Misericordia
per tutti,
o Madre di
Misericordia!
Guida per vivere il Giubileo al Santuario di Pompei
Il Messaggio dell’Arcivescovo di Pompei
Mons. Tommaso Caputo
Pompei, Casa di Misericordia
Carissimi fratelli e sorelle,
nel cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico
Vaticano II, l’8 dicembre il Santo Padre Francesco ha aperto la Porta Santa della Basilica di San Pietro.
È così iniziato solennemente il Giubileo straordinario della Misericordia. Mentre sentiamo tutta l’emozione per questo evento di grazia, cresce
anche la convinzione di trovarci ad uno snodo importante del ministero
petrino di Papa Francesco.
Potremmo dire che il Pontefice stesso ci ha condotto per mano, giorno
per giorno, davanti alle porte sante che si aprono, in tutto il mondo, al
passaggio della misericordia.
Nel segno della misericordia, infatti, Papa Bergoglio, dai primissimi
momenti della sua elezione, ha orientato tutto il suo servizio alla Chiesa
e al mondo. L’adempimento delle sette opere di misericordia può essere
considerato come la prassi pastorale della Chiesa guidata da Papa Francesco.
L’obiettivo indicato nella Bolla di indizione Misericordiae vultus: «riscoprire e rendere feconda la misericordia di Dio», rappresenta, in realtà,
l’elemento di congiunzione con un evento non solo straordinario nella
sua definizione ufficiale, ma anche inedito nella sua realizzazione, visto il
tema del Giubileo: la misericordia.
Nessun tema più della misericordia sembra identificare il pontificato
del nostro Papa. E nessun tema, si può aggiungere, lega in maniera più
significativa questo Giubileo alla realtà del Santuario di Pompei, casa di
Maria e casa di misericordia, monumento vivo di una pietà nutrita dalla
fede e costruita con i mattoni di una carità operosa.
Nel segno della tenerezza materna di Maria
Papa Francesco
pellegrino a Pompei
il 21 marzo 2015
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Pompei è una storia a sé nel campo della misericordia. Intorno alla
città di Maria, ogni testimonianza ha la garanzia di un nome e di un volto:
il Beato Bartolo Longo, fondatore del Santuario, dal quale tutto ha preso
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avvio. Un uomo, convertito alla fede dopo esperienze di segno opposto,
un edificio sacro come prima pietra di un tessuto urbano tutto da inventare per cancellare, il più possibile, le tracce del degrado estremo di una
Valle alla quale veniva negata perfino la dignità di una identità civica.
Nell’atto di nascita della Nuova Pompei, Bartolo Longo e il Santuario
della Beata Vergine del Rosario sono il nome e l’opera prima di una storia
che ha un grande filo conduttore: la misericordia, in tutte le declinazioni
che da essa si diramano dall’albero maestro dell’amore per Dio e per il
prossimo. Anche in questo senso Pompei è patria di molti privilegi, dal
momento che continua a sperimentare la tenerezza dell’amore materno di
Maria, dal quale in questa città tutto trae origine. È stata questa la prima
grande opera di Bartolo Longo: affidarsi a Maria, mettere tutto nelle sue
mani, chiedere la sua intercessione perché la carità e le sue opere avessero, a Pompei, il segno della Misericordia di Dio.
Carità e misericordia:
profezia di nuove frontiere di solidarietà
In un breve passaggio, tratto dai suoi scritti, il Beato spiega tutto il
senso della Nuova Pompei: «A Valle di Pompei la Vergine col suo Rosario
restaura il concetto puro, luminoso, possente della carità. Le opere di beneficenza educatrice che circondano il Santuario, non ne sono un’aggiunta accidentale, ma ne sono invece una naturale espansione; sono i sentimenti dettati dal Rosario di Maria che diventano bellezza d’arte, maestà
di monumento, e più ancora forza soccorritrice di salvezza sociale» (RNP
28-1911, pagg. 13-14). Solo il linguaggio è d’altri tempi. La Pompei dei
nostri giorni si ritrova tutta intera nelle parole di Bartolo Longo, come
una profezia sempre in corso d’opera e costantemente soggetta a verifica.
Senza carità la Nuova Pompei non sarebbe neppure nata, e senza misericordia non avrebbe fatto nessun passo avanti, lasciando solo alla città
antica, con il monumentale complesso degli scavi, l’evocazione di un
nome che, accanto a quella artistica e archeologica, tramanda ora una
storia di straordinaria carità.
Il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco, per Pompei
e le sue opere ha un significato tutto speciale. È allo stesso tempo un
richiamo alle radici e un invito forte a guardare avanti, spingendosi con
coraggio sulle nuove frontiere della solidarietà, laddove il richiamo alla
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misericordia è più vivo che mai. Per Papa Francesco la misericordia è
l’urgenza dei tempi. Come risposta all’urgenza dei tempi, in una certa
misura, è nata anche la Nuova Pompei.
Erano intollerabili per ogni uomo di fede le condizioni di vita in quella
landa desolata, dove la povertà era in realtà miseria e l’unica legge in vigore era quella del più forte. Un degrado sociale nel quale si perdeva ogni
forma di dignità umana e di fronte al quale non era immaginabile pensare
solo a una forma di bonifica territoriale.
Per una comunità viva dove la misericordia
genera vita e opere
Ai mattoni per costruire case, alle opere in grado di tracciare le linee
di una città nuova, occorreva il soffio di una comunità viva, così come al
ripristino delle condizioni di giustizia si rendeva necessario l’apporto di
uno spirito di misericordia. In ogni momento decisivo della storia dei popoli e delle persone, la misericordia riesce a farsi presente come elemento
e risorsa essenziale dell’umanità.
Come sono diverse le condizioni della Pompei attuale da quell’antica
Valle percorsa da briganti e segnata da una realtà ai limiti dell’invivibile!
Ma come è, invece, ancora oggi necessario quel soffio di umanità che si
chiama misericordia e che è molto di più di un semplice atteggiamento
improntato alla benevolenza.
La misericordia scuote e non anestetizza gli animi. Si può pensare a
Pompei e alla sua storia come a una scossa di misericordia sempre all’opera. Una scossa che trasforma, rinnova, dà senso e sostanza a ogni cambiamento, aiuta a guardare avanti. La misericordia non viene da nessun
progetto ben riuscito: si specchia invece nelle opere, ma solo quando ciò
che viene realizzato porta e trasmette fedelmente il suo marchio. È alla
sua luce che possiamo verificare l’impianto della nostra comunità, la sua
saldezza, la sua trasparenza, la sua capacità di costruire il bene comune.
Il perdono: via di fraternità e di amore misericordioso
Una sola famiglia di popoli e di persone: ecco il grande progetto di Dio
sull’umanità.
Una fraternità più forte delle inevitabili divisioni, tensioni, rancori che si
insinuano con tanta facilità per incomprensioni e sbagli. Spesso le fami-
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glie si sfasciano perché
non ci si sa perdonare.
Ruggini antiche alimentano la divisione tra parenti, tra gruppi sociali,
tra popoli.
A volte c’è addirittura chi insegna a non dimenticare i torti subiti,
a coltivare sentimenti di
vendetta.
Ed un rancore sordo
avvelena l’anima e corrode il cuore. Qualcuno
pensa che il perdono sia
una debolezza. È invece
l’espressione di un coraggio estremo, è amore
vero, il più autentico perché il più disinteressato. «Se amate quelli che
vi amano, quale merito
ne avete?» - dice Gesù
- questo lo sanno fare
tutti: «Voi amate i vostri
nemici» (cf Mt 5,42-47).
A noi viene chiesto di avere, imparando da Lui, un amore di padre, un
amore di madre, un amore di misericordia nei confronti di quanti incontriamo nella nostra giornata, specialmente di chi sbaglia.
Il Nuovo Testamento chiede ancora: «Perdonatevi scambievolmente»
(cf Col 3,13). L’amore reciproco domanda quasi un patto fra noi: essere
sempre pronti a perdonarci l’un l’altro. Solo così potremo contribuire a
creare la fraternità universale.
Queste parole non soltanto ci invitano a perdonare, ma ci ricordano
che il perdono è la condizione necessaria perché anche noi possiamo essere perdonati. Dio ci ascolta e ci perdona nella misura in cui sappiamo
perdonare.
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Gesù stesso ci ammonisce: «Con la misura con la quale misurate sarete misurati» (Mt 7,2). «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7).
Se infatti il cuore è indurito dall’odio non è neppure capace di riconoscere e di accogliere l’amore misericordioso di Dio.
Con Maria testimoni di misericordia
Come vivere allora questo Anno della Misericordia? Certamente perdonando subito, se ci fosse qualcuno con cui non ci siamo ancora riconciliati. Ma questo non basta.
Occorrerà frugare nelle pieghe più remote del nostro cuore ed eliminare anche la semplice indifferenza, la mancanza di benevolenza, ogni
atteggiamento di superiorità, di trascuratezza verso chiunque ci sta o ci
passa accanto, in famiglia, a scuola, al lavoro, in un negozio, sorvolando
su qualcosa che non va nel loro modo di fare, pronti a non giudicare, a dar
loro fiducia, a sperare sempre, a credere sempre.
Allora anche noi, quando innalzeremo la preghiera al Padre, quando, soprattutto, gli chiederemo, sinceramente pentiti, perdono per i nostri
peccati nel Sacramento della Riconciliazione, vedremo esaudire la nostra
richiesta e potremo dire con piena fiducia: «Rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori» (Mt 6,12; cfr Sir 28,2).
A Pompei, più che altrove, c’è una guida sicura per indirizzarci verso
questo cammino di conversione. La guida è Maria, Colei che col Rosario
ci offre la catena dolce che ci annoda a Dio e ci fa fratelli. È Lei, nostra
madre dolcissima, Madre di Misericordia, ad attendere tutti noi al varco
verso la Porta Santa.
Affidiamoci a Lei come figli tra le braccia della Madre, e imploriamo,
con le parole della Supplica: «Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!».
Benvenuti a Pompei! Vi benedico di cuore.
✠ Tommaso Caputo
Arcivescovo Prelato
e Delegato Pontificio
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Come vivere il Giubileo della Misericordia a Pompei
“V
VOCABOLARIO DEL GIUBILEO
Giubileo
Anticamente presso gli Ebrei, il
Giubileo (Jobel era il corno che
si suonava per iniziare l’anno di
grazia) era un anno dichiarato
santo che cadeva ogni 50 anni,
nel quale si doveva restituire
l’uguaglianza a tutti i figli di
Israele. Per i cattolici evoca,
pertanto, un rinnovato rapporto
tra Dio e l’uomo; la liberazione
dalla schiavitù in tutte le sue
forme; la cancellazione dei
debiti; la riconciliazione; il
rispetto per la terra e per i
doni della creazione. Il primo
giubileo fu indetto da Papa
Bonifacio VIII nel 1300 e
dal XV secolo la Chiesa ha
stabilito che il Giubileo fosse
indetto ogni venticinque
anni. Il Pontefice può tuttavia
indire Giubilei straordinari
in concomitanza di eventi o
periodi storici particolari.
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ogliamo vivere questo Anno
Giubilare alla luce della parola del Signore: Misericordiosi come il Padre. L’evangelista riporta
l’insegnamento di Gesù che dice: «Siate
misericordiosi, come il Padre vostro è
misericordioso» (Lc 6,36). È un programma di vita tanto impegnativo quanto
ricco di gioia e di pace. L’imperativo di
Gesù è rivolto a quanti ascoltano la sua
voce (cfr Lc 6,27). Per essere capaci di
misericordia, quindi, dobbiamo in primo luogo porci in ascolto della Parola
di Dio. Ciò significa recuperare il valore
del silenzio per meditare la Parola che ci
viene rivolta. In questo modo è possibile
contemplare la misericordia di Dio e assumerlo come proprio stile di vita” (Papa
Francesco, Lettera Apostolica Misericordiae Vultus, 13).
Il Santuario della Vergine del Rosario è in piena sintonia con gli auspici giubilari. Lo dimostra la sua storia
che da 140 anni non smette di stupire
quanti ne sperimentano la spiritualità
mariana e l’impegno ad amare e servire il prossimo. A Pompei, la fede e la
carità sono andate sempre di pari passo con credibilità ampiamente riconosciuta. Al tempio della fede si è accompagnato sempre il tempio della carità
costruito sull’accoglienza dei minori
emarginati, di famiglie disastrate e
donne in difficoltà, di emigranti, disabili e poveri. In questa terra benedetta
da Dio, dove la fede e la carità sono
di casa e dove il Sacramento della Ri-
conciliazione e l’Eucaristia segnano il
cammino di conversione e di rinnovamento spirituale di pellegrini e devoti,
il 13 dicembre è stata aperta una “por-
ta santa” pronta ad accogliere quanti
vorranno tuffarsi nell’oceano di misericordia di Dio e celebrare il proprio
giubileo personale.
■
Un testimone della Misericordia:
Il Beato Bartolo Longo
B
artolo Longo è nato il 10 febbraio 1841 a Latiano (BR). Nel 1863
giunse a Napoli per completare
gli studi di Giurisprudenza. Attraverso
amici e professori si avvicinò al mon-
do dello spiritismo, abbandonando completamente la fede cattolica
nella quale era stato educato. Grazie
al professor Vincenzo Pepe ed al domenicano padre Alberto Radente, ha
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sperimentato la misericordia di Dio
tornando sulla via del bene. La sua
conversione fu totale, si dedicò anima e corpo alla religione e alla carità.
Grazie alla nobildonna Caterina Volpicelli, oggi Santa, conobbe la Contessa
Marianna Farnararo vedova De Fusco.
Proprio per curare le sue proprietà,
giunse, nel 1872, in Valle di Pompei.
Aggirandosi per le campagne del luogo, sentì salirgli dal cuore il dubbio
che ormai da tempo lo tormentava:
“come avrebbe fatto a salvarsi, a causa
delle esperienze poco edificanti della
vita passata?” Era mezzogiorno e al
suono delle campane si accompagnò
una voce: “Se propaghi il Rosario, sarai salvo!”. Dunque, attraverso Maria,
capì che la misericordia di Dio aveva agito in lui profondamente e si
propose di non allontanarsi da Valle di Pompei, senza aver diffuso il
culto alla Madre della Misericordia
mediante il Rosario. Il 13 novembre
1875, arrivò a Pompei la prodigiosa
immagine della Vergine del Rosario.
Da Napoli, prima, e poi, pian piano, da
ogni parte del mondo, cominciarono
a giungere offerte per la costruzione
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della nuova chiesa, la cui prima pietra
fu posta l’8 maggio 1876.
Il 14 ottobre 1883 ventimila pellegrini
riuniti a Pompei recitarono, per la prima volta, la Supplica alla Vergine del
Rosario, sgorgata dal cuore di Bartolo
Longo. Intanto, grazie a lui, intorno al
cantiere della nuova chiesa sorgeva
una vera e propria città che sarebbe
poi diventata la Nuova Pompei. Ma
avendo lui stesso ricevuto in abbondanza la misericordia di Dio, si impegnò a far sperimentare lo stesso
amore a coloro che ne avevano più
bisogno. Nel 1887 fondò l’Orfanotrofio Femminile, la prima delle sue Opere di Carità a favore dei minori. Qualche anno più tardi, all’avvocato Longo
si rivolsero anche dei condannati per
esortarlo a prendersi cura dei propri
figli. Fu in questo periodo che il Beato
maturò quella che ancora oggi è considerata la sua intuizione più originale
e cioè: non solo credere nella possibilità del recupero dei figli dei carcerati,
ma scommettere sul fatto che essi, a
loro volta, avrebbero potuto salvare
i loro genitori dalla disperazione. Nel
1892 veniva collocata la prima pietra
dell’Ospizio per i figli dei carcerati. In
seguito accolse anche le figlie dei carcerati che affidò alle cure delle Suore
Domenicane “Figlie del Santo Rosario
di Pompei”, da lui fondate nel 1897.
Bartolo Longo morì, a ottantacinque
anni, il 5 ottobre del 1926. L’opera del
Longo ha avuto il suo solenne riconoscimento con la Beatificazione da parte di San Giovanni Paolo II, avvenuta il
26 ottobre 1980. ■
Il Rosario e l’Anno Santo
P
regare per gli
altri è una delle sette opere
di misericordia spirituale.
Il 27 novembre, nello stadio Karasani
di Nairobi, capitale del Kenia, Papa
Francesco ha spiegato il valore della
preghiera: «Un uomo e una donna –
dice il Santo Padre a migliaia di giovani presenti – perdono la parte migliore della propria umanità quando si
scordano di pregare, perché si sentono onnipotenti, non sentono il bisogno di chiedere aiuto davanti a tante
tragedie». E, poi, estrae dalla tasca
due oggetti e, mostrandoli, spiega:
«Porto sempre due cose: un Rosario,
un Rosario per pregare; e una cosa
che sembra strana…Che cos’è questo? Questa è la storia del fallimento
di Dio, è una Via Crucis, una piccola
Via Crucis: come Gesù ha sofferto da
quando è stato condannato a morte,
fino a quando è stato sepolto. E con
queste due cose, cerco di fare del mio
meglio. Ma grazie a queste due cose
non perdo la speranza».
Quel Rosario, fondamento del Santuario di Pompei, è stato per il Beato
Bartolo Longo strumento di misericordia. Anche noi cristiani del XXI
secolo siamo chiamati a percor-
rere, grazie alla
contemplazione
e all’assimilazione dei misteri del
Rosario, la via di
Gesù, attraverso
la quale Dio mostra agli uomini la
sua misericordia
e dona loro la sua salvezza. In un
testo del 1889, il Beato Longo scrive:
«La clemente Regina dell’universo
ha eretto nella Valle di Pompei il suo
trono di misericordia, dal quale elargisce infinite grazie ai suoi figli che
la invocano col cantico più diletto al
suo cuore, con la Corona dei quindici misteri del Rosario». Nel 2002, la
preghiera fu poi arricchita di altri cinque misteri, della Luce, con la Lettera
apostolica “Rosarium Virginis Mariae”
di San Giovanni Paolo II.
A Pompei, con la corona, si pregherà
in modo speciale per la pace universale. La pace è una manifestazione
della misericordia di Dio per gli uomini, un dono dispensato dalla Vergine Maria. Papa Francesco, nella Bolla
d’indizione del Giubileo, “Misericordiae Vultus” (n. 2), parla del bisogno di
contemplare il mistero della misericordia, «fonte di gioia, di serenità e di
pace», «legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando
guarda con occhi sinceri il fratello». ■
11
Il percorso della Misericordia nel Santuario
VOCABOLARIO DEL GIUBILEO
Porta Santa
La Porta Santa
è una porta,
che si trova
nella Basilica
di San Pietro
in Vaticano
e nelle altre
tre Basiliche
«Io sono la porta:
maggiori di
se uno entra
attraverso di me,
sarà salvo»
Roma: San
Giovanni in
Laterano, San
Paolo fuori le
mura e Santa
Maria Maggiore.
La sua apertura
segna l’inizio del Giubileo ed è il
simbolo di un percorso straordinario
verso la salvezza. Il Giubileo della
Misericordia è cominciato con
l’apertura, l’8 dicembre, della Porta
Santa della Basilica di San Pietro e,
in seguito, delle Porte Sante delle
altre Basiliche. Per il Giubileo della
Misericordia Papa Francesco ha
stabilito che ogni diocesi scelga una
chiesa significativa in cui aprire una
«Porta della Misericordia». La Porta
Santa di Roma resterà aperta fino
alla conclusione dell’Anno giubilare,
il 20 novembre 2016, mentre quelle
diocesane fino al 13 novembre.
(Gv 10,9)
Il Giubileo è fatto di alcuni segni
importanti, che manifestano la
nostra volontà di conversione
e di adesione alla Parola di Dio,
che è Parola di misericordia. Sarà
l’Icona della Beata Vergine del
Rosario a guidarti nel percorso
giubilare nel suo Santuario.
Il Pellegrinaggio
giubilare significa seguire l’esempio
di Maria, Madre di Misericordia, che si
mette in cammino per servire la cugina Elisabetta, per portare Gesù dove
c’è bisogno.
A Pompei Maria è il volto particolarmente radioso della tenerezza
del Padre! Questo ci dà tanta gioia e
consolazione nel momento in cui ci
apprestiamo ad entrare nel suo Santuario, attraverso la Porta della misericordia. Inizia il tuo pellegrinaggio
con la preghiera.
■
Preghiera del Pellegrino
“Il pellegrinaggio
è un segno peculiare nell’Anno
Santo, perché è icona del cammino
che ogni persona compie nella sua
esistenza. La vita è un pellegrinaggio
e l’essere umano è viator, un pellegrino
che percorre una strada fino alla meta
agognata. Anche per raggiungere la
Porta Santa a Roma e in ogni altro luogo, ognuno dovrà compiere, secondo
le proprie forze, un pellegrinaggio. Esso
sarà un segno del fatto che anche la
misericordia è una meta da raggiungere e che richiede impegno e sacrificio”.
(Papa Francesco, Lettera Apostolica Misericordiae Vultus, 14).
Farsi pellegrini a Pompei nell’anno
Signore, insegnaci a camminare
con le donne e gli uomini del mondo,
affiancandoli ogni giorno
come “compagni di viaggio”,
ma sapendo che solo Tu sei la GUIDA
al nostro andare quotidiano.
Ogni volta che la stanchezza ci frena,
aiutaci a riprendere la strada,
dissetati dall’acqua del tuo PERDONO,
resi forti dal tuo Pane spezzato,
condiviso con i fratelli e le sorelle
incontrati per via.
Fa’ o Signore, che prendiamo
come mappa la tua Parola,
come bastone la Fede, che è dono tuo,
come mantello la protezione di Maria
tua Madre,
venendo verso di Te, META sicura
di ogni nostro passo.
Amen
La Porta Santa
La Porta Santa di
questo Giubileo
viene significativamente chiamata “Porta della Misericordia”. Essa ha un valore simbolico
grande, perché rappresenta Cristo,
che di sé ha detto: “Io sono la porta:
se uno entra attraverso di me, sarà
salvato” (Gv 10, 9). Gesù è dunque
per noi l’unica porta di salvezza. Attraverso questo simbolo noi vogliamo stabilire con Lui un rapporto unico di ascolto, amore, sequela fedele.
Oltrepassando questa Porta, ti impegnerai a vivere nella giustizia e
nella misericordia, perdonando e
mettendo al primo posto l’Amore.
Varcando la Porta della Misericordia
del Santuario di Pompei entrerai nel
cuore di questa esperienza. Qui, infatti, trovi la testimonianza sempre
viva della fede e della carità senza
misura del Beato Bartolo Longo, che
costruì la nuova Pompei, a partire
dalla grazia della misericordia che
Dio gli aveva elargito. La Porta Santa di Pompei, in particolare, richiama nella sua cornice i motivi stilistici
13
VOCABOLARIO DEL GIUBILEO
Indulgenza
L’indulgenza richiama l’amore
misericordioso di Dio nei
confronti dell’uomo peccatore.
In alcune occasioni, come il
Giubileo, l’indulgenza è detta
«plenaria» perché è una grazia
straordinaria che guarisce
completamente l’uomo, facendone
una nuova creatura.
Per vivere e ottenere, per sè o per
un defunto, l’indulgenza i fedeli
sono chiamati a compiere un breve
pellegrinaggio verso la Porta
Santa. È importante che questo
momento sia unito, anzitutto, al
Sacramento della Riconciliazione
e alla celebrazione della santa
Eucaristia con una riflessione
sulla misericordia. Sarà necessario
accompagnare queste celebrazioni
con la professione di fede e con
la preghiera per il Papa e per le
intenzioni che porta nel cuore per
il bene della Chiesa e del mondo
intero. In sintesi, per ottenere
l’indulgenza:
- Pellegrinaggio verso la Porta
Santa;
- Sacramento della
Riconciliazione;
- Recita del Credo e preghiera
secondo le intenzioni del Papa;
- Atto di Carità.
degli altari laterali della Basilica ed è
sormontata dall’icona di Gesù Buon
Pastore.
■
La Riconciliazione
Momento centrale
del Giubileo della
Misericordia sarà
la celebrazione del Sacramento della
Riconciliazione. È in questo Sacramento che accogliamo l’appello di
Cristo alla conversione, rispondendo con un cuore “pentito” all’amore
misericordioso di Dio. La penitenza si
esprimerà poi in varie forme: il digiuno,
la preghiera, le opere di misericordia
spirituale e corporale, un atto di Carità. Sei a Pompei. Qui dove il Vesuvio
seminò la morte, la Vergine del Santo
Rosario ha posto una sorgente di vita.
Guarda questa Madre dolcissima. In-
vocala come Madre di misericordia.
Soprattutto guarda il FIGLIO che ha
tra le braccia: è GESÙ, il Figlio di Dio,
il Salvatore. Gesù ha rivelato l’infinita
misericordia di Dio. Il Vangelo è appunto la “bella notizia” che Dio ci ama,
ed è felice di poterci perdonare. Non
aver paura di guardare con sincerità
dentro te stesso. Se ti ravvedi, ti aspetta l’abbraccio di Dio. Il Beato Bartolo
Longo, da giovane, conobbe il peso
del peccato. Ritornò a Dio attraverso
il Sacramento della Riconciliazione.
A Pompei la Madonna lo chiamò per
farne un Santo, l’apostolo del Rosario.
Perché non metterci sulla sua strada?
Nel Santuario di Pompei il Sacramento della Riconciliazione viene
celebrato ogni giorno dalle 7.00 alle
12.30 e dalle 15.30 alle 19.00. Nella
Cappella delle confessioni troverai
un sussidio che ti aiuterà per l’esame
di coscienza.
■
ATTO DI DOLORE
Mio Dio, mi pento e mi dolgo con
tutto il cuore dei miei peccati,
perché peccando ho meritato i tuoi
castighi, e molto più perché ho
offeso te, infinitamente buono e
degno di essere amato sopra ogni
cosa. Propongo con il tuo santo
aiuto di non offenderti mai più e
di fuggire le occasioni prossime
di peccato. Signore, misericordia,
perdonami.
L’Eucaristia
Alla riconciliazione sacramentale,
seguirà la partecipazione alla celebrazione dell’Eucaristia, che per un cristiano rappresenta
sempre la fonte e il culmine della sua
vita di fede. L’Eucaristia è il sacrificio
stesso del Corpo e Sangue del Signore Gesù, affidato alla sua Chiesa come
memoriale della sua morte e risurrezione. È il segno massimo dell’unità, il
vincolo della carità, la cena pasquale,
nella quale riceviamo Cristo e siamo
colmati della sua grazia, il pegno della vita eterna. Partecipare all’Eucaristia
significa sentirsi coinvolti attivamente nell’ascolto della Parola di Dio e nella sua interiorizzazione, nel canto, nei
gesti e negli atteggiamenti richiesti.
Nell’Eucaristia, al sacrificio di Cristo, offriamo anche il nostro sacrificio: la nostra vita, la nostra lode,
le nostre sofferenze, la nostra supplica, il nostro lavoro. Tutto Cristo
prende con sé e trasforma con la
sua misericordia.
L’Eucaristia la offriamo non solo per i
vivi, ma anche per i defunti, che parimenti hanno bisogno di purificarsi
per entrare nel Regno di Dio. Nel San-
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VOCABOLARIO DEL GIUBILEO
Opere di Misericordia
Il Papa ricorda che “ogni volta che
un fedele vivrà” una delle opere di
misericordia spirituale o corporale
“in prima persona otterà certamente
l’indulgenza giubilare”. A tal
riguardo il Santuario di Pompei
propone un ciclo di catechesi che
puoi trovare a pagg. 38-39.
Ecco l’elenco delle opere di
misericordia.
LE SETTE OPERE DI
MISERICORDIA SPIRITUALE
1 - Consigliare i dubbiosi
2 - Insegnare agli ignoranti
3 - Ammonire i peccatori
4 - Consolare gli afflitti
5 - Perdonare le offese
6 - Sopportare pazientemente le
persone moleste
7 - Pregare Dio per i vivi e per i
morti
LE SETTE OPERE DI
MISERICORDIA CORPORALE
1 - Dar da mangiare agli affamati
2 - Dar da bere agli assetati
3 - Vestire gli ignudi
4 - Alloggiare i pellegrini
5 - Visitare gli infermi
6 - Visitare i carcerati
7 - Seppellire i morti
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tuario di Pompei potrai partecipare
all’Eucaristia negli orari previsti per le
celebrazioni liturgiche.
■
La Carità
Un segno della
misericordia di
Dio, oggi particolarmente necessario, è quello della
Carità. Chi è intento ad accumulare
tesori solamente sulla terra (cfr Mt
6,19) “non arricchisce dinanzi a Dio”
(Lc 12,21). Il Giubileo sia un ulteriore
richiamo alla conversione del cuore
mediante il cambiamento di vita. In
questo Anno Santo scegli una o più
opere di misericordia e impegnati
a viverle concretamente. Sii misericordioso e non dimenticare chi
oggi è meno fortunato di te.
L’opera del Beato Bartolo Longo in
favore dei bisognosi continua ancora
oggi, pur cambiando nelle forme e
ampliando il numero dei destinatari.
I poveri, di ogni genere, età e condizione sociale, accolti qui a Pompei
sono le vere stelle che circondano
la Vergine del Rosario. Le realtà caritative pompeiane si sono, infatti,
trasformate nel tempo, adeguandosi
alle esigenze dell’infanzia e all’evoluzione del sistema normativo che le
regola ma, anche, per offrire risposte adeguate alle nuove povertà e
alle nuove emergenze sociali. Sono
nate, dunque, affiancandosi a quelle
esistenti, nuove case di accoglienza
che, assumendo sempre più la veste
di veri e propri nuclei familiari, hanno
dato alle opere costruite in origine da
Bartolo Longo continuità nel tempo,
adeguandole ai continui mutamenti
del contesto sociale e culturale. Attualmente sono operativi due centri
diurni, “Crescere Insieme” e “Bartolo
Longo”, che grazie all’impegno delle
Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei, fondate dallo
stesso Longo, e ai Fratelli delle Scuole
Cristiane di San Giovanni Battista de
la Salle, accolgono in semiconvitto
circa 200 ragazze e ragazzi, tra i 6 e
i 18 anni, offrendo loro non solo cibo
ed istruzione, ma attività quali doposcuola, musica, ceramica, sport,
teatro, danza. Nella “Casa Emanuel”
vengono accolte ragazze madri, donne sfuggite a situazioni di violenza
familiare e donne immigrate. Molto
attivo anche l’ambulatorio materno
infantile per famiglie disagiate, gestito dalla Confraternita di Misericordia,
che offre visite mediche gratuite. Il
Centro di Aiuto alla Vita e Movimento
per la Vita operano a tutela della maternità e dell’accoglienza della vita,
assistono e sostengono i sofferenti e
difendono la vita umana sin dal suo
concepimento e in tutto l’arco del
suo sviluppo fino alla morte naturale.
Il Consultorio Familiare “San Giuseppe Moscati” è un vero e proprio laboratorio di formazione, prevenzione e
servizio di consulenza a tutela e sostegno della famiglia e della persona,
dal concepimento al tramonto naturale della vita. Nelle ex case operaie,
poi, ha preso vita il Centro per il bambino e la famiglia “Giovanni Paolo II”,
con le case-famiglia: “Oasi Vergine
del Sorriso”, dove si accolgono in particolari i minori, e “Maria, Madre della
Provvidenza” per dare aiuto a donne
e adolescenti, affidate alla “Fraternità
di Emmaus”. La terza: “Maria, madre
di Misericordia”, è gestita dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, mentre
la Comunità “Chiara Luce”, che ospita
minori con gravi disabilità, è affidata
alla Fondazione “Giuseppe Ferraro
onlus”. Infine, sono attive la “Comunità Incontro” per il recupero dei tossicodipendenti e, grazie alla collaborazione con il Sovrano Militare Ordine
di Malta, una mensa per i poveri che
assicura circa 200 pasti ai poveri della
città, ma anche ai tanti che vengono
dai comuni vicini.
In questo Anno Santo, previo accordo con l’Ufficio del Rettorato,
piccoli gruppi di pellegrini possono concretizzare la prima Opera di
Misericordia corporale prestando
servizio alla Mensa dei poveri. ■
17
VOCABOLARIO DEL GIUBILEO
Logo
Il logo – opera del gesuita
Padre Marko I. Rupnik – si
presenta come una piccola
summa teologica del tema della
misericordia. Mostra, infatti, il
Figlio che si carica sulle spalle
l’uomo smarrito,
recuperando
un’immagine molto
cara alla Chiesa
antica, perché
indica l’amore di
Cristo che porta
a compimento il
mistero della sua
incarnazione con la
redenzione. Il disegno
è realizzato in modo tale da far
emergere che il Buon Pastore
tocca in profondità la carne
dell’uomo, e lo fa con amore
tale da cambiargli la vita. Un
particolare, inoltre, non può
sfuggire: il Buon Pastore con
estrema misericordia carica
su di sé l’umanità, ma i suoi
occhi si confondono con quelli
dell’uomo. Cristo vede con
l’occhio di Adamo e questi con
l’occhio di Cristo. Ogni uomo
scopre così in Cristo, nuovo
Adamo, la propria umanità
e il futuro che lo attende,
contemplando nel Suo sguardo
l’amore del Padre.
In preghiera verso la Porta della Misericordia
RADUNO E INIZIO DEL PELLEGRINAGGIO
VERSO IL SANTUARIO
I fedeli si radunano nel Piazzale San Giovanni XXIII, oppure nel cortile del Centro
Educativo Beato Bartolo Longo in Via Sacra. Si esegue un
Canto d’inizio
oppure
l’Inno del Giubileo
Misericordes sicut Pater!
1. Rendiamo grazie al Padre, perché è buono
in aeternum misericordia eius
ha creato il mondo con sapienza
in aeternum misericordia eius
conduce il Suo popolo nella storia
in aeternum misericordia eius
perdona e accoglie i Suoi figli
in aeternum misericordia eius
2. Rendiamo grazie al Figlio, luce delle genti
in aeternum misericordia eius
ci ha amati con un cuore di carne
in aeternum misericordia eius
da Lui riceviamo, a Lui ci doniamo
in aeternum misericordia eius
il cuore si apra a chi ha fame e sete
in aeternum misericordia eius
Misericordes sicut Pater!
Misericordes sicut Pater!
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3. Chiediamo allo Spirito i sette santi doni
in aeternum misericordia eius
fonte di ogni bene, dolcissimo sollievo
in aeternum misericordia eius
da Lui confortati, offriamo conforto
in aeternum misericordia eius
l’amore spera e tutto sopporta
in aeternum misericordia eius
4. Chiediamo la pace al Dio di ogni pace
in aeternum misericordia eius
la terra aspetta il vangelo del Regno
in aeternum misericordia eius
gioia e perdono nel cuore dei piccoli
in aeternum misericordia eius
saranno nuovi i cieli e la terra
in aeternum misericordia eius
Misericordes sicut Pater!
Misericordes sicut Pater!
Introduzione
Il sacerdote che guida il pellegrinaggio dice:
…invita a benedire il Signore misericordioso (cf. Salmo 103):
Gloria a te, Signore, che perdoni le colpe e guarisci tutte le infermità.
R.: Eterna è la tua misericordia.
Gloria a te, Signore, misericordioso e compassionevole,
lento all’ira e grande nell’amore.
R.: Eterna è la tua misericordia.
Gloria a te, Signore, tenero Padre verso i tuoi figli.
R.: Eterna è la tua misericordia.
… rivolge ai fedeli una breve monizione con queste o simili parole:
Carissimi, ci ritroviamo oggi in questa città benedetta di Pompei
per compiere il nostro pellegrinaggio nell’Anno Santo della Misericordia.
Ci recheremo ora nel Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario,
varcando la Porta della Misericordia,
e volgendo lo sguardo a Lei, Madre della Misericordia,
che ha conosciuto le profondità dell’amore di Dio:
tutto nella sua vita è stato plasmato dalla Misericordia
fatta carne nel suo grembo.
La dolcezza del suo sguardo ci accompagni,
mentre ci presentiamo al Padre per Cristo
nello Spirito, con animo penitente e desideroso di conversione.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
R.: Amen.
La misericordia del Padre, la pace del Signore nostro Gesù Cristo,
la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
R.: E con il tuo spirito.
Se presiede un laico, dice:
Il Signore rivolga il suo sguardo su di noi
e guidi i nostri passi sulla via della pace.
R.: Amen.
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21
Preghiera per il Giubileo
A questo punto, i fedeli possono recitare la preghiera per il Giubileo:
Signore Gesù Cristo,
tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste,
e ci hai detto che chi vede te vede Lui.
Mostraci il tuo volto e saremo salvi.
Il tuo sguardo pieno di amore liberò Zaccheo e Matteo
dalla schiavitù del denaro;
l’adultera e la Maddalena dal porre la felicità solo in una creatura;
fece piangere Pietro dopo il tradimento,
e assicurò il Paradiso al ladrone pentito.
Fa’ che ognuno di noi ascolti come rivolta a sé
la parola che dicesti alla samaritana:
Se tu conoscessi il dono di Dio!
Tu sei il volto visibile del Padre invisibile,
del Dio che manifesta la sua onnipotenza
soprattutto con il perdono e la misericordia:
fa’ che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di Te,
suo Signore, risorto e nella gloria.
Hai voluto che i tuoi ministri fossero anch’essi rivestiti di debolezza
per sentire giusta compassione per quelli
che sono nell’ignoranza e nell’errore:
fa’ che chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso,
amato e perdonato da Dio.
Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione
perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore
e la tua Chiesa con rinnovato entusiasmo
possa portare ai poveri il lieto messaggio
proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà
e ai ciechi restituire la vista.
Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della Misericordia,
a te che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
22
Il sacerdote o un laico dice:
Fratelli e sorelle,
avviamoci nel nome di Cristo.
Egli è la via che ci conduce nell’anno di grazia e di misericordia.
PROCESSIONE VERSO IL SANTUARIO
I pellegrini si dispongono in processione per raggiungere il Santuario. Durante il
cammino si possono recitare o cantare uno o più Salmi della Misericordia, le litanie
della Beata Vergine Maria, oppure eseguire canti appropriati.
Salmi della Misericordia
Salmo 25 (24)
Chi spera in Dio non resta deluso
Ad ogni strofa si ripete:
Ricordati, Signore, della tua misericordia che è da sempre.
A te, Signore, innalzo l’anima mia,
mio Dio, in te confido:
che io non resti deluso!
Non trionfino su di me i miei nemici! (Rit.)
Chiunque in te spera non resti deluso;
sia deluso chi tradisce senza motivo.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri. (Rit.)
23
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza;
io spero in te tutto il giorno.
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre. (Rit.)
I peccati della mia giovinezza
e le mie ribellioni, non li ricordare:
ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore. (Rit.)
Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via. (Rit.)
Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
Per il tuo nome, Signore,
perdona la mia colpa, anche se è grande. (Rit.)
C’è un uomo che teme il Signore?
Gli indicherà la via da scegliere.
Egli riposerà nel benessere,
la sua discendenza possederà la terra. (Rit.)
Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.
I miei occhi sono sempre rivolti al Signore,
è lui che fa uscire dalla rete il mio piede. (Rit.)
Volgiti a me e abbi pietà,
perché sono povero e solo.
Allarga il mio cuore angosciato,
liberami dagli affanni. (Rit.)
24
Vedi la mia povertà e la mia fatica
e perdona tutti i miei peccati.
Guarda i miei nemici: sono molti,
e mi detestano con odio violento. (Rit.)
Proteggimi, portami in salvo;
che io non resti deluso,
perché in te mi sono rifugiato. (Rit.)
Mi proteggano integrità e rettitudine,
perché in te ho sperato.
O Dio, libera Israele
da tutte le sue angosce. (Rit.)
Salmo 51(50)
Pietà di me, o Dio
Ad ogni strofa si ripete:
Buono è il Signore: la sua misericordia senza fine.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. (Rit.)
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto:
così sei giusto nella tua sentenza,
sei retto nel tuo giudizio. (Rit.)
Ecco, nella colpa io sono nato,
nel peccato mi ha concepito mia madre.
25
Ma tu gradisci la sincerità nel mio intimo,
nel segreto del cuore mi insegni la sapienza. (Rit.)
Aspergimi con rami d’issòpo e sarò puro;
lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia:
esulteranno le ossa che hai spezzato. (Rit.)
Distogli lo sguardo dai miei peccati,
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo. (Rit.)
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso. (Rit.)
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza:
la mia lingua esalterà la tua giustizia. (Rit.)
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocausti, tu non li accetti. (Rit.)
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.
Nella tua bontà fa’ grazia a Sion,
ricostruisci le mura di Gerusalemme. (Rit.)
Allora gradirai i sacrifici legittimi,
l’olocausto e l’intera oblazione;
allora immoleranno vittime sopra il tuo altare. (Rit.)
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Salmo 103 (102), 1-18
Gratitudine verso il Padre del cielo
Ad ogni strofa si ripete:
Il tuo amore è da sempre, Dio nostro Padre.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. (Rit.)
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. (Rit.)
Sazia di beni la tua vecchiaia,
si rinnova come aquila la tua giovinezza.
Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi. (Rit.)
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele.
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore. (Rit.)
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe. (Rit.)
Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe. (Rit.)
27
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono,
perché egli sa bene di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere. (Rit.)
L’uomo: come l’erba sono i suoi giorni!
Come un fiore di campo, così egli fiorisce.
Se un vento lo investe, non è più,
né più lo riconosce la sua dimora. (Rit.)
Ma l’amore del Signore è da sempre,
per sempre su quelli che lo temono,
e la sua giustizia per i figli dei figli,
per quelli che custodiscono la sua alleanza
e ricordano i suoi precetti per osservarli. (Rit.)
28
Litanie della Beata Vergine Maria
Dopo i Salmi della misericordia si possono recitare, o cantare, le litanie della Beata
Vergine Maria, fino a quando la processione giunge sul sagrato del Santuario:
Un solista o cantore:
Tutti:
Signore pietà,
Cristo pietà,
Signore pietà,
Signore pietà
Cristo pietà
Signore pietà
Santa Maria,
Santa Madre di Dio,
Santa Vergine delle vergini,
Figlia prediletta dal Padre,
Madre di Cristo Re dei secoli,
Gloria dello Spirito Santo,
Vergine figlia di Sion,
Vergine povera e umile,
Vergine mite e docile,
Serva obbediente nella fede,
Madre del Signore,
Cooperatrice del Redentore,
Piena di grazia,
Fonte di bellezza,
Tesoro di virtù e sapienza,
Frutto primo della redenzione,
Discepola perfetta di Cristo,
Immagine purissima della Chiesa,
Donna della nuova alleanza,
Donna vestita di sole,
Donna coronata di stelle,
Signora di bontà immensa,
Signora del perdono,
Signora delle nostre famiglie,
Letizia del nuovo Israele,
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
prega per noi
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Splendore della santa Chiesa,
prega per noi
Onore del genere umano,
prega per noi
Avvocata di grazia,
prega per noi
Ministra della pietà umana,
prega per noi
Aiuto del popolo di Dio,
prega per noi
Regina dell’amore,
prega per noi
Regina di misericordia,
prega per noi
Regina della pace,
prega per noi
Regina degli angeli,
prega per noi
Regina dei patriarchi,
prega per noi
Regina dei profeti,
prega per noi
Regina degli Apostoli,
prega per noi
Regina dei martiri,
prega per noi
Regina dei confessori della fede,
prega per noi
Regina delle vergini,
prega per noi
Regina di tutti i santi,
prega per noi
Regina concepita senza peccato,
prega per noi
Regina assunta in cielo,
prega per noi
Regina della terra, prega per noi
Regina del cielo,
prega per noi
Regina dell’universo,
prega per noi
Regina del Rosario,
prega per noi
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
perdonaci, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
ascoltaci, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi
INGRESSO ATTRAVERSO LA
PORTA DELLA MISERICORDIA
Giunti davanti alla Porta Santa, i fedeli sostano in silenziosa preghiera sulla soglia
e vi entrano in silenzio. Se le circostanze lo permettono, chi guida il pellegrinaggio
può recitare davanti alla Porta Santa questa preghiera:
Preghiamo.
Benedetto sei tu, Signore, Padre Santo,
che hai mandato il tuo Figlio nel mondo
per raccogliere in unità,
mediante l’effusione del suo sangue,
gli uomini lacerati e dispersi dal peccato.
Tu lo hai costituito pastore e porta dell’ovile,
perché chi entra sia salvo, e chi entra ed esce
trovi i pascoli della vita.
Dona ai tuoi fedeli che varcano questa soglia,
di essere accolti alla tua presenza,
e di sperimentare, o Padre, la tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
R.: Amen.
RICONCILIAZIONE, EUCARISTIA E CARITA’
I pellegrini entrano in Basilica e si segnano con l’acqua benedetta in ricordo del
loro Battesimo, impegnandosi a vivere sempre come pietre vive nella Chiesa. Quindi
si recano, secondo la necessità personale, nella Cappella delle Confessioni per celebrare il Sacramento della Riconciliazione, premettendo l’esame di coscienza. E infine partecipano alla Celebrazione eucaristica o al Rosario, secondo l’opportunità.
Come segno concreto della Misericordia ricevuta e donata, ciascun fedele compirà
un’opera di Misericordia spirituale o corporale attraverso un atto di Carità.
30
31
PREGHIERE PER IL GIUBILEO
Le preghiere che seguono si associano alla celebrazione dei Sacramenti, al fine
di ottenere l’indulgenza plenaria nell’anno giubilare della misericordia, premesso
quanto è specificato alle pagg. 14-15 e che l’indulgenza si può ottenere, per sè o per
un defunto, solo una volta al giorno.
Credo - Simbolo degli Apostoli
Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra.
E in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo,
siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna.
Amen.
32
Credo Niceno-Costantinopolitano
Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
Amen.
33
Preghiere per il Santo Padre
e le sue intenzioni
Preghiamo per il nostro Santo Padre
il Papa Francesco,
il Signore lo esaudisca
e lo sostenga sempre con la sua grazia,
perché confermi i fratelli.
Si prega per qualche istante in silenzio.
Dio onnipotente e misericordioso,
che per tuo dono e con la tua grazia
rendi degne le guide e obbedienti i guidati,
aiutaci benevolmente
a mettere in pratica ciò che comandi:
assisti il Pastore delle pecore che ami
e sostieni nel tuo amore
il sentire del popolo e di chi lo guida,
affinché non manchi al Pastore
l’obbedienza del gregge,
né al gregge la cura del Pastore.
Per Cristo nostro Signore.
R.: Amen.
Ricordo
del Pellegrinaggio
nell’Anno Santo
della Misericordia
Timbro
Al termine del percorso della Misericordia puoi
recarti all’Ufficio del Rettorato per ricevere
gratuitamente il timbro del Santuario in ricordo
del tuo pellegrinaggio a Pompei
Il Percorso della Misericordia
1
1
Porta della
Misericordia
Entrando a destra trovi
l’Acquasantiera. Fai il segno della
Croce con l’acqua benedetta in
ricordo del tuo Battesimo.
3
Basilica
Sacrestia
2
La
Riconciliazione
Vivi l’incontro con la Misericordia del
Padre! Lasciati guidare nell’esame di
coscienza dal sussidio che trovi nella
Cappella delle Confessioni.
2
Cappella
delle Confessioni
Cappella
del Beato
Bartolo Longo
3
4
LIBRI ED
OGGETTI SACRI
Sala Offerte
wc
corridoio degli ex-voto
3
✙
Campanile
Rettorato
L’Eucaristia
Partecipa al Santo Rosario
e/o alla Mensa Eucaristica
nelle Sante Messe di orario.
Affida all’intercessione del
Beato Bartolo Longo il tuo
desiderio di conversione.
4
UFFICIO DEL RETTORATO
La Carità
Informazioni, celebrazioni
e accoglienza dei pellegrini
Come segno concreto della
Misericordia ricevuta compi
un’opera di Carità a sostegno
delle attività del Santuario.
✙ CARABINIERI
Assistenza Assistenza
Sanitaria
Sanitaria
PIAZZALE GIOVANNI XXIII
Tel. (+39) 081 8507000
(+39) 081 8577379
Fax (+39) 081 8577482
[email protected]
wc
wc
wc
Servizi
igienic
i
Orario delle Celebrazioni Eucaristiche
GIORNI FESTIVI
ALTARE DELLA MADONNA
ore 6.00 - 7.00 - 8.30 - 10.00 - 11.00 - 12.30 - 16.00 - 17.00 - 19.00 - 20.00
17 febbraio 2016 - ore 19.45
Il Giubileo della Misericordia e del Perdono
S.E. Mons. Bruno FORTE, Arcivescovo di Chieti - Vasto
24 febbraio 2016 -ore 19.45
Ammonire i peccatori
Dott. Salvatore MARTINEZ, Presidente Nazionale RnS
CAPPELLA BEATO BARTOLO LONGO
ore 8.00 - 9.30 - 10.30 - 11.30 - 13.00 - 17.30 - 18.30
GIORNI FERIALI
ALTARE DELLA MADONNA
ore 7.00 - 8.30 - 10.00 - 11.00 - 12.00 - 16.00 -17.00 - 19.00
2 marzo 2016 - ore 19.45
Perdonare le offese
Don Jesús MORÁN, Co-Presidente Movimento dei Focolari
CAPPELLA BEATO BARTOLO LONGO
ore 7.30 - 9.30 - 10.30 - 12.30 - 17.30
CAPPELLA CONFESSIONI
7.00-12.30 e 15.30-19.00
ADORAZIONE EUCARISTICA
CAPPELLA BEATO BARTOLO LONGO
Tutti i giorni, tranne la domenica e i festivi, ore 16.30
SANTO ROSARIO
CAPPELLA BEATO BARTOLO LONGO
Tutti i giorni, ore 9.00
ALTARE DELLA MADONNA
Tutti i giorni ore 9.30 - 15.30 - 18.00
30 marzo 2016 - ore 19.45
Istruire gli ignoranti - Consigliare i dubbiosi
Coniugi: Prof. Franco MIANO e Prof.ssa Pina DE SIMONE
6 aprile 2016 - ore 19.45
Dare da mangiare agli affamati - Dare da bere agli assetati
Vestire chi è nudo
Mons. Marco GNAVI, Vice-Presidente della Comunità di Sant’Egidio
Mercoledì Giubilari
Catechesi in Santuario sulle Opere di Misericordia
«È mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo
sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della
povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri
sono i privilegiati della misericordia divina». (Mv 15)
PAPA FRANCESCO
38
9 marzo 2016 - ore 19.45
Consolare gli afflitti - Visitare i carcerati
Prof. Matteo TRUFFELLI, Presidente Nazionale Azione Cattolica Italiana
16 marzo 2016 - ore 19.45
Sopportare pazientemente le persone moleste
Prof. Kiko ARGUELLO, Fondatore Cammino Neocatecumenale
13 aprile 2016 - ore 19.45
Alloggiare i pellegrini - Visitare gli infermi
Dott. Salvatore PAGLIUCA, Presidente Nazionale UNITALSI
20 aprile 2016 - ore 19.45
Pregare Dio per i vivi e per i morti - Seppellire i morti
Dott. Roberto TRUCCHI, Presidente della Confederazione Nazionale
delle Misericordie d’Italia
27 aprile 2016 - ore 19.45
Maria, Madre di misericordia
P. Ermes RONCHI osm, Mariologo
39
“La Vergine Benedetta
vuole che questo
Santuario sia il gran
dispensario della
Misericordia”
(Beato Bartolo Longo)
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Opuscolo del Santuario (cliccare per aprire)