Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia! Guida per vivere il Giubileo al Santuario di Pompei Il Messaggio dell’Arcivescovo di Pompei Mons. Tommaso Caputo Pompei, Casa di Misericordia Carissimi fratelli e sorelle, nel cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II, l’8 dicembre il Santo Padre Francesco ha aperto la Porta Santa della Basilica di San Pietro. È così iniziato solennemente il Giubileo straordinario della Misericordia. Mentre sentiamo tutta l’emozione per questo evento di grazia, cresce anche la convinzione di trovarci ad uno snodo importante del ministero petrino di Papa Francesco. Potremmo dire che il Pontefice stesso ci ha condotto per mano, giorno per giorno, davanti alle porte sante che si aprono, in tutto il mondo, al passaggio della misericordia. Nel segno della misericordia, infatti, Papa Bergoglio, dai primissimi momenti della sua elezione, ha orientato tutto il suo servizio alla Chiesa e al mondo. L’adempimento delle sette opere di misericordia può essere considerato come la prassi pastorale della Chiesa guidata da Papa Francesco. L’obiettivo indicato nella Bolla di indizione Misericordiae vultus: «riscoprire e rendere feconda la misericordia di Dio», rappresenta, in realtà, l’elemento di congiunzione con un evento non solo straordinario nella sua definizione ufficiale, ma anche inedito nella sua realizzazione, visto il tema del Giubileo: la misericordia. Nessun tema più della misericordia sembra identificare il pontificato del nostro Papa. E nessun tema, si può aggiungere, lega in maniera più significativa questo Giubileo alla realtà del Santuario di Pompei, casa di Maria e casa di misericordia, monumento vivo di una pietà nutrita dalla fede e costruita con i mattoni di una carità operosa. Nel segno della tenerezza materna di Maria Papa Francesco pellegrino a Pompei il 21 marzo 2015 2 Pompei è una storia a sé nel campo della misericordia. Intorno alla città di Maria, ogni testimonianza ha la garanzia di un nome e di un volto: il Beato Bartolo Longo, fondatore del Santuario, dal quale tutto ha preso 3 avvio. Un uomo, convertito alla fede dopo esperienze di segno opposto, un edificio sacro come prima pietra di un tessuto urbano tutto da inventare per cancellare, il più possibile, le tracce del degrado estremo di una Valle alla quale veniva negata perfino la dignità di una identità civica. Nell’atto di nascita della Nuova Pompei, Bartolo Longo e il Santuario della Beata Vergine del Rosario sono il nome e l’opera prima di una storia che ha un grande filo conduttore: la misericordia, in tutte le declinazioni che da essa si diramano dall’albero maestro dell’amore per Dio e per il prossimo. Anche in questo senso Pompei è patria di molti privilegi, dal momento che continua a sperimentare la tenerezza dell’amore materno di Maria, dal quale in questa città tutto trae origine. È stata questa la prima grande opera di Bartolo Longo: affidarsi a Maria, mettere tutto nelle sue mani, chiedere la sua intercessione perché la carità e le sue opere avessero, a Pompei, il segno della Misericordia di Dio. Carità e misericordia: profezia di nuove frontiere di solidarietà In un breve passaggio, tratto dai suoi scritti, il Beato spiega tutto il senso della Nuova Pompei: «A Valle di Pompei la Vergine col suo Rosario restaura il concetto puro, luminoso, possente della carità. Le opere di beneficenza educatrice che circondano il Santuario, non ne sono un’aggiunta accidentale, ma ne sono invece una naturale espansione; sono i sentimenti dettati dal Rosario di Maria che diventano bellezza d’arte, maestà di monumento, e più ancora forza soccorritrice di salvezza sociale» (RNP 28-1911, pagg. 13-14). Solo il linguaggio è d’altri tempi. La Pompei dei nostri giorni si ritrova tutta intera nelle parole di Bartolo Longo, come una profezia sempre in corso d’opera e costantemente soggetta a verifica. Senza carità la Nuova Pompei non sarebbe neppure nata, e senza misericordia non avrebbe fatto nessun passo avanti, lasciando solo alla città antica, con il monumentale complesso degli scavi, l’evocazione di un nome che, accanto a quella artistica e archeologica, tramanda ora una storia di straordinaria carità. Il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco, per Pompei e le sue opere ha un significato tutto speciale. È allo stesso tempo un richiamo alle radici e un invito forte a guardare avanti, spingendosi con coraggio sulle nuove frontiere della solidarietà, laddove il richiamo alla 4 misericordia è più vivo che mai. Per Papa Francesco la misericordia è l’urgenza dei tempi. Come risposta all’urgenza dei tempi, in una certa misura, è nata anche la Nuova Pompei. Erano intollerabili per ogni uomo di fede le condizioni di vita in quella landa desolata, dove la povertà era in realtà miseria e l’unica legge in vigore era quella del più forte. Un degrado sociale nel quale si perdeva ogni forma di dignità umana e di fronte al quale non era immaginabile pensare solo a una forma di bonifica territoriale. Per una comunità viva dove la misericordia genera vita e opere Ai mattoni per costruire case, alle opere in grado di tracciare le linee di una città nuova, occorreva il soffio di una comunità viva, così come al ripristino delle condizioni di giustizia si rendeva necessario l’apporto di uno spirito di misericordia. In ogni momento decisivo della storia dei popoli e delle persone, la misericordia riesce a farsi presente come elemento e risorsa essenziale dell’umanità. Come sono diverse le condizioni della Pompei attuale da quell’antica Valle percorsa da briganti e segnata da una realtà ai limiti dell’invivibile! Ma come è, invece, ancora oggi necessario quel soffio di umanità che si chiama misericordia e che è molto di più di un semplice atteggiamento improntato alla benevolenza. La misericordia scuote e non anestetizza gli animi. Si può pensare a Pompei e alla sua storia come a una scossa di misericordia sempre all’opera. Una scossa che trasforma, rinnova, dà senso e sostanza a ogni cambiamento, aiuta a guardare avanti. La misericordia non viene da nessun progetto ben riuscito: si specchia invece nelle opere, ma solo quando ciò che viene realizzato porta e trasmette fedelmente il suo marchio. È alla sua luce che possiamo verificare l’impianto della nostra comunità, la sua saldezza, la sua trasparenza, la sua capacità di costruire il bene comune. Il perdono: via di fraternità e di amore misericordioso Una sola famiglia di popoli e di persone: ecco il grande progetto di Dio sull’umanità. Una fraternità più forte delle inevitabili divisioni, tensioni, rancori che si insinuano con tanta facilità per incomprensioni e sbagli. Spesso le fami- 5 glie si sfasciano perché non ci si sa perdonare. Ruggini antiche alimentano la divisione tra parenti, tra gruppi sociali, tra popoli. A volte c’è addirittura chi insegna a non dimenticare i torti subiti, a coltivare sentimenti di vendetta. Ed un rancore sordo avvelena l’anima e corrode il cuore. Qualcuno pensa che il perdono sia una debolezza. È invece l’espressione di un coraggio estremo, è amore vero, il più autentico perché il più disinteressato. «Se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete?» - dice Gesù - questo lo sanno fare tutti: «Voi amate i vostri nemici» (cf Mt 5,42-47). A noi viene chiesto di avere, imparando da Lui, un amore di padre, un amore di madre, un amore di misericordia nei confronti di quanti incontriamo nella nostra giornata, specialmente di chi sbaglia. Il Nuovo Testamento chiede ancora: «Perdonatevi scambievolmente» (cf Col 3,13). L’amore reciproco domanda quasi un patto fra noi: essere sempre pronti a perdonarci l’un l’altro. Solo così potremo contribuire a creare la fraternità universale. Queste parole non soltanto ci invitano a perdonare, ma ci ricordano che il perdono è la condizione necessaria perché anche noi possiamo essere perdonati. Dio ci ascolta e ci perdona nella misura in cui sappiamo perdonare. 6 Gesù stesso ci ammonisce: «Con la misura con la quale misurate sarete misurati» (Mt 7,2). «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7). Se infatti il cuore è indurito dall’odio non è neppure capace di riconoscere e di accogliere l’amore misericordioso di Dio. Con Maria testimoni di misericordia Come vivere allora questo Anno della Misericordia? Certamente perdonando subito, se ci fosse qualcuno con cui non ci siamo ancora riconciliati. Ma questo non basta. Occorrerà frugare nelle pieghe più remote del nostro cuore ed eliminare anche la semplice indifferenza, la mancanza di benevolenza, ogni atteggiamento di superiorità, di trascuratezza verso chiunque ci sta o ci passa accanto, in famiglia, a scuola, al lavoro, in un negozio, sorvolando su qualcosa che non va nel loro modo di fare, pronti a non giudicare, a dar loro fiducia, a sperare sempre, a credere sempre. Allora anche noi, quando innalzeremo la preghiera al Padre, quando, soprattutto, gli chiederemo, sinceramente pentiti, perdono per i nostri peccati nel Sacramento della Riconciliazione, vedremo esaudire la nostra richiesta e potremo dire con piena fiducia: «Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori» (Mt 6,12; cfr Sir 28,2). A Pompei, più che altrove, c’è una guida sicura per indirizzarci verso questo cammino di conversione. La guida è Maria, Colei che col Rosario ci offre la catena dolce che ci annoda a Dio e ci fa fratelli. È Lei, nostra madre dolcissima, Madre di Misericordia, ad attendere tutti noi al varco verso la Porta Santa. Affidiamoci a Lei come figli tra le braccia della Madre, e imploriamo, con le parole della Supplica: «Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!». Benvenuti a Pompei! Vi benedico di cuore. ✠ Tommaso Caputo Arcivescovo Prelato e Delegato Pontificio 7 Come vivere il Giubileo della Misericordia a Pompei “V VOCABOLARIO DEL GIUBILEO Giubileo Anticamente presso gli Ebrei, il Giubileo (Jobel era il corno che si suonava per iniziare l’anno di grazia) era un anno dichiarato santo che cadeva ogni 50 anni, nel quale si doveva restituire l’uguaglianza a tutti i figli di Israele. Per i cattolici evoca, pertanto, un rinnovato rapporto tra Dio e l’uomo; la liberazione dalla schiavitù in tutte le sue forme; la cancellazione dei debiti; la riconciliazione; il rispetto per la terra e per i doni della creazione. Il primo giubileo fu indetto da Papa Bonifacio VIII nel 1300 e dal XV secolo la Chiesa ha stabilito che il Giubileo fosse indetto ogni venticinque anni. Il Pontefice può tuttavia indire Giubilei straordinari in concomitanza di eventi o periodi storici particolari. 8 ogliamo vivere questo Anno Giubilare alla luce della parola del Signore: Misericordiosi come il Padre. L’evangelista riporta l’insegnamento di Gesù che dice: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36). È un programma di vita tanto impegnativo quanto ricco di gioia e di pace. L’imperativo di Gesù è rivolto a quanti ascoltano la sua voce (cfr Lc 6,27). Per essere capaci di misericordia, quindi, dobbiamo in primo luogo porci in ascolto della Parola di Dio. Ciò significa recuperare il valore del silenzio per meditare la Parola che ci viene rivolta. In questo modo è possibile contemplare la misericordia di Dio e assumerlo come proprio stile di vita” (Papa Francesco, Lettera Apostolica Misericordiae Vultus, 13). Il Santuario della Vergine del Rosario è in piena sintonia con gli auspici giubilari. Lo dimostra la sua storia che da 140 anni non smette di stupire quanti ne sperimentano la spiritualità mariana e l’impegno ad amare e servire il prossimo. A Pompei, la fede e la carità sono andate sempre di pari passo con credibilità ampiamente riconosciuta. Al tempio della fede si è accompagnato sempre il tempio della carità costruito sull’accoglienza dei minori emarginati, di famiglie disastrate e donne in difficoltà, di emigranti, disabili e poveri. In questa terra benedetta da Dio, dove la fede e la carità sono di casa e dove il Sacramento della Ri- conciliazione e l’Eucaristia segnano il cammino di conversione e di rinnovamento spirituale di pellegrini e devoti, il 13 dicembre è stata aperta una “por- ta santa” pronta ad accogliere quanti vorranno tuffarsi nell’oceano di misericordia di Dio e celebrare il proprio giubileo personale. ■ Un testimone della Misericordia: Il Beato Bartolo Longo B artolo Longo è nato il 10 febbraio 1841 a Latiano (BR). Nel 1863 giunse a Napoli per completare gli studi di Giurisprudenza. Attraverso amici e professori si avvicinò al mon- do dello spiritismo, abbandonando completamente la fede cattolica nella quale era stato educato. Grazie al professor Vincenzo Pepe ed al domenicano padre Alberto Radente, ha 9 sperimentato la misericordia di Dio tornando sulla via del bene. La sua conversione fu totale, si dedicò anima e corpo alla religione e alla carità. Grazie alla nobildonna Caterina Volpicelli, oggi Santa, conobbe la Contessa Marianna Farnararo vedova De Fusco. Proprio per curare le sue proprietà, giunse, nel 1872, in Valle di Pompei. Aggirandosi per le campagne del luogo, sentì salirgli dal cuore il dubbio che ormai da tempo lo tormentava: “come avrebbe fatto a salvarsi, a causa delle esperienze poco edificanti della vita passata?” Era mezzogiorno e al suono delle campane si accompagnò una voce: “Se propaghi il Rosario, sarai salvo!”. Dunque, attraverso Maria, capì che la misericordia di Dio aveva agito in lui profondamente e si propose di non allontanarsi da Valle di Pompei, senza aver diffuso il culto alla Madre della Misericordia mediante il Rosario. Il 13 novembre 1875, arrivò a Pompei la prodigiosa immagine della Vergine del Rosario. Da Napoli, prima, e poi, pian piano, da ogni parte del mondo, cominciarono a giungere offerte per la costruzione 10 della nuova chiesa, la cui prima pietra fu posta l’8 maggio 1876. Il 14 ottobre 1883 ventimila pellegrini riuniti a Pompei recitarono, per la prima volta, la Supplica alla Vergine del Rosario, sgorgata dal cuore di Bartolo Longo. Intanto, grazie a lui, intorno al cantiere della nuova chiesa sorgeva una vera e propria città che sarebbe poi diventata la Nuova Pompei. Ma avendo lui stesso ricevuto in abbondanza la misericordia di Dio, si impegnò a far sperimentare lo stesso amore a coloro che ne avevano più bisogno. Nel 1887 fondò l’Orfanotrofio Femminile, la prima delle sue Opere di Carità a favore dei minori. Qualche anno più tardi, all’avvocato Longo si rivolsero anche dei condannati per esortarlo a prendersi cura dei propri figli. Fu in questo periodo che il Beato maturò quella che ancora oggi è considerata la sua intuizione più originale e cioè: non solo credere nella possibilità del recupero dei figli dei carcerati, ma scommettere sul fatto che essi, a loro volta, avrebbero potuto salvare i loro genitori dalla disperazione. Nel 1892 veniva collocata la prima pietra dell’Ospizio per i figli dei carcerati. In seguito accolse anche le figlie dei carcerati che affidò alle cure delle Suore Domenicane “Figlie del Santo Rosario di Pompei”, da lui fondate nel 1897. Bartolo Longo morì, a ottantacinque anni, il 5 ottobre del 1926. L’opera del Longo ha avuto il suo solenne riconoscimento con la Beatificazione da parte di San Giovanni Paolo II, avvenuta il 26 ottobre 1980. ■ Il Rosario e l’Anno Santo P regare per gli altri è una delle sette opere di misericordia spirituale. Il 27 novembre, nello stadio Karasani di Nairobi, capitale del Kenia, Papa Francesco ha spiegato il valore della preghiera: «Un uomo e una donna – dice il Santo Padre a migliaia di giovani presenti – perdono la parte migliore della propria umanità quando si scordano di pregare, perché si sentono onnipotenti, non sentono il bisogno di chiedere aiuto davanti a tante tragedie». E, poi, estrae dalla tasca due oggetti e, mostrandoli, spiega: «Porto sempre due cose: un Rosario, un Rosario per pregare; e una cosa che sembra strana…Che cos’è questo? Questa è la storia del fallimento di Dio, è una Via Crucis, una piccola Via Crucis: come Gesù ha sofferto da quando è stato condannato a morte, fino a quando è stato sepolto. E con queste due cose, cerco di fare del mio meglio. Ma grazie a queste due cose non perdo la speranza». Quel Rosario, fondamento del Santuario di Pompei, è stato per il Beato Bartolo Longo strumento di misericordia. Anche noi cristiani del XXI secolo siamo chiamati a percor- rere, grazie alla contemplazione e all’assimilazione dei misteri del Rosario, la via di Gesù, attraverso la quale Dio mostra agli uomini la sua misericordia e dona loro la sua salvezza. In un testo del 1889, il Beato Longo scrive: «La clemente Regina dell’universo ha eretto nella Valle di Pompei il suo trono di misericordia, dal quale elargisce infinite grazie ai suoi figli che la invocano col cantico più diletto al suo cuore, con la Corona dei quindici misteri del Rosario». Nel 2002, la preghiera fu poi arricchita di altri cinque misteri, della Luce, con la Lettera apostolica “Rosarium Virginis Mariae” di San Giovanni Paolo II. A Pompei, con la corona, si pregherà in modo speciale per la pace universale. La pace è una manifestazione della misericordia di Dio per gli uomini, un dono dispensato dalla Vergine Maria. Papa Francesco, nella Bolla d’indizione del Giubileo, “Misericordiae Vultus” (n. 2), parla del bisogno di contemplare il mistero della misericordia, «fonte di gioia, di serenità e di pace», «legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello». ■ 11 Il percorso della Misericordia nel Santuario VOCABOLARIO DEL GIUBILEO Porta Santa La Porta Santa è una porta, che si trova nella Basilica di San Pietro in Vaticano e nelle altre tre Basiliche «Io sono la porta: maggiori di se uno entra attraverso di me, sarà salvo» Roma: San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore. La sua apertura segna l’inizio del Giubileo ed è il simbolo di un percorso straordinario verso la salvezza. Il Giubileo della Misericordia è cominciato con l’apertura, l’8 dicembre, della Porta Santa della Basilica di San Pietro e, in seguito, delle Porte Sante delle altre Basiliche. Per il Giubileo della Misericordia Papa Francesco ha stabilito che ogni diocesi scelga una chiesa significativa in cui aprire una «Porta della Misericordia». La Porta Santa di Roma resterà aperta fino alla conclusione dell’Anno giubilare, il 20 novembre 2016, mentre quelle diocesane fino al 13 novembre. (Gv 10,9) Il Giubileo è fatto di alcuni segni importanti, che manifestano la nostra volontà di conversione e di adesione alla Parola di Dio, che è Parola di misericordia. Sarà l’Icona della Beata Vergine del Rosario a guidarti nel percorso giubilare nel suo Santuario. Il Pellegrinaggio giubilare significa seguire l’esempio di Maria, Madre di Misericordia, che si mette in cammino per servire la cugina Elisabetta, per portare Gesù dove c’è bisogno. A Pompei Maria è il volto particolarmente radioso della tenerezza del Padre! Questo ci dà tanta gioia e consolazione nel momento in cui ci apprestiamo ad entrare nel suo Santuario, attraverso la Porta della misericordia. Inizia il tuo pellegrinaggio con la preghiera. ■ Preghiera del Pellegrino “Il pellegrinaggio è un segno peculiare nell’Anno Santo, perché è icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. La vita è un pellegrinaggio e l’essere umano è viator, un pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata. Anche per raggiungere la Porta Santa a Roma e in ogni altro luogo, ognuno dovrà compiere, secondo le proprie forze, un pellegrinaggio. Esso sarà un segno del fatto che anche la misericordia è una meta da raggiungere e che richiede impegno e sacrificio”. (Papa Francesco, Lettera Apostolica Misericordiae Vultus, 14). Farsi pellegrini a Pompei nell’anno Signore, insegnaci a camminare con le donne e gli uomini del mondo, affiancandoli ogni giorno come “compagni di viaggio”, ma sapendo che solo Tu sei la GUIDA al nostro andare quotidiano. Ogni volta che la stanchezza ci frena, aiutaci a riprendere la strada, dissetati dall’acqua del tuo PERDONO, resi forti dal tuo Pane spezzato, condiviso con i fratelli e le sorelle incontrati per via. Fa’ o Signore, che prendiamo come mappa la tua Parola, come bastone la Fede, che è dono tuo, come mantello la protezione di Maria tua Madre, venendo verso di Te, META sicura di ogni nostro passo. Amen La Porta Santa La Porta Santa di questo Giubileo viene significativamente chiamata “Porta della Misericordia”. Essa ha un valore simbolico grande, perché rappresenta Cristo, che di sé ha detto: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato” (Gv 10, 9). Gesù è dunque per noi l’unica porta di salvezza. Attraverso questo simbolo noi vogliamo stabilire con Lui un rapporto unico di ascolto, amore, sequela fedele. Oltrepassando questa Porta, ti impegnerai a vivere nella giustizia e nella misericordia, perdonando e mettendo al primo posto l’Amore. Varcando la Porta della Misericordia del Santuario di Pompei entrerai nel cuore di questa esperienza. Qui, infatti, trovi la testimonianza sempre viva della fede e della carità senza misura del Beato Bartolo Longo, che costruì la nuova Pompei, a partire dalla grazia della misericordia che Dio gli aveva elargito. La Porta Santa di Pompei, in particolare, richiama nella sua cornice i motivi stilistici 13 VOCABOLARIO DEL GIUBILEO Indulgenza L’indulgenza richiama l’amore misericordioso di Dio nei confronti dell’uomo peccatore. In alcune occasioni, come il Giubileo, l’indulgenza è detta «plenaria» perché è una grazia straordinaria che guarisce completamente l’uomo, facendone una nuova creatura. Per vivere e ottenere, per sè o per un defunto, l’indulgenza i fedeli sono chiamati a compiere un breve pellegrinaggio verso la Porta Santa. È importante che questo momento sia unito, anzitutto, al Sacramento della Riconciliazione e alla celebrazione della santa Eucaristia con una riflessione sulla misericordia. Sarà necessario accompagnare queste celebrazioni con la professione di fede e con la preghiera per il Papa e per le intenzioni che porta nel cuore per il bene della Chiesa e del mondo intero. In sintesi, per ottenere l’indulgenza: - Pellegrinaggio verso la Porta Santa; - Sacramento della Riconciliazione; - Recita del Credo e preghiera secondo le intenzioni del Papa; - Atto di Carità. degli altari laterali della Basilica ed è sormontata dall’icona di Gesù Buon Pastore. ■ La Riconciliazione Momento centrale del Giubileo della Misericordia sarà la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione. È in questo Sacramento che accogliamo l’appello di Cristo alla conversione, rispondendo con un cuore “pentito” all’amore misericordioso di Dio. La penitenza si esprimerà poi in varie forme: il digiuno, la preghiera, le opere di misericordia spirituale e corporale, un atto di Carità. Sei a Pompei. Qui dove il Vesuvio seminò la morte, la Vergine del Santo Rosario ha posto una sorgente di vita. Guarda questa Madre dolcissima. In- vocala come Madre di misericordia. Soprattutto guarda il FIGLIO che ha tra le braccia: è GESÙ, il Figlio di Dio, il Salvatore. Gesù ha rivelato l’infinita misericordia di Dio. Il Vangelo è appunto la “bella notizia” che Dio ci ama, ed è felice di poterci perdonare. Non aver paura di guardare con sincerità dentro te stesso. Se ti ravvedi, ti aspetta l’abbraccio di Dio. Il Beato Bartolo Longo, da giovane, conobbe il peso del peccato. Ritornò a Dio attraverso il Sacramento della Riconciliazione. A Pompei la Madonna lo chiamò per farne un Santo, l’apostolo del Rosario. Perché non metterci sulla sua strada? Nel Santuario di Pompei il Sacramento della Riconciliazione viene celebrato ogni giorno dalle 7.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00. Nella Cappella delle confessioni troverai un sussidio che ti aiuterà per l’esame di coscienza. ■ ATTO DI DOLORE Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami. L’Eucaristia Alla riconciliazione sacramentale, seguirà la partecipazione alla celebrazione dell’Eucaristia, che per un cristiano rappresenta sempre la fonte e il culmine della sua vita di fede. L’Eucaristia è il sacrificio stesso del Corpo e Sangue del Signore Gesù, affidato alla sua Chiesa come memoriale della sua morte e risurrezione. È il segno massimo dell’unità, il vincolo della carità, la cena pasquale, nella quale riceviamo Cristo e siamo colmati della sua grazia, il pegno della vita eterna. Partecipare all’Eucaristia significa sentirsi coinvolti attivamente nell’ascolto della Parola di Dio e nella sua interiorizzazione, nel canto, nei gesti e negli atteggiamenti richiesti. Nell’Eucaristia, al sacrificio di Cristo, offriamo anche il nostro sacrificio: la nostra vita, la nostra lode, le nostre sofferenze, la nostra supplica, il nostro lavoro. Tutto Cristo prende con sé e trasforma con la sua misericordia. L’Eucaristia la offriamo non solo per i vivi, ma anche per i defunti, che parimenti hanno bisogno di purificarsi per entrare nel Regno di Dio. Nel San- 15 VOCABOLARIO DEL GIUBILEO Opere di Misericordia Il Papa ricorda che “ogni volta che un fedele vivrà” una delle opere di misericordia spirituale o corporale “in prima persona otterà certamente l’indulgenza giubilare”. A tal riguardo il Santuario di Pompei propone un ciclo di catechesi che puoi trovare a pagg. 38-39. Ecco l’elenco delle opere di misericordia. LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE 1 - Consigliare i dubbiosi 2 - Insegnare agli ignoranti 3 - Ammonire i peccatori 4 - Consolare gli afflitti 5 - Perdonare le offese 6 - Sopportare pazientemente le persone moleste 7 - Pregare Dio per i vivi e per i morti LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE 1 - Dar da mangiare agli affamati 2 - Dar da bere agli assetati 3 - Vestire gli ignudi 4 - Alloggiare i pellegrini 5 - Visitare gli infermi 6 - Visitare i carcerati 7 - Seppellire i morti 16 tuario di Pompei potrai partecipare all’Eucaristia negli orari previsti per le celebrazioni liturgiche. ■ La Carità Un segno della misericordia di Dio, oggi particolarmente necessario, è quello della Carità. Chi è intento ad accumulare tesori solamente sulla terra (cfr Mt 6,19) “non arricchisce dinanzi a Dio” (Lc 12,21). Il Giubileo sia un ulteriore richiamo alla conversione del cuore mediante il cambiamento di vita. In questo Anno Santo scegli una o più opere di misericordia e impegnati a viverle concretamente. Sii misericordioso e non dimenticare chi oggi è meno fortunato di te. L’opera del Beato Bartolo Longo in favore dei bisognosi continua ancora oggi, pur cambiando nelle forme e ampliando il numero dei destinatari. I poveri, di ogni genere, età e condizione sociale, accolti qui a Pompei sono le vere stelle che circondano la Vergine del Rosario. Le realtà caritative pompeiane si sono, infatti, trasformate nel tempo, adeguandosi alle esigenze dell’infanzia e all’evoluzione del sistema normativo che le regola ma, anche, per offrire risposte adeguate alle nuove povertà e alle nuove emergenze sociali. Sono nate, dunque, affiancandosi a quelle esistenti, nuove case di accoglienza che, assumendo sempre più la veste di veri e propri nuclei familiari, hanno dato alle opere costruite in origine da Bartolo Longo continuità nel tempo, adeguandole ai continui mutamenti del contesto sociale e culturale. Attualmente sono operativi due centri diurni, “Crescere Insieme” e “Bartolo Longo”, che grazie all’impegno delle Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei, fondate dallo stesso Longo, e ai Fratelli delle Scuole Cristiane di San Giovanni Battista de la Salle, accolgono in semiconvitto circa 200 ragazze e ragazzi, tra i 6 e i 18 anni, offrendo loro non solo cibo ed istruzione, ma attività quali doposcuola, musica, ceramica, sport, teatro, danza. Nella “Casa Emanuel” vengono accolte ragazze madri, donne sfuggite a situazioni di violenza familiare e donne immigrate. Molto attivo anche l’ambulatorio materno infantile per famiglie disagiate, gestito dalla Confraternita di Misericordia, che offre visite mediche gratuite. Il Centro di Aiuto alla Vita e Movimento per la Vita operano a tutela della maternità e dell’accoglienza della vita, assistono e sostengono i sofferenti e difendono la vita umana sin dal suo concepimento e in tutto l’arco del suo sviluppo fino alla morte naturale. Il Consultorio Familiare “San Giuseppe Moscati” è un vero e proprio laboratorio di formazione, prevenzione e servizio di consulenza a tutela e sostegno della famiglia e della persona, dal concepimento al tramonto naturale della vita. Nelle ex case operaie, poi, ha preso vita il Centro per il bambino e la famiglia “Giovanni Paolo II”, con le case-famiglia: “Oasi Vergine del Sorriso”, dove si accolgono in particolari i minori, e “Maria, Madre della Provvidenza” per dare aiuto a donne e adolescenti, affidate alla “Fraternità di Emmaus”. La terza: “Maria, madre di Misericordia”, è gestita dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, mentre la Comunità “Chiara Luce”, che ospita minori con gravi disabilità, è affidata alla Fondazione “Giuseppe Ferraro onlus”. Infine, sono attive la “Comunità Incontro” per il recupero dei tossicodipendenti e, grazie alla collaborazione con il Sovrano Militare Ordine di Malta, una mensa per i poveri che assicura circa 200 pasti ai poveri della città, ma anche ai tanti che vengono dai comuni vicini. In questo Anno Santo, previo accordo con l’Ufficio del Rettorato, piccoli gruppi di pellegrini possono concretizzare la prima Opera di Misericordia corporale prestando servizio alla Mensa dei poveri. ■ 17 VOCABOLARIO DEL GIUBILEO Logo Il logo – opera del gesuita Padre Marko I. Rupnik – si presenta come una piccola summa teologica del tema della misericordia. Mostra, infatti, il Figlio che si carica sulle spalle l’uomo smarrito, recuperando un’immagine molto cara alla Chiesa antica, perché indica l’amore di Cristo che porta a compimento il mistero della sua incarnazione con la redenzione. Il disegno è realizzato in modo tale da far emergere che il Buon Pastore tocca in profondità la carne dell’uomo, e lo fa con amore tale da cambiargli la vita. Un particolare, inoltre, non può sfuggire: il Buon Pastore con estrema misericordia carica su di sé l’umanità, ma i suoi occhi si confondono con quelli dell’uomo. Cristo vede con l’occhio di Adamo e questi con l’occhio di Cristo. Ogni uomo scopre così in Cristo, nuovo Adamo, la propria umanità e il futuro che lo attende, contemplando nel Suo sguardo l’amore del Padre. In preghiera verso la Porta della Misericordia RADUNO E INIZIO DEL PELLEGRINAGGIO VERSO IL SANTUARIO I fedeli si radunano nel Piazzale San Giovanni XXIII, oppure nel cortile del Centro Educativo Beato Bartolo Longo in Via Sacra. Si esegue un Canto d’inizio oppure l’Inno del Giubileo Misericordes sicut Pater! 1. Rendiamo grazie al Padre, perché è buono in aeternum misericordia eius ha creato il mondo con sapienza in aeternum misericordia eius conduce il Suo popolo nella storia in aeternum misericordia eius perdona e accoglie i Suoi figli in aeternum misericordia eius 2. Rendiamo grazie al Figlio, luce delle genti in aeternum misericordia eius ci ha amati con un cuore di carne in aeternum misericordia eius da Lui riceviamo, a Lui ci doniamo in aeternum misericordia eius il cuore si apra a chi ha fame e sete in aeternum misericordia eius Misericordes sicut Pater! Misericordes sicut Pater! 19 3. Chiediamo allo Spirito i sette santi doni in aeternum misericordia eius fonte di ogni bene, dolcissimo sollievo in aeternum misericordia eius da Lui confortati, offriamo conforto in aeternum misericordia eius l’amore spera e tutto sopporta in aeternum misericordia eius 4. Chiediamo la pace al Dio di ogni pace in aeternum misericordia eius la terra aspetta il vangelo del Regno in aeternum misericordia eius gioia e perdono nel cuore dei piccoli in aeternum misericordia eius saranno nuovi i cieli e la terra in aeternum misericordia eius Misericordes sicut Pater! Misericordes sicut Pater! Introduzione Il sacerdote che guida il pellegrinaggio dice: …invita a benedire il Signore misericordioso (cf. Salmo 103): Gloria a te, Signore, che perdoni le colpe e guarisci tutte le infermità. R.: Eterna è la tua misericordia. Gloria a te, Signore, misericordioso e compassionevole, lento all’ira e grande nell’amore. R.: Eterna è la tua misericordia. Gloria a te, Signore, tenero Padre verso i tuoi figli. R.: Eterna è la tua misericordia. … rivolge ai fedeli una breve monizione con queste o simili parole: Carissimi, ci ritroviamo oggi in questa città benedetta di Pompei per compiere il nostro pellegrinaggio nell’Anno Santo della Misericordia. Ci recheremo ora nel Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario, varcando la Porta della Misericordia, e volgendo lo sguardo a Lei, Madre della Misericordia, che ha conosciuto le profondità dell’amore di Dio: tutto nella sua vita è stato plasmato dalla Misericordia fatta carne nel suo grembo. La dolcezza del suo sguardo ci accompagni, mentre ci presentiamo al Padre per Cristo nello Spirito, con animo penitente e desideroso di conversione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. R.: Amen. La misericordia del Padre, la pace del Signore nostro Gesù Cristo, la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi. R.: E con il tuo spirito. Se presiede un laico, dice: Il Signore rivolga il suo sguardo su di noi e guidi i nostri passi sulla via della pace. R.: Amen. 20 21 Preghiera per il Giubileo A questo punto, i fedeli possono recitare la preghiera per il Giubileo: Signore Gesù Cristo, tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste, e ci hai detto che chi vede te vede Lui. Mostraci il tuo volto e saremo salvi. Il tuo sguardo pieno di amore liberò Zaccheo e Matteo dalla schiavitù del denaro; l’adultera e la Maddalena dal porre la felicità solo in una creatura; fece piangere Pietro dopo il tradimento, e assicurò il Paradiso al ladrone pentito. Fa’ che ognuno di noi ascolti come rivolta a sé la parola che dicesti alla samaritana: Se tu conoscessi il dono di Dio! Tu sei il volto visibile del Padre invisibile, del Dio che manifesta la sua onnipotenza soprattutto con il perdono e la misericordia: fa’ che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di Te, suo Signore, risorto e nella gloria. Hai voluto che i tuoi ministri fossero anch’essi rivestiti di debolezza per sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore: fa’ che chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso, amato e perdonato da Dio. Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore e la tua Chiesa con rinnovato entusiasmo possa portare ai poveri il lieto messaggio proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà e ai ciechi restituire la vista. Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della Misericordia, a te che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen. 22 Il sacerdote o un laico dice: Fratelli e sorelle, avviamoci nel nome di Cristo. Egli è la via che ci conduce nell’anno di grazia e di misericordia. PROCESSIONE VERSO IL SANTUARIO I pellegrini si dispongono in processione per raggiungere il Santuario. Durante il cammino si possono recitare o cantare uno o più Salmi della Misericordia, le litanie della Beata Vergine Maria, oppure eseguire canti appropriati. Salmi della Misericordia Salmo 25 (24) Chi spera in Dio non resta deluso Ad ogni strofa si ripete: Ricordati, Signore, della tua misericordia che è da sempre. A te, Signore, innalzo l’anima mia, mio Dio, in te confido: che io non resti deluso! Non trionfino su di me i miei nemici! (Rit.) Chiunque in te spera non resti deluso; sia deluso chi tradisce senza motivo. Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. (Rit.) 23 Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza; io spero in te tutto il giorno. Ricòrdati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre. (Rit.) I peccati della mia giovinezza e le mie ribellioni, non li ricordare: ricòrdati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore. (Rit.) Buono e retto è il Signore, indica ai peccatori la via giusta; guida i poveri secondo giustizia, insegna ai poveri la sua via. (Rit.) Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti. Per il tuo nome, Signore, perdona la mia colpa, anche se è grande. (Rit.) C’è un uomo che teme il Signore? Gli indicherà la via da scegliere. Egli riposerà nel benessere, la sua discendenza possederà la terra. (Rit.) Il Signore si confida con chi lo teme: gli fa conoscere la sua alleanza. I miei occhi sono sempre rivolti al Signore, è lui che fa uscire dalla rete il mio piede. (Rit.) Volgiti a me e abbi pietà, perché sono povero e solo. Allarga il mio cuore angosciato, liberami dagli affanni. (Rit.) 24 Vedi la mia povertà e la mia fatica e perdona tutti i miei peccati. Guarda i miei nemici: sono molti, e mi detestano con odio violento. (Rit.) Proteggimi, portami in salvo; che io non resti deluso, perché in te mi sono rifugiato. (Rit.) Mi proteggano integrità e rettitudine, perché in te ho sperato. O Dio, libera Israele da tutte le sue angosce. (Rit.) Salmo 51(50) Pietà di me, o Dio Ad ogni strofa si ripete: Buono è il Signore: la sua misericordia senza fine. Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità. Lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro. (Rit.) Sì, le mie iniquità io le riconosco, il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto: così sei giusto nella tua sentenza, sei retto nel tuo giudizio. (Rit.) Ecco, nella colpa io sono nato, nel peccato mi ha concepito mia madre. 25 Ma tu gradisci la sincerità nel mio intimo, nel segreto del cuore mi insegni la sapienza. (Rit.) Aspergimi con rami d’issòpo e sarò puro; lavami e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e letizia: esulteranno le ossa che hai spezzato. (Rit.) Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. (Rit.) Non scacciarmi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la gioia della tua salvezza, sostienimi con uno spirito generoso. (Rit.) Insegnerò ai ribelli le tue vie e i peccatori a te ritorneranno. Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza: la mia lingua esalterà la tua giustizia. (Rit.) Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode. Tu non gradisci il sacrificio; se offro olocausti, tu non li accetti. (Rit.) Uno spirito contrito è sacrificio a Dio; un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi. Nella tua bontà fa’ grazia a Sion, ricostruisci le mura di Gerusalemme. (Rit.) Allora gradirai i sacrifici legittimi, l’olocausto e l’intera oblazione; allora immoleranno vittime sopra il tuo altare. (Rit.) 26 Salmo 103 (102), 1-18 Gratitudine verso il Padre del cielo Ad ogni strofa si ripete: Il tuo amore è da sempre, Dio nostro Padre. Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tutti i suoi benefici. (Rit.) Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e misericordia. (Rit.) Sazia di beni la tua vecchiaia, si rinnova come aquila la tua giovinezza. Il Signore compie cose giuste, difende i diritti di tutti gli oppressi. (Rit.) Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie, le sue opere ai figli d’Israele. Misericordioso e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore. (Rit.) Non è in lite per sempre, non rimane adirato in eterno. Non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe. (Rit.) Perché quanto il cielo è alto sulla terra, così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono; quanto dista l’oriente dall’occidente, così egli allontana da noi le nostre colpe. (Rit.) 27 Come è tenero un padre verso i figli, così il Signore è tenero verso quelli che lo temono, perché egli sa bene di che siamo plasmati, ricorda che noi siamo polvere. (Rit.) L’uomo: come l’erba sono i suoi giorni! Come un fiore di campo, così egli fiorisce. Se un vento lo investe, non è più, né più lo riconosce la sua dimora. (Rit.) Ma l’amore del Signore è da sempre, per sempre su quelli che lo temono, e la sua giustizia per i figli dei figli, per quelli che custodiscono la sua alleanza e ricordano i suoi precetti per osservarli. (Rit.) 28 Litanie della Beata Vergine Maria Dopo i Salmi della misericordia si possono recitare, o cantare, le litanie della Beata Vergine Maria, fino a quando la processione giunge sul sagrato del Santuario: Un solista o cantore: Tutti: Signore pietà, Cristo pietà, Signore pietà, Signore pietà Cristo pietà Signore pietà Santa Maria, Santa Madre di Dio, Santa Vergine delle vergini, Figlia prediletta dal Padre, Madre di Cristo Re dei secoli, Gloria dello Spirito Santo, Vergine figlia di Sion, Vergine povera e umile, Vergine mite e docile, Serva obbediente nella fede, Madre del Signore, Cooperatrice del Redentore, Piena di grazia, Fonte di bellezza, Tesoro di virtù e sapienza, Frutto primo della redenzione, Discepola perfetta di Cristo, Immagine purissima della Chiesa, Donna della nuova alleanza, Donna vestita di sole, Donna coronata di stelle, Signora di bontà immensa, Signora del perdono, Signora delle nostre famiglie, Letizia del nuovo Israele, prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi prega per noi 29 Splendore della santa Chiesa, prega per noi Onore del genere umano, prega per noi Avvocata di grazia, prega per noi Ministra della pietà umana, prega per noi Aiuto del popolo di Dio, prega per noi Regina dell’amore, prega per noi Regina di misericordia, prega per noi Regina della pace, prega per noi Regina degli angeli, prega per noi Regina dei patriarchi, prega per noi Regina dei profeti, prega per noi Regina degli Apostoli, prega per noi Regina dei martiri, prega per noi Regina dei confessori della fede, prega per noi Regina delle vergini, prega per noi Regina di tutti i santi, prega per noi Regina concepita senza peccato, prega per noi Regina assunta in cielo, prega per noi Regina della terra, prega per noi Regina del cielo, prega per noi Regina dell’universo, prega per noi Regina del Rosario, prega per noi Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, perdonaci, Signore Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, ascoltaci, Signore Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi INGRESSO ATTRAVERSO LA PORTA DELLA MISERICORDIA Giunti davanti alla Porta Santa, i fedeli sostano in silenziosa preghiera sulla soglia e vi entrano in silenzio. Se le circostanze lo permettono, chi guida il pellegrinaggio può recitare davanti alla Porta Santa questa preghiera: Preghiamo. Benedetto sei tu, Signore, Padre Santo, che hai mandato il tuo Figlio nel mondo per raccogliere in unità, mediante l’effusione del suo sangue, gli uomini lacerati e dispersi dal peccato. Tu lo hai costituito pastore e porta dell’ovile, perché chi entra sia salvo, e chi entra ed esce trovi i pascoli della vita. Dona ai tuoi fedeli che varcano questa soglia, di essere accolti alla tua presenza, e di sperimentare, o Padre, la tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. R.: Amen. RICONCILIAZIONE, EUCARISTIA E CARITA’ I pellegrini entrano in Basilica e si segnano con l’acqua benedetta in ricordo del loro Battesimo, impegnandosi a vivere sempre come pietre vive nella Chiesa. Quindi si recano, secondo la necessità personale, nella Cappella delle Confessioni per celebrare il Sacramento della Riconciliazione, premettendo l’esame di coscienza. E infine partecipano alla Celebrazione eucaristica o al Rosario, secondo l’opportunità. Come segno concreto della Misericordia ricevuta e donata, ciascun fedele compirà un’opera di Misericordia spirituale o corporale attraverso un atto di Carità. 30 31 PREGHIERE PER IL GIUBILEO Le preghiere che seguono si associano alla celebrazione dei Sacramenti, al fine di ottenere l’indulgenza plenaria nell’anno giubilare della misericordia, premesso quanto è specificato alle pagg. 14-15 e che l’indulgenza si può ottenere, per sè o per un defunto, solo una volta al giorno. Credo - Simbolo degli Apostoli Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra. E in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen. 32 Credo Niceno-Costantinopolitano Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. 33 Preghiere per il Santo Padre e le sue intenzioni Preghiamo per il nostro Santo Padre il Papa Francesco, il Signore lo esaudisca e lo sostenga sempre con la sua grazia, perché confermi i fratelli. Si prega per qualche istante in silenzio. Dio onnipotente e misericordioso, che per tuo dono e con la tua grazia rendi degne le guide e obbedienti i guidati, aiutaci benevolmente a mettere in pratica ciò che comandi: assisti il Pastore delle pecore che ami e sostieni nel tuo amore il sentire del popolo e di chi lo guida, affinché non manchi al Pastore l’obbedienza del gregge, né al gregge la cura del Pastore. Per Cristo nostro Signore. R.: Amen. Ricordo del Pellegrinaggio nell’Anno Santo della Misericordia Timbro Al termine del percorso della Misericordia puoi recarti all’Ufficio del Rettorato per ricevere gratuitamente il timbro del Santuario in ricordo del tuo pellegrinaggio a Pompei Il Percorso della Misericordia 1 1 Porta della Misericordia Entrando a destra trovi l’Acquasantiera. Fai il segno della Croce con l’acqua benedetta in ricordo del tuo Battesimo. 3 Basilica Sacrestia 2 La Riconciliazione Vivi l’incontro con la Misericordia del Padre! Lasciati guidare nell’esame di coscienza dal sussidio che trovi nella Cappella delle Confessioni. 2 Cappella delle Confessioni Cappella del Beato Bartolo Longo 3 4 LIBRI ED OGGETTI SACRI Sala Offerte wc corridoio degli ex-voto 3 ✙ Campanile Rettorato L’Eucaristia Partecipa al Santo Rosario e/o alla Mensa Eucaristica nelle Sante Messe di orario. Affida all’intercessione del Beato Bartolo Longo il tuo desiderio di conversione. 4 UFFICIO DEL RETTORATO La Carità Informazioni, celebrazioni e accoglienza dei pellegrini Come segno concreto della Misericordia ricevuta compi un’opera di Carità a sostegno delle attività del Santuario. ✙ CARABINIERI Assistenza Assistenza Sanitaria Sanitaria PIAZZALE GIOVANNI XXIII Tel. (+39) 081 8507000 (+39) 081 8577379 Fax (+39) 081 8577482 [email protected] wc wc wc Servizi igienic i Orario delle Celebrazioni Eucaristiche GIORNI FESTIVI ALTARE DELLA MADONNA ore 6.00 - 7.00 - 8.30 - 10.00 - 11.00 - 12.30 - 16.00 - 17.00 - 19.00 - 20.00 17 febbraio 2016 - ore 19.45 Il Giubileo della Misericordia e del Perdono S.E. Mons. Bruno FORTE, Arcivescovo di Chieti - Vasto 24 febbraio 2016 -ore 19.45 Ammonire i peccatori Dott. Salvatore MARTINEZ, Presidente Nazionale RnS CAPPELLA BEATO BARTOLO LONGO ore 8.00 - 9.30 - 10.30 - 11.30 - 13.00 - 17.30 - 18.30 GIORNI FERIALI ALTARE DELLA MADONNA ore 7.00 - 8.30 - 10.00 - 11.00 - 12.00 - 16.00 -17.00 - 19.00 2 marzo 2016 - ore 19.45 Perdonare le offese Don Jesús MORÁN, Co-Presidente Movimento dei Focolari CAPPELLA BEATO BARTOLO LONGO ore 7.30 - 9.30 - 10.30 - 12.30 - 17.30 CAPPELLA CONFESSIONI 7.00-12.30 e 15.30-19.00 ADORAZIONE EUCARISTICA CAPPELLA BEATO BARTOLO LONGO Tutti i giorni, tranne la domenica e i festivi, ore 16.30 SANTO ROSARIO CAPPELLA BEATO BARTOLO LONGO Tutti i giorni, ore 9.00 ALTARE DELLA MADONNA Tutti i giorni ore 9.30 - 15.30 - 18.00 30 marzo 2016 - ore 19.45 Istruire gli ignoranti - Consigliare i dubbiosi Coniugi: Prof. Franco MIANO e Prof.ssa Pina DE SIMONE 6 aprile 2016 - ore 19.45 Dare da mangiare agli affamati - Dare da bere agli assetati Vestire chi è nudo Mons. Marco GNAVI, Vice-Presidente della Comunità di Sant’Egidio Mercoledì Giubilari Catechesi in Santuario sulle Opere di Misericordia «È mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina». (Mv 15) PAPA FRANCESCO 38 9 marzo 2016 - ore 19.45 Consolare gli afflitti - Visitare i carcerati Prof. Matteo TRUFFELLI, Presidente Nazionale Azione Cattolica Italiana 16 marzo 2016 - ore 19.45 Sopportare pazientemente le persone moleste Prof. Kiko ARGUELLO, Fondatore Cammino Neocatecumenale 13 aprile 2016 - ore 19.45 Alloggiare i pellegrini - Visitare gli infermi Dott. Salvatore PAGLIUCA, Presidente Nazionale UNITALSI 20 aprile 2016 - ore 19.45 Pregare Dio per i vivi e per i morti - Seppellire i morti Dott. Roberto TRUCCHI, Presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia 27 aprile 2016 - ore 19.45 Maria, Madre di misericordia P. Ermes RONCHI osm, Mariologo 39 “La Vergine Benedetta vuole che questo Santuario sia il gran dispensario della Misericordia” (Beato Bartolo Longo)