ARCIDIOCESI DI
MESSINA - LIPARI - S. LUCIA DEL MELA
MESSA DEL CRISMA
presieduta dall’Arcivescovo Metropolita
Mons. CALOGERO LA PIANA
Basilica Cattedrale Protometropolitana
Messina, 21 Aprile 2011
L
a Messa crismale è considerata una delle principali
manifestazioni della pienezza del sacerdozio del
Vescovo da cui in certo qual modo scaturisce e promana la vita dei fedeli in Cristo e segno della Comunione dei
presbiteri con Lui.
A conclusione del cammino quaresimale e alle soglie dell’inizio del Triduo pasquale, la Chiesa celebra Gesù Cristo, il
Messia che il Padre ha unto con il Sigillo dello Spirito Santo
(I lettura: Is 61,1ss; vangelo: Lc 4,16-21), perché annunci, ai
poveri, agli ultimi, ai malati, la buona novella dell’avvento
del Regno di giustizia e di pace. Il Signore, Re e sposo riversa
sulla sua Chiesa l’olio dell’esultanza e dell’amore.
È olio-cosmetico che rende belli, olio-medicina che risana, olio-dorato che incorona, olio-lucente che risplende e
rende lampade viventi, olio-crisma che scolpisce poveri
abbozzi umani in artistica ripresentazione del Cristo Capo e
Pastore.
Nella Chiesa, popolo sacerdotale, edificata per mezzo dei
sacramenti, i presbiteri rinnovano le promesse fatte il giorno
dell’ Ordinazione, continuando nel tempo il ministero di
Cristo: “nel nome di Dio rinnovano il sacrificio redentore,
preparano la mensa pasquale e, servi premurosi del popolo
loro affidato, lo nutrono e lo santificano con i sacramenti”
(dal Prefazio della Messa).
ACCOGLIENZA DELL’ARCIVESCOVO
POPOLO REGALE
Popolo regale, assemblea santa,
stirpe sacerdotale, popolo di Dio,
canta al tuo Signor!
Cantiamo a Te, o Figlio diletto del Padre;
noi ti lodiamo, Sapienza eterna e Verbo di Dio.
Cantiamo a Te, o Figlio della Vergine Maria;
noi ti lodiamo, Gesù nostro Fratello venuto a salvarci.
Cantiamo a Te, splendore della Luce eterna,
noi ti lodiamo, o Stella del mattino che annunzi il giorno.
Cantiamo a Te, o Luce che splendi sul mondo,
noi ti lodiamo, o Lampada della nuova Gerusalemme,
Cantiamo a Te, Messia annunziato dai profeti,
noi ti lodiamo, o figlio di Abramo e figlio di Davide.
Cantiamo a Te, Messia atteso dai poveri,
noi ti lodiamo, o Cristo nostro Re, dolce e umile di cuore.
Cantiamo a Te, Mediatore tra Dio e gli uomini;
noi ti lodiamo, o Via vivente, sentiero del cielo.
Cantiamo a Te, Sacerdote della nuova Alleanza;
noi ti lodiamo, Tu sei nostra pace nel sangue della Croce.
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ACCOGLIENZA DELL’ARCIVESCOVO
CELEBRAZIONE
EUCARISTICA
RITI DI INTRODUZIONE
CANTO D’INGRESSO
Canterò senza fine le grazie del Signore,
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli,
perchè hai detto: la mia grazia rimane per sempre;
la tua fedeltà è fondata nei cieli.
Ho stretto una alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
ti darò un trono che duri nei secoli.
I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.
Chi sulle nubi è uguale al Signore?
Chi è simile al Signore tra gli angeli di Dio?
Dio è tremendo nell’assemblea dei santi,
grande e terribile tra quanti lo circondano.
Chi è uguale a Te, Signore, Dio degli eserciti?
Sei potente, Signore, e la tua fedeltà ti fa corona.
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RITI DI INTRODUZIONE
Tu domini l’orgoglio del mare
tu plachi il tumulto dei suoi flutti.
Tuoi sono i cieli, tua la terra,
tu hai fondato il mondo e quanto contiene.
E’ potente il tuo braccio,
forte la tua mano, alta la tua destra.
Giustizia e diritto sono alla base del suo trono,
grazia e fedeltà precedono il tuo volto.
Beato il popolo che ti sa acclamare
e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto,.
Esulta tutto il giorno nel tuo nome,
nella tua giustizia trova la sua gloria.
Perchè tu sei il vanto della sua forza,
e con il tuo favore innalzi la nostra potenza.
Perchè del Signore è il nostro scudo,
il nostro Re del santo d’Israele.
Saluto del Vicario Generale
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RITI DI INTRODUZIONE
ATTO PENITENZIALE
Arcivescovo
Fratelli e sorelle,
in prossimità dell’annuale celebrazione del mistero pasquale,
siamo convocati a proclamare le opere meravigliose di Dio
e a rendere grazie al Padre
che nel suo Figlio, il Cristo Gesù,
fa di noi «la stirpe eletta, il sacerdozio regale,
la nazione santa, il popolo che egli si è acquistato».
Oggi, il Signore Gesù Cristo,
unto dal Padre con Spirito santo e potenza,
consacra la Chiesa – come sua sposa con l’unzione divina e nuziale,
rendendola partecipe della sua stessa Grazia.
Gli oli e il crisma che saranno benedetti ricordano i molteplici
doni, che il Padre per mezzo del Figlio
affida al ministero della Chiesa consacrandola con l’unzione
dello Spirito santo :
i sacramenti, il sacerdozio comune, il sacerdozio ministeriale,
il conforto e la liberazione nella malattia grave
e di fronte alla morte.
Poiché con la nostra vita
non sempre abbiamo corrisposto
all’unzione ricevuta da colui che è il solo Santo,
chiediamo perdono, implorando la misericordia divina.
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RITI DI INTRODUZIONE
Diacono:
Signore,
Parola del Dio vivente, che dalla sinagoga di Nazaret
hai inaugurato un tempo di grazia e di liberazione,
abbi pietà di noi, Kyrie eleison
Assemblea:
Diacono:
Cristo, che per mezzo del tuo Vangelo,
effondi l’olio della vera gioia, e risani i cuori affranti,
abbi pietà di noi, Christe eleison
Assemblea:
Diacono:
Signore,
che ai tuoi ministri hai affidato il ministero della evangelizzazione,
per propagare lo splendore del tuo volto
abbi pietà di noi, Kyrie eleison
Assemblea:
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RITI DI INTRODUZIONE
GLORIA
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RITI DI INTRODUZIONE
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RITI DI INTRODUZIONE
ORAZIONE COLLETTA
Arcivescovo:
Preghiamo.
O Padre, che hai consacrato il tuo unico Figlio
con l’unzione dello Spirito Santo
e lo hai costituito Messia e Signore,
concedi a noi, partecipi della sua consacrazione,
di essere testimoni nel mondo
della sua opera di salvezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio
e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Assemblea: Amen.
CANTO DI ACCLAMAZIONE ALLA PAROLA
Breve pausa di silenzio
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LITURGIA DELLA PAROLA
LITURGIA DELLA PAROLA
Il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare
il lieto annunzio ai poveri.
PRIMA LETTURA
(Is 61,1-3.6.8b-9)
SALMO RESPONSORIALE
(Dal Salmo 88)
Cristo ha fatto di noi dei re e dei sacerdoti per il Padre.
SECONDA LETTURA
(Ap 1,5-8)
CANTO AL VANGELO
Lo Spirito del Signore è su di me:
mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri.
Cristo Signore, sacerdote eterno,
offre la vita per gli uomini: a lui la gloria e la potenza!
Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato
con l’unzione.
VANGELO
(Lc 4,16-21)
Oggi si è adempiuta questa Scrittura
che voi avete udito nelle vostre orecchie
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LITURGIA DELLA PAROLA
OMELIA
DELL’ARCIVESCOVO
“Popolo regale, assemblea santa, stirpe sacerdotale,
popolo di Dio canta il tuo Signor”. Carissimi fratelli e
sorelle, ci siamo ritrovati per cantare le meraviglie che il
Signore Dio opera in noi e nella nostra Chiesa di MessinaLipari-Santa Lucia del Mela.
Il Prefazio dell’odierna celebrazione ci ricorda la
comune partecipazione all’unico sacerdozio di Cristo.
“Con l’unzione dello Spirito Santo hai costituito il Cristo tuo Figlio Pontefice della nuova ed eterna alleanza, e
hai voluto che il suo unico sacerdozio fosse perpetuato
nella Chiesa. Egli comunica il sacerdozio regale a tutto il
popolo dei redenti e con affetto di predilezione sceglie
alcuni tra i fratelli che mediante l’imposizione delle mani
fa partecipi del suo ministero di salvezza”.
A voi, miei cari presbiteri, chiedo di lasciare risuonare
dentro e assaporare quel: “Con affetto di predilezione”.
Con amore gratuito e libero siamo stati scelti dal Padre
e resi “partecipi del ministero di salvezza. “In persona
Christi”, costituiti amministratori della grazia divina
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attraverso la celebrazione dei sacramenti, il servizio premuroso della comunità, l’annuncio della parola.
Per l’azione consacrante dello Spirito Santo, l’ordinazione sacerdotale realizza in noi un inscindibile legame
tra la nostra consacrazione e la nostra missione, ci coinvolge cioè nella totalità del nostro essere e del nostro agire, così come Cristo stesso afferma dell’azione dello Spirito su di Lui: “mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato”(Lc 4,18).
Questo intimo rapporto tra la consacrazione e la missione sacerdotale traccia, per noi ministri ordinati, la strada della nostra santificazione. Essa passa, infatti, non al di
fuori, ma dentro e attraverso l’esercizio del ministero. Il
cammino della nostra santificazione, miei cari confratelli
sacerdoti, scaturisce dal monito che accompagna le offerte del popolo santo che ci vengono consegnate per il
sacrificio nel rito dell’ordinazione:
“Vivi il mistero che è posto nelle tue mani”.
Conformati a Cristo, Sacerdote della nuova ed eterna
alleanza: ecco il mistero che ci avvolge, sorgente di santità e appello alla santificazione. Tale mistero bussa alla
nostra vita, chiede cioè di inserirsi nel nostro vissuto quotidiano, esige grande vigilanza e viva consapevolezza:
“Renditi conto di ciò che farai”, “Non trascurare il dono
spirituale che è in te”.
Il cammino decennale “Verso la tua parola guida il mio
cuore” mi obbliga a soffermarmi sul rapporto che ci lega
alla Parola. Veniamo, infatti, consacrati per proclamare il
Vangelo della grazia. E nelle promesse sacerdotali, che tra
poco rinnoveremo, promettiamo di “adempiere il ministero della parola di salvezza sull’esempio di Cristo”.
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Saggio l’insegnamento di Papa Paolo VI:
“creandoci maestri il Signore non ci toglie la qualifica
di suoi discepoli”.
Giovanni Paolo II, l’amato Pontefice della cui imminente beatificazione ringraziamo il Signore, ci ha ricordato che “Il sacerdote dev’essere il primo ‘credente’ alla
Parola, nella piena consapevolezza che le parole del suo
ministero non sono ‘sue’, ma di Colui che lo ha mandato.
Di questa parola egli non è padrone: è servo. Di questa
parola egli non è unico possessore: è debitore nei riguardi
del Popolo di Dio” (PDV 26).
Prezioso testamento sono per noi le parole dell’apostolo Paolo ai presbiteri di Efeso:
“Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua
grazia che ha il potere di edificare e di concedere l’eredità
con tutti i santificati” (At 20,32).
Prima che ci venga affidata la Parola da portare ai fratelli, veniamo noi stessi affidati alla Parola e portati dalla
Parola. Questo comporta, miei cari confratelli, la scelta di
riporre la nostra fiducia nella Parola di Dio e non in noi
stessi, fare attento il nostro orecchio alla voce del Signore
per ascoltarla da veri discepoli e farne “la gioia e la letizia
del nostro cuore” (cfr. Ger 15,16),renderci disponibili per
apprendere la “sublime scienza di Cristo” (Fil 3,8),“l’ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo” (San
Girolamo).
“A Dio che si rivela è dovuta l’obbedienza della fede
con la quale l’uomo si abbandona (se submittit)” totalmente
e liberamente a Lui (DV 5). Il servizio della Parola, strettamente connesso al nostro essere ministri, ci chiede un
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radicale abbandono a Dio: abbandono totale e non parziale; definitivo e non temporaneo; libero e non condizionato; interiore e non solo esteriore; a tempo pieno e non
part time; gioioso e non triste; entusiasta e non timoroso;
amoroso e non servile. Sono le note che caratterizzano la
spiritualità sacerdotale.
Discepoli della Parola vivente, che è Gesù, il Verbo
incarnato, noi sacerdoti siamo chiamati non solo ad essere conoscitori ed annunziatori della Parola, ma a farne
profonda esperienza:
“Fa parte integrante del conoscerLo il camminare con
Lui, l’entrare nei suoi sentimenti… Solo così camminiamo
con Gesù Cristo sulla sua via, solo così si apre l’occhio del
nostro cuore; solo così impariamo a comprendere la Scrittura e incontriamo Lui. L’incontro con Gesù Cristo richiede l’ascolto, richiede la risposta nella preghiera e nel praticare ciò che Egli dice” (Papa Benedetto, Ai membri della Curia
romana).
Miei cari e stimati sacerdoti, mentre sento il dovere di
ringraziarvi, a nome di tutti i fedeli, per il generoso servizio che svolgete a favore della Chiesa di Messina-LipariSanta Lucia del Mela, sento anche il bisogno di richiamarvi il prezioso servizio dell’annunzio del Vangelo del
Regno. Consegnati alla Parola, siamo, allo stesso tempo
“ministri della Parola”. Per brevità, riassumo il servizio
della parola (il ministerium Verbi), che sgorga dal sacramento dell’Ordine e che svolgiamo per l’autorità di Cristo,
nell’impegno della testimonianza, nella tensione spirituale cioè di essere trasparenza luminosa di Cristo.
Dall’ascolto interiore e assiduo, dalla meditazione e
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dalla pratica della Parola, deve scaturire la coraggiosa
testimonianza evangelica, con le parole e con la vita.
L’affidamento alla Parola e il servizio della stessa si
devono esprimere in una vita secondo il Vangelo.
Grande responsabilità la nostra, miei cari sacerdoti, ma
allo stesso tempo, come lo stesso Gesù garantisce, via privilegiata alla beatitudine: “Beati coloro che ascoltano la
parola di Dio e la osservano”(Lc 8,15).
Prendiamo a modello del nostro ministerium Verbi la
testimonianza dell’apostolo Giovanni: “Ciò che era fin da
principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo
veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita… noi lo annunziamo anche a voi, perché
anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo” (1Gv 1,1-3).
Mentre auguro a tutti una Santa Pasqua, invito a pregare Maria Santissima, la Vergine dell’ascolto, la veloce
ascoltatrice, perché ci conceda di accogliere la Parola,
custodirla nel cuore, annunciarla e testimoniarla con
coraggio e amore.
† Calogero La Piana
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RINNOVAZIONE DELLE PROMESSE SACERDOTALI
Interrogati dall’Arcivescovo, i Presbiteri rinnovano le promesse pronunciate nel giorno dell’Ordinazione sacerdotale, confermando l’impegno di essere fedeli ministri di Cristo, Sommo Sacerdote.
Dopo l’omelia, l’Arcivescovo si rivolge ai presbiteri con queste parole:
Carissimi presbiteri, la santa Chiesa celebra la memoria
annuale del giorno in cui Cristo Signore comunicò agli
apostoli e a noi il suo sacerdozio. Volete rinnovare le
promesse, che al momento dell’ordinazione avete fatto
davanti al vostro vescovo e al popolo santo di Dio?
Presbiteri: Sì, lo voglio.
Volete unirvi intimamente al Signore Gesù, modello del
nostro sacerdozio, rinunziando a voi stessi e confermando i sacri impegni che, spinti dall’amore di Cristo,
avete assunto liberamente verso la sua Chiesa?
Presbiteri: Sì, lo voglio.
Volete essere fedeli dispensatori dei misteri di Dio per
mezzo della santa Eucaristia e delle altre azioni liturgiche, e adempiere il ministero della parola di salvezza
sull’esempio del Cristo, capo e pastore, lasciandovi guidare non da interessi umani, ma dall’amore per i vostri
fratelli?
Presbiteri: Sì, lo voglio.
Quindi, rivolgendosi all’assemblea, l’Arcivescovo continua:
E ora, figli carissimi, pregate per i vostri sacerdoti: che il
Signore effonda su di loro l’abbondanza dei suoi doni,
perché siano fedeli ministri di Cristo, sommo sacerdote, e
vi conducano a lui, unica fonte di salvezza.
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RINNOVAZIONE PROMESSE SACERDOTALI
Diacono: Per tutti i nostri sacerdoti, noi ti preghiamo.
Assemblea: Ascoltaci, Signore.
E pregate anche per me, perché sia fedele
al servizio apostolico, affidato alla mia umile persona,
e tra voi diventi ogni giorno di più
immagine viva e autentica del Cristo sacerdote,
buon pastore, maestro e servo di tutti.
Diacono: Per il nostro Arcivescovo Calogero, noi ti
preghiamo.
Assemblea: Ascoltaci, Signore.
Infine, l’Arcivescovo conclude, dicendo:
Il Signore ci custodisca nel suo amore
e conduca tutti noi, pastori e gregge, alla vita eterna.
Assemblea: Amen.
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RINNOVAZIONE PROMESSE SACERDOTALI
LITURGIA EUCARISTICA
Per antichissima tradizione, oggi il Vescovo, benedice gli oli degli infermi,
dei catecumeni e del crisma, segni sacramentali che configurano, a Cristo
l’Unto nello Spirito per eccellenza. Per mezzo di essi ai fedeli viene partecipata la potenza che emana da Cristo “perché liberi dalla nativa corruzione, e consacrati tempio della gloria del Padre, possano diffondere il
profumo di una vita santa” (Preghiera di Benedizione del Crisma)
O REDEMPTOR
(O Redentore accogli, l’inno di coloro che cantano la tua grandezza)
Arbor feta alma luce
hoc sacrandum protulit,
fert hoc prona præsens turba
Salvatori saeculi.
Consecrare tu dignare,
Rex perennis patriæ,
hoc olivum, signum vivum,
iura contra daemonum.
Ut novetur sexus omnis,
unctione Chrismatis:
ut sanetur sauciata
dignitatis gloria
Lota mante sacro fonte
aufugantur crimina,
uncta fronte sacrosanta
influunt charismata.
Corde natus ex Parentis
alvum implens Virginis,
præsta lucem, claude mortem
chrismatis consortibus.
Sit hæc dies festa nobis,
sæculorum sæculis
sit sacrata digna laude,
nec senescat tempore.
La folla qui raccolta,
inchinandosi al Salvatore
del mondo porta quest’ulivo
generato dalla luce divina,
perché sia consacrato.
Designati di benedirlo
Re della patria eterna
come un segno vivo
di potenza contro il demoni,
perché tutti, uomini e donne,
siano rigenerati dalla grazia,
perché sia risanata la gloria
ferita della dignità divina.
Fuggano i peccati dalla mente
purificata al sacro fonte,
e discenda in essa la grazia.
Tu che generato dal cuore
del Padre sei disceso
nel grembo della Vergine
donaci la croce, tieni lontana
la morte da coloro
che partecipano della grazia.
Sia questo per noi un giorno di festa
per tutti i secoli destinato
alle celebrazioni, e non sia mai
dimenticato nel tempo.
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LITURGIA EUCARISTICA
BENEDIZIONE DEGLI OLI
Dopo la benedizione dell’Olio degli Infermi, l’assemblea acclama a
Cristo, nostra consolazione
Solista: Tu nostra consolazione e nostra vita, ti sei caricato
delle nostre sofferenze, donaci sollievo e conforto.
L’assemblea risponde in canto:
Dopo la benedizione dell’Olio dei Catecumeni, l’assemblea acclama
a Cristo, nostra salvezza
solista: Tu nostra fortezza e nostra liberazione
rendici tuoi fedeli discepoli.
L’assemblea risponde in canto:
Dopo la benedizione dell’Olio per il santo Crisma, l’assemblea
acclama a Cristo, Unto del Padre
solista: Tu nostro Sacerdote, Re e Profeta
aiutaci a diffondere il profumo di una vita santa.
L’assemblea risponde in canto:
ORAZIONE SULLE OFFERTE
Arcivescovo:
La potenza pasquale di questo sacrificio
elimini, Signore, in noi le conseguenze del peccato
e ci faccia crescere come nuove creature.
Per Cristo nostro Signore.
Assemblea: Amen.
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LITURGIA EUCARISTICA
Il sacerdozio di Cristo e il ministero dei sacerdoti
PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Con l’unzione dello Spirito Santo
hai costituito il Cristo tuo Figlio
Pontefice della nuova ed eterna alleanza,
e hai voluto che il suo unico sacerdozio
fosse perpetuato nella Chiesa.
Egli comunica il sacerdozio regale
a tutto il popolo dei redenti,
e con affetto di predilezione sceglie alcuni tra i fratelli
che mediante l’imposizione delle mani
fa partecipi del suo ministero di salvezza.
Tu vuoi che nel suo nome
rinnovino il sacrificio redentore,
preparino ai tuoi figli la mensa pasquale,
e, servi premurosi del tuo popolo,
lo nutrano con la tua parola
e lo santifichino con i sacramenti.
Tu proponi loro come modello il Cristo, perché,
donando la vita per te e per i fratelli,
si sforzino di conformarsi all’immagine del tuo Figlio,
e rendano testimonianza di fedeltà e di amore generoso.
Per questo dono del tuo amore, o Padre,
insieme con tutti gli angeli e i santi,
cantiamo con esultanza l’inno della tua lode:
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LITURGIA EUCARISTICA
SANTO
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LITURGIA EUCARISTICA
PREGHIERA EUCARISTICA III
CP
Padre veramente Santo,
a te la lode da ogni creatura.
Per mezzo di Gesù Cristo,
tuo Figlio e nostro Signore,
nella potenza dello Spirito Santo
fai vivere e santifichi l’universo,
e continui a radunare intorno a te un popolo,
che da un confine all’altro della terra
offra al tuo nome il sacrificio perfetto,
CC Ora ti preghiamo umilmente:
manda il tuo Spirito a santificare i doni che ti
offriamo, perché diventino il corpo e ✠ il sangue
di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore,
che ci ha comandato di celebrare questi misteri.
Nella notte in cui fu tradito, egli prese il pane,
ti rese grazie con la preghiera di benedizione,
lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI:
QUESTO È IL MIO CORPO
OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.
Dopo la cena, allo stesso modo,
prese il calice ti rese grazie con la preghiera
di benedizione, lo diede ai suoi discepoli e disse:
PRENDETE, E BEVETENE TUTTI:
QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE,
PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA,
VERSATO PER VOI E PER TUTTI
IN REMISSIONE DEI PECCATI.
FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME.
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LITURGIA EUCARISTICA
CP
Mistero della fede
CC Celebrando il memoriale del tuo Figlio,
morto per la nostra salvezza,
gloriosamente risorto e asceso al cielo,
nell’attesa della sua venuta ti offriamo, Padre,
in rendimento di grazie questo sacrificio
vivo e santo.
Guarda con amore
e riconosci nell’offerta della tua Chiesa,
la vittima immolata per la nostra redenzione;
e a noi che ci nutriamo
del corpo e sangue del tuo Figlio,
dona la pienezza dello Spirito Santo
perché diventiamo, in Cristo,
un solo corpo e un solo spirito.
1C
Egli faccia di noi un sacrificio perenne a te gradito,
perché possiamo ottenere il regno promesso
insieme con i tuoi eletti
con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio,
con i tuoi santi apostoli, i gloriosi martiri,
e tutti i santi, nostri intercessori presso di te.
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LITURGIA EUCARISTICA
2C
Per questo sacrificio di riconciliazione,
dona, Padre, pace e salvezza al mondo intero.
Conferma nella fede e nell’amore
la tua Chiesa pellegrina sulla terra:
il tuo servo e nostro Papa Benedetto XVI,
il nostro Vescovo Calogero, il collegio episcopale,
tutto il clero e il popolo che tu hai redento.
Ascolta la preghiera di questa famiglia,
che hai convocato alla tua presenza
nel giorno in cui il Cristo ha vinto la morte
e ci ha resi partecipi della sua vita immortale.
Ricongiungi a te, padre misericordioso,
tutti i tuoi figli ovunque dispersi.
Accogli nel tuo regno i nostri fratelli defunti
e tutti i giusti che, in pace con te,
hanno lasciato questo mondo;
concedi anche a noi di ritrovarci insieme
a godere per sempre della tua gloria,
in Cristo, nostro Signore,
per mezzo del quale tu, o Dio,
doni al mondo ogni bene.
CP
Per Cristo, con Cristo ed in Cristo,
CC a te, Dio Padre Onnipotente,
nell’unità dello Spirito Santo,
ogni onore e gloria
per tutti i secoli dei secoli.
Assemblea: Amen.
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LITURGIA EUCARISTICA
RITI DI COMUNIONE
LITANIA ALLA FRAZIONE DEL PANE
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo
CANTO DI COMUNIONE
Ho portato aiuto ad un prode,
ho innalzato un eletto tra il mio popolo.
Io lo costituirò mio primogenito,
il più alto tra i re della terra.
Gli conserverò sempre la mia grazia,
la mia alleanza gli sarà fedele.
Stabilirò per sempre la sua discendenza,
il suo trono come i giorni del cielo.
Non gli toglierò la mia grazia
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.
Non violerò la mia alleanza,
non muterò la mia promessa.
In eterno durerà la sua discendenza,
il suo trono davanti a me quanto il sole,
sempre saldo come la luna,
testimone fedele nel cielo.
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RITI DI COMUNIONE
DOPO LA COMUNIONE
Arcivescovo:
Preghiamo.
Concedi, Dio onnipotente,
che, rinnovati dai santi misteri,
diffondiamo nel mondo il buon profumo del Cristo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Assemblea: Amen.
ESORTAZIONE FINALE
Arcivescovo:
Carissimi Presbiteri,
prima di invocare la benedizione del Signore, desidero
rivolgere un’ultima esortazione.
Sono qui davanti a questa assemblea le ampolle contenenti gli oli che abbiamo benedetto: il Santo Crisma, l’olio
dei Catecumeni e degli Infermi, segni che esprimono il
mistero della Chiesa come sacramento di Cristo che santifica ogni realtà e situazione di vita.
Ricevendoli dal vescovo, questa sera – alla Messa nella
Cena del Signore – porterete gli oli benedetti nelle comunità parrocchiali affidate alle vostre cure pastorali, perché
siano accolti, venerati e conservati con cura e dignità.
Esorto, dunque, voi cari sacerdoti e tutti voi fratelli e
sorelle a rispettare questi oli, affinché le persone, i luoghi e
le cose che saranno da essi segnati possano risplendere
della stessa santità di Dio.
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RITI DI COMUNIONE
RITI DI CONCLUSIONE
Arcivescovo:
Dio allontani da voi ogni male
e vi conceda i doni della sua benedizione.
Assemblea: Amen.
Arcivescovo:
Renda attenti i vostri cuore alla sua Parola,
perché possiate camminare nella via dei suoi precetti
Assemblea: Amen.
Arcivescovo:
Vi aiuti a comprendere ciò che buono e giusto,
perché diveniate coeredi della città eterna.
Aassemblea: Amen.
Arcivescovo:
E la benedizione di Dio onnipotente,
✠ Padre ✠ e Figlio ✠ e Spirito Santo,
discenda su di voi e con voi rimanga sempre.
Assemblea: Amen.
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RITI DI CONCLUSIONE
SACERDOTI CHE FESTEGGIANO
IL GIUBILEO SACERDOTALE NEL 2011
La famiglia del Presbiterio rende grazie a Dio per il dono del
sacerdozio ministeriale, di cui facciamo memoria in questa Celebrazione dell’Eucaristia.
A Cristo, che “con affetto di predilezione sceglie alcuni tra i fratelli
che mediante l’imposizione delle mani fa partecipi del suo ministero di salvezza” (cf. Prefazio), la nostra lode e la nostra preghiera per i
presbiteri che – “rendendo testimonianza di fedeltà e di amore
generoso” (ib.) – celebrano il loro Giubileo Sacerdotale.
60° di Ordinazione
Don Giuseppe CATANZARO
Don Francesco TOMASELLO
Don Ferdinando ARONICA SDB
Don Salvatore BARRESI SDB
P. Romualdo GIOVE RCJ
P. Valentino CASTIGLIONI CGS
50° di Ordinazione
Mons. Giuseppe ROMANO
Don Antonio DUCA SDB
P. Luigi LA MARCA RCJ
P. Sebastiano LA ROSA RCJ
25° di Ordinazione
DON MASSIMO BRIGUGLIO
DON ANTONIO COSTANTINO
P. ORAZIO ANASTASI RCJ
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GIUBILEI SACERDOTALI
Rito di Presentazione degli oli santi in Parrocchia
Mentre si esegue il canto si avvia la processione di ingresso, formata
dal sacerdote e dai ministri con gli oli sacri. Solo quest’ultimi, giunti in
mezzo alla navata centrale, si fermano. Salito all’altare il presidente
bacia e incensa la mensa e poi dalla Sede da inizio alla celebrazione.
Dopo il saluto il presbitero o un altro ministro, (non dall’ambone),
presenta alla comunità gli oli con queste o altre simili parole:
L. Carissimi fedeli, all’inizio di questo solenne Triduo Pasquale, accogliamo gli oli che il nostro Arcivescovo ha benedetto durante la Messa
crismale, e consegnato a tutte le Parrocchie come segno di unità e
comunione. L’olio è sostanza terapeutica, aromatica e conviviale;
medica le ferite, profuma le membra, allieta la mensa. Esso, richiama
l’unzione di Spirito santo, ricevuta da Gesù, nell’incarnazione, e al
fiume Giordano – nel giorno del suo Battesimo - oggi partecipata a
tutti i fedeli, sacerdoti graditi al Padre. Gli oli benedetti per la potenza
dello Spirito ci vengono consegnati per risanare, illuminare, confortare, consacrare e confermare i doni e carismi con i quali lo stesso Spirito adorna la sua Chiesa per l’edificazione del Regno.
L. Ecco il Crisma,
Il ministro con l’ampolla del Crisma la depone – in posizione centrale
e di rilievo rispetto alle altre due - sulla mensa.
per l’unzione sacramentale di chi, a diverso titolo, verrà reso partecipe del sacerdozio di Cristo Servo, Re e Profeta: i fedeli nel giorno del
loro Battesimo e della Cresima; i candidati al Presbiterato e all’Episcopato nel giorno della loro Ordinazione nella Chiesa cattedrale.
L. Ecco l’olio dei Catecumeni,
A seguire, l’altro ministro depone l’ampolla dell’olio dei Catecumeni
sulla mensa
per quanti lotteranno per vincere le seduzioni del male e si preparano
a ricevere il Battesimo.
L. Ecco l’olio degli infermi,
L’altro ministro depone l’ampolla dell’olio degli Infermi sulla mensa
per l’unzione sacramentale di coloro che associati alla Passione di
Cristo possano trovano forza e sollievo.
Rendiamo grazie a Dio perché attraverso di essi si manifesti la potenza del mistero pasquale nella vita dei fedeli.
Mentre il presidente li incensa, l’assemblea rende grazie con un
canto adatto. Dopo l’incensazione le ampolle degli oli sacri vengono
riportati in prossimità del fonte battesimale o altro luogo idoneo. Si
omette l’atto penitenziale e si intona il Gloria.
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libretto della Celebrazione e Omelia dell`Arcivescovo