/////////////////////// Anno X / n. 1 - 2016 / Gennaio - Febbraio / Bimestrale / € 1, 00 / Poste Italiane SpA / Spedizione in Abbonamento Postale / 70% LO/BS /////////////////////// lari v istadi S al u t E - B e n essere - B E L L E Z Z A Milly CarluccI BALLA CON LE STELLE IPERCOLESTEROLEMIA FAMILIARE I vantaggi del latte materno ASTIGMATISMO DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE LA STORIA DI GIORGIA EDITORIALE di LUIGI CAVALIERI Direttore Responsabile Le favole aiutano a mangiare sano C Una bella esperienza da raccontare he il farmacista debba uscire dal ristretto ambito della sua farmacia, in cui svolge, indubbiamente, un ruolo importante fornendo consigli professionali ai propri utenti, non siamo certo noi i primi a sostenerlo né tanto meno a scoprirlo. Esistono ormai consolidate correnti di pensiero, che dovrebbero indurre a trasferire all’esterno quel che negli anni si è potuto sperimentare all’interno delle farmacie parlando con quei milioni di clienti, che ogni giorno ne varcano la soglia. Certo non si può prescindere dal fatto che si abbia effettivamente qualcosa da trasmettere e soprattutto si sia individuato il metodo migliore per farlo. Proprio per questo, per aiutare alcuni ancora indecisi a fare il primo passo, abbiamo pensato, in occasione del Decennale di ProfiloSalute (ma della ricorrenza parleremo nel prossimo numero) di dar voce a quelle esperienze, che, di volta in volta, ci verranno segnalate e riterremo meritevoli di essere raccontate ai nostri lettori. In questo numero il buon esempio ci viene da Porto Mantovano, dove due farmaciste hanno dismesso il classico camice e sono entrate nelle scuole elemen- tari per vivere insieme ai bambini le “Favole da mangiare”. Non voglio aggiungere altro, perché raccontiamo la loro interessante esperienza in questo stesso numero, soprattutto ci è piaciuto come siano riuscite a rendere accattivante il racconto di una favola, che poi tanto favola non é, visto che l’Italia è il terzo Paese al mondo per numero di bambini in sovrappeso. I contenuti di questo editoriale, che rompe con gli schemi tradizionali, vuole anche testimoniare come, in effetti, la farmacia si stia evolvendo e non è vero che l’unico obiettivo sia quello di vendere solo medicine. Allora impariamo anche noi divertendoci insieme a Rossella e Barbara. Quasi mi dimenticavo: è iniziato il nuovo anno e gli auguri sono sempre graditi. Auguri, allora, ai lettori, ai collaboratori ed alle aziende che hanno creduto in noi e continuano a sostenere ProfiloSalute. Non è vero che l’unico obiettivo è di vendere solo medicine [email protected] 3 Numero 1 - 2o16 // Gennaio - Febbraio // www.profilosalute.it COVER STORY In questo numero I vantaggi del latte materno a cura di GUIDO VERTUA 16 Segui le News di Profilo Salute su Facebook Profilo-salute Milly Carlucci balla con le stelle 18 Ipercolesterolemia familiare 48 L’astigmatismo a cura di Andrea Bartuli e Sabrina Buonuomo a cura di Andrea Russo 30 Disturbi del comportamento alimentare Giorgia quella pastiglia poteva costarle la vita a cura di LUIGI CAVALIERI 65 a cura di Maria Gabriella Gentile EDITORIALE 3 22 Favole da mangiare Le favole aiutano a mangiare sano di Luigi Cavalieri Un successo la Convention di FarmaciaINsieme 9 Christian Boiron interviene sull’omeopatia 10 Cambia la domanda di salute di Francesco Rastrelli PERSONAGGIO 12 La bella Milly pronta per “Ballando con le Stelle” di Michele Vanossi MAMMA E BAMBINO 21 Le paste per il cambio pannolino di Chiara Kron Morelli 4 SOMMARIO BELLEZZA 40 Minor rischio per le cardiopatie FARMACIA 6 37 Aritmie di Franco Pesciatini con le nuove terapie di Luigi Cavalieri SALUTE E BENESSERE 43 Integratori utili PARLA LO SPECIALISTA 24 L’insufficienza venosa di Stefano Di Nonno 28 Guarire si può di Tommaso Revera 32 Credo di essere... incinta! di Claudio Paganotti cosa sono e come si curano di Edoardo Cervi e Maurizio Ronconi 34 Emorroidi, per la carenza di certe sostanze di Serena Schiavo 71 Colorare i capelli? Prova a farlo tu di Roberta Rossi 72 La chirurgia estetica delle palpebre di Enrico Motta di Marta Simoni 78 Le verruche di Antonio Marinelli 58 Il calore contro il dolore di Simonetta Elseri 62 Che cos’è la dipendenza da cibo? di Gloria Fioravanti combattere la carie di Paola Rivetta 78 Inverno periodo ideale 53 Rimedi naturali per dimagrire 87 Un bicchiere di latte per GRAFOLOGIA di Roberto Scalvini dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità di Federica Peretti 75 Afta, che bruciore 47 A proposito di carne 85 La pasta proclamata per rinnovare la pelle di Enrico Filippini infezioni della pelle di Rita Martinelli ALIMENTAZIONE 82 Le ricette senza glutine 89 In punta di penna di Candida Livatino RICETTA 90 Pasta alle zucchine aceto balsamico e feta di Laura e Silvia Squizzato TERMALISMO 94 Le Terme al servizio della salute AMICI ANIMALI 95 Il letargo delle testuggini di Nicola Bertoni INFORMAZIONE AI LETTORI I lettori interessati ad approfondire gli argomenti trattati da ProfiloSalute debbono scrivere a [email protected] COPIA OMAGGIO OFFERTA DELLA TUA FARMACIA dello Chef Marco Scaglione Chiacchiere di Carnevale MEDICINA NATURALE 68 Vitamina D una vitamina per tutti di Antonio Schiavo SOMMARIO 5 Un successo la Convention di FarmaciaINsieme a cura della Redazione Governance e direzione strategica saldamente a Brescia U n successo, un grande successo: la definirei con questi termini la IX Convention di FarmaciaINsieme tenutasi nel contesto del Museo Mille Miglia a Brescia. Un successo con la massiccia partecipazione di farmacisti, la qualità dei relatori che si sono succeduti sul palco chiamati a ribadire quel che in questi anni CEF, la Cooperativa, di cui i farmacisti sono 6 FARMACIA loro stessi i proprietari, ha fatto per loro, “Perché possano sentirsi liberi e forti nei confronti di una concorrenza sempre più agguerrita” - come ha ribadito Un grande successo CON la massiccia partecipazione dEI farmacisti il Presidente Vittorino Losio nel suo intervento conclusivo. E ancora - per dirla sempre con le sue parole - “Una Cooperativa che ha radici antiche ( è nata a Brescia 81 anni fa ), ma ha saputo guardare avanti, con intuito ed attenzione particolare all’evolversi del mercato ed alle possibili conseguenze”. Tant’è che oggi il fatturato di CEF ha raggiunto il miliardo e cento milioni di euro così da conquistare il terzo posto a oggi SONO 874 le farmacie aderenti a FarmaciaINsieme livello nazionale fra i distributori intermedi del farmaco, oltre, naturalmente, al primo assoluto fra le Cooperative. Oggi CEF ha assunto, infatti, una dimensione nazionale, che un breve filmato ha sinteticamente ben riassunto: una tracciato lungo Mille Miglia, per cui certamente location più appropriata non poteva essere scelta, che l’ha vista da Brescia raggiungere Cremona, poi Venezia, Erba, Varese, Milano, Pisa, Bari, Foggia, Roma, per far ritorno nuovamente a Brescia. Ed alla città della Leonessa rimarrà saldamente ancorata anche in futuro, anche se potranno esservi nuove adesioni o incorporazioni, perché “CEF - ha tenuto a sottolineare Losio - qui è nata, qui ha le sue radici (e tutti sappiamo bene cosa potrebbe succedere se si tagliassero), per cui governance e direzione strategica rimarranno a Brescia, nonostante l’espansione territoriale Il Presidente Vittorino Losio e l’incremento rilevante del fatturato”. E che la Cooperativa e chi la governa abbiano imboccato la strada giusta, che le consenta, pur mantenendo lo spirito che deve sempre contraddistinguerla, lo hanno dimostrato tutti quei farmacisti presenti alla Convention. “È la riprova che questo è il percorso su cui procedere ed il fatto che oggi 874 farmacie aderiscano a FarmaciaINsieme è la migliore dimostrazione - ha concluso il Presidente -che i colleghi vedono nella Cooperativa lo strumento, che può da un lato proteggerli dai rischi competivi e dall’altro, con la nuova proposta formativa dell’Accademia, aiutarli a mettere a disposizione di quanti varcano le soglie della farmacia tutta una serie di consigli e servizi, che ne faranno sempre di più un presidio di salute insostituibile”. FARMACIA 7 Christian Boiron interviene sull’omeopatia “La polemica in atto è sterile, bisogna guardare ai fatti” a cura della Redazione La polemica apparsa sulla stampa in merito all’omeopatia ed alla sua efficacia hanno spinto Christian Boiron, direttore generale dell’omonimo gruppo farmaceutico, ad intervenire. ADV “N on sono interessato a voler cercare di convincere chi non vuole guardare oltre, perché sarebbe un’inutile perdita di tempo. In questo momento sono concentrato a far progredire l’omeopatia. E poi, credo che in questo ambito contino i fatti: l’omeopatia è presente praticamente in tutti i Paesi del mondo, ed è una realtà consolidata in moltissimi ospedali. Sono 400.000 gli operatori della salute, che consigliano medicinali omeopatici, ed i pazienti che si curano anche con questi farmaci sono 300 milioni in tutto il mondo”, ha dichiarato Boiron. “D’altro canto gli attacchi all’omeopatia non ci sono solo in Italia, anche se qui alcune personalità influenti amano parlarne e scri- Christian Boiron verne senza essersene mai occupati. Stimo molto il prof. Garattini come ricercatore negli ambiti scientifici in cui ha competenza: purtroppo, fra questi, non figura l’omeopatia. Gli chiesi personalmente anni fa di fare ricerca sui medicinali omeopatici, ma rispose che non era interessato. Un giorno conosceremo il meccanismo d’azione in base al quale i medicinali omeopatici danno prove di efficacia; oggi, però, credo si debba tornare a pensare che lo scopo della ricerca non sia quello di dimostrare e convincere, ma di capire, trovare, progredire. In merito al meccanismo d’azione dei medicinali omeopatici, che sappiamo funzionano, ma non in che modo- è sempre Boiron a parlare- mio padre Jean, fondatore assieme al gemello Henri dei ‘Laboratoires’, diceva che possiamo vedere solo le orme dell’orso nella neve, ma non vediamo l’orso. Perché una sostanza che, se assunta in dosi più o meno significative provoca un sintomo, diluita nell’acqua in percentuali infinitesimali cura quel sintomo? Effettivamente, ancora non lo sappiamo. Del resto, per molti anni, interrogativi scientifici similari hanno caratterizzato il meccanismo d’azione sia dell’aspirina che dei vaccini. Eppure, nonostante ci siano volute decine di anni per comprendere come funzionassero, non è mai stata messa in discussione la loro efficacia terapeutica. Alla fine, ai pazienti interessa questo: che un medicinale funzioni, non come agisce la molecola”. Chiude così Boiron: “Ho scritto un libro, che uscirà anche in Italia e si intitolerà “100 anni di ricerca in omeopatia”. In questo libro parlo dei tanti interrogativi, che negli anni ci siamo posti, e delle tante risposte date, senza negare gli ambiti ancora da chiarire e su cui ricercare. Certo è che non ho scritto un libro sulla ricerca per trovare nuovi « sostenitori » dell’omeopatia, tra medici, farmacisti e pazienti. Non è necessario, perché l’omeopatia si sviluppa da sola. Ha solo bisogno di essere se stessa”. FARMACIA 9 ment in Europe (SHARE)” l’indagine più accreditata, finanziata dall’Europa e condotta su circa 45.000 cittadini europei appartenenti a 19 Paesi dell’Area Ocse di età superiore ai 50 anni nel periodo 2004 - 2012. I risultati emersi sono: • Un punto in più sul PIL di spesa sanitaria, (e, quindi, più investimenti nella salute) si traduce nella riduzione dello 0,1 del numero medio di patologie croniche nella popolazione con maggiori probabilità di guarire o di non contrarre malattie. • Sovrappeso e inattività sono due elementi, che pesano negativamente sul livello di salute e comparsa di malattie croniche; è, dunque, importante promuovere uno stile di vita sano e attivo. • Le relazioni affettive e le attività di volontariato riducono la probabilità di contrarre patologie croniche tra cui i tumori (probabilità quasi dimezzata!). • I soggetti con un grado di istruzione superiore a quello dell’ob- Cambia la domanda di salute a cura di Francesco Rastrelli Presidente Ordine dei Farmacisti della Provincia di Brescia Coordinatore Federazione Ordini dei Farmacisti Lombardi La nuova farmacia e il livello di benessere nella terza età L’ aumento della longevità media della popolazione ha indotto un incremento considerevole della domanda di servizi sanitari con un costo economico, che si preannuncia difficilmente sostenibile. L’OMS ha, dunque, definito l’”Active ageing” ovvero il processo di ottimizzazione delle 10 FARMACIA opportunità per la salute, della partecipazione e della sicurezza, come la modalità per migliorare la qualità della vita man mano che la popolazione invecchia. All’ “Active ageing” è stato affiancato uno studio, che si propone di identificare i fattori principali, che influenzano la salute e di calcolarne il loro impatto sulla salute e sull’economia. ”Active ageing”, il processo di ottimizzazione delle opportunità per la salute Lo studio è stato sviluppato dal gruppo di Tor Vergata con il patrocinio della Fondazione Angelini sulla base dei dati di “Survey of Health, Ageing and Retire- bligo hanno una durata di vita superiore e minore probabilità di ammalarsi; questo si spiega per l’adozione di uno stile di vita più sano grazie alle nozioni mediche e sanitarie ricevute durante gli studi e alle maggiori funzionalità fisiche e mentali (il dato è veritiero per tutte le patologie croniche eccetto i tumori). • Il grado di soddisfazione per la propria salute attuale influenza l’insorgenza di patologie croniche negli anni successivi (3-4 volte superiore il rischio per persone che dichiarano di avere una salute precaria). In relazione a tutto questo c’è ormai la consapevolezza che la sanità deve cambiare per adeguarsi ai nuovi bisogni della popolazione, poiché cambia la domanda di salute. Diventa oggi importante confrontarsi con nuove dinamiche, basate sempre di più su una logica di qualità dei servizi resi. Questo impone il passaggio da una sanità di intervento e di emergenza a una sanità Sovrappeso e inattività sono due elementi che pesano negativamente sul livello di salute di maggior presenza e di ascolto, in particolare per rispondere alla cronicità. Perché questo modello funzioni, occorre che tutte le figure coinvolte interagiscano tra loro con dinamiche interprofessionali e interdisciplinari. Diventa, quindi, fondamentale definire percorsi di cura adeguati agli specifici ruoli operativi, allargando sempre di più le funzioni verso servizi avanzati. I Farmacisti e la nuova “Farmacia dei Servizi”, intesa come presidio sanitario sul territorio, sono tra le figure sanitarie più coinvolte, insieme ai medici, per dare risposte adeguate e professionali a questa crescente richiesta di assistenza proveniente, in particolare, dai pazienti affetti da patologie croniche. FARMACIA 11 Milly La bella pronta per “Ballando con le Stelle” a cura di Michele Vanossi Giornalista I consigli per essere sempre in forma I l suo nome di battesimo è Patrizia Camilla Carlucci, ma a tutti noi è nota come Milly. L’inizio del 2016 prevede per la nota presentatrice la conduzione di uno dei programmi di punta del sabato sera di Rai Uno: “Ballando con le Stelle” (La prima puntata sarà il 20 febbraio). Non tutti ricorderanno che il suo percorso professionale annovera ruoli da attrice e da cantante. Quale ruolo preferisci? Ho fatto molte cose ad inizio carriera, perché ho frequentato l’Actor Studio di Los Angeles e lì mi hanno insegnato e spiegato che un personaggio, per completarsi, deve sapere fare un po’ di tutto: canto, recitazione, ballo, ma non ho mai pensato di fare la cantante. Per quanto concerne il cinema al mio esordio non c’erano ruoli, 12 PERSONAGGIO che mi interessassero particolarmente e poi il destino e la mia vo- cazione mi hanno portato a fare televisione. Come si differenzia quest’anno rispetto alle altre edizioni Ballando con le Stelle? Stiamo mettendo a punto una serie di novità: la prima è il cast, che è fondamentale e assolutamente non banale; altre innovazioni riguardano la scrittura del programma. Quale è la forza della trasmissione? Temi che la gente dopo 10 anni possa annoiarsi? La forza del programma è quella di essere fedele a se stesso; se si dovesse stravolgere la formula, si rischierebbe di scontentare i due terzi del pubblico. Non saremmo resistiti per così tanto tempo in un mercato ultraselettivo come quello italiano, che può premiare, ma anche dimenticare velocemente programmi e conduttori. Ti sei occupata personalmente delle selezioni delle persone comuni: è stato un compito difficoltoso? Ho fatto molte cose ad inizio carriera, perché ho frequentato l’Actor Studio di Los Angeles Abbiamo fatto un tour in tutta Italia, che ci è servito a trovare nuove professionalità su nuovi stili di ballo da introdurre nel progetto e per cercare i protagonisti di una sorta di linea collaterale, che sarà in onda dalla quinta puntata in poi e prevede la partecipazione della gente comune. Abbiamo incontrato una massa enorme di persone talentuose e scegliere è stato davvero difficile. C’è un personaggio famoso che vorresti come concorrente, ma che, al momento, non ha accettato? Ci sono tanti personaggi desiderati che possono essere possibilità future… Mauro Coruzzi (in arte Platinette) durante l’estate si è candidato spontaneamente per risolvere una serie di problemi di disordine alimentare. Vedremo se supererà il provino decisivo qualche settimana prima di cominciare. Siamo abituati a vederti indossare abiti da sera molto belli, è quasi un marchio il tuo stile “sirena”, quale è la tua idea di eleganza?” Nel fare la prima serata entri nel salotto di casa di chi ti segue e porti una situazione di allegria, bellezza, eleganza e, quindi, ti vesti con abiti da sera glamour, è una sorta di divisa che fa parte di te. Ma in casa e nella vita di tutti i giorni non mi vesto così. La mia idea di eleganza è legata alla semplicità, perché, come tutte le donne che lavorano e che devono assentarsi da casa per parecchie ore, non ho tempo di curare ogni dettaglio, ma devo trovare un abbigliamento comodo, quindi l’opzione è PERSONAGGIO 13 per abiti che facciano da passepartout per le diverse situazioni, che possono presentarsi durante la giornata. I sacrifici giornalieri e le rinunce per ottenere una silhouette come la tua? Io ho fatto di necessità virtù, avendo problemi alla spina dorsale fin da ragazzina (e avendo subito un intervento), per combatterli e per non soffrire di mal di schiena, devo fare movimento, ginnastica, stretching e non devo aumentare di peso; non vado in palestra, ma faccio una serie di esercizi ogni giorno a casa. Segui una dieta particolare? Com’è la tua “giornata alimentare tipo” quando sei a casa e quando lavori? Mi segue una nutrizionista (la dottoressa Sara Farnetti), che mi ha creato un piano nutrizionale con le combinazioni alimentari che fanno bene. Quando lavoro a Roma, mi porto da casa quello che mi necessita. A colazione mangio del pane tostato con dell’olio, un paio di olive, frutta e caffè. Per pranzo solitamente carne, pesce, insomma proteine accompagnate da verdure, frutta e la sera carboidrati e verdura. Come ti prendi cura della pelle? Ho una pelle intollerante e sono allergica al sole, quindi ho un dermatologo, che mi prescrive le creme da applicare. Suggerire agli altri quali creme L’antidoto migliore ALLO STRESS è stare in famiglia e occuparsi dei figli acquistare è pressoché inutile, perché ogni tipo di pelle presenta caratteristiche differenti. Il mio consiglio è quello di applicare sempre una crema con filtri solari, anche d’inverno. Avresti rinunciato alla carriera per la famiglia? Se fosse stata una scelta senza appello, forse sì, fortunatamente non mi sono trovata in questa situazione. In che modo combatti lo stress? L’antidoto migliore è stare in famiglia e occuparsi dei figli, della casa, delle cose concrete di tutti i giorni. C’è un libro che ti è particolarmente piaciuto e che consigli ai nostri lettori? Sto leggendo un libro molto interessante sulla cultura, sulla civiltà, sulla religione dell’Islam. Un mondo così lontano, ma anche così vicino. Tutto ciò che non conosciamo ci destabilizza, perché siamo sempre rassicurati dalla nostra routine, ma dobbiamo imparare a capire, soprattutto prima di giudicare. 14 PERSONAGGIO VICKS FLU ACTION ADV DOPPIA AZIONE CONTRO I SINTOMI DEL RAFFREDDORE E DELL’INFLUENZA Con tante cose da fare ogni giorno e una famiglia di cui prendersi cura, le mamme non possono permettersi di ammalarsi. AZIONE 2-IN-1 CONTRO I SINTOMI DI INFLUENZA E RAFFREDDORE ✓ Formulazione a base di 2 principi attivi ALLEVIA L’ibuprofene combatte dolore, febbre e infiammazione La pseudoefedrina libera il naso chiuso 1 FEBBRE 2 MAL DI TESTA 3 MAL DI GOLA 4 DOLORI MUSCOLARI ALLEVIA 5 CONGESTIONE NASALE ✓ Non provoca sonnolenza ✓ Sotto forma di pratiche compresse Chiedi consiglio al farmacista. Per ulteriori informazioni, visita www.vicks.it È un medicinale. Leggere attentamente il foglio illustrativo. Attenzione: i medicinali vanno assunti con cautela. Non somministrare ai bambini al di sotto dei 15 anni. Autorizzazione del 05/08/2015. Ipercolesterolemia familiare di Andrea Bartuli e Sabrina Buonuomo sibilmente prima degli 8 anni, epoca dell’inizio dello sviluppo di danno vascolare, e trattato con modifiche dello stile di vita e farmaci, il suo rischio di sviluppare malattia cardiovascolare diventa sovrapponibile a quello della popolazione generale. Il sospetto diagnostico può, però, essere formulato effettuando un semplice dosaggio dei livelli di co- La regolare attività fisica non ha un effetto diretto sul metabolismo lipidico Andrea Bartuli - Responsabile UOC Malattie Rare e Genetica Medica Sabrina Buonuomo - Responsabile dell’Ambulatorio e Day Hospital per l’Ipercolesterolemia Familiare, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS di Roma Importante la diagnosi precoce. In Italia si stima ne sia affetta circa 1 persona su 380 è ormai da 50 anni risaputo che la malattia cardiovascolare, principale causa di morbilità e mortalità in Occidente, è strettamente correlata ai livelli ematici di colesterolo ed, in particolare, di colesterolo LDL: più alti sono i valori e più alta è la probabilità di sviluppare accidenti vascolari anche in età giovanile. L’80% del colesterolo nell’uomo viene sintetizzato nel fegato e il restante 20% viene introdotto con gli alimenti. L’eliminazione del colesterolo, ed in particolare del colesterolo LDL, avviene anch’essa prevalentemente nel fegato grazie all’azione di specifici recet- 16 MAMMA E BAMBINO tori presenti sulla superficie delle cellule epatiche, che lo catturano e lo degradano. Qualsiasi alterazione genetica, che influenza la presenza e l’operatività di questo recettore, causa una persistenza del colesterolo LDL nel circolo ematico, ipercolesterolemia e de- L’80% del colesterolo nell’uomo viene sintetizzato nel fegato e il restante 20% viene introdotto con gli alimenti posito nelle pareti vascolari. L’insieme dei difetti genetici in grado di causare la ridotta efficienza dei recettori costituiscono l’Ipercolesterolomia familiare. Questa condizione genetica, trasmessa da genitore in figlio, è estremamente frequente: in Italia si stima ne sia affetta circa 1 persona ogni 380. Chi ne è colpito è assolutamente asintomatico fino alla comparsa del danno vascolare (angina, infarto, ictus) a partire dal terzo decennio di vita e, comunque, prima dei 60 anni nelle donne e dei 55 anni negli uomini (malattia cardiovascolare precoce). Se un paziente, invece, viene identificato precocemente, pos- lesterolo nel sangue, a partire dai 2 anni di vita, in presenza di un’anamnesi familiare suggestiva per ipercolesterolemia e/o malattia cardiovascolare precoce: se un genitore ne è affetto, tipicamente avrà il 50% di rischio di trasmettere la mutazione ai propri figli. Benché la dieta concorra in percentuale minima alla colesterolemia ematica, soprattutto se la diagnosi viene posta in età pediatrica, è molto importante instaurare abitudini alimentari corrette, a basso contenuto di colesterolo, che hanno così le maggiori probabilità di mantenersi nel tempo, fino all’età adulta. La promozione di regolare attività fisica non ha un effetto diretto sul metabolismo lipidico, ma concorre al miglioramento della funzione cardiovascolare nel tempo. Il trattamento farmacologico vero e proprio viene consigliato nei bambini di età superiore agli 8 anni, che, dopo adeguato trattamento dietetico, presentino valori di colesterolemia LDL persistentemente superiori ai valori di riferimento per età e sesso. Il farmaco di prima scelta è la statina: si tratta di una classe di farmaci molto efficace nel trattamento della ipercolesterolemia, determinando una riduzione dei valori fino anche al 30-50%. Nuove ed innovative terapie, che utilizzano meccanismi alternativi di regolazione della produzione di colesterolo (anticorpi monoclonali, RNA missense), sono, però, già all’orizzonte, a breve disponibili anche per l’età pediatrica. Certamente la presa in carico di un soggetto clinicamente sano, ma potenzialmente a rischio, ha un costo anche economico, costo di gran lunga inferiore, però, alla spesa in termini di mortalità o morbilità secondaria al verificarsi dell’evento cardiovascolare acuto. La diffusione della conoscenza di questa condizione diventa, pertanto,cruciale ai fini della precoce identificazione dei bambini affetti. Si stima siano colpiti da questa malattia in Italia circa 22 mila ragazzi di età inferiore ai 14 anni: solo il 2% di questi sono stati diagnosticati e trattati, gli altri svilupperanno un infarto a partire da circa i 30 anni di vita. Intercettarli tutti vuol dire invece, abbattere nei prossimi 30 anni del 25% gli eventi cardiovascolari nel nostro Paese. In collaborazione con il Ministero della Salute ed il Centro Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (CCM) è stato avviato un progetto multiregionale (Lazio, Umbria, Emilia Romagna, Campania) con l’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” come capofila, che ha come obiettivo di aumentare le conoscenze in merito a questa condizione, avviare gli opportuni percorsi assistenziali e creare un registro di malattia. (“Progetto SPIF”: Screening Pediatrico Ipercolesterolemia Familiare). Auspichiamo che questo modello possa essere facilmente riproducibile e nel tempo possa contribuire a ridurre il numero dei pazienti non diagnosticati in Italia. MAMMA E BAMBINO 17 I vantaggi del latte materno a cura di guido VERTUA Pediatra - Responsabile dei contenuti medici di www.mammaepapa.it C Non esiste alimento migliore per un neonato on l’arrivo del freddo i bambini cominciano ad ammalarsi. Il giudizio dei pediatri e dei nutrizionisti è unanime: non esiste alimento migliore del latte materno per un bambino appena nato, non solo perché contiene tutte le sostanze essenziali per un ottimale accrescimento staturo-ponderale, ma anche perché assicura importanti fattori protettivi in grado di 18 MAMMA E BAMBINO influire positivamente sulla sua salute futura. Vediamo tutti i vantaggi derivati dall’allattamento al seno: • Il latte materno è facilmente digeribile: il contenuto di proteine è basso, con un rapporto ottimale tra i due costituenti proteici principali, la caseina e le sieroprotei- ne, e questo si traduce in una più facile digeribilità gastrica. Contiene, inoltre, particolari enzimi, le lipasi (alla nascita il neonato ne possiede in quantità molto limitate), sostanze in grado di disgregare i grassi e di “predigerirli”, prima del loro arrivo nello stomaco. • Protegge dalle infezioni: nel latte materno ci sono anticorpi, che la mamma passa al figlio e che lo proteggono da malattie. Si tratta soprattutto di immunoglobuline di classe A o IgA, sostanze di difesa, che vanno a rivestire le pareti dell’intestino, difendendolo dall’aggressione di germi e virus e dalla penetrazione di sostanze “estranee”, che potrebbero contribuire allo scatenamento di reazioni allergiche. Contiene la lattoferrina (una proteina che lega il ferro) ed il lisozima (un enzima dotato di attività antibatterica), capaci di stimolare il sistema di difesa dell’organismo. Possiede, inoltre, alcune sostanze, chiamate fattori bifidogeni, che favoriscono la crescita di un batterio “buono”, il Lactobacillus bifidus, che antagonizza a livello intestinale lo sviluppo di germi potenzialmente patogeni. • È prontamente disponibile alla temperatura giusta e non richiede alcuna preparazione: non ci si deve perciò preoccupare di riscaldare il biberon, quando il bambino ha fame, oppure di mantenere il latte caldo o freddo, quando si è fuori casa ed ancora più importante, di notte una mamma può IL LATTE MATERNO È prontamente disponibile alla temperatura giusta allattare il proprio figlio stando a letto, evitando così di alzarsi e di stancarsi. • Si tratta di latte fresco (il seno materno non è, infatti, una riserva di latte, come, ad esempio, lo è la mammella della mucca e produce perciò latte solo “a richiesta”) e sterile, che riduce la possibile comparsa di disturbi gastrointestinali tipici del lattante: rigurgiti, stitichezza, coliche gassose sono, infatti, meno frequenti che nei bambini allattati con latte artificiale. Da non dimenticare, inoltre, che è completamente gratuito. • È, come abbiamo già visto, un fattore di protezione nei confron- ti delle allergie, in particolare quando esiste una familiarità per malattie allergiche (dermatite atopica, rinite e/o congiuntivite allergica, asma) nel padre, nella madre e/o nei fratelli o sorelle. • È in grado di fornire tutto ciò di cui il neonato necessita dal punto di vista nutrizionale (grassi, zuccheri, proteine, ecc), con la sola eccezione, forse, del fluoro e della vitamina D. Non contiene eccessive quantità di minerali come il sodio, cloro e potassio, così da non affaticare troppo i reni ancora immaturi del bebè. Si adegua alle esigenze ed alle necessità di crescita del lattante modificando, nel tempo, la sua composizione. • Serve anche alla mamma: nel periodo immediatamente successivo al parto, il lattante, quando poppa, stimola le contrazioni uterine, evitando che la madre abbia grosse perdite di sangue ed aiutando l’utero a tornare più rapidamente alle dimensioni originarie. Inoltre è dimostrato da numerosi studi che un allattamento materno protratto riduce il rischio di insorgenza di tumore al seno e, nell’età della vecchiaia, di osteoporosi. Da non dimenticare, poi, che l’allattamento al seno, comportando un notevole dispendio energetico, facilita la perdita dei chili in eccesso accumulati durante la gravidanza. • Non trascurabili, infine, sono i vantaggi psicologici sia per la madre che per il bambino. La mamma viene personalmente coinvolta nella nutrizione del suo piccolino, ricavandone la piacevole sensazione di sentirsi indispensabile e realizzata; il lattante gode di un’intima e confortevole relazione fisica con la madre. MAMMA E BAMBINO 19 Le paste per il cambio pannolino Aiutano a preservare le zone più delicate dei neonati è ADV utile applicare paste per il cambio sul sederino del nostro bambino? Bisogna utilizzarle sempre o solo quando è arrossato? Che tipo di crema utilizzare? Domande legittime e doverose, perché è importante e fondamentale sapere cosa si mette addosso al nostro piccolo, specie nella tenerissima età, considerando, peraltro, la zona estremamente delicata del corpo dei neonati. Le creme e paste antiarrossamento agiscono, infatti, proprio nella zona degli organi genitali dei bambini, per cui, è bene avere, per così dire, un occhio di riguardo in più agli ingredienti che contengono. Innanzitutto non si dovrebbe “abusare” delle paste per il cambio, spalmandole assiduamente ad ogni cambio pannolino, ma dovrebbero essere utilizzate solo in caso di effettiva necessità, quando ci si accorge che il culetto dei bimbi è arrossato, stendendone una modesta quantità sulla parte interessata. Le creme creano un’ottima barriera tra la pelle e le feci o l’urina: queste, infatti, a contatto per lungo tempo con l’epidermide del bambino, aumentano il rischio di irritazione, specie in caso di diarrea o utilizzo di antibiotici, dovuto ad un abbassamento di pH delle stesse. In commercio esistono tantissime paste per il cambio. Vediamo quali sono i maggiori ingredienti utilizzati. L’ossido di zinco, disponibile in diverse percentuali, è il principio attivo più utilizzato e conosciuto. L’effetto barriera, che crea, è molto utile, quando, appunto, le zone intime si arrossano e si infiammano. L’azione lenitiva fa sì che la cute riprenda velocemente il suo aspetto iniziale e l’assenza di effetti collaterali lo rende una sostanza di grande impiego. Spesso è associato al pantenolo o al bisabololo, che hanno azione perlopiù idratante e nutriente, cicatrizzante e lenitiva. è associato anche all’aloe, alla calendula o alla camomilla, ingredienti naturali ed altrettanto efficaci. Una nota di merito per l’olio di emu, principio attivo di recente utilizzo nelle creme cambio, preziosa sostanza riconosciuta per le sue proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti, riepitelizzanti. L’olio di emu ha una spiccata proprietà antibatterica naturale, è ricco in acidi grassi omega 3 e 6 ed è in grado di veicolare altri principi attivi utili nella prevenzione e cura dell’arrossamento da pannolino. a cura di CHIARA KRON MORELLI Farmacista MAMMA E BAMBINO 21 Le FARMACISTE propongono ai genitori di condividere occasioni di preparazione degli alimenti con i figli Favole Figura 1 da mangiare La dott.ssa Rossella Gamba (a destra) e la collaboratrice dott.ssa Barbara Passeri a cura della Redazione I Nuovo approccio all’educazione alimentare. Al centro la figura dei bambini l progetto “Favole da Mangiare”, costruito dal team Prodigi Educational per Pharma Vegana, presenta un nuovo approccio all’educazione alimentare, ponendo al centro la figura dei bambini. La sua finalità è capire, se e come i bambini parlano di cibo e quali cibi prediligono rispetto ad altri. Questo per seminare, sin dalla prima età, le basi per una più corretta educazione alimentare. Il progetto è destinato ai bambini della scuola primaria (3^, 4^ e 5^ elementare), insieme ai loro insegnanti ed alle loro famiglie. Il farmacista, in incontri presso la scuola, si presenta come una persona disposta ad ascoltare e rispondere sui temi del benes- 22 MAMMA E BAMBINO sere e della salute, non solo dietro il banco, ma portando le proprie competenze in materia direttamente nelle scuole. La Farmacia Gamba di Porto Mantovano nelle persone della titolare dott. ssa Rossella Gamba e della collaboratrice dott.ssa Barbara Passeri, ha conseguito una specifica preparazione dopo vari step di Il farmacista si presenta come una persona disposta ad ascoltare e rispondere sui temi della salutE formazione presso Pharma Vegana. Ciò ha permesso loro di ap- prendere un nuovo approccio alimentare, fondato sull’interazione e sulla relazione con i bambini ed il loro mondo. Il progetto prevede tre incontri con ogni classe, al fine di attivare e rinforzare la consapevolezza del rapporto tra alimentazione e salute nei bambini e stimolare la consapevolezza del rapporto tra alimentazione ed emozioni. Premesso che “l’arte di imparare non si impara che divertendosi”, nel primo incontro (Cosa mi piace, con chi mi piace mangiarlo, quando si mangia a casa?) non vengono forniti elenchi noiosi di cibi buoni-cattivi, ma si interagisce con i bambini raccontando una fiaba, per ascoltare, poi, il loro punto di vista, la loro relazione col cibo e con chi glielo prepara. In questo modo il bambino viene portato a nominare e riconoscere le sue preferenze alimentari ed a confrontarsi con le differenti preferenze dei compagni, dando una maggiore attenzione simbolica al tema del cibo, nella relazione con le persone che gli stanno intorno. Il secondo incontro (Sono ciò che mangio, mi voglio bene con il cibo) è più pratico e si va tutti insieme alla caccia dello zucchero (es: in quali cibi si nascon- de). Tramite la metafora di una macchinina, che parte per un viaggio, si fa vedere come il cibo faccia diventare grandi e forti e quali siano i segreti per diventarlo (es: colazione da Leone, pranzo da Gattone e cena da Pulcino). Si cerca di far constatare che gran parte degli alimenti è composta da diversi ingredienti, alcuni riconoscibili a vista o al gusto, altri più nascosti. Viene attivata l’idea che “corretta alimentazione” sia fornire all’organismo alimenti adeguati, a seconda dell’orario e dell’attività. Nel terzo incontro (La ruota degli alimenti) sono invitati i familiari, genitori e fratelli, che vengono coinvolti con discrezione, senza metterli in imbarazzo o a disagio. In questo incontro sono i bambini ad avere un ruolo da protagonisti e sempre in modo ludico, con l’aiuto anche dell’insegnante, si fanno assaggi al buio (si sviluppa l’olfatto) e test del gusto. Le dottoresse propongono ai genitori di condividere occasioni di preparazione degli alimenti con i figli. Si cerca, infine, di far passare il concetto che i bambini hanno la stessa piramide alimentare degli adulti, quello che si mangia in famiglia può far bene o male a grandi e piccoli. Solitamente l’alimentazione dei bambini è sbilanciata verso l’eccessivo apporto di zuccheri e grassi saturi. L’apporto proteico viene soddisfatto prevalentemente da proteine di origine animale; è, quindi, importante far conoscere la varietà delle proteine di origine vegetale ed aumentare il loro consumo nei menù in famiglia. Sfamarsi e nutrirsi sono concetti molto diversi; si cerca di far riflettere sul fatto che, per preparare alimenti poco salutari o alimenti sani, è necessario spesso lo stesso dispendio di tempo. La proposta di incontri presso le scuole sul tema della alimentazione ha riscontrato un immediato interesse da parte degli insegnanti e dei dirigenti scolastici. MAMMA E BAMBINO 23 L’insufficienza venosa a cura di Stefano Di Nonno Chirurgo vascolare I Le vie degli arti inferiori paragonabili alla rete stradale l ritorno del sangue venoso degli arti inferiori è garantito da due sistemi in stretta correlazione: il sistema venoso superficiale (vena grande e piccola safena); il sistema venoso profondo (vena femoro-poplitea). Le vene degli arti inferiori sono un fitto reticolo di vasi tutti in sinergica comunicazione tra di loro, il cui compito è di portare il sangue non ossigenato, insieme ai liquidi ed ai metaboliti di scar- 24 PARLA LO SPECIALISTA to, dalla periferia al cuore. Possono essere paragonate alla rete stradale: ci sono le autostrade (vena femoro-poplitea, vena Le vene degli arti inferiori sono un fitto reticolo di vasi tutti in sinergica comunicazione grande e piccola safena R1-2), le tangenziali (collaterali R3), le statali (collaterali R4), le provinciali (vene reticolari) fino ad arrivare alle strade di città-campagna (i capillari). L’insufficienza venosa cronica (IVC) è un quadro clinico caratterizzato da sintomi e segni legati all’ipertensione venosa, dipendente da alterazioni strutturali o funzionali delle vene. Le cause più frequenti sono un’alterazione primitiva della parete e delle valvole delle vene soprafasciali degli arti inferiori con dilatazione e reflusso (varici) o alterazioni secondarie dovute a precedenti trombosi venose profonde (TVP) con ostruzione persistente, ricanalizzazione con reflusso, o entrambe. Le teleangectasie (erroneamente definiti capillari) e le vene varicose degli arti inferiori rappresentano una problematica estetico-funzionale per molte donne, che spesso si manifesta con l’ arrivo della bella stagione. In estate la patologia venosa dà clinicamente segno di sé (gonfiore, stanchezza, senso di peso fino al vero e proprio dolore). è a partire dall’autunno il momento migliore per i trattamenti più idonei ed il ventaglio delle possibili soluzioni medico-chirurgiche nelle mani del medico si è ampliato nel corso degli ultimi dieci-vent’anni. Si tratta di un’affezione, che interessa circa il 30% della popolazione con netta prevalenza del sesso femminile. Fattori predisponenti sono rappresentati da familiarità, impiego di contraccettivi orali, gravidanze e stazione eretta prolungata. Fondamentale è l’inquadramento clinico di ogni paziente mediante: 1) Ecocolordoppler: esame diagnostico non invasivo, permette di valutare con precisione sia il sistema venoso superficiale che profondo. 2) Illuminazione transcutanea: permette di valutare la presenza di vene nutrici (invisibili a occhio nudo) di una rete di capillari (teleangectasie). Se la disfunzione è a carico dei dall’autunno il momento migliore per i trattamenti più idonei vasi di grosso-medio calibro, le soluzioni possibili sono le seguenti: Trattamento chirurgico 1. Stripping e flebectomie: trattamento chirurgico, eseguibile in regime di day-hospital o ambulatoriale, con possibili varianti tecniche, che consiste nello “sfilare” la vena malata in toto o solo il tratto non funzionante mediante mini accessi chirurgici 2. Terapia chirurgica conservativa CHIVA: trattamento chirurgico ambulatoriale che si propone di mantenere il patrimonio venoso optando per delle lega- ture mirate a livello dei punti di reflusso preventivamente individuati mediante ecocolordoppler 3. Legatura endoscopica sottofasciale delle vene perforanti incontinenti (SEPS) 4. Trattamento laser endovascolare: ablazione del vaso mediante termoablazione con sistema laser (EVLT) o radiofrequenza (VNUS) Trattamento medico conservativo 1. Sclero-mousse con o senza guida ecografica: trattamento ambulatoriale iniettivo con o senza guida ecografica della durata di 15’-20’. Se ci troviamo di fronte varici di piccolo calibro: Trattamento chirurgico mediante flebectomie ambulatoriali Trattamento medico 1. Scleroterapia o sclero-mousse 2. T.R.A.P. (fleboterapia rigenerativa tridimensionale): metodica iniettiva con una soluzione PARLA LO SPECIALISTA 25 wellcare.it STITICHEZZA? Ritrova la strada della regolarità. cattiva alimentazione flora intestinale sedentarietà stress pillola anticoncezionale, gravidanze e menopausa sono dei fattori di rischio più diluita, che non punta alla denaturazione ed obliterazione del vaso, ma a renderlo continente. Se si tratta di un problema di vene reticolari e teleangectasie: Trattamento medico 1. Scleroterapia 2. T.R.A.P. Trattamento laser (Nd:yag, alessandrite, dye-laser): trattamento percutaneo attraverso una luce laser con una ben precisa lunghezza d’onda che va a “colpire” selettivamente l’emoglobina contenuta nei vasi sanguinei. Per quanto riguarda la prevenzione, tenuto conto che la patologia venosa degli arti inferiori ha un’eziologia multifattoriale (genetica, ambientale, idiopatica), sicuramente pillola anticoncezionale, gravidanze e menopausa sono dei fattori di rischio. Sono, invece, importanti per la prevenzione ed il miglioramento del quadro: 1. una moderata attività sportiva (almeno 30’ di camminata al giorno) 2. evitare l’ immobilità prolungata in stazione eretta o seduta (giova il sollevamento dei talloni facendo leva sulla punta dei piedi) 3. una corretta alimentazione (verdure, agrumi, mirtilli contengono sostanze flebotoniche) 4. dormire con le gambe sollevate 10-15 cm rispetto al cuore 5. l’ utilizzo di collant a compressione graduata soprattutto nel caso di un’ attività lavorativa in stazione eretta e statica. 6. non utilizzare indumenti troppo stretti che ostacolano il ritorno venoso 7. la calzatura ideale deve avere un tacco di 3-4 cm, con pianta larga 8. evitare di rimanere troppo a lungo vicino a fonti di calore 9. evitare indumenti troppo stretti. ADV INFORMAZIONE PUBBLICITARIA SPECIALE BAMBINI Intestino pigro, risposta “BUONA DA MORDERE” Fruvislax Junior: i cubogel® per la regolarità intestinale dei piccoli. La stitichezza è un problema diffuso che può manifestarsi già in tenera età: riguarda oltre 10 milioni di italiani e fino al 10% dei bambini. Le “cattive abitudini”, infatti, vengono spesso trasmesse dai genitori ai figli. In primis una dieta povera di fibre, sostanze importanti per stimolare naturalmente la peristalsi e ridurre le sostanze dannose per l’intestino. Questo perché vengono consumate poca frutta e verdura e cereali, a vantaggio di cibi pre-trattati, grassi e poco salutari. Se sommiamo i ritmi frenitici a cui i bambini sono sottoposti, in molti casi accompagnati da uno scarso livello di attività fisica, ecco che l’intestino tende a “impigrirsi”. Via libera nell’intestino. A volte cattiva alimentazione, stress, sedentarietà e anche farmaci possono “bloccare” l’intestino. Quando serve c’è Magrilax, un nuovo sistema di integrazione, completo e naturale, che combina la gradevolezza di assunzione della frutta con le proprietà di benefici principi vegetali. Magrilax, innovativi cubogel® masticabili e confettura, al gradevole gusto prugna, veicolano attraverso la frutta e.s. di Tamarindo, Cassia, Frangula, Aloe Vera, Prugna e Fico d’India, utili per favorire la regolarità del transito intestinale. Confettura di frutta con principi vegetali in Cubogel® e in Vasetto. 26 PARLA LO SPECIALISTA IN FARMACIA La prima regola è abituare i piccoli a un’alimentazione corretta e uno stile di vita sano. All’occorrenza, possiamo aiutarli a ritrovare la fisologica regolarità con Fruvislax Junior, i cubogel® di gelatina di frutta studiati per le loro esigenze. La formulazione Fruvislax Junior è ricca di fibre, oltre 4 g per cubogel®, con Pera e Tamarindo che contribuisce alla regolazione del transito intestinale, aiutando a normalizzare il volume e la consistenza delle feci. Ma soprattutto è “a prova di capricci”: i cubogel®, piacevoli da masticare e al buon gusto di Pera, rendono gradevole e semplice l’assunzione in ogni momento della giornata. Fruvislax Junior è disponibile in Farmacia, in confezione da 6 cubogel®. Il carcinoma della mammella ha origine dalla proliferazione maligna delle cellule epiteliali, mioepiteliali e dal connettivo adiposo che riveste i dotti e i lobi della ghiandola mammaria. Una singola cellula è in grado di esprimere totalmente il suo potenziale maligno. Per questo motivo il tumore della mammella può esistere per lungo tempo sia come malattia non invasiva, sia come malattia invasiva, ma non metastatica. Si tratta di una patologia ereditaria? In una certa percentuale, sia pur minima (10-15%), sì; in particolare per le donne che presentano il gene BRCA 1 e BRCA2 c’è una probabilità più concreta di ereditarietà alla malattia. Un esempio concreto in questo senso è il tumore al seno che ha colpito qualche anno fa Angelina Jolie. Guarire si può! a cura di TOMMASO REVERA Giornalista La diagnosi precoce del tumore al seno salva la vita All’Istituto Clinico S. Anna di Brescia, dopo anni dedicati con costanza e impegno alla cura del tumore mammario, è stata attribuita la prestigiosa certificazione europea di Breast Unit, Unità Multidisciplinare di Senologia. I n Italia il tasso d’incidenza standardizzato di tumore della mammella nelle donne è di 114/100.000 anno e il tasso di mortalità standardizzato 24/100.000 donne anno. Si tratta di numeri importanti che, di fatto, hanno determinato questo particolare tipo di tumore come il più frequente del sesso femminile con una percentuale che si attesta al 29%. La fascia d’età più colpita 28 PARLA LO SPECIALISTA è quella compresa tra 0 e 49 anni (41%), seguono quella dai 50 ai 69 anni (35%) ed infine quella sopra i 70 anni (21%). Ciò che conforta è il dato legato alla diminuzione della mortalità di questa patologia: dagli anni ’80, infatti, si osserva una continua ma moderata tendenza alla diminuzione della mortalità attribuibile alla efficacia dello screening, alla diagnostica ed ai progressi terapeutici, in particolare alle terapie multimodali. A dimostrazione di come lo screening La fascia d’età più colpita è Compresa tra 0 e 49 anni può ridurre anche del 35% la mortalità per cancro al seno. Da anni in prima linea contro il tumore al seno e dal 1985 protagonista di alcuni rilevanti studi condotti dall’International (Ludwig) Breast Cancer Study Group, il dott. Giovanni Marini, Responsabile dell’U.O. di Oncologia del S. Anna - Istituto clinico, a cui recentemente è stata attribuita la prestigiosa certificazione di Breast Unit grazie al lavoro condotto da tutte le unità operative coinvolte nella terapia multidisciplinare - ci spiega l’evoluzione di questa temibile malattia. Dott. Marini, come si sviluppa il tumore alla mammella? Quanto incide la diagnosi precoce per la guarigione di questa malattia? Oggi il tumore della mammella con la diagnosi precoce (mammografia, ecografia ed eventuali esami aggiuntivi) si può sconfiggere. Riusciamo, infatti, a diagnosticare Il dott. Giovanni Marini tumori molto piccoli (attorno al centimetro di diametro o anche sotto) che sono assolutamente operabili e, con un terapia multidisciplinare, curabili e guaribili in una percentuale elevatissima. Cosa intende per terapia multidisciplinare? Si tratta di un modello nato in Europa e in Italia intorno al 1990 che permette di prendere in carico il paziente in tutte le fasi della IN UNA PERCENTUALE MINIMA c’è una probabilità più concreta di ereditarietà Della malattia malattia, migliorando la risposta ai trattamenti, favorendo il tempestivo accesso a terapie riabilitative e di supporto e consentendo di gestire efficacemente l’eventuale ripresa di malattia. Un approccio multidisciplinare integrato dal punto di vista clinico e organizzativo/ gestionale è di fondamentale importanza per delineare percorsi assistenziali diagnostico-terapeutici di alcune patologie ed in primis per il tumore della mammella. Ma non solo. Creare forme di aggregazione che consentano la gestione di percorsi assistenziali di diagnosi, terapia e follow up relativi ad una o più patologie è determinante per renderli unitari, omogenei e per ottimizzarli sia dal punto di vista qualitativo che dell’efficienza. Dopo anni di studi e ricerche in ambito di tumore al seno, all’Istituto Clinico S. Anna è stata conferita la certificazione europea di Breast Unit, un riconoscimento prestigioso di cui pochi ospedali si possono fregiare, che premia anche il lavoro svolto in sinergia con le altre unità operative in prima linea contro il tumore al seno. Ci spieghi meglio di cosa si tratta. La Breast Unit è un’Unità Specialistica Multifunzionale nella quale operano e collaborano tutte le strutture e i servizi che concorrono all’assistenza delle pazienti con una patologia mammaria in tutte le fasi del percorso ospedaliero: dalla diagnosi alla terapia sino al follow up. Si tratta di un riconoscimento, che rappresenta non solo una medaglia al valore da esporre, ma soprattutto la garanzia di poter offrire alle pazienti un trattamento in linea con i più alti standard europei. Come è strutturata la Breast Unit dell’Istituto Clinico S. Anna? Per garantire una programmazione terapeutica interdisciplinare vi è una costante interazione tra specialisti afferenti a diversi ambiti della medicina: il medico oncologo collabora attivamente con il chirurgo, il radioterapista, il riabilitatore, lo psicologo, il genetista, il chirurgo plastico, il radiologo, il patologo e l’infermiere. Si tratta di un’interazione che determina una pianificazione terapeutica multimodale, espressione massima della Breast Unit. PARLA LO SPECIALISTA 29 Figura 2 L’astigmatismo a cura di ANDREA RUSSO // www.centrooculisticobresciano.it L’astigmatismo non presenta la progressione tipica della miopia Medico Chirurgo Oculista, Responsabile Centro Oculistico Bresciano Comporta una cattiva visione sia da vicino che da lontano Q uando un occhio è privo di difetti di refrazione si definisce emmetrope e vede perfettamente da lontano e vicino senza la necessità di occhiali o lenti a contatto. Tale condizione regredisce fisiologicamente con l’invecchiamento, rendendo via via più difficoltosa la visione da vicino, una volta superati i 45 anni, con l’instaurarsi della presbiopia. L’astigmatismo, insieme con la miopia e l’ipermetropia, è, pertanto, un errore di refrazione, ossia una condizione ottica, in cui le immagini non vengono correttamente focalizzate sulla retina. E’ un difetto provocato dalla geometria della cornea, che presenta una forma ovoidale invece che sferica (Figura 1): tale tipo di 30 PARLA LO SPECIALISTA curvatura non permette la messa a fuoco delle immagini sulla retina in un solo punto, ma su piani diversi. Comporta, pertanto, una cattiva visione sia da vicino che da lontano, creando aloni allungati intorno alle luci. L’astigmatismo non presenta la progressione tipica della miopia, Figura 1 secondo regola, il più frequente, caratterizzato da una maggiore curvatura del meridiano corneale verticale; l’astigmatismo contro regola, caratterizzato da una poiché è una condizione corneale statica, che, normalmente, rimane sempre della medesima entità col passare degli anni. L’utilizzo di occhiali o lenti a contatto è fondamentale per fornire una buona visione e prevenire fenomeni di astenopia (affaticamento visivo) tipici di attività, che richiedono concentrazione prolungata, quali la guida e la lettura. Poiché l’astigmatismo è una condizione di alterata curvatura corneale, può presentarsi molto frequentemente associato anche ad altre condizioni tra cui miopia ed ipermetropia Nel primo caso sarà presente un astigmatismo miopico, mentre nel secondo un astigmatismo ipermetropico. Schematicamente esistono 3 grandi categorie: l’astigmatismo maggiore curvatura del meridiano orizzontale e da una qualità visiva peggiore del primo; l’astigmatismo obliquo, che è una via di mezzo tra i due. La maggior parte della popolazione presenta un debolissimo difetto astigmatico (0.25 diottrie), perlopiù secondo regola, che risulta, pertanto, bene tollerato dal paziente anche senza la necessità di occhiali. Tuttavia, quando questo valore cresce, è necessaria un’ adeguata correzione con occhiali per una visione ottimale. La mappa corneale: cheratocono e degenerazione pellucida L’esame principe per la diagno- si dell’astigmatismo è la mappa corneale, o topografia corneale per la precisa rappresentazione tridimensionale delle geometrie corneali (Figura 2). Questo esame consente di monitorare otticamente l’astigmatismo con una precisione assoluta, nonché di programmarne perfettamente la correzione mediante chirurgia refrattiva laser. L’astigmatismo è una condizione stazionaria, ma esistono alcune sue varianti caratterizzate da una patologica debolezza corneale tale con pesanti ripercussioni dal punto di vista ottico. Queste condizioni patologiche sono il cheratocono e la degenerazione pellucida, accumunate da un assottigliamento corneale tale da provocare una progressiva protrusione corneale per la pressione presente all’interno dell’occhio (Figura 3). Oggi, grazie a topografie e tomografie corneali sempre più precise ed alla presenza di ottimi trattamenti quali il cross-linking corneale, sono sempre più rari i casi destinati al trapianto. Correzione dell’astigmatismo: chirurgia refrattiva laser e IOL toriche Se l’astigmatismo è un’anomala curvatura della cornea, questa Figura 3 può essere perfettamente corretta con il laser ad eccimeri. In particolare, la tecnica che fornisce i migliori risultati è la femto-LASIK (associazione del laser a femtosecondi con il laser ad eccimeri), con un ottimo recupero visivo già a poche ore dall’intervento. Nei pazienti di età superiore ai 55 anni, anche con cataratta, è possibile correggere l’astigmatismo mediante la stessa tecnica utilizzata con l’intervento di cataratta: si procede alla sostituzione del cristallino ormai sclerotico ed opacizzato presente all’interno dell’occhio con un nuovo cristallino in materiale acrilico biocompatibile, con apposita curvatura torica in modo da compensare esattamente l’astigmatismo presente in quell’occhio. Diagnosi precoce Momento fondamentale per la diagnosi dell’astigmatismo è la visita oculistica, che deve essere effettuata già in tenera età (2-3 anni). L’astigmatismo è, infatti, una delle principali cause di ambliopia (occhio pigro), per la mancata formazione in età pediatrica delle dovute connessioni nervose tra occhio e cervello a causa di una qualità visiva scarsa indotta dall’astigmatismo. A differenza della miopia e dell’ipermetropia, l’astigmatismo mostra una forte penetrazione genetica nei figli: particolare attenzione deve essere, pertanto, posta nei figli di persone astigmatiche, al fine di prevenire e curare situazioni di occhio pigro in giovanissima età, prima che si instaurino irreversibilmente. PARLA LO SPECIALISTA 31 Credo di essere… incinta! Sette indizi a cui porre attenzione T esoro, sono in ritardo! La mancanza della mestruazione (amenorrea) è un segnale concreto di gravidanza, soprattutto quando il ciclo è regolare ed i rapporti sessuali si hanno nei giorni fertili. Quali sono i segni premonitori di una gravidanza iniziale? Un ritardo mestruale non significa sempre che si aspetti un bambino, quindi è bene porre attenzione anche ad altri indizi, che rivelano gravidanza iniziale. 1. Piccole perdite di sangue: sono possibili dopo 8-10 giorni dal concepimento (sono l’eccezione più che la norma). L’embrione si sta annidando nell’endometrio, mucosa che riveste la parete interna dell’utero. 2. Maggiore sensibilità del seno: condizione comune nei giorni precedenti le mestruazioni, ma anche nelle prime fasi della gravidanza. È riconducibile all’aumento del progesterone. 3. Tanta stanchezza: anche se generica, può essere legata all’inizio della gravidanza, per il rapido aumento dei livelli ormonali. Può succedere di addormentarsi di colpo dopo cena o di non riuscire a vedere un film per intero: forse la natura ram- 32 PARLA LO SPECIALISTA menta di riposare. 4. Voglie e nausee mattutine: desiderare alimenti strani e rifiutarne altri, che prima si preferivano, è forse un modo con cui la natura ci spinge ad assumere le sostanze nutritive più indicate al nostro corpo. 5. Gonfiore addominale: spesso associato a pesantezza di stomaco, è causato dai cambiamenti ormonali della gravidanza. 6. Frequente voglia di urinare: è un sintomo presente fin dall’inizio della gravidanza, ma diventa più comune con il suo progredire a causa della pressione dell’utero gravidico sulla vescica. 7. Crampi addominali: sono simili a quelli mestruali. All’inizio della gravidanza sono piuttosto comuni. Possono preoccupare, se sono severi ed accompagnati a perdite di sangue. A questo punto un test di gravidanza dovrebbe emettere un risultato positivo. Se il test fornisse un esito negativo, sarà bene ripeterlo dopo una settimana. a cura di CLAUDIO PAGANOTTI Specialista in Ostetricia e Ginecologia Sintomi Influenzali “Ai primi sintomi, agisci subito! Aiuta tutti ad essere più forti dell’inverno” Quest’anno hai già pensato a proteggerti dai sintomi delle malattie da raffreddamento? Ci sono medicinali omeopatici che possono aiutare a proteggere l’organismo dall’influenza e dalle sindromi influenzali. Sono medicinali utilizzati con soddisfazione in tutto il mondo, da milioni di persone. Grazie alla loro specificità omeopatica, sono indicati per adulti, bambini e anziani. Sono semplici da usare, pratici e generalmente privi di effetti collaterali. Parlane con il tuo Medico e il tuo Farmacista, sapranno prescriverti e consigliarti i medicinali omeopatici adatti. Laboratoires Boiron, leader mondiale dell’omeopatia. www.boiron.it Emorroidi cosa sono e come si curano a cura di Edoardo Cervi e maurzio RONCONI Edoardo Cervi - Specialista in chirurgia generale ed in chirurgia vascolare, Brescia Maurizio Ronconi - Primario della Chirurgia di Gardone Val Trompia L Problema frequente, generalmente sottostimato a patologia emorroidaria, pur essendo frequente, è generalmente sottostimato. In Italia l’incidenza risulta di circa 1.000.000 nuovi casi all’anno. Cosa sono le emorroidi? Le emorroidi sono strutture anatomiche normali, riconoscibili in ogni individuo dalla nascita e riconoscibili persino durante la vita intrauterina. Quando comunemente parliamo di “emorroidi”, ci riferiamo ai sintomi che le emorroidi possono causare. A causa di molteplici fattori, tra i 34 PARLA LO SPECIALISTA quali i più noti sono la familiarità, la stipsi cronica, un prolungato tempo di evacuazione, la gravidanza, la cirrosi epatica, si assiste all’aumento della pressione all’interno delle emorroidi, con il progressivo gonfiore e, come ultima fase, la fuoriuscita (prolasso) dei cuscinetti emorroidari all’esterno del canale anale. Riconosciamo quattro gradi di gravità: • 1° grado: le emorroidi sanguinano durante e dopo l’evacuazione, ma non prolassano, ovvero non c’è fuoriuscita dei tessuti all’esterno dell’ano; • 2° grado: le emorroidi prolassa- no e sanguinano durante lo sforzo defecatorio, provocano dolore e bruciore, ma rientrano spontaneamente; • 3° grado: le emorroidi perdono la loro capacità retrattile, non rientrano spontaneamente, e il prolasso emorroidario deve essere riportato manualmente nell’ano. Questo stadio comporta il rischio In Italia l’incidenza risulta di circa 1.000.000 nuovi casi all’anno di ulcere anali (ragadi), cioè di lesioni, accompagnate da dolore e bruciore; • 4° grado: il prolasso emorroidario è permanentemente esterno, i noduli e i cumuli vascolari diventano molto dolorosi (trombosi emorroidaria) e non è più possibile riportarli manualmente nell’ano. Il dolore locale in regione perianale ed il sanguinamento locale (proctorragia) sono due delle cause più frequenti per le quali i pazienti si rivolgono al proprio medico di fiducia, in molti casi dopo una sofferenza di lunga durata. Come curare le emorroidi? A tutt’oggi il trattamento più comune per la cura delle emorroidi risulta la chirurgia. L’intervento chirurgico, qualunque esso sia, prevede sempre l’ospedalizzazione, un’anestesia (generale, spinale o epidurale), un periodo di degenza variabile, ma soprattutto un notevole tasso di dolore post-operatorio, in genere mal controllato dalla terapia antalgica consueta. Altre tecniche, non chirurgiche e mini-invasive, si sono, però, nel tempo affermate nel trattamento delle emorroidi, come la scleroterapia, la crioterapia locale e la legatura elastica. La crioterapia, tuttavia, oggi non è più eseguita, perché altamente dolorosa e gravata da un elevato numero di complicanze. La scelta per il trattamento della malattia emorroidaria dipende essenzialmente dal grado di classificazione delle emorroidi, dalle caratteristiche del paziente e, da ultimo, dalla dimestichezza del medico con le varie tecniche, chirurgiche od ambulatoriali, oggi a disposizione. il trattamento più comune per la cura delle emorroidi risulta la chirurgia La scleroterapia con schiuma Tra le tecniche non invasive per il trattamento delle emorroidi negli anni novanta è stata descritta per la prima volta la sclerosi emorroidaria. Dopo un iniziale entusiasmo, la tecnica è stata accantonata per l’elevato numero di recidive. La sclerosi emorroidaria è ritornata prepotentemente d’attualità con la scoperta della cosiddetta schiuma sclerosante. La schiuma, diversamente dal liquido, permette un contatto ubiquitario e prolungato nel tempo con la membrana che ricopre internamente le vene (endotelio), amplificando clamorosamente l’azione sclerosante del farmaco. La tecnica della schiuma sclerosante si è andata rapidamente diffondendo in ambito flebologico internazionale. La conseguenza logica è stata l’idea di provare la schiuma sclerosante anche per la cura delle emorroidi. è nata così la tecnica “rivoluzionaria”, denominata EndoTHeF (Endovascular Therapy of Hemorrhoids with Foam), cioè la cura delle emorroidi eseguita iniettando direttamente la schiuma all’interno del plesso emorroidario. La tecnica viene eseguita in ambulatorio, senza ricorrere al ricovero in ospedale. Il paziente viene fatto sdraiare sul lettino sul fianco sinistro, senza la necessità di somministrare alcun anestetico. L’esame inizia mediante l’introduzione di una minuscola telecamera attraverso l’orifizio anale. Questa consente la visione dell’emorroide dall’interno. La visione endoscopica, grazie alla magnificazione, consente di pungere il plesso emorroidario in una zona priva di sensibilità. Ciò è di fondamentale importanza, in quanto il trattamento dell’emorroide risulta assolutamente senza dolore, ed è proprio per tale ragione che la tecnica viene eseguita senza bisogno di alcuna anestesia o sedazione. Dopo aver attentamente valutato il gavocciolo emorroidario da trattare, l’iniezione dell’emorroide avviene sotto la guida diretta della telecamera. La procedura è assolutamente indolore ed il risultato è immediatamente visibile. Al termine, dopo circa 15 minuti, il paziente viene invitato a rialzarsi e camminare. La ripresa delle abituali attività quotidiane avviene dopo pochi minuti dall’avvenuta iniezione. La procedura viene, in genere, ripetuta per tre volte, a distanza di circa trenta giorni tra una seduta e l’altra. Al termine delle tre sedute si ottiene un efficace controllo sia del dolore locale che del sanguinamento. PARLA LO SPECIALISTA 35 CON ERISIMO L’ERBA DEI CANTORI Aritmie ADV Katia Ricciarelli ha scelto a cura di FRANCO PESCIATINI Specialista in Cardiologia, Dietologia, Fisiatria Come si effettua la diagnosi N ei precedenti numeri, parlando di aritmie, ho detto che, quando il sistema elettrico del cuore non funziona bene, il battito cardiaco diventa più veloce del normale e/o irregolare. In questo articolo descriverò come si effettua la diagnosi di aritmia. La visita medica con la raccolta della storia delle malattie sofferte in passato (la famosa “anamnesi”) è sempre importante: conoscere eventuali malattie della tiroide, le modalità di insorgenza dei sintomi e le relazioni con sforzi, emozioni, pasti, la loro durata, le modalità di remissione, sintomi associati come capogiri o cadute a terra, può aiutare molto nell’iter diagnostico. Con la visita medica verrà rilevata la presenza L’ECG è la metodica più semplice ed idonea alla rilevazione delle aritmie di eventuali soffi cardiaci, espressione di alterazione delle valvole cardiache , la pressione arteriosa, un aumento di volume della tiroide e molti altri dati. L’Elettrocardiogramma (ECG) è la metodica più semplice ed idonea alla rilevazione e identificazione delle aritmie; se un ECG anche prolungato non evidenzia, al momento della registrazione, alcuna alterazione del ritmo, non si può escludere con certezza la presenza di aritmie, per cui, nei casi fortemente sospetti, può essere eseguito un ECG dinamico per 24 o più ore (“Holter”) oppure un ECG da sforzo, utile quest’ultimo per conoscere non solo se le aritmie insorgono con gli sforzi oppure con questi regrediscono o si intensificano, ma anche per poter consigliare la tipologia e l’entità PARLA LO SPECIALISTA 37 SPECIALE STIPSI? Sveglia l’intestino combatti la stitichezza 2 COMPRESSE DOPO I PASTI* AMA la tua VITA Oggi in farmacia c’è Dimalosio Complex il regolatore dell’intestino. Q = + AIUTA A RESTARE IN LINEA ADV FAVORISCE IL METABOLISMO DI GRASSI E ZUCCHERI Vuoi perdere peso, drenare e depurare? SCEGLI IL TUO KILOCAL “LIQUIDO”! Kilocal Active Slim, a base di Chitosano e attivi naturali, agisce di giorno e di notte, in modo semplice e piacevole, per aiutare a mantenere sotto controllo il peso. Kilocal Drenante Forte, nei gusti Tè Verde, Mirtillo e Ananas, associa 11 estratti erboristici che favoriscono il drenaggio dei liquidi, le funzioni depurative dell’organismo, la funzionalità epatica e delle vie urinarie. Kilocal Depurdren Slimcell, formula light a ridotto contenuto di zuccheri, apporta estratti utili anche per contrastare gli inestetismi della cellulite e favorire il microcircolo. *Abbinato a dieta ipocalorica ed esercizio fisico: non sostituisce una dieta variata. Se la dieta dura più di tre settimane, consultare il medico. Leggere le avvertenze sulla confezione. Kilocal ACTIVE SLIM Metabolizzante, snellente, saziante. Kilocal DRENANTE FORTE Drenante, depurante, favorente la diuresi. Kilocal DEPURDREN SLIMCELL Drenante, depurante, snellente. www.kilocalprogram.it www.poolpharma.it uando l’intestino si “addormenta” e perde la sua regolare puntualità è possibile andare incontro ad episodi di stitichezza che possono causare cattiva digestione, senso di gonfiore con tensione addominale e alitosi. Secondo le recenti linee guida il problema può essere affrontato con una dieta ricca di fibre indispensabili per ritrovare e mantenere la corretta motilità intestinale. Seguendo queste direttive è stato formulato Dimalosio Complex, un preparato a base di Psillio e Glucomannano, fibre naturali, arricchito con Lattulosio ed estratti vegetali, componenti attivi che agiscono in sinergia per “risvegliare” la corretta motilità intestinale senza irritare. Dimalosio Complex sveglia l’intestino pigro, usato con regolarità svolge un’azione come regolatore intestinale, favorisce la crescita della flora batterica ed aiuta a combattere quel fastidioso gonfiore addominale facilitando una normale evacuazione. Dimalosio Complex lo trovate in Farmacia, disponibile in confezione da 20 bustine al gradevole gusto pesca. Da ALCKAMED In Farmacia di sforzo, cui un soggetto può sottoporsi. A questo proposito c’è da dire che la rilevazione della sola frequenza cardiaca (FC) durante sforzo offre informazioni molto limitate: indica solo se viene superato o meno il limite della FC massima teorica, definita sulla base dell’età e del sesso del soggetto, ma non può rilevare quello che è il vero pericolo che uno sforzo inadeguato può comportare cioè la presenza di aritmie che possono non essere pericolose in cuori sani, ma, in soggetti cardiopatici per precedenti infarti, o ipertesi, diabetici, obesi, possono talora, mettere in pericolo la vita. Per tale motivo è utile eseguire sempre un esame ECOcardiografico per valutare, se il cuore presenta alterazioni a carico di alcune sue componenti (valvole, diametri cardiaci, spessori muscolari,funzione della pompa cardiaca, ecc.). Quando le aritmie si presentano minacciose, hanno origine dai ventricolari: possiamo studiarne la loro “inducibilità” ricorrendo ad un esame elettrofisiologico, eseguibile solo da specialisti della materia ed in ambiente ospedaliero; questo esame può essere utile anche per valutare l’efficacia dei farmaci ritenuti necessari per l’eventuale terapia o per praticare interruzioni (ablazioni) di alcuni “focolai elettrici” anomali del cuore responsabili di aritmie pericolose. Con tutti questi esami si riesce, nella maggior parte dei casi, ad individuare la causa delle aritmie e, quindi, ad impostare una terapia mirata. Solo in rari casi possono essere richieste indagini più complesse come la risonanza magnetica o metodiche che studiano la perfu- è sempre importante rassicurare il paziente sione coronarica o che valutano la stessa rete circolatoria delle coronarie come la coronarografia. Per quanto concerne la terapia disponiamo oggi di un vario armamentario. Poiché non è trascurabile l’importanza della componente emotiva, spesso con il solo ansiolitico si riescono a risolvere aritmie preoccupanti. è sempre importante, durante l’esecuzione di tutte queste indagini, rassicurare il paziente ed informarlo sempre in maniera adeguata: si traduce spesso nella cessazione dello stato di paura, risultando una misura efficace anche per l’aritmia stessa. Se le aritmie sono frequenti e mal tollerate, con ripetuti accessi al Pronto Soccorso, si deve ricorrere ad una terapia cronica con farmaci o all’altra possibile strategia già accennata, ideale nelle forme tachicardiche, che è l’ablazione mediante cateteri inseriti all’interno del cuore, che bruciano la zona sede di aritmie mediante erogazione di alte temperature prodotte dalla radiofrequenza. Bisogna, tuttavia, ricordare che, sebbene questa procedura sia praticata da esperti, non è senza rischi: è indicata nei soggetti con aritmie ad alta frequenza, nei quali la terapia con farmaci non riesce a prevenire le ricadute oppure i farmaci prescritti provocano importanti effetti collaterali. Oggi disponiamo di numerosi farmaci, ma devono essere prescritti con prudenza, perché possono presentare importanti effetti collaterali proprio perché agiscono direttamente sulla cellule muscolari del cuore. PARLA LO SPECIALISTA 39 Minor rischio per le cardiopatie con le nuove terapie a cura di Luigi Cavalieri Rimangono sempre la più frequente causa di morte e di disabilità Nostra intervista al dott. Claudio Ceconi, Direttore del reparto di Cardiologia dell’Ospedale di Desenzano del Garda. L e patologie cardiologiche rappresentano una voce importante fra le cause di mortalità, per cui la prevenzione é estremamente importante per chi vuol evitare qualcosa di irreparabile. Partiamo proprio da qui: i numeri sono sempre molto eloquenti, lei cosa ci può dire. Posso dire che stiamo assistendo ad una serie di cambiamen- 40 PARLA LO SPECIALISTA ti molto importanti: le malattie cardiovascolari sono ancora di In Italia ogni anno muoiono per cardiopatie circa 240-250.000 persone gran lunga la più frequente causa di morte (poco meno del 50% dei casi) e di disabilità grave. In Italia ogni anno muoiono per cardiopatie circa 240-250.000 persone. Allo stesso tempo, da pochi anni a questa parte, la probabilità di sopravvivere con una malattia cardiovascolare è aumentata e questo per effetto di formidabili terapie, che il cardiologo ha avuto a disposizione per la cura delle cardiopatie: statine, ace-inibitori, antiaggreganti piastrinici, etc. … hanno cambiato in meglio la prognosi dei pazienti. Questo, però, implica che, vivendo per fortuna più a lungo, la frequenza di malati cardiopatici cronici è aumentata e questo ha importanti implicazioni per il Sistema Sanitario e per la nostra società. Si tende sempre, e giustamente, La Cardiologia moderna è lavoro d’équipe: il Team della Cardiologia di Desenzano durante il meeting del mattino. L’attività viene programmata e le decisioni sulle strategie terapeutiche vengono valutate e finalizzate con il contributo di tutti. a sottolineare quanto sia importante la prevenzione. La prevenzione è tutto!!! Non solo per un proverbio (“Prevenire è meglio che curare”) in sé ovvio, ma per un ragionamento più ampio. Con i farmaci e con la prevenzione secondaria noi limitiamo l’impatto delle malattie cardiovascolari sulla prognosi, ma non riusciamo a fare molto sulla “disabilità”, che consegue alle malattie cardiovascolari: nella nostra società il numero di persone cardiopatiche, soprattutto anziane, che non trovano adeguato aiuto per la grave disabilità che le ha colpite, sta aumentando in modo importantissimo. è la nuova emergenza sociale! Solo intervenendo “prima” della malattia possiamo “incidere” su questi aspetti: grosso modo potremmo dire che ad oggi riusciamo a prevenire un terzo delle recidive nei soggetti, che si curano regolarmente. Agire “prima” della malattia ovviamente non è un problema solo sanitario e non va lasciato in gestione al medico! Richiede decisioni politiche, decisioni che richiedono educazione e promozione di stili di vita corretti ed una serie di interventi, che si svolgano in tutti i momenti della nostra vita sociale: ovviamente in prima linea sono le farmacie! Si sottolinea spesso l’utilità,in caso di sindrome coronarica, di accelerare i tempi di soccorso e, quindi, di intervento. Cosa può suggerire ai nostri lettori, se dovessero trovarsi in questa situazione? Un suggerimento semplice: una sintomatologia dolorosa non conosciuta, soprattutto se intensa, se accompagnata da sudorazione fredda, se non modificata dalla posizione o dagli atti del respiro, va indagata subito, quindi meglio farsi accompagnare al Pronto Soccorso più vicino. Indugiare è inutile, ho sentito dire troppe volte la frase: “Aspettavo a vedere se passava”. Lei dirige l’Unità di Cardiologia e di Terapia intensiva cardiologica di un ospedale: quanto ritiene utile l’efficienza di un’équipe, quando si deve intervenire d’urgenza? Al giorno d’oggi tutto è lavoro di squadra: in medicina ancor di più. Bisogna mettere insieme capacità tecniche e conoscenze di specialisti: anche in medicina il goal si segna in 11! Può spiegare ai nostri lettori la differenza nei sintomi tra l’infarto e l’ictus? e le relative conseguenze. L’infarto è un’occlusione che coinvolge un’arteria del cuore: si manifesta con dolore toracico, in genere costrittivo e retro sternale, accompagnato da sudorazione fredda; possono esserci sintomi riferibili a insufficienza cardiaca come difficoltà a respirare o anche aritmie. L’ictus consegue all’occlusione di un’arteria cerebrale: può comparire come perdita di coscienza, disturbi motori, ovvero incapacità a muovere un arto fino alla paralisi di metà organismo, o disturbi del linguaggio, la cosiddetta afasia. L’infarto miocardico consegue all’occlusione acuta di coronaria. La terapia consiste nel riaprire il prima possibile il vaso coronarico “colpevole” A sinistra il caso di una coronaria destra occlusa da un trombo che (a destra) è stata riaperta con una procedura di angioplastica eseguita d’urgenza. I migliori risultati si ottengono quando si riesce a ottenere la riapertura del vaso entro pochissime ora dall’insorgenza dei sintomi, per cui la diagnosi precoce è cruciale. PARLA LO SPECIALISTA 41 Integratori utili per la carenza di certe sostanze ADV a cura di Serena SCHIAVO Farmacista Aggiungono quanto serve per una maggiore efficienza e funzionalità S ino ad una quindicina di anni fa col con il termine integratore venivano indicati tutti quei prodotti non classificati farmaci, ma semplicemente chiamati come “integratori”. Con questa definizione spesso si lasciava intendere che il suddetto prodotto non fosse particolarmente attivo e spesso veniva usato per svilire le sue reali proprietà. Il significato di questa parola è molto chiaro, in realtà: “integratore” deriva dal verbo integrare, la cui definizione, direttamente dalla Treccani, si può definire: “Completare, rendere intero o perfetto, supplendo a ciò che manca o aggiungendo quanto è utile e necessario per una maggiore validità, efficienza, funzionalità”. Nella scienza dell’alimentazione si definiscono integratori alimentari quei prodotti specifici, assunti oltre la regolare alimentazione, GLI INTEGRATORI NON SONO sostanze curative, ma servono ad integrare una normale dieta volti a favorire l’assunzione di determinati principi nutritivi non presenti negli alimenti di una dieta non corretta, sbilanciata o insufficiente. In un contesto di ampio dibattito sulla loro reale efficacia e utilità buona parte dei nutrizionisti concordano sul fatto che gli integratori vengano a buon diritto consigliati nei casi in cui l’organismo abbia un’effettiva carenza di determinati elementi o sostanze: non sono, dunque, sostanze curative, ma servono ad integrare una normale dieta, completandola nei casi di aumentato reale fabbisogno. Per le loro proprietà nutrizionali vanno assunti entro limiti di sicurezza, tenendo conto delle RDA (Recommended Dietary Allowances), SALUTE E BENESSERE 43 ProFlora™ À Con l’avvento della nanotecnologia si sono fatti enormi passi antibiotici, di sensibilizzazione allergica, terapia genica, ecc. I liposomi costituiscono piccoli depositi, che possono contenere un antigene, un antibiotico, un allergene, un farmaco, un principio attivo ed essere introdotti nell’organismo senza provocare reazioni immunitarie di rigetto. Le caratteristiche dei liposomi possono essere modificate a seconda dei diversi farmaci veicolati. Ad esempio, per diminuire la velocità di degradazione del liposoma e rallentare la liberazione del suo contenuto, si agisce modificandone la composizione e le dimensioni. Si può anche aumentare l’affinità dei liposomi per un determinato tessuto modificando la loro composizione, la carica elettrica o anche aggiungendo recettori o antigeni adesivi, il che fa aumentare la concentrazione del farmaco nell’organo bersaglio. Pensate a come facilmente può essere assorbito un principio attivo, che, solitamente, non passa la nostra barriera gastrica per questa innovativa tecnica di lavorazione. Grazie a queste tecnologie oggi possiamo definire un semplice integratore come un prodotto con le sue proprietà salutistiche e non solo utile ad “integrare” la normale alimentazione. T VI 44 SALUTE E BENESSERE prietà terapeutiche. Un’ altra tecnologia, oggi molto usata negli integratori alimentari, sono i Liposomi. Si tratta di microsfere cave formate da uno o più doppi strati lipidici. Fin dagli anni ‘70 sono stati utilizzati come veicoli di farmaci e sono stati utilizzati per realizzare studi mirati sul trattamento specifico di determinate patologie. Attualmente varie aziende, che si occupano di biotecnologia, lavorano esclusivamente con i liposomi per lo sviluppo di diversi trattamenti: NO ossia le raccomandazioni degli specialisti. Oltre queste precauzioni possono risultare inutili se non dannosi. Tipica è l’assunzione nello sport da parte degli atleti e dagli individui in un contesto di convalescenza o di forte stress debilitante. La direttiva 2002/46/CE , più volte riveduta e corretta negli anni, regolamenta in Europa la produzione e vendita di integratori alimentari non ad uso medicinale, ed in particolare le vitamine ed i sali minerali, di cui è consentito l’impiego. In realtà oggi negli integratori possiamo trovare nuovi principi attivi e nuove tecnologie che rendono questa categoria di prodotti molto utile ed innovativa. Con l’avvento della nanotecnologia si sono fatti enormi passi. La nanotecnologia è un ramo della scienza applicata e della tecnologia, che si occupa del controllo della materia su scala dimensionale inferiore al nanometro, ovvero un miliardesimo di metro (in genere tra 1 e 100 nanometri) e della progettazione e realizzazione di dispositivi in tale scala. Il termine “nanotecnologia” indica genericamente la manipolazione della materia in modo di rimpicciolire le molecole per renderle più facilmente assimilabili. Grazie a questa scienza sono nati degli integratori a base di principi attivi erboristici molto attivi e spesso vengono associati a terapie farmacologiche per le loro pro- Azione probiotica potenziata C M Y 6 fermenti lattici probiotici esclusivi "microincapsulati gastroprotetti"* vivi e vitali con fibra prebiotica ADV CM MY CY Ciascuno dei fermenti lattici di Proflora, è totalmente protetto dall’aggressione dei succhi dige- CMY K stivi, con una capacità quintuplicata* di colonizzazione dei segmenti intestinali. Proflora riequilibra efficacemente* la microflora intestinale, in caso di diarrea, terapie antibiotiche e di stress psico-fisico. Proflora è attestato privo di allergeni secondo la Dir 2007/68/CE D.L. n. 178/2007; in particolare è garantita l'assenza dei seguenti ingredienti e dei rispettivi derivati: i cereali contenenti glutine, crostacei, latte, soia, uova, arachidi, pesce, frutta a guscio, sedano, senape, semi di sesamo, lupini, molluschi, anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/Kg o 10 ml/L espressi come SO2. * Per i ceppi microincapsulati "si dimostra che l'attività colonizzante di 1 mld/ UFC di ceppi probiotici microincapsulati gastroprotetti è pari a quella di 5 mld/ UFC di ceppi non microincapsulati" *Del Piano M. et Al. - Evaluation of the intestinal colonization by microencapsulated probiotic bacteria in comparision with same uncoated strains - J.Clin. Gastroenterol. 2010 Sept; Volume 44 Suppl 1:S42-S46. Studio condotto in doppio cieco. AZIENDA CON SISTEMA DI GESTIONE QUALITÀ UNI EN ISO 9001:2008 CERTIFICATO DA CERTIQUALITY A proposito di carne ADV a cura di Roberto Scalvini Farmacista Allarme OMS. Per i vegetariani motivazione etica H an fatto molto discutere le recenti dichiarazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha inserito le carni lavorate, come salsicce e insaccati, nel gruppo 1, in cui figurano le sostanze classificate dall’Organizzazione stessa come cancerogene per l’uomo (come il fumo e l’alcol). La carne rossa è presente nel gruppo 2A, che include quelle che lo sono “probabilmente”. Gli studi, che dimostrano come consumare carne non giovi alla salute, sono tanti, così come gli esperti del settore che la ritengono fondamentale, specialmente nell’età della crescita. Il fatto che un Ente credibile a livello internazionale si sia espresso in modo chiaro (anche se ha sottolineato che i dati sono parziali) ha scatenato un grande dibattito, soprattutto tra i giovani sui social network. Tuttavia la maggior parte delle persone, che intraprendono una dieta vegetariana o vegana, è mossa da una motivazione etica, ovvero trova che sia sbagliato, o superfluo, uccidere gli animali. Un altro punto è la sostenibilità del sistema attuale dal punto di vista ambientale. La popolazione mondiale conta circa sette miliardi di per- sone e gli animali destinati alla produzione di carne sono quattro miliardi. Il numero di persone sul pianeta è cresciuto molto negli ultimi decenni e si stima che nel 2050 sfiorerà i dieci miliardi. Contestualmente, crescerà, in modo considerevole, la quantità di animali da allevamento. Se non si studierà un nuovo modo di produrre e consumare carne, oltre a ridurre le disuguaglianze globali e gli sprechi individuali, il vegetarianismo diventerà una scelta obbligata, poiché la Terra non avrà risorse sufficienti a sfamare sia l’uomo che gli animali. Il tema è delicato ed una crescente sensibilizzazione è auspicabile, oltre che, fortunatamente, un dato di fatto. SALUTE E BENESSERE 47 Disturbi del comportamento alimentare a cura di Maria Gabriella Gentile Medico Chirurgo - Referente Centro DCA Centro Diagnostico Italiano - Milano I Una realtà diffusa con pesanti problematiche Disturbi del Comportamento Alimentare sono costituiti da un insieme di patologie sempre più diffuse, che è bene imparare a conoscere. Si tratta di malattie, che, nelle loro diverse forme, usano il corpo ed il cibo per esprimere un disagio psicologico. Tali patologie sono attualmente divenute una realtà diffusa, che pone pesanti problematiche sia in ambito sanitario che sociale. Le forme più note sono l’Ano- 48 SALUTE E BENESSERE ressia nervosa e la Bulimia nervosa: si tratta di malattie a forte caratterizzazione socio-culturale, che ormai colpiscono tutti i gruppi socio-economici si tratta di malattie a forte caratterizzazione socio-culturale del mondo a cultura occidentale e che sempre più frequentemente colpiscono gli adolescenti ed i giovani. Imparare a conoscerli, cercare di capire le principali cause può aiutare a prevenirle e curarle. Sono altresì caratterizzate da una forte componente di genere: 9 malati su 10 sono di sesso femminile. La fascia di età più colpita è quella adolescenziale-giovanile, anche se ormai non sono rare le forme tardive (30-40 anni) e precoci (bambini e preadolescenti). La valutazione della reale diffusione dei Disturbi del Comportamento Alimentare è particolarmente difficile, fino al 50% dei casi possono rimanere a lungo misconosciuti, per diversificati motivi. 1. i criteri diagnostici da applicare sono complessi, soprattutto per la ostinata negazione della malattia da parte dei soggetti che ne sono affetti; 2. le forme meno gravi, soprattutto di bulimia, binge eating disorders o le forme subcliniche possono rimanere per anni nascoste ai medici curanti e/o agli stessi familiari; 3. la forte caratterizzazione “psichiatrica”, riservata all’Anoressia nervosa ed alla Bulimia nervosa, può causare ulteriori meccanismi di rimozione-negazione da parte dei malati e dei loro genitori. I Disturbi del Comportamento Alimentare sono determinati da un insieme di fattori socio-culturali, psicologici, interpersonali e biologici a volte di difficile identificazione, che possono presentarsi a seconda dei casi con un insieme di variegate combinazioni. Una serie di eventi e/o esperienze negative (difficoltà nelle relazioni con i coetanei, separazione tra i genitori, perdita di una figura cara di riferimento, malattia intercorrente, dieta dimagrante mal seguita e/o mal prescritta) possono determinare nell’adolescente il pensiero che la riduzione del peso possa alleviare l’angoscia e la disforia che lo sta permeando. Il prolungarsi della malattia determina un’ulteriore perdita di peso, un isolamento sociale, problemi di interazione familiare, l’alimentazione diviene caotica ed i processi cognitivi sempre più distorti ed ossessivi. fino al 50% dei casi possono rimanere a lungo misconosciuti Gli effetti biologici della malnutrizione proteico-energetica contribuiscono in modo rilevante a mantenere lo stato di malattia. Si tratta di un insieme rilevante di sintomi e comportamenti, che coinvolgono sia organi che apparati, ma anche, è sempre bene tenerlo presente, in modo preciso e pesante la sfera psicologica. Questi sintomi e comportamenti sono reversibili con il trattamento e la regressione della malnutrizione. Se, invece, gli epifenomeni della malnutrizione non vengono debitamente riconosciuti e trattati, costituiranno il cardine dei meccanismi perpetuanti della malattia. Le terapie multidisciplinari di tipo psico-nutrizionale dovrebbero essere personalizzate, a seconda del quadro clinico presentato, ed indirizzate a curare sia la mente che il corpo in modo sinergico e contestuale. Utile il coinvolgimento dei genitori nel percorso di cura, soprattutto se si tratta di adolescenti o giovani ancora inseriti nell’ambito familiare, al fine di ottenere quella alleanza terapeutica necessaria per il miglioramento delle condizioni del malato. SALUTE E BENESSERE 49 da una grande sinergia nasce una grande qualificata realtà Consulenza I nostri uffici tecnico/commerciali offrono assistenza nella tenuta delle scritture ambientali; in campo legislativo ambientale; per individuazione codice CER; Certificazione di analisi effettuata da esperti del settore; Redazione e presentazione MUD per i soggetti obbligati; Redazione dei documenti di trasporto; Selezione ed invio ASS.INDE.; Pratiche indennizzo; Invio semestrale/annuale di estratto conto esplicativo della rendicontazione commerciale. Raccolta, trasporto e smaltimento Rifiuti speciali pericolosi e non; Rifiuti sanitari (ex R.O.T.); Beni aziendali (computer, tastiere, bilance, ecc.) consolidata esperienza al servizio delle farmacie per la gestione e lo smaltimento dei farmaci con certificazione per abbattimento cespiti; D.P.I., stracci e materiali assorbenti; Filtri, toner materiali ad alto rischio. Fornitura Registro di carico e scarico; Contenitori omologati per la raccolta ed il trasporto; Denuncia annuale M.U.D. Servizi aggiuntivi Inventario fiscale; Inventario per caricamento giacenze; Inventario di cessione; Inventario con controllo delle scadenze e resi ASS.INDE.; Trasferimento/allestimento di farmacia; Stampa analitica su tabulati cartacei. Rimedi naturali per dimagrire ADV a cura di ANTONIO MARINELLI Farmacista S Nutraceutici e fitoterapici al servizio della forma fisica gombriamo subito il campo dagli equivoci: non è possibile dimagrire basandosi solamente sull’uso di sostanze, che si presentino sotto forma di farmaci o di integratori. Il primo passo è sempre quello di correggere lo stile di vita, modificando l’alimentazione e programmando l’attività fisica più adatta a raggiungere lo scopo. è, invece, corretto affermare che vi sono diversi rimedi naturali, che possono facilitare il percorso, sia rendendolo più rapido che meno faticoso e, quindi, aumentando le possibilità di successo. Il farmacista può guidare il paziente nella ricerca dei prodotti più adatti personalizzando la terapia in base alle esigenze e, soprattutto, impedendo che ci possano essere interazioni con eventuali terapie concomitanti. Inoltre in farmacia si trovano solo prodotti notificati al Ministero della Salute, che ne approva il contenuto e le etichette. è bene, invece, diffidare delle pubblicità troppo “seducenti”, che spesso vengono sanzionate dalle autorità competenti solo dopo che migliaia di persone hanno acquistato i prodotti nelle televendite od in canali meno specializzati ed affidabili (internet). Combattere la fame Gli integratori a base di particolari fibre rigonfianti hanno la capacità di ridurre la fame per distensione gastrica ed abbassano l’indice glicemico dei cibi ricchi di carboidrati. Il loro meccanismo d’azione richiede che siano assunte mezz’ora prima del pasto con un paio di bicchieri d’acqua, che permetterà alle fibre di rigonfiarsi nello stomaco. Una volta seduti a tavola, dopo i primi bocconi, le pareti dello stomaco si distenderanno completamente trasmettendo al cervello il segnale di sazietà. 53 D PUFF a cura di Bioprojet N egli ultimi anni le acquisizioni degli studi più aggiornati hanno contribuito ad ampliare il raggio d’azione della vitamina D, che comprende il metabolismo osseo, ma anche diversi processi extrascheletrici, come per esempio la modulazione della risposta immunitaria. Per contro, nel nostro paese si riscontrano significative carenze di vitamina D che riguardano anche l’infanzia e l’adolescenza e che hanno portato a raccomandarne la supplementazione regolare. La forma più innovativa di Vitamina D per l’età pediatrica. Basta un PU FF D Puff (Bioprojet) è appunto un integratore alimentare a base di vitamina D3 (colecalciferolo)in forma di spray orale, che rende più semplice ed accurata la somministrazione: lo spray meccanico assicura un dosaggio calibrato, ogni Puff equivale a 200 UI, offrendo la possibilità di adattare facilmente la posologia alle diverse necessità e l’assenza di sapore migliora l’accettazione anche da parte del bambino MODO D’USO Dose giornarliera raccomandata: 2 nebulizzazioni = 400 UI una volta al giorno INTEGRATORE ALIMENTARE TINE LU SEN Materiale riservato ai soli operatori sanitari Ridurre l’effetto degli zuccheri è possibile con alcune piante. La Gymnema silvestre è utilizzata come dimagrante e ipoglicemizzante (antidiabetico). Riesce ad “ingannare” i recettori dello zucchero, che, invece di essere assorbito nell’intestino, viene eliminato come scoria. Per combattere l’assorbimento dei grassi, si può usare la Cassia nomame: agisce sulla lipasi pancreatica con un meccanismo simile all’orlistat (l’unico farmaco dimagrante ammesso in Italia). Per questo motivo, pur non avendo effetti collaterali, bisogna prestare attenzione in caso di carenza di vitamine liposolubili (come la vitamina D). Per ridurre il nervosismo e l’agitazione, che spesso si associano alle diete dimagranti, possono essere utili la Passiflora e la Ti- La vitamina D più innovativa e semplice da somministrare SIO IL GUARANà Può aumentare il metabolismo e ridurre il senso di stanchezza lia tomentosa. Sono piante, che agiscono sul sistema nervoso, aiutando a combattere lo stress ed a facilitare il rilassamento. Ad alto dosaggio possono favorire il sonno, mentre a basso dosaggio possono essere inserite nei dimagranti per ridurre la cosiddetta “fame nervosa”. Alcuni integratori contengono erbe ad azione lassativa (es. Senna, Frangula): si tratta di una pratica abbastanza comune, ma non molto corretta. I lassativi, anche naturali, vanno utilizzati con moderazione e per periodi limitati. I diuretici e drenanti (come la Pilosella o l’Ortosiphon) hanno sicuramente un significato negli integratori ad azione dimagrante, in quanto la ritenzione idrica è un problema piuttosto diffuso. Tuttavia il calo di peso che ne consegue, anche importante, non dipende dal dimagrimento, ma dalla perdita di acqua. Per questo motivo è opportuno, accanto alla misurazione del peso, la stima della massa grassa tramite l’utilizzo delle bilance impedenziometriche. Spesso le farmacie effettuano la misurazione, nel qual caso bisogna essere a digiuno di solidi e liquidi da almeno tre ore. TT ZA LA O Per bruciare i grassi Vi sono diversi nutraceutici fitoterapici, che aiutano l’organismo ad utilizzare i grassi come carburante con meccanismi diversi. Quercia marina (Fucus vesiculosus) è una pianta acquatica ricca di iodio. Viene inserita in molte preparazioni dimagranti, in quanto stimola l’attività di una ghiandola molto importante, responsabile dell’utilizzo delle scorte di grasso presenti nell’organismo. Il fucus è, quindi, una buona fonte di iodio, che deve essere evitata solo da chi soffra di malattie della tiroide, cardiache e ipertensione grave. Il guaranà può aumentare il metabolismo e ridurre il senso di stanchezza grazie al rilascio costante di caffeina per diverse ore. Ovviamente sconsigliato per i trattamenti di lungo periodo e per gli ipertesi. Caffè verde e Tè verde con meccanismi diversi sono in grado di aumentare la lipolisi senza fornire caffeina. Per una efficacia dimagrante devono essere assunti in capsule e non in tisane od infusi. NOTIZIE DALLE AZIENDE SENZ AG Il prodotto naturale più utilizzato a questo scopo è il glucomannano (Amorpho Phallus Konjac): che ha un indice di rigonfiamento di 80. Si tratta di un prodotto molto sicuro, ma non deve essere assunto assieme a farmaci, in quanto rischia di rallentarne l’assorbimento ed è controindicato in alcune malattie del tratto gastrointestinale (es. reflusso gastrico). Quando la fame è nervosa, invece, è più adatta la griffonia, una pianta che agisce sul sistema nervoso aumentando anche il tono dell’umore. Bibliografia 1. Vierucci F, Del Pistoia M, Fanos M, Gori M, Carlone G, Erba P, Massimetti G, Federico G, Saggese G. Vitamin D status and predictors of hypovitaminosis D in Italian children and adolescents: a cross-sectional study. Eur J Pediatr. 2013 Dec; 172(12): 1607-17. NOTIZIE DALLE AZIENDE 55 1503 - V5 54 Linea Nexcare ™ COLDHOT ™ a cura di 3M Visitaci su www.loackerremedia.it ADV DALLA TRADIZIONE TEDESCA UN FARMACO VEGETALE PER LE MALATTIE DA RAFFREDDAMENTO. Kaloba® è un farmaco vegetale nuovo in Italia, estratto dalle radici di Pelargonium sidoides, una varietà medicinale di geranio, che cura quello che c’è sotto ai primi sintomi di raffreddore, tosse e mal di gola. Disponibile in compresse oppure gocce Gruppo Loacker Remedia - Schwabe Pharmaceuticals, farmaci vegetali dal 1866. Medicinale di origine vegetale tradizionale da utilizzare per indicazioni specifiche basate esclusivamente sull’impiego di lunga data. Kaloba® è un medicinale di automedicazione. Leggere attentamente il foglio illustrativo prima dell’uso. Autorizzazione Min. Sal. del 05/11/2015. I I cuscini sono indicati sia per la Terapia a caldo che per la Terapia a freddo cuscini 3M Nexcare™ COLDHOT™ sono costituiti da un gel atossico e al 99% biodegradabile flessibile, riutilizzabile, in grado di trattenere il freddo e il caldo sostituendo la “borsa del ghiaccio” e la “borsa dell’acqua calda”. Sono indicati sia per la Terapia a caldo che per la Terapia a freddo ed aiutano a dare sollievo non farmacologico dal dolore in modo semplice e veloce. L’applicazione a livello locale di cuscini con gel caldi aiuta a ridurre il dolore ed a favorire il recupero, perché aumenta l’ossigenazione nella muscolatura, facilita l’eliminazione delle tossine, rilassa i muscoli, stimola i meccanismi immunologici e dona una piacevole sensazione di benessere. La Terapia a caldo con i cuscini Nexcare™ COLDHOT™ è consigliata in caso di: dolori alla schiena (ad es. lombo-sciatalgie e contratture muscolari), mal di testa (ad es. cefalee muscolo-tensive), dolori muscolari, reumatismi, crampi, dolori mestruali, ingorgo mammario. L’applicazione a livello locale di cuscini con gel freddi aiuta ad alleviare i sintomi delle infiammazioni ed a dare sollievo al dolore. La Terapia a freddo con i cuscini Nexcare™ COLDHOT™ è consigliata in caso di: traumi (ad es. distorsioni, strappi muscolari e contusioni), infiammazioni, mal di testa, mal di denti, piccole bruciature e scottature, sanguinamento, punture di insetto, stati febbrili. I cuscini Nexcare™ COLDHOT™ sono disponibili in vari formati e modelli per diverse parti del corpo e necessità, adattandosi perfettamente alle strutture anatomiche più difficili come ginocchia e gomiti. I prodotti della Linea 3M Nexcare™ COLDHOT™ sono Dispositivi Medici marcati CE. Leggere attentamente le istruzioni per l’uso. SALUTE E BENESSERE 57 Il calore contribuisce a migliorare la mobilità e la flessibilità delle articolazioni Il calore contro il dolore a cura di SIMONETTA ELSERI Farmacista N ei ricordi d’infanzia di ognuno la borsa dell’acqua calda rappresenta il rimedio naturale a dolori di pancia, i suffumigi ai disturbi di raffreddamento. Sono solo alcune applicazioni che provano l’efficacia del calore come terapia lenitiva. Le nostre nonne seguivano un metodo di cura basato sull’esperienza e che vanta una storia di tutto rispetto: i 58 SALUTE E BENESSERE Le proprietà della Termoterapia greci e i romani conoscevano le virtù delle sorgenti calde nell’alleviare i dolori muscolari degli atleti. Le terme divennero presto anche una piacevole occasione di relax, oltre che di cura. La grande riscoperta delle terapie naturali per lenire i piccoli disturbi ha acceso i riflettori sulla Termoterapia. Conosciamo, quindi, meglio il potere del calore come antidolorifico. L’azione principale è la vasodilatazione; il calore genera effetti positivi sulla circolazione sanguigna, con il calore favorisce l’eliminazione delle sostanze prodotte dall’infiammazione una migliore ossigenazione dei tessuti, inoltre favorisce l’eliminazione delle sostanze prodotte dall’infiammazione, responsabili delle sensazioni dolorose. Le cellule muscolari beneficiano di un maggior apporto di ossigeno e sostanze nutrienti, favorendo il rilassamento di crampi e contratture. Il calore contribuisce a migliorare la mobilità e la flessibilità delle articolazioni, rendendo più fluido il liquido presente nelle giunture ed aumentando l’elasticità del collagene presente nei tendini. Quando è consigliata la Termoterapia • Dolori muscolari e delle articolazioni (affaticamento post allenamento, contratture, distorsioni o stiramenti) • Mal di schiena • Dolori addominali (dolori mestruali, mal di stomaco) • Dolori al collo (cervicale) • Dolori dovuti a rigidità articolare che peggiorano col freddo Quando è controindicata • In presenza di traumi ed ematomi (distorsioni, strappi) ; in questi casi meglio utilizzare impacchi di ghiaccio • Nel mal di testa la vasodilatazione spesso fa aumentare il dolore • Nelle coliche dei bambini il calore fa espandere il gas addominale e peggiora la situazione • Se la pelle è molto delicata, è facile ad arrossarsi, oppure molto sottile (è il caso degli anziani) • Chiedere il parere preventivo del proprio medico in caso di diabete, problemi circolatori, patologie cardiache, artrite reumatoide o se si aspetta un bambino. SALUTE E BENESSERE 59 INFLUEPID Estratto di Propoli Idrodispersibile Decerata EFFERVESCENTE La risposta naturale ai disturbi invernali SIRMIONE: I BENEFICI DELLA DERMATOLOGIA TERMALE I Un progetto personalizzato di salute e benessere a 360° deali per la cura dei disturbi della pelle - come la dermatite atopica, la psoriasi, la vitiligine e l’acne - le acque sulfuree salsobromoiodiche sono il fulcro del nuovo Progetto Dermatologico sviluppato recentemente da Terme di Sirmione, una delle realtà termali più importanti in Italia. Numerosi studi hanno, infatti, dimostrato il significativo potenziale antinfiammatorio e antiossidante di queste acque, che le rende particolarmente adatte nella terapia di molteplici problemi della pelle. Il Progetto di Dermatologia Termale è stato ideato in collaborazione con il professor Giampiero Girolomoni, uno dei più prestigiosi nomi della dermatologia italiana. Fanno parte della proposta “salute della pelle” visite, check up (come quello dei nei) ed esami specialistici, mirati a inquadrare nel migliore dei modi il singolo problema, per poter proporre cure personalizzate per ogni persona, dalla balneoterapia termale ai nuovi protocolli per le dermatiti nei bambini e negli adulti e per la psoriasi. Terme di Sirmione, inoltre, è una tra le poche strutture in Italia a proporre cure dermatologiche che si avvalgono di tecnologie all’avanguardia, come la fototerapia (per curare, ad esempio, la vitiligine) con una strumentazione moderna, dotata di sistemi computerizzati di ultima generazione per offrire una terapia efficace e sicura. Specifici protocolli integrati di fototerapia e balneoterapia termale (baneofototerapia) rappresentano un ulteriore e innovativo approccio terapeutico a queste patologie. Questo servizio di Dermatologia Termale si inserisce, insieme ai recenti programmi di salute e benessere nell’ambito del Respiro e della Nutrizione, nell’offerta coerente di Terme di Sirmione, per un progetto personalizzato di salute e benessere a 360°. INFLUEPID EFFERVESCENTE Indicato nei cambi di stagione e durante la stagione più fredda Influepid Effervescente è un integratore alimentare preparato con Propoli E.P.I.D.® e con estratti di Rosa canina che lo rende ricco di vitamina C, un antiossidante naturale che contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario e del normale metabolismo energetico. La presenza di Artiglio del diavolo lo rende utile per favorire la fisiologica funzionalità articolare, inoltre contiene N-acetilcisteina e Serratiopeptidasi. www.specchiasol.it - seguici su IN FARMACIA, PARAFARMACIA ED ERBORISTERIA 60 SALUTE E BENESSERE Che cos’è la dipendenza da cibo? a cura di Gloria Fioravanti Psicologa specializzata nel trattamento dei Disturbi del Comportamento alimentare e Obesità Quando è giusto allarmarsi C osa s’intende per dipendenza da cibo? Quando è giusto allarmarsi? Sostanzialmente si può parlare di dipendenza da cibo quando sono presenti le seguenti caratteristiche: • la persona desidera il cibo in 62 SALUTE E BENESSERE maniera continua e intensa, ma, di fatto, la gratificazione durante il pasto non è soddisfacente e anzi diviene fastidiosa per il dolore addominale, la vergogna e il peggioramento dell’umore e dei livelli di energia dopo i pasti, magari con l’insorgere di sonnolenza. Questi sintomi possono essere anche sfumati in persone, che, magari, non sono obese, ma soltanto sovrappeso, e non sono evidenti dall’inizio, ma con il tempo. • durante la giornata si alterano momenti in cui non si pensa ad altro che al cibo, a momenti in cui si vuole scacciare questo Esistono forme eclatanti di questo disturbo che inducono la persona a comprarsi il cibo di nascosto pensiero con tutte le proprie forze. L’alterato rapporto con il cibo, vissuto in maniera eccessivamente urgente e intensa, si può esprimere nei seguenti modi: • Mangiare più velocemente del normale, con il risultato di gustare di meno il cibo stesso • Mangiare anche quando ci si sente pieni • Mangiare senza avere più la capacità di distinguere tra fame e sazietà • Compiacersi nell’immaginarsi mentre si consuma cibo • Pensare, mentre si compiono altre attività, a quando si andrà “finalmente” a mangiare • Quando le spese per il cibo e il tempo dedicato al mangiare aumentano • Mangiare in maniera solitaria, con la tendenza a mangiare di meno quando si è con altre persone. Questa altalena di emozioni e pensieri conduce da un lato a ricercare continuamente qualcosa da mangiare come se fosse la cosa più gratificante della giornata, dall’altra a coltivare l’intenzione di eliminare il pensiero del cibo. In alcuni momenti si può stabilire un corto-circuito mentale con l’idea che l’unico modo di sfuggire a questa “ossessione” per il cibo sia quello di mangiare tutto ciò che si desidera ed in piena libertà. Esistono forme eclatanti di questo disturbo, che inducono la persona a comprarsi il cibo di nascosto, a tenerlo nascosto e portarlo con sé sempre, oppure a consumarlo in solitudine, per paura del giudizio altrui. Vi sono, però, anche forme subdole, dominate da questa lotta quotidiana tra appetito e intenzione di controllare il comportamento, che si celano dietro a comportamenti di grandi abbuffate, seguiti da meccanismi di compenso per controllare le calorie introdotte, come l’esercizio fisico o il digiuno. la persona desidera il cibo in maniera continua e intensa SALUTE E BENESSERE 63 Giorgia quella pastiglia poteva costarle la vita ADV a cura di Luigi Cavalieri Giornalista Ci racconta la sua storia, perché la sua esperienza possa servire I l 1999 è relativamente lontano, ma quell’esperienza è stata davvero pesante per una ragazza di 17 anni, che una sera ha voluto provare a “volare”, a fare cioè quello che altri suoi coetanei avevano fatto prima di lei ed altri continuano tuttora a fare senza rendersi conto di quel che può loro capitare. Lei, Giorgia Benusiglio, milanese, paga ancora oggi quella sua cavolata, consistita nell’aver inghiottito una mezza pastiglia di ecstasy, che l’ha fatta finire in ospedale, gialla dalla testa ai piedi. Il suo è stato un calvario, che l’ha portata a dover ricorrere ad un trapianto di fegato ed a poter continuare a vivere solo grazie ai farmaci. Quella amara lezione Giorgia l’ha imparata, al punto da voler raccontare ai ragazzi, ma anche ai genitori, i particolari della sua vicenda nella speranza che il suo racconto, la sua esperienza, costatale tanto cara, possano servire, possano aiutare a rifiutare quel che, talvolta, ci viene offerto da un amico, che, poi, alla luce dei fatti, tanto amico non è. Giorgia dopo quell’esperienza si è laureata in Scienze della formazione primaria, discutendo una tesi sul- la Psicologia della famiglia - Relazioni familiari e comportamenti a rischio in adolescenza. Noi di ProfiloSalute l’abbiamo voluta incontrare per rivolgerle quelle domande che i nostri lettori vorrebbero porle. Da quel giorno sono trascorsi 17 anni: Cosa ti ha spinto allora a provare l’ecstasy? Curiosità. Avevo paura a lasciarmi tentare, ma, dopo aver letto un opuscolo sulla Politica della riduzione del danno, la paura mi è passata e mi sono lasciata tentare. Ma, alla terza volta, è successo quel che non mi sarei mai aspettata. Quali i primi sintomi? Leggera spossatezza, nausea e, ATTUALITà 65 wellcare.it NUOVO DALLA RICERCA “L’OROLOGIO DELLA NOTTE” MELATONINA L’ormone naturale che promuove il sonno favorendo un riposo di qualità. S Combatte il GONFIORE Anice Verde - Melissa - Finocchio Favorisce la DIGESTIONE Sgonfia pancia. Finocchio - Melissa - Anice Verde ADV Riequilibra la e avete difficoltà a prendere sonno e il riposo notturno fa a “pugni” con il vostro cuscino non preoccupatevi. La ricerca scientifica ha individuato nella carenza di Melatonina, sostanza ormonale prodotta di notte da una ghiandola del cervello, una delle cause alla base di questo problema di cui soffre circa un terzo della popolazione italiana. La vita stressante e le preoccupazioni di tutti i giorni, l’abuso di farmaci, la menopausa e per chi viaggia i continui cambi di fuso orario, sono alcune delle ragioni o stili di vita che sempre più frequentemente causano disordini nel ritmo sonno/veglia. L’assunzione di 1 mg di Melatonina, meglio ancora se potenziata con estratti vegetali specifici, contribuisce alla riduzione del tempo richiesto per prendere sonno e, quando serve, ad alleviare gli effetti del jet-lag: non a caso è stato coniato un detto, “una bella dormita e sorridi alla vita”. vita FLORA INTESTINALE cinque giorni dopo, l’ittero. E, poi, il trapianto di fegato per sconfiggere un’epatite tossica fulminante... Avevo 6 ore di vita. Come è cambiata la tua vita? Sono diventata una paziente a vita, perchè dovrò prendere farmaci per tutta la vita. Mi avevano riscontrato anche un tumore maligno, del quale sono, però, guarita. Ogni sei mesi mi devo sottoporre ad un chek-up generale. Eri una ragazza sana che ora dovrà vivere da malata... Cosa posso farci? Nella vita si possono fare degli errori e, talvolta, purtroppo, è alto il prezzo da pagare. Hai ancora dei sogni o sono per me è già tantissimo... Che consigli ti senti di dare ai giovani insoddisfatti della loro esistenza, che cercano un’evasione nella droga? Di non pensare che a me non potrà accadere nulla di quello che ad altri è accaduto. E che solo un abuso di droga potrà far veramente male. Quando accadono fatti come quello di cui ti sei resa protago- La scuola può fare prevenzione a condizione che non si coinvolga solo un tossicologo Bifidobacterium Breve - Lactobacillus Plantarum Giorgia Benusiglio Triocarbone Pancia Piatta è il nuovo integratore alimentare a base di enzimi, carbone ed estratti vegetali, con fermenti lattici e vitamine del gruppo B. La particolare associazione di enzimi aiuta a favorire i processi digestivi e l’assorbimento dei nutrienti. Gli estratti vegetali di anice verde, melissa e finocchio favoriscono la funzione digestiva e una regolare motilità intestinale, con eliminazione dei gas responsabili del gonfiore addominale. I fermenti lattici vivi ad azione probiotica favoriscono l’equilibrio della flora batterica intestinale. Triocarbone Pancia Piatta. Sgonfia pancia. Oggi in Farmacia c’è Gold Melatonina, Melatonina 1 mg in compresse a due strati effetto fast e slow release “rapido e lento rilascio”. L’originale formulazione è arricchita con estratti secchi di Griffonia, Melissa e Avena, utili per favorire il rilassamento, il benessere mentale e il normale tono dell’umore. Gold Melatonina Affronta la vita con serenità. Chiedi l’originale al Farmacista. Notte dopo notte, Gold Melatonina ti aiuterà a riposare bene e a lasciarti alle spalle la sensazione di tensione dovuta alla stanchezza. svaniti quella terribile sera? Quello che era il mio grande sogno, la danza, prima classica e poi moderna, ho, purtroppo, dovuto abbandonarlo. Ma sono ugualmente riuscita a ricrearmi un sogno, quello cioè di potermi formare una famiglia, anche se il mio futuro so perfettamente che potrà essere sempre a rischio. Con trent’anni di ricerca alle spalle non si è ancora in grado di predire cosa potrebbe accadermi. Ma riuscire a sperare in un futuro nista, si cercano sempre delle responsabilità, personali, ma anche della famiglia: tu cosa ci puoi dire? Da anni l’eroina è stata considerata la droga per le persone emarginate, era una droga che lentamente ti portava alla morte. (era tangibile) Oggi vanno di moda altre sostanze, che non ti creano la medesima dipendenza, che, invece, dà l’eroina. Un ragazzo può fare uso di ecstasy una sera e continuare a condurre una vita norma- le fino a quando sentirà nuovamente la necessità di trasgredire ed evadere dalla realtà.(Possono passare anche settimane... non si ricerca la sostanza nello stesso modo in cui si ricerca l’eroina). Quindi non ci si sente tossicodipendenti, e, purtroppo, proprio per questo, molti ragazzi fanno uso di queste sostanze con leggerezza. Non deve esserci per forza un disagio familiare alle spalle, molte volte accade di farne uso per potersi sentire parte di un gruppo,alla pari dei tuoi compagni, altre volte perchè si fa fatica a comunicare ed a lasciarsi andare con i propri amici. La famiglia in alcuni casi non c’entra. Ovvio che tutti devono assumersi la responsabilità di crescere un soggetto sano ed equilibrato nella società, perciò il genitore dovrà essere sempre presente con la sua autorevolezza, le Istituzioni con leggi appropriate potranno fare la loro parte così come le forze dell’ordine... La scuola certo può fare prevenzione a condizione che non si coinvolga solo un tossicologo, che parla con termini scientifici e, purtroppo, noiosi e poco empatici... ma persone come la sottoscritta che questa esperienza l’hanno vissuta in prima persona e sono davvero dei testimoni sul campo”. Quindi solo se saremo tutti uniti e creeremo una vera rete sociale si potranno arginare casi come quello di Lamberto... Il ragazzo morto per aver assunto MDMA”. Il padre di Giorgia, scomparso da poco, le aveva lanciato un messaggio: sensibilizzare i giovani andando nelle scuole. Ed è proprio questo quel che Giorgia fa praticamente ogni giorno incontrando studenti, insegnanti, genitori. ATTUALITà 67 VITAMINA D una vitamina per tutti a cura di ANTONIO SCHIAVO Farmacista Una carenza può avere effetti negativi non solo sulle ossa L a presenza della vitamina D nel nostro organismo è un fattore indispensabile. Una sua carenza può avere effetti negativi non solo sulle ossa, ma anche sui muscoli, sul cuore e sul nostro sistema immunitario. Il deficit di vitamina D è un problema frequente, sia in età pediatrica che adulta. Durante la vita intrauterina e l’infanzia uno stato carente di 68 MEDICINA NATURALE questa sostanza può produrre ritardo di crescita e deformità scheletriche. Nelle persone adulte una sua carenza può accelerare o aggravare l’Osteoporosi e l’Osteopenia, può causare debolezza muscolare ed incrementare il rischio fratture. La scoperta che molti tessuti e cellule del nostro corpo presentano il recettore per la vitamina D ha aperto nuovi orizzonti sulle molteplici funzioni di questa vi- tamina. Molto interesse ha suscitato il ruolo che la vitamina D può avere nel ridurre il rischio di malat- la vitamina D può ridurre il rischio di malattie croniche tie croniche, tra le quali troviamo anche le neoplasie, malattie immunitarie, malattie infettive e patologie cardiovascolari. Persino alcune depressioni posso- no essere legate alla carenza della vitamina D. Le fonti della vitamina D sono l’esposizione alla luce solare, la dieta e l’uso di integratori specifici. Pochi alimenti sono naturalmente ricchi di vitamina D e solo una dieta ricca di pesci grassi previene il suo deficit. Il fabbisogno di vitamina D raccomandato dipende dall’età : Bambini e adulti fino ai 50 anni di età 200/400 unità al dì Soggetti di età compresa fra i 51/70 anni di età 600/800 unità al dì Per gli Over70 l’apporto consigliabile è 800/1000 unità al dì Fondamentale, per sopperire alla carenza di vitamina D, è l’esposizione solare. Prendere il sole anche in costume La nostra pelle ha una grande capacità di Produrre vitamina D per il tempo necessario (4/5 ore al dì) equivale a produrre 2000 unità di vitamina D. La nostra pelle, anche in età avanzata, ha una grande capacità di produrre vitamina D. L’esposizione solare ed una corretta integrazione di vitamina D (800/1000 unità al di) riduce del 25% il rischio fratture. La sua presenza e quantità viene diagnosticata con un prelievo di sangue: “25 Idrossivitamina D”. Si parla di carenza, quando il valore è inferiore a 20 nanogrammi per millilitro (ng/ml); di insufficien- za tra i 20/30 nanogrammi per millilitro; di sufficienza oltre i 30 nanogrammi per millilitro. Alcuni studi recenti hanno evidenziato che le donne in menopausa, che avevano assunto il loro apporto quotidiano di 800/1000 unità di vitamina D, hanno registrato un calo del 60/70 % del rischio tumori. Per evitare carenze, tutti gli studi nutrizionali suggeriscono, l’assunzione di 800 unità al di, utilizzando buoni integratori e consigliano di sottoporsi nei periodi estivi ad una responsabile esposizione alla luce solare. Visti questi importanti benefici, la vitamina D diventa un valido aiuto per difenderci da gravi malattie, che negli ultimi anni stanno colpendo sempre più frequentemente numerosi di noi. Oggi più che mai la vitamina D diventa una vitamina indispensabile per tutti e per tutte le età. MEDICINA NATURALE 69 Tutto il bene della Vitamina D, in un . COLORARE I CAPELLI? Prova a farlo tu Nella scelta si deve tenere presente il risultato finale N ADV O CHIEDI AL TUO FARMACISTA SI DPuff. Scelta all’avanguardia per il medico e la mamma. TINE LU SEN TT ZA LA O DPuff è un innovativo integratore-spray che offre fino a 3 mesi di corretta supplementazione di Vitamina D. Pratico da utilizzare in ogni situazione, permette una somministrazione facile, veloce e allo stesso tempo accurata e sicura, grazie allo spray di tipo farmaceutico. Ogni puff garantisce un dosaggio calibrato di Vitamina D, con la precisione di un monodose, evitando rischi di sovradosaggio e sprechi. SENZ AG La prima Vitamina D, in spray orale. on c’è donna che non si sia chiesta almeno una volta nella vita: che faccio? mi coloro? La maggior parte delle persone, che hanno risposto sì alla domanda, sono motivate dal desiderio di coprire i capelli bianchi, altre per ravvivare il proprio colore naturale ed altre ancora per un vero e proprio cambio look. La possibilità di saltare l’appuntamento in un salone di bellezza per capelli e fare un vero e proprio fai da te al proprio domicilio sembra essere oggi una tendenza fra molte donne, incoraggiata anche dal fatto che i kit in commercio promettono semplicità d’uso e risultati professionali. Quando dobbiamo scegliere una tintura, dobbiamo tenere presente il risultato finale. In commercio ne esistono almeno di tre tipi: la temporanea, basta uno shampoo per eliminarla; la tintura semipermanente, il cui potere coprente è limitato e passa dopo tre o quattro lavaggi; la tintura permanente, sicuramente la più performante, perchè rimane stabile nel tempo, copre completamente i capelli bianchi e permette di cambiare radicalmente il colore. Quando si fa una tintura, l’attenzione deve concentrarsi sulla tollerabilità. Infatti l’obiettivo è rispettare al massimo la sensi- bilità della fibra ed il cuoio capelluto. La ricerca cosmetologica in farmacia ha puntato ad eliminare dalle formule gli attivatori di colore ad alto rischio di allergia come resorcina e parafenilendiammina, sostituendoli con sostanze più tollerabili. In ogni caso, prima di tingere i capelli, è sempre meglio fare un semplice test: basta prelevare un po’ di crema colorata e applicarla dietro l’orecchio aspettando 48 ore prima di lavare. Pronta per l’operazione colore? Inanzitutto l’acquisto del prodotto è consigliato avvenga in farmacia, dove è possibile farsi indicare anche le modalità corrette per l’applicazione. La quantità da utilizzare dipende dalla lunghezza della chioma, la posa deve essere fatta sui capelli asciutti, perchè i pigmenti prendono meglio e lasciata per almeno 30 minuti. La scelta del colore è personale, in teoria è possibile schiarire o scurire come si vuole, ma è sempre meglio cambiare gradualmente tinta dopo tinta. Il segreto per mantenere il colore ottenuto? Coccola i tuoi capelli tutti i giorni usando detergenti con tensioattivi delicati e una o due volte a settimana nutrili con una maschera specifica ricca di sostanze emollienti. a cura di ROBERTA ROSSI Farmacista BELLEZZA 71 La chirurgia estetica delle palpebre a cura di enrico motta // www.mopart.it Chirurgo plastico - Master in Chirurgia estetica morfodinamica, Master in medicina estetica Le cosiddette “borse” sotto gli occhi rendono lo sguardo spento e invecchiato L o sguardo rappresenta il primo approccio nelle relazioni interpersonali, infatti è il primo elemento, che caratterizza una persona: non a caso si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima di un individuo. Nulla come un eccesso di pelle alle palpebre superiori o le cosiddette “borse” sotto gli occhi rendono lo sguardo spento ed invecchiato. Questi fenomeni compaiono, generalmente, in età adulta e tendono progressivamente a peggiorare con il passare degli anni, 72 BELLEZZA ma, in qualche caso, soprattutto laddove vi sia una predisposizione familiare, sono presenti già in giovane età. Il problema ha una soluzione chirurgica: la blefaroplastica. Il chirurgo estetico, dopo un’adeguata progettazione dell’intervento, rimuove in modo selettivo la pelle in esubero ed il grasso responsabile delle borse, avendo cura di localizzare le cicatrici in pieghe anatomiche, in modo che risultino poco o per nulla visibili. L’intervento, abitualmente, si esegue in anestesia locale o con il supporto di una blanda sedazione in regime di day hospital ed ha una durata di circa mezz’ora per le palpebre superiori ed altrettanto per quelle inferiori. Il decorso post-operatorio è pressoché indolore e, dopo un paio di ore, il paziente può far ritor- Il chirurgo estetico rimuove La pelle in esubero ed il grasso responsabile delle “borse” no alla propria abitazione con piccoli cerotti, che nascondono le ferite e limitano il gonfiore, che, inevitabilmente, si crea a seguito del trauma per la delicatezza, che caratterizza la cute in questa regione. Il giorno successivo all’intervento è possibile, mostrando i postumi dell’intervento, rientrare alla propria attività personale e professionale, infatti non sono necessarie attenzioni particolari se non un’astensione dal sole diretto o dai luoghi particolarmente polverosi. I primi giorni saranno, inevitabilmente, caratterizzati da un evidente gonfiore e da qualche livido camuffabile con un paio di occhiali da sole. Dopo cinque o sei giorni si rimuovono i cerotti ed i punti di sutura, dopodiché, con un po’ di pazienza, ed un po’ di trucco per le signore, si guadagnerà, a breve, uno sguardo più giovanile e riposato. La blefaroplastica è fondamentalmente un intervento di ringiovanimento, anche se, talvolta, quando espressamente richiesto La blefaroplastica è fondamentalmente un intervento di ringiovanimento dal paziente, con minime varianti di tecnica chirurgica è possibile effettuare piccole modifiche del tratto somatico. Spesso il paziente orientale richiede di occidentalizzare lo sguardo arrotondando la forma dell’occhio al contrario del paziente caucasico, che, talvolta, richiede una minima orientalizzazione al fine di assumere uno sguardo più accattivante. Uno sguardo spento può essere ravvivato dall’esecuzione contestuale alla blefaroplastica di una cantopessi con la quale è possibile innalzare minimamente l’angolo esterno dell’occhio. Allo stesso modo è opportuno ricordare che la chirurgia palpebrale non sempre può prescindere dalla posizione anatomica dell’arcata sopraccigliare, infatti un minilifting temporale, che innalza l’arcata, può alleggerire una calasi palpebrale e rimandare una blefaroplastica di qualche anno. Il costo di questi interventi è variabile passando da 1500 euro per una parziale sino ai 5000 euro per lavori più complessi. BELLEZZA 73 Nuxuriance® Ultra Il segreto anti-età globale per essere radiosa Afta Per tutte le donne che cercano una risposta anti-età globale, il Laboratorio NUXE crea Nuxuriance® Ultra, la nuova linea(1) di trattamenti rigeneranti e redensificanti. Nati da un’innovazione vegetale esclusiva, questi trattamenti eccezionali sono un concentrato di milioni(2) di Cellule Bi-Florali® di Zafferano e Bougainvillea per offrire risultati sorprendenti: pelle più soda per il 90% (4) pelle ridensificata e rimpolpata per il 90% (3) Una performance anti-età globale associata a texture deliziose dal delicato profumo floreale per ritrovare tutta la femminilità e l’eleganza di NUXE. che bruciore! ADV a cura di MARTA SIMONI Farmacista Condizione infiammatoria per la comparsa di una lesione ulcerosa alle mucose orali N OV ITÀ B 7 rucia, brucia, brucia! D’altronde, lo dice la parola stessa “Afta”, che ritrova le sue radici nel verbo greco “aptein”, bruciare! Un’afta orale è una condizione infiammatoria caratterizzata dalla comparsa di una lesione ulcerosa nelle superfici di rivestimento della bocca (mucose orali) e comporta dolore. Le afte, infatti, danneggiano l’epitelio della mucosa orale lasciando brevetti depositati (FR) (1) Dei Laboratori NUXE. (2) Nel vaso 50ml. (3) Test di utilizzo sotto controllo dermatologico su 30 volontarie. % di soddisfazione dopo 28 giorni di utilizzo biquotidiano del Sérum Redensifiant anti-età globale (4) Test di utilizzo sotto controllo dermatologico su 31 volontarie. % di soddisfazione sull’aspetto della pelle, dopo 28 giorni di utilizzo biquotidiano della crème riche redensifiante anti-età globale. (5) IN FARMACIA E PARAFARMACIA. Fonte: IMS Health - Dataview MPANN - Mercato anti-età e anti-rughe viso in farmacia e parafarmacia in Francia. - dal 2012 a fine Agosto 2015 - CMA - in valore. Foto non contrattuale. NUXE, N°1 DEGLI ANTI-ETÀ IN FRANCIA (5) www. nuxe . it esposto il tessuto connettivo sottostante. Finché l’epitelio non si rigene- Un’afta orale è una condizione infiammatoria caratterizzata dalla comparsa di una lesione ulcerosa ra, le terminazioni nervose sono esposte a stimoli chimici, meccanici e termici: è questo che determina la sintomatologia dolorosa. Forma ovale, dimensione variabile da pochi mm a oltre 1 cm, colore bianco-giallastro o grigiastro, alone eritematoso arrossato: ecco l’ identikit dell’afta orale! Da sola o in compagnia si manifesta con intensità e gravità differenti sulla mucosa vestibolare del labbro, sul palato, BELLEZZA 75 Anche lo stress emotivo sembra essere un fattore predisponente ADV sulle guance e sulla lingua... praticamente ovunque! Nonostante non si conosca esattamente cosa provochi le ulcere orali, molti sono i fattori di rischio, tra cui la dieta: le persone, che hanno una carenza nutrizionale di acido folico, vitamina B12 e ferro, sembrano essere più soggette allo sviluppo di afte, a maggior ragione se intolleranti. Le afte possono, inoltre, indicare un problema al sistema immunitario. Lesioni della bocca dovute ad un morso sul labbro interno, oppure ad un lavaggio dei denti eccessivamente vigoroso vanno a danneggiare la delicata parete interna della bocca e pare siano un’ulteriore causa delle ulcere orali. Anche lo stress emotivo sembra essere un fattore predisponente. Anche se chiunque può manifestarle, i giovani e gli adolescenti ventenni sembrano esserne più soggetti, e le donne hanno il doppio delle probabilità di svilupparle rispetto agli uomini, soprattutto nelle fasi iniziali del ciclo mestruale. Le afte possono essere trattate con potenti disinfettanti, con antinfiammatori di diversa origine, con anestetici locali, sia che si tratti di sostanze farmacologiche, che naturali, come aloe, liquirizia, propoli, malva, amamelide, rabarbaro e salvia! Come anticipato, le cause possono essere varie e ciascuna ha il suo rimedio più adeguato... ma bisogna fare i conti con la rovente verità: le afte sono, per la maggior parte delle volte, recidivanti nei soggetti più predisposti. Quindi preveniamo l’insorgenza delle afte con semplici accorgimenti: cereali, albicocche, farina d’avena, crusca, noccioline, papaia ci aiuteranno ad aumentare, insieme all’assunzione di adeguati integratori, le vitamine e gli amminoacidi di cui abbiamo bisogno; stimoliamo il nostro sistema immunitario riequilibrando il nostro intestino con fermenti lattici e probiotici. BELLEZZA 77 Inverno periodo ideale per rinnovare la pelle a cura di ENRICO FILIPPINI Professore a contratto in “Nutrizione Clinica” - Roma Un aiuto dall’endocrinologia estetica I primi mesi del nuovo anno sono per molti di noi il momento ideale per progettare cambiamenti più o meno significativi nella nostra vita. I pazienti, che vengono a trovarci al Poliambulatorio medico-chirurgico dott. Enrico Filippini nei primi mesi dell’anno riescono sempre, secondo la nostra esperienza, ad ottenere significativi risultati in termini di dimagrimento e splendidi benefici estetici. Le ragioni sono diverse e molto soggettive, ma qualche situazione comune esiste. Per esempio il fatto che nei primi mesi dell’anno è più facile essere ottimisti e propositivi, più carichi ed entusiasti; oppure è vicina la fine dell’inverno e già vengono assaporati il tepore primaverile, i colori sgargianti. È come se iniziassimo a riprometterci di volerci più bene, di metterci un po’ in forma per accogliere la bella stagione, che sta per arrivare. Soprattutto il viso merita rinnovata attenzione. L’inverno con freddo e nebbia, smog, stress del lavoro ha lasciato la pelle segnata. La texture è poco compatta, il colore poco luminoso, addirittura opaco, e nelle zone del sorriso, intorno ad 78 BELLEZZA occhi e labbra, si sono formati sottili avvallamenti, che promettono future rughe. Evidentemente il fotoaging non è solo la luce del sole, ma anche il risultato di smog, inquinamento, cattiva alimentazione e stress. D’altra parte il nostro viso, la pelle, gli occhi sono l’unico vero biglietto da visita, quello che trasmettiamo agli altri, e non ci piace mostrarci incuranti del nostro aspetto o addirittura poco attenti alla nostra salute. L’endocrinologia estetica, che permette di associare con efficacia le necessità dell’estetica all’endocrinologia, agli ormoni, negli ultimi anni si è arricchita di prodotti innovativi per riportare l’epidermide ed il derma cutaneo nelle condizioni ottimali. Le persone, molte, che amano prendersi cura dell’aspetto del proprio viso con asso- luta delicatezza, con un metodo rapido e indolore, hanno la possibilità, in questo periodo dell’anno, di sottoporsi ad un ciclo di biostimolazione cutanea soft. La biostimolazione soft consiste nella sapiente e personalizzata sinergia di alcune pratiche medico-estetiche, che stimolano la cellula della bellezza, il fibroblasto, a sintetizzare nuovo collagene, nuova elastina, per ricreare la condizione di pelle giovane. Concentrando l’attenzione allo stile di vita, all’intestino (magari con qualche test) ed, ovviamente, al sistema endocrino (ciclo mestruale,tiroide, vitamina d, insulina) associando i bioidentici, il medico endocrinologo del Poliambulatorio di Brescia ricrea sulla pelle, utilizzando in sinergia, per esempio, la nuovissima tecnica profhilo, il needle o il peeling rimodellante, laser e led, le condizioni di luminosità, turgore, levigatezza e tensione tanto desiderate, permetterà di affrontare la bella stagione in piena forma fisica, benessere e bellezza. Le verruche infezioni della pelle a cura di RITA MARTINELLI Dermatologa Benigne, contagiose, sono provocate da un virus L e verruche sono infezioni della pelle, benigne, contagiose, provocate da un virus (papilloma virus HPV). Rappresentano una patologia molto frequente (ne soffre circa il 7% della popolazione) durante l’intero arco dell’anno. Sono stati identificati vari tipi di HPV, oltre 100. Si possono manifestare in qualsiasi area del corpo; le sedi preferite sono mani, piedi, viso, gomiti e ginocchia. C’è correlazione tra sede anatomica, aspetto clinico delle verruche e ceppo virale HPV, che le provoca. Colpiscono entrambi i sessi, a qualsiasi età; sono più frequenti nei bambini in età scolare e nei giovani adulti. Come si presentano Sono escrescenze cutanee, dello stesso colore della pelle, un po’ ruvide al tatto, di forma e dimensioni variabili da pochi millimetri a 1 centimetro, raramente più grandi. Sono lesioni singole o multiple, talora confluiscono a formare placche. Si distinguono diverse tipologie di verruche: verruche volgari: sono la forma più frequente. Sono lesioni esofitiche (cioè sporgono dalla superficie cutanea), un po’ ruvide al tatto. Le sedi più colpite sono le mani, ma si osservano anche in altre sedi come gomiti e ginocchia. verruche piane: sono piccoli elementi appena in rilievo, a superficie liscia, di colorito roseo. La sede preferita è il viso. Si possono osservare anche sul dorso delle mani e agli arti. verruche plantari: si osservano 2 varietà anatomo-cliniche: 1) verruche plantari semplici: si presentano come lesioni endofitiche (cioè incassate nella pelle a causa della pressione del peso corporeo). Sono profonde e dolorose. 2) verruche a mosaico: sono più superficiali, multiple e tendono a confluire in placche realizzando un aspetto “a mosaico”. Di solito non sono dolorose. verruche filiformi o digitate: sono piccoli elementi peduncolati. Si osservano più frequentemente nella BELLEZZA 79 zona della barba e tendono a recidivare per autoinoculazione da rasatura. verruche dell’area genitale (condilomi acuminati o creste di gallo): alcuni tipi virali sono responsabili del tumore della cervice uterina. Attualmente è disponibile un vaccino anti HPV per la prevenzione. è importante intervenire subito per evitarne la diffusione Come avviene il contagio La trasmissione è dovuta al contatto col virus: - da persona a persona (anche con una stretta di mano, se questa sede è infetta) - per autoinoculazione (il soggetto affetto da verruca, toccandosi, trasporta il virus da una parte all’altra del corpo) - attraverso la condivisione di asciugamani, accappatoi, calzature, utilizzati da persone infette, o calpestando, senza alcuna protezione, superfici sulle quali sono passate persone infette. Dal momento del contagio possono passare alcune settimane, prima che le lesioni siano visibili. I fattori favorenti - Condizioni di depressione immunitaria - microtraumi che favoriscono la penetrazione del virus - la frequentazione di luoghi caldo-umidi, come palestre, piscine, 80 BELLEZZA spogliatoi, docce comuni. L’ambiente caldo umido favorisce la sopravvivenza del virus - uso promiscuo di accappatoi, asciugamani, calzature. Come si eliminano è possibile la regressione spontanea. Questo non giustifica l’astensione terapeutica. è importante intervenire subito, per evitare che aumentino di dimensione o per evitarne la diffusione. Si può ricorrere a diversi metodi per rimuoverle: - preparazioni per uso locale a base di acido salicilico, acido lattico, acido retinoico da applicare quotidianamente per alcune settimane - crioterapia: è la terapia con il freddo. Consiste nel congelamento della lesione con azoto liquido, un gas molto freddo (-196 gradi). Si forma una bolla che stacca la verruca. è un metodo efficace, un po’ doloroso - cauterizzazione con l’elettrobisturi: metodica che distrugge la lesione usando energia elettrica - laser CO2: genera una luce, che distrugge la lesione mediante vaporizzazione - terapia fotodinamica: è un valido supporto terapeutico in caso di resistenza ai trattamenti tradizionali. Grazie alla sua azione antivirale distrugge non solo le lesioni visibili, ma anche quelle subcliniche, svolgendo così un ruolo di bonifica e prevenzione. - la guarigione può essere condizionata da fattori psicosomatici Per la scelta terapeutica si devono tenere presenti alcuni elementi: l’aspetto clinico della lesione, la sede anatomica e l’età del paziente. Prevenzione Sono utili alcuni accorgimenti per ridurre il rischio di contrarre l’infezione: - non stringere la mano alla persona che presenta verruche visibili - evitare l’autoinoculazione coprendo le verruche con un cerotto - usare accappatoi, asciugamani personali e calzature proprie - non camminare a piedi scalzi. - indossare calzature che proteggono la pelle, evitando escoriazioni ed il contatto con superfici infette - usare calzature traspiranti per evitare un eccesso di sudore, che provoca macerazione, facilitando l’ingresso del virus -se si frequentano palestre e piscine, usare ciabattine in plastica e disinfettarle periodicamente. LE RICETTE SENZA GLUTINE dello chef Marco Scaglione Chiacchiere di Carnevale Autore: Marco Scaglione Fotografo: Iuri Niccolai INGREDIENTI per 6 persone 300 g di Mix nutri free per dolci 40 g di zucchero a velo consentito 20 g di marsala 20 g di burro 2 uova 1 tuorlo ½ limone grattugiato ½ arancia grattugiata sale 1 litro di olio di semi di girasole zucchero a velo consentito ADV Tempo: 30 minuti più riposo Difficoltà: facile PROCEDIMENTO Trascorso il tempo di riposo, spolverate una spianatoia con del mix, stendete con il mattarello l’impa- Versate la miscela in una terrina, unite 40 g di sto molto sottile, in modo da ottenere una sfoglia zucchero a velo, le uova , il burro a temperatura dello spessore di 1-2 mm, ritagliate con la rotella ambiente, il marsala e un pizzico di sale. Impa- festonata creando dei piccoli rettangoli e crea- state il tutto con le mani fino a che gli ingre- te un foro al centro di ogni rettangolo. Ponete dienti non saranno ben amalgamati. Foderate le strisce così ottenute in abbondante olio ben una teglia con carta da forno, stendete il limone caldo, ma non bollente (170-180 °C al massimo), e l’arancia grattugiati, fate tostare in forno 5 minuti girandole su ambo i lati, attenti a non bruciarle; a 150 °C, sfornate e lasciate raffreddare qualche appena diventeranno dorate, toglietele dall’olio minuto, unite all’impasto e ricoprite la ciotola e ponetele a sgocciolare su un panno da cucina. con della pellicola, lasciate riposare in frigo per Quando saranno fredde, ponetele su un piatto da circa 1 ora. portata e cospargetele di zucchero a velo. Servite. 82 ALIMENTAZIONE La pasta proclamata dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità a cura di Federica Peretti Giornalista 10 falsi miti da sfatare ADV F a bene alla salute ed ha effetti positivi sull’ambiente: vero. Ingrassa ed è di origine cinese: falso. Quante se ne sono dette, e se ne dicono ancora, sulla pasta… Alimento principe della dieta mediterranea e piatto preferito per il 90% degli italiani, la pasta è da sempre protagonista delle nostre tavole. Ma anche nel Paese, che le ha dato i natali, primo al mondo nella classifica dei consumi con 25 kg pro capite, è oggetto di miti duri a morire. Dalla pasta che “fa ingrassare” a quella senza glutine, ideale per chi vuole perdere peso, fino alle varie teorie sulla provenienza del grano, sono almeno 10 le false leggende da sfatare su questo alimento. Se n’è parlato a Milano ad Expo durante il World Pasta Day & Congress 2015. 1. La pasta fa ingrassare Iniziamo con l’abbattere uno dei miti più antichi sulla pasta: non è vero che fa ingrassare. Cento grammi di pasta forniscono un apporto energetico pari a circa 360 kcal, di cui circa il 70% sotto forma di carboidrati complessi, una quota proteica pari al 1013% . La pasta è, quindi, un’importante fonte di energia per le funzioni dell’intero organismo. Studi clinici confermano che non sono i carboidrati, bensì le calorie in eccesso, ad essere responsabili dell’obesità. E, poi, non dimentichiamo che la pasta è la base della dieta mediterranea, proclamata nel 2011 dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità. 2. Si dimagrisce con la pasta senza glutine? No, ragione per la quale si consiglia, a chi non è affetto da celiachia o ipersensibilità al glutine, di seguire un’alimentazione che contempli la normale pasta di grano duro. Infatti il rischio è di compensare l’adeguato e necessario apporto di carboidrati complessi con un’alimentazione eccessivamente ricca di grassi, che determinerebbe un maggior apporto calorico, ottenendo, quindi, esattamente l’opposto dell’effetto sperato. 3. Grano duro o tenero? La pasta italiana non ha concorrenti al mondo, perché nel nostro Paese una Legge del 1967 obbliga a produrre la pasta secca esclusivamente con grano duro, nel rispetto di parametri, quali umidità, proteine e acidità, che ALIMENTAZIONE 85 determinano l’alta qualità del prodotto. È proprio questa “Legge di purezza”, che consente di valorizzare la nostra produzione all’estero, facendo della pasta un simbolo del made in Italy a livello internazionale. 4. Grano naturale o Ogm? Il grano, che usiamo oggi, non esisteva in natura, ma è frutto dell’incrocio spontaneo e casuale tra il farro selvatico e l’erba delle capre, un infestante. È nato così il dicocco selvatico, il primo dei grani moderni. Da allora l’evoluzione non si è mai fermata: grazie ad un processo di miglioramento genetico , ma senza Ogm, che nel grano duro non esistono, sono state ottenute varietà diverse, più resistenti e più produttive, con più proteine e con un glutine di miglior qualità. 5. Monovarietà o blend? La pasta è una miscela di semole di diverse varietà di grani, così, a prescindere dalla qualità e dalla quantità del raccolto di grano, si riesce ad ottenere sempre una pasta di alta qualità, identica per aspetto, consistenza, sapore e tenuta in cottura. A questa produzione standard si affiancano le paste ottenute da un solo tipo di grano, spesso di varietà antiche. Sono una nicchia anche le paste speciali di cereali alternativi come Kamut, riso, farro e mais. 6. Italiana o cinese? Araba! L’invenzione cinese della pasta è una bufala, alimentata dal film del 1938, con Gary Cooper, “Le avventure di Marco Polo”, in cui si vedeva il giovane esploratore tornare in Italia dalla Cina, nel 1295, con i noodles scambiati per spaghetti. In realtà, a quei tempi, gli spaghetti si facevano già da almeno due secoli in Sicilia, allora 86 ALIMENTAZIONE Un bicchiere di latte per combattere il dicocco selvatico è il primo dei grani moderni dominata dagli arabi. 7. Sale, prima o dopo? Con senza coperchio? Il sale va aggiunto solo quando l’acqua bolle e prima di buttare la pasta, altrimenti l’acqua impiegherà più tempo a raggiungere il bollore. Così l’effetto dell’aggiunta del sale non influirà sulla temperatura di ebollizione dell’acqua e la diminuzione di temperatura, causata dalla dissoluzione del sale, sarà neutralizzata dal calore presente in quel momento. Un ultimo accorgimento è mettere il coperchio sulla pentola, per far bollire l’acqua in minor tempo. 8. E la cottura? La pasta cotta “al dente” risulta più digeribile, perché la rete di glutine trattiene al proprio interno i granuli di amido, rendendolo assimilabile in modo graduale (a beneficio dell’indice glicemico). Inoltre la giusta cottura preserva le caratteristiche dell’alimento, evitando che si disperdano le sue proprietà nutritive. Al contrario, se la pasta cuoce troppo a lungo, risulta collosa e difficilmente digeribile, in quanto viene deglutita senza un’adeguata masticazione. 9. Macinatura, a pietra o industriale? La macinatura è necessaria per separare la crusca dalla semola del grano duro. Nei pastifici industriali un laminatoio stacca la crusca dal chicco di grano, ma senza schiacciarla, per non rompere la struttura del glutine e non danneggiare l’amido. Passando attraverso coppie di rulli dalla rigatura sempre più piccola, si ottiene una maggiore separazione della crusca e una granulometria sempre più fine. Infine il passaggio attraverso una serie di setacci completa la separazione totale della crusca dalla semola. Nella macinatura a pietra questo non è possibile, quindi quel che si ottiene è una semola praticamente integrale. 10. Trafilatura al bronzo o al teflon? All’esterno le trafile sono tutte fatte dello stesso materiale: il bronzo. È l’inserto interno che cambia. Può essere in teflon, ed in questo caso si ottiene una pasta più liscia e dal colore più giallo, oppure in bronzo, ed in questo caso la pasta appare più pallida e ruvida. la carie a cura di PAOLA RIVETTA Giornalista scientifica Fermenti probiotici addizionati ai prodotti caseari: le nuove frontiere della nutraceutica L a carie è la patologia orale con più alta prevalenza in età evolutiva e, secondo il Ministero della Salute, tutta la popolazione infantile deve essere considerata a rischio. Allarmanti i risultati degli studi più recenti: il 22% dei bambini entro i 4 anni soffre di carie e la percentuale raddoppia fino ai 12 anni. L’impatto è notevole a livello economico e sociale. Indispensabile, dunque, integrare le numerose Campagne di prevenzione con strategie innovative, che prevedano una corretta istruzione all’igiene alimentare. Nasce in questo contesto il programma intrapreso dall’Università degli Studi di Brescia - Clinica Odontoiatrica in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e il Laboratorio di ricerca agro-alimentare di Cremona. Oggi più che mai gli alimenti vengono valorizzati in funzione delle proprietà nutraceutiche (nutritive-farmaceutiche) di alcuni dei loro componenti. In quest’ambito si collocano i caseinofosfopeptidi, che si originano dall’idrolisi delle proteine del latte; in vivo, durante la digestione e, in vitro, con enzimi proteolitici di origine microbica. La loro attività è molto importante per la prevenzione della carie, poiché inibiscono la demineralizzazione dello smalto dentario ed, al tempo stesso, ne favoriscono la remineralizzazione. Il latte ed gli alimenti vengono valorizzati in funzione delle proprietà nutraceutiche i suoi derivati confermano, dunque, il loro valore come alimenti funzionali in grado di prevenire la carie. Possono essere ulteriormente migliorati? Seguendo le linee guida del Ministero della Salute, i ricercatori hanno selezionato alcuni ceppi probiotici ed individuato quelli in grado di colonizzare il cavo orale per contrastare il biofilm cariogeno (Lactobacillus Rhamnosus GG, L. Casei, Bifidobacterium, L. Reuteri). I prodotti lattiero-caseari, con l’aggiunta dei ceppi selezionati, fungeranno, pertanto, da veicolo per l’assunzione dei probiotici stessi. La validazione del prodotto avverrà attraverso lo studio effettuato su un campione di mille bambini con l’obiettivo di portare presto sui banchi alimentari prodotti gradevoli, che rappresentino un sano strumento di prevenzione. ALIMENTAZIONE 87 Sedativo e Fluidificante IL PERITO GRAFOLOGO Candida Livatino analizza la vostra scrittura È UNO SCIROPPO INDICATO PER IL TRATTAMENTO SINTOMATICO SIA DELLA TOSSE SECCA CHE GRASSA IN PUNTA DI PENNA www.livatinocandida.it ADV La scrittura di Laura rivela una certa rigidità di pensiero DUE PRINCIPI ATTIVI, PER UNA DOPPIA AZIONE 1. CALMA LA TOSSE 2. SCIOGLIE IL MUCO IN ECCESSO Lo sciroppo Bronchenolo Sedativo e Fluidificante, grazie ai suoi due principi attivi (destrometorfano bromidrato e guaifenesina) agisce con una doppia modalità: seda la tosse e fluidifica il catarro. C ara Laura, la sua scrittura è dritta, non presenta alcuna inclinazione né verso destra, né verso sinistra. Segnala una certa rigidità di pensiero e, conseguentemente, di azione. è una persona razionale nei comportamenti, che analizza le situazioni senza farsi prendere dall’emotività. Nella sfera affettiva questa razionalità è, però, meno forte, un po’ smorzata. Lo deduco dall’asola gonfia della “g”, che evidenzia come, quando è innamo- rata, riesce a lasciarsi andare alla passionalità, mettendo da parte la razionalità che la caratterizza. Noto anche che lascia molto spazio tra una parola e l’altra. Questa particolarità mette in evidenza un forte senso critico, non solo verso gli altri, ma anche verso se stessa. è precisa, meticolosa in tutto quello che fa ed anche nelle cose che racconta. Le lettere legate tra loro all’interno di una parola confermano, ancora una vol- ta, che cerca una logica sempre e comunque. Se non la trova, ci rimugina sopra finché non riesce a darsi una spiegazione. Lo stesso segno evidenzia che, anche se si trova bene con gli altri, non ha difficoltà a stare sola con se stessa ed anzi a volte ne ha bisogno. La firma, con il nome e cognome legati tra loro, segnala un forte legame con la famiglia d’origine. Un caro saluto. Per ricevere profili grafologici corretti utilizzare una penna nera, usare fogli bianchi non a righe o a quadretti, apporre la propria firma ed inviare a: [email protected] GRAFOLOGIA 89 INGREDIENTI PER 4 PERSONE 250 gr di pasta corta (noi abbiamo usato dei torciglioni, ma vanno benissimo anche delle penne, possibilmente rigate) 500 gr di zucchine 1 ciuffo di basilico Menta secca o fresca se la trovate 100 gr di formaggio feta 1 uovo Aceto balsamico 4 cucchiai di olio e.v.o. Sale Pepe TEMPO DI PREPARAZIONE 40 minuti PREPARAZIONE LA RICETTA a cura di LAURA E SILVIA SQUIZZATO // www.gemellesquizzato.it // www.doppiavita.tv Come prima cosa mettete a bollire l’acqua per la pasta e in un altro pentolino fate bollire dell’acqua per l’uovo. Nel frattempo lavate le zucchine, spuntatele, tagliatele a rondelle non troppo sottili e dividete a metà ciascuna rondella. Mettete un filo di olio nella pentola antiaderente (noi abbiamo usato l’ottima qualità Risolì) e versate le zucchine tagliate; fatele rosolare a fuoco vivo per due minuti. Poi abbassate leggermente il fuoco, spruzzate di aceto, coprite con un coperchio e lasciate cuocere per una decina di minuti (ma tenete sempre controllata la cottura, perché non devono rosolarsi troppo e neppure ammorbidirsi troppo fino a disfarsi). A fine cottura spegnete, salate le zucchine ed aggiungete il basilico e la menta tritati. Quando l’acqua del pentolino bolle, buttate l’uovo e tenetelo per circa 8 minuti per farlo sodo. Quando l’acqua per la pasta bolle, salatela e buttate i torciglioni (o le penne) che scolerete tre minuti prima del termine di cottura. Riaccendete il fuoco (basso) sotto le zucchine ed aggiungete la pasta; mischiate per due minuti, aggiungendo olio, aceto, la feta tagliuzzata in scaglie e l’uovo sgusciato (sia tuorlo che albume) tagliato a pezzetti. Aggiungete un pizzico di pepe e foglioline di menta, se l’avete trovata fresca, altrimenti mettete quella secca. Questo piatto è ottimo caldo in questi mesi invernali, ma ricordatevene anche nei mesi estivi. Il trucco è lasciare raffreddare le zucchine e l’uovo; se vi piace, fate raffreddare anche la pasta (che a questo punto scolerete al tempo di cottura indicato senza ripassarla in pentola). Noi, però, preferiamo sempre, anche d’estate, avere la pasta calda e semmai il condimento fresco. Ma è una questione di gusto! Giornaliste, conduttrici e attrici, per 5 anni inviate del programma “Mezzogiorno in famiglia” su Rai Due e autrici del libro di cucina “I nostri dolci light” (Gribaudo Editore) e di “Doppia Vita - il linguaggio segreto dei gemelli” (Oscar Mondadori) Pasta alle zucchine aceto balsamico e feta L Piatto unico e completo ottimo anche d’inverno a ricetta, che vi proponiamo in questo numero, è, come nostra abitudine, di facile realizzazione, adatta anche a chi ha poca manualità e non sa fare piatti troppo curati esteticamente. Gli ingredienti sono comuni e tradizionali, visto che usiamo pasta, zucchini e olio, ad eccezione della feta, tipico formaggio a pasta semidura greco, ormai facilmente reperibile in molti negozi e supermercati. Un piatto di pasta che diventa piatto unico e completo, perché ci sono i carboidrati della pasta, le proteine del formaggio e le verdure. Quindi leggete, provate e… assaggiate! Buon appetito! 90 RICETTA Scopri la gamma completa Dr.Green su www.risoli.com - Risolì srl - Lumezzane (BS) [email protected] - www.facebook.com/risolisrl NOTIZIE DALLE AZIENDE OGGI PER DOMANI a cura di Epitech ADV L La dismenorrea delle adolescenti è un importante campanello d’allarme per malattie difficili da individuare e diagnosticare come l’endometriosi a prevalenza di adolescenti con dolore pelvico durante il ciclo mestruale è molto alta, oscilla, infatti, dal 60% al 93%. Questo dolore, caratterizzato da crampi e dolore addominale che può irradiarsi a schiena e arti inferiori, viene chiamato dismenorrea ed è spesso accompagnato da vari sintomi extrapelvici come nausea, senso di vomito e di inappetenza, sonnolenza, mal di testa, vertigini, etc… interferendo in modo significativo con le normali attività quotidiane. Le cause della dismenorrea non sono completamente chiarite, tuttavia è noto che la caduta dei livelli di ormoni steroidei a livello pelvico provoca la perdita dell’omeostasi tissutale e causa l’attivazione dei mastociti, cellule immunitarie che facilitano l’instaurarsi di processi infiammatori e rilasciano molecole che agiscono sia sulle terminazioni nervose, aumentando la percezione del dolore, sia sul tono muscolare dell’utero, aumentandone la contrazione. Per garantire all’adolescente una buona qualità della vita, è importante che il dolore mestruale non venga banalizzato. Il corretto controllo della dismenorrea impedisce che si inneschino quei meccanismi, sia periferici che centrali, che tendono ad improntare e mantenere negli anni una maggiore vulnerabilità alle situazioni dolorose in genere. Inoltre studi recenti suggeriscono che la dismenorrea può essere importante campanello d’allarme per malattie difficili da diagnosticare come l’endometriosi, associata, nel 60-70% dei casi, ad una storia clinica pregressa di dismenorrea adolescenziale. È importante che la dismenorrea venga gestita in modo adeguato agendo sui meccanismi che generano il dolore. Il controllo della disregolazione mastocitaria rappresenta un approccio terapeutico innovativo per mantenere a livello endometriale l’omeostasi tissutale, limitando l’ambiente pro-infiammatorio e pro-nocicettivo e favorendo la risoluzione di neuro-infiammazione e dolore. Il controllo della dismenorrea adolescenziale intesa come campanello d’allarme di situazioni più complesse è OGGI importante non solo per contrastare la sintomatologia dolorosa, ma anche e soprattutto perché permette di limitare la progressione del danno tissutale, limitando così, DOMANI, l’istaurarsi di condizioni patologiche che fortemente incidono sulla qualità della vita ed includono la progressione di condizioni, che possono arrivare a compromettere la fertilità della donna stessa. NOTIZIE DALLE AZIENDE 93 Le terme al servizio della salute Prevenzione, cura, riabilitazione: è quanto offrono le Terme di Sirmione, di cui possono beneficiare sia i bambini sia le persone adulte, di qualsiasi fascia di età, per tutto l’arco dell’anno Il letargo delle testuggini a cura di NICOLA BERTONI // www.veterinariobertoni.it Medico Veterinario Appartengono all’ordine più antico dei rettili L e tartarughe appartengono all’ordine più antico dei rettili (da più di 200 milioni di anni) e con più di 200 specie sono diffuse in tutti i continenti, ma solo alcune risultano importanti ai fini domestici: le tartarughe terrestri (Testuggini) e le tartarughe d’acqua. Per quanto riguarda il letargo prenderemo in considerazione quello invernale per motivi prettamente climatici. Il letargo invernale è un processo fisiologico e non un semplice irrigidimento dovuto al freddo. Le 94 TERMALISMO nostre tartarughe domestiche non hanno sempre bisogno del letar- Il letargo invernale è un processo fisiologico e non un semplice irrigidimento dovuto al freddo go, perciò, se nel tardo autunno sono ancora attive, è opportuno evitare di sottoporle a un letargo forzato e garantire loro una temperatura ed un regime alimentare normali. La diminuzione dell’attività dell’animale in condizioni di allevamento ideali indica frequentemente l’imminenza del letargo, inoltre gli esemplari malati rifiutano palesemente il letargo, anche alla temperatura di 4 °C, pertanto in tali casi sarebbe meglio rinunciare. Il letargo invernale dura da ottobre-novembre fino a marzo-aprile. Se le tartarughe dovessero svegliarsi dopo sole 6-8 settimane, la bassa temperatura non deve essere in nessun caso prolungata. Gli animali vanno portati in un luogo riscaldato, immersi in un bagno tiepido ed esposti a una AMICI ANIMALI 95 Con l’inizio della stagione calda è necessario svegliare gli animali mediante bagni in acqua tiepida 96 AMICI ANIMALI fonte di calore. Si osserva, quindi, se abbiano appetito. Con l’inizio della stagione calda è necessario svegliare gli animali mediante bagni in acqua tiepida, somministrare loro vitamine e iniziare ad alimentarli. Le tartarughe acquatiche svernano negli acquari, nelle vasche di plastica e in contenitori simili. Il livello dell’acqua non deve superare l’altezza della corazza, in modo che la testa resti fuori dall’acqua. l contenitori vengono poi messi in ambienti con una temperatura di 4-5 °C; per svegliarle, è sufficiente aumentare la temperatura gradualmente nell’arco di 5-7 giorni. Se il letargo viene fatto all’aperto, si scavano buche profonde circa 50-60 cm e le si riempiono di humus o di un miscuglio di sabbia e foglie. Dopo avervi riposto le tartarughe, le buche vengono coperte con uno strato di paglia, di foglie o di sterpi, dello spessore di circa 50 cm. E possibile interrare anche cassette, che vanno ricoperte con una rete metallica. Il vantaggio di tale metodo consiste nel fatto che non ci si deve preoccupare della temperatura e dell’umidità dell’aria; esso presenta, però, anche alcuni svantaggi: gli animali, infatti, potrebbero svegliarsi a causa di un temporaneo aumento della temperatura esterna e risalire inosservati in superficie, per poi congelare, se la temperatura si abbassa. Se il letargo viene fatto in cantina, l’intestino della tartaruga andrebbe svuotato immergendo l’animale in acqua ad una temperatura di circa 30 °C per stimolare la defecazione. Successivamente andranno poste in cassette di legno o plastica, nelle cui pareti si praticano delle piccole aperture per la ventilazione, riempite con foglie secche e muschio. Le cassette andranno, poi, riposte in cantina, ad una temperatura di 2-8 °C; nel locale l’umidità dovrebbe essere costante, a tal fine si può, di tanto in tanto, spruzzare con acqua la cassetta, facendo attenzione che il fondo sia umido, ma non bagnato. ADV Vivere la tua passione oggi è più facile! BIGLIETTI • FILARMONICA DELLA SCALA BIGLIETTI INTERO UNDER30 OVER65 INTERO TGC ** UNDER30 TGC** OVER65 TGC** 35,00 48,00 51,00 30,00 41,00 al u24,00 tE B eII GALLERIA n essere -20,00 B E L L E Z15,00 ZA 30,00 30,00 20,50 25,50 15,00 17,00 13,00 13,00 PLATEA e PALCHI I-II-III ord. 60,00 I GALLERIA e laPALCHI ri vIVista di S ord. 35,00 FONDAZIONE DEL TEATRO GRANDE DI BRESCIA ///// Anno X / n. 1 - 2016 / Gennaio-FebbraioE ///// • CAMERATA MANCHESTER MARTHA ARGERICH (SALA GRANDE) Bimestrale / € 1, 00 /INTERO Poste Italiane SpA BIGLIETTI INTERO RIDOTTO RIDOTTO TGC ** TGC** Spedizione in Abbonamento Postale / 70% LO/BS PLATEA e PALCHI I-II-III ord. 38,00 I GALLERIA e PALCHI IV ord. 28,00 Anno X - Numero 1 - 2016 II GALLERIA 20,00 www.profilosalute.it 32,50 24,00 20,50 24,00 18,00 15,50 17,00 14,00 13,00 • BALLETTO DI MARIBOR • TROUBLEYN/JAN FABRE • ALAIN PLATEL/FRANK VAN LAECKE/STEVEN PRENGELS • ISRAEL GALVÁN • I POMERIGGI MUSICALI Direttore Responsabile INTERO INTERO TGC** RIDOTTO* RIDOTTO TGC** LuigiBIGLIETTI Cavalieri PLATEA e [email protected] PALCHI I-II-III ord. 28,00 I GALLERIA e Editore PALCHI IV ord. 23,00 Punto Farma srl II GALLERIA 18,00 24,00 23,00 19,50 19,50 15,50 18,00 14,00 15,50 12,00 • ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE • FEDERICO ALBANESE • SENTIERI SELVAGGI Direzione e Amministrazione • VIRGILIO SIENI • RADICAL FACE • RECITAL OPERISTICI (23 e 14 maggio) Punto Farma srl BIGLIETTI INTERO INTERO TGC** RIDOTTO* RIDOTTO TGC** Via A. Grandi 18 POSTO UNICO 15,00 13,00 10,00 8,50 25125 Brescia Telefono 030.36.65.611 • CARNET RADICAL FACE (Carnet per i tre concerti) (SPAZI DEL TEATRO GRANDE) CARNET INTERO RIDOTTO* Fax 030.36.65.680 POSTO UNICO 30,00 20,00 [email protected] • IL GRANDE PER I PICCOLI (SPAZI DEL TEATRO GRANDE) BIGLIETTIdi Redazione INTERO Segreteria POSTO UNICO 10,00 [email protected] RIDOTTO*** 3,00 Biglietti in vendita a partire da martedì 2 febbraio 2016. Ingresso gratuito per i bambini fino ai 3 anni.. Concessionaria per FACCIAMO la pubblicitàLA BANDA • CONCERTO Ingresso libero Punto Farma srlfino ad esaurimento dei posti e previo ritiro dei biglietti a partire da martedì 3 maggio 2016. Il concerto sarà in parte riservato ai sostenitori della Fondazione. Acquista i biglietti del Teatro Grande nella filiale del Banco di Brescia più vicina a te. Redazione e Marketing • I CONCERTI DEL CONSERVATORIO E RECITAL OPERISTICO (7 maggio) Federica Peretti Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. Per i concerti del Conservatorio è previsto il ritiro dei biglietti all’ingresso del Teatro a partire da un’ora prima dell’inizio dei concerti. Telefono 030.36.65.685 [email protected] * riservato agli under30 e agli over65 • ** riservato ai possessori della TeatroGrandeCard • *** riservato agli under 11 Abbonamenti e biglietti della Stagione gennaio-giuno 2015 sono in vendita on line sui siti teatrogrande.it e vivaticket.it e in Biglietteria dal giorno 9 dicembre 2014. I possessori della TeatroGrandeCard possono esercitare il diritto di prelazione sull’acquisto dei biglietti presentando la propria Stampa tessera presso la Biglietteria del Teatro Grande nei giorni 5 e 6 dicembre 2014. direzione si riserva la facoltà di apportare al programma della Stagione i cambiamenti resi necessari da esigenze tecniche-artistiche o di forza TiberLa SpA - Brescia maggiore. Il regolamento di biglietteria è consultabile integralmente sul sito teatrogrande.it. AUTORIzzAzIOnE TRIbUnALE DI bRESCIA n. 48/2008 Per informazioni 0302979333 [email protected] del 24.10.2008 Poste Italiane SpA Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/BS FONDAZIONE DEL TEATRO GRANDE DI BRESCIA teatrogrande.it IN COLLABORAZIONE CON SOCI FONDATORI ORIGINARI in collaborazione con Comune di Brescia SOCI FONDATORI SOSTENITORI ADERENTI MESSAGGIO PROMOZIONALE CON FINALITÀ COMMERCIALE. L'INIZIATIVA È RIVOLTA A CLIENTI E NON CLIENTI DEL BANCO DI BRESCIA E CONSENTE DI ACQUISTARE, SENZA COMMISSIONI, I BIGLIETTI DELLA STAGIONE DELLA FONDAZIONE DEL TEATRO GRANDE NEI 135 SPORTELLI DELLA BANCA, IN BRESCIA E PROVINCIA. ELENCO FILIALI SU WWW.UBIBANCA.COM/BANCODIBRESCIA SOSTENITORE ORDINARIO MEDIA PARTNER BRESCIA TEATRO GRANDE S TA G I O N E G E N N A I O . G I U G N O 2016 ADV