STVD I MED IEVALI
SERIE
TERZA
Anno XXX - Fase. II
1989
CENTRO ITALIANO DI STUDI SULL'ALTO MEDIOEVO
SPOLETO
San Pier Demtant, i1 matrimonio, la cestitä
.e I'esernplerita enimelesce
I. In un intervento su s. Pier Damiani e le donne, a Jean
Lec1ercq (1) - nella circostanza lettore un po' frettoloso, piu preoccupato di stilare un ritratto edificante del protagonista ehe fi1oIogicamente attento al contenuto dei testi (2) - accade tra I'altro
di far dire all'autore, a proposito di un suo articolato discorso
intorno alla legge ecc1esiastica del matrimonio, eose totalmente
diverse da quelle ehe in effetti egli e tranquillamente e, tenuto
conto del suo slancio parenetico, generosamente impegnato a
dire. Si tratta del cap. 3 del De parentela gradibus (3), laddove
il santo, esaltando la saggezza pedagogica dei sacri canoni circa
, la disciplina matrimoniale, s'ingegna ' d'accrescerne l'autoritä con
ragioni morali-teologiche .
. . : Matrimonii lex tanta magisterii arte sub aeccIesiastica disciplina cornponitur, ut mutuae charitatis vinculum inter homines necessario teneatur,
videlicet ut quousque successionis ordo potrahitur, vicarius amor proximi
ex ipsa germanitatis necessitudine praebeatur. Cum autem deficientibus
(I) J. LEcLERcQ, S. Pierre Damien et Its femmes, in Studia monastica, XV (1973),
pp. 43-55_ L'articolo,
data la notorietä dell' A., e stato tradotto in inglese (St. Peter
Damian. an.d Women, in Cistercian Studies, IX, 1974, pp. 354-365) ein tedesco (Der heilige
Petrus Damiani und die Frauen, in Erbe und Auftrag, LI, 1975, pp. 270-281). Per un esame
della situazione dell a donna neI sec. XI, efr. M. BERNARDS, Die Frau in der Welt und die
Kirche währmd des 11. Jahrhunderts,
in Sacris Erudi,i,
XX (1971), pp. 39-100.
(2) Cfr. R. BULTOT, recensione all'articolo, in Bulletin de thlologie allCienne et mediivale, XII (1979), pp. 451-452, n. 1231.
(3) Salvo diversa indicazione, le opere di s. Pier Damiani saranno citate come segue:
le lettere e gli opuscoli, secondo l'edizione in corso di K. REINDEL, Die Briefe des Petrus
Damiani, M.G.H., Epistolae, 2: Die Briefe der deutschen Kaiserzeit, 4, 1-2, München, 19831988 (= Die Briefe, I-lI), ricorrendo rispettivamente
ai volumi 144 e 145 della Pairologia
. del Migne (= P.L.) per le lettere (= Ep.) e gli opuscoli (= Op.) mancanti; le vite dei santi
(= Vitae) ele preghiere (= Oral.), sempre secondo gli stessi volumi 144 e 145 del Migne;
i sermoni (= Ser.), secondo iI volume 57 del C.C.c.m., SANCTI PETRI DAMIANI Sermones, .
ed, I. Luccazsr,
Tumholti,
1983j e le poesie (= Carm.), secondo I'edizione di M. LoKRANTZ, L'opera poetica di S. Pier Damialli, Stokholm, 1964. Per comoditä, tuttavia, i riferimenti al l\Iigne saranno aggiunti tra parentesi anche accanto alle edizioni piu recenti,
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ADRIANO
GATIUCCI
vocabulis deficit iam genus cognationis, occurrit protinus lex matrimonii,
et iamiam longius abeuntem quasi fugientem revocat, et antiquae dilectionis inter novos homines iura reformat (4).
La magistrale avvedutezza della normativa canonica sta dunque in questo, ehe fa circolare come una necessitä tra gli uomini
il vineolo del vieendevole amore (<< mutuae eharitatis vinculum »):
mediante illegame di sangue, da una parte, fino a quando sussiste
la parentela, ehe per propria natura promuove il reciproeo amore
«I vicarius amor proximi )); mediante il matrimonio, dall'altra,
quando diventato inconsistente il grado della consanguineitä
- come si esprime il santo attingendo quasi alia lettera a Isidoro (5),
passato di peso nel Decretum di Burcardo di Worms (6) - e per mezzo di questa istituzione ehe si rifondano strettamente i legami allentatisi per il susseguirsi delle generazioni, estendendosi al di fuori
dei propri consanguinei «l'influenza di quella charitas ehe risiede
per natura dentro il gruppo familiare I) (7). Ne c'e da stupirsi
- aggiungeilravennateinvitando a un'elevazione morale-teologicase nella proereazione umana si provvede all'amore fraterno {« si
in generandis hominibus charitati consulitur I»), dal momento ehe
anehe nella creazione dell'uomo Dia si preoccupö della stessa cosa.
Perehe egli infatti, a differenza di come aveva fatto con gli altri
esseri animati, si accontentö di forgiare un solo uomo, dal quale
per di piu, come se fosse mancata la creta al vasaio, volle trarre
anche la donna, se non per raccomandare l'arnore fraterno e saldare gli uornini in quella unit a. «I in fraterni amoris ... unitate »),
non dovendosi coerenternente alla propria origine allontanare tra
(4) Die Briefe, 19, ed. cit .• I, p. 184, 11. 1-7 (= op. VIII/I, 3, col. 193 CD).
(S) ISIDORI HISPALENSIS EPISCOPl Etymologiarutll sive Origillum libri XX, IX. 6. 29.
ed, W. M. LINDSAV, I, Oxonil, 1985. Isidoro a sua volta dipende, come ~ noto, da S. Ago.
stino (De Civitate Dei. XV. 16.2).
. (6) BURCHARDI WORMACIENSIS EPlSCOPl Decreiorum libri XX. VII. 10. P.L •• 140.
col. 781 D. Cfr. J. J. RVAN. Saint Peter Datniani and his canonict l sources. A preliminary
study on the antecedents of the Gregorian reform, Toronto, 1956, p. 25, n. 6.
(7) G. DUBV. Matrimonio medieval», Due modelli nella Francia del dodicesi'n<}seeolo,
tr. it .• Milano. 1981. p. 103, n. 6. Con le parole riportate I'A. commenta iI canone circa l'impedimento
matrimoniale
della consanguineitä
emanato
da) Concilio romano dei 1059
(J. D. MANSl; Sacrorum conciliorum nova et amplissima colleciio, XIX, Venetiis, 1774,
col. 989). promulgato quasi con le stesse parole usate dal Damiani e le sue fonti da papa
Alessandro
1I (Epistolae et diplomata, 92, P.L., 146, col. 1382 D) e successivamente
adottato
da Graziano (Decretum. C. 35. q. S, c. 2. in Corpus iuris canonici. I. ed. AR.
FRIEDBERG. Graz, 1959, col. 1274). Sull'interpretazione
da -dare al passo damianeo, cfr.
W. FERRETTI. 11 matrimonio in San Pier Damiano, in Sacra Doctrina, 21 (1976). pp. S35.
536.543; R. PERNOUD, La donna al tempo delle cattedrali. tr, it .• Milane, 1982, p. 168.
PIER DAMIANI, IL MATRIMONIO, LA CASTITA
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loro con 10 spirito essi ch~ risultavano un sol tutto compatto facente capo ad un unico corpo? (8) Proclamata poi sull'autoritä
di S. Paolo I'unitä del genere umano ({(unum corpus, unus spi.ritus ») (9), il Damiani per ben due volte di seguito ribadisce il
grande tema della fraternitä umana, propiziata da. un lato dai
legami della parentela e dall'altro dal matrimonio, la cui funzione
consiste nel rinsaldare quei legami ehe con 10 scalare dei gradi di
discendenza si vanno via via « humanae pravitatis vitio » disperdendo fino a venir meno dopo lasesta generazione (10).
Di fronte a una pagina tanto chiara, riesce difficile capire come
il Lec1ercq abbia potuto cosi malamente equivocare, da vedervi
una concezione del matrimonio ehe avrebbe {(presque une resonance moderne »:
En des termes tres positifs, il y parle de la valeur du mariage: celui-ci
a pour fin la • charite mutuelle des epoux t. Il ne s'agit done pas seulement
d'une union fonctionnelle, orientee vers la transmission de la vie; mais il y
,faut un «amour reciproque, oicarius amor t. Dieu n'a point separe la procreation de l'amour. Et plusieurs fois revient cette insistance sur la • mutuelle charite s (11).
Avendo fatto diventare amore coniugale ciö ehe invece nel
dettato del priore di Fonte Avellana e puro amore fraterno, ehe
non ha nulla ache vedere con la sessualitä, 10 studioso francese
non solo merita il giudizio di {(deformation modernisante » dato
alla sua interpretazione (12), ma idimostra in quanta poco canto
egli abbia tenuto quello che risulta essere il prevalente pensiero
del Damiani sia intorno al matrimonio e alla cast ita in generale
sia intorno alIa pratica della sessualitä in particolare (13).
(8) Die Briefe, 19, ed. cit., I. p. 184, 11. 7-20 (= Op. VIII/I. 3, coli. 193 D-194 A).
(9) Eph. IV, 4.
(10) Die Briefe, 19, ed, cit., I. pp. 184, I. 21-185, I. 2 (= ap. VIII/I, 3, col. 194 AB):
f Veruntamen
cum affinitas generis elongata discedit, humanae pravitatis vitio quasi submoto fomite amoris flamma frigescit. Ad reparandum ergo mutuae charitatis igniculum
accurrunt subinde foedera nuptiarum. Enimvero quia sex aetatibus et mundi tempus
evolvitur et humanitatis vita finitur, ipsa naturae vis praebet, ut usque ad sexturn propinquitatis gradum germanus amor in humanis visceribus sapiat, et quodammodo odorem
inter se genuinae sotietatis emit tat. Ubi autem manus consanguinitatis. quae captum ad
se trahebat, deficit, ilico matrimonii uncus. quo fugiens revocetur, occurrit t. Anche il
parallelismo tra i sei gradi di parentela, le sei eta dei mondo e la vita umana ~ to1to da
Isidoro (I.c.) e da Burcardo di Worms (I.c.).·
.
(11) LECLERCQ. S.P. Damien et les femmes eit., p. SO.'
(12) BULTOT,recensione cit., p. 452.
(13) Molto seria, sull'argomento, rimane l'indagine dello stesso Bultot (La doctrine
du mepris du monde, IV: Le Xle sitcle, I: Pierre Damien, I..ouvain-Paris, 1963, pp. 100-111),
discussa e integrata ma non certo compromessa dalla querelle scoppiata intorno ai suoi
ADRlANO
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GATIUCCI
In realtä, quanto i1 Damiani e generoso nell'affermare la
unitä del genere umano e la fraternitä come suo tessuto connettivo, altrettanto riduttivo si dimostra qui del concetto di (I coniu-:
gium », deputato ad esserne dopo la creazione del primo uomo il
consentaneo catalizzatore e i1 principale strumento di sostegno
sia in fase di diffusione ehe di recupero. Se compito del matrimonio e infatti quello di allargare la parentelajfraternitä e quello
di rinvigorirla quando a causa della malvagitä umana questa
minaccia di estinguersi, non si vede ehe cosa esso abbia di specifieo rispetto al grande diseorso intorno a1 eomandamento dell'amore di Dio edel prossimo, da cui sembra essere stato totalmente assorbito (14). Matrimonio come fucina dell'amore fraterno: e questa una delle valenze dell'unione eoniugale ehe trova
pienarnente consenziente 1'eremita di Fonte Avellana e ehe qui
10 spinge a parlarne non senza una certa dose di entusiasmo. Come'
del resto fa altrove per altri elementi e motivi della convivenza
matrimonial~: la mutua edifieazione spirituale degli sposi, l'educazione dei figli nella fede e nella virtu, 1'impegno nelle opere di
giustizia, di assistenza e di misericordia (15); nonesclusa la tolleranza per aleuni elementi di contorno, «cum propter eoniugalis
matrimonii sacramentum, turn propter speciem honestatis t, di
tint a piu mondana ehe spirituale: (j eonventus videlicet pronuborum, convivii celebris apparatus, dona sponsalia, tabularum dotalium instrumenta » (16).
.
2.
err.
studi e al tema del. contemptus mundi a: su cui,
L. J. BATAILLON - J. P. JOSSUA,
Le mlp,is du monde, De l'inUr~t d'ut~ discussion actflclle, in Revue des sciences Phi/osophiques et theolcgiques, LI (1967), pp. 23-38 (con una onesta e intelligente presentazione
del problema}; G. FORNASARI, S. Pier Damiani e la storiografia contemporanea: osseTvazioni.
in margine a recenti studi damianei, in Bullettino deZZ'Istüuto Storico Italiano pe, il Medio
Evo e Archivio MuraJoriano, LXXXVIII (1970), pp. 169-175 (con un'angusta e superficiale ripresa della discussione).
.
(14) Sulla stessa linea interpretativa si era mosso 10 stesso Leclercq in una sua impor• I tante
opera di circa un decennio prima: • A propos du mariage, Pierre Danden remonte a
l'amour primordial, celui de Dieu pour le genre humain tout entier: le Createur a voulu
. que I'humanite eüt sa source en un couple, et ce couple unique fut le signe de la charite
'
universelle; l'union matrimoniale est l'une de ses realisations priviJegiees. (Saint Pierre
Dllmim trmite et homme d'eglise, Roma, 1960, pp. 230-231).
(15) Ser, XVII/I, 4-7, pp. 87-90 (= P.L., 144, call. 587 C - 590 C); Die Briefe, 64,
ed, eit., II, pp. 226-227 (= Ep. VII, 9, coll.447 C·448 C); Die Briefe, SI, ed. eit., H, pp. 134,
I. 1-135, 1.12 (= Ep. VII, 14, coil. 452 C - 453 C); Ep. VII, 18, coli. 458 C-460 D. Cfr. FER- ,
RETTI, 11 mat,imonio in S.P. Damialli cit., pp. 532, n. I, 537-538.
(16) Op. XLI, 3, col. 663 A. Cfr. Ep. VIII, 14, col. 4~3 B: • llIud etiam vos non Iatet
quia puellae in domo parentum cum puberes adolescere, eum iam nubilibus incrementis
coeperint propinquare, scientes quia paterna substantia masculini sexus haeredibus permaxime reservetur,
capsidilia sibi quaedamque
marsupiorum
receptacula
comparant
ut quaeque poll'erint hine inde corradere, his studeant cautius infareire, quatenus ad DUP-
-.
PIER
DAMIANI,
IL
MATRIMONIO,
LA
CASTITA
. 70r
Tutto bene dunque intorno al matrimonio e allo stesso apparato matrimoniale, fino a quando non si tocehi i1tasto della sessualitä e di tutto ciö ehe si muove nella sua orbita (17): perehe allora
la voce del ravennate cambia colore e tono, immediatamente incline a turbarsi e ad alterarsi, secondo la visuale di un ascetismo
ehe affonda le sue radici assai lontano.« Eva in paradiso virgo
fuit; post pellicias tunicas initium nuptiarum. tua regio paradisus. serva quod nata es, et die: revertere, anima mea, in requiem
tuam. et ut scias virginitatem esse naturae, nuptias post delictum:
virgo nascitur caro de nuptiis in fructu reddens, 'quod in radice
perdiderat s, aveva seritto nelle sue esortazioni alla vergine Eustochio S. Girolamo (18), totalmente in linea con 10 spiritualismo orientale eonsolidatosi da Origene e S. Atanasio a S. Gregorio di Nissa
e a S. Giovanni Crisostomo nella convinzione ehe la sessualitä
· non avesse fatto parte della natura originaria dell'uomo, essendo
stati creati i progenitori in uno stato verginalejangelico ed essendo
subentrato l'istituto del matrimonio come rimedio ai gravi danni
procurati dal peccato originale (19). «Si qui ergo viri propter creatiales thalamos transeuntes,
tanto minus apud extraneos erubescere compellantur,
quanto
eas ex paterna domo congestarum
opum ditior copia comitatur s (con la legittimazione
per la donna delJa ricerca di una consistenza
patrimoniale
per I'acqulsizione di una dignitä socio-sponsale).
'
(17) Di quanto doe - si ha qui iI dovere di chiarire - distingue iI rapporto coniugale
da ogni altro tipo di rapporto, come appunto quello fraterno fondato sulla radice parentale 0 sul precetto dell'amore deI prossimo 0 su affinitä elettive e di amicizia. E se e vero
che nella tradizione ecclesiastica fino al sec. XI e oltre era consuetudine
considerare matrimonio pedetto
anche quello x absque carnali copula.
(cfr, P. VACCARI, La tradision«
canoni&adel • Debitum. coniugale e la posizione di Graziano, in Studia Gratiana, I, 1953,
pp. 533-547) - • sunt enim aliquando nuptiae caelibes, ••• nuptiae vlrginales s, come dice
10 stesso Damiani (Op. XLI, 2, col. 662 C) -, e pur vero tuttavia ehe i suoi fini primari
rimanevano
per tutti la • procreatio
filiorum s e la prevenzione
contro la • fornicatio s
(ivi, 3, col. 663 AB).
(18) SANCTI EUSEBII HIERONYMI Epistulae, XXII,
19, ed. I. HILBERG, C.S.E.L.,
LIV, Vindobonae-Lipsiae,
]9]0, p. ]69.
,.
(19) Sull'uno 0 l'altro dei protagonisti
di questo filone, cfr, E. GILSON, La philosophie
au Moren Age, Paris, ]952, pp. 70-71; O. Rousssxu, Vi,giniU et ehastete eonsaC1'eeeeher
les Pires grecs, in La chastete, Paris, ]953, pp. 51-69; F. Bouaxssx, La verginiU dans I'etat
· d'innocence, in Sciences Ecclesiastiques, VI (1954), pp. 249-257; G. M. COLOMBAS,Paraiso
." vitia angelica, Abadia de Montserrat, ]958, pp. 28-37; C. TRESMONTANT,La mithaphysique
du ehristianisme et la naissanc« de la philosophie chretienne, Paris, 1961, pp. 462-564; P.
ADNts 11 Mat,il1J(mio, tr. it., Roma, 1966, pp. 44-54; C. TIBILETTI, Ve,ginitti e matrimonio
· in antichi scrütMi Cf'istiani, in Annali della FacoUa di Lette,e e filosofia delta Universitti di
Macerata, II (1969), pp. 140-141; BULTOT, La. digniU de I'homme. selon S. Pierre Damien,
in Studi Medievali, 3&ser., XIII (1972), p. 953; C. SCAGLIONI, Ideale coniu.galeefamiliare in
san Giovanni Crisostomo, in Eti&a sessuale e matrimoniale nel Cf'istianesimo delle origini, a
cura di R. CANTALAMESSA,Milano, 1976, pp. 285-287; R. CANTALAMESSA,Etica sessuale e
matrimonio nel cristiatlesilno delle oriini. Bilallcio di una ricerca, ivi, pp. 225-226; F. GORI,
lntroduzione a Verginitti e vedovanra, I, in Opera omnia di Sant'Ambf-ogio, 14/1, ed. bilingue
a cura delIa Biblioteca Ambrosiana,
Milano-Roma,
1989, pp. 25-39. SuI matrimonio
al
/
702
ADRIANO
GATTUCeI
tionem tantummodo liberorum uxores habent, si eis passet praestari ut haberent filios sine eoneubitu, nonne ineffabili gaudio
tantum beneficium ampleeterentur? nonne cum ingenti laetitia
susciperent?», aveva aggiunto e puntualizzato S. Agostino (20),
ehe, riducendo l'attivitä sessuale a pura funzione biologica come il
mangiare e il bere - di cui ugualmente l'uomo «sapiens et prudens» avrebbe volentieri fatto a meno (21) -, si mostrava ancora
abbagliato da! mito dell'uomo supplente dell'angelo decaduto (22)
e dal nitore del matrimonio paradisiaco (23), con categorie non
molto distanti - cosi come i Padri orientali - dall'antropologia
disincamata del tardo intellettualismo greeo-romano (24). Corroborata dagli apporti della eultura giudaica soprattutto per 'tra-'
mite del filosofo Filone d'Alessandria e diffusasi largamente tanto
in Oriente quanto in Occidente (25), questa concezione delle cose
con il rigorismo spiritualista ehe ne derivava si travasö in blocco
nella riflessione teologica dell'alto' medioevo, trasmettendo con
tempo dei Padri, L. GODEFROY,
Le mariag« au temps des Pires, in Dictionnaire de theologie
catholique, IX, Paris, 1927, coil. 2077-2123; su S. Girolamo eil matrimonio in particolare,
CH.-H. NODET,Position de saint Jerßme en face des problemes sexuels, in Mystique et continence, Travaux scientifiques du VIe Congres international d'Avon (Les Etudes Carmelitaines), Bruges-Paris, 1952, pp. 308-356; D. S. WIESEN, St. Jer6me as a Satirist, IthacaNew York, 1964, pp. 113-165.
(20) SANT'AGOSTINO,
Sermones, LI, 14, 23, in Opere di Sant'Agostino,
ed, latino-Ita,
liana, XXX/I, Roma, 1983, p. 36.
(21) lvi, LI, 14, 24, p. 28.
(22) S. AUG., Enchiridion, 29 e 61; De civitate Dei, XXI, I. Sull'argomento, cfr, M.-D.
CHENU,La. thtologie au douzieme sieele, Paris, 1966, pp. 52-61; BULTOT,La. doctrine cit.,
p. 17, n. 1.
(23) Cfr. M. MUELLER,Die Lehre des hI. Augustinus von der Paradieseshe und ihre
Auswirkund
in der Sexualethik des 12. und 13. Jahrhunderts,
Regensburg, 1954, pp. 19-32;
A. VALERIO,La. questione femminile nci X-XII, Napoli, 1983, pp. 23-24; piu ampiamente
su matrimonio, sessualitä e verginitä in S. Agostino, K. E. B0RRESEN,Natura e ruolo della
donna in Agostino e Tommaso
d'Aquino,
tr. it., Assisi, 1979, pp. 13-138.
(24) Sui filone dualistico della speculazione greca con i suoi rifiessi nel campo della
sessualitä edel matrimonio, cfr, P. DAUBERCIES,
La. condition charnelle. Recherehes positives pour la theologie d'une realite terrestre, Tournai, 1959, pp. 73-154; MUELLER,La morale
sexuelle dans l'Antiquite chretienne et au Mayen Age, in Precis de Sexologie, Mulhouse, 1961,
pp. 511-512;TIBILETTI,.Op. cit., pp. 27-48; J.-M. AUBERT,La donna: antifemminismo
e cristianesimo, tr. it., Assisi, 1978, pp. 56-61; H. CROUZEL,Le ciliba.t et la. continence, in
Mariage et divorce, celibat et caracure» sacerdoteaa» dans l'egUse ancienne, Torino, 1982,
pp. 352-356; sui platonismo dei Padri, R. ARNOU,Pla.tonisme des Pires, in Dictionnaire
de theologie catholique, XII, Paris, 1935, coil. 2250-2392; J. DANIELOU,Pla.tonisme et Theologie mystique. Essai sur la doctrine spirituelle de saint Gregoire de Nysse, Paris, 1954.
(25) Cfr. DAUBERCIES,
La. condition charnelle cit., pp. 155-164,219-254. Sulla matrice
vetero-testamentaria e ellenistica delle motivazioni etico-ontolol'{iche, cfr. BULTOT,Discussione su N. HUYGHEBAERT,
Les femmes laiques dans la. vie religieuse des XI' et XII' Si~cles dans la Province ecclisiastique de Reims, in I laic; nella. societas christiana • dei secoli X I
e XII, Milano, 1968, p. 393: CANTALAMESSA,
Etica sessuale cit., pp. 433-434; J.-L. FLAl(DRIN, Un temps pour embrasser. AUI: origines de la morale sexuelle occidentate (VI'-XI'
s;icle), Paris, 1983, pp. 72-127.
PIER
DAMIANI,
IL MATRIMONIO,
LA CASTITA
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Boezio e Cassiodoro fino a Beda il Venerablle e S. Giovaimi Dama. sceno, seppur qua e la. con qualehe attenuazione del senso peggio• rativo, insieme alla dottrina dell'anima. prigioniera del corpo e
della came nemica dello spirito, tutta una serie di atteggiamenti
ostili, dalla diffidenza al disprezzo e all'odio, nei confronti di una
realtä - quella terrestre e in particolare la sessualitä quale sua piu
negativa espressione - considerata non solo bassa e vile,' ma pericolosa e nociva (26).
Che sia questo il retroterra culturale a cui il Damiani ispira.
riflessione teologica e disciplina ascetica stanno a testimoniarlo i
nurnerosi topoi ricorrenti nei suoi scritti: angelicitä della origi, naria natura dell'uomo (27), sostenuta dalla credenza circa l'uomo .'
creato per colmare i1posto lasciato vuoto dagli angeli decaduti (28);
dualismo spiritojmateria con accentuata svalutazione 'dell'elemento corporeo (29); avversitä e disgusto per la came - non senza
pesanti attacchi per certe presunte deficienze come ilciclo me.struale femminile (30) -,sentita come un peso e una prigione (31)
(26) Cfr. DAUBERCIES,La thlologie de la condiJion charnelle chez les MaUres du "aut
4ge, in Recherc1Jes de ThIologie ancienne et midi/vale, XXX (1963), pp. S-S4; C.
XODO, CuUura e pedagogia nel monac1Jesimo alto medioevale, Brescia, 1980, pp. 81-100.
(27) Die Briefe, 28, ed, eit., I, pp. 273, 11. 18-21, 274, 11.20-23 (". Op. XI, 19, coli.
247 C, 248 B): • 0 cella spiritalis exercicii mirabilis officina, in qua eerte humana anima
cceatoris sui in se restaucat imaginem, et ad suae redit originis puritatem I Ubi sensus
obtusi ad subtilitatem sui acuminis redeunt, et vitiatae naturae azima sinceritas reparatur ( ••• ) vita heremitica, balneum animarum, mors criminum, purgatorium sordidorum.
Tu mentium secreta purificas, squaIorem seelerum diluis atque ad angelicae nitorem
mundidae pervenire animas facis a; Die Briefe, 66, ed. cit., 11, p. 278, n. 6-10 (= Op. L. IS,
coIl. 749 AB); Die Briefe, 49, ed. eit., 11, p. 69, 11. 10-16 (= Ep. 11, S, col. 264 B); Sero
LXXIV, S, pp. 446-447 (= P.L., 144, col. 922); Carm. 2,9-10, pp. 81-82 (= P.L., 14S,
, col. 98] D, n. CCXXVI). Sull'uso del Damiani di chiamare I'abate • archangelus monachorum ., cfr. G. MICCOLI,Theologie de la vie monastique chez Sai." Pierre Damien (1007-1072), .
in TlJiologie de la vie monastique, Paris, 1961, p. 482.
(28) Sero XLVI, 8, p. 280 (= P.L., 144, col. 7S2 B-C): • Per hanc enim beatissimam
Virginem, non solum amissa olim vita hominibus redditur, sed etiam beatitudo angelicae
sublimitatis augetur. Quia dum homo ad supema redueitur, iIIorum numerus qui diminutus
fuerat reparatuCt; Sero XLVIII, 14, p. 304 (= P.L., col. 776D).
.
.
(29) Op. XIII, 22. ed. P. BREZZI,in S. PIER DAMIANI,De divina omnipotentia e altr;
opuscoli, Firenze, 1943, p. 308 (= P.L., 145, col. 321 C-D): • Terat oculus assiduis obtutibus paviInentum, mens per aestuantis desiderii machinam suspendatur in coelum; utraque substantia suam perpendat originern, ut et caro, quem cemit pulverem se esse non
dubitet, et anima ad id erect a quod perdidit inhianti atque indefessa semper cupiditate
suspiret t; Die Briefe, 66, ed. eit., II, p: 259, 11.IS-21 (= Op. L, 6, col. 738 AB); Die
Briefe,23
ed. cit., I, pp. 223, I. 7-224, 1. 8 (= Op. LVIII, S, coil. 835 D-836 A;ed. BREZZI,
pp. 35]-3S2); Carm. XCVI, 7-12, p. 72 (= P.L. 145, col. 968 C, n. CCXIII).
. .
(30) Orat. I, col. 920 A: • Nonne tu, Domine, permisisti te ab ilia spurcissima et foedissima muliere contingi, quae fluxu erat sanguinis cruentata?;
Op. XXXIX, 3
col. 646 B: • Ecce ubi Seraphim sedere non audent, sedet holI'o luteus, et tanquam pann~
menstruatae luridus et immundus ••
(31) Di~ Briefe, 72,~. c~t.! !I, pp._3~2, 1. 25-343, I. 2 (= Op. XIX, S, col. 432 A):
, • Memini erum sepe me Ita dlvuu amons Igne succensum, ut optarem protinus claustra
moyen
°
I
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I
ADRIANO
7<>4
CATTueeI
e considerata come,fango e rivoltante putridurne (32); fastidio per"
la condizione umana, .divisa tra il sudiciume di questo mondo a
cui la trascinano i sensi (33) e 10 splendore dell'immagine divina
ehe, scolpita nella sua" mente, solo mediante una vita 'rigorosamente contemplativa pUG ricondurre l'uomo alla purezza della
sua origine (34); rimprovero alla parte' materiale dell'uomo d'im-.
pedire con la sua opacitä la visione beatifica e di creare con le sue
attivitä profane seri ostacoli all'elevazione dello spirito (SS); rigetto delle realtä camalifterrene per le realtä spiritu~lifcelesti,
in nome dell'anima « israelita t, sdegnosa dell'amore di questo se-'
, colo e giä proiettata verso la gloria del cielo, contro I'anima e egiziana s, penosamente travolta dall'ardore degl'impegni terrestri (36);
carnis efiringere, et quasi de coeno soluto et carceraJibus tenebris ad eternitatis lumen
medullitus anhelare t; Carm. 5, 8, p. 89 I= P.L., 145, col. 978 A, n, CCXXIII): • At quae,
mens in summae lucis gloriam sustollitur, I aspematur lutum carnis, quo mersa provolvitur, I et ut carcerali nexu laetabunda solvitur t; Ep. V, 3, col. 343 B; Ser, IV,. I, p. 16 '
(= P.L. 144, col. 523 Al.
(32) Op. XLIII, 6, col. 684 CD: • Age, frater, quid est caro ista quam videlicet tam
diligenticura vestibus contegis, et tanquam regiam sobolem molliter nutris? Nonn~
massa putredinis? nonne vermis, pulvis ac einis? Nee iste, qui nunc est a sapiente
viro attenditur, sed potius dignum est ut sanies, virus, fetor, et obscenae corrUptionis
ilIuvies, que postmodum futura est, perpendatur t; Die Briefe, 66, ed. cit., H, pp. 269,
u 15-22; 271, u, 1-2 (=
L, 10 e 11, coli. 744 AB, D); op. LVI, 9, col. 818 D: «Et
quis continua non compellatur sese nosse putredinem, dum tam obscoenam ortus sui consideret foeditatem? dicens intra se: - Qnid superbis, terra et cinis? - Quod etiam post
exitum tuum, futurum est primo vermis, deinde pulvis t; Carm. LXV, p. 65 (- P.L., 145
col. 969 A, n. 'CCXV); Carm. XCVI, 1, p. 72 (= P.L. 145, col. 968, no CeXIIl). efr:
R. MANSELLI, 11 concetto di • mUMm t nel pensUro di S. PU, Damiafli e la sua visione
escatologica, in Fonte AfJellalla nel suo mille1l(lrio, I, Le origini, Atti dei V Convegno del
Centro di Studi Avellaniti, Fonte Avellana, 1981. pp. 125-126. '
(33) Ep. I, 15, coli. 230 B, 231 A: •••• Cum caetera corporis membra quodammodO
bruta videantur et stolida, vix cubitus semis reperitur in corpore, quem rerum omnium
universitas nequeat satiare. Ab oculis siquidem usque ad genitalia regnat omnis humana
concupiscertla
Haec itaque pars corporis, a pudendis videlicet usque ad oculos,
totum perimit hominem, ac prorsus in eo naturaJis excellentiae subruit dignitatem t; Die
Briefe, 49, ed. cit., Il, p.71, 11. 14-25 (Ep. Il, 5, col. 265 CD).
'
(34) Die Briefe, 28, ed. cit., I, p. 254, 11. 17-20 (= Op. XI, 3, col. 234 B): • Et bene
cum spiritu hominis esse Deus optatur, quia in mente et spiritu ad imaginem et similitudinem Dei homo rationalis est cOllditus atque ibi divinae gratiae et i1Iuminationis est capax t; Du Brie/e, 49, ed. eit., Il, p. 68, 11. 10-17 (=- Ep. 11, 5. col. 263 CD): « ••. In quinto
die creati sunt pisces, ••• volucres etiam. quae significant eos, qui virtutum penllis ad caelestia se contemplanda suspendunt. Quintum ergo diem cum volucribus habet quisquis
saeculi huius amore contempto quasi dedignatur caenum calcare terrenum ac per contemplationis gratiam ad caelestis gloriae se provehit appetitum. Hie itaque non iam in terra
graditur, sed per aerem volat, quia terrena quaeque despiciens ad caelestia sitibundus anhelat t; ivi, pp. 70, I. 23-71, I. 7 (= col. 265 BC).
,
(35) op. LVI, I, col. 809 D: «Paries itaque noster ipsa mortalitatis nostrae conditio
est, quae nos a contemplatione conditoris, velut abditae domus obstaculum dividit, et ui
ima proclivis declinare compellit. Corpus enim quod corrumpitur, aggravat animam et
deprimit terrena inhabitatio sensum multa pogiÜmtem (Sap. 9) t.
' "
(36) Die Briefe, 49, ed. eit., 11, p. 73, ll. 1-7 (= Ep. 11, 5, col. 266 D): • Israelitica igitur
anima sabbatizat, dum remota a negotiorum saecularium strepitu lectionibus et orationi-
os.
<••• )
PIER DAMIANI, IL MATRIMONIO, LA CASTITA
705
fuga non solo da! peccato, ma anche dalle funzioni inerenti alla
eondizione terrena. dell'uomo, viste come alienanti rispetto all'unico bene dell'interioritä edella pura contemplazione (37).
In sintonia con queste categorie di un accentuato e contemptus mundi s, altro asse portante del pensiero damianeo e la spiecata mentalitä simbolica propria della cultura del tempo; ehe,
nella lettura religioso-teologica di un mondo completamente sacralizzato, vede I'universo fisico come un immenso arsenale di
figure e sacramenti di celesti allegorie. Natura e creato non hanno
una consistenza propria, un significato in se, ma unicamente in
rapporto ad altro, vale
dire alla vita soprannaturale; pietre,
piante, animali con le loro proprietä e nature fanno parte di un
cosmo in cui il compito dei « visibilia &/« corporalia »]« temporalia ..
e limitato all'esser segno degli e invisibilia a /« spiritualia v]« aeterna s, simbolo d'insegnamenti etico-spirituali e di realtä trascendenti (38) •
a
,
..
,
bus vacat, Aegyptiaca vero muscarum ingruentium
infestatione
percellitur, dum terrenorum actuum inquietudine delectatur, Quid est enim in hac vita laboriosius, quam terrenis
desideriis estuare? Quid quieti us atque suavius, quam huius saeculi nil prorsus appetere?;
ivi, p. 76, 11.23-26 (= col. 269 C); Die Briefe, 82, ed, cit., 11, p. 448, 11. 10-17 (- Ep. 11,
13, col. 282 AB).
(37) Ep; IV, 16, col. 332 B: • Christiano vero spirituale Sabbatum agere, est a laboriosa rerum temporalium cupiditate quiescere, solis orationum ac lectionum s_tudiis Insu- .
dare, saecularium
negotiorum pondus de mentis cervice projicere, ad contemplanda
coelestia tota cordis intentione
vacare; carnis oblectamenta
contemnere,
de sola spe coelestium spirituali iucunditate
gaudere s; Die Brie/e, 1, ed, cit., I, p. 89, 11. 8-11 (=0 Op. Ill,
coli. S7 C-S8 B); Die Briefe, 49, ed. cit., Il, p. 64, 11. 7-9 (= Ep. rr, 5, coil. 260 D-261 Al.
Per l'argomento compreso tra le note 26-36, efr. BUL'loT, La doctrine cit., pp. 17-65, 87·99,
112-141; ID., La digniUl dell'uome secondo S. Pier Damiani, in S. Pier Damiani, Atti del
Convegno di studi nel IX Centenario de11a morte, Faenza 30 sett.-I ott. 1972, Faenza,
.1973, pp. 17-41; ID., La • dignitl. cit., pp. 941-966; F. DRESSLER, Petru« Damiani. Leben
und Werk, Roma, 1964, pp. 58-60; F. VANDENBROUCKE, Pour l'lIistoi,e de la theologie me"ale. La morale mcnastique du Xl' au XVI' siicl«, Louvain-Lille, 1966, pp. 39-43; J. DELU"EAU, Le pechl el la peu,. La eulpabili8ation en Occident (XIII'-XVIII'
siecles),· Paris,
1983, pp. 22-23, 25. Di s un senso ••• morboso del contingente nella vita terrena s da parte
dei Damiani parIa M. Petrocchi (Note su Fante Avellana. Gli opuscoli. 14 e IS di San Pier
Damiani e I'ideale eremitica, in Aspetti delrUmbrÜl dall'inirio del secolo VIII alIa fine del
secolo XI, Atti del III Convegno di Studi Umbri. Gubbio, 23-27. maggio 1965, GubbioPerugia,
1966, p. 254).
.
.
(38) Cfr. LECLERC2, S. P~"e Damitn ermite clt., pp. 117-192; BULToT, La doctrine .
clt., pp. 66-86; A. CANTIN, Les scienus seculieres et la /ai. Les deu% voies de la science au
jugement.de S. Pierre Dam~n (10<!7-1072~,Spole~o, .1975, pp. 552·594; ID., Saint Pierre
Damien ella culture de son temps, ID Stud, Gfegor;anJ, X (1975); pp. 267-269; G. LoDOLO,
Appunti sui simbolisme in San Pier Damiani, in Fante Avellana nella societti dei secoli XI e
XII, Atti del 11 Convegno del Centro di Studi Avellaniti, Fonte Avellana, 1978, pp. 405412. Sui simbolismo medievaIe e sull'idea di natura fino aI sec. XII, efr. CHENU, op. clt.
pp. 159-190; T. GREGORY, L'idea di n~u,a nella filosofia medievale prima dell'ingress~
tlella fisiea di Aristotele. 11 secolo XII, ID La filosofia della natura nel Medioevo, Atti del
706
ADRIANO
GATTUCCI
, Sembrandoei anzi, quest'ultimo, uno dei versanti piu fecondi
attraverso il quale meglio evidenziare non solo quanto il Damiani
in materia di matrimoniofsessualitafcastita deve alle forme e 'ai
contenuti della tradizione, ma anche quanto nello stesso settore
va attribuito alla sua personale sensibilitä, e in questa direzione
ehe riteniamo opportuno approfondire ia nostra indagine.
3. Se tutte le cose ehe appaiono sono un veicolo per attingere
le profonditä del mondo spirituale (39), se la natura filtrata dalla
«spiritalis intelligentia » (40) diventa un libro spalancato attraverso il quale l'uomo pub cogliere l'armonia del cosmo e la volontä
di colui «qui naturalia rerum omnium iura disposuit s (41), dato ehe
«non modo caelum et terra, aer et aqua, sed et quaeque in eis
sunt, in humanae utilitatis administratione concurrunt I> (42): tuttavia luogo privilegiato di questa intenzione divina risultano essere
le nature e gl'istinti degli animali, la cui determinazione appare
frequentemente in funzione del messaggio ehe essi debbono arre, care (~3)all'uomo. E cosl ehe Pier Damiani, pur protestando di non
Terzo Congresso intemazionale
di Filesofia medioevale.
Passo della Mendola' (Trento),
31 ag.-S sett. 1964, Milano, 1966, pp. 27-65 (pp. 36-38: S. Pier Damiani). Le tre coppie
dicotomiche sono in Agostino (Epistolae, LV, 7, 12).
.
(39) Sero XLVI, 13, p. 284 (P.L., 144, col. 755 C): •••• Per haec quae exterius cemlmus, reflectere oculos ad interiora debemus t.
. (40) Die Briefe, 86, ed. eit., rr, pp. 462, I. 11; 463, 11. 23.26-27; 484 I. 6 (= op. Ln,
2, 18, coli. 766 C, 767 BC, 779 A).
,
(41) Op. XXXVI, 13, ed. A. CANTIN, Letire sur la touts-puissance divi.lle, Paris, 1972
(Sources Chretiennes, 191), p. 456 (= P.L. 145, col. 614 BC; ed, Bnzzzr, p. 126).
(42) Op. XXIII, 2, col. 47S A.
.
(43) Die Briefe, 86, op. cit., rr, pp. 463, I. 29464, 1. 7 (= Op. LII, 2, col. 767 C): • Rerum quippe conditor omnipotens Deus, sicut terrena quaeque ad usus hominum condidit, sic
etiam per ipsas naturarum
vires et necessarios motus, quos brutis animalibus
indidit,
hominem salubriter informare curavit, ut in ipsis pecoribus homo possit addiscere, quid
imitari debeat, quid cavere, quid ab eis mutuari salubriter
valeat, quid rite contemnat.
Quatinus dum a rebus quoque ratione carentibus homo rationalis instruitur,
ad auctorem
suum per viam sapientiae caute semper et inoffenso tramite gradiatur t; ivi, p. 495, 11. 13, IS. 18-24 (2, col. 785 BC): • Cur autem haec omnipotens rerum conditor naturis animalium
indidit, nisi quia diversa per haec homini vitae huius ,emolumenta
providit? (••• ) Ornnes
plane naturas animalium
••• si quis elaboret sollerter inspicere, utiliter poterit in humanae conversationis exempla transferre, ut qualiter homo vivat, ab ipsa quoque rationis ignara pecorum natura condiscat < ••• } Cum in brutis animalibus aliquid insigne conspicitur,
homo protinus, ut quicquid ilIud est ad sui considerationem
retorqueat,
ammonetur t.
SuI simbolismo e la teologia dei bestiari medievali, efr. F. ZAMBON, Origini e sviluppo dei
Bestiari, introduzione a 11 Bestiario di Cambridge. 11 manoscritto Il, 4, 26 della Cambridge
Ulliversity Library, tr. a cura di S. PONZI, Parma-Milane, 1974, pp. 19-40; R. ROQuEs,
Libres semiers uersZ'irigenisme, Roma, 1975, pp. 13-43; N. HENKEL, Studien 'um Physiologus
im Mittelalter, Tübingen, 1976 (Hermaea, germanistische Forschungen, N.F. 38), pp. 139146; K. GRUBMtlLLER, Vberlegungen zum Wahrheitsallspruch des Physiologus i'lI Mittelalter, in frtlhmittelalterUche Studien, XII (1978), pp. 160-177; F. ZAMBON, Teologia del Bestia-
PIER DAMIANI,
,
IL MATRIMONIO, LA CASTITA
707
arrogarsi autoritä di esperto in materia (44), ma non discostandosi
dal filone della tradizione monastica da sempre. interessata ai misteri della natura (45) e al mondoanimale (46), procede sicuro e senza
remore (<< indiscusse et irretractabiliter ») all'utilizzazione di tutto
. do ehe riguardo agli anirnalidichiara .esserci stato tramandato
«ab his qui rimandis rerum insudavere naturis s (47), fino a eostruirsi nel De bono religiosi status - 0 De naturis animalium (48)_
quello ehe a buon diritto e stato chiamato un suo singolare e personale e bestlario » (49).
Per quanto riguarda il nostro discorso, se giä il sirnbolisrno del
Physiologus - da cui derivano tutti i De rerum ,naturis medievali (60) - si contraddistingueva per un'accentuata esaltazione dell'ascetisrno celibatario in contrapposizione alla normale fruizione sessuale e ai desideri della came (51), e facile immaginare
come i1 Damiani si sia sentito a suo agio nel ritrattare immagini
e sentenze totalmente in sintonia con le sue categorie morali, non:
mancando nell'occasione d'incrementame il peso con l'apporto
del suo ingegno e delle 'sue riflessioni. Tenendo perciö come punto
di riferimento il De bono religiosi status, passeremo in rassegna
quanto in materia di matrimoniojsessualitäjcastitä
il Darniani
propone sollecitato dalla lezione animalesca e dalle infiessioni del
suo temperamento.
'
a) Il primo animale da sottoporre al nostro esame e l'antilope (<< autholopus »), il feroce quadrupede dalle lunghe coma, a
rio in Museum Patavinum, II (1984), pp. 23-51; G. ORLANDI,La tradilione del • Pkysiologu;. e i prodotti del bestiario laiino, in L'uomo difronte al mondo animale nell'Alto Medioevo,
Spoleto, 1985 (Settimana di studio del Centra italiano di studi suU'Alto Medioevo, XXXI),
pp. 1057-10.58- _-'
.
(44) Dse Briefe, 86, ed, cit., Il, p. 264, 11. 10-11 (= Op. LIl, 2, col. 767 D).
(45) Cfr. CANTIN,Les sciences cit., pp. 552-560.
(46) Cfr. G. PENCO,L'amicizia con gli animali, in Vita Monastica, XVII (1963), pp. 310; ID., 11 simbolismo animalesco nella letteratura monastica, in Studia monastica, VI
(1964), pp •. 7-38:'.
'
,
(47) Dse Brsefe, 86, ed. cit., rr, p_ 464, 11. 11-13 (= Op. LIl, 2, col. 767 D).
, (48) Come si legge nel titolo del ms, Urb. lat. 503, f. 158ra [cfr, G. LUCCHESI,Clavis
S. Petri Damiani, in Studi su S. Pier pamiani in onore del Cardinale Amleto Giovanni Cicognani, Faenza, 1970, p. 8?) e ne~ tit?lo corrente del ms. Vat. lat. 3997, ft. 191r-196r
, (cfr: LEcLERcQ,S. P. Damsen ermite Clt., p. 186, n. I).
,
(49) Cfr. GREGORV,L'idea di natura cit., p. 37; CH. FRUGONI,Letteratura didattica
ed esegesi scritturale nel • De bono religiosi status. di S. Pier Damiafli, in Rivista di storia
, della Chiesa in 1talia, XXXIV (1980.), pp. 7-8_
'
(So.) Cfr. F. MCCULLOCH,
Mediaevat Lati" and French Bestiaries, Chapel Hill, 1962,
pp. 21-44; ORLANDI,op. cit., p~. ~063-1106. .
"
(51) efr. H_ CHADWICK,Pmcfllum
of Avila. The Occult and the charismatic 'in the
Early Church, Oxford, 1976, p~ 93;ORLANDI, op. cit_, pp. 10.65-1066.
708 .
ADRIANO
GATIUCCI
eui nessun caceiatore oserebbe aecostarsi, se a tradirlo non fosse
la sua stessa leggerezza ehe 10 porta a impigliarsi senza potersene
piu liberare nei lunghi rami dell'erica (52). Simbolo dell'uomo irretito nella selva delle passioni terrene e dei vizi (53), l'antilope e
l'animale nella sua valenza negativa, specchio della perversionn
dell'uomo, ehe la natura fornisce ad ammonimento perehe si eviti
d'ineorrere negli stessi eostumi e nella stessa miseranda fine (54).
·,va perö subito notato ehe, sebbene nel Damiani essa sia ancora
immagine ehe stimola al disaneoramento dalle passioni e dalle
eure terrene (<< noli iam causarum seeularium vacare negotiis t) (55),
nella sua scrittura tuttavia assume una simbologia piu speciftca,
quella della lussuria (56), sviluppata verosimilmente dall'aceenno
a' questo vizio con cui si conclude la moralitä del Physiologus nella
versie B (67) - quella seguita da vicino dal Damiani (58) - e rafforzata dalla suggestione della lettura del secondo capitolo della seconda lettera di Pietro (59). Della trasformazione avvenuta nel
dettato damianeo sono spie due piccole aggiunte caratterizzanti
l'una i1 comportamento e l'altra l'indole dell'animale: di esso infatti da un lato si afferma ehe e Iascivicns » s'era messo a giocare
con i rami della pianta invischiatrice, non dubitandosi dall'altro
di riservargli l'epiteto di «( pet ulcus » (60), l'appellativo ehe qualifica non .solo gli sguardi impudichi, ma le stesse meretrici (61).
(52) Die Briefe; 86, ed, cit., 11, p. 467, 11. 1-11 (= or. LII, 4, coIl. 7680·769 A).
(53) Cfr. L. R!l:AU,Iconographi« de l'a,t eh,/Iim, I, Paris, 1955, p. 128; MCCULLOCH,
op. cit., pp. 84·86; HENKEL,op. eit., pp. 179·180; A. CARREGA,
Appendice, in Le pTop,iettl
degli animali, Geneva, 1983, pp. 378·379.
(54) Cfr. G. CELLI,Il bestiasio vivente, in Le PTOpriettl degli animali eit., pp. 10, ]2;
R. OELORT,L'uomo e gli animali dall'eta della pietra a oggi, tr. it., Bari, 1987, p. 69.
(55) Die Briefe, 86, ed. cit., II, p. 467, 11. 16-17 (= or. LII, 4, col. 769 A)•
. (56) Come Del suo attento studio rileva la Frugoni (LetteratuTa didattica cit,
pp. 11,29).
(57) Cfr, F. J. CARMODY,
Physiologlls laiinu«, Editions p,/liminai,es, ve,sio B, Paris,
1939, p. 13: • Cave ergo, homo dei, ebrietatem, ne obligeris luxuriae et voluptati, et inter.
ficiaris a diabolo: vinum enim et mulieres apostatare faeiunt homines a deo t. Sulla ve,sio B
(= Phys. lat. B), cfr. ORLANDI,op. cit., pp. 1073-1077.
(58) Cfr. FRUGONI,Lette,atu,a didattiea eit., pp. 8, 11, 18. Della veTsio B esiste il ms.
Cassinese 323, seritto intomo al 1000 (cfr. ORLANDI,op. cit., pp. 1074-1077), ehe il Da.
miani pote aver sottomano, dati i suoi rapporti con l'abbazia di Montecassino (efr. LE.
CLERCQ,S.P. Damien e,mite eit., pp. 91-93, 135-138)_
'
(59) Cfr. FRUGONI,Letteratura didaitica clt., pp. 27-28.
(60) Die B,iefe, 86, ed. cit., II, pp. 467, It 8. 17 (= ap. LIl, 4, call. 768 D, 769 A).
(61) efr. AE. FORCELLINI,Lexicon totills latinitatis, Ill, Bononiae, 1965, p. 697. Nel
cap. 29 di questo stesso ap. 52, il Damiani, della turpe moglie del conte Guglielmo di Liguria che aveva avviato approcci libidinosi con un • maimo. (= masehio di scimmia),
dice che era. impudica prorsus et pet u I ans. e, ripetendo la stessa qualifiea di • P e _
t u I ans.
per 10 scimmione, afferma che la signora con esso • I a s c i v ius iocabatur.
PIER DAMIANI, IL MATRIMONIO, LA CASTITA.
709
Esplicito poi e il riferimento morale a non lasciarsi traviare dai
• voluptatum carnalium...
virgulta I) e dalla «flamma libidinis I), come invece era accaduto agli abitanti di Sodoma e Gomorra - precisa il Damiani citando pesantemente la Genesi (62)
, sull'abbrivo di un capitolo della seeonda lettera di Pietro dedicato
,all'illustrazione del peeeato della lussuria (63) -, dei cui crimini nulla
era arrivato con piü clamore a ferire la volta del eielo (64). Il capitolo termina, seguendo la citata versio B - a cui corrispondono la
oersio y (~)e piü ancora i cosiddetti Dicta Chrysostomi (66) -, con
l'evocazione piü consueta ehe nella mente del ehierico e del monaco - e in modo particolare nel Priore di Fonte Avellana - scatta
al solo pensiero del peccato sessuale, cioe quella della donna, ad
esso legata per 'una sorta di eongenita simbiosi: «Sed ut vires
ammittant incentiva libidinum, deelinanda est procul dubio so'(:ietas feminarum s (67).
L'antilope dunque - ehe nel corso della lettera sarä ancora
citata come simbolo negativo di colui ehe non ha saputo mantenere la regola d' oro del silenzio (68) - offre qui al Damiani il destro
per porre il problema della libidine edella lussuria in primo piano,
tra i temi capitali dello scritto (69), in armonia con le sue preoccupazioni etiche e le sue categorie spirituali, ehe nei segni della natura eercano il.loro incentivo e illora sostegno. Come si rileva dal
dettato ehe segue subito dopo, dedicato ancora ad « exempla ,.
(Die Brie/c, 86, ed. eit., H, p, 502,11.6-7. 10 I= Op. LH, 29, col. 789 CD]); gli seostumati vescovi di Piacenza e VercelIi, poi, elettori dell'antipapa
Cadalo ma piu esperti nel disquisire sulla bellezza delle donne cbe nell'eleggere un pontefice, sono ebiamati • multarum
pet u l c i ac prolectarii • (Die Briefe, 88, ed. cit., I1, pp. 524, I. 8-525, I. I L= Ep, I, 20,
col. 242 Cl). La spaziatura in entrambi i casi e mia.
,
(62) Gen. XVIII, 20-21.
(63) 2 n. n,
(64) Die Briefe, 86, ed. cit., Ir, pp. 467, 11. 18.21-22; 468, 11. 1-2 (= Op. LH, 4,
col, 769 AB).
(65) Cfr. CAR~IODY, Pkysiologus Laiinus, uersio y, in University 0/ Callformia Publications in Classical Phvlology, 12/7 (1941), p. 104: • Vinum autem et mulieres efiugiet sapiens
vir •• Sulla versio y (= Phys, lat. y), cfr. ORLANDI, op. eit., pp. 1070·1072.
.
(66) Cfr, F. MAURER, Der altdeutsche Pbysiologus, Die Millstätter Reimfassung und
die Wiene,. Prosa (1u;bstdem lat~inischcn Text und dem althochdeutschenPhysiologus), Tübingen 1967, p. 81: •••• Noli ludere cum vino, in quo est luxuria ; nee te obliges et ineidas
in ~useipulam
diaboli, qui te videns obseptum vitia occidit. Vir autem sapiens et prudens
a vino et muliere se avertit t. Sui Dicta Iohannis Chrysostomi de naluris bestiarum, cfr.
ORLANDJ,
op. eit., pp. 1097-1101.
"
(67) Die Brit/e, 86, ed. cit., 11, p. 468, 11.3-4 (= Op. LU, 4, col. 769 B).
(68) lvi, p. 500, 11.7-9 (= 28, col. 788 C): • Authalopus cum exc1amat, ad suum ignarus interitum g)adios venatoris invitat. Qui donee opticuit, persequentis
industriam
tugacis cursus opinione delusit ••
(69) Cfr. FRl'GONl, Letteratura didattica eit., pp. 11, 27-29, 53-54•
•
ADRIANO
710
GATTUCCI
di natura, in cui I'attenzione del lettore e direttamente sollecitata e la consegna decisamente fatta convergere verso quel e mulieris aspectus species. da fuggire (70), per un argomento di spiccata rilevanza nell'economia del discorso (71).
b) Simbolo naturale infatti, atto a scoraggiare i contatti
tra uomo e donna, sono i «lapides...
igniferi s (72) - le pietre
focaie -, « qui masculus et femina nuncupantur et dicuntur phiroboli s: finche questi se ne stanno uno lontano dall'altro, non suecede niente; «si vero femina appropinquaverit masculo s - prosegue i1 Damiani attenendosi sempre alIa cersie B (73) -, subito da
entrambi sprizzano scintille e conessi s'incendia tutto ciö ehe sui
monte dove si trovano li circonda (74). L'insegnamento e appunto
ehe, se non vogliamo essere consumati dalI'incendio della libidine,
dobbiamo evitare la vista delle donne, (C ne de eonspecta forma
flamma prosiliat, quae nobis non montis, sed mentis frutecta
pervadat I) (75).
Non e questa l'unica volta in cui i1 Damiani mette sull'avviso
l'uomo nei confronti della donna, esortandolo a mettersi a1 riparo
dai suoi pericolosi influssi. Sperimentato a proprie spese I'effetto
devastante del contatto con la bellezza e la lascivia femminili (76),
egli trova modo anche altrove, come ad es. commentando l'episodio
biblico di Giacobbe ehe influenza la formazione dell'embrione di
capre e pecore mediante la vista di colori esterni (77), d'illustrare
la micidiale pericolositä di un semplice sguardo non controllato
- del resto la storia del re David e Betsabea e sempre li ad insegnare (78) - degenerarido anehe senza volerlo le immagini sensi(70) Die Briefe, 86, ed. cit., I1, p. 468,11.10-11 (= op. LIl, 5, col. 769 C).
(71) Cfr, FRUGONI, Lette,atu,a didattica cit., pp. 29-30.
(72) GiA presenti nel Pkisiologus greeo (= Phys.), pietre e piante - seppur in numero
assai ridotto - si conservarono anche nelle versioni latine (efr. ZAMBON, bll,odutione a
11 Fisiologo, Milano, 1975, p. 20; ORLANDI, op. cit., pp. 1096-1097).
(73) Cfr. Phys, lat. B, Ill, 1-3, ed, cit., p. 13; la versio attribuisce invece l'iniziativa
dell'approccio al • rnasculus t: •••• Si autern appropiaverit
feminae masculus ••• t (Phys.
Iat. y, Ill, 3, ed. cit., p. 104). Che norrnalmente nella letteratura ascetica l'iniziativa peccaminosa fosse attribuita alia donna fa rilevare la Frugoni (Letlerattt,a didattica cit., p. 30).
(74) Die Briefe, 86, ed. cit., rr, p. 468, 11. 5-9 (= Op. LIl, 5, col. 769 Bq .:
(75) lvi, p. 468,
11-12 (= col. 769 C).
(76) • Dum haec cemerem - dice it Damiani degli spassi Iibidinosi esibiti dal prete
Zeuzolino e da una sua amante definita s lubrica et inhonesto satis decore venusta t -,
titillantis luxuriae molestias pertuli, cum etiam, postquam ad heremurn veni, eiusdem
lenocinii memoria me sepius colaphizare non destitit t (Die Briefe, 70, ed, cit., lI, p. 321,
11.4-7 [= Op. XLII/I, 7, col. 673 AB]).
.
(77) Cfr. Gen. XXX, 37-41.
(78) Cfr. 2 Sam. XI, 2·4. '
n.
PIER
DAMIANI,
IL MATRIMONIO,
LA CASTITA
7II
. tive, una volta impression at a la memoria, nell'impudicizia e nel
sudiciume (79). Onde la fondamentale regola di un'assoluta clausura per gli occhi e per i sensi (80), in modo da togliere la materia
'prima all'avversario infernale, ehe e si un abile pittore nel ravvivare le immagini deposit ate nella mente, ma ehe non puö far per.
cepire ad un cieco i connotati di cose mai viste (81).
c) Inaugurando la serie positiva, Pier Damiani dice ehe ani.
male esemplare «ad extinguendum...
libidinis incentivum & e
il castoro. Ricercato per le facoltä terapeutiche dei suoi testicoli,
quando questo animale si accorge di non aver scampo dall'assalto
mortale del cacciatore, facendosi violenza, si tronca con un morso
i genitali e li getta davanti alla faccia di costui, ehe, soddisfatto
della preda, cessa dall'offesa; e se accade ehe incappi in un altro
cacciatore ancora piu feroce del primo, allora raggiunta un'altura
si solleva sulle due zampe posteriori mostrando d' esser privo di
do per cui 10 si incalza, e cosi scampa alia morte (82).
Conosciuta fin dall'antichitä classica non solo per gli aspetti
connessi alia medicina ma anche per la tipologia dell'autocastrazione (83), la natura del castoro fu poi moralizzata nell'ambito
della tradizione fisiologica sia greca (84) ehe latina (85), trovando
(79) • Porro,' si tantum oculorum visus etiam in brutis animalibus valuit, ut, dum
eorum.aspectibus varia Iacob virgulta proponeret, ilia mox in eorum contemplatione conciperent, et sic postmodum discolor foetus virgarum varietatibus responderet, quanto magis
certum est quod humana corda ratione vigentia, dum sciunt diiudicare quod cernunt, ea
que sensibus exterioribus hauriunt intra semet ipsa postmodum ymaginando deplngunt;
et, licet haec per deliberationem nequaquam sibimet agenda proponant, dum tamen ea
sepius in cogitationibus versaut, a sua nonnunquam munditia et puritate degenerant.
Nam et de David ita legitur, quia, dum deambularet in solario domus regiae, vidit mulierem se lavantem ex adverso •••• Nimirum vidit et corruit • (WILIIART,op. cit., pp. 143144j LUCCHESI,Clavis cit., pp. 146-147). Sull'episodio di Giacobbe si erano gia soffermati,
sebbene sotto altra angolatura, S. Agostino (De T,initate, Ill, 8, IS) e Isidoro di Siviglia
(Etymologiae, XII, I, S8) j da Isidoro dipenderä poi alia lettera 10 Pseudo-Ugo di S. Vittore
(De bestiis et aliis ,ebus, Ill, 23, P.L. 177, col. 93 B). .
(80) Ep, VII, 18, col. 458 B: • Quoniam rei, ex qua conflictus oboritur, melius est
gratuitam ignorantiam possidere quam de comparanda semper oblivione confiigere ••• t.
(81) Op. XLIX, 3, eol. 769 CDj Ep. I, 16, coll, 236 D - 237 A.
.
(82) Die Briefe, 86, ed, cit., 11, pp. 468, 1. 13-469, I. 2 (= ap. LII, S, col. 769 CD) j
Ep. I, 16, colI. 236 D - 237 A.
(83) Cfr., ad es., CICERONE,Pro Scauro, 2, 7j PLINIOIL VECCHIO,Natu,alis histOf'ia,.
VIII, 47, 109j GIOVENALE,Satyrae, XII, 34j ELlANO,De natura anitnaliutn, VI, 34.
(84) Cfr. Phys., 23, in Il Fisiologo cit., pp. 61-62. Cito iI Physiologus greco nella traduz:ione italiana dello Zambon, condotta sull'edizione critica di F. Sbordone (Physiologus,
. Medionali-Genuae-Romae-Neapoli,
1936), ma con migliorie filologiche . (Il Fisiologo,
pp. 3S-36).
(85) Come, ad es., nella uersio y (Phys. lat, y, XXXVI, 1-12, ed, cit., pp. 128-129)
e nella versio B (Phys.lat. B, XVII, 1-20, ed. cit., pp. 32-33).
712
ADRIANO
GATTUCCI
in Isidoro di Siviglia I'autoritä ehe veniva a garantirne la veridicitä attraverso i suoi nessi paretimologici (86); ma ne qui ne nelle
successive redazioni latine (87), pur evolvendosi la moralizzazione
di questa natura (88), il taglio figurato 0 estirpazione proposta al
fedele riguarda specificamente la sola lussuria, bensi tutti i vizi ~
in generale (89). Fatte perciö le debite identificazioni secondo il
consueto procedimento allegorico - castoro-cristiano, cacciatorediavolo, testicoli-opere peccaminose -, l'animale risulta essere il
simbolo dell'atleta di Crista ehe, perseguitato dal maligno, elimina gagliardamente da se tutto ciö (con la lussuria la vasta gamma dei vizi) ehe offre a costui terre no d'assalto (90).
Consacrata invece esc1usivamente aldiscorso sulIa. lussuriaj
castitä e la riflessione morale damianea, ehe nel castoro vede unicamente il simbolo delI'eroe votato alIa castitä. Su costui cade
l'ammonimento di recidere senza tentennamenti i s titillantes illecebrosae libidinis fomites &, se vuole evitare le reti dell'infernale.
cacciatore; amputi dal suo petto e omne luxuriandi propositum s:
cosi, deponendo con lucida volontä ogni desiderio di libidine, e
come se rimuovesse da se quelle parti vergognose ehe sono la ra,dice della lussuria. Quando allora l'improbo nemico verrä a infliggere nelle sue carni i dardi libidinosi, egli poträ immediatamente rizzarsi sulla sua .forza, mostrando come non vi sia piu
nulla in lui su cui il maligno possa far presa: « En ego verenda non
habeo &, poträ dirgli in faccia, «dum, amputato luxuriae seminario,
castitatis propositum inviolabiliter servo». Richiamando poi Isaia
e Matteo (91), la parenesi damianea si conclude con la proclamazione ehe coloro ehe si sono evirati per il regno dei cieli non sono
legni secchi, ma anzi si troveranno con un name e una posizione
assai migliori di chi abbia avuto figli e figlie. E in questo modo ehe
(86) ISID., Ethim., XII, 2,21, ed. cit.: f Castores a castrando dicti sunt. Nam testiculi eorum apti sunt medicaminibus propter quos cum praesenserint venatorem, ipsi se eastrant et morsibus vires suas amputant t.
(87) Come, ad es., nei Dicta Iohannis Chrysostomi, 16 (ed. cit., p. 84) e nella redazione
detta B-Is, 17 (in M. F. MANN, De, Bestiaire Dioin. des Guillaume le Clerc, Heilbronn
. 1888, pp. 50-51). Sulla redazione B-Is, cfr, ORLANDI, op, cit., pp. 1094-1097.
'
(88) Come in Rabano Mauro, ehe la trasforma in una bordata contro gl'interpreti
letterali dell a mutilazione (De uniuerso libri viginti duo, VIII, I, P.L. lIt, call. 222 D223 A).
(89) Cfr. MCCULLOCH,op, cit., p, 95; HENKEL, op. cit., pp. 189-190.
(90) Cfr. CARREGA,op, cit., pp. 403-404.
(91) Is. LVI, 3-5; MT. XIX, 12.
PIER DAMIANI, IL MATRIMONIO, LA CASTITA
713
si vince 1'« astutae fraudis ars s del e versutus hostis », sempre
pronto a trafiggerci con il pungiglione delle tentazioni (92).
Fissato .con queste caratteristiche, il castoro continuerä suecessivamente ad essere I'immagine dell'asceta ehe sconfigge la
lussuria sradicando dal suo cuore ogni desiderio libidinoso, gettato
come offa all'insaziabile fame del demonio (93) •.
d) Proseguendo nello spoglio del bestiario damianeo, bisogna
arrivare fin quasi verso la meta della lettera per trovare - sempre
nel settore verginitäjcastitä - altri modelli di e virtus » animalesca,
pronti a far da sveglia e stimolo al neghittoso comportamento
umano (94). Il nuovo mirabile esempio e rappresentato dalla partenogenesi dell'avvoltoio: «( Ut igitur arma virtutum in spiritali
certamine constituti etiam a volucribus mutuemur, ... altius
ammiremur fecund am in volturibus virginitatem » (95). Di essi si
narra ehe, a differenza degli altri uccelli, in nessuna maniera in'dulgono all'accoppiamento, concependo la feinmina senza cornmistione di sort a con il sesso maschile; e tutt'altro ehe esser soggetta a menomazioni 0 precarietä di vita, la prole cosi prodigiosamente nata - proprio in grazia 0 in premio di questa straordinaria virtu materna, come sembrerebbe potersi dedurre daI contesto (96) - arriva bellamente a vivere fino ai cento anni di eta (97).
Riguardo a questa natura, elaborata dalla riflessione di Sant'Am-
(92) Die Briefe, 86, ed,' eit., I1, p. 469, 11. 3-20 (= op. LII, '5, coll, 769 D - 770 B).
SuI passo, efr. FRUGONI,Letleratura didattica cit., pp. 30-31.
(93) Cfr. REAU, op. eit., I, p. 101.
,
(94) Diversamente dell'arnica Frugoni, infatti, secondo la quale i1 tema della lussuria
si estenderebbe anche ai paragrafi deI riccio edella volpe come gia a quello deI Ieone (Lette,atu,a didattica cit., pp. 27·32), mi pare che nei casi eitati non si parli specificarnente di
queI vizio, dovendosi interpretare il •carnaliter vivere t ivi contenuto (Die Briefe, 86,
ed. cit., I1, pp. 465, 1. 8; 471, 1. 4 l= o». LII, 3, 7, colI. 768 A, 771 A) non nella vaIenza
della sessualitä, ma nell'accezione paolina di un vivere secondo l'ordine della natura ehe
si contrappone aU'ordine della grazia 0 dello spirito, come b precisato in Gal. V, 19·20,
i cui versetti sono riportati nello stesso capitoIo dedicato alia voIpe (pp. 470 1. 23-471 I. 3
[col. 771 A): clllanifesta enim sunt opera carnis, quae sunt ••• fornicatio, Inmunditia, luxuria, avaritia, Idolerum servitus, veneficia, inirnieitiae, contentiones, aemulationes,
irae, rixae, dissentiones, sectae, invidiae, hornieidia, hebrietates, comessationes t. Cfr.
V. BARTOCCETTI,
Una interprdazione mistica de!la natura in Sa" Pier Damiani, in La
scuola caitolica, 54/7 (1926), pp. 268·269, 270-271.
(95) Die Briefe, 86, ed. cit., lI, p. 480,H. 18·21 (= Op. LU, 17, col. 777 AB).
(96) Cfr. BARTOCCETTl,
op. eit., p. 276; FRUGONI,Letteraiura didaitica. cit., p. 39.
(97) Die Briefe, 86, ed, cit., I1, pp. 480, H. 21-23; 481, H. 2·4 (= Op. LU, 17, col. 777
AB): c Perhibentur enim vultures coeterarum avium more concubitui nullatenus Indulgere, sed absque ulla prorsus masculini sexus ammixtione concipere <••• ) Nec tamen eos
qui ex hac fuerint stupenda singularitate progeniti, brevis vitae finis angustat, cum usque
ad centum annos longeva se eorum vita producat. (efr. Ep. I, 15, col. 252 D: • Vultures
pariunt, cum se per coituro non corrumpant .).
ADRIANO
GATTUCCI
brogio (BS) e poi diffusasi attraverso Isidoro (D9), Rabano Mauro (100)
e nel sec. XI Papia (101), di proprio i1 Damiani non vi aggiunge ehe
un ·sussulto di stringente attualizzazione provocato dall'ammirazione ehe 10 coglie di fronte a un cosi portentoso modello: t Ut si
ad castitatis habendae mundiciam humana nos exempla non provocant, saltim de virginitate vulturum prodiens pudor impellat s (102).
. e) Un altro sublime stimolante modello nei confronti del
lussurioso .cuore umano si ha nella natura ehe segue subito dopo:
quella delle api. Queste non solo si mantengono incontaminate
da ogni congiungimento sessuale, ma nel dare alla luce i loro feti
conservano inviolata la propria verginitä : c Non enim vulva sed
bucca, ut ita loquar, sobolem procreant, et illibatae prorsus et
integrae ab omni corruptelae contagio perseverant. Nam ore filios
e follis legunt, et sic successurae posteritatis examen emittunt • (103).
Anche nella descrizione di questa natura i1 Damiani e molto
vicino al dettato di Sant'Ambrogio (104), tributario a sua volta
delle Georgiche di Virgilio (105). Ma sull'argomento e tutto I'ambiente culturale, sia profano ehe sacro, a largheggiare in notizie
e convinzioni: a cominciare da Columella e Plinio fino a Servio (106),
(98) Exame,on, V, 20, 64, in Opera omnia, I, ed, bilingue a cura della Biblioteca Am.
brosiana, Mediolani·Romae, 1979, p. 316: • Negantur enim vultures indulgere concubitu
et coniugali quodam usu nuptialisque copulae sorte misceri atque ita sine ullo masculorum concipere semine et sine coniunctione generare natosque ex his in multam aetatem
longaevitate procedere, ut usque ad centum annos vitae eorum series producatur nee
facile eos angusti aevi finis excipiat t. A sua volta, come ~ noto, Ambrogio segue da
vicino S. Basilio di Cesarea (Homiliae in Hexaemeron, VIII, 7, P.G., 29, col. 180 AB).
Sulla lettura damianea di Ambrogio, cfr, G. PICASSO,Il ricordo di Sant'Ambrogio nelle
opere di San Pier Damiani, in Archivio Ambrosiano, XXVII (1974), pp. 11 1-122.
(99) ISID., Ethim., XII, 7, 12.
(100) RAB.MAURUS,De universo, VIII, 6, ed, cit., col. 244 AB.
(101) PAPIAS,Elementa,ium doctrinae ,udime1ltum, Torino, 1966 (rist. anast. dell'ed.
di Venezia 1496), p. 397.
.
(102) Die Brie!e, 86, op. cit., 11, pp. 480, 1. 23-481,1. 2 (Op. LII, 17, col. 777 B).
(103) lvi, p. 481, 11. 5-10 (= col. 177 BC).
. .
. (104) Exameron, V, 21, 67, ed. cit., p. 318: •••• Communis omnibus generatio, Integritas quoque corporis verginalis omnibus communis et partus, quoniam nec inter se ullo
concubitu miscentur nec libidine resolvuntur nec partus quatiuntur doloribus et subito
maximum filiorum examen emitttint e foliis atque herbis ore suo prolem legentes t. Ambragio anche altrove ritoma sull'argomento: De virginibus, I, 8.
(lOS) Georgicon, IV, 198-201. efr. M. MISCH,Apis es' animal· Apis est ecclesia, Ein
Beit,ag )1'11'" Verhilltnis von Naturkunde und Theologie in spätantiker und mittelalterlich"
Literatur, Bern-Frankfurtjßf.,
1974, pp. 4S-48.
(106) COLUMELLA,
De re rustica, IX, 2, 4; PLlNIO IL VECCHIO,Naturalis histo,iaXI, 16, 46; SERVIO,In Ve,gilii Georgica Commentarius, IV, ISO. Per un panorama Pi~
completo, cfr. Thesaurus linguae latinae, 11, Lipsiae, 1900·1906, col. 23S; per la simbologia dell'ape nel mondo classico, cfr. M. BETTINI,L'ape e la larlalla, in Quaderni storici,
LI (1982), pp. 906-907.
.,
I
I
PIER
DAMIANI,
IL MATRIMONIO,
LA CASTITA.
715
I
da una parte, e da Rufino di Aquileia a Salviano (107), dall'altra ;
per non parlare dell'esaltazione delle api fatta assai di buon'ora
dalla liturgia nel solenne encomio del cero pasquale (108). Sembra
anzi ispirata a uno di questi testi liturgiei - e preeisamente al Sacramentarium Gelasianum (109) - la breve moralizzazione ehe sulle
api i1 Damiani presenta, non nell'opuscolo ehe stiamo esaminando
- dove alIa descrizione della natura non segue nessuna applica. zione =, ma nella lettera inviata nell'aprile 1063 ad Alessandro
I1; qui, ricordando ancora la natura dell'avvoltoio (110) e di nuovo
quella delle api (<< Apes sobolem successurae posteritatis enutriunt, .
ut virgines perseverent &), cosi conclude: « Itaque rationis expertia filium Virginis imitantur; et homines, quibus utique natus
est, luxuriae volutabro delectantur s (111). Dunque, a differenza
degli uomini ehe come porei si rotolano nel brago della lussuria,
creature prive di ragione sanno stare all'altezza del Figlio di Dio,
.il Verbo uscito purissimo dalla bocea del Padre e nato da una
madre rimasta inviolata nella sua .verginitä sia prima ehe dopo
i1 parte, seelta come madre appunto insieme a1 padre putativo
ugualmente vergine per I'integritä del loro fragrante pudore,
come il Damiani preeisa in un altro suo seritto: e . .. Redemptor
noster tantopere dilexit floridi pudoris integritatem, ut non modo
de virgineo utero nasceretur, sed etiam 'a nutricio virgine tractaretur s (112).
f) Ma se miracolosi esempi di feconda pudicizia ci vengono
dagli avvoltoi e dalle api, animali che spaziano nel cielo - prosegue i1 Priore di Fonte Avellana giustapponendo modelli di castitä
(107) RUPINO DJ AQUILEIA,Commemarius in symbolum Apostol~um,
11 (P.L., 21,
col. 350 B); PSEUDO-GEROLAMO,
Epistolae, XYIII, I (P.L. 30, col. 182 D: f ••• Dum describuntur apes, quod sine coitu generantur et generant, quod solae a concubitu liberae,
natos ore legunt _••• ); SALVIANO,De gubernatione, IV, 43. Per l'ape nell'iconografia e
neJla letteratura monastica, cfr. RtAu, op. cit., I, p. 100; PENCO,11 simbolismo animalesco
cit., pp. 31-34.
(108) Basti per tutti it Sacramemarium Gelasianum: f Apes vero sunt • _. in procreatione castissimae
Partus non aedunt, sed ore legentes concepti faetus reddunt examina sicut exemplo mirabili Christus are paterno processit. Fecunda est in his sine partu
virgn;itas, quam utique dominus sequi dignatus, camalem se matrem habere virginitatis
amore constitult s (L. C. MOHLBERG-L.EIZENHÖFER-P.SIPFREN, Liber Sacrament~um
Romanae Aecclesiae ordini« anni circuli (Sacramemarium
Gelasianllm),
Roma, 1960, p.
69). Sulle api nella Iiturgia, efr. MISCH,op. cit., pp. 52-63, 166-173.
(109) Si v. it passo citato nella nota precedente.
(110) Si v. sopra, nota 97.
(111) Ep, I, 15, col. 232 D..
.
,
'
(112) Die Brie/e, 61, ed. cit., H, p. 214, 11. 12-14. (= Op. XVII, 3, col. 384 D). Cfr.
BULTOT,La doctrine cit., p. 105; FRUGONI,Letteratura didattica cit., p. 39.
< •• -)
ADRIANO
GATIUCCI
sempre piu cogenti per i suoi lettori -, di non meno sbalorditivi ce
ne ofire la natura anche nei rettili, e persino in un animale spregevole e immondo come la donnola: di essa infatti attestano i fisiciehe
concepisce attraverso la bocca e partorisce mediante l'orecchio (113).
Simbolo di un Logos primordiale ehe si nutre con gliorecchi
e erea con la bocca - a questa simbologia si riconnette la tradizione
apocrifa del concepimento di Maria per via auricolare (114) - 0
tardo adattamento della leggenda intorno alIa vipera (U5), la proprietas della donnola fu recepita dal Physiologus greco ehe vi
applicö una moralizzazione allegorico-spirituale, identificando nel
costume dell'animale chi, nutrito del divino pane della parola
in chiesa, una volta uscito fuori subito se ne libera facendola uscire
dagli orecchi (116). Trasferita con la sua moralitä nel Physiologus
latino (117), questa natura fu contestata da Isidoro: e Falso autem
opinantur qui dicunt mustelam ore concipere, aure efiundere parturn. (118); e successivamente, con le stesse parole, da Rabano
Mauro (119) e dal redattore del bestiario detto B-Is (120), come piu
avanti ancora dallo Pseudo-Ugo di S. Vittore (121).
Due punti vanno notati nel Damiani, ehe nella moralizzazione
di questa natura segue parametri alieni da riferimenti sessuali
come la sua fonte, ancora la versio B (122): primo, ehe egli ignora
completamente le refutationes di una proprietas cosi strampalata,
delle quali e difficile ehe non abbia avuto notizia, autorizzandoci
quindi a pens are ehe non l'abbia fatto per puro caso; secondo,
ehe nell'introdurre detta proprietas il suo ammirato stupore, come
si e visto sopra, batte unicamente suI « conceptus simul et partus s
della bestia, paritetici al s virginitatis fecundae miraculums degli
avvoltoi: ehe e un discreto modo di diffondere il fascino nei con(113) Die Brie/e, 86, op. cit., 11, p. 481, 11. 11-14 (= oe: LIl, 17, col. 777C): .Sed
cur nos praedicamus, cum in vilibus quoque reptilibus conceptum simul et parturn non
levius ammire~ur1 Mustela quippe, sicut phisici perhibent, per os quidem concipit, sed
per aurem pant t.
, (114) Cfr. ZAMBON, Commento a 11 Eisiologo cit., pp. 99-100.
(115) Cfr. McCULLOCH, op, cit., p. 187. Sulla vipera, v; piu avanti, nota 178 e contesto.
(116) ce, Phys, 21, ed. cit., p. 60.
(117) Sia nella versio y (phys. lat, y, XXXIV, 1-8, ed, cit., pp. 127-128)ehe nella
versio B (Phys. let. B., XXVI, 1-5, ed. cit., pp. 46-47).
(118) Ethim., XI, 3,3.
(119) De universo, VIII, 2, ed. cit., col. 226 C.
(120) In MANN, op. cit., p. 61.
(121) De bestiis et aliis rebus, 11, 18, ed. cit., col. 66 D.
(122) Cir. FRUGONI, Let~eratura didattica cit., pp. 39-40; CARREGA, Appendice cit.,
pp.417.
PIER DAMIANI, IL MATRIMONIO, LA CASTITA
717
fronti di un modello eosi brillantemente felice nella soluzione di
un problema tanto imbarazzante com~ quello riguardante la sfera
sessuale (123).
g) Altro macroscopico esempio di amore alla castitä e di
ascetismo antisessuale e quello dell'elefante. Della pudicizia, della
reciproca fedeltä tra coppie, della sobrietä e tranquillitä sessuale .
degli elefanti aveva parlato Plinio (124), il qualene aveva rilevato
anche un altro singolare comportamento: ehe essi si accoppiano
schiena a schiena, come avviene per cammelli, tigri, lind, rinnoceronti, leoni, conigli, avendo tutti questi animali gli organi genitali rivolti all'indietro (125). Ma mentre il Fisiologo greco, seguito alla lettera dalle piu diffuse versioni latine, evidenzia il solo
motivo della frigiditä degli elefanti con il nuovo tratto della mandragora messa in campo in veste di afrodisiaco e in funzione alle.gorizzante (126), Isidoro, oltre a riferire il particolare dell'accoppiamento schiena a schiena, ne accentua la peculiaritä dell'astinenza sessuale riducendo a un solo accoppiamento e a un solo
parto di un unico nato l'attivitä sessuale della loro lunga vita (127);
da Isidoro dipendono poi sia Rabano Mauro ehe il bestiario BIs (128) - come piu tardi 10 Pseudo-Ugo di S. Vittore (129) - nonehe
il Physiologus versificato di Tebaldo (130).
(123) Cfr. LECLERCQ,
S. P. Damien et les femmes eit., p. 50: • Dans le Bestiair»
~di1iant qu'iJ dedie aux moines de Mont-Cassln, Pierre Damien prend pretexte de la chastete des bätes pour faire la lecon aux hurnains: l'epervier, I'abeille, la belette ont une
virginite feeonde. 11 semble bien que Pideal serait, pour Pierre Darnien, que l'on püt enfanter, eomme eux, soit par I'oreille soit d'une autre fa~on qui evite l'aeeouplement t. La
simbologia della donnola ehe eoneepisee attraverso la bocca e partorisce attraverso l'orecebio sarä ripresa alla fine del Medioevo, applicata alia maternitä verginale di Maria: cfr,
RtAu, op. eit., I, p. 100.
(124) Cfr. PLlNIOIL VECCHIO,
Naturalis historia, VIII,S, 13:. Pudore numquamnisi
in aLdito eoeunt ••• lnitur autem biennie quinis, ut ferunt, euiusque anni diebus, nee
amplius; sexto perfunduntur amne, non ante reduces ad agmen. Nee adulteria novere
nullave propter feminas inter se proelia eeteris animalibus pernlcialia s (PLINY,Natural
History, Ill, by H. RAeKHAM,
London, 1956, pp. 10-12).
(125) Ivi, X, 8, 173, ed. eit., Ill, p. 402: • Coitus aversis elephantis, eamelis, tigribus,
lyneibus, rhinoceronti, leoni, dasypodi, eunieulis, quibus aversa genitalia ••
(126) Cfr. Phys., 43, ed. eit., p. 78; Phys. lat. y, XX, 1-6, ed, eit., p. 117; Phys. lai,
B. XXXIII, 1-6, ed, cit., p. 57; Dicta I. Chrysostomi, 8 (XXXIV), 1-3, ed, eit., pp. 7980. Cfr. BARTOCCETTI,
op. eit., pp. 343-344; RtAu, op. eit., I, p. 103; McCuLLoeH,op, eit.,
p. 115; ZAMBON,
Commento all Fisiologo eit., p. 108; HENKEL,op, eit., pp. 177-178.
(127) Crr. ISID., Ethim., XII, 2, 16, ed. eit.: • Aversi eoeuntj ••• biennio autem portant fetus, nee amplius quam semel gignunt nee plures, sed tantum unum; vivunt annos
trecentos ••
(128) Cfr. RAB.MAURUS,
De universo, VIII, 1, ed. eit., col. 221 Dj B-Is, XXIV, ed.
eit., p. 68.
(129) Cfr. PSEUDO-HuGo,De bestiis et aliis rebus, II, 25, ed. eit., col. 73 BC.
(130) Cfr. Theobaldi • Physiologus., XI, 4-6, ed. P. T. EDEN, Leiden u. Köln"1972,
718
ADRIANO
GATTUCCI
Ebbene il Damiani, ehe non si allontana da detti materiali,
il solo a dare una singolare quanto personalissima interpretazione psicologieo-morale del eomportamento di questi animali :
essi amano tanto la castitä - afferrna con fervore il Priore di Fonte
Avellana - cbe, quando la natura li spinge ad accoppiarsi, tale avversione e tale disgusto sentono nei eonfronti dell'atto cbe stanno
compiendo, da essere indotti a rivoltare la faeeia dietro le spalle (131).
L'innoeente e tecnico « aversi coeunt » di pliniana derivazione (132)
s'e qui fantasiosamente earieato di una eccitata tensione eticospirituale tutta umana, vale a dire del rossore e delle repulsioni '
ehe il rigido monaco avellanita sembra aver sempre provato nei
riguardi di tutto do cbe si riferisee al eongiungimento earnale
e·all a sfera sessuale. Non c'e dubbio come il fantasma dell'elefante,
ehe giä aveva affaseinato il naturalista romano per la sua vicinanza
allo spirito dell'uomo (133), si sia vivamente impresso nella memoria e nella ssnsibilitä del Damiani, ehe ad esso come a magnifico modello di castitä non dubitö di riferirsi in altre oeeasioni (134).
h) A11'ammirato stupore per la natura dell'elefante ne segue
un altro non meno caloroso per la proprietas dell'unicorno. Questa
Ieggendaria bestia, ehe a causa del suo straordinario vigore edella
sua prodigiosa velocitä puö guardare con disdegno a qualsiasi
caccia di uomini e di cani ordita contro di essa, non disdegna invece per amore della castitä di spogliarsi delle proprie prerogative
e di andare a rifugiarsi inerrne nel grembo di una vergine; quella
potenza di natura, cioe, ehe nessuna forza aI mondo riesee a do-
e perö
p. 64: • Aversi coeunt, cum sibi conveniunt.
I Atque semel pariunt, quamvis tot tempera
vivunt I (hoc est trecentum)
nec faciunt geminum t.
(131) Die Briefe, 86, ed, cit., n, p. 491, 11. 17-19 (=
LIl, 23, col. 783 B): • Quis
docuit elefantem perpetuam diligere castitatem?
Qui tarnen cum naturae coactus imperio,
vertens caput post se, quasi nolendo et nauseando
coierit, concipiente semel femina ad
cuncubitum
non recurrit t.
(132) Diventato
un topos nelle rappresentazioni
iconografiche (cfr. CH. SElTIS FRUGONI, Per una lettura del mosaico pavimentale della catiedrale di Otranto, in Bullettino dell'Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, LXXX, 1968, pp. 218-222 e fig. 7; EAD., Lettura
didattica cit., p. 47).
(133) Cfr. 1. CALVINO,11 cielo, l'uomo, Z'elefallte, in G. PLINIO SECONDO, Storia naturale,
ed, G. B. CONTE, A. BARCHIESI, G. RANUCCI, I, Torino, 1982, p. XV.
.
(134) Ep, I, IS, col. 232 C: c Barrus, qui et blephas dicitur, unice diligere castitatis
munditiam perhibetur,
et eatenus exsecratur obscena Iibidinurn, ut cum ad propagandum
genus coire compellitur, vultum post terga retorqueat;
et ita quodammodo naturae coactus
imperio, nolle se, atque erubescere quod agit ostendat t; Sero LXIII, S, p. 36S (= P.L. 144,
col. 860 B): • Ebur autem os est elephantis, quod videlicet animal fertur esse castissimum
frigidissimaeque
naturae t. Cfr. BULTOT, La doctrine cit., pp. 109-110; FRUGONI. Letteratura
didattica cit., pp. 46-47.
o».
PIER DAMIANI, IL MATRIMONIO, LA CASTITA
7I9
mare, non considera disonorevole lasciarsi avvincere dalla debolezza di una integrale verginitä (135).
Anche se i1 Damiani nei suoi interventi sembra unicamente
attento a calzare l'antitesi tra la forza/fierezza dell'animale e la
umilta/debolezza dello stato verginale (<< humilitatis ars I), e gremium blandae virginis ») (136), troppo ovvia e tuttavia nella tradizione occidentale - dal Physiologus greco-Iatino (137) a S. Gregorio Magno (138), da Isidoro di Siviglia a Rabano Mauro e a
Papia (139) -, da cui come sempre il Damiani dipende, la connessione unicornojverginitä fino a fare dell'animale una personificazione della castitä edella sua vicenda un vibrante simbolo del
mistero dell'incamazione (140), per pens are ehe l'ammirazione damianea nei confronti del fenomeno non si estenda anche ai valori
piu profondi e alle suggestioni incluse in quella pregnante immagine: altre alla piu legittima applicazione cristologica - i1 Cristo
c spiritalis unicornis • ehe s'incama nel seno diMaria (141) prendendo in lei dimora attratto dal profumo della sua purezza (142) -,
l'esaltazione della verginitä :in generale, unica virtu capace di
ammansire anche le forze indomabili della natura (143).
(13S) Die Briefe, 86, ed. cit., 11, p. 492, 11.1-3 (= op. LII, 23, col. 783 C): • Quis hanc
ingenuitatem unicorni contulit, ut dedignetur viribus vinci, humilitatis arte patiatur se
facile superari? Nunquam scilicet a venatoribus capitur, nisi prius in virginis gremio reellnetur s; Ep, I, 16, col. 236 D: • Rhinoceros etiam, qui rabida persequentium canum ora
celerrima pernicitate contemnit, capi se gremio blandae virginis non pavescit ••
(136) Come risulta anche dal contesto de11alettera ad Alessandro II e ad I1debrando,
in cui a1 • vincere furendo • viene contrapposto il • leniter agere • e alia. superbia • il •mitia respondere. (Ep. I, 16, col. 236 CD). Cfr. FRUGONI,Letteratura didattica eit., p. 47.
(137) Cfr. Phys., 22, ed, eit., pp. 60-61; Phis. lat. )I, XXXV, ed. eit., p, 128; Phys
lat. B, XVI, ed, eit., pp. 31-32; Dicta I. Chrysostomi, 3 (XVI), 1-12, ed. cit., p. 77; B-Is,
XVI, ed. cit., pp. 49-50.
(138) Cfr. SANCTI GREGORIIMAGNI Moralium libri, XXXI, IS, 29, P.L., 76,
col. 5S9 D.
(139) Cfr. ISID., Etllym., XII, 2, 13; RAB. MAuRus, De universo, VIII, 1, ed, eit.,
col. 220 C; PAPIAS,op. eit., p. 29S.
(140) Cfr. Rlhu, op. cit., I, pp. S9-91, 105; MCCULLOCH,
op. eit., 179-183; R. R. BEER,
EinTwrn Fabelwelt und Wirklichkeit, München, 19n, pp. 45-52, 95-100; ZAMBON,Commento
cit., pp. 100-101; HENKEL, op. eit., pp. 168-171; J. W. EINHORN,Spiritalis unicomi«,
Das Einhorn als Beteutungsträger in Literatur und Kunst des Mittelalters, München, 1976,
pp. 42-104, 272~274; 0. SHEPARD,The Lore of the Unicorn, .New Yor~, 1979, pp. SO-SI;
CARREGA,op. cit., pp. 504-505; A. GRANATA,Nota $ntroduttwa a 11 libro della natura, in
PIER DAMIANI,Letter« ai monaci di Montecassino, Milano, 1987, p. 97, n, 37.
(141) ce. Phys. lat. B, XVI, ed, cit., p. 31.
(142) Si v. sopra, nel contesto della nota Il2.,
(143) • Unicornis enirn est animal castissimum. Unde etiam non eapitur nisi per veras
virgines, quia ad eas venit, et caput in gremium earum ponit et obdormit • (BEDAEVENERABILISIn Psalmorum librum exegesis, in ps. 77, P.L., 93, col. 909 B); • Virgineis digitis
capienda fit haec fera mitis. (Dicta Iohannis Chrysostomi de naturis bestiarum, 3, ed. F.
SBORDONE,La. t,.a.dizione manoscritta del • Physiologus. latino, in Athenaeum, N.S., 27,
1949, p. 265).
. 720
ADRIANO
GATTUCCI
4. Dopo aver passato in rassegna gli animali esplicitamente e
intenzionalmente proposti dal Damiani, attraverso ia viva descrizione della loro natura e l'appassionato appello delle emoralita, tes », come modelli per la santitä verginalefmatrimoniale e per
quello ehe nella sua ottica risulta essere il retto esercizio della sessualitä umana, completiamo l'indagine elencando gli altri animali
ehe, se non sempre di proposito, almeno indirettamente e implicitamente 0 come effetto della sua sensibilitä e delle sue' simpatie
continuano a far registrare sotto la sua penna stimolanti elementi
. nella medesima direzione.
a) Rimanendo nell'ambito del De bono religiosi status, un
tocco personale seppur sobrio e riscontrabile nell'applicazione allegorica che segue la descrizione della proprietas del calandro: il
mirabile volatile «totum album», ehe, fissato il malato in volto,
assume su di se la malattia, destinata poi ad essere distrutta a
contatto con gli ardenti raggi del sole, verso cui esso sollecitamente
si dirige (144). Seguendo la consueta lettura ehe vede nel calandro
la persona di Crista, immacolato e senza macchia (<< instar quippe
caladrii candidus est Christus I»), la. novitä interpretativa del
Damiani riguarda il seguente punto: ehe il candore di Cristo, di
cui e simbolo il calandro, e vista non solo come conseguenza della
sua innocenza secondo l'esegesi tradizionale (1~), ma anche come
sigillo della sua verginitä (<< virginitate videlicet et innocentia candidus I») (146). Candido il calandro, guaritore dai mall fisici; verginalmente candido il Cristo, guaritore dai mali morali. Anche il
calandro quindi, soprattutto per l'altissima realtä ehe e chiamato
a significare, risulta tra le nature ehe maggiarmente s'impongono
come stimolo ad una vita immacolata e casta.
b) .Un'implicita sollecitazione nello stesso senso si ha nell'accenno fatto a un altre volatile casto per eccellenza, la tortora,
nel sermone dedicato all'Inventio S. Crucis, dove tra i vari animali evocati come figure 'di Cristo il parallelo Cristoftortora e
proposto nei seguenti termini: eIpse etiam turtur, quia perpetuae
(144) Die Briefe, 86, ed. cit., Il, p. 473, 11. 1-14 (= os, LIl, 10, col. 772 Bq.
(145) Cfr. Phys., 3, ed. cit., pp. 41-42; Phys. lat. ", V, 10-12, ed. cit., p. 106; Plays.
lat, B, V, 10-12, ed, cit., pp. 15-16; Dicta I. Cht)sostomi, 26 (V), 5·6, ed. cit., p. 89; B·Is,
V, ed, cit., p. 40; come, piu tardi, PSEUDO-HuGo,
De bestiis, I, 48 e 11, 31, ed, cit.,
coli. 48 A e 77 CD. Cfr. G. D. DRUCE,The Caladrius and its Legend, in The Archaeological
Journal, LXIX (1912), pp. 398-416; REAU, op, cit., I, pp. 87-88; l\!CCULLOCH, op, cit.,
pp. 99-101; HENKEL, op. cit., pp. 201·202; CARREGA, op, cit., pp. 396-397.
(146) Die Briefe, 86, ed, cit., 11, p. 473, 11. 16.19 (= Op. LII, 10, col. 172 D).
PIER
I
DAMIANI,
IL
MATRIMONIO,
LA
CASTITA
721
castitatis auctor existit, sicut sibi a sponsa dicitur: - Speciosae
genae tuae sicut turturis -. (147). D'indole solitaria e monogamica (148), la tortora fu vista fin dalla prima eta. patristica soprattutto come 10 specchio della castitä vedovile, dato il suo rigido
costume di rifiutare qualsiasi nuovo accoppiamento dopo la perdita del primo compagno (149). Entrata con tutte 0 parte di queste
caratteristiche nella Ietteratura successiva .(150), la natura della
tortora fu sempre considerata lino dei simboli per eccellenza della
pudicizia edella castitä (151)•
. c) Altro animale ehe, pur non compreso nei bestiari correnti, sembra assurgere proprio per quanto riguarda il nostro
argomento a una tra le piu alte e misteriose rappresentazioni del
divino, spingendo all'estremo le potenzialitä simboliche della zooIogia medievale, e il modesto -yerme. Presentato da Isidoro come
un animale ehe nasce dalla came 0 dallegno 0 dalla semplice terra
per generazione spontanea (<< sine ullo concubitu I»~(152), da Rabano Mauro era stato misticamente interpretato come i1 segno
dell'umilta del Verbo incamato, autoproc1amatosi nel salmo:
41Ego sum vermis et non .homo s (1Ii3). A leggere invece nella natura del verme il simbolo della nascita verginale di Cristo era stato
il filosofo neoplatonico-agostiniano Scoto Eriugena, i1 quale, applicando la profeziadel salmo a Cristo, aveva esplicitamente fatto ..
il raffronto tra il verme, ehe nasce dalla terra, e il Figlio di Dio,
ehe aveva preso umana came da un'intatta vergine senza nessun
eoneorso virile (154). Per Damiani e perfettamente su quest a linea,
(147) Sero XVIII, 10, p. 116 (= P.L., 144, col. 607CD).
(148) Cfr. Pllys., 28, ed. cit., p. 65.
.
(149) Cfr. ORIGENIS In Canticu,n cantic01'um, n, 10, P.G., 13, col. 132 C; S. BASiLl" MAGNI Homiliae in Hexaemeron,
VIII, 6, ed. cit., col. 177 C; SANT'AMDROGlO;
Exameron, V, 19,62, ed. cit., p. 314; S. EUSEDII HIERONYMI Adversus Iovinianum lilwi '
duo I, 30, P.L., 23, col. 263 CD.
, (ISO) Cfr. ISID., Elltym., XII, 7, 60 (il motivo dell a pudicizia edella solitudine); Pky«,
lat. XLI, 2, ed. cit., p, 131 (iI solo motivo dell a vita solitaria); Phvs. lat. B, XXVIII,
2-5, ed, cit., pp. 49-50; RAD. MACRUS, De uniterso, VIII, 6, ed, cit., col. 248 D (il motivo
dell a pudicizia edella solitudine);
I-Is, XXIX, ed. clt., pp. 62-63; Tlleobaldi • PhysiologllS t, XII, 1-5, ed. cit., p '. 68; PAPIAS, op. eit., p. 361.
. .
.
(151) Cfr. REAu, op. cit., I, p. 102; !IICCULLOCH,op. cit., pp. 178-179; PENCO, 11 slmbolismo animalesco eit., pp. 10, nn, 18,25; ZAMBO!!, Commmto cit., pp. 102-103; CARREGA,
, op. cit., pp. 502-503.
.
(152) Clr. 1510., Ethym., XII, S, I.
.
(153) Cfr. RAD. MAURUS, De universo, VIII, 4; ed. cit., col. 235 B; da lui dipenderä
quasi alia lettera Papias (Ele_ntarium cit., pp. 366).
.
.
'.
·(154)
Cfr, JOHANNIS SCaT! ERIUGENAE Exposiiiones in ierarchiam coelestem, 11, S,
ed. J. DARBET, C.C.c.rn., 31, Turnholti, 1975, p. 49: ,- Ego sum vermis et non homo -.
v,
722
ADRIANO
GATIUCCI
non senza una sua particolare annotazione ricorrente anche in
altri suoi scritti, intesa a rilevare l'assoluta incontaminatezza di
quella nascita verginale «( absque ulla camis concupiscentia s (155):
«Quia vero absque uno virili semine de virgine nasciturus erat,
ipse multo ante per prophetam dixerat: - Ego autem sum vermis,
et non homo -. Sicut enim vermis ex ligno absque alieno nascitur
semine, ita et Christus absque ulla camis concupiscentia de beata
natus est Virgine» (156). Riproponendo compiaciuto la stessa immagine e 10 stesso parallelo anche in un altro sermone (157), il Damiani ci fa capire come la proprietas di questo animale non 10 lasciasse indifferente, risolvendosi in esso - come giä nel caso delle
api edella donnola - in maniera tanto singolare quanto pienamente soddisfacente iI problem a del concepimento edella trasmissione della vita.
d) Ad un altro magnifico esempio d'illibatezzasessuale
il
Damiani accenna nel De divina omnipotentia, dove viene elencata
tutta una serie di portenti della natura: « Quid etiam quod in Cappadociae finibus equae ex vento concipiunt, idemque fetus non,
nisi usque triennium, vivunt? » (158) Il motivo delle cavalle fecondate dal vento era giä presente nei classici (159); passato poi in Solino (160), era stato recepito da S. Agostino (161), da cui il Damiani dipende (162); nel sec. XI e presente anche in Papia (163). Pur
non essendovi ne! passo citato" nessun commento, non e "fuor
di luogo supporre ehe il Priore di Fonte Avellana abbia pensato
Hoe enim intelligitur de Christo, qui de virili semine non est natus sed, sicut vermis de
simplici natura terre, ita ipse ex visceribus perpetue virginis et incontaminate carnem
assumpsit t. Cfr. ZANBON,Teologia del bestiario cit., pp. 46-47.
"
(155) Cfr. Ca,m. 23, 3, p. 112 (= P.L., 145, col. 933, n. XLIV): cFeIix ista puerpera I
Evae lege liberrima I concepit sine coitu, I emisit absque gemitu t; SeI'. XLVI, 9, p. 280
(= P.L., 144, col. 752 D): c ••• Quae nulIa noveratviri contagia t, ivi, 21, p. 290 (_ P.L.,
144, col. 760 D): c ••• Quae sine contaminatione concepit ••• Quia non praecessit libido
conceptum t.
.
(156) SeI'. XLVI, 20, pp. 289-290 (= P.L., 144, col. 760 C).
(157) SeI'. LXVII, 4, p. 410 (= P.L., 144, col. 891 A). Cfr. BULTON,La doctrine cit.,
p. 105, n. 257.
(158) Op. XXXVI, 13, ed. A. CANTIN,in PIERRE DAMIEN,Letire SUI' la Touie-Poussanc« divitle, Paris, 1972 (Sources Chretiennes, 191), p. 456 (= P.L., 145, col. 614 A).
(159) Cfr. OMERO,Iliade, XVI, 150-151 e XX, 223-225; VARRONE,Res rusticae, 11,
1, 19; VIRGILlO,Georgica, Ill, 272-275; PLINIO IL VECCHlO,Natul'alis historia, IV, 35,
116 e VIII, 67, 166.
(160) Cfr. C. I. SOLlNICollectanea rerum memorabitium, ree. TH. MOMMSEN,
ed, altera,
Berolini, 1958 (ex ed. 1895), p. 104.
"
(161) Cfr. S. AGOSTINO,De civitate Dei, 21,.5.
(162) Cfr, CANTIN,Les sciences sec. et la foi cit., p. 561, n. 89.
(163) Cfr. PAPIAS,op. cit., p. 206.
PER DAMIANI, IL MATRIMONIO, LA CASTITA
.723
con nostalgia anche a questa meraviglia della natura, nell'enumerare 0 nel sognare possibili modelli per il retto e perfetto esercizio
della funzione generativa umana.
~) Esplicito invece ritoma il riferimento al modello animale,
quando si tratta di far fronte alia scandaloso comportamento sessuale dei mariti. Costoro, senza nessuna moderazione nei confronti
di quello ehe pure e un loro diritto coniugale, cedendo piu all'innata libidine ehe al rispetto della «gignenda proles &, cosl sfrenatamente vanno dietro al piacere del coito, da non risparmiare
_ « quod turpe dictu est s - neppure le loro mogli incinte (164). Individuata la radice di tanta sregolatezza nella mancanza di una
seria mortificazione corporale - da praticarsi invece da ognuno
mediante l'astinenza e il digiuno, per 10 stretto legame ehe sulla
traccia di una ben nota tradizione (165) il Damiani anche altrove
denuncia tra intemperanza alimentare e disordine sessuale (168) -,
come stimolo per una sua resipiscenza viene proposta aU'uomo la
virtu degli e animalia muta &: « Vide, 0 homo, canem si caniculam,
postquam concepit, aggreditur; aspice buculam, vel certe equam,
si post conceptum a suis maribus insectantur. Ignorant quippe eoeundi libidinern, cum deesse sibi gignendi conspiciunt facultatem.
Cum ergo tauri, canes et caetera bestiarum genera fetibus suis reverentiam praebeant, soli homines...
parvulos suos...
necantes obterere non formidant <... ) Bestia ergo quaelibet ad
hoc .solummodo coit, ut gignat; homo solus ad hoc gignit, ut
eoeat s (187). L'esempio delle bestie ehe non s'accoppiano mai'
quando le loro femmine sono incinte, per dimostrare come l'unione
coniugale non sia stata data in natura se non per la procreazione,
(164) Ep. VIII, IS, col. 232 A.
(165) Cfr. FLANDRIN, op, cit., pp. IOI-IO~; A. ROUSSELLE, Sesso e societa alle origini
dell'etd. cristiana, tr. it., Bari, 1985, pp. 168-176.
(166) Ep. I, IS, col. 230 CD: • lam vero genitalia tanto ardentius ad coitwn provo. cantur, quanto magis stomachus vel ciborum copia vel potus ingurgitatione repletur •••
Sed cum cibis venter ac potibus intumescat, consequens est, ut alternis utrinque meatibus,
et faeces per podicem in cunicolos egerat, et humorem de genitali conceptaculo per pudenda profundat a; ivi, col. 232 A: • Cibi scilicet ilices sunt libidinum, et immoderate percepti proprii humoris exuberantiam mox ad pudenda transmittunt. Qui videlicet humores
dum congesti pruriunt et titillant, importunius expetunt ut per coitum proßuant t; Op.
XIII, 21-22, ed, Bazzzr, pp. 304, 308 (= P.L., 145, coll, 320 B, '321 C): • Praecipue, ut
aetas vestra vim sentiat, ieiunandum vobis est, et orandum, quatenus et ieiunium carnis
robur edomet ( ••• ) Ut, dum sobrietatis legibus venter parere compellitur, consequenter
etiam in his, quae sub ventre sunt, flamma libidinis tempereturs; Op. XXXII, I, col. 544 C:
• In hac igitur abstinentia gulae frangitur appetitus, concupiscentiae fervor exstinguitur t.
(167) Ep. I, IS, col. 232 C.
.
ADRIANO
GATTUCCI
giä utilizzato dai moralisti pagani (168), era passato nella patristica
greca (169) e successivamente in quella latina, come ad es. in S. Ambrogio (170), da cui nel sec. IX dipende alla lettera Giona d'Orleans (171), e in S. Gerolamo (172).
'
S. Ambrogio, a cui con ogni probabilitä s'ispira il Damiani,
e verosimilmente la fonte anche della riflessione agreste ehe il
Priore di Fante Avellana sull'argomento propane poco piu avanti:
Cl Quis enim seminibus semina superiactat ?quis
agrum vernantium scilicet segetum decore vestitum, sulcandum vomeribus iudicat? Mittit prius falcem, 'ut cum ager vacat, satio mox segetes
germinatura succedat; alioquin si semini semen ingeritur, forte
continget, ut non dicam ex utroque, sed ne de utrolibet quidem
proventus copia colligatur » (173). Come si pub verificare, rispetto
alIa sua fonte non fa altro ehe rendere piu credibili e calzanti le
argomentazioni con la freschezza della sua ispirazione etico-spirituale e la perizia dell'apparato letterario.
Magistrale ancora Una volta la lezione della natura, ehe, attraverso animali e piante, continua a rivelarsi mirabile e salutaris
allegoriae ... sacramentum I) (174), facendosi stimolante specchio
di moralitä (175).
, f) L'esernplaritä animalesca viene ugualmente chiamata m
causa con un procedimento molto simile a quelle-del paragrafo
(168) Cfr. J. T. NOONAN, Contraception et mariae«, evolution ou contradiction dans
la penste chrttienner, tr. fr. par M. JOSSUA, Paris, 1966, pp. 64-65; FLANDRIN, op. cit.,
p. 83.
'
(169) Come in eLEMENTE ALESSANDRINO, Paedagogus, H, 10, 95, 3; Stromata III
I i, 71,4. Cfr. NOONAN, op. cit., pp. 102-103.
..
'
,
(170) Exposüionis
Evangelii secundum Lucam libri quinque, J, 44, in Opera omnia,
XI, ed. cit., Mediolani-Romae,
1978, p. 140: • Et quid mirum,de hominibus, si pecudes
quoque mu to quodam opere loquuntur generandi sibi studium, non desiderium esse coeundi?
Siquidem ubi semel gravemalvum
sibi senserint et genitali arvo semen reeeptum, Iam nee
eoncubitu indulgent nec lasciviam amantis, sed curam parentis adsumunt
••• Vel pecudem imitare vel Deum verere ••
(171) Cfr. IONAE AURELlANENSIS EPISCOPI De institutjOlle laicali, H, 7, P.L.; 106,
col. 182 CD.
"
,
(172) Adve,sus'Iovi1liallum,
I, 49, ed. cit., col. 294 A: ••••
lrnitentur
saltem pe- '
cudes, et postqnam uxorum venter intumuerit,
non perdantfilios;
nee amatores uxoribus
se exhibeant,
sed maritos ••
(173) Ep. I, IS, col. 232 D. Cfr. S. AMBROSII EP. MED. E:tpositionis Evang. secundum Lucam libri quinque, 1,44, ed, cit., p. 140: • Quid de pecudibus loquor r Terra ipsa a
generandi opere saepe requiescit et, si impatienti hominum studio iaetis frequenter seminibus occupetur, impudentiam
multat agricolae, fecunditatem
sterjlitate
commutat •• 11
paragone con l'agricoltura
era stato utilizzato anche dalla patristica greca: ad es., ATEM"GOR", Legatio pro chrisiianis, 33; CLEMENTE ALESSAMDRINO, Paedagogus, H, 10, 83, 1·2.
(174) Die Briefe, 86, ed. cit., Il, p. 472, I. 8 (= Op.LH, 8, col. 771 D).
(175) Cfr. LECLERCQ, S. P. Damien e,mite cit., p. 185.
PIER DAl\IIANI, IL MATRIMONIO, LA CASTITA
725
precedente in una vibrante pagina del Liber gomorrhianus, in quel
punto in cui il Damiani e vigorosamente impegnato a far rinsavire gli uomini dal detestabile vizio dell'omosessualitä, Per convincere coloro ehe dal e furor Iibidinis s e dalla « luxuriae rabies»
si sentono spinti verso individui della stessa «species I), vengono
portate le seguenti considerazioni: « Numquid hyrcus in hyrcum
aliquando libidine praecipitatus insiluit? Numquid aries in arietern ardore coitus insanivit? Equus nempe cum equo ad unum
praesepe blande et concorditer pascitur, qui visa equa in insensi. bilitatem luxuriae protinus efferatur. Numquam taurus taurum
amore coeundi petulanter appetiit, numquam asinus stimulo concumbendi cum asino ruditus emisit I) (176). Il depravato .compor;tamento umano e condannato dallo stesso istinto animalesco, ehe
ha in orrore simili nefandezze: capri, montoni, cavalli, tori, asini
assurgono di nuovo ad alta scuola di sanitä morale, di fronte alla
trivialitä dei e perditi homines I) e ai tristi frutti della ehumanae
pravitatis temeritas s (177).
g) Anche dalle stravaganti credenze riguardanti la natura,
la diffusione e la cura della rabbia canina il Damiani trae l'occasione per riflettere in materia di castitä e propagazione della specie.
Quando un cane affetto da rabbia morde un uomo, cosl violento e il vigore con cui la malattia infettiva si trasmette all'organismo umano, ehe nella vescica si formano embrioni di cane;
tanto ehe, .se il malato beve un preparato di acqua e cantalene
_ ehe sono un genere di mosche -, subito urinando, non senza
grandi dolori, espelle anche dei cuccioletti di cane. « Et eerte
_ chiosa l'autore - non contemnenda res digna spectaculo, qualiter
ex sicco dentium osse soboles gignitur, in quo videlicet humor
seminis non habetun (178). L'aspetto di questasingolare generazione ehe non puö lasciare indifferenti riguarda dunque gli elementi
entrati in campo per la sua realizzazione: questa, ehe puö essere
chiamata una nascita asciutta, e avvenuta non attraverso la normale inoculazione di liquido seminale, ma per mezzo della semplice
incisione dei denti, die sono ossi secchi. «Et quod per genitale
membrum - aggiunge l'autore - facile natura non poterat, per
traducem dentium similem in diverso genere speciem format» (179).
(176)
(177)
(178)
(179)
..
Die Briefe, 31, ed. cit., I, p. 313, 11.5-11 (=
lvi, p. 313, 11. 11-13 (= col. 178 C).
EP~ I, 15, col. 228 CD.
Ivi, col. 228 D•
op.
VII, 17, col. 178 BC).
ADRIANO
GATIUCCI
La seconda ammirata osservazione riguarda la facilitä con cui, in
questo sistema generativo, i denti, ehe sono i sostituti dell'organo
genitale maschile, riescono a differenza di quello a riprodurre con
esattezza nei feti i Iineamenti della matrice, pur di diverso genere.
Pare evidente come I'attenzione ehe il Damiani riserva alIa
« rabies I) canina e alla sua « soboles » sia in sintonia con la sua eostante preoccupazione di proporre alI'uomo modelli di sessualitä
sempre piu depurata e cristallina, non esc1usequeste riproduzioni
senza coito (180).
h) Un'ultima considerazione riguarda la descrizione damianea del concepimento edel parto della vipera. La proprietas
del genere viperino - afferma il Darniani avviandosi verso la conc1usione del discorso dedicato alla natura dei serpenti, iniziato
con l'osservazione ehe « in serpentibus quoque nonnulla naturalis
astutiae reperiuntur indicia, quae' non inutiliter ad nostrae conversationis trahuntur exempla » (181) - comporta il seguente tipo
di accoppiamento: il maschio espleta il coito introducendo il capo
nella bocca della femmina, con il tragico esito ehe questa e prae
nimii amoris impatientia s, mordendo, glielo recide deglutendolo
prontamente (182). Qui i1 Damiani segue la versione classica di
questa natura - la femmina ehe tronca con il morso la testa del
maschio - risalente a Erodoto, Plinio, Eliano (183), e poi accolta
dallo Pseudo-Gerolamo, Isidoro, Rabano Mauro, Papia (184); e non
, quella della tradizione fisiologica, dove della femmina si dice ehe,
dopo aver inghiottito il seme del maschio, gli tronca con il morso
non la testa, ma gli organi genitali (185). Dagli occhi della testa
del maschio cosl ingerita - prosegue l'autore passando a descrivere con una propria tinta la fase successiva dell'accompiamento (186) - vengono generati due viperotti, i quali, 'quando arriva
(180) Cfr. M.-C. DEROUET-BESSON, • Inter duos scopulos t. Hypotheses sur 'la place
de la sexualiU dans les modeles de la representation du monde au XI' siicl«, in Annates.
Economies, Socuus. Civilisations, 36 (1981), p. 933.
(181) Die Briefe, 86, ed, cit., n, p. 489, H. 7-8 (= Op. LU, 22, col. 781 D).
(182) Ivi, pp. 490, 1.2-491, 1.5 (= colI. 782 D -783 A).
(183) Cfr. ERODOTO, Historierum li/rri, Ill, 109; PLINIO IL VECCHIO, Naturalis Taistoria, X, 82, 169; ELl ANa, De natura animalium, I, 24.
(184) Cfr. P5EUDO-HIERONYMUS, Epistolae, XVIII, 4, P.L., 30, col. 187 Ci 1510.,
Ethim, XII, 4, 11; RAD. MAURUS, De uniuerso, VIII, 3, ed, cit., col. 232 Ci PAPIAS, op,
cit., p. 370.
,
(185) ce. Phys., 10, ed. cit., p. 48; Phys. lat. r, XII, 6-7, ed. cit., p. 110; Dicta I.
C"'rsostomi, 11, 2, ed. cit., p. 81. Cfr. CARREGA, op. cit., p. 510, n, 6.
(186) Die Briefe, 86, ed. cit., rr, p, 491, 11. 8-14 (= Op. LIl, 22, col. 783 Al •..
PIER DAMIANI, IL MATRIMONIO, LA CASTITA
727
il momento della nascita, si fanno strada corrodendo da una parte
e dall'altra i fianchi materni, tanto da risultare, allo stesso tempo,
vita per se e morte per la madre. Dopo aver indugiato un istante
sull'idea del parricidio, I'autore chiude il quadro considerando
spiegato il perehe nel parto delle vipere non si assiste mai a una
figliata superiore alle due unitä: in ciö coerente con la suaparticolare versione della proprietas, presentata in maniera diversa sia
dalla tradizione anteriore sia da quella immediatamente successiva (187).
Nemmeno alla fine di questa natura compaiono specifiche applicazionl morali. 11 fatto tuttavia ehe il Damiani, anzitutto, non
nasconda la sua simpatia per i serpenti e certe loro caratterististiche, come il digiuno, suggerito in funzione di efficace antidoto
alle dissolutezze della concupiscenza (188); ehe alla fine della disquisizione su di essi, poi, come all'inizio, insist a suI dovere di prestare vigile attenzione agli ammaestramenti ehe ci vengono daI
mondo animale (189); ma soprattutto l'impegno da lui messo nella
ricognizione della proprietas del concepimento edel parto della
vipera, tanto da fame registrare, come s'e detto, una singolare
variante: questi elementi autorizzano a credere ehe, come giä
'nellafigliazione umano-bestiale dei cani colpiti da rabbia, anche
qui siamo di fronte a quegli indugi ehe meglio caratterizzano l'indole dell'autore, tutto arroccato nel suo rigorismo di marca metacorporea e concentrato nell'esaltazione di tutto ciö ehe nella
generazione escluda ogni ingrediente 0 ombra di rapporto carnale.
(187) Ad es., anche nello Pseudo-Ugo si paria ancora, come per I'addietro, non di
due viperotti, ma di • catuli t in genere, senza nessun riferimento al motivo degli occhi
(De bestiis, H, 21, ed. cit., col. 68 D). Cfr. !\1CCULLOCH, op. cit., p. 184; HENKEL, op, cit.,
p, 182.
'
(188) Die Briefe, 86, ed, cit., 11, pp. 489 11.9-11. 16·20,49011.9-12 (= Op. LIl, 22,
col. 781 D - 782 Cl: • Serpens enim cum senuerit et eius oculi coeperint caligare, per circulum quadraginta dierum totidemque noctium nullo prorsus cibo reficitur, sed Iugis .
inediae continentia maceratur
Nos etiam, si aliquando a iuvenali sancti desiderü
fervore tepescimus et dissoJutae vitae senio caJigamus, per artae paenitentiae transeamus
angustias, ut dum veterem exterioris concupiscentiae deponimus peilern, ad pristinam redeamus interioris hominis novitatem ( .•• ) Vis ad serpentis exemplum novus fieri et languentis animae senectutem impubescentis adholescentiae reflorere decorem? Ieiuna curn
serpente per quadragenarii temporis circulurn, hoc est a desideriis carnalibus tempera per
, omnem huius vitae decursum t. Cfr. FRUGONI, Letteratura didaitica 'cit., pp. 44-45.
(189) Die Briefe, 86, ed. cit., H, p. 491, n. 8-11 (= Op. LII, 22, col. 783 A): • Ad instruendam quippe humanam naturam pius conditor diversas brutis animalibus vires et
astutias contulit, ut ex beluinae quoque sagacitatis indagine non contempnenda in nostros
actus valeamus exempla transferre t.
<. _.)
ADRIANO
GATIUCCI
5. Anche daI materiale fisiologico, attivarnente rivisitato, dunque, il Damiani trasse stirnoli e spunti per rinvigorire le sue eategorie ascetico-morali in fatto di matrimonio, castitä e sesso,
non dubitando di continuare ad impartire direttive e insegnamenti, ehe per la veritä qua e la, piu ehe la equilibrata morigeratezza dell'ortodossia, sembrano echeggiare, oltre all'esasperato spiritualismo di matrice antica, 10 scorporamento e la sessuofobia
delle contemporanee sette ereticali di Arras e Monteforte (180), propugnatrici di una societä angelico-paradisiaca aliena dal male
della came, al pari del mondo delle api - come affermava l'eretico
Gerardo di Monteforte rifacendosi all' Exameron di S. Ambrogio
prima del Damiani - dove la riproduzione della specie avviene
(I sine coitu I) (191). Come si pub infatti
costatare, talmente appassionato gli capita talvolta di ritrovarsi nella sua apologia dello
spirito sulla came edella castitä su quaIsiasi altro stato di vita,
compreso i1 matrimonio, da non poter evitare d'incorrere in evidenti sbavature di discernimento e di valutazione, sia in campo
teologico ehe morale.
Un esempio si ha esaminando brevemente come viene realiz- .
zata la martellante dissuasione di ogni rapporto con il mondo
della came e i1 piacere ad esso connesso, anche quello Iegittimo
come appunto i rapporti sessuali all'intemo del matrimonio. a) Anzitutto essa avviene attraverso la sistematica diffamazionejin. suIto della natura, in particolar modo nelle fattezze del suo capolavoro, l'uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio (192), dualisticamente scisso in spirito creato da Dio (193) e in miseranda
came, ergastolo dell'anima (194), costitutivamente vista come mar(190) Cfr. DERouET-BEssoN, op, eit., pp. 930-934.
(191) LANDULPHISENlORISMediolanensis Historiae Tihri quatuor, 1I, 27, a cura di
A. CUTOLO,in L. A. MURATORI,Rerum Ittüicarum Scriptores, t. IV, par. 11, fase. 2, Bologna, 1942, p. 68. SuU'argomento, efr. H. TAVIANI,Naissance d'une heresie en Italie du
Nord au XI' siecte, in Annalu E.S.C., 29 (1974), pp. 1231-1233; EAD., Le mariage dans
"h/resie de l'An Mil, ivi, 32 (1977), pp. 1092-1086; G. DUBY, La specchio del feudalesimo.
Sacerdoti, guerrieri e lavoratori, tr. it., Bari, 1980, pp. 165-168; ID., Ll cavalier., la donna,
il prete. It matrimonio nella Francia feudale, tr, it., Bari, 1983, pp. 95-107.
(192) Gen. I, 26-27.
'
(193) Die Briefe, 66, ed, eit., 11, p. 278, U. 6-8.12-14 (= Op. L, 15, col. 749 AB):
s Ibl [in Paradiso] praeterea natura humana, quae vieiata fuerat, eunetis passionum
squaloribus defaecata tripudiat, et azima facta in suae puritatis atque sinceritatis mundieia
perseverat ( ••• ) Sic ex humana natura manet quidem omne, quod conditor fecit, tollitur
autem, quod diabolus addidit s (si v. sopra, nota 29). Cfr. BULToT, La doctrine
eit., pp. 18-21.
(194) Die Briefe, 66, ed, cit., 11, p. 260, 11. 12-13 (= os, L, 6, col. 738 D). Si v.
sopra, nota 31.
I
PIER
DAMIANI,
IL
MATRIMONIO,
LA CASTITA
729
ciume e nauseante impasto di vermi, tanto da viva ehe da morta (195); ingiuria ehe si estende a uno dei piü delicati meccanismi
della vitalitä della natura, come i1 mestruo delladonna, considerato secondo i pregiudizi della vecchia cultura alla stregua di
un marchio immondo e contaminatore (196). b) Secondo mezzo per
spingere alla verginitäjcastitä, la detrazione dello stato matrimoniale: non solo ridicolizzandolo nei suoi aspetti piu sacri e meritori, quali la gestazione della donna e, la faticosa cura dei neonati (197), ma svisandone natura e valore (198), fino a colpevolizzarlo per la presunta violazione della verginitä e l'incremento
della lussuria di cui sarebbe causa (199). c) Ne, a vantaggio del
(195) Die Briefe, 66, ed. cit., I1, p. 269, 11.20-22 (= Op.L, 10, col. 744 B): • Quaelibet
hominis caro, quae nunc virere eonspieitur, nequaquam de se post obiturn putredinem
generat, sed quae semper fuerat, tunc se tantummodo putredinem manifeste declarat s
(si v. sopra, nota 32). Cfr. DESSLER,op. eit., p. 59; BULToT,La doctrine eit., pp. 22-28.
(196) Op. LVI, 9, col. 818 D: s Et quis continuo non eompellatur sese nosse putredinem, dum tam obseoenam ortus sui considerat foeditatem? t 11 riferimento l! al passo di
Sap. VII, 2: e Decem mensium tempore coagulatus sum in sanguine, ex semine hominis,
et deleetamento somnii convenientis s (si v. sopra, nota 30). Cfr. BULToT,La doctrine eit.,
pp. 116-117; sui tabu del mestruo, anehe A. VALERIO, La question» /emmillile nei StcoU
X-XII, Napoli, 1983, pp. 24-25.
(197) Ironizza grossolanamente, alia seuola di S. Ambrogio (De virginibus, I, 6) e di
S. Girolamo (Ep., XXII, 2; L, 5; Adversus Jovinianum, I, 12, 41), sull'alterazlone fisica
delle donne incinte e sui pianto dei bambini (Op. XVIII, 8, col. 414 AB: •••• Oculi semper
intendunt ad uteros tumentes et pueros vagientes t; Op. XLI, 3, col. 663 B: •••• Nee
tumescentem uterum infantiumque balatum •••• ), echeggiando antiehe inBessioni patristiche esortanti alia verginitä mediante l'enfatizzazione dei fastldidel matrimonio [cfr,
ROUSSELLE,
op. eit., pp. 132-133; GORI,op. cit., pp. 30,35,37,55); e questo nonostante
ehe S. Agostino (De vit'ginitate, 22, 22) avesse condannato la scelta della continenza come
fuga dalle molestie temporali ehe gravano sulle persone sposate (efr. B0RRESEN,op. cit.,
p, 131).
(198) Chiama efalsae pietatis imago t, rispetto alia, vera circa Deum pietas t i vincoli coniugali e paterni, pur proclamatt e iura naturae s, commentando I'episodio biblico
in cui gIi uomini della tribü di Giuda e di Beniamino per ordine di Esdra scaceiano le loro
mogIi straniere con i figlinati da esse (Op. XII, 29, col. 284 AB); considera eroismo da parte
della contessa Bianca, rimasta vedova, la decisione di abbandonare insieme a tutte le altre
eose care I'unieo figlio, ancora • ephebus t e • impuber t, per ritirarsi in monastero (Die
B,ie/e, 66, ed. eit., Il, p. 251, 11.1-8 [= Op. L, 1, col. 733 A]), giudicando tentazione diabolica I'eventuale desiderio della contessa di ritomare alle normalt incombenze di una
buona madre di famiglia (ivi, pp. 266, I. 23 - 267, I. 7 [= Op. L, 8, col. 742 CD]); e pretesto
per servire alle seduzioni della came definisce la legittima aspirazione ad avere una dlscendenza (Die B,iefe, 76, ed. eit., 11, p. 384, ll. 6-7 [= Op. LIII, 4, col. 796 A]:. Et sub nomine
propagandi germinis famulantur illecebris vOluptatis t) da parte di coloro che non sanno
, reprimere gIi • insolentes carnis impetus • n~ sono in grado di svincoIarsi daU', efIectus •••
pravae operationis • (Die B,ie/e, 31, ed. eit., 11, p. 324, ll. 17-18 [= Op. VII, 24, col. 186 C]).
, . (199) Op. XXXVI, 4, ed. BREZZI,p. 68 (= P.L., 145, col. 600 D):, Carnali siquidem
sponsae compleius viri corruptio carnis; foedus amoris, dispendium castitatis; virginem
se plerumque thalamis nuptiaIibus tradit, sed violata recedit. Et contra, cui caelestis
sponsus adhaeserit, protinus omnes abIuit maculas turpitudinis ••. ; de prostibuIo virgjnem, de corruptione reddit inlegritatem t; Die Brie/e, 66, ed. eil., 11, p. 249, ll. 2021 (= Op. L, I, coli. 731 D - 732 A): • Ex hac copula [10sposalizio con Cristo] non curruptio naseitur, sed integritatis potius clausuIa reparatu~ t; Op. LVI, 4, col. 812 D: • Car-
730
ADRIANO
GATTUCCI
celibato, il Priore di Fonte Avellana si fa scrupolo di mortifica:re
altre virtu, ad es. l'umiltä, come quando inneggia alla e superbia s
e alla «mentis elatio s dell'ex imperatrice Agnese, la quale, rimasta vedova di Enrico III e avendo sdegnato nuove nozze - secondo l'interpretazione ehe egli ne da - per l'inadeguatezza dei
pretendenti, da questa sua benedetta (<< beata I» alterezza era stata
portata ad incontrare Crista, con cui, monacandosi, si era con-·
giunta in. celeste connubio (200). Entusiasmo verosimilmente non
condiviso da S. Agostino, ehe nei dediti alla castitä temeva proprio come insidia di fondo la mancanza di modestia «( superbia »)
e il gonfiore della vanagloria (<< elationis tumor I» (201), senza ehe
fosse necessario soffiare sul fuoco facendo vibrare ulteriori motivi
d'orgoglio, come quello di casta. ti) E neppure rifugge da frange
di terrorismo psicologico, nell'ambito di una ben diffusa mentalitä da giustizia immanente (202), evidenziando l'inesorabilitä
della sanzione divina non solo nei casi di consumata e spavalda
degenerazione, come per il gia citato chierico Zeuzolino (203), vissuto allegramente nel vizio per venticinque anni e da Dio punito
con un'atroce morte, essendo finito arso vivo insieme alIa sua
amante durante un incendio (204), 0 per i due sacerdoti incontinenti citati nel Contra clericorum intemperantiam e il vescovo marsicano Alberico definite e prolectarius I), tutti puniti da Dio con
morte improvvisa (205); ma anehe nei confronti di chi, votatosi
'alla castitä, poi deflette dal suo proposito per assestarsi nei trannalis plane vir virginitatis
arcana corrumpit, sponsus autem ille coelestis eas etiam quas
sibi violatas associat, in virginale decus illico sine diffieultate
reformat,
ut nimirum
contracti squaloris inquinamentum
deponant t. Cfr. BULTOT, La. doctrine eit. pp. 103-104.
(200) Op, LVI, 4, col. 812 CD: «Quia igitur in tantae celsitudinis
arce praeminuit
(Enrico Ill], eo superior quispiam in humano genere reper+ri non potuit. Quae ergo in terris idoneum et qui tuis placeret oculis invenire non poteras virum, in coelesti sponsi provolasti violenter amplexus t. Anehe per le figlie di Berengario i1 Darniani rnostra molta
simpatia, per i1 fatto ehe - come gli aveva raccontato
l'ex imperatrice
Agnese - «omnes
procos aequa prorsus dedignatione
contemnerent,
et mort ale coniugium sanctae superbiae
supercilio fastidirent t, premessa alia loro scelta dello stato monacale (Op. XLVII, I, col.
71t D).
(201) De virginitate, 34, 34. Cfr. B0RRESEN, op. eit., p. 131.
(202) Sull'argomento
cfr, P. ROUSSET, La crarance en la justice immanente
l'ipoque
liodale, in Le Maren Age, LIV (1948), pp. 225-248.
(203) Si v. sopra, nota 76.
(204) Die Briefe, 70, ed. eit., U, p. 321, 11.13-15 (= Op. XLII/I,
7, col. 673 B): .Sie
sie nimirum ßamma libidinis - conclude severo l'autore - ignem meruit combustionis,
et quid duleis vita contulerit, amarus prodolor exitus demonstravit
t.
(205) Op. XVIII, 2, 6, coli. 408 D - 409 D; Ep. IV, 8, coli. 310 A - 311 A. Sui mezzi
ill persuasione usati dal Damiani per convincere il clero al celibato, cfr. J. DE CHASTEIGNER,
Le cilibat sacerdotal dans les /crits de Saint Pierre Damien, in Doctor communis, XXIV
(1971), p. 271.
a
PIER
DAMIANI,
IL
MATRIMONIO,
LA
CASTITA
73I
quilli affetti della vita coniugale. Come nel caso di quel « rusticus »
ehe, consacratosi a S. Mauro per grazia ricevuta, dopo un decennio (C fragilitati camis enerviter cessit )}scegliendo la via del matrimonio; ma mal gliene incolse perehe. «mox... ut luxuriandi
voluptate potitus est », ridiventö cieco peggio di prima: giustamente, conclude l'autore, perehe egli, ehe « libidinis iugo turpiter
colla supposuit » sprofondando spiritualmente dalla luce nelle
tenebre, anche esternamente doveva essere segnato dalla stessa
miseria (206).
6. Sennonehe basta leggere la parte introduttiva del sermone
dedicato a S. Alessio, per incontrare nonsenza sorpresa un Pier
Damiani assai diverso, quanto a sensibilitä e a valutazioni in materia di matrimonio e sessualitä, rispetto al negativo censore registrato nel corso della precedente rassegna. a) Nella festa del
santo - egli esordisce - vanno anzitutto celebrati i genitori, mirabile esempio d'impegno caritativo nell'assistenza all'infanzia e
a ogni genere d'indigenza, campioni di mortificazione, pii, adomi
di tutte le virtu cristiane. E dalla pudica santitä di questa unione
coniugale infatti ehe ha avuto modo di sorgere e svilupparsi la
loro gloriosa progenie: « Dignum itaque fuit ut de tarn casto, tarn
sancto, tarn denique inmaculato coniugali pudicitiae thalamo tarn
praeclara soboles nasceretur s (207). b) Onde a coloro ehe sono le~
gati da vincoli matrimoniali - prosegue il Damiani allargando
l'orizzonte - convengono opere di pietä e di misericordia, la cura
dei poveri, l'obbligo di una vita casta e onesta, affinehe. mentre
si mostrano giustamente solleciti per assicurarsi una discendenza,
siano in grado di mettere al mondo creature degne di Dio «< ut ad
conservandum posteritatis vestrae genus dignam Deo valeatis sobolem procreare ») (208). Dunque tutt'altro ehe negativa risulta,
tanto in quest'ultima riflessione quanto in quella precedente, la
visione dello stato coniugale e ben piu profondo ed esteso vi appare 10 stesso concetto di castita e pudicizia: nella vita matrimoniale si mantengono a pieno titolo, oltre alle virtu tipicamente
(206) Vita 5. Mauri, 3, col. 950 BD. Per un cenno alle. vendetta miracolose e sparse
nell'opera dei Damiani e diffuse nella cultura dei tempo, cfr, LUCCHESI, La • Vita S. Radu:phi et 5. Dominici Loricati » di 5. Pier Damiano, in Riuista di storia della. Chiesa. in
Italia, XIX (1965), p. 167.
(207) 5er. XXVIII, 1, p. 162 (= P.L., 144, call. 652 D - 653 A) •
.(208) Sero XXVIII, 2, p. 162 (= P.L., 144, col. 653 B).
732
ADRIANO
GATIUCCI
cristiane della « pietas i edella « misericordia», anche quella illibatezza e quella santitä ehe sembravano privativa di altri stati di
vita; e, contrariamente a quanto abbiamo sentito sopra (209), congruo e senza macchia risulta anche il desiderio di provvedere a
una posteritä, qui piu equilibratamente visto come elemento di
una provvidenzialitä
divina intenta ad allargare attraverso la
collaborazione coniugale la schiera degli eletti. c) Meritatamente
perciö - ribadisce con trasporto il Damiani - genitori siffatti diedero alla luce una tale prole, non potendo una cosi santa radice
rimanere priva del suo santo germoglio; ne potendo mancare di
rispondere a sua volta questo, incrementato dalla grazia divina, alla
qualitä di un cosi buon albero (210). Non solo, in questa prospettiva, si proclama la santitä della coppia, ma se ne evidenzia talmente l'importanza nell'economia della struttura familiare, da
proporsi quale perno dello stesso sviluppo spirituale della prole, ,
in armonia con quanto era stato detto poco sopra: « Iuxta conversationem ... parentum saepe proveniunt merita filiorum, ut
et de honestis progenitoribus proles honesta respondeat et reproba reprobis in pravitate concurrat s (211). '
Non meno convinto e l'elogio della coppia Vitale-Valeria ehe
il Damiani fa nel primo dei sermoni dedicati al santo martire ravennate, del quale si rileva ehe da « bonus paterfamilias» aveva
retto con vigore la sua casa educando piamente e santamente i '
figli, emulato dalla sua santa sposa, la quale, « castissimi coniugii
fidem servans », nel momento supremo non si era peritata .d'andare incontro alla stessa sorte: COS1 da ritrovarsi giustamente poi
nella stessa beatitudine, essi « quos inmaculatus hie mutuae earitatis devinxerat thalamus», uniti dalla stessa corona di gloria
coloro ehe « duo fuerant in came una» (212). Anche qui, come e
facile costatare, santa e meritoria viene vista l'azione dei genitori
nei confronti dei figli; legittima l'unione senza restrizioni dello
sposo con la sposa, diventati un solo essere anche nella came;
limpidi i rapporti coniugali, ehe non esc1udonoil sigillo della castitä, e 10 stesso letto nuziale da cui si seende immacolati, inc1u(209) Si v. la nota 198.
(210) Ser, XXVIII, 3, p. 163 (= P.L., 144, col. 653 D): « Merito talern prolern talcs
genuere parentes, ut de sancta radice sanctum germen erumperet, et bonae arboris ramus
per acceptae gratiae caelestis incrementa succrescens, dignos generi suo bonorum operum fructus afferret t.
(211) Ser, XXVIII, 2, pp. 162-163 (= P.L., 144, col. 653 Cl.
(212) Ser, XVII/I, 4, pp. 87-88 (= P.L., 144, call. 587 C - 588 A).
PIER DAMIANI,
•
IL MATRIMONIO, LA CASTITA
733
dendo la (C mutua caritas » ehe ne e i1 tessuto connettivo iI bene
della sessualitä, secondo quanto realisticamente si dice piu avanti
a proposito dellegame con cui il marito era stato unito alla moglie:
(C Tibi enim est carnalis copulae glutino sociatus t (213).
eFelix partus » - continuando a spigolare tra i momenti di
grazia con cui il Damiani presenta matrimonio e sessualitä - e
in un altro sermone definita la nascita di Giovanni Battista, a cui
aveva materialmente assistito la. Vergine Maria, amorosamente
dedicatasi nei tre mesi successivi alle umili incombenze derivanti
daI puerperio dell'anziana parente Elisabetta (214). Del Battista
si dice inoltre ehe 10 Spirito Santo, ehe 10 aveva fatto sussultare
prima della sua venuta alla Iuce, aveva riempito di se anche il
ventre materno in cui giaceva nascosto (215). Gli accenti piu delicati e positivi, pen), sia riguardo al concepimento ehe alla gestazione e all'allattamento sono naturalmente quelli connessi con la
maternitä di Maria e l'incarnazione del Fglio di Dio: « Felix ilIa
et nimium beata femina, quae illum novem mensibus gestavit in
ventre ... Mirabilius quidem fuit Christum concipi in vulva carnis (, : .) Concepit Maria Christum in vulva carnis ... Reficiebat
Maria Christum, cum teneris labris lac exprimeret uberum s (216).
Fino a quella stupita trafila di ossimori, in cui il Damiani e maestro
sommo, attraverso i quali vengono stabiliti i rapporti tra la Madre
umana e il Figlio divino: con una nobile ricognizionee un'ammirata
sottolineatura degli elementi piu teneri e modesti di una semplice
maternita di questo mondo (217)".
.
Ma non solo quando si tratta di personaggi biblici 0 dei santi
il Priore di Fonte Avellana- si esprime con rispetto e finezza af(213) Sero XVII/I, 9, p. 92 (= P.L., 144, col. 591 C). Cfr. FERRETTI, op. eit., p. 537.
(214) Sero XXIV, 2, p. 149 (= P.L., 144, col. 638 B).
(2IS) Ser, XXIV, I, p. 148 (P.L., 144, col. 637 C).
(216) Sero XLV, 13, pp. 272·273 (= P.L., 144, col. 747 Bq. Stessi accenti nel s Rhytmus Sanctae Mariae Virginis t: 'Quem mundus ferre nequit, / totum vulva concepit; I
quo circuitur aether, / puellae clausit venter. 11
Est angelorum cibus / tuo lacte nutritus; / qui mari praebet undas, / papillae sugit guttas. 11 Geris in sinu prolem, I qui terrae librat malern. I Foves a quo foveris, / servas a quo tueris. // Blandire, mater, caro, f
qui te creavit, nato; I oscula grata fige, / fasciis membra cinge t (Cart~. 1,5.11-13, pp. 7678 [= P.L., 145, call. 937 D - 938 BC, n, LXI]); efr. Carm. 22,4·6 e 23,5, pp. 111-l13
(= P.L., 145, call. 933 D - 935 A, nn, XLIV, XLVII).
.
(217) Sero XLVI, 9, pp. 280-281 (= P.L., 144, col. 753): s Creatus est ex ea quam
creavit, portatus est rnanibus quas forrnavit, suxit ubera quae replcvit. Puellae confovebatur in gremio, quem vastissima caeli non recipit Iatitudo, Puerilibus fasciis cingebatur,_
qui inmensitatem orbis terrae pugillo complectitur. Matris parebat arbitrio, qui omnium
rerum iura suo gubernabat imperio. Vagiebat in cunabulis, qui angelerum gaudium erat
in caelis. Vilibns tegebatur crepundiis, qui electos suos stola induit inmcr talitatiw t.
<.•. )
734
ADRIANO
GATTUCCI
frontando i1 tema del matrimonio, della famiglia edella sessualitä;
negli stessi termini, con garbo e proprietä, gli capita qua e la di
parlarne anche riferendosi a spose, mariti e figli del suo ternpo.:
Scrivendo alla regina di Francia, chiama dono elargito dal cielo
la sua feconditä di sposa (218); in una lettera-meditazione
all'ex
imperatrice Agnese, fattasi monaca, ne esalta la virtu rilevandone
il duro sacrificio della solitudine, per lei gia abituata all'amplesso
coniugale (219), e tessendo l'elogio della sua pudicizia, mirabile
'ora da persona consacrata come perfetta era stata durante la sua
vita di coniugata (220). Al di la. dei riferimenti personali, poi, parla
con serenitä delle mogli ehe «summa desiderio s si danno da fare
per piacere ai propri mariti, sia ehe si tratti di allettarli con la
seduzione degli ornamenti 0 il nitore e· la bellezza del proprio
volto (221) sia ehe li si attraggano con il profumo e la fragranza
della propria bocca (222); proclama vere mogli, contrapponendole
alle .concubine, solo coloro ehe sono fornite del senso della verecondia edella
pulitezza matronale
«( castae conversation is et
quodammodo matronalis pudicitiae munditia» (223); chiama « necessitudinis vinculum» il solido amore ehe lega il marito alla moglie e Il padre ai figli, non dubitando di definire pen a piu amara
del fiele, incendio di dolore capacedi schiantare i1 cuore una sua
(218) Die Briefe, 64, ed, cit., Il, p. 227, 11. 11-12 (= Ep. VII, 9, col. 448 B): • Tu
autem, gloriosa filia, quia fecunditatis donum divinitus meruisti, sic c1arissimam instrue
sobolem t.
.
(219) Op. LVI, S, col. 814 A: .0 quam gravis est, quamque laudabilis abstinentia,
assuetam iuvenculam a virili ieiunare complexu! t.
(220) lvi, col. 814 AB: • Nam quia fueras olim Susanna cum viro, rnerito nunc facta
es Anna post virum; et quia tune coniugalem pudicitiam immaculate servaveras, nunc
cum filia Phanuel ••. in ecclesia iugiter perseveras t. Anche altrove chiama , honesti ac
pudicissimi thalami t il letto e la convivenza coniugale (Ep. VII, 10, col. 449 Cl.
(221) Ep. VIII, 14, col. 491 AB: • Studet nupta ut virum suum faleratae composi •.
tionis forma demulceat ••• Contendit iIIa, ut venusti vultus appareat, ut decori eius nul.
lius foeditatis naevus obrepat t.
1222) Ivi, col. 493 A: • Enimvero non ignoratis quasdam carnaliter conversantes diversas inter dentes aromaturn ac pigmentorum species terere, ut viris suis iucundius valeant redolentis fragrantiae nitore placere t. Le • carnaliter conversantes t sono le donne
maritate, qui cosl chiamate in opposizione alle donne tutte dedite alle cose spirituali, come
iI Damiani esorta ad essere le proprie sorelle Rodelinda e Sufficia, rimaste vedove, alle
quali ·b indirizzata la lettera, sulla seia dell a dicotomia paolina, da cui prende le mosse
anche per le connotazioni della nota precedente e secondo la quale la donna sposata b
colei che • cogitat quae sunt mundi, quomodo placeat viro t (I Cor. VII, 34). Mi sembra quindi indebitamente
carieata in negative I'interpretazione
ehe di questo passo da
il Bultot (La doctrine cit., p. >(4); anche se b possibile, peraltro, che it comportamento della
donna diventi equivoco quando usi questo mezzo di seduzione per piaeere non al marito,
ma ai suoi corteggiatori (cfr. Sero LXXIII, 9,p. 439 [= P.L., 144, col. 918 B]).
(223) Sero XIX, S, p. 12S t= P.L., 144, col. 613 CD).
.
PIER
DAMIANI,
IL MATRIMONIO,
LA CASTITA
735
eventuale rottura (224). S'intenerisce infine e s'addolora profondamente alIa notizia della morte di un bambino (225), augurando agli
afilitti genitori - al cui affetto l'Onnipotente aveva tolto il frutto
del loro amore seppure per fame un angelo della celeste gloria _
la stessa sorte della biblica coppia Anna-Elcana (226), ehe, consa~'
crato al Signore l'unico figlio, dalla generositä divina avevano
avuto in figli e figlie gia in questa terra il quintuplo del loro
dono (227).
Da rilevare inoltre, in questa disamina degli elementi posi'tivi delle valutazioni damianee circa matrimonio, castitä e sessualitä, la chiara affermazione da parte del Priore di Fonte Avellana
delIa necessitä e dell'eccellenza dell'aspetto spirituale come cornponente essenziale, e vertice della virtu della verginitäjcastitä,
rispetto a quello semplicemente fisico e materiale frequentemente
dallo stesso messo in primo piano nella presentazione di tale
virtu (228) •• Castitatem ... - scrive al nipote Damiano esortandolo alle virtu di cui si parla nella prima lettera a Timoteo (229) '7
non in membris tantummodo studeas servare corporeis, sed haec
eadem permaxime regnet ac vigeat in visceribus cordis s (230). E
alle sorelle Rodelinda e Sufficia, rimaste nel mondo a professare
valorosamente la castitä vedovile, tracciando per esse un programma di alto impegno spirituale e spronandole secondo l'insegnamento della prima lettera ai Corinzi ad essere sante nel corpo
e nello spirito (231): • Quid enim prodest castitas corporis - scrive -,
quid castigatio vel affiictio carnis, si desit puritas et munditia
cordis?, (232) Se infatti e vero ehe I'onnipotente Signore, come
(224) Op. XII, 29, col. 284 A: «Quis nesciat quantus virorum amor circa uxores
proprias vigeat, quanta circa fiIios pietas paternum pectus astringat? Quis ignoret ad dissolvendum duplex huius necessitudinis vinculum, quo moerore, qua amaritudine se potuerunt viscera humana concutere? Qua vehementissimi doloris incendio paternus affect us,
coniugalis animus compulsus est aestuare? •
, (225) Ep. VIII, 4, col. 469 A: , ••. Cum ••• excellentiae vestrae filium ••• ex hoc
saecuJO transisse cognovimus, subiti nos moeroris angustia perculit, et tristitiae non levis
Qculeus cor nostrum pia compassione transfixit t.
(226) Cfr. 1 Reg. I, 9-28; 11, HI. 18-21.·
.
. (227) Ep, VIII, 4, call. 469 C - 470 A: «- Visitavit ergo Dominus Annam, et concepit,
et peperit tres filios et duas fiIias -. Qui ergo pro uno filio tarn uberem prolern reddidit,
quanta magis vas in propaganda semine de sancti vestri coniugii charitate laetificare
potuit ••• ? ( ••• ) Omnipotens Deus ••• multiplex utique pro uno puero germen attrlbuat •.
(228)
(229)
(230)
(231)
. (232)
Cfr. BULTaT, La doe1rine cit., p. 103; DAuBERclEs, La theologie cit., p. 47.
Cfr. 1 Tim. IV, 12·13.
os. XLVII, I, col. 711 AB.
Cfr. 1 Cor. VII, 34 .
Ep. VIII, 14, col. 491 B.
ADRIANO
GATIUCCI
afferma l'Apostolo, abita nei corpi casti come nel suo tempio (233),
e tuttavia nell'anima ehe Egli risiede in maniera particolare, vivificandola come questa vivifica il corpo: « Si igitur in mentibus
vestris dignum Deo vultis cubile construere, studiose contendite
ipsas mentes ... omni ... malitiae labe purgare ) (234). Che senso
avrebbe, ospitando qualcuno, presentare una casa tutta ornata
e tersa, e poi far inorridire l'ospite per la sporcizia della stanza a
lui riservata? Alla mondezza del corpo deve corrispondere la pu- .
rezza della mente edel cuore, perehe e qui ehe, come nel. suo talamo, il celeste Sposo viene ad abitare (235). Ne meno esplicito a
questo riguardo e il pensiero del Damiani nel secondo sermone In
nativitate S. M ariae, dove nei seguenti termini ammonisce il prototipo di certe vergini e veste compositae, moribus dissipatae »,
ehe orgogliosamente fa inostra di se dal piedistallo del suo stato
verginale «( Ego sum virgo: nescio enim virum, ignoro coniugium »):
«0 virgo, quam felix esses si quod habes in came servares in mente,
custodires in' actione! Quid enim prodest solius camis integritatern servare, et malignorum spirituum stupris mentis. interiora
corrumpere? ); con la severa sentenza finale: « Virgo came, non
animo, virginitatis praemio non potitur t (236).
,Ne trascurabile risulta infine, sempre per l'aspetto ehe ci in-.
teressa, la disinvoltura con cui il Damiani, sulle orme della tradizione biblica e di una ben consolidata simbologia mistica, utilizza il linguaggio amoroso-sponsale per cogliere e definire sia gli
stretti legami e l'intima comunione tra il Creatore e la creatura, sia
la natura e I'intensitä di certi fenomeni spirituali (237). a) La monacazione dell'ex contessa Bianca e salutata come se si trattasse
del piu splendido dei matrimoni di questo mondo: non vi mancano ne gli omamenti sfarzosi quali si addicono a una vera regina
ne il sontuoso banchetto ne 10 scintillante Ietto nuziale ne la spi(233) Cfr. J Cor. VI, 19.
(234) Ep. VIII, 14, col. 492 CD.
(235) Ivi, coil. 4920·493
A: f Quia ergo vos ••• per candorem pudicitiae matronalis
corpora vestra in sancta rnunditia cnstoditis, erga cogitationes quoque districtam
semper
sollicitudinem exhibete, ut quoniam coelesti sponso thalarnum in vestra mente construitis,
nil ibi foedum esse, nihil inordinatum
quod eius oculos possit offendere pcrmittatis •.
(236) s». XLVI, 17, p. 287 (P.L., 144, col. 758 CD).
(237) Sull'argomento,
cfr, E. STAUFER, rCXlJ,tw, 'YCXI'O~, in Grande lessico dei NuoL'O
Testamellto, II, a cura di G. KITTEL e G. FRIEDRICH, tr. it., Brescia, 1966, coll. 351·376;
R. HeRDE, Das Hohelied in der lateinischm Literaiur des Mittelalters bis zum 12. Jahrhun·
dert, in Studi lIftdievali, 3a ser., VIII (1968), pp. 957·1073; R. GREGOlRE, Il matrimonio
mistico, in II malrimonio nella: sociclii altomedievale, I1, Spoleto 1977 (Settirnana di studio
del Centro italiano di studi sull'Alto Medioevo, XXIV), pp. 701·794.
PIER
DAMIANI,
IL
MATRIMONIO,
LA
CASTITA.
737
rituale copula (238); nella presentazione della vita consacrata vi
si descrivono con realismo e plasticitä di dettatotanto dolcezze
e intimitä di affetti (239) quanto effusioni e mistici amplessi (240).
b) Stesso linguaggio e stesse immagini, con abbondanza di riferimenti e mutuazioni dal Cantico dei cantici, nei riguardi della
ex imperatrice Agnese, ugualmente consacratasi a Dio: tenerezze
e passione di amanti (241), dedizione e integrazione sponsale (242);
con la sposa compagna premurosa e consolazione assidua dello
sposo (243); suo tempio, suo talamo, suo riposo (244). c) Cosi per il
(238) Die Briefe, 66, ed, cit., Il, p. 249, H. 1-10.19-20 (= op. L, 1, col. 731 BD):
• Ad regales nuptias epulaturus accede, thalamos auro gemmisque radiantibus
adhornatos
videre desidero, nuptialibus
saginari dapibus avidissime concupisco ••. Phrophetica
simul
et apostolica non desint tam excellentibus
nuptiis ornamenta.
Evangelicus itaque noster
Ysaias iam procedat ad medium, et muniheus exhibeat, quod paravit, ornatum videlicet
ca1tiamentorum,
lunulas, torques atque monilia, armillas et mitras, discriminalia
et periscelidas, murenulas et olfactoriola, inaures et anulos et gemmas in fronte pendentes, mutatoria et pallia et Iinteamina,
acus et specula et sindones, vittas atque theristra ( ••• ) Et
quoniam, qui adheret Domino, unus spiritus est, sponsus iste non modo sponsae iungitur,
sed unitur, atque ex hac copula ••• t.
,
,
.
(239) lvi, p. 254,11. 6-8 (= Op. L, 2, col. 734 D): « 0 quam suave commertium, immo
quam inenarrabilis
dulcedo in humanis visceribus oritur, cum creator et creatura alternis
in se invicem aflectibus deleetantur t.
.
(240) lvi, p. 255, 11. 2-8 (= Op. L, 3, col. 735 BC:« Hunc sponsum, venerabilis sorer, .
verae karitatis ulnis amplectere, super hoc iugiter delectare. Delectare, inquam, in Domino,
et dabit tibi petitiones cordis tui. Huius corpus et sanguinem etiam ore carnis crebrius
suscipe, ut hanc eius vocem merito possis audire: - Favus distillans labia tua, sponsa,
mel et lac sub lingua tua -. Terretur enirn adversarius,
cum christiani labia Christi videt
cruore rubentia t.
(241) Op. LVI, 6, col. 815 CD: «Restat ergo ad intimam sponsi tui iam pervenire dulcedinem, ut suavissimam rllam confoederati spiritus unicatem : - Qui enim adhaeret Domino
unus cum eo spiritus est (1 Cor. VI, 17) -, videlicet ut ilIe divini amoris sapor tuis visceribus inßuat, illa suavitatis intimae flamma tui pectoris arcana succendat, ••• ut Illud Canticorum ardenter esclames: - Guttur dilecti mei suavissimum,
et totus desiderabilis (Canl.
V 16) - et ilIe tibi vicissitudine
grata respondeat:
- Favus distillans labia tua, SPOllSa;
m'el et lac sub lingua tua, et odor vestimentorum
tuorum, sicut odor thuds (Cant. IV, 11) -t.
(242) lvi 10, coli. 819 A - 820 A: «Sic illi glutino fervidae charitatis
unire, ut cum
mystica ilia sponsa congruenti valeas voce cantare: - Inveni quem diligit anima mea, tenui
eum, nee dimittam
(Cant. Ill, 4) -; et illud: - Dilectus meus inter ubera mea commorabitur (ivi, I, 12) -. Ut quoniam cor hominis inter ubera situm latitat, continuus sponsi
tui amor a cordis tui visceribus non recedat; et cui nunc sancta anima tuo in amore eoniungitur,
nequaquam
de caetero a dulcedine eius complexibus evellatur, quatenus illud
in te lsaiae vaticinium solemniter impleatur:
- Gaudebit sponsus super sponsam et gaudebit super te Deus tuus (Is. LXII, 5) - t. .
(243) Ep, VII, 6, col. 445 BC: « Christus sit confabulator
tuus, Christus tibi contubernalis sit et conviva; imo Christus ipse tuae sint deliciae, ipse quotidianae
refectionis epuIum, ipse tibi sit intimae dulcedinis alimentum. Cum ilIo simullege, cum ilIo iugiter psalle,
cum illo denique te in pavimento oratura prosteme, cum illo te erige; cum ilIo te dormituram
lectulus capiat, cum eodem sopor inveniat. Eius te pudicus atque virgineus
amplexus
astringat ••• Huic ergo sponso dicat anima sancta tua: - Ecce tu puleher es, dilecte mi,
et deeorus; leetulus noster tloridus (Cant. I, 15) -. Ipse enim speciosus forma prae filiis
bominumt.
(244) lvi, col. 444 C: • Templum ergo tui pectoris nunc per silentium crescat, virtutum
spiritualium
tanquam
coelestium lapidum in te structura
consurgat,
ubi supernus ille
ADRIANO
GATTUCCI
monaco, sposo del Re del cielo. Come le donne d'alto rango usano
masticare sostanze profumate per attirare l'attenzione dei loro
ammiratori, nella stessa guisa l'anima devota deve cercardi sedurre il celeste Pretendente con la fragranza delle sue virtu (245) ;
amore viscerale e totale deve essere quello dell'anima per il suo diletto: lei beata, se il divino Sposo viene a prendere stabile dimora
nel suo talamo, se con lei si delizia in un prolungato banchstto
nuziale, se infine la rende feconda con una celeste figliclanza (246).
d) «Nuptialis thalamus» e chiamata la cella, dove I'anima si
unisce felicemente con il celeste Sposo (247); «( regis aeterni thalamus» e detto il monastero, dove in maniera tanto felice e incomparabilmente piu onorevole di quando era nel mondo orasi 'trova .
l'ex imperatrice Agnese (24,8). e) Interpretando infine in maniera
allegorica le prescrizioni del Levitico circa le condizioni.necessarie
a una donna per pater diventare moglie di un sacerdote (249), .il
Damiani presenta la lunga metafora del sacerdote edella· sua
«uxor »: la « uxor" del sacerdotee la sua vita 0 meglio la sua
e conversatio », ehe deve essere « virgo », cioe conservata immune
«ab immundi spiritus obsoleta luxuria »; non e vidua », « sed celesti sponso felici ... foedere copulata »; non « repudiatas 0 s sordida »0 « meretrix »,'perehe « quisquis immundae vitae velut uxori
vir iungitur, eiusque male blandientis amplexibus oblectatur s,
non pub generare figli degni di
Dio; onde la necessitä per ,il sacer.
sponsus, quem totis visceribus
diligis, velut in thalamo
suo delectabiliter
S. P. Damien et les femmes cit., p. 48.
(245) Sero LXXIII, 9, p. 439 (= P.L., 144, col. 918 BC): «Solent
requiescat
t.
ce,
LECLERCQ,
autem Sponsae
nobilium diversas pigmentorum species mandendo per ora revolvere, ut, advenientibus
procis, fraglantius valeant ae suavius redolere, Anima etiam nostra cepas, allia, et quicquid terrenae prudentiae acritudinem fervet, prorsus abhorreat ; cassiam vero assiduae
orationis, stacten sacrae lectionis, psaImodiarum cinnama, et cuncta odoramenti spiritalis
aromata iugiter fraglare contendat t.
(246) lvi, pp. 439·440 (= P.L., 144, cot 918CD): «Amare alium nesciat,'ad
hune
solum totis visceribus inardescat. Illum summis desiderii vocibus clamet, ilium ad se venire suspiriis et crebris gemitibus provocet. IlIum, diversis adomata virtutibus, ipsa sui
pulchritudine ut ad se ingrediatur invitet ••• Felix anima, cuius thalamos caelestis ille
sponsus ingreditur ac indissolubili sibi perpetui amoris vinculo copulatur, Quae nimirum
sine intermissione celebrat nuptiale convivium et indcficienti copia caelestium fruitur epularum. Felix inquam anima, quae, dum divinae gratiae rore perfunditur,
caelesti mox
sobole fecundatur t.
.
(247) Die Briefe, 28, ed, cit., I, p. 276, n. 22-23 (= os. XI, 19, col. 250 A). Cfr. MICCOLI, TMologie cit., p. 476.
(248) Op. XLVII, I, col. 711 B.
(249) Levit. XXI,' 13-14.
.
I
PIER
DAMIANI, IL MATRIMONIO, LA CASTITA
739
dote di prendersi una moglie degna di lui, in modo da poter mettere al mondo figli non disdicevoli alla sua dignitä (250).
7. A tirar le fila dunque, una volta messealia scoperto le tessere
del mosaico, non pare dubbio ehe il priore di Fante Avellana anche
nel sett ore della nostra ricerca, come in altri giä studiati (251), ci
si presenti con quella conflittualitä e quelle contraddizioni ricor, renti nella sua scrittura, frutto a nostro avviso non tanto d'incoerenza 0 di una dicotomia di categorie mentali di difficile conciliazione, quanto piuttosto del carattere e dello stile di uno degli
scrittori piu intemperanti della letteratura medievale. Non e probabilmente un caso ehe nellungo eleneo dei difetti di cui si accusa
scrivendo al fratello Damiano - ne si fa fatica a coglierlo in flagrante anche nella circostanza, autodenunciandosi chiassosamente
egli non' per questa 0 quella pecca 0 tendenza come farebbe ogni
comune mortale, ma per tutti i vizi possibili e immaginabili, descritti come bestie feroci ehe hanno divorato la sua anima, ehe
gli hanno insozzato cuore e labbra, contaminato tutti i sensi, i
pensieri, le parole, le azioni (252) - manchi proprio quello ehe .in
realtä e il suo vizio numero uno, di cui la (I scurrilitas » (la molta
loquacitä osciIlante tra la spirituale letizia, il riso e la spumeggiante allegria) a causa della quale si batte particolarmente il
petto (2.>3) potrebbe essere alIa lontana un inconscio sostituto: e
cioe la sua incontinenza umorale-verbale, il cuIto dell'enfasi e '
della sfrenatezza espressiva, elevata non infrequentemente a sisterna di ricezione e di reazione nei confronti del reale. Sia esso
dovuto in parte alla retorica del tempo e in parte anche piu rilevante alla grinta del riformatore con tutta la gamma della sua
, (250) Die Briefe, 59, ed. cit., pp. n, 197 1. 29 -199 1. 9 (= ap. XXV, I, coll,
493 A - 494 A).
(251) Si pensi soprattutto
all'antintellettualismo
del Damiani, suI cui ridlmenslonamento, efr. DRESSLER, op. eit., pp. 175-212; J. GONSETTE, Pierre Damien et la cullure profane, Louvain-Paris,
1956, pp. 7-43; LEcLERcQ, S. P. Damien ermite cit., pp. 174-176,
192-216; A. GATTUCCI, Codici agiografici riminesi. Studi, testi e documenti, Spoleto, 1973,
, pp. 209-211; CANTIN, Saint Pierre Damie» et la culture de son temps, in Stlldi Gregoriani,
X (1975), pp. 247-285; In., Les sciences slculitres et lafoi cit., pp_ 43-283, 595-633.
,
(252) Ep, V, 2, coll. 340 D - 341 A: • Superbia, libido, ira, impatientia,
malitia, in.
vidia, gula, ebrietas, concupiscentia,
rapina, mendaeium, periurium, stultiloquium,
scurrilitas, ignorantia,
negligentia seu caeterae pestes supplantaverunt
me atque omnia vitia,
velut frementes bestiae, devoraverunt
animam meam. Pollutum est cor meum et labia
mea. Contaminatus
sum in visu, auditu, gustu, odoratu et tactu, Et omnimodis, cogitatione,
locutione sive actione perditus sum t.
.
, ,
,
(253) Ivi, col. 341 A-C. Cfr, CANTIN, Les sciences seculieres et la loi cit., pp. 86-87,
74°
ADRIANO
GATIUCCI
inquieta emotivitä (254), questo modo di sentire e di comunicare
'infatti gli e diventato talmente connaturale, da immunizzarlo da
ogni pur minimo imbarazzo 0 complesso di colpa. Si cadrebbe perciö in errore, data ehe non di rado sono le categorie dell'esagerazione e dell'eccesso le misure con cui il Damiani soppesa e valuta
.in se e fuori di se sentimenti ed eventi, a lasciarsi abbagliare dai
fuochi d'artificio della sua espressivitä e a prenderlo alla lettera:
specialmente quando, incurante dei rischi della deformazione, fa
esplodere tutto l'armamentario delle sue accese immagini e dei
suoi toni violenti, verosimilmente all'unico scopo di fare impressione 0, secondo la strategia del vecchio maestro di scuola, di far
meglio imprimere nella mente dei Iettori concetti, istanze, urgenze (255).
I1 maestro, ad es., deve far capire ehe personalmente tende ad
avere un carattere iracondo: ebbene, nella sua confessione, ad ogni .
inezia corrisponde un cataclisma psicologico-spirituale; una puntura d'ago 0 di spina gli diventa la squarcio di un giavellotto, un
pugno gli si trasforma nel colpo micidiale di una palla di piombo;
e l'ira ehe 10 insidia assomiglia piu al forsennato attacco di un
cane rabbioso (( dicat ira quod vult »: «frendeat, fremat, dentibus strideat I») 0 allo scatenarsi dell'uragano sui mare in tempesta
(<< licet inflata turgeat, sufflet, furiat, seviat, intumescat I») ehe a
un'alterazione, per quanto esagitata, dell'animo umano (256). Surriscaldamento e ridondanza non diversi nella descrizione delle sue
tentazioni carnali: la sua libidine ha la veemenza di una febbre
,squassante (( me libido succendit, infammat, viscera concutit,
genitalia subrigit I»), assomiglia all'impeto di un fuoco (<< estuat
libidinis ardor I»), all'infuriare di un incendio (« furentes flammae I») (257), nella stessa guisa ehe come « telorum densissimae
grandines I), « turbolentissimae ... tempestates I), «bella », «flammarum globi» vengono raffigurati gli stimoli sessuali della vita-.
Iitä giovanile e quale « caminus» somigliante a un « vagus Vesu-
(254) Cfr. LECLRRCQ, S. P. Damien ermite eit., pp. 171-172.
(255) lvi, p. 104 (dove l'a., non escludendo che a volte Pier Damiani possa essere stato
vittima delle sue stesse sottigliezze argomentatorie, cosl prosegue: • Il se laissait sans doute
emporter par son eloquence ou, plus probablement, il s'exprimait iei avec cet humour que
les historiens ne devraient point prendre au serieux: toute son oeuvre en est parsemöe t.
(256) Die Briefe, 80, ed. cit., n, pp. 415 1. 24·416 1.2 I= oe, XL, 9, coll, 658 D.
659 A). Cfr. LECLERCQ, S. P. Damien ermite cit., p. 258.
(251) Die Briefe, 80, ed, cit., II, p. 416, 11.11-16 (= op. XL, 9, col. 659 B).
PIER
/'
DAMIANI,
IL MATRIMONIO,
LA CASTITA
741
vius vel Aetna s, l'infelice fonte da cui essi provengono (258). Se
al dettato del sessantenne priore di Fonte Avellana non dovessimo fare la debita tara (259), per limitarci a una sola considerazione,: saremmo costretti a dichiarare totalmente fallita proprio
nel suo sostenitore piu convinto quella metodologia ascetica ehe,
acquisita nel soleo della tradizione pratristica (260) e monacale (281)
e da lui tanto ineulcata, assicurava con chiara cognizione di causa,
soprattutto attraverso l'inflessibilitä delle restrizioni alimentari,
il controllo e la demolizione degl'istinti sessuali (282). Ne meno esagerato e i1 Damiani nell'esibire, la sua presunta vulnerabilitä nei
confronti del faseino femminile, con i1 conseguente dispiegamento
delle sue difese e delle sue regole di comportamento rigidamente
mortificanti: come nel caso della contessa Guilla, alla quale scrive '
confessandole di temere la vista delle donne giovani e affermando
ehe la .faccia di una vecchia piena di rughe e cisposa lui veechio
pUDanche permettersi di guardarla, ma ehe dalla faccia delle donne
belle eaggraziate tiene inesorabilmente lontano « sic oculos tanquam pueros ab igne s, dipingendosi refrattario al bene e sueeube
del male al1imite del patologico (263). Se anche da un simile attegghlmento non dovessimo togliere l'alta percentuale di posa e di
retorica ehe 10 ispira e 10 prendessimo cosi come suona (264), ci ve- '
dremmo nuovamente costretti a registrare 10 seandaloso spettacolo' di un eremita ehe, giunto all~ fine del suo iter ascetico, si dimostrerebbe meno maturo ed equilibrato di un principiante, dato
, , (258) op. XIII, 21, ed, Basazr, p. 302 (- P.L., 145, col. 319 D). Ma gia. S. Giro.
lama aveva cosl descritto le sue tentazioni nell'eremo: • Pallebant ora ieiuniis et mens desideriis aestuabat in frigido corpore et ante hominem suum iam came praemortua sola libidinum incendia bulliebant s (Epistulae,
XXII, 7, ed, eit., p. 153).
(259) L'opuscolo in questione tu scritto tra il 1060 e il 1068 (LUCCHESI, Clavis S. P.
Damiani eit., p. 87).
,
(260) Cir. S. E. HIERONYMI Epistulae, LIV, 10, ed, eit., p. 477: • Nihil sic inflammat
corpora et titiIlat membra genitalia nisi indigestus eibus ructusque convulsus t.
'
(261) Cfr. FU,NDRIN,
op. eit., pp. 104-105; ROUSSELLE, op, eit., pp. 159-176.
(262) Op. XIII, 22, ed. BREZZI, p. 308 (P.L., 145, col. 321 C):. Iivera qui ad religionis
, ordinem noviter convertuntur,
admonendi sunt ut prima contra gulam bella suscipiant,
ut dum sobrietatis legibus venter parere compelJitur, consequenter etiam in his, quae
ventresunt,
llamma libidinis temperetur t; Ep. VI, 32, col. 429 B:. Nimirum venter et
genitalia invicem sibimet vicina sunt ; et cum hoc incaute refieitur, illud ad conturnelias
exeitatur ••• Gulae reprimatur edacitas, ut esse valeamus sincerae castitatis nitore conspicuft. Cfr, O. ]. BLUM, St. Peter Damian : Ilis teaching on the spiritual life, Washington,
1947, pp. 86-87 (da cui ho tratto i1 testo d~ Ep •. VI 32, corretto sui ms. Vat. lat. 3797).
(263) Ep. VII, 18, col. 458 BC: s Infelix quippe cor meum, quod evangelica tenere
rnysteriil ce~ties ?erlecta ,n?n SU~Clt, ~e~el a~pecta,e .formae r_nemo:i~m non amittit; et
'bi vanitatis lmagmem obb\'lo non IOterClplt, ubi lex dlvlOo descnpta dlglto non permansit t.
I
(264)' Cfr. LECLERcQ, S. P. Damim elles femmes eit., p. 44.
,
sub
*
742
ADRIANO
GATTUCCI
non solo ehe secondo Cassiano i1 terzo dei sei gradi per raggiungere la castita. consisteva appunto nel non avere piu eccitazioni
di concupiscenza alla vista di una donna (265), ma ehe la «regula
eremitica» dal Damiani stesso dettata prevedeva al primo punto
la conquista della totale insensibilitä nei confronti delle attrattive della came (266).
Ma la sua sfrenatezza 0 ridondanza verbale spazia senza remore in ogni direzione d'intervento, tanto da poter essere consi-·
derata come un suo tratto abituale (267). a) Deve affermare la superioritä della vita eremitica su quella cenobitica? Definita « districtio » la misura morale della prima e « laxitudo» quella della
seconda, sentenzia ehe passare dall'una all'altra e come disertare
dalla legge dello spirito per darsi agli allettamenti della came
(<< relicta lege spiritus carnalis illecebrae lenociniis consentire &);
come scendere dalle cime verso le bassure 0 voltare le spalle alIa
retta via 0 precipitare dalle sublimitä del cielo nel1'abisso(268);
e come apostatare dalla santitä della vita religiosa allo stato
secolare (269). Che perö connotazioni tanto negative a carico del
cenobitismo fossero delle chiare esagerazioni dovute alla foga del
letterato e all'umore del momento stanno a dimostrarlo, oltre agli
elogi ehe dello stesso il Damiani fa senza reticenze altrove (270),
(265) J. CASSIEN, Conjerences, XII, 7, ed. E. PICHEY, Paris, 1958 (Sources Chretiennes, 54), p. 131: « ••• Tertius [pudicitiae gradus est], ne femineo vel tenuiter ad concupiscentiam
moveatur aspectu t. Cfr. RoussELLE, op. cit., p. 156.
(266) Die Briefe, SO, ed, cit., 11, p. 84, 11. 11-14 (= Op. XV, 4, col. 338 CD): «Quisquis igitur cellulam cum diabolo dimicaturus
ingreditur,
et in harena spiritalis
praelü
ferventis animositate
pectoris incitatur,
ad hoc totam suae mentis intentionem
dirigat,
ut delectationem carnis vel ad momentum quidem iam ultra non sentiat t. Cfr. C. PIERUCCI,
La vila e,emitica secondo S. Pie, Damiano, in San Pie, Damiano. Nel IX Centenario della
morte (1072-1972), IV, Cesena, 1978, pp. 88-89; LUCCHESI, Clavis S. P. Damiani cit., p. 80
(accenno alia «regula eremitica t).·
(267) Di «abituale
enfasi verbale t parla, a proposito degli atteggiamenti
antiletterari del Damiani (v. sopra, nota 251), il De Lubac (Esegesi medieuale, tr, it., Roma, 1972,
p. 126).
(268) Die Briefe, 18, ed, cit., I, p. 177,11.4-9 (= Op. XIV, col. 334 AB). Cfr. PIERUCCI,
San Pieiro Damiani e Fonte Auellana, in Fonte Avellana nella societa dei secoli Xl e XII
Atti del 11 Convegno del Centre di Studi Avellaniti, Fonte Avellana, 1978, pp. 168-169.'
(269) Die Briefe, SO, ed, eit.; 11, p. lOS, 11. 4-5 (=
XV, 16, col. 348 D): «Tale
enim propemodum
est de heremo ad monasterium
reverti, quale de monasteriali ordine ad
saeculum apostatari t. Cfr. PIERUCCI, La vita eremitica secondo S. P. Damiani eit., pp.
71-73.
(270) Chiama «angelicus t, • sanctus t, da rispettare
«angelica veneratione t il monastero di Cluny, «venerandae
sanctitatis
t e «arehangelus
t il suo abate, «vere sancti t i
suoi monaei (Ep. VI, 2, 3, 4, S, coli. 371 A, 374 A, 378 C); «religiosissimi
et sancti viri.
sono i monaei di Pomposa (Ep. VI, 6, col. 386 Al; «coelestis sehola t, area salvata dal
diluvio, «vivarium
animarum t, santo, pio, glorioso, sacratissimo
e detto il monastero
di Montecassino,
«archangelus
tee sanctae conversationis
t il suo abate, ,sancti
t i suoi
o».
PIER
DAMIANI,
IL MATRIMONIO,
LA CASTITA.
743
le non poche fondazioni 0 rifondazioni cenobitiche accanto a quelle
eremitiche da lui con costante impegno perseguite (271), potendosi
solo in un'equa sintesi dei diversi atteggiamenti stabilire la sua
vera posizione nei confronti dei due istituti (272). b) Deve immunizzare il monaco da ogni richiamo 0 pur legittima sollecitazione
di questo mondo e convincerlo ehe la vetta della perfezione si
raggiunge solo nel chiuso della cella? Eccolo presentare con tinte
cosi fosche e catastrofiche la situazione morale del suo tempo, da
far apparire la vita del secolo come contaminata e assolutamente
irrecuperabile, fino a proclamare l'inutilitä della predicazione e
di ogni attivitä pastorale, e fino a proibire al monaco qualsiasi
forma di apostolato (<< cedat ergo, cedat sterilis cura negotii »)
_ a cui del resto i monad non hanno nessun diritto - dovendosi
resistere come contro una tentazione tanto a editti imperiali e a
belle pontificie quanto a ingiunzioni sinodali, polehe chi s'impegnasse in questo settore sarebbe come (I si semina crederet arenosis littoribus » (273). Salvo poi a comportarsi in maniera diametralmente opposta non solo a livello personale, essendo noto il
suo stato di itineranza quasi permanente in conseguenza della
sua indefessa azione per il risanamento della vita cristiana e per la
riforma della chiesa in alto e in basso (274); ma permettendo al
suo stesso monastero e ai suoi monaci ampi spazi d'impegno apo-
monad (Op. XXXIII, XXXIV, XXXV, XXXVI, XLIII, LII, call. 559 D, 571 D, 589 B,
595 C, 620 D, 679 A, 763 D, 766 B). Cfr. G. TABAcco, Eremo , cenobio, in Spiritualitti clu·
niacense, Todi, 1960 (Convegno del Centro di studi sulla spiritualitä medievale, II), pp.326327, 330: LEcLERcQ,S. P. Damie» ,rmite cit., pp. 135-138: FRUGONI,Letleratu,a didat·
tica cit., p. 8.
,
(271) Cfr. Luccnssr, Per una Vita di S. P. Damiani cit., pp. 38·42: PETROCCHI,Note
su Fonte Avellana cit., pp. 248-251; G. CACCIAMANI,
Le [ondazioni eremitiche e cenobitiche
di S. Pier Damiani, in Rauenruüensia, V, Cesena, 1976, pp. 10-21: PIERUCCI,S. P. Damiani
e FonteAvellana cit., pp. 165-167.
(272) Cfr. LEcLERcQ,S. P. Damien e,mite cit., pp. 55·59, 138-148: MICCOLI,TMologie
cit., pp. 476·477; O. CAPITANI,San Pier Damiani e l'isHtlao eremitico, in L'eremitismo in
Occidente nei secoli XI e XII, Atti della second a Settimana internazianale di studio, Mendola, 30 ag.-6 sett. 1962, Milano, 1965, pp: 122·159.
(273) Op. XII, 30, col. 286 AD. Cfr. MICCOLl,TMologie cit., pp. 476-478; PIERUCCI,
La vita eremitica secondo S. P. Damiani cit., pp. 91-95: FORNASARI,S. P. Damiani e la
storiograjia contemporanea cit., pp. 177-179.
(274) Cfr. LECLERQ,S. P. Damien ermite cit., pp. 64-125; MlccOLI, Theologie cit.,
p. 478: ID., P. Damiani e la vita comune del clero cit., pp. 194-199 (Chiesa gregoriana, pp.
84-88): LUCCHESI,Per una vita di S. P. Damiani, in S. P. Damiano. Nel IX Centernario
della morte cit., I, pp. 43-153 e H, pp. 14-147: ID., I viaggi di S. Pie, Damiani, in S. Pier
Damiani, Atti del Covegno di studi nel IX Centenario della morte, Faenza, 30 sett.-l ottobre 1972, Faenza, 1973, pp. 71-81; P. PALAZZINI,San Pier Damiani al centro della rifor.
f1III della Chiesa Marchigiana nel secolo XI, in S. P. Damiano eit., H, pp. 161-232.
.
744
ADRIANO
GATIUCCI
stolico (276) e includendo egli nella natura del monaco-sacerdote il
dovere primario dell'evangelizzazione (276). c) Se poi deve inculcare la pratica della mortificazione corporale ed eccitare a tutto
l'impegno possibile nei suoi confronti, non si accontenta di squalificare quali bocche pestifere e bestemmiatrici coloro ehe ritengono
contrario ai sacri canoni il pio esercizio della flagellazione volondaria in uso tra i monad (277) 0 ehe disapprovano chi pratica 10
stesso con maggiore ampiezza di quanto le regole monastiche propongano (278); ma, preda come non mai di un accaloramento senza
. misura, non dubita di esasperare la consueta paradossalitä in sofisma. Se e lecito e salutare infiiggersi 50 colpi di staffile - e i1 suo
ragionamento -, perehe non sarebbe ugualmente salutare infiiggersene 60 0 anche IOD? e una volta toccati i 100, in questo sacrificio di devozione a Dio, perehe non arrivare fino ai zoo e ai 300
e ai 400 e ai 509? e perehe non anche fino ai 1000 e oltre? (279)
Sarebbe infatti assurdo praticare volentieri la minima parte di
un bene e invece rifiutarlo quando questo si pUDrealizzare nella
sua ~assima espressione; forse il bene e destinato solo a comindare, senza la possibilitä di un'adeguata crescita? ehe se poi
un'esigua penitenza purifica l'anima, perehe mai una penitenza
prolungata per amor di Dio dovrebbe esserle di nocumento? (280)
(275) Alia morte del Damiani piu di un monaco era diventato vescovo e almeno una
dozzina di chiese venivano curate dal monastero di Fonte Avellana (efr. G. CACCIAMANI,
I grandi avellaniti, Camaldoli, 1952, pp. 31-36; P. PALAZZINI,San Pier Datniani al cemro
della riforma della Chiesa Marchigiana cit., pp. 192-195; PlERUCCl, S. P. Damiani e Fonte'
Avellana cit., p. 167).
(276) Ep, VIII, 1, col. 461 CD: • Ego autem, cui per sacerdotalis
ordinis gradum
iniunctum est praedicationis officium ••• t; ivi, col. 462 C: • Necesse est ut sacerdos, qui
praedicatoris
officio fungitur, et doctrine spiritualis imbribus pluat et religiosae vitae
radiis splendeat t (cfr. MICCOLl,P. Damiani e la vita comune del clero cit., p. 218). Si ricordi
inoltre come in data abbastanza alta egli avesse posposto all'apostolato 10 stesso pericolo
della vanagloria: • Absit ergo, ut propter honorem, qui nobis impenditur, debeamus fratribus nostris aedificationis verba subtrahere, sed propter eorum salutem ipsum acquiescarnus honorem aequanimiter tolerate t (Die Briefe, 8, ed. cit., I, p. 124,11.23·26 [= Ep;
V, ]2, col. 358 Cl).
'
(277) Ep. V, 11, col. 352 BC.
.
(278) Die Briefe, 56, ed, cit., H, p. 158,11. S·7 (= Ep. VI, 27, col. 417 A); ein LucCHESl, Clavis S. P. Damioni cit., p. ISS (= LEcLERcQ, Inedits de S. Pierre Damien, in
Revue Benedictine, LXVII, ]957, p. ]55).
(279) Die Briefe, 56, ed, clt., H, p. 158, 11. ]S-20 (= Ep. VI, 27, col. 417 B): «Age
igitur, Si quinquagenas .•. licet inponere, cur non eciam sexagenas, vel eciam si praesumimus dicere, usque centenas? Quod si centenarium in hoc piae devocionis sacrificlo
mimerum licet attingere, cur non eciam ducentorum, cur non trecentorurn, quadringentorum, quingentorum? Cur certe et millenarium ac deineeps non liceat attexere numerum? t
(280) lvi, p. ]S8, 11. 20-23 (col. 417 BC): • Satis enim absurdum est, ut cuius rei pars
minima grate suscipitur, maxima reprobetur. Et nimis ineptum est credi, ut bonum, quid
debeant incipi, non permittatur
augeri. Qui enim fieri potest, ut si parya disciplina
,
.
PIER DAMIANI, IL MATRIMONIO, LA CASTITA
745
Evidentemente il VlZlO del discorso damianeo sta nell'equivoca
applicazione alIa limitata sfera corporea delle' categorie .dello
spirito, governate da altre leggi (281). Ma anche in questo caso i1
tiro si riaggiusta. Passato infatti l'ardore della polemica e svanita
I'euforia dei numeri, quando si tratta di parlare a uomini in came
e ossa e di formulare leggi concrete, il Damiani ritorna ad essere
i1 priore saggio ed equilibrato, ilcanonista ehe tiene realisticamente
conto della debolezza e delle esigenze della natura umana: nell'eremo - scrive ai suoi monaci - non ci sia l'obbligo della disciplina, ma se uno, spinto dal fervore, la vuole praticare si contenga entro precisi limiti; sarebbe «temeraria praesumptio » .oltrepassare la «mensurae regula )},convenientemente stabilita e adhi. bito discretionis moderamine ) (282). Ce anzi un'indicazione finale, ehe, dopo le affermazioni sentite sopra, non ci saremmo
aspettati. Accanto a quello materiale, esiste 'un altro modo di far
penitenza, tanto proficuo quanto gradito a Dio, quello spirituale,
verso cui il Priore di Fonte Avellana non nasconde di voler far pendere i1 piatto della bilancia, secondo questa esplicita esortazione:
le vostre battiture preferite infliggerle all'anima piuttosto ehe al
corpo (<< spiritum potius scopite s (283).
8. Concludendo, da quanta s'e fin qui detto ci pare ehe circa
l'oggetto della nostra ricerca- e cioe il comportamento e le valuta. zioni di S. Pier Damiani in materia di matrimonio e sessualitä alI'interno del piu vasto problema del «contemptus mundi » - si
possa arrivare alIa seguente puntualizzazione, Al di la. di tutta
una serie di afferrnazioni di segno marcatamente negativo, dovute
in diversa misura e alIa pressura di una secolare tradizione ascetica e alle categorie di una cultura ampiamente stabilizzata (con
i1 simbolismodei De rerum naturi« e la lezione dell'esemplaritä animalesca in primo piano) e alla particolare situazione morale del
momento e soprattutto alla singolare umoralitä parenetico-letteraria dello scrittore, una diligente ricognizione del dettato damianeo, attenta a mettere nel giusto rilievo tutti i materiali e le
purificat, in conspectu Dei multiplicata sordescat? Per iJ rilievo dato alia penitenza
nell'agiografia damianea, cfr. Luccnssr, La c Vita S. RodulPhi et S. Dominici Loricaii t
cit., pp. 166-167.
(281) Cfr. LEcLERcQ, S. P. Damien ermite cit., p. lOS.
(282) Ep. VI, 34, col. 433 BC.
(283) Ivi, col. 434 A. Cfr. LECLERCQ, S. P. Damien ermite cit., pp. 104-10S; S. BOEscH
GAJANO, in 5tudi Medievali, 3a ser., III (1962), p. 629.
,
.
ADRIANO
G1\TIUCCI
varie espressioni intorno al tema in questione, ci permette d'intravvedere un Damiani, anehe in questo settore, meno estremista
di quanto possano fareelo apparire eerti suoi rumorosi proclami 0
provoeatori atteggiamenti (284). Per intendere i quali riterremmo
peraltro ehe non sia il easo di rieorrere a interpretazioni di tipo
psicanalitico (285) 0 psicologico (286), inclini a scivolare, se non
proprio nel campo del gratuito edel fantasioso, in ipotesi molto
piu difficili 0 tutte da dimostrare (287), non senza rischio di far
crescere l'equivoco piu ehe la chiarificazione. E se da un lato vanno
smussati e integrati perentori giudizi come quelli espressi dal Bultot circa il particolare aspetto del matrimonio !vita sessuale e in
qualehe misura circa il piu generale problema del (! contemptus
mundi I) (288), approssimativi e senza peso critico vanno altresl
valutati gl'interventi dei soliti apologisti 0 difensori d'ufficio, che
a tutela dell'onorabilita damianea sulla questione, per fare solo
un paio di esempi, 0 spiegano la sua (! devalorizzazione delle realtä
terrestri I) come presunto effetto di un'accentuata tensione escatologica (289), in realtä, sotto questo punto di vista, ininfluente (290);
(284) Cfr, G. DUMEIGE, Bulletin d'histoire des idles mldievales, in Recherches de science
,eligieuse; 54 (1966), pp. 76-77; DE CHASTEIGNER, op. eit., pp. 274-275.
(285) Cfr. L. K. LITTLE, The Persanal Development of Peter Damian, in Drder and
Innovation in the Middle Ages: Essays in Honor of Joseph R. Straye« ed. by W. C. JORDAN, B. McNAB and T. F. RUIZ, Princeton University
Press, 1976, pp. 329-341.
(286) Cfr. J. MACNAMARA- S. W£I,IPLE, Sanctity and powe,. The dual pursuit of medieval women, in Becoming Visible, ed. R. BRIOENTAL - C. KOONZ, Boston, 1977, p. 110.
(287) Cfr. MANSELLI, op. cit., p. 125; A. GRANATA, S. Pier Damiani negli studi del
Convegno di Ravenna, in Rivista di storia della Chiesa in Italia, 27 (1973), pp. 209-210
(dove 1'A., pur giudicando e interessante e il contributo
del Little, esorta a una. grande
cautela.
nei confront! di siffatte operazioni, giudicandone
s discutibili e le singole conclusioni); FRRRETTI, 11 mairlmonio in S. P. Damiano cit., pp. 540-541; M. T. GUERRA MEDICI,
1 di,itti delle donn« nella societd. altomedievale, Napoli, 1986, p. 146, n. 31 (dove 1'A., riportando
l'ipotesi inthnistica
di Maenamara-Wemple,
non giura suU'irrefutabilita
delle
, spiegazioni psieologiche .).
(288) Si v. sopra, note 13 e 37; suI secondo pun to, efr. MANSELLI, op. cit., pp. 119-126.
(289) P. PALAZZINI, S. Pie, Damiani Eremita e Priors di Fante Avellana, in Studi
Gregoriani, X (1975), pp. 82-84(=- ID., Spi,itualitd. eremitica di S. Pier J?amiani e dei suoi
discepoli a Fonte Avellana, in Divinitas, 16, 1972, pp. 353-388): che, mentre a p. 82 seambia op. XII con op. XVI, a p. 84 n. 42 pestando i piedi squalifica il Bultot de La doctrine
du mtpris du monde (v. sopra, nota 13) con parole mutuate alia lettera - ma senza citazione - da un intervento
di C. Dumont in Nouvelle Revue TMologique, LXXXVI
(1964),
p. 767. Per un giudizio complessivo sul lavoro in questione del Palazzini, cfr. BULTOT,
recensione in Bulletin de theologie ancienne et mlditvale, XII (1979), p. 448. E 10 stesso
Palazzini d'altronde a calibrar meglio altrove il senso del, contemptus
mundi • damianeo,
quando afferma ehe II la , trascendellza.
della vita religiosa adeterminare
nel Damiani
,la rottura deUo spirito col mondo presente nella sfera della vita temporale: casa, patria,
terra, tutto il mondo dei valori terreni e transitori.
(San Pie, Damiani ntZ contado di UJ'bino, Urbino, 1973, pp. 18-19).
'
(290) Cfr. MICCOLI, Chiesa Gregoriana eit., pp. 94, 301-303; MANSELLI, 11 concetto
. di ',mundus.
cit., pp. 126-129.
.
PIER
DAMIANI,
IL MATRIMONIO,
LA CASTITA
747
one giustifieano «la funzione catartica della meditatio mortis» (sl'ossessionante meditazione della necessitä irrevoeabile della morte »),
connessa con e il senso angoscioso dell'annichilimento fisico, deseritto nei suoi aspetti piu ributtanti », argomentando ehe e questo
tipo di considerazioni, ehe si puö ritrovare anehe nella trattatistiea aseetica del buddismo, non e fine a se stesso I>, ma in funzione del e richiamo ... alle realtä oltremondane, le quali appaiono
aneor piu splendide nel confronto con la miseria umana s (291).
Quasi ehe, a parte la banalitä del diseorso di questa tirata con il
sintomatico riferimento al buddismo, non fosse comunque un ben
misero soprannaturale, ahime l quello ehe dovesse prosperare a
spese della modesta realtä di questo m~ndo.
ADRIANO
(291) F.
LAzzARl,
GATTUCCI
Mistica e kleologia tra XI e XII secolo, Milano-Napoli, 1972, p. 198.
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