anno VII
53
n°
ottobre
2010
Mensile della parrocchia SS. Crocifisso - Barletta
Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003
(conv. in Legge n. 46 del 27/02/2004) art. 1 comma 2 - CNS BA
“PREMIO FALLANI Miglior Testata 2007”
L’Ottobre
Missionario
e la Giornata Missionaria
Mondiale 2010
“S
a rubrica
a pag. 7 la nuov
beniamino
pezzare pane per tutti i popoli”, questo è il tema scelto per celebrare l’84ª
Giornata Missionaria Mondiale. “L’Eucaristia è fonte di profonda comunione con Dio e di concreta condivisione di vita con uomini e donne di ogni
latitudine”. Il mese di ottobre è “ l’occasione per
rinnovare l’impegno di annunciare il Vangelo e dare
alle attività pastorali un più ampio respiro missionario” (Messaggio di Papa Benedetto XVI per la Giornata Missionaria Mondiale 2010). Il mese missionario di ottobre è suddiviso in 5 settimane: settimana
della contemplazione, della vocazione, della
responsabilità, della carità e del ringraziamento. Sua santità Benedetto XVI continua: “Tale annuale appuntamento ci invita a vivere intensamente i
percorsi liturgici e catechetici, caritatevoli e culturali,
mediante i quali Gesù Cristo ci convoca alla mensa
della sua Parola e dell’Eucaristia, per gustare il dono
della sua Presenza, formarci alla sua scuola e vivere
sempre più consapevolmente uniti a Lui, Maestro e
Signore. Solo a partire da questo incontro con l’Amore di Dio, che cambia l’esistenza, possiamo vivere in
comunione con Lui e tra noi, e offrire ai fratelli una testimonianza credibile, rendendo ragione della speranza
che è in noi (cfr 1Pt 3,15)”. Il Padre ci chiama ad essere
figli amati nel suo Figlio, l’Amato, e a riconoscerci tutti
fratelli in Lui, Dono di Salvezza per l’umanità divisa dalla
discordia e dal peccato, e Rivelatore del vero volto di Dio
(cfr. Messaggio del Santo Padre per la GMM 2010).
Questo mese di ottobre ci ricorda come l’impegno e il
compito dell’annuncio evangelico spetti all’intera Chiesa,
“missionaria per sua natura”(Ad gentes, 2). Gli uomini del
nostro tempo spesso chiedono a noi credenti di “fargli vedere” Gesù. Noi dobbiamo farci promotori della novità di vita
fatta di relazioni autentiche, in comunità fondate sul Vangelo, noi, dice Benedetto XVI, “dobbiamo imparare ad offrire segni di speranza e a divenire fratelli universali”; dobbiamo “impegnarci a rendere il pianeta la casa di tutti i popoli”. Questo
mandato missionario che spetta a tutti i battezzati e all’intera
Chiesa, però, può realizzarsi solo con una profonda conversione
personale, comunitaria e pastorale.
La consapevolezza della chiamata ad annunciare il Vangelo
stimola, non solo ogni fedele, ma anche le Comunità diocesane,
attraverso l’opera dei Sacerdoti Fidei Donum e di Laici missionari,
CONVEGNO MISSIONARIO DIOCESANO
alla cooperazione missionaria tra le
Chiese, per promuovere l’annuncio
del Vangelo nel cuore di ogni persona, di ogni popolo, cultura, razza,
nazionalità, ad ogni latitudine (cfr.
Messaggio di Papa Benedetto XVI per
la GMM 2010). La Chiesa “è in Cristo come sacramento, cioè segno e
strumento dell’intima unione con Dio
e dell’unità di tutto il genere umano” (Lumen gentium, 1). Quindi, “la
costruzione della comunione ecclesiale è la chiave della missione”. La comunione ecclesiale nasce
dall’incontro con Gesù Cristo, il quale
stabilisce la nuova relazione tra l’uomo e Dio. La Chiesa diventa “comunione” a partire dall’Eucaristia, in cui
Cristo, presente nel pane e nel vino,
con il suo sacrificio di amore, edifica
la Chiesa come suo corpo, unendoci
a Dio uno e trino fra di noi (cfr. 1Cor
10,16ss).
La chiave per la trasformazione
del mondo è l’amore che noi celebriamo nel Sacramento dell’Eucaristia. “Questo amore va comunicato a
tutti. Ciò di cui il mondo ha bisogno,
si legge nell’Esortazione apostolica
Sacramentum caritatis, è l’amore di
Dio, è incontrare Cristo e credere in
Lui. Una Chiesa autenticamente
eucaristica è una Chiesa missionaria” (n.84), capace di portare tutti
alla comunione con Dio, annunciando
con convinzione: «quello che abbiamo udito e veduto, noi lo annunciamo
anche a voi, perché anche voi siate
in comunione con noi» (1Gv 1,3)”
(cfr. Messaggio di Papa Benedetto
XVI per la GMM 2010). La Giornata
Missionaria Mondiale è “l’occasione
per riportare l’attenzione sui numerosi bisogni materiali delle cosiddette
Chiese di missione e richiamare la responsabilità di ognuno in proposito”.
“La colletta, che in questa giornata
viene fatta in tutte le parrocchie, sia
segno di comunione e di sollecitudine
vicendevole fra le Chiese”, ha detto
il Papa nel 2008. Alle Pontificie Opere Missionarie è chiesto che tutte le
comunità, soprattutto le più piccole,
povere e lontane, possano ricevere
gli aiuti di cui hanno bisogno.
Ricorda! “Perché la Buona Notizia
giunga ovunque è necessario che le
Chiese condividano tra loro i propri
beni”.
Le offerte raccolte e i progetti sostenuti dalle Pontificie Opere Missionarie sono visionabili in
bacheca presso la nostra parrocchia o nell’opuscolo per le famiglie.
Ulteriori
informazioni
su:
www.mgm.operemissionarie.it
Angela Rizzi, [email protected]
Direttore editoriale:
don Ruggiero Caporusso
Direttore responsabile:
Ruggiero Dimonte
Vicedirettore: Angela Rizzi
CON PADRE RAFFAELE DI BARI
verso la gioia
che rinnova
la missione
II CONVEGNO MISSIONARIO DIOCESANO
di
Salvatore Mellone, [email protected]
I
l ricordo commosso di Padre Raffaele Di Bari, a dieci anni dal suo
assassinio in Uganda, è stato quel
filo sottile di umanità e speranza che
ha legato i giorni di sabato 18 e domenica 19 settembre scorsi nei quali si
è svolto, nella nostra parrocchia, il 2°
Convegno Missionario Diocesano
dal tema “MISSIO GIOIRE E RINNOVARSI”. L’intento di don Ruggiero
Caporusso, organizzatore dell’evento in
qualità di direttore della Commissione
Evangelizzazione dei Popoli e Cooperazione tra le Chiese della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, è stato quello di
unire la memoria della vita e del martirio del missionario comboniano barlettano ad un momento ampio di meditazione, approfondimento e confronto su
tematiche missionarie. S. Ecc. Mons.
Giovan Battista Pichierri ha aperto i
lavori con la preghiera invitando tutti
i convegnisti ad essere “pronti ad accogliere le sollecitazioni” dei relatori.
Mons. Pichierri ha poi sottolineato la
responsabilità missionaria della parrocchia, ad intra e ad extra, in proiezione
della missione diocesana 2009/2011.
Successivamente il Prof. don
Francesco Piazzolla ha tenuto una
lectio divina sul tema “La nostra gioia sia piena” (1Gv 1,1-4) nella quale
ha messo in rilievo l’evento missionario
dell’annuncio che porta alla gioia attraverso la sofferenza. In una visione
Redazione:
Rossella Acconciaioco, Mario
Borraccino, Liana Caputo, Daniela
D’Alba, Nicola Dileo, Antonio
Diodovich, Floriana Filannino,
Francesca Leone, Salvatore Mellone,
Ruggiero Rutigliano, Massimo Serio
Hanno collaborato: Pasquale
Delvecchio, Alfredo Negro
2
pasquale di koinonia nella luce, don
Piazzolla ha definito la missione come
“annuncio di ciò di cui abbiamo fatto
esperienza. È qualcosa al di fuori che
ci spinge alla realizzazione della comunione e della gioia”. Molto diretto e pieno di interrogativi posti alle coscienze
l’intervento di don Savino Filannino,
assistente regionale del Movimento
Giovanile Missionario. Percorrendo un
itinerario missionario ideale (frutto della sua esperienza personale di parroco
a Sant’Helena in Brasile), fatto di immagini evocate, di volti emarginati o
segnati dalla fame, di situazioni d’indigenza e di disuguaglianza sociale, don
Filannino ha invitato a “cambiare lo stile di vita qua da noi” perché le scelte
fatte incidono a livello globale, concludendo che “chi evangelizza, è evangelizzato da quella gente”.
Subito dopo il Prof. Michele Memeo, docente di filosofia, con la relazione “La Giustizia sociale come
esigenza etica” ha messo in luce le
varie forme di giustizia in un articolato
percorso filosofico. Partendo da Platone
(giustizia come equilibrio nella polis) e
passando per Aristotele (giustizia come
legalità) e Tommaso d’Aquino (giustizia
come ricerca del bene comune), il prof.
Memeo è giunto al pensiero di Martha
Nussbaum (giustizia come uguaglianza di opportunità) e alla visione finale
giudaico-cristiana dove, nella figura di
Premio “Fallani”
Miglior Testata 2007
LA STADERA
Mensile di informazione e formazione della Parrocchia SS. Crocifisso
- Barletta
Anno VII - n. 53 ottobre 2010
Registrazione n. 4 del 5/2/2007
presso il Tribunale di Trani
Direzione, redazione e ammin.:
Parrocchia SS. Crocifisso
Via Zanardelli, 33 - 70051 Barletta
Impaginazione e stampa:
Editrice Rotas - Barletta
Gesù, “la giustizia è la risposta gioiosa
alla fedeltà e alla misericordia di Jahvè”.
A conclusione della prima serata,
dopo la celebrazione eucaristica nella
quale Mons. Pichierri ha intitolato a Padre Raffaele Di Bari il gruppo diocesano
del Movimento Giovanile Missionario,
l’intervento-testimonianza di Padre
Giulio Albanese, direttore responsabile delle riviste delle Pontificie Opere
Missionarie. Padre Albanese, ricordando affettuosamente la figura di Padre
Raffaele, ha tratteggiato le sue caratteristiche di sensibilità, forza d’animo
e predilezione per Cristo. “Mi spiegò
-ha detto Padre Albanese- la ragione
per cui era rimasto a Pajule, dicendo
che il modo migliore di vivere il suo sacerdozio era quello di dare voce a chi
non aveva voce”, da loribamoi, cioè da
uomo creatore di comunione nelle difficoltà. Una presenza scomoda la sua
perché unico osservatore tra le parti in
conflitto, dove i bambini vittime di wiro
ki moo (ipnosi collettive) diventavano
olum, baby-soldier.
Nella seconda giornata dei lavori i
saluti del vicario generale del vescovo,
Mons. Savino Giannotti, e la lectio
divina di don Francesco Piazzolla sul
tema “Lasciatevi trasformare”(Rm
12,2). Don Piazzolla ha delineato un
profondo itinerario argomentativo basandolo su due punti fondamentali: il
non conformarsi alla mentalità di questo secolo prendendo distanza da ciò
che non è cristiano, evitando di farsi
plasmare dalla sua logica implicita e
manifesta; il lasciarsi trasformare rinnovando la mente rifacendosi “a quello
che dice Gesù quando parla di tempo
compiuto e di convertirsi e credere al
Vangelo”. Solo offrendo il corpo nella sua concretezza spazio-temporale,
in una metanoia continua e costante
“questa operazione ha un fine: raggiungere il volere di Dio, cioè il suo
bene per l’uomo”.
Informale nei toni ma intenso nei
contenuti don Amedeo Cristino, Segretario Nazionale della Pontificia Unione Missionaria, intervenuto su “La
Costruzione della Comunità Ecclesiale è la chiave della missione che
si rinnova”. Per Don Cristino l’ideale
missionario non può non coinvolgere
comunitariamente chi crede davvero,
poiché la missione che si rinnova è un
luogo prossimo e non necessariamente lontano. L’essere missionari inoltre
deve tenere in considerazione tre temi
cardine: l’origine della missione, riscontrabile nei vangeli della risurrezione
dove i discepoli “trovano una presenza
e una convocazione” chiamati da Gesù
…dare voce
a chi
non ha voce
proprio in quella Galilea (intesa come
cerchio) delle genti; l’evangelizzazione,
cioè il “dare gambe e far camminare il
Vangelo” con lo scopo di “prendere Dio
e darlo al mondo, ma anche prendere
il mondo dandolo a Dio”; la comunione
nella chiesa che, facendo venire “voglia
di Dio”, senza chiusure, porta “l’invito a
far esperienza di Cristo come la Samaritana di ritorno al suo villaggio”.
Visibilmente soddisfatto per la buona riuscita del Convegno, don Ruggiero Caporusso si è augurato di ripetere l’esperienza in un futuro prossimo,
invitando tutti alla lettura del libro
Loribamoi. Padre Raffaele Di Bari,una
vita per l’Africa, da lui curato, “ricco di
spunti veramente missionari per chi
vuol fare della propria vita
quotidiana una missione
credibile”.
3
LA CULTURA SCENDE IN CAMPO
IL TEATRINO DELLA
“F
are politica”. Il vocabolario ci fornisce
questa
definizione del termine politica, cioè
teoria e pratica che hanno
per oggetto la costituzione,
l’organizzazione,
l’amministrazione dello Stato e la direzione della vita pubblica.
Questo è ciò che il politico
dovrebbe compiere dal suo
mandato in poi qualunque sia
la carica: comunale, regionale o nell’espletamento delle
cariche più alte dello Stato.
Purtroppo però in virtù delle fragilità umane e al
seguito di interessi personali
o complotti o alleanze macchinose, il pubblico operato
per il bene comune subisce
salti di carreggiata, seguendo percorsi diversi e antitetici. Certo la storia ci conforta
richiamando alla memoria
tante epoche e episodi molto
noti di distorsione del concetto di etica della politica
(pensiamo una per tutte agli
esercizi disastrosi del potere nell’Impero romano), ma
ciò nondimeno non possiamo esimerci dal dichiarare
che anche attualmente siamo sconcertati spettatori del
“teatrino della politica”. Ma,
per grazia di Dio, esistono
voci che si elevano al di sopra di questo marasma, cioè
di questo stato di caotica crisi che s’impadronisce, paralizzandole, delle istituzioni
sociali, economiche e
politiche. Stiamo
parlando
di
quelle voci
4
fondamentali per garanzia,
per ripristino degli equilibri,
per il richiamo all’unità, al
senso del dovere e all’etica
del Presidente della Repubblica Napolitano e del nostro Papa Benedetto XVI. Il
Presidente Napolitano, pur
nella sua pratica costante
della pacatezza e della misura (doti non discutibili e anzi
altamente lodevoli), interviene continuamente sull’emergenza che sta attraversando
il nostro Paese. Egli assume
non solo il ruolo del garante del patto costituzionale
e del suo sistema di valori
giuridici e politici, ma si presenta pure come l’interprete
di quel sentire morale degli
Italiani cui è affidato il destino della nostra democrazia.
Addirittura egli si dice “turbato e preoccupato di fronte
a trame inquietanti anche ad
opera di consorterie squallide”. Altresì il nostro pontefice
Benedetto XVI, noto a tutti
più come teologo, è anche un
profondo pensatore politico e
sociale come ci sottolinea nel
libro “The social and political trought of Benedict XVI”
l’autore Thomas R. Rourke,
che insegna presso il Dipartimento di Scienze Politiche in
Pennsylvania.
Secondo questo autore
il Papa sin dai tempi del suo
incarico cardinalizio, nel libro
“In cammino verso Gesù”,
rendeva sul piano antropologico il concetto di “Persona
come essere relazionale”, da
cui deriva il concetto di “Spi-
Politica
ritualità di comunione”, così
come c’è “Comunità Divina”
delle persone della Trinità. E
inoltre vi è fratellanza tra le
persone in virtù della comune Paternità di Dio. Sebbene
questa antropologia del Pontefice possa sembrare troppo
astratta essa costituisce il
fondamento di ogni filosofia politica, per cui la nostra
visione politica di come debba svolgersi la vita comune
è necessariamente fondata
sulla nostra concezione di
cosa sia la Persona e cosa
sia la Comunità. Per di più
il Papa considera la politica
come un esercizio della ragione, ma di una ragione plasmata dalla Fede, in un processo necessario di reciproca
correzione, poiché la religione può produrre settarismi
e fondamentalismi dannosi.
Invece la ragione può cadere
preda di distorsioni ideologiche o contro la dignità umana come egli ha affermato in
un recente discorso a Londra, al Parlamento Britannico, sottolineando a priori che
esiste un “fondamento etico”
delle scelte politiche, ovvero
del “giusto posto che il credo
religioso mantiene nel processo politico”.
Benedetto XVI ha espresso anche un fermo richiamo
ai politici cattolici, affinché
siano coerenti con la loro fede
in tutti gli ambiti della vita. La
coscienza di ognuno rappresenta una limitazione al potere dello stato ed è in grado di circoscrivere l’azione di
governo. La coscienza, a sua
volta, si collega alla fede, che
ne è la principale formatrice
ed è una forza politica nello
stesso modo in cui lo è stato Gesù divenendo testimone
della verità nella coscienza.
“Il potere della coscienza si
trova nella sofferenza: è il
potere della Croce. Il cristianesimo ebbe inizio non con
un rivoluzionario, ma con
un martire. E all’assemblea
plenaria del Pontificio consiglio per i laici ha sottolineato
che non spetta alla Chiesa
formare “tecnicamente” i
politici, ma la sua missio-
ne comporta anche di dare
giudizi morali su cose che
riguardano l’ordine politico. A questo punto dobbiamo sottolineare che nella
formazione di una coscienza
critica può contribuire la presenza di una stampa obiettiva che lotta per la democrazia e difende la sua libertà di
espressione, con il compito
prioritario di informazione,
per spiegare ai lettori cosa
succede in Italia e nel mondo e perché succede. Ma per
tanti giornali la vera priorità
è fare propaganda, sostenere un partito, proteggere un
gruppo industriale o finanziario. Oppure come succede ormai da qualche anno a ritmo
incalzante, ricercare scoop
per creare scandali a danno
dei personaggi politici, senza
esclusione di colpi, ricercando scontri politici che dovrebbero essere evitati perché
sottraggono attenzione ai
veri, reali, gravi problemi che
lo Stato dovrebbe affrontare
con urgenza e che sono ben
noti a ciascun cittadino. Vedi
il problema del precariato, la
scarsa occupazione giovanile,
la mancanza di sgravi fiscali a
favore delle famiglie a basso
reddito o delle imprese medio
- piccole, l’integrazione degli
stranieri con una politica di
mediazione verso l’accoglienza. Infine, ma non ultima per
importanza, la diatriba creatasi all’interno delle due forze politiche di maggioranza e
di opposizione, che dimostra
come prima dei valori condivisi vengono quelli contestati.
Vogliamo concludere a
questo punto con le parole
del Papa citando ancora una
volta i suoi discorsi sulla politica. Egli afferma infatti che
“bisogna recuperare e rinvigorire un’autentica sapienza
politica, (…) mostrarsi aperti
ad ogni vero dialogo e collaborazione, tenendo presente
che la politica è anche una
complessa arte di equilibrio
tra ideali e interessi”. Chi ha
orecchie per intendere… intenda.
Nicola Dileo,
info@crocifissobarletta.it
Continuiamo il viaggio
alla scoperta
dei significati
degli affreschi
dell’abside
della parrocchia
LUCA
“LO SCRIBA
DELLA
MANSUETUDINE
DI CRISTO”
Questo mese soffermiamo la nostra attenzione sulla figura dell’evangelista Luca. Raffigurato sulla cupoletta dell’abside (è il primo da sinistra guardando
l’altare), San Luca è rappresentato seduto davanti
ad un cavalletto mentre dipinge l’icona della Madre
di Dio. Secondo una tradizione nata nel V secolo,
Luca fu il primo pittore della Madre di Dio; fu autore
di numerosi ritratti della Madonna. Egli indossa una
tunica celeste ed un mantello rosso simbolo di vitalità. Sul capo un aureola. L’oro zecchino, applicato
sotto forma di sottili foglie d’oro, testimonia la sovranità celeste, segno della luce di Dio. L’emblema
di S. Luca è il bue alato, simbolo del sacrificio, perché il suo Vangelo inizia con il racconto dei sacrifici che venivano compiuti nel tempio. San Luca è
autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli.
Dante lo ha definito “scriba della mansuetudine di
Cristo”, perché nelle pagine del suo Vangelo (diviso in 24 capitoli e scritto per i cristiani venuti dal
paganesimo) predominano immagini di dolcezza,
di amore, di gioia e perché utilizza il termine eudokia, che esprime la misericordiosa compiacenza
di Dio che vuole tutti salvi per sua pura benevolenza. Luca è il solo tra gli evangelisti a non aver
conosciuto Gesù ed è il solo non ebreo; si basa su
testimoni diretti, tra cui probabilmente alcune donne che furono le prime a rispondere all’annuncio;
tra loro c’è anche la Madre di Gesù. Luca è attento
alle sue parole, ai suoi gesti, ai suoi silenzi. Il suo
vangelo, che pone in luce l’universalità della
salvezza e la predilezione di Cristo verso i poveri, offre testimonianze originali come il vangelo
dell’infanzia, le parabole della misericordia, quindi
gli insegnamenti di Gesù e le annotazioni
che ne riflettono la sensibilità verso i malati e i sofferenti. Gesù è medico universale. I 28 capitoli degli Atti degli
Apostoli sono ritenuti la continuazione
del suo vangelo e narrano i primi passi
della comunità cristiana dopo la Pentecoste, quindi il primo espandersi della
Chiesa cristiana fuori la Palestina, con
i problemi e i traumi di questa universalizzazione, fino al primo soggiorno di
Paolo a Roma. Il tema della parola
di Dio è il filo d’oro che attraversa i due scritti che compongono
l’opera lucana, unifica anche le
due epoche da lui contemplate,
il tempo di Gesù e quello della
Chiesa. Secondo la tradizione
Luca nacque da famiglia pagana ad Antiochia di Siria (oggi
Antakya, in Turchia); non sappiamo precisamente quando.
Luca fu medico di professione,
ma coltivava anche l’arte e la
letteratura. Forse già intorno
al 40 si convertì alla fede in
Cristo. Luca divenne compagno e discepolo degli apostoli, di Paolo soprattutto, che
accompagnò nel suo secondo viaggio missionario dalla
Troade a Filippi e alla fine
del terzo viaggio. Paolo lo
chiama “caro medico”, compagno dei suoi viaggi missionari, con-
fortatore della sua prigionia, per due volte. Con la
morte di Paolo si perdono le tracce di Luca; secondo alcuni patì il martirio in Bitinia probabilmente
in tarda età. La Chiesa lo venera come martire il
18 ottobre.
L’annuncio del Vangelo ha inizio in Galilea, s’avvia
verso Gerusalemme e qui si conclude con la passione, morte, risurrezione ed apparizione di Gesù;
da Gerusalemme partirà per estendersi (negli Atti
degli Apostoli) in Giudea, Samaria e fino ai confini
della terra. Nel Vangelo dopo il sacrificio di Zaccaria, padre di Giovanni Battista, Luca narra l’annuncio della nascita del Precursore, la visita di Maria ad Elisabetta, la Natività, prosegue con le due
presentazioni di Gesù al tempio, la vita nella casa
di Nazareth, la disputa con i dottori e lo smarrimento di Gesù. “Luca ci introduce nella interiorità
di Maria, facendoci scoprire nello stesso tempo la
sua funzione unica nella storia della salvezza. Maria
è colei che pronuncia il «fiat», un sì personale e
pieno alla proposta di Dio, definendosi «Serva del
Signore» (Lc 1,38). Questo atteggiamento di totale
adesione a Dio e disponibilità incondizionata alla
sua Parola costituisce il modello più alto della fede,
l’anticipazione della Chiesa come comunità dei credenti. Nel Canto del Magnificat (cfr Lc 1,46-55) ella
incarna la figura del povero, capace di riporre pienamente la sua fiducia in Dio, che abbatte i troni
dei potenti ed esalta gli umili. Luca ci mostra Maria
presente nel Cenacolo in attesa dello Spirito Santo
(cfr At 1,14). Al suo interno Maria intercede per la
nascita della Chiesa ad opera dello Spirito Santo
e comunica alla Chiesa nascente la sua esperienza di Gesù”.1 È nota, infatti, l’importanza che Luca
dà, nei suoi scritti, all’azione dello Spirito Santo. Lo
Spirito Santo è dono del Padre a chi lo prega. “È lo
Spirito Santo a plasmare la Chiesa. San Luca ha
delineato nei tratti della prima comunità cristiana
il modello sul quale la Chiesa di tutti i tempi deve
rispecchiarsi: è una comunità unita in «un cuor solo
e un’anima sola», assidua nell’ascolto della parola
di Dio; una comunità che vive di preghiera, spezza con letizia il Pane eucaristico, apre il cuore alle
necessità dei bisognosi fino a condividere con loro
i beni materiali (cfr At 2,42-47; 4,32-37)”.2 Sono
caratteristiche di Luca anche la predilezione per la
povertà e per la preghiera. “Per Luca esser cristiani
significa seguire Gesù sulla via che Egli percorre:
sulla via della Croce”.3 Per Luca la missione evangelizzatrice è un’altra dimensione essenziale della
vita cristiana e della chiesa. “Di questa missione
egli indica il fondamento perenne e cioè l’unicità e
l’universalità della salvezza operata da Cristo (cfr
At 4,12). L’evento salvifico della morte-risurrezione
di Cristo non conclude la storia della salvezza, ma
segna l’avvio di una nuova fase, caratterizzata dalla missione della Chiesa, chiamata a comunicare
i frutti della salvezza operata da Cristo a tutte le
nazioni. La missione della Chiesa comincia a Pentecoste «da Gerusalemme» per estendersi «sino ai
confini della terra»”.4
Angela Rizzi, [email protected]
1
2
3
4
Cfr. Messaggio del Santo Padre al Vescovo di Padova in
occasione della festa di San Luca (15 ottobre 2000), n. 5.
Messaggio, n. 4.
Cfr. Messaggio, n. 3.
Cfr. Messaggio, n. 6.
5
brevi
SANTITÀ
San Giuseppe da Copertino
l’amico degli studenti
T
È un santo conosciuto dagli studenti?
i lasci alle spalle le spiagge joniche del Salento e dopo un po’
sei a Copertino, il paese di San
Giuseppe. Al primo quadrivio svolti e segui l’indicazione che porta al
Santuario di Santa Maria della Grottella. Lo custodiscono i Frati Minori
Conventuali. Fra Stefano Colelli,
responsabile della pastorale giovanile e vocazionale e dell’accoglienza
nel convento, ci racconta del Santo:
“Nasce il 17 giugno 1603, a Copertino. L’infanzia di Giuseppe scorre,
tra stenti e privazioni, sotto la guida della madre. Colpito da un’ulcera cancerosa, Giuseppe si ammala
gravemente. Resterà immobilizzato
a letto per circa sei anni. Nel 1617,
nel Santuario “S. Maria delle Grazie” a Galatone, in preghiera presso
l’icona della Vergine Maria, Giuseppe viene liberato dalla malattia”.
“Secondo la tradizione, alla
fine dell’800 alcuni studenti universitari, in prossimità degli esami, cominciano spontaneamente
ad incontrarsi in chiesa, pregano
assieme e invocano San Giuseppe
da Copertino, trovando in lui aiuto e conforto. Il gruppo frequenta
la Chiesa di San Lorenzo Maggiore
a Napoli. Poco tempo dopo l’abate
parigino La Fontaine, a sostegno di
questa esperienza, dedica al Santo
la “Novena per sostenere felici esami”(1897). Nel corso degli anni la
devozione, partita dall’Italia e dalla
Francia, si estende al resto d’Europa e raggiunge America, Africa e
Giappone”.
E la vocazione?
“Nel 1619 chiede di entrare tra
i Frati Minori Conventuali, ma i tre
zii, minori conventuali, non lo accolgono. In seguito chiede di entrare
tra i Minori Osservanti Riformati del
Convento di Casole: anche lì non
viene accolto. Infine entra dai Frati
Minori Cappuccini, come fratello laico nel noviziato di Martina Franca,
con il nome di fra Stefano. Nel 1621
viene mandato via perché inadatto
alla vita religiosa. Nel rientrare a
Copertino apprende la notizia della
morte del padre. Condannato a pagare i debiti del genitore, Giuseppe
si rifugia per sei mesi in una soffitta
del Convento “S. Maria della Grottella”, con la complicità del frate
sacrista e all’insaputa dei frati. In
seguito viene accolto dalla comunità dei frati come oblato. Desideroso
di recuperare gli anni di scuola perduti, dopo i duri lavori del giorno,
si ritira nella sua celletta e trascorre quasi tutta la notte a studiare.
Prega e si affida alla Beata Vergine
Maria della Grottella. Per ricevere il
diaconato era necessario sostenere
il relativo esame. Alla prova manca un mese. La verifica consisterà
in un colloquio durante il quale gli
aspiranti diaconi dovranno leggere, cantare e spiegare un brano del
Vangelo. Il giorno dell’esame il
vescovo di Nardò, mons.
Girolamo De Franchis,
aprendo a caso il Van-
6
gelo, lo interroga proprio sul brano
che fra Giuseppe aveva preparato.
L’esame è superato. Fra Giuseppe
resterà convinto di aver ricevuto
una grazia della Provvidenza. Gli
restava l’ultimo scoglio: l’esame
per conseguire il sacerdozio. Ore e
ore di studio. Si rifugia nella vicina
chiesetta di Santa Maria degli Angeli dove trascorre, nel raccoglimento,
la notte prima degli esami. L’indomani cominciano le interrogazioni.
Fra Giuseppe è tra gli ultimi nella
lista. I primi mostrano una buona
preparazione e superano brillantemente la prova. Poi un imprevisto:
un corriere consegna una lettera al Vescovo che gli annuncia un
impegno improrogabile. Il Vescovo
decide allora di non riprendere più
gli esami e, soddisfatto dell’ottima
preparazione dei chierici interrogati
fino a quel momento, dispensa dalla prova i pochi rimasti. Fra Giuseppe è tra questi. Protetto dalla Beata
Vergine, il nostro frate ha ricevuto
una grazia inaspettata: superare gli
esami senza essere interrogato. Il
28 marzo 1628, fra Giuseppe è ordinato sacerdote”.
Condotta una vita di umile obbedienza, il 18 settembre 1663 si
spegne ad Osimo ed è proclamato
santo nel 1767 da Papa Clemente
XIII.
La mitezza di San
Giuseppe da Copertino è ancora una virtù perseguibile?
“S. Giuseppe, più che la mitezza, invita tutti a vivere il valore dell’umiltà e il consegnarsi nelle
mani di Dio. Il brano del Vangelo
che si legge per la sua festa (Mt
11,25-30) è lo stesso della festa
di S. Francesco d’Assisi: Gesù benedice il Padre perché ha rivelato i
segreti del regno dei Cieli ai piccoli
e poi invita a essere miti e umili di
cuore, prendendo il suo giogo sopra
di noi. I valori sono sempre validi
in ogni epoca della storia. Quando
vediamo una persona che vive valori cristiani, ne restiamo affascinati, ci attrae, come le personalità di
Francesco d’Assisi e Giuseppe da
Copertino. La Parola di Dio, le letture spirituali e le biografie dei santi
aiutano, per chi si fa catturare, a interiorizzare quei valori che rendono
bello il nostro cammino cristiano”.
Caro fra Stefano, benedici i nostri lettori studenti?
“Che i giovani possano entrare
nel mistero profondo della sapienza
che Dio ha seminato in S. Giuseppe da Copertino per essere capaci
di comprendere e percorrere la via
della saggezza e della verità che sazia il cuore e rende lieta la vita”.
Salvatore Mellone,
[email protected]
beniamino,
col naso
all’insu’
pensando
a quaggiu’
Una nuova rubrica nata per stimolare idee, confrontarsi
su temi leggeri o profondi, e perché no, provocare reazioni.
È questa la finalità di Beniamino, l’appuntamento mensile
che come redazione lanciamo dal numero di ottobre sul nostro
giornale. Dal suo box Beniamino si affaccerà per comunicare di
volta in volta qualcosa. Firmerà poi tutti i suoi interventi: la sua
sigla non sarà altro che la voce comune della redazione. Beniamino avrà le sembianze di una persona pensante e ambulante,
anche se di carta ed inchiostro. Come un nomade della parola,
dopo aver provato a vagabondare tra le esperienze, porgerà
agli altri il suo sguardo. Narrerà con semplicità, servendosi di
circa quattrocento termini per dire e lasciare in sospeso qualcosa. Perché questo nome? Certamente esso rimanda alla piccolezza di qualcuno (si pensi all’ultimo figlio di Giacobbe) che
stando in un cantuccio si fa notare senza presunzione. E poi
c’è quel finale in –ino: dà il senso di un diminutivo (anche se
in questo caso non lo è), di una presenza cioè minima, che (si
spera) interroghi generando simpatia. Beniamino starà col
naso all’insù, meravigliandosi ancora della vastità del cielo
e, pensando a quaggiù, valuterà ciò che gli passerà intorno.
Con candore e semplicità, sempre.
Salvatore Mellone, [email protected]
Oltre
20 SIGARETTE: UN FILM CHE FA RIFLETTERE
Una storia incredibile, il miglior sceneggiatore del mondo
non avrebbe saputo inventare una vicenda simile. Novembre
2003 Aureliano Amadei arriva a Nassiriya come assistente
del regista Stefano Rolla per girare un documentario, ma ci
rimane solo 22 ore, il tempo di fare amicizia con i militari italiani, fumare 19 sigarette e saltare in aria nell’attentato che
costò la vita a 12 carabinieri,5 soldati e 2 civili (tra cui Rolla).
Fuma la ventesima sigaretta durante il tragitto che dal luogo
dell’attentato lo porta all’ospedale americano.
Il film vuole essere un resoconto di chi era lì in quel momento.
E poi c’è l’altra storia, quella del sopravvissuto tornato
in Italia al cui capezzale si recano in doverosa processione i
rappresentanti delle istituzioni , i politici, i giornalisti pronti
a celebrare l’eroe riempiendo le pagine e i discorsi di retorica per i caduti e dei sacrifici necessari alla democrazia “da
esportare ai popoli sfortunati”.Questo film ha il compito di
portare lo spettatore ad analizzare l’operazione militare che
è stata l’invasione dell’Iraq per cui Nassiriya resterà nei libri
di storia come una drammatica pagina macchiata di sangue.
Liana Caputo, [email protected]
PARROCCHIA MISSIONARIA
L’anno 2010-2011 è di avvio per la missione diocesana
da parte di tutte le parrocchie e le aggregazioni cattoliche.
“Scopo della missione sarà quello di annunciare il vangelo a
quei battezzati che, pur non avendo rinnegato formalmente
il loro battesimo, vivono un fragile rapporto con la Chiesa e
devono quindi essere interpellati dal santo vangelo di Gesù
Cristo per riscoprirne la bellezza e la forza trasformante e per
ritrovare così la gioia di vivere l’esperienza cristiana in maniera più consapevole e operosa” (Estratto verbale Consiglio
Presbiterale del 20.04.2009). Tutta la comunità parrocchiale
è coinvolta nella missione; in modo particolare gli animatori
della missione, che per la nostra parrocchia saranno i catechisti, dopo un anno di preparazione biblico-spirituale (periodo della pre-missione), sono chiamati ad essere “soggetti
di evangelizzazione” nelle famiglie. I temi che affronteranno
sono: l’incontro con Gesù attraverso i personaggi evangelici,
la Sequela di Cristo sul cammino della croce e il fare esperienza della Chiesa. Il 20 ottobre alle ore 19.30 presso la
Cattedrale di Trani, nella Solenne Celebrazione Eucaristica
della festa della Chiesa diocesana, tutti i missionari e catechisti riceveranno, da Mons. Pichierri, il mandato solenne. La
“missione parrocchiale” porti in tutta la chiesa diocesana un
rinnovamento di vita cristiana.
Studiando il mondo di facebook mi sono accorto che siete davvero in tanti (voi giovani) a condividere sulle bacheche
frasi di autori più o meno conosciuti e quindi non siete poi così
allergici e distanti dalla cultura letteraria come qualcuno vuol
far credere.
La scuola è ripresa, tra tagli e malcontenti generali, ma per
carità non farti travolgere da questa valanga politica perché:
1. ti interessa in piccola parte; 2. si tratta di problemi troppo
più grandi di te; 3. esistono altri luoghi adibiti a queste discussione, fuori dalle aule scolastiche.
Stai lontano da proteste inutili che ti distrarrebbero
dall’unica cosa che in fondo desideri: innamorarti della letteratura, della scienza, della storia, così brava ad insegnarci gli
errori del passato ma così poco efficace nel segnarci il cambiamento di rotta.
So che sogni un’istruzione che non si riduca all’informatica
ma che rafforzi lo studio della letteratura (fatta così in fretta!)
perché sai che una visione prettamente tecnologica della realtà diventa pericolosa “se ignora la dimensione etica e religiosa
della vita” (Benedetto XVI).
E la crisi finanziaria mondiale su questo ci è di insegnamento: un mondo in cui l’economia è staccata dalla politica (e
la politica dall’etica) è diabolico e cambiare si può (e si deve)
partendo dall’assunto generale che la scuola deve prendersi
cura dell’educazione dei futuri cittadini offrendo loro un alternativa culturale e morale.
Anche il susseguirsi dei casi di mala-sanità di questi mesi
sono il segnale che cercasi medici che svolgano la professione
con passione, abnegazione, fosse anche per filantropia basta
che non sia per soldi o per mero prestigio.
Allora l’augurio più grande che ti rivolgo è che tu riesca
a vedere sempre oltre: oltre i capitoli da studiare, oltre il
programma didattico e il semplice attenerti ad esso, oltre le
difficoltà e le incomprensioni con gli insegnanti.
Guarda in alto, approfondisci, alimenta la tua anima con
lo studio così come alimenti il tuo corpo con lo sport e il tuo
spirito con la preghiera, senza restringere l’orizzonte alle sole
materie studiate perché così la “prospettiva diventa pericolosamente angusta” e l’uomo, che è fatto per l’infinito, negli
spazi stretti ci sta molto male.
Una foresta che parla di sé, dei suoi anni, della vita che è
dentro di sé, dei popoli che la abitano, della loro cultura millenaria e delle tradizioni rispettose di essa. Anche quest’anno, come ormai da anni, in tutte le scuole di ogni ordine e
grado del territorio arcidiocesano, viene presentato il progetto interculturale “Ogni uomo è mio fratello” ed il tema è
“La foresta si racconta”. Perché la foresta? Perché il 2011
sarà l’anno internazionale a lei dedicata per la sua salvaguardia. In più in collaborazione con Miragica, il parco-giochi
di Molfetta, presso il suo teatro le classi finaliste esibiranno
i loro lavori per essere giudicati da una giuria composta da
esperti di spettacolo ed eventi.
Drammatizzazione, strumenti musicali con danze, video
o fumetto e lavoro con materiale di riciclo entusiasmeranno
bambini, ragazzi e giovanissimi a prendere a cuore i “polmoni” sparsi in tutto il globo terrestre, cominciando da quelli
più vicini come la foresta Umbra e quella di Mercadante. Per
avere sempre più cura della casa nostra e delle future generazioni.
Buon entusiasmo e buon lavoro, ragazzi!
Beniamino, [email protected]
Ruggiero Rutigliano, [email protected]
Angela Rizzi, [email protected]
ENTUSIASMO DALLA FORESTA
7
agenda
UN ANNIVERSARIO
CHE SI CELEBRA DA
50 ANNI
T
anti… tanti…auguri a Padre Giuseppe Carnevale, che il prossimo 16
ottobre celebrerà il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale durante la
celebrazione eucaristica presieduta da
Sua Ecc. Giovanni Battista Pichierri.
Nato il 9 novembre del 1935 a Pico,
in provincia di Frosinone, Padre Giuseppe, dopo aver conseguito la laurea in Teologia, viene ordinato sacerdote esattamente il 16 ottobre del 1960. Molteplici
i compiti e gli incarichi affidatigli dalla
Santa Sede, dal 1961 al 1965, infatti,
Padre Giuseppe collabora fattivamente
con S. Ecc. Mons. Baldelli Ferdinando
alla POA (Pontificia Commissione di Assistenza), organismo pastorale di promozione e coordinamento delle attività
caritative ed assistenziali della Chiesa.
La sua profonda spiritualità, lo porterà negli anni 1965-2005 alla dipendenza della S. Sede e a dare un notevole contributo, dal 1965 al 1968, alla
Segreteria di Stato, impegnandosi proficuamente, con S. Ecc. Rev.ma Samorè
Antonio, nell’ambito della Commissione
per gli aiuti all’America Latina.
Per l’eccellente lavoro svolto in tutti
questi anni, nel 1994, Padre Giuseppe
riceverà, dalla Santa Sede l’Onorificenza
pro Ecclesia et Pontifice, un importante
riconoscimento quanto doveroso, per il
Padre Giuseppe, giovane sacerdote,
insieme alla sua mamma
ottobre 2010
2 sab
ore 17.30 Catechesi 1ª e 2ª Media
ore 20.00 Catechesi 3ª Media e Cresimandi 1° Superiore e giovanissimi
3 dom
ore
ore
ore
ore
4 lun
ore 19/21 Catechesi Biblica (4° e 5° anno)
ore 20.00 Formazione Catechisti
5 mar
ore
ore
ore
ore
17.00
18/19
18/20
19/21
Gruppo corale (ogni martedì)
Gruppo EPASSS (Ballo e Recitazione)
Gruppo Villaggio Paradiso (Diversamente Abili)
Catechesi Biblica (1° e 2° anno)
6 mer
ore
ore
ore
ore
18.00
19.30
20.00
20.30
Catechesi 3ª e 4ª Elementare
Preghiera di Lode RnS
Gruppo Liturgico
Gruppo Comunione e liberazione
7 gio
ore 8.00 Gruppo volontariato (decoro della Chiesa)
ore 9.00 Gruppo Caritas
ore 11.45 Supplica alla B.V. di Pompei
ore 17.00 Gruppo Corale
ore 17.30/19.00 Gruppo EPASSS (scuola scrittura)
dalle ore 18.00 alle ore 22.00 Confessioni
ore 19.00S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici e
Adorazione Eucaristica “FORMATI DAL MAESTRO E
MARIA IMMACOLATA”
ore 22.00Rito Incubatio e Adorazione Notturna
10 dom
ore 9.00 2ª BARLETTABILE
ore 17.15 Corso pre-matrimoniale
ore 20.00 Catechesi genitori dei Cresimandi
11 lun
ore 20.00 Gruppo Culturale “La Stadera” e “Internet”
1° giovedì
10.00
11.00
17.30
20.00
Catechesi gruppi di 5ª Elementare
Catechesi gruppi di 1ª e 2ª Elementare
Catechesi genitori battezzandi (ogni domenica)
Assemblea Associati
14 gio
ore 8.00 Gruppo volontariato (decoro della Chiesa)
ore 9.00 Gruppo Caritas
ore 17.00 Gruppo Corale
ore 17.30/19.00 Gruppo EPASSS (scuola scrittura)
dalle ore 18.00 alle ore 22.00 Confessioni
ore 19.00 Celebrazione Eucaristica, presiede: S.E. Mons. Francesco Pio
Tamburrino, Arcivescovo Foggia-Bovino
Tema: “UOMINI DI DIO ICONE DI CRISTO”
15 ven
ore 19.00 Celebrazione Eucaristica, presiede: S.E. Mons. Michele
Castoro, Arcivescovo Manfredonia-Vieste-S.G. Rotondo
Tema: “FRATELLI TRA I FRATELLI: NELL’UNICO POPOLO”
16 sab
ore 19.00 Celebrazione Eucaristica, presiede: S.E. Mons. Giovan Battista
Pichierri, Arcivescovo Trani-Barletta-Bisceglie-Nazareth
Tema: “PROFETI DI UN MONDO NUOVO”
17 dom
ore
ore
ore
ore
ore
suo operato zelante. Nel 1998, un ulteriore incarico: sarà Capo-Ufficio delle
cause per la dispensa sacerdotale.
L’intera comunità parrocchiale del
SS. Crocifisso, è grata a Dio per averlo
conosciuto e aver condiviso con lui momenti di forte spiritualità. Ringrazia, Dio
per questo eccezionale traguardo, esprimendogli gratitudine per i tanti servizi
svolti, e dedicandogli una settimana vocazionale di preghiera (dal 14 al 23 ottobre) mediante riflessioni, celebrazioni
eucaristiche, programmando un momento di gioia e di condivisione, il recital
Fratello Francesco animato dai giovani in
programma sabato 23 ottobre alle ore
20:00 presso il salone parrocchiale.
Grazie, Padre Giuseppe!
[email protected]
11.00
11.00
17.00
17.15
19.00
Oratorio Invernale 3ª Elementare
Catechesi genitori di 1ª Confessione
Catechesi Biblica
Corso pre-matrimoniale
50° Anniversario Sacerdotale: Celebrazione Eucaristica, presiede: Padre Giuseppe Carnevale
Tema: “GRATI DEL DONO”
19 mar
ore 21.00 Gruppo Missionario
20 mer
ore 19.30 Cattedrale
21 gio
Giornata di preghiera per la santificazione sacerdotale
dalle ore 18.00 alle ore 21.00 Confessioni
ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici
ore 20.00 Adorazione Eucaristica guidata dai catechisti e RnS
23 sab
ore 20.00 Recital animato dai Giovani “FRATELLO FRANCESCO”
24 dom
ore 11.00 Oratorio Invernale 4ª Elementare
ore 11.00 Catechesi genitori di 1ª Comunione
ore 17.15 Corso pre-matrimoniale
25 lun
ore 20.00 Gruppo Culturale “La Stadera” e “Internet”
28 gio
ore 22.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici
ore 22.00 Adorazione Eucaristica
di
Trani: Mandato ai missionari e catechisti
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L`Ottobre Missionario - Parrocchia SS.mo Crocifisso