27 gennaio Il Giorno della Memoria STORIAE1 Fare memoria Fare memoria 1 Questo libricino è destinato a tutti: alunni, alunne, studenti e studentesse, insegnanti, genitori, personale della scuola. Contiene alcune informazioni essenziali sul tema della Shoah. È un piccolo segno del nostro legame con la memoria ed il suo valore. Si dice che il tempo aiuta a dimenticare la sofferenza del passato e sicuramente la storia del genere umano ha conosciuto innumerevoli eccidi e stermini. Quello attuato in Europa nel Novecento contro gli ebrei differisce dagli altri per le sue caratteristiche di radicalità e scientificità. È questa l’unicità della Shoah. E davanti alla “distruzione degli ebrei d’Europa” tra il 1938 e il 1945 non si può e non si deve dimenticare. Solo la memoria, la testimonianza, la consapevolezza e l’impegno contro ogni forma di razzismo e di intolleranza possono “salvare”. Ricordarsi di quelle vittime serve a mantenere memoria delle loro esistenze e del perché esse vennero troncate. E la memoria di questo passato serve ad aiutarci a costruire il futuro. L’Intendenza Scolastica Italiana, il Lab*doc storia/Geschichte, la rivista “STORIA E + Dossier” hanno scelto di mettersi al servizio del “fare storia e memoria a scuola”. Lee 20 luglio 2000, n. 211 “Istituzione del “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. Art. 2. 1. In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere. Il Sovrintendente Scolastico Bruna Visintin Rauzi 2 3 Lo sterminio e la Shoah Con il termine Shoah venne ufficialmente indicato lo sterminio degli ebrei operato dai nazisti. Questo vocabolo venne usato per la prima volta nel 1938 nella Palestina sottoposta al mandato britannico durante una riunione del Comitato Centrale del Partito Socialista, in riferimento al pogrom della cosiddetta “Notte dei Cristalli”. Nella parola Shoah, voce biblica che significa “catastrofe, disastro”, è implicito che quanto è accaduto non ha alcun significato religioso, contrariamente a ciò che richiama il termine Olocausto, spesso usato, che rinvia a un’idea di sacrificio di espiazione. La Shoah è piuttosto un genocidio, ovvero un’azione criminale che, attraverso un complesso e preordinato insieme di azioni, è finalizzata alla distruzione di un gruppo etnico, nazionale, razziale o religioso. Ben sei milioni di ebrei (secondo fonti tedesche), giovani, 2 vecchi, neonati e adulti, furono uccisi dalla violenza nazista. La Shoah si sviluppò in cinque diverse fasi: 1) la privazione dei diritti civili dei cittadini ebrei; 2) la loro espulsione dai territori della Germania; 3) la creazione di ghetti circondati da filo spinato, muri e guardie armate nei territori conquistati a est dal Terzo Reich, dove gli ebrei furono costretti a vivere separati dalla società e in precarie condizioni sanitarie ed 4 3 economiche; 4) i massacri delle Einsatzgruppen (squadre di riservisti incaricate di eliminare ogni oppositore del nazismo nei territori conquistati dell’Ucraina e della Russia) durante le azioni di rastrellamento; 5) la deportazione nei campi di sterminio in Polonia dove, dopo un’immediata selezione, gli ebrei venivano o uccisi subito con il gas o inviati nei campi di lavoro e sfruttati fino all’esaurimento delle forze, per essere poi comunque eliminati. Queste tappe possono essere suddivise in due periodi storici: - dal 1933 al 1940, quando il nazismo vide la soluzione della questione ebraica nell’emigrazione;- dal 1941 al 1945, quando venne attuato lo sterminio. Il nazismo fece dell’attacco agli ebrei uno dei propri elementi fondanti. Dal momento in cui giunse al potere, si scagliò contro i cittadini ebrei con ogni mezzo di propaganda e con una fitta campagna di leggi. Per convincere anche la pubblica opinione della necessità di questa lotta, furono utilizzate le accuse di deicidio, di inquinamento della razza ariana e di arricchimento mediante lo sfruttamento del lavoro e delle disgrazie economiche altrui. Gli ebrei, secondo i piani dei gerarchi nazisti, avrebbero dovuto scomparire dalla faccia della terra. Il progetto di Hitler, infatti, era quello di rendere tutto il mondo Judenfrei (libero dagli ebrei). […] La furia violenta del nazismo si scagliò però non solo contro gli ebrei, ma anche contro: i tedeschi dissidenti (dall’apertura del campo di Dachau, 1933); gli zingari (discriminati già nel 1935 e deportati dal 1939); i Testimoni di Geova (perseguitati nel 1933 5 e internati dal 1935); i prigionieri di guerra (dall’inizio del 1939); i partigiani (dal momento in cui venivano annessi nuovi territori al Reich); gli omosessuali (incarcerati e condannati dal 1934); i portatori di handicap (sterilizzati dal 1933; nel 1939 i primi a essere gassati in apposite “case di cura” o su camion destinati alla gassazione, in base al “Programma Eutanasia”); una parte del clero (dal 1937, quando papa Pio XI, nell’Enciclica “Mit brennender Sorge”, prese aperta posizione contro la Germania hitleriana). Bisogna però ricordare che, mentre ebrei e zingari furono vittime dello sterminio sistematico di interi gruppi familiari, colpevoli solo di esistere, tutti gli altri vennero perseguitati perché avversari del regime al potere o non adatti al nuovo ideale nazista di “uomo tedesco”. Questa differenza si rispecchiava anche nelle diverse tipologie di campi creati dai nazisti per i propri nemici. In base a un’indagine compiuta da G. Schwarz, uno dei maggiori studiosi dell’universo concentrazionario, i gerarchi nazisti istituirono più di 10.000 campi sul suolo del Terzo Reich. Cinquanta erano le categorie in cui venivano suddivisi i Lager, in base alle diverse finalità, ma sei in tutto erano i campi di sterminio dove i deportati venivano selezionati e uccisi con il gas, creati solo per ebrei e zingari: sono questi i luoghi della Shoah. Il nazismo andò al potere nel 1933 quando l’austriaco Adolf Hitler seppe dare la rispo4 sta sbagliata, ma brutale e convincente, alla domanda di stabilità politica e sociale, davanti alla progressiva crisi economica e al malcontento. Il 24 febbraio 1920, tra i 6 fumi di una birreria, Hitler espose al Partito dei Lavoratori Tedeschi, di cui faceva parte dal luglio 1919, il proprio programma incentrato sull’antisemitismo e sul principio di “ristabilire la disciplina militare e inculcare nuovamente nella truppa i sentimenti nazionali e patriottici”. Nell’aprile 1920 il Partito cambiò nome e divenne Partito Na5 zionalsocialista dei Lavoratori. Il programma politico di Hitler era chiaro: egli predicava la superiorità della razza ariana, incarnata dai popoli tedeschi, su tutte le altre. Per raggiungere questo scopo voleva l’annientamento delle razze inferiori che avevano “contaminato la purezza germanica” e la conquista di uno spazio vitale in cui tornare a far prosperare gli eletti ariani. […] Il 9 novembre 1923, forte del consenso ottenuto, organizzò il Putsch (colpo di Stato) a Monaco; dopo il suo fallimento e la conseguente incarcerazione egli capì che il potere in Germania avrebbe dovuto contare su solidi appoggi degli industriali, su un apparente rispetto della legalità e sulla ricompattazione del popolo tedesco. Condannato a cinque anni di reclusione per “alto tradimento”, Hitler trascorse agli arresti meno di un anno, in cui dettò al compagno di cella Rudolf Hess (divenuto poi un importante personaggio del nazismo) il “Mein Kampf ”. In questo scritto Hitler rese pubblico il suo pensiero politico e il suo progetto di uno Stato basato su un nuovo ordine politico, sociale e razziale. Il 27 febbraio 1925, tornato in libertà, ricostituì il Partito Nazionalsocialista e […] 7 6 Hitler tentò di darsi una presentabilità a livello internazionale e nazionale, cercando di rendersi gradito agli ambienti industriali proponendosi come difensore della proprietà privata. […] Una costante di quegli anni di preparazione fu l’utilizzo di una forte campagna antisemita e antibolscevica, in base alla quale gli ebrei erano visti come i “burattinai del comunismo” che avrebbero voluto dominare il mondo. La propaganda di queste idee fu affidata a giornali di partito e comizi che, utilizzando toni duri, volgari ed esasperati, avrebbero raggiunto facilmente i ceti più disagiati. Per dare man forte alle proprie idee, il Partito Nazionalsocialista utilizzò anche squadre di picchiatori; nel 1921 nacquero infatti le SA (Sturmabteilungen) e nell’aprile del 1925 le SS (Schutzstaffeln), un corpo paramilitare, ispirato a rigidi criteri di arianità e fedeltà al capo. La grande crisi economica del 1929 portò un clima favorevole alle idee di Hitler che riuscì ad affermarsi alle elezioni del 1930, successo che crebbe fino a raggiungere il 44 per cento dei consensi alle elezioni del 1933. Divenuto cancelliere, egli eliminò dalla scena politica, in modo apparentemente legale, tutti i suoi oppositori. Il 28 febbraio 1933, infatti, i comunisti vennero messi fuori legge, poiché incolpati dell’incendio del Reichstag (provocato in realtà dai nazisti). Con le leggi di “degiudeizzazione” del 1933, con cui veniva ordinato il licenziamento e l’esclusione degli ebrei da tutte le funzioni pubbliche, Hitler diede subito prova di mantener fede agli impegni elettorali, ponendo le basi dello Stato razziale e creando nuovi posti di lavoro per gli 8 ariani. Egli aveva vinto le elezioni, infatti, promettendo Arbeit und Brot (pane e lavoro) e la riscossa comune contro i nemici interni ed esterni del Reich. In base a un ordine del 22 marzo 1933 venne ufficializzato per questo scopo l’utilizzo di campi di concentramento con l’apertura di Dachau, dove i primi a essere deportati furono gli oppositori, i Testimoni di Geova, gli zingari e chiunque fosse risultato sospetto al nuovo regime. Nel frattempo erano costanti i soprusi ai danni degli ebrei tedeschi, che venivano descritti dalla propaganda nazionalsocialista come estranei al popolo della “Grande Germania”. Contrariamente a quanto sostenuto dalla propaganda, da anni la comunità ebraica era parte integrante della società tedesca, diversamente da quanto accadeva nell’Europa dell’Est, dove l’integrazione sociale e culturale della minoranza ebraica era progredita più lentamente. Con le leggi di Norimberga del 15 settembre 1935, Hitler diede ufficialità alle proprie idee antisemite già espresse nel “Mein Kampf ”. Da quel momento gli ebrei divennero ufficialmente cittadini inferiori per legge e nascita. Numerose furono le leggi che scandirono la loro vita “diversa”, come quella per cui dovevano frequentare solo luoghi a loro 7 riservati (esistevano addirittura panchine solo per ebrei) o quella per cui dovevano premettere ai nomi propri Israel, se maschi, o Sarah, se femmine. Intanto dal 1936, con l’occupazione della Renania, Hitler fece ripartire la macchina bellica tedesca in vista di una campagna di espansione, che mirava a 9 risarcire i tedeschi delle condizioni imposte dal Trattato di Versailles e puntava alla conquista dello “spazio vitale” per il Terzo Reich (il terzo impero tedesco dopo il Sacro Romano Impero Germanico del 962 e l’Impero Tedesco del 1871). Così, nello stesso anno, accanto alle truppe dello spagnolo Franco e dell’alleato italiano Mussolini, i nazisti presero parte alla guerra civile spagnola. Il 13 marzo 1938 venne annessa l’Austria (Anschluss) e i Sudeti divennero terri8 torio tedesco. Ma la notte tra il 9 e il 10 novembre venne anche scatenata una vera e propria caccia all’uomo contro gli ebrei, in cui furono bruciate centinaia di sinagoghe, distrutte gran parte delle loro proprietà e uccise 90 persone: dalla quantità dei vetri rotti rimasti per le strade, quella notte fu chiamata “Notte dei cristalli” (Kristallnacht). Da allora ebbero inizio le deportazioni nei campi anche degli ebrei arrestati nel corso delle azioni punitive. […] Da qui ebbe origine la Shoah, la cui legalizzazione si formulò in tre tappe fondamentali: 1935: leggi di Norimberga;1939: leggi sull’emigrazione forzata degli ebrei dal territorio tedesco verso i ghetti nella Polonia occupata;1942: Conferenza di Wannsee. Questi tre eventi furono scanditi da una serie di provvedimenti burocratici che permettevano a qualsiasi uomo ariano di commettere crimini contro un suo simile pur continuando a considerarsi un buon cittadino, e anzi per questo essere ricompensato dallo Stato”. da www.binario21.org CRONOLOGIA 1874 Pogrom a Odessa. Pogrom è un termine della lingua russa che significa distruzione. Durante il XIX secolo i principi di uguaglianza e libertà proclamati dalla Rivoluzione francese cominciarono ad affermarsi negli Stati europei e gli ebrei ottennero parità di diritti. I nazionalisti ritenevano pericolose le varie comunità ebraiche e le consideravano estranee al ceppo nazionale; inoltre il loro rapido successo economico alimentò la tradizionale avversione per gli ebrei. Dalla metà dell’Ottocento sino ai primi del Novecento in Russia e Polonia furono frequenti le violenze e i massacri degli ebrei, i pogrom, addirittura permessi e incoraggiati dalle autorità. 1880-1900 Pogrom sistematici contro le comunità ebraiche in Russia, Ucraina, Bessarabia, Polonia. Gli Stati Uniti offrono accoglienza agli ebrei superstiti dai pogrom russi. 1882 Le Leggi di maggio pongono gli ebrei russi, espulsi dalle grandi città e costretti a soggiornare nei territori loro assegnati, nella perenne incertezza sulla loro sorte. Grande flusso migratorio soprattutto verso gli Stati Uniti d’America (in cui emigrano due milioni di ebrei russi tra il 1881 e il 1914). 1897 Basilea, primo Congresso Sionista Mondiale. Il Sionismo è un movimento politico che predicava il ritorno in Palestina degli ebrei. Ebbe la sua espressione più definita e precisa nel XIX secolo ad opera di Theodor Herzl (1860-1904). 1903 In Russia fanno la loro comparsa i Protocolli dei savi anziani di 10 11 Sion, un falso elaborato dalla polizia segreta zarista per avvalorare le tesi del complotto ebraico. Infatti nel libello, attribuito agli ebrei, si presentava un presunto piano ebraico di destabilizzazione allo scopo di dominare il mondo. Esso determinò e alimentò ovunque antisemitismo e propaganda anti-Israele. 1936 Con la dichiarazione Balfour (nome del ministro degli esteri), il governo inglese garantisce la creazione di un focolare nazionale (national home) ebraico in Palestina. Nuova, ampia diffusione in Italia del pamphlet antisemita I protocolli dei savi anziani di Sion. 1917 1922 9 maggio. Dopo la proclamazione dell’Impero, in Italia vengono varate le prime disposizioni razzistiche e di apartheid contro gli ebrei. Inizia una nuova serie di campagne di stampa antiebraiche. 1937 1938 15 settembre. Varo delle leggi antiebraiche naziste dette Leggi di Norimberga. Gennaio/marzo. Varati provvedimenti antiebraici in Romania, Ungheria e Polonia. 12 marzo. Annessione dell’Austria a cui viene estesa la legislazione antiebraica della Germania nazista. 14 luglio. Avvio della legislazione antiebraica in Italia. Pubblicazione del documento Il fascismo e i problemi della razza. 22 agosto. In Italia censimento speciale nazionale degli ebrei, ad impostazione razzista. 1-2 settembre. In Italia approvazione del Consiglio dei ministri di un primo gruppo di provvedimenti antiebraici tra cui l’espulsione degli ebrei dalla scuola e l’espulsione della maggior parte degli ebrei stranieri giunti in Italia dopo il 1918. 6 ottobre. In Italia il Gran Consiglio del Fascismo approva la Dichiarazione sulla razza, che contiene le linee generali per la legislazione antiebraica in corso di promulgazione. 7-10 novembre. In Italia approvazione del Consiglio dei ministri di un secondo gruppo di provvedimenti legislativi antiebraici tra cui: - la definizione giuridica di appartenente alla razza ebraica; - il divieto di matrimonio tra italiani-ariani e semiti o camiti; - i provvedimenti di espulsione degli ebrei dagli impieghi pubblici (e dalla scuola, con maggiori restrizioni rispetto alla legge di settembre); - la limitazione del diritto di proprietà. 12 13 Marcia su Roma. Mussolini capo del governo in Italia. Istituito il Gran Consiglio del fascismo. 1926 Varo delle leggi fascistissime, leggi che aboliscono la libertà di parola, di associazione, di riunione, di manifestazione. 1928 In Italia, tra novembre e dicembre, prima isolata polemica pubblica di stampa contro gli ebrei. 1933 30 gennaio. Hitler diventa Cancelliere del Reich. 22 marzo. Apertura del campo di internamento di Dachau. 7 aprile. La legge per l’epurazione della burocrazia introduce in Germania la discriminazione contro gli ebrei. 10 maggio. Rogo dei libri per purificare la cultura tedesca dalla presenza ebraica. Episodi di antisemitismo a Merano: volantini dai contenuti antisemiti, scritture ingiuriose sulle insegne di studi di avvocati di religione ebraica, insulti rivolti ad ebrei. 1935 Tra il 1938 e il 1942 l’applicazione delle leggi antiebraiche comporta l’espulsione totale degli ebrei dall’esercito, dal comparto dello spettacolo, da scuole e università, dal mondo culturale in genere, dal pubblico impiego e la progressiva limitazione delle attività commerciali, degli impieghi presso ditte private, dell’iscrizione alle liste di collocamento. 9-10 novembre. Pogrom antiebraico in Germania (La notte dei cristalli); vengono bruciate 101 sinagoghe e demolite 76 sinagoghe; 7500 negozi e studi professionali ebraici vengono distrutti e migliaia di abitazioni incendiate; 91 ebrei vengono uccisi e migliaia percossi. Sono arrestati e deportati in campi di concentramento decine di migliaia di ebrei. 1941 Dicembre. Inizio delle attività di sterminio a Kulmhof (Chelmo). 1942 20 gennaio. Conferenza di Wansee. Le autorità naziste elaborano un piano coordinato per la soluzione finale della questione ebraica in Europa. Maggio. Istituzione del lavoro obbligatorio per alcune categorie di ebrei italiani. Primavera-estate. Inizio attività di sterminio nei centri di Belzec, Sobibor, Treblinka, Lublino, AuschwitzBirkenau. 1943 9 febbraio. Mussolini comunica ufficialmente all’Unione delle comunità israelitiche che gli ebrei dovranno lasciare l’Italia entro pochi anni. 10 giugno. L’Italia dichiara guerra alla Francia e alla Gran Bretagna. Giugno. Internamento degli ebrei italiani classificati pericolosi e degli ebrei stranieri cittadini di Stati che hanno una politica antisemita. 23 ottobre. Divieto di ulteriore emigrazione degli ebrei dalla Germania. Avvio della politica nazista di sterminio nei territori occupati. Maggio-giugno. Decisione di stabilire in Italia campi di internamento e lavoro per ebrei italiani abili al lavoro. 10 luglio. Sbarco degli alleati in Sicilia. Cessazione della persecuzione antiebraica nelle zone via via liberate. 10-15 luglio. Direttiva di trasferimento degli internati (per lo più ebrei stranieri) dal campo di Ferramonti di Tarsia in Calabria a Bolzano. 25 luglio. Destituzione e arresto di Mussolini. Governo Badoglio. 8 settembre. Annuncio dell’avvenuta firma dell’armistizio tra Regno d’Italia e alleati. Fuga del re e del governo da Roma verso le zone liberate. 9 settembre. Primi arresti di ebrei a Bolzano. 10 settembre. Inizio ufficiale dell’occupazione tedesca della penisola italiana. Istituzione delle Operationszone Adriatisches Küstenland (Zona di operazione del Litorale Adriatico, province di Trieste, Gorizia, Udine, Pola Fiume e Lubiana) e Operationszone Alpenvorland (Zona di operazione Prealpi, province di Bolzano, Trento e Belluno) in cui oltre ai poteri militari i tedeschi assumono i poteri civili, 14 15 1939 22 luglio. Il prefetto Mastromattei stabilisce l’allontanamento entro 48 ore di tutti gli ebrei stranieri dal territorio provinciale di Bolzano. 1-3 settembre. La Germania invade la Polonia; inizia la II guerra mondiale. 21 settembre. Istituzione dei ghetti per gli ebrei polacchi. 1940 estendendo ai territori delle Zone di Operazione la legislazione antiebraica del Terzo Reich. 15-16 settembre. Primi eccidi di ebrei, ad opera di nazisti, sul lago Maggiore. 15-16 settembre. Prima deportazione, da Merano, di ebrei arrestati in Italia. 23 settembre. Costituzione da parte di Mussolini del nuovo governo fascista (Repubblica di Salò) che comprende l’Italia settentrionale e centrale, ad esclusione delle Operationszonen. 23 settembre. La polizia tedesca inserisce ufficialmente gli ebrei di cittadinanza italiana tra quelli immediatamente assoggettabili alla deportazione. Rastrellamenti di ebrei da parte della polizia tedesca nelle zone italiane occupate (a Roma il 16 ottobre). Il 18 ottobre vengono deportate ad Auschwitz 1023 persone. 14 novembre. Nel Manifesto programmatico del nuovo partito fascista della Repubblica di Salò, approvato a Verona, si decreta che “gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica”. 30 novembre. Il Ministero dell’interno della RSI dirama l’ordine di arresto degli ebrei di tutte le nazionalità, il loro internamento in campi provinciali e poi in campi nazionali, e il sequestro (poi confisca definitiva) di tutti i loro beni. dicembre. Allestimento del campo nazionale di Fossoli. Entro la fine del mese vi sono trasferiti dai campi provinciali i primi ebrei. Fine luglio-inizio agosto. Chiusura del campo di Fossoli e trasferimento del campo nazionale a Bolzano. 1945 19 gennaio. Liberazione di Ĺódź. 27 gennaio. Liberazione del campo di Auschwitz. 24 febbraio. Partenza da Trieste (per Bergen Belsen) dell’ultimo convoglio di deportati ebrei dall’Italia. 11 aprile. Liberazione del campo di Buchenwald. 15 aprile. Liberazione del campo di Bergen Belsen. 20-30 aprile. Liberazione dell’Italia settentrionale. 28 aprile. Il campo di Bolzano viene preso in consegna dalla Croce Rossa Internazionale. 30 aprile. Il campo di Bolzano è completamente vuoto. 5 maggio. Liberazione del campo di Mauthausen. 7 maggio. Battaglia di Berlino, morte di Hitler e resa della Germania. 18 ottobre. Inizio del Processo di Norimberga contro i criminali nazisti. 1948 14 maggio. Nascita dello Stato di Israele. a cura di Elena Farruggia Per saperne di più: 19-22 febbraio. Partenza dei primi convogli di deportati da Fossoli per Bergen Belsen e Auschwitz. 23 marzo. Eccidio delle Fosse Ardeatine a Roma. Tra le 335 vittime vi sono 75 ebrei. FELTRI F. M., Per discutere di Auschwitz, Firenze 1988. FELTRI F. M., Il nazionalsocialismo e lo sterminio degli ebrei, Firenze 1995. FINZI R., L’antisemitismo dal pregiudizio contro gli ebrei ai campi di sterminio, Firenze 1997. FOA A., Ebrei in Europa, Bari 1999. LUZZATO VOGHERA G., L’antisemitismo, Milano 1994. MAIDA B. (a cura di), 1938. I bambini e le leggi razziali in Italia, Firenze 1999. 16 17 1944 SARFATTI M., Le leggi antiebraiche spiegate agli italiani di oggi, Torino 2002. SEGRE B., Gli ebrei in Italia, Milano1993. STEFANI P., Gli ebrei, Bologna 1997. STEINHAUS F., Ebrei/Juden: gli ebrei dell’ Alto Adige negli anni trenta e quaranta, pref. di Simon Wiesenthal, Firenze 1994. WIESENTHAL S., Jeder Tag ein Gedenktag. Chronik jüdischen Leidens, Stuttgart 1989. Didascalie e fonti iconografiche degli ebrei della Comunità di Merano, 1943-1945. 11. “Nel deserto”, Numeri 1.1, collezioni private. Quarta di copertina: Recinzione di filo spinato che delimitava il campo di concentramento di Buchenwald, in Germania. CATTARUZZA M., FLORES M., LEVIS SULLAM S., TRAVERSO E. (a cura di), Storia della Shoah, Vol. I, La crisi dell’Europa: le origini e il contesto, Torino 2006. Copertina: Menorah, il candelabro ebraico, incisione, La Tarlatana (Bologna), 2001. Collezione privata. 1. Donne e bambini nel bosco di Auschwitz. GILBERT M., Il secolo degli ebrei, Cavallermaggiore (CN) 2001. 2. Il ghetto di Varsavia: ebrei civili si arrendono ai nazisti nel 1943. Dei 600.000 ebrei che vi furono confinati, solo 60.000 sopravvissero e tra questi anche il ragazzo in primo piano nella fotografia. YAPP N., 1940 ‘S. Decadi del XX secolo, Colonia 1998. 3. Arrivo a Buchenwald, disegno dell’epoca di Auguste Favier. “Praxis Geschichte”, November 1995, Heft 6, 9. Jahrgang. 4.-5.-6.-7. Deportati ebrei arrivano ad Auschwitz, in Polonia, 1940. YAPP N., 1940 ‘S. Decadi del XX secolo. Colonia 1998. 8. Il Lager di Bolzano. MARCELLI E., La parrocchia San Giovanni Bosco nel rione delle semirurali, Bolzano 1994. 9. “In principio”, Genesi 1.1, collezione privata. 10. Lapide che ricorda la deportazione 18 GLOSSARIO “Quante volte la parola ebreo viene ancora usata come un insulto, negli stadi o sui muri delle vostre città? Quante volte si sente parlare di israeliti anziché di israeliani o di sionismo come sinonimo di razzismo? Avete mai riflettuto sul vero significato di queste parole? Quante volte le parole entrano nel vostro linguaggio senza che quasi ve ne accorgiate e che ne conosciate la storia, l’etimologia e, soprattutto, le conseguenze provocate dal loro uso improprio? Da internet alla televisione, dai giornali ai testi delle canzoni, dal cinema alla Playstation, il mondo entra sempre più spesso in casa vostra e nel vostro cosmo personale senza filtri, senza lasciarvi il tempo di elaborare o di avere dei dubbi. Nel mare d’informazione “usa e getta” in cui vi trovate a navigare, la parola perde troppo spesso di valore e, usata a sproposito, può addirittura concorrere ad alimentare il pregiudizio e il razzismo, come ci dimostra spesso la cronaca europea e internazionale.Voi potete fare molto per non cadere in queste facili trappole: basta non dare tutto per scontato e usare la vostra curiosità per andare oltre i luoghi comuni. Per cominciare, potreste per esempio consultare il piccolo vocabolario che vi proponiamo qui di seguito. Forse potrà aiutarvi a comprendere meglio un passato tanto doloroso e a considerare con maggior attenzione un presente così confuso. Ecco le parole che vi proponiamo, nella certezza che vi stimolino a continuare questo semplice esercizio su qualsiasi altro tema storico o di attualità che vi troverete ad affrontare: ebreo, giudeo, israelita, israeliano, Sionismo, genocidio, olocausto, Shoah, pogrom, razza, razzismo […] Ebreo = dal verbo avar, che in ebraico significa “passare, oltrepassare, andare oltre”, da cui ivrì, cioè “passato oltre” dalla 19 Mesopotamia alla Terra Promessa, dal politeismo, al monoteismo e attribuito per la prima volta ad Abramo, padre indiscusso delle tre grandi religioni monoteiste (in ordine di apparizione sulla Terra: – circa 4000 anni fa, l’Ebraismo; – circa 2000 anni fa, il Cristianesimo; – circa 1400 anni fa, l’Islam). Abramo è inoltre discendente di Eber, bisnipote di Sem, uno dei tre figli di Noè. In entrambe le possibili etimologie, ebreo è dunque “colui che discende da Abramo”. Essere ebreo, perciò, significa appartenere a una fede religiosa e seguirne la tradizione, indipendentemente dalla propria nazionalità o cittadinanza. Non è quindi sinonimo di israeliano. Giudeo = letteralmente “discendente della tribù di Jehudà, una delle 12 tribù d’Israele”. Come sinonimo di “ebreo”, si trova nel Nuovo Testamento e nel secondo Libro dei Maccabei, dove si fa riferimento a coloro che tornarono a Gerusalemme dall’esilio babilonese ancora così fedeli alle antiche tradizioni, da risultare molto più devoti a Dio dei loro fratelli rimasti nella Terra Promessa. In realtà ha assunto nel tempo un significato deteriore, legato alla figura di Giuda Iscariota, il discepolo “traditore” di Gesù, creando uno degli stereotipi negativi più usati nell’iconografia del pregiudizio antiebraico di matrice cristiana. Israelita = letteralmente “discendente di Israel”, nome dato a Giacobbe dall’angelo del Signore contro il quale aveva lottato. Quindi israelita è colui che discende da Israel, membro del popolo che aveva tenuto testa a Dio. Si tratta quindi di un sinonimo di ebreo e di giudeo, che nulla ha a che vedere con l’essere cittadino del moderno Stato di Israele. Israeliano = cittadino del moderno Stato di Israele, quindi non necessariamente ebreo, in quanto anche persone di altra fede religiosa sono cittadini israeliani a tutti gli effetti. Israele = regno antico, dal 1004 al 926 a.C. con capitale Geru- 20 21 salemme, poi divisosi in regno d’Israele a nord e regno di Giudea a sud. La sua estensione territoriale comprendeva nel periodo di massimo splendore, cioè ai tempi di re Salomone (1000 a.C.): a nord, parte dall’attuale Libano del sud, le alture del Golan e una parte dell’attuale Siria; a est e a sud una parte dell’attuale Giordania, oltre Amman, fino ad Akaba, sul Mar Rosso; a ovest tutto il territorio del Negev, fino alla costa e cioè all’attuale striscia di Gaza. Seguirono fasi alterne, fino alla distruzione del secondo Tempio di Gerusalemme (70 d.C.), che coincise con l’inizio della diaspora ebraica e di secoli di dominazioni. Dal 1948, moderno Stato, con capitale Gerusalemme. Sionismo = movimento politico fondato dal giornalista e scrittore ungherese Theodor Herzl, che nel 1896 pubblica il volume Lo stato degli ebrei, dove teorizza la necessità di uno Stato nazionale per gli ebrei. T. Herzl è fra i principali organizzatori del primo Congresso sionista, che si tiene a Basilea nel 1897, dove si tenta di proporre una soluzione concreta alle manifestazioni dichiaratamente antisemite (pubblicazioni, correnti di pensiero, caso Dreyfus, violenti pogrom in Russia, solo per citarne alcuni) che, malgrado l’emancipazione degli ebrei d’Europa, la stanno nuovamente e pericolosamente attraversando. Il movimento sionista non è assolutamente compatto al suo interno ma attraversato da molteplici correnti, spesso in contrasto fra loro. Primo passo per la costituzione di un focolare ebraico in terra di Palestina è comunque quello di raccogliere fondi per l’acquisto di terra, la sua bonifica e coltivazione, dando impulso all’emigrazione nata già spontaneamente nella regione, dei cosiddetti “pionieri”, fin dal 1878. Nascono così le prime colonie agricole, sia di matrice religiosa, sia socialista, al cui interno vige la più assoluta eguaglianza economica e sociale e la totale disponibilità alla convivenza pacifica con i propri vicini arabi. Insieme all’esigua popolazione ebraica mai uscita dalla sua Terra, questi pionieri creeranno la base e le sovrastrutture che renderanno possibile far nascere, dopo la risoluzione delle Nazioni Unite del 1947, il nuovo Stato d’Israele. Genocidio = dal greco génos – stirpe – e dal latino caedere – uccidere – (cfr. omicidio). Riferito alla metodica distruzione di un gruppo etnico o religioso, compiuto attraverso lo sterminio fisico sistematico e l’annullamento dei valori e dei documenti culturali. Questo termine inizia a essere impiegato proprio dopo i tragici eventi che determinarono lo sterminio degli ebrei d’Europa durante la Seconda guerra mondiale. Oggi viene adoperato con una tale leggerezza, che non solo ne dissacra il significato, ma che contribuisce a offuscare il giudizio su molti conflitti in atto e a falsarne pericolosamente la sostanziale portata. Olocausto = dal latino holocaustum, che è il greco holòkauston, da hòlos “tutto” e kaustòs “bruciato”, dal verbo kaìein “bruciare”. Per estensione, Sacrificio, soprattutto della propria vita, ispirato da una dedizione completa al proprio ideale. Questa parola è stata impropriamente adottata per definire lo sterminio degli ebrei europei durante la Seconda guerra mondiale. Come si capisce dall’etimo, infatti, non definisce correttamente l’evento. Implicherebbe cioè una volontà delle vittime nell’offrirsi in sacrificio per un ideale, cosa ovviamente impensabile. Ecco perché si preferisce l’uso della parola ebraica Shoah. Shoah = voce biblica che significa “desolazione, catastrofe, disastro”. Questo vocabolo venne adottato per la prima volta nella comunità ebraica di Palestina, nel 1938, in riferimento al pogrom della cosiddetta “Notte dei Cristalli” (Germania, 9-10 novembre 1938). Da allora definisce nella sua interezza il genocidio della popolazione ebraica d’Europa, perpetrato durante la Seconda guerra mondiale. Pogrom = dal russo pa’grom. Sommossa animata da volontà distruttiva, con particolare riferimento alle violente rivolte popolari russe di fine 1800 – primi del 1900, contro gli ebrei, tollerate e favorite dalle autorità dello zar. Razza = sostantivo che indica un raggruppamento di individui appartenenti a una stessa specie animale o vegetale, che si distingue per caratteristiche ereditarie comuni, derivate da cause diverse (geografiche, climatiche, ambientali). Il concetto di “razza” è applicato anche all’uomo, che viene empiricamente suddiviso in razze a seconda del colore della pelle o di altri criteri morfologici, in seguito a studi che hanno inizio nel XIX secolo.La scienza moderna nega questa classificazione del genere umano, dal momento che solo un codice genetico (DNA) può determinare i caratteri ereditari degli esseri umani e l’appartenenza di ogni uomo a un gruppo d’individui a lui simili. Razzismo = atteggiamento ideologico di un gruppo umano dovuto alle sue vere o presunte caratteristiche “razziali”, che gli proibisce di mescolarsi agli altri gruppi, gli fa credere di avere una superiorità biologica e una civiltà superiore e porta perciò i suoi appartenenti a respingere, fino a odiare e perseguitare i membri degli altri gruppi. Molto diffuso anche se non sempre consapevole, è talvolta alla base di altri atteggiamenti ideologici, come il nazionalismo o la discriminazione sociale”. da www.binario21.org 22 23 I film sulla Shoah • La Scelta di Sophie (1982) • Il grande dittatore (1940) • L’ultimo metrò (1980) • Süss l’Ebreo (1940) Regia: Alan J. Pakula. • “Gli ultimi testimoni”, un filmato di Andrea Guerrini (2007) • Train de vie (1998) Regia: Radu Mihaileanu. • Gli ultimi giorni (1997) Italo Tibaldi e l’ex sergente dell’Armata americana Robert Bob Persinger intervistati a Ebensee nel sessantesimo della liberazione Regia: Bob Fosse. • Schindler’s List (1993) • Senza destino (2006) Regia: Steven Spielberg. Regia: Lajos Koltai. • Jona che visse nella balena (1993) • Ogni cosa è illuminata (2005) Regia: Roberto Faenza. Regia: Liev Schreiber. • Dottor Korczak (1990) • La rosa bianca - Sophie Scholl (2005) Regia: Andrzej Wajda. • L’orologiaio (1990) Regia: Marc Rothemund. Regia: Klaus Maria Brandauer. • Camminando sull’acqua (2004) • Marta ed io (1990) Regia: Jiri Weiss. Regia: Eytan Fox. • Music Box - Prova d’accusa (1989) • Rosenstrasse (2003) Regia: Margarethe von Trotta. Regia: Constantin Costa-Gavras. • Il pianista (2002) • L’amico ritrovato (1988) Regia: Roman Polanski. Regia: Jerry Schatzberg. • Amen (2002) • Arrivederci ragazzi (1987) Regia: Costa Gavras. Regia: Louis Malle. • Il cielo cade (2000) • Shoah - Olocausto (1985) Regia: Andrea e Antonio Frazzi. Regia: Claude Lanzmann. 24 Regia: Fred Zinnemann. • La vita è bella (1997) Regia: Francesco Rosi. Regia: Veit Harlan. • Giulia (1977) • Il maratoneta (1976) • La tregua (1996) Regia di Ambra Laurenzi Regia: François Truffaut. Regia: James Moll - documentario con 5 ebrei ungheresi superstiti dei Lager nazisti. Regia: Roberto Benigni. • Le rose di Ravensbrück - Storia di deportate italiane (2006) Regia: Charlie Chaplin. Regia: John Schlesinger. • Cabaret (1972) • Il giardino dei Finzi Contini (1970) Regia: Vittorio De Sica. • La caduta degli dei (1969) Regia: Luchino Visconti. • L’uomo del banco dei pegni (1965) Regia: Sidney Lumet. • L’oro di Roma (1961) Regia: Carlo Lizzani. • Il generale Della Rovere (1959) Regia: Roberto Rossellini. • Kapò (1959) Regia: Gillo Pontecorvo. • Il diario di Anna Frank (1959) Regia: George Stevens. • La stella di David (1959) Regia: Konrad Wolff. • Il processo di Norimberga (1958) Regia: Feliz Podmaniczky. 25 IL VALORE DELLA MEMORIA Prof. Amos Luzzatto La memoria della memoria, questa espressione sembrerebbe una “battuta” assurda o uno slogan pubblicitario. E sarebbe davvero tale, se la memoria consistesse nell’apertura di un nostro archivio segreto (individuale o collettivo, poco importa) per riportarne alla luce informazioni preziose che la trascuratezza o, peggio, la volontà di dimenticare, avrebbero tentato di occultare. Ma non è necessariamente così. La memoria è un possente strumento per capire e per rispondere alle sollecitazioni del presente. La guerra nei Balcani, il Medio Oriente in fiamme, il minacciato “scontro di civiltà” dimostrano che l’odio fra le genti e le stragi degli innocenti non sono una pura e semplice eredità di un passato sogno di incubi; e allora, alle nostre menti si affaccia la domanda angosciata: ma sarà sempre così, anzi, sempre più così? La risposta implicita che abbiamo dato a questa domanda fino a questo momento era di concludere che la Shoah fosse stata a tal punto mostruosa da risultare incomprensibile con i comuni strumenti della mente umana, che fosse stata, in una parola, “follia”, sia pure follia criminale: follia degli uomini, follia di un intero popolo, follia di Hitler. E, come tale, almeno per coloro che credono nella razionalità di fondo dello spirito umano, irripetibile. Tanto da giustificare l’autentico giuramento con il quale si concludevano tutte le nostre manifestazioni: “Mai più”. Sentiamo però che questo modo di affrontare la memoria non è più sufficiente. Perché la nostra premessa non è scevra da critiche; la memoria non è, infatti, un supporto magnetico cui attingere dati ma è una 26 funzione attiva della nostra mente, che sa in partenza a quale tipo di dati rivolgere la propria attenzione e quali, invece, trascurare; che sa in partenza quali sono i problemi che deve affrontare e, spesso, ha già formulato, se non proprio un giudizio definitivo, almeno delle ipotesi di risposta; e cerca “nella memorie” quei dati che possono confermare o respingere il giudizio stesso. Possiamo dunque indicare dei cosiddetti “valori” che sono in realtà giudizi dei quali siamo già forniti a priori e che orientano il nostro modo di scavare in profondità nella memoria? Certamente, sì. Il primo dei nostri valori si chiama civiltà ed esso significa il procedere del consorzio umano dalla legge del trionfo del più forte a quella del supporto per i più deboli, dalla soppressione del rivale o di quello che si ritiene possa soltanto chiedere alla società senza nulla dare, al principio della solidarietà. Il secondo valore significa valorizzare la varietà umana, la ricchezza delle “altre” culture, delle altre lingue, delle altre Fedi. Esso significa la libera circolazione delle idee, senza opporvi ostacoli, neppure economici. Il terzo valore, infine, indica il dialogo, il confronto, la trattativa, come unici strumenti che possono risolvere i contenziosi umani, proibendo, come reato, qualsiasi ricorso alla violenza. “Memoria” significa allora scavare nel passato in modo selettivo, per cercarvi non tanto le gesta degli eroi sui campi di battaglia quanto gli esempi di solidarietà e di cooperazione; esempi forse rimasti nell’ombra ma non per questo meno rilevanti, forse al contrario. È questa infine quella Memoria che può diventare uno strumento di fiducia nel domani. È questa che ci accingiamo a celebrare. 27 9 I siti web sulla Shoah Centro di documentazione ebraica contemporanea di Parigi www.memorialdelashoah.org/ Centro di documentazione sulla resistenza austriaca www.doew.at/ ANED – Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti www.deportati.it/aned/default.html Fondazione casa di Anne Frank www.annefrank.nl Il Museo Nazionale di Auschwitz www.auschwitz-muzeum.oswiecim.pl Il museo dell’Olocausto di Washington www.ushmm.org/ Il museo Yad Vashem di Gerusalemme www.yadvashem.org/ www1.yadvashem.org/education/italian/homepage.htm. ANPI - Associazione Nazionale Partigiani d’Italia www.anpi.it ANPPIA - Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti. www.anppia.it Rete degli Istituti storici della Resistenza: www.isrn.it/rete.cfm?sezione=280 Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “Giorgio Agosti” - Torino www.istoreto.it Associazione Olokaustos - Venezia www.olokaustos.org/ 28 Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea www.cdec.it Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Parigi www.memorial-cdjc.org Triangoli viola (i Testimoni di Geova nei Lager nazisti) www.triangoloviola.it Crimini di guerra www.criminidiguerra.it/ Lager e deportazione www.lageredeportazione.org Testimonianze dai Lager www.testimonianzedailager.rai.it Diamo un futuro alla memoria www.progettomemoria.altervista.org Lager di Bolzano www.progettomemoria.altervista.org www.testimonianzedailager.rai.it Unione delle Comunità ebraiche in Italia - UCEI www.ucei.it/giornodellamemoria/index.htm 10 29 DOSSIER: 2003 SHOAH La giornata della memoria Il primo Dossier di “STORIA E” è dedicato alla Shoah. Contiene testi di Milena Cossetto, Cinzia Villani, Rosanna Pruccoli, Elena Farruggia. Pubblica numerosi documenti originali, anche in lingua inglese e lingua tedesca, una ricca cartografia e una serie di immagini funzionali alla riflessione sulla persecuzione e sterminio degli ebrei ad opera del nazifascismo in Europa. DOSSIER: 2003 Vita quotidiana e storia in Alto Adige-Südtirol 1900-1950: parole, pensieri, immagini, documenti, testimonianze, letture, canzoni a cura di Milena Cossetto Contiene il contributo di Carla Giacomozzi dell’Archivio Storico del Comune di Bolzano sulla storia del Lager di Bolzano (primavera 1944-3 maggio 1945) STORIAE 2004 n. 1 Rivista quadrimestrale Uccisi e dimenticati: il nazismo e lo sterminio dei diversi. La ricostruzione delle tappe e della realizzazione del “programma eutanasia” tra 1933 e il 1945 e le sue conseguenze nell’area TrentinoTirolese (Pergine e Hall) di Milena Cossetto e un articolo dedicato alla Musica Klezmer e alla canzone yiddish in Europa di Germana Albertani. STORIAE 2005 n. 1 Rivista quadrimestrale Sul tema della persecuzione nazifascista la rivista propone: Libertà comandata di Sandro Tarter, Intervista a Franz Thaler di Renzo Miclet, Antologia da: “Dimenticare mai” di Franz Tahler a cura di Elena Farruggia;Paolo Buconi Ensamble: Antichi canti ebraici del Mediterraneo, recensione di Elena Farruggia; Antologia di testi letterari: Etty Hillesum “Diario 1941-43”; Jona Oberski, “Anni d’infanzia”; Elie Wiesel, “La notte” a cura di Elena Farruggia Sette e più anni di storia italiana, una recensione alla mostra sulla persecuzione e deportazione degli ebrei italiani di Cinzia Villani STORIAE 2006 n. 3 Rivista quadrimestrale Contiene una antologia su Poesia e Lager a cura di Elena Farruggia e su Il poeta Yitzhak Katzenelson a cura di Milena Cossetto Seguono due presentazioni del Museo Ebraico di Berlino e del Monumento in memoria degli ebrei d’Europa assassinati e dei relativi centri di documentazione di Berlino a cura di Milena Cossetto storiae STORIA E + Dossier: una rivista laboratorio Editore: Sovrintendente Scolastico prof.ssa Bruna Visintin Rauzi Direttore responsabile: Dir. Scol. prof.ssa Milena Cossetto Lab.doc storia/Geschichte PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO ALTO ADIGE AUTONOME PROVINZ BOZEN SÜDTIROL Italienisches Schulamt Amt für Bildungsentwicklung Intendenza Scolastica Italiana Ufficio Processi Educativi 27 gennaio il giorno della memoria STORIAE Fare memoria Supplemento al n. 3-2007. A cura di Milena Cossetto 11 Ideazione grafica, prestampa e stampa Life - Trento. Gennaio 2008 30 Il testo ha finalità didattiche. Per eventuali e comunque non volute omissioni e per gli aventi diritto tutelati dalla legge l’editore dichiara la propria disponibilità. STORIA E nasce nel settembre del 2002 dall’idea di fare da ponte tra i luoghi della ricerca storica per eccellenza (Università, Musei, Centri Studi, Archivi) e la scuola, la pratica didattica quotidiana. È un luogo dove dare voce a insegnanti e scuole che vogliono mettere a disposizione degli interessati materiali di lavoro, programmazioni, percorsi di ricerca sulla didattica della storia, la storia locale, l’interazione tra micro e macro storia, interviste ai protagonisti della ricerca storiografica attuale e delle iniziative di innovazione a livello internazionale. Ogni numero è accompagnato da un Dossier di materiali (documenti, immagini e materiale bibliografico) su un tema storiografico, legato alle problematiche locali. Collaborano docenti universitari, insegnanti, storici, esperti locali, nazionali ed internazionali. Alla rivista collabora stabilmente Elena Farruggia, referente del Progetto Storia dell’Istituto Pedagogico. Le pubblicazioni sono distribuite gratuitamente a scuole, biblioteche, musei, insegnanti, studenti universitari e a tutti coloro che ne faranno richiesta. Le richieste vanno indirizzate a: Lab*doc storia/Geschichte – STORIA E Via del Ronco 2 – 39100 Bolzano Tel. 0471 411328 [email protected] www.emscuola.org/labdocstoria Una macchia di sporco dentro sudicie mura e tutt’attorno il filo spinato 30.000 ci dormono... Sono stato bambino tre anni fa. Allora sognavo altri mondi. Ora non sono più un bambino, ho visto gli incendi e troppo presto sono diventato grande. Ho conosciuto la paura, le parole di sangue, i giorni assassinati... Un bambino sconosciuto. Terezin 1944 32