SICILIANE
STORIELLE
DELLO
La
vita
STESSC;
color
di
(Milano;
rosa
La
Nana
(Milano)
AUTORE
G.
G.
Brigala.
Brigala
(Milano)
parigine
A.
.
2,
2,
»
.
Macchiette
L.
50
50
.
Brigala
C.
»
e
3,
—
Le
Fisime
di
Flavia
na
(Roma)
A.
Sammaruga
»
l,
-
Donnine
(Catania)
A'.
Giannotta
»
.
Ces
Messieurs
et
ces
Dames
(Tarisi
3,
—
.
Lacroix
»
5,
—
^-a-'
E. NAVARRO
DELLA
MIRAGLIA
SICILIANE
STORIELLE
CATANIA
NICCOLÒ
GIANNOTTA,
yia
Lincoln,
N.
1885.
EDITOR^
271-37^.
Proprietà
dell'
Editore
letteraria
Niccolò
Giannotta.
ALLA
MIO
FRATELLO
MEMORIA
RUGGIERO.
CONIUGALE
FILOSOFIA
No,
nato
la
lena
fiato
gli
in
era
durante
per
con
il
l'inverno,
le
facilità
gracile
gli
si
mento
mo-
state,
l'e-
Durante
sudare
grossi
soffriva
dita
un
per
vederlo
a
si
gli
l'ascia;
sega.
miracoloso,
freddo,
una
il
pietà
una
la
giù
del
membra
spingendo
in
e
Cristo
un
Le
priamente
pro-
mestiere
maneggiando
mancava,
su
era
troppo
corpo
corta.
subito,
spossavano
il
il
troppo
non
il faticoso
per
Aveva
falegname.
e
Lisanti
Francesco
no,
me
co-
loni;
goccio-
orribilmente
rattrappivano
straordinaria
gli
e
menti
stru-
,
estate
altra
N.
gli
cadevano
come
in
cosa
DELLA
il
addirittura
inverno,
mangiare,
JMlKAGLlA
-
Storielle
di
ad
preferiva
il bere
Siciliane.
e
In
mano.
lo
ogni
starse-
i
SICILIANE.
STORIELLE
all' ombra
dormicchiando
sdraiato
ne
al
o
sole.
Per
anni
molti
Francesco
quentato
fre-
aveva
,
Non
si
però
e
il
cantava
la
nelle
i
;
feste
1' o-
amava
degli organi,
serviva
le
e
croce
le
per
le
messe,
litanie, portava
lo
o
stendardo
,
i sacrestani
soliti
caffè
bere
a
Alla
di
suo
la
dopo
di
ci
mozziconi
delle
pane
vecchio
che
accorse
cioccolata
dolorosa
le
non
erano
messa.
relativo
meno,
eh'
padre,
suo
stampo;
morì;
dele
can-
ture
sgocciola-
cioccolata
trovava
col
padre
le
pensava
Francesco
vennero
Questa
della
o
bottega
lavoratore
casa,
i
prendere
gli permettevano
preti gli regalavano
del
di
la
e
ricompensa,
di
si
preti,
aveva
;
processioni.
In
poi
i
bottega.
divoto
suono
pangelingua
cappa
la
chiesa,
il
e
svestiva
e
fosse
della
pompe
dell'incenso
vestiva
che
inclinazione
grande
le
dore
a
che
dire
può
una
per
sacrestie
le
più
e,
un
tornando
sempre
un
zo
pez-
companatico.
il pane
e
il
e
allora
scoperta
di
a
lo
natico
compa-
Francesco
sgocciolature
bastavano
Ma
rese
caffè
e
saziarlo.
triste
e
CONIUGALE.
FILOSOFIA
lo
costrinse
lavorare.
a
ostinatamente
in
vivere
a
chissimo;
po-
dirsi;
suol
come
scarognava,
spirava
lavorava
Però,
mani
le
con
a-
mano.
Ma
risolvere
come
Francesco
lo
vi
non
si
deliziosi
di
la
con
muricciuolo,
sé
a
in
ispirito
,
di
stufato
di
e
ogni
con
vita
di
fustagno,
si
la
fantasia
più
i
i
spesso
do
Stan-
vuota
pra
so,
egli
vedeva
tavola
una
costretto
a
vecchia
sua
tagliava
belli
vanti
da-
piena
,
la
momento
te
men-
comoda.
maccheroni;
to,
tan-
sua
e
pancia
,
qualche
la
Però,
malgrado
disegni
sdraiato
intorno;
perdeva
suo
Ecco,
problema?
insolubile.
sapeva
immaginava
più
il
ciatora
cac-
si
e
abiti
toppare
rat-
va
cuci-
di pan-
nolano.
E
non
aspirazioni
sue
Nei
tutto.
era
ci
suoi
progetti,
entrava
una
sempre
,
nelle
donna.
Francesco
aveva
vicina
una
giovane
,
leggiadra, cogli
ritto.
un
Si
chiamava
contadino
grazia
hiomini
occhi
le
le
Carmela:
agiato,
vesti
petulanti
di
ronzavano
e
con
Diversi
intorno.
col
naso
figlia
era
portava
mussolo.
e
,
di
molta
galan-
SICILIANE.
STORIELLE
col
si
viveva
frattanto,
Carmela
dedita
diceva
si
nel
r
Il
padre
la
in
uscio
e
una
che
cia?
fac-
tenne
sulla
guratevi
Fi-
si
fecero
barone
zio
Poned
ella
,
ragazza
in
duta.
per-
la
eh'
mèsse,
soglia
d' aria.
tre
casa
sera
una
sedette
timento
diver-
forte, parecchie
rinchiusa
per
del
una
battè
campagna
del
sposata
come
la
figlio
manifestarsi.
figlio
Infine,
boccata
col
ciance
certo
considerarsi
e
occhieggiare,
effetti
a
quante
avrebbe
circa.
r
e
paese!
Suo
volte,
di
volete
gli
e
tardarono
quali
poteva
sparlavano
po' troppo,
un
Ponzio,
non
non
e
divertire.
diverti
barone
allora
chimere;
ad
! che
giovane
Lasciatela
del
tava
aspetdinario;
straor-
di
le comari
grado
mal-
:
Povera
Ella
ed
avvenimento
soltanto
che
1' avrebbe
1' altro
pascendosi
allorché
che
suo
Presentiva
quale
sa
spirando
so-
sapesse
sperava
o
realmente.
non
—
pure
giorno
un
posseduta
egli
Sebbene
sperarlo,
che
guardarla
lei, più spesso
a
desiderio.
follia
era
unirsi
di
e
poteva,
di
si contentava
Francesco
,
timane
set-
egli
ella
per
mase
ri-
aprì
dere
pren-
CONIUGALE.
FILOSOP-IA
che
Francesco
5
vide
la
si
le
avvicinò
,
subito.
—
—
Come
state?
le
Come
vuole
Dio.
gli occhi,
abbassò
E
Non
—
vi
pietre
che
il male
è
bisogna
,
di
prego
qua
Carmela
non
punto
;
ricchi!
rispose
ella
collera
si
vi
e
,
se
;
lete,
vo-
che
prima
fra
i
alla
Che
di
forse
destino
borgesi più
un
me
falegnadi
sua
giamoccoli
man-
mano.
mettersi
fatto
era
che
a
avrebbe
specie
il diritto
avrebbe
sentiva
dunque
una
aveva
anzi
dio...
rime-
in
male
il suo?
a
Chi
sposare?
poteva
Se
mi
date
Francesco,
croce
nulla
aspirare
scoraggiarlo....
—
ma
,
non
;
libertà:
artigiano,
ozioso
ed
troppo
marito
un
osava
Ed
lei
miserabile
pigro
il
cercare
Ecco
ridotta,
Un
che
io.
scegliere
potuto
la
pensava...
era
Adesso
avanzo
perdonarmi
sono
umiliata
mi
se
so
tutti, son
a
dall'aria...
fatto
lui. Sono
disse
capitare
possono
cadono
Non
vergognosa.
affliggete così,
che
disgrazie
chiese.
sul
passato.
buona
una
vi
Ce
risposta,
prometto
ne
andremo
di
fare
giunse
soguna
lontano
siciliane.
storiella:
in
qui
da
un
del
pratico
sono
che
vedrete
e
pari
Mise
in cui
un
La
egli
alle
trovava
idee
sue
all' avvenire
che
si
modificarono.
continuò
che
di
lei
un
e
a
questa
un'
suo
pressione
im-
poi,
ma
do
quanin
stato
cui
1' attendeva,
Le
notti
parlare
giorno
vere
vi-
e
cameretta,
sua
che
capire
a
principio,
allo
Francesco,
mano
nella
matta
ancora
sfruttarla
freddamente
ella
la
durò
nauseabonda;
e
sola
e
voglia
una
In
queste
dell' afflizione
sull'animo
dolorosa
pensò
sono
in
onta
per
spalle.
produsse
fu
vi
e
che
tardò
non
sposare
sue
scoperta
quando
ad
ebbe
ella
la voleva
piutamente
com-
azioni,
conversazione
ed
pezzo,
lascerò
comica
Carmela,
si trovava,
ridere.
vere
vi-
può
ricordarvi
di
vane
gio-
una
non
vostre
solennità
che
vi
Io
onore.
tanta
parole,
di
di
giovane
un
volte
delle
soltanto
che
so
;
nosce;
co-
felici.
saremo
e
monaca
libera
pregherò
là
tante
una
ci
nessuno
mondo,
vostra,
come
dove
paese
,
1' ottenne
a
le
guenti
susse-
con
spesso
al
chiese
si
padre
condizione
,
che
circa
non
alla
mettesse
dote.
avanti
Egli giurò
molte
che
pretensioni
amava
Car-
mela
immensamente
ella
indosso.
di
non
la
avuto
avesse
infatti, ai tanti
sposò
alla
chella
cheti-
Francesco
medico,
che
certe
gli
un
un
molto
prezzo
per
bottega.
e
la
Veramente
bottega
di
era
troppo
,
Francesco
lavorava
non
,
causa
a
,
clima
Egli
intollerabili
meglio,
giocando
andando
a
cianciare
a
Ciccio.
Egli
»
,
diceva
parlando
Donna
il medico
Carmela
don
giornate
strade,
o
stando
I
tadini
con-
vestito
vedendolo
,
lo
sua
non
don
chiamavano
sempre:
di
alla
osterie,
nelle
muricciuoli.
sui
galantuomo,
un
il corpo.
tutto
le
le
per
gli produceva
udirlo,
mora
gli artigiani
e
come
zonzo
alla
a
in
dunque
passava
seduto
che,
incostante
dolori
e
bene
gran
adattatissime
terrene
stanze
casa
voleva
a
do
Leonar-
don
certo
un
affitto,
in
diede
perchè
nosceva
co-
,
Cuttitta,
tenervi
brato
cele-
dove
Partanna
un
mite,
matrimonio,
partirono
pompa,
per
gli
del
notte
stessa
senza
del
sata
spo-
settembre,
E
e
La
1' avrebbe
che
e
quand'anche
camicia
7
CONIUGALE.
FILOSOFIA
«
mela
Car-
Donna
moglie.
tardò
a
Leonardo
che
,
partorire,
1'
aveva
STORIELLE
assistita
durante
fonte.
al
moglie
di
tabacco
mai
come
egli
sua
dopo
tre
sorrideva
1' occhio
con
prendeva
e
dicendo:
il
farci
volete
com'
continuò
anche
quando
d'aver
visitarli
l' una
e
gli
accoglienze;
faceva
di
subito
aspettavano
dopo
ma,
fuori
sapeva
che
sempre
qualche
e
anche
certi
da
amici
in
u-
lo
parte
hanno
sane
dire
liete
fatte,
d' altra
donne
Don
più
avergliele
perchè
le
cosa
le
perchè
casa,
no
cessaro-
visite.
volta
ogni
za,
frequen-
con
sue
glioccio,
fi-
al
e
l'altro
delle
bisogno
ra
cu-
zionava
affe-
si
comare
a
cedono.
suc-
la
dopo
Leonardo
alla
più
che
cose
naturale
don
battesimo,
e
! Son
era
sempre
sciva
dava
doman-
partorire
a
matrimonio,
Frattanto,
Ciccio
Ciccio
don
strizzava
Che
e
indiscreto
qualche
a
il bambino
tenne
parto,
fatto
fatua,
—
Se
aveva
mesi
aria
il
caso
per
soli
SICILIANE.
segreto
a
medico.
un
I
maldicenti,
Ciccio
sorprese
sorriso
ironico
sulle
labbra
gli oziosi, ciarlavano;
in
e
delle
varie
qualche
persone
occasioni
frase
che
e
don
qualche
equivoca
frequenta-
FILOSOFIA
Anzi
va.
CONIUGALE.
una
all' osteria
sera
,
del
baldino,
Gari-
,
Vanni
mastro
il
conciapelli
che
,
bevuto
aveva
becco,
gli
e
della
don
lo
troppo,
chiamò
rinfacciò
moglie,
di
a
vivere
del
spese
sonore
di-
sul
medico
Leonardo.
dire
Bisogna
fare
poteva
dignitosa.
risposta
sapere
io
sono
un
la
roba
mia.
lo
lascio
più
che,
galantuomo
di
Mi
fido
in
onore
di
Don
dovere
e
sa
o
r altro
mariti
di
dell'
sangue
Guardò
impressione
vuotò
mia
finché
contento
amante
intorno,
avevano
di
ma
un
se
e' è
lui
e
chè
per-
il
conosce
Dio
non
mai
caso
un
,
mi
che
sappiate
tanti
di
e
non
regolarsi.
permettere
con
Leonardo
moglie
come
,
alcuno,
vivo
perchè
casa
mia
parte
di
e
più galantuomo
d' altra
giorno
più
e
regola
offesa
senza
giovane
venire
deve
non
calma
vostra
per
,
,
suo
Ciccio
Eccola:
Vanni,
mastro
verità, don
la
una
Dovete
—
lo
ra
addirittu-
succedesse
io
farei
non
conoscenza
come
come
fanno
non
mia
rei
sa-
bevuto
avessi
il
moglie.
per
prodotto
fiato
zia,
disgra-
e
non
di
una
vedere
le
il bicchiere
quale
sue
che
role,
paa-
IO
STORIELLE
innanzi,
veva
si
alzò
SICILIANE.
gettò
andarsene
per
culaccino,
il
terra
per
disse
e
di
prima
,
uscire,
toccando
destra
la
Qua
—
Tutti
mano
sinistra
mano
rivolta
ci
non
al
saluto,
dietro
gli sparò
Salutiamo.
piove...
eccetto
mastro
petardo,
un
con
bocca.
Queste
—
disse
Se
sotto
che
della
:
risposero
Vanni
la
della
palma
il suolo
verso
1' indice
con
don
cose
Ciccio
fosse
non
vi
farei
insolenze.
Se
le dovete
non
fermandosi
che
avete
vedere
come
Basta,
si
no,
vialle
risponde
e
me
ne
dovere,
nell'orto
domattina
soglia.
troppo
tardi,
il vostro
me,
a
sulla
bevuto
è
ora
conoscete
trovare
fare
do.
va-
rete
fa-
vi
dietro
alla
Bocceria.
L'
dietro
orto
i mafiosi
dove
risolvere
Ma
né
loro
le
al
quale
torto
a
e
continuava
né
sempre
in
Del
a
ad
a
mano.
resto,
stro
ma-
di
convenne
don
avere
si
vi
Vanni
mastro
fredda,
dichiarò
go
luo-
un
andavano
coltello
dopo.
mente
lo
era
paese
liti, col
mattino
Vanni,
Bocceria
del
Ciccio,
don
recarono
aver
alla
Ciccio,
un'
il
illi-
12
SICILIANE.
STORIELLE
Un
sui
nervi
da
vòlta
la
di
dalla
fece
si
e
non
giunsero
cose
Don
la
giorno,
chiese
per
recarsi
senza
del
to
quar-
de
uscire, si vi-
per
don
casa
di sé
nanzi.
in-
Ciccio
che
gli
:
O
—
in
nuda,
mattina
stava
va
si face-
e
mezzo
giorni
le
notte
una
menti
La
mentre
giungere
che
traprenden
in-
sua
breve,
In
ritirò, fuori
tre
Carmela.
donna
La
limiti.
cio
Cic-
don
casa.
Carmela,
stette
e
Carmela,
con
punto,
si
Costui,
donna
sorprese
Leonardo
rabbia,
da
lo
donna
posare
Madre.
in
tal
gere
dipin-
per
,
amicizia
aveva
a
Leonardo
don
paese
condurre
dava
pittore giunto
un
guardare
attaccò
strada,
gli altri,
Chiesa
della
contento
non
nel
tempo
poco
tutti
Leonardo,
don
a
di
più
giovane,
perchè
è
non
più
venuto
a
varci,
tro-
compare?
Sono
—
Don
Cicco
sorrise.
Confessi
—
a
possa
dei
occupatissimo.
stato
la
causa
offendere
suoi
verità, poi
del
1' onor
sentimenti,
disse;
pittore;
mio.
ma
ch'egli
teme
Le
contento
è mal-
sono
la prego
to
gradi
ras-
CONIUGALE.
FILOSOFIA
sicurarsi.
Mia
il
dovere;
sta
la
chitarra.
Io
credevo
farà
no!
Oh,
—
Una
Leonardo
le
più
tardi.
si
che
a
il ritratto.
dubbio
senza
nare
so-
?
vestito.
ebbe
alla
fatto
era
insegna
facesse
nudo,
pensava
e
le
perchè
proprio
giovane
onesto
un
imbarazzante
pausa
il
conosce
che
ritratto
Un
—
lei
con
Glielo
—
è
pittore
spesso
—
moglie
I3
na,
nottur-
sorpresa
Suo
cupo.
Don
luogo.
gli
compare
chiese
.
Chi
—
lo
sa!
Come!
—
Don
Forse
avrebbe
Ciccio
Vuol
—
Carmela?
fa
da
mia
moglie?
mai
più.
di
intenzione
donarci?
abban-
Si.
—
che
pazza
Dice
la
«
da
Don
e
la
morire
fa
non
volto
disse:
povera
giorni
tre
che
chiamare
Leonardo
! don
non
me
co-
nardo
Leo-
»
Chiami
—
sapesse!
:
nel
far
dunque
piangere,
!
—
si scolorò
Se
una
Se
verrà
Quando
—
quanto
così
vuole;
perchè
vedesse
,
non
proverebbe
non
me
1' ha
una
ne
curo.
veduta.
stretta
al
14
STORIELLE
Via,
cuore.
in
ma
si
ha
non
SICILIANE.
rabbonisca;
la
Carme-
venga.
alcuna
commesso
conclusione
mancanza
;
anche
quand'
avesse
,
fatto
qualche
sarebbe
non
più,
uno
prenda
ne
e
e
felici,
esser
Chiuse
gli
lagrime
gli
Don
non
bisogna
Leonardo
lo
sapendo
che
fare.
Nondimeno,
idee
di
molta
e
ad
la
d'
onta
allora
di
in
tutto.
poi
abbiano
animo
da
stessa
sera
che
supporre
suir
e'
che
sapendo
filosofo
influenza
stupefatto,
non
bisogna
grosse
guance.
guardava
dire,
marito
quel
tornò
sulle
gocciolarono
vuol
occhi.
due
e
io
si
gli
davvero,
se
che
Quando
chiudere
occhi
Non
Crede
veda?
non
sciano
la-
non
importa?
pensiero.
troppo
male
conseguenze.
che
meno,
capisca
non
cose
hanno
non
il
pittore,
Certe
grande.
traccia
Uno
col
ragazzata
è
citato
eser-
suo,
donna
tornato
le
chè
per-
mela,
Car-
pre,
sem-
FILOSOFIA
Sua
zio
madre
suol
a
vano
ave-
come
bambagia.
eh'
su
zie
croce;
le
indettarono
Dov'è
la
a
cominciò
un
come
ciò
comin-
Appena
insegnarono
appena
tro
den-
liberamente
po'
un
d'occhio,
vista
brune.
muovere
maraviglia,
una
era
a
vesticciuole
le
l' allevavano
e
ingrandiva
cresceva,
la
nella
veniva
le
Lo
1'
zitellone,
rimaste
casa
partorirla.
,
dirsi,
Essa
zie
in
presa
nel
morta
era
le
prete,
della
PATERNA
le
farsi
a
il
nine,
ma-
segno
balbettare,
pappagallino.
chiedevano.
mamma?
—
paradiso,
In
—
e'
Più
tardi,
era
la
diceva
imparò
volontà
a
di
Dio,
lei.
rispondere
crescendo
che,
anco-
se
l6
SICILIANE.
STORIELLE
un
ra
poco,
si
di
chiamarla
invece
del
che
la
fare
della
i suoi
chiudevano
mercanzia,
aveva
che
debba
male
al
gallina
pentola.
A
finestre
o
di
mezzo
la
quattordici
e
o
e'
prete
chilo
un
collo
ma
era
di
to
subi-
essa
vano
mangia-
per
za
mez-
nella
castrato
era
mente
rara-
nachella
la Mo-
spesso
e
il prete
già
di
Indie.
le
cacio,
e
Monachella
anni,
vano
involta-
zie
pane
,
la
per
Le
minestra;
il
Così,
poco
mandavano
il medico.
per
un
come
capo,
re,
fa-
cosa
tamente.
sviscera-
partire
asciutto,
e
che
tossiva
pannine,
ed
bambina,
,
le
sario
ro-
mentarsi.
addor-
1' amavano
caso
per
po'
di
le
il
senza
sapevano
che
chiamare
un
tardi,
perla
non
le
pane
a
santini
recitare
a
a
una
tutte
dentro
a
fino
grandi,
Se,
chiesa
di
ornare
camera,
mostrarle
per
l'
del-
religioso
in
andare
ad
sua
parenti
bontà
sulla
,
insomma
Era
Se
ad
cezza
dol-
sulla
sentimento
precoce
spingeva
coi
casa
chiamavano
estasiandosi
gli altarini,
pareti
la
Rosa,
carattere,
suo
sul
animo,
In
monaca.
,
Monachella,
la
tutti
farebbe
un
grassavano
in-
don-
PATERNA.
FILOSOFIA
none
il volto
;
ciccia
le
fuori
padre
suo
brutta
:
vesti.
vezzeggiativi,
le
Se
aveva
Del
alle
la
resto,
invidiare
modo.
a
muro
Le
e
a
a
dire
N.
DELLA
monachella
che
dire,
Rocco
giovedì
e'
era
sacre
a
i
Siciliane.
micilio.
dofessori,
con-
ogni
menica,
do-
cappellano
qualche tempo
Storielle
vano,
ave-
la
dizione.
bene-
contentarsi.
da
entrare
due
a
si
faceva
cominciò
si
stesso
che
e
il
avemaria,
da
vi
era
modo
e
grate
nulla
mancavano;
ogni
dell'
le
allo
le funzioni
non
intendeva
lilv.KGl.l\-
la
di far-
donne:
Dio
in
pangelingua
nondimeno,
la
di
muro,
Lisomma,
E
in
si.
religio-
salvo
proprio
San
di
messe
prima
piiì
va
più
ordini
casa,
servire
chiesa
neanche;
il
loro
convento
un
così
per
cantava
gli
aveva
amare
La
passi,
non
i
che, nel frattempo, il governo
soppresso
finestre,
poteva
è
la
la paravano
e
parlavano
non
gli
monaca,
zie
quando
,
processione.
nera,
sue
la lisciavano
vimento,
mo-
tutta
le affibbiavano
madonna
una
ogni
corpacciuta,
nasuta,
simpatica,
come
ad
Somigliava
lui; nondimeno,
trovavano
; la
salute
di
irromperle,
delle
era
come
dolci
scoppiava
volesse
parca
1/
a
dopo,
sa
Ro-
strepitare
ad
ogni
e
co-
a
l8
STORIELLE
in
sto
convento
volle
la
cosa
la
sentire
vita
la
il
del
chiostro;
dentro
notte
ogni
fuoco
di
con
voce
Rosa
quel tempo,
convulsione,
una
rimaneva
poi
stringesse
invasa
zie
di
prete
immobile,
eh'
temevano
fra
comunissima
subito,
turavano
udirlo;
e
malanno
come
un
frattanto.
colpo
Rosa,
grave
di
Le
per
zie
non
ebbe
solito, qualcosa
in
dei
rirebbe
gua-
giorno
Bisognò
accidente.
poi applicarle
Rosa
marito.
del
metterla
malattia
una
un
al
il medico
orecchie,
le
fosse
ella
ma
che
e
prendesse
se
più
era
donne
le
inorridite
subito,
e
quella
me
co-
dicevano
e
esorcizzarla;
che
assicurava
to
tan-
si contorceva,
gridava,
dagli spiriti maligni,
fratello
ogni
aveva
lungamente
Le
morta.
un
la
e
soave,
braccia.
le
Verso
si
la
e
,
chiamasse
e
il
pretendeva
,
fra
per
odiare
comparisse
nuvola
una
di
diavolo;
le
sposo
che
nean,
irresistibile
giurava
il
e
celeste
capire
va
afferma-
Ella
papa.
vocazione
carne
farle
a
più possibile
era
una
del
mondo,
che
non
bello
del
e
Ci
Cristo.
Gesù
sposare
r ordine
con
di
e
buono
del
che
SICILIANE.
un
bagno
lassarla
sa-
pido,
tie-
senapismi. Quan-
20
SICILIANE.
STORIELLE
la;
altro
un
al
quand'
balcone,
suo
fresco;
il
vicino
dirle
da
dei
faceva
le
e
vuoi
Si?
bene?
dava
guar-
zo
terraz-
come
per
avrebbe
il
nelle
in
r
Dopo
sentiva
alberi
che
in
la
pura
che
colline
quel
paesaggio
di
accorta
,
mentoso
tor-
poi,
levato
sol-
dov'
nulla, ed
ma
cal-
era,
turbata
ma
molto...
fu
appena
le fece
in
in
mezzo
al
sparse
pieno
di
di
a
campagna.
Ella
bene.
quei grandi
fra
vento,
vigneti,
luce
istato
in
del
subito
stormivano
vaghe
sì
determinazione,
sua
condussero
rivivere
di
avrebbe
apparenza,
accidente,
muoversi,
aria
e
momenti;
quei
rimaneva
sé, turbata
di
dentro
L'
o
casa,
tranquilla
e
la
essersi
non
in
in
scandalo
famiglia
di
entrava
mano
ribolliva
le
sangue
vene,
allo
pensando
fingeva
tua
rispondere
voluto
che
più
tanto
la
presto.
sposeremo
Ella
Se
Spiegati.
No?
si, chiederò
di
risponderai
si
la
:
Mi
di
re
piglia-
un
segni,
—
ci
sotto
a
ardito,
più
cannocchiale,
un
con
stava
essa
terzo,
un
frequenza
con
passava
che
quelle
davanti
si sten-
a
PATERNA.
FILOSOFIA
deva
lontano
neir
orizzonte
la
a
caccia
alle
il
tutto
andava
due
montagna,
in
del
veder
a
non
Più
tardi,
cogli
tere
scuo-
sulla
vacche
pomeriggio
fin sul
,
ceva
forte, fa-
piazzale
la
del-
vano
villeggianti sta-
moric-
sulle
seduti
gliava
pi-
il tramonto,
poi, dopo
il
tanto,
a
le
piìi molto
parecchi
altri
Ogni
Nel
era
una
dondolarsi
e
mungere
chiacchierare,
a
vigne,
i mandorli
e
vicina.
dove
fontana,
le
mezzadro
i noci
passeggiatina
una
ce.
ulivi
figlia
il sole
quando
per
sull' altalena.
mandra
una
posta
Ella
farfalle, appendere
pertica
o
distrazione.
vecchi
la
la
con
le permettevano
e
paese,
sua
giorno
con
si mostravano
non
innocente
correre
fra
corda
zie
in
come
qualche
dar
perdersi
a
infinito.
rigide
poteva
andava
e
lassù, le
Inoltre,
così
lontano
21
davanti
fresco
alla
,
casa.
Era
il momento
quello
aspettata
minestra,
un
coro,
un'
e
po'
altra.
andavano
presso
Qui
e
una
là si
fretta
in
mangiavano
dopo
1' ora
,
I contadini
impazienza.
con
lavori
dai
migliore
cantando
nati
toruna
in
villa, un
po'
so
pres-
udivano,
ad
inter-
22
STORIELLE
valli,
voci
insieme,
o
di
Una
nel
del
Qualche
i
del
terrazzo
Era
in
non
ardenti
occhi
e
della
bujo
possedessero
in
lei
una
la
quegli
carbonchi,
gradatamente
Le
virtù
strana
fiamma
,
voluttà
di
addosso.
sentirseli
pacciata,
im-
di
senso
un
si
che
molto
era
come
Poi
notte.
ineffabile, nel
faceva
soggezione
scintillanti
di
Quando
non
principio,
provare
a
Quello
più
1' altra.
,
cominciò
pre
sem-
raramente
molta
aveva
tutti.
a
seguiva
Rosa,
a
in
Ella,
guardarla.
vino
strava
mo-
mai.
dopo
una
si
occasioni.
diceva
là, vicino
trovava
nel
tali
so
spes-
allora
del
mancava
taciturno;
parole,
tre
entrava
galantuomo
contadini,
chitarra,
sieri.
scacciapen-
che
dando
giovane
di
e
prete,
generoso,
di
brigate
cotestc
podere
suoni
e
zufolo
di
tamburello,
di
SICILL\NE.
reva
pa-
di
cendere
ac-
che
dolce
a
,
a
poco
Ciò
guardò
lo
ardito.
rese
suo
in
matrimonio.
pulitamente,
era
padre
tuttavia
sotto
una
in
mutava
Allora,
mandò
Rosa
si
poco,
essa
pure
Una
dal
bambina
giovane.
disse
che
e
egli
chiedere
per
prete
pretesto
il
domenica,
prete,
Il
lizioso.
de-
torpore
un
sua
di
no,
nipote
d' altra
che"
,
parte,
essa
lo
che
scrisse
in
fare
a
terrazzo
la
sola.
di
l'uscio, sul
il
facevano
delle
sui
le
che
òs
di
chiesuola
presso
le
fu
rondini
Quando
vòlta.
assalita
in
conv'ulsioni
deli' altare,
fessarsi
con-
mentre
da
co,
pubbliil prete
1' ostia.
stato
senza
in
medico
che
fortata,
scon-
costo
dove
meglio,
solite
gradini
faceva
Il
alla
bito;
su-
divenuto
cresceva,
nido,
porgeva
E
—
ogni
là
sue
nuto.
avve-
era
za
recrudescen-
nella
sotto
ra
allo-
1' assalì,
una
1' erba
star
né
fosse
ad
del
giovane
cosa
pavimento;
di
supponeva
una
Volle
là dove
campagna,
rono
torna-
prostrata,
ebbe
comunicarsi
e
che
il mondo
Allora
misticismo.
il
ma
si sentiva
tratto;
un
a
al cognato,
contadini
malinconia
che
le pareva
,
più vedere,
capì
profonda
una
bujo
lasciò
Rosa
poi.
i
sera,
serenata;
si
non
né
E
Alla
paese.
fratello
lettera
una
giorno,
col
lungo
a
mandò
e
zione
voca-
conjugale. Quel
stato
confabularono
zie
le
nessunissima
aveva
non
per
23
PATERNA.
FILOSOFIA
invece
chiesa,
sorrise
erano
dubbio
il gran
dicevano
i
le zie.
dopo
scetticamente,
stati
caldo
nervi,
e
pen-
i
sensi,
24
r
STORIELLE
forse
istinto;
forse
di
SICILIANE.
la
effluvi
gli
maschio
vicinanza
che
del
acri
re
forti, l'odo-
e
esalava
vane;
gio-
prete
il
dei
gregge
fedeli.
Ed
egli prescrisse
pili
di
dentro
la
l'orto.
Ella
nondimeno
Si
vasca
lungo,
a
di
mezzadro,
indossò
non
so
che
le
mani
distinguevano
e
laggiù,
e
le
il
Diego,
in
dirsi
figliodel
a
Rosa
di
come
giorni dopo,
energico
bianche
dagli
la
e
con
gio
Gior-
borghesi
aveva
un
marziale.
I
garbatezza
lo
tutti
contadini
altri
co,
fian-
al
abiti
di
e
leria.
caval-
San
un
vizio
ser-
ma
sciabola
gli
po
do-
del
bello;
la
tornavano.
ri-
congedo,
reggimento
con
zava
guaz-
convulsioni
agli obblighi
e
no
giorfiare
innaf-
molto
alcuni
lingua
al
ad
sotto
volgari.
la
bagni
Anche
di
re
passeggia-
foca, nell' acqua;
casa,
poteva
testa
piedi.
che
rozzi
a
un
egli appariva
a
serviva
tratto,
in
non
in
che
settembre;
militare
r elmo
due
una
adempiuto
Diego
fare
come
giunse
aver
di
passeggiava
tratto
era
baffi,
di
prima,
Rosa
a
,
Parlava
come
suol
dirsi
,
di
fuori, cioè
dava
al dia-
letto
natio
prima
e
FILOSOFIA
PATERNA.
inflessioni
e
prestito
tutti
a
Rosa
descrizioni
che
dei
lo
A
essa
col
pure,
ebbe
:
vita
una
dov'
era
le
stato
cibilmente.
invin-
si
trasportò
città
se
chiasso-
,
nelle
desiderio,
l' intuizione
di
bocca
sempre
poco
a
va
ascolta-
sua
attirassero
in
d' Italia.
grado,
lontani
poco
nuove
prese
dialetti
dalla
paesi
pareva
parole
e
buon
di
mai
non
caserma
rapita
e
di
altri
gli
lo vedeva
sorpresa
e
in
imparate
strane,
desinenze
infarciva
lo
udite,
5
2
gace
fu-
visione
la
rapida,
appassionata
ardente
,
,
aspirò
intensa;
mille
provò
in
a
nuda
solitudine
nella
volta
una
più
petto,
di
volta
una
i
di
mai
era
mostrava
a
minacciata
troppo
sue
discorsi
il
ed
punto,
dalle
piangere.
rita,
fe-
si stancava
in
cose,
che
breve,
sa
Ro-
quando
convulsioni
malinconica,
lo
di
sul
capo
non
essa
Le
a
più
l'avevano
che
vere
vi-
a
zie, com'es-
si mise
ascoltarli.
questo
quella
astinenza,
nell'
sconfortata
consolavano;
la
le
chinò
Nondimeno,
giunsero
e
in
condannata
con
,
confuse,
e
là,
vedendosi
campagna,
perennemente
se,
violente
poi,
di
casa
inesprimibili
cose
sensazioni
momento;
un
mille
o
zio
si
pre-
26
STORIELLE
te
in
correva
SICILIANE.
di
cerca
Diego,
perchè
Gradatamente
compagnia.
le
nesse
te-
bilmente,
insensi,
un' intimità
fra
se
i due
giovani;
essi
notarono
rapidamente
salute.
Quando,
ricondussero
la
vispa
in
come
fiore
il
come
Rosa
la
e
lieta
era
le
aveva
di
cuperava
ri-
dell'autunno
essa
cingallegra,
una
colorite
paese,
po,
do-
umore
fine
la
non
tempo
che
il buon
verso
bilì
sta-
parenti
i
ma
gioia
con
si
grande
invece, qualche
accorsero;
ne
molto
cui
e
ce
guanil
portava
nome.
Ma
poi,
nel
tornò
però
dell' inverno,
corso
da
malinconia
una
Il
po'
un
ingrossava
così
stata
di
volto
magro
;
bene
malessere,
quando
Sebbene
in
tutti
nulla
che
nausea
se
un
corpo
mai
vago
timento
sen-
e
1' avessero
se
for-
che
qualta,
turba-
quando.
questi
di allarmante
il medico
del
1' inappetenza
non
sistente.
in-
cura
sarebbe
non
salute,
come
pallido,
il resto
Essa
in
una
diveniva
ma
sempre.
leggiera
di
assidua,
suo
Era
qualcosa
soave,
preoccupazione
una
linconia
ma-
assalirla.
ad
capo
la
passava
sintomi
e
di
non
serio,
sotto
sero
aves-
un
al
no
giorbalco-
28
SICILIANE.
STORIELLE
jato,
di
il medico.
darle
La
si
che
voci,
Nessuno
invano
che
di
compagnia
di
ombre
tardi, due
la
i suoi
figlia che
saputo
custodire
cattivo
stato.
in
rinchiusa
il frutto
e
permise
di
della
di
Essa,
era
del
persuasa
suo
fallo,
per
qualche
a
dir
che
e
vero,
tutti
mostrava
di
re
varca-
propria
casa
avevano
non
in
la tenne
fu tolto
le
volta
di
altre
a
aveva
fossero
appena
così
mente
severa-
poi,
camera;
colpa
to
pian-
notte,
viste
rendevano
una
girare
affacciarsi
a
mesi,
parecchi
Durante
le
gli
di
rapidamente.
cognati
e
La
furono
riconduceva
Rosario
Don
in
,
silenzio
un
allontanarsi
il
e
schiamazzi.
nere
ed
soglia
la
Dopo,
agli
successe
urli
lui, gli
mento
mo-
padre
,
arrivo
casa.
dopo
il
u-
La
un
poco
Rosario
raddoppiarono.
morte
tranne
tornò
don
di
all' uscio
uscì
nessuno
serva
All'
si
giorno,
urli, pianti, imprecazioni.
entrò,
la
il
tutto
famiglia,
in
dopo,
Per
piccchiava
Rosa.
consigliato
avevo
avvenne
descrive.
dirono
gente
vi
marito?
scena
non
Non
do
quan-
mezzo,
stanze
uno
tellino.
spor-
vergogna,
informati
la
pun-
FILOSOFIA
ta
del
di
rado,
fazzoletto
nero,
naso,
un
PATERNA.
dietro
messe
imbacuccando
tro
den-
procurandosi
due
vasi
di
viole
di
scondersi
na-
nate,
garofa-
davanzale
sul
posta
a
29
della
finestra.
Si
sentita
era
un'
commesso
ver
oramai
non
poi, quando
la
fiorire
delle
di
mura
vano
torna-
malgrado.
di
venne
selvatiche
sui
e
a-
che
Diego
suo
primavera
1' erbe
di
più. Nondimeno,
tentarla,
a
volte
tante
abominevole,
l' immagine
e
spesso
far
azione
dubitava
ne
il ricordo
a
ripetere
nei
tetti
ella
E
nuovo
ci
crepac-
avvide
si
,
che
sentirsi
nel
nascere
quando
si
metteva
spesso
le
quelle lacrime,
Ma
e
a
mezzo
di
non
piangere;
non
la
ragione
sarglielo.
confes-
osava
indovinò
lasciò
forse,
capire,
che
commosso,
e
mezzo
chè
perin
stava
sando
pen-
Però,
ventura
l'av-
maritarla.
Infatti, don
egli
le
lo
a
chiedeva
ella
egli
giorno
collera
za
sen-
tosa
tormen-
tempesta
una
padre
suo
un
uomo
un
sangue.
Allora,
di
piìiguardare
poteva
non
Rosario
sua
riusciva
cercava.
figlia essendosi
a
trovare
un
conosciuta,
genero
che
lo
A
contentasse.
neanche
Diego
mescolare
un
con
i
avariati.
la
Dopo
scelta
malfatto,
che
dovessero
alle
che
occhio
un
Rosario
sullo
forza
la
Però,
gro
ma-
nel
nire
ve-
pretendeva
della
stato
go,
lun-
scapole
fargli
da
chiudere
Don
sposa.
ostinatamente;
del
spogliarsi
non
nio
patrimo-
suo
farmacista
miserabile
un
per
di
le
e
farmacista
mercanteggiava
aveva
altre
stinchi
tale
fermò
così
magro,
e-
più
i
farmacista,
il vestito.
il
citavano
solle-
egli
,
gli
fosse
dote
la
esitare
allampanato,
strette,
fra
scadenti,
più
giovane
forargli
Ma
plebeo.
generi,
i
pareva
lantuomo
ga-
diventargli
,
un
di
sangue
che
lungo
sopra
tamente
assolu-
pari, quelli
di
poveri
più
pensava
rifiutava
suo
sangue
l'onore
rano
il
suoi
galantuomini
ci
non
egli
;
sogno
per
di
i
SICILIANE.
STORIELLE
30
che
in
,
condizioni,
d'attorno,
si
calcio
un
con
siccome
sarebbe
le
levato
nel
trattative
subito
sedere.
tanto
Frat-
richiedevano
,
tempo
siccome
e
la
in
attendesse
che
qualcuno
tirò
era
necessario
avere
,
casa
giumenta
il
timorato,
alla
e
ducesse
con-
all' abbeveratoio
si
,
figlio della
un
vigna
serva
semplicione
un
,
di
vane
gio-
quelli
a
FILOSOFIA
cui
sarebbe
si
PATERNA.
31
1' ostia
data
santa
senza
,
confessione.
Per
po'
un
ogni
tanto
di
le
procedevano
come
poi,
essa
non
simpatia
molta
che,
Rosario
soffrire
e
figlia era
più,
gli
non
dava
il
tutto
badare
facesse
non
le
come
per
saputo
di
gnato
co-
di
dirgli
a
serva,
,
zie
provargli
che
si
Rosario.
che
seppero
furie
era
sua
spondeva
ri-
temete
non
tante
custodire
Diego
vorava
la-
egli
il
tanto
dell' altra
il malessere
aveva
ed
,
don
secco
giorno
un
geva
pian-
figlio della
il
pericolo
secco
Ma
per
Diego.
come
e' è
Non
—
vivo
giorno;
andato
Giovanni,
che
poteva
non
ora;
ogni
se
fosse
non
lo
più grattacapi,
,
prete
don
e
;
tronco.
felice
stato
ramente,
Ve-
dimostrato
non
tranquilla,
allegramente
sarebbe
mai
spogliarsi
in
cose
monio;
matri-
nulla.
più
lato,
suo
modo
del
il farmacista
voleva
le
lui, lasciò
Sua
dal
sul
trattative
aveva
per
non
notizie
chiese
gli
non
chiedeva
,
padre
suo
a
Rosa
tempo
in
volta,
figlia e
con
e
del
casa
lui
neanche
ripetuta
Rosa
che
la
darono
an-
gnato,
co-
va
ave-
ria
sto-
Giovanni.
32
STORIELLE
SICILIANE.
che
Accorgendosi
voce
che
e
di
i
che
si
vicini
Calmatevi,
vivere
in
disse:
schiamazzi
Sapevo
pace.
tabacco
prese
Rosario
fate
non
re
capi-
potuto
don
trattava,
la
troppo
avrebbero
—
Dopo
alzavano
e
se
;
sciatemi
la-
tutto.
ne
andò
a
,
giocare
del
E
d'
filosoficamente,
carte,
a
nella
tega
bot-
calzolajo.
allora
è
stata
in
poi,
sempre
la
pace
perfetta.
della
sua
miglia
fa-
LA
Un
semicerchio
che
circa
ha
specchia
Il
di
al
di
nome,
bellezza
del
suolo.
1'
terebinti
fichi
d'
a
fichi,
fiorito
DELLA
ad
India,
di
Le
ulivi.
Storielle
-
I
citisi,
a
La
di
Siciliana.
valle
tutte
i
nelle
coste
sommacco,
a
magra
e
verdeggiano
aranci,
MiKAGLlA
biancastre,
nude.
inaccessibili.
spaccature
piantate
euforbi
gli
e
tilità
fervate,
ele-
poco
scarsa
cime
Oro.
vuto
do-
alla
e
sono
erba
sulle
appena
cresce
N.
Un'
ripide.
sassose,
forse
è
montagne,
Africa,
che
si
d'
conca
paesaggio
Le
e
Palermo
antica,
del
ricordano
periferia
la
ecco
valle
una
dove
origine
alla
di
mare
bagna:
si
e
montagne,
leghe
trenta
fino
stende
si
D'ORO
CONCA
sono
vigne,
è
le
un
sco
bo-
piante
a
34
STORIELLE
de'
climi
frassini
stillanti
diversi
più
il
si
mare
Le
spiccano
L'
quadro.
I
sogna.
fiori
d'
sensi,
arancio,
tevoli.
incan-
di
nel
forme
resta
modo
ve
dissol-
bizzarre.
al tramonto,
di
pori
va-
toni
il
dorati
delle
In
cielo
e
tilanti.
ru-
montagne
fondo
sul
del
1' anima
pensoso
e
.stuzzicati
dal
profumo
subiscono
impressioni
aspirazioni
acri
Conca
d' Oro
e
dei
site,
squi-
molli
ad
tempo.
Da
dal
rive
il vento
nette
e
fiumi-
spesso
che
o
gano
sgor-
un
tinge
aduste
occhio
risentono
un
sole
colorano
precise
due
circonfusa
in mille
cime
Oreto,
fra
all' alba
ore,
L'
cangiante,
e
di
e
purissima
acqua
il
aggruppa
certe
e
è
che
vago
o
di
scorre
valle
candidi
di
palme,
nespoli giapponesi
luoghi.
modesto,
La
di
manna.
sorgenti
in
mchii^rani,
di
agavi,
Molte
cello
di
caldi,
di
muse,
SIGILLANE.
un
monte
lato,
la
Pellegrino
su
cui
è
si trova,
chiusa
sca-
36
Ad
SO.
un
SICILIANE
STORIELLE
ad
ora
Ai
ferro.
di
cancello
vede
si
camminando,
ora,
lati
due
su
lonne,
co-
,
due
sorgono
fiorisce
dove
il
fiori
cacto
i
volano
le
villaggi
ai
anitre
ruscelli
bitato
di
Le
al sole.
da
Il
dormicchia
al
palloni.
loro
ci,
cen-
oche
e
soffiando
pingue
macellaio,
nei
a-
scio
flo-
e
mosche
di
coverto
si
dell'
punta
una
le
fanciulli
I
corrono,
e
canna,
,
in-
,
alla
nanti
nel
ai
da
i
nell' acqua.
loro
le
e
ginocchioni
stendono
corde,
all'altra.
ritto
lavano,
e
i
partire
le donne
tra
bocciuoli
limoni
villegianti giocano
fanno
o
diguazzano
chiamano
i
,
lunghe
su
a
contadini
i
cancelli
colgono
o
mentre
riva
ed
lampadario
,
sull'erba,
Ne'
loè,
l'aralia,l'a-
geranio,
di
Dietro
I' orto,
fragole,
in
forma
a
gialli.
zappano
il
pinta,
di-
porcellana
di
vasi
di
fornisce
frascato,
suo
passanti
lavarsi
Il venditore
bottega.
mangiare
da
,
cocomeri,
un
per
do,
sol-
bere
da
e
,
il volto.
*
*
Chi
qualche
passa?
fattore
*
Qualche
a
cavallo,
guardiano
I
a
guardiani
piedi,
van-
LA
in
spalla.
arcioni
Le
carrozze
nulla
da
de'
voce
da
le
ad
selle
pelli di
grandi
meschine,
scarse,
brenne
certe
nò
spinge,
hanno
cile
fu-
col
e
pelo.
sono
tirate
chino
capo
coverte
lungo
a
l'J
ORO.
fattori
I
rilevati,
montone
D
col
mogi,
mogi
no
CONCA
frusta
la
né
vetturini
verose,
polcui
consunte
chiassosa,
lo
né
la
scampanio
sordante
as-
,
de'
Ai
carri,
La
il
é
sala
di
delle
piìi
Sono
mulo.
un
sonagli.
alti,
piccoli
è
volte,
due
a
ruote.
,
lavorato
ferro
attaccato
trafori,
a
a
,
ghirigori,
di
soldati,
alati
e
filigrane
a
giallo
Palermo
nordici.
Pellegrino
Essa
volta
o
lontano,
dal
secondo
dice
dopo
vi
una
si
si
alle
singolare
giunge
la
assenza.
1' isola
scorgeva
caliga
per
fra
de
fal-
venti
dai
ripara
lunga
una
Dante,
:
dragoni
pianura,
la
che
mare,
strane
*
produce
quando
figure
san"jue.
nella
si stende
è dipinta
cassa
madonne,
grondanti
*
del
di
ornata
,
frati, monache,
Cristi
La
rozze.
Pachino
pressione,
im-
ma
priGià,
che,
e
38
STORIELLE
Peloro.
Una
densa
la
colori
SICILIANE,
nuvola
all' intorno
cinge
caldissimi.
sedotto,
e
Lo
prisma,
la
le
dclinearsi
ville
fondo
di
città,
luce
spettacolo
è
Lo
cosi
così
bello
,
che
attraente,
da
il
dolce
una
discosti
dalla
,
batte
cuore
più forte,
Si
esultanza.
riva
un
sopra
rossastra.
e
nuovo
un
villaggi e
i
montagne,
confusamente
così
di
tinge
traverso
a
ranciata
palpabili
im-
to
abbarbaglia-
come
le
la
e
sguardo
scorge,
vapori
di
è
mosso
com-
ra
anco-
nondimeno
ma
il
,
pensiero
impaziente
corre
indovina,
e
e
,
presentisce
le
Appena
scesi
a
zonzo
città
per
e
brutto
si
si
,
dai
ha
Mori
insieme.
alternano
;
la
lasciato
e
il
la
sulle
un
una
dagli Spa-
,
bello
Il
e
e
la
impronta
case:
tendono.
at-
poco
in
essere
Ogni
mano.
sua
va
grandioso
l'opulenza
;
spesso
pubblici
d'
par
dagl' Italiani
confondono
danno
difizii
vie
le
si
se
V
che
sorprese
terra,
a
fabbricata
gnuoli
si
svariate
qui
il
e
il
to
gret-
miseria
zione
domina-
sugli
c'è
una
e-
LA
CUXCA
che
era
una
palazzo
che
chiesa
un
più
lungi
Porto
di
o
ad
i
le
grandi
persiane
guardano
Un
indolenti
di
sinuose,
di
trasandata
corrono,
le
gli
da
le
come
vie,
e
Il
sciatta.
Le
dentro
strette,
il vento,
e
e
si
è
sì
co-
che
lunghe,
no
echeggiaè
forse,
carrozze
pole,
cu-
dono
splen-
e
cielo
folla
La
le
diafano
diritte
ora
popolare
po' troppo
aria,
in
me
no-
maiolica
di
così
voci.
di
senza
guglie,
rifratti.
profondo,
Le
come
Le
parti,
intralciate,
e
su
re
signo-
piovono
incrostati
raggi
rumori
un
e
le
magia
e
passo.
tutte
così
infinito.
pare
ora
ogni
mille
azzurro,
stanno
chiuse
pigre
una
dall' insieme
da
tra
pie-
arem.
campanili
slanciano,
cedono
suc-
di
cui
e
soave,
ad
si
,
incanto
i
dietro
,
spirano
nel
d' Arabia
tinto,
;
tapecchie,
ca-
giardini pensili
legno
verdi
dell'
il cuore,
di
logge
di
come
cui
su
gelsomini
i
aranci,
i
fila
veroni
i
vede
patio
dovunque
ferro,
panni,
si
di
aria,
le terrazze
fioriscono
odalische
di
marmo,
asciugare
cui
senz'
Napoli;
i balconi
lì
lunga
una
luce,
di
39
specie
una
schierata
è
OKU.
moschea;
ha
senza
Basso
D
ziata,
scre-
un
po'
di
to
affit-
numerose,
in
portando
,
e
capo
omeri
righe, sugli
gesticolando,
di
roba
gli uomini
od
vanno
alta
gi
mo-
sui
in
quasi
frutta,
una
sciorinando
mano,
de' circoli
e
modo
alle
anch'essi,
friggitori gridano
fornelli
cui
di
grondanti
e
iuole
di
caldaie
al
I
marmo.
i
bottega.
mormora
presso
i
dentro
loro
su
acquale braccia
nude
le
vaschette
distribuendo
i
e
Un
brune
bicchieri,
vanno
il tabacco
in
di bianco
verniciati
Le
bollono.
gomito,
preti
I
,
ripuliscono
fino
fumano.
presso
mattoni
loro
ne
perso-
vestiti
sudore
e
porte
le
e
,
coperti
le
dove
il fresco
pigliano
dura
ver-
la
innanzi
marciapiedi
farmacie
a
denza
ca-
cesta
gran
,
in
di
,
delle
ro,
lo-
tra
voce,
di
pesci,
tenendo
gridano
bilancia
una
;
al
scacchi
a
muovendo
e
i venditori
,
lana,
ad
sano
pas-
il corpo.
tutto
E
volgo
intorno
di
cianciano
o
del
fazzoletto
un
scialle
uno
mogi,
donne
Le
direzione.
Ogni
a
SICILIANI-:.
STORIELLE
40
le
di
numeri,
nedizioni,
be-
ga
botte-
muezzino
un
uomo
di
,
,
la
gradinata
di
qualche
chiesa.
La
—
o
messa!
divoti, la
è
messa
uscita
!
or
ora;
la
sa,
mes-
Di
di
in
tratto
qualche
nelle
in
Altre
biascica
nelle
Questa
di
e
a
molte,
E
Cristi
palazzi,
Dio
si
e
si
Verso
sogni
sera,
fresca,
le
o
vie
meno
davanti
Santi
e
ad
è
la
la
principali
si
eleganti.
la
del
in
serve
sultano
con-
le
drone
pa-
Si
ra
ti-
Il
eletta
bro
li-
popolo.
venta
di-
temperatura
riempiono
La
ricchi.
avvenimento.
Bibbia
classe
corna
crede
confessore.
col
quando
si
trivio;
da
ogni
de'
Le
iettatura.
consigliano
cheggiata
è fian-
perenne.
tuguri,
fattucchiere
r oroscopo
de'
la
a
,
ne'
teme
le
quella
l'abitazione
come
da.
stra-
stoffe
di
,
spesso
teghe
bot-
dalla
corna;
e
la
del-
nelle
poveri,
lampada
una
polo
po-
do.
passan-
scorgono
lunghe
due
e
del
il segno
chiesa;
da
,
Ne'
fa
padiglione
un
arde
adornano
gente
de'
parati
Vergini
La
scolpita,
un' avemaria,
case
da
o
si
ha
l'immagine
dipinta
scopre,
Madonne
e
colori
si
4I
vede
angolo.
un
s' inchina,
e
ORO.
si
tratto,
Madonna,
vie,
croce
D
CONCA
LA
vien
di
passegiata
fuori
e
legni piìi
è,
per
STORIELLE
42
una
il solo
Ci
giorno,
dire
per
mille
I
si
innanzi
nel
o
Alcuni
cittadina,
una
il
mazza,
intendere
che
voltura
disin-
le
su'
fargli
per
in
scini,
cu-
piccola
la
con
andare
bisogna
dentro
gambe
fianco,
al
lani
friu-
cavalli
si sdraiano
quando
cocchiere
Mac-
con
focosi
altri
di
tolosi
fret-
manca.
a
incrociano
toccano
e
o
alcuni
tinati,
pet-
via
salutando
due
guidano
sardi;
o
Càssaro,
ed
va
dire,
vanno
nella
indietro,
diritta
a
si
correttamente,
inguantati,
e
ci
occhi.
cogli
profumati,
a
rivista,
lasciarsi
per
vestiti
goda
in
altri ;
gli
e
e
cose,
si
cui
passarsi
per
donne,
giovanotti,
queda
di
uni
gli
alle
tenere
va
ne,
distrazio-
la sola
divertimento
l^alermo.
ogni
dell'anno,
parte
gran
SICILIANE.
senso
un
nell'altro.
,
Le
signore
dai
desiderio,
Le
legno,
più
loro
strada,
a
o
da'
carrozza,
terrazzi,
si
altre
pa\'oneggiano
molto
bello,
importa
è
piedi.
Alcune
ma
di
non
dal
punte
zione.
priva-
dentro
Ciò
mostrarsi
salirebbero
un
ra
anco-
spesso
qualunque.
carrega
dano
guar-
dalla
malinconiche
rese
una
hanno
non
balconi
spesso
dentro
che
che
in
nella
STORIELLE
44
SICILIANE.
infiammano
re
fi:?ca,
le
il sangue;
idee
si
la
confondono,
si
of-
si
mente
il
ha
pogiro.
ca-
*
i:
A
si
notte,
Immaginate
alto
un
di
di
ciocchettine
Quindi
quelle
le
ornati
e
di
di
modo
di
di
terrazzi,
è
chi
cari-
città,
e
su
ma,
vaghissifiori.
di
e
palazzi
balconi,
sti,
vetu-
di
luna
le
o
lontano.
la
de'
intorno
pittoresco,
vasto,
paeseggio
splendono
sorge
corallo,
arboscelli
prospetto
stelle
la
sorprendente
luce
le
via-
polini
cu-
chioschi.
L'orizzonte
La
dove
passegiata
di
piena
lungo
altro
della
mura
un' altra
un
di
ghezza,
lun-
sua
rosse.
antiche
mura
tutta
Infine
d' alberi
li,
interval-
un
altro
un
sinistra
la
tutta
diritta,
poi
e
fila
doppia
una
A
mare.
largo,
meno
in
A
ad
decorato,
lambito
e
Marina.
viale.
spazioso
marciapiedi
dal
alla
passeggia
uno
sedili,
*
La
una
sinuosa
lattea
becchi
cento
a
rischiarano
riva
via
vole.
incante-
vince
di
gaz
in
il
e
si
qua-
che
specie di loggia,
CONCA
LA
Le
ad
ogni
nuovo
delle
Gli
uni
il
gli
sorbetto,
all'orecchio
parole
vicine.
loro
E
immensa
fumando;
pigliano
e
loggia.
viali.
là,
di
e
dolci
mille
dicono
e
i
e
qua
seduti
stanno
alla
folla
Una
marciapiedi
di
camminano
suona.
vicino
pezzo.
i
ingombra
altri
fermano
si
carrozze
45
ORO.
un'orchestra
dove
colonne,
tutta
D
l'eco
frattanto,
le
in
ripercuote,
Sembra
musiche.
nanza
lontache
quasi
,
un'armonia
indistinta
dal
piova
le
mormora
Le
barchette
da
al
che
dai
chiarore
l'onda
remi
Il
cielo.
de'
ogni
delle
calmo
mare,
parte,
loro
come
lo,
tranquil-
e
una
1'
volano,
sci-
polipi
silenziose
lampe
e
anch'esso.
di
pescatori
terra
e
soavi
note
sue
s'infiammi,
ricade
dalla
sorga
e
fumose,
acqua
pioggia
lente;
pare
sollevata
rescente.
fosfo-
NATURALISTA
ROMANZO
UN
L'anno
si
Maitorana
un
un
vere
scri-
si
sturbato
di-
essere
non
lavoro,
recò
in
in
Palermo,
da
villetta
sua
di
mente
Per
discosto
poco
certa
il
mondo
Rai-
come,
soprammercato,
per
naturalista.
durante
in
mise
e
romanzo,
romanzo
dirvi
saprei
non
scorso,
situata
pagna,
cam-
una
Ficarazzi
tra
e
Ficarazzelli.
Dopo
non
quindici
giorni
scritto
neanche
aveva
di
tutto,
e
;
di
lo
soffriva
non
spirito
seccava,
troppo
e
era
il
di
pagina.
una
a
salute
nervoso
caldo,
migliori
la
:
ed
pensava
ma
Pri-
gomento
l'ar-
trovare
nelle
era
là,
permanenza
riusciva
non
poi
di
dizioni
con-
ne
solitudi-
eccitato,
troppo
48
baronessa
certa
una
a
SICILLXNE.
STORIELLE
in
il
asso
ufìfìciale
a
i nervi,
sedare
il caldo
ribelle
Era
la
sempre
'Nna
viii,
lo
Sì, bene,
—
So
strofe,
le
tutte
Via!
Ma
il
anche
smetti
la
uggiosa,
e
fa
lenta,
e
che
ripeteva
rennemente
pe-
cori
hi
do.
Raimon-
potrei
sgarrarne
tutta
ecco
all' orecchio.
borbottava
resto,
falla
dure,
cetto
con-
tiimaii.
tutta
una
finita, brutta
continuava,
canzone
singhiozzanti
'uni
senta
so.
senza
il
canzone.
mi
mi
chi
cosa
frasi
e
deva
se-
lavorare;
per
voce
medesima
ti
Quannu
le
stessa
la
Allora,
giungergli
di donna
voce
una
dine,
solitu-
inseguiva
mentre
torniva
e
riusciva
la
scrivania
alla
co
pizzi-
un
ncll'acqna,
baronessa.
più bello,
nel
ma
ne
giova-
un
dimenticare
a
la
e
davanti
con
pigliando
volta,
sciolto
bromuro
di
prendere
intra-
per
marina.
di
qualche
Pure,
viaggio
sciato
la-
aveva
innanzi,
mese
lungo
un
lo
che
infiorata
scotevano
ripetere
la.
paro-
strega.
monotona,
di
cadenze
orribilmente
i nervi.
Non
riuscendo
a
lavorare,
Raimondo,
ROMANZO
UN
la
infine, buttava
stretti
Ma
strega ! brutta
Chi
ce?
sa!
lo
La
si
filare
grandi
e
a
picce
Un
piatti
che
sé
caccia.
Dopo
scavalcò
una
caldo
loro
sentiva
cani
fatto
aver
podere
degli
aloè
invaso
alla
da
le
lingue pendenti,
con
le
DELLA
ìiiiRKCLlA-
Storielle
Siciliane.
parte
villa. Il
Raimondo
lassezza
con
giro,
l' aria,
esalazioni.
camminavano
sua
a
abbagliava;
; la luce
una
dusse
con-
andare
dalla
appestavano
penetranti
la
vedere
lungo
un
vicino
vermene.
di
entrò,
ed
disposti
fucile,
il
finse
e
opprimente
era
i fiori
i cani
di
volle
Prese
siepe
nel
opposta,
N.
Raimondo
cuni
al-
ro
pomodo-
fichi
stuoie
tre
o
cantava.
con
I
due
sopra
di
conserva
del
sole
al
di
i
lembo
seccavano
di
tadini,
con-
traverso
un
quantità
giorno,
donna
le
cui
su
da
deva.
ve-
tro
strada, dieA
ulivi.
appena
certa
una
dalla
là
di
scorgeva
grigio,
tetto
di
si
non
casupola
una
situata
!
strega
terrazzino,
casa,
alto
rami,
Dal
sua
era
un
coi
sé,
brutta, la cantatri-
davvero
poi
era
fra
ripetendo
ciava
affac-
si
e
:
Brutta
—
49
irato
penna
terrazzino,
al
denti
NATURALISTA.
con
si
invincibile.
orecchie
ansando
se,
basforte
4
50
STORIELLE
forte;
sbucata
correre.
a
dietro
Correvano
da
sotto
gridando
vista
Un
di
le
dalle
le
le
le
parole
diede
un
di
il volto
e
un
Sarebbe
più
Il
lei
e, vedendo
che
consolarla
a
Non
brutta.
bruno,
e
alle
trovare
ma
deturpate
quelli
dal
di
tipo
resco,
mo-
schiacciato,
naso
folti,gli occhi
come
va
pote-
non
il
grime.
la-
figura
una
Aveva
il
canto,
in-
per
successe
bella,
era
dirsi
come
lieto
diffìcile
stato
Allora,
lire.
cinque
rasserenò
sorriso
bramosi,
guance,
da
si
capelli cresputi
sue
gocciolava
vivido.
e
riusciva
pezzo
il colorito
i
polpaccio
,
bizzarra.
neanche
le
sangue
più
lagrime.
il
rosso
di
come
calde
a
si avvicinò,
non
polvere
strillando
addentato
ferite,
piccole
Raimondo
con
di
e
fiammeggiamento
piangendo
aveva
giva
fug-
scalza,
circondasse
la
gamba.
una
il
era
che
Era
nembo
un
che
e
paura.
traverso
prima,
cane
di
moro
Infine, si fermò,
un' aureola.
forte
la
pareva
fanciulla
una
gelso
un
piedi
a
meridiano,
a
per
coi
sollevava
che,
abbaiarono
poi, all'improvviso,
ma
misero
si
e
SIC1LL\NE.
una
sudore
grandi
lutati,
vel-
tigre. Le
e
dalla
52
STORIELLE
braccio
Giovanna
verso
Ella
guancia.
lo
curiosamente,
d' altro;
i
tra
SIGILLANE.
come
si
capelli,
le
unghie
col
offesi.
Le
nel
i
sotto
la
vista
Quella
tra
scomparsa
gli
erano
sboccati.
in
modo
brusco.
nando
cammi-
osando
non
del
da
gli alberi,
re
li-
cinque
va
luccica-
mano.
lieta;
rese
voltarsi
sole, le
in
specchio,
uno
come
raggi
vi
ner-
donato
abban-
avevano
il pezzo
guardando
indietro,
volto,
maravigliata,
lenti,
passi
a
sull'altra.
coi
disse
allontanò
si
che,
le
chiare
scric-
sul
appena
cuore,
l'una
desideri
i
rò
rigi-
te,
rapidamen-
lo
;
fece
no
ma-
indietro
dipinto
tratto
Vattene!
Ella
pollici,
la
testa,
poi
e
tentazioni
un
a
—
dei
disgusto
morti
dita
si ritrasse
Raimondo
la
grattò
le
momento
un
si cacciò
aspettando,
e,
sa
qualco-
aspettasse
se
la
guardandolo
fare,
lasciò
carezzò
le
e
si
fu
quando
e
mise
a
tare
can-
:
ti
Quaunu
'Nna
È
—
sé
cosa
dunque
Raimondo.
vili,
chi
mi
mi
lei
Brutta
senta
fa
tutta
'uni
lu
cori
trimari.
la cantatrice?
strega!
disse
fra
UN
Ella
ROMANZO
non
era
lei, la
L'
delle
quel
udiva
astinenza
non
a^•rebbe
che
Giovanna
che
naturalista.
studiarla
ad
ogni
la
dopo,
ella
con
dir
portava
cui
agli
Una
un
per
e
mattina
la
e,
con
be
ebre
coma-
del
sera
in
bellezza
una
la
veste
la
sua
segreto
stessa
no
giorGio-
occhi
è
donna.
in
modo
rustichezza
tre
dei
diecina
di
A
goffo
la
loro
vaggia;
sel-
rendeva
po
tropne,
cittadi-
signore
prodotto
era
riccamente.
di Raimondo,
per
A-
bagno;
un
circostanza
svenevoli
alle
r industrioso
Durante
la
questa
attraente
la
diceva
conoscerla
vestita
e
tutta
abituato
forse
eccellente
fatto
arte
conservava
più
gli
condusse
dubbio
senza
ma
diavolo
colloquio
più
pareva
pettinata
e
la.
veder-
di
villa.
non
vero,
vava,
pro-
gli suggeriva
Voleva
;
e
tempo
costo.
gli
so
spes-
altro
tipo
mezzadra
nella
veva
Il
lungo
un
Luisa
Ma
in
un
romanzo
nanna
il desiderio
fatto.
dunque
pensava
prolungata
era
stregato,
volentieri
cantare
transazioni
mondo
Rai-
pure
come
giorno,
malgrado,
suo
ma
considerarsi
Da
veramente.
$3
strega;
una
poteva
a
NATURALISTA.
quarte
parti
artifizi.
giorni,
Raimon-
54
STORIELLE
do
fece
non
La
altro
studiava
un
non
conosce
che
libro
sorprese
figurare
nel
trovato
la
maniera
le
come
ogni
notte,
ver
bene
il carattere
si
svegliava
rinascente
sempre
gli
abissi
Ella,
dal
far
nulla,
le
tutte
le
alla
faceva
guidare
si
dizi
giuSi
senza
a-
na,
Giovan-
di
col
mattina,
tentarle
derio
desira
anco-
di
e
che
di
o
prive
cosa
fame,
aveva
il
per
di
non
Aveva
solito,
za;
esperien-
va
follìe; si lascia-
divertenti
ogni
di
gioire.
hanno,
ignoranti
in
voluttà
quando
vivere
mille
abbandonata
era
deliziosa
mangiare
curiosità
fanciulle
va
ave-
I suoi
stanco,
di
lato,
suo
di
ornarsi,
di
non
la
far-
dell'anima.
trasporto
con
ogni
rò,
Pe-
sensazioni.
sue
addormentava
e
gica,
ener-
di
cui
l'argomento.
ancora
compreso
ra
anco-
contrasti.
di
romanzo,
mutavano
lingua
una
lingua
di
e
inutilmente
cercava
in
una
—
to
erudi-
un
ricca, rigogliosa,
ma
di
piena
come
scritto
bene
incompiuta,
Giovanna.
studiare
passione,
con
studia
che
SICILIANE.
dall'istinto
o
dal
capriccio.
Non
era
infine, dopo
mai
stanca,
qualche
non
era
tempo,
mai
sazia;
cominciò
ma
ad
UN
Raimondo
annoiarsi.
uscire,
vuto
cosa
era,
agli
le
servivano
di
mostrarsi,
occhi
della
lo
con
se
a-
trasformata
A
belle
le
pelle fina,
smalto,
avvrebbe
gente.
dunque
di
permetteva
ella
parte,
di
scarpette
55
le
non
d'altra
e,
vergogna
com'
le
NATURALISTA.
ROMANZO
i
e
che
vesti,
ro
d'o-
pendenti
glieli
nessuno
e
va
vede-
indosso?
Spesso,
a
alla
sdraiata
grande
un
Certo,
vivere
a
di
Raimondo
sé
punta
da
un
ambiente
suo
e
aveva
sera,
Giovanna
terrazzino.
confuso
Il
e
del
vicino
così
e
era
come
il tramonto,
stavano
seduti
dalla
ti,
for-
Fuori
del
una
vine
gio-
del
nostalgia
paesaggio,
e
pantano.
suo
la
lido,
pal-
robusti
dopo
vago
tosa
tormen-
desidero.
aspro
fuori
spostata;
Una
delicato
naturale,
bufala
che
qual-
Vedendo
prima.
i contadini
ricordava
di
cessare
l'esistenza
così
to.
vuo-
nondimeno,
e
rimpiangeva
libera
fissi nel
voluto
viveva;
volta,
occhi
avrebbe
non
come
ma
gli
mente
lunga-
stava
spesso
con
pensosa,
sbadigliava
specchio,
immagine;
sua
vanti
da-
canapè,
un
sopra
Si
fango.
Raimondo
silenziosi
rischiarato
mite
tiva
sen-
luce
in
sul
do
mo-
crepu-
56
STORIELLE
scolare,
poteva
non
l'uno
né
né
chi
voglia
Che
—
Nulla.
Poi,
con
sorti
as-
si
e
noiavano.
an-
sospirò forte,
costretto
me
co-
comprimere
a
ardente.
cos'hai?
dopo
chiese
le
breve
una
incerta
voce
ma
erano
pensieri,
tratto,
é
bello;
vedevano;
loro
un
a
sospira
—
Io
nei
Giovanna,
più
essere
l'altra
entrambi
una
SICILIANE.
Raimondo.
aggiunse,
pausa,
guardandolo
e
mente
timida-
:
Se
—
andassi
Luisa!...
A
Va';
—
Ella
si
dalla
quest'ora,
torna
ma
alzò
di
gioia,
com'era,
le
pianelle
Da
si
quella
era
sempre
notte
da
e
si
mai
comare
col
scatto,
uscì
ed
volto
subito,
capelli
in
nato
illumiscinta
di-
mezzo
arruffati,
le
poi,
con
dell'alba,
pallida,
sempre
e
assenze
sue
prolungarono;
prima
infossati
le
vedrebbe.
piedi.
ripeterono
quasi
mi
nessuno
comare
presto.
coi
ai
da
momento
un
non
ed
languidi. Allora,
chiedeva
Luisa,
che
ella
cosa
al ritorno
gli
aveva
avessero
nava
tor-
se
occhi
mondo
Raito
fat-
gli rispondeva:
UN
ROMANZO
Abbiamo
scherzato
—
Una
di
volta,
scherzi
Era
facevano,
stava
le
sorta
con
cauzione
preLuisa.
comare
l' alba
tramontava,
gli
uccelli
buchi,
loro
libravano
si
che
avviò
di
luna
nei
allodole
si
casa
ispuntare,
per
appollaiavano
e
la
poco.
vedere
e
la
tardi,
già
un
volle
egli
verso
5/
NATURALISTA,
si
notturni
calandre
le
nel-
cantando
r aria.
Sul
davanti
ripiano
il silenzio
casa,
profondo.
era
O
—
fra
sé
Si
fanno
come
di
pensò
?
le
un
momento
poi
tornò
indietro
trovato
Vedremo
e
si
strana
infine
nulla;
ed
umiliato
tata
addormen-
contadino.
un
fece
non
e
dalla
che
di
lo
mise
a
ridere,
lieto
avventura,
l' argomento
saprà
rimase
immobile;
meditava.
se
presso
ce
di vinac-
Giovanna
vide
braccia
disse
Non
e,
poco,
mucchio
un
sopra
letame,
fra
un
ancora
moriccia,
e
scherzare
a
Raimondo.
avanzò
una
aver
alla
scrivere.
del
zo
roman-
per
ma
leticato
sol-
di
6o
STORIELLE
alzando
la
voce
apriva
non
Uno
in
le domandava
occasione
che
una
fra
i
stava
risoluta
sposo,
nella
pensosa
con
monosillabo
interrogazioni,
la
facevano
volto
Era
forme
antiche
ondosi
ali
alle
di
e
arrossire
le
con
e
medaglie
corvo
suo
te
dolento,
ta-
paese.
di
veste
o
con
un
quando
e,
si
il
copriva
sulla
il
profilo purissimo
di
nell'anima
Gli
e
fa pensare
delle
capelli
lucide
occhi,
di
gran-
fissità
folla
le
due
come
la
una
I
Agrigento.
fronte.
avevano
suscita
Aveva
complessa.
spartivano
languidi,
che
a
sorriso
troppo,
alta,
pastose
si
sua
mani.
bruna,
le
un
la
sua
gala, rispondeva
E
piacere
del
giovani
dere
pren-
anni.
farle
con
altro
a
venti
ragazza
a-
mastico,
ono-
Un
aveva
ricchi
più
le
suo
mamma.
uno
valli.
inter-
regali
credevano
scegliere
poteva
Ella
che
ora
varie
ad
del
si sarebbe
insieme,
dicendole
la
e
se
marito,
benché
che
sapere
il babbo
tutti
renza
prefe-
a
interpellata,
voleva
fatto,
vessero
udire
bocca,
l' avessero
persone
poi,
farsi
per
altri.
degli
Lucia
SICILIANE.
di
bonda
medita-
soavi
timenti
sen-
all' infinito.
PERCHÈ
Guzzardi
Lucia
una
per
di
disgrazia
Fatta
del
e
che
lei
giorno
domenica.
l'
del-
aspirazione,
alla
molto,
dei
ne,
balco-
in
chiesa,
nulla
sé
medesima,
lontano,
sogni,
all' avvenire
per
sola,
fantasticando
il paese
suo
sentiva
r orizzonte
chiedere
al
dentro
o
la
no
ma-
il cuore,
occhiate
non
chiusa
viveva
ferirle
sotto
di
Ella
spesso
vedesse
i-
ed
l' alito
gentile
di
bersagliandola
leggendo
biente
am-
un
grossolana
con
tentavano
e
ogni
alcuno;
in
giovinotti aspiravano
passando
alla
viveva
delicato.
sentimento
di
spostata.
raffinatezze
le
gente
ogni
Parecchi
sentirsi
appestava
indifferenza
la
Aveva
anni.
pensiero,
seria,
troppo
tutte
fra
volgare,
ogni
di
e
intendere
cuore
gnorante
venti
di
essere
per
del
forse
era
ragazza
6l
RESTÒ.
ANTONINO
dando
guar-
come
come
se
lesse
vo-
se
di
chiave
un
enimma.
Il
suo
padre
Santa
di
giorno
la
non
momento.
Quando,
entrarono
tutti
forza
ch'ella
prima
un
gli
Lucia
tranquilla
lasciarono
nella
suonasse
notturno
alla
gran
di
amici
fine
del
sala,
un
pranzo,
vollero
il
pianoforte.
di
Chopin,
e,
a
nò,
Suo-
dopo,
02
STORIELLE
di
serenata
una
SICILIANE.
stupenda
Schubert.
quella
11 sindaco
musica
disse
perchè
sperava
,
che,
presto
o
sposare
a
ed
figlio.
In
insipida,
Alcuni
franco,
O
da
festa,
e
dal
e
fiori
in
parlare
putazion
ri-
do
mo-
il
cotesta
Oggi
è
giorno
allegri.
tarantella
una
e
dal
tacchi
e
caldo,
poderosi
turchini
i calzoni
loro
l'altro
la
aveva
smettete
stare
verniciato
sui
di
condotto
vino
loro
e
che
chie.
orec-
te
Suona-
diverso.
di
il medico
grandi
frasi
le
costrutte
santo.
vogliamo
suonò
I
ra
manie-
in
armoniose
mal
Lucia,
venerdì
qualcosa
Lucia
tri.
al-
gli
disse:
signorina
musica
tutti
soavemente
privilegio
pareva
dolci,
note
condotto,
il
e
—
a
gli
quasi
quelle
medico
Il
fondo,
come
Le
fioriture
le
lusingavano
non
consentirebbe
sbadigliavano
sganasciarsi.
tenui,
di
Lucia
suo
sbiadita
da
tardi,
ventri
e
e
briosa,
il
sindaco,
si misero
lucente,
in
a
l'impianti
sul-
ornato
Il
Tenevano
testa.
lare.
bal-
di
ciotto
pan-
te
goffamen-
ondeggiavano
cappello
lora
alcessi
ac-
stridevano
pavonazzi.
flosci.
e
Gli
l'uno
astanti
PERCHÈ
li
la
guardavano
ridendo
Diversi
ebbe
termine.
vecchio
Era
il
dalla
Gli
occhi
che
alcuni
Lucia
sui
di
trovarsi
porta
della
biondo,
in
entrò
lo
e
maraviglia,
e
da
in
e
col
desiderio
nella
vestito
dove
mano,
gliela
venisse.
domandò
porse.
di
Egli
con
sapere
teneva
del
heil
retta.
came-
vane
gio-
un
da
Nessuno
guardarono
curiosi
sua
aperta;
era
dar
an-
forte,
piano-
in modo
sola
elegante
al
dita
le
all'improvviso.
tutti
ad
davanti
sala
notte.
ad
pensavano
tasti, affrettando
momento
zardi
già
errare
volte,
di
ore
ne
ven-
cominciavano
rimaneva
lasciando
parete,
tre
tre
erano
ruote
dipinto
cantò
e
le
alla
legno
astanti
degli
appesantirsi;
via.
di
si
il chiasso
tardi;
appeso
casetta
annunziare
Infine,
già
cuculo
larono;
bal-
grottesca
volte.
orologio
;
fuori
La
con
esempio,
scena
parecchie
stridettero
dall'
medesima
riprodusse
ve
li aizzavano
e
altri, trascinati
la
per
63
forte.
voce,
del
RESTÒ.
ANTONINO
gio,
viaglo
nosceva;
co-
ne
attenziochi
una
signor
se
fostera
letGuz-
04
SICILIANE.
STORIELLE
Il
Guzzardi
signor
lettera
disse
e
Siate
—
soggiunse
Amici,
casa
di
farvi
mia.
re
conosce-
figlio
Franchis,
amico,
mettere
per
in
De
vecchio
qui
venuto
:
:
Antonino
mio
un
la
al-
un' occhiata
giovane
l'onore
ho
il barone
di
al
il benvenuto
Poscia
—
diede
da
Palermo,
alcune
sesto
a
e
sue
faccende.
Il
barone
s'inchinò.
dopo
averlo
presentato
mano
per
è
Un
silenzio
una
mosca.
giovane
barone
e
paese
tutti
Egli
disinvoltura,
le
e
un
contrazione
nel
come
in
un
la
il
cuore
gli
si
astanti
guardano
Ad
museo.
delle
nell'
lente
impercettibile
sardonica
Lucia,
odio,istintivamente.
guardava
quasi
statue
moto
dell'
il
giunto
di
mano
fermentare
lare
vo-
che
dubbio
la
incastrato
e
sentita
pensavano
senza
e
alcuni
per
si sarebbe
chiedere
aveva
destro,
ora,
era
dell'invidia
lievito
:
regnò,
Tutti
sentivano
disse:
gli
e
dusse
con-
figlia.
sala
per
lo
moglie,
Lucia
profondo
nella
momenti,
nel
mia
Guzzardi,
signor
sua
a
presso
Questa
—
Il
del
con
i quadri
ora
volto,
labbra
chio
oc-
ad
una
tradiva
PERCHÈ
le
impressioni,
sue
notabilità
Di
del
non
ed
le
dei
sapeva
che
Lei
n
le
di
quelle
delle
ignoranti
La
sentimenti
ragazze
al
estranea
delle
e
La
no
abbonda-
quali
credeva
idee.
Non
dirle.
mi
suonava,
giunsi?
alle
occupato.
era
una
Provincie,
mondo
—
se
come
sciocche
favorevoli
poco
luogo.
Lucia
considerava
6$
RESTÒ,
ANTONINO
disse
infine,
dirle
per
io
quando
pare,
qualche
cosa.
Sì.
—
Suoni
—
Ella
dallo
trasse
popolare,
infiorata
prime
la
guardò
Ma
busto
N.
il
DELLA
in
MiRAGLiA
Ma
Storielle
Franchis
dalla
bianca
e,
stocratico.
ari-
salotto
cuore,
fronte
sua
avrebbe
quel
sotto
quali pensieri
pario
-
vano
giunge-
bella,
modista,
qualunque
quella
marmo
De
molto
un
ta
tut-
carezza.
colpito
era
batteva
opulento?
sotto
come
fu
e
un' abile
sensazione
che
dolci
una
dubbio,
da
abbigliata
molli,
Antonino
note,
giovine,
figura. Senza
fatto
come
melodia
una
di cadenze
d' inflessioni
all' orecchio
Alle
strumento
piena
tutta
vuole.
se
ancora,
e
si
tavano
agi-
liscia
?
Siciliane.
5
66
SICILIANE.
STORIELLE
Voleva
Suo
saperlo.
là
mandato
l' intenzione
con
Lucia.
lo
padre
fargli sposare
di
Antonino
Egli,
aveva
partito
era
,
,
rimpianti
senza
vita
di
e
palermitana,
emozioni,
distrarsi;
di
bisogno
il
sentimenti
e
riscaldasse
e
irrigidito:
sazioni
sen-
cercava
il
battere
affetto,
vava
Pro-
uggia.
che
qualcosa
nuovi,
facesse
un
in
venuta
era
priva
monotona,
vuota,
gli
La
entusiasmo.
senza
cuore
suo
passione,
una
una
donna.
Lucia
bassi;
ma
chiara
mente,
splendono
come
dei
le
sogni
cose
nella
lucida
e
in
mezzo
e
gli
chi
oc-
nino
Anto-
di
l'immagine
pure
splendeva
le
gli
Teneva
più.
suonava
non
alle
esseri
nebre
te-
gamente
lun-
desiderati.
Nella
giovanette, giunge
al
e
danno
alle
Abituata
grossolani,
nel
la
cervello
idee
vestiti
una
di
un
degli
uomini
Lucia
aveva
dolce
lizioso
de-
fecondità,
calda
male,
delle
cano
comuni-
cuore
forma
vedere
a
cuore
del
loro
la
momento
un
sempre
i battiti
cui
in
esistenza
tranquilla
e
pura
emozione,
rio.
deside-
goffi,
vato
proalla
68
STORIELLE
SICILIANE.
medesimi, riserbando
profumo
Il
—
se
zioso
soli il deli-
dei nostri sentimenti?
piacere non
quando lo
non
noi
per
è
completo
facciamo
noi
per
gustare anche
agli altri.
Lucia
volesse
se
dire
di
Ha
il capo,
ma
come
le
voce
una
:
ragione.
Parlarono
un
per
signor Guzzardi
si ascolta
che
no;
nell'anima
sussurrava
—
lievemente
scosse
si
non
che
amici
del
ascoltavano, sorpresi,
come
un
dialogo
di
in
lingua
una
Egli,il padron
conosce.
vagheggiava
matrimonio
Gli
pezzo.
da
di
sa,
ca-
anni
parecchi
il
figliacol barone De
Franchis, guardava di soppiattoi due giovani,
ridendo
i baffi e fregandosi
le
sotto
sua
mani.
Il
volava; gli invitati
tempo
andati
via, ma
ancora.
Lucia
Un
simpatiali univa;
a
erano
ed Antonino
sentimento
il loro
comune
spiritosi
vicenda, le loro anime
ti
tut-
lavano
par-
di
pletava
com-
s' intendevano
sero
come
se si conoscesperfettamente,
da lungo tempo.
Era mezzanotte
; bisognava infine sepa-
PERCHÈ
rarsi
andare
e
avvertì
Antonino
di
che
nella
Lucia,
la
e
Allora
si
Lucia
avvide
che
signorina
pochi
Fece
una
padre
giorni,
La
pausa.
più,
tremava
mio
a
le
ma
rosse
:
tenendo
e
:
qui
venuto
ero
intendevo
manerci
ri-
di
Lucia
di
mano
scienza.
co-
non
venute
di-
erano
guance
fiori
due
come
no,
intor-
discarico
per
sue
tutto.
sguardo
e
e
poco
invase
disse
mano,
re,
trema-
un
soli,
erano
per
obbedire
lo
marno
sentì
lo
volse
fermò;
Ascoltate,
per
la
la
offuscò
si
gli
sempre
—
Stringendo
dolcissimo
si
l'avrebbe
destinatagli.
alzò.
mente
Guzzardi
servo
congedarsi,
per
turbamento
un
un
camera
si
ÓQ
letto; la signora
a
Antonino
condotto
RESTÒ.
ANTONINO
grano.
mela-
di
,
avervi
Dopo
—
Antonino,
dire
fatto
nelle
a
mie
voi,
siccome
gli
disse
non
Antonino
con
Vorrei
lungamente,
osava
voce
rapido
mutamento
idee...
Debbo
andarmene?
Lucia
un
riprese
conosciuta,
lieve;
cino
vi-
Debbo
?
rispondere.
continuava
si è
trovarmi
sempre...
restare
a
ad
Ma
poi,
insistere,
STORIELLE
7©
—
E
SICILIANE.
Restate.
fuggìnella
sua
il turbamento
il
cuore.
cameretta,
e
la
per
gioiache
dere
nascon-
davano
le inon-
VIAGGIO
Una
fece
attaccare
di
si
Il
naghuzzi.
la
con
si
portiere,
su'
biada
trotto,
Le
con
vie
e
la
di
e
alle
presi
e
so-
tice,
man-
vo
ser-
figlio
del
striglie
posto
cocchiere
frusta
rono
fu-
Il
monello,
io
chiere
coc-
di
sul
l'indivia.
rete;
il
cavalli
nastri
mezzo
il
e
issato
con
in
cuscini;
gran
fu
un
ficcò
schioccare
di
baule
nella
spugne,
fece
mio
I
cruda,
fiocchi,
cassetta;
a
meglio,
tela
caldo,
si
a
segnò,
di
partimmo
quell'ora,
e
alla
fracasso.
Palermo,
dine
or-
E-
villaggio.
molto
di
di
parati
alle
faceva
vestì
mio
l'
diedi
e
pel
Palermo,
a
carrozza
partenza
estate;
salì
tramonto,
una
della
ra
il
verso
sera,
comin-
72
STORIELLE
ciavano
SICILIANE.
popolarsi.
a
innanzi
marittime
seduti
vai ?
Quando
—
mi
Agenzie
vano
sta-
amici.
chiedeva
ritorni
ciapiedi,
mar-
pianterreno,
a
mici
su'
delle
porte
Circoli
molti
Dove
—
le
de'
e
Cassare,
Nel
!
!
uno
mi
domandava
un
altro.
Io
non
salutavo
alcuno,
e
con
cenno
un
legni eleganti,
fresco
il
ferro
di
Lo
rumori
e
mi
del
colori
vivaci,
sfidava,
moglie
di
di
datteri
un
ad
in
gliavano
pi-
ringhiere
vestita
i
pugni
in
una
mussolina
sulle
a
anche
la
minaccioso,
Là,
cadenza,
un
venditore
con
;
fuso
con-
Qui,
di
atteggiamento
ciabattino.
tratto
modo
all'orecchio.
posava
bociava
ne'
che
ogni
giungevano,
popolo,
in
fanciulle
a
via
contorto.
variava
indistinto,
donna
e
e
spettacolo
cento
le
e
signore
mollezza
con
su' balconi
lavorato
nella
le
distratto
o
sorriso
un
Poi,
sdraiate
ad
rispondere
con
mano.
guardavo
passavano,
loro
di
tutti,
della
Macqueda,
che
il tempo
avevo
voce
JTj
VIAGGIO.
portando
rauca,
lasciando
e
I
la.
coir
di
la
fino
sua
alla
malgrado
che
di
limpidissimo,
di
tinte
e
rosate
che
L'anima
il
sudore,
bianco.
I
messi
com-
il
nale,
gior-
all'acquaiuoignude
nella
i bicchieri
cielo,
le
veniva
e
mai,
i
no
proiettava-
case
sensi
di
cosa
profondo,
azzurro,
pallide.
vunque.
do-
si diffondeva
qualche
colorava,
che
te,
abbaglian-
quasi
aveva
e
più
in
infarinavano
e
le braccia
tarda,
profumata
elastica
ritti
asciugando
viva,
l'ora
si
ro
lo-
marmo.
calda,
Il
alle
stavano
lavava
e
strada,
trasparente.
innanzi
via,
aveva
L' ombra
sulla
annaffiavano,
l'occhiolino
vaschetta
luce
ispal-
leggicchiavano
giuntura
Una
in
paiuoli,
negozio
dirimpetto
la bilancia
grembiule
del
facevano
o
mano
friggitori
gridavano,
e
falda
la
con
la
i loro
presso
pesci,
I
in
caffettieri
sporca,
acqua
botteghe.
i
de'
cesta
gran
penzolare
garzoni
piedi
una
l'occaso,
verso
Una
dal
brezza
giera
legria,
L'a-
mare.
dilatava
provavano
i
moni.
polun
74
dolce
tripudio,
che
si
non
a
nuvola
la
della
porte
densa
si
della
mia
seguiva
alzavano
levava
terra,
di
I
da
quasi
tuffarmi
mia
sinistra
alla
le
lavandaie
loro
che
occhio
riva
di
a
desiderio
che
i
sulle
all'ombra
In
che
modo
Conoscevo,
strano.
Avrei
to
volu-
che
mare
lontananza.
stesi
Invidiavo
sulle
siepi
i
di
ingannare
lungo
di pruno,
Guardavo
saponata
protettrice
da
scorgevo
raccogliendo
aduste
gote
ravo
respidermi
inva-
la
barbieri
Io
e
sentivo
fiumicello.
un
coda
e
andavano
bianchi,
panni
in
nel
in
la
tempo.
prima
languore
un
saggio
pas-
molestati,
agitavano
di
al
l'avvolgeva
cavalli,
in
di
specie
e
tempo
bene
meno
da
carrozza
,
ne,
diven-
città, la via
Una
testa
starnutivano,
lieta
e
polverosa.
sempre.
la
mesta
esprimere.
tratto,
un
voluttà
una
può
le
Fuori
e
SICILIANE.
STORIELLE
con
giante
spumegdevano
span-
campagna
de'
di
la
contadini
un
olmo.
noia
del
tempo,
duti
se-
gio!
viag-
il paese.
76
STORIELLE
dava,
co'
fardelli
crjiticchiando
di
una
breve,
manto
la
sue
seminato
in
su'
La
gelsi.
rane
Le
modo
cicale
le
valli
Una
in
fondeva,
ora
desolato,
pagliuzze
di
gento
ar-
fuochi
Gli
rovo.
tui
fa-
li
usigno-
dentro
ed
quell'ora, offriva
colline, le
Le
e
nebbia
nudo,
i
stoppie.
a
di
e
grilli stridevano,
i
nelle
di
ti
fosforescen-
gracidavano
lontananza,
sparso
cui
alternavano
specie
tea
lat-
carrubi
vista
si
via
de'
bizzarro.
aspetto
era
in
come
di
cielo
aereo
rami
assordante,
campagna,
poscia
siepi
folti
Il
La
insetti
sparivano,
alle
cantavano
un
Alcuni
mala
a
stelle.
fiume
largo
e
mezzo
canneti.
di
col
cosa,
mostrava
innumerevoli
brillavano
ogni
incipienti.
un
d'oro.
e
La
luna
addirittura
luccicassero
in
La
na
pie-
cadenze.
copri
notte
«innanzi;
iappa,
monotona,
di
e
corna
pareva
la
con
canzone
nero.
le
pena
de'
e
sospensioni
In
suo
SICILIANE.
le
vigne
si
gne,
monta-
vano.
succede-
caliginosa
del
linee
e
selvatico.
di
con
saggio
pae-
frutteti
,
JJ
VIAGGIO.
solitudine,
La
così
quasi
completa
Nessuna
paura.
all'intorno.
di
in
quando
Un
mandria.
un' aia
ria
sulla
aperta,
qui
là.
e
mossa
dal
presso
uno
La
In
guasta.
la
cima
si
luogo,
Gli
aloè
le
con
loro
di
carichi
un
Mi
Ero
fiori
nel
e
non
quando
so
fico,
un
gli
celli.
uc-
zo
mez-
in
di
di
e
per
rente
tor-
un
oleandri.
lunghi
acuminate
che
altro
un
e
ti,
trat-
coi
Guardavo
.
sti
fu-
no
tramandavada
.
dall' altro, singolarmente
sentivo,
lieto
va,
raglia-
di
greto
gialli
a-
costeggiava
essa
.
lato
all'
montuosa,
rosmarini
lance
presso
per
asfissiante
odore
un
nero
fiancheggiavano
la
che
qual-
scricchiolava,
collina;
sprofondava
di
di
cima
luogo,
alta
solo
asino
raganella
un
sparso
Un
deserta,
un'
di
udivano
sull' alta
era
di
desse,
splen-
dormivano,
spauracchio
strada
che
abbaiava
paglia.
vento,
traccia
campani
cane
Una
va
udi-
,
contadini
i
dove
Si
i
quando,
si
lume
era
parte.
faceva
umana
vedeva
e'
non
e
alcuna
in
si
che
vasta
voce
Non
abitato
luogo
così
e
ne
diven-
punto,
certo
un
a
perchè, piccino
il cocchiere
ed
colpito.
e
il
solo.
servo
78
SIGILLANE.
STORIELLE
parlavano,
con
che
i carri
inesplicabile
un
cere
pia-
mo,
incontrava-
intervalli.
rari
a
Vedevo
cassetta.
a
*
r intiera
Viaggiai
giorno
seguente
ne'
giunsi
i
colorate,
di
sa
li
campaniverniciati,
li sparpagliavano
e
pioggia
una
delle
case
no
pareva-
di
come,
ro.
d'o-
giallo
e
roseo.
Un
silenzio
il
La
via
quasi
siesta;
le
profondo
della
rumore
de' bubboli
era
sole
come
si
non
que.
dovunle
di mil-
I
mattoni
del
si
qua-
rutilante,
le cose,
azzurri.
grigiastre
mura
e
luccicavano
di
intorno,
calda
violenta,
ed
raggi
L' orizzonte
paese.
tinta
una
mare
adorni
air
tocco
,
mio
luce
argentini
rifrangevano
Le
di
del
paese,
il
verso
rischiarava
onde
riflessi
del
del
Una
abbarbagliante
Le
del
parte
una
,
soffuso
uniforme.
e
infine
;
pressi
era
notte
si
no;
all'intor-
regnava
carrozza
ripercuotevano
il tintinnio
e
a
gran
principale, quand'io
deserta.
galline
Gli
abitanti
razzolavano
vi
za.
distan-
giunsi,
facevano
nel
letame
la
VIAGGIO.
ammonticchiato
grugnivano,
79
presso
alcune
sdraiati
nel
le
all'abbeveratoio;
sole,
al
ed
che
la
presso
innanzi
fango,
passere
i vermicelli
rubavano
li
i maia-
porte;
il
i
piccioni
pastaio
bottega,
va
tene-
ghe
lun-
varie
su
canne.
*
*
via
La
andava
molto
era
ripida
Alle
lentamente.
fuori
dell'uscio.
affacciarono,
in
e
Dalle
manica
di
nero
coi
sarti
che
tati
addormen-
in
balconi.
fabbri
ciabattini
il cuoio
tenevano
a'
i
comparivano
denti
il capo
galantuomini
camicia,
filiggine; i
che
qual-
case,
mezzo
di
botteghe,
volto
alcuni
ancora
carrozza
mettere
a
Dopo,
la
e
prime
cominciò
contadina
si
*
delle
scarpe
de'
mano
che
col
ravano
tii
;
di
pezzi
vestito.
In
brev'
dimande
le
da'
bottega
—
Un
e
balconi
le
era
paese
risposte
finestre
alle
in istrada;
s' incrociavano
e
all'altra.
Maestro
—
il
mezzo
ora,
chi
Raffaele,
signore
che
non
giunge?
conosco.
da
una
80
STORIELLE
Comare
SICILIANE.
l'avete
Diana,
visto?
—
Così,
alla
sfuggita,
—
Sarà
E
il
del
impiegato
un
—
barone
molto
non
bene.
governo.
il ca\alie-
Pampillonia.
—
.
Schininà...
re
Poi,
si
ebbero
mi
salutandomi
e
è
don
lei,
riconosciuto,
passaggio
sul
affollarono
Come!
quell'altro.
questo,
quando
.
ti
tut-
della
rozza,
car-
dicendo:
È
Marco?...
don
—
Marco
La
Ben
Spada.
.
.
o^y,
venga!
Ben
venga!
MORALE
LA
Quando
DELL'ISTINTO
Michele
r adolescenza
valore
il
in
ricorda
fra
figure,
chiari
madre
-
da
diversi
e
netti
le
giornanti,
nella
casa
piena
a
cavallo,
vero
N.
DELLA
caliga
e
si
si
Però,
de
perrie
va-
no
ricomparivaocchi:
sua
ta
affaccenda-
sera,
un
come
donna
a
suo
vago,
agli
mane
vita;
sata,
pas-
gli
davanti
bellissima
una
prosperità
pensiero.
quadri
della
lungo
che
del
re
conosce-
da
e
sogno
tenebre
le
la
confuso
bel
un
sfumate
già
ricordav^a
modo
a
giunto
rag-
ricchezze
le
cose,
erano
Egli
tempo.
cominciò
e
delle
famiglia
sua
ebbe
Mangogna
padre,
sciame
di
MiRAGLLA
-
Storielle
con
campai
Siciliane.
serve
di
e
rumori
le
con
e
circondato
di
da
ossequiosi;
i
6
82
STORIELLE
mulattieri
che
guidando
lunghe
file
sonagli
e
di
nappe,
dei
di
morto
era
e
tempo,
lo
altro
che
-
trarre
da
i
coperto
da
i mézzi
di
di
rimondare
sé
la
soltanto
calze,
glia
fami-
alla
possibile
era
non
chele
Mi-
sebbene
gradatamente
gli
più
rimaneva
non
podere,
cui
Di
balcone.
al
alberi
e
fino
al
di zappare
terra.
la
settimana
vecchi
cenci,
tutta
di
zi
innan-
invecchiata
sussistenza,
arrivato
padre
suo
giorni, facendo
piccolo
un
Stava
Ora,
possessioni,
fosse
punto
po
tem-
presso
podere
un
del
ricordarsi
madre,
malinconicamente,
vaste
do
suonan-
sun
Nes-
che
passava
tante
o
tando
can-
affliggevano.
miseria.
sua
cheggiato
fian-
marine.
dolore
felice, nella
demmia,
ven-
il mosto,
e
popolare
canzone
memorie
maggior
alla
sentiero
nel
l'uva
conchiglie
Queste
bion-
campi
aloè, i garzoni portavano
grandi
giumenti
me
; le ciur-
intente
lontano,
qualche
le
vasti
nei
di
ornate
campanelli
contadine
le
campagna,
mule
di
di
curvi
mentre
sui
dalla
giungevano
mietitori
deggianti;
SICILIANE.
alla
sera
del
in
e
campagna,
tornava
sabato.
in paese
Sua
ma-
84
SICILIANE.
STORIELLE
ni
intermittenti
fare
per
sfoggio
uno
incompatibile
i
con
suoi
Era
e
e
sole
Sicilia
occhi
voluto
si
le
fosse
accanto
a
fitti
addosso,
e
si
si
e
toccavano
pestò,
e
le
:
dato
un
i suoi
essi
neva
glieli teso
ver-
duta
ve-
nulla, per
adagio
la
di
ora
qua,
i loro
dell'uno
netrava
pe-
le
Miche-
punto.
piede
un
tra
monenti,
il calore
un
te;
arden-
essere
per
di
certi
be
Avreb-
voltandosi
dissero
volerlo,
senza
disse
A
cibile
invin-
seguiva
Ella
forse
ora
In
l'altro.
in
adagio
spingeva
modo
bacio
un
speranze.
camminavano
li
gli
ne-
Rosalia.
annegare
la, continuamente.
corpi
concentrato
mentre
sue
Non
meglio.
del
raggio
un
in
con
vederlo
per
sa
armonio-
voce
che
ta
tut-
luminosi.
voluto
e
che
e
allegra
sempre
la
aveva
chiuderli
sempre
folla
Era
Mangogna,
avrebbe
pezzo;
li,
gioiel-
piccola,
e
attiravano
processione
desideri
di
e
condizione
bruna
pareva
le
Michele
lui,
sua
divinamente
Quegli
la
;
squillante;
occhi
la
fuoco.
tutta
spesso
di
vesti
con
donnetta
rideva
di
denari
mezzi.
una
nervi,
i
brigante
un
con
a
lia
Rosa-
LA
MORALE
Vi
—
domando
Oh,
—
fatto
Accarezzavano
idea,
Però,
la
forma
A
di
conchiusione
al
se,
chiescorso
di-
lungo
occhi:
cogli
tenuto
gio
linguag-
un
Michele
tratto,
un
stessa
confessarselo.
ancora
sguardi parlavano
espressivo.
in
sorrideva.
entrambi
osavano
i loro
ella
rosso;
forse
non
ma
!
importa
era
85
LSTINTO,
scusa.
non
si
Egli
DELL
Sì?
—
Ella
che
rispose,
ciò
capito
aveva
scuotendo
eh'
il capo
se,
egli voles-
:
No.
—
Ma
il
risposta,
di
Michele
e
la
nascosto
il
la
fianco,
alla
sotto
alla
che
e
le
strinse
go
lun-
pendeva
mantellina.
anzi
Ella
corrispose
pressione.
la
con
incoraggiato,
mano
stringere,
lasciò
contrastava
contegno
suo
Ma
se
germente
leggliò
bisbi-
poi
:
O
—
don
cose,
Michele,
potrebbe
ne
sarà
—
E
Dio.
Mi
accorgere.
meglio... Tanto,
comodo,
con
di
amore
per
faccia
non
dove
?
un' altra
quando
?
La
di
gente
ste
quese
tani,
lasci, si allon-
potremo
volta.
ci
veder-
86
STORIELLE
Rosalia
eh'
SICILIANE.
esitava
egli ripetesse
perchè
la
alla
Fu
d'
insistenza
con
infine
ella
Davanti
—
dirglielo.
a
si
uopo
la domanda,
risolvesse
di
porta
po
do-
mia,
casa
spondergli
ri-
a
processione.
Allora,
col
cuore
coi
sensi
cominciò
egli
esultante,
eccitati
scostarsi
a
la mente
con
lei,
da
esaltata,
In
stranamente.
breve
,
la
processione
nella
solo,
neanche
di
sé
nella
;
e
deserta.
fiducia
cielo
lo
dentro
si
quain
mano
alto,
scintillavano
a
azzurro.
di
all'uscio
processione
e,
sa
ca-
la
perchè
ciarlasse,
non
fece
lo
entrare.
In
La
la
seguito, egli
sua
passione
a
poco,
eccitazione
offuscava
la
da
tornò
bestia
lei, ogni
aumentava
la
;
limiti
gli pareva
la
davanti
vedendolo,
Ma
senza
cupamente
trovò
la
dopo
;
che
stelle
tro,
indie-
inconcepibile
stendere
le
rimase
Avvertiva
calmò.
nell' avvenire
e
nel
Rosalia
gente,
buia
una
bastasse
miriadi
sua,
si
aveva
afferrare
per
egli
trasformazione
una
vita
che
via
allora
lieto
era
ed
passò,
ragione,
sopraffaceva
te.
not-
sempre;
e,
a
co
po-
l'uomo.
LA
DELL'
MORALE
confessare
Bisogna
che
i suoi
ammaliare
le
con
monotonia
del
farsi
a
sempre
lei,
le
Però,
care
sue
Michele
e
ella
tempo,
una
gli
sera
Quella
buon
presto
suoi
del
lo
la
venalità
ultime
morirono
;
e
gli
delicatezze,
e
non
pensare
più
lo
rivoltava.
Ma
con
dei
gli
di
a
i
1' a,lba
piaceri passati
annebbiò
all'improvviso
ciò
comin-
lampo
un
svanirono
il ricordo
i sensi
poi
faccia.
in
ebbe
di
po'
un
freddamente
ricevè
decise
cui
Per
credito;
l' uscio
proponimenti
domani
fece
molto
luta
nell'asso-
pagarle.
Michele
e
gli stuzzicò
le
gli
averli
ancora.
cosa
si
di
,
indovinare,
costavano
chiuse
sera.
senso
Rosalia
godimento
carezze
stancarsi,
a
riusciva
Il
trovò
la
ra,
intie-
limiti; dopo
altra
impossibilità
di
si dava
Ella
desiderare.
là, qualche
na
donvaria
tutti, ella lasciava
oltrepassato
di
Nessuna
nondimeno
e
per
conquiderli
lei, render
soffriva,
non
nata
per
piacere.
riserbi,
senza
al
di
punto,
era
Dalila.
meglio
sapeva,
con
amanti,
come
carezze,
certo
Ella
salia
Ro-
di
qualità
un
a
aberrazioni.
le
tutte
le
fino
scusavano,
8/
LSTINTO.
l' ingegno;
ultimi
in
lui.
scrupoli
L'istinto
88
STORIELLE
solo,
di
ria
lo
ora,
SICILIANE.
dominava....
notte,
mentre
Verso
rubò
le
egli
e
li
fece
gli
indosso,
un
Sulle
osò
lietissima,
alle
a
madre
Ella
sua
credi
ridere,
e
non
lei, perchè
di
toccando
i
mettere
com-
li.
gioiel-
Michele
quando
Egli
r atto,
abbiano
ti
che
li toccò,
Il
freddo;
ma
gli
nel
Qualche
casa,
! O
le
scottare
a
sa
co-
ni,
ma-
?
vergognandosi,
della
ma
bambino
esclamava,
li tocchi
se
a
a
specchio.
gli pareva
e
li
neggiarsi
pavo-
triste
di
carezze
se
disse.
Bambino,
—
neva
te-
;
a
allo
alquanto
profanazione
scoppiò
glielo
nuovo
fu
egli
vederli
stette
e
davanti
rispondere
una
che
cassettone,
festa, nel
pezzo,
prime,
pensava
balcone,
gioelli
vecchio
un
ze,
cal-
Rosalia.
a
Rosalia
mise
poveri
dentro
portò
al
presso
alcuni
chiusi
faceva
madre
sua
malinconicamente,
l' avema-
debolezza
addirittura
quel-
aveva
nifestato.
ma-
gioielli lo
delle
il contatto
suscitò
che
dei
contatto
di
non
carni
un
lasciò
di
salia
Ro-
incendio
sangue.
tempo
Michele
dopo,
trovò
un
giorno,
sua
do
tornan-
madre
col
LA
volto
di
irrigato
del
furto,
il
per
Lo
avviato
sapeva
inabile
strada,
e
avviò
al
Si
sentiva
egli
in
il
e
come
Il
miti
un
per
tiero
sen-
gendo
svol-
grigio, lungo
A
metà
perchè
abbandonarsi
della
terra,
per
ma
offrire.
andava
nastro
stanco,
di
si
sedette
e
va
trova-
non
poterle
montagna.
fermò
il bisoofno
cupe
lungo
una
fosse
egli
basso,
capo
che
un
di
ed
stezza
tri-
di
to
ricomincia-
aveva
gioiellida
sassoso
gere.
pian-
inondato
Rosalia
sti
tri-
fucile
vederla
non
per
di
il
prese
si
na
buo-
sulla
pieno
cuore
col
erto
perchè
il
altri
salita, si
,
perdizione,
cuore
broncio,
il
casa
fianchi
gioielli
i
per
Michele
:
Camminava
1
ta
avvedu-
era
ricondurlo
podere,
pure
fargli
a
si
alla
a
aveva
presentimenti.
si
infine
La
figlio.
riconosceva
e
silenziose.
piangeva
non
89
ISTINTO.
lagrime
che
signora,
povera
ma
DELL*
MORALE
tutto
non
provava
alle
sue
riflessioni.
però
sole
del
raggi
lui
erravano
deserta,
illuminato
autunnale,
paesaggio
non
lo
dove
morente,
era
mo;
bellissi-
vedeva.
Le
sue
sguardo
senza
ad
dai
ora
ad
ora
sulla
pille
pu-
gna
campa-
squillavano
SICILIANE.
STORIELLE
90
lontanamente
i
la
volta,
famiglia
sua
quei giardini
di
molti
pianura
Ora,
le
quelle
nella
alcuni
per
sua
danari
vigne,
sta
va-
appartenevano.
piangeva
aveva
non
mandrie
disseminati
gioielli,nella
egli
di
sottostante,
madre
sua
delle
aveva
parecchie
e
pure,
essa
Una
mandrie.
delle
campani
casa
farsi
per
serabili
mi-
nuda,
ed
amare
da
Rosalia.
lucido
di
dei
ricordo
Il
e
seducente
un
lo
bene,
e
il male,
battaglia
virtù
ed
resistevano
il
la
virtù
nella
già
bene,
riesce
Michele
si
il
verso
e
no
lo assaliro-
il vizio
si
Il
vano
da-
cupa;
ma
debellati
mezzo
,
e
tanto
sol-
aspettavano
propizia,
lasciarsi
per
fuga.
L'occasione,
il diavolo
agitarono,
mente
fiaccamente
in
e
sua
rava.
addolo-
insistenza.
con
un' occasione
mettere
lo
tentazioni
tormentarono
va
torna-
l'idea
lo
più
diversi
mille
pezzo;
e
la
mai
sentimenti
Mille
gli
memoria;
alla
poterli godere
non
per
piaceri goduti
suo
sapete,
come
ad
sempre
alzò
e
si
podere,
il buio
della
è
calva;
afferrarla.
rimise
il sole
notte
in
era
era
ma
do
Quanno
cammi-
già
successo
montato
tra-
92
STORIELLE
vanti
agli
offuscò
occhi
la
Il
voce
la
volte
ricordavano
col
di
di
Michele
fece
subito
mutò
Rosalia
in
festeggiata
mai
più
fame,
un
del
mangiò
tratto,
e
lo
bevve
si
le
allontanò
un
chetto
sac-
dò
an-
voleva
fosse
gli,
aprir-
tardi;
però
ed
scudi
ella
,
riconciliazione
modi.
amanti
solito
rese
che
Rosalia.
parecchi
divertiti.
tanto
amorosa
La
i due
conoscevano,
di
gli
suonare
parere.
lagrime
seco
non
che
pretesto
fucile,
mezzanotte,
verso
all'uscio
prime,
sotto
si
e,
lo colpì
del
poi
Ella
;
fu
;
ne
ven-
Dacché
non
egli
molto
triste.
si
e
opportimamente
portando
scudi,
versi,
muo-
Michele
calcio
madre;
sua
picchiare
Sulle
do
alteran-
resistenza
quelle
poco
precauzione,
a
tò
pun-
ardì
non
menoma
punirlo
per
di
zoletto,
faz-
terra.
a
svaligiare piangendo.
con
col
gridò,
e
sorpreso,
fece
lagrime
a
buttati
e
parecchie
gli
il volto
:
non
forse
gli
sangue
riconosciuto,
carrettiere
carrettiere,
lasciò
di
coprì
essere
sul
Fermati
•
si
non
il fucile
—
un' ondata
;
mente;
per
la
SICILIANE.
si
no
era-
più gaia
che
ma
e
aveva
il
vino,
LA
Invece,
Rosalia
trecento
lire
di
mostrarsi
si
delitto,
storia
La
gli
il
provava
che
irata
un
la
nel
cuore,
colla
carrettiere
la
te
per
?
stette
se
lo
cerebbe
scac-
guardarla,
pure
dava
guar-
volesse
chiese,
infine
lo,
amar-
Quando
a
Ella
come
za
sen-
gergli
leg-
dogli
carezzan-
il volto:
mano
Dimmi
serbato
e
e
e
fantasia
presenza.
ansioso.
fissamente,
qualche
di
rubato,
sua
za.
coscien-
La
cesserebbe
narrazione,
momento,
lui
—
dalla
suo
accusarsi,
assolto.
aveva
va
ave-
malgrado,
suo
mante,
tre-
del
in
di
bisogno
Rosalia
che
la
espiarlo
pez.
e
infamia
la
e
essere
che
sapendo
per
grassazione
confessava,
di
diceva
terminò
della
voluto
speranza
la
un
turbato
gli sconvolgevano
si
liziosi
de-
confidarle
l' orecchio,
gravità
ora
parlava,
tentativi
a
narrarle,
a
Avrebbe
modo,
tirare
lasciò
fatto.
a
tristezza.
sua
la
continuava
mille
Michele
cominciò
poi
zo;
più
trovato
aveva
faceva
e
93
ISTINTO.
sacchetto,
indurre
della
Egli
che
nel
lieta
per
causa
DELL'
MORALE
verità.
una
Michele,
parte
dei
non
hai
denari
del
STORIELLE
94
—
—
No,
te
Sono
di
tanto
li ho
davvero
SICILIANE.
portatitutti.
pochi.Procura
di portarmene
più,la prossima volta....Ti
bene
!
glio
vo-
PAESE
Il
che
si
Sui
cerchereste
continente
di
Ha
d'
India
lo
cinge
comune
nove
donne.
gli
sulla
cinque
I
orti
frati
del
fuochi
decimi
chiese,
e
più
un
chi
fi-
di
lo
fuma.
pro-
di
quanta
cin-
d'uomini
coltivano
Signore;
di
e
monasteri
non
pochi
cresta
intorno
e
tadini.
con-
e
concimaie
all'
venti
preti,
go
capoluo-
un
borghesi
di
corona
Possiede
di
cui
scaglionato
Una
monte.
di
sulle
duemila
pochissimi
È
artigiani.
lia,
Sici-
Gibelmoro.
forse
Ha
po
ti-
un
in
spesso
chiama
sarebbe
abitanti,
è
inutilmente
Si
circondario.
diecimila
tre
molto
geografiche.
carte
parlarvi
voglio
riproduce
che
ma
cui
di
paese
le
più
monache
e
in
96
STORIELLE
languiscono
Teatri,
le
in parte,
consumano,
di
grate
spettacoli
Non
le
con
I
I
sempre.
funzioni
curano
S'
implora
ottave
e
tridui, la
di
salute
fanno
I santi
no.
so-
chiesa
e
le processioni.
non
ma
spesso,
suon
a
ne
con
e
quando
Dio
tamburi,
con
muoiono
poveri
vuole.
Madonna.
in
sacre
si
ricchi
ce
danno
si
cora,
an-
ferro.
opedali, ospizi ?
Gli
fuori,
si
e
dietro
SICILIANE.
del
dalla
corpo,
ai
concorrenza
dici
me-
agli speziali.
e
*
*
ha
Gibelmoro
forse
Per
è
ora
piogge
del
lo
che
secolo
si
sarà
non
venturo.
cavallo,
a
permettono
hanno
non
che
e
accessibile
soltanto
i torrenti
quando
le
anni,
prima
terminata
rotabile
via
una
venti
da
costruisce
*
quando
e
troppo
stemperato
i sentieri.
Le
strette,
o
non
Le
interne
strade
selciate
selciate
case,
grossi
di
ciottoli
bianchi,
affatto.
addossate
si trovano
ripide, tortuose,
son
alte
al fianco
da
un
della
lato,
tagna,
mon-
e,
dal-
97
PAESE.
l'altro
lato, quasi
son
porte
climi
porci,
fanno
galline, i
le
soltanto
I
sulle
discutere
per
delle
e
gli
dove
il cuoio
coi
ne
pa-
da
mane
fatto
a
che
uomini.
Le
fonte, portando
-
sugli
sera
i vasi
Storielle
o
asini
o
e
tornano,
ri-
sulle
chi
bran-
in paese,
dormono
vengono
Siciliane.
no
tiraghe.
botte-
alle
ritti
sere
pas-
tini
I ciabat-
numerosi
donne
mille
sulle
campagna
guidando
la
Le
sera,
il nido.
in
vanno
o
a
fischiando,
cavalcioni
MiRAGLiA
o
monelli
polvere.
denti, innanzi
contadini
capre
I
loro,
tra
scarpe
mule, cantando,
DELLA
del
all' ombra
sole.
nella
hanno
rattoppano
cogli
se,
chie-
,
cinguettano,
di
delle
al prezzo
al
insetti
rotolandosi
a
I
strade.
delle
sonnecchiano
giochi,
I
pioggia
messe.
ignudi, giocano
gronde
ramente
libe-
la
e
gradinate
mezzo
N.
dei
vagano
venti
intorno
mendicanti
cercano
cani
pulizia
la
si radunano
preti
si
sco
mu-
caldi.
dappertutto.
I
il
pianticellecarnose
le
crescono
e
Sui
pergola.
una
o
alle
Davanti
tegoli rossi, vegeta
di
tetti, coverti
I
fico
un
cresce
ciate
fac-
Le
terra.
grigie.
e
grezze
di
fior
a
sul
la
dala
capo,
7
98
SICILIANE.
STORIELLE
simiglianza
delle
canefore
cianciano
i
muricciuoli,
sui
giornali
al
giocano
e
I
greche.
tuomini
galangono
leg-
o
casino
di
compagnia.
*
caffè
I
—
furono
di
al
Il
raro.
pian
di
orologio
un
vasi
II
cameriere
e
piglia
I
discorsi,
di
a
le
Là
sfogano
maldicenze.
Il
durante
carta,
biliate
mo-
di
canapè,
un
da
barbiere,
di
due
teschi
grot-
nel
si
fanno
chiusa
le
e
tutte
collere,
ro
fer-
fatto
Si
le
tizie,
no-
no
sboccia-
capo
giorni.
li
pinodi
catene
mettono
parecchi
vari
da
più piccolo
la
davanti
smaltiscono
tutte
tresetti,
conversazione.
grosse
si
vanità
scude
più,
da
e
le
tutte
di
alla
spianata,
granito
si
lo
per
punte.
di
e
no
van-
artificiali.
parte
spesso
ci
stanzuccie
interloquisce
sulla
porta,
due
pendolo
a
fiori
di
ha
specchio
uno
Gibelmo-
rispettano
seggiole,
di
Signore!
a
tappezzate
molte
tavola,
una
si
casino
terreno,
di
fresco
di
che
persone
caffè,
di
razza
importati
le
e
ro,
che
—
tutte
si
notano
di-
100
STORIELLE
il
mentano
!
Il
di
desinare
la
forma
!
che
—
del
gurino
fizocchio
maz-
le
aiutano
o
—
desinare,
il
si
cucina.
in
principalmente
compone
maccheroni
di
paste,
mode
mazzocchio
allestire
ad
delle
innovano
che
—
serve
figurino
o
—
SICILIANE.
in
salse
le
tutte
,
qualche
e
è
carne
un
Il
volta
accessorio;
un
succedaneo.
Il
si
pesce
un
dei
primo
è,
di
solito,
qualche
il
miglior
focolare.
volta,
il
in
spesso
Il
posto.
galline
giorno,
e
si
il
no,
gior-
quando
fa
e
L'asino
insieme.
le
per
appollaiano
la
vica,
ne-
pareti
Le
Uomini
nere.
vanno
imposte
durante
inverno.
gatto
c'è
stesso
Le
mezzo
a
affumicate,
Le
nell'uscio
aperte
solo
convivono
raramente
finestrino.
un
trimento
nu-
pomidoro.
Sull'uscio
luride.
sempre
ruvide,
del
hanno
garbo;
chiudono
si
son
Son
senza
rimangono
L'ideale
al
poveri
piano.
un'apertura
e'
conosce.
i vermicelli
case
sono
si
non
poco.
La
alcuna.
verdure
le
burro
mangia
sono
Le
salsa
senza
fusa
casa
sulla
stie
beha
sul
rante
dusca-
PAESE.
la
del
la
solajo,
e
mangia
o
battono
in
e
salirvi
su
nana
una
—
mili
Il
letto
ci
vuol
è
un
terra,
un
e
o
sciano
sgu-
tre
o
ze
roz-
ferula,
una
cassettone
un
alto, alto, alto;
scala;
una
I
saccone.
sulla
di
sul
palma
saraceni:
nome
ciulli
fan-
paglia,
flessibili
sporte
cosa
filano,
mazza,
quasi
ma
per
sulle
o
che
di
sudicia,
materasse,
dormono
grugnisce
due
;
sgabelli
e
nero.
plicano
molti-
fave.
alcuni
tarlato
fieno,
la
primitivi
sbilenca
ha
con
sono
tavola
non
donne
le
seggiole,
per
maiale
alle
spighe
si
conigli
denti
mobili
I
Il
letto.
mezzo
le
coi
I
sera.
al
sotto
lOI
sim-
giiimmàra.
di
*
*
E
il vitto?
è
e
il
Il vitto
bianco,
pane
filante, la
maggior
companatico
estate,
lattughe
di
fichi
minestre
più
alcuni
e
si
di
son
in
di
troppo
grano,
è
uso
regalano
in
dei
quotidiano
parte
cetrioli.
d'India;
*
In
tempo.
la
cipolla.
di
pomidori,
agosto,
e
duro
ma
del
Il
In
di
si vive
di fichi. Le
settembre,
care,
veri
po-
si
mangiano
I02
STORIELLE
ritorno
al
dai
settimana.
si
lavoro
tutti,
privazioni,
contadini
asciutto,
Avete
serio,
visto
i
della
degli
Goya
col
e
pensiero
vergini
:
ecco
do
Quanmanca,
e
cicoria,
forzata,
il
hanno
un
voro
la-
dato
aspetto
co,
sec-
melanconico.
frati
Zurbaran?
di
ed
tonaca
uomini.
le
sobrietà
Gibelmoro
di
vale,
carne-
selvagge.
snervante,
e
di
alla
cardi,
sta
fe-
la
per
pane
l'erbe
la
le
nel-
sempre.
il
ai
tutte
a
incessante
ai
non
per
che
gusta
giorno
e
finocchi,
ai
volte
Pasqua,
a
scarseggia,
bietole,
Le
si
non
:
due
o
l' ultimo
da
non
ricorre
alle
carne
patrono,
e
una
occasioni
grandi
il
campi,
La
del
SICILIANE.
visto
di
Morelli?
le
il
otterrete
Avete
donne.
gliateli
Spo-
le
to
ritrat-
gitane
Fondetele
di
COME
Un
sentimento
spinto
v'era
difficile
Giorgio
tuttavia
moralmente
al
in
analizarsì
ad
nel
tornare
a
Giunto
nato.
giovane
FU
della
,
solo
essere
soffriva
egli
tempo
vita,
vecchio
ma
,
di
do-
paese
mezzo
apparenza,
innanzi
va
ave-
nel
mondo
amici
senza
,
veri,
parenti.
senza
prima,
le
giuoco,
il
suo
poi
sentimento
e
ciò
tutto
Cominciò
ad
corpo
a
gli
provare
durevole,
qualche
grandi
un
po'
parve
il
di
tà,
cit-
sua
lo
il
dio,
stu-
l' attività
occupare
della
no
an-
galanti,
meno
o
anche
ed
bastati
a
delle
più
corse
erano
del
frastuono
avventure
le
Fino
Ma
mente.
triste
e
vuoto.
qualche
bisogno
di
qualche
affetto
sin-
STORIELLE
I04
cero
solido
e
a
a
di
intendeva
;
alto,
degna;
aspirava
affetti; voleva
1' esistenza
consacrare
scopo
uno
donna
una
SICILIANE.
o
lo
per
si
circondar-
a
ed
amare
meno
essere
a-
mato.
Con
questi proponimenti,
partì
laggiù,
Gli
un'
fecero
della
sua
lo
mano,
visibile
Ho
—
il
Quelle
giorno
dolci
Venti
e
il
dei
anni
è
con
com'
in
sonno
Cappuccini,
prima,
egli
anni
fecero
sugli
egli
occhi
era
che
era
ora
camposanto.
un
tare
spun-
di
gio.
Gior-
partito
lassù, dietro
nel
dietro,
ad-
partisti.
mamma,
eterno,
zo
palaz-
tuo
venti
era
cui
prima,
la
per
gli disse,
del
te
per
lacrime
anni
no
cugi-
:
cura
qui,
pena
Ap-
prese
e
parole, quel ricordo,
due
babbo
casa
commozione
avuto
tutto,
;
in
lo
e
paese
vecchio
un
madre
introdusse
parenti, gli
festosissima.
carrozza,
povera
vole.
favore-
del
porta
accoglienza
di
sceso
i
La
do
arrivan-
più
essere
alla
incontro
suoi.
ricevette,
conoscenti,
i
amici,
andarono
con
che
poteva
non
avi
degli
terra
impressione
prima
gli
la
per
questi grilli,
con
col
vano
dormila chiesa
ti
Ven-
gio\'inetto
im-
COME
herbe,
innamorato
pieno
di
invece,
di
speranze
il
suo
a
belle,
cose
d'illusioni;
avrebbe
di
solitarie, in
le
tutte
e
cuore
una
105
FU.
potuto
no
sorgo-
mucchio
un
a
gonarsi
para-
che
quelle sfìngi
mezzo
adesso,
di
rovine.
Il
ambiente
nuovo
le
con
sua
perfetta
ad
dal
di
sgolava
ad
carciofi,
di
mobili
e
non
che
bella
figura
gradevolmente
di
ricevimento
pareti,
storia
venti
della
di ventura,
divenuto
ritratti
occhi.
che
giunto
generale
e
in
tirano
at-
Nella
la
sa-
appesi
alle
era
dalla
povero
morto
ed
la
riassumevano
famiglia. Il primo
me
no-
che
ma
sono
vedevano,
lorite,
sco-
più
nulla,
dove
e
bate
addob-
hanno
gli
si
moda
tappezzerie
a
si
spille, trine,
erano
non
più
servono
fanno
pure
di
voce
che
alla
stanze
lo,
gal-
un
dalla
aghi,
vetusti,
oggetti
di
canto
mussoline
Tre
tanto,
sol-
interrotta
ambulante
annunziare
cose.
di
dal
di
quillità
tran-
una
bambino,
un
asparagi,
altre
dell'animo
continua,
ora,
raviglia
ma-
a
regnava
venditore
qualche
mille
di
pianto
casa
e
ad
ora
accordava
disposizioni
Nella
Giorgio.
si
un
to
solda-
Spagna,
prigione,
per
I06
SICILIANE.
STORIELLE
ragion politica; l'ultimo
La
finirebbe
galleria
che
salvo
Ci
moglie.
pensato
fosse
di
L' idea
monte.
lo
dei
vita
alla
di
fosse
il
salotti
sarsi
spo-
zia,
disgra-
progetto
a
nodo
solubile
indis-
strano.
tuato
Abi-
un
modo
in
spauriva
era
spesso;
fortuna,
contrarre
der
pren-
a
punto
mandato
sempre
aveva
sul
volte
poi,
ma
;
si risolvesse
aveva
parecchie
stato
lui, probabilmente,
con
non
bino.
bam-
Giorgio,
era
osservatore
,
,
di donne,
pratico
trovarne
soddisfare
Le
lungo
d'
il torto
si
di
artifici.
il
amano
sempre
ad
un
ed
marito;
nuovi
anche
Giorgio
sono
lo
si
senza
solitamente,
la
di
loro
stancano
virtii
amate,
essere
l'amore
saziano
di
tradirlo,
e
gli
co-
finché
adorabili
di
rinascenti
sempre
e
tratto,
r esistenza
altre
Le
che
desto
tener
e
uomo.
hanno,
degne
curano
contentare
un
immaginarsi
renderle
a
non
tempo
fedele
serbandosi
possa
virtuose
donne
basti
moglie,
di
doveri
ai
che,
una
cile
diffi-
sia
quanto
sapeva
;
piaceri
ma
poi,
no,
lui, si annoia-
gli
rendono
intollerabile.
era
persuaso
che
una
certa
lic-
108
SICILIANE.
STORIELLE
filantropico intendimento,
lavori
un
a
pane
però,
nelle
tenute,
sue
in
il
assicurò
e
Egli
tranquillamente,
casa
fumare,
a
di
gran-
di contadini.
numero
gran
stava
intraprese
il
durante
scrivere
a
gicchiare,
leg-
a
,
la
Spesso,
giorno.
Questa
signora
di
seguito,
nove
per
lui, si
o
in
suoi
della
e
dieci
ed
paese,
anni,
era
Aveva
marito,
il
alla
guarnigione;
in
fra
una
a
toscano.
ritirata
era
economia
del
colonnello
un
guarnigiorne
di
ta,
vol-
casa
apparteneva
famiglie
distinte
vedova
di
vano
reca-
Pazzi.
signora
più
altri, in
cogli
egli andava,
si
amici
Qualche
tenergli compagnia.
a
le
gli
sera,
patria,
te
mor-
re
fa-
per
dei
all' educazione
dedicarsi
bambini.
A
quel tempo,
t' anni;
facile
bella,
era
ufficiali
del
i
simpaticissima;
giovani
del
distaccamento
tren-
appena
le tentazioni
immaginare,
Tutti
forse
aveva
e,
com'
le
non
cavano.
man-
tutti
luogo,
è
gli
sfilati
erano
,
uno
pieno
essa
r altro,
dopo
li
di
aveva
nel
desiderii
lasciati
indifferente,
suo
e
salotto,
di
col
;
speranze
passare,
fredda, almeno
re
cuo-
ma
bile,
imperturbain
appa-
FU.
COME
Finché
renza.
sul
lei
dell' amicizia,
terreno
così
per
seguiva
nella
sua
aperto.
Ma
di
mente,
in
l'attitudine
La
le
trasparivano
Non
udirvi;
gioie
del
la
mia
non
signora
pupille
chine.
tur-
dicesse:
Non
amore.
è
glio
vo-
Le
mai,
Ora-
me.
per
tutta
angioletti,
belli
ad
gli
lo
na.
perso-
il dolore
silenzio
finite
esistenza
due
preso
e
con
comprendervi.
posso
son
mamma,
lui,
grandi
di
pulsa.
ri-
una
della
suo
bra
lab-
sue
concentrata
bambini.
Erano
loro
il
veniva
di-
parlava
movenze
parlate
mondo
miei
nei
che
mi
Le
pronunziato
dalle
libro
Pazzi
il rincrescimento,
sorpresa,
Pareva
—
le
cuo-
accennava
difficili, ella
con
e
lo
suo
un
signora
mai
casi
nel
diffidente.
e
si abbandonava,
sa;
fiducio-
dentro
la
avevano
Nei
gli
braccio:
in
l'amicizia
amore,
riserbata
non
ella
leggere
come
appena
mutarsi
a
dire,
con
spensieratamente
lontano,
gli permetteva
e
si manteneva
uomo
un
109
essi
festosi
correvano
vedevano
Pazzi
lei.
come
amarli;
biondi
era
lieta
Giorgio
amavano
di
va
ave-
pure
incontro,
nel
entrare
la
come
salotto.
sentirsi
unita
pena
ap-
La
a
no
SICILIANE.
STORIELLE
Giorgio
dei
mezzo
per
cementare,
a
Ella
non
più
all' amicizia.
si
fermasse
e
le
le
lungo
dell'
innanzi
infinito, che
può
idee
la
forse
occhi
re,
fa-
l'uscio
to
elet-
ingegno
un
a
poco
invase
ed
signora
spinsero
Pazzi
indietro,
ne
parlava
ma
aveva
come
affatto, sebbene
Ella
non
a
di
be
sareb-
quanto
non
voluto
ne
forza.
amore.
il
do,
mo-
Quell'uomo
esprimesse
sapeva
a-
gerlo
respin-
trovava
gli altri; anzi,
si
dell'
dell'
avrebbe
sì,
co-
Giorgio
i limiti
il terreno
la
più
Incoraggiato
poco
a
mostrarsi
sentimenti,
propri
dai
oltrepassò
non
la
sapeva
agli
necessario.
stato
incitato
non
se,
pae-
allietasse
come
affettuosa
espansiva, più
La
Giorgio
abbondavano,
le
soltanto
va
pensa-
aprire.
Queste
micizia
re,
amo-
là, nel
non
bene
così
aprendole
nuovo
che
tempo
compagnia,
vita, parlando
fantili,
in-
grazie
matrimonio;
distrazioni
tenesse
un
Desiderava
per
dove
loro
ad
secondo
un
sero
contribuis-
duraturo.
né
pensava
ad
né
le
con
legame
un
ch'essi
desiderio,
il
il presentimento,
figli,aveva
non
lava
par-
temente.
eloquen-
fingere
di
non
COME
comprenderlo;
riesciva
non
fredda,
in
simili
occasioni,
cogli
altri.
Le
di
stata
in
della
I
messe.
conversazione
Alle
si
Parlarono
un
entrambi
loro
occhi,
ardenti
turbamento
agiva
snervante
i
sensi
La
suonò
si
signora
in
sullo
tica
fa-
limiti,
certi
i
Nondimeno,
a
nelle
L'
anima.
e
Duravano
smarriti,
dell'
n'ora.
buo-
di
imbarazzati
ma
tutto,
e
la
al-
salotto.
vibravano
malgrado
la
e
spiegazione.
sentimenti
quando,
ritirati
contenersi
una
pei
intervenuti
pochi
pezzo,
a
lantuomini
ga-
campagna,
evidentemente.
preoccupati,
evitare
in
erano
soli, nel
zi
Paz-
Moltissimi
dieci, Giorgio
trovavano
Una
giunse.
signora
gente.
trovavano
come
qualche tempo;
della
casa
poca
si
lavori
con
ta
mostra-
sempre
crisi
della
luglio,
c'era
era
così,
il momento
sera
ad
si
andarono
cose
infine
mostrarsi
a
indifferente, invulnerabile,
lui
*
Ili
FU.
quando
parole.
a
Gli
riflettevano
calda
aria
il
e
spirito, illanguidiva
soavemente.
signora
il
tanto
si
alzò,
pianoforte,
per
fare
a
così
un
di
qualche
certo
punto
passata,
cosa
e
in
rompe-
;
ria,
fu-
112
re
STORIELLE
il silenzio
Giorgio
il paese
che
deliziosa
nel
azzurro,
cielo
stoppie,
fu,
non
pendenti
egli
quel momento,
di
sulla
moglie
dolce, per
di
analizzarla.
spesso
luogo,
di
mese
sempre
esotiche,
a
una
Come
fu,
le
loro
prima,
affollati
Giorgio
di
In
alle
in
da
subiva
avrebbe
voleva
sola
idea,
un'influenza
si
tutto
di
tempo
latitudine.
salotti
bellezze
e
za
la sciocchez-
amore
di
teorie
genere
Non
una
questione
nei
mani
s'incontrarono.
donna
e
lassero
par-
dirsi....
commettere
temperatura
le
ra
signo-
e
particolare.
In
fra
la
dominato
troppo
da
so,
misterio-
pensava
desiderio;
solo
un
in
Era
pensarci.
da
sulla
volta
altra
non
magia
gli esseri,
tratto
ferrata,
dalla
di
ronzanti
Giorgio
un
a
chiaro
tremolanti
stelle
dolcemente
osavano
al
venisse
e
tutti
che
ciò
non
senso
insetti
cose,
linguaggio
dicessero
Pazzi
le
un
già dormiva,
dall'alto
gli
le
tutte
un
un
che
Pareva
balcone.
guardare
a
che
che
piovesse
lontano.
al
biancheggiava
Pareva
luna.
come
Stettero
seguì.
campagna
della
affacciò
si
poi
;
tacendo,
poco,
la
la
SICILIANE.
della
di
e
che
Qual-
capitale,
nostrane
forse
ce
ridu-
ed
lasciato
COME
inavvertita
passare
la
i
nonostante
traspariva
la
la
avrebbe
Ora
Giorgio.
la
per
tutte
forze
del
na
don-
avvenuto,
si
fatta
era
confessarlo?
non
le
anche
Lo
va
ama-
lo
e
cuore,
lo
Oh,
Giorgio.
conosceva
perchè
con
fosse
a
peteva,
glielo ri-
la povera
rivoluzione
di
specie
più
ed
vergogna,
ciò
come
lei, dacché
amava!
dovunque
il dissimulare
Davvero,
sapeva
una
in
le finezze
inutile, glielo diceva,
era
non
subito,
infine
che
r eccitamento.
ma
te
nonostan-
rivelava
che
cui
in
celesti
dell'animo,
notato
rossa
per
occhi
pensiero.
Ella
lungo
nostante
no,
capigliatura bionda,
grandi
bontà
Pazzi
signora
melodiosa
voce
del
la
folta
sua
113
FU.
rebbe
ame-
sempre....
Egli incoraggiava queste
faceva
le
le
conversazione
Egli
si
ad
le
due
con
guance,
a
N.
DELLA
toccarle
MiRAGLiA
-
parole,
di
arruffarle
mani
i
Storielle
ed
la
i
carezze.
capelli,
fronte
pendenti degli
Siciliane.
teneva
ot-
risposta. La
mischiata
era
perdeva
lisciarle
stesse
medesima
la
sempre
ze,
confiden-
ripeteva continuamente,
sue,
sommessamente,
dolci
e
orec-
a
le
STORIELLE
114
chi,
del
SICILIANE.
gualcirle,
e
così
vestito, le pieghe,
Quand' egli
i volanti.
diveniva
ardito, troppo
troppo
insistente, ella bisbigliava
susurrava
idea,
In
fondo,
ella
di
mancasse
le
egli
queir
otterrebbe
poi
o
certo
un
in
fiducioso,
le
Giorgio
a
grado,
sapeva
obbedita.
che
fino
rispetto,
senza
ma
essere
lieta
era
abbandono
prima
di
provero,
rim-
mite
un
ordine,
un
desiderio
senza
trine
le
giuoco,
per
cuor
to;
pun-
che
sapendo
e
tutto,
di
suo,
va
chiede-
non
nulla....
Il
duetto
alle
primi
si
tenebre
incerti
si
alzarono
mattinieri.
vedesse,
un'
Dormì
piano,
dopo
ultima
parecchie
rimase
lora
Al-
solchi.
le
voci
dei
contadini
signora
che
senza
aver
dole
allo-
per
ottenuto
di
promessa
Svegliandosi
dai
le
e
vie
Pazzi
svegliarsi. Giorgio
a
piano
i
Già
della
servi
tarderebbero
le
ché
tardi, fin-
successero
dell'alba,
separarsi.
I
a
notte
cantando,
echeggiavano
paese
via
della
chiarori
bisognò
fino
protrasse
ore,
in
del
non
andò
lo
nessuno
e
eterno
to
ricambiaamore.
saporitamente.
letto
ancora
un
,
pezzo.
L'avventura
della
vigilia gli torna-
Il6
STORIELLE
seguirebbe
Ella
le
SICILIANE.
giungere
per
gli
dato
aveva
un'ora
sette,
sola.
stata
in
Vedendolo,
si
due
passi innanti,
per
parlare;
Era
pallida;
attorniava
i suoi
pure
riuscita
della
dormire
a
memoria,
nel
come
dell'altro,
che
morto,
a
dei
quelle
presto
se
loro
di
amarli
alla
si
era
me
co-
e
spento
aveva
il
spengere
colonnello
tomba
dalla
sguardo
potuto
sua
gio;
Gior-
e
somigliavano
avesse
mamma,
non
creature!
vaghe
soffrirebbe
lei, la
lo
scena
amava
povero
Come
figli....
due
Ella
sorgesse
con
La
poteva
del
pareva
rimproverarla
voce
vi
non
era
delizioso
lui
revano
pa-
Non
sempre
sogno
per
così
molto.
opprimente.
cuore,
che
stranamente.
presente
l'amore
ricordo
di
sedette
e
momento.
un
un
incubo
suo
come
azzurrognolo
lucevano
e
pensato
aveva
ma
fece
osò
non
begli occhi,
vigilia stava
un
scatto,
labbra
le
cerchio
un
più grandi
Ella
bini.
bam-
silenzio.
in
nuovo,
di
mosse
be
sareb-
coi
sola,
era
per
che
sapeva
alzò
poi
ma
appuntamento
cui
Infatti,
ne.
spiegazio-
una
a
la
con
a
egli
come
e
che
sapere
così
stancata
esclusivamente!....
lui,
Oh,
sì!
COME
ella
doveva
che
le
rinunziare
Il
r
né
loro
1' altra.
Ella
né
fra
sarebbe
molto
ricchi
di
più
aveva
sarebbe
nuta
dive-
dirgli tutto,
la
far-
silenziosi
ed
subito.
Rimasero
qualche
imbarazzati,
uno
entrambi
che
così
Erano
un
belli
ciava,
li ba-
Giorgio
di
mazzo
dì
ra
signo-
li carezzava,
un
dentro
appassiti
La
pensavano.
coraggio.
fissi sopra
occhi
do
cercan-
l' opportunità
e
bambini,
i
farsi
per
all'altra,
maniera
quello
guardava
tempo
presso
la
esprimere
—
Bisognava
non
re.
sposa-
resto,
tempo
poco
più
amarla,
volerla
del
erano
uno
di
di
Non
pazzia.
vecchia....
gli
affatto
una
finita
detto
matrimonio,
trent'anni;
117
Giorgio, tanto
a
aveva
parlato
aveva
stato
le
egli
se
FU.
teneva
fiori
zo
mez-
vaso.
freschi,
così
e
ieri !
disse.
—
Fra
la
signora.
spesso
che
la
nostra
il
poco
Così
tempo
prima
buttarli
affetti.
gli
a
via, soggiunse
Noi
disfarci
de'
diamo
pertimenti
sen-
formato
avevano
gioia.
Parlarono
momento,
bisognerà
poco
in
e
modo
velato,
s'indovinarono,
si
ancora
comprese-
un
Il8
SICILIANE.
STORIELLE
alle
ro
pensarci
bisognava
non
che
conchiusero
mano,
al
e
diedero
si
spiegazioni possibili, col
le
tutte
Allora
parole.
prime
la
sul-
cuore
matrimonio
di
convennero
separasi.
Roma
a
sacrificio.
fu
brillante
la
Giorgio
balcone,
al
Faceva
caliginoso,
tratto,
e
mostri
in
si stava
bene,
così
Il
cielo
era
filavano
to
trat-
i
come
I.e
neri.
tutte
montagne
muoversi,
intensi,
ora
di uliveti
sparse
in
come
usignolo
caldi,
un' influenza
stormivano
ad
ora
snervanti.
strana
co
fuo-
un
cantava
le
al
folate
La
tananza,
londi
gran-
alberi, i canneti,
foglie
ad
portava
di
confusamente
Qualche
Gli
le
al fumo
mezzo
parevano
i roveti.
esercitava
sero
rima-
vigilia.
l'orizzonte
delineavano
e
che
co
Po-
,
d' artifizio.
tra
la
cadenti
traverso
a
le dieci,
Pazzi
il fresco!
le stelle
luminosi
si
e
sera,
ritirarsi.
a
come
il
accettò
Verso
signora
soli,
pigliare
a
la
e
caldo
tanto
là, seduti,
razzi
cominciò
gente
nato
tor-
quella
animatissima.
ed
dopo,
ella
conversazione,
La
però,
ed
presto,
sarebbe
che
Giorgio, anzi, promise
chie,
mac-
vento
di profumi
natura
sugli esseri;
COME
le
si
vene
con
fu,
mani
le
Pazzi
gonfiavano
di
ha
cosa
avvenne
che
doveva
è
anno
molto
in
l'abbia
non
di
che
non
fu,
Giorgio
mai
saputo
signora
della
nel
Il
il
mondo?
mondo
suo
gio
Gior-
Però,
dopo
presto,
signora
sposata.
esattezza
con
volta.
laggiù
ciarla
non
ancora....
partire
casa
nei
come
della
e
questa
ancora
batteva
sangue
Come
s'incontrarono
Nessuno
che
il
;
violenza...
polsi,
119
FU.
e
paese,
Pazzi,
un
va
benché
ciarla;
ma
PAESAGGIO
Fate
di
conto
svegliatevi
;
in
E
riva
l'alba.
limpidissimo.
Le
del
stelle
ad
una
cielo,
più
si
no,
estinguoIl
una.
mare,
ma,
s'infiam-
oscuro,
di
luce
incerta
prima
la,
iso-
profondo,
azzurro,
ultime
ad
azzurro
alla
è
cielo
tremolando,
più
dell'
africano.
mare
Il
do
dormen-
fondo
nel
siamo
;
al
viaggiato
aver
mille
flessi
ri-
,
Verso
argentati.
di
leggiere
bianco
e
immerse
irte,
nuvole
di
si
un
Le
valli
nell'ombra.
Le
montagne
brulle,
di
sul
risaltano
di
grano
tinte
gruppo
lievemente
colora
roseo.
lumeggiate
campi
levante,
sono
fondo
ancora
se,
scosce-
del
bianchicce.
ondeggiano,
di
dro,
qua-
I
al
sti
va-
soffio
122
SICILIANE.
STORIELLE
di
lieve
vento
un
gli
le
lieve.
insetti
ali
nel
confuso,
scono,
stormi-
foglie
levano,
si
pigre
Le
nido
gli
uccelli
un
rumore
;
tono
batdistinto
inil
annunzia
indefinibile
,
risveglio
della
natura.
*
*
A
il
air oriente,
d'
e
nuda,
ombre
un'
come
deserta,
collinette, cincischiata
si
oliveti, pochi
alcune
si
trovano
grandi
a
di torrenti
Qua
distanze
cupole,
senza
calcinati
dal
privi
sole,
I
di
che
villaggi
e
dagli
li circonda,
guglie
senza
alberi
vigne
uni
gli
silenziosi, grigi, severi,
di
là biancheggiano
e
casipole.
solitudine
altri, perduti nella
è
ghiaiosi.
frutteti, poche
rare
di
campagna
frastagliata
lontananza.
in
scorgono
raggiera
la
:
diradano,
comparisce
immensa
Guardate
oro.
montuosa,
Pochi
si
s'illumina, il sole
paesaggio
fuoco
le
poco,
a
poco
*
,
d' ombre
,
i
come
di
villaggi
Bar-
beria.
I
sentieri
le
aspri
corrono
direzioni,
precipizio, ora
ora
incassati
e
ripidi
seguendo
fra
a
due
in
filo
te
tutun
ciglioni.
STORIELLE
124
canzoni
melanconiche,
che
Le
al
vanno
spighe
cuore.
e
burla.
Il
narra
mille
Si
ciarla,
è
soprastante
e
ammannando
i
manipoli
comincia
fuoco.
la
far
caldo.
Un'
afa
pesante
indietro.
I
mietitori
ad
ora:
«
e
spigolatrici
e
loro,
di
sole
deggia
darpedisce
im-
grave
ciance
le risa
e
con
Presto,
voce
di
grondanti
in
stano
re-
il grano,
segano
dore.
su-
irascibile,
divenuto
tutti, maledice
grida
umore,
spigolatrici, stanche,
soprastante,
e
si
Il
Le
taciturni, cupi, affannati,
malmena
scherza,
tra
a
Le
Il
Le
di
allegramente...
respirazione.
cessano.
si
ridono
e
gliano
pi-
i ditali
buon
di
storia.
una
l'orecchio,
tendono
i contadini
infilano
lucenti,
mietono.
canna
te
cadenza-
melodiose,
biondeggiano;
falci
le
Ma
SICILIANE.
cuor
il
suo
tonante,
ad
picciotti, presto!
drone,
paora
»
*
*
un
Altrov^e
si
colle
dominato
*
L' aia
trebbia.
dai
venti.
è
posta
Non
sopra
e' è
né
PAESAGGIO.
né
casa,
si
delle
al
Due
in
corrono
nella
pancia,
imprecano
che
Tratto
quando
in
ricade.
festuche
dal
portate
d'
Finalmente
Si
magra;
ode
un
che
le
,
re
pove-
fanno
tà,
pie-
e' è
to
fazzolet-
un
spenzolare
Le
forche
sono
sollevato
,
tano;
lon-
poco
pagliucole
rilucenti
si spaglia.
vento,
ai
volano,
sole,
come
oro.
il
Quanto
mondo.
le
alla
gridano
si ammucchia
e
si.
es-
fino
frusta
Il grano,
vento,
pioggia
è
calzoni.
paglia
tadini
con-
anch'
uomini
lasciano
e
capo,
mule
da
mule
avvolgono
movimento.
La
le
si
sui
di
sfinite.
tratto,
camicia
le
rancurano,
cadono
al
coppie
colla
spesso
intorno
una
si
contadini
messe
Gli
battono
che
all'ombra
sprofondano,
paglia.
e
bestie
I
dietro
bestie
e
tre
padrone
l'aia, guidate
per
corrono
Uomini
Il
seduto
sta
o
coppie,
giro
che
la
sole,
biche.
e
all' intorno.
capanna
cuoce
125
grano
sarà?
i covoni
rumore;
è
Non
non
i cani
ammontato
molto.
e
nata
L'an-
rendono...
abbaiano;
le
126
SICILIANE.
STORIELLE
mule
rizzano
orecchie
le
è
guardano:
ha
che
nulla
un
bucato.
La
criniera
di
—
Maria
Viva
Gesij!
Amici,
—
E
spicca
bisunto,
tessuta
in-
è
cavallo
suo
non
forse
non
se
si
si
Madre
salto
a
1'
terra,
coro.
fuori
cava
V offre
al bacio
mento.
fru-
nel
ritto
immerge
in
dice
in
saluta.
vi
Madonna,
e
dosi.
avvicinan-
risponde
Bella
della
Che
esclama
egli
gli
un
degli astanti,
—
del
!
la
quadro
un
Egli
unto,
nero,
l'aia
del-
nastri.
Viva
—
distingua,
cappellaccio
gran
uomini
questuante.
un
lo
gli
;
gli
compare?
paese,
domandano.
Tanto
—
E
bene...
in
porta
forte
soffiano
le
nocche.
parecchie
prese,
il
naso
e
riceve
nella
si ride
una
bisaccia,
dicendo:
I
Salutamu
Infine
di
sorbono
as-
il
cavallo
tutti!
se
lo
si
puliscono
riSi
mano...
grano,
a
a
e
della
pezzo.
rimonta
contadini
dita,
rovescio
misura
dola
scuoten-
starnutiscono,
due
con
un
tabacco.
tabacchiera,
la
giro
con
col
parla
c'è
Qua
te
questuanla
e
mette
parte,
127
PAESAGGIO.
Dopo
giunge
un
cavadenti,
una
vipera
dentro
viva
mali.
La
nudi,
adusti
ogni
di
popolata
i
per
fatica
e
di
gli
il
occhi
e
sulla
raggi
del
sole,
I
specchio.
si
di
la
tuffano
spuma
riva...
turieri.
avven-
,
,
ansanti
polverosi,
di
sete...
frattanto
E
di
sorta
smunti
allampanati
sentieri
che
quasi
,
vanno
e
marmocchi
cenciose,
uomini
mostra
cassetta,
contro
è
campagna
Donne
che
una
mirifici
barbiere,
un
ciarlatano
un
rimedi
spaccia
eremita,
un
nelle
candida
in
mare,
li
lontananza,
seduce.
Le
turchina
superficie
risplende
delfini
onde;
come
gli
sottile
una
come
cheggiano
bian-
che,
un
saltano;
cinge,
vele
tira
at-
so
immenalcioni
striscia
un
nastro,
ai
FESTA
LA
Si
conosciuti
erano
Raffaele,
nella
portato
alla
fiera
Santa
di
bociando
la
di
di
carico
Maestro
caso.
per
qualità
sua
un
DIANA
DI
stagnaio,
utensili
di
in
merce,
latta
Passava,
Margherita.
sua
va
ave-
fuori
via
una
mano.
O
—
qui
un
pomidoro
di
Raffaele
ritta
aveva
e
DELLA
vendete
un
fare
per
MiRAGLiA
si
un
presso
la
logora;
spiccava
N,
quelli
venite
voce;
la
lino
co-
salsa
di.
?
Maestro
male;
una
Quanto
momento.
piccolo,
giovane
disse
compare,
la
i
tra
-
vide
e
Era
come
Siciliane.
una
vestita
rita
scolo-
cotonina
deliziosa
sua
cenci,
Storielle
uscio.
di
sottana
ma
voltò
un
na
testolibel
frut-
q
STORIELLE
130
fo
appena
di
foglie coperte
SICILIANE.
spicca
maturo
forse
di
fianchi
il
e
mi, gli
Maestro
di
i
occhi
un
lire.
Gli
Raffaele
fuori, egli
era
la
e
Un
giezze.
del
d'India
di
foglie
dal
—
Non
corda,
dovete
pareti
palma
di
di
nere
ce-
cocomero,
dato
inghirlan-
tutto
che
nana
di
sulla
porcellino
un
posti,
foglie
indovinò
faceva
sassi;
soffitto
le
Raffaele
che
di
colle
buccia
due
rozzo
Vedendo
di
a
lei, che
,
fusa
di
Dal
di
casa
le
lo
giovane
sterrata
una
letto
due
almeno
la
faceva
focolare
al
sotto
pochi
per
della
voce
tutta
gatto
rodeva
dette
forza
la
improvvisamente.
vedeva
le
ova-
nerissi-
e
sentì
costava
stamberga
una
le
e
stregato
avevano
il volto
si
non
che
occhi
i
vellutati, ardenti.
grandi
colino
era
aveva
ma
magra,
capelli copiosi
mercanteggiare,
soldi
anni;
prominenti,
delicato,
e
po'
seno
geva
raggiun-
diciotto
i
un
mucchio
un
Non
fango.
ancora
po' gracile,
un
tra
vano
pende-
canne.
palma,
il mestiere
granate
maestro
della
e
guadagnare
giovine
sporte.
le
molto
,
disse.
Ella
chinò
il capo.
Il
suo
contegno
e
il
STORIELLE
rj2
sa
che
e
giorno
lei
SICILIANE.
r
o
La
fatto
aveva
probabilmente
Però,
in
e,
che
non
fu
seguì
febbraio,
di
in
Diana
galantuomo.
Santa
di
le
con
ne,
don-
l' inverno
giorno,
zia
molto
capiva
la fame.
rossi,
fine
se'
condus-
erano
Si
sofferto
la
verso
gliela
donne
occhi
quasi più
pensava
pallide.
gli
aveva
vendere
malanno,
non
due
avevano
di
ricco
vecchia
molto
le par-èva
duro.
un
Le
e
che
molto
la
casa.
magre
di
quando
si,
indignar-
somma
generosi
sono
Raffaele
Diana,
che
galantuomini
colmo
per
Maestro
a
i
genere,
la
sperava
qualche
a
Margherita
sicuro
d'
finta
perchè
perchè
e
nipote
sua
un
bene.
vecchia
poca
sposare,
fosse
altro, quando
conduceva
si
di
egli prometteva
mo
benissi-
Inoltre,
come
se
se
aves-
pianto.
Si
—
saluta,
Abbiamo
bottega.faccenda,
una
di
—
Avete
Quel
disse
zia
entrando
dovuto
Sambuca,
a
la
nel-
venire,
e
ci
siamo
per
cordate
ri-
Raffaele.
maestro
fatto
giorno,
la
bene.
egli
chiuse
Mettetevi
la
a
bottega,
dere.
se-
an-
LA
dò
momento
un
per
FESTA
tovagliolo
un
lungo
due
Ma
Lasciatemi
Che
Lasciarvi
—
Oh,
—
che
la
come
Aveva
in
doveva
prendere
Diana
Gli
—
E
la
se
fosse
mia
sogno.
dire
a
co
poil
vi
prometto
vuole.
Dio
se
; la
nulla
terò
trat-
andrà
moglie,
stita
ve-
signora.
avventura
due
casa,
alla
si
era
fatta
di
lei
Mettili, disse
mise.
e
sposa
li
posò
aperto.
luccicarono.
la
chini
orec-
campanelle
figliuola
cassetto
di
paio
un
grosse
nell' astuccio
glieh
questo,
a
mancherà
una
occhi
per
sposaste!
le
dal
montasse,
tra-
penserebbe
non
che
sole
andarsene.
riprese
seguito,
regalare
parente
le
del-
insisteva, persuaso
in
per
il
di
Che
quanto
sposerò
come
stette
e
necessario.
almeno
in
Frattanto,
che
non
vecchia.
Se
mondo?
con
compagnia
Neanche
Diana!
la
dopo
in
parlò
mai!...
fosse
non
tornò
provviste
prima
Raffaele
che
I33
Diana.
dite
Maestro
piazza,
vecchia
la
—
in
tavola,
a
donne.
—
DIANA.
di
pieno
tempo
DI
zia.
di
;
un
che
suo
li andò
a
davanti
a
134
STORIELLE
Come
—
SICILIANE.
ti stanno
Maestro
Raffaele
fazzoletto
gran
sulle
di
seta,
spalle
il
brancicandole
Domani,
—
si
guardava
specchio,
e
cominciava
diceva,
Sembri
Santa
la
le
con
:
bella
idealmente
veste.
in
uno
sorridere.
a
Sua
:
sei
vecchia
bella
!
cosi
fu
tornò
megera
Margherita,
Raffaele
maestro
ra,
cintu-
madonna.
una
a
seno
una
quanto
Naturalmente,
sola
rami;
fio-
a
alla
il
po'
guardandola
Gesummaria,
—
annodò
compreremo
Diana
zia
tutto
bisbigliando
e
un
avere
fazzoletto, glielo posò
un
tremanti
di
nuovo,
glielo
e
aggiunse.
ricordò
si
anche
prese
mani
bene!
e
un
per
felice.
pezzo,
dir
A
vero
,
non
lavorava
prima,
più
le
e
pratiche,
abbandonavano;
agiato,
stava
a
Diana.
Poi,
aveva
a
a
poco
in
alla
giro
bel
e
alla
le
ozio
in
di
volta,
lo
da
giorni
delle
bisognò
sudare
di
feste
e
correre
per
parte
accanto
i
poco,
fucina, bisognò
per
zelo
te
relativamen-
era
gruzzolo
volentieri
giunsero,
davanti
un
stesso
una
egli
ma
molto
e
lo
con
tezze
stretnuovo
da
le fiere.
po
ca-
Ma
FESTA
LA
i
tempi
mutati
erano
le
ed
in
s'
sentimenti
inasprì,
divenne
il
volta
una
di
di
Diana
padella,
Il
gli
calore
irritavano
gli
ansare
ma
bisticciavano,
e
terribile, in
fronte
gli
forte,
Era
avvenne.
cosa
opprimente;
e
una
fucina.
il calore
i nervi.
Era
del
il
il
va
ave-
lava
goccio-
; teneva
si vedeva
sole
fosco;
il sudore
adusta
come
davanti
stagnava
alla
fuoco
e
a
dire;
all'ombra,
fiammanti;
aperta,
lasciava
Raffaele
presso
sua
cominciò
e
caldo
un
forse
occhi
dalla
la
seduta
del
disgrazia; poi
scena
modo
maestro
ritto
sopportò
il vicinato.
tutto
cuciva,
all'uscio;
una
faceva
agosto;
Egli
sua
si
quando
che
in
Ecco
più gli
rimproveri.
fecero
presenza
la
ci voleva
aveva
prima.
solito, lo
in
quando
non
raggio,
co-
Diceva
però
irascibile
di
per
freddamente.
che
potè,
Diana
Ella,
casa
dargli
e
stessa,
di
finché
coprire
di
la
accorgersi
pace,
a
spesso
consolarlo
di
sempre
ad
tornava
accoglieva
essere
stessi
trovavano
vuote.
invece
lo
poco
si
non
egli
tasche
Diana,
di
I35
,
compratori,
con
DIANA.
DI
la
micia
ca-
loso
petto vel-
mantice
che
136
STORIELLE
in
muoveva
A
cadere
su
in
e
tratto
un
SICILIANE.
giù,
seggiola
una
bruscamente
Vammi
—
donna
La
era
e
si
ti
o
si
Raffaele
Oh!
ella
lo
Perchè
lo
della
vinse.
ella
Quando
incontro
—
Ho
torto
le
;
in
disse
to,
soppiatdel
loro
alla
te.
men-
c'era
non
bio.
dub-
lo
si
assalì
fece
fonte,
Il
?
ancora
perduta
dalla
che
silenzio.
di
amerebbe
felicità
sò
ver-
l' acqua
subito
amato,
tornò
e
brocca,
storia
la
rivoluzione
Una
la
guardò
rivenne
lo
stro
Mae-
mosse.
fontana
la
aveva
non
desiderio
qua
ac-
l'ossa.
prese
Tutta
gli
amore
si
non
rompo
alla
sospirando.
breve
d'
brocca
una
pavimento
avviò
Maestro
mente,
rude-
:
alzò,
sul
spruzzi
a
e
aggiunse
Sbrigati,
—
disse
e
fonte.
rispose
non
Raffale
e'
prendere
alla
Diana
si lasciò
:
a
fresca
nistra.
si-
mano
il lavoro,
sospese
sopra
la
con
in
egli
le
e
lui.
dò
an-
umilmente:
perdonami
;
facciamo
la
pace.
La
prese
per
la
vita
e
allungò
le
lab-
LA
bra,
conie
vuoi?
amarmi?
di
lo
hai
Ho
fatto
mille
di
la
ho
dato
da
le
se
e
sacrifizi
trina,
Che
che
le sottane
Ti
ché
voluto, fin-
ci
Signore
fanno
si
pratiche
hai
colpa
il
tempo
e
signora.
una
quello
di
scarpe
di seta
come
Hai
te.
per
le
il vestito
potuto...
qualche
levata
ironia:
con
pannolano,
sempre
ho
ho
comprata.
pelle verniciata,
con
di
cessato
Ti
merito.
sorridendo
bisbigliò,
Mi
Hai
strada.
una
mantellina
la
se
respin-
voglio!
non
perchè?
me
a
Diana
—
E
Non
mezzo
—
voglio!
non
Non
—
lo
ella
ma
3/
:
No,
—
1
DIANA.
DI
baciarla;
per
disse
e
FESTA
ho
mi
?
rare
io,
se
gastiga,
Oh
ma
,
di
lavorerò
vedrai,
porterò
ogni
fiera,
se
nel
sposeremo
la
vendita
prossimo
tunno
au-
di utensili
ad
sarà
buona,
ci
dell' inverno.
corso
disse
Grazie,
—
montagna
una
e
nel
molto;
Diana
scuotendo
il
po
ca-
.
in
segno
—
Non
—
No.
Gli
occhi
di
di
vuoi
di
sangue.
diniego.
sprezzante
sposarmi
maestro
Egli
?
Raffaele
ebbe
si
tarono
iniet-
la tentazione
138
di
STORIELLE
picchiare
poi
ina
si
Diana,
le
battè
SICILIANE.
riportò
forte
indietro
due
volte
coi
di
amarezza
e
La
gente
—
che
—
E
—
Dice
d' ira
ha
dice
che
altro.
Dice
ti
zia
tua
di
Oh,
mi
un
mani
Io
e
r avrebbe
gestì,
Margherita.
che
prima
con
come
tu
calma
care
indi-
per
ebbe
Diana
di colore
mutò
;
dimeno
non-
risoluta:
farti
intendo
non
do
quan-
le ambasciate
scannata.
perchè
disse
—
di
torto.
un
paura,
festa
che
e
di Santa
la
un
galantuomini
ti porta
qui
ti farò
le
che
forse
viene
dopo
rovinare
a
intorno,
galantuomo
faccia
Mosse
parecchi
che
e
pensi
me,
Diana.
interessata,
cuore,
ronzano
io
ma
domandò
donna
una
senza
che
Sambuca
:
gente?
sei
rovinato
avere
riboccante
ragione.
la
sgualdrina
una
l'anima
la
pugni
,
bisgligliò, con
e
avanti;
rapidamente,
,
fronte
mani
le
stese
torto;
nessun
tendo
in-
lasciarti.
—
—
Il
scena
Ah,
davvero
! E
quando
?
Prestissimo.
dialogo
degenerò
spaventevole.
rapidamente
Maestro
in
Raffaele
una
si
STORIELLE
140
be
SICILIANE.
andata
magari
Sciacca,
a
dal
sotto-
picfetto.
Non
e
difficile
era
l'artificio
nella
occhi
gli
nipote
O
che
luce
si
fece
zia
cui
Il
Che
—
Nulla.
—
Bene.
il
e
si
giorno
calmo
lo
è
gli
pensiero
un
bo,
piii ver-
sedette
e
fredda
una
battevano
luzione;
riso-
sotto
le
la
truce.
carabinieri,
dei
trovò
disse
non
gli lampeggiavano;
fronte
brigadiere
—
che
capì
come
preso
pupille
di
fretta,
in
Aveva
della
violenza,
mente
accordo,
di
subitamente
soglia.
arterie
Egli
erano
gridò più,
non
le
nella
tratto
morire.
divenne
sulla
dava
guar-
dell' occasione;
scoraggiato,
doveva
Allora
cercare
volte
a
rava
gi-
andiamocene.
un
a
volte
dirle:
per
nipote
turbato,
sentì
in
la
per
Raffaele.
maestro
e
come
roba;
tua
di
A
Profittiamo
fai ?
la
buia
la
come
prendi
La
collera.
astanti;
degli
la
—
sua
intorno,
l'approvazione
l'esagerazione
scorgere
tranquillo
ed
chiamato
immobile.
stato?
Vedo
che
siete
ragionevole.
Il
LA
è
meglio
che
Diana
via
le
roba,
spalle,
Che
pure.
ella
se
speranze,
ebbero
due
donne
i vicini
al
finito
gli
tava
por-
tutte
le illusioni,
fare
i
di
il
partirono;
il prete
si
mise
de,
faccen-
loro
rio
il brevia-
biascicare
a
,
si
brigadiere
alle
tornarono
fagotti
balcone.
Raffaele,
Maestro
rimpetto
un
stoino
pampani
davanti
bianco,
muro
chiaro,
di
e
che
uva
stendeva
pensiero,
carica
ma
di
liziosament
de-
non
pensiero
di
con
dorava
fisso,
specie
una
finestra
una
il sole
un
la
sul-
Vedeva
sé.
a
pergola
una
Guardava
Il
accasciato
sempre
soglia, guardava
lo
nelle
strinse
il cuore?
Quando
ritirò,
Lasciatele
via.
facessero
della
tutte
tutto
le
si
che
gli importava
I4I
sua.
dire
per
DIANA.
vada
Raffaele
Maestro
come
DI
roba
la
prendere
FESTA
deva.
ve-
gli
truce
dinanti
velo
agli
occhi.
Stette
tratto
nella
più
si
alzò,
fodera
mogio
di
mezz'
nascose
del
il fresco
un
camiciotto,
mogio,
come
sul
Poi,
cosi.
ora
se
piazzale
usci
andasse
del
un
coltello
lungo
e
ad
di
a
sa
ca-
gliare
pi-
Calvario
o
bere
a
Ma
fu
quando
Corse
pezzo,
un
al
di
lo
stradale,
asino
là
che
voce
e
entrambe
contadino
un
la
go
luna
incoraggiava
sotto
pungeva
ne
don-
Misilbesi,
di
cavallo
a
,
si mise
le due
raggiunse
e
paese
Margherita.
quadrivio
del
di
più vederlo,
Santa
verso
dino,
Garibal-
del
fuori
arrivato
poteva
nessuno
correre
a
all'osteria
litro
un
quando
la
SICILIANE.
STORIELLE
142
un
con
coda,
tratto
nipote
nero
diven-
tratto.
Nel
vederlo,
la
pallidissime.
Diana
si
Sono
—
disse
uomini
Però
nulla
terra
non
e
da
una
abbiamo
Diana
un
fece
la
là,
mucchio
piccola
esclamando:
croce
fate
non
ze,
sciocchez-
un'
il
anima
in
quel
di
sassi,
di
udiva
una
cosa
piiì
la;
so-
la rovesciò
busto,
festa, la
salvare.
da
non
che
siamo
che
Pensate
più
per
perdono.
morta!
Raffaele
pensava
le
implorò
sono
detto,
aveva
e' è
zia
Raffaele,
che
afferrò
ora
morta!
maestro
e
La
il contadino.
e
la
e
piangere,
a
Maestro
—
a
mise
zia
scannò,
posto
sormontato
legno.
me
co-
dove
MASSERIA
UNA
La
luce
prima
Vicino
si
cerchio
di
cui
su
l' orizzonte
stende,
montagne
scoscese
alcune
crescono
Un
boschetto
di
ombreggia,
colle.
un
A
destra
la
vatiche.
sel-
piante
ginestre
si
valle
di
e
la
sinistra,
a
un
rossastre,
e
magre
chio
oc-
da
chiuso
è
saggio.
pael'
dovunque
lontano,
e
il
rischiara
sole
del
stacchi
pidi
cima
allarga
e
,
lascia
travedere
di
le
messi,
Le
a
della
case
a
si
vento,
eleva
L'edifìcio
picco.
di
meschino
,
spighe
masseria
che
monte
un
cui
dal
mosse
,
altipiano
piccolo
un
ciottoli.
mature
mare.
addossate
sono
è
deggiano,
on-
il
come
al
perto
co-
di
basso,
Nei
gliato
ta-
sopra,
sto
mode-
crepacci
SICILIANE.
STORIELLE
144
delle
ruvide
muraglie
,
qualche
stento
pianticella
furono
stanze
ineguali. Il
rossi, nei
Sulle
ha
i
grigi
reso
interstizi
ad
margherite
di
mura
loro,
tegoli già
riscono
fio-
intervalli
,
ferro.
e
Un
forma
da
specie
una
porta
Entriamo,
lo
ha
facciata
d'
le
all' intorno
case
e
il
se
te
soprastan-
Il soprastante,
delle
solito,
per
che
persone
d'
eremiti, avventurieri
questa
da
gente
le
con
lui,
lo
cattive;
Quando
è
raro
ed
non
timbanchi,
sal-
il pane,
difficile
il cacio
ammodo
è
egli
che
e
è
del
il vino.
cuore
tira
il collo
a
un
sciarsi
la-
a
ne.
padro-
gl'importuni;
a
sia
chicches-
Per
:
,
agnello,
buone
costretto
rifiuti
tutto
Tutta
le
con
ta
sor-
,
conto
per
ogni
tratto.
respinge
può,
e
ogni
a
taglieggia
taglieggiare,
ma
so
chiu-
cortile
Briganti, latitanti, cavadenti,
capitano
di
grate
enorme.
diffidenza
conosce.
o
recchie
pa-
scorgono
ampio
volete,
se
permette.
molta
si
le
ca.
bian-
ruchetta
con
cinge
muro
una
la
e
finestruole
altrq
tra
l'al-
fra
,
le
rie
va-
dopo
sono
a
,
musco
cui
l' una
i tetti
e
,
,
Le
carnosa.
costruite
casaccio
a
vegeta
rozze
e
cappone,
le persone
sgozza
fa
un
una
frittata
d'
uova
d'onde
sa
Volete
il ritratto
alquanto
Il
il
poco,
Non
fisico
muta
suo
è
morale
La
vita
del
bitudinc
volte, egli è
di
uccidere
r
orbita,
La
sua
in
che
gli
sul
mobilissime
pupille
un
solitaria
fierezza
tutto
bue
scoli,
mu-
con
mena
un
l' a-
e
hanno
impressa
viso
adusto.
sospettoso
Le
tro
den-
to.
inquie-
e
rimbomba
sonora
distanze
te,
for-
uomo
lampeggiano
modo
voce
un
nervi,
tutto
comando,
maschia
lo stesso.
dappertutto
e
aitante,
capace
sue
squisite.
carattere
suo
si
non
soprastante?
Il
sempre
delle
robusto,
una
frutta
del
il farlo.
ma
più
pugno.
di
cava
,
a
presso
salvia,
paniere
difficile
sana
la
con
un
Ì45
MASSERIA.
UNA
I
il tuono.
come
ghe
lun-
a
nomi
di
,
santi
dei
Dio,
ad
ogni
facendo
della
alle
Crede
e
tasca.
che
N.
DELLA
E
spesso
vestito,
vive
MiRAGLiA
nei
-
un
leto
amu-
un
gran
tellaccio,
colin
pistola, insieme,
una
quasi
come
campi,
Storielle
l'aiuto
stregonerie, alle
il rosario,
; tiene
mette
Com-
croce.
fattucchierie, alla jettatura ; porta
al collo
mia
Bestem-
invocando
azione,
Madonna.
no,
gli rivengo-
labbra.
sulle
il segno
mala
una
diavolo
tratto,
,
della
del
e
di
tutta
velluto
Siciliane.
la gente
di
coto-
io
146
ne
STORIKLLK
di
o
dei
catenella
di
tanfo
muffa
cardini,
è
una
;
sul
ciotto
pan-
massiccio
oro
di
della
gli
che
via
prima
stanza
tessono,
da
la
stalla, dove
dormono
avvolti
la
formato
un
lato
e
nei
la
ve
do-
gherà
pa-
ni
contadi-
i
ruvidi
loro
si
le proprie
sono
sera
so.
sas-
è
ballano
lato
sui
un
disturbo,
senza
rici,
na-
male
di
Da
topi
altro
un
le
gira
per
i
re
odo-
offendono
aperto
dove
canova,
da.
luri-
e
ingrato
un
pietre ineguali.
;
e
meschina
stantio,
tenuto
ragni
tele
è
L' uscio,
suolo
la
i
d'
indefinibile,
e
grandi
trova
lustro
dondola
gli
all'interno,
entrando.
da
cuoio
chetta
giac-
sua
all' orecchio.
Un
Il
di
acciaio
casa,
di
fregi
la
ma
;
cerchietto
un
splende
La
ruvido
panno
ha
;
SICILIANE.
telli
man-
,
di
Qui
in
albagio.
c'è
fondo
è
per
e
il
il forno
pareti già
la
r
delle
magazzino
del
stanza
sta
uva
sono
bianche,
a
a
padrone.
sinistra
destra.
sono
biade;
;
quella
Il
la
cucina
Dappertutto,
annerite
mento
pal-
dagli
le
an-
t4^
di
STORIELLE
sementi
varie,
col
pepe.
Durante
il
e
deserta.
I
Un
nel
le
si
rimbocca
Di
i
cortile,
sulla
nella
le
con
quando,
a
caricare
fila, a
in
prima,
r
porta
;
ornate
di
tempo
della
nappe
sui
un
no
asi-
il
fimo,
dal
giungono
il
che
frumento
a
il
o
cate
attac-
stanno
sei,
a
se
pae-
La
sette.
,
parata
e
;
fiuta
o
piena
bardatura
hanno
tutte
di
delle
tinte
vendemmia,
via,
fanno
è
l'ombra;
al-
terra,
razzolando
mule
cinque
una
ultima,
sonagli
per
loro
ispalla.
raglia.
e
in
garzoni,
seguito
di vinacce
e
il
dormicchia
nuda
polvere,
labbra
le
spesso
in
cenci
vanno
letame
quando
vino,
che
di
le
sa-
campi;
ai
fucile
col
e
galline
rotola
è
possessione,
coperto
di
monticelli
la
cane
ragazzo
sdraiato
la masseria
lavorano
visita
col
vuota
zucca
giorno,
fido
suo
una
contadini
soprastante
dal
SICILIANE.
certe
grosse
pensare
a
campanelli
grandi
di
i
colori
vivi.
garzoni
alle
di
e
cavezze
Al
no
suona-
conchiglie
Bacco,
zoli;
fron-
di
marine
Baccan-
UNA
ti,
Tespi.
a
MASSERIA.
Il
I49
dell'
resto
cantano
anno
,
delle
canzoni
il cui
meste
ritmo
zato
caden-
,
ed
uguale
ricorda
musica
la
tiva
primi-
defili arabi.
*
Verso
nimarsi.
Il
di
ceste
la
sera,
vaccaio
;
muli
stanchi
ad
la
i
rattoppare
Le
più
in
in
tela
in
ed
d' erbe
altre
si
estate
a
il grano.
e
soltanto
racimolare
a
i bambini,
selvagge
recano
non
vicina
alla
franti.
af-
ed
paese,
mondare
a
i
mente,
lenta-
tempo,
allattare
vanno
povere
cerca
le
del
ha
stalla
giungono
rimangono
la
tessere
a
che
cacio
alla
più parte
vestiti, ad
a-
alcune
curvi, cupi
uno,
Esse
sono.
di
contadini
ad
uno
Donne,
ne
dentro
riconducono
i
ad
,
forme
le
i mezzadri
;
comincia
porta
giunco,
fatto
ve
masseria
tagna,
mon-
di
mache;
lu-
golare
spi-
a
l' uva
e
le
,
olive
in
arano,
accende
contadini
il sole
un
zappano
cenciose,
vergognose,
Quando
si
Poche
autunno.
tramonta,
siedono
in
giro
fa
nella
intorno
,
poche
inebetite...
se
fuoco
gran
,
freddo,
cucina.
al
I
pa-
STORIELLE
150
iuolo
che
bolle
la
è
dentro
porzione
verniciata,
Questi
un"
soffia
latta; quegli
avidamente.
e
coi
grida
facendo
che
pioggia,
fanno
si
della
mille
speranze,
pochi
parla
soldi
?
si
che
ha
delle
si
contano
potranno
parola
tendo
scuo-
smorfie.
della
tempo,
della
col
rendere
Si
messe.
cento
accarezzano
già
to
fia-
più
la
bel
tro.
l'al-
e
la persona,
vendemmia,
progetti,
e
boccone
spesso
Del
fredda,
raf-
la
s'impegna
quanto
tutta
di
o
lunghi sorsi,
a
un
con
movendo
il capo,
legno
accompagnando
polmoni,
gesti,
Di
fra
strani.
minestra,
tracanna
tuonano,
Ognuno
nei
sulla
di
sua
argilla
di
e
conversazione
La
voci
le
la
poi
la
piatto
cucchiaio
nestra
mi-
la
riceve
barocchi
ha
che
breve
in
rozzo
disegni
a
ha
e
un
tagna.
mon-
paiuolo
soprastante
ognuno
e
coria,
la ci-
di
nel
messa
tro
al-
un
rinetta
il finocchio
e
l'olio;
pronta
lasagne,
terzo
un
il
;
farina, dà
la
le
vien
cosa
insieme
cuoce
dato
fave,
borraggine
Ogni
e
fa
uno
;
le
sguscia
SICILIANE.
desiderio
le
fave
i
ed
i ccci
seminati
in
getta,
quando
l'avvenire
a
temere
delle
è
Si hanno
brinate
la
dine,
gran-
,
la
gì'insetti,
a
Infatti
meste.
incerto.
! le
cose
concerto,
note
ricolte
tante
cuno
giorno. Qual-
bizzarro
quel
delle
il
durante
quando,
a
I5I
MASSERIA.
UNA
il
il vento,
crittogama,
diavolo.
fra
Spesso,
che
sa
che
imita
i contadini
delle
narrare
dei
e
discorsi
tutti
vecchio
un
burlone
a
sindaco
udire
Rizzeri
le
e
calate
ci-
il vecchio
lunga
per
,
come
l'arciprete,
del-
prediche
Allora,
stanno
mille
fece
ricchi
le
quando
sale
da
un
la
quista
con-
figura piglia
di
colpo
i
soccorrere
spada,
svaligia-
bisognosi
e
fanciulle.
povere
il vecchio
ha
finito
il
lone
bur-
,
muricciolo
un
sopra
sé,
Fiora-
come
Testalonga
come
per
dotare
donne,
con
montagna,
i
tre
e
spaccava,
una
E
un
,
vante
per
o
,
di
\a
le
del
saltimbanchi.
intenti
pezza
storie
perfettamente
i
parla
c'è
tutta
le
una
e
commedia.
espressioni
senta
rappre-
La
sua
più disparate,
152
e
STORIELLE
la
sua
voce
altro
i
assume
toni
sghignazza
egli
momento,
un
SICILIANE.
Un
Pasquino;
come
sospira
momento
vari.
più
fa
e
lo
fioso
smor-
,
Colombina.
come
al
appartengono
cavadenti
queste,
zitto,
ma
della
moine
le
altre
quelle
;
frasi
Quelle
che
palate
stram-
di
repertorio
del
sono
lo
nessuno
medico
;
senta,
son
la
bella
Menica
signora
un
,
del
moglie
padrone...
nel
Frattanto,
e
la
si
soprastante
compagnia
tizzoni
i
si
sbadiglia
contadino
un
Il
russa.
focolare,
e
leva
un
tro
al-
parte
;
scioglie
;
e
si
gradatamente,
sumano,
con-
,
nulla
più
tranne
il
ogni
rumore,
si
ode
latrato
in
dei
in
breve
cani
lontananza.
nella
che
masseria,
abbaiano
ad
FESTA
UNA
Nel
maggio
della
Sicilia,
miracolosa.
le
e'
era
festa
di
di
di
piazza,
schierati
del
bianca.
I
sole
all'
bussolotti.
grinzosa,
In
o
una
di
ditori
ven-
rone
tor-
la
sotto
di
tenda
una
passavano,
al
collo.
In
altri
giovine
certi
mia
accade-
tenevano
certi
i
e
ambulanti
giocolieri
che.
musi-
chiesa,
giro,
ombra
buri,
tam-
di
caramelle
in
mor
ru-
di
e
la
bacheche
colle
alcuni
di
o
merciaiuoli
gridando,
punti,
fischietti
di
un
fioche,
e
Per
giorni.
insolito,
innanzi
nocciuole,
paese
Madonna
tre
alte
di
stavano
sferza
durò
voci
campane,
Sulla
grosso
una
brulicame
un
confuso
un
festeggiava
si
La
vie
in
scorso,
il
una
cui
chia
vec-
volto
154
SICILIANE.
STORIELLE
somigliava
jjcl frutto
un
a
vendevano
la
Una
sorte.
di
\iolini
ceci
ad
onore
saltimbanchi
di
stoppa
magazzino
un
maritava
Peppe
con
.1
Nappa,
contadini
di
nuovo
fustagno.
tutti,
velluto
Le
due
dai
vivi
di
e
di
si
al
giorno.
il
vestito
di
panno,
uguali
erano
si
fini, ai
avanti,
sulle
tempie,
ai
fazzoletti
di
al
svolazzanti
traverso,
di
con
grosse
collo,
aria
e
vano
distingue-
sti\ali
larghi, agli
per
I mafiosi
corte.
picciotti dritti,
ornati
soglia
va
accapiglia-
volte
cotone,
ciocche,
colori
si
messo
strette,
ammassati
lunghe
capo,
i
calzoni
messi
sul
di
vita,
gli eleganti,
capelli
venti
cassa
Pulcinella
e
giacchette
senza
ai
dove
a\"evano
i
cuni
Al-
sulla
accesa,
vuoto,
dava
an-
sca
grotte-
la gran
Colombina,
con
ciechi
Madonna.
battevano
mangiavano
e
di
della
gloria
e
vere,
pol-
no
prediceva-
e
canzoncina
una
di
strimpellando
porta,
cantando
e
arrosto
compagnia
in
porta
coperto
ai
in
seta
retti
ber-
spaccona,
nappe
denti.
pen-
156
STORIELLE
fra
di
una
corsa
SICILIANE.
l' altra,
e
mandriani,
di
parecchie
mulattieri
brigate
mietitori
di
,
passavano
cavallo,
a
conducendo
il
innanzi
che
vera
intronavano
l'acre.
le
Ogni
cavalcava
di
di
via
maestra,
brigata
ogni
squadra
di
orecchie
ed
reti
di
e
di
campanelli,
davano
assor-
driano
man-
mente,
ricca-
bardata
mula
dava
an-
ri,
tambu-
ogni
mietitore,
una
coperta
ornata
Ad
palio.
una
la
per
gualdrappe
pennacchi
,
di
e
fronzoli.
I cavalieri
in
ancora,
vecchi
di
lana
a
d'
ripiegati
punta,
Apriva
che
la
carico
di
statuette
cacio
angeli,
alla
pasta
di latte. In
alla
una
cima
che
alto
bastina
trionfo
cavallo:
santi
Madonna,
e
lunghi,
nera,
uomo
fronde,
di
e
seta
un
mano
fiori
di
un
infisso
la
con
lucchetto
all' indietro.
marcia
teneva
gli
scarlatte,
di
di
dei
ze
fibbia, le cal-
a
forma
a
servavano
con-
—
il vestito
cinture
i berretti
cerchio,
regeva
oro
le
nome
parte,
brache
grigia,
orecchini
di
le
tempi:
altro
trovo
non
—
di
di
e
sto,
robue
sor-
legno
spighe
o
,
di
cervi, buoi, pecore,
facevano
Madonna
al trionfo
corteggio
della
miglior
torreggiava
UNA
una
di
corona
gran
Dalla
di
nodi
e
di
seta
di
e
rossa
i cavalieri
dall'
altra, camminando
: una
turchina,
frastagliata
di
ornata
che
palio
o
rabescata,
frange,
miloro.
di si-
o
il
pendeva
ricamata,
marezzata,
dorato
legno
corona
striscia
lunga
1^7
FESTA.
lunghi
da
tenevano
doni
cor-
una
te
par-
fila.
doppia
a
*
*
Lo
si
spettacolo
giorni
tre
per
*
rinnovò
d'artifizio, sparo
solenne
messa
si
di
che
che
di
forma
e
brillavano
vive
una
I
diversa
colore, simulavano
per
e
varie,
folta
mortaretti
e
nebbia
poi
di
Bengala
in
ogni
ve;
do-
mutavano
palazzi
e
tempi,
mille
me
fiam-
perdevano
tro
den-
di
si
nuta
mi-
di
che
momento
un
razzi,
pioggia
cartocci
bizzarre
prospettive
di
fracasso,
con
una
luce
proiettavano
di
girandole,
come
chi
fuo-
I
veneziane,
scoppiavano
luminosa;
vespro,
nazione
L'illumi-
in chiesa.
di
aria, ricadendo
e
mortaretti,
lanterne
componevano
bombe
neir
di
ballo
e
di
era
chi
illuminazioni, fuo-
furono
vi
giorni;
tre
per
fumo.
si^sparavano
verso
mezzo-
I5S
STORIELLE
giorno.
SICILIANE.
Erano
disposti
fila, lungo
fondo
stava
un'
sulla
quale
gettando,
Lo
a
vere.
pol-
più
rato,
ser-
il finimento
usciva
gliava
pi-
i
dalle
vetri
fonti
,
rullavano,
stormo
usciva
grido
campane
nella
no
suonava-
musicali
da
chiesa,
la
e
fiato,
perdi-
a
le
tutte
Madonna,
alla
irrompeva
le
bande
le
e
evviva
un
tardi,
pe-
poscia
tremavano,
case
l'acqua
i tamburi
un
di
pugni
; diveniva
quando
In
andavano
lento;
poco
e
le
rompevano,
a
a
vano
Somma-
grossi
fanatici
dei
plice
tri-
a
migliaia.
di
ruota
alcuni
poco
fuoco,
si
di
cominciava
forte,
più
dozzine
enorme
sparo
incalzava
maggiore.
divozione,
per
ed
via
la
parecchie
a
doppia
a
bocche,
popolazione
danzando.
*
*
La
chiesa
brillanti, di
pagliuole
dipinto,
ex-voti
fuor
del
una
di
frange
a
La
oro.
le
come
e
parata
era
veli
d'
*
Veneri
barella
nella
di
di
intagliata
e
e
marmo
di
carica
idolo,
un
navata
pesta
di
antiche,
colori
a
carta
madonna,
gioielli come
coro,
stoffe
di
stava
tro
den-
mezzo,
dorata,
ad
ot-
UNA
to
I
colonnini.
alto
squarciagola,
facendo
i
ro,
gi-
piedi, gridando
in
i fazzoletti
gettando
il diavolo
in
mano,
per
levando
le,
fanciul-
le
giovani,
tenendosi
saltando,
aria,
i
preti,
danzavano,
a
159
FESTA.
ed
il
invocando
Signore.
La
del
sera
I
alcuni
Poscia
cappe
in
le
bianche,
grigie
Seguiva
terzo:
san
cani,
sant'
col
di
sul
o
a
Agnese
colla
lumi,
gambo.
La
La
mezzetta.
le
con
le
con
rosse,
coi
fe
buf-
gonfaloni
cavallo,
ci,
cro-
pecora,
di
a
notte
chiusa,
e
delle
bande,
al
allo
coi
sant'
tonio
An-
data
circon-
e
di
sfilava
usciva
di
suono
fave
mente.
lenta-
chiesa
delle
scoppio
un
Vito
era
spighe
processione
IVIadonna
santo,
san
barella
Ogni
fiorita
altro
un
Giorgio
porco.
in
sergentinc.
santo,
un
do,
salmodian-
cristi, i crocifissi, le
le
e
mazze
sione.
proces-
confraternite
stendardi,
coi
svolazzanti,
altri
pianeta,
cogli
era
primi,
venivano
calate,
le
sfilavano
preti
e'
giorno
terzo
tima,
l'ulpane
cam-
de'mor-
l60
STORIELLE
taretti
de'
e
SICILIANE.
razzi
che
ignudi,
metà
gli
sul
petto
uomini
di
piedi
certi
le
e
spenzolare
metà
e
-avvisi
ricami
a
i
avevano
lasciavano
e
da
portata
,
di
sulle
d'
e
braccia
dal
collo,
spalle
Londra,
seta
fratelli
con-
come
ni
abiti-
grandi
oro.
*
*
via
La
villaggi
dai
donne,
un
cero
la
z'
piena
era
in
ordine,
a
scalzi, altri biascicando
marie,
in
coro
ni,
Uomiavevano
seguivano
rinfusa,
alcuni
scoperto,
capo
tutti
alla
massa,
sa
accor-
vicine.
tutti
mano,
in
gente,
città
fanciulli,
vecchi,
processione
di
zeppa
dalle
e
acceso
*
a
sen-
piedi
litanie, ave-
paternostri.
Quella folla, quelle voci, quei suoni, quei
lumi
qualche
avevano
,
Nulla
de'
può
moccoletti
sfilava
Le
di
grigie
tinte
di
le
vie,
lungo,
mura
rossastre.
La
un
come
lievi sfumature
sera
processione
fiume
di
co,
fuo-
si coloravano
dell' abitato
aere,
la
ondeggiante.
tortuoso,
L'
magico.
idea, neanche
Roma.
a
lungo
stretto,
un'
darne
di
cosa
in
alto,
era
fuso
sof-
Poscia,
bianche.
.
.
.
gradatamente,
chiesa,
va,
i fedeli
i ceri
di
DELLA
si
spengevano,
nella
MiRAGLiA
processione
gridavano
splendere
dileguava
N.
la
l6l
FESTA.
UNA
e
il
per
Storielle
1' ultima
i razzi
quadro
notte.
•
rientrava
Siciliane.
in
vol-
no
cessava-
fantastico
si
164
il
SICILIANE.
STORIELLE
ufficio
modesto
di
sagrestano
a
San
Matteo.
Sulle
tardò
non
buono,
che
lo
era
lo
funzioni
certe
sacre
di
Santa
le
Quarantore
Teresa,
lo
o
accendesse
gli
e
marito
è
che.
ce
L'olio
Don
incerale
chinino
nessuno
il
in
la
di
caffè,
colata
cioc-
di
gli portavano
d'olio,
orciolo
Sant'E-
a
tenga
che
dal
sarà
suo
mozziconi
refe,
ed
voglia
ostie
pillole, al tempo
di
per
rire.
mo-
lei.
per
lato,
mio
mulo
col
campagna
resta,
pada
lam-
una
perchè
notte,
liberi, sembra
ne
Saverio,
a
Saverio;
don
tornato
Dio
mento,
Sacra-
del
devote
per
dicevano:
tutta
accesa
monache
lampada
una
in
no
ma-
l'altare
festa
di
Le
biscotti.
Prenda,
—
la
per
in
Le
parava
frequeuza qualche
con
perchè
cui
a
quando.
metteva
egli.
rimpinzavano
di
e
hgio,
anch'
ceva
fa-
assisterlo,
gli
e
scudo
qualche
in
ad
ma
gli
e
quando
invitava
la
del-
vanitoso,
dolcezza
di
poi
ma
cappellano
prete
con
rcgalucci,
L'arciprete
Il
un
trattava
dei
umiliato;
senti
consolarsi.
a
chiesa,
mai
si
prime,
non
candele
negava
per
pigliare
delle
il
febbri.
Le
di
dell'altare
ai
bambini
loro
tardava,
la
suonare
gli
la
con
la
Tutte
burletta
le
due
in
tre
o
don
sacrestia,
in
piedi,
della
porta
in
dir
a
inverno,
portava
era
vecchia
una
paio
di
facevano
e
refe
grezzo.
ornato
a
magri
calzoni
risaltare
la
Sul
spesso
capo,
da
calze
enorme,
una
si
come
modo:
za
sen-
nera
fianchi,
corti
dei
la magrezza
le
traverso
un
troppo
grandezza
di notare
permettevano
gambe,
sui
poveri
a
giacchetta
vita, svolazzante
un
estate
vestito
sempre
stratto,
di-
che
prete
in
alia
intorno,
guardava
Così
tersi
met-
a
davanti
gradinata,
qualche
pitare
com-
abecedario,
andava
messa.
lentieri
vo-
fatto
aver
Saverio
e
lo
lui.
suU'
chiesa,
lantuomini
ga-
facevano
ragazzi
sulla
I
a
campane,
e
dopo
aspettando
recasse
le
con
mattine,
ed
ne
discrezio-
della
suonava
correndo,
oc-
prete
aspettarle.
confidenza
in
trattavano
il
grati
erano
quale
perchè,
e
onde
messa,
vizzi
i fiori
vestire
a
con
chiesa, perchè
in
distribuiva
feste
le
dopo,
gli sorridevano
entrando
protezione,
165
SAVERIO.
DON
vicinato
del
signore
aria
DI
PAZZIA
LA
di
che
piedi
le
delgrosso
co,
idrocefali-
papalina
e
lustra
l66
STORIELLE
r unto,
per
di
avvallata
al
quale
due
non
si
davano
freddezza
contorte
le
facevano
agli angoli,
do,
palli-
di
sottili, smunte,
in
modo
strano
somigliare
ad
una
sui
mu-
don
verio,
Sa-
mordace.
maschera
riuniti
galantuomini
ricciuoli
della
che
sapeva
alle
spingeva
pronunziasse
due
egli rispondesse
essendo
di
frasi
novizio,
giorno,
qualcuno
latino, perchè
anzi
di
rotta
in
un
che
volasse
inta-
e
bizzarra,
latine
che
che.
ecclesiasti-
cose
immediatamente
e
dere
ri-
ficilmente
dif-
tentazione
di
chè
per-
e
però
che
parole
frastagliata
o
bel
di
discussione
una
bibliche
alla
solito, bastava
il
tutta
divertirsi
tempo
alla
udire,
non
Resisteva
parlare
a
di
volevano
lungo
Per
finta
spalle.
sue
davanti
comparire
faceva
chiesa; egli
sedere
a
chiamavano
piazza,
vederlo
nel
Un
tava
sormon-
espressione
labbra
raggricchiate
e
ma
d' ambra
color
quale
sa
che
cioc-
macilento,
occhietti
che
e
depressa,
e
sbarbato,
volto
rade
fronte, vasta,
La
capelli grigi.
un
lo
alcune
spuntavano
stranamente
I
SICILIANE,
aveva
sa,
sconnes-
citazioni
rato
impa-
convento.
brutto
giorno,
PAZZIA
LA
il vecchio
ed
prima
che
chiesa,
Il
festa, predicava,
una
da
suonare
I
a
chiesa
la
alla
moda.
ogni
a
le
sera
divertente.
Il
cappellano,
primo
Le
lui, dagli angoli
facevano
il
Anche
le
certo
gusto
sussiego,
signore
non
si
che,
giovane
a
e
paese,
sospiravano
cappa
magna.
pigliavano
fatte
un
senza
disinvoltura.
giovani
sola
presso
donde
del
con
una
sto
que-
accorrevano
in
le
in
successo
prediche,
agiate,
schieravano
il
dolce,
sue
folla,
spettacolo
buon
eleganti
perdevano
santa,
lo
remoti
bonariamente,
contadine
in
recava
attore
vedendolo
alle
si
beghine
più
diveniva
credito,
un
bocchino
divotamente,
faceva
borbottavano;
Giacomo,
otteneva
straordinario.
momento
campane.
quando
don
era
caso,
vi
gente
teatro,
un
terla
met-
pontificava,
pigliava
La
in
come
Le
volendo
vicini, assordati, seccati
ma
è
mane
venne
di-
rispetto parlando.
con
mare,
vista, celebrava
in
La
successe.
cappellano,
nuovo
rì,
mo-
tranquillissima,
era
di
porto
un
Matteo
gli
giovane
prete
un
San
di
cappellano
167
SAVERIO.
DON
DI
delle
la
sapevano
sopra
sue
piletta
che
to,
tutse;
mes-
l'acqua
del-
egli
l68
STORIELLE
passerebbe,
mentre
e,
sotto
.SICILIANE.
mi
Vossignoria
—
le
Egli
Siate
Una
dire
volto
dignità
la
e
di
si
beatitudine
pingue
un
vo.
vesco-
nava
illumi-
un' espressione
nere;
sul
dipingeva
rotondo
e
di
celeste
raggio
grandi pupille
sue
di
verità, in quei momenti
la
specie
le
dulgenza
in-
con
figliuole! sante!
l'unzione
aveva
sorridendo
bisbigliando:
sante,
Bisogna
bassi:
benedica.
benediceva,
e
—
occhi
cogli
voce,
vano
dice-
gli
passava,
la
come
questa
espressione
diveniva
più
meglio
visibile, in
presenza
di
suo
E
luna.
efficace,
certe
relle
so-
Caminiti.
Erano
che
maggiore
non
poeta
soleva
di
le
forse
aveva
locale
di
scarpettine
tre
avevano
erano
con
chiesto
sempre
Rosalia,
di
le gonne
sulla
Diversi
loro
rifiutate
seta,
coi
con
pelli
ca-
fronte, parevano
contadini
mano;
a
—
ni
gior-
Nei
pelle verniciata,
la
Un
anni.
Grazie.
tre
sfioccati
signore.
la
poeti dappertutto
sono
le
festa,
ondosi,
si
ci
—
di
nome
ventitre
ancora
chiamarle
gran
il
portava
cui
di
contadine,
giovani
tre
esse
maritarsi.
ricchi
però
Nel
PAZZIA
LA
soleva
paese
delle
DI
DON
169
SAVERIO.
dirsi, scherzando,
sorelle
tre
che
aspirava
a
na
ognuun
sposare
galantuomo.
Qualunque
occupazione
San
di
avessero,
Matteo
la
o
la
la
celebrata
di
andava
chiesa,
Giacomo.
don
confessarsi,
per
E
suonassero.
lo
data
vedeva,
la
buffetto
amorevole
Un
giorno,
regalarle
la
la
per
cioccolata;
a
di
poco
ed
andarvi
essere
da
rossiva,
ar-
diceva:
c'è?
sacrestia, per
giorno
tavoletta
poco,
ella
sé
sola,
pregata.
un
Ella
male
altro
una
le
aver-
dava
egli le
in
regalarle
suno
nes-
dopo
le
in
pane
cam-
siccome
Che
un
a
altra
le
guancia.
condusse
santino;
un
condusse
di
sulla
arrossire!
non
era
sola
che
Giacomo,
quei momenti,
Via,
—
prima
assoluzione,
santa
in
mattino,
allora,
don
due
Qualche
buon
di
si
lia,
Rosa-
seconda
la
ria
fue
ascoltava
se
—
spro,
ve-
in
volta,
Qualche
una
il
o
azzuolo
maggiore,
da
volta,
messa
Casimiro
chiesa.
invece
la campana
mettevano
esse
di
sorella
messe
la
predica,
in
qualunque
appena
suonava
mantellina
recavano
facesse,
tempo
prese
senza
ve
di
bitudine
l'a-
sogno
bi-
170
STORIELLE
SICILL\NE.
visite
Quelle
ripetute
don
Saverio,
il sacrestano.
suoi
costumi
gli
che
davanti
diverse
a
il
continuò
Egli
i cordoncini
camice
del
Saverio
la
con
salutava
più
;
fingeva
rifiutava
sempre
ogni
che
è
stato
posto
dove
Rosalia
nulla,
e
don
egli
santo,
si
zi,
An-
annodava
male
ha
anzi
comincio
gliarsel
pistrarsi
mo-
a
fanciulla.
Non
la
cortesia,
ogni
cosa,
bara
che
le
benedetto
cotone
Gesù
di
sto,
Crisul
applicato
dolore,
lo
guarisce.
si. accorgesse
mostrarsi
a
forse
Entrando
seduto
potendo
non
;
e
un
miliarità
fa-
una
vederla
pareva
Saverio.
e
non
quel
continuava
stava
di
nella
non
prima,
come
di
messo
venerdì
al
e,
cappellano,
po'
spalle
rocchetto.
sgarbato
un
pellano,
cap-
te
abitualmen-
gli
e
grande;
col
al
gli pareva.
sopportava
così
perfino
che
sa
mes-
manifestò
nelle
gli aggiustava
del
a
sentimenti
quello
Rosalia
Don
donna.
strinse
dei
comprendere
vestirsi
si
fare
pieghe
di
propri
quale
a
ora,
le
i
austerità
potesse
una
volte
L'
vietava
sacerdote
un
scandalizzavano
in
più
in
cima
di
di
cortese
prima,
chiesa,
alla
so
ver-
tre
men-
gradi-
172
SICILIANE.
STORIELLE
Qualche
ne.
innanzi
al
fantasticamente
certi
In
le
di
voce
lei.
bella,
tra
il
vestire
sonno
altro
il
scherzando
faceva
altare
elevando
la
dire
per
—
Il
gli
occhi
di
vero,
po-
freno,
che
va
ciancia-
che
poi
triglia
o
a
l'
dal-
morta,
voltandosi
fedeli:
ai
vobiscnm
Doinnms
sacrilegio
non
non
e
!
avrebbe
non
ma
i sensi
forse
e
pisside,
sacra
più patente;
Egli
cappellano
e
pagna
cam-
era
il
mordere
Rosalia
con
Ma
paese.
a
in
vivere
a
fosse
Se
lì baracca
piantato
toccava
burbero,
e
1' appetito.
andarsene
messa
d' ossessione.
brusco
e
un
gli
a
sa
mes-
i rintocchi
che
specie
diveniva
in
e
la
!
una
burattini, per
o
la
del-
il tono
pareva
ricco, avrebbe
stato
che
persuaso
suonando
! Rosalia
Saverio
perdeva
censo.
dell' in-
spire
avessero
gli
insomma
Don
le
sorgere
ripetessero:
Rosalia
Era
vedeva
era
Spesso
campane
—
la
il turibolo
agitando
momenti
il vespro,
delle
prete,
dell'organo
canne
o
volta,
altra
l'anima
avrebbe
il solo
di
potuto
essere
sacrilegio
don
potuto
bava
tur-
Saverio.
dire
di che
DI
PAZZIA
LA
Da
qualche
ed
tempo,
più
più pallido. Così,
la
bruttezza
sua
Siccome
non
i
se
se
si
non
ogni
momento:
O
—
I
vi
così
e
gli
che
da
un
Saverio
proprio
i
per
della
Se
Ma
di
aspettare
i
lingua
volta, tirato
alla
si
lagnar-
per
della
tela
corrut-
perversità
simili.
quando
solo, sull'alta
morti
sua
precoce
cose
per
letta;
burglia.
vo-
mischiava
tempi,
della
preti,
la
si
la
erano
soltanto
era
altre
solito,
gli
qualche
dei
ecclesiastica,
ed
gro
ma-
devano
preten-
aveva
ne
labbra;
gli
tristizia
femminile,
così
fare
non
capelli,
conversazione,
siete
e
i frizzi
ed
tagliava più.
non
la
sul-
evidentemente,
sulle
pezzo
avveduto,
domandato,
discorso
Il sorriso
chio,
spec-
?
attaccar
don
allo
conversare
che
succede,
brutto
a
avessero
galantuomini,
ma
mai
forse
riuniti
e
meglio.
guardava
galantuomini
ma,
pri-
deformità
sua
sarebbe
ne
piazza
ad
la
tudine
soli-
di
magro
risaltavano
non
la
molto
amava
divenuto
era
orribilmente.
soffriva
soffriva; però
male
I73
SAVERIO.
DON
gli
servire
toccava
la messa,
gradinata,
con
ad
deva,
se-
una
STORIELLE
174
gamba
col
SICILIANE.
sull'altra,
E
aperta.
le
fondo
da
notte
Ora
all'
in
entrò
assorto,
chiesa
Saverio
in
tutto
nel
di
di
beccavano,
con
dei
sugli aggetti
rossi.
Provava
che
col
capo
vita.
desideri,
l'ali
il
no,
correva-
formicolio
come
Aveva
soddisfarli.
le
scoperto,
alla
con
balconi
le
molte
che
si
do,
cinguettane
e
pendo
sa-
va
Guarda-
passere
tremanti,
fonte
mento
au-
soffriva
e
solito
in-
golare
sinun
martirio, vedendo
andavano
se
gros-
risveglio
un
un
d' invidia
rava
spi-
il cielo.
qualcosa
potere
occhio
con
Saverio,
elettricismo
di
lano
cappel-
caldo; alcune
il corpo,
e
il
maggio;
traverso
a
molti
non
di
avvertiva
forze
lumicini
don
Era
di
sangue,
aspirazioni,
che
che
e
vento
inseguendosi,
Don
due
come
vide.
cariche
nuvole
mente
vaga-
tremolavano
che
avvenne
leggiero
un
senza
spengersi.
a
lo
non
gamente,
lun-
intorno
pupille
mattino
un
silenzioso
errare
occhiaia,
vicini
della
posizione,
mutar
piccole
ginocchio,
palma
stava
lasciando
muoversi,
in
sulla
così
senza
sul
gomito
appoggiato
mento
mano
col
sui
tetti
le donne
ritornavano
braccia
nude,
LA
coi
PAZZIA
vasi
grandi
sul
Rosalia
malgrado,
turbatissimo.
si
Quando
fu
gli
perchè
a
Trovò
la
un
zo;
pez-
vestire?
rispose
dov'
scamente
bru-
era,
il cappellano
contro
Per
un
fuoco;
sul
pensò
nulla.
rato,
esaspe-
mento,
mo-
spirito gli bollirono,
lo
pentola
di
Poi
non
,
e,
per
percepì
gradatamente,
to
calmarsi, riacquistò il sentimen-
cose;
allora
sacrestia,
la
a
lei,
non
curò
da
medesimo.
e
una
momento,
verso
briante
ine-
disse:
voi,
rimase
sé
sangue
bolle
ella
andate
contro
contro
e
delle
profumo
suo
in chiesa
vestirlo
egli
furibondo
cominciò
si,
avvicinar-
Saverio.
passò;
si
lo
a
don
non
è
non
Andate
quel
il
pebre,
pal-
lontane,
cose
sentiva
vicino,
Giacomo
Don
come
le
suo
femmina.
di
il
la
nell'aria
avvertiva
Ella
le
sogni,
vedeva,
traverso
a
vedono
nei
dormendo,
la
intuito,
avrebbe
Non
nondimeno
per
come
—
ti
stret-
se
piazza; egli chiu-
sulla
vederla;
o
fianco,
sul
appoggiati
comparve
gli occhi,
—
1/5
SAVERIO.
DON
saliente.
seno
voluto
DI
porta
per
si
avviò
vestire
chiusa;
la
sospirando
il prete.
sospinse,
ma
,
1/6
STORIELLE
potè
non
rispose.
SICILIANE.
Chiamò
invano,
don
—
o
faccio
uno
Dava
le
con
quando
si
e
dimeno
Nonanzi
dentro;
mise
stare
tempe-
a
passio,
la
mantellina
stupito,
stupido:
al
calata
lasciò
per
la
na
settimasa,
chie-
in
nel
momento
sacrestia
sugli
si
rossa,
occhi.
dicendo,
passare,
di
forte
fuori, confusa,
venne
la
più
della
porta
Rosalia
la grattava
entravano
chiasso,
Saverio
mo
stor-
a
porta:
gridava
persone
dal
Evviva!
campane
alla
pugni
il
canta
infine
la
con
RosaHa.
si
le
unghie;
attirate
e
Allora
pre
sem-
scandalo.
Varie
santa.
aprì
là
suono
pedate
quale
ch'erano
ma
dire:
a
Aprite,
e
e
udirli.
pareva
e
Giacomo
gli
nessuno
e
ripetutamente,
sapeva
gli
Picchiò,
aprirla.
Don
freddo,
evviva!
—
scoppiò
Dopo
E,
sempre
quel
da
ridere.
ride
giorno,
:
Evviva
—
Ecco
a
la
! evviva
sua
!
pazzia.
sempre,
dice
AMORE
la
moglie,
né
fresco
ambulante
vicina.
qualche
quando
recarsi
ma
;
dai
dalla
In
occhi
due
bassi,
di
anni
un
la
di
ogni
e
si
cenza
liin
menica
do-
facesse
camminasse
salutare
senza
parole
quando
messa
che
serva
ditore
ven-
bensì
aveva
condizione
a
accompagnare
cogli
per
facciars
af-
né
due
parenti
veva
do-
poteva
chiamare
Ella
chiesa
in
e
per
lui,
non
terrazzo,
scambiare
o
di
non
casa,
sul
finestra,
alla
di
in
era
assenza
Giovanna,
signora
il
prendere
con
Neil'
alcuno
ricevere
Ramingallo
Martino
proverbiale.
divenuta
sua
di
gelosia
La
MORTE.
E
alcuno.
matrimonio
la
signora
,
Giovanna
N.
DBLLA
non
MiRAGLiA
aveva
-
Storielle
mai
Siciliane.
fatto
di
parlare
la
1/8
STORIELLE
.
sè;
aveva
SICILIANE.
tenuto
sempre
Martino,
istintivamente,
pochissimo
qua
di
e
le
per
e
improvviso,
sorprendere
La
Si
ogni
in
za
obbedien-
gli
non
di
vestita
dianzi
Chi
?
.
anticamera
Ella
e'
:
sorrideva,
dei
era
.
modo
le
gnorante;
voleva
a
chi
una
parava
aveva
la
turca
:
la
.
fendersi
of-
senza
In
in
sua
cosa
naturale.
testa
piccina;
fondo
to.
mari-
suo
Somigliava
donna
una
di
gelosia
bene.
»
.
dolcezza,
con
della
parlavi,
fa ?
poco
sospetti degradanti.
orgogliosa
Gli
Con
chè
Per-
«
Perchè
?
.
qui,
era
.
va
vede-
tempestava
uomo;
?.
no
pareva-
tutto;
sciocche
così, oggi
dita
de-
sempre
.
sei
per
casa,
Tanta
domande
seduta
stai
a
,
adombrava
in
di
moglie
sua
s' insinuava
gli
calma
rassegnazione
rivale
un
l'
al-
ma
;
fosse, qualunque
domestiche.
naturali.
fumando
botteghe
sempre
tanta
e
di
moglie.
sua
cure
occupava
giornate
ansante
correva
trovava
alle
le
dovunque
mente,
Si
sospetto
un
geloso
cianciando,
le
per
se
facesse,
cosa
lei; passava
mirevole.
am-
era
ragione.
là, oziando,
piazze
nella
marito,
suo
senza
di
condotta
una
che
qualvitù
schiai-
Era
non
cor-
l80
STORIELLE
I
due
vide
si
legni
il fuoco
SICILIANE.
di
quale rispose
con
alcune
ancora
rimisero
si
in
va
muove-
saluto
un
lieve.
Gueli
Lorenzo
e
si
inchino
un
Ramingano
legni
indovinò
e
Giovanna
che
sigaro
un
tenebre,
nelle
fermati.
erano
tino
Marbiarono
scam-
i due
parole. Dopo,
cammino,
al
dietro
uno
air altro.
Dove
—
Giovanna
a
tuo
avertelo
Ripartirà
nostra.
amico
?
domandò
detto.
Viene
marito.
suo
Credevo
—
il
va
domani
sa
ca-
a
la
per
sua
tenuta.
Giovanna
cadde
marito,
suo
che
dalle
così
geloso,
Il
Gueli
signor
era
ma
La
dunque
forse
di
giungendo
delle
candele.
Aveva
fisse
qualche
sue
nel
Era
casa,
bel
un
dolce
pupille
vuoto,
immagine
casa
pria...
pro-
gio
colle-
in
ne;
giova-
essere
Giovanna
a
1' aspetto
gentili. Le
in
brutto.
maraviglia
allorché
mai
re
permette-
stato
era
lui; doveva
con
poteva
alloggiasse
uomo
un
Come
nuvole.
si
lo
attraente,
vide
al
giovane
le
e
me
lu-
do.
bion-
maniere
stavano
azzurre
come
accrebbe,
se
vente
so-
vedessero
lontano,
non
AMORE
si
dove,
sa
al
MORTE.
E
là
di
del
161
mondo
nostro
.
Giovanna
insolito, nel
piacere
un
provava
.
.
guardarlo.
Al
mattino
in
ma
Martino
in
casa
di
lo
aspettava
Sul
più
nella
trovarlo,
di
le
pareva
distrarsi.
verso
per
bene
era
egli
creda
gente
qualche
rideva
tranquillo.
non
era
trovarsi
con
si
recava
sotto
D'
in casa,
con
vedere
in
monotona.
sentiva
quel giovane
nella
se
ordine
qualche
Si
tono
commet-
tronde,
alrenzo
Lo-
Giovanna
e
fraquenza
a
camera.
sua
però,
Ella,
La
suo
cominciò
gelosi
si
non
il
gradatamente,
poi,
viveva
di
evitava
sorvegliava
mariti
simile.
allorché
Giovanna
stanchezza,
che
Martino
naso.
stava
I
spesso
incongruenza
il
fosse
soli.
lasciarli
pronta
impazienza.
moglie;
fiducia,
fosse
dalla
sempre
Ramingallo.
con
sua
e
;
va
occorre-
momento
era
principio, Martino
amico
Gli
ogni
stanza
sua
partì
,
spesso.
venire
e
La
tenuta.
a
tornò
seguito
andare
Lorenzo
seguente
e
cosa.
egli
se
L'
sogno
bi-
aveva
esistenza,
Provava
il
ora,
bisogno
di
invicibilmente
attirata
gentile
to
tut-
camera
e
quasi
timi-
l82
SICILIANE.
STORIELLE
do,
burbero
cosi
da
diverso
tanto
curiosità
di
nascondessero
occhi
azzurri
si
riflettessero
lucidi
il
come
udir
voluto
si
serena,
in
quegli
tratteneva
S'in-
mare.
lungo, volentieri,
a
vrebbe
fronte
quella
e
dente
un'ar-
quali pensieri
sapere
dietro
quali immagini
spesso
Aveva
brutale.
così
e
marito,
suo
lui;
con
quella
sempre
a-
voce
soave.
Egli
e
nondimeno,
che,
avendo
altro
seduti
giorno,
al
portava
collo.
subito
!
Signora
—
Perchè
—
Egli
rispose.
non
Non
Che
folata
volto
di
eh'
di
renzo
Loella
si
rosso
,
tremante
voce
;
via.
! andate
?
aria
con
—
una
divenne
con
signora
lazione,
co-
a
siesta.
fazzoletto
Egli
disse
e
sul
del
testo
pre-
no
chiacchierava-
finestra,
sbattè
cocca
di
1a
trovare
troppo
po'
un
lei
con
aprirle, col
mentre
la
presso
una
alzò
fare
sciroccale
vento
fece
mangiato
voleva
Un
di
rifiutò
e
grado
le
giorno
un
chiusa,
porta
buon
di
stava
pure
voglio
faceva
Ella
sorrise
ed
provocatrice:
andarmene...
Martino,
in
quel
momento?..
giunse,
ag-
AMORE
Me
—
E
andrò
ne
si
mosse
E
—
Ella
chi
che
?
cosa
collo,
preso
che
sul
ridere.
a
avete
Tirò
io
tese
voglia
il
le
come
che
si
e
vogliono
le
con
volesse
quasi
,
fare:
a
avanzò
Lorenzo
verso
mise
si
?
portava
quando
balie
se.
dis-
mangiarvi
volto,
bambini,
i
spaurire
lupa?
una
per
il fazzoletto
capo
nascose
71ÌL ! iiJi!
mani
di
?
scoppiò
Credete
al
lei.
voi.
Mi
—
chiese
paura.
di
Di
—
Lorenzo.
uscire.
paura?
Sì, ho
—
io, disse
per
Avete
—
183
MORTE.
E
graffiarlo...
afferrò
Lo
gli
Ella
lasciò
la
falda
libero
e
disse
Vedete
—
male
vestito.
bisbigliò, ve
tirò
gli
del
E-
pallido.
era
Lasciatemi,
—
lo
ed
tremava
falda
la
per
che
non
un
ne
prego.
;
poco
infine,
:
vi
ho
alcun
fatto
!
—
Chi
lo
sa!
rispose
Lorenzo,
con
un
sospiro.
Partì
giorno
per
la
finisse,
tenuta,
sua
e
non
tornò
prima
più.
che
Giovanna
il
184
STORIELLE
SÌ struggeva
giornate
Non
ad
le
che
alcun
di
non
gusto
che
Ogni
Perchè
Non
—
E
un
E
—
amico
di
egli
davvero
un
da
una
di
marito
suo
timenti
sen-
:
Gueli?
Lorenzo
vedere?
e
:
che
pezzo
il mio
Andiamo
a
Ella
varlo.
tro-
indossò
paglia, rotondo,
bianco,
grigia,
e
si
nato
or-
nì
mu-
ricamato
tutto
ranci.
mostrarsi
Lorenzo.
elegante
Il
avvicinarsi
grande,
lei
a
legno.
piuma
gran
parasole
di
i
suoni
gridellina, lucente;
mussola
cappellino
forte, neir
era
il
un
Voleva
occhi
viene.
non
di
rossi
pianoforte,
nei
disse
gran
attaccare
fiori
lente
do-
so.
Lorenzo
un
più
mattino
vestito
mise
lascia
lo
Fecero
un
a
amico
il tuo
si
non
esalare
chiedeva
tanto
fa
il
non
Era
leggere.
a
tempo.
dominavano.
la
Che
—
ed
il
lavorare;
suonare
saper
trasfondere
per
di
Non
eterne.
passare
voglia
Ora, le
invano.
lunghe,
modo
più
aveva
provava
di
aspettarlo
parevano
in
sapeva
SICILIANE.
ma
cuore
alla
bassa,
e
le
bella
agli
palpitava
tenuta.
di meschina
La
sa
ca-
ap-
AMORE
addossata
paranza,
in
schiacciasse.
era
deserto;
angolo
un
il
incontro
ai
suoi
Martino,
che
bianca,
di
colpì
accanto
Si
—
E
si
e
sta
sdrajò
Lorenzo
a
un
bene
sul
coperta
vano
vede-
si
ritratti, tolti
tavola.
libri
fucile
Un
in
un
golo,
an-
rugginoso.
disse
letto;
sedevano
bili,
mo-
Parecchi
vomere
qui,
di
menti
orna-
era
diversi
sulla
di
senza
appoggiato
stava
soffitto
opposta
illustrato.
sparpagliati
due
finestra,
era
stanza
priva
parete
vignette,
e'
una
—
col
ma
parete
giornale
un
erano
a
Una
santini; sulla
da
abitabile
alla
sorta.
alcune
signora,
non
casa
altre, quasi
tende
senza
andò
te
cordialmenalla
la
tutta
stanza
le
come
devolmente
gra-
inaspettata,
mano
fresca, pulita,
canne
di
la
In
sola
una
sorpreso
smontare.
a
Entrarono.
e,
do
uden-
ve
compar-
salutò
amici,
porse
ajutarla
per
visita
tile
cor-
dormicchiava
Lorenzo
soglia dell'uscio,
rca
pa-
il
abbaiare,
ad
legno.
della
che
caldo;
che
cane
mise
del
rumore
sulla
Faceva
un
si
roccia
una
a
la
185
MORTE.
E
Martino.
mentre
presso
sua
alla
glie
mo-
vola.
ta-
l86
STORIELLE
Come
—
il
passi
al
Giro
la
maggior
,
giorno,
la
per
Poi, quando
Ah,
—
ti
Provava
e
di
riposi
dormire,
il
La
dolce
rilassava
Le
cullavano.
Un
Lorenzo
A
poco
e
sorridendo,
silenzio
a
chiedendo
—
tò.
addormen-
russava.
si
Ma
tacquero.
lei che
Fu
rono,
guardail loro
e
lo ruppe,
più
venuto
in
nostra?
Ve
—
l'ho
perchè
—
Mi
già
ho
credete
non
voce:
siete
non
lo
moglie
Giovanna
lungo.
sotto
Perchè
palpebre.
sua
si
poco,
za
for-
Una
le
di
sta.
te-
stanza
d' inconvenienti
pieno
era
durare
poteva
e
preso
alla
ì nervi.
dopo,
Lorenzo
sole
della
e
a
!
si
riposar-
dato
aveva
chiudeva
di
momento
Allora,
Il
pure.
gli
gli
di
bisogno
dolcemente
parole
Bravo
?
temperatura
irresistibile
sarmi
ripo-
a
vengo
dormi
?
egli
viaggio
i lavori.
dormo.
grande
un
durante
gli
stanco,
sono
del
parte
Sorveglio
tenuta.
leggo, fumo,
e
gendosi
vol-
aggiunse
tempo?
amico.
suo
Bene.
—
SICILIANE.
te:
schiettamen-
confessato
paura
di
dunque
voi.
pericolosa?
sa
ca-
l88
STORIELLE
Io
—
SICILIANE.
Il
pure...
delitto
.separati...Ho
abbandono
!
è
non
di
dopo
cucina
arrosto.
La
la
sulla
con
Ah
! fra
fra
Sedettero
era
non
capiva
tanto
mangia
e
tavola
come
per
ora
si
era
;
non
vano.
scambia-
cominciarono
subito
un
a
po'
continuamente,
gazza.
qual ragione
riserbata,
dendo
ve-
fame.
moglie
che
una
frutti...
di quanto
sua
bevve
cacio
! disse
! Ho
e
tò
presen-
di
si
e
parare
pre-
di
svegliò.
lieta, parlava
volubilmente,
si
pieno
sospetto
Giovanna
mangiare.
vino;
a
per
forma
occhiate
delle
accorse
capretto
si
Lorenzo
re
odo-
soprastante,
stanza,
Bene
more.
ru-
grato
un
una
poco,
alcun
aveva
forno
udito
contadino
preparativi.
avvenuto
di
del
Martino
i
si
moglie
paniere
un
rumore.
Non
un
con
tuo
mi,
trovar-
a
Aveva
veniva
Un
del
te
malinconicamen-
nella
tavola.
soglia,
e
—
entrò
vere
vi-
felici.
sé.
al
messo
polli,
spesso
il capo
da
di
tanto,
Saremo
respinse
aver
fresco
verrai
Dalla
alcuni
Al
Ora,
scosse
la
e
sofferto
vero?..
Lorenzo
.sarebbe
ella
fosse
Martino
d' ordinario
tanto
e-
AMORE
Quasi
spansiva.
così.
L'
pure
a
Ma
la
volto;
Avrebbe
non
ridere;
inflessioni
di
sul
il
di
piede
de
pierenzo,
Lo-
entrambi,
e
non
più;
il
parlare
a
adesso,
voce,
nel
coltello
punta.
aveva
continuò
sua
e
si contenne.
e
matura;
era
amare
riso
suo
c'era
e
aveva
cosa
qual-
sarcastico.
Quando
il desinare
alla
To
—
le
sul-
visto
sforzo
uno
la
ma
nel
il coltello
ammazzarli
non
mangiò
il
tavola.
tagliente
era
Non
a
fece
fece
scolorò
aveva
posato
alla
vendetta
attaccò
raccattare
terra,
per
voluto
ma
si
più,
gli morirono
a
moglie
sotto
La
il riso
e
chinandosi
sua
si
tratto
un
a
cadutogli
subito;
moglie
sua
di
egli cianciò, rise,
parola
labbra:
di
di
lui. Anch'
chiasso.
gli piaceva
quasi
allegria
189
MORTE.
E
!
finestra
fu
e
disse
di
stormo
uno
facciò
finito, egli si af:
pernici
lassù,
,
sul
colle.
il fucile
Prese
di
ucciderne
guardò
stoppie.
ed
come
qualcuna.
camminare
Poi,
uscì,
vedendolo
per
un
per
re
tenta-
Giovanna
poco
scomparire
lo
fra
le
lonta-
dietro
no,
si
buttò
I
collo
al
le
capelli
in
due
di
le
capaci
Ora
sei
donne
deve
Martino
Egli
che
sangue
di
gli
da
ricinse
il busto
si
che
quegli
carboni
A
un
le
con
sue
dichiarò
nel
caldo
femmina
resisteva
egli
egli
ciamento
quell'abbrac-
l' alito
Ma
il capo.
eh'
che
qual-
gli infondeva
due
vedendo
di
sorprenderci.
robusto,
come
girare
Allora,
di
di
corpo
scoppiettanti
facevano
forse
l' odore
dal
to.
presentimen-
accorto
dolcezza.
Giovanna,
vaporava
essersi
nondimeno
tanta
tanto
sol-
sono
diceva.
triste
un
svincolarsi
voleva
cui
di
za;
paz-
1' intraprendenza
mio,
tutto
medita
e
cosa
Pareva
oneste.
ho
Lasciami;
—
caviglia,
aveva
amore;
mio,
alla
nere.
l'impudicizia
e
—
trecce
assetata
e
brusco
quel
a
fino
scesero
bellissime
porta
Lorenzo.
snodarono
le
la
,
di
si
e
era
chiuse
poggio
un
movimento
di
SICILIANE.
STORIELLE
190
le
occhi
accesi, gli
certo
to,
punella
ancora,
lunghe
vinto
e
ce.
trec-
cessò
resistere.
abbracciati
Stavano
tra
allorché
si
i baci
udì
un
le
strettamente,
più
lieve
parole,
insensate
rumore
gliavano
bisbi-
sul
tetto.
AMORE
Lorenzo
disse,
E
levò
sotto
il
MORTE.
I9I
l'orecchio
tese
capo,
e
voce:
Ascolta
!
—
Sarà
qualche
—
No,
—
Siamo
stati
ella
smossi;
la
tratto
Siamo
Ella
più
fiamma
rimbombò
fucile
Lorenzo
per
allo
stesso
i
Giovanna
loro
cuori
punto.
a
a
Lorenzo
si
ma
lui.
I
un
l'uno
cora.
an-
avviticchiò,
loro
tevano
bat-
cuori
sull'altro....
brillò,
nella
e
terra;
a
filtrava
fucile.
nulla;
forte
erano
comparve
bisbigliò
violenza,
fosca
sole
dove
un
disse
con
Una
di
perduti!
non
strinse
da
punta
tegoli
di
raggio
canne
—
Martino...
lui.
Alcuni
pure.
un
le
traverso
è
gatto;
un
!
perduti
Guardò
si
è
non
gatto.
e
un
colpo
stanza....
caddero
cessarono
insieme
di
re
batte-
di
ROSOLINO
DON
Ogni
da
tanto,
vita
Questa
che
prenda
io
nella
di
In
giulebbe,
certe
e'
il
N,
o
MiRAGLJA
pagargli
un
bicchiere
-S"orie//e
tadina
con-
vecchio
un
mo
col-
pieno
soldo.
un
o
la
sera,
do
quan-
l'ombra,
calava
parecchi
ad
ni
giorstando
rime-
qualche
con
a
a
i
chinino,
mattina
andavano
ajutavano
DELLA
la
sole
stagioni,
preti
lo
per
ore,
era
le
e
tardava
pretendeva
o
bisogna
passava
pesando
leticando
unguenti,
conto
medesimo:
durare;
male:
molto
spezieria,
che
sé
solino
Ro-
moglie.
infatti
Viveva
fra
può
non
Don
tempo,
diceva
speziale
lo
—
lungo
do
secon-
galantuomini,
tenergli
ammazzare
Siciliane.
versi
di-
compagnia
il
tempo
,
13
STORIELLE
194
rivangando
pettegolezzi
i
qualche
del
se
andavano,
la
prossimo;
ma
alle
poi, quando
tutti
bisognava
ridursi
e
aggrottavano
ra,
Allo-
paese.
rideva
quando
spezieria
si
ciglia
del
Rosolino
don
volta,
spalle
ne
SICILIANE.
a
la
e
dere
chiule
casa,
sue
veniva
di-
mente
sua
cupa.
Era
solo
al
servi
nò
1' acqua
dal
cattivo
cibo
di
gli
;
Teresa
toccava
gli
mezzogiorno
a
rado
il letto;
Un
stanze.
alto
i mobili
e
bianche,
erano
di
non
le
masserizie
e
guisa
a-
don
Certo,
d'unto;
di
le
serve
CO.SÌ
oggi
! D'
luridi
era
serva;
una
tanto
sono
i
facilmente
altronde
,
copriva
larghe
chie
mac-
ragnatele
festoni
devano
penfitti.
sof-
dai
abbastanza
co
ricdava:
si fi-
non
ma
immorali
padroni,
gli
le
pareti prima
da
le
Rosolino
prendere
per
le
;
di
mai
polvere
deturpate
sputi
Rifaceva
quasi
di
gamento
pa-
no,
pentoli-
un
punto.
strato
il
ro
monaste-
dietro
mandava
spazzava
sé
freddo
del
dentro
in
renti
pa-
da
tirar
a
mangiar
a
favore,
per
nò
aveva
l'abbadessa
che
Santa
non
;
e
pozzo
e
d'
mondo
pareva
e
al
bano
ru-
giorno
che,
con
196
STORIELLE
facilmente
da
il
provano
le
chi
SICILIANE.
di
bisogno
ami
sensibili
le persone
tutte
amare
non
o
e
che
no
trova-
non
decidersi
sanno
a
,
scegliere.
Rosolino
Don
voleva
di
Giulietta
di
di
da
Francesca
di
poi
di
piacciono
mai
a
Rosolino
la
cose,
due
tre
speranza
i suoi
le
e,
di
di
d'
;
ma
che
sa
pendon
altronde,
per
all'età
ad
del
Palermo,
trovare
gusti
Romeo
Nessuno
fino
fanciulle
a
se
aves-
darsi
guar-
frequenza.
con
viaggi
curava
l'eleganza
e
egli proclamò
per
si
affaccendato
specchio
anni,
una
tornò
alta
di
il
voce
paese
con
sposa
ogni
qua-
e
ce
fe-
la
creta
se-
condo
se-
volta
solo.
scoraggiato,
poco
fisiche
sé,
trasporti
lato, egli
donne.
troppo
disprezzo
A
alle
lungo tempo,
o
Non
distinzione
siffatte
Durante
ardenti
suo
qualità
tanto
era
allo
rant'
le
no
Paolo,
dal
in
no
abbando-
puro
Rimini.
se,
sapere
oppur
del
degli
e
roina
all'e-
riunisse
e
qualcosa
era
somigliasse
dramma
qualche
esempio,
per
che
non
altissimo,
ideale
un
giovane
una
e
sempre
Aveva
mai.
contento
o
cercava
a
poco,
giunse
un
momento
in
ROSOLINO.
DON
cui
e
decise
di
tórre
del
di
transigere
in
moglie
Le
paese.
parecchi
per
fermò
o
sulla
chiamava
bella,
po'
un
di
ma
di
Prima
al
sera,
spezieria
via
il balcone
di
principio,
di
Rosolino,
per
intesa
;
spesso
alla
migliore,
graziosa,
alla
figlia.Non
dubitavana,
matti-
la
alla
la
prendeva
ripassare
e
passare
fare
andando
casa,
a
vace.
vimale
for-
volle
allora,
e
non
domanda
una
to
sot-
lei.
Maria
signorina
la
badò
non
o
almeno
sorrisi,
non
cominciò
se
ferrata, chinando
ne
e
si
il busto
de
dieparire
com-
sorridere
a
più
tanto
sedere
manovre
vedendolo
poi,
ma
si
non
alle
Egli interpetrò
da
E-
simpatica,
lontano,
maliziosamente.
quei
ralmente,
natu-
e
ricca,
Rosolino
nulla,
don
modo
rivista,
abbastanza
tornando
o
da
vani
gio-
Frazzanò.
mezzogiorno,
a
per
accorse
di
Maria
presto;
più lunga,
In
sulla
don
corte
conquistarla
la
pensiero,
rivolgere
padre,
di
in
tutte
scelta
signorina
molto
le
tra
peggio.
si
una
ra
ideale
proprio
qualcuna
col
la
meno
Costei
col
passò
mesi,
9/
1
nel
che
miglior
lei si alzava
appoggiava
e
il
capo
198
STORIELLE
la
verso
Don
strada,
tanti
Parca
volesse
alcuno,
si
signorina
verde
messa
farle
di
Lì
non
le
con
scoppiò
a
tutte
speziale
Il
al
le
a
che
è
pover'uomo
gambe,
di
vedere
cielo, togliendo
continuamente,
davvero.
Aveva
profferire
si
va,
ser-
gridando:
casa,
Rosolino
don
lo
pazzo.
se
e
la diede
i
rimettendosi
come
infatti
alzò,
si mise
e
solo, alzando
e
tonita;
at-
nuava
conti-
sorella, la
aspettò
parlando
punto
ch'egli
tenere,
diventato
non
che
guardarlo,
la
mamma,
in
al
fragorosamente
persone
Venite
—
a
la
chiamare
ferrata,
più
fino
a
parole
ridere
a
stuoja
mani.
rimase
alcune
voce
tre
men-
della
gesticolare, udendogli
a
era
all' uncinetto,
sapeva
poi, accorgendosi
sotto
caldo,
sulla
giunse
segni
e'
lavorava
cavalcioni
trovasse,
amato.
non
all' ombra
lì, ella
per
via
tenti!
in-
cose!....
essere
dal
Maria
che
dei
di
glio...
me-
occhi
tante
moriva
a
si
mondo
dire
nella
balcone,
Rosolino
don
pensieri negli
che
perchè
sul
guardarlo
per
si convinse
giorno
un
la
come
Aveva
Rosolino
E
SICILIANE.
se
un
gran
pugni
il cappello
fosse
pazzo
disordine
OON
nella
mente;
orecchie
Don
di
narrò
!
illusioni
di
lui,
lo
Ma
fatto
aveva
sa
dice
un
da
come,
discendeva
tutti
roba,
una
tempo,
stati
secondo
rustica
tuomini
galan-
Quanto
figlio...
era
che
dire
settemila
onze,
una
di
professoroni,
tutti
e'
campo,
e,
stirpe
in
un
arricchiti
ficit.Egli, invece,
padre
di
le
neva
apparte-
maccheronico,
di
dote
Rosolino
di contadini
speziali
non
dunque
Ella
villana
erano
chiudere,
con-
voleva
un' antica
da
eh'
intendeva
don
poco
proverbio
progcnics semper
mortificarlo.
onore.
famiglia
una
a
Dio
troppo
rato,
atti-
aveva
per
Veramente,
?...
sposare
burlata
era
lo
e
faceva
si
si
Chi
?
bisogno
propria
non
Che
?
?
successo
casa
egli
scopo
vestito.
il
infame;
civetta
la
è
a
lusingato,
aveva
quale
con
vi
Frazzanò
modo
un
co
medi-
del
provava
Oh,
Maria
in
falda
condusse
tutto...
vava
le-
gli
compare
che
?
che
lo
le
;
collera
suo
la
per
Rosolino
sfogarsi,
gli
un
andate
C)(J
occhi.
correva,
Dove
—
la
degli
trattenne
confuso
e
ronzavano;
il lume
lo
I
umiliato
era
gli
Mentre
ROSOLINO.
;
casa,
se
ella
egli
una
pure
a
aveva
sedeva
pos-
vigna.
200
SICILIANE.
STORIELLE
di
parlare
senza
di
e
certe
di
sempre,
Parlò
un
gran
—
—
A
chi
A
Maria
E
—
Bene.
Si
misero
Don
subito
andare
di
erano
di
Maria
per
la
lo
per
la
ma
ad
;
non
to!
rifiu-
Un
dove
rebbe
sa-
Frazzanò,
giovane
quanto
,
di
nipote
quando
un
l'ebbe
il
averla
,
disse
più
se
vera
po-
lei,
meno...
Scelse
Riggi;
di
poi,
ricca
voleva
,
il
le
verso
una
sposasse
rine
signo-
compare
rifiuto...
E
che.
ricer-
le
necessità
grazia?..
risposta
No
?
un
nelle
suo
la
tra;
al-
quest'
per
tirarlo
a
ad
Rosolino
Don
:
risposta.
una
accordo
invece
e
ostinava
perchè
la
così
altra.
inclinava
incontro
e
anno...
insieme
sostenendo
povere,
un'
cercare
a
più ricche,
si
mentavano
au-
Piazzano.
Rosolino
medico
che
conchiuse
darle
tuo
mu-
?
non
ma
a
?
come
—
in
e
bisogna
Sposando
—
rendita
anno
pezzo
Compare,
—
di
cartelle
certe
date
somme
compare
certo
canonico
scelta
e
medico
ponì
s'inca-
gli
DON
I
—
parenti
Perchè
—
I
molti,
non
ma
;
Poi,
porta
sulla
ebbe
il
in
dove
stavano
che
al
in
mano
più
lontano,
—
Andai
posò
si
coi
dalla
fu
quale
Vedere
di
quella
da
un
spesone.
per-
don
pezzo
sùbita
tazione
palpiche
neva
te-
andargli
contro,
in-
:
premura
entrate.
cenni
era,
che
ve
e
gli
le
con
che
persona
cosa
e-
soglia,
per
dov'
io
la
il barattolo
compare,
restò
lato,
segna-
parecchie
una
mosse
con
risposta
;
manda
do-
canonico,
sulla
provò
e
r altro
giorno
aspettava
cuore,
Entrate,
Ma
to
reca-
verso
riunite
lo
dicendo
—
non
fargli una
col
mogio
fermarsi
vederlo
impazienza,
con
ciolarli.
snoc-
sarebbe
per
parlato
avere
mogio
Rosolino
si
che
venerdì,
un
avviò
Nel
di
gua
lin-
ambasciatore
Riggi,
domani,
zieria,
della
punta
li
se
regola.
dopo
si
il medico
coraggio
siccome
canonico
al
daranno.
e
tutti
promise
pena,
dal
la
ve
erano
ballare
sentiva
gli
non
201
?
perchè
E
ROSOLINO.
se
fatta
ne
da
parole:
sapete.
l'avevo
non
disse
La
pre-
fa niente,
202
STORIELLE
Niente?
—
Proprio.
—
Il compare
suoi,
n'
ce
medico
era
bisogno;
don
che
farsi
la
mancava
in
mente
freddo,
Per
le
ria
necessa-
il fondo
della
del
un
provvisamen
im-
secchio
gran
invadevano
crepuscolari
spezieria,
si
nessuno
e
Dopo
un' ultima
furia
già tramontato,
era
turbamento.
pretesto,
di
permesso
disse
egli
porta
Fino
e
quel
a
se
ne
rimase
tardi
era
corse
ac-
to
esegui-
aver
ricetta
eh'
chiudere.
preti presenti
la
sentiva
buttato
,
i
aveva
eppure
avessero
il sole
ombre
prime
un
gli
:
diaccia.
fortuna,
in
particolari
d' animo
addosso
non
be
avreb-
non
turbatissimo;
Era
gli
se
resto,
Rosolino
dei
i fatti
per
altro; del
combustione,
come
d' acqua
andò
ne
tranquillità
ascoltarli.
per
se
aggiunger
senza
saputo
la
SICILIANE.
e
prese
ed
galantuomini
I
andarono;
e
al
dentro,
gli sprangò
bujo,
solo.
convinzione
la
momento
il
chiese
,
di
poter
aveva
trovare
fatto
sopportare
l'umiliazione
zanò.
Ora,
un'altra
però,
sposa
con
bastante
da
inflittagli
tutte
le
sue
presto
Maria
credenze,
gli
sofia
filo-
Fraztut-
204
leva:
Frazzanò,
Maria
ed
Riggi
II
SICILIANE.
STORIELLE
desiderio
di
idealmente.
cosi
la
sensi
delle
egli
nuovo
immagini
lungamente;
il
e
sultato
ri-
fantasticaggini
con
menica,
do-
una
bel
un
stito
ve-
lustri
si
con
era
trasformazione
sua
dove
paese,
non
il
gli
primo
indiscreta,
ogni
a
rispondeva
eh'
scherzi
A
matrimoniali.
domanda
egli
tre
o
Egli
ridere
a
ce
fe-
due
per
d' altro.
parlò
disinvoltura
fiaschi
diretta
dai
spezieria...
casa
la
nel
settimane
recenti
brici;
lu-
scarpe.
chiasso
ed
solito
raggi
capelli ritinti,neri,
coi
Naturalmente,
amici
di
giorni dopo,
di
uscì
e
le
come
alcuni
che
il
per
—
eccitata
notturne
sue
ancora.
libertino
strane
della
così,
desto,
fu questo:
mille
tenebre
le
Sognò
rendeva
immaginazione,
di
nico
cano-
recuperare
splendevano
ora
sua
femminili
di
e
pupille,
sue
popolava
,
lo
del
altre
vendicarsi
Le
smorte,
nipote
altre, molte
perduto,
il tempo
la
portava
sop-
degli
dei
suoi
ogni
sione
allu-
troppo
era
tuttavia
,
troppo
giovane
capelli
bianchi
in
patria
per
e
—
adattarsi
che
nessun
cosa
di
a
portare
profeta
cui
non
è
gli
i
cetto
ac-
im-
trovato
a
quante
Menfi,
altronde,
le
anche
un
uomo
Chi
invero?
oziosi
le
o
in
carte
della
parte
via!
il confronto
alla
A
che
nella
suo
a
poco
si
e
In
un
fargli
o
1'
si
ravveduto
di
un
col
sole
con
e
via,
Eh,
che
nean-
gliore
mi-
partito
credere
la
Maria
testa
era
il
recherebbe
la
mano
le
di
se
co-
ve
nuo-
mente
ferma-
Frazzanò
chiedere
altro,
accettare
ed
campagna,
col
era
la
passano
possibile
,
persona
bocca?
in
momenti
che
a
giorno
in
empì
certi
persuaso
tarderebbe
che
con
comarca.
fini
poco
diceva
chimere.
e'
to
tut-
compagnia,
era
non
tanto
stanno
sudanti?..
e
non
lontana;
del
che
spagliano,
affannati
pioggia,
che
quei galantuomini
sigaro
vita
rebbero
sa-
re,
contrappor-
altri
quegli
mietono,
arano,
di
col
e
di
qualcuno
maggior
la
mano
poi
di
spiantati
si
presto
volevano
casino
al
giorno
siti... Di
si trova
non
qualcuno
e
altri
avvedute
gli
Forse
Sciacca,
concittadine
sue
lui
come
facilmente...
il
ed
dubbio
senza
a
voleva
spose
Caltabellotta
a
be
avreb-
all'occorrenza
nulla, perchè
portava
20$
ROSOLINO.
DON
scusa,
canonico
a
non
e
Riggi,
pregarlo
della
che
in
nipote...
I
206
STORIELLE
Sebbene
in
molti
poi,
nipote
del
da
pezzo
un
però
i
di
anni
siano
sebbene
le
perduto
di
stancato
tutti, ora
i
tanto
tinge
La
in capo.
dell'
allo
aria, cambia
invece
di
don
ma
suoi
esser
quest'ora
idea
di
si vede
il
piazzale
di
ha
giorno,
è
quasi
e,
sa;
ros-
i
più;
sessant'
circa
ha
non
e
Con
di
tutti i
gonnella :
una
cappello
ci bada
non
degna
una
la
e
egli
assiduamente
sempre
ogni
prender moglie.
di trovarne
vede
neanche.
ci pensa
non
ma
col
spesso
Rosolino
ogni
1' impressione
colore
concittadini
A
volta
quelli che
sotto
nera,
Egli
tingerli
a
una
specchio,
tintura,
lino
Roso-
za
frequen-
cominciò
,
guardandosi
preso
illusioni.
tingersicon
cernecchi
soli
abbiano
sue
la
e
entrambe, don
capelli;e prima
rado
Frazzanò
Riggi
marito
d' allora
passati
Maria
canonico
ha
non
si è
SICILIANE.
le
passeggiata
la
smesso
la
speranza
lui, frequenta
luoghi
chiese,
dello
in cui
le
versazioni,
con-
Stradone
Calvario, dove
del
ni,
an-
nelle
re
se-
estate, le principali
famigliedel paese
stanno
sedute
il fresco.
a
chiacchierare
e
a
dere
pren-
DON
Dappertutto,
si
e
Se
di
tenta
si
commuove,
poi
Frizzi
—
qualche
mostrarsi
esalta,
tela
ne,
giovain
va
le
Son
solo
si
esta-
e' è
in
bella, distinta,
Per
il
dalla
di
ducata
in
speculare
in
modo
sembra
un
di
me,
dita,
ven-
:
se,
spe-
vostro
se
pae-
signorina
una
contadina,
com'
di
la
Madonna,
giojellie
le
desidera,
Palermo,
così
e
gli
te
precisamen-
la
egli
monastero
gozio
ne-
ambascerie,
lei c'è
di
paese
mossa
qualche
sulie
straordinario
quasi
nel
conchiudere
signorina
una
in
faccio
non
se
ogni
di
nel
gli
offrir-
per
ricca.
speranza
che
e
per
solito,
o
casa,
sposa
o
invariabilmente
Guardate
una
Chiusa
spezieria,
risponde
ora.
di
degli asciugamani
o
egli
per
contadina
nella
entra
della
dice
207
nulla.
per
di
ROSOLINO.
bella
quando
accendono
le
la
e-
ca
ric-
che
rano
pa-
le
cande-
intorno.
Nell'udire
ride
siffatte
beatamente,
le
i denti
ha
e
sentito
le
cose,
aggrinzando
labbra,
gengive,
1' odore
di
Rosolino
don
il naso,
lasciando
come
un
cartocciando
ac-
vedere
asino
qualche poledra
che
in
208
STORIELLE
una
fermentante.
pozza
fuoco;
i
in
versi
li
ora
declama
Il
erotici
gioventù
ed
gli
veduto
Alcuni
lo
forse
a
fra
sé,
citate
re-
moria,
me-
li
ora
col
rivolgendosi
forse
che
bero
dovreb-
mentre
invidiarlo.
Chi
in
ha
non
esiste...
non
compiangono
chimera,
una
alla
fanciulla
che
e
de
pren-
tragedie
rivengono
borbotta
qualche
a
cuore
suo
delle
enfaticamente,
pensiero
mai
SICILIANE.
tro
die-
corre
non
mondo
questo
e
,
chi
vantarsi
può
volta
sola
consiste
le
negli
la
altre
si
trova
è
quella
averle
di
chiome
lucide
sforzi
che
moglie
che
afferrato
si
?
si
mai.
?M"
cerca
felicità
La
fanno
preferibile
sempre
una
giungerla;
rag-
per
a
le
tutte
e
non
INDICE
Filosofia
coniugale.
.
Filosofia
La
Un
.
paterna
d'
Conca
romanzo
Perchè
oro
naturalista
59
dell'istinto
.
Paesaggio
di
»
71
»
81
»
95
.
fu
festa
33
47
Paese
La
»
...»
.
Come
I5
restò.
Antonio
morale
»
...»
Viaggio
La
i
pa.g.
.
Diana
»
103
»
121
»
129
Una
masseria
»
I43
Una
festa
»
i53
»
163
»
^77
»
i93
La
pazzia
di
Don
Saverio
.
Amore
Don
e
Rosolino
morte
.
2
CATALOGO.
Catania
Casamicciola
Scritti
—
M.
L.
Rapisardi
,
Silvestri
vari
Giselda
F.
A.
O.
,
Rapisardi
,
Ardizzone,
ga
Ver-
G.
Capuana
,
,
di
Perrotti,
G.
,
I
ecc.,
lume
vo-
in-iS
Catania
suoi
e
dintorni
G.
A.
Don
—
Charitas
DalV
—
benetìcio
a
in
De
Bernard
C.
Galeotto
De
M.
Mauro
i
in
voi.
i
Codice
De
in
voi.
2
Roberto
F.
Peliciani
C.
Gallo
Eva....
G.—
Galatti
A.
—
Le
Gambèra
—
Golisano
G.
—
critici,
in
,
prima
Parte
i
Casto
e
voi.
sue
i
v.
in
delle
18
3
50
—
2
»
—
50
—
del
alla
12
in
18
25
2
»
v.
—
Scuole
Teorica
i
—
lia
Sici-
della
applicazioni
Giuseppe,
—
scolo
Opu-
»
uso
—
i
12
ad
—
algebrico
Il
Canti
spoliazioni
Algebra
geometria,
—
all'erta!...,
secondarie,
calcolo
6
»
Opuscolo
P.
4
»
antiche
—
Studi
Leopoldo
—
marittimo
18
in
1
»
Padre
—
»
»
16
in
voi.
2
.
12
Arabeschi—
—
»
lume
vo-
12
militare
penale
—
Diritto
.
Il
4
lume
vo-
i
di
elementare
Costituzionale,
»
»
18
Corso
—
12
innocente,
—
25
na
Sicilia-
inondati,
degli
Il
in
Strenna
—
illustrato
voi.
I
—
Gli
prima
parte
—
4"
in
i
»
.
Po
al
I
con
Città
edizione,
Etna
i6
in
della
Juan
seconda
Amori,
voi.
i
—
topogiaflca
pianta
Cesareo
L.
»
i
—
CATALOGO.
Guida
Generale
Sicilia—
di
circa
pagine
700
Città
principali
ed
linee
i8
in
di
carta
una
di
delle
piante
9
con
appositamente
ultime
voi.
i
disegnata
cilia
Sile
con
ferroviarie
L.
5
....
La
»
stessa
tela
Guida
del
voi.
i
—
12
Città
...»
Etna
principali
Professionali
Sicilia
Ditte
V.
Rosa
Prose
—
in
voi.
2
—
tistiche,
Ar-
xS
in
18.
.
A.
Longo
Sillabario
—
e
corrente,
»
Prime
la
L.
nel
I
Milazzo
M.
voi.
Versi,
della
Miraglia
in-
»
—
voi.
I
di
16.
»
metodo
16
»
.
Ciceroniana
nella
versione
scuole
liana
Ita-
li,
Ginnasia-
voi.
vexsì,
i
F.
Mezze
E.
in- 18
tinte
12
—
Siciliane,
35
—
.
»
in-
25-
—
sezione
.
—
—
tuitivo
in-
Donnine,
i
12
Storielle
5
—
tura
let-
18
in
»
.
classe,
delle
uso
Crescimanno
Moncada
Navarro
ad
Sfumature,
—
il
in
e
2
.
Crestomazia
latino
testo
—
in
prima
Nuova
—
opuscolo
opuscolo
inferiore,
Parco
esercizi
secondo
letture
per
Lo
primi
»
.
.
.
La
50
—
Commerciali
e
voi.
i
—
Opuscolo
—
»
delle
Generale
della
4
.
all'
50
pianta
con
incisioni
con
Indicatore
18
in
della
Viaggiatore
in
6
»
topografica
Guida
in
legatura
oro
e
Catania
di
elegante
con
—
i
voi,
in-
12
3
—
»
i
75
»
i
50
—
lume
vo-
»
3
»
2
—
50
CATALOGO.
G.
Nicolosi
//
—
primo
ad
»
la
per
»
primo
Grado
—
la
per
elem.
elementare
i**
inferiore,
secondo
sezione
L.
sem.
Lettura
—
duate
gra-
classe
i."
Lettura
—
sezione
Letture
—
della
uso
Grado
—
libro
tare
elemen-
inferiore,
2"
mestre
se-
»
»
Grado
—
»
doveri
/
—
superiore
delP
brevemente
classi
Uomo
rSyy)
Luglio
Opusc.
—
Cittadino
allievi
inferiori
delle
{Legge
in-
40
—
.
del
agli
esposti
elementari
»
.
e
25
—
corrente
—
sezione
la
per
Lettura
terzo
20
—
tj
12.
»
15
—
.
»
Compendio
—
del
Cittadino
del
Regno
Ognibene
del
diversi
A.
Pro
—
in-i2
A
vent'
G.
Pianta
della
—
Città
G.
Pittaluga
—
voi.
G.
Ragonesi
—
Parte
»
—
state
12
»
Fisica
voi.
in- 18
con
Opuscolo
Parte
terrestre,
dei
uso
per
figure
delP
in-
nel
75
i
»
50
50
—
o
Licei,
testo
2
»
—
Aritmetica,
12
»
.
—
20
.
II
,
—
Versi,
»
di
30
Regno.
—
i
—
vate
appro-
inundata
Sillabario
—
in-
Catania
12
//
scuole
del
antti,Wex%\,
fisica
in-
tuto
Sta-
»
Nozioni
I.
Idem
pattia
di
Geografia
I
dallo
sono
Scolastici
e
razione
dichia-
delle
uso
Nicolosi
Consigli
Opus.
Pardini
breve
guarentiti
ad
Uomo
superiori. Opus,
operette
da
delP
una
diritti
elementari
sudette
doveri
con
dei
Le
dei
»
.
.
.
—
15
CATALOGO.
S.
Rapisarda
voi.
I
M.
Rapisardi
Raccolta
—
in-
di
L.
12
XXXI
—
ni,
Sicilia-
proverhii
Marzo
scolo
Opu-
Versi.
—
in-iS
»
ritratto
»
»
Gittsiizia, Versi,
—
dell'
Ai
—
Carità
»
Polemica,
—
S.
di
Opuscolo
me
volu-
i
F.
P.
in-
Salamene
S.
La
—
voi.
I
12
»
La
—
Scuderi
L.
Anglista,
del
Catanesi
ordinati
ed
voi.
I
Serao
M.
secolo
La
—
(Libro
in-i2
virtù
di
I.
ìiomini
F.
Pe"
—
di
premio)
voi.
i
4
»
2
»
2
—
»
2
—
»
2
—
—
Mirone,
Checchina,
via,
»
raccolti
50
.
me
volu-
i
in-i2
Stendardo
—
ilhistri
—
Salvatore
da
.
Parte
XVIII
3
»
.
biografie degli
Le
in-i2
Operaio,
50
I
ria
Sto-
ovvero
voi.
I
delf
Chiave
—
50
—
Ciahattino
del
illustrata
—
.
»
Anglista
di
Sartini
Figliuola
.
in- 18
—
I
tica.
poli-
economia
.
Sacchero
50
—
»
Almanacco
—
—
Ode.
—
in- 18
Recupero
2
»
della
Carducci
35
—
con
in-i8
"
Rapisardi
in- 18
autore
volontarii
Opus.
voi.
i
25
I
in-i2
.
Stren?ia
Tempio
del
D.
4
»
Corriere
Opere
—
voi.
in
in
Vecchia
P.
—
La
I
voi.
edite
ed
Catania,
complete
in-I2
inedite,
12
Carestia
La
—
di
»
—
Poema
Epico
2
»
deir
eredità
nelP
—
lumi
vo-
12
forza
12
educa-
6
—
CATALOGO.
zione
Verga
G.
Pane
—
voi.
I
V.
Zappia
Zuccarello
F.
dell'
di
(
G.
edizione)
sec.
—
30
»
—
75
ritratto
con
critici.
la
per
cenni
o
di
studio.sa
Mediante
vaglia
il
tutto
si
libri
commissione
una
io
i
per
cento.
-M-
viaggio
con
50
vignette.
all'Editore
per
colo
Nic-
franchi
riceveranno
sopra
merica
nell'A-
nale,
Settentrio-
nell'Africa
intestato
postale
Regno
8"
in
Catania,
Giannotta—
darà
e
italia
gioventù
doppio
un
volume
I
del
12.
»
stampa
Meridionale
sconto
in
i8
—
Serraglio.
ricreativo
iana
Chi
2
Napoletana.
—
Panorama
in
in
op.
opuscolo
rArte—?)i\xà\
Vita
—
Stiavelli
porto
,
autore.
Per
—
O.
Ode,
—
—
Ribrezzo.
—
Fava
i
»
Giacinta
—
edizione)
12
corso
L.
»
(seconda
Pensieri,
—
L.
12
Nero
in
In
»
in
Risorgimento
—
Capuana
voi.
1
di
notati.
Lire
20
godrà
lo
Stampato
ueir
Ottobre
coi
del
Tipi
Catania
in
di
MDCCCLXXXIV
Lorenzo
Rizzo.
Scarica

- Forgotten Books