Anno XX (XXXV) - N ° 11 - NOVEMBRE 2 0 0 2 - Via S. Lucia Filippini n° 2 5 - Tel. 8 2 6 0 5 0 - Montefiascone (VT) - Sped. in a.p. Legge 6 6 2 / 9 6 art. 2 - comma 2 0 / c
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Anno del Rosario
2002 ottobre 2003
Carissmi fratelli e sorelle!
Durante il recente viaggio in Polonia, mi sono
così rivolto alla Madonna: "Madre Santissima, [....]
ottieni anche a me le forze del corpo e dello spirito,
affinché possa compiere fino alla fine la missione assegnatami dal Risorto. A te rimetto tutti i
frutti della mia vita e del mio ministero; a Te affido
le sorti della Chiesa; [...] in Te confido e a Te ancora una volta dichiaro: Totus tuus, Maria! Totus
tuus! Amen" (Kalwaria Zebrzydowska, 19.8.2002).
Queste parole ripeto oggi, rendendo grazie a Dio
per i ventiquattro anni del mio servizio alla
Chiesa nella Sede di Pietro.
Il nuovo rosario
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E' consuetudine che la sessione conclusiva del processo si celebri pubblicamente per portare a conoscenza
del popolo di Dio quanto si opera per la glorificazione di
un Servo di Dio e per incrementare la sua devozione. La
sessione del 24 novembre sarà presieduta dal
Vescovo diocesano, Mons. Chiarinelli, che nella diocesi è il giudice ordinario. In tale sessione saranno
apposti i sigilli ai documenti processuali originali e alle
due copie che saranno consegnate alla Congregazione
per le Cause dei Santi.
giovedì
II battesimo nel Giordano
Le nozze di Cana
L'annuncio del Regno di Dio
La Trasfigurazione
L'istituzione dell'Eucaristia
MISTERI DEL DOLORE
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martedì e venerdì
Gesù al Getsemani
La flagellazione
L'incoronazione di spine
La salita al Calvario
La morte in Croce
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MISTERI DELLA GLORIA
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Alcuni anni fa alla Postulazione della Causa giunsero
alcune notizie riguardanti una presunta guarigione di una
Maestra Pia Filippini, dopo aver invocato l'intercessione
del Servo di Dio. Dopo alcuni approfondimenti, presentai
il caso a Sua Ecc.za Mons. Fiorino Tagliaferri, chiedendogli di valutare l'opportunità di aprire un'inchiesta diocesana per raccogliere gli elementi da presentare alla
Congregazione vaticana per le Cause dei Santi, per
poter poi giudicare se la guarigione fosse soprannaturale
o meno.
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lunedì e SABATO*
L'Annunciazione
La visita di Maria a Elisabetta
La nascita di Gesù
La presentazione al Tempio
Gesù dodicenne tra i dottori al Tempio
MISTERI DELLA LUCE*
Domenica 24 novembre, solennità liturgica di Cristo Re, nel Santuario di S. Lucia Filippini
si celebrerà la sessione di chiusura del processo diocesano circa un presunto miracolo attribuito all'intercessione del Servo di Dio, Card. Marco Antonio Barbarigo.
Mons. Tagliaferri rispondendo positivamente alla
richiesta, nominò il Tribunale che presiedette personalmente istruendo le prime sessioni dell'inchiesta. Sua
Ecc.za Mons. Chiarinelli, decise di proseguire il lavoro
iniziato nominando Giudice delegato, Mons. Emilio
Marinelli, che ha concluso il processo ascoltando i testimoni presentati, tra i quali i medici curanti, quelli nominati
per valutare il caso e raccogliendo la documentazione
necessaria, secondo quanto stabilito dalle Norme del
Dicastero competente della Santa Sede.
MISTERI DELLA GIOIA
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Il Card. Marco Antonio Barbarigo
ha compiuto un miracolo?
mercoledì e domenica
La Resurrezione
L'Ascensione
La Pentecoste
L'Assunzione di Maria al Cielo
Maria incoronata regina degli Angeli e
dei Santi
* Le novità introdotte da Giovanni Paolo il
In questo particolare giorno, affido nuovamente
alle mani della Madre di Dio la vita della Chiesa e
quella tanto travagliata dell'umanità. A Lei affido
anche il mio futuro. Depongo tutto nelle sue
mani, affinché con amore di madre lo presenti
al suo Figlio, "a lode della sua gloria" (Ef 1,12).
Il centro della nostra fede è Cristo,
(segue a pag. 2)
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
domenica 24 novembre
ore 12 Santuario di S. Lucia Filippini:
S. Messa per i gruppi che giungeranno
in mattinata
ore 15.30: Piazza Vittorio Emanuele:
raduno dei partecipanti.
Corteo fino alla Cattedrale.
Il giudizio definitivo sulla soprannaturalità della guarigione sarà dato unicamente dalla detta Congregazione,
ore 16 Santuario di S. Lucia Filippini:
in tempo opportuno. La presunta guarigione della
Celebrazione del Vespro.
Maestra Pia si inserisce nel movimento di devozione
Sessione di chiusura del Processo dioverso il Cardinale Barbarigo, presente non solo nella
cesano sul presunto miracolo.
nostra città e diocesi, ma anche nei luoghi del mondo
dove vivono ed operano le Maestre Pie Filippini e le
Suore del Divino Amore. Al riguardo tante grazie sono state ottenute per intercessione del Card.
Barbarigo, come tante iniziative ed istituzioni educative e promozionali, soprattutto riguardante la
donna, sono state istituite sia dalle Maestre che dalle Suore del Divino Amore. Noi non possiamo
dimenticare, oltre alla Scuola delle Maestre Pie Filippini, il Seminario, e la presenza del "Divino
Amore".
La sessione conclusiva del processo sarà preceduta dal canto del Vespro per ringraziare il
Signore per il dono del Card. Barbarigo alla nostra Chiesa e per chiedere la sua glorificazione. Alla
celebrazione parteciperanno oltre alle Maestre Pie dell'Istituto diocesano, anche quelle
dell'Istituto Pontificio e le Suore del Divino Amore, insieme ai rappresentanti delle loro opere di
apostolato. Non mancherà certamente la presenza corale della nostra città. Sarà un altro
momento significativo per riscoprire la presenza di S. Lucia Filippini e del Barbarigo, figure che hanno
segnato la storia religiosa e civile della nostra Chiesa; sarà un'altra occasione per rispondere alla
mediocrità che ci attanaglia con la "misura alta della vita cristiana ordinaria", come ha indicato
Giovanni Paolo II nella lettera Apostolica "Novo Millennio Ineunte", in quel cammino pedagogico
verso la santità che è la vocazione di tutto il Popolo di Dio.
Mons. Fabio Fabene
Postulatore della Causa
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
pag. 10
(dalla prima pagina)
Redentore dell'uomo. Maria non l'offusca, né offusca la sua opera salvifica.
Assunta in cielo in corpo e anima, la Vergine, la prima a gustare i frutti della
passione e della risurrezione del proprio Figlio, è Colei che nel modo più
sicuro ci conduce a Cristo, il fine ultimo del nostro agire e di tutta la nostra
esistenza. Per questo, rivolgendo alla Chiesa intera, nella Lettera apostolica
Novo millennio ineunte, l'esortazione di Cristo a "prendere il largo", ho
aggiunto che "ci accompagna in questo cammino la Vergine
Santissima, alla quale [...], insieme a tanti vescovi [....], ho affidato il
terzo millennio" (n. 58).
E invitando i credenti a contemplare incessantemente il volto di Cristo,
ho desiderato tanto che di tale contemplazione fosse per tutti maestra Maria,
sua Madre.
Oggi intendo esprimere questo desiderio con maggiore chiarezza
mediante due gesti simbolici. Firmerò tra poco la Lettera apostolica
Rosarium Virginis Mariae. Inoltre, insieme a questo documento, dedicato
alla preghiera del Rosario, proclamo l'anno che va dall'ottobre 2002
all'ottobre 2003 "Anno del Rosario". Lo faccio non soltanto perché questo
anno è il venticinquesimo del mio pontificato, ma anche perché ricorre il centoventesimo anniversario dell'Enciclica Supremi apostolatus officio, con la
quale, il 1° settembre 1883, il mio venerato predecessore, il Papa Leone
XIII, dette inizio alla pubblicazione di una serie di documenti dedicati proprio
al Rosario. C'è poi un'altra ragione: nella storia dei Grandi Giubilei vigeva la
buona usanza che, dopo l'Anno Giubilare dedicato a Cristo e all'opera della
Redenzione, ne venisse indetto uno in onore di Maria, quasi implorando da
Lei l'aiuto per far fruttificare le grazie ricevute.
Per l'esigente, ma straordinariamente ricco compito di contemplare
il volto di Cristo insieme con Maria, vi è forse strumento migliore della
preghiera del Rosario? Dobbiamo però riscoprire la profondità mistica racchiusa nella semplicità di questa preghiera, cara alla tradizione popolare.
Questa preghiera mariana nella sua struttura è in effetti soprattutto
meditazione dei misteri della vita e dell'opera di Cristo. Ripetendo l'invocazione dell'"Ave Maria", possiamo approfondire gli eventi essenziali della
missione del Figlio di Dio sulla terra, che ci sono stati trasmessi dal Vangelo
e dalla Tradizione.
Perché tale sintesi del Vangelo sia più completa e offra una maggiore
ispirazione, nella Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae ho proposto
di aggiungere altri cinque misteri a quelli attualmente contemplati nel
Rosario, e li ho chiamati "misteri della luce". Essi comprendono la vita
pubblica del Salvatore, dal Battesimo nel Giordano fino all'inizio della
I consigli del Papa
del mistero sia seguita dalla proclao L'enunciazione
mazione di un passo biblico corrispondente
un momento di silenzio si fermi lo sguardo sul
o Inmistero
meditato
Nostro ci aiuti a vivere la nostra preghiera
o Ilin Padre
comunione con i fratelli
Nell'Ave Maria ripetuta per dieci volte si ponga l'aco cento
sul suo baricentro, che è il nome di Gesù
©Il Gloria,
culmine della contemplazione, sia messo
bene in evidenza
Per sottolineare il legame fra il Rosario e la vita
G ciascun mistero si concluda con un'invocazione
volta a ottenere i frutti specifici del particolare
momento della vita di Gesù contemplato
Passione. Questo suggerimento ha lo scopo di ampliare l'orizzonte del
Rosario, affinché sia possibile a chi lo recita con devozione e non meccanicamente penetrare ancor più a fondo nel contenuto della Buona Novella e
conformare sempre più la propria esistenza a quella di Cristo.
Ringrazio voi, qui presenti, e coloro che in questo singolare giorno sono
a me uniti spiritualmente. Grazie per la benevolenza, e specialmente per
l'assicurazione del costante sostegno della preghiera. Affido questo documento sul Santo Rosario ai Pastori e ai fedeli di tutto il mondo. L'Anno
del Santo Rosario, che vivremo insieme, produrrà certamente benefici frutti
nel cuore di tutti, rinnoverà e intensificherà l'azione della grazia del Grande
Giubileo dell'Anno Duemila e diventerà sorgente di pace per il mondo.
Maria, Regina del Santo Rosario, che vediamo qui esposta nella bella
immagine venerata a Pompei, conduca i figli della Chiesa alla pienezza
dell'unione con Cristo nella sua gloria!
fi-,
//
CALENDARIO PARROCCHIALE
Il mese di Novembre lo chiamerei "mese dei
viventi" perché - a differenza della nostra prova
qui in terra - i nostri cari VIVONO PER SEMPRE
la vita stessa di Dio Padre.
Ricordarli, pregare il Signore perché li accolga
nella sua pace, è un dovere per noi; il modo
migliore per "essere con loro" è vivere intensamente la vita di Dio, per viverla nella pienezza,
quando anche noi ci uniremo a loro.
17 novembre - Giornata Mondiale per le migrazioni
(domenica)
22 novembre - S. Cecilia - Patrona dei musicanti
(venerdì)
23 novembre - S. Felicita Martire
compatrona, insieme a S. Flaviano della
(sabato)
nostra città.
La festa sarà abbinata all'anniversario
della consacrazione della Basilica di
S. Margherita, il 20 maggio 2003
OGNI SERA nella chiesa di S. Andrea:
ore 16,30: recita del S. Rosario
recita dei Vespri
S. Messa
24 novembre - Festa di Cristo Re
(domenica) E' l'ultima domenica dell'anno liturgico A
10 novembre - Giornata del Ringraziamento
(domenica) soprattutto per i "frutti della terra"
26-27-28 novembre
(domenica) Adorazione solenne nella chiesa di S.
Andrea, soprattutto per i nostri defunti
(viventi in Dio).
O R A R I O FESTIVO SANTE MESSE
7,30
Divino Amore
8
Corpus Domini
S. Maria delle Grazie
S. Pietro - Benedettine
Villa S. Margherita
8,15
S. Maria del Riposo (Fiordini)
9
S. Francesco
Villa S. Margherita
9,30
Corpus Domini
S. Maria del Giglio
10
S. Margherita
S. Flaviano
S. Giuseppe
S. Maria della Vittoria
Villa S. Margherita
11
S. Margherita
MONTEFIASCONE
Corpus Domini
1I 1I , ™
Fiilaviano
J U s.
s.
. Giuseppe
Giuseppe
S. Maria del Giglio
Santuario S. Lucia Filippini
S. Flaviano (est. 19)
S. Andrea
(est. 19,30 S. Francesco)
S. MESSA VESPERTINA del sabato
valevole per il precetto festivo
29 novembre:
ore 18,00: inizio della
Novena
dell'Immacolata
portata avanti per i primi 5
giorni da M o n s . Pietro
Condoli, Vicario generale
della Diocesi e per i restanti
giorni dal Canonico di S.
Pietro
Mons. Eutizio
Fanano.
Domenica 1 dicembre
e
Domenica 8 dicembre
FESTA
DELL'IMMACOLATA
alle ore 18,00:
celebrerà e parlerà il nostro
Vescovo Lorenzo.
PRO DEFUNCTIS
1 6
S. Maria delle Grazie (est. 18)
S. Pietro - Benedettine (est. 17)
8 novembre:
Alfredo Bacchiarri
1 6 , 3 0
S. Maria del Giglio
22 novembre: Cesarina Pecoroni
•J 7
S. Margherita (est. 19)
29 novembre: Vincenza Marziantonio
15 novembre: Anna Rosetto
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
pag. 11
Vecchie
Foto
1956
2" domenica
di
luglio
Prima messa in parrocchia
(S. Giuseppe alle Mosse,
dove
era
parroco
D.
Giovanni Firmani) di P.
Enzo Corba, missionario, del
P.I.M.E.
E' circondato da quasi tutti i
suoi familiari: Iride (+) la
sorella più grande, Sr. Elena,
cugina carnale, Alfonso (+)
marito di Iride e suo padre
che tiene il nipotino Alberto,
mamma Filomena (+), P. Enzo, papà Settimio (+), zia Venturina (+) ed Elsa, la sorella più piccola che vive a S.
Lorenzo Nuovo.
Manca il fratello Claudio che, forse, è dietro la macchina fotografica.
P. Enzo è circondato da due sue cugine
Maestre Pie: Sr. Leonide Sensi (+) e Sr. Elena
ancora vispa e in attività.
A P. Enzo, che qui vediamo con la barbetta
come usavano i missionari PIME, facciamo i
nostri migliori auguri e buona attività in
Bangladesh!
MONTEFIASCONE E IL SUO VINO
DI G I A N C A R L O BRECCOLA
Paolo III, però, apprezzava i vini che provenivano dal suo ducato ove il vino era
do d'haver ordine da sua Madre, di non mutar
Vino a pasto.™
...per la maggior parte rosso, et ancora
sono generalmente tutti buoni [...] Ma per dire
solo li migliori e per esperienza sono questi,
cioè: Gradde, Istia, le Grotte.1 Quelli di Istia .
sono migliori, e quelli massime di una vigna
che S.S., in minoribus, fece piantare [...] Da
questa vigna esce bianco e rosso, ma meglio
è il rosso [...] Capodimonte che non fa malo
vino [...] Marta fa buon vino e Canino fa vini
assai, ma meno buoni; Valentano non lo fa tristo. Certo Casa Farnese si può laudare, di
avere nello Stato novo e vecchio buona
bevanda.2
Anno 1622: Neumair Von Ramssla scrive
che a Montefiascone cresce il migliore vino
moscatello."
Non passa inosservata, in questa relazione, la
piaggeria di Sante Lancerio nei confronti del vino del
ducato di Castro e comunque, nonostante le riserve
del Farnese, il moscatello di Montefiascone continuava a conquistare appassionati sostenitori, molti
dei quali stranieri. Assai apprezzato risultava, inoltre,
l'anonimo rosso di Montefiascone.
Anno 1587: Arnold von Buchell menziona
Montefiascone definendolo celeberrimo per la
soavità del vino rosso e del moscatello, gratissimumque propter vini apiani cum albi tum
vermiculi suavitatem.3
Anno 1594: Fines Moryson scrive che
Montefiascone non ha in sé elementi di particolare interesse che non siano il moscatello
bianco e quello rosso, uno dei vini italiani più
celebri.'
Anno 1596: Andrea Bracci nel suo De
naturali vinorum historia celebra il moscatello
di Montefiascone, specificando che si ottiene
da uve fatte appassire sui tetti, oppure da
mosti cotti.5
Anno 1640: John Evelyn registra nel suo
diario che Montefiascone è altrettanto rinomato per il vino eccellente quanto lo è ora per la
storia del vescovo.12
(5 - segue)
note:
1 Gradoli, Ischia di Castro, Grotte di Castro.
2 Ivi.
3 ARNOLD VON BUCHELL (BUCHELLIUS), Iter italicum,
Archivio
della Regia Società Romana di storia patria, voli. XXIIIXXIV, 1901.
Papa Paolo III Farnese quando si trovava a
Montefiascone beveva il moscatello per dare
onore e condizione al luogo...
Anno 1600: Georg Kranitz von Wertheim
paragona la posizione del luogo ad un fiasco
dal quale la città trae il suo nome, e specifica
che vi cresce il migliore moscatello di tutta
l'Italia.7
Anno 1606: probabilmente al celeberrimo
vino di Montefiascone si ispira Ben Jonson,
nel suo Volpone, or the Fox, quando inserisce
il moscatello tra i piaceri più gustosi concessi
dalla ricchezza: what avails your rich man to
have his magazines stuff'd with moscadelli, or
of the purest grape, when his physicians prescribe him, on pain of death, to drink nothing
but water cocted with anìseeds? '
4 FINES MORYSON, Itinerary Containing his Ten Years'
Travet, Londra, 1617.
5 Andrea Bacci (1524-1600), figlio dell'architetto Antonio
Bacci, studiò Letteratura a Matelica e in seguito Medicina e
Filosofia. Il De naturali vinorum historia è una vera miniera
di informazioni, non solo sui vini. Diviso in sette tomi, il trattato esamina innanzitutto la storia del vino in Italia dai
tempi antichi al sedicesimo secolo, seguito dalla suddivisione delle differenti varietà di vino, dal periodo classico ai
giorni di Bacco. I tre libri finali, invece, trattano dei differenti
tipi di vini prodotti non solo in Italia, ma anche in Francia,
Spagna, Boemia, Ungheria, Russia, ecc.
6 HENTZNER, PAUL, Itinerarium Germaniae, Galliae, Angliae,
Italiae, Norimberga 1612.
7 "DELITIAE ITALIAE", Francoforte, 17 gennaio 1600.
8 ...che giova al ricco d'avere i magazzini stipati di moscadelli, o dell'uva più pura, quando i suoi medici gli prescrivono sotto pena di morte di non bere altro che acqua bollita
con anici?" - Tra i capolavori della maturità di Ben Jonson autore drammatico inglese (Westminster 1572 o 1573 Londra 1637) - che segnano uno dei punti di maggiore interesse del teatro inglese del Rinascimento, si trova anche
VOLPONE, OR THE FOX. Ringrazio Claudio Acciari per l'indicazione.
9 Des B a m b e r g e r F u r s t b i s c h o f s JOHANN GOTTFRIED VON
ASCHHAUSEN, Gesandtschats-Reise nach Italien und Rom,
1 6 1 2 u n d 1 6 1 3 . H e r a u s g e g e b e n v o n CHRISTIAN HAUTLE,
Anno 1599: il duca di Wurttemberg,
Friedrich I, accompagnato da un piccolo
seguito, alloggia a Montefiascone nell'albergo
alla Campana dove possono bere il più gradevole vino moscatello [di tutto] tutto il viaggio,
per cui alcuni si sono anche ubriacati.
Anno 1599: Paul Hentzner il 3 novembre
si ferma a cenare a Montefiascone e annota
che vi si producono vini di qualità eccezionale,
comunemente detti Muscatellina, di una tale
delicatezza, dolcezza e soavità che in Italia
non ha uguali: Crescunt circa Montem
Faliscorum, ut supra quoque dictum, Mina
generosissima, Muscatellina vulgo noncupata,
quae nullibi in Italia adeo suavia, dulcia et delicata reperiuntur.*
Anni 1612-1613: il vescovo principe di
Bamberg, Johann Gottfried von Aschhausen
con il suo seguito sosta a Montefiascone dove
la comitiva pernotta e assaggia in due trattorie
a spese del principe il buon vino moscatello.9
Anno 1615: Ottaviano Rabasco nel suo
Convito riporta l'eloquente aneddoto di una
ragazza
che,
andando
sposa
a
Montefiascone, trovò uno scaltro pretesto per
gustare a sazietà lo squisito vino: Non s'insista di voler sempre pertinacemente una sorte
di Vino, imitando quella modesta Sposa, che
condotta a marito a Montefiascone bevendo la
prima volta del Moscatello, (che v'è ordinariamente dilicatissimo, e suol darsi solo nel primo
bere) continuò di voler sempre l'istesso, dicen-
Tubingen 1881, pag. 145 ss.
10 RABASCO, OTTAVIANO, Il Convito overo Discorsi di quelle
materie che al convito s'appartengono, Firenze 1615, cap.
X V "DELLE CIRCOSTANZE DEL CONVITO CIOÈ' DELIA CREANZA, E
VESTITO DE CONVIVIANTI DE' MINISTRI, E SERVENTI, E DELLE MASSARIZIE, E MOBILI DEL CONVITO", p p . 2 1 7 - 2 1 8 . L a
famiglia
Rabasco era arrivata a Marta al servizio della Famiglia
Farnese nella seconda metà del sec. XVI. Ottaviano, prevosto e giudice di Marta come il fratello Carlo, è autore di
una sacra rappresentazione manoscritta, composta a
Marta e datata 25 marzo 1596, conservata nella biblioteca
Farnese (oggi alla Biblioteca Nazionale di Napoli), di un'operetta poetica stampata in Roma nel 1605 e del suddetto
Convito. Compare, inoltre, tra i membri dell'Accademia
degli Innominati di Parma, fondata dal duca Ranuccio
Farnese. Ringrazio Romualdo Luzi per le indicazioni.
1 1 JOHANN W I L H E M S NEUMAIR VON R A M S S L A ,
Itinerario
Europaeo, Daselbsten, MDCXXII.
12 THE DIARY OF JOHN EVELYN, voi.Il, K a l e n d a r i u m , 1620-
1649, Oxford.
pag. 10
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
(luAsùca
POTENZIATO IL DAY HOSPITAL
Potenziate le strutture e le attrezzature tecnologiche del day hospital oncologico presso l'ospedale di Montefiascone con la dotazione
di cinque poltrone multifunzionali ad uso dei pazienti in terapia.Si
tratta di postazioni moderne e altamente funzionali, manovrate con
telecomando dallo stesso occupante il quale, durante la terapia,
può usufruire di un televisore o di un impianto stereo personalizzati.
Le cinque poltrone, del costo complessivo di 25.000 euro, sono
state donate al day hospital dall'avv. GIUSTO FRIGO e sono state
prese in consegna dal direttore generale della AsI di Viterbo, Bruno
Cisbani nel corso di una semplice ma suggestiva cerimonia. La
famiglia Frigo non è nuova a simili gesti di grande munificenza e
generosità nei confronti dell'ospedale falisco.
Molti degli arredi, delle attrezzature e delle strumentazioni sanitarie
dell'ospedale portano la firma di questa famiglia di Montefiascone.
Il day hospital oncologico, diretto dal DR. STEFANO SBARRA è
aggregato all'Unità operativa di chirurgia ed è altamente produttivo
A FAVORE DEGLI ANZIANI
Pianeta anziani. E' quello che ruota più lentamente intorno al sole di
una società sempre più frenetica, tutta tesa alla globalizzazione non
solo dell'economia, ma anche dei sentimenti. Ma è anche il pianeta
più importante se non altro per numero di "abitanti". La comunità di
Montefiascone ha avuto da sempre, per tradizione, una particolare
attenzione per i suoi anziani. Una considerazione che hanno fatta
propria, negli anni, gli amministratori comunali di qualsiasi colore politico fosse la loro casacca.
Tanto per non andare troppo lontano nel tempo, basta ricordare l'ospizio Falisco Falisci, fondato all'inizio del secolo scorso e attivo fino
all'avvento della casa di riposo Villa Serena che è oggi il fiore all'occhiello delle strutture socio-assistenziali dell'intera regione. Ma non
tutti gli anziani di Montefiascone vogliono e possono essere accolti
presso questo istituto dove non manca nulla . E allora il Comune provvede alle necessità di chi rimane nella propria abitazione attraverso
varie forme di assistenza domiciliare autogestita. Con una recente
delibera la giunta comunale ha approvato un progetto di prosecuzione
del piano assistenziale agli anziani per il futuro che comporta una
spesa di 56.502 euro.
In parole semplici gli amministratori comunali intendono proseguire,
potenziandolo e migliorandolo, il servizio di assistenza domiciliare istituto fin dal 1993 che si estende, oltreché agli anziani, anche agli inabili e ai portatori di handicaps. Servizio che ha una sua storia. All'inizio
era svolto, in via sperimentale, da personale qualificato (assistenti
domiciliari) reclutati fra quelli usciti dagli appositi corsi svolti dalla
scuola "Cardinal Salotti" ( a proposito perchè l'ente lai che li gestiva,
oggi non li fa più? Eppure ne servirebbero anche molti).
Successivamente il servizio è stato affidato anche ad una cooperativa
ed in parte in forma autogestita. Naturalmente i soggetti, destinatari
del servizio sono, in via prioritaria, gli anziani e i disabili che versano
in condizioni economiche disagiate. Per chi possiede dei redditi è previsto un piccolo contributo come quota di partecipazione tanto per non
dare sempre e tutto gratis.
d i 1/tmbesUo-
(licci
nell'ambito delle prestazioni sanitarie di tutta la AsI viterbese. Basti
considerare che negli ultimi due anni ha trattato oltre 800 pazienti
oncologici. Alla cerimonia di consegna delle cinque poltrone multifunzionali oltre al donatore e al dr. Cisbani che era accompagnato
dai dirigenti amministrativi e sanitari dell'azienda, sono intervenuti,
fra gli altri, il sindaco di Montefiascone, MARIO TRAPÈ con l'assessore all'igiene pubblica ROBERTO CATASCA; il direttore sanitario
dell'ospedale DR. GIUSEPPE CIMARELLO con il dirigente di chirurgia prof. VINCENZO PUGNO e quello di medicina, DR. FRANCO DE
S I M O N E , i n s i e m e alle relative é q u i p e di medici e p a r a m e d i c i .
L'avvocato Frigo ha ricordato, commosso, come fu il padre Angelo,
molti anni fa, a dotare l'ospedale di Montefiascone delle prime e
semplici attrezzature sanitarie.
Un esempio di generosità che lui ha voluto seguire a beneficio dei
suoi concittadini e di quanti si rivolgono al presidio ospedaliero
falisco per i loro problemi di salute.
Di tutto questo lo ha ringraziato il sindaco Trapè, sottolineando
come quest'ultima sua donazione vada nella direzione non solo
della salvaguardia dell'ospedale rispetto al suo futuro, ma anche
del suo potenziamento.
Cresce la C A N T I N A SOCIALE
Non solo vino. La Cantina cooperativa di Montefiascone sta ampliando la
sfera dei propri interessi economici e commerciali con l'occhio puntato
anche allo sviluppo turistico di territorio. Nell'area dove sorge il grande stabilimento vinicolo che ha una capacità di imbottigliamento di circa 100.000
ettolitri di vino all'anno, sarà attrezzato un vero e proprio centro turistico commerciale con l'esposizione e la vendita dei prodotti tipici dell'agricoltura locale.
Saranno ospitati sia i prodotti tradizionali che quelli derivanti dalle coltivazioni biologiche. Oltre a questa struttura, in avanzato stato di costruzione a
fianco dello stabilimento vinicolo, è già in funzione, sempre nell'ambito
della Cantina, un' area attrezzata di parcheggio per i camper, gratuita, 24
ore su 24. Per quanto concerne i locali dove sarà allestita l'esposizione e
la vendita dei vini a denominazione di origine controllata (Doc) fra cui il
famoso Est! Est!! Est!!! e quelli biologici ( Rufus, Rupestre ed altri), l'olio
extra-vergine e gli altri tipi di olio di oliva e le altre specialità della gastronomia locale, questi sono quasi pronti per l'inaugurazione.
Si tratta di locali ampi e luminosi, ristrutturati con gusto che danno la sensazione di trovarsi in una hall di un albergo di lusso. Al centro vi è un
lucernario che illumina la sottostante fontana da cui zampilla un'acqua fresca che all'occorrenza può essere tramutata in vino. L'arredo è del massimo comfort: poltrone e divani, tavole imbandite dove i turisti o i clienti in
genere potranno assaggiare i prodotti in mostra prima di deciderne l'acquisto.
L'idea di queste iniziative innovative e assai interessanti, non solo per l'incremento della sfera commerciale della Cantina, ma anche per lo sviluppo
economico e turistico del territorio, si deve al presidente Fabio Brugnoli e
al direttore Mario Trapè ( che è anche il sindaco di Montefiascone) confortati dall'appoggio dei quasi 1500 soci della cooperativa che gestisce la
Cantina stessa. Come accennavamo, oltre al vino e all'olio, saranno presentati nel centro commerciale, anche altri prodotti tipici locali, dai formaggi e i salumi, ai dolci, alla frutta di stagione e secca. Nel box turistico
saranno a disposizione depliant e materiale illustrativo sulle bellezze artistiche e ambientali di Montefiascone e del comprensorio.
I/Università a Villa Serena
La casa di riposo "Villa Serena" di Montefiascone è
stata scelta come sede per le esercitazioni pratiche
del corso di laurea universitaria per Terapista occupazionale il cui avvio è previsto con l'inizio dell'anno
accademico 2002/2003.
L'iniziativa rientra nel vasto programma intrapreso
dall'Università La Sapienza di Roma per l'acquisizione dei diplomi universitari ( le cosiddette lauree
brevi) rivolti a candidati in possesso di diploma di
scuola media superiore. Quella del terapista occcupazionale è una delle professioni sanitarie più ricercate e che assicura un sicuro sbocco lavorativo. Il
corso che si svolgerà a Montefiascone per la parte
pratica e a Viterbo per quella teorica, è organizzato
dalla 1 8 Facoltà di medicina e di chirurgia, preside
a cuAa-
prof. Luigi Frati ed ha i suoi referenti in loco delle
persone del dr. Bruno Cisbani, direttore generale
della AsI di Viterbo e nel dr. Roberto Catasca,
a s s e s s o r e all'igiene pubblica del c o m u n e di
Montefiascone e già assessore alla casa di riposo
Villa Serena. I posti disponibili per la frequenza del
corso sono 15, più un candidato extracomunitario
con la riserva di un posto. Per essere ammessi al
corso è necessario superare una prova di selezione
che consiste nella soluzione di ottanta quesiti a
risposta multipla su argomenti di logica e cultura
generale, biologia, chimica, fisica e matematica.
Presidente del corso è il prof. Santilli, coordinatrice la
dott.ssa Ines Pepe coadiuvata dal dr. Luigi Botarelli,
mentre la segreteria è affidata a Cesare Proietti.
RIPETIZIONI
Docente di materie
scientifiche impartisce ripetizioni di:
- MATEMATICA
- SCIENZE
- INFORMATICA
Telefonare:
347 9120027
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
NOTA DI AGRICOLTURA
La castagne ed il marron glacé
Sembra che circa 600 milioni di anni fa la penisola italiana fosse tutta s o m m e r s a
dal mare. Da quell'epoca cominicarono ad e m e r g e r e le prime estensioni di terra. I
grandi stravolgimenti terrestri avvenuti in seguito, causati da immensi terremoti, enormi eruzioni v u l c a n i c h e e s p a v e n t o s i maremoti, fecero e m e r g e r e dal mare tutta la
nostra area peninsulare. Dopo il ritiro dei ghiacciai, dell'ultima glaciazione, la penisola
italiana prese la forma caratteristica a stivale che ha attualmente.
In c o n s e g u e n z a delle v i c e n d e g e o l o g i c h e sopradescritte, il territorio italiano è
caratterizzato da formazioni montuose differenziate. E' interessato a nord dalla catena
delle Alpi e per tutta la lunghezza della penisola, dalla catena degli Appennini. Il territorio nazionale è formato per il 2 3 % da superfici pianeggianti, il 4 2 % da colline ed il
3 5 % da montagne. Tutte le alte colline, dei circa 1200 chilometri degli Appennini, sono
ricoperte di foreste costituite da lecci, pini, querce e castagneti.
B e n c h é le a l t i t u d i n i m e d i e
degli A p p e n n i n i siano m o d e s t e ,
l'ambiente non è molto idoneo
all'insediamento umano, tuttavia
l'uomo vi è stato sempre presente, fin dai t e m p i più antichi. La
sopravvivenza è stata sempre
a s s i c u r a t a d a l l a p a s t o r i z i a , dai
boschi per la legna da ardere e la
cacciagione; ma i sostentamenti
più e f f i c a c i e s i c u r i s o n o s t a t i
sempre assicurati dai castagneti,
c h e i n t e r e s s a n o c i r c a un s e s t o
dell'intera superficie boschiva.
La c a s t a g n a , il f r u t t o d e l
castagno, è un alimento sano e
n u t r i e n t e e d è stato e s s e n z i a l e
p e r la p o p o l a z i o n e c o l l i n a r e ,
tanto da poter riconoscere ed
affermare addirittura che c'è
stata una civiltà dei c a s t a g n e t i .
Anche oggi dalle piante si ricava ottimo legno per mobili, infissi, legname da costruzione e pali. I rami più sottili e le frasche vengono usati per il riscaldamento ed i ricci vuoti
e le foglie formano ottimo composto da concime e lettiere per gli animali. Le castagne
sono molto nutrienti perché contengono il 2 5 % di amido, il 19% di zuccheri, l'8% di
sostanze azotate ed il 3 % di grassi e possono venire consumate bollite, arrosto, secche ed in molti altri modi dopo averle trasformate in farina di castagne. Un proverbio
dice che quando la mela è fatta cade da sola. Lo stesso proverbio vale per la castagna: quando il riccio è maturo si apre in quattro parti mettendo in evidenza i frutti che
cadono da soli. La raccolta va fatta tutti i giorni per evitare danneggiamenti dal terreno
umido e dagli animali selvatici.
Per conservare a lungo le castagne occorrono determinati accorgimenti che tutti
conosciamo. Bisogna immergerle in acqua per alcuni giorni. Il primo giorno bisogna
girarle per far venire a galla quelle "tristi"; passati i giorni di bagnatura si fanno asciugare al sole, dopodiché si immagazzinano in balle di iuta.
Le varietà principali sono due: quella piccola pari a circa 100 pezzi per chilogrammo, che si sbuccia male per la resistenza della buccia, ma è saporita e molto dolce; la
varietà marrone, grossa e panciuta, pari a circa 50 pezzi per ogni chilogrammo, che si
sbuccia bene ed è anch'essa saporita ma meno dolce al palato, è con questa che si
ottiene il marron glacé. Tali parole francesi non vogliono dire altro che marrone candito
ed è uno squisito dolcetto. Gli antichi romani cuocevano i marroni, che poi consumavano immersi nel miele.
La canditura c o m e quella di oggi, fu scoperta per caso circa 500 anni fa nelle cucine dei Savoia in Piemonte. Un cuoco distratto mise a bollire delle castagne sbucciate
nello sciroppo di zucchero fuso, anziché in acqua semplice. Il risultato fu piacevolmente sorprendente, i marroni risultarono morbidi ed impregnati di zucchero. Poiché alla
corte dei Savoia si parlava francese e le castagne erano destinate al principe, per
sciccheria vennero chiamate marrons glacés, classificandole, così, c o m e dolce pregiato e di alta cucina. I francesi cercarono di scippare la paternità di questo delizioso
dolce nostrano, m a non poterono fare a meno di riconoscere che il migliore veniva
prodotto a Torino, dai bravi pasticceri di quella città e con gli ottimi ingredienti a disposizione: i marroni delle colline piemontesi e lo zucchero di c a n n a confezionato dai
veneziani. Per lo più i marrons glacés si consumano a fine pasto o meglio fuori pasto.
Proprio per il sapore delizioso, si assaporano lentamente inebriandosi il palato.
Usando un termine moderno possiamo dire che è un dolce da meditazione. Tal
quale ad alcuni vini da meditazione come, per esempio, il nostro moscato ed aleatico.
L'abbinamento è perfetto e sarebbe il caso di provarlo al più presto considerando la
stagione propizia.
GIMBERTO
pag. 11
La dottrina dei
Testimoni di Geova
L'abbiamo riportato più volte sulla nostra stampa, ci r i t o r n i a m o s o p r a , p e r c h é i " t e s t i m o n i di
Geova" sono sempre presenti nella nostra comunità e noi c o n t i n u i a m o a dire: La loro d o t t r i n a
non è la nostra; non s o n o cristiani; anche se
parlano di Cristo.
La dottrina loro si basa sull'interpretazione che
il Consiglio Direttivo fornisce della " T r a d u z i o n e
del Nuovo M o n d o delle Scritture", cioè del libro
sacro che noi chiamiamo "Bibbia".
Secondo loro l'uomo è stato creato da Dio per
vivere sulla terra per soli 6000 anni e ora si stanno
vivendo gli ultimi giorni di questo periodo.
Allo scadere dei 6000 anni ci sarà una battaglia, detta di Armaghedon,
in cui G e o v a (ritenuto il
vero nome di Dio) distruggerà tutti coloro che non
a v r a n n o seguito i suoi c o m a n d a m e n t i , cioè tutti
coloro che non sono TdG.
Tra i TdG, a loro volta, alcuni eletti, detti Unti,
vivranno per s e m p r e nei cieli, tutti gli altri, detti
altre pecore (o anche grande folla) vivranno per
1000 anni a n c o r a sulla t e r r a c h e s a r à p e r ò u n
paradiso terrestre. Al termine di questi mille anni
ci s a r à il g i u d i z i o u n i v e r s a l e ; a l l o r a chi a v r à
seguito le nuove disposizioni di G e o v a entrerà in
q u e l p a r a d i s o , m e n t r e t u t t i gli a l t r i s a r a n n o
distrutti.
Oltre a ciò i T d C credono che:
- La Bibbia sia l'unica regola di fede e di vita.
E s s i la i n t e r p r e t a n o a l l a l e t t e r a a t t r i b u e n d o
pari valori all'Antico e al N u o v o T e s t a m e n t o .
- Dio, il cui n o m e è Geova, è una persona reale
con un corpo spirituale.
Egli vive nei cieli e di lì esercita il suo potere su
tutto l'universo.
- Non esiste la "Trinità", in quanto Gesù, figlio
unigenito di Dio, fu da Lui direttamente creato.
A sua volta egli creò tutte le altre cose. In cielo
Gesù è l'Arcangelo Michele, sulla terra è il Feld
Maresciallo di Geova.
- Lo "Spirito Santo", a sua volta, è la forza attiva dell'onnipotente Dio.
- Gesù ebbe altri fratelli e sorelle, perciò Maria
non fu vergine.
- G e s ù n o n morì sulla c r o c e , c o n s i d e r a t a un
simbolo pagano, ma su un palo.
- Non esiste né l'Inferno, né il Purgatorio.
- Il battesimo non è fatto ai bambini e avviene per
i m m e r s i o n e , e s s o è un simbolo esteriore
della
dedicazione
completa,
incondizionata
e senza
ha fatto tramite
Gesù
riserve che il battezzato
Cristo a compiere la volontà di Dio.
- L'anima non è immortale, q u i n d i m u o r e col
corpo.
- Le immagini sacre sono proibite.
- E' proibito festeggiare il Natale, la Pasqua, i
c o m p l e a n n i , gli o n o m a s t i c i e t u t t e le f e s t e
comandate, ritenute di origine pagana.
- E' proibito sia mangiare sangue sia accettare
u n a t r a s f u s i o n e a n c h e n e i c a s i di e s t r e m a
necessità.
- S i a m o negli "ultimi giorni", cominciati con l'istituzione del Regno di Dio nei cieli nel 1914.
Ciò è attestato da una serie di segni già predetti
da Gesù e i suoi apostoli: guerre, e p i d e m i e ,
inondazioni, malvagità, terremoti, ecc.
Basta questa breve rassegna di verità
negate
dai testimoni di Geova per concludere: non sono
cristiani e ci meravigliamo
come mai alcuni nostri
fedeli, che continuiamo
a stimare
e
rispettare
(sono pochi in verità!) siano caduti nella loro rete!
pag. 10
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
Il recupero del credito
Taccuino economico
e tributario
nelle procedure concorsuali
a cura dir Dott.ssa Paola Ciripicchio
e Rag. Paolo Radicati
L'accertamento del credito da parte degli organi fallimentari
Le azioni esecutive individuali sui beni aziendali, nel caso in cui si
verifichi il dissesto patrimoniale dell'imprenditore, si rivelano inadeguate
a tutelare il complesso dei creditori.
Riforma del diritto societario
E' necessario, pertanto, procedere alla liquidazione del patrimonio
complessivo dell'impresa, salvaguardando nel contempo la parità di
Il prossimo 1 Gennaio 2003 entrerà in vigore la nuova disciplina sul diritto
trattamento dei creditori (par condicio creditorum).
societario: in settembre sono stati infatti approvati i relativi schemi di decreti legiLe procedure concorsuali sono (R.D. 16/03/1942 n. 267, c.d. Legge
slativi che, mentre scriviamo, sono in attesa del parere consultivo delle commisfallimentare):
sioni giustizia di Camera e Senato.
1) il fallimento; 2) il concordato preventivo; 3) l'amministrazione
Entro il 15 Dicembre le nuove norme saranno pubblicate sulla Gazzetta
controllata; 4) la liquidazione coatta amministrativa; 5) l'amminiUfficiale: nei mesi successivi, oltre un milione di società di capitale e di cooperatistrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi (Legge
ve dovranno adeguarsi alle nuove norme.
3/4/1979 n. 95, modificata dalla Legge 8/7/1999 n. 270).
La riforma avrà perciò un notevole impatto, considerato che riguarderà non
I presupposti relativi (stato di insolvenza), nonché la sentenza
solo le grandi e grandissime realtà economiche, ma anche le piccole società a
dichiarativa del fallimento sono regolati dagli articoli 5 e ss. della legge
base familiare, molto diffuse anche nel nostro territorio, soci come le società coofallimentare.
perative.
Gli organi previsti dalla normativa in oggetto sono: a) il Tribunale
Le novità introdotte dalla riforma sono numerose e sostanziali e sono finalizzate alla semplificazione degli adempimenti, nel rispetto della tutela degli interessi fallimentare; b) il Giudice delegato; c) il Curatore fallimentare; d) il
Comitato dei creditori.
dei soci e dei terzi che hanno rapporti con la società.
Esaminiamo quindi le più rilevanti novità contenute nella riforma, riservandoci
II fallimento consiste in una procedura, diretta a soddisfare tutti
di approfondire nei prossimi numeri del taccuino altri aspetti di maggiore interesse
coloro che risultano creditori del fallito al momento della relativa dichiaper i nostri lettori.
razione (art. 52 1 .fall.). Essi acquistano il diritto di partecipare al riparto
dell'attivo solo in conseguenza dell'accertamento giudiziale del credito.
"Società a responsabilità limitata": la società potrà essere costituita
Sulla base delle domande di ammissione presentate (artt. 92, 93 e
mediante contratto o atto unilaterale e con capitale inferiore ai diecimila euro; al 94 1 .fall.) il Giudice delegato predispone uno stato passivo provvisorio
momento della sottoscrizione occorre il versamento di almeno il 25% dei conferiindicando i:
menti in denaro o dell'intero ammontare in caso di costituzione mediante atto uni- crediti ammessi (privilegiati e chirografari);
laterale; il versamento potrà essere sostituito dalla stipula, per un importo almeno
- crediti non ammessi in tutto o in parte;
corrispondente, di una polizza assicurativa o di una fideiussione bancaria.
- crediti ammessi con riserva.
Potranno essere conferiti tutti gli elementi dell'attivo patrimoniale suscettibili di
I creditori privilegiati hanno il diritto di prelazione sul ricavato
una valutazione economica e fra i conferimenti potranno essere compresi anche
della vendita del bene oggetto della loro garanzia per il capitale,
gli specifici obblighi assunti dal socio aventi ad oggetto la prestazione d'opera o di
gli interessi e le spese (art. 54 l.fall.).
servizi a favore della società, conferimenti fino a oggi ammessi solo nelle società
Divieto di intraprendere azioni esecutive individuali (art. 51 l.fall.).
personali.
Eccezioni alla regola:
Sempre in tema di conferimenti chi conferisce beni in natura dovrà presentare
1) creditori pignoratizi o assistiti da privilegio speciale su beni mobili
una relazione giurata di un esperto iscritto nell'albo dei revisori contabili che potrà
con diritto di ritenzione (artt. 2756 e 2761 c.c.) (art. 53 1 .fall.);
essere nominato direttamente dalle parti non essendo più necessario il passaggio
2) banche esercenti attività di credito fondiario, agrario o per la reamediante il tribunale.
lizzazione di opere pubbliche (artt. 38 e ss. D.lgs. 1/09/1993 n. 385 c.d.
T.U.B.).
"Società per azioni": anche per questo tipo di società è prevista la possibilità
Si procede, quindi, alla verificazione dello stato passivo (art. 96
di costituzione da parte di un unico socio; il capitale sociale minimo viene elevato
l.fall.).
a 120 mila euro ed è consentita la possibilità di costituire la società a tempo indeEsaurite le operazioni di verifica, lo stato passivo diviene definitivo
terminato. Del tutto nuova per questo tipo di società è la possibilità di destinare a
uno specifico affare parte del patrimonio dell'impresa entro il limite del 10%; al ed il Giudice delegato lo dichiara esecutivo con decreto. Contro lo stato
passivo i creditori possono proporre le opposizioni (art. 98 l.fall.) oppurimborso totale o parziale dello specifico affare potranno essere destinati i prore esercitare le relative impugnazioni (art. 100 l.fall.).
venti dell'affare stesso o parte di essi. Le società potranno emettere azioni prive
Possono altresì essere sempre ammesse domande tardive (art. 101
di valore nominale e per statuto potranno inoltre essere previste assegnazioni ai
l.fall.).
soci in modo non proporzionale ai conferimenti effettuati.
L'ordine di pagamento dei crediti ammessi allo stato passivo:
"Società Cooperative": le principali novità introdotte dalla nuova disciplina crediti privilegiati e chirografari.
La liquidazione dell'attivo è volta a convertire in denaro i beni del
per questo tipo di società riguarda la determinazione della mutualità prevalente,
maggiori incombenze a carico degli amministratori, possibilità di costituzione del fallito, allo scopo di soddisfare i creditori (artt. 106 e ss. l.fall.).
gruppo cooperativo, possibilità di emissione di strumenti finanziari al pari delle
Le somme che si rendono disponibili vengono destinate (art. 111
società per azioni.
l.fall.):
La riforma ha introdotto delle novità rispetto al passato sia per le cooperative
a) al pagamento delle spese di procedura e dei debiti contratti
che decideranno di avere come scopo prioritario quello mutualistico, sia per quelper l'amministrazione del fallimento (i creditori della massa vengole che vorranno utilizzare i vantaggi in termini di semplificazioni per gestire l'imno soddisfatti in pre-deduzione);
presa con finalità lucrative. Tuttavia, mentre le agevolazioni di carattere fiscale
b) le eventuali somme residue vengono destinate al pagamento
tipicamente riservate alle cooperative saranno esclusivamente destinate a favore
dei creditori privilegiati;
delle prime, tali benefici non potranno essere fatti propri dalle seconde. Sul piano
c) quanto residua ulteriormente spetta in misura proporzionale
civilistico, invece, all'interno del quadro normativo di riferimento, a seconda della
ai creditori chirografari ed ai creditori privilegiati, limitatamente
connotazione che la cooperativa stessa vorrà assumere, occorrerà opportunaalla parte eventualmente rimasta insoddisfatta.
mente provvedere in sede di predisposizione dell'atto costitutivo della società. Per
L'apertura del concorso comporta anche delle modifiche alle posile società già esistenti è previsto l'adeguamento alla nuova normativa entro il 31
zioni sostanziali dei creditori (cristallizzazione dei crediti e loro scadendicembre 2003.
za anticipata - art. 55 l.fall.).
La dichiarazione di fallimento sospende inoltre il corso degli interesMolti giornali de "La Voce" ritornano in redazione con la dicitura "INDIRIZsi, convenzionali e legali, sino alla chiusura del fallimento. Questa regoZO INCOMPLETO".
la non si applica ai creditori privilegiati.
Il più delle volte perché manca il N° CIVICO.
I crediti infruttiferi subiscono una decurtazione (art. 57 1 .fall.). I creE' un disguido che non dipende da noi quindi chi ha problemi nel ricevere
diti non pecuniari e quelli pecuniari determinati in valuta estera vengono
questo giornale (forse dovuti a questa mancanza), può rivolgersi e comutrasformati in moneta nazionale (art. 59 l.fall.).
nicare l'indirizzo completo a:
La possibilità di compensare le rispettive posizioni viene notevol- D. Agostino Ballarono
mente ampliata (art. 56 1 .fall.).
- Menghini Angelo (Tabacchi Via S. Lucia Filippini - 0761.830054)
Si verifica, inoltre, lo scioglimento ex lege di una serie di contratti in
Si invitano comunque tutti i lettori de "La Voce" a controllare l'indicorso di esecuzione (artt. 76, 77 e 78 l.fall.).
rizzo, comuncando eventuali inesattezze.
(continua)
Grazie
La Redazione
Dott. Marco Marianello
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
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a trentanni dalla morte
Il 14 novembre del 2002 ricorre il 30° anniversario della morte di Domenica Firmani, Maestra Pia Filippini,
che fu Superiora dell'Istituto Diocesano delle Maestre Pie dal 1931 al 1956. Nei numeri di settembre e di ottobre de "La Voce" è stato messo in evidenza il rapporto fraterno che Sr. Domenica Firmani ha coltivato con le
Maestre Pie dell'Istituto Pontificio, nelle quali riconosceva delle sorelle, perché figlie, come lei, di Santa Lucia
Filippini. Nonostante le gravi difficoltà degli anni 1936-1950 (guerre di Abissinia, Spagna, Albania, 2- guerra
mondiale e periodo della ricostruzione), l'Istituto diocesano delle Maestre Pie ebbe un incremento
sorprendente,
conseguito in base ad un programma preciso, voluto con fermezza e carità dalla Firmani a partire dalla formazione religiosa e civica dei gruppi della Gioventù Femminile di Azione Cattolica, affidate di norma alle Maestre
Pie. Il secondo
ambito di formazione furono le scuole: materne, elementari, postelementari e professionali da
aggiungere le scuole di catechismo presenti in tutte le parrocchie.
Il 12 settembre 1956, al termine di un pranzo di onore offerto dalla nuova Superiora, la Firmani, dopo aver detto
parole di riconoscenza, volle spendere in favore delle scuole giusti consigli: "Mi sembra superfluo
raccomandare
alla nuova Superiora tutte le Opere di S. Lucia, specie le Scuole, per le quali i nostri Santi Fondatori ebbero sempre il loro primo palpito. Le Scuole sono state sempre la mia prima e più grande preoccupazione, poiché costituiscono l'Opera per eccellenza del nostro Istituto, perché sono la vita delle Maestre. Non sempre le nostre Scuole hanno avuto la sede e
l'importanza che hanno oggi...
Rev.ma Madre Superiora, mi permetto di raccomandargliele
ancora con tutto il cuore. Per esse in modo particolare, per tutte le opere,
per il suo difficile compito, per i suoi desideri Le faccio i più sentiti auguri. Il Signore e la Vergine Santa la sostengano, ci sostengano sempre e tutte e ci tengano sempre unite nella preghiera più fervida e sincera".
La Firmani, nel consegnare l'Istituto ad una Superiora più giovane, nulla disse dell'incremento dell'Istituto, ma tutti sapevano che il numero delle
Maestre Pie, che erano 32 nel 1931, aveva raggiunto nel 1956 il bel numero di 106 e che il numero delle case delle Maestre Pie in diocesi era esattamente raddoppiato da 10 a 20.
IL CONCILIO VATICANO II
E GLI ISTITUTI RELIGIOSI
Nell'ottobre 1956 Sr. Domenica Firmani si trasferì all'Orfanatrofio femminile di Montefiascone.
In verità si era dedicata con tale generoso impegno
alla cura delle Maestre e all'istituto, da apparire fisicamente provata. La sua stessa salute incominciava
a manifestare segni preoccupanti.
In quegli anni, e precisamente dal 1962 al 1965,
si tenne il Concilio Ecumenico Vaticano II che
esaminò vari argomenti e problemi per mezzo di
Commissioni specifiche, le cui proposte venivano
esaminate e deliberate nelle sessioni generali dei
Padri Conciliari.
Anche la vita consacrata degli Istituti Religiosi fu
oggetto di studio da parte di una Commissione specifica, la quale, tra i vari argomenti, esaminò quello
dell'opportunità che gli Istituti religiosi aventi
identica o simile finalità, avessero a fondersi
soprattutto se piccole, concludendo con una
esortazione a procedere su questa via.
DELIBERA DEL CONSIGLIO
DELL'ISTITUTO M.RF.
Il Consiglio dell'Istituto delle Maestre Pie di
Montefiascone in data 11 luglio 1965 prese in considerazione all'unanimità questo suggerimento conciliare deliberando di "dare mandato alla Superiora e
alla Segretaria del Consiglio di fare i passi opportuni
e necessari per la realizzazione di quanto sopra; il
risultato dei loro passi, appena si sarà giunti ad un
risultato concreto, sarà di nuovo sottoposto al
Consiglio Generalizio".
In verità la delibera del Consiglio non aveva per
oggetto l'unione immediata con ristituto Pontificio,
ma quello di assumere informazioni sull'argomento
da sottoporre all'esame del Consiglio.
Questa delibera presa dal Consiglio senza informare il Vescovo, fu considerata come una mancanza di riguardo, se non proprio un atto di ribellione nei
confronti del Vescovo diocesano. In effetti il Vescovo
sciolse il Consiglio e ne costituì un altro.
La delibera di cui sopra fu sottoscritta anche
dalla Madre Firmani. Conoscendo la sua prudenza
ed il rispetto verso il Vescovo, era ben lontana da
queste interpretazioni ed è lecito riconoscere in quella firma l'espressione dei suoi convincimenti, aperti
all'unione delle due famiglie di Maestre Pie, che certamente riteneva utile se non necessaria in vista
delle previsioni dello sviluppo che avrebbe raggiunto
il settore scolastico in armonia con lo sviluppo della
società italiana.
L'ATTEGGIAMENTO
COERENTE DI M. FIRMANI
Il seguito che ebbe quell'episodio, che pure offri-
va l'occasione per riflettere sul valore della testimonianza di unità, e fu invece causa di ulteriore divisione, fu vissuto dalla Firmani nel silenzio, nel
sacrificio e nella preghiera. E fu sempre coerente; anche quando fu chiamata a scegliere tra i
due gruppi ormai divisi, preferì rimanere sola,
non per orgoglio, ma perché non riusciva a dividere in due il suo cuore.
In effetti quando il vescovo Boccadoro trasmise
alla Congregazione dei Religiosi l'elenco delle
Maestre Pie che avevano optato per l'Istituto diocesano, dopo aver annunciato che il numero era di 48
dovette successivamente ridurlo a 47 con questa
nota: "Trasmetto il plico delle buste chiuse così
come mi sono pervenute, facendo presente che
sono quarantasette, anziché quarantotto, in quanto
Suor Domenica Firmani intende trattare per il suo
caso particolare direttamente con codesto Sacro
Dicastero".
La lettera della Firmani diretta a P. Edoardo
Luigi Heston, Segretario della Congregazione dei
Religiosi, è del 18 agosto 1969 e vi si legge: "Per
mia tranquillità di coscienza, mi faccio coraggio e
umilmente domando alla Paternità Vostra, come a
Nostro Signore, di essere esclusa da tutto, cioè
rimanere neutrale, abolendo completamente la mia
scheda, tanto più che avendo io stessa firmato nel
luglio 1965 la Delibera per ottenere l'Unione, non
posso, anche per coerenza con me stessa, oggi
mostrarmi contraria"
Nel settembre successivo si consumò la temuta
divisione delle Maestre Pie: 58 furono accolte
dall'Istituto Pontificio delle Maestre Pie con sede in
Roma e 47 rimasero a Montefiascone.
Dal settembre 1969 al 14 novembre 1972 la
Madre Firmani visse la sua passione, sottoposta a
interventi chirurgici e a convalescenze dolorose, il
tutto accompagnato dal conforto della preghiera. Ma
a chi le faceva visita aveva sempre il sorriso da offrire. Alle esequie svoltesi nella cattedrale il giorno 16,
assai numerosa fu la partecipazione del popolo. Il
Vescovo Boccadoro, nel porgere l'estremo saluto si
soffermò sulle virtù cristiane da lei vissute e sulle
opere della sua vita.
ALCUNE TESTIMONIANZE
SU MADRE FIRMANI
Nell'opuscolo "Domenica Firmani Figlia di S.
Lucia Filippini" alle note biografiche sono aggiunte
alcune significative testimonianze, dalle quali citiamo, pur nell'imbarazzo della scelta, qualche pensiero.
Sua Ecc.za Mons. Boccadoro
..."Quello che vuole il Signore". E questa la parola che
le era familiare delinea e sintetizza la sua fisionomia morale. Non cercò di compiacere se stessa, ma fu sempre in
quieta e serena ricerca della volontà del Signore per adempierla con impegno. E solo in ciò sta la perfezione, la santità: uniformare ogni azione, piccola o grande, a questa
suprema legge morale che è abnegazione, sacrificio, rinun-
cia, croce, ma anche resurrezione in Lui, il Vivente che
guida, col suo Spirito, ogni anima al Cielo. Una volta venne
apposta da me perché le spiegassi più a lungo i vocaboli
paolini di questa morte e resurrezione: "commori, consepeliri, conresuscitare, conregnare": con Lui morire, essere
sepolta, con Lui risuscitare, con Lui regnare...
Sr. Teresa Fanelli
...Questa piccola donna precedeva le Maestre nella
cura della casa, delle scuole, delle opere, tenendo per
certo che l'opera delle opere è la conoscenza e l'amore del
nostro Signore Gesù Cristo. Si accorgeva dei bisogni:
sosteneva le malate, incoraggiava le sane, lodava le timorose, spesso di persona accudiva le inferme. Con quanta
cura gelosa non avrà vigilato i cammini, le soste, le cadute
e le riprese del suo gregge...
Sr. Maria Valenti
Eccellenza (D'Ascenzi),
mi permetta esprimerle il piacere da me provato nel
rivederla dopo tanti anni e ricordare con lei l'indimenticabile
Madre Firmani che mi fu Superiora carissima negli anni
della mia giovinezza ed anche della mia maturità. Molte
furono le virtù che ebbi modo di ammirare in una personalità spiccata come fu sua Zia, ma particolarmente alcune
attirarono la mia attenzione: Fede profonda, grande prudenza in tutto il suo agire, materna carità verso le consorelle malate...
Sr. Diamante Biagini
...A 25 anni dalla sua morte la cara Madre Firmani,
Medaglia d'oro della Pubblica Istruzione, Cavaliere del
Lavoro della Repubblica, ci si presenta ancora ricca di
ammaestramenti e di ammonimenti. A noi intendere gli uni
e gli altri.
Le sue espressioni di saggezza e i suoi gesti di signorile carità restano nell'anima come norma di vita e la sua
condotta di Superiora è un esempio da imitare.
Dimostrò una fortezza d'animo non comune ed una
prudenza, a tutta prova, negli ultimi anni di vita, quando alla
sofferenza fisica unì il silenzioso martirio del cuore quasi a
ripetere la situazione della S. Fondatrice Lucia Filippini nel
cui grande quadro furono ritratti i suoi lineamenti...
Sr. Francesca Di Francesco
Ho conosciuto Madre Firmani (così veniva chiamata
da tutti) all'Orfanatrofio di Montefiascone. Siamo state
insieme, sr. Domenica in qualità di direttrice ed io come
assistente, per circa 8 anni (1959-1967).
Come direttrice dell'Orfanatrofio sr. Domenica, sempre
attenta e vigile, prevedeva e preveniva tutto e tutti.
Le ragazze e le fanciulle assistite, prive dell'affetto di
uno dei genitori, sentivano molto il bisogno di una madre
affettuosa, buona, dal cuore grande, dall'intuito perspicace..., e Lei... era tutto questo...
D. Agostino Ballarono
...Sr. Domenica va ricordata insieme al vescovo Rosi,
al decano Salotti: tre persone inseparabili, insieme hanno
lavorato, sofferto e gioito, lasciando nella diocesi un'orma
incancellabile...
...Costretta all'inattività da un male incurabile, trascorse gli ultimi tempi della vita pregando e meditando. La si
vedeva spesso passeggiare sul terrazzo della sua stanza
con il rosario in mano: da li dominava con lo sguardo
Montefiascone e la diocesi, che l'avevano vista alacre,
dinamica, piena di vita e su di loro spandeva la sua protezione orante. Sempre serena e pronta alla divina Volontà,
abbracciando con slancio il Vescovo e nel Vescovo
l'intera Diocesi, passava nella radiosa Luce di Dio al
tramonto di mercoledì 14 novembre, all'età di 81 anni.
L'ultima sua parola è stata "Amen": suggello stupendo e cristiano d'una vita spesa per la gloria di Dio.
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
pag. 10
Comodità non utilizzate
E' difficile radunare tutti quelli del gruppo: qui sono i più, è stato un pellegrinaggio fatto di serietà e di preghiera. Impegno preso: ogni primo venerdì
del mese nel santuario di S. Lucia:
ore 16: ora di adorazione - recita del S. Rosario - S. Messa
L'insegna del gruppo è portata da Scoponi Massimo: Santo P. Pio Gruppo di preghiera S. Lucia Filippini (Montefiascone-Fasteilo).
Quella che una volta era "Piazza del Mercato" è diventata
"posteggio per le macchine" con pagamento del ticket.
Nei giorni di DOMENICA e di FESTA NON C'È TICKET, la
piazza rimane libera, ci si può lasciare tranquillamente la macchina per venire in chiesa a S. Margherita.
Per la nuova via aperta "Card. Marcantonio Barbarigo" ci sono
solo 50 metri da fare. Ciò vale anche per i ragazzi che di domenica vengono al catechismo presso le Maestre Pie.
Coraggio: un po' di movimento fa bene sia al corpo che allo
spirito.
Vorremmo fare un appello agli impiegati del Comune e ad altri:
non occupate la piazza di S. Margherita con la vostra macchina, che al mattino sta lì ferma fino alle 14,00. Avete il piazzale
della Rocca dei Papi, con le vie adiacenti, e siete subito al vostro
posto di lavoro!
Un piccolo atto di buona volontà: costa tanto poco, e permettete, così, ai visitatori di contemplare il più vistoso monumento di
Montefiascone.
CARTA DEI SERVIZI A MONTEFIASCONE:
studio medico polispecialistico a Corso Cavour (palazzo Vaggi)
Andrologia - Urologia, cuore e arterosclerosi, trattamento del dolore osteoarticolare
Aperto per iniziativa dei professori Lodovico Vaggi (andrologo),
Francesco Violi (cardiologo) e del medico-chirurgo falisco Roberto Catasca
Il professor Lodovico Vaggi: medico chirurgo specialista in andrologia e urologia,
primario uro-andrologo a L'Aquila per le malattie del rene, vescica, prostata e
soprattutto per le disfunzioni dell'apparato genitale maschile, impotenza e infertilità
dovuti anche all'uso di sostanze dopanti nello sport e all'uso di stupefacenti.
Il professor universitario Francesco Violi, cardiologo, dell'Università "La
Sapienza" di Roma, specialista di medicina interna, malattie cardiovascolari, arteriosclerosi, ipercolesterolemia ed ipertensione, trattamento cefalee.
Roberto Catasca, medico chirurgo-medicina generale effettua trattamento del
dolore nelle malattie osteoarticolari, mesoterapia, ionoforesi, monitoraggio pressione arteriosa, 24 ore su 24, con Holter-Pressorio. Tel. 338/4621855.
Ci perdoni, nonna-bisnonna
L'appello del Papa alla preghiera:
Annunziata Bracoloni
spegnete la TV
e... pregate!
Sappiamo che i suoi familiari non sono tanto
contenti, ma la signora A n n u n z i a t a , che
come vedete in fotografia, è vispa, ragiona,
discute, tiene sempre in mano la corona del
Rosario, ha ormai 103 anni, essendo nata il
2 ottobre 1899.
Ci ha raccontato, nell'ultima visita che le
abbiamo fatto, d'aver frequentato la 1 8 - 2- e
3 a elementare con Sr. Maria Donati e la 4e l e m e n t a r e c o n Sr. N u n z i a t a V i c o n z i .
Ricorda anche chi erano le sue colleghe:
Anna Sciuga, Fazi, Luisa Castellani, Maria
Mecali, poi diventata Maestra Pia, ecc.
Il giorno dell'Immacolata - non si ricorda
esattamente l'anno - s'è accostata alla prima
c o m u n i o n e i n s i e m e a M e n g h i n i Maria. Il
sacerdote che l'ha comunicata è stato D.
Latino Salotti.
Grazie, signora - madre - nonna - bisnonna Annunziata, per la testimonianza di fede
sincera, semplice, che rende a tutta la comunità falisca!
L'Immacolata è alle porte e - se possiamo - quel giorno le porteremo Gesù Eucarestia.
Giorno dopo giorno maturano gli anni
Ottantanove volte ho completato
il giro delle trecentosessantacinque
giornate,
dal dodici settembre le ho pensate,
da quando nel millenovecentotredici
son nato.
La vita è come un bosco inesplorato;
è un labirinto di più vie intricate.
Si arriva in questo mondo inaspettate;
già del partire il termine è segnato.
Con la speranza ti metti in cammino
verso l'ignoto che cela il dimane,
giunti al matusa incomincia il declino.
Se con la vita la mente rimane,
si ripassa lo scritto del destino
oltre il mistero delle cose umane.
Diodato Piciollo di anni 89
Giovanni Paolo II è entrato nel venticinquesimo anno di
pontificato e in questa gloriosa occasione ha rilanciato pubblicamente, da Piazza San Pietro al mondo intero, la pratica
della preghiera e in particolar modo, del Rosario.
Egli sostiene che il Rosario rappresenta un antidoto alla
guerra e alla disgregazione della famiglia.
E si rivolge soprattutto ai giovani, ai quali offre il Rosario
quale strumento per contrastare e resistere "alla seduzione
della droga, alle attrattive dell'edonismo sfrenato, alle tentazioni della violenza, al non senso, alla disperazione" (n.d.r.).
"Non si riesce a stare insieme e magari i rari momenti
dello stare insieme sono assorbiti dalle immagini di un televisore. Riprendere a recitare il Rosario in famiglia, significa
immettere nella vita quotidiana ben altre immagini"(n.d.r.).
E così, nel segno del Rosario, il Papa inizia un nuovo
anno di pontificato, dedicandosi totalmente alla Madonna,
sua protettrice.
Ha firmato la lettera apostolica "Rosarium
Virginis
Mariae" con la quale rinnova l'antica preghiera, che risale al
1100 ca., quando San Domenico dette forma al primo
Rosario.
Ebbene, all'insegna di Maria, Giovanni Paolo II ha
aggiunto altri cinque misteri, cosiddetti "Misteri della
luce", secondo le cinque tappe essenziali della vita di
Cristo: Battesimo, Nozze di Cana, Annuncio del Regno
di Dio, la Trasfigurazione e l'Eucarestia.
Dovranno essere recitati il giovedì.
Nell'emozione della giornata Giovanni Paolo II, ringaziando per i ventiquattro anni di pontificato, ha affidato a
Maria la vita della Chiesa e dell'umanità e ha deposto nelle
sue mani "il suo futuro".
Il Papa, infine, ha confermato di voler restare al suo
posto e anzi ha chiesto sostegno "perché possa compiere
fino alla fine la missione affidatami dal Risorto" (n.d.r.).
Silvia Somigli
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
Da Vincenzo Bordo
[email protected]
HO AVUTO UNA VISIONE.
Una mattina mentre stavo facendo una bella
meditazione in cappella, all'improvviso mi è apparso
un Uomo vestito di bianco con un mantello rosso.
Aveva una barba ben curata ed i capelli leggermente
lunghi sulle spalle: nelle mani e nei piedi aveva delle
ferite.
Questi mi guardava e sorrideva; dapprima un sorriso appena accennato, poi una risata sempre più fragorosa ed allegra, e rideva, rideva!
HILAL: CHIEDE DI SPOSARLO!
Certo che ripensare a tanti fatti successomi nella
vita missionaria anche a me alcune volte capita di
sorridere come quella sera che Hilal era venuta da
me per un consiglio spirituale. Era già da un'ora che
l'ascoltavo ma non riuscivo a capire dove voleva arrivare con il discorso - Premetto che con questa ragazza ci conosciamo da 10 anni - Alla fine fattasi coraggio disse: "Padre Vincenzo voglio sposarmi"
Bella cosa - ribattei - Qui devo fare una breve
parentesi e presentarvi Hilal: ha 43 anni, è alta 1,50
cm. per un peso, ad occhio e croce di 70 Kg., è strabica ed ha i piedi piatti, perciò cammina a papera.
C'è da dire, anche che è un pò ritardata mentalmente.
Continuando disse ancora: "Anch'io come tutte le
altre giovani desidero incontrare un uomo che mi sappia comprendere ed amare. Sulle prime, conoscendo
il soggetto, stetti sul generico approvando con il capo
ma non sbilanciandomi più di troppo. Vorrei un uomo
bello, sensibile ed economicamente stabile. Solo così
sarei una donna felice.
Padre Vincenzo tu cosa ne pensi? Annuii con un
fare assorto e disimpegnato nello stesso tempo.
Riprese ancora: la tua vita, padre, come prete non
deve essere certo sempre facile. Avrai momenti difficili, di solitudine, non è vero? Poi d'improvviso: hai
mai considerato il fatto di poterti sposare?
La domanda mi aveva colto di sorpresa ma da
buon ecclesiastico trovai una risposta politica:
Ebbene certo qualche volta questa idea mi è passata
per la mente. Ma non feci in tempo a finire che subito
lei replicò: Sii sincero fino in fondo, non hai mai pensato di sposarti con me? ormai è da tanti anni che ci
conosciamo. Poi davanti alla mia espressione interdetta, aggiunse: Comunque se non dovessi sentirti
pronto, stai tranquillo Vincenzo, io sono una donna
paziente, posso aspettarti anche altri 20 anni. Sic!
Povero me, pensai, poi una grande risata inondò il
mio cuore!
MIN J0H: CREDI?
Simpatico è stato anche quell'episodio successo
alcuni mesi fa alla Casa di Anna. Come sono solite
fare ogni anno le pie signore della parrocchia, preoccupate della salvezza eterna dei nostri ospiti, sono
venute al nostro Centro per redimere le anime perse
dei poveri barboni. All'ora convenuta si presentano
alla Mensa con fascia, cappellino e croce. Dopo averle presentate ufficialmente ai nostri amici riprendo il
mio lavoro.
Queste avvicinando uno ad uno i nostri ospiti parlavano loro di Gesù, e delle meraviglie della fede. Una
signora ben vestita si avvicina a Min Joh, uno che è
più ubriaco la mattina che la sera e gli fa: Tu credi che
Dio è Amore ed ama tutti gli uomini? Questi di rimando a me, che ero preso dal mio lavoro, mi domanda:
Padre Vincenzo tu credi che Dio è Amore e che ama
tutti gli uomini? Certo che lo credo.
Allora rivolgendosi alla signora. Lo credo anch'io.
Prendi nota sul tuo taccuino. La devota signora imperterrita: Credi che Gesù è il Salvatore e perdona tutti i
peccati del mondo? Padre tu ci credi a quelle cose?
Certo che ci credo sono il fondamento della mia fede.
Allora ci credo anch'io, scrivi. Tu credi che lo Spirito
Santo guida la comunità, dei cattolici? Aoh, prete,
rivolgendosi di nuovo a me, tu ci credi allo Spirito
Santo?
Come no, è il motivo per cui mi dedico a questa
pastorale. Se ci crede lui ci credo anch'io, appunta,
appunta.
La nostra paffutella signora tutta composta nel
suo bell'abito da festa: E tu credi anche alla Chiesa
2002
Ottobre
pag. 11
Missionario
cattolica, alla comunione dei Santi. Senza lasciarla
terminare: Ma come te lo devo dire, io credo a tutto
quello che crede padre Vincenzo. Anche la compunta
signora guardandomi non potè fare a meno di sorridere.
KI0N HU: IL POSTEGGIATORE!
E' una persona buona di cuore e semplice di
mente, vive ancora con i suoi anziani genitori e non
esce quasi mai di casa se non il giorno del mercato
per fare il vigile e per venire alla mensa a cenare.
Ormai sono 30 anni che nel giorno del mercato
prende berretto e fischietto, va in piazza e dirige il
traffico che in quell'occasione è veramente caotico.
Dato che lo fa bene e che per lui è un modo di rendersi utile alla comunità, mai nessuno ha osato dirgli
niente.
Un giorno, capitato là perché dovevo andare a
fare delle compere, non sapevo come fare per parcheggiare perché c'era una confusione infernale.
All'improvviso spunta fuori Kion Hu che, scorto il
mio pulmino azzurro, si mette in mezzo, deciso sbarra
la strada, blocca il traffico, con determinazione fa
togliere una macchina appena parcheggiata, libera un
posto, gentilmente mi fa segno con la mano destra di
parcheggiare, poi viene verso di me, apre la portiera e
mi dice cortesemente: Benvenuto nella mia zona.
E lì, tutto intorno decine di persone a guardare tra
lo stupefatto ed il divertito, questo straniero accompagnato da un matto. Che spettacolo da baraccone!
PARK HIU: IN CERCA DI LAVORO!
Vi offro un'altra chicca. Tra i vari servizi che procuriamo ai nostri ospiti c'è anche quello di trovare
lavoro a chi lo desidera. Un giorno un signore viene al
Centro e presentandosi dice: Mi chiamo Antonio ed
ho un ristorante che va abbastanza bene. Per ringraziare il Signore di ciò, vorrei dare lavoro ad una di
queste povere persone che viene qui a mangiare.
Se mi presenti un ragazzo giovane e volenteroso
desidero imparargli il mestiere ed aiutarlo, se ne ha le
capacità, ad aprire una attività in proprio. Quelle parole per me risuonano come un invito a nozze. Chiamo
Park Hiu, un ragazzo di 24 anni sveglio, intelligente e
bramoso di uscire dall'ambiente della strada. Questo
signore, se tu lo vuoi, ambisce darti un lavoro, un
posto per dormire, un buono stipendio e se farai
bene, piano piano ti aiuterà a mettere su una piccola
trattoria in proprio.
Tu per il momento inizierai consegnando il cibo a
domicilio con il motorino. Ti va la cosa? Alla sua entusiastica risposta lo presento al proprietario del ristorante ed i due se ne vanno insieme per cominciare
una nuova avventura. Felice di questa opportunità ringrazio Dio in cuor mio. Sette giorni dopo, Antonio si
presenta di nuovo alla mensa. Il suo sguardo è tra
l'allibito ed il divertito, fissandomi mi fa: Quello che mi
hai presentato pochi giorni fa era uno tra i migliori di
questa combriccola? Sì, rispondo sicuro.
Ah, bene, pensa come sono gli altri visto che lui
prima si è mangiato il cibo che doveva consegnare e
poi è fuggito con il motorino.
Rido tra i baffi per non urtare la sensibilità del mio
amico, poveri noi!
CONCLUDO
Potrei continuare a lungo ma mi fermo qui per
ragioni di spazio e non annoiarvi troppo.
Sicuramente la Madonna, da buona Madre premurosa, avrà tante ragioni per apparire triste e con il
volto rigato dalle lacrime in tante visioni. Ma anche
Gesù, ha molte altre ragioni per mostrarsi sorridente e
felice. Lo immagino sorridere quando osserva la sua
umanità incasinata in mille futili problemi.
Lo penso pieno di allegria quando intravede il
nostro desiderio di far bene ma poi combiniamo solo
guai. Lo credo sorridere pieno di felicità, quando guarda i suoi figli ritornare a Lui dopo un lungo cammino di
peccati e storture. Lo vedo sganasciarsi dalle risate
quando sbircia le nostre stupide marachelle. Credo in
un Dio Padre capace di sorridere dei suoi figli. I
vescovi italiani, in un importante documento appena
uscito, affermano lo stesso ottimismo. Amatissimi fratelli e sorelle in Cristo, ci rivolgiamo a voi, all'inizio di
questo nuovo millennio, con sentimenti di lode e di
ringraziamento al Signore, perché ha operato e continua ad operare meraviglie in mezzo a noi.
Siamo convinti che compito primario della Chiesa
sia testimoniare la gioia e la speranza originate dalla
fede nel Signore, vivendo nella compagnia degli
uomini, in piena solidarietà con loro, soprattutto con i
più deboli (Cfr. Comunicare il Vangelo). Secondo queste parole, missione significa camminare a fianco dei
più deboli con un cuore ricolmo di speranza alla ricerca del volto sorridente di Dio.
Buon ottobre missionario e grazie dell'aiuto che
mi donate: è un modo per far sorridere di gioia il
Signore. Ciao, con affetto.
p. Vincenzo orni
Carissimo don Agostino,
anzitutto, volevamo ancora
esprimerle il nostro grazie per il
dono della macchina. La sua
vicinanza ci è di grande incoraggiamento.
Ora siamo di nuovo in
Albania in pieno ritmo scolastico. Il 14 settembre abbiamo iniziato la scuola con gli incontri
ai genitori. Più di 90 bambini riempiono di grida festose la nostra casa.
Ricordiamo con gioia le persone che abbiamo incontrate a Montefiascone; e certamente la settimana di spiritualità ad Assisi è stata per noi come una nuova sfida sulle necessità della Chiesa universale in un mondo che cambia troppo in fretta. Come può vedere dalla fato, siamo insieme a P.
Quirico missionario del Pime, Confratello in Bangladesh con il nostro P. Enzo Corba.
Siamo vicini al mese di ottobre dedicato alla "Missione" sentiamoci uniti nella preghiera forza
motrice che guida la sorte degli uomini.
Assicuriamo preghiere su Lei e tutta la Comunità di S. Margherita.
Dev.me Sr. Marisa e Sr. Settimia
Maestre Pie Filippini
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
pag. 10
Sabato 11 ottobre • ore 16,30:
Don Enrico Castaur
Al cospetto del Vescovo Lorenzo Chiarinelli, si è presentato un Don Enrico raggiante, così come i genitori, i famigliari
e tutti gli amici presenti. La solennità della Cerimonia è stata sottolineata dalla Corale di S. Margherita, diretta magistralmente dal M° Roberto Aronne; mentre intorno all'altare erano riuniti tutti i presbiteri che, in questi anni hanno contribuito
alla crescita religiosa e umana di Don Enrico.
Durante l'imposizione delle mani sul capo del diacono, da parte del Vescovo, nella cattedrale è sceso un silenzio commosso, culminato da un lungo e sentito applauso, dopo di che il nuovo sacerdote, ha concelebrato la Santa Messa
insieme al Vescovo, al rettore del Seminario Maggiore, al parroco D. Domenico e a molti altri sacerdoti. Il giorno dopo,
Domenica 13, Don Enrico, accompagnato dalla famiglia, dagli amici e dalla Banda Cittadina, ha lasciato la sua casa di
Via Fetoni, ed è stato accompagnato in processione, fino alla Chiesa di S. Maria del Giglio, in Zepponami, per celebrare
la sua prima Messa.
Lì era atteso, in una chiesa stracolma, dalle autorità cittadine, da sacerdoti e seminaristi e da un felicissimo Don
Domenico. La celebrazione, allietata dalla Corale di S. Maria del Giglio, ha avuto momenti commoventi, come durante
l'elargizione della Comunione, la lettura del telegramma del Cardinal Sodano, per conto del Santo Padre e quando Don
Domenico ha chiamato sull'altare i genitori Antonietta e Ugo, per ringraziarli del sostegno dato al loro figliolo.
Don Enrico al termine della funzione, ha ringraziato tutti i fedeli che si sono adoperati per organizzare la bella cerimonia, ed in loro compagnia ha terminato la giornata, con un lauto pranzo presso il ristorante "La Carrozza d'Oro".
Caro Don Enrico, sei arrivato nella nostra parrocchia da bambino, con noi sei cresciuto e noi siamo cresciuti con te, ed
è stata una gioia immensa sapere che sei il primo sacerdote uscito dalla parrocchia di S. Maria del Giglio, ed è per questo che, anche con piccoli gesti, come tu stesso avrai potuto vedere dalle decorazioni che invadevano la nostra via, che
ti abbiamo dimostrato tanto affetto, stima e fiducia.
D. Enrico all'inizio della cerimonia.
Ora che andrai ad Acquapendente, per espletare il tuo ministero sacerdotale, non ti dimenticheremo e pregheremo sempre perché il Signore sia sempre al tuo fianco, in ogni momento
della tua vita.
Speriamo che portai trovare un po' di tempo per tornare a trovarci e celebrare una Messa nella
tua parrocchia, che ti rimarrà sempre vicino.
Auguri e Buona Fortuna.
Clementini Carla
Nella Omelia il Vescovo ha iniziato a ringraziare il Signore, papà e mamma di D.
Enrico e tutti quanti che, a titolo diverso, hanno contribuito alla sua formazione.
Commentando la lettura della 28- domenica dell'anno dove risalta l'azione di Dio che
invita tutti i popoli ad una alleanza con Lui, per cui si trova gioia, pienezza di vita.
Dio Padre manda dei servi ad invitare e questi sono soprattutto i vescovi, i sacerdoti, i
diaconi e "questo, Enrico, è il tuo compito, invitare gli uomini alla gioia con Dio!"
Non è facile tale missione, così risalta nella parabola, come nella vita di tutti i tempi:
c'è chi rifiuta decisamente questo piano di Dio.
Bisogna imitare S. Paolo il quale scrive "tutto posso in colui che mi dà forza".
Così deve essere per te, Don Enrico, per questo Dio Padre pone nelle tue mani
dei doni, che prima devi sperimentare tu stesso per poi distribuirli alla gente.
13 ottobre 2 0 0 2
Per Don Enrico
Ed è giunto al fine il dì
Che al Signore ha detto sì,
ed hai posto nel suo Cuore
la tua vita ed il tuo amore.
Mi sovviene nella mente
Il tuo volto
adolescente
Quando un dì ormai lontano
Tu giungesti da Milano
E venisti
nell'antico
Seminario
"Barbarigo".
Ed è qui che or meno or più
Ascoltavi il buon Gesù
E i suoi dolci, caldi appelli
A servirlo nei fratelli.
E con buona
votazione
desti addio a
Montefiascone,
Prostrato a terra D. Enrico invoca i santi perché vengano in aiuto.
Ti attendeva giù a Viterbo
del latino e greco il verbo.
Qui seguisti anche la via
Della sacra teologia.
Qualche compito hai già svolto
E in ognun hai dato molto.
Tanti cuori hai conquiso
Con l'aperto tuo sorriso.
A te presbitero
Enrico
Ogni bene da un amico:
non gloria nè onore,
sii sol servo del Signore
e ministro del suo Amore.
Cento e più ti sarà dato
Per ciò che quaggiù hai lasciato.
Il Vescovo, per primo, pone le mani sulla testa di
D. Enrico, invocando su di lui lo Spirito Santo.
P.S.
Della Chiesa il più bel fico
e pur sempre don Enrico!
Gustavo
Egidi
D. Enrico è ormai sacerdote
e attende la consegna del
vasi sacri dal Vescovo.
Il Vescovo
consacra con il
crisma le mani
del nuovo
sacerdote
dicendo:
E' la famiglia di D. Enrico, mamma e papà, fratello,
cognata e nipotini, soddisfatti di donarlo alla Chiesa.
D. Enrico è pronto per la missione
che inizierà dalla chiesa che è in
Acquapendente.
Signore Gesù
Cristo, che il
Padre ha
consacrato in
Spirito Santo e
potenza, ti
custodisca
per la
santificazione
del suo
popolo e per
l'offerta del
sacrificio.
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
pag. 11
Opus Dei: un'apoteosi in Piazza San Pietro
Domenica 6 ottobre, in Piazza San Pietro, a
Roma, si è celebrato il rito ecumenico di canonizzazione del fondatore del Movimento dell'Opus Dei:
Josemarìa Escrivà de Balaguer.
E' stata forse la folla più numerosa che abbia mai
partecipato ad un rito di canonizazione: trecentomila.
E' paragonabile a quella che partecipò al rito di canonizzazione di San Padre Pio. Una folla che ha occupato e straripato da tutta la Piazza S. Pietro, per via
della Conciliazione e strade adiacenti, sino al piazzale
di fronte a Castel Sant'Angelo.
Il Papa, sempre più stanco e affaticato ha tenuto
un'omelia sobria, ma incisiva. Il momento più intenso
è stato quando il Pontefice ha ricordato Escrivà che
"rammenta la necessità di non lasciarsi intimorire di
fronte alla cultura materialista, che minaccia di dissolvere l'identità più genuina dei discepoli di Cristo"
(n.d.r.).
Al nuovo Santo, ha sottolineato il Pontefice, "piaceva ripetere che la fede cristiana si oppone al
conformismo e all'inerzia interiore" [n.d.r.).
Il nucleo del movimento dell'Opus Dei è spagnolo,
anche se sono presenti delegazioni in tutto il mondo,
persino nella Cina comunista e la sua visione è quella
di una chiesa ben organizzata, anche dal punto di
vista gerarchico e strutturata secondo un impianto
cosiddetto "romano-centrico". Giovanni Paolo II cita i
tratti salienti della spiritualità del movimento: "la vita
Lucia Filippini e V i n c e n z o Cardarelli nati nella stessa c a s a a T a r q u i n i a
La Santa e il poeta
Nell'ambito delle recenti iniziative turistico-culturali promosse dal comune di
Tarquinia vi è stata anche una visita guidata
alla casa natale di due illustri personaggi:
Lucia Filippini e Vincenzo Cardarelli. Santa
e maestra la prima, poeta e scrittore il secondo. Entrambi accomunati dal destino di aver
dovuto abbandonare negli anni dell'adolescenza non solo quella comune dimora nell'antico centro storico di Tarquinia, ma di non
avervi più fatto ritorno.
Lucia vi nacque il 13 gennaio 1672, dal
matrimonio di Filippo Filippini, originario di
Vezzano Ligure, di famiglia agiata, con
Maddalena Picchi Falzacappa, di nobile
Novena
dell'Immacolata
venerdì 29 novembre - sabato 7 dicembre
-ore 18,00Basilica S. M a r g h e r i t a
casato tarquiniese.
Diverse e ben più umili le origini del poeta
Cardarelli che in quella stessa casa nacque il 1° maggio 1887. Il padre naturale,
Antonio Romagnoli, visse "more uxorio" con
una ragazza originaria di Civitavecchia,
Giovanna Caldarelli che gli diede due figli:
Vincenzo e Assunta. In seguito, una volta
lasciata la città tirrenica e trasferitosi a Roma
in cerca di fortuna e con il sacro fuoco della
letteratura nelle vene, Vincenzo mutò il
cognome che gli proveniva dalla madre da
Caldarelli in Cardarelli.
Il poeta che non fu certo un grande praticante della fede cattolica, ebbe sempre per la
giovane santa, sua coinquilina di quella antica e nobile dimora, un affetto ed una devozione particolari. Li univa, come abbiamo accennato, la sorte di aver dovuto lasciare, ancora
molto giovani, la casa paterna. Lui per andarsene a Roma e lei per stabilirsi a
Montefiascone, chiamata dal cardinale
Marco Antonio Barbarigo ad aprire le scuole per le fanciulle povere e diseredate. In una
sua poesia, "Invettiva", Cardarelli così rende
omaggio alla Santa sua concittadina:
"E una Santa vagì là dove io pure
venni alla luce, ma volle il Signore
che fuggisse di lì com'io fuggii
ignaro della sorte a cui scampavo.
Era Santa Lucia Filippini,
la mia coinquilina,
una Santa randagia.
Nacque nella mia casa
ma corse ad orare altrove.
E tu perdesti allora,
empio paese mio,
paese iniquo,
una grande occasione,
ma certo non te ne duoli".
Si tratta di una sorta di reprimenda nei
confronti dei suoi concittadini con i quali il
poeta non andò sempre d'amore e d'accordo.
L'accostamento, dovuto alla comune casa
natale, di questi due illustri personaggi tarquinesi è stato anche oggetto di un servizio giornalistico di Bruno Blasi, nipote di Cardarelli,
apparso su "Cartevive", bollettino della
Biblioteca cantonale di Lugano.
Umberto G. Ricci
abituale del cristiano, che ha fede, quando lavora o
riposa, quando prega o dorme, è una vita in cui Dio è
sempre presente ".
Ma cosa può rappresentare e cosa può insegnare, oggi, il nuovo Santo Escrivà De Balaguer?
Certamente tante cose: la vita quotidiana in tutti i
suoi aspetti; la santificazione della persona attraverso
la quotidianità del lavoro; l'impegno professionale in
tutte le espressioni, dalle più semplici e modeste,
alle più elevate.
Dunque, la strada della santificazione, anche
attraverso il lavoro, è già un insegnamento importantissimo e rappresenta un'eredità preziosa che noi cristiani dobbiamo saper raccogliere, quale opportunità
di riflessione nel nostro cammino di fede cristiana.
L'Opus Dei è stata anche una grande scuola di
insegnamento etico-cristiano, anche nei confronti dell'universo femminile, al quale ha comunicato modelli e
insegnamento di virtù e tolleranza.
Insomma, non c'è che dire: la canonizzazione del
Beato Escrivà De Balaguer è stato un evento grandissimo che certamente non è passato inosservato, non
fosse altro per il rispetto che si deve, impresindibilmente, alla chiesa cattolica, alle sue istituzioni, alla
sua storia, ai suoi testimoni, ai suoi simboli, ed il
nuovo santo Escrivà De Balaguer è certamente uno di
questi.
Silvia Somigli
Ben tornato,
Vescovo Tommaso!
Il 10 novembre, in serata, il
V e s c o v o m i s s i o n a r i o in
Brasile,
nativo
di
Capodimonte, sarà in Italia.
Forse si fermerà a Roma
presso i Padri Passionisti,
appartenente lui a questa
Congregazione.
Dovrà incontrarsi, i primi di
dicembre, con il S. Padre
per i "visita ad limina" che i
Vescovi sono tenuti a compiere, almeno ogni 5 anni.
Avremo così modo di averlo in mezzo a noi e farci
raccontare ciò che avviene
in Brasile: sia il benvenuto, Vescovo Cascianelli!
1° ANNIVERSARIO
E' e s a t t a m e n t e
un a n n o c h e D.
D o m e n i c o
Cruciani è salito
al cielo (6.11.01).
Lo
ricordiamo
perché è stato
uno dei sacerdoti
più intelligenti e
più esperti delle
lingue greco-latine e più affezionati alla n o s t r a
b a s i l i c a di S.
Margherita.
— —
Ha e s e r c i t a t o il d e l i c a t o c o m p i t o di c a p p e l l a n o
dell'Ospedale della nostra città per circa 26 anni.
Lo preghiamo - più che pregare per lui - perché ci aiuti a
condurre avanti la nostra vita con dignità, con distacco
dai beni terreni, con la visione netta del fine da raggiungere, con in mano la corona del Rosario, "catena dolce
che ci rannoda a Dio" con il desiderio, un giorno, di
vivere per sempre insieme nella gioia di Dio Padre.
pag. 10
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
"LA VOCE" E' GRATA Al SUOI
A S T R O N O M I A - di A. CEMPANARI
CAVALIERI: Giraldo Fabrizio, Scutumella Benito,
Manzi Felice, Avv. Francesco Saraca, Pepponi
Sabrina, Istituto Maestre Pie, Martini Quinta, Legnetti
Leone, Guerrini Fernando, Silvestri David, Chiodi
Rachele, Associazione di Solidarietà Falisca, Ugolini
Samuele, Pippi-Zeta in Alilla, P. C., Porroni Massimo
mentuccia, Moschetti Silvana, Ferini Claudio, parenti di
Manzi Eralda, Napoli Filomena e Enrico, Menichelli
Adriano, Napoli Giuseppe, Minciotti Vincenzo, Minciotti
Guido, Cesarmi Amelia, De Grossi Eraldo, Bartoleschi
Maria, Pelabasto Filiberto.
SOSTENITORI: Caporali Astorre, Guidoni Efisio,
Andreani Mario, Andreani Fernando, Dominici Cesare,
Trapè Ardelio, Rondella Maria, Danti Maria Antonietta,
Governatori Ettore, Napoli Claudio, Maurini Luisa,
Ricci Agostino.
BENEMERITI: Parlanti Luigi, Frilicca Giancarlo,
Tofanicchio Lucio, Spigola Carla, Spazza Settimia,
Placidi Adele, Indelicato Francesco, Mosca Maria e
Silvestri Domenico, Fumagalli Altera, Cordovani D.
Sabatino, lacoponi Ferdinando, Paradiso Cesare, Torri
Impero, Mocini Aldo, Maurizi Maurizio, Gentili D.
Camillo, Agostani Nadia, Pancianeschi Fiorina.
AMICI: Morano Renzo, Materazzo Renzo, Quattranni
Adelio, Ferlicca Mimmo, Lombardi Celeste, Gai fr.
Bernardo, i parenti di Pescatori Clelia, lervolino Mauro,
Tegami Andrea.
AMICI DELLA CATTEDRALE
Sono entrati a far parte degli "Amici della
Cattedrale": Bigerna Sofia, Ciripicchio Emilia, Trapè
Maiucci Ida, Durantini Rosa, Rocchi Lucia, lacoponi
Susanna, Del Priore Angelo, Trapè Margherita, Placidi
Adele, Sordi Gina, Torri Mauro, Bracaloni Delia,
Fumoso Santina, Maccaroni Fernando, Martini Quinta
(100), Chiricotto Lidia, Mancini Ida, Pascucci Pierina,
Paoletti Florido, Peruzzi Rosella, sposi: Petroselli
Marco - Notazio Maria Adele, Giusti Fabio - Porroni
Emiliana, Andreani Stefano - Rastrelli Sonia, Bellacima
Guido - Pepparini Rosella.
I familiari in suffragio di Giuseppa Zerbini, Bacchiarri
Alfredo, Rosetto Anna.
ANAGRAFE CITTADINA
NATI: Santini Alessia di Alessandro e Bracoloni
Simona (20.9); Tonucci Irene di Antonio e Stefanoni
Barbara (26.9); Ciampicotto Andrea di Claudio e
Carloni Paola (4.10); Agostini Irene di Fausto e
Nencioni Barbara (16.9); Severini Anna di Tonino e
Sensi Barbara (13.9); Pezzato Caterina di Carlo e
Sensi Debora (14.9); Sitra Gabriele di Francesco e
Bellacanzone Margherita (19.9).
MATRIMONI: Scatena Paolo e Lozzi Maria Rosaria
(21.9); Zampetta Massimo e Zeleke Abebe Hayimanot
(28.9); Camicia Giosafat e Polinori Marcella (2.10);
Masturzo Vincenzo e Fazi Maria Vittoria (29.9);
Marianello Mirco e Cevolo Donatella (28.9); Andreani
Stefano e Rastrelli Sonia (5.10); Pero Paolo e
Berbeglia Rosanna (5.10); Conti Anselmo e Bellacima
Anna Lisa (5.10); Giusti Fabio e Porroni Emiliana
(13.10); Bachiorri Massimiliano e Mori Luigia (8.9);
Bellatreccia Marco e Bigiotti Daniela (14.9); Esposito
Giuseppe e Rossi Anna Rita (27.7); Mecali Mauro e
Cordovani Laura (22.9).
MORTI: Lombardi Celeste (n. 16.6.13, m. 20.9);
Zerbini Giuseppa (n. 28.6.06, m. 22.9); Pescatori Clelia
(3.2.39, m. 25.9); Peroni Ottavia (n. 15.12.20, m. 28.9);
Tranquilli Pasqualino (25.3.67, m. 3.10); Scoponi
Quirina (16.9.15, m. 7.10); Pelecca Giuseppe (16.2.23,
m. 11.10); Catalucci Tiziana (n. 31.3.65, m. 17.9);
Gagliardo Livia (n. 15.3.26, m. 17.9); Tarantello
Cesare (n. 6.9.21, m. 26.9); Leonardi Rita (n. 10.9.54,
m. 2.10); Ranaldi Pietro (n. 20.2.31, m. 4.10); Pepponi
Alfonso (n. 21.2.12, m. 14.10); Tarantello Vittorio (n.
2.1.25, m. 21.9).
Gli animali nello spazio
Ricordiamoci anche di loro
Leggendo un editoriale della rivista scientifica "COELUM
astronomia" del mese di settembre, non ho potuto fare a
meno di riflettere sull'uso fatto durante il secolo scorso degli
animali per lo studio, allora pionieristico, della conquista
dello spazio.
Riporto testualmente: "Mi commuovo davvero, inutile
girarci intorno, ogni volta che qualcuno tira di nuovo
fuori la storia di LAIKA. E del resto c'è dentro un po' di
tutto: innocenza, tradimento dell'amicizia, isolamento in
un ambiente alieno, paura, solitudine, angoscia e infine
la morte.
Laika, questo è il nome della cagnetta che passerà alla storia per essere stato il primo essere vivente lanciato nello spazio, il primo essere vivente a sperimentare le mille incognite di un volo spaziale: fortissime accelerazioni, l'assenza di peso, bombardamento di particelle, raggi cosmici e radiazioni ionizzanti. Gli scienziati sovietici volevano la prova che l'uomo potesse viaggiare nello spazio e rientrare felicemente a Terra. Per Laika, invece, si trattò di un viaggio senza ritorno. Le tecnologie dell'epoca non
erano in grado di farla rientrare.
Lo Sputnik (che in russo significa "compagno di viaggio") con il corpo della cagnetta ruotò intorno
alla Terra per 4 mesi (Laika nel frattempo era già stata uccisa da una dose di veleno programmata) finché, per l'abbassamento progressivo dell'orbita, il 14 aprile 1958 si disintegrò nell'atmosfera.
Oggi la cosa non sarebbe più possibile, e se qualcuno ci provasse dovrebbe vedersela con una
forte opposizione pubblica... in Cina queste cose succedono ancora, ma quello è un paese lontano..."
Propongo anche un pensiero tratto da un libro della scrittrice Luce D'Eramo, recentemente scomparsa: "fu il delinearsi dell'era spaziale, nei tardi anni cinquanta, a sollevarmi pian piano dallo
stato di dissociazione che mi s'era creato dentro, per il quale da un lato vivevo a capofitto e, dall'altro, assistevo come sdoppiata a questa determinazione di vita che m'incalzava. Sono debitrice alla cagnetta Laika, di cui sentii battere il cuore in orbita, attraverso la radio, nel novembre
del 1957, se sono uscita da questo blocco interiore. Laika s'era fidata degli umani che l'avevano
legata all'interno di una capsula catapultata nel vuoto senza speranza di ritorno. E io mi dibattevo nel mio infinito me. Mentre ascoltavo l'abbandonata cagnetta guaire morente lassù per lanciare all'umanità un ponte verso lo spazio, per emanciparci, noi umani, dalla nostra chiusa ostinazione terragna, mi sorpresi a sperare sin nei visceri che un extraterrestre l'avvistasse e la salvasse..."
P.S. La registrazione di quel cuore che batte esiste ancora, ed è possibile ascoltarla anche sul Linck
"coelum" aprendo prima dal nostro sito internet http:/digilander.libero.it/asapegasus.
Doppio ammasso di Perseo
Protagonista assoluto di tutte le serate autunnali, è di
s i c u r o uno dei più noti c a p o l a v o r i della v o l t a c e l e s t e .
Visibilissimi ad occhio nudo, centinaia di stelle si risolvono
immediatamente anche con un banalissimo strumento ottico. Trovarlo è davvero facile: tra la costellazione di Perseo e
quella di Cassiopea, sotto un cielo almeno decente.
Individuato nel Nuovo Catalogo Generale con le sigle
NGC 884 e NGC 869, i due ammassi aperti non avrebbero
nulla in comune. NGC 884 è distante 7.200 anni luce, mentre NGC 869, 7.500. Quindi la loro vicinanza è solo prospettica.
Ognuno animato da un minimo interesse verso il cielo
d o v r e b b e i m p a r a r e a r i c o n o s c e r l o ed o s s e r v a r l o . Noi
dell'ASA PEGASUS siamo a disposizione.
Cosa originale, gradita e gustosa!
Prossimo incontro dei collaboratori de "La Voce"
E' u n a z u p p a i n g l e s e c o n f e z i o n a t a d a l l a s i g n o r a G i n a
Giuliobello, che per simili ghiottonerie ha conquistato due
premi per la festa della Madonna della Vittoria. Questa l'ha
confezionata per fare gli auguri al neo-sacerdote D. Enrico.
Ingredienti usati: pan di Spagna, liquore, crema, panna (bianca
e colorata), ostia alimentare, pasta di mandorla.
Fa venire l'acquolina in bocca!
E' la stessa foto che pubblicammo l'anno scorso per ricordare il pranzo offerto ai
collaboratori de "La Voce" dall'amico Enzo con la sposa Rita e i due figli, la pubblichiamo di nuovo in ricordo del Vescovo Fiorino, presente in quel pranzo (17
novembre), ora nella gioia del banchetto eterno!
E per ricordare all'amico Enzo che i collaboratori, dopo la metà di novembre (es.
sabato 23), sarebbero disposti ad accettare l'invito! Grazie - in anticipo - sig.ra
Rita, già pronta a prepararci un pranzetto chic!
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
"Diasilla, diasilla"
All'ingresso del Cimitero, nei giorni dedicati ai
defunti, sostavano, anni fa, seduti per terra, alcuni
questuanti storpi e qualche vecchia donna, i quali
in cambio di una monetina recitavano "la Diasilla"
che voleva essere una specie di preghiera in suffragio dell'anima del defunto che fosse stato
parente o familiare di colui che aveva dato l'obolo.
lo facevo sempre ricorso a costoro e mi trovavo contento per aver contribuito modestamente al
loro sostentamento e poi perché, sotto sotto, mi
comportavo come colui che pensa: - non è vero,
ma ci credo -; hai visto mai - mi dicevo - che il
Padre Eterno gradisca le farfugliate giaculatorie di
questi disgraziati più di una sontuosa e fastosa
cerimonia.
Per l'operazione, mi rivolgevo ad una povera
vecchia chiamata TAssuntàca" che non si era
mai sposata - e qui copio il Manzoni - "per aver
rifiutato tutti i partiti, come diceva lei, o per non
aver trovato un cane che la volesse, come dicevano le sue amiche".
Fatto sta che costei era ritenuta un asso nella
recita di quelle parole che a furia di ripetizione
somigliavano tanto ad una cantilena: di esse ne
ricordo solo alcune: "Diasilla, Diasilla... suonerà la
liber tromba, tutti i corpi di ogni tomba... e poi più
nulla".
Le vere parole latine della preghiera sono
queste, come inizio:
Dies irae, dies illa
Solvei saeculum in favilla...
(Non si può pretendere che gente semi o tutta
analfabeta le pronunciasse correttamente).
A me quei versi evocavano, ed evocano, l'immagine tempestosa di una notte "nugolosa e
pag. 11
di Zelindo Gianlorenzo
nera" squarciata da lampi che illuminano d'improvviso la scena e aumentano il terrore per il
senso angoscioso del momento della fine del
mondo.
Dicono i credenti che verrà il tempo in cui Dio,
stanco dell'uomo e delle sue perversioni, dissolverà i secoli in una fiammata gigantesca della
quale non rimarrà che cenere inerte: andranno
dispersi nel cosmo infinito gli atomi di quella che
fu l'umanità insieme ai suoi orpelli geniali che
ormai si erano avvicinati a spiegare il mistero
della creazione.
Grandi uomini politici, condottieri, scienziati,
professori, con appresso l'esercito nebuloso di
tutti gli altri esseri viventi saranno disciolti nello
spazio buio e nero, come pulviscolo minuto, che
si sarebbe ricomposto nelle forme sue proprie
solo al richiamo tonante e vindice del Creatore.
Sarà quello, dicono sempre i credenti, un felice momento: la carne risorgerà e tutti vedranno
Dio nella sua gloria ed in tutte le sfaccettature
della divinità che vanno dalla suprema bontà alla
somma giustizia.
Un amico miscredente, per altri versi degnissima persona, con il quale si ragionava di queste
cose (di cosa volete che discutano due amici che
sono vicini "all'altra sponda?") contestava queste
ultime affermazioni dicendo che oltre la morte non
vi è nulla e che tutto l'apparato post vitam è una
invenzione del clero alla quale la gente dà credito
perché - è umano - ciascuno desidera o almeno
spera di veder conservata la propria essenza
anche dopo aver lasciato la vita terrena; diceva
inoltre che il mondo non finirà mai e che si succederanno all'infinito generazioni sempre pìiù evolute nel campo della conoscenza ed in quello del
benessere.
Ma, purtroppo per lui, e anche per noi, pure la
scienza afferma che un giorno il cosmo finirà
disintegrandosi con una esplosione a causa di
forze fisiche insite nel cosmo stesso, forze che
sono in continua evoluzione verso il proprio esaurimento.
Se allora è vero, come affermano gli scienziati, che in natura "nulla si crea e nulla si distrugge",
al momento della deflagrazione saranno ancora
presenti le particelle e quello che rimane dei trapassati, che andranno anche essi dispersi nello
spazio: chi potrà immaginare la sorte che toccherà agli atomi e alle cellule di Napoleone,
Einstein, Eisenberg, Manzoni, tanto per citare
alcuni grandi del passato?
Le loro nobili particole rimarranno separate o
saranno attratte da cariche elettriche verso ele-
Due battute... da! Baseball
Dopo tutta la stagione condotta ai massimi livelli la nostra compagine della
Banca Cattolica Montefiascone Baseball non ce l'ha fatta a superare l'ultimo scoglio per il passaggio in serie A2.
Infatti nella finale giocata contro i parigrado del Monreale Palermo, dopo
essere passati in vantaggio per 2 partite vinte ad una su un totale di 5 incontri
previsti, la nostra compagine ha dovuto soccombere proprio all'ultimo inning dell'ultima partita vedendo così sfumare ancora una volta l'agognato passaggio alla
serie maggiore. Il Montefiascone Baseball arrivato alla finalissima per il passaggio alla serie A2 dopo una serie di incontri vinti senza problemi, ha incontrato la
forte squadra del Monreale Palermo, e nei due primi incontri svoltisi a
Montefiascone ha ottenuto un meritato pareggio avendo vinto solo uno dei due
incontri previsti sul nostro diamante. La domenica successiva, nelle partite di
ritorno a Monreale si sono portati subito sul 2 a 1 perdendo la quarta partita solo
al nono inning già sul punteggio di 8 a 5 in loro favore, ed infine, forse per la
delusione della partita persa precedentemente, hanno ceduto anche nell'ultima e
decisiva partita che fissava il risultato su 3 partite vinte dal Monreale contro le 2
vinte dal Montefiascone Baseball.
Ma se tutto ciò lascia l'amaro in bocca alla nostra compagine e a tutti i tifosi,
rimane ancora una volta di più la consapevolezza che il baseball è uno degli
sport più affascinanti, più coinvolgenti e più sani del nostro panorama sportivo.
Se di primo acchitto può sembrare incomprensibile, il baseball è invece un
gioco capace di regalare emozioni forti a chi ad esso è disposto a credere, e
che, come nella vita, quando si è sull'orlo della disfatta improvvisamente uno
spettacolare fuoricampo può capovolgere il risultato; e fino all'ultima battuta non
menti ignobili costituendo così una coppia disomogenea e contrastante, come due ballerini che
si detestano ma che sono condannati per sempre
ad una danza macabra e nauseabonda?
Che senso avrebbe allora il comportamento
durante la vita se alla fine il risultato dovesse
essere uniforme a quello temuto e descritto?
E' certo che occorre una Fede possente nella
quale credere per vincere lo smarrimento angoscioso che ci assale.
Questi pensieri battono come dolorose martellate alle porte del cervello: non sono idee soavi,
per cui varrebbe dunque la pena di vivere alla
giornata senza anticipate preoccupazioni, ma se
siamo stati dotati della facoltà di ragionare, qualche volta non possiamo non riflettere su certe
cose che ci atterrano e ci atterriscono.
Mentre scrivevo queste note, mi giungeva
ovattato attraverso i vetri della finestra chiusa, il
suono delle campane della chiesa di S. Maria
delle Grazie.
Quei rintocchi mi richiamano alla mente i versi
con i quali mio padre, molti anni fa, chiudeva un
suo poemetto intitolato "Il Canto del Cigno":
Signor, Ti ringraziai nella preghiera,
Per il mio pane, per il mio sudore,
Grazie ancor per la mia tranquilla sera
Che avanza circonfusa di splendore;
Concedimi che tanta luminosa
Gloria di sole al trapassar non ceda
Ma simultaneamente la radiosa
Luce del Sommo Sole al sol succeda
Te, più ch'ogni altra cara al navigante
Tenera Madre, Vergine Maria,
Dai lidi tuoi sorridi all'anelante
Vela che reca a te l'anima mia.
Mi ricordai allora del Salmo "De profundis clamavi ad Te, domine"; a quel punto mi sembrò di
risalire dall'abisso: verso la speranza.
Montefiascone
c'è mai niente di scontato; non si è mai vinto o
perso fino alla fine della
partita.
Mazze che giravano,
palline che volavano e
che venivano raccolte
da guantoni, giocatori
che si tuffavano, basi
conquistate, lanci potenti
e scivolate favolose: era
questa l'atmosfera che
si respirava domenica 6
Ottobre presso Piazzale
Roma occupato per l'occasione dalla Società Montefiascone Baseball, che per
l'occasione ha organizzato una grande festa per far conoscere questo sport ai
giovani del paese, che hanno risposto numerosi ed entusiasti al richiamo del
batti e corri, e per far sì che la nostra società abbia un futuro sempre più roseo e
brillante. Il baseball è uno sport per tutti: alti, bassi, magri, grassi, adulti e bambini, l'importante è solo che occorre imparare la tecnica ed è indispensabile pensare in fretta.
Benvenuti a tutti i nuovi ragazzi che hanno accettato di provare il baseball.
Mauro TOF.
pag. 10
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
E9 giunto il momento
di sciogliere
Alfredo Bacchiarri
24.9.1923 -
7.9.2002
Sposo fedele, padre
a m o r o s o , d e d i t o al
lavoro della campag n a , ha c e r c a t o di
potenziare questi
aspetti della sua vita
con una fede cristiana vissuta settimana
per
settimana,
senza smancerie,
i n s i e m e alla s p o s a
Rosa Catasca con
la quale aveva condiviso la vita fin dal 9 febbraio 1950.
Dio Padre l'ha chiamato a sé improvvisamente
sul campo, pronto a ritornare a casa con i frutti
della terra.
Lascia nel dolore, oltre alla moglie, il figlio Paolo
con la sposa Luisa e il nipote Sergio, Giovanni
con la sposa Diana e i nipoti Chiara e Andrea.
Lui, il sor Alfredo, continua a benedirli ed assisterli dal cielo!
Eraldo Manzi
11.9.1920 -
14.9.2002
Eralda!
Il tuo nome, con il significato di "messaggero", riflette
la tua vita. Sei stata un
pezzo di storia locale.
Tutti ti conoscevano e tu
conoscevi tutti e avevi un
sorriso e un messaggio per
quelli con il cuore aperto.
Non ha mai partorito, ma
hai assaggiato le gioie e
dolori della maternità, ed eri
anche mamma, "sorella", cognata, zia, "nonna" a molti.
Non hai mai studiato molto, ma sapevi discorrere in
modo filosofico riguardo agli argomenti di politica, storia e religione.
Non hai mai giocato uno sport, ma eri appassionata di
calcio e di Formula 1.
Non hai mai imparato una lingua straniera, ma hai
comunicato con gente di tutto il mondo tramite la lingua
del cuore. Non hai mai viaggiato molto, ma hai conosciuto il mondo attraverso le persone di tante nazionalità che hai accolto alla tua tavola.
Non hai mai usato un libro di cucina, ma sapevi preparare piatti deliziosi. Non hai mai scritto un libro, ma
sapevi raccontare belle storie e hai sempre scritto lettere e diari. Non hai mai dimenticato di prendere la corona del rosario in mano.
Non hai mai smesso di apprezzare la vita durante il tuo
tempo su questa terra. Non hai mai cessato di amare.
Eralda, tu rimarrai nell'anima di coloro che ti hanno
voluto bene!
I tuoi cari
La comunità tutta, della Parrocchia del Corpus Domini,
unita al Parroco Don Giuseppe Fucili, partecipa con
cordoglio alla morte di Eralda Manzi. Ti ricordiamo
Eralda con tanto affetto e riconoscenza, perché hai
dato molto alla nostra parrocchia, operando attivamente a tutte le iniziative. Sempre presente e molto attiva
nel gruppo dell'Azione Cattolica, ne hai rivestito per
lunghi anni il meritato incarico di "presidente".
Per tanti anni "Catechista" hai avuto la grande opportunità di insegnare ai bambini, l'Amore per il Signore,
quell'amore che tu dispensavi a tutti, con il tuo bel sorriso. Non possiamo dimenticare inoltre la tua bella
voce, che ad ogni celebrazione, si elevava sopra le
altre, per lodare il Signore, veramente in modo particolare! Grazie Eralda per queste cose, e per tutte quelle
che ognuno di noi vorrebbe dire....
Ti porteremo sempre nel nostro cuore con la certezza
che tu ora potrai fare molto di più: pregare il Signore e
chiedere intercessioni per noi!
Azione Cattolica - Corpus Domini
le vele (2 Tm. 4,6) Domenico Brachini
Celeste Lombardi
16.6.1913
20.9.2002
Cara nonna Celeste,
te ne sei a n d a t a in
s i l e n z i o , s e n z a un
l a m e n t o , c o m e hai
vissuto nella tua vita,
hai s e m p r e a m a t o
tutti e tutti ti h a n n o
a m a t o p e r la t u a
bontà.
Noi tuoi nipoti e pronipoti siamo stati fortun a t i ad a v e r e u n a
nonna speciale come
te, le tue figlie, SILVANA e PIERA che tanto ti hanno amato e accudito non potevano avere una mamma migliore.
V e g l i a su di noi, sii s e m p r e il nostro angelo
Celeste.
L.
Ho già visto fiorire e morire molti fiori, vengono e
vanno gioie e dolori, e custodirli nessuno può.
Ora se n'è andata col suo leggero passo e porta
sulle sue guance tutte le mie rose.
Voglio saperti vicina e che muta e silenziosa di
tanto in tanto, mi tenda la sua mano.
Grazie di essere stata la mia nonna.
Carissima nonna,
ci hai lasciato così rapidamente che non abbiamo
nemmeno avuto il tempo di dirti addio.
Quando te ne sei andata una parte del nostro
cuore se ne è andata con te; la nostra vita è cambiata: quando scendiamo le scale non sentiamo
più la tua voce che ci chiama, ma sentiamo la tua
presenza. Ti vorremo sempre bene e ti porteremo sempre nei nostri cuori.
Tua Marty
Anna Rosetto
18.12.1930
19.10.2002
Pochi attimi e una vita si
è s p e n t a , la v i t a di
Anna Rosetto, mamma
di tre figli e nonna di tre
nipoti.
Morta improvvisamente,
mentre si apprestava al
comunissimo gesto che
tutti noi compiamo ogni
giorno, prepararsi per la
n o t t e . A n n a si e r a t r a s f e r i t a d a R o m a a
Montefiascone, la sua cittadina di nascita, dopo
la scomparsa del marito Ennio, viveva accanto
ad una delle figlie. "Vigilate perché non sapete
quango giunge l'ora..." recita la scrittura ed Anna
era vigile, teneva accesa la sua lanterna, ne da
testimonianza la sua vita, comune a tante altre
ma con doti che in questa società sembra vengano meno: il rispetto per se e per gli altri, la solidarietà, l'aiuto ed il conforto per tutti i famigliari, la
vita timorata di Dio, la particolare devozione per
S. Giuseppe ereditata dalla madre.
Ne da testimonianza il cordoglio suscitato tra le
persone che l'hanno conosciuta. Anna era vigile,
conosceva il dolore della morte per averla toccata più volte con mano, la scomparsa della giovane sorella, dei genitori, del marito Ennio avvenuta
due anni fa; accettava con mansuetudine il mistero divino. "Si muore sempre come un fanciullo
anche se si avesse cento anni" dice il profeta
Isaia.
Anna di anni ne aveva 71, non c'è più, ma ci consola la speranza che il Signore l'abbia presa per
mano come una bambina e l'abbia condotta là
dove c'è beatitudine e dolcezza infinita.
Ciao Anna.
8.12.1902 •
15.8.2002
Era conosciuto
come
il
Sor
D o m e n i c o
Brachini.
Nato il giorno della
M a d o n n a
Immacolata,
8
Dicembre 1902, da
una famiglia di
contadini ai Casali,
piccolo Borgo nel
Comune
di
Montefiascone.
Primo di otto figli, da ragazzo lasciò la famiglia per
lavorare come portantino presso l'ospedale di
Montefiascone, il lavoro nell'ambiente ospedaliero
10 appassionava ed ambiva migliorare la sua posizione, intraprendendo la carriera infermieristica.
Così si recò a Roma presso uno zio frate
Francescano che, lo aiutò, e lavorando e studiando riuscì a diplomarsi infermiere professionale.
Partecipò alla bonifica delle Paludi Pontine nel
ruolo sanitario distribuendo il chinino contro la
malaria, qui fu presente alla posa in opera della
prima pietra della città di Littoria, "ora Latina" ove
insieme ad altri ebbe l'elogio del Duce, per l'opera
svolta nel suo servizio sanitario.
Gli fu proposto di prestare la sua opera in Africa
nelle colonie Italiane, accettò ed ebbe incarichi di
rilievo sempre nell'ambito della sanità. Scoppiò la
guerra, ritornò a Montefiascone per sposarsi con
la Signora Rivi Fosca dalla quale ebbe il figlio
Giancarlo.
Si stabilì a Roma e lavorò come inferimiere professionale presso l'ospedale San Filippo Neri, fino
al pensionamento. Tre anni fa, accompagnato dal
figlio ex maresciallo della Forestale, che vive con
la moglie a San Sepolcro - AR - volle venire a
Montefiascone per essere ospitato a Villa Serena,
qui trascorreva la sua vita. Gli piaceva la buona
cucina e ogni tanto si recava a pranzo in uno dei
vari ristoranti di Montefiascone, anche con il figlio
e la nuora ogni volta che venivano a fargli visita.
Era seguito dal nipote Valerio per tutte le necessità sociali e burocratiche, ed al quale era molto
affezionato e gli raccontava tutti gli avvenimenti
della sua vita, attuali e passati ed in modo speciale i periodi precedenti e successivi alla seconda
guerra mondiale.
11 giorno 15 Agosto 2002, dopo due giorni di ricovero presso l'ospedale di Montefiascone, si è
serenamente spento all'età di 100 anni.
Lo ricordano con affetto oltre al figlio Giancarlo e
la nuora Marisa, i tre fratelli viventi, Guido di anni
98, Maria di anni 92 e Augusto di anni 88 insieme
ai numerosi parenti.
Era nato il giorno della Madonna Immacolata ed è
morto il giorno della Madonna Assunta.
Ora è in cielo con i suoi cari. Noi caro Sor
Domenico ti ricordiamo sempre con affetto e simpatia.
Tuo nipote Valerio
Clelia Pescatori
3.2.1939 -
25.9.2002
Cara
nonna
Clelia, te ne sei
andata via troppo
presto lasciandoci un
grande
vuoto, anche se in fondo - siamo
contenti
per te
perché qui soffrivi molto ed ora
stai molto meglio
insieme a Gesù e ai tuoi genitori.
Proteggici dal cielo, cara nonna, con quell'amore e quella bontà che avevi per tutti i
tuoi cari, e sappi che sarai per sempre nel
nostro cuore, nei nostri pensieri e nelle
nostre preghiere.
Le tue nipotine
Francesca,
Giada e il piccolo Lorenzo.
Cristina,
pag. 11
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
Operatori turistici russi in visita nella nostra città
Lunedì 14 Ottobre 2002 hanno fatto visita a Montefiascone otto tour
operator provenienti da Mosca per un p r o g r a m m a operativo di un
Educational Tour. Visita organizzata (13-17 Ottobre) per gli operatori russi
dal presidente dall'APT di Viterbo, Vincenzo Ciniti in collaborazione con i
Sindaci dei Comuni della Tuscia. Nel pomeriggio del 14 gli otto tour operator russi, ricevuti dall'Assessore al Turismo e allo Sport Fumagalli
Fernando, sono stati molto entusiasti nel visitare le bellezze storico culturali e naturalistiche, quali La Rocca dei Papi, S. Margherita, S. Lucia
Filippini, S. Flaviano e il lungo lago, ecc.
In precedenza erano stati ricevuti in forma ufficiale dall'Assessore
presso la Sala Consiliare del Comune, dove era stato donato loro, oltre ad
un libro sulle bellezze di Montefiascone, anche del materiale turistico e i
prodotti delle nostre aziende vitivinicole. Per l'occasione è stata allestita
una delle cantine del Percorso enogastronomico "In Cantina con Defuk"
dove gli otto operatori turistici hanno potuto degustare il nostro Est! Est!!
Est!!! della Cantina Sociale, Azienda Falesco, Cantina Leonardi, Cantina
Stefanoni e Cantina Fazi-Trapè e i prodotti della gastronomia locale, oltre
al nostro pregiatissimo olio.
Durante la degustazione l'Assessore Fumagalli ha rievocato la leggenda dell'Est! Est!! Est!!! regalando ad ogni operatore anche un bicchiere del
Percorso
enogastron o m ic o
2002.
G I i
operatori
presenti
erano
i
seguenti:
M r s .
Akarslan
Elena dell'agenzia
I N N A
T O U R
(Mosca),
M r s .
Voropaeva Elena dell'agenzia LANTA TUR VOYAGE (Mosca), Mrs.
S h a b a r i n a T a t i a n a d e l l ' a g e n z i a INFINITY T R A V E L ( M o s c a ) , Mrs.
B a r t o s z c z e Elisabetta d e l l ' a g e n z i a LARUS V I A G G I (Mosca), Mrs.
Bekuzarova Olesia dell'agenzia TRANSTOUR TRAVEL (Mosca), Mr.
Bertchanski Guennadi dell'agenzia A S C E N T T R A V E L (Mosca), Mr.
Sergeev Victor dell'agenzia TOURPARADE (Mosca), Mrs. Arkhipova
Elena dell'agenzia DSBW TOURS (Mosca) e l'accompagnatore ENIT Mr.
Evseev Vladislav. La serata si è conclusa con la visita presso le strutture
alberghiere del colle falisco per verificare la ricettività che le strutture stesse possono offrire a gite organizzate dalla Russia e da altri Paesi dell'Est.
Al termine della visita l'accompagnatore Evseev, a nome della delegazione russa, ha fatto i complimenti all'Assessore Fumagalli sia per l'accog l i e n z a c h e per le b e l l e z z e s t o r i c o c u l t u r a l i e n a t u r a l i s t i c h e di
Montefiascone. Un apprezzamento particolare è stato fatto alle strutture
alberghiere ritenute dallo stesso all'avanguardia. Un ringraziamento particolare dell'Assessore va agli operatori dell'ufficio turistico, al Gruppo
Archeologico Falisco del presidente Manzi Mario, nonché al perito agrario
dott. Stefanoni Umberto e a tutte le aziende che hanno partecipato con i
loro prodotti per la loro fattiva collaborazione.
Che cos'è la d o n a z i o n e ? Dal latino
DONATIO-ONIS cioè "fare dono".
E chi è il donatore? Dal latino DONATOR-ORIS cioè "chi dona". E chi è un/a
donatore/trice di sangue? E' un uomo o una
k
&
d o n n a che con s e m p l i c i t à e a m o r e FA
•
DONO di una parte di se stesso/a dando
W
possibilità reali ad altri di restare in vita.
Si perchè il sangue è vita. Perchè si
dona con semplicità? Perchè donare sangue è un atto molto ma molto semplice,
sicuro e con poco tempo da spendere due o tre volte all'anno. Perchè si dona con
amore? Perchè chi dona... ama. La donazione oltre che fatta con semplicità ed
amore va fatta anche in modo responsabile, dal latino RESPONSUM cioè "rispondere", nel senso che la donazione di sangue è un atto molto ma molto serio e bisogna
"rispondere" con adeguata serietà nell'affrontare detto importantissimo atto. In questo
mese di novembre è possibile donare sangue intero anche Domenica 10 con orario
08,00-10,30 sempre presso il centro fisso di prelievo avis in ospedale, in aggiunta ai
normali giovedì per il sangue intero e ai lunedì per il plasma (plasmaferesi).
RICORDA CHE DONARE IL FLUIDO DELLA VITA E' GIUSTO E DOVEROSO.
Perla sez. avis Montefiascone
Carlo GIANVINCENZI
Inform^
l U V I S
La Commenda si ripopola
Cucù dal 12 giugno scorso ci
sono anch'io, sono Damiano
T e g a z i , una v e r a e p r o p r i a
opera d'arte di papà Andrea e di
mamma Loretta. La mia cuginetta Sara è impazzita di gioia per
me e mi controlla a vista insieme
a una "baby sitter" veramente
speciale, la mia bisnonna Nena
di 87 anni. Hanno fatto i fuochi
d'artificio anche i nonni.... che
vivono a Roma insieme all'altra
bisnonna .... e felicissima nonna
Nella, mentre di lassù il nonno Fernando chissà che avrà pensato di questo ometto. Il 15 settembre mentre dormivo beatamente tra le mani di D. Luciano sono diventato cristiano.
Ciao e a presto per presentarvi un cuginetto in arrivo, io
Romanista, lui Laziale, che derby in famiglia!
Galleria dei personaggi a cura di Impero Gianlorenzo
"Lidio" fotografo moderno, nell'era dei computer
Nel suo moderno studio fotografico "Lidio"
sviluppa e stampa foto tessere a colori in pochi
minuti. Nell'era dei computer Lidio Crescentini
ha modernizzato il suo studio fotografico pur
continuando ancora il suo lavoro di "fotografo
artigiano" realizzando stupendi ritratti artistici di
sposi, c r e s i m e , c o m u n i o n i e belle ragazze.
"Lidio" è stato il primo, e fino ad ora unico fotografo, a portare sul colle falisco lo sviluppo elettronico dei rollini che consente la stampa delle
foto automatica a colori, in pochi minuti.
Poco più che cinquantenne "foto Lidio" iniziò
lo sviluppo e stampa dei rollini come volontario
dell'aeronautica militare italiana alla scuola allievi di Caserta. Dopo anni di intenso lavoro come
fotografo militare decise di intraprendere l'attività
di fotografo artigiano. Lasciato l'esercito con il
grado di maresciallo d e l l ' a e r o n a u t i c a , "foto
Lidio", aprì il suo primo negozio da fotografo sul
colle falisco insieme ad un amico, dal quale si è
diviso soltanto dopo oltre un decennio d'attività.
I progressi tecnici della stampa delle foto
hanno convinto "foto Lidio" a modernizzare il suo
laboratorio fotografico dotandolo, come detto,
della prima ed unica apparecchiatura elettronica
in grado di sviluppare i rollini e stampare foto a
colori nell'arco di una decina di minuti. Tutti i
fotografi artigiani ritirano i rollini dei clienti inviandoli allo sviluppo e stampa riconsegnando le foto
qualche giorno dopo mentre "foto Lidio" fa tutto
da solo in pochi minuti. Nel suo laboratorio lavorano anche i figli Maurizio e Pamela che collaborano alla gestione dello studio fotografico oltre
alle classiche riprese di foto e filmini di cerimonie
pubbliche e private, matrimoni, comunioni, cresime e occasioni importanti.
Tanto che il giovane figlio Maurizio è diventato uno dei più esperti operatori di foto e filmini al
computer che gli consente di ritoccare e stampare elettronicamente foto e riprese filmate. Nel
negozio "foto Lidio" l'elettronica e la tecnica di
ripresa giapponese la fanno ormai da padroni.
L'avvento dell'elettronica, delle macchine fotografiche
digitali e sofisticate
cineprese TV nipponiche,
non
hanno cambiato il
sistema di lavoro
t r a d i z i o n a l e artig i a n a l e di "foto
Lidio" che continua
a fotografare e
stampare nel suo
laboratorio di via
Verentana
foto
artistiche di cerimonie e giovani ragazze, che sognano di diventare "miss", e coppie di sposi che vogliono
immortalare il loro "sì!" con uno splendido ritratto
artistico del più noto fotografo artigiano del colle
falisco.
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
pag. 10
Parecchi, anche amici, mi prendono
per un filo-nazista perché ogni tanto uso
intercalare i miei discorsi con qualche
parola tedesca; altri, invece, la prendono
come mia antipatica presunzione di scadi Zelindo
dente culturame.
Il che francamente mi dispiace perché non è affatto così: mi piace parlare
un pochino in quella lingua per constatare che ancora non sono rincitrullito e per
mantenere in esercizio la mente: il che fa
sempre bene.
Chi mi ha insegnato, durante l'ultima
guerra, ad arrabbattarmi in quel linguaggio sono stati tre soldati tedeschi di stanza
insieme
al loro
gruppo a
Montefiascone: si chiamavano Hermann,
Helmut e Willy ed avevano press'a poco
la mia età ma io mi ero salvato dal servizio militare
perché e r o iscritto
a l l ' U n i v e r s i t à , il c h e mi p e r m e t t e v a il
rimando.
Non ho conosciuto i cognomi di coloro né l'ho mai richiesto; so soltanto, con
g r a n d e d i s p i a c e r e , c h e s o n o morti a
Cassino in quelle tremende battaglie che
impedivano agli americani, inglesi ed al corpo di spedizione polacco di
avanzare tanto da costringerli ad aggirare la posizione effettuando lo
sbarco ad Anzio e Nettuno.
Erano tre bravi figlioli che nulla sapevano dello sterminio degli ebrei e
di quelle altre carinezze naziste; facevano il loro dovere e basta; eravamo entrati in confidenza incontrandoci spesso al bar dove, dài oggi, dài
domani, alla fine si fraternizza anche col diavolo.
Adesso mi trovo come quel tale che vorrebbe giocare a carte ma non
trova il compagno: pochissimi infatti conoscono il tedesco.
Le scuole che ho frequentato mi hanno inculcato una speciale predilezione per le lingue ed al ginnasio ho appreso (per la verità non molto
bene) il francese che allora era la lingua internazionale.
Il tedesco mi piace perché è strutturato alla latina e perché è una lin-
Chi l'ha detto?
MONTEFIASCONE
Gianlorenzo
gua aspra e forte ma di pronuncia chiara,
senza l'arrotolamento linguale inglese,
senza il biascicare nasale americano,
purtuttavia capace di esprimere i più delicati sentimenti.
E l'italiano? E' la mia grande passione: i miei idoli sono, senza alcuna pres u n z i o n e , Dante, M a n z o n i , Carducci,
Leopardi, Pascoli e gli altri a torto chiamati minori; per ultimo il nostro contemporaneo Montanelli: tutti campioni.
Di fronte a loro mi sento come l'ultimo bracciante analfabeta, una pulce, un
nulla, uno zero e quando mi azzardo a
scrivere penso sempre a quello che
avrebbero detto in proposito quei grandi
uomini, con timore.
Sono andato a scartabellare anche
sulle vicende storiche della nostra amata
lingua ma esse sono così tante e mutevoli che non vale la pena, tanto meno per
me, di addentrarmi in un ginepraio.
Come poi il latino si sia evoluto nello
spagnolo, nel portoghese, nel francese e
nel rumeno è roba da lasciare agli scienziati; non è certo materia per artigianelli
come io sono.
Tutti sanno che per comune convenzione si è stabilita la nascita dell'italiano nell'anno 960 con il documento chiamato "Placito cassinese"
dove è scritto così "Sao kelle terre per kelle fini que ki contene trenta
anni le possette parte sancti benedicti".
Quanta strada è stata fatta da allora! La nostra lingua si è addolcita
ed è diventata quasi musicale, come mi disse una volta un americano
col quale ragionavo di queste faccende.
Ma io vado raccontando a quei pochi amici che mi leggeranno delle
cose sulle quali potrebbero essi stessi darmi lezione.
E allora perché li torturo esponendo le mie manie? Cosa può fare un
uomo della mia età se non sfarfallare traballando in mezzo alle carte,
che non pesano?
ASSOCIAZIONE SOLIDARIETÀ7 FALISCA - ONLUS
MONTEFIASCONE
www.solidarietafalisca.it
SEDE OPERATIVA DIURNO - TEL. 0 7 6 1 / 8 2 . 5 9 . 5 5 - TEL. 3 3 6 / 2 5 . 5 8 . 8 5
TELEFONO AMBULANZA 337 - 777.400
T S g S S & A ^ S M U ®
Caro Cittadino Sostenitore,
grazie alla Sua sensibilità ed alla Sua generosità l'Associazione di
Solidarietà Falisca, patrimonio di tutta la cittadinanza, ha potuto raggiungere il dodicesimo anno di attività di volontariato effettuando circa 10.000
interventi ed oltre 400.000 km. con le due ambulanze in dotazione alla
Associazione.
L'Associazione Le comunica che anche per il 2003 ha ritenuto riproporre il
"tesseramento familiare".
Il Suo spontaneo contributo potrà essere effettuato dal 1 novembre
2002 sul c/c bancario n. 5039/92 presso la Filiale della Banca Cattolica e
presso l'Agenzia di città N. 2 sita in Via Cassia, 60 - Montefiascone.
L'allegata ricevuta di versamento, intestata al capofamiglia, costituirà titolo di
"Cittadino Sostenitore" e darà diritto alle prestazioni gratuite con le nostre
ambulanze a tutto il Suo nucleo familiare. La Banca Cattolica, con la tradizionale attenzione e sensibilità che da sempre riserva a tutte le attività sociali,
metterà a disposizione i propri sportelli ed effettuerà gratuitamente il servizio.
Anche quest'anno, inoltre, per facilitare il tesseramento, potrà effettuare il versamento seguendo le modalità appresso riportate:
presso tutti gli Uffici Postali utilizzando l'allegato conto corrente posta10 le con la causale prestampata.
§ ® ® ©
c) Le Mosse: Alimentari "Rosetta Antonella" - Via Mossen, 233
d) Le Grazie: Alimentari "Market Cipriani Luciano" - Via Teverina, 3
e) Centro: "Caffè Centrale Chiovelli" - Piazza V. Emanuele, 3.
Il tesseramento prevede due diverse quote:
Euro 10,00 o più annue per i nuclei familiari di una sola persona
Euro 15,00 o più annue per i nuclei familiari di due o più persone.
Il contributo aggiuntivo volontario potrà essere versato contestualmente
all'atto del tesseramento.
La scadenza del tesseramento è fissato al 31 Gennaio 2003.
Per ulteriori chiarimenti, informazioni e tesseramento si può rivolgere presso
la Sede Operativa dell'Associazione di Solidarietà Falisca sita in Via G.
Contadini (ex mattatoio) telefono 0761/82.59.55.
Nel ringraziarLa di cuore per l'attenzione e la genersosità che anche quest'anno siamo certi vorrà concederci e la tempestività della Sua contribuzione
che, costituisce la fonte vitale per la sopravvivenza della nostra Associazione di
volontariato, ci è gradita l'occasione per inviare a Lei ed ai suoi Cari i nostri più
cordiali saluti.
Montefiascone, 1 novembre 2002
presso i seguenti punti di tesseramento:
2°
a) Zepponami: Frutteria "Margherita" Via Zepponami, 100
b) Coste: "Elettronica Video Market" di Riccio Patrizia - Via Asinelio
p. Il Consiglio Direttivo
Il Presidente
Goffredo Balestra
pag. 11
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
Una piccola parola per un grande gesto:
"IL
VOLONTARIATO"
Essere un volontario, cioè fare volontariato attivo, non è proprio facile, ma non è
neanche così difficile come qualcuno crede. Nella nostra cara cittadina chi vuol fare
del volontariato attivo non ha che l'imbarazzo della scelta, per quanto riguarda l'inclinazione personale, l'impegno da produrre e il tempo da spendere. A
Montefiascone ci sono molte associazioni di volontariato: A.S.F., CARITAS,
ASVOM, AVIS, AIL, che operano nel campo socio-sanitario; altre associazioni,
sempre basate sul volontariato attivo, operano nel campo ricreativo-culturale e non
sono da meno per le esigenze sociali in generale. Forse mancano realtà associative nella salvaguardia della fauna, flora e territorio legato al WWF, LEGAMBIENTE,
LIPU ecc. ed altre realtà che tutelano l'individuo legate all'UNICEF, AMNESTY
INTERNATIONAL ecc...
Quindi chi vuol fare del volontariato attivo non ha che da scegliere una associazione tra quelle esistenti o far nascere quelle che forse mancano. Forse non tutti
possono essere volontari attivi, ma TUTTI POSSIAMO E DOBBIAMO ESSERE
VOLONTARI DI VITA E DI BUON COMPORTAMENTO SOCIALE, essere
"VOLONTARI" nella vita quotidiana in particolar modo nei confronti dei portatori di
handicap, delle persone che sono nella terza e quarta età e di quelli ammalati che
sono trasportati dalle ambulanze. Gli handicappati, le persone anziane e gli ammalati nello scorrere della vita hanno molti ma molti più problemi da affrontare. Non
dobbiamo occupare i posti auto riservati agli handicappati e alle ambulanze, non
dobbiamo ostruire i passi riservati ai suddetti, non faremo altro che aggravare una
realtà già di per sè molto impegnativa. Non dobbiamo parcheggiare in modo tale da
non consentire il transito ai mezzi di soccorso. Il vecchietto che rallenta con la propria auto la nostra corsa, non va mandato a quel paese. Il vecchietto che all'ufficio
postale o in banca ci fa perdere tempo, non va rimbrottato ma aiutato a capire e a
farlo. Diamo gentilmente precedenza alle ambulanze, anche se non hanno i dispositivi acustici e visivi di emergenza attivati, una ambulanza, PRIMA SI "LIBERA",
MEGLIO E' PER TUTTI. Se non tutti possiamo aiutare attivamente handicappati,
anziani e malati, tutti possiamo capirli ed affrontare le situazioni, in cui sono protagonisti, con un sorriso ed un attimo di pazienza in più.
Sorriso e pazienza che renderanno di sicuro il loro vivere quotidiano meno gravoso. Dobbiamo considerare anche che ognuno di noi spera di arrivare alla terza e
quarta età, magari in buona salute, e che ognuno di noi, speriamo mai, nel cammino della vita può incontrare l'handicap, e che su una ambulanza in transito ci
potrebbe essere, bisognoso di cure, una persona a noi cara.
QUINDI TUTTI DOBBIAMO E POSSIAMO ESSERE VOLONTARI DI VITA E DI
BUON COMPORTAMENTO SOCIALE.
Massimo Pigliavento
Atletica: Buona riuscita
della gara in notturna
Patronato AC LI
IL PATRONATO ACLI è un servizio promosso dalle A.C.L.I.,
Associazione Cristiane Lavoratori Italiani.
Patronato A.C.L.I. oggi significa:
- 750 Operatori specializzati in materia previdenziale ed assistenziale;
- 3000 Addetti Sociali impegnati sul territorio;
- 2000 sportelli in Italia; è inoltre presente in 16 paesi nel mondo.
Il patronato A.C.L.I. in collaborazione con La Voce vuole portare a
conoscenza di tutti i lettori le notizie di più stretta attualità in campo
previdenziale ed assistenziale.
LA PENSIONE DI VECCHIAIA
La pensione di vecchiaia può essere richiesta al compimento del
60° anno per le donne e al 65° per gli uomini. Naturalmente oltre
all'età deve essere versato un minimo di contributi che fino al 31
dicembre 1992 erano pari a 15 anni, dal 1° gennaio 2001 il requisito
contributivo è aumentato fino a 20 anni. Le nuove regole prevedono
delle eccezioni: vengono confermati per il diritto a pensione i 15 anni
di contribuzione per tutte quelle persone che ne erano in possesso
alla data del 31.12.1992 e per quelli che alla stessa data erano stati
autorizzati ai versamenti volontari.
Il prossimo anno, in presenza del requisito contributivo richiesto,
potranno andare in pensione le donne del 1943 e gli uomini del 1937.
LA PENSIONE DI VECCHIAIA ANTICIPATA PER INVALIDITÀ'
80%
Ad alcune categorie di persone sono stati conservati i vecchi limiti
di età. Nel caso di una persona con un grado di invalidità pari o superiore all'80% l'INPS eroga la pensione di vecchiaia anticipata. Non è
poca cosa poter richiedere la pensione 5 anni prima, fra il 55° anno e
il 60° per le donne e fra il 60° e il 65° anno per gli uomini. Altre agevolazioni esistono per i non vedenti.
LA PENSIONE DI ANZIANITA' PER LAVORATORI DIPENDENTI
ED AUTONOMI
La pensione di anzianità è una prestazione che può essere richiesta prima dei limiti di età previsti per la pensione di vecchiaia. In base
alla normativa attuale possono ottenerla tutti i lavoratori:
a) con solo contributi da lavoro dipendente almeno 35 anni di assicurazione e contribuzione e 57 anni di età, ovvero 37 anni di contributi
indipendentemente dall'età.
b) con una contribuzione nelle gestioni speciali (coltivatori diretti,
mezzadri, coloni, artigiani e commercianti) non inferiore a 35 e un'età
pari o superiore a 58 anni; in alternativa almeno
c) 40 anni di contributi indipendente dall'età.
Per raggiungere il requisito minimo dei 35 anni (1820 contributi
settimanali) son utili oltre i contributi versati obbligatoriamente durante
il rapporto di lavoro o l'attività autonoma, anche quelli volontari e figurativi ad eccezione di quelli relativi ai periodi di malattia e disoccupazione. Il periodo di servizio militare è utile e fa anticipare la pensione.
L'ASSEGNO DI INVALIDITÀ' E LA PENSIONE DI INABILITA'
L'assegno di invalidità è la prestazione che viene concessa a quei
lavoratori la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle sue
attitudini, sia ridotta in modo permanente a meno di un terzo.
L'assegno ha durata di tre anni, per la conferma è necessario presentare domanda nel semestre che precede la scadenza. La pensione di
inabilità è riservata all'assicurato o al pensionato di assegno di invalidità "che si trovi nella assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa". Il requisito contributivo per
entrambi le prestazioni è fissato in cinque anni di contribuzione di cui
almeno tre nel quinquennio precedente la presentazione della domanda di pensione.
Il giorno 6 agosto 2002, inserito nel calendario della 448 Fiera del Vino, si è
svolto l'"8° Trofeo Città di Montefiascone", gara podistica in notturna su percorso cittadino di 8 Km.
La manifestazione sportiva, organizzata dall'Atletica Montefiascone in collaborazione con l'Assessore allo Sport del Comune di Montefiascone Fernando
Fumagalli, ha visto la partecipazione di oltre 100 atleti del settore amatoriale
maschile e femminile provenienti da Lazio, Umbria e Toscana, ai quali è stata
offerta una bottiglia di vino Est! Est!! Est!!! della Cantina di Montefiascone.
La gara è stata suddivisa in due manches, nelle quali hanno prevalso
Marcello Capotosti (APB Bagheria) in quella fino a 40 anni e Enzo Pucci
(Atletica Soranese) in quella oltre 40 anni, mentre tra le donne si è affermata
Rosa Berni (Liberi Podisti). Risultati molto lusinghieri sono stati ottenuti anche
dagli atleti di Montefiascone sia nelle categorie maschili, con Giampaolo Cola,
Marco Mencio e Luca Valori, che in quella femminile, con Emanuela Andolfi e
Stefania Radicati. Per l'occasione i rappresentanti dell'Atletica Montefiascone
si sono presentati ed hanno corso con i colori del nuovo sponsor "Bar Pieretti",
sempre molto attento alle attività sportive del paese. L'organizzazione, curata da
Massimo Gianlorenzo e Bruno Gatti, è stata di ottimo livello e molti fra gli atleti
intervenuti hanno già assicurato la propria partecipazione anche per la prossima
edizione.
PER TUTTE LE INFORMAZIONI RIGUARDANTI IL COMPUTO
DEI CONTRIBUTI, IL CALCOLO DELLA PENSIONE E PER OGNI
ALTRA PRESTAZIONE PREVIDENZIALE ED ASSISTENZIALI.
RIVOLGITI CON FIDUCIA AL PATRONATO ACLI.
VITERBO - Via Alessandro Volta, 1/a - Tel. 0761.340019 fax
323836
MONTEFIASCONE - Via del Castagno, 16/a - Tel. 0761.824599
IL SERVIZIO E' GRATUITO
Un
elogio
Per motivi burocratici ho avuto modo di contattare una giovane
signora, impiegata all'ufficio tecnico del Comune. Vorrei lodare la
disponibilità, l'impegno e la solerzia, che mette nel suo lavoro.
A tutto ciò unisce il tratto educato dei suoi modi.
Un grazie • Giuliana Lampani
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
pag. 10
Cangolo di Scrapante
di Q.
([email protected])
Carioti
Strade e stradacce
Le strade di Montefiascone sono
un vero disastro.
Il pessimo stato di assetto e di
manutenzione accentuano la fastidiosità, la pericolosità, la rumorosità del traffico. Coperture inadeguate e lesionate e generatrici di
frastuono sono la caratteristica del
nostro manto stradale.
Cosa si aspetta a risanare questo
pessimo biglietto da visita che,
oltre a tormentare i cittadini, costituisce il peggiore biglietto da visita da offrire a chi capita da noi?
Bullicame, Bagnaccio e ricche terme
Le acque termali che sgorgano da ogni parte dei viterbese sono un
patrimonio non solo di Viterbo, ma di tutto il comprensorio circostante,
oltre che, ovviamente, di tutti i cittadini. Per i comuni confinanti con il
capoluogo sono ancor di più importanti, sia per la diretta pubblica fruizione da parte degli abitanti, sia per i risvolti socioeconomici delle attività comunque collegate al turismo termale. Per questo, il Bagnaccio,
il Bulicame, ecc., sono e devono essere un argomento importante
anche sulle nostre pagine. Infatti, da una accurata politica termale
possono derivare grandi vantaggi, sia in termini di benessere psicofisico - per gli effetti delle acque e loro derivati - sia per l'indotto turistico di qualità che può ampiamente incrementare, nel migliore dei
modi, insieme alla notorietà e alla buona immagine, l'attività di accoglienza, di ristorazione e di commercio della nostra città.
Ci farebbe piacere ricevere, su questo argomento come sugli altri temi sollevati in questa
rubrica, una replica da parte del Sindaco, con l'indicazione di ciò che in tal senso, si sta progettando o attuando.
Questo tombino può costarci caro
In uno dei punti più belli della
spiaggia di Montefiascone,
sulla punta che delimita la
passeggiata erbosa, proprio
di fronte al ristorante "La
Carrozza d'Oro", c'è un
ampio spazio adibito a parcheggio pubblico, dove
sostano le auto dei villeggianti, degli invitati alle feste,
dei visitatori occasionali che
si fermano per sedersi su
una panchina e ammirare il
panorama del lago. Bene,
proprio al centro di questo spazio, in posizione strategica per "fare più male possibile", campeggia un tombino, sopraelevato di un buon palmo dalla base stradale. Questo strumento di
distruzione, che vediamo nella foto, sta lì da anni, senza che nessuno si sia mai curato o di
attenuare il dislivello, rendendolo transitabile e privo di spigoli, o meglio di sistemare in
maniera un po' più permanente l'intero piazzaletto, dandogli una configurazione decente,
quanto meno adeguata alla bella sistemazione della passeggiata. E' mai possibile che una
tale trascuratezza di dettagli possa rendere inutile e vano tutto il lavoro che è stato fatto lì
intorno e che, in fondo, può e deve rappresentare un vanto per la città? Senza poi contare
gli ancor più importanti aspetti di sicurezza che tale disattenzione comporta; infatti, molte
sono le vittime di questo tombino: dalle automobili che spaccano la marmitta o trinciano le
gomme o danneggiano altre parti meccaniche collegate alla trasmissione (con effetti anche
drammatici che possono verificarsi a distanza di tempo per tali pericolosissime e a volte non
apparenti lesioni), ai pedoni che possono rovinosamente inciampare su questa insidiosissima trappola.
Insomma, questo tombinaccio malamente generato per assoluta trascuratezza progettuale
e ambientale, e mantenuto in essere per effetto della pubblica incuria, ha già fatto e può
fare ancora molto male, e potrebbe anche determinare effetti che costerebbero molto cari:
per questo, ci aspettiamo che questo problema di decoro, ma soprattutto di pubblica sicurezza e incolumità, venga immediatamente risolto, e che se ne possa annunciare il risanamento con assoluta immediatezza, già sul prossimo numero di questa rubrica, non appena
le autorità preposte ce ne avranno data conferma.
Meno trasparenza = più litigiosità
Qualcuno può pensare che l'insistenza su alcuni principi sia sterile e velleitaria, mentre la
vita pratica richiede continue deroghe e compromessi. Ciò è anche vero, ma non deve
costituire l'alibi per l'eccesso o il malcostume, che sono sempre in agguato quando la tolleranza da una parte e il disinteresse dall'altra sovrastano le fondamentali garanzie dfinteresse comune, a favore della contingenza e dell'interesse opportunisticamente emergente o
più forte.
Quando i poteri costituiti sono latitanti o reticenti nel fornire dati, chiarire situazioni, dirimere
divergenze sul piano delle rispettive competenze, lasciando che il fiume scorra il più possibile per suo conto, il disagio monta. Questo alimenta la litigiosità interpersonale, il rancore e
la disistima fra le persone e verso le istituzioni, h'insicurezza e la prevaricazione.
I politici cercano di barcamenarsi, tenendo sempre - e quasi esclusivamente - d'occhio il
vantaggio e lo svantaggio in termini elettorali: ma questo, se è prevalente, non è un buon
criterio, e alla lunga degenera e produce malcostume.
Dare un colpo al cerchio e uno alla botte può sembrare un metodo valido al momento, per
eludere le responsabilità: ma alla fine la botte intera si sfascia e il vino cola da tutte le parti.
Fuori di metafora, un po' dappertutto nella nostra società si avverte l'esigenza di ritrovare un
clima di chiarezza, di limpidezza normativa e informativa, storicamente deteriorato nel
nostro costume: è un valore da riconquistare, da parte di tutti, e quindi anche dalle nostre
parti, dove il fenomeno negativo pulì avere riflessi individuali ancor più gravi.
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A proposito, che ne è della opportunità - anzi, necessità - di istituire, presso il nostro
Comune - al pari degli altri comuni di analogo e spesso inferiore rango politico e amministrativo - l'Ufficio Relazioni con il Pubblico, il Difensore Civico, l'Ufficio Stampa? Grazie,
Sindaco, per l'assicurazione che potrà e vorrà darci al riguardo.
Oggi, un discorso sulle terme viterbesi si presenta molto complesso,
e non possiamo certo esaurirlo in queste poche righe: per cui ci limiteremo a cogliere qualche piccolo spunto, per tornare ancora sull'argomento, anche con la collaborazione dei nostri lettori.
Prendiamo intanto l'attuale situazione delle Terme dei Papi, già denominate Comunali: ci sembra urgentissimo un adeguamento strutturale
e di mentalità gestionale corrispondente all'enorme incremento di
utenza degli ultimi tempi. Capiamo l'entusiasmo, che fa tutto tollerare,
ma vedere lo spettacolo di una piscina stracolma di corpi a mollo, e di
un parcheggio che pericolosamente invade tutte le vie d'accesso, non
è certo coerente con l'immagine che una stazione termale dovrebbe
distensivamente proporre: per tutta la primavera, l'estate e l'autunno
2002, sembrava di stare dentro una stazione della metropolitana di
Roma nelle ore di punta piuttosto che in un agognato bagno sulfureo.
Non è ovviamente proponibile, per arginare questo sovraffollamento,
perseguire una politica di ulteriore aumento dei prezzi - come da qualche parte si sente mormorare -, poiché questo rappresenterebbe un
vero scandalo, stanti i presupposti su cui si basa il servizio termale
viterbese. Quindi ci chiediamo: che fine hanno fatto i progetti di
costruzione delle altre piscine contigue, a suo tempo esibiti come di
imminente realizzazione?
E poi, cosa dobbiamo pensare dello stato di abbandono delle terme
ex INPS, attigue alle Comunali, che rappresentano un patrimonio
pubblico allo sfascio, mentre potrebbero utilmente supplire a buona
parte delle nuove esigenze di termalismo, ovviamente trasformandone la formula gestionale?
Un ultimo aspetto che ci preme sottolineare, è quello della disparità di
atteggiamento e di considerazione di cui godono, all'interno delle
Terme dei Papi, gli assistiti USL rispetto ai clienti cosiddetti "paganti";
non diciamo poi rispetto ai coccolati e riveriti ospiti dell'albergo. Ora,
questa diversità di modi, di approcci, di cura del cliente, che si percepisce soprattutto dagli atteggiamenti di accoglienza, non può coesistere. Se ragioni commerciali suggeriscono ai gestori di veicolare
questi "messaggi" al loro personale, sarà bene che si attuino delle
nette divisioni dei servizi, assumendosene anche la responsabilità
d'immagine: ma questa sarebbe certo una cosa grave e inaccettabile.
Meglio sarà spiegare a certi supponenti addetti che troppo spesso
capita di trovarsi di fronte (mentre va espresso plauso per quelli, fra di
loro, che esprimono cortesia, disponibilità e comprensione dei bisogni, da chiunque provengano) che "ugualmente clienti" sono tutti coloro che, a qualunque titolo valido, abbiano accesso agli ambienti e alle
prestazioni termali; e che, anzi, i clienti "convenzionati" - ossia quelli
che, sotto sotto, vengono considerati dei "paria" - sono invece proprio
quelli che garantiscono a tutti quanti operano in questo campo, la
legittimazione imprenditoriale e professionale, oltre al pane quotidiano.
In questo quadro, suggeriamo anche alle autorità comunali e provinciali viterbesi, di metter mano ad un piano decente di ulteriore riassetto degli spazi pubblici all'aperto nei dintorni, conferendo loro dignità di
punti di accoglienza, disciplinandone l'uso, curandone l'aspetto e la
funzionalità, dotandoli dei necessari servizi, garantendone la sorveglianza specie quando, da liberi e felici luoghi di benessere e svago,
possono trasformarsi in luoghi equivoci o di malaffare.
Tutto quel che abbiamo qui detto, messo insieme, rappresenta un
problema di complessiva civiltà, la cui soluzione non potnfà che portare vantaggi all'idea e al rispetto che gli altri, ma soprattutto noi stessi, possiamo avere nei confronti di ciò che proponiamo e offriamo.
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
pag. 11
La nascita della
0$hL vita che sboccia... è una meìavi^tia!
valvola elettronica
Il nipotino di... Peppe, il custode di S. Margherita
La valvola elettronica vera..., dea reale dell'informazione, dall'immagine video via etere, culturale e di intrattenimento di svago in ogni angolo del pianeta terra, ha
ormai un secolo di vita.
E' venuto alla luce il 2 agosto, accendendo una luce negli occhi a mamma
Maria Angela Zazzu e a papà Filippo,
che s e m b r a n o non e n t r a r e più nella
pelle.
Il custode di S. Margherita - Giuseppe s'impappinava per la gioia di riferire che
gli era nato il nipote: Alessandro Selvi,
mentre non conosciamo le reazioni entus i a s t e di n o n n a M a r i s a e dei n o n n i
materni: Giovanni e Carmelina.
A far festa ad Alessandro c'erano anche
la zia Eleonora, lo zio Roberto con la
moglie Isabella e il figlio Lorenzo, lo zio
C l a u d i o c o n la s p o s a Elena e i due
figlioletti Francesco e Giulia.
Il piccolo Alessandro sembra già capire
e dare ordini, perché tutti siano al suo
servizio!
Che coppietta!
La sorella Giulia, ormai quasi signorina,
stringe e n t u s i a s t a e s o r r i d e n t e tra le
braccia i due fratellini Lorenzo e
Gabriele Giraldo, venuti ad arricchirla il
6 agosto. Con lei ci sono al "3° cielo"
papà Fabrizio e mamma Emanuela
Gatti, che, però, deve darsi da fare un
poco per far crescere i suoi due campioncini! Naturalmente con l'aiuto dei nonni
Ennio e Tommasina, Natale e Rita.
La natura è sempre grande!
Andrea Quintarelli
Sembra già grande e disponibile al dialogo, mentre ha appena un anno, essendo
nato il 25 settembre 2001.
Papà Luigi e mamma Raffaella
Pigliavento ci dialogano continuamente,
così pure nonna Altera insieme al nonno
in cielo Livio, la zia Flavia con lo sposo
R o b e r t o , lo zio M a u r o con la s p o s a
Isabella e lo zio Massimo.
Il piccolo A n d r e a si trova così in una
botte di ferro!
Come si può notare, la differenza di potenziale tra filamento-anodo è sensibile. Se all'anodo venisse applicata una
tensione pressoché simile al filamento della valvola non
accadrebbe nulla. Il filamento della valvola elettronica raggiunge la temperatura di circa 1400 gradi centigradi. Poiché il
catodo è quasi a contatto del filamento, raggiunge anche
questo elettrodo l'alta temperatura del filamento stesso.
A questo punto molti si domanderanno: a cosa servono
queste valvole? Servono per ricevere, tramite l'antenna, la
frequenza portante modulata dalla voce e dal suono, cioè per
ricevere, amplificare e rendere udibile la voce ed il suono (la
musica). Questo avviene unicamente agli elementi circuitali
come le varie resistenze, i vari condensatori e le varie bobine. Detti elementi circuitali vengono naturalmente collegati
agli appositi piedini delle valvole elettroniche. Fu così (con la
valvola elettronica) possibile migliorare la ricezione radio,
occupando meno spazio nella sua realizzazione moderna.
Parallelamente allo sviluppo della radio commerciale,
sorse l'esigenza dell'impiego militare e della marina mercantile. Siamo a cavallo degli anni '20-'30 (grosso modo). Per
soddisfare ambedue le branche furono costruite centinaia di
tipi di valvole elettroniche, dalla FIVRE americana 500 circa,
altrettante (circa) dalla PHILIPS e un po' meno dalla TELEFUNKEN.
Devis Tofanicchio
Una volta i re e le regine erano trattati come lui, Devis, che ha messo
in moto la sua famiglia, papà Lucio
e mamma Antonella, dal 12 giugno
scorso, da quando cioè è venuto
alla luce.
Naturalmente c'è anche il mondo
dei nonni e dei parenti a dare man
forte! Lui, Devis, vestito da re, con
la croce d'oro sul petto, dà ordini
anche senza parlare.
Nell'attesa
Fu lo studioso di fisica inglese G.A. Fleming, nel lontano
1904, a inventare il diodo costituito da due elettrodi filamento - anodo. Altro passo avanti fu fatto dallo studioso
americano Lee De Forest che, sul diodo di Fleming apportò
una brillante innovazione introducendo tra il filamento e l'anodo del diodo altro elemento chiamato griglia; nacque così il
triodo 1907.
Sorsero valvole con più griglie come il tetrodo, il pentodo,
l'esodo, leptodo ecc. Poi sono state chiamate valvole elettroniche multiple: una valvola puù svolgere più funzioni. Al filamento della valvola viene applicata una bassa tensione di
accensione da 1,5 V., 3 V., 6 V. e 12 V., è stato sovrapposto
il catodo costituito da una linguetta metallica speciale come il
tungsteno. Questo, per aumentare lo... sciame di elettrodi,
cariche negative, che vengono attratti istantaneamente dall'anodo (aumentando l'amplificazione) è, potenzialmente,
positivo con i suoi voltaggi applicati da 100 V., 150 V. o 200
V.
Quindi dalle grosse voluminose valvole alla costruzione
di valvole in miniatura e sub-miniatura come in qualche modo
vengono riportate dalla foto.
dell'Assunzione
preghiera alla Madonna della terza età
Santa Vergine Maria
perché non vederti fra quelli della mia età?
Dalla Pentecoste all'Assunta
quanti anni? Non vi è niente, nei nostri registi
ma Giovanni ha dovuto rallegrarsi tanto della tua
presenza.
Penso dunque che sei dei nostri
nella 'Vita salente".
Hai mai detto: "sono vecchia!"?
Questo non lo posso immaginare!
La causa della nostra vecchiaia, è il peccato
e tu non ne hai conosciuto neanche l'ombra
hai sempre avuto l'età del tuo cuore,
un cuore immacolato che non poteva invecchiare.
Forse hai avuto delle rughe sulla tua fronte
che vuoi, è della nostra età!
Ma il tuo cuore non ha rughe
al contatto permanente del Mistero
il Mistero del tuo figlio che nasce, vive, muore e
risuscita.
Il Mistero che conduce alla primavera eterna
il tuo cuore rimane sempre pronto a fiorire
nella giovinezza di una Assunzione che non finisce mai.
(continua)
Francis Caillé
Questa è in breve la storia della nascita della valvola
elettronica (o termoionica) e l'evoluzione tecnica di questo
grande, piccolo e piccolissimo bulbo di vetro sotto vuoto spinto. Malgrado la sviluppatissima tecnica impiegata dal transistor, (altro miracolo di civiltà) la valvola elettronica rimane...
saldamente issata sul podio poiché l'impiego del transistor
(inizi 1950) non può eguagliare la funzione di amplificazione
della valvola elettronica.
In merito al progressivo sviluppo della radio è doveroso
ricordare con orgoglio l'inventore della radio, il nostro connazionale Guglielmo Marconi.
Giuseppe Piacentini
LA VOCE - n° 11 - Novembre 2002
pag. 10
Domenica 2 9 settembre
Festa dei settantenni
Domenica 29 settembre, festa dei settantenni.
Riuscitissima la giornata. A Messa alle ore 11 in S. Margherita,
saranno stati un centinaio - peccato che il fotografo ha fatto cilecca! Si è ringraziato il Signore d'averli fatti giungere all'età di 70
E' la signora Mafalda che con voce limpida e bella canta per gli amici settantenni
anni, ancora giovani nel cuore e decisi a continuare almeno fino a 100! Poi a
pranzo all'"lsola Blu" in 40. Li hanno trattati molto bene e sono stati veramente in allegria. Il dr. Braguti anche se supera gli ottanta, ha voluto onorarli con la
sua presenza e la sua giovialità, non potuta trattenere dalla signora Mafalda; si
riconosce facilmente nella fotografia.
Peccato che sono stati assenti: l'amico Pietro (il caciarone) e sposa, il sempre presente Benito e sposa, e l'indispensabile Cesare e signora ecc, per motivi non procrastinabili.
Ci rifaremo un'altra volta!
Un grazie particolare va al fotografo Giorgio, che pur avendo fallito in
Chiesa, si è rifatto al ristorante.
Altra coppia in festa per i 50 anni di matrimonio:
Luigi Montecchi e Lidia Cicoria, sposatisi nella
chiesa di S. Giuseppe il 15 settembre del 1952 con il
celebrante D. Giovanni Firmani. A parlar di loro ci
pensa il nostro poeta Diodato con un bel sonetto
che qui riportiamo.
Che coppie!
La domenica 6 ottobre Mecali Valentino
e Maria Teresa Cicoria hanno voluto ringraziare il Signore nel Santuario di S. Lucia
Filippini alla messa delle ore 12, per le loro
nozze d'oro, avendo sposato il 4 ottobre
1952. Erano presenti, oltre ai parenti, il figlio
Giancarlo con la sposa Daniela, che s'è fatta
fotografa, e il nipotino vivace e buono: Fabio.
Che bell'esempio che date alle giovani
coppie di oggi, come l'hanno dato anche la
coppia Pietro Francini e Iolanda, che hanno ringraziato il Signore sempre nel Santuario di S. Lucia alle ore
12 per i 40 anni di matrimonio, insieme alle due figlie Carla sposata con Guido e Ornella.
Hanno ricordato l'avvenimento dopo la Chiesa, presso il ristorante "da Rita", con un pranzetto chic, tutto
organizzato a loro insaputa dalle due figlie, tanto da far commuovere soprattutto la madre Iolanda, mentre il
sig. Pietro veniva controllato delicatamente dalla figlia Carla.
Auguroni a non finire ad ambedue le coppie per i 50 e 40 anni di fedeltà matrimoniale.
In alto, lontano dal frastuono e dal rumore, ai piedi della Madonna della Rocca,
hanno ringraziato il Signore per i 50 anni di
matrimonio l'avv. Francesco Saraca e la
sposa M. Annunziata Minciotti, circondati
dall'affetto dei loro 4 figli: Giuseppe, Anna
Rita, Marina e Monica con i rispettivi coniugi: Giuseppe, Mouktar, Claudio e Elvira;
mentre in prima fila ci sono i nipoti Arianna,
Morgana e Gabriele.
Luigi e Lidia, dopo cinquantanni,
trascorse il tempo e aumentò l'amore,
la catena che lega il loro cuore,
non s'invecchiò con l'invecchiar dei panni.
Il bene sincero non procura danni,
(a come aprile che ritorna in fiore;
la concordia tra due porta il vigore,
fuga gli acciacchi, scacciando i malanni.
Il bambino Gesù - in braccio alla Madre
Maria - con la sua manina alzata indica il
cielo, meta finale per tutti, dopo aver compiuto bene il proprio lavoro terreno.
Auguroni ancora a non finire!
Presso il mattino, al tornar dell'aurora,
trasforma azzurro e rosa il ciel sereno,
tra frutti e fiori di Pomona e Flora.
Sono 90!
Caro Felice Manzi la cifra che hai innanzi sta a dire che
ormai hai 90 anni e che te li porti abbastanza bene.
Sei circondato dall'affetto della tua sposa Anna Catasca
con la quale hai condiviso gioie e dolori fin dal 29 ottobre
1945 - e dalla quale hai avuto due bei figli: Gino, che ha preferito (rimanere solo) non sposarsi e Antonio che insieme
alla simpatica moglie Luigina ti ha fatto dono di due meravigliosi nipoti: Andrea (lo vediamo in fotografia) e Stefano, che invece fa da fotografo.
La signora che sta a fianco di tua moglie è Linda Cordovani, madre di Luigina. Caro Felice rassomigli a
tuo padre Raffaele sia fisicamente e sia per
PER COMODITÀ' DEI LETTORI DE "LA VOCE"
bontà, e sicuramente insieme a tua madre Adele
e ai tuoi fratelli Agostino e Natale e tua sorella
Potete versare:
Elisabetta, ti benedicono e ti proteggono dal
. sul c.c. n° 1853/76 presso la Banca Cattolica
cielo, mentre il fratello Salvatore con la sua fami. sul c.c. n° 10/61268 presso la Cassa di Risparmio
di Montefiascone
glia, condivide la gioia e la festa.
rinviare tramite c. c. postale n. 12158010 inteAuguroni a non finire...
stato a Parrocchia S. Margherita - 0 1 0 2 7
Montefiascone
Coraggio... è tempo di pensare
o consegnare ad Angelo Mencjhini presso il negoanche
a "La Voce", se volete zio in Via S. Lucia Filippini preoccupandovi di
dopo 35 anni - che continui
mettere il vostro nome per essere inseriti nella
rubrica "La Voce è grata ai suoi".
ancora!...
Dopo la pioggia c'è l'arcobaleno,
rispecchia il sole e più se ne innamora
e delia Grazia di Dio non può far meno.
Diodato Piciollo di anni 89
Sono 45!
Si tratta di Gigi
Parlanti
e
Marianello Lina che
il
14
settembre
hanno voluto ricordare il 45° del loro
matrimonio andando
a purificarsi e a ringiovanire
a
Chianciano.
Complimenti,
sembrate due sposini
di primo canto!
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Anno del Rosario 2002 ottobre 2003