SCHEDA PROGETTO N. 3
“Turismo e promozione territoriale: creazione del
servizio di accoglienza e informazione turistica nei
comuni dell'Unione Terre di Castelli.”
SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
Unione dei Comuni Terre di Castelli
2) Codice di accreditamento:
3) Albo e classe di iscrizione:
NZ02549
Albo Regionale Emilia Romagna
3
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
Turismo e promozione territoriale: creazione del servizio di accoglienza e
informazione turistica nei comuni dell'Unione Terre di Castelli.
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
Settore D: Patrimonio artistico e culturale
Codice 04: turismo culturale
6) Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il
progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori
misurabili:
"L'Unione Terre di Castelli" raggruppa alcuni comuni che intendono, con il
presente progetto, promuovere ed incentivare in maniera organica il turismo nei
comuni aderenti, valorizzando e coordinando le varie iniziative turistiche e di
promozione territoriale organizzate nei comuni aderenti, onde creare un contesto
unitario di sviluppo e gestione coordinata intercomunale, salvaguardando e
valorizzando la tipicità delle tradizioni, dei prodotti tipici locali e del patrimonio
artistico e culturale del territorio, in un quadro di offerta turistica coordinata ed
unitaria.
In particolare tutti i comuni aderenti al presente progetto hanno un ufficio turistico
preposto alle attività ed iniziative relative, ed analizzando l'ambito entro il quale si
intende sviluppare il presente progetto, con particolare riferimento alla realtà ed alle
peculiarità di ogni singolo comune, di seguito indicato, si intende fornire un quadro
di insieme del contesto territoriale e delle caratteristiche di ogni realtà, onde fornire
una visione di insieme, con i dati oggettivi che possano far comprendere la realtà e
gli obiettivi che con la realizzazione del presente progetto l'Unione Terre di Castelli
intende conseguire.
COMUNE DI CASTELVETRO DI MODENA:
Il Comune di Castelvetro di Modena (Mo), (aderente all'Unione Terre di Castelli),
ha una popolazione di n. 10.511 abitanti, ed un territorio di Kmq. 40,7=, in gran
parte collinare ricco di bellezze paesaggistiche, storiche, culturali e di tradizioni e
prodotti tipici locali, che lo hanno portato alla creazione di un consorzio di
promozione turistico - territoriale, denominato Castelvetro V.I.T.A. (Valorizzazione
Integrata Territorio Ambiente ), che annovera tra gli aderenti oltre che il Comune di
Castelvetro di Modena (Mo), anche numerosi operatori agricoli, commerciali,
turistici-alberghieri, economici, ecc…, del territorio, con il fine precipuo di porre in
essere tutte le iniziative utili per la promozione e lo sviluppo del territorio comunale,
con particolare riferimento alla promozione turistica. E' nato a Castelvetro nel 2002,
e nel 2003 è stata stipulata una convenzione tra lo stesso Consorzio ed il Comune di
Castelvetro per porre in essere tutte le iniziative utili alla valorizzazione e si tratta di
un consorzio pubblico-privato che si pone vari obbiettivi, tra cui:
- promozione, informazione e accoglienza turistica,
- la diffusione di materiale pubblicitario relativo agli eventi locali, alle risorse
turistiche, al prodotto tipico,
- la creazione e la commercializzazione di pacchetti turistici comprendenti visite,
soggiorni, pasti e convenzioni,
- organizzazione di manifestazioni a valenza turistica ed enogastronomica
Il consorzio si è già occupato con successo dell’organizzazione di diverse edizioni
della Sagra dell’Uva e del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro e ha partecipato
anche in collaborazione con altri enti come l’Unione di Comuni “Terre di Castelli” e
l’associazione “Strada dei Vini e dei Sapori – Città Castelli e Ciliegi” a
manifestazioni quali Expo dei Sapori 2002, Extratipici 2003. Collabora inoltre
attivamente con il Comune di Castelvetro in occasione di qualsiasi iniziativa
concernente i gemellaggi e la promozione turistica del territorio.
Possono essere ammesse come consorziate tutte le persone fisiche e giuridiche
esercenti attività turistico-alberghiere, di ristorazione, agricole, agrituristiche, del
settore eno-gastronomico ed agroalimentare, commerciali, artigianali, professionali
di servizio, di credito ed economiche in genere, nell’ambito del comune di
Castelvetro di Modena.
Gli interventi attuati dal Comune di Castelvetro in questi anni hanno portato ad
ottenere diversi importanti riconoscimenti tra i quali si segnalano il titolo di
Castelvetro di Modena, di "Comune Bandiera Arancione", e il recente
riconoscimento quale "comune ad economia prevalentemente turistica e città d'arte".
In particolare l’assegnazione ufficiale del marchio di "Bandiera Arancione" è
avvenuto il 10 maggio 2003 nell’ambito della Mostra del Turismo di Qualità “I
viaggi di Outis” in programma a Milano dal 9 all’11maggio. Castelvetro è risultata
l'unica cittadina dell'Emilia Romagna ad avere conseguito tale riconoscimento nel
2003.
La "Bandiera Arancione" è il marchio di qualità turistico ambientale per l'entroterra
del Touring Club Italiano, viene attribuita alle località che soddisfano criteri di
analisi correlati allo sviluppo di un turismo di qualità.
La valorizzazione del patrimonio culturale, la tutela dell'ambiente, la cultura
dell'ospitalità, l'accesso e la fruibilità delle risorse, la qualità della ricettività, della
ristorazione e dei prodotti tipici sono solo alcuni degli elementi chiave per ottenere
il-marchio.
Il TCI da sempre opera per lo sviluppo del turismo di qualità e per la valorizzazione
delle risorse e del patrimonio culturale e ambientale italiano. La "Bandiera
Arancione", coordinata dal Centro Studi, (l'unità di ricerca e sviluppo del Touring
Club Italiano), è uno degli strumenti con il quale il Touring offre ai turisti una
garanzia di qualità e alle località uno strumento di valorizzazione.
Inoltre, come accennato più sopra, recentemente Castelvetro ha ottenuto anche il
riconoscimento di "Comune ad economia prevalentemente turistica e città d'arte",
(ex L.R.n.14/1999), conferito dalla Giunta Regionale dell'Emilia Romagna, con
delibera n. 250 del 14.02.2005, un titolo molto importante che corona anni di
impegno volto alla promozione e valorizzazione territoriale.
Castelvetro di Modena è meta di vari tipi di turismo, tra cui:
- turismo eno-gastronomico: Castelvetro di Modena è infatti zona di produzione di
diversi prodotti tipici, oltre ad essere disseminato di ristoranti, agriturismi,
trattorie presso cui gustare la famosa cucina tipica emiliana;
- turismo storico – artistico: la storia di Castelvetro inizia nell’età paleolitica e
trova il suo momento più importante nel rinascimento, quando il poeta Torquato
Tasso soggiorna a Castelvetro ospite dei Marchesi Rangoni; inoltre numerose
sono le testimonianze artistiche delle varie epoche: il castello di Levizzano, il
borgo di Castelvetro, gli oratori, il Cimitero Napoleonico, ecc… Il comune di
Castelvetro offre poi numerosi spazi a mostre permanenti (come il Centro di
Documentazione Territoriale) e temporanee (allestite o presso le sale comunali o
presso lo spazio espositivo Pake);
- turismo legato alle manifestazioni e agli eventi organizzati nel capoluogo
comunale;
- turismo d’affari: la presenza di numerose industrie, la vicinanza con Modena,
Bologna e il casello autostradale di Modena Sud, ma anche la tranquillità e
l’assenza dei frastuoni della città fanno si che Castelvetro di Modena, sia scelta
da sempre più uomini d’affari impegnati per motivi di lavoro nella nostra
provincia o in quelle vicine;
- turismo scolastico: numerose sono le scolaresche di ogni ordine che visitano le
aziende agricole, i caseifici, le ditte e il centro di documentazione del comune.
I PRODOTTI TIPICI E L’ENOGASTRONOMIA
Il comune di Castelvetro di Modena è zona di produzione dei seguenti prodotti tipici:
- Lambrusco grasparossa di castelvetro d.o.c.
- Lambrusco di modena i.g.t.
- Trebbiano di modena i.g.t.
- Malvasia dell’emilia i.g.t.
- Aceto balsamico tradizionale di modena d.o.p.
- Parmigiano reggiano d.o.p.
- Salumi tra cui il prosciutto di modena i.g.t.
- Nocino
- Grappa
- Miele
Il territorio comunale è disseminato di aziende agricole, vitivinicole e caseifici
visitabili, presso cui poter acquistare i prodotti.
STORIA DI CASTELVETRO DI MODENA:
Età paleolitica:
Tutta la fascia pedemontana e quindi anche Castelvetro, era abitata sin dal
paleolitico, come risulta dai diversi reperti storico-archeologici ritrovati e di
notevole
interesse.
Basti pensare che in tutta l'Italia settentrionale, sono state ritrovate non più di una
decina
di
Amigdaloidi.
A Castelvetro ne furono scoperte ben due, rispettivamente alle Misiane e ai confini
col
territorio
di
Spilamberto
(COLECCHIO).
L'amigdaloide è ottenuta da un ciotolo di diaspro ; l’uomo la lavorò con caratteri
piuttosto rozzi; tuttavia era uno strumento mirabile :con impugnatura che si adatta,
anatomicamente, molto bene alla mano e utilizzata come strumento di difesa e di
offesa.
Età neolitica:
E’ l’età in cui l’uomo, evolvendosi, inizia a lavorare la pietra.
I ritrovamenti nelle località di questo Comune (Galassina, Montebarello e Misiane)
hanno portato alla luce reperti ascrivibili a questo periodo (una bella cuspide a
Montebarello, un peduncolo e vari altri reperti :ad esempio un martello-ascia ben
lavorato alla Galassina).
Età del rame - bronzo - ferro:
E’ il momento della civiltà “terremaricole“.Il termine “terremare” fu coniato dagli
studiosi sulla voce “marna”, cioè terra ricca di residui umani. Formate da un
terriccio scuro, vennero smantellate per essere impiegate nella concimazione dei
campi
alla
fine
del
1700.
Nel territorio di Castelvetro sono 2 le stazioni terremaricole, delle quali ci è giunta
una sicura documentazione: la più importante a Montebarello (a sinistra prima di
Ca’
di
Sola)
e
l’altra
a
Ca’
Monesi.
Sulla vita sociale, agricole e lavorativa, si rimanda alla vasta letteratura che è
presente pure nei testi scolastici.
Età-etrusca:
Con l’arrivo degli Etruschi dalla Toscana nella Padania, gli abitanti di Castelvetro
entrano-nella-storia.
I ricchi e significativi reperti degli scavi compiuti alla Galassina, non lontano dal
Castello, e poco oltre in località Nosadella (Via Modena), indicano che la zona di
Castelvetro visse il momento di maggior sviluppo con l’insediamento di un
importante villaggio sul Castello (Acropoli) e di un cimitero alla Galassina
(Necropoli).
I primi scavi furono eseguiti dal Sacerdote Celestino Cavedoni (1841) e acquistati, i
materiali rinvenuti, dal Duca di Modena Francesco V° e collocati al museo.
Nel 1879-80 il Crespellani approfondì’ e allargò gli scavi del Cavedoni e ritrovò le
famose-tombe.
Il Cavedoni ne ritrovò una decina, mentre il Crespellani oltre 25. Da notare: la
tomba dello Specchio (alla Galassina) era la più bella e meglio conservata. (Per gli
scavi e i ritrovamenti rimando al volume “Preistoria e Protostoria nel Modenese” del
prof.
Benedetto
Benedetti
–
Aedes
M.
MODENA
1985).
Da notarsi che la Galassina ora è zona archeologica ed è l’insediamento etrusco più
importante del territorio Modenese.
Età gallica:
Verso il 350 a.C. arrivarono nelle nostre terre modenesi i GALLI BOI; vinsero gli
Etruschi, erano agricoltori e furono i primi a passare al sistema del BARATTO cioè:
”io
ti
do
una
pecora,
se
tu
mi
dai
una
lancia“.
Noi qui a Castelvetro non abbiamo tracce della loro civiltà .
Età romana:
Dal 218 a.C. in avanti.
Verso il 218 Modena (e anche Castelvetro) e tutta la Gallia Cisalpina (cioè tutta la
Pianura Padana occupata dai Galli) fu conquistata dai Romani.
Nel 186 a.C. il Console romano Emilio Lepido tracciò e fece costruire la via da
ARIMINUM (Rimini) a PLACENTIA (Piacenza) chiamata Via Emilia.
Castrum Vetus:
Verso il 150 a.C. le legioni romane portarono all’insediamento di un presidio
militare nella nostra zona collinare, un CASTRUM (accampamento militare).
Ecco perché il nome di Castelvetro deriva da CASTRUM (accampamento militare),
VETUS
(vecchio,
antico).
Anche ora sono ben visibili il CARDO , il DECUMANO, le INSULE, le
FORTIFICATIO,ecc... L’orientamento NORD-SUD (CARDO) e OVEST-EST
(DECUMANO) presenti anche ora, erano per i Romani i due punti fondamentali per
la costruzione dei Castrum, delle città, e, in periodo preromanico (secoli IX - XI)
mantennero questo tipo di orientamento (vedi ad esempio il Duomo di Modena
ecc..) e anche la vecchia CHIESA di Castelvetro (attuale casa BARANI).
Età medioevale:
In seguito, in età medioevale, nell’anno 988 in un documento conservato
nell’Archivio benedettino di S.Pietro a Modena, Castelvetro viene denominato
“CASTROVETERE” “actum prope Castrovetere in Oratorio Sanctae Mariae”.
Solo più tardi, verso il 1500, Castrovetere viene citato con l’attuale toponimo
CASTELVETRO, attraversato, “nella valle” dal torrente “GHERLO”, chiamato poi
GUERRO.
Ritornando dal 988 in avanti, vediamo che i secoli burrascosi e guerreschi
medioevali, costrinsero le popolazioni a costruire opere fortilizie seguendo la
“fortificatio”
del
Castrum
Romano.
Nel secolo XI passa ai Benedettini residenti a NONANTOLA; però l’abate
RODOLFO diede investitura a Titolo di enfiteusi al Marchese BONIFACIO di
Toscana.
Nel 1052 Bonifacio venne ucciso e la celebre sua figlia Contessa MATILDE DI
CANOSSA
ereditò
il
feudo
di
Castelvetro
.
Dopo la morte di MATILDE (1115) gli Abati di Nonantola accordarono
l’investitura di Castelvetro a due illustre famiglie e cioè quella dei BECCAFAVA e
quella
dei
MANFREDI.
Pochi anni dopo, Castelvetro fu poi annesso al Comune di MODENA e quando si
accese la guerra tra Guelfi e Ghibellini, Castelvetro, come d’altronde Modena, era di
tendenza
Ghibellina,
favorevoli
cioè
all’imperatore
germanico.
Sempre nel contesto tra Guelfi (favorevoli al Papa) e Ghibellini, avvenne che il
PAPA GIOVANNI XXII, alleato dei Guelfi, spinse le sue soldatesche prima contro
Modena, poi, sotto il comando di VERSUZIO LANDO, pose l’assedio a
Castelvetro.
Nel
1326
il
Castello
fu
espugnato
e
distrutto.
Il Pontefice poi, nel 1330 a nome della Chiesa, a titolo di feudo, concedette
Castelvetro a JACOPINO RANGONE, uno dei costanti seguaci del Partito
pontificio e poi in seguito sempre alla stessa famiglia dei RANGONI.
Nel 1501, 5 Giugno, ci fu un tremendo terremoto. “Nel contado poi della città,
alcuni castelli patirono assai, tra i quali Sassuolo e Castrovetere, che ebbero rovine
notabili, et spetialmente Castrovetere, che oggidì è dell’Ill.mo Conte Fulvio
Rangone” (vedi “Liber memorialis Familiae Rangoniae” N. Rota, op. cit.). I
Rangoni si misero subito al lavoro per ricostruire il Castello, tanto che già nel 1564
presso l’attuale corte in Castello, soggiornò lo stesso TORQUATO TASSO (vedi
lapide) e anche CARLO SIGONIO. Il TASSO era ospite in quell’occasione del
nobile FULVIO RANGONI, Signore del Castello. Per ricordare questo avvenimento
si svolgono a Castelvetro nella piazza medioevale, le rievocazioni storiche in
costumi rinascimentali, con feste, danze, pranzi, dame e cavalieri, soldati e
magistrati, paggi e villani.….. tutti riccamente vestiti in costumi
cinquecenteschi.Nel 1630 fu appena sfiorata dalla famosa PESTE, grazie alle misure
di sicurezza imposte da T. RANGONI; mentre nel 1633 fu colpito dal sisma e nel
1709 da una tremenda gelata, che portò con sé un’epica carestia.
Epoca moderna e contemporanea:
Nel 1796 l’invasione francese in Italia portò alla soppressione dei feudi.
I Rangoni furono spogliati del feudo di Castelvetro ed il paese perse tutti i vantaggi
che
godeva
come
capoluogo.
Castelvetro divenne solo Municipalità, passando all’Amministrazione centrale del
Regno
d’ITALIA
(1^
Gennaio
1860).
Dal dopoguerra gode di una Amministrazione democratica, le sue bellezze storiche
e ambientali attirano sempre di più tante persone provenienti da tutta l’Italia e anche
dall’estero.
“EMERGENZE” ARTISTICHE E ARCHITETTONICHE:
1) CASTELVETRO-capoluogo:
Piazza Roma
Piazza Roma, sulla quale si affacciano il Palazzo Comunale, le Torri
dell’Orologio e delle Prigioni e il Palazzo Rinaldi, quest'ultimo sede della
Residenza Municipale, considerata il vero e proprio cuore del Paese, è nata in epoca
relativamente recente, tra il 1934 e il 1935, quando furono abbattuti tutti gli edifici
posti nella zona Nord del Castello, ad eccezione delle Torri, per creare uno spazio
aperto affacciato sulla vallata sottostante. Negli anni Cinquanta, in sostituzione della
precedente, al centro della piazza, venne realizzata una pavimentazione in lastre
bianche e nere per formare una sorta di scacchiera.
La facciata del Palazzo Comunale chiude Piazza Roma dal lato sud.
Anticamente noto come Palazzo del Secondogenito, fu abitato fino all’età
napoleonica, da un "Rangone" – l’ultimo rampollo di questa nobile famiglia ad
averlo occupato fu Gherardo –.
La Torre dell’Orologio è a pianta quadrata con la base a scarpa per allargare lo
spessore dei muri e quindi aumentarne la stabilità. Essa rappresenta ciò che resta
dell’antica struttura fortificata nel lato est del castello. A questo proposito si nota
come, nel corso dei secoli, si è passati dall’orologio solare – posto sul lato sud,
ancor oggi visibile e recentemente restaurato – all’orologio meccanico, funzionante
a pesi e contrappesi collegati alla campana e a due o quattro quadranti, fino
all’attuale orologio elettrico.
2) LEVIZZANO-frazione di Castelvetro:
Castello
Le prime notizie certe del Castello di Levizzano, eretto come baluardo difensivo
contro gli Ungari, sono contenute in un documento datato 890 dal quale risulta che
apparteneva alla chiesa di Modena. Nel 1038, il vescovo di Modena, lo concesse al
marchese Bonifacio di Toscana, padre di Matilde di Canossa. Dagli inizi del sec.Xll
appartenne alla famiglia Levizzani, fino al 1337. Nel 1342 il castello di Levizzano
passò alla famiglia Rangoni, che lo tenne fino alla conquista napoleonica (fine del
XVIII sec.). Interventi di restauro sono stati effettuati nell’Ottocento e nel
Novecento, dopo che il Castello venne in possesso del Comune di Castelvetro.
Attualmente nella galleria del Castello di Levizzano Rangone si trova l’Enoteca
Comunale che raccoglie i prodotti degli Associati delle “Terre di Castelvetro” .
Nella splendida cornice del Castello Matildico si trova il ristorante mentre la Torre
Matildica è sede di alcune associazioni: sede provinciale sezione sud A.I.S.
(Associazione Italiana Sommeliers), sede dei Maestri Degustatori, sede
dell’Associazione Enotecnica ed Enologi Italiani sezione Emilia.
Oratorio di San Michele
L’oratorio di San Michele è posto tra i torrenti Guerro e Nizzola, a metà strada tra
Levizzano e Castelvetro.
E’ una questione ancora controversa quella relativa alla sua data di costruzione.
Alcuni studiosi di storia ed arte ritengono che sia stato costruito intorno ai secoli
VIII/IX, mentre altri, più realisticamente, lo farebbero risalire all’epoca del duomo
di Modena, XII secolo. Restano di originale la pianta rettangolare, che ricorda la
“cella” dei templi pagani, la decorazione della facciata principale con il suo portale e
una porta secondaria nella facciata SUD.
Cimitero Napoleonico
Ex cimitero Napoleonico, recentemente restaurato e recuperato come suggestivo
scenario per spettacoli e manifestazioni, tra cui un festival jazz.
3) PUIANELLO-località della frazione di Levizzano:
Santuario
La dedica alla “Madonna della Salute” favorisce l’ipotesi che questa chiesa sia sorta,
alla fine della terribile peste del 1630-31.
Il primitivo Santuario o Oratorio, certamente di modeste proporzioni, sorto nel
luogo dove attualmente è posta la Croce (nel punto a maggiore altitudine di tutto il
territorio di Castelvetro, 447 m s.l.m.), non ebbe lunga vita. In breve tempo andò in
rovina.La contessa Teresa Rangoni fece edificare un altro Oratorio in sostituzione
del precedente, che fu demolito.La prima pietra fu posta il 26 Aprile 1716. La
costruzione fu fatta con mattoni probabilmente cotti sul posto. Nel 1947 i frati
cappuccini ne presero possesso. Salendo attraverso il viale-gradinata, fiancheggiato
dai cipressi, si scorge il Santuario, realizzato, forse, secondo il progetto dell’arch.
Frigimelica, che operava, all’epoca in cui sorse il santuario, alla Corte degli Estensi
di Modena
La facciata, in cotto, di linee semplici, nella parte centrale, è divisa in due scomparti
quasi quadrati, sormontati dal timpano, fiancheggiati da due corpi laterali più bassi e
più stretti, corrispondenti alla Sagrestia della Chiesa e alle abitazioni dei Padri. Un
semplice portale e una finestra rettangolari si aprono sulla facciata; quest’ultima è
stata recentemente ornata da una etrata policroma in cui è raffigurata la Madonna
della Salute. Sul timpano è posta una croce di ferro. Un tamburo circolare,
internamente cupola, si eleva sul tetto, quasi al centro del Santuario, sormontato da
una grande croce doppia illuminata e visibile anche in lontananza. Due campanili
s’innalzano, ai lati del presbiterio: hanno forma rettangolare con guglia centrale
sopraelevata, contornata alla base da quattro gugliette ornamentali. L’interno è
barocco, con pianta a croce latina. Entrando in chiesa, si è immediatamente colpiti
dal dipinto della “Madonna della Salute”, attribuito al pittore sassolese Giacomo
Cavedoni (1577-1660).
I MUSEI
Centro di Documentazione e Promozione Territoriale “ Il Castello di Vetro “
L’Amministrazione Comunale di Castelvetro ha individuato nel Centro di
Documentazione Territoriale uno strumento utile per favorire la ricerca storica e per
promuovere eventi culturali fortemente radicati nella cultura locale.
Sezione 1 – Raccolta Romano Bonvicini »
Sezione 2 – Fondo Fotografico Giuseppe Simonini »
Sezione 3 -La Fornace Cavallini a Castelvetro »
Tesi di laurea di Alberto Fiori, Federica Nocetti e Donatella Filippi
Sezione 4 – Arte e Storia a Castelvetro »
Sezione 5 – Mostra di Abiti Rinascimentali a cura dell’Ass. Dama Vivente
Mostra fotografica di Giuseppe Simonini
presso il Centro di Documentazione e Promozione Territoriale
Mus.A. Il Museo dell’Assurdo
Ospita sculture e altre opere ispirate ai temi dell’assurdo.
Spazio espositivo PAKE
Nel borgo antico di Castelvetro ospita mostre temporanee (ad esempio ogni anno
ospita un salone internazionale di arte Naifs)
L’ENOTECA COMUNALE “CASA DEI LAMBRUSCHI”
L’Enoteca Comunale si trova nella galleria del Castello di Levizzano Rangone,
eretto come baluardo difensivo contro gli Ungari nel IX secolo e successivamente
ampliato da Bonifacio di Toscana (padre di Matilde di Canossa), dalla famiglia dei
Levizzani e dei Rangoni.
L’enoteca raccoglie i prodotti degli Associati delle “Terre di Castelvetro” ed è nata
su iniziativa di alcuni produttori e dell’Amministrazione Comunale. Inoltre tutte le
aziende del territorio castelvetrese hanno qui la possibilità di esporre i propri
prodotti.
Nella splendida cornice del Castello Matildico si trova il ristorante ed è possibile
degustare il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro D.O.C. così come altri prodotti
tipici locali: il Parmigiano Reggiano, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, la
Torta Ducale, gli Amaretti,il Miele, il Nocino.
La Torre Matildica è sede di alcune associazioni: sede provinciale sezione sud A.I.S.
(Associazione Italiana Sommeliers), sede dei Maestri Degustatori, sede
dell’Associazione Enotecnica ed Enologi Italiani sezione Emilia.
Ogni anno inoltre in Enoteca si svolgono corsi di enologia e serate di degustazione
vini, liquori e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
PUBBLICAZIONI
Ogni anno vengono realizzati dal comune di Castelvetro e dal Consorzio
Castelvetro V.I.T.A. guide, opuscoli, brochures, depliant informativi relativi alle
manifestazioni, ai prodotti e produttori, alle strutture ricettive, al territorio e
ambiente, alla storia e alle emergenze artistiche castelvetresi.
Inoltre articoli e pezzi su Castelvetro di Modena escono abitualmente sia sui
quotidiani locali che nazionali oltre che sulle principali riviste nazionali dedicate al
turismo e all’enogastronomia.
E' stato pubblicato un libro, da parte del Comune, riguardante una ricerca storica
sul Consiglio Comunale di Castelvetro, dal dopoguerra fino ai giorni nostri.
INIZIATIVE ORGANIZZATE:
- Iniziative di promozione delle attività legate ai gemellaggi in essere tra il
Comune di Castelvetro di Modena (Mo) ed i Comuni di Castelfidardo (AN), il
Comune di Montlouis Sur Loire (Francia), ed in generale attività di promozione
dei rapporti di amicizia ed interscambio tra il Comune di Castelvetro di Modena
(Mo), ed il Comune di Lipova (Romania).
- Sagra dell'Uva e del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro ed iniziative
collaterali.
- Iniziative Natalizie
ELENCO DELLE MANIFESTAZIONI
2006
(organizzate dal comune
direttamente o in stretta collaborazione con le associazioni di castelvetro o
parrocchiali, o organizzate direttamente dalle stesse, che comunque il comune
contribuisce a divulgare con i propri servizi di informazione turistica):
Mese di Gennaio
6 Gennaio : Arriva la Befana
Organizzazione: Parrocchia, ARCI, Comune Castelvetro, Comete. ore 16 in
Castello: Festa per i bambini e i ragazzi con la Befana che
distribuisce doni.
ore 19 al Bocciodromo: Cena e musica con un altro intervento della Befana.
8 Gennaio Concerto di Capodanno
Organizzazione: Corpo Bandistico di Castelvetro
9-13 Gennaio : Bocciodromo
Gara di Bocce “Gran Premio Cremonini”
Organizzazione Arci Castelvetrese- Bocce
14-21 Gennaio - Rassegna Teatro Dialettale
c/o Teatro Parrocchiale di Castelvetro
Organizzazione: Parrocchia e Arci
27 Gennaio / 29 Gennaio ore 11.00
Giornata della Memoria e Pace nel Mondo
Il 27 iniziativa c/o la scuola media
Il 29 ore celebrazione pubblica al Monumento dei Caduti
Organizzazione: per Comitato Celebrazioni Ufficio Pubbliche Relazioni del
Comune.
Mese di Febbraio
11 e 18 Febbraio - Rassegna Teatro Dialettale
c/o Teatro Parrocchiale di Castelvetro
Organizzazione: Parrocchia Castelvetro
e Circolo Arci
25 febbraio – Carnevale a Castelvetro
Organizzatori: Parrocchia, ARCI Castelvetro, Comete.ore 16 in Castello: Festa per
i bambini e i ragazzi.
ore 19 al Bocciodromo: Cena, musica e sproloquio.
26 Febbraio “Carnevale dei Ragazzi”
Carri e maschere per le strade e piazze di Solignano . Musica giochi e stand
gastronomici
Organizzazione: Associazione Carnevale dei Ragazzi di Solignano
Mese di Marzo
8 Marzo : Festa della donna
Organizzazione: Auser e Arci Uisp di Castelvetro
Bocciodromo Comunale
12 Marzo: 26° Camminata della Val Nizzola - Solignano
Organizzazione: Associazione Podistica Val Nizzola
19 Marzo: “Nonsoloburattini “ore 17.00
Rassegna di Burattini e figura
Teatro Parrocchiale c/o Centro Storico di Castelvetro
Organizzazione: Comune Assessorato Cultura
19 Marzo c/o Monumento ai Caduti
Commemorazione Caduti e dispersi di Russia e di tutte le guerre.
Organizzazione: per Comitato Celebrazioni Ufficio Pubbliche Relazioni
26 Marzo: Campionato Provinciale Giovanile di Scacchi – Club 64 Circolo
Scacchi
Centro civico di Solignano
Marzo: “Festa di Primavera”
Arci Castelvetrese – Bocciodromo comunale
4-18 Marzo e 1°- 12 Aprile
“HIPPOPARTY”
Serate di musica e giochi per ragazzi dai 12-16 anni
c/o Centro Civico di Solignano
27 -31 Marzo – Gara di Bocce “Gran premio artigianato e commercio”
Organizzazione Arci Castelvetrese- Bocce
Mese di Aprile
Aprile “Gara di Ginnastica Artistica e Ritmica” Presso la Palestra Comunale di
Castelvetro
Organizzazione: Visport
2 Aprile “Gara di Orienteering “ II° Edizione Levizzano
Organizzazione: Comune di Castelvetro – Ufficio Ambiente – Scuola media
7 Aprile : “Tra un festival e l’altro. Poesia in corso “ - Poesia festival 06
Concerto di musica jazz e letture di poesia
“Gruppo Segrè Ensamble” con Emilio Rentocchini
Presso Bocciodromo Comunale
Organizzazione Unione Terre di Castelli – Comune Castelvetro - Assessorato
Cultura
14 Aprile: Celebrazioni del Venerdì Santo
Rappresentazione della Passione di Cristo c/o Campo San Rocco di Levizzano
Organizzazione: Anspi di Levizzano
19 Aprile: “Emilio Uguzzoni : poeta della Verità”. Presentazione del volume
dedicato al poeta dialettale di Levizzano
Sala Consiliare Municipio di Castelvetro
Organizzazione: Ufficio cultura
25 Aprile Anniversario della Liberazione
ore 10.30 Monumento ai Caduti
Organizzazione: per Comitato Celebrazioni Ufficio Pubbliche Relazioni
29/30 Aprile- 1° Maggio Torneo Internazionale di calcio Giovanile
“W.Venturelli”
III° Trofeo Terre di Castelli
Organizzazione: A.S. Visport
Comune di Castelvetro: Assessorato allo sport
15 Aprile - 15 Maggio : Campionato Provinciale di Biliardo c/o Bocciodromo
Comunale
Organizzazione: Arci
Mese di Maggio
7 Maggio”Biciclettata Popolare”
Luogo: Castelvetro dal Parco San Polo
Organizzazione: Comune Ufficio Ambiente
12 e 13 Maggio: III°Edizione “ Costaiola on the rock”
Concerti di musica rock e grigliata a scopo benefico Parco c/o Centro Civico di
Solignano
Organizzazione : Ass. Podistica Val Nizzola
21 Maggio “Biciclettata Popolare a Solignano”
Organizzazione: Comune Ufficio Ambiente
20/21 Maggio : Festa Parrocchiale
Castelvetro – Centro Storico
Organizzazione Parrocchia Castelvetro
Maggio: Cerimonia di Premiazione Seconda Edizione Concorso di Poesia per le
scuole medie
Organizzazione: Associazione Dama Vivente
27/28 Maggio Festa nel Parco per Comete
Parco San Polo
Esibizioni di volo, aquiloni, giochi e musica
Organizzazione: ComeTe –
Assessorato allo sport e volontariato
23 Maggio -9 Giugno “Memorial Chiari Evandro”
Parco della Mimosa – Solignano
Organizzazione: Società Sportiva F.C. Solignano 2002
Mese di Giugno
2 Giugno ore 10.30 P.zza della Repubblica Solignano
Festa della Repubblica
Organizzazione: per Comitato Celebrazioni Ufficio Pubbliche Relazioni del comune
2 Giugno: “Solignando” a Solignano
Camminata turistica
Organizzazione: Ass. Podistica Val Nizzola
2 Giugno - Concerto della Repubblica a Solignano (ore 21.00)
Organizzazione: Corpo Bandistico di Solignano e Corale
9 Giugno “Tutto Intorno all’Assurdo”
Spettacolo e mostra sul tema dell’assurdo.
Castelvetro Centro Storico
Inaugurazione nuova Sezione del Museo Musa
Organizzazione:Comune di Castelvetro
Assessorato Cultura
1/16 Giugno Giochi D’Estate
Tornei e gare sportive vari, musica , giochi e stand gastronomico
Centro Sportivo di Castelvetro
Organizzazione: Associazione AGEI
2/3/4 Giugno: Centro Civico di Solignano
Torneo di scacchi Campionati Italiani a squadre Fase Regionale
Organizzazione: Circolo Scacchi Club 64
Giugno Concerto a San Rocco – Levizzano
Concerto di musica rinascimentale del gruppo Tabula Rasa
Organizzazione: Ass. Dama Vivente
17 – 25 Giugno “Parco in Festa”
Festa nel Parco a Solignano
Concerti di Musica e stand gastronomici
Organizzazione: Associazione Carnevale dei Ragazzi
Giugno/Luglio
25 Giugno / 2 Luglio : “Torneo Con Gianni”
Tornei di Pallavolo, stand gastronomico e intrattenimento a scopo benefico
c/o Centro Sportivo di Castevetro
Organizzazione: Associazione Drago Celeste
26 Giugno – 16 Luglio “Luna nel Pozzo” - Sagra del Tortellone - Anspi
Levizzano
Mese di Luglio
Tutto il mese di Luglio
Estate …a Castelvetro
Rassegna di cinema all’aperto : Centro Storico e Teatro per ragazzi all’aperto centro
storico e parchi
Organizzazione: Comune di Castelvetro Ufficio cultura
26 Giugno – 16 Luglio “Luna nel Pozzo” - Sagra del Tortellone
Luglio “Farm Aid” – Concerti musica e Stand gastronomici
2-9 Luglio “ Fiera di Luglio”
Giostre c/o il Parco San Polo
20 Luglio: Napoleonico Jazz Festival – IV° Edizione
Campo San Rocco – Levizzano Rangone
Rassegna Internazionale di Musica Jazz
Organizzazione: Comune di Castelvetro”
Assessorato Cultura.
Luglio: “A Ritmo di Banda” in occasione del Napoleonico Jazz Festival
Organizzazione Banda di Castelvetro
21/30 Luglio Castelvetro- Parco San Polo
“Festa d’Estate dell’Auser”
Organizzazione: Associazione “Auser “ sezione di Castelvetro
30 Luglio – Festa Parco 2 Agosto 1980
Festa nel parco di Ca’di Sola
Dal 1 al 6 Agosto : torneo di Bocce Organizzazione: Associazione Parco 2 Agosto
Luglio/Agosto Castelvetro
III° Edizione di Apriamo le Corti – Rievocazione Storica
Organizzazione Dama Vivente
Mese di Agosto
10 Agosto: “Calici di Stelle”
Serata di degustazione vino e prodotto tipo e musica Jazz.
Organizzazione: Assessorato al Turismo in collaborazione con il Consorzio
Castelvetro V.I.T.A.
Agosto: Ariosto o Tasso…….?
A cura di Simone Maretti
Piazza Roma – Castelvetro
Organizzazione: Associazione Dama Vivente
26 agosto 2006 ore 21.00 Concerto Di Ivana Spagna
Organizzato dall'Associazione Le Luci di Comete, con il patrocinio del Comune di
Castelvetro di Modena
Agosto /Settembre
Sagra di San Gaetano –
Organizzazione : Parrocchia Ca’ di Sola
Mese di Settembre
02– 03 Settembre “Graspalonga”
Percorso turistico/enogastronomico sul territorio (bike e/o a piedi)
Comune di Castelvetro : Assessorato Turismo
2 Settembre: Festa Patrono di Levizzano
S.Antonino
3 Settembre: Sagra Parrocchiale di Solignano
9/10 Settembre Dama Vivente
Rievocazione Storica Rinascimentale
Organizzazione: Ass. Dama Vivente e Comune Assessorato Cultura
10 Settembre “Solignano per un sorriso” F.C. Solignano 2002 e Comete
c/o Centro Civico Solignano
16 – 24 Settembre– “XXXIX° Sagra dell’Uva e dei Lambruschi Modenesi”
Castelvetro : Tradizionale Sagra dedicata al Lambrusco
Manifestazione eno-gastronomica e turistica con iniziative ricreative varie.
Programma sportivo, organizzata dal Consorzio Castelvetro V.I.T.A.in
collaborazione con l'assessorato al turismo, del comune, e con il patrocinio della
Provincia di Modena e della regione Emilia Romagna.
28-29-30 Settembre 1° - Ottobre
FESTIVAL DI POESIA UNIONE TERRE DI CASTELLI
Inaugurazione Mostre, spettacoli e vari altri eventi collaterali
Mese di Ottobre
1° Ottobre 2006: Poesia Festival 2006
08 Ottobre : III° Cicloraduno
Organizzazione G.S Coop Legno - Castelvetro – S.Eusebio
Mese di Novembre
5 Novembre - IV Novembre
Giornata delle forze armate e combattenti
Commemorazioni Caduti
Organizzazione: per Comitato Celebrazioni Comune Ufficio Pubbliche Relazioni
Novembre Bocciodromo di Castelvetro
Gara di Bocce Nazionale Torneo F.I.B” Città di Castelvetro “Memorial Trenti
Giorgio”
Organizzazione: Arci Castelvetrese – Bocce
Novembre : Gara provinciale di Bocce “Memorial Mauro Ferrari e Venturi Mauro”
Organizzazione: Arci Castelvetrese - Bocce
11 Novembre “Festa di San Martino per i giovani ”
Organizzazione: Arci Castelvetro – Parrocchia C.Vetro
11 Novembre Solignano - Centro Civico
Festa di San Martino
Organizzazione: Associazione “Carnevale dei Ragazzi”
Novembre / Dicembre
Iniziative Natalizie - Centro Storico
Organizzazione: Comune Assessorato al Turismo e Attività Produttive
Mese di Dicembre
19 Dicembre - Solignano Chiesa
Concerto di Natale
Organizzazione: Corpo Bandistico di Solignano
24 Dicembre – “Natale Insieme”
Solignano – P.zza Repubblica
Organizzazione: Ass. Carnevale dei Ragazzi
25/26 Dicembre Levizzano Rangone
Commedia Dialettale
Organizzazione: Anspi di Levizzano
ATTIVITÀ SVOLTE DAL CONSORZIO CASTELVETRO V.I.T.A., (oltre a
quelle più sopra specificate):
-
-
fiera a Milano con Provincia di Modena, Strada dei Vini e dei Sapori Città
Castelli e Ciliegi, Ass. Naz. Città del vino in occasione di BIT 2006 - Borsa
Internazionale del Turismo (Milano 12-15 febbraio 2006).
Attività al VINITALY 2006 con materiale turistico – Verona 6-10 Aprile.
Fiera Children’s Tour a Modena.
Organizzazione e realizzazione con la Associazione Dama Vivente della uscita a
Sant Agnello(Na), per la promozione turistica ed enogastronomia di Castelvetro.
Inaugurazione sommelier, con attività di collaborazione con il comune.
Selezione del Sindaco Aprile 2006..
Gemellaggi: Presentazione/vendita prodotti a Montlouis in occasione del
30esimo del gemellaggio dei francesi con cittadina tedesca.
Presenza a varie fiere e sagre organizzate dai comuni associati dell’Ass. Naz.
Città del Vino con materiale pubblicitario e informativo
Vendita di prodotti all’associazione Jumelage Montlouis – Castelvetro,
nell'ambito dei rapporti di gemellaggio intercorrenti.
-
DIVULAGAZIONE DEL
MATERIALE PROMOZIONALE, in
collaborazione all’amministrazione comunale per la raccolta dai dati e
l’elaborazione dei testi da inserire su:
- cartine comunali
- TERRE DEL VINO– mensile dell’Ass. Naz. Città del Vino
- QUI – Touring – mensile del Touring Club Italia
-
UFFICIO INFORMAZIONI E ACCOGLIENZA TURISTICA (in
collaborazione al comune)
- richieste di informazioni sulle principali manifestazioni (per lo più
telefoniche)
- richieste di informazioni su accoglienza, e itinerari della zona (da
parte di visitatori e uomini d’affari di passaggio)
- contatti con gruppi organizzati e centri estivi per visite alle aziende
agricole e al Centro di Documentazione Territoriale e al museo Fili
d’Oro a Palazzo
- punto di riferimento per IAT – Vignola e Strada dei Vini dei Sapori –
Città Castelli e Cliegi per raccolta materiale e per reperimento di
informazioni a carattere turistico
CASTELVETRO DI MODENA CITTA’ DEL VINO
Il Comune di Castelvetro di Modena aderisce all’Associazione Nazionale Città del
Vino.
All’Associazione aderiscono più di 500 comuni che producono nel loro territorio
vini a denominazione d’origine controllata e comunque legati al vino per storia e
tradizione.
Il Comune di Castelvetro si è reso promotore della nascita della Nazionale di
Calcio Amministratori Città del Vino Onlus.
CASTELVETRO DI MODENA E LA STRADA DEI VINI E DEI SAPORI
Il comune di Castelvetro di Modena aderisce dal 1998 alla Strada dei Vini e dei
Sapori – Città Castelli e Ciliegi insieme ad altri 17 comuni, a numerosi enti ed
associazioni e ad oltre 90 aziende delle province di Modena e Bologna. Comune e
Strada dei Vini e dei Sapori collaborano nella promozione del territorio e dei
prodotti tipici locali, ad esempio partecipando congiuntamente a fiere ed eventi
come l’Expo dei Sapori – Fiera dei prodotti tipici locali svoltasi a Milano a
novembre 2002 o Extratipici, svoltasi a Vignola a maggio 2003.
PROGETTO CERTIFICAZIONE AMBIENTALE ISO 14001:
Il comune di Castelvetro di Modena, ha inserito tra i propri obiettivi per l'anno 2006
quello di attuare una politica ambientale onde ottenere il riconoscimento di
certificazione ISO 14001.
L'ufficio turistico, oltre a tutti gli altri uffici comunali è fortemente impegnato, in
collaborazione con l'ufficio ambiente, per porre in essere tutti gli adempimenti
previsti per tale riconoscimento.
In particolare si stanno organizzando tutte le manifestazioni inserendo, nelle relative
autorizzazioni, i criteri ambientali che gli organizzatori dovranno rispettare nello
svolgimento della manifestazione, inoltre si sta predisponendo, nelle manifestazioni
organizzate dal comune un servizio informativo, per i turisti, inerente le norme di
educazione ambientale (con volantini, Totem, inserimento nel sito internet, ecc…),
con sistemazione nelle aree occupate di appositi cestini, con relativa informazione,
per la raccolta differenziata.
Inoltre sta elaborando il decalogo del turista ed il decalogo dell'ospitalità, con
inserite le regole ambientali che dovranno essere rispettate dal turista e dalle
strutture ospitanti, a tal fine verranno organizzati speciali forum, ove verranno
invitati gli operatori turistici sul territorio per favorire la condivisione dei temi
ambientali.
COMUNE DI CASTELNUOVO RANGONE
Castelnuovo Rangone (aderente all'Unione Terre di Castelli) si trova nell'alta
pianura modenese, a quattordici chilometri a sud-est di Modena, al limite tra la
pianura e i primi rilievi preappenninici settentrionali. La superficie complessiva del
territorio, che comprende anche la frazione di Montale (divisa dal capoluogo dal
Torrente Tiepido) è di 22,61 Kmq. Gli abitanti sono 12.943 (al 31/12/2005).
Castelnuovo Rangone è parte dell’Unione di Comuni “Terre di Castelli” ed è socio
fondatore della Strada dei vini e dei sapori “Città di castelli e ciliegi”.
Castelnuovo Rangone è gemellato dal 2000 con il Comune svizzero di Suhr, nel
cantone dell’Argovia, ed è tra i costituenti del Patto di fratellanza tra i Castelnuovo e
Castelnovo d’Italia, che dal 2004 riunisce 15 dei 27 comuni italiani chiamati
Castelnuovo o Castelnovo (si tratta del toponimo più diffuso in assoluto), sparsi su
tutto il territorio nazionale.
Cenni storici. Il territorio del Comune fu abitato sin dalla preistoria. Il popolo che
lo abitò (nell’area in cui ora sorge la frazione di Montale) fu detto “delle terramare”.
Le terramare erano vasti rialzi del terreno costituiti dai resti organici depositati per
secoli dalle genti preistoriche nelle aree dei loro insediamenti. Questi rialzi
emergevano dal terreno dai 2 ai 4 metri circa e potevano avere un’estensione di
qualche centinaio di metri quadrati. La civiltà delle terramare si sviluppò tra il XVIII
/ XVII secolo a.C. e il XII / X secolo a.C. Negli anni 1877, 1879 e 1881 si
rinvennero vari oggetti tuttora conservati presso il Museo Archeologico di Modena.
Nel 1881 si svolse nell’area degli scavi una sessione del Congresso internazionale di
studi sulle terramare, svoltosi a Modena. Dal 2004 è aperto il Parco archeologico
delle terramare, una delle principali attrazioni turistiche del Comune.
Di epoca romana sono invece le tombe e i resti di fabbricati rinvenuti presso la
chiesa di Santa Maria, sul lato destro del torrente Tiepido, come pure le vestigia di
una fornace rinvenuti in Via del Cristo. Questi ritrovamenti, risalenti alla metà del
XIX secolo, testimoniano dell’esistenza di un “vicus” romano.
I primi documenti in cui appare Castelnuovo risalgono all’XI secolo. Si tratta di una
donazione del Vescovo di Modena Igone al Monastero di San Pietro (1025) e di due
documenti del Monastero di Nonantola (1031 e 1172), parte del testo del secondo
dei quali è ora scolpito in una lastra di marmo, inserita nel ristrutturato centro di
Castelnuovo (“Castronovo super ripam fluminibis de mane…”).
Il 15 marzo del 1391, Castelnuovo passò in potere della famiglia Rangone, legati
imperiali, alla quale deve l’odierna denominazione.
Nel periodo napoleonico (1797 – 1814), affrancato dalla condizione di feudo,
Castelnuovo divenne Comune col nome di Castelnuovo in Piano.
Successivamente alla restaurazione del ducato austro- estense, Castelnuovo venne
aggregato al Comune di Spilamberto, per ridivenire autonomo Comune, con
l’inclusione di Montale (prima frazione di Formigine), con la nascita del Regno
d’Italia.
Il castello a cui deve il nome fu abbattuto e ricostruito nel 1910, per divenire la casa
comunale, a causa delle fastiscenza dell’immobile. Nuovamente distrutto nel corso
del tragico bombardamento aereo del 1945, fu ricostruito sul medesimo progetto del
1910. Lo stesso bombardamento danneggiò seriamente la torre civica, costruzione
del XIV secolo, che però potè essere recuperata ed è tuttora il principale
monumento storico e simbolo di Castelnuovo.
Sempre di epoca medievale sono le mura di cinta, risalenti al XII secolo. Riscoperte
nel lato ovest da un recente intervento di recupero, sono tra le meglio conservate
della Provincia di Modena.
Economia e prodotti tipici. Castelnuovo Rangone è noto come il "paese del
Maiale". La lavorazione delle carni suine rappresenta l'attività economica e
industriale più rilevante e significativa del paese, con oltre 1200 addetti occupati in
più di cinquanta aziende. Il distretto alimentare che ruota intorno a Castelnuovo è
uno dei più importanti a livello europeo, con la presenza di veri e propri "colossi"
dell'industria della lavorazione della carne.
La storia dell'industria alimentare castelnovese inizia alla fine dell'Ottocento per
mano della famiglia Villani, primi imprenditori nazionali ad avviare un'attività di
macellazione di carne suina ed esportarla in altre regioni d'Italia. Nello stesso
periodo sorgono a Castelnuovo altre aziende che operano nel settore: all'inizio degli
anni Trenta si contano 8 macellazioni e 11 salumerie, i cui lavoratori si
caratterizzano
per
la
grande
"perizia"
ed
esperienza.
L'esplosione vera e propria dell'industria salumiera avviene nei primi anni
Cinquanta: molte aziende nascono come "costole" della Villani, con imprenditori
che si mettono in proprio dopo aver lavorato nell'azienda maggiore. Molte di queste
sono ancora attive oggi, con numeri e dimensioni ben più rilevanti, spesso di rilievo
internazionale. Negli anni Cinquanta e Sessanta si impone anche il modello di
"produzione e vendita diretta al pubblico", con i salumi venduti direttamente
dall'azienda
ai
banchi
degli
ambulanti.
Gli anni Novanta sono gli anni delle profonde ristrutturazioni di tutti gli stabilimenti
che si devono adeguare all'apertura del Mercato Unico Europeo, ottenendo il
riconoscimento CEE. Negli ultimi anni l'industria salumiera è cresciuta nel settore
della stagionatura dei prosciutti con la costruzione di nuovi stabilimenti; il
Consorzio del Prosciutto di Modena ha qui molte aziende associate.
Oggi Castelnuovo rappresenta il punto di riferimento per tutto ciò che gravita
intorno al maiale. La crescita delle aziende negli ultimi anni non si è ancora fermata.
Da alcuni anni è stato inaugurato il Centro Carni (oggi InforMo), centro di
formazione e informazione per gli addetti del settore alimentare e per i cittadini, che
offre consulenze e campagne informative sulla salute alimentare.
Dal dicembre del 1997, a dimostrazione della rilevanza del maiale per Castelnuovo
(ma anche come segno "ironico"), nella piazza centrale è stato collocato un maialino
di bronzo, donato al paese dall'Ente Esportazioni Carni Olandese quale segno di
riconoscimento per la qualità del lavoro e dell'impegno delle tante aziende cittadine
nella lavorazioni delle carni suine (l'Olanda è tra i paesi europei che più esportano
maiali per gli stabilimenti di Castelnuovo). Il simpatico maialino viene oggi
utilizzato come gioco dai bambini, che si divertono moltissimo a "cavalcarlo", e
come “location” per una fotografia bene augurale per i neo sposi, stante anche la
posizione “strategica” della statua, posta esattamente tra il palazzo comunale e la
Chiesa parrocchiale.
Prodotti tipici sono quelli legati alla lavorazione della carne, in particolare lo
zampone, tradizionale piatto invernale per le tavole modenesi e non solo “celebrato”
ogni prima domenica di dicembre nella suggestiva sagra del Superzampone. Celebre
anche l’amaretto di Montale. Castelnuovo Rangone è anche zona di produzione di
aceto balsamico, di pregiato nocino e di formaggio parmigiano – reggiano.
Turismo e itinerari.
Monumenti storici – La torre civica, detta Torrione, risalente al XIV sec. è il
principale monumento di Castelnuovo.
Tra le Chiese storiche si ricordano la Chiesa parrocchiale di San Celestino (a
Castelnuovo), costruita tra il 1864 e il 1866 dall’architetto Andrea Costa, la pieve di
Montale, intitolata a San Michele, rifabbricata tra il 1759 e il 1796, e le chiese
romaniche di Santa Maria del Tiepido (presso la quale si osservano resti di
insediamenti romani) e di San Lorenzo, risalenti ai primi secoli del secondo
millennio.
Il Centro storico di Castelnuovo è stato recuperato da un recente intervento di
ristrutturazione. Nella pavimentazione del Centro vengono incastonate ogni anno
mattonelle dipinte dai bambini delle V elementari. Qui si trova, oltre alla torre civica
e alla Chiesa di San Celestino, il dipinto murale “Madonna con bambino”, risalente
al XVI secolo e il monumento in bronzo al maialino.
A ovest del centro sono visibili le mura e le vestigia di un bastione dell’antico
castello, risalenti al XII secolo, riscoperti da un recente intervento di
ristrutturazione.
Molte le ville storiche presenti sul territorio comunale. Si Segnala in particolare la
villa Manodori – Coccapani, sita nella frazione di Montale.
Parco archeologico di Montale – Inaugurato nella primavera del 2004 a Montale,
nell'area adiacente alla Chiesa, grazie alla collaborazione tra Comune di
Castelnuovo, Comune di Modena e il Museo Civico Archeologico di Modena, si
tratta di un museo all'aperto dedicato alla più antica civiltà padana, quella delle
Terramare, con ricostruzioni a grandezza originale di ambienti e abitazioni
protostoriche, zone di scavo e sale didattiche. Un vero e proprio tour nella preistoria,
dove i visitatori possono sperimentare un modo nuovo di conoscere la
storial'archeologia, improvvisandosi artigiani ed agricoltori dell'età del bronzo e
partecipando ad animazioni.
Esperti nelle tecnologie di 3500 anni fa propongono ai visitatori del parco
dimostrazioni di “archeologia sperimentale” per far comprendere attraverso
l’esperienza diretta metodi e procedure utilizzate dagli artigiani delle terramare.
Nella cornice scenografica del Museo all’aperto, accanto alle case ricostruite, il
pubblico ha dunque la possibilità di assistere alla riproduzione delle principali
attività artigianali delle comunità dell’età del bronzo: la fabbricazione e cottura dei
vasi, la produzione di armi e utensili in bronzo, la scheggiatura della pietra, la
tessitura con telai a pesi, la realizzazione di cesti in salice, la lavorazione del legno.
Periodicamente il parco organizza iniziative dedicate al pubblico più giovane:
bambini e ragazzi possono condividere con i genitori o gli amici la visita al villaggio
in compagnia di Aran, il vecchio saggio della terramara, che racconta le gesta di
guerrieri e la vita di uomini e donne di 3500 anni fa.
Alle scuole il Parco offre una proposta didattica articolata su due livelli di lettura: la
sperimentazione di come opera l’archeologo nei diversi momenti della ricerca e la
scoperta di un villaggio di 3500 anni fa attraverso l’esperienza diretta.
Parco John Lennon – L’8 dicembre 1985 il Comune di Castelnuovo, primo in Italia,
ha dedicato uno spazio pubblico a John Lennon, "poeta, musicista e pacifista". La
scelta di intitolare un luogo all'ex Beatles fu determinata dal fatto che egli
rappresentava ancora, a cinque anni dalla morte, una figura viva e capace di parlare
a milioni di persone degli ideali della pace e del valore dell'immaginazione. Da
allora il Parco Lennon è sede tutti gli anni di concerti, iniziative culturali, eventi. L'8
Dicembre di ogni anno il Comune organizza una giornata dedicata a Lennon, con
concerti, mostre e dibattiti. Negli ultimi anni hanno partecipato all'evento, tra gli
altri, Alessandro Bergonzoni, Timoria, Manuel Agnelli, Emidio Clementi, Banco
del Muto Soccorso, Ricky Gianco, Equipe 84, Roberto "Freak" Antoni. Nel 1998 nel
parco è stata posta una statua a grandezza naturale del musicista. Nel dicembre del
2005, in occasione del 25° anniversario della morte di John Lennon e del 20°
dell’inaugurazione del parco, il Comune ha curato una pubblicazione sui 20 anni di
“gemellaggio sentimentale” tra il grande artista e Castelnuovo.
Parco Giovane Holden - Inaugurato nel Febbraio 1999, è un piccolo spazio verde,
contiguo col Parco Lennon. E' stato arredato con tavoli e panchine di legno, e con la
riproduzione ad altezza d'uomo della copertina, della prima e dell'ultima pagina del
romanzo "Il giovane Holden" di J.D. Salinger. Si tratta di un parco di ritrovo e "di
lettura" rivolto principalmente agli adolescenti e ai ragazzi. Questo spazio verde è
anche un invito a leggere e a familiarizzare con i libri.
Parco Pertini - Pazienza – E’ stato inaugurato il 1 maggio 2003 a Castelnuovo
Rangone il Parco Sandro Pertini disegnato da Andrea Pazienza. Il parco è "arredato"
con la riproduzione su targhe giganti di alcuni disegni realizzati da Andrea Pazienza
dedicati a Sandro Pertini, il presidente della Repubblica più amato dagli italiani. I
disegni sono tratti dal libro a fumetti "Pertini" pubblicato da Paz nel 1983, omaggio
affettuoso del grande fumettista a "Pert", l'unico uomo politico italiano del periodo
percepito dai giovani del '77 come un "diverso", un ribelle, un eroe moderno che
trasudava umanità e autenticità, quasi una star del rock.
La collina delle fiabe / Parco Rio Gamberi – Situata all’interno del Parco Rio
Gamberi, vero polmone verde di Castelnuovo, con i suoi 30.000 mq di estensione,
destinati ad essere raddoppiati nei prossimi anni, la collina delle fiabe è arredata dal
1998 con le sagome di alcuni celebri personaggi della letteratura dell'infanzia:
Pinocchio, Cappuccetto Rosso, Alice nel Paese delle Meraviglie, Pulcinella che
pesca nel lago e il Teatrino di Mangiafuoco… Le sagome sono state disegnate da
Emanuele Luzzati, scenografo genovese di fama internazionale, e realizzate dal
Teatro della Tosse di Genova. Il sodalizio tra Castelnuovo Rangone e Luzzati si è
ulteriormente consolidato nel giugno 2000, quando il Comune ha conferito all'artista
la cittadinanza onoraria. Nell’ottobre del 2006, in una zona vicina alla collina delle
fiabe, verrà posizionata un’installazione a ricordo della cultura e del sacrificio dei
nativi americani.
Parole per la strada – Dal Giugno 1998, sparse per le vie e i parchi del paese, sono
state collocate stabilmente ventidue bacheche di vetro contenenti solo parole:
poesie, brani di romanzi, canzoni, lettere, preghiere, diari. Da allora,
periodicamente, i testi vengono sostituiti. E' un tentativo di arricchire i luoghi della
vita quotidiana, strappandoli a una condizione di anonimato, personalizzando e
dando spessore emotivo agli spazi pubblici.
Strada Jack Kerouac – La strada Jack Kerouac è il tratto della pista ciclabile
Modena-Vignola che attraversa i comuni di Castelnuovo Rangone, Spilamberto e
Castelvetro per un una decina di chilometri, immersa nel verde. Realizzata sul
vecchio percorso della ferrovia provinciale, e inaugurata nell'Ottobre 2000, sulla
"ciclabile Kerouac", in corrispondenza dei vecchi caselli ferroviari, il Comune ha
collocato alcune targhe che riproducono testi tratti dai romanzi dello scrittore
americano.
Fiera di maggio - La Fiera di Maggio di Castelnuovo Rangone, fiera "della musica,
del commercio, dello sport e della solidarietà", è sempre più una festa: la Festa di
Maggio. La festa di una paese, Castelnuovo, che non vuole perdere le proprie
tradizioni (anzi vuole ritrovare quelle dimenticate), ed allo stesso tempo, però, cerca
una via nuova, originale, che sappia raccogliere ed unire tutto il paese. La Fiera, che
si svolge verso la fine di Maggio e le cui prime edizioni risalgono all'800, è anche
un modo per valorizzare Castelnuovo nella sua globalità, è un po' il biglietto da
visita del paese, una fotografia complessiva di una comunità. E' un'occasione
importante per valorizzare le tante "ricchezze", dall'economia alla cultura, dal
territorio al centro storico rinnovato, fino alla voglia di socialità, partecipazione e
solidarietà
così
diffuse
a
Castelnuovo.
Ne è testimonianza la grandissima partecipazione alle ultime, straordinarie edizioni,
con migliaia di persone che hanno "invaso" il centro di Castelnuovo, e il "clima"
solidale condiviso da pubblico, organizzatori e volontari. Chi partecipa alla Fiera di
Castelnuovo vive una sorta di esperienza comune, collettiva, scegliendo di dare
gratuitamente il proprio contributo (di idee, di valori, di lavoro) alla realizzazione di
un "evento" che ha pochi eguali, anche al di fuori della provincia di Modena; da
sottolineare il ruolo centrale ricoperto dalle centinaia di collaboratori, dalle
associazioni di volontariato che gestiscono le Osterie (cresciute sino a una ventina
nell’ultima edizione), alle tante ditte sponsor. Nelle ultime edizioni, sono stati
"ospiti" della Fiera artisti del calibro di Timoria, Edoardo Bennato, Eugenio Finardi,
Maurizio Vandelli, Bluvertigo, Dik Dik, Camaleonti, Daniele Silvestri e il Banco
del Mutuo Soccorso, Enrico Ruggeri, Stadio.
Superzampone – Da oltre dieci anni a Castelnuovo Rangone si svolge la festa dello
"zampone più grande del mondo". Il "Superzampone", entrato anche nel Guinnes dei
primati, è un'enorme cotechino di oltre 600 kg., la cui realizzazione è dovuta
all'estro e all'arte dei "maestri salumieri" di Castelnuovo, che ogni anno, la seconda
domenica di Dicembre, preparano e offrono gratuitamente a migliaia di persone
questa vera e propria delizia della cucina locale, con abbondanti contorni di
lambrusco e parmigiano. Si tratta di una vera e propria festa popolare, che unisce il
rispetto della tradizione con lo spirito "carnevalesco" e festoso.
Non a caso l'idea del Superzampone nasce nel 1989 da uno scherzo di carnevale,
quando un gruppo di castelnovesi espone uno zampone di cartapesta lungo due
metri. Da lì l'idea di realizzarne uno vero, farcito con il classico ripieno e cotto in
un'apposito involucro di stoffa di canapa e lino cucita a mano. Il primo
Superzampone pesa 224 kg., e ogni anno aumenta, fino ad arrivare agli oltre 700
delle ultime edizioni. Lo Zampone gigante viene cotto in piazza a Castelnuovo ogni
penultima domenica prima di Natale in un'enorme zamponiera di acciaio inox lunga
4 metri. La preparazione dura circa tre giorni. L'organizzazione della grande "festa
dello zampone", che ogni anno vede la partecipazione di ospiti dal mondo dello
spettacolo e dello sport, oltre che di migliaia di persone, è a cura dell'Ordine dei
Maestri Salumieri di Modena in collaborazione con le associazioni di volontariato
locali (Gruppo Rio Gamberi, Associazione Terra e Vita) e il Comune di
Castelnuovo Rangone. Negli ultimi anni la festa si è arricchita, essendo l’occasione
per l’incontro annuale “ufficiale” dei Castelnuovo e Castelnovo d’Italia e per lo
svolgimento di un raduno nazionale di camperisti.
Poesiafestival – Realizzato in collaborazione con gli altri Comuni dell’Unione Terre
di Castelli e dal 2006 anche con i Comuni di Maranello e Marano sul Panaro, il
Poesiafestival è un’occasione unica per incontrare i maggiori poeti, romanzieri,
giornalisti attori, cantanti del panorama nazionale e internazionale, ospitati nei
luoghi più significativi e suggestivi dei Comuni coinvolti, ad iniziare naturalmente
dai centri storici, in cui si svolgono gli incontri più partecipati. Tra i protagonisti
dell’edizione 2005 ricordiamo tra gli altri Edoardo Sanguineti, Monica Guerritore,
Paolo Crepet, Patrizia Valduga, Francesco Guccini, Segio Zavoli.
Poesiafestival è anche un concorso nazionale di poesia aperto a tutti coloro di età
compresa tra i 15 e i 29 anni.
Altre manifestazioni: Motobefana (gennaio), Festa dell’ambiente (marzo), Festa di
San Celestino (aprile), O bella ciao (Liberazione e musica, aprile), Montale in festa
(maggio), Festa del commercio (maggio), Festa della scuole (maggio-giugno), Fiera
medievale (giugno), Festa del mondo (festa multietnica, giugno), Estate bene
(cartellone estivo, luglio e agosto), Festa della Madonna delle nevi (agosto),
Funzione mariana (settembre), Sagra di Montale (settembre), I ragazzi sono a posto
(festa della gioventù, settembre), Festa delle comunità (delle associazioni di
volontariato, settembre – ottobre), Festa di San Martino (novembre), Tributo a John
Lennon (dicembre), Mercatini di Natale (dicembre).
COMUNE DI SAVIGNANO SUL PANARO
A voler definire Savignano (comune aderente all'Unione Terre di Castelli) con
poche parole, è un paese che si sta ammodernando intorno alla propria tradizione.
Questo lungo territorio che si estende sulla riva del fiume Panaro, ha un patrimonio
storico e culturale rintracciabile sino alla preistoria. La Venere, l’elefante, il borgo
medievale, l’opera del Graziosi… tracce che compongono quel nucleo tradizionale
sul quale il nostro Comune sta oggi costruendo la sua attualità e le risposte alle
esigenze del nuovo millennio. Dalla viabilità all’offerta teatrale, dalle piste ciclabili
alle manifestazioni culturali e sportive, dai prodotti enogastronomici alla tutela
dell’ambiente, dall’edilizia pubblica alla costruzione dell’Unione di Comuni “Terre
di Castelli”, Savignano sta innalzando ulteriormente la qualità dell’offerta sia per i
propri residenti che per i visitatori. I motivi per visitare il nostro territorio, dunque,
sono tanti e compongono un’offerta di alta qualità: ambiente sano e bello, dalle
colline all’habitat fluviale; storia e cultura, enogastronomia e manifestazioni.
Le occasioni particolari non mancano: dalla festa dello sport alla gara nazionale
equestre; dalla stagione teatrale ai mercatini di luglio e di Natale; dalla lotta per la
spada dei Contrari alle iniziative di carattere nazionale a fianco dell’associazione
Libera per una cultura della legalità; dal Museo dell’Elefante al nascente Museo
della Venere; dalle manifestazioni estive nel borgo medievale e a tanti altri
momenti.
Il visitatore, comunque, in qualunque periodo dell’anno potrà trovare motivi per una
piacevole permanenza, a cominciare dall’ospitalità e dalla cordialità dei savignanesi.
CENNI STORICI
Grazie ai preziosi ritrovamenti archeologici del secolo scorso si può affermare che
Savignano sul Panaro vanta origini antichissime. I reperti ritrovati negli
insediamenti e nelle necropoli testimoniano una forte presenza etrusca nella zona.
Una delle prime memorie scritte che si incontrano è quella del famoso “Placito
Curte Saviniano; ubi Domnus Hludovicus Imperator preerat” che tenne nel 898
l’imperatore Ludovico II.
Ciò avvenne quando il Castello e il Contado annesso erano compresi nell’ambito
della giurisdizione del Vescovo di Modena, al quale si pensa li avesse ceduti il Re
d’Italia Pipino, figlio di Carlo Magno, nel secolo VIII. Il suddetto Vescovo di
Modena Ingone nel 1022 diede la Corte di Savignano e il Castello in enfiteusi al
Marchese Bonifacio di Toscana e quindi alla figlia Matilde. Dopo la morte di
quest’ultima avvenuta l’anno 1115 Savignano passò sotto il potere del Vescovo di
Modena Dodone che affidò la cura di quel Castello per due anni a Grimaldo da
Frignano affinché a nome della Chiesa di Modena lo custodisse, cedendogli la terza
parte di tutte le entrate e di tutti i diritti che egli aveva, promettendo di pagargli
entro il termine di quei due anni dodici lire Lucchesi per le spese necessarie alla
difesa del castello. Nel 1143 però tutto passò sotto il comune di Bologna e non a
caso, anche l’antichissima Casata de Pepoli, gloria petroniana, vanta le sue origini in
Savignano. Nel frattempo, si era venuto a formare nel castello un nobile e potente
casato che da Savignano traeva il nome. Di questo casato ricordiamo in particolare
Bonaventura, avvocato della Chiesa, e Ugolino da Savignano che fu scelto podestà
tanto in Parma nel 1263 che in Perugia nel 1264. Dopo che la rocca era stata data in
feudo per qualche tempo a Grimaldo da Frignano e più tardi a Guido di Ardizzone
da Savignano, finì sotto il diretto dominio del comune di Modena per quasi un
secolo, finché nel 1299 i bolognesi se ne impossessarono con le armi. Almeno fin
dal 1360 la rocca era in potere degli Estensi, tanto che il 26 luglio dello stesso anno
il Marchese Aldobrandino d’Este nominò un certo Jacopo, soprannominato Brua a
custodire quel Castello, dimenticando volutamente i da Savignano, più portati ad
appoggiare i bolognesi.
Qualche anno più tardi, nel 1408 il Marchese Niccolò III d’Este ne fece dono a
Uguccione de Contrari, e nei discendenti di esso rimase fino all’estinzione della
famiglia, dopo la quale ne fu infedauta la Famiglia Bomcompagni. Frattanto la
casata da Savignano si estinse con le ultime due figure femminili, Domina Viridis e
Jacoba, ritiratesi poi a Castel Trivellino nei pressi di Campogalliano. Insieme a
Vignola anche Savignano passò nel 1577 ai Bomcompagni, per l’acquisto di Jacopo
figlio naturale di Gregorio III, ai quali fu tolto diverse volte e sempre durante
occasioni belliche, soprattutto nella celebre guerra per il possesso del Ducato di
Castro del 1643-1645 fra i Barberini e i Farnese. Savignano rimase sotto il dominio
dei Boncompagni fino al 1796, anno in cui entrò a far parte del Regno Italico di
Napoleone Bonaparte.
Borgo antico medievale
Di grande interesse ambientale e architettonico, il vecchio borgo medievale di
Savignano alto, è testimonianza di un passato importante e denso di storia. Noto fin
dal 1026, la struttura attuale del Castello di Savignano è dominata da una torre in
sasso sotto la quale si apre un arco sormontato da un affresco di ignoto raffigurante
la Madonna col Bambino. Secondo alcuni studi la struttura originaria, a pianta
romboidale, sorgeva sulla sommità del colle, poi ampliato e fortificato con tre ordini
di mura e torri. Il Borgo si attesta sulla prima quinta collina sovrastante sia la
pianura, sulla quale si sono manifestati i processi di sviluppo urbano, sia sul fiume
Panaro, distante non più di 800 metri.
PIAZZA MARIO ZANANTONI:
costituita da due piani dei quali il più è in parte circondato da un muro; la parte
inferiore insiste sull’area che un tempo ospitava la fossa castellana.
VIA ARSENIO CRESPELLANI
strada di accesso al Castello, si snoda attraverso il Borgo fino alla Chiesa
parrocchiale.
Anticamente il torrione che sovrasta il primo voltone era dotato di ponte levatoio.
Sulla destra dopo il voltone si trova una serie di edifici costruiti sulle originarie
mura castellane. L’edificio un po’ rientrante prima del pozzo una volta era un
oratorio dedicato a S. Antonio da Padova. Il pozzo antistante l’edificio di proprietà
comunale, un tempo sede del comune di Savignano, delle Scuole comunali, della
biblioteca, è stato ricostruito nella forma attuale negli anni 1919/20. Qui ha sede uno
sportello informativo gestito dall’Associazione Borgo Castello.
Proseguendo lungo Via Crespellani, una grande struttura edilizia, detta di volta in
volta “il Teatro”, “Casa del Vescovo”, “Casa del Capitano”, presenta ancora tracce
di affreschi, fra cui uno stemma dei Contrari, che ebbero la Signoria del paese in
epoca medioevale. Anche la torre del secondo voltone è antichissima: lo attestano i
ciotoli di fiume con i quali è stata eretta. Le case dopo questo voltone, molto
caratteristiche, probabilmente furono edificate su una cinta muraria interna del
Castello. L’attuale scala in mattoni che sale al sagrato della Chiesa parrocchiale fu
rifatta nel 1894 in sostituzione di quella originaria del 1747.
VIA PAOLO PALLOTTI: le case sulla destra sono molto antiche ed esistono sulla
vecchia cinta muraria difensiva. I ruderi ancora oggi esistenti sulla sinistra sono
attribuiti ad una abitazione detta “Casa di Matilde” in quanto la tradizione vuole che
in essa saltuariamente soggiornasse la Contessa Matilde di Canossa, prima
feudataria, di Savignano dal 1055 al 1115.
Il corpo degli edifici termina con una torre visibile solo dall’esterno dell’abitato,
detta “del Cappellano”.
LA CHIESA PARROCCHIALE:
Della Chiesa Parrocchiale di Savignano si ha notizia in documenti del 1027 e del
1033. L'impianto odierno risale però ad un rifacimento del 1746, quando venne
costruita e dedicata alla Madonna Assunta.
L'esterno presenta una facciata piuttosto sobria e disadorna, mentre nell'interno,
caratterizzato da una sola navata sovrastata da una volta a botte, si aprono cinque
cappelle e la tribuna al livello del presbiterio. Le pareti mostrano decorazioni ad
affresco del modenese Pietro Vilo (1858) oltre che opere dei pittori Celeste e
Angelo Bergamini e Ugo Lucerni da Parma.
E' qui conservata anche una copia in gesso eseguita dal pittore e scultore locale
Giuseppe Graziosi (1879-1942) della Pietà del Lucerni.
Nella Cappella della Madonna del Rosario si trova un dipinto del XVIII del
bolognese Paolo Varrotti raffigurante i SS. Caterina da Siena e Domenico, mentre
nella Cappella del SS. Crocifisso è custodita una tela del modenese Francesco
Vellani (1688-1766) rappresentante i SS. Antonio Abate, Francesco d'Assisi,
Antonio da Padova e Biagio Martire.
La Venere di Savignano
Da un’ alba di non meno di 25.000 anni fa, un uomo, o forse una donna, scolpisce
nella pietra dura di un giallo/verde serpentino una figura femminile, una Dea
attraverso la quale propiziarsi l’esistenza per se e per gli altri. Questo archetipo
benché antichissimo è ancora oggi avvertibile e riconoscibile.
Questa statuetta fu ritrovata per caso in località Prà Martin nella frazione di Mulino;
come si raccontò da Olindo Zambelli, un operaio addetto ai lavoro di scavo edile o
forse agricolo. Quando Graziosi, attentissimo, scultore, riuscì ad impossessarsi
(pagandola sembra solo due quintali d’uva) di questa donna scolpita che era sì
piccola, dato che misura poco più di 22 centimetri, ma che palesava un’accurata
manifattura da parte di un valente collega vissuto alcune migliaia di anni prima (fu
poi stabilito circa 30000 anni) fu preso da intensa emozione e corse a mostrarla agli
uomini di cultura del suo tempo rinunciando a ogni possesso personale per donarla
allo Stato, cioè a tutti.
La Venere risale al paleolitico superiore, in piena età glaciale, non è soltanto un
reperto archeologico; è una testimonianza diretta di uno dei più appassionati misteri
della storia umana: la “nascita dell’arte”.
È una figura femminile a tutto tondo - per molti aspetti surreale ma
inconfondibilmente realistica - anche se verosimilmente non rappresenta il canone
della bellezza femminile dell’epoca ed è probabilmente connessa alle
rappresentazioni magiche evocanti la fecondità è comunque uno dei primi esemplari
noti della statuaria umana.
È stata ricavata dall’accurata lavorazione di una roccia serpentina, forse un ciottolo
alluvionale, che con la ruvida superficie venata e il colore profondo e familiare.
Grazie alla Venere sappiamo che fin dagli albori l’Homo Sapiens Sapiens capì di
essere una creatura speciale che sapeva riflettere su se stessa e che sentiva la
necessità di sostenere la quotidiana fatica per la sopravvivenza con un qualche cosa
che apportasse un’energia straordinaria, una risorsa che distillata in creazioni offerte
ai bisogni esclusivi dell’animo gli infondesse più forza di quella necessaria all’agire
ordinario; sappiamo che diede ascolto subito alla voce mai sentita prima da altro
essere vivente, richiamo esclusivamente intellettuale, che gli chiedeva di soddisfare
il bisogno dell’espressione artistica, anche se ancora docilmente innestato sull’ancor
più antica preoccupazione magico - rituale, primordiale preludio all’aspirazione
religiosa.
Oggi, purtroppo la Venere non si trova più a Savignano e neppure, che sarebbe il
male minore, a Modena ma al museo Pigorini a Roma rimessa in sesto, a quanto
pare, dopo un’imperdonabile caduta che l’avrebbe troncata in due pezzi.
Presso il Centro Civico di via Doccia è possibile ammirare una copia negli orari di
apertura del Museo.
L’Elefante di Savignano
Nell’autunno del 1980, su segnalazione del sig. Gamberini, veniva scoperto sul
greto del fiume Panaro lo scheletro incompleto di un elefante in località Bocchirolo,
a nordest di Savignano .
Lo scavo dei resti del pachiderma fu affidato dalla Soprintendenza archeologica
dell’Emilia - Romagna a Mauro Cremaschi, del Museo civico di Reggio Emilia, e a
Benedetto Sala, dell’Università di Ferrara.
L’elefante di Savignano appartiene al genere Archidiskodon, secondo la sistematica
più tradizionale, o al genere Mammuthus, secondo la proposta di V. J. Maglio
(1973), e alla specie meridionalis.
Archidiskodon meridionalis si diffonde e diviene l’unico elefante presente in Europa
all’inizio del Quaternario, nel periodo chiamato Villafranchiano superiore o
Pleistocene inferiore (1,6 - 0,9 milioni di anni).
All’atto del rinvenimento, le zanne erano in parte state liberate dal sedimento limoso
a causa dell’erosione fluviale, all’atto del restauro si presentavano spezzate.
Il desiderio di non appesantire eccessivamente la struttura di sostegno di questi
grandi zanne, ha consigliato di sostituirle con calchi, integrando le lacune degli
originali.
Il cranio è incompleto: le porzioni meglio conservate sono quella laterale sinistra e
quella occipitale. L’erosione fluviale, che all’atto del recupero aveva già asportato
parte del cranio, aveva reso praticamente impossibile la lettura dei reperti durante lo
scavo.
L’impossibilità di valutare con esattezza la qualità e l’integrità dei reperti ha
suggerito di effettuare il ribaltamento del pesante blocco e di procedere
all’asportazione della matrice limosa e all’identificazione dei reperti ossei dal lato
ancora inglobato del sedimento, non interessato dalla recente erosione e quindi
sicuramente meglio conservato. Per questo motivo l’intero blocco è stato protetto da
uno strato di garza incollata con resina alcool-polivinilica, filmogeno molto robusto
e reversibile in acqua una volta plastificato.
L’osso iliaco sinistro, rinvenuto a breve distanza dai resti del cranio, anch’esso
come il primo, appoggiato si costole e vertere, è stato recuperato in un unico blocco.
All’atto del restauro le numerose fratture che interessavano l’ala iliaca hanno
permesso di affrontare il consolidamento ed il suo assemblaggio, irrobustendone
l’intero perimetro con lunghe spine metalliche. Tali rinforzi erano necessari a causa
delle dimensioni e del peso del reparto anche in vista del suo montaggio nella
posizione anatomica naturale.
MUSEO DELL’ELEFANTE
Via Doccia, 72
Savignano sul Panaro (Mo)
Tel. 059/ 731439 – 759911 Fax 059/731439 – 730160
Orari di apertura:
Giorni feriali previa prenotazione telefonica (059 731439)
Giorni festivi: ore 14.30-18.30
VISITE GUIDATE:
le visite guidate sono effettuate da personale interno e dal gruppo di volontari “A.
Crespellani”, i cui membri parteciparono alle fasi di recupero del reperto di
Archidiskodon.
Inoltre, anche gli studenti di una classe della Scuola Media “G.Graziosi” di
Savignano s.P., effettuano visite guidate per le scolaresche delle scuole dell’obbligo
Giuseppe Graziosi
Giuseppe Graziosi nasce a Savignano il 25 gennaio 1879 da Pietro e Angelica
Marchi, mezzadri. Un giorno, mentre sta modellando una statuetta, è notato dal
proprietario del podere e sindaco del paese, Arsenio Crespellani, che, sulla fine del
1890, lo conduce a Modena e col primo gennaio 1891 lo fa entrare a sue spese
nell’Istituto del patronato di Modena. Ottenuti diversi riconoscimenti, in particolare
per “Il figlio della Gleba”, scultura d’impegno sociale e realista derivato da
Meaunier, alla fine del 1898 si trasferisce a Firenze, all’accademia di Belle Arti, la
permanenza nella città gli è possibile grazie al sostegno di Crespellani. Qui
frequenta i corsi di scultura ed incisione tenuti da Augusto Rivalta e Giovanni
Fattori: è questo il periodo che maggiormente concorre alla maturazione personale
ed artistica del Graziosi. Nel 1900 vince la medaglia di bronzo per la scultura Il
Fonditore all’Esposizione Universale di Parigi.Nel 1904 rientra a Firenze e
partecipa all’Esposizione del Palazzo Corsini con il dipinto “Afa”, un quadro di
carattere divisionista.Dal 1905 al 1940 è presente in diverse Esposizioni
Internazionali con opere importanti quali i dipinti “La danza del mosto”, “Il ballo”,
“Colazione sull’erba” e le sculture “La lupa” e “Susanna”. Professore di Plastica e
sculture prima a Firenze (1914), poi a Milano (1915), ritorna nella città toscana nel
1926. Dopo aver aderito al fascismo se ne allontana non condividendo il favore del
regime per il Futurismo e le avanguardie, così distanti dai suoi temi legati alla terra
ed ai ritmi della natura. Giuseppe Graziosi muore a Firenze il 2 luglio 1942
Fiere e manifestazioni
Numerose le sagre e le manifestazioni che sono diventate negli anni un
appuntamento fisso, contribuendo a fare di Savignano un paese vivo e
frequentato. Tra queste, particolare menzione spetta alla manifestazione “Lotta
per la spada dei Contrari”, che si tiene in settembre, rievocazione storica in
costume di un fatto vero accaduto il 7 ottobre 1409 (Atto di donazione del
Castello di Savignano da parte di Nicolò III d’Este a Uguccione Dei Contrari).
Gennaio
CONCERTO DI CAPODANNO
Febbraio FESTA IN PIAZZA (carnevale savignanese)
21 Marzo GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL'IMPEGNO IN RICORDO
DELLE VITTIME DI TUTTE LMAFIE
22 Aprile FESTA DELLA LIBERAZIONE DI SAVIGNANO
Maggio
FESTA DEI BAMBINI
FESTA AMBIENTE
FATTORIE DIDATTICHE
FIUMI PULITI
UN, DUE, TRE … PER LE VIE DEI BORGHI
CAVALLI E CAVALIERI E CONCORSO NAZIONALE GARA DI
ATTACCHI “TERRE DI CASTELLI”
Maggio//Giugno FESTA DELLO SPORT
Giugno CAMMINATA "DÀ LA SREZA A LA BARBERA"
FESTA IN CAMPAGNA
GRANDE SFIDA ALLE SERATE ESTENSI
Luglio
MERCATINI DI LUGLIO
CINEMA ALL’APERTO
Agosto SPETTACOLI E GIOCHI IN PIAZZA FALCONE
SAGRA DELLA BEATA VERGINE
SAGRA DI GAROFANO
Settembre SAGRA DI MULINO
FESTA DEL VOLONTARIATO DI FORMICA
LOTTA PER LA SPADA DEI CONTRARI
Ottobre SAGRA PARROCCHIALE FORMICA
FESTA DELL'AVIS DI SAVIGNANO
AMOR DI VINO
Dicembre MERCATINI DI NATALE
LA VIGILIA A MEZZANOTTE "VIN BRULÈ E DOLCI"
La lotta per la spada dei Contrari
L’associazione “Borgo Castello” di Savignano sul Panaro (MO) si è costituita nel
1991, mettendo in cantiere un progetto ambizioso: riportare a Savignano, anche se
per pochi giorni, un periodo della sua tradizione. Tra i vari secoli è stato scelto il
400, perché rappresenta l’epoca di massimo splendore per il Borgo castello.
Rifacendosi ad un fatto accaduto il 7 ottobre 1409 (Atto di donazione del Castello di
Savignano da parte di Nicolò III dEste a Uguccione De Contrari), si è pensato di
ripristinare il borgo come lo si immaginava allora. Sono così rinate le antiche
locande, le osterie, le botteghe artigiane con i mestieri di un tempo, mentre le vie si
sono riempite di ospiti come allora, quando visitavano il castello, tappa obbligata
per chi attraversava il ducato.
Si svolge il 3° sabato e domenica di Settembre nel Borgo medioevale. Il 2003 è
l’anno della XIII edizione.Alla prima edizione, avvenuta nel 1991 nel mese di
settembre, i sei rioni di Savignano (Magazzino, Mulino, Doccia, Castello, Formica e
Garofano) hanno dato vita ad uno spettacolare torneo, disputandosi la conquista
della “Spada dei Contrari” simbolo della festa, vinta dalla contrada Magazzino.
Intinerari verdi
Negli ultimi anni il territorio di Savignano s/P. ha attirato l’attenzione su di sé per
interessanti scoperte paleontologiche e archeologiche.
Tuttavia pochi conoscono bene il territorio savignanese e in particolare la zona
collinare che fiancheggia a sud-est la statale Bazzanese.
Questa fascia di alture argillose, nasconde una rigogliosa concentrazione di querce
dalle gigantesche dimensioni, tanto che alcuni esemplari possono essere considerati
dei veri e propri monumenti vegetali.
Esistono almeno 300 specie di querce ma le più comuni nella zona sono il Cerro, la
Roverella, la Farnia e la Rovere che hanno un’altezza oscillante tra i 20 e i 40 metri,
chioma globosa e molto ampia, tronco eretto, fogliame deciduo, fiori maschili e
femminili che sbocciano fra Aprile e Giugno, e frutto comune le ghiande. I
documenti del Settecento attestano che il territorio savignanese era ancora ricco di
boschi.
Oggi le macchie boschive si sono notevolmente ridotte, tranne un notevole
quantitativo di alberi nelle vicinanze della vecchia casa di contadini o lungo le
strade e i viottoli. Inoltre la presenza di siepi e frutteti favorisce la presenza di
uccelli, il fringuello, il verdone, il cardellino, la capinera, il luì piccolo, la
cinciarella, e la ghiandaia.
Non vanno dimenticati la gazza, lo storno, l’upupa, e il cuculo. Fra i mammiferi
caratteristici ricordiamo lo scoiattolo. Affinché si venisse a conoscenza di questo
patrimonio naturale sono stati creati due itinerari verdi denominati “La via delle
querce”.
Il territorio di Savignano sul Panaro, date le importanti vie di comunicazione che lo
attraversano è abbastanza conosciuto anche da chi non vi risiede ma pochi, anche fra
residenti, conoscono bene la zona collinare che fiancheggia a Sud-Est la statale
Bazzanese. Questa fascia di alture argillose, nasconde una rigogliosa concentrazione
di alberi ed arbusti che, come si legge in questa sezione, è stata censita e viene
protetta attraverso un vincolo di tutela.
Allo scopo di far sempre meglio conoscere il territorio vogliamo qui suggerire tre
degli innumerevoli itinerari che si possono percorrere a piedi, in bicicletta ed in
particolare data la conformazione del territorio, in mountain bike alla scoperta di
luoghi naturalistici e di curiosità.
Itinerario n. 1: Mostino:
Itinerario impegnativo per lunghezza e caratteristica delle salite, con collegamenti
alla viabilità ordinaria per il ritorno.
Per raggiungere il punto di partenza di questa escursione è necessario percorrere la
Strada Statale del passo Brasa (verso Guiglia) fino a raggiungere la Via Mostino,
poco prima dell’abitato di Garofano.
Si imbocca la Via Mostino e si segue la strada che inizialmente è asfaltata, poi
diviene sterrata e sale fino alla località denominata Bell’aria.
Qui potrete ammirare innanzitutto il panorama sulla Valle del Panaro, poi una delle
dodici piante monumentali presenti sul territorio di Savignano, più precisamente una
Roverella (Quercus pubescens).
Da qui si può vedere la vecchia teleferica che veniva usata per il trasporto dei
materiali marmosi della cava Montanara alla cementificio di Savignano, ormai
inutilizzata e divenuta quasi “archeologia industriale”.
Da qui la strada prosegue fino alla località Mostino dove è presente una Quercia
(Quercus sp.) altro albero degno di nota e tutelato dalla regione.
A questo punto è necessario svoltare a destra e seguire la strada fino ad immettersi
sulla provinciale Guiglia - Castello di Serravalle.Da qui si può fare ritorno a
Savignano prendendo la Via Rio D’Orzo, dopo avere visitato il Castello di
Serravalle con il suo borgo medievale, oppure proseguire verso Guiglia e ritornare
lungo la viabilità ordinaria.
Itinerario n. 2: da Monticelli a Montebudello
Itinerario lungo, non particolarmente impegnativo salvo due o tre ripide, ma brevi
salite.
In prossimità dei campi da tennis di Doccia, si percorre la pista ciclabile fino
all‘incrocio con la Via Mombrina; da qui si prende a destra e si sale fino
all’intersezione con Via Monticelli. Da qui possiamo fare una deviazione fino alla
fine prima laterale di Via Mombrina, dove si possono ammirare due piante
monumentali: una quercia roverella.
A questo punto ritornando su Via Monticelli, il giro che proponiamo può svilupparsi
sia in senso orario che in senso antiorario, comunque prendendo a sinistra, si
percorre la Via Monticelli, si attraversa un pregevole gruppo di querce, oltrepassato
il quale si incontra sulla sinistra l’antica Villa in cui visse e lavorò per parecchi anni
l’artista Savignanese Giuseppe Graziosi; giunti all’intersezione con la Via Che
Guevara, che si oltrepassa, si arriva davanti all’Azienda Agricola Selene e si
procede fino al primo incrocio al quale, voltando a destra, si entra in territorio
bolognese. Salendo lungo la Via Motta, si sale fino a Montebudello.
All’incrocio di Montebudello si gira a destra, si oltrepassa l’Azienda “Al Pazz” e si
giunge fino all’intersezione con Via Puglie, dove prendendo a destra si rientra in
territorio savignanese; oltrepassando la località “Quaglia” (antica denominazione
dell’attuale Via Puglie); il curioso nome della località è un caso frequente nel
territorio savignanese e attesta la realtà faunistica locale, ed un tempo erano parecchi
altri i nomi che avevano questa caratteristica, ricordiamo fra gli altri Cantacucco,
Cigarella, Colomba, Lovara, Pernice, Tortora. Da qui si scende fino al Rio Baldo,
dove, prendendo a destra, si passa a breve distanza dall’antica “Torre dei Nani”, che
merita una fermata; il nome in realtà non ha nulla a che fare con i nani, ma deriva
dalla versione dialettale “Nan” dal cognome Nanni, proprietari della torre nel 1728,
nel 1777 l’edificio fu acquistato dai Crespellani
Da qui si ritorna all’incrocio già citato tra Via Mombrina e Via Monticelli, ove,
prendendo a sinistra si ritorna al punto di partenza.
Itinerario n.3: Acqua Fredda
Itinerario breve, ma impegnativo per lunghe e rapide salite su strade sterrate.
Questo itinerario parte dal centro dell’antico Borgo di Savignano e perciò si può
cogliere l’occasione di visitarlo prima o dopo il giro che andiamo a descrivere.
Da Piazza Zanantoni, si scende lungo la Via Basilicata, adiacente alle mura
castellane, recentemente restaurate; appena oltrepassato il vecchio Ristorante “La
Busa”, ora inattivo, si prende a sinistra e lungo un’erta salita oltrepassando la
località Acqua Fredda (originaria denominazione della Via Basilicata, che prende il
nome da un’antica e famosa sorgente): nel 1252 venne qui fondato un Convento ed
una chiesa di monaci agostiniani; la zona è nota per il ritrovamento di fossili.
Da qui si giunge in località Purgatorio, sul crinale collinare sul confine con il
territorio bolognese.
Girando a sinistra, si incontra la località Paradiso, con vista panoramica sulla
località inferno e sulla vallata bolognese del Rio Marzatore.
Dal Paradiso, a sinistra, si scende sempre lungo la Via Basilicata, oltrepassando Ca’
Pasano e Ca’ Pasanello, all’incrocio con Via Puglie, si prende a sinistra e si scende
fino al Rio Baldo, oltrepassando il quale, si giunge all’incrocio con la Via Castello;
voltando a sinistra si ritorna al punto di partenza.
Gastronomia
Strada dei vini e dei sapori
Città Castelli Ciliegi
Il territorio delle colline fra Bologna e Modena, che si estende tra le valli dei fiumi
Panaro e Samoggia, ha molte ricchezze da offrire al gusto: un paesaggio
affascinante con una fitta trama di elementi naturali e storici, si fonde in un mosaico
di sapori che qui hanno la loro origine e la loro collocazione ideale.
La Strada dei Vini e dei Sapori Città Castelli Ciliegi è nata, primo itinerario
enogastronomico di tutta l'Emilia-Romagna, per promuovere questi aspetti fin dal
suo nome: le Città di Bologna e Modena, confine e al tempo stesso riferimento dei
visitatori di queste splendide zone; i Castelli, folta presenza e simbolo di un
territorio ricco di cultura e di storia; infine i Ciliegi, caratteristici di queste vallate, i
cui frutti vanno a colmare il ricco "paniere" dei prodotti tipici di qualità.
Percorrere la Strada Città Castelli Ciliegi significa fare un viaggio alla scoperta dei
sapori più autentici della tradizione di questi luoghi. Un suggestivo itinerario, fra
piano e collina, lungo il quale si possono gustare e acquistare squisitezze per la gioia
di ogni palato, espressione di una terra dove la gastronomia è ancora fatta di antiche
ricette e gesti sapienti. Il Comune di Savignano sul Panaro insieme ai comuni di
Vignola, Spilamberto, Castelvetro e Castelnuovo Rangone, fa parte dell’Unione di
Comuni denominata “Terre dei Castelli”.
web: http://www.cittacastelliciliegi.it
La tradizione enogastronomica di Savignano deve le origini alla sua duplice
posizione di confine: fra le province di Modena e di Bologna e tra le montagne e la
pianura.
Piatti tipici
Nei ristoranti presenti sul territorio, ma specialmente nelle cucine dei savignanesi,
troviamo le ricette più tipicamente montanare, come i borlenghi e le crescentine
(erroneamente chiamate tigelle), ma sono presenti anche l’aceto balsamico ed il
liquore nocino, segno evidente della cultura modenese di pianura.
Molto forte la tradizione della pasta fatta in casa preparata in famiglia o nei
ristoranti (tagliatelle, tortellini, tortelloni, lasagne), così come dei prodotti derivati
dal maiale (oltre al prosciutto e al salame, ciccioli, coppa di testa, zampone e
cotechino servito con fagioli). Altro piatto tipico il bollito servito con salse cotte.
Per ciò che riguarda i dolci della tradizione casalinga, ricordiamo il “bensone” con o
senza marmellata da accompagnare con il vino, oltre alla pasticceria classica secca o
farcita
Vini
Nel territorio di Savignano, i vini D.O.C. dei Colli Bolognesi, come Barbera,
Cabernet, Pignoletto, Montuni del Reno, Sauvignon, Pinot, Bianco dei Colli
Bolognesi, Cabernet Sauvignon e nel contempo il Lambrusco Grasparossa di
Castelvetro.
Non dimentichiamoci poi che il territorio comunale è compreso nei prestigiosi
Consorzi per la tutela del Parmigiano Reggiano, del Prosciutto di Modena e della
Ciliegia e Susina tipica di Vignola.
COMUNE DI SPILAMBERTO
Il Comune di Spilamberto (Mo), (aderente all'Unione Terre di Castelli), è situato ai
piedi dell’Appennino modenese, sulla riva sinistra del fiume Panaro, in un territorio
prevalentemente pianeggiante costituito principalmente da ghiaie e sabbie di origine
sedimentaria.
Alla data del 31-08-2006 la popolazione complessiva ammonta a 11.492 abitanti su
di una superficie di 29,52 Kmq.
Importanti reperti provenienti da numerosi siti archeologici testimoniano che questa
zona era abitata dall’uomo fin dalla preistoria. Un’intensa attività di scavi
archeologici, sul greto e nell’alveo del fiume Panaro, iniziata nel 1977 sotto la
direzione della Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, ha infatti
portato alla luce reperti che si riferiscono ai primi insediamenti stabili conosciuti e
riconducibili al Neolitico e a necropoli dell’Eneolitico ricche di corredi funebri.
Il periodo Romano è testimoniato da resti di costruzioni rurali, pozzi-deposito che
hanno restituito interessanti materiali del I al VII sec. d.C. e tombe.
Un’importante necropoli longobarda ed altre testimonianze tardo antiche
arricchiscono il quadro. Presso il locale museo “Antiquarium” sono pertanto
visitabili reperti provenienti dalle necropoli neolitiche oltre che testimonianze del
periodo romano e longobardo. Il museo ha sede nello splendido Torrione medievale
restaurato recentemente. Sia i siti archeologici che l’Antiquarium sono meta di
numerosi studiosi e di turisti.
Nell’VIII sec. Spilamberto divenne territorio del Monastero di Nonantola i cui
monaci la affidarono ai da Canossa. Il borgo acquisì importanza quando venne
fortificato dal Comune di Modena.
Ubicato a ridosso del fiume Panaro, in opposizione al castello di Piumazzo,
costruito dai bolognesi proprio sulla parte opposta della riva dello stesso fiume,
divenne un’importante difesa del confine modenese. Quale “terra di confine”, fu
oggetto di lunghe dispute finché nel 1344 fu conquistato dagli Estensi che lo
concessero nel 1353 in feudo ai Rangoni i quali vi regnarono fino all’Unità d’Italia.
I marchesi Rangoni scelsero come loro abitazione la Rocca costruita nel secolo XIII
dai Modenesi e la trasformarono da fortezza in palazzo residenziale. L’imponente
edificio, anche se più volte modificato, conserva l’originario aspetto quattrocentesco
con merlature e caditoie. Nel 2004 è stata rilevata dal Comune e, grazie a questo
acquisto, la cittadinanza può, in alcune giornate prestabilite, godere di un’ampia area
verde di 50 mila mq in centro storico.
Diametralmente opposto alla Rocca si erge il torrione medievale, risalente ai primi
anni del secolo XIV.
Nel 1947, durante i lavori di restauro, fu scoperta una cella segreta i cui muri sono
ricoperti da iscrizioni graffite; tali iscrizioni rappresentano un diario tenuto da un
prigioniero che, secondo leggenda, ha voluto tramandare ai posteri il suo tragico
amore.
Leggenda a parte la Fondazione Gnudi (istituto specializzato in conservazione e
restauri) e l’amministrazione comunale hanno organizzato il 3 dicembre 2005 un
convegno durante il quale si è svelato, in parte, il mistero della cella e del suo
prigioniero, il quale era un Marchigiano di Fermo. Tale vicenda, grazie a questi
recentissimi studi è collocabile fra il 1523 ed il 1547 e coinvolge famiglie come i
Cybo, i Della Rovere, i Da Varano e i Rangoni di Spilamberto.
Il Torrione medioevale, la Rocca Rangoni, i tratti di mura, i portici, l’antico borgo
con il Palazzo del Governatore e del Pavaglione, gli oratori seicenteschi, le chiese
che custodiscono preziosi capolavori d’arte (sculture del sec. XV, tele dello
Scarsellino, Stringa, Zoboli, Malatesta), insieme alla seicentesca filanda da seta
sono importanti testimonianze del passato ricco di storia ed arte che ha fatto di
Spilamberto uno dei centri più interessanti e caratteristici della Provincia.
Il centro storico infatti, nel quale è in atto un’importante azione di recupero che
riguarda edifici, strade, piazze ed arredo urbano, attira sempre più turisti e studiosi.
Degno di una menzione particolare è l’importante recupero della chiesa di Santa
Maria degli Angeli. Un tempo il complesso comprendeva anche l’antico ospedale
dedicato a Francesco Roncati, medico spilambertese ritenuto il padre della
psichiatria italiana. La chiesa, una volta terminati i restauri, sarà destinata a
prestigioso contenitore per attività culturali di alto livello.
Oltre al sopraccitato Museo Antiquarium, che aderisce al Sistema Museale
Provinciale e partecipa alle iniziative congiunte, non si può dimenticare di citare il
Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale, visto che Spilamberto è culla e capitale
dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
Il museo ha sede in Villa Fabriani, dove da oltre 37 anni opera la Consorteria,
l’Associazione che senza fine di lucro si occupa di promuovere ed organizzare
iniziative e manifestazioni dirette alla tutela ed alla valorizzazione del prezioso
prodotto. Nel 2002 è nato il suddetto Museo per creare un luogo istituzionale in
grado di diffondere la cultura del “Balsamico” e trasmetterne i valori nei modi più
ampi possibili. Presso Villa Fabriani si trova anche una delle sedi della scuola
alberghiera regionale. La visita non può terminare senza aver ammirato l’Acetaia
sociale della Consorteria e senza averne assaporato il prestigioso prodotto.
Ogni anno i visitatori – soprattutto stranieri - interessati all’oro nero aumentano e
provengono dai luoghi più disparati; possono essere sia esperti di enogastronomia
che semplici curiosi tutti però, dopo la visita, comprendono l’inimitabilità del
“balsamico”. Nel 2005 i visitatori paganti sono stati 5.233, il numero aumenta
notevolmente se si considerano anche gli alunni delle scuole, per i quali l’ingresso è
gratuito.
Spilamberto è anche un paese di antiche tradizioni artigiane, qui sono nati e hanno
lavorato rinomati filatori, intagliatori, ebanisti e liutai.
Ancora oggi molte di queste attività sopravvivono in moderne aziende come quelle
dedicate alla realizzazione di giostre per i luna-park.
Ben sviluppate sono, oltre alla piccola e media industria, l’allevamento (bovini,
suini, animali da cortile) la trasformazione dei prodotti agro-alimentari e un’intensa
attività agricola.
L’agricoltura di questa zona, grazie ai terreni alluvionali particolarmente fertili del
fiume Panaro, offre prodotti di eccellenza.
Il territorio comunale è infatti compreso nei prestigiosi Consorzi per la tutela della
Ciliegia e della Susina tipica di Vignola, del Lambrusco Grasparossa, del
Parmigiano Reggiano e del Prosciutto di Modena. Tali consorzi hanno il fine
precipuo di salvaguardare e promuovere i prodotti tipici locali.
Tre sono i prodotti gastronomici tipici: l’Aceto Balsamico Tradizionale, il nocino e i
rinomati amaretti.
Anche l’Ordine del Nocino Modenese ha sede a Spilamberto. Questa Associazione è
stata fondata nel 1978 e trova dimora nell’antica Torre medievale. Lo scopo
dell’Associazione è quello di promuovere il “Nocino”, l’antico liquore a base di
noci immature e di accorgimenti segreti tramandati di madre in figlia. Nelle giornate
in cui il torrione è visitabile, centinaia di visitatori assaggiano l’antico liquore.
Durante la tradizionale Fiera di S. Giovanni le signore dell’Ordine del Nocino hanno
distribuito 1.800 bicchierini di nocino.
Segreta è anche la ricetta degli amaretti, dolci amari e prelibati che solo in questo
paese si possono assaggiare. Gli ingredienti, che si tramandano sin dal sec. XVII,
sono mandorle dolci e amare, miele, albume e l’aria del Torrione.
Grazie a tutti i prodotti enogastronomici sopra elencati e ai monumenti citati,
Spilamberto rappresenta indubbiamente, a livello regionale, una delle tappe più
interessanti e suggestive, soprattutto se viene inserito in un itinerario che tocca
anche gli altri paesi dell’Unione Terre di Castelli.
Gli interventi attuati hanno portato ad alcuni riconoscimenti tra i quali si segnalano
la qualifica di “Terra dell’Aceto Balsamico Tradizionale” e il riconoscimento di
Comune ad economia prevalentemente turistica per la zona del centro storico e per
le domeniche di svolgimento del mercato tematico.
Spilamberto è stato inoltre uno dei primi comuni ad associarsi alla Strada dei Vini e
dei Sapori “Città Castelli e Ciliegi” e uno dei Comuni fondatori dell’associazione
“Le Città dei Sapori”.
Col presente progetto il Comune di Spilamberto intende creare, in tale contesto
territoriale, un Servizio di accoglienza e informazione turistica per l’assistenza dei
visitatori che ogni anno sono attirati nel paese del “Balsamico”.
Grazie all’utilizzo dei volontari si potranno sfruttare in toto le emergenze culturaliarchitettoniche locali ed implementare l’organizzazione delle manifestazioni e degli
eventi.Inoltre i volontari, predisponendo materiale informativo e divulgativo,
contribuiranno ad attuare una politica di valorizzazione unitaria del territorio che
sicuramente può rappresentare una fonte di ricchezza in periodi in cui i settori
economici tradizionali sono in crisi.
Gli arrivi turistici nell’anno 2005 sono stati 4.482 (3.461 gli italiani; 1.021 gli
stranieri). Le presenze turistiche (come da rilevazioni provinciali) nell’anno 2005
sono state 11.610 (8940 gli italiani; 2.670 gli stranieri). Con la creazione di un
Servizio per l’accoglienza e l’informazione turistica gli arrivi e le presenze turistiche
potranno solo aumentare, perché grazie ai volontari in primis verrà curata la
promozione e la valorizzazione del territorio, in secundis verrà promossa
l’accoglienza.
I PRODOTTI TIPICI E L’ENOGASTRONOMIA
Il comune di Spilamberto è zona di produzione dei seguenti prodotti tipici:
- Aceto balsamico tradizionale di modena d.o.p
- Amaretto di Spilamberto
- Ciliegia e Susina tipica del Consorzio di Vignola
- Lambrusco di modena i.g.t.
- Parmigiano reggiano d.o.p.
- Salumi tra cui il prosciutto di modena i.g.t.
- Nocino
- Miele
“EMERGENZE” ARTISTICHE E ARCHITETTONICHE
TORRIONE MEDIEVALE (SECC. XIV-XV)
Torre del maschio e principale porta d’accesso al castello costruito dal Comune di
Modena a difesa dai Bolognesi che avevano eretto, sulla sponda opposta del Panaro,
il Castello di Piumazzo. Munito di ponte levatoio, era la chiave di una possente cinta
muraria abbattuta tra la fine del sec. XIX e l’inizio del sec. XX. In una piccolissima
cella fu rinchiuso Messer Filippo (sec. XVI), che in attesa della morte incise sulle
pareti, in una sorta di fumetti, la sua triste storia d’amore. Attualmente il Torrione
ospitando l’Antiquarium, la sede dell’Ordine del Nocino Modenese, la Cella di
Messer Filippo e un antico orologio, la cui base è riconducibile all’inizio del sec.
XIX, rappresenta una delle tappe più interessanti dell’intero territorio provinciale.
PALAZZO DEL BARGELLO E PORTICO DEL PAVAGLIONE (SECC. XVXVI)
Medievale residenza dei feudatari era circondata dal portico del “Pavaglione”(di cui
rimane una parte su Corso Umberto I) sotto cui si teneva, dal 1578, il mercato con
dazio del bozzolo da seta. Sull’ultima colonna (ora distrutta), verso la Contrada
Granda (Via S. Adriano), venivano affissi gli avvisi pubblici. Ospitava al piano
superiore una sala dove la Comunità teneva aste pubbliche, riunioni di consiglio ed
alloggiava le milizie municipali. Sulle finestre ad ovest sono ancora visibili
decorazioni in cotto e un lungo braccio mobile di ferro che sosteneva il grande
lampione che illuminava il portico.
FILANDA PER LA SETA (XVII)
Voluta da Bianca Bentivoglio Rangoni, (figlia di Baldassarre Rangoni e Giulia
Orsini) per il “bene pubblico” è tra le più antiche della regione. Per il suo
funzionamento fu costruito il Canalino Castellano che prende acqua dal Canale San
Pietro ed è considerato il primo passo verso l’industrializzazione degli Stati Estensi.
La filanda, che occupava soprattutto a donne e bambine provenienti non solo da
Spilamberto, nel 1918 diviene centro di raccolta dei soldati italiani dopo Caporetto.
Nel 1923 riprende la produzione e nel 1929 è considerata la più attiva tra le filande
della regione. Venne chiusa allo scoppio della seconda guerra mondiale.
CHIESA DI S.ADRIANO III PAPA (SEC. XVIII)
Eretta dai monaci nonantolani e distrutta dall’incendio del 1252, subisce diversi
rifacimenti fino al 1713, quando è abbattuta e completamente ricostruita dalle
fondamenta ad opera dell’architetto modenese G.A. Franchini. Nel 1828 viene
costruito il campanile, nel 1834 la nuova sacrestia e, tra il 1885 ed il 1887, sotto la
direzione del Vandelli, vengono rifatti intonaco, arredi, pavimento e facciata. Al suo
interno: importanti terrecotte di Michele da Firenze e di Anonimo modenese del
sec. XV, dipinti di Teodoro d’Errico (sec. XVI), D.Carnevali (sec. XVI), F.
Madonnina (secc.XVII-XVIII), J.Zoboli (1681-1767), F.Stringa (1653-1709),
R.Franciosini da Castelvetro (sec. XVIII), I.Scarsella (sec. XVII).
Viene citato persino dall’Enciclopedia Treccani l’antico organo a canne intagliato
dal Cipri nel sec. XV, poi rifatto personalmente da Francesco Traeri nel 1721
conservato nell’altare laterale di destra.
CHIESA DI S.GIOVANNI BATTISTA (SEC.XVIII)
Costruita nella metà del sec. XIII dal vescovo di Modena contemporaneamente alla
cinta muraria e dapprima sussidiaria alla Chiesa di S. Vito, diviene parrocchia nel
1628. In origine di dimensioni ridotte ed orientata a ponente, era dotata di un
porticato. Nella prima metà del sec. XVIII assume l’aspetto attuale. Nel 1910 viene
intonacata ed affrescata dal modenese A. Valli che esegue anche alcune grandi tele.
Nell’affresco dell’Ultima cena dietro l’altare maggiore i volti degli apostoli
ritraggono alcuni spilambertesi. Al suo interno: opere di artisti spilambertesi del
sec. XIX (P. Piccioli e G. Obici-scultori , G.Tacconi –intagliatore), di A.Malatesta (
secc. XVIII-XIX), prezioso crocifisso in bronzo dorato ( sec. XI)
PALAZZO DEL GOVERNATORE (SEC. XVI)
Costruito nel 1425 da Guido Rangoni con denaro pubblico ed eletto a sua
abitazione, nel sec.XVIII divenne sede del Giusdicente Civile e Penale. Nei secc.
XIX e XX fu sede del Comune. Ora è abitazione civile.
ROCCA RANGONI (SECC.XIV-XVII)
Costruita dai Modenesi all’inizio del sec. XIII era originariamente orientata verso il
fiume Panaro. Negli anni tra i1 1650-1660 fu trasformata da fortezza a signorile
abitazione dei Rangoni, che la fecero intonacare ed affrescare sia all’interno che
all’esterno, ma dei dipinti esterni restano solo alcune tracce. La torre d’ingresso è
posta al centro del fronte di ponente e fa da sfondo all’asse che attraversa da est a
ovest l’intero abitato. Probabilmente l’impianto dell’edificio di forma
quadrangolare, sorse proprio nel corso del XV secolo. L’edificio è caratterizzato
dall’ampio cortile disassato, rispetto all’asse di attraversamento tra una torre e
l’altra, un tempo in larga parte porticato, ma oggi in parte occluso e arricchito da
colonne dai capitelli in arenaria e cotto. Sono importanti, per la storia della tecnica
militare, anche le imponenti torri: una rivolta verso il paese e l’altra verso l’esterno
del recinto murato, dove sono visibili le tracce dei ponti levatoi e delle relative
saracinesche.
L’aspetto esterno è caratterizzato dalle forme solite dei castelli reggiano modenesi
con torri angolari munite di apparato a sporgere, poi ampliamente adattati alle
esigenze dei secoli successivi, per trasformare il maniero in palazzo residenziale. La
facciata verso il paese ne è un esempio, infatti le trasformazioni tardo
settecentesche (l’occlusione de beccatelli, la decorazione di finte finestre con
membrature alla rustica e la costruzione di un balconcino al centro della torre,
secondo le mode del tempo) furono eseguite per far assumere al castello l’aspetto di
palazzo urbano. Il balcone risale al sec. XVIII,, mentre il lato dell’edificio
antistante il Panaro mantiene l’aspetto quattrocentesco, con merlature e caditoie.
L’ampio parco , che si estende lungo il fronte est, è ottenuto dalla trasformazione
dell’area extramuraria e golenale adattata in tempi più recenti, in sintonia con
l’adattamento residenziale della stessa Rocca. Qui sono ancora evidenti le tracce
dell’antica organizzazione difensiva con l’ampio fossato, il ponte e le mura urbiche.
Il parco poi si collega, grazie a un lungo viale alberato, alla vasta tenuta agricola
della famiglia marchionale, all’interno della quale venne costruita, nei primi del
Novecento, l’imponente “Villa Ida” commissionata dagli stessi Rangoni
all’architetto Cerani. Da quando il parco, in alcune giornate prestabilite, viene
aperto al pubblico, centinaia di persone lo visitano.
ANTICHE MURA con TORRETTA DI GUARDIA
Sono i ruderi delle mura castellane costruite dal Comune di Modena all’inizio del
sec. XIII per racchiudere il castello all’interno di un tracciato rettangolare con
torrette angolari, secondo la configurazione del castrum romano. L’ultima delle
torrette di guardia, situata a sud est, è stata rimaneggiata.
CHIESA DELLE MONACHE CAPPUCCINE SCALZE DI SAN FRANCESCO
(CAPPELLA PRIVATA RANGONI SEC.XVII)
In origine era la chiesa dell’attiguo monastero voluto da Bianca Rangoni per
l’educazione delle giovani di famiglia povera. E’stato realizzato solo nel 1686 da
Suor Angela Pica, fondatrice dell’ordine spilambertese delle Monache cappuccine
Scalze di S. Francesco. Dal 1810 custodisce le spoglie mortali dei Rangoni che ne
hanno fatto la propria cappella privata trasferendovi anche i monumenti sepolcrali e
le lapidi già nel distrutto Convento degli Agostiniani, fuori dalle mura.
CONVENTO DELLE MONACHE CAPPUCCINE SCALZE DI SAN
FRANCESCO (SEC. XVII)
Il cortile è detto della “Racchetta” perché in esso si giocava a volano, si tirava di
scherma ed ospitava le rappresentazioni di comici e saltimbanchi.
Nell’attiguo edificio Suor Angela Pica, fondatrice dell’ordine spilambertese delle
Monache Cappuccine Scalze di S. Francesco, nel 1686 istituì un educandato per le
fanciulle che, annesso al Convento, divenne ben presto famoso e godette della
protezione dei Rangoni.
CHIESA DI S.MARIA DEGLI ANGELI (SECC. XV- XVIII)
Costruita dalla Confraternita di Santa Maria degli Angeli, attiva già nel sec. XV,
comprendeva anche un ospedale per i pellegrini e gli infermi, il cui edificio,
anticamente dotato di porticato, si allunga in Via Santa Maria, dove è stato attivo
fino alla seconda metà del sec. XIX, quando fu trasformato in Casa di Riposo.
Grazie a numerosi lasciti, la Confraternita dotò la chiesa di preziose opere d’arte, in
gran parte ora raccolte nella Chiesa di Sant’Adriano, o in passato disperse, come i
Santi Pietro e Paolo di Begarelli o vendute, come l’Assunta in Cielo di G. Reni, per
ricavare i fondi necessari all’ospedale. La facciata è tipicamente settecentesca,
mentre il campanile è stato eretto nel sec. XIX. L’edificio è sconsacrato dalla metà
del secolo XX.
CHIESA DELLA BEATA VERGINE DEL CARMINE (SEC. XVII)
Costruita fra il 1641e il 1647 sopra ad una maestà, a ricordo del miracolo qui
compiuto dalla B.V. del Carmelo, è stata per molti anni meta di pellegrinaggi. Al
suo interno sono custoditi tre bellissimi paliotti in scagliola, tele dei secc. XVII e
XVIII, un’acquasantiera del 1578 e le spoglie mortali di alcuni Rangoni,
particolarmente devoti e legati a questa chiesa dotata di un bel porticato antistante
abbattuto nella prima metà del sec. XX per ampliare la strada che conduce a
Vignola.
VILLA COMUNALE FABRIANI (SECC. XVIII-XIX) e MUSEO DELL’ACETO
BALSAMICO TRADIZIONALE
Signorile costruzione di belle proporzioni, internamente affrescata (primi anni del
sec. XX), prende il nome dai suoi primi proprietari: i Fabriani, antica famiglia
borghese spilambertese che, tra settecento e novecento, ha dato al governo della
città, alla scienza ed alla cultura personaggi come Severino, illustre storico e
pedagogista, padre di uno dei metodi più usati per l’insegnamento ai sordomuti o
come Pio Pacifico, grazie al quale è possibile oggi conoscere il metodo per “fare
l’aceto modenese”. E’ ora sede della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale
di Modena-Spilamberto e del Museo del Balsamico Tradizionale.
Il Museo è stato istituito nel 2002 per volontà della Consorteria e del Comune col
fine di tutelare il prezioso prodotto. I due enti ne sono stati i promotori per
rappresentare insieme il legame esistente tra “il balsamico” ed il suo territorio di
origine.
Il percorso di visita è scandito su diversi livelli di lettura differenti per soddisfare le
aspettative di ogni visitatore.
Gli orari di visita sono i seguenti:
mercoledì dalle ore 9.00 alle 13.00 – sabato e domenica dalle 9.00 alle 13.00 e dalle
ore 15.00 alle 18.00.
ANTIQUARIUM MUSEO ARCHEOLOGICO
A partire dalla fine degli anni settanta, scoperte fortuite e ricerche sistematiche
hanno permesso di riconoscere e documentare aspetti e momenti dell’antico
popolamento umano di Spilamberto.
Tali indagini, dirette dalla Soprintendenza Archeologica dell’Emilia e
Romagna, hanno avuto sviluppi ed esiti diversi su alcune aree del territorio
comunale, in particolare nella zona collinare e lungo l’alveo del fiume Panaro,
fra Spilamberto e S.Cesario.
Ai depositi pleistocenici dei primi rilievi collinari sono da riferirsi le più antiche
tracce della presenza dell’uomo in questi luoghi. Ai margini di quest’area è inoltre
segnalato un insediamento dell’Età del Bronzo.
Dall’alveo del Fiume Panaro e dalle circostanti cave, che tagliano sedimenti di
conoide d’età pleistocenica superiore ed olocenica antica, proviene la maggior parte
della documentazione archeologica pre-protostorica.
Rinvenimenti casuali ed indagini programmate estese al restante territorio comunale
rendono più chiaro il quadro della frequentazione umana in epoca recente.
Tracce di suddivisioni agrarie e fattorie d’Età Romana, due pozzi da acqua occlusi
in Età Tardoantica, scarichi, arginature e strutture produttive d’Età Postclassica
danno voce alla storia di Spilamberto fino alle soglie del XX secolo.
Il percorso espositivo – esplicativo dell’Antiquarium di Spilamberto, organizzato in
senso crono-culturale, si articola su tre sale, dedicate rispettivamente a PREPROTOSTORIA, ETA’ ROMANA E TARDOANTICA, ETA’ POSTCLASSICA.
I visitatori annui si aggirano a circa 5.000 e si contano dalle 25 alle 30 visite guidate
di scolaresche o di gruppi organizzati.
PRE-PROTOSTORIA
Raccoglie le testimonianze della più antica frequentazione umana del territorio: dal
tardo Paleolitico Inferiore all’Età del Ferro. In quest’ambito particolare risalto
assumono gli aspetti insediativi neolitici e quelli d’abitato e funerari dell’Età del
Rame, eccezionalmente ben documentati nell’alveo del Fiume Panaro.
Inoltre, seppure scarsi, sono significativi i dati riguardanti le prime fasi dell’Età del
Bronzo, altrove nel Modenese pressoché sconosciute.
ETA’ ROMANA E TARDO ANTICA
Al momento risulta allestita soltanto la sezione Tardoantica. Questa ospita la
documentazione di scavo di due pozzi da acqua rinvenuti nell’alveo del Fiume
Panaro.
Di particolare interesse è il pozzo 1, le cui caratteristiche di riempimento permettono
di indicare un suo uso finale come pozzo-deposito.
ETA’ POSTCLASSICA
La sezione relativa all’Età Postclassica raccoglie i frutti di indagini archeologiche
condotte nel centro storico, a S.Vito e, più in generale nell’intero territorio
comunale, databili fra il XIV ed il XX secolo, con particolare riguardo al XVI-XVII
secolo.
ORARIO D’APERTURA:
SABATO
ore 20,30 – 23,00
DOMENICA
ore 10,00 – 12,00
Visite guidate ed informazioni: tel. 059/789964 – Servizio Cultura del Comune di
Spilamberto.
INIZIATIVE ORGANIZZATE
6 gennaio
Da gennaio a maggio
27 gennaio
30 gennaio
Da febbraio a giugno
14 febbraio
Inizio marzo
8 marzo
19 marzo
Inizio aprile
1° aprile
(2.000
Dal 2 al 16 aprile
9 aprile
25 aprile
23-26 aprile
Aprile
30 aprile
1 maggio
Festa della befana
In biblioteca…incontri con l’autore
Giornata della memoria: evento commemorativo
Carnevale dei bambini
Biblioteca in movimento
S. Valentino: Palio del Nocino
Lunedì classica: concerti
Festa della donna
I pater: Le laudi a S. Giuseppe
Lamberto d’oro: feste
Bonomia International Speed Skating Marathon
presenze)
Arabesque-Note di passaggio: concerti
Commemorazione Pietro Tacchini
Biciclettata di primavera
60° anniversario della Liberazione
Concerti di Primavera: organizzati in collaborazione
con la Scuola di Musica “J. Du Pres”
Messer Fitness: manifestazione sportiva in
collaborazione con l’associazione “Le Botteghe di M.
Filippo” (1.500 p.)
Gara podistica dell’Aceto Balsamico Tradizionale
(4.0000 p.)
21 maggio
28 maggio
28 maggio
Giugno
2 giugno
15 giugno
17 giugno
26 giugno
22-25 giugno
Fine giugno/agosto
14 agosto
27 agosto
3 settembre
Fine giugno/inizio luglio
Luglio/agosto
28 settembre/1ottobre
6/7 e 8 ottobre
Novembre-aprile
7 dicembre
Metà dicembre
Fine dicembre
Concerto musicale delle bande
Festa provinciale dell’AUSER
Musei da Gustare
Torneo dei Rioni: torneo di calcio
Festa della Repubblica
Festa di San Vito
Gnoccata al Parco di V. Vivaldi
Gara per Pierin Pescatori
Fiera di San Giovanni Battista (50.000 p.)
Concerti Bandistici nelle piazze
Festa al Parco di Piazza Repubblica
Festa al parco di Piazza Sassatelli
Festa del Comitato Parchetto
Friction: concerti
Cinema sotto le stelle
Festival della Poesia (10.000 p.)
Vetrine motori e balsamici sapori (12.000 p.)
Riprendiamoci la biblioteca: letture
Concerto dell’Immacolata
Spilamberto e il Natale
Concerto degli auguri
MANIFESTAZIONI PRINCIPALI
 Ottocento e d’intorni – mercatino tematico dell’antiquariato e delle
cose usate. Da settembre a maggio, la 3° domenica di ogni mese per le
vie del centro storico si tiene un curioso ed affollatissimo mercatino.
(4.000 p.)
 Mercato degli animali di bassa corte. Rappresenta una tipologia di
mercato ormai unica in Italia, infatti richiama curiosi da numerose parti
dello stivale. Si svolge ogni domenica mattina.(1.000 p.)
 Mercatino Biologico “Bio Spilla”. L’amministrazione comunale ha
posto in essere una convenzione con l’AIAB (Associazione italiana per
l’agricoltura biologica) in base a cui, in occasione del Mercatino
dell’antiquariato, della Fiera di S. Giovanni e di Vetrine, Motori e
Balsamici Sapori, viene allestito, in via sperimentale la vendita di
prodotti biologici su area pubblica.
 Mercato settimanale del mercoledì: tradizionale mercato ambulante
che si sviluppa lungo le vie del centro storico.
 Fiera di S. Giovanni Battista. Con radici nel lontano sec. XVI, è la
festa del Santo Patrono, l’evento economico-culturale più importante
dell’anno. Nei giorni di svolgimento è visitata da migliaia di persone
interessate all’esposizione di prodotti tipici dell’agricoltura e
dell’enogastronomia (amaretti, nocino, lambrusco, Parmigiano reggiano,
salumi ....) oltre che all’artigianato ed industria locale, agli spettacoli, e
alle manifestazioni sportive-culturali. E’ ovunque nota come la Fiera
dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, poiché in questa
ricorrenza si tiene l’annuale Assemblea dei Soci dell’omonima
consorteria e si assegna, dopo un lungo rituale di assaggi, l’ambito e
prestigioso Palio al miglior Balsamico familiare. E’ anche un’ottima
vetrina per presentare i prodotti caratteristici di Spilamberto: gli amaretti
ed il nocino a produzione familiare, le cui noci vengono raccolte proprio
nella magica notte di S.Giovanni. Il settore avicunicolo-colombofilo è
importantissimo: la mostra-mercato che si tiene annualmente è tra le più
qualificate in Italia.
Iniziative religiose:
3° domenica di luglio
3° domenica di settembre
1° domenica di ottobre
3° domenica di settembre
Festa della B.V. del Carmine
Sagra di S. Luigi
Festa della B.V. del Rosario
Festa della B.V. della Rondine (ogni 5 anni)
Partecipazione a fiere e eventi promozionali:
 presenza alla BIT (Borsa internazionale del turismo) che si tiene ogni
anno in febbraio a Milano, a cui l’Ufficio Turismo partecipa in prima
persona con materiale pubblicitario e informativo;
 presenza al SANA e alle varie fiere e sagre in qualità di Comune
associato alla Strada dei Vini e dei Sapori “Città Castelli e Ciliegi”;
 presenza al salone internazionale del museo di Venezia;
 presenza al salone del Restauro di Ferrara.
Collaborazioni per eventi culturali e sportivi:
- Corsi di lingue con la collaborazione dell’associazione culturale
“Le lingue europee nel mondo”;
- Corsi di formazione sul balsamico, organizzati dalla Consorteria;
Nel 2005 “il corso per allievi assaggiatori” ha visto il tutto
esaurito già nella fase delle prescrizioni;
- Corsi per la degustazione del nocino;
- Corso di teatro;
- Presentazione di libri e incontri con l’autore grazie
all’associazione “Lo studiolo di Isabella”;
- Concerti e corsi di musica in collaborazione con la Scuola di
Musica “J. Du Pres”;
- Musei da gustare (partecipazione col museo del Balsamico alle
iniziative provinciali nell’ambito della VIII settimana della
cultura);
- Adesione col museo Antiquarium alla VIII settimana della
cultura;
- “Progetto Neve” con la collaborazione del Pool Sci Club
Valpanaro;
- “4° Speed Skating Marathon” in collaborazione con
l’Associazione Bonomia.
Gemellaggi:
-Angol (Cile)
-Cortemiglia (Cuneo)
ITINERARI
Grazie alla sua favorevole posizione Spilamberto offre al visitatore la possibilità di
brevi ma interessanti escursioni.
Collecchio
Situato appena fuori dal centro abitato, su dolci colline, presenta al visitatore il
panorama della pianura modenese, i lunghi filari di vite da cui si ottiene il
Lambrusco Grasparossa e nelle giornate primaverili lo spettacolo di ciliegi, peschi
susini in fiore. A Collecchio si può ammirare l’Oratorio della SS.Assunta.
L’oratorio è cinto da un piccolo cortile ed è reso particolarmente suggestivo da alti
cipressi e rose che lo contornano.
La sua origine risale al sec. XI; nel XV secolo meta di pellegrinaggi, venne
ricostruito alla fine del sec. XVII.
Vi riposano le spoglie del famoso astronomo Pietro Tacchini.
Percorso Natura
Per gli amanti delle passeggiate a piedi o in bicicletta a contatto con la natura, ben
si presta l’itinerario che si estende lungo la riva del fiume Panaro.
Il sentiero denominato “Percorso natura” proviene dalla località di S.Donnino e
passando per Spilamberto giunge a Vignola dove prende il nome di “Percorso sole”
fino a Marano s/P.
Percorso museale territoriale del Panaro
Parte dall’”Antiquarium” (Archeologia nel fiume Panaro), situato nel torrione
Medievale, che espone otto tombe, complete dei corredi funerari, della necropoli
eneolitica rinvenuta nel greto del fiume Panaro e vari reperti recuperati dallo scavo
di due pozzi d’età romana, utilizzati anche come pozzi deposito (per la custodia dei
beni) sino agli inizia del VII secolo d.C.
Prosegue verso Vignola dove è possibile visitare il “Mueso Civico” che conserva i
reperti fossili affiorati dal territorio della valle del Panaro. Fra questi di grande
importanza è la mandibola di un tapiro appartenente al Villafranciano inferiore.
A Savignano s/P, infine, si può visitare il “Museo dell’elefante” che mostra l’origine
e l’evoluzione dei proboscidati basandosi sul grande fossile di Archidiskodon
gromovi – l’elefante.
Pista ciclabile
Il tratto di pista ciclabile Modena – Spilamberto - Vignola è stato inaugurato nel
2004.
Il tracciato segue la preesistente, ma ormai inutilizzata dal 1969, ferrovia provinciale
delineando così un percorso turistico, sicuro e protetto, per pedoni e ciclisti.
Il paesaggio attraversato è quello tipico della pianura Padana e della fascia collinare
dell’Appennino Modenese.
Il tracciato presenta, in numerosi tratti, una delimitazione naturale costituita da siepi,
sia alte che basse, formate da piante autoctone che, in parte, realizzano dei veri e
propri boschetti, inseriti nell’ambito di piacevoli tratti di campagna modenese.
Così, la pista ciclabile permette passeggiate o allenamenti lontano dalle aree
trafficate e per i ciclisti sportivi una rapida e sicura via per raggiungere l’area del
fiume Panaro (“Percorso Natura e Sole”) e le colline di Vignola e Castelvetro.
La pista è percorribile anche di sera grazie all’impianto di illuminazione a lampioni
stradali solari.
Percorso enogastronomico
Spilamberto è una delle “capitali del gusto” della “Strada dei Vini e dei Sapori:
Città, Castelli, Ciliegi” delle colline fra Bologna e Modena.
Partendo indifferentemente da Bologna o da Modena è possibile fare un viaggio alla
scoperta dei sapori e delle tradizioni di questo lembo di pianura Padana.
Spilamberto è conosciuta per tre prodotti tipici: l’Aceto balsamico tradizionale, il
nocino Modenese e gli amaretti, ma sono assolutamente da ricordare anche il
Parmigiano, i salumi e i vini, ortaggi e frutta.
COMUNE DI VIGNOLA:
Il Comune di Vignola (Mo), (aderente all'Unione Terre di Castelli), è situato ai
piedi delle prime colline dell’Appennino Emiliano sulla sponda sinistra del fiume
Panaro ( Altitudine 83-303) . Alla data del 31.7.2005 la popolazione complessiva
ammonta a 22.606 su dui una superficie 22,90 Kmq..
CENNI STORICI
I toponimi locali, nonché i reperti archeologici offrono una testimonianza, se pure
non sempre sicura, dell'avvicendarsi di varie popolazioni sul territorio, dagli
Etruschi, ai Liguri, ai Galli ed ai Romani. La stessa denominazione "Vignola" deriva
dal latino "vineola", piccola vigna, ad indicare la coltivazione della vite, in epoca
romana
largamente
praticata
sui
terreni
alluvionali
del
Panaro.
Si ha testimonianza di un borgo (pagus) Sabinianum e di un Feronianum, e l'attuale
pedemontana (antica via Claudia) ricalca una via etrusca che, proveniente dalla
Toscana, collegava Bologna a Parma, attraversando il Panaro all'altezza dell'odierna
Pieve. Il primo documento scritto che reca testimonianza del luogo in cui venne
fondata la nuova comunità risale all'anno 826. A seguito di una permuta, l'abate del
Monastero di Nonantola otteneva la "basilica" di S.Maria in Tortiliano e il borgo "in
loco viniole ad saxo", dove successivamente venne edificato il castello. Si ignora la
data di costruzione del primitivo castello, che un'antica tradizione vuole edificato da
S.Anselmo abate di Nonantola, a difesa dei beni del monastero della zona. Per tutto
il periodo di dominio vescovile durato sino al 1247, il castello si configura sempre
più come importante "sentinella del Panaro", a controllo del fiume e dell'antica via
Claudia.
La transazione del territorio vignolese al Comune di Modena causò numerosi scontri
tra le opposte fazioni dei guelfi e dei ghibellini e il comune di Bologna. Della crisi
politica seppe approfittare Gherardo Grassoni che instaurò a Vignola la signoria
della sua famiglia, affermando un dominio che durò quasi un secolo, fino a quando
gli Estensi si riappropriarono del feudo e, con la nomina di un podestà, iniziarono ad
esercitare la loro signoria diretta (1399). Nel 1401 Niccolò III d'Este donò ad
Uguccione dei Contrari di Ferrara il castello e le sue adiacenze e il feudo di Vignola
divenne contea con sedici comunità. La signoria, che durò quasi due secoli, coincise
con il periodo di massima prosperità del paese: venne ristrutturata la Rocca, fu
innalzata una nuova cinta muraria e con Ercole Contrari nel 1557 venne fatto
erigere, su progetto dell'architetto Jacopo Barozzi, il Palazzo antistante la Rocca
oggi conosciuto come Palazzo Boncompagni. Con la morte di Ercole nel 1575, per
mancanza di eredi, il marchesato di Vignola tornò agli Este che, su richiesta del
Papa Gregorio XIII, lo cedettero a Giacomo Boncompagni, suo figlio naturale.
La conquista napoleonica fece decadere definitivamente il dominio della famiglia
Boncompagni e Vignola, in virtù della nuova costituzione repubblicana, divenne
capoluogo di Cantone del Dipartimento del Panaro. Con la Restaurazione (1814)
Vignola entrò a far parte dei domini del duca di Modena Francesco IV d'Austria Este di cui subì il governo autoritario e dispotico; diversi vignolesi parteciparono ai
moti del 1831, alle guerre d'indipendenza ed alle imprese garibaldine fino al
compimento dell'Unità Nazionale. L'episodio più significativo della storia del nuovo
Comune è legato alla celebrazione solenne svoltasi il 20 ottobre 1872 del
bicentenario della nascita dello storico Ludovico Antonio Muratori (1672-1750): in
questa occasione venne posata la prima pietra del ponte intitolato al Muratori,
inaugurato nel 1876 e sul quale transitò poi la nuova tramvia Vignola - Bazzano Bologna. Reso inagibile in seguito al bombardamento del 1945, il ponte fu
ricostruito per essere poi distrutto dall'alluvione del 1966 e sostituito
definitivamente con quello attuale, in cemento armato, inaugurato nel 1969. La
tramvia fu sostituita nel 1938 dalla ferrovia elettrica Casalecchio - Vignola il cui
servizio, sospeso in seguito ai gravi danni subiti nel corso dell'ultimo conflitto
mondiale, fu ripreso dopo la riparazione del ponte sul Panaro, per interrompersi alla
fine degli anni '70 (il collegamento ferroviario Vignola-Bologna dovrebbe essere
riattivato a breve come metropolitana di superficie). La ferrovia Modena - Vignola
inaugurata nel 1888 ha cessato definitivamente la sua attività nel 1970 e sulla ex
sede ferroviaria troverà definitiva attuazione una pista ciclabile. Nel dopoguerra,
Vignola ha continuato l'attività di valorizzazione della tradizionale vocazione
agricola basata sulla produzione della tipica frutta rossa e ha iniziato la sua crescita
artigianale e industriale. Insignita del titolo di "Città" dall'ex presidente della
Repubblica Oscar Luigi Scalfaro per le sue caratteristiche storiche, sociali ed
economiche, Vignola si offre oggi ai visitatori con un paesaggio naturale ed un
ambiente pressochè intatti, con uno sviluppo ben equilibrato dei settori economici
ed un'ottima qualità delle produzioni agricole conosciute in tutto il mondo.
I SERVIZI CULTURALI E MUSEALI :
Biblioteca Comunale ubicata presso la Villa Trenti all’interno di un parco
comunale ( a fianco è in fase di ultimazione la nuova Biblioteca Comunale) . E’
aperta al pubblico dal 1871,il nucleo originario della dotazione libraria della
Biblioteca proveniva dal Convento dei Cappuccini, trasferito al Comune in età
napoleonica.Nel corso degli anni diverse donazioni da parte di cittadini hanno
arricchito la dotazione , che nel 1915 contava oltre 11.000 volumi. Tra i fondi
antichi si distingue per importanza il Fondo Cartografico Cantelli che raggruppa
pressoché tutte le mappe prodotte dal cartografo vignolese del seicento.
Archivio Storico Comunale , riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali
conserva documenti che attestano le vicende storiche di Vignola e del suo
territorio dal 1320. Attualmente i documenti sono suddivisi in sei sezioni
cronologiche e sono disponibili i relativi inventari.
Museo Civico di Vignola , aderente al sistema mussale della Provincia di Modena
ha sede in P.zza Carducci . Istituito nel 1978, il Museo comprende due itinerari : il
percorso mineralogico e quello paleontologico. Di particolare interesse le
testimonianze del “ Panaro a Vignola” con reperti di età pliocenica : la mandibola
di i un tapiro ed un fossile di ungulato, ritrovato nel 1987 lungo il greto del
Panaro. Il Comune , per la gestione del museo, si avvale della collaborazione
dell’0Associazione “ Al Palèsi” di Vignola , i soci organizzano soprattutto per le
scuole visite-lezioni con percorsi didattici.
Cantieri Cantelli , spazio espositivo del Comune di Vignola agli itinerari culturali
della città. Congiuntamente alle mostre temporanee sono allestite in forma
permanente due nuove sezioni delle raccolte musei di Vignola: una sezione dei
gessi dello scultore vignolese Ivo Soli e una sezione di strumenti musicali a
percussione appartenenti alla collezione privata di Luciano Bosi.
Sale Prove Musicali situate presso i locali dell’ex lavatoio pubblico, allestendo in
essi una sala prove musicali dotata delle necessarie strumentazioni.
ENOGASTRONOMIA E PRODOTTI TIPICI
Vignola è situata ai piedi delle colline tra Modena e Bologna, in un’area ricchissima
di offerte enogastronomiche che dal 1999 ha visto concretarsi l’itinerario enogastronomico “La Strada dei Vini e dei Sapori del Territorio Città Castelli Ciliegi”,
il primo dell’Emilia Romagna, realizzato per la promozione degli aspetti
caratteristici di queste zone: le Città, i Castelli, simboli di cultura e storia; infine i
Ciliegi, caratteristici di queste vallate, i cui frutti vanno a colmare il ricco “paniere”
dei prodotti tipici di qualità. Nell’ambito dell’iniziativa legislativa promossa nel
1999 dalla Regione Emilia- Romagna sugli “Itinerari enogastronomici”, sulle
colline tra Modena e Bologna ha preso avvio il primo percorso enogastronomico
regionale: la Strada dei Vini e dei Sapori del Territorio Città Castelli Ciliegi,
un’esperienza pilota nata per l’impulso di un’Associazione formata da 16 Comuni
delle province di Bologna e di Modena, da due Comunità Montane, due Enti Parco
Regionali e 130 operatori privati (aziende agricole e vitivinicole, agriturismi,
ristoranti, alberghi, consorzi, associazioni di categoria e agenzie di viaggio). Il
“paniere” dei prodotti tipici della Strada dei Vini e dei Sapori è costituito da un ricco
assortimento di piatti e prodotti di qualità che si possono assaporare nei ristoranti e
nelle aziende agrituristiche del territorio, oppure degustare e acquistare direttamente
nelle aziende produttrici disseminate lungo il percorso.
L’economia di Vignola si è incentrata per decenni sull’agricoltura, settore
valorizzato dalla città anche dopo la sua crescita industriale. L’economia locale,
oggi caratterizzata da un nutrito tessuto di piccole e medie imprese che spaziano nei
vari comparti economici, vede nel settore frutticolo un punto di riferimento
importante: Vignola, infatti, è nota in tutta Europa per le sue ciliegie e le sue susine,
abbinate ad altre produzioni locali quali albicocche, mele e prodotti vitivinicoli. La
produzione cerasicola classica inizia normalmente nella seconda metà del mese di
maggio con la maturazione del primo “Durone Bigarreau” e prosegue con la ciliegia
“Mora di Vignola” , una varietà che pre- senta le migliori caratteristiche dal punto di
vista organolettico. Con il mese di giugno maturano i duroni di colore scuro come il
classico durone “Nero I” famoso per le sue caratteristiche di polpa intensa e gustosa
e la classica “Anella”, un durone color rosso fuoco dalla polpa particolarmente
consistente. Tra le varietà tardive (a metà giugno) sono da annoverare il durone
“Nero II” e il “Ciliegione”, particolarmente gustosi e ricchi di qualità nutritive. Le
susine e le albicocche normalmente iniziano la loro maturazione quasi al termine
della stagione delle ciliegie, nella seconda metà del mese di luglio. Le susine, che si
prestano maggiormente al consumo fresco, si distinguono in diverse varietà, a
seconda del periodo della stagione in cui giungono a maturazione.
Particolarmente saporite sono le diverse varietà di albicocche, pro- dotte sulle
colline dove la luce del sole e la continua, leggera ventilazione favoriscono la
maturazione di un frutto particolarmente saporito. Anche le mele, prodotto di qualità
dalle ottime caratteristiche organolettiche, maturano nelle Basse vignolesi lungo le
sponde del fiume Panaro. La vitivinicoltura vanta una tradizione secolare e l’alta
qualità ha consentito di ottenere il riconoscimento della Denominazione di Origine
Controllata per il Lambrusco Grasparossa. Vignola è socia delle “Città del Vino”
italiane.
Il Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola è nato nel
1964 per promuovere e tutelare la ciliegia di Vignola. Nel 1992 ha esteso la sua
azione di tutela alla susina e alla frutta tipica del comprensorio . Il Consorzio rilascia
gli appositi marchi attestanti l’origine e la qualità dei prodotti, a seguito delle
verifiche sul rispetto dei disciplinari di produzione su tutte le fasi della filiera
produttiva. (Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola).
Il ricco “paniere” dei prodotti tipici offerti da Vignola si arricchisce di gustosi primi
piatti che vanno dai caratteristici tortellini in brodo, ai tortelloni di ricotta e bietole
conditi con sugo di pancetta e pomodoro, alle lasagne gialle o verdi ed alle gustose
tagliatelle. I secondi piatti, soprattutto nel periodo invernale sono a base di carne di
maiale: tra di essi spiccano il tradizionale zampone ed il cotechino cucinati con
fagioli in umido. Prodotti di origine montanara sono le crescentine, comunemente
chiamate tigelle, un cibo molto semplice ottenuto da un impasto di farina, acqua,
lievito e sale, preparate in dischetti e un tempo cotte in forme tonde di terra
refrattaria (le vere “tigelle”). Tradizionalmente condite con un pesto di lardo, aglio e
rosmarino completato con parmigiano reggiano grattugiato, si accompagnano con
gli
ottimi
salumi
locali
o
con
le
carni
in
umido.
Realizzato col medesimo impasto delle crescentine, il cosiddetto “gnocco fritto”,
servito in tavola dopo la frittura nello strutto bollente, si presenta con la
caratteristica forma a bolla, rotondeggiante od a gonfietti, e si accompagna
piacevolmente a salumi e formaggi. Completa la serie di questi cibi di origine
montanara il borlengo, ottenuto da un impasto fluido di farina, acqua e sale, cotto in
una padella di rame stagnato, da cui si ottiene una sottile sfoglia croccante ripiegata
su sé stessa condita con un pesto di lardo, aglio, rosmarino e parmigiano.
Anche a Vignola è particolarmente radicata la produzione dell’Aceto Balsamico
Tradizionale di Modena, una delle specialità del modenese, la cui ricetta, tramandata
nel corso dei secoli, è rimasta sempre la stessa: mosto bollito di Trebbiano fatto
invecchiare per molti anni (da un minimo di 12 fino a 25 e oltre) in botti di legno.
Risultato di un lungo e delicato processo di invecchiamento, l’Aceto Balsamico
Tradizionale di Modena si presenta con una densità apprezzabile, di colore bruno
scuro, limpido e lucente; il sapore è dolce e agro, ben equilibrato.
L’Amministrazione Comunale di Vignola, consapevole del valore e dell’attenzione
crescente nei con fronti di questo prodotto, ha inteso promuovere la diffusione della
conoscenza diretta degli aspetti tecnico-produttivi della lavorazione. .A tal fine nel
gennaio 1998 il Comune di Vignola ha stipulato una convenzione con alcuni soci
della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto, responsabili
della Comunità di Vignola, per la collocazione nell’altana dell’orologio della Villa
Municipale di una Acetaia tradizionale per la produzione di Aceto Balsamico
Tradizionale di Modena.
Vignola vanta anche un’antica tradizione dolciaria che ha reso famosa la città per la
“Torta Barozzi”, un’antica torta artigianale, così chiamata in onore dell’illustre
architetto vignolese Jacopo Barozzi, la cui ricetta segreta (a base di cioccolato
fondente, caffè decaffeinato, mandorle ed altro) ancora oggi viene gelosamente
custodita.
Sul territorio, in collaborazione con le Associazioni Culturali,
Sportive,
Ricreative,Economiche del territorio ( Ass. Vignola Grandi Idee, Centro Studi
Vignola, ecc.) sono organizzate annualmente iniziative che da attirano sul nostro
territorio turisti provenienti da diverse Regioni Italiane .
Eventi di maggiore interesse :
Festa dei Ciliegi in fiore
La festa si svolge annualmente nelle strade e nelle piazze del Centro di Vignola in
concomitanza con il periodo della fioritura, solitamente quindi nel mese di aprile.
All’interno della festa viene organizzata la tradizionale Fiera dei prodotti agricoli e
industriali della” Valle dei Ciliegi”. Scopo della mostra è presentate i prodotti
locali quale salumi, parmigiano reggiano, aceto balsamico tradizionale di modena e
promuovere l conoscenza dell’artigianato locale nelle sue diverse espressioni
creative . Le iniziative sono tutte ad ingresso gratuito e le presenze sono stimate in
30.000 annue.
Vignola è tempo di ciliegie
La manifestazione si svolge ogni anno l’ultimo week- end del mese di maggio ed il
primo del mese di giugno all’interno del vecchio mercato ortofrutticolo di V.le
Mazzini e nelle aree pubbliche adiacenti. L’iniziativa si caratterizza oggi per la
valorizzazione di tre aspetti fondamentali della vita cittadina: l’enogastronomia,
folclore e cultura. All’interno del Vecchio Mercato sono presenti stando per la
degustazione e la vendita di prodotti tipici locali e , la ciliegia, è la regina
incontrastata della festa. Sono inoltre da segnalare esposizioni di vario genere che
riprendono ed illustrano tradizioni locali. Di particolare curiosità la “ crostata
chilometrica “ a base di confettura di ciliegie che ogni anno viene preparata dai
maestri pasticceri locali ed offerta a tutti i visitatori . L’evento attira di media a
Vignola durante le due settimane di iniziative oltre 12.000 presenze.
Rocca in Musica
La rassegna concertistica è una iniziativa musicale che si svolge di norma la
domenica sera in un periodo tra metà giugno e metà luglio . L’obbiettivo
dell’evento è offrire nella calda estate alcune serate all’insegna della buona
musica e dello stare insieme in una cornice, la rocca, tanto suggestiva quanto
simbolicamente legata all’identità della cittadinanza vignolese. Nei concerti
vengono presentati al pubblico generi musicali diversi, spesso poco conosciuti,
escludendo i generi commerciali, quali musica leggera e rock. Vi è spazio per la
musica classica e antica , anche se negli ultimi anni si è rafforzata la connotazione
di musica etnica, antica e moderna .Presenza media a concerto oltre 200 persone.
Jazz in’it
Il festival si svolge tutti gli anni nell’arco di tre serate tra fine giugno e i primi di
luglio , nella piazza dei contrari , splendido scenario che rende merito alla
produzione degli artisti e che rende sicuramente unico questo festival. In caso di
maltempo, i concerti hanno luogo all’interno della Sala dei Contrari , nella Rocca
di Vignola. Si accede ai concerti previo pagamento di un biglietto oppure mediante
sottoscrizione di apposito abbonamento. Oltre alle tre serate consecutive di
concerti, sono previste numerose attività collaterali quali attività musicali presso
strutture comunale ( Teatro, Sala Musica , impianti sportivi, ecc.).
Inoltre, dall’anno 2006, in collaborazione con i consorzi tipici modenesi è stato
allestito presso P.zza Boncompagni lo spazio “Jazz & Food nel quale, i possessori
di abbonamenti alle tre serate di spettacoli, hanno potuto degustare i prodotti tipici
del territorio presentati direttamente dai consorzi .
La manifestazione registra complessivamente una presenza annuale complessiva di
circa 3.000 persone.
Estate a Vignola
L’iniziativa si svolge nelle serate dei mesi di Luglio e Agosto in collaborazione
con gli operatori economici ed associativi del territorio. La manifestazione è
finalizzata a vivacizzare le serate estive con intrattenimenti musicali a cura di
gruppi giovani, pianobaristi e singoli musicisti che si esibiscono presso gli
esercizio pubblici associati a Vignola Grandi Idee .
Le serate di intrattenimento, completamente gratuite, registrano presenze medie
annue attorno alle 10.000 unità.
Festa del Ciclismo – Biciclettata Popolare
La manifestazione giunta nell’anno 2006 alla 28° edizione si svolge di norma il
secondo fine settimana di settembre all’interno del Vecchi Mercato Ortofrutticolo e
nelle vie adiacenti.
L’evento viene suddiviso in due momenti:
Sabato e Domenica Pomeriggio dedicato alle mostre, laboratori, musica ed
enogastronomia
Domenica mattina dedicato all’attività ludico/motoria con l’organizzazione di una
biciclettata non competitiva che ogni anno vede la partecipazione di oltre 1500 unità
( ragazzi ed adulti) .
Mediamente si registra una presenza complessiva alla manifestazione di circa 5.000
unità.
Bambinopoli
La città di Vignola, il secondo fine settimana di settembre, si trasforma in un luogo
di meraviglie per bambini e ragazzi con sorprese, spettacoli e giochi di ogni genere.
I bambini e le famiglie partecipano a questa grande festa muniti di passaporto
“Bambinopoli , che contiene il programma dettagliato degli spettacoli e dei punti
di animazione. Il passaporto debitamente timbrato in ogni punto di animazione darà
diritto al ritiro di un meraviglioso dono al punto informativo. Di norma la
manifestazione completamente gratuita registra presenze che si attestano sulle
15.000 unità.
Poesie Festival ( iniziative su Vignola)
La manifestazione si svolge di norma la prima settimana di ottobre, eventi
organizzati in coordinamento con tutti i comuni facenti parte dell’Unione Terre di
Castelli e dei Comuni limitrofi. Per l’occasione in ogni luogo del territorio piazze,
edifici pubblici, attività commerciali, ecc. vengono organizzate iniziative tra
musica e poesia , situazioni che già dalla prima edizione hanno ottenuto pareri
estremamente positivi dal pubblico e dalla critica.
Da segnalare l’importante coinvolgimento nell’evento dei giovani ai quali vengono
riservate apposite iniziative tra cui un concorso di poesia, gare poetiche , ecc.
Presenza media alla manifestazione n° 4.000 presenze.
Autunno Vignolese … Sapori in Festa
La manifestazione, giunta nell’anno 2005 all’8° edizione, si svolge tradizionalmente
il primo fine settimana di ottobre ed è incentrata sui processi di produzione
dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena . L’evento è ricco di iniziative di
attività collaterali e , di volta in volta, vengono riprodotte situazioni della civiltà
contadina dei nostri territori con punti ristoro, laboratori, mostre ecc.
La presenza media stimata è di circa 5.000 unità.
Natale a Vignola
La manifestazione si svolge nel periodo Dicembre/Gennaio con vari eventi ubicati
in diversi punti del territorio vignolese . Durante tutto il periodo natalizio vengono
organizzati spettacoli per i bambini ( musica, laboratori, burattini, fiaccolate, ecc.)
ed i vari punti di intrattenimento sono collegati dalla predisposta “ Navetta del
Natale”.
Presenze medie stimate n° 4.000.
7) Obiettivi del progetto:
Il progetto ha lo scopo primario di creare un Servizio di informazione e accoglienza
turistica per promuovere e incrementare gli arrivi e le presenze nei comuni dell'
l’Unione Terre di Castelli, aderenti alla presente iniziativa, promuovendo una
politica unitaria ed organica dell'attività turistica nel territorio, salvaguardando le
peculiarità territoriali, avvicinando, in tal modo un numero sempre maggiore di
visitatori, favorendo la conoscenza e lo sviluppo dei territori, ricchi di tradizioni e di
storia.
I volontari dovranno implementare il turismo, valorizzando le peculiarità territoriali,
e stimolare il coordinamento di quelle associazioni ed enti, presenti nei vari comuni
aderenti, preposte alla salvaguardia dei prodotti tipici locali e alla tutela delle
tradizioni territoriali.
Coadiuveranno le Amministrazioni Comunali e i vari enti ed associazioni,
nell’organizzazione degli eventi e nella promozione degli alimenti che richiedono
una tutela particolare, favorendo i percorsi per il riconoscimento dei marchi di
qualità .
Grazie alla presenza dei volontari si potrà favorire l’informazione degli eventi anche
nel week-end e fornire un’accoglienza adeguata ai visitatori che si recano nei
comuni partecipanti, per le varie iniziative realizzate.
In appoggio agli uffici dei comuni coinvolti nel presente progetto, i volontari
dovranno in primo luogo aggiornare e ristampare le guide e le cartine comunali
proponendo varie tipologie di itinerari (culturali, gastronomici, ambientali, sportivoricreativi).
In secondo luogo dovranno organizzare percorsi turistici e visite guidate in
collaborazione coi Consorzi dei prodotti tipici (Consorzio del Parmigiano Reggiano,
del Lambrusco, del Prosciutto di Modena, della Ciliegia e della Susina tipica di
Vignola, ed altri soggetti preposti alla promozione del territorio), con gli
imprenditori agricoli e con gli operatori commerciali, ed in generale collaborare a
tutte le attività utili e necessarie per la promozione turistica dei territorio comunali.
Promuovere una politica unitaria dell’attività turistica a livello dei comuni
dell’Unione Terre di Castelli, valorizzandone le peculiarità territoriali, significa
contribuire ad aumentare l’offerta turistica ai visitatori.
Implementare il turismo significa favorire la conoscenza del territorio.
Azioni, principali, da attivare quali obiettivi intermedi del progetto:
- servizio qualificato di front-office e back-office;
- produzione di materiale a stampa informativo aggiornato relativamente alle
emergenze artistico-culturali locali (acquisto edifici storici);
- individuazione di nuove forme di comunicazione con il pubblico potenziale;
- aggiornamento costante dei siti internet dei comuni aderenti e creazione di
-
un sito specifico del Servizio accoglienza e informazione turistica creando
un link ed una casella di posta elettronica apposita;
potenziamento della didattica culturale-museale da rivolgersi non solo ai
ragazzi delle scuole ma a tutto il pubblico;
coadiuvare nella vendita dei prodotti tipici e gadget;
servizio di prenotazione in forma di last minute per strutture recettive del
territorio comunale;
aumento del n° dei visitatori;
Obiettivo generale:
il presente progetto si pone come obiettivo l’inserimento dei giovani in un contesto
lavorativo a stretto contatto con il pubblico, dove saranno favoriti i rapporti
interpersonali e si avrà modo di sviluppare buone attitudini a relazionarsi con
l’utenza, nonchè proporre ai giovani un’esperienza di crescita personale e
professionale che possa contribuire al miglioramento della conoscenza del territorio
e delle tradizioni locali.
Obiettivi specifici:
attraverso questo progetto si vuole aiutare e stimolare la conoscenza del territorio ed
apprezzare i diversi aspetti dei comuni aderenti all'Unione Terre di Castelli che
vanno dalle tradizioni locali, ai prodotti tipici, alla bellezza della natura a quelli della
cultura e dei monumenti storici ed artistici, in un contesto unitario di offerta turistica
ai visitatori, che salvaguardi e valorizzi le peculiarità dei territori comunali.
In questa ottica è obiettivo primario quello della costruzione di un patrimonio
professionale, esperienziale e culturale da offrire ai volontari e tale da poter essere
speso, dagli stessi, nei loro successivi percorsi di vita, formazione e lavoro.
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca dal punto di vista sia
qualitativo che quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane con
particolare riferimento al ruolo dei volontari in servizio civile:
8.1 Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
Preliminarmente il progetto prevede i momenti prescritti di formazione e di
informazione durante i quali i volontari verranno messi a conoscenza del progetto,
della realtà culturale, delle circostanze che hanno portato all’esigenza di creare un
ufficio turistico in cui dovranno operare e soprattutto saranno messi a parte di tutte
le informazioni ambientali, enogastronomiche, artistico-culturali, e storiche
necessarie a conoscere il territorio. Sotto la supervisione del responsabile di ogni
singola struttura comunale, affidati ad una persona del servizio che sia sempre
riferimento unico, dovranno svolgere le varie azioni in autonomia organizzativa;
inoltre saranno invitati a proporre strategie e soluzioni.
8.2 Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione.
- Fornire una postazione di lavoro e le direttive, consistenti in attività di istruzione
ai volontari (illustrazione della normativa, delle forme corrette di informazione
all'utenza, con particolare riferimento alla promozione territoriale.
I volontari dovranno, con la collaborazione del personale referente, svolgere
attività di front-office e back-office per trattare e diffondere le informazioni
turistiche, distribuendo gratuitamente informazioni e materiali all’utente in loco e
con risposta via mail, telefonica e postale. Collaborazione alla progettazione e alla
realizzazione di materiale inerente la ricettività del territorio.
Rapporti tecnici operativi con le associazioni pubblico-private, impegnate a fianco
dell'Ente pubblico, nella promozione turistica-economica del territorio.

I volontari dovranno effettuare un’adeguata gestione del kit d’informazione
turistica composto da cartine, mappe, guide sfruttando soprattutto le loro
capacità, conoscenze e caratteristiche personali, tenuto conto della varietà di
pubblico.
All’inizio dell’anno dovranno collaborare nella predisposizione e diffusione, in
cooperazione con le associazioni e gli enti dei vari comuni coinvolti, un
calendario di tutti gli eventi culturali-ricreativi posti in essere, dai comuni
aderenti al presente progetto.

In virtù dell'acquisizione di nuovi spazi (Castello di Levizzano a Castelvetro,
Rocca Rangoni a Spilamberto, ex cinema Ariston ed ex macello, a Vignola,
Casa del Graziosi a Savignano) e dell’aumento delle manifestazioni, si rende
necessario l’intervento dei volontari nel progettare e realizzare gli
aggiornamenti delle guide al territorio e nel predisporre nuove forme
pubblicitarie per promuovere le emergenze culturali e le manifestazioni, con
aiuto nel coordinamento e nello studio di una progettazione unitaria per
l'informazione turistica sul territorio dell'Unione Terre di Castelli (segnaletica,
cartellonistica, nel rispetto della normativa regionale- uffici IAT e VIT).

Nella promozione del territorio dovranno favorire principalmente
l’informazione di tutti gli eventi organizzati a livello di Unione Terre di
Castelli; secondariamente, essendo tutti i cinque comuni terre di confine,
dovranno promuovere anche le manifestazioni più prestigiose del proprio
territorio sia degli altri territori limitrofi, al fine di limitare il fenomeno del
turismo cossidetto "mordi e fuggi", perché la varietà dell’offerta turistica
contribuisce ad implementare la domanda.

I volontari dovranno creare e gestire una casella posta elettronica riservata al
Servizio di informazione e accoglienza turistica .

I volontari si occuperanno di accompagnare i turisti in visita alle emergenze
culturali del paese; in base agli interessi degli utenti proporranno le diverse
tipologie di itinerari prestando sempre un attenzione particolare alle produzioni
tipiche locali.

In seguito alla Deliberazione della Giunta Regionale n. 956 del 20/06/05 i
volontari possono effettuare servizio di prenotazioni last minute, se la richiesta
viene inoltrata dopo le 15.00 del giorno stesso.
8.3 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste,
specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente.
Al fine della realizzazione delle informazioni previste dal presente progetto,
l'Unione Terre di Castelli e le associazioni pubblico-private, si avvalgono della
costante collaborazione di volontari presenti sul territorio, attivati di volta in volta, a
seconda delle necessità dell'evento organizzato (associazioni sportive, ricreative,
economiche e culturali).
Risorse umane complessive:
- Castelvetro di Modena: Bertoni Ivonne dipendente dell'Ente e Giovini
Roberto, quest'ultimo presidente del Consorzio Castelvetro V.I.T.A. e
l'associazione Castelvetro Shopping, presidente Venturelli Fabrizio.
- Castelnuovo Rangone : Cavazzoli Paolo dipendente dell'Ente e Costanzini
Roberto, presidente dell'Associazione Castelnuovo Immagine
- Savignano sul Panaro: Perriello Vincenzo Giovanni dipendente dell'Ente e
volontari dell'AUSER, presidente Armando Vezzali.
- Spilamberto: Quartieri Cristina, dipendente dell'Ente e personale
dell'Associazione "Le Botteghe di Messer Filippo", presidente Bruzzi
Graziano
- Vignola: Iseppi Francesco, dipendente dell'Ente e direttore della Strada dei
Vini e Dei Sapori, Contri Davide, ed inoltre l'associazione "Vignola Grandi
Idee", presidente Vignali Gloria.
8.4 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto.
I volontari avranno un ruolo sia di collaborazione, che di autonomia,
nell'organizzazione e gestione del progetto e dei servizi ad esso inerenti, così come
riportato nel precedente punto 8.2.
9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
6
10) Numero posti con vitto e alloggio:
0
11) Numero posti senza vitto e alloggio:
6
12) Numero posti con solo vitto:
0
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
36
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
6
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
I volontari dovranno prestare servizio anche in giorni festivi visto che la domanda
turistica delle visite si concentra soprattutto nel week-end fermo restando la
possibilità di recuperi infrasettimanali.
CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE
16) Sede/i di attuazione del progetto ed Operatori Locali di Progetto:
Sede di
attuazione del
progetto
Comune
1
Servizio
promozione
turistica
Castelvetro
di Modena
2
Centro Giovani
Castelnuovo
Rangone
N.
3
4
5
Cod.
ident.
sede
N. vol.
per
sede
Piazza Roma n. 5 – 41014
Castelvetro di Modena (MO)
59878
Piazza Brodolini 13 - 41051
Castelnuovo Rangone (MO)
59881
Indirizzo
Servizio Area
Savignano Via Doccia, 64 – 41056 Savignano
Servizi Alla
59871
sul Panaro
sul Panaro (MO)
Citta'
Servizio
Piazza Caduti della Libertà n. 3 –
Spilamberto
59885
turismo
41057 Spilamberto (MO)
Servizio Sport e
Via Selmi n. 5 – 41058 Vignola
Vignola
59888
Turismo
(MO)
Nominativi degli Operatori Locali di Progetto
Cognome e nome
Data di nascita
2
Bertoni Ivonne
07.01.1960
BRTVNN60A47G393V
1
Cavazzoli Paolo
04.01.1954
CVZPLA54A04A959M
1
Perriello Vincenzo
Giovanni
24.06.1953
PRRVCN53H24F399X
1
Quartieri Cristina
31.01.1975
QRTCST75A71L885V
16.02.1959
SPPFNC59B16E905D
1
Iseppi Francesco
C.F.
17) Altre figure impiegate nel Progetto:
N.
1
2
3
4
5
Sede di
attuazione del
progetto
Comune
Servizio
promozione
turistica
Castelvetro
di Modena
Indirizzo
Piazza Roma n. 5 –
41014 Castelvetro di
Modena (MO)
Piazza Brodolini 13 Castelnuovo
Centro Giovani
41051 Castelnuovo
Rangone
Rangone (MO)
Servizio Area
Via Doccia, 64 – 41056
Savignano
Servizi Alla
Savignano sul Panaro
sul Panaro
Citta'
(MO)
Piazza Caduti della
Servizio
Spilamberto
Libertà n. 3 – 41057
turismo
Spilamberto (MO)
Servizio Sport e
Via Selmi n. 5 – 41058
Vignola
Turismo
Vignola (MO)
Cod.
ident.
sede
N.
vol.
per
sede
TUTOR
59878
2
Rapini
Romana
59881
1
Rapini
Romana
59871
1
Rapini
Romana
59885
1
Rapini
Romana
59888
1
Rapini
Romana
Cognom
e e nome
Data di
nascita
09.02.1955
09.02.1955
09.02.1955
09.02.1955
RESP. LOCALI ENTE ACC.
C.F.
Cognom
e e nome
Data di
nascita
C.F.
RPNRMN55B4 Bonettini
06.06.1968 BNTMNL68H46 F257F
9G393H
Manuela
RPNRMN55B4 Bonettini
06.06.1968 BNTMNL68H46 F257F
9G393H
Manuela
RPNRMN55B4 Bonettini
06.06.1968 BNTMNL68H46 F257F
9G393H
Manuela
RPNRMN55B4 Bonettini
06.06.1968 BNTMNL68H46 F257F
9G393H
Manuela
09.02.1955 RPNRMN55B4 Bonettini
06.06.1968 BNTMNL68H46 F257F
9G393H
Manuela
18) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
Campagna promozionale e di sensibilizzazione del SCN attraverso:
pubblicazione sul sito internet dell’Unione Terre di Castelli e sui siti dei
singoli comuni afferenti all’Unione;
campagna di comunicazione utilizzando l’affissione di manifesti e la diffusione
di volantini su tutto il territorio dell’Unione;
incontri informativi organizzati ed effettuati presso i punti giovani del territorio
dell’Unione;
diffusione di speciali approfondimenti sul Servizio Civile, ed in particolare sul
progetto in oggetto, nelle edizioni del “telegiornale d’area – Unione Terre di
Castelli” trasmessi sul canale regionale TRC;
divulgazione delle potenzialità del Servizio Civile Nazionale, con particolare
riferimento al progetto in oggetto, quali la possibilità di crescita professionale
umana e civile per i giovani nell’ambito della propria comunità. Si prevedono
incontri con gli studenti, iscritti all’ultimo anno, presso gli Istituti di scuola
secondaria situati nel territorio dell’Unione Terre di Castelli.
attività di sensibilizzazione coordinata e congiunta con il CO.PR.E.S.C. di
Modena rivolte all’intera comunità e specificatamente ai giovani, durante
l’intero arco dell’anno, sulla Carta d’impegno etico e sulle previsioni della
L.R.20/03 (in particolare dall'art.2, lettere a-f-g): valori dell’obiezione di
coscienza e tematiche collegate (nonviolenza, difesa civile, povertà, solidarietà,
mondialità e intercultura, pace e diritti umani, ecc.), sul servizio civile svolto
sia in Italia che all’estero, con le dirette testimonianze dei giovani in sc e dei
referenti degli enti, nonché attività di promozione, coordinata e congiunta, del
bando e di orientamento dei giovani alla scelta del progetto, in occasione
dell’uscita dei bandi per la selezione di giovani da impiegare in progetti di
servizio civile, evitando che ognuno promuova solo il proprio servizio civile o
che si trascuri quel lavoro di rigenerazione della risorsa presso scuole e altri
contesti. A tal fine si è concordato con il CO.PR.E.S.C. di promuovere il
servizio civile sul territorio, individuando strumenti congiunti di presentazione
dei progetti di tutto il territorio provinciale e meccanismi coordinati per
l’orientamento dei giovani alla scelta degli stessi, con l’obiettivo della
copertura dei posti disponibili sul territorio provinciale e di facilitare l’accesso
al servizio civile del maggior numero possibile di giovani, escludendo in tal
modo inutili concentrazioni di domande su pochi progetti. (Come da protocollo
d’intesa approvato con deliberazione di G.U. n. 77 del 19.10.2006 allegato al
presente progetto sotto la lettera “D”).
Per l’espletamento delle attività di sensibilizzazione del servizio civile nazionale,
sopra descritte, si prevede di dedicare un tempo complessivo pari a 20 ore.
19) Eventuali autonomi criteri e modalità di selezione dei volontari:
Criteri UNSC
20) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
21) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dei risultati del progetto:
Verifiche periodiche sul grado di efficacia ed efficienza manifestato dal progetto,
utilizzando colloqui verbalizzati con i volontari e schede di valutazione trimestrali.
In particolare si intende verificare la capacità di trasmissione ai volontari delle
tecniche di lavoro in una struttura organizzata e delle specifiche conoscenze culturali
acquisite nel settore.
22) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
23) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli
richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
Titolo di studio attinente al settore turistico, al settore dei beni culturali ed
ambientali, materie umanistiche, o equipollenti; attitudini specifiche alla materia del
progetto, conoscenze di informatica (in particolare dei programmi Windows) e della
lingua inglese.
24) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione
del progetto:
25) Eventuali copromotori e partners del progetto con la specifica del ruolo concreto
rivestito dagli stessi all’interno del progetto:
-
Associazione Strada dei Vini e dei Sapori. del territorio Città Castelli e Ciliegi
con sede in Vignola, Via Tavoni n. 20, Codice Fiscale: 94082210363
L’approvazione dell’accordo di programma 2004/2007 tra i comuni è stato
approvato dai comuni in oggetto con le seguenti deliberazioni:
 Comune di Castelnuovo Rangone Delibera CC la n.11 del 29.03.2004
 Comune di Castelvetro di Modena Delibera CC n. 12 del 30.03.2004
 Comune di Savignano sul Panaro Delibera CC n. 11 del 17.03.2004
 Comune di Spilamberto Delibera CC n. 5 del 22.01.2004.
 Comune di Vignola Delibera GC n. 268 del 30.12.2004.
-
Il CO.PR.E.S.C. (Coordinamento Provinciale degli Enti di Servizio Civile)
di Modena promuovendo le seguenti attività e iniziative:
1. Sensibilizzazione su:

servizio civile svolto sia in Italia che all’estero, con le dirette
testimonianze dei giovani già coinvolti;

Carta Etica e previsioni della L.R.20/03: valori dell’obiezione di
coscienza e tematiche collegate (nonviolenza, difesa civile,
povertà, solidarietà…), nell’università, nella scuola secondaria e
anche nella scuola primaria.
2. Promozione del bando e orientamento dei giovani alla scelta del
progetto;
3. Formazione coordinata e congiunta per gli operatori locali di progetto
(minimo 12 ore) e le figure accreditate degli enti.
Le prime due attività saranno organizzate e coordinate dal CO.PR.E.S.C.
congiuntamente all’Unione Terre di Castelli. Per ciò che concerne la
formazione di cui al punto 3 il CO.PR.E.S.C. realizzerà , per conto della
Regione Emilia Romagna, i corsi di formazione a cui gli operatori locali di
progetto e le figure accreditate dell’Unione Terre di Castelli parteciperanno.
Quanto sopra riportato è sancito dal protocollo d’intesa “Partenariato per lo
sviluppo del Servizio Civile Nazionale” approvato con deliberazione di
Giunta dell’Unione n. 77 del 19.10.2006.
La documentazione relativa gli impegni assunti è allegata al presente progetto sotto
la lettera “D”.
26) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
Le risorse tecniche necessarie per la realizzazione del progetto si identificano con le
risorse a cui il volontario potrà attingere per la realizzazione della
propria esperienza.
Dal punto di vista tecnico i volontari potranno contare su:
- il supporto dell’OLP quale riferimento nella quotidiana attività progettuale;
- la presenza del tutor, punto di riferimento per il volontario, che è in grado di
garantire il monitoraggio dell’attività del singolo volontari, e di garantire il
raccordo tra le altre figure del sistema (OLP, Responsabile dell’Ufficio di
SCV) che intervengono più o meno direttamente nell’esperienza progettuale del
volontario. Inoltre, opera una supervisione generale sulla relazione
volontario/OLP e sull’attinenza delle attività svolte da volontario con gli
obiettivi progettuali;
- la presenza di un’equipe di lavoro con la quale si relazionerà quotidianamente,
imparando a coordinare il proprio lavoro con quello degli altri;
- la possibilità di partecipare a riunioni organizzative e di programmazione delle
attività;
- la possibilità di fruire di archivi documentativi e banche dati non riservate e di
attingere a tutte le informazioni necessarie per un approfondimento delle
tematiche oggetto dell’attività specifica da lui seguita;
Dal punto di vista strutturale, sono già in possesso nelle strutture museali e nei
servizi comunali coinvolti le risorse di base per la realizzazione del progetto.
Ad ogni volontario sarà garantito l’utilizzo di strumentazione tecnologica quali:
- foto riproduttori elettronici, computer e stampanti, software ed assistenza
informatica, video-proiettori, impianto audio e service per tutte le iniziative
ricorrenti.
Inoltre si avranno a disposizione palchi di proprietà comunale e attrezzature varie
(es. archi e strutture gonfiabili, vele pubblicitarie, transenne, ecc….).
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
27) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
L’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, e le facoltà dell’Ateneo,
riconoscono l’esperienza del servizio civile svolto presso l’Unione Terre di Castelli
quale parte integrante del percorso formativo dello studente (accertata la
congruità con il percorso curriculare previsto dai regolamenti didattici dei singoli
corsi di studio), attribuendo allo svolgimento completo del Servizio fino a un
massimo di 9 crediti, a cui potranno aggiungersi ulteriori crediti, e comunque
per un massimodi 9, come attività autonomamente scelte dallo studente, su
espressa e motivata delibera del competente organo didattico. (Deliberazione di
Giunta dell’Unione n.64 del 02.08.2006). Vedi allegato “E”.
28) Eventuali tirocini riconosciuti :
la Facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna, attribuirà ai periodi di Servizio Civile
Volontario realizzato presso l’Unione Terre di Castelli dagli studenti/studentesse
iscritti ai propri corsi di studio, in relazione all’attività effettivamente svolta,
valore di tirocinio formativo. Alla partecipazione ai progetti presentati
dall’Unione Terre di Castelli verranno riconosciuti, previa verifica da parte degli
organi competenti della congruità della congruità con il percorso curriculare previsto
dai regolamenti didattici dei singoli corsi, crediti formativisino al massimo previsti
dal regolamento del singolo corso di studio per l’attività di tirocinio curricolare.
(Deliberazione della Giunta dell’Unione n. 60 del 26.07.2006). Vedi allegato
“F”.
29) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del
servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
Conoscenze delle tecniche di base nella gestione e nell’organizzazione di un ufficio
di accoglienza e informazione turistica, conoscenza del territorio, in materia di
comunicazione e di rapporti con l'utenza, ed organizzazione di informazione
turistica ed inserimento del volontario nei processi formativi organizzati dalla
Provincia o dalla Regione, o altri Enti coinvolti.
Messa a punto delle tecniche di predisposizione di progetti di richiamo turistico.
Al termine dell’attività l’Ente certificherà in proprio le attività svolte dai volontari,
durante il SC, attestandone:
 la durata
 l’ambito
 la tipologia
 la formazione (durata e argomenti) ricevuta in itinere .
Formazione generale dei volontari
30) Sede di realizzazione:
La formazione generale verrà prevalentemente svolta presso la sede dell’Unione
Terre di Castelli – Via Bellucci n. 1 – 41058 Vignola (MO).
31) Modalità di attuazione:
La formazione è realizzata in proprio.
32) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
NO
33) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
La formazione generale avverrà tramite:
» lezioni frontali;
» dinamiche non formali.
Infatti la formazione generale verrà svolta prevalentemente attraverso lezioni in aula
ma con la partecipazione attiva degli allievi tramite lavori di gruppo, discussioni,
analisi di casi.
34) Contenuti della formazione:
In riferimento alla determinazione del 4 aprile 2006 dell’UNSC- Ufficio Nazionale
per il Servizio Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri concernente:
“Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale”, la
Formazione generale dei volontari sarà articolata sulle seguenti tematiche:
- sviluppo dell’identità del gruppo in formazione/lavoro per progetti;
- dall’obiezione di coscienza al servizio civile nazionale: evoluzione storica,
affinità e differenze tra le due realtà;
- il dovere di difesa della Patria;
- difesa civile non armata e non violenta;
- solidarietà e forme di cittadinanza, un approccio multiculturale;
- servizio civile nazionale, associazionismo e volontariato;
- l’ordinamento del servizio civile nazionale e la carta di impegno etico;
- diritti e doveri del giovane in servizio civile nazionale;
- la protezione civile: collegamento tra difesa della Patria e difesa
dell’Ambiente del territorio e delle popolazioni;
- le forme di partecipazione attiva alla vita della società civile: l’Ente Locale e
le Unione dei Comuni, con la presentazione della storia, le caratteristiche
specifiche e le modalità organizzative dell’ente Unione Terre di Castelli.
35) Durata:
35 ore
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
36) Sede di realizzazione:
Presso le sedi di attuazione del progetto e precisamente:
»
Servizio promozione turistica – Piazza Roma n. 5 – 41014 Castelvetro di
Modena (MO);
»
Centro giovani – Piazza Brodoloni n. 13 – 41051 Castelnuovo Rangone
(MO);
»
Servizio Area servizi alla città – Via Doccia n. 64 – 41056 Savignano sul
Panaro (MO);
»
Servizio Turismo – Piazza Caduti della Libertà n. 3 – 41057 Spilamberto
(MO);
»
Servizio Sport e Turismo – Via Selmi n. 5 – 41058 Vignola (MO).
37) Modalità di attuazione:
La formazione specifica è realizzata in proprio, presso l’ente con formatori dell’ente.
38) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
-
Quartieri Cristina nata a Vignola (MO), il 31/01/1975;
Bertoni Ivonne, nata a Pavullo nel Frignano (MO), il 07.01.1960;
Iseppi Francesco, nato a Marano sul Panaro (MO) il 16.02.1959;
Perriello Vincenzo Giovanni, nato a Montalbano Ionico (MT) il 24.06.1953;
Cavazzoli Paolo, nato a Bomporto (MO) il 04.01.1954;
39) Competenze specifiche del/i formatore/i:
I formatori, da anni operanti nel settore turismo e promozione territoriale, hanno una
conoscenza approfondita sia tecnica che giuridica in materia Turistico territoriale.
Per ulteriori informazioni si rimanda ai curricula allegati sotto la lettera “B”.
40) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Lezioni teoriche e pratiche sul posto utilizzando strumentazione tecnico scientifica
già presente nei servizi dei comuni coinvolti, documentazione fotografica,
pubblicazioni, mezzi informatici; ed eventualmente anche con altre risorse ritenute
utili.
41) Contenuti della formazione:
-
Accenni della normativa vigente in materia turistica, museale e culturale;
Tecniche di reference;
Conoscenza degli Enti cui riferirsi in materia di tutela, valorizzazione e
promozione del territorio ed in particolare dei beni culturali;
Espletamento pratiche inerenti all’argomento;
-
-
Accenni alle tecniche ed alla metodologia della didattica museale: con
particolare riguardo all’insegnamento dei percorsi museali e alla conoscenza
del materiale in essi conservato ed esposto;
Accenni alle tecniche di conservazione dei beni in oggetto;
Aggiornamento del sito internet;
Uso della strumentazione tecnologica in dotazione al servizio.
42) Durata:
75 ore
Altri elementi della formazione
43) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
FORMAZIONE GENERALE
Il monitoraggio avviene della formazione avviene su più livelli:
- attraverso il colloquio individuale e privato gestito dal tutor, improntato
anche per verificare il grado di soddisfazione dei volontari;
- attraverso colloqui individuali gestiti dagli OLP;
FORMAZIONE SPECIFICA
Il monitoraggio della formazione specifica sarà effettuato tramite verifiche
periodiche sul grado di apprendimento dei volontari, utilizzando colloqui con i
volontari e schede di valutazione trimestrali.
Data
Il Progettista
dott.ssa Debora Dameri
Il Responsabile del Servizio civile nazionale
dott. Teodoro Vetrugno
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SCHEDA PROGETTO N. 3 “Turismo e