/////////////////////// Anno X / n. 1 - 2016 / Gennaio - Febbraio / Bimestrale / € 1, 00 / Poste Italiane SpA / Spedizione in Abbonamento Postale / 70% LO/BS ///////////////////////
lari v istadi
S al u t E - B e n essere - B E L L E Z Z A
Milly
CarluccI
BALLA CON
LE STELLE
IPERCOLESTEROLEMIA
FAMILIARE
I vantaggi
del latte materno
ASTIGMATISMO
DISTURBI DEL
COMPORTAMENTO
ALIMENTARE
LA STORIA
DI GIORGIA
EDITORIALE
di LUIGI CAVALIERI
Direttore Responsabile
Le favole aiutano
a mangiare sano
C
Una bella esperienza da raccontare
he il farmacista debba
uscire dal ristretto ambito
della sua farmacia, in cui
svolge, indubbiamente, un
ruolo importante fornendo consigli professionali ai
propri utenti, non siamo certo noi i
primi a sostenerlo né tanto meno a
scoprirlo. Esistono ormai consolidate correnti di pensiero, che dovrebbero indurre a trasferire all’esterno
quel che negli anni si è potuto sperimentare all’interno delle farmacie
parlando con quei milioni di clienti, che ogni giorno ne varcano
la soglia.
Certo non si può prescindere
dal fatto che si abbia effettivamente qualcosa da trasmettere e soprattutto si sia individuato il metodo migliore per
farlo. Proprio per questo, per
aiutare alcuni ancora indecisi
a fare il primo passo, abbiamo
pensato, in occasione del Decennale di ProfiloSalute
(ma della ricorrenza parleremo nel prossimo numero) di dar voce a quelle esperienze, che, di volta in
volta, ci verranno segnalate e riterremo meritevoli
di essere raccontate ai nostri lettori.
In questo numero il buon esempio ci viene da Porto
Mantovano, dove due farmaciste hanno dismesso il
classico camice e sono entrate nelle scuole elemen-
tari per vivere insieme ai bambini
le “Favole da mangiare”.
Non voglio aggiungere altro, perché raccontiamo la loro interessante esperienza in questo stesso
numero, soprattutto ci è piaciuto
come siano riuscite a rendere accattivante il racconto di una favola, che poi tanto favola non é,
visto che l’Italia è il terzo Paese al
mondo per numero di bambini in
sovrappeso.
I contenuti di questo editoriale, che
rompe con gli schemi tradizionali, vuole anche testimoniare
come, in effetti, la farmacia
si stia evolvendo e non è vero
che l’unico obiettivo sia quello
di vendere solo medicine. Allora impariamo anche noi divertendoci insieme a Rossella
e Barbara.
Quasi mi dimenticavo: è iniziato il nuovo anno e gli auguri sono sempre graditi.
Auguri, allora, ai lettori, ai collaboratori ed alle
aziende che hanno creduto in noi e continuano a
sostenere ProfiloSalute.
Non è vero che l’unico
obiettivo è di vendere
solo medicine
[email protected]
3
Numero 1 - 2o16 // Gennaio - Febbraio // www.profilosalute.it
COVER
STORY
In questo numero
I vantaggi del latte materno
a cura di GUIDO VERTUA
16
Segui le News di Profilo Salute su Facebook
Profilo-salute
Milly Carlucci
balla
con le stelle
18
Ipercolesterolemia
familiare
48
L’astigmatismo
a cura di Andrea Bartuli e Sabrina Buonuomo
a cura di Andrea Russo
30
Disturbi del
comportamento
alimentare
Giorgia
quella
pastiglia
poteva
costarle
la vita
a cura di LUIGI CAVALIERI
65
a cura di Maria Gabriella Gentile
EDITORIALE
3
22 Favole da mangiare
Le favole aiutano
a mangiare sano
di Luigi Cavalieri
Un successo la Convention
di FarmaciaINsieme
9
Christian Boiron
interviene sull’omeopatia
10 Cambia la domanda
di salute
di Francesco Rastrelli
PERSONAGGIO
12 La bella Milly pronta per
“Ballando con le Stelle”
di Michele Vanossi
MAMMA E BAMBINO
21 Le paste per il cambio
pannolino
di Chiara Kron Morelli
4 SOMMARIO
BELLEZZA
40 Minor rischio per le cardiopatie
FARMACIA
6
37 Aritmie
di Franco Pesciatini
con le nuove terapie
di Luigi Cavalieri
SALUTE E BENESSERE
43 Integratori utili
PARLA LO SPECIALISTA
24 L’insufficienza venosa
di Stefano Di Nonno
28 Guarire si può
di Tommaso Revera
32 Credo di essere... incinta!
di Claudio Paganotti
cosa sono e come si curano
di Edoardo Cervi e Maurizio Ronconi
34 Emorroidi,
per la carenza di certe sostanze
di Serena Schiavo
71 Colorare i capelli?
Prova a farlo tu
di Roberta Rossi
72 La chirurgia estetica
delle palpebre
di Enrico Motta
di Marta Simoni
78 Le verruche
di Antonio Marinelli
58 Il calore contro il dolore
di Simonetta Elseri
62 Che cos’è
la dipendenza da cibo?
di Gloria Fioravanti
combattere la carie
di Paola Rivetta
78 Inverno periodo ideale
53 Rimedi naturali per dimagrire
87 Un bicchiere di latte per
GRAFOLOGIA
di Roberto Scalvini
dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità
di Federica Peretti
75 Afta, che bruciore
47 A proposito di carne
85 La pasta proclamata
per rinnovare la pelle
di Enrico Filippini
infezioni della pelle
di Rita Martinelli
ALIMENTAZIONE
82 Le ricette senza glutine
89 In punta di penna
di Candida Livatino
RICETTA
90 Pasta alle zucchine
aceto balsamico e feta
di Laura e Silvia Squizzato
TERMALISMO
94 Le Terme
al servizio della salute
AMICI ANIMALI
95 Il letargo delle testuggini
di Nicola Bertoni
INFORMAZIONE AI LETTORI
I lettori interessati
ad approfondire gli argomenti
trattati da ProfiloSalute
debbono scrivere a
[email protected]
COPIA OMAGGIO OFFERTA DELLA TUA FARMACIA
dello Chef Marco Scaglione
Chiacchiere di Carnevale
MEDICINA NATURALE
68 Vitamina D
una vitamina per tutti
di Antonio Schiavo
SOMMARIO 5
Un successo
la Convention di
FarmaciaINsieme
a cura della Redazione
Governance e direzione strategica saldamente a Brescia
U
n successo, un grande
successo: la definirei
con questi termini la IX
Convention di FarmaciaINsieme tenutasi nel
contesto del Museo Mille Miglia a Brescia.
Un successo con la massiccia partecipazione di farmacisti, la qualità dei relatori che si sono succeduti sul palco chiamati a ribadire
quel che in questi anni CEF, la Cooperativa, di cui i farmacisti sono
6 FARMACIA
loro stessi i proprietari, ha fatto
per loro, “Perché possano sentirsi liberi e forti nei confronti
di una concorrenza sempre più
agguerrita” - come ha ribadito
Un grande successo
CON la massiccia
partecipazione
dEI farmacisti
il Presidente Vittorino Losio nel
suo intervento conclusivo. E ancora - per dirla sempre con le sue
parole - “Una Cooperativa che
ha radici antiche ( è nata a Brescia 81 anni fa ), ma ha saputo
guardare avanti, con intuito ed
attenzione particolare all’evolversi del mercato ed alle possibili conseguenze”. Tant’è che oggi
il fatturato di CEF ha raggiunto il
miliardo e cento milioni di euro
così da conquistare il terzo posto a
oggi SONO 874
le farmacie
aderenti a
FarmaciaINsieme
livello nazionale fra i distributori
intermedi del farmaco, oltre, naturalmente, al primo assoluto fra
le Cooperative.
Oggi CEF ha assunto, infatti,
una dimensione nazionale, che
un breve filmato ha sinteticamente ben riassunto: una tracciato lungo Mille Miglia, per cui
certamente location più appropriata non poteva essere scelta,
che l’ha vista da Brescia raggiungere Cremona, poi Venezia, Erba,
Varese, Milano, Pisa, Bari, Foggia, Roma, per far ritorno nuovamente a Brescia.
Ed alla città della Leonessa rimarrà saldamente ancorata anche in futuro, anche se potranno
esservi nuove adesioni o incorporazioni, perché “CEF - ha tenuto
a sottolineare Losio - qui è nata,
qui ha le sue radici (e tutti sappiamo bene cosa potrebbe succedere se si tagliassero), per cui
governance e direzione strategica rimarranno a Brescia, nonostante l’espansione territoriale
Il Presidente Vittorino Losio
e l’incremento rilevante del fatturato”.
E che la Cooperativa e chi la governa abbiano imboccato la strada giusta, che le consenta, pur
mantenendo lo spirito che deve
sempre contraddistinguerla, lo
hanno dimostrato tutti quei farmacisti presenti alla Convention.
“È la riprova che questo è il percorso su cui procedere ed il fatto
che oggi 874 farmacie aderiscano
a FarmaciaINsieme è la migliore
dimostrazione - ha concluso il
Presidente -che i colleghi vedono
nella Cooperativa lo strumento,
che può da un lato proteggerli
dai rischi competivi e dall’altro,
con la nuova proposta formativa
dell’Accademia, aiutarli a mettere a disposizione di quanti varcano le soglie della farmacia tutta
una serie di consigli e servizi, che
ne faranno sempre di più un presidio di salute insostituibile”.
FARMACIA 7
Christian Boiron
interviene sull’omeopatia
“La polemica in atto è sterile, bisogna guardare ai fatti”
a cura della Redazione
La polemica apparsa sulla stampa in merito all’omeopatia ed alla sua efficacia hanno spinto Christian Boiron,
direttore generale dell’omonimo gruppo farmaceutico, ad
intervenire.
ADV
“N
on sono interessato a voler cercare di
convincere chi non vuole guardare
oltre, perché sarebbe un’inutile perdita di tempo. In questo momento
sono concentrato a far progredire l’omeopatia. E poi, credo che in questo
ambito contino i fatti: l’omeopatia è presente praticamente in tutti i Paesi del mondo, ed è una realtà
consolidata in moltissimi ospedali. Sono 400.000 gli
operatori della salute, che consigliano medicinali
omeopatici, ed i pazienti che si curano anche con
questi farmaci sono 300 milioni in tutto il mondo”,
ha dichiarato Boiron. “D’altro canto gli attacchi
all’omeopatia non ci sono solo in Italia, anche se qui
alcune personalità influenti amano parlarne e scri-
Christian Boiron
verne senza essersene mai occupati. Stimo molto il
prof. Garattini come ricercatore negli ambiti scientifici in cui ha competenza: purtroppo, fra questi, non
figura l’omeopatia. Gli chiesi personalmente anni fa
di fare ricerca sui medicinali omeopatici, ma rispose
che non era interessato. Un giorno conosceremo il
meccanismo d’azione in base al quale i medicinali omeopatici danno prove di efficacia; oggi, però,
credo si debba tornare a pensare che lo scopo della ricerca non sia quello di dimostrare e convincere,
ma di capire, trovare, progredire. In merito al meccanismo d’azione dei medicinali omeopatici, che sappiamo funzionano, ma non in che modo- è sempre
Boiron a parlare- mio padre Jean, fondatore assieme
al gemello Henri dei ‘Laboratoires’, diceva che possiamo vedere solo le orme dell’orso nella neve, ma
non vediamo l’orso. Perché una sostanza che, se assunta in dosi più o meno significative provoca un
sintomo, diluita nell’acqua in percentuali infinitesimali cura quel sintomo? Effettivamente, ancora non
lo sappiamo. Del resto, per molti anni, interrogativi
scientifici similari hanno caratterizzato il meccanismo d’azione sia dell’aspirina che dei vaccini. Eppure, nonostante ci siano volute decine di anni per
comprendere come funzionassero, non è mai stata
messa in discussione la loro efficacia terapeutica.
Alla fine, ai pazienti interessa questo: che un medicinale funzioni, non come agisce la molecola”. Chiude
così Boiron: “Ho scritto un libro, che uscirà anche in
Italia e si intitolerà “100 anni di ricerca in omeopatia”.
In questo libro parlo dei tanti interrogativi, che negli
anni ci siamo posti, e delle tante risposte date, senza
negare gli ambiti ancora da chiarire e su cui ricercare. Certo è che non ho scritto un libro sulla ricerca
per trovare nuovi « sostenitori » dell’omeopatia, tra
medici, farmacisti e pazienti. Non è necessario, perché l’omeopatia si sviluppa da sola. Ha solo bisogno
di essere se stessa”.
FARMACIA 9
ment in Europe (SHARE)” l’indagine più accreditata, finanziata
dall’Europa e condotta su circa
45.000 cittadini europei appartenenti a 19 Paesi dell’Area Ocse di
età superiore ai 50 anni nel periodo 2004 - 2012.
I risultati emersi sono:
• Un punto in più sul PIL di spesa
sanitaria, (e, quindi, più investimenti nella salute) si traduce nella riduzione dello 0,1 del numero
medio di patologie croniche nella
popolazione con maggiori probabilità di guarire o di non contrarre malattie.
• Sovrappeso e inattività sono
due elementi, che pesano negativamente sul livello di salute e
comparsa di malattie croniche; è,
dunque, importante promuovere
uno stile di vita sano e attivo.
• Le relazioni affettive e le attività di volontariato riducono la
probabilità di contrarre patologie
croniche tra cui i tumori (probabilità quasi dimezzata!).
• I soggetti con un grado di istruzione superiore a quello dell’ob-
Cambia
la domanda
di salute
a cura di Francesco Rastrelli
Presidente Ordine dei Farmacisti della Provincia di Brescia
Coordinatore Federazione Ordini dei Farmacisti Lombardi
La nuova farmacia e il livello di benessere nella terza età
L’
aumento della longevità media della popolazione ha indotto un
incremento considerevole della domanda di
servizi sanitari con un
costo economico, che si preannuncia difficilmente sostenibile.
L’OMS ha, dunque, definito
l’”Active ageing” ovvero il processo di ottimizzazione delle
10 FARMACIA
opportunità per la salute, della
partecipazione e della sicurezza,
come la modalità per migliorare
la qualità della vita man mano
che la popolazione invecchia.
All’ “Active ageing” è stato affiancato uno studio, che si propone di identificare i fattori principali, che influenzano la salute e
di calcolarne il loro impatto sulla
salute e sull’economia.
”Active ageing”,
il processo
di ottimizzazione
delle opportunità
per la salute
Lo studio è stato sviluppato dal
gruppo di Tor Vergata con il patrocinio della Fondazione Angelini sulla base dei dati di “Survey
of Health, Ageing and Retire-
bligo hanno una durata di vita
superiore e minore probabilità di
ammalarsi; questo si spiega per
l’adozione di uno stile di vita più
sano grazie alle nozioni mediche
e sanitarie ricevute durante gli
studi e alle maggiori funzionalità
fisiche e mentali (il dato è veritiero per tutte le patologie croniche
eccetto i tumori).
• Il grado di soddisfazione per la
propria salute attuale influenza
l’insorgenza di patologie croniche negli anni successivi (3-4 volte superiore il rischio per persone
che dichiarano di avere una salute precaria).
In relazione a tutto questo c’è
ormai la consapevolezza che la
sanità deve cambiare per adeguarsi ai nuovi bisogni della
popolazione, poiché cambia la
domanda di salute. Diventa oggi
importante confrontarsi con nuove dinamiche, basate sempre di
più su una logica di qualità dei
servizi resi. Questo impone il passaggio da una sanità di intervento e di emergenza a una sanità
Sovrappeso
e inattività
sono due elementi
che pesano
negativamente
sul livello di salute
di maggior presenza e di ascolto,
in particolare per rispondere alla
cronicità.
Perché questo modello funzioni,
occorre che tutte le figure coinvolte interagiscano tra loro con
dinamiche interprofessionali e
interdisciplinari. Diventa, quindi, fondamentale definire percorsi di cura adeguati agli specifici
ruoli operativi, allargando sempre di più le funzioni verso servizi
avanzati.
I Farmacisti e la nuova “Farmacia dei Servizi”, intesa come
presidio sanitario sul territorio,
sono tra le figure sanitarie più
coinvolte, insieme ai medici,
per dare risposte adeguate e
professionali a questa crescente
richiesta di assistenza proveniente, in particolare, dai pazienti affetti da patologie croniche.
FARMACIA 11
Milly
La bella
pronta per
“Ballando con le Stelle”
a cura di Michele Vanossi
Giornalista
I consigli per essere sempre in forma
I
l suo nome di battesimo è
Patrizia Camilla Carlucci,
ma a tutti noi è nota come
Milly. L’inizio del 2016 prevede per la nota presentatrice la conduzione di uno dei
programmi di punta del sabato
sera di Rai Uno: “Ballando con
le Stelle” (La prima puntata sarà
il 20 febbraio). Non tutti ricorderanno che il suo percorso professionale annovera ruoli da attrice
e da cantante.
Quale ruolo preferisci?
Ho fatto molte cose ad inizio carriera, perché ho frequentato l’Actor Studio di Los Angeles e lì mi
hanno insegnato e spiegato che
un personaggio, per completarsi,
deve sapere fare un po’ di tutto:
canto, recitazione, ballo, ma non
ho mai pensato di fare la cantante. Per quanto concerne il cinema
al mio esordio non c’erano ruoli,
12 PERSONAGGIO
che mi interessassero particolarmente e poi il destino e la mia vo-
cazione mi hanno portato a fare
televisione.
Come si differenzia quest’anno
rispetto alle altre edizioni Ballando con le Stelle?
Stiamo mettendo a punto una serie di novità: la prima è il cast,
che è fondamentale e assolutamente non banale; altre innovazioni riguardano la scrittura del
programma.
Quale è la forza della trasmissione? Temi che la gente dopo
10 anni possa annoiarsi?
La forza del programma è quella
di essere fedele a se stesso; se si
dovesse stravolgere la formula, si
rischierebbe di scontentare i due
terzi del pubblico. Non saremmo
resistiti per così tanto tempo in
un mercato ultraselettivo come
quello italiano, che può premiare, ma anche dimenticare velocemente programmi e conduttori.
Ti sei occupata personalmente
delle selezioni delle persone comuni: è stato un compito difficoltoso?
Ho fatto molte cose
ad inizio carriera,
perché ho frequentato
l’Actor Studio di Los Angeles
Abbiamo fatto un tour in tutta Italia, che ci è servito a trovare nuove professionalità su nuovi stili
di ballo da introdurre nel progetto e per cercare i
protagonisti di una sorta di linea collaterale, che
sarà in onda dalla quinta puntata in poi e prevede
la partecipazione della gente comune. Abbiamo
incontrato una massa enorme di persone talentuose e scegliere è stato davvero difficile.
C’è un personaggio famoso che vorresti
come concorrente, ma che, al momento, non ha accettato?
Ci sono tanti personaggi desiderati
che possono essere possibilità future… Mauro Coruzzi (in arte Platinette)
durante l’estate si è candidato spontaneamente per risolvere una serie
di problemi di disordine alimentare.
Vedremo se supererà il provino decisivo qualche settimana prima di cominciare.
Siamo abituati a vederti indossare
abiti da sera molto belli, è quasi un
marchio il tuo stile “sirena”, quale
è la tua idea di eleganza?”
Nel fare la prima serata entri nel salotto di casa di chi ti segue e porti una
situazione di allegria, bellezza, eleganza e, quindi, ti vesti con abiti da
sera glamour, è una sorta di divisa
che fa parte di te. Ma in casa e nella vita di tutti i giorni non mi vesto
così. La mia idea di eleganza è legata alla semplicità, perché, come
tutte le donne che lavorano e che
devono assentarsi da casa per parecchie ore, non ho tempo di curare ogni
dettaglio, ma devo trovare un abbigliamento comodo, quindi l’opzione è
PERSONAGGIO 13
per abiti che facciano da passepartout per le diverse
situazioni, che possono presentarsi durante la giornata.
I sacrifici giornalieri e le rinunce per ottenere una
silhouette come la tua?
Io ho fatto di necessità virtù,
avendo problemi alla spina
dorsale fin da ragazzina (e
avendo subito un intervento),
per combatterli e per non soffrire di mal di schiena, devo
fare movimento, ginnastica,
stretching e non devo aumentare di peso; non vado in palestra, ma faccio una serie di
esercizi ogni giorno a casa.
Segui una dieta particolare? Com’è la tua “giornata alimentare tipo” quando sei a casa e quando
lavori?
Mi segue una nutrizionista (la dottoressa Sara Farnetti), che mi ha creato un piano nutrizionale con
le combinazioni alimentari che fanno bene. Quando lavoro a Roma, mi porto da
casa quello che mi necessita. A
colazione mangio del pane tostato con dell’olio, un paio di
olive, frutta e caffè. Per pranzo
solitamente carne, pesce, insomma proteine accompagnate da verdure, frutta e la sera
carboidrati e verdura.
Come ti prendi cura della pelle?
Ho una pelle intollerante e sono allergica al sole,
quindi ho un dermatologo, che mi prescrive le creme da applicare. Suggerire agli altri quali creme
L’antidoto migliore ALLO STRESS
è stare in famiglia
e occuparsi dei figli
acquistare è pressoché inutile, perché ogni tipo di
pelle presenta caratteristiche differenti. Il mio consiglio è quello di applicare sempre una crema con
filtri solari, anche d’inverno.
Avresti rinunciato alla carriera per la famiglia?
Se fosse stata una scelta senza appello, forse sì, fortunatamente non mi sono trovata in questa situazione.
In che modo combatti lo stress?
L’antidoto migliore è stare in famiglia e occuparsi dei figli, della casa, delle cose concrete di tutti i
giorni.
C’è un libro che ti è particolarmente piaciuto e
che consigli ai nostri lettori?
Sto leggendo un libro molto interessante sulla cultura, sulla civiltà, sulla religione dell’Islam. Un mondo così lontano, ma anche così vicino. Tutto ciò che
non conosciamo ci destabilizza, perché siamo sempre rassicurati dalla nostra routine, ma dobbiamo
imparare a capire, soprattutto prima di giudicare.
14 PERSONAGGIO
VICKS FLU ACTION
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DOPPIA AZIONE CONTRO I SINTOMI
DEL RAFFREDDORE E DELL’INFLUENZA
Con tante cose da fare ogni giorno e una famiglia di cui prendersi cura,
le mamme non possono permettersi di ammalarsi.
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febbre e infiammazione
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1
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2
MAL DI TESTA
3
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4
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sonnolenza
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di pratiche
compresse
Chiedi consiglio al farmacista. Per ulteriori informazioni, visita www.vicks.it
È un medicinale. Leggere attentamente il foglio illustrativo. Attenzione: i medicinali vanno assunti con cautela. Non somministrare ai bambini al di sotto dei 15 anni. Autorizzazione del 05/08/2015.
Ipercolesterolemia
familiare
di Andrea Bartuli e Sabrina Buonuomo
sibilmente prima degli 8 anni,
epoca dell’inizio dello sviluppo di
danno vascolare, e trattato con
modifiche dello stile di vita e farmaci, il suo rischio di sviluppare
malattia cardiovascolare diventa
sovrapponibile a quello della popolazione generale.
Il sospetto diagnostico può, però,
essere formulato effettuando un
semplice dosaggio dei livelli di co-
La regolare attività
fisica non ha un
effetto diretto
sul metabolismo
lipidico
Andrea Bartuli - Responsabile UOC Malattie Rare e Genetica Medica
Sabrina Buonuomo - Responsabile dell’Ambulatorio e Day Hospital per l’Ipercolesterolemia Familiare, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS di Roma
Importante la diagnosi precoce. In Italia si stima ne sia affetta circa 1 persona su 380
è
ormai da 50 anni risaputo che la malattia
cardiovascolare, principale causa di morbilità e
mortalità in Occidente, è
strettamente correlata ai
livelli ematici di colesterolo ed,
in particolare, di colesterolo LDL:
più alti sono i valori e più alta è la
probabilità di sviluppare accidenti
vascolari anche in età giovanile.
L’80% del colesterolo nell’uomo
viene sintetizzato nel fegato e il
restante 20% viene introdotto con
gli alimenti. L’eliminazione del
colesterolo, ed in particolare del
colesterolo LDL, avviene anch’essa prevalentemente nel fegato
grazie all’azione di specifici recet-
16 MAMMA E BAMBINO
tori presenti sulla superficie delle
cellule epatiche, che lo catturano
e lo degradano. Qualsiasi alterazione genetica, che influenza la
presenza e l’operatività di questo
recettore, causa una persistenza del colesterolo LDL nel circolo
ematico, ipercolesterolemia e de-
L’80% del colesterolo
nell’uomo viene
sintetizzato nel fegato
e il restante 20% viene
introdotto
con gli alimenti
posito nelle pareti vascolari. L’insieme dei difetti genetici in grado
di causare la ridotta efficienza dei
recettori costituiscono l’Ipercolesterolomia familiare. Questa
condizione genetica, trasmessa da
genitore in figlio, è estremamente
frequente: in Italia si stima ne sia
affetta circa 1 persona ogni 380.
Chi ne è colpito è assolutamente
asintomatico fino alla comparsa del danno vascolare (angina,
infarto, ictus) a partire dal terzo
decennio di vita e, comunque, prima dei 60 anni nelle donne e dei
55 anni negli uomini (malattia
cardiovascolare precoce).
Se un paziente, invece, viene
identificato precocemente, pos-
lesterolo nel sangue, a partire dai
2 anni di vita, in presenza di un’anamnesi familiare suggestiva per
ipercolesterolemia e/o malattia
cardiovascolare precoce: se un
genitore ne è affetto, tipicamente
avrà il 50% di rischio di trasmettere la mutazione ai propri figli.
Benché la dieta concorra in percentuale minima alla colesterolemia ematica, soprattutto se
la diagnosi viene posta in età
pediatrica, è molto importante
instaurare abitudini alimentari
corrette, a basso contenuto di colesterolo, che hanno così le maggiori probabilità di mantenersi
nel tempo, fino all’età adulta.
La promozione di regolare attività
fisica non ha un effetto diretto sul
metabolismo lipidico, ma concorre al miglioramento della funzione cardiovascolare nel tempo.
Il trattamento farmacologico vero e proprio viene consigliato
nei bambini di età superiore agli
8 anni, che, dopo adeguato trattamento dietetico, presentino valori di colesterolemia LDL persistentemente superiori ai valori di
riferimento per età e sesso.
Il farmaco di prima scelta è la
statina: si tratta di una classe di
farmaci molto efficace nel trattamento della ipercolesterolemia,
determinando una riduzione dei
valori fino anche al 30-50%.
Nuove ed innovative terapie, che
utilizzano meccanismi alternativi
di regolazione della produzione di
colesterolo (anticorpi monoclonali, RNA missense), sono, però, già
all’orizzonte, a breve disponibili
anche per l’età pediatrica.
Certamente la presa in carico di
un soggetto clinicamente sano,
ma potenzialmente a rischio, ha
un costo anche economico, costo di gran lunga inferiore, però,
alla spesa in termini di mortalità
o morbilità secondaria al verificarsi dell’evento cardiovascolare
acuto.
La diffusione della conoscenza di
questa condizione diventa, pertanto,cruciale ai fini della precoce
identificazione
dei bambini affetti. Si stima
siano colpiti da questa malattia in
Italia circa 22 mila ragazzi di età
inferiore ai 14 anni: solo il 2% di
questi sono stati diagnosticati e
trattati, gli altri svilupperanno un
infarto a partire da circa i 30 anni
di vita. Intercettarli tutti vuol dire
invece, abbattere nei prossimi 30
anni del 25% gli eventi cardiovascolari nel nostro Paese.
In collaborazione con il Ministero della Salute ed il Centro Nazionale per la Prevenzione ed il
Controllo delle Malattie (CCM)
è stato avviato un progetto multiregionale (Lazio, Umbria, Emilia Romagna, Campania) con
l’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” come capofila, che ha
come obiettivo di aumentare le
conoscenze in merito a questa
condizione, avviare gli opportuni
percorsi assistenziali e creare un
registro di malattia. (“Progetto
SPIF”: Screening Pediatrico Ipercolesterolemia Familiare).
Auspichiamo che questo modello
possa essere facilmente riproducibile e nel tempo possa contribuire
a ridurre il numero dei pazienti
non diagnosticati in Italia.
MAMMA E BAMBINO 17
I vantaggi
del latte materno
a cura di guido VERTUA
Pediatra - Responsabile dei contenuti medici di www.mammaepapa.it
C
Non esiste alimento migliore per un neonato
on l’arrivo del freddo i
bambini cominciano ad
ammalarsi.
Il giudizio dei pediatri e
dei nutrizionisti è unanime: non esiste alimento migliore del latte materno per
un bambino appena nato, non
solo perché contiene tutte le sostanze essenziali per un ottimale
accrescimento staturo-ponderale,
ma anche perché assicura importanti fattori protettivi in grado di
18 MAMMA E BAMBINO
influire positivamente sulla sua
salute futura.
Vediamo tutti i vantaggi derivati
dall’allattamento al seno:
• Il latte materno è facilmente digeribile: il contenuto di proteine
è basso, con un rapporto ottimale
tra i due costituenti proteici principali, la caseina e le sieroprotei-
ne, e questo si traduce in una più
facile digeribilità gastrica. Contiene, inoltre, particolari enzimi,
le lipasi (alla nascita il neonato
ne possiede in quantità molto
limitate), sostanze in grado di
disgregare i grassi e di “predigerirli”, prima del loro arrivo nello
stomaco.
• Protegge dalle infezioni: nel
latte materno ci sono anticorpi,
che la mamma passa al figlio e
che lo proteggono da malattie. Si
tratta soprattutto di immunoglobuline di classe A o IgA, sostanze
di difesa, che vanno a rivestire
le pareti dell’intestino, difendendolo dall’aggressione di germi e
virus e dalla penetrazione di sostanze “estranee”, che potrebbero contribuire allo scatenamento
di reazioni allergiche. Contiene
la lattoferrina (una proteina che
lega il ferro) ed il lisozima (un
enzima dotato di attività antibatterica), capaci di stimolare il
sistema di difesa dell’organismo.
Possiede, inoltre, alcune sostanze, chiamate fattori bifidogeni,
che favoriscono la crescita di un
batterio “buono”, il Lactobacillus
bifidus, che antagonizza a livello
intestinale lo sviluppo di germi
potenzialmente patogeni.
• È prontamente disponibile alla
temperatura giusta e non richiede alcuna preparazione: non ci si
deve perciò preoccupare di riscaldare il biberon, quando il bambino ha fame, oppure di mantenere
il latte caldo o freddo, quando si
è fuori casa ed ancora più importante, di notte una mamma può
IL LATTE MATERNO
È prontamente
disponibile
alla temperatura
giusta
allattare il proprio figlio stando a
letto, evitando così di alzarsi e di
stancarsi.
• Si tratta di latte fresco (il seno
materno non è, infatti, una riserva di latte, come, ad esempio,
lo è la mammella della mucca
e produce perciò latte solo “a richiesta”) e sterile, che riduce la
possibile comparsa di disturbi gastrointestinali tipici del lattante:
rigurgiti, stitichezza, coliche gassose sono, infatti, meno frequenti
che nei bambini allattati con latte artificiale. Da non dimenticare, inoltre, che è completamente
gratuito.
• È, come abbiamo già visto, un
fattore di protezione nei confron-
ti delle allergie, in particolare
quando esiste una familiarità per
malattie allergiche (dermatite
atopica, rinite e/o congiuntivite
allergica, asma) nel padre, nella
madre e/o nei fratelli o sorelle.
• È in grado di fornire tutto ciò di
cui il neonato necessita dal punto
di vista nutrizionale (grassi, zuccheri, proteine, ecc), con la sola
eccezione, forse, del fluoro e della
vitamina D. Non contiene eccessive quantità di minerali come
il sodio, cloro e potassio, così da
non affaticare troppo i reni ancora immaturi del bebè. Si adegua
alle esigenze ed alle necessità di
crescita del lattante modificando,
nel tempo, la sua composizione.
• Serve anche alla mamma: nel
periodo immediatamente successivo al parto, il lattante, quando
poppa, stimola le contrazioni
uterine, evitando che la madre
abbia grosse perdite di sangue
ed aiutando l’utero a tornare più
rapidamente alle dimensioni originarie. Inoltre è dimostrato da
numerosi studi che un allattamento materno protratto riduce
il rischio di insorgenza di tumore
al seno e, nell’età della vecchiaia, di osteoporosi. Da non dimenticare, poi, che l’allattamento al
seno, comportando un notevole
dispendio energetico, facilita la
perdita dei chili in eccesso accumulati durante la gravidanza.
• Non trascurabili, infine, sono
i vantaggi psicologici sia per la
madre che per il bambino. La
mamma viene personalmente
coinvolta nella nutrizione del suo
piccolino, ricavandone la piacevole sensazione di sentirsi indispensabile e realizzata; il lattante
gode di un’intima e confortevole
relazione fisica con la madre.
MAMMA E BAMBINO 19
Le paste
per il cambio pannolino
Aiutano a preservare le zone più delicate dei neonati
è
ADV
utile applicare paste
per il cambio sul sederino del nostro bambino? Bisogna utilizzarle
sempre o solo quando
è arrossato? Che tipo di
crema utilizzare?
Domande legittime e doverose,
perché è importante e fondamentale sapere cosa si mette addosso
al nostro piccolo, specie nella tenerissima età, considerando, peraltro, la zona estremamente delicata del corpo dei neonati.
Le creme e paste antiarrossamento agiscono, infatti, proprio nella
zona degli organi genitali dei bambini, per cui, è bene avere, per così
dire, un occhio di riguardo in più
agli ingredienti che contengono.
Innanzitutto non si dovrebbe
“abusare” delle paste per il cambio, spalmandole assiduamente
ad ogni cambio pannolino, ma
dovrebbero essere utilizzate solo in
caso di effettiva necessità, quando
ci si accorge che il culetto dei bimbi è arrossato, stendendone una
modesta quantità sulla parte interessata. Le creme creano un’ottima barriera tra la pelle e le feci o
l’urina: queste, infatti, a contatto
per lungo tempo con l’epidermide del bambino, aumentano il rischio di irritazione, specie in caso
di diarrea o utilizzo di antibiotici,
dovuto ad un abbassamento di
pH delle stesse.
In commercio esistono tantissime
paste per il cambio. Vediamo quali
sono i maggiori ingredienti utilizzati. L’ossido di zinco, disponibile
in diverse percentuali, è il principio
attivo più utilizzato e conosciuto.
L’effetto barriera, che crea, è molto utile, quando, appunto, le zone
intime si arrossano e si infiammano. L’azione lenitiva fa sì che la
cute riprenda velocemente il suo
aspetto iniziale e l’assenza di effetti
collaterali lo rende una sostanza
di grande impiego. Spesso è associato al pantenolo o al bisabololo,
che hanno azione perlopiù idratante e nutriente, cicatrizzante e
lenitiva. è associato anche all’aloe,
alla calendula o alla camomilla,
ingredienti naturali ed altrettanto
efficaci. Una nota di merito per l’olio di emu, principio attivo di recente utilizzo nelle creme cambio,
preziosa sostanza riconosciuta per
le sue proprietà antinfiammatorie,
cicatrizzanti, riepitelizzanti. L’olio
di emu ha una spiccata proprietà
antibatterica naturale, è ricco in
acidi grassi omega 3 e 6 ed è in
grado di veicolare altri principi attivi utili nella prevenzione e cura
dell’arrossamento da pannolino.
a cura di
CHIARA KRON MORELLI
Farmacista
MAMMA E BAMBINO 21
Le FARMACISTE propongono
ai genitori di condividere
occasioni di preparazione
degli alimenti con i figli
Favole
Figura 1
da mangiare
La dott.ssa Rossella Gamba (a destra) e la collaboratrice dott.ssa Barbara Passeri
a cura della Redazione
I
Nuovo approccio all’educazione alimentare. Al centro la figura dei bambini
l progetto “Favole da Mangiare”, costruito dal team
Prodigi
Educational
per
Pharma Vegana, presenta
un nuovo approccio all’educazione alimentare, ponendo al centro la figura dei bambini. La sua finalità è capire, se e
come i bambini parlano di cibo
e quali cibi prediligono rispetto
ad altri. Questo per seminare,
sin dalla prima età, le basi per
una più corretta educazione alimentare. Il progetto è destinato
ai bambini della scuola primaria
(3^, 4^ e 5^ elementare), insieme
ai loro insegnanti ed alle loro famiglie. Il farmacista, in incontri
presso la scuola, si presenta come
una persona disposta ad ascoltare e rispondere sui temi del benes-
22 MAMMA E BAMBINO
sere e della salute, non solo dietro
il banco, ma portando le proprie
competenze in materia direttamente nelle scuole. La Farmacia Gamba di Porto Mantovano
nelle persone della titolare dott.
ssa Rossella Gamba e della collaboratrice dott.ssa Barbara Passeri, ha conseguito una specifica
preparazione dopo vari step di
Il farmacista
si presenta come una
persona disposta
ad ascoltare e
rispondere sui temi
della salutE
formazione presso Pharma Vegana. Ciò ha permesso loro di ap-
prendere un nuovo approccio alimentare, fondato
sull’interazione e sulla relazione con i bambini ed
il loro mondo.
Il progetto prevede tre incontri con ogni classe, al fine
di attivare e rinforzare la consapevolezza del rapporto tra alimentazione e salute nei bambini e stimolare la consapevolezza del rapporto tra alimentazione
ed emozioni. Premesso che “l’arte di imparare non si
impara che divertendosi”, nel primo incontro (Cosa
mi piace, con chi mi piace mangiarlo, quando
si mangia a casa?) non vengono forniti elenchi noiosi di cibi buoni-cattivi, ma si interagisce con i bambini raccontando una
fiaba, per ascoltare, poi, il loro punto
di vista, la loro relazione col cibo e
con chi glielo prepara. In questo
modo il bambino viene portato
a nominare e riconoscere le
sue preferenze alimentari ed
a confrontarsi con le differenti preferenze dei compagni,
dando una maggiore attenzione simbolica al tema del cibo, nella relazione con le persone che gli stanno intorno.
Il secondo incontro (Sono ciò che mangio, mi voglio
bene con il cibo) è più pratico e si va tutti insieme
alla caccia dello zucchero (es: in quali cibi si nascon-
de). Tramite la metafora di una macchinina, che
parte per un viaggio, si fa vedere come il cibo faccia
diventare grandi e forti e quali siano i segreti per diventarlo (es: colazione da Leone, pranzo da Gattone
e cena da Pulcino). Si cerca di far constatare che gran
parte degli alimenti è composta da diversi ingredienti, alcuni riconoscibili a vista o al gusto, altri più nascosti. Viene attivata l’idea che “corretta alimentazione” sia fornire all’organismo alimenti adeguati, a
seconda dell’orario e dell’attività.
Nel terzo incontro (La ruota degli alimenti) sono invitati i familiari, genitori e fratelli, che vengono coinvolti con discrezione, senza metterli in imbarazzo o a
disagio. In questo incontro sono i bambini ad avere
un ruolo da protagonisti e sempre in modo ludico,
con l’aiuto anche dell’insegnante, si fanno assaggi al
buio (si sviluppa l’olfatto) e test del gusto. Le dottoresse propongono ai genitori di condividere occasioni di
preparazione degli alimenti con i figli. Si cerca, infine,
di far passare il concetto che i bambini hanno la
stessa piramide alimentare degli adulti, quello
che si mangia in famiglia può far bene o male
a grandi e piccoli. Solitamente l’alimentazione dei bambini è sbilanciata verso l’eccessivo
apporto di zuccheri e grassi saturi. L’apporto
proteico viene soddisfatto prevalentemente
da proteine di origine animale; è, quindi, importante far conoscere la varietà delle proteine di origine vegetale ed aumentare il loro consumo nei menù in
famiglia. Sfamarsi e nutrirsi sono
concetti molto diversi; si cerca di
far riflettere sul fatto che, per preparare alimenti poco salutari o alimenti
sani, è necessario spesso lo stesso dispendio di tempo.
La proposta di incontri presso le scuole sul tema della
alimentazione ha riscontrato un immediato interesse
da parte degli insegnanti e dei dirigenti scolastici.
MAMMA E BAMBINO 23
L’insufficienza
venosa
a cura di Stefano Di Nonno
Chirurgo vascolare
I
Le vie degli arti inferiori paragonabili alla rete stradale
l ritorno del sangue venoso
degli arti inferiori è garantito da due sistemi in stretta correlazione: il sistema
venoso superficiale (vena
grande e piccola safena); il
sistema venoso profondo (vena
femoro-poplitea).
Le vene degli arti inferiori sono
un fitto reticolo di vasi tutti in
sinergica comunicazione tra di
loro, il cui compito è di portare il
sangue non ossigenato, insieme
ai liquidi ed ai metaboliti di scar-
24 PARLA LO SPECIALISTA
to, dalla periferia al cuore.
Possono essere paragonate alla
rete stradale: ci sono le autostrade (vena femoro-poplitea, vena
Le vene degli arti
inferiori sono un
fitto reticolo di vasi
tutti in sinergica
comunicazione
grande e piccola safena R1-2), le
tangenziali (collaterali R3), le statali (collaterali R4), le provinciali
(vene reticolari) fino ad arrivare
alle strade di città-campagna (i
capillari).
L’insufficienza venosa cronica
(IVC) è un quadro clinico caratterizzato da sintomi e segni legati
all’ipertensione venosa, dipendente da alterazioni strutturali
o funzionali delle vene. Le cause
più frequenti sono un’alterazione primitiva della parete e delle
valvole delle vene soprafasciali
degli arti inferiori con dilatazione e reflusso (varici) o alterazioni
secondarie dovute a precedenti
trombosi venose profonde (TVP)
con ostruzione persistente, ricanalizzazione con reflusso, o entrambe.
Le teleangectasie (erroneamente
definiti capillari) e le vene varicose degli arti inferiori rappresentano una problematica estetico-funzionale per molte donne,
che spesso si manifesta con l’
arrivo della bella stagione. In
estate la patologia venosa dà clinicamente segno di sé (gonfiore,
stanchezza, senso di peso fino al
vero e proprio dolore).
è a partire dall’autunno il momento migliore per i trattamenti più idonei ed il ventaglio delle
possibili soluzioni medico-chirurgiche nelle mani del medico si è
ampliato nel corso degli ultimi
dieci-vent’anni.
Si tratta di un’affezione, che interessa circa il 30% della popolazione con netta prevalenza del
sesso femminile. Fattori predisponenti sono rappresentati da familiarità, impiego di contraccettivi
orali, gravidanze e stazione eretta prolungata.
Fondamentale è l’inquadramento clinico di ogni paziente mediante:
1) Ecocolordoppler: esame diagnostico non invasivo, permette
di valutare con precisione sia il
sistema venoso superficiale che
profondo.
2) Illuminazione transcutanea:
permette di valutare la presenza
di vene nutrici (invisibili a occhio
nudo) di una rete di capillari (teleangectasie).
Se la disfunzione è a carico dei
dall’autunno il
momento migliore
per i trattamenti
più idonei
vasi di grosso-medio calibro, le
soluzioni possibili sono le seguenti:
Trattamento chirurgico
1. Stripping e flebectomie: trattamento chirurgico, eseguibile in
regime di day-hospital o ambulatoriale, con possibili varianti tecniche, che consiste nello “sfilare”
la vena malata in toto o solo il
tratto non funzionante mediante
mini accessi chirurgici
2. Terapia chirurgica conservativa CHIVA: trattamento chirurgico ambulatoriale che si propone di mantenere il patrimonio
venoso optando per delle lega-
ture mirate a livello dei punti di
reflusso preventivamente individuati mediante ecocolordoppler
3. Legatura endoscopica sottofasciale delle vene perforanti incontinenti (SEPS)
4. Trattamento laser endovascolare: ablazione del vaso mediante termoablazione con sistema
laser (EVLT) o radiofrequenza
(VNUS)
Trattamento medico conservativo
1. Sclero-mousse con o senza guida ecografica: trattamento ambulatoriale iniettivo con o senza
guida ecografica della durata di
15’-20’.
Se ci troviamo di fronte varici di
piccolo calibro:
Trattamento chirurgico mediante flebectomie ambulatoriali
Trattamento medico
1. Scleroterapia o sclero-mousse
2. T.R.A.P. (fleboterapia rigenerativa tridimensionale): metodica iniettiva con una soluzione
PARLA LO SPECIALISTA 25
wellcare.it
STITICHEZZA?
Ritrova la strada
della regolarità.
cattiva
alimentazione
flora
intestinale
sedentarietà
stress
pillola
anticoncezionale,
gravidanze
e menopausa
sono dei fattori
di rischio
più diluita, che non punta alla
denaturazione ed obliterazione
del vaso, ma a renderlo continente.
Se si tratta di un problema di
vene reticolari e teleangectasie:
Trattamento medico
1. Scleroterapia
2. T.R.A.P.
Trattamento laser (Nd:yag, alessandrite, dye-laser): trattamento percutaneo attraverso una luce laser
con una ben precisa lunghezza
d’onda che va a “colpire” selettivamente l’emoglobina contenuta
nei vasi sanguinei.
Per quanto riguarda la prevenzione, tenuto conto che la patologia venosa degli arti inferiori ha
un’eziologia multifattoriale (genetica, ambientale, idiopatica),
sicuramente pillola anticoncezionale, gravidanze e menopausa
sono dei fattori di rischio.
Sono, invece, importanti per la
prevenzione ed il miglioramento
del quadro:
1. una moderata attività sportiva (almeno 30’ di camminata al
giorno)
2. evitare l’ immobilità prolungata in stazione eretta o seduta (giova il sollevamento dei talloni facendo leva sulla punta dei piedi)
3. una corretta alimentazione
(verdure, agrumi, mirtilli contengono sostanze flebotoniche)
4. dormire con le gambe sollevate
10-15 cm rispetto al cuore
5. l’ utilizzo di collant a compressione graduata soprattutto nel
caso di un’ attività lavorativa in
stazione eretta e statica.
6. non utilizzare indumenti troppo stretti che ostacolano il ritorno
venoso
7. la calzatura ideale deve avere
un tacco di 3-4 cm, con pianta
larga
8. evitare di rimanere troppo a
lungo vicino a fonti di calore
9. evitare indumenti troppo
stretti.
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BAMBINI
Intestino pigro,
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intestinale
dei piccoli.
La stitichezza è un problema
diffuso che può manifestarsi
già in tenera età: riguarda oltre 10 milioni di italiani e fino
al 10% dei bambini.
Le “cattive abitudini”, infatti,
vengono spesso trasmesse
dai genitori ai figli.
In primis una dieta povera di
fibre, sostanze importanti per
stimolare naturalmente la peristalsi e ridurre le sostanze
dannose per l’intestino.
Questo perché vengono consumate poca frutta e verdura
e cereali, a vantaggio di cibi
pre-trattati, grassi e poco
salutari. Se sommiamo i ritmi
frenitici a cui i bambini sono
sottoposti, in molti casi accompagnati da uno scarso
livello di attività fisica, ecco
che l’intestino tende a “impigrirsi”.
Via libera nell’intestino.
A volte cattiva alimentazione, stress,
sedentarietà e anche farmaci possono
“bloccare” l’intestino.
Quando serve c’è Magrilax, un nuovo sistema
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26 PARLA LO SPECIALISTA
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Il carcinoma della mammella ha
origine dalla proliferazione maligna
delle cellule epiteliali, mioepiteliali
e dal connettivo adiposo che riveste
i dotti e i lobi della ghiandola
mammaria. Una singola cellula è
in grado di esprimere totalmente il
suo potenziale maligno. Per questo
motivo il tumore della mammella
può esistere per lungo tempo sia
come malattia non invasiva, sia
come malattia invasiva, ma non
metastatica.
Si tratta di una patologia
ereditaria?
In una certa percentuale, sia pur
minima (10-15%), sì; in particolare
per le donne che presentano il gene
BRCA 1 e BRCA2 c’è una probabilità
più concreta di ereditarietà alla
malattia. Un esempio concreto in
questo senso è il tumore al seno che
ha colpito qualche anno fa Angelina
Jolie.
Guarire si può!
a cura di TOMMASO REVERA
Giornalista
La diagnosi precoce del tumore al seno salva la vita
All’Istituto Clinico S. Anna di Brescia,
dopo anni dedicati con costanza
e impegno alla cura del tumore
mammario, è stata attribuita la
prestigiosa certificazione europea di
Breast Unit, Unità Multidisciplinare di
Senologia.
I
n Italia il tasso d’incidenza
standardizzato di tumore della
mammella nelle donne è di
114/100.000 anno e il tasso
di mortalità standardizzato
24/100.000 donne anno. Si
tratta di numeri importanti che, di
fatto, hanno determinato questo
particolare tipo di tumore come il
più frequente del sesso femminile
con una percentuale che si attesta
al 29%. La fascia d’età più colpita
28 PARLA LO SPECIALISTA
è quella compresa tra 0 e 49 anni
(41%), seguono quella dai 50 ai 69
anni (35%) ed infine quella sopra
i 70 anni (21%). Ciò che conforta
è il dato legato alla diminuzione
della mortalità di questa patologia:
dagli anni ’80, infatti, si osserva una
continua ma moderata tendenza
alla diminuzione della mortalità
attribuibile alla efficacia dello
screening, alla diagnostica ed ai
progressi terapeutici, in particolare
alle
terapie
multimodali.
A
dimostrazione di come lo screening
La fascia d’età
più colpita è Compresa
tra 0 e 49 anni
può ridurre anche del 35% la
mortalità per cancro al seno. Da
anni in prima linea contro il tumore
al seno e dal 1985 protagonista
di alcuni rilevanti studi condotti
dall’International (Ludwig) Breast
Cancer Study Group, il dott.
Giovanni Marini, Responsabile
dell’U.O. di Oncologia del S. Anna
- Istituto clinico, a cui recentemente
è stata attribuita la prestigiosa
certificazione di Breast Unit grazie
al lavoro condotto da tutte le
unità operative coinvolte nella
terapia multidisciplinare - ci spiega
l’evoluzione di questa temibile
malattia.
Dott. Marini, come si sviluppa
il tumore alla mammella?
Quanto incide la diagnosi
precoce per la guarigione di
questa malattia?
Oggi il tumore della mammella con
la diagnosi precoce (mammografia,
ecografia ed eventuali esami
aggiuntivi) si può sconfiggere.
Riusciamo, infatti, a diagnosticare
Il dott. Giovanni Marini
tumori molto piccoli (attorno al
centimetro di diametro o anche
sotto) che sono assolutamente
operabili e, con un terapia
multidisciplinare, curabili e guaribili
in una percentuale elevatissima.
Cosa intende per terapia
multidisciplinare?
Si tratta di un modello nato in
Europa e in Italia intorno al 1990
che permette di prendere in carico
il paziente in tutte le fasi della
IN UNA PERCENTUALE
MINIMA
c’è una probabilità
più concreta
di ereditarietà
Della malattia
malattia, migliorando la risposta ai
trattamenti, favorendo il tempestivo
accesso a terapie riabilitative
e di supporto e consentendo di
gestire efficacemente l’eventuale
ripresa di malattia. Un approccio
multidisciplinare integrato dal punto
di vista clinico e organizzativo/
gestionale è di fondamentale
importanza per delineare percorsi
assistenziali diagnostico-terapeutici
di alcune patologie ed in primis per
il tumore della mammella. Ma non
solo. Creare forme di aggregazione
che consentano la gestione di
percorsi assistenziali di diagnosi,
terapia e follow up relativi ad una
o più patologie è determinante per
renderli unitari, omogenei e per
ottimizzarli sia dal punto di vista
qualitativo che dell’efficienza.
Dopo anni di studi e ricerche
in ambito di tumore al seno,
all’Istituto Clinico S. Anna è
stata conferita la certificazione
europea di Breast Unit, un
riconoscimento prestigioso di
cui pochi ospedali si possono
fregiare, che premia anche il
lavoro svolto in sinergia con le
altre unità operative in prima
linea contro il tumore al seno.
Ci spieghi meglio di cosa si
tratta.
La Breast Unit è un’Unità
Specialistica Multifunzionale nella
quale operano e collaborano tutte
le strutture e i servizi che concorrono
all’assistenza delle pazienti con una
patologia mammaria in tutte le
fasi del percorso ospedaliero: dalla
diagnosi alla terapia sino al follow
up. Si tratta di un riconoscimento,
che rappresenta non solo una
medaglia al valore da esporre, ma
soprattutto la garanzia di poter
offrire alle pazienti un trattamento
in linea con i più alti standard
europei.
Come è strutturata la Breast
Unit dell’Istituto Clinico
S. Anna?
Per garantire una programmazione
terapeutica
interdisciplinare
vi
è una costante interazione tra
specialisti afferenti a diversi ambiti
della medicina: il medico oncologo
collabora attivamente con il chirurgo,
il radioterapista, il riabilitatore, lo
psicologo, il genetista, il chirurgo
plastico, il radiologo, il patologo e
l’infermiere. Si tratta di un’interazione
che determina una pianificazione
terapeutica multimodale, espressione
massima della Breast Unit.
PARLA LO SPECIALISTA 29
Figura 2
L’astigmatismo
a cura di ANDREA RUSSO // www.centrooculisticobresciano.it
L’astigmatismo
non presenta
la progressione
tipica della miopia
Medico Chirurgo Oculista, Responsabile Centro Oculistico Bresciano
Comporta una cattiva visione sia da vicino che da lontano
Q
uando un occhio è privo
di difetti di refrazione si
definisce emmetrope e
vede perfettamente da
lontano e vicino senza
la necessità di occhiali
o lenti a contatto. Tale condizione regredisce fisiologicamente con
l’invecchiamento, rendendo via
via più difficoltosa la visione da vicino, una volta superati i 45 anni,
con l’instaurarsi della presbiopia.
L’astigmatismo, insieme con la
miopia e l’ipermetropia, è, pertanto, un errore di refrazione, ossia una condizione ottica, in cui
le immagini non vengono correttamente focalizzate sulla retina. E’ un difetto provocato dalla
geometria della cornea, che presenta una forma ovoidale invece
che sferica (Figura 1): tale tipo di
30 PARLA LO SPECIALISTA
curvatura non permette la messa
a fuoco delle immagini sulla retina in un solo punto, ma su piani
diversi. Comporta, pertanto, una
cattiva visione sia da vicino che
da lontano, creando aloni allungati intorno alle luci.
L’astigmatismo non presenta la
progressione tipica della miopia,
Figura 1
secondo regola, il più frequente,
caratterizzato da una maggiore
curvatura del meridiano corneale verticale; l’astigmatismo contro regola, caratterizzato da una
poiché è una condizione corneale
statica, che, normalmente, rimane sempre della medesima entità
col passare degli anni. L’utilizzo di
occhiali o lenti a contatto è fondamentale per fornire una buona
visione e prevenire fenomeni di
astenopia (affaticamento visivo)
tipici di attività, che richiedono
concentrazione prolungata, quali
la guida e la lettura.
Poiché l’astigmatismo è una condizione di alterata curvatura corneale, può presentarsi molto frequentemente associato anche ad
altre condizioni tra cui miopia ed
ipermetropia Nel primo caso sarà
presente un astigmatismo miopico, mentre nel secondo un astigmatismo ipermetropico.
Schematicamente esistono 3
grandi categorie: l’astigmatismo
maggiore curvatura del meridiano orizzontale e da una qualità
visiva peggiore del primo; l’astigmatismo obliquo, che è una
via di mezzo tra i due.
La maggior parte della popolazione presenta un debolissimo difetto astigmatico (0.25 diottrie),
perlopiù secondo regola, che risulta, pertanto, bene tollerato dal
paziente anche senza la necessità di occhiali. Tuttavia, quando
questo valore cresce, è necessaria
un’ adeguata correzione con occhiali per una visione ottimale.
La mappa corneale:
cheratocono e degenerazione pellucida
L’esame principe per la diagno-
si dell’astigmatismo è la mappa
corneale, o topografia corneale
per la precisa rappresentazione
tridimensionale delle geometrie
corneali (Figura 2). Questo esame
consente di monitorare otticamente l’astigmatismo con una
precisione assoluta, nonché di
programmarne perfettamente la
correzione mediante chirurgia
refrattiva laser. L’astigmatismo
è una condizione stazionaria,
ma esistono alcune sue varianti
caratterizzate da una patologica
debolezza corneale tale con pesanti ripercussioni dal punto di
vista ottico. Queste condizioni
patologiche sono il cheratocono
e la degenerazione pellucida, accumunate da un assottigliamento corneale tale da provocare una
progressiva protrusione corneale
per la pressione presente all’interno dell’occhio (Figura 3).
Oggi, grazie a topografie e tomografie corneali sempre più precise
ed alla presenza di ottimi trattamenti quali il cross-linking corneale, sono sempre più rari i casi
destinati al trapianto.
Correzione dell’astigmatismo:
chirurgia refrattiva laser e IOL toriche
Se l’astigmatismo è un’anomala
curvatura della cornea, questa
Figura 3
può essere perfettamente corretta con il laser ad eccimeri.
In particolare, la tecnica che
fornisce i migliori risultati è la
femto-LASIK (associazione del
laser a femtosecondi con il laser ad eccimeri), con un ottimo
recupero visivo già a poche ore
dall’intervento. Nei pazienti di
età superiore ai 55 anni, anche
con cataratta, è possibile correggere l’astigmatismo mediante la
stessa tecnica utilizzata con l’intervento di cataratta: si procede
alla sostituzione del cristallino
ormai sclerotico ed opacizzato
presente all’interno dell’occhio
con un nuovo cristallino in materiale acrilico biocompatibile,
con apposita curvatura torica
in modo da compensare esattamente l’astigmatismo presente
in quell’occhio.
Diagnosi precoce
Momento fondamentale per la
diagnosi dell’astigmatismo è la
visita oculistica, che deve essere
effettuata già in tenera età (2-3
anni). L’astigmatismo è, infatti, una delle principali cause di
ambliopia (occhio pigro), per la
mancata formazione in età pediatrica delle dovute connessioni nervose tra occhio e cervello
a causa di una qualità visiva
scarsa indotta dall’astigmatismo.
A differenza della miopia e dell’ipermetropia,
l’astigmatismo
mostra una forte penetrazione
genetica nei figli: particolare attenzione deve essere, pertanto,
posta nei figli di persone astigmatiche, al fine di prevenire e
curare situazioni di occhio pigro
in giovanissima età, prima che si
instaurino irreversibilmente.
PARLA LO SPECIALISTA 31
Credo di essere…
incinta!
Sette indizi a cui porre attenzione
T
esoro, sono in ritardo!
La mancanza della mestruazione (amenorrea)
è un segnale concreto di
gravidanza, soprattutto
quando il ciclo è regolare ed i rapporti sessuali si hanno
nei giorni fertili.
Quali sono i segni premonitori
di una gravidanza iniziale?
Un ritardo mestruale non significa sempre che si aspetti un bambino, quindi è bene porre attenzione anche ad altri indizi, che
rivelano gravidanza iniziale.
1. Piccole perdite di sangue:
sono possibili dopo 8-10 giorni
dal concepimento (sono l’eccezione più che la norma). L’embrione si sta annidando nell’endometrio, mucosa che riveste la
parete interna dell’utero.
2. Maggiore sensibilità del
seno: condizione comune nei
giorni precedenti le mestruazioni, ma anche nelle prime fasi
della gravidanza. È riconducibile all’aumento del progesterone.
3. Tanta stanchezza: anche
se generica, può essere legata
all’inizio della gravidanza, per
il rapido aumento dei livelli ormonali. Può succedere di addormentarsi di colpo dopo cena o
di non riuscire a vedere un film
per intero: forse la natura ram-
32 PARLA LO SPECIALISTA
menta di riposare.
4. Voglie e nausee mattutine:
desiderare alimenti strani e rifiutarne altri, che prima si preferivano, è forse un modo con
cui la natura ci spinge ad assumere le sostanze nutritive più
indicate al nostro corpo.
5. Gonfiore addominale: spesso
associato a pesantezza di stomaco, è causato dai cambiamenti
ormonali della gravidanza.
6. Frequente voglia di urinare: è
un sintomo presente fin dall’inizio della gravidanza, ma diventa
più comune con il suo progredire
a causa della pressione dell’utero gravidico sulla vescica.
7. Crampi addominali: sono simili a quelli mestruali. All’inizio
della gravidanza sono piuttosto
comuni. Possono preoccupare,
se sono severi ed accompagnati
a perdite di sangue.
A questo punto un test di gravidanza dovrebbe emettere un risultato positivo. Se il test fornisse un esito negativo, sarà bene
ripeterlo dopo una settimana.
a cura di
CLAUDIO PAGANOTTI
Specialista in Ostetricia
e Ginecologia
Sintomi Influenzali
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agisci subito!
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Emorroidi
cosa sono e come si curano
a cura di Edoardo Cervi e maurzio RONCONI
Edoardo Cervi - Specialista in chirurgia generale ed in chirurgia vascolare, Brescia
Maurizio Ronconi - Primario della Chirurgia di Gardone Val Trompia
L
Problema frequente, generalmente sottostimato
a patologia emorroidaria, pur essendo frequente, è generalmente sottostimato.
In Italia l’incidenza risulta di circa 1.000.000 nuovi
casi all’anno.
Cosa sono le emorroidi?
Le emorroidi sono strutture anatomiche normali, riconoscibili in
ogni individuo dalla nascita e riconoscibili persino durante la vita intrauterina. Quando comunemente
parliamo di “emorroidi”, ci riferiamo ai sintomi che le emorroidi
possono causare.
A causa di molteplici fattori, tra i
34 PARLA LO SPECIALISTA
quali i più noti sono la familiarità, la stipsi cronica, un prolungato
tempo di evacuazione, la gravidanza, la cirrosi epatica, si assiste
all’aumento della pressione all’interno delle emorroidi, con il progressivo gonfiore e, come ultima
fase, la fuoriuscita (prolasso) dei
cuscinetti emorroidari all’esterno
del canale anale.
Riconosciamo quattro gradi di gravità:
• 1° grado: le emorroidi sanguinano durante e dopo l’evacuazione,
ma non prolassano, ovvero non
c’è fuoriuscita dei tessuti all’esterno dell’ano;
• 2° grado: le emorroidi prolassa-
no e sanguinano durante lo sforzo defecatorio, provocano dolore e
bruciore, ma rientrano spontaneamente;
• 3° grado: le emorroidi perdono la loro capacità retrattile, non
rientrano spontaneamente, e il
prolasso emorroidario deve essere
riportato manualmente nell’ano.
Questo stadio comporta il rischio
In Italia l’incidenza
risulta di circa
1.000.000 nuovi
casi all’anno
di ulcere anali (ragadi), cioè di lesioni, accompagnate da dolore e
bruciore;
• 4° grado: il prolasso emorroidario è permanentemente esterno,
i noduli e i cumuli vascolari diventano molto dolorosi (trombosi
emorroidaria) e non è più possibile
riportarli manualmente nell’ano.
Il dolore locale in regione perianale ed il sanguinamento locale
(proctorragia) sono due delle cause
più frequenti per le quali i pazienti
si rivolgono al proprio medico di
fiducia, in molti casi dopo una sofferenza di lunga durata.
Come curare le emorroidi?
A tutt’oggi il trattamento più comune per la cura delle emorroidi
risulta la chirurgia.
L’intervento chirurgico, qualunque
esso sia, prevede sempre l’ospedalizzazione, un’anestesia (generale,
spinale o epidurale), un periodo di
degenza variabile, ma soprattutto
un notevole tasso di dolore post-operatorio, in genere mal controllato
dalla terapia antalgica consueta.
Altre tecniche, non chirurgiche e
mini-invasive, si sono, però, nel
tempo affermate nel trattamento
delle emorroidi, come la scleroterapia, la crioterapia locale e la
legatura elastica. La crioterapia,
tuttavia, oggi non è più eseguita, perché altamente dolorosa e
gravata da un elevato numero di
complicanze.
La scelta per il trattamento della
malattia emorroidaria dipende
essenzialmente dal grado di classificazione delle emorroidi, dalle
caratteristiche del paziente e, da
ultimo, dalla dimestichezza del
medico con le varie tecniche, chirurgiche od ambulatoriali, oggi a
disposizione.
il trattamento
più comune
per la cura
delle emorroidi
risulta la chirurgia
La scleroterapia con schiuma
Tra le tecniche non invasive per il
trattamento delle emorroidi negli
anni novanta è stata descritta per
la prima volta la sclerosi emorroidaria. Dopo un iniziale entusiasmo, la tecnica è stata accantonata per l’elevato numero di recidive.
La sclerosi emorroidaria è ritornata
prepotentemente d’attualità con la
scoperta della cosiddetta schiuma
sclerosante.
La schiuma, diversamente dal liquido, permette un contatto ubiquitario e prolungato nel tempo
con la membrana che ricopre internamente le vene (endotelio),
amplificando clamorosamente l’azione sclerosante del farmaco. La
tecnica della schiuma sclerosante
si è andata rapidamente diffondendo in ambito flebologico internazionale. La conseguenza logica
è stata l’idea di provare la schiuma
sclerosante anche per la cura delle
emorroidi. è nata così la tecnica
“rivoluzionaria”, denominata EndoTHeF (Endovascular Therapy of
Hemorrhoids with Foam), cioè la
cura delle emorroidi eseguita iniettando direttamente la schiuma
all’interno del plesso emorroidario.
La tecnica viene eseguita in ambulatorio, senza ricorrere al ricovero
in ospedale.
Il paziente viene fatto sdraiare sul
lettino sul fianco sinistro, senza la
necessità di somministrare alcun
anestetico. L’esame inizia mediante l’introduzione di una minuscola telecamera attraverso l’orifizio
anale. Questa consente la visione
dell’emorroide dall’interno.
La visione endoscopica, grazie alla
magnificazione, consente di pungere il plesso emorroidario in una
zona priva di sensibilità.
Ciò è di fondamentale importanza, in quanto il trattamento dell’emorroide risulta assolutamente
senza dolore, ed è proprio per tale
ragione che la tecnica viene eseguita senza bisogno di alcuna anestesia o sedazione.
Dopo aver attentamente valutato il gavocciolo emorroidario da
trattare, l’iniezione dell’emorroide
avviene sotto la guida diretta della
telecamera. La procedura è assolutamente indolore ed il risultato è
immediatamente visibile.
Al termine, dopo circa 15 minuti, il
paziente viene invitato a rialzarsi e
camminare.
La ripresa delle abituali attività
quotidiane avviene dopo pochi
minuti dall’avvenuta iniezione.
La procedura viene, in genere, ripetuta per tre volte, a distanza di circa
trenta giorni tra una seduta e l’altra.
Al termine delle tre sedute si ottiene
un efficace controllo sia del dolore
locale che del sanguinamento.
PARLA LO SPECIALISTA 35
CON ERISIMO L’ERBA DEI CANTORI
Aritmie
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Katia Ricciarelli
ha scelto
a cura di FRANCO PESCIATINI
Specialista in Cardiologia, Dietologia, Fisiatria
Come si effettua la diagnosi
N
ei precedenti numeri,
parlando di aritmie, ho
detto che, quando il sistema elettrico del cuore non funziona bene, il
battito cardiaco diventa
più veloce del normale e/o irregolare. In questo articolo descriverò
come si effettua la diagnosi di
aritmia. La visita medica con la
raccolta della storia delle malattie sofferte in passato (la famosa
“anamnesi”) è sempre importante: conoscere eventuali malattie
della tiroide, le modalità di insorgenza dei sintomi e le relazioni
con sforzi, emozioni, pasti, la loro
durata, le modalità di remissione,
sintomi associati come capogiri o
cadute a terra, può aiutare molto
nell’iter diagnostico. Con la visita
medica verrà rilevata la presenza
L’ECG è la metodica
più semplice ed idonea
alla rilevazione
delle aritmie
di eventuali soffi cardiaci, espressione di alterazione delle valvole
cardiache , la pressione arteriosa,
un aumento di volume della tiroide e molti altri dati.
L’Elettrocardiogramma (ECG)
è la metodica più semplice ed
idonea alla rilevazione e identificazione delle aritmie; se un ECG
anche prolungato non evidenzia,
al momento della registrazione,
alcuna alterazione del ritmo, non
si può escludere con certezza la
presenza di aritmie, per cui, nei
casi fortemente sospetti, può essere eseguito un ECG dinamico per
24 o più ore (“Holter”) oppure un
ECG da sforzo, utile quest’ultimo
per conoscere non solo se le aritmie insorgono con gli sforzi oppure con questi regrediscono o si
intensificano, ma anche per poter
consigliare la tipologia e l’entità
PARLA LO SPECIALISTA 37
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STIPSI?
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uando l’intestino
si “addormenta” e
perde la sua regolare puntualità è possibile andare incontro ad
episodi di stitichezza che
possono causare cattiva
digestione, senso di gonfiore con tensione addominale e alitosi.
Secondo le recenti linee
guida il problema può
essere affrontato con una
dieta ricca di fibre indispensabili per ritrovare
e mantenere la corretta
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di sforzo, cui un soggetto può sottoporsi. A questo proposito c’è da
dire che la rilevazione della sola
frequenza cardiaca (FC) durante
sforzo offre informazioni molto
limitate: indica solo se viene superato o meno il limite della FC
massima teorica, definita sulla
base dell’età e del sesso del soggetto, ma non può rilevare quello che è il vero pericolo che uno
sforzo inadeguato può comportare cioè la presenza di aritmie che
possono non essere pericolose in
cuori sani, ma, in soggetti cardiopatici per precedenti infarti, o
ipertesi, diabetici, obesi, possono
talora, mettere in pericolo la vita.
Per tale motivo è utile eseguire
sempre un esame ECOcardiografico per valutare, se il cuore
presenta alterazioni a carico di
alcune sue componenti (valvole,
diametri cardiaci, spessori muscolari,funzione della pompa cardiaca, ecc.). Quando le aritmie si
presentano minacciose, hanno
origine dai ventricolari: possiamo
studiarne la loro “inducibilità”
ricorrendo ad un esame elettrofisiologico, eseguibile solo da
specialisti della materia ed in ambiente ospedaliero; questo esame
può essere utile anche per valutare l’efficacia dei farmaci ritenuti
necessari per l’eventuale terapia
o per praticare interruzioni (ablazioni) di alcuni “focolai elettrici”
anomali del cuore responsabili di
aritmie pericolose. Con tutti questi esami si riesce, nella maggior
parte dei casi, ad individuare la
causa delle aritmie e, quindi, ad
impostare una terapia mirata.
Solo in rari casi possono essere
richieste indagini più complesse
come la risonanza magnetica o
metodiche che studiano la perfu-
è sempre
importante
rassicurare
il paziente
sione coronarica o che valutano
la stessa rete circolatoria delle coronarie come la coronarografia.
Per quanto concerne la terapia
disponiamo oggi di un vario armamentario. Poiché non è trascurabile l’importanza della componente emotiva, spesso con il solo
ansiolitico si riescono a risolvere
aritmie preoccupanti. è sempre
importante, durante l’esecuzione di tutte queste indagini, rassicurare il paziente ed informarlo
sempre in maniera adeguata: si
traduce spesso nella cessazione
dello stato di paura, risultando
una misura efficace anche per
l’aritmia stessa. Se le aritmie sono
frequenti e mal tollerate, con ripetuti accessi al Pronto Soccorso,
si deve ricorrere ad una terapia
cronica con farmaci o all’altra
possibile strategia già accennata,
ideale nelle forme tachicardiche,
che è l’ablazione mediante cateteri inseriti all’interno del cuore,
che bruciano la zona sede di aritmie mediante erogazione di alte
temperature prodotte dalla radiofrequenza. Bisogna, tuttavia,
ricordare che, sebbene questa
procedura sia praticata da esperti, non è senza rischi: è indicata
nei soggetti con aritmie ad alta
frequenza, nei quali la terapia
con farmaci non riesce a prevenire le ricadute oppure i farmaci
prescritti provocano importanti
effetti collaterali.
Oggi disponiamo di numerosi
farmaci, ma devono essere prescritti con prudenza, perché possono presentare importanti effetti
collaterali proprio perché agiscono direttamente sulla cellule muscolari del cuore.
PARLA LO SPECIALISTA 39
Minor rischio per le
cardiopatie
con le nuove terapie
a cura di Luigi Cavalieri
Rimangono sempre la più frequente causa di morte e di disabilità
Nostra intervista al dott. Claudio
Ceconi, Direttore del reparto di Cardiologia dell’Ospedale di Desenzano
del Garda.
L
e patologie cardiologiche rappresentano una
voce importante fra le
cause di mortalità, per
cui la prevenzione é
estremamente importante per chi vuol evitare qualcosa di irreparabile.
Partiamo proprio da qui: i numeri sono sempre molto eloquenti, lei cosa ci può dire.
Posso dire che stiamo assistendo ad una serie di cambiamen-
40 PARLA LO SPECIALISTA
ti molto importanti: le malattie
cardiovascolari sono ancora di
In Italia ogni
anno muoiono
per cardiopatie
circa 240-250.000
persone
gran lunga la più frequente causa di morte (poco meno del 50%
dei casi) e di disabilità grave. In
Italia ogni anno muoiono per
cardiopatie circa 240-250.000
persone.
Allo stesso tempo, da pochi anni
a questa parte, la probabilità di
sopravvivere con una malattia
cardiovascolare è aumentata e
questo per effetto di formidabili terapie, che il cardiologo ha
avuto a disposizione per la cura
delle cardiopatie: statine, ace-inibitori, antiaggreganti piastrinici,
etc. … hanno cambiato in meglio
la prognosi dei pazienti. Questo,
però, implica che, vivendo per
fortuna più a lungo, la frequenza di malati cardiopatici cronici
è aumentata e questo ha importanti implicazioni per il Sistema
Sanitario e per la nostra società.
Si tende sempre, e giustamente,
La Cardiologia moderna è lavoro d’équipe: il Team della Cardiologia di Desenzano durante il meeting del mattino. L’attività viene programmata e le
decisioni sulle strategie terapeutiche vengono valutate e finalizzate con il
contributo di tutti.
a sottolineare quanto sia importante la prevenzione.
La prevenzione è tutto!!! Non solo per un proverbio
(“Prevenire è meglio che curare”) in sé ovvio, ma
per un ragionamento più ampio. Con i farmaci e
con la prevenzione secondaria noi limitiamo l’impatto delle malattie cardiovascolari sulla prognosi,
ma non riusciamo a fare molto sulla “disabilità”,
che consegue alle malattie cardiovascolari: nella
nostra società il numero di persone cardiopatiche,
soprattutto anziane, che non trovano adeguato
aiuto per la grave disabilità che le ha colpite, sta
aumentando in modo importantissimo. è la nuova
emergenza sociale!
Solo intervenendo “prima” della malattia possiamo
“incidere” su questi aspetti: grosso modo potremmo
dire che ad oggi riusciamo a prevenire un terzo delle recidive nei soggetti, che si curano regolarmente.
Agire “prima” della malattia ovviamente non è un
problema solo sanitario e non va lasciato in gestione al medico! Richiede decisioni politiche, decisioni
che richiedono educazione e promozione di stili di
vita corretti ed una serie di interventi, che si svolgano in tutti i momenti della nostra vita sociale:
ovviamente in prima linea sono le farmacie!
Si sottolinea spesso l’utilità,in caso di sindrome
coronarica, di accelerare i tempi di soccorso e,
quindi, di intervento. Cosa può suggerire ai nostri lettori, se dovessero trovarsi in questa situazione?
Un suggerimento semplice: una sintomatologia
dolorosa non conosciuta, soprattutto se intensa, se
accompagnata da sudorazione fredda, se non modificata dalla posizione o dagli atti del respiro, va
indagata subito, quindi meglio farsi accompagnare
al Pronto Soccorso più vicino. Indugiare è inutile,
ho sentito dire troppe volte la frase: “Aspettavo a
vedere se passava”.
Lei dirige l’Unità di Cardiologia e di Terapia intensiva cardiologica di un ospedale: quanto ritiene utile l’efficienza di un’équipe, quando si deve
intervenire d’urgenza?
Al giorno d’oggi tutto è lavoro di squadra: in medicina ancor di più. Bisogna mettere insieme capacità
tecniche e conoscenze di specialisti: anche in medicina il goal si segna in 11!
Può spiegare ai nostri lettori la differenza nei
sintomi tra l’infarto e l’ictus? e le relative conseguenze.
L’infarto è un’occlusione che coinvolge un’arteria
del cuore: si manifesta con dolore toracico, in genere costrittivo e retro sternale, accompagnato da sudorazione fredda; possono esserci sintomi riferibili
a insufficienza cardiaca come difficoltà a respirare
o anche aritmie.
L’ictus consegue all’occlusione di un’arteria cerebrale: può comparire come perdita di coscienza, disturbi
motori, ovvero incapacità a muovere un arto fino
alla paralisi di metà organismo, o disturbi del linguaggio, la cosiddetta afasia.
L’infarto miocardico consegue all’occlusione acuta di coronaria. La terapia
consiste nel riaprire il prima possibile il vaso coronarico “colpevole” A sinistra
il caso di una coronaria destra occlusa da un trombo che (a destra) è stata
riaperta con una procedura di angioplastica eseguita d’urgenza.
I migliori risultati si ottengono quando si riesce a ottenere la riapertura del
vaso entro pochissime ora dall’insorgenza dei sintomi, per cui la diagnosi
precoce è cruciale.
PARLA LO SPECIALISTA 41
Integratori utili
per la carenza
di certe sostanze
ADV
a cura di Serena SCHIAVO
Farmacista
Aggiungono quanto serve per una maggiore efficienza e funzionalità
S
ino ad una quindicina di
anni fa col con il termine
integratore venivano indicati tutti quei prodotti
non classificati farmaci,
ma semplicemente chiamati come “integratori”. Con questa definizione spesso si lasciava
intendere che il suddetto prodotto
non fosse particolarmente attivo
e spesso veniva usato per svilire le
sue reali proprietà.
Il significato di questa parola è
molto chiaro, in realtà: “integratore” deriva dal verbo integrare, la
cui definizione, direttamente dalla Treccani, si può definire: “Completare, rendere intero o perfetto,
supplendo a ciò che manca o aggiungendo quanto è utile e necessario per una maggiore validità,
efficienza, funzionalità”.
Nella scienza dell’alimentazione
si definiscono integratori alimentari quei prodotti specifici, assunti
oltre la regolare alimentazione,
GLI INTEGRATORI
NON SONO sostanze
curative, ma servono
ad integrare
una normale dieta
volti a favorire l’assunzione di
determinati principi nutritivi non
presenti negli alimenti di una dieta non corretta, sbilanciata o insufficiente.
In un contesto di ampio dibattito
sulla loro reale efficacia e utilità
buona parte dei nutrizionisti concordano sul fatto che gli integratori
vengano a buon diritto consigliati
nei casi in cui l’organismo abbia
un’effettiva carenza di determinati elementi o sostanze: non sono,
dunque, sostanze curative, ma
servono ad integrare una normale dieta, completandola nei casi di
aumentato reale fabbisogno.
Per le loro proprietà nutrizionali
vanno assunti entro limiti di sicurezza, tenendo conto delle RDA
(Recommended Dietary Allowances),
SALUTE E BENESSERE 43
ProFlora™
À
Con l’avvento della
nanotecnologia
si sono fatti
enormi passi
antibiotici, di sensibilizzazione allergica, terapia genica, ecc.
I liposomi costituiscono piccoli depositi, che possono contenere un
antigene, un antibiotico, un allergene, un farmaco, un principio
attivo ed essere introdotti nell’organismo senza provocare reazioni
immunitarie di rigetto.
Le caratteristiche dei liposomi possono essere modificate a seconda
dei diversi farmaci veicolati. Ad
esempio, per diminuire la velocità di degradazione del liposoma
e rallentare la liberazione del suo
contenuto, si agisce modificandone la composizione e le dimensioni. Si può anche aumentare
l’affinità dei liposomi per un determinato tessuto modificando la
loro composizione, la carica elettrica o anche aggiungendo recettori o antigeni adesivi, il che fa
aumentare la concentrazione del
farmaco nell’organo bersaglio.
Pensate a come facilmente può
essere assorbito un principio attivo, che, solitamente, non
passa la nostra barriera
gastrica per questa innovativa tecnica di
lavorazione.
Grazie a queste tecnologie
oggi possiamo definire
un semplice integratore come
un
prodotto con
le sue proprietà salutistiche e non solo
utile ad “integrare”
la normale alimentazione.
T
VI
44 SALUTE E BENESSERE
prietà terapeutiche.
Un’ altra tecnologia, oggi molto
usata negli integratori alimentari,
sono i Liposomi.
Si tratta di microsfere cave formate
da uno o più doppi strati lipidici.
Fin dagli anni ‘70 sono stati utilizzati come veicoli di farmaci e sono
stati utilizzati per realizzare studi
mirati sul trattamento specifico
di determinate patologie. Attualmente varie aziende, che si occupano di biotecnologia, lavorano
esclusivamente con i liposomi per
lo sviluppo di diversi trattamenti:
NO
ossia le raccomandazioni degli
specialisti. Oltre queste precauzioni possono risultare inutili se
non dannosi. Tipica è l’assunzione nello sport da parte degli atleti
e dagli individui in un contesto di
convalescenza o di forte stress debilitante.
La direttiva 2002/46/CE , più volte riveduta e corretta negli anni,
regolamenta in Europa la produzione e vendita di integratori alimentari non ad uso medicinale,
ed in particolare le vitamine ed i
sali minerali, di cui è consentito
l’impiego.
In realtà oggi negli integratori
possiamo trovare nuovi principi
attivi e nuove tecnologie che rendono questa categoria di prodotti
molto utile ed innovativa.
Con l’avvento della nanotecnologia si sono fatti enormi passi. La
nanotecnologia è un ramo della
scienza applicata e della tecnologia, che si occupa del controllo
della materia su scala dimensionale inferiore al nanometro, ovvero un miliardesimo di metro (in
genere tra 1 e 100 nanometri) e
della progettazione e realizzazione di dispositivi in tale scala.
Il termine “nanotecnologia” indica genericamente la manipolazione della materia in modo di rimpicciolire le molecole per renderle
più facilmente assimilabili. Grazie
a questa scienza sono nati
degli integratori a base
di principi attivi erboristici molto attivi
e spesso vengono associati a
terapie farmacologiche per
le loro pro-
Azione probiotica potenziata
C
M
Y
6 fermenti lattici probiotici
esclusivi "microincapsulati
gastroprotetti"* vivi e vitali
con fibra prebiotica
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CM
MY
CY
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CMY
K
stivi, con una capacità quintuplicata* di
colonizzazione dei segmenti intestinali. Proflora
riequilibra efficacemente* la microflora
intestinale, in caso di diarrea, terapie antibiotiche e di stress psico-fisico.
Proflora è attestato privo di allergeni secondo la Dir 2007/68/CE D.L. n. 178/2007; in particolare è garantita l'assenza
dei seguenti ingredienti e dei rispettivi derivati: i cereali contenenti glutine, crostacei, latte, soia, uova, arachidi, pesce,
frutta a guscio, sedano, senape, semi di sesamo, lupini, molluschi, anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a
10 mg/Kg o 10 ml/L espressi come SO2.
* Per i ceppi microincapsulati "si dimostra che l'attività colonizzante di 1 mld/ UFC di ceppi probiotici microincapsulati
gastroprotetti è pari a quella di 5 mld/ UFC di ceppi non microincapsulati" *Del Piano M. et Al. - Evaluation of the intestinal
colonization by microencapsulated probiotic bacteria in comparision with same uncoated strains - J.Clin. Gastroenterol.
2010 Sept; Volume 44 Suppl 1:S42-S46. Studio condotto in doppio cieco.
AZIENDA CON SISTEMA
DI GESTIONE QUALITÀ
UNI EN ISO 9001:2008
CERTIFICATO DA CERTIQUALITY
A proposito di
carne
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a cura di Roberto Scalvini
Farmacista
Allarme OMS. Per i vegetariani motivazione etica
H
an fatto molto discutere
le recenti dichiarazioni dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità,
che ha inserito le carni
lavorate, come salsicce
e insaccati, nel gruppo 1, in cui
figurano le sostanze classificate
dall’Organizzazione stessa come
cancerogene per l’uomo (come
il fumo e l’alcol). La carne rossa
è presente nel gruppo 2A, che
include quelle che lo sono “probabilmente”. Gli studi, che dimostrano come consumare carne
non giovi alla salute, sono tanti,
così come gli esperti del settore
che la ritengono fondamentale,
specialmente nell’età della crescita. Il fatto che un Ente credibile a livello internazionale si sia
espresso in modo chiaro (anche
se ha sottolineato che i dati sono
parziali) ha scatenato un grande
dibattito, soprattutto tra i giovani sui social network. Tuttavia la
maggior parte delle persone, che
intraprendono una dieta vegetariana o vegana, è mossa da una
motivazione etica, ovvero trova
che sia sbagliato, o superfluo, uccidere gli animali. Un altro punto
è la sostenibilità del sistema attuale dal punto di vista ambientale. La popolazione mondiale
conta circa sette miliardi di per-
sone e gli animali destinati alla
produzione di carne sono quattro
miliardi. Il numero di persone
sul pianeta è cresciuto molto negli ultimi decenni e si stima che
nel 2050 sfiorerà i dieci miliardi.
Contestualmente, crescerà, in
modo considerevole, la quantità
di animali da allevamento. Se
non si studierà un nuovo modo
di produrre e consumare carne,
oltre a ridurre le disuguaglianze
globali e gli sprechi individuali,
il vegetarianismo diventerà una
scelta obbligata, poiché la Terra
non avrà risorse sufficienti a sfamare sia l’uomo che gli animali.
Il tema è delicato ed una crescente sensibilizzazione è auspicabile, oltre che, fortunatamente, un
dato di fatto.
SALUTE E BENESSERE 47
Disturbi del
comportamento
alimentare
a cura di Maria Gabriella Gentile
Medico Chirurgo - Referente Centro DCA Centro Diagnostico Italiano - Milano
I
Una realtà diffusa con pesanti problematiche
Disturbi del Comportamento Alimentare sono
costituiti da un insieme di
patologie sempre più diffuse, che è bene imparare a conoscere. Si tratta di
malattie, che, nelle loro diverse
forme, usano il corpo ed il cibo
per esprimere un disagio psicologico. Tali patologie sono attualmente divenute una realtà
diffusa, che pone pesanti problematiche sia in ambito sanitario che sociale.
Le forme più note sono l’Ano-
48 SALUTE E BENESSERE
ressia nervosa e la Bulimia
nervosa: si tratta di malattie a
forte caratterizzazione socio-culturale, che ormai colpiscono
tutti i gruppi socio-economici
si tratta di
malattie a forte
caratterizzazione
socio-culturale
del mondo a cultura occidentale
e che sempre più frequentemente colpiscono gli adolescenti ed i
giovani.
Imparare a conoscerli, cercare
di capire le principali cause può
aiutare a prevenirle e curarle.
Sono altresì caratterizzate da
una forte componente di genere: 9 malati su 10 sono di sesso
femminile.
La fascia di età più colpita è
quella adolescenziale-giovanile,
anche se ormai non sono rare
le forme tardive (30-40 anni)
e precoci (bambini e preadolescenti).
La valutazione della reale diffusione dei Disturbi del Comportamento Alimentare è particolarmente difficile, fino al 50% dei
casi possono rimanere a lungo
misconosciuti, per diversificati
motivi.
1. i criteri diagnostici da applicare sono complessi, soprattutto
per la ostinata negazione della
malattia da parte dei soggetti
che ne sono affetti;
2. le forme meno gravi, soprattutto di bulimia, binge eating
disorders o le forme subcliniche
possono rimanere per anni nascoste ai medici curanti e/o agli
stessi familiari;
3. la forte caratterizzazione “psichiatrica”, riservata all’Anoressia nervosa ed alla Bulimia
nervosa, può causare ulteriori
meccanismi di rimozione-negazione da parte dei malati e dei
loro genitori.
I Disturbi del Comportamento
Alimentare sono determinati da
un insieme di fattori socio-culturali, psicologici, interpersonali e
biologici a volte di difficile identificazione, che possono presentarsi a seconda dei casi con un
insieme di variegate combinazioni.
Una serie di eventi e/o esperienze negative (difficoltà nelle
relazioni con i coetanei, separazione tra i genitori, perdita di
una figura cara di riferimento,
malattia intercorrente, dieta dimagrante mal seguita e/o mal
prescritta) possono determinare
nell’adolescente il pensiero che
la riduzione del peso possa alleviare l’angoscia e la disforia che
lo sta permeando.
Il prolungarsi della malattia
determina un’ulteriore perdita
di peso, un isolamento sociale,
problemi di interazione familiare, l’alimentazione diviene
caotica ed i processi cognitivi
sempre più distorti ed ossessivi.
fino al 50% dei casi
possono rimanere a
lungo misconosciuti
Gli effetti biologici della malnutrizione proteico-energetica contribuiscono in modo rilevante a
mantenere lo stato di malattia.
Si tratta di un insieme rilevante
di sintomi e comportamenti, che
coinvolgono sia organi che apparati, ma anche, è sempre bene
tenerlo presente, in modo preciso
e pesante la sfera psicologica.
Questi sintomi e comportamenti sono reversibili con il
trattamento e la regressione
della malnutrizione. Se, invece, gli epifenomeni della
malnutrizione non vengono
debitamente riconosciuti e
trattati, costituiranno il cardine dei meccanismi perpetuanti della malattia.
Le terapie multidisciplinari
di tipo psico-nutrizionale dovrebbero essere personalizzate,
a seconda del quadro clinico
presentato, ed indirizzate a curare sia la mente che il corpo
in modo sinergico e contestuale. Utile il coinvolgimento dei
genitori nel percorso di cura,
soprattutto se si tratta di adolescenti o giovani ancora inseriti
nell’ambito familiare, al fine
di ottenere quella alleanza terapeutica necessaria per il miglioramento delle condizioni
del malato.
SALUTE E BENESSERE 49
da una grande sinergia nasce
una grande qualificata realtà
Consulenza
I nostri uffici tecnico/commerciali offrono assistenza nella tenuta delle scritture ambientali; in campo
legislativo ambientale; per individuazione codice CER; Certificazione di analisi effettuata da esperti del
settore; Redazione e presentazione MUD per i soggetti obbligati; Redazione dei documenti di trasporto;
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Rimedi naturali
per dimagrire
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a cura di ANTONIO MARINELLI
Farmacista
S
Nutraceutici e fitoterapici al servizio della forma fisica
gombriamo subito il campo dagli equivoci: non è possibile
dimagrire basandosi solamente sull’uso di sostanze, che si
presentino sotto forma di farmaci o di integratori.
Il primo passo è sempre quello di correggere lo stile di vita,
modificando l’alimentazione e programmando l’attività
fisica più adatta a raggiungere lo scopo.
è, invece, corretto affermare che vi sono diversi rimedi naturali, che
possono facilitare il percorso, sia rendendolo più rapido che meno
faticoso e, quindi, aumentando le possibilità di successo.
Il farmacista può guidare il paziente nella ricerca dei prodotti più
adatti personalizzando la terapia in base alle esigenze e, soprattutto, impedendo che ci possano essere interazioni con eventuali
terapie concomitanti. Inoltre in farmacia si trovano solo prodotti
notificati al Ministero della Salute, che ne approva il contenuto e
le etichette. è bene, invece, diffidare delle pubblicità troppo “seducenti”, che spesso vengono sanzionate dalle autorità competenti
solo dopo che migliaia di persone hanno acquistato i prodotti nelle
televendite od in canali meno specializzati ed affidabili (internet).
Combattere la fame
Gli integratori a base di particolari
fibre rigonfianti hanno la capacità di ridurre la fame per distensione gastrica ed abbassano l’indice
glicemico dei cibi ricchi di carboidrati.
Il loro meccanismo d’azione richiede che siano assunte mezz’ora prima del pasto con un paio di
bicchieri d’acqua, che permetterà
alle fibre di rigonfiarsi nello stomaco.
Una volta seduti a tavola, dopo i
primi bocconi, le pareti dello stomaco si distenderanno completamente trasmettendo al cervello il
segnale di sazietà.
53
D PUFF
a cura di Bioprojet
N
egli ultimi anni le
acquisizioni degli studi
più aggiornati hanno
contribuito ad ampliare
il raggio d’azione
della vitamina D, che
comprende il metabolismo osseo, ma
anche diversi processi extrascheletrici,
come per esempio la modulazione
della risposta immunitaria. Per
contro, nel nostro paese si riscontrano
significative carenze di vitamina D
che riguardano anche l’infanzia e
l’adolescenza e che hanno portato a
raccomandarne la supplementazione
regolare.
La forma più innovativa di Vitamina D
per l’età pediatrica.
Basta
un PU
FF
D Puff (Bioprojet) è appunto un
integratore alimentare a base di
vitamina D3 (colecalciferolo)in forma
di spray orale, che rende più semplice
ed accurata la somministrazione: lo
spray meccanico assicura un dosaggio
calibrato, ogni Puff equivale a 200
UI, offrendo la possibilità di adattare
facilmente la posologia alle diverse
necessità e l’assenza di sapore
migliora l’accettazione anche da parte
del bambino
MODO D’USO
Dose giornarliera
raccomandata:
2 nebulizzazioni = 400 UI
una volta al giorno
INTEGRATORE
ALIMENTARE
TINE
LU
SEN
Materiale riservato ai soli operatori sanitari
Ridurre l’effetto degli zuccheri
è possibile con alcune piante. La
Gymnema silvestre è utilizzata come dimagrante e ipoglicemizzante (antidiabetico). Riesce
ad “ingannare” i recettori dello
zucchero, che, invece di essere
assorbito nell’intestino, viene eliminato come scoria.
Per combattere l’assorbimento
dei grassi, si può usare la Cassia nomame: agisce sulla lipasi
pancreatica con un meccanismo
simile all’orlistat (l’unico farmaco
dimagrante ammesso in Italia).
Per questo motivo, pur non avendo effetti collaterali, bisogna prestare attenzione in caso di carenza
di vitamine liposolubili (come la
vitamina D).
Per ridurre il nervosismo e l’agitazione, che spesso si associano
alle diete dimagranti, possono
essere utili la Passiflora e la Ti-
La vitamina D più innovativa e semplice da somministrare
SIO
IL GUARANà Può
aumentare
il metabolismo
e ridurre il senso
di stanchezza
lia tomentosa. Sono piante, che
agiscono sul sistema nervoso, aiutando a combattere lo stress ed a
facilitare il rilassamento. Ad alto
dosaggio possono favorire il sonno, mentre a basso dosaggio possono essere inserite nei dimagranti per ridurre la cosiddetta “fame
nervosa”.
Alcuni integratori contengono
erbe ad azione lassativa (es. Senna, Frangula): si tratta di una pratica abbastanza comune, ma non
molto corretta.
I lassativi, anche naturali, vanno
utilizzati con moderazione e per
periodi limitati.
I diuretici e drenanti (come la
Pilosella o l’Ortosiphon) hanno
sicuramente un significato negli
integratori ad azione dimagrante,
in quanto la ritenzione idrica è un
problema piuttosto diffuso.
Tuttavia il calo di peso che ne consegue, anche importante, non dipende dal dimagrimento, ma dalla perdita di acqua.
Per questo motivo è opportuno,
accanto alla misurazione del
peso, la stima della massa grassa
tramite l’utilizzo delle bilance impedenziometriche. Spesso le farmacie effettuano la misurazione,
nel qual caso bisogna essere a digiuno di solidi e liquidi da almeno
tre ore.
TT
ZA LA
O
Per bruciare i grassi
Vi sono diversi nutraceutici fitoterapici, che aiutano l’organismo
ad utilizzare i grassi come carburante con meccanismi diversi.
Quercia marina (Fucus vesiculosus) è una pianta acquatica
ricca di iodio. Viene inserita in
molte preparazioni dimagranti, in quanto stimola l’attività di
una ghiandola molto importante, responsabile dell’utilizzo delle
scorte di grasso presenti nell’organismo. Il fucus è, quindi, una
buona fonte di iodio, che deve
essere evitata solo da chi soffra di
malattie della tiroide, cardiache e
ipertensione grave.
Il guaranà può aumentare il
metabolismo e ridurre il senso
di stanchezza grazie al rilascio
costante di caffeina per diverse
ore. Ovviamente sconsigliato per
i trattamenti di lungo periodo e
per gli ipertesi. Caffè verde e Tè
verde con meccanismi diversi
sono in grado di aumentare la
lipolisi senza fornire caffeina.
Per una efficacia dimagrante devono essere assunti in capsule e
non in tisane od infusi.
NOTIZIE DALLE AZIENDE
SENZ
AG
Il prodotto naturale più utilizzato
a questo scopo è il glucomannano (Amorpho Phallus Konjac): che
ha un indice di rigonfiamento di
80. Si tratta di un prodotto molto
sicuro, ma non deve essere assunto assieme a farmaci, in quanto rischia di rallentarne l’assorbimento ed è controindicato in alcune
malattie del tratto gastrointestinale (es. reflusso gastrico).
Quando la fame è nervosa, invece, è più adatta la griffonia,
una pianta che agisce sul sistema
nervoso aumentando anche il
tono dell’umore.
Bibliografia
1. Vierucci F, Del Pistoia M, Fanos M, Gori M, Carlone G, Erba P, Massimetti G, Federico G, Saggese G.
Vitamin D status and predictors of hypovitaminosis D in Italian children and adolescents: a cross-sectional study.
Eur J Pediatr. 2013 Dec; 172(12): 1607-17.
NOTIZIE DALLE AZIENDE 55
1503 - V5
54
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freddo e il caldo sostituendo la “borsa
del ghiaccio” e la “borsa dell’acqua
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caldo che per la Terapia a freddo ed aiutano
a dare sollievo non farmacologico dal dolore
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L’applicazione a livello locale di cuscini con
gel caldi aiuta a ridurre il dolore ed a favorire
il recupero, perché aumenta l’ossigenazione
nella muscolatura, facilita l’eliminazione
delle tossine, rilassa i muscoli, stimola i
meccanismi immunologici e dona una
piacevole sensazione di benessere. La Terapia
a caldo con i cuscini Nexcare™ COLDHOT™ è
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es. lombo-sciatalgie e contratture muscolari),
mal di testa (ad es. cefalee muscolo-tensive), dolori muscolari,
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SALUTE E BENESSERE 57
Il calore
contribuisce
a migliorare la
mobilità
e la flessibilità
delle articolazioni
Il calore
contro il dolore
a cura di SIMONETTA ELSERI
Farmacista
N
ei ricordi d’infanzia
di ognuno la borsa
dell’acqua
calda
rappresenta
il
rimedio
naturale
a dolori di pancia,
i suffumigi ai disturbi di
raffreddamento. Sono solo
alcune
applicazioni
che
provano l’efficacia del calore
come terapia lenitiva.
Le nostre nonne seguivano
un metodo di cura basato
sull’esperienza e che vanta
una storia di tutto rispetto: i
58 SALUTE E BENESSERE
Le proprietà della Termoterapia
greci e i romani conoscevano
le
virtù
delle
sorgenti
calde nell’alleviare i dolori
muscolari degli atleti. Le
terme divennero presto anche
una piacevole occasione di
relax, oltre che di cura.
La grande riscoperta delle
terapie naturali per lenire i
piccoli disturbi ha acceso i
riflettori sulla Termoterapia.
Conosciamo, quindi, meglio
il potere del calore come
antidolorifico.
L’azione
principale
è
la
vasodilatazione;
il
calore
genera effetti positivi sulla
circolazione sanguigna, con
il calore favorisce
l’eliminazione
delle sostanze
prodotte
dall’infiammazione
una migliore ossigenazione
dei tessuti, inoltre favorisce
l’eliminazione delle sostanze
prodotte dall’infiammazione,
responsabili delle sensazioni
dolorose.
Le
cellule
muscolari
beneficiano di un maggior
apporto
di
ossigeno
e
sostanze nutrienti, favorendo
il rilassamento di crampi e
contratture.
Il
calore
contribuisce
a
migliorare la mobilità e la
flessibilità delle articolazioni,
rendendo più fluido il liquido
presente nelle giunture ed
aumentando l’elasticità del
collagene presente nei tendini.
Quando è consigliata la Termoterapia
• Dolori muscolari e delle
articolazioni
(affaticamento
post allenamento, contratture,
distorsioni o stiramenti)
• Mal di schiena
• Dolori addominali (dolori
mestruali, mal di stomaco)
• Dolori al collo (cervicale)
• Dolori dovuti a rigidità
articolare che peggiorano col
freddo
Quando è controindicata
• In presenza di traumi ed
ematomi (distorsioni, strappi) ;
in questi casi meglio utilizzare
impacchi di ghiaccio
• Nel mal di testa la
vasodilatazione
spesso
fa
aumentare il dolore
• Nelle coliche dei bambini
il calore fa espandere il gas
addominale e peggiora la
situazione
• Se la pelle è molto delicata,
è facile ad arrossarsi, oppure
molto sottile (è il caso degli
anziani)
• Chiedere il parere preventivo
del proprio medico in caso di
diabete, problemi circolatori,
patologie cardiache, artrite
reumatoide o se si aspetta un
bambino.
SALUTE E BENESSERE 59
INFLUEPID
Estratto di Propoli Idrodispersibile Decerata
EFFERVESCENTE
La risposta naturale ai disturbi invernali
SIRMIONE: I BENEFICI
DELLA DERMATOLOGIA TERMALE
I
Un progetto personalizzato di salute e benessere a 360°
deali per la cura dei disturbi della pelle - come la dermatite
atopica, la psoriasi, la vitiligine e l’acne - le acque sulfuree
salsobromoiodiche sono il fulcro del nuovo Progetto
Dermatologico sviluppato recentemente da Terme di
Sirmione, una delle realtà termali più importanti in Italia.
Numerosi studi hanno, infatti, dimostrato il significativo
potenziale antinfiammatorio e antiossidante di queste acque,
che le rende particolarmente adatte nella terapia di molteplici
problemi della pelle.
Il Progetto di Dermatologia Termale è stato ideato in collaborazione
con il professor Giampiero Girolomoni, uno dei più prestigiosi
nomi della dermatologia italiana. Fanno parte della proposta
“salute della pelle” visite, check up (come quello dei nei) ed esami
specialistici, mirati a inquadrare nel migliore dei modi il singolo
problema, per poter proporre cure personalizzate per ogni persona,
dalla balneoterapia termale ai nuovi protocolli per le dermatiti nei
bambini e negli adulti e per la psoriasi. Terme di Sirmione, inoltre, è
una tra le poche strutture in Italia a proporre cure dermatologiche
che si avvalgono di tecnologie all’avanguardia, come
la fototerapia (per curare, ad esempio, la vitiligine)
con una strumentazione moderna, dotata di
sistemi computerizzati di ultima generazione
per offrire una terapia efficace e sicura.
Specifici protocolli integrati di fototerapia
e balneoterapia termale (baneofototerapia)
rappresentano
un
ulteriore e innovativo approccio
terapeutico a queste patologie.
Questo servizio di Dermatologia
Termale si inserisce, insieme ai
recenti programmi di salute e
benessere nell’ambito del Respiro
e della Nutrizione, nell’offerta
coerente di Terme di Sirmione, per
un progetto personalizzato di salute e
benessere a 360°.
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60 SALUTE E BENESSERE
Che cos’è
la dipendenza da
cibo?
a cura di Gloria Fioravanti
Psicologa specializzata nel trattamento dei Disturbi del Comportamento alimentare e Obesità
Quando è giusto allarmarsi
C
osa s’intende per dipendenza da cibo? Quando è giusto allarmarsi?
Sostanzialmente si può
parlare di dipendenza
da cibo quando sono
presenti le seguenti caratteristiche:
• la persona desidera il cibo in
62 SALUTE E BENESSERE
maniera continua e intensa,
ma, di fatto, la gratificazione durante il pasto non è soddisfacente e anzi diviene fastidiosa per il
dolore addominale, la vergogna
e il peggioramento dell’umore e
dei livelli di energia dopo i pasti,
magari con l’insorgere di sonnolenza. Questi sintomi possono
essere anche sfumati in persone,
che, magari, non sono obese, ma
soltanto sovrappeso, e non sono
evidenti dall’inizio, ma con il
tempo.
• durante la giornata si alterano momenti in cui non si pensa
ad altro che al cibo, a momenti
in cui si vuole scacciare questo
Esistono
forme eclatanti
di questo disturbo
che inducono
la persona
a comprarsi
il cibo di nascosto
pensiero con tutte le proprie
forze.
L’alterato rapporto con il cibo,
vissuto in maniera eccessivamente urgente e intensa, si può esprimere nei seguenti modi:
• Mangiare più velocemente del
normale, con il risultato di gustare di meno il cibo stesso
• Mangiare anche quando ci si
sente pieni
• Mangiare senza avere più la
capacità di distinguere tra fame
e sazietà
• Compiacersi nell’immaginarsi
mentre si consuma cibo
• Pensare, mentre si compiono
altre attività, a quando si andrà “finalmente” a mangiare
• Quando le spese per il cibo e il
tempo dedicato al mangiare aumentano
• Mangiare in maniera solitaria,
con la tendenza a mangiare di
meno quando si è con altre persone.
Questa altalena di emozioni e pensieri conduce da
un lato a ricercare continuamente qualcosa da
mangiare come se fosse
la cosa più gratificante
della giornata, dall’altra
a coltivare l’intenzione
di eliminare il pensiero del
cibo. In alcuni momenti si può
stabilire un corto-circuito mentale con l’idea che l’unico modo
di sfuggire a questa “ossessione”
per il cibo sia quello di mangiare
tutto ciò che si desidera ed in piena libertà.
Esistono forme eclatanti di questo disturbo, che inducono la persona a comprarsi il cibo di nascosto, a tenerlo nascosto e portarlo
con sé sempre, oppure a consumarlo in solitudine, per paura
del giudizio altrui. Vi sono, però,
anche forme subdole, dominate
da questa lotta quotidiana tra
appetito e intenzione di controllare il comportamento, che si celano dietro a comportamenti di
grandi abbuffate, seguiti da meccanismi di compenso per controllare le calorie introdotte, come
l’esercizio fisico o il digiuno.
la persona desidera
il cibo in maniera
continua e intensa
SALUTE E BENESSERE 63
Giorgia
quella pastiglia poteva
costarle la vita
ADV
a cura di Luigi Cavalieri
Giornalista
Ci racconta la sua storia, perché la sua esperienza possa servire
I
l 1999 è relativamente lontano, ma quell’esperienza
è stata davvero pesante per
una ragazza di 17 anni, che
una sera ha voluto provare
a “volare”, a fare cioè quello
che altri suoi coetanei avevano
fatto prima di lei ed altri continuano tuttora a fare senza rendersi conto di quel che può loro
capitare.
Lei, Giorgia Benusiglio, milanese, paga ancora oggi quella sua
cavolata, consistita nell’aver inghiottito una mezza pastiglia di
ecstasy, che l’ha fatta finire in
ospedale, gialla dalla testa ai piedi. Il suo è stato un calvario, che
l’ha portata a dover ricorrere ad
un trapianto di fegato ed a poter
continuare a vivere solo grazie ai
farmaci.
Quella amara lezione Giorgia
l’ha imparata, al punto da voler
raccontare ai ragazzi, ma anche
ai genitori, i particolari della sua
vicenda nella speranza che il suo
racconto, la sua esperienza, costatale tanto cara, possano servire, possano aiutare a rifiutare
quel che, talvolta, ci viene offerto
da un amico, che, poi, alla luce
dei fatti, tanto amico non è. Giorgia dopo quell’esperienza si è laureata in Scienze della formazione
primaria, discutendo una tesi sul-
la Psicologia della famiglia - Relazioni familiari e comportamenti a rischio in adolescenza.
Noi di ProfiloSalute l’abbiamo
voluta incontrare per rivolgerle
quelle domande che i nostri lettori vorrebbero porle.
Da quel giorno sono trascorsi
17 anni: Cosa ti ha spinto allora a provare l’ecstasy?
Curiosità. Avevo paura a lasciarmi tentare, ma, dopo aver letto
un opuscolo sulla Politica della
riduzione del danno, la paura mi
è passata e mi sono lasciata tentare. Ma, alla terza volta, è successo quel che non mi sarei mai
aspettata.
Quali i primi sintomi?
Leggera spossatezza, nausea e,
ATTUALITà 65
wellcare.it
NUOVO
DALLA RICERCA
“L’OROLOGIO
DELLA NOTTE”
MELATONINA
L’ormone naturale
che promuove il sonno
favorendo
un riposo di qualità.
S
Combatte il
GONFIORE
Anice Verde - Melissa - Finocchio
Favorisce la
DIGESTIONE
Sgonfia
pancia.
Finocchio - Melissa - Anice Verde
ADV
Riequilibra la
e avete difficoltà a
prendere sonno e il
riposo notturno fa a
“pugni” con il vostro cuscino
non preoccupatevi.
La ricerca scientifica ha
individuato nella carenza di
Melatonina, sostanza ormonale prodotta di notte da
una ghiandola del cervello,
una delle cause alla base
di questo problema di cui
soffre circa un terzo della
popolazione italiana.
La vita stressante e le
preoccupazioni di tutti i
giorni, l’abuso di farmaci,
la menopausa e per chi
viaggia i continui cambi di
fuso orario, sono alcune
delle ragioni o stili di vita che
sempre più frequentemente
causano disordini nel ritmo
sonno/veglia.
L’assunzione di 1 mg di
Melatonina, meglio ancora
se potenziata con estratti
vegetali specifici, contribuisce alla riduzione del tempo richiesto per prendere
sonno e, quando serve, ad
alleviare gli effetti del jet-lag:
non a caso è stato coniato
un detto, “una bella dormita e
sorridi alla vita”.
vita
FLORA INTESTINALE
cinque giorni dopo, l’ittero. E,
poi, il trapianto di fegato per
sconfiggere un’epatite tossica fulminante... Avevo 6 ore di vita.
Come è cambiata la tua vita?
Sono diventata una paziente a
vita, perchè dovrò prendere farmaci per tutta la vita. Mi avevano riscontrato anche un tumore
maligno, del quale sono, però,
guarita. Ogni sei mesi mi devo
sottoporre ad un chek-up generale.
Eri una ragazza sana che ora
dovrà vivere da malata...
Cosa posso farci? Nella vita si
possono fare degli errori e, talvolta, purtroppo, è alto il prezzo da
pagare.
Hai ancora dei sogni o sono
per me è già tantissimo...
Che consigli ti senti di dare ai
giovani insoddisfatti della loro
esistenza, che cercano un’evasione nella droga?
Di non pensare che a me non potrà accadere nulla di quello che
ad altri è accaduto. E che solo un
abuso di droga potrà far veramente male.
Quando accadono fatti come
quello di cui ti sei resa protago-
La scuola può fare
prevenzione
a condizione
che non si coinvolga
solo un tossicologo
Bifidobacterium Breve - Lactobacillus Plantarum
Giorgia Benusiglio
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La particolare associazione di enzimi aiuta a favorire i
processi digestivi e l’assorbimento dei nutrienti.
Gli estratti vegetali di anice verde, melissa e finocchio
favoriscono la funzione digestiva e una regolare motilità
intestinale, con eliminazione dei gas responsabili del
gonfiore addominale.
I fermenti lattici vivi ad azione probiotica favoriscono
l’equilibrio della flora batterica intestinale.
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Melatonina ti aiuterà
a riposare bene e a
lasciarti alle spalle la
sensazione di tensione
dovuta alla stanchezza.
svaniti quella terribile sera?
Quello che era il mio grande sogno, la danza, prima classica
e poi moderna, ho, purtroppo,
dovuto abbandonarlo. Ma sono
ugualmente riuscita a ricrearmi
un sogno, quello cioè di potermi
formare una famiglia, anche se
il mio futuro so perfettamente
che potrà essere sempre a rischio.
Con trent’anni di ricerca alle
spalle non si è ancora in grado di
predire cosa potrebbe accadermi.
Ma riuscire a sperare in un futuro
nista, si cercano sempre delle
responsabilità, personali, ma
anche della famiglia: tu cosa ci
puoi dire?
Da anni l’eroina è stata considerata la droga per le persone emarginate, era una droga che lentamente ti portava alla morte. (era
tangibile) Oggi vanno di moda
altre sostanze, che non ti creano
la medesima dipendenza, che, invece, dà l’eroina. Un ragazzo può
fare uso di ecstasy una sera e continuare a condurre una vita norma-
le fino a quando sentirà nuovamente la necessità di trasgredire ed
evadere dalla realtà.(Possono passare anche settimane... non si ricerca la sostanza nello stesso modo
in cui si ricerca l’eroina). Quindi
non ci si sente tossicodipendenti,
e, purtroppo, proprio per questo,
molti ragazzi fanno uso di queste
sostanze con leggerezza. Non deve
esserci per forza un disagio familiare alle spalle, molte volte accade
di farne uso per potersi sentire parte di un gruppo,alla pari dei tuoi
compagni, altre volte perchè si fa
fatica a comunicare ed a lasciarsi
andare con i propri amici. La famiglia in alcuni casi non c’entra.
Ovvio che tutti devono assumersi la responsabilità di crescere un
soggetto sano ed equilibrato nella
società, perciò il genitore dovrà
essere sempre presente con la sua
autorevolezza, le Istituzioni con
leggi appropriate potranno fare la
loro parte così come le forze dell’ordine... La scuola certo può fare prevenzione a condizione che non si
coinvolga solo un tossicologo, che
parla con termini scientifici e, purtroppo, noiosi e poco empatici...
ma persone come la sottoscritta
che questa esperienza l’hanno
vissuta in prima persona e sono
davvero dei testimoni sul campo”.
Quindi solo se saremo tutti uniti e
creeremo una vera rete sociale si
potranno arginare casi come quello di Lamberto... Il ragazzo morto
per aver assunto MDMA”.
Il padre di Giorgia, scomparso da
poco, le aveva lanciato un messaggio: sensibilizzare i giovani
andando nelle scuole.
Ed è proprio questo quel che Giorgia fa praticamente ogni giorno
incontrando studenti, insegnanti, genitori.
ATTUALITà 67
VITAMINA D
una vitamina per tutti
a cura di ANTONIO SCHIAVO
Farmacista
Una carenza può avere effetti negativi non solo sulle ossa
L
a presenza della vitamina D nel nostro organismo è un fattore indispensabile.
Una sua carenza può
avere effetti negativi non
solo sulle ossa, ma anche sui muscoli, sul cuore e sul nostro sistema immunitario.
Il deficit di vitamina D è un problema frequente, sia in età pediatrica che adulta.
Durante la vita intrauterina e
l’infanzia uno stato carente di
68 MEDICINA NATURALE
questa sostanza può produrre ritardo di crescita e deformità scheletriche.
Nelle persone adulte una sua carenza può accelerare o aggravare l’Osteoporosi e l’Osteopenia,
può causare debolezza muscolare
ed incrementare il rischio fratture.
La scoperta che molti tessuti e
cellule del nostro corpo presentano il recettore per la vitamina
D ha aperto nuovi orizzonti sulle
molteplici funzioni di questa vi-
tamina.
Molto interesse ha suscitato il
ruolo che la vitamina D può avere nel ridurre il rischio di malat-
la vitamina D
può ridurre il rischio
di malattie croniche
tie croniche, tra le quali troviamo
anche le neoplasie, malattie immunitarie, malattie infettive e
patologie cardiovascolari.
Persino alcune depressioni posso-
no essere legate alla carenza della vitamina D.
Le fonti della vitamina D sono l’esposizione alla luce solare, la dieta e l’uso di integratori specifici.
Pochi alimenti sono naturalmente ricchi di vitamina D e solo una
dieta ricca di pesci grassi previene il suo deficit.
Il fabbisogno di vitamina D raccomandato dipende dall’età :
Bambini e adulti
fino ai 50 anni di età
200/400 unità al dì
Soggetti di età compresa
fra i 51/70 anni di età
600/800 unità al dì
Per gli Over70
l’apporto consigliabile è
800/1000 unità al dì
Fondamentale, per sopperire alla
carenza di vitamina D, è l’esposizione solare.
Prendere il sole anche in costume
La nostra pelle
ha una grande
capacità di Produrre
vitamina D
per il tempo necessario (4/5 ore al
dì) equivale a produrre 2000 unità di vitamina D.
La nostra pelle, anche in età
avanzata, ha una grande capacità di produrre vitamina D.
L’esposizione solare ed una corretta integrazione di vitamina D
(800/1000 unità al di) riduce del
25% il rischio fratture. La sua presenza e quantità viene diagnosticata con un prelievo di sangue:
“25 Idrossivitamina D”. Si parla
di carenza, quando il valore è
inferiore a 20 nanogrammi per
millilitro (ng/ml); di insufficien-
za tra i 20/30 nanogrammi per
millilitro; di sufficienza oltre i 30
nanogrammi per millilitro.
Alcuni studi recenti hanno evidenziato che le donne in menopausa, che avevano assunto
il loro apporto quotidiano di
800/1000 unità di vitamina D,
hanno registrato un calo del
60/70 % del rischio tumori. Per
evitare carenze, tutti gli studi nutrizionali suggeriscono,
l’assunzione di 800 unità al di,
utilizzando buoni integratori e
consigliano di sottoporsi nei periodi estivi ad una responsabile
esposizione alla luce solare. Visti
questi importanti benefici, la vitamina D diventa un valido aiuto per difenderci da gravi malattie, che negli ultimi anni stanno
colpendo sempre più frequentemente numerosi di noi.
Oggi più che mai la vitamina D
diventa una vitamina indispensabile per tutti e per tutte le età.
MEDICINA NATURALE 69
Tutto il bene della Vitamina D,
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on c’è donna che non
si sia chiesta almeno
una volta nella vita:
che faccio? mi coloro?
La maggior parte delle persone, che hanno
risposto sì alla domanda, sono
motivate dal desiderio di coprire
i capelli bianchi, altre per ravvivare il proprio colore naturale ed
altre ancora per un vero e proprio cambio look.
La possibilità di saltare l’appuntamento in un salone di bellezza
per capelli e fare un vero e proprio fai da te al proprio domicilio
sembra essere oggi una tendenza fra molte donne, incoraggiata
anche dal fatto che i kit in commercio promettono semplicità
d’uso e risultati professionali.
Quando dobbiamo scegliere una
tintura, dobbiamo tenere presente il risultato finale. In commercio ne esistono almeno di
tre tipi: la temporanea, basta
uno shampoo per eliminarla;
la tintura semipermanente, il
cui potere coprente è limitato e
passa dopo tre o quattro lavaggi;
la tintura permanente, sicuramente la più performante, perchè rimane stabile nel tempo,
copre completamente i capelli
bianchi e permette di cambiare
radicalmente il colore.
Quando si fa una tintura, l’attenzione deve concentrarsi sulla
tollerabilità. Infatti l’obiettivo è
rispettare al massimo la sensi-
bilità della fibra ed il cuoio capelluto. La ricerca cosmetologica in
farmacia ha puntato ad eliminare
dalle formule gli attivatori di colore ad alto rischio di allergia come
resorcina e parafenilendiammina,
sostituendoli con sostanze più tollerabili. In ogni caso, prima di tingere i capelli, è sempre meglio fare
un semplice test: basta prelevare un
po’ di crema colorata e applicarla
dietro l’orecchio aspettando 48 ore
prima di lavare.
Pronta per l’operazione colore?
Inanzitutto l’acquisto del prodotto
è consigliato avvenga in farmacia,
dove è possibile farsi indicare anche
le modalità corrette per l’applicazione. La quantità da utilizzare dipende dalla lunghezza della chioma,
la posa deve essere fatta sui capelli
asciutti, perchè i pigmenti prendono meglio e lasciata per almeno 30
minuti. La scelta del colore è personale, in teoria è possibile schiarire o
scurire come si vuole, ma è sempre
meglio cambiare gradualmente tinta dopo tinta.
Il segreto per mantenere il colore ottenuto? Coccola i tuoi capelli tutti i
giorni usando detergenti con tensioattivi delicati e una o due volte a settimana nutrili con una maschera specifica ricca di sostanze emollienti.
a cura di
ROBERTA ROSSI
Farmacista
BELLEZZA 71
La chirurgia
estetica delle
palpebre
a cura di enrico motta // www.mopart.it
Chirurgo plastico - Master in Chirurgia estetica morfodinamica, Master in medicina estetica
Le cosiddette “borse” sotto gli occhi rendono lo sguardo spento e invecchiato
L
o sguardo rappresenta il
primo approccio nelle relazioni interpersonali, infatti è il primo elemento,
che caratterizza una persona: non a caso si dice
che gli occhi siano lo specchio
dell’anima di un individuo. Nulla come un eccesso di pelle alle
palpebre superiori o le cosiddette
“borse” sotto gli occhi rendono
lo sguardo spento ed invecchiato. Questi fenomeni compaiono,
generalmente, in età adulta e
tendono progressivamente a peggiorare con il passare degli anni,
72 BELLEZZA
ma, in qualche caso, soprattutto laddove vi sia una predisposizione
familiare, sono presenti già in giovane età.
Il problema ha una soluzione chirurgica: la blefaroplastica. Il chirurgo estetico, dopo un’adeguata progettazione dell’intervento, rimuove
in modo selettivo la pelle in esubero ed il grasso responsabile delle
borse, avendo cura di localizzare le cicatrici in pieghe anatomiche, in
modo che risultino poco o per nulla visibili.
L’intervento, abitualmente, si esegue in anestesia locale o con il supporto di una blanda sedazione
in regime di day hospital ed ha
una durata di circa mezz’ora
per le palpebre superiori ed altrettanto per quelle inferiori. Il
decorso post-operatorio è pressoché indolore e, dopo un paio
di ore, il paziente può far ritor-
Il chirurgo estetico
rimuove La pelle
in esubero ed il grasso
responsabile delle “borse”
no alla propria abitazione con
piccoli cerotti, che nascondono le
ferite e limitano il gonfiore, che,
inevitabilmente, si crea a seguito
del trauma per la delicatezza, che
caratterizza la cute in questa regione. Il giorno successivo all’intervento è possibile, mostrando i
postumi dell’intervento, rientrare
alla propria attività personale e
professionale, infatti non sono
necessarie attenzioni particolari se non un’astensione dal sole
diretto o dai luoghi particolarmente polverosi. I primi giorni
saranno, inevitabilmente, caratterizzati da un evidente gonfiore
e da qualche livido camuffabile
con un paio di occhiali da sole.
Dopo cinque o sei giorni si rimuovono i cerotti ed i punti di
sutura, dopodiché, con un po’ di
pazienza, ed un po’ di trucco per
le signore, si guadagnerà, a breve, uno sguardo più giovanile e
riposato.
La blefaroplastica è fondamentalmente un intervento di ringiovanimento, anche se, talvolta,
quando espressamente richiesto
La blefaroplastica è fondamentalmente
un intervento di ringiovanimento
dal paziente, con minime varianti di tecnica chirurgica è possibile
effettuare piccole modifiche del
tratto somatico. Spesso il paziente
orientale richiede di occidentalizzare lo sguardo arrotondando la
forma dell’occhio al contrario del
paziente caucasico, che, talvolta,
richiede una minima orientalizzazione al fine di assumere uno
sguardo più accattivante. Uno
sguardo spento può essere ravvivato dall’esecuzione contestuale
alla blefaroplastica di una cantopessi con la quale è possibile
innalzare minimamente l’angolo
esterno dell’occhio.
Allo stesso modo è opportuno ricordare che la chirurgia palpebrale non sempre può prescindere
dalla posizione anatomica dell’arcata sopraccigliare, infatti un minilifting temporale, che innalza
l’arcata, può alleggerire una calasi palpebrale e rimandare una
blefaroplastica di qualche anno.
Il costo di questi interventi è variabile passando da 1500 euro
per una parziale sino ai 5000
euro per lavori più complessi.
BELLEZZA 73
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Condizione infiammatoria per la comparsa di una lesione ulcerosa alle mucose orali
N OV ITÀ
B
7
rucia, brucia, brucia!
D’altronde, lo dice la
parola stessa “Afta”,
che ritrova le sue radici nel verbo greco “aptein”, bruciare!
Un’afta orale è una condizione
infiammatoria
caratterizzata
dalla comparsa di una lesione
ulcerosa nelle superfici di rivestimento della bocca (mucose
orali) e comporta dolore. Le afte,
infatti, danneggiano l’epitelio
della mucosa orale lasciando
brevetti
depositati (FR)
(1) Dei Laboratori NUXE. (2) Nel vaso 50ml. (3) Test di utilizzo sotto controllo dermatologico su 30 volontarie. % di soddisfazione
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Finché l’epitelio non si rigene-
Un’afta orale
è una condizione
infiammatoria
caratterizzata
dalla comparsa
di una lesione ulcerosa
ra, le terminazioni nervose sono
esposte a stimoli chimici, meccanici e termici: è questo che determina la sintomatologia dolorosa.
Forma ovale, dimensione variabile da pochi mm a oltre 1 cm,
colore bianco-giallastro o grigiastro, alone eritematoso arrossato: ecco l’ identikit dell’afta
orale! Da sola o in compagnia
si manifesta con intensità e gravità differenti sulla mucosa vestibolare del labbro, sul palato,
BELLEZZA 75
Anche lo stress
emotivo sembra
essere un fattore
predisponente
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sulle guance e sulla lingua...
praticamente ovunque!
Nonostante non si conosca esattamente cosa provochi le ulcere
orali, molti sono i fattori di rischio, tra cui la dieta: le persone,
che hanno una carenza nutrizionale di acido folico, vitamina
B12 e ferro, sembrano essere più
soggette allo sviluppo di afte, a
maggior ragione se intolleranti.
Le afte possono, inoltre, indicare
un problema al sistema immunitario.
Lesioni della bocca dovute ad un
morso sul labbro interno, oppure ad un lavaggio dei denti eccessivamente vigoroso vanno a
danneggiare la delicata parete
interna della bocca e pare siano
un’ulteriore causa delle ulcere
orali.
Anche lo stress emotivo sembra
essere un fattore predisponente.
Anche se chiunque può manifestarle, i giovani e gli adolescenti
ventenni sembrano esserne più
soggetti, e le donne hanno il
doppio delle probabilità di svilupparle rispetto agli uomini,
soprattutto nelle fasi iniziali del
ciclo mestruale.
Le afte possono essere trattate
con potenti disinfettanti, con
antinfiammatori di diversa origine, con anestetici locali, sia
che si tratti di sostanze farmacologiche, che naturali, come aloe,
liquirizia, propoli, malva, amamelide, rabarbaro e salvia!
Come anticipato, le cause possono essere varie e ciascuna ha il
suo rimedio più adeguato... ma
bisogna fare i conti con la rovente verità: le afte sono,
per la maggior parte
delle volte, recidivanti
nei soggetti più predisposti.
Quindi preveniamo
l’insorgenza
delle afte con semplici accorgimenti:
cereali,
albicocche, farina d’avena, crusca,
noccioline,
papaia
ci
aiuteranno
ad aumentare, insieme
all’assunzione di
adeguati integratori, le
vitamine e gli amminoacidi di cui abbiamo bisogno;
stimoliamo il nostro sistema immunitario riequilibrando il nostro intestino con fermenti lattici
e probiotici.
BELLEZZA 77
Inverno periodo ideale
per rinnovare la pelle
a cura di ENRICO FILIPPINI
Professore a contratto in “Nutrizione Clinica” - Roma
Un aiuto dall’endocrinologia estetica
I
primi mesi del nuovo anno
sono per molti di noi il momento ideale per progettare
cambiamenti più o meno significativi nella nostra vita.
I pazienti, che vengono a
trovarci al Poliambulatorio medico-chirurgico dott. Enrico Filippini
nei primi mesi dell’anno riescono
sempre, secondo la nostra esperienza, ad ottenere significativi risultati in termini di dimagrimento
e splendidi benefici estetici.
Le ragioni sono diverse e molto
soggettive, ma qualche situazione
comune esiste.
Per esempio il fatto che nei primi
mesi dell’anno è più facile essere
ottimisti e propositivi, più carichi
ed entusiasti; oppure è vicina la
fine dell’inverno e già vengono
assaporati il tepore primaverile, i
colori sgargianti. È come se iniziassimo a riprometterci di volerci più
bene, di metterci un po’ in forma
per accogliere la bella stagione,
che sta per arrivare.
Soprattutto il viso merita rinnovata attenzione. L’inverno con freddo
e nebbia, smog, stress del lavoro
ha lasciato la pelle segnata. La
texture è poco compatta, il colore
poco luminoso, addirittura opaco,
e nelle zone del sorriso, intorno ad
78 BELLEZZA
occhi e labbra, si sono formati sottili avvallamenti, che promettono
future rughe. Evidentemente il fotoaging non è solo la luce del sole,
ma anche il risultato di smog, inquinamento, cattiva alimentazione e stress. D’altra parte il nostro
viso, la pelle, gli occhi sono l’unico
vero biglietto da visita, quello che
trasmettiamo agli altri, e non ci
piace mostrarci incuranti del nostro aspetto o addirittura poco attenti alla nostra salute.
L’endocrinologia estetica, che
permette di associare con efficacia
le necessità dell’estetica
all’endocrinologia,
agli ormoni, negli
ultimi anni si è
arricchita di prodotti innovativi
per riportare l’epidermide ed il
derma cutaneo
nelle condizioni ottimali. Le
persone, molte, che amano prendersi
cura dell’aspetto
del
proprio viso
con asso-
luta delicatezza, con un metodo
rapido e indolore, hanno la possibilità, in questo periodo dell’anno,
di sottoporsi ad un ciclo di biostimolazione cutanea soft. La biostimolazione soft consiste nella sapiente e personalizzata sinergia di
alcune pratiche medico-estetiche,
che stimolano la cellula della bellezza, il fibroblasto, a sintetizzare
nuovo collagene, nuova elastina,
per ricreare la condizione di pelle
giovane. Concentrando l’attenzione allo stile di vita, all’intestino (magari con qualche test) ed,
ovviamente, al sistema endocrino
(ciclo mestruale,tiroide, vitamina
d, insulina) associando i bioidentici, il medico endocrinologo
del Poliambulatorio di
Brescia ricrea sulla pelle, utilizzando in sinergia, per esempio,
la nuovissima tecnica profhilo, il needle o il peeling rimodellante, laser
e led, le condizioni
di luminosità, turgore, levigatezza e
tensione tanto desiderate, permetterà
di affrontare la bella
stagione in piena forma fisica, benessere
e bellezza.
Le verruche
infezioni della pelle
a cura di RITA MARTINELLI
Dermatologa
Benigne, contagiose, sono provocate da un virus
L
e verruche sono infezioni
della pelle, benigne, contagiose, provocate da un
virus (papilloma virus HPV).
Rappresentano
una patologia molto frequente (ne soffre circa il 7% della popolazione) durante l’intero
arco dell’anno.
Sono stati identificati vari tipi di
HPV, oltre 100. Si possono manifestare in qualsiasi area del corpo;
le sedi preferite sono mani, piedi,
viso, gomiti e ginocchia.
C’è correlazione tra sede anatomica, aspetto clinico delle verruche e
ceppo virale HPV, che le provoca.
Colpiscono entrambi i sessi, a
qualsiasi età; sono più frequenti
nei bambini in età scolare e nei
giovani adulti.
Come si presentano
Sono escrescenze cutanee, dello
stesso colore della pelle, un po’ ruvide al tatto, di forma e dimensioni variabili da pochi millimetri a 1
centimetro, raramente più grandi.
Sono lesioni singole o multiple, talora confluiscono a formare placche.
Si distinguono diverse tipologie di
verruche:
verruche volgari: sono la forma
più frequente. Sono lesioni esofitiche (cioè sporgono dalla superficie
cutanea), un po’ ruvide al tatto. Le
sedi più colpite sono le mani, ma si
osservano anche in altre sedi come
gomiti e ginocchia.
verruche piane: sono piccoli elementi appena in rilievo, a superficie liscia, di colorito roseo. La sede
preferita è il viso. Si possono osservare anche sul dorso delle mani e
agli arti.
verruche plantari: si osservano 2
varietà anatomo-cliniche: 1) verruche plantari semplici: si presentano come lesioni endofitiche (cioè
incassate nella pelle a causa della
pressione del peso corporeo). Sono
profonde e dolorose. 2) verruche a
mosaico: sono più superficiali, multiple e tendono a confluire in placche realizzando un aspetto “a mosaico”. Di solito non sono dolorose.
verruche filiformi o digitate: sono
piccoli elementi peduncolati. Si osservano più frequentemente nella
BELLEZZA 79
zona della barba e tendono a recidivare per autoinoculazione da
rasatura.
verruche dell’area genitale (condilomi acuminati o creste di gallo): alcuni tipi virali sono responsabili del tumore della cervice uterina.
Attualmente è disponibile un vaccino anti HPV per la prevenzione.
è importante
intervenire subito
per evitarne
la diffusione
Come avviene il contagio
La trasmissione è dovuta al contatto col virus:
- da persona a persona (anche con
una stretta di mano, se questa sede
è infetta)
- per autoinoculazione (il soggetto
affetto da verruca, toccandosi, trasporta il virus da una parte all’altra del corpo)
- attraverso la condivisione di
asciugamani, accappatoi, calzature, utilizzati da persone infette,
o calpestando, senza alcuna protezione, superfici sulle quali sono
passate persone infette.
Dal momento del contagio possono passare alcune settimane, prima che le lesioni siano visibili.
I fattori favorenti
- Condizioni di depressione immunitaria
- microtraumi che favoriscono la
penetrazione del virus
- la frequentazione di luoghi caldo-umidi, come palestre, piscine,
80 BELLEZZA
spogliatoi,
docce comuni. L’ambiente caldo umido
favorisce la sopravvivenza del virus
- uso promiscuo di accappatoi, asciugamani,
calzature.
Come si eliminano
è possibile la regressione
spontanea. Questo non giustifica
l’astensione terapeutica. è importante intervenire subito, per evitare che aumentino di dimensione o
per evitarne la diffusione.
Si può ricorrere a diversi metodi
per rimuoverle:
- preparazioni per uso locale a
base di acido salicilico, acido lattico, acido retinoico da applicare
quotidianamente per alcune settimane
- crioterapia: è la terapia con il
freddo. Consiste nel congelamento della lesione con azoto liquido,
un gas molto freddo (-196 gradi).
Si forma una bolla che stacca la
verruca. è un metodo efficace, un
po’ doloroso
- cauterizzazione con l’elettrobisturi: metodica che distrugge la lesione usando energia elettrica
- laser CO2: genera una luce, che
distrugge la lesione mediante vaporizzazione
- terapia fotodinamica: è un valido
supporto terapeutico in caso di resistenza ai trattamenti tradizionali. Grazie alla sua azione antivirale
distrugge non
solo le lesioni
visibili, ma
anche quelle
subcliniche,
svolgendo
così un ruolo di bonifica e prevenzione.
- la guarigione può
essere condizionata da
fattori psicosomatici
Per la scelta terapeutica si devono tenere presenti alcuni elementi: l’aspetto clinico della lesione,
la sede anatomica e l’età del paziente.
Prevenzione
Sono utili alcuni accorgimenti per
ridurre il rischio di contrarre l’infezione:
- non stringere la mano alla persona che presenta verruche visibili
- evitare l’autoinoculazione coprendo le verruche con un cerotto
- usare accappatoi, asciugamani
personali e calzature proprie
- non camminare a piedi scalzi.
- indossare calzature che proteggono la pelle, evitando escoriazioni ed il contatto con superfici
infette
- usare calzature traspiranti per
evitare un eccesso di sudore, che
provoca macerazione, facilitando
l’ingresso del virus
-se si frequentano palestre e piscine, usare ciabattine in plastica e
disinfettarle periodicamente.
LE RICETTE SENZA GLUTINE
dello chef Marco Scaglione
Chiacchiere
di Carnevale
Autore: Marco Scaglione
Fotografo: Iuri Niccolai
INGREDIENTI
per 6 persone
300 g di Mix nutri free per dolci
40 g di zucchero a velo consentito
20 g di marsala
20 g di burro
2 uova
1 tuorlo
½ limone grattugiato
½ arancia grattugiata
sale
1 litro di olio di semi di girasole
zucchero a velo consentito
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Tempo: 30 minuti più riposo
Difficoltà: facile
PROCEDIMENTO
Trascorso il tempo di riposo, spolverate una spianatoia con del mix, stendete con il mattarello l’impa-
Versate la miscela in una terrina, unite 40 g di
sto molto sottile, in modo da ottenere una sfoglia
zucchero a velo, le uova , il burro a temperatura
dello spessore di 1-2 mm, ritagliate con la rotella
ambiente, il marsala e un pizzico di sale. Impa-
festonata creando dei piccoli rettangoli e crea-
state il tutto con le mani fino a che gli ingre-
te un foro al centro di ogni rettangolo. Ponete
dienti non saranno ben amalgamati. Foderate
le strisce così ottenute in abbondante olio ben
una teglia con carta da forno, stendete il limone
caldo, ma non bollente (170-180 °C al massimo),
e l’arancia grattugiati, fate tostare in forno 5 minuti
girandole su ambo i lati, attenti a non bruciarle;
a 150 °C, sfornate e lasciate raffreddare qualche
appena diventeranno dorate, toglietele dall’olio
minuto, unite all’impasto e ricoprite la ciotola
e ponetele a sgocciolare su un panno da cucina.
con della pellicola, lasciate riposare in frigo per
Quando saranno fredde, ponetele su un piatto da
circa 1 ora.
portata e cospargetele di zucchero a velo. Servite.
82 ALIMENTAZIONE
La pasta
proclamata dall’UNESCO patrimonio
immateriale dell’umanità
a cura di Federica Peretti
Giornalista
10 falsi miti da sfatare
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F
a bene alla salute ed ha
effetti positivi sull’ambiente: vero.
Ingrassa ed è di origine cinese: falso.
Quante se ne sono dette, e se ne dicono ancora, sulla
pasta… Alimento principe della
dieta mediterranea e piatto preferito per il 90% degli italiani, la
pasta è da sempre protagonista
delle nostre tavole. Ma anche nel
Paese, che le ha dato i natali, primo al mondo nella classifica dei
consumi con 25 kg pro capite,
è oggetto di miti duri a morire.
Dalla pasta che “fa ingrassare”
a quella senza glutine, ideale per
chi vuole perdere peso, fino alle
varie teorie sulla provenienza del
grano, sono almeno 10 le false
leggende da sfatare su questo alimento. Se n’è parlato a Milano
ad Expo durante il World Pasta
Day & Congress 2015.
1. La pasta fa ingrassare
Iniziamo con l’abbattere uno dei
miti più antichi sulla pasta: non
è vero che fa ingrassare. Cento
grammi di pasta forniscono un
apporto energetico pari a circa
360 kcal, di cui circa il 70% sotto forma di carboidrati complessi,
una quota proteica pari al 1013% . La pasta è, quindi, un’importante fonte di energia per le
funzioni dell’intero organismo.
Studi clinici confermano che non
sono i carboidrati, bensì le calorie
in eccesso, ad essere responsabili
dell’obesità. E, poi, non dimentichiamo che la pasta è la base
della dieta mediterranea, proclamata nel 2011 dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità.
2. Si dimagrisce con la pasta senza glutine?
No, ragione per la quale si consiglia, a chi non è affetto da celiachia o ipersensibilità al glutine,
di seguire un’alimentazione che
contempli la normale pasta di
grano duro. Infatti il rischio è di
compensare l’adeguato e necessario apporto di carboidrati complessi con un’alimentazione eccessivamente ricca di grassi, che
determinerebbe un maggior apporto calorico, ottenendo, quindi,
esattamente l’opposto dell’effetto
sperato.
3. Grano duro o tenero?
La pasta italiana non ha concorrenti al mondo, perché nel
nostro Paese una Legge del 1967
obbliga a produrre la pasta secca
esclusivamente con grano duro,
nel rispetto di parametri, quali
umidità, proteine e acidità, che
ALIMENTAZIONE 85
determinano l’alta qualità del
prodotto. È proprio questa “Legge di purezza”, che consente di
valorizzare la nostra produzione
all’estero, facendo della pasta un
simbolo del made in Italy a livello
internazionale.
4. Grano naturale o Ogm?
Il grano, che usiamo oggi, non
esisteva in natura, ma è frutto
dell’incrocio spontaneo e casuale
tra il farro selvatico e l’erba delle
capre, un infestante. È nato così il
dicocco selvatico, il primo dei grani moderni. Da allora l’evoluzione
non si è mai fermata: grazie ad un
processo di miglioramento genetico , ma senza Ogm, che nel grano
duro non esistono, sono state ottenute varietà diverse, più resistenti
e più produttive, con più proteine
e con un glutine di miglior qualità.
5. Monovarietà o blend?
La pasta è una miscela di semole
di diverse varietà di grani, così, a
prescindere dalla qualità e dalla
quantità del raccolto di grano,
si riesce ad ottenere sempre una
pasta di alta qualità, identica per
aspetto, consistenza, sapore e tenuta in cottura. A questa produzione standard si affiancano le
paste ottenute da un solo tipo di
grano, spesso di varietà antiche.
Sono una nicchia anche le paste
speciali di cereali alternativi come
Kamut, riso, farro e mais.
6. Italiana o cinese? Araba!
L’invenzione cinese della pasta è
una bufala, alimentata dal film
del 1938, con Gary Cooper, “Le
avventure di Marco Polo”, in cui
si vedeva il giovane esploratore
tornare in Italia dalla Cina, nel
1295, con i noodles scambiati per
spaghetti. In realtà, a quei tempi,
gli spaghetti si facevano già da almeno due secoli in Sicilia, allora
86 ALIMENTAZIONE
Un bicchiere
di latte
per combattere
il dicocco selvatico
è il primo dei
grani moderni
dominata dagli arabi.
7. Sale, prima o dopo?
Con senza coperchio?
Il sale va aggiunto solo quando
l’acqua bolle e prima di buttare la
pasta, altrimenti l’acqua impiegherà più tempo a raggiungere il
bollore. Così l’effetto dell’aggiunta del sale non influirà sulla temperatura di ebollizione dell’acqua
e la diminuzione di temperatura,
causata dalla dissoluzione del
sale, sarà neutralizzata dal calore presente in quel momento. Un
ultimo accorgimento è mettere il
coperchio sulla pentola, per far
bollire l’acqua in minor tempo.
8. E la cottura?
La pasta cotta “al dente” risulta
più digeribile, perché la rete di
glutine trattiene al proprio interno i granuli di amido, rendendolo
assimilabile in modo graduale (a
beneficio dell’indice glicemico).
Inoltre la giusta cottura preserva
le caratteristiche dell’alimento,
evitando che si disperdano le sue
proprietà nutritive. Al contrario,
se la pasta cuoce troppo a lungo,
risulta collosa e difficilmente digeribile, in quanto viene deglutita
senza un’adeguata masticazione.
9. Macinatura, a pietra o industriale?
La macinatura è necessaria per
separare la crusca dalla semola
del grano duro. Nei pastifici industriali un laminatoio stacca la
crusca dal chicco di grano, ma
senza schiacciarla, per non rompere la struttura del glutine e non
danneggiare l’amido. Passando
attraverso coppie di rulli dalla
rigatura sempre più piccola, si ottiene una maggiore separazione
della crusca e una granulometria
sempre più fine. Infine il passaggio attraverso una serie di setacci
completa la separazione totale
della crusca dalla semola. Nella
macinatura a pietra questo non
è possibile, quindi quel che si ottiene è una semola praticamente
integrale.
10. Trafilatura al bronzo o al teflon?
All’esterno le trafile sono tutte fatte dello stesso materiale: il bronzo. È l’inserto interno che cambia.
Può essere in teflon, ed in questo
caso si ottiene una pasta più liscia
e dal colore più giallo, oppure in
bronzo, ed in questo caso la pasta
appare più pallida e ruvida.
la carie
a cura di PAOLA RIVETTA
Giornalista scientifica
Fermenti probiotici addizionati ai prodotti caseari: le nuove frontiere della nutraceutica
L
a carie è la patologia orale
con più alta prevalenza in
età evolutiva e, secondo il
Ministero della Salute, tutta la popolazione infantile
deve essere considerata a
rischio. Allarmanti i risultati degli
studi più recenti: il 22% dei bambini entro i 4 anni soffre di carie
e la percentuale raddoppia fino
ai 12 anni. L’impatto è notevole
a livello economico e sociale. Indispensabile, dunque, integrare le
numerose Campagne di prevenzione con strategie innovative, che
prevedano una corretta istruzione
all’igiene alimentare. Nasce in
questo contesto il programma intrapreso dall’Università degli Studi
di Brescia - Clinica Odontoiatrica
in collaborazione con l’Università
Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e il Laboratorio di ricerca
agro-alimentare di Cremona.
Oggi più che mai gli alimenti vengono valorizzati in funzione delle
proprietà nutraceutiche (nutritive-farmaceutiche) di alcuni dei
loro componenti. In quest’ambito
si collocano i caseinofosfopeptidi,
che si originano dall’idrolisi delle
proteine del latte; in vivo, durante
la digestione e, in vitro, con enzimi
proteolitici di origine microbica.
La loro attività è molto importante per la prevenzione della carie,
poiché inibiscono la demineralizzazione dello smalto dentario ed,
al tempo stesso, ne favoriscono
la remineralizzazione. Il latte ed
gli alimenti vengono
valorizzati in funzione
delle proprietà
nutraceutiche
i suoi derivati confermano, dunque, il loro valore come alimenti
funzionali in grado di prevenire la
carie. Possono essere ulteriormente migliorati? Seguendo le linee
guida del Ministero della Salute,
i ricercatori hanno selezionato
alcuni ceppi probiotici ed individuato quelli in grado di colonizzare il cavo orale per contrastare
il biofilm cariogeno (Lactobacillus
Rhamnosus GG, L. Casei, Bifidobacterium, L. Reuteri). I prodotti
lattiero-caseari, con l’aggiunta dei
ceppi selezionati, fungeranno, pertanto, da veicolo per l’assunzione
dei probiotici stessi. La validazione
del prodotto avverrà attraverso lo
studio effettuato su un campione
di mille bambini con l’obiettivo di
portare presto sui banchi alimentari prodotti gradevoli, che rappresentino un sano strumento di prevenzione.
ALIMENTAZIONE 87
Sedativo e Fluidificante
IL PERITO GRAFOLOGO
Candida Livatino analizza la vostra scrittura
È UNO SCIROPPO INDICATO PER IL TRATTAMENTO SINTOMATICO
SIA DELLA TOSSE SECCA CHE GRASSA
IN PUNTA
DI PENNA
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La scrittura di Laura rivela una certa rigidità di pensiero
DUE PRINCIPI ATTIVI, PER UNA
DOPPIA AZIONE
1. CALMA LA TOSSE
2. SCIOGLIE IL MUCO
IN ECCESSO
Lo sciroppo Bronchenolo Sedativo e Fluidificante,
grazie ai suoi due principi attivi (destrometorfano
bromidrato e guaifenesina) agisce con una doppia
modalità: seda la tosse e fluidifica il catarro.
C
ara Laura,
la sua scrittura è dritta, non presenta alcuna inclinazione né verso destra, né verso sinistra.
Segnala una certa rigidità di pensiero e,
conseguentemente, di azione.
è una persona razionale nei comportamenti, che analizza le situazioni senza
farsi prendere dall’emotività.
Nella sfera affettiva questa razionalità è,
però, meno forte, un po’ smorzata.
Lo deduco dall’asola gonfia della “g”,
che evidenzia come, quando è innamo-
rata, riesce a lasciarsi andare alla passionalità, mettendo da parte la razionalità
che la caratterizza.
Noto anche che lascia molto spazio tra
una parola e l’altra.
Questa particolarità mette in evidenza un
forte senso critico, non solo verso gli altri,
ma anche verso se stessa.
è precisa, meticolosa in tutto quello che fa
ed anche nelle cose che racconta.
Le lettere legate tra loro all’interno di
una parola confermano, ancora una vol-
ta, che cerca una logica sempre e comunque.
Se non la trova, ci rimugina sopra finché
non riesce a darsi una spiegazione.
Lo stesso segno evidenzia che, anche se si
trova bene con gli altri, non ha difficoltà
a stare sola con se stessa ed anzi a volte
ne ha bisogno.
La firma, con il nome e cognome legati
tra loro, segnala un forte legame con la
famiglia d’origine.
Un caro saluto.
Per ricevere profili grafologici corretti utilizzare una penna nera, usare fogli bianchi non a righe o a quadretti, apporre la propria firma ed inviare a: [email protected]
GRAFOLOGIA 89
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
250 gr di pasta corta (noi abbiamo
usato dei torciglioni, ma vanno benissimo
anche delle penne, possibilmente rigate)
500 gr di zucchine
1 ciuffo di basilico
Menta secca o fresca se la trovate
100 gr di formaggio feta
1 uovo
Aceto balsamico
4 cucchiai di olio e.v.o.
Sale
Pepe
TEMPO DI PREPARAZIONE
40 minuti
PREPARAZIONE
LA RICETTA
a cura di LAURA E SILVIA SQUIZZATO // www.gemellesquizzato.it // www.doppiavita.tv
Come prima cosa mettete a bollire l’acqua per la pasta e in un altro pentolino
fate bollire dell’acqua per l’uovo. Nel
frattempo lavate le zucchine, spuntatele, tagliatele a rondelle non troppo sottili e dividete
a metà ciascuna rondella. Mettete un filo di olio nella pentola antiaderente (noi abbiamo
usato l’ottima qualità Risolì) e versate le zucchine tagliate; fatele rosolare a fuoco vivo per
due minuti. Poi abbassate leggermente il fuoco, spruzzate di aceto, coprite con un coperchio e lasciate cuocere per una decina di minuti (ma tenete sempre controllata la cottura,
perché non devono rosolarsi troppo e neppure ammorbidirsi troppo fino a disfarsi). A fine
cottura spegnete, salate le zucchine ed aggiungete il basilico e la menta tritati. Quando
l’acqua del pentolino bolle, buttate l’uovo e tenetelo per circa 8 minuti per farlo sodo.
Quando l’acqua per la pasta bolle, salatela e buttate i torciglioni (o le penne) che scolerete
tre minuti prima del termine di cottura. Riaccendete il fuoco (basso) sotto le zucchine ed
aggiungete la pasta; mischiate per due minuti, aggiungendo olio, aceto, la feta tagliuzzata in scaglie e l’uovo sgusciato (sia tuorlo che albume) tagliato a pezzetti. Aggiungete
un pizzico di pepe e foglioline di menta, se l’avete trovata
fresca, altrimenti mettete quella secca. Questo piatto è ottimo caldo in questi mesi invernali, ma ricordatevene anche
nei mesi estivi. Il trucco è lasciare raffreddare le zucchine e
l’uovo; se vi piace, fate raffreddare anche la pasta (che a
questo punto scolerete al tempo di cottura indicato senza
ripassarla in pentola). Noi, però, preferiamo sempre, anche
d’estate, avere la pasta calda e semmai il condimento fresco. Ma è una questione di gusto!
Giornaliste, conduttrici e attrici, per 5 anni inviate del programma “Mezzogiorno in famiglia” su Rai Due e autrici del libro di cucina
“I nostri dolci light” (Gribaudo Editore) e di “Doppia Vita - il linguaggio segreto dei gemelli” (Oscar Mondadori)
Pasta alle zucchine
aceto balsamico e feta
L
Piatto unico e completo ottimo anche d’inverno
a ricetta, che vi proponiamo in questo numero, è, come
nostra abitudine, di facile realizzazione, adatta anche a
chi ha poca manualità e non sa fare piatti troppo curati
esteticamente. Gli ingredienti sono comuni e tradizionali,
visto che usiamo pasta, zucchini e olio, ad eccezione della
feta, tipico formaggio a pasta semidura greco, ormai facilmente reperibile in molti negozi e supermercati.
Un piatto di pasta che diventa piatto unico e completo, perché ci
sono i carboidrati della pasta, le proteine del formaggio e le verdure. Quindi leggete, provate e… assaggiate!
Buon appetito!
90 RICETTA
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NOTIZIE DALLE AZIENDE
OGGI PER DOMANI
a cura di Epitech
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L
La dismenorrea delle adolescenti è un importante campanello d’allarme
per malattie difficili da individuare e diagnosticare come l’endometriosi
a prevalenza di adolescenti con dolore pelvico durante
il ciclo mestruale è molto alta, oscilla, infatti, dal 60%
al 93%. Questo dolore, caratterizzato da crampi e dolore
addominale che può irradiarsi a schiena e arti inferiori,
viene chiamato dismenorrea ed è spesso accompagnato da vari sintomi extrapelvici come nausea, senso di
vomito e di inappetenza, sonnolenza, mal di testa,
vertigini, etc… interferendo in modo significativo
con le normali attività quotidiane.
Le cause della dismenorrea non sono completamente chiarite, tuttavia è noto che
la caduta dei livelli di ormoni steroidei a
livello pelvico provoca la perdita dell’omeostasi tissutale e causa l’attivazione dei
mastociti, cellule immunitarie che facilitano l’instaurarsi di processi infiammatori e rilasciano molecole che agiscono sia
sulle terminazioni nervose, aumentando la percezione del dolore, sia sul tono
muscolare dell’utero, aumentandone la
contrazione.
Per garantire all’adolescente una
buona qualità della vita, è importante che il dolore
mestruale non venga
banalizzato. Il corretto controllo della
dismenorrea impedisce che si inneschino
quei meccanismi, sia
periferici che centrali, che
tendono ad improntare e mantenere negli anni una maggiore
vulnerabilità alle situazioni dolorose in genere. Inoltre studi recenti
suggeriscono che la dismenorrea può essere importante campanello d’allarme per malattie difficili da diagnosticare come l’endometriosi, associata, nel 60-70% dei casi, ad una storia clinica
pregressa di dismenorrea adolescenziale.
È importante che la dismenorrea venga gestita in modo adeguato
agendo sui meccanismi che generano il dolore. Il controllo
della disregolazione mastocitaria rappresenta un approccio terapeutico innovativo per mantenere a livello endometriale l’omeostasi tissutale, limitando l’ambiente pro-infiammatorio e pro-nocicettivo e favorendo
la risoluzione di neuro-infiammazione e dolore.
Il controllo della dismenorrea adolescenziale intesa come campanello d’allarme di situazioni
più complesse è OGGI importante
non solo per contrastare la sintomatologia dolorosa, ma
anche e soprattutto perché
permette di limitare la
progressione del danno
tissutale, limitando così,
DOMANI, l’istaurarsi di
condizioni patologiche
che fortemente incidono sulla qualità
della vita ed includono la progressione di condizioni,
che possono arrivare
a compromettere la
fertilità della donna
stessa.
NOTIZIE DALLE AZIENDE 93
Le terme al servizio
della salute
Prevenzione, cura, riabilitazione: è quanto offrono le Terme di Sirmione, di cui possono beneficiare
sia i bambini sia le persone adulte, di qualsiasi fascia di età, per tutto l’arco dell’anno
Il letargo
delle testuggini
a cura di NICOLA BERTONI // www.veterinariobertoni.it
Medico Veterinario
Appartengono all’ordine più antico dei rettili
L
e tartarughe appartengono all’ordine più antico
dei rettili (da più di 200
milioni di anni) e con più
di 200 specie sono diffuse
in tutti i continenti, ma
solo alcune risultano importanti
ai fini domestici: le tartarughe
terrestri (Testuggini) e le tartarughe d’acqua.
Per quanto riguarda il letargo
prenderemo in considerazione
quello invernale per motivi prettamente climatici.
Il letargo invernale è un processo
fisiologico e non un semplice irrigidimento dovuto al freddo. Le
94 TERMALISMO
nostre tartarughe domestiche non
hanno sempre bisogno del letar-
Il letargo invernale è
un processo fisiologico
e non un semplice
irrigidimento dovuto
al freddo
go, perciò, se nel tardo autunno
sono ancora attive, è opportuno
evitare di sottoporle a un letargo
forzato e garantire loro una temperatura ed un regime alimentare
normali. La diminuzione dell’attività dell’animale in condizioni
di allevamento ideali indica frequentemente l’imminenza del letargo, inoltre gli esemplari malati
rifiutano palesemente il letargo,
anche alla temperatura di 4 °C,
pertanto in tali casi sarebbe meglio rinunciare.
Il letargo invernale dura da ottobre-novembre fino a marzo-aprile. Se le tartarughe dovessero svegliarsi dopo sole 6-8 settimane,
la bassa temperatura non deve
essere in nessun caso prolungata.
Gli animali vanno portati in un
luogo riscaldato, immersi in un
bagno tiepido ed esposti a una
AMICI ANIMALI 95
Con l’inizio della
stagione calda
è necessario
svegliare
gli animali
mediante bagni
in acqua tiepida
96 AMICI ANIMALI
fonte di calore. Si osserva, quindi,
se abbiano appetito.
Con l’inizio della stagione calda
è necessario svegliare gli animali
mediante bagni in acqua tiepida,
somministrare loro vitamine e
iniziare ad alimentarli.
Le tartarughe acquatiche svernano negli acquari, nelle vasche
di plastica e in contenitori simili. Il livello dell’acqua non deve
superare l’altezza della corazza,
in modo che la testa resti fuori
dall’acqua. l contenitori vengono
poi messi in ambienti con una
temperatura di 4-5 °C; per svegliarle, è sufficiente aumentare
la temperatura gradualmente
nell’arco di 5-7 giorni.
Se il letargo viene fatto all’aperto,
si scavano buche profonde circa
50-60 cm e le si riempiono di humus o di un miscuglio di sabbia e
foglie. Dopo avervi riposto le tartarughe, le buche vengono coperte
con uno strato di paglia, di foglie
o di sterpi, dello spessore di circa
50 cm. E possibile interrare anche
cassette, che vanno ricoperte con
una rete metallica. Il vantaggio
di tale metodo consiste nel fatto
che non ci si deve preoccupare
della temperatura e dell’umidità
dell’aria; esso presenta, però, anche alcuni svantaggi: gli animali, infatti, potrebbero svegliarsi a
causa di un temporaneo aumento
della temperatura esterna e risalire inosservati in superficie, per
poi congelare, se la temperatura
si abbassa.
Se il letargo viene fatto in cantina, l’intestino della tartaruga
andrebbe svuotato immergendo
l’animale in acqua ad una temperatura di circa 30 °C per stimolare la defecazione. Successivamente andranno poste in cassette
di legno o plastica, nelle cui pareti si praticano delle piccole aperture per la ventilazione, riempite
con foglie secche e muschio. Le
cassette andranno, poi, riposte
in cantina, ad una temperatura
di 2-8 °C; nel locale l’umidità dovrebbe essere costante, a tal fine
si può, di tanto in tanto, spruzzare con acqua la cassetta, facendo
attenzione che il fondo sia umido, ma non bagnato.
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19,50
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18,00
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• ENSEMBLE
DEL TEATRO GRANDE • FEDERICO ALBANESE • SENTIERI SELVAGGI
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• VIRGILIO SIENI • RADICAL FACE • RECITAL OPERISTICI (23 e 14 maggio)
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Via A. Grandi 18
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Il concerto sarà in parte riservato ai sostenitori della Fondazione.
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Redazione
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• I CONCERTI
DEL CONSERVATORIO E RECITAL OPERISTICO (7 maggio)
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Ingresso
libero fino ad esaurimento dei posti. Per i concerti del Conservatorio è previsto il ritiro dei biglietti all’ingresso
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a partire da un’ora prima dell’inizio dei concerti.
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030.36.65.685
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* riservato agli under30 e agli over65 • ** riservato ai possessori della TeatroGrandeCard • *** riservato agli under 11
Abbonamenti e biglietti della Stagione gennaio-giuno 2015 sono in vendita on line sui siti teatrogrande.it e vivaticket.it e in Biglietteria dal giorno
9 dicembre 2014. I possessori della TeatroGrandeCard possono esercitare il diritto di prelazione sull’acquisto dei biglietti presentando la propria
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si riserva la facoltà di apportare al programma della Stagione i cambiamenti resi necessari da esigenze tecniche-artistiche o di forza
TiberLa SpA
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maggiore. Il regolamento di biglietteria è consultabile integralmente sul sito teatrogrande.it.
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