BOLLETTINO DI INFORMAZIONE DEGLI ITALIANI IN ISRAELE Anno XIV n. 54 Luglio 2013 - Av 5773
Festival
Internazionale
del Cinema
In questi giorni si è concluso il Festival Internazionale del
Cinema a Gerusalemme, partecipavano tanti film israeliani di
registi noti e meno noti e film
stranieri tra cui “Cesare deve
morire” dei fratelli Taviani che
ha ottenuto l’Orso d’Oro al festival di Berlino.
Sono stati proiettati anche un
certo numero di cortometraggi e
film documentari, tra questi ultimi quello di produzione italiana
intitolato “Il viaggio più lungo:
gli ebrei di Rodi” per la regia di
Ruggero Gabbai, basato su testi
e interviste di Liliana Picciotto e
Marcello Pezzetti.
La storia e la fine tragica di
questa comunità sono note ne’
il documentario porta nuovi elementi alla storia, ma quello che
è straziante in questa ricostruzione è la semplicità e l’innocenza
di questi ebrei che vivono nella
piccola isola dal primo secolo
a.C. che hanno convissuto con
turchi, greci e italiani, che dal
governo italiano hanno ottenuto
la cittadinanza e studiano anche
nelle scuole italiane.
Stella Levi, Sami Modiano e
Alberto Israel raccontano la loro
storia incredibile; non si capacitano ancora di come siano stati
buttati fuori dalla scuola senza
Segue a pagina 2
Enrico Letta in Israele
“L’antisemitismo è un
cancro dell’umanità e una
minaccia alla pace di tutti i
popoli” Con queste parole
si è espresso Enrico Letta a
Yad Vashem durante la sua
prima visita di due giorni in
medioriente.
Al Tempio italiano di
Gerusalemme nel suo incontro con la comunità degli “italkim”, Letta ha ribadito il suo impegno contro
l’antisemitismo in evidente
aumento anche in Italia e per la
pace tra Israele e i Palestinesi.
Ha ricordato le difficoltà che
deve affrontare il suo governo e
il suo impegno per risolvere al
più presto la profonda crisi economica italiana e soprattutto la
disoccupazione giovanile che
sembra essere oggi il problema
più urgente.
Da parte loro gli italkim, te-
nendo presente le origini pisane
del Presidente del Consiglio hanno ricordato il ruolo di importanti studiosi italiani e anche pisani
(per es Alexander Rofè, adottivo,
e Giulio Raccah, laureato) nel
progresso culturale dello Stato
d’Israele. Letta si è anche interessato all’Aron hakodesh proveniente da Pisa attualmente in fase
di restauro al Museo U. Nahon.
Un inaspettato tesoro
Negli anfratti polverosi della biblioteca dell’università di Bologna nascosto in mezzo a tanti altri manoscritti e catalogato come
un’altra delle tante bibbie esistenti c’era invece un tesoro incredibile: non era il manoscritto
in questione una Bibbia del XVII
secolo come erroneamente creduto ma un Sefer Torah risalente al
XII secolo inizio XIII, scritto su
pelle ovina e con caratteri “goffi”
cioè strani che si comprendono
alla luce dell’antichità di questo
rotolo.
La scoperta è stata fatta dal
Prof. Mauro Perani esperto di
manoscritti ebraici al Dipartimento di Beni Culturali dell’università di Bologna (con sede a
Segue a pagina 2
Segue da pagina 1
Segue da pagina 1
Festival
Internazionale
del Cinema
una spiegazione, umiliati ed offesi senza colpa davanti a tutti i
compagni. L’amata Italia che per
loro era la civiltà, la letteratura,
l’opera, voltava loro le spalle e
assisteva indifferente alla deportazione di tutta la comunità dopo
l’arrivo dei tedeschi nel settembre del 1943. Ma non solo gli
italiani, anche i turchi e soprattutto i greci si assiepavano sulle
mura per godersi meglio lo spettacolo della lunga fila di ebrei
che lentamente scendeva verso il
porto a testa bassa come era stato loro ordinato (era il 23 luglio
del 1944). I greci si affrettavano
subito dopo ad occupare le case
e fare manbassa di tutto quello
che apparteneva agli ebrei mentre all’orizzonte sparivano i barconi carichi degli ebrei di Rodi
diretti ad Auschwitz. Anche gli
inglesi che avevano già bombardato l’isola uccidendo tra gli altri non pochi ebrei si guardarono
bene dal fermare le barche. Solo
troppo tardi l’ingenua comunità
rodiota capì che da quel viaggio
non ci sarebbe stato ritorno e che
nessuno li avrebbe aiutati.
Così finiva la comunità di
Rodi che contava alla fine circa
1800 ebrei, di questi ne sopravvissero soltanto 181 che scelsero
in parte di vivere in Italia perchè
per loro e malgrado tutto l’Italia
rappresentava la loro lingua e la
loro cultura.
M.D.P
Ravenna), occupato da anni
nello studio e nella catalogazione dei manoscritti ebraici. Imbattutosi nel rotolo in
questione ha immediatamente
capito trattarsi di una Bibbia
molto precedente rispetto a
quello che si era pensato. Sia
i caratteri molto antichi sia il
consulto con esperti mondiali
della materia e sia l’esame col
carbonio, hanno confermato
trattarsi di un manoscritto risa-
lente al 1155-1225.
È vero che ci sono esempi più
antichi di Sefer Torah (per esempio quello conservato a Leningrado e risalente al 1008) ma questo
potrebbe essere il più antico rotolo completo della Bibbia fin qui
trovato.
Al Prof. Perani lo scorso 16
giugno è stata conferita la laurea
Honoris Causa dall’Università
ebraica di Gerusalemme.
AUSCHWITZ:
Padiglione Italia
Già da parecchi anni a Auschwitz le autorità polacche
hanno assegnato a molti paesi degli spazi espositivi in cui
ognuno di loro può raccontare quale e come è stato il suo
coinvolgimento nella tragedia
della Shoah. Alcuni di questi
padiglioni sono molto belli, sia
nella forma che nella sostanza,
come quello della Francia, e
toccano i comportamenti e gli
errori di quello stato nell’affrontare gli eventi. Ma nonostante che gli italiani siano al
terzo posto nel numero di visitatori annuali di Auschwitz,
più dei tedeschi e degli israeliani, il padiglione Italia, che
2
KOL HA-ITALKIM
era stato inaugurato nel 1980, è
stato chiuso un paio di anni fa dalle autorità museali perchè troppo
vecchio, fuori contesto, inattuale,
trascurato. Concepito secondo
i criteri degli anni ‘70 e incentrato in particolare sugli aspetti
politici dell’antifascismo, non rispondeva più alle esigenze attuali
(l’aspetto ebraico non vi era, ad
esempio, neppure accennato), ma
i contrasti fra gli enti responsabili e pastoie burocratiche hanno
sempre impedito di affrontarne
la trasformazione. Adesso pensano addirittura di eliminarlo. “Ad
Auschwitz l’Italia non è degna
di memoria”, ha titolato Il Fatto
Quotidiano lo scorso aprile.
EBRAICO O ITALIANO
Una famosa frase di un famoso Presidente americano recita: “Non chiedetevi che cosa
il vostro Paese può fare per voi:
chiedetevi piuttosto che cosa potete fare voi per il vostro Paese.”
Questa frase (lehavdil, o mutatis
mutandis) mi è venuta in mente
a proposito della discussione che
prosegue, ingrossa e si espande
sulla lingua che si deve usare
nelle attività della Hevrat Yehudè Italia.
La polemica ha avuto infatti
risonanza anche sulle pagine del
mensile della comunità ebraica
di Roma, Shalom, che nel numero di maggio dedica un’intera
pagina all’argomento.
Io credo che il discorso sia
molto più serio di quello che appare a prima vista. Questo della
lingua da usare è un problema
che si pone solo a Gerusalemme.
Gli italkim di Tel Aviv e di Haifa,
per esempio, si aspettano di sentir parlare italiano solo se partecipano alle attività dell’Istituto
Italiano di Cultura (che dipende dall’Ambasciata d’Italia in
Israele) o della Dante Alighieri,
che è preposta all’insegnamento
della lingua italiana.
Tutto dipende probabilmente
dal carattere particolare della Hevrat Yeudè Italia, che è in tutto e
per tutto una amutà israeliana indipendente e locale, ma che per
forza di cose ha finito per essere
il punto di incontro e riferimento per gli olim dall’Italia. Fino a
qualche anno fa il numero di questi olim, a Gerusalemme come
altrove, non era particolarmente
alto, anzi era decisamente basso
e i nuovi arrivati che si affacciavano timidamente alla vita di
questo paese desideravano solo
farne parte nel più breve tempo
possibile, lingua compresa. Imparare l’ebraico era indispensabile, come lavare per terra col
gumi e non con lo spazzolone.
Alle tefilloth del Tempio Italiano
di rehov Hillel, con le sue melodie tradizionali e conosciute, ci
sono sempre venuti, più o meno
assiduamente tutti, religiosi o
laici, giovani o meno giovani. E
anche se spesso negli ultimi anni
fra i “più religiosi” ci sono discussioni aspre se seguire il rito
romano, o quello di Livorno o di
Milano nelle varie celebrazioni,
nessuno è arrivato a pretendere
che (come appare nei siddurim
di qualche comunità italiana) ci
fossero preghiere recitate in italiano. Chi era abituato a capirci
poco in Italia si adatta a capirci
poco anche qui senza problemi,
l’importante è stare insieme (e
al tempio si chiacchiera a ruota
libera, come nella buona tradizione italiana!!).
Un discorso diverso sembra essere quello delle attività
“culturali” e ricreative, in senso
lato.
Se è vero che è stato riconosciuto il disagio delle persone
che sono arrivate in età già più
avanzata, per cui con molta lungimiranza è stato creato più di
dieci anni fa il gruppo di incontro
in italiano che è oggi intitolato
3
KOL HA-ITALKIM
al nome di rav Sergio Sierra, che
ne fu uno dei promotori, è anche
vero che fino a un certo periodo
le attività si svolgevano molto in
ebraico, spesso in italiano, talvolta nelle due lingue insieme,
senza polemiche o permali. A
seconda dei conferenzieri, degli
ospiti, del pubblico a cui erano
rivolte. Le attività più “burocratiche”, come assemblee, sedute
di consiglio, ecc. sono sempre
state tenute, in ebraico e chi all’inizio non capiva tutto ha sempre trovato chi gli spiegasse e gli
traducesse.
Oggi il quadro è diverso: da
molte parti a rehov Hillel si pretende che tutto sia fatto in italiano. Forse perchè gli olim sono
più pigri, o forse perchè sono di
più e il numero fa la forza. O forse perchè nonostante tutto hanno
ancora bisogno di sentirsi dentro
le mura protettrici di un ghetto.
Italiano, questa volta.
C.D.O.
INTERNET...
Come promesso nel numero
precedente, eccoci nuovamente a passeggiare fra i siti web
insoliti che sono di nostro interesse. La nostra visita comincia
dal sito ufficiale della “British
Pathe”, cinegiornale simile alla
vecchia “Settimana Incom” ma
in inglese. Anche qui troveremo degli spezzoni di filmati,
alcuni anche in italiano, molto più brevi rispetto a quelli di
cui parlavamo nel numero precedente, perchè che la “British
Pathe” vuole vendere i filmati
e quindi fa vedere gratis solo
brevi anticipazioni: http://www.
britishpathe.com/search/query/
Jewish+ITALY
Il più interessante è sicuramente un filmato del 1951 sull’insediamento del rabbino capo
Elio Toaff a Roma. Lo troverete
nel motore di ricerca interno del
sito inserendo la frase “Chief
Rabbi Installed AKA Italian
Chief Rabbi Installed (1951)”.
Commovente l’abbraccio del
padre rav Alfredo S. Toaff durante la cerimonia. Attenzione:
ci sono due filmati con lo stesso
titolo, uno in italiano e uno in
inglese. Quello in italiano è più
lungo.
Da vedere anche la cronaca
del primo alza bandiera al consolato di Israele a Roma dal titolo “Israeli Flag Hoisted In
Rome 1949”. Chissà se qualcuno dei nostri lettori conosce o
riconosce la bambina Hassan
Levi che nel filmato alza per la
prima volta la bandiera dal balcone dell’ambasciata israeliana
di Roma. Sarebbe interessante
poterla intervistare.
Interessante anche il servizio sul bombardamento italiano
su una Haifa irriconoscibile. ll
titolo: Italians Bomb The Holy
Land 1941.
Passiamo ora al sito Città
Luce http://www.archivioluce.
com/archivio/. Fra gli spezzoni
de “La Settimana Incom” mi ha
colpito “Viaggio in Palestina”
del 1938. I commenti antisemiti
del giornalista ci ricordano che
il filmato è stato prodotto nel
periodo delle leggi razziali: “...
Nella città uno sparuto numero
di usurai e rabbini che si sentono spalleggiati nella lotta contro
l’arabo … e gli arabi sostengono
animosamente la lotta contro le
finanze giudaiche ...”. Consiglio
come antidoto di passare subito
al filmato: “Gerusalemme Città
Santa per tutte le religioni” del
1967.
Passiamo ora alla “Manifestazione degli ebrei romani contro la sentenza del Tribunale militare che scarcera Kappler” del
25/11/1976 - S0478. I romani riconosceranno fra i manifestanti
molti parenti e correligionari.
I filmati da citare sono ancora molti ma per motivi di spazio
ne scriviamo solo i titoli senza
4
KOL HA-ITALKIM
commenti. Tramite
il motore di ricerca interno del sito
sarà facile trovare
il video di riferimento:
Dal nostro inviato speciale in
Palestina. Guerra
arabo-israeliana. 10/06/1948 00162
Lo Stato d’Israele: parata
militare a Tel-Aviv e ad Haifa.
06/08/1948 - 00178
Israele: viaggio sul “tappeto
magico”. 12/01/1950 - 00389
Dai nostri inviati speciali
viaggio in Palestina 27/01/1950
- 00396
Il “padre d’Israele” è morto
19/11/1952 - 00868
Incidente alla frontiera tra
l’Egitto e la Palestina. Scontri
nella regione di Gaza al confine tra Israele [...] 11/03/1955 01221
Destinazione Suez. “Si combatte per Suez - S’imbarcano
truppe francesi e inglesi. destinazione Egitto” 08/11/1956 01479
Questa volta in primo piano.
Roma: ignoti imbrattano la lapide della Sinagoga su cui sono riportati i [...] 29/05/1958 - 01659
Ma finiamo la visita in questo sito con qualcosa di veramente speciale: “L’inaugurazione dell’orfanotrofio israelita di
Roma”, filmato muto del 1929!
Dello stesso anno ho trovato un
lungo documentario dal titolo
“Igiene della scuola” prodotto
dalla propaganda fascista sulla
INTERNET ... E ANCORA INTERNET
politica edilizia delle scuole. Se
andate direttamente al ventesimo minuto e mezzo dall’inizio
vedrete scritto:
“Asilo infantile israelitico di
Roma per 250 bambini poveri”.
Fatico a capire la frase: l’asilo
era sicuramente aperto a tutti i
bambini sia poveri o meno. Dalla immagine successiva che inseriamo nella pagina capiamo chiaramente che il palazzo che si vede non
è l’istituto Pitigliani
e suppongo che sia
il palazzo della vecchia scuola ebraica,
demolito negli anni
‘50 quando l’architetto Di Castro
ha costruito al suo
posto i due palazzi
dove fino a pochi
anni fa c’erano la
Scuola elementare Polacco e la
scuola media, e dove ancora si
trovano gli Asili. Le scene che
seguono fanno vedere le aule e
un ampio giardino, che non riesco ad immaginarmi alle spalle dell’edificio della ex scuola
ebraica. Forse è un errore dell’operatore o più semplicemente
propaganda fascista. Ho cercato
conferme su internet ma non le
ho trovate: se qualcuno dei lettori ha notizie più precise o riconosce gli edifici, lo invitiamo
a scriverci. Cinegiornali “Tempi
Nostri” Igiene della scuola 1929
- M012701.
Andiamo ora alla sorprendente cronaca del carnevale a
Wolfach, ridente cittadina tede-
sca. Mentre cercavo materiale
per questo articolo, mi ha incuriosito il fatto che fra i filmati
proposti dal sito dell’Archivio
Luce, inserendo la parola “ebrei”
compariva questo video. Anche
se non riguarda gli ebrei italiani
l’ho trovato interessante e ve lo
propongo. L’anno di produzione
del filmato è 1937 e il commen-
tatore ci mostra con
allegria gli abitanti di
Wolfach che prendono in giro gli ebrei e
le loro usanze durante
il carnevale. Come in
quegli anni si poteva
ridere di antisemitismo.
Ma finiamo ora
con due filmati positivi: in http://senato.archivioluce.it/senato-luce/home.
html troviamo un altro sito del
senato legato all’Archivio Luce.
Molti video sono già presenti
nell’ Archivio Luce sopra menzionato; qui troviamo un filmato
del 1946 sulla creazione di un
campo scuola a Fano per i profu-
5
KOL HA-ITALKIM
ghi scampati dai campi che andranno in Israele, e il commento
favorevole alla creazione di uno
stato nazionale ebraico, http://senato.archivioluce.it/senato-luce/
scheda/video/IL5000094755/2/
Fano-una-scuola-per-i-profughiebrei.html Il 22/11/1962, La Settimana Incom n. 02295 mostra
la visita in Israele del sindaco di
Firenze La Pira, che presenzia all’inaugurazione
della scuola costruita grazie ai fondi dell’Aliyat Ha
Noar italiano. Sono sicuro
che gli italkim meno giovani vi riconosceranno
personalità della comunità italiana di quegli anni :
http://www.youtube.com/
watch?v=67TF7DuCj6g
Anche questa volta potrete
trovare sul sito https://sites.google.com/site/kolaitalkim/ questo
articolo da cui potrete navigare
più facilmente dato che gli indirizzi dei siti qui menzionati sono
tutti linkati.
Lello Dell’Ariccia
Il PIN - Storie di ordinaria burocrazia
Il Dott. Bediùk si considerava una persona innovativa. Non
appena l’INPS (Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale) gli
dette la possibilità di inviare le
denunce mensili dei suoi dipendenti per via telematica, si attivò
immediatamente.
Si recò alla più vicina sede
INPS e una persona gentile lo
aiutò. Gli spiegò che dietro presentazione del Codice Fiscale gli
avrebbero assegnato un PIN come
consulente della propria azienda.
ll Dott. Bediuk perplesso si chiese tra se e se come mai dovesse
diventare un consulente della sua
azienda di cui era amministratore, per accedere ai dati dell’azienda stessa. Si chiese inoltre quanti
impiegati dell’INPS sapessero
il significato del termine PIN in
inglese (Personal Identification
Number). Ma rimosse questi pensieri, fece quanto richiesto e uscì
dalla sede INPS con il PIN .
Dopo qualche tempo, nel Sito
INPS vide che era possibile anche vedere la propria situazione
previdenziale inserendo il Codice
Fiscale e il PIN. Dopo aver fatto
quest’operazione però, ricevette
un messaggio di errore: PIN non
valido.
Sarà si disse fra se e se – dovrò
chiedere un nuovo PIN. Pazientemente andò quindi nella pagina
di richiesta e dopo aver inserito
alcuni dati premette il fatidico
pulsante “Invia”. Con disappunto
ricevette il seguente messaggio:
PIN già attribuito al Codice Fiscale.
Il Dott. Bediuk non era tipo da
arrendersi facilmente. Prese il telefono e si informò.
È semplice - gli rispose
la voce al telefono – deve
chiedere l’estensione del
suo profilo utente.
È banale, si disse fra sè
e sè il Dott. Bediuk e inviò
una mail di richiesta all’indirizzo trovato sul Sito.
Gli venne risposto dal
Gruppo di Supporto PIN
on line (ma perché mai
era necessario costituire
addirittura una struttura
per queste questioni, con relativi
costi, si chiese tra se e se il Dott.
Bediuk…)
Gentile Utente, poiché risulta esserle stato rilasciato un PIN
cartaceo dalla sede (come azienda o consulente ecc..), non è possibile richiedere un ulteriore PIN
ma è necessario presentarsi alla
sede provinciale INPS di competenza e chiedere l’ampliamento
del profilo.
Trovandosi un giorno nei pressi della sede INPS, il Dott. Bediuk
si presentò quindi all’ingresso.
Dove deve andare? chiese
l’usciere.
Dovrei chiedere l’estensione
del profilo utente del mio PIN.
L’uomo lo guardò con fare tra
l’interrogativo e lo spaventato.
Ma chi gliel’ha detto che deve
venire qui?
Voi! rispose il Dott. Bediuk
esibendo la copia dell’E-mail ricevuta e che aveva prudentemente portato con se.
Ah, ho capito. Deve andare
al primo piano al settore aziende, salendo da quella scala per il
pubblico.
Un uomo con i baffi lo stava
osservando incuriosito.
6
KOL HA-ITALKIM
Il Dott. Bediuk si recò al primo piano, prese il numerino e attese pazientemente. Venuto il suo
turno fece la sua richiesta.
L’addetto lo fissò con uno
sguardo interrogativo.
Ma non è qui che deve venire.
Deve scendere all’ingresso dove
c’è l’addetto alle informazioni.
Di fianco c’è una porticina; deve
entrare lì e c’è la persona che risolverà il suo problema.
Il Dott. Bediuk scese, ed entrò
dalla porta indicata. Si trovò in
un grande stanzone con una donna seduta dietro ad una scrivania.
Il Dott. Bediuk spiegò cosa
stava cercando.
Mi spiace ma non sono io la
persona giusta; lei deve salire al
secondo piano entrando dalla porta a vetri che vede all’ingresso; li
troverà la persona che si occupa
del suo problema.
Il Dott. Bediuk ringraziò, uscì
e andò verso la porta a vetri; spinse, ma la porta era chiusa. L’uomo con i baffi lo stava osservando incuriosito.
Ehi, lei dove sta andando? Gli
corse dietro l’usciere.
Mi hanno detto di salire al secondo piano …
Ma lei non può salire; l’ingresso da quella porta è riservato. Deve avere un pass per poter
entrare.
E dove lo trovo il pass?
Vada al primo piano e chieda a
qualcuno del settore aziende.
L’uomo con i baffi lo stava osservando con un sorriso divertito.
Il Dott. Bediuk si accinse a salire
nuovamente al primo piano. Prese nuovamente il numerino ed
attese.
Ancora lei? Disse sorpreso
l’addetto di prima.
Si, forse ho trovato la soluzione, ma mi occorre un pass per salire al secondo piano.
Glielo faccio subito.
Felice, il Dott. Bediuk presentò trionfante il pass all’ingresso
sotto lo sguardo divertito dell’uomo con i baffi. L’addetto pigiò
un pulsante, la porta a vetri finalmente si aprì e il Dott. Bediuk
salì al secondo piano.
Il Dott. Bediuk arrivò davanti
ad una porta a vetri. All’interno
vi erano alcune persone sedute
ognuno alla propria scrivania.
Entrò e si avvicinò a una di queste. Un uomo in piedi con la barba stava conversando con la persona seduta.
Lei che fa qui? Lo apostrofò
quest’ultimo, mentre l’uomo con
la barba andava nella stanza vicina.
Il Dott. Bediuk spiegò nuovamente il suo problema. L’impiegato lo guardò per un istante.
Lei non dovrebbe essere qui.
Questi uffici sono riservati agli
addetti. Però, guardi, la voglio
aiutare. La persona che si occu-
pa di questi problemi è l’uomo
con la barba che era qui qualche
istante fa.
Il Dott. Bediuk tirò un sospiro
di sollievo, finalmente aveva trovato la persona giusta; ringraziò e
fece per andare nell’altra stanza,
ma l’impiegato gentile lo fermò.
Scusi, ma lei non può presentarsi a lui qui. Deve scendere giù
e recarsi poi al primo piano alla
sezione aziende. Vedrà che tra
qualche minuto lo troverà allo
sportello.
Il Dott. Bediuk scese all’ingresso. Il signore con i baffi lo
guardò ridendo.
Restituì il pass sotto lo sguardo tra l’incredulo ed il divertito
dell’uomo con i baffi, salì nuovamente al primo piano, prese il
numero e attese.
Giunse il suo turno andò allo
sportello dove nel frattempo era
arrivato l’uomo con la barba ed
espose il suo problema.
Ma è semplice,– l’uomo con la
barba pigiò qualche tasto sul suo
computer - ecco fatto.
Il Dott. Bediuk ringraziò e uscì
dalla Sede dell’INPS. Guardò
l’orologio; erano passate tre ore
da quando era entrato.
Qualche giorno dopo il Dott.
Bediuk entrò nel Sito e digitò
PIN e codice fiscale. Apparve il
messaggio sibillino: tipologia di
utente non riconosciuta.
Il Dott. Bediuk era sconcertato. Eppure aveva fatto quello
che gli avevano detto. Decise di
chiedere ancora lumi al Gruppo
di Supporto PIN on line, inviando
una mail che gli rispose:
Gentile utente, le consiglia-
7
KOL HA-ITALKIM
mo di rivolgersi alla sede che
ha provveduto all’estensione del
profilo.
Il Dott. Bediuk cominciò a sudare freddo; non voleva ripetere
l’odissea già vissuta. Tuttavia ora
era impegnato in altre cose e lasciò perdere per un pò.
Dopo qualche giorno provò
nuovamente e misteriosamente
questa volta la cosa funzionò. Il
Dott. Bediuk finalmente tirò un
sospiro di sollievo e scosse la
testa, rinunciando a capire cosa
fosse successo.
Raffaele Picciotto
Fedi
Ratificare la convenzione
di sicurezza sociale
con Israele
Marco Fedi (che rappresenta
anche Israele al Parlamento italiano) ha presentato un’interrogazione al Ministro del Lavoro e
a quello degli Esteri per l’aggiornamento e la ratifica della convenzione di reciprocità in materia
di sicurezza sociale tra Italia e
Israele.
“Con la mia interrogazione ai
ministri competenti ho richiamato una duplice esigenza: aggiornare il testo della convenzione e
procedere finalmente da parte italiana a ratificare la convenzione
per corrispondere ad un’obiettiva
necessità che interessa tanti lavoratori e professionisti.
Ne va il diritto delle persone ad
avere una tutela volta a far valere
giusti diritti legati a esperienze di
lavoro effettivamente realizzate.”
Museo di Arte Ebraica Italiana
U. Nahon
Policromie
del tempo
Motivi architettonici nell’arte
ebraica italiana
Il Museo U. Nahon organizza per tutto il periodo estivo, un’importante mostra dal
titolo “Motivi architettonici
nell’arte ebraica italiana”.
Sono questi, com’e’ noto,
motivi molto frequenti nell’arte italiana anche ebraica,
in tutti i periodi storici da
quelli piu’ antichi fino all’arte moderna. Li troviamo nelle monete, nelle stoffe, nei
manoscritti, nei libri stampati come pure negli oggetti
rituali. Si tratta di edifici o
elementi architetonici come
archi, colonne, portali, edicole o baldacchini.Collabora
l’artista Danielle Sulevic.
Con questo titolo è stata organizzata una giornata di studio sul restauro ligneo dal Museo di arte ebraica
italiana U. Nahon in collaborazione
con l’Istituto Italiano di Cultura.
È certamente noto che l’Italia è
uno dei paesi all’avanguardia per
quel che riguarda le tecniche del restauro in generale e quello del legno
in particolare. Soprattutto in Toscana e specialmente a Firenze operano
scuole famose in tutto il mondo.
Questa volta è stato invitato a tenere una serie di lezioni al Museo
Nahon di Gerusalemme (che è particolarmente ricco di antichi arredi
sacri lignei) il professor Teodoro
Auricchio direttore dell’Istituto Europeo di Restauro con sede a Ischia.
L’evento straordinario è legato
al fatto che alle lezioni dell’esperto
italiano hanno partecipato in massa
professionisti e studenti di restauro
dei maggiori musei israeliani e di
tutte le università compreso l’Istituto Weitzman, il Centro per il Restau-
8
KOL HA-ITALKIM
ro di Acco e il Dipartimento delle
Antichità del Ministero dell’Istruzione.
Il prof. Auricchio ha presentato
una serie di trascinanti lezioni sul
corretto approccio teorico e pratico
al restauro ligneo: etica diagnostica
e intervento. Anche le più moderne
tecnologie (lampade speciali) sono
state dimostrate ai partecipanti.
Alla fine si è svolto un esame
collettivo sulle fasi del restauro e lo
studio delle patine.
Un evento senz’altro importante a cui gli esperti israeliani hanno
aderito con entusiasmo, che rafforza i buoni rapporti che corrono tra
Italia e Israele.
ONORIFICENZA
In occasione della festa della
Repubblica il 2 giugno, nella residenza dell’Ambasciatore Talò a
Ramat Gan è stata consegnata a
Corrado De Benedetti del Kibbuz
Ruchama l’onoreficenza Stella al
Merito del Lavoro rilasciata dal
Presidente della Repubblica Luigi Napolitano.
Corrado De Benedetti nasce a
Ferrara nel 1927 da una famiglia
ebraica appartenente alla media
borghesia. Il padre ufficiale viene
espulso dall’esercito italiano a seguito delle leggi razziali. Durante
la guerra la famiglia si nasconde
Il 17 luglio,
l’Ambasciatore d’Italia in Israele Francesco
Talò ha ospitato in residenza la
delegazione italiana ai Giochi
in Romagna e dopo la liberazione De Benedetti entra nel movimento Hechaluz e fa l’aliyà nel
1949, stabilendosi nel kibbuz di
Ruchama dove vive fino oggi. Ha
fatto parte della direzione economica del movimento kibbuzistico
e dell’Organizzazione Sionistica
Mondiale. È noto al pubblico italiano come autore di libri tra cui
:”Anni di rabbia e speranze 19381949” e “I sogni non passano in
eredità”.
Auguri all’amico De Benedetti
da 9 anni membro attivo del Com.
It.Es.
Ricordiamo ai connazionali
italiani gli indirizzi del Com.It.Es.
d’Israele: P.O.Box 4672 – 91046
Gerusalemme . Posta elettronica :
[email protected].
Ricordiamo nuovamente a tutti
i connazionali italiani che è loro
obbligo aggiornare immediatamente il rispettivo Consolato per
ogni cambio di indirizzo e cambio di stato civile, quale matrimonio, nascita, divorzio, decesso, in modo da poter aggiornare
tempestivamente le registrazioni
anagrafiche presso l’A.I.R.E.
delle Maccabiadi, guidata da
Vittorio Pavoncello (Botticella).
L’italo-israeliana Shir Landes
ha vinto una medaglia di bron-
zo nel judo. Eden Pescara, figlia
di Sami e di Merav Cassuto, fa
parte della nazionale israeliana
di nuoto.
Avv. Alessandro Levi
Su
Tutta Israele
Iscritto all’ordine degli avvocati del foro di Milano
Svolge attività in ambito giudiziale.
5 Civile:
5 Penale:
recupero crediti, risarcimento danni,
separazione e divorzi, locazioni,
rapporti di diritto commerciale.
* Lavoro professionale
* Piena garanzia
* Contratto firmato
reati in generale, immigrazione clandestina,
detenzione e spaccio di stupefacenti.
5 In ambito stragiudiziale:
successioni ereditarie,
permessi di soggiorno,
cittadinanza.
Recapiti: via Guastalla 5, 20122, Milano
Tel.: 0039-02-5512250 Fax: 0039-02-55190247
Cell.: 0039-347-4622826 oppure: 00972-525325306
e-mail: [email protected]
9
* + di 100 canali italiani
* Televisione satellitare in Israele,
come in Italia
* Possibilità di trasmissioni in HD
* Il “Receiver” in offerta
* Molti canali di sport e film
MENO CARO DI
“YES” e “HOT”
Per informazioni: tel. 050-540 77 11
[email protected]
Sito Internet: www.sat.co.il
KOL HA-ITALKIM
AL TEMPIO ITALIANO
DI RAMAT GAN
Yom ha Shoah - Con una commovente cerimonia a cui ha partecipato un folto pubblico, alla
presenza di S.E. l’Ambasciatore
d’Italia Francesco Talò e signora, della dott.ssa Simonetta Della Seta e dell’addetto scientifico
prof. Alessandro Treves e sig.ra,
è stato celebrato Yom Hashoah
ve Hagvurah al tempio Ovadia da
Bertinoro di Ramat Gan. Dopo il
Kadish e il Mizmor Le David, è
stata letta la traduzione in italiano dell’Izkor. “Ricordi il Signore
le anime delle persone sante che
furono uccise in Europa e altrove, nelle città, nelle campagne,
nei ghetti e nei campi di stermi-
nio dalla follia nazista. Furono sistematicamente trucidati giovani e
vecchi, donne, bambini e neonati,
genitori coi loro figli, intere famiglie, insegnanti e i loro allievi per
mano di carnefici con lo scopo di
annientare ed estirpare totalmente
il popolo ebraico. Ricordi il Signore le anime dei nostri fratelli, figli
di Israele, che furono assassinati,
arsi vivi, ridotti a cenere, massacrati e sepolti vivi per la sola colpa
di essere ebrei. Ricordi il Signore
le vittime del Suo popolo che giacciono in qualsivoglia luogo del
mondo.”
Anche S.E. l’ambasciatore Talò,
la dott.ssa Della Seta e il prof. Tre-
ves hanno partecipato alla lettura
dei nomi dei deportati dall’Italia.
Yom Azmauth - Dopo Arvit e
il suono dello shofar, le signore
del Tempio hanno organizzato
nel matroneo imbandierato una
gustosa cena – tutti seduti - terminata con macedonia e torta gelato proprio in coincidenza con lo
spettacolo dei fuochi di artificio
dalla sottostante piazza centrale
di Ramat Gan.
Celebrando Rita Levi Montalcini
Il Peres Center for Peace ha
organizzato in collaborazione
coll’Ambasciata d’Italia un convegno dedicato alla neuroscienza
materia per la quale la scienziata
ha ottenuto il Premio Nobel.
Ma più che una commemorazione questo incontro si proponeva di stimolare la ricerca, aiutare
i giovani a trovare risposte con-
crete alle loro richieste di supporto, collaborazione scientifica
in questo campo tra università
israeliane e palestinesi.
La fondazione Rita Levi Montalcini ha già promosso dal 1992,
150 differenti progetti in tutto il
mondo, organizzando corsi, mettendo a disposizione borse di studio, creando collaborazioni tra
diversi centri di neurochirurgia.
Tra l’altro sono coinvolti nel progetto scienziati israeliani che collaborano con colleghi palestinesi,
turchi, giordani e perfino iraniani. Particolarmente apprezzata la
collaborazione tra studenti dell’università di Tel Aviv e quella
di Al Quds.
10
KOL HA-ITALKIM
Il ricordo di Rita Levi Montalcini si onora non con discorsi ma
aiutando studiosi di tutto il mondo a realizzare i loro progetti.
Anche a Roma si è tenuto il
22 aprile, presso l’Aula Magna
dell’Università La Sapienza, un
evento in ricordo di Rita LeviMontalcini, a cui è intervenuto
il prof. Aaron Ciechanover, premio Nobel 2004 per la Chimica
e ricercatore presso il Technion e
il Rambam di Haifa. La scelta di
Aaron Ciechanover è stata fatta
dagli organizzatori in considerazione dei forti legami di amicizia
esistenti fra i due ricercatori che
si erano conosciuti a Roma nel
2005.
Da Prandelli a Sacchi
È da poco finito
l’Europeo Under 21
in Israele ma le sensazioni di quest’ultimo
mese sono ancora calde e forti. Calde come
le emozioni dell’ultimo torneo di calcetto,
il sesto per l’esattezza,
organizzato dal Roma
Club
Gerusalemme
per i suoi affiliati alla
scuola calcio. Più di 70 ragazzini
si sono sfidati sotto gli occhi del
Console Generale d’Italia Davide
La Cecilia, in una calda giornata di giugno, creando un vero e
proprio clima da stadio sostenuto
da amici, parenti e soprattutto genitori.
Anche nel torneo degli adulti
non sono mancate le sorprese. La
giovane squadra di ragazzi provenienti da Modena (Crema-Uzzielli-Oppenheim) ha dato filo da
torcere anche in finale al Milan.
Tutto sommato si trattava di
avvenimenti di ordinaria amministrazione per il Roma Club Gerusalemme, che in poco più di
un mese ha vissuto giornate ben
più intense come la doppia visita
del CT della Nazionale Italiana
di calcio Cesare Prandelli e del
campione del mondo Antonio Cabrini. Entrambi si sono prestati ad
allenare per un buon quarto d’ora
i ragazzini della nostra scuola
calcio. Sotto le telecamera puntate della televisione israeliana e
della Rai i due Mister hanno firmato autografi ai bambini e preso
atto della richiesta del Presidente Fabio Sonnino di organizzare
a Gerusalemme una partita per
l’addio dalla Nazionale Italiana
da parte del Capitano Francesco
Totti. Prandelli:” Sarebbe un sogno”.
Il 6 Giugno l’autobus gremito di bambini della scuola calcio
fa scalo a Ramat Ha Sharon per
incontrare i giovani calciatori
della Nazionale Italiana. Assistere al loro allenamento è stato
un mezzo delirio per i ragazzi.
Oltre alla calorosa accoglienza da parte dei dirigenti della
FIGC i bambini hanno ricevuto
in regalo cappellini, portachiavi,
spillette della Nazionale nonché
magliette autografate. In cambio
noi abbiamo regalato alla Nazionale uno scudetto di cristallo per
ringraziamento col nostro slogan
“Sport senza frontiere”, inciso in
tre lingue.
11
KOL HA-ITALKIM
Pochi giorni dopo i giocatori hanno ricambiato la visita.
Questa volta a Gerusalemme
presso la sede del Roma Club
si sono presentati tutti i giocatori insieme al Mister Devis
Mangia, hanno quindi proseguito alla volta della città vecchia (Santo Sepolcro e il Kotel). Tutti i ragazzi sono stati
invitati a vedere la prossima
partita contro la
Norvegia. Muniti di 50 biglietti il
tifo per l’Italia si
è fatto sentire alto
dalla tribuna dello
stadio Blumfield
di Tel Aviv.
Come se non
bastasse la Nazionale insieme a tutta la delegazione
delle FIGC è giunta a Gerusalemme
per disputare la tanto attesa finale
del Campionato Europeo. Il giorno precedente alla partita il coordinatore delle nazionali giovanili
il CT Arrigo Sacchi e il capo della delegazione Gabriele Gravina
hanno voluto far visita alla sede
del Roma Club Gerusalemme incontrando alcuni dei nostri ragazzi ed invitandoli a cenare con loro
in albergo.
Purtroppo la finale è andata
come è andata, ma questo non
cancellerà i nostri ricordi, le emozioni, i sorrisi dei ragazzini che
hanno vissuto questi irripetibili
momenti.
Da Prandelli a Sacchi aspettando il Capitano. Sarebbe un
sogno.
S.G.
In ricordo di Haim Vito Volterra
È mancato all’età di 92 anni il
prof. Haim Vito Volterra, architetto e pianificatore ambientale.
Nato ad Ancona e rimasto in
questa città fino alla fine del liceo, aveva dovuto proseguire
gli studi accademici in Svizzera
a causa delle leggi razziali. Nel
1943 conseguita la laurea, tornò in Italia e si uni’ ai partigiani della zona di Amandola operando contro i nazisti in ritirata.
All’inizio di maggio del 1944 il
gruppo venne a sapere che dal
campo di Servigliano dove erano
stati raccolti ebrei e soldati delle
forze alleate fatti prigionieri, i tedeschi si preparavano a deportare
tutti nei campi di concentramento. Volterra preparò i piani per
liberare i prigionieri organizzò e
presiedette all’operazione e con
la collaborazione dell’aviazione
anglo-americana portò a termine
con successo l’impresa dopo aver
isolato i cavi del telefono e del
telegrafo.
Alla fine della guerra dopo
aver sostenuto gli esami per il riconoscimento del titolo svizzero
cominciò a lavorare come pianificatore ambientale, divenendo anche membro del consiglio del Comune di Ancona e qualche anno
più tardi assistente all’università di Genova. Fu anche membro
della redazione della rivista internazionale “Urbanistica”.
All’inizio degli anni ’50 professore di architettura e pianificazione, fu seguace della scuola
Bauhaus a capo della quale era
Le Corbusier la cui influenza
in quegli anni era notevole. Nel
1951 fece l’aliyà e lavorò con
architetti di fama
come Ariè Sharon
e Marcel Janco, col
quale programmò i
primi parchi nazionali e riserve naturali protette. Sempre
con Janco scoprì e
restaurò il villaggio
Vito Volterra con David Cassuto a Yad Vashem
di Ein Hod che sarebbe
divenuto il villaggio
antiche sinagoghe. Negli anni ’60
degli artisti.
è stato tra i fondatori dell’AssociaNel 1952 sposò Miriam Camzione per la pianificazione.
pagnano da cui ebbe una figlia
Rimase sempre legato alla
Michal, con lei si trasferì a Gerucomunità degli italiani in Israel
salemme e qui creò il primo piamembro fino all’ultimo giorno
no regolatore della Capitale.
della Hevrat Yehudè Italia.
In seguito si trasferì nel nord
Una volta in pensione è stato
del paese lavorando come archinominato membro dell’Accadetetto per il ministero degli interni,
mia di Scienze Lettere ed Arti.
tra i fondatori della città di Nazrat
Vito Volterra ha scritto decine
Ilit, pianificò parte degli edifici
di articoli, in parte pubblicati, su
più importanti.
importanti riviste del settore urbaInsegnò saltuariamente alnistico ed ha anche collaborato con
l’università di Haifa e al TechTorat Haim. Senza dubbio sarà rinion e fu attivo nel Comitato per
cordato come persona intellettuale
la conservazione e il restauro di
colta e modesta.
edifici storici ed in particolare di
Sia benedetto il Suo Ricordo
Piera Levi Bassi
1923-2013
È mancata a Sdè Eliahu Piera Bassi figura assai nota nella comunità italiana di Israele.
Sposata a Paolo Shaul Bassi dal 1945 dopo le tristi vicissitudini
che li avevano separati in Italia (dopo le leggi razziali Paolo aveva
fatto la aliyà mentre Piera era rimasta bloccata in Italia) avevano
fondato il kibbutz di Sdè Eliahu nella valle di Beth Shean lavorando
duramente e in condizioni molto difficili.
Rimasero sempre in questo kibbutz. Shaul moriva molto giovane
nel 1967 lasciando a Piera il compito di crescere figli e nipoti nell’amore per Israele e per le tradizioni ebraiche italiane.
12
KOL HA-ITALKIM
Ricordo di Bianca z.l.
Dieci anni fa, esattamente l’11
di Sivan un kamikaze imbottito di tritolo fece saltare in aria a
Gerusalemme l’autobus di linea
14a. Nell’attentato persero la vita
16 persone tra le quali Bianca Rivka Shihrur Kauders.
Bianca proveniva da una ben
nota famiglia della comunità
ebraica di Milano, aveva frequentato la scuola di via Eupili e nel
1969 aveva compiuto la sua aliyà
stabilendosi a Gerusalemme.
In Israele metteva su famiglia
e continuava a frequentare le at-
tività della comunità italiana di
rehov Hillel, interessata ai corsì
e alle conferenze.
Sempre sorridente cordiale e
generosa sapeva conquistarsi la
simpatia e l’affetto di chi la conosceva.
Nonostante siano passati dieci anni da quel tragico evento,
Bianca è rimasta nel cuore di parenti e amici che si sono raccolti
numerosi prima al cimitero e poi
in una sala di Yad Sara onorarne
la memoria.
Tra l’altro l’ha ricordata affet-
tuosamente per via e-mail Vittoria
compagna di scuola dei tempi di
via Eupili che cosi’ scrive:”il suo
viso gingi e il suo sorriso sono
rimasti ben impressi nella mia
memoria. La sua timidezza e ingenuità facevano parte della sua
personalità si che spesso le sue
guance arrossivano….”
Ai presenti è stato distribuito
un libretto con fotografie e ricordi
al cui centro compare un articolo
su Bianca pubblicato dalla rivista
“Pnima”.
Yihie Zichrà Baruch
F.R.G.
Notizie in breve
Un progetto di gemellaggio
finanziato dall’Unione Europea
per 18 mesi è stato lanciato a fine
febbraio a Tel Aviv. Nell’ambito
del progetto un esperto italiano
del Ministero dell’Agricoltura
guiderà un team di colleghi europei, per armonizzare la legislazioni israeliana a quella europea
sul tema della diversificazione
rurale. Il progetto italiano è stato
scelto alla luce della grande esperienza dell’Italia in agriturismi a
cui gli israeliani sono molto interessati.
Al MEIS (Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della
Shoah) di Ferrara è stata inaugurata con grande successo una
mostra, che sarà aperta fino al 30
giugno. La mostra “Testa e cuore”
è basata su oltre duemila pezzi fra
oggetti di arte cerimoniale ebraica, documenti rari e libri preziosi
provenienti dalla collezione di
Gianfranco Moscati, frutto di una
ricerca di decenni.
La polizia postale italiana, su
denuncia presentata dalla comunità ebraica di Merano, ha oscurato il sito web Holy war che,
basandosi anche su materiali provenienti dalla Norvegia, era uno
dei più beceri e violenti siti antisemiti degli ultimi tempi.
A Yad Vashem si è aperta a
fine giugno una mostra dal titolo
“I Am My Brother’s Keeper”, a
50 anni dall’inizio del riconoscimento dei Giusti fra le Nazioni.
La mostra consiste in cinque filmati che esemplificano i diversi ambiti in cui si sono svolte le
operazioni di salvataggio di ebrei
durante la Shoah. Una gran parte
del primo filmato, dove si tratta dell’aiuto portato da religiosi
13
KOL HA-ITALKIM
delle varie fedi, parla di Firenze
e tratta le vicende delle famiglie
Cassuto, Campagnano e Pacifici.
Alla fine di aprile, Abu Mazen
ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Napoli. I festeggiamenti
sono durati tre giorni e tre notti,
coronati anche dalla consegna
delle chiavi della città di Pompei
e della laurea honoris causa in relazioni internazionali conferitagli
dall’antica università di Salerno.
Il sindaco di Napoli ha dichiarato: “Oggi è una giornata storica
per Napoli, per la Palestina, per
l’Italia e il Sud!”
A Bologna è stato inaugurato
il 26 maggio un giardino a nome
di Rabin, alla presenza di personalità cittadine, dell’ambasciatore d’Israele in Italia, di esponenti
delle associazioni ebraiche, della
comunità, dell’Unione e della Sinistra per Israele.
LIBRI
Elena Lea Rossi Artom, La
Famiglia De’ Rossi, Vicissitudini di una famiglia ebraica
da Gerusalemme a Roma e da
Roma nel mondo, Giuntina, Firenze 2013, pp.272 più 2 tavole
genealogiche.
La storia della famiglia min
‘Adumim (con tutte le variazioni di traduzione del cognome derivate nel corso del tempo: De’
Rossi, de’ Rossi, Rossi, Rosso,
de’ Rubeis, Derossi, delli Rossi,
Rossio, Roscio, e altri), è lunga
molti secoli. Se ne hanno notizie
dal 70 a.E.V., poiché era questa una delle quattro famiglie
principesche che Tito deportò a
Roma per il suo trionfo, dopo la
distruzione del Tempio di Gerusalemme. Raccontare la storia di
questa famiglia è raccontare la
storia degli ebrei in Italia, della
loro presenza nelle varie zone,
degli spostamenti di città in città, dei periodi di tranquillità e di
quelli più duri. Emerge da questo libro il quadro vivace di una
vita intensa e attiva nei ghetti,
e non solo quella più nota e descritta degli ebrei di Roma, delle
molteplici e disparate attività,
delle abitazioni spesso precarie
e malsane ma preziose, dell’alto
tasso di mortalità di partorienti
e bambini, ma anche delle capacità degli ebrei di crescere e
moltiplicarsi nonostante tutto.
Attraverso documenti e stralci
di documenti rintracciati in un
gran numero di archivi, l’esame di Ketubboth conservate in
Prof. Alexander Rofè e dal rav
Prof. Roberto Bonfil, che ne ha
firmato la prefazione.
Italia, in Israele, in Canada, negli U.S.A., con l’ausilio di una
vasta e aggiornata bibliografia
e dei mezzi tecnici più attuali
l’autrice porta alla luce i nomi di
personaggi famosi, come Azarià de’ Rossi o Salomone Rossi,
ma anche quelli di scribi, fra cui
anche donne, rabbini, imprenditori, studiosi, musicisti, maestri, medici. Come, ad esempio
quello del ferrarese Elia Giacobbe Rossi, medico in Egitto dal
1838, onorato e considerato dal
vicerè, che pubblicò studi e relazioni sulla peste e la febbre gialla, una Geografia medica d’Egitto e portò a Ferrara manoscritti e
animali strani. Una ricerca e una
testimonianza preziosa che sono
un atto d’amore per la famiglia
paterna portato a termine da Elena Rossi Artom, che Simonetta
Della Seta nella sua introduzione al libro descrive come “una
piccola grande donna, che porta
nell’animo quasi un secolo di
storia vissuta e nello sguardo la
freschezza della sua curiosità.”
Il libro, ricco di fotografie, di riproduzioni di documenti, di grafici, è stato presentato in giugno
presso la Hevrat Yehude’ Italia,
di fronte a un pubblico interessato e partecipe, dall’Autrice, dalla dott. Simonetta Della Seta, da
Giovanna Barouch Camis, dal
14
KOL HA-ITALKIM
Alberto Cavaglion, Nati con
la Libertà Dizionario portatile
dell’ebraismo contemporaneo2012, l’Ancora del Mediterraneo Le gomene. Pagg.156
L’Opus di Alberto Cavaglion,
che si arricchisce di anno in
anno, è lo specchio di un Autore
che non si può inquadrare banalmente. Alberto è sì storico nell’accezione del termine, avendo
trattato con pagine struggenti il
passato del “secolo breve” e di
come tramandarlo alle nuove
generazioni, ma è pure l’acuto
e informatissimo critico letterario, cito il suo studio su Saba
e l’edizione di “Se questo è un
uomo”, che lo pone tra i più notevoli cultori di Primo Levi ed è
soprattutto il custode della Memoria del suo Piemonte ebraico,
rievocando figure note e meno
note, il loro mondo, il loro gergo , l’impatto con i loro lochi
natii. L’ultima sua fatica, che
sto esaminando, è una collezione di saggi, direi, di medaglioni,
di varia ebraicità ed italianità,
che riprende un leit-motiv caro
al Nostro: l’identità ebraica in
Italia postemancipatoria. Ogni
capitolo comporterebbe una approfondita disamina. Dalla gustosa rievocazione della relazione di Mazzini con il fedelissimo
Angelo Usiglio, che tocca certi
FONDAZIONE
RAFFAELE CANTONI
UNIONE DELLE COMUNITÀ EBRAICHE ITALIANE
pregiudizi nei nostri confronti anche in anime elette fino al saggio
“L’arte dell’umorismo e la casa
del ridere”, che ricorda soprattutto un egregio scrittore, ingiustamente quasi dimenticato, Alberto
Cantoni, che ispirò Pirandello,
accomunato ai sentimenti delle generazioni ebraiche tra i due
secoli, nate con la libertà e alle
prese, in diverse misure, con quel
quid che è il retaggio ebraico.
Cavaglion da tempo esamina
la problematica degli ebrei senza
saperlo”, degli appartenenti ad
una più che bimillenaria collettività così particolare, con una sua
specificità in rapporto agli altri
centri della dispersione. Personalità di rilievo, alcune frequentate
dall’Autore stesso, nomi di prima
grandezza del Novecento italiano. Cavaglion ci fornisce, soprattutto nelle note, una quantità di
notizie, che ci suscitano stimoli
intellettuali per ulteriori approfondimenti.
In ispecie per gli italkim che
possono essere apportatori in Erez
Israel di una tradizione culturale di notevole rilievo. Chi scrive
ha sovente esortato l’amico di
Cuneo ad intrapendere un’opera
di ampio respiro che possa delineare un vasto panorama di centocinquanta e più anni dell’Italia
Ebraica, in tutti i suoi aspetti, un
compito da assolvere anche per
i non ebrei molte volte carenti
di conoscenza o condizionati da
perduranti luoghi comuni.
R.R
La Fondazione per la Gioventù Ebraica “Raffaele Cantoni” e
l`U.C.E.I hanno deciso di distribuire per l’anno accademico
2013-2014 alcune borse di studio
di N.I.S. 4.000 ognuna a studenti
provenienti dall’Italia.
Tali borse di studio verranno
conferite a giudizio insindacabile
del Comitato Direttivo della Fondazione in Israele e dell’U.CE.I
e verranno consegnate a Gerusalemme.
Le borse di studio si divideranno in due categorie. Possono
concorrere a tali borse:
1) Studenti in possesso di
Diploma di Maturità che
intendano iscriversi ad
una delle Università, scuole
Talmudiche o altri Istituti di
Studio superiore in Israele.
Giovani già laureati che si
iscrivano ad uno degli
Istituti di cui sopra per corsi di
perfezionamento o di ricerca.
2) Studenti italiani che intendano
trascorrere un periodo di
studio di almeno 2 mesi in
Israele al fine di formazione
linguistica, professionale,
culturale o di hadrahà.
Sarà data priorità a coloro che
intendano perseguire un percorso
di formazione per l’attività, anche
temporanea, di madrich da svolgersi, al ritorno in Italia, presso le
strutture educative dell’Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane. In tal caso, il DEC (Dipartimento Educazione e Cultura dell’UCEI) provvederà ai contatti
e all’inserimento del candidato
15
KOL HA-ITALKIM
nelle istituzioni di formazione
in Israele.
I moduli per le domande per
l’anno accademico 2013-2014
potranno essere richiesti al seguente indirizzo: f.r.cantoni@
gmail.com e dovranno essere inviati alla Fondazione per
la Gioventù Ebraica “Raffale Cantoni” – P.O.Box 4672
– Gerusalemme 91046 con copia all` U.C.E.I , Dipartimento
educazione e cultura, Lungotevere Sanzio 9, 00153 Roma.
Le domande dovranno pervenire entro e non oltre il 15
ottobre 2013 Le richieste dovranno contenere:
1) Nome, cognome , data e
luogo di nascita.
2) Indirizzi esatti in Italia e
in Israele.
3) Titoli di studio (già
ottenuti o da ottenere prima
della partenza per Israele)
e fotocopia degli ultimi
esami sostenuti.
4) Università od Istituto al
quale lo studente si è
iscritto o intende iscriversi
in Israele (allegare copia
del documento di
accettazione)
5) Materia di studio.
6) Soggetto della ricerca a
cui il candidato già laureato
intende dedicarsi in Israele
7) Stato di famiglia (celibe,
nubile, coniugato, figli, ecc.)
Le domande non debitamente compilate ed incomplete non verranno prese in
considerazione.
NOTIZIE LIETE
Auguri ai nuovi nati
Noga Felson, figlia di Howard e di
Efrat Campagnano
Lavi Adler, figlio di Yahuda e di
Shlomit Campagnano
Yael Gebel, figlia di Eliezer e di
Ada Campagnano
Ghidon Vivanti, figlio di Raffaello
e Maia Hacoen
Shir Lanza, figlia di Daniel e Oshrat
Itamar Mordechai Pacifici, figlio di
Jonathan e di Solenne
Neta Shmuel Adorian, figlio di Yair
e Orit
Aram Dov Pinsky, figlio di Lior Yossef
e Ayala
Tomer Refael Stow, figlio di Victor
e di Dafnà Cohen
Ghila Di Castro, figlia di Aron e
di Judith Pacifici
Ofer Herstein, figlio di Yoav e di
Noa Cassuto
Auguri ai benei
mizwà
Omer Tishbi
Portaleone Omer
Harel Ben Zimra
Auguri agli sposi
Noga D’Angeli e Ori Levin
Nir Toaff e Natalie Eitan
Ariel Emanuel e Michal Shaffer Levi
Hila Shemesh e Amir Schmidt
Marco Jona e Yael Rockoff
Alessandra Di Castro e Elliot
Hollander
Sharon Moscati e Walter Nathan Levi
Meital Di Veroli e Eldan Bezalel Tesler
Anna Nizza e Alan Kaplan
CONDOGLIANZE
Alle famiglie Alcoloumbre e Viterbo
per la scomparsa di Giselle
Alcoloumbre
Alla famiglia Giannetti e Schechter
per la scomparsa di Yaakov Schechter
Alla famiglia per la scomparsa del
dott. Vittorio Vivanti
Alla famiglia per la scomparsa a
Milano di Arna Pirani Camerino
Alle famiglie Feldman e Pacifici per
la scomparsa di Asher Felice Feldman
Alla famiglia per la scomparsa di
Bona Cividalli
Alla famiglia per la scomparsa di
Telma Ben Tovim
Alla famiglie Bassi e Piperno
per la scomparsa di Piera Bassi
COMUNICATO
Per assicurare la massima efficienza degli Uffici Consolari e
per garantire una tempestiva
informazione in caso di
necessità, si sarà grati ai tutti i
cittadini italiani residenti nella
circoscrizione del Consolato
Generale d’Italia a Gerusalemme se vorranno segnalare
il proprio indirizzo di posta
elettronica al seguente
indirizzo: [email protected], indicando
anche un numero di telefono
cellulare. Gli indirizzi di posta
elettronica, nonché il numero
cellulare, saranno utilizzati
esclusivamente dal Consolato
Generale d’Italia in Gerusalemme, nel rispetto della normativa sul trattamento dei dati
personali e per fini esclusivamente d’ufficio.
AUGURI PARTICOLARI
A Luigi Mattiolo, che ha ricevuto
il titolo di Ambasciatore
A Gabriele Altana per aver
ricevuto il titolo di Ambasciatore
Plenipotenziario
A Giamberto De Vito per la sua
nomina a Ambasciatore d’Italia
a Malta.
Benvenuta alla dott. Giuseppina
De Maria all’Ambasciata d’Italia
a Tel Aviv.
PICCOLI ANNUNCI
CONGRATULAZIONI
All’amico prof. arch. David Cassuto
che ha ricevuto il titolo di Yakir Yerushalaim in riconoscimento della sua
lunga e benemerita attività.
A Moshè Mario Levi del kibbutz
Sdè Eliahu che ha ricevuto il titolo di
Dottore Honoris Causa dell’Università
Bar Ilan per la sua attività nel campo
dell’agricoltura organica e biologica
in Israele, di cui è stato uno dei precursori.
Ho parecchi libri in italiano in
prevalenza romanzi classici.
Li offro in dono. Chi è interessato
può scrivere a Pessla Stern:
[email protected]
Al prof. Alfredo Rabello a cui è
stato conferito il titolo di socio onorario dell’Associazione Civilisti italiani. Un riconoscimento importante
per tutta la comunità degli italiani
in Israele e anche per i membri dell’Accademia israeliana.
16
KOL HA-ITALKIM
www.kolhaitalkim.com
Scarica

2 kol ha-italkim - Hevrat Yehudè Italia