ARCIDIOCESI DI MESSINA - LIPARI - S. LUCIA DEL MELA MESSA DEL CRISMA presieduta dall’Arcivescovo Metropolita Mons. CALOGERO LA PIANA Basilica Cattedrale Protometropolitana Messina, 21 Aprile 2011 L a Messa crismale è considerata una delle principali manifestazioni della pienezza del sacerdozio del Vescovo da cui in certo qual modo scaturisce e promana la vita dei fedeli in Cristo e segno della Comunione dei presbiteri con Lui. A conclusione del cammino quaresimale e alle soglie dell’inizio del Triduo pasquale, la Chiesa celebra Gesù Cristo, il Messia che il Padre ha unto con il Sigillo dello Spirito Santo (I lettura: Is 61,1ss; vangelo: Lc 4,16-21), perché annunci, ai poveri, agli ultimi, ai malati, la buona novella dell’avvento del Regno di giustizia e di pace. Il Signore, Re e sposo riversa sulla sua Chiesa l’olio dell’esultanza e dell’amore. È olio-cosmetico che rende belli, olio-medicina che risana, olio-dorato che incorona, olio-lucente che risplende e rende lampade viventi, olio-crisma che scolpisce poveri abbozzi umani in artistica ripresentazione del Cristo Capo e Pastore. Nella Chiesa, popolo sacerdotale, edificata per mezzo dei sacramenti, i presbiteri rinnovano le promesse fatte il giorno dell’ Ordinazione, continuando nel tempo il ministero di Cristo: “nel nome di Dio rinnovano il sacrificio redentore, preparano la mensa pasquale e, servi premurosi del popolo loro affidato, lo nutrono e lo santificano con i sacramenti” (dal Prefazio della Messa). ACCOGLIENZA DELL’ARCIVESCOVO POPOLO REGALE Popolo regale, assemblea santa, stirpe sacerdotale, popolo di Dio, canta al tuo Signor! Cantiamo a Te, o Figlio diletto del Padre; noi ti lodiamo, Sapienza eterna e Verbo di Dio. Cantiamo a Te, o Figlio della Vergine Maria; noi ti lodiamo, Gesù nostro Fratello venuto a salvarci. Cantiamo a Te, splendore della Luce eterna, noi ti lodiamo, o Stella del mattino che annunzi il giorno. Cantiamo a Te, o Luce che splendi sul mondo, noi ti lodiamo, o Lampada della nuova Gerusalemme, Cantiamo a Te, Messia annunziato dai profeti, noi ti lodiamo, o figlio di Abramo e figlio di Davide. Cantiamo a Te, Messia atteso dai poveri, noi ti lodiamo, o Cristo nostro Re, dolce e umile di cuore. Cantiamo a Te, Mediatore tra Dio e gli uomini; noi ti lodiamo, o Via vivente, sentiero del cielo. Cantiamo a Te, Sacerdote della nuova Alleanza; noi ti lodiamo, Tu sei nostra pace nel sangue della Croce. 3 ACCOGLIENZA DELL’ARCIVESCOVO CELEBRAZIONE EUCARISTICA RITI DI INTRODUZIONE CANTO D’INGRESSO Canterò senza fine le grazie del Signore, con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli, perchè hai detto: la mia grazia rimane per sempre; la tua fedeltà è fondata nei cieli. Ho stretto una alleanza con il mio eletto, ho giurato a Davide mio servo. Stabilirò per sempre la tua discendenza, ti darò un trono che duri nei secoli. I cieli cantano le tue meraviglie, Signore, la tua fedeltà nell’assemblea dei santi. Chi sulle nubi è uguale al Signore? Chi è simile al Signore tra gli angeli di Dio? Dio è tremendo nell’assemblea dei santi, grande e terribile tra quanti lo circondano. Chi è uguale a Te, Signore, Dio degli eserciti? Sei potente, Signore, e la tua fedeltà ti fa corona. 6 RITI DI INTRODUZIONE Tu domini l’orgoglio del mare tu plachi il tumulto dei suoi flutti. Tuoi sono i cieli, tua la terra, tu hai fondato il mondo e quanto contiene. E’ potente il tuo braccio, forte la tua mano, alta la tua destra. Giustizia e diritto sono alla base del suo trono, grazia e fedeltà precedono il tuo volto. Beato il popolo che ti sa acclamare e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto,. Esulta tutto il giorno nel tuo nome, nella tua giustizia trova la sua gloria. Perchè tu sei il vanto della sua forza, e con il tuo favore innalzi la nostra potenza. Perchè del Signore è il nostro scudo, il nostro Re del santo d’Israele. Saluto del Vicario Generale 7 RITI DI INTRODUZIONE ATTO PENITENZIALE Arcivescovo Fratelli e sorelle, in prossimità dell’annuale celebrazione del mistero pasquale, siamo convocati a proclamare le opere meravigliose di Dio e a rendere grazie al Padre che nel suo Figlio, il Cristo Gesù, fa di noi «la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che egli si è acquistato». Oggi, il Signore Gesù Cristo, unto dal Padre con Spirito santo e potenza, consacra la Chiesa – come sua sposa con l’unzione divina e nuziale, rendendola partecipe della sua stessa Grazia. Gli oli e il crisma che saranno benedetti ricordano i molteplici doni, che il Padre per mezzo del Figlio affida al ministero della Chiesa consacrandola con l’unzione dello Spirito santo : i sacramenti, il sacerdozio comune, il sacerdozio ministeriale, il conforto e la liberazione nella malattia grave e di fronte alla morte. Poiché con la nostra vita non sempre abbiamo corrisposto all’unzione ricevuta da colui che è il solo Santo, chiediamo perdono, implorando la misericordia divina. 8 RITI DI INTRODUZIONE Diacono: Signore, Parola del Dio vivente, che dalla sinagoga di Nazaret hai inaugurato un tempo di grazia e di liberazione, abbi pietà di noi, Kyrie eleison Assemblea: Diacono: Cristo, che per mezzo del tuo Vangelo, effondi l’olio della vera gioia, e risani i cuori affranti, abbi pietà di noi, Christe eleison Assemblea: Diacono: Signore, che ai tuoi ministri hai affidato il ministero della evangelizzazione, per propagare lo splendore del tuo volto abbi pietà di noi, Kyrie eleison Assemblea: 9 RITI DI INTRODUZIONE GLORIA 10 RITI DI INTRODUZIONE 11 RITI DI INTRODUZIONE ORAZIONE COLLETTA Arcivescovo: Preghiamo. O Padre, che hai consacrato il tuo unico Figlio con l’unzione dello Spirito Santo e lo hai costituito Messia e Signore, concedi a noi, partecipi della sua consacrazione, di essere testimoni nel mondo della sua opera di salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Assemblea: Amen. CANTO DI ACCLAMAZIONE ALLA PAROLA Breve pausa di silenzio 12 LITURGIA DELLA PAROLA LITURGIA DELLA PAROLA Il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri. PRIMA LETTURA (Is 61,1-3.6.8b-9) SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 88) Cristo ha fatto di noi dei re e dei sacerdoti per il Padre. SECONDA LETTURA (Ap 1,5-8) CANTO AL VANGELO Lo Spirito del Signore è su di me: mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri. Cristo Signore, sacerdote eterno, offre la vita per gli uomini: a lui la gloria e la potenza! Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione. VANGELO (Lc 4,16-21) Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udito nelle vostre orecchie 13 LITURGIA DELLA PAROLA OMELIA DELL’ARCIVESCOVO “Popolo regale, assemblea santa, stirpe sacerdotale, popolo di Dio canta il tuo Signor”. Carissimi fratelli e sorelle, ci siamo ritrovati per cantare le meraviglie che il Signore Dio opera in noi e nella nostra Chiesa di MessinaLipari-Santa Lucia del Mela. Il Prefazio dell’odierna celebrazione ci ricorda la comune partecipazione all’unico sacerdozio di Cristo. “Con l’unzione dello Spirito Santo hai costituito il Cristo tuo Figlio Pontefice della nuova ed eterna alleanza, e hai voluto che il suo unico sacerdozio fosse perpetuato nella Chiesa. Egli comunica il sacerdozio regale a tutto il popolo dei redenti e con affetto di predilezione sceglie alcuni tra i fratelli che mediante l’imposizione delle mani fa partecipi del suo ministero di salvezza”. A voi, miei cari presbiteri, chiedo di lasciare risuonare dentro e assaporare quel: “Con affetto di predilezione”. Con amore gratuito e libero siamo stati scelti dal Padre e resi “partecipi del ministero di salvezza. “In persona Christi”, costituiti amministratori della grazia divina 14 attraverso la celebrazione dei sacramenti, il servizio premuroso della comunità, l’annuncio della parola. Per l’azione consacrante dello Spirito Santo, l’ordinazione sacerdotale realizza in noi un inscindibile legame tra la nostra consacrazione e la nostra missione, ci coinvolge cioè nella totalità del nostro essere e del nostro agire, così come Cristo stesso afferma dell’azione dello Spirito su di Lui: “mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato”(Lc 4,18). Questo intimo rapporto tra la consacrazione e la missione sacerdotale traccia, per noi ministri ordinati, la strada della nostra santificazione. Essa passa, infatti, non al di fuori, ma dentro e attraverso l’esercizio del ministero. Il cammino della nostra santificazione, miei cari confratelli sacerdoti, scaturisce dal monito che accompagna le offerte del popolo santo che ci vengono consegnate per il sacrificio nel rito dell’ordinazione: “Vivi il mistero che è posto nelle tue mani”. Conformati a Cristo, Sacerdote della nuova ed eterna alleanza: ecco il mistero che ci avvolge, sorgente di santità e appello alla santificazione. Tale mistero bussa alla nostra vita, chiede cioè di inserirsi nel nostro vissuto quotidiano, esige grande vigilanza e viva consapevolezza: “Renditi conto di ciò che farai”, “Non trascurare il dono spirituale che è in te”. Il cammino decennale “Verso la tua parola guida il mio cuore” mi obbliga a soffermarmi sul rapporto che ci lega alla Parola. Veniamo, infatti, consacrati per proclamare il Vangelo della grazia. E nelle promesse sacerdotali, che tra poco rinnoveremo, promettiamo di “adempiere il ministero della parola di salvezza sull’esempio di Cristo”. 15 Saggio l’insegnamento di Papa Paolo VI: “creandoci maestri il Signore non ci toglie la qualifica di suoi discepoli”. Giovanni Paolo II, l’amato Pontefice della cui imminente beatificazione ringraziamo il Signore, ci ha ricordato che “Il sacerdote dev’essere il primo ‘credente’ alla Parola, nella piena consapevolezza che le parole del suo ministero non sono ‘sue’, ma di Colui che lo ha mandato. Di questa parola egli non è padrone: è servo. Di questa parola egli non è unico possessore: è debitore nei riguardi del Popolo di Dio” (PDV 26). Prezioso testamento sono per noi le parole dell’apostolo Paolo ai presbiteri di Efeso: “Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l’eredità con tutti i santificati” (At 20,32). Prima che ci venga affidata la Parola da portare ai fratelli, veniamo noi stessi affidati alla Parola e portati dalla Parola. Questo comporta, miei cari confratelli, la scelta di riporre la nostra fiducia nella Parola di Dio e non in noi stessi, fare attento il nostro orecchio alla voce del Signore per ascoltarla da veri discepoli e farne “la gioia e la letizia del nostro cuore” (cfr. Ger 15,16),renderci disponibili per apprendere la “sublime scienza di Cristo” (Fil 3,8),“l’ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo” (San Girolamo). “A Dio che si rivela è dovuta l’obbedienza della fede con la quale l’uomo si abbandona (se submittit)” totalmente e liberamente a Lui (DV 5). Il servizio della Parola, strettamente connesso al nostro essere ministri, ci chiede un 16 radicale abbandono a Dio: abbandono totale e non parziale; definitivo e non temporaneo; libero e non condizionato; interiore e non solo esteriore; a tempo pieno e non part time; gioioso e non triste; entusiasta e non timoroso; amoroso e non servile. Sono le note che caratterizzano la spiritualità sacerdotale. Discepoli della Parola vivente, che è Gesù, il Verbo incarnato, noi sacerdoti siamo chiamati non solo ad essere conoscitori ed annunziatori della Parola, ma a farne profonda esperienza: “Fa parte integrante del conoscerLo il camminare con Lui, l’entrare nei suoi sentimenti… Solo così camminiamo con Gesù Cristo sulla sua via, solo così si apre l’occhio del nostro cuore; solo così impariamo a comprendere la Scrittura e incontriamo Lui. L’incontro con Gesù Cristo richiede l’ascolto, richiede la risposta nella preghiera e nel praticare ciò che Egli dice” (Papa Benedetto, Ai membri della Curia romana). Miei cari e stimati sacerdoti, mentre sento il dovere di ringraziarvi, a nome di tutti i fedeli, per il generoso servizio che svolgete a favore della Chiesa di Messina-LipariSanta Lucia del Mela, sento anche il bisogno di richiamarvi il prezioso servizio dell’annunzio del Vangelo del Regno. Consegnati alla Parola, siamo, allo stesso tempo “ministri della Parola”. Per brevità, riassumo il servizio della parola (il ministerium Verbi), che sgorga dal sacramento dell’Ordine e che svolgiamo per l’autorità di Cristo, nell’impegno della testimonianza, nella tensione spirituale cioè di essere trasparenza luminosa di Cristo. Dall’ascolto interiore e assiduo, dalla meditazione e 17 dalla pratica della Parola, deve scaturire la coraggiosa testimonianza evangelica, con le parole e con la vita. L’affidamento alla Parola e il servizio della stessa si devono esprimere in una vita secondo il Vangelo. Grande responsabilità la nostra, miei cari sacerdoti, ma allo stesso tempo, come lo stesso Gesù garantisce, via privilegiata alla beatitudine: “Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano”(Lc 8,15). Prendiamo a modello del nostro ministerium Verbi la testimonianza dell’apostolo Giovanni: “Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita… noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo” (1Gv 1,1-3). Mentre auguro a tutti una Santa Pasqua, invito a pregare Maria Santissima, la Vergine dell’ascolto, la veloce ascoltatrice, perché ci conceda di accogliere la Parola, custodirla nel cuore, annunciarla e testimoniarla con coraggio e amore. † Calogero La Piana 18 RINNOVAZIONE DELLE PROMESSE SACERDOTALI Interrogati dall’Arcivescovo, i Presbiteri rinnovano le promesse pronunciate nel giorno dell’Ordinazione sacerdotale, confermando l’impegno di essere fedeli ministri di Cristo, Sommo Sacerdote. Dopo l’omelia, l’Arcivescovo si rivolge ai presbiteri con queste parole: Carissimi presbiteri, la santa Chiesa celebra la memoria annuale del giorno in cui Cristo Signore comunicò agli apostoli e a noi il suo sacerdozio. Volete rinnovare le promesse, che al momento dell’ordinazione avete fatto davanti al vostro vescovo e al popolo santo di Dio? Presbiteri: Sì, lo voglio. Volete unirvi intimamente al Signore Gesù, modello del nostro sacerdozio, rinunziando a voi stessi e confermando i sacri impegni che, spinti dall’amore di Cristo, avete assunto liberamente verso la sua Chiesa? Presbiteri: Sì, lo voglio. Volete essere fedeli dispensatori dei misteri di Dio per mezzo della santa Eucaristia e delle altre azioni liturgiche, e adempiere il ministero della parola di salvezza sull’esempio del Cristo, capo e pastore, lasciandovi guidare non da interessi umani, ma dall’amore per i vostri fratelli? Presbiteri: Sì, lo voglio. Quindi, rivolgendosi all’assemblea, l’Arcivescovo continua: E ora, figli carissimi, pregate per i vostri sacerdoti: che il Signore effonda su di loro l’abbondanza dei suoi doni, perché siano fedeli ministri di Cristo, sommo sacerdote, e vi conducano a lui, unica fonte di salvezza. 19 RINNOVAZIONE PROMESSE SACERDOTALI Diacono: Per tutti i nostri sacerdoti, noi ti preghiamo. Assemblea: Ascoltaci, Signore. E pregate anche per me, perché sia fedele al servizio apostolico, affidato alla mia umile persona, e tra voi diventi ogni giorno di più immagine viva e autentica del Cristo sacerdote, buon pastore, maestro e servo di tutti. Diacono: Per il nostro Arcivescovo Calogero, noi ti preghiamo. Assemblea: Ascoltaci, Signore. Infine, l’Arcivescovo conclude, dicendo: Il Signore ci custodisca nel suo amore e conduca tutti noi, pastori e gregge, alla vita eterna. Assemblea: Amen. 20 RINNOVAZIONE PROMESSE SACERDOTALI LITURGIA EUCARISTICA Per antichissima tradizione, oggi il Vescovo, benedice gli oli degli infermi, dei catecumeni e del crisma, segni sacramentali che configurano, a Cristo l’Unto nello Spirito per eccellenza. Per mezzo di essi ai fedeli viene partecipata la potenza che emana da Cristo “perché liberi dalla nativa corruzione, e consacrati tempio della gloria del Padre, possano diffondere il profumo di una vita santa” (Preghiera di Benedizione del Crisma) O REDEMPTOR (O Redentore accogli, l’inno di coloro che cantano la tua grandezza) Arbor feta alma luce hoc sacrandum protulit, fert hoc prona præsens turba Salvatori saeculi. Consecrare tu dignare, Rex perennis patriæ, hoc olivum, signum vivum, iura contra daemonum. Ut novetur sexus omnis, unctione Chrismatis: ut sanetur sauciata dignitatis gloria Lota mante sacro fonte aufugantur crimina, uncta fronte sacrosanta influunt charismata. Corde natus ex Parentis alvum implens Virginis, præsta lucem, claude mortem chrismatis consortibus. Sit hæc dies festa nobis, sæculorum sæculis sit sacrata digna laude, nec senescat tempore. La folla qui raccolta, inchinandosi al Salvatore del mondo porta quest’ulivo generato dalla luce divina, perché sia consacrato. Designati di benedirlo Re della patria eterna come un segno vivo di potenza contro il demoni, perché tutti, uomini e donne, siano rigenerati dalla grazia, perché sia risanata la gloria ferita della dignità divina. Fuggano i peccati dalla mente purificata al sacro fonte, e discenda in essa la grazia. Tu che generato dal cuore del Padre sei disceso nel grembo della Vergine donaci la croce, tieni lontana la morte da coloro che partecipano della grazia. Sia questo per noi un giorno di festa per tutti i secoli destinato alle celebrazioni, e non sia mai dimenticato nel tempo. 21 LITURGIA EUCARISTICA BENEDIZIONE DEGLI OLI Dopo la benedizione dell’Olio degli Infermi, l’assemblea acclama a Cristo, nostra consolazione Solista: Tu nostra consolazione e nostra vita, ti sei caricato delle nostre sofferenze, donaci sollievo e conforto. L’assemblea risponde in canto: Dopo la benedizione dell’Olio dei Catecumeni, l’assemblea acclama a Cristo, nostra salvezza solista: Tu nostra fortezza e nostra liberazione rendici tuoi fedeli discepoli. L’assemblea risponde in canto: Dopo la benedizione dell’Olio per il santo Crisma, l’assemblea acclama a Cristo, Unto del Padre solista: Tu nostro Sacerdote, Re e Profeta aiutaci a diffondere il profumo di una vita santa. L’assemblea risponde in canto: ORAZIONE SULLE OFFERTE Arcivescovo: La potenza pasquale di questo sacrificio elimini, Signore, in noi le conseguenze del peccato e ci faccia crescere come nuove creature. Per Cristo nostro Signore. Assemblea: Amen. 22 LITURGIA EUCARISTICA Il sacerdozio di Cristo e il ministero dei sacerdoti PREFAZIO È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Con l’unzione dello Spirito Santo hai costituito il Cristo tuo Figlio Pontefice della nuova ed eterna alleanza, e hai voluto che il suo unico sacerdozio fosse perpetuato nella Chiesa. Egli comunica il sacerdozio regale a tutto il popolo dei redenti, e con affetto di predilezione sceglie alcuni tra i fratelli che mediante l’imposizione delle mani fa partecipi del suo ministero di salvezza. Tu vuoi che nel suo nome rinnovino il sacrificio redentore, preparino ai tuoi figli la mensa pasquale, e, servi premurosi del tuo popolo, lo nutrano con la tua parola e lo santifichino con i sacramenti. Tu proponi loro come modello il Cristo, perché, donando la vita per te e per i fratelli, si sforzino di conformarsi all’immagine del tuo Figlio, e rendano testimonianza di fedeltà e di amore generoso. Per questo dono del tuo amore, o Padre, insieme con tutti gli angeli e i santi, cantiamo con esultanza l’inno della tua lode: 23 LITURGIA EUCARISTICA SANTO 24 LITURGIA EUCARISTICA PREGHIERA EUCARISTICA III CP Padre veramente Santo, a te la lode da ogni creatura. Per mezzo di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, nella potenza dello Spirito Santo fai vivere e santifichi l’universo, e continui a radunare intorno a te un popolo, che da un confine all’altro della terra offra al tuo nome il sacrificio perfetto, CC Ora ti preghiamo umilmente: manda il tuo Spirito a santificare i doni che ti offriamo, perché diventino il corpo e ✠ il sangue di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, che ci ha comandato di celebrare questi misteri. Nella notte in cui fu tradito, egli prese il pane, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse: PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI: QUESTO È IL MIO CORPO OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI. Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli e disse: PRENDETE, E BEVETENE TUTTI: QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE, PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA, VERSATO PER VOI E PER TUTTI IN REMISSIONE DEI PECCATI. FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME. 25 LITURGIA EUCARISTICA CP Mistero della fede CC Celebrando il memoriale del tuo Figlio, morto per la nostra salvezza, gloriosamente risorto e asceso al cielo, nell’attesa della sua venuta ti offriamo, Padre, in rendimento di grazie questo sacrificio vivo e santo. Guarda con amore e riconosci nell’offerta della tua Chiesa, la vittima immolata per la nostra redenzione; e a noi che ci nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio, dona la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo, in Cristo, un solo corpo e un solo spirito. 1C Egli faccia di noi un sacrificio perenne a te gradito, perché possiamo ottenere il regno promesso insieme con i tuoi eletti con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, con i tuoi santi apostoli, i gloriosi martiri, e tutti i santi, nostri intercessori presso di te. 26 LITURGIA EUCARISTICA 2C Per questo sacrificio di riconciliazione, dona, Padre, pace e salvezza al mondo intero. Conferma nella fede e nell’amore la tua Chiesa pellegrina sulla terra: il tuo servo e nostro Papa Benedetto XVI, il nostro Vescovo Calogero, il collegio episcopale, tutto il clero e il popolo che tu hai redento. Ascolta la preghiera di questa famiglia, che hai convocato alla tua presenza nel giorno in cui il Cristo ha vinto la morte e ci ha resi partecipi della sua vita immortale. Ricongiungi a te, padre misericordioso, tutti i tuoi figli ovunque dispersi. Accogli nel tuo regno i nostri fratelli defunti e tutti i giusti che, in pace con te, hanno lasciato questo mondo; concedi anche a noi di ritrovarci insieme a godere per sempre della tua gloria, in Cristo, nostro Signore, per mezzo del quale tu, o Dio, doni al mondo ogni bene. CP Per Cristo, con Cristo ed in Cristo, CC a te, Dio Padre Onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. Assemblea: Amen. 27 LITURGIA EUCARISTICA RITI DI COMUNIONE LITANIA ALLA FRAZIONE DEL PANE Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo CANTO DI COMUNIONE Ho portato aiuto ad un prode, ho innalzato un eletto tra il mio popolo. Io lo costituirò mio primogenito, il più alto tra i re della terra. Gli conserverò sempre la mia grazia, la mia alleanza gli sarà fedele. Stabilirò per sempre la sua discendenza, il suo trono come i giorni del cielo. Non gli toglierò la mia grazia e alla mia fedeltà non verrò mai meno. Non violerò la mia alleanza, non muterò la mia promessa. In eterno durerà la sua discendenza, il suo trono davanti a me quanto il sole, sempre saldo come la luna, testimone fedele nel cielo. 28 RITI DI COMUNIONE DOPO LA COMUNIONE Arcivescovo: Preghiamo. Concedi, Dio onnipotente, che, rinnovati dai santi misteri, diffondiamo nel mondo il buon profumo del Cristo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Assemblea: Amen. ESORTAZIONE FINALE Arcivescovo: Carissimi Presbiteri, prima di invocare la benedizione del Signore, desidero rivolgere un’ultima esortazione. Sono qui davanti a questa assemblea le ampolle contenenti gli oli che abbiamo benedetto: il Santo Crisma, l’olio dei Catecumeni e degli Infermi, segni che esprimono il mistero della Chiesa come sacramento di Cristo che santifica ogni realtà e situazione di vita. Ricevendoli dal vescovo, questa sera – alla Messa nella Cena del Signore – porterete gli oli benedetti nelle comunità parrocchiali affidate alle vostre cure pastorali, perché siano accolti, venerati e conservati con cura e dignità. Esorto, dunque, voi cari sacerdoti e tutti voi fratelli e sorelle a rispettare questi oli, affinché le persone, i luoghi e le cose che saranno da essi segnati possano risplendere della stessa santità di Dio. 29 RITI DI COMUNIONE RITI DI CONCLUSIONE Arcivescovo: Dio allontani da voi ogni male e vi conceda i doni della sua benedizione. Assemblea: Amen. Arcivescovo: Renda attenti i vostri cuore alla sua Parola, perché possiate camminare nella via dei suoi precetti Assemblea: Amen. Arcivescovo: Vi aiuti a comprendere ciò che buono e giusto, perché diveniate coeredi della città eterna. Aassemblea: Amen. Arcivescovo: E la benedizione di Dio onnipotente, ✠ Padre ✠ e Figlio ✠ e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Assemblea: Amen. 30 RITI DI CONCLUSIONE SACERDOTI CHE FESTEGGIANO IL GIUBILEO SACERDOTALE NEL 2011 La famiglia del Presbiterio rende grazie a Dio per il dono del sacerdozio ministeriale, di cui facciamo memoria in questa Celebrazione dell’Eucaristia. A Cristo, che “con affetto di predilezione sceglie alcuni tra i fratelli che mediante l’imposizione delle mani fa partecipi del suo ministero di salvezza” (cf. Prefazio), la nostra lode e la nostra preghiera per i presbiteri che – “rendendo testimonianza di fedeltà e di amore generoso” (ib.) – celebrano il loro Giubileo Sacerdotale. 60° di Ordinazione Don Giuseppe CATANZARO Don Francesco TOMASELLO Don Ferdinando ARONICA SDB Don Salvatore BARRESI SDB P. Romualdo GIOVE RCJ P. Valentino CASTIGLIONI CGS 50° di Ordinazione Mons. Giuseppe ROMANO Don Antonio DUCA SDB P. Luigi LA MARCA RCJ P. Sebastiano LA ROSA RCJ 25° di Ordinazione DON MASSIMO BRIGUGLIO DON ANTONIO COSTANTINO P. ORAZIO ANASTASI RCJ 31 GIUBILEI SACERDOTALI Rito di Presentazione degli oli santi in Parrocchia Mentre si esegue il canto si avvia la processione di ingresso, formata dal sacerdote e dai ministri con gli oli sacri. Solo quest’ultimi, giunti in mezzo alla navata centrale, si fermano. Salito all’altare il presidente bacia e incensa la mensa e poi dalla Sede da inizio alla celebrazione. Dopo il saluto il presbitero o un altro ministro, (non dall’ambone), presenta alla comunità gli oli con queste o altre simili parole: L. Carissimi fedeli, all’inizio di questo solenne Triduo Pasquale, accogliamo gli oli che il nostro Arcivescovo ha benedetto durante la Messa crismale, e consegnato a tutte le Parrocchie come segno di unità e comunione. L’olio è sostanza terapeutica, aromatica e conviviale; medica le ferite, profuma le membra, allieta la mensa. Esso, richiama l’unzione di Spirito santo, ricevuta da Gesù, nell’incarnazione, e al fiume Giordano – nel giorno del suo Battesimo - oggi partecipata a tutti i fedeli, sacerdoti graditi al Padre. Gli oli benedetti per la potenza dello Spirito ci vengono consegnati per risanare, illuminare, confortare, consacrare e confermare i doni e carismi con i quali lo stesso Spirito adorna la sua Chiesa per l’edificazione del Regno. L. Ecco il Crisma, Il ministro con l’ampolla del Crisma la depone – in posizione centrale e di rilievo rispetto alle altre due - sulla mensa. per l’unzione sacramentale di chi, a diverso titolo, verrà reso partecipe del sacerdozio di Cristo Servo, Re e Profeta: i fedeli nel giorno del loro Battesimo e della Cresima; i candidati al Presbiterato e all’Episcopato nel giorno della loro Ordinazione nella Chiesa cattedrale. L. Ecco l’olio dei Catecumeni, A seguire, l’altro ministro depone l’ampolla dell’olio dei Catecumeni sulla mensa per quanti lotteranno per vincere le seduzioni del male e si preparano a ricevere il Battesimo. L. Ecco l’olio degli infermi, L’altro ministro depone l’ampolla dell’olio degli Infermi sulla mensa per l’unzione sacramentale di coloro che associati alla Passione di Cristo possano trovano forza e sollievo. Rendiamo grazie a Dio perché attraverso di essi si manifesti la potenza del mistero pasquale nella vita dei fedeli. Mentre il presidente li incensa, l’assemblea rende grazie con un canto adatto. Dopo l’incensazione le ampolle degli oli sacri vengono riportati in prossimità del fonte battesimale o altro luogo idoneo. Si omette l’atto penitenziale e si intona il Gloria.