RICERCA QUALITATIVA AMMINISTRATORI PUBBLICI REPORT Rielaborazione realizzata dalla dott.ssa Elisa Capozzi - PROMEZ 1 INDICE Gli obiettivi.......................................................................................................... 3 I destinatari e la metodologia.............................................................................. 3 Le aree di indagine............................................................................................. 5 Il quadro d’insieme dei territori ........................................................................... 7 I modi di pensare nella provincia di Bari........................................................... 15 Le risorse del territorio ............................................................................... 15 Gli interventi delle amministrazioni comunali per la valorizzazione turistica ........................................................................................................ 20 Le iniziative per la valorizzazione turistica ............................................... 22 I modi di pensare nella provincia di Lecce........................................................ 25 Elementi di forza della proposta turistica ................................................. 26 Gli interventi delle amministrazioni comunali per valorizzazione territoriale..................................................................................................... 29 Le iniziative per la promozione turistica ................................................... 32 I modi di pensare nella provincia di Salerno ..................................................... 35 Elementi di forza della proposta turistica ................................................. 35 Gli interventi delle amministrazioni comunali per la valorizzazione territoriale..................................................................................................... 40 Le iniziative per la promozione turistica ................................................... 43 I modi di pensare nella provincia di Matera ...................................................... 46 Elementi di forza della proposta turistica ................................................. 46 Le iniziative per la promozione turistica ................................................... 51 Gli interventi dell’amministrazione comunale per la valorizzazione territoriale..................................................................................................... 53 I modi di pensare nella provincia di Potenza .................................................... 57 Elementi di forza della proposta turistica ................................................. 57 Gli interventi delle amministrazioni comunali per la valorizzazione territoriale..................................................................................................... 61 Le iniziative per la valorizzazione turistica ............................................... 63 2 Gli obiettivi Questa ricerca non strutturata è stata un mezzo particolarmente efficace per rilevare informazioni sulla composizione delle “presenze attrattive”, sul potenziale che esprimono i territori in termini di capacità di conversione dell’offerta e di potenziamento della stessa, sulla sensibilità rispetto alla gestione manageriale dell’attività e alla prospettiva della aggregazione dell’offerta nella forma del sistema integrato territoriale. Conoscere i modi di pensare delle figure rappresentative sul territorio e i livelli di sensibilità degli amministratori, in fatto di scelte di pianificazione territoriale, mette il gruppo di lavoro nelle condizioni di conoscere il modello di comportamento tendenziale sia degli attuali che dei potenziali gestori che ai primi potranno aggiungersi. Del resto, se si vuole assicurarsi un ruolo propositivo all’interno dell’offerta turistica, che non vada in sovrapposizione con la “mission” delle troppe iniziative già gestite o in corso di svolgimento e risulti coerente rispetto alle potenzialità di ogni area territoriale, è indispensabile che ci si attrezzi per disporre delle giuste chiavi di lettura e del più adeguato sostegno. La prospettiva, da costruire nel medio-lungo periodo, deve essere molto chiara: una offerta di servizi pianificata in termini di composizione, perennemente orientata all’innovazione di prodotto e di processo, coerentemente gestita sulla base degli input di mercato. I destinatari e la metodologia L’indagine qualitativa ha visto coinvolti: 3 o i sindaci dei comuni coinvolti dal progetto. Questa parte della ricerca ha fatto ricorso ad un approccio non strutturato e ad una metodologia specifica, la ricerca qualitativa, che consente di andare alla radice delle situazioni e dei problemi, per cogliere vincoli e opportunità collegati ad una adeguata e vantaggiosa valorizzazione dei territori. Il problema non è tanto legato ad una brillante definizione dei confini delle aree territoriali, che agli occhi dei più appare l’elemento di specifico e diretto interesse, quanto alla capacità di riscoprire il filo rosso in grado di dare un senso compiuto a itinerari che devono mostrarsi sempre nuovi e d’interesse, per vecchi e nuovi clienti, locali ed esterni. La ricerca, fra l’altro, ha mirato ad individuare i fattori critici di successo per una migliore composizione e valorizzazione delle proposte, e per una immediata fruibilità delle aree di riferimento. In particolare: attrezzature, servizi/prodotti, elementi naturali, elementi storico-artistici, elementi infrastrutturali, incentivi a nuovi insediamenti. Destinatari della rilevazione sono stati gli amministratori degli Enti locali, nel loro ruolo di “protagonisti” della cultura e della promozione del territorio, coinvolti in quanto presenze qualificate e qualificanti da cui ottenere “investitura” e a cui offrire coinvolgimento e ruolo di coordinamento. Va precisato che le ricerche qualitative si basano sul presupposto che, all'interno di un gruppo omogeneo di persone, atteggiamenti, reazioni, possibili risposte di fronte a un concetto, a una nuova formula d’offerta ecc. siano limitati. Le ricerche qualitative non possono fornire delle linee di previsione quantitative, ma possono, una volta compreso l'atteggiamento dominante degli intervistati (in questo caso amministratori e opinion leader), andare in profondità. E' possibile comprendere le ragioni profonde di un valore riconosciuto a certe realtà, individuare le leve sulle quali si può agire strategicamente per fare interventi e comunicazioni sempre più efficaci e costruire formule d’offerta turistica sempre 4 più adeguate ai bisogni di “gruppi di consumatori”, classificati per variabili rilevanti. Le ricerche qualitative hanno inoltre un grosso valore aggiunto in termini di capacità di scoprire aree nuove e non ancora esplorate, già presenti nei bisogni latenti delle cosiddette “antenne”, ma non ancora "sfruttate" dagli operatori. Per tutte queste ragioni la ricerca qualitativa è un utile strumento strategico, in quanto consente di conoscere in profondità l'esistente e di illuminare efficacemente il futuro. Scopo di questa ricerca è lo studio delle dinamiche psicologiche e socioculturali sulle quali è basata l'interazione cliente/consumatore - comunicazione - prodotto e l'interazione istituzione – servizi – cittadino. Si è fatto ricorso ad un colloquio individuale con intervista in profondità che rappresenta uno dei più tipici e diffusi strumenti di analisi qualitativa dei mercati. Consiste nella conduzione di interviste condotte da psicologi o sociologi o persone esperte sulla base di una traccia predisposta che consente agli interlocutori di esprimersi liberamente. Le informazioni sono state analizzate da un punto di vista qualitativo, attraverso l’interpretazione e la decodifica di quanto espresso nei colloqui. I risultati dell’analisi sono presentati sotto forma di report e presentazioni conclusive ai partner. Le aree di indagine Sul fronte degli amministratori (e, in particolare dei sindaci), sono due le tipologie di informazioni utili: • di tipo quantitativo: l’assortimento dell’offerta presente sul territorio, la distribuzione delle presenze, la dimensione dell’accoglienza…. • di tipo qualitativo: lo stile manageriale e la capacità di investire sull’offerta territoriale, i modi di pensare e di gestire la cosa pubblica…. 5 Informazioni quantitative 1 - Stato dell'arte del territorio: • quanta superficie, • quali prodotti, • quali produttori, • quali servizi, • quale natura/cultura/storia/tradizioni • omogeneità/eterogeneità del territorio • situazione attuale e trend • quali innovazioni sono in corso e/o si prevedono: • di strutture produttive, ricettive, di intrattenimento e socializzazione, • di supporti logistico-infrastrutturali, • di proposte di animazione/gestione, • di modalità d’uso. 2 - Confronto del territorio con: • altre realtà vicine • altre realtà lontane 3 – rispetto al progetto equal: • grado di coinvolgimento e livelli di partecipazione • vincoli • opportunità Informazioni qualitative • L'atteggiamento e il vissuto nei confronti del territorio, • Tradizioni, cultura e mercato, • Soluzioni allo spopolamento e alla marginalità dei territori • Rapporti con gli operatori • Lo stile manageriale e i modi di pensare • Le caratteristiche della istituzione gestita 6 Il quadro d’insieme dei territori Le province oggetto di indagine (Bari, Lecce, Matera, Potenza, Salerno) sono apparse aree potenzialmente favorevoli allo sviluppo di una fiorente attività turistica. Il territorio osservato possiede, infatti, tutti i requisiti in grado di renderlo un’ottima meta per chi sceglie di fare turismo tematico: ambiente, natura, storia, cultura, archeologia, monumenti, tradizione, folklore, gastronomia e tanto altro ancora. Il turismo tematico è l’alternativa ai grandi flussi turistici di massa e in alcuni casi è un’evoluzione dello stesso, in quanto le località di zona protagoniste del turismo di massa (soprattutto costiero della provincia di Salerno e Lecce) spesso non riescono a contenere i flussi dei visitatori, che si riversano così nelle località sottoposte all’indagine. Il turismo tematico si lega strettamente alle tipicità del territorio su cui si sviluppa, e soddisfa esigenze particolari, diverse da quelle avvertite dal turista di massa: chi sceglie questo tipo di turismo ricerca una vacanza riposante, poco caotica, alla riscoperta di ambiente, storia, cultura e tradizioni ormai lontane e spesso, purtroppo, dimenticate. Il turista che sceglie questo tipo di vacanza viene considerato un “consumatore di emozioni, di storia e di sentimenti”, lo si identifica di classe economica media e di cultura medio alta, per lo più trattasi di giovani famiglie sia italiane che straniere. Questo tipo di turismo è, inoltre, rivolto a studiosi, ricercatori e scolaresche. Le zone interessate dall’indagine sono protagoniste di un turismo di passaggio: spesso ci si limita ad intercettare flussi turistici diretti verso altre mete e portarli solo per poche ore nelle proprie località. Si ritiene che le condizioni necessarie affinché il turismo di zona diventi stanziale sono: • formare figure professionali in grado di creare attrattiva verso il territorio 7 • creare e/o migliorare i supporti logistico-infrastrutturali tali da garantire validi servizi ai turisti (strade e collegamenti, strutture ricettive, …) • educare la popolazione locale alla cultura dell’accoglienza. In realtà nessuno degli intervistati ha posto grande enfasi sulla necessità di avere un’efficace politica di marketing territoriale, volta a valorizzare e promuovere le ricchezze di un’area geografica e senza la quale molti potenziali turisti non verrebbero mai a conoscenza dell’esistenza di certe località e delle proprie risorse. Un turista, se non opportunamente attratto, non solo non si recherà mai in un posto ma non si tratterrà nello stesso; non è sufficiente avere buoni collegamenti o strutture ricettive per sviluppare un’attività turistica. In linea con la ragion d’essere del turismo tematico, è tuttavia da evidenziare che gli intervistati hanno identificato gli impianti ricettivi della loro zona non con le tradizionali strutture alberghiere (proprie del turismo di massa), ma con le tipiche case coloniche o masserie fortificate (opportunamente ristrutturate). Emerge, così, la propensione a valorizzare il territorio e la sua storia, legandoli allo sviluppo turistico. Istintivamente, la cultura dell’accoglienza non è stata indicata da molti come un ostacolo allo sviluppo turistico, vista la “apparente” disponibilità della popolazione locale nei confronti del turista. Il tutto può però esser messo in discussione, sottolineando che gli intervistati spesso identificano il “turista” come un vecchio concittadino emigrato al nord o all’estero che ritorna nel proprio luogo natio per rincontrare i suoi cari; è, quindi, giustificabile la buona accettazione e accoglienza dei locali verso questa tipologia di “turista”. Più razionalmente altri ritengono (provincia Bari) che i locali debbano essere formati, educati all’accoglienza per favorire la permanenza nelle proprie località dei “veri” turisti estranei al territorio, alle sue tradizioni e alla sua cultura. A conferma di quanto appena detto, è stata poi espressa la convinzione che per aggiornarsi, approfondire le tematiche tecniche e gestionali di un’attività di gestione dell’accoglienza sia indispensabile ricorrere a contributi specialistici e quindi alla formazione di professionisti del turismo. 8 Altra condizione considerata importante affinché il turismo di queste zone non sia solo di passaggio è creare degli ampi itinerari mettendo in rete più località vicine, ricche di risorse potenzialmente attrattive da un punto di vista turistico: in tal senso notevole attenzione è rivolta anche alla rivalutazione dei cosiddetti centri minori. Gli amministratori sono fiduciosi circa le potenzialità dell’attività turistica di essere profittevole e remunerativa, quindi fondamentale per lo sviluppo del mezzogiorno. Allo stato attuale, tuttavia, realisticamente, non si ritiene che questa possa da sola risolvere il problemi economici e occupazionali del territorio. Le amministrazioni la considerano, però, un punto-forza per cui stanno già lavorando e promuovendo iniziative volte a riscoprire le proprie radici e a valorizzare le risorse locali. Le iniziative dell’amministrazione per migliorare l’offerta e la valorizzazione turistica • • • Alcune amministrazioni (vedi Casamassima) per agevolare gli operatori hanno pensato di creare zone pedonali in alcune aree commerciali, ma tale iniziativa non è stata condivisa dai commercianti che hanno chiesto la riapertura al traffico. Cassano – l’amministrazione sta comprando case nel centro storico per ristrutturarle e rivenderle a prezzi accessibili affinché sorgano nuove attività; territori inutilizzati sono stati attrezzati per adibirli ad aree pic-nic, sportive, ecc.. Ha poi risolto i problemi di scarico con nuovi depuratori. A Sammichele qualche anno fa è stato avviato un corso cofinanziato dal comune per la formazione di guide turistiche, ma non ha riscosso successo perché considerato troppo specifico e settoriale Innanzitutto per risollevare l’economia della zona si ritiene debba essere riavviato il sistema produzione rivalutando l’artigianato, l’agricoltura e l’industria locale; in alcuni casi (provincia Potenza) è la popolazione locale stessa che richiede prima di tutto supporti allo sviluppo di questi settori economici. 9 Le tradizioni locali come artigianato, gastronomia e folklore sono, infatti, considerate come un valido completamento dell’offerta turistica. Soprattutto l’artigianato (lavorazione della pietra, del ferro, del legno, della ceramica) e l’agricoltura (vino, olio, grano, latte) un tempo erano attività protagoniste della vita economica locale, ma poi le figure dei mastri artigiani e dei contadini sono andate scomparendo. Sarebbe opportuno e utile sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza degli antichi mestieri. È da evidenziare una nota di demerito per gli operatori economici di zona in relazione alla loro scarsa capacità di cooperazione e aggregazione; nella maggior parte dei casi manca la cultura dell’associazionismo, anche se gli intervistati hanno dichiarato di ritenerla fondamentale. Sono poche le realtà in cui: • si sta sviluppando l’aggregazione e la collaborazione tra operatori (a Cassano circa 100 artigiani si sono uniti aprendo una sede comunale della confartigianato, che ha ottimi propositi), • stanno nascendo piccoli progetti consortili ad opera di laboratori artigiani e negozi alimentari (Minervino). Le zone in cui sembra essersi affievolito maggiormente, col passar del tempo, il legame con gli antichi mestieri locali che per anni hanno caratterizzato la vita economica del territorio sono il materano e il potentino. I giovani non vogliono ereditare gli antichi mestieri artigiani e agricoli dai loro padri ne tanto meno sono propensi ad intraprendere nuove attività imprenditoriali. La popolazione locale vive una situazione remissiva, passiva, priva di iniziativa e di voglia di costruire qualcosa che permetta di rivalutare un territorio ricco di risorse e ricchezze. Le altre province pur non essendo attualmente in grado di sviluppare, gestire e promuovere una redditizia attività turistica stanno lentamente muovendo piccoli passi in questa direzione: si tratta, tuttavia, di riproponimenti di esperienze già realizzate in altre località ed adattate alla propria realtà, tranne isolati casi di iniziative turistiche innovative. Gli amministratori si son dimostrati, quindi, favorevoli alla valorizzazione territoriale, offrendo tutta la loro disponibilità a iniziare o continuare i loro 10 interventi a sostegno dei supporti logistico-infrastrutturali, delle strutture produttive, ricettive, di intrattenimento e socializzazione. Nonostante quanto dichiarato e la sensibilità mostrata verso questo argomento, è emerso che vi è una scarsa conoscenza della normativa vigente a supporto di tali iniziative e di progetti che hanno permesso la valorizzazione di altre aree marginali. Per la promozione del territorio le amministrazioni: • hanno creato i siti internet, dove chi è interessato può trovare informazioni riguardanti la storia, i monumenti, gli eventi e le manifestazioni, la cultura e le tradizioni del comune; • organizzano e/o partecipano a fiere e manifestazioni per far conoscere le produzioni locali artigianale e gastronomiche • hanno organizzato gemellaggi con l’estero per incrementare il turismo straniero, soprattutto del nord Europa (Tursi - Mt) • propongono, spesso in collaborazione con agenzie viaggi, dei pacchetti turistici, che consentono ai visitatori di conoscere la località direttamente interessata e le zone limitrofe • hanno inciso compact disk di canzoni popolari • pubblicano ricette tipiche locali su libri e calendari • pubblicizzano le iniziative e la storia del proprio comune distribuendo opuscoli e giornalini o trasmettendo annunci radiofonici e televisivi (solo a livello locale) Alcuni comuni tuttavia non hanno ancora avviato nessuna attività promozionale del territorio in quanto sostengono di non disporre di specificità e competenze per farlo (Craco – Mt). Seppur il territorio si presenti ricco di elementi ad alto potenziale attrattivo dal punto di vista turistico, non sembra essere molto chiaro il concetto di “vendibilità turistica”. Sul territorio le associazioni, i circoli culturali e le pro-loco sono pochi: spesso mancano, quindi, organismi che intervengano per formulare e gestire proposte in grado di esprimere capacità di attrazione presso un pubblico di locali e/o esterni. 11 Qualora questi organismi esistono sono presenze passive, incapaci di avanzare proposte interessanti e quindi spesso è l’amministrazione comunale che si fa promotrice di eventi turistici. Le iniziative prese in tal senso spesso si limitano a sagre e a momenti di degustazione delle produzioni tipiche locali. Le iniziative più significative di promozione del territorio Cassano Spinoso ( Pz) Moliterno (Pz) Oliveto Citra (Sa) - L’associazione “Alta Murgia” è riuscita ad esempio ad istituire il nuovo Parco Nazionale dell’Alta Murgia, nato per valorizzare il territorio. - L’associazione “Gruppo degli amici della biblioteca” è riuscito poi a rivitalizzare le attività culturali della città. - Pacchetto turistico per promuovere il comune: si può prenotare telefonando ai vigili Sagra “alla ricerca dei sapori perduti”: 4a edizione – si articola in 12 postazioni, una per ogni mese dell’anno, che attraversano tutto il centro storico. Ogni stand propone il menù tipico del mese e consente la degustazione delle produzioni stagionali locali. - Sagra del canestrato – 22 a edizione - Festival internazionale di musica Folk, raduno per conservare le tradizioni e farsi conoscere dai turisti Il Comune ha vinto un concorso di idee per il marketing turistico: un camper, che fungerà da ufficio turistico itinerante, avrà il compito di intercettare direttamente il turista e di promuovere il territorio. Il giro prevede 3 tappe: Mater Domini, dove c’è u flusso turistico religioso; Pestum e Pompei, dove c’è un flusso turistico culturale. Gli intervistati sono consapevoli che per sviluppare il turismo sia necessario coinvolgere le istituzioni locali e regionali che hanno il compito di coordinare e sollecitare le iniziative private, senza però sostituirsi a queste. Le istituzioni devono mettere i privati nelle condizioni di voler investire: realizzando piani regolatori, creando e/o migliorando le infrastrutture, utilizzando la leva fiscale per agevolare le iniziative imprenditoriali, ecc.. Riconoscono che non è possibile prescindere dai finanziamenti pubblici e che, in realtà, ottenerne non è difficile se vi è un valido progetto da realizzare, che 12 deve nascere dall’iniziativa privata e che deve perseguire obiettivi di utilità collettiva. Si ritiene che a tal fine siano più utili i prestiti d’onore rispetto ai prestiti a fondo perduto, per responsabilizzare maggiormente il privato al successo della sua iniziativa. I finanziamenti devono poi essere utilizzati anche per formare la nuova classe imprenditoriale e promuovere la formazione professionale. È stata evidenziata la necessità di formare la cultura del turismo e la mentalità imprenditoriale; la zona in cui si richiede maggiormente una svolta culturale è la provincia di Matera, tale da annullare i disagi causati da fenomeni socio-politici del passato. La cultura assistenzialista del sud porta la popolazione anche giovane a prediligere il cd “posto fisso” piuttosto che a intraprendere attività private imprenditoriali. Si ritiene necessaria una formazione, prima ancora che professionale, personale che permetta ai singoli di conoscere l’attività turistica e le sue potenzialità magari attraverso l’incontro e il confronto con altri territori in cui essa sia già una realtà consolidata. Occorre che la popolazione si mobiliti affinché l’attività turistica cresca sia da un punto di vista qualitativo (migliorando la qualità dei servizi offerti) che quantitativo (in termini di ritorno economico). L’attività di formazione sembra essere considerata fondamentale e alla base di tutto per lo sviluppo del turismo; è stata indicata anche come una delle aspettative degli intervistati verso il progetto equal: Radici. Le attese degli amministratori a tal riguardo sono di: • Formazione specializzata per lo sviluppo dell’attività turistica, della cultura dell’accoglienza e della capacita di gestione dell’ospitalità • Tutoraggio dell’operato degli operatori turistici che intraprendono tale attività • Analisi del territorio per individuare i punti di forza e di debolezza dello stesso da valorizzare e su cui intervenire. Si ritiene che le opportunità offerte dal progetto siano legate alla possibilità di: • creare imprese turistiche capaci di valorizzare il territorio, creare occupazione e ridurre lo spopolamento 13 • collaborare con partner pubblici e privati favorendo l’aggregazione tra operatori che attualmente è quasi inesistente, a vantaggio anche dell’integrazione e dell’interazione tra le diverse zone territoriali • apprendimento e acquisizione delle conoscenze utili per avviare, gestire e sviluppare l’attività turistica mediante l’insediamento in loco di grandi aziende in grado di offrire la loro maggior esperienza professionale. Non sono stati indicati particolari ostacoli o vincoli al perseguimento degli obiettivi del progetto ad eccezione delle complesse procedure burocratiche e dei lunghi tempi di realizzazione che esse comportano. 14 I modi di pensare nella provincia di Bari Nella provincia di Bari il turismo tematico, se pure non molto sviluppato, è già presente ma è circoscritto ai visitatori delle località limitrofe e fruito episodicamente e in assoluta “autogestione”. Eppure, la zona è ricca di risorse altamente spendibili da un punto di vista turistico, sia a livello locale che internazionale: ambiente, produzione alimentare, archeologia, paleontologia, beni storici e culturali, gastronomia. Le risorse del territorio Altamura Casamassima • Nel 1993 il C.A.R.S. (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche) durante l'esplorazione della grotta di Lamalunga, fece una scoperta di rilevanza mondiale : "L'Uomo di Altamura" gli unici resti di scheletro umano intero del paleolitico. • A soli quattro chilometri dal centro abitato, sulla via per Santeramo, in una cava situata in località Pontrelli, sono state rinvenute orme di dinosauri fossilizzate in una massa calcarea. Si tratta di centinaia di impronte di dimensioni variabili appartenenti ad almeno a 5 diverse specie di Dinosauri sia erbivori che carnivori. Tracce fossili del genere ce ne sono in tutto il mondo, ma l'eccellente qualità dello stato di conservazione, il numero elevato e l'altissima biodiversità rendono il sito di Altamura unico al mondo. • Il Museo Archeologico Statale di Altamura, istituito nel 1987 con apposita convenzione stipulata tra Comune di Altamura, A.B.M.C. di Altamura e Sovrintendenza Archeologica della Puglia: il percorso comprende quattro sezioni: Preistorica, Arcaica, Classica ed Ellenistica, Altomedievale. • La Cattedrale (dedicata all'Assunta, costruita nel 1232 per volontà di Fu Federico II secondo l'arte e l'architettura romanica del tempo) e le altre chiese • La produzione alimentare (pane DOP, biscotteria, taralli, dolci alle mandorle) • La produzione agricola (ciliegie, uva, olive) • La Chiesa Madre (sotto cui sono stati ritrovati resti di una comunità ancora non definita, saracena o 15 Cassano delle Murge Minervino Murge Poggiorsini Sammichele di Bari berbera) • La chiesa di San Lorenzo del X se, e altre chiese rurali • Palazzi nobiliari del 1800 • Nel centro storico si possono ammirare la sconsacrata medievale chiesetta di "Santa Maria dei Martiri" con abside; la suggestiva Cripta del Crocifisso; il romanico campanile della Chiesa Matrice; il neoclassico palazzo Miani-Perotti (opera dell'architetto cassanese Vincenzo Ruffo, allievo dei celebri architetti Carlo Galli detto il " Bibiena " e Luigi Vanvitelli, l'autore della famosa Reggia di Caserta); la Torre Civica con la Sede Municipale e la nuova Sala Consiliare; due torri superstiti della distrutta cinta muraria medievale ed alcune Cappelle secentesche. • La Foresta di Mercadante • Grotte carsiche e reperti archeologici • Grotta naturale di San Michele, sede sin dai primi secoli d.C. del culto a San Michele Arcangelo • Palazzo Comunale, già castello normanno, poi trasformato in palazzo dei principi di Minervino, sede del Museo Civico Archeologico • Mostra archeologica permanente "Quando l'Ofanto era color dell'ambra" esposizione dei reperti ritrovati negli ultimi dieci anni • Faro, monumento costruito negli anni '30, dalla cui sommità lo sguardo spazia sul paese e sino ad abbracciare il Tavoliere, il Gargano e l'Appennino • Il centro storico (chiamato col termine di origine araba "Scesciola"): la Cattedrale di forme romaniche, ricostruita nel XVI secolo sull'area di una chiesa preesistente, la chiesa di San Francesco, il Purgatorio cappella di famiglia dei principi di Minervino, del 1400. • il santuario della Madonna del Sabato fatto costruire nei primi del XVII secolo dal Principe Marzio Pignatelli nel luogo dell'apparizione miracolosa della Madonna. • Percorsi turistici, grotte rurali e masserie fortificate • Parco dell’Alta Murgia • Castello Caracciolo: Già conosciuto agli inizi del Cinquecento, nel 1797 passò ai duchi Caracciolo che nella seconda metà dell'Ottocento ne affidarono il restauro all'architetto Amenduni, e successivamente lo cedettero al Comune, che negli anni scorsi lo ha destinato a sede del Museo etnologico della civiltà contadina. • Centro storico 16 Santeramo in Colle Spinazzola • Produzione alimentare (zampina – insaccato fresco) • Centro storico medioevale - Il Monastero benedettino del XII secolo - l’ottocentesco Palazzo Colonna - la chiesetta romanica, dedicata a S. Eligio, probabilmente del XIII secolo: interessanti gli affreschi della stessa epoca e l’oratorio del ‘400 in cui si trova un pregevole "presepe monumentale" dello scultore santermano Armando Mele. - la chiesa Matrice fu costruita nel 1711, fu ampliata nel 1729 e nel 1741 fu dedicata a S. Erasmo, vescovo e martire, protettore principale di Santeramo. La facciata è in stile barocco, come pure la torre campanaria e la maggior parte degli altari. • Il paesaggio rurale, data la ragguardevole altezza di m. 500, offre una suggestiva visuale della campagna collinare in cui sorgono le bellissime masserie. Molte di esse sono antiche e ben restaurate in piacevoli posizioni paesaggistiche, alcune presentano intorno la fortificazione medioevale tipica. Interessante a riguardo la masseria Galletti. • Boschi e oasi • La Cattedrale, di stile romanico e costruita presumibilmente intorno al '300, è stata dedicata a San Pietro Apostolo. È sita in pieno centro storico, nei pressi del castello ove nacque Antonio dei Marchesi Pignatelli (Papa Innocenzo XII) • Il santuario della Madonna del Bosco: sorge nel luogo dove fu trovata una sacra immagine della Madonna, risalente al XVI sec. • La chiesa della SS. Annunziata: la facciata principale è probabilmente del 1500; una porta in legno permette di accedervi, al di sopra della porta c'è un "occhio" del tardo '500, formato da otto settori in vetro variamente colorati. Ai due lati della porta ci sono due piccole finestre del '500. La cuspide, probabilmente, è di fattura posteriore. Su di essa notiamo piccoli archi stilizzati che la ornano. La facciata è a capanna, come quasi tutte le chiese francescane, anche se le due parti laterali ci fanno pensare alla presenza delle tre navate interne. • L’Ospedale dei Templari del secolo, il primo in Puglia • I monumenti rupestri: ta cui la fontana “Raica”, la fontana “Polla”, la Masseria “La Murgetta” • Produzione alimentare: insaccati tipici (“salsiccia a punta di coltello”) 17 • Piatti tipici: tra cui “l gnum ‘ridd”: involtini di fegato, carotella d’agnello e prezzemolo cotti allo spiedo) Gli amministratori sono apparsi molto sensibili e orientati alla valorizzazione del territorio, riconoscendo la possibilità di collegarlo strettamente alla proposta turistica. Il turismo è considerato dagli stessi utile per raggiungere alti livelli di profittabilità (nuove occasioni di occupazione, incremento di reddito), ma riconoscono che bisognerà lavorare ancora molto affinché ciò diventi realtà. Quello tematico rurale è considerato l’unica forma di turismo possibile nella zona, ma la carenza di organizzazione nella gestione delle risorse interessate potrebbe essere di ostacolo al suo sviluppo. Altro impedimento a tale sviluppo è, senza dubbio, la mentalità della popolazione locale: In alcuni casi infatti, si rileva, da parte della cittadinanza, poco interesse per l’attività turistica e quindi per la promozione del patrimonio territoriale. Nonostante la fiducia espressa dalle amministrazioni nelle potenzialità dell’attività turistica, le stesse temono che per rendere turisticamente attraente il loro territorio si rischi di deturparlo, snaturando così le sue connotazioni naturali (ad es. il sindaco di Cassano delle Murge ha mostrato il proprio disappunto verso l’idea di costruire un grande acqua-park nella foresta di Mercadante). Attualmente la zona è interessata soprattutto da turismo di passaggio: le varie località riescono ad attirare solo visitatori di paesi vicini e/o ad intercettare flussi turistici stranieri (in prevalenza tedeschi) che giungono in zona per Castel del Monte o per le località di mare. Vi è la convinzione che il turismo “mordi e fuggi” potrebbe garantire la profittabilità intercettando, in special modo, i visitatori diretti nei grandi centri costieri del barese: l’entroterra costituirebbe l’alternativa agli ambienti affollati e caotici, e garantirebbe ampi spazi aperti e il contatto con la natura. Per invogliare il turista a trascorrere più tempo in queste località si ritiene sia necessario: • migliorare anzitutto le capacità ricettive per l’accoglienza, ristrutturando le case coloniche e le masserie, piuttosto che costruendo alberghi 18 • proporre pacchetti turistici che includano più località da visitare con l’accompagnamento di preparate guide capaci di promuovere il territorio, assistere ed accompagnare il turista. Intanto per migliorare la situazione attuale ci si sta attrezzando con infrastrutture, strutture ricettive e si stanno ristrutturando i centri storici. Il turismo della zona è rivolto agli amanti della natura, a chi vuole una vacanza rilassante e culturale, a chi apprezza la buona cucina locale. La zona è, inoltre, meta di studiosi e ricercatori. In termini socio-demografici si ritiene trattasi di giovani famiglie di fascia economica medio-bassa. Gli intervistati ritengono che gli organismi da coinvolgere affinché si sviluppi l’attività turistica sono anzitutto le istituzioni sia a livello locale che regionale, ma che esse hanno il compito di coordinare e sollecitare le iniziative private senza sostituirsi a queste. Le amministrazioni devono mettere i privati nelle condizioni di voler investire, devono quindi attuare i piani regolatori, creare le infrastrutture e utilizzare la leva fiscale in maniera da incentivare l’iniziativa privata. Indispensabile è, anche, la collaborazione di esperti, studiosi ed enti (università) per garantire, preservare e rilanciare opportunamente le ricchezze locali. Un iniziale apporto delle istituzioni europee, ministeriali e regionali consentirebbero un più agevole sviluppo economico. Allo stesso tempo, si ritiene che la precarietà delle amministrazioni locali potrebbe essere di ostacolo allo sviluppo dell’attività turistica, in quanto verrebbe meno la linearità dei progetti di urbanizzazione. Non si può prescindere dai finanziamenti: non è difficile ottenerne, l’importante è saper sfruttare al meglio questa occasione e raggiungere, così, gli obiettivi prefissati per lo sviluppo turistico locale. L’amministrazione dovrebbe prefissarsi un obiettivo politico • di natura quantitativa aumentando il numero dei turisti • di tipo qualitativo, aumentando le giornate di soggiorno. 19 Si ritiene, tuttavia, fondamentale l’integrazione tra l’operato del pubblico e l’iniziativa privata: le amministrazioni devono essere in grado di allettare i privati creando dei buoni presupposti per lo sviluppo successivo di attività turistiche (creando infrastrutture e servizi tali da valorizzare il territorio). È tuttavia emerso che la regione non ritiene Santeramo in Colle una zona appetibile per il turismo quindi non ha stanziato alcun finanziamento per quest’attività. Gli interventi delle amministrazioni comunali per la valorizzazione turistica Altamura Casamassima Cassano delle Murge Minervino Murge Poggiorsini Sammichele di Bari • L’amministrazione è protagonista di molte iniziative nell’ambito del progetto “ PIS habitat rupestre”, insieme con altri comuni murgiani baresi e tarantini, che presentano questo tipo di risorsa. • Con alcune società private, il ministero dell’università e della ricerca, ha proposto un master Pon per formare figure professionali operanti nel turismo. • Progetto della Lama (Bosco di San Giorgio) orientato al recupero dei beni ambientali e culturali • In futuro: rimboschimento di alcune zone e recupero di alcune strutture • Ha ristrutturato il Palazzo Marchesale, considerato il centro culturale della città • Sta lavorando all’individuazione di percorsi turistici su l’intero territorio murgiano (in collaborazione con Altamura e Acquaviva), prevedendo: il soggiorno, le escursioni in mountain-bike • È impegnata in due progetti legati alla ricettività: due strutture di notevoli dimensioni fuori dal centro abitato, dotate anche di piscine, campi da golf e spazi da dedicare a momenti culturali • Ristrutturazione di case coloniche e masserie fortificate da utilizzare come strutture ricettive • Ristrutturazione del centro storico (illuminazione e pavimentazione) • Il comune si inserisce nel progetto “PIS Tra i Due Mari Bari-Taranto” (insieme a Bitonto, Mola, Sannicandro, Conversano, Gioia del Colle), che si propone di realizzare un percorso turistico-culturale. • Ha in progetto il restauro dell’abbazia di S. Angelo in Frassineto, la cui esistenza risale al 1100 ed era un punto di sosta benedettino tra Lecce e la Lucania • Il comune qualche anno fa ha cofinanziato un corso 20 Santeramo in Colle Spinazzola di formazione per formare guide turistiche • È impegnata nella realizzazione di una struttura ricettiva tra gli ulivi, con 40 posti letto in una logica di agriturismo. • È stata promotrice di una serie di iniziative culturali in occasione del 500° anniversario della Disfida di Barletta I finanziamenti pubblici sono considerati fondamentali, anche, per fare formazione; senza fondi non è possibile creare figure competenti e neanche la cultura dell’accoglienza. La “vendibilità turistica” deve, infatti, essere affidata a personale qualificato, che attualmente è carente non solo da un punto di vista quantitativo ma anche qualitativo, c’è scarsa formazione professionale. La formazione dovrebbe trasmettere ai giovani quanto è importante “conoscere il territorio”, affinché siano in grado di promuoverlo e sentirsi parte integrante di una realtà ricca di risorse turisticamente valide. Per quanto riguarda la cultura dell’accoglienza solo il comune di Altamura ha dichiarato che la popolazione locale è ben predisposta verso i turisti. Gli altri comuni hanno espresso la loro perplessità a riguardo, in quanto trattasi spesso di piccoli comuni che non essendo abituati a situazioni caotiche si lamentano per “disturbi e schiamazzi notturni”. Le amministrazioni hanno assicurato il loro impegno al fine di sviluppare una mentalità più predisposta all’accoglienza. Si ritiene, inoltre, che per aggiornarsi e approfondire tematiche tecniche e gestionali riferite all’attività turistica e di gestione dell’accoglienza sia necessario leggere e confrontarsi con realtà già turisticamente affermate, nonché dotarsi delle adeguate professionalità. Le vecchie generazioni sono ancora contrarie alla collaborazione tra gli operatori, non c’è la cultura dell’associazionismo. Sulle linee guida di una mentalità assistenzialista, si pensa, erroneamente, che l’integrazione potrebbe esser favorita solo da finanziamenti destinati a progetti certi e definiti. 21 Sono, soprattutto, i giovani a riconosce l’importanza della cooperazione tra operatori e, infatti, si stanno sviluppando piccoli progetti consortili di laboratori artigiani e alimentari. In zona le associazioni e le pro-loco sono abbastanza attive ma impegnate, per lo più, nell’organizzazione di sagre e feste popolari, in quanto sono considerate una buona occasione di socializzazione, di incontro tra la comunità locale e i visitatori. Isolati sono gli eventi teatrali (generalmente in vernacolo). L’amministrazione cassanese ha elogiato l’operato delle associazioni locali, in quanto operative nella valorizzazione del territorio da un punto di vista naturalistico (tutela ambientale). Qui, l’associazione dell’Alta Murgia è riuscita, nonostante le difficoltà incontrate, a far nascere il nuovo Parco Nazionale dell’Alta Murgia.. Nota negativa per Altamura dove manca uno sportello comunale in grado di fornire informazioni ad eventuali turisti, c’è, poi, solo una pro-loco composta prevalentemente da persone anziane e che non è in grado di affrontare le numerose richieste che pervengono. Le iniziative per la valorizzazione turistica Altamura Casamassima • Festa dell’Assunta • Rassegna culturale estiva (“Estate Murgiana”) • l’Associazione del Fungo Cardoncello non solo ha cercato di diffondere questa risorsa nelle strutture turistiche (ristoranti), ma ha anche organizzato dei percorsi gastronomici. • Ideazione di un itinerario turistico che prevede un week-end nel sud-est barese: prevede di trascorrere il sabato mattina a Casamassima (centro storico), sabato sera e pernottamento a Sammichele (centro storico e degustazione della “tipica zampina”), domenica mattina a Turi (palazzo Marchiarolo e grotte di S. Oronzo) • La manifestazione “Via dell’Olio” • Sagra “du marr” (grande involtino di carne cotto al forno) • Sagra “ du gnum ‘ridd” (piccolo involtino di carne cotto alla brace) • Varie feste paesane 22 Cassano delle Murge Minervino Murge Poggiorsini Sammichele di Bari Santeramo in Colle Spinazzola • Isolati episodi di incontri per la valorizzazione dei prodotti locali (soprattutto dell’olio) • Sagra del Fungo Carboncello • Sagra dell’agnello (marzo) • L’estate minervinese: eventi musicali, teatrali, gastronomici, di artigianato locale e feste paesane • Fiera dell’artigianato del legno e della pietra • Manifestazioni a tema e percorsi culturali • Sagra del Fungo Carboncello (ottobre) • Sagra dello “gnum ‘ridd” (involtino di carne; estate) • Sagra della Zampina (settembre) • Feste carnevalesche • È inserito nel percorso turistico “Strada dell’Olio”, che interessa tutti i comuni che producono olio di qualità • Vedi Casamassima • Mostre di pittura e fotografia • Festival teatrale • Festival di musica popolare (28-31 luglio) • Iniziative natalizie e carnevalesche • Manifestazioni gastronomiche Le amministrazioni baresi assicurano massimo coinvolgimento e partecipazione alle iniziative legate al progetto Equal: Radici. Da questo ci si aspetta una specifica formazione professionale per gli operatori che intraprendono l’attività turistica, in modo che il territorio abbia l’opportunità di: • creare legami e sinergie tra i vari attori (indispensabile per migliorare la produzione di servizi): la componente politica (i consiglieri comunali), la componente gestionale (gli assessori), la componente dirigenziale, la società civile (gli intellettuali, ecc) • creare le premesse per restituire al territorio una nuova immagine, che ne valorizzi le risorse • migliorare la ricettività valorizzando le masserie e le case coloniche • creare rapporti di partenariato con altri comuni, per agevolare la realizzazione di nuove iniziative. 23 La regione e la provincia sono state indicate come ostacoli al perseguimento e alla realizzazione degli obiettivi turistici comunali, con l’accusa di essere troppo distanti dagli interessi locali e non collaborare con le amministrazioni comunali nella progettazioni di interventi di interesse generale. 24 I modi di pensare nella provincia di Lecce La provincia di Lecce (in evidenza, fra i paesi, Campi Salentina) si dichiara impegnata in una fase di riscoperta della propria identità locale già da alcuni anni. Trattandosi di località non costiere, si ritiene che per lo sviluppo del turismo sia importante la valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio rurale (masserie, filiera del vino e dell’olio, prodotti tipici ). Nel nord salento è importante anche l’enogastronomia (vino Tautino, il Salice Salentino): è stata evidenziata l’importanza di agganciare ai prodotti tipici del luogo il turismo. Per far turismo gastronomico di qualità si ha bisogno, tuttavia, di interventi mirati di politica ambientale, capaci di risolvere i problemi legati alla qualità dell’aria e dei rifiuti. Per valorizzare il territorio si è pensato anche di far “vivere” ai turisti la vendemmia e la raccolta delle olive, che costituiscono dei momenti importanti per il turismo enogastronomico. E’ essenziale andare in un luogo e trovare la sua originalità: l’obiettivo è rendere originale un luogo legandolo ai suoi connotati più stretti. Vi è accordo nel sostenere che il turismo culturale di questi luoghi non possa garantire i flussi economici propri invece del turismo di massa: a tal proposito si ritiene opportuno creare ampi itinerari turistici che colleghino i comuni dell’entroterra a quelli della costa. Il turismo tematico e culturale non è quindi alternativo a quello di massa, ma piuttosto “complementare”: sono considerati “due aspetti della stessa medaglia”, due realtà che devono procedere di pari passo. Diventa, quindi, importante valorizzare le piccole realtà locali per inserirle in un ampio contesto turistico. 25 Il turista potrebbe arrivare in zona per andare al mare e poi essere invogliato a visitare le località interne. Questo però è un passaggio che può verificarsi solo se a supporto vi è una valida attività di promozione del territorio. Elementi di forza della proposta turistica Campi Salentina Copertino • • Centro storico Castelli e Palazzi Centro Culturale “Casa Prato Calabrese” CASTELLO - PALAZZO MARCHESALE Il Palazzo Marchesale risale al 1627. Qui sorgeva l’antico castello fatto costruire nel 1220 da Federico II come residenza estiva, rifatto poi in stile medioevale e cinquecentesco dai Maremonti, trasformato poi del tutto dagli Erriquez (1627) del quale si scorgono poche vestigia nel muro del palazzo che terminava a scarpa ed era cinto da un fosso, oggi interrato. Altri restauri subì nel 1748 ed altri di recente. Nel piano superiore in una delle vaste sale si nota una soffitta dipinta nel secolo XVII. PALAZZO DE SIMONE Del 1600 con cappella gentilizia in corso di restauro. • Chiese e santuari • Casa Prato, complesso architettonico ubicato nel cuore della città adibito a Centro Culturale Polifunzionale, che ospita l’Archivio Storico del Comune e la Biblioteca Comunale. • Edicola Perrone – Gallelli, costituta da un vano all’interno del quale vi è una nicchia a superficie concava con affresco della Madonna col Bambino Gesù e gli Angeli • la Lapide Messapica in pietra leccese, simbolo della presenza dei Messapi nella Penisola Salentina • La strada Messapico Romana • La villa neoclassica. • Sorto in epoca normanna-sveva, venne ampliato e ingentilito dagli Angioini. Si presume che tra queste mure nacque Isabella Chiaromonte, figlia di Tristano e Caterina Orsini del Balzo, che divenne regina di Napoli. L'imponente struttura militare che appare ai nostri occhi fu realizzata nel 1540 secondo i canoni architettonicomilitari imposti dalla scoperta della polvere da sparo. • La Chiesa Matrice: è una tra le chiese della Diocesi di 26 Leverano • • • • Salice Salentino Squinzano • • • • • • • • • • Nardò più ricche di storia. Essa rappresenta lo scrigno della storia religiosa e civile di Copertino. La costruzione fu iniziata da Goffredo il Normanno nel 1088 e terminata nel 1235 da Manfredi di Svevia il quale la dotò di numerosi privilegi elevandola a Basilica con il titolo di Vergine delle Nevi. Altre chiese e santuari Casali la Torre Federiciana (fatta costruire da Federico II di Svevia per difendere l’abitato ed i casali vicini e prevenire le scorrerie piratesche provenienti dal mare) la Casa di Girolamo Marciano (filosofo del 1500 che si prodigò molto nel raccogliere le memorie della sua terra e ne studiò gli innumerevoli aspetti) le masserie la Chiesa Madre la chiesa di Santa Maria delle Grazie la chiesa di Santa Maria. le chiese barocche (la Parrocchiale e la Chiesa della Visitazione) il Convento dei frati francescani Dimore dell'antica nobiltà e della recente alta borghesia locale: - i vasti palazzi De Castro ed ex-Enriquez con maestoso portale in Piazza Plebiscito; - la Villa Cleopazzo dallo stile raffinato, restaurata di recente dal Comune, che ne è l'attuale proprietario; - il palazzo Pedone - il palazzo De Filippis - il palazzo Margilio-Motolese - il palazzo ex-Russi, costruiti nei primi anni del corrente secolo sul luogo ove erano ancora i ruderi del turrito castello della famiglia Moretti, La Chiesa matrice, dedicata al patrono San Nicola, ad esempio, conserva alcune antiche tele di pregevole fattura poste sugli altari ed un vivace affresco sull'arco trionfale del transetto, risalente al 1801, data del restauro della Chiesa, riproducente lo stemma civico di Squinzano, con l'aquila ad ali spiegate per necessità architettoniche. Nella Chiesa dell'Annunciazione, volgarmente detta Chiesa della Nunziata, c'è l'elegante organo settecentesco, posto accanto all’altare maggiore (in stile barocco), sovrastato da un'immagine della Madonna di meravigliosa bellezza. La chiesa di Santa Maria delle Grazie, in Piazza Vittoria, fu edificata dal 1559 al 1583, ricostruita poi dalle 27 • • • • • fondamenta ed ampliata a tre navate verso la fine del sec. XVII, ad opera del Guardiano P. Ambrogio di S. Nicola; infine abbellita, corredata di statue, dipinti e reliquie dal famoso P. Angelo Maria della SS. Trinità. La chiesa intitolata a Maria Regina fu completata e consacrata il 31 maggio 1969. Sulla parte anteriore dell'antistante altare maggiore si nota un paliotto in bronzo fuso, diviso in tre sezioni sulle quali sono raffigurati tre episodi biblici relativi ad altrettanti personaggi: Abele, Abramo e Melchisedek. Lateralmente vi è l'altare del Sacramento, anche questo ricoperto nella parte anteriore da un paliotto e sormontato da un pregevole Crocifisso. Fuori dal centro abitato degne di citazione sono alcune "cappelle rurali", come quella volgarmente denominata "Lu Parlangeli", edificata nella prima metà del sec. XVII dedicata a Santa Maria di Monte Vergine, di proprietà della famiglia De Castro, che vi ha sempre tumulato i propri defunti. Sulla via per Casalabate vi è la cappelluccia dedicata alla Madonna di Loreto, sorta o restaurata per devozione dei reduci della prima guerra mondiale. la Valle della Cupa, una grande depressione carsica la Città Valesio, città messapico-romana Casalabate, dove si può trovare la Torre Specchiolla e l’abbazia di Santa Maria di Cerrate. Le amministrazioni credono molto nelle potenzialità del turismo della zona e quindi molto propense ad agevolarne lo sviluppo. Sono, inoltre, propense a creare intese tra territorio e istituzioni: vi è infatti la consapevolezza che la politica di sviluppo della zona debba collegarsi a progetti e a istituzioni. Si reputa fondamentale il ruolo della provincia nell’ambito della pianificazione territoriale e in particolare nel piano territoriale di coordinamento provinciale, il c.d. PTCP, ossia un documento di pianificazione urbanistica dove vengono individuate le peculiarità delle zone. L’amministrazione di Guagnano ha sottolineato, poi, come il nord Salento “viva male” la presenza della città di Lecce: • da un lato, i comuni del nord salento lamentano la forte presenza del capoluogo, ma non si sono mai preoccupati di elaborare una 28 progettualità complementare a quella di Lecce, che ha un turismo diverso da quello enogastronomico, legato soprattutto ai beni culturali • dall’altro, di fronte a questa mancanza di progettualità, Lecce ha reagito concentrandosi solo sul suo turismo senza cercare di favorire dei processi di integrazione col turismo dei paesi limitrofi. Il comune di Guagnano reputa invece opportuna l’integrazione della politica turistica della città con quella dell’intera provincia, in modo che il turista del nord salento possa allo stesso tempo fare un turismo rurale, culturale e vivere fortemente le tradizioni della popolazione locale. Gli interventi delle amministrazioni comunali per valorizzazione territoriale Campi • Salentina • Copertino • • • • Guagnano • Leverano • Salice • Salentino • Squinzano • È impegnato in una profonda opera di valorizzazione del centro storico, in particolare di Piazza della Libertà, considerata il cuore della città. ha approvato un progetto che prevede la nascita di una struttura recettiva di un certo valore: la Casa Spagnola (una struttura bella dal punto di vista architettonico) diventerà un albergo a tutti gli effetti, con un ampio giardino ha ristrutturato la piazza del Castello Ha realizzato nuovi giardini pubblici Ha ultimato i lavori di collegamento con la superstrada Lecce-Gallipoli Ha recuperato, in collaborazione col Ministero Dei Beni Culturali, il Castello Angioino Ha in programma di creare un parco naturale dell’Ulivo e della Vite, con l’intento di valorizzare ed esaltare la campagna come luogo visitabile Nell’ottica di una collaborazione con la città di Porto Cesareo (dove c’è una florida attività turistica balneare) è stato messo a disposizione un pullman per il trasporto dei turisti da Porto Cesario a Leveranno È stato promotore insieme ad alcuni privati della creazione del primo Museo del Vino della provincia di Lecce Sostiene, da un punto di vista finanziario ed iorganizzativo, la partecipazione dei propri prodotti vinicoli a manifestazioni fieristiche Nel 2002 i sindaci dei comuni di Squinzano, Trepuzzi e Campi Salentina hanno sottoscritto una convenzione per la gestione associata dell’area delle Serre di Santa Elia e per la promozione d’iniziative e progetti finalizzati al 29 • • veglie • • • • • • recupero e al riuso pubblico dell’area. Un primo successo si è avuto con il finanziamento del progetto di messa in sicurezza del vecchio monastero, per il quale la regione ha stanziato circa 390.000,00 Euro con fondi POR. in collaborazione con l’Università agraria di Lecce e di Bari sta lavorando alla creazione di un centro di ricerca e sperimentazione dei prodotti agricoli. sta cercando di realizzare una struttura ricettiva a partecipazione pubblica diffusa in tutta l’area del Parco, con potenziale disponibilità 1.000 – 1.200 posti letto e servizi allocati nei poli infrastrutturali dell’ex Monastero, Villa Elvira, Madonna dell’Alto, ecc. cerca di coinvolgere sistematicamente gli operatori economici della città, facendo conoscer loro i Bandi (POR) e mettendo a loro disposizione strutture ed esperti del comune in grado di aiutarli nelle presentazione di eventuali domande. Ha organizzato molti corsi sul tema agricolo, che hanno riscosso notevole successo. Questi corsi sono considerati importanti perché si ritiene che la manutenzione delle campagne e del verde contribuisca ad accrescere il turismo Sta attuando una politica di valorizzazione dei beni culturali Sta investendo nel marketing territoriale Sta cercando di attuare la promozione del territori (organizzando manifestazioni culturali e gastronomiche) ha organizzato un corso per animatori turistici a cui hanno partecipato 50 ragazzi, alcuni dei quali stanno già lavorando presso strutture turistiche e per il futuro intende organizzare altri corsi. Vi è la convinzione che per uno sviluppo adeguato del turismo non si possa prescindere dai finanziamenti pubblici, altrimenti si svilupperebbero solo piccole aziende. I privati continuano a considerare l’entroterra economicamente meno fruttuoso, quindi preferiscono indirizzare i loro investimenti quasi soprattutto nelle zone costiere (Otranto, Gallipoli, Ugento) dove l’afflusso turistico è garantito. È tuttavia da elogiare l’iniziativa imprenditoriale privata in alcuni comuni della provincia di Lecce: 30 • a Campi Salentina molti imprenditori hanno investito le proprie risorse nella creazione e/o miglioramento degli agriturismi • a Leveranno piccoli imprenditori stanno comprando e ristrutturando delle case per creare delle attività commerciali e riqualificare il centro storico Nota negativa, invece, per i comuni di: • Copertino, dove a causa di carenze finanziarie non si procede al recupero architettonico degli edifici del centro storico e di altri beni culturali. Gli unici interventi andati a buon fine hanno avuto il supporto economico della provincia. • Guagnano e Veglie, dove appare difficoltosa la creazione d’impresa a causa della mancanza di spirito imprenditoriale e della cultura del “posto fisso”. La popolazione locale sembra abbastanza ben predisposti all’accoglienza dei turisti, lo dimostra anche il fatto che spesso sono parte attiva nell’organizzazione di eventi e manifestazione che attirano molti visitatori. Nota dolente a riguardo è, però, la carenza, in alcune di queste città (Campi Salentina), di strutture ricettive in grado di ospitare tanta gente. Emerge così tutta la fragilità dei sistemi turistici locali: tuttavia, per risolvere questo problema si sta procedendo con lavori: • di ristrutturazione di strutture gia esistenti, come ad esempio le masserie fortificate e case antiche, di cui le città salentine sono ricche. • di costruzione di nuove strutture. Anche la forma del “bed and breakfast” è vista come una buona soluzione a questo problema: il comune di Campi Salentina ha, infatti, organizzato un convegno per informare gli operatori circa gli aspetti normativi e le agevolazioni economiche legati a questa formula. Un altro ostacolo allo sviluppo del turismo locale le disagevoli condizioni di viabilità stradale (molte sono le strade dissestate). Anche a riguardo le soluzioni sono gia in atto: si stanno, infatti, ultimando i lavori della strada provinciale Campi-Squinzano e della strada Lecce-Taranto. 31 Le iniziative per la promozione turistica Campi • Salentina • • • • Copertino • • Guagnano • • • • • • la Fiera della Madonna della mercede, espressione del prestigio e dell’importanza economica che Campi ha sempre avuto nel corso del tempo, continua ad attrarre operatori commerciali provenienti da tutta la provincia. Lo spazio espositivo è grandissimo, si espande dal piazzale della chiesa Madonna della Mercede e si dirama per buona parte della città. In passato la fiera era essenzialmente la fiera del bestiame: asini, cavalli, ecc, utilizzati per il traino e per i lavori agricoli, oggi invece la fiera è diventata la vetrina di motori agricoli e apparecchiature meccaniche. Ma la fiera era anche la fiera dei cereali e dei fichi secchi, delle noci e delle castagne. Durante questa fiera si stabiliva il prezzo dei cereali e del vino di tutto il sud Italia. Campi fiore è un momento di incontro tra operatori del settore fioristico, durante questa manifestazione c’è stata la presenza di imprenditori operanti a livello nazionale la città del libro rappresenta un momento di rilievo legato al settore dell’editoria libraria ( la rassegna nazionale degli autori e degli editori nasce nel 1995 per volere dell’Amministrazione comunale che individua nella cultura “il veicolo di riscatto del territorio) la sagra “te lu pezzettu” dove si possono degustare le specialità tipiche della carne al sugo e di quella cotta alla brace, con bruschette e prodotti caserecci distribuiti dai soci dell’associazione Peter Pan la fiera della Madonna della Mercede, nata oltre 2 secoli fa, negli ultimi 15 anni è stato un momento di incontro per gli artigiani locali e un momento di conoscenza dei prodotti tipici. Negli ultimi anni la fiera ha assunto forme moderne per soddisfare le mutate esigenze di un pubblico, senza mai tagliare del tutto il legame con le tradizioni. Mostra “Città Del Vino”, per promuovere il prodotto locale (zona D.O.C.) Sagra della Cittadella, per la valorizzazione del centro storico Manifestazioni teatrali e culturali Festa patronale di San Giuseppe Manifestazione “Città del Libro” Feste patronali Sagre gastronomiche Mostra di artigianato locale: è una vetrina per tutti i 32 • Leverano • • • • Salice • Salentino Squinzano Veglie produttori locali (lavorazione pietra, legno, ferro, creazione di ricami e merletti). Chiusura del traffico durante il periodo estivo e nelle ore serali Creazione di negozi artigianali per la vendita di prodotti tipici manifestazioni di degustazione dei prodotti tipici locali “l’estate leveranese” che garantisce un abbondante afflusso di turisti: è un evento che ormai esiste da 9 anni e che ha riscontrato un notevole successo, soprattutto in occasione di concerti Jazz. manifestazioni teatrali, concerti e cinema all’aperto. Il Festival della Canzone Salicese, a cui partecipano cantanti locali • eventi culturali, artistici e teatrali (Teatro Sotto Le Stelle con più di 1000 posti a sedere) • la fiera dell’Annunciata, occasione di vendita per i prodotti tipici locali, ma non solo. • esiste un sito del comune di Squinzano, dove è possibile collegarsi per conoscere di tutti gli eventi e le manifestazioni in corso. • La Settimana dello Sport, Spettacolo e Cultura, • l’estate vegliese • “La Pentola di Lucullo”, una rappresentazione teatrale • Il concerto “Royal Symphonic Band” • lo spettacolo musicale “Talenti in Musica” • le feste religiose Internet si è rivelato per il comune di Leveranno un sistema di comunicazione molto importante, si è infatti creato un sito (www.comune.leverano.le.it ) dove il turista può trovare informazioni riguardanti le origini, i monumenti, gli eventi e le manifestazioni, la cultura e le tradizioni del paese. La formazione risulta essere un fattore dal quale non si può prescindere se si vuole fare turismo. I corsi di formazione sono considerati molto importanti, perché permettono ai potenziali operatori turistici di acquisire un bagaglio di conoscenze indispensabili per affrontare le innumerevoli esigenze del mercato. La formazione deve rivolgersi soprattutto ai giovani, ed è necessaria per: 33 • formare delle guide turistiche • creare dei percorsi turistici • imparare a “leggere” attentamente il territorio, rilevandone così i bisogni • creare la cultura dell’accoglienza, affinché si ottimizzi il rapporto tra turista e locali. Per aggiornarsi, per approfondire tematiche tecniche e gestionali riferite all’attività di gestione dell’accoglienza sono necessari interventi formativi specialistici dall’esterno, cioè importare competenze ed esperienze da zone più sviluppate rispetto alla Puglia. Nonostante se ne riconosca l’importanza, in alcuni comuni non si è fatto nulla in termini di formazione degli operatori turistici: è stata espressa, però, l’intenzione di recuperare in tal senso (Copertino). Ci si aspetta, infatti, che il progetto equal: Radici garantisca una formazione specifica per sviluppare la cultura e la capacità operativa di gestire l’accoglienza (elementi che ora mancano), facendo leva sulla cordialità e l’ospitabilità della popolazione. A tale scopo si considera utile anche una maggior collaborazione con gli altri comuni del Nord Salento. Importante risulta essere anche una successiva azione di tutoraggio dell’operato dei nuovi operatori turistici, per assisterli e guidarli nei primi passi di questa attività. Si ritiene, inoltre, che grazie al progetto Equal: Radici si potranno allacciare rapporti con le grandi aziende turistiche del nord, che operando nel territorio locale, potranno offrire e trasmettere la loro grande esperienza professionale. La collaborazione con queste imprese permetterà, infatti, ai locali di acquisire conoscenze utili per la costituzione di un’impresa turistica. Ci si aspetta, tuttavia, che lo sviluppo del turismo locale non vada a ledere l’identità naturale dei luoghi: bisogna pensare ad uno sviluppo sostenibile del territorio. Il vincolo più forte al perseguimento di questi obiettivo è quello culturale, invogliare la comunità a fare impresa. 34 I modi di pensare nella provincia di Salerno Nella provincia di Salerno i sindaci si sono dimostrati molto favorevoli alla diffusione e all’affermazione nella loro zona del turismo tematico, che vien visto da alcuni come un’ottima alternativa ai grandi insediamenti dell’industria del turismo (legata soprattutto alle località costiere) da altri come un’evoluzione dello stesso. I turisti sono sempre più esigenti ed attenti, vogliono vacanze riposanti, che permettano anche di assaporare sapori e odori legati alla tradizione: il turismo tematico è in grado di soddisfare queste richieste. Il turista viene considerato come consumatore di emozioni, di sentimenti, di storia e di tradizioni. Si avverte la necessità che questa forma di turismo resti settoriale, non rivolto a tutti ma solo ad un pubblico più consapevole di cosa voglia dalla propria vacanza, altrimenti si perderebbe il senso delle iniziative prese in tale ambito per la valorizzazione locale. Ci si orienta verso clientela di ogni età e nazionalità (tra gli stranieri soprattutto inglesi e tedeschi), l’importante è che apprezzi quanto il territorio può offrire. Elementi di forza della proposta turistica Buccino • • • • • • L’Antiquarium, conserva reperti archeologici Il Convento degli Eremitani di S. Agostino, caratterizzato da un bel chiostro di stile angioino-durazzesco risalente al 1476 Il Convento di Santa Maria delle Grazie, di impianto cinquecentesco, appartenuto all'ordine francescano. il Castello del Marchese Imperiali, il cui impianto originario si fa risalire ad età normanna, rappresenta il monumento più interessante del centro storico che intorno ad esso si è sviluppato la Chiesa di Santa Maria Solditta, conserva sulla facciata ancora elementi originari dell'impianto cinquecentesco. Distrutta, come ricorda un'epigrafe posta sul portale, da diversi terremoti nei secoli scorsi, è sempre stata ricostruita ed oggi è ancora in fase di restauro per il sisma del 1980 che la danneggiò gravemente. Parco Dardano-Melara, caratterizzato da un'ampia 35 • Oliveto Citra: • • • • Contursi Terme: • • • • • • • • • faggeta, di proprietà comunale, che si estende per circa 100 ettari nel cui sottobosco si trovano diverse varietà di funghi (porcino, chiodino, ovulo) Parco fluviale Sele-Tanagro-Calore, istituito con la Legge Regionale n.33 del 1993, che interessa la località Tempe del Mulino e che comprende la zona di confluenza tra il fiume Tanagro e l’affluente Bianco. Il Castello, sorge al centro dell'abitato ed è uno dei tipici castelli baronali del Sud. Chiesa Santa Maria Della Misericordia: la costruzione iniziò intorno al 1744 e terminò nel 1775. Lo stile è barocco molto leggero e segna quasi il passaggio dallo stile classico a quello moderno Chiesa Madonna Delle Grazie: di stile rinascimentale molto sobrio, venne edificata verso la fine del XV secolo nel rione Chiaio probabilmente ad opera dei Frati Minori Osservanti Museo Archeologico Lucano dell'Alta Valle del Sele – sez. comunale Borgo dell Regina, sito archeologico e turistico cucina – gastronomia Chiesa S.S. Maria degli Angeli: è la Chiesa più antica del paese, di stile barocco classicheggiante, fu edificata attorno l'anno 840 e poi ampliata verso il 1500 Chiesa del Carmine: è la Chiesa che conserva le più importanti testimonianze storiche e culturali del paese. Chiesa S.S. Bambino: denominata anche Chiesa di S. Giovanni Evangelista viene detta "alla Porta" perché sovrastante l'arco di una delle antiche porte del paese. Chiesa Madonna delle Grazie: ubicata nella frazione Bomerano, in località tutti i Santi, custodisce una pala raffigurante la Madonna con i Santi e una statua ritenuta miracolosa. Castello: in seguito ai continui rifacimenti della costruzione non si notano molte tracce dell'antico "Castello Palazzato" Villa di epoca romana (località Saginara), sito archeologico non custodito ad accesso gratuito. Tomba del VI-V millennio a.C. (località VetraliCappellazzo): sito archeologico non custodito ad accesso gratuito. In prossimità del fiume Tanagro nel 1992 sono stati rinvenuti alcuni manufatti litici ed una tomba datata VI-V millennio a.C. con resti di tre inumatini. Le sculture ritrovate si ritiene siano opera di popolazioni neolitiche. A circa 150 m dal fiume Tanagro, al lato della grotta del Rosario, si trova una scultura rupestre rappresentante un volto umano (lo spirito 36 • • Pertosa: • • • • Sicignano degli Alburni: • • tutelare). Parchi e Boschi Area (riserva naturale "Foce Sele Tanagro", località Serra, località Monte di Pruno, località Chiai (Ponte Mefita) Il fiume Sele (dall'antica denominazione Seila), detto anche in passato Valle tonda, è da considerarsi il secondo fiume per vastità della Campania, insistendo su un bacino di circa 3000 kmq. Acque termali Piazza San Benedetto che, ornata da una fontana arricchita da stalattiti e stalagmiti, rappresenta il centro sociale ed economico del paese la Chiesa di Santa Maria delle Grazie che conserva due pregevoli dipinti: uno di autore ignoto, già custodito nel Monastero di San Benedetto fino al 1600, raffigura la SS. Concezione; l'altro del pittore Saverio Mottola, fu donato alla chiesa nel 1635 e raffigura la Madonna delle Grazie. Bellezze ambientali: - 40 ettari di bosco ceduo, di proprietà privata, nella zona montagnosa della catena degli Alburni, l'area è attraversata dal fiume Tanagro, affluente del fiume Sele. - Cascata del Marematico che irrompe sul fiume Tanagro che dal Vallo di Diano riprende il suo corso nel territorio di Pertosa. La cascata, visibile dal ponte che in località Marematico attraversa il fiume, è alta circa 50 metri. - Le grotte, in particolare la Grotta dell'Angelo, il fenomeno carsico più rilevante non solo della catena montana degli Alburni, ma anche della Regione e la cui origine è stata considerata dagli studiosi risalente a circa 35 milioni di anni fa. Reperti dimostrano che fin dall'età della pietra le grotte furono abitate e successivamente, sia i Greci che i Romani, utilizzarono l'antro come sede di culto, che fu poi dedicato dai cristiani a San Michele Arcangelo. - Di notevole valore artistico e particolarmente suggestivo è il presepe che viene allestito nell'atrio di ingresso: si tratta di una rappresentazione della natività ottenuta con pastori opera del maestro ceramista Franco Scialpi da Sala Consilina. Tali pastori indossano vestiti del '700 e '800. Prodotti alimentari (olio d’oliva, carciofi bianchi ) Prodotti alimentari (olio, vino, formaggio) 37 Nonostante le potenzialità e l’offerta turistica variegata della zona, qui il turismo resta prettamente di solo passaggio. Sono state individuate, tuttavia, le condizioni necessarie per superare tale limite, aspetti su cui solo alcune amministrazioni stanno gia lavorando: • la formazione, sia per l’amministrazione pubblica che per il privato ¾ la P.A. deve acquisire la cultura d’impresa, intendendo il turismo come fonte di ricchezza economica e come sinonimo di occupazione ¾ il privato non è ancora in grado di fare del turismo di qualità e ignora ancora la cultura dell’accoglienza ¾ gli operatori turistici affinché siano in grado di individuare e valorizzare le ricchezze del territorio. • migliorare e potenziare le strutture ricettive e i servizi pubblici, al fine di rendere possibile e più agevole, nonché confortevole il soggiorno • creare un sistema coordinato, sinergico e programmato di offerta, evitando sovrapposizioni di iniziative e di eventi tra località vicine o tra privati (es.: alberghi, ristoranti) Solo dopo aver superato questi limiti si potrà ricorrere al marketing per la valorizzazione territoriale. Si ritiene che , attualmente, lo sviluppo e l’espansione dell’attività turistica siano ostacolati da: • la mancanza di investimenti privati, e quindi di spirito imprenditoriale • l’inadeguatezza o la mancanza di infrastrutture, vie di comunicazione, strutture ricettive, formazione • il difficile coordinamento degli interventi per la mancanza di interazione tra partner coinvolti in uno stesso progetto • il difficile reperimento dei clienti: le fiere sono sporadiche e ci si arriva impreparati quindi con risultati deludenti. • la scarsa promozione territoriale all’esterno dell’ambiente di riferimento Non si sono, almeno per il momento, riscontrati particolari problemi di gestione, in quanto non vi è ancora una vera struttura turistica. 38 Vi è, tuttavia, la consapevolezza dell’importanza di contributi specialistici per aggiornarsi e approfondire tematiche tecniche e gestionali riferite all’attività turistica e di gestione dell’accoglienza. È, infatti, impensabile prescindere da un’adeguata formazione per lavorare con successo in questo settore. Vi è accordo nel sostenere l’impossibilità di prescindere dai finanziamenti pubblici per dare avvio ad un processo di valorizzazione e promozione del territorio; tuttavia questi da soli non sono sufficienti, è necessario che intervengano in tal senso anche gli investimenti privati. L’amministrazione pubblica ha il compito di creare le condizioni culturali e logistiche affinché i privati possano investire. I due tipi di finanziamenti devono accompagnarsi, piuttosto che essere tra loro alternativi: unire le forze e le rispettive competenze è la soluzione migliore per raggiungere degli ottimi risultati. È tra l’altro emerso che i “finanziamenti non possono automaticamente sostenere il sistema di sviluppo” (Pertosa), se non vi sono anche buone iniziative e validi progetti da sostenere: la somministrazione di fondi deve quindi rientrare in una precisa strategia in modo da evitare inutili sprechi. Attualmente, anche se, non si ritiene l’attività turistica del sud in grado di risolvere, da sola, i problemi di sviluppo e di occupazione del territorio, la si considera un punto-forza su cui è necessario lavorare, perché in futuro con la giusta valorizzazione del territorio potrebbe diventarlo. Innanzitutto per risollevare l’economia della zona si ritiene debba essere riavviato il sistema produzione rivalutando l’artigianato, l’agricoltura e l’industriale della zona. Questo risolverebbe, o quanto meno circoscriverebbe, il problema della “fuga delle risorse dal paese”: molti sono i giovani infatti che non vedendo prospettive per il futuro decidono di trasferirsi in cerca di lavoro. Il settore può diventare profittevole solo se costantemente seguito nel suo evolversi, con una programmazione precisa, sapendo quale sia il target di riferimento. Bisogna fidelizzare il cliente e puntare sulla qualità. Il turismo è visto come fonte di profitto anche perché può assicurare lavoro a gente che altrimenti lo cercherebbe altrove. 39 Per il miglioramento del turismo è necessario l’intervento integrato delle istituzioni a livello comunale, provinciale e regionale. Si pensa che il turismo tematico possa essere fondamentale per lo sviluppo del Mezzogiorno, infatti le varie amministrazioni stanno gia lavorando per valorizzare le risorse locali, al fine di sviluppare un turismo legato alla cultura, alle tradizioni e all’ambiente. Gli interventi delle amministrazioni comunali per la valorizzazione territoriale Buccino Contursi Terme Oliveto Citra • nell’aprile ’99 sono iniziati sono iniziati i lavori per il Parco Archeologico dell’Antica Volcei, si tratta di un parco archeologico urbano che viene vissuto dalla gente. Praticamente esistono due città, una che si trova sotto terra e un’altra, che è poi l’attuale paese, in cui si svolge la vita quotidiana. Il Comune di Buccino, insieme ad altri comuni della Comunità Montana del Tanagro, è stato tra i promotori sia del Patto Territoriale Sele-Tanagro che riguarda la piccola-media impresa, sia del PIT Antica Volcei, il cui comune capofila è proprio Buccino. (ad es., attraverso il Patto territoriale, il comune ha portato avanti delle iniziative tendenti ad aprire strutture ricettive) • azioni di rimboschimento con conifere operate in località Cornito, su una superficie di circa 22 ettari, in località Costa S. Maria, con un'area di circa 28 ettari, e in località Coste e Carpenino, per circa 38 e 43 ettari, rispettivamente • sono in progetto una serie di infrastrutture per migliorare la ricettività • ha già progettato un programma integrato per valorizzare il paese vecchio e se verrà finanziato ci sarà l’opportunità di creare altri alloggi, ristoranti e altre attività di contorno • il comune è inserito nel “PIT Antica Volcei” per la valorizzazione territoriale e la messa in rete con altre aree della zona: o ristrutturazione e valorizzazione del Borgo della Regina, che ruota intorno al castello o si prevede di adibire il castello a museo del IV-V secolo a.C. o trasformazione delle case del borgo in strutture ricettive 40 Pertosa Sicignano degli Alburni: o ostello della gioventù • Riqualificazione del centro storico (illuminazione, rivalutazione delle piazze e degli invasi spaziali) • Corso di formazione, misura 3.3 del Por, per giovani diplomati per la figura di Operatore turistico integrato. • Progetto MIDA (Museo Integrato Dell’Ambiente) costituito da 4 punti: - Il Mida1 consiste in un Museo-Auditorium al centro del paese, dove verrà raccontato un itinerario speleologico e geologico, di come si sono formate le grotte di Pertosa e della loro archeologia, di come nel 3000 a.C. un uomo è arrivato nelle grotte e le ha utilizzate per motivi cultuali. Quindi il Mida1 ha il compito di spiegare in maniera divulgativa, didattica e interattiva ai visitatori quello che poco prima hanno visto fisicamente. Inoltre si sta realizzando lo Scal.lab. (laboratorio di archeologia sperimentale) che lavorerà per riprodurre i reperti ritrovati nelle grotte all’inizio del ‘900. - Il Mida2 sarà un museo botanico che ospiterà e racconterà le piante autoctone, e quindi notizie sulla fauna, l’habitat, ecc. Ci sarà anche un osservatorio del dopo-sisma, visto che siamo in una zona sismica appunto. Lo scopo è divulgare le nostre risorse, farle conoscere in maniera più o meno approfondita senza per forza restare nell’ambito di un solo comune. - Infatti il Mida3 continua ad Auletta (un paesino poco distante) con un contenitore di cultura materiale e un centro servizi. - Infine il Mida4, sempre ad Auletta, che mira a rivalutare e recuperare il centro storico e trasformarlo in un luogo di ricezione turistica. • Ha migliorato il decoro esteriore del paese • Ha migliorato le vie di comunicazione, è stata realizzata una tangenziale che attraversa tutta la zona • Ha risolto i problemi di carenza di acqua L’amministrazione comunale sembra avere un ruolo centrale nel creare le condizioni per una vendibilità stabile del territorio, ma indispensabile è 41 considerata la collaborazione di una sorta di “agenzia di sviluppo del territorio” in grado di garantire un supporto di idee, economico e operativo. Per assicurare la stabilità della “vendibilità turistica” si considera indispensabile offrire servizi di qualità, e quindi: • disporre di figure professionali che abbiano coscienza della ricchezza del territorio, la passione e l’entusiasmo giusto per saperla pubblicizzare • disporre degli adeguati supporti ricettivi: attualmente la situazione è positiva, ma si lavora continuamente per migliorarla • realizzare valide iniziative di intrattenimento e animazione: attuale sono ancora poche e poco innovative, seppur questo sia un aspetto molto importante da potenziare necessariamente, in quanto spesso il turismo della zona è rivolto ai giovani che non trovano proposte interessanti (non solo locali, pubs ma anche agenzie viaggio che aiutino anche semplicemente a fare un biglietto ferroviario). Bisogna, inoltre, elevare la qualità della vita in queste località, non si può prescindere dall’ambiente e quindi bisogna ottimizzare: la depurazione, l’illuminazione, la pulizia delle strade, la salvaguardia della risorsa idrica e del metano. Le prospettive per gli operatori che decidono di intraprendere la strada del turismo sono buone a condizione che vi sia alla base una grande professionalità. Gli amministratori ritengono che i nuovi operatori che volessero farsi promotori del territorio dovrebbero prevedere: • interventi pubblicitari per far conoscere il territorio; è importante che il nome della città si diffonda tra i potenziali turisti • prendere coscienza delle risorse esistenti, valorizzarle e salvaguardarle. I comuni interpellati denunciano l’assenza o la mancanza di iniziativa di associazioni, circoli culturali, pro-loco in grado di sviluppare proposte capaci di suscitare interesse. Le pro-loco presenti in ogni comune sono, infatti, promotrici di iniziative poco interessanti, legate spesso alla gastronomia: si ritiene fondamentale la valorizzazione dei prodotti tipici, in quanto il territorio si lega 42 inequivocabilmente a questi, vendono quindi organizzate sagre o partecipazioni a fiere). I loro interventi dovrebbero, quindi, essere migliorati. Le iniziative per la promozione turistica Buccino Contursi Terme Oliveto Citra • la "Sagra della pasta di casa", che si svolge dal 16 al 18 agosto • Numerose manifestazioni, sia folcloristiche che religiose, tra cui: - "Feriae volceianese", una manifestazione artistico-musicale che si articola in spettacoli di musica classica, jazz e folkloristica che si tengono nel centro storico cittadino dal 15 luglio al 31 agosto - la festa patronale di Maria SS Immacolata (8 dicembre) • Sagra del Cavatiello e della Capra: durante la sagra si tengono spettacoli vari, tra cui un torneo di calcetto di squadre locali. Nello svolgimento delle tre serate il prodotto viene preparato e degustato in vari modi. • Sagra della Lagana: la serata è allietata da spettacoli musicali che accompagnano la degustazione del prodotto tipico, preparato con ricette varie. • Manifestazioni folkloristiche e religiose • Festival e concorsi, tra cui: - Premio Contursi Terme: promosso ed organizzato dal Comune generalmente a Settembre, ha la finalità di valorizzare le locali risorse ambientali e culturali. • ha vinto un concorso di idee per marketing turistico: camper itinerante tra tre località (MaterDomini – Paestum – Pompei) con il compito di intercettare direttamente il turista e promuover il territorio. • Feste patronali e religiose • Manifestazioni culturali: - “Musica e Monumenti" - ”Danza sotto le stelle" - "Festa Santa Maria de Faris" (gastronomia, balli e canti popolari) "Agosto Olivetano" (a cura della PRO-LOCO) - ”Sele d'Oro - Mezzogiorno” (convegni, seminari, festival teatrale nazionale, spettacoli musicali e serata finale con consegna "Premio Sele") - ”Antico in Piazza” mostra mercato di antiquariato 43 e collezionismo Sagra dell'Uva e Rassegna Nazionale del Folklore (sfilata di carri trainati da buoi, canti e balli popolari di diverse regioni - A cura della PRO-LOCO) Sagra del carciofo bianco Sagra del vermicello (in preparazione) “Pertosani nel mondo”, manifestazione estiva realizzata per i concittadini che vivono fuori città “Negro” (nome del fiume sotterraneo che si trova sotto le grotte), è una rassegna di musica etnica, ormai all’VIII edizione, che ha un respiro almeno regionale. Richiama moltissimi giovani che amano la musica, la natura. Si organizzano seminari su strumenti musicali, danza, ecc. Un modo non solo per ascoltare buona musica, ma anche per produrla. Mostra sui dinosauri Sagra delle Castagne - • • • Pertosa • Sicignano degli Alburni: • • Gli intervistati denunciano nelle loro città: • un basso livello di aggregazione fra operatori per sensibilizzare l’interesse del cliente, ma ne riconosco l’importanza per raggiungere obiettivi di sviluppo turistico. Gli operatori, piuttosto che aggregarsi e creare una valida e completa offerta, tendono a farsi concorrenza (Sicignano degli Alburni) evidenziando così la loro incapacità a consorziarsi per creare eventi. Alcune amministrazioni, attraverso un “processo di comunicazione con gli operatori” stanno avviando una serie di iniziative per “trasmettere il concetto di organizzazione” (ad es.: nelle scuole del comune di Buccino si sta cercando di inculcar sin da piccoli la “mentalità dell’integrazione”) • la mancanza di loro specifiche competenze: solo nel comune di Buccino è stata evidenziata la lavorazione del rame, che oggi è forse più remunerativa che in passato; e nel comune di Pertosa “esiste una realtà storica di ristoratori” (mentre si posizionano peggio gli albergatori). 44 Il coinvolgimento della provincia salernitana nel progetto Equal: Radici è totale, anche perché sarebbe impensabile voler “vendere” qualcosa in cui non si crede. Si spera che il progetto si concretizzi in una sorta di scuola di formazione professionale, che insegni il giusto approccio verso l’arte e che dia gli strumenti per una solida consapevolezza del territorio. Acquisite le giuste competenze si riuscirà a valorizzare il territorio al punto da non avere niente da invidiare alle mete del turismo di massa. Non tutti hanno evidenziato ostacoli al perseguimento di questo obiettivo, ma in alcuni casi vi è la lucida consapevolezza che in questo percorso si dovrà affrontare: • l’attuale mancanza di formazione in ambito turistico • la vecchia mentalità delle amministrazioni locali da cui è difficile svincolarsi. 45 I modi di pensare nella provincia di Matera Gli amministratori della provincia di Matera considerano improponibile il paragone tra il turismo tematico e il c.d. turismo di massa, in quanto questo ha il vantaggio di essere già molto sviluppato ed è per questo in grado di generare nell’immediato profitti e occasioni di lavoro. Al contrario, in questa zona vi sono solo potenzialità (attività culturali, ambiente, recupero centri storici, territorio, …) non ancora sviluppate, e quindi di ostacolo all’evoluzione del turismo tematico. Questo potrebbe, anche, costituire uno sbocco per il turismo costiero di massa, che spesso non riesce a soddisfare la domanda; è stata, quindi, avanzata la proposta di creare itinerari turistici che coinvolgano più località. Elementi di forza della proposta turistica • • Aliano • • • Museo delle Tele, di rilevanza storica è dedicato a Carlo Levi Parco Letterario “Carlo Levi”: nasce con lo scopo di offrire la tutela e la valorizzazione delle aree e del territorio che sono stati fonte di ispirazione letteraria in una delle più intense opere della nostra letteratura del '900 come il "CRISTO SI E' FERMATO A EBOLI". Denominatore comune nel Parco è l'interesse a riscoprire i legami profondi che da sempre legano l'uomo alla sua terra, e di cui sono testimonianza le attività umane nell'arte, nell'artigianato, ma anche nell'agricoltura e nel commercio. Il Parco Letterario è uno strumento nuovo e antico insieme, per valorizzare le vere risorse del paese che non si limitano ai soli "beni culturali" ma che si estendono sul territorio. La chiesa di San Luigi Gonzaga, dedicata al Santo Patrono, costruita nel XVI sec., nel cui interno sono conservate tele di grande valore, risalenti al periodo 1500 1700, tra cui una tela raffigurante la Madonna col Bambino di scuola bizantina; vi è conservata anche una Croce in argento del 1523 del pittore Giovanni Perticara di Matera. Il Santuario Madonna della Stella, piccola chiesa ricostruita recentemente in una ottima posizione panoramica. Museo della Civiltà Contadina, sito in un vecchio frantoio 46 • • • • • • Accettura • • • • • Craco • • Calciano • • abbandonato, in cui sono conservati antichi affreschi e manufatti. Il “Borgo Antico” per la particolare costruzione delle case, secondo una antica tecnica costruttiva, con la quale le case venivano costruite con mattoni crudi di argilla Reperti archeologici di una necropoli del V secolo Prodotti tipici (olio d’oliva Maianica, ) La Chiesa Madre di San Nicola (1500) è caratterizzata da una particolare cupola. Nel suo interno sono conservati una tela del 600, raffigurante l’Assunta, un dipinto che rappresenta la Madonna col Bambino e una campana del 1611 La Chiesa dell’Annunziata (1588) in stile barocco la chiesa di Sant’Antonio, di interesse artistico, era annessa al Convento francescano fondato nel 1585 e conserva all’interno alcune tele del XVII sec. e un reliquario in legno policromo del XVII-XVIII sec., raffigurante San Giuliano. Ambiente (bosco di Montepiano, foresta di Gallipoli Cognato, monte Croccia,…) Resti di insediamenti pre-ellenici: terracotte votive del IV-III sec. a. C., custodite attualmente nel museo di Reggio Calabria. I reperti sono stati rinvenuti presso i ruderi delle fortificazioni di Tempa Cortaglia, Tempa del Monte, Tempa Casalemi e Serra Antica. il castello, costruito nel XIII sec., che conserva ancora l’originale portale d’ingresso e la torre con splendide finestre. la chiesa di San Vincenzo nel cui interno è custodita la statua del Santo la chiesa di San Nicola che conserva altari barocchi in marmi policromi e due tele appartenenti alla scuola di Luca Giordano raffiguranti la Madonna col Bambino e l’Arcangelo Raffaele la chiesa dei frati minori osservanti dedicata a San Pietro, caratterizzata da un interno a due navate in cui sono custoditi un altare barocco, una tela del 1600 e un coro ligneo. La chiesa Madre dedicata a San Giovanni Battista conserva nel suo interno un trittico ad olio del 1503, raffigurante la Madonna col Bambino, attribuito a Bartolomeo da Pistoia. Castello di Santa Maria della Rocca La foresta di Gallipoli Cognato, che è la più grande foresta demaniale della BASILICATA. Nei suoi boschi incontaminati, vi è una lussureggiante vegetazione di cerri, olmi, aceri, lecci e tante altre specie; anche il sottobosco offre un’immensa varietà floreale tra cui ricordiamo: 47 • Oliveto Lucano • • • • Tursi • • • ginestre, mammole, ciclamini e pungitopi. Nella foresta sono presenti anche varie specie di animali come volpi, tassi, faine, cinghiali e daini. la chiesa Madre a tre navate in stile romanico dove nel suo interno si possono apprezzare tre altari in lamine di bronzo, una tela che riproduce l’immagine dell’Immacolata ed una croce astile in argento. Dell’antico castello feudale si può ammirare l’imponente portale sormontato dallo stemma dei Revertera ex proprietari. pochi ruderi di un’antica città fiorita tra il VI e IV sec. a. C., quali alcuni tratti di mura ad archi e l’antica platea d’ingresso alla città. Vi sono situati inoltre anche i resti del castello e delle mura di Gallipoli de Montanea (Gallipoli Cognato), un antico fortilizio abbandonato in epoca angioina. Monte Croccia (la vetta più alta della provincia di MT), da cui si può ammirare il suggestivo panorama delle “Dolomiti Lucane” e la lussureggiante foresta di Gallipoli Cognato. convento dei Cappuccini, fondato nel 1568 e abbandonato definitivamente nel 1866. All’interno della chiesa annessa al Convento si possono ammirare una tela raffigurante la SS. Trinità ed una serie di medaglioni, posti lungo le pareti, raffiguranti gli apostoli. il Santuario della Madonna di Anglona è la più importante chiesa di Tursi, la cui costruzione risale all’XI sec.. Il Santuario, meta ogni anno di numerosi pellegrini, è situato a circa 6 km dall’abitato in posizione isolata e panoramica sui fiumi Agri e Sinni e dal 1931 è monumento nazionale. La facciata della chiesa è caratterizzata da una torre campanaria a base quadrata con bifore, da un protiro e da due colonne in pietra situate ai lati del portale su cui sono scolpite le immagini degli apostoli Pietro e Paolo. L’interno, a croce latina con navata centrale e due strette navate laterali, è ricca di affreschi dell’XI, XIV e XV sec.. la chiesa di Santa Maria Maggiore, situata nel borgo antico “Rabatana”, la cui costruzione risale al IX sec. ad opera dei monaci basiliani ed è caratterizzata da un portale quattrocentesco e da un interno in cui si può ammirare un’acquasantiera del 1518. Sottostante la chiesa vi è una cripta in cui sono conservati un presepe in pietra del XV sec., opera probabilmente di Altobello Persio, un crocifisso ligneo del XV sec. ed un sarcofago in pietra con uno stemma raffigurante San Giorgio. La Cattedrale, con interno a tre navate e rilievi in pietra, non è più agibile a causa di un incendio che nel 1988 ha devastato in modo gravissimo ed irrecuperabile l’intero edificio. la chiesa di San Filippo Neri, protettore di TURSI, la cui 48 • • costruzione risale al 1661 con interno a tre navate ed altari marmorei la chiesa della Madonna delle Grazie di cui non si conosce l’epoca di costruzione, ma per il suo stile barocco si può datare tra il XVII e il XVIII sec.. TURSI è noto per aver dato i natali al famoso poeta Albino Pierro che con le sue opere, tradotte anche in più lingue, ha valorizzato la poesia dialettale. L’offerta turistica è già una piccola realtà; esistono e sono in fase di miglioramento: • i collegamenti stradali e ferroviari; tuttavia le caratteristiche morfologiche del territorio (montagna) impediscono la costruzione di autostrade. • alberghi, ostelli e altre strutture ricettive (liberi campeggi, punti scouts) ristrutturati o nati a seguito di interventi pubblici dell’amministrazione. Il turismo tematico è considerato un mercato di nicchia, rivolto a ristretti target di cultura medio-alta di nazionalità italiana ed estera. A definire la portata del fenomeno contribuiscono, però, le limitare capacità ricettive della zona. La zona è, poi, già, meta del turismo scolastico (scolaresche in visite d’istruzione). Il turismo che interessa la zona appare poco sviluppato anche perché è di solo passaggio; infatti ci si limita spesso ad intercettare semplicemente i flussi turistici destinati alle vicine località turistiche (Metaponto, Scansano, Matera, Poliporo) e a portarli in loco solo per poche ore nell’arco di una giornata. Manca un’ampia offerta di servizi che invogli il turista a soggiornare in loco per più giorni. Affinché venga meno questa caratterizzazione limitativa si ritiene necessario anzitutto creare una cultura del turismo in grado di incentivare la valorizzazione del patrimonio locale. Per questo diventa indispensabile un’attività di formazione, attualmente carente; a tal scopo si ritiene opportuno il confronto con le realtà dove l’attività turistica è già consolidata, per apprendere le logiche turistiche imprenditoriali valide sempre a prescindere dal luogo in cui l’attività si sviluppa. 49 Solo in un secondo momento ci si dovrà preoccupare di creare e/o migliorare i supporti logistico-infrastruttuali, ricettivi e di intrattenimento atti a offrire servizi di qualità ai turisti, tali da render possibile un turismo non solo di passaggio. Non si ritiene che la cultura dell’accoglienza possa costituire un ostacolo allo sviluppo del turismo e che quindi possano verificarsi problemi da parte dei locali ad accettare i flussi turistici. Tuttavia, affinché, questo sia vero è necessario dotarsi delle giuste strutture per l’accoglienza, tali da non creare disagi ne ai visitatori ne alla popolazione residente. Inoltre, alcuni paesi sono di emigranti, che d’estate si recano in visita in queste località; essi sono numerosi ma ben accolti dalla popolazione locale. Significativa l’esperienza di Aliano, dove non disponendo in un albergo, i cittadini (individuati dopo aver aderito a un bando) si son resi disponibili ad ospitare nelle loro case i turisti e gli studiosi di Levi giunti in città. Attualmente per promuovere il territorio è stato fatto ben poco, vi sono solo pochi progetti ma niente che sia divenuto già realtà. Le uniche iniziative in questo senso sono riconducibili soprattutto a: • articoli su giornali ed opuscoli per lo più a tiratura locale, • annunci promozionali radiofonici • isolate esperienze di gemellaggio con l’estero (Tursi), anche se tali iniziative in passato non erano sostenute nemmeno delle amministrazioni comunali ostili ad instaurare rapporti di questo tipo. • il comune di Calciano ha affidato a cooperative di servizi la gestione dell’operazione turistica. • Si tenta di promuovere il territorio anche all’estero (in Germania e Spagna) ma questo richiede maggiori risorse finanziare, che il comune d solo non riesce a sostenere. Le sagre e le feste locali sono poche e legate alla tradizione gastronomica e folkloristica, tuttavia si sta cercando di ripristinarne alcune e di istituirne nuove, al fine di proteggere e valorizzare le tipicità locali. 50 Le iniziative per la promozione turistica Aliano Accettura Craco • È stato istituito il Premio Letterario Carlo Levi • Sono stati pubblicati negli ultimi anni libri su Aliano • Ha ideato, in collaborazione con agenzie viaggio, un pacchetto turistico per consentire ai visitatori di conoscere l’intera area. Si propone di visitare tutti i luoghi importanti legati a Levi, la sera è prevista la degustazione di piatti tipici e il viaggio sentimentale, quando viene presentata la commedia del Carnevale di Levi • Sagra dell’Olio d’Oliva • Sagra della bruschetta • Feste patronali e religiose La festa del Maggio, legata alla festa di S. Giulianosi articola in 3 fasi: - la prima ha come teatro di svolgimento il bosco di Montepiano dove un gruppo di boscaioli, detti “Maggiaioli”, sceglie il “Maggio”, ovvero il cerro più alto e più possente, abbattendolo con grande cura. - Nella seconda fase (la domenica di Pentecoste), senza dubbio la più spettacolare, viene abbattuto nella Foresta di Gallipoli Cognato un agrifoglio, anch’esso precedentemente scelto tra quelli più ricchi di rami e foglie, della “Cima”. Il giorno dell’abbattimento del trasporto della Cima corrispondente contemporaneamente con il giorno del trasporto del Maggio, già pulito della corteccia e privato dei rami. Il cerro, cioè il Maggio, è trainato da diverse coppie di buoi, mentre la Cima, è trasportata a spalla dai “Cimaioli” tra cori festosi, danze e canti popolari. - La terza fase si realizza in paese, dove i due alberi vengono introdotti e accolti con grande entusiasmo e gioia da tutti i presenti, da concerti bandistici e da devoti che offrono vino e prodotti tipici. Due giorni dopo (il martedì di Pentecoste), il Maggio e la Cima vengono innestati l’uno all’altra, quasi a simboleggiare una sorta di matrimonio tra le piante più delle del bosco. Mentre le due piante vengono unite, si svolge la parte religiosa della festa con la processione della statua del Santo Patrono, preceduta da ragazze che portano in testa enormi ceri, detti “cente”, con cui ballano a ritmo di musica popolare. Nel frattempo il Maggio comincia ad essere eretto, operazione che si conclude quando la statua del Santo Protettore giunge dinnanzi al Maggio. Successivamente il Maggio viene scalato da persone che, almeno per un giorno, diventano gli eroi del paese. Così ha luogo la fase conclusiva della festa che esprime la forza e il controlli dell’uomo sul bosco. • Festa e fiera di San Vincenzo, patrono del paese 51 Calciano Oliveto Lucano Tursi • • • • • • Feste patronali e religiose Sagra dell’involtino Sagra del trittico lucano (fusilli cavatelli e orecchiette) Sagra della pannocchia manifestazione del “Maggio”, rito del culto arboreo di origini pagane inserito nella ricorrenza religiosa di San Cipriano, protettore del paese. Il “Maggio” è il fusto di un albero di cerro, che abbattuto nei boschi e privato dei rami e delle foglie, viene trainato in paese da buoi al suono di zampogne e organetti. Al “Maggio” viene unito un agrifoglio, anch’esso tagliato nei boschi, al quale vengono legati delle targhette indicanti i premi e viene eretto nella piazza del paese. Un determinato numero di cacciatori, a turno, spara per colpire la targhetta ed aggiudicarsi il premio. Se alla fine, alcuni premi sono rimasti sull’albero, sono poi i boscaioli a scalare il “Maggio” per aggiudicarsi i premi. Gemellaggi con il Nord Europa Gli intervistati credono nelle potenzialità del loro territorio e nella capacità delle attività turistiche di migliorare l’economia (riducendo disoccupazione e spopolamento; creando reddito, …) ma hanno allo stesso tempo evidenziato le notevoli difficoltà affinché ciò si concretizzi. Ritengono che il turismo tematico rappresenti il futuro e che sia in realtà l’unico tipo di turismo che possa svilupparsi in una zona come la loro importante da un punto di vista storico, artistico e paesaggistico. Questo diventerà realtà solo quando cambierà la mentalità della gente del posto: gli investimenti in questo settore richiedono periodi più o meno lunghi per un ritorno economico, ma qui nessuno è disposto ad aspettare e quindi questa attività non riceve la giusta attenzione. Anche i giovani sono legati all’idea del “posto fisso”, non sono disposti a rischiare, ad investire in attività imprenditoriali, non credono nelle potenzialità del loro territorio e nemmeno nella possibilità di essere sostenuti da supporti economici pubblici. L’amministrazione comunale si considera un valido interlocutore tra gli operatori e i privati, ma da sola non può finanziare le iniziative, è necessario che i privati acquisiscano la mentalità del rischio. Si riconosce, tuttavia, l’importanza di incentivare i privati ad avviare un’attività turistica: incentivi rappresentati dagli esistenti benefici di legge in grado di aiutarli a creare e sviluppare aziende. A 52 dimostrazione di quanto detto, vi è il caso dei 30 comuni che rientrano nel bacino della Val d’Agri del petrolio, per i quali sono previsti royalties e finanziamenti, che per il 50% sono a fondo perduto. Seppur sia stata riconosciuta l’importanza dei finanziamenti, si giustifica l’operato di alcuni comuni che, nell’attuale periodo di recessione, preferiscono destinare i fondi pubblici, stanziati per l’attività turistica, alle altre attività economiche (n.b.: non meglio definite). Ci si auspica, poi, obiettività e coerenza nell’assegnazione dei fondi, per evitare che siano stanziati per tutti, ma che vengano corrisposti ai soli comuni con una reale valenza turistica. È stata, inoltre, sottolineata l’importanza di destinare i finanziamenti alla formazione di una nuova classe imprenditoriale, al fine di agevolare e incoraggiare i giovani ad avviare nuove attività. Gli interventi dell’amministrazione comunale per la valorizzazione territoriale Aliano Craco Calciano • Ha ripristinato il Museo delle Tele di Levi e sta per aprire al pubblico la casa natia • In collaborazione con l’università del turismo di Perugina sta studiando le modalità per realizzare imprese turistiche sul territorio locale. • In collaborazione con la società Craco Ricerche (di cui il comune è socio al 53%) cerca di monitorare il territorio per studiare il moto franoso e procedere alla ristrutturazione del paese vecchio distrutto un inarrestabile movimento franoso verificatosi nel 1970 e che proseguito nel corso degli anni ha costretto gli abitanti a trasferirsi nelle frazioni di CRACO-PESCHIERA e CRACO-SANT’ANGELO. • In collaborazione con la Comunità Montana e l’Ente Parco cerca di valorizzare l’artigianato locale e di tutelare il patrimonio ambientale Il comune di Aliano ha avuto un incontro con l’università del turismo (Perugia) per capire come realizzare imprese turistiche (per esempio: ristoranti, negozi di souvenir o prodotti tipici, …) sul territorio locale. L’iniziativa sarà destinata ai 53 residenti e in tale ambito il progetto Equal sarà un ottimo appoggio per la formazione dei futuri imprenditori. La stessa amministrazione mira, inoltre, con l’aiuto della Regione, a creare delle figure professionali in tale settore: ritiene, infatti, che in ambito turistico la professionalità degli operatori sia un fattore fondamentale. Periodicamente l’amministrazione di Aliano incontra i giovani per creare in loro una nuova mentalità imprenditoriale, far capire che piuttosto che inseguire il posto fisso si dovrebbe intraprendere un’attività autonoma che potrebbe rivelarsi anche più remunerativa. L’amministrazione del comune di Oliveto per sviluppare la produzione locale di ceramiche individua progetti per l’imprenditoria giovanile, fornisce le informazioni e i locali per realizzare le iniziative. Tali prodotti non possono essere destinati alla commercializzazione, sono prodotti artistici. Sono collocati nel corso di eventi fieristici o nelle postazioni all’interno parco durante le manifestazioni. In questo modo l’imprenditore è la parte attiva, che va incontro al mercato; l’istituzione mostra il prodotto e documenta i trend delle vendite; cerca, inoltre, incentivare l’aggregazione e la conoscenza; aderisce alle manifestazioni per far sì che i prodotti locali siano pubblicizzati, e che indirettamente sia reso noto anche il comune. Il pubblico può sostenere il privato, ma senza dominarlo; bisogna evitare di dissipare i capitali in finanziamenti assistenzialistici, dunque sì al credito agevolato e no ai fondi perduti. Nella vita economica della zona assumono un leggero rilievo solo piccoli produttori agricoli (vino – olio – grano); si tratta soprattutto di produzioni familiari, gli scambi commerciali sono molto ridotti e vi è un limitatissimo giro d’affari; i giovani sono poco propensi ad ereditare e continuare una cultura di tradizioni e antichi saperi. Piccole e poche sono, poi, le botteghe artigiane. 54 Superfluo precisare come manchi del tutto l’aggregazione tra gli operatori economici. Non in tutti i comuni sono presenti pro-loco e associazioni culturali e, comunque, spesso non sono capaci di suscitare interesse e attirare turisti con valide iniziative. In rari casi sono funzionali e costituiscono un punto informazione, in grado di promuovere iniziative per valorizzare il paese e di realizzare attività nel corso dell’anno (sport, teatro, volontariato, musica…). Si auspica un più intenso interesse da parte dei giovani anche in tal senso. Il comune di Oliveto ha evidenziato la presenza di associazioni di concittadini nei luoghi in cui ci sono le maggiori colonie di emigrati. Ciò è utile perché si promuove la zona all’estero. Gli amministratori ritengono che, i nuovi operatori, che volessero farsi promotori del territorio, dovrebbero riuscire a coniugare 3 elementi necessari affinché il turismo abbia successo: bellezza del territorio, cultura gastronomica e divertimento. Considerando che i finanziamenti vengono stanziati per attività definite, agli operatori basterebbe presentare un progetto seguendo direttive predefinite. L’obiettivo del progetto equal: Radici è certamente creare imprese per valorizzare il turismo e ridurre lo spopolamento: le amministrazioni si aspettano a tal riguardo che le imprese che nasceranno siano seguite da qualcuno competente, in grado di far formazione specifica. Vi è poi la consapevolezza dell’esistenza di ostacoli al perseguimento di tale obiettivo: • la mancanza di aggregazione tra gli imprenditori. • i lunghi procedimenti burocratici che rallentano la realizzazione di progetti e infruttuosi conflitti di competenza tra organismi pubblici (Oliveto – Tursi) • il disinteresse della Regione, che spesso non ascolta i Comuni e non conosce le esigenze della zona (ad es.: ad Oliveto non esiste la scuola media, i bambini vanno ad Accettura, tramite autobus, ma la regione ha 55 ignorato le varie proposte comunali per finanziare o agevolare il trasporto). • la mancanza di dialogo con gli Enti, che genera la sfiducia della collettività nei confronti delle istituzioni che appaiono interessate solo alle grandi realtà. 56 I modi di pensare nella provincia di Potenza Nella provincia di Potenza il turismo è una risorsa importante. Ci sono tutte le caratteristiche per fare del turismo tematico: l’ubicazione territoriale, i centri storici, le ricchezze naturali, l’ambiente, il patrimonio culturale ed artistico, le tradizioni e i prodotti tipici (oltre che la risorsa principale della Val d’Agri, ossia il petrolio). Elementi di forza della proposta turistica Grumento Nova Guardia Perticara Marsico Nuovo Moliterno • Centro storico • Parco Archeologico • Chiesa di Sant’Antonio, dell’ottocento con facciata in stile neoclassico e campanile a vela • Chiesa del Rosario del 1860, con cupola sostenuta da quattro colonne, che conserva affascinanti mosaici • Lago del Pertusillo, un bacino artificiale circondato da una lussureggiante vegetazione, ricco di anguille e trote • Scavi dell’antica Grumentum • Centro storico, in cui si può trovare: - chiesa di Sant’Antonio che conserva una tela raffigurante l’Annunciazione ed alcune statue raffiguranti Sant’Antonio e l’Addolorata - ruderi dell’antica città vescovile di “Turri” abitata fino al XVII sec.. • Chiesa Madre di san Nicola di Bari • Necropoli della civiltà Enotria • Produzione agricola (cereali e ortaggi) • Prodotti alimentari (pane, biscotti, formaggi, mele) • Centro storico (ricco di palazzi gentilizi: ad es. palazzo Pignatelli) • Cattedrale ottocentesca dedicata a San Giorgio nel cui interno custodisce tele pregiate del 1600 e del 1700 • chiesa di San Gianuario, patrono del paese, fondata nel XIII sec.. Dell’epoca rimane solo il portale, murato sulla facciata con rilievi di figure umane e capitelli scolpiti con rappresentazioni di animali. • Santuario di Santa Maria di Costantinopoli che conserva notevoli affreschi cinquecenteschi. • Ambiente e natura (rifugio della Maddalena, bosco dell’Arioso, sorgente dell’Agri, grotte di Castel di Lepre, monte Tumolo, monte Lama…) • La Chiesa Madre o dell’Assunta, edificata tra l' XI e il XIII sec.. 57 • • • • • Montemurro • • • • • • San Chirico Raparo • • • • • • • Spinoso • • • Chiese, chiesette minori, cappelle urbane e rurali Palazzi storici, come Palazzo Lovito, Palazzo Gilberto e Palazzo Valinoto Il castello, antico nucleo cittadino Biblioteca Civica che permette di fare ricerche storiche su tutto il territorio regionale Prodotti alimentari (il canestrato, il pecorino, il vino DOC, i funghi, le castagne, il tartufo) Natura Santuario della “Madonna di Servigliano”, in località “Pietra Laccata” vi è un’area boschiva ricca di vegetazione dove una sorgente di acqua freddissima sgorga da una pietra spaccata che da il nome al posto Il territorio è circondato da suggestivi boschi dove nel periodo autunnale si possono raccogliere castagne e varie specie di funghi. Diffuse sono le piantagioni di olivo dalle quali si ricava un ottimo olio. Praticato è l’allevamento degli ovini e soprattutto delle capre maltesi dal latte delle quali si ricavano gustosi formaggi Alcuni giacimenti di petrolio. l’abbazia di Sant’Angelo o di San Michele al Raparo fondata da una comunità di monaci basiliani In periferia sono situati gli ultimi ruderi dell’abbazia di Sant’Angelo in cui sono visibili le celle dei monaci scavate nella roccia. Inoltre nelle vicinanze, in una grotta, si possono ammirare alcune stalagmiti ed un affresco rupestre che raffigura San Michele. Palazzo Barletta Chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo: all’interno sono conservati un crocifisso del 1300 proveniente dal monastero di Sant’Angelo, un polittico del 1500 di Simone da Firenze, un calice in argento di stile barocco ed una fonte battesimale del 1500 Sorgente del torrente Trigello il cui corso d’acqua scompare in autunno e riappare in primavera, fenomeno dovuto alla natura carsica del terreno. Verdeggianti boschi come quello della Sella del Titolo posto ideale per passeggiate ed escursioni Produzione alimentare (rafano e tartufo) Ambiente: Monte Raparo Lago Pertusillo vallata del fiume Agri Centro storico 58 - palazzi settecenteschi (tra i più belli: Palazzo Caltieri, Palazzo Infantino, Palazzo Romano, Palazzo Spolidoro e Palazzo Viceconte) - Chiesa Madre - piazza • Prodotti alimentari (tartufo, funghi) Il cliente del turismo tematico lo si identifica come un amante della natura, dell’ambiente, della cultura, delle tradizioni e della gastronomia, desideroso di arricchire la propria cultura e di trascorrere un soggiorno rilassante e sereno. Un target sicuramente selezionato di classe economica medio-alta (la zona offre campi da golf, riserve di caccia), non massificato. Si ritiene che la provincia di Potenza possa essere una buona meta anche per il turismo scolastico. Dall’indagine è emerso che lo sviluppo dell’attività turistica trova degli ostacoli: • la popolazione chiede interventi negli altri settori economici prima che nel turismo, quindi le amministrazioni preferiscono potenziare, anzitutto, le aree PIP per ospitare alcune attività. In questo modo riescono anche a evitare, o quanto meno a circoscrivere, il fenomeno spopolamento. - Il comune di San Chirico Raparo ha realisticamente ammesso nell’ambito dell’indagine le sue perplessità nell’avvio dello sviluppo economico legato al turismo, in quanto ci sono problemi più urgenti da risolvere. • i giovani, seppur risultano essere informati sulle opportunità di finanziamento, devono scontrarsi con il sistema creditizio, che non consente a chi parte senza risorse personali di iniziare un’attività • i rapporti comprensoriali: spesso le amministrazioni coinvolte in iniziative intercomunali non riescono a concretizzare, per l’incapacità di collaborare. Si realizzano così solo cose spicciole e ci si blocca sulle grandi opere. La politica deve essere a livello comprensoriale. • Scarsa iniziativa privata: le iniziative dell’amministrazione rischiano di fallire se poi sono seguite da una debole risposta 59 imprenditoriale, bisogna che i privati acquisiscano la cultura dell’imprenditoria. Si potrebbe risolvere questo problema dando fiducia ai cittadini e stimolando le iniziative private. Se i privati vedessero nascere infrastrutture forse inizierebbero a credere nelle possibilità di sviluppo e comincerebbero ad essere propositivi. Oggi invece molti giovani partono per lavorare da dipendenti in strutture ricettive del nord. • Collegamenti inadeguati: le due sponde del fiume agri sono mal collegate e questo contribuisce ad isolare le popolazioni che le abitano. La realizzazione di un ponte oggi costa troppo, anche se un tale investimento legherebbe le due rive, rendendole più immediatamente fruibili e il ponte stesso diverrebbe un elemento di attrazione turistica. • Lunghi tempi politici: E’ difficile incidere sia sui tempi della politica, sia economicamente con le sole proprie forze. La zona è in una fase di sopravvivenza. • Cattiva informazione: per un turismo culturale un ostacolo è l’ignoranza. Deve esserci in alcune imprese il passaggio generazionale. A causa di questi vincoli allo sviluppo, la zona è interessata solo da turismo di passaggio: per risolvere questo problema e fare in modo che diventi stanziale si ritiene necessario: • creare le infrastrutture (vie di comunicazione, collegamenti, …) • costruire alberghi e strutture destinate all’ accoglienza • fare in modo che funzionino (non ha senso infatti realizzare strutture ricettive in zone in cui mancano i collegamenti stradali) • offrire un circuito turistico fatto di visite guidate a tutti i luoghi più belli della valle • educare all’accoglienza • creare figure professionali nuove e competenti con spirito di iniziativa. 60 Le amministrazioni sono favorevoli alla riscoperta delle proprie radici e sono, per questo, attive in molteplici iniziative di rivalutazione e di promozione del territorio, attraverso la valorizzazione dei beni architettonici e ambientali e di una importante tradizione storico-culturale. Gli interventi delle amministrazioni comunali per la valorizzazione territoriale Grumento Nova Guardia Perticara Marsico Nuovo Moliterno Montemurro San Chirico Raparo • Riqualificazione del centro storico • Ha ipotizzato un Parco Archeologico • Sta pensando al recupero della strada PaternoPadula che offre un bellissimo panorama • Prolungamento degli orari di apertura dei negozi • Miglioramento di strutture pensate per il tempo libero (piscina comunale, campo sportivo, palestra) • Progetto Borgo Albergo: il progetto multi-regionale (Basilicata, Calabria, Campania) vuole creare una rete di comuni in grado di offrire servizi di qualità ai turisti. • Ha organizzato una mostra con reperti della civiltà degli Entri, è stata infatti scoperta una necropoli italica • Ha acquistato un palazzo anticodi grande pregio per adibirlo a sede mussale della civiltà Enotria • Ha in progetto la realizzazione di un museo della Scienza e della Tecnica • Sta puntando ad uno sviluppo sostenibile ed ecocompatibile • Recupero del centro storico e dei beni culturali (con finanziamenti dei PIT) • Recupero del “Borgo Scruppo”, area rurale di particolare interesse ambientale e architettonico • Valorizzazione ambientale e paesaggistica dell’area “Fontana delle Brecce” e “Piana del Lago” • il comune è inserito nel progetto PIT • Riqualificazione del centro storico • Ha presentato un progetto per realizzare un parco culturale Leonardo Sinisgalli (ingegnere e poeta) • Sta cercando di risolvere il problema del dissesto idrogeologico • Ha proposto la nascita di un parco eolico • Recupero di monumenti storici (Abbazia di Sant’Angelo, Torre San Vito, Palazzo Barletta) • Ha diminuito le tasse e migliorato i servizi 61 Spinoso • Ha creato un gruppo impegnato nella ricerca e nel recupero delle canzoni popolari in dialetto sanchirichese • Ristrutturazione di beni culturali Da evidenziare è l’operato del comune di Guardia Perticara, che già da anni lavora sul marketing turistico, per il recupero del centro storico e per acquisire il patrimonio comunale delle abitazioni da mettere al servizio dei turisti. (legge 219, legge 32). Significativa la partecipazione di questo comune al progetto Borgo Albergo, finanziato dalla Regione Basilicata e dal Ministero dei Beni Culturali.: una rete di otto comuni, quattro lucani, due calabresi, due campani, per un progetto multi-regionale (Aderenza, Guardia, Stigliano, Brienza, Laino Borgo, Laino Castello, Padula, Reggiano). Si è gia costituita una prima cooperativa destinata alla gestione, è stato istituito un bando di concorso per società miste pubblico-privato per chi vorrà investire. L’amministrazione sarà semplicemente un anello di raccordo. Le amministrazioni dichiarano di avvertire la necessità di costruire un sistema turistico locale ai sensi della legge n. 135 del 2000 e del Piano Turistico Regionale, per poter coinvolgere gli operatori dei singoli settori e, per quanto possibile, attrarre finanziamenti regionali e comunitari a sostegno di tali iniziative. Il finanziamento presuppone un buon progetto di base ed è indispensabile soprattutto per i comuni piccoli che hanno problematiche tali da non permettere scelte economiche autonome. È stata evidenziata la necessità di affiancare con l’iniziativa privata l’operato dell’amministrazione pubblica affinché i risultati siano a beneficio di tutta la comunità: si ritiene, infatti, che la privatizzazione totale vada contro l’interesse generale. Le risorse finanziarie sono considerate fondamentali soprattutto per la realizzazione delle infrastrutture; per tutto il resto bisogna che il cittadino abbia la volontà di creare impresa. Nota dolente è poi la mancanza dell’investimento nella promozione territoriale: sono molte le strutture ricettive presenti sul territorio ma a causa dell’assenza di iniziative promozionali non hanno alcuna visibilità al di là del territorio regionale. 62 Le iniziative per la valorizzazione turistica Grumento Nova Guardia Perticara Moliterno Montemurro San Chirico Raparo Spinoso • Rievocazione storica teatrale in costumi romani (agosto) • Sagra dei prodotti dell’orto, delle vigne e dell’ovile (agosto) • Sagra del vino (16 agosto) • Feste patronali e religiose • Cinema all’aperto • Spettacoli teatrali • Feste religiose e popolari • Sagra del canestrato (agosto) • Festival Internazionale dei gruppi folk • Apertura domenicale dei negozi • Centro ippico • È stata ipotizzata la realizzazione di un campo da golf • Sagra della Ruscella • Progetto “Terra Solidale”: il comune è impegnato nella realizzazione di strutture da adibire all’accoglienza turistica e all’accoglienza di etnie svantaggiate (ad es. extracomunitari) e anziani • Flessibilità degli orari di apertura dei negozi • Artestate – manifestazione culturale che si svolge nel centro storico • Sagra “alla ricerca dei sapori perduti”, che si sviluppa in 12 postazioni, una per ogni mese dell’anno, si svolge nel centro storico ed è possibile degustare i prodotti tipici Per quanto riguarda gli operatori economici della zona, si riconoscono a questi poche specifiche competenze. Un tempo era preponderante la tradizione artigiana, oggi c’è, invece, solo qualche esempio di giovani artigiani (lavorazione del ferro, del legno, della pietra) che hanno ereditato l’attività dai padri. La loro produzione potrebbe sicuramente trarre impulso dallo sviluppo del territorio nella direzione turistica, ma attualmente è ancora troppo esigua. Vi è, poi, solo qualche esempio di imprenditoria giovanile. Attualmente si riscontra, tra l’altro, un basso livello di aggregazione tra operatori per sensibilizzare l’interesse del cliente. 63 Le amministrazioni sono apparse, tuttavia, consapevoli che le singole iniziative sono poco efficaci, se non opportunamente inserite in un’azione di marketing territoriale che coinvolga più soggetti, sia pubblici che privati. Il prodotto da offrire non può che essere il risultato di un’azione coordinata di vari soggetti. Tra gli obiettivi del progetto equal: Radici, vi è: • la valorizzazione del territorio • l’incremento dell’attrattività turistica, socioculturale ed economica nei confronti dei flussi turistici e gli intervistati ritengono che attualmente la scarsa visibilità del loro territorio e la scarsa iniziativa privata siano di ostacolo al perseguimento degli stessi. Grazie al coinvolgimento in questo progetto le amministrazioni hanno evidenziato le loro aspettative: • entrare in un circuito che va al di là della Val d’Agri: riconoscono la difficoltà di farsi conoscere all’esterno e quindi l’importanza di promuovere il proprio territorio per incuriosire e attrarre i potenziali turisti, ma anche di essere pronti ad accoglierli. • creare lavoro e favorire l’occupazione, per far tornare “a casa” gli emigrati all’estero • creare buone iniziative di promozione e formazione • stabilire collaborazioni sistematiche con altri comuni per creare un’offerta turistica globale Molta è, infatti, la fiducia riposta nel progetto, e le amministrazioni riconoscono come lo stesso dia loro l’opportunità di: • creare aziende-guida in grado di innescare un meccanismo positivo, anche se poi dovranno essere le capacità dei singoli a tradurre in risultati utili tali input. • creare partenariati con paesi esteri, mediante cui promuovere il territorio locale • costruire con i partner i presupposti per creare nuove figure professionali e quindi opportunità lavorative 64 • sviluppare il territorio locale e la vivibilità dei centri • aprire sportello informativi (ad es. “l’informa giovani”) per aiutare i giovani a cogliere tutte le opportunità che si presentano sul territorio • recuperare e rendere produttive le numerose strutture che il Comune già possiede. 65 PROMEZ – LEGAMBIENTE BASILICATA PROGETTO COMUNITARIO EQUAL “RADICI” RICERCA QUALITATIVA SULLA VALORIZZAZIONE TURISTICA A cura di: Elisa Capozzi DEI SITI MINORI Franco De Leo RICERCA QUALITATIVA CLIENTI FINALI Tour Operator Travel agency Opinion leader Sindaci TARGET NUM . Clienti finali 500 Tour Operator 50 Agenzie di viaggio 150 TARGET NUMEROSITA’ CAMPIONARIA Pug.–Bas.–Cam. Altre regioni TOT Clienti finali 100 400 500 Tour Operator 20 30 50 Agenzie di viaggio 50 100 150 AREE DI INDAGINE TOUR OPERATOR E AGENZIE DI VIAGGIO CLIETI FINALI La situazione del mercato del turismo Abitudini di vacanza e frequenza dei territori Le proposte a catalogo e il rapporto con i clienti Le esperienze di itinerari nei siti minori e i rapporti con i fornitori Il rapporto con i fornitori Modello d’ d’acquisto IL CLIENTE FINALE 55 NUMEROSITA’ CAMPIONARIA 90 42 67 51 95 35 35 30 7% DESTINAZIONE DEL VIAGGIO PER TURISTI ITALIANI 93% ITALIA FREQUENZA DEI VIAGGI NELL’ANNO ESTERO 450 400 350 300 250 200 150 100 50 0 1 2 2o3 3 3o4 4 5 6 7 >7 500 500 400 CHI VIAGGIA NELLA PROPRIA REGIONE 300 175 200 100 0 intervistati viaggi in regione piem onte lom bardia veneto CHI VIAGGIA NELLA PROPRIA REGIONE toscana cam pania basilicata em ilia rom agna lazio puglia 0 0,2 0,4 0,6 VIAGGI FUORI DALLA PROPRIA REGIONE TURISTA NAZIONALE 4% 4% 3% 5% 5% 5% 13% 12% 6% 6% 11% 7% 9% 10% toscana emilia r. trentino sardegna liguria puglia veneto sicilia lazio marche calabria campania abbruzzo lombardia calabria puglia emilia r. toscana sicilia lazio campania veneto TURISTA LOCALE 5% 5% 4% 4% 34% 9% 11% 12% 16% lombardia FREQUENZA DEI VIAGGI NELLE REGIONI TARGET L’ULTIMO ANNO REGIONI LOC. FREQUENZA 29 Spesso N1 N2 N 2°3 N 10 4 22 1 1 1 14 N1 N2 N 2°3 N3 Non risp. 7 2 2 2 1 BASILICATA 12 Ogni tanto N1 N2 N3 N 4°5 2 7 1 1 1 TOTALE 55 PUGLIA CAMPANIA NAZ. FREQUENZA N1 N2 19 4 Spesso N1 1 9 N1 5 23 10 5 38 FREQUENZA DEI VIAGGI NELLE REGIONI TARGET NEGLI ANNI PASSATI REGIONI PUGLIA CAMPANIA LOC. NO SI 4 19 FREQUENZA Spesso Ogni tanto N1 N2 N4 Non ric. 18 2 6 1 1 13 19 Spesso Ogni tanto N1 N 4°5 Non ric. 0 1 3 1 14 Spesso Ogni tanto N1 N3 N 3°4 N4 N 4°5 Non ric. 6 1 2 1 1 1 1 13 41 BASILICATA 16 23 TOTALE 39 83 NAZ. NO SI 11 20 20 10 23 9 54 39 FREQUENZA Spesso Ogni tanto N1 N3 N6 N 10 Non ric. 9 1 2 3 1 1 2 Spesso Ogni tanto Non ric. 6 0 3 Spesso Ogni tanto N1 N 10 Non ric. 6 0 1 1 1 DURATA DEI VIAGGI 25 20 15 1 - 7 gg 10 - 15 gg 10 > 15 gg 5 0 turista locale turista nazionale DOVE IL TURISTA HA SOGGIORNATO campeggio albergo 25 villaggio 20 residence 15 pensione 10 casa affitto 5 casa amici/parenti 0 turista locale turista nazionale casa di proprietà COMPAGNIA 1% 33% con amici con parenti altro 66% LIVELLO DI SODDISFAZIONE 5% 1% 50% molto 44% abbastanza poco per niente COSTI > 2000 € da 1000 a 2000 € da 500 a 1000 € da 250 a 500 € < 250 € 0 5 10 turisti locali 15 turisti nazionali RAPPORTO QUALITA’ PREZZO 6% 13% è costata troppo è costata il gusto prezzo è costata poco 81% HA MAI PASSATO UNA VACANZA IN UN SITO MINORE? 17% NO SI 83% PERCHE’ NO? 16% 38% 7% 14% 4% 14% 7% non mi interessa problemi economici ho altri impegni sono anziano/a non ho avuto occasione motivi di salute non indica il motivo DA CHI HA ACQUISTATO IL VIAGGIO? 11% agenzie di viaggio autonomamente 89% TEMA DEL VIAGGIO 8% 4% 1% 38% 31% 18% arte e cultura enogastronomia natura rurale sport religione PERIODO DEL VIAGGIO 28% 17% 35% estate autunno inverno primavera 20% MODALITA’ 5% 8% 2% pullman bicicletta auto/moto/camper treno 85% LUOGO PER IL PERNOTTAMENTO 6% 3% albergo agriturismo 45% affittacamere privati campeggi rifugi 23% 4% 19% NOVITA’ RISCONTRATE degustazioni 9% 3% 6% visita a produttori artigiani corsi di cucina 3% 54% escurdioni 25% sagre IL MODELLO D’ACQUISTO DOVE ACQUISTA IL VIAGGIO? 70 60 50 40 30 20 10 0 internet da chi capita agenzia di viaggi faccio tutto da solo/a SI FIDA DELL’OPERATORE TURISTICO? 12% mi fido scelgo solo se mi piace 88% COME RICERCA IL NUOVO? 8% 6% 2% 16% 24% 42% 2% segnalatori locali agenzie di viaggi istituzioni pubbliche internet riviste non interessa il nuovo piccole organizzazioni CARATTERISTICHE DEL FORNITURE DI FIDUCIA convenienza 23% 30% affidabilità notorietà del marchio 10% 2% 7% 28% la produzione continua di proposte la varietà delle proposte non ho un fornitore di fiducia FATTORI CHIAVE DI ACQUISTO 70 60 50 40 coinvolgimento in esperienze nuove integrazione di temi legame con la storia del territorio servizi aggiuntivi comodità della formula originalità del tema prezzo 0 molto imp. poco imp. per niente imp. 30 20 10 CARATTERISTICHE DEL FORNITORE DI FIDUCIA (dato aggregato) 23% 30% 10% 28% 2% 7% convenienza affidabilità notorietà del marchio la produzione continua di proposte la varietà delle proposte non ho un fornitore di fiducia INTERESSE VERSO AGENZIE CHE SI OCCUPANO DI VIAGGI NEI SITI MINORI 18% interessati non interessati 82% PERCHE’ SI? chiarezza 4% 25% 28% 11% maggiori informazioni organizzazione 32% materiale informativo non vincolante integrazione di temi I TOUR OPERATOR NUMEROSITA’ CAMPIONARIA 1 2 2 4 3 1 14 11 9 1 2 Si 18 No Può spiegarne i motivi?…. solo villaggi turistici crociere verso l’estero programmazione futura itinerari all’estero ci occupiamo d’altro viaggi in Giappone itinerari classici solo città d’arte business travel e congressi non decidiamo noi sugli itinerari viaggi in Grecia nessuna risposta 32 OFFRITE VIAGGI NEI SITI MINORI? 1 1 2 2 3 2 15 1 1 1 1 2 36% SI 64% NO TENDENZA ALL’ACQUISTO DEI VIAGGI NEI SITI MINORI La tendenza recente (ultimi 3 anni) × 13 Ù 5 Ø 0 La tendenza attesa (prossimi 3 anni) × 17 Ù 1 Ø 0 TENDENZA ALL’ACQUISTO DEI VIAGGI A TEMA La tendenza recente (ultimi 3 anni) × 12 Ù 5 Ø 1 La tendenza attesa (prossimi 3 anni) × 15 Ù 2 Ø 1 FENOMENI INTERESSANTI DA EVIDENZIARE Dal punto di vista dei clienti Aumenta la competenza del cliente che sa quello che vuole 15 Queste formule spingono a viaggiare più spesso 5 I temi offrono l’occasione per fare nuove esperienze 3 Dal punto di vista dei produttori C'è una forte concentrazione di prodotti più o meno tutti uguali 3 Si allargano le proposte verso aree territoriali marginali e siti minori 11 Stanno emergendo formule integrate, su temi nuovi (natura, enogast., etc.) 5 TAB.27: INVESTIMENTI FUTURI DA PARTE DEI TOUR OPERATOR Nuovi territori marginali da valorizzare Nuovi temi da proporre Nuove modalità di fruizione Nuovi target SI 9 NO 9 SI 7 NO 11 SI 4 NO 14 SI 2 NO 16 + - PROPONETE ITINERARI A TEMA IN QUESTE REGIONI? PUGLIA BASILICATA CAMPANIA SI 1 NO 17 SI 2 NO 16 SI 2 NO 16 CHI SONO I CLIENTI DI QUESTI VIAGGI? ITALIANI STRANIERI Residenti in aree lontane 10 Residenti nella stessa zona 12 Europei 5 Americani 2 Giapponesi 1 Altre nazioni 1 I CLIENTI PIU’ ASSIDUI DI QUESTI VIAGGI 8% 31% 35% 16% UOMINI D'AFFARI 10% FAMIGLIE COPPIE GIOVANI ANZIANI PERCHE’ ACQUISTANO? 33% 67% si fidano della notorietà del marchio acquistano solo se piace COME ARRIVATE AL CLIENTE FINALE? 41% 59% AGENZIA DI VIAGGI DIRETTAMENTE FATTORI CHIAVE D’ACQUISTO italiani stranieri Molto important e Poco important e il prezzo 11 3 l’originalità del tema 14 8 la comodità della formula 14 7 1 la varietà delle proposte 10 4 7 1 il legame con la storia dei territori 3 9 5 3 l'integrazione dei temi (per esempio, cultura + enogastronomia) 8 6 6 2 il coinvolgimento in esperienze sempre nuove 8 4 2 5 3 la produzione continua di proposte 7 6 1 3 3 la notorietà del marchio 6 6 2 6 i servizi aggiuntivi 11 3 7 1 FATTORI CHIAVE Per niente important e 2 Molto important e Poco important e Per niente importante 3 2 1 1 10% 7% 27% 10% IN BASE A QUALI VALUTAZIONI IL CLIENTE SCEGLIE IL SUO FORNITORE DI FIDUCIA? 46% convenienza affidabilità notorietà marchio produzione continua di proposte varietà proposte FONTI PER RICERCARE NUOVE IDEE O LUOGHI 6% 29% 35% 12% 18% segnalatori locali agenzie di viaggi piccole organizzazioni che offrono servizi turistici direttamente internet CHI SONO I FORNITORI DEI SERVIZI DI SUPPORTO? SERVIZI DI SUPPORTO Direttam ente ai fornitori privati Noleggio autobus 7 10 Hostess 3 4 Guide turistiche 7 1 9 Interpreti 6 2 9 Animatori 7 1 2 6 Degustazioni con esperti 9 1 2 2 Visite guidate 11 4 Prenotazioni 3 10 Pacchetto integrato di servizi 2 Accoglienza 1 Agenzia di viaggi 5 Agenzie di servizi turistici 1 1 Altro e cioè 1 Gestiam o direttam ente 3 10 CRITERI DI SCELTA DEI FORNITORI Criterio Graduatoria 1° 2° 3° Serietà 4 5 4 Affidabilità 9 2 2 Prezzo 0 3 1 Competenze 1 1 1 Novità 0 1 0 Convenienza 1 1 1 Sicurezza 0 1 0 Modalità di pagamento 0 0 1 Professionalità 2 0 0 Precisione 0 1 0 LE AGENZIE DI VIAGGI 4 NUMEROSITA’ CAMPIONARIA 14 7 9 11 13 5 15 6 3 3 13 3 33 4 4 3 OFFRITE ITINERARI A TEMA NEI SITI MINORI? SI NO 23 127 Sono tutti prodotti all’interno 11 Alcuni itinerari sono prodotti dall’agenzia, altri sono prodotti da tour operator 10 Sono soltanto commercializzati 2 Può spiegarne i motivi?… -solo estero -itinerari classici -ancora non ci siamo attivati su questo -agenzia marittima - solo Grecia - intermediazione -biglietteria -è in fase di programmazione -poco richiesti -mostre nelle città classiche -solo congressi -è difficile commercializzare questo prodotto 15% -solo Russia -viaggi musicali: opere, concerti SI NO 85% 23 66 6 4 3 1 2 5 18 1 1 1 1 1 TENDENZA ALL’ACQUISTO DEI VIAGGI NEI SITI MINORI La tendenza recente (ultimi 3 anni) × 6 Ù 17 Ø 0 La tendenza attesa (prossimi 3 anni) × 14 Ù 8 Ø 0 TENDENZA ALL’ACQUISTO DEI VIAGGI A TEMA La tendenza recente (ultimi 3 anni) × 8 Ù 15 Ø 0 La tendenza attesa (prossimi 3 anni) × 16 Ù 6 Ø 0 FENOMENI INTERESSANTI DA EVIDENZIARE Dal punto di vista dei clienti Aumenta la competenza del cliente che sa quello che vuole 19 Queste formule spingono a viaggiare più spesso 4 I temi offrono l’occasione per fare nuove esperienze 4 Dal punto di vista dei produttori C'è una forte concentrazione di prodotti più o meno tutti uguali 10 Si allargano le proposte verso aree territoriali marginali e siti minori 13 Stanno emergendo formule integrate, su temi nuovi (natura, enogast., etc.) 3 INVESTIMENTI FUTURI DA PARTE DELLE AGENZIE DI VIAGGI Nuovi territori marginali da valorizzare Nuovi temi da proporre Nuove modalità di fruizione Nuovi target SI 7 NO 16 SI 6 NO 17 SI 2 NO 21 SI 0 NO 23 + - PROPONETE ITINERARI A TEMA IN QUESTE REGIONI? Agenzie locali PUGLIA BASILICATA CAMPANIA SI 8 NO 1 SI 6 NO 3 SI 3 NO 6 CHI SONO I CLIENTI DI QUESTI VIAGGI? ITALIANI Agenzie nazionali PUGLIA BASILICATA CAMPANIA Residenti lontane in aree 7 Residenti nella stessa zona 15 Europei 6 Americani 1 SI 2 NO 12 Giapponesi 0 SI 0 Altre nazioni 0 NO 14 SI 2 NO 12 STRANIERI Siti minori? ???? GARGANO ALBEROBELLO CASTELLANA G. S.G. ROTONDO I CLIENTI PIU’ ASSIDUI DI QUESTI VIAGGI 17% 30% 28% 21% UOMINI D'AFFARI 4% FAMIGLIE COPPIE GIOVANI ANZIANI PERCHE’ ACQUISTANO? 47% 53% si fidano della notorietà della nostra organizzazione acquistano solo se piace luogo e/o destinazione COME ARRIVATE AL CLIENTE FINALE? 7% 17% 76% In altre agenzie Direttamente Pubblicità FATTORI CHIAVE D’ACQUISTO italiani FATTORI CHIAVE stranieri Molto importante Poco importante Per niente importante Molto importante Poco importante il prezzo 18 1 4 1 l’originalità del tema 17 2 4 1 la comodità della formula 19 2 2 la varietà delle proposte 15 4 3 2 il legame con la storia dei territori 5 12 2 2 3 l'integrazione dei temi (per esempio, cultura + enogastronomia) 5 10 4 il coinvolgimento in esperienze sempre nuove 11 7 1 5 la produzione continua di proposte 12 5 2 la notorietà del marchio 10 8 1 i servizi aggiuntivi 13 6 Per niente importante 1 4 1 3 1 1 1 4 3 18% 31% 8% 5% IN BASE A QUALI VALUTAZIONI IL CLIENTE SCEGLIE IL SUO FORNITORE DI FIDUCIA? 38% convenienza notorietà marchio varietà proposte affidabilità produzione continua di proposte 14% 22% 8% 34% 8% 14% segnalatori locali altre agenzie piccole organizzazioni che offrono servizi turistici direttamente istituzioni pubbliche da nessuno FONTI PER RICERCARE NUOVE IDEE O LUOGHI CHI SONO I FORNITORI DEI SERVIZI DI SUPPORTO? SERVIZI DI SUPPORTO Direttamente ai fornitori privati Agenzia di viaggi Noleggio autobus 12 1 Hostess 3 Guide turistiche 10 1 Interpreti 6 1 1 12 Animatori 6 1 2 12 Degustazioni con esperti 13 Visite guidate 13 9 Prenotazioni 1 18 Pacchetto integrato di servizi 3 15 Accoglienza 1 Agenzie di servizi turistici Altro e cioè Gestiamo direttamente 11 6 10 2 1 1 6 17 CRITERI DI SCELTA DEI FORNITORI Criterio Graduatoria 1° 2° 3° Affidabilità 7 1 1 Serietà 1 9 5 Prezzo 7 5 6 Professionalità 1 1 Modalità di pagamento Competenze Qualità 3 3 3 Garanzie Velocità 1 1 Completezza 1 Chiarezza 2 Creatività 1 Passaparola 1 Prodotto 2 1 CONCLUSIONI IL CLIENTE FINALE GLI ITALIANI VIAGGIANO SOPRATTUTTO IN ITALIA . RARAMENTE SI CONCEDONO PIU’ DI UN VIAGGIO ALL’ANNO. E’ DI 1 A 3 IL RAPPORTO DEGLI ITALIANI CHE SCELGONO DI PASSARE LA VACANZA NELLA STESSA REGIONE DI RESIDENZA. LE REGIONI PREFERITE DAGLI ITALIANI QUANDO ESCONO DA QUELLA DI RESIDENZA SONO LA TOSCANA E L’EMILIA ROMAGNA. DELLE TRE REGIONI TARGET (PUGLIA, CAMPANIA E BASILICATA), E’ LA PUGLIA QUELLA PIU’ FREQUENTATA SIA DAI TURISTI LOCALI CHE DA QUELLI NAZIONALI. IL LUOGO PREFERITO PER IL SOGGIORNO NELLE REGIONI TARGET E’ LA CASA, SIA ESSA IN AFFITTO, DI PARENTI/AMICI O DI PROPRIETA’. IL TURISTA ITALIANO NON VIAGGIA MAI DA SOLO. GLI INTERVISTATI SONO RIMASTI SODDISFATTI DOPO AVER VIAGGIATO NELLE REGIONI TARGET. IL TURISTA LOCALE RIESCE A SPENDERE MOLTO MENO RISPETTO A QUELLO NAZIONALE QUANDO SI MUOVE ALL’NTERNO DELLE REGIONI TARGET. IN GENERE IL TURISTA GIUDICA GIUSTO IL PREZZO PAGATO PER UN VIAGGIO NELLE REGIONI TARGET. IL TURISTA ITALIANO QUANDO DECIDE DI FARE UN VIAGGIO IN UN SITO MINORE PREFERISCE ORGANIZZATRSI DA SOLO PIUTTOSTO CHE FAR RIFERIMENTO AGLI OPERATORI TURISTICI. I TEMI PIU’ GETTONATI PER I VIAGGI A TEMA NEI SITI MINORI SONO ARTE, CULTURA, NATURA E ENOGASTRONOMIA. IL PERIODO PREFERITO PER LA PARTENZA VERSO UN ITINERARIO A TEMA IN UN SITO MINORE E’ L’ESTATE. Ma anche altre stagioni registrano un rilevante flusso di viaggi. IL MEZZO DI SPOSTAMENTO PIU’ UTILIZZATO E’ QUELLO PROPRIO (AUTO, MOTO, CAMPER) I LUOGHI PREFERITI PER IL PERNOTTAMENTO SONO ALBERGHI, CASE DI PRIVATI E AGRITURISMI. LE NOVITA’ PIU’ PIACEVOLI RISCONTRATE IN UN VIAGGIO A TEMA IN UN SITO MINORE SONO STATE LE DEGUSTAZIONI DI PRODOTTI TIPICI E LE VISITE AI PRODUTTORI ARTIGIANI. IL TURISTA E’ MOLTO CONSAPEVOLE. E’ AUMENTATA LA SUA COMPETENZA TURISTICA. ANCHE GRAZIE AD ITERNET CHE UTILIZZA PER AVERE INFORMAZIONI IN MERITO A NUOVE ZONE DA VISITARE. QUINDI SA QUELLO CHE VUOLE E COMPRA SOLO SE ASSOLUTAMENTE SODDISFATTO DALLA PROPOSTA. I FATTORI CHIAVE CHE SPINGONO IL CLIENTE ALL’ACQUISTO DI UN PRODOTTO TURISTICO SONO IL PREZZO E L’ORIGINALITA’. LE CARATTERISTICHE RICHIESTE AL FORNITORE DI FIDUCIA SONO SOPRATTUTTO AFFIDABILITA’ E CONVENIENZA. I TOUR OPERATOR IL 64% DEI TOUR OPERATOR INTERVISTATI NON OFFRE ITINERARI A TEMA NEI SITI MINORI. PERCHE’ E’ MOLTO PIU’ ORIENTRATO VERSO ITINERARI PIU’ CLASSICI. SECONDO I TOUR OPERATOR INTERVISTATI LA TENDENZA VERSO L’ACQUISTO DI VIAGGI A TEMA NEI SITI MINORI E’ MOLTO SODDISFACENTE. I FENOMENI PIU’ INTERESSANTI CHE I TOUR OPERATOR HANNO EVIDENZIATO SONO UN AUMENTO DELLA COMPETENZA DEL CLIENTE IN MATERIA TURISTICA, ED UN ALLARGAMENTO DELLE PROPOSTE TURISTICHE VERSO AREE MARGINALI E SITI MINORI. I TOUR OPERATOR SI DIMOSTRANO RESTII NELL’INVESTIRE IN MODO SISTEMATICO NELL’OFFERTA DI VIAGGI A TEMA NEI SITI MINORI. SECONDO I TOUR OPERATOR I FREQUENTATORI PIU’ ASSIDUI DI ITINERARI A TEMA SONO LE FAMIGLIE E GLI ANZIANI. C’E’ UN CERTO EQUILIBRIO TRA I TOUR OPERATOR CHE VENDONO DIRETTAMENTE AL PUBBLICO I PROPRI PRODOTTI E QUELLI CHE INVECE PREFERISCONO PASSARE DALLE AGENZIE DI VIAGGI. SECONDO I TOUR OPERATOR I CLIENTI ACQUISTANO SOLO SE IL PRODOTTO PIACE, SOLO 1 TURISTA SU 3 SI FIDA DELLA NOTORIETA’ DEL MARCHIO. I FATTORI CHIAVE CHE PORTANO ALL’ACQUISTO PER I TURISTI ITALIANI SONO: LA COMODITA’ DELLA FORMULA, L’ORIGINALITA’ DEL TEMA E I SERVIZI AGGIUNTIVI. MENTRE PER IL TURISTA STRANIERO SONO: PRODUZIONE CONTINUA DI PROPOSTE, ORIGINALITA’ DEL TEMA E SERVIZI AGGIUNTIVI. IL PREZZO NON E’ UN FATTORE DISCRIMINANTE D’ACQUISTO PER IL TURISTA STRANIERO. SECONDO I TOUR OPERATOR IL CLIENTE SCEGLIE I SUOI FORNITORI DI FIDUCIA VALUTANDONE SOPRATTUTTO L’AFFIDABILITA’ E LA CONVENIENZA. PER SCOPRIRE NUOVI LUOGHI, TEMI E FORMULE I TOUR OPERATOR FANNO RIFERIMENTO AI SEGNALATORI LOCALI. ANCHE SE, NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI PREFERISCONO AGIRE DIRETTAMENTE SUL TERRITORIO DI RIFERIMENTO. I TOUR OPERATOR TENDONO A GESTIRE IL SERVIZIO IN MODO DIRETTO, SOLO QUANDO NON SONO IN GRADO DI FARLO SI RIVOLGONO A PRIVATI. I 2 CRITERI IN BASE AI QUALI IL TOUR OPERATOR SCEGLIE IL FORNITORE SONO: AFFIDABILITA’, E SERIETA’, IL PREZZO E’ ASSOLUTAMENTE UN FATTORE SECONDARIO. I TOUR OPERATOR NON SI DIMOSTRANO ENTUSIASTI VERSO UNA POSSIBILE COLLABORAZIONE CON PICCOLE AGENZIE DI SERVIZI TURISTICI CHE SI ORIENTINO VERSO LA PRODUZIONE CONTINUA DI ITINERARI A TEMA IN TERRITORI MARGINALI. LE AGENZIE DI VIAGGI L’85% DELLE AGENZIE INTERVISTATE NON OFFRE ITINERARI A TEMA NEI SITI MINORI. PERCHE’ E’ PIU’ ORIENTRATO VERSO ITINERARI CLASSICI. SECONDO LE AGENZIE INTERVISTATE LA TENDENZA VERSO L’ACQUISTO DI VIAGGI A TEMA NEI SITI MINORI E’ ABBASTANZA OTTIMISTICA, ANCHE SE NON AGLI STESSI LIVELLI ESPRESSI DAI TOUR OPERATOR. I FENOMENI PIU’ INTERESSANTI CHE LE AGENZIE HANNO EVIDENZIATO SONO UN AUMENTO DELLA COMPETENZA DEL CLIENTE IN MATERIA TURISTICA, ED UN ALLARGAMENTO DELLE PROPOSTE TURISTICHE VERSO AREE MARGINALI E SITI MINORI. MA PARALLELAMENTE DENUNCIANO UNA FORTE CONCENTRAZIONE DI PRODOTTI PIU’ O MENO TUTTI UGUALI. LE AGENZIE DI VIAGGI SI DIMOSTRANO RESTII NELL’INVESTIRE NELL’OFFERTA DI VIAGGI A TEMA NEI SITI MINORI, IN MODO MOLTO PIU’ NETTO RISPETTO AI TOUR OPERATOR. LE AGENZIE DI VIAGGI INTERPELLATE NON SANNO ASSOLUTAMENTE COSA SI INTENDA PER SITO MINORE IN PUGLIA, CAMPANIA E BASILICATA. SECONDO LE AGENZIE VIAGGI I FREQUENTATORI PIU’ ASSIDUI DI ITINERARI A TEMA SONO LE FAMIGLIE E GLI ANZIANI. MA I GIOVANI HANNO UNA PERCENTUALE MOLTO PIU’ ALTA RISPETTO A QUELLA ATTRIBUITA LORO DAI TOUR OPERATOR. LE AGENZIE VIAGGI SI RIVOLGONO SEMPRE DIRETTAMENTE AL CLIENTE FINALE. L’UTILIZZO DI INTERMEDIARI E’ QUASI INESISTENTE. C’E’ UN CERTO EQUILIBRIO TRA COLORO CHE ACQUISTANO DALLE AGENZIE PER LA NOTORIETA’ DEL MARCHIO E QUELLI CHE ACQUISTANO SOLO SE L’OFFERTA PIACE. SICURAMENTE IL CLIENTE SI AFFEZIONA MOLTO DI PIU’ ALL’AGENZIA CHE AI TOUR OPERATOR. I FATTORI CHIAVE CHE PORTANO ALL’ACQUISTO PER I TURISTI ITALIANI SONO: LA COMODITA’ DELLA FORMULA, L’ORIGINALITA’ DEL TEMA E IL PREZZO. MENTRE PER IL TURISTA STRANIERO SONO: COINVOLGIMENTO IN ESPERIENZE NUOVE, ORIGINALITA’ DEL TEMA E PREZZO. SECONDO LE AGENZIE DI VIAGGI IL CLIENTE SCEGLIE I SUOI FORNITORI DI FIDUCIA VALUTANDONE SOPRATTUTTO L’AFFIDABILITA’ E LA CONVENIENZA. PER SCOPRIRE NUOVI LUOGHI, TEMI E FORMULE DI VIAGGI I TOUR OPERATOR FANNO RIFERIMENTO SOPRATTUTTO ALLE ISTITUZIONI PUBBLICHE, IN SECONDO LUOGO AI SEGNALATORI LOCALI. AGISCONO DIRETTAMENTE MOLTO MENO RISPETTO AI TOUR OPERATOR. LE AGENZIE DI VIAGGI TENDONO A GESTIRE IL SERVIZIO IN MODO DIRETTO, SOLO QUANDO NON SONO IN GRADO DI FARLO SI RIVOLGONO A PRIVATI. I 2 CRITERI IN BASE AI QUALI LE AGENZIE DI VIAGGI SCELGONO I PROPRI FORNITORI SONO: AFFIDABILITA’, E PREZZO. TUTTI GLI ALTRI FATTORI SONO ASSOLUTAMENTE DI SECONDARIA IMPORTANZA. LE AGENZIE VIAGGI SI SONO DIMOSTRATE PIU’ ENTUSIASTE VERSO UNA POSSIBILE COLLABORAZIONE CON PICCOLE AGENZIE DI SERVIZI TURISTICI CHE SI ORIENTINO VERSO LA PRODUZIONE CONTINUA DI ITINERARI A TEMA IN TERRITORI MARGINALI. PURCHE’ IL TUTTO SIA BASATO SU CHIAREZZA E CONTINUI AGGIORNAMENTI. RICERCA QUALITATIVA OPINION LEADER REPORT A cura di Elisa Capozzi – PROMEZ 1 Riflessioni conclusive Abbiamo innescato processi metodologicamente interessanti e Innovativi, realizzando buone promesse di sviluppo in differenti contesti territoriali, ma siamo ancora distanti da realizzazioni concluse e significative. Questa sembra la riflessione ricorrente nelle considerazioni espresse dagli opinion leader intervistati. Alcuni si sono dimostrati più costruttivi e fiduciosi, altri hanno manifestato tutta la rabbia provocata da tante delusioni. Nel complesso, sicuramente, chi interviene nel dibattito con consapevolezza, sa distinguere l’entusiasmo dai risultati. Se si volesse definire un decalogo delle regole d’oro dell’operare corretto, nell’ottica della valorizzazione di nuove aree territoriali marginali, si dovrebbero riportare le variabili su cui puntare per creare le condizioni del successo. L’INFORMAZIONE Occorre considerare sia l’informazione rivolta ai turisti sia l’informazione a supporto delle scelte legate alla qualificazione ed allo sviluppo delle aree marginali. Occorre promuovere la realizzazione di un Sistema di Informazione Turistica che raccolga sia dati relativi all’offerta (ricettività, ristorazione, servizi, opportunità) sia informazioni sui flussi turistici. Il sistema così strutturato potrebbe supportare l’attività di assistenza al turista (materiali informativi, internet, punti di assistenza,…) sia la pianificazione delle strategie. 2 LA PIANIFICAZIONE Governare lo sviluppo dei siti minori significa pianificare scelte strategiche ed azioni operative per raggiungere obiettivi specifici. L’elaborazione di un Piano di Sviluppo Turistico rappresenta un modello di riferimento che collega le volontà di indirizzo politico, espresso dal tavolo degli enti locali, al Know-how progettuale, individuabile in una agenzia per lo sviluppo locale. LA PROMOZIONE Accanto alla definizione delle linee guida dello sviluppo turistico locale rimane aperta la gestione delle azioni promo-commerciali. In questo senso la soluzione potrebbe essere legata alla creazione di un consorzio tra gli operatori, sulla base delle esperienze già realizzate con successo in altri contesti territoriali. L’ACCOGLIENZA Un aspetto centrale nella qualità del prodotto turistico è la dimensione ospitale che il territorio è in grado di esprimere. Due sono gli aspetti che è utile sottolineare: la creazione di una “rete” di punti di informazione/assistenza al turista e la valorizzazione delle opportunità offerte dal territorio. In questo senso lo sviluppo e la messa in “rete” delle pro-loco sembra essere una risposta adeguata. LA QUALIFICAZIONE DEGLI OPERATORI La qualificazione dell’offerta turistica locale non può prescindere dall’avvio di processi formativi mirati all’aggiornamento degli operatori del settore. Processi formativi che dovrebbero essere collegati sia al 3 miglioramento della qualità del servizio, sia all’accoglienza ed alla cultura locale. LA RICETTIVITA’ Incentivare processi di ammodernamento e qualificazione dell’offerta ricettiva (qualità dell’offerta collegata alla qualità dei flussi); o CAPACITA’ RICETTIVA Incrementare la capacità ricettiva, attraverso la creazione di strutture di standard internazionale o alla ridestinazione di ville/dimore storiche a ricettività di prestigio. o SEGMENTI “MINORI” Diversificazione dell’offerta, puntando alla valorizzazione dei segmenti “minori”: turismo ambientale, turismo eno-gastronomico, turismo week-end ed escursionismo CONGRESSUALE Sviluppo dell’offerta congressuale attraverso la creazione di un Centro Congressi e la qualificazione di spazi di prestigio (ville/dimore storiche) per la convegnistica aziendale. PERCORSI A TEMA Organizzazione dei percorsi turistici tematici per una completa valorizzazione delle risorse locali (circuito dei parchi, circuito delle ville storiche, circuito archeologico industriale, ….). 4 Dallo sviluppo spontaneo alla pianificazione strategica Sul finire degli anni ottanta i sistemi economici territoriali norditaliani hanno raggiunto il tetto di quello “sviluppo spontaneo” – sviluppo sostenuto da una forte imprenditorialità diffusa, scarse barriere all’entrata e mercati a domanda crescente – che così significativamente ha contribuito alle performance di numerose aree del paese e alla generazione di significativi livelli di benessere. Le profonde modificazioni intervenute nel contesto competitivo (in particolare nelle dinamiche spazio-temporali) accelerano, a partire dai primi anni novanta, la rottura di due forti nessi di causa-effetto che avevano egregiamente funzionato in passato, consentendo la generazione di valore per i singoli soggetti microeconomici e per il sistema nel suo insieme. Il primo è connesso all’accresciuta interdipendenza dei fenomeni che genera disallineamento tra convenienze microeconomiche e performance di sistema (un caso per tutti, ampiamente dibattuto, è quello della successione generazionale in azienda o della sua cessione). Il secondo è relativo all’aumentato peso dei beni pubblici (e, in particolare, dei beni pubblici “locali” e “relazionali”) nei sistemi economici territoriali con l’emergere di ripetuti fallimenti del mercato e la necessità di identificare nuove forme di finanziamento e di fornitura degli stessi. Il gioco congiunto di questi due elementi – rafforzato dai processi di rapida obsolescenza tecnologica e commerciale dei prodotti – ha reso più evidente che lo sviluppo socio-economico territoriale va orientato, progettato, sostenuto (e, in alcune sue manifestazioni, eventualmente scoraggiato) 5 attraverso “giochi di coordinamento” che devono essi stessi innovarsi profondamente. Lungo queste direzioni è venuto maturando nell’Area Economia della SDA un percorso di riflessione e di accumulazione che si è giovato anche degli stimoli derivanti da un’articolata esperienza di insegnamento delle tematiche dello sviluppo territoriale. Proprio la riflessione sviluppatasi a partire dalle esigenze didattiche ha segnalato la necessità, da un lato, e l’estrema difficoltà, dall’altro, di raccogliere documentazione esauriente e convincente di “buone pratiche” di sviluppo territoriale. Ciò genera, inevitabilmente, qualche considerazione critica. All’enfasi che è andata maturando in Italia sulla programmazione strategica dello sviluppo territoriale – e sulla specifica fattispecie della programmazione negoziale, di cui i Patti territoriali sono la vera novità dell’ultimo quinquennio – non è (ancora) coincisa una stagione di realizzazioni adeguate. Anche gli studiosi più ottimisti devono riconoscere che, nel migliore dei casi, siamo a metà del guado. Abbiamo innescato processi metodologicamente interessanti e innovativi, realizzando buone promesse di sviluppo in differenti contesti territoriali, ma siamo ancora distanti da realizzazioni concluse e significative in cui si abbia evidenza incontrovertibile che a un metodo innovativo – quello della concertazione strategica – e implementativi – quello delle governance coalizionali – sia seguita la realizzazione di “fatti di sviluppo” significativi (efficacia dei processi) e che non avrebbero visto la luce in assenza di interventi coordinati (effetto addizionalità). Per contro, non sono invece mancati in anni recenti alcune esperienze di sviluppo dal basso, decisamente più spontanee, assecondate solo in un secondo momento dalle PA locali: primo tra tutti, ed emblematico anche per la sua collocazione geografica, il fenomeno dell’Etna Valley cresciuto attorno alla ST Microelectronics. 6 Quali insegnamenti trarre da queste contrastanti evidenze? Le politiche territoriali seguono o precedono lo sviluppo? Le modificazioni culturali rilevanti necessitano sempre lo spazio di una generazione. Nonostante la retorica del cambiamento, i processi di adeguamento socio-istituzionali e relazionali tra attori sono sempre molto più graduali e lenti di quanto a volte ci piacerebbe che fossero. La cultura di progetto non si improvvisa – come ben hanno evidenziato le molteplici difficoltà mostrate da numerosi territori italiani nello stare al passo con le modalità di finanziamento europee –, i percorsi di consolidamento delle pratiche di valorizzazione dal basso, multiattoriali, ad alta inclusività, collaborative, necessitano di percorsi di apprendimento individuali e collettivi, e di sperimentazione implementativa, che sono appena iniziati e che richiederanno tutta la pazienza di cambiamenti che sono anche culturali e la fantasia che ci ha contraddistinto anche nel precedente modello di sviluppo. L’analisi dei percorsi attivati, la riflessione sulle esperienze, il confronto sempre stimolante con le best practices internazionali, cosa ci insegna? Certamente alcune attenzioni di metodo, qui appena accennate, che è bene siano oggetto di puntualizzazione, validazione e aggiustamento in processo, a mano a mano che buone pratiche di sviluppo si consolidano sul territorio e diventano punti di riferimento e di stimolo anche per altri contesti. La prima attenzione da perseguire è la ricerca appassionata e convinta di obiettivi comuni e condivisi nei quali siano rese compatibili le convenienze individuali con quelle di sistema e verso i quali vengano fatte convergere capacità progettuali, risorse umane e finanziarie ed energie morali. La seconda attenzione è ricerca continua di un adeguato livello di consenso su tali obiettivi. Ma il consenso solo occasionalmente si ottiene senza perseguirlo tenacemente. Occorre mettere in campo strategie, strumenti e risorse in misura adeguata alla rilevanza dell’obiettivo da perseguire e ai benefici che il suo conseguimento comporta. Forte attenzione, dunque, deve 7 essere dedicata in ogni fase al problema della mobilitazione, della consultazione e della concertazione con tutti gli attori rilevanti, singoli e collettivi. Una terza attenzione riguarda la capacità dei diversi soggetti coinvolti di definire e rispettare regole chiare di comportamento e di azione. La fiducia reciproca – non tanto a livello psicologico, quanto nella capacità di ciascun partner di adottare comportamenti coerenti anche in termini di impegno nello svolgimento del proprio specifico ruolo – è determinante in un disegno di ricompattamento di sistema. La quarta attenzione è la ricerca costante e pervicace, da parte degli attori dello sviluppo, di relazioni di rete stabili, di occasioni e strumenti di confronto e di impostazione strategica delle scelte che coinvolgono l’intera comunità. Comunicare e far circolare l’informazione sulle caratteristiche di funzionamento dellediverse componenti del sistema, sui meccanismi di aggiustamento competitivo dei principali “concorrenti di sistema” rappresenta un passaggio fondamentale in questa direzione. Occorre essere pazienti ma, al tempo stesso, fortemente determinati, ostinati e risoluti verso l’obiettivo finale. Dopo tutto, la competitività territoriale e lo sviluppo sostenibile dei sistemi produttivi territoriali non sono un gioco da ragazzi. L’agenda che si apre è certamente ricca e promettente. Uno dei settori chiave, in modo particolare per l’Italia, in cui ripensare adeguatamente il ruolo delle nuove tecnologie in funzione dell’aumento della competitività è il turismo. Nessun altro settore, infatti, ha offerto né offre altrettanti stimoli e aspetti di internazionalizzazione, né le tecnologie dell’informazione e della comunicazione meglio si potrebbero adattare a un’attività a così alto contenuto informativo e particolarmente time sensitive qual è il turismo. Un recentissimo volume (M. Antonioli, R. Baggio, Internet & Turismo, Egea - 8 Milano 2002) mostra come le “convergenze competitive” di imprese che provengono da comparti diversi della filiera turistica, la possibilità di accorciare la catena commerciale e la caduta di barriere geografiche impongono una ridefinizione del ruolo e delle funzioni di molti attori. In particolare, agli intermediari commerciali e alle strutture di promozione turistica si presentano opportunità senza precedenti legate alle nuove tecnologie. Nella valutazione di un sito l’analisi mostra come l’utente privilegi l’equilibrio fra contenuti informativi e servizi interattivi, vale a dire vuole avere parte attiva nell’esplorazione. Il consumatore virtuale, poi, tende a essere più innovativo di quello reale: cerca più varietà, vuole poter scegliere fra più proposte e mostra un’attitudine positiva verso forme di marketing interattivo. Il binomio turismo-Internet è vincente: mostra una grande quantità di siti (oltre il 10% del totale che offrono soluzioni per tutti i gusti, età e tipologie di viaggiatori), si colloca ai primi posti delle vendite on line nel mondo, è rimasto immune dalle crisi degli ultimi tempi e rappresenta perfino uno dei casi più significativi di successo dell’e-commerce. La rete come contenitore di informazioni utili per la preparazione di un viaggio costituisce una componente essenziale del prodotto turistico, tanto che la produzione delle stesse e la velocità di aggiornamento determinano il successo o il fallimento di un prodotto. I vantaggi più consistenti delle nuove tecnologie, inoltre, si addicono alle PMI, in presenza di una domanda che esprime preferenze crescenti per prodotti self tailored, differenziati e non di massa. Tuttavia, il comparto è estremamente frammentato, con proposte diverse e spesso non all’altezza dei gusti dell’utente; il commercio elettronico di servizi turistici in Italia in particolare, benché in forte crescita, rappresenta un mercato di nicchia e molti operatori assumono una posizione di attesa ritenendo lontani e incerti i vantaggi del ricorso alle nuove tecnologie. Una 9 cosa è certa: il possibile successo del commercio elettronico sarà legato alla capacità di gestire al meglio i processi di scambio informativo e forme specifiche di comunicazione interattiva attraverso la rete. Guai se Internet rappresentasse semplicemente un nuovo medium cui banalmente trasferire contenuti diretti ai clienti attraverso altri media, il catalogo, per esempio…: impone strategie di diffusione e di relazione adatte alle possibilità tecnologiche e comunicative del caso, soprattutto alla luce di quella multimedialità e interattività spesso assenti (la ricerca citata analizza sotto ben trenta elementi i contenuti e i servizi di siti turistici nazionali, fornendone altresì una valutazione qualitativa mirata). Il web è uno strumento globale, poco nulla contano differenze di spazio e di tempo, e il confronto con realtà estere è penalizzante. Siti analoghi statunitensi o inglesi sono frequentatissimi e ricchi di informazioni, documentazione, collegamenti con altri siti (si pensi che in Europa il 50% degli scambi on line è appannaggio di due nazioni, Germania e Gran Bretagna, e che Italia, Spagna, Grecia e Portogallo raggiungono complessivamente appena il 9% del mercato!). Allora, la presenza di offerte consistenti di prodotti turistici sulla rete dovrà innanzitutto stimolare gli operatori tradizionali, agenti di viaggio in primis, nel ridefinire il proprio orientamento, individuando strategie di tipo reattivo. Il ruolo di composizione del pacchetto rimane un passaggio fondamentale nel processo di creazione del valore per un turista, costituendo una forma di riduzione della complessità dell’organizzazione. Spesso l’intermediario offre garanzie rispetto alla qualità dei servizi offerti, all’integrazione fra singole componenti e al rispetto delle regole contrattuali alla luce di quel ruolo consulenziale che lo contraddistingue. D’altro lato, è altrettanto noto a livello mondiale il segnale di tendenza verso un processo di disintermediazione turistica e il rischio per gli intermediari tradizionali (TO e agenti di viaggio) di “essere saltati”. Il possibile destino delle agenzie nella diffusione del commercio on line di prodotti che 10 attualmente propongono dipenderà quindi dal ruolo che riusciranno a svolgere all’interno della catena di cui sono parte, e ciò risulterà direttamente proporzionale alla varietà e al contenuto informativo dei propri microprodotti. Se, infatti, è facilmente ipotizzabile che la rete si diffonda per l’acquisto di prodotti turistici elementari (passaggi aerei, stanze d’albergo, pacchetti last minute ecc.), un ridimensionamento su prodotti più complessi, viaggi a lunga distanza e ad alto contenuto di informazione è più difficile. Se TO e agenti di viaggio resteranno ancorati a politiche di promozione obsolete, rischieranno di essere “saltati” dalla messa in rete di prodotti turistici da parte dei loro abituali fornitori e di essere sostituiti nel ruolo di intermediari da operatori on line più evoluti dal punto di vista tecnologico e commerciale. Se, invece, saranno in grado di riposizionare la propria offerta sul mercato Internet con presenze di buona qualità in linea con le esigenze dei loro “utenti cibernauti”, il loro ruolo potrà uscirne rafforzato. E costruire siti che impongano l’attenzione dei clienti non è né più costoso né più faticoso che utilizzare altri strumenti di comunicazione; impone però creatività, fantasia, una buona conoscenza degli strumenti abbinata a una certa esperienza delle abitudini e dei desideri dei navigatori. Un ulteriore ordine di considerazioni, riguardo al potenziamento del turismo incoming e alle nuove tecnologie, merita infine il ruolo delle APT (Aziende di Promozione Turistica). I contenuti informativi, i servizi e le descrizioni di luoghi ed eventi di queste aggregazioni di aree, dalla ricerca citata, risultano spesso strutturati in maniera razionale, anche i sistemi di prenotazione di soggiorni e viaggi dove presenti sono discreti. Tuttavia fino ad oggi nel giudizio degli utenti esse “hanno pagato” per la mancanza di funzionalità nell’acquisto on line. L’attuazione della legge quadro sul turismo (L.135/01) nella realizzazione dei sistemi turistici locali, attraverso la realizzazione di forme pubblico/private di tali agenzie sicuramente porterà in un futuro prossimo, e con le debite modifiche statutarie, a estendere la funzione di 11 vetrina dei propri prodotti a quella di canale commerciale e distributivo. Ecco che allora si impongono, per un verso, riflessioni del tutto analoghe a quelle sopra fatte per gli intermediari commerciali, e, per un altro, riflessioni sulle indispensabili forme di collegamento da mettersi in atto con le funzioni di promozione e di valorizzazione dei sistemi integrati dell’offerta turistica locale svolte a livello regionale e nazionale, in particolare in quest’ultimo caso, riguardo all’attività dell’ENIT sui mercati internazionali. Anche sull’esempio di quanto è in atto presso i nostri principali partner turistici, i tempi sono maturi per il passaggio dalla mera dimensione locale e puntuale del prodotto turistico – la destinazione – a un’aggregazione di soluzioni alternative on line, presenti come offerte di sistema, in una sorta di portale nazionale. Forse un segnale in tale direzione va visto nel fatto che per la prima volta il turismo è inserito fra i sette comparti produttivi a priorità nazionali per lo sviluppo delle nuove tecnologie. 12