II 'Keggimento' del Barberino ne' suoi rapporti colla letteratura didattico-morale degli 'ensenhamens'. I. Le fonti smarrite del 'Reggimento*. Quando trascurando ancora una volta per i giocondi ozii della poesia, lo Studio severo dei sacri canoni, messer Francesco da Barberino poneva mano al suo grazioso galateo muliebre, il bravuomo pensava in buona fede — almeno se dobbiamo credere alle sue parole — di far cosa del tutto nuova e non da altri tentata. Come Dante, in sul principio del De Vulgari Eloquentia, cosi anche il nostro antore crede, da buono scolastico, di dover dimostrare al lettore V utilitas del suo lavoro, coll' asserire, un po* alla lesta, ehe Γ acqua ch' egli prende a navigare giammai non si corse da altri. Novellamente, Franciesco parlai Coll' Onestade (p. 3) gli dice Madonna, proprio in sul principio del libro Ed a preghiera di molt' altre donne Mi lamentai co-llei £ dissi ch' eran molti C* aveano scritt' i' libri Costumi ornati d' om, ma non di donna. (p. 3) Le parole del B., per quanto messe in bocca di un personaggio cosl autorevole e raisterioso qu l' e Madonna, 1 ci trovano naturalmente molto scettici. A voler credere ad esse, il nostro autore non avrebbe avuto notizia di nessuno dei galatei muliebri della Provenza, no di componimenti analoghi della letteratura francese e dell' Italia settentrionale. Ora noi sappiamo quanto di solito sia da diffidare di simili affermazioni, e, allo stesso modo come non possiamo supporre ehe Dante ignorasse completamente Γ esistenza di trattati, ehe col De Vulgari Eloquentia hanno pur qualcosa ehe vedere,2 e siamo portati a intendere in un senso molto relative la 1 Cfr. Thomas, Francesco da Barberino et la litterature provengale en ffalie au moyen-age. Paris, Thorin 1883, p. 47 e Francesco Egidi, Le miniature dei codici barberiniani dei „Documenti d'Amore" Danesi, Roma; Hoepli, Milano coeditori 1901 (Estratto d&M'Arte Vol. V), p. 2l. 2 Alludo specialmente al Donatz proensals ed alle Razos de trobar di Ramon Vidal e non dimentico la Doctrina de cort di Terramagnino da Pisa, Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM IL 'REGGIMBNTO' DEL BARBERINO NB' suoi RAPPORTI ECC. 551 fräse: Cum neminem ante nos de Vulgaris eloqtuntiae doctrina quicquam inveniamus tractasse^ con cui si apre opera dantesca; sembrerebbe naturale ehe anche al B. si dovesse fare un trattamento consimile. Pure onesta addirittura scrupolosa del nostro autore in fatto di citazioni e un rapido esame delle opere morali, ehe non manca, quando gli capita l* occasione, di venir ricordando, sia nel testo del Reggimento, ehe nel l' erudito commentario latino ai Documenti d'Amore, ci metteranno in grado di vincere il nostro scetticismo e di aggiustargli una certa fede relativa. In tanto, le conoscesse o no, opere ehe trattassero dell* educazione muliebre ce n* erano state non poche prima di lui, e, a non voler uscire dall' Italia e dalla Toscana, io non mi sentirei, per esempio, di afferroare, ehe qualcuno dei numerosi Awertimenti di maritaggio, raccolti dal Targioni-Tozzetti,2 non risalga ä un' epoca anteriore alla composizione del Reggimento. Ma, a non voler parlare di questi graziosi eomponimenti, dei quali ignoriamo la data; noi sappiamo di un trovatore italiano di Cividale, nel Friuli, Tommasino dei Cerchiari, il quäle, ancora prima di scrivere in tedesco il suo Welsche Gast, aveva composto, secondo egli medesimo ci attesta, un poemetto volgare3 von der Hüfscheit ora smarrito. Questo poemetto, composto, senza dubbio prima del 1215, giacch£ intorno a quest' epoca Tommasino attendeva alla composizione del suo Ospite romam'co, fu scritto, come autore stesso ci attesta, a preghiera di una dama e questo ci fa naturalmente supporre ehe dovesse trattare a preferenza di costumi muliebri. II poemetto — lo abbiamo gia accennato — e andato disgraziatamente perduto; ma, poiche Tommasino non manca di sunteggiarlo piü volte nei suo Welsche Gast, noi possiamo farci un' idea abbastanza esatta di cio ehe esso doveva essere: „Io insegnava quali virtü si richiedano alle donne e come debba operare gentil cavaliere, percho ehe, com'e noto, non e ehe la grammatica di Ramon Vidal versificata. II prof. Kajna, ehe in una delle. sue magistrali lezioni sul D. V. E. di Dante, tratto da par suo argomento si abbia qui i ringraziamenti piü vivi di un suo allievo ehe non poträ mai dimenticare anno di perfezionamento fiorentirio e gli studi compiuti sotto la sua direzione amorevole e paterna. 1 De Vulgari Eloquentia I, l, § l. Mi servo dell* edizione minore del Kajna.2 Firenze, Le Monnier» 1897. Ottaviano Targioni-Tozzetti, Strenne nuziali del secolo XIV (nozze Catemario-Sansoni). Livorno, Vigo, 1873. a Si fatto questione sulla lingua, in cui era composto il poema di Tommasino, questione inutile, poiche il poemetto non lo abbiamo. Cfr. a proposito di tale controversia: Giusto Grion, Tommasino dei Cerchiari» poeta cividalese del duecento\ Udine, Bardusco (senza data di pubblicazione), p. 43 sgg.; E.Oswald, An account of the Italian Guest by Thomasin von Zirclaria in Queene Elisab. Akademy London, 1895. P· H» P- 8l n. 3 e inoltre: P. G. Maggi, Intorno a Tommasino da Circlaria in Rend. del R. Ist. Lombardo, Milano, 1892. S. II, V. V, pp. 515—16. Mentre correggo le bozze mi giunge il primo fascicolo degli Studi Medievali diretti da F. Novati e R. Renier con ottimo Studio di Laura Torretta, „// ^Wälscher Gast* di Tommasino di Cerclaria e la poesia didattica del secolo XIII." Per la lingua del poemetto romanzo vedi p. 29*. Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM 552 RAMIRO ORTIZ, riesca piacente e quali cose s' avvengano alle donne e in quali debbano por cora, come portarsi e come parlare verso vecchi e giovani. Questo dettai in lingua romanza, e, se avessi a contare in tedesco, non ne verrei sl presto a capo."! Si trattava dunque di un vero e proprio ensenhamen muliebre, molto piü esteso delEmenhamen de la donzcla di Amanieu des Escas e dello Chastoiement des Dames di Robert de Blois, e in cui non si mancava di dare precetti ai cavalieri, perch£ riuscissero graditi alle dame, cosa troppo naturale in un libro di cortesie, per quanto scritto a preghiera di una gentil donna, data la facilita per cui, specie per cio ehe riguarda il modo di contenersi in pubblico, si poteva passare dalesporre i precetti ehe si riferiscono alle donne, all' accennare anche brevemente le regole, ehe, in condizioni analoghe, dovevano osservare i cavalieri, ehe aspirassero a onore e cortesia. Un altro poeraetto certamente anteriore al Reggimento del nostro B., e a torto identificato dal Grion col poemetto volgare di Tommasino sulle Cortesie quello conservatoci, senza nome d' autore, in quel codice Saibante, ehe, dopo varie peregrinazioni,2 si conserva ora nella Biblioteca di Berlino e ehe contiene anche altri testi notissimi in antico dialetto veneziano, pubblicati ora tutti dal Tobler. II nostro poemetto o intitolato Proverbia quae dicuntttr super natura feminarum e appartiene, piü ehe alla letteratura didattico-morale degli ensenhamen, a quella satirica fioritura di poesie misoginiche, ehe ha nonrlimeno tanti punti di contatto colle opere di cui ci occupiamo. E stato pubblicato anch' esso dal Tobler nella Zeitschrift für romanische Philologie (IX, 296 sgg.) e incomincia: Bona 9ent entendctelo por que sto libro ai fato Per le malvasie f e m e n e P aio en rime trovato Quelle qe ver li omini no tien complito pato Cui plui ad eile serve plui lo tien fol e mato (str. i) Ghe qui si tratti del poemetto di Tommasino wider die valscheit come il Grion pensava3 e ehe questo non fosse niente di diverso dall' altro sulle cortesie, non ormai neppure da pensare, dopo la breve, ma stringente confutazione del Tobler; 4 quello ehe c' importa di notare o come noi abbiamo davanti un poemetto sui costumi delle donne. Certo in esso non si parlera punto di costumi ornati, anzi, sotto un certo rispetto, rappresenta proprio il contrario del libro ehe il B. si proponeva di fare; ma in fondo lo scopo didattico e il medesimo, giacchä chiaro ehe tutto quanto 1 Thoma.- von Zirclaria. Der Welsche Gast ed. E. Rückert. Quedlinburg 1852. vv. 1680 sgg. La traduzione di cui mi servo e del Grion, op. cü. p. n 6. 2 Cfr. Leandro Biadene, / manoscritti italiani dclla collezione Hamilton in Giornale st. d. lett. it. X, 325. 3 Zeitschrift für deutsche Philologie 11,432. 4 Zeitschrift für. rom. Philologie IX, 291. Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM • ' "· ' · · ' ' · . · . -v^-'^VÄ^t^^ ···.·':··..-;^>--'· IL «REGGIMBNTO* DEL BARBBRINO Nß' SUOI RAPPORTI ECC 553 in csso detto contro le malvasie fernem deve servire di ammaestraraento alle buone per non cadere nei falli ehe sono a quelle riraproverati. Si deve sapere ü bene e ü male dicono a una voce tutti i moralisti del tempo: /'/ bene per metterlo prontamente in opera, ü male per saperlo a tempo schivare\ e a im simile criterio s' ispirano tutte le opere didattico-morali del tempo, in cui la rappresentazione e la satira del vizio si alternano coi severi precetti morali e colle lodi della virtü. Cosl il poemetto veneziano super natura feminarum si ricollega strettamente ai galatei muliebri del medioevo, e insieme colP opera di Tommasino sulla vita di corte, da una smentita formale al nostro B., mostrandogli come, anche prima crT ei ponesse mano al suo Reggimento, due aiitichi poeti — e italiani per giunta — avessero pensato a scrivere libri sul reggimento e costumi delle donne. Se poi usciamo fuori della cerchia alpina, non mancheremo di trovar subito componimenti, ehe, per la loro natura, si collegano ancora piü strettamente all* opera del B., ed perfettamente inutile il ricordare ensenhamen di Gari lo Bru, cosl frequentemente citato da Matfro Ermengau nel suo Breviari d*Amor, quelli molto posteriori di Arnaut da Marsan, di Amanieu des Escasl e lo Chastoiement francese inserito da Robert de Blois nel suo romanzo Beaudous. Ora, se da un lato ci riesce difficile ammettere ehe il B. ignorasse tutta una letteratura didattico-morale, ehe, in Italia e fuori, si era venuta formando sull' argoraento, ehe egli imprende a trattare; dall' altra non & men vero ehe non possiamo assolutamente trascurare un fatto ehe a noi sembra della massima importanza, ehe cioe il B., il quäle — si noti — nelle sue opere , a proposito di citazioni di una scrupolosita minuziosa e talvolta persino eccessiva, non fa mai la piü lontana allusione alle opere ehe abbiamo esaminate. Convengo col Thomas,2 ehe, se verosimile ehe il B. abbia completamente ignorato il poemetto francese di Robert de Blois, non e facile ammettere ehe non gli fosse mai 1 Sul nome di questo trovatore si k molto discusso. II Milä y Fontanals, scguito dal Bartsch, lo considera come catalano e suppone ehe il cognome gli possa esser venuto da Escas nel vescovato di Urgel e percio scrive des Escas, 11 Meyer (Romania I, 384) crede ehe il Milä non sia nel vero e ehe il nostro trovatore non sia diverso da un Amaneus de Sescars ehe si trova ricordato in atti dal 1273 al 1304 con altri signori della Guienna. Di questa opinione e anche lo Chabaneau. lo credo si debba scrivere des Escas o des Escars> cioe degli Scarsi (cfr. il cognome italiano degli Onesti) e cio notando qualcosa ehe non mi sembra sia stata da altri notata, ehe cioe il poeta, in un certo passo del suo Ensenhamen de la donzela scherza sul proprio nome ricollegandolo manifestamente all' aggettivo — escas, escars = scarso, avaro etc. (cfr. Diez, Etym. Wort. 1898. Vol. I, p. 284). Nel passo al quäle alludo (vv. 71—72) la donzela, rivolgendo al nostro autore la parola, lo prega di non voler essere con lei scarso di consigli: N* Amanieu des Escas Ges no-m siatz escas De so qu' ie'us vuelh querer. (Bartsch, Prov. Lesebuch 140.) 2 Thomas, op. cii. p. 48. Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM 554 RAMIRO ORTTZ, capitato sott' occhio Γ ensenhamen di Gari, ehe ci e tramandato da due mss. copiati Γ uno e Γ altro in Italia; ma, se non έ facile, non mi sembra pero neppure impossibile; giacche infine, supponendo ehe gli fosse noto, dovremmo concludere — cosa ancora pi strana — ehe il B., pur avendolo avuto tra mano, non se ne sarebbe poi per nulla servito nella composizione del suo Reggimento. II Thomas1 inclinerebbe a credere ehe il B. abbia preso dalΓ ensenhamen di Gari Γ idea di scrivere il suo Reggimento, ma egli stesso, poco dopo, finisce col riconoscere, contraddicendosi un tantino, ehe, „en dehors de cette Inspiration premi£re" ehe, d' altronde — aggiungiamo noi — non e punto provata, „il faut reconnattre que Tauteur Italien n'a rien emprunto au provencal et qu'il a traito son sujet d'une facon tout a fait personnelle et avec des doveloppements de toute sorte qui n'entraient pas dans le plan de son dovancier." 2 Ιο inclino a credere ehe il B. ignorasse davvero Γ ensenhamen di Gari lo Bru e gli altri, di cui si e poco sopra parlato; egli pero ne conosceva senza dubbio degli altri, ehe non manca di citare in numero abbastanza considerevole nel Commentario latino ai Documenti cFAmore. Questi trattati noi disgraziatamente non li possediamo, e, se dalle indicazioni non sempre pur troppo precise ehe ci forniscono le glosse latine, possiamo per alcuni di essi affermare ehe fossero indirizzati all* educazione della donna; da quanto ci e lecito argomentare dagli scarsi indizii ehe possediamo, essi dovevano essere qualcosa di molto diverso dal Reggimento del nostro autore. Di un' opera cosi compiuta suir educazione muliebre, dove nessuna condizione, per quanto umile e oscura sia trascurata e dove si trovi riunito insieme tutto quanto puo importare a una donna di sapere, dai pi elementari precetti di cortesia, alle disquisizioni morali pi elevate; dal modo come fasciare e allattare il bambino nato da poco, alle ricette per fare i capelli biondi „o di ehe colore si voglia"; dai mottetti e parlari ehe deve usare conversando coi cavalieri, al modo da tenere nel fare orazione a Dio; noi non abbiamo alcun esempio ηέ prima ne dopo del B., ne nelle opere ehe ei sono pervenute, ηέ verosimilmente in quelle smarrite citate dal B. medesimo come fonti del suo Reggimento. έ percio ehe io sono oramai convinto, ehe, se Γ originalita del Reggimento puo sembrarci a prima vista una nostra impressione fallace derivata dalla condizione curiosa in cui ci troviamo di non possedere pi neppur una delle fonti principali, a cui il B. stesso ci confessa di avere attinto; quando si vengano a esaminare diligentemente e senza preconcetti i passi del Commentario ehe si riferiscono a queste opere perdute, noi siamo portati invece piuttosto ad attribuire questa originalita di coneezione al B. medesimo, ehe, in questo senso, non avrebbe poi tutti i torti, 1 2 Thomas, op. cit.\ loc. cit. Thomas, op. c .\ loc. cit. Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM IL 'REGOIMBNTO' DEL BARBERINO NB* SüOI RAPPORTI ECC. 555 quando dice d' essere il primo a parlare di proposito di ornati costumi muliebri. Certo molti dei precetti, ehe si leggono nel libro del B., ricorrono identici in altre opere del medesimo genere; ma una derivazione palese dalP una o dalP altra non appare mai all' occhio dello studioso e il Thomas,1 ehe e senza dubbio il piü benemerito fra gP illustratori del B., non ha potuto riaccostare ehe un solo passo del Reggimenio con alcuni versi delP ensenhamcn di Gari, dove si parla del modo di camminare per via della donzella, e, anche allora con molta cautela e parlando di ravvicinamento, non mai di fönte? Lo stesso avviene per tutti gli altri componimenti didattico-morali, coi quali possiamo mettere a confronto P opera ehe intendiamo di illustrare; ogni tanto qualche singolare coincidenza ferma P attenzione dello studioso, ma poi, approfondendo bene la questione, quel medesimo precetto si vede ricomparire qua e la in opere diversissirae di contenuto e di nazionalitä e fra cui nessun' altra relazione si scorge. La letteratura didattico-morale del medioevo e assai poco studiata, fors* anche percha, invero, non molto allegra e amena e molte opere sono ancora inedite nelle Biblioteche; ma P incuria non e solo recente e risale al Rinascimento, ehe fu, in generale, molto poco tenero di simili composizioni. Cosl molte opere sono andate irreparabilmente perdute e non possiamo servirci neppure di tutte quelle ehe il tempo ei ha risparmiate per P indifferenza degli studiosi ehe preferiscono, di solito, di rivolgere le loro eure ad argomenti piii lieti e giocondi. La condizione, gia in s£ stessa difficile, in cui si trova chi si propone d' illustrare un' opera di questo genere, viene pel B. ad essere aggravata dal fatto innegabile, 1 Thomas, op. cit. p. 48. II ravvicinamento, infatti, non e diverso da quello ehe si potrebbe fare per mille altri passi del Reggimento ehe hanno qualche lontana somiglianza con passi di altri autori di opere didattichc. Ecco i due passi messi accanto dal Th. e giudichi pure il lettore: 2 Gari lo Bru F. da Barberino II an dreit e suau Ma cortese e soavc Ez a petit esclau Facciendo picciol passi e radi e pari Qe non es cortesia Vada davanti a-llei. Qe donna an tost pervia (Regg., ed. Baudi di Vesme, Qe trop fassa gran pas. p. 5g.) (Bartsch, Chrest. prov. 3« ed., col. 89.) Andando a considerar bene, oltre il concetto generale, ehe si puo riscontrare in altri ensenhamens, non c* e di comune ehe il suau! O non dirä press'a poco lo stesso, dopo di Gari, Amanieu des Escas, quando avvertiiä alla donzella: No· us cochez de parlar Ni cant iretz d'anar Mär de pas belamen? (Bartsch, Prov. Lesebuch p. 14, vv., 36 sgg.) Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM RAMIRO ORTIZ, ehe, mentr' egli non si serve per nulla, come abbiamo accennato delle opere ehe noi possediamo sullo stesso argomento, attinge invece a piene mani ad altre ehe il tempo non ci ha conservate. Una rapida rassegna delle opere didattiche, ehe il nostro autore cita nel corso del Reggimento e nel Commentario latino ai Documenti d'Amore, basterä a mostrarci quanto sia scarsa eredita tramandataci di simili opere d' argomento morale. Lasciando da parte le sollte raccolte di precetti morali desunte da fonti liturgiche e pagane e le fiorite di motti, aneddoti e novelle, a cui di solito tutti gli autori di opere didattiche1 non mancano di attingere copiosamente; non passeremo pero sotto silenzio quei Flores dictorum nobilium provincialium, ai quali il B. dov£ spesso ricorrere nella composizione del Reggimento non meno ehe dei Documenti d'Amore. II libro e andato perduto, o, per esser piü esatti, giacch£ da un giorno all* altro potrebbe venir fuori da qualche Biblioteca, diciamo pure smarrito, e non appartiene punto, come, ingannato da una svista delP Ulbaldini, pote credere il D* Ancona, al Monaco di Montaudon. II Th., ehe ha garbatamente dipanata la matassa, crede ehe il libro dov£ essere probabilmente composto in Italia, ma, fra le due ipotesi possibili, ehe il nostro anonimo raccoglitore avesse estratto dai canzonieri provenzali le strofe e i versi, ehe gli eran sembrati piii notevoli, presso .a poco come fece Ferrari da Ferrara o ehe, servendosi di fonti orali e scritte avesse eomposta un' opera del genere di quella ehe Valerio Massimo compose sul mondo antico, non da la preferenza a nessuna, sembrandogli inutile „ochafauder a ce sujet des hypotheses plus ou moins solides" piuttosto ehe confessare ehe in realta non abbiamo gli elementi necessarii per decidere la questione. Ad ogni modo, ipotesi per ipotesi, a me pare ehe la seconda sia al quanto j)iü verisimile, benche ne una altra corrispondano esattamente a cio ehe il B. ci fa supporre. propendo a credere 1 Tra queste non intendo comprendere quelle d' indole puramente chiesastica e religiosa, il cui Studio non va punto pero trascurato da chiunque voglia seriamente occuparsi di letteratura didattica. Alcune fonti ecclesiastiche sono della massima importanza per la genesi degli ensenhamen. Fra queste hanno un posto importantissimo le lettere di S. Sirolamo, e, per gli ensenhamtn muliebri specie quella ad Pacatulam: epistola di S. Bernardo, ehe nel cod. Riccardiano 1383 precede il Libro di buoni costumi di Paolo di Ser Pace, e, sopra tutti, il Libro dei Proverbi di Salcraone. Per ragione di opportunitä, tralasciamo per ora di occuparcene, non cosi pero dalP esimerci dal dare un elenco delle opere e degli autori ecclesiastici citati nel Reggimento, ehe sono: S a l o m o n e , pp.28 e 50; Y s a y a , p. I I ; Y e r e m i a , p. u; l ' E c c l e s i a s t i c o , p. 166; l* A p o s t o l o , p. 408; G r e g o r i o , pp. 408 e 409; Y s i d e r o , p. 408: B e r n a r d o , p. 408; G i e r o n i m o , p. 420; G i o v a n n i Grisostorao, p. 408. Uno spoglio ancora piü ricco potrebbe farsi nel Commentario latino ai Documenti d'Amore, dove troviamo p. es. citato il trattato: De arra sponsae di Ugo da S. Vittore, del quäle il B. pote servirsi nella composizione del Reggimento. Se poi a questi spogli si äggiungesse quello del Commentario ehe Graziolo de' Bambaglioli aggiunse al suo Trattato di Virtü Morali si avrebbero indicate presso ehe tutte le fonti ecclesiastiche della letteratura didattica e morale. Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM IL 'RBGGIMBNTO' DEL BARBRRINO NB* SUOI RAPPORT! ECC. 557 ehe si dovesse piuttosto trattare di una raccolta di motti sentenziosi e arguti esposti in racconti e novellette morali, in cui trovassero posto, talvolta come protagonisti, talaltra come semplici narratori i piü cospicui personaggi della Provenza! e il solo fatto ehe uno studioso come il D* Ancona pote pensare2 ehe fossero una cosa medesima coi Flores Novellarum del nostro autore, mostra ehe la prima impressione di chi legge il passo del Commentarw ehe gli si riferisce, sia ehe il B. intenda parlare di una raccolta di novelle piuttosto ehe di un florilegio di brani poetici.3 Nel Commentarw latino e nel Reggimento troppe volte si ragiona di bei motti e di argute sentenze pronunciati dal tale o dal tal' altro gentiluomo, percho si possa pensare ehe il nostro B. abbia sempre avuto agio di poterli cogliere sulle labbra stesse di chi li pronunziava, e, poich£, se andiaino a vedere, quasi tutte le novelle del Reggimento, non meno ehe quelle inserite nel Commentario^ si 1 Fra questi nobili personaggi della Provenza, trovatori ve n* avevano ad essere senza dubbio e lo mostrano le novelle, ehe il nostro autore riferisce di Peire Vidal, Guglielmo di ßergadam ed altri, ma non erano certo i soli. Cosi la novella del Reggimento^ dove si parla di Messer Currado di Savoya e qualche altra di pura intonazione provenz.ile, pole essere verosimilmente tratta dai Flores', di cui ci occupiamo. 2 A. D* Ancona, Le fonti del Novellino, in Romania 1873—74; ripubblicato con qualche correzione n£ suoi Studj di Critica e Storia Letteraria^ Zanichelli, 1880, p. 266 nota: „Finche non si esamini il codice non mi liberero mai dal sospetto ehe il Flos novellarum e i Flores dictorum nobilium provincialium non siano la stessa cosa." Cfr. a questo proposito Thomas, op. dt. p. 80 sgg. 3 Inoltre e da awertire il significato tutto speciale, in cui si trova usato nel latino di Messer Francesco la parola dictum. Non e senza importanza il notare ehe il B. adopera la medesima parola a proposito de* suoi Flores novellarum^ quando dice di averli piü volle sunteggiati e abbreviati — ero per dire imbreviali ricordando la professione di notaio del nostro autore — in altre sue composizioni: in libro Florum Novellarum, quas ad brevitatem reduxi in multis aliis dictis meis (Comm,, c. 47). Che cosa egli intenda per dictum non e ben chiaio, se cioe qualcosa di generale come: operat ttbro, composizione volgare ccc., o una sorta determinata di composizione poetica. Nel primo caso, e da awertire, ehe, mentre P aliis sembra escludere dal nnmero delle opere, alle quali intende alludeie i Documenti^ volendo pur pensare ehe aliis si rifcrisca ai Flores novellarum, resta sempre un ostacolo nel multis, giacche, messi fuor di questione i Flores novellarum, a dir rnolto, rcstano i Documenti e il Reggimento e probabilraente i Documenti vanno posti anch' essi da parte. Pare quindi ehe per dictis il B. intenda: motii, racconti sentenziosi, novelle, ehe troviamo in gtan numero nel Commentario laliuo ai Documenti d'Amore e nel Reggimento siecht l* idea del D' Ancona allora conterrebbe in se non poco di vero e i Flores novellarum ciel B. potrebbero bene essere derivati dai Flores dictorum nobilium provincialium corae pensava il buon Ubaldini, colla differenza ehe quesli Ultimi non vanno punto attribuiti al Monaco di Montaudon (cfr. Thomas, op. cit. p. HO). In questo caso, il Novellino^ ehe manifestamente risente tnnto del proveuzale e il cui titolo di Fiore di bei parlar gentile sembra una traduzione bella e buona dell* altro: Flores dictorum nobilium provincialium, dove il parlar corrisponde al dictorum ed e da intendere nel senso di novellare, e il gentile coincide a capello col nobilium, non potrebbe avere qualche relazione coi Flores di cui ci occupiamo e rappresentare magari una delle opere, in cui il B. ha imbreviato i suoi Flores novellarum? Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM RAMIRO ORTIZ, riducono in fondo a motti e sentenze date da questo o da quello su argomenti d* indole morale o cavalleresca, mi pare ehe la nostra ipotesi non debba sembrare inverosimile. Possiamo infatti spiegarci con essa im altro fatto curioso; quello cioe delle novelle attribuite ad autori, ehe noi conosciamo benissimo come cultori di lirica, ma ignoriamo completamente dal punto di vista di compositori di novelle. Possibile ehe di tutte le novelle provenzali attribuite ad autori cosl noti come per esempio Peire Vidal e la Contessa di Die non se ne sia salvata neppur una? Non sarebbe piü facile supporre ehe il B. trovasse queste novelle nei Flores dictorum nobilium provincialium, dove questi trovatori non comparivano ehe come protagonisti * o come autori, veri o leggendarii, di quei motti, ehe, raccolti dalla tradizione orale, furono poi dal nostro anonimo compositore riuniti insieine in una specie di Novellino Provenzalit*1 Comunque sia di cio, il B. dov£ piü volte verosimilmente, servirsene, durante la composizione del Reggimento e i Flores dicforum nobilium provindalium rappresentano per noi, specie per cio ehe riguarda le novelle, una delle tante fonti, a cui il B. attinse e ehe non ci sono state tramandate. Veniamo ora ad esaminare brevemente le citazioni di opere piü strettamente morali e didattiche, ehe ricorrono nelle opere del nostro autore. Se il B. avesse pensato a corredare il Reggimento di un commentario latino o volgare sul genere di quello ehe aggiunse ai Documenti d'Amore, noi potremmo, fuori d' ogni dubbio, contare sopra una messe di citazioni molto piü abbondante e ehi sä quante opere morali e didattiche verrebbero in luce ehe oggi noi ignoriamo completamente; ma, poiche il Reggimento presenta, come vedremo, l* aspetto di un' opera incompiuta e il B. non ebbe, o non pose in atto idea di corredario di glosse erudite, dobbiamo 1 La cosa mi sembra chiara per Guilhelm de Bergadam, di cui il B. fa menzione piü d' una volta nel suo Commentario. II Th. crede (op. cit.> p. 112) ehe „le rocit de ces aventures dut 6tre recueilli par quelque ecrivain provencal et se repandre en Italie; c'est de lä, sans doute, que dorive histoire dont Guilhelm de Berguedan est le horos dans le Novellino» histoire dont lOriginal en langue d'oc ne s'est pas conserve\ C'est de lä aussi que doivent provenir les citations de Barberino." E va benissimo; ma non potrebbe essere ehe queste Illusiones domini Guühelmi de Berguedan non fossero ehe una semplice rubrica dei Flores dictorum nobilium provindalium P Mi ci fa pensare anche la novella XXIX del Novellino citata, e molto a proposito, dal Th., giacche io son presso ehe persuaso, ehe, se pure il Novellino non si voglia considerare come una delle opere, in cui il B. ha imbreviato i suoi Flores Novellarum, una certa relazione bisogna pure ammettere fra esso, i Flores dictorum e i Flores Novellarum del B. 2 Non a caso mi e venuto fatto di ricordare il Novellino provenzale del Galvani. Qualcuna delle novelle, in cui entra come protagonista la Contessa di Die, potrebbe essere giunta al B. attraverso qualche razo perduta di poesie ehe non possediamo. Sono cosi poche le poesie ehe ci sono pervenute di questa passionale trobairitz^ ehe la cosa non mi sembra improbabile, dato d' altronde ehe i versi citati dal Redi nel Commentario al Bacco in Toscana e ehe non ritroviamo in nessuna delle composizioni poetiche, ehe ci son giunte della Contessa, ci mostrano ehe molte poesie sono andate disperse. Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM IL 'RBGGIMBNTO* DSL BARBERINO NB* SÜOI RAPPORTI ECC. 559 contentarci delle citazioni ehe si leggono nel testo, ricorrendo al Commentario latino ai Documenti per quelle opere ehe ci sembra possano avere qualche relazione con l* opera di cui intendiamo occuparci. Lasciando stare im Saxiro * e un Massenio 2 dl cui il nostro autore riporta sentenze ehe sanno alquanto di ecclesiastico e lo Schiavo di Bari,3 il cui ensenhamen sul noto tipo dei Proverbii di Salomone e dei Disticha Catonis e il solo, tra quelli noti al B., ehe noi abbiamo la fortuna di possedere; eccoci subito abbastanza imbrogliati davanti a un Libro che-ss* appella Libro cH edifica arme dei cuore* di una tale Madonna Monas o Mogias d' Egitto, ehe ci riesce perfeltamente sconosciuta. Di questa Madonna Monas noi non sappiamo pur troppo piü di quello ehe il B. medesimo ci dice, ehe cioe compose un libro, al quäle pose nome Liber qui con s i mit arma cordis \ ma qualcosa di piü possiamo dire intorno al contenuto e alla fisionomia delF opera, grazie a indicazioni alquanto piu precise, ehe ci soccorrono a questo proposito nel medesimo passo dei Commentario e soprattutto grazie a una lunga citazione, ehe il B. ne fa in sulla fine della quinta parte dei suo Reggimento. Di questo libro si parla due volte nel Commentario latino ai Documenti d'Amore, a c. 42 d e c. 91 b dei Cod. Barb. XLVI— 18; ma la prima volta non si fa ehe rimandare alla parte X d* Innocenza, in glosa versus finem, cio& proprio a c. 91 b, dove troviamo le seguenti notizie: „Fecit ista [domina Monas] librum qui dicitur liber qui consiruit arma cordis. Parvus est Über ebree primum factus, quem in latinum quidem postea transtulerunt."5 Questo libro di non grandi dimensioni, composto dapprima in ebraico e tradotto poi in latino, ci fa pensare, per una naturale associazione ideologica a un altro libro pur esso d' origine Orientale e tradotto dair arabo in latino da un giudeo spagnuolo fatto cristiano. La Düciphna clericalis di Peiro Alfonso,6 ehe cosl · 67· Regg., p. 166. 3 Su questa specie di Esopo medievale, cfr. Carducci, Illustrazioni della ,, Scelta di Curiosita Letterarie" Bologna, Romagnoli, 1863, p. 25 sgg. Di questo vohimcttu divcnuto rarissimo, debbo notizia alla cortesia dei mio maestro Guido Mazzoni, dei quäle Cfr. Un frammento dei: Detto dello Schiavo di Bari Firenze, 1888 (Estraito dalla Ri-vüta Critica}. Ultimamente il Satta ne ha sctitto nel Fanfulla della Domenica, Anno XXIV, n°. 52. 4 Correggo cosi, dietro suggerimento dei Rajna, il titolo dei Libro di Madonna Monas, attenendoni al cod. Barb. XLVI — 18, dei Documenti d'Amore dove e detto Liber qui construit arma cordis. Nel cod. Barb. XLV — 19, ehe e l' ucico ms. ehe ci conservi il Reggimento si trova indicato Libro de Fica V arme nel cuore. Cosi pure sull' autoritä dei medesimo barberiano XLVI—iS autografo dei B., sarä da leggere Mona* in luogo di Mogias. Cfr. Th., op. cit., p. 188. 6 Cfr. Th., op. cit., pp. 187 — i88ecc. 6 Petri Alfonsi, Disciplina clericalis, zum ersten Mal herausgegeben mit Einleitung und Anmerkungen on Fr. Wilh. S c h m i d t . (Ein Beitrag zur Geschichte der Romantischen Litteratur.) B e r l i n , bei T h e o d o r Chr. E u s l i n . 1827. Cfr. Amador de Los Rios, Historia critica de la litteratur a Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM 56θ RAMIRO ORTIZ, largamente si diffuse in tutto il dominio romanzo e ehe e uno de' pi antichi ensenhamens maschili, troverebbe cosi un riscontro notevole nel Ltber qui construit arma cordis di Madonna Monas d' Egitto, ehe, come vedremo, tutto porta a supporre ehe fosse un vero e proprio ensenhamen muliebre, con ehe pero e bene notare, ehe il B. verrebbe bravamente a darsi della zappa sui piedi. In sulla fine della quinta parte del Reggimento, a proposito dello smodato desiderio d' ornamenti e di gioielli ehe sogliono avere le donne d' ogni condizione, ricorre la prima citazione del Libro di Madonna Monas: „Nel libro di Madonna Mogias d' Egitto ehe-ss* appella Libro de Fica Γ arme nel cuore: Che li nimici delle donne sono XVII: ornamenti, lusinghe, tesoro, lode vere e non vere, baldanza, sichurta, soilicitudine, otiosit , ricchessa, somma necisit , vino, le piazze, le giostre, i canti, i sonari, saltari, e, sovra tutte le cose la malvaggia compagnia."1 Come mai un libro, in cui si fanno alle donne proibizioni tutte medievali e ehe non hanno nulla ehe vedere ne colla civilt giudaica, ne con quella egiziana, eome ad esempio „le piazze, le giostre, i canti, i sonari e i saltari " possa essere stato scritto in ebraico non o certo facile spiegare e non so quanto valore possa annettersi all' affermazione del B.; ma, per non entrare in questioni ehe non hanno ehe fare colla nostra ricerca e ehe d' altronde non abbiamo elementi per risolvere, passiatno pure, senz' altro, all' esame dei secondo luogo del Reggimento in cui Madonna Monas torna di nuovo in ballo. Si tratta di una lunga novella ehe il B., . . . . per servare P ordine cominciato, (p. 193) crede opportuno di aggiungere alla quinta parte, dove ha parlato a lungo dei doveri e del modo di contenersi della donna, dopo eh' e andata a marito. La novella sembra molto graziosa al nostro buon B. e forse Γ era veramente nel testo di Madonna Monas, ma e stata cosl imperfettamente e infelicemente sunteggiata, ehe ne risulta una grave sproporzione fra le parti e ei fa ancora meglio convincere, ehe il Reggimento, se pure fu scritto dal . in persona, non dove ricevere affatto Γ ultima mano. Ma di cio altrove; la novella, narrata parte in prosa, parte in verso e del solito tipo delle novelle narrate a scopo morale. Ci sono tre sorelle — di solito negli ensenhamens sono due, una buona e una cattiva — Palladia, Manaxes e Girompa figlie del Conte Antexer de Solio. Queste sorelle furon maritate a tre fratelli carnali „filgliuoli d' uno richissimo cavaliere e posente e valoroso d* arme". I tre giovani erano di nobilissima stirpe come espaftola. Madrid, Jos6 Rodriguez, 1862, p. 243 sgg.; G.Paris, Le La i de l^pervier in Rotnania VII, 2O; Μϋλ y Fontanals, Notes sur trois manuscrits in Revue de langues romanes (II. Serie, t. II, n°. II) e cio ehe dello Studio del Mil y Fontanals si dice in Romama VI, 151 da P.Meyer. 1 Rtgg., p. 169. Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM - IL 'REGQIMENTO' DEL BARBERJNO NE* suoi KAPPORTI ECC. 561 quelli ehe eran figli ,,d' Anetanabo, re che-ffu d' Egitto" e avevano nome „ uno Sachir, altro Carathes, il terzo Amanes". Sachir ebbe la fortuna di sposare Palladia cio£ „la melglio costumata ella piü honesta, e-lla piii savia che-ssi trovasse al suo tempo ehe maritata fosse in quel Regno"; gli altri due la sventura di sposare rispettivamente Manaxes e Girompa ehe non erano niente di buono e non pensavano ad altro ehe a guardarsi continuamente allo specchio, sonare, cantare e chiudere im occhio, e magari tutti e due, quando i cavalieri ehe venivano a corte si sollazzavano colle giovani cameriere di cui erano sempre attorniate. Un giorno di gran festa, il re Anetanabo volle provare Palladia e le disse: „Dicom-mi costoro che-ttu non se' donna ma angielo; ehe a-ttanta bella giente non movesti ancor gli occhi". Alle quali parole Palladia saviamente rispose: „Gli occhi nom-mi furono dati per usarli male; e quanti piü son coloro ehe s' ingiengnano di menarli a sua guisa, tanto conviene a me di piü chinarli, sl perche sono finestre del chuore donde porriano entrar malvagi doni e inganni, si ancor perche non son miei ne-lgli occhi ne core, anzi sono di colui ehe la Vostra Serenita, Re Altissimo, mi di& per corapangnio e singniore." La canzonetta, ehe, non senza una certa graziosa ingenuita dottrinale, abbiamo sentito recitare da Palladia, ando molto a garbo al Re, ehe si divertl a „formal-le piü questioni per farla parlare". Per brevita di esposizione, noi ometteremo di parlare di queste specie di tenzone fra il Re e Palladia, ehe ei ricorda il metodo tenuto da qualche autore di opere morali, ehe non ei son pervenute e di cui avremo a parlare fra poco; e veniamo subito alle altre due sorelle Manaxes e Girompa andate spose rispettivamente a Carathes e Amanes. La prima era una civettina di prima riga, ehe si dilettava solo in cantare e in „sonare stormenti" Ed allora era piü allegra e-llieta Ch' ella piü amadori avea d' attorno. Le piacevano molto le giostre e le mode nuove e passava ii tempo Solo in Jisciare, e in tendere lacciuoli. La sua disonestä pero fu severamente punita da Dio. II marito Carathes dopo aver mancato un anno da casa, vi ritorno sotto aspetto di un cavaliere errante, e trovatala sola in giardino con due conti, uccise lei e loro, rovinando se stesso, giacche il re, per questo suo delitto il privo e sbandio E tutti i ben di lui recö a suo' corte. La terza sorella, Girompa, malgrado ehe per se fosse onesta e costumata, era un po' troppo di maniche larghe cogli altri, anzi si compiaceva quando le giovani cameriere ehe l* attorniavano si sollazzavano eoi cavalieri ehe venivano a corte. Aveva poi Zeitschr. f. rom. Phil. XXVUI. 36 Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM 562 RAMIRO ORTIZ, awezzata male anche una sua figliuola ,,ch' ebe nome Flaches*' la quäle Quando fue inn-etä lassava troppo Bene baciar e lusingare e non si curava ehe la fanciulla ricevesse doni dai cavalieri ehe la corteggiavano, cosa addirittura scandalosa secondo tutti i moralisti del medioevo. 11 marito Amanes era in prigione In terra di Chatay, ma non percio Iddio volle laseiare impunita la sua leggerezza. Un giorno ehe era „in sua magione" con la figliuola e le damigelle, conversando giocondamente con piü di venti cavalieri, venne dal cielo un fuimine ehe inceneri il palazzo in modo ehe tutti si morirono. La novella, ha, naturalmente, tutti i caratteri di esagerazione e d' inverosimiglianza, ehe si riscontrano in quasi tutti gli esempi foggiati unicamente a scopo dottrinario e morale, e, se non manca di tradire la sua origine Orientale coi nomi di Sachir, Carathes, Manaxes, Aman£s, non ei parla meno dell* Egitto, ricordando queir„Anetanabo re che-ffu d' Egitto", ehe, verosimilmente, sarä il Nectanabo dei racconti egiziani,1 ma non questo quello di cui intendiamo occuparci. Quelio ehe per ora c* importa e il notare come il Libro di Madonna Monas ei si presenti sotto la forma di un vero e proprio ensenhamen muliebre, in cui non mancavano neppure gli esempi e ehe dovette certo influire non poco su tutta la letteratura dei galatei muliebri, allo stesso modo ehe la Disciplina clericalis influl su quelli maschili. E poiche abbiamo ricordato la Disciplina Clericalis possiamo supporre verosimilmente, ehe il Liber qui construit arma cordis di Madonna Monas fosse qualcosa di molto simile al trattato delP ebreo spagnuolo, soprattutto per cio ehe riguarda l' antico motivo, ehe ricompare poi qua e la in quasi tutti gli ensenhamens del padre, ehe, giunto in eta tarda, prima di morire, vuole ammaestrare ancora una volta il figliuolo sugli inganni della vita e sulle consolazioni ehe il possedimento della Virtü da sempre all' uomo giusto e timorato di Dio. Ensenhamens di questo genere ne abbiamo non pochi, fino nella piü remota antichita, dai Libro dei Proverbi di Salomone ai Disticha Catonis e alla Disciplina Clericalis, ehe furono le fonti principali, dalle quali, per diversi rivi, benchfc non senza una vigorosa influenza delle Arti d1 amare e del Romanzo della Rosa, trassero origine tutti gli ensenhamens del medioevo. Per contrario, di libri composti ad uso delle donne, in cui si riscontri il motivo della madre ehe ammaestra la figliuola, come per esempio si trova negli ensenhamens di Anna di Beaujeu, comunemente detta Anna di Francia2 e in 1 2 Cfr. Regg., ed. Baudi di Vesme, p. 194 ecc. Cfr. l' interessante pubblicazione di A. M. Chazaud, Les enseignements d'Anne de France duchesse de ßourbonnois et d*Auvergne ä sä ßlle Susanne Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM . IL 'RBGGIMBNTO* DEL BARBERINO NE* S OI RAPPORTI ECC. 563 altri ora perduti della regina d' Ungheria,1 di Madonna Lisa di Londres2 e di altre; noi non ne conosciamo di molto antichi, onde piace supporre nel Liber qui construit arma cordis di Madonna Monas il modello pi antico, a cui tali ensenhamens muliebri si conformarono. II B., ehe, nel corso della quinta parte del suo Reggimento non manca di citarlo due volle, dov£ certo non poco servirsene nella composizione di questa parte, in cui non ha messo quasi niente di suo ed ha attinto copiosamente anche da altre fonti. E per cio da deplorare grandemente la perdita di questa interessantissima opera, ehe, non solo potrebbe riuscire di grande aiuto agli Studiosi del B., ma varrebbe a provare ancora meglio i rapporti strettissimi ehe la letteratura didattica e morale — e con essa buona parte delia novellistica neolatina — ha colle antiche letterature dell* Oriente arabo e giudaico." Ancora meno sappiamo di una „Madonna Lisa di Londres* 4 4 molto probabilmente la medesima ehe una „domina Lysa",5 di cui si fa menzione nel Commentario latino G ai Documenti d'Amore. II B. ne cita nel suo Reggimento la seguente seutenza, ehe ha tutta Γ aria di una morale ehe doveva originariamente tener dietro a una novella raccontata poco avanti: Madonna Lisa di Londres disse: „Che debole era il chuor di quella donna Che per vana laude e per vana vista Dava onore altrui del suo dispregio." (p. 169) dove quegP imperfetti cosl poco a proposito, fanno naturalmente pensare ehe Madonna Lisa, prima di uscire in queste parole, avesse gi<\ poco prima raccontata una novella a dimostrare ehe le donne troppo desiderose di vani ornamenti finiscono col cadere in dispregio o col Γ innalzare la fama e l* onore di quelle ehe si mantengono con ogni onest e modestia e non corrono dietro alle mode, anzi si contentano di „tenir rnoyen estat" come direbbe il buon Geoffroy de La Tour.7 Della domina Lisa ricordata nel Commentario il B. riporta una specie di curiosa tenzone con un dominus P h i l i p p u s Anglicus. Alla domanda di questo: „Cur amatis tot de Bourbon . . . texte original pubblie d'apres le ms. unique de St. Potersbourg. Machius-Desrosiers. 1900. II ras. di Pietroburgo έ adorno di belle miniature riprodotte nella pubblicazione dello Chazaud con disegni di A. Gregory. 1 Cfr. Geoffroy de La Tour Landry, Livre pcur Venseignement de ses filles, ed. citata del Montaiglon, proemio: „si comme fasoit la Royne Prines» qui fu royne de Hongrie qui bei et doulcement sc,avoit chastier ses filles et les endoctriner> comme contenu est dans son livre." 2 Cfr. Th., op. dt. p. I2O. 3 Cfr. Γ erudita Einleitung dello Schmidt aila sua edizione della Disciplina Clericalis, ehe abbiamo gi avuto occasione di citare. * Cfr. Th., op. cit.t loc. cit. 5 Cfr. Th., op. cit.; ibid. nota; p. 172 n. 2, 184 n. 3. β Commentario c. 35 d. 7 Op. cit. p. 102: Cy parle de tenir moyen estat. 36* Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM 564 RAMIRO ORTIZ, milites, cur tot iuvenibus serta datis?"1 Madonna Lisa risponde argutamente di amarli tutti come ne amerebbe un solo e di amare quel solo sempre in modo da amare s£ stessa piü di lui. Altre domande e risposte si succedono e la conclusione ehe chi ama onestamente ha il suo premio nel sentirsi onestamente riaraato e non deve aspirare ad altro. II fatto ehe qui e narrato non pare possa entrare nel libro, dal quäle il B. ha tolto le sentenze del Reggimento, di cui ci siamo occupati ed ha anzi tutta aria di esser tratto da una raccolta di aneddoti sul genere dei Flores dictorum nobilium provincialium^ se non addirittura dai Flores stessi; ma nulla di sicuro possiamo conchiuderne, giacch£ sappiamo di qualche autore di ensenhamens, ehe nelie sue opere procedeva appunto con un metodo simile, applicando al genere didattico la forma un po' modificata della tenzone e la forma dialogata appare qua e la in non pochi ensenhamens. Nella scarsezza di notizie ehe il B. ci da a questo riguardo e poiche opera e andata disgraziatamente perduta, dobbiamo contentarci di conchiudere ehe alle altre donne autrici di opere didattiche, va aggiunta una Madonna Lisa di Londres, di cui il B. dovette conoscere qualche scritto, ehe mise naturalmente a profitto nel suo Reggimento. Dell' autore fecondissimo di trattati d' ogni specie sui costumi, al quäle abbiamo poco piü sopra accennato a proposito del metodo speciale, di cui si serve per esporre i suoi precetti, ha parlato da par suo il Th., alle cui belle pagine rimandiamo il lettore.2 Raimondo d' Angio e frequentissimamente citato dal B. nel suo erudito commentario e visse, secondo giustamente argomenta il Th., dal 1120 al 1200. I suoi trattati dovettero essere numerosi, se il B. ne cita non meno di sei e importantissimi per la storia del costume; ma neppure uno e giunto fino a noi. La sua figura — dice il Th.3 — ricorda molto da vicino quella di Joinville, tanto simpatica al B., e di un altro scrittore meno noto Guilhelm de Cerveira — ai quali io, da parte mia — son lieto di poter aggiungere il nostro Messer Francesco, ehe, ancor prima di partire per la Francia, dettava la moda all a gioventü elegante de' suoi tempi.4 In una parola, Messer Raimondo d' Angio „c'est un grand seigneur, qui arrive de bonne heure . . . par ia froquentation de la haute socioto et par des remarquables qualitos naturelles, a acquorir la roputation de parfait chevalier, il est une ocole vivante de courtoisie, de sagesse et de morale; ceux qui approchent et qui le servent observent religieusement ses actes et ses paroles et sont plus ses disciples que ses serviteurs".5 Giunto in etä avanzata 1 Comm. c. 35 d. Th., op. cit. pp. 130 sgg. Th.. op. cit. p. 140. * Cfr. Zenatti, // Trionfo d'Amore di F. da Barberino in Rivista d* Italia IV, fasc. 7—8; ripubblicato poi in elegante edizione in opuscolo nuziale, pei tipi della Tip. Sicula (Catania 1901) p. n dell' ed. di Catania. 6 Th., op. cit. p. 140. a 8 Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM IL 'REGGTOENTO' DEL BAKBBRINO NE* SUOI RAPPORTI ECC. 565 e a preghiera di suoi amici, Messer Raimondo pose mano a comporre una serie di opere didattiche, per fare in modo ehe anche gli altri potessero profittare deir esperienza da hii acquistata nella lunga pratica della vita. Questi trattati ehe noi ci contentiamo di solamente enuinerare, poiche infine di educazione muliebre si occupano solo di passaggio, sono i seguenti: I. II. III. IV. V. VI. De De De De De De societate fraterna. conversatione humana. dominabus honorandis. sollicitudine que juvenibus est indicta. valentia mihtum. Mensa. Di essi siamo ben lungi dal possedere i soli titoli, poicho le citazioni del B. sono tanto frequenti, ehe han dato modo al Th. di ricostruire, per quanto era possibile, la fisonomia di ciascuno di essi, indagando quäle potesse esserne il eontenuto e giungendo per qualcuno a determinare per sino il metro.1 Di quanto interesse sarebbero per noi simili composizioni, se avessimo la fortuna di possederle, appare chiaro dai titoli stessi e inoltre dalle belle pagine ehe il Th. ha dedicate ad essi nella sua monografia sul B. Noi ci limiteremo a notare come costituissero le fonti principali dei Documenti d*Amore> dove, per esempio, al trattato: De conversatione humana^ corrisponde il doc. VI della l parte: Di quello ehe si deve are per essere grato conversando con ciascheduno, e a quello: De sollicitudine que juvenibus est indicta, il doc. XXII della medesima l parte: Come si dove il giovane portar in servir i g ran personaggil· Cosl il trattato: De Mensa, oltre ehe farci naturalmente pensare al doe. VIII della I parte, ci richiama altresi alla memoria il noto poemetto di Bonvesin da Riva: De quinquaginta curialitatibus ad mensam, del quäle potrebbe ben rappresentare una fönte, dato ehe Bonvesin lo scriveva intorno al 1270 e la morte di Raimondo d' Angio va posta verso il 1200 o giü di H,3 Ma i trattati, di cui maggiormente dobbiamo deplorare la perdita sono, fuori d j ogni dubbio, quelli: De valentia militum^ De dominabus honorandis^ De 1 2 Jh., op. dt. p. 139. Questi titoli, o rubriche ehe si voglian dire, non sono certamente da attribuire al B. e non si riscontrano nel ms. originale dei Documenti. Vanno quindi attribuiti al primo editore di essi, Federigo Ubaldini e risentono alquanto dello Stile del tempo nella loro hmghezza eccessiva e in certi troncamenti, ehe, mentre vorrebbero essere eleganti, non riescono ehe semplicemente goffi. 8 Cfr. Th., op. cü. pp. 130—131. 4 II titolo lascia supporre qualcosa di diverso da cio ehe in realtä l' opera non fosse. Dalle notizie ehe il B. ci fornisce, pare ehe P autore si domandasse in esso le ragioni della galanteria cavalleressea, concludendo ehe ragioni non ve ne son punte e ehe non bisogna rendere onore alla donna, non essendo cio prescritto da nessuna legge. A questa opinione sappiamo ehe si oppose il suo glossatore, im dominus Ugolinus de Folcaqueriis di cui avrerao ad occuparci di qui a poco. Cio non ostante, appunto perche in Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM 566 RAMIRO ORTIZ, sollicitudine que iuvenibus est indicta, ehe dovevano costituire un vero e completo codice cavalleresco, un libro di corteste della piü grande importanza pel nostro Studio e per la storia del costume. Quando pensiamo ehe intorno al 1215, cioo pochi anni dopo la morte di questo fecondissimo aütore di trattati morali, Tommasino dei Cerchiari scriveva il suo Welsche Gast e aveva gia prima scritto in romanzo — m welscher Zunge — due altri poemetti sulla Cortesia e sulla Falsiiä> e ehe, intorno a quel tempo o poco dopo noi abbiamo tutta una fioritura di ensenhamen provenzali, da quelli antichissimi di Gari lo Bni (1150—1200) e di Arnaut de Marsan (1170—1200) a quello alquanto posteriore di Amanieu des Escas (1278—1294), e, venendo alla Francia, ricordiamo, ehe, poco prima ehe Amanieu ponesse mano ad ammaestrare in versi la donzela que la signec e-1 escudier,1 Robert de Blois scriveva il suo Chastiement des dames'^ non possiamo trattenerci dall' ammettere un' influenza diretta di questi trattati su tutta quella letteratura didattica e morale, ehe ebbe il suo massimo fiore in Provenza, tra la seconda meta del sec. XII e ultimo quarto del XIII e il cui sorgere indica la fine della cupa notte medievale, col primo svegliarsi di quello spirito di curiosita scientifiea e di quel nuovo desiderio di dottrina, ehe puo considerarsi come aurora radiosa del Rinascimento. AI trattato di Raimondo De Dominabus honorandis aggiunse un commentario un dominus Ugolinus de Folcaqueriis, di cui il B. parla a piü riprese nel suo Commentario. U opera doveva essere, a quanto pensa ii Th., qualcosa di presso a poco simile al commentario composto da Giraut Riquier sulla canzone: A leis cui am de cor e de saber* di Guiraut de Calanso; ma niente ei porta a supporre, ehe un tal ravvicinamento sia giusto, poich£ anzi il Commentario del B. ai suoi Documenti d'Amore e quello di Graziolo de' Bambaglioli al suo Trattato di Virtü Morali* farebbero invece questo libro si combatteva un' idea cosi diffusa nel medioevo e ehe tanta influenza ebbe sui costumi, sarebbe certo molto interessante per noi assistere a questa specic di tenzone tra Messer Raimondo e il suo glossatore Ugolino. 1 Cfr. L1 ensenhamen del guarso del C a v a l i e r Lunel de M o n t e g C l e r c in Bar t s e h , Denkmäler der prov. Literatur, p. 116 vv. 2—3. 9 Non dimentico ensenhamen graziosissimo di quel simpatico laitdator temporis acti, ehe e il Cavalier Lunel de Monteg Clerc tanto pieno di vita e di rimpianti del buon tempo antico, sul quäle, come su gli ensenhamens di Amanieu pot£ influire il trattato del nostro Raimondo: De sollicitudine que iuTenibus est indicta\ ma esso appartiene al sec. XIV(1326) e non rientra percio in quel periodo di massima fioritura della poesia didattica. Lo stesso si dica del Livre du Chevalier de La Tour Landry (1372) e di altri posteriori, ehe poterono nondimeno risentire anch* essi una certa influenza dei trattati, di cui ci occupiamo. 8 Mahn, Werke IV, 215. 4 Falsamente attribuito a Re Roberto di Napoli. Cfr. Carducci, // Libro delle Prefazioni. Cittä di Castello, Lapi. 1888. pp. 24 — 26 e G. B. Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM IL 'REGGIMBNTO' DEL BARBBRINO NB' suoi RAPPORTI ECC. 567 pensare, ehe, se a una canzone era possibile fare un commentario in versi, data la brevita e soprattutto la materia del componimento da illustrare, cio non fosse altrettanto facile per un' opera <T indole morale, nel. quäl caso il commentario si preferiva farlo in prosa e in latino. Ne vale obiettare, ehe per le glosse di Ugolino sappiamo di sicuro ehe fossero in provenzale, giaccha, in fondo, se i l commentario di Graziolo de' Bambaglioli lo troviamo in latino, 10 troviamo anche tradotto in volgare e altri commentari in volgare non mancano, a cominciare dal Convivio di Dante; e d' altronde Tessere in provenzale non ei autorizza punto a supporre ehe fosse in versi. Moglie di Messer Ugolino e trobairitz molto nota ai suoi tempi fu una domina Blanceman l autrice di multas utiles et famosas gobulas^ ehe io invero sarei disposto a ravvicinare a quelle coblas esparsas o triadas? di cui ei offre qualche notevole esempio la letteratura provenzale, piuttosto ehe al commentario composto da Messer Ugolino al De Dominabus honorandis di Raimondo d' Angio. Mi pare infatti ehe il Th. interpreti in un senso un po' troppo stretto la fräse del B.: sumpto stilo domini Ugolini e faccia un tantino di conrasione fra le coblas di Madonna Blancheman e quelle contentiones, di cui il B. parla in un altro passo del suo Commentario. La novella, ehe il B. cita della Contessa di Tolosa,4 e tratta dalle contentiones e non, come mostra di credere il Th.,& dalle gobulae e 11 B. si esprime, a questo riguardo colla massima chiarezza.6 Per cio poi ehe riguarda interpretazione della fräse: sumpto stilo ecc., mi pare non ei sia punto bisogno di pensare ehe la nostra trobairitz componesse pur essa, come il marito, dei commentari a trattati morali. Quando infatti il nostro autore ci fa sapere ehe Blancheman sumpto stilo domini Ugolini multas utiles et famosas gobulas fabricavit vuol dire evidentemente, ehe segul il marito neila sua tendenza a occuparsi di cose didattiche e morali, poich£ non mi sembra possibile pensare a un commentario ehe consistesse in una lunga fiiza di gobole e di tenzoni. L* importanza di queste coblas e molto maggiore ehe non sembri a prima vista e il B. dov servirsene non poco nella composizione del suo Reggimento, specie negli Siragusa, D ingegno, il sapere e gly intendimenti di Roberto d*Angib. Torino, Clausen, 1891, pp. 35—40. Se ne parla diffusamente in Giorn. st. d. lett. it. XX, 276 sgg. II Commentario e ancora inedito, ma ho avuto cura di prendere cognizione dei mss. ehe sono nelle biblioteche fiorentine, cioe il Laurenziano-Gaddiaiio 33 del pluteo XC. inf., dove il Commentario e in latino, come antore lo detto, e il Kiccardiano 2962, nel quäle troviamo del medesimo Commentario una traduzione volgare. 1 Cfr. Th., op. dt. pp. 142—153. * Comm.» c. 77 d. 8 Bartsch, Grundrifs p. 46; Christ, prov., 3. ed. col. 269—70. 4 Comm., c. 43 a, c. 43 b. 8 Th., op. dt. pp. 152 e 153. 6 Comm, c. 43 a: „Et hoc exemplum . . . recitat domina Blanceman in quibusdam contentionibus suis," Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM 568 RAMIRO ORTIZ, „amonimenti di Prudtnzia" della XVI parte, dove fmalmente si trovano le gobbohtle annunziate nel Proemio. Esse sono cinquantata- di diversa lunghezza e rimano di solito secondo gli schemi ABB, ABBCC, ABBCCDD con lievi varianti, ehe derivano per lo piü dalla sostituzione di versi settenari agli endecasillabi e dal far s) ehe il prirao verso non riraanga isolato, ma rimi invece col secondo.1 Prima di venire all' esposizione di queste glosse, il B. fa una lunga chiacchierata, ehe ha invero tutta aria di una excusaiio non petita, avvertendo il lettore, in termini piuttosto aspri, ehe non si meravigli se neue gobole trovera ripetuti dei precetti, ehe ha altrove esposti in altra parte del libro, perche qui le medesime cose son poste sotto brevitate Per allegare e per me' ritenere. (p. 351) Percio, dice — nom-mi riprenda chi-lleggüsse, perche infine ognuno e libero di saltare quelle parti del libro ehe non gli garbino e il libro e stato voluto cosl com' e, da Madonna: Colei che-11' ä fondato il vuol cotale Chi altro il vuole a-nme poco ne cale. (p. 351) Venendo al titolo ehe da a queste gobole, troviarao altre parole ehe ci mettono im tantino in sospetto e ci fanno pensare ehe il B. intenda prevenire osservazione di qualche lettore, ehe avcsse altrove lette le medesime gobole sotto altro titolo. Avvertendo infatti il lettore di por mente alla miniatura ehe segue immcdiatamente a questi versi egli si esprime cosl: Et guarda in giü, ehe questa e quella donna Che parla le parole ch' io ti scrivo Le quai tu chiamerai come tu vuoli, Ma io ti dico il nome s9 el ti piace Gli Amonimenti di Prudenzia sono. (p. 351) Non insisto troppo su questo punto, non essendo io ben certo della lezione. II ms. del Reggimento ha a questo punto: la quai, ehe potrebbe far suppore un: la quäl nel cod. autografo ehe e andato disperso e allora naturalmente la cosa cambierebbe subito d' aspetto, giaccho il B. intenderebbe parlare della figura di Prudenzia miniata sotto questi versi e non del titolo delle gobole; ma non mi sembra arrischiato il conchiudere ehe qualcuna delle coblas di Blancheman sia stata introdotta fra quelle della XVI parte, o, se non altro, ehe l' idea di servirsi anche lui di gobole, utilissime a parer suo per allegare e per me' ritenere, (p. 351) 1 Ne risultano gli schemi: AbB; AaBBCC; aaBbcC; AbCcDD; abbcc; aabbccddee etc. Talvolta ricorre lo schema ABbcDdEE, ehe e naturalmente da considerarsi come la fusione di una cobbola dello schema ABB con una di schema ABBCC, donde, colla solita sostituzione dei settenarii agli endecasillabi: ABb + abCC = ABbcDdEE. Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM IL 'RBGOIMXNTO' DEL BARBBRINO NB9 SÜOI RAPPORTI BOG. 569 potesse essergli venuta dall' opera disgraziatamente perduta della famosa trobairitz provenzale. Ci resterebbe ora a parlare della Contessa di Dia,1 di cui il B. discorre in due luoghi del Reggimtnto e in moltissirai del Commenlario] ma di essa si e occupato in modo cosl esauriente il Th., ehe io non ho nulla da aggiungere a quanto egli ne dice; tanto meno mi occupero della questione se debba ritenersi una persona medesima colla voluttuosa contessa innamorata di Raimbaut d' Aurenga, o se sia da supporre un' altra Contessa di Dia, come saremmo portati a credere da qualche indizio.2 Ci limiteremo a dire ehe anche la Contessa scrisse dei trattati morali, ehe non ci sono pervenuti. Quanti fossero questi trattati, ehe titoli avessero, se fossero in versi o in prosa, noi ignoriamo completamente, poicha i termini, coi quali il B. si esprime sono invero molto vaghi e indeterminati. 11 nostro autore li cita a piü riprese nel suo Commeniario ai Documenti d'Amore e ne toglie pel Reggimento due novelle, una delle quali tra le piii graziöse dell' opera e tra le testimonianze pifi importanti per cio ehe riguarda la teorica del dono e quella ehe, servendomi di una parola provenzale,8 chiamerei del celamen. Della novella avro fra breve occasione di occuparmi altrove; per ora non posso tenermi dal notare ehe e fra le piü graziöse e argute del Reggimento e ci fa vivamente deplorare la perdita delle opere della Contessa. Questi gli autori e le autrici di ensenhamens provenzali ehe il B. conobbe e ehe non sono giunti fino a noi, ai quali vanno aggiunti per la Francia un dominus Johannes de Bransilva, del quäle il B. cita un libellum de benignüate '/ium, ehe pare fosse un vero e proprio trattato sulla Liberalita e una domina Auliana de Anglia* ehe polrebbe anche essere, come pensa il Th.,5 una medesima persona con Madonna Lisa di Londres, di cui abbiamo giä fatto parola. Di Gari lo ßru, Arnaut de Marsan, Amanieu des Escas, Robert de Ho, Robert de Blois, Philippe de Navarre, Tommasino dei Cerchiari, Frale Cherubino da Siena, tutti autori conosciutissimi, 1 II ms. del Regg. ha la condessa d' Erdia e cosi ha creduto dover mantenere il Baudi di Vesme nella sna edizione (p. 169); la correzione pero e chiara ed era stata giä proposta dal Galvani nelle sue: Osservaziom all1 edizione romana del Reggimento e costumi di donna di Fr. da Barberino in Propugnatore (IV. parte) vol. I, 35. 3 Cfr. Th., op. cü. pp. 118—19. La distinzione ad ogni modo bisogna assolutamente farla dal punto di vista psicologico, giacch£ la fisionomia morale c severa ehe traspare dalle citazioni del B. non e certo quella della sensuale trobairüz, ehe cantava (Bartsch, Christ. prov.t 3. ed., col. 78—79): Ben volria mon cavalier Tener un ser en mos bratz nut. 3 A cui non saprei ehe soslituire in italiano, tranne forse lo schermo di Dante. 4 Cfr. Th., op. cit. p. 176 nota. Comm., cc. 12 d, lob, 24 c, 36 d etc. Cfr. Th., op. cit., loc. cit. Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM 570 RAlfIRO ORTIZ, IL «RRGGIMBNTO' DEL BARBERINO ECC. le cui opere, almeno in parte possediamo; nessuna citazione nel Reggimento, neppure im cenno nel Commntario. Li conobbe il B. o li ignoro? Non possiamo, per mancanza di documenti, afferraare nulla di sicuro; ma certo, se pure li conobbe, dove servirsene ben poco, non essen domi riuscito scovare un passo solo del Rcggimento, ehe possa risalire a qualcuno degli ensenhamens enumerati, di ehe non e a meravigliarsi, avendo giä ognuno avuto agio di toccar con mano quanto largamente il nostro a. abbia attinto ad altre opere per noi interamente sconosciute. Stando cosi le cose, e naturale ehe, nel nostro caso, non neppure da pensare a una ricerca metodica delle fonti, nel senso, in cui d' ordinario una simile ricerca suol essere intesa e ehe cio ehe di meglio ci resta a fare e di determinare, con una certa approsimazione il posto, ehe spetta al Reggimtnto fra gli ensenhamens ehe conosciamo ed e appunto cio ehe ci proponiamo di fare nella seconda parte di questo nostro studio. RAMIRO ORTIZ. Unauthenticated Download Date | 4/19/16 4:49 PM