RICERCA QUALITATIVA
AMMINISTRATORI PUBBLICI
REPORT
Rielaborazione realizzata dalla dott.ssa Elisa Capozzi - PROMEZ
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INDICE
Gli obiettivi.......................................................................................................... 3
I destinatari e la metodologia.............................................................................. 3
Le aree di indagine............................................................................................. 5
Il quadro d’insieme dei territori ........................................................................... 7
I modi di pensare nella provincia di Bari........................................................... 15
Le risorse del territorio ............................................................................... 15
Gli interventi delle amministrazioni comunali per la valorizzazione
turistica ........................................................................................................ 20
Le iniziative per la valorizzazione turistica ............................................... 22
I modi di pensare nella provincia di Lecce........................................................ 25
Elementi di forza della proposta turistica ................................................. 26
Gli interventi delle amministrazioni comunali per valorizzazione
territoriale..................................................................................................... 29
Le iniziative per la promozione turistica ................................................... 32
I modi di pensare nella provincia di Salerno ..................................................... 35
Elementi di forza della proposta turistica ................................................. 35
Gli interventi delle amministrazioni comunali per la valorizzazione
territoriale..................................................................................................... 40
Le iniziative per la promozione turistica ................................................... 43
I modi di pensare nella provincia di Matera ...................................................... 46
Elementi di forza della proposta turistica ................................................. 46
Le iniziative per la promozione turistica ................................................... 51
Gli interventi dell’amministrazione comunale per la valorizzazione
territoriale..................................................................................................... 53
I modi di pensare nella provincia di Potenza .................................................... 57
Elementi di forza della proposta turistica ................................................. 57
Gli interventi delle amministrazioni comunali per la valorizzazione
territoriale..................................................................................................... 61
Le iniziative per la valorizzazione turistica ............................................... 63
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Gli obiettivi
Questa ricerca non strutturata è stata un mezzo particolarmente efficace per
rilevare informazioni sulla composizione delle “presenze attrattive”, sul
potenziale che esprimono i territori in termini di capacità di conversione
dell’offerta e di potenziamento della stessa, sulla sensibilità rispetto alla
gestione manageriale dell’attività e alla prospettiva della aggregazione
dell’offerta nella forma del sistema integrato territoriale.
Conoscere i modi di pensare delle figure rappresentative sul territorio e i livelli di
sensibilità degli amministratori, in fatto di scelte di pianificazione territoriale,
mette il gruppo di lavoro nelle condizioni di conoscere il modello di
comportamento tendenziale sia degli attuali che dei potenziali gestori che ai
primi potranno aggiungersi.
Del resto, se si vuole assicurarsi un ruolo propositivo all’interno dell’offerta
turistica, che non vada in sovrapposizione con la “mission” delle troppe
iniziative già gestite o in corso di svolgimento e risulti coerente rispetto alle
potenzialità di ogni area territoriale, è indispensabile che ci si attrezzi per
disporre delle giuste chiavi di lettura e del più adeguato sostegno.
La prospettiva, da costruire nel medio-lungo periodo, deve essere molto
chiara: una offerta di servizi pianificata in termini di composizione,
perennemente orientata all’innovazione di prodotto e di processo,
coerentemente gestita sulla base degli input di mercato.
I destinatari e la metodologia
L’indagine qualitativa ha visto coinvolti:
3
o i sindaci dei comuni coinvolti dal progetto.
Questa parte della ricerca ha fatto ricorso ad un approccio non strutturato e ad
una metodologia specifica, la ricerca qualitativa, che consente di andare alla
radice delle situazioni e dei problemi, per cogliere vincoli e opportunità collegati
ad una adeguata e vantaggiosa valorizzazione dei territori.
Il problema non è tanto legato ad una brillante definizione dei confini delle aree
territoriali, che agli occhi dei più appare l’elemento di specifico e diretto
interesse, quanto alla capacità di riscoprire il filo rosso in grado di dare un
senso compiuto a itinerari che devono mostrarsi sempre nuovi e d’interesse,
per vecchi e nuovi clienti, locali ed esterni.
La ricerca, fra l’altro, ha mirato ad individuare i fattori critici di successo per una
migliore composizione e valorizzazione delle proposte, e per una immediata
fruibilità delle aree di riferimento. In particolare: attrezzature, servizi/prodotti,
elementi naturali, elementi storico-artistici, elementi infrastrutturali, incentivi a
nuovi insediamenti.
Destinatari della rilevazione sono stati gli amministratori degli Enti locali, nel loro
ruolo di “protagonisti” della cultura e della promozione del territorio, coinvolti in
quanto presenze qualificate e qualificanti da cui ottenere “investitura” e a cui
offrire coinvolgimento e ruolo di coordinamento.
Va precisato che le ricerche qualitative si basano sul presupposto che,
all'interno di un gruppo omogeneo di persone, atteggiamenti, reazioni, possibili
risposte di fronte a un concetto, a una nuova formula d’offerta ecc. siano limitati.
Le ricerche qualitative non possono fornire delle linee di previsione quantitative,
ma possono, una volta compreso l'atteggiamento dominante degli intervistati (in
questo caso amministratori e opinion leader), andare in profondità. E' possibile
comprendere le ragioni profonde di un valore riconosciuto a certe realtà,
individuare le leve sulle quali si può agire strategicamente per fare interventi e
comunicazioni sempre più efficaci e costruire formule d’offerta turistica sempre
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più adeguate ai bisogni di “gruppi di consumatori”, classificati per variabili
rilevanti.
Le ricerche qualitative hanno inoltre un grosso valore aggiunto in termini di
capacità di scoprire aree nuove e non ancora esplorate, già presenti nei bisogni
latenti delle cosiddette “antenne”, ma non ancora "sfruttate" dagli operatori.
Per tutte queste ragioni la ricerca qualitativa è un utile strumento strategico, in
quanto consente di conoscere in profondità l'esistente e di illuminare
efficacemente il futuro. Scopo di questa ricerca è lo studio delle dinamiche
psicologiche
e
socioculturali
sulle
quali
è
basata
l'interazione
cliente/consumatore - comunicazione - prodotto e l'interazione istituzione –
servizi – cittadino.
Si è fatto ricorso ad un colloquio individuale con intervista in profondità che
rappresenta uno dei più tipici e diffusi strumenti di analisi qualitativa dei mercati.
Consiste nella conduzione di interviste condotte da psicologi o sociologi o
persone esperte sulla base di una traccia predisposta che consente agli
interlocutori di esprimersi liberamente.
Le informazioni sono state analizzate da un punto di vista qualitativo, attraverso
l’interpretazione e la decodifica di quanto espresso nei colloqui. I risultati
dell’analisi sono presentati sotto forma di report e presentazioni conclusive ai
partner.
Le aree di indagine
Sul fronte degli amministratori (e, in particolare dei sindaci), sono due le
tipologie di informazioni utili:
• di tipo quantitativo: l’assortimento dell’offerta presente sul territorio, la
distribuzione delle presenze, la dimensione dell’accoglienza….
• di tipo qualitativo: lo stile manageriale e la capacità di investire sull’offerta
territoriale, i modi di pensare e di gestire la cosa pubblica….
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Informazioni quantitative
1 - Stato dell'arte del territorio:
•
quanta superficie,
•
quali prodotti,
•
quali produttori,
•
quali servizi,
•
quale natura/cultura/storia/tradizioni
•
omogeneità/eterogeneità del territorio
•
situazione attuale e trend
•
quali innovazioni sono in corso e/o si prevedono:
•
di strutture produttive, ricettive, di intrattenimento e socializzazione,
•
di supporti logistico-infrastrutturali,
•
di proposte di animazione/gestione,
•
di modalità d’uso.
2 - Confronto del territorio con:
•
altre realtà vicine
•
altre realtà lontane
3 – rispetto al progetto equal:
•
grado di coinvolgimento e livelli di partecipazione
•
vincoli
•
opportunità
Informazioni qualitative
•
L'atteggiamento e il vissuto nei confronti del territorio,
•
Tradizioni, cultura e mercato,
•
Soluzioni allo spopolamento e alla marginalità dei territori
•
Rapporti con gli operatori
•
Lo stile manageriale e i modi di pensare
•
Le caratteristiche della istituzione gestita
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Il quadro d’insieme dei territori
Le province oggetto di indagine (Bari, Lecce, Matera, Potenza, Salerno) sono
apparse aree potenzialmente favorevoli allo sviluppo di una fiorente attività
turistica.
Il territorio osservato possiede, infatti, tutti i requisiti in grado di renderlo
un’ottima meta per chi sceglie di fare turismo tematico: ambiente, natura, storia,
cultura, archeologia, monumenti, tradizione, folklore, gastronomia e tanto altro
ancora.
Il turismo tematico è l’alternativa ai grandi flussi turistici di massa e in alcuni
casi è un’evoluzione dello stesso, in quanto le località di zona protagoniste del
turismo di massa (soprattutto costiero della provincia di Salerno e Lecce)
spesso non riescono a contenere i flussi dei visitatori, che si riversano così nelle
località sottoposte all’indagine.
Il turismo tematico si
lega strettamente alle tipicità del territorio su cui si
sviluppa, e soddisfa esigenze particolari, diverse da quelle avvertite dal turista
di massa: chi sceglie questo tipo di turismo ricerca una vacanza riposante, poco
caotica, alla riscoperta di ambiente, storia, cultura e tradizioni ormai lontane e
spesso, purtroppo, dimenticate. Il turista che sceglie questo tipo di vacanza
viene considerato un “consumatore di emozioni, di storia e di sentimenti”, lo si
identifica di classe economica media e di cultura medio alta, per lo più trattasi di
giovani famiglie sia italiane che straniere.
Questo tipo di turismo è, inoltre, rivolto a studiosi, ricercatori e scolaresche.
Le zone interessate dall’indagine sono protagoniste di un turismo di passaggio:
spesso ci si limita ad intercettare flussi turistici diretti verso altre mete e portarli
solo per poche ore nelle proprie località.
Si ritiene che le condizioni necessarie affinché il turismo di zona diventi
stanziale sono:
•
formare figure professionali in grado di creare attrattiva verso il territorio
7
•
creare e/o migliorare i supporti logistico-infrastrutturali tali da garantire
validi servizi ai turisti (strade e collegamenti, strutture ricettive, …)
•
educare la popolazione locale alla cultura dell’accoglienza.
In realtà nessuno degli intervistati ha posto grande enfasi sulla necessità di
avere un’efficace politica di marketing territoriale, volta a valorizzare e
promuovere le ricchezze di un’area geografica e senza la quale molti potenziali
turisti non verrebbero mai a conoscenza dell’esistenza di certe località e delle
proprie risorse.
Un turista, se non opportunamente attratto, non solo non si recherà mai in un
posto ma non si tratterrà nello stesso; non è sufficiente avere buoni
collegamenti o strutture ricettive per sviluppare un’attività turistica.
In linea con la ragion d’essere del turismo tematico, è tuttavia da evidenziare
che gli intervistati hanno identificato gli impianti ricettivi della loro zona non con
le tradizionali strutture alberghiere (proprie del turismo di massa), ma con le
tipiche case coloniche o masserie fortificate (opportunamente ristrutturate).
Emerge, così, la propensione a valorizzare il territorio e la sua storia, legandoli
allo sviluppo turistico.
Istintivamente, la cultura dell’accoglienza non è stata indicata da molti come un
ostacolo allo sviluppo turistico, vista la “apparente” disponibilità della
popolazione locale nei confronti del turista. Il tutto può però esser messo in
discussione, sottolineando che gli intervistati spesso identificano il “turista”
come un vecchio concittadino emigrato al nord o all’estero che ritorna nel
proprio luogo natio per rincontrare i suoi cari; è, quindi, giustificabile la buona
accettazione e accoglienza dei locali verso questa tipologia di “turista”.
Più razionalmente altri ritengono (provincia Bari) che i locali debbano essere
formati, educati all’accoglienza per favorire la permanenza nelle proprie località
dei “veri” turisti estranei al territorio, alle sue tradizioni e alla sua cultura.
A conferma di quanto appena detto, è stata poi espressa la convinzione che per
aggiornarsi, approfondire le tematiche tecniche e gestionali di un’attività di
gestione dell’accoglienza sia indispensabile ricorrere a contributi specialistici e
quindi alla formazione di professionisti del turismo.
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Altra condizione considerata importante affinché il turismo di queste zone non
sia solo di passaggio è creare degli ampi itinerari mettendo in rete più località
vicine, ricche di risorse potenzialmente attrattive da un punto di vista turistico: in
tal senso notevole attenzione è rivolta anche alla rivalutazione dei cosiddetti
centri minori.
Gli amministratori sono fiduciosi
circa le potenzialità dell’attività turistica di
essere profittevole e remunerativa, quindi fondamentale per lo sviluppo del
mezzogiorno. Allo stato attuale, tuttavia, realisticamente, non si ritiene che
questa possa da sola risolvere il problemi economici e occupazionali del
territorio.
Le amministrazioni la considerano, però, un punto-forza per cui stanno già
lavorando e promuovendo iniziative volte a riscoprire le proprie radici e a
valorizzare le risorse locali.
Le iniziative dell’amministrazione per migliorare l’offerta e la
valorizzazione turistica
•
•
•
Alcune amministrazioni (vedi Casamassima) per agevolare gli operatori
hanno pensato di creare zone pedonali in alcune aree commerciali, ma
tale iniziativa non è stata condivisa dai commercianti che hanno chiesto
la riapertura al traffico.
Cassano – l’amministrazione sta comprando case nel centro storico per
ristrutturarle e rivenderle a prezzi accessibili affinché sorgano nuove
attività; territori inutilizzati sono stati attrezzati per adibirli ad aree pic-nic,
sportive, ecc.. Ha poi risolto i problemi di scarico con nuovi depuratori.
A Sammichele qualche anno fa è stato avviato un corso cofinanziato dal
comune per la formazione di guide turistiche, ma non ha riscosso
successo perché considerato troppo specifico e settoriale
Innanzitutto per risollevare l’economia della zona si ritiene debba essere
riavviato il sistema produzione rivalutando l’artigianato, l’agricoltura e l’industria
locale; in alcuni casi (provincia Potenza) è la popolazione locale stessa che
richiede prima di tutto supporti allo sviluppo di questi settori economici.
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Le tradizioni
locali come artigianato, gastronomia e folklore sono, infatti,
considerate come un valido completamento dell’offerta turistica. Soprattutto
l’artigianato (lavorazione della pietra, del ferro, del legno, della ceramica) e
l’agricoltura (vino, olio, grano, latte) un tempo erano attività protagoniste della
vita economica locale, ma poi le figure dei mastri artigiani e dei contadini sono
andate scomparendo. Sarebbe opportuno e utile sensibilizzare le nuove
generazioni sull’importanza degli antichi mestieri.
È da evidenziare una nota di demerito per gli operatori economici di zona in
relazione alla loro scarsa capacità di cooperazione e aggregazione; nella
maggior parte dei casi manca la cultura dell’associazionismo, anche se gli
intervistati hanno dichiarato di ritenerla fondamentale.
Sono poche le realtà in cui:
•
si sta sviluppando l’aggregazione e la collaborazione tra operatori (a
Cassano circa 100 artigiani si sono uniti aprendo una sede comunale
della confartigianato, che ha ottimi propositi),
•
stanno nascendo piccoli progetti consortili ad opera di laboratori artigiani
e negozi alimentari (Minervino).
Le zone in cui sembra essersi affievolito maggiormente, col passar del tempo, il
legame con gli antichi mestieri locali che per anni hanno caratterizzato la vita
economica del territorio sono il materano e il potentino. I giovani non vogliono
ereditare gli antichi mestieri artigiani e agricoli dai loro padri ne tanto meno sono
propensi ad intraprendere nuove attività imprenditoriali. La popolazione locale
vive una situazione remissiva, passiva, priva di iniziativa e di voglia di costruire
qualcosa che permetta di rivalutare un territorio ricco di risorse e ricchezze.
Le altre province pur non essendo attualmente in grado di sviluppare, gestire e
promuovere una redditizia attività turistica stanno lentamente muovendo piccoli
passi in questa direzione: si tratta, tuttavia, di riproponimenti di esperienze già
realizzate in altre località ed adattate alla propria realtà, tranne isolati casi di
iniziative turistiche innovative.
Gli amministratori si son dimostrati, quindi, favorevoli alla valorizzazione
territoriale, offrendo tutta la loro disponibilità a iniziare o continuare i loro
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interventi a sostegno dei supporti logistico-infrastrutturali, delle strutture
produttive, ricettive, di intrattenimento e socializzazione.
Nonostante quanto dichiarato e la sensibilità mostrata verso questo argomento,
è emerso che vi è una scarsa conoscenza della normativa vigente a supporto di
tali iniziative e di progetti che hanno permesso la valorizzazione di altre aree
marginali.
Per la promozione del territorio le amministrazioni:
•
hanno creato i siti internet, dove chi è interessato può trovare
informazioni
riguardanti la storia, i monumenti, gli eventi e le
manifestazioni, la cultura e le tradizioni del comune;
•
organizzano e/o partecipano a fiere e manifestazioni per far conoscere le
produzioni locali artigianale e gastronomiche
•
hanno organizzato gemellaggi con l’estero per incrementare il turismo
straniero, soprattutto del nord Europa (Tursi - Mt)
•
propongono, spesso in collaborazione con agenzie viaggi, dei pacchetti
turistici, che consentono ai visitatori di conoscere la località direttamente
interessata e le zone limitrofe
•
hanno inciso compact disk di canzoni popolari
•
pubblicano ricette tipiche locali su libri e calendari
•
pubblicizzano le iniziative e la storia del proprio comune distribuendo
opuscoli e giornalini o trasmettendo annunci radiofonici e televisivi (solo
a livello locale)
Alcuni comuni tuttavia non hanno ancora avviato nessuna attività promozionale
del territorio in quanto sostengono di non disporre di specificità e competenze
per farlo (Craco – Mt).
Seppur il territorio si presenti ricco di elementi ad alto potenziale attrattivo dal
punto di vista turistico, non sembra essere molto chiaro il concetto di “vendibilità
turistica”. Sul territorio le associazioni, i circoli culturali e le pro-loco sono pochi:
spesso mancano, quindi, organismi che intervengano per formulare e gestire
proposte in grado di esprimere capacità di attrazione presso un pubblico di
locali e/o esterni.
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Qualora questi organismi esistono sono presenze passive, incapaci di avanzare
proposte interessanti e quindi spesso è l’amministrazione comunale che si fa
promotrice di eventi turistici. Le iniziative prese in tal senso spesso si limitano a
sagre e a momenti di degustazione delle produzioni tipiche locali.
Le iniziative più significative di promozione del territorio
Cassano
Spinoso ( Pz)
Moliterno (Pz)
Oliveto Citra (Sa)
- L’associazione “Alta Murgia” è riuscita ad esempio ad
istituire il nuovo Parco Nazionale dell’Alta Murgia, nato
per valorizzare il territorio.
- L’associazione “Gruppo degli amici della biblioteca” è
riuscito poi a rivitalizzare le attività culturali della città.
- Pacchetto turistico per promuovere il comune: si può
prenotare telefonando ai vigili
Sagra “alla ricerca dei sapori perduti”: 4a edizione – si
articola in 12 postazioni, una per ogni mese dell’anno,
che attraversano tutto il centro storico. Ogni stand
propone il menù tipico del mese e consente la
degustazione delle produzioni stagionali locali.
- Sagra del canestrato – 22 a edizione
- Festival internazionale di musica Folk, raduno per
conservare le tradizioni e farsi conoscere dai turisti
Il Comune ha vinto un concorso di idee per il marketing
turistico: un camper, che fungerà da ufficio turistico
itinerante, avrà il compito di intercettare direttamente il
turista e di promuovere il territorio. Il giro prevede 3
tappe: Mater Domini, dove c’è u flusso turistico religioso;
Pestum e Pompei, dove c’è un flusso turistico culturale.
Gli intervistati sono consapevoli che per sviluppare il turismo sia necessario
coinvolgere le istituzioni locali e regionali che hanno il compito di coordinare e
sollecitare le iniziative private, senza però sostituirsi a queste. Le istituzioni
devono mettere i privati nelle condizioni di voler investire: realizzando piani
regolatori, creando e/o migliorando le infrastrutture, utilizzando la leva fiscale
per agevolare le iniziative imprenditoriali, ecc..
Riconoscono che non è possibile prescindere dai finanziamenti pubblici e che,
in realtà, ottenerne non è difficile se vi è un valido progetto da realizzare, che
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deve nascere dall’iniziativa privata e che deve perseguire obiettivi di utilità
collettiva.
Si ritiene che a tal fine siano più utili i prestiti d’onore rispetto ai prestiti a fondo
perduto, per responsabilizzare maggiormente il privato al successo della sua
iniziativa.
I finanziamenti devono poi essere utilizzati anche per formare la nuova classe
imprenditoriale e promuovere la formazione professionale.
È stata evidenziata la necessità di formare la cultura del turismo e la mentalità
imprenditoriale; la zona in cui si richiede maggiormente una svolta culturale è la
provincia di Matera, tale da annullare i disagi causati da fenomeni socio-politici
del passato. La cultura assistenzialista del sud porta la popolazione anche
giovane a prediligere il cd “posto fisso” piuttosto che a intraprendere attività
private imprenditoriali. Si ritiene necessaria una formazione, prima ancora che
professionale, personale che permetta ai singoli di conoscere l’attività turistica e
le sue potenzialità magari attraverso l’incontro e il confronto con altri territori in
cui essa sia già una realtà consolidata. Occorre che la popolazione si mobiliti
affinché l’attività turistica cresca sia da un punto di vista qualitativo (migliorando
la qualità dei servizi offerti) che quantitativo (in termini di ritorno economico).
L’attività di formazione sembra essere considerata fondamentale e alla base di
tutto per lo sviluppo del turismo; è stata indicata anche come una delle
aspettative degli intervistati verso il progetto equal: Radici. Le attese degli
amministratori a tal riguardo sono di:
•
Formazione specializzata per lo sviluppo dell’attività turistica, della
cultura dell’accoglienza e della capacita di gestione dell’ospitalità
•
Tutoraggio dell’operato degli operatori turistici che intraprendono tale
attività
•
Analisi del territorio per individuare i punti di forza e di debolezza dello
stesso da valorizzare e su cui intervenire.
Si ritiene che le opportunità offerte dal progetto siano legate alla possibilità di:
•
creare imprese turistiche capaci di valorizzare il territorio, creare
occupazione e ridurre lo spopolamento
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•
collaborare con partner pubblici e privati favorendo l’aggregazione tra
operatori che attualmente è quasi inesistente, a vantaggio anche
dell’integrazione e dell’interazione tra le diverse zone territoriali
•
apprendimento e acquisizione delle conoscenze utili per avviare, gestire
e sviluppare l’attività turistica mediante l’insediamento in loco di grandi
aziende in grado di offrire la loro maggior esperienza professionale.
Non sono stati indicati particolari ostacoli o vincoli al perseguimento degli
obiettivi del progetto ad eccezione delle complesse procedure burocratiche e
dei lunghi tempi di realizzazione che esse comportano.
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I modi di pensare nella provincia di Bari
Nella provincia di Bari il turismo tematico, se pure non molto sviluppato, è già
presente ma è circoscritto ai visitatori delle località limitrofe e fruito
episodicamente e in assoluta “autogestione”.
Eppure, la zona è ricca di risorse altamente spendibili da un punto di vista
turistico, sia a livello locale che internazionale: ambiente, produzione
alimentare, archeologia, paleontologia, beni storici e culturali, gastronomia.
Le risorse del territorio
Altamura
Casamassima
• Nel 1993 il C.A.R.S. (Centro Altamurano Ricerche
Speleologiche) durante l'esplorazione della grotta di
Lamalunga, fece una scoperta di rilevanza mondiale :
"L'Uomo di Altamura" gli unici resti di scheletro
umano intero del paleolitico.
• A soli quattro chilometri dal centro abitato, sulla via
per Santeramo, in una cava situata in località
Pontrelli, sono state rinvenute orme di dinosauri
fossilizzate in una massa calcarea. Si tratta di
centinaia di impronte di dimensioni variabili
appartenenti ad almeno a 5 diverse specie di
Dinosauri sia erbivori che carnivori. Tracce fossili del
genere ce ne sono in tutto il mondo, ma l'eccellente
qualità dello stato di conservazione, il numero elevato
e l'altissima biodiversità rendono il sito di Altamura
unico al mondo.
• Il Museo Archeologico Statale di Altamura, istituito nel
1987 con apposita convenzione stipulata tra Comune
di Altamura, A.B.M.C. di Altamura e Sovrintendenza
Archeologica della Puglia: il percorso comprende
quattro sezioni: Preistorica, Arcaica, Classica ed
Ellenistica, Altomedievale.
• La Cattedrale (dedicata all'Assunta, costruita nel
1232 per volontà di Fu Federico II secondo l'arte e
l'architettura romanica del tempo) e le altre chiese
• La produzione alimentare (pane DOP, biscotteria,
taralli, dolci alle mandorle)
• La produzione agricola (ciliegie, uva, olive)
• La Chiesa Madre (sotto cui sono stati ritrovati resti di
una comunità ancora non definita, saracena o
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Cassano delle
Murge
Minervino Murge
Poggiorsini
Sammichele di
Bari
berbera)
• La chiesa di San Lorenzo del X se, e altre chiese
rurali
• Palazzi nobiliari del 1800
• Nel centro storico si possono ammirare la
sconsacrata medievale chiesetta di "Santa Maria dei
Martiri" con abside; la suggestiva Cripta del
Crocifisso; il romanico campanile della Chiesa
Matrice; il neoclassico palazzo Miani-Perotti (opera
dell'architetto cassanese Vincenzo Ruffo, allievo dei
celebri architetti Carlo Galli detto il " Bibiena " e Luigi
Vanvitelli, l'autore della famosa Reggia di Caserta); la
Torre Civica con la Sede Municipale e la nuova Sala
Consiliare; due torri superstiti della distrutta cinta
muraria medievale ed alcune Cappelle secentesche.
• La Foresta di Mercadante
• Grotte carsiche e reperti archeologici
• Grotta naturale di San Michele, sede sin dai primi
secoli d.C. del culto a San Michele Arcangelo
• Palazzo Comunale, già castello normanno, poi
trasformato in palazzo dei principi di Minervino, sede
del Museo Civico Archeologico
• Mostra archeologica permanente "Quando l'Ofanto
era color dell'ambra" esposizione dei reperti ritrovati
negli ultimi dieci anni
• Faro, monumento costruito negli anni '30, dalla cui
sommità lo sguardo spazia sul paese e sino ad
abbracciare il Tavoliere, il Gargano e l'Appennino
• Il centro storico (chiamato col termine di origine
araba "Scesciola"): la Cattedrale di forme romaniche,
ricostruita nel XVI secolo sull'area di una chiesa
preesistente, la chiesa di San Francesco, il
Purgatorio cappella di famiglia dei principi di
Minervino, del 1400.
• il santuario della Madonna del Sabato fatto costruire
nei primi del XVII secolo dal Principe Marzio Pignatelli
nel luogo dell'apparizione miracolosa della Madonna.
• Percorsi turistici, grotte rurali e masserie fortificate
• Parco dell’Alta Murgia
• Castello Caracciolo: Già conosciuto agli inizi del
Cinquecento, nel 1797 passò ai duchi Caracciolo che
nella seconda metà dell'Ottocento ne affidarono il
restauro all'architetto Amenduni, e successivamente
lo cedettero al Comune, che negli anni scorsi lo ha
destinato a sede del Museo etnologico della civiltà
contadina.
• Centro storico
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Santeramo in
Colle
Spinazzola
• Produzione alimentare (zampina – insaccato fresco)
• Centro storico medioevale
- Il Monastero benedettino del XII secolo
- l’ottocentesco Palazzo Colonna
- la chiesetta romanica, dedicata a S. Eligio,
probabilmente del XIII secolo: interessanti gli
affreschi della stessa epoca e l’oratorio del ‘400 in
cui si trova un pregevole "presepe monumentale"
dello scultore santermano Armando Mele.
- la chiesa Matrice fu costruita nel 1711, fu ampliata
nel 1729 e nel 1741 fu dedicata a S. Erasmo,
vescovo e martire, protettore principale di
Santeramo. La facciata è in stile barocco, come
pure la torre campanaria e la maggior parte degli
altari.
• Il paesaggio rurale, data la ragguardevole altezza di
m. 500, offre una suggestiva visuale della campagna
collinare in cui sorgono le bellissime masserie. Molte
di esse sono antiche e ben restaurate in piacevoli
posizioni paesaggistiche, alcune presentano intorno
la fortificazione medioevale tipica. Interessante a
riguardo la masseria Galletti.
• Boschi e oasi
• La Cattedrale, di stile romanico e costruita
presumibilmente intorno al '300, è stata dedicata a
San Pietro Apostolo. È sita in pieno centro storico, nei
pressi del castello ove nacque Antonio dei Marchesi
Pignatelli (Papa Innocenzo XII)
• Il santuario della Madonna del Bosco: sorge nel luogo
dove fu trovata una sacra immagine della Madonna,
risalente al XVI sec.
• La chiesa della SS. Annunziata: la facciata principale
è probabilmente del 1500; una porta in legno
permette di accedervi, al di sopra della porta c'è un
"occhio" del tardo '500, formato da otto settori in vetro
variamente colorati. Ai due lati della porta ci sono due
piccole finestre del '500. La cuspide, probabilmente, è
di fattura posteriore. Su di essa notiamo piccoli archi
stilizzati che la ornano. La facciata è a capanna,
come quasi tutte le chiese francescane, anche se le
due parti laterali ci fanno pensare alla presenza delle
tre navate interne.
• L’Ospedale dei Templari del secolo, il primo in Puglia
• I monumenti rupestri: ta cui la fontana “Raica”, la
fontana “Polla”, la Masseria “La Murgetta”
• Produzione alimentare: insaccati tipici (“salsiccia a
punta di coltello”)
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• Piatti tipici: tra cui “l gnum ‘ridd”: involtini di fegato,
carotella d’agnello e prezzemolo cotti allo spiedo)
Gli amministratori sono apparsi molto sensibili e orientati alla valorizzazione del
territorio, riconoscendo la possibilità di collegarlo strettamente alla proposta
turistica. Il turismo è considerato dagli stessi utile per raggiungere alti livelli di
profittabilità (nuove occasioni di occupazione, incremento di reddito), ma
riconoscono che bisognerà lavorare ancora molto affinché ciò diventi realtà.
Quello tematico rurale è considerato l’unica forma di turismo possibile nella
zona, ma la carenza di organizzazione nella gestione delle risorse interessate
potrebbe essere di ostacolo al suo sviluppo.
Altro impedimento a tale sviluppo è, senza dubbio, la mentalità della
popolazione locale: In alcuni casi infatti, si rileva, da parte della cittadinanza,
poco interesse per l’attività turistica e quindi per la promozione del patrimonio
territoriale.
Nonostante la fiducia espressa dalle amministrazioni nelle potenzialità
dell’attività turistica, le stesse temono che per rendere turisticamente attraente il
loro territorio si rischi di deturparlo, snaturando così le sue connotazioni naturali
(ad es. il sindaco di Cassano delle Murge ha mostrato il proprio disappunto
verso l’idea di costruire un grande acqua-park nella foresta di Mercadante).
Attualmente la zona è interessata soprattutto da turismo di passaggio: le varie
località riescono ad attirare solo visitatori di paesi vicini e/o ad intercettare flussi
turistici stranieri (in prevalenza tedeschi) che giungono in zona per Castel del
Monte o per le località di mare.
Vi è la convinzione che il turismo “mordi e fuggi” potrebbe garantire la
profittabilità intercettando, in special modo, i visitatori diretti nei grandi centri
costieri del barese: l’entroterra costituirebbe l’alternativa agli ambienti affollati e
caotici, e garantirebbe ampi spazi aperti e il contatto con la natura.
Per invogliare il turista a trascorrere più tempo in queste località si ritiene sia
necessario:
•
migliorare anzitutto le capacità ricettive per l’accoglienza, ristrutturando
le case coloniche e le masserie, piuttosto che costruendo alberghi
18
•
proporre pacchetti turistici che includano più località da visitare con
l’accompagnamento di preparate guide capaci di promuovere il territorio,
assistere ed accompagnare il turista.
Intanto per
migliorare la situazione attuale ci si sta attrezzando con
infrastrutture, strutture ricettive e si stanno ristrutturando i centri storici.
Il turismo della zona è rivolto agli amanti della natura, a chi vuole una vacanza
rilassante e culturale, a chi apprezza la buona cucina locale. La zona è, inoltre,
meta di studiosi e ricercatori.
In termini socio-demografici si ritiene trattasi di giovani famiglie di fascia
economica medio-bassa.
Gli intervistati ritengono che gli organismi da coinvolgere affinché si sviluppi
l’attività turistica sono anzitutto le istituzioni sia a livello locale che regionale, ma
che esse hanno il compito di coordinare e sollecitare le iniziative private senza
sostituirsi a queste.
Le amministrazioni devono mettere i privati nelle condizioni di voler investire,
devono quindi attuare i piani regolatori, creare le infrastrutture e utilizzare la
leva fiscale in maniera da incentivare l’iniziativa privata. Indispensabile è,
anche, la collaborazione di esperti, studiosi ed enti (università) per garantire,
preservare e rilanciare opportunamente le ricchezze locali. Un iniziale apporto
delle istituzioni europee, ministeriali e regionali consentirebbero un più agevole
sviluppo economico.
Allo stesso tempo, si ritiene che la precarietà delle amministrazioni locali
potrebbe essere di ostacolo allo sviluppo dell’attività turistica, in quanto
verrebbe meno la linearità dei progetti di urbanizzazione.
Non si può prescindere dai finanziamenti: non è difficile ottenerne, l’importante
è saper sfruttare al meglio questa occasione e raggiungere, così, gli obiettivi
prefissati per lo sviluppo turistico locale.
L’amministrazione dovrebbe prefissarsi un obiettivo politico
•
di natura quantitativa aumentando il numero dei turisti
•
di tipo qualitativo, aumentando le giornate di soggiorno.
19
Si ritiene, tuttavia,
fondamentale l’integrazione tra l’operato del pubblico e
l’iniziativa privata: le amministrazioni devono essere in grado di allettare i privati
creando dei buoni presupposti per lo sviluppo successivo di attività turistiche
(creando infrastrutture e servizi tali da valorizzare il territorio).
È tuttavia emerso che la regione non ritiene Santeramo in Colle una zona
appetibile per il turismo quindi non ha stanziato alcun finanziamento per
quest’attività.
Gli interventi delle amministrazioni comunali per la valorizzazione turistica
Altamura
Casamassima
Cassano delle
Murge
Minervino Murge
Poggiorsini
Sammichele di
Bari
• L’amministrazione è protagonista di molte iniziative
nell’ambito del progetto “ PIS habitat rupestre”,
insieme con altri comuni murgiani baresi e tarantini,
che presentano questo tipo di risorsa.
• Con alcune società private, il ministero dell’università
e della ricerca, ha proposto un master Pon per
formare figure professionali operanti nel turismo.
• Progetto della Lama (Bosco di San Giorgio) orientato
al recupero dei beni ambientali e culturali
• In futuro: rimboschimento di alcune zone e recupero
di alcune strutture
• Ha ristrutturato il Palazzo Marchesale, considerato il
centro culturale della città
• Sta lavorando all’individuazione di percorsi turistici su
l’intero territorio murgiano (in collaborazione con
Altamura e Acquaviva), prevedendo: il soggiorno, le
escursioni in mountain-bike
• È impegnata in due progetti legati alla ricettività: due
strutture di notevoli dimensioni fuori dal centro
abitato, dotate anche di piscine, campi da golf e spazi
da dedicare a momenti culturali
• Ristrutturazione di case coloniche e masserie
fortificate da utilizzare come strutture ricettive
• Ristrutturazione del centro storico (illuminazione e
pavimentazione)
• Il comune si inserisce nel progetto “PIS Tra i Due
Mari Bari-Taranto” (insieme a Bitonto, Mola,
Sannicandro, Conversano, Gioia del Colle), che si
propone di realizzare un percorso turistico-culturale.
• Ha in progetto il restauro dell’abbazia di S. Angelo in
Frassineto, la cui esistenza risale al 1100 ed era un
punto di sosta benedettino tra Lecce e la Lucania
• Il comune qualche anno fa ha cofinanziato un corso
20
Santeramo in
Colle
Spinazzola
di formazione per formare guide turistiche
• È impegnata nella realizzazione di una struttura
ricettiva tra gli ulivi, con 40 posti letto in una logica di
agriturismo.
• È stata promotrice di una serie di iniziative culturali in
occasione del 500° anniversario della Disfida di
Barletta
I finanziamenti pubblici sono considerati fondamentali, anche, per fare
formazione; senza fondi non è possibile creare figure competenti e neanche la
cultura dell’accoglienza.
La “vendibilità turistica” deve, infatti, essere affidata a personale qualificato, che
attualmente è carente non solo da un punto di vista quantitativo ma anche
qualitativo, c’è scarsa formazione professionale. La formazione dovrebbe
trasmettere ai giovani quanto è importante “conoscere il territorio”, affinché
siano in grado di promuoverlo e sentirsi parte integrante di una realtà ricca di
risorse turisticamente valide.
Per quanto riguarda la cultura dell’accoglienza solo il comune di Altamura ha
dichiarato che la popolazione locale è ben predisposta verso i turisti. Gli altri
comuni hanno espresso la loro perplessità a riguardo, in quanto trattasi spesso
di piccoli comuni che non essendo abituati a situazioni caotiche si lamentano
per “disturbi e schiamazzi notturni”. Le amministrazioni hanno assicurato il loro
impegno al fine di sviluppare una mentalità più predisposta all’accoglienza.
Si ritiene, inoltre, che per aggiornarsi e approfondire tematiche tecniche e
gestionali riferite all’attività turistica e di gestione dell’accoglienza sia necessario
leggere e confrontarsi con realtà già turisticamente affermate, nonché dotarsi
delle adeguate professionalità.
Le vecchie generazioni sono ancora contrarie alla collaborazione tra gli
operatori, non c’è la cultura dell’associazionismo. Sulle linee guida di una
mentalità assistenzialista, si pensa, erroneamente, che l’integrazione potrebbe
esser favorita solo da finanziamenti destinati a progetti certi e definiti.
21
Sono, soprattutto, i giovani a riconosce l’importanza della cooperazione tra
operatori e, infatti, si stanno sviluppando piccoli progetti consortili di laboratori
artigiani e alimentari.
In zona le associazioni e le pro-loco sono abbastanza attive ma impegnate, per
lo più, nell’organizzazione di sagre e feste popolari, in quanto sono considerate
una buona occasione di socializzazione, di incontro tra la comunità locale e i
visitatori. Isolati sono gli eventi teatrali (generalmente in vernacolo).
L’amministrazione cassanese ha elogiato l’operato delle associazioni locali, in
quanto operative nella valorizzazione del territorio da un punto di vista
naturalistico (tutela ambientale). Qui, l’associazione dell’Alta Murgia è riuscita,
nonostante le difficoltà incontrate, a far nascere il nuovo Parco Nazionale
dell’Alta Murgia..
Nota negativa per Altamura dove manca uno sportello comunale in grado di
fornire informazioni ad eventuali turisti, c’è, poi, solo una pro-loco composta
prevalentemente da persone anziane e che non è in grado di affrontare le
numerose richieste che pervengono.
Le iniziative per la valorizzazione turistica
Altamura
Casamassima
• Festa dell’Assunta
• Rassegna culturale estiva (“Estate Murgiana”)
• l’Associazione del Fungo Cardoncello non solo ha
cercato di diffondere questa risorsa nelle strutture
turistiche (ristoranti), ma ha anche organizzato dei
percorsi gastronomici.
• Ideazione di un itinerario turistico che prevede un
week-end nel sud-est barese: prevede di trascorrere
il sabato mattina a Casamassima (centro storico),
sabato sera e pernottamento a Sammichele (centro
storico e degustazione della “tipica zampina”),
domenica mattina a Turi (palazzo Marchiarolo e
grotte di S. Oronzo)
• La manifestazione “Via dell’Olio”
• Sagra “du marr” (grande involtino di carne cotto al
forno)
• Sagra “ du gnum ‘ridd” (piccolo involtino di carne
cotto alla brace)
• Varie feste paesane
22
Cassano delle
Murge
Minervino Murge
Poggiorsini
Sammichele di
Bari
Santeramo in
Colle
Spinazzola
• Isolati episodi di incontri per la valorizzazione dei
prodotti locali (soprattutto dell’olio)
• Sagra del Fungo Carboncello
• Sagra dell’agnello (marzo)
• L’estate minervinese: eventi musicali, teatrali,
gastronomici, di artigianato locale e feste paesane
• Fiera dell’artigianato del legno e della pietra
• Manifestazioni a tema e percorsi culturali
• Sagra del Fungo Carboncello (ottobre)
• Sagra dello “gnum ‘ridd” (involtino di carne; estate)
• Sagra della Zampina (settembre)
• Feste carnevalesche
• È inserito nel percorso turistico “Strada dell’Olio”, che
interessa tutti i comuni che producono olio di qualità
• Vedi Casamassima
• Mostre di pittura e fotografia
• Festival teatrale
• Festival di musica popolare (28-31 luglio)
• Iniziative natalizie e carnevalesche
• Manifestazioni gastronomiche
Le amministrazioni baresi assicurano massimo coinvolgimento e partecipazione
alle iniziative legate al progetto Equal: Radici.
Da questo ci si aspetta una specifica formazione professionale per gli operatori
che intraprendono l’attività turistica, in modo che il territorio abbia l’opportunità
di:
•
creare legami e sinergie tra i vari attori (indispensabile per migliorare la
produzione di servizi): la componente politica (i consiglieri comunali), la
componente gestionale (gli assessori), la componente dirigenziale, la
società civile (gli intellettuali, ecc)
•
creare le premesse per restituire al territorio una nuova immagine, che
ne valorizzi le risorse
•
migliorare la ricettività valorizzando le masserie e le case coloniche
•
creare rapporti di partenariato con altri comuni, per agevolare la
realizzazione di nuove iniziative.
23
La regione e la provincia sono state indicate come ostacoli al perseguimento e
alla realizzazione degli obiettivi turistici comunali, con l’accusa di essere troppo
distanti dagli interessi locali e non collaborare con le amministrazioni comunali
nella progettazioni di interventi di interesse generale.
24
I modi di pensare nella provincia di Lecce
La provincia di Lecce (in evidenza, fra i paesi, Campi Salentina) si dichiara
impegnata in una fase di riscoperta della propria identità locale già da alcuni
anni.
Trattandosi di località non costiere, si ritiene che per lo sviluppo del turismo sia
importante la valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio rurale (masserie,
filiera del vino e dell’olio, prodotti tipici ).
Nel nord salento è importante anche l’enogastronomia (vino Tautino, il Salice
Salentino): è stata evidenziata l’importanza di agganciare ai prodotti tipici del
luogo il turismo. Per far turismo gastronomico di qualità si ha bisogno, tuttavia,
di interventi mirati di politica ambientale, capaci di risolvere i problemi legati alla
qualità dell’aria e dei rifiuti.
Per valorizzare il territorio si è pensato anche di far “vivere” ai turisti la
vendemmia e la raccolta delle olive, che costituiscono dei momenti importanti
per il turismo enogastronomico.
E’
essenziale
andare in un luogo e trovare la sua originalità: l’obiettivo è
rendere originale un luogo legandolo ai suoi connotati più stretti.
Vi è accordo nel sostenere che il turismo culturale di questi luoghi non possa
garantire i flussi economici propri invece del turismo di massa: a tal proposito si
ritiene opportuno creare ampi itinerari turistici che colleghino i comuni
dell’entroterra a quelli della costa.
Il turismo tematico e culturale non è quindi alternativo a quello di massa, ma
piuttosto “complementare”: sono considerati “due aspetti della stessa
medaglia”, due realtà che devono procedere di pari passo. Diventa, quindi,
importante valorizzare le piccole realtà locali per inserirle in un ampio contesto
turistico.
25
Il turista potrebbe arrivare in zona per andare al mare e poi essere invogliato a
visitare le località interne. Questo però è un passaggio che può verificarsi solo
se a supporto vi è una valida attività di promozione del territorio.
Elementi di forza della proposta turistica
Campi
Salentina
Copertino
•
•
Centro storico
Castelli e Palazzi Centro Culturale “Casa Prato Calabrese”
CASTELLO - PALAZZO MARCHESALE
Il Palazzo Marchesale risale al 1627. Qui sorgeva l’antico
castello fatto costruire nel 1220 da Federico II come
residenza estiva, rifatto poi in stile medioevale e
cinquecentesco dai Maremonti, trasformato poi del tutto
dagli Erriquez (1627) del quale si scorgono poche vestigia
nel muro del palazzo che terminava a scarpa ed era cinto
da un fosso, oggi interrato. Altri restauri subì nel 1748 ed
altri di recente. Nel piano superiore in una delle vaste sale
si nota una soffitta dipinta nel secolo XVII.
PALAZZO DE SIMONE
Del 1600 con cappella gentilizia in corso di restauro.
• Chiese e santuari
• Casa Prato, complesso architettonico ubicato nel cuore
della città adibito a Centro Culturale Polifunzionale, che
ospita l’Archivio Storico del Comune e la Biblioteca
Comunale.
• Edicola Perrone – Gallelli, costituta da un vano all’interno
del quale vi è una nicchia a superficie concava con
affresco della Madonna col Bambino Gesù e gli Angeli
• la Lapide Messapica in pietra leccese, simbolo della
presenza dei Messapi nella Penisola Salentina
• La strada Messapico Romana
• La villa neoclassica.
• Sorto in epoca normanna-sveva, venne ampliato e
ingentilito dagli Angioini. Si presume che tra queste mure
nacque Isabella Chiaromonte, figlia di Tristano e
Caterina Orsini del Balzo, che divenne regina di Napoli.
L'imponente struttura militare che appare ai nostri occhi
fu realizzata nel 1540 secondo i canoni architettonicomilitari imposti dalla scoperta della polvere da sparo.
• La Chiesa Matrice: è una tra le chiese della Diocesi di
26
Leverano
•
•
•
•
Salice
Salentino
Squinzano
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Nardò più ricche di storia. Essa rappresenta lo scrigno
della storia religiosa e civile di Copertino. La costruzione
fu iniziata da Goffredo il Normanno nel 1088 e terminata
nel 1235 da Manfredi di Svevia il quale la dotò di
numerosi privilegi elevandola a Basilica con il titolo di
Vergine delle Nevi.
Altre chiese e santuari
Casali
la Torre Federiciana (fatta costruire da Federico II di
Svevia per difendere l’abitato ed i casali vicini e
prevenire le scorrerie piratesche provenienti dal mare)
la Casa di Girolamo Marciano (filosofo del 1500 che si
prodigò molto nel raccogliere le memorie della sua terra
e ne studiò gli innumerevoli aspetti)
le masserie
la Chiesa Madre
la chiesa di Santa Maria delle Grazie
la chiesa di Santa Maria.
le chiese barocche (la Parrocchiale e la Chiesa della
Visitazione)
il Convento dei frati francescani
Dimore dell'antica nobiltà e della recente alta borghesia
locale:
- i vasti palazzi De Castro ed ex-Enriquez con
maestoso portale in Piazza Plebiscito;
- la Villa Cleopazzo dallo stile raffinato, restaurata di
recente dal Comune, che ne è l'attuale proprietario;
- il palazzo Pedone
- il palazzo De Filippis
- il palazzo Margilio-Motolese
- il palazzo ex-Russi, costruiti nei primi anni del
corrente secolo sul luogo ove erano ancora i ruderi
del turrito castello della famiglia Moretti,
La Chiesa matrice, dedicata al patrono San Nicola, ad
esempio, conserva alcune antiche tele di pregevole
fattura poste sugli altari ed un vivace affresco sull'arco
trionfale del transetto, risalente al 1801, data del restauro
della Chiesa, riproducente lo stemma civico di
Squinzano, con l'aquila ad ali spiegate per necessità
architettoniche.
Nella Chiesa dell'Annunciazione, volgarmente detta
Chiesa della Nunziata, c'è l'elegante organo
settecentesco, posto accanto all’altare maggiore (in stile
barocco), sovrastato da un'immagine della Madonna di
meravigliosa bellezza.
La chiesa di Santa Maria delle Grazie, in Piazza Vittoria,
fu edificata dal 1559 al 1583, ricostruita poi dalle
27
•
•
•
•
•
fondamenta ed ampliata a tre navate verso la fine del
sec. XVII, ad opera del Guardiano P. Ambrogio di S.
Nicola; infine abbellita, corredata di statue, dipinti e
reliquie dal famoso P. Angelo Maria della SS. Trinità.
La chiesa intitolata a Maria Regina fu completata e
consacrata il 31 maggio 1969. Sulla parte anteriore
dell'antistante altare maggiore si nota un paliotto in
bronzo fuso, diviso in tre sezioni sulle quali sono
raffigurati tre episodi biblici relativi ad altrettanti
personaggi: Abele, Abramo e Melchisedek. Lateralmente
vi è l'altare del Sacramento, anche questo ricoperto nella
parte anteriore da un paliotto e sormontato da un
pregevole Crocifisso.
Fuori dal centro abitato degne di citazione sono alcune
"cappelle rurali", come quella volgarmente denominata
"Lu Parlangeli", edificata nella prima metà del sec. XVII
dedicata a Santa Maria di Monte Vergine, di proprietà
della famiglia De Castro, che vi ha sempre tumulato i
propri defunti. Sulla via per Casalabate vi è la
cappelluccia dedicata alla Madonna di Loreto, sorta o
restaurata per devozione dei reduci della prima guerra
mondiale.
la Valle della Cupa, una grande depressione carsica
la Città Valesio, città messapico-romana
Casalabate, dove si può trovare la Torre Specchiolla e
l’abbazia di Santa Maria di Cerrate.
Le amministrazioni credono molto nelle potenzialità del turismo della zona e
quindi molto propense ad agevolarne lo sviluppo. Sono, inoltre, propense a
creare intese tra territorio e istituzioni: vi è infatti la consapevolezza che la
politica di sviluppo della zona debba collegarsi a progetti e a istituzioni. Si
reputa fondamentale il ruolo della provincia nell’ambito della pianificazione
territoriale e in particolare nel piano territoriale di coordinamento provinciale, il
c.d. PTCP, ossia un documento di pianificazione urbanistica dove vengono
individuate le peculiarità delle zone.
L’amministrazione di Guagnano ha sottolineato, poi, come il nord Salento “viva
male” la presenza della città di Lecce:
•
da un lato, i comuni del nord salento lamentano la forte presenza del
capoluogo, ma non si sono mai preoccupati di elaborare una
28
progettualità complementare a quella di Lecce, che ha un turismo
diverso da quello enogastronomico, legato soprattutto ai beni culturali
•
dall’altro, di fronte a questa mancanza di progettualità, Lecce ha reagito
concentrandosi solo sul suo turismo senza cercare di favorire dei
processi di integrazione col turismo dei paesi limitrofi.
Il comune di Guagnano reputa invece opportuna l’integrazione della politica
turistica della città con quella dell’intera provincia, in modo che il turista del nord
salento possa allo stesso tempo fare un turismo rurale, culturale e vivere
fortemente le tradizioni della popolazione locale.
Gli interventi delle amministrazioni comunali per valorizzazione territoriale
Campi
•
Salentina
•
Copertino
•
•
•
•
Guagnano
•
Leverano
•
Salice
•
Salentino
•
Squinzano
•
È impegnato in una profonda opera di valorizzazione del
centro storico, in particolare di Piazza della Libertà,
considerata il cuore della città.
ha approvato un progetto che prevede la nascita di una
struttura recettiva di un certo valore: la Casa Spagnola
(una struttura bella dal punto di vista architettonico)
diventerà un albergo a tutti gli effetti, con un ampio
giardino
ha ristrutturato la piazza del Castello
Ha realizzato nuovi giardini pubblici
Ha ultimato i lavori di collegamento con la superstrada
Lecce-Gallipoli
Ha recuperato, in collaborazione col Ministero Dei Beni
Culturali, il Castello Angioino
Ha in programma di creare un parco naturale dell’Ulivo e
della Vite, con l’intento di valorizzare ed esaltare la
campagna come luogo visitabile
Nell’ottica di una collaborazione con la città di Porto
Cesareo (dove c’è una florida attività turistica balneare) è
stato messo a disposizione un pullman per il trasporto
dei turisti da Porto Cesario a Leveranno
È stato promotore insieme ad alcuni privati della
creazione del primo Museo del Vino della provincia di
Lecce
Sostiene, da un punto di vista finanziario ed
iorganizzativo, la partecipazione dei propri prodotti
vinicoli a manifestazioni fieristiche
Nel 2002 i sindaci dei comuni di Squinzano, Trepuzzi e
Campi Salentina hanno sottoscritto una convenzione per
la gestione associata dell’area delle Serre di Santa Elia e
per la promozione d’iniziative e progetti finalizzati al
29
•
•
veglie
•
•
•
•
•
•
recupero e al riuso pubblico dell’area. Un primo
successo si è avuto con il finanziamento del progetto di
messa in sicurezza del vecchio monastero, per il quale la
regione ha stanziato circa 390.000,00 Euro con fondi
POR.
in collaborazione con l’Università agraria di Lecce e di
Bari sta lavorando alla creazione di un centro di ricerca e
sperimentazione dei prodotti agricoli.
sta cercando di realizzare una struttura ricettiva a
partecipazione pubblica diffusa in tutta l’area del Parco,
con potenziale disponibilità 1.000 – 1.200 posti letto e
servizi allocati nei poli infrastrutturali dell’ex Monastero,
Villa Elvira, Madonna dell’Alto, ecc.
cerca di coinvolgere sistematicamente gli operatori
economici della città, facendo conoscer loro i Bandi
(POR) e mettendo a loro disposizione strutture ed esperti
del comune in grado di aiutarli nelle presentazione di
eventuali domande.
Ha organizzato molti corsi sul tema agricolo, che hanno
riscosso notevole successo. Questi corsi sono
considerati importanti perché si ritiene che la
manutenzione delle campagne e del verde contribuisca
ad accrescere il turismo
Sta attuando una politica di valorizzazione dei beni
culturali
Sta investendo nel marketing territoriale
Sta cercando di attuare la promozione del territori
(organizzando manifestazioni culturali e gastronomiche)
ha organizzato un corso per animatori turistici a cui
hanno partecipato 50 ragazzi, alcuni dei quali stanno già
lavorando presso strutture turistiche e per il futuro
intende organizzare altri corsi.
Vi è la convinzione che per uno sviluppo adeguato del turismo non si possa
prescindere dai finanziamenti pubblici, altrimenti si svilupperebbero solo piccole
aziende.
I privati continuano a considerare l’entroterra economicamente meno fruttuoso,
quindi preferiscono indirizzare i loro investimenti quasi soprattutto nelle zone
costiere (Otranto, Gallipoli, Ugento) dove l’afflusso turistico è garantito.
È tuttavia da elogiare l’iniziativa imprenditoriale privata in alcuni comuni della
provincia di Lecce:
30
•
a Campi Salentina molti imprenditori hanno investito le proprie risorse
nella creazione e/o miglioramento degli agriturismi
•
a Leveranno piccoli imprenditori stanno comprando e ristrutturando delle
case per creare delle attività commerciali e riqualificare il centro storico
Nota negativa, invece, per i comuni di:
•
Copertino, dove a causa di carenze finanziarie non si procede al
recupero architettonico degli edifici del centro storico e di altri beni
culturali. Gli unici interventi andati a buon fine hanno avuto il supporto
economico della provincia.
•
Guagnano e Veglie, dove appare difficoltosa la creazione d’impresa a
causa della mancanza di spirito imprenditoriale e della cultura del “posto
fisso”.
La popolazione locale sembra abbastanza ben predisposti all’accoglienza dei
turisti,
lo
dimostra
anche
il
fatto
che
spesso
sono
parte
attiva
nell’organizzazione di eventi e manifestazione che attirano molti visitatori.
Nota dolente a riguardo è, però, la carenza, in alcune di queste città (Campi
Salentina), di strutture ricettive in grado di ospitare tanta gente.
Emerge così tutta la fragilità dei sistemi turistici locali: tuttavia, per risolvere
questo problema si sta procedendo con lavori:
•
di ristrutturazione di strutture gia esistenti, come ad esempio le masserie
fortificate e case antiche, di cui le città salentine sono ricche.
•
di costruzione di nuove strutture.
Anche la forma del “bed and breakfast” è vista come una buona soluzione a
questo problema: il comune di Campi Salentina ha, infatti, organizzato un
convegno per informare gli operatori circa gli aspetti normativi e le agevolazioni
economiche legati a questa formula.
Un altro ostacolo allo sviluppo del turismo locale le disagevoli condizioni di
viabilità stradale (molte sono le strade dissestate).
Anche a riguardo le soluzioni sono gia in atto: si stanno, infatti, ultimando i
lavori della strada provinciale Campi-Squinzano e della strada Lecce-Taranto.
31
Le iniziative per la promozione turistica
Campi
•
Salentina
•
•
•
•
Copertino
•
•
Guagnano
•
•
•
•
•
•
la Fiera della Madonna della mercede, espressione
del prestigio e dell’importanza economica che Campi
ha sempre avuto nel corso del tempo, continua ad
attrarre operatori commerciali provenienti da tutta la
provincia. Lo spazio espositivo è grandissimo, si
espande dal piazzale della chiesa Madonna della
Mercede e si dirama per buona parte della città. In
passato la fiera era essenzialmente la fiera del
bestiame: asini, cavalli, ecc, utilizzati per il traino e per
i lavori agricoli, oggi invece la fiera è diventata la
vetrina di motori agricoli e apparecchiature
meccaniche. Ma la fiera era anche la fiera dei cereali
e dei fichi secchi, delle noci e delle castagne. Durante
questa fiera si stabiliva il prezzo dei cereali e del vino
di tutto il sud Italia.
Campi fiore è un momento di incontro tra operatori del
settore fioristico, durante questa manifestazione c’è
stata la presenza di imprenditori operanti a livello
nazionale
la città del libro rappresenta un momento di rilievo
legato al settore dell’editoria libraria ( la rassegna
nazionale degli autori e degli editori nasce nel 1995
per volere dell’Amministrazione comunale che
individua nella cultura “il veicolo di riscatto del
territorio)
la sagra “te lu pezzettu” dove si possono degustare le
specialità tipiche della carne al sugo e di quella cotta
alla brace, con bruschette e prodotti caserecci
distribuiti dai soci dell’associazione Peter Pan
la fiera della Madonna della Mercede, nata oltre 2
secoli fa, negli ultimi 15 anni è stato un momento di
incontro per gli artigiani locali e un momento di
conoscenza dei prodotti tipici.
Negli ultimi anni la fiera ha assunto forme moderne
per soddisfare le mutate esigenze di un pubblico,
senza mai tagliare del tutto il legame con le tradizioni.
Mostra “Città Del Vino”, per promuovere il prodotto
locale (zona D.O.C.)
Sagra della Cittadella, per la valorizzazione del centro
storico
Manifestazioni teatrali e culturali
Festa patronale di San Giuseppe
Manifestazione “Città del Libro”
Feste patronali
Sagre gastronomiche
Mostra di artigianato locale: è una vetrina per tutti i
32
•
Leverano
•
•
•
•
Salice
•
Salentino
Squinzano
Veglie
produttori locali (lavorazione pietra, legno, ferro,
creazione di ricami e merletti).
Chiusura del traffico durante il periodo estivo e nelle
ore serali
Creazione di negozi artigianali per la vendita di
prodotti tipici
manifestazioni di degustazione dei prodotti tipici locali
“l’estate leveranese” che garantisce un abbondante
afflusso di turisti: è un evento che ormai esiste da 9
anni e che ha riscontrato un notevole successo,
soprattutto in occasione di concerti Jazz.
manifestazioni teatrali, concerti e cinema all’aperto.
Il Festival della Canzone Salicese, a cui partecipano
cantanti locali
•
eventi culturali, artistici e teatrali (Teatro Sotto Le Stelle
con più di 1000 posti a sedere)
• la fiera dell’Annunciata, occasione di vendita per i
prodotti tipici locali, ma non solo.
• esiste un sito del comune di Squinzano, dove è possibile
collegarsi per conoscere di tutti gli eventi e le
manifestazioni in corso.
• La Settimana dello Sport, Spettacolo e Cultura,
• l’estate vegliese
• “La Pentola di Lucullo”, una rappresentazione teatrale
• Il concerto “Royal Symphonic Band”
• lo spettacolo musicale “Talenti in Musica”
• le feste religiose
Internet si è rivelato per il comune di Leveranno un sistema di comunicazione
molto importante, si è infatti creato un sito (www.comune.leverano.le.it ) dove il
turista può trovare informazioni riguardanti le origini, i monumenti, gli eventi e le
manifestazioni, la cultura e le tradizioni del paese.
La formazione risulta essere un fattore dal quale non si può prescindere se si
vuole fare turismo. I corsi di formazione sono considerati molto importanti,
perché permettono ai potenziali operatori turistici di acquisire un bagaglio di
conoscenze indispensabili per affrontare le innumerevoli esigenze del mercato.
La formazione deve rivolgersi soprattutto ai giovani, ed è necessaria per:
33
•
formare delle guide turistiche
•
creare dei percorsi turistici
•
imparare a “leggere” attentamente il territorio, rilevandone così i bisogni
•
creare la cultura dell’accoglienza, affinché si ottimizzi il rapporto tra
turista e locali.
Per aggiornarsi, per approfondire tematiche tecniche e gestionali riferite
all’attività di gestione dell’accoglienza sono necessari interventi formativi
specialistici dall’esterno, cioè importare competenze ed esperienze da zone più
sviluppate rispetto alla Puglia.
Nonostante se ne riconosca l’importanza, in alcuni comuni non si è fatto nulla in
termini di formazione degli operatori turistici: è stata espressa, però, l’intenzione
di recuperare in tal senso (Copertino).
Ci si aspetta, infatti, che il progetto equal: Radici garantisca una formazione
specifica per sviluppare la cultura e la capacità operativa di gestire l’accoglienza
(elementi che ora mancano), facendo leva sulla cordialità e l’ospitabilità della
popolazione. A tale scopo si considera utile anche una maggior collaborazione
con gli altri comuni del Nord Salento.
Importante risulta essere anche una successiva azione di tutoraggio
dell’operato dei nuovi operatori turistici, per assisterli e guidarli nei primi passi di
questa attività.
Si ritiene, inoltre, che grazie al progetto Equal: Radici si potranno allacciare
rapporti con le grandi aziende turistiche del nord, che operando nel territorio
locale, potranno offrire e trasmettere la loro grande esperienza professionale.
La collaborazione con queste imprese permetterà, infatti, ai locali di acquisire
conoscenze utili per la costituzione di un’impresa turistica.
Ci si aspetta, tuttavia, che lo sviluppo del turismo locale non vada a ledere
l’identità naturale dei luoghi: bisogna pensare ad uno sviluppo sostenibile del
territorio.
Il vincolo più forte al perseguimento di questi obiettivo è quello culturale,
invogliare la comunità a fare impresa.
34
I modi di pensare nella provincia di Salerno
Nella provincia di Salerno i sindaci si sono dimostrati molto favorevoli alla
diffusione e all’affermazione nella loro zona del turismo tematico, che vien visto
da alcuni come un’ottima alternativa ai grandi insediamenti dell’industria del
turismo (legata soprattutto alle località costiere) da altri come un’evoluzione
dello stesso.
I turisti sono sempre più esigenti ed attenti, vogliono vacanze riposanti, che
permettano anche di assaporare sapori e odori legati alla tradizione: il turismo
tematico è in grado di soddisfare queste richieste. Il turista viene considerato
come consumatore di emozioni, di sentimenti, di storia e di tradizioni.
Si avverte la necessità che questa forma di turismo resti settoriale, non rivolto a
tutti ma solo ad un pubblico più consapevole di cosa voglia dalla propria
vacanza, altrimenti si perderebbe il senso delle iniziative prese in tale ambito
per la valorizzazione locale.
Ci si orienta verso clientela di ogni età e nazionalità (tra gli stranieri soprattutto
inglesi e tedeschi), l’importante è che apprezzi quanto il territorio può offrire.
Elementi di forza della proposta turistica
Buccino
•
•
•
•
•
•
L’Antiquarium, conserva reperti archeologici
Il Convento degli Eremitani di S. Agostino, caratterizzato
da un bel chiostro di stile angioino-durazzesco risalente
al 1476
Il Convento di Santa Maria delle Grazie, di impianto
cinquecentesco, appartenuto all'ordine francescano.
il Castello del Marchese Imperiali, il cui impianto
originario si fa risalire ad età normanna, rappresenta il
monumento più interessante del centro storico che
intorno ad esso si è sviluppato
la Chiesa di Santa Maria Solditta, conserva sulla facciata
ancora elementi originari dell'impianto cinquecentesco.
Distrutta, come ricorda un'epigrafe posta sul portale, da
diversi terremoti nei secoli scorsi, è sempre stata
ricostruita ed oggi è ancora in fase di restauro per il
sisma del 1980 che la danneggiò gravemente.
Parco Dardano-Melara, caratterizzato da un'ampia
35
•
Oliveto Citra:
•
•
•
•
Contursi
Terme:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
faggeta, di proprietà comunale, che si estende per circa
100 ettari nel cui sottobosco si trovano diverse varietà di
funghi (porcino, chiodino, ovulo)
Parco fluviale Sele-Tanagro-Calore, istituito con la Legge
Regionale n.33 del 1993, che interessa la località Tempe
del Mulino e che comprende la zona di confluenza tra il
fiume Tanagro e l’affluente Bianco.
Il Castello, sorge al centro dell'abitato ed è uno dei tipici
castelli baronali del Sud.
Chiesa Santa Maria Della Misericordia: la costruzione
iniziò intorno al 1744 e terminò nel 1775. Lo stile è
barocco molto leggero e segna quasi il passaggio dallo
stile classico a quello moderno
Chiesa Madonna Delle Grazie: di stile rinascimentale
molto sobrio, venne edificata verso la fine del XV secolo
nel rione Chiaio probabilmente ad opera dei Frati Minori
Osservanti
Museo Archeologico Lucano dell'Alta Valle del Sele –
sez. comunale
Borgo dell Regina, sito archeologico e turistico
cucina – gastronomia
Chiesa S.S. Maria degli Angeli: è la Chiesa più antica del
paese, di stile barocco classicheggiante, fu edificata
attorno l'anno 840 e poi ampliata verso il 1500
Chiesa del Carmine: è la Chiesa che conserva le più
importanti testimonianze storiche e culturali del paese.
Chiesa S.S. Bambino: denominata anche Chiesa di S.
Giovanni Evangelista viene detta "alla Porta" perché
sovrastante l'arco di una delle antiche porte del paese.
Chiesa Madonna delle Grazie: ubicata nella frazione
Bomerano, in località tutti i Santi, custodisce una pala
raffigurante la Madonna con i Santi e una statua ritenuta
miracolosa.
Castello: in seguito ai continui rifacimenti della
costruzione non si notano molte tracce dell'antico
"Castello Palazzato"
Villa di epoca romana (località Saginara), sito
archeologico non custodito ad accesso gratuito.
Tomba del VI-V millennio a.C. (località VetraliCappellazzo): sito archeologico non custodito ad
accesso gratuito. In prossimità del fiume Tanagro nel
1992 sono stati rinvenuti alcuni manufatti litici ed una
tomba datata VI-V millennio a.C. con resti di tre
inumatini. Le sculture ritrovate si ritiene siano opera di
popolazioni neolitiche. A circa 150 m dal fiume Tanagro,
al lato della grotta del Rosario, si trova una scultura
rupestre rappresentante un volto umano (lo spirito
36
•
•
Pertosa:
•
•
•
•
Sicignano
degli Alburni:
•
•
tutelare).
Parchi e Boschi Area (riserva naturale "Foce Sele
Tanagro", località Serra, località Monte di Pruno,
località Chiai (Ponte Mefita)
Il fiume Sele (dall'antica denominazione Seila), detto
anche in passato Valle tonda, è da considerarsi il
secondo fiume per vastità della Campania, insistendo su
un bacino di circa 3000 kmq.
Acque termali
Piazza San Benedetto che, ornata da una fontana
arricchita da stalattiti e stalagmiti, rappresenta il centro
sociale ed economico del paese
la Chiesa di Santa Maria delle Grazie che conserva due
pregevoli dipinti: uno di autore ignoto, già custodito nel
Monastero di San Benedetto fino al 1600, raffigura la SS.
Concezione; l'altro del pittore Saverio Mottola, fu donato
alla chiesa nel 1635 e raffigura la Madonna delle Grazie.
Bellezze ambientali:
- 40 ettari di bosco ceduo, di proprietà privata, nella
zona montagnosa della catena degli Alburni,
l'area è attraversata dal fiume Tanagro, affluente
del fiume Sele.
- Cascata del Marematico che irrompe sul fiume
Tanagro che dal Vallo di Diano riprende il suo
corso nel territorio di Pertosa. La cascata, visibile
dal ponte che in località Marematico attraversa il
fiume, è alta circa 50 metri.
- Le grotte, in particolare la Grotta dell'Angelo, il
fenomeno carsico più rilevante non solo della
catena montana degli Alburni, ma anche della
Regione e la cui origine è stata considerata dagli
studiosi risalente a circa 35 milioni di anni fa.
Reperti dimostrano che fin dall'età della pietra le
grotte furono abitate e successivamente, sia i
Greci che i Romani, utilizzarono l'antro come sede
di culto, che fu poi dedicato dai cristiani a San
Michele Arcangelo.
- Di notevole valore artistico e particolarmente
suggestivo è il presepe che viene allestito
nell'atrio di ingresso: si tratta di una
rappresentazione della natività ottenuta con
pastori opera del maestro ceramista Franco
Scialpi da Sala Consilina. Tali pastori indossano
vestiti del '700 e '800.
Prodotti alimentari (olio d’oliva, carciofi bianchi )
Prodotti alimentari (olio, vino, formaggio)
37
Nonostante le potenzialità e l’offerta turistica variegata della zona, qui il turismo
resta prettamente di solo passaggio.
Sono state individuate, tuttavia, le condizioni necessarie per superare tale
limite, aspetti su cui solo alcune amministrazioni stanno gia lavorando:
•
la formazione, sia per l’amministrazione pubblica che per il privato
¾ la P.A. deve acquisire la cultura d’impresa, intendendo il turismo
come fonte di ricchezza economica e come sinonimo di occupazione
¾ il privato non è ancora in grado di fare del turismo di qualità e ignora
ancora la cultura dell’accoglienza
¾ gli operatori turistici affinché siano in grado di individuare e
valorizzare le ricchezze del territorio.
•
migliorare e potenziare le strutture ricettive e i servizi pubblici, al fine di
rendere possibile e più agevole, nonché confortevole il soggiorno
•
creare un sistema coordinato, sinergico e programmato di offerta,
evitando sovrapposizioni di iniziative e di eventi tra località vicine o tra
privati (es.: alberghi, ristoranti)
Solo dopo aver superato questi limiti si potrà ricorrere al marketing per la
valorizzazione territoriale.
Si ritiene che , attualmente, lo sviluppo e l’espansione dell’attività turistica siano
ostacolati da:
•
la mancanza di investimenti privati, e quindi di spirito imprenditoriale
•
l’inadeguatezza o la mancanza di infrastrutture, vie di comunicazione,
strutture ricettive, formazione
•
il difficile coordinamento degli interventi per la mancanza di interazione
tra partner coinvolti in uno stesso progetto
•
il difficile reperimento dei clienti: le fiere sono sporadiche e ci si arriva
impreparati quindi con risultati deludenti.
•
la scarsa promozione territoriale all’esterno dell’ambiente di riferimento
Non si sono, almeno per il momento, riscontrati particolari problemi di gestione,
in quanto non vi è ancora una vera struttura turistica.
38
Vi è, tuttavia, la consapevolezza dell’importanza di contributi specialistici per
aggiornarsi e approfondire tematiche tecniche e gestionali riferite all’attività
turistica e di gestione dell’accoglienza. È, infatti, impensabile prescindere da
un’adeguata formazione per lavorare con successo in questo settore.
Vi è accordo nel sostenere l’impossibilità di prescindere dai finanziamenti
pubblici per dare avvio ad un processo di valorizzazione e promozione del
territorio; tuttavia questi da soli non sono sufficienti, è necessario che
intervengano in tal senso anche gli investimenti privati. L’amministrazione
pubblica ha il compito di creare le condizioni culturali e logistiche affinché i
privati possano investire.
I due tipi di finanziamenti devono accompagnarsi, piuttosto che essere tra loro
alternativi: unire le forze e le rispettive competenze è la soluzione migliore per
raggiungere degli ottimi risultati.
È tra l’altro emerso che i “finanziamenti non possono automaticamente
sostenere il sistema di sviluppo” (Pertosa), se non vi sono anche buone
iniziative e validi progetti da sostenere: la somministrazione di fondi deve quindi
rientrare in una precisa strategia in modo da evitare inutili sprechi.
Attualmente, anche se, non si ritiene l’attività turistica del sud in grado di
risolvere, da sola, i problemi di sviluppo e di occupazione del territorio, la si
considera un punto-forza su cui è necessario lavorare, perché in futuro con la
giusta valorizzazione del territorio potrebbe diventarlo.
Innanzitutto per
risollevare l’economia della zona si ritiene debba essere
riavviato il sistema produzione rivalutando l’artigianato, l’agricoltura e
l’industriale della zona. Questo risolverebbe, o quanto meno circoscriverebbe, il
problema della “fuga delle risorse dal paese”: molti sono i giovani infatti che non
vedendo prospettive per il futuro decidono di trasferirsi in cerca di lavoro.
Il settore può diventare profittevole solo se costantemente seguito nel suo
evolversi, con una programmazione precisa, sapendo quale sia il target di
riferimento. Bisogna fidelizzare il cliente e puntare sulla qualità.
Il turismo è visto come fonte di profitto anche perché può assicurare lavoro a
gente che altrimenti lo cercherebbe altrove.
39
Per il miglioramento del turismo è necessario l’intervento integrato delle
istituzioni a livello comunale, provinciale e regionale.
Si pensa che il turismo tematico possa essere fondamentale per lo sviluppo del
Mezzogiorno, infatti le varie amministrazioni stanno gia lavorando per
valorizzare le risorse locali, al fine di sviluppare un turismo legato alla cultura,
alle tradizioni e all’ambiente.
Gli interventi delle amministrazioni comunali per la valorizzazione
territoriale
Buccino
Contursi Terme
Oliveto Citra
•
nell’aprile ’99 sono iniziati sono iniziati i lavori per il
Parco Archeologico dell’Antica Volcei, si tratta di un
parco archeologico urbano che viene vissuto dalla
gente. Praticamente esistono due città, una che si
trova sotto terra e un’altra, che è poi l’attuale paese,
in cui si svolge la vita quotidiana.
Il Comune di Buccino, insieme ad altri comuni della
Comunità Montana del Tanagro, è stato tra i
promotori sia del Patto Territoriale Sele-Tanagro che
riguarda la piccola-media impresa, sia del PIT Antica
Volcei, il cui comune capofila è proprio Buccino. (ad
es., attraverso il Patto territoriale, il comune ha
portato avanti delle iniziative tendenti ad aprire
strutture ricettive)
• azioni di rimboschimento con conifere operate in
località Cornito, su una superficie di circa 22 ettari, in
località Costa S. Maria, con un'area di circa 28 ettari,
e in località Coste e Carpenino, per circa 38 e 43
ettari, rispettivamente
• sono in progetto una serie di infrastrutture per
migliorare la ricettività
• ha già progettato un programma integrato per
valorizzare il paese vecchio e se verrà finanziato ci
sarà l’opportunità di creare altri alloggi, ristoranti e
altre attività di contorno
• il comune è inserito nel “PIT Antica Volcei” per la
valorizzazione territoriale e la messa in rete con altre
aree della zona:
o ristrutturazione e valorizzazione del Borgo
della Regina, che ruota intorno al castello
o si prevede di adibire il castello a museo del
IV-V secolo a.C.
o trasformazione delle case del borgo in
strutture ricettive
40
Pertosa
Sicignano degli
Alburni:
o ostello della gioventù
• Riqualificazione del centro storico (illuminazione,
rivalutazione delle piazze e degli invasi spaziali)
• Corso di formazione, misura 3.3 del Por, per giovani
diplomati per la figura di Operatore turistico integrato.
• Progetto MIDA (Museo Integrato Dell’Ambiente)
costituito da 4 punti:
- Il Mida1 consiste in un Museo-Auditorium al
centro del paese, dove verrà raccontato un
itinerario speleologico e geologico, di come si
sono formate le grotte di Pertosa e della loro
archeologia, di come nel 3000 a.C. un uomo è
arrivato nelle grotte e le ha utilizzate per motivi
cultuali. Quindi il Mida1 ha il compito di
spiegare in maniera divulgativa, didattica e
interattiva ai visitatori quello che poco prima
hanno visto fisicamente. Inoltre si sta
realizzando lo Scal.lab. (laboratorio di
archeologia sperimentale) che lavorerà per
riprodurre i reperti ritrovati nelle grotte all’inizio
del ‘900.
- Il Mida2 sarà un museo botanico che ospiterà
e racconterà le piante autoctone, e quindi
notizie sulla fauna, l’habitat, ecc. Ci sarà anche
un osservatorio del dopo-sisma, visto che
siamo in una zona sismica appunto. Lo scopo
è divulgare le nostre risorse, farle conoscere in
maniera più o meno approfondita senza per
forza restare nell’ambito di un solo comune.
- Infatti il Mida3 continua ad Auletta (un paesino
poco distante) con un contenitore di cultura
materiale e un centro servizi.
- Infine il Mida4, sempre ad Auletta, che mira a
rivalutare e recuperare il centro storico e
trasformarlo in un luogo di ricezione turistica.
• Ha migliorato il decoro esteriore del paese
• Ha migliorato le vie di comunicazione, è stata
realizzata una tangenziale che attraversa tutta la
zona
• Ha risolto i problemi di carenza di acqua
L’amministrazione comunale sembra avere un ruolo centrale nel creare le
condizioni per una vendibilità stabile del territorio, ma indispensabile è
41
considerata la collaborazione di una sorta di “agenzia di sviluppo del territorio”
in grado di garantire un supporto di idee, economico e operativo.
Per assicurare la stabilità della “vendibilità turistica” si considera indispensabile
offrire servizi di qualità, e quindi:
•
disporre di figure professionali che abbiano coscienza della ricchezza del
territorio, la passione e l’entusiasmo giusto per saperla pubblicizzare
•
disporre degli adeguati supporti ricettivi: attualmente la situazione è
positiva, ma si lavora continuamente per migliorarla
•
realizzare valide iniziative di intrattenimento e animazione: attuale sono
ancora poche e poco innovative, seppur questo sia un aspetto molto
importante da potenziare necessariamente, in quanto spesso il turismo
della zona è rivolto ai giovani che non trovano proposte interessanti (non
solo locali, pubs ma anche agenzie viaggio che aiutino anche
semplicemente a fare un biglietto ferroviario).
Bisogna, inoltre, elevare la qualità della vita in queste località, non si può
prescindere dall’ambiente e quindi bisogna ottimizzare: la depurazione,
l’illuminazione, la pulizia delle strade, la salvaguardia della risorsa idrica e del
metano.
Le prospettive per gli operatori che decidono di intraprendere la strada del
turismo sono buone a condizione che vi sia alla base una grande
professionalità. Gli amministratori ritengono che i nuovi operatori che volessero
farsi promotori del territorio dovrebbero prevedere:
•
interventi pubblicitari per far conoscere il territorio; è importante che il
nome della città si diffonda tra i potenziali turisti
•
prendere coscienza delle risorse esistenti, valorizzarle e salvaguardarle.
I comuni interpellati denunciano l’assenza o la mancanza di iniziativa di
associazioni, circoli culturali, pro-loco in grado di sviluppare proposte capaci di
suscitare interesse. Le pro-loco presenti in ogni comune sono, infatti, promotrici
di iniziative poco interessanti, legate spesso alla gastronomia: si ritiene
fondamentale la valorizzazione dei prodotti tipici, in quanto il territorio si lega
42
inequivocabilmente a questi, vendono quindi organizzate sagre o partecipazioni
a fiere). I loro interventi dovrebbero, quindi, essere migliorati.
Le iniziative per la promozione turistica
Buccino
Contursi Terme
Oliveto Citra
• la "Sagra della pasta di casa", che si svolge dal 16 al
18 agosto
• Numerose manifestazioni, sia folcloristiche che
religiose, tra cui:
- "Feriae
volceianese",
una
manifestazione
artistico-musicale che si articola in spettacoli di
musica classica, jazz e folkloristica che si tengono
nel centro storico cittadino dal 15 luglio al 31
agosto
- la festa patronale di Maria SS Immacolata (8
dicembre)
• Sagra del Cavatiello e della Capra: durante la sagra
si tengono spettacoli vari, tra cui un torneo di calcetto
di squadre locali. Nello svolgimento delle tre serate il
prodotto viene preparato e degustato in vari modi.
• Sagra della Lagana: la serata è allietata da spettacoli
musicali che accompagnano la degustazione del
prodotto tipico, preparato con ricette varie.
• Manifestazioni folkloristiche e religiose
• Festival e concorsi, tra cui:
- Premio Contursi Terme: promosso ed organizzato
dal Comune generalmente a Settembre, ha la finalità
di valorizzare le locali risorse ambientali e culturali.
• ha vinto un concorso di idee per marketing turistico:
camper itinerante tra tre località (MaterDomini –
Paestum – Pompei) con il compito di intercettare
direttamente il turista e promuover il territorio.
• Feste patronali e religiose
• Manifestazioni culturali:
- “Musica e Monumenti"
- ”Danza sotto le stelle"
- "Festa Santa Maria de Faris" (gastronomia, balli
e canti popolari) "Agosto Olivetano" (a cura della
PRO-LOCO)
- ”Sele d'Oro - Mezzogiorno” (convegni, seminari,
festival teatrale nazionale, spettacoli musicali e
serata finale con consegna "Premio Sele")
- ”Antico in Piazza” mostra mercato di antiquariato
43
e collezionismo
Sagra dell'Uva e Rassegna Nazionale del
Folklore (sfilata di carri trainati da buoi, canti e
balli popolari di diverse regioni - A cura della
PRO-LOCO)
Sagra del carciofo bianco
Sagra del vermicello (in preparazione)
“Pertosani nel mondo”, manifestazione estiva
realizzata per i concittadini che vivono fuori città
“Negro” (nome del fiume sotterraneo che si trova
sotto le grotte), è una rassegna di musica etnica,
ormai all’VIII edizione, che ha un respiro almeno
regionale. Richiama moltissimi giovani che amano la
musica, la natura. Si organizzano seminari su
strumenti musicali, danza, ecc. Un modo non solo per
ascoltare buona musica, ma anche per produrla.
Mostra sui dinosauri
Sagra delle Castagne
-
•
•
•
Pertosa
•
Sicignano degli
Alburni:
•
•
Gli intervistati denunciano nelle loro città:
•
un basso livello di aggregazione fra operatori per sensibilizzare
l’interesse del cliente, ma ne riconosco l’importanza per raggiungere
obiettivi di sviluppo turistico.
Gli operatori, piuttosto che aggregarsi e creare una valida e completa
offerta, tendono a farsi concorrenza (Sicignano degli Alburni)
evidenziando così la loro incapacità a consorziarsi per creare eventi.
Alcune amministrazioni, attraverso un “processo di comunicazione con
gli operatori” stanno avviando una serie di iniziative per “trasmettere il
concetto di organizzazione” (ad es.: nelle scuole del comune di Buccino
si sta cercando di inculcar sin da piccoli la “mentalità dell’integrazione”)
•
la mancanza di loro specifiche competenze: solo nel comune di
Buccino è stata evidenziata la lavorazione del rame, che oggi è forse
più remunerativa che in passato; e nel comune di Pertosa “esiste una
realtà storica di ristoratori” (mentre si posizionano peggio gli
albergatori).
44
Il coinvolgimento della provincia salernitana nel progetto Equal: Radici è totale,
anche perché sarebbe impensabile voler “vendere” qualcosa in cui non si
crede.
Si spera che il progetto si concretizzi in una sorta di scuola di formazione
professionale, che insegni il giusto approccio verso l’arte e che dia gli strumenti
per una solida consapevolezza del territorio. Acquisite le giuste competenze si
riuscirà a valorizzare il territorio al punto da non avere niente da invidiare alle
mete del turismo di massa.
Non tutti hanno evidenziato ostacoli al perseguimento di questo obiettivo, ma in
alcuni casi vi è la lucida consapevolezza che in questo percorso si dovrà
affrontare:
•
l’attuale mancanza di formazione in ambito turistico
•
la vecchia mentalità delle amministrazioni locali da cui è difficile
svincolarsi.
45
I modi di pensare nella provincia di Matera
Gli amministratori della provincia di Matera considerano improponibile il
paragone tra il turismo tematico e il c.d. turismo di massa, in quanto questo ha il
vantaggio di essere già molto sviluppato ed è per questo in grado di generare
nell’immediato profitti e occasioni di lavoro. Al contrario, in questa zona vi sono
solo potenzialità (attività culturali, ambiente, recupero centri storici, territorio,
…) non ancora sviluppate, e quindi di ostacolo all’evoluzione del turismo
tematico.
Questo potrebbe, anche, costituire uno sbocco per il turismo costiero di massa,
che spesso non riesce a soddisfare la domanda; è stata, quindi, avanzata la
proposta di creare itinerari turistici che coinvolgano più località.
Elementi di forza della proposta turistica
•
•
Aliano
•
•
•
Museo delle Tele, di rilevanza storica è dedicato a Carlo
Levi
Parco Letterario “Carlo Levi”: nasce con lo scopo di offrire
la tutela e la valorizzazione delle aree e del territorio che
sono stati fonte di ispirazione letteraria in una delle più
intense opere della nostra letteratura del '900 come il
"CRISTO SI E' FERMATO A EBOLI". Denominatore
comune nel Parco è l'interesse a riscoprire i legami
profondi che da sempre legano l'uomo alla sua terra, e di
cui sono testimonianza le attività umane nell'arte,
nell'artigianato, ma anche nell'agricoltura e nel commercio.
Il Parco Letterario è uno strumento nuovo e antico insieme,
per valorizzare le vere risorse del paese che non si limitano
ai soli "beni culturali" ma che si estendono sul territorio.
La chiesa di San Luigi Gonzaga, dedicata al Santo
Patrono, costruita nel XVI sec., nel cui interno sono
conservate tele di grande valore, risalenti al periodo 1500
1700, tra cui una tela raffigurante la Madonna col Bambino
di scuola bizantina; vi è conservata anche una Croce in
argento del 1523 del pittore Giovanni Perticara di Matera.
Il Santuario Madonna della Stella, piccola chiesa ricostruita
recentemente in una ottima posizione panoramica.
Museo della Civiltà Contadina, sito in un vecchio frantoio
46
•
•
•
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•
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Accettura
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•
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Craco
•
•
Calciano
•
•
abbandonato, in cui sono conservati antichi affreschi e
manufatti.
Il “Borgo Antico” per la particolare costruzione delle case,
secondo una antica tecnica costruttiva, con la quale le case
venivano costruite con mattoni crudi di argilla
Reperti archeologici di una necropoli del V secolo
Prodotti tipici (olio d’oliva Maianica, )
La Chiesa Madre di San Nicola (1500) è caratterizzata da
una particolare cupola. Nel suo interno sono conservati una
tela del 600, raffigurante l’Assunta, un dipinto che
rappresenta la Madonna col Bambino e una campana del
1611
La Chiesa dell’Annunziata (1588) in stile barocco
la chiesa di Sant’Antonio, di interesse artistico, era annessa
al Convento francescano fondato nel 1585 e conserva
all’interno alcune tele del XVII sec. e un reliquario in legno
policromo del XVII-XVIII sec., raffigurante San Giuliano.
Ambiente (bosco di Montepiano, foresta di Gallipoli
Cognato, monte Croccia,…)
Resti di insediamenti pre-ellenici: terracotte votive del IV-III
sec. a. C., custodite attualmente nel museo di Reggio
Calabria. I reperti sono stati rinvenuti presso i ruderi delle
fortificazioni di Tempa Cortaglia, Tempa del Monte, Tempa
Casalemi e Serra Antica.
il castello, costruito nel XIII sec., che conserva ancora
l’originale portale d’ingresso e la torre con splendide
finestre.
la chiesa di San Vincenzo nel cui interno è custodita la
statua del Santo
la chiesa di San Nicola che conserva altari barocchi in
marmi policromi e due tele appartenenti alla scuola di Luca
Giordano raffiguranti la Madonna col Bambino e
l’Arcangelo Raffaele
la chiesa dei frati minori osservanti dedicata a San Pietro,
caratterizzata da un interno a due navate in cui sono
custoditi un altare barocco, una tela del 1600 e un coro
ligneo.
La chiesa Madre dedicata a San Giovanni Battista
conserva nel suo interno un trittico ad olio del 1503,
raffigurante la Madonna col Bambino, attribuito a
Bartolomeo da Pistoia.
Castello di Santa Maria della Rocca
La foresta di Gallipoli Cognato, che è la più grande foresta
demaniale della BASILICATA. Nei suoi boschi
incontaminati, vi è una lussureggiante vegetazione di cerri,
olmi, aceri, lecci e tante altre specie; anche il sottobosco
offre un’immensa varietà floreale tra cui ricordiamo:
47
•
Oliveto
Lucano
•
•
•
•
Tursi
•
•
•
ginestre, mammole, ciclamini e pungitopi. Nella foresta
sono presenti anche varie specie di animali come volpi,
tassi, faine, cinghiali e daini.
la chiesa Madre a tre navate in stile romanico dove nel suo
interno si possono apprezzare tre altari in lamine di bronzo,
una tela che riproduce l’immagine dell’Immacolata ed una
croce astile in argento. Dell’antico castello feudale si può
ammirare l’imponente portale sormontato dallo stemma dei
Revertera ex proprietari.
pochi ruderi di un’antica città fiorita tra il VI e IV sec. a. C.,
quali alcuni tratti di mura ad archi e l’antica platea
d’ingresso alla città. Vi sono situati inoltre anche i resti del
castello e delle mura di Gallipoli de Montanea (Gallipoli
Cognato), un antico fortilizio abbandonato in epoca
angioina.
Monte Croccia (la vetta più alta della provincia di MT), da
cui si può ammirare il suggestivo panorama delle “Dolomiti
Lucane” e la lussureggiante foresta di Gallipoli Cognato.
convento dei Cappuccini, fondato nel 1568 e abbandonato
definitivamente nel 1866. All’interno della chiesa annessa
al Convento si possono ammirare una tela raffigurante la
SS. Trinità ed una serie di medaglioni, posti lungo le pareti,
raffiguranti gli apostoli.
il Santuario della Madonna di Anglona è la più importante
chiesa di Tursi, la cui costruzione risale all’XI sec.. Il
Santuario, meta ogni anno di numerosi pellegrini, è situato
a circa 6 km dall’abitato in posizione isolata e panoramica
sui fiumi Agri e Sinni e dal 1931 è monumento nazionale.
La facciata della chiesa è caratterizzata da una torre
campanaria a base quadrata con bifore, da un protiro e da
due colonne in pietra situate ai lati del portale su cui sono
scolpite le immagini degli apostoli Pietro e Paolo. L’interno,
a croce latina con navata centrale e due strette navate
laterali, è ricca di affreschi dell’XI, XIV e XV sec..
la chiesa di Santa Maria Maggiore, situata nel borgo antico
“Rabatana”, la cui costruzione risale al IX sec. ad opera dei
monaci basiliani ed è caratterizzata da un portale
quattrocentesco e da un interno in cui si può ammirare
un’acquasantiera del 1518. Sottostante la chiesa vi è una
cripta in cui sono conservati un presepe in pietra del XV
sec., opera probabilmente di Altobello Persio, un crocifisso
ligneo del XV sec. ed un sarcofago in pietra con uno
stemma raffigurante San Giorgio.
La Cattedrale, con interno a tre navate e rilievi in pietra,
non è più agibile a causa di un incendio che nel 1988 ha
devastato in modo gravissimo ed irrecuperabile l’intero
edificio.
la chiesa di San Filippo Neri, protettore di TURSI, la cui
48
•
•
costruzione risale al 1661 con interno a tre navate ed altari
marmorei
la chiesa della Madonna delle Grazie di cui non si conosce
l’epoca di costruzione, ma per il suo stile barocco si può
datare tra il XVII e il XVIII sec..
TURSI è noto per aver dato i natali al famoso poeta Albino
Pierro che con le sue opere, tradotte anche in più lingue,
ha valorizzato la poesia dialettale.
L’offerta turistica è già una piccola realtà; esistono e sono in fase di
miglioramento:
•
i collegamenti stradali e ferroviari; tuttavia le caratteristiche morfologiche
del territorio (montagna) impediscono la costruzione di autostrade.
•
alberghi, ostelli e altre strutture ricettive (liberi campeggi, punti scouts)
ristrutturati o nati a seguito di interventi pubblici dell’amministrazione.
Il turismo tematico è considerato un mercato di nicchia, rivolto a ristretti target di
cultura medio-alta di nazionalità italiana ed estera. A definire la portata del
fenomeno contribuiscono, però, le limitare capacità ricettive della zona.
La zona è, poi, già, meta del turismo scolastico (scolaresche in visite
d’istruzione).
Il turismo che interessa la zona appare poco sviluppato anche perché è di solo
passaggio; infatti ci si limita spesso ad intercettare semplicemente i flussi
turistici destinati alle vicine località turistiche (Metaponto, Scansano, Matera,
Poliporo) e a portarli in loco solo per poche ore nell’arco di una giornata.
Manca un’ampia offerta di servizi che invogli il turista a soggiornare in loco per
più giorni. Affinché venga meno questa caratterizzazione limitativa si ritiene
necessario anzitutto creare una cultura del turismo in grado di incentivare la
valorizzazione del patrimonio locale.
Per questo diventa indispensabile un’attività di formazione, attualmente carente;
a tal scopo si ritiene opportuno il confronto con le realtà dove l’attività turistica è
già consolidata, per apprendere le logiche turistiche imprenditoriali valide
sempre a prescindere dal luogo in cui l’attività si sviluppa.
49
Solo in un secondo momento ci si dovrà preoccupare di creare e/o migliorare i
supporti logistico-infrastruttuali, ricettivi e di intrattenimento atti a offrire servizi di
qualità ai turisti, tali da render possibile un turismo non solo di passaggio.
Non si ritiene che la cultura dell’accoglienza possa costituire un ostacolo allo
sviluppo del turismo e che quindi possano verificarsi problemi da parte dei locali
ad accettare i flussi turistici. Tuttavia, affinché, questo sia vero è necessario
dotarsi delle giuste strutture per l’accoglienza, tali da non creare disagi ne ai
visitatori ne alla popolazione residente.
Inoltre, alcuni paesi sono di emigranti, che d’estate si recano in visita in queste
località; essi sono numerosi ma ben accolti dalla popolazione locale.
Significativa l’esperienza di Aliano, dove non disponendo in un albergo, i
cittadini (individuati dopo aver aderito a un bando) si son resi disponibili ad
ospitare nelle loro case i turisti e gli studiosi di Levi giunti in città.
Attualmente per promuovere il territorio è stato fatto ben poco, vi sono solo
pochi progetti ma niente che sia divenuto già realtà. Le uniche iniziative in
questo senso sono riconducibili soprattutto a:
•
articoli su giornali ed opuscoli per lo più a tiratura locale,
•
annunci promozionali radiofonici
•
isolate esperienze di gemellaggio con l’estero (Tursi), anche se tali
iniziative in passato non erano sostenute nemmeno delle amministrazioni
comunali ostili ad instaurare rapporti di questo tipo.
•
il comune di Calciano ha affidato a cooperative di servizi la gestione
dell’operazione turistica.
•
Si tenta di promuovere il territorio anche all’estero (in Germania e
Spagna) ma questo richiede maggiori risorse finanziare, che il comune d
solo non riesce a sostenere.
Le sagre e le feste locali sono poche e legate alla tradizione gastronomica e
folkloristica, tuttavia si sta cercando di ripristinarne alcune e di istituirne nuove,
al fine di proteggere e valorizzare le tipicità locali.
50
Le iniziative per la promozione turistica
Aliano
Accettura
Craco
• È stato istituito il Premio Letterario Carlo Levi
• Sono stati pubblicati negli ultimi anni libri su Aliano
• Ha ideato, in collaborazione con agenzie viaggio, un
pacchetto turistico per consentire ai visitatori di conoscere
l’intera area. Si propone di visitare tutti i luoghi importanti
legati a Levi, la sera è prevista la degustazione di piatti tipici
e il viaggio sentimentale, quando viene presentata la
commedia del Carnevale di Levi
• Sagra dell’Olio d’Oliva
• Sagra della bruschetta
• Feste patronali e religiose
La festa del Maggio, legata alla festa di S. Giulianosi articola in
3 fasi:
- la prima ha come teatro di svolgimento il bosco di
Montepiano dove un gruppo di boscaioli, detti “Maggiaioli”,
sceglie il “Maggio”, ovvero il cerro più alto e più possente,
abbattendolo con grande cura.
- Nella seconda fase (la domenica di Pentecoste), senza
dubbio la più spettacolare, viene abbattuto nella Foresta di
Gallipoli Cognato un agrifoglio, anch’esso precedentemente
scelto tra quelli più ricchi di rami e foglie, della “Cima”. Il
giorno dell’abbattimento del trasporto della Cima
corrispondente contemporaneamente con il giorno del
trasporto del Maggio, già pulito della corteccia e privato dei
rami.
Il cerro, cioè il Maggio, è trainato da diverse coppie
di buoi, mentre la Cima, è trasportata a spalla dai “Cimaioli”
tra cori festosi, danze e canti popolari.
- La terza fase si realizza in paese, dove i due alberi vengono
introdotti e accolti con grande entusiasmo e gioia da tutti i
presenti, da concerti bandistici e da devoti che offrono vino e
prodotti tipici.
Due giorni dopo (il martedì di Pentecoste), il Maggio e la
Cima vengono innestati l’uno all’altra, quasi a simboleggiare
una sorta di matrimonio tra le piante più delle del bosco.
Mentre le due piante vengono unite, si svolge la parte
religiosa della festa con la processione della statua del Santo
Patrono, preceduta da ragazze che portano in testa enormi
ceri, detti “cente”, con cui ballano a ritmo di musica popolare.
Nel frattempo il Maggio comincia ad essere eretto,
operazione che si conclude quando la statua del Santo
Protettore giunge dinnanzi al Maggio. Successivamente il
Maggio viene scalato da persone che, almeno per un giorno,
diventano gli eroi del paese. Così ha luogo la fase conclusiva
della festa che esprime la forza e il controlli dell’uomo sul
bosco.
• Festa e fiera di San Vincenzo, patrono del paese
51
Calciano
Oliveto
Lucano
Tursi
•
•
•
•
•
•
Feste patronali e religiose
Sagra dell’involtino
Sagra del trittico lucano (fusilli cavatelli e orecchiette)
Sagra della pannocchia
manifestazione del “Maggio”, rito del culto arboreo di origini
pagane inserito nella ricorrenza religiosa di San Cipriano,
protettore del paese. Il “Maggio” è il fusto di un albero di
cerro, che abbattuto nei boschi e privato dei rami e delle
foglie, viene trainato in paese da buoi al suono di
zampogne e organetti. Al “Maggio” viene unito un
agrifoglio, anch’esso tagliato nei boschi, al quale vengono
legati delle targhette indicanti i premi e viene eretto nella
piazza del paese. Un determinato numero di cacciatori, a
turno, spara per colpire la targhetta ed aggiudicarsi il
premio. Se alla fine, alcuni premi sono rimasti sull’albero,
sono poi i boscaioli a scalare il “Maggio” per aggiudicarsi i
premi.
Gemellaggi con il Nord Europa
Gli intervistati credono nelle potenzialità del loro territorio e nella capacità delle
attività turistiche di migliorare l’economia (riducendo disoccupazione e
spopolamento; creando reddito, …) ma hanno allo stesso tempo evidenziato le
notevoli difficoltà affinché ciò si concretizzi. Ritengono che il turismo tematico
rappresenti il futuro e che sia in realtà l’unico tipo di turismo che possa
svilupparsi in una zona come la loro importante da un punto di vista storico,
artistico e paesaggistico.
Questo diventerà realtà solo quando cambierà la mentalità della gente del
posto: gli investimenti in questo settore richiedono periodi più o meno lunghi per
un ritorno economico, ma qui nessuno è disposto ad aspettare e quindi questa
attività non riceve la giusta attenzione. Anche i giovani sono legati all’idea del
“posto fisso”, non sono disposti a rischiare, ad investire in attività imprenditoriali,
non credono nelle potenzialità del loro territorio e nemmeno nella possibilità di
essere sostenuti da supporti economici pubblici.
L’amministrazione comunale si considera un valido interlocutore tra gli operatori
e i privati, ma da sola non può finanziare le iniziative, è necessario che i privati
acquisiscano la mentalità del rischio. Si riconosce, tuttavia, l’importanza di
incentivare i privati ad avviare un’attività turistica: incentivi rappresentati dagli
esistenti benefici di legge in grado di aiutarli a creare e sviluppare aziende. A
52
dimostrazione di quanto detto, vi è il caso dei 30 comuni che rientrano nel
bacino della Val d’Agri del petrolio, per i quali sono previsti royalties e
finanziamenti, che per il 50% sono a fondo perduto.
Seppur sia stata riconosciuta l’importanza dei finanziamenti, si giustifica
l’operato di alcuni comuni che, nell’attuale periodo di recessione, preferiscono
destinare i fondi pubblici, stanziati per l’attività turistica, alle altre attività
economiche (n.b.: non meglio definite).
Ci si auspica, poi, obiettività e coerenza nell’assegnazione dei fondi, per evitare
che siano stanziati per tutti, ma che vengano corrisposti ai soli comuni con una
reale valenza turistica.
È stata, inoltre, sottolineata l’importanza di destinare i finanziamenti alla
formazione di una nuova classe imprenditoriale, al fine di agevolare e
incoraggiare i giovani ad avviare nuove attività.
Gli interventi dell’amministrazione comunale per la valorizzazione
territoriale
Aliano
Craco
Calciano
•
Ha ripristinato il Museo delle Tele di Levi e sta per aprire
al pubblico la casa natia
• In collaborazione con l’università del turismo di Perugina
sta studiando le modalità per realizzare imprese
turistiche sul territorio locale.
• In collaborazione con la società Craco Ricerche (di cui il
comune è socio al 53%) cerca di monitorare il territorio
per studiare il moto franoso e procedere alla
ristrutturazione del paese vecchio distrutto un
inarrestabile movimento franoso verificatosi nel 1970 e
che proseguito nel corso degli anni ha costretto gli
abitanti a trasferirsi nelle frazioni di CRACO-PESCHIERA
e CRACO-SANT’ANGELO.
• In collaborazione con la Comunità Montana e l’Ente
Parco cerca di valorizzare l’artigianato locale e di tutelare
il patrimonio ambientale
Il comune di Aliano ha avuto un incontro con l’università del turismo (Perugia)
per capire come realizzare imprese turistiche (per esempio: ristoranti, negozi di
souvenir o prodotti tipici, …) sul territorio locale. L’iniziativa sarà destinata ai
53
residenti e in tale ambito il progetto Equal sarà un ottimo appoggio per la
formazione dei futuri imprenditori.
La stessa amministrazione mira, inoltre, con l’aiuto della Regione, a creare delle
figure professionali in tale settore: ritiene, infatti, che in ambito turistico la
professionalità degli operatori sia un fattore fondamentale.
Periodicamente l’amministrazione di Aliano incontra i giovani per creare in loro
una nuova mentalità imprenditoriale, far capire che piuttosto che inseguire il
posto fisso si dovrebbe intraprendere un’attività autonoma che potrebbe
rivelarsi anche più remunerativa.
L’amministrazione del comune di Oliveto per sviluppare la produzione locale di
ceramiche
individua
progetti
per
l’imprenditoria
giovanile,
fornisce
le
informazioni e i locali per realizzare le iniziative. Tali prodotti non possono
essere destinati alla commercializzazione, sono prodotti artistici. Sono collocati
nel corso di eventi fieristici o nelle postazioni all’interno parco durante le
manifestazioni. In questo modo l’imprenditore è la parte attiva, che va incontro
al mercato; l’istituzione mostra il prodotto e documenta i trend delle vendite;
cerca, inoltre, incentivare l’aggregazione e la conoscenza; aderisce alle
manifestazioni per far sì che i prodotti locali siano pubblicizzati, e che
indirettamente sia reso noto anche il comune.
Il pubblico può sostenere il privato, ma senza dominarlo; bisogna evitare di
dissipare i capitali in finanziamenti assistenzialistici, dunque sì al credito
agevolato e no ai fondi perduti.
Nella vita economica della zona assumono un leggero rilievo solo piccoli
produttori agricoli (vino – olio – grano); si tratta soprattutto di produzioni
familiari, gli scambi commerciali sono molto ridotti e vi è un limitatissimo giro
d’affari; i giovani sono poco propensi ad ereditare e continuare una cultura di
tradizioni e antichi saperi.
Piccole e poche sono, poi, le botteghe artigiane.
54
Superfluo precisare come manchi del tutto l’aggregazione tra gli operatori
economici.
Non in tutti i comuni sono presenti pro-loco e associazioni culturali e,
comunque, spesso non sono capaci di suscitare interesse e attirare turisti con
valide iniziative. In rari casi sono funzionali e costituiscono un punto
informazione, in grado di promuovere iniziative per valorizzare il paese e di
realizzare attività nel corso dell’anno (sport, teatro, volontariato, musica…). Si
auspica un più intenso interesse da parte dei giovani anche in tal senso.
Il comune di Oliveto ha evidenziato la presenza di associazioni di concittadini
nei luoghi in cui ci sono le maggiori colonie di emigrati. Ciò è utile perché si
promuove la zona all’estero.
Gli amministratori ritengono che, i nuovi operatori, che volessero farsi promotori
del territorio, dovrebbero riuscire a coniugare 3 elementi necessari affinché il
turismo abbia successo: bellezza del territorio, cultura gastronomica e
divertimento.
Considerando che i finanziamenti vengono stanziati per attività definite, agli
operatori basterebbe presentare un progetto seguendo direttive predefinite.
L’obiettivo del progetto equal: Radici è certamente creare imprese per
valorizzare il turismo e ridurre lo spopolamento: le amministrazioni si aspettano
a tal riguardo che le imprese che nasceranno siano seguite da qualcuno
competente, in grado di far formazione specifica.
Vi è poi la consapevolezza dell’esistenza di ostacoli al perseguimento di tale
obiettivo:
•
la mancanza di aggregazione tra gli imprenditori.
•
i lunghi procedimenti burocratici che rallentano la realizzazione di
progetti e infruttuosi conflitti di competenza tra organismi pubblici (Oliveto
– Tursi)
•
il disinteresse della Regione, che spesso non ascolta i Comuni e non
conosce le esigenze della zona (ad es.: ad Oliveto non esiste la scuola
media, i bambini vanno ad Accettura, tramite autobus, ma la regione ha
55
ignorato le varie proposte comunali per finanziare o agevolare il
trasporto).
•
la mancanza di dialogo con gli Enti, che genera la sfiducia della
collettività nei confronti delle istituzioni che appaiono interessate solo alle
grandi realtà.
56
I modi di pensare nella provincia di Potenza
Nella provincia di Potenza il turismo è una risorsa importante. Ci sono tutte le
caratteristiche per fare del turismo tematico: l’ubicazione territoriale, i centri storici,
le ricchezze naturali, l’ambiente, il patrimonio culturale ed artistico, le tradizioni e i
prodotti tipici (oltre che la risorsa principale della Val d’Agri, ossia il petrolio).
Elementi di forza della proposta turistica
Grumento Nova
Guardia Perticara
Marsico Nuovo
Moliterno
• Centro storico
• Parco Archeologico
• Chiesa di Sant’Antonio, dell’ottocento con facciata in
stile neoclassico e campanile a vela
• Chiesa del Rosario del 1860, con cupola sostenuta
da quattro colonne, che conserva affascinanti mosaici
• Lago del Pertusillo, un bacino artificiale circondato da
una lussureggiante vegetazione, ricco di anguille e
trote
• Scavi dell’antica Grumentum
• Centro storico, in cui si può trovare:
- chiesa di Sant’Antonio che conserva una tela
raffigurante l’Annunciazione ed alcune statue
raffiguranti Sant’Antonio e l’Addolorata
- ruderi dell’antica città vescovile di “Turri” abitata fino
al XVII sec..
• Chiesa Madre di san Nicola di Bari
• Necropoli della civiltà Enotria
• Produzione agricola (cereali e ortaggi)
• Prodotti alimentari (pane, biscotti, formaggi, mele)
• Centro storico (ricco di palazzi gentilizi: ad es.
palazzo Pignatelli)
• Cattedrale ottocentesca dedicata a San Giorgio nel
cui interno custodisce tele pregiate del 1600 e del
1700
• chiesa di San Gianuario, patrono del paese, fondata
nel XIII sec.. Dell’epoca rimane solo il portale, murato
sulla facciata con rilievi di figure umane e capitelli
scolpiti con rappresentazioni di animali.
• Santuario di Santa Maria di Costantinopoli che
conserva notevoli affreschi cinquecenteschi.
• Ambiente e natura (rifugio della Maddalena, bosco
dell’Arioso, sorgente dell’Agri, grotte di Castel di
Lepre, monte Tumolo, monte Lama…)
• La Chiesa Madre o dell’Assunta, edificata tra l' XI e il
XIII sec..
57
•
•
•
•
•
Montemurro
•
•
•
•
•
•
San Chirico
Raparo
•
•
•
•
•
•
•
Spinoso
•
•
•
Chiese, chiesette minori, cappelle urbane e rurali
Palazzi storici, come Palazzo Lovito, Palazzo Gilberto
e Palazzo Valinoto
Il castello, antico nucleo cittadino
Biblioteca Civica che permette di fare ricerche
storiche su tutto il territorio regionale
Prodotti alimentari (il canestrato, il pecorino, il vino
DOC, i funghi, le castagne, il tartufo)
Natura
Santuario della “Madonna di Servigliano”,
in località “Pietra Laccata” vi è un’area boschiva ricca
di vegetazione dove una sorgente di acqua
freddissima sgorga da una pietra spaccata che da il
nome al posto
Il territorio è circondato da suggestivi boschi dove nel
periodo autunnale si possono raccogliere castagne e
varie specie di funghi.
Diffuse sono le piantagioni di olivo dalle quali si ricava
un ottimo olio.
Praticato è l’allevamento degli ovini e soprattutto delle
capre maltesi dal latte delle quali si ricavano gustosi
formaggi
Alcuni giacimenti di petrolio.
l’abbazia di Sant’Angelo o di San Michele al Raparo
fondata da una comunità di monaci basiliani
In periferia sono situati gli ultimi ruderi dell’abbazia di
Sant’Angelo in cui sono visibili le celle dei monaci
scavate nella roccia. Inoltre nelle vicinanze, in una
grotta, si possono ammirare alcune stalagmiti ed un
affresco rupestre che raffigura San Michele.
Palazzo Barletta
Chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo: all’interno
sono conservati un crocifisso del 1300 proveniente
dal monastero di Sant’Angelo, un polittico del 1500 di
Simone da Firenze, un calice in argento di stile
barocco ed una fonte battesimale del 1500
Sorgente del torrente Trigello il cui corso d’acqua
scompare in autunno e riappare in primavera,
fenomeno dovuto alla natura carsica del terreno.
Verdeggianti boschi come quello della Sella del Titolo
posto ideale per passeggiate ed escursioni
Produzione alimentare (rafano e tartufo)
Ambiente:
Monte Raparo
Lago Pertusillo
vallata del fiume Agri
Centro storico
58
-
palazzi settecenteschi (tra i più belli: Palazzo Caltieri,
Palazzo Infantino, Palazzo Romano, Palazzo
Spolidoro e Palazzo Viceconte)
- Chiesa Madre
- piazza
• Prodotti alimentari (tartufo, funghi)
Il cliente del turismo tematico lo si identifica come un amante della natura,
dell’ambiente, della cultura, delle tradizioni e della gastronomia, desideroso di
arricchire la propria cultura e di trascorrere un soggiorno rilassante e sereno.
Un target sicuramente selezionato di classe economica medio-alta (la zona offre
campi da golf, riserve di caccia), non massificato.
Si ritiene che la provincia di Potenza possa essere una buona meta anche per il
turismo scolastico.
Dall’indagine è emerso che lo sviluppo dell’attività turistica trova degli ostacoli:
•
la popolazione chiede interventi negli altri settori economici prima che nel
turismo, quindi le amministrazioni preferiscono potenziare, anzitutto, le aree
PIP per ospitare alcune attività. In questo modo riescono anche a evitare, o
quanto meno a circoscrivere, il fenomeno spopolamento.
-
Il comune di San Chirico Raparo ha realisticamente ammesso
nell’ambito dell’indagine le sue perplessità nell’avvio dello sviluppo
economico legato al turismo, in quanto ci sono problemi più urgenti da
risolvere.
•
i
giovani,
seppur
risultano
essere
informati
sulle
opportunità
di
finanziamento, devono scontrarsi con il sistema creditizio, che non consente
a chi parte senza risorse personali di iniziare un’attività
•
i rapporti comprensoriali:
spesso le amministrazioni coinvolte in
iniziative intercomunali non riescono a concretizzare, per l’incapacità di
collaborare. Si realizzano così solo cose spicciole e ci si blocca sulle grandi
opere. La politica deve essere a livello comprensoriale.
•
Scarsa iniziativa privata:
le
iniziative
dell’amministrazione
rischiano di fallire se poi sono seguite da una debole risposta
59
imprenditoriale,
bisogna
che
i
privati
acquisiscano
la
cultura
dell’imprenditoria.
Si potrebbe risolvere questo problema dando fiducia ai cittadini e stimolando
le iniziative private. Se i privati vedessero nascere infrastrutture forse
inizierebbero a credere nelle possibilità di sviluppo e comincerebbero ad
essere propositivi.
Oggi invece molti giovani partono per lavorare da dipendenti in strutture
ricettive del nord.
•
Collegamenti inadeguati:
le due sponde del fiume agri sono mal collegate
e questo contribuisce ad isolare le popolazioni che le abitano. La
realizzazione di un ponte oggi costa troppo, anche se un tale investimento
legherebbe le due rive, rendendole più immediatamente fruibili e il ponte
stesso diverrebbe un elemento di attrazione turistica.
•
Lunghi tempi politici:
E’ difficile incidere sia sui tempi della politica, sia
economicamente con le sole proprie forze. La zona è in una fase di
sopravvivenza.
•
Cattiva informazione:
per
un
turismo
culturale
un
ostacolo
è
l’ignoranza. Deve esserci in alcune imprese il passaggio generazionale.
A causa di questi vincoli allo sviluppo, la zona è interessata solo da turismo di
passaggio: per risolvere questo problema e fare in modo che diventi stanziale si
ritiene necessario:
•
creare le infrastrutture (vie di comunicazione, collegamenti, …)
•
costruire alberghi e strutture destinate all’ accoglienza
•
fare in modo che funzionino (non ha senso infatti realizzare strutture
ricettive in zone in cui mancano i collegamenti stradali)
•
offrire un circuito turistico fatto di visite guidate a tutti i luoghi più belli della
valle
•
educare all’accoglienza
•
creare figure professionali nuove e competenti con spirito di iniziativa.
60
Le amministrazioni sono favorevoli alla riscoperta delle proprie radici e sono, per
questo, attive in molteplici iniziative di rivalutazione e di promozione del territorio,
attraverso la valorizzazione dei beni architettonici e ambientali e di una importante
tradizione storico-culturale.
Gli interventi delle amministrazioni comunali per la valorizzazione
territoriale
Grumento Nova
Guardia Perticara
Marsico Nuovo
Moliterno
Montemurro
San Chirico
Raparo
• Riqualificazione del centro storico
• Ha ipotizzato un Parco Archeologico
• Sta pensando al recupero della strada PaternoPadula che offre un bellissimo panorama
• Prolungamento degli orari di apertura dei negozi
• Miglioramento di strutture pensate per il tempo libero
(piscina comunale, campo sportivo, palestra)
• Progetto Borgo Albergo: il progetto multi-regionale
(Basilicata, Calabria, Campania) vuole creare una
rete di comuni in grado di offrire servizi di qualità ai
turisti.
• Ha organizzato una mostra con reperti della civiltà
degli Entri, è stata infatti scoperta una necropoli
italica
• Ha acquistato un palazzo anticodi grande pregio per
adibirlo a sede mussale della civiltà Enotria
• Ha in progetto la realizzazione di un museo della
Scienza e della Tecnica
• Sta puntando ad uno sviluppo sostenibile ed ecocompatibile
• Recupero del centro storico e dei beni culturali (con
finanziamenti dei PIT)
• Recupero del “Borgo Scruppo”, area rurale di
particolare interesse ambientale e architettonico
• Valorizzazione ambientale e paesaggistica dell’area
“Fontana delle Brecce” e “Piana del Lago”
• il comune è inserito nel progetto PIT
• Riqualificazione del centro storico
• Ha presentato un progetto per realizzare un parco
culturale Leonardo Sinisgalli (ingegnere e poeta)
• Sta cercando di risolvere il problema del dissesto
idrogeologico
• Ha proposto la nascita di un parco eolico
• Recupero di monumenti storici (Abbazia di
Sant’Angelo, Torre San Vito, Palazzo Barletta)
• Ha diminuito le tasse e migliorato i servizi
61
Spinoso
• Ha creato un gruppo impegnato nella ricerca e nel
recupero delle canzoni popolari in dialetto
sanchirichese
• Ristrutturazione di beni culturali
Da evidenziare è l’operato del comune di Guardia Perticara, che già da anni lavora
sul marketing turistico, per il recupero del centro storico e per acquisire il
patrimonio comunale delle abitazioni da mettere al servizio dei turisti. (legge 219,
legge 32). Significativa la partecipazione di questo comune al progetto Borgo
Albergo, finanziato dalla Regione Basilicata e dal Ministero dei Beni Culturali.: una
rete di otto comuni, quattro lucani, due calabresi, due campani, per un progetto
multi-regionale (Aderenza, Guardia, Stigliano, Brienza, Laino Borgo, Laino
Castello, Padula, Reggiano). Si è gia costituita una prima cooperativa destinata alla
gestione, è stato istituito un bando di concorso per società miste pubblico-privato
per chi vorrà investire. L’amministrazione sarà semplicemente un anello di
raccordo.
Le amministrazioni dichiarano di avvertire la necessità di costruire un sistema
turistico locale ai sensi della legge n. 135 del 2000 e del Piano Turistico Regionale,
per poter coinvolgere gli operatori dei singoli settori e, per quanto possibile, attrarre
finanziamenti regionali e comunitari a sostegno di tali iniziative.
Il finanziamento presuppone un buon progetto di base ed è indispensabile
soprattutto per i comuni piccoli che hanno problematiche tali da non permettere
scelte economiche autonome. È stata evidenziata la necessità di affiancare con
l’iniziativa privata l’operato dell’amministrazione pubblica affinché i risultati siano a
beneficio di tutta la comunità: si ritiene, infatti, che la privatizzazione totale vada
contro l’interesse generale.
Le
risorse
finanziarie
sono
considerate
fondamentali
soprattutto
per
la
realizzazione delle infrastrutture; per tutto il resto bisogna che il cittadino abbia la
volontà di creare impresa.
Nota dolente è poi la mancanza dell’investimento nella promozione territoriale:
sono molte le strutture ricettive presenti sul territorio ma a causa dell’assenza di
iniziative promozionali non hanno alcuna visibilità al di là del territorio regionale.
62
Le iniziative per la valorizzazione turistica
Grumento Nova
Guardia Perticara
Moliterno
Montemurro
San Chirico
Raparo
Spinoso
• Rievocazione storica teatrale in costumi romani
(agosto)
• Sagra dei prodotti dell’orto, delle vigne e dell’ovile
(agosto)
• Sagra del vino (16 agosto)
• Feste patronali e religiose
• Cinema all’aperto
• Spettacoli teatrali
• Feste religiose e popolari
• Sagra del canestrato (agosto)
• Festival Internazionale dei gruppi folk
• Apertura domenicale dei negozi
• Centro ippico
• È stata ipotizzata la realizzazione di un campo da golf
• Sagra della Ruscella
• Progetto “Terra Solidale”: il comune è impegnato
nella realizzazione di strutture da adibire
all’accoglienza turistica e all’accoglienza di etnie
svantaggiate (ad es. extracomunitari) e anziani
• Flessibilità degli orari di apertura dei negozi
• Artestate – manifestazione culturale che si svolge nel
centro storico
• Sagra “alla ricerca dei sapori perduti”, che si sviluppa
in 12 postazioni, una per ogni mese dell’anno, si
svolge nel centro storico ed è possibile degustare i
prodotti tipici
Per quanto riguarda gli operatori economici della zona, si riconoscono a questi
poche specifiche competenze.
Un tempo era preponderante la tradizione artigiana, oggi c’è, invece, solo qualche
esempio di giovani artigiani (lavorazione del ferro, del legno, della pietra) che
hanno ereditato l’attività dai padri.
La loro produzione potrebbe sicuramente trarre impulso dallo sviluppo del territorio
nella direzione turistica, ma attualmente è ancora troppo esigua.
Vi è, poi, solo qualche esempio di imprenditoria giovanile.
Attualmente si riscontra, tra l’altro, un basso livello di aggregazione tra operatori
per sensibilizzare l’interesse del cliente.
63
Le amministrazioni sono apparse, tuttavia, consapevoli che le singole iniziative
sono poco efficaci, se non opportunamente inserite in un’azione di marketing
territoriale che coinvolga più soggetti, sia pubblici che privati.
Il prodotto da offrire non può che essere il risultato di un’azione coordinata di vari
soggetti.
Tra gli obiettivi del progetto equal: Radici, vi è:
•
la valorizzazione del territorio
•
l’incremento dell’attrattività turistica, socioculturale ed economica nei
confronti dei flussi turistici
e gli intervistati ritengono che attualmente la scarsa visibilità del loro territorio e la
scarsa iniziativa privata siano di ostacolo al perseguimento degli stessi.
Grazie al coinvolgimento in questo progetto le amministrazioni hanno evidenziato le
loro aspettative:
•
entrare in un circuito che va al di là della Val d’Agri: riconoscono la difficoltà
di farsi conoscere all’esterno e quindi l’importanza di promuovere il proprio
territorio per incuriosire e attrarre i potenziali turisti, ma anche di essere
pronti ad accoglierli.
•
creare lavoro e favorire l’occupazione, per far tornare “a casa” gli emigrati
all’estero
•
creare buone iniziative di promozione e formazione
•
stabilire collaborazioni sistematiche con altri comuni per creare un’offerta
turistica globale
Molta è, infatti, la fiducia riposta nel progetto, e le amministrazioni riconoscono
come lo stesso dia loro l’opportunità di:
•
creare aziende-guida in grado di innescare un meccanismo positivo, anche
se poi dovranno essere le capacità dei singoli a tradurre in risultati utili tali
input.
•
creare partenariati con paesi esteri, mediante cui promuovere il territorio
locale
•
costruire con i partner i presupposti per creare nuove figure professionali e
quindi opportunità lavorative
64
•
sviluppare il territorio locale e la vivibilità dei centri
•
aprire sportello informativi (ad es. “l’informa giovani”) per aiutare i giovani a
cogliere tutte le opportunità che si presentano sul territorio
•
recuperare e rendere produttive le numerose strutture che il Comune già
possiede.
65
PROMEZ – LEGAMBIENTE BASILICATA
PROGETTO COMUNITARIO EQUAL
“RADICI”
RICERCA QUALITATIVA SULLA
VALORIZZAZIONE TURISTICA
A cura di:
Elisa Capozzi
DEI SITI MINORI
Franco De Leo
RICERCA QUALITATIVA
CLIENTI FINALI
Tour Operator
Travel agency
Opinion leader
Sindaci
TARGET
NUM
.
Clienti finali
500
Tour Operator
50
Agenzie di viaggio
150
TARGET
NUMEROSITA’
CAMPIONARIA
Pug.–Bas.–Cam.
Altre regioni
TOT
Clienti finali
100
400
500
Tour Operator
20
30
50
Agenzie di viaggio
50
100
150
AREE DI
INDAGINE
TOUR OPERATOR E AGENZIE DI
VIAGGIO
CLIETI FINALI
La situazione del mercato del
turismo
Abitudini di vacanza e frequenza dei
territori
Le proposte a catalogo e il
rapporto con i clienti
Le esperienze di itinerari nei siti
minori e i rapporti con i fornitori
Il rapporto con i fornitori
Modello d’
d’acquisto
IL CLIENTE
FINALE
55
NUMEROSITA’
CAMPIONARIA
90
42
67
51
95
35
35
30
7%
DESTINAZIONE DEL
VIAGGIO PER TURISTI
ITALIANI
93%
ITALIA
FREQUENZA
DEI VIAGGI
NELL’ANNO
ESTERO
450
400
350
300
250
200
150
100
50
0
1
2
2o3
3
3o4
4
5
6
7
>7
500
500
400
CHI VIAGGIA NELLA
PROPRIA REGIONE
300
175
200
100
0
intervistati
viaggi in regione
piem onte
lom bardia
veneto
CHI VIAGGIA NELLA
PROPRIA REGIONE
toscana
cam pania
basilicata
em ilia rom agna
lazio
puglia
0
0,2
0,4
0,6
VIAGGI FUORI DALLA PROPRIA REGIONE
TURISTA NAZIONALE
4% 4% 3%
5%
5%
5%
13%
12%
6%
6%
11%
7%
9%
10%
toscana
emilia r.
trentino
sardegna
liguria
puglia
veneto
sicilia
lazio
marche
calabria
campania
abbruzzo
lombardia
calabria
puglia
emilia r.
toscana
sicilia
lazio
campania
veneto
TURISTA LOCALE
5%
5%
4%
4%
34%
9%
11%
12%
16%
lombardia
FREQUENZA DEI VIAGGI NELLE REGIONI
TARGET L’ULTIMO ANNO
REGIONI
LOC.
FREQUENZA
29
Spesso
N1
N2
N 2°3
N 10
4
22
1
1
1
14
N1
N2
N 2°3
N3
Non risp.
7
2
2
2
1
BASILICATA
12
Ogni tanto
N1
N2
N3
N 4°5
2
7
1
1
1
TOTALE
55
PUGLIA
CAMPANIA
NAZ.
FREQUENZA
N1
N2
19
4
Spesso
N1
1
9
N1
5
23
10
5
38
FREQUENZA DEI VIAGGI NELLE REGIONI
TARGET NEGLI ANNI PASSATI
REGIONI
PUGLIA
CAMPANIA
LOC.
NO SI
4
19
FREQUENZA
Spesso
Ogni tanto
N1
N2
N4
Non ric.
18
2
6
1
1
13
19
Spesso
Ogni tanto
N1
N 4°5
Non ric.
0
1
3
1
14
Spesso
Ogni tanto
N1
N3
N 3°4
N4
N 4°5
Non ric.
6
1
2
1
1
1
1
13
41
BASILICATA
16
23
TOTALE
39
83
NAZ.
NO SI
11
20
20
10
23
9
54
39
FREQUENZA
Spesso
Ogni tanto
N1
N3
N6
N 10
Non ric.
9
1
2
3
1
1
2
Spesso
Ogni tanto
Non ric.
6
0
3
Spesso
Ogni tanto
N1
N 10
Non ric.
6
0
1
1
1
DURATA DEI VIAGGI
25
20
15
1 - 7 gg
10 - 15 gg
10
> 15 gg
5
0
turista locale
turista nazionale
DOVE IL TURISTA HA SOGGIORNATO
campeggio
albergo
25
villaggio
20
residence
15
pensione
10
casa affitto
5
casa amici/parenti
0
turista locale
turista nazionale
casa di proprietà
COMPAGNIA
1%
33%
con amici
con parenti
altro
66%
LIVELLO DI SODDISFAZIONE
5% 1%
50%
molto
44%
abbastanza
poco
per niente
COSTI
> 2000 €
da 1000 a 2000 €
da 500 a 1000 €
da 250 a 500 €
< 250 €
0
5
10
turisti locali
15
turisti nazionali
RAPPORTO QUALITA’ PREZZO
6%
13%
è costata troppo
è costata il gusto
prezzo
è costata poco
81%
HA MAI PASSATO UNA VACANZA IN UN SITO
MINORE?
17%
NO
SI
83%
PERCHE’ NO?
16%
38%
7%
14%
4%
14%
7%
non mi interessa
problemi economici
ho altri impegni
sono anziano/a
non ho avuto occasione
motivi di salute
non indica il motivo
DA CHI HA ACQUISTATO IL VIAGGIO?
11%
agenzie di
viaggio
autonomamente
89%
TEMA DEL VIAGGIO
8%
4% 1%
38%
31%
18%
arte e cultura
enogastronomia
natura
rurale
sport
religione
PERIODO DEL VIAGGIO
28%
17%
35%
estate
autunno
inverno
primavera
20%
MODALITA’
5%
8%
2%
pullman
bicicletta
auto/moto/camper
treno
85%
LUOGO PER IL PERNOTTAMENTO
6%
3%
albergo
agriturismo
45%
affittacamere
privati
campeggi
rifugi
23%
4%
19%
NOVITA’ RISCONTRATE
degustazioni
9%
3%
6%
visita a produttori
artigiani
corsi di cucina
3%
54%
escurdioni
25%
sagre
IL MODELLO D’ACQUISTO
DOVE ACQUISTA IL VIAGGIO?
70
60
50
40
30
20
10
0
internet
da chi capita
agenzia di
viaggi
faccio tutto
da solo/a
SI FIDA DELL’OPERATORE TURISTICO?
12%
mi fido
scelgo solo se
mi piace
88%
COME RICERCA IL NUOVO?
8%
6%
2%
16%
24%
42%
2%
segnalatori locali
agenzie di viaggi
istituzioni pubbliche
internet
riviste
non interessa il nuovo
piccole organizzazioni
CARATTERISTICHE DEL FORNITURE DI FIDUCIA
convenienza
23%
30%
affidabilità
notorietà del marchio
10%
2% 7%
28%
la produzione continua
di proposte
la varietà delle
proposte
non ho un fornitore di
fiducia
FATTORI CHIAVE DI ACQUISTO
70
60
50
40
coinvolgimento in
esperienze nuove
integrazione di
temi
legame con la
storia del territorio
servizi aggiuntivi
comodità della
formula
originalità del
tema
prezzo
0
molto imp.
poco imp.
per niente imp.
30
20
10
CARATTERISTICHE DEL FORNITORE DI FIDUCIA (dato
aggregato)
23%
30%
10%
28%
2% 7%
convenienza
affidabilità
notorietà del marchio
la produzione continua di proposte
la varietà delle proposte
non ho un fornitore di fiducia
INTERESSE VERSO AGENZIE CHE SI
OCCUPANO DI VIAGGI NEI SITI MINORI
18%
interessati
non interessati
82%
PERCHE’ SI?
chiarezza
4%
25%
28%
11%
maggiori informazioni
organizzazione
32%
materiale informativo
non vincolante
integrazione di temi
I TOUR
OPERATOR
NUMEROSITA’
CAMPIONARIA
1
2
2
4
3
1
14
11
9
1
2
Si
18
No
Può spiegarne i motivi?….
solo villaggi turistici
crociere verso l’estero
programmazione futura
itinerari all’estero
ci occupiamo d’altro
viaggi in Giappone
itinerari classici
solo città d’arte
business travel e congressi
non decidiamo noi sugli itinerari
viaggi in Grecia
nessuna risposta
32
OFFRITE
VIAGGI NEI SITI
MINORI?
1
1
2
2
3
2
15
1
1
1
1
2
36%
SI
64%
NO
TENDENZA ALL’ACQUISTO DEI VIAGGI NEI SITI MINORI
La
tendenza
recente
(ultimi 3
anni)
×
13
Ù
5
Ø
0
La tendenza
attesa
(prossimi 3
anni)
×
17
Ù
1
Ø
0
TENDENZA ALL’ACQUISTO DEI VIAGGI A TEMA
La
tendenza
recente
(ultimi 3
anni)
×
12
Ù
5
Ø
1
La tendenza
attesa
(prossimi 3
anni)
×
15
Ù
2
Ø
1
FENOMENI INTERESSANTI DA EVIDENZIARE
Dal punto di vista dei clienti
Aumenta la competenza del cliente che sa quello che vuole
15
Queste formule spingono a viaggiare più spesso
5
I temi offrono l’occasione per fare nuove esperienze
3
Dal punto di vista dei produttori
C'è una forte concentrazione di prodotti più o meno tutti uguali
3
Si allargano le proposte verso aree territoriali marginali e siti minori
11
Stanno emergendo formule integrate, su temi nuovi (natura, enogast., etc.)
5
TAB.27: INVESTIMENTI FUTURI DA PARTE DEI TOUR
OPERATOR
Nuovi territori marginali da valorizzare
Nuovi temi da proporre
Nuove modalità di fruizione
Nuovi target
SI
9
NO
9
SI
7
NO
11
SI
4
NO
14
SI
2
NO
16
+
-
PROPONETE ITINERARI A TEMA
IN QUESTE REGIONI?
PUGLIA
BASILICATA
CAMPANIA
SI
1
NO
17
SI
2
NO
16
SI
2
NO
16
CHI SONO I CLIENTI DI QUESTI
VIAGGI?
ITALIANI
STRANIERI
Residenti in aree
lontane
10
Residenti nella
stessa zona
12
Europei
5
Americani
2
Giapponesi
1
Altre nazioni
1
I CLIENTI PIU’ ASSIDUI DI
QUESTI VIAGGI
8%
31%
35%
16%
UOMINI D'AFFARI
10%
FAMIGLIE
COPPIE
GIOVANI
ANZIANI
PERCHE’ ACQUISTANO?
33%
67%
si fidano della notorietà del marchio
acquistano solo se piace
COME ARRIVATE AL CLIENTE
FINALE?
41%
59%
AGENZIA DI VIAGGI
DIRETTAMENTE
FATTORI CHIAVE D’ACQUISTO
italiani
stranieri
Molto
important
e
Poco
important
e
il prezzo
11
3
l’originalità del tema
14
8
la comodità della formula
14
7
1
la varietà delle proposte
10
4
7
1
il legame con la storia dei
territori
3
9
5
3
l'integrazione dei temi (per
esempio, cultura +
enogastronomia)
8
6
6
2
il coinvolgimento in
esperienze sempre nuove
8
4
2
5
3
la produzione continua di
proposte
7
6
1
3
3
la notorietà del marchio
6
6
2
6
i servizi aggiuntivi
11
3
7
1
FATTORI CHIAVE
Per
niente
important
e
2
Molto
important
e
Poco
important
e
Per niente importante
3
2
1
1
10%
7%
27%
10%
IN BASE A QUALI
VALUTAZIONI IL CLIENTE
SCEGLIE IL SUO FORNITORE
DI FIDUCIA?
46%
convenienza
affidabilità
notorietà marchio
produzione continua di proposte
varietà proposte
FONTI PER RICERCARE
NUOVE IDEE O LUOGHI
6%
29%
35%
12%
18%
segnalatori locali
agenzie di viaggi
piccole organizzazioni che offrono servizi turistici
direttamente
internet
CHI SONO I FORNITORI DEI SERVIZI DI SUPPORTO?
SERVIZI DI SUPPORTO
Direttam
ente ai
fornitori
privati
Noleggio autobus
7
10
Hostess
3
4
Guide turistiche
7
1
9
Interpreti
6
2
9
Animatori
7
1
2
6
Degustazioni con
esperti
9
1
2
2
Visite guidate
11
4
Prenotazioni
3
10
Pacchetto integrato di
servizi
2
Accoglienza
1
Agenzia
di viaggi
5
Agenzie
di servizi
turistici
1
1
Altro e
cioè
1
Gestiam
o
direttam
ente
3
10
CRITERI DI SCELTA DEI FORNITORI
Criterio
Graduatoria
1°
2°
3°
Serietà
4
5
4
Affidabilità
9
2
2
Prezzo
0
3
1
Competenze
1
1
1
Novità
0
1
0
Convenienza
1
1
1
Sicurezza
0
1
0
Modalità di
pagamento
0
0
1
Professionalità
2
0
0
Precisione
0
1
0
LE AGENZIE DI
VIAGGI
4
NUMEROSITA’
CAMPIONARIA
14
7
9
11
13
5
15
6
3
3
13
3
33
4
4
3
OFFRITE ITINERARI A TEMA NEI SITI MINORI?
SI
NO
23
127
Sono tutti prodotti all’interno
11
Alcuni itinerari sono prodotti dall’agenzia, altri sono
prodotti da tour operator
10
Sono soltanto commercializzati
2
Può spiegarne i motivi?…
-solo estero
-itinerari classici
-ancora non ci siamo attivati su questo
-agenzia marittima
- solo Grecia
- intermediazione
-biglietteria
-è in fase di programmazione
-poco richiesti
-mostre nelle città classiche
-solo congressi
-è difficile commercializzare questo prodotto
15%
-solo Russia
-viaggi musicali: opere, concerti
SI
NO
85%
23
66
6
4
3
1
2
5
18
1
1
1
1
1
TENDENZA ALL’ACQUISTO DEI VIAGGI NEI SITI MINORI
La tendenza
recente
(ultimi 3 anni)
×
6
Ù
17
Ø
0
La tendenza
attesa
(prossimi 3
anni)
×
14
Ù
8
Ø
0
TENDENZA ALL’ACQUISTO DEI VIAGGI A TEMA
La tendenza
recente
(ultimi 3 anni)
×
8
Ù
15
Ø
0
La tendenza
attesa
(prossimi 3
anni)
×
16
Ù
6
Ø
0
FENOMENI INTERESSANTI DA EVIDENZIARE
Dal punto di vista dei clienti
Aumenta la competenza del cliente che sa quello che vuole
19
Queste formule spingono a viaggiare più spesso
4
I temi offrono l’occasione per fare nuove esperienze
4
Dal punto di vista dei produttori
C'è una forte concentrazione di prodotti più o meno tutti uguali
10
Si allargano le proposte verso aree territoriali marginali e siti
minori
13
Stanno emergendo formule integrate, su temi nuovi (natura,
enogast., etc.)
3
INVESTIMENTI FUTURI DA PARTE DELLE
AGENZIE DI VIAGGI
Nuovi territori marginali da
valorizzare
Nuovi temi da proporre
Nuove modalità di fruizione
Nuovi target
SI
7
NO
16
SI
6
NO
17
SI
2
NO
21
SI
0
NO
23
+
-
PROPONETE ITINERARI A TEMA IN
QUESTE REGIONI?
Agenzie locali
PUGLIA
BASILICATA
CAMPANIA
SI
8
NO
1
SI
6
NO
3
SI
3
NO
6
CHI SONO I CLIENTI DI QUESTI VIAGGI?
ITALIANI
Agenzie nazionali
PUGLIA
BASILICATA
CAMPANIA
Residenti
lontane
in
aree
7
Residenti nella stessa
zona
15
Europei
6
Americani
1
SI
2
NO
12
Giapponesi
0
SI
0
Altre nazioni
0
NO
14
SI
2
NO
12
STRANIERI
Siti
minori?
????
GARGANO
ALBEROBELLO
CASTELLANA G.
S.G. ROTONDO
I CLIENTI PIU’ ASSIDUI DI
QUESTI VIAGGI
17%
30%
28%
21%
UOMINI D'AFFARI
4%
FAMIGLIE
COPPIE
GIOVANI
ANZIANI
PERCHE’ ACQUISTANO?
47%
53%
si fidano della notorietà della nostra organizzazione
acquistano solo se piace luogo e/o destinazione
COME ARRIVATE AL CLIENTE
FINALE?
7%
17%
76%
In altre agenzie
Direttamente
Pubblicità
FATTORI CHIAVE D’ACQUISTO
italiani
FATTORI CHIAVE
stranieri
Molto
importante
Poco
importante
Per niente
importante
Molto
importante
Poco
importante
il prezzo
18
1
4
1
l’originalità del tema
17
2
4
1
la comodità della formula
19
2
2
la varietà delle proposte
15
4
3
2
il legame con la storia dei
territori
5
12
2
2
3
l'integrazione dei temi
(per esempio, cultura +
enogastronomia)
5
10
4
il coinvolgimento in
esperienze sempre nuove
11
7
1
5
la produzione continua di
proposte
12
5
2
la notorietà del marchio
10
8
1
i servizi aggiuntivi
13
6
Per niente
importante
1
4
1
3
1
1
1
4
3
18%
31%
8%
5%
IN BASE A QUALI
VALUTAZIONI IL CLIENTE
SCEGLIE IL SUO FORNITORE
DI FIDUCIA?
38%
convenienza
notorietà marchio
varietà proposte
affidabilità
produzione continua di proposte
14%
22%
8%
34%
8%
14%
segnalatori locali
altre agenzie
piccole organizzazioni che offrono servizi turistici
direttamente
istituzioni pubbliche
da nessuno
FONTI PER RICERCARE
NUOVE IDEE O LUOGHI
CHI SONO I FORNITORI DEI SERVIZI DI SUPPORTO?
SERVIZI DI
SUPPORTO
Direttamente ai
fornitori privati
Agenzia di viaggi
Noleggio autobus
12
1
Hostess
3
Guide turistiche
10
1
Interpreti
6
1
1
12
Animatori
6
1
2
12
Degustazioni con
esperti
13
Visite guidate
13
9
Prenotazioni
1
18
Pacchetto
integrato di servizi
3
15
Accoglienza
1
Agenzie di servizi
turistici
Altro e cioè
Gestiamo
direttamente
11
6
10
2
1
1
6
17
CRITERI DI SCELTA DEI FORNITORI
Criterio
Graduatoria
1°
2°
3°
Affidabilità
7
1
1
Serietà
1
9
5
Prezzo
7
5
6
Professionalità
1
1
Modalità di pagamento
Competenze
Qualità
3
3
3
Garanzie
Velocità
1
1
Completezza
1
Chiarezza
2
Creatività
1
Passaparola
1
Prodotto
2
1
CONCLUSIONI
IL CLIENTE FINALE
GLI ITALIANI VIAGGIANO SOPRATTUTTO IN ITALIA .
RARAMENTE SI CONCEDONO PIU’ DI UN VIAGGIO ALL’ANNO.
E’ DI 1 A 3 IL RAPPORTO DEGLI ITALIANI CHE SCELGONO DI PASSARE LA VACANZA NELLA STESSA REGIONE DI RESIDENZA.
LE REGIONI PREFERITE DAGLI ITALIANI QUANDO ESCONO DA QUELLA DI RESIDENZA SONO LA TOSCANA E L’EMILIA ROMAGNA.
DELLE TRE REGIONI TARGET (PUGLIA, CAMPANIA E BASILICATA), E’ LA PUGLIA QUELLA PIU’ FREQUENTATA SIA DAI TURISTI LOCALI CHE DA
QUELLI NAZIONALI.
IL LUOGO PREFERITO PER IL SOGGIORNO NELLE REGIONI TARGET E’ LA CASA, SIA ESSA IN AFFITTO, DI PARENTI/AMICI O DI PROPRIETA’.
IL TURISTA ITALIANO NON VIAGGIA MAI DA SOLO.
GLI INTERVISTATI SONO RIMASTI SODDISFATTI DOPO AVER VIAGGIATO NELLE REGIONI TARGET.
IL TURISTA LOCALE RIESCE A SPENDERE MOLTO MENO RISPETTO A QUELLO NAZIONALE QUANDO SI MUOVE ALL’NTERNO DELLE REGIONI
TARGET.
IN GENERE IL TURISTA GIUDICA GIUSTO IL PREZZO PAGATO PER UN VIAGGIO NELLE REGIONI TARGET.
IL TURISTA ITALIANO QUANDO DECIDE DI FARE UN VIAGGIO IN UN SITO MINORE PREFERISCE ORGANIZZATRSI DA SOLO PIUTTOSTO CHE FAR
RIFERIMENTO AGLI OPERATORI TURISTICI.
I TEMI PIU’ GETTONATI PER I VIAGGI A TEMA NEI SITI MINORI SONO ARTE, CULTURA, NATURA E ENOGASTRONOMIA.
IL PERIODO PREFERITO PER LA PARTENZA VERSO UN ITINERARIO A TEMA IN UN SITO MINORE E’ L’ESTATE. Ma anche altre stagioni registrano un
rilevante flusso di viaggi.
IL MEZZO DI SPOSTAMENTO PIU’ UTILIZZATO E’ QUELLO PROPRIO (AUTO, MOTO, CAMPER)
I LUOGHI PREFERITI PER IL PERNOTTAMENTO SONO ALBERGHI, CASE DI PRIVATI E AGRITURISMI.
LE NOVITA’ PIU’ PIACEVOLI RISCONTRATE IN UN VIAGGIO A TEMA IN UN SITO MINORE SONO STATE LE DEGUSTAZIONI DI PRODOTTI TIPICI E LE
VISITE AI PRODUTTORI ARTIGIANI.
IL TURISTA E’ MOLTO CONSAPEVOLE. E’ AUMENTATA LA SUA COMPETENZA TURISTICA. ANCHE GRAZIE AD ITERNET CHE UTILIZZA PER AVERE
INFORMAZIONI IN MERITO A NUOVE ZONE DA VISITARE. QUINDI SA QUELLO CHE VUOLE E COMPRA SOLO SE ASSOLUTAMENTE SODDISFATTO
DALLA PROPOSTA.
I FATTORI CHIAVE CHE SPINGONO IL CLIENTE ALL’ACQUISTO DI UN PRODOTTO TURISTICO SONO IL PREZZO E L’ORIGINALITA’.
LE CARATTERISTICHE RICHIESTE AL FORNITORE DI FIDUCIA SONO SOPRATTUTTO AFFIDABILITA’ E CONVENIENZA.
I TOUR OPERATOR
IL 64% DEI TOUR OPERATOR INTERVISTATI NON OFFRE ITINERARI A TEMA NEI SITI MINORI. PERCHE’ E’ MOLTO PIU’ ORIENTRATO VERSO
ITINERARI PIU’ CLASSICI.
SECONDO I TOUR OPERATOR INTERVISTATI LA TENDENZA VERSO L’ACQUISTO DI VIAGGI A TEMA NEI SITI MINORI E’ MOLTO SODDISFACENTE.
I FENOMENI PIU’ INTERESSANTI CHE I TOUR OPERATOR HANNO EVIDENZIATO SONO UN AUMENTO DELLA COMPETENZA DEL CLIENTE IN
MATERIA TURISTICA, ED UN ALLARGAMENTO DELLE PROPOSTE TURISTICHE VERSO AREE MARGINALI E SITI MINORI.
I TOUR OPERATOR SI DIMOSTRANO RESTII NELL’INVESTIRE IN MODO SISTEMATICO NELL’OFFERTA DI VIAGGI A TEMA NEI SITI MINORI.
SECONDO I TOUR OPERATOR I FREQUENTATORI PIU’ ASSIDUI DI ITINERARI A TEMA SONO LE FAMIGLIE E GLI ANZIANI.
C’E’ UN CERTO EQUILIBRIO TRA I TOUR OPERATOR CHE VENDONO DIRETTAMENTE AL PUBBLICO I PROPRI PRODOTTI E QUELLI CHE INVECE
PREFERISCONO PASSARE DALLE AGENZIE DI VIAGGI.
SECONDO I TOUR OPERATOR I CLIENTI ACQUISTANO SOLO SE IL PRODOTTO PIACE, SOLO 1 TURISTA SU 3 SI FIDA DELLA NOTORIETA’ DEL
MARCHIO.
I FATTORI CHIAVE CHE PORTANO ALL’ACQUISTO PER I TURISTI ITALIANI SONO: LA COMODITA’ DELLA FORMULA, L’ORIGINALITA’ DEL TEMA E I
SERVIZI AGGIUNTIVI. MENTRE PER IL TURISTA STRANIERO SONO: PRODUZIONE CONTINUA DI PROPOSTE, ORIGINALITA’ DEL TEMA E SERVIZI
AGGIUNTIVI.
IL PREZZO NON E’ UN FATTORE DISCRIMINANTE D’ACQUISTO PER IL TURISTA STRANIERO.
SECONDO I TOUR OPERATOR IL CLIENTE SCEGLIE I SUOI FORNITORI DI FIDUCIA VALUTANDONE SOPRATTUTTO L’AFFIDABILITA’ E LA
CONVENIENZA.
PER SCOPRIRE NUOVI LUOGHI, TEMI E FORMULE I TOUR OPERATOR FANNO RIFERIMENTO AI SEGNALATORI LOCALI. ANCHE SE, NELLA
MAGGIOR PARTE DEI CASI PREFERISCONO AGIRE DIRETTAMENTE SUL TERRITORIO DI RIFERIMENTO.
I TOUR OPERATOR TENDONO A GESTIRE IL SERVIZIO IN MODO DIRETTO, SOLO QUANDO NON SONO IN GRADO DI FARLO SI RIVOLGONO A
PRIVATI.
I 2 CRITERI IN BASE AI QUALI IL TOUR OPERATOR SCEGLIE IL FORNITORE SONO: AFFIDABILITA’, E SERIETA’, IL PREZZO E’ ASSOLUTAMENTE UN
FATTORE SECONDARIO.
I TOUR OPERATOR NON SI DIMOSTRANO ENTUSIASTI VERSO UNA POSSIBILE COLLABORAZIONE CON PICCOLE AGENZIE DI SERVIZI TURISTICI
CHE SI ORIENTINO VERSO LA PRODUZIONE CONTINUA DI ITINERARI A TEMA IN TERRITORI MARGINALI.
LE AGENZIE DI VIAGGI
L’85% DELLE AGENZIE INTERVISTATE NON OFFRE ITINERARI A TEMA NEI SITI MINORI. PERCHE’ E’ PIU’ ORIENTRATO VERSO ITINERARI CLASSICI.
SECONDO LE AGENZIE INTERVISTATE LA TENDENZA VERSO L’ACQUISTO DI VIAGGI A TEMA NEI SITI MINORI E’ ABBASTANZA OTTIMISTICA, ANCHE
SE NON AGLI STESSI LIVELLI ESPRESSI DAI TOUR OPERATOR.
I FENOMENI PIU’ INTERESSANTI CHE LE AGENZIE HANNO EVIDENZIATO SONO UN AUMENTO DELLA COMPETENZA DEL CLIENTE IN MATERIA
TURISTICA, ED UN ALLARGAMENTO DELLE PROPOSTE TURISTICHE VERSO AREE MARGINALI E SITI MINORI. MA PARALLELAMENTE DENUNCIANO
UNA FORTE CONCENTRAZIONE DI PRODOTTI PIU’ O MENO TUTTI UGUALI.
LE AGENZIE DI VIAGGI SI DIMOSTRANO RESTII NELL’INVESTIRE NELL’OFFERTA DI VIAGGI A TEMA NEI SITI MINORI, IN MODO MOLTO PIU’ NETTO
RISPETTO AI TOUR OPERATOR.
LE AGENZIE DI VIAGGI INTERPELLATE NON SANNO ASSOLUTAMENTE COSA SI INTENDA PER SITO MINORE IN PUGLIA, CAMPANIA E BASILICATA.
SECONDO LE AGENZIE VIAGGI I FREQUENTATORI PIU’ ASSIDUI DI ITINERARI A TEMA SONO LE FAMIGLIE E GLI ANZIANI. MA I GIOVANI HANNO UNA
PERCENTUALE MOLTO PIU’ ALTA RISPETTO A QUELLA ATTRIBUITA LORO DAI TOUR OPERATOR.
LE AGENZIE VIAGGI SI RIVOLGONO SEMPRE DIRETTAMENTE AL CLIENTE FINALE. L’UTILIZZO DI INTERMEDIARI E’ QUASI INESISTENTE.
C’E’ UN CERTO EQUILIBRIO TRA COLORO CHE ACQUISTANO DALLE AGENZIE PER LA NOTORIETA’ DEL MARCHIO E QUELLI CHE ACQUISTANO
SOLO SE L’OFFERTA PIACE. SICURAMENTE IL CLIENTE SI AFFEZIONA MOLTO DI PIU’ ALL’AGENZIA CHE AI TOUR OPERATOR.
I FATTORI CHIAVE CHE PORTANO ALL’ACQUISTO PER I TURISTI ITALIANI SONO: LA COMODITA’ DELLA FORMULA, L’ORIGINALITA’ DEL TEMA E IL
PREZZO. MENTRE PER IL TURISTA STRANIERO SONO: COINVOLGIMENTO IN ESPERIENZE NUOVE, ORIGINALITA’ DEL TEMA E PREZZO.
SECONDO LE AGENZIE DI VIAGGI IL CLIENTE SCEGLIE I SUOI FORNITORI DI FIDUCIA VALUTANDONE SOPRATTUTTO L’AFFIDABILITA’ E LA
CONVENIENZA.
PER SCOPRIRE NUOVI LUOGHI, TEMI E FORMULE DI VIAGGI I TOUR OPERATOR FANNO RIFERIMENTO SOPRATTUTTO ALLE ISTITUZIONI
PUBBLICHE, IN SECONDO LUOGO AI SEGNALATORI LOCALI. AGISCONO DIRETTAMENTE MOLTO MENO RISPETTO AI TOUR OPERATOR.
LE AGENZIE DI VIAGGI TENDONO A GESTIRE IL SERVIZIO IN MODO DIRETTO, SOLO QUANDO NON SONO IN GRADO DI FARLO SI RIVOLGONO A
PRIVATI.
I 2 CRITERI IN BASE AI QUALI LE AGENZIE DI VIAGGI SCELGONO I PROPRI FORNITORI SONO: AFFIDABILITA’, E PREZZO. TUTTI GLI ALTRI FATTORI
SONO ASSOLUTAMENTE DI SECONDARIA IMPORTANZA.
LE AGENZIE VIAGGI SI SONO DIMOSTRATE PIU’ ENTUSIASTE VERSO UNA POSSIBILE COLLABORAZIONE CON PICCOLE AGENZIE DI SERVIZI
TURISTICI CHE SI ORIENTINO VERSO LA PRODUZIONE CONTINUA DI ITINERARI A TEMA IN TERRITORI MARGINALI. PURCHE’ IL TUTTO SIA BASATO
SU CHIAREZZA E CONTINUI AGGIORNAMENTI.
RICERCA QUALITATIVA
OPINION LEADER
REPORT
A cura di Elisa Capozzi – PROMEZ
1
Riflessioni conclusive
Abbiamo innescato processi metodologicamente interessanti e Innovativi,
realizzando buone promesse di sviluppo in differenti contesti territoriali, ma
siamo ancora distanti da realizzazioni concluse e significative.
Questa sembra la riflessione ricorrente nelle considerazioni espresse dagli
opinion leader intervistati.
Alcuni si sono dimostrati più costruttivi e fiduciosi, altri hanno manifestato
tutta la rabbia provocata da tante delusioni.
Nel complesso, sicuramente, chi interviene nel dibattito con consapevolezza,
sa distinguere l’entusiasmo dai risultati.
Se si volesse definire un decalogo delle regole d’oro dell’operare corretto,
nell’ottica della valorizzazione di nuove aree territoriali marginali, si
dovrebbero riportare le variabili su cui puntare per creare le condizioni del
successo.
L’INFORMAZIONE
Occorre
considerare
sia
l’informazione
rivolta
ai
turisti
sia
l’informazione a supporto delle scelte legate alla qualificazione ed allo
sviluppo delle aree marginali. Occorre promuovere la realizzazione di un
Sistema di Informazione Turistica che raccolga sia dati relativi all’offerta
(ricettività, ristorazione, servizi, opportunità) sia informazioni sui flussi
turistici. Il sistema così strutturato potrebbe supportare l’attività di
assistenza al turista (materiali informativi, internet, punti di assistenza,…)
sia la pianificazione delle strategie.
2
LA PIANIFICAZIONE
Governare lo sviluppo dei siti minori significa pianificare scelte
strategiche ed azioni operative per raggiungere obiettivi specifici.
L’elaborazione di un Piano di Sviluppo Turistico rappresenta un modello di
riferimento che collega le volontà di indirizzo politico, espresso dal tavolo
degli enti locali, al Know-how progettuale, individuabile in una agenzia per
lo sviluppo locale.
LA PROMOZIONE
Accanto alla definizione delle linee guida dello sviluppo turistico locale
rimane aperta la gestione delle azioni promo-commerciali. In questo
senso la soluzione potrebbe essere legata alla creazione di un consorzio
tra gli operatori, sulla base delle esperienze già realizzate con successo in
altri contesti territoriali.
L’ACCOGLIENZA
Un aspetto centrale nella qualità del prodotto turistico è la dimensione
ospitale che il territorio è in grado di esprimere. Due sono gli aspetti che è
utile
sottolineare:
la
creazione
di
una
“rete”
di
punti
di
informazione/assistenza al turista e la valorizzazione delle opportunità
offerte dal territorio. In questo senso lo sviluppo e la messa in “rete” delle
pro-loco sembra essere una risposta adeguata.
LA QUALIFICAZIONE DEGLI OPERATORI
La qualificazione dell’offerta turistica locale non può prescindere
dall’avvio di processi formativi mirati all’aggiornamento degli operatori del
settore. Processi formativi che dovrebbero essere collegati sia al
3
miglioramento della qualità del servizio, sia all’accoglienza ed alla cultura
locale.
LA RICETTIVITA’
Incentivare processi di ammodernamento e qualificazione dell’offerta
ricettiva (qualità dell’offerta collegata alla qualità dei flussi);
o CAPACITA’ RICETTIVA
Incrementare la capacità ricettiva, attraverso la creazione di
strutture di standard internazionale o alla ridestinazione di
ville/dimore storiche a ricettività di prestigio.
o SEGMENTI “MINORI”
Diversificazione dell’offerta, puntando alla valorizzazione dei
segmenti “minori”: turismo ambientale, turismo eno-gastronomico,
turismo week-end ed escursionismo
CONGRESSUALE
Sviluppo dell’offerta congressuale attraverso la creazione di un Centro
Congressi e la qualificazione di spazi di prestigio (ville/dimore storiche)
per la convegnistica aziendale.
PERCORSI A TEMA
Organizzazione
dei
percorsi
turistici
tematici
per
una
completa
valorizzazione delle risorse locali (circuito dei parchi, circuito delle ville
storiche, circuito archeologico industriale, ….).
4
Dallo sviluppo spontaneo alla pianificazione
strategica
Sul finire degli anni ottanta i sistemi economici territoriali norditaliani hanno
raggiunto il tetto di quello “sviluppo spontaneo” – sviluppo sostenuto da una
forte imprenditorialità diffusa, scarse barriere all’entrata e mercati a domanda
crescente – che così significativamente ha contribuito alle performance di
numerose aree del paese e alla generazione di significativi livelli di
benessere.
Le profonde modificazioni intervenute nel contesto competitivo (in particolare
nelle dinamiche spazio-temporali) accelerano, a partire dai primi anni
novanta, la rottura di due forti nessi di causa-effetto che avevano
egregiamente funzionato in passato, consentendo la generazione di valore
per i singoli soggetti microeconomici e per il sistema nel suo insieme.
Il primo è connesso all’accresciuta interdipendenza dei fenomeni che genera
disallineamento tra convenienze microeconomiche e performance di sistema
(un caso per tutti, ampiamente dibattuto, è quello della successione
generazionale in azienda o della sua cessione).
Il secondo è relativo all’aumentato peso dei beni pubblici (e, in particolare, dei
beni pubblici “locali” e “relazionali”) nei sistemi economici territoriali con
l’emergere di ripetuti fallimenti del mercato e la necessità di identificare nuove
forme di finanziamento e di fornitura degli stessi.
Il gioco congiunto di questi due elementi – rafforzato dai processi di rapida
obsolescenza tecnologica e commerciale dei prodotti – ha reso più evidente
che lo sviluppo socio-economico territoriale va orientato, progettato,
sostenuto (e, in alcune sue manifestazioni, eventualmente scoraggiato)
5
attraverso “giochi di coordinamento” che devono essi stessi innovarsi
profondamente.
Lungo queste direzioni è venuto maturando nell’Area Economia della SDA un
percorso di riflessione e di accumulazione che si è giovato anche degli stimoli
derivanti da un’articolata esperienza di insegnamento delle tematiche dello
sviluppo territoriale.
Proprio la riflessione sviluppatasi a partire dalle esigenze didattiche ha
segnalato la necessità, da un lato, e l’estrema difficoltà, dall’altro, di
raccogliere documentazione esauriente e convincente di “buone pratiche” di
sviluppo territoriale. Ciò genera, inevitabilmente, qualche considerazione
critica. All’enfasi che è andata maturando in Italia sulla programmazione
strategica dello sviluppo territoriale – e sulla specifica fattispecie della
programmazione negoziale, di cui i Patti territoriali sono la vera novità
dell’ultimo quinquennio – non è (ancora) coincisa una stagione di
realizzazioni adeguate.
Anche gli studiosi più ottimisti devono riconoscere che, nel migliore dei casi,
siamo a metà del guado. Abbiamo innescato processi metodologicamente
interessanti e innovativi, realizzando buone promesse di sviluppo in differenti
contesti territoriali, ma siamo ancora distanti da realizzazioni concluse e
significative in cui si abbia evidenza incontrovertibile che a un metodo
innovativo – quello della concertazione strategica – e implementativi – quello
delle governance coalizionali – sia seguita la realizzazione di “fatti di
sviluppo” significativi (efficacia dei processi) e che non avrebbero visto la luce
in assenza di interventi coordinati (effetto addizionalità). Per contro, non sono
invece mancati in anni recenti alcune esperienze di sviluppo dal basso,
decisamente più spontanee, assecondate solo in un secondo momento dalle
PA locali: primo tra tutti, ed emblematico anche per la sua collocazione
geografica,
il
fenomeno
dell’Etna
Valley
cresciuto
attorno
alla
ST
Microelectronics.
6
Quali insegnamenti trarre da queste contrastanti evidenze? Le politiche
territoriali seguono o precedono lo sviluppo? Le modificazioni culturali
rilevanti necessitano sempre lo spazio di una generazione. Nonostante la
retorica del cambiamento, i processi di adeguamento socio-istituzionali e
relazionali tra attori sono sempre molto più graduali e lenti di quanto a volte ci
piacerebbe che fossero.
La cultura di progetto non si improvvisa – come ben hanno evidenziato le
molteplici difficoltà mostrate da numerosi territori italiani nello stare al passo
con le modalità di finanziamento europee –, i percorsi di consolidamento delle
pratiche di valorizzazione dal basso, multiattoriali, ad alta inclusività,
collaborative, necessitano di percorsi di apprendimento individuali e collettivi,
e di sperimentazione implementativa, che sono appena iniziati e che
richiederanno tutta la pazienza di cambiamenti che sono anche culturali e la
fantasia che ci ha contraddistinto anche nel precedente modello di sviluppo.
L’analisi dei percorsi attivati, la riflessione sulle esperienze, il confronto
sempre stimolante con le best practices internazionali, cosa ci insegna?
Certamente alcune attenzioni di metodo, qui appena accennate, che è bene
siano oggetto di puntualizzazione, validazione e aggiustamento in processo,
a mano a mano che buone pratiche di sviluppo si consolidano sul territorio e
diventano punti di riferimento e di stimolo anche per altri contesti.
La prima attenzione da perseguire è la ricerca appassionata e convinta di
obiettivi comuni e condivisi nei quali siano rese compatibili le convenienze
individuali con quelle di sistema e verso i quali vengano fatte convergere
capacità progettuali, risorse umane e finanziarie ed energie morali.
La seconda attenzione è ricerca continua di un adeguato livello di consenso
su tali obiettivi. Ma il consenso solo occasionalmente si ottiene senza
perseguirlo tenacemente. Occorre mettere in campo strategie, strumenti e
risorse in misura adeguata alla rilevanza dell’obiettivo da perseguire e ai
benefici che il suo conseguimento comporta. Forte attenzione, dunque, deve
7
essere dedicata in ogni fase al problema della mobilitazione, della
consultazione e della concertazione con tutti gli attori rilevanti, singoli e
collettivi.
Una terza attenzione riguarda la capacità dei diversi soggetti coinvolti di
definire e rispettare regole chiare di comportamento e di azione. La fiducia
reciproca – non tanto a livello psicologico, quanto nella capacità di ciascun
partner di adottare comportamenti coerenti anche in termini di impegno nello
svolgimento del proprio specifico ruolo – è determinante in un disegno di
ricompattamento di sistema.
La quarta attenzione è la ricerca costante e pervicace, da parte degli attori
dello sviluppo, di relazioni di rete stabili, di occasioni e strumenti di confronto
e di impostazione strategica delle scelte che coinvolgono l’intera comunità.
Comunicare
e
far
circolare
l’informazione
sulle
caratteristiche
di
funzionamento dellediverse componenti del sistema, sui meccanismi di
aggiustamento competitivo dei principali “concorrenti di sistema” rappresenta
un passaggio fondamentale in questa direzione.
Occorre essere pazienti ma, al tempo stesso, fortemente determinati, ostinati
e risoluti verso l’obiettivo finale. Dopo tutto, la competitività territoriale e lo
sviluppo sostenibile dei sistemi produttivi territoriali non sono un gioco da
ragazzi.
L’agenda che si apre è certamente ricca e promettente.
Uno dei settori chiave, in modo particolare per l’Italia, in cui ripensare
adeguatamente il ruolo delle nuove tecnologie in funzione dell’aumento della
competitività è il turismo. Nessun altro settore, infatti, ha offerto né offre
altrettanti stimoli e aspetti di internazionalizzazione, né le tecnologie
dell’informazione e della comunicazione meglio si potrebbero adattare a
un’attività a così alto contenuto informativo e particolarmente time sensitive
qual è il turismo.
Un recentissimo volume (M. Antonioli, R. Baggio, Internet & Turismo, Egea -
8
Milano 2002) mostra come le “convergenze competitive” di imprese che
provengono da comparti diversi della filiera turistica, la possibilità di
accorciare la catena commerciale e la caduta di barriere geografiche
impongono una ridefinizione del ruolo e delle funzioni di molti attori. In
particolare, agli intermediari commerciali e alle strutture di promozione
turistica si presentano opportunità senza precedenti legate alle nuove
tecnologie.
Nella valutazione di un sito l’analisi mostra come l’utente privilegi l’equilibrio
fra contenuti informativi e servizi interattivi, vale a dire vuole avere parte attiva
nell’esplorazione. Il consumatore virtuale, poi, tende a essere più innovativo
di quello reale: cerca più varietà, vuole poter scegliere fra più proposte e
mostra un’attitudine positiva verso forme di marketing interattivo.
Il binomio turismo-Internet è vincente: mostra una grande quantità di siti (oltre
il 10% del totale che offrono soluzioni per tutti i gusti, età e tipologie di
viaggiatori), si colloca ai primi posti delle vendite on line nel mondo, è rimasto
immune dalle crisi degli ultimi tempi e rappresenta perfino uno dei casi più
significativi di successo dell’e-commerce.
La rete come contenitore di informazioni utili per la preparazione di un viaggio
costituisce una componente essenziale del prodotto turistico, tanto che la
produzione delle stesse e la velocità di aggiornamento determinano il
successo o il fallimento di un prodotto.
I vantaggi più consistenti delle nuove tecnologie, inoltre, si addicono alle PMI,
in presenza di una domanda che esprime preferenze crescenti per prodotti
self tailored, differenziati e non di massa.
Tuttavia, il comparto è estremamente frammentato, con proposte diverse e
spesso non all’altezza dei gusti dell’utente; il commercio elettronico di servizi
turistici in Italia in particolare, benché in forte crescita, rappresenta un
mercato di nicchia e molti operatori assumono una posizione di attesa
ritenendo lontani e incerti i vantaggi del ricorso alle nuove tecnologie. Una
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cosa è certa: il possibile successo del commercio elettronico sarà legato alla
capacità di gestire al meglio i processi di scambio informativo e forme
specifiche di comunicazione interattiva attraverso la rete. Guai se Internet
rappresentasse semplicemente un nuovo medium cui banalmente trasferire
contenuti diretti ai clienti attraverso altri media, il catalogo, per esempio…:
impone strategie di diffusione e di relazione adatte alle possibilità
tecnologiche e comunicative del caso, soprattutto alla luce di quella
multimedialità e interattività spesso assenti (la ricerca citata analizza sotto
ben trenta elementi i contenuti e i servizi di siti turistici nazionali, fornendone
altresì una valutazione qualitativa mirata). Il web è uno strumento globale,
poco nulla contano differenze di spazio e di tempo, e il confronto con realtà
estere
è
penalizzante.
Siti
analoghi
statunitensi
o
inglesi
sono
frequentatissimi e ricchi di informazioni, documentazione, collegamenti con
altri siti (si pensi che in Europa il 50% degli scambi on line è appannaggio di
due nazioni, Germania e Gran Bretagna, e che Italia, Spagna, Grecia e
Portogallo raggiungono complessivamente appena il 9% del mercato!).
Allora, la presenza di offerte consistenti di prodotti turistici sulla rete dovrà
innanzitutto stimolare gli operatori tradizionali, agenti di viaggio in primis, nel
ridefinire il proprio orientamento, individuando strategie di tipo reattivo. Il ruolo
di composizione del pacchetto rimane un passaggio fondamentale nel
processo di creazione del valore per un turista, costituendo una forma di
riduzione della complessità dell’organizzazione. Spesso l’intermediario offre
garanzie rispetto alla qualità dei servizi offerti, all’integrazione fra singole
componenti e al rispetto delle regole contrattuali alla luce di quel ruolo
consulenziale che lo contraddistingue.
D’altro lato, è altrettanto noto a livello mondiale il segnale di tendenza verso
un processo di disintermediazione turistica e il rischio per gli intermediari
tradizionali (TO e agenti di viaggio) di “essere saltati”. Il possibile destino
delle agenzie nella diffusione del commercio on line di prodotti che
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attualmente propongono dipenderà quindi dal ruolo che riusciranno a
svolgere all’interno della catena di cui sono parte, e ciò risulterà direttamente
proporzionale alla varietà e al contenuto informativo dei propri microprodotti.
Se, infatti, è facilmente ipotizzabile che la rete si diffonda per l’acquisto di
prodotti turistici elementari (passaggi aerei, stanze d’albergo, pacchetti last
minute ecc.), un ridimensionamento su prodotti più complessi, viaggi a lunga
distanza e ad alto contenuto di informazione è più difficile. Se TO e agenti di
viaggio resteranno ancorati a politiche di promozione obsolete, rischieranno
di essere “saltati” dalla messa in rete di prodotti turistici da parte dei loro
abituali fornitori e di essere sostituiti nel ruolo di intermediari da operatori on
line più evoluti dal punto di vista tecnologico e commerciale. Se, invece,
saranno in grado di riposizionare la propria offerta sul mercato Internet con
presenze di buona qualità in linea con le esigenze dei loro “utenti cibernauti”,
il loro ruolo potrà uscirne rafforzato. E costruire siti che impongano
l’attenzione dei clienti non è né più costoso né più faticoso che utilizzare altri
strumenti di comunicazione; impone però creatività, fantasia, una buona
conoscenza degli strumenti abbinata a una certa esperienza delle abitudini e
dei desideri dei navigatori.
Un ulteriore ordine di considerazioni, riguardo al potenziamento del turismo
incoming e alle nuove tecnologie, merita infine il ruolo delle APT (Aziende di
Promozione Turistica). I contenuti informativi, i servizi e le descrizioni di
luoghi ed eventi di queste aggregazioni di aree, dalla ricerca citata, risultano
spesso strutturati in maniera razionale, anche i sistemi di prenotazione di
soggiorni e viaggi dove presenti sono discreti. Tuttavia fino ad oggi nel
giudizio degli utenti esse “hanno pagato” per la mancanza di funzionalità
nell’acquisto on line. L’attuazione della legge quadro sul turismo (L.135/01)
nella realizzazione dei sistemi turistici locali, attraverso la realizzazione di
forme pubblico/private di tali agenzie sicuramente porterà in un futuro
prossimo, e con le debite modifiche statutarie, a estendere la funzione di
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vetrina dei propri prodotti a quella di canale commerciale e distributivo. Ecco
che allora si impongono, per un verso, riflessioni del tutto analoghe a quelle
sopra fatte per gli intermediari commerciali, e, per un altro, riflessioni sulle
indispensabili forme di collegamento da mettersi in atto con le funzioni di
promozione e di valorizzazione dei sistemi integrati dell’offerta turistica locale
svolte a livello regionale e nazionale, in particolare in quest’ultimo caso,
riguardo all’attività dell’ENIT sui mercati internazionali.
Anche sull’esempio di quanto è in atto presso i nostri principali partner
turistici, i tempi sono maturi per il passaggio dalla mera dimensione locale e
puntuale del prodotto turistico – la destinazione – a un’aggregazione di
soluzioni alternative on line, presenti come offerte di sistema, in una sorta di
portale nazionale. Forse un segnale in tale direzione va visto nel fatto che per
la prima volta il turismo è inserito fra i sette comparti produttivi a priorità
nazionali per lo sviluppo delle nuove tecnologie.
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