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Anno XXXVIII
Poste Italiane Spa -Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 N. 46) Art.1, comma 1, DCB Milano.
l turismo rinnova la propria fiducia al Sud.
La creatività della distri-
buzione, la sensibilità al
nuovo del cliente, cui fa
da contraltare la mancan-
za di collegamenti aerei:
è il ritratto di questo mercato emerso durante il
decimo appuntamento di
MARTEDIturismo, il
ciclo di incontri organizzati da Guida Viaggi che
5 Aprile 2010
In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio CMP/CPO di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi. - Prezzo per copia euro 0,50
L’effervescenza
premia il Sud
I
1273
numero
questa volta ha toccato
Napoli.
Un mercato, quello del
Meridione, che ha pecu-
liarità tutte proprie: al
potenziale di crescita fa
da sfondo la corta stagio-
nalità. Se il mare rimane
il prodotto più venduto,
va tenuto conto anche
della natura indipendentista dell’area, meno incline all’organizzazione
in network rispetto al
Nord. Le strategie di operatori e crocieristi si modulano, dunque, su queste
esigenze dialettiche: presidio territoriale da parte
dei tour operator, con
contatto diretto fra promotori e agenti, spinta
all’acquisto anticipato e
a target diversi dagli
honeymooner per le società marittime.
Rimane il nodo trasporto: Gesac, Air Italy e AirOne paiono, però, proporsi come fronte unito
che valorizzi la catchment area. Il network di
collegamenti diretti dall’aeroporto di Napoli Capodichino per questa primavera-estate vede, frattanto, un incremento dell’offerta pari all’8 per
cento.
E anche dall’incoming,
pur alle prese con segnali di contrazione e
con questioni burocratiche che spesso bloccano i progetti di sviluppo, arrivano nuovi spunti
DA PAG. 3
collaborativi.
In questo numero
Intervista
esclusiva
ad Iberostar
pag.
5
Convention Uvet:
il ruolo
dei leader
British e Iberia
verso la fusione societaria
Ac Hotels punta il dito
sulle tariffe
Turchia: mare e tour
nelle scelte in agenzia
pag.
6
pag.
8
pag.
10
pag.
14
Focus
5 Aprile 2010 - n° 1273
GuidaViaggi
3
10° MARTEDIturismo - Sud Italia
Meridione: mercato vivace
La creatività della distribuzione, la stagionalità del mercato e i pochi voli:
la dialettica meridionale tra tour operating e crocieristi
di Paola Baldacci e Nicoletta Somma
C
reatività. Fin troppa. "Nessuno come gli agenti di viaggi del Sud stimola il mercato". Su un aspetto i relatori della decima tavola rotonda di Guida Viaggi, svoltasi
a Napoli, non lesinano i
complimenti ed è la relazione effervescente che la distribuzione mantiene con il
cliente, sia in tempi di crisi
sia quando il mercato viaggiava con il vento in poppa.
"Al Sud le agenzie sono più
propositive, immediate, reattive - esordisce Ramon
Parisi, direttore commerciale di In Viaggi -. Peccato
non ci sia lo stesso numero
di clienti del Nord, né gli
stessi investimenti in collegamenti aerei, che sono
pressoché solo stagionali.
Non tanto la Campania, ma
Sicilia e Calabria sono un
mondo a parte, viste dai collegamenti aerei". La ridotta
stagionalità è il secondo
punto emerso dal dibattito,
"un mercato che cresceva
molto, ma stretto e corto,
difficile che tenesse la catena a lungo - dice Remo Bodrato, amministratore delegato di Welltour ricordando i trend di Columbus -,
tuttavia una bella soddisfazione per il prodotto giusto". Precisando che in questa fase di start up Welltour
non avrà una forza vendite
al Sud. L'a.d. la promette
per il futuro, "per essere con
loro, stargli vicino in modo
forte e innovativo: il 20%
delle agenzie della nostra
mailing sarà qui". Facendo
leva sul presidio territoriale,
e questo significa il contatto
diretto fra promotori e agenti, la produzione spiega che
il mercato non esiterebbe a
rispondere se fosse introdotta un'offerta più estesa nelle
stagioni e più volte nel corso della tavola rotonda i vettori sono stati chiamati in
causa. Ad esempio, i crocieristi hanno coltivato la
destagionalizzazione con
pricing e anticipi di preno-
Il profilo del cliente e dell’adv
E' più aperto al cambiamento, più sensibile alla novità e
comprende maggiormente il rapporto qualità-prezzo: questo il profilo del cliente del Sud secondo i partecipanti alla
tavola rotonda napoletana. Al pari dell'utenza del Nord Italia, l'utente è informato e usa il web. Di pari passo, l'audience di MARTEDIturismo ha evidenziato i plus dei punti
vendita: le agenzie sono propense all'ascolto, più propositive e creative e addirittura, secondo alcuni degli interlocutori, sono le più alte utilizzatrici della Rete. Sebbene il mercato sia caratterizzato da una minor percentuale di aggregazione, non mancano doti imprenditoriali e di sviluppo del
business. Anzi, si parla di maggiore competitività e capacità di generare traffico.
tazione incentivanti, al punto che Andrea Tavella, direttore commerciale e marketing di Costa Crociere
Italia, afferma: "Il mercato
si sta fortemente destagionalizzando, le agenzie vendono tutto l'anno e da marzo, ma c'è da dire che abbiamo insistito a lungo su
questo".
Valtur, da sempre molto
impegnato con e sul Sud
Italia "quest'anno ha 20 voli
settimanali dagli aeroporti
meridionali verso tutto il
Mediterraneo - argomenta il
direttore commerciale Gabriele Rispoli -. Per questo
mercato l'accessibilità al
prodotto è il primo problema e lo dimostra il boom
che hanno avuto i voli sulla
Sardegna appena introdotti". Le catene charter di
lungo raggio, fa notare Rispoli, partono tutte da Milano, Roma, Bologna e Verona, mentre è l'Egitto con
Sharm e dintorni il medio
raggio charterizzato più volentieri, non senza rischi che
fanno lanciare la proposta a
Bodrato: "Da Napoli uniamoci nelle rotazioni sull'Egitto".
Ma ci sono prodotti che al
Sud non vanno? "Non si
tratta di destinazioni che
non piacciono - afferma Rispoli -, ma della loro raggiungibilità. Non c'è un collegamento diretto". Nonostante i numeri di Bari, Napoli, Catania e Palermo, non
si fanno proposte. Dunque
cosa occorre? "La volontà
di investire e di rischiare
anche da parte degli opera-
tori". La strategia del t.o, che
"ha una fetta importante di
fatturato proveniente dal
Centro-Sud" e che ha, infatti, incrementato i promotori
nell'area, vorrebbe essere
quella di "favorire l'incoming attraverso i collegamenti Nord-Sud, ma ci siamo
fermati - ammette Rispoli per le difficoltà logistiche
legate al trasporto aereo".
E fondamentale nella questione Nord-Sud rimane "la
politica dei vettori".
Natura
indipendentista
Ma c'è da tenere conto di
altri due fattori: "Il Sud compra l'Italia, e quella del Sud
- dice Massimo Broccoli,
direttore commerciale Alpitour World -, il mare meridionale è il prodotto più
venduto, con le famiglie il
primo target". Poi Broccoli
fa notare che c'è un quarto
dettaglio che differenzia
questo mercato ed è la natura indipendentista, nel senso
di meno incline al network
rispetto al Nord. "Sì l'imprenditorialità vivace di
questa parte d'Italia si distingue anche per indipendenza, non a caso l'approcciamo con una unità ad hoc
come Welcome travel Sud,
ma anche in altre aree abbiamo accordi con reti specifiche come Robintur".
E le politiche commerciali
sono diverse? "Certamente,
da 8-10 anni applichiamo
regimi differenti", conclude
il direttore di Aw.
In sintesi, per quanto riguarda i volumi d'affari la percentuale di produzione oscilla tra il 20 e il 50%: il
30% per Costa, tra il 30 e il
40% per Msc, il 20% per il
Gruppo Alpitour (in media),
il 50% per In Viaggi "considerando anche Roma",
precisa Parisi.
Non solo viaggi di nozze
N
el Sud storicamente
hanno avuto il loro
feudo: in passato diffuse in quest'area soprattutto
per i viaggi di nozze, le crociere sembrano essersi ormai
sdoganate da questo unico target per sbarcare in lidi alternativi: famiglie, coppie, giovani e
incentive. "Dieci anni fa - afferma Andrea Tavella, direttore
commerciale e marketing di
Costa Crociere Italia - la quota
detenuta dal Sud era molto rilevante. Esiste un grosso potenziale di crescita nei prossimi
dieci anni per il Centro-Nord".
Sicuramente, però, i crocieristi
non si rivolgono solo agli honeymooner, ma da circa una
decina d'anni alle famiglie e a
"target alternativi - commenta
Tavella -, coppie e giovani, per
esempio". Naturale che per
Msc, napoletana d'origine il
Sud sia un "un invito a nozze",
come chiosa l'area manager
Sud Italia Francesco Manco.
Ma come per il competitor genovese, anche per l'azienda
partenopea il segmento honeymooner "non è così incisivo
come in passato". Hanno preso, invece, piede famiglie e in-
centive aziendali, un target
quest'ultimo, che era in precedenza appannaggio del Nord.
In più Msc ha spinto sugli itinerari tematici. Qualche dato:
se nel 2003-04 il peso dei viaggi di nozze sul fatturato era pari
circa al 30%, oggi questi rappresentano circa il 12% del volume d'affari. Si badi, sottolinea
l'azienda: ciò non significa una
diminuzione in valore assoluto
delle vacanze dei novelli sposi,
ma una crescita a due cifre di
altri target, come quello dei
ragazzi (18-35 anni), degli incentive e dei viaggi tematici. In
particolare, se al Sud, un tempo patria degli honeymooner,
incrementa esponenzialmente
la crociera tematica, al Nord,
dove i viaggi di nozze non erano così radicati, aumentano
gli incentive, intesi sia come
strumento di incentivazione sia
come location per eventi.
Ma il Sud, area in cui Costa evidenzia la tendenza alla procrastinazione dell'acquisto, è
un bacino che destagionalizza
più volentieri? "Sì - risponde
Tavella -, se viene proposta l'offerta per farlo, con programmi
in Mediterraneo e crociere più
estese, se si insiste sulla comunicazione e sulla leva prezzo", spingendo sull'acquisto
anticipato. E a proposito di flussi che riempiono i periodi di
spalla, "da qualche anno - segnala Manco di Msc -, gli stranieri iniziano a prediligere Napoli come porto d'imbarco".
Se le potenzialità del Sud Italia
sono difficili da capire e interpretare, come ricorda Tavella,
la fiducia tuttavia c’è e nel
Mezzogiorno i crocieristi continuano a investire.
Per Pasqua Costa ha incrementato del 25% l’offerta su
Dubai e nel Mediterraneo mentre “appena abbiamo introdotto
il volo da Bari sul Nord Europa
il mercato ha preso corpo”, spiega il manager.
Msc ha posizionato a Bari l’ammiraglia Magnifica “e da qualche anno utilizziamo questo
porto anche per la clientela estera”, spiega Manco. Nello
scalo pugliese si attendono
dunque 230mila croceristi, a
Salerno 60mila. La compagnia
napoletana punta, inoltre, sullo
sviluppo della Sicilia, dove si
attende un movimento di
315mila persone.
Focus
4 GuidaViaggi
5 Aprile 2010 - n° 1273
10° MARTEDIturismo - Sud Italia
Napoli, l'aeroporto si fa collettore
Gesac, Air Italy ed AirOne uniti per valorizzare la catchment;
nel 2009 5 mln e 900mila i pax dello scalo
C
inque milioni e novecentomila i passeggeri a Napoli
nel 2009, grazie al traffico
outgoing che ha compensato
la crisi dell'incoming dal Regno Unito, più un inizio
d'anno che viaggia su un incremento dell'8%. Gesac si
dice soddisfatta e per questa
stagione raccoglie la stima
di Air Berlin e Lufthansa,
che danno una vigorosa sferzata con i collegamenti dalla
Germania, nonché quella
delle aerolinee italiane Air Italy e AirOne. "Finalmente
ritorna un mercato domestico ben servito e grazie ad
Air Italy anche le rotte internazionali", commenta Margherita Chiaramonte, commercial & network development manager.
Da Capodichino
42 collegamenti
Il network dei collegamenti
diretti dell'aeroporto di Napoli per questa primaveraestate è composto da 30 destinazioni internazionali di
linea, 12 collegamenti diretti
nazionali per un totale di 42
collegamenti di linea. L'incremento di offerta è dell'8%. Air Berlin, in partico-
lare, serve nove destinazioni
tedesche più Zurigo, "linee
di grande importanza in entrambe le direzioni", mentre
Lh collega Francoforte e va
ad innestarsi sul network
che dall'hub tedesco serve
170 destinazioni nel mondo.
Per il segmento charter, come anche i tour operator della tavola rotonda hanno evidenziato, è il medio raggio
egiziano a rappresentare
l'offerta con "una domanda
che raddoppia ogni anno continua Chiaramonte -, ma
c'è molto da fare e vogliamo
proporci come collettori di
più operatori per attivare
nuovi voli". Intanto ritorna
AirOne in versione smart
carrier e sotto la guida di Lorenzo Caporaletti, ex Volare
quando la compagnia di Varese passò sotto le ali di Az.
"Considerato che lo scenario competitivo è completamente diverso, caratterizzato anche dal trasporto ferroviario e spiccatamente price
sensitive - dice il responsabile vendite Davide Lunetta - l'80% delle tariffe sarà
low fare, anche se questo
modello era già nel dna di
AirOne". Sul Sud la compagnia registra il maggior au-
mento di capacità. Di 1,8
milioni di passeggeri nel business plan di AirOne da
questo marzo a dicembre
"800mila sono sulle direttrici Sud-Nord e questo dovuto
anche al 18% di seggiolini
in più su ogni A320 utilizza-
to". "Su Napoli l'obiettivo è
trasportare 180mila passeggeri, inoltre AirOne è una unità con un proprio revenue management, una
sua divisione marketing e
vendite, una struttura snella
e veloce, con 160 dipenden-
"Vogliamo diventare la prima compagnia a Capodichino", diceva il comandante Giuseppe Gentile,
presidente e a.d. di Air
Italy. E per cominciare, dal
3 maggio 2010 l'aerolinea di
Gallarate potenzia la sua presenza a Napoli passando da
3 a 8 destinazioni servite. “Avremo fino a quattro aerei
in alta stagione per i servizi
domestici, cui vanno ad aggiungersi quelli charter su
Sharm, Marsa, le isole greche e una operazione incoming dalla Germania", precisa il direttore finanziario
Alessandro Notari. Da
350mila pax movimentati
su Capodichino Air Italy
guarda ai 500mila per il
2010. "Da mercato emergente è un bacino di utenza
che cresce in maniera creativa, le regole scritte del
Nord qui non sono così assodate - continua -, ci chiedono quindi molta dinamicità, servizi regolari e tariffe adeguate. Credo sia una
catchment area che se fatta
crescere bene darà ottimi risultati". Air Italy collegherà anche la Costa Smeralda, dall'11 giugno, e la Costa Azzurra, dal 26 luglio,
con voli verso Olbia e Nizza
a prezzi competitivi, multi frequenze settimanali e raddoppi nelle settimane peak.
teorica è completata. Il
punto di partenza è l'utilizzo del marchio Fiavet e
inizialmente sarà una
sorta di consorzio, in cui
faremo entrare tutta la filiera dell'incoming. L'obiettivo è fare una promozione là dove sono carenti le istituzioni, cioè
forse da tutte le parti". Il
progetto, conferma Cucari, è di carattere nazionale ed è stato già di-
scusso in consiglio nazionale, cui potranno aderire la parte alberghiera, escursionistica, delle
guide etc.
Ma non esiste già un consorzio simile? "C'è il consorzio Italia, c'è l'Enit, c'è
il ministro del Turismo,
però a oggi i risultati non
sono stati entusiasmanti.
Noi speriamo di incominciare ad avere i primi risultati".
ti", conclude Davide Lunetta.
Air Italy punta
ai 500mila
Incoming poco salubre:
è in arrivo un network
U
no stato di salute
ottimale per l'outgoing, meno per
l'incoming: è il quadro delineato da Ettore Cucari,
presidente Fiavet Campania, ma che dipende
da "molte variabili", precisa. Dalle problematiche
più semplici, come l'accessibilità al prodotto, alla necessità di supportare il
lancio di nuove destinazioni con costanza, "senza
abbandonarle, perché magari non funzionano da subito", alle più complesse,
come quelle citate da
Maurizio Maddaloni, presidente Confcommercio
Campania: "Il Meridione
e la Campania si sono
mangiate tutto con il buco
nero della Sanità, il risultato è che oggi si tratta
una gara per i fondi del
turismo come un appalto
per l'edilizia, verificando
che l'imprenditore non sia
implicato in cosche e chiedendo i certificati antimafia. Nel 2009 abbiamo
avuto il flop totale di presentazione dei progetti,
quest'anno speriamo che
almeno qualcuno partecipi. A questo si aggiunga
che i bandi erano solo in
italiano, li abbiamo chiesti
almeno in inglese e francese. Questo è lo stato in
cui operiamo". Insomma,
sull'incoming "c'è molto
lavoro da fare", riconosce
Cucari. Il riscontro degli
operatori dà conferma
del panorama tratteggiato dalle istituzioni: "Il
2008 - afferma Salvatore
D'Alessandro, direttore
finanziario di Acampora
Travel - in Campania non
è stato felice per la cattiva pubblicità determinata
dall'emergenza rifiuti e il
2009 è stato peggio. Le
adv attive nell'incoming
hanno dovuto rinegoziare
i contratti quando erano
stati già tagliati i voli". A
soffrire maggiormente il
mercato tedesco sull'area del bacino mediterraneo, in cui la competizione maggiore è arrivata da
Turchia, Egitto e Tunisia.
Per il 2010 “l’incoming dal
Regno Unito registra una
lieve ripresa, nell’ordine
del 4%, mentre dalla Germania è ancora sofferente - spiega D’Alessandro -. Abbiamo siglato
un’intesa con Air Berlin e
le nostre strutture sono
prenotabili dal sito internet della compagnia. Il
web è forte soprattutto
per i city break e soprattutto i servizi accessori
come transfer ed escursioni sono quelli più prenotati”.
Permangono, tuttavia, le
difficoltà a realizzare iniziative e ad avere fondi,
rammenta D'Alessandro.
Andrea Manzo, presidente Apm Group, evidenzia che per quanto
riguarda il Mare Italia
"non siamo competitivi" e
"l'errato posizionamento
ha dato i suoi frutti". E accenna all'idea di un network dell'incoming: una
proposta, quest'ultima, su
cui sta lavorando Fiavet
Campania: "Noi ci stiamo
già lavorando: la parte
L’intervista
5 Aprile 2010 - n° 1273
Iberostar
va controcorrente
GuidaViaggi
5
La programmazione
Intervista esclusiva a Xisco Martinez sui piani del 2010
di Paola Baldacci
C
ontrocorrente nell'hôtellerie spagnola, che più d'ogni
altra in Europa ha conosciuto nel 2009 una crisi convertitasi in criticità strutturale,
la catena Iberostar ha annunciato un investimento
del valore di 50 milioni per
l'espansione internazionale.
Tra le ultime rimaste family
owned e ancora in mano al
fondatore Miguel Fluxá,
Iberostar ha portato avanti
un intenso piano di sviluppo.
Un programma di aperture
che getta il guanto della sfida alla recessione dei principali mercati del turismo
spagnolo: la Germania per il
28% delle quote e il Regno
Unito per il 26% in termini
di pernottamenti.
Questi Paesi, infatti, hanno
inviato il 10% dei visitatori
nel 2009 e secondo l'Istat
spagnolo i pernottamenti in
generale sono diminuiti del
6,6%, attestandosi a 252
milioni. Un miglioramento
però c'è stato: si tratta di
metà delle perdite rispetto al
-12% del 2008 sul 2007.
"Da Marevero ci aspettiamo 50mila passeggeri nel
primo anno, crediamo nell'investimento e nelle persone", spiega nell'intervista
rilasciata in esclusiva a
Guida Viaggi Xisco Martínez, direttore commerciale Italia, Spagna e Capo
Verde.
Gv: Nel 2009 il gruppo ha
chiuso con un giro d'affari
di 819 mln e 104 alberghi.
Quanti clienti e da dove?
"Essendo presenti in 16
paesi del mondo, riceviamo
clienti delle più diverse
nazionalità. Tuttavia, guardando le cose da una prospettiva globale, i mercati
tradizionalmente più importanti per la nostra catena sono stati la Germania, gli Usa, il Regno Unito, il Benelux, il Canada e il Brasile.
In misura minore, anche
"Per i nostri alberghi in Spagna l'Italia rappresenta approssimativamente il 3%
del totale degli ospiti. Negli
alberghi del Mediterraneo la
percentuale raggiunge il
5,4%".
quello francese, scandinavo
e russo sono mercati chiave
per noi".
Gv: I vostri piani d'investimento nel 2010?
"La compagnia prevede di
consolidare la presenza in
alcuni paesi nei quali è già
attiva, come Spagna e Tunisia, così come penetrare
maggiormente anche a Capo Verde. Le prossime aperture confermano la scommessa fatta dal gruppo sulle
destinazioni turistiche emergenti. Continuiamo ad
analizzare la possibilità di
accrescere la presenza a
Djerba e Susa (Tunisia), così come di incorporare altre
strutture in destinazioni
nuove, ad esempio l'Egitto".
Gv: Che share rappresenta il mercato italiano?
Gv: Spagna, Caraibi e Tunisia restano i vostri mer-
Xisco Martìnez
cati chiave. State focalizzando anche su altri per i
prossimi cinque anni per
contrastare il collasso della domanda storica?
"In effetti stiamo concentrando i nostri sforzi sui
mercati emissori per far conoscere il nostro prodotto
nei paesi latini come l'Italia,
la Francia o il Portogallo e
in altri paesi chiave come la
Russia".
Gv: Avete investito in un
t.o. italiano. Può illustrarci i termini dell'accordo, il
valore dell'investimento e
le vostre aspettative?
"Il Gruppo Iberostar ha acquisito una partecipazione
del 49% in Marevero. Il
motivo principale è che la
compagnia ha identificato
una buona opportunità d'affari per aumentare la sua
quota nel mercato italiano,
grazie al supporto di un'équipe di professionisti di
prim'ordine diretta da Renato Scaffidi.
Durante il primo anno di attività gli opuscoli del tour
operator commercializzeranno 16 alberghi Iberostar,
nel Mediterraneo e in Africa
settentrionale, in Spagna,
nei Caraibi e in Brasile. A
livello di tour operator, speriamo che nel 2010 Marevero riesca a portare circa
50.000 clienti in una dozzina di destinazioni, principalmente in Egitto".
Primo piano
6 GuidaViaggi
5 Aprile 2010 - n° 1273
Uvet: “Cambiare per essere leader”
La convention segna la svolta del gruppo con 60 anni di storia
e promuove soluzioni anticrisi che guardano al futuro
di Letizia Strambi
C
ambiare modello
di business. E'
questo l'imperativo
che emerge dalla convention
Uvet 2010. Cambiare per il
leisure di Uvet Itn con il
nuovo e riconoscibile brand,
Club Viaggi. Cambiare per il
business travel di Uvet
American Express rivedendo il proprio ruolo nella filiera. "Nel 2009 abbiamo avuto un market share in crescita del 2%, mentre il mercato calava del 15". Esordisce così il presidente del
gruppo, Luca Patané, tracciando il quadro dei mutamenti in atto per le 800 agenzie del network.
L'annuncio shock
"Molti fornitori indeboliti finanziariamente sono scomparsi, altri hanno cercato di
unirsi, o non hanno accettato il cambiamento".
Ma l'annuncio shock è riservato al secondo giorno,
quando la platea è sufficien-
Club Viaggi
Luca Patanè
temente preparata: "Dobbiamo imparare a fare a meno
dei fornitori". Un'affermazione che Patanè stesso chiarirà: "Dovremmo riprenderci
il ruolo di consulenti, essere
nuovi attori del mercato scegliendo attraverso nuovi canali, tutti i canali". Una ri-
Enzo Carella
chiesta forte di ritorno alle
origini, prima della globalizzazione e della conseguente crescita verticale cui
ha corrisposto un crollo altrettanto vertiginoso, che costringe il gigante a cambiare
e a chiedere ai suoi membri
di accettare il cambiamento.
Uvet Itn detiene il 16%
delle quote di mercato, non
è in cerca di affiliati per il
2010, ma di "maggiori margini" negli intenti di Enzo
Carella, a.d. del network.
Constatato che i modelli di
business strutturati e non
elastici sono al tramonto, le
adv che hanno l'abitudine di
lavorare i pacchetti indivisibili "sono destinate a perdere". Le soluzioni per uscire dall'impasse sono nel
brand Club Viaggi. Ovviamente la tecnologia ha il
suo peso: "25 milioni di italiani usano internet, 15 milioni i social media e 8 milioni si fidano di quello che
vi trovano: sono sfide dalle
quali non possiamo esimerci". Al via, quindi, le
nuove opportunità della vendita multicanale. Eppure,
nonostante la totale rivisitazione del sito, anche nella versione intranet, è al negozio che Carella chiede il
tutto per tutto, "perché in
adv si vendono emozioni,
quel plus che i new media
non possono dare, ed è qui
che dobbiamo tornare in
maniera omogenea". Stesso
brand, dunque, come per un
franchising, in cui, invece,
ognuno è padrone di se stesso, ma uguale ed evocativo
media del 20% per la distribuzione. "Non vogliamo sostituirci al fornitore - ci dice
Carella - ma facilitare il nostro approccio al consumatore". E guai a ravvisare in
Club Viaggi una nostalgia
del retail Ventaglio (proprio
in Uvet confluito). "Sicuramente in questo incarico c'è
I numeri
500
+2%
Le strutture
La crescita
di market share per
Uvet American Express
l’anno scorso
di Club Viaggi suddivise
tra il sito e i cinque
cataloghi
agli occhi del consumatore,
riconoscibile per colori,
allestimenti e prodotti. Sono
500 le strutture del brand
suddivise tra sito e 5 cataloghi: Mare Italia, Mar Rosso, Tropici, Crociere, Mediterraneo. L'offerta è frutto
di accordi con 22 t.o. e ricettivisti con margini sulla
molto della mia esperienza
in Ventaglio, e non credo
che siano da trascurare
neanche gli anni in Valtur.
Tutto ha contribuito, persino l'esperienza iniziale di animatore, tuttavia ci sono
modelli che sono tramontati
e trovo errata la loro replica
in maniera speculare".
Nel bt è imperativo
razionalizzare
La riflessione di Enrico Ruffilli, a.d.
L
o stravolgimento
del mercato del
trasporto, principale voce di spesa del business travel, non può non occupare una posizione primaria nelle scelte Uvet Amex, come testimonia Enrico Ruffilli, a.d. dell'azienda.
"L'anno scorso c'è stato un
calo dei profitti verticale
nell'airline, una linea mai
tracciata prima d'ora, con
11 vettori falliti in Usa".
E anche per le prime compagnie in Europa (Ryanair,
Lufthansa, Air France, Easyjet) i margini si assottigliano. In Italia, il vero mutamento si deve invece all'alta velocità, in crescita del
30% sul trasporto aereo, fattore ben sottolineato da Ruffilli, il quale avverte: "Non è
solo il trasporto a cambiare
i costi, è il modello stesso
che è diverso, si tende a far
viaggiare solo per necessità
di relazioni commerciali o
produttive". Il compito che
no la necessità di ottimizzare".
E poi ovviamente le soluzioni tecnologiche. La
Tns (società di soluzione informatiche del Gruppo Uvet) attualmente orienta le
sue ricerche sui sistemi di
riconoscimento vocale per
call center, per consentire
alle adv del network di accedere a strumenti di business travel proibitivi per il
singolo. "Sono questi i costi
variabili cui ormai va devoluto il back office".
Focus velocità
Enrico Ruffilli
spetta alle adv "è quello di
razionalizzare", ovvero "non
guardare a ciò che costa
meno, ma ai prodotti più efficaci". "Basti pensare che
in questo momento sono aumentate le figure dei travel
manager - aggiunge - proprio perché le aziende han-
"Infine - conclude Ruffilli la velocità, sulla quale si
gioca la competitività di
questi sistemi, mentre per i
clienti corporate, invece, la
partita è sempre più orientata al servizio, con soluzioni che rappresentano un
valore aggiunto, come quella delle applicazioni per Iphone, tanto per fare un esempio".
Primo piano
8 GuidaViaggi
Fusione British-Iberia
al taglio del nastro
L'ok dell'antitrust europeo atteso a breve
di Paola Baldacci
per la joint con American
E’
questione di un
paio di dettagli legali, cui si sta ancora lavorando, ma in questi
giorni la fusione tanto attesa
che darà vita al terzo gruppo
aereo europeo, con la nuova
holding in cui confluiscono
Iberia e British Airways,
sarà presto compiuta.
E' quanto si apprende da
fonti della compagnia spagnola, che insieme a British
Airways sta anche attendendo il via libera delle autorità
antitrust europee per il joint
business agreement a tre:
British-Iberia-American
Airlines.
"Attendiamo l'ok europeo in
questi giorni e crediamo ci
verrà concesso, come è stato
fatto per Air France e Lufthansa - ha spiegato nei giorni scorsi il direttore generale, Manuel Lopez Aguilar, durante la presentazione
della nuova business class a
Milano -. Dal terzo o quarto
trimestre, quindi in autunno,
potremo arrivare a una integrazione competa delle tre
compagnie offrendo coordinamento di schedule, programmi di fidelizzazione,
servizi e anche l'alleanza
commerciale neutrale". "Un
aspetto quest'ultimo fondamentale del jba - fa eco
Silvia Cairo Jordan, direttore vendite internazionale
- è che le tre compagnie potranno commercializzare i
voli delle altre dai loro sistemi". In tal modo gli accordi
che cambiano completamente lo scenario globale,
con forti implicazioni per i
cieli di Europa, Asia e
Americhe, rilanciando sul
terreno della competizione
rispetto alle altre unioni e
antitrust immunity, giungono per il vettore di Madrid
tutti in un trimestre, "quello
di una effettiva ripresa,
5 Aprile 2010 - n° 1273
L’avanzata
di Air Berlin
sull’Italia
A
anche del traffico business",
commenta Lopez Aguilar.
L'investimento
in business class
Un milione e mezzo di passeggeri all'anno tra Italia e
Spagna, con un passeggero
su quattro che vola in Sudamerica: "Per noi siete il
secondo mercato dopo la
Spagna, dunque il primo estero, e soprattutto Milano è
di fondamentale importanza
per Iberia". Così ha commentato l'incidenza del nostro mercato il manager, elogiando i risultati di traffico
dal nostro Paese. "Entro aprile tutti gli aerei avranno
le nuove poltrone con il letto
completamente reclinabile,
mentre nel 2012 ci sarà ancora un cambiamento della
business class", ha spiegato
Silvia Cairo Jordan.
L'investimento per la prima
trasformazione è stato quantificato in 50 milioni di euro;
altrettanti ne verranno investiti per la seconda fase, che
porterà "a un nuovo concetto di classe d'affari - spiega
il direttore italiano Pedro
Torres -: nuovi programmi
d'intrattenimento, servizi dedicati in aeroporto, mentre
la poltrona sarà una vera
cabina per garantire il massimo della privacy". Il tour
di presentazione della nuova
business plus ha toccato, oltre Milano, New York, Miami, Santo Domingo, San
Juan, Lima e Bogotá. E verrà illustrata prossimamente a
Buenos Aires, Sao Paulo e
Mexico. "Iberia intende dare la massima priorità a Milano, miglioreremo i servizi
e introdurremo nuovi voli",
ha assicurato il d.g.
Focus sull'America
Latina
Nel 2010 Iberia ha aggiunto
20mila posti al mese in più
verso l'America Latina e attualmente opera 151 frequenze settimanali verso
tutte le città della regione aerea, che la vede market leader. "La strategia dei prossimi anni è di lanciare nuove destinazioni che favoriscano i collegamenti da tut-
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ta Europa - spiega il d.g. -.
Il nostro passeggero dovrà
effettuare una sola fermata
per volare a destinazione
oltreoceano".
Iberia ha intenzione, quindi,
di incrementare le 151 frequenze settimanali "e l'Italia è parte centrale di questo sviluppo. Un giorno potremmo avere anche un volo
diretto da Milano verso l'America Latina".
Intanto, dall'inverno 2010 la
compagnia aerea prospetta
il collegamento non stop
con Panama (da Madrid)
dopo l'introduzione di nuove frequenze in Perù, Cuba,
Colombia, Brasile, "dove
intendiamo volare anche
oltre le capitali".
A novembre 2009, quando
era stata annunciata la fusione tra Ba e Iberia, si parlava della nascita di una
nuova società chiamata
TopCo. L'operazione - si ricordava - porterà alla nascita di un gruppo del valore di
5 miliardi di euro e con una
flotta di 419 aerei e 205 destinazioni.
ir Berlin espande la propria presenza sul mercato
italiano: a partire dall'estate 2010 ci saranno fino a
320 collegamenti settimanali dalla Germania,
dall'Austria e dalla Svizzera verso 14 aeroporti. E' la naturale
prosecuzione del passaggio delle rotte servite da TuiFly.
"L'Italia rappresenta un mercato estremamente importante, con
un potenziale di crescita ancora molto alto" - afferma Joachim
Hunold, Ceo della compagnia, che rivendica la posizione di
leader nel traffico cross border, vale a dire tra Italia e Germania,
con un market share del 20%: giusto per fare un'idea, con la
Spagna è del 27%, con l'Austria del 41%. Per l'occasione è partita anche la campagna di marketing e comunicazione, pianificata attraverso affissione e mezzo stampa. Testimonial è il trio
lirico Appassionante composto da tre soprano anche attraverso
una canzone appositamente composta per la compagnia.
Sull'Italia Hunold assicura un impegno duraturo, non senza
risparmiare frecciatine a certi competitor low cost: "Abbiamo
mantenuto i rapporti con gli scali che già avevano sottoscritto
contratti con TuiFly - risponde, diplomaticamente, a chi gli
chiede se ci sono in programma accordi di co-marketing con gli
aeroporti italiani come è prassi per altri vettori entrati nel nostro
mercato -. Ma sono a lungo termine. Non faremo come chi entra e poi se ne va quando non ci sono più sovvenzioni". Ancora
riserbo sui tour operator italiani eventualmente contattati nell'ambito dell'attività leisure.
E' una strategia, quella turistica, comunque legata a doppio filo
alla Spagna: a Palma di Maiorca il vettore fa hub, con un market share del 31,7% (in crescita di due punti percentuali). E da
qui sono ormai consolidati i voli domestici. Potrebbe accadere
lo stesso anche da noi? "Non ci sono al momento piani concreti,
ma guardiamo in futuro ad un eventuale sviluppo sul mercato
domestico italiano". Comunque il focus attuale sarà sui voli
TuiFly, poi si vedrà. Nessun piano neanche in merito ad altre acquisizioni e lo scenario economico attuale ha influito anche sui
progetti long haul: "Al momento data la congiuntura internazionale abbiamo stoppato i piani di espansione intercontinentali,
ma ci auguriamo di poter riprendere non appena l'economia
migliorerà", ha detto.
Anche per il prossimo futuro il segmento corporate sarà fondamentale (ed era stato lo stesso Hunold, qualche settimana fa, a
commentare alla stampa trade svizzera che "oggi nessuna
compagnia aerea può esistere senza i viaggiatori d'affari"):
"Abbiamo oltre mille contratti con le aziende, e da metà aprile
sarà disponibile anche in italiano il programma bonus per le pmi
che permetterà di raccogliere miglia non solo al singolo dipendente in viaggio ma anche all'azienda”.
Sono 839mila i passeggeri annuali di Air Berlin tra Italia e
Germania, come conferma il country manager Marco Fontana. Si sa che i tour operator tedeschi hanno pianificato investimenti più prudenti su tutto il Mediterraneo, per poi aumentare
i contingenti in seguito.
Succede anche sull'Italia? “In effetti sì - spiega - tanto che proprio all'Itb di Berlino abbiamo incontrato gli operatori e discusso
di un po' di cose, abbiamo dovuto rivedere alcuni impegni. Tutto
ciò che in passato si decideva entro la fine dell'anno prima, lo
abbiamo trattato invece a marzo".
M.T.
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L’angolo dell’imprenditore
5 Aprile 2010 - n° 1273
GuidaViaggi
9
Si fa presto a dire vacanza rovinata
L’interpretazione della norma nel caso dei due turisti di Pordenone;
il racconto dei fatti e i riferimenti alle leggi in questa prima puntata esplicativa
di Giorgio Castoldi
I
fatti risalgono all'agosto del 1999.
Due giovani turisti
di Pordenone, Franco e Nadia, acquistano un pacchetto
volo più soggiorno al Club
Fodele Beach, sull'isola di
Creta, per una vacanza sole
e mare. Ma al loro arrivo trovano una situazione diversa
da quella che si attendevano:
la spiaggia è sporca e in
mare galleggiano macchie di
petrolio. Ne nasce un contenzioso con il tour operator,
che sfocia in una causa in
tribunale.
Assolto in primo grado, il
t.o. viene condannato al risarcimento del danno in appello. Il suo successivo ricorso in Cassazione porta all'emanazione della sentenza n.
5189 del'11 dicembre 2009,
depositata in cancelleria il 4
marzo 2010, con la quale si
ribadisce la condanna.
Si tratta di una sentenza per
molti versi innovativa, tanto
che da più parti si fa riferimento al recupero di un concetto di "danno da vacanza
rovinata" che una precedente pronuncia della Cassazione sembrava aver ridimensionato.
È davvero così? Come sempre, quando si parla di questi
argomenti, l'eccesso di semplificazione risulta fuorvian-
te. E’ per questo che, per cercare di capire come stanno le
cose, si chiede al lettore di
avere la pazienza di seguire
un filo di discorso che, per
quanto qui venga abbreviato
e approssimato in modo che i
giuristi riterrebbero sicuramente inaccettabile, è comunque abbastanza articolato.
Per far prendere fiato a chi
avrà la tenacia di leggere
queste note le abbiamo suddivise in due puntate, di cui
la prima, introduttiva, si sofferma sugli aspetti più strettamente giuridico-legali, indispensabili per capire quel
che avviene nella seconda,
in cui si racconta la storia dei
due turisti. La vicenda è importante perché è alla causa
dei due viaggiatori che si
deve l'aver riportato il tema
della vacanza rovinata ai livelli della magistratura superiore, costringendola a
pronunciarsi.
L'articolo 2059
del Codice civile
Il percorso giudiziario di
questo racconto comincia
con un ricorso alla Corte
Costituzionale per dichiarare illegittimo l'art. 2059 del
Codice civile, relativo al
cosiddetto "danno non patrimoniale", cioè quello subito da una persona in con-
Creta
seguenza di un comportamento illecito o di un inadempimento contrattuale e
che non è misurabile immediatamente in denaro.
In esso si legge: "Il danno
non patrimoniale deve essere risarcito solo nei casi
determinati dalla legge". E i
casi citati dalla legge, in genere riconosciuti dalla giurisprudenza, riguardano problemi di integrità della persona, diritto alla salute, privazione della libertà per errori giudiziari, mancato rispetto della ragionevole du-
La Cassazione fa sentenze, non leggi
Per comprendere il ruolo della Corte di
Cassazione nel sistema giuridico italiano
sono necessarie due precisazioni.
La prima risulta dall'art. 65 del Regio Decreto 30 gennaio 1941, n. 12 che ne definisce il compito in questo modo: "Assicura
l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge, l'unità del diritto oggettivo
nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse
giurisdizioni; regola i conflitti di competenza
e di attribuzioni ed adempie gli altri compiti
a essa conferiti dalla legge". ll termine "cassazione" deriva da "cassare", cioè "cancellare". La corte non può e non deve fornire
giudizi di merito, ma può intervenire solo
sulla legittimità, cioè sul metodo, sul rispetto della legalità.
La seconda è che l'Italia, come tutti i paesi
le cui discipline giuridiche provengono dai
codici romano prima e napoleonico poi,
opera in regime di civil law, contrapposta
alla common law anglosassone.
Che cosa significa? La caratteristica della
nostra impostazione è quella di fondare
tutto il sistema giuridico sulla fonte legislativa. Il legislatore e la legge sono il cardine
del diritto. I giudici e la giurisprudenza hanno il compito di applicare la legge attraverso la sua corretta interpretazione. Ne consegue che ogni sentenza va vista solo
come il risultato di un'attività con cui si
segue la normativa. E poiché ogni caso discusso, ogni fattispecie dibattuta costituiscono situazioni ritenute diverse e poco
confrontabili, anche se simili, le decisioni
dei giudici sono scarsamente trasferibili da
una causa all'altra, e quindi non creano
precedenti da seguire, se non come riferimenti non vincolanti.
Gli ordinamenti anglosassoni di common
law, viceversa, non sono basati su un sistema di norme raccolte in codici, bensì sul
carattere vincolante del precedente giudiziario.
La prima (quella adottata in Italia) è un'impostazione più statica, che attende le pronunce del legislatore, lasciando ai giudici
una funzione interpretativa. La seconda
(quella anglosassone) si caratterizza per la
dinamicità, perché sono i giudici che fanno
evolvere la normativa per mezzo delle loro
sentenze.
Il ruolo della Cassazione si potrebbe definire intermedio perché, dando indicazioni di
metodo su singoli casi, di fatto suggerisce
ai giudici la propria autorevole opinione su
come interpretare le leggi.
Diverso è ovviamente invece il ruolo della
Corte Costituzionale, che giudica riguardo
alla conformità delle leggi rispetto al dettato
della Costituzione e le cui sentenze sono
vincolanti.
rata del processo; discriminazione razziale o religiosa;
violazione della privacy; diritti inviolabili della famiglia; reputazione, immagine,
nome.
Dove poteva essere ravvisata l'incostituzionalità di questa norma? Nell'aver limitato il numero dei casi risarcibili e quindi nel non tener
conto del moltiplicarsi delle
cause richiedenti risarcimenti per diverse tipologie
di danno non patrimoniale
(alle quali il settore turistico
ha offerto ampio materiale).
La Corte, con sentenza 233
del 2003, ha tenuto un comportamento che qualcuno ha
giudicato ambiguo: ha dichiarato legittimo l'art. 2059,
sostenendo però la necessità
di ampliare e di articolare meglio la casistica di utilizzo.
In sostanza, la disposizione
emanata consiste nell'imporre di interpretare quella norma in modo estensivo aggiungendo alle tipologie
previste dalla legge, anche la
protezione dei diritti inviolabili della persona costituzionalmente protetti, anche
se non specificati.
Il riferimento alla tutela costituzionale porta a escludere i danni transeunti, temporanei e comunque di scarso peso (i giuristi usano il
bizzarro termine "bagatellari"), quali sono giudicati
molti di quelli connessi con i
disguidi che subiscono i viaggiatori.
Il punto fondamentale è che
con queste affermazioni,
messe poi in atto con due
sentenze molto citate della
Corte di Cassazione dello
stesso anno (la 8827 e la
8828), la tutela risarcitoria
della persona non ha più un
"numero chiuso", ma evolve
sulla base dei nuovi interessi
e delle nuove esigenze che
una società in continua evoluzione fa emergere.
È sulla base di questa impostazione che il tribunale di
Marsala, il 5 aprile 2007, ha
emesso una sentenza che
non è passata inosservata.
A fronte della inadempienza
contrattuale di un tour operator che annulla, non per
forza maggiore, un viaggio
previsto per l'alta stagione e
da tempo acquistato da una
giovane coppia, impedendole di fatto di fare le vacanze nel periodo prestabilito, fa riferimento alla violazione dell'art. 2 della Costituzione, in cui si legge che
"la Repubblica riconosce e
garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni
sociali ove svolge la sua
personalità e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale",
considerando la vacanza un
"diritto inviolabile costituzionalmente protetto" e
creando un certo, comprensibile stupore.
La sentenza
della Cassazione
n. 26972 del 2008
È in questo contesto che va
inquadrata la sentenza della
Cassazione numero 26972
del 2008, presa a sezioni riunite, e quindi con un peso
particolare.
Intervenendo su una pronuncia di un tribunale relativa a
un problema legato alla salute e che non ha nulla a che
fare con le vacanze, la Cassazione ribadisce quanto
sentenziato dalla Corte Co-
stituzionale, e cioè che "la
tutela risarcitoria del danno
non patrimoniale è data,
oltre che nei casi determinati dalla legge, solo nel
caso di lesione di specifici
diritti inviolabili della persona, e cioè in presenza di
una ingiustizia costituzionalmente qualificata".
La stessa sentenza invita
anche i giudici alla prudenza, asserendo che "non vale,
per dirli risarcibili, invocare
diritti del tutto immaginari,
come il diritto alla qualità
della vita, allo stato di benessere, alla serenità: in definitiva il diritto a essere felici. Al di fuori dei casi determinati dalla legge ordinaria, solo la lesione di un
diritto inviolabile della persona concretamente individuato è fonte di responsabilità risarcitoria non patrimoniale".
Non manca una bacchettata
per i giudici di pace, che accusa di aver in alcuni casi
dato "ampio spazio alle più
fantasiose e a volte risibili
prospettazioni di pregiudizi
suscettivi di alterare il modo
di esistere delle persone". E
cita, accanto al "mancato
godimento della partita di
calcio per televisione causato dal blackout elettrico, alla
rottura del tacco di una
scarpa da sposa e all'errato
taglio dei capelli" anche
"l'attesa stressante in aeroporto".
La domanda alla quale si
cercherà di dare risposta è: a
questo punto la "vacanza
rovinata" rientra nei casi determinati dalla legge, costituisce un diritto costituzionalmente rilevante o è un
termine da dimenticare?
(Fine della prima puntata)
A colloquio con
10 GuidaViaggi
5 Aprile 2010 - n° 1273
Ac: “Le tariffe
devono risalire”
Travelport investe
in ricerca
Marc Sampietro e i limiti dell’Italia
La società preme sui mercati emergenti
A
c Hoteles punta
sugli standard omogenei di qualità, sulla modernità, la tecnologia e il servizio. Anche
in Italia, dove comunque si
ritrova a combattere con gli
altri competitor spagnoli visto che ormai il nostro Paese
è entrato a pieno diritto nei
piani dell'hotellerie iberica.
Ne parla Marc Sampietro,
da circa due anni direttore
Ac Hoteles nel nostro Paese,
dove la catena può contare
su dieci strutture.
"L'anno scorso il prezzo medio ha accusato un calo
dell'8%, più contenuto invece quello dell'occupazione, -3%", spiega il manager.
Comunque sempre meglio
che in Spagna: "Lì il boom
degli anni passati ha reso
ancora più brusco l'arrivo
della crisi, che c'è ancora e
viene fortemente recepita,
con flessioni del 12% sia
nelle tariffe che nei livelli di
occupazione". Sampietro
segnala una piccola ripresa
anche nel movimento dei
clienti da agosto, grazie a
promozioni a pacchetti a
scapito, però, delle tariffe.
"Rimane infatti molto difficile far risalire il prezzo".
Ma ci sono anche altri elementi che, nel nostro Paese,
giocano a sfavore del settore. "In qualità di consigliere
elettivo dell'Aica posso dire
che uno dei problemi più
sentiti è quello dell'Iva, a
10% contro il 7% della Spagna e il 5% della Francia
(senza contare che anche la
Germania ha tagliato dal 19
al 7%, proprio a partire dallo scorso gennaio, ndr), ma
Marc Sampietro
anche gli aiuti pubblici, che
per l'hotellerie non ci sono.
E poi c'è la questione della
formazione e della mancanza di investimento sui giovani, mentre in Spagna, ad
esempio, possiamo contare
su tre alte scuole di hotellerie". Una filosofia dinamica che Ac Hotels ha deciso
di mettere in campo anche
qui da noi. Con un portfolio
di 1250 camere la catena dà
lavoro in Italia a 210 persone, la cui età media è di 29
anni (e lo stesso direttore
Sampietro ne ha trenta). E il
70% sono donne, come sette
direttori (o, appunto, direttrici) su dieci.
Attualmente non ci sono
nuove aperture in cantiere
ma anche per Ac la piazza
più agognata è Roma, rimane però l'ostacolo economico: "Si tratta della seconda capitale mondiale più
cara dove poter investire in
un nuovo hotel. Ma lasciamo sempre una porta aperta, siamo sempre pronti ad
ascoltare".
Non c'è invece l'interesse a
spingersi più a sud, "questo
perché siamo una catena
prevalentemente corporate
business, non puntiamo ad
una clientela leisure e quindi non guardiamo alle spiagge".
In casa spagnola, però, un
esperimento resort è stato
fatto, con un hotel 5 stelle a
Baqueira nella Val d'Aran
(Pirenei catalani), nei pressi
della stazione sciistica. "Sta
andando bene, per ora comunque stiamo osservando
come funziona il progetto pilota".
Impegno Internet
La vendita on line sta riscontrando una crescita importante, "attraverso le web agency, da Expedia a Booking.com, ma anche sul nostro sito web, con il 50% delle prenotazioni, e continueremo in questa direzione lavorando sempre di più su
Internet. Con la crisi, poi,
occorre creare più formule
di pacchetti, anche in advanced booking". Con la
clientela corporate si cerca
invece di lavorare su una
sorta di compromesso, mediando sulla tariffa ma chiedendo in cambio fidelizzazione. Quale sarà l’obiettivo del 2010? "Sicuramente
far salire le tariffe, è difficile
ma pian piano dobbiamo
riuscirci. Speriamo in una
ripresa nei prossimi mesi,
ma certamente non si tornerà ai prezzi del 2008". M.T.
I
nnovazione naturalmente significa
gds, senza i quali
le attività di agenzia sono
impossibili e checché ne dica internet non si è ancora
verificato il sorpasso.
Per tutta una serie di motivi,
attività di back office incluse
e moltitudine di prodotti
ormai presenti nei sistemi, i
gds restano i sistemi di distribuzione globali largamente utilizzati e negli ultimi due anni hanno tirato
fuori le unghie. Travelport
ha recentemente nominato
un manager, Ciro Corradini, al nuovo Vendors programme, che prevede lo sviluppo di una serie di contratti con società di servizi, i cui
benefici saranno veicolati
alle agenzie di viaggi italiane che utilizzano Worldspan e Galileo. A colpi di accordi e implementazione del
portafoglio, Travelport sta
progressivamente emergendo dal rallentamento subito
in seguito ai cambiamenti
degli assetti societari.
Nei primi tre mesi dell'anno
ha firmato l'accordo di partnership con TravelTech per
alimentare l'offerta di sistemi di prenotazione online
della società It in merito ai
viaggi in altri Paesi dell'Est
Europa. Travelport fornirà la
tecnologia gds di Worldspan
e Galileo, come anche i contenuti Gta, alla società polacca per lo sviluppo di sistemi di prenotazione online
che saranno disponibili anche in Lituania, Lettonia,
Estonia, Romania e Russia.
In India, invece, Carlson
wagonlit sta effettuando la
migrazione verso la piattaforma Galileo.
"Questo passaggio dal precedente fornitore di Cwt in
India, a favore del sistema
Galileo di Travelport, segna
un'estensione della relazione tra le due aziende internazionali, che già lavorano
assieme in altri mercati business travel. La piattaforma
Galileo è stata scelta come il
nuovo gds in India nell'ambito di una più vasta iniziativa di re-ingegnerizzazione,
tare avanti un progetto turistico abbiamo bisogno di
dati certi, con una visione
che tenga conto non solo
dell'Italia ma anche dei
Paesi competitor più avanzati". Così Roberto Corbella, presidente dell'associazione dei t.o. in Confindustria, presentando l'iniziativa
che la vede lavorare in tandem con Travelport.
Il gds metterà a disposizione
dell'associazione l'importante mole di dati derivanti
Roberto Corbella
Ciro Corradini
finalizzata ad incrementare
la produttività dei 200 punti
vendita di Cwt nella nazione", dicono da Travelport.
Alleanza con Astoi
per i dati
Intanto la divisione italiana
si allea con Astoi e si concentra sull'analisi dei dati,
come noto cruccio dell'industria del turismo.
"Se vogliamo davvero por-
dall'attività con le adv: l'obiettivo è produrre statistiche e
dati "che poi vedremo come
gestire, se per destinazione,
o per tipo di vacanza - continua -. Cercheremo di coinvolgere anche altri soggetti
per entrare tra i partner, come vettori, enti del turismo".
I dati potrebbero poi essere
messi a disposizione dei soci
per agevolarli nella stesura
delle strategie.
P.Ba.
Yemenia, l’etnico salva i numeri
I
l traffico turistico
verso lo Yemen è
calato pesantemente a seguito della crisi di
politica internazionale che
ha messo in discussione la
sicurezza nel paese.
A farne le spese anche la
compagnia di bandiera, Yemenia Yemen Airways, che
nel 2009 ha visto flettere i
suoi passeggeri del 22%. A
fronte dei 5 milioni 552 mila
pax che hanno viaggiato su
tutto il network nel 2008, i
passeggeri che hanno volato
nel 2009 sono stati 4 milioni
332 mila, con un calo complessivo di oltre un milione
di persone.
Abdulla AlKebsy, country
manager per l'Italia, ha
sottolineato che la compagnia si impegnerà nel rilancio della destinazione, continuando a profondere sforzi
affinché il ministero degli
Affari esteri italiano decida
di modificare il travel advice presente nel sito della
Farnesina Viaggiare Sicuri.
"La Yemenia - ha annunciato
AlKebsy - confermerà anche per il 2010 le tariffe pro-
Abdulla Alkebsy
mozionali su Sana'a a partire da 250 euro più tasse
aeroportuali, con possibile
estensione anche verso l'incontaminata Socotra. Queste tariffe saranno garantite
per le prossime festività pasquali. Anche tutto il resto
del network rimarrà in promozione, con tariffe a partire da 260 euro per viaggiare verso Asmara, Addis
Abeba e Khartoum".
AlKebsy ha inoltre confermato che durante l'alta stagione estiva ci sarà la riapertura della destinazione Mo-
roni per raggiungere le isole
Comore e che altri due nuovi scali si aggiungeranno al
network della compagnia.
Si tratta di Lagos in Nigeria
e Guangzhou in Cina. Entrambi i voli partiranno da
Sana'a con due frequenze
settimanali, la domenica e il
martedì in coincidenza con i
voli in arrivo dall'Italia. "Il
traffico turistico verso lo Yemen, benché diminuito, è comunque attivo - ha affermato Adbulla Alkebsy -. Tra gli
operatori che organizzano
viaggi nel paese ricordiamo
Avventure nel Mondo, Mistral, I Viaggi di Maurizio
Levi, Antichi Splendori, 4
Winds".
In arrivo gli A320
La Yemenia ha siglato un
accordo con l'Airbus Industrie per l'acquisto di dieci
A320 che entreranno in flotta entro il 2011. I nuovi aeromobili consentiranno l'allargamento del network,
oltre ad un ammodernamento della flotta stessa. Yemenia concede agli adv una
commissione dell'1%. A.To.
A colloquio con
5 Aprile 2010 - n° 1273
GuidaViaggi
“Una compagnia
di cuore”
Privilegiare
il guadagno
delle adv
Air Dolomiti tiene sott’occhio la Sicilia
R
icerca della qualità
e soddisfazione del
cliente, un approccio metodologico e operativo prussiano abbinato alla
creatività e alla cura del dettaglio: Air Dolomiti è “una
compagnia di cuore”, dice il
presidente Michael Kraus.
E il perché è presto detto:
“Non è nata con una logica
industriale, ma è stata creata da una famiglia con il
desiderio di offrire servizio e
dedizione e di fare la differenza nell’airline business”.
La filosofia pare aver dato i
suoi frutti: “Abbiamo chiuso
il 2009 con un incremento
del 2% nel numero di passeggeri e siamo soddisfatti
dei risultati operativi”, commenta Kraus. Il load factor
medio è stato del 65%, a
fronte di una capacità aumentata del 5%, grazie all’ingresso degli Embraer
195. Per il 2010 quali sono
le prospettive? "Da novembre vediamo crescite a
doppia cifra, intorno al
15%. Ma siamo cauti: il
mercato è stanco e deluso".
Kraus è, comunque, positivo
parlando del nostro Paese:
"Sono sicuro che il bacino italiano si riprenderà prima
di altri: non solo perché qui
la crisi è iniziata prima, ma
perché è contemporaneamente mercato di origine e
di destinazione, con un equilibrio tra leisure e bt e un
traffico etnico che diventa
sempre più importante".
Oltre alla Sardegna, regione
sulla quale il vettore farà ritorno dal 12 giugno con i
due collegamenti settimanali
su Olbia da Perugia e Trieste, anche la Sicilia, già annunciata meta nel mirino,
potrebbe diventare nuova
rotta del network: "Quest'inverno abbiamo fatto un
primo esperimento - risponde il presidente -: un volo settimanale Monaco-Catania, che è andato abbastanza bene (il load factor è
“
stato del 75%, ndr)". Kraus
lascia intendere che l'interesse a operare sulla Trinacria esista, ma sulle tempistiche preferisce non sbilanciarsi: "Quest'estate facciamo ritorno in Sardegna, da
Perugia e Trieste su Olbia".
Benessere Lefay
Nel frattempo Air Dolomiti
si ritrova con Lefay Resorts
nel lancio di una nuova iniziativa, dopo aver condiviso
un passato in comune (Air
Dolomiti è stata fondata da
Alcide Leali e quest'ultimo,
insieme alla moglie Liliana
Leali, ha dato anche vita a
Lefay Resorts). Dal 3 al 16
maggio, a bordo degli aerei
Air Dolomiti, i passeggeri
saranno accolti con essenze
profumate e tisana. Nello
Spazio Italia, all’aeroporto
di Monaco di Baviera, due
terapisti offriranno ai clienti
un massaggio rilassante e
decontratturante. Dal 16 al
29 settembre, inoltre, tutti i
11
Michael Kraus
passeggeri del vettore potranno apprezzare a bordo
snack creati appositamente
dagli chef Lefay. Filo conduttore del menù sarà l’olio
extravergine d’oliva, che
potrà essere degustato insieme a spuntini a base di
verdure in pinzimonio anche
presso lo Spazio Italia.
Durante gli appuntamenti, a
bordo degli aeromobili verrà
distribuito un coupon con
un’offerta per trascorrere un
soggiorno benessere al Lefay Resort & spa di Gargnano (Lago di Garda).
N.S.
Il 2009 é stato un anno di conferme e tenuta per noi; ci
stiamo rafforzando sul fronte mare-individuali e famiglie". Esordisce così Ombretta Pepe, direttore generale di Riviera Incoming, nel delineare gli orientamenti del t.o. della Confcommercio di Pesaro e Urbino. Quali sono
state le mosse strategiche per affrontare la contingenza di mercato? "Certamente i prezzi, contenerli non aumentarli o addirittura abbassarli quando possibile - afferma Pepe -. Si riducono i nostri margini certo, ma teniamo il mercato con la pretesa, anzi, di crescere
rispetto ai fatturati precedenti". Riviera Incoming si dichiara sempre
più orientato "a privilegiare il guadagno delle adv". Come? Confermando l'assenza di quota di iscrizione e regimi commissionabili oltre 10% per gli agenti di viaggi. "Ciò è reso possibile dal fatto che
sempre più lavoriamo in assenza di supporti cartacei costosi da realizzare e da spedire e, i vantaggi sia per le adv sia per il cliente finale, sono notevoli".
L'estate vedrà proposte allettanti per le famiglie che possono pianificare con largo anticipo le loro vacanze. Il periodo estivo sarà utilizzato "per far conoscere Pesaro ai nostri agenti con una superofferta 7/14 agosto molto cheap dedicata a loro". Ci sono poi gli agriturismi "economici, vicini al mare e tutti ristrutturati". Quest'anno è
al debutto, poi, la prima edizione della Strarossini, una Gran Fondo
dedicata al mondo del ciclismo con due percorsi all'interno della
provincia di Pesaro e Urbino con arrivo dal monte San Bartolo sul
Mare. E il t.o. ha preso spunto da questa gara "per realizzare una
pubblicazione con 20 itinerari in Italia tra Pesaro e Provincia,
Trentino, Sicilia e Sardegna. Gli hotel saranno selezionati tra quelli già abituati a trattare tale segmento particolare per necessità ed
esigenze alimentari - spiega Pepe -. E' un progetto al quale tengo
molto, conto di presentarlo al massimo ad ottobre".
Non mancano i segnali positivi sul fronte dei mercati esteri. Pepe
parla di "ottimi risultati dalla Repubblica Ceca per la Sicilia in particolare" e di "buoni i risultati anche sugli altri fronti esteri dove siamo
sempre impegnati con invio di materiale e prezzi".
S.V.
Paesi al microscopio
12 GuidaViaggi
5 Aprile 2010 - n° 1273
Turchia
Una nuova Istanbul
Nessun rincaro o controindicazione per la nomina di Capitale europea della Cultura,
anzi ci sono grandi attese da parte dei tour operator
di Stefania Vicini
I
l 2010 è un anno
significativo per la
Turchia, grazie alla nomina di Istanbul a Capitale Europea della Cultura. “Saranno quasi 500 gli
appuntamenti che attendono
i 10 milioni di visitatori previsti, divisi in concerti, mostre, rappresentazioni teatrali, balletti, laboratori di
fotografia e di arte contemporanea, ma anche conferenze e cicli di studi”, sottolinea Aygun Atalay, consigliere culturale, responsabile dell'ufficio Cultura
e Informazioni dell'ambasciata di Turchia In Italia.
Tema portante è Istanbul: la
città dei quattro elementi.
Chi si recherà nella città
quest'anno avrà l’opportunità di poter “sperimentare una nuova Istanbul”. Decine i
monumenti restaurati, la città si rinnova nell'architettura
e nell'assetto urbano. E in
tutto questo rinnovamento ci
sarà anche lo zampino dell’Italia con l'architetto Renzo Piano che collaborerà per
rinnovare il quartiere popolare di Yenikapi, nelle cui vicinanze si trova un nuovo
parco archeologico. Grandi
manovre, quindi, da parte
della città, che si è preparata
con scrupolo all’appuntamento. Il che si è tradotto in
un investimento di 400 milioni di euro. A beneficiare
degli interventi saranno di-
bre) sono stati 27.077.114,
+2,81%. Gli italiani 634.886,
con un +6%. “La Turchia ha
chiuso il 2009 con la soddisfazione di chi ha ottenuto
nel settore turistico risultati
eccellenti e si prepara al
2010 con nuovi e stimolanti
obiettivi - afferma Atalay soprattutto in vista di Istanbul Capitale Europea della
Cultura”. Le prospettive a
lungo termine indicano che
il turismo turco continuerà a
crescere “ad un tasso addirittura superiore a quello
del mondo e della media europea verso l'anno 2020”.
Tra le mosse dell’ente quella
della diversificazione dell’offerta, concentrandosi su
incentive e golf, per il 2010.
Fermo restando il segmento
Il t.o. più consigliato dalle adv?
(valori percentuali)
Osservatorio Guida Viaggi
I criteri di elaborazione delle inchieste
Fonte: Guida Viaggi
versi ambiti, non solo quello
culturale con una maggiore
valorizzazione dei siti archeologici e dei musei, ma
anche il turismo congressuale. Sarà ridefinita la capacità
ricettiva della città in termini
di posti letto e di infrastrut-
ture con nuovi hotel 4 e 5
stelle in fase di realizzazione.
Prosegue
il trend positivo
Non mancano i segnali positivi sul fronte dei numeri. Il
trend di segno più degli arrivi internazionali in Turchia non si arresta. Secondo
i dati del ministero della
Cultura e del Turismo della
Repubblica di Turchia, i turisti internazionali nel Paese
nel 2009 (gennaio-dicem-
Un’opportunità reale?
L
a Turchia vive un
momento di espansione. Recenti inchieste riportano che la sensibile flessione avuta sul mercato
del Mediterraneo non ha interessato il Paese, che invece ha
guadagnato un 3% circa. E'
sotto i riflettori per la nomina di
Istanbul a Capitale europea della
Cultura, ma questo tipo di eventi
fanno realmente da volano allo
sviluppo di un Paese e ne incentivano gli arrivi? I t.o. sono
fiduciosi in merito. C'è chi
sostiene che il mercato beneficia di questo tipo di battage e,
"al momento, sta rispondendo
con entusiasmo - rileva Giancarlo Brunamonti, direttore divisione outgoing di King Holidays -. Occasioni come questa devono servire da stimolo
alle amministrazioni locali per
valorizzare ancora di più la città
e creare le premesse affinché
possa rimanere nel tempo meta
privilegiata del turismo euro-
è espresso il mondo agenziale, interpellato dall’Osservatorio Guida Viaggi, su quale
sia il t.o. più consigliato ad
un cliente che vuole andare
in Turchia. In tutti questi anni Turbanitalia è sempre
stato ai primi posti con percentuali importanti e distaccato rispetto agli altri t.o. Lo
è anche quest’anno, seppur
con un lieve calo rispetto al
2009. La situazione emersa
quest’anno vede un secondo
posto condiviso tra I Viaggi
del Turchese e Alpitour,
quest’ultimo in lieve crescita
sul 2009. Guadagna terreno
Francorosso che sale al terzo posto. Vanno bene anche
le performance di King Holidays e di Valtur che guadagnano posizioni.
peo". Una mossa che può portare a "sviluppare anche altre
fasce di mercato - osserva Paolo Demuru, contract manager di Marevero - che si avvicinano alla Turchia per l'aspetto
culturale e non solo per il turismo leisure balneare". E una
delle aspettative è che l'evento
"posizionerà finalmente il Paese come una meta anche culturale", osserva Giancarlo Caldara, pm Travelandia. In effetti l’apertura di nuove sale espositive d'arte moderna, il rinnovamento di diversi musei insieme alle numerose iniziative
attireranno "turisti di livello culturale alto", osserva Massimo Viglione, responsabile prodotto Turchia di Eden Viaggi. "La
carta che si gioca quest'anno",
è la definizione data da Daniela Fecchio, responsabile di
prodotto di Europa World,
che ritiene come il Paese "da
qualche anno a questa parte,
sia un vero e proprio fenomeno
inarrestabile, non si tratta più di
una destinazione cosiddetta alla moda, ma ha saputo sviluppare un appeal che va oltre il
fascino di Istanbul, sospesa tra
due continenti".
Alcuni limiti
C'è chi, però, evidenzia un possibile rischio fai da te. Ossia, se
è vero che l'evento contribuirà a
dare "definitivamente un posizionamento della città tra le capitali più interessanti da visitare in
Europa - osserva Graziano Binaghi, direttore operativo Turbanitalia - non è automatico che
i flussi vengano veicolati tramite
operatore, chi ha interessi specifici spesso si organizza direttamente". Tra i t.o. non manca
chi rileva delle controindicazioni. Ad esempio si riconosce che
esiste qualche difficoltà nel reperire spazi. "Nei mesi di maggio
e giugno - si fa presente da King
Holidays -, a fronte dei numerosi gruppi da noi prenotati, ri-
scontriamo una certa difficoltà
nel trovare camere, non solo a
Istanbul, ma anche nelle altre
regioni come la Cappadocia".
Non tutti, però, parlano di controindicazioni. Lelio Carfora,
direttore generale de I Viaggi
del Capitano fa presente che i
prezzi "rimangono in linea e la
contrattualistica con i fornitori si
svolge normalmente". In linea
Travelandia.
Vero è che, generalmente, "le
strutture alberghiere tendono
quasi sempre ad aumentare i
prezzi - afferma Demuru -, bloccando gli spazi concessi ai t.o,
perché li offrono in esclusiva ad
organizzazioni di eventi ed organi istituzionali". A parlare di
pricing in linea con il 2008 è Fecchio: “Il che potrebbe sembrare
scontato, visto l’anno appena
concluso, tuttavia gran parte del
risultato è da attribuire alla capacità nostra, ma soprattutto
alla forza contrattuale del corrispondente locale”.
Soggetto realizzatore della ricerca:
Guida Viaggi tramite Call Center esterno
Tipo e oggetto della ricerca:
ricerca di tipo quantitativo a carattere nazionale
Metodologia:
interviste telefoniche con questionario strutturato
Universo di riferimento: popolazione di adv (7.500 adv)
Campione: rappresentativo delle adv per zona geografica
Estensione territoriale: nazionale
Consistenza del campione: 1^ 365 casi, 2^ 300, 3^ 308, 4^ 309, 5^
307, 6^ 284, 7^ 311.
Periodo di rilevazione: 1^ mag ‘04, 2^ mar ‘05, 3^ feb ‘06, 4^ feb
‘07, 5^ feb ‘08, 6^ feb ‘09, 7^ feb ‘10.
Errore statistico: ± 3%
Le inchieste considerano le adv dal punto di vista numerico, assegnando a ciascuna lo stesso peso indipendentemente dal fatturato su
una destinazione o un tipo di prodotto. I quesiti posti agli adv si
riferiscono alla propensione alla vendita e non all'effettivo fatturato realizzato sul prodotto in questione.
L'elaborazione dei dati avviene per la totalità del territorio italiano, per
singola zona (nord, centro e sud Italia) e per ruolo ricoperto all'interno dell'agenzia da parte della persona interpellata (titolare di agenzia
o banconista). Nel caso in cui non vi fossero particolari differenze tra
i diversi risultati, l'elaborazione per suddivisione territoriale e ruolo
non viene fatta. Al fine di dare al lettore la possibilità di analizzare i
dati secondo le proprie esigenze, la nostra elaborazione dei dati si
basa su semplici medie aritmetiche.
I dati pubblicati rappresentano solo un estratto della ricerca.
Per ulteriori informazioni consulta www.guidaviaggi.it
nella sezione Ricerche di mercato
balneare che si conferma
prodotto principale, prosegue lo sviluppo ricettivo con
l’apertura di alberghi design
e boutique hotel. Mentre è in
fermento anche il fronte dei
voli con Turkish Airlines
che ha inaugurato il collegamento giornaliero BolognaIstanbul e il nuovo servizio
low cost Malpensa-Istanbul
6 giorni alla settimana operato da Blu-express.com. Il
volo si aggiunge a quello già
attivo da Roma.
La percezione
delle adv
Un monitoraggio su un arco
di sette anni è quanto rappresentato dal grafico in pagina,
in cui si può vedere come si
Quanto al prodotto più richiesto, il 36% delle adv interpellate ha decretato il mix
tour+mare, ossia la cultura
più il relax. Un mix che si
conferma vincente, a detta
anche dei t.o, e che guadagna terreno sul 2009 (33,6%)
e sul 2008 (32,2%).
Piace anche il solo tour, citato dal 35%, in crescita sugli
anni precedenti, (31,5% e
30,9%). Cede terreno, invece, il solo mare villaggio,
16% contro il 23,2% del
2009, segno, forse, che la
sola vacanza balneare non
basta più. Guadagna qualcosa la formula del solo mare
hotel, 6% contro 3,7, mentre
è molto bassa la percentuale
del fly & drive (3%).
Paesi al microscopio
14 GuidaViaggi
5 Aprile 2010 - n° 1273
Turchia
La partita si gioca
tra mare e tour
I t.o. rafforzano le programmazioni
I
t.o. auspicano percentuali di crescita, perlopiù a due
cifre per l’anno in corso e
proseguono gli investimenti
sulla meta tra mare, tour e
caicchi. Tra le scelte dei nostri interpellati c’è la Turchia
proposta da Eden Viaggi
quest'anno per la prima volta
“con l'Eden Village Artemisia a Bodrum”, dichiara Viglione, responsabile prodotto
del t.o. Sempre nella penisola di Bodrum Margò offre un
ventaglio di proposte per chi
cerca “una vacanza più indipendente e informale, in
particolare a Gümbet, Bitez
e Ortakent”. Per chi la vuole
scoprire autonomamente c’è
il programma Turchia come
vuoi tu, mentre Crociera in
Goletta, vede “la duplice
possibilità di programma
classico con Eden Viaggi e
di programma riservato ai
giovani tra i 18 ed i 40 anni
con Margò”, osserva Silvana Zanini, brand manager
Bodrum
Margò. King Holidays sul
fronte turismo culturale continua a proporre tour e soggiorni a Istanbul, “che stanno andando molto bene”,
commenta Pelloni. Sul fronte balneare partenze speciali
su Antalya e Bodrum con
Turkish Airlines e voli speciali su Antalya da Bologna,
Roma e Napoli.
Focus su caicchi
e Costa Turchese
In questo primo anno di programmazione Marevero si è
subito orientato “alla vacanza balneare sulla Costa Turchese - spiega la pm Tur-
chia, Titti Montesano -, tra
le più richieste dal mercato
italiano”. Sorgun, Belek ed
Antalya le località programmate, in aggiunta ad un circuito turistico-culturale alla
volta di Istanbul e delle località dell'interno.
C’è chi come I Viaggi del
Capitano e Travelandia incrementano l'offerta di crociere in caicco. Tra le novità
di Europa World, un viaggio
di gruppo di 8 giorni e un
itinerario per i viaggi di nozze, senza trascurare l'ampliamento della selezione di resort sulla costa e gli itinerari
delle crociere.
Elisa Mana, responsabile
programmazione Grecia e
Turchia Alpitour e Francorosso, sottolinea le novità
2010, in primis la costa
Turchese. “In alta stagione
proponiamo il nuovo volo
speciale su Dalaman per una vacanza nel nostro ‘Speciale Alpitour’ Hillside
Beach Club a breve distanza
da Olu De-niz. Proponiamo,
poi, nuove combinazioni di
vacanza cultura+mare”.
Per Turbanitalia la novità è
un tour con volo speciale Itc
da Malpensa o Fiumicino
per Bodrum con scalo a Istanbul, mentre Valtur riconferma i week end a Istanbul.
Turisanda, invece, è soddisfatta del debutto sulla meta
proposta in chiave culturale.
Nel nuovo catalogo sono
stati ampliati i tour, non solo
di gruppo, ma anche minimo
2 iscritti, con tutte le partenze garantite. Nel 2009 il t.o.
ha superato il budget prefissato di pax e fatturato. S.V.
Turkish vola
da quattro
scali italiani
E’
il quarto vettore europeo per numero di passeggeri trasportati e si è recentemente classificato al quarto posto
della speciale classifica Top Performing Companies redatta da Aviation Week, che ha analizzato l'industria del
trasporto aereo, mettendo ai primi posti, tra i parametri di valutazione, la solidità finanziaria dei vettori esaminati. Dopo Singapore
Airlines, Lufthansa e Malaysian Airlines, nella graduatoria si trova
Turkish Airlines, che ha di recente inaugurato il nuovo collegamento giornaliero Bologna-Istanbul. Il Marconi va così ad aggiungersi ai
tre maggiori scali italiani (Fiumicino, Malpensa, Marco Polo) ed il
vettore di bandiera turco raggiunge le 49 frequenze settimanali effettuate verso l'hub di Istanbul. "Malgrado lo scenario internazionale sia stato caratterizzato da un 2009 difficile, Turkish Airlines ha registrato una contrazione del traffico aereo tutto sommato contenuta (-6%), piazzando nel contempo un significativo +11% nel numero
di passeggeri trasportati, che hanno superato così i 25 milioni",
dichiara Hamdi Topçu, presidente del consiglio di amministrazione del vettore. "Tra i motivi che hanno reso possibile questo
risultato - spiega - inserirei le nuove rotte di San Paolo e Jakarta,
preludio di una politica di sviluppo che presto farà registrare l'apertura di ulteriori nuovi collegamenti. Tale politica di espansione è piuttosto ambiziosa e mi auguro che le sette frequenze settimanali inizialmente operate da Bologna possano crescere anche grazie all'acquisto di 30 nuovi aeromobili Airbus, di cui 10 in opzione".
L'acquisto dei 20 nuovi aerei con consegna prevista nel biennio
2011-2012 (14 del tipo A321-200 e 6 modello A319-100) fa parte
del piano di acquisizioni di 105 nuovi aeromobili precedentemente
annunciato dalla compagnia. "Questo nuovo collegamento - ha
commentato Giuseppina Gualtieri, presidente dello scalo bolognese - offrirà a turisti e uomini d'affari emiliani un volo di linea
verso la capitale europea della cultura 2010, ma anche un network
di destinazioni di sicuro interesse raggiungibili da Istanbul".
Il nuovo collegamento sarà operato con Boeing 737-800, Airbus
320 e 321, configurati in classi business ed economy.
P.F.
Paesi al microscopio
5 Aprile 2010 - n° 1273
GuidaViaggi
15
Turchia
Vince la competizione
nel Mediterraneo
Contratti: l’Italia deve conquistare quote sul balneare
P
arliamo di contratti. Ad oggi, il mercato principale è
riservato ai russi e ai tedeschi, storicamente i turisti
europei più affezionati alla
Turchia, ma che posizione
occupa l’Italia? "Esattamente un più che meritevole
quinto posto - afferma Fecchio di Europa World - dopo
Germania e Russia e appena
dopo Regno Unito e Francia". King Holidays, però, fa
un distinguo. Se si parla "di
mercato culturale e religioso - dice Massimo Pelloni,
responsabile prodotto Turchia, Spagna e Marocco ritengo che negli ultimi anni
l'Italia abbia acquisito fette
di mercato importanti. Se di
balneare, non occupa quote
di rilievo perché è scavalcata dal mercato russo, emergente ormai sul Mediterraneo, ma anche da altri mercati europei come quello inglese e tedesco". Anche se il
peso della crisi economica
nei differenti Paesi sta condizionando gli equilibri di
mercato. In linea il pensiero
di Lelio Carfora che, del nostro mercato, difende la "posizione ottima per quanto riguarda il traffico su Istanbul
in quanto si riesce a mantenere un flusso di lavoro
per buona parte dell'anno",
ma riconosce che nelle località di mare siamo "qualche passo indietro". A pensare che in questi ultimi 3
anni l'Italia si sia conquistata, invece, "una buona
fetta di mercato, in modo
particolare per le vacanze
balneari sulla Costa Turchese" è Demuru.
C’è chi come Claudia Fugazza, area manager Europa Turisanda, fa presente,
invece, che il discorso "è legato al business del singolo
operatore e non al Paese di
provenienza". Il nostro mercato è aumentato del 6% nel
2009, la nostra percentuale
di share è in crescita, "anche
se - afferma Caldara, pm
Travelandia - il gap tra noi e
la Germania rimane sempre
molto ampio". Sul mercato
del soggiorno balneare riesce a ritagliarsi posizioni
"solo chi investe su strutture
in esclusiva o in villaggi formula Club", osservano da
Turbanitalia.
Alcune carenze
Il Paese sta investendo e mostra buoni segnali in fatto di
trend. I t.o. concordano in
merito, ma rilevano anche
alcuni punti deboli. C'è chi
osserva che alcune regioni
presentano "delle carenze
strutturali. Un'ulteriore difficoltà - afferma Brunamonti
- è la quasi totale dipendenza del turismo turco da alcuni particolari mercati che
hanno consolidato nel tempo la loro presenza in quelle
regioni in misura massiccia". L'esempio fornito dal
manager è quello del turismo russo in Costa Turche-
se, nella regione di Antalya.
Si concorda sul fatto che il
Paese offra strutture dotate
di servizi di qualità, ma c'è
chi come Caldara, pensa che
si debba "lavorare ancora su
professionalità e servizio negli alberghi, più che accettabili ad Istanbul, ma carenti
nel resto del Paese". Personalizzazione del prodotto: è
l'aspetto su cui si lavora con
gli albergatori turchi, sottolinea Elisa Mana, responsabile della programmazione Grecia e Turchia di Alpitour e Francorosso. "Creare un ambiente con un tocco
di italianità è uno dei must
che ci proponiamo di offrire
nei nostri hotel brandizzati
quali iClub e Seaclub".
Un altro suggerimento è
quello di Binaghi di Turbanitalia: "Investire sui mercati
alternativi, golf, meeting,
relax e benessere, che potrebbero allungare molto la
stagionalità della Costa Mediterranea (quella di An-
Antalya
talya) dove è possibile trovare condizioni climatiche
ottimali da aprile a ottobre".
A spostare il discorso sul
fronte voli è Fugazza che,
oltre a ricordare il fatto che
Alitalia non vola più da due
anni su Istanbul, fa presente
come a livello di compagnie
aeree locali non ci siano
"molti collegamenti interni.
Speriamo in un investimento
da parte dei vettori che renderebbe il mercato più
flessibile a livello di tariffe
aeree".
Si assiste, poi, ad un "forte
aumento di nuove e moderne strutture alberghiere con
un ottimo rapporto qualità/prezzo, tali da identificare
la destinazione come una
delle migliori del Mediterraneo", osserva Demuru.
E in effetti che posizione occupa il Paese, in termini di
competitività di prezzi ed of-
ferta, in quest’area? I t.o.
concordano nel parlare di
prezzi competitivi se rapportati al buon servizio offerto,
pur avendo in realtà "iniziato lo sviluppo leggermente
dopo rispetto a Spagna, Grecia o Tunisia", osserva Binaghi. C’è chi la vede abbastanza allineata, "malgrado
la maggiore durata del volo
(tre ore) rispetto, ad esempio, a Spagna o Tunisia - si
osserva da King Holidays -.
I prezzi degli hotel sono vantaggiosi, in altissima stagione si possono trovare buone
strutture in all inclusive da
60 euro a persona".
Fecchio ne difende in toto la
competitività, non credendo
che "altri Paesi dell'area possano competere quanto ad
offerta con un prodotto a
360° qual è la Turchia" e
Fugazza dà al Paese la palma d’oro.
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