27 gennaio
Il Giorno
della Memoria
STORIAE1 Fare memoria
Fare memoria
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Questo libricino è destinato a tutti: alunni,
alunne, studenti e studentesse, insegnanti,
genitori, personale della
scuola. Contiene alcune
informazioni essenziali
sul tema della Shoah.
È un piccolo segno del
nostro legame con la memoria ed il suo valore. Si dice che il
tempo aiuta a dimenticare la sofferenza del passato e sicuramente
la storia del genere umano ha conosciuto innumerevoli eccidi
e stermini. Quello attuato in Europa nel Novecento contro gli
ebrei differisce dagli altri per le sue caratteristiche di radicalità
e scientificità. È questa l’unicità della Shoah. E davanti alla “distruzione degli ebrei d’Europa” tra il 1938 e il 1945 non si può
e non si deve dimenticare. Solo la memoria, la testimonianza,
la consapevolezza e l’impegno contro ogni forma di razzismo e
di intolleranza possono “salvare”. Ricordarsi di quelle vittime
serve a mantenere memoria delle loro esistenze e del perché esse
vennero troncate. E la memoria di questo passato serve ad aiutarci
a costruire il futuro. L’Intendenza Scolastica Italiana, il Lab*doc
storia/Geschichte, la rivista “STORIA E + Dossier” hanno scelto
di mettersi al servizio del “fare storia e memoria a scuola”.
Lee 20 luglio 2000, n. 211
“Istituzione del “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati
militari e politici italiani nei campi nazisti”
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000
Art. 1.
1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data
dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della
Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo
ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini
ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la
morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi,
si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria
vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Art. 2.
1. In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo
1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti
comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al
popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi
nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria
di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in
Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.
Il Sovrintendente Scolastico
Bruna Visintin Rauzi
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Lo sterminio e la Shoah
Con il termine Shoah venne ufficialmente indicato lo sterminio
degli ebrei operato dai nazisti. Questo vocabolo venne usato per
la prima volta nel 1938 nella Palestina sottoposta al mandato
britannico durante una riunione del Comitato Centrale del Partito Socialista, in riferimento al pogrom della cosiddetta “Notte
dei Cristalli”. Nella parola Shoah, voce biblica che significa
“catastrofe, disastro”, è implicito che quanto è accaduto non ha
alcun significato religioso, contrariamente a ciò che richiama il
termine Olocausto, spesso usato, che rinvia a un’idea di sacrificio
di espiazione. La Shoah è piuttosto un genocidio, ovvero un’azione criminale che, attraverso un complesso e preordinato insieme
di azioni, è finalizzata alla distruzione di un gruppo etnico,
nazionale, razziale o religioso. Ben sei milioni di ebrei (secondo
fonti tedesche), giovani,
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vecchi, neonati e adulti,
furono uccisi dalla violenza
nazista. La Shoah si sviluppò
in cinque diverse fasi: 1) la
privazione dei diritti civili
dei cittadini ebrei; 2) la loro
espulsione dai territori della
Germania; 3) la creazione di
ghetti circondati da filo spinato, muri e guardie armate
nei territori conquistati a
est dal Terzo Reich, dove gli
ebrei furono costretti a vivere
separati dalla società e in precarie condizioni sanitarie ed
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economiche; 4) i massacri
delle Einsatzgruppen (squadre di riservisti incaricate di
eliminare ogni oppositore
del nazismo nei territori
conquistati dell’Ucraina
e della Russia) durante le
azioni di rastrellamento; 5)
la deportazione nei campi
di sterminio in Polonia dove, dopo un’immediata selezione, gli
ebrei venivano o uccisi subito con il gas o inviati nei campi di
lavoro e sfruttati fino all’esaurimento delle forze, per essere poi
comunque eliminati. Queste tappe possono essere suddivise in
due periodi storici: - dal 1933 al 1940, quando il nazismo vide
la soluzione della questione ebraica nell’emigrazione;- dal 1941
al 1945, quando venne attuato lo sterminio.
Il nazismo fece dell’attacco agli ebrei uno dei propri elementi
fondanti. Dal momento in cui giunse al potere, si scagliò contro
i cittadini ebrei con ogni mezzo di propaganda e con una fitta
campagna di leggi. Per convincere anche la pubblica opinione
della necessità di questa lotta, furono utilizzate le accuse di
deicidio, di inquinamento della razza ariana e di arricchimento
mediante lo sfruttamento del lavoro e delle disgrazie economiche
altrui. Gli ebrei, secondo i piani dei gerarchi nazisti, avrebbero
dovuto scomparire dalla faccia della terra. Il progetto di Hitler,
infatti, era quello di rendere tutto il mondo Judenfrei (libero
dagli ebrei). […]
La furia violenta del nazismo si scagliò però non solo contro gli
ebrei, ma anche contro: i tedeschi dissidenti (dall’apertura del
campo di Dachau, 1933); gli zingari (discriminati già nel 1935 e
deportati dal 1939); i Testimoni di Geova (perseguitati nel 1933
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e internati dal 1935); i prigionieri di guerra (dall’inizio del 1939);
i partigiani (dal momento in cui venivano annessi nuovi territori
al Reich); gli omosessuali (incarcerati e condannati dal 1934);
i portatori di handicap (sterilizzati dal 1933; nel 1939 i primi
a essere gassati in apposite “case di cura” o su camion destinati
alla gassazione, in base al “Programma Eutanasia”); una parte
del clero (dal 1937, quando papa Pio XI, nell’Enciclica “Mit
brennender Sorge”, prese aperta posizione contro la Germania
hitleriana). Bisogna però ricordare che, mentre ebrei e zingari
furono vittime dello sterminio sistematico di interi gruppi familiari, colpevoli solo di esistere, tutti gli altri vennero perseguitati
perché avversari del regime al potere o non adatti al nuovo ideale
nazista di “uomo tedesco”.
Questa differenza si rispecchiava anche nelle diverse tipologie di
campi creati dai nazisti per i propri nemici. In base a un’indagine
compiuta da G. Schwarz, uno dei maggiori studiosi dell’universo
concentrazionario, i gerarchi nazisti istituirono più di 10.000
campi sul suolo del Terzo Reich. Cinquanta erano le categorie
in cui venivano suddivisi i Lager, in base alle diverse finalità, ma
sei in tutto erano i campi di sterminio dove i deportati venivano
selezionati e uccisi con il gas, creati solo per ebrei e zingari: sono
questi i luoghi della Shoah.
Il nazismo andò al potere nel 1933 quando l’austriaco Adolf
Hitler seppe dare la rispo4
sta sbagliata, ma brutale e
convincente, alla domanda
di stabilità politica e sociale, davanti alla progressiva
crisi economica e al malcontento.
Il 24 febbraio 1920, tra i
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fumi di una birreria, Hitler espose al Partito dei Lavoratori Tedeschi, di cui faceva parte dal luglio 1919, il proprio programma
incentrato sull’antisemitismo e sul principio di “ristabilire la disciplina militare e inculcare nuovamente nella truppa i sentimenti
nazionali e patriottici”. Nell’aprile 1920 il Partito cambiò nome
e divenne Partito Na5
zionalsocialista dei
Lavoratori. Il programma politico di
Hitler era chiaro: egli
predicava la superiorità della razza ariana,
incarnata dai popoli
tedeschi, su tutte le
altre. Per raggiungere
questo scopo voleva
l’annientamento delle razze inferiori che avevano “contaminato
la purezza germanica” e la conquista di uno spazio vitale in cui
tornare a far prosperare gli eletti ariani. […] Il 9 novembre 1923,
forte del consenso ottenuto, organizzò il Putsch (colpo di Stato)
a Monaco; dopo il suo fallimento e la conseguente incarcerazione
egli capì che il potere in Germania avrebbe dovuto contare su
solidi appoggi degli industriali, su un apparente rispetto della
legalità e sulla ricompattazione del popolo tedesco. Condannato
a cinque anni di reclusione per “alto tradimento”, Hitler trascorse
agli arresti meno di un anno, in cui dettò al compagno di cella
Rudolf Hess (divenuto poi un importante personaggio del nazismo) il “Mein Kampf ”. In questo scritto Hitler rese pubblico
il suo pensiero politico e il suo progetto di uno Stato basato su
un nuovo ordine politico, sociale e razziale. Il 27 febbraio 1925,
tornato in libertà, ricostituì il Partito Nazionalsocialista e […]
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Hitler tentò di darsi una presentabilità a livello internazionale e nazionale, cercando di rendersi gradito
agli ambienti industriali proponendosi come difensore della proprietà
privata. […] Una costante di quegli
anni di preparazione fu l’utilizzo di
una forte campagna antisemita e
antibolscevica, in base alla quale gli
ebrei erano visti come i “burattinai
del comunismo” che avrebbero
voluto dominare il mondo. La propaganda di queste idee fu affidata a
giornali di partito e comizi che, utilizzando toni duri, volgari
ed esasperati, avrebbero raggiunto facilmente i ceti più disagiati.
Per dare man forte alle proprie idee, il Partito Nazionalsocialista
utilizzò anche squadre di picchiatori; nel 1921 nacquero infatti
le SA (Sturmabteilungen) e nell’aprile del 1925 le SS (Schutzstaffeln), un corpo paramilitare, ispirato a rigidi criteri di arianità
e fedeltà al capo. La grande crisi economica del 1929 portò un
clima favorevole alle idee di Hitler che riuscì ad affermarsi alle
elezioni del 1930, successo che crebbe fino a raggiungere il 44 per
cento dei consensi alle elezioni del 1933. Divenuto cancelliere,
egli eliminò dalla scena politica, in modo apparentemente legale,
tutti i suoi oppositori. Il 28 febbraio 1933, infatti, i comunisti
vennero messi fuori legge, poiché incolpati dell’incendio del
Reichstag (provocato in realtà dai nazisti). Con le leggi di “degiudeizzazione” del 1933, con cui veniva ordinato il licenziamento e
l’esclusione degli ebrei da tutte le funzioni pubbliche, Hitler diede
subito prova di mantener fede agli impegni elettorali, ponendo
le basi dello Stato razziale e creando nuovi posti di lavoro per gli
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ariani. Egli aveva vinto le elezioni, infatti, promettendo Arbeit
und Brot (pane e lavoro) e la riscossa comune contro i nemici
interni ed esterni del Reich. In base a un ordine del 22 marzo
1933 venne ufficializzato per questo scopo l’utilizzo di campi
di concentramento con l’apertura di Dachau, dove i primi a
essere deportati furono gli oppositori, i Testimoni di Geova, gli
zingari e chiunque fosse risultato sospetto al nuovo regime. Nel
frattempo erano costanti i soprusi ai danni degli ebrei tedeschi,
che venivano descritti dalla propaganda nazionalsocialista come
estranei al popolo della “Grande Germania”. Contrariamente a
quanto sostenuto dalla propaganda, da anni la comunità ebraica
era parte integrante della società tedesca, diversamente da quanto
accadeva nell’Europa dell’Est, dove l’integrazione sociale e culturale della minoranza ebraica era progredita più lentamente.
Con le leggi di Norimberga del 15 settembre 1935, Hitler diede
ufficialità alle proprie idee antisemite già espresse nel “Mein
Kampf ”. Da quel momento gli ebrei divennero ufficialmente cittadini inferiori per legge e nascita. Numerose furono le leggi che
scandirono la loro vita “diversa”, come quella per cui dovevano
frequentare solo luoghi a loro
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riservati (esistevano addirittura panchine solo per ebrei)
o quella per cui dovevano
premettere ai nomi propri
Israel, se maschi, o Sarah, se
femmine. Intanto dal 1936,
con l’occupazione della Renania, Hitler fece ripartire
la macchina bellica tedesca
in vista di una campagna
di espansione, che mirava a
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risarcire i tedeschi delle condizioni imposte dal Trattato di Versailles e puntava alla conquista dello “spazio vitale” per il Terzo
Reich (il terzo impero tedesco dopo il Sacro Romano Impero
Germanico del 962 e l’Impero Tedesco del 1871). Così, nello
stesso anno, accanto alle truppe dello spagnolo Franco e dell’alleato italiano Mussolini, i nazisti presero parte alla guerra civile
spagnola. Il 13 marzo 1938 venne annessa l’Austria (Anschluss)
e i Sudeti divennero terri8
torio tedesco. Ma la notte
tra il 9 e il 10 novembre
venne anche scatenata
una vera e propria caccia
all’uomo contro gli ebrei,
in cui furono bruciate
centinaia di sinagoghe,
distrutte gran parte delle
loro proprietà e uccise 90
persone: dalla quantità dei vetri rotti rimasti per le strade, quella
notte fu chiamata “Notte dei cristalli” (Kristallnacht). Da allora
ebbero inizio le deportazioni nei campi anche degli ebrei arrestati nel corso delle azioni punitive. […] Da qui ebbe origine la
Shoah, la cui legalizzazione si formulò in tre tappe fondamentali:
1935: leggi di Norimberga;1939: leggi sull’emigrazione forzata
degli ebrei dal territorio tedesco verso i ghetti nella Polonia occupata;1942: Conferenza di Wannsee. Questi tre eventi furono
scanditi da una serie di provvedimenti burocratici che permettevano a qualsiasi uomo ariano di commettere crimini contro un
suo simile pur continuando a considerarsi un buon cittadino, e
anzi per questo essere ricompensato dallo Stato”.
da www.binario21.org
CRONOLOGIA
1874
Pogrom a Odessa. Pogrom è un termine della lingua russa che
significa distruzione. Durante il XIX secolo i principi di uguaglianza e libertà proclamati dalla Rivoluzione francese cominciarono ad affermarsi negli Stati europei e gli ebrei ottennero parità
di diritti. I nazionalisti ritenevano pericolose le varie comunità
ebraiche e le consideravano estranee al ceppo nazionale; inoltre
il loro rapido successo economico alimentò la tradizionale avversione per gli ebrei. Dalla metà dell’Ottocento sino ai primi del
Novecento in Russia e Polonia furono frequenti le violenze e i
massacri degli ebrei, i pogrom, addirittura permessi e incoraggiati
dalle autorità.
1880-1900
Pogrom sistematici contro le comunità ebraiche in Russia, Ucraina, Bessarabia, Polonia. Gli Stati Uniti offrono accoglienza agli
ebrei superstiti dai pogrom russi.
1882
Le Leggi di maggio pongono gli ebrei russi, espulsi dalle grandi
città e costretti a soggiornare nei territori loro assegnati, nella
perenne incertezza sulla loro sorte. Grande flusso migratorio
soprattutto verso gli Stati Uniti d’America (in cui emigrano due
milioni di ebrei russi tra il 1881 e il 1914).
1897
Basilea, primo Congresso Sionista Mondiale. Il Sionismo è un movimento politico che predicava il ritorno in Palestina degli ebrei.
Ebbe la sua espressione più definita e precisa nel XIX secolo ad
opera di Theodor Herzl (1860-1904).
1903
In Russia fanno la loro comparsa i Protocolli dei savi anziani di
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Sion, un falso elaborato dalla polizia segreta zarista per avvalorare
le tesi del complotto ebraico. Infatti nel libello, attribuito agli
ebrei, si presentava un presunto piano ebraico di destabilizzazione
allo scopo di dominare il mondo. Esso determinò e alimentò
ovunque antisemitismo e propaganda anti-Israele.
1936
Con la dichiarazione Balfour (nome del ministro degli esteri), il
governo inglese garantisce la creazione di un focolare nazionale
(national home) ebraico in Palestina.
Nuova, ampia diffusione in Italia del pamphlet antisemita I
protocolli dei savi anziani di Sion.
1917
1922
9 maggio. Dopo la proclamazione dell’Impero, in Italia vengono varate le prime disposizioni razzistiche e di apartheid
contro gli ebrei. Inizia una nuova serie di campagne di stampa
antiebraiche.
1937
1938
15 settembre. Varo delle leggi antiebraiche naziste dette Leggi
di Norimberga.
Gennaio/marzo. Varati provvedimenti antiebraici in Romania,
Ungheria e Polonia.
12 marzo. Annessione dell’Austria a cui viene estesa la legislazione
antiebraica della Germania nazista.
14 luglio. Avvio della legislazione antiebraica in Italia. Pubblicazione del documento Il fascismo e i problemi della razza.
22 agosto. In Italia censimento speciale nazionale degli ebrei, ad
impostazione razzista.
1-2 settembre. In Italia approvazione del Consiglio dei ministri di
un primo gruppo di provvedimenti antiebraici tra cui l’espulsione
degli ebrei dalla scuola e l’espulsione della maggior parte degli
ebrei stranieri giunti in Italia dopo il 1918.
6 ottobre. In Italia il Gran Consiglio del Fascismo approva la
Dichiarazione sulla razza, che contiene le linee generali per la
legislazione antiebraica in corso di promulgazione.
7-10 novembre. In Italia approvazione del Consiglio dei ministri
di un secondo gruppo di provvedimenti legislativi antiebraici tra
cui: - la definizione giuridica di appartenente alla razza ebraica;
- il divieto di matrimonio tra italiani-ariani e semiti o camiti;
- i provvedimenti di espulsione degli ebrei dagli impieghi pubblici (e dalla scuola, con maggiori restrizioni rispetto alla legge
di settembre); - la limitazione del diritto di proprietà.
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Marcia su Roma. Mussolini capo del governo in Italia. Istituito
il Gran Consiglio del fascismo.
1926
Varo delle leggi fascistissime, leggi che aboliscono la libertà di
parola, di associazione, di riunione, di manifestazione.
1928
In Italia, tra novembre e dicembre, prima isolata polemica pubblica di stampa contro gli ebrei.
1933
30 gennaio. Hitler diventa Cancelliere del Reich.
22 marzo. Apertura del campo di internamento di Dachau.
7 aprile. La legge per l’epurazione della burocrazia introduce in
Germania la discriminazione contro gli ebrei.
10 maggio. Rogo dei libri per purificare la cultura tedesca dalla
presenza ebraica.
Episodi di antisemitismo a Merano: volantini dai contenuti
antisemiti, scritture ingiuriose sulle insegne di studi di avvocati
di religione ebraica, insulti rivolti ad ebrei.
1935
Tra il 1938 e il 1942 l’applicazione delle leggi antiebraiche comporta l’espulsione totale degli ebrei dall’esercito, dal comparto
dello spettacolo, da scuole e università, dal mondo culturale
in genere, dal pubblico impiego e la progressiva limitazione
delle attività commerciali, degli impieghi presso ditte private,
dell’iscrizione alle liste di collocamento.
9-10 novembre. Pogrom antiebraico in Germania (La notte
dei cristalli); vengono bruciate 101 sinagoghe e demolite 76
sinagoghe; 7500 negozi e studi professionali ebraici vengono
distrutti e migliaia di abitazioni incendiate; 91 ebrei vengono
uccisi e migliaia percossi. Sono arrestati e deportati in campi di
concentramento decine di migliaia di ebrei.
1941
Dicembre. Inizio delle attività di sterminio a Kulmhof (Chelmo).
1942
20 gennaio. Conferenza di Wansee. Le autorità naziste elaborano
un piano coordinato per la soluzione finale della questione ebraica
in Europa.
Maggio. Istituzione del lavoro obbligatorio per alcune categorie
di ebrei italiani. Primavera-estate. Inizio attività di sterminio
nei centri di Belzec, Sobibor, Treblinka, Lublino, AuschwitzBirkenau.
1943
9 febbraio. Mussolini comunica ufficialmente all’Unione delle
comunità israelitiche che gli ebrei dovranno lasciare l’Italia entro
pochi anni.
10 giugno. L’Italia dichiara guerra alla Francia e alla Gran
Bretagna.
Giugno. Internamento degli ebrei italiani classificati pericolosi
e degli ebrei stranieri cittadini di Stati che hanno una politica
antisemita.
23 ottobre. Divieto di ulteriore emigrazione degli ebrei dalla
Germania.
Avvio della politica nazista di sterminio nei territori occupati.
Maggio-giugno. Decisione di stabilire in Italia campi di internamento e lavoro per ebrei italiani abili al lavoro.
10 luglio. Sbarco degli alleati in Sicilia. Cessazione della persecuzione antiebraica nelle zone via via liberate.
10-15 luglio. Direttiva di trasferimento degli internati (per lo
più ebrei stranieri) dal campo di Ferramonti di Tarsia in Calabria
a Bolzano.
25 luglio. Destituzione e arresto di Mussolini. Governo Badoglio.
8 settembre. Annuncio dell’avvenuta firma dell’armistizio tra
Regno d’Italia e alleati. Fuga del re e del governo da Roma verso
le zone liberate.
9 settembre. Primi arresti di ebrei a Bolzano.
10 settembre. Inizio ufficiale dell’occupazione tedesca della
penisola italiana.
Istituzione delle Operationszone Adriatisches Küstenland (Zona di
operazione del Litorale Adriatico, province di Trieste, Gorizia, Udine, Pola Fiume e Lubiana) e Operationszone Alpenvorland (Zona
di operazione Prealpi, province di Bolzano, Trento e Belluno)
in cui oltre ai poteri militari i tedeschi assumono i poteri civili,
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1939
22 luglio. Il prefetto Mastromattei stabilisce l’allontanamento
entro 48 ore di tutti gli ebrei stranieri dal territorio provinciale
di Bolzano.
1-3 settembre. La Germania invade la Polonia; inizia la II guerra
mondiale.
21 settembre. Istituzione dei ghetti per gli ebrei polacchi.
1940
estendendo ai territori delle Zone di Operazione la legislazione
antiebraica del Terzo Reich.
15-16 settembre. Primi eccidi di ebrei, ad opera di nazisti, sul
lago Maggiore.
15-16 settembre. Prima deportazione, da Merano, di ebrei
arrestati in Italia.
23 settembre. Costituzione da parte di Mussolini del nuovo
governo fascista (Repubblica di Salò) che comprende l’Italia settentrionale e centrale, ad esclusione delle Operationszonen.
23 settembre. La polizia tedesca inserisce ufficialmente gli ebrei
di cittadinanza italiana tra quelli immediatamente assoggettabili
alla deportazione. Rastrellamenti di ebrei da parte della polizia
tedesca nelle zone italiane occupate (a Roma il 16 ottobre). Il 18
ottobre vengono deportate ad Auschwitz 1023 persone.
14 novembre. Nel Manifesto programmatico del nuovo partito
fascista della Repubblica di Salò, approvato a Verona, si decreta
che “gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante
questa guerra appartengono a nazionalità nemica”.
30 novembre. Il Ministero dell’interno della RSI dirama l’ordine
di arresto degli ebrei di tutte le nazionalità, il loro internamento
in campi provinciali e poi in campi nazionali, e il sequestro (poi
confisca definitiva) di tutti i loro beni.
dicembre. Allestimento del campo nazionale di Fossoli. Entro
la fine del mese vi sono trasferiti dai campi provinciali i primi
ebrei.
Fine luglio-inizio agosto. Chiusura del campo di Fossoli e
trasferimento del campo nazionale a Bolzano.
1945
19 gennaio. Liberazione di Ĺódź.
27 gennaio. Liberazione del campo di Auschwitz.
24 febbraio. Partenza da Trieste (per Bergen Belsen) dell’ultimo
convoglio di deportati ebrei dall’Italia.
11 aprile. Liberazione del campo di Buchenwald.
15 aprile. Liberazione del campo di Bergen Belsen.
20-30 aprile. Liberazione dell’Italia settentrionale.
28 aprile. Il campo di Bolzano viene preso in consegna dalla
Croce Rossa Internazionale.
30 aprile. Il campo di Bolzano è completamente vuoto.
5 maggio. Liberazione del campo di Mauthausen.
7 maggio. Battaglia di Berlino, morte di Hitler e resa della
Germania.
18 ottobre. Inizio del Processo di Norimberga contro i criminali
nazisti.
1948
14 maggio. Nascita dello Stato di Israele.
a cura di Elena Farruggia
Per saperne di più:
19-22 febbraio. Partenza dei primi convogli di deportati da
Fossoli per Bergen Belsen e Auschwitz.
23 marzo. Eccidio delle Fosse Ardeatine a Roma. Tra le 335
vittime vi sono 75 ebrei.
FELTRI F. M., Per discutere di Auschwitz, Firenze 1988.
FELTRI F. M., Il nazionalsocialismo e lo sterminio degli ebrei, Firenze 1995.
FINZI R., L’antisemitismo dal pregiudizio contro gli ebrei ai campi di sterminio,
Firenze 1997.
FOA A., Ebrei in Europa, Bari 1999.
LUZZATO VOGHERA G., L’antisemitismo, Milano 1994.
MAIDA B. (a cura di), 1938. I bambini e le leggi razziali in Italia, Firenze
1999.
16
17
1944
SARFATTI M., Le leggi antiebraiche spiegate agli italiani di oggi, Torino 2002.
SEGRE B., Gli ebrei in Italia, Milano1993.
STEFANI P., Gli ebrei, Bologna 1997.
STEINHAUS F., Ebrei/Juden: gli ebrei dell’ Alto Adige negli anni trenta e quaranta,
pref. di Simon Wiesenthal, Firenze 1994.
WIESENTHAL S., Jeder Tag ein Gedenktag. Chronik jüdischen Leidens, Stuttgart
1989.
Didascalie e fonti iconografiche
degli ebrei della Comunità di Merano,
1943-1945.
11. “Nel deserto”, Numeri 1.1, collezioni private.
Quarta di copertina:
Recinzione di filo spinato che delimitava il campo di concentramento di
Buchenwald, in Germania. CATTARUZZA M., FLORES M., LEVIS SULLAM S.,
TRAVERSO E. (a cura di), Storia della
Shoah, Vol. I, La crisi dell’Europa: le
origini e il contesto, Torino 2006.
Copertina:
Menorah, il candelabro ebraico, incisione, La Tarlatana (Bologna), 2001.
Collezione privata.
1. Donne e bambini nel bosco di
Auschwitz. GILBERT M., Il secolo degli
ebrei, Cavallermaggiore (CN) 2001.
2. Il ghetto di Varsavia: ebrei civili si
arrendono ai nazisti nel 1943. Dei
600.000 ebrei che vi furono confinati,
solo 60.000 sopravvissero e tra questi
anche il ragazzo in primo piano nella
fotografia. YAPP N., 1940 ‘S. Decadi
del XX secolo, Colonia 1998.
3. Arrivo a Buchenwald, disegno
dell’epoca di Auguste Favier. “Praxis
Geschichte”, November 1995, Heft
6, 9. Jahrgang.
4.-5.-6.-7. Deportati ebrei arrivano
ad Auschwitz, in Polonia, 1940. YAPP
N., 1940 ‘S. Decadi del XX secolo.
Colonia 1998.
8. Il Lager di Bolzano. MARCELLI E.,
La parrocchia San Giovanni Bosco nel
rione delle semirurali, Bolzano 1994.
9. “In principio”, Genesi 1.1, collezione privata.
10. Lapide che ricorda la deportazione
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GLOSSARIO
“Quante volte la parola ebreo viene ancora usata come un insulto, negli stadi o sui muri delle vostre città? Quante volte si
sente parlare di israeliti anziché di israeliani o di sionismo come
sinonimo di razzismo? Avete mai riflettuto sul vero significato di
queste parole? Quante volte le parole entrano nel vostro linguaggio senza che quasi ve ne accorgiate e che ne conosciate la storia,
l’etimologia e, soprattutto, le conseguenze provocate dal loro uso
improprio? Da internet alla televisione, dai giornali ai testi delle
canzoni, dal cinema alla Playstation, il mondo entra sempre più
spesso in casa vostra e nel vostro cosmo personale senza filtri,
senza lasciarvi il tempo di elaborare o di avere dei dubbi. Nel
mare d’informazione “usa e getta” in cui vi trovate a navigare, la
parola perde troppo spesso di valore e, usata a sproposito, può
addirittura concorrere ad alimentare il pregiudizio e il razzismo,
come ci dimostra spesso la cronaca europea e internazionale.Voi
potete fare molto per non cadere in queste facili trappole: basta
non dare tutto per scontato e usare la vostra curiosità per andare
oltre i luoghi comuni. Per cominciare, potreste per esempio consultare il piccolo vocabolario che vi proponiamo qui di seguito.
Forse potrà aiutarvi a comprendere meglio un passato tanto
doloroso e a considerare con maggior attenzione un presente così
confuso. Ecco le parole che vi proponiamo, nella certezza che vi
stimolino a continuare questo semplice esercizio su qualsiasi altro
tema storico o di attualità che vi troverete ad affrontare: ebreo,
giudeo, israelita, israeliano, Sionismo, genocidio, olocausto,
Shoah, pogrom, razza, razzismo […]
Ebreo = dal verbo avar, che in ebraico significa “passare, oltrepassare, andare oltre”, da cui ivrì, cioè “passato oltre” dalla
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Mesopotamia alla Terra Promessa, dal politeismo, al monoteismo
e attribuito per la prima volta ad Abramo, padre indiscusso delle
tre grandi religioni monoteiste (in ordine di apparizione sulla
Terra: – circa 4000 anni fa, l’Ebraismo; – circa 2000 anni fa, il
Cristianesimo; – circa 1400 anni fa, l’Islam). Abramo è inoltre
discendente di Eber, bisnipote di Sem, uno dei tre figli di Noè.
In entrambe le possibili etimologie, ebreo è dunque “colui che
discende da Abramo”. Essere ebreo, perciò, significa appartenere
a una fede religiosa e seguirne la tradizione, indipendentemente
dalla propria nazionalità o cittadinanza. Non è quindi sinonimo
di israeliano.
Giudeo = letteralmente “discendente della tribù di Jehudà, una
delle 12 tribù d’Israele”. Come sinonimo di “ebreo”, si trova nel
Nuovo Testamento e nel secondo Libro dei Maccabei, dove si
fa riferimento a coloro che tornarono a Gerusalemme dall’esilio
babilonese ancora così fedeli alle antiche tradizioni, da risultare
molto più devoti a Dio dei loro fratelli rimasti nella Terra Promessa. In realtà ha assunto nel tempo un significato deteriore, legato
alla figura di Giuda Iscariota, il discepolo “traditore” di Gesù,
creando uno degli stereotipi negativi più usati nell’iconografia
del pregiudizio antiebraico di matrice cristiana.
Israelita = letteralmente “discendente di Israel”, nome dato a
Giacobbe dall’angelo del Signore contro il quale aveva lottato.
Quindi israelita è colui che discende da Israel, membro del popolo che aveva tenuto testa a Dio. Si tratta quindi di un sinonimo di
ebreo e di giudeo, che nulla ha a che vedere con l’essere cittadino
del moderno Stato di Israele.
Israeliano = cittadino del moderno Stato di Israele, quindi non
necessariamente ebreo, in quanto anche persone di altra fede
religiosa sono cittadini israeliani a tutti gli effetti.
Israele = regno antico, dal 1004 al 926 a.C. con capitale Geru-
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salemme, poi divisosi in regno d’Israele a nord e regno di Giudea
a sud. La sua estensione territoriale comprendeva nel periodo di
massimo splendore, cioè ai tempi di re Salomone (1000 a.C.):
a nord, parte dall’attuale Libano del sud, le alture del Golan e
una parte dell’attuale Siria; a est e a sud una parte dell’attuale
Giordania, oltre Amman, fino ad Akaba, sul Mar Rosso; a ovest
tutto il territorio del Negev, fino alla costa e cioè all’attuale
striscia di Gaza. Seguirono fasi alterne, fino alla distruzione
del secondo Tempio di Gerusalemme (70 d.C.), che coincise
con l’inizio della diaspora ebraica e di secoli di dominazioni.
Dal 1948, moderno Stato, con capitale Gerusalemme.
Sionismo = movimento politico fondato dal giornalista e scrittore ungherese Theodor Herzl, che nel 1896 pubblica il volume
Lo stato degli ebrei, dove teorizza la necessità di uno Stato nazionale per gli ebrei. T. Herzl è fra i principali organizzatori del
primo Congresso sionista, che si tiene a Basilea nel 1897, dove
si tenta di proporre una soluzione concreta alle manifestazioni
dichiaratamente antisemite (pubblicazioni, correnti di pensiero,
caso Dreyfus, violenti pogrom in Russia, solo per citarne alcuni)
che, malgrado l’emancipazione degli ebrei d’Europa, la stanno
nuovamente e pericolosamente attraversando. Il movimento
sionista non è assolutamente compatto al suo interno ma attraversato da molteplici correnti, spesso in contrasto fra loro.
Primo passo per la costituzione di un focolare ebraico in terra di
Palestina è comunque quello di raccogliere fondi per l’acquisto
di terra, la sua bonifica e coltivazione, dando impulso all’emigrazione nata già spontaneamente nella regione, dei cosiddetti
“pionieri”, fin dal 1878. Nascono così le prime colonie agricole,
sia di matrice religiosa, sia socialista, al cui interno vige la più
assoluta eguaglianza economica e sociale e la totale disponibilità
alla convivenza pacifica con i propri vicini arabi. Insieme all’esigua popolazione ebraica mai uscita dalla sua Terra, questi pionieri
creeranno la base e le sovrastrutture che renderanno possibile
far nascere, dopo la risoluzione delle Nazioni Unite del 1947, il
nuovo Stato d’Israele.
Genocidio = dal greco génos – stirpe – e dal latino caedere
– uccidere – (cfr. omicidio). Riferito alla metodica distruzione
di un gruppo etnico o religioso, compiuto attraverso lo sterminio
fisico sistematico e l’annullamento dei valori e dei documenti
culturali. Questo termine inizia a essere impiegato proprio dopo
i tragici eventi che determinarono lo sterminio degli ebrei d’Europa durante la Seconda guerra mondiale. Oggi viene adoperato
con una tale leggerezza, che non solo ne dissacra il significato,
ma che contribuisce a offuscare il giudizio su molti conflitti in
atto e a falsarne pericolosamente la sostanziale portata.
Olocausto = dal latino holocaustum, che è il greco holòkauston,
da hòlos “tutto” e kaustòs “bruciato”, dal verbo kaìein “bruciare”.
Per estensione, Sacrificio, soprattutto della propria vita, ispirato
da una dedizione completa al proprio ideale. Questa parola è
stata impropriamente adottata per definire lo sterminio degli
ebrei europei durante la Seconda guerra mondiale. Come si
capisce dall’etimo, infatti, non definisce correttamente l’evento.
Implicherebbe cioè una volontà delle vittime nell’offrirsi in sacrificio per un ideale, cosa ovviamente impensabile. Ecco perché
si preferisce l’uso della parola ebraica Shoah.
Shoah = voce biblica che significa “desolazione, catastrofe,
disastro”. Questo vocabolo venne adottato per la prima volta
nella comunità ebraica di Palestina, nel 1938, in riferimento al
pogrom della cosiddetta “Notte dei Cristalli” (Germania, 9-10
novembre 1938). Da allora definisce nella sua interezza il genocidio della popolazione ebraica d’Europa, perpetrato durante la
Seconda guerra mondiale.
Pogrom = dal russo pa’grom. Sommossa animata da volontà
distruttiva, con particolare riferimento alle violente rivolte
popolari russe di fine 1800 – primi del 1900, contro gli ebrei,
tollerate e favorite dalle autorità dello zar.
Razza = sostantivo che indica un raggruppamento di individui appartenenti a una stessa specie animale o vegetale, che
si distingue per caratteristiche ereditarie comuni, derivate da
cause diverse (geografiche, climatiche, ambientali). Il concetto
di “razza” è applicato anche all’uomo, che viene empiricamente
suddiviso in razze a seconda del colore della pelle o di altri criteri
morfologici, in seguito a studi che hanno inizio nel XIX secolo.La
scienza moderna nega questa classificazione del genere umano,
dal momento che solo un codice genetico (DNA) può determinare i caratteri ereditari degli esseri umani e l’appartenenza di
ogni uomo a un gruppo d’individui a lui simili.
Razzismo = atteggiamento ideologico di un gruppo umano
dovuto alle sue vere o presunte caratteristiche “razziali”, che gli
proibisce di mescolarsi agli altri gruppi, gli fa credere di avere
una superiorità biologica e una civiltà superiore e porta perciò
i suoi appartenenti a respingere, fino a odiare e perseguitare i
membri degli altri gruppi. Molto diffuso anche se non sempre
consapevole, è talvolta alla base di altri atteggiamenti ideologici,
come il nazionalismo o la discriminazione sociale”.
da www.binario21.org
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I film sulla Shoah
• La Scelta di Sophie (1982)
• Il grande dittatore (1940)
• L’ultimo metrò (1980)
• Süss l’Ebreo (1940)
Regia: Alan J. Pakula.
• “Gli ultimi testimoni”, un
filmato di Andrea Guerrini
(2007)
• Train de vie (1998)
Regia: Radu Mihaileanu.
• Gli ultimi giorni (1997)
Italo Tibaldi e l’ex sergente dell’Armata americana Robert Bob Persinger
intervistati a Ebensee nel sessantesimo
della liberazione
Regia: Bob Fosse.
• Schindler’s List (1993)
• Senza destino (2006)
Regia: Steven Spielberg.
Regia: Lajos Koltai.
• Jona che visse nella balena
(1993)
• Ogni cosa è illuminata
(2005)
Regia: Roberto Faenza.
Regia: Liev Schreiber.
• Dottor Korczak (1990)
• La rosa bianca - Sophie Scholl
(2005)
Regia: Andrzej Wajda.
• L’orologiaio (1990)
Regia: Marc Rothemund.
Regia: Klaus Maria Brandauer.
• Camminando sull’acqua
(2004)
• Marta ed io (1990)
Regia: Jiri Weiss.
Regia: Eytan Fox.
• Music Box - Prova d’accusa
(1989)
• Rosenstrasse (2003)
Regia: Margarethe von Trotta.
Regia: Constantin Costa-Gavras.
• Il pianista (2002)
• L’amico ritrovato (1988)
Regia: Roman Polanski.
Regia: Jerry Schatzberg.
• Amen (2002)
• Arrivederci ragazzi (1987)
Regia: Costa Gavras.
Regia: Louis Malle.
• Il cielo cade (2000)
• Shoah - Olocausto (1985)
Regia: Andrea e Antonio Frazzi.
Regia: Claude Lanzmann.
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Regia: Fred Zinnemann.
• La vita è bella (1997)
Regia: Francesco Rosi.
Regia: Veit Harlan.
• Giulia (1977)
• Il maratoneta (1976)
• La tregua (1996)
Regia di Ambra Laurenzi
Regia: François Truffaut.
Regia: James Moll - documentario
con 5 ebrei ungheresi superstiti dei
Lager nazisti.
Regia: Roberto Benigni.
• Le rose di Ravensbrück - Storia
di deportate italiane (2006)
Regia: Charlie Chaplin.
Regia: John Schlesinger.
• Cabaret (1972)
• Il giardino dei Finzi Contini
(1970)
Regia: Vittorio De Sica.
• La caduta degli dei (1969)
Regia: Luchino Visconti.
• L’uomo del banco dei pegni
(1965)
Regia: Sidney Lumet.
• L’oro di Roma (1961)
Regia: Carlo Lizzani.
• Il generale Della Rovere
(1959)
Regia: Roberto Rossellini.
• Kapò (1959)
Regia: Gillo Pontecorvo.
• Il diario di Anna Frank
(1959)
Regia: George Stevens.
• La stella di David (1959)
Regia: Konrad Wolff.
• Il processo di Norimberga
(1958)
Regia: Feliz Podmaniczky.
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IL VALORE DELLA MEMORIA
Prof. Amos Luzzatto
La memoria della memoria, questa espressione sembrerebbe una
“battuta” assurda o uno slogan pubblicitario. E sarebbe davvero
tale, se la memoria consistesse nell’apertura di un nostro archivio
segreto (individuale o collettivo, poco importa) per riportarne
alla luce informazioni preziose che la trascuratezza o, peggio, la
volontà di dimenticare, avrebbero tentato di occultare.
Ma non è necessariamente così.
La memoria è un possente strumento per capire e per rispondere
alle sollecitazioni del presente. La guerra nei Balcani, il Medio
Oriente in fiamme, il minacciato “scontro di civiltà” dimostrano
che l’odio fra le genti e le stragi degli innocenti non sono una
pura e semplice eredità di un passato sogno di incubi; e allora, alle
nostre menti si affaccia la domanda angosciata: ma sarà sempre
così, anzi, sempre più così?
La risposta implicita che abbiamo dato a questa domanda fino
a questo momento era di concludere che la Shoah fosse stata a
tal punto mostruosa da risultare incomprensibile con i comuni
strumenti della mente umana, che fosse stata, in una parola,
“follia”, sia pure follia criminale: follia degli uomini, follia di un
intero popolo, follia di Hitler. E, come tale, almeno per coloro
che credono nella razionalità di fondo dello spirito umano,
irripetibile. Tanto da giustificare l’autentico giuramento con il
quale si concludevano tutte le nostre manifestazioni: “Mai più”.
Sentiamo però che questo modo di affrontare la memoria non
è più sufficiente.
Perché la nostra premessa non è scevra da critiche; la memoria
non è, infatti, un supporto magnetico cui attingere dati ma è una
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funzione attiva della nostra mente, che sa in partenza a quale tipo
di dati rivolgere la propria attenzione e quali, invece, trascurare;
che sa in partenza quali sono i problemi che deve affrontare e,
spesso, ha già formulato, se non proprio un giudizio definitivo,
almeno delle ipotesi di risposta; e cerca “nella memorie” quei dati
che possono confermare o respingere il giudizio stesso.
Possiamo dunque indicare dei cosiddetti “valori” che sono in
realtà giudizi dei quali siamo già forniti a priori e che orientano
il nostro modo di scavare in profondità nella memoria?
Certamente, sì.
Il primo dei nostri valori si chiama civiltà ed esso significa il
procedere del consorzio umano dalla legge del trionfo del più
forte a quella del supporto per i più deboli, dalla soppressione
del rivale o di quello che si ritiene possa soltanto chiedere alla
società senza nulla dare, al principio della solidarietà.
Il secondo valore significa valorizzare la varietà umana, la ricchezza delle “altre” culture, delle altre lingue, delle altre Fedi. Esso
significa la libera circolazione delle idee, senza opporvi ostacoli,
neppure economici.
Il terzo valore, infine, indica il dialogo, il confronto, la trattativa,
come unici strumenti che possono risolvere i contenziosi umani,
proibendo, come reato, qualsiasi ricorso alla violenza.
“Memoria” significa allora scavare nel passato in modo selettivo,
per cercarvi non tanto le gesta degli eroi sui campi di battaglia
quanto gli esempi di solidarietà e di cooperazione; esempi forse
rimasti nell’ombra ma non per questo meno rilevanti, forse al
contrario. È questa infine quella Memoria che può diventare
uno strumento di fiducia nel domani.
È questa che ci accingiamo a celebrare.
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I siti web sulla Shoah
Centro di documentazione ebraica contemporanea di Parigi
www.memorialdelashoah.org/
Centro di documentazione sulla resistenza austriaca
www.doew.at/
ANED – Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti
www.deportati.it/aned/default.html
Fondazione casa di Anne Frank
www.annefrank.nl
Il Museo Nazionale di Auschwitz
www.auschwitz-muzeum.oswiecim.pl
Il museo dell’Olocausto di Washington
www.ushmm.org/
Il museo Yad Vashem di Gerusalemme
www.yadvashem.org/
www1.yadvashem.org/education/italian/homepage.htm.
ANPI - Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
www.anpi.it
ANPPIA - Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti.
www.anppia.it
Rete degli Istituti storici della Resistenza:
www.isrn.it/rete.cfm?sezione=280
Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “Giorgio Agosti” - Torino
www.istoreto.it
Associazione Olokaustos - Venezia
www.olokaustos.org/
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Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea
www.cdec.it
Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Parigi
www.memorial-cdjc.org
Triangoli viola (i Testimoni di Geova nei Lager nazisti)
www.triangoloviola.it
Crimini di guerra
www.criminidiguerra.it/
Lager e deportazione
www.lageredeportazione.org
Testimonianze dai Lager
www.testimonianzedailager.rai.it
Diamo un futuro alla memoria
www.progettomemoria.altervista.org
Lager di Bolzano
www.progettomemoria.altervista.org
www.testimonianzedailager.rai.it
Unione delle Comunità ebraiche in Italia - UCEI
www.ucei.it/giornodellamemoria/index.htm
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DOSSIER: 2003 SHOAH La giornata della memoria
Il primo Dossier di “STORIA E” è dedicato alla Shoah. Contiene
testi di Milena Cossetto, Cinzia Villani, Rosanna Pruccoli, Elena
Farruggia. Pubblica numerosi documenti originali, anche in lingua
inglese e lingua tedesca, una ricca cartografia e una serie di immagini
funzionali alla riflessione sulla persecuzione e sterminio degli ebrei ad
opera del nazifascismo in Europa.
DOSSIER: 2003 Vita quotidiana e storia in Alto Adige-Südtirol 1900-1950: parole, pensieri, immagini, documenti, testimonianze, letture, canzoni a cura di Milena Cossetto
Contiene il contributo di Carla Giacomozzi dell’Archivio Storico del
Comune di Bolzano sulla storia del Lager di Bolzano (primavera
1944-3 maggio 1945)
STORIAE 2004 n. 1 Rivista quadrimestrale
Uccisi e dimenticati: il nazismo e lo sterminio dei diversi. La
ricostruzione delle tappe e della realizzazione del “programma
eutanasia” tra 1933 e il 1945 e le sue conseguenze nell’area TrentinoTirolese (Pergine e Hall) di Milena Cossetto e un articolo dedicato
alla Musica Klezmer e alla canzone yiddish in Europa di Germana
Albertani.
STORIAE 2005 n. 1 Rivista quadrimestrale
Sul tema della persecuzione nazifascista la rivista propone: Libertà
comandata di Sandro Tarter, Intervista a Franz Thaler di Renzo
Miclet, Antologia da: “Dimenticare mai” di Franz Tahler a cura di
Elena Farruggia;Paolo Buconi Ensamble: Antichi canti ebraici del
Mediterraneo, recensione di Elena Farruggia; Antologia di testi
letterari: Etty Hillesum “Diario 1941-43”; Jona Oberski, “Anni
d’infanzia”; Elie Wiesel, “La notte” a cura di Elena Farruggia
Sette e più anni di storia italiana, una recensione alla mostra sulla
persecuzione e deportazione degli ebrei italiani di Cinzia Villani
STORIAE 2006 n. 3 Rivista quadrimestrale
Contiene una antologia su Poesia e Lager a cura di Elena Farruggia e
su Il poeta Yitzhak Katzenelson a cura di Milena Cossetto Seguono
due presentazioni del Museo Ebraico di Berlino e del Monumento
in memoria degli ebrei d’Europa assassinati e dei relativi centri di
documentazione di Berlino a cura di Milena Cossetto
storiae
STORIA E + Dossier:
una rivista laboratorio
Editore: Sovrintendente Scolastico
prof.ssa Bruna Visintin Rauzi
Direttore responsabile:
Dir. Scol. prof.ssa Milena Cossetto
Lab.doc storia/Geschichte
PROVINCIA
AUTONOMA
DI BOLZANO
ALTO ADIGE
AUTONOME
PROVINZ
BOZEN
SÜDTIROL
Italienisches
Schulamt
Amt für
Bildungsentwicklung
Intendenza Scolastica
Italiana
Ufficio
Processi Educativi
27 gennaio il giorno della memoria
STORIAE Fare memoria
Supplemento al n. 3-2007.
A cura di Milena Cossetto
11
Ideazione grafica, prestampa
e stampa Life - Trento. Gennaio 2008
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Il testo ha finalità didattiche.
Per eventuali e comunque non volute omissioni e per
gli aventi diritto tutelati dalla legge l’editore dichiara la
propria disponibilità.
STORIA E nasce nel settembre del
2002 dall’idea di fare da ponte tra
i luoghi della ricerca storica per
eccellenza (Università, Musei, Centri
Studi, Archivi) e la scuola, la pratica
didattica quotidiana. È un luogo
dove dare voce a insegnanti e scuole
che vogliono mettere a disposizione
degli interessati materiali di lavoro,
programmazioni, percorsi di
ricerca sulla didattica della storia,
la storia locale, l’interazione tra
micro e macro storia, interviste
ai protagonisti della ricerca
storiografica attuale e delle
iniziative di innovazione a livello
internazionale. Ogni numero è
accompagnato da un Dossier di
materiali (documenti, immagini
e materiale bibliografico) su un
tema storiografico, legato alle
problematiche locali. Collaborano
docenti universitari, insegnanti,
storici, esperti locali, nazionali
ed internazionali. Alla rivista
collabora stabilmente Elena
Farruggia, referente del Progetto
Storia dell’Istituto Pedagogico.
Le pubblicazioni sono distribuite
gratuitamente a scuole, biblioteche,
musei, insegnanti, studenti
universitari e a tutti coloro che ne
faranno richiesta.
Le richieste vanno indirizzate a:
Lab*doc storia/Geschichte – STORIA E
Via del Ronco 2 – 39100 Bolzano
Tel. 0471 411328
[email protected]
www.emscuola.org/labdocstoria
Una macchia di sporco dentro sudicie mura
e tutt’attorno il filo spinato
30.000 ci dormono...
Sono stato bambino tre anni fa.
Allora sognavo altri mondi.
Ora non sono più un bambino,
ho visto gli incendi
e troppo presto sono diventato grande.
Ho conosciuto la paura,
le parole di sangue, i giorni assassinati...
Un bambino sconosciuto. Terezin 1944
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