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I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
Sommario
PREMESSA ................................................................................................................................................ 2
IL PROGETTO.............................................................................................................................. 4
1
IMMIGRAZIONE ED ECONOMIA SOSTENIBILE (I.E.S)................................................................................ 5
1.1 I bisogni..................................................................................................................................... 5
1.2 Gli obiettivi e le azioni ................................................................................................................ 6
1.3 Azioni ed attività ....................................................................................................................... 8
1.3.1
1.3.2
1.3.3
1.3.4
1.3.5
1.4
1.5
1.6
AZIONE A....................................................................................................................................... 8
AZIONE B.......................................................................................................................................9
AZIONE C.......................................................................................................................................9
AZIONE D .................................................................................................................................... 11
AZIONE E..................................................................................................................................... 15
I risultati attesi ........................................................................................................................ 16
Il partenariato e l’organizzazione del progetto............................................................................17
Le procedure di gestione e controllo .......................................................................................... 19
MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO .................................................................... 21
2
MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO ................................................................................. 22
2.1 Procedure di monitoraggio ....................................................................................................... 22
2.2 Strumenti di rilevazione e computo dei dati............................................................................... 22
2.3 Valutazione di progetto: indicatori di realizzazione ed indicatori di risultato................................ 26
2.4 Valutazione di progetto: riepilogo dei risultati ............................................................................31
2.5 Buone Pratiche .........................................................................................................................31
RICERCHE ................................................................................................................................. 34
3
LE RICERCHE .................................................................................................................................. 35
3.1 I Focus Group........................................................................................................................... 35
3.2 Abstract della ricerca a cura di Prato Futura.............................................................................. 36
1
Premessa
Il progetto ” I.E.S. IMMIGRAZIONE ED ECONOMIA SOSTENIBILE”, promosso
dal Comune di Prato e sviluppato in partenariato con molte realtà territoriali, è il
risultato dell’impegno dell’Amministrazione Comunale a portare avanti azioni che
favoriscano l’integrazione tra le Istituzioni e le realtà straniere del territorio, sul
tema dell’impresa e della legalità.
Il progetto ha realizzato numerose azioni, tra la quali principalmente attività di
formazione sui temi della legalità e della sicurezza rivolte sia a stranieri in cerca di
lavoro che ad imprenditori con attività già in essere. Un buonissimo risultato è
stata la partecipazione di circa un centinaio di imprenditori e lavoratori cinesi ai
corsi di antincendio, primo soccorso e sicurezza sui luoghi del lavoro. Il buon
successo delle iniziative è stato costruito da un lavoro di sinergia sul territorio che
ha visto coinvolte molte realtà e istituzioni operanti nel settore dell’impresa e della
sicurezza, che condividono gli stessi obiettivi. Tra queste in particolare i Vigili del
Fuoco, ASL, CNA, Confartigianato, e ovviamente la Polizia municipale e le forze
dell’ordine. Oltre alla rete di collaborazione, ciò che ha portato alla buona riuscita
del progetto è stato senza dubbio il coinvolgimento all’interno delle attività
progettuali di giovani ragazzi cinesi con il ruolo di tutor aziendali. Un’idea
sperimentale che prevedeva una parte di formazione e a seguire l’impiego di 8
giovani tutor come interlocutori e ponti di collegamento con la comunità delle
imprese cinesi. I risultati ci dimostrano che la filosofia del progetto è stata
premiata: per entrare in contatto e dialogare con gli imprenditori cinesi è
fondamentale partire dal basso, coinvolgendo i giovani della comunità cinese in
prima persona e promuovendo iniziative “porta a porta”.
L’Amministrazione ha particolarmente a cuore il ruolo dei giovani e delle seconde
generazioni, in quanto cittadini del futuro, ed è per questo che si è ritenuto
fondamentale il loro coinvolgimento come catalizzatori di energie e di relazioni.
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
A mio avviso l’integrazione del distretto si fa da una parte combattendo duramente
l’illegalità, dall’altra formando gli imprenditori italiani e stranieri al rispetto delle
regole e alla legalità. Probabilmente in un futuro prossimo molte imprese saranno
formate da giovani italiani e migranti di seconda generazione. Progetti come
questo cercano di andare nella direzione di una progressiva integrazione e di
collaborazione produttiva nel rispetto della legalità.
Assessore alle politiche d'integrazione
Giorgio Silli
3
Il progetto
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
1 Immigrazione
ed
Sostenibile (I.E.S)
Economia
1.1 I bisogni
Al 31/12/10 nella provincia di Prato si contano 28402 cittadini stranieri residenti. La
proporzione di stranieri sul totale della popolazione residente passa nel Comune di
Prato dal 14,1% al 15,1%, per arrivare al 16% al 31/12/2011, con un totale di
stranieri di 30.186 unità (di cui 13.056 di nazionalità cinese). L’incremento è
costante (di un punto percentuale) come è accaduto tra il 2009 e il 2010 e tra il
2010 e il 2011.
In generale nella provincia dal 2005 al 2010 abbiamo un +45.1% di
aumento di residenti stranieri. La popolazione italiana invece diminuisce dal
86,9% del dicembre 2008 al 85,1% a settembre 2010. La comunità cinese
costituisce il 41,8% seguita dagli albanesi 16,3%, rumeni 9,8%,pakistani 6,8% e
marocchini 5,4%. L’Italia è una Paese di recentissima immigrazione.
Si tratta perlopiù di immigrazione economica, tanto che le classi in età attiva,
comprese tra i 20 e i 60 anni, corrispondono al 68% del totale, mentre nel caso
degli italiani un quarto della popolazione si colloca nelle classi di età superiori ai 65
anni. Il distretto pratese sta cambiando non soltanto da un punto di vista
economico (ridimensionamento radicale del tessile e processo di terziarizzazione),
ma anche urbanistico (dalla città fabbrica alla città diffusa in un ottica di piana
metropolitana). La conformazione della città-fabbrica e i laboratori (alcuni in
pessime condizioni) lasciati vuoti per il trasferimento o per la chiusura delle
imprese locali, sono elementi che la comunità cinese ha saputo tradurre in
vantaggi ed opportunità per il proprio progetto migratorio, centrato sul lavoro.
Salvo casi molto rari, i cittadini cinesi non lavorano alle dipendenze di imprese con
titolari italiani, ma hanno costituito un tessuto ampio e crescente di piccole e
piccolissime imprese nel settore della maglieria e della confezione pronto moda.
Nel corso degli anni, hanno anche mostrato una tendenza ad una sorta di
integrazione verticale etnica con l’acquisizione di imprese terziste rispetto alla
attività di confezione e di fornitura o servizio alle loro imprese e alla loro comunità
(commercio, servizi alla persona). Si è quindi configurata nel tempo una sorta di
distretto parallelo che lavora e cresce a ritmi inimmaginabili per l´economia
italiana, anche grazie al fatto di poter contare spesso su manodopera clandestina,
lavoratori in nero, salari minimi, mancato rispetto delle norme che regolano
l´attività d´impresa.
5
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
Dall’altro lato, il tradizionale distretto pratese vive oggi la sua crisi più profonda,
per il crollo della produzione tessile, al punto che la sofferenza di tante imprese e
lavoratori italiani finisce per condizionare anche le relazioni con la comunità cinese
e con le altre comunità migranti, ritenute concausa della difficoltà economica del
momento.
Il progetto è intervenuto proprio su questi aspetti, sviluppando una rete di
governance e coordinamento territoriale che stimolasse dinamiche di inclusione
dei lavoratori e delle imprese straniere, attraverso l’accompagnamento in percorsi
di emersione dall’irregolarità e verso una maggiore integrazione e
complementarietà della filiera produttiva del distretto. Attraverso un grande
lavoro di rete, che ha coinvolto le istituzioni, le associazioni datoriali, del terzo
settore e degli stranieri, sono state promosse azioni di formazione, di prossimità e
contatto con i lavoratori e gli imprenditori italiani e stranieri, per
l’accompagnamento verso una maggiore interazione sociale ed economica, al fine
di promuovere una nuova cultura di distretto, basata sulla sicurezza, sulla legalità
e sull’integrazione della filiera produttiva. Cercando di creare le condizioni per
mettere in contatto domanda e offerta produttiva, il progetto ha provato a
valorizzare la capacità economica complessiva del distretto, suscitando un
cambiamento che portasse ad una inversione di tendenza rispetto all’attuale crisi
e depauperamento dell’economia locale.
Prato in questo può essere laboratorio e luogo di sperimentazione per ogni
dinamica nazionale ed europea che si proponga di elaborare e sperimentare nuove
strategie economiche che intervengano a correzione degli squilibri indotti dal
sistema globalizzato mondiale.
1.2 Gli obiettivi e le azioni
L’irrompere di culture, religioni, abitudini, lingue diverse, ha introdotto un
elemento di forte novità nelle società relativamente omogenee della provincia
italiana e ha posto sfide a cui le stesse, nelle loro varie componenti, non erano
abituate. Nel caso di Prato, tuttavia, solo i migranti extracomunitari e non cinesi
(nord-africani, est-europei, pakistani) si sono inseriti negli ambiti produttivi locali
preesistenti, trovando occupazione principalmente come operai manifatturieri,
nell’edilizia, nei servizi o come badanti).
L’immigrazione cinese si è invece realizzata con caratteri del tutto peculiari sia
quantitativi che qualitativi ed è andata a sovrapporsi negli anni successivi al 2001
alle forti difficoltà dell’economia tessile pratese. Le oltre 4000 imprese cinesi non
6
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
hanno finora sviluppato sufficienti punti di contatto e interazione con il distretto
pratese tradizionale. La coesistenza con imprenditori stranieri che spesso non
rispettano le regole crea distorsioni economiche e alza il livello di allarme sociale,
e per tale motivo in primo luogo è necessario intervenire per ridurre la tendenza
all’autoreferenzialità dei cinesi in ambito lavorativo, non solo attraverso
l’attivazione di tutti quei meccanismi che facilitano l’inserimento sociale e che
riducono la tendenza alla separatezza dei migranti (studio della lingua italiana
anche per gli adulti, sostegno nell’accesso alle scuole di ogni ordine, accesso
facilitato ai servizi e ad alloggi dignitosi eccetera), ma anche attraverso politiche
che affrontino il tema della concentrazione delle piccole imprese cinesi con le loro
caratteristiche di lunghi orari di lavoro, flessibilità totale, lavoro parzialmente in
nero e commistione di spazi lavorativi e familiari, al fine di capire le azioni che
possano contribuire a modificare quel contesto in termini di bisogni di
riqualificazione e di formazione necessari a queste imprese per entrare in termini
diversi sul mercato e avere sempre meno la tendenza a ricorrere al lavoro in nero.
Il progetto, dunque, era finalizzato a promuovere l’integrazione attraverso la
partecipazione a livello locale degli immigrati al processo democratico e alla
formulazione delle politiche e delle misure di integrazione economica e sociale.
In base a tale finalità, gli obiettivi operativi previsti erano i seguenti:
A- attivazione di un percorso di integrazione con modalità sperimentale per lo
sviluppo di processi di inclusione sociale dei cittadini stranieri e delle imprese
attraverso la costituzione di un Tavolo di Azione Locale tra Istituzioni, patronati,
associazioni datoriali, sindacati, terzo settore e con il coinvolgimento attivo delle
associazioni di migranti e dei loro referenti istituzionali;
B- articolazione di una metodologia di intervento finalizzata ad assicurare la
conciliazione tra percorsi formativi e l’autoimprenditorialità, l’inserimento nel
mercato del lavoro o lo svolgimento delle quotidiane attività lavorative dei
cittadini stranieri;
C- realizzazione di attività in favore delle imprese a conduzione straniera atte a
sviluppare le competenze manageriali in termini di sostenibilità economica col
contesto distrettuale, con percorsi di accompagnamento alla cittadinanza attiva e
all’emersione dall’illegalità;
D- Elaborazione di uno studio di fattibilità per lo sviluppo, realizzazione e
promozione di un logo di filiera locale, come punto qualificato di contatto e di
riconoscimento per le imprese con requisiti di qualità.
7
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
1.3 Azioni ed attività
Gli obiettivi operativi sono stati tradotti in macro-azioni e queste in attività di
dettaglio come riportato di seguito:
AZIONE A
TITOLO AZIONE
Start up e attività
trasversali
AZIONE B
Rete locale – Tavolo
di Azione Locale
integrato
AZIONE C
Conciliazione
tra
percorsi formativi e
lavoro
AZIONE D
Attività in favore
delle imprese a
conduzione straniera
AZIONE E
Disseminazione
ATTIVITÀ
1- Coordinamento del Progetto.
2- Realizzazione e traduzione strumenti;
Progettazione e pianificazione materiali e
obiettivi didattico-formativi.
3- Monitoraggio, verifica e valutazione del
progetto.
1- Studio di fattibilità per la realizzazione di un
Protocollo d’intesa attraverso lo scambio tra
i partecipanti al Tavolo.
2- Raccolta e valutazione degli esiti del
progetto, in termini di possibili Buone
Pratiche d’Inclusione.
1- Due corsi di italiano L2 livello A0
2- Due corsi di informatica
3- Un corso sull’autoimprenditorialità
4- Un corso di formazione multimediale con la
realizzazione di materiale audio-video di
supporto alle persone straniere nello
svolgimento di un colloquio di lavoro
1- Un corso di formazione rivolto a 8 operatori
di Prossimità
2- Nove corsi di formazione rivolti al
management delle imprese straniere.
3- Cinque checkup aziendali
4- Realizzazione di buone pratiche per il
coinvolgimento e l’accompagnamento delle
imprese straniere con la realizzazione di una
Guida per l’Imprese
1- Report finale.
2- Convegno finale.
3- Materiale informativo On-line
1.3.1 AZIONE A
Per quanto riguarda l’azione A questa si è svolta assicurando il coordinamento e la
regia del progetto, valorizzando il fatto che si interagiva nell’ambito di un
partenariato già sperimentato positivamente sul territorio.
8
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
1.3.2 AZIONE B
L’azione B ha visto numerosi incontri del Tavolo di Azione Locale allargato,
all’interno del quale sono stati sviluppati gruppi di lavoro specifici che si sono resi
disponibili per collaborare su attività progettuali in cui era necessaria la
collaborazione della rete di istituzioni. Tra queste principalmente la realizzazione
della tabella dei check up aziendali, che è stata realizzato in accordo con veri enti
aderenti al Tavolo.
1.3.3 AZIONE C
All’interno della “Conciliazione tra percorsi formativi e lavoro” è stato realizzato
un modulo multimediale che per la sua complessità richiede una spiegazione
dettagliata.
Il modulo multimedia ha previsto una serie di attività collegate con corsi
organizzati c/o il Laboratorio del tempo e previsti dal progetto.
Era costituito da più percorsi uniti fra loro dalla peculiarità di utilizzare linguaggi
attinenti alle TIC.
1. "AAA lavoro cercasi" è un filmato a supporto della preparazione ai colloqui di
lavoro. Lo spot -a cui hanno partecipato i corsisti e una docente del corso di
autoimprenditoria- è stato girato dal regista pratese Gabriele Cecconi, con
l'obiettivo di inserirlo sul sito "Pratomigrati" (www.pratomigranti.it). E' redatto in
una forma accessibile e fornisce alternative equivalenti al contenuto audio e video
attraverso specifiche etichette scritte.
2. "Informati sul lavoro: come cercarlo, creare impresa, essere sicuri" è un
manuale tascabile che raccoglie con un linguaggio semplice e chiaro le
informazioni presentate durante il corso di autoimprenditoria. La guida illustra
procedure semplificate per l’autoimprenditoria da riassumere in una pagina web
facilmente comprensibile e consultabile, con lo scopo di:
’
fornire agli interessati indicazioni chiare ed utili
’
dare uno sguardo completo e informato sul mondo del lavoro con le notizie
di base e i relativi recapiti per approfondirle.
E’ rivolto, come del resto il progetto, alla realtà straniera, che ha maggiori
difficoltà a trovare informazioni sul lavoro ed in particolare ad avvicinarsi alla
creazione di una nuova impresa.
9
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
E' una raccolta semplice, diretta, veloce da consultare che può rappresentare un
primo canale di accesso, una presentazione generale dei servizi con tutti i contatti
necessari per avere ulteriori informazioni.
All'interno del progetto è stato previsto di inserire il presente vademecum sul sito
"Pratomigranti"(www.pratomigranti.it) e di tradurlo in 4 lingue straniere.
3. "Navigando si impara" Nell’ambito dei 2 corsi (A1 e A2) di italiano L2 -inseriti
nel progetto I.E.S.- sono stati prodotti e caricati sul sito internet dell’associazione
AIDEATOSCANA (www.aideatoscana.it) alcuni materiali didattici per
l’apprendimento della lingua italiana. Si tratta di esercizi di vario genere, costruiti
utilizzando il freeware HotPotatoes, creato dal team Ricerca e Sviluppo della
University of Victoria, California, proprio a scopi didattici. HotPotatoes permette
la realizzazione di diverse tipologie di esercizi, come: questionari a scelta multipla,
questionari a risposta breve, esercizi di riordinamento, cruciverba, cloze, esercizi
di abbinamento. La scelta del lessico e delle strutture grammaticali presentate
negli esercizi inseriti sul sito internet è strettamente legata al percorso didattico
seguito in aula. Il livello di conoscenza della lingua italiana degli studenti del corso
è A1-A2 del Quadro Comune Europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue
(QCER). Gli esercizi mirano, dunque, a consolidare i seguenti argomenti lessicali:
’
Famiglia
’
Lavoro
’
Vita quotidiana in Italia
’
Corpo umano e malattie
’
Il tempo
’
Il tempo meteorologico
’
Gli spazi e gli ambienti
E i seguenti argomenti grammaticali:
’
Articoli determinativi e indeterminativi
’
Genere e numero
’
Aggettivi e interrogativi
’
Presente indicativo
’
Preposizioni e avverbi di luogo
Si tratta di esercizi semplici e intuitivi, pensati per studenti che hanno bisogno di
acquisire rapidamente una conoscenza spendibile dei contenuti.
10
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
4. "Formazione a distanza" utilizzando la piattaforma FAD del sistema TRIO della
Regione Toscana. AIDEATOSCANA ha stipulato una convenzione per la gestione
di WLG con RTI "eXact-Tecnofor-Brain Technology"
L'intervento si è proposto di:
’
Valorizzare l’autoimprenditoria straniera e italiana, promuovendo l’accesso
di giovani e di donne agli strumenti conoscitivi e formativi di base per
orientamento al lavoro o per la costruzione e gestione di impresa;
’
Attuare una metodologia di intervento che favorisca la conciliazione tra
percorsi formativi e l’autoimprenditiorialità, l’inserimento nel mercato del
lavoro o lo svolgimento delle quotidiane attività lavorative dei cittadini
stranieri;
’
Realizzazione di attività in favore delle imprese a conduzione straniera atte
a sviluppare le competenze manageriali in termini di sostenibilità
economica col contesto distrettuale, con percorsi di accompagnamento alla
cittadinanza attiva e all’emersione dall’illegalità
’
Favorire conoscenze e competenze inerenti:
• sicurezza sul lavoro
• informatica
• italiano L2
5. "IES Immigrazione e Economia Sostenibile " CD di documentazione dei
percorsi formativi attuati all'interno del progetto
1.3.4 AZIONE D
Importante anche dettagliare le attività dell’azione D “Attività a sostegno delle
imprese a conduzione straniera”. All’interno del progetto sono stati formati 8
Operatori di Prossimità di madrelingua cinese in grado di svolgere una funzione di
filtro rispetto alle imprese cinesi dislocate sul territorio del Comune di Prato. Agli
operatori di prossimità è stato affidato il compito di mappare il territorio,
presentando alle diverse aziende il Progetto e gli obiettivi dello stesso cercando
allo stesso tempo di renderle consapevoli dell’opportunità che IES stava fornendo.
Durante gli incontri con le singole aziende sono emerse necessità specifiche che
hanno portato alla realizzazione di 9 percorsi formativi rivolti al personale delle
imprese. Le tematiche maggiormente trattate sono state “Sicurezza nei luoghi di
lavoro” , “Primo Soccorso” e “Antincendio”. I percorsi formativi hanno riscosso,
come vedremo in seguito, ottimi risultati sia in termini di frequenza che di
partecipazione.
11
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
Nel dettaglio sono state contattate 92 ditte cinesi con questa divisione
merceologica:
PROFILO PREISCRIZIONI I.E.S. ditte cinesi, n° PREISCRIZIONI TOTALI: 92
SETTORI
Confezioni
66
Alimentari
14
Lavanderia
1
Commercio
1
Bingo
1
Centro elaborazione dati
1
Mercato ambulante e abbigliamento
1
Parrucchiera
1
Stampa tessuti
3
Cooperativa Sociale
1
Agenzia immobiliare
1
Agenzia Servizi
1
Tra queste le persone contattate e interessate alla formazione proposta avevano il
seguente profilo:
PROFILO PREISCRIZIONI I.E.S. ditte cinesi, n° PREISCRIZIONI TOTALI: 92
SETTORI
Datore di
Lavoro
lavoratore Addetto
Confezioni
24
42
Alimentari
4
9
Tot
66
1
14
Lavanderia
1
1
Commercio
1
1
Bingo
1
1
Centro elaborazione dati
Mercato
ambulante
abbigliamento
Parrucchiera
e
1
1
1
1
1
1
Stampa tessuti
3
12
3
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
Cooperativa Sociale
1
Agenzia immobiliare
1
1
1
Agenzia Servizi
1
TOTALE
32
1
59
1
92
Importante sottolineare come gli operatori di prossimità abbiano svolto un ruolo
primario nell’individuazione dei percorsi formativi richiesti, nel fare emergere le
necessità delle aziende e nel mediare le diverse richieste organizzative. Grazie al
lavoro svolto è stato possibile verificare, fin da subito, i bisogni formativi
individuali in base ai diversi ruoli ricoperti in azienda.
I 32 datori di lavoro chiamati ad esprimere una propria necessità rispetto ai
possibili corsi di formazione hanno mostrato le seguenti esigenze:
Confezioni
Alimentari
datore
lavoro
Rspp
26
4
23
4
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
Antincendio Pron.socc.
16
3
22
4
Haccp
2
2
Lavanderia
Commercio
Centro elaborazione
dati
Mercato ambulante e
abbigliamento
Bingo
Parrucchiera
1
Cooperativa Sociale
Agenzia immobiliare
Agenzia Servizi
Stampa tessuti
Mentre i lavoratori:
Confezioni
Alimentari
Lavanderia
Commercio
Centro elaborazione
dati
Mercato ambulante e
abbigliamento
lavoratori
Rspp
42
9
1
1
42
8
41
8
42
8
22
7
1
1
1
1
13
Antincendio Pron.socc.
Haccp
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
Bingo
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
3
1
2
1
3
1
3
1
2
Parrucchiera
Cooperativa Sociale
Agenzia immobiliare
Agenzia Servizi
Stampa tessuti
5 tra le diverse imprese contattate si sono sottoposte in seguito anche ai check up
aziendali, vere e proprie griglie di autovalutazione, compilate con l’aiuto sia del
consulente che dell’operatore di prossimità, per verificare lo stato degli
adempimenti normativi vigenti.
1.3.4.1 Dettaglio attività dei check up aziendali a cura di Confartigianato a
CNA
Motivazioni dell’attività e metodologia usata
Il presente rapporto è il risultato di una verifica dello stato di adempimento degli
obblighi in materia di Ambiente e Salute e Sicurezza sul lavoro posti a carico
dell’impresa, a seguito di sopralluoghi, effettuato presso la sede delle cinque
aziende di cui è stato fornito il nominativo, nel corso del quale è stata analizzata,
tra le altre cose, la documentazione attinente i permessi di inizio attività, la
normativa ambientale e quella relativa alla salute e sicurezza sul lavoro.
Per l’occasione è stato utilizzato per la verifica degli adempimenti un modello di
Check Up bilingue (italiano-cinese), condiviso da entrambe le parti. Inoltre i
sopralluoghi presso le aziende sono avvenuti con la presenza del tutor del
Progetto IES, che ha svolto il compito di mediatore linguistico.
L’obiettivo del Check Up è di fornire all’impresa che, autonomamente, provvede
all’assolvimento dei vari obblighi in materia di ambiente e salute e sicurezza sul
lavoro, un quadro sull’effettivo grado di assolvimento di essi, basandosi sulle
evidenze fornite da documenti, registrazioni ecc…
Si è trattato, in breve, dell’analisi di atti rappresentati, ad esempio, dal documento
di valutazione dei rischi, rapporti di valutazione relativi e specifici fattori di rischio,
verbali di consultazione, attestazioni di formazione del personale, dichiarazioni di
conformità su impianti ecc..
I risultati della verifica costituiranno un utile strumento per indirizzare eventuali
interventi successivi di adeguamento.
Forma del rapporto di verifica
Il rapporto è strutturato in forma di tabella costituita da una serie di colonne,
come visibile di seguito, nelle quali sono riportate:
14
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
1. Il numero indice relativo all’argomento;
2. Una breve descrizione del requisito di cui si verifica il rispetto;
3. Il risultato della verifica con le seguenti abbreviazioni, “SI” per positiva,
“NO” per negativa e “NA” nel caso in cui il requisito non sia applicabile
all’impresa
4. Delle note relative al requisito verificato, sia nel caso di risposta negativa
che positiva, con il riferimento alla documentazione verificata.
Risultati Ottenuti
I sopralluoghi hanno evidenziato un discreto grado di aderenza da parte delle
imprese alla maggior parte degli adempimenti previsti sia in materia di salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro che dal punto di vista ambientale.
Si ritiene che l’effettuazione del sopralluogo e la restituzione della lista di
controllo (check list) completa, porti gli imprenditori a programmare
immediatamente degli interventi laddove sia emersa la necessità.
Nel corso del sopralluogo, ad esempio, le imprese hanno approfittato
dell’occasione per chiedere informazioni e chiarimenti su interventi ulteriori di
investimento, in termini di rispetto delle norme ambientali e di sicurezza sul
lavoro.
1.3.5 AZIONE E
All’interno dell’azione E si inseriscono oltre alle attività di promozione dei servizi
specifici realizzati anche il presente Report di diffusione dei risultati, il convegno
finale e la pubblicazione on-line dei diversi opuscoli realizzati.
La fase di diffusione e disseminazione è la conclusione naturale di un progetto in
grado di raggiungere risultati positivi per la cittadinanza.
15
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
1.4 I risultati attesi
Di seguito si riportano i risultati attesi previsti in fase progettuale, con le variazioni
comunicate al Ministero dell’Interno e approvate dallo stesso.
Indicatori di realizzazione
Unità di misura
Valore atteso
N° di interventi realizzati
Valore numerico
26
N° di immigrati beneficiari dei corsi
Valore numerico
300
N° di associazioni del territorio coinvolte
Valore numerico
20
Indicatori di risultato
Unità di misura
Valore atteso
Percentuale degli immigrati che hanno Valore percentuale
partecipato ai corsi con esito positivo
(frequenza maggiore al 60%)
Maggiore del 60%
Percentuale degli immigrati che hanno Valore percentuale
raggiunto una frequenza maggiore all’80%
Maggiore del 60%
Percentuale di partecipanti donne ai corsi di Valore percentuale
formazione
Maggiore del 40%
Valutazione media dei checkup aziendali
Valore Numerico
7
Indicatori di impatto
Unità di misura
Valore atteso
Realizzazione di Buone Pratiche
Valore numerico
1
Adesione delle imprese coinvolte al protocollo Valore percentuale
d’intesa e adozione del logo di qualità
Uguale al 50%
Diminuzione del tasso di illegalità tra le Valore percentuale
imprese coinvolte nel progetto
Uguale al 50%
Una spiegazione più dettagliata meritano gli indicatori di Impatto che vanno a
verificare la ricaduta che il Progetto IES ha avuto sulla comunità territoriale. Nel
corso del progetto sono emerse alcune difficoltà legate al coinvolgimento delle
imprese Italiane e Straniere, come evidente anche dalle considerazioni riportate
più avanti in questo report. Gli obiettivi hanno subito però solo piccole
rimodulazioni che non ne alterano l’importanza. Il progetto ha fatto emergere ed
è riuscito a delineare buone pratiche interessanti nel coinvolgimento delle imprese
straniere; i due focus group realizzati sono stati indispensabili per comprendere le
difficoltà e le paure da parte delle imprese nell’adesione ad un logo di qualità, ma
questo non ha impedito di verificare il numero di adesioni, rispetto ai partecipanti,
ad un lavoro per uno studio di fattibilità dello stesso; la formazione realizzata per
le imprese e i checkup aziendali hanno fatto emergere una maggiore
consapevolezza e volontà di adempiere in modo completo alla normativa vigente.
16
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
1.5 Il partenariato e l’organizzazione del progetto
Comune di Prato
Ente Locale
Provincia di Prato
Ente Locale
CNA Artigianato Pratese
Confederazione Nazionale
dell’Artigianato e della piccola e media
impresa
PIN S.c.r.l
Servizi didattici e scientifici per UNIFI
Confartigianato Imprese Prato
Associazione di rappresentanza
Prato Futura
Associazione Culturale
Pane&Rose scs ONLUS
Cooperativa Sociale
Aidea Toscana
Associazione di Promozione Sociale
I referenti degli enti inclusi nel partenariato hanno nominato in accordo con il
Responsabile del Servizio Immigrazione e Cittadinanza del Comune di Prato una
Direzione di Progetto (DP) che composta da:
• 1 Direttore di progetto
• 1 Referente del Comune di Prato.
Direttore e Referente per gli aspetti economico-organizzativi si avvalgono di:
• 1 Addetto all’amministrazione e rendicontazione
• 1 Addetto ai servizi di segreteria.
Per gli aspetti tecnici, organizzativi e formativi la DP ha il supporto di:
17
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
• 1 Coordinatore il quale cura la programmazione delle attività nonché i
rapporti con le risorse professionali messe a disposizione del progetto dai
partner
• 1 esperto in monitoraggio e valutazione.
Ad implementare le azioni di progetto con le politiche attive in materia di
immigrazione e mercato del lavoro, la DP si è avvalsa del tavolo di azione locale il
quale ha avuto la funzione di dettare le linee programmatorie e di intervento.
Il tavolo è stato composto da un membro incaricato da ogni soggetto incluso nel
partenariato.
La DIREZIONE di PROGETTO ha svolto le seguenti funzioni:
¾ Monitoraggio del progetto in fase di avviamento, in itinere e verifica finale.
Controllo di tutte le fasi di erogazione e attuazione del progetto Stesura,
distribuzione e raccolta degli strumenti di verifica e monitoraggio.
¾ Redazione del report finale e relativa presentazione agli stakeholder
Valutazione e autorizzazione all’acquisto materiali e strumentazioni
¾ Rendicontazione del progetto
Il DIRETTORE di PROGETTO invece:
¾ Intrattiene i rapporti con la stazione appaltante Intrattiene i rapporti con il
partenariato incluso
¾ Predispone gli atti amministrativi necessari per gli adempimenti progettuali
e supervisiona l’erogazione delle attività
¾ Autorizza le spese e supervisiona il monitoraggio amministrativo del
progetto
Il REFERENTE COMUNE di PRATO:
¾ Concorre con il Direttore di Progetto a: supervisionare l’intero andamento
delle azioni e delle attività progettuali sia dal punto di vista delle attività
didattico-formative che dal punto di vista gestionale e amministrativo
Il COORDINATORE:
¾ coordina le risorse umane allo scopo di realizzare le attività progettuali;
coordina e verifica il raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase
progettuale;
¾ monitora e valuta la qualità dell’intervento e delle procedure;
¾ coordina le attività al fine di verificare le azioni da un punto di vista
formativo e del raggiungimento degli obiettivi specifici
18
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
L’ESPERTO di MONITORAGGIO E VALUTAZIONE.
¾ programma e monitora gli incontri di monitoraggio e valutazione redige i
report intermedi e finale redige e coordina eventuali esperti nella redazione
della pubblicazione finale
L’ESPERTO di RENDICONTAZIONE supporta la Direzione di Progetto ed il
coordinatore nell´amministrazione del budget e nella rendicontazione finale delle
spese.
L’ ADDETTO ALLA SEGRETERIA Supporta la Direzione di Progetto ed il
coordinatore nella redazione di materiale informativo, nell´organizzazione delle
attività, nella raccolta e archiviazione del materiale didattico e valutativo dei corsi,
nella raccolta e archiviazione della documentazione amministrativa
1.6 Le procedure di gestione e controllo
Il progetto è stato monitorato in tutto il processo da figure inserite nella DP con il
supporto di un esperto monitoraggio e valutazione.
L’attività formativa è stata programmata, verificata e valutata dall’esperto in
valutazione apprendimenti.
Nel complesso tutti gli attori del monitoraggio avevano come obiettivo quello di
verificare i progressi realizzati e il grado di avanzamento effettivamente
conseguito a livello finanziario, fisico e procedurale del progetto, riscontrando
l’efficienza e l’efficacia con cui sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati.
Per ottenere questo ambizioso obiettivo è stato individuato un sistema di
indicatori utili a verificare complessivamente le azioni e le attività al fine di poter
esprimere valutazioni alla luce dei criteri di pertinenza, efficienza, efficacia e
sostenibilità. Per rilevare l’impatto dell’intera azione sui beneficiari intermedi
(imprese, comunità locale) e sui destinatari (stranieri) il sistema di monitoraggio è
articolato in modo differenziato sulle diverse azioni promosse dal progetto.
All’interno di ogni azione è stato individuato un set di indicatori di rilevazione
articolati in diversi livelli: indicatori di realizzazione, di risultato, di impatto, di
risorse.
GESTIONE RENDICONTAZIONE delle SPESE: La DP ha svolto un costante esame
dei costi e dei preventivi in fase iniziale ed un controllo finale sulla
documentazione a supporto delle spese sostenute. Il Coordinatore ha collaborato
in stretto rapporto con l’addetto alla rendicontazione prevenendo eventuali
divergenze rispetto al progetto e facendo emergere eventuali non conformità
19
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
rispetto alle attività che avrebbero potuto mettere a rischio la tenuta del progetto
stesso.
GESTIONE DELLA DOCUMENTAZIONE di PROGETTO: La DP ha la responsabilità
di definire la documentazione in fase ex ante e iniziale e di controllo della
comunicazione in fase finale.
L’esperto monitoraggio e valutazione ha monitorato le attività svolte e ha redatto
un report sulla conformità delle azioni rispetto a quanto progettato ed assegnato
a ciascuna organizzazione e risorsa del partenariato.
Operatori di prossimità e Consulenti hanno compilato schede di valutazione,
registri presenze e report delle attività che sono state la base per svolgere un
esame quali-quantitativo dei dati.
20
MONITORAGGIO E
VALUTAZIONE DEL
PROGETTO
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
2 Monitoraggio e valutazione del
progetto
2.1 Procedure di monitoraggio
Tutti gli indicatori previsti in fase progettuale, ad eccezione di quelli di impatto,
sono stati monitorati bimestralmente e rintracciabili nel registro presenze delle
singole attività dove è possibile evidenziare anche specifiche anagrafiche degli
allievi (sesso, nazionalità).
La valutazione dei check-up aziendali è stata effettuata dal consulente che ha
preso in carico la singola impresa al termine dell’attività.
Inoltre sempre al termine delle attività di formazione, tramite questionario di
autovalutazione appositamente predisposto è stato chiesto ai partecipanti al
corso di valutare l’esito della loro frequenza. Se la valutazione media dei
partecipanti è maggiore o uguale a 7 in almeno il 70% dei questionari analizzati,
l’esito è positivo.
Le associazioni del territorio coinvolte al tavolo di lavoro sono state registrate
all’interno del verbale degli incontri svolti.
Gli indicatori di impatto evidenziano il vantaggio del progetto per la comunità di
riferimento, l’aumento della sicurezza e degli altri aspetti trattati durante il corso
all’interno delle imprese coinvolte, e il raggiungimento di uno scambio culturale
tra imprese non sempre possibile nel territorio.
2.2 Strumenti di rilevazione e computo dei dati
Per il monitoraggio e la valutazione delle azioni di progetto si è ricorso a due
tipologie di strumenti.
Alla prima tipologia fanno parte strumenti di rilevazione quantitativa, utilizzati per
il calcolo degli indicatori di realizzazione. Tra questi ci sono tutti gli strumenti
(registri didattici, registri di frequenza, schede di iscrizione, relazioni del personale
coinvolto, time card,…) che attestano la realizzazione delle azioni svolte (primo
indicatore di realizzazione), e quantificano il numero e la tipologia dei beneficiari
delle attività di progetto (età, sesso, nazionalità).
22
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
I dati provenienti da questi strumenti sono stati elaborati e registrati in un file
Excel con evidenza del numero dei destinatari, con particolare riferimento al
numero di immigrati (secondo indicatore di realizzazione) ed alla frequenza dei
destinatari alle attività progettuali.
Quest’ultimo dato ha permesso anche il calcolo dei due degli indicatori di risultato
(la percentuale di immigrati che hanno raggiunto una frequenza superiore all’80%;
% di immigrati che hanno frequentato con esito positivo). Per ogni beneficiario
delle attività progettuali si è calcolato la durata di presenza all’attività e la
percentuale di frequenza (calcolata come numero di ore presenti x 100 diviso il
totale delle ore di attività).
A tutte le persone che hanno frequentato attività formative inoltre è stato
somministrato un questionario di valutazione del gradimento dei partecipanti. Il
questionario è stato somministrato alla fine di ogni intervento ai partecipanti, i
quali hanno espresso una personale valutazione su alcuni aspetti del corso o
attività svolta, quali: soddisfazione in relazione al corso/servizio, soddisfazione in
relazione all’operatore/mediatore/docente, giudizio sulla qualità del servizio, ecc...
Ad ogni item il partecipante ha risposto secondo una scala Likert quantificata da 1
(per nulla soddisfatto) a 10 (molto soddisfatto).
23
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
Ogni questionario è stato elaborato e registrato su un apposito file Excel, con
evidenza del punteggio dato da ogni intervistato agli item che compongono il
questionario. La media dei punteggi dati forniva la valutazione complessiva
dell’intervistato.
24
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
Si definiscono “con esito positivo”, le valutazioni complessive delle attività di cui
gli immigrati hanno beneficiato superiori al valore 7.
La seconda immagine si riferisce ad un estratto della traccia utilizzata per
effettuare i checkup aziendali. La presente check list è stata tradotta in cinese per
facilitare la comprensione da parte delle aziende e correlata da una valutazione
dello stato attuale dell’azienda.
AMBIENTE
25
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
2.3 Valutazione
di
progetto:
indicatori
realizzazione ed indicatori di risultato
di
In fase progettuale sono state previste 10 azioni di progetto; al termine di esso
risultano effettuate tutte le azioni previste, come da seguente tabella.
AZIONE
TITOLO
AZIONE
ATTIVITÀ
e ¾ Coordinamento del Progetto.
A
Start
up
attività
trasversali
B
Rete locale –
Tavolo di Azione
Locale integrato
C
Conciliazione tra
percorsi formativi
e lavoro
D
Attività in favore
delle imprese a
conduzione
straniera
¾ Realizzazione e traduzione
strumenti; Progettazione e
pianificazione materiali e
obiettivi didattico-formativi.
¾ Monitoraggio, verifica e
valutazione del progetto.
¾ Studio di fattibilità per la
realizzazione di un Protocollo
d’intesa
attraverso
lo
scambio tra i partecipanti al
Tavolo.
¾ Raccolta e valutazione degli
esiti del progetto, in termini
di possibili Buone Pratiche
d’Inclusione.
¾ Due corsi di italiano L2 livello
A0
¾ Un corso di informatica
¾ Un
corso
sull’autoimprenditorialità
¾ Un corso di formazione
multimediale
con
la
realizzazione di materiale
audio-video di supporto alle
persone
straniere
nello
svolgimento di un colloquio
di lavoro
¾ Un corso di formazione
rivolto a 8 operatori di
Prossimità
¾ Nove corsi di formazione
rivolti al management delle
imprese straniere.
¾ Cinque checkup aziendali
¾ Realizzazione
di
buone
pratiche
per
il
26
NUMERO
INTERVENTI
ATTIVATI
3
2
5
16
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
AZIONE
E
TITOLO
AZIONE
Disseminazione
NUMERO
INTERVENTI
ATTIVATI
ATTIVITÀ
coinvolgimento
e
l’accompagnamento
delle
imprese straniere con la
realizzazione di una Guida
per l’Imprese
¾ Report finale.
¾ Convegno finale.
¾ Materiale informativo On-line
TOTALE ATTIVITA’
3
29
Il primo indicatore di realizzazione (numero degli interventi attivati) risulta pari a
29.
Le attività formative del progetto hanno visto la partecipazione di 255 immigrati
che sommate alle persone con cittadinanza extra UE che hanno preso parte ai
checkup, al Tavolo di Azione Locale Integrato, alla ricerca e ai focus Group,
raggiungono un totale di poco superiore alle 300 unità.
NUMERO
PARTECIPANTI
DI CUI CITTADINI
UE
DI CUI CITTADINI
EXTRA UE
27
30
13
10
11
0
0
0
0
2
27
30
13
10
9
Corso Antincendio
16
22
20
16
18
0
0
0
1
0
16
22
20
15
18
Corso Antincendio
21
0
21
Corso Decreto 81
18
0
18
Corso Decreto 81
18
0
18
Corso Decreto 81
18
0
18
258
3
255
AZIONE
ATTIVITA’
C
Corso Italiano L2
Corso Italiano L2
Corso Informatica
Corso auto imprenditoria
D
Corso di formazione Operatori
di Prossimità
Corso primo soccorso
Corso primo soccorso
Corso primo soccorso
Corso Antincendio
Totale
Le presenze ai diversi corsi formativi hanno fatto registrare la seguente differenza
di genere: 133 maschi e 125 femmine . Questi dati riportano una percentuale di
27
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
genere femminile partecipante alle attività di formazione pari 48,45 % che
permette di raggiungere il risultato previsto.
AZIONE
ATTIVITA’
C
Corso Italiano L2
N°allievi
Maschi
Femmine
% Maschi
% Femmine
27
30
13
10
11
13
12
5
5
5
14
18
8
5
6
48,15
40
38,47
50
45,46
51,85
60
61,53
50
54,54
Corso Antincendio
16
22
20
16
18
8
15
11
8
8
8
7
9
8
10
50
68,2
55
50
44,45
50
31,8
45
50
55,55
Corso Antincendio
21
14
7
66,66
33,33
Corso Decreto 81
18
11
7
61,1
38,9
Corso Decreto 81
18
9
9
50
50
Corso Decreto 81
18
9
9
50
50
258
133
125
51,55
48,45
Corso Italiano L2
Corso Informatica
Corso auto imprenditoria
D
Corso
di
formazione
Operatori di Prossimità
Corso primo soccorso
Corso primo soccorso
Corso primo soccorso
Corso Antincendio
Totale
Gli immigrati che hanno beneficiato delle azioni del progetto IES sono provenienti
da svariati paesi di origine: si contano 20 diverse nazionalità.
Si riporta nella tabella sottostante la distribuzione di immigrati destinatari del
progetto, suddivisi per nazionalità.
NAZIONALITA'
N°
Afghanistan
4
Albania
3
Bangladesh
4
Brasile
8
Cina
203
Costa d'avorio
1
Egitto
1
Eritrea
2
28
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
Etiopia
1
Giordania
1
Guinea
1
Honduras
1
India
2
Marocco
3
Nigeria
5
Pakistan
7
Senegal
3
Somalia
4
Srilanka
1
TOT
255
La percentuale maggiore di destinatari è ovviamente di nazionalità cinese; sono
203 i cinesi che hanno partecipato alle azioni del progetto, più del 79% del totale
dei destinatari immigrati.
La frequenza dei partecipanti alle attività di progetto è stata varia; a seconda della
tipologia di attività, durata complessiva, durata dei moduli, programmazione e
frequenza degli incontri, ecc., si osserva la seguente percentuale di frequenza
superiore all’60% e all’80% della durata.
AZIONE
ATTIVITA’
C
Corso Italiano L2
Corso Italiano L2
Corso Informatica
Corso auto imprenditoria
D
Corso
di
formazione
Operatori di Prossimità
Corso primo soccorso
Corso primo soccorso
Corso primo soccorso
N°Partecipanti
N° Immigrati
% Presenza
maggiore 60%
% Presenza
maggiore 80%
27
30
13
10
11
27
30
13
10
9
22
29
11
7
5
22
28
10
7
8
16
22
20
16
22
20
16
20
20
16
11
18
29
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
AZIONE
N°Partecipanti
N° Immigrati
% Presenza
maggiore 60%
% Presenza
maggiore 80%
Corso Antincendio
16
18
15
18
15
16
14
15
Corso Antincendio
21
21
21
21
Corso Decreto 81
18
18
16
16
Corso Decreto 81
18
18
18
18
Corso Decreto 81
18
18
17
17
258
255
233
221
ATTIVITA’
Corso Antincendio
Totale
Su 255 immigrati 233 hanno raggiunto una frequenza superiore al 60% (pari al
91,37% dei partecipanti) e 221 superiore all’80% (pari al 86,66%). Questi dati
mostrano, insieme alla valutazione della soddisfazione dei partecipanti
sottolineano gli ottimi risultati del progetto e la scelta vincente di puntare su
argomenti formativi di stretto interesse personale e/o aziendale. Inoltre molte
delle attività formative hanno avuto una breve durata sia in termini di numero di
incontri sia in termini di numero di ore complessivo (12/16 ore). Questa
organizzazione ha permesso soprattutto ai lavoratori di azienda di adempiere agli
obblighi o necessità formative senza ostacoli per il lavoro.
Questo il dettaglio dei 186 questionari analizzati, dal quale si denota l’ottimo
riscontro delle attività formative. Solo 9 dei questionari restituiti presentano una
valutazione inferiore al 7 (4,8%); 13 tra il 7 e l’8 (6,9%); 56 tra l’8 e il 9 (30,1%) e
infine 108 tra il 9 e il 10 (58,2%)
Area
Valutazione
Generale
Valutazione
struttura
Valutazione del
Servizio
Domanda
Soddisfazione generale del corso
Valutazione
Media
9,2
9,2
Aule a disposizione
8,9
Calendario
8,5
Durata lezioni
8,9
Informazioni ricevute al corso
9,1
Qualità delle attività
8,6
Puntualità Docenti
9,2
Conoscenza della materia da parte
dei docenti
9,3
Metodo d’insegnamento
9,2
Materiali Didattici e strumenti
8,8
30
8,76
9,03
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
2.4 Valutazione di progetto: riepilogo dei risultati
Si riepilogano i risultati ottenuti in relazione agli indicatori di realizzazione e agli
indicatori di risultato e confrontati con i valori attesi in fase progettuale:
Indicatori di realizzazione
Valore atteso
Valore Registrato
Esito
N° di interventi realizzati
26
29
Raggiunto
N° di immigrati beneficiari dei corsi
300
+ di 300
Raggiunto
N° di associazioni del territorio coinvolte
20
20
Raggiunto
Indicatori di risultato
Valore atteso
Valore Registrato
Percentuale degli immigrati che hanno
partecipato ai corsi con esito positivo
(frequenza maggiore al 60%)
Maggiore del 60%
91,37
Raggiunto
Percentuale degli immigrati che hanno
raggiunto una frequenza maggiore all’80%
Maggiore del 60%
86,66
Raggiunto
Percentuale di partecipanti donne ai corsi
di formazione
Maggiore del 40%
48,45
Raggiunto
Valutazione media dei checkup aziendali
7
In attesa di analisi
In attesa di analisi
Indicatori di impatto
Valore atteso
Valore Registrato
Esito
Realizzazione di Buone Pratiche
1
1
Adesione delle imprese coinvolte al
protocollo d’intesa e adozione del logo di
qualità
Uguale al 50%
In attesa di analisi
In attesa di analisi
Diminuzione del tasso di illegalità tra le
imprese coinvolte nel progetto
Uguale al 50%
In attesa di analisi
In attesa di analisi
Esito
Raggiunto 1
2.5 Buone Pratiche
Il Comune di Prato investe annualmente risorse proprie per la formazione dei
giovani e degli adulti, specialmente nei settori della ricerca del lavoro, della
formazione professionale e dell’autoimprenditoria. Inoltre il Comune di Prato
investe risorse proprie per la gestione di corsi di lingua e cittadinanza attiva. Tali
risorse considerando anche gli esiti del progetto, potranno in futuro essere
canalizzate, per garantire la prosecuzione di alcuni interventi mirati nel campo del
lavoro e dell’imprenditorialità straniera, rendendo il Progetto appena concluso
punto di riferimento verso la sostenibilità e la replicabilità delle azioni progettuali,
diventando Buone Pratiche.
Il Tavolo di Azione locale, istituito nel 2007, ha finora funzionato, con una
periodicità di incontri almeno bimestrali. Al tavolo già partecipano i seguenti
soggetti: Provincia, Comune di Prato, Comune di Montemurlo, Prefettura di
Prato, Questura di Prato, Poste direzione provinciale, ANCI nazionale, ANCITEL
31
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
nazionale, Patronato ENASCO, ACAI, EPASA CNA, ACLI, La stabilità e la
comprovata sinergia e collaborazione messa in atto dal tavolo di azione locale,
garantisce il suo funzionamento anche per gli anni a venire,soprattutto se
implementato ed arricchito di argomenti di discussione e presenze istituzionali,
determinate dal Progetto.
Il Sito Web Prato Migranti, realizzato dal 2008, è attivo, è realizzato in 5 lingue
(italiano, cinese, urdu, albanese, arabo) e costantemente aggiornato. Il Sito è
collegato ad un Protocollo di Intesa tra Comune, Provincia, Prefettura e CCIAA, e
la sua implementazione, con le pagine previste dal progetto, sarà poi portata
avanti anche a progetto concluso dalla redazione che attualmente cura il suo
costante aggiornamento con riunioni mensili. La redazione è formata da un
componente per ciascuna istituzione coinvolta nel Protocollo di intesa.
Il Comune di Prato investe attualmente molte risorse nel controllo dell’illegalità
dell’imprenditoria cinese, con impiego di personale, mezzi, risorse economiche
impegnative.
In sintesi, il progetto ha portato alla luce la seguente procedura di lavoro,
schematizzata di seguito, che visti i buoni risultati del progetto potrebbe essere
replicata in futuro e adottata come Buona Prassi, ferme restando le condizioni
attuali da parte delle istituzioni e realtà coinvolte.
PROBLEMA:
Inclusione dei lavoratori e delle imprese straniere
STRATEGIA:
Emersione dall’irregolarità
STRATEGIA:
Complementarietà della filiera
produttiva
PERCORSO:
Le aziende del territorio per
diventare sempre più consapevoli
degli adempimenti normativi che
devono assolvere, hanno bisogno di
entrare in contatto con personale
della cultura originaria delle diverse
imprese,
formate
per
accompagnarle in questo percorso.
La facilità linguistica e la vicinanza
culturale permette di diminuire le
distanza fra imprese straniere e
territorio
PERCORSO
Devono essere previsti momenti
istituzionali e non di confronto tra le
realtà locale e le imprese straniere in
modo da definire le linee
d’intervento per affrontate la realtà
attuale dell’industria sul territorio di
Prato
32
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
AZIONI:
AZIONI:
•
Formazione
prossimità
di
•
•
Definizione dello strumento per
l’autovalutazione
Definire un calendario di
incontri periodici tra le diverse
realtà
•
•
Programmazione dei percorsi
formativi necessari
Favorire momenti di scambio
lavorativo
• Definizione elenco di fornitori
•
Definizione della tempistica e
modalità di valutazione
operatori
privilegiati
33
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
RICERCHE
34
I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
3 Le ricerche
3.1 I Focus Group
Responsabile della ricerca: Cooperativa Qubica
Periodo di svolgimento: aprile-maggio 2012
La ricerca prevedeva l’analisi di contesto e lo studio di fattibilità sulla sostenibilità
di un logo di filiera locale per le imprese. Per il raggiungimento dell’obiettivo sono
state svolte indagini con interlocutori privilegiati provenienti dai vari settori
economici al fine di verificare il fabbisogno, la reale implicazione di ogni soggetto
della filiera, l'eventuale impegno progettuale ed economico da parte dei
rappresentanti di categoria, il tipo di regolamentazione da attivare, la
sostenibilità.
Il ruolo di Qubica Scarl rispetto all’obiettivo è stato di supporto tecnico rispetto
alla costruzione di un piano di fattibilità, preliminare rispetto alla creazione del
vero e proprio percorso di realizzazione del logo.
La ricerca ha previsto la creazione di 2 focus group. La tecnica del Focus Group
prevede la discussione e il confronto, guidato da esperti, di un gruppo di persone
riguardo ad un determinato tema. Un primo focus group è stato realizzato con 11
testimoni privilegiati appartenenti a categorie interessate quali: associazioni di
categoria, centro per l’impiego, camera di commercio rappresentanti delle
associazioni cinesi, ed ha avuto lo scopo di per individuare, in maniera condivisa,
alcune macroaree (determinanti di qualità), utilizzabili come base su cui avviare
una prima riflessione sul logo. Il secondo focus group ha visto la presenza di 1
imprenditore cinese (con necessità di mediatore linguistico), 2 referenti di
associazioni cinesi e 4 imprenditori italiani. Ai partecipanti è stato chiesto di
approfondire la riflessione già avviata nel primo focus, declinando le macroaree
all’interno dello specifico contesto del tessile a Prato per arrivare a definire le
maggiori aree di opportunità e rischio legate alla realizzazione del logo. Il settore
al quale è stato deciso di applicare la riflessione – di concerto con
l'Amministrazione comunale - è stato quello del tessile inteso in modo “largo”,
ovvero inclusivo sia di quelle aree dove è preponderante la presenza di
imprenditori italiani (produzione del tessuto), sia di quelle in cui è invece più
sviluppata quella cinese (confezioni).
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I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
Entrambi gli incontri hanno prodotto risultati che si possono definire significativi,
più che per i contenuti in senso stretto, per la capacità di “gettare un primo seme”
di riflessione sul tema. Una delle cose che è stato immediatamente possibile
verificare è infatti come il ragionamento su un concetto complesso come quello di
un “marchio di qualità” – seppur considerato significativo da parte di numerosi
interlocutori coinvolti – sia ancora fortemente squilibrato in termini di
partecipazione in base alla nazionalità (è stato molto più facile avere un'attiva
presenza di soggetti italiani rispetto a quelli appartenenti alla comunità cinese in
entrambi i focus group) e di come seppur necessario, sia in qualche modo ancora
prematuro a fronte di un contesto che ha necessità di svilupparsi maggiormente
per poter diventare di fatto terreno di confronto su simili temi.
Una nota finale va dedicata alla composizione dei due gruppi di soggetti che
hanno effettivamente partecipato agli incontri. Come sarà possibile vedere anche
dal dettaglio della ricerca, si è verificato un sensibile scostamento tra le tipologie
di partecipanti ipotizzate in fase di pianificazione dell'intervento e che poi si sono
effettivamente riscontrate, soprattutto per quanto riguarda la loro appartenenza
lavorativa/professionale e la loro disponibilità a prendere parte alle attività.
Questo riguarda principalmente, ma non solo, i rappresentanti delle associazioni
cinesi e gli imprenditori, in questo caso sia cinesi che italiani. Si è riscontrata difatti
in entrambi i focus una partecipazione limitata alla discussione da parte dei
referenti cinesi, nonostante la presenza di un mediatore linguistico, mentre per
quanto riguarda i referenti italiani, soprattutto nel secondo focus, la
partecipazione è stata molto eterogenea rispetto al settore indagato. Questa
necessaria precisazione rafforza ancora di più le considerazioni già prima espresse
e successivamente ulteriormente suffragate rispetto al fatto che il percorso
intrapreso con questa piccola ricerca sia con tutta probabilità significativo in una
dimensione prospettica, ma che altrettanto probabilmente sul territorio
nell'ambito specifico non esista ancora una sensibilità così diffusa da sostenere
una nutrita e attiva partecipazione a simili iniziative.
3.2 Abstract della ricerca a cura di Prato Futura
Responsabile della ricerca: Daniela Toccafondi
Responsabile Field: Daniela Toccafondi
Periodo di rilevazione: gennaio-maggio 2012
Rilevatori: Daniela Toccafondi, Federica Torrente, Marco Restivo e Andrea Langianni
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Metodo di raccolta delle informazioni: Indagine di tipo estensivo
La ricerca è stata svolta con interviste dirette da Daniela Toccafondi; a tali
confronti “faccia a faccia” in forma riservata si unisce l’esperienza maturata
riflessioni di taglio collettivo durante le serate di Pratofutura; i confronti serrati fra
soci e una serie di dibattiti che si sono svolti a Pratofutura durante gli ultimi sei
mesi ed infine, l’insieme delle ricerche a tema svolte nel corso degli ultimi anni.
Alle persone intervistate è stato garantito l’anonimato.
Hanno direttamente collaborato alla ricerca con colloqui riservati di
approfondimento 15 imprenditori e liberi professionisti pratesi.
I risultati della ricerca sono stati confrontati con incontri diretti con 3 imprenditore
cinesi di Prato.
Da sistema relativamente omogeneo di imprese e prodotti, come era
nell’immediato dopoguerra, Prato è diventato oggi un sistema diversificato, quasi
segmentato in singole filiere produttive che hanno pesi, obbiettivi e bisogni
diversificati.
Prato, città manifatturiera con un industria tipica nel settore tessile, con una
industria vocata all’export, ha fortemente sentito i contraccolpi dell’emergere
della Cina come economia mondiale. Dopo anni di incessante crescita e sviluppo,
con l'inizio degli anni Duemila l'economia pratese ha subito una forte battuta di
arresto e gli investimenti in creatività e nuove collezioni faticano ad attrarre la
clientela internazionale, oggi molto più sensibile alle opzioni legate al prezzo
rispetto alla creatività delle collezioni.
Contemporaneamente è nato un piccolo nucleo di imprese di confezioni, che nei
primi anni utilizzano i tessuti pratesi e si collocano sulla moda “ programmata” ma
che presto si trasformerà in produzione di abbigliamento “pronto moda” con la
nascita e lo sviluppo di molte imprese gestite da cittadini cinesi immigrati dalla
Regione dello Zheijang.
Al 31 dicembre 2010, secondo i dati della Camera di Commercio, le imprese
straniere regolarmente attive nella provincia di Prato sono 7.511 con una crescita
del +8% rispetto al 2009.
Delle 1.837 nuove aziende gestite da stranieri iscritte nel corso del 2010, ben 1.099
sono manifatturiere di cui 90 nell’industria tessile e 947 nelle confezioni. Esse
rappresentano il 52,2% del totale delle iscrizioni alla Camera di Commercio,
consolidando la presenza a conduzione straniera in molti settori. La parte più
consistente delle aziende gestite da cittadini stranieri ha imprenditori di
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I.E.S. Immigrazione ed economia sostenibile. Azione 5, Annualità 2010
provenienza cinese. Il loro tasso di crescita è notevolmente superiore a quello
delle imprese gestite da pratesi.
La ricerca condotta da Pratofutura si proponeva di misurare il grado di
coinvolgimento fra le due comunità principali localizzate sul territorio del distretto
di Prato, quella italiana autoctona e quella cinese che ormai da circa venti anni si è
costituita a seguito di un massiccio flusso di immigrazione mai venuto meno.
L’indagine cercava di verificare la possibile rete di relazioni fra le due comunità a
livello sociale e le relazioni intensificate fra le imprese dal punto di vista
economico.
Le trasformazioni del sistema economico in questi stessi venti anni sono state
intense.
L’industria tipica del distretto, la industria tessile per la produzione di semilavorati
per l’abbigliamento maschile e femminile, ha subito i contraccolpi di una grave
crisi congiunturale e strutturale; ha sofferto della competizione crescente sui
mercati a seguito della globalizzazione delle economie mondiali. I paesi
emergenti, caratterizzati da un più basso costo della manodopera, sono
avvantaggiati dalla teoria dei costi comparati; le imprese ivi localizzate si
mostrano agguerrite e capaci di togliere quote di mercato crescenti alle imprese
italiane, sempre più schiacciate da diseconomie e inefficienze. Le quote di
mercato delle imprese italiane si stanno erodendo anche nel settore moda, che
rappresenta uno dei settori trainanti del nostro “made in italy”. La stessa
Confindustria sta pensando di ri-definire il concetto stesso di “made in italy” per
una sopraggiunta difficoltà delle imprese ad esportare.
La diversificazione settoriale a Prato è avvenuta principalmente per mezzo di un
gruppo di operatori economici provenienti dalla Cina che da anni hanno iniziato
una fiorente attività nel settore dell’abbigliamento “pronto moda”. Si tratta di un
circuito molto diverso da quello della moda “programmata” con tempi molto
accelerati, prodotti meno costosi e qualitativamente meno impegnativi, segmenti
di mercato più bassi, riassortimenti veloci.
Sia nel tessile che nell’abbigliamento il modello organizzativo è quello del
distretto industriale: presenza di imprese committenti che hanno i rapporti con il
mercato finale e presenza di aziende di subfornitura specializzate per fasi del
processo.
Essendo circuiti distanti, i rapporti fra le due comunità sulla produzione e
sull’offerta locale restano occasionali e non ripetitivi.
Diverso è invece il caso dei rapporti che coinvolgono le numerose imprese che
commercializzano e che fungono da interfaccia. Rappresentanti di ausiliari
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chimici, rappresentanti di semilavorati, aziende import ed export hanno costruito
una densa rete di relazioni che sta diventando sempre più consistente dal punto di
vista dei volumi trasferiti e del giro di affari, ma che riguarda soltanto poche
decine di persone sulle miglia di aziende del distretto. Troppo poco per parlare di
benessere diffuso e di una spinta positiva alla crescita dell’intera economica locale,
anche se i segnali sono di una grande vitalità ed eterogeneità di rapporti. Con
l’intensificarsi delle relazioni e la crescita dei volumi di affari, invece che
consolidare il rapporto in nome della continuità e della buona reputazione, si sono
verificati fenomeni opposti, di allontanamento nella catena di fornitura a causa del
permanere di fenomeni di economia sommersa che minano la trasparenza delle
relazioni.
Ampi spazi di collaborazione tra le due comunità si possono trovare anche nel
settore dei servizi, soprattutto nei servizi alla persona. Il wellness e il benessere
personale sono una priorità nella cultura del cinese di successo; anche nella nostra
area sono nati i primi centri misti per il benessere e la cura di sé, prioritariamente
destinati ad un consumatore cinese. Gli ottimi prezzi praticati e la rapidità di
accesso ne fanno oggi una meta ambita anche da consumatori italiani.
Le scelte di diversificazione degli investimenti sul territorio pratese nel tentativo di
limitare il rischio di impresa e di moltiplicare i profitti, hanno prodotto un
cambiamento nelle scelte degli imprenditori cinesi, che pur rimanendo
imprenditori dell’abbigliamento, in aggiunta si sono orientati verso altri settori,
spesso nei servizi. Paradossalmente, non è nel settore tipico del distretto che si
facilita il dialogo fra le due comunità.
Un'altra area di intersezione fra le due comunità riguarda il mercato immobiliare e
le ristrutturazioni di immobili. Le imprese cinesi sempre più si orientano
all’emersione e chiedono spazi di lavoro all’altezza delle aziende dei paesi
industrializzati. Le disponibilità del territorio e le competenze italiane nella
realizzazione delle nuove sedi aziendali fanno convergere verso il dialogo ma si
tratta pur sempre di rapporti non ripetitivi e “una Tantum”
In conclusione, le due comunità presenti sul territorio hanno sviluppato una rete
crescente di rapporti ma l’intensificazione delle relazioni non riguarda la
produzione nella quale il distretto vanta una specializzazione forte e riconosciuta:
la produzione di filati e tessuti per abbigliamento.
I motivi riguardano essenzialmente i prezzi medi dei prodotti, che sono troppo alti
rispetto alle necessità delle imprese cinesi, ancora vocate al “pronto moda” di
primo prezzo e poco propense ad innalzare qualitativamente l’offerta.
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Sul piano della commercializzazione e nei rapporti per l’acquisto e la vendita di
prodotti ausiliari ed accessori, la rete di rapporti è invece consolidata.
Le imprese italiane, nel tentativo di affermare i propri prodotti sul mercato cinese,
stanno intensificando i rapporti diretti con imprese cinesi localizzate in Cina,
superando la possibilità di una triangolazione con le imprese cinesi localizzate
all’interno del distretto pratese. Le stessi imprese pratesi gestite dai cinesi non
mostrano interesse a fungere da interfaccia e sono propense a gestire
direttamente i rapporti con il mercato cinese, anche se i mercati di sbocco della
loro offerta sono ancora prevalentemente quelli europei.
Se questo è l’orientamento che emerge dalla lettura delle strategie delle singole
imprese, una attenta analisi dei programmi e degli impegni assunti dalle istituzioni
può dare l’idea della volontà collettiva di affrontare la questione. Nei distretti
industriali, la concertazione ordinaria e straordinaria contribuisce al superamento
dei problemi e ad affrontare le questioni più rilevanti per il sistema delle imprese e
per la comunità di persone. E’ giusto, quindi, mettere a rassegna le buone
intenzioni. Sia il Comune di Prato, che la Provincia, la Regione, l’associazione Cna
e altre stanno lavorando a politiche di inclusione e di avvicinamento. Non
possiamo affermare con certezza se questi sforzi matureranno effetti positivi per
le imprese, ma è certo che l’impegno per il dialogo non può essere disconosciuto.
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Report finale progetto IES - Qubica società cooperativa