anno VII 53 n° ottobre 2010 Mensile della parrocchia SS. Crocifisso - Barletta Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in Legge n. 46 del 27/02/2004) art. 1 comma 2 - CNS BA “PREMIO FALLANI Miglior Testata 2007” L’Ottobre Missionario e la Giornata Missionaria Mondiale 2010 “S a rubrica a pag. 7 la nuov beniamino pezzare pane per tutti i popoli”, questo è il tema scelto per celebrare l’84ª Giornata Missionaria Mondiale. “L’Eucaristia è fonte di profonda comunione con Dio e di concreta condivisione di vita con uomini e donne di ogni latitudine”. Il mese di ottobre è “ l’occasione per rinnovare l’impegno di annunciare il Vangelo e dare alle attività pastorali un più ampio respiro missionario” (Messaggio di Papa Benedetto XVI per la Giornata Missionaria Mondiale 2010). Il mese missionario di ottobre è suddiviso in 5 settimane: settimana della contemplazione, della vocazione, della responsabilità, della carità e del ringraziamento. Sua santità Benedetto XVI continua: “Tale annuale appuntamento ci invita a vivere intensamente i percorsi liturgici e catechetici, caritatevoli e culturali, mediante i quali Gesù Cristo ci convoca alla mensa della sua Parola e dell’Eucaristia, per gustare il dono della sua Presenza, formarci alla sua scuola e vivere sempre più consapevolmente uniti a Lui, Maestro e Signore. Solo a partire da questo incontro con l’Amore di Dio, che cambia l’esistenza, possiamo vivere in comunione con Lui e tra noi, e offrire ai fratelli una testimonianza credibile, rendendo ragione della speranza che è in noi (cfr 1Pt 3,15)”. Il Padre ci chiama ad essere figli amati nel suo Figlio, l’Amato, e a riconoscerci tutti fratelli in Lui, Dono di Salvezza per l’umanità divisa dalla discordia e dal peccato, e Rivelatore del vero volto di Dio (cfr. Messaggio del Santo Padre per la GMM 2010). Questo mese di ottobre ci ricorda come l’impegno e il compito dell’annuncio evangelico spetti all’intera Chiesa, “missionaria per sua natura”(Ad gentes, 2). Gli uomini del nostro tempo spesso chiedono a noi credenti di “fargli vedere” Gesù. Noi dobbiamo farci promotori della novità di vita fatta di relazioni autentiche, in comunità fondate sul Vangelo, noi, dice Benedetto XVI, “dobbiamo imparare ad offrire segni di speranza e a divenire fratelli universali”; dobbiamo “impegnarci a rendere il pianeta la casa di tutti i popoli”. Questo mandato missionario che spetta a tutti i battezzati e all’intera Chiesa, però, può realizzarsi solo con una profonda conversione personale, comunitaria e pastorale. La consapevolezza della chiamata ad annunciare il Vangelo stimola, non solo ogni fedele, ma anche le Comunità diocesane, attraverso l’opera dei Sacerdoti Fidei Donum e di Laici missionari, CONVEGNO MISSIONARIO DIOCESANO alla cooperazione missionaria tra le Chiese, per promuovere l’annuncio del Vangelo nel cuore di ogni persona, di ogni popolo, cultura, razza, nazionalità, ad ogni latitudine (cfr. Messaggio di Papa Benedetto XVI per la GMM 2010). La Chiesa “è in Cristo come sacramento, cioè segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (Lumen gentium, 1). Quindi, “la costruzione della comunione ecclesiale è la chiave della missione”. La comunione ecclesiale nasce dall’incontro con Gesù Cristo, il quale stabilisce la nuova relazione tra l’uomo e Dio. La Chiesa diventa “comunione” a partire dall’Eucaristia, in cui Cristo, presente nel pane e nel vino, con il suo sacrificio di amore, edifica la Chiesa come suo corpo, unendoci a Dio uno e trino fra di noi (cfr. 1Cor 10,16ss). La chiave per la trasformazione del mondo è l’amore che noi celebriamo nel Sacramento dell’Eucaristia. “Questo amore va comunicato a tutti. Ciò di cui il mondo ha bisogno, si legge nell’Esortazione apostolica Sacramentum caritatis, è l’amore di Dio, è incontrare Cristo e credere in Lui. Una Chiesa autenticamente eucaristica è una Chiesa missionaria” (n.84), capace di portare tutti alla comunione con Dio, annunciando con convinzione: «quello che abbiamo udito e veduto, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi» (1Gv 1,3)” (cfr. Messaggio di Papa Benedetto XVI per la GMM 2010). La Giornata Missionaria Mondiale è “l’occasione per riportare l’attenzione sui numerosi bisogni materiali delle cosiddette Chiese di missione e richiamare la responsabilità di ognuno in proposito”. “La colletta, che in questa giornata viene fatta in tutte le parrocchie, sia segno di comunione e di sollecitudine vicendevole fra le Chiese”, ha detto il Papa nel 2008. Alle Pontificie Opere Missionarie è chiesto che tutte le comunità, soprattutto le più piccole, povere e lontane, possano ricevere gli aiuti di cui hanno bisogno. Ricorda! “Perché la Buona Notizia giunga ovunque è necessario che le Chiese condividano tra loro i propri beni”. Le offerte raccolte e i progetti sostenuti dalle Pontificie Opere Missionarie sono visionabili in bacheca presso la nostra parrocchia o nell’opuscolo per le famiglie. Ulteriori informazioni su: www.mgm.operemissionarie.it Angela Rizzi, [email protected] Direttore editoriale: don Ruggiero Caporusso Direttore responsabile: Ruggiero Dimonte Vicedirettore: Angela Rizzi CON PADRE RAFFAELE DI BARI verso la gioia che rinnova la missione II CONVEGNO MISSIONARIO DIOCESANO di Salvatore Mellone, [email protected] I l ricordo commosso di Padre Raffaele Di Bari, a dieci anni dal suo assassinio in Uganda, è stato quel filo sottile di umanità e speranza che ha legato i giorni di sabato 18 e domenica 19 settembre scorsi nei quali si è svolto, nella nostra parrocchia, il 2° Convegno Missionario Diocesano dal tema “MISSIO GIOIRE E RINNOVARSI”. L’intento di don Ruggiero Caporusso, organizzatore dell’evento in qualità di direttore della Commissione Evangelizzazione dei Popoli e Cooperazione tra le Chiese della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, è stato quello di unire la memoria della vita e del martirio del missionario comboniano barlettano ad un momento ampio di meditazione, approfondimento e confronto su tematiche missionarie. S. Ecc. Mons. Giovan Battista Pichierri ha aperto i lavori con la preghiera invitando tutti i convegnisti ad essere “pronti ad accogliere le sollecitazioni” dei relatori. Mons. Pichierri ha poi sottolineato la responsabilità missionaria della parrocchia, ad intra e ad extra, in proiezione della missione diocesana 2009/2011. Successivamente il Prof. don Francesco Piazzolla ha tenuto una lectio divina sul tema “La nostra gioia sia piena” (1Gv 1,1-4) nella quale ha messo in rilievo l’evento missionario dell’annuncio che porta alla gioia attraverso la sofferenza. In una visione Redazione: Rossella Acconciaioco, Mario Borraccino, Liana Caputo, Daniela D’Alba, Nicola Dileo, Antonio Diodovich, Floriana Filannino, Francesca Leone, Salvatore Mellone, Ruggiero Rutigliano, Massimo Serio Hanno collaborato: Pasquale Delvecchio, Alfredo Negro 2 pasquale di koinonia nella luce, don Piazzolla ha definito la missione come “annuncio di ciò di cui abbiamo fatto esperienza. È qualcosa al di fuori che ci spinge alla realizzazione della comunione e della gioia”. Molto diretto e pieno di interrogativi posti alle coscienze l’intervento di don Savino Filannino, assistente regionale del Movimento Giovanile Missionario. Percorrendo un itinerario missionario ideale (frutto della sua esperienza personale di parroco a Sant’Helena in Brasile), fatto di immagini evocate, di volti emarginati o segnati dalla fame, di situazioni d’indigenza e di disuguaglianza sociale, don Filannino ha invitato a “cambiare lo stile di vita qua da noi” perché le scelte fatte incidono a livello globale, concludendo che “chi evangelizza, è evangelizzato da quella gente”. Subito dopo il Prof. Michele Memeo, docente di filosofia, con la relazione “La Giustizia sociale come esigenza etica” ha messo in luce le varie forme di giustizia in un articolato percorso filosofico. Partendo da Platone (giustizia come equilibrio nella polis) e passando per Aristotele (giustizia come legalità) e Tommaso d’Aquino (giustizia come ricerca del bene comune), il prof. Memeo è giunto al pensiero di Martha Nussbaum (giustizia come uguaglianza di opportunità) e alla visione finale giudaico-cristiana dove, nella figura di Premio “Fallani” Miglior Testata 2007 LA STADERA Mensile di informazione e formazione della Parrocchia SS. Crocifisso - Barletta Anno VII - n. 53 ottobre 2010 Registrazione n. 4 del 5/2/2007 presso il Tribunale di Trani Direzione, redazione e ammin.: Parrocchia SS. Crocifisso Via Zanardelli, 33 - 70051 Barletta Impaginazione e stampa: Editrice Rotas - Barletta Gesù, “la giustizia è la risposta gioiosa alla fedeltà e alla misericordia di Jahvè”. A conclusione della prima serata, dopo la celebrazione eucaristica nella quale Mons. Pichierri ha intitolato a Padre Raffaele Di Bari il gruppo diocesano del Movimento Giovanile Missionario, l’intervento-testimonianza di Padre Giulio Albanese, direttore responsabile delle riviste delle Pontificie Opere Missionarie. Padre Albanese, ricordando affettuosamente la figura di Padre Raffaele, ha tratteggiato le sue caratteristiche di sensibilità, forza d’animo e predilezione per Cristo. “Mi spiegò -ha detto Padre Albanese- la ragione per cui era rimasto a Pajule, dicendo che il modo migliore di vivere il suo sacerdozio era quello di dare voce a chi non aveva voce”, da loribamoi, cioè da uomo creatore di comunione nelle difficoltà. Una presenza scomoda la sua perché unico osservatore tra le parti in conflitto, dove i bambini vittime di wiro ki moo (ipnosi collettive) diventavano olum, baby-soldier. Nella seconda giornata dei lavori i saluti del vicario generale del vescovo, Mons. Savino Giannotti, e la lectio divina di don Francesco Piazzolla sul tema “Lasciatevi trasformare”(Rm 12,2). Don Piazzolla ha delineato un profondo itinerario argomentativo basandolo su due punti fondamentali: il non conformarsi alla mentalità di questo secolo prendendo distanza da ciò che non è cristiano, evitando di farsi plasmare dalla sua logica implicita e manifesta; il lasciarsi trasformare rinnovando la mente rifacendosi “a quello che dice Gesù quando parla di tempo compiuto e di convertirsi e credere al Vangelo”. Solo offrendo il corpo nella sua concretezza spazio-temporale, in una metanoia continua e costante “questa operazione ha un fine: raggiungere il volere di Dio, cioè il suo bene per l’uomo”. Informale nei toni ma intenso nei contenuti don Amedeo Cristino, Segretario Nazionale della Pontificia Unione Missionaria, intervenuto su “La Costruzione della Comunità Ecclesiale è la chiave della missione che si rinnova”. Per Don Cristino l’ideale missionario non può non coinvolgere comunitariamente chi crede davvero, poiché la missione che si rinnova è un luogo prossimo e non necessariamente lontano. L’essere missionari inoltre deve tenere in considerazione tre temi cardine: l’origine della missione, riscontrabile nei vangeli della risurrezione dove i discepoli “trovano una presenza e una convocazione” chiamati da Gesù …dare voce a chi non ha voce proprio in quella Galilea (intesa come cerchio) delle genti; l’evangelizzazione, cioè il “dare gambe e far camminare il Vangelo” con lo scopo di “prendere Dio e darlo al mondo, ma anche prendere il mondo dandolo a Dio”; la comunione nella chiesa che, facendo venire “voglia di Dio”, senza chiusure, porta “l’invito a far esperienza di Cristo come la Samaritana di ritorno al suo villaggio”. Visibilmente soddisfatto per la buona riuscita del Convegno, don Ruggiero Caporusso si è augurato di ripetere l’esperienza in un futuro prossimo, invitando tutti alla lettura del libro Loribamoi. Padre Raffaele Di Bari,una vita per l’Africa, da lui curato, “ricco di spunti veramente missionari per chi vuol fare della propria vita quotidiana una missione credibile”. 3 LA CULTURA SCENDE IN CAMPO IL TEATRINO DELLA “F are politica”. Il vocabolario ci fornisce questa definizione del termine politica, cioè teoria e pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello Stato e la direzione della vita pubblica. Questo è ciò che il politico dovrebbe compiere dal suo mandato in poi qualunque sia la carica: comunale, regionale o nell’espletamento delle cariche più alte dello Stato. Purtroppo però in virtù delle fragilità umane e al seguito di interessi personali o complotti o alleanze macchinose, il pubblico operato per il bene comune subisce salti di carreggiata, seguendo percorsi diversi e antitetici. Certo la storia ci conforta richiamando alla memoria tante epoche e episodi molto noti di distorsione del concetto di etica della politica (pensiamo una per tutte agli esercizi disastrosi del potere nell’Impero romano), ma ciò nondimeno non possiamo esimerci dal dichiarare che anche attualmente siamo sconcertati spettatori del “teatrino della politica”. Ma, per grazia di Dio, esistono voci che si elevano al di sopra di questo marasma, cioè di questo stato di caotica crisi che s’impadronisce, paralizzandole, delle istituzioni sociali, economiche e politiche. Stiamo parlando di quelle voci 4 fondamentali per garanzia, per ripristino degli equilibri, per il richiamo all’unità, al senso del dovere e all’etica del Presidente della Repubblica Napolitano e del nostro Papa Benedetto XVI. Il Presidente Napolitano, pur nella sua pratica costante della pacatezza e della misura (doti non discutibili e anzi altamente lodevoli), interviene continuamente sull’emergenza che sta attraversando il nostro Paese. Egli assume non solo il ruolo del garante del patto costituzionale e del suo sistema di valori giuridici e politici, ma si presenta pure come l’interprete di quel sentire morale degli Italiani cui è affidato il destino della nostra democrazia. Addirittura egli si dice “turbato e preoccupato di fronte a trame inquietanti anche ad opera di consorterie squallide”. Altresì il nostro pontefice Benedetto XVI, noto a tutti più come teologo, è anche un profondo pensatore politico e sociale come ci sottolinea nel libro “The social and political trought of Benedict XVI” l’autore Thomas R. Rourke, che insegna presso il Dipartimento di Scienze Politiche in Pennsylvania. Secondo questo autore il Papa sin dai tempi del suo incarico cardinalizio, nel libro “In cammino verso Gesù”, rendeva sul piano antropologico il concetto di “Persona come essere relazionale”, da cui deriva il concetto di “Spi- Politica ritualità di comunione”, così come c’è “Comunità Divina” delle persone della Trinità. E inoltre vi è fratellanza tra le persone in virtù della comune Paternità di Dio. Sebbene questa antropologia del Pontefice possa sembrare troppo astratta essa costituisce il fondamento di ogni filosofia politica, per cui la nostra visione politica di come debba svolgersi la vita comune è necessariamente fondata sulla nostra concezione di cosa sia la Persona e cosa sia la Comunità. Per di più il Papa considera la politica come un esercizio della ragione, ma di una ragione plasmata dalla Fede, in un processo necessario di reciproca correzione, poiché la religione può produrre settarismi e fondamentalismi dannosi. Invece la ragione può cadere preda di distorsioni ideologiche o contro la dignità umana come egli ha affermato in un recente discorso a Londra, al Parlamento Britannico, sottolineando a priori che esiste un “fondamento etico” delle scelte politiche, ovvero del “giusto posto che il credo religioso mantiene nel processo politico”. Benedetto XVI ha espresso anche un fermo richiamo ai politici cattolici, affinché siano coerenti con la loro fede in tutti gli ambiti della vita. La coscienza di ognuno rappresenta una limitazione al potere dello stato ed è in grado di circoscrivere l’azione di governo. La coscienza, a sua volta, si collega alla fede, che ne è la principale formatrice ed è una forza politica nello stesso modo in cui lo è stato Gesù divenendo testimone della verità nella coscienza. “Il potere della coscienza si trova nella sofferenza: è il potere della Croce. Il cristianesimo ebbe inizio non con un rivoluzionario, ma con un martire. E all’assemblea plenaria del Pontificio consiglio per i laici ha sottolineato che non spetta alla Chiesa formare “tecnicamente” i politici, ma la sua missio- ne comporta anche di dare giudizi morali su cose che riguardano l’ordine politico. A questo punto dobbiamo sottolineare che nella formazione di una coscienza critica può contribuire la presenza di una stampa obiettiva che lotta per la democrazia e difende la sua libertà di espressione, con il compito prioritario di informazione, per spiegare ai lettori cosa succede in Italia e nel mondo e perché succede. Ma per tanti giornali la vera priorità è fare propaganda, sostenere un partito, proteggere un gruppo industriale o finanziario. Oppure come succede ormai da qualche anno a ritmo incalzante, ricercare scoop per creare scandali a danno dei personaggi politici, senza esclusione di colpi, ricercando scontri politici che dovrebbero essere evitati perché sottraggono attenzione ai veri, reali, gravi problemi che lo Stato dovrebbe affrontare con urgenza e che sono ben noti a ciascun cittadino. Vedi il problema del precariato, la scarsa occupazione giovanile, la mancanza di sgravi fiscali a favore delle famiglie a basso reddito o delle imprese medio - piccole, l’integrazione degli stranieri con una politica di mediazione verso l’accoglienza. Infine, ma non ultima per importanza, la diatriba creatasi all’interno delle due forze politiche di maggioranza e di opposizione, che dimostra come prima dei valori condivisi vengono quelli contestati. Vogliamo concludere a questo punto con le parole del Papa citando ancora una volta i suoi discorsi sulla politica. Egli afferma infatti che “bisogna recuperare e rinvigorire un’autentica sapienza politica, (…) mostrarsi aperti ad ogni vero dialogo e collaborazione, tenendo presente che la politica è anche una complessa arte di equilibrio tra ideali e interessi”. Chi ha orecchie per intendere… intenda. Nicola Dileo, info@crocifissobarletta.it Continuiamo il viaggio alla scoperta dei significati degli affreschi dell’abside della parrocchia LUCA “LO SCRIBA DELLA MANSUETUDINE DI CRISTO” Questo mese soffermiamo la nostra attenzione sulla figura dell’evangelista Luca. Raffigurato sulla cupoletta dell’abside (è il primo da sinistra guardando l’altare), San Luca è rappresentato seduto davanti ad un cavalletto mentre dipinge l’icona della Madre di Dio. Secondo una tradizione nata nel V secolo, Luca fu il primo pittore della Madre di Dio; fu autore di numerosi ritratti della Madonna. Egli indossa una tunica celeste ed un mantello rosso simbolo di vitalità. Sul capo un aureola. L’oro zecchino, applicato sotto forma di sottili foglie d’oro, testimonia la sovranità celeste, segno della luce di Dio. L’emblema di S. Luca è il bue alato, simbolo del sacrificio, perché il suo Vangelo inizia con il racconto dei sacrifici che venivano compiuti nel tempio. San Luca è autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli. Dante lo ha definito “scriba della mansuetudine di Cristo”, perché nelle pagine del suo Vangelo (diviso in 24 capitoli e scritto per i cristiani venuti dal paganesimo) predominano immagini di dolcezza, di amore, di gioia e perché utilizza il termine eudokia, che esprime la misericordiosa compiacenza di Dio che vuole tutti salvi per sua pura benevolenza. Luca è il solo tra gli evangelisti a non aver conosciuto Gesù ed è il solo non ebreo; si basa su testimoni diretti, tra cui probabilmente alcune donne che furono le prime a rispondere all’annuncio; tra loro c’è anche la Madre di Gesù. Luca è attento alle sue parole, ai suoi gesti, ai suoi silenzi. Il suo vangelo, che pone in luce l’universalità della salvezza e la predilezione di Cristo verso i poveri, offre testimonianze originali come il vangelo dell’infanzia, le parabole della misericordia, quindi gli insegnamenti di Gesù e le annotazioni che ne riflettono la sensibilità verso i malati e i sofferenti. Gesù è medico universale. I 28 capitoli degli Atti degli Apostoli sono ritenuti la continuazione del suo vangelo e narrano i primi passi della comunità cristiana dopo la Pentecoste, quindi il primo espandersi della Chiesa cristiana fuori la Palestina, con i problemi e i traumi di questa universalizzazione, fino al primo soggiorno di Paolo a Roma. Il tema della parola di Dio è il filo d’oro che attraversa i due scritti che compongono l’opera lucana, unifica anche le due epoche da lui contemplate, il tempo di Gesù e quello della Chiesa. Secondo la tradizione Luca nacque da famiglia pagana ad Antiochia di Siria (oggi Antakya, in Turchia); non sappiamo precisamente quando. Luca fu medico di professione, ma coltivava anche l’arte e la letteratura. Forse già intorno al 40 si convertì alla fede in Cristo. Luca divenne compagno e discepolo degli apostoli, di Paolo soprattutto, che accompagnò nel suo secondo viaggio missionario dalla Troade a Filippi e alla fine del terzo viaggio. Paolo lo chiama “caro medico”, compagno dei suoi viaggi missionari, con- fortatore della sua prigionia, per due volte. Con la morte di Paolo si perdono le tracce di Luca; secondo alcuni patì il martirio in Bitinia probabilmente in tarda età. La Chiesa lo venera come martire il 18 ottobre. L’annuncio del Vangelo ha inizio in Galilea, s’avvia verso Gerusalemme e qui si conclude con la passione, morte, risurrezione ed apparizione di Gesù; da Gerusalemme partirà per estendersi (negli Atti degli Apostoli) in Giudea, Samaria e fino ai confini della terra. Nel Vangelo dopo il sacrificio di Zaccaria, padre di Giovanni Battista, Luca narra l’annuncio della nascita del Precursore, la visita di Maria ad Elisabetta, la Natività, prosegue con le due presentazioni di Gesù al tempio, la vita nella casa di Nazareth, la disputa con i dottori e lo smarrimento di Gesù. “Luca ci introduce nella interiorità di Maria, facendoci scoprire nello stesso tempo la sua funzione unica nella storia della salvezza. Maria è colei che pronuncia il «fiat», un sì personale e pieno alla proposta di Dio, definendosi «Serva del Signore» (Lc 1,38). Questo atteggiamento di totale adesione a Dio e disponibilità incondizionata alla sua Parola costituisce il modello più alto della fede, l’anticipazione della Chiesa come comunità dei credenti. Nel Canto del Magnificat (cfr Lc 1,46-55) ella incarna la figura del povero, capace di riporre pienamente la sua fiducia in Dio, che abbatte i troni dei potenti ed esalta gli umili. Luca ci mostra Maria presente nel Cenacolo in attesa dello Spirito Santo (cfr At 1,14). Al suo interno Maria intercede per la nascita della Chiesa ad opera dello Spirito Santo e comunica alla Chiesa nascente la sua esperienza di Gesù”.1 È nota, infatti, l’importanza che Luca dà, nei suoi scritti, all’azione dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo è dono del Padre a chi lo prega. “È lo Spirito Santo a plasmare la Chiesa. San Luca ha delineato nei tratti della prima comunità cristiana il modello sul quale la Chiesa di tutti i tempi deve rispecchiarsi: è una comunità unita in «un cuor solo e un’anima sola», assidua nell’ascolto della parola di Dio; una comunità che vive di preghiera, spezza con letizia il Pane eucaristico, apre il cuore alle necessità dei bisognosi fino a condividere con loro i beni materiali (cfr At 2,42-47; 4,32-37)”.2 Sono caratteristiche di Luca anche la predilezione per la povertà e per la preghiera. “Per Luca esser cristiani significa seguire Gesù sulla via che Egli percorre: sulla via della Croce”.3 Per Luca la missione evangelizzatrice è un’altra dimensione essenziale della vita cristiana e della chiesa. “Di questa missione egli indica il fondamento perenne e cioè l’unicità e l’universalità della salvezza operata da Cristo (cfr At 4,12). L’evento salvifico della morte-risurrezione di Cristo non conclude la storia della salvezza, ma segna l’avvio di una nuova fase, caratterizzata dalla missione della Chiesa, chiamata a comunicare i frutti della salvezza operata da Cristo a tutte le nazioni. La missione della Chiesa comincia a Pentecoste «da Gerusalemme» per estendersi «sino ai confini della terra»”.4 Angela Rizzi, [email protected] 1 2 3 4 Cfr. Messaggio del Santo Padre al Vescovo di Padova in occasione della festa di San Luca (15 ottobre 2000), n. 5. Messaggio, n. 4. Cfr. Messaggio, n. 3. Cfr. Messaggio, n. 6. 5 brevi SANTITÀ San Giuseppe da Copertino l’amico degli studenti T È un santo conosciuto dagli studenti? i lasci alle spalle le spiagge joniche del Salento e dopo un po’ sei a Copertino, il paese di San Giuseppe. Al primo quadrivio svolti e segui l’indicazione che porta al Santuario di Santa Maria della Grottella. Lo custodiscono i Frati Minori Conventuali. Fra Stefano Colelli, responsabile della pastorale giovanile e vocazionale e dell’accoglienza nel convento, ci racconta del Santo: “Nasce il 17 giugno 1603, a Copertino. L’infanzia di Giuseppe scorre, tra stenti e privazioni, sotto la guida della madre. Colpito da un’ulcera cancerosa, Giuseppe si ammala gravemente. Resterà immobilizzato a letto per circa sei anni. Nel 1617, nel Santuario “S. Maria delle Grazie” a Galatone, in preghiera presso l’icona della Vergine Maria, Giuseppe viene liberato dalla malattia”. “Secondo la tradizione, alla fine dell’800 alcuni studenti universitari, in prossimità degli esami, cominciano spontaneamente ad incontrarsi in chiesa, pregano assieme e invocano San Giuseppe da Copertino, trovando in lui aiuto e conforto. Il gruppo frequenta la Chiesa di San Lorenzo Maggiore a Napoli. Poco tempo dopo l’abate parigino La Fontaine, a sostegno di questa esperienza, dedica al Santo la “Novena per sostenere felici esami”(1897). Nel corso degli anni la devozione, partita dall’Italia e dalla Francia, si estende al resto d’Europa e raggiunge America, Africa e Giappone”. E la vocazione? “Nel 1619 chiede di entrare tra i Frati Minori Conventuali, ma i tre zii, minori conventuali, non lo accolgono. In seguito chiede di entrare tra i Minori Osservanti Riformati del Convento di Casole: anche lì non viene accolto. Infine entra dai Frati Minori Cappuccini, come fratello laico nel noviziato di Martina Franca, con il nome di fra Stefano. Nel 1621 viene mandato via perché inadatto alla vita religiosa. Nel rientrare a Copertino apprende la notizia della morte del padre. Condannato a pagare i debiti del genitore, Giuseppe si rifugia per sei mesi in una soffitta del Convento “S. Maria della Grottella”, con la complicità del frate sacrista e all’insaputa dei frati. In seguito viene accolto dalla comunità dei frati come oblato. Desideroso di recuperare gli anni di scuola perduti, dopo i duri lavori del giorno, si ritira nella sua celletta e trascorre quasi tutta la notte a studiare. Prega e si affida alla Beata Vergine Maria della Grottella. Per ricevere il diaconato era necessario sostenere il relativo esame. Alla prova manca un mese. La verifica consisterà in un colloquio durante il quale gli aspiranti diaconi dovranno leggere, cantare e spiegare un brano del Vangelo. Il giorno dell’esame il vescovo di Nardò, mons. Girolamo De Franchis, aprendo a caso il Van- 6 gelo, lo interroga proprio sul brano che fra Giuseppe aveva preparato. L’esame è superato. Fra Giuseppe resterà convinto di aver ricevuto una grazia della Provvidenza. Gli restava l’ultimo scoglio: l’esame per conseguire il sacerdozio. Ore e ore di studio. Si rifugia nella vicina chiesetta di Santa Maria degli Angeli dove trascorre, nel raccoglimento, la notte prima degli esami. L’indomani cominciano le interrogazioni. Fra Giuseppe è tra gli ultimi nella lista. I primi mostrano una buona preparazione e superano brillantemente la prova. Poi un imprevisto: un corriere consegna una lettera al Vescovo che gli annuncia un impegno improrogabile. Il Vescovo decide allora di non riprendere più gli esami e, soddisfatto dell’ottima preparazione dei chierici interrogati fino a quel momento, dispensa dalla prova i pochi rimasti. Fra Giuseppe è tra questi. Protetto dalla Beata Vergine, il nostro frate ha ricevuto una grazia inaspettata: superare gli esami senza essere interrogato. Il 28 marzo 1628, fra Giuseppe è ordinato sacerdote”. Condotta una vita di umile obbedienza, il 18 settembre 1663 si spegne ad Osimo ed è proclamato santo nel 1767 da Papa Clemente XIII. La mitezza di San Giuseppe da Copertino è ancora una virtù perseguibile? “S. Giuseppe, più che la mitezza, invita tutti a vivere il valore dell’umiltà e il consegnarsi nelle mani di Dio. Il brano del Vangelo che si legge per la sua festa (Mt 11,25-30) è lo stesso della festa di S. Francesco d’Assisi: Gesù benedice il Padre perché ha rivelato i segreti del regno dei Cieli ai piccoli e poi invita a essere miti e umili di cuore, prendendo il suo giogo sopra di noi. I valori sono sempre validi in ogni epoca della storia. Quando vediamo una persona che vive valori cristiani, ne restiamo affascinati, ci attrae, come le personalità di Francesco d’Assisi e Giuseppe da Copertino. La Parola di Dio, le letture spirituali e le biografie dei santi aiutano, per chi si fa catturare, a interiorizzare quei valori che rendono bello il nostro cammino cristiano”. Caro fra Stefano, benedici i nostri lettori studenti? “Che i giovani possano entrare nel mistero profondo della sapienza che Dio ha seminato in S. Giuseppe da Copertino per essere capaci di comprendere e percorrere la via della saggezza e della verità che sazia il cuore e rende lieta la vita”. Salvatore Mellone, [email protected] beniamino, col naso all’insu’ pensando a quaggiu’ Una nuova rubrica nata per stimolare idee, confrontarsi su temi leggeri o profondi, e perché no, provocare reazioni. È questa la finalità di Beniamino, l’appuntamento mensile che come redazione lanciamo dal numero di ottobre sul nostro giornale. Dal suo box Beniamino si affaccerà per comunicare di volta in volta qualcosa. Firmerà poi tutti i suoi interventi: la sua sigla non sarà altro che la voce comune della redazione. Beniamino avrà le sembianze di una persona pensante e ambulante, anche se di carta ed inchiostro. Come un nomade della parola, dopo aver provato a vagabondare tra le esperienze, porgerà agli altri il suo sguardo. Narrerà con semplicità, servendosi di circa quattrocento termini per dire e lasciare in sospeso qualcosa. Perché questo nome? Certamente esso rimanda alla piccolezza di qualcuno (si pensi all’ultimo figlio di Giacobbe) che stando in un cantuccio si fa notare senza presunzione. E poi c’è quel finale in –ino: dà il senso di un diminutivo (anche se in questo caso non lo è), di una presenza cioè minima, che (si spera) interroghi generando simpatia. Beniamino starà col naso all’insù, meravigliandosi ancora della vastità del cielo e, pensando a quaggiù, valuterà ciò che gli passerà intorno. Con candore e semplicità, sempre. Salvatore Mellone, [email protected] Oltre 20 SIGARETTE: UN FILM CHE FA RIFLETTERE Una storia incredibile, il miglior sceneggiatore del mondo non avrebbe saputo inventare una vicenda simile. Novembre 2003 Aureliano Amadei arriva a Nassiriya come assistente del regista Stefano Rolla per girare un documentario, ma ci rimane solo 22 ore, il tempo di fare amicizia con i militari italiani, fumare 19 sigarette e saltare in aria nell’attentato che costò la vita a 12 carabinieri,5 soldati e 2 civili (tra cui Rolla). Fuma la ventesima sigaretta durante il tragitto che dal luogo dell’attentato lo porta all’ospedale americano. Il film vuole essere un resoconto di chi era lì in quel momento. E poi c’è l’altra storia, quella del sopravvissuto tornato in Italia al cui capezzale si recano in doverosa processione i rappresentanti delle istituzioni , i politici, i giornalisti pronti a celebrare l’eroe riempiendo le pagine e i discorsi di retorica per i caduti e dei sacrifici necessari alla democrazia “da esportare ai popoli sfortunati”.Questo film ha il compito di portare lo spettatore ad analizzare l’operazione militare che è stata l’invasione dell’Iraq per cui Nassiriya resterà nei libri di storia come una drammatica pagina macchiata di sangue. Liana Caputo, [email protected] PARROCCHIA MISSIONARIA L’anno 2010-2011 è di avvio per la missione diocesana da parte di tutte le parrocchie e le aggregazioni cattoliche. “Scopo della missione sarà quello di annunciare il vangelo a quei battezzati che, pur non avendo rinnegato formalmente il loro battesimo, vivono un fragile rapporto con la Chiesa e devono quindi essere interpellati dal santo vangelo di Gesù Cristo per riscoprirne la bellezza e la forza trasformante e per ritrovare così la gioia di vivere l’esperienza cristiana in maniera più consapevole e operosa” (Estratto verbale Consiglio Presbiterale del 20.04.2009). Tutta la comunità parrocchiale è coinvolta nella missione; in modo particolare gli animatori della missione, che per la nostra parrocchia saranno i catechisti, dopo un anno di preparazione biblico-spirituale (periodo della pre-missione), sono chiamati ad essere “soggetti di evangelizzazione” nelle famiglie. I temi che affronteranno sono: l’incontro con Gesù attraverso i personaggi evangelici, la Sequela di Cristo sul cammino della croce e il fare esperienza della Chiesa. Il 20 ottobre alle ore 19.30 presso la Cattedrale di Trani, nella Solenne Celebrazione Eucaristica della festa della Chiesa diocesana, tutti i missionari e catechisti riceveranno, da Mons. Pichierri, il mandato solenne. La “missione parrocchiale” porti in tutta la chiesa diocesana un rinnovamento di vita cristiana. Studiando il mondo di facebook mi sono accorto che siete davvero in tanti (voi giovani) a condividere sulle bacheche frasi di autori più o meno conosciuti e quindi non siete poi così allergici e distanti dalla cultura letteraria come qualcuno vuol far credere. La scuola è ripresa, tra tagli e malcontenti generali, ma per carità non farti travolgere da questa valanga politica perché: 1. ti interessa in piccola parte; 2. si tratta di problemi troppo più grandi di te; 3. esistono altri luoghi adibiti a queste discussione, fuori dalle aule scolastiche. Stai lontano da proteste inutili che ti distrarrebbero dall’unica cosa che in fondo desideri: innamorarti della letteratura, della scienza, della storia, così brava ad insegnarci gli errori del passato ma così poco efficace nel segnarci il cambiamento di rotta. So che sogni un’istruzione che non si riduca all’informatica ma che rafforzi lo studio della letteratura (fatta così in fretta!) perché sai che una visione prettamente tecnologica della realtà diventa pericolosa “se ignora la dimensione etica e religiosa della vita” (Benedetto XVI). E la crisi finanziaria mondiale su questo ci è di insegnamento: un mondo in cui l’economia è staccata dalla politica (e la politica dall’etica) è diabolico e cambiare si può (e si deve) partendo dall’assunto generale che la scuola deve prendersi cura dell’educazione dei futuri cittadini offrendo loro un alternativa culturale e morale. Anche il susseguirsi dei casi di mala-sanità di questi mesi sono il segnale che cercasi medici che svolgano la professione con passione, abnegazione, fosse anche per filantropia basta che non sia per soldi o per mero prestigio. Allora l’augurio più grande che ti rivolgo è che tu riesca a vedere sempre oltre: oltre i capitoli da studiare, oltre il programma didattico e il semplice attenerti ad esso, oltre le difficoltà e le incomprensioni con gli insegnanti. Guarda in alto, approfondisci, alimenta la tua anima con lo studio così come alimenti il tuo corpo con lo sport e il tuo spirito con la preghiera, senza restringere l’orizzonte alle sole materie studiate perché così la “prospettiva diventa pericolosamente angusta” e l’uomo, che è fatto per l’infinito, negli spazi stretti ci sta molto male. Una foresta che parla di sé, dei suoi anni, della vita che è dentro di sé, dei popoli che la abitano, della loro cultura millenaria e delle tradizioni rispettose di essa. Anche quest’anno, come ormai da anni, in tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio arcidiocesano, viene presentato il progetto interculturale “Ogni uomo è mio fratello” ed il tema è “La foresta si racconta”. Perché la foresta? Perché il 2011 sarà l’anno internazionale a lei dedicata per la sua salvaguardia. In più in collaborazione con Miragica, il parco-giochi di Molfetta, presso il suo teatro le classi finaliste esibiranno i loro lavori per essere giudicati da una giuria composta da esperti di spettacolo ed eventi. Drammatizzazione, strumenti musicali con danze, video o fumetto e lavoro con materiale di riciclo entusiasmeranno bambini, ragazzi e giovanissimi a prendere a cuore i “polmoni” sparsi in tutto il globo terrestre, cominciando da quelli più vicini come la foresta Umbra e quella di Mercadante. Per avere sempre più cura della casa nostra e delle future generazioni. Buon entusiasmo e buon lavoro, ragazzi! Beniamino, [email protected] Ruggiero Rutigliano, [email protected] Angela Rizzi, [email protected] ENTUSIASMO DALLA FORESTA 7 agenda UN ANNIVERSARIO CHE SI CELEBRA DA 50 ANNI T anti… tanti…auguri a Padre Giuseppe Carnevale, che il prossimo 16 ottobre celebrerà il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale durante la celebrazione eucaristica presieduta da Sua Ecc. Giovanni Battista Pichierri. Nato il 9 novembre del 1935 a Pico, in provincia di Frosinone, Padre Giuseppe, dopo aver conseguito la laurea in Teologia, viene ordinato sacerdote esattamente il 16 ottobre del 1960. Molteplici i compiti e gli incarichi affidatigli dalla Santa Sede, dal 1961 al 1965, infatti, Padre Giuseppe collabora fattivamente con S. Ecc. Mons. Baldelli Ferdinando alla POA (Pontificia Commissione di Assistenza), organismo pastorale di promozione e coordinamento delle attività caritative ed assistenziali della Chiesa. La sua profonda spiritualità, lo porterà negli anni 1965-2005 alla dipendenza della S. Sede e a dare un notevole contributo, dal 1965 al 1968, alla Segreteria di Stato, impegnandosi proficuamente, con S. Ecc. Rev.ma Samorè Antonio, nell’ambito della Commissione per gli aiuti all’America Latina. Per l’eccellente lavoro svolto in tutti questi anni, nel 1994, Padre Giuseppe riceverà, dalla Santa Sede l’Onorificenza pro Ecclesia et Pontifice, un importante riconoscimento quanto doveroso, per il Padre Giuseppe, giovane sacerdote, insieme alla sua mamma ottobre 2010 2 sab ore 17.30 Catechesi 1ª e 2ª Media ore 20.00 Catechesi 3ª Media e Cresimandi 1° Superiore e giovanissimi 3 dom ore ore ore ore 4 lun ore 19/21 Catechesi Biblica (4° e 5° anno) ore 20.00 Formazione Catechisti 5 mar ore ore ore ore 17.00 18/19 18/20 19/21 Gruppo corale (ogni martedì) Gruppo EPASSS (Ballo e Recitazione) Gruppo Villaggio Paradiso (Diversamente Abili) Catechesi Biblica (1° e 2° anno) 6 mer ore ore ore ore 18.00 19.30 20.00 20.30 Catechesi 3ª e 4ª Elementare Preghiera di Lode RnS Gruppo Liturgico Gruppo Comunione e liberazione 7 gio ore 8.00 Gruppo volontariato (decoro della Chiesa) ore 9.00 Gruppo Caritas ore 11.45 Supplica alla B.V. di Pompei ore 17.00 Gruppo Corale ore 17.30/19.00 Gruppo EPASSS (scuola scrittura) dalle ore 18.00 alle ore 22.00 Confessioni ore 19.00S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici e Adorazione Eucaristica “FORMATI DAL MAESTRO E MARIA IMMACOLATA” ore 22.00Rito Incubatio e Adorazione Notturna 10 dom ore 9.00 2ª BARLETTABILE ore 17.15 Corso pre-matrimoniale ore 20.00 Catechesi genitori dei Cresimandi 11 lun ore 20.00 Gruppo Culturale “La Stadera” e “Internet” 1° giovedì 10.00 11.00 17.30 20.00 Catechesi gruppi di 5ª Elementare Catechesi gruppi di 1ª e 2ª Elementare Catechesi genitori battezzandi (ogni domenica) Assemblea Associati 14 gio ore 8.00 Gruppo volontariato (decoro della Chiesa) ore 9.00 Gruppo Caritas ore 17.00 Gruppo Corale ore 17.30/19.00 Gruppo EPASSS (scuola scrittura) dalle ore 18.00 alle ore 22.00 Confessioni ore 19.00 Celebrazione Eucaristica, presiede: S.E. Mons. Francesco Pio Tamburrino, Arcivescovo Foggia-Bovino Tema: “UOMINI DI DIO ICONE DI CRISTO” 15 ven ore 19.00 Celebrazione Eucaristica, presiede: S.E. Mons. Michele Castoro, Arcivescovo Manfredonia-Vieste-S.G. Rotondo Tema: “FRATELLI TRA I FRATELLI: NELL’UNICO POPOLO” 16 sab ore 19.00 Celebrazione Eucaristica, presiede: S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, Arcivescovo Trani-Barletta-Bisceglie-Nazareth Tema: “PROFETI DI UN MONDO NUOVO” 17 dom ore ore ore ore ore suo operato zelante. Nel 1998, un ulteriore incarico: sarà Capo-Ufficio delle cause per la dispensa sacerdotale. L’intera comunità parrocchiale del SS. Crocifisso, è grata a Dio per averlo conosciuto e aver condiviso con lui momenti di forte spiritualità. Ringrazia, Dio per questo eccezionale traguardo, esprimendogli gratitudine per i tanti servizi svolti, e dedicandogli una settimana vocazionale di preghiera (dal 14 al 23 ottobre) mediante riflessioni, celebrazioni eucaristiche, programmando un momento di gioia e di condivisione, il recital Fratello Francesco animato dai giovani in programma sabato 23 ottobre alle ore 20:00 presso il salone parrocchiale. Grazie, Padre Giuseppe! [email protected] 11.00 11.00 17.00 17.15 19.00 Oratorio Invernale 3ª Elementare Catechesi genitori di 1ª Confessione Catechesi Biblica Corso pre-matrimoniale 50° Anniversario Sacerdotale: Celebrazione Eucaristica, presiede: Padre Giuseppe Carnevale Tema: “GRATI DEL DONO” 19 mar ore 21.00 Gruppo Missionario 20 mer ore 19.30 Cattedrale 21 gio Giornata di preghiera per la santificazione sacerdotale dalle ore 18.00 alle ore 21.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 20.00 Adorazione Eucaristica guidata dai catechisti e RnS 23 sab ore 20.00 Recital animato dai Giovani “FRATELLO FRANCESCO” 24 dom ore 11.00 Oratorio Invernale 4ª Elementare ore 11.00 Catechesi genitori di 1ª Comunione ore 17.15 Corso pre-matrimoniale 25 lun ore 20.00 Gruppo Culturale “La Stadera” e “Internet” 28 gio ore 22.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 22.00 Adorazione Eucaristica di Trani: Mandato ai missionari e catechisti