chiesto se
sulla mia figura vi possa essere una convergenza più
ampia, ed in mezzo a tanti
sproni ho ricevuto anche
qualche perplessità: l’unico rilievo che ho accettato
que inutili, perché anzi uno
dei problemi dell’Italia è
proprio l’anzianità della
propria classe dirigente, soprattutto a livello nazionale: è un bene dunque se dei
cosiddetti giovani si vogliano far avanti. C’è anche chi
mi ha dipinto come troppo
“democristiano” per il mio
passato cattolico-popolare:
credo però che un partito
come il Pd debba fare una
risorsa delle varie diversità che emergono all’interno
del partito».
E così, è maturata la scelta di non candidarsi alle
primarie, concludendo altresì il proprio impegno in
Provincia anche come consigliere: «I partiti devono
fare un passo indietro – continua Fabbro – e la politica
deve unirsi per il bene del-
è stata sul fatto che sia già
sindaco di Farra, impegno
che ho preso dal giugno
2009 e che rimane la mia
priorità. E infatti i miei
stessi dubbi personali su
un’ipotetica candidatura alla Provincia riguardavano
proprio questo aspetto, perché a Farra ci tengo molto.
Detto questo, non mi sono
piaciuti altri tipi di criti-
l’Isontino: destra e sinistra
devono mettere da parte le
proprie divisioni per portare sul tavolo della Regione
le istanze di questo territorio, cha ha un peso specifico ancora troppo leggero:
siamo solo in 138mila abitanti e 25 Comuni, non abbiamo neppure un assessore regionale. Dobbiamo contare di più. Come? Magari
svolgendo tutti insieme una
battaglia per portare Cervignano in provincia di Gorizia: la caratura di una provincia aumenta se sale il
proprio numero di abitanti».
Infine, una chiosa sul Pd:
«Se resto nel partito? Si, fino a quando mi troverò bene…» la sibillina risposta
di Fabbro.
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LA CRITICA
«C’è anche chi
mi ha dipinto come
”democristiano”
per il mio passato
politico»
che: qualcuno ha detto che
sono troppo giovane anche
se ho già 37 anni, sono padre di famiglia e siedo in
consiglio provinciale da
dieci anni. Perplessità dun-
Alessandro Fabbro
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Il Piccolo Gorizia Isontino
pagina 21
Quotidiano
Sul palcoscenico del ”Galupin”
la compagnia degli universitari
ROMANS Prende il via oggi alle 20.30 all'auditorium "Mons. Galupin" (nella foto), l'annuale rassegna di teatro, 11.ma edizione del "Premio Mario
Fain - Lucio Valdemarin". A salire sul palco sarà
la Compagnia teatrale del Circolo ricreativo universitario di Trieste che, per la regia di Giorgio
Amodeo, proporrà la commedia di Pierre de Marivaux, ”Il trionfo dell'amore", presentata per la prima volta a Parigi nel lontano 1732. L'iniziativa, ingresso 8 euro, viene come di consueto proposta dal
Circolo Acli "Mario Fain" e dal gruppo di ricerca "I
Scussons", di Romans, col patrocinio del Comune
e della Provincia di Gorizia e il contributo della
Fondazione Carigo e della Bcc di Staranzano e Villesse. La rassegna di quest'anno comprende altri
tre appuntamenti, a cui si aggiungerà la serata finale con la proclamazione della compagnia vincitrice, che sarà designata dai voti che il pubblico
potrà esprimere al termine di ogni recita: venerdì
21 gennaio "Destra, sinistra par condicio", di Giorgio Fontana per la regia dello stesso, con la Compagnia "La Barcaccia" di Trieste; venerdì 4 febbraio "AmarAmor" di Elvio Scruzzi, per la regia di
Mauro Vignuda ed Elvio Scruzzi, con la Compagnia "C'eraunasvolta" di Maiano; venerdì 18 febbraio "Parchegjo a pajament", tradotta dal dialetto ternano da Nadia Seganfreddo per la regia di quest'
ultima con la Compagnia "Lis Falischis" di Cussignacco: venerdì 25 febbraio, serata delle premiazioni in cui verrà proposta la recita dal titolo "Al
mistir dal mena vacis", omaggio a Giordano "Bulo
Zorzenon" col gruppo "Sis scussons scussas" di Romans. (e. c.)
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14 GEN 2011
Il Piccolo Gorizia Provincia
pagina 22
Quotidiano
L’OPERA REALIZZATA UN ANNO FA DALLA PROVINCIA DI UDINE NON È STATA MAI UTILIZZATA
Grado, la ciclabile sarà aperta prima di Pasqua
Il Comune ha deciso di mettere in sicurezza il tracciato lungo la translagunare
GRADO Prima di Pasqua
si potrà pedalare lungo il
tratto della ciclabile GradoBelvedere. Infatti, fra pochi
giorni inizieranno i lavori
che il commissario comunale
Giovanni Blarasin ha deciso
di far effettuare in modo da
rendere agibile una pista
che la Provincia di Udine ha
consegnato al Comune, ma
che presenta diversi aspetti
che non consentono la sicurezza di una pur semplice pedalata. L’asfalto, il guardrail
metallico estremamente pericoloso, nessuna protezione
verso la laguna (lato Barbana). Sono queste alcune delle
cause che l’hanno resa inagibile. Ecco così che il Comune
ha dovuto decidere di prelevare dai propri fondi 380 mila euro per poter dare un servizio che avrebbe dovuto essere completato ancora una
decina di anni fa da parte
della Provincia di Udine che
ha fatto da capofila per la realizzazione di una ciclabile
Grado-Palmanova che in realtà sarà utilizzata quasi sempre solo nel tratto GradoAquileia. Tratto, peraltro,
che è stato realizzato per ultimo, anziché per primo come
stabilito dagli accordi iniziali. Tutti aspetti messi in luce
anche recentemente dall’ex
presidente della Provincia di
Gorizia, Giorgio Brandolin.
Ad ogni modo il Comune
ha deciso di intervneire con
una decisione presa da Blarasin mentre la Regione attraverso Strade Fvg impiegherà
circa 1 milione e mezzo di euro per allargare la carreggiata riservata alle automobili e
per sostituire il guardrail. Anzi sarà probabilmente proprio la sostituzione del guardrail a venir effettuata per
prima in modo, appunto, che
per Pasqua si possa già pedalare lungo quella splendida e
panoramica pista ciclabile.
Con questo primo lotto di lavori il Comune procederà all’asfaltatura e predisporrà
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
l’impianto di illuminazione.
Con un secondo lotto del quale se ne dovrà occupare la
prossima amministrazione
comunale saranno posizionata e resa funzionante l’illuminazione, sistemate le barriere protettive e create delle
aree di sosta. L’intervento,
come spiega il responsabile
dell’ufficio tecnico, Andrea
De Walderstein, inizierà ai
primi di febbraio, ma si vorrebbe che in contemporanea
iniziassero anche i lavori di
Strade Fvg in modo da non
dover, eventualmente, intervenire nuovamente sulla ciclabile che si sta per sistemare. Intanto anche dall’altra
parte, lungo la Grado-Monfalcone, la Provincia, grazie ai
fondi regionali, ha deciso di
proseguire con il lungo tratto
che ora arriva sino al Caneo.
Da qui si salirà sull’argine
che porterà al collegamento
con la provinciale per la città dei cantieri e poi avanti,
in realtà sino a Trieste in
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quanto la regione ha definito
un unico piano di ciclabile
che si chiamerà “La ciclovia
del Mare Adriatico”.
Erano stati i consiglieri regionali Roberto Marin e Gaetano Valenti che avevano sollecitato uno specifico finanziamento regionale in tal senso.
La Regione l’ha quindi stabilito in 145.000 euro all’anno per 15 anni cioè di 2 milioni e 175 mila euro complessivi. Importante è poi ricordare che il tratto della ciclabile
verso Monfalcone che arriva
fino a Fossalon potrà in futuro collegarsi, creando una
sorta di anello ciclabile attraversando il ponte sul Tiel,
quello che collegherà Fossalon a Boscat che da almeno 3
lustri tutti dicono che si farà
ma che per ora non ha ancora visto luce, con Aquileia e
continuare sulla ciclabile
translagunare sino a rientrare a Grado.
Antonio Boemo
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14 GEN 2011
Il Piccolo Gorizia Agenda e Taccuino
pagina 23
Quotidiano
LO SPETTACOLO ”STORIA DI UN UOMO” DOMANI AL BRATUZ
Un noir con umorismo per ragazzi
GORIZIA Un cartone
animato teatrale per attori in carne ed ossa: un
sogno, un incubo, forse
un gioco. Un film muto
che si dipana sul palcoscenico, con due interpreti - Giuseppe Semeraro e Dario Cadei – alle
prese con l’eterna lotta
tra bene e male, vita e
morte, luce e ombra,
amore e odio. Intorno a
queste atmosfere ruota
la bella pièce ”Storia di
un uomo e della sua ombra
(Mannaggia
‘a
mort)”, una produzione
della compagnia Principio Attivo Teatro, Premio Eolo Awards 2010,
prima proposta in cartellone per la rassegna Po-
meriggi d’inverno 2011
che ripartirà domani pomeriggio, come sempre
al Kulturni Center Bratuz (inizio ore 16.30),
con biglietteria operativa dalle 6. Info e prenotazioni presso CTA, tel
0481537280 e www.ctagorizia.it.
Interpretato dagli attori Giuseppe Semeraro,
Dario Cadei, Leone Marco Bartolo, per la regia
di Giuseppe Semeraro,
lo spettacolo si articola
come una favola muta
che indaga le possibilità
di far incontrare gli eterni contrari. Una fiaba virata in noir e sottolineata dalle diavolerie acustiche,
rigorosamente
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
”live”, di un musicista
che scolpisce lo spazio
scenico con ritmo e poesia. Le musiche originali sono a cura di Raffaele Vasquez e vengono
eseguite dal vivo da Leone Marco Bartolo.
Intorno a un quadrato
bianco, sintesi di una casa invisibile, si danno
battaglia un uomo, il suo
fedele palloncino, e un
dispettoso uomo nero.
Leggerezza e ironia aleggiano in scena: la singolarità di questo lavoro è
l'assenza totale di un testo. Le divertenti dinamiche tra i due protagonisti diventano pia piano una danza liberatoria e coinvolgente. Pro-
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mossa dal Cta Gorizia e
diretta da Roberto Piaggio e Antonella Caruzzi,
la rassegna Pomeriggi
d’Inverno 2011 è organizzata con il Ministero per
i Beni e le Attività Culturali, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Comune di Gorizia
- Assessorato alla Cultura, la Provincia di Gorizia – Assessorato alla
Cultura, la Fondazione
Cassa di Risparmio di
Gorizia, l’ERT - Ente Regionale del Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione della Libreria S. Paolo Faidutti, e
con il patrocinio dell’ATF - Associazione Teatri di Figura/AGIS.
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14 GEN 2011
Il Piccolo Trieste Cronaca
pagina 14
Quotidiano
Boniciolli: il superporto? Era già nel mio piano
Audizione in Consiglio comunale del presidente uscente dell’Authority
di FURIO BALDASSI
Domanda da un milione di teu: quanto può importare del porto a una
città che discute a gennaio 2011 una mozione su
un importante progetto
(quello Unicredit) presentata nell’aprile (!) dell’anno precedente, e per
giunta lo fa in presenza
di un presidente dell’Authority ormai arrivato alla scadenza del suo mandato? La risposta è retorica, la realtà quasi malinconica. In un consiglio comunale che ormai viaggia nella piena, ordinaria amministrazione verso le elezioni fa comunque quasi specie sentire
la lucida disamina di
Claudio Boniciolli. Uno
che di portualità ne mastica e dunque, giustamente in certe ottiche, è
stato fatto fuori dalla guida dell’Authority. Passando per giunta per ”nemico” del progetto, mentre
in realtà ne sottolineava
solo certi punti deboli.
Ancora ieri sera, comunque, nell’aula consi-
liare, il sindaco Dipiazza, uscente anche lui, rimarcava «la grande opportunità per Trieste»,
contrapposta a «tuboni,
buconi e altri progetti
strampalati sui quali si è
perso tempo inutilmente».
E poco importa che
Monfalcone si accalappi
il boccone principale,
«che è località a 20 minuti e a Milano ci si mette
un’ora e mezza solo per
andare a lavorare». Grandi peana anche per l’amico Claudio, «uno che ha
capito che c’è un tempo
per le elezioni e uno per
lavorare assieme», ed è
stato alleato concreto e
solidale nella lunga trafila del piano regolatore
del porto.
Da Boniciolli, in un’aula più attenta del solito,
più numeri e fatti che
esercitazioni verbali. E
dunque il presidente ha
voluto subito premettere
che lascia il porto di Trieste con 15 milioni di euro
di attivo, ai quali va aggiunta la plusvalenza di
poco più di 4 milioni derivante dalla vendita del
60 per cento delle quote
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di Trieste terminal passeggeri. «Il progetto Unicredit? Era già tutto là,
se leggevate il piano
triennale
del
porto
2007-2010», ha ricordato,
non senza aggiungere
che il progetto dei progetti, «quello chiesto dal ministero per razionalizzare le 25 varianti» era stato affossato «dalla cricca
al vertice del consiglio
superiore dei lavori pubblici».
L’uscita del colosso
bancario, comunque, era
quasi scontata, assicura
Boniciolli, «in un momento in cui lo Stato non finanzia più il sistema portuale e le banche fanno
la fila per finanziare le
autorità portuali in difficoltà». Ma sulle perplessità di Boniciolli sull’iniziativa si sarebbe potuto
scrivere un libretto ben
più gonfio di quello di-
stribuito ieri ai consiglieri. «Quando fu presentato – ha raccontato Boniciolli – mi impressionò
soprattutto l’affermazione che la prima nave sarebbe arrivata a Monfalcone entro tre anni. Tempo sufficiente, evidentemente, per quadruplicare le linee ferroviarie,
cambiare le uscite autostradali e allestire i relativi collegamenti, eccetera, ecettera...». E magari
rimuovere quei 9 milioni
e 300mila metri cubi di
fango che opprimono
l’entrata al porto della
città cantierina. O terminare la prima parte di un
project financing che, come ha lungamente ironizzato il presidente dell’Authority, prevede la sua
conclusione nel 2033.
«Quando - ha concluso –
saremo tutti qui a verificarne la realizzazione,
compreso il presidente
della Provincia Gherghetta o il sindaco di Monfalcone Pizzolitto che hanno detto di essere in grado di andare avanti da soli senza la palla al piede
Trieste....».
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14 GEN 2011
La Vita Cattolica
pagina 30
Settimanale
■ SPIETAR
»Mi smo tu« je tudi karta
Sada se to¤no vide, kje se nahaja slovenska
jezikovna skupnost v videnski pokrajini.
Di¤emberja je izšla na pobudo Inštituta za
slovensko kulturo iz Špietra pregledna karta
teritorija ob italijansko-slovenskem konfinu,
kjer se guoré slovenski dialekti. Imena vasi na
italijanski strani so napisane po italijansko in
po slovensko. Na drugi strani zemljevida so zbrane pa te narbuj pomebne zanimivosti telih krajev, kakor Višarje, Landarska jama in
votivne ciervice, pa tudi narbuj lepe navade,
kakor pust, Ro¬inca, Šmarna miša. Tele
zemljevid bo slu¬u posebno za turisti¤no
promocijo Bene¤ije, Rezije in Kanalske doline. Karta je izšla dvie lieti po izdaji bukvi, ki
nosijo le tisti naslov »Mi smo tu.« Bukva globoko analizirajo obmo¤je, kjer ¬ivi slovenska
manjšina, se parvi s Trbi¬a do Rezije, od Barda do Špetra, od Garmaka do ™edada. Bukva
dobro opisujejo Bene¤ijo iz zgodovinskega,
jezikovnega in kulturnega vidika. Posebne
sekcije so namienjene tudi navadam, arhitekturi, muziki, jedilu in šuoli.
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14 GEN 2011
Messaggero Veneto Gorizia Citta'
pagina 2
Quotidiano
Addio al Consiglio
Fabbro: Provincia
da allargare ai Comuni
della Bassa friulana
Fabbro
durante
""'
conferenza
stampa
"Resto nel Pd finché mi
sentirò a casa»: il sindaco di
Farra Alessandro Fabbro
esce di scena dal Palazzo della Provincia dopo un decennio - non si candiderà nemmenocomeconsigliere-,lanciandoal suo partito, ma non
solo, un chiaro messaggio di
rinnovamento e proponendo l'inserimento, nell'agenda politica, dell'allargamento della Provincia di Gorizia
ai dieci comuni della Bassa
friulana. «Il presidente della Provincia di Gorizia e il
sindaco del capoluogo isontino non devono lasciarsi sfuggire l'opportunità di negoziare a Trieste un nuovo assetto
istituzionale e territoriale
del Friuli Venezia Giulia ha osservato Fabbro -. Credo nell'importanza dell'ente
provinciale isontino anche
se le sue funzioni vanno ripensate. Serve un peso demografico maggiore, ma soprattutto bisogna avere una
vocazione. La nostra è quella della piattaforma logistica
europea, alla quale potremmo aggiungere anche l'interporto di Cervignano. In questo quadro di sviluppo la Destra Isonzo deve avere un
ruolo centrale». Fabbro ha
invitato ipolitici ad abbandonare le logiche di appartenenza ai partiti per siglare
un Patto per !'Isontino, de-
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
stra e sinistra insieme, in modo da parlare a Trieste con
una voce sola. Il Partito democratico invece "non deve
avere paura delle regole che
si è dato». Secondo Fabbro è
necessario poi svecchìare la
classe politica. «Quando è
uscito il mionomecome possibile candidato alle provinciali, perché l'hanno fatto
personalità di spicco del mio
partito, come Giorgio Brandolin, ho avuto ìnsperate solidarietà e impreviste perplessità - ha ricordato Fabbro-.
Nessuno ha detto "è troppo
stupido per fare il presidente della provincia", ma "è sindaco" E vero, il mio primo
impegno è per la gente di
Farra. Mi hanno detto che
ero "troppo democristiano"
e "troppo giovane". A37 anni
negli altri paesi dell'Occìdente ci si prepara a guidare
ungovemo. Noi ìnvecescontiamo una classe politica che
nonva mai in pensione. Esìngelare che si inneggi alla rivoluzione d'Ottobre e alla rivoluzione liberale nell'arco
della stessa vita». Il 37% di
preferenze ottenuto da Fabbro nel sondaggio, «a pochi
punti di distacco dai giganti,
è incoraggiante» e un sintomo «della richiesta di rinnovamentocnevìenedallagente» (~p.)
C RIPROWZlONE
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14 GEN 2011
Messaggero Veneto Gorizia Citta'
pagina 2
Quotidiano
L'albero della vita
La prima mostra ospitata (a
partire dall'Il febbraio) dal rinnovato palazzo Attems sarà molto diversa rispetto a quelle allestite negli ultimi anni: nonsì tratterà infatti di un'esposizione
d'arte, ma di un excursus dedicato a Charles Darwin e alla sua
teoria sull'evoluzione della specie, intitolato "L'albero della vita". Una scelta in controtendenza quindi rispetto al filone intrapreso in passato, ma rispondente a una logica ben precisa,
Amotivare la decisione presa
sarà la vicepresidente della Provincia Demartin, in occasione
della conferenza stampa di presentazione della riapertura dello storico edificio, convocata per
venerd121.Dal 1900sededei Mu-
Già in febbraio
una mostra
nel segno di Darwin
sei provinciali, palazzo Attems
sarà la sede della pinacoteca degli stessi. Vi saranno raccolte le
oltre 800opere della ricca collezione,molte delle quali dell'Ottocento e dell'inizio del Novecento.Inoltre la maggìordisponìbìlità di spazi espositivi consentirà
di promuovere mostre e altre iniziative, proseguendo lungo la
strada intrapresa negli ultimi anni. Senza trascurare il fatto che
l'aggiunta di ambienti dedicati
all'attività didattica consentirà
di ampliare ulteriormente la
gamma di eventi ospitati dalla
struttura. La storia dello stabile
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
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è caratterizzata da numerose in-
certezze: Niccolò Pacassi, a cui
si attribuisce il progetto, avrebbe cominciato la SU3 opera a partire da un edificio parzialmente
esistente. Non si conosce con
certezza la data di inizio dellacostruaìone del palazzo, ma si sa
che era sicuramente abitabile
agli inizi del 1744,purnon essendo completato nelle sue decorazioni e nelle rifiniture. A quanto
sembra, si devono a Oìantrancesco Attems l'acquisto del terre-.
no e la realizzazione delle fondamenta, al figlioSigismondo la costruzione del corpo principale,
infine al figlio di quest'ultimo,
Gianlodovico, la realizzazione
delle ali laterali, giudicate infatti di uno stile differente rispetto
al resto. (f.s.)
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14 GEN 2011
Messaggero Veneto Gorizia Citta'
pagina 2
Quotidiano
li settecentesco edificto di piazza De Amicis ospiterà la pìnacoteca dei Musei provinciali con oltre 800 opere
Restauro a tempo di record
Palazzo Attems riaprirà il22
Dopo circa 16 mesi di chiusura, Gorizia riavrà palazzo Attems. Il rinnovato
stabile di piazza De Amicis, oggetto di un'accurata opera di restauro cominciata
nell'ottobre del 2009 ed eseguila a tempo di record, diventerà una delle più prestigiose sedi espositive della regione. La struttura, che è stata rimessa a nuovo con
impianti all'avanguardia ma nel rispetto delle sue peculiarità, sarà riaperta al
pubblico sabato 22. Gli spazi ospiteranno la pinacoteca dei musei provinciali, che
comprende oltre 800 opere. Inoltre, accoglieranno mostre di vario genere.
La vicepresìdente della Provincia
nonché assessore alla Cultura, Roberta Demartin. non nasconde la propria soddisfazione: "I lavori sono stati fatti a regola d'arte e sono stati conclusi addirittura in anticipo di una
settimana rispetto alla tabella di marcia. Mi devo quindi complimentare
con iprofessionisti, la ditta e gli uffici, anche perché è andato tutto nel
migliore dei modi, cosa che spesso
non accade quando si tratta di ristrutturazioni o lavori. Devo dire che abbiamo potuto contare su un'ottima
squadra; ora ovviamente ci aspetta il
ripristino del materiale e delle opere, operazione che si preannuncìa in-
studio associato Altieri e Ientile, affiancato dall'architetto Giulio Valentini, dall'Ingegner Lorenzo Marini
per la parte strutturale, dallo studio
Progetec di Udine per gli impianti e
dall'architetto Vanni Mo!inaroper le
pratiche antincendio.
I lavori sono stati eseguiti materialmente dalle ditte venete Cavagnìs e
Idrotennical, con la regia di Lara Carlot e Giordano Scaramuzza dell'ufficio tecnico della Provincia, nel rispetto delle direttive date dalla Sovrintendenza alle belle arti. La superficie a
disposizione delle rassegne odi altre
iniziative è stata ampliata: prima dei
lavori erano fruibili dai visitatori solo il piano terra e il pianonobile, mentre ora quest'ultimo
conterrà due stanze in più, Inoltre, si aggiungerà il piano rialzato. Sonostatì poi ricavati nuovi spazi per attività didattiche,
nel piano rialzato e nel sottotetto. Gli uffici che erano posizionati nel piano rialzato saranno
spostati sempre nel sottotetto,
che si snoda su più livelli e che serve
anche come magazzino. Per i disabili, ma anche perpennettere
lo spostamento delle opere d'arte, il palazzo è
stato dotato di un ascensore. Sempre
nel pieno rispetto della normativa vigente.gf ambienti sono stati dotati di
impianti antincendio e termico all'avanguardia. Inoltre, sono predisposti per il collegamento a Internet Sono state poi apportate diverse finituredi carattere estetico, come la reintroduzionedei corrimano e il recupero dei pavimenti di rovere e di alcune
finestre.
Francesca Santoro
La facciata
del palazzo
rimessa a
nuovo. È
stata
ampliata la
superficie a
disposizione
delle
rassegne o
altre
manifestazio-
o;
INSTALLATO
Un ascensore per i disabili
ma anche per iltrasporto
di dipinti e oggetti esposti
gente. La riapertura del palazzo è prevista per sabato 22 alle 18: vogliamo
che sia una festa del palazzo, quindi
gli ambienti saranno volutamente
vuoti, in modo tale da consentire di
ammirare gli interventi eseguiti. N ell'occasione daremo informazioni sulla storia dell'edificio ••.Il restauro del
palazzo, che è costato due milioni 640
mila euro, cifra coperta da Regione e
Provincia, è stato condotto in modo
tale da raggiungere tre finalità: recuperare l'edificio, migliorare l'accessibilità per i disabili e ripristinare il
progetto originario. A occuparsi della progettazione, della sicurezza e
deila direzione dei lavori è stato lo
IC RIPAOOUZIQNE RiSERVATA
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Apertura
14 GEN 2011
Messaggero Veneto Gorizia Citta'
pagina 3
Quotidiano
Affollatoincontro con le assodazioni goriziane promosso dall'amministrazione provinciale
Educazione e sport, cultura da diffondere
Sala gremita e tanta partecipazione
per
uno dei primi incontri fra le associazioni
sportive goriziane e irefereoti del progetto
Educare con lo sport, l'assessore della Pr0vincia di Gorizia Sara Vito e Franco Santamaria, docente a contratto di Pedagogia della marginalìta e della devianza minorile all'Università di Trieste.
.
La riunione ha avuto luogo nella Sala del
consiglio provinciale dopo la prima fase di
ricerca dell'iniziativa, che si propone di diffondere la cultura dell'educazione all'interno della pratica sportiva di bambini e ragazzi coinvolgendo istituzioni, amministratori
politici, famiglie, società sportive e il mondo
della scuola. A partire dallo scorso ottobre
sono stati organizzati specifici focus group
che hanno coinvolto un centinaio di perso-
ne, tra adulti e ragazzi, impegnati a discutere dei vari aspetti che caratterizzano l'attività sportiva. Al centro delle interviste qualitàtive lo sport come una palestra di vita, dove
imparare a conoscere il proprio corpo, le
emozioni, le relazioni sociali, l'impegno, la
solidarietà, la competizione. Un luogo importante deputato alla crescita e allo sviluppo che è stato qui presentato attraverso la
percezione e la testimonianza dei diretti interessati.
«È stato molto interessante capire che cosa pensano le persone che vivono lo sport
nei suoi molteplici aspetti. Al di là dell'importanza della vittoria in una singola partita
e o del successo in una particolare disciplina, sono emersi elementi positivi e criticitàha affermato Santamaria - insieme con la
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coscienza della fatica, della complessità fino ad anivare al sacrificio, ma senza mai
dimenticare il piacere e il gioco, che completano tutte queste dimensioni». Nelle prossime settimane altre associazioni sportive del!'Isontino saranno chiamate a partecipare a
incontri analoghi, allo scopo di arrivare alla
stesura di un documento condiviso: il Patto
di corresponsabilità fra ragazzi.adulti e istituzìoni.che verrà presentato il21 febbraio.
Lo step'successìvo sarà la collaborazione
con tutti i comuni ìsontìni che finda ottobre
hanno partecipato all'iniziativa In futuro la
Provincia si porrà come ente garante percoordinare azioni concrete assieme agli enti
locali, al fine di mettere in pratica quanto
emerso nella ricerca.
Emanuela Masseria
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14 GEN 2011
Messaggero Veneto Gorizia Isontino
pagina 6
Quotidiano
Ronchi
n Pd ridà fiducia a Fontanot e lo candida
per il secondo mandato come sindaco
RONCHI.
La segreteria
del Partito democratico di
Ronchi dei Legionari ha preso in esame, tra le altre cose,
la recente polemica seguita
alla pubblicazione del calendario della polizia municipale ed esprime il più netto dissenso in merito alla denuncia
anonima indirizzata a varie
istituzioni, -cosa che denota
una cultura tipica di una destra retorica e becera. Con
il segrel'occasione-afferma
tario Lìvìo Formentin -, ci
preme ricordare che le donne e gli uomini, aderendo al
N, hanno portato con sé i valori e la sensibilità fortemente radicati nel tessuto sociale
italiano, rinunciando a simboli e bandiere purdi costituire
una nuova stagione politica,
capace di far uscire l'Italia
dalla palude morale in cui il
centro-destra la sta confinan-
do. Pertanto
il nostro impe-
«Pertanto, il fatto di ottene-
gno etico e morale sarà anco-:" re un buon risultato elettorale personale non è ilsolo critera ulteriormente rafforzato
nel perseguire il buon governo della cosa pubblica».
Fonnentin a nome del partito sottolinea, con soddisfazione, il buon lavoro del sindaco Fontanot e della sua giunta, pur nelle difficoltà economiche «che questo governo
nazionale ha creato a tutti i
Comuni italiani, rinnovando
la completa fiducia al primo
cittadino», come conferma la
sua ricandidatura in occasione del prossimo rinnovo dell'amministrazione,
a primavera.
Spiega anche che, perdare
stabilità al governo locale, il
futuro sindaco sceglierà i futuri amministratori tra una
rosa di nomi cheglì sarà sottoposta dai partiti che formeranno la maggioranza.
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rio base con cui si può pensare di avere una posizione di
rilievo nella futura legislatura. Pernoi, fare l'amministratore pubblico deve essere inteso come un servizio reso alla collettività, per un periodo
della propria vita. Al fine di
evitare pericolose delusioni
la vita politica deve essere basata su alti valori moralt-.conelude Formentin, auspicandoa nome delPd che il prossimo confronto elettorale avvenga sui problemi urgenti
da risolvere e che maggioranza e minoranza convergano
sulle priorità da risolvere per
la nostra comunità in modo
che sia possibile ottenere risposte concrete da enti superiori come Provincia e Regione. (c.v.)
e RIPRODUZIONE RISERVA TA
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RASSEGNA STAMPA - Provincia di Gorizia