POESIE
LETTERE
E
DI
GIOVANNI
PINDEMONTE
\
MPCCCLXXXIII
ZANICHELLI
NICOLA
MODENA
TIPI
:
DI
(iA'?"^X
POESIE
E
LETTERE
DI
GIOVANNI
PINDEMONTE
RACCOLTE
ILLUSTRATE
E
DA
GIUSEPPE
BIADEGO
BOLOGNA
NICOLA
ZANICHELLI
i883
Proprietà
letteraria.
I.
Pindemonte
Luigi
A
del
nipote
Verona
Giovanni
Ecco
di
Dnus
Momi
Bartholomaeo
Caietanus
Co:
e
ove
del
S.to
Nob.
Dni
Nob.
Benedicto.
»
(Antichi
Sobborghi
a
et
54
pag.
si
legge:
Dna
Nob.
il
S.»"
March.'"
Luigi
fu
lasciato
fuori
5
Patrini
175
primo
a
Nob.
Violans
verina
Spol-
Spolverini
dei
1.
Pindemonte
il
fuit
Hypoliti
Dni
Maria
March.*
Batte^^ati
Arch.
Veronesi,
Xbre
natus
fuere
Nob.
qd.
Registro
Archivi
«
uxoris
Hieronymi
M.'»
Cfr.
Com."
baptizatus
Vic.°
filius
Bevilaqua
Apostolis
SS.*'»
dimidio
Ecl.»*'
hujus
March.
Dni
nob.
Xbris
3
Die
legitimae
eius
in
chia
parroc-
Dorotheae
Ludovicae
cum
21
1731
della
«
fiUus
in
prima
Duomo):
del
Mapheis
bora
cur.*'«
4
da
registri
Gaspar
Dnae
de
del
dai
Petrus
Caroli
Dicembre
4
tolta
Ioannes
Nob.
nacque
educato
parrocchia
et
Dni
Uxor
de
nascita
Scipione,
Fu
(ora
Egidio
Nob.
Dnus
de
S.
sabbati
me
giorno
'
di
Pindemonte
Àloisij
die
fede
la
Nob.
1.
filiae
nel
Pindemonte.
1
175
grande
Maflfei,
Dorotea
e
Fu
E.»"
nato
nome:
in
Città
Comunale),
Gasparo
Pro
jeri
Giovanni.
»
Nella
f.'
strazione
regi-
PREFAZIONE.
IV
nella
maestro
per
tolomeo
lei le
di
già composto
guisa
molto
andavano
di dodici
assai
poemetto
un
della
prima
di trottare, quando
ancora
non
la
stata
era
1' uso
carrozze
parlando
ove
madre,
in Verona
Giovanni,
tal
l'abate Bar
poesiaestemporanea
Maffei,sua
introdurre
avanti
ebbe
ed
amore,
Lorenzi.
Dorotea
ad
ed
sollecitudine
ogni
patriacon
mente.
lenta-
anni, avea
lepido,della
rozza,
car-
genitricefiniva
sua
in
stanza:
una
la gente,
la vede
Che
Il segno
Nel
fu
nobili in
d'
prove
in cui
ingegno
Lucchesini.
(dice
Montanari
demonte.
Verona,
il
il
padre
tosto
leggiadro.Quivi
e
questa
epoca
Montanari)
per
B. Della
un
suo,
dubbie
non
Gherardini,Girolamo
di
Sono
composte
1
vivace
'
croce.
perdette
dette ben
ove
Maurizio
santa
veloce,
Ippolito,nel collegiodei
fratello
Modena,
compagni
robuste
fassi della
1765, anno
col
collocato,
cosi
passar
e
alcune
sull' Ombra
ebbe
a
Cesare
ottave
di
muele
Sa-
pubblicoesperimentosco-
l'ita
e
Antonelli,1855
delle opere
voi.
I p.
di
128.
IppolitoPin-
V
PREFAZIONE.
lastico. ' E
dimostra
che
l' ingegno del
che
avvenne
Pindemonte
il
Signori Landi
giovinetto siccome
un
ragazzo,
con
lo
noia
la seguente
Ho
udito
Un
'
alunni
dd
breve
Storia
;
cenzi
del
e
Che
di
Osò
al canto
da
al secolo
superbia
Fu
dal
Giovanni
A
ira
subita
visò
improv-
nomato,
presunzione
e
Or
noi cantiam,
e
scorno,
con
vivo
inedesmo
se
pungenti
vetusto
sfidar il Dio
v'ebbe
ma
onusto,
cctrato:
gusto
poco
suo
scorticato.
ti
non
lamentare.
vinco, ti voglio scorticare.
B. op.
Collegio S.
cit. p.
Carlo
19
e
Vincenzi
biografìadi
Giovanni
collegio di
S.
loi.
Il
:
Ma
1878. p.
esso.
modi
con
cantare.
a
mosso
stanza
Modena,
gnardei'oli.
una
invitò
dir che
Montanari
provvisa
im-
ai frate
improvvisatorepur
satiro vi fu, Marsia
Che,
di buon
fama
presentarono
ad insolentire
prese
grande
quivi coi
quasi deriso,essendogli opposto
sarcasmo
venne
visitarli,
a
trovasse
godeva
comandato
rac-
marchesi
dei
spesso
si
pranzo
a
frate che
un
frate,stimandosi
e
recandosi
e
dì
un
I
da' suoi
cospicua famiglia
Piacenza
di
fanciullo,
da
Essendo
Autore.
nostro
alla
Landi
fosse,fin
vivace
quanto
aneddoto,
il seguente
quest'epocaè
di
Carlo
e
23.
Cfr.
degli
dei più ragbiografici
cenni
iS/tJove
a
pag.
Pindemonte;
in
Catalogo
Modena.
144
e
si
Campori
Modena,
legge
G»
Vùv-
PREFAZIONE.
VI
Il Frate
Nel
fu
1771
Modenese
scornato, né osò
rimase
data
Talestri,fu
finito il
secondo
il costume,
dell' Accademia
e
Ducale
di
in
alla
seno
ama
Chi
regina
delle
rappresentarsinel giorno
terzo
domestico
de' Nobili
per
gli eredi
i
di
teatro
Giugno.
Ama:{oni
Il
1772
di
lo
composta,
da'
rona,
Ve-
quell'anno
colui
che
'
accademica
Altezza
e
da
Serenissima
Mirandola
Reggio,
recitata
voi. 9.
Tipaldo
\n
dedicata
ecc.
alla
signoriConvittori
del Collegio
MDCCLXXI.
Modena,
l'anno
stamp.
quinto
viamo
tro-
sommamente.
azione
delP
Modena,
Soliani
Anno
odia
Pindemonte^
Altezza
di Bart.
che
natalizio
di
di Modena
MDCCLXXII.
Verona.
duca
Serenissima
nel
degli Aletojìlidi
colui
o
Talestri
di Francesco
Già
Verona,
a
soffrapiii,se
G. B. Giovanni
medesima
Armi,
propriidella
quale nel giugno
Baseggio
loro
d'
tornò
i divertimenti
dell'Accademia
sommamente
nel
che,
principe
acclamato
Collegio,Giovanni
trattò il problema:
2
educazione, e
Lettere, Accademico
di
giovanilee gli studi.
socio
1
già stato
era
mica,
accade-
Pindemonte
nostro
d'
corso
la vita tra
alternando
età
il
festeggiare
Dissonante.
Uscito
sua
scritta dal
suo
Collegio
111. L' azione
natalizio di Francesco
avea
del
rappresentazione
per
una
giorno
che
convittori
dai
'
più aprirbocca.
ducali.
accademico
sig. marchese
In
Giovanni
degli Aletofili
Pindemonti:
VII
PREFAZIONE.
A
ed
maestro
in
ebbero
educatore
quest'epoca
Ma
Torelli.
Giuseppe
i due
fratelli Pindemonte,
mentre
Ippolitoascoltava
valente
role
precettore, « il fratello ( riportiamo le pa-
di
rimproveratodolcemente
e,
cavallina
Torelliane
sulle ammonizioni
del Montanari)
celiava
ed
consiglidel
i
seguiva
e
esortato
a
per allora far punto
rispondeva che
far punto,
ma
impossibile;
era
E
e
che
il
sopra
ama,
0
da
far
voluto
abbia
certo
un
punto
Chi
problema.
Il dramma,
colui che
odia
f.
sommamente,
Lo
v.
inedito
statuto
degli Aletotìli ( 1708) fu pubblicatodal
Luigi Ravignani
(Verona,
Canossa-Carlotti
nozze
per
a
che sommamente
colui
soffrapiiise
lora,
al-
per
incoatoglinel
processo
disgraziatomarito.
un
dell'Accademia
ris
»
egli non
1777-78
di
sarebbe
'
coma.
lo dice
ce
fine di
a
la propriastima,ingegnato si
testificargli
far punto
la
correre
conte
No-
1876.)
Nel
1773
G.
P.
era
ventiquattroche
dei
uno
compone-
.
in Verona
vano
in
seno
a
la
società
questa
che
Guardinfanti,
Cfr. Gavattoni
Verona
nel
:[iataa
Compagnia
C.
fu
La
fu
della
suscitata
poi decisa
a
luglio MDCCLXXIII
scritto
e
Montanari
B.
op. cit. p. 29.
nota
nel
quando
questione dei
lugliodel
1774.
Guardinfanti destasi
e
Verona, Civelli,18Ó2
Bertoldi-Zoppi.
'
la
Venezia
questione dei
Venezia, racconto
Conversazione,
V
anno
dopo
pubblicatoper
p. 7.
a
senten-
le «o^je
PREFAZIONE.
vili
dir
è affatto
vero,
po'a Verona,
Gli attori
volgare; la
po'a
un
Padova
che
Rosa
fa la parte di
Contarini
la parte di sedotta
di
Garavetta:
è
«
riconosciuto
da
prudenti persone
Contarini
«
dimagrita: faccia
dal vainolo:
biondo:
assai
cigliesimili
fosse neanche
e
dei X.
'
Cfr. Memoriale
IO
marzo
1778. in
di
di
Stato
(Arcfi.
scerete, filza 257).
hanno
di Francesco
Cfr. Memoriale
1777.
e
Mss.
al
in
e
molto
mento
e
lata
tar-
al
pendono
naso
Non
grandi.*
»
un
pare
questa signora Rosa
!
nella tresca; il
mano
Garavetta
Cicogna
Frahcesco
Rosa
»
pellebianca:
rare:
oneste
sfuggito*
sotto
corta
Venere
Altri attori secondari
'
dalle
piuttostogrande
bianchi
una
religione
per tale essendo
capellicastagni,che
po' aquilino:occhi
che
e
potere
è di statura
così viene
poca
città viene
tutto
a
fa
che
toso,
soggetto assai facol-
violento
la
tutta
un
pitore:
ra-
rappresenta
Garavetta
costumi, di
molto
carattere
un
che
di
e
infelice. Il Pindemonte
di scorretti lascivi
e
Giovanni
seduttore
Garavetta
un
Venezia.
po' a
un
Francesco
e
la parte di marito
dipintodal
e
svolge
il marchese
principalisono:
Pindemonte
si
scena
n.
al
Consiglio
2985: 62 ( 3264 ).
Garavetta^
Venezia.Capi
Cons.
12
gio
mag-
X. Lettere
PREFAZIONE.
Pindemonte
ricco
era
che
potente
e
impresa galante.Ne
sua
d'essere
menzionati
M."
Resini
quale
Servita
attende
ad
la
che
danaro
la di
lui condotta
perchè
affari di
ha
«
passa
viene
L' altro
e
noi
non
»
lori del
Ecco
marzo
6
il che
assai,
per
biasimata,
gran
Zaccaria
Mulinelli
Raggiratore,e
molto
professione
per raccoglier
sua
assicurare
le tinte
contro
di
tutti
certo
parla;
che
egli
questifabbrica-
proprio infortunio.
in
poche parole
vetta, marito
di
un
possiamo
esagerasse
usu-
raccolto
aver
il disgraziato
marito che
E sempre
non
di
anche
comunemente
è 1'avvocato
nella
intraprendente
danaro.*
la città di
alla santità dell' Istituto che
di
concetto
fama
faccoltoso
per
Odoardo
da tutta
vantaggio,ed
ha
conforme
non
professa.»
che
e
vano
occupa-
insigneraggiratore,il
un
per
ratici;coi quali mezzi
molto
posizioneche
viene
«
raviglia
ma-
soli,degni
due
è il padre Maestro
uno
riconosciuto
Verona
ricordiamo
per
in società. L'
fa punto
non
e
abili sostenitori della
ed
molti
avesse
IX
del
di Rosa
1
774,
Cfr. Memoriale
il fatto. Francesco
Contarini,dovette
per
cit.
io
affari di
marzo
Garaai
primi
famigliatrasferirsi
1778.
PREFAZIONE.
X
Bergamo,
a
fermossi
ove
questa occasione
quasi
il marchese
Pindemonte
durglila moglie, la quale rimase
occultare
per
Verona;
a
il
col
e
Padova.
del
insidioso
nome
della
in tutti i modi
Lo
a
stesso
ha
far
ed
solo
non
depose
'
sospette.
»
altre
In questo
Cfr. Memoriale
cit.
di
contro
ancora
fecero alcune
1
e
giri
rag-
rendermi
sacrificato,
monte
Pinde-
di farsi nominare
impudica donna
giurò dell'onestà
ciò,che gli è
tutto
pur
dell'
a
al quale citato comparve,
Ecclesiastico,
esso
ma
che
raffinati
Marchese
seduttore
e
dici
Quin-
Divorzio,e
per
persinol'impudenza
avuta
esame
in
di
illaqueato,
oppresso
correo
«
intimare
me
a
Civile
e
da
diretta
venne
medesimo
Monitorio
un
qual semplicetestimonio
nell'
dovette
parto si scelse lo
adultero
Ecclesiastico
Foro
e
bambina.
una
pretesto di
Moglie
Resini
posciapostiin pratica i più
del
se-
per
incinta
il marito
(è
di codesto
strano
furono
padre
diede alla luce
giorni appunto
parla) dopo
Colse
fallo,
fuggire improvvisamente
mezzo
Colà
anni.
due
figure di
modo
io
marzo
sfortunato
me
in
venuto
rito
Ma-
pensiero,il che
esso
si è ottenuto
1778.
della medesima
confidenti
e
il decreto
XI
PREFAZIONE.
dal Garavetta
divorzio,il quale venne
di
della Nunciatura
al Tribunale
Apostolica
/?er
di giustizia.Solo
effetti
Moglie;
dei
X, implorando
onde
Il
della
Ritiro
nel
espostidal
si
1777,
vi
di
soggetto
lei marito
nostro,
alcuno,
se
necessarie
di
a
con
rissoluto
che
non
da
che
giustizia
hlza
fatti
dei
1777
nel
emanato
dorò
subo-
di
nel
Ritiro
e
Verona.
prudenti,che
medesimo
predettaResa
posto
sup-
tutte
spese
riguardo al di lei collocamento,
che
precetto di
quelle
Persone
esso
far
non
esser
che
se
uso
a
marito
suo
»
a
sino
trattenuta
essere
le si convenissero
257).
Verona^
che
Podestà
cauti
la
poter liberamente
per
parto
la Conta-
modi
passare
in
tanto
proprieragionicontro
scerete,
l'ordine
che
nuovamente
quei
Clausura,
Ivi dovrà
mantenimento.
delle
con
naturali,farcite
sono
prima
fuggire
pertanto
reo
rinchiusa
fosse
Luglio. Al Capitano Vice
Voi
non
del
7
anni
Luglio
7
il Pindemonte,
effettuasse,
fece
due
libertinaggio.
decreto
con
di
la verità
Contarini
ritiro.* Ma
la cosa,
«
e
la Rosa
che
Venezia
1
Lei
riconobbe
X
Garavetta
suindicato
da
Trinità
Santissima
Consiglio dei
petenti
com-
rinchiusa
fosse
stessa
fine V impudente di
avesse
deliberò
la
che
i
presentò al G)nsiglio
si
allora
e
dopo
di rilevare il fatto del
riuscì al Garavetta
della
appellato
a
nuovo
dine
or-
visitata
le
rendessero
qualunque
per
(Cap. Cons.
da
Foro
quegP effetti
X.
Lettere
PREFAZIONE.
XII
volta
rini,questa
ma
dobbiamo
se
qui
dobbiamo
Archivi
la
che
il
di
Venezia
si sia
cosa
dei
l'attenzione
ad
fu
in
messa
giudici.E
saputo
non
se
giudicimedesimi, persuasi che
le
precisamentecome
marito, abbiano
)
moderna
il lettore
a
vuole; noi
bassa
gora;
un
più
siamo
bella
le
siamo
tema,
ben
in cui
figuradel
probabileche
stelle; innalziamoci
poteva
da
vogliamo
dere
cre-
i
sero
stes-
non
cose
se
che
supporre
dirla
di dover
Autore
nostro
mondo.
cui
stornare
di uscire
contenti
il
negli
frase
con
somma,
gusti la pensi
contenti
ben
cumenti
do-
probabile
procedere.In
a
con
dipinte il disgraziato
(per
de' suoi
seconda
le
avea
trovato
farsi luogo
non
E
potenti,di
mezzi
corruzione,possiamo
una
forse
almeno
;è
tacere
poderi.
seguito dei
trovato.
disporre,abbia
dubbio
il
sul
cattivello lettore,
e
processo;
non
coi
Pindemonte,
senza
questo
a
curioso
Manca
fermarci.
relativi
vasti
avevano
del
piccolacontrarietà
non
zione
supposi-
condotta
grande piacere,e
nostro
con
la
(e
verosimile) fu
i Pindemonte
dove
Mantovano,
al marito
credere
è fuori del
non
E
sappiamo precisamentedove;
non
Usciamo
in
da
come
questa
nare
abbandonon
quindi
fa la
a
veder
ri-
più spirabilaere.
XIV
PREFAZIONE.
trattative colla
luglio 1775
veneto
al
26
Verona,
a
discordie
Torelli
da
Verona
mi
cui
il gran
non
benefizio
dire la
sia
^opo
il
sopra
il
1
nisi.
vero
suo
conoscerlo
di
Bknb
una
B.
dalla
Verona, Civelli 1879. pag.
Curtoni
per
m' è stato
che
^
condursi
male.
che
a
L' impresa
a
ora
Dicesi
fine
parentela; il
avendolo
lettere
27
e
e
che
non
veduto
si troverà
così s' ascende,
al march.
29;
il
divenir
ancora
capitale.Egli
nito
pu-
che
desidera
scala, donde
Nuove
drone,
pa-
avergliprodottogrande
seco
non
falso,
ritorno
d'
del
amare
Nobiltà.
non
del
come
del
cioè
praticarlo,
e
questa
dee
contrar
o
grado
Cfr. Del
di Silvia
Verona,
Pindemonte,
per
Giuseppe
Sibiliato. Parla
stim£^re ed
a
di
seguente
probabileeh' eglivenga
bene
Giovanni
patrizio,sia
se
a
è molto
così del
so
luglio1777
pochi;sicché
ed
invidia,
march.
il 17
da
e
dìflScilissìma,
da
non
il brano
non
riconciliazione
era
se
avverte
fatto
28
toglierealcune
spiaccionogì*infortuni!
posso
motivo
principale
dal
rappresentante
di
agio
Clemente
a
Molto
: «
ne
Dolfin
fu
1777
ebbe
ove
scriveva
Daniele
aprile
civili. Ce
lettera che
Dolfin
famigliadi
G. F.
Montanari
Ver:{a.Verona, Ramanzini, i85i
p.
Dio-
B.
Vita
39
segg.
PREFAZIONE.
si discende.
come
a
bene;
dal
'
Le
»
trattative
il matrimonio
e
con
Pindemonte
nostro
XV
patriziasi fece
una
soltanto
riuscirono
non
nel
1782.
II.
Siamo
di San
agliultimi
Marco.
Qualche
del
tutto
di forze la
le ultime
e
imprese di
[?oziose
la
Tunisi
di
lentezze,più
tomo
lo
Torelli
volta
e
con
fra breve
Angelo Emo;
I
terra.
vi
i
che
Opere
varie
II p. 262.
di àlessa.sdro
stra
mo-
lita
Isterimata
strenale
arse-
da
un
pezzo
zioni;
rela-
dotte
i rimedi
viamente
sa-
soffrendo
riformare, miravano
a
in
del secolo
verso
alcune
Torri.
di
acquisterà
novatori,mal
riunite,aggiuntevi
note
in
recavano
Stato; le dottrine
G.
e
capi del patriziato
li esponevano
troppo di rado
sovvertire
cura
in
il ricco
ostante
non
pensati.Quindi
prima
maggiormente
glorie che
i mali,
ma
'
di fierezza
prosperitàcommerciale;
marina,
le soldatesche
conoscevano
tante
lampo
raro
repubblica
spossatezza, in cui giaceva Venezia.
era
nelle
della vecchia
fa che mettere
non
gagliardia
la
anni
e
in
a
avevano
prosa
per
la
finora inedite, per
Pisa, Capurro
1834
XVI
PPEFAZIONE.
seguaci anche
i
tra
magistrati della Repubblica;
quindi l' agitazionepromossa
e
da
serio
1
Giorgio
che
momento
un
per
pose
^
Riusciva
repentagliola repubblica.
Giorgio Pisani
voi.)
a
Pisani
Contarini
Carlo
da
fu
relegatonel
sonetti
i due
(v.
Varietà,busta 3».
manoscritti
SUPPLICA
DI
RELEGATO
te
SUA
della
sonetti ( Mss.
Poesie
ECC.ZA
NEL
CASTELLO
gran
Madre
Terror
Più
che
varie)
Già
4
corsero
mia
E
So
Che
di tua
che
Ma
di
centra
pur
il
verso
il
se
E
che
lungi da
soccorri
Non
Perchè
Che
Amo
te
SUD.O
appunto
l' inferno.
mio
periglio;
lo
grembo,
e
eterno
il Figlio.
REPUBLICA
PROCURATOR.
io d'Adria
son
detestando
sdegno
SER.MA
PISANI
de' vizi
sol
Averne
provi
nel tuo
DELLA
Flagel
degno.
son
nell' atro
Dio
regio cor
poi, ma
RISPOSTA
AL
non
sdegno;
qualità divina.
pietosaal
sia nel
E muoia
il tuo
maggior; quest'aspro esigilo
la pena
Fa
è
veder
non
dura
pietade io
la clemenza
s' inchina.
fin declina
suo
me
sostegno
dell'ingegno
figliotuo
un
VERONA.
Regina
che
cuor
IN
della Fé
un
quello che
sostegno,
sedizioso
a
Regina
virtude
ingegno
inclina.
di
sto
que-
Diamo
Bibl. Conti,
PISANI
FELICE
della Fé
e
del
voce
r età
S.
d'Adria
mia
Trace
del
con
PROCURATOR
DI
Supplice,umìl
Deh
e
3
Pisani.
sul
A
pag.
impossi-
di S. Felice in Verona.
castello
titolo di curiosità,questidue
di Verona.
a
a
allora
PREFAZIONE.
bile il
XVII
distruggere germi
invano
diffusi;e
tanto
'
gli Inquisitori.
vigilavano
di
In tale condizione
si preparava
ad
Spiritovivace
dissimulava
la
nel
entrare
Pindemonte
Maggior
di
stato
Repubblica;né
decadenza, in
si asteneva
dal
S. Marina
nel
Consiglio.
ignorava né
egli non
battagliero,
e
lo
Giovanni
cose
cui si trovava
parlaresotto
il Governo.
contro
Egli
abitava
fu dei
tempo
a
che
Marcello, e
palazzo,che
nel
condusse
Carlo
a
Vittoria
sposa
Widman
che
Ma
talor dal
se
mi
Arder
E
lo
a
prescrisse
clemente
il
L' anime
Perchè
Ben
Provi
da
E
te
G.
sta
che
me
lontano
A.
e
delP Autore.
Divina.
me
Legge
Ma
nell'averno
ad
provin
l'inferno.
in braccio
a
Storia
un
esiglio,
aspro
al tuo
bando
periglio
eterno
rispettarmian
cT Italia
Figlio.
dopo
il
ijSg.
lano,
Mi-
24.
Curiosità
denominazioni stradali
riveduta
più giusto sdegno,
lui
apprenda
Cfr. Franchetti
Tassisi
repub-
declina,
condanna
ree
dunque
da
Signor.
lungi da
Vallardi,p. 23
*
da)
sento
quel
punisco, qual ribelle indegno,
Come
E
dover
suo
della
anni
negli ultimi
in
1782
Nel
sorella di
Widman,
un
passò
1701
proprietà della famiglia Pindemonte.'
*
voce
di
veneziane
ovvero
Verie^ia^terza
Venezia, Fontana
origini delle
edizione
1882.
p.
corretta
366.
e
PREFAZIONE.
XVIII
fu
blica
giorno
Levante.
settembre
dello
stesso
anno
fu
Maggior Consiglio,^
la
negli avvenimenti,
come
più
e
pm
ed
al teatro, incominciò
Quanto
Scala, furoreggiòcoi
molte
ire
che
se
stampato
un
tanto
1
p.
Cfr.
350
2
di questo
Protogìornale
Ed
le
il
per
3
V
Dominante
Libro
d' Oro.
MDCCLXXXIII
Nuovo
Libro
d'
presso
Candia,
il Governo,
veneziane
tragedia.^
la
contro
ecc.
fu
e
66i;
p.
e
v.
anno
ad
MDCCLXXXIII
città di
Decennio
uso
Venezia che comprende
ten^o.
n.
nella
V.
Tavola.
In
nezia
Ve-
io3
del
—
Giuseppe Bettinelli (p.
Oro).
Dissertazione critica
di Candia.
sollevò
e
di
giornaliere notizietutte quelle segnate
nuovo
Ideila
Mastino
volume.
della Serenissima
oltre
Curiosità
G.
zione
ispira-
liberi sensi.
coi Coloni
opuscoloanonimo
Tassisi
vano
succede-
si
di Roma
immischiare
dovette
ne
un
Baccanali
scandalo
molto
e
Quanto
eglitrovasse
con
in
abbastanza
esprimere i suoi
ad
quale
attratto.
allora
che
romorosamente,
argomento
la
dimostra
volume
poesia, questo
dimenticare
verso
irresistibilmente
sentiva
ispeciesi
alla
drammatica,
1' arte
poesiae
gato
aggre-
che trovavasi fornito.
glifaceva
pubblica non
cosa
nel
E
subito prova
fece
ove
eloquenzadi
comune
non
Ma
la
in
'
mare
22
al
della
generale di
Coirà.
sulla
tragedia
1785.di pag.84.
intitolata
l Coloni
PREFAZIONE.
E
Gennaio
1785:
dei
infierì per
si
colla
cinque sere
più
il
che
paese
i
Piombi.
L' affare
rammentando
capi deir
1'argomento.
della
La
che
Candia, invece
vi
i
spedì una
i
nazione,che
fecero
*
»
dopo
ribelli vi
dere
sospenEccone
aver
giogata
sog-
colonia.
alcuni
a
celebri
più
numerosa
i Candiotti
capi dei
nobili malcontenti
ribellarsi alla
fu
Marco
un
cospiratori
proclamarono Duca
del Cav.
dello Stato
M0L.ME.NTI
dei
tragediamedesima.
persuasero
che
in
X
1363, contavansi
Repubblica.Fra
Gradenigo
riscaldato
RepubblicaVeneta
Candia,
In questa, nel
ad
della
Consiglio dei
apicartre
speditidue
cosi
i detti
tutti
Ecc.""
la recita
vretto.
era
ha
diffinirono il carattere
poeti,che
'
ne
ce
greci
impostura:
fece
ne
colto,
dei
loro
Erizzo
sig.cav.
e
principali
soggetti,
abitar
della
teatro
mondo
contro
voce
dove
fede
mala-
e
L' immenso
Grisostomo, ripienodi
parlavaper ogni
tanto
dei
i veneti.
ribellioni
P. G.
Veneto.
Vecchie
Venezia,Ongania
Leonardo
Storie
1882. p.
Dandolo
Questo
con
178,
15
risulla
(tragedia)
questa
greci contro
di S. Giovanni
li
In
«
Ballarini,scriveva,il
seduzioni,li tradimenti,le
le
e
il
contemporaneo,
un
XIX
e
di
sentante
rappre-
i suoi
disegni di
con-
G.
Fa-
PREFAZIONE.
XX
siglieriStefano
Gradenigo
fidi furono
altri suoi
Venezia
di Genova.
Michiel
in
I
ad
fu
che
Questo è
avea
di
enorme
con
come
i
di
greco
l'odio
Mileto,viene
qualunque
sempre
nobile
cambiamento
più
variato
Marco
in isposa
figlia
e
di
grande
concittadini.
F
tradire
contrario
Veneto,
generale
Il
rattere
ca-
di
amore
l'
del-
d' accordo
delle
disporre
di
cune
alduca
padre pentito già
ambidue
volesse
sua
eccitato
nominato
così
lonne;
co-
congiurali,
ha
scaltrezza
avea
del
furono
ai Veneziani.
altre.
Bianca
somma
quali
le due
dei
di arrendersi
suoi
congiurati
delitto. Tito
sospettavano
mostra
i
ubbidienza.
ad
dalle mani
promesso
quel
affine di poter
contro
nico
Dome-
Gradenigo, il quale
finto alcune
e
presso
Bianca,
di Marco
tempo
Mileto,candiotto
autorità
Candia
impiccati fra
il fatto storico. L' Autore
di Candia
blica
Repub-
veronese,
l' isola
Candia
avesse
circostanze
a
ed
eccezione
strangolatoin
prima
Verme
ridussero
Venezia,
a
a
alla
congiura, sfuggitialla strage,
capi della
condotti
mandò
ed
I ribelli
carcere.
ed alleanza
dal
Luchin
e
tempo
poco
rinchiusi in
invano, aiuto
chiesero,ma
Diedo
Giacomo
e
armi,
delle
forze
che
già
i ribelli. Il Duca
si
alle
Marco,
nozze
di
sua
fi-
XXII
PREFAZIONE.
Dominio
RENissiMO
non
riverenti
e
dispensarsidal
possono
de' loro connazionali
Tribunale
dal
implorando
quale si
nelle circostanze
EE.,
VV.
alle
cedere
dalla
animo
trovano
che
di
istanze
in questo
presentarsi
per
sapiente e paterno
del
servi
autorità
sua
di VV.
EE.
e
e
forto,
con-
un
bisognosi
sommamente
rassegnano
gusto
Au-
che
giustamente
li addolorano.
Viene
«
S. Gian
Coloni
da
alcune
Crisostomo
di
nel
nella
il
sistemato
Repubblica, per
Governo,
opera
contra
de' Coloni
che
la
colà
ne
fosse
Serenissima
da
Venezia
colla cooperazionedegli abitanti
e
trasportati,
del
regno,
quasi
greca
di
viene
amica
traditrice,
odiatrice
del
dipinta l' intera
della
veneto
fellonia
nome,
religiosodella Repubblica,quasi
e
versa,
per-
della
nemica
del
fanatica
turali
na-
nazione
immancabilmente
natura
sua
i
bellione
ri-
quale esponendosiuna
seguitain quell'
isola,prima
ben
di
teatro
composizione intitolata
una
Candia,
recitato
sere
e
lione,
ribelrito
bonda
furi-
propagatricedel proprio,
«
sere
a
Ascolta
un
corpo
chi suol
questa
da parecchie
rappresentazione
numeroso
frequentare i
di gente,
che,
riflettendo
teatri di commedia,
può
XXUI
PREFAZIONE.
sia per
che
congetturarsi
classe
del
idea
altra
rappresentazione.
dalla
neglianimi
radice
Prende
il
ed
l'avversione
che
la nazione
che
ha
paesi,che
eh' è
parte delle
cittadini
in
questi stati,che
ai
r
e
ospitalità
cominciò
che
ha
seguireil
de' suoi
che
suddita
quasi già
delle
venete,
armi
aggregati al
del
suo
la
rito in
temporaneamente
con-
sette
che
coli,
se-
principi
potentissim
patriae
gode tranquilla,mercè
libero
di
abbandonato
destino
nazionali
r esercizio
da
di
Repubblica,
dominj,
suoi
resistito alle seduzioni
ha
gode
primordi della
protezionene'
diventar
a
che
per
la
questi
ordine
ogni
parentelacon
'sudditi di
e
time,
marit-
e
impieghi gelosinel ministero,
occupa
congiunta
tanta
di
parte nel commercio
tanta
i
Repubblica,che
forze terrestri
sue
fosse
compone
parte di sudditi della Serenissima
tanta
greca;
lasciando
Ma
dipingerla.
tempi remoti, questa nazione, che
forma
l'odio,
realmente
sentimenti,se
volle
il poeta
di questa gente
disprezzoverso
tali
meriterebbe
come
ceve
ri-
quella che
soggetto, che
del
ha
non
che
quellaclasse,cioè incolta,
di
popolo;
maggior parte- della
la
veneto
sostanze
che
vide
Patriziato,
sapienzapubblica,
questa
Capitale,
PREFAZIONE.
XXIV
Dalmazia, nell'Albania,in cinque
nella
del
che
Levante,
lo
colori
vi sarà
Non
«
modo
un
di
Dalma^ia^
Istorie
governo,
un
i
consigUo
le
quali
usò
«
desumere
sommessi,
della
^
lodevole
Condotti
da
col
succitata.
tolte da
una
Civico
di
dell'Istanza
in
si
copia
di VV.
Venezia
nella
esistente
Venetos
Baccanaiibus
In
Crettensibus
venga
stampa
tra
segue:
origineFabroferraio
Nobiles
In
che
Capi
i
mss.
e
rono
fudel
1342:9). A piedipoi
(Mss. Cicogna
ab
dei
critica
Disserta:{ione
alla
leggesiquanto
e
EE.,
mancano
dell' Istanza
Pindemonte
Inter
il pensiero,
sarebbe
proprioPrelato
legge
corsivo
manoscritta
loanni
robusto
con
1' esperimento.
del
mezzo
parole
per
implorano dunque
questiprincipi,
Memoriale
Le
le
vituperiogenerale
un
nazione, dall' autorità
Questo
mostrano
colari
questifatti parti-
da
se
sentito
ri-
della
^
Governo
il
forze. Ma
sue
non
forse
suddite
come
rispettive
nazioni,ingiustone
e
Museo
le Provincie
e
vero.
addietro, fattide' movimenti,
si volesse
alle
siasi talora
non
di
che
conquistato,
paese
dell' Italia hanno,
e
ne''secoli
reprimere
diversi dal
nazione,o
ternamente
fra-
e
meritare
crede
tanto
nell' altro
o
dominante
rito
risguarda,non
dipintacon
esser
in
rispettail
floride isole
accepto
irreligioso
impio, sporjuro ac
srelerato.
XXV
PREFAZIONE.
e
teatrale,
così
sanata
di tanti suoi
al
di
volgo
e
dannose
tolto l'eccitamento
ecc.
ecc.
fu
della tragedia
rappresentazione
la
supplica
V ordine
fece
non
parlaredi
al
suo
Sua
1788,
Ecc.
nel
da
31
«
l'anno
*
forse
poche
podestà di
un
cronista
Maggio
Giovanni
1788, Giugno
nuovo
di
ed
ore
torno
in-
ire,creava
di
celebrità.
veniva
dalla
Vicenza.
Ecco
1789,
a
Bernardino
il
amori
un' aureola
palazzo Pretorio
Camillo
di
e
faceva continuamente
Pindemonte
nome
destinato
dataci
prevenir
che
suscitando
e
se,
cioè per
dopo,
sospesa
sere,
sospensione.'
di
Cosi Giovanni
«
gionevoli
irra-
nazionali
avversioni
seguitoa questo ricorso,dopo cinque
In
la
sudditi,e
lissimi
fede-
agli animi
ferita
una
fomentare
Grazie
a
composizione
della
rappresentazione
la
impedita
Poco
blica
Republa
tizia
no-
vicentino:
giunse
sera
Pindemonte
rinunziò
a
in
Vicenza
Podestà, a
la bacchetta
cui
S. Ecc.
Gritti.
23
Podestà
critica
Dissertazione
di
S.
ecc.
mattina
Ecc.
p. 6S.
ha
gresso
fatto l'in-
Giovanni
Pinde-
XXVI
PREFAZIONE.
in Duomo
andato
monte:
la strada
per
del
Capitanio;le botteghe
Muschieria
la
per
Corso
la Contrada
e
in
erano
e
qualche
tornalo
ridel
dobbate.
ad-
modo
^
»
Qui in
mezzo
eragliriserbato
vita. Le
di
dei
uno
compiacenze
le
legittimecompiacenze,
e
più grandi dolori
della
ebbe, esercitando
la carica
podestà,nella quale seppe
della
maniere.
aneddoto
elegantemente
celebre
Quel
alle sollazzevoli
la
delle
vita
libertà
Memorie
Biblioteca
*
Da
Novella
Da
sulla
del
di
Vili.
G.
non
Conte
fra
soggiorno
della
scranna
rintuzzò
Arnaldo
Comunale
Le
novelle
Giustizia
Veneta
del
caro
stessa
il suo
al
ternando
al-
Parnaso
e
tore
fau-
piacevole
giustizia,ove
Arnaldi
di
di
gli Aristocratici
Vicen:{adal l'jGj
Bertoliana
Schio
il
tra
sì
tragiche scene,
popolari,portò la
gravità della toga
Cronaca
Pindemonti
alle
brigate ed
sua
contraddizione
:
vità
festi-
Giovanni
da
narrato
colla
propositoun
questo
Giovanni
quello di Citerà,nato
*
a
talora
^
Schio.
«
Odasi
sua
conciliare la severità
giustiziacolla gentilezzae
delle
e
tante
a
la
lepidotratto.
I Tornieri
1822.
(Mss.
tolata
intidella
Vicenza).
mio
tempo. Ycnezin
beffarda.
1861.
PREFAZIONE.
Era
eglipei Veneti
Podestà
gioiedi quel gentilee
tribunale
glichiedeva
non
di
diceva
ella,a
diceva
lo
che
V
perciò,
r ebro
il
voleva
porta di strada
vi
s'avventò,come
Il
ma
feci,quellarispose,
Imbarazzato
colmo
e
delizie,
delle
che
il
il
quel fallo,che
delitti d'amore,
ove
nelle
non
giudice,
i Veneziani
Insisposarsela.
giudice nelle
eravate
aggiunse:
perchè
al
stanze
propenso
sue
quel-
sollazzo
fuggita?
il licenzioso
primo piano.
a
condannare
clementissimi
dovevate
Volai,risposequella,ma
a
siete
invano
furono
verti
(av-
sua,
vogliono possedere
voi diceste,'
non
seguirmi
tumidito,
in-
scendenza
ineffabile condi-
difficile)
negava
trar
che
ventre
questi:perchè, disse, quando
sulla
osò
quel
una
nel
l'avea
contrario
per
sua
degliuomini
delusa,e
ragioni,ma
che
fatta
indole cono.sciuta dell'amante
soltanto
la
reo
che
d' interesse,
contro
e
opera
posto
la stranezza
stea
onore
forza. Il
invece
avea
femminella
giovinastroche
essersi per
negava
gentiluomo,quando
presentò una
un
tria
pa-
le ntìolte altre
per
bizzarro
d'
riparazione
1' ardire
donna,
si
e
nell'anno
in codesta
ancora
versi
pegli amori, pei
suo
di Vicenza
assai nìemorabile
1789,anno
al
XXVII
pei
fuggireal
costui
mi
fu
condo.
se-
sem-
PREFAZIONE.
XXVIII
alle
pre
quel pertinacemi
tetto
Stavasi
«
ascoltare
il
dai
1' altrui
non
vinta
dai
copi
toca
a
fece
un
lui
sul
da
in :{o,
lu che
non
pronunziato
ciò negar
Chi
dopo
non
giovino
il veleno
Altre
;
inchino
profondo
ma
puote
talvolta alla
in
e
al
reggimento
di
e
sua
ad
intento
ella
lussuria
più
il
che
giovane
risoluta
donna
gli fece
quel
là
così
d'
che
essere
inteso,e
che
le beffe
nasce
dessora
ghe
proverbiando
venerando
sott'
da
nome
la
e
come
giustizia,
alla medecina?
testimonianze
de
sucede
che
tuto
vinse.
mia, disse,el Podestà
giudicar
quel
vede
una
colei
Fia
per
la
più
domare
che
tetto:
in tera
messo
xe
che
egli
voleva
cui
con
manifestava,molto
al narrare
resistergli,
stata
ed
la malizia
caso,
sì robusto
era
vivi
Ivi
sospettando
colei,ma
troppo
rischio
tanto
gravissimo magistrato
colori
dipingereil
salita sul
buia,mi
dall'ora
ma
avuta
si stende?
sul colmo
fuggisse ancora
ove
egli già
che
qual prò'mai
a
inseguendomi,protetto
pure
avrebbe
la scaletta dell' abbaino
fossi. Ma
non
granaio:
là mi
stanò, e
ch'ivi
quell'altana
su
a
vi
s' io presa
sua
per
nel
gonnelle; m'appiattai
licenziò.
l' ipocrisia
il tossico
»
ricordi
Giovanni
dell' equo
Pindemonte
e
in
gile
vi-
Vi-
PREFAZIONE.
XXX
8bre
1789.
«
rinunziato
e
di
in
di
20
di S. Ecc.
mano
la mattina
il
dopo
seguente
suddetto
il Podestà
sera
Capitanio la
dati
aver
splendidagenerositàè partitoda
Prose
versi
e
Pindemonte;
al letterato
Gli
furono
Velo
rica,
ca-
gni
contrasse-
Vicenza.
pubblicatiin
Giambattista
e
ha
'
»
del
onore
inneggiava
cosi
veronese:
ardui
E
di Creta
i tetri
tumulti,
di Stimula
orror
che
Sommo,
indomiti
gli anni
lascivi,
lo stile
con
insulti,
Tragico scrivi.
affollato l'Italo Teatro
Ode
Per
E
Te
la Romulea
presente
di materno
sangue
istoria;
ed
asperso
atro
(Empia memoria!)
Nerone
lagrimando
atroce
Tanta
Le
1' alma
da
ad
carte
abborre
d' alti sensi
inaffiar ricca ti
:
pieni
scorre
Splendida
Grande
se
Del
tenti 1'ebano
Vate
Tejo
Grande
se
addatti
sonoro
la molle
con
al grave
L'
1
dal
Arnaldo
176
2
j
al
1822.
(Mss.
Composiiioni
ten:{a di S.
di
I
Arnaldi
E.
il
recitate
Sig.
arco
Tornieri.
della
nel
Marc/tese
!
vena
mano.
plettro d'
Tebano.
Memorie
Bibl. Com.
teatro
di
"
di
Vicen:{a
Vicenza).
Olimpico
Giovanni
oro
nella
par-
Pindemonte
Vicenza. Vicenza, stamp. Turra^ 1789,pag.
destà
po120.
XXXI
PREFAZIONE.
le
Queste
dalla
eglidoveva
causa
prima
e
facile ad
che
di
del
tutto
nutriva
del Pindemonte
alcuni
si
non
e
più
ai
consentanea
di
sotto
versi,in
reticenze
in
occhi
cui
del
ad
una
tempi
nuovi.
certo
in occasione
1
a
spese
di
di
del Conte
una
Arnaldo
succinta
In
un
anfiteatro
fu
cui si
radicale
che
ricato
inca-
fosse il
questidue
dei
esistevano
propositod'una
del
1
»
Così le citate
Arnaldi
descrizione.
I
in
costrutto
eseguitauna
quasi
concorse
forastieri.
tra
nel settembre
Società
una
all' Anello, dove
numero
a
verno
Go-
788 ; *
quale il Capitaniofece qualche
1788, iG 7bre.
«
Marzo
della
in
Pare
che
gli
de-
vecchio
e
e
questi
di Vicenza
manifestarono
in Vicenza
giostratenuta
di
mutazione
Venezia,
magistrati,
rappresentanti
qualisi
vecchia
la
gli
spetti
so-
lui. Le
di
certamente,
Capitaniodi quellacittà ;
I
ai
seguito
contro
sorvegliareil Podestà
malumori.
coso
fo-
giunte agliorecchi
parlavabene
aspirava senza
travagliato,
contro
decrepitaRepubblica erano
caduti
quest'epoca
temperamento
suo
accendersi, poi
di Stato:
Inquisitori
in
fortemente
essere
il Governo
declamazioni
erano
gioie provenienti
le
e
Ma
posizionedi magistrato.
sua
appunto
in
compiacenze
tutta
Memorie
Tornikri,
ove
Campo
magnifica giostra
Vicenza
di
si dà
e
gran
Vicenza
della
stra
gio-
PREFAZIONE.
XXXII
dispettoal Podestà, il quale
incontrastabili
armonia
e
pace.
Ma
il
Podestà
nostro
in prova
tanio
delV
amore
diritti
dei
a
^
della
e
solo
per
rinunziò
proprio sorvegliato;
riceveva
Dispaccioche
il
ecco
era
il
Capi-
di Vicenza:
1789, 26 Agosto
CAPITANIO
AL
Correndo
DI
del
che
voce
copia, possa
Podestà
Huomo
Paulo
Zaccaria
'
Stato.
splende
Arch.
quello
e
di Stato
Dispacci
1788
2
è
—
lampeggia
in Venezia.
Rettori
chiamo
incarie
datamente
fon-
cognizionenostra.
Stato
Stato
Stato.
comincia:
che
cludiamo
oc-
Nobil
cautamente
di
Inquis.®
Vallaresso
Il sonetto
libertà
Inquis.*di
le
codesto
di
Inquis.^
Foscarini
Bembo
di
riferirlo a
e
cui
Pindemonte,
Zuane
verificarlo
di
autore
Signoria 111.°^
Vostra
Giacomo
Sonetto,
essere
ser
VICENZA.
(p.
qcc.
Busta
di Vicenza
n.
«
382.
Vicenza
-
di
Raggio
11
del
pre-
di
Inquisitori
2 1
bre
settem-
».
Arch.
di Stato
Stato. Lettere
in
ai Rettori
Venezia.
di
Busta
Vicenza.
n.
120.
di
Inquisitori
PREFAZIONE.
La
volume).
sente
XXXIU
molto
tardò
rispostanon
fu
e
la seguente:
Ill.mi
«
In
«
di VV.
EccelL™'
et
pronta obbedienza
EE.
ho
le mie
bil Huomo
Podestà
agosto
che
da
ora
a
mi
non
Vicenza
rimane
li 29
Sonetto
venutomi
perdel
dì
n.
Loro
possa
cognizione
esser
egli,
fondatamente
lo
EE.
Comando
Supremo
propositoche
umilmente
bacciare
le mani.
Agosto 1789.
Umil.°
Girolamo
a
che
il
nel
Di
di Vicenza.
No-
questo
ritraere.
di tal modo
di VV.
Busta
tenze,
avver-
Comissioni
vociferazione
positivodocumento,
cadauno
*
del
affermare
posso
qualche
Adempito
per
se
rilevare,
per
sia l'Autore
comprovi, ho potuto
«
le dovute
con
loro
Rispettabili
più
una
altro
ne
Comando
Venerato
al
estese,
CoIfend.°^
corr.
Nulla
«
tosto
ricerche
nelle
26
Sig.'Sig.'Padroni
Dev.mo
Antonio
VV.
obb.™"
EE.
Osseq.™°
Servitore
Pasqualigo Capitani©.
di
383. Inquisitori
Stato.
'
Dispacci dei Rettori
XXXIV
PREFAZIONE.
Gli
inquisitori
replicaronocol
Settembre
1789. 3
CAPITANIO
AL
Inteso
avendo
intorno
con
invigilare
ciò che ella
al
di
Sonetto,
ligenzache
la
le
mentre
Inquisì di
passioneamorosa
Busta
di Vicenza.
narra
n.
eccita
poetiche
da
quai
colla de-
126.
Stato
in
cadesse
Stato.
che
glifu
il fatto
gli fece
d'
causa
il
di
Inquisitori
'
che
sospetto del
forse troppo
alle attrattive della bellezza
come
la
Stato
di
Inquis.^
temperamento
suo
abbiamo
facevano
opinionipolitiche
Pindemonte
il
di
Inquis."
Vallaresso
Zaccaria
informati
glirappresenta
dislingue.
Bembo
Paulo
J
le
altre simili
prontamente
Foscarini
Giacomo
Ecco
cui
e
sortissero,
avventura
renderci
fonti,per
nostro
il Tribunale
se
attenzione,
produzioniper
E
VICENZA
copia nelle precedenti nostre,
trasmessa
ad
DI
spaccio:
di-
seguente
verno,
Go-
sensibile
incontrare
amare
il
una
vicende.
Baseggio. Cessando
Stato.
Lettere
ai Rettori
XXXV
PREFAZIONE.
dalla carica di Podestà
a
conservando
Venezia,
cui
da
era
Vicenza
innamorato, affetto fortissimo.
tempo
rivedere
per
essendo
tempo. Ma
più
volte
più
e
piazzadi
e
dette
anche
Pindemonte
le
Fra
esiste
ma
la
1
iVoi.
Ba
9.
quel signore,
a
e
che
i nemici
del
presso
in carcere,
rimase
ove
*
dell'Archivio
carte
un
causa
l'offeso
contenersi
seppe
1' offeso ad accusarlo
chiudere
lo fecero
l'affare,
mesi.
parole
a
i quali,esaminato
degli Inquisitori,
il Tribunale
otto
secolui
fu il chiasso
condussero
della signora,
l'anello di diamanti
con
in dito. Grande
aveva
cosa
col Pindemonte
viso
sul
quanto
al-
la
marito
venne
non
con
trascorse
sussurrata
volta
una
Marco,
manrovescio
un
offendendolo
-
S.
così
del
Giovanni
gentili.
molto
non
stata
all'orecchio
questo scontratosi
sulla
che 1'accolse
l'amata^
sentimento; e
di
caldezza
pari
vicentina,di
la bella
per
passatinella capitalealquantigiorni,rivolò
Sicché
a
fece ritorno
il Pindemonte
e
SEGGIO
processo
contro
vera
dell' odio
della
G.
conseguente
B.
Giovanni
in Venezia
di Stato
Giovanni
tra
Pindemonte,
il nostro
lotta
sulla
Pindemonte^
Autore
e
pubblica
in
Tipaldo
PREFAZIONE.
XXXVI
risulta
piazza non
il memoriale
Ecco
dagli Atti.
contro
presentato all'ufficio degli Inquisitori
il Pin-
demonte.
PRINCIPE
SERENISSIMO
ri
Ill.™" et Ecc."i' SS.
Un
«
solenne
dell'Eccelso
Capi
Consigliodei
nella
in tempo
del
Giacomo
Martinengo, costringeme
Dolfin
maggior
di
fu
Ser
di
combinazione
non
per
e
giustizia,
Stava
«
della
niano
si udì
che
colla
la
disceso
veste
M.*
Cognato,
nella
la
Tribunale,ed
a
Sensa
al
Nobil
dal
Caffè
Uomo
dal
Drusilla
Giuseppe
flessi
a' ri-
reclamarne
lato
Consiglio era
di
S. Gimi-
di Brescia,
Figliuolo,quando
Zuanne
ser
nel circondario
Martinengo
di lei
Patrizia,e gli
trizia,
Pa-
veste
deliberazioni.
sue
eglitranquillamentesedendo
il Co.
dal
Girolamo
gravissima emergenza
provide
fra la Contessa
ed
lui
ser
assunta
anco
per
Eccelso
le
di
Uomo
liarsi
poter eglipersonalmente umi-
non
di rassegnarne
la
pubblica piazza
il Nobil
concorso
Lunardo
aver
di questo
cui sventuratamente
pubblico insulto,a
restò esposto iermattina
X'.
Pindemonte,
colla
sedeva
in
sopraggiunto
qualche
di-
XXXVIII
al
PREFAZIONE.
proprio decoro
ed
al
portava le vesti,si condusse
l' innocente
contro
afferrandolo
per
le
per
all'eccesso
di
1' avrebbe
mente
Co.
soggiacerea
ridotto
e
mal
a
Lodovico
Emili
più decisive
destro,per
cura
in
Brescia,il quale potè
ed
cosse,
per-
riportògravi contusioni
accorreva
non
tarsi
avven-
il collo di caricarlo di furiose
quali ne
anche
di
Marlinengo medesimo,
riflessibileoffesa nell' occhio
costretto
cui
di
patrizio,
carattere
Nunzio
più
fortuna-
il Nobil
gnor
Si-
della Città
maggiori
del furore
conseguenze
di
riserva. E
istante
quell'
ritrarlo da
quali è
le
partito,se
e
e
di
forse
e
iracondia
del
Pindemonte.
«
Tale
pertanto è la ingenua dolente storia del
Un
avvenimento.
successo
senza
nella persona
causa
propriodecoro, in
nel
e
in faccia alla
Nazione,
scandalo, reclama
Tribunale
peseranno
colla
offeso carattere
per
innocente
venerarne
ed
a
dalla
insulti
con
un
Cittadino
e
Forastieri
con
sale
univer-
di questo
giustizia
e
equitàciò
decoro
con
determinazioni.
sapientissime
che
convenga
dell' umilissimo
cieca
cosse,
per-
pubblicoluogo,
gliopportunicompensi.VV.
loro
feso
of-
EE.
l'
al-
cante
suppli-
rassegnazionele
Grazie.
vissimo
gra-
loro
PREFAZIONE.
oltre li nominati
Testimoni
t
XXXIX
della Bottega al
n.
tergo
—
Lunardo
ser
Nob.
di
Uomo
Siila
Zuanne
furono
assunti
al
cognato
ricorso. Il
od abbia
per
giorno, 21
i testimoni. Il
fu il nobil
guai
motivo
non
che
so
avuto
fare
né posso
Uomo
la
sua
come
nunzio
chiamato
Girolamo
uomo
sappia
(il Pindemonte
tali
la
Consigliodei Dieci,filza
Uomo
abbia
scena
narra
mai
Pindemonte.
città di Brescia.
n.
)
espressioni^
testimonio,il Conte
della
del
autore
l'altro,se
Martinengo
deposizioneche
avvenne
primo
nel
e
figurarmelo, poiché
Nobil
col
assunto, secondo
Emilj
*
so
il Nobil
che
a
Fu
né lo
con
ser
maggio
Martinengo ed
offendesse(il Martinengo)
: Io
rispose
Uomo
'
Pindemonte.
del
del
nome
Niarlinengo
il Nob.
tra
quale interrogato,
inteso
a
Giacomo
contro
Consiglio
Dolfin
presentato
ser
In questo medesimo
M.'
Caffé.
Memoriale
del No1790. 21 Maggio
Girolamo
M.'
bil Uomo
Dolfin fu
t
dinanzi
li Giovani
sono
vicina al suddetto
50
Ex
22,
vi
con
vico
Lodo-
tiamo
Riporpiù
disgustosa.
78. Parti
secrete.
ticolari
par-
XL
PREFAZIONE.
«
Ieri di mattina
circa le
ore
nella Fiera
in Piazza
a
trovavo
fuori
della
di
aveva
presso
rega
il Nobil
Vesta
aravi
il Co.
reghe dopo
Conte
Uomo
dicendo
Zuanne
scherzare
a
che
di
e
le mani
Giacomo
quasi mostrando
nel medesimo
scherzo
Uomo
non
e
sulla
di
sua
le
con
bravo
un
vane,
gio-
riferire
vi ho
atteso.
rispose alcuna
non
dalla
dopo
sua
passando
si
Co.
Martinengo,
eh' è
si levò
Marco,
ca-
Huomo
Poco
attendergli.
non
Pindemonte
Co.
due
o
alta voce,
poiché poco
S.
una
potreineppur
Martinengo
dirigendosiverso
Huomo
essa
Giacomo
non
esatamente
mostrò
Huomo
di
stando
d' opera,
Capo
un
Huomo
e
tessa
con-
Nob.
ad
col Co.
in
vicina la
il Nob.
Pindemonte
simili cose,
Il Nob.
avevo
del
Martinengo
ca-
Pindemonte
seduto
quella era
maniere,
al presente
Nobil
Zuanne
di
eh' è
e
Rive, ed
di un'altra
sopra
ed
figlio,
incominciò
solite
delle
Giuseppe suo
Giacomo
carega
Nobil
Co.
sedendo
Sagramosa Martinengo,e dopo
Siila. Il Co.
cosa
sedente
me
S. Marco
detta
dall' altra parte
patrizia,
Drusila
sue
Caffè
Bottega da
m'at-
mezzo
e
17
fermò, e
il
carega
dinanzi
con
al
casmo
sar-
continuò
beffeggiarlo
solo,m'ancora
glipose
addosso, facendogli
caterigole.Il
Nobil
XLl
PREFAZIONE.
insistenza
se
Co.
Huomo
il Nob.
ma
e
con
sospetto di motteggio,
scherzo
uno
con
la finisse:
Pindemonte
Zuanne
vidi
le guancie,ed io
gli appressòper pigliargli
Huomo
il Nob.
allora
Pindemonte
Huomo
il Nob.
un
alzare
potersimovere,
non
Pindemonte.
Huomo
il Nobil
movimento
1' una
il Nobil
Huomo
poiché questo
vidi allora divenir il Nobil
furia,caricar
in
il Co.
maniera, che
sono
portato
a
sopraggiunsiho
Zuanne
per
aveva
lo percuoteva
ed
anche
se
abbia colpito
in alcuna
parte,
veduto;
il fatto si è che
Huomo
Pindemonte
una
sul volto
che
il Nobil
una
colà
Huomo
afferato il Nobil
viso. Ho
mi
e
che
al momento
usata
discreta forza
ser
Huomo
gola violentemente,e
nel
del
questo
con
levato dalla carega,
ritrovato
la
so
spingere
re-
gamba
Martinengo di pugni
sono
da
distendere
e
Martinengo
e
separarli;
Pindemonte
Martinengo
nuovo
mi
maniera
1' altra
Pindemonte
l'ho
non
e
Non
Huomo
Nob.
ginocchioper
un
Pindemonte,
Huomo
piede,che passò tra
Nob.
in
oppresso
dal
che
Martinengo
era
si
che
lo lasciasse stare, che
allontanasse,che
ho
quanto
per
Pindemonte
Huomo
Nobil
al
disse
inteso
allora
Marlinengo
Conte
Huomo
che
la mia
di
sinuazio
in-
per sepa-
PREFAZIONE.
XLII
infatti è
come
rarli,
il Nobil
Huomo
portarsia
successo
ed
Pindemonte,
e
com'egli
casa,
voler
fare; aggiungendo
Nobil
Huomo
eh'
e
mi
trasferito alla
sono
dalla
ricevute,ridotto
percosse
dell' occhio
non
stesso
gettasse anche
se
so
casa
a
Fu
sua.
il contorno
tumescenza,
con
quindilo
e
sangue,
richiesto
e
se
niente
affatto,an:{iio
giù
le
Contessa
di
stesse
dalle
loro, rispose:
tra
assai
lo trattava
deposero glialtri
cose
nella propria
poco.
Sagramosa Martinengo
Verona,
il
altri
di
figlio
presential
de'
deposizioni
anteriormente
ma
rancori
ciò
non
tra
lei Co.
il
risulta dunque
che
Martinengo
li esclude.
E
Colleoni
tinengo,
Giuseppe Mar-
fatto. Non
testimoni
Su
testimoni:
Drusilla
ed
compagnai
ac-
precedentemente passasse
dispiacere
disgusto
o
e
»
alcun
nativa
l'occhio, dalle
interrogatopoi il Co. Martinengo
casa
per
Martinengo
Huomo
naso
tro
indie-
Caffé, dove
da
sanguigno
il
verso
dal
partigenitali,
Ritornato
riportatapresso
contusione
di
disse
ricevuto
bottega
il Nobil
esisteva adoloratissimo
mi
calcio nelle
un
meco
a
consigliato
aveva
addolorato.
ancora
era
l' ho
medesimo
che
Marlinengo
condotto
ho
esistessero
e
naturale
demonte;
il Pin-
che
i
PREFAZIONE.
testimoni
vera
della
causa
è naturale
ma
dovesse
volessero accennare,
non
la
esistere
da
anche
torna
a
in questa
E
vole
ragione-
confessare
del
sentenza
del nostro
innanzi
andare
noi scriviamo
non
tribunale
severo
Con
elogio.
un
tardò
non
Maria
Giacomo
cadente
mese
Dolfìn
per
20
nella
Martinengo
demandando
Camerini
Piazza
ed
in
sopra
risultando,che
il N.
del
nome
di lui cognato
riflessibile avvenimento
dei
è
stato
al Tribunale
che fu presentato dal N. H.
Martinengo
ad
Maggio.
dall' autorità del Consiglio di Dieci rimesso
Girolamo
tronde
d'al-
e
è la seguente:
decreto dei 25 del
il Memoriale
il
è doloroso
tutto;
a
1790. 31
«
che
protagonista;
e
biografìa,
una
pronunciata;ed
essere
sione;
aggres-
cagione seria
una
necessario
onore
poco
la verità deve
La
nobile
fa la parte di prepotente. Ciò
Pindemonte
ma
dinanzi al Tribunale,
poco
che
tempo.
supposizioneè
e
XLIII
H.
ser
pari tempo
il Memoriale
tra
il
ser
torio
no-
giorno
N. H.
Pindemonte,
esami
medesimo.
trasferitosi il N.
sopra
il detto
Zuanne
gli
H.
il
successo
di S. Marco
N.
ser
H.
assunti
Da
nei
questo
Pindemonte
PREFAZIONE.
XLIV
nel!' indicato
in
Sensa
sito della Piazza
del maggior
ora
e
Patrizia,
che
seduto
il N.
prudenza
e
scherzo;
Lui
le
Pindemonte
più
Martinengo
ca-
di Lui
Che
dalla
H.
Martinengo
espressioni
in alto
come
di
respingerlo
stato
essere
di
alle di
tal movimento
per
d'
tinengo;
Mar-
H.
sottrarsi
per
procurato
esclamasse
il
offeso
in
che perciò prorompendo nel
e
parte sensibile;
trascendente
seduto, senza
maltrattato
che
una
levato
stesse
sulla faccia
gambe;
tenendolo
era
N.
colle
importunità abbia
stendendo
una
il
Che
N.
il Pindemonte
poi
le mani
ponendogli
Veste
parimentiseduto
rispostadal
dirimpettoal
recato
e
della
pungentiespressioni
sorpassate
provocandolo nuovamente
e
di
sopra
distanza
moderata
siasi
Che
carega
colla
Martinengo,abbia proferiteverso
H.
alcune, inconsiderate
con
li Portici
concorso
essendosi
in poca
rega, ravvisando
sotto
avendo
con
furioso
sulla
oppresso
che
pugni
riportatauna
e
dovuto
sottomettersi
Comprovati
contro
Carega
il Martinengo
stessa
difendersi,lo
potesse
violenti
destro,ha
propria casa
trasporto
sul
volto
in
contusione
grave
ritirarsi immediate
ad
una
che
abbia
modo,
l'occhio
nelalla
dicatura.
diligenteme-
li fatti espostidalle confron-
XLVI
PREFAZIONE.
Questa
sentenza
relegavano il
mesi
Autore
nostro
fortezza di Palma,
nella
fece di necessità
si
rassegnò al
—
capace
virtù,e,
scriveva
chiamato,
aveva
fatto
1* agiata vita
chiasso, più
trovò
di
modo
egli stesso
e
Amore
dell' onorato
mi
uomo
perchè la
e
lettere. Cosi
sue
fra le
avea
cosa
all'amico
d'affetto
varie
Nella
canzoni
volgarizzamentodei
pate
stam-
Rimedi
di
di Ovidio:
Bene
ragion di
a
lieta
Mia
Di
tomba
mia
Palma
20
del
sua
in
core
duro
ordin
de' Fati.
ferale
nell'orrore
bella
presente
Giugno
tale
entrò,nel
m'
Dalla
p. 2G2
sorte
Speme
Penetrar
1
si strinse
nell' ultima
alla fine del
sento
^
»
glionesti piaceri.
fargliavere
narra
io mi
—
turo
fu-
quellasplendida
a
disgraziala bella,appunto
sua
«
Palma
ambizione
plausibile
una
liberali studi
privato,i
risguardo il
Se
«
serenamente
carriera,alla quale
Egli
politica.
troppo lamentarsi,
da
appunto
di surrogare
meno
gli chiudevano,al-
senza
destino.
suo
tre
men-
lunghi
otto
per
la carriera
temporaneamente,
nel
condanna,
questa
e
1790.
man
volume.
»
foglivergati.
Lettera
a
G.
B.
de
Velo
PREFAZIONE.
Ma
dopo
poco
Il
anche
questa felicità durò
si dimenticava
quale, liberato
ceppi,io
mia
Berga
Dove
A
naufrago errante
E
Filli col
me
d'
che
amorosa,
1; abbandono
sopra
demonte
di
e
colse;
il tergo
mondo
qualche tempo
lo
da
innanzi
ultimo
una
della
di lei,e
«
Se
tu
nella presente
specialmenteche
sta
al
fossi vago
lacune
a
zonette,
can-
Fille
il crudele
narra
quale abbiamo
versione,e
verso
dirette
cui
Rimedi
fine alcune
avea
Neil' avviso
qualche verso.
scrive:
in
della Scala
volgarizzòi
Ovidio,aggiungendo in
per
volse.
Isola
Vo, presso
risaperla cagionedelle
tratto
tranquilli.
e
vita,e quasi assorto:
provinciaVeronese, ove
d'Amore
corsi
si ritirò allora per
villa al
sua
cose.
fiero istante
quel punto
a
Vicenza, ma
a
porto
un
scogli della
Sconfortalo
nella
offrire
nel
Amor
volò
udilli
non
Potea
i
bella
imprigionato.
poeta
lieti
che
me
La
poco.
volo,
Amor
Fra
una
di
giorniattendea
Quai voti! Ah
in
le
mutate
Sciolti i miei
Ver
del
dal carcere,
troppo trovò
pur
XLVII
citato
più
il Pinlettore,
per
avventura
che troverai tratto
della
la metà
non
picciola
dell' opuscolo
;
PREFAZIONE.
XLVIII
di
spero
la
finta mia
non
vulgare
che
Cinzia
per
Beatrice
e
cercando
cosa
nobile amore,
questo lavoro, inorridì
ad alcuni
fu,a
non
dire,né troppo
vero
di
e
tutti eliminare
la scurrile bassezza
questa
missioni. Vera
causa
fra i versi
fra i
non
Insiitor
P. Ovidio
Eschilo
le
tradotti
sono
una
cannone
del
P.
A,
traduttore.
né
mente
presta-
gnosa,
vergo'
venalità.
ragione
delle
»
om-
alcuni
caso
aveano
Per
i due
punto
ap-
denza
coinci-
una
avventure.
anche
pio
esem-
seguenti
fastidit amari.
me
/ rimedi
Si
deliberai
per
sue
noctes, quas
Nasone.
Acanzio
che
con
heu
la
lasciati fuori
Diligitipsa alios,a
il quale
amante,
la sordida
e
era
grandissima
mio,
penna
la sensualità
fu sempre
non
alla
dendo
impren-
mia
sublime
trarca.
Pe-
quegli squarci,ne' quali
campeggiasserosoverchiamente
^
tal fine
1' onesta
quindi
e
conforto
troppo liberi versi dell' autor
troppo castigatopoeta;
Ma
a
che
pura
Dante
io
ed
Properzio
tutta
sentirono
che
già quella
Nemesi
per
Laura
qual
infelicità di cosi
e
è
non
quella bensì
per
la
Per
renderti noto
passioneamorosa
Tibullo, ma
e
accese
per
pienamenteappagartinel
mihi
non
dat
di Amore
aggiungono
habet;
volgarizzatida
sei
Vicenza, Rossi
canzonette
1791
p. 7.
ed
PREFAZIONE.
1
qualiindicavano
XLIX
il fatale abbandono
appunto oggetto del
cantuzzo
un
per
nuovo
mer-
della
amore
signora.'
Un
Leucade
ricantare le
ed il
al gran
furono
del
suo
nel
dopo,
anno
volle nel
1792,
con
disgrazie
sue
le
'
quelle dell' autore.
innamoramento
che
avventure,
sue
Descrive
donna, che
Dal
sangue
gran
Saper
Più
che
dolce
E
parve
Il
più
Gioia
Due
E
0
elPera
dolce
sole
or
Dodona
due
Baseggio
che
mia
in
B.
vera
rammentar
sento
Giovanni
pura
amante.
giriannui
stringermi
G.
più
Leride
giorni! Ah
giornisoli di
Felicità
trasse
e
accoglieami,ed
quali per
Ahimè!
riamato
avea:
sola:
mi
la
seco
un
cure
beali
e
pensiero
fossMo
pensier.Seco
Alene,
basti
il mio
fu luride
di Leride
che
l'occasione
discende
quel punto
gustaid^
Scorsi
1
da
appunto
illustre
di Pericle. Ti
sempre
in
Tosto
1
greche famosa,
Ateniese
narra
soggiunge:
e
Leride
le beltà
di
la bella Vicentina,
Eacide
personaggioprincipale
sacerdote
Fra
Salto
il regno:
ora
Atene.
di sole
furon
quelli
vita.
la mia
passata
il core,
Pindemonte,
in
Tipaldo,
voi. 9.
2
V. p. 281
di questo
volume.
d
PREFAZIONE.
Mi
il
Sgorga
sul
GÌ' istituti
mio
Del
funesti
Esterna
anch' ei de' Pirridi sedusse
sangue
popol mio, né guari andò
II
Ei
Della
Entro
di
quel
del
Pensieri
mia
E
crederai,pontefice?Avea
Il
pensiero
farmi
Come
L'
Un
Note
Quai
D'amarmi
Per
alla mia
O
Mura
rimasi,
E
le mie
soavi
quai
fra
Fui
Dannato
il mio
a
eterno
e
orrende
i suoi
pene
dalla torre,
tratto
onta!
quelle
Non
Frequenti foglialleggerir.
Sparger Neottolemo
promesse
ad
sorte
in cui
il tempo
tremante
quai
di mia
bella
sua
man
giuramenti !
sempre
tutto
Dalla
suo.
papiro pervenne.
!
conforto!
o
il diffidi modo
so, trovò
vergato
sensi
novelle,
sue
ingegnoso amor
Mano
luogo
Quando,
risaper le
non
prole,
i miei
Leride, e
Signoreggiavaancor.
Di
tetri
d'aspettatamorte,
Il
di
cupi
ne'
mia
della
destin
e
chiuso
pur
fra
carcere
miseria
fedeli
i miei
fui
figli,
squallida torre.
Orrori
Di
de' miei
sorte
ancora
ribelle,e, ignaro
dall' acciar
Scannati
seme
posto
io vidi
trono; ed
mio
Sul
fu
Neottolemo
sparse.
il
che
le schiere
fra
di rivolta
Reo
il campo
disceso
Olimpia, Neottolemo
Dal
invase
guerra
guidava
stati,e, mentr'io
I miei
A
padre.
gran
Epiro. Intanto
furono
me
a
mio
l'idoi
dell'
trono
posso.
i miei
tosto
troncar
frequentiviaggi,e
Condur
'
di
io nutria
Speme
Sì
pianto,e proseguir non
dal
esigilo
volle
sangue.
mio
regno
LI
PREFAZIONE.
fiamma
la mia
nel mio
E rinascente
Inverso
La
Atene
amica
dolce
mi
cor
riveder
a
più viva,
spinse
ognor
l'amante,
la mia
mia,
pietosa
Confortatrice
m'
accoglie
Io la veggo.
gineceo domestico.
Nel
10
Leride
in Atene.
Giungo
istante!.. Io
oh Dio!., tremendo
corro...
cangiamento!..Quale
inaspettato
Che
rovinoso!
Fulmine
Liside
Un
di
garzon
Prima
ha
Il
leggerezza.
labbro
D'amicizia
mi
fé. Gelo
le
di
Io
morte
scorse
Né
pianger,né parlar.Uscii
per
vene.
tornai. Mio
In Atene
tremante
scorsi.
giustosdegno
sfogar:la
seco
potei
non
Grecia
Partii. La
Semivivo.
caricai
rimproveriacerbi,a' qualioppose
Solo
gelidescuse.
Non
volli
Non
trovo,
Da
disse.
mei
Mi
Di
suo,
affettato duol, fredde proteste
Mostrò
Volli
pregio solo
suo
per
labbro medesimo
suo
amava
patria,
vilipeso
sua
lei,che
da
L'attica
11
manco...
un
Misero
più.Ma
da
tento
e
irritato
cor.
Io rivederla
sì,ma
quel giornopace
discacciarla invano
sempre
amante
'
III.
L' animo
del Pindemonte
facile ad
1
zogno,
I
Pindemonte
era
facilea
facile a
accendersi,
G.
Componimenti
1804, voi. secondo, p. 119-122.
versi,
commuo-
mutarsi.
teatrali.
L' in-
Milano,
Son-
LII
PREFAZIONE.
gegno
rifletteva
vita
sua
reale.
distratto dalle
del
degli Eccitati
lode
Jìsmo,
1
d'
caduta
PiNDEMONTE
2
p.
18, 19
Clkmentino
per
del
e
a
cura
Tolone.
G.
Orazione
Gambaretti
23
Vannetti
di
G.
Vannetti
pag.
e
79
al
«
Orti
di
e
Rovereto
4
C.
del
tembre
set-
mia
all'AccadeOrazione
una
in
in
quest'epoca
volume.
San
Jiloso-
—
Tommaso
b.
Cfr.
Pindemonte
1839.
Rovereto
1794
di
i8og. pag.
Verona
«
nel
popolo francese,
lode
Ippolito
Manara.
Pindemonte,
in
e
questo
di
inteso
^
di
Verona.
Aquino.
gere
rivol-
tutto
il moderno
falsa Sofia del
la
contro
Contro
mento
mo-
pensieri
e
seno
E
vava
tro-
ai
e
d' Ovidio
Aquino.'
scrive i sonetti
sulla
e
d'
un
fatto
1791
Este) recita
di
di S. Tommaso
appunto
nel
(trovandosi in
1793
che
mento;
abbatti-
per
letterari
traduzione
pubblicare una
aveano
politichee
cure
lo troviamo
Quindi
di
è
nella
egli si
prigionia,
prostrazionee
agli studi
interamente
morali.
la
disinganni patitilo
i
s' incontra
spesso
e
di
stato
uno
Ond'
è più apparente
scritti,
la condanna
Dopo
vario
seconda
a
slati dell' animo.
diversi
suoi
nei
e
in
a
mirabilmente,
e
contraddizione,che
la
che
prestamente
impressioni,i
delle
pieghevole e
profondo,ma
non
SUO,
di
pubblicate
p.
25 deccmbre
»
Lettere
il Vannetti
78.
lettera
1793
scrive
»;
al
LIV
PREFAZIONE.
lito fu
quello che
fuggire in
del
è del
Ecco
P.
che
a
18
solamente
questa fuga
apriledi questo
Rovatti
scrive
cosa
237.
il Montanari
L'avere
«
le novelle
da
di
salvasse
la vita al
tanto
fratello,
quelle palle che
Scipione Maffei,che
generale dell'armi
smorel
della
d'
il
cuore,
a
bavare, col
in
intraprendereun
quella Corte,
fu
balio
a
il 14 settembre
Repubblica (V.
ed
bani
p.
2
V,
altro
di
in alto
La
imprenderlo.
289
»
—
Costantinopoliper
e
Temi
V
vi
stette
Veneta
anno
di questo
volume.
lino
contenente
ijgj.
degli
contro.
lui fatto in-
più
ebbe
col
che
ancora
gli
non
in
sempre
balio
marito
citato
ch'ec-
Vendramin,
Francesco
la
riamente,
va-
Boa-
ruminando,
stava
dal
Alessandro,
a
suo,
Corner
Alba
1794
per
s'era
viaggio, che
84. )
p.
nità
va-
stornasse
Francesco
Costantinopoli ove
si ritrovava
Ippolitoa
eletto
utopie
dette
il colonnello
disarmare
fatto tempo
si
viaggiocioè
avea
le
il fratello
salvò
pistola,colla quale
tragedia,che
permise
la
in ciò benché
anche
Questo zelo, io credo, pel fratel
la
eziandio
che
guastarono
Augusto Verità, imitando
ed
i raffreddamenti
prime in contrariarle,
sulle
e
poscia in favoreggiarle,
cervello di lui
Emilj
polito
Ip-
viaggi,non
anco
preveduto
^
fu cagione, si può dire, eh' egli
caldeggiare,
fervido
quanto
lettera
Venezia.
suoi
degli sforzi,contrapposti all'armi, che
mostravano
poiché
cit. vita d'
nella
ed
vette
do-
non
una
anno
Ippolitoco'
utopie, ma
dolo
facen-
1795;
datata
in Italia le caldezze
prevenuto
per
Ma
del
all'aprile
al
pag.
'
Francia.
Pindemonte
^
salvò,prevenendolo e
anteriore
essere
appunto
lo
min
Vendra-
Repubblica
alla
caduta
della
magistrati
Appresso
Paolo
neta
Ve-
gimenti
reg-
Colom-
PREFAZIONE.
Stette
da
pochi mesi
assente
tempo
lettera del
Provveditore
Generale
Straordinario
da
tornato
era
Verona
partiva
luglio 1796 scritta dal
io
Niccolò
Foscarini
di Terra
al
Ferma
ditore
Provve-
e
Capitanio
Vicepodestàdi Brescia', Alvise Mocenigo:
e
«
Sono
già tutte
cui V.
con
E.
noi
a
adempie
negli altri
tendenti
Francese, se
direttamente
Brescia
26
fino dal
1794
di
tai^ionegli Inquisitori
Stato
Casino
dei
maggio
e
cittadini
chiamavano
che
.
cominciavano
.
della
popolani
farsi
a
e
della
rivoluzione.
loro Anno-
una
che
Repubblica
amici
fomentare
e
le stravolte
che le
mesi
danni
i Conti
condannati
varii
ai
strada...
di
carcere;
Arici
e
Storico
Italiano.
3 serie
t.
lettura
loro
in-
Piemonte
Mazzuchelli
ammoniti
XI, parte
un
francesi
armate
del
scia
Bre-
a
in
quivicolla
colpevoli.V. Annotazioni degli Inquisitoriper
in Arch.
noi
a
pervenne
soliti radunarsi
erano
dall' annuncio
ravvivate
a
nerale
Ge-
del
.
dell' Italia. Furono
due
mantenere
perciò che
in
scrivevano
dei buoni
pubblicifogli pascere
clina:{ioni
E.,
maggiori focolari
dei
uno
nobili
V.
a
del
alcuni
di
quillità
tran-
forte reclamo.
un
era
quiete,e
le direzioni
contro
non
suo
che
rapportipolitici,
presenti.Ma
spetta al libello sparso
del
partitutte
importa
tanto
combinazioni
neir aspre
1
nelle
indefesse,
cure
assicurare la
ad
pubblicache
le
note
così negli odierni
Governo
e
soltanto; ed
Venezia, quando
a
la seguente
E
LV
A.
li.
i
meno
Bazzoni
e
LVI
PPEFAZIONE.
«
Ogni
buon
com'
Ella
di
riguardo esigendo di
il
cognizionecomune
Il
che
che
sua
Verona
luglio 1796.^
io
di
libello,
cui
legge
a
si
qui
pag.
titolo; All'Italia
A
difonderlo
a
le
dietro
più presto
lecite
sol-
benemerita
i tuoi
Itaiia,Italia,
si
1' autore
parla,sta
tera
unito alla let-
è il sonetto:
ed
che
una
luoghi pubbliciper
e
quanto
dell' opera
li
tanto
possibile,
convenissero
attenderemo
tuno
oppor-
instituire
ad
andassero
ne' circoli
determinazioni
risultanze
sia
gli altri,che
quanto
quelle
zelo
suo
se
rilevarne,
per
sarlo,
sorpas-
comprende, troviamo
ben
richiamare
procedura
non
ParigiGiovanni
ma
del
29
nel
ben
campi,
presente volume, col
di
mese
colti
iyg6.
maggio
Pindemonte
visse
fra i
bidi,
tor-
incontaminato, sregolatamente quanto
economia,
ma
a
il proprio paperò dilapidare
trimonio
senza
IV.
S'avvicinava
di
1
Ant.
intanto
S. Marco.
Arch.
Le
Veronesi.
l'ultima
ora
truppe francesi
Carte
Rocco
della
blica
repub-
s' avanzavano
Sanfermo.
PREFAZIONE.
vittoriose
spadroneggiavano nei
e
Giovanni
Veneti.
pubblicassemi
costerebbe
Il Pindemonte
dettava
Brescia
cioè
anche
temere,
ai
giunte
erano
danni
messo
se
della
tardi
tanto
pericoli:
scritto
suo
e
la
ora,
perchè ci
anni.
1
'
parve
Appendice
V.
.\ppendicep.
333.
Appendice
326.
a
p.
questo
di
non
non
a
adoperavano
s'
era
certi
correre
finito il
lo
lieve
dettato
blichiam
pub-
tanza
imporchi
da
ascritto
p. 325.
que-
troppo
caduta. Noi
storico
volume
a
ancora
^
V.
V.
per
avea
Aristocratico
così detto corpo
deci
non
cose
Pindemonte
Repubblicaera
documento
come
al
che
blica*;
Repub-
la
per
si
'
vita.
quando già
aveano
tardi
troppo
la
si
il Governo
i cittadini
repubblica.Il
scrivere
a
con
sicurissimo
son
scritto
suo
celaramente
non
cancrenose
dubbio
tale che
a
da
tardi. E
del 1796. Le
dopo l'aprile
più autorità; ne
avea
ritorno
questimomenti
fatalmente perduta
era
st' epoca
io
sen^a
il
di
troppo
in
qualora
mini
difesi do-
piaghe
esagerazionescriveva:
questo scritto
che
le
svelare
decrepitarepubblica;ma
manifesta
mal
Pindemonte,
Parigi,s'accingeva a
della
LVII
da
fu
quin-
LVin
PREFAZIONE.
in
Venezia
era
Verona
quando
il Pindemonle
caduta, e
del comandante
il
luglio
2
Augereau
della
e
1797,
Municipalità,furono
formare
fu
il Governo
abballottato,ma
Andato
la
e
fu del
cittadini da proporre
ricoverarono
Dalle
busta
2
voi.
fase.
X
Storia
3
V.
p.
*
Da
Chambsry,
Luigi
sera
L'unico
nei
Vili
2
Cerretii
sono,
come
a
soltanto
tra
E
austro-
quelliche
il Direttorio
^
Chambery.
In
(Bibl. Gom.
Bene
quando
armi
si
salpino
Ci-
Parigi
di Verona:
i852.
Arzione
Napoleone. Milano,
volume.
Leopoldo Gicognara:
a
dicevano
tutti i
veggo
i Direttori
passeggi,che
sono
italiani che
nostri
i
brevi
povero
sì,ma
ed
nummatus,
molto
divisi
fra
bene
Io sto
«
Latini,male
Cisalpini.Vivo
di questo
fino ai
(22 maggio 1800)
Vili
pratileanno
divertimento
d' illustri
X
di
di questo
i63
salute, ma
la
dalle
^
II p. 299.
disgraziacomune
e
Del
della
67 ).
NoRviNs.
scriveva
di
di Ben.
pure
dall' ambasciatore
mentre
rifugiato a
carte
Governo
del
fu
fuggire;e
^
Parigi,
a
s' era
•
fu invasa
egli dovette
russe,
Egli
Consigliodegliluniori.
capitalelombarda
le Assemblee
riuscì eletto. *
non
Repubblica Cisalpina,riformato
Trouvé
razione
dichia-
convocate
Centrale.
Milano, fece parte
a
ordine
per
successiva
per
Popolari per eleggere 24
a
si trovava
a
loro
me
stesso,
ed
isolati.
inospitale
paese
deliziosi.
»
dite
{Lettere ine-
dal ?princi-pio
del
fiorirono^
tempi.Milano, Glassici
siste
con-
Italiani
secolo
iSSj p. 86).
PREFAZIONE.
egli corse
la
per
LIX
imprudenza
sua
pericolo
grave
di vita.
Allorché
Bonaparte nel
il Direttorio
in
Parigi il
in vita la
chiamavano
Serbelloni.
interessi
suo
degli affari
esteri di
affari della
Cisalpina.Ma
e
pur
rimase
volle
più
essendo
senza
ministro
solo
a
necessari
furono
fama
il 14
rigi
Pa-
a
scelli il Marescalchi
morì
settembre
lottare
fra noi
i
contro
lo fece
numerosi
erano
nominare
darglia collega il Melzi
i
intanto
facevasi la
profughi rimasti
tregua
francese
nella
Partendo, egli
privati.
plenipotenziario
presso
ardua
Io
mici
ne-
Cisalpina,i quali a Parigi,all' estero
Il Pancaldi
e
Milano, ove
a
Francia, quale incaricalo degli
di nota
troppo anche
ministro
nata
ritor-
Questo, appena
Greppi.Questo
Marescalchi
della
tante
rappresen-
segretarioLuigi Crespi al
uomini
il
per
Repubblica,corse
i suoi
e
nardo,
discese dal S. Ber-
800
Cisalpinoavea
presentòil
due
1
per
il
il
giustiziati,
gli
Ceracchi
novembre
2
console
che rifiutò. Sempre
missione
sussidi
ricusava;poi scoperta
quale entravano
niti.
acca-
e
primo
in Francia
ottenere
e
ed
del
che
Arena,
Italiani divennero
vano
assedia-
lo
la
scalchi;
Mare-
il Governo
congiura
rono
fu-
che
invisi
e
la
PREFAZIONE.
LX
arrestò
poliziane
tra
complici:
parecchisospettandoli
essi Giovanni
(Corrisp.gennaio
alcuni
sono
intrighi.Le
delicate. Vedrò
di
congiura
credo
Pindemonte
possa
inquietare il
le
si rileva
dal
Giovanni
alcuni
in
Governo.
È
Rosini, che
era
una
divenne
dove
Gallino
fu
Gallino
venne
nella
a
stessa
F. Storia
Milano, Albertari
Pisa
stanza
ed
alla Vadori
Montanari:
voi.
Ella
Annetta
«
fu
educata
dell' avvocato
lino
Gal-
del Gianni.
d'
Stato. Al
andò
a
lano,
Mi-
Ella
1799
Parigi,e
però
Giovanni.
Ippolito,
a'nostri
dall'origine
6. p. 56.
di
inedita
Repubblica,lo seguitòa
di Milano
1867
lo
particolare
lettera
di
consigliere
il fratello
sovente
CusANi
la
che
incarcerato
stato
intorno
amica
barazzo,
im-
alcuna, che
cosa
Aspasietta.Essa
Caduta
'
scriveva
vera
e
si vorrebbe
altro
di
brano
seguente
Fortis:
abitò
Un
»
assai
sono
degli Italiani. Non
mischiato
a Bennassù
particolari
Vadori
dal
vi fossero
imprudenze.^
sue
che
vi
vendette
dall'
toglierli
a
scorgere
veva
scri-
Qui
«
per
circostanze
contribuire
parmi
ma
per
1801):
marzo
e
cisalpinicompromessi
ed
particolari
nell' ultima
Il Marescalchi
Pindemonte.
—
deva
ve-
Il
giorni.
PREFAZIONE.
LXII
ai
demonte
lettere
Giangiuseppe Marogna
'
dei
uno
di
La
La
giugne
1
la data
prima ha
«
vostra
L'
ex
di bianchi
presenza,
Sirmiensi
in Lettere
Cittadini
dei
i8oi
—
dalla
dal
nominati
Marogna,
sage,
mais
instruit,
inedite
tip.Milanese.
per
cura
Melzi
Napoleone
voi.
567
e
di
Giovanni
dei
Nobil
alle
ill."^^ Accademia
di
del
Madre
essa
in Miscellanea
nella
lista dei candidati
V. anche
V elenco
»
austriaco
per
nioni
opi-
Memorie-documenti
raccolte
Beaiiharnais
e
Mel^i. Milano, Brigola 1865
Marogna
Cfr. Arbore
1742.
di
Filotima
di
e
Verona
Biblioteca
Com.
di
della
supplicanteper
Accademia
dì Arbori
e
li
20
Novembre
gentiliziparte
Verona).
Anni
mss.
toria
Vit-
gentili:{io
in prova
leggitima discenden:{adella famiglia
per
Orti
leggi
ria.
Unghe-
homme,
D' Eril.
Sig. Giangiuseppe Marogna
Vittoria
ed
Honnéte
Pierfrancesco
il i3 ottobre
Orti, nacque
Nobiltà
portazione
de-
della
storia
il Senato
Governo
e
stoli
Apo-
possidentiper
la surdité.
I
gnitosa
di-
e
599).
Giangiuseppe,figliodi
prodotto all'
Francesco
alla
Nella
—
depreciépar
di
ordinate
di
servire
di-
per
bella
Cisalpiniin Dalmazia
( Frano.
politiche.
1 p.
Così
»
Cisalpinistati deportatidal
lettere
se
so
vecchio, di
capegli.
:
»
spirante mi
25
Marogna Giuseppe si legge:«
di
il nome
e
dei
1802
nov.
30
non
uomo
Collegio elettorale
sotto
dei
a
sera
per
danno
quest'epoca.
Milano
«
questa
Conte
a
lettera
cara
solamente
«
intorno
veronese,
Pindemonte
deportatiCisalpini,al
notizie interessanti
cune
Al-
Repubblica Italiana.
della
lavori
del
Signora
Nobil
in ordine
200
1^62. (f.v.
parte
a
stampa,
LXIII
PREFAZIONE.
fetto della posta,
che
a
anche
de'
o
giuntii
quest'ora
vi
le notizie
imperfettecirca
saranno
Corpo Legislativo:
queste
che
si
comunemente
naio
delle strade. Credo
tempi o
spacciache
ci sarà
prossimo
pretende saperlo di
le
ve
miei
ed
saluti,
la ragunanza
dicendovi
replico,
per la fine di gen»
convocazione:
la
certo;
per
del
chi
v'ha
io
avendone
altro
cono
alcuni ConsiglieriLegislativi,
questidiinterrogati
ì
di
ignorare affatto
assicurano
si è mai
i medesimi
di
trattato
che
dopo
di
sono
dalla
misura.
stessa
Si
so
dare
negare
ci
Ma
è
sono
ai trenta
tre
pagare
tutti colla
di
Voi;
nomi
persone
molto
consolarvi
di
del
non
descritti,
quasi ogni
paese,
e
tra
sono
vostro
si
oh
può
Diol
anche
col riflettere che
merito
gran
basta
V Istituto
per
mediocri, ed
lo
non
ma
ma
alquantisoggettirispettabili;
dei
a
soggiungono, che
nominati
sono
non
quattro
o
pagheranno?
parlato anche
quellanota
Dovete
che
ci
quando
mi
indennizzazione
meravigliarsidell' ommissione
In
nome.
anzi
pure
Consiglio
creati
doversi
fermo,
un' occhiata
non
per
la
furono
; siccome
loro
nel
Censura;
parere
cosa
scemare
che
quei Legislatori,
mesi
tal
schini!
me-
sime
moltis-
lasciale
fuori,
gli altri Verona,
pò-
LXIV
PREFAZIONE.
somministrare.
teva
a
Confortatevi
di tanti valentuomini.
paro
di esserci
compreso;
coli'
Certo
che
meritavate
merito
questo
e
lo
sciamo
ricono-
e
gli altri
tutti,io, Leopoldo,Massimiliana
nostri. Faremo
quanto
riparatoal
gli altri
a
lo hanno
Leopoldo
me.
altro: io farò lo
traile
onde
sia
io lo
prometto
scriverà
stesso
diverse
con
l' Istituto dovrà
questa scelta fare
e
tite
Avver-
nominare
60
sone,
per-
dovendosi
ma
Parigi,s' incorrerà
a
e
qualche
a
persone.
scelte 30:
quali saranno
Voi,
promesso
Saladini
a
mente
possibila
assai spontaneamente
che
pertanto
potremo,
torto;
posto
essere
ne' medesimi
scogli di prima.
Passar
«
che
può
non
«
l'Adige?Ohibò.
Intorno
agli
ogni
copre
Venezia,
rimosso
esser
st' ultima, toccherà
che
alla
Germania,
dando
e
Imp.
da
non
Non
Sembra
Noi
prima, fu
S. M.
il massimo
a
se
un
politici
mistero.
di Parma.
né
Riguardo
affari
è
Questo
si
che
Marte.
tirerà dal
lenzio
si-
profondo
di
parla punto
a
rispetto
Guastalla, e
sempre
confine
un
mia
canto
non
costante
di
suo
que
piìi.
nione
opitello
fra-
possibiledelle compensazioni
poi
al Granduca
lo
incorporeràne'
tanta
propri
in
Slati,
parte del Veneziano, che
LXV
PREFAZIONE.
ciò
nuli'
migliore,sarà
in
i
Se
vagliaecc.
ben
non
ostante
Qui
la
si
non
Silvia;di
Silva,o
del Rolla
alla testa
dare
La
lettera ha
seconda
1802
Xbre
poi
alle
che
si
asserire
può
nostre
cos' alcuna; né
molto
Veronese
altro andrò
data
la
dormire.'
a
«
Milano
della
).
Bibl.
misura,
del
a
»
23
non
tanto
di
gislativo
Le-
Marzo:
Riguardo
rapporto
al
saprei indovinar
saprei informarmene,
Comunale
con-
Corpo
luogo in
certezza.
con
indennizzazioni
alla
Mss.
Lecchi
sia per
dell' Ufficialità,
questa avrà
sembra
tempo, quanto
1
il Gen.
alla ragunanza
ghietturareintorno
nulla
tura
ven-
più ragionevolmentesi può
quanto
ma
timana
set-
»:
Per
«
festa. Io per
gran
che
ancora
Truppa, cioè
della
una
In questa
così alternativamente
Capo, e
lungo tempo. Odo
per
novale
Car-
Pres., nella
V.
de
cese,
Fran-
nelP imminente
dal
Ballo
un
Gen. in
dal
ballerino
brillar questo teatro.
ci sarà
uno
Marchesi, David,
famoso
che
altri,
ed
faranno
un
per
noi.
per
di
parlache
bene
un
sempre
Veneziani,ed alquanto ancora
«
convertito
esser
possa
Verona
salvo
( Autografoteca
PREFAZIONE.
LXVl
il mio
Tre
orgoglio.
siglieri
quattro de' nostri amici Con-
o
che
Legislativi,
mai
dissero
che
questo
argomento,
far differenza
destramente
fu trattato
non
molto
e
mi
interrogai,
nel
sull'articolo
meno
nel pagamento
Consiglio
i
tra
primi
Collega, che
nostro
disse averlo
è molto
Questo Vismara
smara.
potreste,
avete
bastante
ed il
perchè;ed
se
lui la cosa,
informato
essere
giovarvinel riparareal
giacchéqueir affare
Interno.
Per
sulle
altro
duple, ed
elegge,benché
io
noi
faremo
diconsi
«
Milano
sa
circa
che
quel poco
che
che
tremo.
po-
decide
che
difinitivamente
tutte
e
non
nulla
qualche
con
fin ora,
corso
mandazione
racco-
riguardo ai
dici,
Giu-
quellecariche,le quali
Governo.
ci
le novelle
pochissimo o
l'
del-
soglianoesserglispeditidal
dal
eleggibili
Credo
ultimamente;
quello
Vicepresidente accompagnati
ecc.
Consiglieri
graziadi
pel ministero
tutto
è il Presidente
; cosi é
di
da
potrebbe parimenti
è il Governo
i nomi
Voi
vostro:
avrei
fattovi
torto
passa
Frattanto
Vi-
confidenza,sapere
Voi. Questi
da
parlò
da
saputo
amico
di
timi
gli ul-
e
eletti Legislatori.
Di questa differenza mi
un
su
sia
più
paese
La
politiche.
affatto:
e
se
sciocco
Consulta
pur
sa
di
ne
qualche
LXVII
PREFAZIONE.
e
solo
Gli altri,come
per
Continente
alcun
che
r
altro,che
stanche
dell'Adice
perchè si
dar
e
che
allora
sarà
Bonaparte
ex
il Ministro
di Ratisbona.
di
veduta
una
il Confine
è
ostante
affatto
in
presente
avrà
mente
certa-
improbabile che
seconda
alla nostra
metà
rona
Ve-
di
mi viene asserito
Il nostro
pensazioni
com-
Germania,
Al
la cessione
stessa
surda,
as-
leva
Imp.'*vo-
delle
il Granduca
Lui, della
Villa letta la
restar
Nuli'
sembra
oppose.
Veneti, non
Gazzetta
avere
che
si
quel territorio. Qui
con
gliare
risve-
fu sempre
parere
avute
Si
potenza del
le
in cambio
aderisca mediante
a
di
altre volte S. M.
Buonaparte
Republica,cioè
che
mai.
mi
questiavrebbe
gli Stati
la pace.
tocco
non
sa, che
comparisce,
mentre
bramano
il Veneziano; e che
al fratello Venezia
che
nel torbido.
spossate vorrebbero
dell' Alpon
la novella
di pescare
pare
avrà
non
perchè la
l' Inghilterracerca
e
a
contenti
Tutt' i mal-
guerra,
Il mio
tranquille.
tempo
Granduca
ex
io,
gr.
mentre
discordie,
le
per
ex.
la
mezzo
parla o
gente
propri desideri.
disperaticredono
desiderano,come
scorge
i
secondo
ovvero
caso,
della
Il restante
coserella,tace.
avere
notizia sull' originale
Mosca
lettera di Vienna
ha scritto
scritta da
qui
un
PREFAZIONE.
LXVIII
accreditato negoziante colla
qual
in
bocca,
dato
da
che
non
lettere,fu
altro
primi
creato
con
decreto
22
altri 30
del
Un
si trovavano
Governo
sui
quali
sì
sotto
di
Verona,
voti 7.
•
^
Verona.
le
lettera
si
stampa
minava
no-
l'Istituto
ì
contiene
duple spedite al
coli' indi-
che ottennero
drammatiche
Nazionale
XV,
al
;
più
e
Giovanni
e
poetiche
della
nobile
miglia
fa-
di Verona.
Bene
del
nella Bibl.
Com.
di
fase. 81.
principiodel
tennero
presidenzadel
le carte
tra
conserva
di Benedetto
carte
Busta
Quando
la
i
nominava
13: Pindemonte
n.
Pindeinonte-Rezzonico
Fra
1802.
»
Questa
*
agosto
la scelta
voti
d' opere
autore
queste
completar
cadde
votanti
legge: «
in
aprile 1803
6
nelle
dei
contrarie
parla
1802
per
non
numero
si
foglioa
che
cosa
qualche
favole
21
terzo
un
soggetti
ca![ionedel
cui
ottobre
membri
dì 60.
numero
la
»
decreto
e
almeno
avrete
colle
Nazionale, di
membri;
30
peggio
costì i fanatici. *
L' Istituto
la
lusinga, che
contrario
in
porre
spargono
Un
Alla
Per
nuova.
mi faccia troppo la zuppa
non
fuori di
sono
succedere.
possa
io
sebbene
cosa,
stessa
conte
in
i8o3
i membri
Bologna
Moscati
e
la
prima
composero
viventi
tuto
dell'Isti-
adunanza
come
sotto
loro
im-
LXX
PREFAZIONE.
la
salva
taluni
hanno
così
andremo
ogni
in
riscuotere
Per
farete
Il
«
la
la
una
il
già
Voi
cosa
chi
a
scritto
difficoltà della
Classe
Dramatica
di
componente
quale
di
concorso
suo
di
di
che
ancora
in
numerosa
totale,e
altro
il
in
sarete
avere
non
epici ovvero
merito
mai
non
altro
nella moltitudine
sta
pochi meritevolissimi.
della
bella
tante, che
si faranno
un
oratori
giustamente
un
ciò
il
ammette
individui
nel
parti;e
dovere
ecc.
tate
no-
tori
gli Eletma
poeti drammatici,
tutti
è
la
di
sue
ma
Letteratura;
per
quantità
tutti
Questo
frutto. Per
senza
esiste separata,
non
a' vostri
Voi.
sceglieresoggettida ogni parte;
vostro
di
tìne
vorrete, onde
pochissimi nelle
potrebbero nominare
od
quando
parlatoper
e
riuscita
quella
è diramata
lire alla
preghiere ed
tra' qualinon
degli aspiranti,
La
pubblico,
Tesoro
sacerdote, propizi quanto
si spera,
già fatto,e,
la sola
500
alle mie
possiatedesiderare
è
sempre
1' avvenire,
indennizzazione.
ed
voti,hanno
del
procura
vostra
nume
di noi. Per
meno
al Burò
qual
sicché
doppio soldo;
aver
ancor
fu avvisato
mese.
regola
non
avuto
a
Milano
di
legge
forse
o
ecc.
riconosciuto
rici,
liPer
e
LXXI
PREFAZIONE.
dal favore
sostenuto
b'
vere
politiche
Nuove
quante
volete;sempre
v' ha
altra. Non
a
Questa
della Guerra
intanto
un
In
nuovo
a
accingevaa
dar
in
nel
e
dei
1805
che
a
1
Autore.
Mss.
).
che
della
Republica
trionfo.
il Pindemonte
legislativi,
l'editore
delle
a
Com.
Verona
»
si
duzioni
pro-
nel
1804
diede alla luce,
teatrali
varie altre cose,
di
sue
'
gli
depiraterie
fu appunto
Sonzogno
darà
il Ballerino
compiuto il suo
per salvarle dalle
vertirsi
di-
a
al Ministro
ed
piacere,
capicomici.E
della Bibl.
dietro
GsllegioElvetico
fuori la collezione
Oltre
l'
dal-
correr
presso
quattro volumi, i Componimenti
nostro
ciarle
sono;
pensano
secondo
solo ha
drammatiche
editori
non
del
continua
ai lavori
mezzo
ne
1' una
disparate
il ballo
sera
principioall'Anno
con
ce
e
nuove
nel Palazzo
Italiana. L' opera
e
non
nel
pregiodell'opera
falsità. Qui
tante
buon
dovreb-
non
dimenticato.
essere
«
del Nume
anche
di
del
questo
ronese
( Autografoteca Ve-
LX.XII
PREFÀZIONK.
parla il seguente
ancora
(Milano
rogna
Alla
«
a
vostra
Gennaio
i
venuta
cioè lire settecento
arretrati vostri
dal
riscosse
pagata
la
accresciute di
scadente
la riscuoterò
e
per
mille
mussitazioni
sentono
tutto
avrete
una
quattrocento
Abbiamo
ritornarsene
sembra
passati
lire
oltre le
e
di lire
ed
a
ducencinquanta,
dalla
veni.Amico
alla
in-
Al
fermarsi
in tutto
di lire
somma
diedi le
Sonzogno
eglidesiderato
Carli. Il
brevi
di averle
il torchio
sotto
nostri concittadini
tra
onta
di essa, le
sordina;ed
esorbitante
Alessandro
disposto di
spero ad
nell' esaurimento
andranno
Verona
del
questigiorni,se posdomani
avendo
che
nunziatevi
an-
due
cinquanta-
cinquecento,metà
ottanta.
e
qui due
Polfranceschi
cento
Cassa, come
spargere
giova presumere
ctate
di
in
dalla
tragediesabbato,ed
«
de'
Teresottola,avanzeranno
dennizzazione
quali si
civanzo
Sonzogno, giacché queste
pel compimento
di alcune
piccolotesoro,
un
di
credito,e finalmente
vostro
che
troverete
stipendi,di cinquecentoaltre
furono
lire
lettera del Ma
1805):
trenta
e
di
brano
cioè
primo
giorni,e
stissimo.
pre-
Luigi
sta
per
l'altro
qualche tempo. Expe-
mi. Osculatus
sum
genas
Leopoldi
PREFAZIONE.
Maximilianae
manusque
Questa
di Mad.
e
de
nulla
al
stasera
va
Stael
ingegnosa,però
lettura
compagnia
male
informata
scire
riu-
onde
italiana,
Italiani. Già
del famoso
questa la figliuola
essere
»
Gli
si
avvenimenti
repubblicadava
d'uno
speranze
luogo
del
19
al
del
della consecrazione
22
e
moglie *
alla
cui dovette
Da
Autore
vecchio,era
il
^
Fra
*
V.
giunto ad
le carte
320
della
dei
un'
tere
nelle let-
cerimonia,
del
Corpo
età,in
dei
volume.
gislativo
Le-
la vita del nostro
cui si desidera
non
e
si
travaglisostenuti.
famigliaPinJcmonte
presente
re
del Re d'Italia
solenne
membro
premio
clama
pro-
Napoleone I
Il Pindemonte
alla
Un
piùtranquilla
; eglibenché
sempre
riposo,come
p.
come
le
stabiliva la solennità
quest'epocain poi
scorre
base.
incoronazione
accenna
assistere
salda
marzo
pelgiorno 23 maggio.
seconda
prendevano,apparentemente
dichiarava
1805
marzo
la
e
d'Italia. Così
Regno
più
sempre
decreto
un
Italia;
succedevano;
stabile assetto
almeno,
cerca
in
Carcano
teatro
tuum.
'
Necker.
a
verbum
giudiziocritico degliScrittori
m' intendete
d'
secundum
della
intelligente
nel
LXXIU
Rezzonico.
PREFAZIONE.
LXXIV
Ai
primi del
I
Da
monte
a
Pieri:
Mario
di
grave
di
nier
mi
Un
Al
Alcune
«
mie
italiani
grafie
opuscolo del 1806
ed
ottimo
intento
padre
Pietro
II Pind.
anni
fu
tere
( Let-
»
Firenze, Le
Mon-
nel
Arabo
sposa
Un
freddo
madre
si tosto
Il
maggior
E
vati
lai,vide
Da
i tuoi
te
il capo
opre
a
dolente
al ciel rivolto:
me
gente,
fia tolto?
assalse
estingue entro
germe
consola:
nuove
l'ardente
le pene,
Vivi, ella grida. Ingegno
E
Anno
fibra accolto.
la mia
de
io
e
su
a
me
il petto.
le
vene
diletto,
l'ausonie
nuovi
e
onori
lui
scene
aspetto.
molti
volume).
questo
repente
1' Adriu
sguardo
de' miei
ogni
ogni
german;
del velen, che
Pronta
in
orrore
e
anche
di Mattia
strinse
di
dedica.
malattia,neW
tuoi
figli
l'amor
i
di
sonetto
berrimo^
cele-
probo
della
scoppiò sul volto,
col mesto
E
natura
1
e
Sclamò,
Udì
ti
poesia
di vaiuolo
p. lip
glia
fami-
agricoltura pra-
dona
giornia minacciar,
tosco
La
da
esultante
di questa
i tuoi
Quando
all'
ammiratore
179 il seguente
pag.
illustre
di
genere
famiglia
1796 (v.
Troviamo, quale ricordo
antica
dedica:
ginnastica distinto
ammalato
gravemente
Pianser
ogni
Ponzilacqua
addietro;cioè
quinto n")-ja
di
lietissimo
ricuperata salute
di
nella
elegante prosatore
fica
ora.
(s. a. n) porta la seguente
tragica drammatica
magistrato
d'
di
16).
p.
signor Legislatore Pindemonte
in
la malattia
cielo,è fuor
al
prima
Pieri.
Mario
a
IppolitoPinde-
occupazioni,e
or,
trasse
potè ritor-
e
scriveva
di scriverle
permisero
illustri
18Ó3
1806
fratello,che
mio
pericolo, non
si riebbe
ma
il 5 febbraio
Verona
gravissimalo
malattia
una
'
sepolcro;
del
sull' orlo
806
1
poetico
Butturini:
LXXV
PREFAZIONE.
alle
nare
la fine del
sdegno;
806 ;
1
ben
ma
conosciamo
Milanesi,che
presto
la
conosciamo
Non
infatti
Fu
politiche.
cure
se
corse
di
questo
il sonetto
d'addio
suo
ai
di tutti.
le bocche
per
verso
gnato.
fuggì indi-
ne
ragione
però
allora
Milano
a
Eccolo:
Paiiarotti
fotui,genìa bricona,
Ve
lasso, ve
Ve
maledissa
Gente
Verona
Ove
a
veder
genio, bontade
di
Asilo
D' infamità
Aborti
di
Feccia
Ladroni
e
mia,
ogni persona.
e
orrido
e
popol
rio
tristo,
lupanario misto.
in odio
natura
più
Maria
cortesia
e
il Ciel
sozzure
e
Patria
e
ritrova
via.
vado
Verona
torno
Città
incenerissa
e
biisarona.
e
p...
alma
Facilmente
Ve
e...
Ciel,Gesù
el
porca,
Finaliiiente
in
go
infami
e
Dio,
traditor di Cristo,
del
rea
a
scellerati addio.'
VI.
Poco
ci
resta
Ma
del Pindemonte.
ancora
'
Museo
ancora
prima
qualche
Civico
aggiungere
da
di finire dobbiamo
notizia
di Venezia.
sulla
Mss.
vita
golare
spi-
dalle lettere del Ma-
Cicogna 624:4(1077.)
LXXVI
PREFAZIONE.
In
rogna.
legge:
di queste
una
convocazione
La
«
pronosticase
in
Consultori,né
che
ordinaria,
cosa
di
egli è
Legislatori,
di tutto
fusura
o
col
o
mostri
o
Qualunque
sia per
sarà molto
più numeroso
ultimi
non
che
questa
resti
è
che
e
i
'
Fra
la carte
altra
nuovamente
contingentedi
con
che
un
un
il
questo
di
una
corpo,
e
re-
quale
il
faccia
nome
Corpo Legislativo.
Corpo
nuovo
quelloche
dar
Elettori
nasca
nuovo
faceva
luogo,
il
noi
due;
più
il vecchio
ma
più
o
non
ad abolirsi;
va
mezzo
per
il Sovrano
verosimile
si
lo rinforza.
della
noi
que' pochissimi,
aggradimento. Oltre
suo
di questo argomento,
che
all' evidenza;
accosta
sceglieràtra
di
si è
Corpo. Vedete, amico,
che
probabilità,
qualisaranno
comune
alcuna
coli'uscita de' più anziani,
tra*quali
una
alla rettitudine
voce
od
Contabilità,
essere
converrà
o
siamo
che
della
si formi
di fare ciocché
dell'estrazione
di persone
o
naturalmente
naturalissimo
nome
quindi
non
tronde
richieda tal convocazione; ed al-
che
e
vecchio
e
uffizi
di
o
cade
il loro
avere
1807, si
Collegielettorali
(diritto?)le Provincie
avendo
aggregate
dei
non
dicembre
4
mutazioni
non
questi.Oggi
elezione di
del
e' è anche
'
»
famigliaPindemonte-Rezzonico.
la
LXXVIII
PREFAZIONE,
Basta, il tempo
dite.
da
sarete
riformava
Napoleone
veniva
scelto
Gliene
la
1807^
del
Il
1
riuniti in
seduta
Tommaso
partecipazione
Marogna
2
Mss.
«
della
Il
suo
al
pienezza di
mancanti
Carlotti
fu
per
nel
ho
Verona.
1'onore
Autografoteca
la
Dotti
famiglia Pindemonte
il
oggidì sotto
delle
per
Nazioni.
»
Regno
(Tra
le
volò di bocca
Lettere
il numero
Fra
le carte
della
con
di Stato
ottenne
gliElettori
sempre
chiara,si
del Grande
della
nezza
pie-
de' Nuovi
che
mina
do-
famiglia
Pindemonte-Rezzonico.)
3
e
tori
degli Elet-
fratello
carte
ronese.
Ve-
mini
agliuo-
di appartenere,
il di Lei
Anche
Collegio de'
tale anche
i destini
amico
suo
gli antichi Dipartimenti.Il Cons."
Dipartimenti: così
mostra
di
presceltoa compiere
fu il secondo.
di voti
dal
si
non
lettera:
Repubblica delle
Collegio,cui
voti
furono
il Pindemonte
le notizie
ebbe
Com.
ed alla
tera
let-
con
il Moreschi) già noto
(scrivevagli
nome
dello Stato
in bocca
ed
Bibl.
bre
dicem-
i8
Collegi Elettorali
tre
la seguente
con
lettera del
generale:
Verona
da
mosse
1
i
giorno dopo
partiment
Di-
^
dicembre.
9
ne
il Pin-
gli Antichi
per
Giangiuseppe Marogna
e
Voi
e
»
elettore
diedero
cosa
Costituzione;e
Moreschi, altro elettore,con
del
ogni
'
ragguagliato.
me
demonte
maturerà
famigliaPindemonte-Rezzonico.
LXXIX
PREFAZIONE.
C.
A.
Milano
Ieri e' è stata
«
poteva
il Re
Vice
delle Dame
delle
Sua
«
Maestà
dopo
i
Decreti.
la Consulla
luogo
nel
vari
lo
di
altro
civile
fatti
ha
oltre
d'
siede-
Statuto
guito
se-
Il
molte
stante
re-
sone
per-
ecc.
leggere alcuni
Statuto
si
non
ed
cassa
non
invece
è espresso
Senato
soggetto per
si fanno
vari
tuti
Sta-
ed
lisce
abo-
avrà
si
più
tuisce
sosti-
il numero,
admessi
saranno
quellidegliExconsultori
un
Regina
onore.
ecc.
Stato, la quale
cui
la
ponente.
im-
dividua
di aversi fatto da tutti l' in-
In questo
stipendio.
nomi,
ed
altri Principicol
Consigliodi Stato,
almeno
Con
e
primo
Senato, di
un
né
Col
ed
riempititoda
nobile
grado
giuramento
e
spettacolo
Regina,
Cavalieri
loro
e
ringhiereera
di ogni
CollegiElettorali uniti
sua
-Regina
la
Corte
ringhierein parte, separata
di Baviera, la
Etruria,la
1807.
più magnifico pomposo
essere
Nelle
vano
di
l'Imperatore.Lo
di S. M.
alla presenza
di
i
Dicembre
salone
grande
generaledi tutti tre
seduta
non
nel
2!
a
e
tamente
segna-
ogni Dipartimento.
cangiamenti nelle
PREFAZIONE.
LXXX
del
forme
Consigliodi
Stato. Si aspettava
Statuto,col quale venisse
questo decreto
il
paresse
Mi
luogo
palpatala
sono
questo Corpo
non
ragionevolezzadi
tal
che
e
né
più
sapreicosa
io vi do
amerei
credere,ma
che
non
bambina
Giornali.
Né
Vi
le
j
1
Fra
di
Corpo
esso
né
mi
non
si parlerà
pagarlo. Io
per
rassegno
a
non
mi
più
venisse
dato.
Melzi;
Addio.
di
della
legge
sul
sia,
io
creti
Gli altri De-
Re,
leggerete tutto
ma
non
tere
riscuo-
Comunque
mese.
alla
nei
^
»
tardarono
avendo
Corpo Legislativo
progetto
dono
cre-
a
momenti,
soppressione
Legislatore,benché
abbraccio.
le carte
moltissimi
il titolo di
a
la
tanta
sussistere,
del Marogna
previsioni
Il
un
ed
taccata
at-
ancor
in titoli conferiti al Vice
consistono
sua
la
dopo questo
ancora
sto
que-
promulgarlo.
trovata
opinione,che
abolirlo
per
denari
più
debba
altresì che
moltissimi
da
1'ho
e
benché
però è l'opinioneuniversale
succederà
ne
il tempo
testa
al collo. Tanta
che
slativo;
Corpo Legi-
è comparso,
non
e
il
abolito
altro
un
voluto
ad
verarsi.
av-
tere
discu-
Registro,mandato
famigliaPindemonte-Rezzonico.
PREFAZIONE.
da
domandare
Parigia
LXXXI
qualchemodificazione
al Viceré
tariffa.
Napoleone prescrisse
tal qualeil progetto al
facesse votar
che
da
assemblea
quell'
allorché
in
impostatala
era
E
ottenuto
avesse
gli fu presentalo
cui
malgrado
quanto
di
decreto
un
con
un
tratto
quel capitoloe
si
si
soppressione,
del
di
lancio,
bi-
cifra delle spese
limitò
la fatica
lare
cancel-
a
la cifra assegnata
penna
in
Corpo Legislativo
due
parlòpiù.Vi sostituì,
più ossequioso,di
leva,
vo-
il successivo
si risparmiò
anche
pel Corpo Legislativo,
di
nesse
ripropo-
e lo
Corpo Legislativo
ulteriore disamina.
senza
che
alla
anni
funzioni
Italia non
dopo, un
consulenti
e
a
corpo
d' indole
il Senato.
elettiva,
non
VII.
Da
mosse
quest'epoca
i
poi
il Pindemonte
più da Verona, vivendo
tissimo tra
e
in
le
cure
della
in lode di S. Tommaso
la
e
tranquillo
ritira-
e dell'agricoltura,
famiglia
Fu
pensierireligiosi.
diede alla luce per
si
non
appunto
prima
nel
volta la
sua
1809
che
orazione
d'Aquino. Morì d'apoples/
LXXXll
sia
PREFAZIONE.
il 23
d' età.
Gennaio
181
nel
2
seguente
Del
scrisse in
Bene
volte
E
invan
e
Adattò
Pur
più
lo vide
volte
il
gli tese
Di
duol
Di
sua
fiera
la
Forza
Ai
a
scoccar,
esecrata
Ecco
forse
l'atto
di
Casa
spirtoardito.
fu
colpo
delusa.
sia fallito.3
Giornale
dal
dal
A.
23
Gennaio
Giovanni
60
1806
al
della
1828.
Sagramoso.
1812.
Pindemonti, Elettore
è morto
—
morti
1454
Isolo
D.
scorte
dagliabissi
in S. Nicolò
n.
la sorte
sentissi
suo
tolto
morte
di S. Pietro
Pindemonti
il
teme
varco:
vergognò confusa
e
feroce
e
ogni
l' incarco.
van
e
mancar
Febeo
del
Morte,
allor che
possanza,
quando
rea
2
di rammarco.
e
l' insidie
lampi
Ma
ad
colpo
Improvvisa sbucò, né
d'anni
lui il
forte
tremar
coprissie bilanciò
vane
Tremò
lui la
contro
le fallì la speme,
Ebbe
Ma
sull' infallibil arco
il dardo
Quando
Matrice
di
morte
sonetto:
Più
«
anno
*
Benedetto
1
sessagesimo
del
improvvisamente
la sacramentale
assoluzione
e
fu
Regno,
a
ore
5
del fu
Luigi,
cevuta
pomerid. ri-
sepoltoa
S.
dino.
Bernar-
»
2
(Nota
3
Alludesi
del
Del
Fra i
mss.
a
diversi
cui
colpiapoplettici,
andò
soggetto.
Bene).
d«lla Bibl. Com.
di Verona.
Varietà, busta 3.
PREFAZIONE.
I.XXXIIl
Vili.
Giovanni
Pindemonie
Carlo.
Luigi
amato
dal
dava
le
ai 14
nacque
più belle
del
marzo
speranze ;
difetto
balbettava
dare
una
fra
fra i
uno
delle
il Pindemonte
assistesse,
aderì, ma
né cantando
nella
vole:
piace-
villa dei
Perez,
condizione
accordata
subito; ed egli salito
villani. La
tanto
conti
erano
senti
pre-
celebri
popolo
capisi doveva
la battitura.
quei signori perché
di
parlare ai
sto
que-
zare.
destro,scher-
gli altri
permesso
con
il
ballo, dopo
da
a
bene
seb-
e
Pasque Veronesi, vi
festa da
dell' inferno
giovane
di conversazione
giorno
ove
Valpolicella,
Allegried
Pregato
Era
un
air epoca
assai
lingua,talché parlando
quando glieneveniva
Trovandosi
assai
recitazione
recitando
conosceva.
amava,
fu
e
alla letteratura
morì
ma
nella
nella
alquanto,né
difetto si
un
1785
e
1814.
valente
era
avesse
in
a' 13 ottobre
figli:Luigi
padre, perchè dedicatosi
Giovanni
Perez
due
ebbe
sovra
che
gii
licenza
un
e tanta
spirito
vi
fosse
gli fu
carro,
vellò
fa-
energia,
PREFAZIONE.
LXXXIV
che
alle loro
Un
spaventatiad
i villaai
né i Perez
case,
prete, che
recitare
doveva
in
sua
vestitosi
Quindi
una
Il prete
suo
da
un
gran
l' uomo
la voce,
di
a
ma
e
lo
farlo in
negò.
Diplausi.
ap-
rabbuffo
dal
nostro
tore,
Au-
lode
la
Grave
sua
sguardo,
indusse
nel
«
Da
tutti è
La
parlante discoprea prima
e
imponente
amabili
ceito
le
freno
niere.
ma-
paziente,
im-
moltiplicicarriere.
verseggiareimprovviso:
fantasia
quasi soprannaturale sommi
altri
del
Pindemonte.
genio, di
suo
lo
correre
pronta
e
dolce
Acquistossigran
facile
di Giovanni
sentimento.
vastità del
La
il ritratto
animata
fisonomia
giunta
con
ria
Ma-
moltissimi
contemporaneo:
un
l' ingegno
conosciuto
e
Santa
presso
ap-
il titolo di
dare
ottenne
perciò
dare
col
dettato
ha
ebbe
giorno
Vescovo.
Termino
sua
ed
Maria
Santa
vo^ione a
nel
che
sacerdotali,improvvisò
gli piacque
cui
predica a
la festa.
dagli amici,non
abiti
con
volsero
più dare
gli piacessedi
se
che, confortato
il
si
uno
panegiricoin
un
il richiese
Progno,
vece;
poterono
colà, e
era
pur
ad
uno
a
quest'empito sacro
plausi egli colse
e
estemporanei cantori negli argomenti più
LXXXVI
i
PREFAZIONE.
necessari
più
non
riscontri,
la mia
Spero
«
di esserlo
Autore.
Egli
che
pubblicazione,
ha
una
presentargli
è la coltura.
quanta
) Ginevra
2
inedita
Dalle
del
notipe
brano;
Questa
«
Lodovico
compagnia
comparve
Gio.
di
la
Signor
eh'
egli
gentilezza
cui
Ginevra
di
togliamo questo
si
furioso dì
mes-
qui
trovano
trassegnati
con-
scritta espressamente
dal
volta
1796.
tica,
composizione dramma-
versi,fu
diretta
Venezia
sulla
dell' Orlando
su
nella
per
capo-comico Florio, e
questo
sera
consecutive,fornite
le assicurarono
spetto
ri-
mio
del
lui la
Luigi Millo.
fortunata
Crisostomo
recite
in
storico-critiche
prima
e
disco
ar-
trale
Scoria rappresentaiione tea-
Ariosto, di
alcuni
anzi
essa
»
dal poema
tratta
Dieci
pe'suoi talenti
; prova,
in fine al volumetto
Sco:^iaposte
S.
essendo
di questa
meco
prova
considerazione
isdegnerà,tanta
non
si adirerà
non
l'ingenua stima
della mia
e
la
questa parte
lustre
per parte dell' Il-
egualmente
singolarmenteispirato.Con
dire di
ser
intenzione. Per
buona
gannata
in-
avere
quasi affatto tranquillo.
sono
mi
dovrebbero
4
d'
quella fama
teatro
detto
gennaio
un
1795.
pieno
di cui
di
gode
corso,
con-
pre-
LXXXVII
PREFAZIONE.
non
al
fama
sentemente:
la
poco
acquisto contribuirono
cui
con
quella di
Ferro
coli'altra
Ginevra,il giovinesignor Zannoni
il
Ariodante,ed
signore Alberto
Nello
di Polinesso.
compagnia Battaglia sulle
egual
un
solo in
non
favore
in
concorso
Verona,
ha
Venezia, essa
anche
in
in
Padova,
Bologna,
Pisa
ed
stata
ha
replicata,
in
medesime
quattro
per
dalla
riprodotta
autunno
scorso
in
in
Napoli. In
parte di
colla
Bruni
signora Angela
sere
di
seguito.Ma
di
goduto
Treviso,
Milano,
di
ognuna
riportatiin
ebbe
scene,
in
in
codesto
Vicenza,
Livorno, in
città è
queste
e
ognuna
riporta
grandissimiapplausi.»
tuttora
Luigi
Millo
il servitore
era
del marchese
vanni
Gio-
Pindemonte.
3
)
Orso
Ipato tragedia del
In
Pindemonte.
Libertà
ItaUana.
All'Italia
Dalle
Libera
tragedia,la prima
e
senza
mie
il timore
condannate
comparve
democratizzata
Venezia
1797
scritta
me
censura
sulle
Venezia
I della
Anno
scrive:
con
scene
«
Questa
libera
indivisibile compagno
alla
vanni
Gio-
stampe delli cittadini Casali.
r Autore
da
cittadino
penna,
dell' altre
dalla presontuosa
ranza,
igno-
del Teatro
della
Civico
rappresentata da
me
mede-
LXXXVIII
PREFAZIONE.
da
e
Simo,
Fruttifero
V.
piijfelice
Cittadini
I della Libertà
anno
1797.
deran
altri valorosi
S. Non
avrei
Io spero
—
del mio
diletto nel
i buoni
Obelerio ;
25
bre
settem-
esito
Patrioti pren-
degli abborrevoli
delle eroiche massime
e
leggereuna
potrà certamente
1 1
Italiana,
contrasto
tirannici sensi di Orso
giorno
potuto desiderare
che
parte nel felice
il
mocratiche
De-
che sentiranno
e
che
qual-
Tragedia, alla quale non
niegarsi 1' unico
pregio d'
essere
perfettamenteRepubblicana. »
Neil' ultima
i
pagina
de' Cittadini
nomi
della
concorsero
Giovanni
del
che
alla
Il cittadino
la parte
sostenne
leggono
rappresentazione
Tragedia.
presente
Pindemonte
si
volumetto
lerio.
Obe-
di
'
4)
'
Un
Orso
Avviso
Ipato tragedia
che
si
tra
conserva
(Museo Civico di Venezia)
dice
TEATRO
del
Gio-
cittadino
gli opuscoli Cicogna
:
CIVICO
Avviso
«
Questa
Qcc.
«
sarà
di Domenica
io
settembre
( 1797 ) si
ranno
espor-
tee,
Domani
sera
Giovanni
rappresentata.
Lunedì
Pindemonte
•
1 1
si darà
la
Tragedia
intitolata: Orso
dino
del Citta-
Ipato,mai
più
LXXXIX
PREFAZIONE.
In Venezia
PiNDEMONTE.
VANNI
tiene nell' opera
sia
di
raccolta
farse
di
corredata
Giornale
dei
Venezia, il
di
Ipato noi
siamo
i voti sommi
del
XVIII.
In
coltissimi Veneziani
di
di numerosissimi
di S. Gio. Crisostomo.
teatro
maestria
con
Obelerio
e
lui altri
con
attori
comparvero
decoro
e
egualmente
valorosi.
energicie
Tanto
è
più
fu incominciato
soli ventitré
Visnadel
da
lodarsi questo lavoro
compiuto
e
nel
breve
quanto
periodo
di
giorni.»
è anche
lettera
una
18
) Elena
na:{ionaletratto
seconda,
nostro
per undici
che
spontanei
stesso
rappresentòla parte
3
e
1797.
testimoni
e
ampio
L' autore
da
l'anno
vore
fa-
nieri;
stra-
come
Venezia, tomo
di Dicembre
uditori nell'
C
italiani
alto
storico-critiche
noti:{ie
Teatri
mese
più
del
e
«
ebbe
«
drammi
critiche togliamo: Quanto
notizie-storico
all' Orso
sere
così
teatri
con
applaudito os~
tragedie, commedie,
pubblici
Dalle
moderno
godono presentemente
che
sui
// teatro
:
Si
MDCCXCVII.
novella
critica di
Fabio
Gritti
gennaio 1798 (?)
e
Gerardo
dalle
XLI.
a^^ionepatetica fatto
Novelle
del
In Venezia
Bandello, parte
MDCCXCIX.
Si
PREFAZIONE.
XC
nell'opera://
contiene
t.
ecc.
Le
la annunziano
comunicata
venne
che
e
noi
tetica
pa-
«
benefica
da
che
rappresentazione,
inedita
ci
dito
applau-
XXXVl.
notìziestorico-critiche
mano
moderno
teatro
offriamo
al
pubblico.
»
Una
1
799
»
fa queste osservazioni
l' uso
di
dal
intelligibili
di
Gritti
lettera di Fabio
parole
misto
: «
di
ora
ancora
non
ben
per
fra loro
po' troppo
un
po' troppo famigliare,mostrano
e
Abano
agosto
4
esclamazioni,
frequenti
non
facilmente
uditorio,le figurepoetiche
desinenze
spesse
Le
ricercate
scioglierei lini, di pino
altre;le
«
formato
robustezza, che
a
si
uno
galea
molte
e
guaglianza
rimanti; l'ineelevato
un
ora
stile difettoso
quella decenza, precisione,
al
convengono
gico
tra-
stile.
«
Non
La
sempre
è
lezze.
priva per altro questa tragediadi bel-
regolaritàdel piano, l' interesse
sostenuto, bene
il pateticoeccellentemente
distribuito,
impiegato,gli accidenti
con
miglianza ed egualitàdei caratteri,
se
si
quello di
Pietro
Candiano
maggiori suoi pregi.
»
quasi
ecc.
ecc.
sono
verisieccettua
alcuni dei
Xa
PREFAZIONE.
critiche del
alle
contrapposizione
In
editori
annotavano:
verità,che
della
questa
Convien
«
1'Autore
mai
ziata col titolo di rappresentatone
col
che
dardi
Come
le
Gerardo
e
copie delle
d'
genio
dell' Autore, così la
a
si
vi ha
ragione
leggono
che
e
Noi
nostra
all'Elena
*
Gerardo
e
DelP abate
poeticoquarto
autore
Andrea
1796
i' Elena
O
e
di
un
noi
il titolo da
Rubbi
sonetto
per
E
dentro
si
legge
a
S. E. M.
a
p.
238
Gio.
Ceneri
possa,
degliaffetti
umani,
piacer mi spalanchi una
fossa,
astringia palpeggiar le
m'arretro
d' orror?
que
dun-
qui
proferir
adottato
As^ionepatetica.'
tragico stil magica
Tu
che
lecito di
Gerardo:
Dominatrice
Ne
tragedia.Egli
ci facciam
di
mano
regolartragicaopera
a
Ecco
opinione
in
quei difetti
trovato
certamente
disconvengono
secondo
sempre
copia caduta
il titolo di
del Gritti portava
tali,
perchè
credute
o
si moltiplicano,
non
applaudite,
il
positori
sup-
tragico dramma.
un
buone
cose
dai
coprirsi
a
scagliaredai
lui si poteano
in Elena
enun-
losa,
serio-spettaco-
quale artifizio egli venne
contro
preteso che
tragedia.Egli l' ha
poesiasia una
sua
ha
non
purificazion
a
sapere,
Gritti,gli
Queste
fredde, inariditi crani
son
mani.
ossa,
»
dell' Anno
Pindemonte
PREFAZIONE.
XCII
Donna
6)
MDCCXCIX.
moderno
il
applauditoecc.
Gritti in
Fabio
stile
ai
In
I
Mastino
Venezia, il
Una
moderno
E
Or
rileva molti
»
Di
que' cui
fra
Elena
O
colpa 1
Sento
Ne
so
o
urto
questa?...
vista!
o
Visnadel
«
più
né
scossa,
m'
e
si
sogno,
aggiro,
move:
o
deliro?
meraviglienuove!
ignoto poter,
provar
contiene
questi vani.
gliestinti palpitae
è
sostenuti.
t.
dita.
inel'opera:
nel-
XLII.
ai 15 dicembre
difetti,
però la giudica
in
brancolando
del
1799.
die 1' ultima
morte
affastellò confusi
mentre
Un
Gritti
gletto.
ne-
peripeziadel
applaudito ecc.
di dicembre
mese
lettera di Fabio
1799
Si
la
teria.
ma-
Scala, tragedia
MDCCXCIX.
Venezia
Il teatro
In
della
della
l' eccellenza
verità dei caratteri ben
la
protagonista,
inveri-
tutta
sparsa
alla
motivi
sto
ago-
22
prolissoe
pregi, rileva
dei
piano,la squisitezza
7)
è
cui
disuguale, troppo
Quanto
ai
Abano
«
distribuzione
mala
tragedia;secondo,
Poi
Venezia,
seguentidifetti: primo,
d' accidenti,di
similitudine
In
1799.
lettera
una
i
nota
»
1799
XXXIX.
t.
Panno
// teatro
neir opera:
Si contiene
di settembre
mese
nezia
In Ve-
Caritea,tragedia inedita.
d' amor
dolce
sospiro.
pianto
altrove.
XCIV
PREFAZIONE.
due
tometti
Giovanni
Pindemonte
m'
giorno
sì
degno
di
di
fanno
una
rinunzio
loro
mie
mi
non
coscienza
perdonar loro
cui
ignoranza
e
per
certo
per
di
sono
i
privatoloro
Gerardo,
Donna
di
il marchesato
ora
torto
o
per
interesse
di
sere
es-
indulgente sul
così
non
e
un
scrittore lor
Ginevra
mi
ebbi,anzi
poi in grado
fatte passar
e
somma
componimenti
cioè: La
e
uno
non
voglia
sento
quelle copie deformi,
o
sicuramente
blica
magistratodella Repub-
un
stampate
avere
pressi
im-
ed
semplice cittadino,
un
que'signorieditori
punto di
più
tento
conpassatitempi fregiavami,
pubblicaliberalità
verso
è
che
uscirono
mai
di buona
essere
Italica. Ma
un
me
quei signori editori
titolo che
ne'
ciò
e
l'
Del-
binazioni
compolitiche
accetto
non
contea,
che
le
volumetti
che
che
assai di
già
regalo
più
eziandio
raccolte; e ciò
per sempre;
lo
privilegio,
spontaneo
del conte
quelle regioni a
a
tolto
di
riso,questidue
con
per
in cui
avevano
care
Tragedie
insieme
1800, tempo
anno
lo
titolo:
questo
con
posso
sì
per
opere
buona
a
con
manifesto,
malizia,
somma
hanno
la
zione
riputa-
cognito denigrata.Sette
ne' due
volumetti
compresi,
V Orso Ipato,V
Sco:(ia,
Caritea
regina
di
Elena
Spagna,
il
PHEFAZIONE.
I
Mastino
della
Scala,
l' Agrippina. Esse
nel
Teatro
biature,delle
'
supplementi.
Ho
sono
errori,delle
mutilazioni
rono
impresse fu-
in conseguenza
medesime
medesime
e
sgor-
de' medesimi
biblioteche,
specialmente di
nelle
Venezia, questa edizione;ma
neanche
PiNDEMONTE
non
riuscito
sono
a
esemplare.
un
Coloni
Il)/
e
»
cercato
vederne
Leucade
di
che
stesse
applaudito,e
de' medesimi
corredate
Salto
il
le
son
XCV
Candia
di
edizione
veronesc,
vanni
di Gio-
tragedia
delfia
prima. Fila-
1801.
S'era
«
intitolata i Coloni
stampatori:
nel
nell'anno
a
ma
1801
questa dovette
e
si sarebbe
1
II-
12.
la
tragedia
de'
agliartigli
senza
teatrali.
Veneti
inciamparnel laccio
patriae
fu
impressa
la data di Filadelfia.
i dirittidi
rispettano
tutti
quellidegli scrittori,
stampata quellatragedia,non
Componimenti
p.
si
con
in conseguenza
ghermita, e
come
mia
cara
in Verona
Filadelfia dove
gli uomini,
non
di Candia
istesso della
seno
Ma
(scrivel'Autore)
sottratta
il consentimento
si
sa
dell' autor
Milano,Sonzogno, 1804, prefazione
PREFAZIONE.
XCVI
Conviene
SUO.
però
al
de' veneti
ghermitor
anch'
sebbene
è la
essenziali,
è
la
disconoscere
d'
dovuto
a
compiuta
delle
piraterielibrarie
molte
dà
Baccanali,
contiene:
I
Coloni
perchè
cinque
al P.
in
: «
quest'opera
Io ho
luogo di due
capaci.Appena
e
inviai il mio
che
indirizzo
cominciata
sapessero
ebbi
alla
può fare,e
a
far
che
mi
meglio
scriveva
cosa
alloggioassai
in
glio,
me-
ne
ho
trasmigrazione,che
sì
stamperia Sonzogno, acciocché
trovarmi.
dispostissimoa
son
il II:
;
stanzine, ora
fatta questa
fosse la stampa
ove
Ideila
Candia
che
d'
anguste
che
15.
ecco
cambiato
fazione
pre-
tragedie
Mastino
di
Sulla
di
Autore.
notizie sulle
2
Rosmini
La
lungo
Il I volume
stampa
dei lavori teatrali
stesso
Componimenti teatrali,prefaz.p.
eh' io
1804-1805.
dallo
'
tosto
ì*iti-
curata
subire,e
I
Scala,
Carlo
meno
teatrali di GiowAum
Milano, Sonzogno,
Pindemonte,
medesime.^
si
padre possa
un
»
1' edizione
parla
ha
l'altre,
ed
quattro.
È questa
del
zione,
questa edi-
*
propriafiglia.
veronese.
volumi
di tutte
mutilata
men
12) Componimenti
DEMONTE
veronese;
fronto
con-
rori
ripienadi molteplicier-
essa
cui 1'affezione
quellain
giustiziain
eh' io renda
Quindi
servirvi
permette
converrebbe
del
in
vostro
potete
quel modo
la fretta de'
ch'io
quarto
sicuro
esser
che
per
Sonzognani,
vedessi
se
lume,
vo-
me
ciocché
per-
gli errori
PREFAZIONE.
Agrippina, Il
Salto
il III; Elena
Orso
di
e
Ipato;il IV:
XCVIl
Leucade, Ginevra
Gerardo,
Adelina
Donna
Teatro
1
3
Rosa.
Si
Venezia
l'anno
contiene
l'opera
teatro
raccolta
divisa
annuale
godono presentemente
di
I
di stampa
il che
essere
in
fine di
da
me
fu mai
corretti
immagino
vie
di
«
Bibl. Com.
applauditoossia
di
mensuali
drammi
lumi
vo-
farse
che
favore
sui
e
alto
come
data
stranieri,corree
dai
Pur
di
d'
indice alfabetico
un
inseriti
compositoriosservati,
troppo in
rileggendoi
m' incontrai
quegli error
apponendovi un
NB., che
credea
dover
a que'compositori
svegliarino
ignoranti;
con
quanta
bile
17 Ottobre
anche
vi assicuro
1804
e
nausea
l'effetto che
maggiormente
ma
negligenza,
Milano
in
teatrale
componimenti
prodotto,e forse m'avrete
avran
Antonio
più
furono
molti
Pinde-
presso
dodici
del
permesso.
in
sufficiente
un
in
tutti i
corretti
potete credere
non
M'
avca
moderno
italiani
cosi
già stampati volumi
eh' io
8o6
notiziestorico-critiche
mi
non
1
tragedie,commedie,
pubbliciteatri
scorso
Di-
un
Giovanni
nell'opera:Anno
del
continuazione
di
Quin-
Italiano.
) Cianippo tragediadi
In
MONTE.
Caritea,
Roberto,Lucio
e
Chiude
^f/oCincinnato,Cianippo.
sul
di Scoria;
»
che
della
io ciò
in
in vostro
ciò
non
scopersi.
voi
Autore
cuore
fu.
•
ciato
tac-
tera
(Let-
corrisp.Pind., nella
Verona).
e
XCVIII
PREFAZIONE.
nei detti dodici volumi.
Venezia
Si
Maggio
da
Carlo Rosmini
Udii
«
Cianippo,non
la
al
Cicognara lesse
l'arte
cui
con
il mio
di che
Marogna,
ma
il
vostro
soddisfazione.
mi
che
concederlo.
Si
inoltrata. Era
molto
e
primi atti,
tutti
disse
che
prima
che
pensò
ad
Questa
un
vi
si
lodar
sì difficile e
introdotto. Bravo
avete
sera
folto,
nel
convennero
leggerannoi due
impaziente.Ciò
molto
il circolo
argomento
un
l'interesse che
son
altri i grandissimi
Verona
a
gedia.
tra-
Leopoldo Cicognara di leggerlo,
a
Nane, bravissimo.
rimanenti,
da
mia
maneggiato avete
e
questa
su
quanta
poteva
non
i tre
il calore
dilicato,
poeta
e
ConsigliereCarlotti,
già fosse
sera
al
riscosso
con
imprestitoa
si propose
e
comechè
ha
potete credere
promesso
compenso,
scriveva
Cicognara,da Stratico,
e
costui letto l'avesse,
che
atti
piacque ad
pubblico culto generalmente qual è quel di Verona, debbe
aglialtri. Solamente
piacereanche
che
Rosa.
estimatore del poeta. '
un
applausiche
chiesi ieri ad
l'aveva
un
V. In
tomo
Antonio
presso
così
dalla
sinceri
e
Lo
terzo,
leggono alcune notizie storico-critichesopra
Cianippoestese
1
1806
Anno
il
rappresentia dovere;
(Lettera
Bibl.
nella
monte,
E
Milano
«
abate
un
1804
«
»
Com.
Nicola
dove
ma
Ottobre
17
1804
di Verona
Dormi
»
di V.
intitolata Cincinnato
d'un
ingegno e figlio
gliabbia
Italia?
»
Pesaro
«
all'autore
io
17
glio
lu-
del Cincinnato:
concepita della più
che
qui ò
temente
valen-
media
rappresentare la Tragi-com-
parto
criterio
da
in occasione
intesa da bravi Commici
in
corrisp.Pinde-
della
scriveva
S. lUma
compagnia
).
d'ogni espressioneò
singolarestima
una
trovarla
(cit.corrisp.Pindemonte)
Sovra
cinnato pare
vi auguro
degnissimodell'elevato
»
Questo
singolarissimo.
suscitato lo sfavore di
suo
Q'h-
Napoleone.
PREFAZIONE.
14) /
Si
contiene
Giovanni
Pinde-
presso Antonio
Rosa.
tragedia^i
Baccanali
In Venezia
MONTE.
XCIX
l'anno
1
807
nell'opera:Ter^a
di scenici
raccolta
all'anno
componimenti applauditiin continua!{ione
Teatrale
V,
tomo
Ci
Venezia
In
da
estese
Adelina
e
Giovanni
Pindemonte.
Antonio
Rosa.
1807
Roberto
i Baccanali
veduto
nei teatro
le diveneto.
tragico
l'anno
Antonio
ecc.
Roberto
estese
Altre edizioni
teatrali del
da
t.
V.
In
un
Silvestri
la
nezia
Ve-
Catholique.
composizioni
fatte delle
ma
lina
Ade-
non
hanno
vale la pena di
tanza
impor-
ricordarle,
seguente:
16) Componimenti
con
M.
Pindemonte;
si eccettui la
colta
rac-
Rosa.
furono
e non
bibliografica
di
1807 presso
nell'opera:Ter^a
componimenti
presso
ha
dramma
In Venezia
Rosa.
Antonio
aggiunte notizie storico-critichesopra
Sono
È
che
Baccanali
Si contiene
di scenici
se
presso
individuo
un
critiche
-
1807
prime recite dei
15)
e
notizie istorico
notizie storico-critiche sopra
sono
ciasette
di
corredata
discorso
tóafra/i if Giovanni
sul
MDCCCXXVII,
teatro
volumi
demonte
Pin-
lano,
italiano. Midue.
della stampa Sonzogniana del
riproduzione
PREFAZIONE.
G
è
1804: soltanto
in
Ginevra
di Scozia
italiane per
e
non
cede
non
ad
smondi
Milano, dicembre
XIV
1820
Sismondi
voi.
2
s'ingegnò
di
di naturalezza
siccome
delle
da' Critici del
di
spingerea
alcune
storico
circostanze,questo
suo
paese,
il coturno,
e
lo
i
XIX.
:
allargare il dominio
un
grado più alto
richiede
autore
pure
colo
se-
stri
Milano, Silve-
Schlegel osservò
quali gli
d' essersi
dal
italiana
composizioni tratte
il genere
che
senti-
Egli esprime i
secolo
E
—
fortemente
spettacoloe
letteratura
179-181.
p.
scuote
conosce
385.
p.
fino al principiodel
e
tragediaitaliana,
umiliato
^
Della
nissimo,
pie-
il Si-
prima
il Pindemonte
dello
scena.
1827
S.
Pindemonte
e
la
anima
è
fra i nostri tragici
molto
che
teatrale,
coli' apparato
riempie ed
De
E
che
l'effetto
bene
grandemente
rano
troppidifetti oscu-
che
non
»
scene
parte il Pindemonte
gli assegnano
e
osservato
la fantasia
2
: se
la
e
le
sovra
moltitudine
inferiore,
posto
avea
molto
•
alcuno
che
sentenziava
sempre
questa
per
tal lode
una
un
dalla
forse
e
^
L' effetto
teatrale
applauditi.
torto
a
rimarranno
essere
Silvestri comparve
critiche i Baccanali
le
tutte
del
Italiana
Biblioteca
dispettodi
e poprefa:{ione^
ste
notizie sulla vita dell' Autore.
questa edizione
la
pubblico,
a
«
la
ommessa
luogo brevi
suo
Quando
al
stata
«
vanni
Giodella
di verità
dall' istoria. Tuttavia
cazione
precisione nell'indiebbe
vivi
diedero
accusa
alcuna
volta
rimproveri
d'aver
dipartito
cu
PREFAZIONE.
Ingegno vario, animo
lasciarsi
a
della
parte
le
e
ne' suoi
vicende
occulti,poi palesidel
tutt'uomo
nel
cui s' abbandona
a
della guerra
il
quale vede
mutazioni
la forma
che
dalla
vecchio
Pindemonte
il
trema
pensando
per
dilagareil
del
vecchio
bisogno urgente
ma
radicali;
e' è
di
religiosoè
e
si
può
pagnare
scom-
di politica
i cardini
religionesono
edificio sociale. Quindi in
non
trizio,
pa-
comprende
non
non
politica
di
a
rivoluzione
religiosa,
perchèquellaforma
quella forma
dà
Si
cessi,
deploragli ec-
sociale
politico,
il movimento
e
sente
e
stanno
imagine
vera
di riforme
e
tutt'uno,
del
la
Maggior
Francia,si scandalizza
religionee
sovversivi
principii
tali
da
nemici, prima
della
tempo
la
alla
mossa
propriopaese. È
che
medesimo
del
Governo.
idee
le
mente
fedel-
visse. Esce
fra i
Veneto
diffondere
a
francese; ma
che
cui
famiglia nobilissima,fa parte
si schiera
buona
riproduce
e
storico,in
Consiglio; eppure
vicende
scritti riflette in
dell' epoca
il momento
una
facilissimo
impressionare.
Egli quindi nelle
vita
sua
accensibile,era
od
contraddizione,
Giovanni
è soltanto
apparente.
I versi
da
politici
me
con
molta
pazienzaed
PREFAZIONE.
raccolti
amore
e
La
riproducono questo
documento
come
ha
non
nella vita
la
deve
mia
poeta. Per
un
che
gli
poetica.Ma
gli manca
la purezza
ci
poesia non
vita
se
può
sempre
cui
della
Non
si creda
spirata,
in-
tare
risuscinon
della concezione
la materia
forma,
essere.
concetto
senza
poetica;
ganza
l'ele-
e
di cui
vera
corretti
Prefazione pag.
Giambi
con
XLII.
si
sere,
es-
quel periodo
calzavano
succedevano,s' in-
rapiditàvertiginosa.
abbiamo
G.
tale doveva
destinato
gliavvenimenti
una
E
mantenuto.
in Giovanni
Carducci
e
s' è
quella di
del
profondità
riprodurreera
grande poeta,
raccolti
esse
in
con
'
sìa
le
improvvisando;e improvvisatores'è
a
se
che
la
storico,in
Ma
esistere
Egli ha incominciato
modo
certo
cessare.
spesso
la
il Carducci,
tale il Pindemonte
essere
manca
sempre
di
ad
caratteristica: 1' ardore
una
e
osservò
poesia,che
intenzione
rico;
sto-
periodo.Cessate
necessariamente
che
adunque
la
bene
dato
un
momento
alla luce.
ragione
sua
d'
politica
condizioni,anche
sua
io li do
come
poesia politica,
'
ha
CHI
Pindemonte
nobile
una
ed
non
abbiamo
figurad'
un
uomo,
epodi ( 1867-1872)nupvamente
prefazione. Bologna,Zanichelli 1883.
—
CIV
PREFAZIONE.
sincero
un
della libertà che
alle
difesa
da
esente
certi
parte
tempo,
molta
e
in
parte
visse,servono
che
a
forti amori:
due
Verona
i8
Gennaio
uomo
ricomporci nella
nella
che
1' arte
e
la
Qui
incorso
un
dal
28
a
ultimo
da
pag.
che
e
XIV,
mi
ove
leggere:
luglio lyjS
ecc.
ad
e
dover
sua
che
ogni
in
interezza
sua
vita
non
ebbe
'
patria.
i883.
Giuseppe
'
di
dell' epoca
conseguenza
in
Non
volume.
questi errori,
ogni
ad
sono
dell' uomo
l' immagine
Così
videre
di-
a
pagine del
creduto
ho
vita,
esiglio; è
molte
questo
non
errori.
comuni
sono
e
di
difetti;e
suoi
dell'
nome
della
in Francia
egli scrive
parte
in
è
agli agi
altri i dolori
della libertà che
tacere
cui
egli rinuncia
tanti
teatro
suo
in
libertà. Ed
gioie della famigliae ripara
con
fu
della
amatore
rettificare
preme
nella
colla
linea
un
prima
famiglia
Biadego.
di stampa
errore
si
deve
di Daniele
gere
aggiun-
Dolfin che
POESIE
POLITICHE
A
GIORGIO
PISANI
PROCURATOR
DI
MARCO
SAN
(1780)
Non
antiche
per
D'avi
in
Coppie
E
a
barbarici
Vide
Al
Ma
il
facondo
dier
Rise
al
suo
Volsero
Gli
re
di
parlar,
sedia
invidioso
splendidi
fasci
al
LucuUi
a
e
littori,
Tebro
tanti
e
cinte.
consiglio
e
senno
lauri
tempia
il latin
merto
avvinte,
tesauri
e
le
i fati
giogo
vinte,
meritati
curul,
Scauri,
tauri
al
gemme
d'Arpin
vollero
Come
robusti
nazioni
a
i
e
campagne
Tarpco
console
Gli
vaste
predate
per
di
immense
per
dipinte
Fabrizj
coi
congiunti
Non
Non
immagini
genio;
amici.
e
il
ciglio
onori
i ricchi
Apici. (1)
POLITICHE.
POESIE
PALINODIA
color, che
Trionfano
de'
Effigivantan
ai
Ed
Qua
Le
plebei,che
insidie
E
noi
Le
Senza
E
braccia
son
sguardo
mense
Ridono
con
intanto
Scipj e
coi
le
tauri
avvinte.
corna
vìnte,
son
oro
sparse
crin
Scauri,
tesauri,
e
strappatii
di ferrei nodi
all' appressar
liete
Coi
so, dal
e
sfrenati
furo
fu, senza
soccorso
Il torvo
A
quai
popolari ormai
all'Orator,che
Come
Fabrizj
là muggian,
e
dipinte
le
lauri
cinte.
consiglio,
degli
cercò
orridi littori
invan
gli
amici.
allegro ciglio
sui
fugaci onori
Pompei,
LucuUi
e
Apici.(2)
POESIE
io mille
Ed
Ma
di
il
gemino
Pelope
Cipro
d'
Che
ove
tua
Che
man,
Dandolo
al grave
tu
bella
superba
Vinegia, e siedi
sei chiaro
ben
dell' etade
fronte
freno
in
torna
alloro,
fra loro?
tesser
all'Adria
non
è P
dov'
il ricco
Donna
saggia qual
un
del foro;
son,
Nettun
e
più popoli ancora
Se
ponte,
onor
alla
corno
Marte
Imperiosa
lavoro,
regni, e Negroponte,
aureo
Stassi in
Ma
i
conte
e
marmoreo
augusto
Candia
e
Dovean
Di
del
FORZE
illustri
Pericleo
audace
l' arco
E
qui veggio
d'eterno
Opre
VENETE
DELLE
ABBANDONO
Ben
POLITICHE.
o
urto
seno;
vedi.
un
Mauroceno,
ornai
cedi.
(4)
POUTICHE.
POESIE
io pur,
Sei tu?
Ti
veggio
Che
de
l'adriaco
La
eulta
la
E
li nido
Lance
In
La
Ma
prese
debellata
son
Ahimè
le
! che
Veggo
Schiavi
la
tra
sede
alloro
viltà,miserie
e
tranquilli
augusta
latina?
il natio
sol vegetar
giusta
divina?
virtù
trionfator
leggi,ove
inchina,
d' Astrea
che
gli eroi
molle
adusta?
sua
libertà
reina
e
Africa
librar
a
al crin
Cinserti
Ove
in cui
cui rinnovellò
dove
l'Asia
e
di mostri
è questo
città vetusta,
donna
mar
Europa
piena
1784 (5)
L'ANNO
VENEZIA
A
con
de
gli anni?
governo?
e
giro
timidi
eterno
inganni
alterno
tiranni.
(6)
POLITICHE.
POESIE
AD
EMO
ANGELO
(1784)
famoso,
Eroe
Va,
De' flutti
E
dove
Non
fu
Di
incontri
tonanti
Ne'pin
Infranti ì
Onda
a
emulando
suo
or
nel
Magno
da
presago
fu
la ferale
nel
i ladron
torme
vedrai
Vanterà
Il
e
ruggito.
rovesciar
ardito;
immago
invito.
guerresco
la doma
piccìollegni,entro
Piombar
Così
di
il vessil
morte
1'Afro
suoi
de' danni
vago»
Cartago
il
s'oda
Leon
popol
lito ;
dì 1' alta
un
surse
Quando
al
turbator, 1' avaro
l'Adriaco
De
chiudi
e
con
grave
tonfo
la vittrice prora.
la vetusta
Roma,
piraticotrionfo
Pompeo
Vinegia
ancora.
(7)
POESIE
MORTE
POLITICHE.
FEDERICO
DI
II RE
DI
D'EUROPA
DELL'EQUILIBRIO
AUTORE
PRUSSIA
(.786)
Vinse
Alessandro,
Face
La
Ma
ira,di strage
d'
Giulio
Il germe
fronte
Lance
Di
Sprée
Piangi
Di
orba
cinger
Marzio
al
de
da
maggior
a
Europa,
alloro
mina;
e
de
e
uscì
va
suo
la
pugnace
e
che
Palladia
;
in riva
comun
mesta
1' eroe,
di
difese,
poter fu china.
suo
gl'imperi e
1' armi
l' urna
contese
latina.
fu il brando
la sorte
rapina.
i dritti altrui
fé, ma
accese
guerriereimprese
tolse
augusta
d' Astrea
Librò
le
con
uman
ei si
Grande
A
libertà
spenta avvolse
re,
di
e
in Asia
e
in tiranniche
vinse, e
il Prusso
E
in Grecia
e
pace.
votiva
giace.
uliva.
(8)
POESIE
IO
S. M.
LA
DA
le smanie
A
la
E
le forze
la
De
Scorsero
tronche
L' Istro
E
a
i
le
inferme
fiato
le
suddita
spelonche
marina,
le ritorte conche
a
il
ovunque
col suol
mar
l'alto
riso
ornar
il
addietro, del
d'Europa
a
confina;
concento
guerrier,la Senna,
reggie congiunte
gir
monche
e
rapina,
da
uscir
glauchi volti
Torcendo
Sen
Regina,
così fatai
le lor foci udir
Da
E
pallidefur
propinqua
dando
E
INFERMITÀ
di morte
i Tritoni
NAPOLI
GRAVE
gentilpartenopea
Abbandonar
Fuori
DI
REGINA
RIAVUTASI
Poiché
POLITICHE.
il
e
corso
Tago aurato,
contento,
usato
felice evento
ragionar
col fato.
(9)
NEI
COMPOSTO
SONETTO
DELLA
I I
POLITICHE.
POESIE
PRIMORDI
DI
RIVOLUZIONE
FRANCIA
(1789)
Raggio
Sul
di Libertà
schiavo.
mondo
del
Sacro
a
Ma
un
che
Arman
che
ti
guasto
reggia.
una
ogni contrasto;
vasto:
campo
festeggia.
plebeo tumulto,
empio impero
contro
ardir,virtude
tirannesco
Scuotiti,Europa,
Vapor,
vince
d' eroi
concorde
da
trema
glorie un
cieco,non
Calcata, o tu,
secol
serpeggia
cor
umanità
popolo
questo
re,
ogni
civiche
la risorta
furor
Non
un
patrio amor,
S'apre
E
trono
felice! In
Francia
In
fiammeggia
e
dispotismo al fasto,
freddo
Palpita in
Il
splende
a
pace.
insulto
diradar
circonda;
e
ecco
quel
nero
la
face,
(io)
POESIE
12
Fingi, o scultor,d'
Sovra
E
Ai
di
carro
e
umano
la
Ruoti
All'
Sotto
pie
Giustizia
e
Irto abbia
E
Son
il
orrore
volto
sdegno
di
sordo
mai
stanco.
braccio, e ingordo
rapine
il
manco.
l' iniquo prema
crine,ed
siengliin
lo
le
a
umanità;
Religione per
pietà sia
la
il destro
vincitor
e
al fianco.
stragi unqua
spada
snudi
oro
il
di
cor
Franco,
accordo
gli poni
preghi,ai pianti,a
Il ferreo
il Genio
vergognoso
crudeltà
(ii)
lordo
sangue
piombo
cospirantiin
Furore
FRANCESE
DEMOCRATICO
GENIO
IL
POLITICHE.
veli
e
sua
gema.
infocati
queste
Dio,
fronte
gli
note
nessun
occhi
impronte:
mi
tocchi.
(12)
14
POESIE
POLITICHE.
IL
Emo,
da
Scosso
Levò
la
vide
La
Emo,
fiamma
il nemico
tu
la tomba
Ritirando
Capo
a
tua
la
;
lido Africano.
giaci:ohimè!
del
coperta
Biserta
e
arse
tuo
pilail ruggito suo
Non
su
tremò
invano
d' obblio
Susa
scemò
Quanto
Ei
l'Oceano.
de
gloria stimò
incerta
navigli aperta
Europa veleggiar,che
sua
or
a' suoi
via
sovrano
ancora
sonno
e
;
ventosa
Veneta
E
d'Adria
lungo
la testa
Fu
Lo
il Leon
te
per
l'onor, la
Leon
famoso!
Libia
nervea
loda
sgomenta.
coda
fra 1' anche, il sonnacchioso
la zampa
appoggia
e
s'addormenta,
(i3)
POESIE
SULLA
MORTE
DI
POLITICHE.
LUIGI
XVI
NEL
Vissi
lieta in
m'accolser
E
or
Qui
Fan
Oh!
i voti
Che
colli,
paghi
ministra
fra catene
volo
furor
mette
tutta
nel
pianto ho molli;
scene
folli.
colpa! lo, fuggitiva.
licenza
virtù
ove
di
anime
esecranda
arene
satolli.
e
d'orrende
delitto,me
parla Libertà
E
miei
qui gli occhi
e
gemo,
Lascio
Sì
festosi i sette
oh
regicidio,
E
FRANCIA
in Atene,
or
guidai giustizia;
del
Me
DI
gli Elvetici gioghi,e l'Angle
Veggono
Sempre
RE
1793
Isparta,ed
E
IJ
di
in
meco
Senna
partirsì
Europa
questo
lido,
s' accorda.
in
—
riva,
acuto
inorridita
strido,
assorda.
(14).
l6
POLITICHE.
POESIE
(1793)
Gran
Dio,
Le
cui
per
Repubbliche stan, giù
Ve' come,
Regni
Re,
brandi
Mover
se
Den
A
Su
la
Re
E
e
punir
le tue
1' empietà,
che
su
se
cole
Macon
e
consenti
i dì
felici,
i
Dio,
genti, gran
i
sui
ridonar
sconvolta
la Senna
tubi
Anubi.
folgoriultrici
Vistola,sì,contro
le
altrui
figlitui
disegni
ne
quei
la terra
le nubi
guerrieriaenei
e
di
Peggior
i
ve' contro
Popolo iniquo
da
cui
per
derubi.
tirannica
possa
Re,
popol pio, gli
un
oppresso
buon
Spento
Ah!
i
regnano
re
possenti
sien
vincan
vincitrici,
le
genti. (i|,)
tj
POLITICHE.
POESIE
CORDE
LA
('793)
De'
Vanne
a
Data
fruir de
Quel
immane
mostro
Per
In terra
Per
te
E
per
te
non
inevitabil morte
Ma
D'
rea
da
cor
intrepido
un
il
il
palco feral
nome
Nel buio
PlNDEHONTB.
tuo
orror
paludiinferne
destra
tua
meno
l'umanità
te
Oloferne.
le
a
di
nemico
un
Giuditta
nuova
colpo di
Sospinseun
E
età
del Gallico
Domatrice
ascritta
le delizie eterne,
la nostra
a
fra T alme
glieroi
de
giustie
invitta,
discerne
aver
gliempi afflitta.
v'
a
non
trono
era
scampo
;
la vittoria
è d'
è di
sarà di luce
inciampo.
gloria,
un
lampo
de la presente istoria. (i6)
3
l8
CONTRO
IL
Nacque,
in
Che
Giunse,
che
Quella
Fé'
a
borgate
mal
a
medesma
atroci
Quanto
mole
Contro
i
le
noto
od
raggi
piume
su
sfere,e omaggi
a
verace
e
travisata,
or
selvaggi
civil costume;
leggi e
oltre
nume;
schiava
passion,^digenio immondo.
un
giorno
social scuote
L'antica
gli uomin
città
vero
acume,
greco
ragion, talché
levossi
o
in
e
del
balenar
1' umana
Porse
Di
fiorì nel
die
lor
e
FILOSOFISMO
gli Egizii saggi
tra
adulta
e
Franche
Quella
MODERNO
che
Sofia
Quella
La
POLITICHE.
POESIE
ferità
del
creò
dal
strugge
deprava.
fondo.
ri:hiama, e
e torna
cielo,
o
brava
bruto
il mondo.
(17)
POESIE
POLITICHE.
FRANCESE
POPOLO
AL
I9
(1793)
Sofìa
Falsa
che
L'altare
i
E
Tu
a
Dalla
veste
nato
social
a
la
Sarmazia
e
fondar
tua
un
di
d'
plebe.
ti
rovesciar
di novella
toga
coltivar
ogni
Sfinge!)
zebe;
e
e
spinge,
di Tebe.
rinnovar
la base
abbatti,e,
D'arte
A
chi
il
Struggi
dipinge
destrier,pecore
e
Pareggi
Tu
a
(oh enigma
Mentre
viver
a
atroci
giorni
Elefanti
Del
il trono
e
mesci
color
licenza,insana
effrenata
La
bei
a
spada cinge
le
glebe.
augusta
culto
a
infrangerV
religion vetusta.
dì barbara
leggi,oggi
misera
libertà,
e
di
ignara
gloria onusta,
impara. (i8)
ara,
POESIE
20
POLITICHE.
(1793)
Parigi,oh
a
buon
L' assassinar
D' innocuo
D'
Oh
che
infame
Spande
Che
il
in
costume.
e
profano giuoco
presume?
ferale
suon
vie
foco
accender
che
e
roco
v'ha
non
Nume?
'
esser
più
ognor
per
prove
ultrice,che
giusto Iddio
Sul!' adultero
son
suo
ira
crescenti
Sentirebbe
e
fallir
tuo
le tue
dell' alta
Le
il
fiume
sparger
struggitor,dritto
far
poco
ancor
sangue,
tromba
Stolta ! Dell'
E
sacro
avito
per
lo
Re,
giungesti! E
culto
Del
E
e
ordin
ogni
a
giungesti!Era
che
di
te,
crin
tue
espresse
l' infiamma,
colpe
pietàqualche
se
ti
istesse.
dramma
piovesse
celeste
fiamma.
(1 9)
22
POESIE
POLITICHE.
(1793)
quella accende,
Chi
Ch'
E
di
mostri
Duo
or
nel
Libra, ed opprime,
è
L' altro
Rea
empietà, di
la vittoria
Qui
E
strugge
Con
Ahi
d'
Licenza,
regia
o
Io veggo,
Verace
forza
e
grido
l'uman
a
e
1' altro morda.
ingiusta
è sorda:
di delitti onusta.
sacro
sangue
culti;o
su
più pesante
de' duo
Europa,
Libertà
lance
robusta
lorda.
iniquitàconsacra
ordini
qualunque
e
l' un
avvien
che
ingorda?
e
aspra
seno
1' un,
Tirannide
combusta,
fiamma
natura
tuo
sei
tu
orrida
Europa,
Misera
onde
vinca
in
te
perpetua
o
ed
piomba
te
aera.
soccomba,
schiusa
tomba.
a
la
(21)
sacra
POESIE
( 13
lassa
Il
1793)
Europa, ahi
dona
a
che
Ha
da
Dio
a
Dio
Furie
sferrate
Cieco
strumento
Cadde
da
mal
tartarei
mostri
e
avvien
di
e
regno.
si
fare
mostri,
ingegno;
chiostri
d' eterno
son
sdegno.
Tolon, giaccion le schiere,fuma
Sangue partenopeo,
Navi
Ahi
infandi
vittoria
nemica
forza
peccatinostri
il segno,
passato
giustissimoIddio
Gente
i
che
brutali
più
23
TOLONE
DICEMBRE
di remission
Han
Se
DI
CADUTA
LA
Ahi,
POLITICHE.
e
rocche
qual pavento
Del
secol
Già
vola
rea
sardo, britanno;
fiamma
arde
e
consuma.
danno!
irreparabil
vecchio
il quarto
oh
su
qual
nonagesim'
negra
anno.
piuma
(22)
POLITICHE.
POESIE
24
SOPRA
NEL
dall' antro
Ecco,
pelle,e
Coperta
esce,
di
ha
E
le
tra
rughe
Ella
su
Con
le
Ella, se
man
Francia,
La
far le mandre
a
fronte
sulla
grame,
cupa
brame.
guerra
a
sacro
figlisi getta
suoi
scarne,
del
tardata
fame.
ai gridi sorda.
pianti,
gli egri
invan
dirupa,
crin,digiuna lupa
il
tinte le voraci
Campeggian
Inflessibile ai
in
si
1' orrida
Dio
sbuchi
che
già
te
gli occhi, irto
Sembra
occupa,
spolpato ossame
su
e
Francia, flageldi
Cavi
1794
in geenna
che
D' arida
PARIGI
DI
FAME
LA
il
e
con
la bocca
ingorda.
tentò,s' affretta,
sangue,
compir piena
onde
sei
vendetta
lorda.
(23)
ZJ
POLITICHE.
POESIE
(1795)
D'Unni
e
Sbucò
Sciti
il Sardo
quei
Lascia
In
forza
a
ahi!
Vergini
are
P
il volo
i
giusti,in
i tetti in
suolo
Ausonio
ampie
spose,
duolo
gran
vicine.
ore
alle temute
ruine.
de
man
fiamma
gli empj
avvolti,
predate, e profanatii tempj.
periglisì
Ponno
del
e
il malfermo
asciutti i volli
Rider, scherzar,serbare
A
;
Belgico confine
sul
scannati
e
alpine;
arrestare
ladron
preda
Veggo,
L'
ad
intento
Di
trono
air Italia ornai
Sono
stuolo
Gallico
le barriere
forzate
Vacilla
Cesare
peggior
atroci
soltanto
o
e
senza
esempj
i scellerati
o
i stolti.
(24)
20
POESIE
POLITICHE.
(1795)
Osserva,
donna,
o
o
vincitrice
Sempre
fui di virtù
Te
la
con
il consolato
E
Ma
sfrenata
a
Di
sacro
Libertà
sangue
al mio
mai
ed
volli il trono.
fui
falso
ha
Sofia
Tu
Serberò
Ciò
seggio in
suo
tinta
innocente
me.
Tu
l'impugni indarno,
ad
infettarmi
ognor,
eh'
del
di velen
ver
e
spinta
suono.
Tienti, Gallia infernal,l' infausto
Fede
sono.
piede avvinta,
non
con
il
e
seguace,
volli,or
or
anarchia
chiami
Che
ebbi
terra
vinta
o
con
dono.
sagace
invano
agogni
straniero.
ligiaalla face.
empia appellitu
favole
e
sogni,
e
e impero. (25)
Ordini, e dritti,
sacerdozio,
2J
POLITICHE.
POESIE
(1796)
del
Leone
alato
fren, vengono
i di
Popol soggetto
Al
dolce
lugubri.
irato
Sfuggi gli esempj rei,condanna
Gli
AUobrogi
difendi il
Osa:
I tuoi
E
II capo
di
infame
di novità
Solo
Ne
tuo
campi,
schiaccia
la
gli altri
Fia
anch'
al tuo
Origine
fermi, e
Insubri.
tetti,i tuoi delubri,
i tuoi
valor,di
fede
armato
ai Gallici colubri.
voglia insana
della
or
vittoria
dà
stirpeumana.
essi son,
confin, se
d'aver
i freddi
felice stato,
Itali sparsa
A' rei nemici
Uomini
mal
serbi
spenta
lor
ardisci
memoria.
e
gloria
se
romana
(26)
28
POLITICHE.
POESIE
(1796)
fiamma!
Qual
l'oste al
Sta
L' Afro
Volumi
Ah
Né
d' ostili il
oh
Dio!
Qualche
E
così
piaghe
sul
orrido
ad
tue
lido,
grido,
tonanti.
grandezza punge
onde,
pacific'
ti fan
da
lunge.
aprirtiin
man
lor
Catilina
in te
veneta
qualche
tua
di
ancor
atroce
si vanti?
fragor bronzi
Patria, quei, cui
seno
malefido
i roteanti
arder
odo
non
davanti
nido?
Belga
fra
navi
le tue
il militar
Guerra
E
vegg' io
Ma
Nel
il
o
forse
securo
trionfarli avvien
di fumo
No,
mia,
finor
tuo
nemico,
di
Forse
Patria
oh
si
sen
profonde
congiunge,
s' asconde.
(27)
POESIE
30
A
IL
Perchè,
1° DI
suol, nuovo
De' Veneti
alla
Qui
l'innocua
del
iracondo
Regnan
Di
Brutta
le
discordia
E
giusto
vera
Cesare
Non
e
i
auspici
tace;
tempo
popoli felici
agita la
non
face.
fa la vittoria:
umano,
acquistarvuoi
ed
tranquillapace?
gran
prode sei,
sarai,se
Magnanimo
patriaamici
gran
leggi,e
la crudeltà
Annibal, soggiace,
i soavi
da
vittrici
tue
turbar
sotto
saper
Marte
tua
1796
GIUGNO
all' armi
L'Ausonio
Vuoi
Se
BUONAPARTE
GIORNO
tutto
se
POLITICHE.
e
a
chi
perenne
Alessandro
Attila,Odoacre,
imitar
o
ti
pregia amico.
gloria
dei
Genserico.
(29)
MANTOVA
A
GIORNO
IL
Tu
Dall' ardir
ìnvan
furor
Può'
E
se
Wurmser
Altrove
Darti
cedi
torca
di
il tuo
infin che
dalla
intero.
mondo
muri
quanto
vittorie altero ;
per
infernal
il vanto
lune
i tuoi
cagion lunga
non
due
Franco
Manto,
consiglioIbero,
dal
e
contro
alla Gallia
Fia
Ah
Slavo,
struggitordel
turbo
Tentossi
1796 (30)
città di
di resister da
Hai
Al
LUGLIO
25
difesa,alma
ben
3»
POLITICHE.
POESIE
selvosa
il fulmine
lutto
valor
giù
e
pianto
guerriero.
scendendo
alpina schiena
tremendo,
laude, o città,qual merti, piena
Dalla
Il gran
Partenopea
tomba
Virgilio tuo
sorgendo
potrebbe appena.
(31)
WURMSER
A
GIORNO
IL
Se
d' eterna
Perchè
Chiamar
sui
cerchiati
non
Uniti
avessi
Daria
corona
E
i tuoi
Ma
Dal
Così
cangia
Sul
Misto
duol
mai,
funesti
e
guerrieri gesti,
V Itala istoria.
suoi
furori
1' usato
vanto
i
divisi,
là
con
i
presente
e
de'
allori.
pria mietuti
destino, e gronda
al sangue
infesti
gloria
scacciarli,
onde
ti svelse
il
i dì
i sciami
ma
raccolse,e
crin
memoria,
Galli,e riportarvittoria?
a' tuoi
qua
L' Oste
saputo
ti dirla
grande
festi.
fia chiara
ognor
hai
non
1796
AGOSTO
7
tal discesa
Alpi
dall'
tu
Che
Se
POLITICHE.
POESIE
32
sui
futuri
intanto
orrori,
tuoi, l'Ausonio
pianto. (32)
POLITICHE.
POESIE
io de 1'arti
qual son
Pacifico cultor io
al secol
Che,
I796
AGOSTO
IO
GIORNO
IL
Te
PAPAFAVA
DI S. E. ROBERTO
MORTE
IN
33
de le
e
già non
empio
le
muse
piango,
pupillechiuse,
Sciolto volasti al elei da questo
Te
E
angosce
le luci di
Sul
Tu
mio
a
mirar
qui rimango,
lagrime suffuse
propriodestino
il cittadino
Sensi
duol, che
io gemo
a' miei
e
m'ango.
languenti
apporta il veder la patriasorte
Sospesaa
Io
eh' io l'aspre diffuse
amico, or
invidio,
Comuni
fango.
un
sottil crin,più
non
risenti.
ravvolgoin pensierspade,ritorte.
Foco,
E
sangue,
vita il tuo
PlNDKMONTB.
lamenti
furor,stridi,
morir;
mio
viver,morte.
(33)
3
BONAPARTE
A
IL
Bonaparte
Un
Stige,il
Di
Chi
un
Gli
Che
al
i
lo
lo
Dio
e
il secol
infranta
la chiostra
disertar
i
ed
i
si
sferra;
campi
e
schianta
palagi atterra.,.
veggo,
ahi
irato
empio
tuo
canta,
la terra.
tacer
strugge
templi
il possente
d' alte
Esecutor
a
che
Cielo;
contro
Regge
che,
mondo
arbori, e
guardo
E
piedisuoi
turbine
guerra
d' Alessandro
mostro
un
di
fulmine
a
?
ti decanta
Chi
la fama
innanzi
vuoiti
De
sei?
1797
MARZO
21
portentoso
Fa
Chi
GIORNO
chi
Che, qual
Io
POLITICHE.
POESIE
34
braccio
e
spavento K
bieco
cruento.
vendette,cieco.
sdegno
divin
sterminatore
tu
sei strumento,
angelo
è
teco.
(34)
POLITICHE.
POESIE
VERONA
A
IL
Verona
Sì, perirai,
1
APRILE
22
GIORNO
35
la stolta
mia;
Vertigine de' tempi oggi
Ma
Ti
premerà
Tu
pur
sarai
salute,il
Di
sol
Ole
ne'
Perirai,sì; ma
Almen
Che
non
concorde
tu
Al
De
scettro,
figlituoi
involta
ruina.
comun
via
fato il Gel
tuo
e
ferve
tolta
destina;
raccolta
spanta ornai prisca virtù latina.
La
O
la
ne
reina
cadrai, se, ogni
forte
da
ferreo
col
(35)
797
del
fia
mondo
cagion
degna
viltade
e
la
o
tema,
empio.
di poema
offristi memorando
l'Italo valor
scempio
col secol
voler
d' istoria
flebil
tuo
prova
esempio!
estrema.
(36)
36
28
GIORNO
IL
V
a
Popolo illustre,
1
APRILE
1' armi
ire,a
(37)
797
spinto
voglia insana,
da
Da
virtù
Sol
da
la forza
imperiosa vinto
domo
sol da
la viltà sovrana,
E
ch'io
Ahi
Ch'
A
ti
libertà
di
rea
non
e
vera
veggio
empia
Di
di
Italia
a
sangue
e
sorte,
Ne' fluttuanti
ognor
alti decreti
de' tuoi
Che
guai
il tuo
Undici
que'ceppi
lune
son
finto
nome
d'or
sete
inumana.
del Senato
e
pensier di fango
io venerai
sorpreso
presente
avvinto
portò gente lontana,
prestando il
previditua
Gli
Né
VERONESE
POPOLO
AL
Ben
POLITICHE.
POESIE
io
del
già rimango,
miserando
eh' io
fato.
stato
guardo, e piango. (38)
38
POLITICHE.
POESIE
VENEZIA
A
Quale
Ma
ti regge,
or
Non
in
E
Ad
Fiera
strinse vincitor
giorno
d'
appena
spinge
a
giubato
i
impero!
del fato
or
lustro
un
tuoi
capo
danni
e
guerriero
intero.
mondo
la verde
a
etade
(io gelo
e
mille
d' ardir
colpi il Leor^ vecchio
in questo dì manda
nàto
serbato
del
stupor
fanciulla,ed
Riceve
E
lo
esser
il
ed
quindicisecoli
per
Mille
Chino
barbaro
pacificoscettro,
Giunta
emisfero
Libico
boreal
alato
Leone
gran
o
(40)
I797
tranquillepaludi un
che
Or
MAGGIO
P arsiccio
ne
Fuggendo
Leon
[°
GIORNO
IL
e
tremo),
spade.
scemo
e
cade,
il ruggito estremo.
(41)
POLITICHE.
POESIE
l'adriaco
era
l' imo
a
al
suolo
Sacro, vetusto, popolar
E
il gran
Colosso,
Già
L'ombra
Già
E
Ma
e
era
di
Simulacri
sfogò
destin
polve involto,
oggetto, oggi di scherno,
il feral lavoro
ordì, graffiossila
riser,del
eterno
reggitorstolto,
la
ne
e
Pietro, che
ululando
governo,
il vii
e
rotto,
di spavento
rivolto
suo
credeano
che
L'oppressor crudo
Scosso
Averno
ceppi oligarchicidisciolto
da'
Che
S'
novella
la gran
Giunta
1797 (43)
iG MAGGIO
GIORNO
IL
39
1' alto
martoro
scordando
aspettando
Baldovino, Bacconio,
fronte,
rugosa
in
e
mezzo
;
l'onte,
al Foro
Baiamente.
(43)
40
POESIE
POLITICHE.
L' ALBERO
PER
IN
PIANTATO
(4
Levossi
L'
in
Ma, udito
Viste
A
La
rabbia
E
a
fra le
Al
Il
plauso
e
ancor
che
i lieti
sovran
ed
aera
piante.
uscito
col
dito;
canti, e gì'inni,
fuggente scagliò mostro
popolo
infrante,
spente Erinni,
le
l'accennò
e
od
Genio,
Adriaco
le turbe
dì consacra,
fremente
veloci
macra
e
tremante.
e
spoglie arse
artiglide
danze,
arcigna
il bel
con
sante,
curva
di dolor
il franco
fieri
fronde
faccia
lato
un
fuggir diessi
Dai
sacra
dispiegò sue
le antiche
vide
Ed
il
1797)
arbore
oligarchiacon
Stava
Di
e
VENEZIA
GIUGNO
la trionfale
Quando
LIBERTA
DELLA
beffe,e
abborrito
cachinni.
(44)
LA
CISALPINA
REPUBBLICA
ODE
CISALPINA
REPUBBLICA
LA
(45)
ODE
(NOV.
E
d'
spesso
Talché
pria
Così
regni
D'
irati
Cadono
Nuovi
e
e
re,
e
la
ne
talor
più
non
urta
terra
di
da
sorgono
popoli
destin
stati
in
il suolo.
confonde
e
era
fra
nel
e
mare;
onde
isola
veduta
provIncie
aduna
asciutto
torbid'
da
volo
massi
e
lascia
ove
iterato
cerchiata
Nuova
argille,
ed
nembo
Quanto
E
fischiante
aquilon
inonda,
ove
bruna,
tempesta
volve
Sabbie
E
di
lungo
Furiar
1797)
Die.
—
appare.
i tumulti
guerrieri
fausto
e
nuovi
suffulti
imperi.
POLITICHE.
POESIE
44
Ne
r età
Di
nostra
spuntar Repubblica novella
Ecco
de
sen
E
i
sparsiavanzi
Italici tiranni.
di
poter vetusto,
Di
tronchi
scettri
Si
ragunàr
del
Di
Libertà
e
di
sacro
sotto
arbore
repubblicanstato
Per cui
più
Prima
Al
finor
a
sante.
possente,
in servitiì
non
geme
neghittosaItala gente.
fruir fu di
sua
primo folgorarde
L' oppressa
Del
augusto
insieme
Nuovo
tutta
infrante
corone
le fronde
raccolti così formano
La
il domino
scemò
ove
distrusse,
gli abbattuti
A
l'Alpino
da
che
terra.
dispiegòsanguigni vanni
Vertice
Ove
1' agitataAusonia
marzial
Quel turbo
E
propiziaguerra
ma
perigliosa
Nel
procella
la gran
da
sorte
amica
face
1' aurea
Lombardia,
la
preda antica
ghermitor biteste augel
rapace.
46
Oh
POESIE
Manto
mia!
Unghero,
Scorgi
In
che
al fier
L'Aquila Estense
Ed
dal
pie
rude,
palude.
il
lambe
soglio,d' or
Panaro,
pieno e
è accolto
d'
ambascia.
Cui
s'aggiungonoil Mella
leon
spogliedel
grembo
l'Oglioe
e
Leone
chinò
coda
nervea
Senza
romor
cresce
il
e
vasti
sommesso
città
e
il
d' ardir
scemo
ruggito estremo.
stato, ed
superbe
Eridano
altre amiche
al di lui seno,
pianie pingui e
Offre il basso
bianche
ritirò fra 1' anche.
mandò
nuovo
il Brembo,
alato.
vecchio,che le.giube
Mentre
Genti
in
Cisalpinlibero stato;
nuovo
E
German
truce
picciolovicin despota avaro.
Antiche
Ma
1' Ocnea
Del
La
al
fuggitivalascia
il fertile suolo
Del
preda
Crovatto, al
de
Il terreno, il cui
Il
in
più
non
di libertà brillar la luce
fra le nebbie
Scosso
POLITICHE.
e
vette
il
apriche,
picciolReno.
POLITICHE.
POESIE
Quel Ren,
su
le cui
sponde
47
le stelle
a
erge
Felsina ciotta le turrite mura,
E
E
che
d'aspettoguerrierpar
Che
col
splendorl' antico
nuovo
giunge
esizial
Dove, credo, erri
Tolte
Il loro
Le
ardir
Dischiuso
Per
te
Lascino
i
De
Oda
chiudean
così le tue
è
te
a
figlituoi
voce
tetro
career
etade
chiavi di Pietro.
la
radici.
il sentiero
a
l' opre
grandi.
in cielo i dì felici.
l'arti di pace,
il pettine.
cipriapolve,i liscj,
la chiamante
la
in
Repubblica,che spandi
ruotano
odor,
che
la trascorsa
ne
nuova
Giovinetta
spettro pensoso,
contrade
este
Roman,
abusate
Salve,o
Gli
ancor,
furo al sagace
Gerofante
tragitto,
del civil delitto.
Giulio
Memore
oscura.
famoso
fino al Rubicon
Pel tirannesco
s'abbelle,
e
patriaogni
alma
audace
i sacri inviti accettine.
48
Di
POESIE
ferro
di virtude
e
S'armi,
Pel
vero
Per
la
Salve,o
cittadin
figlituoi
i
E
I
Ben
In cui
il
i
io
congiunti a
lo scettrato
E
i
i dì
valor
Catoni,
Gracchi
tempo,
voti,
i
in noi
prisco accorgere,
Fabj,i Bruti,
vedrem
ispero
non
noi
alunno
muti
risorgere.
in.vano,
fien Taro
e
Trebbia,
di Gusmano
al vento
nebbia.
preme
Falaride,fia sciolto;
imparerà,se
Libere
onorato.
funesti,
propinquo Allobrogo,che
Coronato
e
popoli remoti.
del
come
Dileguerassi,
Ed
dolce
ceppi oppressie
tra
Camini,
verrà
E
or
i
ancor
Scipj,i
propriofato.
periglio,
saranno
sui tiranni
T' ammireranno
Potremci
v' ha
non
il
Repubblica; se questi
nuova
fino ad
figlio
tuo
il morir
patriaè
Chiamerai
Noi
ogni
impavido incontri
e
tutti i
Di
POLITICHE.
il
voci d'Arno
suono
il
oggi
sermon
ne
teme,
colto.
POLITICHE.
POESIE
E
Che
a
Di loto
Ma
e
fimo
E,
Del
mio, che
prima
Sebeto
fiorente
potremo
regneraisul
E
Di
da
circonda
Cisalpinail
le
le tue
oevere.
grandi alme,
nome
palme.
intero.
bel paese
Appennin parte;
PlMDEMONTB.
l' onda
a
fugatae vinta.
potraisu
Riposarti
il mar
regnante
figlituoi
L'Itala tirannia
Che
Tevere,
Repubblica,tu cinta
D' allòr de'
E
brutto
al pesante
Latin
debellato il Siculo
il capo
appoggia,e piange.
l'urna
giogo il
Teocratico
Tu,
a
rapirvolerem
a
querulo si frange,
schiavi lidi
il patrioAdige
E
flutto,
V Adriaco
andrem
scatenare
a
49
valica,
e
l'Alpe, ed il Po
e
lo spero.
cangerai,
in
quel d'
Italica. (46)
POLITICHE.
POESIE
FRANCESE
REPUBBLICA
ALLA
51
(»797)
Etrusci,Eneti, Insubri, ed ogni parte
D'Ausonia
si
Quando
Per
Ma
di Bruto
man
i molli
Roma
E
studi
fu libera
libertà
Dritti
Farti
Libera
la Grecia
Italia
vana,
sol
al ferro
e
e
il
fu Romana.
fuoco
sacro
l'infiamma, armati
dover
e
grande
Solo
carte
sol coltivò la belile' arte;
Popolo Cìsalpin,se
Di
1'età lontana.
le sudate
e
di Marte
popolo
ne
de
curando
Poco
il
scosse
sovrana;
possa
premea
aspra
son
può
de' tiranni
forza
t'affida
e
e
spera:
un
giuoco.
guerriera;
fia
Cisalpina Italia
tra
intera.
poco
(47),
PARTENOPE
CANTATA
MARTE
ASTREA
Mar.
Astrea
a
Tu
le
sfere
Da'
campi
Ove
donai
Al
In
Del
vieni
de' barbari
al
la
L'indomito
Marte?
io vengo,
Germani
gloria
de' Galli
ciel nel
cui, spero
mio
qual parte
insanguinati
Insubri
Console
Risalgo
da
ritorni,o
natie
figliode
Gran
donde
così?
AsTR.
Mar.
sedi ! E
1' empiree
Sollecita
A
PARTENOPE
—
veloce
come
Poggi
VOCI
TRE
A
per
braccio
furor
alla
vittoria.
tempo
poco,
sdegnato
sospende
il Fato.
56
AsTR.
POLITICHE.
POESIE
Dai
10
lidi del Sebeto
fuggo inorridita
spintain
e
bando.
Dispoticocomando
crudo
D'ingiustoe
La
lance
Scala
Contro
al
sono
11 merto
Regna
il
crudeltà,trionfa
Sfrenata
il
vizio,
supplizio
innocenza,
virtij,
geme
la
e
è
e
quel tiranno
delitto,
quale
primatie plebe
sul Tebro
No,
Creonte
Neron,
sarà
non
Se
a
Tebe.
giammai,
quel tiran
cade,
non
Ch' io l' Itale contrade
Ritorni
De
Se
r
abitar.
quale a
un
il
nume
vano
suono,
in
ingiustizia
Potesse
Ma
ad
la Giustizia
Sarebbe
Mar.
noi
trono
sollevar.
s' avanza
Lagrimosa, dolente,
Sparsa le treccie,e pallidale gote,
E
di
mano
leggiinsulta.
le mie
a
e
in
rompe
esulta
di sangue
Lorda
Fu
eterna,
mi
re
sanguigne note
POLITICHE.
POESIE
Solcata il fianco
donna,
Se
57
il sen,
e
ben
non
ninfa,o Dea?
o
Nume
AsTR.
Io la
Del
Di
è l'onor, la Dea
Tirreno
l'armi,
de
dessa;
ravviso,è
canora.
Calliopela figlia,
Partenope sirena.
S'offre
Par.
comprendo
misero
oggetto
amici,deh
Numi
che
Dea
Una
quale in
Oh
a
gli occhi miei.
mirate
e
geme
Questo piantoe questo
vi
Deh
Misera
consolate
Trafitta,il
me!
sangue
calamità.
mia
Tanta
langue
pietà.
a
movano
amici, oh
Numi
lei
sen
piagata,
Confusa, disperata.
Per
E
Oh
le sfere m'
assordo
a
Ridotta
A
aggiro,
de' stridi miei
invan
quale
amaro
passo
io soni...
soffrir
son
1'Empirò.
Quanti tormenti
atroci
costretta!
vendetta.
Numi, grazia,mercè, pietà,
AsTR.
Mar.
Calma
il duol.
Frena
il
pianto.
58
POLITICHE.
POESIE
e
Par.
A
eh' io fondai
Volgete
la
più
Piaggia
Numi,
i lami
la cittade
Su
Ah
come?...
dolce
e
amena
bagni
che
Dori:
la Tirrena
Contemplate gli orrori,
E
il ciglioe
io possa
di
Di
Mario
Di
Caracciolo
e
e
Errano
invendicate
Del
L' insensato
ch'io
Ah
de
miei
il
posso,
Troppo
Tanto
altero ed
mi
avversa
il mio
ebro
figli
dolor, ch'io
le dolenti
L'
e
tiran trionfa intanto
calmi
Non
sponda.
la negra
su
nido
mio
sangue
onorate
circonda
orror
Il ridente
eroi 1'ombre
in
pigro Lete
d'
tranquillo.
cor
d' altri
ingegni ed
Notte
il
Cirillo,
Chiari
Del
lutto;
asciutto
poi dite,se
Serbar
E
il
strage, il sangue,
La
:
freni il
lagrime
oh
Dio,
frenar:
fa penar
sorte.
fato è barbaro
pianto?
POLITICHE.
rOESIE
Che
m' è dato
Ne
invocar
che!...
Ma
Dunque più
Mar.
Per
te
Mia
de'
Mentre
volge tuttor
Senza
Non
la
ricondur
cari lidi
stagionsì
fuggitivaAstrea.
io riveder.
il consente
Sì, se
Mar.
Il
cui
destino,a
De' mortali
sono
i suoi decreti
Da
le Galliche
in
denso
il mio
Già
porta orrida guerra
nemico
De' mostri
striscia per
de'
gran
figlio.
1'Ausonia
vola
Al
asconde,
vermìglio
Già
e
velo
sponde
sul Sebeto
Qual fulmine
soggettii Numi,
men
non
E
Guiderò
rea,
il Sebeto
Marte
posso
sola
e
Nume
ai
conflitti,
Arbitro
Puoi
ultima
speme
in voi. Tu
Ripongo
speme
v' ha ?
non
Par.
AsTR.
far;
la morte.
Neppur
Artr.
volle
mi
Dea
59
giustie
incoronati
fia
terra.
quelP empio
orrendo
esempio.
6o
POLITICHE.
POESIE
Su
già piomba
macchiato
quel trono
il gran
L'invincibile,
Egli è
Al
tiranno
Di
mirarlo
questiaccenti
Va
temprando
di
Allora
il mio
Farò,
valor
11
Par.
Del
"
Par.
Mar.
Deh
j
a
il
gran
suo
figlio,
io ritorno.
quel soglio
cenere
1' orgoglio,
cedan
poter, la crudeltà.
cordoglio
mio
barbaro
Pur
o
Dei, pietà.
sentiste,
conduci
il tuo
gran
figlio
2
]
compir
A
Solo
:
tradì 1' umanità.
Che
Al
e
accetto
soggiorno
in
Cada
Mar.
augurio
Sirena,anch'
bella
raggio
duol.
Gradivo
al tuo
affanno
lusinga un
L'
seguendo
seno
è.
non
capace
a
E
baleno
pieno d'
che
—
Marte,
di
Re.
piccioloin
l' animo
AsTR.
AsTR.
braccio
al fulmineo
brando
suo
Trema
Par.
fulmine, il
spavento de' barbari
Lo
Del
il
Bonaparte;
la gran
guido, ei già
La
tirannide
vendetta.
s' affretta;
cadrà.
6^
POLITICHE.
POESIE
(49)
CHAMPIONNET
A
('799)
Eroe
Va,
famoso,
Partenopeo
Novelli
Tu
le
imprese
sol
vili,e
Più
avrai
non
salirai di
di
Vago
Fulmina
Da
Più
te
puri
ferma
in
fronte
sol
d'
al Mauro.
auro
l'arduo
qual
Curio
invitta
mano
la tua
manca
dirotto
fronte.
monte
o
Scauro.
terga
sgorga.
invano
bramata
Francia
conte
bell'oprea
tue
libertà
cor
in
l' Indo
da
tue
Sciti;e
la finor
lauro
allori;e
pianto che
L'Ausonio
per
Itali
bramose
di
colto
verdeggia
la destra
e
già
gloria a
laude
con
Germani
E
ti
aggiungi
Siano
Anime
che
al di
e
vera
ed
s' erga
in Italia sorga.
(5o)
64
POESIE
A
PRIMO
POLITICHE.
BONAPARTE
REPUBBLICA
DELLA
CONSOLE
1799)
(novembre
Se
nel!' Eliso
ad
L' ombre
vendetta
aspettar
Partenopee
che
Rapido più
E
sul lor trono
L'austriaca
Troppo quel
trono
vie
Dal
delitto
palesie
Consoli
Punir
le
e
fu
e
t' affretta
tiranno.
macchiato
sentieri
obliqui,
incoronato.
sei. Ne'
colpe de'
danno;
il siculo
troppo
per
Romani
il
fulminar
a
felice
Tu, Eroe, Console
A
affanno.
lungo
ripara
serpe
Per
s' aspetta
rapida saetta
umanità
Dell' egra
valor
tuo
al
fin di virtude
por
stanno,
pensose
Compierla integra al
E
FRANCESE
era
tempi antiqui
serbato
monarchi
iniqui.(51)
POLITICHE.
POESIE
MONTE
DEL
Oh!
in
chi
tirannide in
Fanatismo
a
e
un
rai.
ti vedrò
a
più mai!
al cruento
gliSciti
a
ti stai:
tu
or
periglie
a
lungo
stento
io da
numero
l'amarti
PlNDEMONTE.
te
eroi.
oggi il tragitto,
accarezzi
stolta il danno
Dal
se
giornode' Romani
De' Barbari
Odialo
sento
serie infausta d' infinitiguai.
culla
E
sa
preda ed
Io m' espongo
E
lasciarti io
qual ti lascio orribile momento!
E, oh Dio!
E
8
1800)
FEBBRAIO
patriopiantolagrimosii
Di
ANNO
FRANCESE
nel
o
e
lascio,
Italia,
Tu,
VETTA
VENTOSO
i
REPUBBLICA
(20
A
NEL
GINEVRA
DELLA
Ti
SULLA
COMPOSTO
SONETTO
tuo
veder
non
vuoi!
fuggo e proscritto
maggior
soltanto
de'
tuoi....
figli
è il mio
delitto!
(32)
tj
66
POESIE
POLITICHE.
PARTE
BUONA
A
RITORNATO
DALL'EGITTO
(1800)
Reduce
Marte
Un
D'
Già
l'Egitto, o Eroe,
da
te
a
feroce
barbaro
Italico,che
tuo
un
gran
servili
Le
Già
cade
Ma
No,
A
te
Vanne,
Per
Basta
te
a
in
forze
belve
la libertade
restaura
e
a
vittoria è stretta,
ha
dome;
indegne
chiome:
vendetta.
Ausonio
suolo:
Itala affido.
lunghi
que'mostri
fugarli di
cui
pei tiranni
i nostri
scacciar
te
aspetta.
la gran
compir
è fatto il culto
non
s'
nome
parte
le
da
some.
il
Figlio(53),a
il lauro
le Scitiche
Per
onorate
usurpa
solo
sue
devi
tu
offre
nuove
t'affretta:
tua
fama
è
affanni:
un
il
nulla; solo
grido. (54)
6j
POLITICHE.
POESIE
SONETTO
IL
COMPOSTO
(2
i Galli
Quando
Stupì l'Alpe
E
E
il catenato
ei
Ch'
fondo
Dal
E
più
Italia in
Vide
E
E
Grido
in
algoso
lieto
preda
s'
accorse
l' amena
per
lui la
de' suoi
gioia, dopo
alzò, che
ogni fibra
onte
gloria i vanni,
Scipi ardergliin
tanti
suonaro
un
sorse,
calle.
le barbariche
su
valle,
di speme
ansio
seguì 1' ondoso
a
stender
il valor
tal di
E
campeggiava
spalle,
Anniballe.
il libico
Po, quando
scorse
in forse
stette
e
nevosa,
PARIGI
)
discoscese
sue
rammentossi
8oO
IN
guerrier Console
il
forzar
L' ardue
1
GIUGNO
e
8
ANNO
PRATILE
13
gel
fronte.
affanni.
il
corse
piano
e
il monte,
ai tiranni.
(55)
68
POESIE
POLITICHE.
SONETTO
CESAROTTI
DELL'ABATE
Larva
Le
di
sangue
Figlia
d' ira
Poi
E
forme
tue
non
eh'
Egualità
O
lido
Santo
ver!
U
bella
fé!
a
Sol,
e
i
vano,
e
strano.
ornai
vaneggianti
disgombrar limpidi
il nostro
che
Splendi fausto
Liberi
e
uguali
e
cielo
sereno,
in
insano,
gorghi immondi,
veniste
malnate
vostri
Austriaco
a'
e
idolo
confondi,
dover
Lete
inondi,
terra
infestarbarbaro
ad
ombre
Co'
di
ornai
la
orgoglio
ogni
ascondi,
le native
torbido
vulgar
tu, sogno
Itene
d'
e
e
velen
e
invano
ostenti
libertà,che
di
adorarti
e
errori
rai.
indori,
ognor
i cori.
vedrai
POESIE
70
(2
'Ve
sol
Veggo
Di
pace
Del
cangiar
provar
r altrui
a
E
1' argenteo
corno
né
guerre
mio
sospirando dico:
Sarebber
mai
de
ah
la mia
si ricrea
e
né
ritorno;
paci
austriaco
piacer sensi
gioia il
idea
al gran
mai,
;
giorno,
applaude
Italia al ferreo
di
in
la dolce
ne
guerriero
Console
Tolgono
E
Dea
la notte
immersa
io,poiché
So
da
bea,
e
la tacente
ampia Città, che
L'
Non
colà
m'alberga
spande
luce
Tremula
soggiorno
aureo
amistà
candida
cui
Su
1800)
LUGLIO
villereccio
dal
Mentre
POLITICHE.
giogo,
veraci:
timor
surrogo,
quelle
faci
patriail rogo! (57)
POLITICHE.
POESIE
JX
FRAMMENTO
( I 800 )
O
conscia
o
Italia,
De'
primi miei vagiti,
fino al bianco
Mia
crin dolce
Me
spinseorrida
guerra
Da
te
lontano,e
i liti
Ospitalidi
Francia
Ma
al sorger
Del
par
Te
ognor
E
Il
cor
a
e
Lieta
qui
te
e
far,quanto
mi
fa presente:
sola
trovo
la vita
non
sospiro,
desiro
valica 1' Alpi
è ver,
ancora.
cadente,
pensiersi
rivolto
dimora.
1' aurora,
piango
commosso
Può
abito
al sol
che
E
Ma
de
il fervido
Al
Gli
terra
e
a
te
sen
vola.
quanto
opima
ha di bello arte
sembra
tanto
e
natura.
POLITICHE.
POESIE
72
Qui
sì
Non
la
Qui
Che
il
Odo
or
Nel
suo
L'
il
sereno
Attica
ciel,
leggiadro
sì
pura.
or
nido;
ha
saggio
linguaggio
natio
esso
1' aria
illustri
mondo
il
gente
in
clima,
cultura
maggior
D'aurea
Ma
il
temperato
io
venustà
parlar
su
questo
lido;
conosco
non
del
sermon
Tosco.
(58)
POEMETTO
(1800)
DESTO
ingegno, e più
fantasia
creatrice
ricoverta, sopra
un
a
e
mio
a
ciò
esprimer
scrivendo
dovizia
dalla
di
grande
a
avvi
dire
rivoluzione;
di
dubbio,
colui
vivamente
partitofuori
laudator
esagerato
siete,non
Patriota,vale
sente
nella
sente
pre-
perciò comparisce
nome
venire;
rin-
malagevole
che
temer
senza
de'
annovero,
dirizzat
in-
Tribuno, di cui
adulazione
nebre
te-
contaminato.
quali
siete
il
S'io
a
gran
fornito, la pubblica estimazione, di cui godete, potrà
taccia
Voi
que' pregi
di
essere
possa
assai
in
luce
e
di
difesa. Ei
e
liberamente
bassa
ancora
ritrar
sarebbe
posso
di
cui
dalla
e
pubblica
abbisogna
Cittadino
illustre mi
fervido
alla
schermo
cose
core
dall'estro
d' incertezze
da
vostro,
stile rassembri
Voi
che
più
e
dalla
che
e
nome,
perturbazione di
più grande
giusta indignazione e
d'ogn' altro
gran
fregiatodel
dello
uscendo
prodotto,
stagion burrascosa,
questa
dalla
sensibilità
severa
che
più figliodel
poemetto,
che
ama
nell' anima
ma
che
guarentirmi.
il vero,
l'ingenuo, l'onesto
svisceratamente
i sacrosanti
adottar
mai
la
patria,
principi della
non
quello della Repubblica. Quindi
seppe
né
altro
i mali
da
76
POESIE
né
fazioni,
ebber
e
né
sofferti,
Voi
che
e
stupida
che
del
le
lo
che
e
che
cruento
tra
ogni
le
ei
medesimo
aristocrata
i
e
ogni
che
presontuoso,
non
vi
che
per
natico
fa-
vetusti
pregiudici
lo
siete
repubblicane,
e
regnanti
dell'impostore
l'assassinio,
annovera
virtù
e
lumi
foste
lo
e
suggezione
dell'egoista
qualora
de'
realista
suoi
de'
ambizioso
progresso
costanza;
vostra
dell'ostinato
tiranneggiato,
superstizioni;
spoglio
anarchista^
abborre,
al
minaccie
violente
le
fantasma
dell'
d'essere
oppone
terrorista
né
riottose
delle
tempo
nemico
all'abbattuto
ama
al
imperturbabile
siete
ancor
adorazione,
insensate
rapina,
V
scuotere
tributa
tiranneggiare
e
di
pericoli
lusingatrici,
promesse
sempre
ancor
una
incontrati
gP
forza
mai
foste
le
POLITICHE.
legge
ogni
primeggi.
egualmente
la
dello
sfrenato
disconosce
governo
la
strage^
ed
danna,
con-
78
POLITICHE.
POESIE
Empio! pria di
il
chiamava
Rivaud
sul suol
Sibaritico
un
Pronto
Era
a
al sempre
Sperando
Rivaud
sotto
in
de
da
la
suo
tiran del
spoglia
umana
lui simile
a
ogni
inetto
e
sua
voglia.
vile
invitto esercito Francese
fuga
Scherer
dal
soglia;
Gallica gente.
core
secondar
quel Duce
la
a
suoi
cenni
modi,
Insegnò
Era
a
lucente
suo
era
mostro
era
costui
Che
albergo
altro
D' urbani
ei solo;
Cisalpinregnava
altra
Stava
Che
Cisalpinosuolo
proconsolar del
Guardia
consacro.
libero sovente,
Repubblicano e
E
io ti
infami
r Eumenidi
A
feroce duolo
mio
L' istoria rea, nel
sacro
carme
con
narrar
il
stile.
nuovo
sublimi
imprese,
poter suffulto intanto
Cisalpinpaese.
POLITICHE.
POESIB
La
Preso
E
I
struggeasiin pianto;
libertà
vera
viltà turpe il
da
era
79
Governo,
prudenza la copriacol
di
manto.
angui d'Inferno,
primi magistrati,
fulcir
Indegni di
di burbanza
Più
De
Oh
che
la
Ne
a
Se
ne
Pendea
la
ad
Maculava
tirannia
deve
guancia,
io
la madre
erano
libertà fondaro
entro
terreno
regal teschio
la
veggio.
già la bilancia,
infame
il
deggio,
stupirnon
arbitraria possa
Triumvirato
Il
Ma
arrossir
figlia
Gli eroi che
seggio
Repubblica i pentarchi.
l'istesso agon
ver
il lor
patriaamavano
la nostra
esterno.
d'ariento carchi
e
negri tempi!
E
dominio
ingiustosoffrian
Così
E
pubbliciincarchi
a
ove
ligi
in Francia.
Parigi
fu trunco
l'ultimo
Luigi.
80
POESIE
Un
tralcio
E
a
Da
Sul
Intanto
ognun
nostro
de la
rimbombò
il
le
Sarieno
il tuono,
la gran
scarsi
la gran
Brillavano
causa
nel
da
il
mio
Io vedea
e
sciolte,
Ritornar
le vendute
vittrici
i caldi amici
di bella spene,
i dì felici.
propinqui sorgeano
patrioAdige
trono.
Cisalpinatutta.
umana
cor
lutta
esempli istrutta,
Repubblicanearme
ognor
al suono,
despitto.
suo
popolar regimine ed
credea,da
scritto,
era
voce
di guerra
Fra
E
sua
il
paventava
già ricominciava
Che
Del
il destin
Che
Certo
De
gittavail graffioadunco.
volto
ciascun
questo trunco,
Italico diritto
ghermir ogni
Tremava
E
di
Rivaud
era
Milano
suo
POLITICHE.
già
le catene
al lustro
Adriache
lor natio
arene.
Ed
tanto
era
Che
la mia
di
Parole
Frattanto
E
Milan
di
per
rinfranca,
giustotimor
ogni
de la
grida,clamorosi
non
patriaamante,
la gota imbianca.
via contrasti
rampogne
voce
veloce.
scorrea
guata altier 1' uom
Mutue
e
tante
accenti,
udite
innante;
e
inchieste,
rispostedubbie, e genti
Raccolte
E
rostri.
di sconfitta Franca
e
de' tiranni si
Confuse
Varie
giogo atroce,
piacerparlaida'
la vasta
Che
Eran
al
Verona
ambigua
serpeggiante
L' amico
i nostri
anch' io.
fui deluso
e
D' ostil vittoria
Per
vincitori
de' nordici mostri
estimando
Tolta
desio,
primo
creduli
Furon
Ed
il fervido
l'urto
a
8l
POLITICHE.
POESIE
in
crocchi,e popolar bisbiglio,
in mille modi
PlNDKMONTE.
raccontati eventi.
ò
82
POLITICHE.
POESIE
Sedea
E
troppo il mio
pur
presaghidel
Eran
Color
tra
soci miei
Nemica
il
Mostravano
Tacciavan
Tuonai;
La
De'
ogni
di viltade
alto cor;
cagion fiera
ma
del
patriadi
Uomini
eco
cor
al lor
servaggio,
spavento.
ogni saggio
stringeatroppo ingrata
propinquo oltraggio.
ristretto è data
salvar per
d' altro
cimento.
contento
cor
il mio
dire
pentarchial poter
La
alma,
calma;
vaghi
tornar
fece al mio
vero
impero,
gran
dilettosa
perchè il
tranquilli,
Nutrian, di
E
del
terror
Spiegavan altri
sol
il
amando
1' afflittasalma
ne
e
meco,
pensiero
periglio.
di tirannesco
ognor
Tremavan
il mio
e
core
vicin
che
Consiglio;
in petto liberissim'
Chiudeano
E
io nel
gli Anziani
de
noi la possa:
l'avrien
salvata.
Ma
l'inerzia natia già
Ne'
prendean da'
Niegar per
Fur
uscisser
prodi cittadini
in campo
de
gli avversi
Sol l'armi
Le
Ma
in mano,
Il Gallico
mossa.
animati
1' oste
contro
armati.
poste
causa
s* ebbe
più
cura
nascoste.
trombe
sue
lor
ogni
ahi! troppo
la
la Fama
insensati,
neppur
non
le cento
a
Spandea
secura
fiato
gran
sciagura.
comun
valor,che superato
d'ampie trincèe
Languido
s'arrestò
le solite prove
Del
e
più dubbia,ed
non
Avea
la gran
a
di troncar
trame
Dando
Né
voler fin che
suo
scossa
suoi detti
patrioamor
Dal
I
fu
non
schiavi
vili di Rivaud
Che
83
POLITICHE.
POESIE
non
nel
corso
ei fé'per
che
condottier,
Bellicoso
munito
mai
nel
montò
vallo.
usato.
fallo
sanguigno
attacco
cavallo.
§4
POLITICHE.
POESIE
in cocchio
Ma
O
giacea su
È
o
che
Sarmata
il valoroso
par
Bacco.
a
trafitto
assiso,
mensa
a
votava
Cisalpindel
vigliacco,
scorrea
magnanimo Gallo, e
L' emulo
E
piume,
macel
certo
a
il
le
obbliando, si
Marte
Spinto
le vie
aureo
e
ucciso
che
avvien
mora
conquiso,
ognora
Intrepido1' altrui patriadifende,
Non
disperandode
Il satellite compro
E
terribile fu divien
Chi
paventò terribile
Insegne
Lo
i
a
Mincio
Ma
neppur
si rende:
il German
e
r assalito
Sul
codardo,
tardo
Franchi, e più premonlia tergo
snello Ulano
volto
propriaancora.
riprende;
ardir
Chi
quasi agile faro
Già
la
stan
ivi
T
Unghero gagliardo.
Adige
il tergo,
di libertà le
aver
pon
fermo
schiere.
albergo.
86
POESIE
Ahi
disumai!
Tante
mandar
suolo,
dal
a
noi
Che
belve
a
gli
le
de
fu
Itali
tua
cade,
la
foresta
contrade?
infesta;
ognora
stirpe
popoli
Romano
rimasta;
obliquo
Italiche
tua
la
del
sole
spade,
è
vuota
egual
disfar
de
ognun
chimera
il
ove
basta
ti
non
tedesche
noi
tua
stirpe
la
Sempre
L'alta
le
a
Chiami
a
fra
Lamagna
Gente
Ma
E
Francesco!
Sicché
Che
POLITICHE.
ebbe
funesta,
impero.
in
pensiero,
Già
pendean
Già
Né
POESIE
POLITICHE.
CANTO
SECONDO
le temute
ore
87
supreme,
imminenti
stringeanoi
scintillava
più raggio di
gran
perigli.
speme.
L'Aquila spiega i ghermitori artigli,
de la
E
patriain
L' eslerminio
Che
fa intanto
Grazie
Co'
O
che
O
e
parti offensa
tante
paventano
Rivaud?
riceve
non
Contro
chi il
dispensa
onori, e allegroe
in Scherer
curasse
Consigli.
Rivaud
pentarchitripudiaa
avesse
i
il
ver
lauta
speme
baldo
mensa.
il
ribaldo,
Cisalpinlamento,
dicea,d'
ira
era
caldo.
POLITICHE.
POESIE
5
E
Ogni
Degni
E
E
volean,se
avvien
Una
infelice
a
servitù,non
forza
si danna
può,
in
parte
rimagna;
fosse insieme
1' ore
popol provvedendo
quando
salvo
dignitàche parte:
parte lenta,e fino
chi
piagna
almen
fugace stuol,ma
un
Nulla
che
leggi e carte.
sacre
e
al vero,
impero.
destin,che
suo
il decoro
Non
Come
al vento.
vi fosse la magagna,
pur
libero
che, serbando
E
sia lode
pur,
Governo
Del
Ma
eran
patria il
Del
lui diero
per
di ministrar
concordi
La
momento
Consigli in preda
in lor
Benché
ogni
Consigli,e
i
cura
in parte
Essi
E
de'
sordo
Fu
'
inviti
gli iterati
a
altrui
il pensar
nulla
vai
estreme
a
la
salute,
morte,
terrore
che
teme.
incute,
è d'
onor
civil virtute.
degno,
L' oppressor
Le
Larve
E
ischerni,or
puri,in
gli uomin
Fervente
Solo
de
cui di
tua
istraniero suol
per
Vanno
Rendere
te
raminghi; e
i casi lor
da' cari
Strascinar
ne
dispersi.
vagar
auspici
tu
potuto
avresti
infelici.
meno
Mirali,iniquo,lagrimosi e
Lunge
colpe immersi
patrianemici,
sinistri
sotto
avversi
egli dicea.
in
che
la
patriaardea
libertade
venduti
falso,costor
o
Fingesti e
Per
sdegno.
parole dure.
con
a
amore,
1' Austria
a
Mira,
di
sogni ei chiamava,e rispondea
e
con
Ed
segno
ragionevolipaure
nostre
Or
ardea
l' Insubria
de
lui fean
a
solerti cure,
queste di dover
Di
che
Consigli,allor
i
Contro
89
POLITICHE.
POESIE
mesti
oggetti,in
duro
esigilo.
l' inopiai dì funesti.
POESIE
90
E
aita errar,
senza
Sol
cupido
l' opra
Contempla
chiamata
La
sangue
vicino
E
Ci
E
cruda
l' un
! E
lido
lungo
traendo
mio
stile!
orrendo;
insiem
come
bile
miei
sul
volto
espresso
quasi tacendo.
silenzio in noi
sol
affido.
tinge il
l'istante
perorar
la vile
de
i carmi
l'altro col duol
guatavamo
Pensasse
grido
1' atra
come
licambeo
omai
nel cupo
Al
ciglio.
t' aspetta
e
comun
la pena
te
a
di sentiero
Fuor
Era
dal
te
sul
libertà,
trascorro
Di
tua, mostro,
il
giustissimavendetta.
vera
Anima
Dove
volgono
ancor
Sequana risorgi:io
Del
diletta.
patriaognor
su
Memoranda
di
consiglio,
senza
la
aver
per
Ver' cui
Genio
POLITICHE.
parca
successo
che
salvar
se
ognuno
stesso.
POLITICHE.
POESIE
viltà
Sembra
fuggirsiad
Propongon tutti,e
10 speso
Partir
solo,non
Di
E
salvarmi
a
quanto
serbare
a
Fratellevol
11
Le
uopo
certo
La
vergogna
a
lasciar
dover
proprio danno
più che
seggio che
volli,e
non
mio
future ambascie
abbandonaimi
fanciullo
temer
Del
uom
sorte
giorniavrei potuto.
da
civico
Com'
invita.
raddolcir mia
a
i miei
Per
E
giusto m'
provveduto
e
era
asil,ma
chiesto
mie
caduto,
desio
visto
la vita;
pietà m' aprìa le porte
Di
non
risolve alcuno.
non
vana
un
uno;
partita:
patriaavrei
vittima sarei
Ma
E
la
per
ad
uno
divieta orrevole
Forza
9I
la morte.
ascesi
ai
mi
gridi
resi.
allora io vidi,
al mio
eh' estremo
sordo
appresi
barbaro
mal
non
fato
reformidi.
POLITICHE.
POESIE
92
Erami
fedel compagna
ognor
Più
chiara
domestiche
il
che
Giovili donna
Le
virtù che
per
cure
lato
a
m'
cor
beltate
per
legato.
avea
lei fidate
a
Interrompea col ragionareonesto
Alleggiando il
Un
giorno
io dissi
Teresa,
asilo
Raggiungi
su
che
Che
non
Segui
servo
Servo
Ti
la
onde
sorte
di fede
non
più, ma
ne
è
questo.
sicuro.
congiunti.
duro,
già si salvare;
scongiuro.
esempio
divenuto
nel
giunti;
disgiunti;
i miei
restar,
lor,te
mio,
fia compagno
ultimo
il dover
a
mesto;
siam
omai
trovar
la Dora
aveano
sforza
me
pallidoe
giorno
ingrate.
1' ore
ne
ci vuol
minor
Salvati,
e,
Essi
Il
forse il
il danno
Oggi
lei
a
al fiero passo
Milan
Per
duol
mio
raro,
amico
tragittoamaro.
POLITICHE.
POESIE
94
E
colei si
dappoi che
Per
sol tre
me
l' Insubrio
Su
Tuffate
In
grembo
mese
L' umida
l'ombre
fiate ha
nel
Teti
a
che
ameno
notte
settimo
la Dea
Brillava
in cielo il luminoso
la
ronzio
secreto
attento
io
ne
contrade,
awien
discerna
rade.
la sala interna
Consiglio era
vigilardi
corno.
strade
le persone
tra
pochi SOCI
tacente
sbigottitagente.
alto silenzio in le
Cupo
Del
de
le romite
sol l'orecchio
E
Al
e
popolo frequente
trascorrea
Regnava
Con
Città di
deserta,e
Non
nome.
il vel di stelle adorno
sul mondo
Parea
giorno
dai fiori ha
Stendea
L'ampia
il Dio.
di Delo
terren
dome
le rutilanti chiome
avea
Del
dipartio
tremula
ridutto
lucerna.
POLITICHE.
POESIE
Sapeasiche
i
Presso
sferzati
Quasi
S' aspettavan,
Oh
più
apportar
Col
Che
sorriso
potevam
Nei
Ch'
eravam
insiem
Che
Sensi
E
a
che
d'
nostri
Rivaud
anco
tuoi.
unquanco
ancor
noi
magni.
orrore
imbianco
compagni,
sol de'
Consigli
risposeai giustilagni,
senza
nostri
nullo
fra tradimenti
reo
alcuni
Vennero
E
cui
al rammentarlo
Che
ed
Rivaud, gli annunzi
tradimento,di
Fuvvi
i suoi
il corso;
mezzo
a
lutto.
comun
la notte
avea
cavalli
Bruni
il
calmasse
noi
da
s'atlendea
Pentarchi,e
che
Novella
condullo
s' era
Rivaud
95
temer
rimaner
perigli
seggi securi,
salvi da' nemici
v'era
disse che
Scherer
che
l' Adda
era
artigli,
in
non
oscuri
difesa,
presagivai più felici auguri.
l
96
POLITICHE.
POESIE
Che
r
a
ostil
ei
Ch'anzi
Ahi
Perchè
Fu
Da
Che
v'
la
ben
afflitti
meno
Ad
del
aspettar
(Che
Tranquilli
tinto
esser
andammo
noi
de
aperta
^
eterno
coperta
e
fu
cotanto
certa
promessa
intanto
1' usato
il
giorno
nuovo
dovea
a
!
terra
dolore
mendaci,
a
impresa
averno
la
del
tradigion
sicurezza
governo,
d'
inghiottì
labbri
resa
subUme
tentar
ambo
bolge
que'
La
volea
non
le
così
Cisalpin
abbominevoli
mostri
Ne
sarebbe
non
del
mai
sede
La
furia
di
ritrovar
sì
gran
le
lume,
pianto)
piume.
POESIR
POLITICHE.
TERZO
CANTO
Del
suolo
già lo
Cisalpin,
sferzava
Carro
Ed
d' alto
io,com'
Giacea
che
i
Natura
grotte.
che
die,
squallormacchiato.
dovea
assicurato
diffuso le
il
sie,
pigroumor
leléo
pupillemie.
gallici
spergiuri
poteo
stanca
Lasciarmi
PlNDKMONTE.
del gran
nel letto,e
Chiudea
Più
esser
uom
stellato
1' odorato
Oriente la nunzia
Che
notte
le Cimmerie
a
da
rorida sorgea
E
l'ultima
dovea
Quella eh' esser
97
in
i sensi
preda
e
le
palpebre
al vincitor Morfeo.
7
98
POLITICHE.
POESIE
profondamente,allor
Dormia
la mia
De
E
stanza
Sorgi,convien
mio
Dal
a
desto
né
né
M'
alzo,premo
Poi
strai che
come
allor da' miei
Sopor
coi
piume
che
m'
sensi
d'
il tutto
Scorgo
De
il comune
l'infame
a
la
il
a
memoria,
eccidio,e
Rivaud
scocchi.
arco
De' pungenti pensierlascia
Tornami
salto
un
intero
abbujava,e
veggo
mente.
ginocchi.
d'
quelle precipito
da
Celere
Fugge
dormente,
ravvolgo in
idee
le
scosse.
gliocchi.
stropiccio
Riguardo intorno,mi
Mille confuse
mosse
quel picchiarfrequente
letargicomi
sonno
il capo
Levo
sol questo
—
unito
funebre.
parea
partir!
Verbo, che
crebre
udii percosse,
P uscio
a
che
ignota voce
che
1' alto
varco
aperto
l'assalto.
certo
il dolo
atroce
scoperto.
Volo
nulla veggo
E
Nato
appena
era
Io
il
odo,
non
la via
non
m' accorsi di mia
il
Prendo
lo
Pur
sottoposta
fu del
il
Nulla
il
De
Ma
ornai,de
L'oste
cor
mi
man
in
nel
cade.
fretta,
petto.
danno
sa, sembra
compagni
l' Adda
rapida vien
stretta;
aspetta.
ricetto:
la città minacciata
a' tristi miei
Che
grave
ermo
popolo
la
lo addosso
me
dal taciturno
Esco
intorno.
errano
da
e
vestito,
colui che
genti rade
nuditade,
Palpitandomisempre
a
e
la fredda
terror
raccolgo,e
Come
veloce.
lagrimoso giorno,
Per
Tanta
torno,
stanza
aprircorro
alcun
Romore
la
ne
;
ad
fenestra
La
udii la voce,
d' onde
la porta
a
99
POLITICHE.
POESIE
come
sereno
1'aspetto.
è
noto
superata
appieno,
1' onda.
baleno.
POLITICHE.
POESIE
100
E,
Oppresso
il Gallo
dure
Che
al
reca
de
O
o
strazi,
Ed
Di
porte,
favella.
popolo ritorte,
lungo,
career
a' miei
noto
era
a
di
e
le
a
la libertade ai veri amici
E
Tutto
già presso
di costumi
Barbaro
sponda.
la città bella
è
che
nemico,
Del
fella,
sorte
oltre la
balìa
in
abbandona
la
da
1' Eridano
de
Fugge
E
scagliatoda fionda,
sasso
come
tutti color
infame
morte.
infelici,
soci
che
o
si mostraro
nemici.
straniera tirannide
miserando, amaro
triste,
Spettacol
Offron
coloro
Servir la
Come
Di
patria,o
d'
stormo
nibbio
che
o
Svolazza,si
con
vera
che
la
augei, se
patriaamaro.
appressar
di poana
sofferma
fede
edace
e
parte
vede
artiglio
e
riede.
POESIE
r02
Quasi
di noi fosse
ognun
Spregiava i
Danni
nostri
che
parean
la
Che
dolci
dai
Girne
D' incerto
A
Esser
la fatai necessità
la
fuga
Tutto
Or
dal
noi
In salvo
E
nostro
per
più cari,
noi
punge
ne
s' aggiunge.
e
pronta;
fuggir;de gli altrui falli
sol la pena
abbondan
ne
Mancano
Le
al
manca
lunge
e 1' onta
periglioso,
veloce
dee
l'innocente
Mentre
A
e
trastullo,
e
sempre,
ancor
scampo
i nostri amari
Lari
patrii
i
oggettia
mordace
cura
citrullo,
lui fosser
a
forse per
Abbandonar
vii
un
lagni,e
di dovere
è il duol
Poco
POLITICaiE.
sconta.
i Galli,
fuggitivi
suol
nel
partircocchi
gran
e
momento
cavalli.
ogni giumento
ogni destriero,
rubate
oltr'
dovizie
addur
Alpe trasportar
sol
deve,
l' Italo
argento.
POESIE
Tal
la Francia
E
De
O
Nazìon
i
Sono
Se
li
la stima.
tuoi famosi
capitani,
Non
seppero
serbar
lor
per
incarco
trionfi,
e,
infamia
pure
troni.
le mani.
bisogna
a
tuoi
se
mandi
ladroni.
sono
civil,
Francia, gli obbrobri
De' tuoi
i
urtàro
diretro i buoni
che
tutti,
Militi tuoi
umani
scevri di delitti:
essi,e probi e
d'allòr redimiti
Solo
saggi oggi
guida,e insieme
Che
Con
diritti.
natii
semplicituoi guerrieriinvitti
molti
color
prima
i suoi
de'
beve.
sangue
che
l'uomo
a
spoglie opima
nostre
magnanima,
prò'duce
Son
E
di
or
perduta hai
Tu
fé' riceve,
nostra
figlieil
le create
Rendesti
Ma
la
guiderdon
IO3
POLITICHE.
non
le tarde
sono
più grandi
cangi stile,
età tramandi.
POESIE
104
Oh
al
valor
tuo
Mostrata
1' armi
Soavi
De'
frutti
Il sangue
E
E
membrarli
la
a
l'Italia i
tutti i tuoi
il mondo.
il
l'arme,e
favore
or
te
e
medesma
eccessi
de' tiranni
contro
non
se
nostri
ci
oppressi,
primi eroi ;
enormi
con
Ristaura,o Francia, i
generosa
giogo
de' tuoi
V opra
a
memoria.
suoi
figli
spontaneisotto
per
Tile.
vittoria
prodi, e
Ingannatipugnar
Temi
gloria
fecondo
seme
or
De' barbari
Se
a
principiaddotterebbe
strugger
brandir
Battro
tua
avria; fora giocondo
de' tuoi
vedrebbe
Gemer
da
prodottiogni
tue
Saria di libertà
Né
l'immortai
andrìa
popoliil
Giusti
probitàsimile
se
avessi,or
Intaminata
De
POLITICHE.
stessi.
lunghi affanni;
porgi aita,
immensi
danni.
POESIE
Di
giustizia
rapaci
I
leggi
le
O
Di
Odi
te
per
flebil
del
Star
del
destin
le
il
dirlo
voci
virtù
e
ne
atterri,
i
V
adamante
mio
cor
freme,
ferri.
estreme:
repubblica
ponno
Repubblica
Sì
a
addita.
mostri
paventa
mio
canto
non
que'
stessa,
gli
te
a
rigor
servitù
Verri;
perfidi
Italia
il
t' invita
sacro
punir
a
desolata
La
De
dover
un
I05
POLITICHE.
e
delitto.
insieme:
vivono
è
scritto.
(59)
SUA
POETA
PATRIA
IL
ALLA
POLITICHE.
POESIE
II O
Non
In
di
sia
laude
questo, in cui
gloriaadorno,
D' eterna
fiammeggiar la prima
vide
Popolo Francese,
Del
l' infame
Che
Bastigliaa
la distrusse
In
questo
dì
Di
nuovi
fregiornata
al
Esulti,e
e
tu
I tuoi
materno
sguardi
piaghe
le sofferte
Le
cicatrici additi ad
Né
già
A
chi
Anp
compiaci,
ten
figliveraci;
De
Come
e
amorosa,
lor teneri
a
sparse,
patriaadorata,
pur,
sen
Stringergodi
terra
1' arse.
E
E
aurora
imprese
le future
De
festeggi
giorno,
Quel memorabii
Che
seconda.
di valor
e
forse
ne
una.
parve
sol
si pasce
V altrui
(Siccome
ad
offeseodio, livor,fortuna,
f
de
una
i lumi
d'ombra
o
so:^:{0adoprar
di
larve:
vile
V ombra
adombra)
Avviva^
non
Raggiò
il tu' onor
più
bello
e
più gentile.
POESIE
Oh
in
come
In cui ti
Fur
funesto,
flagellòNordico
del retto
D'ogni
Fuor
La
sconvolte
te
biennio
Nel
del
e
scienza
di
I 1 1
POLITICHE,
nembo,
le idee
ver
più chiare!
ignare,
quellache
V
rende
uom
feroce,
spaventevolvoce
Innalzar
turbe
Cui
dovriansi
ben
negre
i nomi
A
più giustaragion
E
malnata
E
sparser
Di
di veleno
al
Guerra
Che
dei
migliorle
onorato,
E
nel lor deliro
Nomaron
forte
fu il furor
crudele,e
vuotò
gloriosa sorte.
giusto,al
Odio
te
ciurmaglia
rea
canaglia,
tutti i buon'' la
Mossero
di
e
contrade,
nimistade.
nobil
patria,né
tue
chiamato,
sapean
gli stolti.
Sì la luce al lor cigliooffuscata era,
Che
non
Il fanatismo
r
D'umano
v'ha
ove
patria
furibondo
sangue
e
un
monarca
impera.
lordo
alzò la
fronte,e
intomo
POLITICHE.
POESIE
112
di
Girò
gli occhi
Con
guardaturabieca;
L'intolleranza
Che
E
bragia
cieca,
l'innocente
cangia in delitto,
error
i dritti usurpa
punisce il pensiero,e
Di
Dio, che
passate età: l'assurdo
De
le
La
e
frivola,
superstizìbn
del germe
Queste
D' onestà
di
e
Figli tuoi,che
Da
A
Di
le virtù
mai
le
pudor
a
più
contro
coloro
I
Di
a
belle
ornaro.
arrise
secura
e
vendetta
serpentied
allumò
le faci.
perversiseguaci
queste
D'una
paro
maledetta,
discordia
i
più saggi
forza,
cui di Marte
turba
i
ivano
più gentilianime
barbarica
Scosse
tutte
pestie flagelli
uman
Passaggiero favor,fatta
La
zelo,
tutti i cancelli
Rupper
Che
cori,
i furori
Rinnovellò
Ne
de'
solo è scrutator
furie si vestir
Religibnceleste
del
e
manto
dolce,
Che
r alme
Che
mite
Del
alletta
molce,
e
al mondo
nacque
Agnel
mansueto
Ed
a
di
nome
Del venerabil
Di
O
r alme
bella
Dolce
Oh
vero
insulto
d' altra
ingenue
colpa!
O
per
cagion
giammai
Sorte
nemica,
di mercè
d'un
sedotto
Saria
Entusiasti
Che
di
Lui
rubella!
di
non
a
leggiadreimprese,
ragione a
scorno
preparaste quel funesto
ben
Può
di crude
non
PlNDKMONTE.
vili offese
O voi,
ingannatori!
Che
Ma
bella
Popolo innocente.
virtù volto,e
capace
si
quanti colpi,e quanti
il ricever
a
affetto,
abbella.
Strali avventò
Che
colpa
di nutrir nel petto
libertà l'innato
patriae
Che
nemici;
culto,
rei che
eran
fino i
Lei, con
Perseguitarcolor,che
Non
gli auspici,
sotto
d'amar
prescrive
Che
I I
POLITICHE.
POESIE
giorno.
giorno chiamarsi
vendette.
già d^alte
e
memorande
prove,
8
3
POLITICHE.
POESIE
114
Andate, indegni, ad insegnare altrove,
dèa
Che
serbarsi fede
chi fede
A
Che
farsi
Debba
sostenere
impero.
suoi
vizi fu
sciolto,
caduta
E
de
L'
ignobile memoria
l'itala istoria.
cancellar
Dovrebbe
già guerriero.
decaduto
un
la cui
prode
e
assassin,non
gli interni
da
Che
culto
popol
un
Per
serba
non
Questo cieco furor,questo ferale
Spiritodi vertigine,o Verona,
Non
deposero mai
Ne' tuoi trascorsi
popolo
Del
buon
Coi
più negri
i Galli
Quasi
i Tedeschi
Scizia i
tuo
guerrieri.
intrepidi
lurchi.
mostri, e
Angioli fosser giù
Chiamarono
gli agitatori.
colori
Finsero
Di
guai
i Turchi
dal Ciel
discesi.
esecrato
L'Arbore
venerato,
L' arbore
che
trionfai,
il mondo
adora.
E
noi,mentre
L'
avverso
De
la
O
prevalse
Marte, noi miseri
del
patriae
duro
spintiin
Errar
Di
in
avvinti
il volto, e
da
remoto
L' insulto
pallordipinti,
trascinali
noi barbaro
a
forza
lido.
1' atroce
schernitor,
Essi
eccitar nel
Che
bruttò
grido
popolo devoto.
le onorate
De'
prigioniericon
De
le
E
di
profondo
carcere
Sepoltivivi,o
In
gioia
con
consiglio,
senza
macie
O
vider
ver
amanti
esiglio
in ferrei nodi
O
I 1
POLITICHE.
POESIE
ingenue fronti
V immondo
loto
pubbliche strade,
aggiunse, oh feritadel
L'onta
e
gli obbrobri
al danno
E
le
ingiurie,e gli oltraggi,
e
E
le
scagliatepietrea
Oh
nequizia inumana!
Oh
negra
Questi
turba
sono
De
la
Di
carità de
ed
le catene.
i dettami
Religion,questii precetti
legge,
le pene,
le percosse,
insana!
la divina
a
5
Il6
POLITICHE.
POESIE
cui sola serbar
Di
esperien^^a
Almeno
Da
Cristo
a
cadde
Ma
E
al
Conobbe
quel
Produsse
ed
De
la
e
i
i tuoi veri
pettoruto
van
D^ alto
V
armato
proteggeva
Eterni
Di
Genio
pietoso.
le
patria,a
mia
bella
rostro
Contro
Che
Sofia veggente,
tue
mura
ghermitore augello
Che
,
antiche
valoroso
Tornò,
Di
for^e
sue
l'uom
de
Vangelo.
in Francia
che
educò
causa
Il Gallo
Sul
le
e
al
velo,
maladetta,
larva
la
Jìn
od
credette
non
medesmo.,
se
il tristo
le levasse
occhi
gli
Se
credenza,
vanta
e
di
feroce artiglio,
nemici
negri tuoi
amici,
tronfio
regni follemente sogna,
desir,
d' altera
piombando
col
gonfio.
speme
duro
ronciglio
avvinghiò, trascinollo,il fece brullo.
Gli
lacerò
Or
ei
Traendo
V
orgogliosa
testa.
disperso,lacerato,
il rotto
fianco,
e
stanco,
Il8
POLITICHE.
POESIE
il lor
E
viaggiocol
stringerdi
Di
affretto.
tutti i buoni
braman
Qui
desire
gli amici
virtù
al petto.
Venite, sì,venite
Da
region lontana
De
la gran
generosi,anime
Martiri
Il mondo
ammirator
i vostri torti.
secol
i vostri
del
L'Eroe
Di
Marengo
ceppi
sul campo,
il fin de' vostri
guai segnò
col
i nostri fieri
contro
Persecutori,che
con
zelo
Noi
lacerar
Che
farem, che direm,
santo
cotanto,
diletti amici?
Ne' nostri dì felici
Imiterem
De
di loro
fanatiche
Le
E
lampo
r infallibil brando.
De
Ma
ruppe
fulminando,
Qual Giove
E
forti;
plausiripari
coi
E
umana
causa
a
le
le
furie,e l'opre vili?
ingiuriescurrili
caste
Camene
le delicate voci?
Awilirem
Noi
con
di
i barbari
Tra
I
Trioni,
Geloni
Sciti,gli Ottentoti,e gli altri
V
Che
glierranti passi
costor
i freddi
Tra
De
atroci
auguri
Seguirem
Sotto
uman
e
seme,
i
su
V
vendetta^per
Quanf
sua
altri
quel fiero
Che
contro
Portin
che
Vorrem
i lor
plachi^
lunghi
egliprolunghi?
Imenei,
barbaro
che
a
di
stragi
e
sangue,
che
altrove
guai
sen\a
sia per
legittimo onor
Casti
tetto
o
stan:{a?
essi
guasto
de' santi
ragion spento
il lume
costume.
vite brutal
le incerte
Ch' essi le donne
Né
si
si
Vorrem
nutrir?
noi
seco
di
desio
Erranti,ignudi
Errin
tempi
lor li prega,
Pur
E
Dio,
nutrir contraessi
Vorrem
Con
a
assai
Giusti:;ia
la
alta
chiederemo
mostri
reprobicapi,
Perchè
//
I I
POLITICHE.
POESIE
vergini, né
coppia
no^:^e?O
lor veggan
spose
sembianti
vorrem
-forse
dogliose
9
POESIE
130
Da
ed
vergogna
Maledicendo
i
perfidi mariti^
a' fianchi
e
infelicede gli
Frutto
traditi
amor
ignudi,
figliuoletti
E
ammaestrarli
Per
Ad
0
dar
sol
no,
duri
Resti
tane?
la
conforto,
tartarea
gola
Bel^^ebùconsola?
e
fratelli,
lunge
idee:
la virtude
le
e
ne' cittadini
Fratellevole
I traviati
alloggi.
vendette; estinto
livore.
ogni
amore
il
S'apra libero
Diventino
oggi
giusti,
qual canto
gli odi
in
il mondo
conosca
i veri
Quai sieno
Perano
loro il
noi
laggiù ne
Sì tetre
da
sera
lupi orride
di
brameremo
1 Dimon
Ah
la
del pane,
dimandar
a
loro
albergo
Che
E
inopia accompagnate,
in collo
Traggersi
I
POLITICHE.
in tutti i cori.
varco
migliori
e, de
le
il
Repubblicane sotto
Imparino ad
amar
leggi
sacre
la
in
Que' negri spirti,
giusto impero,
patria e
cui
sperar
il
vero.
sarebbe
POLITICHE.
POESIE
Opra gittataal
Un
tardo
Sien liberi
e
sola
sia l'arrossir,
se
Pena
del rimorso
Provin
Se
duri
securi,
e
loro unica
E
e
e d'ogni offesa immuni;
tranquilli,
Sieno
E
vento
pentimento,
feroci
Que' cor
121
arrossir sanno;
eterno
punte edaci.
le
di sentirle al
cor
capaci.
sono
Gli accanili nemici
Si confondan
De
E
Non
così. L'anime
libertà
l' aurea
magnanime
miti,soavi,
son,
più, mia patria ;
E
lieta di
Ornai
De
tu
tua
vivi
/'Arbor
crudeli
siedi
sorte
a
Sotto
Di
Che
e
r alta
ti
rincora,
V ombra
benedetto
lieta fé
e
i schiavi.
f assicura.
y
Vita
amanti
ove
secura
data
difesa
quel Popolo invitto.
a' nostri
L' antico
giornine
la bellic' arte
eguaglia popolo
di Marte.
122
POESIE
Ma
voi, voi
POLITICHE.
Che
la tanf
anni
Con
le belle
ferite
Ci comperaste
de
la
e
dove
gloria, onde
il
muore
patriae
Chiaro
ed
immobil
Quanto
ne' dì
verace
dì, fin
dove
libertade
aggiorna.
il
nome
duri.
futuri
della
sanguigna intolleranza,
De
la
Vii
tirannia,del
Vivrà
la mala
V
fanatismo
infamia, an^i
nullo
altro
Vivrà
de'
Vivrà
la
merti
riconduca
Il dì che
Vostra
la
rimembranza,
ogni
come
anno
gioia
patria
chiara
mondo
del
vostri
di sempre
Quando
Grata
tanta
V odio
secondo.
ne''petti nostri
dolce
atroce
voce,
Tanto
Ne
v' adorna
fama
di
A
morti,
dormite,
Quanto
An^i
pace
belle
più
con
Gratitudine, amor,
Da
forti,
lagrimata
Tranquille ormai
Secure
anime
generose
rinnovelli.
nuovi
eterni
onori
mia
memoria
orni
e
rabbelli;
La
de
la
Ne
le
che
valor
Giungere
parte
nascente,
nel
de
de
un
vinse
e
intera;
Europa
possa
saper,
ne
1' arti
belle,
emular
la
leggi,
provvide
Ne'studj
Nel
Regi,
i
domò
lumi,
leggiadra
possente
Repubblica,
Nei
è
guerriera,
Repubblica
Che
oggi
Repubblica
D'Italica
Figlia
eh'
mia,
patria
I23
POLITICHE.
POESIE
la
le
pace
squadre
giorno
ad
Madre.
(6i)
DESTO
Passerini
Poggi
Opere
anonime
Il Cavaliere
gli studi
teologia
si trasferì
fu
a
Roma
di diritto
e
Pistoia
a
per
civile
è Giovanni
il
Melzi,
e
siccome
e
329).
archeologo e
iniziavasi
meglio
rassodare
canonico.
Avuti
dottrine
che
al
dozio,
sacer-
i suoi
studi
gli ordini
Scipione
allora
de'
terato,
let-
compì
Piacenza,
presso
il Vescovo
delle
Napoletane,
dottissimo
Piozzano
presso
sostenitore
caldo
in
collegio di Parma,
nel
così andòdi
1761
alla
194.
piacentino.Vedi
Giuseppe Poggi
nel
n.
(voi. I, pag.
pseudonime
G.
il
Ombre
Cecilia
—
Appartiene
Piacenza.
reca
e
delle
annotatore
e
nacque
Landi
—
Poggi
Giuseppe
di
nella
manoscritto
conserva
Comunale
Biblioteca
Giunio
si
poemetto
sacri,
Ricci,
e
sulla
sorgevano
indipendenza episcopale.
la rivoluzione
Venuta
dottrine
di
libertà
civile, e
in Italia. Chiamato
per
la società
ordinarvi
diversi
austro-russi
in
Parigi.Ivi
manifesti
nel
1799
ottenne
tutt'
a
da
si
Bonaparte
VII
Francia
lo
a
Milano
breve
e
fautore
adoperò
pubblica,
giornali.Nel
riparò in
Pio
ardente
uomo
distruzione
e
da
fu
francese,
pose
delle
per
nel
ebbe
a
trionfo
la
sua
pagarle
pro-
1796
pilare
com-
degli
dimora
scioglimento de' suoi
voti
28
I
POESIE
ecclesiastici.
nel
1811
Nel
Maria
1815
la
debiti
de' nuovi
cura
suoi
la
Le
Molte
morency.
Ecclesia
libertà
lo creò
quale
faccende
nelle
medii-aevi
adempì
cato
incari-
suo
Parigi nel 1842.
che
valle
si
era
di Mont-
le
seguenti: De
i
principidelle
adotta
ecc.
(Firenze 1791,
nire
Principid'interve-
Discorso
filantropicoai popoli
d'Italia
Repubblicano Evangelista, g\orna\e {Milano 1796.
La
voi.):
i
dell'ordine
mausoleo
dei
e
ecclesiastiche;Inscriptionesplacentinae
(1793);
Il
(1796);
in
sincere
il diritto
sostiene
fece
lo
al
i crediti
sapere
citiamo
sue;
dell' emende
ecclesiastiche;
quali
e
giardino nella
suo
nel
(1788)
commise
cavaliere
magnifico
un
un
Parma
Egli morì
le opere
sono
tractatus
3 voi.) nelle
4
in
Legislativo;
zelo
tanto
di Francia.
riposano
Corpo
francese
governo
la Duchessa
fatto rizzare in
egli stesso
di
duchessa
stati. Con
corte
ceneri
sue
fatta
del
consiglieredi Stato, indi
e
presso
membro
liquidarecol
che
quest'incarico,
costantiniano
fu
Luigia
di
Poggi
POLITICHE.
(1796);Giornale
della
deìnocra:{iacol
della
concordanza
Vangelo
sore
pubblica istruiione(1796-97); l'Esten-
beratoria
Al popolo Cisalpino,deliCisalpino^giornale ufficiale;
scritta
Trouvé
francese
della
fatte
di
fasti
Napoleone ( 181
di
)
ece.
prima
in francese
della
Oltre
ecc.
Poggi
dell'ambasciatore
molte
Nazionale
da
Luciano
Napoleoneide,
a
queste
inedite
di
costituzione
che
ed
si
altre
servano
con-
Parigie parte
in
Parma.
Ringrazio
il dotto
vivamente
Raffaele
Piacenza, sig.Avvocato
del
1
Biblioteca
parte nella
quella
la
istorico-numismatiche
lasciò il dottissimo
ne
opere,
brighe
tradotta
—
Note
le
annullare
per
repubblica cisalpina,
Bonaparte;
0
combattere
per
poemetto,
e
me
ne
e
gentile bibliotecario
Gemmi,
inviò
esatta
il
quale
mi
die
copia.
G.
B.
di
tizia
no-
la parte d'
Soggiorno
dier
Che
leggie
involta
Errava
Eran
nel gran
Ad
onta
le
vaste
Con
sempre
ancor
i suoi
acciecati il
faggi
pensieri
ciglioaperse,
de' tiranneschi
teorie che
uman
lo intellettoche
PlNDKMONTB.
mondo;
rozzo
verdi
saggi
gli eterni raggi.
ne
nel dritto
Onde
al
costumi
volume
a' mortali
Che
ne
e
de'
alme
V onorale
han
Partenopea di Filangeri(')
L'ombra
E
Eliso, in cui giocondo
mirti ameni
Fra
29
PRIMO.
CANTO
Ne
I
POLITICHE.
POESIE
imperi;
offerse,
fare il gran
ogni
vero
purgo,
scerse.
9
130
Ah
POESIE
!
m' ascolta
se
Fra
sé
Con
E
1' uom,
Sciolta appena
E
udendo
dal
dal gran
L'
ampio poter
E
scosso
il
d'
Gioiva,e
Rendea
Stava
margo
A' nuovi
Qual
in
questo
l' interrogava.
il
popol desto,
despoti conquiso,
funesto;
sorriso
tenero
le compagne
dì lo
un
d'
ombre
più
lieto
eventi
de
uom
limpido,pensando
del natio
la destra
che
spirtoqueto
rio
un
fresca il
1'erba
Fea
fral,di quanto
giogo d'ogni error
un
a
Licurgo,
incontrava
sonno
dei
con
Eliso.
l'albergo del tranquillo
seduto
Sul
e
alma
avvenia
suolo
Sfavillando
Su
Numa
Solone, con
Basso
laggiù risurgo,
dicea; poi ragionando andava
sopravegnente
se
POLITICHE.
Sebeto.
gomito appoggiando
a
la
guancia sostegno,
spinga ogni altra
cura
in bando.
POESIE
Saputo
più
che
avea
del fato aspro,
r ultime
Ne
e
a
la gran
Il
di retro
Udì
rapida la
Puntandola
Da
Donde
Nel
fondo
E
in
dal
ad
seno
e
a
Scopersed'
di
come
disgiunto
quel
vento
pensierlo
scosse;
dal mento.
alzosse
fiorito,
si volse
vial che
l'orizzon
ombre
momento
compunto.
a
quellaparte
improvviso lo
suono
un
in
staccò
man
sponda,
il
sua
di timor
sé
a
sul suol
la
l'alma
e
che
romor
infido
causa
ambiguo grido.
e
rendealo
di speme
Quando
E
da
patrio amor,
Ansio
segno.
vicende,eragligiunto
mai
non
lido
1' ameno
su
soltanto
Serpeggiante
Quindi
regno
era
di libertà 1'augusto
Sorgea
Ma
non
che
patriasua,
La
IJI
POLITICHE.
in duo
si
numerose
percosse.
si parte,
perde, turba
e
sparte,
suol
dal
Che
nido
Nel
Sembianza
del
riposo; e
fanno
Come
le gru
S'affaccia;e
ei
Gonfi
le
trista
a
una
esso
1'altra
dietro,
lista.
1' aer
lungo spetro
un
aspetto
la barba
e
a
quel conforme
in sul feretro.
rabbuffata,inculto
il sembiante
gli occhi,travolto
il
guardo,
e
e
informe,
sculto
figura squallidacampeggia
L'orrore
E,
mostra
irto il crin,smorto
Nella
su
ad
e
precedespiritali
torme;
ha
Lunga
Ed
per
spoglialasciata
sua
L'altre
V
vengon
incontro; e
muove
Di
quella vista,
a
dolorosa
mostran
L' ombre, che
Lor
allor s' inurba
de' viventi
s' avvicina,alquanto ei si conturba.
Che
In
POLITICHE.
POESIE
132
immenso
guancie
il collo
Congiunto
sul
del sofferto insulto.
il lividor
manco
appena
passeggia
omero
al busto
curvato.
il capo
ondeggia
POESIE
134
Mario
io sono,
Pagano
Vieni, vieni
Ed
Oh
rincontrarti
io di dolcezza
de'
morti, e
Mio
passato destin più
lui:
che
Giunse
tanto
fido amico!
sul
L'
arme
Oh
Che
Muse
vero
quasi maestro!
collo
del fatai capestro !
il divo
e
il saper
tu, d' ogni virtù
Oh
lagno.
dunque
immeritevol
patibolodar
Qual ladron
severo
l'ingiustoimpero?
re
mio
io ravviso
L'arti,i lumi,
Sul
dei
sacro
permiser le
del
udii di te fato sinestro?
L'empio
a
piagno
mi
non
ciel! fu
fu, o
compagno,
vista il ciel cortese.
tua
soggiorno
egli a
dolce
sen,
Nel
Come
E
(')a dirgliprese;
al mio
m' è di
Giacché
Nel
POLITICHE.
che
l'ultimo
tu
potessi
crollo ?
specchio,dovessi
penzolar da
negri tempi!
Apollo,
Oh
infame
abbominosi
trave?
eccessi!
Ch' io di
l'ingenuo sembiante
Che
miei
Scaldi de' baci
Vien
e
meco
E
ti sia grave.
non
i
l' ombre
insiem
a
a
paro
i
paro
1' altro
1' un,
tenerezza
dolenti,
la
De
del
Degna
Tale
Che
priscabrillava
de
regno
amistà
fu
in lor la face
vie
più
Or
che
1' eterna
da
si rinforza
e
pace
morte
ancora,
virtù verace;
si avvalora
l' interminabile
giglieterni
amistate.
aurea
pria di
originebbe
passilenti;
pietate
Spiravanone' sguardi,e
Di
pianto.
onesto
e
impalmate
gli amplessi iteravano,
Moveano
E
ammanto
pietosiaccenti
interrotti
dal mutuo
S' abbracciavano
E
il collo santo
e
sciolto dal caduco
seguitava,ma
Fur
E
li lave,
lacrime
tenere
I35
POLITICHE.
POESIE
riposo
la cosparge
e
infiora.
136
POLITICHE.
POESIE
Termina
Al
A'
P
Al
sibilar
de
De'
pinti
fior,
cespi
S'
fronzuti
posa
ed
i
erboso.
onda,
al
grato
olezzo
la
ripa
abbonda,
aura,
che
1'
de
in
elevati
insieme
adagiarono
preser
di
letto
in
riverdeggianti
ognor
duo
Di
E
gorgogliar
fuggitivo
sponda
piacevol
zampilla
che
ruscel
Del
la
presso
ombroso
viale
quel
dove
là
Giunser
travagliati
al
mezzo,
mirti
fresco
spirti.
rezzo,
SECONDO.
CANTO
Poiché
Partenopee lor
Alme
Del
E
sfogar le
il dolce
assise in
rivo
confortato
le
su
alquanto il
poc'anzi
Cominciò
Chi
mai
ne
Che
Perchè
lo
ristretto
spirtolasso,
diletto;
preda
uom
eulta etade?
di vita casso?
patriecontrade?
l' Italia ognor
ognor
cor
così
cotant'
le dolci avvien
ne
sponde erbose;
al fatai passo
spinse in
furia ha
Qual
Che
ti
affetto
l'eternai
a
:
Filangieri
virtuose
mutuo
Da' scorsi affanni ebbe
Giunto
I
POLITICHE.
POESIE
certo
a
infelice,
peregrinespade?
37
138
1' offesa
drizzò
Mario
Non
POLITICHE.
POESIE
Ricompose
il
Fece
colui che
come
piango
io
sembiante, e
già
E
che
ritrarmi
a
La
di strage
Piango
e
del
Piango
Che
tutto
m' ha
di ruina
1' atroce
ed
lo
a
a
assorto
l'Ausonia
la virtude
esizio
L'
amor
vero
del germe
a
terra
guerra,
l' estremo
flebil servitù,
il
giusto,
onusto
beli' opra
lumi,
il
scorto.
Trionfator,che ogni
De'
sciolto;
splendor vetusto.
ostinata
laggiùmove
accollo
teco
le tempeste
a
e
dice;
porto,
patrio suol, (')piango
Morta
La
1' eterno
ne
1' altro vólto
cure
umane
regia ferità
stessa
che
godo
or
da
ride ai nembi
'Ve
Il
ben
sommo
a
piange e
di me,
Ne' fortunati Elisi
Nel
cervice,
sua
il vizio
atterra
la menzogna
uman
scala al
;
prono,
supplizio.
U
arti
r
Con
Basi
Sono
che
il saper,
e
ignoranza
esecrate;
è
Guiderdonato
de
Sol
O
gli antichi
pagine di
Vaglia r
Tu,
che
cotanto
Ben
ingegno
Parche
Tacita
Di
pace
un
Chiudesti
E
;
se
e
ver'
il
le
pianto
indarno,
vanto;
t' amarno
sì tosto
mosse
piede scarno.
ciglioin
lo presente
ben
fenno;
placidocomposto
sonno
il
il
ragion riportail
su
Libitina
a
al mondo
lo tentasti
fosti avventuroso,
Le
le scuole.
cui fede di quanto
umano
forza
denno
e
senno.
l'oppressaumanitade
a
cole
e
suonar
error
e
Terger tentasti,
Che
trono.
e
la morte;
con
lu, scrittor già di
Le
altare
chi le adora
e
sono
barbarie,sole
la
e
tenzon
a
sempre
cui posano
su
139
POLITICHE.
POESIE
orror
su
piume,
tranquille
ti fu discosto.
POESIE
140
Se
f
lasciato il vital lume
avesser
Poe' anni
io
Com'
Che
È
De'
lo
Sotto
le miserie
non
1'ombre
Tirannide
E
procura,
è la lettura
ne
di
te
ancor
la mia
de
in
figura.
1' Ausonia
gente.
ogni traccia,
l'ignoranza sparte.
la preme
cecità,costumi
servaggio e
parte
Marte,
fia spenta
lei de
vivente
inclemente.
astro
1'aita amico
crudel
brutal
Duro
e
anzi gran
spettator fossi,
De' colti studi
E
e
pene,
il destino
Perchè
Tosto, se
folce
ben
volle
superstite
De
volume
oggi ogni scritto,
tuoi vietata
aspre
Leggi
tuo
ogn' altro capitaldelitto.
sovra
miei, de'
Me
Sebeto
proscritto
pur
è il
com'
e
saresti,
pubblico
tu
stato
ancor,
sul natio
Se
POLITICHE.
ferrea
e
allaccia,
lerci.
età
minaccia.
:
(*)
POLITICHE.
POESIE
142
Ben
note
1'antica
Fra
Genio
E
le
Al
di libertà 1'alte contese
a'
che
la speme
la
veder
P ultime
ne
Ligio
udrai
Come,
Fu
Udrai
Il
De
la gran
di virtude
e
il
il Sebeto
quel
che
non
dritto de
sacro
de' vecchi
primo
le catene
e
e
la deserta
antiche.
forse
ed
altri
le
inteso,
saggi,
genti offeso!
de' recenti
1' alto
reso
hai
trucidando
me
lutta
le nemiche
a
a
furto:
distrutta:
regal possa
zuffe
tutta
amiche
propiziala fortuna,e
Armi
Ora
belle
preda
rapina, al
la
ne
avean
:
grand' urto
l' Italia in
troni, e
L' anime
E
il
ed
ferro,al fuoco, a
Di
il risurto
tirannide,e
gallichegesta,
Dato
E
denno, egli riprese,
ti
esser
oltraggi
tradimento, ignoto
Libia
ai
re
selvaggi.
POESIE
Non
vide
Italia al tempo
Sì barbara
10
1' Unno,
colpe non
avea:
chi
E
comun
Valor
I43
più
remoto
perfidia,
neppur
Regnavan
Poter
11
POLITICHE.
dei
il
Longobardo, il
odio
un
eterno:
i re, virtude
non
odia
ben
fu il sol
mio
amando?
esterno
voto;
sciolse il Sebeto;
Io fui proposto al
Goto.
al nefando
solo
nutriva
re
quando
migliori
coi
e
popolar governo.
Dappoiché ignaviae tradigiongli allori
vinsero
E
Noi
i barbarici
circondati
D'
da
a
la gran
tempesta
Difendevam
I lari
da
con
ancor
immensa
e
egual de
le belve
{*)
furori,
Angli, Traci,Germani,
Gente
Se
di testa
a' Galli eroi cader
Fecero
de
la
anima
inconcussa
{^); ma
la virtude
maggior
forza
la Russa
foresta,
è inane
è percussa.
POLITICHE.
POESIE
144
Cedemmo
da
sovrane,
Ma
cedemmo
Ne
gli ultimi periglianco
P
Tra
E
oste
E
re
salute
ne'
inserto
dei
Diceva
il
Chi
può
re
giammai
vulgo, i
mai
re
Vive
A
eglimai,
l' arbitro
del
se
freme.
natura
registri,
e
tibie
non
mentir
paventar
Misero, ignaro vulgo!
(^)
tintinnir 1' aria
allor fer d' armonia
parola
insieme,
onde
insidia,
scritto! oh
timballi
Trombe, litui,
La
illesa.
ed
lo scritto i lor ministri....
pubblicato e
E
resa,
estreme:
salva
ci accordar
firmaron
Oh
rimane.
patteggiò la
si
tutti noi
a
difesa
cui
prodi, a
le conclusioni
vita
Quattro
noi
e
furon
La
Fu
le felici armi
a
in
affida la
Neva,
al
re
sistri.
varia.
non
sanno.
contraria?
sorte
Oh!
e
quale inganno
sua
pace
Britanno,
POESIE
imperator de
duro
Al
Che
E
la
a
che
Noi, quanto
La
Istro,e
Trace,
è il
e
digiuna
vii da
pria tanto
Il Siculo Neron, la
or
Scelser l'ostie
Sarà
e
porporato ('),
Mentre
innocenti;e
("),
nuoce
il nostro
scempio
nepoti infando esempio.
—
dicea,1' anime
Mario
In frotta
giunte nel
Eran
suo
del
l'empio
fé,di pattiinfranti
tardi
a
feroce,
tigreatroce
sposa, il mostro
violala
fallace !
men
Stranier che gode solo allor che
Di
luna,
ghermì regal fortuna.
risorta
Sua
al
1'Odrisia
tra' monarchi
pur
lupa famelica
Come
V
innestò
croce
I45
POLITICHE.
erranti
medesmo
loco
segniparlanti.
narrar
L' inorridito Filangier
di foco
Fé' il
viso,udendo
L' ombre
Poi
guatò,stette
si percosse
PlNDKUONTR.
de
con
la
man
gliamici
sospeso
l'onte,
un
poco,
la fronte.
IO
TERZO.
CANTO
navigantistuolo,
di molti
Come
I47
POLITICHE.
POESIE
approda a ignoto lido,e
Se
del natio
Uom
terren
allor che
sul
scopre
sbarca,
molo,
s' affrettano di barca
S' affollano,
uscir,lo
A
Tanto
Fu
e
gentil de
di
circondar
il
E
Ei
bacia,chi
con
liete
le riceve
lo
alcun
resta;
presta
Filangieril'alma,
stringe,e
festa.
chi l' impalma',
accoglienzeentro
de
non
li carca;
l'ombre
al loro cittadin fér tutte
E
Chi
a
tutti
di lui veder
il desìo
la turba
Tal
cerchian
l' eterna
calma.
il
soggiorno
148
ei
Tenero
E
di
Oh
—
il dolce
volge
Voi
Del
u'
anime
o
là foste
ricadrà
Compier
si denno
Ed
posteria
i
Tributeranno
la sempre
dì
un
O
eroici
Molti
Se
non
ne'
e
spirti,
ravviso
quellepiagge orbate.
e
erra
il
gloria
divini:
onor
memoria
la
i
nepoti
presente istoria.
disastri
in voi
brama.
dannate,
De' carnefici vostri appo
fìa de
nate,
glialti destini,
laudi
esecrabile
L' obbrobrio
ben
voi perenne
e
!
gli assassini,
su
del lor lustro han
Che
adorno
compie ogni
ben
infame
morte
esclama,
profonda lama
la
sommo
L' infamia
E
suol, 1' Eliso
mondo,
sozzo
Venite
a
il
lasciaste
che
sguardo intorno,
quant'alme generose,
Impoverito è
Se
POLITICHE.
POESIE
immoti.
d'antichi
desio,sembianti
amici.
noti.
—
1.50
E
POESIE
si
turbò, quasi prestar
Uso
a
sotto
curvar
sibilava in
gonfiarle
A
Ravvisa
E
il tuo
che
Fu
Morì
membra
agitando,
vele
avvezzo
il vento.
unì, fu ingenuo
Federici;a
eroe,
quasi di
franco,
manco
non
l'Europa
de
e
e
brando
il comando.
ebbe
te
geni
da
dorso.
lamento,
ai gran
amico
vita stanco.
quai
ridico?
Baffi,de' pubblicivolumi
Custode,
Pacifico è
con
Archimedei
Ebbe
legni il
duol
fra tanti tralascio
Exco
a' suoi
gli equitiarmati
de
Egli è
sue
elemento
altro;eglial valor,al
un
I culti studi
Quai
di
suono
pendenticon
Le
soccorso
il mobile
lui bramasse
A
E
POLITICHE.
cor
illustre nel
sapere
antico.
(^)
lui; sottili acumi
ancor
brillangli
puro
e
nel
ciglio;
semplicicostumi. (^)
(*),
POESIE
Ecco
d'
Ciaja
r
Ed
Ma
altri eccelsi in
piede,e
Virtù
Parla
E
te
a
a
Attonito
Più
di
toga
modelli,
fato da
forti
(•).
Pignatelli
("),
novelli
(").
fu insultata
come
cui si debbe
si
gridò,sei
usbergo
omaggio.
onorata
gloriosadonna
—
volge e guata.
salda colonna,
priscoonor
e
tiglio
(').
alto faggio
quell'
1'anima
nota
del
(*),
giovanilcoraggio,
osserva
Filangiercolà
Sei tu
duo
d'età
femminea, a
stesso
tu
Della
—
di cor,
volgiil guardo
Al
di Palla
virtù furon
Genzan,
Innocenti
Conforti
il buon
Astor
ingiusto incontrar
fanciullo
consiglio
iniquamente morti
perchè di
Che
Un
il candido
e
molt' altri
Sol
di
e
Logoteta (^)e
con
Scotti C)
Ecco
adorni
ingegno
l^^t
POLITICHE.
tu
Fonseca
atta
a
('*),
vestir che
gonna?
Con
te
regali Le
Fammi,
la
Ella,levando
Col
E
poggiar
osai
E
il
Non
de
Sebeto
Finora
e
re
la mia
Non
De
non
frenossi
la
—
lume,
e
costume
io
volli al
osai scrivere
non
al sedotto
altre
onore
conocchia
e
si
disdegnai,
cacume.
il vero;
perdona
patriail
Piansi; e parlardi
Volli
preca.
pagine vergai,
su
dai
non
divise 1' onte.
mio
saper
pensar,
ver
me,
ago
del
pensiermiei
E
del
femminil
che
mia
voce
conte
fronte,
sesso
il mutato
me
Nocque,
I
il
vostro
la
serena
Sì, disse,o
—
vicende
tue
invan
se
la cieca
incrudelir
giunse a
pur
Rabbia
A
POLITICHE.
POESIE
152
libertà
mai.
destin
fero
morente
popolo leggiero.
fiìr femmine
però
regiavillana
contro
spente;
il mio
ira il torrente.
sesso
Dannata
meco,
E
POLITICHE.
odi
esecrando
qui
soltanto
Sciolta del pegno
E
Fermati,
Se
si
miseranda
o
dal
natura
Sei snaturata
De
la tua
E
Lucina,
L'aspro
Ma
Donna
lunga;
secura,
la punga.
ufficio feral
escir t' invita,
—
e
al
aprendo
che
pietà:
vita ;
d'Atropo
uom
—
a
è la tua
morte
illustre:
impaccio.
caro
seguir natura
i tuoi lumi
soverchia
raggiunga,
timor
claustro
Filangier,qual
Da
mi
agghiaccio.
creatura.
nel
madre
dirlo
intrepidae
che
lenta
a
morte
colei troppo è
("),
gentilcomplesso.
dal
suo
di
farla morir
invan
al laccio
ha il ventre,
che
Vuoisi
Ma
eccesso,
brio
spirtoe grazia e
poichégrave
Vuoisi
I53
fu la San-Felice
Dannata
Di
POESIE
D^h
versò
imita.
mosso
!
die,
non
—
sie
più,disse.
lacrime
pie.
l54
POLITICHE.
POESIE
E, quasi dal
Per
divagarla
eh'
era
disse
:
Mario,
E
1' amico,
Di
D' ornata
t'onorò
laude
l' util arte
ecco
Coo
ne
il cui
Del
a
gemino
la di cui
Natura
Né
pace,
funebre.
verace
ogni
fama
sponda
estrema
tace,
non
sagacitàprofonda
filo d' erba
con
palpebre
il
in
nome
emisfer
arcana
S' ei chiesta
Cirillo. C*)
placidodi
al
Mastro,
E
le
Chiudesti
sonno
affisse.
il celebre
ecco
divin
tuo
che
che, allor
colui
guardo
discoprillo,
vicin,pur
Ecco
tranquillo
un
assiso il
Saggio de' saggi,il
Ecco
in
mente,
lunge
Spirtonon
1' afflisse
che
racconto
unqua
né
di
a
celar
piantafronda.
viltà la vita
Al
perfidotiran,salva
Ei
disdegnoUa,e
resse
non
avesse
l'avrebbe
cotai voci
;
espresse:
POESIE
Non
POLITICHE.
vo'per grazia ciò
Per
sacro
Come
il nappo
L'ombra
E
novella
al
Che
Poi
patto;
suo
a
che
allor dal
suo
Le
propriegloriesue
Se
si par
Ecco
il mio
l'alta
Trinacrio
bebbe.
veloce
sen
E
—
la
sua
il
Ebbe
Di
mostre
il
taccia
labro,
laude
fabro;
il corrotto
rampognò giudice Scabro. (^*)
del diritto criminal
Vie
avea,
dinanzi
dotto
le sole
era
condotto,
profano ardir queste parole
pronunciar: Spettacolonel
Sarai,che
il
*
compiaccia?
Quella stupidabelva, a cui 1' uom
Che
corse.
fia che
di Mario
le altrui dir si
de
—
aprìle braccia,
onde
risposta,
ci
al laccio porse,
seggiosorse
amico
spingerlaal
dunque
si debbe.
letal Socrate
parlò in questa guisa:
Fia
mi
il collo
e
laudato
che
I55
popol
la tua
morte
fòro
vuole.
156
L'eroe
pien
il
Se
Il
mentia
mia
è sovran,
io
contento
moro.
le ritorte
tra
; gemea
morte,
popolo, e imperavano
il tiranno
E
1'Austriaca
lui consorte.
detto
De'
Così
megera
tacque ;
Narrava
ogni
giusti,e
e
il
a
ombra
la fé
la
a
Che
de
laddove
D'
lor
una
le macchie
verde
ad
il fato diro
estreme
coprirò.
supreme
eulte
ragionando
eran
più
amenissima
le famose
danno
martiio
eternamente
e
comun
—
regio inganno.
sciagure
rimembrando
S' imboscar
andaro
ebber
dì 1' ore
quelle piagge
Gian
il
e
la triste Italia il suol
gì'illustri
Per
e
gara,
rotta
le
virtù,ne
il
proprio e
color, che indegno
Per
E
decoro:
magnanimo
Il
Ciò
E
di
popol vuol, rispose,la
popolo
Colui
De
POLITICHE.
POESIE
insieme.
fulte
selvetta
anime
aspettar la gran
inulte
vendetta.
Nell'opuscolo:Poesie
(i)
Eccellenia MssJ
merito.
In
Venezia
Quest'è
di S. Marco
detta
il famoso
riformate
indi la
alcune
relegazione
Brescia;
Castel
S.
scoperto
nella
nel
in
messo
di
1794
libertà
eletto
suo
Pietro
di
del
della
sua
181
gennaio
9
(2) Museo
1
Civico
e
al
n.
4117
di
viventi.
(5)
—
Venezia
Nota
dell'autore,
ad
una
eterna
data
Monestier
nel
villa
castello
finalmente
( 2227
—
244
del
poetico
Venezia
1789.
novi.
leggitorela
voleva
morto
t.
"
) Mss.
Cico-
(2948).
(4) Nell'opuscolo:
e
per
dagli insorgentidi
1797
Venezia
(3) Dall'opera: Giornale
italiani
Verona
a
Venezia.
in
c.
gna;
ingresso
partitoche
a
Brescia; pensionato poscia dai francesi;e
nel
p. CVL
procuiatorc
relegato
nuovo
per
repubblica; mutata
casa
nel
Palese,
del
capo
propria
di S. Marco
e
che
stessa
sera
leggicostituzionali
Trivigiano; poi
di
la
nel
siccome
supremo,
Pisani
Giorgio
ingresso di Sua
Carlo
presso
1780 fu
nel
proccurator
MDCCLXXX
dignità relegato
ordine
del
Pisani
Zor^i
il solenne
per
8
Le
presso
Venture
lo desidero
e
sonetto.
solamente
poesie
Marcuzzi
di
aprile 1798, in
presente
oblivione
ossia
che
tomo
inedite
di
I,p. 81.
Vene:{ia.Sonetti
tichi
an-
12,
ben
Esso
talvolta
si consideri
fu
condannato
fu
recitato
dal
da
1
6o
NOTE.
mio
labbro
intimo
amico.
la luce
Senza
bizion
la presente
mai.
veduto
addietro
passato governo
necessità
esisteva
della verità, nemico
un' anima
(6) Nel
pag.
157.
Si
de'
più
di autori
legge
nel
Venezia
Vili
anno
al sonetto
secolo
scorso
fino
(Race. deL'ab.
Emo
a' nostri
Dom.
della
Bibl.
di Giovanni
del
DE
sopra
l'ombra
monte
sopra
Carlo
di
Verona
e
più
ncW
a
celebri autori
ossia
viventi.
sonetto
sotto
Angelo
»
di
I,p. 81.
poesie
inedite
tomo
I,p. 79
intitolato:
del
aria
Poesie
stume
po-
allons
en-
soldi
raccolta
Gio.
6. In Padova
p. 8.
—
di
Fu
Pinde1797 per
ristampato
nel
poesierepubblicane
Bologna (1800)
il titolo
ignoto
Autore
Cittadino
Antologia repubblicana. Bologna,
(11) Questo
1826
Tunisi.
Marcuzzi
sonctti,il primo di
S. Bartolammeo,
democratico
del
veronese.
libertà. Si vende
la
metà
tomo
poetico ossia
Pindjmonte
duc
di
tomba
poesie inedite
ossia
Marcuzzi
1789 presso
Com
con
118), e
Cav,
Al
contro
veneta
presso
di Brutto, l'altro
Gonzatti
Parnasso
de'
PATRIE
LA
V.
gnini.
Bolo-
Mattiuzzi
«
(io) Nell'opuscolo: Inno patriotticosulV
FANs
di
1772.
sulla
titolo:
poetico
(9) Dall'opera: Giornale
ms.
Storno
composti dalla
flotta
e
1789
d' italiani viventi. Venezia
annuale
di pag.
8
giorni. Udine,
della
italiani viventi. Venezia
(in
N.
delle Muse
Sabadini), col
grand'ammiraglio
dal
dino,
citta-
cuor
poesierepubblicane
la data
Sonetti
(8) Nell'opera:doma'.
e
amante
Foglieriiii,
p. 33, ripubblicatonel
1792
di cento
di
fatta da
viventi
Galletti
si dà
Scelta
un
per
1797, Curti, Voi.
Raccolta
(7) Nell'opuscolo: Lagrime
volume:
del
sebbene
raccolta
Venezia
voi.
celebri autori
Emo.
che
da
che
poeta
nutriva
poetico ossia
viventi.
pure
erroneamente
Angelo
fino
oligarchica,era
e
tirannide,
Anno
Parigi,stamp.
quivi
che
un
am-
per
democratica.
volume:
inedite
poesie
della
avrebbe
non
pubblico vegga
sferza
qualche
non
alle stampe
i,i Venezia
la
sotto
di
esso
perfettoconoscitore,e
era
silenzioso
ed
il
perchè
orecchio
rivoluzione
Io lo consegno
letteraria,ma
tredici anni
conosciuto
al ben
tremante
tomo
I, p. 53;
Marzo
i83i
il
Terrorismo
p. 42.
di
NOTE.
è attribuito (Poesie varie
Francia
iSSq,Resiiati. App.
(12) Nel
metà
1
del
volume:
Scelta
secolo
scorso
Mattiuzzi
8)
p.
1826
di Vincenzo
Vincenzo
a
di cento
fino a'
tip.Pecile
composti dalla
telli
giorni. Udine, pei fra-
in-12
dall' Ab.
(Race,
(13) Nell'opuscolo:Lagrime delle Muse
marzo
lano
Mi-
Monti.
Dom.
IV.
Sabadini),sonetto
Angelo Emo.
1
Monti.
sonetti
nostri
6
Venezia
1792
e
io
p.
sulla tomba
morì
L'Emo
22.
di
il i*
1792.
(14)Scelta
(i5) Dai
Comunale
di cento
mss.
di
sonetti
Udine
ecc.
Giovanni
1826. Sonetto XXIV.
Pindemonte
nella
Biblioteca
di Verona.
(i6) Nel voi.
(17) Nel
Anno
poetico III,1795
voi. Anno
(18) Dai
mss.
p.
poetico 111,1795
di G.
P.
la
presso
p.
in.
112.
famigliaPiodemonte-
Rezzonico.
(19)Dai
mss.
di G.
P. nella
B. C. di Verona.
(20) Dai
mss.
di G.
P. nella
B. C. di Veruna.
(21) Dai
mss.
di G.
P. ndila
B. C.
(22) Nel
voi. Anno
(23)Nel
voi. Scelta
Udine
ecc.
mss.
di G.
P. nella
B. C. di Verona.
(25)Dai
mss.
di G.
P. nella
B.
C. di Verona.
(20) Dai
mss.
di G.
B.
C. di Verona.
(27) Dai
mss.
di G.
P. nella
P. nella
(28) Dai
mss.
di G.
(29)Dai
mss.
di G.
1826:
assediata
B. C. di Verona.
P. nella
B. C. di Verona.
dai Francesi
più lunga resistenza
35
1797.
V.
(Mantova
(31) Dai
mss.
B. C. di Verona.
P. nella
fino al 29 settembre.
febbraio
pag.
Sonetti
cento
113.
(24) Dai
(30) Fu
una
di
1795, pag
XIII.
sonetto
duro
poeticoIH,
di Verona.
il 3
Wurmser
cedette
D'Arco
giugno 1796; l'assedio
C.
vedendo
non
agliassediami
Storia
di
possibile
la città il
Mantova
voi.
2
V,
1873).
di G.
P. nella
B.
C. di Verona.
(32) Museo
Civico
di Venezia.
Mss.
Cicogna 4117 (2948).
(33) Museo
Civico
di Venezia.
Mss.
Cicogna
PlNDKMO.VTE.
41 17
(294.8).
1 1
l62
NOTE.
Questo
dei
signoriMarchesa
Tomaso
di Verona
termine
sino alla
del ijQO
(36) Dai
mss.
(37)Dal
25
di G.
di
veronesi.
Il 28
sotto
d'
di
e
nel
trasse
tee.
occasione
il disarmo
O.
(Perini
da questo
sonetto, forse da
il presente
di G.
B.
C.
ragionata
tutto
Verona.
(V.
inediti che
qualche
Raccolta
formano
mandare
zione
modifica-
cronologicola storia
matica
diplo-
Repubblica di
della
Firenze
osservazioni.
1800.
tom.
nezia
Ve2,
segg.).
(41) Dai
mss.
(42) Giorno
(43 Nel
Governo.
di critiche
di
trattare
e caduta
rivolu:{ione
corredata
e
del
di
Maggior Consiglio deliberò
di documenti
della
220
P. nella
deputati per
forma
di
indifferente.
non
mss.
nella
Storia
il Pindemonte
decreto
(39) Dai
due
le
perquisizione
all'uopo
C. di Verona.
il
che
ventiquattr'
ore, dopo
B.
Buonaparte
pag.
di
intimava
menti,
circostanze,di deplorevoliavveni-
spettatore
maggio
tradimenti
Augusto Carrère
di G. P. nella
I
fu
città,
della
resa
mss.
Il
rona
Ve-
314).
pag.
(38)Dai
(40)
a
2.
di
i patticonclusi.
rispettarono
contravventori.
di scrivere
di cui fu
O. Storia
di Verona.
C.
domiciliare
di dolorose
complesso
un
continuava
e
agli abitanti
morte
357). Forse
pag.
d'
volgere
scopriree punirne i
Verona
rigorosamente
non
Perini
non
decreto
qualisarebbesi eseguitauna
di
aprile1797.
vessazioni,di ingiurie,di
aprileun
effettuarsi
doveva
B.
B.
Giovanni.
di
il 17
1874, voi.
P. nella
della
mss.
dell'armi
(V.
I vincitori
di confisca
pena
città
14
di Verona.
aprile1797, giorno della
serie continua
sofferti dai
furia
Verona
1822.
al
C.
sebbene
che,
alla
della
resa
i
tra
ma
incominciarono
armistizio
Conte
Zuppini, p.
correzioni
B.
no:(^e
—
1880.
con
P. nella
Pasque veronesi
osservato, ponea
una
Re:{:[onico
autografoe
di G.
un
stipulavasi
dappoi
Pindemonte
IppolitoPindemonte;
mss,
(35) Le
auspicatissime
Per
Visconti. Verona
esiste
(34) Dai
Il 23
Maria
Castelbarco
è attribuito ad
C.
le
nell'opuscolo
sonetto
di G.
P. nella
in cui le truppe
voi. Anno
B.
C. di Verona.
francesi
V
poetico.,
ecc.
giunsero in
pag.
159.
Venezia.
163
NOTE.
poetico,V,
nell' Anno
(44) Stampato
democratico
nel Parnasso
tologiaRepubblicana
ecc.
{4G) Nel
ristampatontW
(47) Nel
(48) Dai
(50) Dai
stampato
II, p. 65; ri-
di
Verona.
VII) glifu
di G. P. presso
mss.
il gen.
Alpi contro
delle
la
173.
p.
giugno 1799 (30 pratileAnno
dell'esercito
il comando
B. C
ecc.
36-41.
p.
tomo
ecc.
P. nella
di G.
mss.
18
ecc.
Antologia Repubblicana
nella
(49) Il
democratico
Parnasso
mese
I, p. 46-52;
tomo
^cc.
Repubblicana
Antologia
nel
dell' Aut.J
democratico
Parnasso
nelìM«-
e
recitata in Milano
e
VI. (Nota
dell' anno
04
172.
pag.
(45) Quest'ode fu composta
di frimale
II, pag.
tomo
ecc.
160, ristampato
pag.
dato
Melas.
famigliaPindemonte-Rez-
zonico.
(51) Dal
di Piacenza.
Landi
che
Napoletane
si
gentilezzaindicati
Gemmi
Questo
sonetto
leggono più
comunicati
e
qui pubblicamente la
(52)Il Ginguené,
Francese
quanto
vea
segue,
i
tra
e
dei
uno
con
più
del
viva
Popolo
politicadi
(i
Raifaele
mere
espri-
grato
gratitudine.
nella
Francese
Francia
potuto
iGscri-
n.
sott' occhio
avere
traduzione
riproduciamo nella
cade
De-
8" della
anno
1800)
marzo
avendo
( non
rara
con
Avv.
(tradotto
che
Italiani,
disinteresse
la
in
i Russi
la
trovata
hanno
di
invaso
francese) indirizzò
venuto
questa
alla
ed
moglie, i figli,
in Francia
a
terra,
più calore
questo
sventurata
una
dividere
fortuna
co' suoi
sua
a
cui
a
di cui sì male
Ginevra
monte
con
Corpo
tragico,
poeta
Libertà,costretto
libera,e
esser
del
membro
abbracciato
ha
della
causa
libertà, egli sul
ei lasciava la
Egli è
Pindemonte,
Repubblica Cisalpina,celebre
comandato
avevamo
ove
chiarissimo
più
Ventoso
che noi
Patrioti
allorché
abbiamo
e
Giovanni
Il marchese
della
legislativo
ed
furono
Pindemontiani:
mss.
«
10
francese )
il testo
mia
Tribuno
letteraria
filosofica
Repubblica
mi
avanti
Ombre
Le
tre
Piacenza, al quale m'è
di
bibliotecario
i canti
e
dal
Passerini-
Comunale
Biblioteca
della
194
ms.
gire
fugnoi
difesa
sonetto
Patria,
vole.
considerenumerosi
1
e
64
NOTE.
rammarichi
degliamari
situazione,
Questo
Bologna (1801)
Pindemonte
Maria
(54) Nel
Zuppini,
democratico
Parnasso
ecc.
t.
Antologia Repubblicana^ Bologna,
marzo
(55) Nel
democratico
Parnasso
(36) Questo
di
sonetto
N. Storno
Vili
Anno
Pindemonte, di
F.
di pag.
Tomaso
17.
1
R.
I p. 54,
ristampato
183 1
colta
nella Rac-
leggono
poesie di
18. Contiene
L.,di
L.
G.
legge
la
nota
i3 Messidoro
Mascheroni,
Lor.
Pitie
di delizie
luogo
di
{58) Dai
nella
mss.
al
di G.
tra
Ginguené.
«
la
Composto
dalle
Tribuno
p.
19
Ginguené
ove
del
sera
di
alture
gnori
si-
maso
To-
conte
Zuppini,
1800,
non
B.
rimasto
C.
Sainte
minazione
l'illu-
con
di Verona.
tanti altri suoi
di Giovanni
di
Non
cui
canti
nella
i manoscritti
Comunale
Tribuno.,a
Parigi,nel
P.
poemetto
trovato
poiché questi tre
a
Coggij.
»
Biblioteca
Cittadino
fino
Sera-
Parigi.
(59) Questo
inedito,fu
1880.
Cittadino
del
P.
—
osservando
ottavo,
anno
Monti,
Fantoni,G. Torti, A.
Re:(^onico
dell'Autore:
seguente
V.
auspicatissime}io:{^e dei
Visconti. Verona
Castelbarco
si
le
Pindemonte
Maria
viventi
autori
celebri
Facchiroli,
Per
pato
ristam-
I p. 55;
Maffei,Ceroni,I"uigiRossi,IgnazioCiaja,Giunio
(57) Nell'opuscolo:
p. 43.
letti.
Parigi,nella stamperiaGal-
—
Gianni, di
Buttura, Gio. Greppi,F.
marchesa
Signori
45.
p.
si
più
de'
Bolognini.
(in-8
ecc.
P antecedente
e
poesie repubblicane
fatta da
dei
p.
t.
ecc.
Antologia Repubblicana
n"W
1831
marzo
conte
—
fuga
dell'Aut.J
(Nota
(53) Massena.
G.
1880
Visconti. Verona
CastelbarcQ
neW
Re:(:[omco
»
Russe;
Austro
auspicatissimeno^^e
le
nell'opus.Per
marchesa
delle armi
Antologia Repubblicana Bologna
ristampato nsW
e
Nella
nota:
questa
con
all' invasione
in Francia
da Milano
p. 174;
II,p. ó6
tomo
timorose.
democratico,
Parnasso
nel
crudele
una
delle speranze
e
fu stampato
sonetto
vagabondo,
destin
compatrioti un
sfortunati
con
è
Verona.
il poeta
si
c'è
versi
Pindemonte,
il
nome
rivolge nella dedica;
sono
ogni probabilità
improbabile,che
del
ma
stati scritti
essi siano
dedicati
1
66
NOTE.
tanti
Onde
Non
sia di laude
forse
Questo
Tue
laudi,
mancava
Né
forse
chi
A
Anzi
ne
livor
Raggiò
il tu'
mai
le
Così
nel
È'I
più
andasti
da
duro
Gli
empi,
più
le
ornaro,
liete stelle,
sì generoso
i fellon
malnata
cui
Già
a
ciurmaglia.
rea
tuo
nobil
e
lor
dier
eh'
gran
Mossero
de
Da
divina
Oh
bella
!
virtute
a
qua'giganti,
la terra,
Dio
a
nemico.
ferule,
tante
Vii parto
cor
nimistade
sfregiarla ragion,che
Che
forte.
canaglia,
onorato
Contr
e
rimaso
t' odiare,
cui fu sempre
Odio
paro
caso
ladri,i barattier,la
La
a
belle
anime
più gentili
valor
tuo
più gentile.
e
accompagnasti,incontr'a
Gli
Di
bello
più
gloriosasorte
quaggiù
Scese
l'ombra
poiché loro
e
le virtù
Che
:
adoprar vile
sozzo
onor
la
corsa;
Ne
di larve
e
adombra)
non
Di tutti i buon'
Hai
t' offese,
d' ombra
pur
i lumi
Avviva,
rime;
parve
l'altrui
come
in mille
andasti
si pasce
da
(Sì
la guerra,
vendetta
colpa!
Dolce
il ricever
Strali
avventò
Sorte
nemica
Se
glorioseimprese
già fortuna, odio,
Come
seconda.
quelleprime
a
l'alte
a
bando,
in
di valor
e
già chiara
Onde
I
prodi andaro
tuoi
oh
infranti.
arsi
ed
per
cagion
sì beila
quanti colpi e quanti
giammai
di mercè
risparmiatomai
rubella
!
1
NOTE.
maladetta
turba
La
Onde
di
forse
Scossa
alcun
da
gli onor
servir
Ma
accolta
in
Donava
L'ardente
tuo
a
Onde
cessar
da
La
dolor
nettare
a
già prima
virtù
tua
alto
mai
altrui,del
perftdia
la
parea
Caso
se
che
dal
camparti
Dovesser
domino.
sempre
eguale
maggiore
tuo
dolore.
duro
o
la tua
Quella
tu' antico
Quella
ond'
hai
avvezza
frale.
si reggea,
medesma
se
De
a
divino
ristoro!
fortissimo
fortezza
tua
desta,
la ria tempesta,
te
bisognava medicina
Non
peggio.
lagrime,il desio,
di sé stessa
tener
In
in tutti
con
Quantunque
A
caso
il
dolcezza
cara
mescean
Contr'al
aspettando
Dio,
offerti
qual
in
le
amor,
1 voti
te
conforto
nobile
e
1' alma
a
pietàdel
A
sdegno
grand'alme degno.
di
Di
la coscienza
V onorato
costante
temperava,
La
seggio.
innocenza
cor
Sol
ancisa.
o
medesmo
un
guisa
dee,
vinta
però
compagnia,
secura
Ti
in
voglie ree
nobil
e
duol, non
dolce
Nel
l'altrui
donna,
il
teco
il petto.
tentato
tuoi,d'ancella
Portasti
Di
avria
spìnta a
libera
Come
Ben
sospetto
de' buoni
Tua
sempre,
gloriaavresti alquanto;
tua
te
Ver
mai
arse
cangiatotempre,
Scemato
A
virtuie
centra
E 'n te
E
colpo di quell'odioantico,
il
T'avesse
far
fede
vanto
tanto
più
e
breve
'1 tuo
e
nuovo
almeno
valore;
onore.
gloriosonome,
67
l68
NOTE.
Quella fé
che
D'
lauro
eterno
Nel
genti che
AUor
fra
Che
diero
Tu
di
verranno
Per
non
sapranno,
l'esecrato
a
sola
armata
fallir de
Offristi ardita
La
ti
da
Tema,
di fiero
Ch'altri
sdegno
le crude
Quando
le roventi
con
visto indietro
il fulmine
così
Tu
sì vile.
vendette.
prove.
Giove
altro
un
reo.
ti feo
anzi
l'alte memorande
Sembrasti
Già
gentile
renderti
il dì de
Il dì de
affetto
l' animo
sperasse
Dicalo
il petto.
morti
onori, esempio
speranza,
Arder
virtuti.,
giuratafede,
la
lealtà,l'antico
scosser
tributi.
tue
e
mille
a
nemiche,
arbor
bella
Non
Fu
fé
città di
cento
te
le chiome
t' orneran
quando
Che
Signore.
tuo
futuro
secolo
Le
serbasti al
aspre
saette
Tifeo.
rovesciar
tremendo
gli alteri
su
Struggitor de gl'imperi
traendo
inesorabile,
Rotasti
Tutti
'n
il
Io dico
brando,
rimettesti
Che
ne
fu '1
Ben
da
forza
però
Fatta
Che
disuso
eh' altri per
giustosdegno, ira,dolore,
L'arrotò
Né
:
rugginoso avria:
creduto
Forse
Nè'l
ruina
una
di
pria
tagliorintuzzato
roso.
maggior cadesti oppressa;
te
stessa
punto
minore:
generoso
il
core
fedel l'alma
Si
serba
Di
servile catena.
e
e
e
disdegnosa
169
NOTE.
Tenea
ingiuriosa
il vinto
ceppi ingiusti
di
Stretto
forza
che
allora
Anche
oiena.
l'usurpata sede
frattanto
Avarizia, furor, strage, ruina,
il
mostrando
Svergognata
Religion giacea,ragione
E
de
di
genti e
le
Che
di
il dritto
natura
Tanti
E
temea
Di
Noè
forse
Ma
A
Dio
lo
Ma
ciel
però
De
Dei
re,
a
se
A
il
furor
reo
ed
ingegno,
saggio
da' suoi
propri danni,
servaggio
i suoi
nuovi
tiranni;
esperienza
Cristo
il tristo
credette
non
al fin la larva
medesmo
il
e
le
mondo,
e
salute
comun
od
Vangelo.
a
forze antiche
del
suo
ebbe
grave
la benedetta
Librata
agilipenne,
le salde
armata
sonno
vergogna.
desiata!
su
velo,
maladetta,
sue
la testa, e parte
rostro
segno:
nemico
Aguglia,oh quanto
Di
sacro
libertà novella;
scernesse
Conobbe
Levò
fede
tener
non
gliocchi gli levasse
cadde
E
util
almeno
De
Ma
al
facesse il
accorto
dolce
Se
potea
la promessa
Dal
E
medesmo
un
legnaggio,
d'ardir,forza
uom
fatto
E
in
gli rammentava
diede
Egli tanto
Perch'
glianni
patto antico,
suo
Che'n
fondo;
al
degno battesmo.
peccar
già non
mondo,
gì'inganni
e
tornasser
non
già perì 1' uman
rotto
il
d'ogni vizio
giusto,allor eh'
'1
Diluvio
Di sì
l'arti
ladron
tratti
avean
ruina.
una
maravigliando
se
pochi
fede
e
Sepoltie oppressipur'n
Fremea, di
delitto.
suo
e
di
feroce
venne
artiglio:
NOTE.
ijo
E
il Gallo
sopra
pettoruto
follemente
regni eterni
Che
Di
d'altera
desir
van
D' alto
sogna
gonfio,
speme
col
piombando,
ronciglio
duro
fece
L'avvinghiò,trascinoUo,il
Gli
lacerò
Or
ei
disperso,lacerato
mondo
De' suoi
E
infra
L' infamia
Ma
le
voi,
tristi
Prezzolati
ogni
0
esecrati
anime
liete
nomi!
odio
di natura
!
del
mondo!
qual
e
nequiziavostra,
terra
dal
arsa
i freddi
II
nome
E
vi ributta
vi resta.
sole
e
e
le
scaccia
gelata
vi
sdegna.
Geloni,
De
1' uman
e
e
gli altri mostri
sanno
seme,
dispettohanno.
vergognan
pur
Caini, esuli
pietà'nfelici:
sareste
la
anzi
Sciti,gli Ottentoti
Ite,nuovi
e
paese?
bell'opreha'ntese;
Gli
E 'n odio
altro
Trioni,
vostro
1 barbari
Ben
seguite,
manifesta
non
Senza
sante,
e
sbandite.
terra
Vergogna
Anzi
infrante.
Franco
di virtute
D'
Sotto
e
paci
seguaci,
I vostri salvator
La
trastullo ;
strumenti.
Amiche
Sia la
le finte
de
e
violate
1'odio
de
Ove
e
genti
eterna
le tregue
Anzi
scherno
tradimenti
Portando
de
de' suoi
e
empj spergiuri
de' suoi
E
stanco
e
fianco,
il rotto
del
brullo.
l'orgogliosacresta.
Traendo
Va,
tronfio
e
felici
de' nomi
errando
vostri.
171
NOTE.
in bando.
poteste di voi stessi
andar
Se
Rimordimento
requie né
Senza
l'odio
E
eterno
Perchè
la
Ma
forse vi
tanti mali
E
forse
tempi
per
li prega,
ve
resta
In
si
assai
giustizia
sua
Quant' altri
di l'inferno)
perdoni un
vendetta
L'alta
segua.
cieco,ite ubbriachi:
vi
Dio
(se
punitor vi
nostro
Ite di furor
E
tregua,
sì
plachi
lunghi
egliprolunghi.
anco,
conforto;
assai dolce
a
non
torto
Dio
vel
Voi
collegatigià col
è di voi
tanto
consente;
furor
degno.
Franco,
Guastar, rubare, disertar,la
morte,
Dolor, ceppi, ritorte,
Sospir,lagrime
sangue,
e
(peggior d'ogni peste)
perfidi!voleste
vostro
regno
E
Il
Datevi
pace
vi
prolungò la vita,
Che
(se ogni vostra
Pur
quel
E
la
Di
E'n
fiero desio di
miseri
gli antichi
lor
sen
quali,co'
Chiaman
il crin,
senza
tardi
le addolorate
cadenti
soggiorni
:
i cari
le campagne;
Svelti dal
natii
lor
al suolo
la vecchiezza
Svellendo
compita.
disperato i giornimena.
Arsi, abbattuti
I
v' è
or
sangue
pianto
ch'in
dolor
Diserte
stragie
poteste)
infinita
turba
Veggon
De
voglia non
spietataspeme
Ecco
esangue.
ornai:
Iddio
Cotanto
anzi vederlo
mondo,
sul
Stender
infermi
pegni,
sostegni.
madri;
padri,
le gote,
graffiandosi
speranza
NOTE.
172
riveder
Di
mai.
più
Erranti,ignudi, senza
Portan
i ior
seco
odio
Non
sia Ior
Mirate
dolce
più
affanni.
Con
barbaro
Anzi
de' santi
guasto
il
sedotte
Né
vergininé
sole
spose.
dogliose,
inopiaaccompagnate,
ed
vergogna
i
Maladicendo
E 'n collo
abbandonate
nozze:
donzelle.
Le
Vagar
coppia sembianti
brutal
le incerte
Errar
lume,
costume,
vile
a
puote?)
vi
esser
imenei, di ragion spento
Casti
Da
sì duri
da
tronca
legittimoonor
Il
vita,perchè ontiai
la
che
(e
stanza
e
guai,
hanno
E'n
tetto
perfidimariti
a' fianchi
o
;
(esempio ahi miserando
!)
Traggersi lagrimandcr,
infelice de
Frutto
I
E
traditi,
gliamor
ignudi,
figliuoletti
dar
Per
È'I frutto?
la speranza
e
La
(e che
Giardin
(Sue
Cercatela
Divisate
dì sì colto
ed
ogni beltà,dovizia
d'
belle
ruine
peggio v'avanza?)
veder
un
Italia,
desolata
lacerate
membra
dolor
e
a
le
le
fatta
!
guasto
Ella
piena di
sparte)
e
ad
una
d'
intorno.
una,
ciascuna.
hanno
Che
ad
arte,
soggiorno.
prode, entro,
piaghe
Mortali,ahimè
?
libertà,
quest'era
la promessa
Mirate
tane.
de' vostri studi
Questo
De
pane;
sera
albergo, di lupi orride
Ad
Di
la
loro
del
dimandar
ammaestrargli a
morte
quel
corpo
un
gli occhi,e'I
dì sì bello.
volto
NOTE.
174
de
Secure
Gratitudine,
Da
dove
la mala
Anzi
l' infamia, anzi
nullo
Vivrà
la dolce
Grata
Ma
vostri
gioia rinnovelli.
l'alta
memoria
chiara
da
il sangue
ed
scempio
città che
Una
È d' ogni
dì fatto han
un
scampata
crudele
e
il
dice)
più grata
ver
più
e
fedele.
posizioni
lode
in
l'Accademia
a
pag.
e
molti
titolo
e
di
prima
Verona.
furono
Verona
prima edizione, tanto
primiero
nel
seguente:
p.
qy
e
più
che
V Italia
parte delle rime
Ramanzini
mi
lasciati fuori, lo
diverse
segg.)
nel volume:
volta
i8oo
attenuto
sono
1' Autore
liberata
di
Stamp.
è assai
Selva
dai
Antonio
ha
«
recitate
Austriache
armate
seguenti. Nelle ristampe questa
la seconda
MDCCC
vittoriose
Filarmonica
versi
alia
mente
(V.
5Q
delle
la
(*)
Cesari.
Antonio
(*)Questa poesia fu stampata
felice,
aspro
fama
(se
altra
rabbelli.
e
sudori
ch'i
Pensando,
orni
fia
qual piacer non
E
eterni onori
nuovi
patria mia
la
Vostri
come
ogn'anno
di sempre
Vostra
mondo
del
rimembranza,
riconduca
Quando
V odio
pettinostri
de' merti
11 dì che
feroce
secondo;
Vivrà
Ne
dome.
voce,
altro
ne'
Tanto
e
duri;
Viva
A
il nome,
e
rotte
spergiura,empia,
la Gallia
De
il trono
futuri
ne' dì
Quanto
-
inmiobil
ed
Chiaro
impero,
falangiha
le rie
aggiorna.
romano
Francesco
magno
sol
Che
verace
il dì fin dove
gloriadel
la
del
E
fama
amor,
muore
Quanto
v^ adorna
gloria,onde
la
Com^
nel'
Giullari.
•
modificata,
scrupolosa-
poi cangiato il
Goti, ditirambo.
Cesari.
Verona
»75
NOTE
(6i)
recitate
dalla
Nell'opuscolo:
il
stamp.
dì
i5
luglio
Moroniana,
1
nella
p.
Beni
della
sala
XLII.
Libertà,
Filarmonica.
prose
Verona
e
poesie
1801
ANNOTAZIONI
DI
GIUNIO
POGGI
AI
DELLE
PlNDEMONTE.
OMBRE
CANTI
TRE
NAPOLETANE
( 1 ) Titolo
di
Equeiise,al
della
Legislazione, a
diede
mano,
a
il
che
D'altronde
il dovuto
la stima
e
di
l'amicizia
più grande
gli
ha
che
Franklin,
ottiene
ragione
il
quale, se
lo
del
secolo.
Tommasi
meritò
tutta
invitava
in questo
sportarono
tra-
collocato
già
Donato
reso
uomo,
di
ha
Tedesco
primi genj
ai
accanto
cotanto
di
Spagnuolo, il
lo
scienia
ventiquattr'annL,
appena
lingue, lo
loro
onore
nell'Elogio Storico
di
età
Franzese,
nelle
gara
in
tempio dell'immortalità
nel
a
cui
La
noscere
co-
in Vico
anni
franzese.
rivoluzione
della
nascere
e
di trentatrè
Filangieri, morto
fer
chi volesse
si mercherebbe
pedante
Gaetano
PRIMO
CANTO
AL
ANNOTAZIONI
Filadelfia,
a
il
Poemetto
primo
seggio.
(*) L'eloquente
ed
politico,
il
di
quella Università
nella
Repubblica
Napoli.
delle
sofici,e più pelle
queste
Costituente
di
del
Criminale
versione
in
di diritto
la
de'
pe' suoi
particolare
la
ne
francese, che
Sì
grazioso
alto
quale
decretò
fu
onore
a
rei,si
l'epoca
menzione
che
nei
perduto
criminale
rese
in
celebre
Criminale.
Processo
attenzione
eseguita
il sommo
Saggi polilicie filo-
Riflessionisul
Francia,
annotazioni.
Professore
Lettere
sue
Meritarono
Codice
l' Italia ha
difensore
e
è
Pagano
che
Barnewelt,
suo
orrori
recenti
Mario
avvocato
e
la
dell'Assemblea
formazione
della
onorevole,
stampata
ragione
con
e
la
e
la
tanti
impormuoifi-
l8o
ANNOTAZIONI.
tributarono
cenza
cui nel
1795
essendo
delle
Governo
alcun
e
circa
d' anni
sul
mese
dopo
sessanta.
La
fine di questo
emendazioni
sublimi
ed
ne
resero
nelle
Non
pregevolissimi.
di lui ab.
di
opere
De
pregiatenovelle
religionee
viva
a
di
loro
e
queste
assassini.
Catechistis
la
Francesco
Pepe,
Ma
della
Dio, si
è incrudelito
hanno
sono
servito
poeta; il
e
De
e
libertà;il
fronte
si
il fratello
e
pasto
visionale
prov-
menso
im-
macello
contro
abbrustolite
tore
scrit-
del
cui, in
con
sino
autore
rinomato
questo
già
locis theo-
membro
brutalità
di
fu
Napoli, e
in
sguardi
ri-
nelle
versato
Torre,
dotte
se-
molti
a
di Potenza, che
scienze
Claris
esangui.Di parecchie
membra,
della
repubblicano, ecc.
governo
della
tacersi il
vescovo
delle
sclamando:
scompare
uomini
Filomarino, insigneletterato
segretario dell' accademia
logicis,morto
stumi
co-
regj sicarj,e da
provincie,d'
duca
Monsignor Serrao
delle latinissime
de' suoi
SECONDO
possono
meccaniche
Clemente
dottissimo
Le
criminale.
la dolcezza
fatta da
la strage
genti in Napoli e
e
edizione, con
nuova
CANTO
AL
(1) É incredibile
fisiche
cordarsi
ri-
deve
l'amicizia.
preziosae rispettabile
Filangieri
a
ANNOTAZIONI
scienze
di lui rimangono
degni
Processo
suo
età
espressa
confidenza,e
una
e
cognizioni,l'integrità
sue
è fedelmente
fratellevole
aggiunte, del
letana;
Napo-
appiccatoin
scritti
questi il travaglioper
tra
Legislatore nel
atrocemente
Molti
a
segno
rido
or-
provare
di Costituzione
condanna
sua
in
Mario
potuto
gravato.
il Piano
venne
Poemetto.
in
depositati
essersi
non
stato
Repubblicano, stese
delitti per
giudice dell'Ammiragliato.
1798,per
ond'era
accuse
dei
fece
rinserrar
egliallora
posto in libertà nel
nessuna
fu 1' ultimo
non
regina di Napoli
la
carcere,
Fu
al sapere,
le
nome
le
time
vit-
dilaniate
agli antropofag
1
82
ANNOTAZIONI.
di
t' Antonio
Padova;
però nei soli onori, Sansostituito,
videsi per
e
funi:
sferzate di grosse
glimena
Ecclesiastica
La Storia
la:{^aroni.
è la satira più amara,
(*) Toccherà
negri delitti
ai
ronsi di
consumati
in
Repubblica negli anni
ignora
ritornare
in
il ricordare
nella
de' barbari
lo
essi,prese
vendicò
la
di
regj assassini.
coi
fede
tacerò
Ma
io il
Napoletana,che
contro
E
Montesanto
i suoi
i cannoni
nemici
a
regj;ma
il
Non
la
incontrò
di
e
di
poteva
morte
ella
non
dalla
più
sa
cinque cento
la
mata
dell'Ar-
punta
del 26
sera
impresa,si slanciò
la
di
morte
nel
ritrarsi
che
veriera
pol-
origineElvetica
rimase
priva
rito
fe-
resa
fortino,e
institutore
giunse
non
sinché
repubblicano
quei prodi
e
del
minonda?
Epadi
convento
nazionale,che ostinatamente
l'impeto degliavversari
guerra?
compagni
magnanima
ed
fendendo
di-
che
gittatolonella
e
della Madalena,
quale eroismo
la Guardia
Martelli
rovina
divisione
a
fermezza
rara
la
patteggiata
Napoletano
al ponte
animare
i
Franzesi
conquistatoforte Vigliena,
colla
sé, di quasi tutti
di
Pregio è dell'opera
stoppaccio acceso,
tradita
a
dei Catoni!
e
con
prete
realisti
Giuseppe Wirtz, generale di
onde
Pratile,
il
deb-
pubblica felicità,
pugno
seppero
il Calabrese
in
la richiama
Bruti
un
confederati.
re
averne
delia
ad
timo;
set-
e
che lusingaaltrettali,
patriadei
che
valorosi
dugento
scorgendosi,dopo
morte
dei
i molti
tra
con
a
ad
unica
Napoli l' entrata,
resistere alle truppe
di
sesto
il trionfo
che
e
virtù,base
santa
almeno
agevolarono
Rise
periodo
orribili del medesimo
ai Foissac-Latour
(*) Quegli stessi uomini
coi
i
dipingerei
il
distruggere l'operadi quel Genio, ch'or
tu
da
Storia
della
pennello
nessuno
Scherer,
vita. O
nuova
solo
in questo
d'Italia
e le lagrimose conseguenze
Italia,
colla
fe-
che
tale
salutare,della impostura sacerdo-
ma
al fido
intanto
ma
possa
quelle funi
politica.
e
bonsi
di
Antonio
Repubblicani ad appiccaretutti
dai
destinate
cersi credere
naro
Napoli dipinto Gen-
tutta
inseguitoda
tricolorata,
bandiera
fuggentesicon
che
fu
vulgo. Gli
del
nazione
sostenne
d'ogni
dal
vincere
zione
muni-
convenire
o
morire.
delle baionette
fra-
183
ANNOTAZIONI.
la
terne:
scelsero;
Si allude
(')
da
in capo
franzese
VII. In
di
Napoli;
e
già tutti
Messidoro
22
All'ombra
di
fremito
quella,con
di
Capo
legione sotto
ritirati. Ma
Sant'Elmo, in
della
giustiziae
i
il
o
il
cui
il
violata
Fu
natura.
dannato
con-
generale Massa,
il Castello
sì
poletani.
patriotiNa-
crudelmente
stata
comandante
a
eseguita,successe
di
suppliziointìno
facoltà
gliori
i miministri,
regiaferocità
è
questa
della
all' estremo
alla
i
—
fortezze
più infame
la tanto
doro,
Messi-
4
tranquilliin
rimanere
venne
non
Mejan vendè
commandante
di
o
in cotali
gloriosacapitolazione,che
dì
giorno
personalee
del Governo
i membri
repubblicanieransi
Commandante
fatti precede jucprigionieri
Tolone
a
trarportati
essere
della
e
esistenti
guarentivano agl'individui
tutti i
a
il
Coniman«
Russie
dai
Elmo, Mejan,
si
essa
i due
e
imperatore delle
sicurezza
nemico, proprietà,
dal
mente
Sant'
fortezze,e
due
nelle
di Sicilia
re
inglese
Micheroux
il Cav.
e
Massa
flotu
della
capitolazioneapprovata
del Castello
anno
dell'
le truppe
Ottomana:
Porta
l'
del-
e
cittadino
Nuovo,
generale
del
plenipotenziario
ministro
danti
Vicario
Ruffo
il Card.
Foote,
il Castello
dall'altra il Comandante
e
a
della Repubblica
generaled'artigliera
il
tra
Comandante
parte
una
si trafìssero
dei castelliNuovo
capitolazione
alla
Ovo, conchiusa
Napoletanae
temerità
generosa
con
petto!
il libero
vicenda
e
Nuovo
e
il
tano
Gae-
Russo.
(7) Il Cardinale
di
Ruffo, che
sopraintendentealle
in cui, sotto
le
pretesto
più vaghe
egli fu dichiarato
per
la
del
zitelle dello
Vicario
Repubblica Napoletana
dei
armi
cristiane
dal
pio
e
a
dì colui che
costante
zurlo, vecchio
di
Papa.
Venne
cardinale
venerabile
reggeva
per
di
di ottant'anni.
dei franzesi
pervenuto,
i destini della
Calabria,si pose
Generalissimo
tali licenze
arcivescovo
Leucio,
nate
serraglioadu-
e
regno;
la
i titoU
di S.
All'arrivo
del
sommovere
seta
il re in
Stato.
generale
sedotti, assumendo
e
da
lavoro, aveva
colpevoleindolenza
testa
fabbriche
celebri
la carica
dapprima occupava
di
alla
delle
scomunicato
Napoli Capece-
1
84
ANNOTAZIONI.
(8) L'Irlandese
Acton, che
al ministero
della
qual
quindi conseguì,
in
Napoli,e
cui
favori
che
Questi
dir
della
Acton
1' unico
addivenne
degliatroci
I talenti
e
Caracciolo, il
brutale
rivalità
Fortiguerra,
accolse
dei
nella
Elmo,
fatto
cadavere
la
il
e
la
dì
è
Egli
Fu
Minerva,
Nazione
di
tutti i
regno,
dei
Nelson,
che
si
dorrà
il
re
di Sicilia
della
dell'
l' onorando
vìvrà
molto
dei
Turno,
villani della
nome
di
e
all'albero
strozzato
suo
cesco
Fran-
vittima
la
all' incominciamento
Il
Italiana
vietati.
Genova,
stato
giorno 1 1 Messidoro,e
mare.
mirti
Barbarla, furono
lungo bersaglioagli insulti
canaglia fu lanciato in
Europa;
di
d' altri malnati
marina.
sua
furono, al
TERZO
alture
dei
vendetta
poso.
ri-
contaminato.
predoni
di Procida.
e
ai
quale
dell'Ammiraglio
de'
Villichini
fregataNapoletana,
di Sant'
e
e
sciuta
scono-
quel ricchissimo
CANTO
gelosìasulle
sulle vicinanze
spavento
di
sommo
terrore
di
agli Inglesioggetto
della
AL
il valore
tal
re, l' autore
lo hanno
ANNOTAZIONI
(1)
titolo di
a
del
miseria
ne
di lui
prima
intrecciati
movente
delitti che
estere,
gli procurò, non
Carolina
della
rigiri
Anglo-Austrìaci,
e
carica
egliimplorò
vili attori
che
fama,
venne
pro-
Cancelliere,l'inspezionegenerale
gran
segreteriedi Stalo;
le
tutte
sovra
relazioni
marina,
guerra,
di marina
intendente
da
sedio
assuo
regia
eterno
in
della
tempo
perditairreparabiledi questo grand'uomo.
di squisitacondizione, e
(*) Francesco Federici, uomo
di
singolareillibatezza fornito,contratto
quindi coltivato
vezio.
Militare
truppa
del
campo.
La
re
l'amicizia
veterano,
Siculo
era
di d'Alembert
aveva
salito
Repubblica il nominò
servito
al
suo
in
avea
e
in
grado
del
Parigi
virtuoso
Prussia;
di
e
maresciallo
e
El-
nella
di
generale di cavallerìa.
ANNOTAZIONI.
Sul
snudò
palco ferale
sé
da
85
1
stesso
e
eroica fierezza
con
topose
sot-
il collo alla mannaia.
dottrina,specialmente nelle
(3) Somma
accoppiataalla più
Baffi, bibliotecario
membro
d^Ercolano
molto
V
della
prima
libero
qual
governo
Napoli.Godè
in
d'
la greca
lingua,
di
sedente
quella
confidenza di Filangieri,
venne
ciato
cac-
rispettabile
soggetto onorò
repubblicanoprovvisionaledi
apparare
Pasquale
greca
franzese
Rivoluzione
e
favella,
cui fu
di
dei papiriercolanei,autore
interprete
per
di
e
Italia,
dell'intima
Sì
muratore.
di
l'ornamento
professorpubblico
e
parecchieaccademie
di
e
probità,fu
rara
greche,
lettere
di diverse
parte. Egli i
a
un
il
metodo
nuovo
filologiche.
opere
perfezionòin quattro lustri una versione italiana dei
e rimasta
Dialoghi di Platone, arricchita di sue osservazioni,
Stese
e
inedita. Il moderno
(*) Valente
di
Bologna
e
belle lettere
matematico
di
in
Pacifico,come
della
di
quella delle
di
contandone
e
nelle
Repubblica. La
e
stato
cinque,Nicola
sessanta
Nazionale, si
Guardia
la fazione
contro
sfiedizioni
vita che
scienze
Filangieri,
prete,
battaglionedella
mostrato
delle accademie
botanico,socio
Napoli,amicissimo
capo
è di continuo
e
forca.
colla
compensato
Berlino,membro
quattro anni
carcerato
ha
Dionigi lo
mica
ne-
salvò,ha
in tali incontri
perduta sul patibolo.
(5) Igyia:{io
Ciaja fu letterato,filosofo
che
distinto,
opinioni repubblicanesoffrì quattro anni di
per
fu
Giuseppe Logoteta
carcere.
Omero,
autore
consacrata
ad
di
classica
una
Iside
e
a
inedite. Membri
troppo
del
celebre
re, membro
teologodel
di Storia
de'
profondo
l'infame
il
di
nome
Le
sue
opere
stampate
lapida
di altre opere
nel
tavia
tut-
verno,
Go-
nuovo
Francesco
delle
Conciljnell' università
tutti che
greca
suppliciocomune.
dell'accademie
di coloro
maestro
di
esecutivo
potere
insegnava diritto civile
il gran
che
lingua di
nella
illustrazione
Serapide,non
entrambi
sostennero
(6) È
poeta di merito
e
di
scienze
seppero
sono:
Le
in
e
fessore
pro-
vatament
Napoli.Ei pri-
e può
politico;
e
Conforti,
chiamarsi
Napoli
di Repubblica.
osservazionisopra
1
86
la
ANNOTAZIONI.
Giurispruden^^adi
Noodt,
Gerardo
teologichenaturali
institu:(ioni
le insolenti
contro
pretensionidella
dei sostenitori
corifèo
all'epoca della
il governo
di
Rivoluzione
di
fu pagato
essendo
e
la curia
e
ministro
stato
di
mezzo
opuscoli
Questo
contese, che
si
agitavano tra
la
papale, dopo
anni
tre
le
nelle
tuttavia
franzese
ed
Roma.
di
corte
diritti del regno
dei
Napoli
memorie
molte
e
L'Anti-Gro^io,
luzione
rivo-
stessa
mente
prigionia.Finalil governo
dell'interno, sotto
provvisionaledella Repubblica,e quindi nella seguitariforma
fu
legislatore,
fatai
al
appeso
in
laccio
età
di
oltre
ses-
sant' anni.
Scotti,prete, membro
{') Marcello
napoletane, fu
scienze
lui la dotta
tedesco
È
Repubblica legislatore.
in
le Cene
Ateneo, Deipnosophistarum, ma
non
trattengono
che
le
dei
membro
Epicuro,
d'
la
(9)
Monsignor
annoverano
e
Ettore
Conte
carcere,
rese
vescovo
difese
in
per
capo
Manthoné,
celli ministro
Vico
di
della
membro
Guida
nella
per
la
ministro
della
poliziae
della
l'integerrimo
Università
di
il
sotto
Napoli;
e
guerra
anni
Pescara
di
la caduta
e
di
nome
libertà quattro
avvocato
e
di
non
Napoli;
marina
briele
Ga-
Giorgio Piglia-
matico
giustizia,
l'insignemate-
Filippis,socio
Governo
gloriosi
all'ospedaledegl'incurabili,
capitolazione,
dopo
del
capestro,
Equense,
preposto
e
sostenne
e
della
fu Francesco
Filangieri,
egli pure
l'incorruttibile
Vincen\o de
stato
di
coraggiosamente gli Abruzzi
questa che
demia
Acca-
stessa
rigidoseguace
d'Andria, conosciuto
duca
Ruvo, che
il Generale
di
professore onorario
Carafa,
di
diti
agli eru-
questi intrepidimartiri
vescovo
Troisi
Monsignore
di
diti
eru-
filosofiadell' eloquenza, la
tra
Natali
della
un
Italia,
e diverse
poesie.Morì
scientifica
Si
uomini
apprestare
sa
amico
particolare
un
Stampò
Astore.
non
in
edizione
degli
benemeriti
più
di altre
Napoletana e
virtù di
re, che
un
di
opera
di Atreo.
cene
(8) Un
novella
inglese.Preparava egli una
delle
fu tradotta
che
Miseno,
Dissertazionesopra
in
e
dell' accademia
dell' Accademia
di
provvisionale e
quindi
logna,
Bo-
187
ANNOTAZIONI.
ministro
dell'interno
esecutivo, Giuseppe Albanesi
potere
matematiche
Ercole
politiche,
e
in
quella Repubblica,
il
prese
fervido
giovane
illustre
potere Ite
Nicola
Neri
del
della
altri molti
decollati
e
tutti
tore
l'au-
dispotico
celebri
medici
Fasulo,
Nicola
tori;
au-
stato
Francesco
cavaliere
di Napoli,
nazionale
Guardia
della
Joubert, i
dell'immortale
aiutante
e
scano,
benedettino,Belloni francedi Precida
parroco
SobranOj
furono
glialtri impiccati.
figliuolounico
Filippo Marini,
sono:
di
di circa
la fazione
anti-repubblicana;Ferdinando
loro
fratelli furono
Mario
e i
esigliati,
il
tuto
bat-
Pigna-
fratello. Altri
suo
beni
del
principee duca,
Genzano,
diciott' anni, si è valorosamente
principedi Strongolo, e
della
due
di
come
famiglia,
l' altre,confiscati.
tutte
(")
Meritano
del
duchi
duca
la
qui particolarericordanza, Giuseppe
di
Riariot
di Cassano
e
veni'
cavaliere
anni, e
di
Gennaro
Malta, d'anni
decapitazionedel primo, la famigliadi
confiscare
in
Del
labrese
ca-
d'infanteria leggera
battaglione
felli
Per
francese
capo
grande di Spagna Marchese
quale,giovane
il
è
poeta, che
e
dei quali pochi
ragguardevolisoggetti,
(10) Questi
contro
Ignazio
ed
Bagni pubbliciprofessori
teatino,il degno
Cicconi
stampò
che
Napoli,
in
ecc.; i due
Caputo olivetano.Guardati
PP.
nazionale,il
sacerdote
i dirittidell' uomo:
su
generale
franzese
nell'armata
feudi, il
di
sentenza
sua
slatore,
politicie legi-
Pensieri
il
provvisionale,
Alatera
Pasquale
la
tesoriere
filosofo
nazione
governo
aiutante
Grimaldi
ed
inno
Francesco
e
l'avvocato
membro
i
fuoco iniquieditti
al
intesa
Gregorio Mangini,
rinomato
conosciuto
del
piegato
Cisalpino,im-
cittadino
professoredi eloquenza
Rossi
Luigi
di
contro
del
scienze
nelle
versato
Piatti
autore
avvocato
l'apologiadella legge
Falconieri
che
veleno; Antonio
Vincen:[0Russo
il
fu
e
membri
tre
cese,
Agnese naturalizzato fran-
d'
che
Giuseppe Abamonti,
e
morte
riforma;glialtri
nella
tutti i
beni; quella del
esigilo.
Aggiungasi
a
secondo
questi Giuliano
è
Serra
tello
fradei
ventiquattro.
lui si è veduta
stata
Colonna,
mandata
figliodel
I o6
ANNOTAZIONI.
di
grande
Spagna,
è stato
che
Viceré
ex
condannato
trascorsi quattro
furono
fatti
Fonseca
fu letterata
di
In
ius
cui tentò
anni.
comj tuttoché
scritti
di
e
per
le
dandola
versione,corre-
Caravita
lata:
intito-
Neapoli-
regnum
cui
sul
virtù,non
ai secoli
grande
Lovisa
Sanf elice,di
lei le catene,
seco
in
stato
di farla dormire
l'inumanità
ben
blimano
su-
di femmine
caterva
la fama
anni,e
sei
trenta
in Francia,e moglie ad
figlio
rifuggito
ha
en-
la
e
dotti,agognano
con
il pa-
nostri
già i
fanno
bolo,
pati-
in età di quaranta
parlarono
quella
sovra
ella
aveva
soffre che
non
loro
sue
trescato
appiccata.Nello
e
carteggio
sapienti.
un
ribrezzo
e
immenso
talvolta
di
comuni
potuto
in
spontanei la
e
(13) L'ex-nobile
già madre
coli' opere
sinceri
avere
di letterate
terreno;
la
onore
'arringareal popolo: mori
che
tratto
per
avuto
molto
con
il suo
noto
Questa saggia donna
I suoi
maravigliati.
il parto
grido.E
ghesi
porto-
Repubblica ha compilato periodicamente
di
eroine
raggio delle
che
di
nobili
lunga prigionia,accompagnolla
una
cinque
che, per
1794-
Napoletano. Quel coraggio, con
già sostenuto
protomartire
Deo, che di ventidue
Pontificisromani
di
tempo
il Monitore
da
De
nel
del
morte
egregieannotazioni,
dell'operadi
Nullum
tanum.
sì valorosi
di
Pimentel, figlia
poetessa
e
Stampò
Metastasio.
con
Giovani
carcere.
tirannide
a
Eleonora
(12)
un
anni,dopo
napolitana,l'immortale
fu sacrificato
anni
in
principe di Stigliano,
in età di ventotto
degni di seguirel'eroica
libertà
della
morte
a
averne
di Sicilia
due
fu dannata
cui
croce
e
di
trascinarla nella così detta
volte
dopo
si ha
non
continuo
di
munita
stessa
essere
ritrovavasi
mese
un
ad
uomo
sul
nudo
stola,ha
cappella
confortatoria.
(•") Corona
di
e
Filangieri
questo
de'
poemetto
primi uomini
lingue e moderne,
d'
sommo,
illustri accademie
in
per
le
Cirillo
era
isquisito
gusto
Domenico
e
di
uno
del
più grandi
de'
Versato
secolo.
ogni genere
di
Europa.
Conosceva
nelle
botanico
aggregato alle
la
tiche
an-
tato
letteratura,do-
arti,filosofo,medico,
meritamente
amici
storia
più
naturale
ANNOTAZIONI.
igo
del
lacerato
dalle
e
è
Speciale,
il conobbe
ciò
a
tra
ì suoi
dispetto
di
di
tal
di
Busiride.
mostro
superò
saggio
per
lo
egli
a
Spe:{iale
suo
conforme,
Giunta
Palumbo^
infetterà
della
lo
il
fece
che
storie,
ivi
Fiore,
dal
quindi
nella
quello
Simile
dì
persona
popolo.
di
trovato
ri-
scannare
grafia.
del
che
Battistessa
carnefice
chiedeva
e
femmina
sapere,
essendosi
appresso
come
il
per
si distinse
quella
repubblicano
chiesa,
mesi
Ei
Rossa,
di
regina
trascelse
Stato.
atrocità
rappresentante
le
di
lo
l'aspettazione
sua
mato
chia-
La
accenna.
Sambuti,
moltitudine
quattro
si
qui
in
ispanici,
Palermitano,
che
di
deserti
britanne?....
Precida
morto
popolar
ripetè
Gianleonardo
e
impunemente
dai
avvocato
Damiani,
siccome
vivente,
al
andrà
sbucate
nebbie
inumana
appiccato
stato
trasportato
orrore
nella
Giovi
essendo
a
animo
fiscale,
atrocissima.
dalle
mostro
compagni,
Guidobaldi
e
il
di
consigliere
fiere,
presuntuoso
oscuro,
divisa
perchè
poche
germaniche,
Un
(*5)
da
pesto
selve
che
straniero
perfido
sempre
Il
nome
Falaride
e
POESIE
VARIE
PER
NOZZE
POEMETTO
(1776)
PlNDEMONTE.
13
O
fior de
le donzelle, onde
la città che
Va
Col
ruinoso
Levando
Pel
cigliocanuto;
colmo
sen,
A
tetro
ne
De'
a
un
le corvine
occhio
in
uso
vivace, ascolta
È per
e
cittadina
de
te
sola
solingo albergo
umil
in
l'arpa dolente,
mano
prendendo arguta
giuochi
chiome
funebri,
salcio
temprarla
schiena
giovinetta,
o
carmi.
le verità
la luce
L' obliata
Tento
bruno
vate
meditar
Appendo
E
per
de' miei
voce
Che
in cui Baldo
piede,ed
Chiara, e pel
La
divide
l'Adige
tergo la selvosa
a
il
Fissa
superba
al disusato
gli amori.
cetra.
suono
Il lieto è
questo,
196
POESIE
VARIE.
Questo è il lucido dì, bella Camilla,
In
cui tremola
L' augurata
S' appressa
A
le
di
ordin
che
in
Dal
vigileocchio
la fraterna
de
Splendor,le
nuziale
Del
Libera
Su
la
ti fu
Quanto
madre
La
provvida Natura
Tu
unito
del
Troppo
un
a
tenero
e
cura,
lunge
il ridente
entro
te
riva,
mostra
colto Mondo.
Quai doni
oltre modo
! In
cor
in
Mincio
il Ciel!
cortese
piovve,a
a
soggetta
canto,
far di
Ti
Mista
costume
saggia madre,
la
gentil del
te
il tergo
brillante
non
albergo,al
scena
vago
peregrine,e gli agi
pompe
dovrai
tu
a
più
volto
men
industre
D' illustre sposo
E
al
e
vergine prescrive,
a
Or
cose.
e
te
a
candido
esse
Più
incomincia
te
giorni,e
paterne mura,
Viver
A
face. A
sua
di nuovi
Corso
Imeneo
scote
te
a
te
virtù
amica,
s' annida
severa
leggiadria
saggio consiglio.
maschio
in donna
saper
tempri
la forse
gentilruvida immago
igS
POESIE
VARIE.
Di
strascinarti dietro immensa
Di
caldi
Qual
Meta
d'
Da
guardo
un
conquisted'
Porgi
Camilla, porgi,
allor
Di
quel loco secreto,
Pronte
De
1' auree
Di
Ed
Dei
ai
nobile
teatral
mio
la
sguardo
Vestito,e
cercht
loquaci
frequenti.
dolce
incanto
spettacolonotturno
ti veggo
scena
nei
e
loggia al
S' offre imberbe
Su
piegail giorno
genialpasseggi,
assemblea
in lucida
la pompa
ne
allor che
o
il vel di notte
sotto
Sempre
Al
;
il sole
ornarsi
ad
ove
Grazie, e
stanze
1' occaso
Verso
O
le
stanno
ferve
che
recessi fidi
nei
pien meriggio, e
tuoi.
a' vanti
versi,e
Qual drappel folto,o
Sul
sorriso.
un
spira1' aura
Già
a' miei
orecchio
qual d'
fien le future
amor.
Dircèe.
le vette
amanti,
appagar,
voli Ascrei
a' miei
Tue
i folli
e
adoratori,
turba
del
intorno
febeo
! Ecco
denso
nel
garzon,
che
mondo.
Ei
colto in
strana
primiero
stuolo
nuovo
giunge
riccamente
foggia il
crine
di sé
Incerto
Ti
Di
qual luogo
Ei
più d' ogni
ardisce,né
Non
A
lui le
E
allor che
Con
Favellandoti
la
man
Ti
L'
Altr'
se
siede al
amante
uom
Degno
aspetta
cui baciarti
la
le
scale;
marmoree
il
maestoso
primo
fianco,esser
confida
d'
invidia
amara
diverso, e
di riso.
calda
mano
pedantescasferza
scender
stuol
veggo
tronchi accenti
trepidantelabbro;
di
cocchio
paventa:
e
in
e
appien se può
nel
ciglio,
gli sguardi
che
divora,e
con
colpiancor
il
china
miri,egli furtivo
in
felice,
Porgerlial
E
e
sol bramoso
momento
Contento
Da'
ti
rivolgi
tu
fìsso ti osserva,
Sempre
t' adora
fra lor brama,
S'incontrino
Possa
Se
sa.
noi
gli occhi
Quel
la possente forza
luci,arrossa,
tu
siede
braccia, o a' piediassegni.
dirli che
ma
ritto
e
irresoluto
altro
d' amor,
Sente
le
a
canto
a
Immoto
stesso.
d' innanzi, e
sta
viene
pie ti
dubitoso
Con
199
VARIE.
POESIE
Egli
in
a
tutto
oggetto.
egual
modo
è colui cui siede
200
POESIE
Sul
E
tergo il sessagesim'anno,
curvo
1' amoroso
mar
la tremola
Ne
Egli
in anella
Di
bianca
Al
calvo
Rade,
Non
finte
chiome,
bionde
arte
polve, sottilmente
cercando
e
feminili
mento
comparirti innanzi
la vita
Solo
Vanti
Dissimil
fitti
1' orecchio
a
ragiona, e
dovuta
esigerda te,
:
stima
sembra
solo ti
narra
amorosi, e trapassate imprese.
coppia e
del
Veggo,
ne
e
pari,il
il
solo
1' amarti
stil concorde
vario
Vaga
senil
ti
vanta
in mente
mormora
ne' cerchi
secreto
più galanti
i
tempo
gran
ti
Balbettando
Saggio
scoprirsi
cor
antico,e
da
Concetti
sparse
adatta
il rugoso
cranio, ed
Conoscitore
In
mente
spregevoleoggetto. Ogni
Dei
A
ad
teme.
non
la debil
ne
pensier,le
Giovanili
legno infermo
con
età solcar
nutrendo
Torte
VARIE.
e
militar
leggiadro de
di
piacerti
focoso
l'estrania moda
Uno
Mutabile
seguace.
Ti
innanzi,e
viene
d' ardir
Pieno
L' altro
guatando
L'
il
fissarti
d' intorno
se
a
ognora
forbice tagliato
francese
elegante vestito,in
le rive di Senna
Su
sguardo
tracolante
ti favella ardito.
viso,e
nel
da
succinto
guerrieroosa
Franco
Or
201
VARIE.
POESIE
l'argento
cui
sottile
ago
trapunse ai colorati talchi,
Misto
Ora
i fini bianchissimi
Che
industre lavorò
belgicamano
Ora
l' inutil brando
in varie
Scolpitoda
Di
luccicante
Di
ricercati
primo
acciar move,
vezzi,e
Del
E
in
vorrebbe
suo
ti si
delicato
giltaa' piedi.
chiari
di
pensiero che
il secondo
I tuoi
Dopo
desiri
la
nera
a
segni
amato
amante,
scoprirsi
ti vincan
I forti accenti,e le maniere
Langue
cascante
ardor, vedersi
conceputo
Prima
in
i troppo
cela
forme
Anglico mastro
solerte
Atteggiamento
Il
merletti.
di
Arabica
audaci.
dolcezza,e
prevenir,ti
spera
porge
bevanda,
attento
202
POESIE
O
il biondo
Che
Ti
a
dal
raccor
cader, pronto
di
Con
sedil de' tuoi
fa
e
uffizi,
Qualche lagrima
già
manca
riposi.
nel
tuo
fisiche
Di
cause,
e
volgendo
pensieri,
te
Nei
discordi
Del
sognatore
Del
saggio d' Albione, e
Del
sofico saper
Amore
amar
Gallo,
di tant' altri
maestri,ei
sillogismi
armato,
cerca
ridurti
Studia
e
principi,
moto.
sistemi
vari
immaginoso
d' introdur.
per
ragioni
di materia, e
effetti,
fra lor
ciglio.
stuolo
seguace
ricerche,a
arte
uscir dal
ancora
i metafisici
mente
Le
Di
recarti
a
talvolta ad
Il filosofo astratto, che
Ad
caso
ti mostri
se
e
per
profondisospirquestiaccompagna
Teneri
In
lino
sorgi
se
passeggiar,lesto
Il ministro
Né
suol quanto
esserti sostegno,
Stanca
bianco
terga coralline labbra,
potesse
Ad
Cinese,il
umor
le tue
Presto
VARIE.
disvelarti
onde
si formi
POESIE
1' anima
Entro
si
Non
d' amare,
L' idea
Discendendo
Scopre
La
bel
tuo
Sfoga
Sta
la
Ei
ne
D'
oro
Con
sempre
di
i
sen
labbro.
fiamma
sua
fra quanto
eh' abbian
loco.
ti loda
ora
il
stelle,
viso sempre
di neve,
sempre
capelli
; or
ti dà
il
nome
di fera bella^
leggiadria
ti chiama
ne
la
versi
il
rose,
ascrea
Qual
gote
nel purpureo
che
sempre
tuoi
i colorati
imbrattar
gli eterni
giglie
gli occhi
tavolier 1' ultimo
tuo
Gli occhi
Di
a
e
beltade.
tua
rosate
volto
ancor,
carte
sul
le
ne
stesso
cagion motrice.
scintillar de
nel
il poeta
Ne
lusinga ei
luce,e
settemplice
Del
Or
lodar
a
Effluvi suoi
Avvi
si
e
di tale idea
D'esser
prodotta
intrepidosostiene
qualche causa
Da
idee
innate
in te sia
che
e
lui
per
Le
formar.
Rigetta e danna,
a03
che
quel
tua
mai
può
VARIE.
empia tigre
le belve
un
in
volto
dì, nei muti
gli arrestati fiumi,e
ne
le
umano.
sassi,
querele
VARIE.
POESIE
204
del
Ei
tuo
S' aita
voce
Ed
al
propriopiacer sperando eguale
Entro
l'anima
istillartiamore.
gittala noja.
tua
Infelice poeta! Ei
colui,che
Pindo,
da
vortici del
mondo
Di
non
la feminil
il poter de
Un'alma
Che
Un
sé di
di
tuono
avverso,
che
temendo
nel
ognor
t'adora?
inciampiad
su
decanta
leggiadro sesso
di
una
troppo
delitto
un
e
rimirarti,
pur
colui,che
mostra
bellezza,
grazie,e
Rigorosa virtù,forma
A
tempo
e
indifferente,
pur
di colui
Sempre
le
Amatunta.
e
gran
Ai
curar
quanto
sa
non
fra lor
nemici
dirò di
Che
mostri,
l' incomposto gesto,
ingrata,e
recarti,ed
E
ti
ancora,
alto solleva
acerbo
Piacer
Che
chiesto
di ciò vaga
meno
Declamatore
La
smalto
l'adamantino
cor
Non
impietosir.
a
Quando
Sien
Orfeo,
pietàl' innamorato
Destò
ti mira?
te
magistral,dettar
prendendo
ti crede
206
POESIE
Su
1' uman
Ai
dì che
la feminil
cor
più
non
pensiero;
tuo
Anima
la mia
Odi,
Del
femineo
Superbo
Del
Rediviva
dal
Giunse
Lo
scettro
Di
tenere
Vestite
Con
suo
Lernea,
o
mostri
valor
il
feminile. Amabil
ornate,
in varie
eroe
e
di
vezzose,
di tant' altri
feroci,
gloriosofiglio
Onfale
regni, ove
maniere
L' orrido
teste
Fiume,
donzelle
e
flagello,
Idra
d'Alcmena
Lidi
setoloso
abbattuti,del rapito
al domato
Vinto
Nei
del
tremenda
De' Centauri
Corno
canto.
opime spoglie
rinascenti
sette
e
mio
Erimantei
de' boschi
la per
istoria
nel
ruggitor Nemeo,
Cìgnal
De
le
lontana
remoto.
suon
vetusta
sta
poter
poco,
donzelle,
1'età
il
la
fiero de
e
le
de
cetra
Camilla;
o
de
or
possanza!
volgi per
son
giovinetta,fior
O
Il
VARIE.
reggea
coro
forme
leggiadro aspetto
e
cortesemente
cari detti
accolse.
POESIE
In
giardino,in
vago
un
ammirar
Occhio
E
possente
formar,
a
Ninfe;
accorte
Di
sculta fonte, il cui
le nubi
Pingon
Fra
il
Dal
posto
La
in faccia
di
pioggia carche
Sentì
d' arpe, di cetre,
di
e
gorgheggiante
Innamorar
è colui che
Dardi
d'
la
E
de
L'
orma
suono
viole
rive
voce
calle
i teneri
non
amor
cura,
gloria inutile
seguir procura.
Poggiando
Per
uscisse
delicati accenti.
con
Folle
che
celeste
le beate
l'aria,e
Alcide
dolce
un
l'armonia
minor
soave
spruzzo
Mentre
Poco
Una
piede
splendidopalagio
regina attendea,
de
tosto
marmoreo
ciel,s' assise
in
grazioso stuol.
Tintinnir
maestra
lucido
di
imitava, che
arco
ameno
lo addusser
al
ed
Le
L'
d'
semplice natura,
gentil 1'arte
di
quanto
l'attento
cui
quanto
polca
in sé la
Racchiude
E
207
VARIE.
a
ermo
giogo alpestre
e
Silvestro.
208
POESIE
Perchè
VARIE.
de
se
la misera
le penne
Vita
Versando
Pugne
in
gli anni,
han
mezzo
orribili
a
fatiche,e affanni
e
I bellici
sudori,
Mercar
sanguigni allori?
acquistatad'
Fama
chiara
Valor
con
Dopo
il
Nulla
al famoso
E
Dolcissimi
Meglio
De
In
prova
gelato tumulo
giova,
perdutii
son
inclito
è le
veri
piaceri.
tempia cingere
l'Acidalio
vaghe
mirto,
anella
avvolgere
ed
II crin scomposto
Seder
su
Giuochi
erbette
trattando
irto.
fiori.
e
amori.
e
Pugnar battaglieplacide
Fra
Non
coppie fortunate,
già di
Ferocemente
Ma
Di
di
brando
o
cuspide
armate.
cangiantivisi.
vezzi
e
di sorrisi.
faretra barbara
da
Non
Punte
Tracie
r Emo
E
il
Di
giogo Rodopeo,
irato
Gradivo
de'
regni il
fato.
le
pianteceleri
Qui dove
regna
A
ameno
questo
Cedon
Scendere
Sentì il
un
PlNDSMONTB.
non
feroce,e
aurea
Cinta da
Citerà
melodia
canora
V ore,
brama
menar
Volga
r
Pangeo
de la vita lucide
Chi
De
il
ed
sanguinosovertice
Turba
la
langue.
sponde fuggansi
E
Dove
A
il sangue,
sgorga
non
Del
languido
cocenti strali.
il saettato
Ma
Le
occhietto
un
Vibrar
Atro
mortali,
avventar
da
Ma
209
VARIE.
POESIE
amore;
lido
e
nel
Gnido.
petto
che
so
in
di lieto
e
molle
istante
quel medesmo
porta i cardini stridendo
immensa
turba
Onfale
apparve
14
VARIE.
POESIE
2 IO
semideo
Al
di
Avea
Per
d'
Diva,
di
lei
del
la faccia
ha
piene ariste.
Bruna
de
gli occhi suoi, d'
brio
D'
un
tenero
vivace,o
Ed
un
Purpurei tratti
Umido
e
fresca
Di
L'
mar,
Gioventù
Veduto
Adocchiò
i
anvi
del
fogliad'anemon
e
amorosa,
coronava,
avea
appena
tosto
Il vincitor de'
avvampò
vermiglio
il colmo
seno.
petto
spuma
1'alma
I suoi
pregi
lustro
il quarto
regina.
forma
mostri, e presta
in
primi
colore
candida
la celeste
i
Il labbro
increspa zefiro.
che
le gote
primi albori
dell'Aurora.
ondeggiante parca
Del
Gli
ritorna
morbidetto, e
Spirava aura
sguardo
volgesse adorno
si
fulgor sparge
roseo
il sole
acceso
languor. Pingean
giorno che
Del
lo
onde
fosse
pari uscìa gentile,o
un
che
la luce
Era
le
D'
biondo
allor
campo
Curva
Del
chiome,
quel
negligenza,avean
con
Che
forma
famosa
rilucea
e
di beltà. Le
vanto
Còlte
Onfale
avante.
Egli
a
fiamma
la bella
volse
il
Furtivo
Del
e
l'interno
del
La
carcere
De
l'acceso
foco, e
lei
volò
cor
sdegnando
amor
sul
labbro
campione; egli le
reginadi Lidia, Onfale, io
Quell'accorta regina
a
Nel
suo
entro
Del
da
Nuovi
a
petto il sospiroegli scoperse.
suo
Crebbe
O
l' amore,
de
guardo
211
VARIE.
POESIE
poter fidata
lui domo
In feminile
Presso
la
poco
mente
del mondo
vide
Ercole
arnese
allora
invitto
il fiero volto
tiranna
sua
la
domator
Si
ispirò.
geni
t' amo.
a
poco
disse:
Spavento de gli eroi,comporre
in
D' ancella
fianco,
Dove
umil.
pender
Gravida
de
Videsi
solea la gran
le
la
Che
al suol
Onfale
Stinfalid' acque,
lieta de
Del
lion spesso
la
sua
talor
con
eburneo
la tenera
Anteo,
percosse
ischerno
Con
gli orrendi
conocchia, e quella man
Per
Il molle
faretra
onde
freccie,
Augei perirdelle
Star
al duro
man
atto
callosa.
torcere
il fuso.
vittoria
coprirgodea
la folta
lato,e
a
pelle
gran
prendea
fatica
diletto
POESIE
212
Di sostener
VARIE.
la noderosa
Di rimirar ne' densi
Le
Si
cespiascoso
cangiatesembianze,e l'opresue
compiacqueCupido, ed agitando
L' ali
Non
clava.
la face sfavillò d'
e
dubbio
a
De
terra
Suona
riso.
grido il vaneggiard'Alcide
Portò
la
un
le tarde
etadi,e
con
le forti
stupor guerriereimprese
la fama
i suoi servili amori,
(i)
214
POESIE
VARIE.
{1789)
S' util ressi le lance
Fer
sì che lieve il pondo
Tua
il
tuo
docil
cor
Secondò
Ah
E
sol le
E
di
Astrea,
or
cure
mie
celar
tu
presumi,
di luce
d' onori
ascrea
orni ed
i caldi affettimiei nel tanto
Dolci
ognor
Non
che
i
pegni ti
tuoi
figli
sì
fìa da l'alma
Questo fausto
per
amato
intorno
grato.
gentilsoggiorno
mia
me
allumi.
ti fanno
sien d' animo
membrando
parca
provvidaidea
eh' ogni mia
lieto
me
a
candidi costumi.
fé,tuoi
plausie
Cerchio
E
d'
te
Illiricacittà diletta a' numi,
O
E
in
mai
lucido
cancellato
giorno.
215
VARIE.
POESIE
(1789)
Questo
Un
fausto
funesto
Ahi
che
il mio
Mentre
L' adriaca
V
la
L' aria fendendo
Ahi
a
troppo
Che
E
noi
mescer
la
sento
il duol
troppo
che
in
le
su
a
temuta
in cosi
m'
deggio
dee
ange
al
la
sua
reggia;
dolente
greggia.
rapid'ale
crudel
con
echeggia.
cotanto
repente
diletta
sua
gente
cara
lei
pastor che
esser
agii veglio
Porla
sì
amareggia.
figliosommesso
Abbandonar
Già
in
ornai
un
parmi
e
degg' io
nome
madre
Chiama
E
pensier turba
lasciar
lucente
giorno
me
per
ronzìo
ora
fatale.
amaro
addio
è al dolor
vostro
piamo
vostro
eguale,
il mio.
(3)
21
6
POESIE
ALBRIZZI
D'ISABELLA
RITRATTO
IL
VARIE.
{1792)
Greco
saria
Se
Grecia
Se
di Zeusi
Vive,
Ma
1' arti
a
d'
e
attico
Ma
Apelle
dà
non
solo
or
posteriè
Ah
Forse
Tal
Su
Tu
non
!
se
eburneo
Giuno
era;
e
la tavola
sol
la
Fingesti,ma
E
1' acyta
e
la
Coa
beltà,Le
le
aspetto,
greco
pome:
è il
suggetto.
l' Iri assisa
su
tal dal
uscia
e
pennel,
Croton
nome
quelle acerbe
e
è il
estranio
il
disdetto?
Crespe, quei rai,quell'animato
Quel collo
ricetto,
quelle chiome
han
genio
come?
più
or
ai
imitarli
e
pure
lavor?
questo
ceruleo
regno
cipriadea.
Brun,
d' Elisa
grazie,il brio, l' ingegno
vivace
anima
achea.
(4)
VARIE.
POESIE
0)
MEDINA
DANZATRICE
CELEBRE
LA
PER
217
("793)
Le
greche, i
forme
Vario-animati, i vestimenti, i
Onde
Popoli
Finor
E
e
d' acheo
bei
tosco
Tu
pinta
crei
E
imitò
Su
tante
l'Adria
e
la
e
vera
le ausonie
ornar
te
;
baccante,
gentil
per
noti
immoti.
e
ecco,
età trascorse
oggi
fur
scolti
inanimati
sculta
o
noi
i marmi
stupor ! Viva
l' incanto, o
dopo
devoti;
scalpelloa
L' attica saltatrice
Non
i colti
dissepolti
color, ma
delizia ! oh
moti
furono
Alfeo
i secoli
ne' muti
pennel
Con
Oh
tutti
solo
Tratti
ad
e
Ilisso,
a
volti
atti,i
venusti
ninfa
e
scene.
ibera,
tante
rivive Atene.
(6)
2l8
POESIE
PER
LA
VARIE.
SIGNORA
IN
BUFFA
PRIMA
MANSERVISI
ROSA
S.
MOISÈ
(1793)
Tremola
increspigorgheggiando
La
E
destar
a
Imiti
Tu
altra cui
voce
col
in
labbro
tal veggon
arte
Sul
e
voluttà
Tenera
L'
alma
de
socco
in
ogni
magico
tuo
s'asside
per
te
scherza
in te,
menandreo
a
e
canto,
accento
incanto.
queste
su
scene
sorride.
brillar le adriache
mimi
concento
grazie ognora
crei
lepor sul
Fescennino
Dolce
le
ogni moto,
nel'
Nuovo
suo
tal vanto,
ardimento
brio, con
Vezzosa
il
vento
il canto;
Filomela
cui felice comico
Sta
E
meraviglia
di
pur
diergliDei
al
arene
qual già
l'antica
la vide
Atene.
(7)
VARIE.
POESIE
219
L' IMMORTALITÀ
ODE
('794)
dal
Esci
Carme
la percossa
de
sen
sonante,
T'
ergi focoso
E
ardisci di
Misero
Quaggiù
No,
è
scopo
a
te
a
e
cetra.
oltre il confin
V
cantar
a
te
1' uomo
di penetrar
Che
r orecchio
ben
Conosci
La
tua
a
al fin
te
se
ad
morte;
è disdetto
porte.
voce
non
stesso,
grandezza e
al poter di
non
la mia
sei
misero
l' etra,
soggetto
ed
gli affanni
de
immortale.
uomo
D' eternità V adamantine
Uomo,
insolit'ale,
impenna
tendi.
l'è cara.
appien comprendi
ammirarti
impara.
a20
La
POESIE
di colui dal
voce
Che
un
Credi
eterno,
la divinità
De
Languida
vita
La
E
Ne
a
sola
lui
precede il giorno.
veraci
de
sereno
la
tuo
stame
la vista de
;
disprezza.
pianeta alterna,
vi brilla
primavera
il
strada;
fugaci,
1'età
uom
soggiorno?
un' ecclissata
stagionialcun
volgendo
Nel
T
dove
il
entro
sarai d' altra contrada
vi sorride
Pien
ingrata
aprirti può
immanchevol
Che
Là
che
debellati i secoli
Contrada
smarrita.
che
è che
non
aurora
morte
Abitator
E
questa
ardita.
parte
una
come
respirar1' aure
a
parte,
duol, del pianto
del
Erri, questa
Di
sei
e
quaggiù
la vita tua
Meni
si
ver
vile è di chiamarti
verme
Sei nato
VARIE.
giovinezza,
eterna.
fuso,
eterno
l' immenso
del cielo involto
Passeggerai per quelle sante
bene
e
chiuso
arene.
POESIE
222
ti
Qual
Da
fia,de
Oh
la
Spavento
a
lo
eternità
la
del
sol
di
fino
E
gli angeli
tutto
il
getti
1' alma,
ne
perenni obbietti
perpetua
caln^
giusto mortale,
sua,
gustar
Per
! che
fedel
Potrai
con
appena,
!
scena
peccator
sguardo
dolcezza
la
divin
nome
Spieghi gioconda
Tu
uscito
pel trapassato esiglio
felice
!
fragilfiglio,
o
la morte
ancor
eternità
Ma
polve
de
gli orror
Dolente
De
la
VARIE.
a
andrai
non
suo
l'estremo
d'
un
sorso;
eguale
passo
terminabil
corso.
Sopravviver potraidi gloria cinto
De'
Or
secoli trascorsi
A
la distrutta
E
de
le
cose
perchè muovi
al cupo
oblio,
estinto,
terra, al mondo
al
sempiterno
con
Da
gli occhi
Ah
s'allegriil
La
propria
tuoi
alma
tuo
incerto
qual
cor:
addio.
piede?
il
duolo
colui
immortai,
non
pianto elice?
che
crede
è infelice.
(8)i
CANTO
223
VARIE.
POESIE
BERICO
MONTE
AL
(179-)
O
fra
da
Ergon
A
le Oreadi
O
dolce
Berico
al
Ninfe
monte,
Brillan
sereni
le
In
tua
Le
io ti
a
le
e
Napee,
al mio
caro
contemplo. E
core,
vaga
gioghi; i giornituoi
puri,e
falde; e
tue
bellezza
moli
di
tue
tu
notti
superbo sorgi
maestoso,
e
le
architettoniche,
Turrite,e
Tua
più gradito
il silenzio. Io ti rimiro
soave
Da
e
il
guardo mio,
faccia de' tuoi
La
È
regìon de' nembi
apricicolli,o
Facili
terra
le verdi cime
suol
l' imo
la sonante
Vèr
ausonia
1'alma
quanti ne
i vetusti archi
immolo
mura
de 1' amata
soggetta città guardi e vagheggi.
224
VARIE.
POESIE
Verde
L'
agevol
vari
chiome,
A' rustici mariti
Di
r aratro
ramosi
le
messi, e
Sparsiqua
e
là
il passo
Inoltro
Ne
le
tua
ricchi
d'
Consolator
gioja naturai
Mi
discorre
Mi
serpe, mi
M'
apre
E
mi
Tanto
e
a
le
assorto
fiato io
un
gioconda,un
un
Lusinghiero diletto,
Di
alberghi
è cimiero.
fronte
pe'tuoiclivi
aura
spalle
tempio augusto
e
e
meraviglie,
tue
vestirli
ameni
superbi tetti,
di sostener;
la petrosa
squarciati
vaste
tue
Giardini,aurei palagi e
A
di feconde
ingegnoso onde
bionde
Godon
alteri
viti. I fianchi tuoi
Congiunte
Da
olmi
e
cinge
e
la pompa
ne
le fronzute
ti copre
s' adorna
che
dorso
D' arboscei
De
di fresca erba
manto
che
la fronte
piante e
conforta
in
ogni
i lassi
crescente
di dolcezza
fibra
spirti,
dilata il cor, m' inonda
riempe
nuovo
interno
moto
da
sento
i sensi
sempre
più,quanto più salgo
E
al tuo
vertice anelo.
Il
porticodevoto, opra
O
eh' io trascorra
romana.
POESIE
le
e
trapassi,
Arco
A
adduce;
ripidosentier
scale
il
Scopo
a
Sempre
del nudo
e
bellezze,
si paran
scene
nove
aspetti
d' innanzi. Ah
! del mio
L'attonito stupor, de la mia
Pittrice fantasia
E
Si dividon
fra lor natura
Giungo
le
Teatro
Oh
di
Cultori
da
Vulgari di
Sono
Io mi
Muse,
ignotia
e
PlNDKMONTE.
me
qual vasto
oggetti!
piacerpuro
ai sacri
tolto
l' alme
a
affascinati
tutti noti
a
sé stessi! Ovunque intorno
immobil
rivolga,
di
arte.
cari
fasto,e troppo
Quasi rapitoin
Farmi
ed
concesso
color che
mondan
commosso
cor
saggio!Oh
gli Dei
le
de
calda
vette, ed ah
Oh
portenti!
delizie del
Soltanto
Dal
tue
ciglio
gliagilivoli,
i dolci affettidel mio
su
ha nome;
vento
multiformi
novi
Ridenti,e
sasso
dal
e che
l'ingiurie,
nove
pie rivolga
magion, de gliaquiloni
sostien la
Che
il trionfale
o
marmoree
passilenti ascenda; o
Pel
Mi
Delubro
al gran
Che
22;
VARIE.
estasi
resto,
e
sento
soave
maggior. Giro
lo
sguardo
I5
226
POESIE
P
dove
Là
igneo
d' Oriente
il
mio
Nel
guardo
vasto
Che
fin
giunge
cerchian
Gran
pupilladel
Colte
E
di celibi
Vite
gelsi,e
divise;e
di
vicino
Di
d'
E
le sparute
Gli
Se
e
querele^
abituri,
a
si confonde
orizzon.
Montegalda
schiere
sparse
e
che
L'aspettoincantator,
dilegua,e
partite
verdeggiantepiano
offre il
l'azzurro
sovrana.
pioppi
seminate
Da
Ne
Numi,
di feraci
di palagi,e
ville,
si
de'
frondose
Di
Poi
paludi
le
di ben
da
campagne
di ontan,
salici,
Di
pianura,
placidiruscelli
de'
cristallino umor,
Dal
perde
e
città
mar,
meta
o
di fiorita erbetta
pratifolti
Fecondati
s' inabissa
1' altera,opra
Salse
Di
confine
colà,'ve
giorno
le porte,
su
immensurabile
1' ampia
De
in
senza
spazio
del
condottier
Tremola
E
VARIE.
e
Torreggia
la vetusta
cime
poco
ergon
a
poco
mesce
in fianco
rocca,
da
lunge
Euganei colli,e più lontan,de' nembi
il nebuloso
vel
ceda
di Febo
POESIE
VARIE.
227
Al
raggio vincitor,1' occhio
Le
guglie eccelse
Che
saper. Là
gelidiTrioni
Men
vasta,
S' apre
1' adorna
Pingue
regno
In cui
terre
il fiato
borgate
il verde
De
lo
La
turrita
sguardo
ragionò
De
gli ammansati
in
selvoso
L' ardua
a
che
da
cento
le
mura
balze
lunge
ammira
ridente
ove
e
e
ville.
cotanto
alfìn s' incontra
ver
Cimbri, alpicanute.
l'Occaso, io veggo
Summan
fronte
aspri cigliondi
Per
le acidule
Recoar
è chiaro
roccie
alpestri
altera
ferir le stelle
e
bicipite,
più
Gli
per
e
opposte sublimi, antica sede
Piegando
E
Bacco,
case
Colline
d' amore,
le
di
cento
ameno
Ne
Del
e
Marostica, il
Bassano, Asolo
Si
e
vivace
campagna,
strato, appo
la cittade appar.
Frenan
più
Ampia
scena.
Quasi formicolando,a
Rompono
dove
e
di Cerere
e
scopre
spira,
varia
più
ma
templi.
le antenoree
e
del
ospitali
Mura
De'
de' famosi
adora
Brenta
discerne
e
che
acque
cavernose
addietro
tanto
salubri,
228
POESIE
di
Tane
la
lupi nota
ogni
altro
Quel
sovra
Con
corso
precipite
Sempre
Di
A
nevosa
divide
dal Berico
che
Marana
felice
terren
cor
vagitiudì. Sorgon più
colti
i ben
Creazzo
Quei di Montecchio
e
incoronati
di tarlate
infranti
torri,
di avanzati
Di
mezzo
Ai
secoli
La
passata barbarie,e de 1' alato
il
Verso
pingon glioltraggi.
meriggio
si
restringee
spettacolgradito,e
Lo
A
merli,e
guerriergotichemura,
divorator
Veglio
1' occhio
Ma
non
indagatorpropinquioggetti.
è
bello
men
il rimirar
Gogna,
Le
le secrete.
e
petrose villette,
d'
Arcugnan,
di
vicine
Spìanzana
di solitaria incolta gente,
Eremitiche
Di
serra
sol presenta
Di
Nido
basso
apricicolli
leggiadra mostra,
far
il reale
che
ameno,
Adige irriga,
al mio
caro
i miei
Che
VARIE.
mura,
Valmarana
Luoghi
abitati
Da
dolce
una
e
i nemorosi
taciti burroni;
da
un
orror
tristezza. O
soave,
amato
Monte,
DI
MORTE
IN
sì forbito
Allor
che
Quel
Nitide
e
Or
soffrir dee
cultori
Fanno
Ma
prose
forme
Passi
oh
Più
Qual
e
unir
del
aonii
ignote
la dotta
costante
e
aurei
doma.
concenti.
soma.
lui crudo
io fra
colui
opponea
serberassi
a
anch'
è
Roma;
quasi ogni figlio,
suol
spento
stridenti
di stranieri accenti
suoi, mentre
riparo, e
Dio!
voci
l' inonorala
tosco
genti
la barbarie
produsse,
Di
Pochi
feroci
artoe
prisco de
sermon
)
1795
italico idioma
l' impero,
Strusser
Al
MARZO
che
nato
VANNETTI
CLEMENTINO
( 13
Quel
231
VARIE.
POESIE
che
valido
asciutto
questi sudo.
al gran
periglio
scudo:
ausonio
ciglio? (i o)
VARIE.
POESIE
232
SUL
EMO
D'ANGELO
MONUMENTO
DEL
OPERA
CANOVA
(1796)
Se
miro,
lavoro, a parte
aureo
Come
fra le divine
Come
scriva
io
Conosco
secoli che
De'
che
E
Col
le vie
primo
Veneto
Eroe
Dal
Soli
Del
le
d' eternità
bronzi
così
o
macedonio
in
re
passeggi
fé tremar
tele
Marte;
pareggi,
esser
de
1' età
ne
o
con
e
soltanto
che
aleggi,
reliquie sparte
fur, vinci
primiero cultor
potean
In
l'adriaco
guerrier merto,
il
Sculto
il Genio
Fama,
che
ben
grandeggi,
opre
spiride
il busto
E
la
parte
a
l'onor
de
l'arte.
dovea
Cartago
1' arti belle.
achea
effigiarl' immago
Lisippo e Apelle. (11)
POESIE
VA
CHE
ELISA
AD
233
VARIE.
ROMA
A
(179...)
Fin
de
E
età de' dotti
l'antica
da
l'arti
del
e
la Grecia
Sol
da
De
1' aspra
l'idea
bel
i
mosse
romulea
De
l'auree
forme
De
le facili
grazie
il
A
Culta
maggior
Elisa
Raccolto
De
il
in
profan
locato
il
meravigliaera
il fiore in
la greca
fu
gloria altera.
sua
cui
in
sacro
beltà, del
lo
regno,
serbato
veder
te
leggera,
ignudi
ai volti
gentil,di
e
guerriera.
la beltà
a
pacificoTebro,
Oggi dopo
spirtirudi
gli achei ludi.
a
Sempre stupì,benché
Ma
primiera
Roma
ingentilir
a
l'onda
Quindi
studi,
:
degno
rese
greco
il fato
ingegno. (12)
POESIE
INNO
RECITATO
235
VARIE.
ALL'
IGNORANZA
Un' ACCADEMIA,
IN
ERA
IL
ARGOMENTO
CUI
SCIENZE
LE
I.
Ignoranza,amabil
Santa
D'ozio
a'
seguaci
prego
che
Se
da
lunge
E
diverse
per
Ignote
a
tuoi
tu
perdoni
dì rivolsi il
un
barbare
e
de
Del
Atestin
sul
chi ti
a
gli sludi
M' immersi
piede,
cagioni,
chi ti adora
Panaro
doni
che
larga mercede,
il fallir mio
Ti
te
Dea,
entro
verde
crede,
il letargo
raargo.
II.
Fu
altrui poter, fu forza
E
in
parte
un
vano
Che
sospinsero allor
Del
saper
tuo
nemico
ingiusta in par|^
giovami
V
su
il
desio
empie
carte
guardo
mio.
236
POESIE
ritornai di
Ma
Poiché
E
'a
nuovo
rividi il bel
venerarle
natio;
terren
1'Adige fisso il mio
su
Al
VARIE.
tuo
materno
soggiorno
feci ritorno.
sen
III.
Ora,
o
Diva,
Io dar
Né
strane
Più
movon
ora
Per
te
idee
è
debil mente
da
gente,
i sommi
co
grande follia,
per
dei tetti
Spinger sopra
quei.
1' umana
con
di trattar
sogno
miei,
divertir da
a
converso
Ch'ella
a' fatti
posso
opera
tante
Né
liberamente
te
per
Dei;
dire
il vero,
pensiero.
uman
IV.
Ora
parlo per
Come
da
buon
già m'insegnò
il mio
Dico
D' intender
•Che
te
per
D' uopo
non
Che
vai
Dar
a
crusca
v' ha
o
io dico
é
parlar,eh'
la mia
di
cosa
a
o
ognun
male,
mi
dice.
naturale,
regola o appendice.
frullon ? Che
o
l'elisione,
nutrice;
il dica bene
fatto,e
quel eh'
mortale,
l'S
vai gran
impura?
cura
238
POESIE
che
Veggo
avviva,né
L'erbette
Come
a
E
giriil
O
pur
i fior
e
non
Toglie
Sol
so
ogni
natura
cai del
che
come,
il
velo;
intorno,
terra
al Sol ; v' è notte
terra
dome
1'ombre
mattina
la
a
pur
mi
l'inclinato stelo.
su
ma
so,
la
VARIE.
giorno.
e
Vili.
Veggo
Ne
de
gli astri
saper
Veggo
Né
Che
Se
Che
Se
a
curo
con
vo'de'lor
corsi
abitata,o
sereno,
la
il volto
la luna
se
m'
il bel lume
scemo
or
vota
via;
eh' uomin
lor
ire
vi sien
lor
con
posso
donne
non
belle
poss'io
pieno
sia.
importa saper
non
or
vi sieno
l'osteria?
a
di buon
e
fare
core.
l'amore?
a
IX.
So
eh' io
son
vivo, né
de
La
natura
Né
quelleidee
Se
sieno
l'alma:
che
innate,o
io
cercare
io
nutro
vengano
so
soglio
che
penso,
io saper
dal
voglio
senso.
VARIE.
POESIE
le
d' alcun
Ne
E
per
uso
l' armonia
certo
immenso;
tedio
un
gli effetti
e
cause
imbroglio:
è tutto
Monadi, spa:{ìo,moto
Son
239
vita
1' umana
prestabilita.
X.
Che
equilaterotriangolo
eguali un
Che
retto
Non
Così
Di
equicrure,
angoliabbia, e ineguali un
Gli
sia,che acuto,
un
gitto ad indagar già le
mie
cure.
lo studio
piangolo
van
calcolar l' arabe
Che
angolo
ottuso
contento
Contar
esser
o
reputo
e
cifre oscure,
l'uom
dee
se
lui lece
a
infino al diece.
esattamente
XI.
Saper
voglio i
non
visser
Che
fatti de
già sono
fan
gli eroi
mill'anni
tuoi.
gli emuli
Ne
parlo
Ad
Alessandro, a Epaminonda,
Non
san
Ma
A
come
quel
basta
S' abbian
succeda
di Troia
numeran
me
che
saper,
gli amici
mille,
e
or
a
qui
Achille.
fra
le faville.
questa
miei
è
virtute,
buona
salute.
noi,
VARIE.
POESIE
240
XII.
studiar di Tullio 1'eloquenza
Senza
Dico
in faccia ad
E
non
se
ogni quistione.
far
so
isputoa ogni detto
Non
Ma
star
in
so
Gli
compagnia de
organipropagantia
sentenza,
una
Dea, seccherò
per te, o
ragione;
la scienza,
di Baldo
ho
Di tuo, di mio
E
la mia
ognun
le persone,
talvolta
men
chi m'ascolta.
XIII.
Ah
quel che
quanto è folle mai
Santa
ignoranza,dal
lunge.
va
dolce
tuo
ostello.
Se de lo studio rio talor lo punge
L'
a
avverso
1'ozio
caro
aspro
!
flagello
lo
il dì
e
stassi,
giunge.
Tutta
la notte
Sopra
de' libri a stillarsiil cervello.
Perde
il tempo,
Per
saper
e
lo
spirtoe
quel che poi non
fiacca
il corpo
vale un'
acca.
XIV.
Tutti
E
esser
voglionRetori
gran Filosofoni
e
Gramatici,
Metafisici,
Teologi valenti
e
Matematici,
Moralisti
Naturalisti,
E
Fisici;
e
Teorici,e
in tutto
Ed
341
VARIE.
POESIE
Pratici,
ancor
tisici,
per tai fole al fin diventan
Tal
ed
pallenti
che
Tanti
sembrano
a
aridi
quai pomici
corsi anatomici.
me
XV.
Fanno
E
sempre
chi
il
Un
canta
Lo
biasma
Un
Epico,uno
r
Teologo
un
chi
e
Peripatetico,
al fin diventa
allegroin
è
cronico,
eretico.
fra lo stuolo
del
altro amante
un
Platonico,
è il mal
Teologia tanto
Che
E
le pugna,
detto vuol
esser
in
Ed
a
Tragico,uno
de 1'altro ognor
contro
armonico,
patetico.
è
Lirico,
satirico.
XVI.
Lunge
da tal
furor,da tai
alma
figlio,
Vive
il
Che
sempre
Stan
la candida
PlNDEMONTK.
tuo
contese
Ignoranzamjia,^
al fianco tuo, Diva
pace,
e
T
cortese,
allegria,
l6
VARIE.
POESIE
242
E
l' ozio
E
la
E
voglia
E
di
mordaci
da
immune
Poltroneria,
sua
compagna
di
di
voglia
mangiar,
d'
fruir
offese,
piacere.
gentil
ogni
bere,
XVII.
Oh
sacri
Di
di
bere,
ch'io
Fin
Se
Degno
i
se
da
al
giorni,
al
rimanga
Perdona
Furon
d'
mangiar,
miei
i
Sempre
venerati
Nomi
nomi!
dotto
sarà
merti
tuoi
rauco
con
me
ceto
d'un
il
tuo
andare
o
fin
vita
di
carme
mio
fedel
casso.
celebrati
or
carme
sacrati
fien
ti
Dea,
!
spasso
a
e
basso.
dispiace.
seguace.
(13)
VARIE.
UNA
CANTANTE
PER
formato
mal
Su
di farsi
Pur
qua!
Atto
da
Bocca
Tuoi
E
Ma
modi,
gli atti
e
Beltà
che
D' Acidalia
cor
il vanto
fabro.
i
grati i
teatral
gesti
onde
a
splende in
annodar
e
scabro,
tanto
cinabro?
vera
uniti
rozzo
dolce
e
di natio
o
questi pregi
ottiene
ogni
tua,
voce
labro,
tinto
giocondo
sì bella
cospersa
è la
mal
su
produr magico incanto
far molle
a
Uscendo
Grata
e
le turbe
a
dee
non
canto
soave
schietta voluttà
Di
Or
talor
s' oda
Benché
243
POESIE
canori
Sirena,
tu
la
serena
te
ben
1' arte
onori.
ponno
i cori
gentilcatena.
(1 4)
2^6
POESIE
forbito
Del
Non
lungi
Ne
Ma
il
l' Itala
patrio
Cinge
il
contenti
vostro
sermon
da
virtù
onor
manto
gallici
più
cinguettate
Nodrite
VARIE,
le
fole
estranie
la
prole.
vostra
in
mirando
real,
accenti,
serena
essi
il
scolto
volto.
(15)
POESIE
Indugi
Fabio,
un
Darò
Dì
a
Lui,
DI
BATTAGLIA
LA
dicea
la guerra
e
giù
da
che
d'Ausonia
Terror
247
VARIE.
CANNE
io fine
Varrò,
arresterò
le
imprese
pendici alpine
del
e
le
Tarpeo discese;
Saggio consiglioè l'aquilelatine,
Paolo
si sfidi
Non
Privo
Si pugna
Da
E
Ma
le
de
e
insegne
immoto
a
di
de
la
paese.
Punico
il
Varrone
Sempre pugnando
Prodigo
istranier
l'acciar
gitta l'armi
Paolo
in
la
al
pie rilira,
fortuna
grande
lampo
fuga inciampo;
sua
in
alfine
si stanchi
Annibal,
d'aiuti
difese;
serbar
risponde,ora
sul
a
l' ira,
sanguigno
anima
campo
spira.(16)
248
POESIE
Tu
tacesti ; al
non
Di
libertà,tu
Sul
E
ben
Alma
da
di
Del
Io, se
forza
astretto
a
volte
le
flebil
a
Piansi
e
a
ne
spalleal
piango
de
funesto?
soggiacque
tu, menzognero,
le torbid' aque.
dispregio,e potrò dirti
ognora
Che
te, vii schiavo, in questo
Tuo
riso
infama, e
al retto.
vero,
Adria
ancor;
infesto,
aspetto,
ridi al destin
servaggio
seconda
concetto,
buoni
tra' vati di bifronte
patriosuol
Corri
tu
scrittore onesto.
incostante,ingegno
Perchè,
desto
suon
vergastiaureo
avesti
Giano
Io ti
sacro
non
comun
vanto
VARIE.
me
il mio
secol
nero,
piantoonora.
{17)
VARIE.
POESIE
CANOVA
DEL
PSICHE
LA
PER
249
I.
è costei
Chi
Sembra
d* Acheo
Per
superbo
Né
È
in
cui
foggia greca
Ne
La
diva
E
adorna
del
Né
Carili
a
ho
che
cui
al
cor
la calma
coro
adulta
anco
sol de
a
me
timor
vagheggiarla la
Beltà
Da
sfugga
dal
virginal decoro.
del
la farfalla
che
eulta
effigiatae
giovinezza sol, né
esulta.
nostro
il secol d'oro?
piacernon
ancor
Simbolo
Ma
il secol
l' auree
de
pietrasculta
scalpeldivin lavoro,
invidia
di Pericle
Cinta
bianca
in
che
beltà
di lui
è ad
1' alma
1' addita.
da
m'
la
sua
palma.
invita,
rapì la calma.
ogni
cor
rapita.
VARIE.
POESIE
%^0
II.
Donde
divin
Del
Di
E
ferir
a
l'orror
L'arcano
letto
te
E
vera,
benché
tanto
con
Poter
strinse
poscia,ahi troppo folle!.
si
violar
scultor,la
in forme
Acidalio
Foco
Né
o
E
a
?
solitario colle
del
Nume?
volle,
costrinse
Amor
lei che
vedesti
molle
la salma
medesmo
L'ignoto
Per
de
e
Ciprigna emular
se
ancor
Dopo
pensier si pinse
tuo
volto
colei che
Tenera
Ne
nel
l'idea
spinse?
si mira:
Dea
acerbe
ancora
il freddo
marmo
un
vivo
spira.
stupore oggi il visivo
la Medicea
sul Romuleo
Venere
ammira,
giogo Apollo argivo.(18)
NOZZE
PER
De
r
Libertade, ahi
aurea
251
VARIE.
POESIE
!
Tempi
efferati esciti di sotterra
Prende
sfacciata
Licenza
Questa
Fin
che
rea
leggi atterra.
e
agitando angui funesti
furia
nel
questi
vesti
le divine
dritti
in
troppo
regno
s' aggira ed
d' Amor
erra,
Spande gioie infeconde, odia gli onesti
Nodi,
Or
la
Amate,
mostro
o
al
pudor
fa guerra.
patriaalto riposo,
sibila lontan
Del
ed
natura
a
gode
se
E
e
da
immane
queste
arene
il rio
fìagelnodoso:
figlisuoi, tranquilloImene,
T' addossa
Bacia, o
il dolce
sposa
giogo, o saggio
gentil,le
tue
catene.
sposo.
(19)
POESIE
252
VARIE.
AD
BERTOLA
AURELIO
Se
benigno ciel,forte
me
illeso da
Trassero
Godrò
Più
Di
Per
non
Temprar
mirar
Questo
fra
il mio
Segnerò
di paura
più grato
in
bianca
il
chiuso
aver
ciglio
sciagura.
età ti feo
onde
da
vinci
Anfion
plausi che
figlio
Averno
l' Italica
la cetra
esiglio
questo
giorni assicura?
mio
era
serbata
fosti,ed
Tu
E
meglio
in
che
del cupo
reo
la mia
se
destin
dipinto e
forse
periglio,
mortai
al viver
orror
il secol
Che
Ma
quel
lunghi
tanto
È
di
natura
mi
e
Febo
ed
stanno
il mio
pietra il
adorno
Orfeo;
intorno
più
bel
fausto
trofeo:
giorno. (20)
POESIE
254
GAVI
DEI
DELL'ARCO
DEMOLIZIONE
LA
PER
VARIE.
(1805)
Il
Già
la
Ruine
infranto
sue
immenso
Regnan
Pur
Le
Gavi,
Totila
questo
famose,
superba
e
parte,
al suol
e
le
giace
ed
arena
coprono
orrori
onde
bagna Adige
città,che
Lacero,
Oh
de'
grand'arco
erba.
piaga a
la
Teja
Bonaparte?
o
o
patriaacerba!
pregia,ristaura
eroe
sparte
divine
de
opre
serba
e
1' arte.
r
fu
Non
dunque
Barbariche
E
suo
non
men
Sacrilegionon
mai
d'alto
duol
ciò che
È
che
E
su
osserva
vi passa
eseguirò anzi
cenno,
che
mani
infide
pensato innanzi.
più
mi
que' sacri
il Veronese
conquide,
informi
e
ride.
avanzi
(22)
NOTE
ALLE
POESIE
VARIE
(i)Nell'op.:
Morioni
e
del
In
p.
67
Per
le no:{\e della
signor
signora
Camilla
ponimenti.
Luigi Stro^^^i,
poeticicom-
Marchese
CIDIOCCLXXVI.
Verona
Contessa
Moroni
Marco
per
segg.
{2) Nell'op.:Per
Corsini
a
del
sposa
(Bibl. Com.
scrìtti nel
sonetto
di
data
Verona)
1789
alcuna;
16.
hanno
devono
ma
il Pindemonte
cessando
Marioni,
p.
non
dalla
cipessa
Prin-
signora
Marco
MDCCLXXXIII
P antecedente
e
della
sigytorConte
componimenti poetici.Verona
(3) Questo
Verona
in
la venuta
nel
lus.
stati
essere
carica
di
destà
Po-
di Vicenza.
(4) Neir opuscolo: L'originale
1793
e
il
ritratto^ Bassano
p. XX.
poetico il
(5) NeWAnno
Medina
Danzatrice
preciso è questo:
titolo
Alla
lebre
ce-
inimitabile.
(6) Anno
poetico I.
(7) Anno
poetico I. 1793
1793
p. 50.
Civico
Museo
p. 49
e
p.
190.
di Venezia
Cicogna 1891 (1692).
mss.
(8) Anno
poetico II.
1794
(9)Nell'opuscolo:In
Sale
e
Vendramin,
poeticoIII.
1794
Pindemonte.
Canto
occasione
al
Monte
delle
faustissime No^^e
Serico
s.
a.
n.
e
Anno
p. i83.
17
258
NOTE.
(io) Anno
poetico
III
Anno
poetico
IV
1796
p.
132.
poetico
IV
1976
p.
133
(n)
(12) Anno
di
cento
ai
nostri
sonetti
Anno
Udine
Mattiuzzi,
i23
pag.
mss.
della
B.
C.
di
Verona.
(15)
Dai
mss.
della
B.
C.
di
Verona.
(16)
Dai
mss.
della
B.
C.
di
Verona.
mss.
della
scritto
l'ab.
contro
l'antecedente
forse
Giudichi
e
della
C.
XCVIII.
sonetto
Dev'essere
Verona.
Questo
Cesarotti.
Melchiorre
sarebbero
poesie politiche.
di
C.
B.
fino
secolo
scorso
segg.
{14) Dai
(17) Dai
Scelta
volume:
nel
e
del
metà
1826
IV.
poetico
114.
p,
dalla
composti
giorni.
(13)
1795
lo
corregga
sonetto
loro
posto
sbaglio
il
al
meglio
stato
e
nelle
benigno
lettore.
(18) Dai
mss.
Sonetti
nell'opuscolo:
1882,
Verona
Ci velli
B.
di
di
Verona.
Giovanni
(Nozze
e
mss.
della
B.
C.
di
Verona.
(20) Dai
mss.
della
B.
C.
di
Verona.
(21) Dai
mss.
(22)
volume
Nel
voi.
della
9
all'art.
B.
C.
Tipaldo
Giovanni
pubblicati
Ippolito
Pindemonte.
Galli-Pastori).
Dai
(19)
Furono
di
Verona.
E.
Biografia degli
Pindemonte
p.
44.
italiani
lustri
il-
202
LETTERE.
da
accidente
nato
via
per
ed
cui
a
rovina
qualora
quello che
staccatasi
sia bene
in
avvedutezza
così
in
la passo
me
il
io
una
piccolitfriulani liquori deliziosissimi,
gendo
legemendando
talora
componendo
passeggiando,ed
società che
di surrogare
liberali
io mi
agiata vita
difendermi
Mi
dai
è molto
i
qualidevono
agliamici
la
di
costì,
e
popolosa
sesso
capace
sovt'a
umanità
femminino
di
e
l' affetto de' Vicentini;
conoscermi, e
eh' io
caro
questiriflessi
fortuna.
consolante
ben
privato,i
uomo
mia
mato,
chia-
aveva
amico
tutto
possonc
sono
non
mi
ne
cooperia
che
viorj
ricordi spesse
più degna, la più amabile, la più
del
nerale,
Ge-
un
sento
mi
dell' onorato
e
quella
quellasplendidacarriera,
colpidell' avversa
lento né feroce. Il mio
creatura
futuro io mi
a
più degli altri testificare
amica
molto
non
di folcire la
grato
di
corte
Con
studi,e glionesti piaceri.
argomento
di
sera
ambizione
plausibile
quale una
r
dire
vero
serenamente
la
gedie,
Tra-
di nuovo,
qualche cosa
somministra
risguardoil
fortezza. Se
le mie
approfittandola
questa per
e
alla
certa
una
il presente
risguardo
se
sono
pirronismo,
ad
umano
molto, copiando ed
poca
l' umana
quieteperfettamangiando gli
di S. Daniele, bevendo
il refosco,
prosciutti
ottimi
ed
degeneri in
l' animo
Perlochè
tranquillità.
fatalismo,
escluda
non
va
brica
fab-
diroccata
una
che della medesima
non
porta naturalmente
colui che
a
capo. Questo
inteso,e
quellecose
e
suscettibili,
da
pietrasul
una
nasce
teneri
virtuos
io abbia
cono-
263
LETTERE.
sciuto
giorni.Finisco
miei
a
il più
affettuoso,
protesta al mio
amico
degno
d' eterna
Giuseppe Gastaldi.
stima
Vi
Gastaldi
Vicenza.
—
qui
l' agricolturae
ferite. La
grandi
Scrissi una
Fatela
un
canzone
1
dal
tempo
con
e
abbenchè
sanatore
il dente
Ve
vi
più
duole.
la trasmetto.
Fatene
intendenti.
non
delle
sia
cosa
però
che
riguardidella Signora,eh' io
della mia
onta
disgrazia.Con-
ad
onde
nell'opuscoloTestimonianzeepistolari
.
storia
leazzi,1808
ore
i delicati
venero
Edit»
alla
dividere le
dove
l' anima.
leggere agli amici
ferir possa
a
dei vostri
faccio
poesia.Fatalmente
desiderata mia guarigione,e
lingua batte
prudente uso,
stimo
solitudine
attendendo
tutto
1791.
la
pochi progressinella
vado
lettera,e
vostra
in
J7 Marzo
Amico,
caro
ringrazio della
Sono
consigli.
tra
mio
*
Pindemonte
Vò
Dottor
nevolenza.
be-
e
Affez. Amico
Giovanni
dott.
più
più sincera
la
abbraccio,e
tenero
Obbl.
Al
diceria col
questa
letteraria
p. óo.
del
secolo
XVIII.
vire
ser-
Pavia, Ga-
264
LETTERE.
servatemi
la
ad
amicizia;comandatemi,
vostra
ogni
detemi
cre-
e
prova
Aff.mo
amico
cord.™»
Pind
Giovanni
^
emonte
III.
Al
medesimo.
Este
Gastaldi
Dottor
del mio
delle
che
Spero
r
tutta
con
uscito finalmente
desideroso
scrittojoe
sarà
vi sieno
celli
can-
la
vedere
copiato
tratto
tratto
ardirei
Non
—
fosse interamente
di
da'
avendolo
intelligibile
attenzione,benché
emendazioni.
1791.
amico,
caro
il manoscritto
Eccovi
luce.
mio
Luglio
12
che
asserire
perchè il copiareè
corretto
noja,e può sfuggirqualche
una
facilmente.
error
tranno
Po-
la diligenza dei
e
supplire 1' intelligenza,
correttori.
renti
altro
Il testo
—
calamo
si
lendis.
1
potrebbe
nella
questo
nojoso
le
lettere
e
altre
Biblioteca
il chiarissimo
2
trascritto
me
confrontare
qualche
con
molto
incarico
cur-
si
che
all'amico
Ber-
^
Questa
vivamente
fu da
esemplare. Gradirei
accurato
addossasse
che
Comunale
al
dott.
Gastaldi
di Vicenza.
bibliotecario
Andrea
Me
si
le ha
vano
consernicate
comu-
Capparozzo,
che
ringrazio.,
F'rancesco
Berlendis
di
(Vicenza 1789 Rossi) ed
Poesie
di
Vicenza.
Ha
alle stampe
è
autore
un
di
lume
vouna
265
LETTERE.
Il libretto è
malgrado
e
cosa:
picciola
il velame
massime
in
vi
Io
il
tutto
e
ligibile,
intel-
è molto
lo copre
Vicenza;
hominem,
perciò dovrebbe
spaccio.
bastevole
avere
che
è ad
ma
lascio
di
pieno arbitrio
in
tutto
con
e
vi abbraccio.
core
Oss.""
amico
cord.™"
Nane
vero
Pindemonte
IV.
Al
medesimo.
Este 7 Agosto 1791.
Dottor
Sono
Gastaldi mio
dilucidati i miei
grazie all'ottimo
amico
scrittavi dall'
il mio
Oltre
a
dir
abbisogneròd'
Orazione
il
vero
podestà di
(Vicenza 1 789 Turra
^
Giambattista
a
caro.
Gastaldi.
molto
'
La
—
Mi
che
mi
raccomando
della stampa
vi
per
sono
patisco l' accidia,non
trentina di
E.
metterete
permamente
som-
—
S.
tera
let-
tremodo
lusingaol-
monumento
un
—
poi mille
e
piijdiligentecopiatore.
una
umiliata
come
glierrori
miei, che, poiché
sono
dottor
Mille
proprio.Spero
amor
pregevole e
i
dubbi.
incomparabileDuso
di trattenerla
la correzione.
amico,
ama.™"
Io
ne
copie.
il
Giovanni
demonte
PinSig. Marchese
Vicenr^adal Collegiodegl' Intervenienti
).
Duso
arcipretedi
Bolzano.
266
LETTERE.
Quando
vedesse
non
regalo all' autore
Mi
che
pare
sieno
sarebbe
nostra
Sig.""*
a
Vicenza.
Basta:
ma
ho
troppo
dama
amica
di
conto.
fatto farne
dozzina
la
di
amatemi
condurmivi
voi, e
mali
gli
—
Ho
altri
al mio
forza.
a
ben contento.
ottimo
perduto
cari amici,
fatalmente
core
credetemi
e
tenetemi
amico,
il
sempre
Al
Della
Gastaldi
vostra, ed
mio
ora
delle
che
buon
tutto
è
di
quellemie
2
Settembre
1791.
amico,
il
frastuono, il
ho
nozze
ricevuto
rom-
la car."*
terminato,perchè prima
potei,vi rispondo.
Vi
son
gratissimo delle
stampa
amico
medesimo.
reggia di Strà, fra
il rovinio
vero
Pindemonte.
Este
Dottor
ragguagliato,
vostro
Nane
della
di venire
tentato
afF."»"e
noi
Nella
—
sensitivo.
Addio,
bazzo
rospichei^'^^
parente, un' altra dama
son
dei
risparmiato
—
capitareuna
opera.
volte
volevano
abbracciar
un
—
vostra
mia
e ne
resistetti,
il bene
mio
io fui due
Una
rimastami
provviste
per
Mecenatessa.
settimana
scorsa
farne
mezza
terminata
Avrete
di
ben
copiaben legata con
alla
il libraro
nuove
che
che
coserelle,
mi
date
desidero
267
LETTERE.
le
compiuta. Quando
mio
nome
Verona
a
ringrazio poi quanto
dei due
lendis.
Oh
quanto
del
»
da
amici.
vari
a
desidero
eseguito,e
Dissertazione
tutti
gli amici
per
Amico,
a
le
colla
in
fossero
vostre
maggiore
la
stampata
Widmann
e
stato
la
e
che
loro
un
dubito
capo
d' opera.
cordiali,affettuosi
Nane.
Voi,
lettere,e
bracciam
abcaro
dirigendo
scrivetemi
amarmi,
la
non
che
sia
non
manoscritta
o
Velo,
credetemi
sempre
cordialità
descritto
Foscarini.
in
amico
Pindemonte.
Nane
// Matrimonio
sarà
vostra
aft'.m" cord.™*
1
voi distribuit
da
ciò
che
occasion
in
gerò
possibileil leggerla,leg-
mille
ad
nezia
partirda Vealcune
copie di
luce
parte del povero
continuate
Verona
dine
or-
dato
nostro
asserzioni
vostre
A
del
netti
so-
peccato. Diedi
caro,
Spero
o
i
portento, il
un
del mio
sentire
volontieri
assai
sulle
un
mio
sarà
opinione. Quando
del
ottave
un
nipote,affinchè
del
nozze
me
le
giudizio, cade
debol
È
Vi
Ber-
e
magnifici sono
primo è
Il
a
menti
componi-
Duso
Berga,
quanto
spedirea voi,
'
dei bei
posso
di
dirette
sicurissime.
graziose
terzine.
nelle
libriccino
delle
e
Ponzilacqua prima
di
un
so
il mio
secondo, giusta
al
giugneran
Duso!
gran
pocolino
mi
sono
Oh
sieno
copie
genj
gran
Mattone!
nostro
mie
VI
\'eiiezia,Zatta.
sonetti
per
le
no^jjtf
208
I.ETTERE.
VI.
medesimo.
Al
Venezia
Gastaldi
Dottor
Sono
da
di
che
a
Widmann.
Starò
Bagnoli,poi
per
Este
per tutta
Addio,
—
gli amici
roso
deside-
affari
fici
tipogra-
i
del
la
Vò.
di mio
Nipote
me
alla
andrò
ne
Scrivetemi
adunque
settimana,poi
corrente
salutate
amico,
nostri,state
mani
brighe.Posdo-
o
di Este
mio
caro
scrivervi
posso
cinque giorni tra le
nojosi simposi tra Strà, e
la via
solitudine
grata
sono
nuziale
quattro
feste,e
non
in mille
involto
la comitiva
con
stucchevoli
Io
1791.
Amico,
voi, e degli
insieme.
essere
per
parto
a
di
nuove
abbiamo
lungo
Car."°
giorni in Venezia, e
tre
aver
mio
Settembre
25
sano,
a
rona.
Ve-
cordialmente
amatemi,
e
credetemi
sempre
afF."i° cord.™"
Nane
amico
vero
Pindemonte.
VII.
Al
medesimo.
Este
Amat."J°
Al
momento
20
Novembre
1791.
Amico,
della
mio
un
foglio del
mi
produssequasi una
mia
partenza
Dottore, la
dal Vò
lettura
sincope.Ero
del
anche
ricevo
quale
conta-
LETTERE.
270
Riceverete
scriverò da
Verona
Venezia
mie
libri. Io
vi
commissioni, quando
di
caso
di
pacco
eseguirle.Addio,
riabbracciarci
a
rivederci,
nell' altro ;
un
le
siate in
saprò che
a
da
in questo
o
caro,
mondo
o
addio, addio.
afF.™" cord.™°
Nane
amico
Pindemonte.
Vili.
medesimo.
Al
Venezia
Mio
buono
e
nel
Appunto
23
vostra
salute
febbre
continua
giorno
con
mi
una
periododa'
un
amico,
un
pacco
ancora
cui
di
di associati
4,
e
non
e
libri,
ora
aver
devo.
troverete
ai medesimi.
a
della
mia
in
medici
alla
car.™*
ricuperata
Este.
Una
ogni
altro
chiamata
strica
ga-
—
mi
persone
quelliche
—
Sono
—
potuto
le
a
da
qui acclusa
Avrete
di
dir di
Riceverete
indicate
non
bene
trovo
mi
Sono
Capitale
po'debole.
un
molto
consegnarlialle
di L.
regresso
P altr'jeri,
ed
per
la
giorni obbligatoal letto,e
vari
seccatura
ricevei
rinnovavasi
che
fece differire il mio
benché
la
alterata
certo
qui giunto
cui
annunziatrice
ma
tenne
in
giorno
fu
1791.
degno Amico,
decorso
vostra
Dicembre
4
lute,
sa-
darvi
no
ad
Verona
una
nota
di
il disturbo
previo 1' esborso
esborsassero
non
LETTERE.
consegnerete
un
in Venezia.
Io sarei
sensi
La
—
desterità
il mio
rammarico
ho
voglia dalla
sua
Scrivetemi
fatale incantatrice
di
copie
Ne
avrebbe
felicità.
del
ed
il
mio,
e
io
a'
non
tutto
il
ispedir
non
la
persone
Mia
—
moglie
vi fa i suoi
rimedj di Amore
Eschilo
Acanzio P.
v' abbraccio
cuore
da
una
di
can:{one
Si trova
da
del
A.
traduttore.
Domenico
Ovidio
P.
Si
plimenti,
com-
affetto vi ri protesto
vostro
Nane
/
nubiale
con-
ottime
le medesime
bene
ne
desidero,
e
aff.™° affet.™" amico
1
nezia.
Ve-
'
piij.
Milan,
Costantini.
al
a
ho
ne
io ho
figlista
io grato
con
quella
dell' esito, poiché
della sposa
buon
nostro
che unitamente
disse
ne
qualche librajodi
a
Ancor
—
nuove
che
voi,a queste degne
che
egualmente
sommo
—
avuto
dell'arrivo
Godo
il buon
perchè raggirato
il Bardella
male
ed
ricercate,
vengono
mio
con
Mi
—
moglie lusingatrice.
ancora
libriccino
quel
—
1' amicizia
ciò
suoi,cioè
cui
vostra
sirena.
fatto assai
Ha
Beppo, di
la
disse.
ne
i
dissero
scaltra
adunque
che
Spero
ciò che
perduta
qui
me
risaperei precisisuoi
—
ne
l'ottimo
Cristiano,e
di
rilevare
potrà
a
1
viaggiatricesarà ripatriata.
libro.
scritto ciò che
avete
a
ferrea
oltremodo
vago
sopra
i libri
rispedirete
e
e....,
27
Pindemonte.
Bardella.
volgari:{:{ati
Nasone
aggiungono
Vicenza
vero
1791
sei
canzonette ed
presso
Gio.
Rossi.
LETTERE.
272
IX.
medesimo.
Al
Venezia
ed
Car.'n"
gli rispedistea
prezzo,
farete,e
Io
ho
fossero
se
mi
avessi
ilarità! Non
vi
vicentine.
nuove
benché
di
mali.
che
Sentirò
qui quel
lume
del
Amico
core,
state
è
Vicenza
non
ritornarvi
di
stancate
di
Fillide
libriccino
a
di
vostra
datemi
carteggiarmeco;
un
suo
vostre
naturale
che
paese
pericolo di
senza
le
e
presentemente
quando potrò
so
pazienza.
piuttosto male
della
poco
il
Così
—
vuol
Io
salute, ma
un
riscuotere
l' amico,
con
—
Oh
1791.
potevate
non
Venezia.
in
tutti,ci
anche
di
che
essi
giustificheranno.
bene
trovo
umore.
da
me
l' impegno
eseguito
lettere
mi
que' libri
agli associati,e
consegnare
Dicembre
Amico,
amat.™°
scrissi che
vi
già
Io
19
m'
in istato
essere
i miei
accrescere
tempo.
Vi
—
è ricercatissimo.
ressa,
inte-
—
ripeto
Ciò
a
Sig." Bardella.
mio
sano
caro
ed
e
vi
abbraccio
cord.m°
amico
dolcissimo,
amate
il vostro
afF.™°
Nane
Pindemonte.
di
273
LETTERE.
X.
Al
medesimo.
Venezia
Car.'"° ed
febbraio 171^3.
ii
Amico,
amat.™*
persuasissimodell' abilità e ilei valore
i
Lo sono
della comica compagnia vicentina.
chè
pervoi lo asserite,
voi il cui giudizio è per me
Sono
—
autorevole,lo
molto
io,che
ancor
bella
che
bella
è divenuto
le
mosse
sue
spaventa.
—
La
me.
—
se
di prendere
ancora
lo
ancor
—
divertimento,godetelo in compagnia
Amatemi:
abbracciati col core,
Duso,
Godetelo
ecc.
ecc.
ancor
Addio.
Il
Nane
PlNDEMONTE.
e
quel colle,di quellemura
Basta così.
Godetevi,caro,
e da me
degliamabilis.'"',
Velo, Berlendis,Ghellini
per
Termine:
Vicenza
—
più
vista di
potrebbe ancora
l'amenissimo
il Dio
per costì.
Nane
! Ma
Nane
temerebbe
potesse muoversi
ancora
Ripeto
—
(e bella per Nane, vedete)
vi fosse
che
cosa
si muove,
non
cosa,
sincero
vanto
Istitutrice.
coltissima
della
estimatore
perchè mi
sono
vostro
aff.n'° amico
Pino
e monte.
l8
274
LETTERE.
XI.
Al
medesimo.
Venezia
Dottor
Martedì
per
Gastaldi
dove
farò
non
Potete credere
—
voi,ed
fuori
altro
io
viaggio fino
a
perchè
—
che
passerò
cambiar
valli.
ca-
piacereavrei
di abbracciar
di voi
che
costì,se
Io
Padova
L'ora
—
di
partiròla
per
haccene
pur
si ricordi
che
qualVoi
me.
mattina
del mio
Prendete
—
staccarmi
io
voglio
Addio,
trovare
sarà
le vostre
adunque
del
il mio
continuar
ma
sapreidirvela precisamente,
non
circa le tredici.
Gastaldi.
di
Verona.
io
corrente
altresì volontieri
amici
da
17
quanto
voglio vedervi.
giorno indicato
da Padova
Amico,
altro
abbraccierei
de' miei
altro
intanto
Car.™"
prossimo giorno
Vicenza
alcun
mio
Aprile 1792.
14
alla posta
sure
mi-
il mio
addio.
Il
Nane
vostro
vero
amito
Pindemonte.
XII.
Al
medesimo.
Verona
Mio
Amat.™"
Rispediscoil
a
Casa
30
Aprile
17Q2.
Amico,
messo.
Pozzo, dove
Ricevo
—
sono
a
pranzo.
la
—
cara
Mia
vostra
sorella!
275
LETTERE.
'
Inutile è dunque la prosecuzione
qui.
Questa sera
lei, e vi
viaggio.
parleròcon
Landi
del
è
—
—
risponderòcategoricamentesul!' affare per la posta.
è già noto
il fatto esecrando
A
udito con
me
—
orrore.
Ora
—
riservandomi
il
tutto
con
Obbl."""
Nane
Pindemonte.
medesimo.
Verona
Car."°
ler
mi
sera
avete
espresso
ed
tenni serio
mia
con
sorella
inutile
fosse
ancora
in istato di poter
In
primis
et
come
persona
trovandosi
que' stati
•
e
e
lo
strucco
qualunque
omnia
essere
non
Landi.
per
vi
come
fatto
una
della faccenda
e
passo,
sarebbe
che
ella
passo.
io
in
negli stati
questi Veneti
Isotta Pindemonte
lettera
Abbiamo
—
fare alcun
possa
179J.
affare che voi
vostra
opportuno
ante
Mapgio
Landi, che,
in Verona.
vedemmo
quando
nella
di due ore,
5
Amico,
propositosuir
raccomandato
consultazione
che
mio
amat.™°
si ritrova
scrissi,
fra
amico
aft"°
XIU.
Al
fu
mente
estesa-
v' abbraccio.
core
ì
più
scrivere
a
non
posso
prendere
com-
pericolola nota
di Parma, poiché
non
esiste
alcuna
276
LETTERE.
compatta
per
esiste
colà
la
mio
a
compatta
questa
Se
certa.
poi
esista
lo
ve
dunque egli
sicuro.
dire
so
Che
—
cosa
per
ogni aspettazioneegli fosse
contro
di
genere
sicurezza
in
lui
potrebbe a
sorella,perchè colà è delitto gravissimo
mia
procurar
in
sarà
vedere
non
pericolonessun
de' rei. Se
consegna
il dare
asilo
dalla
qualunque perseguitato
a
già come
e non
giustizia,
qui
che
qualche Signore
si
in qualche
può prendere 1' arbitrio di rifugiarlo
spettato.
luogo campestre che da pubblici ministri vien riElla
—
il
ella
potrebbe
a
nella
e
vi
v'
cosa
dosi
Trovan-
—
qualcuno
s' abbattesse
Roma,
a
nel
reo
—
non
prima del
tutto
il
core
l'amico
facessi.
altra
un
il
indicato
nome
connotati.
passo,
si
in
trova
grado
spiacere
col di-
ed io resto
desidererei,
adoperarmi,come
mi
quale rifuggirei
per natura, ma
impieghereiper
farò
traccie né
poiché
potere
non
dal
affare,
eh' io
è solamente
di fare alcun
non
gete
consiglio. Aggiun-
stesso
queste ragioni non
sorella
un
né
tutte
ad
con
lettera
sono
di
in
darglilo
vostra
non
mia
che
a
che
e
potrebbe
non
pililontano.
scrivendo
scrive
cui
si trovasse,
ciò la difficoltà di ritrovar la persona,
Per
Lo
qui, e
quegli a
se
andar
ad
consigliarlo
poi
co'à
se
si presentasse,
alla medesima
reo
che
dunque
vostra
mio
—
Gastaldi,per
cui
poi debito
Ho
non
di
risguardanteme
ed
passaggioper costì,
v'ha
dere
risponsolo.
intanto
v' abbraccio.
afF.m" obb.™°
Nane
cord.™°
—
amico
Pindemonte.
270
LETTERE.
XV.
medesimo.
Al
Venezia
Mio
Mi
di
suo.
per
Mi
—
di
tempo
della
rivedremo,
ed
facendolo
persona,
affetto.
—
d' Ovidio. Vi
di
delle
ringraziarvi
ragazza
vostra
di
or
al
rito
mama
gratitudine.
—
naturalmente
opera
il bene
ed
complimento,
per
di amichevole
avrò
di
supplireall' importo delle
non
famosa
versione
maggiore sollecitudine,
debito
faccio
Lo
della
d' Amore
costì alla mia
sentimento
vero
la
con
corre
usate
—
copie
rimed)
il modo
di indicarmi
attenzioni
ci
dei
spedirlemi
medesime.
Al
altre sei
Acanzio
prego
1792.
Amico,
occorrono
Eschilo
e
am.™"
Maggio
27
di
abbracciarvi
in
col medesimo
lontano,ma
Addio.
11 vostro
Nane
vero
amico
Pindemonte.
XVI.
Al
medesimo.
Veiiizia
Mio
Vi
colle
ainat.'""
sono
Giugno 1792.
Amico,
ringrazioben
quali mi
7
di
core
delle
liberato da
copie speditemi,
mille
importunità.
279
LETTERE.
Non
ho
però
veduto
a
1' Eroe
vedere
del
il povero
tutti,amate
ma
nel morale.
poco
il
figlia,
Addio;
data
ritar-
mio
Addio,
genero,
che sta bene
Nane
è
comparsa
desime.
me-
verrò
quando
voce,
di Giuda.
Re
la
Amico, riverite
buon
a
la cui
romano,
malattia
dalla
direte
lo mi
Dunque
delle
il prezzo
segnato
v' abbraccio
gli amici
nel
fisico,
vero
con
affetto.
aft"°
amico
obb."»" cord."»"
Nane
Pindemonte.
XVII.
I
medesimo.
Al
Vò
Mio
lo vi amo,
Voi
non
se
della
a
avermi
famosa,
cagione
si cancellano
ma
dunque
copie di
versi
lodi.
Non
quale
con
della
se
ho
non
di
di
....
me
dal
se
tempo
potuto
febbri che
V acqua
nire
ve-
tre
per
quei
cati
pec-
non
con
quelladell' Ippocrene.Io
medesima, e vi mando
sciolti che
so
verso
questi sono
con
mente.
cordial-
amato
più scritto
malvagie
Ma
che
aspergo
alla
delle
divertirono.
l'acqua santa,
sempre
altro delitto
non
mi
—
vi ho
e
avete
non
quello di
vostra
mesi
tore.
Dottimori, sig.""
meno
e
giustificazioni,
—
1792.
Amico,
buon
Meno
29 Settembre
essi
mi
le
accennate
meritino, so
con
bene
vi
24
tante
che
28o
LETTERE.
essi furono
da
rammentarsi, e
vider
soltanto
insieme
affetto.
da
non
1' aggiunta di soli dieci eh'
ai
Distribuitele
la luce.
Voi
—
con
la
con
scritti in altra occasione
me
ricordanza
amatemi
del
mio
cari
ora
amici
inalterabile
credetemi
e
Il vostro
vero
amico
Pindemonte.
Nane
XVIII.
medesimo.
Al
Venezia
Gastaldi
Dottor
Ero
alla
temi
già debitore
ricevuta
è
la
cara
che
ragione per
perchè sono
commercio
Io
del
i8
vostra
penso
cui
stato
umano
avevo
e
amico,
lettera
una
leggiadrosonetto
di due
La
di
buon
1792.
a
voi in
risposta
invian-
deplorantele patriecalamità,e
vostra
il
mio
Dicembre
20
ad
quasi
in
mi
corrente
nella
abbinare
fino
Duso.
nostro
non
ora
un
mese
compagnia
di
Ora
—
trovo
tore
debi-
presente.
v' ho
—
scritto
del
segregato
Melpomene.
—
una
mica
compagnia coimpegno con
nuova
compagnia col pubblico di una
preso
la
de' Baccanali.
Nella
scorsa
Tragedia dell' autore
non
villeggiatura
poteifare tutto quel lavoro che
mi
credeva,
hi conseguenza
mi
sono
trovato
alle
20I
LETTERE.
ed
Strette
ho
dovuto
esistere che
per
terminata,e
vedrà
molta
ha
essa
la luce
Oh
noi. Posto
a
è deciso
Vicentina
d'
sono
debba
e
poi
delle
più
amabili
I
1*istesso
ad
il
dunque
Museo.
al medesimo
ben
Berlendis.
ritte di mio
uomo,
più degne,
Esso
di Pieratola.
patrio amore
—
D." Titela
Se
e
siamo
pas-
convenga
aggiunger
il mio
a'
suo,
stimo
io
buon
figligode
è
ma
bensì
di
ricordare
prego
al
nostro
qui,e
deggio
moltissimo.
di
versione
la
pure
Velo
Duso,
nostro
mene
rattristarcodesta
per
Credo
molto
1'Aba-
piace a Vicenza
non
l'autor
e
è
veggiate vi
fratello letterato
per
del
amicizia,come
amo
unitamente
tanto
conosca.
monde
eziandio
lo
Città che
Addio,
più
cui
cuno
al-
l'istessa onestà
ha
il sonetto
la mia
si diverte.
non
sfamato
delle
una
ch'io mi
vostro
bellissima
Qualora
—
adorabile
la provincia
che
altro.
che
so
mia
con
buonissimo
un
ed
Pieratola,
Elegantissimo era
ma
è
che è
talento,e molto
Si rassereni
Veniamo
e
mai
avrà
persone
è fratello del mio
cenza
Vi-
a
qualche
avesse
dispiaceredi quellodi
Cancelliere
un
e
preda dell' altrui fama^
non
deplorate1'elezione. Egli
ed ha
che
Essa
noto,
rammarico
esser
opinioneche
minor
con
voi
a
è
Ora
scene.
fatalmente
disapprovazionee
somma
io
fatto
non
e
—
voi massimamente!
e
che
venete
godrei
quanto
spettator Vicentino
delle
un
notte
e
continuo.
mese
un
analogia con
tutta.
dì
lavorare
che
non
più.
Dottore.
salute
Mia
m'
moglie
impone
che
i suoi
LETTERE.
252
cordiali
ed
officj,
io
trasporto di
con
amicizia
vera
vi abbraccio.
AfFez.""° Amico
Obbl.'n°
Pindemonte.
Nane
XIX.
medesimo.
Al
Venezia
Gastaldi
Dottor
dieci
Son
questi dieci
in
ma
nessuno,
ho
non
e
voi.
a
Ciò
adorabile,che
dell'
piena
Aprile 1793-
amico,
amat.'""
giorni,amico
lettera
una
mio
2
usata
giorni
mai
ho
rispostoin
cordialità,
vostra
non
scritto
dall'
a
meno
nem-
conseguenza
è provenuto
vuto
rice-
ho
essere
sempre
ste
occupato nell'ufficio d'infermiere,ufficio tri-
stato
per
quando
Sono
medesimo,
se
i morbi
oramai
da
moglie
tale
insistenza
fatto
di
forte
un
che
sangue,
altro forte
Nel
reuma
care.
e
più
—
la
ammalata
una
tosse
di
esempio. Quattro
molteplicirimedj
e
tempo
di
è
con
v' ha
la
sgravata
insiste tuttavia.
tosse
—
reuma
non
più
persone
giorni che
la febbre
cessare
malvagia
sulle
ventitré
cara
emissioni,
cadono
più affliggente
molto
ma
Odi
medesimo
infesta
hanno
testa,
crudele
fu
natura
attaccata
ma
la
binazione.
com-
da
rapporto
1
283
LETTERE.
alla
la
febbre,
di
ma
mia
presente
di
tre
emissioni
alla
guarigione.
me,
ottimo
bene
di
letto
mio
deir
i
maligni influssi delle cime
loro, se
€
vi
lo
vorranno,
amerò
anche
mai,
possa
della
se
dimenticarmi
quale
mi
il Salto
modo
di
amici,
mie
quella
i due
amo
diate
cre-
non
lettere, eh' io
afT."'" amico
pieno
so:i;.'tti
a
pag.
11
e
vero
Pjndemonte.
Nane
Sono
Io vi
protesto
obb.™"
'
—
leggerò
e
amicizia
vera
'
temo
non
berico.
istesso, e
vedete
non
netti
so-
Vicenza,
Leucade.
di
il
i due
per
monte
cari
al
ora
gli accludo.
passerò
del
vita
consumo
giunti costì
de' miei
nel
sempre
mia
la
qualche giorno, giacché più
compagnia
altrui.
male
dell' altra
io
mi
la
molto
sto
attenzioni, ed
e
Godrò
del
di
sapere
Io
divido
sieno
se
accostandosi
va
che
letto
primavera
corrente
fermerò
so
fatte
sugli affari presenti.Ve
di Nane
Nella
al
Non
tempo.
han
nuove.
amichevoli
ora
una,
questa
crucciato
giorni
ed
soliti
dunque
le mie
sono
di venti
de'
or
volete
Ecco
oggetto
a
ed
Che
—
amico?
maritali
le
tra
Anco
^-
sangue,
salute, ma
più
Sono
amica,
buona
platoniciaffetti.
miei
alla tosse,
più benigna rapporto
15
del
presente
lume.
vo-
284
LETTERE.
XX.
medesimo.
Al
Venezia
mi
sapere
di
io
e
se
fermarmi
più
viva
egli
vi prego
giorno
17
il
e
giorni
co' miei
primo
luogo;
dell' aria
cari
ed
in
che
affinchè
Godrò
pranzo.
del
molto
amici,
tra
col
Aff.™o
Nane
—
data
venerdì
prossima
apparecchi
di trattenermi
quali
conto
berico.
amico
Pindemonte.
il
riscontri
core.
afFet.™°
la
due
voi
tenete
de' vostri
attenzione
anticipatamente
preme
avermene
mi
più
temendo
non
monte
alberghi, dopo
costì,
mi
e
certo
sia
passaggio
Vicenza,
di avvertirlo
sarò
stanza
abbraccio
ed
in
se
Proti
Ciò
imminente
giorni
influssi
notizia,
vi
mio
nel
due
i mali
Quando
ai
facciata
alberghi piiì forestieri.
perchè
i'C)3.
vostra,
è
Questa
—
in
Provadi
Sig.''Bortolo
amicizia
dalla
corrente.
Maggio
Amico,
amat.™"
preme
posta
a
preme
vivo,
mi
notizia
Una
mio
Gastaldi
Dottor
12
286
e
LETTERE.
m'
nuovamente
ringraziandola
e sono
pieno di stima, e
esibisco
ed
suoi
Amico
'
Pindemonte.
Giovanni
mandi,
co-
1'animo
tutto
con
Aff. Servo
Obb.
a
XXII.
Pietro
A
Rovatti.
Modena.
—
Venezia
Dicembre
20
1794.
Sig. Pietro stimat.'"",
Sempre più
di lei
mio
e
per
primo d'
bisogno di
ha
età
qualche
desidero
che
altri. In
somma
e
anno
ne
di
non
io mi
cosa
sarà subitamente
1
me
Venezia.
in
occasione
Antonelli
ne
se
ma
di
favor
mene.
riscontrarsima
la mede-
feste
delle
mio
figlio
fosse
sua
sata
pas-
compagni, io
degli
più né meno
interamente
a
lei,
sia né
ben
a
ragazzi della
danaro,
rimetto
suoi
fatto. E
dia
caso
subito
che
tribuisse
con-
avviso,che
risarcito.
Nell'opuscolo: Lettere
blicate
i
agli altri
ciò eh' ella farà sarà
alcuna
che
So
moneta
il mio
s' esso
guardare
nulla.
con
ricorrenza
nella
a
abbisognano
non
nel
gentilezza
sua
la prego
del
prende
eh' ella continuerà
certo
bontà, e
e
la
verso
obbligazioni
si
che
le premure
e
figlio,
per
Son
le mie
crescono
delle
inedite
d'illustri
felici no\\e
1833. (Lettera IX).
Italiani
pub'
Michieli-Zuccheri.
m
287
LETTERE.
spiace che
Mi
continui
piedi,e godo poi che
nel resto
salute. Io le desidero
ho
sera
il
ed anche
il
veduto
Sig. Tonino
i loro
con
moglie le
di doveri
mi
traccambio
con-
BoUani,
suoi
viaggi.
posero
e m'imsaluti,
i suoi
trasporto.
fa i suoi
a' suoi
offro
dai
tornato
vero
amicizia
ed
felicità in
ogni
Sig.Giacometto
graditimoltissimo
Essi hanno
Mia
core
la
se
auguri natalizj.
gentilissimi
de' suoi
Ieri
di
doglienei
passiin buona
soffrire le
a
complimenti,ed
comandi,
e
con
io
pieno
mazione
esti-
vera
le dichiaro
me
aff.""° per
obb..™"
servirla
'
Pindemonte.
Giovanni
XXIU.
Al
medesimo.
Venezia
Sig. Pietro carìss.""
Quali
lei io
non
nel
'
Questa
sieno
quante
e
e
e
della ricchissima
e
le altre
che
lettere
collezione
Gennaio
1795.
stimat.°"°,
le
obbligazioniverso
sapreiesprimerlo.So
cuore,
12
che
desidero
del
P.
le sento
ardentemente
al Rovatti
fanno
di
mente
vivadi
parte
d'autografiposseduta dal march.
Al Campori sono
Giuseppe Campori di Modena.
gratissimo
la
cui
ha
inviato
gentilezzae premura
con
me
ne
per
copia.
288
LETTERE.
potessiincontrar qualche
col fatto,
se
dimostrargliele
commodo.
suo
al
rapporto
mio,
tiene
figlio
mio
per
Ho
di
di
Cavalieri
in tutta
pieno
portato le
di
la
la
quiete V
e
le
graziamen
rin-
alla Dama
tutti m'
imposero
cordialità. Mi
maggiore
Dev.n"°
animo
che
moglie
grazie
sue
gratitudinee
diligenza
sua
complimenti
Bollani,e
con
la
mia
i suoi
mezzo
Casa
concambiare
creda
che
assicuro
quello parimenti di
e
avanza
e
Le
di amicizia
aff.™"
obbl.™''
Giovanni
per
servirla
Pindemonte.
XXIV.
Al
Sig. Pietro
Sono
ad
da
una
Dalla
sua
stato
car.""^
e
sua
più
onde
Non
14
verso
distinte
occasione
debitore
di
1795.
risposta
ho
non
qualche giorno fuori
decorso
sempre
più
gentilezzanel favorirmi,e
premura
le
i8 Marzo
stimar."'"
qualche tempo
essere
bontà
Venezia
al qual debito
gentil.™*,
sua
per
medesimo.
mio
grazie,e
la prego
che
di città.
rilevo la
sua
Io gliene
figlio.
protestarlecol
sapreidi
la
a
tese
cor-
rendo
somministrarmi
fatto la
altro
plito
sup-
mia
incomodarla
tudine.
gratise
289
LETTERE.
di
continuare
la
attenzione
più generosa
al figlio.
Intanto portandolei complimentidi mia
moglie e della famiglia Bollani col desiderio di
non
se
riverirla nel futuro
di amicizia
estate,
di
pieno
e
obblighie
le protesto
me
Obbl.""® afiF.»"per servirla
Giovanni
Pindemontb.
XXV.
Al
medesimo.
Venezia
Sig.Pietro
io le sia
Quanto
attenzioni
mio
verso
diligenzanel
converrebbe
darmi
che
più
porto
*
in
di
molto
stimat.™°
del
frequenti
nuove
vedesse
il
sia
quanto
conosco
core
che confido
estate
venturo
compagnia di
mia
fatto la mia
costante
medesimo
esserne
per
in
lei,e
ragionevole la
tutto
verrò
moglie
desidero
che
a
Buon-
desidera
sona.
per-
incontri di manifestarle
e
gratitudine,
con
vera
stima
ed
le dichiaro
Obbl.m°
Giovanni
1
cortesi
in
conoscerla,e potrò ringraziarla
Intanto
me
Aprile 1795.
obbligatoper le sue
e
figlio,
per la sua
mi
confidenza. Nel
mia
e
Io 1' assicuro
persuaso.
sempre
cariss.™°
iS
del CollegioS.
Villeggiatura
Pindemonte.
aff.«n°amico
Pindemonte.
Carlo.
19
col
fetto
af-
LETTERE,
290
XXVI.
Al
medesimo.
Venezia
le
Sempre più
attenzioni ch'ella
si
la mia
E
apra
obbligato delle
sono
usa
a
occasione
mio
Dio
Ho
i loro
che
fatto
le
al neonato
bene.
cavalieri
Bollani,i
complimenti.Mia
distintamente,ed
la riverisce
me
quale,e
grazieai
sue
quali mi impongono
stima
alla
Signore ogni
portate le
pure
desidero
e
figlio,
lei il somministrarmela.
a
signora Nuora,
da
auguro
continue
pel felice parto
congratulazioni
le mie
sua
1795.
comprovarle col
onde
Tocca
gratitudine.
avanzo
della
Ottobre
Sig. Piiitro,
Car.™"
mi
i
io
glie
mo-
fettuosa
af-
con
riprolesto
aff.mo
Obb.™°
Giovanni
cord.m"
amico
Pindemonte.
XXVII.
medesimo.
Al
Venezia
Sig.Pietro
Sono
al
qual
Dicembre
1795.
Stimat.™"
debitore
mio
17
debito
di
a
risposta
io
non
ho
tre
gentilissime
sue,
potuto finora
sup-
29
LETTERE.
plire per
della
giorno
la
il medesimo
è molto
ieri da
rilevato
la
nella
a
continuare, onde
che
non
in
sia
vi
così
sua
sua
con
vera
e
Dio
stima
era
si
debba
rimetta,
dere
intraprencosì
motivo
un
per
prego
successive
nelle
eh' io
so
dendo
succe-
La
figlio.
norma
fervidi
pregandola
e
famiglia,
dei
gli
andava
voglia eh' egli
bisogno
i miei
diligenza,
moglie
ghezza
lun-
questa
viaggio.
rinnovo
degna
veramente
ragguagliarmi
che
mio
detto
rigida stagione, e
un
affliggente,
Le
ciò
prender
determinazioni.
mie
e
del
malattia
fosse
Sig. Superiore
nel
premura
di tutto
esattezza
tanta
con
cortese
sua
che
ringrazio però quanto
la
Io
qualche
dispiacereche
mio
sommo
febbre.
della
posso
di codesto
lettera
dotto
pro-
qualche apprensione.
darmi
a
una
con
figlio,il quale
e
un
Ora, grazia
Vorrei
incomodato,
ha
per
il letto.
e
mio
è
che
tempo
tornata
e
obbligato
camera
di
anco
incomincia
ho
ha
mi
che
perfettamente ristabilito.
sono
Ancor
mi
da
incomodato
coscia,
una
febbre, e
guardar
a
io
ancor
resipoloso in
eritema
Dio,
stato
essere
1
le
porto
fratelli Bollani
e
ringraziamenti
de' miei
i
gratitudine me
Obb."'°
Giovanni
rispetti alla
complimenti
miei
e
le
aff."»"
della
suoi
di mia
amici,
professo
suo
sempre
Pindemonte.
e
LETTERE.
292
XXVIII.
Al
medesimo.
25
Venezia
Stimat.™"
Sig. Pietro
Accuso
è
un
la
diligenza,e
Io la
sua
gentilissima
tratto
nuovo
un
quanto
ho
ella,e
onde
il
portate le
io
sono
pieno
dero
desi-
e
obbligo
a
riguardoal
fanno
i Cavalieri
con
sua
dine.
gratitu-
posso,
il mio
Sig. Vincenzo
e
e
grazie,m' impongono
sue
distintamente,ed
tutto
so
quale
della
mia
della
mostrare
moglie
5 corrente, la
gentilezzae
sua
motivo
nuovo
Luigino.Mia
mio
della
1
ringrazio quanto
occasioni
1796.
Febraio
Bollani,cui
di riverirla
dovere
e
con
l' animo
Obb.m"
Giovanni
AfF.™" per
servirla
Pindemonte.
XXIX.
Al
medesimo.
Venezia
Sig. Pietro
sua
Aprile 1796.
Car.""»
Sempre più si
cortese
ao
accrescono
diligenzanel
i miei
doveri
per
rintracciare soventemente
la
LETTERE.
294
saprei corlìe
ho
seco
mi
si
esprimerlele prime obbligazioni che
Desidererei
contratte.
aprisseoccasione
gratitudine.Tocca
ciò
la prego
caldamente.
lo
complimenti, e
ed
io
Moglie
affetto mi
Obb.ni"
le fa
i Cavalieri
fanno
ed
stima
ogni
con
la
mia
somministrarmela,
Mia
stesso
che
manifestarle
onde
lei il
a
ardentemente
suoi
Bollani
riprotesto
aff."!" per
Giovanni
i
di
e
servirla
Pindemonte.
XXXI.
A.
G.
B.
De
Velo.
Vicenza.
—
Venezia
Amico
Non
Voi?
Sono
poeta, r
mio
per
vostra
altro
un
povero
certo
che
di
non
Poetino.
mio
raccomandare
A
il celebre
benefico,il
uomo
mio
nella
mia,
amabile
cordialmente
degno
amico,
Giov.\NNi
Edita
Galeazzi
amico
colto
vorrà
di vivere
p. 61.
nella
Voi
come
Amico
vete
vi-
vero
Pindemonte.
nell'opuscolo, Testimonianze epistolariecc.
1808,
che
meglio
v' abbraccio.
Obblig. AfF.
•
chi
in
il
letterato,
riguardo proteggerlo.Certo
memoria,
1796.
dileltiss.«"°.
e
dispensarmi
posso
Vicenza
a
cariss.""
Maggio
31
'
via,
Pa-
295
LETTERE.
XXXII.
Al
Giuseppe
dott.
Gastaldi.
Vicenza.
—
8
Venezia
cariss"»".
Dottor
ancora
non
mi
nella convalescenza,
era
lo
permesso
e
così debole
scrivere.
confessovi
schiettamente
errai,e
In
—
il mio
che
seguito
peccato,
che ebbi, forse la,
farragginedi gratulatorie
Nella
lasciai d'
un
lettera 24 dello scorso,
ricevei la vostra
Quando
ero
1796.
Dicembre
occhio, ed
così
m' andò
però
mia
fossi
vi confesso
ve
con
mi
sonetti
aveva
composti
veduto
forse la
sua
dell' armi.
delle
uno
Musa
mi
comuni
di morire.
fatto
per
del
sarà
e
viva
posso.
disgrazie.Ma,
io ho
Salutate
nostro
digiosa
pro-
in vita
tenne
amato
Berlendis.
tra
guarigione se
faceto
stata
più
so
lusingare che
la mia
stano
re-
sioni,
espres-
la
malgrado queste,
che
Mi
sulla
risento
ne
miracolo
un
il vero,
sentimenti
vostri
amore
vostre
ringrazio quanto
parte
a
vostro
perdono.
le cortesi
mente
ne
di rivivere
Persona
chiedo
guarigione.Io
quasi
meglio
del
ne
ve
cari
me
e
gratitudine,
perchè
Io
fisse in
i per
Il cielo
cangiato appartamento
prezioso monumento
smarrito.
e
avendo
i molti
ne
amico;
impedita dal
rebbe
sama
tumulto
?.g6
Il
LETTERE.
Gennaro
giorno 4
produzione
del
Amatemi,
e
in iscena
andrà
una
nuova
Luigi Millo.
nostro
credetemi
qualsono
Obb™°
l'animo
tutto
con
Amico
afF.raocord.™°
Giovanni
Pindemonte.
XXXIII.
Vittoria
A
Widmann
Pindemonte.
Piacenza
Car.™»
La
delle
ed
della
data
da
vi
presente
il
significa
corrente
cui vi scrivo vi mostra
da
1'altr'jerison
della
cara
Sorella,e
termine
qui
cui
in
voi i
mi
cordiali
respettivi
staccherò
di
8bre, perchè non
qui
fare almeno
qui se non
vogliono
triduo
un
il dì dell' arrivo,e
a
saluti
il mio
cavallo. Potete
di rivedere
Colà
mi
fermerò
e
due
o
tre
contando
non
giorniad
la mia
riabbracciare
tre
di
verso
partiresenza
immaginarvi se
di
lei
complimenti.Non
posdomani giorno 2
completo
Modena, perchèviaggiocon
di
e
lasciarmi
ci metterò
sono
gnia
compa-
dell' ottima
famiglia.E quellae questa m'impongono
il
e
anno,
quelloa
indirizzato. Sino
mia
1802.
Consorte
occupazionidel
nostre
luogo
Amat™*
30 Settembre
andare
timonella
ziente
impa-
sono
i cari
giorni,sicché
ed
figli.
conto
a
297
LETTERE.
a
presso
di
poco
È
giorno più,giorno meno.
che
siate istruita,
caso
le
in tutte
quale
le
pilicalde
a
io
che
di Ottobre
di ciò
sinuazion
in-
seguire le
scrittavi da
mia
la
Milano,
giungo
partivi riconfermo, e v'agstate
esortazioni. Salutate tutti,
della mia
sicura
ed amatemi
sana,
sue
bene
vi risolviate
dell' ultima
ai
circa
casa
a
essere
più sincera
rispondenza.
cor-
Addio.
Il vostro
afF."»" Marito
»
XXXIV.
Alla
medesima.
Car."»'» ed
Giunto
Consorte
Amat.™'
in
Verona
car.rha
vostra
formar
presentemente
5
l' altr' jeri ho
corrente,
alla
bene
mia
un
1
gitain Milano,
Questa
37) sono
e
mese,
e
le
custodite
sei
altre
dalla
quale
la
trovata
m' affretto di
risposta.
Quantunque sia mancato
del Capo Comico
morte
della
180?.
Italiana 14 Febraìo
Verona
io
motivo
a
il
sono
giorni.Ebbi
lettere alia
dell' improvvisa
principale
oggetto
stato
colà
molta
negliultimi giorni
moglie (tranne
famiglia Pindemonte.
la
36
e
298
LETTERE.
di
mia
la
mia
dimora
si
ella
la consolazione
sorella
cara
casino
al mio
e
colà
di
Isotta, la quale
Pantalone,
trattenne
Pavia
di
m'impose
in
recarvi
mia
mensa,
Lunedì
scorso
Nel
Momina.
La
sabbato.
i suoi
timo
ot-
con
Isotta
stessa
cordiali
seguente
sus-
nendomi
tratte-
e,
Brescia, qui giunsi
del
sera
meco
adattata
Verona,
partii per
il venerdì
viaggio la
la
aver
si è
parca
giorni.
trovar
a
io
giovedì
alla
e
dieci
meco
partì per
di
saluti
e
teneri
che
mi
date
che
non
abbracci.
Vi
ringrazio molto
de' cari
figli,poiché
lor
ricevo
ma
di
sia
Carlino
Vi
ebbi
non
del
dice
non
la
che
v' ha
nulla
Console
e
Salutate
Voi,
fa
e
mìa
alcun
credetemi
qualche
ho
scritto
leggero
siate
che
commissione
è
nuove
tempo
a
risposta. Godo
stato
grato
son
io
Io
lettere.
delle
un'
altra
Convocazione
di certo.
l'incomodo
che
disposta
volta.
darmi
a
Così
mi
alcuna
sarà
Si vocifera
lano,
Mi-
breve.
e
data
avermene
da
Luigino
in
in
che
qualserete
compen-
aprile, ma
la venuta
Si
questa.
del
non
Primo
Presidente.
Ippolito, e
tutti
i
nostri.
Guardatevi
cara,
dalla
rigida stagione,
male,
anzi
giova; conservatevi, amatemi,
gradendo
un
cordiale
che
a
me
non
abbraccio, Addio.
Il
vostro
aff."i°
299
LETTERE.
XXXV.
medesima.
Alla
i6 Novembre
Milano
Car.""*
ed
Sabbaio
la
tre
mio
da
Pavia.
generazioni femminine,
cioè mia
la
e
fu felicissimo
ad
Ho
rella,
so-
piccolaAngiolina, tutte
Le
stato.
ho
nell'andata, ed
picciolmio
per
viaggio
pioggia che mi
passatique' tre
della
onta
e
t' inviano
due
prime
cordialità. Il
mille
mezzo
ritornalo
sono
Momina,
in ottimo
tre
Consorte.
atnat.™*
scorso
le
trovale
1803.
pagnò
accom-
giorni
ottimamente.
voleva
Appunto quella parola rattristanti
che
stati costretti ad
siamo
straordinari
puoi figurarecon
qual
ho
non
noi
Ma
essere
sperare
il governo
Sapevo
si
e
che
stato
sono
Ti
guerra.
al Consiglio
V
per
mio
che
dai
l'anno
mi
contenterei
Oh
voto.
i carnefici
l' imposta ordinaria.
persuaso,
della
spese
animo
niegareil
potuto
ci fanno
Ora
a
io
il dover
cosa
sei denari d'imposta
impor
imperiosa necessità così
medesimo, considerate le circostanze,
quel giorno.
esige,ed
le
per
dire
di
è pur
medesimi!
se
conti che
venturo
Ma
che
io
presenterà
potremo
non
restasse
dura
ne
bassare
risono
la medesima
Ippolitoera partito.Desidero che colà
trovi bene, dei che dubito. Io mi troverei certo
LETTERE,
300
meglio
che
fossi
tavola,se
a
di
Il
che
aff.mo
tuo
resta
saluti,ed
assicurarti
cordialmente
abbracciandoti
mi
non
commissioni
le solite
rinnovarti
Altro
casa.
a
sono
Marito
XXXVI.
medesima.
Alla
Milano
ed
Car.m'^
io mi
Sebbene
tenermi
dalla
è stata
ch'io
mi
alle
di
tue.
che
mia
bene,
trovo
ancora
Le
car.ma.
te.
Ho
Ho
vogliono
ti
affetto,
tutto
'
son
che
sia breve.
tue
e
spero
udienza.
grato
tua
o
desidero
che
sei
tuo,
sempre
parola io
una
sia lo stesso
conforme
Luigino
in
persone
anticamera
t' assicuro
Dunque
del
saranno
In
mi
corrente
27
è ottima.
lettera da
avuto
cinque
e
lettere,
questa
delle
moltiplicità
mi
nuove
salute
La
d' inter-
potuto dedurre
avrai
passate mie
costringe.La
vi
mi
presenti.La
compiaccia moltissimo
delle
lunghezza
cure
Consorte
scrivendo,lo
teco
volta conviene
mie
amat."»*^
1803
Novembre
30
del mio
e
ti abbraccio
Il
tuo
con
l'animo.
L'autografo è nella Bibl. Cora,
Àlbrizzi ).
di
aft"°
Verona
Marito.'
denza
(Corrispon-
302
LETTERE.
Io
vorrei
la
teco,
esser
alcune
ma
altre
per
piaceredi presto
ragioni recondite,e per
temute
ringraziodelle
Godo
figli.
il tuo
il
aver
per
conseguenze
Ti
cari
prima
che
non
buone
tu
affetto ed
rarmi
deside-
cosa
mi
che
nuove
la
te
so
Mi
passi bene.
assicurati
che
dai dei
tinua
con-
doti
abbraccian-
sono
11
tuo
aff.n"° Marito
"
XXXVIII.
medesima.
Alla
Milano
Car.™a
Martedì
durò
e
ed
io
le
le
giorno
12.
dovetti
abbigliarmiper
Vice-Presidente
cena,
che
susseguente
due
ore
levai
'
la gran
a
ottocento
mezzo
dal letto mezz'
è
nella
B.
leggerle,perchè
dopo
C.
seconda
del
alle 3
dopo
della
non
mezzo
di Verona
del
tua
car.ma
persone.
giorno, e
alle otto,
casa
festa
spedire le
ora
a
che
pranzo
stetti fino
ove
conveniva
L'autografo
di
anco
approfittando
diede
dopo
gran
qualila
tempo
appena
Melzi,
la mezzanotte,
un
sera, ritornai
lettere,tra
Ebbi
ad
ero
fino alle 7 della
trovai
1804.
Consorte.
amat.™»
scorso
i8 Kebraio
magnifica
Il mercoledì
lettere
più
almeno
tardi. Io
giorno, e
in
(autografoteca).
LETTERE.
quel giorno
di
il
avevo
di
scrivere
linee
a
Ecco
mercoledì
il motivo
scorso
te, ed al Glorio.
Sono
sia
salute
tua
abbia
ti
teatro, che
stato
fermai
più
volta
fino
alle
volentieri
in
lo
motivo,
di
al
ora
stesso
fermerò
fino
Godo
del
da
sola
è
la
che
per
la
Dio
al
la
che
tu
volta
domenica,
vi
ella
è
vado
io
andrò,
e
ciò
e
dell' ultimo
mercè
manga
ri-
veglione ci
mezzanotte,
sera
al
che
e
genio, perché
trattandosi
che
lo
che
popolare
pieno,
scorsa
la
dopo
Questa
nana.
carnovale, e
vale
Carno-
qualche
veglione,
tre
compiacenza
per
vada
tu
piaccia quando
una
del
festa
che
po-
dinario
straor-
contentissimo
son
che
e
qualche
mi
e
qualche piacere nella
gnoccolaresca,
sono
giorno
ultimo
non
a
pieno di allegrezza
buona,
trovato
limitai
Sebbene
supplisco in oggi, qui
quali
cui
per
mi
e
casa
le
qualche suggezione, tra
Consiglier Carlolti.
potei
in mia
picciolpranzetto
un
anco
persone
3O5
e
per
giorno
finita,mi
giorno
a
buono
Luigino,
dei
stato
Ho
figli.
differisco
ma
tere
let-
avuto
rispondergli in
a
Quaresima.
I
Se
verrà
il nostro
Addio,
al
con
povero
tutto
retribuisco
Piero,
il
alloggiato
core
le loro
un
a
sarà
tutti,e
a
abbraccio.
Il tuo
ben
nuto.
ve-
singolarmente
cordialità,ed
cordiale
il
aff.™°
te
poi
Addio.
Marito.
do
?2
LETTERE.
Od.
XXXIX.
•
medesima.
Alla
Milano
Ti
amat.™*
ed
Car.ma
sì diffusa
e
sì
Oggi
seduta
e
mia
La
godo
lunga
salute
infinitamente
bella
sarebbe
che
linee. Avrai
straordinaria di sabbato.
lunghissimo,perchè
sarà
non
pure
rispostocon
sole
due
a
nella mia
sentito il motivo
abbia
mi
lettera
cara
1804.
Febraio
Consorte,
assai grato che
sono
32
e
duta,
se-
importante.
ad
continua
sia
che
perfetta,e
esser
la
uguale
dovessi
non
v' è
Oh
tua.
Ja
interesse
prendere
alla medesima.
A
solo mi
sono
perchè i
tuoi. Fui
miei
però
pergolo in
pranzai
non
vederlo
a
una
fuori
mattina.
bucefali
casa,
di
Oggi
ho
uscirò
mie
a
nuove.
ti
pranzo
da
l'ultimo
dove
restai
anco
e
sempre
a
casa,
lo
con
a
tanta
stare
all'ultimo
guerra
finita,
fui
corso,
al
corso,
come
giorno
da
i
un
Io
cena.
a
tutti
macca
mercoledì,in
scorso
l'ultimo
scrissi,
incominciato
a
Non
sono
questi ultimi giorni,dopo
diedi,come
stato, ed
fino
trattenuto
cioè fino alle 7 della
cui
vale.
mercè, il Carno-
qui è terminato,la Dio
due veglionisoli io sono
Ancor
mio
in
pranzetto.
casa,
ne
frequenza.Eccoti
più
le
LETTERE.
La
Ti
recite. In questo
tuoi
giorni di
ti sei
te
mia
vecchietti,
all'ottimo
la
ho
e
degli
de' divertiment
di
me
e
cordialità,
mente
singolar-
Guglielmino.Io
maggior tenerezza,
a
contento.
usato
parlo solo
cara;
scrivo
moderazione.
con
capitale
tutti le loro
a
io
Sono
ca-
per
informato
divertita. Io pure
anco
Restituisco
ordinario
Carnovale.
di questa gran
Siamo
figlisarà
m' abbi
gratissimoche
son
ultimi
Per
di lettere dai
mancanza
gion delle
Luigino.
3O5
di
sono
abbraccio
te con
core
11 tuo
aff.™" Marito.
XL.
Alla
medesima.
Milano
Car."*
Di
bene.
amat."»»
salute io
Le
in
che
in grande, e
mi
e
Oltre al
che
piacerdi vederti,
la noia
non
di questo
vedo
gran
r aria nativa.
a
casa
PlNDEMONTE.
per
umore
tengono
l'ora
di
Ci
quelle
molto
di
venire
è il capo
calderone
lo
lieto.
stare
a
a
casa.
principale,
ancora
mi
vien fatto sperare
Pasqua. Dio
poco
ancor
annoiatissimo
sono
Milano,
che
di
benissimo, ma
piccolonon
ti dirò
più
sto
1804.
Consorte,
del mondo
cose
del mondo
Di
ed
39 Febraio
fa desiderare
di
voglia.
20
sere
es-
306
LETTERE.
Mi
e
fa gran
che
piacereil
il freddo
custodia
della
delle
sentirti in buona
salute,
t' incomodi, mediante
non
tua
cara
persona.
Avrai
I'esatta
taggio
però il van-
belle
si
non
giornate,le quali aver
senza
freddo,e così i tuoi giri in legno
possono
ti riusciran più giocondi
L'
imposta predialedi quest'anno
decretata. Ciò
Non
di che
ancor
ci ritiene
qui tutto questo
de' possidentiè vole.
pessimo umore
ragioneè minore
quello de' Legislatori.
Figurati
Il
tempo.
è
norj
appunto
trovasi
umor
chi
in
accoppia queste
se
due
qualità.
Ti
gratissimodelle
sono
Io
figli.
nostri
mi
lusingo di
Luigino avendogli io
Addio,
tutti,ed
a
mia
te
ottime
presto lettere da
aver
scritto da
poco.
gioia,retribuisco
invio
col
cuore
de' cari
nuove
i buoni
ufficjdi
affettuoso
un
e
diale
cor-
abbraccio.
Il tuo
aff.mo
Marito.
XLI.
Alla
medesima.
Milano
Car.™'* ed
Che
a
mettere
cosa
amat.'"'^
posso
in dubbio
7 Marzo
18.^4.
Consorte,
mia
dirti,
ancora
cara?
il nostro
Ora
si comincia
discioglimento
3oj
LETTERE.
Che
Pasqua.
per
dire.
mio
che
Solo
umore
eh' io
de'
verità
felice
un
oh
mondo!
Un'
oh
altra
mi
tutto
assicurò
che
di
Non
ho
che
è
che
so
fare
mene
spogliar-
;
Siccome
si esclama:
innanzi.
mio
un
stato
a
Egli
Turino.
più
finiranno
faccende
queste
ancor
diavolo
ma
brutto
di
è che
noi
sarà
abbiamo
non
rovinoso
meno
dovrà
alla costanza
che
avvertirò
venuta
te
le
commissioni.
una
tue
ne
salute
abbracciandoti
ad
sì,
dipinge. Quel
che
alla fermezza
sarò
quando
subito,onde
Addio,
amarmi
cordialmente
cara,
la
ed
mi
a
tuo
certo
ciò
della
certo
si
C. L
continua
ti
Il
del
che
men
il fulmine
se
ricevere
mia,
singarmi
lu-
è
(rovinoso però sempre)
perfetta come
continua
brutto
rimorsi,e che
ed
dubitare
Non
si
quello che
sarà
gravati
ag-
stato.
rispettoall' imposta prediale.Io voglio
che.il
tarsi
vol-
amico,
molto
sono
peggiore
come
ancora
però
passarsela è quella di
i Piemontesi
in
sai
così
parlato con
garbo,
noi, ed
so
di
Ieri
si tira
e
Il
tu
camicia.
in
restare
so
casa.
a
degli abiti
Dio, è netta,
a
maniera
di
persona
venire
e
lo
te
non
lieto. Ma
si fa
mondo!
indietro.
è
di
temperamento,
che
pensieri quello
camicia, grazie
l'ora
Io
?
questo
non
qualche volta, e
la
è
vedo
non
per
ho
diavolo
a
a
è
credermi
mia
tempo
godere
sima,
perfettisquale
riprotesto
alf.'u° Marito.
308
LETTERE.
XLII.
Alla
medesima.
Milano
Car."»* ed
Questa
Nei
scrivo.
di
ma
perchè
mia,
cara
sarò
in
Stanne
di
oi'a
ho
una
della
che
tutte
il C.
L.
Ho
che
la
sua
potrò averne
a
d'
cercato
non
ora
del
partirò
ventura,
menica,
la do-
o
Maggio.
venturo
le
per
monache.
Venerdì
un' altra
simo
pros-
zione
convoca-
nuovo.
che
egli sta
1'ho
non
e
non
sempre
precipua occupazione è
notizie
curezza,
si-
con
Io
settimana
ad
io
abbracciar
mie.
informarmene,
eh'
intanto
venirci
chiacchiere.
Fino
di sì.
pare
il sabbato
o
vi
se
raccogliere
e
io possa
cose
nulla di
può esser
Rispettoal Pisani,io li dirò
veduto.
che
Cielo
voglia di
pei frati,e
nuovo
si chiude
le
ai 6
o
sicura,son
non
io partirò
posso
gran
vedere
Verona
a
che
so
ti
che
settimana
seguito.Basta,
mercoledì
o
ai 5
cioè
Nulla
di
e
qui martedì
non
ventura
lettera
Per
tranquillamente.
perchè per
e
1' ultima
Voglia il
garantireiperò
vengo,
te,
della
casa.
a
starmene
Non
sia
che
primi
per venire
colà
Consorte.
amat.™*
spero
Aprile 1804.
a5
mai
ho
tuto
po-
in casa,
il bere.
te le
più particolarizzate
Se
darò
bocca.
Ho
avuto
una
lettera nella
scorsa
settimana
di
LETTERE.
310
in
pongono
qualche agitazione.Starà
il
o
il
che
manifesti,e
cento
questilibrai
Moroni
abbiam
nulla
tutto.
mi
ultimamente
Sonzogno
manda
a
disperarmidel
voi il tranquillarmi,
Io vi dirò
scrive
altrettanti
che
Bisesti ;
e
a
ma
che
pose
mi
manda
ne
io né
ne
mi
ricevuto. Ciò
solo
in
i librai
qualche
apprensione.
contento
del
soltanto
che
ogni
V universale
città è
nostra
siate
Capitale.Temo
gran
che
scostumatezza,
naturale,non
la
corrompa
lo
costume,
vostro
che
e
che
ad
dida
can-
sarebbe
danno.
gran
Io
sanissimo
sono
lontano
da'
e
pericoli,
battesimale
della
conservando
elezione
Istituto io vi dirò
che
è
ciarlataneria
chi
di
vivere
intatta la stola
non
de' membri
fecemi
fatta la relazione
esser
nulla
contentissimo
nella
provincia.
Rispetto alla
Doveva
e
e
innocenza, nello squallore
della
solitudine
esser
siate in salute
soggiorno della
purità del
La
che
moltissimo
Godo
alla
moda,
del Nazionale
meraviglia.
gran
colla
ed
prima
oggi
è ciarlatano. Io vi
non
scelta.
isperi
non
a
consiglio
risparmiarela vostra, benché
bile,e
giustissima,
riprendereil mio partito,cioè a rappresentare in
cose
di simil
che
fatta
quella di
Sebbene
le correzioni
vostre
la parte
di
crito
Demo-
Eraclito.
forse avrò
osservate,
mia
più presto
non
ragion
saranno
questo
verso
gratitudine
d' inquietarmiperchè
appuntino da'
nulla
di voi. Vi
positori
com-
toglieall'immensa
ringrazio quanto
LETTERE.
SO
e
soprastarmiin ciò
di questa
lettera.
Vi
a
prego
che
salutarmi
al
Leopoldo, ed
buon
abbraccio,amatemi,
Iterum
mio
p.
fratello mi
s.
Mi
compiacimento
vita del Guarino.
e
credetemi
e
aff.""" vero
vostro
amico
Pindemonte.
impone
di salutarvi,
dimenticavo
di
della
beli' opera
vostra
Essa, in luogo
pedantesca^sarà
molto
a
graditeun
caro;
Nane
P. S. Mio
all' ottima
me
per
Addio,
Il
favorirmi,e
a
il precipuoargomento
cose
tutti.
I I
qualche pericolo
possa
forma
ed
gli amici
cordiale
se
mille
dir
Massimiliana
nostra
continuare
a
ad avvertirmi
tutto
sopra
vi prego
e
posso,
3
il
significarvi
d'esser
utile
e
della
iosa
no-
cosa
daglieruditi
'
reputalissima.
XLIV.
Al
medesimo.
Verona
Eccomi
ad
di quella libertà
approfittare
generositàmi
'
nella
nel
del secolo
e
Biblioteca
voi:
XVII.
Lettere
di scrivervi. Io
date
L'autografo di questa
fattane
Agosto r8o4.
io
C.
A.
tanta
Italiana
Civica
e
della
di
Trento.
i83ò. p.
con
sono
ne
lettera
La
inedite di quaranta
(Milano, Bravetta
incompiuta.
seguente
ve
che
si
serva
con-
pubblicazione
illustri italiani
173
segg.
)è
retta
scor-
3
I 2
LETTERE.
gratissimo,e
io per
parsimonia,non
con
prolissosnocciolatore
natura
Vi
userò
ne
notizie che
ringraziodelle
rispettoal Sonzogno.
Farmi
e le
giuntii manifesti,
Desidererei
andasser
bene,
che tutti
del
mio
fatti
Pur
secreto,
ascrivo
a
più
chi
mia
dotto
e
e
più
di
far sì che
posto
almeno
un' esatta
Desidero
de' membri
e
ciò
onor
compreso
Sto
La
molti
sono
tremodo
ol-
vi prego
vostro
nostico
pro-
volume
sia
corrige.
la
che
elezione
mostruosa
annullata
venga
perch'io speri di
giammai.
il quarto
è delicato
calda
il
ogni
dell' Italia,
npn
lavorando
soggetto
e
anch' io
Vi
compositoriverificato,
dell'Istituto Nazionale
per
esservi
errata
tore
corret-
un
fatiche;e
fine di
al
perciò che
è
me.
vedeste
de'
ignoranza
per
1' avere
tante
negligenza
naturale
mia
Egli
di
letterato
qualor
posso,
la
per
singoiar fortuna
sulla
a
manoscritti,sebbene
errori.
degli
saran
so
tate
dubi-
trui
degli al-
ch'io
forse ancora,
sa
riconoscente
quanto
egli al
Non
ristringasi.
ripassati
più volte, e
corsi
uomo
eh'
sensato
ne' miei
anco
impazienza, e,
mia,
qui
scarse.
del buon
sicuro
pografic
ti-
Sono
sono
non
gli affari
siate
e
avete
parlo mai.
non
troppo
me
basta.
me
molto
trovo
e
mi
il commercio
associazioni
sopradetto commercio
solo
da
però
a
di lettere.
confidate
che
ciò
proseguisca,e
essendo
e
del
atto
difficile.Non
stagione ancora
disturbi domestici
che
so
a
non
Cianippo.
come
Il
vi riuscirò.
nemicissima,
me
mi
lascian
del
LKTTERE.
mi
riposatoe tranquillo,
r animo
tutto
3
t
3
molto
tanno
di
far fiasco.
giunto
Ippolito,mio fratello,
temer
dalle
in città
sera
vi
Valle-policella,
della
delizie
Mosconiane
ier
saluta.
Mille
così
voi, morigeratissimogiovane,
schivo
delle
vecchie,
mille
sommamente
brutte
son
son
e
Massimiliana, a Leopoldo,
alla
me
tutti. A
agli amici
e
per
cose
donne, quando
ringraziamenti,
ciamenti.
proteste di amicizia,e mille cordiali abbrac-
mille
Amico
Obbl.™°
vero
Pindemonte.
Giovanni
XLV.
Vittoria Widmanu
A
Pindemonte.
Milano
Car.'n« ed
Venerdì
de'
bella
però
i
Hai
come
della
son
tu
gnocchi
fatto bene
§k fatica a
'?
che
ad
chiamarla
tutte, non
Capitale.Ma
ti
V abbia
col
sia
che
gnocchi, e
sia divertita in ciò che
pare
1805.
Consorte,
amai.'"»
piacere che
Ho
Febbraio
27
in
Piero
all' opera.
escluse
si
al
va
corso.
col
Non
la credo
queste
per
e
ti
tu
passata assai muffa
Io
sufficiente.
non
giornata del
conseguenza
piace,cioè
povero
andare
la
stata
Mi
giando
man-
Pretino.
far tanta
pessima,
magnifiche qui
l'Opera; il
teatro
LETTERE,
314
perciò bellissimo,e questo
un'
sia stata
però che tu non
pienissimo
era
Non
approvo
al
veglione; potevistarvi
in
nana.
la
prima volta, e
la
mi
vi
veglionevi
andrò
Al
bato
prossimo, che qui
data
magnifica
Ma,
Quaresima
che
più
vedo
confacente
il
il tempo
è
rosi,ed
io
per
cavalli
e
ci
non
de' cavalli
né del cocchiere
Godo
il nostro
Dame
poco,
che
Marioni,
e
perché aggiunga
alle
buone
sue
per
me.
predilettodel
son
non
sia
che
lo
un
mia
con
Luigino
desidero
profitto
ap-
di vita.
genere
vado, giacché non
divertimento,e
questo
ne
quiete della
cocchiere.
tuo
i corsi
ma
bellissimo,
eh' io
la
mio
finisca
che
vedi
sì bene
il
persone
giornate,perchè così
belle
riescon
festa
una
molte
divertimento
tuo
sab-
Alari. Vi
casa
più
pel
ad
1' ora
Tu
amo
pure
giacchéti
i tuoi
né
non
costì facciano
potrai godere
ore
tito.
piuttosto diver-
anco
Carnovale.
ma
poco,
corso,
in
sono
dirti il vero,
a
a
di Carnovale,
giorno
stato
sono
società
mi
questo benedetto
Godo
è P ultimo
una
conoscenza,
fino
stata
volta,cioè
un' altra
fino alle tre, ed essendovi
stato
di mia
da
sera, ed è
trattenuto
piìi.Ieri sera
non
poi andare
e
casa.
e
venerdì
e
oretta
quel giorno 1' ho passato
mangiando i gnocchi solo a
io
ancor
oretta,
sono
mezzanotte,
muffo
sono
un'
Io vi fui appunto
dopo
tre
basta.
e
po'di
Qui
troppo
ho
mi
pure
romo-
gran
sione
pas-
fido molto
favorito
dalle
aggiustinoun
coltura
qualità.Dagli
cenza
compia-
un
e
di
tenero
niere
ma-
braccio
ab-
LETTERE.
e
5
sarà
star
col buon
spero
cordiale
un
I
tinua
compiaciutodella musica. Tu conlute
bene, eh' io pure godo la migliorsa-
Carlino
a
3
di
governo
conservarla;gradisci
credimi
abbraccio,amami, e
Il
sempre
aft'.m" Marito.
tuo
XLVI.
medesima.
Alla
Milano
Car
La
mia
di
poco
salute
di
mal
nulla,stando
faccio
tutta
al corso,
e
ogni
barche
sette
e
di altre nazioni.
e
al
sue
mozzi,
più
Di
più ancora
che
otto
cavalli
dei
al
anco
ronzini,
benché
sero
fos-
vi
piìivi
sei
erano
Cinesi,di Croati,
v'
cordaggi
e
sugli alberi
più
frutto
stato
era
bellissima,con
salivano
e
di
di
stato
co' miei
Di
rirsi
gua-
forse
.
bene,
da
aceto,
e
sono
bene
Turchi,
sarte, i suoi
primo piano
tirata da
di
veramente
guerra
vele,le
andai
si è portato
o
da
di
un
da
Sono
.
da
cosa
ieri,e
Sarà
.
e
sia
zucchero
cinquemilacarrozze.
gran
di
carnovale
di
verità
per
che
spero
momento.
la notte,
Michelangelo
circa
Ma
di acqua,
giorno
veglione
e
alterata
momento
un
già meglio oggi
uso
deir ultimo
è
1805.
Consorte,
gola.
la posca
con
cui
Amat.""*
ed
'na
6 Marzo
una
le
tutte
coi
che
nave
marinari
arrivavano
grandi palazzi.Ed
in
trasfigurati
sue
cavalli
era
marini,
6
3
I
e
i
LETTERE.
vestiti
postiglioni
era
bella
una
vedersi
vate
di
piliche
e
che
in
amico
le
al
il mio
una
la
che
han
non
pon
grandissimefra
la bontà
eziandio
in
carrozze
legno, e
tal
di
che
con
dal
Teatro
a
giorno.A
v' ha
e
consistito
il
mio
posito
pro-
costume
legni dove
fan
in
gittarli
quantità che
benis
in
son
nese
mila-
di gesso
e
sono
talora
faccia
che
lasciar
altrimenti
e
a
si
battaglie
ed
questi sassetti,
conoscenza
convien
perchè
tre,
ore
questi sono
la figura,e
sassetti;e
di loro
di lor
o
benis,
confetti
veri
a
per
stato
ero
ha
tutti i
stare
reciprocamentecerti globetti
ma
confetti,
di
chiamare
e
chiamano
dire
fino
qui
sono
appunto
Non
in
cena
di
ch'
an-
divertirmi
divertimento
nave
di
di
veglione
i
ardentemente
umore.
sappi che
corso
si gettano
vuol
goduti
cercato
veglionefino
nel
maschere
e
ti,
goduti
agro
desidero
mal
gran
barche,
gesso
stufo
Carnovale
di
volta
Corner, e
del
avrei
gli
dicesi
po' il
quel giorno poi
che
Cara
abbia
tu
assicurarti che ho
un
passare
corso,
che
calderone,e
giorno
un' altra
nel
spettacoloda
Capitale?
che
godo
noi
tra
Posso
r ultimo
farmi
ti,
questi così magnifici,perchè
come
Vo.
io
ti assicuro
questo gran
il mio
fuori,cara
uno
qualunque
burla
corsi,e
secco,
in
veramente
scondar.
Fuori
io
ch'era
corso
di
degno
a
tuoi
tuo
Quella
mai
vieni
Che
cosa.
ti, col
cara
Tritoni.
da
han
tutti i galantuomini
o
passano
a
piedi
giù gli specchidelle
gli rompono
par,
dopo
;e
ne
il corso,
sumano
con-
che
3
I
8
LETTERE.
Ieri
un
a
gran
leyrand Ministro
Francese
nel
m'
casino
Dolo,
di averti
di
sciuta
cono-
richiese di
mi
e
dell' Impero
Ambasciatrice
di ricordarsi
del
Tal-
te
e
di salutarti.
impose
mia
La
Esteri
Lucchesini
la bontà
ebbe
di Monsieur
casa
Affari
degli
la marchesa
Prussia
in
pranzo
salute è buona,
costì.
tranquillarmi
che
figurati
Se
sarà
cosa
desidero
ma
stanco
sono
molto
quest'ora,
a
giorniche
nei gran
di
ora
pena
ap-
incominciano.
Saluta
tin
loro
Rosmini
Saluta
P.
sta
occupatinel
i cani
e
i Grandi.
più belle
Abbraccio
cara
del
bene
ed ì\piit-
diavola,
povera
Ippolito,e
pure
comincia
e
ad
uscir
casa.
Tu
case
ringraziala
piccinin
digli che
di
e
mia,
tuo
appartamento,
Mi
pare
della Casa
che
Marioni.
tien lontani
vi sien
Verona
Non
tutti
Luigino, saluto
capisconulla.
sono
e
di te,
1' animo
tutto
con
a
e
L'aff.m°
Marito.
XLVUI.
Alla
medesima.
Milano
Car.»'' ed
Oggi
di
non
amat.™*
sarò
Godo
anticipare.
Maggio 1805.
22
Consorte,
lungo,
assai
non
che
avendo
avuto
sia buona
tempo
la tua
sa-
LETTERE.
Iute,e quella del
è buona,
il caldo
ma
sei
o
ore
qui
è
Mi
la
Se
avresti
alle
al
al
Se
Io
drappa
gual-
una
con
casa,
il
dopo
di
e
cominciare
lo
pranzo,
che
Zanetto,
Salutalo
desidero
e
cordialmente
la
ed
Bettina.
di
non
se
so
questo
dirti
ancora
Perdonami
Canossa.
mi
paese
ed
nulla
attendi
e
libri
della
diligenza rispetto
tua
nell' appartamento
da
te
ora
onorato.
nuove
farai
non
una
t' invidio.
Saluta
mio
que
cin-
starsene
vi
che
sono
le
da
accennate
Glorio.
che
un
sarà
E
insopportabile. Oh
baltibuglio
punto
carte,
Altre
pure
ordinario.
abitato, anzi
me
il
dubito
mie
piedi
a
di
diavola
ragazzo
altro
Non
dormire
iscusato
per
un
venire
guarigione.
sua
vedessi
rispetto
il dover
peso
l' incomodo
povera
tu
un
molestarmi.
a
in
più
mia
9
combinabile!
spiace
perfetta
ad
di
metodo
non
anco
di
desidero
il mio
lo
di
addosso
quanto
comincia
domani
per
La
Luigino.
caro
incomodo
grande
un
nostro
I
3
Ti
gitarella al
giuro
che
farai
Vo
ho
non
molto
più
bene.
altra
sione
pas-
l'agricoltura.
Ippolito e Luigino,
affettuosissimo
e
credimi
col
gradire
abbracciamento
Il tuo
aft"°
Marito
LETTERE.
320
XLIX.
Alla
medesima.
Milano
ed
Car.m^
La
V
superba
e
1' altra,
la
lungo
Dio
Volesse
Non
Ti
é
per
il più mi
un
la descrizione.
che io
esso
e
Mi
grato
Dio!
Qualche
di emicrania.
che
un
Zanetto
Amen,
Amen,
né in bene
né in
la
viste. Ho
che
a
te
scritto
raccomando
a
lui
sole che
e
anco
di
vedranno
di
tue
al
Saluta
Parigi
cosa
le
benissimo.
tutto.
momenti
amico
per
del
si fanno
ma
diverto,
presi tanto
inquietatola
a
mi
poco
bene
stesse
grande
oltremodo
qui
Oggi però sto
di' loro
loro
molto
proposito. Mi
a
delle buone
delle feste che
stampa
Ieri nel circo
Bettina,e
ha
riservo
ragione é intempestivaancora
stanco.
in Verona
1' una
mistero.
ancora
la
poco
Mi
potessidarti
oh
settimana.
Vorrei
veduta
fu
Guglielmino.
mando
in questa
Essa
voglia presto.
la stessa
premura
han
nulla
però significarti
Tutto
Per
son
molti che
il farne
il Cielo
posso
male.
incomoda.
meno
Minorazione
nuove.
essersi
di',per
tu
come
a quelladi Parigi.Troppo
preferirono
sarebbe
bocca, e
ebbi
aria,riesci
magnifica,e
e
1805.
Consorte,
amat.™*
funzione, appunto
rinfrescata
Maggio
29
Luigino, e
savie
e
denti
pru-
Ponzilacqua
a
te
caldamente
in
LETTERE.
Addio,
amami
Vittorietta,
cara
cordiali abbracci
32
1
gradiscii
e
del tuo
Aff.»» Marito.
L.
Alla
medesima.
Milano
Car.™*
ed Amat.™*
Mai
a
Consorte,
più ho
....
mio
combinazioni
che
non
io
mi
vorrei. Di
muore
furia di
a
qui sarà
sono
toccata
persone. Fra
la
per
l due
l Pover'
perdita del quale
! Era
uomo
uomini.
Era
da
qui
il
più
un
onesto
e
avvertimenti
ed
de'
istru:[ione
sulle
corse
alle donne.
Nuova
quellache
sette
ch'io
o
amico
mio,
sua
tempo
e
sciuto
cono-
passioneper
la
libro,'
un
il
di
equestre. Elementi
cavallo
chismo
cateammalato,
ra:{^e de' cavalli
poledri; sul
cavallo
;
sul
mento,
nutri-
militare;
sul
Inglese,e sulla equitazione
convenevole
edizione,tomi due. Milano presso
Giegler,i8o3.
PlNDEAlOUTE.
otto
Scuola
sulle
all'
un
stampato
avea
:
cavalleri:(^a
legioniequestri?•
ed
a
le
pessimo umore.
più amabile degli
molto
per la
Mazzucchelli.
è
Fra
e
afflittissimo,
son
di
stabilito da
Milano
tutto
Federico
cavaliere, e
fortuna
fui
trovo
sulla quale
cavallerizza,
1
al Giorio.
vi
capitale
questa
mi
Ma
qui forse più
queste fu V altr'ieri
giorni che
Verona.
a
e dopo
improvvisa,
morte
il
potessisecondo
arresteranno
gran
noioso
tanto
prima
ciò scrivo
altre delizie di questa
P.
far
se
verrei quanto
desiderio,
alcune
si
Milano
trovato
quanto questa volta e,
me
30
21
322
e
LETTERE.
ogni
girava
giorno
a
occupazione.
Passeggiava
cavallo
quietissimo,
suo
si
da
piegò
senza
proferir
chelli
di
un
È
cavallo.
lentamente
e
lato,
sdrucciolò
parola
spirò.
in
batter
giù
il
dal
conte
d'
tuo
aff.™o
un
occhio
cavallo,
Mazzuc-
Brescia
11
sua
di
sopra
un
Era
nella
morto
marito.
e
APPENDICE
326
APPENDICE.
Io
del Veneto
che
e
antichità,
dal
Europa
delle
è divenuta
cose
al
sventura
di
vere
così
del
esercitò
ed
Provincia,ed in
di
e
ed
di quanto
sia di
Sarò
andrò
e
di
rintracciando
fatti
e
stranieri
coi
altresì ch'io
governo
fatica
per
vana
i libri
a
stampa
e
Dividerò
chi
veneto
e
tanti
fatica,
la veneta
mio
questo
de'
vizj che
mi
venne
perito
di
d'altri
rivolgere
a
i vetusti
istorie,
forma
coloro
del
che
chiaro
dinato
ve-
tarne
riporla
noscono
co-
ignari possono
sono
essendo
Mi
il qui
sarebbe
ne
che
qual-
vole.
ragione-
paragonando.
in due
nella
facili
d'erudizione
le
Costituzione
trattatello
governo
che
pratica
decadenze
per
e
sia,purché
uomo
legge della
sarebbe
si
cose
perderommi
e quellipoi
inutile,
parlerò de' difetti
del
nelle
una
vista
né
pompa
nostrali
e
descrizione,
che
di
lettere,e
moderne
e
presenti e
suppongo
soltanto
quelle
di
medesimo
tintura di
far
antiche
far essi stessi questa
sioni
ses-
di quanto
poiché lungo
conoscitore,
esatta
una
le
il governo
io
essendo
negliincrementi
Repubbliche
da
parte di
gran
per
ascritto
tutte
intese da chi che
essere
governi prolissecomparazioni, né
delle altre
stato
di ciò fu testimonio
qualche
brevissimo,né
mento.
disciogli-
essendo
mesi
ma
politico,
consumato
fornito
lume
più
l'
al-
tal passo
fatale
frattempo a
alla
caduta
de-
pur
a
Aristocratico
sedici
ragione, non
leggi,né
nelle
ridotta
che
delle
oggetto
pienamente informato. Dirò
portata di
a
che
suo
necessariamente
essere
succede
obvie, ed
dotato
colui
conseguenza
deve
udito, e
oggi non
modo
il
corpo
per
d'
scherno; ma
Maggior Consiglio,ed
Senato,
giorno
in questo
quindeci anni, intervenne
del
al
come
detto
la validità
leggi,per
sue
di
zione,
costitu-
ammirabile
sua
vicinissimo
può preveder
Io dirò
sua
la
le
quindecisecoli
vanta
primo splendore per
suo
tutta
ne
che
per
sia
reputatissima,
massime
se
fu sempre
riflessioni sulla decadenza
indagar le cagioni per
di
e
Repubblica
la saviezza
per
che
Governo;
sì famosa
quali una
sue
le mie
adunque d'esporre
penso
e
chiarissimi
esattamente
scrivono.
de-
parti; nella prima
presente
fatto
di
zione
amministrarinvenire
ia
APPENDICE.
istato di
piena
pace,
forza
dell'essere
rovinosi.
nella
mirabilmente
dimostrerò
de' difetti
che
potea
Ella
ad
ogni
qualche
venga
di tempo
frenata
nel
suo
in
naturalmente
Aristocrazia
mai
stata
buona
equità che
in forza
però
potràfar
è
di
e
che
della bontà
sua
è
sua
lungiche
solo
sia
qual
propria
nella veneta
anzi sempre
può
che
modo
ma
ristocrazia,
l'A-
l'Oligarchiasia
verso
non
la
tenda
già
cosa,
nel
dirsi
a
mente
presentemedesimo
lasciando
stare
sia l' oligarchico il pessimo de'
verni,
go-
un
governo
già
in
sebben
della
la
per
l'anarchia,così
parliamo,di
per
Per
di molti
ma
buono,
sempre
governo
è l' eccesso
tendenza
eccesso,
è che
cosa
tendente
e
ogni
dispotismo che
governo
degenerato.
opinione
certa
solido
questo
non
siccome
tanto
aumentossi
respettivosuo
onninamente
per
tendenza
saggi provedimenti inceppata che
e
tendenza
degenerare. Ora
di cui
naturale
questa
piede
al
che
è il governo
non
provvidenze opportunamente
Dsmocrazia
Ma
all'Oligarchia.
con
prese
al
figlia
appunto
certa
una
tardi
o
sconvolta;
e Politici
Giuspubblicisti
varie
presto
sente
pre-
fra' gli antichi
qualora questa
con
sione
preci-
disaminati
di molti
medesimo
se
serle
es-
precipizio.
celebri
respettivo eccesso
tende
tende
al
non
non
nella
ha
tutta
in
calma
maggior
già avremo
solo
che
in tempo
che
più
più
proprio,e quello della
natura
di
non
e
o
della
condotta
tale
una
Repubblica
eccesso,
suo
Monarchia
che
de'
debba
l'Europa
vizj che
abbia
governo
che
era
il Senato
tenne
la Repubblica
se
que' difetti
e
colla
e
che
che
cose
dottrina
eziandio
un
natura
la
comune
Filosofi,
ma
che
de'
e
condur
è
que' vizj
la condotta
evidenza
ad
non
e
costituita,
Esporrò nudamente,
seconda
che
aumentandosi, finalmente
sempre
perturbazione di
e
che
godeva, ma
più
vie
chiaramente
così lacerata,ciò
ancor
stata
perfettach'essa
potevano,
farò veder
e
sostenevasi
327
sua
non
solo
al
quello degenerato
possa
reggersiper
costituzion
proprio
non
può
alcun
cesso
ec-
esser
tempo
primitivaminaccierà
ruina, né agli urti sopravegnenti e straordinarj
resistenza. Che
la
primitivacostituzione
aristocratica
328
APPENDICE.
della
Repubblica
è mestieri
non
con
sia per
veneta
provarlo: imperciocché
secoli
riportata,tante
felicità
terminate, tante
tante
alleanze
esterne
interni
dominio
loro
con
ammirabile
questa
che
trovisi
ragioni,e
chiara
leggitore
di
Nato
que' difetti
che
che
Patria
sui
i miei
Consiglio,
poi
mano
immaginato, ebbi
le
Il M.
che
C.
vi
nel
altri
ad
i
più
di
quella
Nobili
verdi
anni,
nell'età
e
che
della
ciò che
di far molte
volte
mente
ferma
più
nel
che
nella mia
avevo
quali
Repubblica.
Senato, io paragonando ciò
con
apparata
luogo prima
avuto
della
avendo
nella mia
io nutrivo
più
tale go-
un
descrivono
governi
que'
de'
uno
di
dell'amministrazione
occasione
è il fonte
dirama
tutti suoi
di tutti i nobili
non
di
al
gior
Mag-
andavo
fantasia
simo
mede-
meco
meraviglie.
deriva,e si
sono
lo
ed
ascritto,
osservando
mano
che
quali sono,
non
Aristocratico
corpo
solo
per
altissimo
passaticosì
Ma
da
sempre
fuor
veneto
governo
dovrebbero,
gere
potrà scor-
accingo.
contentissimo
meno
credo
qualche prepotenza impunita,non
libri che
concetto
non
vincenti
con-
io medesimo
ho
io mi
governata
rebbe
reste-
molte
nella enumerazione
immediatamente
me
a
lasciava
altra idea del
un
ciò
tal verità
governo
poi
degenerata, e
argomenti. Ma
una
in questo
Signori di Venezia,e
vernamento
esser
efficaci
quin-
Che
Oligarchiaconvertita
lampante
e
in Città suddita
doviziosi
avevo
sia di presente
conciossiachè
alla quale
discoperti,
mia
in
assogge-
bastantemente.
provano
molti
con
di astenermene;
vizj e
lo
bidi
tortanto
tutto
sopra
con
provarsi,e provarlo potreidi leggieri
a
il
lor volontà
e
e
dileguale,
e
fierissime superate,
governate,
scorsi
tra-
valore
con
disciolte,tanti
popolazionidi
costituzione
l'Aristocrazia
ben
lei strette
contentamento
deci secoli di esistenza
gloria ne'
tanta
congiure scoperte
burrasche
sedati,tante
ed ammirabile
sostenute
guerre
contro
acquistato,tante
tite,e
ottima
stessa
se
della
pubblica autorità,la quale
negli altri
delegati.Questo
giunti all'età di 23,
giungono,
ma
che
però
consessi
passano
autorevoli
Corpo composto
gran
e
più
da Lui
di
molti
i
che
venti,si
ancor
riduce
APPENDICE.
le
quasi tutte
forma
e
fare
per
nella
avendo
da
mattine
civile
e
l'alto criminale
la
il lettore
leggieri
anzi
sorpresero,
nostri
conobbi
molta
con
essendo
non
che
dir
a
popolo somiglievoledi
Se
C.
è intenzion
mia,
il mio
soltanto
Si è
i
esso
di 40,
che
poi
i
far
Senatori, i
tutti i
dal M.
C.
rantia
Provincie
lui
laddove
Città, le più minute
leggi il
M.
C.
non
soli sei
Criminale
che
gran
di propor
qualche
corpo
e
vago
stuzzicare
il
corretto.
La
di
nuove
i
vespajo;
seconda
e
forse
non
desima.
me-
legislativa,
tendo
poeleggendo
de'
Consigli
però
gono
picciolireggimenti ven-
le interne
La
mai,
sarebbe
cose,
nel
prima eletti dal Senato,
o
di
ancora
ture
Magistra-
1'elezione
delle
prima prerogativadi
e
ad
se
i tre
la Serenissima
legge
della
la differenza
la facoltà proponente
nuova
di-
essendo
senso,
di X, i Giudici
Consiglieried
formano
a
simi.
mede-
che
abusi
però, avendosi
esercita
a
autorità
distributiva
la
il Senato.
arrogata
(giacché i
sedizioso
intimo
eziandio
tutte
sui
di
la facoltà
C.
giori
Mag-
molto
e
né idoneo
capace,
per
vengono
solo, e
in questo
e
C.
del
numeroso
i dannevoli
il M.
mi
sapienza operato,
somma
sì
da'
era
costituzione,lo
leggi,e
nuove
Comprenderà
stato
spoglio
veneta
di rilevare
emanazione
una
deliberar
cotale
la
Membri
più ragguardevoli
far le
con
maturamente
confermati,
eletti da
della
ciò
solo
40
delegazioninon
corpo
se
Consiglidi
Stato.
Rappresentanti di fuori,con
delle
capi
un
riservato
però
e
potrei farlo
non
scopo
solo
esso
e
che
a
io dovrei
censurar
bentosto
volessi
io
censurar
queste
far da
grandi affari ne'
scutere
punto
vero
delegato il
pubblica quiete e
quale è
del
avvedutezza
ai
della
cura
di
degliInquisitori
Tribunale
il terribile
M.
somma
già
il Giudiziario
Senato,
minuto
però
poliziaal Consigliodi X,
delia
di
e
al
non
s'è
Esso
spogliato,avendo
il Militare
e
criminale
quanto
autorità.
menoma
d'ogni influenza
Politico,1'Economico,
tanto
la
prò
vedremo,
come
ballottazioni,
alcune
riduce
si
giorni festivi,ma
de'
Repubblica
tempo
gran
329
gliere
Consi-
alcun
Capi
della
Qua-
Signoriahanno
)
tacciato
o
di torbido
imprudente
sarebbe
cioè la distributiva
in capo
venisse
che
dal
la esercita
glia
vo-
nale
Tribusem-
APPENDICE.
330
pre
ragunandosi
pluralitàde'
voti
fine tutti i
tal solo
a
eleggendo in ogni sessione
sopradette.I cittadini che
si presentano
e ciò
aspiranti,
prima
il
più
bastando
di
voto
un
più
assai
caso
vi
mesi
tamente
alcuno
sono
due
le loro
raccontare
a
gli individui componenti il
favorevole
lui
o
tre
il
che
i
più
delle
volte
C,
parentie gli amici
mesi
per
eziandio
sulle
ne'
del
fossero
ancora
ha
aspiro
è falsa,e ad
Lo
nelle
od
amico.
una
finalmente
maggior
il
nobile
voti
una
promessa
fanno
tutti
mente
continua-
Broglio,ma
private,ne'
a
il suo
dotti,
ri-
voto
votante,
tutti
della
giorno
di
numero
al
ottenere
Ogni
tutti
a
il lor voto
stesso
case
per
parti-
tutti ad
solo
non
rico,
ca-
relazioni di
le
tutte
rispondono
gliaspiranti,
di sì. Vien
quello che
tale
un
tutti
vincolando
ogni nobile
parente
de' voti
cioè fin dal
implorare
si mantiene.
sol
un
metà
d'ogni aspiranteed assediano
anni
rico,
ca-
favorevole,ed è
della
un
ad
e
pubbliche strade,
lor
C.
incominciano
Teatri, ne' Caffè,ne' Casini
in favore
dieci
ed
M.
dell'elezione
eziandio
spesso
non
un
più aspirantiad
o
ragionidi
M.
del
più
parentela,di amicizia,di obbligo,e
che
rispostaaffermativa,
ad
aspira
sia
abbia
in campo
mettendo
che
nome
dichiarati
son
quella
a
deglianni prima
talvolta
degli anni prima
e
tura
qualche Magistra-
a
ballottazione
al di
che
tali si
che
momento
metà
raro
contrarj.Se poi
molti
nella
riche
ca-
ramente,
succede, egli vi è eletto sicu-
delle volte
che
della
mesi, e
la
con
delle
alcune
si dichiarano
è il cittadino
solo
un
aspirano
Broglio, e
nel
molti
succede
dell' elezione. Se
Io che
e
giornifestivi,
se
bilmente
infalli-
elezione,e
favorevoli
rimane
eletto.
fu
Ora
di
qui
che
tra
le
di
tra
desime
loro
senza
le mie
udii
ragioni che
aspirantied
posto
che
incominciarono
lor
a
dire
a
meraviglie,e
tutti i cittadini
ed
partigiani,
interesse
per
alcuno
disputavano (giacché i primi
modestia)
carico,o
non
della
mai
intesi
tacer
a
prima
a
che
qual-
quelli eziandio
delle
ragioni nae-
potrebbero
per
parhare dei talenti necessaria quel
capacità necessaria
posto onorevole, benché
la
ancora
per
d' autorità
sostenerlo.
S'
udii
rivestito,
era
sem-
il
33
APPENDICE,
pre
parlaredi
con
servigiprestati,qualche
non
mai
di
da
fosse
di
io nelle
considerabile
dell'
basta
gran
Il governo
uve
esser
povero
di
elezioni
queste
dar
principiocosì guardingo, onde
mi
sempre
di
resterà
vecchia
tavasi
del
Nobile
il
era
rise in
più
che
di
uno
abile
il mio
a
di queste
mie
lo era,
non
era
delle
la
rispostadi
e
anzi
si
previa estrazione
nominare
crede
a
con
più degno
trovai
delle
e
il
bile
no-
cino.
vi-
delle
suo
nelle
renti
concor-
la
più abile
Ma
derando
consi-
vedere
a
se
di chiarirmi
che
ogni cittadino
tocca
in coscienza
tutti
spalle,né più
la
legge.Leggendo
balle dorate
egli
siamo
onde
modo
gioni
ra-
rente,
concor-
de' due
conobbi
scritto che
qualche carico,deve
il
del
parla,
lumi
cercando
e
un
sedeva
Lui
a
quale
espressamente
trovai
io
meraviglie feci parola.
in contraddizion
elezioni
C
vicino
non
fosse difetto di costituzione
questo
la
meraviglia,e
quella Provincia,ed
di ciò
medesimo,
me
fui sul
non
mia
egualmente capaci.Io mi strinsi
alcuno
e
mero
nu-
il vero
la
M.
vicino
governare
disse:
maggior
a
questi governi, e dispu-
altro
un
colui
Confesso
e di quelle
ballottavasi,
viso,e mi
fra
che
vicino,ed
in
tici,
poli-
eletto
sorpresero,
caso
sempre
lumi
sempre
cencioso.
e
memoria
ad
io addimandai
ed
di tutto
tale
un
il mio
tra
fìssa nella
medesimo;
di
intendere
ad
celare
data, a cui per
Ballottavasi
per
menzione
vidi
mi
poco
pio
esem-
si fa il
profìttomolli
far
pezzente
non
pacità,
ca-
simo,
importantis-
eletto al
sommo
mai
meglio degli altri
di
ma
quel carico delle quali fui
a
udii
de' nobili d'esser
che
lucroso,
cagione d'
posto
un
essere
d'esperienzagovernativa,e
seppe
ma
parlare di
sempre
per
parmi
per
concorrenze
gliaspiranti)non
o
con
il posto
dell' Arcipelago, dove
passe,
spettatore (giacché essendo
mi
animo,
prole affamata, di fìglienubili
mai.
non
Zante, Isola
pure
che
acquistato
di
bontà
talenti. S'era
numerosa
di talenti
commercio
gran
che
di
volta
merito
collocare,di contratti debiti,di miserie,di stenti:
del
son
Famiglia,di
importante,udii
ancora
bisogni,di
e
ed
di
capacità e
quantunque
sommi
convenienze
1
la
nominar
sostenerlo.
al
suetudine
con-
i capitolari
quale
voce
di
quello
Trovan-
APPENDICE.
332
domi
poi
Podestà
di
Io
Monselice,
farmi
della
in
veste
s' io il
egli freddamente
Servolo.
San
in Venezia
nulla
si
l' esecuzion
elezioni
che
ragione che
alla
che
Ma
l' esser
più
ai
dal
talenti;
Venezia
delle
camere
si dichiara
raduna
in
del
si fanno
non
Senato,
del
stola,ed
ch'essi
letti
che
ConsiglioX,
della
a
quel
ballottati dal corpo
e
sua
medesimo
numero
i
i
si ballottano
mandati
hanno
tal
dal
dalle
M.
qui
vincia.
Pro-
palese
Reggimenti
del
C. si
M.
il corpo
simo
mede-
a
ed
poco,
cuni
al-
il diritto cioè i Consiglieri,
Criminale
dell'aurea
gittanoin
scritti i nomi
un
di coloro
reggimento. Questi vengono
dello
al corpo
tali
Censori, i Cavalieri
quali son
di voti rimane
confermazione
scritti e
ne
da
di
nomina
che è
scrutinio,
Quarantia
vigliettì,
sopra
destinano
maggior
sono
del
i Giudici
alcuni
urna
alla
Capi
Rappresentanti
riduzione
quale parlerem
personaggiautorevoli
i
lo
a
rienza
espe-
vantaggio.
un
Capi cioè
cittadino
della
tempo
sala appartata
una
probità, d'
de'
de'
tutt' altro
cludere
ragionecon-
a
semplicemente per
e niun
elezioni,
Nel
aspirante.
può
tut-
per
a
discapitoche
ferma,
terra
che
il Con-
sempre
è l'elezione
a
desima
guisa me-
mente
si
E.
l'ospitale
nella
e
etc.
che
ciò
A
stesso
me
che
pazzia. Questo
talento, di
un
mostruosa
più ragguardevolidella
Queste
di
uomo
piuttostoin
ancora
nelle
esiste
in
merito, e ponendo
per
capacitàed
è
cui
C.
Quarantie
:
V.
dispensano i posti più ragguardevoli,come
le
Pur
soggetto?
leggi una
M.
e
nome,
mandata
in
del
suo
elezione
stessa
conclusi
delle
il Consiglio X,
siglierato,
t' altra
il
graduato signore
esser
aggiunsi,e
rava.
aspi-
mallevadore.
un
nella
è un'Isola
Servolo
è lo stile delle
dunque
richiesi
rispose: Potrebbe
Io
de'pazzarelli.
era
scrivere
scrivessi d'altro
nome
cittadino
il
stordito,ed eziandio
quel governo
meco
di nominare
me
sol
uno
dovetti
era
purpurea
a
un
per
capriccio,e
un
m' avverrebbe
San
tale
capacità a
sua
toccò
qual posto
ciò nullostante
volli cavarmi
che
al
questo
conoscevo
onesto,
poco
in elezione
giorno
un
scrutinio, e
eletto.
Poi
quello
si porta
intero del M. C.
C. altri quattro
quattro
Camere
e
che
ha
l'eletto
nel tempo
nómi, i quali
delle
elezioni^
334
APPENDICE.
S'io
comune.
mi
come
meravigliassidi tali
i lettori. Ma
s'io dirò
loro
la
e
in
crescerà
che
veneta
se
criminale,
fa
lo renda
hanno
quelliche
qualche
eletto. Il
nella
a
nel bossolo
gara
dicendo
di
luminosa
Così
giustizia.
di
delle
una
Provincieche
notorio
che
e
fosse
ragione
favole
od
Queste
ebbi
si
buon
e
gloriano
e
una
si
reato
ferisce
con-
sopraintendenza
maturità,
mia
la
non
meno
Venezia
sicuro,
son
del
remota
tutti
a
globo ove
contezza,
vi
ma
raccontamenti
verissimi
che
meraviglieben giustenel tempo
C.
M.
ebbi
fantasia
più
Ma
ben
in
fina
dovesse
quello cui
a
sorpresa
del M.
ed
quando
C.
un
al
quale
presiedere la
degliaffari e
conoscenza
le
sono
economiche
mi
viezza,
sa-
1' ordine
tanti
più impordemandate.
m'accorsi
branco
si
singoiarmodo
l'ingressoin Senato,
politiche,militari
la mia
fosse
non
crederebbono.
più regolato,siccome
quale fu
in
ciò
se
scriverlo,e
questi
senso,
allorché
era
piombano
esercitata
suo
somma
dallo
pratica
le mie
figurato nella
Senato
la
altamente
impazienza,e
ribaldo
un
di
o
sere
d'es-
certo
vantano
ne
qualche parte
l'ingressoin
mansioni
Ma
in
narrasse
furono
aumentarono
il
m'asterrei
esagerazionisi
soltanto
la
se
verità
Principato.In
fosse di quanto
non
ero
del
palese io
ciò si
se
colpevole
che
tutti i voti
e
prossima
Padova,
con
punizione del
per
sia
passo
tra-
più vaste, delle più cospicue, ubertose, opulente
la maggiore attenzione,e le
esigerdovrebbe
paterne
cure
ricevuto
contro
avere
cittadino
un
atteso
tal
un
pronunciato
reo
e tutti
favorevole,
e
di
nione
opi-
comune
o
o
inquisizion
di
egli è più
tutti i votanti
credendo
ad
Verona
vertiti
con-
commette
nella
immediate
questo
bisbiglioapprovator
certo
con
di
è da
sala
gran
Città succeda
nome
reggimenti
alla notizia
di Provincia
capo
che
nione,
opi-
comune
Veneziano
turpe
che
mandare,
di-
da
meraviglia
sottrarsi alla
possan
azion
lor
torta
tai
Nobile
qualche
Rappresentante di
altro
qualche
la
dappocaggine
disonorato, e
del
dismisura
a
è
non
mente
meraviglieranno alta-
ne
tempi, la
sparsasinella
l'elezione
se
la tristizia de'
castighi.Se
delitto di
qualche
che
certo
son
elezioni
che
questo
di pecore.
Ep-
APPENDICE.
pure
non
molto
ad
Senato
isteiti molto
ad
accorgersene
l'illuminato
Venezia
vi sien
di
non
di governare
saggi,e
trentina
circa
od
dugento
del
conviene
questi non
sessioni
del
Senato
chiamato
gadi. Ogni Giovedì
il
ed
le porte
Seduto
il
chiuse
Criminale, il qual
si
mentre
luogo
che
degli
che
Provincie,ma
però
i
fassi alle
in questo
a
entrano
quella
i
tempo
delia
Savj
raunati, i Savj
alcune
o
soccorsi
chiamasi
i
che
lettura
delle
già son
notte
duaraniia
Signoria,
legge
monta
un
que' pochi
a
i
dispacci
Rappresentanti delle
a
giunti per
cianciare ed
a
Raccolto
quali stavano
lo
parleròquanto
più
ridere
nella
prima;
essere
de' voti. Nel
all'altra di queste
si
per
sala
di loro
si portano
ed allora
Dame
tempo
parti impiegato
povere,
siccome
approvate
che
tigua
con-
il Senato
contigua fra
Provigionialle
o
si interten-
interamente
in altra sala
cinque sesti
medesime
mine
ter-
importanti;la qual lettura il più
panche, perchè il Senato non è ancora
partitamente ed esigono
una
la
della
largizionidel pubblico Erario, così
i
glio
Consi-
disciogliersi.
famigliedi Militari,o elemosine, e
parti sono
quinti,o
e
Pre-
suo
tutta
le
meno
partidi grazia,cioè
a
al
ora
secretarlo
dei
e
fanno
questo
sopraggiungendo
Corti,
Sessione.
di cui
si
possa
un
il lettore
in appresso
Serenissima
il Leturino
vanno
alle
raccolto,e quelliche
gono
che
corso
de-
nel
Consigliodi
e i tre Capi
Consiglieri,
chiamasi
Ambasciatori
il
sessione
prima
numero
ritrovano,e
delle volte
la
molto
ben
cui
con
si raduna
raccogliendo il Senato
sta
elevato
vi si
il modo
volta
é
dire
per
prescrizionedi
chiave
a
co' sei
Doge
sarò
in
numero
mettere
in Venezia
v'è
prolungandosi alcuna
con
Per
ogni sabbato
né
dopo pranzo,
dire assai
a
qual
il du"
nulla,come
contan
e
il
nel
sapientie
compongono
ciò che
l'ordine
raccontare
già che
essere
più,
al
ragionare vedremo.
nostro
è
illuminati
il Senato
portata di intendere
a
lettore. Né
questi possono
che
persone
istarà
non
pienamente capaci,ma
stato
che
come
uomini
quarantina
una
secondo, che
scarso;
accorgermene,
uno
plicedifetto è: primo,
una
333
ste
que-
si
tano
ballot-
o
i quattro
passa
nelle
da
tazioni
ballot-
leggono i dispaccipiù importanti
33^
ad
APPENDICE.
alta
Pregadi cioè
Repubblica,
le
e
Senato
ha
che
:
di
la
decide.
vuole, lo
dare
Così
che
ciascuno
proposizione,ed
chiamasi
Senato
ha
intenzione
sua
di
lora
al-
opporsi,
compiacenza
al Senato
e
di
lo rifiutano. Se
Verrà
proposizione.
eccitamenti,e faremo
Parliamo
Savj
eletti dal
sono
sei. Sei
mesi
de'
Grandi,
e
cinque
aglialtri
poi
Doge,
a
formano
maestà
sei
cosa
Senato
i Savi
del
associati
esibir
ad
a
con
Savj
Senato
lo
di
su
bligati
ob-
sono
di
quello
mostrare
opposizionie questi
la
medesimo,
loro
lità.
inuti-
tre
Collegio,che
ferma.
titolo
di
solamente
Savi
per
in
rica
ca-
Consiglio, o
sia
durano
e
del
Savj
di terra
imparino. Queste
e a
Consiglieri,
il Pien
Savj
Savj.
cinque giovanetticol
quali sono
del
conoscere
i così detti
sono
non
i
è accolto
queste
chiaramente
intanto
i
Talvolta
seguitooccasion
eff'etto facciano
che
e
suo
promettono
e
i voti
allora
Senato
in
causa,
egli
come
eccitare
indicata.
l'eccitamento
del
egli
più i Savj accolgono
lo
materia
Savj dall'autorità
sieno
si
parole l'eccitamento
sulla
ha
suggerisce qualche
restringead
Per
del
Senato
deputazionedi
una
ed
all'eccitamento,
accolgono o
relativa
belle
versare
contradicono
i
così si
voti
materia
altra
qualche affare,ma
su
con
ingresso al
qualunque
Il cittadino
quella materia.
su
pluralità di
la
ha
dimandare
facoltà proponente
versare
che
parlare sopra
eccitamento.
un
pensiero al
Savi
ciascuna
spiegala
il
ingresso in
che
e
proposizione,
sua
il diritto di
pure
1
ballottare
tal
Senato
cosa
lottano
bal-
Ciascuno
opporsi a
tal soggetto
quel
della
opposizionesi
chiamasi
che
lo
gli affari
sopra
v'ha
non
la sessione.
diritto
difende
Savj
ha
volta,
una
queste
propriamente il
proposizione viene assoggettata alla ballottazione
l' opponente
de'
disputa le ragioni in contrario, uno
quella
o
in
termina
mazzo,
dicesi
de' Savj
proposizioni
a
ballottazioni
queste
ciò che
quando
e
tutte
sola
Terminate
lettura,incomincia
questa
e
chiaramente.
e
voce,
A
questi si aggiungono
agli ordini, i
imparare,e
sedici persone
capi della Quaraniia
è
il corpo
Principato.Esso dà udienza
che
unite
dremo
ve-
al
criminale
rappresenta
la
agii ambasciatori,ad
337
APPENDICE.
l' elezione
di alcune
o
hanno
eziandio
voto
al
presentarsi
dicemmo,
viene
quando
e
discrepanti,
quelliche
lor
un'altra
proposizionesulla
diversa
scontro,
anche
evidenza
hanno
dimostra
è per
mire
fin
Dal
Savj
detto
qui
hanno
può
naturalmente
la facoltà
ft Savi Grandi, quantunque
ancora
i
bensì per
in
l'hanno
e
ne
usano
i
Grandi
tutti
le
quali lette
lo
più
è
ed
mai,
I
come
nel
e
[ vorrebbe
che
PlNOEMONTE.
sien
a
Ora
in M.
C. il
l'avessero
e
tutte
a
me
Savi
i soli
i soli sei
ferma
terra
biano
ab-
gli arbitri
e
siglieri^
i sei Con-
Doge,
e
questinon
lasciano
tutto
propriamente parlando i sei
essi tra
formano
le
da'
in
sembra
di loro
e
sigliano
con-
proposizioni,
Secretari,e per
volta
una
qualunque abbia fior
questisei
come
che
anzi
a
inutili.
rese
conoscere
correntemente
ballottate
tanti decreti del Senato.
ad
e
Senato
presto
maneggiatori
fra di loro
Pregadi
uno
legge la facoltà proponente
non
Savj adunque
e
gliaffari,
certamente
del
ben
tempi
giiorgani del Senato;
sono
fra' denti
se
notare
segnare
capi della Quarantia criminale,ma
tre
a' Savj operare.
Savj
da
con
ammirabile,
stessa
proponente,
gli affari.Hanno
Senato, come
K
può
gli altri cinque di
il diritto de''scontri, sono
di tutti
masi
chia-
che
si dibattono
lor
vedremo
tristizia de'
in Senato
segnano
materia
liberi i voti
dalla
si
fra di
son
i quali
degliantichi legislatori,
lasciar
di
Savj
decidono.
se
Senato,
tore
qualche sena-
sentenza
ferma
terra
tciegUere il partitomigliore.Noi
tali salutevoli
di
tra
la sai^gezza
la mira
avuto
di
costituzione
Questa
scontro.
savio
solo
un
Senato
i
poi
stessa
i voti de' Senatori
lunghe dispute,e
che
nel
poi
e
da
di diversa
sono
al
presentata
approvata. Se
dubbio
senza
tutti la
segnano
sia opposta
non
scutono
di-
e
da
proposizioni
le
d' accordo
vanno
proposizione,la quale vien
medesima
come
Se
Senato.
di loro
tra
formano
e
mano
Savj soli for-
i
Ma
consultandovi preparano
gli affari di stato,
tutti
in queste elezioni
che
notare
bensì
Patrizi,ma
di
Savj agli ordini.
i
la così detta
da
spetta eziandio
esso
però
cariche,non
ed è
militari,
ministeriali
ad
suppliche,e
si presentai! le
esso
diventano
ciò dovrà
di senno,
che
grandi,^^quali
sono, a
brar
sem-
ragion
dir vero,
22
33^
nel
APPENDICE.
quello che
veneto
stato, fossero
i
negli altri governi
sono
vecchie
tra
che
Famiglie
alla
la
Famiglie
e
del
serrata
in
tempo
ma
nuove
istolida
per
di autorità
sarebbe
e
ad
di
abilissimi
conoscitori
di rari
per
quanto
calcherà
antiche
da
le povere,
queste
e
vi
molte
sono
talenti
e
di
carriera
i Savi.
altre
tutte
ancora,
comprese,
di quelle Famiglie
siasi,
di
Nobili
di
casa
del
esempio
chia,
vec-
opinione di quelle
coperto
fra
questi
da
versati,
profondipolitici,
mai
saranno
certe
costume
Savj.
tali antiche
miglie
Fa-
Ne
ma
il Senatore
che
Ma
certamente.
una
subdivisione
intanto
sono
non
volta
tal-
esser
Collegio,qualora abbia
lo sarà
fare
con
dotati,addottrinati
delle
di
questo posto è propriamente riserbato ad
cagione
riserbati.
vituperosicostumi, può
maneggi,
cavano
di
le
onore
ignorante,stordito,e
idiota,
famiglieconvien
si
tutte
e
la
bile,
eleggi-
postidi
esservi
di scienza
sia rozzo,
parentele,aderenze
stesse
a
Posson
contrario
lo
onesto
poco
se
che
non
probitàirreprensibili,
per
già
Consiglio,il quale
del
data.
di
sopra
de' rapportidell'Europa,
perfetti
per
Nobile
Savio, e
sempre
medesime
se
a
rende
alcuni
e
Veneta
grandissimo ch'egli fosse
nuova
uomini
Qualunque
ancor
sono
stravagante
lunghi studj,in ogni maniera
onorevoli,per
si
conde
se-
famiglie non
carico
ogni
le
nelle
iscelta,
per
vecchie
dato
la
assurdo
de' Nobili
ultimi
non
le
Savio
mai
(secondo
piccioleteste) un
uno
fu
religionenon
la
tutta
o
di Democratica
Son
alla Nobiltà
sono
hanno
quello di
questi v'ha
Fra
da
si
consuetudine
ogni tempo
in
prime quelle son
qual tempo
prezzo
superiorità
conservata,
certa
una
nel
oligarchica
Aristocratica.
aggregate. Ora
tempo
C,
per
legge,la quale ogni nobile
per
e
o
Le
nuove.
M.
del libro d'oro
aperture
distinzione
diventò
Repubblica
quelle Famiglie che
varie
della
teste
questo. Vediamolo.
un'odiosissima
Venezia
esistevano
parola le prime
una
di tutto
Repubblica. Nulla
in
di
Personaggipiù saggi,più illuminati,
più probi,
più sagaci,più istrutti,in
Havvi
i ministri
escluse
fra le
perchè
tutte
ricchissime,perchè,
mediocri
fortune, e
ogni individuo,qualunque
si dicono
di
Collegio.Per
Angelo Querini,
mio
dolce
APPENDICE.
amico
da
piango
nomino
che
e
un
non
certamente
fu
reputato
di
pure
poveri,ed
Repubblica. Pure
eglineppur
sarebbe
che
stato
nell'urna
gettan
di
Scemandosi
casa
il
mai
vecchia
i
famiglieserbato
di S.
fé! Puossi
questo?
di
mai
Il posto
che
lenti,la maggiore capacitàe studio
esperienzasi
e
gli altri
de' Nobili?
certo
Pensando
assurdo
posto di puro
che
è
d'oro.
un
vero
l'individuo
a
Cavalierato
in
le
onore,
Ma
il
come
crederei
dì
d'una
rovescio.
dell'aurea
nuova
Cavalieri
posson
della stola
che
si
i
senno
probitàe
e
la
essere
stola,che
alla
sono
ha
io
qui
intero
verei
tro-
non
della
pubblica
Re-
qualche
procuratoria,
veste
eletto
vera
di individui,
riserbate
in
Oh
maggiorità-
il numero
al posto di Savio
Stato, che
il
buttante
più ri-
richiede
fossero
Dogado,
Dogado,
mai.
assurdo
un
è
lo
come
Aristocratiche
famiglia.Ma
Al
nuova
quelle sole
quelle Famiglie che
fondatrici
Ministro
casa
di
che
casa
picciolnumero
un
le idee
con
degliaffari più gravi, dovesse
non
sempre
di
a
da' nobili di
di
importanti fra
meno
fatto che
gran
furono
la stola
tra
sciegliere
deve
e
peggio.
tale
soltanto
immaginare
solo
spettabile
ri-
nome
Savj del Consiglionon
ma
quelli
estinzione,
modo
ancora
i Nobili
ed
quale
de' personaggi
di
per
Marco, perfino Dogi,
regnante,
mia
per
fu
rebbe
sa-
naturalmente
oligarchicaa
di Savio
di
si
di
ancora
venne
volta
primo
nel
alcuno
Famiglie
del ConsiglioX,
Consiglieri,
presentemente
bella
antiche
gelosamente
d'oro. Procuratori
il
non
il
gittarvi
Mfi v'ha
quali una
partecipano.Quello però
bensì
di
pure
individuo
era
Patria, né
posseduti,i Nobili
erano
Europa,
non
pensato
distinzione
l'odiosa
T
Savio, anzi
aumentandosi
nuove
era
dubbio, siccome
aspirare a quel posto,
sua
delle
numero
posti onorevoli,
essere
tutta
quel grand'uomo.
quello delle
molti
da
perdita
nelle elezioni coi nomi
viglietti
eleggersisi è
da
scemarsi
i
Famiglia,
poi senza
fu mai
utile alla
tanto
antica
perchè
di
sognato
la di cui
onore,
era
grand' uomo
un
Famiglia di Collegio,non
una
e
era
tra'
della
uomo
cagione di
per
anno,
339
del
Consiglio,
la
mano
1' uomo
la faccenda
somma
capace,
va
namente
onni-
dignitàProcuratoria,al
insegne di
puro
onore,
APPENDICE.
340
e
posti i quali
che
monterebbe
poco
ricoperti,ogni individuo
di
al posto
ed
poche famiglie ristretta.
sì
quando
mollezza
nel
e
lusso
delle
un'
affettata
pregiudizidi
Signori non
degnansi di
educazione,
entrano
senza
talenti,e
vuote
di
nel
qualche
buono!
ciò
i loro
di
parte
e
che
i decreti
versano
dicesi
come
di
Zabato
Savio
lentiss.
dignità,e
che
del
non
pubblicamente:
zecchini.
e
ove
Tutti
o
i
i
volte
zucche
pieni di
trovasi
è
e
per
la lor
in
ogni
camerieri, o
e
è la
nel
dal
costa
secreto
al tale
pochissimi, hanno
sono
vaghi
più fidi serventi, o
del
per
che,
il confidente
all' Eccel-
alla
far
e
quelli
Cittadino
direttamente
contrario
di
molla
gran
chiamasi
e
nemmeno
Zabato
i
per
session
cospicua
sua
cimonio
pubblico mer-
Senato, giacché l'impudenza
tranne
sima
pes-
pubblico, venali
l'oro
è abilissimo
più
un
buoni
morale, così
sana
ben
parlare
il tal decreto
Savj,
privi di
qualche privato
il
il confidente
manchi
contratti
ha
cittadino
questo
tal segno
delle
caso
per
sana
binate,
com-
sol
e
esser
assai
indecente
sarebbe
de' decreti
a
gran
mal
privatiaffari risguardano
E., giacché
S.
del
Venezia, gli può
in
tutti
con
sempre
eziandio
numero
che
savio
Ciascun
ottenerli.
nella
corruttibili,
inonesti,più del
che
pubbhche,
cose
su
oltre
sono
eziandio
sono
maggior
sono
loro
tra
principidi
delicati
In
Pregadi
quasi
son
se
lo
politici,
solleciti
peculato.
più
il
ignoranti,mentecatti,
privato vantaggio
di
sarà
i Savi
poche idee,e
esperienza, e
e
rei
pore,
stu-
ne' luoghi di
figli
con
governo
principiscientifici
gran
che
famiglie educati, e
poi questi Savj,
più
il mio
discopersi! Qual
avviene
prodigio.Siccome
la
fu
Qual
merito, di qualche capacità fornito, è
di
educazione
sommo
grandezza, giacché questi
presunzione;
uomo
Repubblica;
degliindividui
numero
ne
capacità,e
senza
di
Dio
mandar
sale, sciocchi
superbia,e
scarso
loro
studio, senza
senza
allo
Da
mini
grand' uo-
ragione l'uomo
tutta
mostruosità
strana
leggitori!
de' miei
quello
i
la scelta
da
eleggibiledella
Savio, pel quale a
richiederebbesi, è
di
è
fossero
è giunta
velata,e
tal
cesi
didi
numero
il lor mezzo,
talvolta
di tai
le concubine
APPENDICE.
342
è che,
golare si
che
consultazioni
1'affare
se
durano
Io
proposizione.
in otto
ingressoin Senato,
affare
qualche
dazio
in
privato,e
S.
S. E.
E.;
Ecco
non
bensì
ma
Savj, come
che
tutte
viste
vere
vedemmo,
è pure
siasi,co'
ora
i quali
esterni,
i
la
i voli
loro
del
si
inutili le
d'ogni
e
esperienza,senza
far
mi
cinquanta
o
conviene
sessanta
non
tanto,
per-
voti del Senato
a' Senatori
importante
che
affare
quando
si
che
opposta
ramente
legge chia-
non
sicuramente.
veri
ter
premet-
é
rozzi
che
ranti
igno-
viste politiche,
arte, che
certa
voglia il pecorino
lor
studio
venga,
talenti,ed
una
ella
Vediamo
e di
disciplina
buona
sia,
l'hanno,
Convien
opposizioni.
è il solo
sendo
es-
conio,
un
ascolta, essi qualunque
in
espertissimi
altrettanto
dersi
deci-
che
tutti di
d'alto
ignudi di
sono
tri
scon-
i
politici
vero
ascoltata
la rendono
Senato
Senato, perciochè questo
di
de'
affari
ben
politicoper
l' approvano,
Savj quanto
che
è
runo.
ve-
possan
proposizioneche
così,di mestiere, di raggirare a
premessa
scontro
peggiore partitoappigliarsi.
men
qualora trattasi
si rendano
sono
4Corpo
profittodi
vidi
non
di
o
l'interesse
entra
sotterraneo
che
l'ingozzino,ed
se
d'ogni scienza
dirò
supplica
potrebbero i
una
al
attenzione
con
voti
come
che
d'
affare
ogni
vero
decreto
un
d'alcuna
presso
essendo
una
che
dir
a
e
•ed
che
qual-
le proposizionisarebbero; ma
politiche
.presentasi
sopra
poiché
di
senza
ragionevolezza,
senza
Laddove
forza
concessione
giammai. Egli
migliore,almeno
al
non
che
qual-
inutile la bella costituzione
uso
su
di
sapientimaggiori perchè
fanno
ebbi
quale
de' scontri
affari politici
e massime
resa
nato
Se-
deliberazione
sulla
qualche
qualora fosser più
:se
sulla
sull'adesione
sopra
al
Savj
nel
talvolta
veduto
come
conseguenza
da'
ne
i
ile
anni, tempo
migliorpartito,perciocché ne' gravi
al
presso
i
tutti segnata la medesima
avendo
nove
politico,
dopo
vengono
qualche partito,o
dunque
inventata
Savj
ore
è
tratta
pubblica ragione,giammai
tutti di
son
si
individui,affari tutti ne' quali
di
o
o
ho
o
gius privativo,
corpi
ed
economico,
di
o
cui
mohe
d'accordo,
sempre
di
che
in
fanno.
Senato
egualmente
e
Un'altra
v'ha
più ancora
un
APPENDICE.
de'Savj,se
voglio
modo
e
dire
che
possibile,i qualijurant in
pur
che
hanno
pei Savj
voti
dubbio
senza
al fatto. Viene
sopra
un
grave
in
la
de'
in
Savj
di
alla
lui
veduto
me
Senato
st' uomo
da
merito
o
talché
alcun
altro
lor
oltremodo
si
che
ad
che
ascoltarli
atti
di
del
al
nella
passeggio
a
quella in cui
quellii quali
che
molti
son
che
pare
che
Savj
da
ascolta,e
annoja
ed
stanca
in tante
certi sofismi
usano
ad
l'orazione
la
oscurar
delle
e
modo
per
e
teria
ma-
e
quattro
lunga fatica
però
apprezzino il
in
stazione
del
sentir
escono
più
sono
ragione avanti
abbia
ragionidalla
un
contigua
porte
lo
ad
di
molti
questi per
il Savio
che
sofferenza
la
si annoiano
Senato,
le
questa
i
consiste in
essi dicono
stile asiatico è
misurano
necessaria
estimano, e
sala
persuasi che
parli.Questo
chi
che
ed
di
pronunciaterapidamente,
di
cose
rio
contra-
maggior pregio poi dell'eloquenza
Senato
si tiene il
Que-
che
questa
più presto
prolungar
Gli individui
vanno
credono
l'attenzion
pazientemente ci vorrebbe
e
e
son
e
alcuni
melensaggine
illustrarla. Il
Savj è quello
ancora
da
sizione
propo-
l'arringo dopo
considerare
propria
ripetonosoventemente,
andirivieni
Giobbe.
tale
una
lenti
ta-
ché
saggio,giac-
e
ragioni in
sale
è da
l'ascoltatore. Pochissime
parole, e
certi
si confonde
con
le
de'Savj
di tutto
la
dissi trovarsene.
quaranta
uno
un'eloquenza tutta
in
Savj
sia
opposta
disputa adunque
Prima
coi
suasione
per-
silenzio
sotto
illuminato
uomo
profluvio di ineleganti
parole
un
pari
sua
l'opposizioneè, quanto
che
sovente
proposizione,ed
Passo
tore,
sena-
dispregevole, lo voglio parlare
e
trenta
del
che
intima
dalP
e
opporla.
tale
qualche
da
la difende.
e
hanno
lo
modo
per
veniamo
e
politico,
qualche
l'oppositoreva
lumi,
da
caso
ad
ascolto,é da'
qualche proposizione
propria coscienza
leva
malgrado
tali premesse
una
affare
pressante
volta
in
Senato
proposizione,ridicola
nel
de
al
contrario,i
alcuna
ed
e
dalla
mosso
che
esibita
deferenza, per
veruno
Dopo
approvata.
magistri,
loro esibita
da
danno
non
verba
cieca
una
qualunque proposizioneè
qualunque opposizione,cui
lor
343
molto
in
Savio, e
gio,
pre-
arringo
vie
più
parlare cinque
APPENDICE.
344
ore
materia
una
sopra
ogni aspetto.
di queste
Brao!
A
senatorie
pecore
volè che
No
Poniamo
ore.
fanno
altri venti
ed
ammiratori
sia
un
ad
succede
spesso
convincenti
pane
dei
le
sono
voti nel
di
la
numero
avviene
allora?
e
s'appaghi di
modo
farne
quali spetta
di
sempre
di
o
Passa
in
tre
o
male
ne
sia
perché,se
almeno
di tal
natura
che
pur
più
però
e
gran
pre
sem-
dal
venga
di
si
cose
possa
provveduto
contro
presto
la
o
positore
L'op-
conviene
Intanto
che
che
prima
i
passano
del Senato,
pressante,
corte,
E.
mente,
alta-
volta
tal-
e
Savj, a'
i
quell'affarepiù vogliano
cangiano,
S.
S.
male
a
l'affare.
session
frattempo
questo
hanno
operato
danno
qual
avvenuto
non
forti
né può
proposizione,
la
sessioni
l'affare è
Se
le
deliberazione, e
ma
cadere
o
E.
trattisi
se
richieda
apportare
tal dilazione.
quella
qualunque
per
Savj
al ben
g.
dine,
sollecitu-
1' opportunità di
e
v.
qualche ministeriale
a
che
qualche provvedimento
sovente
bene
l'altrui mente,
con
proponente
all'altra
proporre,
vede
ognun
di
pure
tirare la
sostituire.
qualche rispostaa qualche
memoria,
propria
sensata
Ma
l'hanno
se
lasciano
un'altra
due
il Senato.
occupare
bensì
disapprovare
dall'una
trascorrono
voti
facoltà
ha
fatta
giorni intermedi!
pensano
Savj
E.
E.
non
aver
la
volta
tal-
proposizionede'Savj disapprovata. Che
S. S.
siccome
in alcun
pochi
quella sessione
per
vinca
oppositore,cotanto
che
Savi,
accade
sentimento, esclusi
sessanta
de'
eloquenza
come
ragioni,può
sue
giustosuo
in conseguenza
maggior
dissi,non
giusta opposizione e
la
gran
cinque
favore
proprio torto
l'illuminato
que'cinquanta o
ed
in
per
alcuna
un
come
proposizioneaccettata.
la
che
tanto
che,
sempre
del
onta
malgrado
di merito
uom
talvolta
in renga
stao
ecco
prolissità,
dell'insulsa
il Savio
opinione,e
L'è
sessanta
votano
e
di udire
passeggiando, Oh
vin^a?
o
esaurire
un'ora
abbagliatida quella dilombata
trenta
o
che
el la
esame,
dir
a
cinquanta
veruno
in
può
intervenne
stesso
me
si
che
son
gran
contentissimi
pubblico^ non
hanno
propria opinione. Se poi l'affare è
tardi
novellamente, i Savj
esser
fanno
debba
in
Senato
scusso
di-
qualche modificazione,
APPENDICE.
qualche picciolocangiamento
mai
non
però
a
è approvata.
il Cittadino
l'affare,e questo
ciò fanno
una
la
Savj quante
volta
o
l'altra
massima
Oh
di governare
ed
leggiadra,
opposizionipuò
cittadino,e presenta
ad
mostra
di
una
evidenza
che
lodando
loro
ed
v'
e
i
passano
intanto
ed
difetto
per
il Savio
di
quella grave
risponde
risultato de' loro
Savj è pari
debba
non
al
non
che
già
materia, che
ben
studj,che
suo
e
e
chiama
al
bisogno
tamente
diretlifluamente
mel-
accordando
i
la
Savj già
le
e
la
se
rate
accu-
è andata
cosa
inutile
rovescio
a
bisogno è
sessione,
il Senato
vedrà
che
decidere
de' voti autorevoli
se
lo
de'
altra
l'affare
Il Savio
che
il
il zelo
il Cittadino
discusso.
manente,
per-
occupando
stanno
E.
Se
di provvedervi,
in un' altra
Deluso
e
il
Se
S.
a
nulla.
lui rendesi
a
Savj si
i voti
fan
l'occasione
che
dubiti
Senato
portante
l'im-
più il Savio
ne
presto
simili.
cose
presentato
v'ha
non
i
un
un'opportuno
ed
non
ritorna
di
si acqueta
essere
che
Savj
eccitare
Levasi
Repubblica,
E. che
provvedimento.
ad
abbiamo
quel giorno finisce così,
l'eccitante
di opportuno
ed
volta
i
S.
istantaneo,
passa
vede
detto
studj indefessi
per
giorni,ed
ed
il Cittadino
lo
non
veracemente
della
per
chè
per-
di
e
i Savj si oppongono
loro
cosa
modo,
che
Senatore,
parlare perchè già
nuovamente
lor
a
parole al Senato
assicurando
iinpiegano i
il bisogno è pressante
il
ed
del
la spuntano;
e
stesso
Risponde
La
applicazioni.
intanto
mesi, finché
necessario
volte
il zelo
gravità della materia,
occupano
i
ma
deglieccitamenti.
rendesi
tante
intento,passino
emergenza
Rade
E
a! loro
maniera
acconcie
grave
tali eccitamenti.
a
dirsi
ben
con
efficace provvedimento.
ne
ammirabil
tro
con-
ricomincia.
di fare
o
nuovo
lasciar cadere
a
solo
non
producono.
ri-
proposizione
di
torna
sorprendono il Senato
invariabile
quadro
vince
si
gliaffari pubblici!Lo
finora delle
tace, la
occorrono
frattanto le settimane
far nulla.
e
opinione,si
sieno
cangiata,la
parte
opporsi,e
pure
è lor
in
e
giuoco medesimo
i
proposizione,
suggerimenti per saggi che
ad
sua
loro
prima
oppositoresi
S'egli torna
quella de'Savj
volte
alla
così modificata
dell'opponente,e
Se
de'
norma
345
testa
pro-
coman-
34^
APPENDICE.
dino.
Insiste il
la
Cittadino,ed esige i
quale
si ridono:
all'eccitante, s' intende
Senato
di
nulla.
i
opposizionidi
sostanziale
vera
e
Che
potranno
della
de'
non
conoscano
tempi
Odo
dire
scorsi
in modo
ben
ed
affari che
in
anche
I
Savj
quella del Cittadino
ciò mi
questo
del
si
tempi più
alle
mezzo
tutti
eran
famiglie,e
ignoranza nodriti,né
non
grand'uomini,
erano
dal
senza
più lunga
affari potean
or
lor
discutersi
parlarila
quindeci,or
convien
e
derlo,
cre-
io taluno
venti
e
del
e
assai
i
qualor
delle
sofistica asiatica
Senatori
levavansi
maggiore
Non
eran
cono-
nell'opinione
una
moltiplici
sola
presenti,due
perchènon
pubblico
di quelle né
figli
contaminati.
In
proposizioni.
che
punto
Repubblica
riguardo gli scontri,e
sensate
piede ne'
fasto
umani,
rispetti
offeriano al Senato
era
favellare.
maggioriprocelleterminavano
allora
non
Senato
decreti,e qualor si risguardil'esito degli
antiche
discordi,segnavano
di
leggano, come
delle
di loro
del
che
o
regolava il Senato,
si
che
certamente
felici della
il numero
fra
sulla
neziana,
poHtica ve-
s' intendano
presente
ne'
della
Senato,
amantissimi, imperciocchéera
scean
rassembra
convien
bene
neir
delle
al caso
savia condotta, della saggezza,
O
persuasiqualor
esserne
felicemente.
punto
diverso
lessi,gliantichi
ne
Senato?
io che
ancor
Savj
zioni
degliscontri, delle opposi-
della
del
non
non
ragionato abbastanza, onde
aver
ammiratori
maturità
i
mando
co-
qualche proposizione,
gliencomiatori
dirmi
ora
tal
un
né desiderio,né sazietà.
al lettore
i ciechi
essi
di
tante
ecci-
egualmente
una
da
con
inutilità
degli eccitamenti
lasciarne
non
evidente
a
oppositore,e siamo
descritte. E
sopra
lora
al-
Savj il
cittadino
che
ora
esibire
sentenza
Egli allora diventa
dal
a'
dopo varj eccitamenti
ad
in diversa
Savj, ed
comandi
Nullameno
talvolta
s' introducono
sempre
eccitante.
voti
discussa
Savj obbedire.
Finalmente
quasi sforzati
ma
co' suoi
Crederassi
proposizione.
debbano
fan
che
ai
lottazione,
bal-
una
qualora sia favorevole
ma
esibirglisulla materia
relativa
ne
volte è favorevole
alcune
essi dell'eccitante
voti. Succede
aveva
o
sessione,
tre
ancor
Or
prolissità.
a
dir la
vissimi
grapreso
dieci,
propriasen-
APPENDICE.
tenza
di
sopra
atfare
solo
un
proposizionide'Savj, e
Capi Criminali,che
in
che
vece
cinque
ore
venti dicendo
moltissimo.
niuna
se
che
ritornavano
con
essi
avean
di
espresso
lo
quella sessione
di adottare
il
intentato
di tutto
si
prendea
decreto
Dio
che
se
delle
savie
salutevoli;quelle
opinionidi
alla
e
dirà
mesi
fatto
della
si
allor
Senato
uomini
moderno
nato
Se-
in
una
dirsi che
potea
ferenza!
Qual dif-
Concludiamo
il risultato
erano
alla
altro
del
provvedeva.
Senato.
del
posizione
pro-
si ripiegava,
tutto
a
oltremodo
non
e
dente
pru-
Repubblica
chele
sono
rozzi,imperiti,contaminati, e
ed
inoperose
de'
termine
o
inutili,
perniciosee
quali ho
non
questa mia
a
dan-
non
la
Repubblica;ad
durano
potrebbe
trattazione
del
nato
Se-
parlato alquanto copiosamente,
adequata rispostadar
taluno,
sei
voti
illuminato
rispettabile,
un
essi soli io desumo
rovina
esser
ed
dell'antico
sei
di por
de'Savj,
perchè da
una
paralleloumiliante!
Senato
o
tutto,
Capi
Repubblica.
prima
Ma
Qual
del
conseguentemente
nevoli
vedea
in conseguenza
e
i
momento
esigevalo,e i
la volontà
opinionidi
Consesso,
sul
voce
zioni
proposi-
talahra
Consiglieri,
governava;
le deliberazioni
più
torte
i
viva
unanime, sincera,zelante, e
cura
buono!
deciso. Ben
nelle loro
pubblica emergenza
veracemente
era
l'affare,
perchè
consiglio dalla
segnavano
lasciavasi,si
parola propriamente si
un
il
dell' affare
alla
approvandola
Nulla
Doge
1' urgenza
se
racchiudersi,e
a
infallibilmente
qualche prudente Senatore, e
sovente
udoiiata, io
stata
Savj
chiedesse
ri-
sollecito
pubblicoalla privataalbagìa non
ricopiavano.Talvolta
Criminali,
parlavano
ore
affinchè
proposizioni,
nuove
schivo
a
i
de'
parlindieci
corso
proposizionifosse
sacrificare il ben
dal
in tre
l'affare
Qualora
delle
fosse in
pressante,
lontani
dicendo,
accadeva, ritornavano
sovente
e
Consiglieri,
Savio
sol
un
le
della lor facoltà,ed
usare
sapevano
nulla
de'
ancora
oppositore,e
cadauno
per
contrariando,o difendendo
o
talvolta
allor
solo
un
347
verace
un'obbietto
mi
conviene.
in carica che
il Senato
cagione della propinqua
nella
che
Se
mi
questiSavj,
il brevissimo
nuova
potrebbe
tempo
elezione
di
sesti-
348
APPENDICE.
tuire soggetti migliori
? E
consuetudine
dalla
rozzi
sei
da
e
inveterata
tutti i nobili
che
che
e
poco,
personaggi
fare,perchè
d'una
tempera;
che
pel
soggiungerò che
carica
sei mesi
a
sia stato
la
ristretta,
poiché
di
é sicurissimo
eletto
breve
vita
qualor si
Savj grandi
deci. Siccome
è
stato
che
Savio
sei mesi
nel
non
se
successa
volontario
un
stordito
ferma.
v'entra
agliordini. Così
allora
sul
trono
dal
assisa
vana
della
nella
boria, la
Patria
torna,
riio
ed
nuovo
getto
sog-
de' dodeci
sueti
con-
venire
un
si sostituisce
Savj
di
ferma,
e
de'
numero
di Savio
perpetua
Savio
deputazione, o per
giovinastroignorante dal
si mantiene
che
uno
di terra
de'
novero
consulta
la
contaminata
Savj
pocaggine,
dap-
denza,
impu-
pompeggia
inconcussa
pessima Oligarchia.
la
Ejal tìn qui detto
che
sia allo
rilevar
il
buso
macia,
contu-
ruotano,
soltanto
caso
do-
ma
di
in veneziano
si dice
tal
mesi
di
in
carica
sieno
sostituzione
cavato
un
la
l'ignoranza,
e
è
perchè
Viene
un'altro
lo che
Savio
e
altri,
poi
per esterna
o
Consiglio,hi
del
sei
di alcuno
mancanza
morte,
per
abbandono,
di Savio
nuovo
terra
o
di
caso
o
che
durazione, così
sua
cangiamento
questa
una
non
questidodeci
sempre
vidi alcun
sei
che
fuori sei
sta
ne
tal modo
per
non
buso
equivale alla
son
per tutti i futuri
considerarsi
carica
questa
tempo
e
mai
ha
non
tutti
di
durata
Savio
esser
carica
i
il
scarsissimo
personaggio
un
giorni,e potrà questa
che
potrebbe
miglioragiammai. Anzi
suoi
ponga
il Senato
qualche parte potrebbe
migliorarela scelta;ma
la
è
sonnifero
un
inetti de'
manco
in
pur
non
quelli
tra
pressoché
che
ma
egualmente
trovar
Collegio è
di
accordo
costume
sieno
men
medesime
bensì di poco
pecorino
suo
lo
vecchie,possibile
case
il Senato
diffìcilmente
Famiglie
però
ma
il Senato
origine
possa
gl'individuidelle
e
numero,
eleggere le
antica
che
delle
discostarsi ilSenato
sa
non
miglioriper.
non
se
di
di
non
precedenti?Rispondo
ciò
poiché
nostro
scarso
con
mio
potrà senza
Senato
la
maggior precisionee
ingegno possibilespero
molto
studio
d'
governisi internamente.
chiarezza
che
il
tore
leggi-
come
interpretazione
Ora
sarebbe
da
dir
350
APPENDICE.
nerali
quali
esse
della
uno
eletti pur
piaccia,e
lontane
contraria
attendon
non
sudditi
que' poveri
incidenza
non
sien
che
corrono
furono
cavati
casa
trovasi
il
di
primo
e
quelle provincie.Ma
i suoi
eseguirle,e
decreti
di
sparsi tai lumi,
dai
Se
in
del
modo
le
onde
quali
contrario
manifestamente
organi, del
essere,
o
Consiglio di
si scopre
primo
il
gnato
co-
quale può
mia
zione,
asser-
cità
possibile feli-
Senato,
di formare
modo
che
devono
onde
e
sono
almeno
avere
di
chi
macchina
brevemente
de'
a
legge
guasta
dir
che
qual-
X.
in
latente, ed
fa
di
penetrazion
più
il
mio
persone
abbastanza,
adesso
finora
che
del
condotta
i suoi
nobili
que'
rubate, ischeletrite
irruginitedi questa
Passiamo
pomposa
la
oppresse,
la
sebbene
giustiziaalla
cercata
e
notare
pure
Levante,
possono
possa
quelle
da
Widmann
ducali, delle
sue
Savj spiega l'Oligarchianel
lo
e
detto
aver
le molle
scompaginata.
cosa
Ministri
e
eseguite, parmi
e
abbia
maniera
della
conoscer
abbia
dell'ordinaria
i suoi
sono
in
che
non
da
vecchia, e
Carlo
render
lor
spoglie di
Senato
bensì
ma
casa
potrà
Generale
delle
marittima,
presentemente
que' popoli,
che
de'Savj
è il Conte
il mondo
tutto
e
eletti dal
di
costoro
in
impinguarsi. È
dell'Armata
nuova
da
più
dispotismo assoluto,
un
i
Levante,
interessi,
perchè
Generali
dall'Ordine
di
tale obbedienza
una
smungerle,
a
eletti tra' Nobili
di
dirsi,e
questi
lo
per
smodatamente
la carriera
che
tutte
ma
a' loro
che
a
che
sempre
Generale
Savj
Senato;
obbedite,quando
sia
non
dell'Isole
l'altro
e
provincie essi esercitano
altro
per
dal
son
solamente
sono
ad
Dalmazia,
di
forza
Senato,
se
soltanto
nel
mostra,
de'
degli artificj
Consiglio di
e
senza
alcun
X
per
velo
Documento
ITTADINI
della
di
giogo
il collo
ferro
a
a
doveri, udite
ingenue
Libertà
di
di
virtù
e
Non
Democrazia.
è ben
lontana
in
La
dal
in
che
apparenza,
il passato
ma
Oligarchia, la qual
pessima
ciol
ancora
dal
libro
che
sotto
maggior
con
man
la sferza
di
degli
dovete
sere
es-
boli
voca-
del
rabile
vene-
pari
e la
giustizia,
tremante
ed
libera
era
mente
sempliceun
da
Aristocratici.
Aristocratico
una
Filosofi
me
vien
di tutte
scrissi
allora
in
che
strettissima
reputata.
già
vostro
il torto
avete
furono
reggimento
io
or
tende
conoscere
non
Oligarchica,e
i vostri
e
rata
ado-
che
tremebonda
dì
e
rinascente
coloro
antichi
libertà
augurati
riserve.Voi
civil
targo
le-
della
sostanzialmente
era
forma
ben
in questa
lungo
diritti
havvi
farvi
senza
governo
che
di
non
basi
a
perseguitando indistintamente
Sappiate
nomi
rimprovero, ma
verun
Sì, Cittadini,dirollo
errore.
troppo
quello
finor
ingenua franchezza
con
ove
penna
dal
due
avevate
che
parole. Voi
ponete
le solide
mia
farvi
mie
a
virtù
havvi
secoli
avventurosi
il
avete
scosso
i vostri
mezzo
Eguaglianza
giustiziasono
la
e
libere
e
giusti,se
ed
virtù.
quali sieno
saper
che
cinque
i sacri
conoscere
eguaglianza,ed
virtuosi
da
quale
svegliati alfin
incominciate
le
ferma
terra
al
2.
incallito. Cittadini
memoranda
stagion
N.
a
Un
la
pic-
gemente
perpetue
APPENDICE.
352
tenebre
necessità
per
il necessario
ravvi, io spero,
trentina
la
con
che
alcune
talenti,senza
dell'odioso
diritto
adulazione
le
alla timida
ed
confondete
dell' umanità,
nel
di
Savj che
che
di
opprimendo
i
1' esempio
nato
della
di
che
lo
per
noi
si nominavano.
passato, né alle
noi
le
che
di voi
voi
si aggravavano,
più
naturali
le
merce
di
avevan
che
noi ben
stessi
i
sotto
o
quisitori
In-
lungi
tiranneggiati,
mente
stringevanovie maggiorche
e
facoltà
pensierici incatenavano.
solo
non
le
azioni,
dell'uomo, perhn
Vagliaviper
tutti
le
glialtri
mio.
sono
tra
voi. Nell'età
d'anni
trenta
sentendomi
gioventù capricciosa,
qualche
pensierodi
medesimi
non
Sappiateche
al par
eravamo
biamo
ab-
non
mefitici. Furon
tre
stite
ve-
deliberazioni
sotFerirono
delle
non
dino
citta-
core
Eumenidi
le seconde
e
tiranni
e
Pozzi
a
un
il nome,
sopra
lo
in fondo
talento
Aristocratico
insensate
Voi
mandi
co-
ed amiche
persone
che
que' ceppi
parole
tanti di
più vile
ferma,
que'stupidipresontuosiviolacei
dall' esser
ma,
che
involsero
forza
giusticome
Terra
nutrivano
alle
noscenze
co-
rilasciavan
siete
Sappiate
né
in
o
al modesto
della
silenzio
parte
in tanti mali
di Stato
e
nel
Democratica.
o
infocati,
prime
uomini
carattere
avuta
senza
quelle o volgevano
confondete, se
del
e
vano
ischeletri-
della
privato vantaggio,o
quali benché
carcerazioni
Piombi
da
e
oneste
giammai
violente
mercede
tante
un' anima
politicheche
in
occupavano,
Liberi
timore,
una
soli,
reggevan
onestà,
questi mostri
le
più
al
questisoli,benché
insultavano
orgogliosi
o
verità.
senza
esperienza governativa,
probità.Non
con
che
nascita,o
lor
dovete,
pur
ed
medesime
fa-
questo
lucidissima
senza
giustizia,
sedi
a
di sangue,
pur
di
prime
pubblici affari
esserlo
delle
cevuto
ri-
presto
luce, e
poche Famiglie, e
Repubblica. Sappiate
politiche,senza
ed
ben
meglio tiranneggiavano,malversavano,
merito, senza
i
la
questa
mano
superbi individui
di
dirò
anzi
espolimento veder
toccar
Sappiate intanto
forse
condannato, potrà
passar
cosa,
dal
e
che
ceto
nell' inazione
de' sudditi
a
lore
passato il bol-
un' anima
pur
languiva, venni
pace
ca-
in
quellode' governanti.
353
APPENDICE.
Né
già ciò feci,e
la
Dio
bensì col solo
tirannide,ma
de' qualiil Cielo
que'pochi talenti,
m'era
de' miei simili. Non
conoscere
a
che
talenti,
nulla
le doti
il possedere di questa
dell'animo
merce
stato
impiegar
cortese,
prò
nulla
e
giovevoli,
eran
più presto
era
a
stema
ilributtante si-
fui fatto accorto, che
e prestamente
oligarchico,
i
di
onorato
oggetto
tardai molto
cori,per esercitar
de'
sallo scrutatore
che
che
discapito
un
vantaggio.Vidi regnar la ignoranza, la presunzione,la
la modestia, l'ingenuità;
doppiezza,ed il talento deprimersi,
un
e
mi
da
uomini
sole
a
io medesimo
conobbi
che
idee. Se
tutti,e
se
contentarmi
fui mio
minimi
di
da
quelliche
stesso
se
per
il mio
tutto
di
di
spirito
meritava
non
mi
fu forza
secondo
far
amare
d'essere
Somma
che
ebbi di
cura
facil
col
esercitai la
dolcezza;e
superiorenon
fremito
lo feci
ministri probi
sciegliere
nelle
era
non
mio,
cuor
governo,
un
amato,
la
de'
professioni
quella
in
ordine
eseguirealcun
il
Eletto
rifiutati.
erano
la beneficenza,
la moderazion,
giustizia,
due
cedere
sempre
ed
Provincia,
una
zero
ottenni,mi fu forza
ne
tutti stati
al governo
malgrado
talor
per
sapevano
non
dovei
qualche impiego aspirai,
qualcuno de'
procurai con
che
combinar
aggiustatezza
con
a
calcolato
e
disprezzato,
col
e
volta
taldellato
mo-
pianto.
onesti,lo
ed
Cancellieri
se
sessori,
degliAs-
e
i
qualiin luogo di esser pagatipagar dovevano
per
rendere
la giustizia,
dalla legislazione
e in conseguenza
erano
alle ruberie autorizzati,
vantarmi
che il loro disinteresse
e posso
fu
eguale al mio,
non
delle
cause
che
nel
né percepironoun
civili,
le benedizioni
con
sacrifizio di ducati
passatidispendidel
domestica
lagrimea' sventurati
mio
economia,
e
de'
sarà
la mia
del passato governo.
dopo
PlNDEMONTE.
dell' Ascensione
ebbi
fu la ruina
cagion lunga di future
s'esser
pubblica Fiera
unita ai
somma
in Venezia
Qual fu
tìgli.
mesi
sportule
quattrinodi ragion
l'enorme
e con
popoli,
e conoscete
Uditela,e inorridite,
Pochi
genza
reg-
sol
stabilimento
miei
le solite
mila, la qual
trentanove
di mia
intero
corso
che
eglino altro profitto
ebber
criminale. Partii
della mia
e
ricompensa?
io potea
il mio
brigacon
partigiano
ritorno, nella
un
altro allor
33
APPENDICE.
354
nobile
rozzo
uomo
Io ho
pungenti
un'anima
in
potuto
faccia
ardente,
e,
era
stretto
avversario
Tribunal
quel
imbecille
fui
io solo
incinta
e
notte
un
tenero
lanciato
a
gemere
mesi
dovei
seno
dell'innocenza
vivere
l'insultante
lamento,
un
e
e
di queste
Lagune
in cui posso
vi ho
Io
mia
troppo
destino
del mio
la
presiedevano
difeso,né udito,
né
fortezza. Uscito
una
l' ombre
dopo
colpevole,dovetti
un
vili
de' miei
nel
glie
Mo-
otto
nel
dimostrando
fondo
del
sostener
persecutori
la
core
giusta
spieganoil
in cui
è il primo
Cittadini della
o
i medesimi
dalla
avere
barbara
grande
oppressi dovessimo
ai tiranni. Ah
cor
poter
la nostra
calamità,se
io
v'
non
Cittadini
Noi
che,
volo
momento
ferma,
sebben
miei sentimenti
e
che
Havvi
per
sentire,una
esprimere
sventura,
Voi
la pena
no, Cittadini
sensi
troppo
fino ad
dovuta
lente
la doin Venezia
nati Aristocratici,
finor conculcati
Oligarchia;
sospiravanomeco
pilidi
subir
Terra
inganno.
l'istante in cui poter
un
lingua onde
una
miglia
Fa-
potente
gente,
famigliapian-
momento,
Credetemi,
lor voti affrettavan
e
Ma
impenetrabilmistero
i diritti dell' uomo,
raccontata,
nutrono
di
solo?
me
una
premendo
qualche centinajo di
uomini,
avria
manifestarla.
storia.
furono
zione,
legisla-
di
fìgliolino,
scherno
lo
le
con
affettuosa
d'
e questo
indignazione;
mia
su
baldanza
in
una
in
rossor
avrebbe
di
seno
appiattatofra
il
chi
una
cui
essere
dal
tempo
di
e
di
a
senza
di fatto.
giustizia,
potuto
con
il tenebroso
e
vie
io pure
circostanza
sola
parole per
criminale
Qual
congiunto
e
Condannato,
fui di
strappato
e
e
Sentendomi
percosso
mostruoso
crudeltà
alle
peggio,condannare
Oligarchica,e questa
decise. Da
dalle
meco
moderazione?
metodo
che è
ineducato
niegarlo; ma
so
usare
quel
che
scherzevoli
non
procedasi con
condannarmi,
senza
passar
corrisposiampiamente.
dove
fredda
a
la mia
per
quel punto
fatto
il mio
primo
colui
come
e
quel pubblico oltraggiato
a
vie di
fu il
era,
parte
sua
sfera,il quale
della mia
e
coi
persuadersid'esser
mente
per
pensare,
Sarebbe
pensieri.
e
iagrimevole
ora
la
stra
no-
ed
tiranneggiati
agli oppressori,e
virtuosi,imparate
a
distinguerci.
APPENDICE.
Gli
Oligarchici
fratelli.
Non
al
annichilaste.
lieto
i
colpevole
sieno
liberi
miglior
Voi
esige da
lo
e
esigono
del
voi
la
insieme
le
in
istesso
che
de'
reclamate
despoti
intenzioni
stessi, e
la
libertà,
di
basi
quelle
e
resi
speranza
la
eguaglianza.
V
della
i
a
di
sacri
ci
gano
ven-
e
al
giustizia
Democratica,
dell'
faccia
in
esigono
Eroe
che
esigono
bramata
fondi
catene
pura
doveri
lo
pesi
concorrere
Repubblica
lo
solanti
con-
nostri
nostre
nodo
quel magnanimo
lusinghiera
virtù,
dalle
professate
inconcusse
i due
proprietà
nostre
impotenti,
ciamo
fac-
e
si addossino
Quest'atto
della
gliamo
vo-
non
accoglieteci
labbri
gravati
dolce
sime
mede-
insieme,
ci
disciolti
Nazione.
spirito
dispetto
si fonda
vostri,
uniamoci
Non
lance
Furie
pace,
nostri
quegli augusti diritti,e que'
manifestate
a
lo
Cittadino
a
tutti
della
essere
i
che
Cittadini
e
giusta
con
egualmente
restituite,e
fraternità.
e
di
vostri
guardatevi
diritti,noi
abbracciamoci
sui
i
e
quelle
mano
suonare
vocaboli, salute
soltanto
la
animo,
scambievolmente
importabili,
di
i nostri
nostri, stendeteci
siamo
noi
l'innocente,
Ridonateci
fratellevoie
e
nemici,
parzialità invereconda
la
che
con
i vostri
sono
associate
dall' imitare
che
soli
355
sulle
felicità
uomo
ropa
all'Eule
vi
pure
rese
quali
Italica,
358
INDICE.
(1793)
Pag. 20
(1793)
(1793)
La
..."
caduta
Sopra
di Tolone
la fame
di
(13 dicembre
Pariginel
1793)
1794.
»
21
»
22
»
23
»
24
25
(1795)
»
(1795)
»
26
(1796)
»
27
(1796)
"
28
»
29
All'Italia nel
di
mese
maggio 1796
Buonaparte il giorno
A
A
Mantova
A
Wurmser
In morte
il
giorno
il
i° di
giugno 1796
luglio1796
25
giorno 7 agosto 1796
di S. E. Roberto
Papafava il giorno io
Bonaparte
A
Verona
Al
il
popolo
il
giorno
giorno
il
1797
aprile 1797
22
veronese
marzo
21
giorno 28 aprile1797.
Venezia
il
Il
giorno 16 maggio 1797
l'albero
Per
giorno
maggio 1797
della libertà
piantatoin
Alla
Venezia
...
repubblicafrancese
Partenope, cantata
a
A
Ghampionnet
A
Bonaparte primo
Sonetto
I
composto
ventoso
Buonaparte
anno
tre
voci
della
vetta
8 della
ritornato
del
repubblicafrancese
monte
Ginevra
32
»
33
»
34
»
35
»
37
»
38
»
39
»
40
»
43
repubblicafrancese
composto
il 13
Sonetto
dell'abate
Cesarotti
pratileanno
8 in
5
1
»
55
»
63
»
64
»
ó5
»
66
»
67
»
68
nel
.
.
dall'Egitto
Sonetto
Risposta
»
»
console
sulla
3i
36
Ode
repubblicacisalpina.
La
A
1°
»
...»
(1797)
A
3o
sto
ago-
1796
A
»
....
Parigi.
.
»
69
359
INDICE.
Pag.
(2 luglio 1800)
70
Frammento
»
71
Poemetto
»
7^
11 poeta
Le
alla
napoletane,canti
ombre
alle
Note
patria
sua
tre
poesiepolitiche
di Giunio
Annotazioni
Poggi
napoletane
POESIE
Per
nozze,
Per
nozze
delle
tre
109
»
127
»
i5«_)
»
179
»
195
»
213
bre
om-
.
.
.
ai canti
»
VARIE
poemetto
(1789)
»
2'4
(1789)
»
215
Albrizzi
11 ritratto d'Isabella
Per
la celebre
Per
la
danzatrice
L'immortalità.
Canto
In
al
di
Sul
monumento
Ad
Elisa che
Inno
una
Per
nozze
Tu
Berico
dementino
Vannetti
d'Angelo
va
Emo
opera
del Canova.
Roma
a
cantante
battagliadi Canne
tton
tacesti; al
Per
la Psiche
Per
nozze
Ad
buffa in S. Moisè
all'ignoranza
Per
La
prima
Ode
monte
morte
Medina
Manservisi
sig.Rosa
»
Aurelio
del
sacro
siion
tu
desto
....
Canova
Bertòla
Si eccita l'ab. Cesarotti
d'Omero
a
pubblicarela
sua
3t6
»
317
»
218
»
aig
»
233
»
33i
»
232
*
233
»
235
»
243
»
245
»
247
»
248
»
249
»
251
»
352
»
353
zione
tradu-
360
Per
Note
INDICE.
la
demolizione
alle
dell'
poesie
arco
dei
varie
pagina
261
alla
pagina
322.
APPENDICE
Dalla
pagina
326
alla
Pag.
»
LETTERE
Dalla
Gavi
pagina
335.
254
257
Jinito
di
stampare
il
dì
i5
MDCCCLXXXIII
mario
nella
tipografia
di
in
iModena.
V\Qicola
Zanichelli
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